Gotico Vercellese di Daniele Vacchino

Nelle
pieghe oscure della provincia, tra le nebbie avvolgenti e i campi
desolati della pianura vercellese, Daniele
Vacchino

traccia un percorso intriso di mistero e suggestione con la sua
raccolta di racconti Gotico
Vercellese.

Quest’opera, intrisa di secoli di fola gotica e di voci raccolte nel
corso del tempo, si presenta come un’immersione nelle profondità
dell’animo umano e delle sue oscurità più recondite. Il filo rosso
che lega questi racconti è l’eterno ritorno, la persistenza di
antiche maledizioni che gettano un’ombra sinistra su territori
abbandonati e dimenticati. Lo scrittore, figura enigmatica e
maledetta, si fa eco di una tradizione letteraria che affonda le
radici nei recessi più bui della storia umana. La prosa di Vacchino,
ricca di un’eleganza sopraffina, dipinge con maestria le
ambientazioni di provincia, restituendo alle periferie e alle
campagne vercellesi una vita propria, popolata da presenze
inquietanti e creature oscure. Le tinte cupe e opprimenti del gotico
si fondono con la crudele bellezza della natura, creando un’atmosfera
avvolgente e carica di tensione. I racconti contenuti in questa
raccolta sono autentiche favole nere, capaci di catturare
l’immaginazione del lettore fin dalle prime pagine. Si tratta di
storie che non possono mancare sulla libreria di ogni appassionato
del genere gotico, ma anche di chi sa apprezzare le produzioni di
caratura e l’arte della narrazione. Attraverso le sue pagine, Gotico
Vercellese

ci trasporta in un viaggio al confine tra sogno e realtà, dove il
passato si fonde con il presente in un vortice di oscurità e
fascino. Vacchino
si conferma un maestro nel tessere trame intricate e nel dipingere
ritratti psicologici complessi, regalandoci uno spettacolo letterario
avvincente e coinvolgente. In conclusione, Gotico
Vercellese

è una raccolta di racconti che si distingue per la sua originalità
e la sua visionarietà. Daniele
Vacchino

ci invita a esplorare i recessi più oscuri dell’animo umano, a
confrontarci con le nostre paure più profonde e a contemplare la
bellezza malinconica di un mondo al limite del fantastico. Se siete
pronti ad immergervi in un’esperienza letteraria senza tempo, non
potete far altro che concedervi il privilegio di leggere Gotico
Vercellese. Un’opera destinata a rimanere impressa nella mente e nel
cuore di chiunque abbia il coraggio di affrontare il lato oscuro
della vita e dell’immaginazione.

L’AUTORE

Daniele
Vacchino, nato a Vercelli nel 1982, scrive su lazonamorta.it e
pubblica i propri libri su lulu.com, scaricabili gratuitamente. Nel
2016, ha pubblicato il libro di poesie Deriva
(Montag Edizioni) e La
mantide

(Il Foglio Letterario), un thriller gotico ambientato nelle campagne
e tra i boschi del vercellese. Nel 2017 ha pubblicato I balordi di
Tulear (Eretica Edizioni), un noir su un colpo al blindato di una
banca ambientato in Madagascar

Gotico
Vercellese

Autore:
Daniele Vacchino

Editore:
Self Publishing

Pag.
453

Prezzo: 29,74 €

Gotico vercellese di Daniele Vacchino

Daniele Vacchino

Tutti i diritti riservati ⓒ per immagini e testi.




L’arcano quotidiano di Davide Rosso

Immergersi
nelle pagine di L’Arcano
Quotidiano

è stato un’esperienza straordinaria che ha portato alla luce il lato
più oscuro e misterioso della cultura popolare italiana e dei suoi
misteri. Ciascun racconto offre una profonda immersione nelle
leggende e nelle storie
della
provincia italiana e nella stessa storia italiana. Ogni racconto è
una finestra aperta su un universo parallelo, in cui il confine tra
il normale e il soprannaturale si dissolve, lasciando il lettore
sospeso tra terrore e fascino. In L’Arcano
Quotidiano
,
Davide
Rosso

