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STREGHE scritto da Nila Lucchini
L'incantesimo comincia. Una nebulosa di colori che mi ronza nella testa. Sciami di sensazioni, uno scroscio di minute emozioni. E comincio a sentire la coscienza di Gisla, i suoi agrodolci timori, il salato della sua intelligenza, il pungere piccante delle
sue ire, la dolcezza delle speranze; un'aspersione che è il suo abbandono. Il nostro reciproco abbandono. Oh Gisla, labirinto di sensualità, spirale d'emozioni! Lentamente i nostri amori/umori si confondono, si amalgamano nella tavolozza delle nostre menti. Ora provo le tue insolite passioni, le fobie allusive, i desideri irreali; e il profumo del tuo profondo si mescola con quanto ho da offrirti. E tu, amore, ora stai provando le mie sensazioni più segrete, i miei futili credo, i colori più nascosti uniti ai tuoi in questo grande e fantastica incantesimo. L'esperimento ha preso avvio. I cerebri di Gisla e Andrea sono stati reciprocamente collegati con cavi ottici wetware. Il sistema esegue milioni di operazioni al microsecondo, controlla i flussi wet, la modulazione digitale, effettua la miscelazione dei flussi
mediante funzioni complesse, e infine demodula creando un nuovo flusso wet. I corpi delle due cavie,. amanti nella vita reale, sono distesi obliquamente nella sala operatoria ed emettono spasimi nervosi non preoccupanti. L'attività dei gangli, delle sinapsi e degli assoni è sopra la norma, l'elettroencefalogramma
riferisce della fase REM più turbolenta, il sognoscopio simula indistinte sagome multicolori, un puntino sonoro decide il trascorrere del tempo, dividendolo in minuti secondi. Il neurochirurgo attende, origlia e ispeziona con gli occhi sgranati gli strumenti e i display del sistema. Poi il sognoscopio mette a fuoco la corolla violacea d'un fiore che si schiude. I petali si sfaldano rivelando lo stame e il gineceo, che a loro volta si aprono formando la lunga serie di un frattale di tipo Julia. L'operazione prosegue regolarmente. Quando decisi di unirmi mentalmente ad Andrea fu quasi per protesta. Il mondo ci accettava ipocritamente. Nessuno in realtà acconsentiva alla nostra relazione, nonostante le leggi ci riconoscessero tutti i diritti. "La gente non
ci vuote, Andrea, la gente ci vuole separare", le dicevo. Così accettammo. Ora siamo una persona sola, sebbene scissa in due corpi ben distinti, e abbiamo la stessa mente, identica. Siamo dei gemelli cerebrali, proviamo le medesime sensazioni, le emozioni, i pensieri, abbiamo la stessa intelligenza, persino
gli umori sono uguali. Siamo una persona con due corpi separati. E la gente ora ci chiede cosa proviamo, se siamo telepatici, se ci sentiamo veramente una persona ubiqua. Ubiqui, telepati, interessanti, sì, ma la gente non ci ha ancora ammesso al club dei normali, al "club meno esclusivo del mondo" come motteggiano, ma pur sempre esclusivo. Così accettammo, e adesso ne stiamo subendo le conseguenze, Andrea, amore mio, ma non sono gli orologi che controllano il tempo e non basta far girare le lancette in senso antiorario per tornare indietro. L'intervento sarà realizzato nelle sale operatorie del Policlinico a cura dell'equipe del Dr. Sercy, che coordinerà l'operazione grazie al sistema Tyx-1000. L'esperimento consisterà in due operazioni nuove per la storia della medicina, in particolare della neurochirurgia plastica. La prima effettuerà una connessione wetware tra i cerebri dei pazienti che ne consentirà il reciproco arricchimento chimico. La tipologia e la quantità delle molecole saranno catalogate e immesse nel cervello contrapposto. L'innesto di un superclitoride erettile fino alla misura di un pene in entrambe le vagine delle pazienti sarà la seconda operazione. L'incantesimo è appena finito amore, ora mi sento come te, io sono Gisla, tu sei Andrea, e viceversa. Amore, ero io che possedevo questo corpo, quello di Andrea, o tu? Vivo qua ma ho la vaga sensazione di non essere più me stessa.
Oh Andrea, voglio dire, Gisla, ora ciò non importa più. L'incantesimo è compiuto. Le unghie lunghe delle dita scivolano avide solleticando le piccole labbra, i seni si schiacciano reciprocamente confrontandosi, la pieghe carnose delle nostre labbra si sfregano e le lingue s'attorcigliano complici. Adesso finalmente la gente ci accetterà per quello che siamo, due amanti, una coppia d'innamorati, vero? E non due streghe lesbiche!
(Nila Lucchini, Venezia, settembre 1999)
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