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GLI OCCHI DI KURT scritto da Aleks
“Allora ci stai? Che cazzo vuoi che ci voglia? Dai, fumare e bere ne abbiamo in abbondanza, i miei stanno fuori fino a dopodomani... la invitiamo a casa, così, vediamo un film, sentiamo della musica; poi tu stesso la conosci... due paroline, una canna di quelle belle esplosive, qualche parolina di quelle che le piacciono, un bel bicchierino dopo l’altro di gin e vedrai che se ne parte... capisci? Ce la Facciamo! Questa poi parte tra qualche giorno... con chi vuoi che ne parli, ammesso che non ci stia... perché me lo sento che ci starà. Eh, allora? Che ne dici? Dai, ci stai... dai che si vede che ti tira la greca... dai che ti tira di brutto... con quelle tettone allucinanti... eh? Eh?” “Vai, andata. Io la roba ce l’ho già... serve solo l’appuntamento con la tipa... faccio un giro dalla piazzetta... se ci sta la carico dietro e te la porto qui? O dico già tutto io?” “Veditela tu... fammi sapere verso le due...” “Vabbuoh!” Lorenzo impennò veloce con il Booster, tirò lo scooter su una ruota per un po’, poi lo rimise a terra come Cristo e i Puffetti (VVUU) comandavano, imboccò la strada per il mare e fece rotta bello sparato verso la piazzetta. Era vero... la proposta di Gianni era fin troppo allettante... diciamocelo, già gli cresceva nei boxer al solo pensiero. Quella greca, Mira, era un esempio di porcella mediterranea con tutti gli attributi consoni, un seno di quelli esplosivi su un corpo magro ma ben formato... due occhi ed un viso dolcissimo ma un’aria ammaliante e da “pantera del ribaltabile”. Era più grande di loro di due anni... in vacanza qui dagli zii. In comitiva per quelle tre settimane l’aveva portata Angela... abitava sotto gli zii e giocava con Mira da piccola. La greca l’italiano lo capiva e lo parlava; più che greca sembrava una del posto, non fosse stato per il modo di vestirsi completamente diverso. Ecco la piazzetta... tutti se ne stavano stravaccati sulle panchine, con la testa già alla scuola ed alla nuova routine. Lorenzo inchiodò proprio di fronte a Mira... “Ehi Mira... ti va di venire da Gianni oggi... dovremmo vederci una cassetta di Tarantino... verso le quattro ci troviamo lì...” Aveva battuto su Tarantino proprio perché conosceva la polla da spennare, cultrice del Pulp a stelle e strisce! “Va bene Lorenzo ma dove é la casa di Gianni?” “No problem, ti passo a prendere io... verso le quattro meno dieci... ok?” “Sì... da qua... passa da qua.” Lorenzo non si trattenne molto di più; nel pomeriggio, prima delle quattro aveva da sistemare una faccenda un po’ delicata con una ragazzina che prima gli ronzava attorno. Arrivato sotto casa compose sul cellulare il numero di Gianni. “Oh bello, procurati una cassetta di Tarantino... alle quattro meno...” “Che cazzo, vieni a chiedere a me le cassette di Tarantino; mio fratello ha quasi l’intera collezione.” “Vabbeh, ti dicevo... preparati che alle quattro meno un...” “Ma l’erba l’hai trovata?” “Cazzo morto e sepolto ma almeno mi fai finire di parlare... sto là alle quattro meno un quarto...” “ Con l’erba e con Mira.” “Sì, ciao...” “Vedi che prima a casa non mi trovi... devo andare alla villa in campagna... sto sicuro?” “Sì, ho da fare anch’io prima; ci vediamo direttamente da te alle quattro meno un quarto, meno dieci...ok, ciao.” “Ciao.” Il sole lo stonava di brutto. Aveva atteso e pregustato il momento; il suo affare, quello per intenderci che gli occupava il primo pomeriggio era andato a farsi fottere, non tutto era filato come previsto! Inoltre, dalle tre a quel momento aveva buttato praticamente aspirandole col compressore sei Marlboro rosse (04 per intenderci, roba che ti prende alla gola, che ti appicca fuochi in tutto il dotto respiratorio, da sputare