Nella verde gola delle Lupe di Lucrezia Pei e Ornella Soncini

[…]Il sole è prossimo all’orizzonte. Il branco si ritira nel cuore della selva, dove la luce fatica ad arrivare. […]

Nella verde gola delle Lupe di Lucrezia Pei e Ornella Soncini è una delle ultime tre pubblicazioni di Mosca Bianca Edizioni. Premetto che questa lettura non è adatta a tutti: la complessità dello stile scelto dalle autrici, coerente con l’epoca in cui è ambientata, potrebbe non essere di facile approccio per ogni lettore.
L’opera si apre con un utile glossario dei personaggi, che ho apprezzato particolarmente per la sua funzione nel tenere traccia dei numerosi nomi. Un ringraziamento alle autrici per questa accortezza.
La storia è ambientata nella profondità di una foresta, dove aleggia la leggenda di una santa che uccise un grande lupo nero. In questo luogo, vive una comunità matriarcale di donne forti e indipendenti. Una di loro, Ana, è segnata, un po’ come tutte le donne, dalla Grande Ingiustizia – un concetto chiave spiegato nel corso del racconto – e non ha mai oltrepassato i confini del bosco. Sa solo che ogni estate le donne si riuniscono ai limiti della selva e quando tornano, dopo poco sono incinte.
Pei e Soncini ci offrono una distopia storica dai toni cupi e a tratti horror. Il loro mondo è uno spazio in cui la linea tra uomo e bestia si confonde, e le bambine sono considerate il tesoro più prezioso. L’allegoria è potente e rappresenta un avvertimento sui limiti umani. In alcuni momenti, è l’uomo a essere la bestia; in altri, sono le donne a trasformarsi in un branco feroce, pronte a difendersi. Il messaggio è chiaro: tutto può essere distorto a seconda dello sguardo con cui lo si osserva.
Le sfumature folkloristiche sono tra gli aspetti che ho maggiormente apprezzato. Queste donne possono apparire come una ribelle congregazione religiosa o, agli occhi degli estranei, una coven di streghe. È come ascoltare la stessa campana, ma con orecchie diverse.
L’opera scava profondamente nell’anima, esplorando temi come l’identità, il corpo e il desiderio di libertà. Le illustrazioni di Marco Calvi, simili a vetrate antiche, riflettono con grande efficacia le emozioni dei personaggi e accompagnano il lettore in questo viaggio con maestria. Le ho trovate particolarmente pregevoli.
Se da un lato lo stile ricercato potrebbe limitare il pubblico, dall’altro il vero punto debole del racconto è la presenza di troppi personaggi e temi che, per quanto affascinanti, avrebbero il potenziale per essere sviluppati in un’opera molto più ampia.

GLI AUTORI
Lucrezia Pei e Ornella Soncini si sono incontrate grazie al comune amore per il Rinascimento. Specializzatesi nella formazione editoriale, correggono, traducono e raccontano libri, tra gli altri per Safarà Editore. Devote al fantastico, nelle loro storie esplorano l’universo femminile, le questioni di genere e il rapporto col mondo naturale. È possibile leggerle su riviste letterarie online (tra cui «Kobo», «Altri Animali», «Spore», «micorrize»), sulla tavola periodica di Leonardo Luccone e in antologie edite (Moscabianca Edizioni, Il Saggiatore, Edizioni Arcoiris, Pidgin Edizioni). Alcuni loro racconti sono arrivati finalisti o sul podio dei premi InediTo e Zeno, di cui ora sono giurate. Hanno esordito all’estero sulla rivista cartacea statunitense «The Shoutflower» con una storia legata a Nella verde gola
delle lupe. Augurano a chiunque leggerà questa novella di accogliere il selvatico.
Marco Calvi è un illustratore freelance che vive e lavora a Milano. Nato il 23 agosto 1989, ha frequentato il Liceo Artistico Statale di Brera e poi l’Accademia di Belle Arti di Brera. Si è specializzato in Illustrazione all Scuola d’Arte applicata del Castello Sforzesco. Oggi collabora con diverse case editrici italiane tra cui ABEditore, Moscabianca Edizioni e Nativi Digitali edizioni, oltre che con la galleria d’arte Imperfecta di Oregon City e molte imprese artigianali in tutta Italia.

