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PIKTOR scritto da Massimo Perissinotto (copyright by Massimo Perissinotto)
GHoST ANTHOLOGY: RACCONTO TRATTO DALL'ANTOLOGIA "LE NOSTRE TENEBRE"
ATTENZIONE: LETTURA RISERVATA SOLO PER UN PUBBLICO ADULTO
Un urlo meccanico lo destò dal suo sonno alcolico. Blanco si tirò su e, seduto sul letto, cercò di mettere a fuoco la realtà. Le ipotesi sull’origine di quel frastuono erano tre: 1) Il telefono: escluso, in quanto la compagnia dei telefoni aveva da tempo interrotto il servizio per morosità; 2) La sveglia: esclusa; l’aveva sfasciata contro il muro da ben quattro anni, quand’era ancora in polizia, e i pezzi impolverati giacevano sotto al letto a perenne ricordo; 3) Il campanello: possibilità remota, ma da non scartare. Blanco si alzò e, ondeggiando, andò al citofono. “Chi rompe?,” biascicò, impastando un rantolio. Gli rispose una voce del passato: “Sono Rico, aprimi.” Blanco aprì e Rico, salite le tre rampe di scale, entrò nell’appartamento. “Cazzo vuoi?,” chiese Blanco, al quale stava passando rapidamente la sbronza. “Amico... Cristo Santo, sei più brutto della sifilide!” Blanco lo guardò dritto negli occhi, con uno sguardo al laser, prima di prenderlo per la cravatta e sbatterlo contro il muro. Rico si portò gli avambracci al volto, per proteggersi da eventuali pugni. “Ehi, amico: non facciamo scherzi, okay? Sono soltanto un fottutissimo ambasciatore!” Blanco allentò la presa. “Parla, e forse non t’ammazzo.” “Abbiamo un brutto caso, giù in centrale. Il peggiore che ci sia mai capitato. Noi non ce la possiamo fare... non abbiamo abbastanza stomaco. Per non parlare del fegato e del cervello... Amico, per l’amor di Dio, devi rientrare...
(continua su Cyber Ghost e nell'Area Soci GHoST)
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