Grand Guignol Madness di Davide Pesca

Una turista in visita a Parigi viene rapita da un misterioso psicopatico per farle fare da cavia ad un esperimento che le farà testare le più folli e tremende paure e ossessioni umane attraverso 6 cortometraggi:

DUST TO DUST: una cam girl riceve un biglietto e un mazzo di fiori da quello che sembra essere un ammiratore. Ma il biglietto non promette nulla di buono…

SAVE THE PLANET: un’ecologista difensore del pianeta punisce chi inquina con dei metodi tutti suoi…

THE COMPETITION: tre spogliarelliste entrano in conflitto tra loro per ottenere il consenso del pubblico.

MUSCLES: su consiglio del suo personal trainer, un uomo assume sostanze dannose per il suo corpo.

THE HEARTBREAKER: una ragazza, dopo tante delusioni, pare abbia trovato finalmente l’amore… Durerà questa volta?

SHOT MY SOUL: quello che sembra essere un semplice servizio fotografico si trasformerà inspiegabilmente in tragedia…

Grand Guignol, famoso teatro francese inaugurato nel 1897 e chiuso nel 1963, specializzato in spettacoli macabri e violenti torna come titolo di questo horror antologico del 2020 diretto da Davide Pesca, il quale prepara il palcoscenico allo spettatore offrendo un trionfo di violenze, body horror e un pizzico di erotismo. Ispirandosi ad atmosfere anni ’80, le mini storie sono molto variegate tra loro ma sempre con la follia e il sangue come assolute protagoniste. Gli effetti speciali molto casarecci sono un bel pugno allo stomaco grazie al loro realismo e a rendere ancora più inquietante la visione è la (quasi) totale assenza di dialoghi, l’inserimento di scene di natura morta e innesti in bianco e nero, creando quella giusta atmosfera surreale e a tratti soffocante. Tra una mini storia e l’altra si assiste a spezzoni di tortura nei confronti della turista protagonista della storia che fa da cornice al film, la cui sofferenza è ben trasmessa allo spettatore grazie a una convincente interpretazione. Il minutaggio è di soli 60 minuti ma sono abbastanza per far scioccare il pubblico.

In conclusione, Davide Pesca (dopo Suffering Bible e Dead Butterfly) si afferma ancora una volta nel panorama horror made in italy, mettendo in scena questo teatro degli orrori difficile da dimenticare. Crudo, violento, spietato, senza regole… adatto solo a stomaci di ferro!

(a cura di Marco Scognamiglio)




A Italia ’90 avevo otto anni di Claudio Bartolini

Sinossi:
Questa è la storia di un amore indissolubile, inseparabile.
Claudio ha otto anni e un’immensa passione per il calcio: trascorre giornate intere a leggere la Gazzetta, studiare almanacchi, collezionare figurine. Dev’essere pronto: pronto per ITALIA ’90, il mondiale dei mondiali, il suo mondiale.
Lăcătuş, Francescoli, Gullit, Leighton, Völler, Maradona… E “Occhietti” Schillaci, “il Principe” Giannini, “Spiderman” Zenga. Donadoni… Il rosario di (sopran)nomi è snocciolato partita dopo partita, minuto per minuto. Poi ci sono la scaramanzia, i rituali, le pagelle, i pronostici, la condivisione con genitori, nonni, migliore amico, parrucchieri e assistenti dentisti: ognuno dice la propria e un intero Paese spinge la sua nazionale verso il più grande dei traguardi.
Fino al gol gelido di Caniggia che da solo frantuma l’incanto.
Trentuno anni dopo il bambino diventato uomo riapre una ferita mai sanata e cerca di suturarla attraverso un romanzo autobiografico che è insieme una cronaca ricca di aneddoti, retroscena e resoconti di quella beffarda, atroce, magnifica sconfitta; e una vera e propria bibbia per appassionati di calcio e di Nineties, ricostruzione filologica minuziosa (impreziosita da consigli di lettura e visione, illustrazioni realizzate ad hoc di alcuni dei giocatori più significativi e “pagelle” dei calciatori protagonisti) dell’intero microcosmo calcistico, storico, sociopolitico che è stato il mondiale ITALIA ’90.
[Bietti, 2021, pp. 740]