sorsate intere di denso catrame catarroso nel lavandino, da fare di quei catarri che dalla ceramica non si scollano neanche con l’acido muriatico). Beh, tanto vale incamminarsi verso la Piazzetta. Accese il motore, diede due o tre belle sgasate, tolse il cavalletto e con una smanettata furibonda impennò in partenza. Gli dava un senso di beneamata onnipotenza il farsi ad una ruota un bel po’ di strada. Sfrecciò verso l’appuntamento più col cazzo che col cervello. Nel cranio gli si arrovellavano pensieri indegni di quel pomeriggio; pensieri come “Tra dieci giorni si ritorna sui banchi... e non ho fatto un cazzo... ed é il Terzo Liceo... e... e basta, si fottessero tutti!” e giù una derapata d’acceleratore da fare risvegliare i morti. Mira era seduta sulla spalliera di una panchina, conturbante... sembrava una di quelle baccanti ritratte lungo i cortei di Dioniso... si, si, si... l’avrebbe fatto lui il Dioniso di quella serata... “che te ne torni in Grecia che non ti serve più niente nella vita...” “Ciao Lorenzo... hai visto per caso Tania?” “NO!” Cazzo, e questa che c’entra con Tania? “No, perché?” Lorenzo non lo diede a vedere ma le mani gli sudavano di bestia, fu costretto addirittura a rallentare perché non manteneva accuratamente la presa. “Mi cercava stamattina, doveva parlarmi... ha detto che era importante.” “No, non so proprio dove sia...” E di che cazzo voleva parlarle? Vabbeh, adesso non c’erano più problemi... non ce ne sarebbero più stati... mai PIU’. Arrivarono in fretta da Gianni... scampanellata e tutti su! “Ciao ragà... entrate prego, Mi casa es su Casa.” “Ciao Gianni!” “Ciao Già, l’ho trovata l’erba... buona... é roba che viene da Milano... é la SKUNK”. Mira drizzò le orecchie, da loro quella roba non c’era, se ti andava bene ti rifilavano l’Albanese alla varechina... che merda di posto doveva essere la Grecia. Il fumo prese a pervadere la stanza... e il Gin, il Jack Daniel’s, il Jhonny Walker black Label impregnavano le pareti gastroenteriche dei loro fluidi densi e benefici. Lorenzo non era ancora partito del tutto così, per strafare si scoppiò uno Skunk Joint in solitudine, mentre Mira e Gianni porcheggiavano sul divano. Beh cazzo... e il suo turno quando arrivava? ...Doveva arrivare presto... prestissimo... l’euforia gli stava salendo... e ora si faceva incontrollabile, cazzo che dico esplosiva, tutto, tutto gli iniziava a vorticare attorno e le cose acquistavano un nuovo peso, diverso da quello di prima... erano tutte più leggere, la più leggera? La sua risata, saliva, saliva e si fece incontenibile. “Basta, ora é il momento di farsi una doccia! Subito”. Gianni si staccò da Mira per preparare un altro Skunky; Mira invece decise di accompagnare Lorenzo almeno alla porta del cesso; messo com’era non c’era storia, non l’avrebbe trovata nemmeno dopo tre ore. Una volta nel cesso però, alcool, skunk, risate e quel pomicio che le aveva rizzato i capezzoli e qualcos’altro la spinsero ad osare di più. “Adesso sì che si ragiona,” pensò. Forse é più corretto dire si scoprì a pensare... Lorenzo. La gattona lo spinse nella doccia e vi si lanciò dentro con una furia porca e indomabile... “ALLA buon’ora Mira... e Lorenzo dov’é?” “Sta finendo di asciugarsi... tra un po’ arriva... ma tempo per noi ce n’é... ti dispiace se sono ancora fradicia? No mi sono voluta asciugare perché mi fa caldo...” “Ma io ho sentito un colpo...” “Shhhhh stavamo scherzando ... dai... ti voglio...” “Cristo!!! CrIstO.... CRISTOOOOO....” “Volante due a centrale, Volante due a centrale...” “Avanti volante due, qui centrale!” “Ci troviamo in zona Monterosso, ripeto Monterosso... richiesto l’invio di una autoambulanza e di una unità scientifica... abbiamo rinvenuto un cadavere durante il giro notturno... sesso femminile più o meno diciassette anni, non ci sono
