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PURGATORI scritto da Miskatonic
Ia mayyitan ma qadirun yatabaqa sarmadi fa itha yaji ash-shutahath al-mautu qad yantahi. (Non è morto ciò che in eterno può attendere; e col volgere di strani eoni, anche la morte può morire.) H.P.
Ero appena morto, e subito sentii che qualcosa non andava. Il freddo, il caldo mi mordeva le carni (quali carni?). Un’onda cauterizzante mi percorreva la pelle (quale pelle?). Un lenta, inesorabile, insopportabile vibrazione mi sconquassava le tempie, la testa (sì, ma quale testa??). Sarebbe stato facile impazzire; e non so neanche io come, divenni freddo e distaccato subitaneamente. Subitaneamente: ma quanto tempo (tempo?) era passato? Tecniche orientali: ne avevo sempre ascoltato i discorsi con interesse e mistero. Avrei voluto provare; provai. “Il segreto è nell’estraniarsi”, mi dicevo. Ed è vero. E mi riuscì molto bene. Dopo non pativo più, e al tempo stesso sentivo lo stridere delle anime (sì, erano anime!) anch’esse lì (dove?). Quello era l’Inferno, ma anche il Purgatorio: la chiave era nel (tr)ascendere, ed io lo feci.
Vidi la luce…
(copyright by Miskatonic)
RACCONTO SELEZIONATO (20° POSTO) PER IL CONCORSO PREMIO NARRATIVA GHoST 2002
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