Recensione:

Pubblicato nella primavera del 2021 per i tipi di Bietti, A Italia ’90 avevo otto anni di Claudio Bartolini, autore di diversi saggi sul cinema di genere thriller/horror, che qui per la prima volta si cimenta con un’opera sportiva, dal taglio prettamente autobiografico, dove con un corposo tomo di poco più di settecento pagine cerca di esorcizzare quello che è stato il suo più grande trauma sportivo della sua infanzia.
Il volume in questione, è bene precisarlo, non è solo uno dei tanti saggi commemorativi sui mondiali di calcio di Italia 90, ma una vera e propria autobiografia di un’estate, quella del 1990, dove un timido bambino appassionato di calcio vive in maniera viscerale ogni singola partita della rassegna iridata, quasi come fosse la sua unica ragione di vita. Per lui oltre che notti sono delle “giornate magiche”, nelle quali rimane incollato al televisore senza perdersi una partita, in compagnia del suo amico fraterno prima e in vacanza con la sua famiglia poi, trepidando in attesa di un gol dei suoi beniamini.
Il racconto, nei capitoli finali, fa un salto temporale di trent’anni: qui ritroviamo Claudio adulto e con famiglia, che rimugina sugli eventi di quell’estate e su una ferita che non si è ancora rimarginata. La ferita in questione ha un nome, Claudio Paul Caniggia: il “giustiziere” dell’Italia a quei mondiali, colui che tante notti insonni gli ha causato.
Decide così, per esorcizzare il suo trauma infantile, di acquistare qualsiasi gadget in circolazione inerente a quel mondiale di calcio, creando con il passare degli anni un vero e proprio “museo” su Italia ’90. E, non contento, decide anche di scrivere un libro sull’esperienza vissuta.
L’opera, oltre a narrare le vicende romanzate su quell’estate del Claudio bambino, è anche un “vademecum” dei mondiali di Italia ’90. Scorriamo così nelle oltre settecento pagine dell’opera, numerosi aneddoti oltre a resoconti dettagliati di tutte le partite, con annessi consigli di lettura e di visione per chi volesse approfondire i temi trattati nei singoli capitoli.
Corredato inoltre da pregevoli illustrazioni a colori dei calciatori di quella competizione più significativi per l’autore, dulcis in fundo troviamo in appendice le pagelle personali di ogni singolo atleta che abbia preso parte alla competizione.
Per i meno giovani (come me), una volta iniziata la lettura, vi ritroverete immersi in quella magica estate del 1990, che vi accompagnerà giorno dopo giorno in un lungo e intenso viaggio fino all’amaro epilogo.
In conclusione A Italia ’90 avevo otto anni risulta essere principalmente una gradevole lettura di narrativa; oltre ad essere un lavoro molto personale, il testo è anche ricco di informazioni e curiosità: un vero e proprio lavoro certosino di ricostruzione filologica “day by day” degli eventi calcistici di quella rassegna iridata, per un’opera che è da considerarsi a tutti gli effetti un vero e proprio”Diario di Italia ’90”. Un vero “must have“ che non può mancare nelle librerie di tutti gli appassionati e nostalgici di quelle celeberrime “notti magiche”

Intervista a Claudio Bartolini:

Per oltre dieci anni ti sei occupato di critica cinematografica di genere thriller/horror, scrivendo diversi saggi sul tema: da dove nasce l’idea di scrivere un testo su un argomento così diverso come il calcio?

