Ippocorno e altri racconti di Vincenzo Barone Lumaga

Ippocorno e altri racconti è un volume di grande formato (sembra una rivista) che contiene quindici racconti di Vincenzo Barone Lumaga, nome che mi è già simpaticamente noto per le sue attività di critico letterario e scrittore. Ogni racconto è corredato da un’illustrazione in bianco e nero di Diana D. Gallese, grafica e pittrice italiana. L’editore è l’Agenzia Pensiero Creativo.
Il volume consiste in una raccolta di racconti fantastici ambientati nelle più disparate dimensioni spaziotemporali. Andiamo dalla Romania occupata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale all’Etiopia durante l’espansione dell’”Impero” del regime fascista e alla Napoli contemporanea. Alcuni invece non hanno un’ambientazione storica delineata. Come genere passiamo dal weird all’horror e arriviamo fino alla fantascienza.
Quindi Barone Lumaga ci regala un ricco scrigno di storie a cui attingere. Racconti che, per trama e stile, non hanno nulla da invidiare ai suoi colleghi angloamericani. La lettura di questo libro mi ha ricordato certe serie televisive antologiche come Ai confini della realtà (Twilight Zone) per il diversificarsi delle storie che mantengono sempre alta l’asticella del fantastico, dell’inquietudine e dell’angoscia uniti al fascino del mistero.
I racconti sono tutti ampiamente suggestivi ma mi soffermerò su quelli che mi sono piaciuti particolarmente.
In Seconda ombra un uomo è perseguitato da una oscura presenza, un doppione di sè…
L’idea non è particolarmente originale, ma è sviluppata in un racconto avvincente ben scritto che non risparmia piacevoli sorprese lungo la narrazione fino alla fine. Molto significativa sul piano narrativo la scelta della narrazione in seconda persona.
Radio Nowhere narra di una trasmissione radiofonica, da ascoltare nelle ore notturne, che dà voce ai morti di morte violenta. Un guidatore ascolta le storie di queste persone che sono morte alla propria autoradio e continua a guidare finché…
Una storia da leggere fino alla fine è che si rivela originale e coinvolgente. Con finale a sorpresa.
In Ippocorno, ambientato in Etiopia durante l’espansionismo della colonizzazione italiana negli anni trenta, assistiamo al confronto tra un essere umano con la sua finitezza e le sue piccolezze e un essere millenario; una creatura ancestrale vive nelle lagune del paese africano.
Una goccia di eternità ci racconta la storia di un uomo che si rivolge a uno strano orologiaio perché il suo orologio “va di fretta”, sembra segnare il tempo troppo velocemente. I giorni per lui scorrono troppo in fretta e questa cosa lo angoscia terribilmente. Allora l’orologiaio bagna con una goccia di una pozione magica l’orologio. D’ora in poi seguiamo le vicende allucinate del protagonista. Attraverso l’invenzione fantastica decisamente originale l’autore opera una riflessione sul tempo che passa e su quanto l’essere umano non lo possa controllare. Da qui deriva una assenza di controllo sulla propria vita e quindi sulla realtà.
Oltre la foresta è un racconto sul vampirismo, uno dei migliori in assoluto che abbia letto all’interno di questo genere. Un soldato nazista, in fuga dall’esercito sovietico, trova rifugio presso una strana comunità di esseri immortali. Quando i sovietici li raggiungono sapranno affrontarli grazie a poteri sovrannaturali.
In Soul Train Drago e sua sorella Ivanka, a bordo di un treno, devono raggiungere la Serbia, da cui sono partiti giovanissimi per emigrare in Italia. I due ragazzi devono tornare perché loro madre sta male. Questo avviene durante la guerra che ha coinvolto i paesi della ex Jugoslavia. Drago conosce, sul treno, uno strano uomo che gli racconta la sua teoria su come i finestrini dei treni siano porte per altre dimensioni. Una delle storie più originali tra quelle contenute in questo volume in quanto parla di altre dimensioni in termini per niente banali e/o desueti.
In conclusione Ippocorno e altri racconti di Vincenzo Barone Lumaga è un libro che consiglio a tutti gli amanti della narrativa fantastica.