Nella Verde gola delle Lupe
Autore: Lucrezia Pei & Ornella Soncini
Illustrazioni: Marco Calvi
Editore: Mosca Bianca Edizioni
Collana: Cuspidi
Pagine: 96
ISBN: ‎ 978-883-198-259-7
Costo: 12€ – brossurata

Nella verde gola della lupe di Lucrezia Pei e Ornella Soncini

Ornella Soncini
Ornella Soncini

Lucrezia Pei
Lucrezia Pei

Tutti i diritti riservati ⓒ per immagini e testi agli aventi diritto.




Settimo figlio di un settimo figlio di Marco Barbarisi

[…]E
come altre mille volte aveva fatto, contò le sette sorelle delle
Pleiadi, si immerse nella loro nebulosità blu, posando poi lo
sguardo sull’occhio rosso del Toro che, poco distante, cinto dal
triangolo delle Iadi dominava il cielo.
[…]

Settimo
figlio di un settimo figlio

di Marco
Barbarisi

è un romanzo d’esordio pubblicato nel 2024 dalla Edizioni
Il Saggio
.

Il libro inizia con l’introduzione da parte dell’autore, che ci presenta la genesi del romanzo. Ci racconta di due speciali regali ottenuti durante il natale del 2017:  Racconti del terrore di Edgar Allan Poe, l’edizione Oscar classici della Mondadori e Seventh Son of a Seventh Son, il settimo album in studio del gruppo musicale britannico Iron Maiden.

Con
queste premesse, sono partito con grande fiducia avendo toccato due
passioni.

La
trama ruota attorno alla leggenda del settimo figlio di un settimo
figlio, che secondo il folklore possiede poteri mistici come la
chiaroveggenza. Il protagonista, Edward, è proprio il settimo figlio
di un uomo anch’egli settimo figlio. La storia esplora il peso di
questa eredità e le superstizioni che la circondano, con Edward che
si trova a fare sogni premonitori e a vivere visioni del futuro, un
potere che lo spaventa e lo isola dagli altri.

Il
tema del destino è centrale: sin dall’inizio, Edward e la sua
famiglia sono tormentati dalle dicerie e dalle paure legate alla sua
nascita. La leggenda diventa sempre più concreta quando le sue
visioni iniziano a manifestarsi nella realtà. Edward è diviso tra
la sua razionalità e la crescente consapevolezza delle sue doti
sovrannaturali, che sembrano condizionare il suo futuro, guidato da
forze più grandi di lui. Questo conflitto interiore lo porta a
dubitare della propria sanità mentale, mentre eventi tragici
sembrano confermare le paure legate alla sua discendenza.

Non
rivelerò il finale, poiché reputo che quest’opera meriti di essere
letta e assaporata con calma, per gustare appieno la narrazione
descrittiva di Barbarisi.
Tra i temi trattati, spiccano la psicologia della paura e
l’esplorazione delle ragioni per cui gli esseri umani si aggrappano
alle superstizioni e temono l’ignoto.

Altro
elemento focale è il rapporto tra l’uomo
e l’universo
:
una riflessione sulla condizione umana e sul nostro posto nel cosmo.
La piccolezza dell’uomo di fronte alla vastità dell’universo, il
conflitto tra ragione e superstizione, e la paura dell’ignoto sono
temi centrali. Lo stile narrativo è cupo e atmosferico, con una
forte componente gotica. Barbarisi
utilizza un linguaggio ricco di immagini suggestive e descrizioni
dettagliate, creando un’atmosfera di suspense e inquietudine. La
narrazione, lenta e meditativa, si concentra sull’interiorità dei
personaggi e sulle loro angosce.