L’idea di scrivere un libro sui mondiali di Italia 90 precede il mio effettivo lavoro che per dodici/tredici anni è stato quello di scrittore di testi sul cinema.
La mia passione è il calcio, da sempre, ben prima e ben più che il cinema; la mia “ossessione” è stato il mondiale di Italia 90 e, di conseguenza, avevo sempre covato questo desiderio di mettermi al lavoro su un tema a me così caro. Cosa mi aveva bloccato? Da una parte evidentemente il tempo, perchè un lavoro così richiede tempo, e dovendo parallelamente occuparmi di testi sul cinema, il mio focus andava chiaramente lì per dovere. Dall’altra parte, anche quando magari avevo delle finestre di tempo, mi bloccava il fatto che di questa materia io conoscevo tutto (o quasi) nei minimi dettagli, e quando si è così “verticali” su un argomento si ha il terrore di dovercisi misurare.
Io inizialmente avevo in mente un libro che fosse di tipo analitico, specialistico: un’analisi sui mondiali di Italia 90 più enciclopedica, meno narrativa, meno romanzata, meno evocativa. Con il passare del tempo l’idea è mutata e, dopo aver concluso il mio percorso con l’editoria cinematografica, cambiando settore lavorativo, si è definitivamente sbloccata. Mi si è liberato del tempo e le energie necessarie per misurarmi con una passione così pervasiva, e a quel punto ho cambiato completamente la struttura del libro. Anche perchè. nel corso degli anni, anch’io ero cambiato e non sentivo più l’esigenza di scrivere un libro di tipo analitico, ma sentivo piuttosto l’esigenza di scrivere un libro che fosse più un racconto di formazione su questo bambino durante quel fatidico mese.

Il tuo libro è quindi una sorta di “Diario di italia 90” narrato come un romanzo di formazione, con protagonista un bambino di otto anni. Perchè da appassionato di calcio ti è rimasto così impresso quell’evento, tanto da parlare di “ossessione”, rispetto a tanti altri che hai certamente vissuto nella tua vita?

Perchè quel mondiale? Innanzitutto a quell’età si mitizza un pò tutto. Io essendo tifoso milanista da sempre, nel 1990, a otto anni, assisto alla vittoria della seconda Coppa dei Campioni consecutiva della mia squadra, scrivendo di fatto la storia di questo sport. In quel Milan giocano praticamente i calciatori migliori al mondo in ogni ruolo o quasi; essendo io un bambino fantasioso, creativo e pieno di voglia di fantasticare sulle cose reali, grazie a quella squadra di campioni si fomenta in me una grande passione per il calcio. Scopro così per la prima volta l’esistenza di una competizione chiamata “Mondiale”, con tante nazionali distanti dal visibile, perchè all’epoca questi campioni non li vedevi o li vedevi poco in tv. Ci sono intere nazioni composte da emeriti sconosciuti (URSS, Jugoslavia, Romania, Camerun ecc.), e quindi per me ogni calciatore di quelle nazionali diventava un mito, perchè non l’avevo mai visto giocare, e vedendolo in figurina me lo immaginavo come un “campionissimo”, non sapendo ovviamente quanto in realtà valeva. Il bambino che era in me, guardando queste espressioni truci e i volti granitici nelle figurine, fomenta questa passione che cresce sempre di più. La seconda ragione di questo coinvolgimento è che intorno a me in quel mese si scatena un deliro collettivo, perchè Italia 90 è il “nostro” mondiale, quello di casa, di cui parlano tutti. Per un bambino di otto anni tutto questo è un po’ come essere preso per i capelli e tirato dentro all'”ossessione”, per di più per un bambino come me, predisposto a questo genere di ossessione per il calcio. La terza ragione è che io sono sempre stato attratto dal calcio delle nazionali, dalle bandiere, da tutto questo mondo che sta attorno a un mondiale: ecco perchè Italia 90. Anche perchè crescendo, già a dodici anni, in occasione del Mondiale di Usa 94, la passione era sì ancora molto viva, ma lo vivevo come un mondiale più “distante”: infatti negli Stati Uniti si giocava talvolta a orari improponibili per un ragazzino come me. Questo coinvolgimento emotivo è andato affievolendosi negli anni, anche se in me è rimasta fortissima la passione per il calcio. Ma quel tipo di ossessione, quel tipo di “mitizzazione” e quella voglia di collezionare tutto ciò che faceva parte di un mondiale, è venuta un pò meno. Mentre italia 90, un po’ come una “bolla”, rimane lì nella mia memoria, ed è per questo che ho indirizzato il libro su quel mondiale.