L’AUTORE
Vincenzo Barone Lumaga è nato nel 1978 a Torre del Greco, in provincia di Napoli.
Avido lettore di narrativa di genere, soprattutto dei Maestri di lingua anglosassone, scrive racconti con crescente continuità dal 2005.
Esercita a Napoli l’attività di avvocato penalista. È anche bassista, chitarrista e compositore.
Per Milena Edizioni ha già pubblicato la raccolta di racconti dell’orrore Le ore buie, il thriller sovrannaturale Lame di tenebra e il saggio sulla cultura weird Com’era weird la mia valle con Fabio Lastrucci.

Ippocorno e altri racconti
Autore: Vincenzo Barone Lumaga
Editore: Agenzia Pensiero Creativo
Pag. 98 dimensioni: 28x19cm
Codice Isbn: 9791281926042
Prezzo: 15 €

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La tormenta di Luigi Carrozzo

La tormenta di Luigi Carrozzo è un romanzo pubblicato dall’editore Dark Zone. In questo dark urban fantasy, una fase invernale particolarmente gelida investe l’Europa e quindi anche il Nord Italia.
Milano, in particolare, dove si svolge maggior parte dell’azione, è colpita da questo gelo anomalo. Non solo. La città è anche isolata: internet non funziona, i cellulari non vanno. La città è pure interessata da incidenti stradali e altri danni causati dallo strano gelo.
Privati della tecnologia, i milanesi sono persi e si lasciano andare alle più cupe previsioni. Specialmente quando sentono strani ululati nella nebbia, causati dal freddo, che ricopre la metropoli molto di più di quanto i cittadini di Milano siano abituati.
Questi ululati, che fanno pensare ai lupi, provengono in realtà, da mostruosi esseri sovrannaturali che famelici avanzano e aggrediscono i cittadini. Di loro gli esseri umani all’inizio vedono solo gli occhi, come strane luci, poi li guardano nella loro nefasta presenza, con fauci pronti a divorarli.
Carrozzo usa un andamento narrativo in progressione: prima i latrati che sembrano quelli di animali comuni, poi questi suoni assumono una valenza sovrannaturale; allo stesso modo gli umani vedono prima delle luci azzurre che si rivelano essere quelle infernali degli occhi delle creature.
Ugualmente, considerando la trama nel suo complesso, la situazione che, all’inizio, sembra una semplice situazione di disagio da clima invernale anomalo, degenera presto in un incubo a occhi aperti.
L’azione narrativa coinvolge alcuni studenti e i loro parenti in un racconto corale all’interno della quale si distinguono alcuni personaggi: Rose, la guardiana, in particolare Ilde la guerriera, suo marito Claudio e la loro figlia Greta.
Ilde scopre il suo passato atavico in cui, in un’altra dimensione spazio temporale, deve aiutare il padre ad affrontare il terribile nemico conosciuto con il nome di Eclissi e le Bestie, esseri sovrannaturali famelici, sguinzagliati al suo servizio.
Le Bestie sono proprio quegli esseri i cui latrati infernali e gli occhi malefici spaventano i milanesi.
La guardiana, Rose, soccombe. Ilde, la guerriera, deve uscire dal suo corpo e utilizzando la propria forma astrale affrontare le Bestie e il loro emissario.
Ilde rappresenta l’ultima difesa contro l’Eclissi, dopo che altri guardiani e altri guerrieri sono stati sgominati dalle Bestie.
Intanto nel cielo di Milano e in quello dell’altra dimensione in cui Ilde riesce a proiettarsi, si staglia un disco nero.
Questo disco nero, una sorta di buco nero, è proprio Eclissi. Simbolo del Male nella sua essenza più distillata.
Non procedo oltre con lo spoiler. Aggiungo solo che Luigi Carrozzo non scrive la solita storia della lotta tra il Bene e il Male. Le cose sono narrativamente più complesse. Dispiace però che questa complessità resti un po’ in superficie e non venga approfondita come avrebbe potuto essere.
Il romanzo inizia con toni tra Dino Buzzati e Stephen King (La nebbia). Lo spirito di entrambi gli scrittori percorre il romanzo nella sua interezza. La tormenta mi ha fatto pensare anche, però in una forma narrativa più semplice, a Le venti giornate di Torino di Giorgio de Maria.
Passiamo quindi, in modo alquanto narrativamente fluido, nella seconda parte, a una trama e ad atmosfere dark fantasy. Le ambientazioni, sia quella urbana metropolitana, sia quella della dimensione altra in cui si muove Ilde, sono caratterizzate da descrizione realistica, nel primo caso, e da descrizione convincente e affascinante nel secondo. Lo stile di Luigi Carrozzo è molto curato: lo scrittore ricerca l’incastro di giuste parole e le analogie particolari.
Tutto ciò concorre alla creazione di un modo di raccontare originale, mai banale, molto espressivo anche se mai di difficile comprensione.
Le parti dark e horror sono sempre misurate, mai inutilmente truculente. Lo dico senza intenzioni polemiche nei confronti di scrittori che fanno scelte di narrazione più estrema. Solo per sottolineare la precisa scelta stilistica di misura da parte di Carrozzo che lungi dal mostrare/imporre induce piuttosto il lettore a ri-creare il racconto utilizzando la propria immaginazione.
I protagonisti cercano disperatamente spiegazioni razionali per i fenomeni sovrannaturali ai quali prima assistono e che poi li coinvolgono con esiti anche fatali.
Lo sguardo di Carrozzo ai suoi personaggi è sempre compassionevole.
Se vogliamo trovare qualcosa che non va, quindi ribadiamo soltanto quel non voler approfondire, da parte dell’autore, gli sviluppi della trama che avrebbero potuto condurre il romanzo molto oltre una comune storia di antitesi Bene/Male.
In definitiva consiglio La tormenta di Luigi Carrozzo a chi ama il dark fantasy con toni non troppo horror e a chi apprezza la narrativa fantastica italiana, Buzzati in primis.
Insomma, se volete passare qualche ora svagandovi nelle giornate fredde, è la lettura che fa per voi.