Il
finale è perfettamente coerente con il lavoro che l’autore ha
costruito fino a quel punto: una conclusione che chiude un viaggio
nell’abisso della follia e del mistero, immergendoci in un mondo
oscuro e inquietante. Barbarisi
ci presenta un protagonista enigmatico e affascinante, spingendoci a
riflettere sui temi della solitudine, del male e del destino. L’unico
appunto che mi permetto di fare riguarda, talvolta, l’eccessiva
lentezza di alcune scene, a causa di descrizioni molto dettagliate
che potrebbero essere snellite.

In
conclusione, questo romanzo segna un debutto interessante per un
autore giovane, che dimostra di avere una visione narrativa ben
delineata e il potenziale per raggiungere altezze sempre maggiori.

L’AUTORE

Marco
Barbarisi, autore di 19 anni, vive a Montonoro in provincia di
Avellino. Ha frequentato il liceo scientifico P-S-Mancini ed è
iscritto alla facoltà di Chimica. Nonostante

Settimo
figlio di un settimo figlio

Autore:
Marco Barbarisi

Editore:
Edizioni Il Saggio

Collana:
Geco

Pagine:
234

EAN:
9788893605007

Costo: 15,00 € cartaceo

Settimo figlio di un settimo figlio di Marco Barbarisi

Tutti i diritti riservati ⓒ per immagini e testi agli aventi diritto.




Il vampiro e altre novelle di A. K. Tolstoy

[…]Il sole era calato quando Georges tornò a casa, pallido come la morte e con i capelli ritti. Sedette presso il focolare e mi sembrò che battesse i denti. Nessuno osò fargli domande. […]

Il Vampiro e altre novelle gotiche di A.K. Tolstoj, tradotto da Marco Battaglia per la Nero Press Edizioni. L’editing alla traduzione è di Simona Focetola mentre il progetto grafico e copertina sono realizzate da Laura Platamone.
L’opera è un’affascinante raccolta di racconti gotici che esplora il mito dei vampiri attraverso l’influenza del folklore slavo e della narrativa romantica dell’Europa occidentale.
La prefazione di Battaglia è ben strutturata e informativa. Spiega il contesto in cui Tolstoj scrisse queste novelle e ne evidenzia l’importanza per la letteratura gotica russa del XIX secolo. È apprezzabile l’attenzione data alle influenze letterarie e storiche che hanno plasmato l’opera di Tolstoj, come la connessione tra il folklore slavo e i temi del vampirismo e dei revenant.
Dal punto di vista editoriale, la traduzione è scorrevole e ben curata, riuscendo a mantenere il fascino arcano e a trasportare il lettore nel clima opprimente e misterioso dei racconti gotici ottocenteschi.
Le note sono estremamente utili per chi desidera comprendere a fondo il contesto culturale e letterario dell’epoca. Il testo contiene anche riferimenti a studi accademici e fonti secondarie, il che lo rende un lavoro non solo di traduzione ma anche di critica letteraria. L’apparato critico è solido e ben documentato, con una bibliografia che dimostra un approccio metodico e accurato nello studio delle fonti.
La raccolta, che include racconti come La famiglia del vurdalak, Appuntamento tra trecento anni, Il vampiro e Amena, riesce a unire tradizioni narrative differenti: il gotico inglese e il folklore russo. Tolstoj è noto per il suo stile intriso di suggestioni letterarie e folcloristiche che dialogano con il soprannaturale. Il vampiro, nelle sue storie, emerge come una figura inquietante e tragica, legata al sangue e alle antiche maledizioni familiari.
In termini di struttura, la raccolta è bilanciata, con una progressione graduale tra racconti che esplorano temi simili, ma da angolazioni diverse. La storia de La famiglia del vurdalak, con il suo orrore sottile e il lento disvelarsi dell’orrore vampirico, è uno dei punti più alti dell’opera. Allo stesso tempo, le altre novelle offrono uno spaccato diverso della poetica di Tolstoj, tra amori impossibili e incontri sovrannaturali.
In conclusione, la raccolta rappresenta un’ottima introduzione al gotico russo e a Tolstoj come un pioniere del genere. La traduzione e l’apparato critico arricchiscono il testo, rendendolo accessibile a un pubblico contemporaneo senza perdere la sua complessità e profondità originale.

