Richard Matheson – Leggende per lo schermo di Cesare Cioni
Se leggere saggi è sempre una esperienza, leggerli su Richard Matheson risulta anche una imprevedibile avventura, comunque vengano affrontati i tanti argomenti che riguardano questo autore a dir poco unico. Cesare Cioni in Richard Matheson – Leggende per lo schermo propone un saggio espositivo in cui analizza le opere e psicanalizza il pensiero e gli atteggiamenti dai quali queste hanno preso vita. I primi capitoli si concentrano su un ritratto soprattutto interiore, scavano nelle visioni e nei traumi di Matheson così in profondità da farmelo immaginare sdraiato sul lettino dello psicologo, a farsi lacerare l’animo in un furibondo girotondo di accuse di misoginia e inadeguatezza. Il lettore si trova quindi di fronte a un Matheson che nasconde, nelle sue creazioni, un mal di vivere legato all’incapacità di accettare i cambiamenti sociali dell’epoca, un uomo traumatizzato, paranoico che sembra che non sappia come gestire il fatto di far parte del genere maschile e che riversi questa incapacità in un profondo odio per le donne. Forse un eccesso di zelo introspettivo da parte di Cioni, anche se non privo di logica analitica ma pur sempre e solo deduttiva. Non posso esimermi dal sottolineare questo, perché la prima parte del saggio è permeata da una tale insistenza su queste devianze psicologiche da far pensare che si stia parlando di Norman Bates di Psycho e non di Richard Matheson l’autore. Superata questa défaillance iniziale, arriva la parte interessante, nonché divertente: il saggio comincia ad analizzare lo stile delle opere e tocca l’apice quando affronta “l’oscuro baratro dell’ignoto” (cit. da pag 131) ovvero: Ai Confini della Realtà e tutto ciò che segue negli anni, anzi, nei decenni successivi. Tra romanzi, racconti, sceneggiature, film e telefilm, collaborazioni e citazioni, ci addentriamo in un percorso horror, weird e fantascientifico piacevole e carico di spunti. Durante la lettura, pagina dopo pagina, si percepisce l’enorme lavoro di ricerca fatto da Cesare Cioni, l’ottima capacità organizzativa della quantità di materiale che deve essersi trovato tra le mani e una profonda conoscenza non solo delle opere scritte, ma anche delle loro trasposizioni su grande e piccolo schermo e dei lavori che da esse hanno preso spunto. Richard Matheson – Leggende per lo schermo è un saggio che consiglio soprattutto a chi già un po’ conosce le opere di Matheson e a chi è alla ricerca di un lavoro di riferimento per studi, anche di un certo livello, su di lui e su tutto ciò che ha creato e ispirato.
Richard Matheson Leggende per lo schermo Autore: Cesare Cioni Editore: Weird Book Anno: 31 ottobre 2022 Pagine: 264 Prezzo: 26,50 € ISBN: 978-8831373838
Tutti i diritti riservati per immagini e testi agli aventi diritto ⓒ.
I racconti di Dagon 2: Attraverso angoli alieni di Autori Vari
Ci sono libri che spalancano porte su universi dimenticati, che tracciano mappe di orrori celati oltre i confini della comprensione umana. I racconti di Dagon 2: Attraverso angoli alieni, antologia pubblicata dalla Dagon Press con l’introduzione di Gianfranco de Turris, è uno di questi libri. Un viaggio multiforme e inquietante, che non si limita a rievocare l’ombra di H.P. Lovecraft, ma che intreccia un dialogo corale tra scrittori americani e italiani, accomunati da una visione condivisa dell’orrore cosmico.
De Turris, con il suo consueto acume, sottolinea come questa antologia non sia un semplice tributo, ma una prova concreta dell’universalità della poetica lovecraftiana. Lungi dall’essere una “bizzarria” personale, il nuovo orrore cosmico di Lovecraft si è dimostrato una struttura narrativa robusta, capace di attraversare decenni e confini, e di alimentare nuove forme di inquietudine.