L’AUTORE
Luigi Carrozzo è nato a Salerno e ora vive a Milano.
Per anni ha lavorato nel mondo dell’editoria, collaborando con numerose redazioni editoriali e ricoprendo vari ruoli: traduttore, ghost writer, editor.

La Tormenta
Autore: Luigi Carrozzo
Editore: Dark Zone
Pag. 320
Codice ISBN: 791280 077189
Prezzo: 14,90 €

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Dylan Dog e Batman – L’ombra del pipistrello di Recchioni, Dell’Edera e Cavenago

Questo graphic novel a colori è stato proposto prima in tre albi da Sergio Bonelli Editore e poi successivamente raccolto in questo volume cartonato di grande formato.
Lo sceneggiatore Roberto Recchioni è in grandissima forma e non sono da meno Werther Dell’Edera e Gigi Cavenago che disegnano.
La storia è un crossover allucinato e allucinatorio tra Batman e Dylan Dog.
Inizia dall’ennesimo ritorno di Joker, come criminale, che apprende dell’esistenza di Xabaras e vuole “avere lui come dottore”, stabilire un’alleanza insomma.
Quindi ci spostiamo a Undead, dove si svolge il primo episodio di Dylan Dog e questi è prigioniero insieme a Groucho e alla sua ragazza di turno (la protagonista “ennesima” di quella prima storia qui rivisitata – in quanto rivisitata la ragazza ci appare ennesima).
Inquadrature ai confini dell’equilibrio/squilibrio (mentale?) e colori acidi e psichedelici. Effetto 3d garantito, senza ricorrere a occhialini, come quando Batman era disegnato da Neal Adams, pur con le differenze notevoli di stile tra Adams e Dell’Edera/Cavenago.
Un lucido trip spazio-temporale ci attende tra queste pagine.
Il crossover coinvolge anche i personaggi comprimari.
Quindi a Londra, città magica e sovrannaturale, si muove Selene/Catwoman che va a letto con Dylan.
Poi abbiamo i siparietti tra Groucho e Alfred.
Il dialogo tra l’ispettore Bloch e il commissario Gordon.
Divertimento a mille.
Scene d’azione calibratissime.
Recchioni gioca con gli stereotipi della serie Dylan Dog e del personaggio Batman, citando continuamente. Il post-moderno citazionista, inventato da Tiziano Sclavi e proseguito in parte di suoi successori, diventa auto-citazionismo ed è elevato all’ennesima potenza.
Quando questo gioco eterno di rimandi inizia a stancare, interviene qualche elemento nuovo, come la presenza di John Costantine. Proprio lui, quello della serie Hellblazer della Vertigo DC.
Del resto siamo in una Londra magica, no?
Inizia quindi un nuovo confronto. Non abbiamo più Dylan e Batman. Ma Dylan, Batman e Costantine in una sorta di triangolo magico. Anzi: se contiamo tutti i personaggi coinvolti, arriviamo a un pentagono come minimo.
Sottotesto esoterico? Forse.
Spero di avervi incuriosito abbastanza da leggere questo capolavoro di arte fumettistica.
Il volume è arricchito da bozzetti, studi a matita, cover gallery.

