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OSSESSIONE scritto da Enrica Rizzi
Mi affretto a collegarmi in rete per sapere se ho ricevuto delle e-mail. “Su, dai, forza… ma questo computer è proprio lento…” – penso, mentre cerco disperatamente di aprire la pagina web che m’interessava. Porto velocemente il mouse alla sezione Mail per connettermi alla posta. Login ok, Password ok, Enter… adesso vedremo se il mio tesoro ha risposto al messaggio. Devo ammettere che da quando ho la connessione ad internet non riesco a stare senza cinque minuti senza vedere la posta. Spedisco al mio tesoro qualsiasi cosa: cartoline virtuali, messaggi seri, messaggi stupidi, messaggi insignificanti, promozioni pubblicitarie che riguardano viaggi e quelle che riguardano l’oroscopo e le affinità di coppia. Per certe cose sono proprio andata in fissa… l’affinità’ di coppia, poi, mi assilla costantemente. Ho notato che la mattina presto le affinità con il mio tesoro superano notevolmente l’80%, il pomeriggio si abbassano al 45% per finire la sera in un misero 13%. Una volta anche il mio tesoro me l’ha fatto notare… da allora gli spedisco solo i risultati della mattina e gli dico: “Vedi, tesoro? Siamo la coppia perfetta”. Penso che anche lui l’abbia capito, ma non dice nulla, altrimenti sarei pronta a ribattere: “Cosa credi? Che navighi in internet tutto il giorno? Come se non avessi niente di meglio da fare…”. In effetti, però, è così. La connessione ad internet mi ha portato a scoprire nuovi mondi, tante curiosità, informazioni aggiornatissime su tutto, ed ora non posso più farne a meno. Ho persino cercato un impiego che mi permettesse di lavorare a casa. E’ interessante svolgere le proprie mansioni per l’ufficio dalla mia camera, senza obblighi di scrivanie e fogli impilati in una massa disordinata. Peccato che la mia giornata tipo sia in parte fatta in questo modo: sveglia alle 7.00, colazione alle 7.10, disbrigo delle pratiche per l’ufficio dalle 7.15 fino alle 7.45 e pausa caffè fino alle 8.00. Dalle 8.00 in poi, comincia la connessione ad internet (il mio tesoro a quell’ora è già in ufficio ed è sicuramente ansioso di leggere la posta) fino a… beh, direi fino alle 18.30 (quando il mio tesoro esce dal lavoro per andare a casa). Fine giornata, fine del lavoro, fine della connessione. I pasti? Mhm… a parte una colazione super veloce ricca e nutriente, il pranzo in genere lo salto, così a volte anche la cena. A volte, però, lo confesso, rimango connessa ad internet anche dopo l’orario di lavoro del mio tesoro. Cerco cose carine e simpatiche da spedirgli il giorno dopo. Questa per ora è la mia vita. Ah, finalmente, sono entrata nella mia casella di posta, clicco su “Posta in arrivo” e… non posso crederci… c’e’ un odiosa frase scritta all’inizio della pagina: <Non sono presenti nuovi messaggi>. Ma come non sono presenti nuovi messaggi? Tra ieri ed oggi ho spedito al mio tesoro almeno una trentina di e-mail. Può non averle ricevute (soprattutto penso che può non averle lette). La delusione è cocente, dopo tanta attesa… cerco di distrarmi ma non riesco a non pensare a quella frase che ancora lampeggia sul video del mio portatile: <Non sono presenti nuovi messaggi>. <Non sono presenti nuovi messaggi>. <Non sono presenti nuovi messaggi>. <Non sono presenti nuovi messaggi>. Accidenti, ho capito! Che bisogno c’e’ di infierire? Forse il mio tesoro è stato così impegnato da non aver avuto modo di leggere la posta, o di rispondermi. Ultimamente sta sudando molto per ottenere la promozione a responsabile commerciale, quindi è probabile che sia stato assorbito dal lavoro e dalle riunioni. Non mi do per vinta. Clicco sul pulsante <Aggiorna> e attendo che il programma finisca di rielaborare i dati. <Non sono presenti nuovi messaggi>. <Non sono presenti nuovi messaggi>. <Non sono presenti nuovi messaggi>. Basta. Adesso è davvero troppo. Mi viene voglia di chiamarlo in ufficio e chiedergli a bruciapelo perché tarda tanto nella risposta. Oddio, a ben guardare, sono sicuramente poche le volte in cui mi risponde, e in genere sempre con frasi laconiche e educate, quasi stesse studiando il modo migliore per non offendere ma fosse seccato dalle continue interruzioni. Vorrà dire che aspetterò a chiamarlo, quando sarà rientrato a casa, e chiariremo ogni cosa. Cosa faccio, nel frattempo? Di roba da fare ne avrei, da quando mi sono appassionata ad internet ho smesso di cucinare, stirare, pulire la casa, rifare i letti, lavare… No, lavare no, tanto lo fa la lavatrice. Mi guardo intorno, e cerco di concentrarmi su qualcos’altro. Il mio sguardo si fissa sul letto ed è a quel punto che vedo il volto del mio tesoro. Mi guarda ad occhi spalancati. E’ bianco come un lenzuolo, sembra di gesso. Mi avvicino… continua a fissarmi senza sbattere le palpebre (mi chiedo come faccia a resistere così a lungo). Il mio sguardo si sposta dai suoi occhi al resto del corpo. Adesso capisco che cos’era quell’odore strano che da stamattina presto invadeva la mia stanza da letto. Il lenzuolo non è più color cielo, ma è diventato di un bel color amaranto, lo stesso colore che si è sparso anche ai piedi del letto. Guardo meglio: eh sì… è proprio il mio tesoro l’uomo che continua a guardarmi senza sbattere le palpebre. Cambio posizione per vedere il mio tesoro da un’altra angolazione… eccole lì… sapevo che dovevano essere in giro da qualche parte quelle due. Mi chino per raccoglierle e penso che è stato un vero peccato troncargli di netto le mani. Aveva delle belle mani, sapevano fare miracoli, ed ora guarda qui che disastro. La coltellata all’addome deve stata quella decisiva. L’incisione parte dallo sterno e arriva fino all’ombelico. Sembra che qualcuno si sia divertito a fare l’autopsia su un essere vivente. E quelle mani… le lascio cadere al suolo e sospiro. Dovevo essere sicura che non avrebbe più digitato nessun messaggio con quel computer che si portava dietro anche fuori ufficio. E’ un peccato, torno a pensare alle mani. Le dita sono state schiacciate da un pesta bistecche e sono ridotte a poltiglia e ossicini. Ma all’improvviso mi riscuoto. Accidenti, sono passati già dieci minuti dalla mia ultima connessione ad internet. Mi dirigo veloce verso il portatile e mi collego di nuovo. Il video mi rimanda la stessa scritta di prima, la stessa scritta che i miei occhi riflettono con rabbia. <Non sono presenti nuovi messaggi>. <Non sono presenti nuovi messaggi>. Proverò ancora fra 15 minuti… chissà se per allora il mio tesoro avrà trovato il tempo di rispondere alle e-mail.
(Copyright by Enrica Rizzi)
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