ci conduce in un viaggio letterario straordinario, intrecciando le
atmosfere gotiche degli anni ’60 e ’70 con una visione postmoderna e
politica della nostra realtà. Il primo racconto, La
pazzia di Vittorio Herlizka e la casa hanté
,
si distingue per la sua maestria narrativa, con una seduta spiritica
che porta a un colpo di scena sorprendente. Un vero e proprio
gioiello gotico. Il
souvenir
,
invece, affronta il tema della rinascita attraverso un elemento
feticistico rappresentato da un oggetto che rappresenta il duomo
della sua città (emerge anche la figura di un politico che potrebbe
ricordare Salvini,
rendendo il racconto ancora più incisivo e attuale). La tematica
delle sedute spiritiche torna in Sedute
spiritiche del giovedì a Treville
,
mentre Manichini
& sonnambuli

e L’Inghiottitoio
richiamano l’atmosfera inquietante di Thomas
Ligotti
con
le sue maschere e i suoi manichini, con una profondità e una
maestria narrative degne di nota. Ma Rosso
si spinge oltre, come dimostra il delirante racconto Il
sonno dei morti non dovrebbe essere profanato (Pinelli Occult
Psychedeia)
,
che ricostruisce in maniera onirica e psichedelica la vicenda
dell’uccisione dell’anarchico Pinelli,
con accenni alla figura del commissario Calabresi.
In Una
tragica cerimonia tra i ricchi della provincia (Pasolini SPettro
Remix)
,
l’autore omaggia Pasolini
mescolando elementi della cultura horror italiana da edicola degli
anni ’60 e parlando anche del movimento del ’68 e di perversioni
sessuali, con sottili riferimenti alla vicenda del Mostro di Firenze
e all’omicidio di Stefania
Pettini
.
L’uomo
rosso

offre invece un’analisi lucida e senza censure della realtà attuale,
affrontando temi come la politica e la pandemia da un punto di vista
anarchico. In definitiva, L’Arcano
Quotidiano

ci introduce a uno scrittore inclassificabile, capace di usare generi
come gotico, thriller e horror con lo scopo di interpretare la realtà
quotidiana. Il fatto che Davide
Rosso

non sia mai sceso a compromessi va solo a suo merito. Questa raccolta
è un’esperienza letteraria che merita di essere esplorata e gustata
con calma.

L’AUTORE

Davide
Rosso è nato a Ferrara nel 1975. Lavora come insegnante nelle scuole
medie del vercellese. Scrive letteratura gotica, thriller e horror e
collabora da anni con La Zona Morta e Mattatotio n. 5.

L’Arcano
quotidiano (tutti i racconti)

Autore:
Davide Rosso

Conte
Orlok Edizioni

Collana:
L’Effigie 2023

Pag. 370

L'arcano quotidiano di Davide rosso

Tutti i diritti riservati ⓒ per immagini e testi.




Dimensione Cosmica 25 Speciale Intelligenza Artificiale

Il
numero 25 della rivista Dimensione
Cosmica

si distingue per il suo speciale sull’intelligenza artificiale, un
argomento di grande rilevanza e attualità nel panorama culturale
contemporaneo. Attraverso una serie di articoli approfonditi e
stimolanti, la pubblicazione esplora i molteplici aspetti, i dilemmi
etici e le implicazioni culturali legate all’IA. Il direttore della
rivista, Gianfranco
De Turris
,
offre una prospettiva critica, mettendo in evidenza i rischi
associati all’IA, come la sua propensione a conformarsi al
politicamente corretto. De
Turris
fa
giustamente notare come l’uso di questo strumento porterà al declino
del genere fantastico. Questa analisi trova riscontro nella
mia
esperienza personale con le modalità di ragionamento dell’IA.

Sebastiano
Fusco
,
con competenza e profondità, affronta il tema dell’IA facendo notare
come a quest’ultima manchi, in definitiva, la creatività. Per
confermare le sue tesi, il critico ha chiesto all’IA delle domande
politicamente scorrette: ha ipotizzato un’intervista in cui Lovecraft
faceva a Poe
la seguente domanda: “Come pensi dovrebbe essere impostata la
trama di un racconto in cui il protagonista, un negro, si
dà al cannibalismo per onorare, come i suoi antenati, divinità
balsfeme?” Il programma si è rifiutato di andare avanti in
quanto il contenuto del quesito avrebbe potuto violare le sue regole.
Stesso risultato in un’ipotetica intervista a De
Turris

dello stesso Fusco
dove a venire censurato è stato il termine “follia”. In
ogni caso possiamo leggere i risultati di queste interviste su questo
numero di Dimensione
Cosmica

(troviamo anche un’intervista immaginaria ad Asimov
e un racconto di Lovecraft
generato sempre dall’IA intitolato Il
terrore venuto dalle stelle
.
Il risultato è sorprendente e molto vicino alle atmosfere cosmiche
lovecraftiane).

