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IL SENSO DELLA (MIA) VITA scritto da Ivo Gazzarrini
Apro gli occhi ma li richiudo subito perché la luce del sole mi fa male. Passa un po' di tempo prima che mi abitui al bagliore che invade la stanza e poi li apro di nuovo. Mi sveglio definitivamente. Adesso sono seduto sul letto con la schiena appoggiata al muro scrostato, pensando a come ho fatto a dormire tutta la notte. Dopo quello che ho fatto. Solo due notti fa a letto con quella sgualdrina. Sicuramente adesso saprà cosa ho fatto anche mia moglie. Non solo ho tradito la sua fiducia, ma deve anche subire l'umiliazione di aver sposato un assassino. Sulla sedia, accanto al letto, c'è ancora il tirreno di ieri aperto sulla cronaca di Empoli. Dalla mia posizione riesco a leggere il titolo dell'articolo (che ormai so a memoria) posto nell'angolo in basso della pagina: "Uccide prostituta albanese a martellate" e sotto, in caratteri maiuscoli "La moglie in vacanza". Quello che mi stupisce è che non sono pentito, non provo neanche un briciolo di pena per quella ragazza. Ai carabinieri ho detto che non sapevo cosa mi era preso, che non ero in me e altre cazzate, ma la verità è che io ero lucido. Sapevo quello che facevo. E lo rifarei. Solo adesso me ne sto rendendo conto. Forse per gli strizzacervelli sono una persona da studiare. Ma non avranno il tempo di farlo. I giornali hanno scritto che ero in preda ad un raptus omicida. Tutte stronzate! E' stato stupendo fottere quella puttana mentre menavo colpi col martello alla sua testa e sentire la sua fica che si stringeva sul mio cazzo. Adesso sono tranquillo. Sono in pace con me stesso. Ho dovuto aspettare 37 anni per trovare la quiete interiore. Sono arrivato ragazzi! Posso concludere la mia vita lasciando un bel punto interrogativo sulle menti di psichiatri e medici criminali. Mi alzo dal letto e strappo le coperte a forma di strisce. Le congiungo insieme, monto sulla sedia e passo la fune fabbricata sulla trave che sta al soffitto della cella. Dopo averla fissata al legno, mi annodo l'altra estremità al collo... Il rumore della sedia che cade e del collo che si spezza scacciano il ratto che adesso stava esplorando la stanza.
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