A proposito della tua passione per il collezionismo e, nello specifico, su tutto ciò che riguarda quel mondiale, recentemente sono apparsi diversi articoli su alcune testate giornalistiche dove si parla della tua immensa collezione di gadget e memorabilia di vario genere, il tutto contenuto in una stanza della tua abitazione. Hai mai pensato di renderlo fruibile al pubblico allestendo una sorta di “Museo di Italia 90”?

Sì, il mio grande progetto, il mio grande sogno, sarebbe quello di trasformare la mia collezione in una “Casa-Museo”, allestendo ogni locale della casa a tema. Ad esempio in cucina ci metterei le tazzine di caffè, posate, bicchieri ecc. In bagno gli accappatoi, gli asciugamani, ecc. In lavanderia tutti i prodotti della Bio Presto. Creare proprio una casa-museo, e solo a quel punto contattare le istituzioni preposte per far sì che diventi un museo a tutti gli effetti e quindi visitabile al pubblico con i relativi orari. Questo sarebbe il mio sogno. Il percorso di avvicinamento a questo sogno è ovviamente lungo e tortuoso, però non ti nascondo che l’ambizione è quella.

L’Autore:
Claudio Bartolini
Nato nel 1982, è critico e redattore del settimanale di cinema «Film Tv», collabora con le riviste «Nocturno» e «Antarès». Cura rassegne e cineforum in provincia di Milano. Ha pubblicato Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati (Le Mani, 2010), Nero Avati. Visioni dal set (Le Mani, 2011), Thriller italiano in cento film (Le Mani, 2011), Macchie solari. Il cinema di Armando Crispino (Bloodbuster, 2013). Suoi saggi sono apparsi nei volumi The Fincher Network. Fenomenologia di David Fincher (Bietti Heterotopia, 2011), «i»L’ossessione visiva. Il cinema di Ridley Scott«/i» (Historica Edizioni, 2012), Cinema senza fine. Un viaggio cinefilo attraverso 25 film (Mimesis, 2014). Ha scritto la prefazione per Fino all’ultima goccia. Tutto il cinema dei vampiri da Dracula a True Blood (Mimesis, 2014). Dal 2014 è direttore della collana di cinema Bietti Heterotopia.

A cura di Massimiliano Ruzzante




Vespertilio Awards: premio italiano per il cinema horror

Arriva il Vespertilio Awards, un riconoscimento cinematografico italiano per il cinema horror, giallo, thriller e fantasy.

Arriva la prima edizione del Vespertilio Awards, un riconoscimento cinematografico italiano del panorama horror, giallo, thriller, noir, fantascientifico, dark fantasy e fantastico assegnato da Ore d’orrore, progetto editoriale dedicato all’horror fondato da Tania Bizzarro e Markus Di Meglio.

Possono partecipare al Vespertilio Awards lungometraggi, corti e documentari italiani del cinema di genere. Durante il festival saranno consegnati quindici premi, dodici di categoria. Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura, Miglior Scenografia, Miglior Fotografia, Miglior Musica, Miglior Montaggio, Miglior Costumi Trucco e Parrucco, Miglior Attore, Miglior Attrice, Miglior Cortometraggio, Miglior Documentario e tre Vespertilio alla carriera. Nella prestigiosa giuria troviamo: Davide Pulici, Antonio Tentori, Milena Cocozza, Claudio Lattanzi, Letizia Rogolino, Federico Frusciante, La Squinzia, Rising Terror, Ilaria Monfardini e Silvia Collatina.

