Cheap Thrills di E. L. Katz

Cheap
Thrills (Usa, 2013)

Regia:
E. L. Katz

Sceneggiatura:
David Chirchirillo, Roald Dahl, Trent Haaga

Cast:
Pat Healy, Ethan Embry, Sarah Paxton

Musiche:
Mads Heldtberg

Craig
è un padre di famiglia che prova a fare lo scrittore senza avere
successo. Quindi, per mantenere la famiglia, lavora come addetto al
cambio olio in una autofficina. È in arretrato con l’affitto e,
oltre alla minaccia di sfratto, ci si mette anche la doccia gelata
del licenziamento. Recatosi in un bar per ubriacarsi. incontra
Vince, un amico delle superiori che non vedeva da cinque anni e
anche lui in gravi difficoltà economiche. Nello stesso locale i
due fanno la conoscenza di un riccone di nome Colin e della sua
bella e giovane moglie Violet che festeggia il compleanno. Colin
coinvolge Craig e Vince in una serie di piccole scommesse dando
loro dei soldi ogni volta che vincono… la serata si sposta poi
nella villa di Colin ed è qui che ha inizio il vero incubo. La
posta in gioco si fa sempre più alta e le scommesse ancora più
pesanti a tal punto da spingere al limite le loro sopportazioni
mentali e fisiche.

Black
comedy del 2013, quasi britannica per la sua compostezza, in realtà
è di produzione americana. Il film parte con il classico e
purtroppo (in alcuni casi) reale quadro della situazione precaria
in cui versano molte persone nel mondo, specialmente quando oltre a
una serie di sfortunati eventi si ha anche il fiato sul collo. Ogni
personaggio ha un ruolo importante e ben inquadrato nel film.
Abbiamo il già citato Craig con la sua situazione precaria (ben
stampata in volto), Vince che versa nella stessa situazione di
Craig ma che non lo da a vedere più di tanto e che non ha nulla da
perdere, la bella Violet rassegnata ad una vita annoiata dove può
comprare ciò che vuole e ciò cui assisterà pare non essere nulla
di nuovo e poi c’è lui, Colin, che rappresenta il potere dei soldi
e l’ancora di salvezza che mette Craig di fronte ad una situazione
che nemmeno lui immaginava di poter sopportare dimostrando di
essere disposto a tutto pur di non far mancare il pane sulla tavola
di sua moglie e suo figlio. La parte centrale del film è una sorta
di Funny Games alternando comedy e qualche schizzo di
sangue, condito da qualche momento erotico e altri stomachevoli.
Ottimo lavoro da parte degli attori che, per quanto assurdo possa
sembrare, riescono a rendere il tutto molto credibile e possibile
quando ci si trova ad aver toccato il fondo. Nei panni del ricco
Colin troviamo l’attore David Koechner con un curriculum di
tutto rispetto tra commedie e horror (Snakes on a Plane, Final
Destiation 5
, Piranha 3DD, Krampus, Manuale Scout per
l’Apocalisse Zombi
). La sceneggiatura non è mai banale, con
notevoli colpi di scena e inquadrature che fanno bene la loro parte
in alcune delle scommesse. La tensione è alta e dosata in una
maniera crescente che coinvolge completamente lo spettatore.

Sarebbe
un enorme peccato se questa pellicola passasse inosservata,
assolutamente da recuperare per 90 minuti di puro divertimento da
gustare dal primo fino all’ultimo fotogramma.

Chaeap Thrills locandina

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I mostri agli angoli delle strade di Fabio Calabrese

Nel
fitto tessuto delle nebbie triestine, Fabio
Calabrese
intesse con maestria il suo
tributo a H.P. Lovecraft in I mostri agli
angoli delle strade
. Con questa sesta
antologia, Calabrese non solo perpetua il legame con il suo nume
tutelare, ma lo rinnova e lo amplia, raggiungendo nuove vette di
raffinatezza narrativa e immaginativa.