GLI AUTORI
Werther Dell’Edera, dopo essersi diplomato alla Scuola Romana dei Fumetti, ha collaborato con editori italiani come Eura, Magic Press e Sergio Bonelli Editore e statunitensi come Dc (etichetta Vertigo) e Marvel.

Gigi Cavenago alterna l’attività di disegnatore di fumetti a quella di illustratore. Ha pubblicato per Mondadori e Sergio Bonelli Editore.

Roberto Recchioni ha scritto numerose sceneggiature per la Sergio Bonelli Editore, in particolare per Dylan Dog, di cui ha tenuto in mano la curatela per molti anni, dopo quella di Tiziano Sclavi.

Dylan Dog e Batman
L’ombra del pipistrello
Sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Werther Dell’Edera e Gigi Cavenago
Editore: Sergio Bonelli Editore
Codice ISBN: 9788869618567
Prezzo: 26 €

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Vintageverse: Storie di Supereroi Made in Italy

Vintageverse: Storie di Supereroi Made in Italy è un’antologia di racconti illustrati, a cura di Giuseppe Cozzolino, che lancia il progetto di un Universo condiviso di Supereroi, ispirato a cinema e fumetti pop degli anni 60-70, in omaggio ai grandi filoni dell’epoca (i primi film di 007, le fantapellicole della Hammer e di Roger Corman, i primi eroi Marvel di Stan Lee, Jack Kirby e Steve Ditko, il cinema peplum e pop all’italiana, le serie tv british come Agente Speciale e Dottor Who, le serie camp alla Batman di Adam West, gli eroi giapponesi come Ultraman) avendo come base il Mediterraneo ma esplorando comunque il resto del Mondo in chiave sci-fi e pop.
Il volume contiene testi di Giuseppe Cozzolino, Alessandro Bottero, Andrea Guglielmino, Dario Janese. Luigi Siviero, Marco Timossi, Pier Luigi Manieri, Luigi Ercolani, Carlomanno Adinolfi, Ken Michele Agostini, Mario Farneti, Riccardo Rosati, Andrea Gualchierotti, Loredana Atzei, Stefano Priarone, Sergio L. Duma, Vito Tripi, Francesco Manetti, Giorgio Borroni, Maurizio Bianciotto, Bruno Pezone, Fabio Cassano, Mattia Cecere, Guido Moschini, Umberto Sisia.
Le illustrazioni sono di Loredana Atzei, Andrea Corsi, Alessandro De Leo, Fulvio Farina, Stefano Guerrasio, Simone Rosati, Andrea Rovati, Carmelo Siracusa, Alessandro Vezzani, Ettore Zampella.

Per l’occasione dell’uscita di questo interessantissimo volume, che è solo uno dei traguardi di un progetto in fieri, abbiamo intervistato il curatore, nonché ideatore del Vintageverse, Giuseppe Cozzolino.