Elwin G. Powers apre la raccolta con Attraverso angoli alieni, un racconto che spinge oltre i limiti l’eredità del creatore dei Miti di Cthulhu. Gli Shoggoth tornano in scena con una potenza primordiale, protagonisti di un crescendo narrativo che culmina in un finale evocativo del “Dagon” lovecraftiano. Powers, alter ego letterario di Robert A.W. Lowndes, non si limita a ripetere i temi lovecraftiani, ma li innova, dimostrando che il canone è uno spazio vivo, aperto alla reinterpretazione. A seguire, il racconto inedito in Italia di Abraham Merritt, Lo stagno del dio di pietra, colpisce per il suo potere visionario. La misteriosa isola su cui il professor Marston e i suoi compagni fanno naufragio si anima di un’atmosfera tangibile di minaccia e fascinazione. L’idolo dalle ali di pipistrello, al centro della vicenda, anticipa in modo quasi profetico Il richiamo di Cthulhu e non bisogna dimenticare come Lovecraft apprezzasse Merritt. Merritt non è un epigono di Lovecraft, ma piuttosto un precursore, capace di evocare suggestioni che sarebbero poi diventate colonne portanti del mito. Con Il vello di Graag di Paul Dennis Lavond – pseudonimo che cela le menti di Frederick Pohl, Harry Dockweiller e lo stesso Lowndes – ci immergiamo in un racconto classico ispirato ai Miti di Cthulhu. Il racconto cattura con la sua tessitura oscura e simbolica, dimostrando come il mito lovecraftiano possa essere declinato in forme polifoniche senza perdere la sua essenza. Henry Kuttner, nel suo Il divoratore di anime, mostra un lato dunsaniano e lovecraftiano che seduce per la sua atmosfera decadente e onirica. Kuttner non si limita a spaventare: conduce il lettore in un labirinto di immagini simboliche, dove l’orrore si mescola con una bellezza ineffabile. L’abominio supremo di Clark Ashton Smith e Lin Carter è un perfetto esempio di alchimia letteraria. Partendo da un frammento incompiuto di Smith, Carter plasma una narrazione che cattura l’essenza dei miti di Lovecraft, portandoli verso nuove vette di orrore e meraviglia. La collaborazione tra i due autori si traduce in un racconto che è tanto un tributo quanto un contributo originale al mito.
Tra i contributi italiani, spicca Nessun dolore… del compianto Elvezio Sciallis, una figura centrale nel fandom del fantastico italiano. Questo racconto si presenta come un omaggio carico di emozione e profondità, ambientato in una Sanremo gotica che unisce il fascino della Riviera a un’atmosfera densa di mistero. Fra i protagonisti troviamo lo scultore Andrea (probabilmente Andrea Bonazzi, noto scultore e artista lovecraftiano), in una narrazione che intreccia realtà e incubo. Viene citato anche un certo Guarriello come traduttore di un tomo di magia. Sciallis dimostra una maestria unica nel fondere elementi lovecraftiani con una sensibilità tutta italiana, rendendo il racconto un tributo autentico e un contributo indelebile alla letteratura weird. Ma l’apporto italiano non si ferma qui. Marco Marra, con La cosa caduta dal cielo, costruisce un incubo che richiama per atmosfere Il colore venuto dallo spazio, pur mantenendo una sua originale peculiarità. Pietro Rotelli, con Carcosa Beach Party, ci regala una storia che unisce ironia e mistero, citando apertamente Carcosa e Hastur, e intrecciando la leggenda con una vena contemporanea. In La spiaggia di Baleia di Claudio Foti, la popolazione atterrita si confronta con conchiglie titaniche, in un crescendo di tensione che fonde l’elemento naturale con una minaccia sovrannaturale. Paco Sidney Silvestri, invece, con La via del caos, riporta al centro della narrazione il culto di Dagon, intrecciando il mito con un senso di fatalismo implacabile. Un maelstrom di orrore di Andrea Beatrice si distingue per la sua atmosfera onirica e cosmica, che richiama le suggestioni di Clark Ashton Smith. Gli enigmatici Cosmici, creature di potenza insondabile, amplificano il senso di meraviglia e terrore, facendo del racconto una perla visionaria. Flavio Deri, con Ritorno a Innsmouth, ci guida in un viaggio nella mitica città ormai diroccata e fatiscente, tra decadenza e mistero. Da Y’ha-nthlei, una sorta di nuova R’lyeh che emerge dagli abissi, si dipana una narrazione carica di fascino mitologico. Cesare Buttaboni, in Il culto del verme nero, fonde il gotico padano con l’orrore cosmico, in una storia che riecheggia antiche leggende trasfigurate in chiave lovecraftiana. La struttura di Paolo Sista si distingue per la sua vena surreale e patafisica. Dopo aver scavalcato una misteriosa struttura, il protagonista cade in un delirio visionario che esplora concetti vertiginosi come la “Cuspide Apicale della Arborescenza Inversa di Yug Sutol”. Infine, Maria Tauro, con Giochi di magia, ci regala il ritratto di un personaggio femminile complesso e recluso, i cui segreti si rivelano essere di portata cosmica.