Il
titolo dell’opera, un omaggio al volume di culto I mostri
all’angolo della strada
del 1966 (quello con la famosa copertina
di Karel Thole che ha aperto la fama a Lovecraft in
Italia), prelude a un viaggio nei recessi più oscuri
dell’immaginario lovecraftiano, dove ogni strada può celare un
incubo dimenticato, e ogni angolo nasconde creature antiche e
inimmaginabili. Calabrese, veterano della narrativa
fantastica, dimostra una volta di più la sua straordinaria capacità
di evocare il senso del meraviglioso e del terrificante, tipico del
maestro di Providence.

In
I mostri agli angoli delle strade, Calabrese esplora
una gamma sorprendente di temi e atmosfere. Racconti come Il
tempio perduto
mescolano l’epica sword & sorcery con l’orrore
cosmico, trasportando il lettore in mondi dimenticati dove il passato
arcaico e il soprannaturale si fondono in un tutt’uno inquietante. Ci
troveremo qui di fronte a una divinità aracnoide non terrestre.
L’Ambasciatore, al contrario, proietta l’orrore in un futuro
alieno e distopico, dimostrando come i Miti di Cthulhu possano
contaminare non solo il presente, ma anche l’avvenire dell’umanità.

La
dimensione gotica emerge potentemente in L’albero del Giardino
sotto Casa
, una storia che evoca la sinistra bellezza delle
maledizioni ancestrali e delle ombre che si annidano nei recessi di
antiche dimore contaminando horror e fantascienza. L’uomo de
Cimitero
riprende invece i temi più classici dell’horror, con
una narrazione che è un canto lugubre dedicato alla morte e ai suoi
misteri. Si tratta di una storia con un gusto necrofilo molto spinto
in cui un custode del cimitero senza scrupoli disseppelisce i morti
dalle tombe per imposserarsi dei loro beni come anelli e denti d’oro
prima di incorrere in una sorpresa dal gusto molto macabro.

Ma
Calabrese non si limita a riproporre le atmosfere lovecraftiane; le
rielabora e le arricchisce con introspezioni psicologiche, come in Il
Mostro
e Libertà
– L’Estraneo
, dove l’orrore è un riflesso
delle profondità dell’animo umano. Questi racconti svelano come le
paure più terribili possano emergere dall’interno, trasformando la
mente in un campo di battaglia tra il reale e l’immaginario. Libertà
– L’Estraneo
– un racconto sullo
sdoppiamento della personalità in cui un uomo per una fatalità
diventa estraneo a se stesso -, è anche un’amara riflessione sul
tempo passato perduto per sempre che non può essere recuperato. E,
come dice Calabrese
nell’introduzione, pur non citando Lovecraft
può ricordare il suo
racconto L’Estraneo.

Le
parodie ingegnose dei Miti di Cthulhu, presenti in racconti come
Sport estremo, L’evocazione (dove compare il famigerato
Necronomicon) e Dai Culti innominabili, offrono un tono
leggero e al contempo rispettoso, dimostrando l’abilità di Calabrese
nel giocare con gli archetipi lovecraftiani, mantenendo intatta la
profondità e la complessità dell’originale. In particolare Dai
Culti Innominabili
è molto divertente e fa partecipare ai Miti
di Cthulhu in forma di antiche divinità Albano Carrisi e
Totti.

Con
una prosa curata e meticolosa, ogni racconto di questa antologia è
una testimonianza della passione e della dedizione di Fabio
Calabrese
per la narrativa fantastica. I mostri agli angoli
delle strade
non è semplicemente una raccolta di storie: è un
viaggio attraverso le oscure profondità del cosmo lovecraftiano, una
celebrazione dell’orrore e del meraviglioso che affascina e
terrorizza, invitando il lettore a esplorare l’ignoto e a
confrontarsi con l’insondabile.

Calabrese
riesce, con quest’opera, a rendere omaggio a Lovecraft, non
solo ripercorrendone le tracce, ma tracciando nuove strade
nell’oscurità.