Ciao, Giuseppe. Da dove è nata l’idea di un universo supereroistico italiano e quali sono i propositi tuoi e dei tuoi collaboratori?
L’idea, che è piuttosto basata sul desiderio di creare un universo supereroistico planetario ma con grande risalto all’Italia e al Mediterraneo, nasce dalla costante passione e fruizione di quella produzione pop audiovisiva che ha reso indimenticabile il ventennio 60-70 (i film di 007 e della Hammer ed i telefilm come Dottor Who ed Agente Speciale in Inghilterra, i “kaiju” di Godzilla ed i telefilm di Ultraman in Giappone, il cinema di Roger Corman ed il primo “Star Wars” negli USA, il peplum e lo spaghetti western in Italia) unita alla profonda adorazione delle prime testate della Marvel firmate da Stan Lee e dai primi leggendari disegnatori della Casa delle Idee (l’Uomo Ragno di Steve Ditko e poi John Romita jr, i Fantastici Quattro, Thor, Capitan America di Jack Kirby, Dottor Strange di Ditko e poi di Gene Colan, e così via).
Questi materiali esprimevano un “sense of wonder” ed una chiarezza d’intenti (intrattenere con gusto e intelligenza) che a nostro parere si sono decisamente persi al giorno d’oggi. Con questo progetto io e gli altri “compagni di avventure” proveremo a riproporre quella semplicità ‘complessa’ e quel medesimo “senso della meraviglia”.

Le storie sono tutte ambientate negli anni 60 e 70 o anche ai giorni nostri? In futuro è prevista una sortita dei tuoi personaggi nel presente?
La cornice è quella “retrò” da te indicata. È estremamente importante per ricreare il medesimo mood e proiettare lettori vecchi e nuovi in una dimensione fantastica in parte fedele ai reali scenari storici dell’epoca (la Guerra Fredda, la Corsa allo Spazio, la Musica e la Moda giovanile, la Contestazione e la Questione dei Diritti Civili) in parte influenzata da tanta letteratura di confine dell’epoca a partire dal celebre Mattino dei Maghi (la presenza extraterrestre nella storia umana, le società segrete dietro l’operato dei governi, i misteri dell’archeologia, l’esistenza del paranormale e di dimensioni parallele alla nostra).

Quali sono le tematiche principali dei racconti contenuti in questa antologia?
Si tratta di racconti che introducono molti degli eroi e dei villain ideati dal sottoscritto: da scanzonati agenti segreti con poteri alieni e base operativa nella Roma della Dolce Vita (ARGOS 7, IL SUPEREROE DI CINECITTÀ) ad Eroi Immortali che fingono di essere comuni studiosi (DOTTOR MACISTE, IL COLOSSO ETERNO) e Superuomini al servizio dell’Unione Sovietica (L’INVINCIBILE KOSMIK), per non parlare di Ladri Internazionali dai poteri Esp (PROTEUS & ANGELIQUE), Stregoni/Dandy attivi nella Swinging London degli Anni 60 (PETER ALAHZRED), Predicatori Pazzi posseduti da Parassiti Spaziali (FRATELLO LEGIONE), Intrepide Indagatrici del Mistero Fiorentine (SOPHIA DA VINCI), Celebri Vampiri in vacanza a Roma (LA DOLCE VITA DI DRACULA) e tanti altri “characters” tutti da scoprire

So che guardi con molto interesse ai classici del cinema, della narrativa e dei fumetti pur osservando le produzioni attuali. Mi sembra di aver inteso che da parte tua non ci sia sterile nostalgia per il passato ma desiderio di rigenerazione dell’immaginario partendo dai classici come punti fermi. È così?
Per me la Nostalgia è un sentimento positivo. Perché ti spinge a non dimenticare innumerevoli esperienze storico-culturali, spesso volutamente ignorate o peggio cancellate dalla memoria collettiva per convenienza (è più facile vendere il Nuovo, per quanto sciatto sia, se tante persone non ricordano più il proprio Passato).
Comunque sì. Riproporre determinati concetti, contenuti e atmosfere significa anche invitare le vecchie e nuove generazioni a “rinnovare” il proprio Immaginario. Soprattutto ESPANDERLO.

Per ora un antologia di racconti. E nel futuro?
Siamo già al lavoro sui prossimi step che includeranno sia dei romanzi illustrati dedicati a singoli personaggi di questo variegato Universo, sia (fase finale) la realizzazione di miniserie a fumetti vere e proprie. Stay Tuned ed incrociate le dita.