ATTRAVERSO ANGOLI ALIENI I racconti di Dagon 2 Autore: AA.VV. Editore: Dagon Press Anno: 15 dicembre 2024 Pagine: 228 Prezzo: 15,60 € ISBN: 979-8302054043
Tutti i diritti riservati per immagini e testi agli aventi diritto ⓒ.
Terraluna di Daniele Picciuti
Mi è stato gentilmente fatto dono di questo romanzo cyberpunk di quasi 300 pagine. Il cyberpunk è quel genere di fantascienza urban, sporca, distopica le cui narrazioni spesso ruotano attorno a indagini poliziesche. Terraluna non centra completamente il genere perché calca molto sul fantascientifico, ma non è certo una colpa, anzi arricchisce il suo arazzo.
Il racconto è corale e narra le vicende di Valerie, un’attivista per i diritti delle razze aliene, Fumiaki, un investigatore della polizia più macchina che uomo, Marco, un contrabbandiere, Sylvie, una dipendente di una compagnia assicurativa, e tutta una serie di comprimari. Per motivi non facilmente ricollegabili così ad occhio, i quattro si ritrovano ad avere a che fare con una serie di terrificanti quanto misteriosi omicidi su Terraluna. Questa città, questo mondo, è il nostro satellite trasformato in città-formicaio dopo l’esodo dalla morente Terra e dove la razza umana vive e ancora ha rapporti con tutto l’universo che ha scoperto, importando persone, merci e culture. Ovviamente l’omicidio non è mai solo fine a sé stesso, e le vite dei protagonisti finiranno sempre più intrecciate mano a mano che si scopre cosa ha portato a queste morti e a cosa fanno da preludio nello sconvolgere una società già terribilmente complicata di suo. Il libro ha un finale aperto, ma semplicemente perché “l’universo non finisce con la storia”.
Io sono molto cattivo coi libri che leggo, questo perché mi vizio solo con i grandi autori. Quindi, per non fare l’antipatico, parto dai numerosi pregi di questo scritto. Intanto l’ambientazione viene delineata benissimo e introdotta nei vari dialoghi e situazioni con abilità. C’è una cura particolare per vari dettagli di come funziona il mondo di Terraluna e tutto è sensato e acuto risultando così in una piena immersione del lettore. Allo stesso modo ci sono delle idee originali, soprattutto nel “grande mistero” del narrato che possono colpire i più e lasciarli stupiti dello svolgersi degli eventi. L’azione si legge bene e non è confusa, nemmeno quando la gente si spara (e di solito le sparatorie sono un macello da scrivere come si deve). Il testo è impaginato molto bene, con ogni capitolo con una costola che dà l’effetto della città sullo sfondo. Inoltre è corredato da immagini, molte, che rappresentano i vari protagonisti. Queste immagini sono di qualità notevole e non so dire se siano disegnate o fatte con una AI (nel caso del sì è un malus, ma non sono capace di dirlo). Senz’altro invece mi sarei risparmiato di inserire altre immagini di landscape che risultano generiche e paiono solo riempitive. Il narrato è quasi totalmente in prima persona, cosa che non mi piace per niente. Inoltre ogni capitolo ha come titolo il nome di uno dei personaggi (e talvolta di alcuni comprimari) e diventa tutto dal punto di vista di quella persona. A qualcuno può anche piacere e ne ammetto l’originalità, ma io l’ho trovato confusionario e rende anche più difficile affiatarsi davvero con un personaggio. Proprio questi personaggi sono tanti e interessanti, ma con luci e ombre narrative. Intanto sono molto “umani” nel senso più brutto del termine. Ovvero che sono tutti un po’ stronzi chi per un motivo chi per l’altro (personalmente mi è piaciuto più che altro lo sbirro) e sono tutti arrapati. Non è strano, anche per le strade sono tutti arrapati, ma i libri di solito hanno più classe. Non è strano lo stesso perché si narra di una società decadente e comunque esistono libri drasticamente osceni mentre questo non lo è… risulta solo un po’ immaturo. Che siano tutti molto belli ci sta, che quasi tutti facciano un pensierino sul fare sesso con quasi tutti gli altri (e un paio di volte accada) sembra semplicemente eccessivo. C’era bisogno di così tanti commenti a tema? Infine e questo è un parere mio, ma la recensione è la mia, sembra che l’autore (che è un autore di successo e io non sono nessuno, lo so) ad un certo punto avesse cambiato idea. Nel senso proprio che la trama cambia direzione in un modo abbastanza netto (ed è un bene perché l’inizio è abbastanza banale) e i personaggi pure ne vengono stravolti, non in modo incoerente, ma alcuni divengono ininfluenti, altri importantissimi, non c’è un vero motivo di questo cambiamento. È come se fosse passato del tempo, l’autore avesse cambiato idea e tutto quanto avesse preso un brutto scossone. Il finale è ok, leggermente alienante (ma ci sono anche degli alieni quindi… va bene?) e non ha una chiusura così chiara. Si suddivide in epiloghi per ogni personaggio, ma queste “fini” si pestano i piedi a vicenda nullificandosi quasi tutte tra di loro. In definitiva ci sono libri assai peggiori in giro e questo almeno si legge bene e ha dei tratti originali. Non lo avrei letto di mia sponte e non lo rifarò, ma se vi piace il cyberpunk e non vi fate troppi problemi su come ragionano i personaggi (e sulla scrittura in prima persona) vi piacerà.