documenti... il maresciallo però riconosce una compagna di scuola di sua figlia... l’hanno sgozzata. MARMO 1 Femmina, razza bianca, nazionalità italiana, Allessi Tania, 17 anni, non illibata, deceduta tra le 14:30 e le 15:30 del 17-9-99 per dissanguamento. Causa del decesso: ferita di arma da taglio lungo la zona carotidea con recisione della
arteria carotide e successivo dissanguamento. Assenza di codette e lacerazioni successive, il che fa presumere ad un rasoio od una lametta da barbiere per precisione ed effetti. La vittima doveva avere fiducia nell’assassino che sicuramente era dietro le spalle della ragazza. Si escluda l’ipotesi del suicidio vista l’irreperibilità del corpo del reato. “Centrale... qui volante due... é un casino; i mezzi di locomozione dei due ragazzi sono sotto casa ma non risponde nessuno... chiedo istruzioni...” “Il GIP si é convinto che l’assassino della Allessi é lì sopra; inoltre é giunta una denuncia di sparizione di una ragazza Italo-greca, una certa Mira e poi non si capisce un cazzo, questa stava con quel Lorenzo De Giusti ieri pomeriggio... l’hanno vista salire sul suo motore... sfondate la porta...” “OK Centrale... in azione...” ................ “Merda... centrale, centrale...” “Parla...” “Qui serve la squadra delle pompe funebri... due cadaveri: un maschio ed una femmina, sui vent’anni... del De Giusti non c’é traccia... manda un’ambulanza... io controllo meglio...” MARMO 2 Maschio, razza bianca, italiano, Sismondi Gianni, 19 anni, deceduto tra le 18 e le 18:30 del 17-9-99. Causa del decesso: dissanguamento a seguito della recisione della arteria carotide. Ferita d’arma da taglio con codette e lacerazioni
successive che lasciano intendere una diversa angolatura e la frontalità dell’assalto. Il taglio sembra inoltre essere stato più veloce nell’esecuzione. Quasi sicuramente l’arma usata corrisponde con quella del delitto Allessi e la minore precisione é da imputare ad agenti soggettivi quali la fretta o la posizione dalla quale il colpo é stato inferto, indubbiamente più scomoda. Vi sono inequivocabili
tracce di rapporto sessuale o quantomeno di pratiche affini. Inoltre gli esami tossicologici rivelano un pauroso mix di alcool e marijuana... il soggetto probabilmente non era in grado di realizzare la pericolosità della minaccia.
MARMO 3 Femmina, razza bianca, nazionalità greca, Mira Kinakolis, 21anni, non illibata, deceduta tra le 18 e le 18: 30 del 17-9-99 per dissanguamento. Oltre allo stesso modus operandi dei due Marmi precedenti notiamo qui tracce di rapporti sessuali
plurimi, o pratiche affini; non vi sono comunque segni che lascino presumere una violenza sessuale nei confronti della vittima. Si denota anche in questo caso presenza di alterazione dello stato di coscienza indotto da un mix di alcolici e stupefacenti leggeri. Nella mano rinveniamo una lametta da barbiere; sulla stessa non ci sono impronte digitali. La vittima si trovava effettivamente in condizione di non lasciare
impronte in quanto il corpo era bagnato. Pare che questo ritrovamento altro non sia che una manovra per inscenare un suicidio posta in essere dal vero colpevole: De Giusti Lorenzo. “Coglione... mentre stai a farti le migliori seghe nel tuo cazzo di cervello annacquato senza curarti minimamente di darci una mano io chiamo la centrale... ho trovato De Giusti!” “Davvero maresciallo?” “Beh, l’avresti trovato anche tu se non te ne fossi stato piegato come un gran cazzone a parlare come un deficiente di marmi e di altro in quel cazzo di registratore... comunque é di là... nel cesso... col cervello spiattellato metà sulle piastrelle e metà scolato nelle fogne o acciambellato come la cacata di un cane nel piatto doccia attiguo alla vasca.” “Vuol dire che...” “Si é sparato!”
