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SPORCO, FIORE! scritto da Carlo Migotto
Mangiava lentamente, cercando invano di allontanare le fastidiose succhia sangue estive; attendeva con ansia l’arrivo della premurosa cucina- stira. Le amiche del campetto se ne erano andate, lasciando un cesto di capelli ricci e delle scarpine rosse, soli: così appariva la mulatta Amy vista dall’alto: non si meritava di morire. Forse sarebbe rimasta in vita, se la sua curiosità non l’avesse spinta a voler scoprire cosa rumoreggiava dietro il raggio di luce polveroso del lampione. Un biondo occhialuto, in giacca quadrettata vecchio stampo con pantaloni opacizzati e calzini portati sopra i calzoni, questo l’uomo che aprì per primo il sipario del terribile evento. Due forzute mani senza unghie spuntate dal nulla, questo invece l’ultimo ricordo che Amy conserverà in eterno all’interno delle frattaglie che di lei, rimangono. Non potrà mai raccontare alla madre, tutt’oggi sotto effetto di psicofarmaci altera-cardiobattiti, di come il suo corpo sia stato esplorato a fondo da mani nude alla ricerca della sorgente più rigogliosa di sangue. La giustizia divina non esiste. Nessuno conosce, ne comprende cosa stia accadendo. I giornali non ne parlano, gli scienziati non abbozzano ipotesi, gli psicologi non tracciano profili, la polizia non indaga, la gente non mormora…tutti hanno paura di parlare di evento soprannaturale. Amy è l’ultima caffelatte-baby sventrata in questo mese; la gente guarda attonita e indifferente sperando di non essere sfiorata dal fenomeno. Dal buio spuntano mani senza corpo che uccidono giovani creature, il fenomeno viene ignorato completamente. I parenti delle vittime, solo loro, hanno la forza di invocare Dio. Sperano di trovare appoggio rifugiandosi nella fede. Ingenuamente. Ma nessun prete di parrocchia o cardinale osa esprimere opinioni in proposito, i nomi dei defunti non vengono ricordati nelle omelie della domenica, i funerali non vengono celebrati, gli esorcisti vagano. Qualsiasi cosa faccia la Chiesa, risulterebbe un errore fatale che peggiorerebbe la situazione.
Sangue, sangue e ancora sangue; questa volta all’interno del cortile del villino in via Ciro da Urbino 62 a Recoaro. Nessuno dei frammenti di carne e ossa, contenuti in quella staccionata bianca, è apparentemente riconducibile ad una corporatura umana; ne tanto meno al corpicino morbido e gentile di Gloria. All’imbrunire giocava angelica sulle sponde della piscina in attesa della guarda- baby; due ore dopo la luna illuminava il suo corpo scomposto. Sempre delle mani nude, sempre delle mani nude avevano agito; mosse da una straordinaria forza… disumana, crudele, spietata, dissimilmente umanoide e soprattutto ancor oggi sconosciuta. Con il volto conficcato a forza nel terriccio, Gloria non aveva avuto possibilità di chiedere aiuto, di domandare perdono per un peccato che non aveva commesso, di invocare la clemenza del suo carnefice. Con criterio malato, il corpo è stato denudato dalla cute, la carne staccata lentamente dalle ossa, ogni lembo di carne stracciato e lanciato alla rinfusa nel giardino; con ritmo incessante quel che rimaneva di Gloria è stato frantumato e sezionato, mentre qualche arto accennava sporadiche convulsioni: forse per riflesso incondizionato dei muscoli o forse perché qualche organo percepiva ancora quello che stava succedendo. Quando le mani nude ebbero concluso l’atto, l’unica parte intatta era la testa…ancora conficcata nel terreno. Benché gli occhi fossero schizzati fuori dalle orbite per permettere al sangue di sfociare, l’espressione del volto era rimasta intatta. Vibrazioni raccolte nell’aria rumorosa sputate fuori a fatica dai polmoni La terra, solo la terra ha udito e assorbito, suo malgrado, i lamenti straziati di una creatura, pulita. Il corpo si è arreso prima dello spirito. Quando le zolle sprigioneranno i lamenti catturati per uno sconosciuto meccanismo, lì, dove i denti si sono digrignati e la lingua ha impastato involontariamente humus, crescerà uno : Sporco, Fiore.
La giustizia divina non esiste. Paura e odio soffocato, sofferenza repressa e ingiusta…pregare diventa ridicolo. Ogni qualvolta che una delicata creatura viene lasciata incustodita, mani mozzate le strappano il cuore. Nulla, l’unica cosa da fare. L’unica certezza innata nell’uomo è che il fenomeno presto si esaurirà, cesserà per sempre. Non si sa nulla su questo fenomeno: si conosce solo la data di inizio e il giorno dell’epilogo. Bisogna solo attendere quel giorno, sperando di arrivarci incolumi. La fame di morte sarà appagata solo al termine dell’anno Giubilare. Amen.
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