Un
aspetto rilevante che emerge da questo fenomento è la crescente
presenza di libri generati tramite l’IA, come quelli recentemente
attribuiti a Giovanni
Rossi
.
Questi titoli insoliti, fra cui ricordo Cthulhu
contro il Duce: alla fiera di Borgo San Donnino, Cthulhu Reich!,
Cthulhu nei caruggi
e
Barbie e l’abisso di Cthulhu
,
pubblicati nell’ultimo anno su Amazon (e poi ritirati da questa
piattaforma in quanto non era stata dichiarato che fossero stati
scritti con IA), hanno trovato spazio nel mercato digitale,
suscitando dibattiti riguardo alla creatività, all’autenticità e
all’etica nella produzione letteraria. La mancanza di trasparenza
nell’identificare le opere generate dall’IA solleva dubbi sul valore
artistico e sulla genuinità di tali produzioni che sono
obiettivamente piatte (ho avuto modo di leggere qualche romanzo di
GIovanni
Rossi
),
ripetitive e senza un minimo di creatività. Questo fenomeno
evidenzia la necessità di una maggiore trasparenza e
regolamentazione nell’ambito della produzione letteraria, al fine di
preservare l’integrità e il valore dell’arte letteraria
tradizionale.

L’articolo sull’indimenticabile Alfredo Castelli (ricordato anche dal direttore Adriano Monti Buzzetti nel suo editoriale), a cura di Alessandro Bottero, offre un toccante omaggio a uno dei maestri del fumetto, noto per la sua leggendaria creazione ovvero Martin Mystère. Salvatore Proietti presenta invece un dettagliato profilo di Lino Aldani, evidenziando il contributo significativo di questo storico autore alla fantascienza italiana. Questo articolo offre una panoramica esaustiva sulla vita e l’opera di Aldani e sottolinea l’importanza di preservare e valorizzare il patrimonio letterario dei giganti della fantascienza italiana. Oggi a mio avviso il livello della fantascienza italiana, pur buono, non è lo stesso dei tempi di Lino Aldani e Vittorio Curtoni. Troviamo inoltre i contributi di Rosario de Sio su Michael Moorcock e di Davide Arecco su Jack Williamson. Notevole anche il saggio di Luca Siniscalco dedicato al grande storico delle religioni Mircea Eliade, intitolato “Eros, sacro, magia nella narrativa di Mircea Eliade”. Oltre a mettere in evidenza come, per Eliade, la letteratura contemporanea sia “un camuffamento del sacro nell’epoca della secolarizzazione” evidenzio qui un passaggio significativo contenuto in questo articolo: “Il nucleo teorico dell’erotismo magico – o della metafisica del sesso – elaborata da Eliade, al di là della specifica analisi dei miti, riti e simbologie, è riposto nella convinzione che la sfera della sessualità, non disgiungibile da quella dell’amore, metafisicamente e non sentimentalmente o romanticamente inteso, permetta all’uomo, all’interno dell’esperienza del sacro, un superamento puramente materiale e immanente e un ricongiungimento con la realtà della trascendenza.” Come di consueto, numerosi racconti arricchiscono l’esperienza di lettura di questo numero di Dimensione Cosmica, come quelli di Antonioli, Baschenis, Della Minola, Gargano, Giri, Henriet, Iacobellis e Paluan.

In
conclusione, il numero 25 di Dimensione
Cosmica

si conferma un’edizione imperdibile per gli appassionati di
fantascienza e per tutti coloro interessati ai dilemmi etici e
culturali legati all’avanzamento tecnologico, offrendo un ricco
mosaico di contenuti e stimoli intellettuali.

Dimensione
Cosmica N. 25

Autori
vari

Editore:
Tabula Fati

Pag.
96

Codice
ISBN: 979-12-5988-281-3

Prezzo:
9 €

Dimensione Cosmica 25

Tutti i diritti riservati ⓒ per immagini e testi.




