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LO SPECCHIO

scritto da Anonimo

  

 

Come ogni mattina mi alzo e vado davanti allo specchio del mio bagno, uno specchio grande e ben rifinito, uno specchio racchiuso in una cornice blu, uno specchio grande dentro un bagno piccolo e brutto, il riflesso di un'anima grande in un corpo piccolo. Questo sono io: un piccoletto di un metro e cinquanta senza palle che pensa troppo ed agisce poco. Forse e' per questo che lei mi ha lasciato, perche' diceva che voleva un uomo vero, uno che le dava sicurezza. Gia', sicurezza, che sicurezza potevo darle io che sono un metro e cinquanta di altezza? Un nano fra i giganti. Specchio, e' per questo che ogni mattina mi guardo allo specchio, perche' inconsciamente spero che sia tutto un brutto sogno e che alla fine io sia un bellissimo ragazzo di un metro e novanta con spalle larghe, con una personalita' carismatica o solamente uno che sappia reagire, che sappia reagire a qualunque azione esterna. Ma nulla, nello specchio blu c'e' solamente l'infrangersi della mia illusione, c'e' il vero risveglio, c'e' la realta' che incalza sulla mia fantasia e che prende il sopravvento su di essa... miseramente, senza scampo alcuno. Quando mi aveva lasciato? Una settimana fa? Forse due? Non ricordo, non importa, devo reagire, ora sono solo, solo con la realta' che non si accetta, solo con il mio specchio grande in una stanza piccola e brutta. Ma sono diverso, quella volta ero diverso, non capisco, sono io ma nello stesso tempo sono un altro, c'e' qualcosa che non quadra, c'e' un dettaglio che non percepisco... ma si! Sono gli occhi, sono diversi dal solito, sono quegli occhi a cui nessuno sa resistere, sono quegli occhi che solamente l'uomo sicuro di se' ha, l'uomo compiaciuto di quello che ha appena fatto, l'uomo che non ha paura di nulla, neanche della morte, soprattutto della morte. MORTRE... gia', questa parola risuona forte nella mia mente, MORTE... non ho paura della morte ed il mio sguardo e' deciso e severo. MORTE... ma quando mi ha abbandonato? Quando e' stato? Se mi vedesse ora non le fregherebbe nulla del mio metro e cinquanta, starebbe con me a vita. Si, la vita, comincia a non piacermi quella parola, e' la MORTE che ora mi attira, davanti allo specchio dentro la cornice blu e che ora riflette l'immagine di me come ho sempre voluto essere.

Finalmente... lo specchio dentro la cornice blu... MORTE... occhi profondi... oddio se lei fosse qui, se mi vedesse, tornerebbe tutto come prima lo so. Lo specchio gia', maledetto, per una vita mi hai fatto soffrire, sperare che qualcosa cambiasse ed invece nulla... ma ora e' diverso. Sono cambiato... MORTE... parola che rimbomba nella mia testa come un attacco di suoni bassi...TUM TUM... MORTE MORTE... perche' nella morte trovo la forza... tesoro dove sei? Ora sono un uomo diverso... guardami, guardami come mi sto guardando io ora, in questo pezzo di vetro dentro la corteccia blu, il riflesso che mi ha dato la sicurezza. Li vedo... ma cosa sono? MORTE... perche' ora lo specchio e' cosi' piccolo?... metro e cinquanta... non e' piu' blu... e' rosso... MORTE... e non e' uno solo... sono tanti specchi, piccoli specchi in piccole cornici rosse... tanti riflessi, riflessi di MORTE. Tutto e' rosso ora e lo sguardo non e' piu' sicuro, ma e' diverso... c'e' nebbia... dove sei AMORE MIO? Non vedo piu' i miei riflessi, non vedo piu' il mio specchio, ora vedo solo rosso... specchio blu... rosso... e rosse le mie mani... e rosse le mie vene... tagliate... MORTE, AMORE, VITA... anima grande in un corpo piccolo.

 

 

 

    

   

Anonimo

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