Il Vespertilio Awards premio italiano, è simboleggiato da una statuetta in stile “Oscar”, in ottone con base di travertino che raffigura un vespertilio, una tipologia di pipistrello che è anche la mascotte rappresentativa di Ore d’Orrore. I riconoscimenti saranno assegnati ai vincitori durante la cerimonia di premiazione che si terrà il 26 agosto presso il ristorante lo Chalet in via di Acilia 300 a Roma.

VESPERTILIO AWARDS, TUTTE LE NOMINATION

MIGLIOR FILM

  • A Classic Horror Story
  • La Stanza
  • Il mostro della cripta

MIGLIOR REGIA

  • Stefano Lodovichi (La stanza)
  • Roberto De Feo e Paolo Strippoli (A classic horror story )
  • Andrea De Sica (Non mi uccidere )

MIGLIOR SCENEGGIATURA

  • R.De Feo , P.Strippoli, Milo Tissone, David Bellini e Lucio Besana (A classic horror story)
  • Guillaume pichon (Reverse)
  • Vinicio Canton e Stefano Ceccarelli (They Talk)

MIGLIOR ATTRICE

  • Camilla Filippi (La stanza)
  • Matilda Lutz (A Classic Horror Story)
  • Melissa di Cianni (Alice was my name)

MIGLIOR ATTORE

  • Guido Caprino (La stanza)
  • Francesco Russo (A Classic Horror Story)
  • Marco Bocci (Bastardi a mano armata)

MIGLIOR FOTOGRAFIA

  • Emanuele Pasquet (A classic horror story )
  • Francesco Di Giacomo (Non mi uccidere )
  • Rocco Marra (They Talk)

MIGLIOR MUSICA

  • Miglior musica: Andrea De Sica e Andrea Farri (Non mi uccidere )
  • Alessandro Fusaro,Daniele Pistocchi, Daniele Michelotti , Piergiulio Manzi,  Alessio Luchatti (Derico)
  • Brace Beltempo e Maner Lualdi (Alice was my name)

MIGLIOR SCENOGRAFIA

  • Roberto Caruso (A classic horror story )
  • Marta Marrone (Cruel Peter)
  • Massimiliano Sturiale (La stanza)

MIGLIOR COSTUMI, TRUCCO E ACCONCIATURA

  • Sabrina Beretta, Andrea Leanza, Massimo De Pellegrino (A classic horror story)
  • Renzo Iemmolo, Leonardo Cruciano, Mauro Agrò, Roberto Pastore (Cruel Peter )
  • Chiara Ferrantini , Fréderique Foglia, Leonardo Cruciano, Sara Marina Lombardi (Non mi uccidere)

MIGLIOR MONTAGGIO

  • Luigi Mearelli (Bastardi a mano armata )
  • Roberto Di Tanna (La stanza )
  • Angelo D’Agata (They Talk)

MIGLIOR DOCUMENTARIO

  • Le streghe dello Sciliar
  • Il giro dell’horror
  • Per horror intendo

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

  • Unica
  • Stuck
  • Two Sisters

PREMI ALLA CARRIERA

  • Lamberto Bava
  • Aldo Lado
  • Carlo Rambaldi (riconoscimento postumo in occasione del decennale della morte avvenuta il 10 agosto 2012).

Ore D’orrore

Ore D’orrore, ideatore del premio, è il primo brand horror social italiano in diverse categorie. Nasce da un’idea di Tania Bizzarro il 26 agosto 2017. In quella data creò un gruppo social dedicato agli appassionati di cinema, con uno sguardo nostalgico alla cinematografia di genere del passato e mantenendo sempre l’occhio puntato su quella del presente. Le grandi peculiarità che hanno sempre contraddistinto Ore D’orrore sono l’ironia, l’autoironia, la capacità di mettersi in gioco con inclusività e incisività sempre con estrema professionalità nel trattare gli argomenti più vari.

Lo scopo di Ore D’orrore è quello di promuovere e divulgare il cinema horror italiano e non, dando la possibilità di avere una finestra importante sul cinema indipendente, senza mai tralasciare la cinematografia classica e contemporaneamente delle grandi major.