L’AUTORE Daniele Picciuti è romano, classe 1974, vincitore e finalista di numerosi concorsi letterari, ha all’attivo varie pubblicazioni in ebook (per Nero Press Edizioni e Delos Digital) e in antologie multiautore, tra cui I clown bianchi per Clown Bianco Edizioni, 2017. Opere principali pubblicate: I Racconti del Sangue e dell’Acqua, edito da Nero Press Edizioni in formato illustrato; il romanzo thriller L’inconsistenza del diavolo (Golem Edizioni, 2017); il romanzo per ragazzi Eddie e Melo. Il segreto dei Roccafiore (Plesio Editore, 2018), storia fantasy dal taglio investigativo; il romannzo horror Dove arrivano le ombre (Nero Press Edizioni, 2021). A questa pagina trovate invece le sue pubblicazioni in self, tra cui la saga piratesca a tinte horror Cursed Sails e i romanzi bizzarro fantasy Nero Elfico (vincitore del Premio Cittadella 2016) e Giallo Nanico, tutti confezionati con una cura editoriale di qualità: Illupoelafenice.it
Tutti i diritti riservati per immagini e testi agli aventi diritto ⓒ.
Disponobile Sharkology di Nicola Bassano
La Redazione GHoST presenta Sharkology, l’interessante saggio di Nicola Bassano dedicato al cinema degli squali edito da Weird Book.
Gli occhi inespressivi e privi di emozione, il movimento rapido e costante, l’innato comportamento predatorio: lo squalo è il protagonista perfetto di uno degli incubi più celebri e duraturi del cinema contemporaneo. Campione di voracità e perfidia, ha catturato l’immaginario di intere generazioni, scatenando, dagli anni ’70 in poi, una frenesia di sequel e ispirazioni che hanno consacrato la nascita di un sottogenere unico e affascinante. Con Sharkology. Guida completa al cinema degli squali, lo storico del cinema Nicola Bassano ci guida alla scoperta della sharksploitation, l’universo cinematografico dedicato a questa creatura letale, dalle sue origini fino al 2024. L’autore passa in rassegna ben 138 film, partendo dai primi esperimenti degli anni ’30 fino ad arrivare alle produzioni più recenti, segnando come spartiacque l’uscita de Lo squalo di Steven Spielberg nel 1975, film che ha cambiato per sempre il modo di vedere il mare e il cinema. In questo viaggio, Bassano non si limita a elencare i film, ma analizza in profondità i tópoi, le regole e le peculiarità che hanno reso questo sottogenere così coinvolgente e amato. A completare l’opera, una serie di interviste inedite a registi e produttori che a distanza di cinquant’anni dall’uscita di Jaws, continuano ad aggiornare e modernizzare un filone ancora capace di esplorare temi e concetti di grande attualità. Sharkology è la prima guida esaustiva pubblicata in Italia interamente dedicata al fenomeno sharksploitation.
SCHEDA TECNICA Titolo: Sharkology – Guida completa al cinema degli squali Autore: Nicola Bassano Editore: Weird Book Collana: Insomnia Genere: Saggio Pagine: 240 Prezzo: 25,90 € Formato: 15 x 22 cm ISBN: 979-12-81603-24-0
Tutti i diritti riservati per immagini e testi agli aventi diritto ⓒ.