Zothique 17, dedicata a Robert E. Howard

Nel
ventre oscuro della letteratura weird, dove l’ombra danza con la luce
e il mistero è sovrano, si erge un nuovo monumento alla grandezza di
Robert E. Howard:
lo speciale numero 17 di Zothique,
il terzo dedicato al leggendario Bardo di Cross Plains. Dietro la
suggestiva copertina di Giovanni Valenzano,
maestro dei misteri howardiani, Zothique apre le sue porte per un
viaggio epico l’universo dell’ultimo celta. In questo numero, gli
estimatori di Howard troveranno un tesoro di conoscenza e di
intrattenimento, una vera e propria bibbia per navigare tra le
profondità della sua opera. Il saggio illuminante di Fabio
Calabrese
, intitolato “H.P. Lovecraft
& Robert E. Howard: letteratura fantastica e visione del mondo”,
getta una luce sinistra sui meandri dell’immaginario di due dei più
grandi maestri della letteratura weird. Calabrese ci conduce
attraverso un viaggio nel cuore delle loro opere, svelando le radici
profonde della loro estraneità rispetto ai miti fondanti degli Stati
Uniti. Con una prosa acuta e penetrante, Calabrese
mette in evidenza come Lovecraft
e Howard fossero
entrambi rivolti verso un passato mitico, rifuggendo dalla frenesia
del presente. Per Lovecraft,
questa estraneità si manifestava in una profonda avversione verso
una nazione “multietnica” e globalizzata, priva di radici e
di identità. In questa lotta contro la modernità, Lovecraft
si trova spesso accostato al concetto di razzismo, una controversia
che ancora oggi divide gli studiosi e gli appassionati del suo
lavoro. A mio avviso era un razzista e in questo sono d’accordo con
Michel Houellebecq,
autore
del saggio sul maestro di Providence, Contro
il mondo, contro la vita
. D’altra
parte, Howard
emerge come “l’ultimo celta”, un uomo dall’animo selvaggio
e pervaso da una sana barbarie, in contrasto con la civiltà moderna
che lo circonda. Anche lui si sente estraneo alla modernità,
cercando rifugio nelle terre selvagge e inesplorate della sua
fantasia. Condivido pienamente le considerazioni di Calabrese,
che ci invitano a guardare oltre la superficie delle opere di
Lovecraft e
Howard,
esplorando le profondità della loro visione del mondo. Questi due
autori, con le loro narrazioni intrise di mistero e di terrore, ci
offrono uno specchio distorto della nostra stessa realtà, mettendo
in discussione le fondamenta su cui si basa la nostra società e la
nostra cultura. In conclusione, il saggio di Calabrese
è un’analisi profonda e illuminante della complessa relazione tra
Lovecraft,
Howard e il loro
tempo. Attraverso le sue parole, ci troviamo di fronte a una visione
del mondo che sfida le convenzioni e le certezze, gettando nuova luce
sui misteri che si nascondono dietro le parole di due dei più grandi
scrittori della letteratura weird.

Questo
numero di culto di Zothique dedicato al Bardo di Cross Plains
ci delizia anche con una serie di documenti rari e inediti: un pezzo
autobiografico in cui Howard ci svela le sue “origini celtiche”,
le sue lettere inviate a “The Eyrie”, e un commovente
ricordo di Novalyne Price Ellis sul “vero” Bob
Howard
. Nelle sue lettere a Weird Tales traspare, a mio avviso,
la sua sopravvalutazione di Seabury Queen ma gli va dato
merito di come abbia da subito capito il genio di H.P. Lovecraft
dopo aver letto Il richiamo di Cthulhu. E, naturalmente, non
mancano gli inediti narrativi dell’autore, cinque racconti che ci
catapultano in mondi di avventura e mistero, popolati da eroi
indomiti e creature soprannaturali. Di questi racconti il primo
inedito appartiene al ciclo di Breckinridge Elkins di Bear Creek.
Questo personaggio, come ci spiega con la consueta passione e
competenza Pietro Guarriello, pur non essendo famoso come
Conan il Barbaro, Kull il Conquistatore e Solomon Kane, ha una sua
importanza (come del resto Steve Costigan) all’interno del canone
“howardiano”. Questo personaggio ha una vena umoristica
apparentemente estranea all’Howard che molti conoscono ma
nondimeno lo avvicina molto a quello che era lo stesso Robert E.
Howard
come persona. La stesa cosa dice Novalyne Price Ellis
nel citato ricordo che qui troviamo: per lei era Steve Costigan
(marinaio dal cuore d’oro) a rappresentare Robert E. Howard.
Interessante anche il pezzo di Christian Lamberti in cui
paragona Robert E. Howard a Lord Byron. In apparenza
lontani, questi due scrittori condividono un senso di insofferenza
nei confronti del loro tempo.