L’AUTORE

Fabio
Calabrese (Trieste, 1952) è docente di filosofia e scrittore di
saggistica e narrativa. Fantasy, fantascienza e horror sono i generi
che ha sempre praticato. Negli anni 70 ha fondato la rivista
amatoriale Il
re in giallo

insieme a Giuseppe
Lippi
.
Ha pubblicato libri per gli editori Perseo, Dagon Press ed
Edizioni Scudo,
tra
cui ricordiamo Uomini
e sauri, Occhi d’argento,
Nel
tempio di Bokrug e altre storie lovecraftiane, Il risveglio della
spada.

Nel
2000 ha creato, insieme a Roberto
Furlani
,
la webzine Continuum.

Ha
inoltre collaborato alla stesura dei due Dizionari
del mondo di John R. R. Tolkien
,
quello Rusconi del 1999 e quello Bompiani del 2003. Si occupa anche
di politica
e società scrivendo sulle testate
Rinascita, L’uomo libero, Ereticamente, Identità, Ciaoeuropa,
Italia Sociale.

I
mostri agli angoli delle strade

Autore:
Fabio Calabrese

Editore:
Dagon Press

Pag.
152

Codice
ISBN: 979-8864836460

Prezzo: 14,90 €

I mostri agli angoli delle strade

Fabio Calabrese

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Altroquando. Quinta edizione

Presentiamo
la quinta edizione del concorso letterario “Altroquando”.
Quest’anno il tema è “Figli”.

“Figli”:
una parola carica di amore, di speranza. Ma anche una parola che, nel
mondo della fantascienza, dell’horror, del gotico, del weird o di
ogni altra forma di immaginazione, può dare origine a suggestioni
inaspettate.

È
“Figli” il tema del concorso letterario per racconti fantastici
indetto dall’Associazione Altroquando, giunto alla sua quinta
edizione. Un appuntamento che lo scorso anno ha coinvolto oltre 160
autori e che è ormai diventato tradizionale.

I racconti dovranno avere una lunghezza massima di 6.000 battute (spazi inclusi) e dovranno pervenire entro il 10 settembre 2024 all’indirizzo altroquandofestival@gmail.com. Il regolamento completo del concorso è scaricabile dal sito di Altroquando, associazione ticinese nata con lo scopo di promuovere il fantastico in tutte le sue forme, all’indirizzo www.altroquando.ch.

I
racconti vincitori saranno annunciati entro la fine del 2024. Ai tre
primi classificati andranno rispettivamente un primo premio di CHF
300
,
un secondo di CHF
200
e
un terzo di CHF
100
nonché
la pubblicazione sulla rivista di narrativa e cultura fantastica
Zothique. La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutti.

Come sempre, a definire l’ordine di classifica dei tre finalisti scelti dalla giuria sarà un super giurato. A ricoprire il ruolo quest’anno è Silvio Sosio, giornalista ed editore, un nome di riferimento nell’ambito della fantascienza italofona. Fondatore e direttore per oltre dieci anni di Delos Science Fiction – la più longeva rivista online italiana – e del sito web Fantascienza.com, nel 2003 Sosio ha dato vita insieme a Franco Forte e Luigi Pachi a Delos Books e rilanciato la storica rivista Robot, mentre dal 2015 è nel comitato organizzatore del Festival milanese Stranimondi.

La quinta edizione del concorso letterario e la quarta edizione del Festival organizzato da Altroquando – che verrà presentata nei prossimi mesi – sono rese ancora una volta possibili grazie al prezioso contributo di Coop Cultura, sponsor principale, della Fondazione Weak Ends e di ASSI – Associazione svizzera degli scrittori di lingua italiana.

Altroquando

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Cobweb di Samuel Bodin

Cobweb
(USA,
2023)
di
Samuel Bodin

Regia:
Samuel Bodin. Soggetto e Sceneggiatura: Chris
Thomas Devlin. Fotografia: Philip Lozano. Montaggio: Kevin Greutert,
Richard Riffaud. Musiche:
Drume & Lace. Produttori: Evan Goldberg, Seth Rogen, James
Weaver, Josh Fagen, Roy Lee, Andrew Childs. Case di Produzione: Point
Grey Pictures, Vertigo Entertainment. Distribuzione
(Italia): Lionsgate. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America
(2023). Genere: Horror. Lingua Originale: Inglese. Interpreti: Lizzy
Caplan (Carol), Antony Starr (Mark), Cleopatra Coleman (Miss
Devine), Woody Norman (Peter), Luke Busey (Brian), Aleksandra Dragova
(Sarah).