Giuseppe Cozzolino (Napoli, 1967) è scrittore, saggista, produttore web, docente di Storia del Cinema e Storia delle Comunicazioni di Massa presso l’Università di Napoli L’Orientale (2001-11), Suor Orsola Benincasa (dal 2013). Ha scritto su numerose riviste specializzate (L’Eternauta, L’Altro Regno, Play Magazine, Amarcord, La Rivista del Cinematografo, M-La Rivista del Mistero) e quotidiani locali e nazionali (Il Tempo, Roma, Il Mattino) e sulle pagine Cultura e Spettacoli de Il Mattino di Napoli. È autore dei volumi Cult Tv. L’universo dei telefilm (Falsopiano, 2000) e Planet Serial. I telefilm che hanno fatto la storia della TV (Aracne, 2004). Nel 2008 idea la miniserie di racconti e fumetti Le Avventure di Argos 7, che verrà successivamente pubblicata a puntate da M-Rivista del Mistero (Alacran) e in un albo one-shot dalle Edizioni Cagliostro E-Press, che costituirà la base del suo progetto Vintageverse.

Vintageverse: Storie di Supereroi Made in Italy
A cura di Giuseppe Cozzolino
Narrativa, Mondi Possibili
ISBN edizione cartacea (203 x 133 mm, 350 pp., avorio 100 gr): 979-12-5540-140-7
ISBN eBook (ePub e Mobi): 979-12-5540-141-4
Prezzo: 15 € edizione cartacea; 3,49 € ebook

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Chi sarà il prossimo?

Lo hanno portato ieri notte. Un ragazzo così non può venire che da Venere. Il pianeta dell’amore. Non avrà più di undici o dodici anni. È bellissimo. Di primo acchito l’ho scambiato per un terrestre. Aveva gli occhi dall’iride verde smeraldo, la pelle color rame e i capelli biondi. Ma, quando stamattina gli ho portato la colazione, i suoi occhi baluginavano rossi; la pelle aveva assunto una sfumatura verde oliva e i capelli erano più castani che biondi. Non so se i mutamenti cromatici dipendono da cause esterne, come la temperatura, o interne, come stato d’animo e reazioni emotive. Sappiamo così poco dei venusiani. Gli ho lasciato la colazione sul tavolo e sono uscito dalla stanza seminterrata. Ho chiuso la porta a chiave. Franco mi ha detto di fare così. Che almeno all’inizio sarebbe stato meglio non farlo uscire troppo dalla stanza. In modo che si abituasse gradualmente alla situazione.

Lo so che segregare un ragazzino non è una bella cosa da fare. Soprattutto tenendo conto di quello che gli faranno. Ma Franco mi ha spiegato che il piccolo venusiano è consenziente. Insomma per quelli della sua razza il sesso è qualcosa di estremamente naturale. Iniziano da giovanissimi. E non c’è distinzione tra uomo e donna, maschi e femmine. Sono bisessuali e incestuosi fin dalla nascita. E poi c’è quell’altra cosa che adesso non ricordo più se me l’ha detta Franco o se l’ho letta chissà dove. Ma che comunque è una cosa davvero allucinante: nascono tutti maschi e durante l’adolescenza diventano transessuali! All’inizio sono dei bei ragazzini, come questo qui che devo custodire, e poi diventano delle splendide donne con l’uccello. Il loro sistema di riproduzione è un mistero.

Franco è il mio pusher. Fa l’infermiere. E quindi riesce a procurarsi facilmente quello che mi serve. Lexotan, Roipnol, Sensatil, Xarax. Qualsiasi tipo di psicofarmaco. Sono anni che le ricette del mio medico non mi bastano più.

I soldi, ereditati dai miei genitori, stanno finendo. È da parecchio che ho dovuto vendere la casa in città. Da dieci anni ormai mi sono ritirato in questo villino in campagna, unica proprietà rimastami. E che sta andando giù a pezzi. Ci vorrebbe un mutuo per ristrutturarlo. Ma immaginate una banca che concede un mutuo a me?

Sono Vanni Ramarro, disoccupato da sempre.

Figlio di Gianni ed Elena Ramarro. I miei sono morti per avvelenamento da funghi. Avevo tredici anni. Ricordo tutto.