GLI AUTORI
Il conte Aleksej Konstantinovič Tolstoj (San Pietroburgo, 1817 – Krasnyj Rog, 1875) fu poeta, romanziere, drammaturgo e autore satirico. In vita, la sua fama letteraria fu legata in particolare alle opere di carattere storico, come il romanzo Il principe Serebrjanyj (1862), ambientato nella Russia del XVI secolo e che ottenne un grande successo di pubblico, e la trilogia teatrale La morte di Ivan il Terribile (1865), Zar Fëdor Ioannovič (1868) e Zar Boris (1870). Divenne celebre anche per le sue poesie e ballate. Vengono qui raccolte per la prima volta in traduzione italiana tutte le sue opere giovanili di genere gotico, scritte tra il 1839 e il 1846.

Marco Battaglia, nato nel 1985, si è laureato in Giurisprudenza a Trento, in Traduzione a Londra e in Lingue e culture europee a Groningen. È esperto di cultura e letteratura russa ed è traduttore professionista dall’inglese, dal russo e dal francese, oltre che docente a livello universitario.

Il vampiro e altre novelle gotiche

A. K. Tolstoy

Tutti i diritti riservati ⓒ per immagini e testi agli aventi diritto.




La palude di Claudio Kulesko

[…]Quand’ero
bambino feci uno strano sogno. Sognai che il quartiere nel quale ero
nato e cresciuto sorgeva su un intricata rete di cunicoli e gallerie.
Un sistema di antiche rovine, percorse da un’oscurità cosi
profonda e intensa da non poter essere contenuta né dalla pietra né
dall’asfalto

[…]

La Palude di Claudio Kulesko è una delle ultime uscite delle MoscaBianca Edizioni. Fin da subito ci viene presentato dalla casa editrice come un racconto new-weird che parla di antropocene e spazi liminali. Lo possiamo trovare all’interno della collana Cuspidi, gestita da Diletta Crudeli.

Be
weird, be white

è il motto di questa casa editrice romana nata nel 2018 e
specializzata nella narrativa e nei libri illustrati di genere
fantascientifico e fantastico, con alcuni progetti nel mondo dei
giochi da tavolo.

Il
racconto, ambientato nella capitale, Roma,
avvolge il lettore in un’atmosfera sospesa, senza specificare né
l’epoca (anche se presumibilmente in un contesto moderno) né il nome
del protagonista. Si apre con una panoramica della Città Eterna, un
mosaico di passato e presente, per poi focalizzarsi su un ragazzo che
si prende cura di numerosi gatti randagi. La sua routine viene
sconvolta dall’arrivo di un nuovo felino, più grande e aggressivo,
che rivendica l’esclusiva delle attenzioni.

Da
questo punto in poi, la narrazione si sviluppa attraverso salti
temporali, conducendo il lettore in un viaggio introspettivo
attraverso la vita del protagonista. Il percorso è costellato da
momenti di intensa emotività, da elementi inquietanti e da una
dimensione quasi onirica, che sfuma i confini tra realtà e
immaginazione.

In
un labirinto metafisico, tra cunicoli ancestrali e acque stagnanti,
si snoda un vero e proprio viaggio iniziatico. Animali guida e
simboli oscuri accompagnano il protagonista verso un abisso
interiore, dove la bellezza antica si scontra con la corruzione della
modernità. La palude – potenziale metafora della corruzione del
bello – rende questo racconto un’esperienza intensa e coinvolgente. I
gatti, creature ambigue, incarnano il fascino e l’inquietudine
dell’inconscio, sepolcri ipogei in cui per un momento ho rivisto le
montagne della follia

di HP
Lovecraft.

