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TUMULO SU ELSINOR

scritto da Francesco Cortonesi

  

 

I

 

 

                                               

Quinto giorno. Poco lontani da Elsinòr

Capitano Hamlet dell’astronave Danemark.

Diario personale

 

Stiamo per entrare nell’orbita di Elsinòr.

Un pianeta morto dove non c’è nulla di rilevante, se si esclude una piccola tempesta cosmica che interessa la zona est del pianeta.

Per il resto, solo milioni di stelle nel buio infinito…

Comincio a credere anche io che nell’universo non ci sia nessuno.

Tranne noi.

La salma di mio padre è pronta per essere lanciata nel cosmo.

Domani verrà espulsa dal Danemark per poi perdersi nel nulla.

Perché questo è l’universo.

Il nulla.

Gli esperimenti di routine condotti sul suo corpo e integrati alle analisi legali, non hanno evidenziato nessuna anomalia.

Il comandante del Danemark è morto per cause naturali.

E’il responso ufficiale.

Tutto quello che mi rimane di lui.

Esperimenti sul suo cadavere.

Il suo ultimo desiderio.

E adesso, siamo giunti alla fine.

 

II

 

 

Quarto giorno. Orbita di Elsinòr

Capitano Hamlet dell’astronave Danemark. Diario personale.

 

La salma di mio padre è stata espulsa dal Danemark alle 12.5c

Appena dentro l’orbita di Elsinòr

Sarei voluto andare con lui.

Ho pensato per un attimo di lasciarmi scivolare nel vuoto, per poi potermi sciogliere lentamente.

E diventare tutt’uno con l’abisso di stelle.

Proprio come mio padre.

Nulla adesso mi sembra importante.

In realtà, trovo tutto disgustoso.

Credo sia dovuto in gran parte a mia madre.

Sembra averlo dimenticato.

Dio…mio padre è morto appena due mesi fa.

Come posso comprendere…come posso ascoltare le sue ragioni e cancellare la sua ombra dagli occhi della mia mente?

Non ci sono ragioni…

Non posso capire…

Questa notte il Danemark scivola silenzioso in un lato dell’orbita che dà sul cieco universo.

Il buio sembra chiamarmi…

 

 

                                                                     III

 

Terzo giorno. Orbita di Elsinòr

Capitano Hamlet dell’astronave Danemark. Diario personale.

 

Probabilmente sto impazzendo.     

Non trovo nessun’altra spiegazione logica..

Se non la solitudine dello spazio che spesso colpisce gli astronauti.

Ma la conoscenza della motivazione non cambia il risultato…

E comunque, deve trattarsi di follia collettiva.

Poco fa ho visto un uomo lavorare nella mia stanza.

Ero io.

O un altro io.

Ho ispezionato il ponte del Danemark alle 15.9f. Ho trovato tutti gli uomini ai loro posti.

I quadri degli strumenti erano perfettamente efficienti.

Le condizioni esterne assolutamente ottimali.

La figura di me stesso si è materializzata di fronte ai miei occhi…

Evanescente come la fiamma di una candela…

Un misfatto, sepolto anche profondo,

spezza la tomba e si rivela al mondo…

Mio padre è stato ucciso…

Vorrei poter non credere a ciò che ho visto e sentito…

 

 

                                                         IV                    

                                                         

 

Secondo giorno. Costellazione London. Coordinate 7.3

Capitano Hamlet dell’astronave Danemark diario personale.

 

Come non si può trovare una spiegazione logica…?

Avrebbe potuto trattarsi di un ologramma…una registrazione tridimensionale…

Uno scherzo insomma…?

Ma so riconoscere queste cose…

Non era nulla di tutto questo…?

Il dottore dice che sono estremamente stanco, che queste allucinazioni si possono verificare in caso di stress.

E’ solo un modo per dire che sono pazzo ?

 

Nessuna pazzia, nessuna pazzia signori, lo vedo di nuovo.

O dovrei dire..mi vedo di nuovo…?

Come l’immagine di uno specchio che non vuole rispettare le parti. Sono seduto, eppure posso vedermi distintamente mentre mi muovo e lavoro nella stanza.

Non posso aspettare oltre, affronto lo spettro, me stesso o qualunque cosa sia.

 

                                                                   

                                                                     V

 

 

Primo giorno. Costellazione London. Coordinate 7.5

Capitano Hamlet dell’astronave Danemark. Diario personale

 

E’ scomparsa…l’immagine è scomparsa.

Ho parlato di nuovo con il dottore.

Dice che la morte di mio padre mi ha sconvolto. I fantasmi sono solo proiezioni del nostro inconscio. Sono io quello che vedo, ma spero che sia mio padre. Non è stato ucciso dice il dottore. Sono solo io a crederlo.

Balle, anche lui fa parte del complotto

Quello che vedo è reale. Hanno ucciso mio padre. Quello che vedo, non sono io, quello che vedo è mio padre, è il suo fantasma. Del resto il re è con la salma, ma la salma non è con il re e viene a dirmi cosa è accaduto. Sono circondato da assassini, e mio padre chiede vendetta.

Comincia il male e il peggio ha da venire.

Una parola ancora…

 

 

 

                                                                     VI

 

Ultimo giorno. In nessun posto in particolare

Capitano Hamlet dell’astronave Danemark. Diario personale

 

Il Danemark in questo momento è senza controllo. Nessun esperimento, nessuna nuova frontiera. Andiamo alla deriva, come  è giusto che sia.

Ho isolato il resto dell’equipaggio, ho spento i motori, accecato le luci.

In questo momento l’astronave è un ammasso di metallo che sprofonda nel cosmo. In un lato dell’universo privo di stelle. E le grida, dall’altra parte della porta, mi riempiono di gioia. Senza dubbio la pura del non essere è il vero problema dell’essere.  Sanno di essere spacciati. Il fantasma è di nuovo qui. Non io, non io. Adesso so che è mio padre.  E sto andando a raggiungerlo.

Follia? Quale follia? Indecisione la mia? Non scherziamo. Sapevo che sarebbe accaduto e nel conto dei giorni sta la prova di tutto. Cinque giorni, fino all’ultimo. Oggi.

Felice notte madre!

Domina i miei spiriti, intonando il suo canto di vittoria il veleno possente. Osservo il buio eterno e ripenso agli eventi. Nessun errore..

E il resto..è silenzio.

 

 

  

 

    

Francesco Cortonesi

Francesco Cortonesi è nato ad Arezzo nel 1971. Laureato in critica letteraria, con una tesi sulla letteratura dell' orrore, insegna italiano e storia oltre che scrivere sceneggiature per cortometraggi, spettacoli teatrali e racconti. I suoi cortometraggi sono stati spesso premiati a livello nazionale. I suoi spettacoli teatrali no. Attualmente vive ad Arezzo in una casa, vicino ad un campo da calcio. Nonostante i suoi numerosi tentavi, non è ancora riuscito a giocarci.

 

  

 

 

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