Numerosi sono i festival nazionali a cui Ore D’orrore presta la sua voce conferendo premi a film indipendenti che meritano l’occasione di avere un riconoscimento di pregio per il contributo offerto alla cinematografia nazionale.

Nel corso degli anni Ore D’orrore ha ampliato la sua presenza sui social, divenendo un punto di riferimento principalmente su Instagram. In questi anni molte personalità hanno avuto modo di raccontarsi sulla pagina Instagram del Brand nel corso del programma OreTalk. Dal 2022 lancia l’idea dei Vespertilio Awards: premio italiano per il cinema horror e fantastico.

(Markus Di Meglio)




Ivi Elv, il nuovo corto di Luigi Scarpa.

La Redazione GHoST segnala Ivi Elv, il nuovo cortometraggio di Luigi Scarpa.

Vermi… centinaia di vermi strisciano sul pavimento e sul corpo di un uomo. Spaventato e in stato di shock, quest’ultimo riprende i sensi ma sembra non conoscere assolutamente il luogo in cui si trova.
Sudore freddo e occhi strabuzzati, l’uomo comincia a vagare per quell’ambiente immerso nell’oscurità, ma stanza dopo stanza il labirintico intreccio di celle non sembra dargli scampo.
In piu’ qualcosa o qualcuno sembra inseguirlo, braccarlo in quel buio pece; qualcosa lo brama, mentre flash di un particolare avvenimento passato riaffiorano nella testa dell’uomo.
Che cosa e’ successo? E perché lui si trova qui?

“Questo film nasce da una riflessione sulle paure delle persone. Tutti noi abbiamo timore di qualcosa: dalle fobie ai pensieri ossessivi.
Ho voluto raccontare una storia, dando una visione lucida su ciò che per me la Paura rappresenta”. (Luigi Scarpa)

LUIGI SCARPA
Regista – Filmmaker – Producer.
Lavora nel settore audiovisivo dal 2007, dopo aver studiato cinema teatro e televisione all’università statale di Milano.
Si laurea col massimo dei voti e lode, presentando come elaborato finale uno studio, nell’ambito del cinema d’animazione, legato alla Zagreb Film e successivamente pubblicato su Hrvatski filmski ljetopis.
Lavora alla web tv MyVideos, dove perfeziona il linguaggio dei nuovi media, per poi passare ai video corporate, documentari e filmati di guerrilla marketing.
Con un giovane team produce contenuti per Sky, Ducati e importanti emittenti televisive.
Nel 2010 entra nell’organico della Scordo&Partners, lavorando per importanti aziende e diversi programmi televisivi di moda e lifestyle.
Di frequente insegna gli aspetti legati alla produzione video in corsi di formazione, collaborando anche con istituzioni come il laboratorio di antropologia visuale dell’università di Milano.
Nel 2015 arricchisce la sua formazione con il Vjing e da li a qualche tempo entra anche nel settore musicale come Dj, diventando Phoneu-Trax.
L’anno della svolta è il 2019, quando giunto alla maturità professionale, alcuni anni dopo aver diretto un documentario di carattere storico e archeologico per la comunità europea, scrive e dirige il suo primo cortometraggio horror: MALUM ÆTERNI. Nel 2020, dopo il successo di Malum Aeterni, nonostante le difficoltà imposte dalla pandemia, scrive e dirige il suo secondo horror: SĪBĬLUM. Dopo i successi italiani e internazionali legati al secondo film e ai numerosi premi vinti, idea e dirige uno spot arrivato finalista al prestigioso Shriekfest Horror Festival di Los Angeles e nel 2022 scrive e dirige IVI ELV un film più complesso e ambizioso, basato sulle paure e fobie delle persone.