Mia madre che porta a tavola il risotto. Mia madre che brontola sempre con mio padre che va a raccogliere i funghi perché, sostiene lei, è uno spreco comprare quello che si può avere gratis. Mio padre che vanta competenza micologica per tre-quattro libri che si è letto. Mia madre che brontola perché è pericoloso ma poi i funghi, che mio padre raccoglie, li mangia lo stesso per farlo contento. Io no. A me fanno schifo. Mi hanno sempre disgustato. Mio padre dice; “il signorino è troppo schizzinoso.” Mia madre mi dice di mangiare il formaggio con il pane o il prosciutto. I miei litigano. Approfittano della minima occasione per alzare la voce e rinfacciarsi qualsiasi cosa. E io allora vado in camera mia. Chiudo a chiave. Indosso le cuffie dello stereo e metto il primo disco dei Paradise Lost a volume altissimo. Infilo un pornazzo nel lettore dvd col volume del televisore azzerato e mi masturbo a mille.

Mi addormento.

Poi torno in cucina e li vedo tutti e due.

Hanno gli occhi strabuzzati e iniettati di sangue. Le bocche spalancate sporche di vomito. Le mani ad artiglio all’altezza della gola e del cuore. All’inizio rido perché sono buffi. Poi grido e li chiamo. Li scuoto e piango. Il resto non lo ricordo. È arrivata l’ambulanza. Non rammento se l’ho chiamata io o se sono andato a suonare ai vicini di casa. Ricordo che loro cercavano di consolarmi, mentre mi accompagnavano in ospedale.

Poi c’è stato l’istituto, dato che non c’era alcun parente che mi prendesse con sé.  Mia madre era figlia unica e mio padre aveva interrotto i rapporti con la sua famiglia da molto tempo. All’istituto ho tentato di uccidermi due volte. Questo diario è un’idea della psicologa che mi seguiva in quel periodo. Una superbona con le gambe sempre accavallate a mostrare le cosce. All’inizio scrivevo le date. Poi ho smesso.

Dopo che ho lasciato l’istituto, la mia occupazione principale è consistita nel guardare video porno e ascoltare musica. E prendere medicine. E bottiglie, ovviamente. Perché le pillole da sole ti fanno solo addormentare, ma se le mischi con rum, brandy o quello che ti pare allora ti sballi forte. E con medicina e alcool in corpo e black metal ad alto volume e un porno sullo schermo da 40 pollici e il cazzo in mano è questo il mio paradiso.

È stato Franco a propormi di fare da balia al venusiano quando gli ho detto che tra poco non avrei potuto più nemmeno pagare le bollette.

Oggi è venuto il grassone con la barba. È il cliente più assiduo. Questi uomini sono sempre preceduti da due amici di Franco: un uomo e una donna. Portano il ragazzo di sopra e gli fanno fare una doccia. Poi lo vestono da femmina (e lui diventa una femmina bellissima) e lo chiudono dentro la stanza con il letto matrimoniale. Sento i rumori, gli ansiti da dietro la porta. Una volta ho spiato dal buco della serratura.

Oggi è venuto il medico. Puntuale un paio di volte a settimana. Fa al ragazzo delle iniezioni ai pettorali per facilitare la trasformazione.

Stamattina quando gli ho portato la colazione e le medicine, il venusiano mi ha rivolto la parola per la prima volta. Ovviamente non ho capito niente. Non parlo la sua lingua. Ho capito che voleva che rimanessi con lui per un po’. Abbiamo guardato insieme i cartoni animati. Poi lui si è addormentato. È normale per i venusiani dormire la maggior parte del giorno.

Oggi Vito ed Elena sono venuti di mattina presto. Insieme a loro c’era una terza persona che non avevo mai visto prima. Aveva con sé una videocamera digitale. La solita preparazione del ragazzo. Poi sono arrivati tre uomini. Si sono chiusi tutti dentro la stanza e ci sono rimasti molte ore. Quando sono usciti, il venusiano faceva fatica a reggersi in piedi. Aveva un’espressione sconvolta: un misto di paura e stordimento.

Poi un brutto giorno, un anno circa dopo, questa storia finì. Franco portò via il venusiano senza darmi nessuna spiegazione,  dopo avermi dato gli ultimi soldi che mi spettavano.

Adesso è trascorso qualche anno. Dieci o dodici. Sono in cura al Centro di Igiene Mentale con una nuova psichiatra, dopo che ho dato di matto in mezzo alla strada con un coltello da cucina in mano.

Non so cosa mi è preso quel giorno. Ero disperato. Avevo finito i soldi e non sapevo come pagare l’affitto. La vecchia casa l’avevo venduta.