Mi
chiedo come abbiano fatto molti esperti del settore a definire Cobweb
– diretto dal debuttante Samuel
Bodin
,
tra gli autori della serie Marianne
– “uno dei più riusciti e terrificanti film horror della
stagione”. A nostro parere il film è un contenitore di stereotipi
e citazioni horror del passato, tra sinistre presenze, rumori
inquietanti, bambini demoniaci, un pizzico di contemporaneo bullismo
con aggiunta di professoressa sensibile e famiglia disgregata. La
storia vede protagonista Peter, un bambino di otto anni, bullizzato a
scuola e protetto dalla supplente Miss Devine, poco compreso da una
famiglia che pare terrorizzata dalla scomparsa di una bambina
avvenuta molti anni prima. La famiglia di Peter vieta al bambino di
fare dolcetto
o scherzetto?

e di festeggiare Halloween perché in quel giorno avvenne il
terribile episodio. Il bambino sente rumori sospetti in casa; il
padre cerca una spiegazione razionale, ma lui non si fa convincere e
a un certo punto sente la voce di una bambina che parla oltre la
parete. Il crescendo di suspense
e tensione comincia qui, quando è lecito fermarsi con la trama e
lasciare che sia lo spettatore a scoprire i motivi di una presenza
terrificante e imprevedibile, nascosta nella casa di Peter. Cobweb
significa ragnatela:
infatti l’oscura presenza che terrorizza gli abitanti della casa si
muove come un ragno e ha le sembianze di un bambino mostruoso e
letale. Sceneggiatura scritta nel 2018 da Chris
Thomas Devlin

e rimasta ferma per anni in un cassetto, riproposta per il cinema –
dove il film si è visto poco – e per il mercato Home Video. In
Italia uscito in prima assoluta su Rai 4, il canale tematico che
programma film horror e fantastici, adesso disponibile su Rai Play.
Solo per appassionati, perché quasi tutto sa di già detto e di già
visto, oltre a una fotografia scura che non garantisce la visibilità
degli effetti speciali ma fa solo intuire le fattezze mostruose della
bambina – ragno. Montaggio rapido e colonna sonora assordante, ai
limiti del fastidioso. La voce mostruosa della bambina sepolta oltre
la parete è di Debra
Wilson
.
Prodotto da Seth
Rogen

e Evan
Goldberg
,
che di solito lavorano su commedie e film di avventura, noti per il
successo di The
Boys

e dei vari spin-off. Tra gli attori ricordiamo Anthony
Starr, Lizzie Caplan

e il piccolo Woody
Norman
,
il più bravo di tutti, per espressività inquietante e credibilità.
Recensioni molto positive, incasso di oltre due milioni di dollari al
botteghino. Restiamo una voce fuori dal coro, perché il film non
convince.

Cobweb locandina

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World Without End di Jamie Delano e John Higgins

[…]
Penso di dover dire, senza vanagloria, che nessuno ha viaggiato, sul
corpo del nostro ospite e attraverso di esso, più di Primo Calo,
esploratore […]

World Without End è una serie di fumetti realizzata nel 1990 da Jamie Delano (testi) e John Higgins (disegni) e mai pubblicata finora in Italia.

La NPE, acronimo di Nicola Pesce Editore, guidata dal suo fondatore Nicola Pesce, ha reso possibile l’arrivo in Italia di questo volume, grazie alla traduzione di Cesare Giombetti.

Questa
casa editrice è specializzata nel fumetto d’autore ed è una dei
leader nella saggistica di settore. Dal 2002 porta in libreria grandi
maestri e giovani talenti della Nona Arte. Sul loro catalogo, ampio
spazio è riservato anche a trasposizioni a fumetti di classici della
letteratura, pubblicazioni su cinema, musica e di genere horror. Io
sono un loro buon cliente: ogni volume dedicato al Sognatore di
Providence è nella mia libreria personale: tutte opere cartonate e
di pregio qualitativo.