MARMO 4 Maschio, razza bianca, nazionalità italiana; De Giusti Lorenzo, già segnalato come elemento pericoloso per detenzione di sostanze stupefacenti e stato di ubriachezza. Deceduto tra le 18 e le 18:30 del 17-9-99. Causa del decesso: ferita
mortale di arma da fuoco al cranio con esplosione della zona temporo-parietale destra. Squarcio a stella nella zona temporale con alone di ustione e tatuaggio, un ampio squarcio nel cranio e conseguente e consistente fuoriuscita di materia celebrale. Una parte di tale materia risulta fusa. La vittima indossa un guanto sulla mano destra, quella della pistola. Presenta stato di erezione con escoriazioni minime nella
zona del prepuzio plausibilmente per un coito violento. Era ormai chiaro a tutti... bastava leggere le pagine dei giornali del giorno dopo. Lorenzo, il mostro, aveva incontrato nel pomeriggio Tania, sua ex ragazza. Lei a tornare insieme non ci stava evidentemente e così, in un raptus di follia
tira fuori la lametta da barba e la stringe tra le dita, presumibilmente tra indice e medio... così può nasconderla. Va da tergo a Tania, la cinge col braccio sinistro... lei si fida, in fondo gli vuole ancora bene e Lorenzo invece... un taglio netto e preciso... poi la lascia lì, sul ciglio della strada. Torna in paese; é su di giri; rischia, ha bisogno di un alibi e così cerca qualcuno, qualche amico con cui
passare il pomeriggio; trova Mira, in tasca ha erba a sufficienza per la serata. La carica sul suo scooter, si fa vedere in giro con lei, poi raggiunge Gianni per rafforzare di più l’alibi. E’ qui che i tre cominciano il loro droga party... l’effetto sale e loro ci finiscono sotto... in tutti i sensi; é allora che Gianni e Mira consumano il primo coito; senza un vero e proprio rapporto sessuale. In testa a
Lorenzo deve esserci una voce che gli grida “Cazzo, l’hai portata tu qua e se la sbatte Gianni, hai pure portato l’erba e questo é il ringraziamento?”. Va a farsi una doccia, probabilmente invita sotto anche Mira... andiamo, anche questa ragazza non doveva essere uno stinco di santo, una drogatella, una tossica, diciamocelo avanti; una troietta di quattro soldi. Ci va nella vasca con Lorenzo, ci va e gli
consente anche di rifarle il sedere (ecco le lesioni sul prepuzio di Lorenzo). Evidentemente però il nostro non é soddisfacente; la greca torna da Gianni. E’ a quel punto che in Lorenzo scatta di nuovo la furia... Torna in salone e si trova sotto gli occhi la coppia che ci da dentro di brutto; Mira é seduta su Gianni. Lorenzo, zitto zitto, va dietro di Mira e fa quello che aveva fatto a Tania, poi assale anche
Gianni. A quel punto, sporco di sangue, decide di farsi una nuova doccia.. proprio lì sotto, capisce che non avrà scampo, prende la pistola e si spara, ancora con indosso il guanto. Caso Chiuso! “Ho visto... ho visto tutto, almeno, tutto ciò che mi é stato possibile vedere dalla posizione in cui ero. La ragazza, Mira, tutti e due la chiamavano così, ha seguito Lorenzo nell’altra camera; Gianni é rimasto a rollarsi una canna. Il tempo di fumarsela tutta e la ragazza é tornata, tutta fradicia. Si é seduta su Gianni, di fronte, hanno iniziato a baciarsi, poi Mira in un solo colpo gli ha passato la mano sul collo e senza fargli male lo ha ucciso. Ha rivolto la mano su di sé e ha fatto lo stesso... io Ho visto, io ho visto tutto, io so come sono andate davvero le cose. Di quello che é successo a Lorenzo posso solo fare ipotesi... Lui dalla camera dov’era non é mai uscito; mentre era dentro con Mira c’é stato un colpo sordo, come uno sparo... é stata lei; ha preso la pistola di Lorenzo e lo ha sparato. Ogni tanto Lorenzo faceva di questi giochi cretini dopo che aveva bevuto e fumato... diciamo quando stava sotto l’effetto. Si puntava la pistola in testa e se lo menava... meccanicamente. Era un po’ folle. Avranno fatto quel gioco e a Mira sarà partito un colpo... in fondo quando c’é anche una ragazza perché menarselo da solo... te lo puoi anche fare menare no? A questo punto é anche chiaro che é stata Mira a fare fuori Tania... non chiedetemi però come... NON LO SO. Io comunque ho visto tutto, io so come sono andate le cose, io so chi ha ucciso chi, ho visto, ho memorizzato tutto, io SO... Ma chi ascolterebbe mai un gatto nero? Chi mi ascolterebbe mai? E’ vero, sono Kurt, il gatto di Gianni... ma chi mi ascolta? ...... Vaffanculo, tanto non cambierebbe niente... Però, quella MIRA... che geniaccio... e che pezzo di manza assurda... Che storia ragazzi... se solo riuscissi a raccontarla... no, non mi
crederebbe nessuno!”.
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