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SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

Paura sottopelle

 

Autore:

Edo Van Belkom

 

Origine:

Italia-2002

(Edizioni Addictions)

 

Formato:

130 pagine

 

Contatti:

info@addictions.it

www.addictions.it

Tel. 0266710816

 

Voto:

8,5

 

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PAURA SOTTOPELLE


È ormai consuetudine che ogni scrittore dell’orrore di un certo talento venga definito il nuovo Stephen King, e questo sta accadendo anche al canadese Edo Van Belkom. Vincitore del Bram Stoker Award, Van Belkom arriva da noi grazie alla casa editrice Addictions, che pubblica la sua raccolta “Paura sottopelle” (il titolo originale è “Death drives a Semi”) nella collana “I Neri”. L’immagine in copertina (un primissimo piano non certo piacevole) parrebbe annunciare che siamo in presenza di racconti tosti, cruenti, non adatti agli stomaci deboli. Invece non tutte le novelle di Van Belkom sono sanguinose e truci. Quella iniziale, “Ma qualcuno deve pur farlo”, però in questo senso non scherza. Si tratta di una storia di zombi, raccontata dal punto di vista di un addetto alla distruzione dei cadaveri, uno della Squadra Zeta. Anche qui, come in molti celeberrimi film, basta un morso per essere contagiati. Van Belkom risolve la situazione con cinica ironia, come il Dan O’ Bannon di “Il ritorno dei morti viventi”. Nel successivo “Baby Piano” (bellissimo il titolo originale: “Piano Players has no fingers”), un detective indaga sui misteriosi omicidi di dieci celebri pianisti, a cui sono state asportate tutte e dieci le dita. Ancora con la musica ha a che fare “La quinta corda”, in cui un una rockstar uccide la moglie con una delle corde della sua chitarra elettrica. Il finale è sorprendente e ricorda per certi versi “Il gatto nero” di Poe. Quasi fantascientifico è “S. P. S.”, nel quale lo scrittore immagina che sia stato creato un apparecchio che permette di provare ogni tipo di emozione. In questo come nel racconto successivo, il bellissimo “Madre e figlio”, Van Belkom mostra d’interessarsi particolarmente alle figure femminili e alla maternità. Non a caso “I bambini non sono ammessi” narra di una coppia che non può avere figli e che affitta un appartamento in un condominio dove i bambini non sono ben accetti. Non possiamo svelare il finale, diciamo che Van Belkom affronta qui una delle figure classiche dell’horror. “Freddo” è piuttosto originale nella scelta del tema: gli animali che vengono massacrati per la loro pelle. E lo scrittore è bravo nello scegliere di raccontare la vicenda proprio attraverso un venditore di pellicce. Uno dei risultati migliori dell’antologia Van Belkom lo raggiunge con “La cantina”, misterioso, costruito con sapienza e grande tensione. Chi non ha mai avuto paura di scendere le scale che portano in cantina provi a leggere questo racconto. Come ne “La cantina”, anche in “Il tappeto” (altro gioiellino) protagonista è un’anziana signora. Assillata da problemi economici, la donna un giorno uccide il proprietario dell’appartamento e nasconde il cadavere sotto il tappeto. Avrà una bella sorpresa. Geniale il finale. Il racconto più kinghiano della raccolta è l’ultimo, “Lip-O-Suction” (ricorda una delle migliori novelle del Re del Maine, “Quitters, Inc.”). Il protagonista è un obeso che cerca in tutti i modi di dimagrire, finché trova un centro di riduzione del peso denominato Lip-O-Suction. E s’imbatte in un’altra, intelligente rivisitazione di un archetipo della narrativa gotica. Ciò che colpisce dello stile di Van Belkom è l’attenzione alla quotidianità, ai particolari, la tensione non artificiale della narrazione e la scrittura sintetica, diretta, priva di fronzoli. Che lo riconduce non solo al miglior King, ma anche ad alcuni maestri del fantastico del dopoguerra, Bradbury, Matheson e Sheckley. C’è da dire che rispetto a loro lo scrittore canadese non rinuncia all’utilizzo di qualche sano “effettaccio”, che farà la gioia degli amanti dello splatter. “Paura sottopelle” è dunque una raccolta che chi ama l’horror deve leggere con attenzione, aspettando che anche i romanzi di Van Belkom vengano pubblicati in Italia.
 
 

a cura di Roberto Frini

copyright by Roberto Frini

 

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