Ma
la vera gemma di questo speciale è la “Guida alle edizioni
italiane di Conan, Kull e Solomon Kane” curata da Giovanni
Valenzano
, un faro di luce per gli appassionati che desiderano
esplorare le terre selvagge e misteriose create da Howard. Con questa
guida, i lettori potranno immergersi nelle migliori edizioni
reperibili nel nostro paese, guidati dalla mano sapiente di un
esperto. Da segnalare anche la settima parte dedicata da Marianzo
D’Anza
alla poesia di Robert E. Howard.

Acquistabile
presso Amazon o richiedendola a studilovecraft@yahoo.it

Zhotique
n. 17

Editore:
Dagon Press

Pag.
160

Prezzo: 15, 60

Zothique 17

Robert E. Howard
Robert E. Howard




Le mani di Kairos di Mauro Palazzi

Le
mani di Kairos
di Mauro
Palazzi
è un viaggio affascinante
attraverso le intricanti strade del tempo e della storia alternativa.
In questa magistrale opera di ucronia storica, l’autore ci trasporta
in un mondo dove un singolo evento, l’uccisione di Adolf Hitler
durante la Prima Guerra Mondiale, genera un’imponente divergenza nel
corso degli eventi. L’idea stessa di esplorare il “cosa sarebbe
successo se” è già di per sé un terreno fertile per la mente
visionaria, e Palazzi
non delude affatto. Egli intreccia abilmente fatti storici con una
trama avvincente e fantasiosa, costruendo un universo alternativo che
è al tempo stesso plausibile e sorprendente. Uno degli aspetti più
coinvolgenti del romanzo è la sua precisione storica. Palazzi
dipinge con maestria un mondo in cui il nazismo non ha mai preso
piede, lasciando spazio a un’Europa che si evolve in modo diverso,
senza le ombre oscure della Seconda Guerra Mondiale. Questa narrativa
dettagliata e ben costruita offre al lettore un’immersione totale
nell’alternativa storia che si dipana di fronte ai suoi occhi. L’uso
dello stratagemma narrativo che vede alcuni protagonisti esprimersi
attraverso degli scritti è un tocco geniale da parte dell’autore.
Questo approccio offre una prospettiva unica e intima sui personaggi,
consentendo al lettore di comprendere meglio le loro motivazioni e i
loro conflitti interiori. Inoltre, l’inclusione di figure storiche
reali come Winston Churchill
aggiunge una dimensione autentica alla trama, ancorando il racconto
in un contesto familiare e dando vita a un mondo che potrebbe essere
stato. Le mani di Kairos è
una sorta di ucronia alla Philip K. Dick,
con la sua capacità di esplorare le complessità del tempo e della
realtà alternativa, portando il lettore in un viaggio emozionante e
coinvolgente attraverso le pieghe della storia. In conclusione,
questo romanzo di Mauro Palazzi
è una lettura imperdibile per gli amanti dell’ucronia e della
narrativa speculativa. Con la sua trama avvincente, i suoi personaggi
ben sviluppati e la sua narrazione dettagliata, Le
mani di Kairos
si erge come un’opera di
grande spessore letterario, capace di trasportare il lettore in un
mondo alternativo tanto affascinante quanto reale.

L’AUTORE

Mauro
Palazzi nasce vicino a Bergamo il 16 febbraio 1971, si diploma
geometra nel 1990 e segue la professione fino ai giorni nostri. Si
trasferisce vicino a Pavia nel 2000 e lì vive ancora oggi. Per lungo
tempo scrive principalmente poesie e “dialoghi” tra senso e
sentimento ma i germogli dei racconti che verranno hanno piantato le
loro radici nell’animo di Mauro sin dall’adolescenza quando passava i
pomeriggi estivi a leggere romanzi dei più grandi autori di
fantascienza. Ancora oggi, lo scrivere brevi racconti, rappresenta il
sogno di viaggiare verso le stelle… e oltre. Ha pubblicato Per
altre vie mi condusse, ad altre risposte giunsi

(Colomò, 2022), Cinque
punti di prospettiva
(Colomò,
2023). Collabora attivamente alla collana Strani Aeoni del Gruppo
Telegram “Lovecraft Italia”

Le
mani di Kairos

Autore:
Mauro Palazzi

Editore:
Colomò

Pag.
148

Codice
ISBN: 979-1281430099

Le mani di Kairos di Mauro Palazzi

Mauro Palazzi