Lo stile narrativo di Kulesko, vivido e a tratti disorientante, rivela una profonda conoscenza della realtà circostante e affronta temi universali come la violenza e la perdita dell’innocenza. Le meravigliose illustrazioni di Francesca Guerrieri completano l’opera, rendendola una gemma da collezionare e da vivere

GLI
AUTORI

Claudio
Kulesko 
è
filosofo, traduttore e scrittore. Per Nero ha tradotto Tra
le ceneri di questo pianeta
 (2019)
Rassegnazione
infinita
 (2022),
di Eugene Thacker. Tra le sue opere vi sono L’Abisso
personale di Abn Al-Farabi e altri racconti dell’orrore
astratto
 (Nero,
2022), Ecopessimismo.
Sentieri nell’Antropocene Futuro
 (Piano
B, 2023) e la novella Al
limite del Possibile
 (Zona
42, 2024). Ha fatto parte del Gruppo di Nun, con il quale ha scritto
la raccolta di saggi Demonologia
rivoluzionaria
 (Nero,
2020). Con Gioele Cima ha curato la raccolta di saggi Metal Theory.
Esegesi del vero metallo (D Editore, 2024). Suoi saggi e racconti
sono apparsi in numerose riviste e antologie. Con Moscabianca
Edizioni ha pubblicato anche il saggio Il
più forte del mondo. La filosofia di Dragon Ball
 (2024).

Francesca
Guerrieri
 è
un’illustratrice italiana. Vive a Pescara, dove ha conseguito il
diploma in illustrazione alla Scuola Internazionale di Comics.
Appassionata di disegno e arte fin da bambina, inizia come
autodidatta, decisa a trasformare la passione in professione,
spaziando tra temi come il fantasy, il gotico e il macabro.

La
Palude

Autore:
Claudio Kulesco, Francesca Guerrini

Editore: MoscaBianca Edizioni

Collana:
Cuspidi

Pagine:
80

ISBN:

9791281703100

Costo:
12€ – brossurata

La palude di Claudio Kulesko

Claudio Kulesko

Tutti i diritti riservati ⓒ per immagini e testi agli aventi diritto.




Siamo qui per farci del male di Paula D. Ashe

[…]La
pelle cadente era percorsa da cicatrici di ogni tipo.

Alcune
lisce, altre in rilievo. Alcune lunghe, altre corte.

Alcune
infossate, altre nodose. Alcune larghe, altre sotti-

li.
Alcune recenti, cerchiate da fiammanti aureole rosse,

altre
sbiadite in una morbida traslucenza. L’uomo rise.

[…]

Siamo
qui per farci male

di Paula
D. Ashe

è una delle ultime uscite di Zona 42 che ha fatto molto parlare di
se. Volume vincitore del premio Shirley
Jackson Award – 
Volume
finalista al
Bram Stoker Award,
è
stato tradotto da
Claudio Kulesko 
e
inserito nella collana
Caronte,
curata
da
Luigi Musolino.

Un’opera
sinistra, capace di scavare nelle pieghe più oscure dell’animo
umano, dove il dolore diventa un’esperienza centrale e catartica.
La narrazione è volutamente disturbante, costruita per evocare
immagini forti e suscitare emozioni contrastanti nel lettore, come
disgusto, paura e compassione. L’autrice riesce a creare atmosfere
cupe, dove il confine tra la realtà e l’incubo si dissolve,
lasciando spazio a un’angoscia pervasiva. Il titolo della raccolta,
già di per sé emblematico, richiama l’idea di un mondo in cui il
dolore non è solo un risultato, ma un fine, una verità universale a
cui nessuno può sottrarsi.

