L’amore clandestino

L'amore clandestino

Oggi è una giornata misteriosa e fortunata. Oggi ho rivisto te.

Noi due ci vediamo raramente, di sfuggita, per caso, in circostanze fortuite. Con l’estate le occasioni di vederci aumentano e in inverno calano. Per noi amanti clandestini, gli anni sono minuti e il tempo ha perduto tutto il suo valore.

Oggi ci siamo incontrati. Tu eri insieme a tuo marito e ci siamo detti un semplice Ciao. Quante cose c’erano in quel ciao. Io le ho capite, tu le hai capite. Dall’inflessione dolorosa della voce; dal tono di smarrimento e sorpresa; dal silenzio carico di significati che è seguito. L’incontro è durato un attimo e poi di nuovo separati, per giorni, mesi o anni. Quanti? Chissà. Ho tutto il tempo per sognarti, per desiderarti, per amarti in segreto.

Anche tu mi ami, lo so, perché ti ricordo la giovinezza, gli anni di scuola e rappresento un ponte col passato, rappresento una fuga dal giogo di un marito oppressivo e di una famiglia fatta di schiavitù e doveri.

Quanti anni abbiamo? Tanti, troppi per ricominciare qualcosa di stabile, troppi per fare progetti futuri. E allora ognuno sta al suo posto e prosegue per la sua strada. Ma l’amore… L’amore non si può fermare, non si può incanalare, specialmente quando è irrealizzato.

L’ultima volta che ti ho vista, l’ultima volta che ci siamo incontrati e abbiamo parlato è stato l’anno scorso; 10 mesi fa. Era agosto e adesso siamo in giugno di un nuovo anno.

Sei cambiata? Forse, ma ho avuto poco tempo per guardarti; oggi c’era tuo marito e non deve sospettare niente.

Tu indossavi una gonna gialla e io una camicia dello stesso colore. Che coincidenza. Ma la vita di due amanti clandestini è fatta di coincidenze.

Quando ti rivedrò? Nell’estate prossima? Chissà.

Chissà se esiste una nuova incarnazione dopo la morte; chissà se esisterà per noi una nuova possibilità di rincontrarci e di amarci. A volte penso che l’amore è una cosa troppo grande affinché i nostri poveri corpi possano gestirla.

Sì, è così; dopo tutto quello che ho scritto di brutto sulle donne, ora io amo una donna. E per di più sposata.

Ti amo e non posso venirti a trovare. Ti amo e non posso neanche scrivere il tuo nome. E allora, ciao Amore, ciao.

Giugno 2002

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