L’ambientazione di World Without End è una distopia dal tono Grim Dark, che non ha nulla da invidiare a Warhammer 40K per la sua cupezza e i limiti dell’evoluzione umana (o involuzione?). È ambientata eoni nel futuro, su un mondo fatto di carne viva, con mari acidi e montagne di ossa. Nel nucleo del pianeta si trova la città oscura di Bedlam, il cuore di questa società. Il setting presenta una società esclusivamente maschile, organizzata in gilde, ciascuna con il proprio scopo nel consiglio cittadino. Al vertice di questa sovrastruttura, il controllo è esercitato attraverso la purezza della razza, vantandosi di aver eliminato il male, cioè le donne, sostituendole con un metodo alternativo di fecondazione completamente in laboratorio.

Durante
un’esplorazione, un membro di una di queste gilde scopre l’esistenza
di un’aberrante figura femminile di nome Rumour,
che guida alcuni esseri inferiori in rivolta. Per contrastare questa
minaccia, i vertici della piramide creano un essere che considerano
perfetto per cacciare ogni forma di iniquità, alias Fratello
Ossa. Mentre la
caccia frenetica contro questo essere abominevole inizia, Rumour,
nella sua fuga, scopre di non essere l’unica donna: esiste un’intera
cultura esclusivamente femminile in un altro punto del pianeta.
Tuttavia ulteriori dettagli su questa scoperta potrebbero
rovinarvela. Consiglio
di tuffarvi in essa per assaporarne il dolce amaro.

Mi
sento in dovere di precisare che questa è un’opera complessa,
adatta a persone a cui piacciono temi forti quanto complessi e lo
stile è quello underground britannico, sporco ma intellettualmente
affascinante.

Il
Graphic Novel si sviluppa attraverso vignette cariche di toni scuri e
significati profondi, utilizzando diversi registri linguistici e
stili differenti, dai testi sgrammaticati a toni quasi fascisti, in
perfetta linea con il setting. Ho particolarmente apprezzato il
desiderio di non tradurre alcuni neologismi per mantenere la loro
sonorità originale, senza adattarli all’italiano.

Il
pieno stile underground britannico e il tocco di Delano
riportano con una certa nostalgia alla mente i fumetti di Hellblazer,
di cui l’autore
inglese scriveva i testi.
I disegni di Higgins
sono crudi e permettono un’immersione totale nella narrazione,
mantenendo lo stile cupo ma vivido della DC.

L’intera
opera, non solo una lotta tra i sessi, è profondamente filosofica e
si interroga sulla congiunzione tra sessualità e politica,
ovviamente tutto in uno stile poetico e immaginifico. Sebbene il
setting sia fantascientifico, il finale lascia molte possibilità di
interpretazione.

Una
mia considerazione finale: amebe, vermi, artropodi e chi più ne ha
più ne metta, sono parassiti per gli esseri umani. Oltre alla chiara
battaglia dei sessi espressa in questo volume, c’è anche un altro
aspetto che secondo me va constatato. Tutte queste sotto-razze
presentate all’interno del romanzo grafico,
oltre che un classico esempio della ghettizzazione dell’uomo su
basi razziali, sono, a tutti gli effetti, parassiti su un mondo fatto
di carne viva, che elevano, modellano e di cui si fanno ospiti più
deleteri che altro. È una triste allegoria di come l’essere umano si
comporti sul pianeta Terra: violentandolo, abusandone e
danneggiandolo, finisce per danneggiare anche sé stesso.

Amareggiato,
al termine della lettura non ho potuto fare altro che pensare:

“Dieci
anni, mille anni, un milione di anni, molto probabilmente andrebbe
esattamente così, la storia ce la scordiamo sempre. Abbiamo la
memoria corta”

Rimane
comunque una lettura che caldamente consiglio e ringrazio la NPE per
averlo portato anche in italiano.