I
racconti all’interno sono cosi elencati:

Elementi
del vuoto

La
casa delle carcasse

Le
infernali crudeltà del paradiso

I
miracoli della tomba

Esilio
in extremis

Jacqueline
ride per ultima

Perché
sei rimasta a guardare

Litania
d’aghi
(Il
racconto che ho preferito)

Madre
di tutti i mostri

La
testimone

L’ho
sentita cantare

Telefirma
da un cadavere futuro

Postfazione

Uno
degli elementi distintivi del lavoro di Ashe
è l’abilità di rappresentare il corpo come un luogo di
trasformazione e sofferenza. I racconti contengono descrizioni
minuziose di mutilazioni, deformazioni e processi di decadimento
fisico che riflettono, in modo metaforico, le fratture psicologiche
dei personaggi – che potenzialmente, possiamo incontrare ogni
giorno uscendo semplicemente di casa – richiamando uno dei suoi
scrittori preferiti, Clive
Barker
.

Questo
tipo di orrore non è gratuito, ma funzionale a una riflessione su
temi più ampi come l’alienazione, il trauma e l’identità.

Dal
punto di vista stilistico, Ashe
utilizza un linguaggio evocativo e a tratti poetico, che contrasta
con la brutalità delle situazioni descritte. Questa tensione tra
forma e contenuto amplifica l’impatto delle storie – non un orrore
un
tanto al chilo
,
quanto un colpo d’ascia in volto condito da un linguaggio aulico e
ricercato. La sua capacità di creare un mondo che appare al tempo
stesso familiare e alieno, dominato da regole crudeli, è
sorprendente in quanto amalgamato da una sensibilità moderna.

A
volte, i testi, molto carichi di descrizioni e atmosfere
claustrofobiche, segnate da un ritmo eccessivamente veloce, forse
avrebbero guadagnato in impatto se fossero stati leggermente
alleggeriti.

La
violenza in ambito familiare, la concezione che chi viene toccato dal
male diventerà malvagio a sua volta, un tuffo nell’abisso senza
speranza: questi sono tratti fondamentali di queste opere. Un altro
elemento ricorrente è proprio l’impossibilità assoluta di un lieto
fine.

Quest’opera
non fa sconti al lettore: esige attenzione, resistenza e una certa
predisposizione al confronto con la sofferenza. Un’opera che sfida i
limiti del genere, portando l’esperienza della lettura verso
territori estremi e disturbanti, ma anche profondamente stimolanti.

Nonostante
qualche incursione nel sovrannaturale, la crudeltà più profonda è
quella insita nell’essere umano, come altri autori hanno già narrato
e come sicuramente faranno altri in futuro. Perché,
fondamentalmente, è così.

Concludo
citando un frammento della postfazione dell’autrice: […]So bene
che certe persone leggono le mie storie perché amano lo shock e il
brivido della trasgressione. (Siete anche liberi di odiare il mio
lavoro, o semplicemente di pagare per i miei libri e non leggerli.
Non sono schizzinosa). Ma ci sono altri che leggono le mie opere per
trovare conforto. Per capire. Per ottenere un bizzarro, amaro senso
di tregua. […]

E
voi, perché leggete Horror?

L’AUTRICE

Autrice
americana di narrativa oscura, Paula
D. Ashe
 ha
vinto con Siamo
qui per farci male
 lo
Shirley Jackson Award ed è risultata finalista al Bram Stoker Award.
È stata redattrice associata per Vastarien:
A Literary Journal
,
una rivista letteraria ispirata all’opera di Thomas
Ligotti
.
Vive
nel Midwest con la sua famiglia.

Siamo
qui per farci male

Autore:
Paula D. Ashe

Editore:
Zona 42

Collana:
Caronte

Pagine:
240

ASIN:

B0CW2D5V1F

ISNB:
979-1280868619

Costo: 8,49 € ebook e 16,90 € cartaceo

Siamo qui per farci del male di Paula D. Ashe

Paula D. Ashe

Tutti i diritti riservati ⓒ per immagini e testi agli aventi diritto.