Il Comune mi ha dato un lavoro da bidello in una scuola elementare. Lo stipendio non è granché, ma anche il lavoro è poco impegnativo. Ho chiuso con alcol e pasticche. Adesso assumo solo le medicine che mi prescrive la dottoressa. Ho una fidanzata incontrata nella sala d’attesa del Cim. Ognuno di noi due ha avuto i suoi problemi e ne parliamo insieme. Continuo a tenere il mio diario, ma mi riservo di scrivere solo quello che mi colpisce di più, mi spaventa o solo mi impressiona.

Oggi è successo qualcosa che devo descrivere. Non so perché mi colpisce così intensamente, ma so che devo annotarlo.

Consultavo un sito di notizie, quando ha attirato la mia attenzione un articolo di cronaca nera. Un uomo, un certo Franco Marnieri, di professione infermiere, è stato ammazzato con un rasoio  da barbiere. Un taglio alla gola netto, si vedeva dalla foto del cadavere. L’uomo aveva dei precedenti per sfruttamento della prostituzione minorile e produzione di materiale pedopornografico. Avevo l’impressione di aver conosciuto quell’uomo in quello che la dottoressa chiama il mio “periodo oscuro”.

Qualche giorno dopo, avevo appena finito il giro delle classi con la circolare del preside quando ho notato un titolo sul quotidiano (Quotidiano di Brrindisi, 20-11.2001) che stava leggendo il collega seduto nel gabbiotto. Il tempo di mangiare un panino e il giornale era lì sulla piccola scrivania. Lo preso e ho letto l’articolo alla pagina di cronaca.

Una donna, Elena Santoro, era stata ammazzata con la stessa modalità dell’infermiere. La foto della vittima, quando era ancora viva, illustrava il testo: una donna sulla cinquantina, il viso spigoloso e i capelli biondi e voluminosi, che mi rammentava qualcosa del mio passato. Il giornalista spiegava che si ignorava il movente dell’omicidio. Gli inquirenti non avevano trovato niente di losco nella vita della donna: un’insegnante divorziata dalla vita monotona: lavoro e casa.

È trascorso qualche giorno. Sto guardando, distratto come sempre, il telegiornale. Un servizio cattura la mia attenzione. Un uomo con precedenti per pedofilia è stato trovato ammazzato. Intanto nuove rivelazioni sulla donna: si chiama Elena Santoro. Una decina di anni prima era stata accusata di favoreggiamento della prostituzione minorile. Ma era stata assolta per non aver commesso il fatto. Gli organi inquirenti avanzano ora l’ipotesi di un assassino seriale che ha preso di mira uomini e donne coinvolti nello sfruttamento della prostituzione e nella produzione di pornografia minorile.

Il giorno dopo sul quotidiano ci sono altre novità. Dei testimoni hanno visto allontanarsi una figura dalla scena degli omicidi. Le testimonianze combaciano: una donna alta con capelli biondi e lineamenti molto belli. La carnagione ramata. Quindi, come un’ispirazione, mi sono ricordato del piccolo venusiano.

Era veramente consenziente come mi diceva Franco? Davvero i Venusiani diventano naturalmente transessuali? Veniva davvero da Venere?

Riguardo agli omicidi, invece, la domanda più importante che tutti i media si pongono (e anche io): chi sarà il prossimo?

L’AUTORE
Luca Bonatesta è nato a Brindisi il 1972. Collaboratore per 12 anni della Agenzia News, cogestore dal 2019 al 2021 del Portale Club GHoST e del blog Planet Ghost, è ora giornalista freelance. Collabora con il blog Planet Ghost, il portale Club GHoST e la rivista on line Giornale Pop come recensore di libri e fumetti. È anche scrittore e disegnatore. Numerosi suoi racconti sono presenti on line e su pubblicazioni cartacee con il suo nome o con i nickname Darren Frei o Dar Frei. Piazzatosi tra i finalisti nei premi Lovecraft, Morteerotica, Hypnos. Ha pubblicato, tra l’altro, l’ebook “L’angelo e il vampiro” per Edizioni Hypnos.
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Illustrazione di Luca Bonatesta; elaborazione grafica: Max Ferrara.

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