GLI
AUTORI

Jamie
Delano
(Northampton, 1954) ha fatto parte della cosiddetta “British
invasion” di autori di fumetti post-Alan Moore. È meglio
conosciuto per essere stato il primo scrittore della serie
Hellblazer,
che ha come protagonista John Constantine. Le sue opere presentano
spesso elementi di fantascienza e horror, utilizzati in modo
allegorico. Soggetti frequenti sono la guerra tra i sessi,
imperialismo e genocidio, il crollo ambientale e culturale. È
considerato da molti tra i più prolifici e fondamentali creatori di
storie.

John
Higgins (Liverpool,
1949) ha lavorato a due delle più grandi storie a fumetti di tutti i
tempi, Watchmen
e The
Killing Joke
,
come
colorista, oltre
che all’iconico personaggio britannico Judge Dredd. Come disegnatore,
e talvolta anche come scrittore, si è occupato di personaggi come
Batman, John Constantine e Jonah Hex. Nei suoi quarant’anni di
carriera artistica come freelance, ha collaborato per oltre metà del
tempo con la DC Comics.

Cesare
Giombetti
, traduttore e articolista, ha lavorato su diverse opere
di grande rilevanza. Tra queste, si annoverano i romanzi di Edgar
Rice Burroughs come Tanar di Pellucidar, pubblicato il 21
aprile 2023, e Nel cuore della terra, pubblicato l’8 aprile
2021, entrambi editi da GM.Libri. Inoltre, Giombetti ha curato
la traduzione di alcune opere di Edgar Allan Poe, tra cui La
Sfinge
, X-ANDO un paragrafo e Gli Occhiali, tutte
accompagnate da un saggio introduttivo, pubblicate il 4 dicembre
2020.

World
Without End

Autori:
James Delano
(testi)
– John Higgins
(disegni)

Collana:
Clouds

Formato:
21×29,7 cm, cartonato a colori, pg. 200

ISBN:9788836272327

Prezzo: € 25,00

Tutti i diritti riservati ⓒ per immagini e testi

World Without End di Jamie Delano e John Higgins

Jamie Delano
Jamie Delano

John Higgins
John Higgins




Grimoria, antologia lovecraftiana

Presentiamo
Grimoria,
antologia di racconti e saggi a tematica lovecraftiana, pubblicato da
Colomò Editore. A
cura del Gruppo Telegram
“Lovecraft Italia”

Di
seguito il comunicato stampa:

“Con
somma gioia annunciamo l’uscita di GRIMORIA, il primo volume della
Serie Bianca di Strani Aeoni. A
seguito del rinnovo della nostra serie antologica
 dopo
la trilogia classica, la Serie Bianca ne raccoglie il testimone ma
focalizzandosi sull’orrore cosmico lovecraftiano, tanto nei racconti
quanto nella saggistica, escludendo consequenzialmente le storie di
fantascienza o di horror classico e contemporaneo
che troveranno casa nelle imminenti Mercuria e Anime
Gelide
.

Nel
presente volume, impreziosito da tre ritratti del Sognatore di
Providence, a opera di F. Baldi, L. Sperandio e N. Sergio,
il quale ha firmato anche la copertina, troverete ad attendervi
sinistre leggende in piccoli borghi del Belpaese e divertissment sui
Miti di Cthulhu, l’irruzione dei Grandi Antichi in diverse epoche
storiche e scherzi con Poe, reminiscenze pagane nelle classi
scolastiche e insonnie bizzarre, per finire con un accurato saggio
sulla visione del mondo di Lovecraft stesso.

Con
i contributi di T.
Andrigo, C. Buttaboni, A. Carissoni, D. Corradi, F. Deri, E. Nanni,
A. Repetto, D. Russo, N. Sergio, F. Urbinati
.”

Disponibile su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B0D7J1GLXH?ref_=k4w_embed_dp_err&tag=straniaeoni-21

Qui
il blog dedicato alla collana Strani Aeoni:

https://straniaeoni.blogspot.com

Grimoria

Collana:
Strani Aeoni

Editore:
Colomò Editore

Pag.
162

Codice
ISBN: 979-1281430136

Prezzo: 13,50 €

Grimoria

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