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LA VIA DEL DOLORE scritto da Nicola Lombardi (copyright by Nicola Lombardi)
GHoST ANTHOLOGY: RACCONTO TRATTO DALL'ANTOLOGIA "LE NOSTRE TENEBRE"
ATTENZIONE: LETTURA RISERVATA SOLO PER UN PUBBLICO ADULTO
L'ultimo giorno era così lontano, all'inizio, che pareva non dovesse arrivare mai. Tutto a un tratto, poi, si presentò con ali grigie spruzzate di polvere d'oro e la luce di quell'alba introdusse le sue dita scheletriche attraverso le fessure delle persiane, imbevendo le tende cremisi di chiazze color sangue. Wilson, disteso fra le sete del suo letto, non si mosse. Non aveva chiuso occhio tutta notte ma non aveva sonno: quello era l'ultimo giorno, il giorno che in principio aveva ignorato, facendosene addirittura beffe, preso com'era dall'euforia e dall'ebbrezza di quanto lo aspettava. Da un anno a quella parte, tuttavia, l'idea che l'alba fatale sarebbe giunta davvero aveva cominciato ad ammorbare i suoi pensieri con sempre maggior insistenza, come un tarlo che cresce, cresce e cresce, pretendendo cibo a ogni ora e guastando irrimediabilmente tutto ciò che gli stava attorno. Aveva cercato, invano, di scacciare quella consapevolezza devastatrice ma, alla fine, si era ritrovato impotente di fronte alla paura. Il suo mondo era andato spegnendosi, giorno dopo giorno, brillando di luci via via più sbiadite. Da quanti mesi stava seguendo il conto alla rovescia? Non ricordava... Sapeva solo - senza quasi rendersene conto, in principio - che la sua mente aveva preso ad allontanarsi da tutte le vuote meraviglie nelle quali si era crogiolato durante gli ultimi vent'anni. Soffocò le lacrime, immobile tra i preziosi tessuti ordinati dall'Oriente, oppresso dallo sfarzo pacchiano che lo fissava con gli occhi dei putti dorati o delle procaci vestali intrappolate nell'ordito degli arazzi. Quant'era stupido e inutile tutto ciò che lo circondava! Se ne rendeva conto solo adesso... Riempì i polmoni dell'aria vagamente stantia che gli si era avviluppata intorno come una muffa e la trattenne dentro di sé, strizzando gli occhi. Vide così miriadi di puntini luccicanti e colorati danzare davanti a lui nella tenebra rossastra e ascoltò il sangue che gli brontolava ritmicamente dentro. Non ebbe neppure il tempo di domandarsi se sarebbe davvero venuto a riscuotere perché, quando riaprì le palpebre, il Diavolo era già lì. Se ne stava tranquillamente seduto sul letto, in fondo ai piedi, senza creare il minimo infossamento nel materasso. Stava lì, semplicemente, magro e ricurvo come quando l'aveva incontrato per la prima volta, e lo fissava negli occhi con aria stanca. Wilson percepì il proprio cuore contrarsi bruscamente e, subito dopo, abbandonarsi a una gelatinosa catalessi. Gli parve di sognare ma, purtroppo, sapeva di essere perfettamente sveglio. Fissò di rimando quella figura statica e paludata di nero che, per manifestarsi a lui, aveva scelto ancora...
(continua su Cyber Ghost e nell'Area Soci GHoST)
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