Luigi Scarpa
Regista / Filmmaker
www.luigiscarpa.com




La Verità – il ciclo dell’eterna fine di Lamberto Cenicola

La Redazione GHoST segnala il romanzo di Lamberto Cenicola La Verità – il ciclo dell’eterna fine edito da Altromondo Editore. 
Un progetto alquanto ambizioso che dà carne all’ossatura di un thriller fantascientifico con contaminazioni lovecraftiane. In pratica, prendendo spunto da fatti realmente accaduti, l’autore ha costruito una trama romanzesca incentrata sui principali misteri della vita. 
Cavalcando teorie cosiddette di frontiera e non solo, i protagonisti giungeranno alla fine a una verità talmente sconcertante da far tremare le fondamenta del mondo. 
 
Descrizione:
Il ritrovamento di un arcaico testo porta a una scoperta così sensazionale da retrodatare la nascita della civiltà a molti millenni prima rispetto a quella assunta dalla dottrina ufficiale e che inquadrerebbe a circa seimila anni fa la formazione in Mesopotamia e nell’antico Egitto delle prime città-stato. Ma il vero mistero che gravita intorno al manoscritto si rivela poi essere non tanto la sua datazione, quanto piuttosto l’orribile verità che, una volta tradotto, avrebbe svelato. Una verità capace di far tremare da cima a fondo le fondamenta del mondo stesso. Nasce così il progetto Genesi, guidato dal professor Mario Bellini e dall’astrobiologa Giulia Ripamonti, impegnato in una corsa contro il tempo nella disperata ricerca dell’unico oggetto che possa fermare la terrificante carneficina che sta per abbattersi sull’intero genere umano…

La verità. Il ciclo dell’eterna fine
Autore: Lamberto Cenicola
Editore: Altromondo Editore
Collana: Mondo di fuori
Anno edizione: 2021
Pagine: 752 p., Brossura
ISBN: 9788833301792




Malamore il nuovo singolo di Karto

“Malamore” è il nuovo singolo, del cantautore rock livornese KARTO, disponibile dal 15 ottobre 2021 su tutte le piattaforme digitali ed in rotazione radio, distribuito da (R)esisto. Registrato, mixato e masterizzato da Nicola Fantozzi al Level Mastering Studio di Bologna.

“Malamore”, è il rifacimento del brano scritto ed interpretato, nel 1977, dal cantautore romano Enzo Carella, tratto dall’album “Vocazione”, che riscosse un notevole successo radiofonico, viene oggi riproposto in chiave rock.Karto stravolge completamente la struttura del brano e introduce un nuovo arrangiamento che trasporta la canzone in sonorità underground, caratterizzate da un ritmo incessante, chitarre distorte e spigolose.Così il cantautore livornese presenta il nuovo singolo: è un brano che ho amato sin dal primo ascolto, in cui ho sempre avvertito l’energia del testo e della melodia e, contestualmente, il desiderio di spingere tale energia ancora più su. Per cui l’ho eseguito come lo sentivo io.

Chitarrista, cantante e compositore livornese, Giovanni F. Cartei, in arte KARTO, nel 2007 si trasferisce a Londra dove entra nel circuito musicale della city suonando la chitarra con diverse bands e, con la più significativa, The Hyenas, incide un EP “Whiskey and Blood” per l’etichetta indipendente londinese Big Trash Records. Nel 2008, sempre con The Hyenas si esibisce al celebre Wakestock Festival, nell’ Oxfordshire – UK, come opening act per il concerto dei Funeral For a Friend e di Mark Ronson.Dopo un tour in veste di chitarrista turnista negli USA, terminato nel 2010, torna a Londra e per l’anno a venire, nel 2011 pubblica, per l’etichetta londinese LC Recording, un singolo strumentale intitolato “Lonely Days”.Nel periodo seguente scrive, compone e registra, agli Scream Studios di Londra, il materiale da cui prenderanno forma i dieci brani racchiusi nel suo album d’esordio intitolato “Give Me My Rock’n’Roll Back”; album, peraltro, da lui quasi integralmente suonato e cantato in inglese, pubblicato, in Italia, nel 2016, da CRAMPS Music e distribuito da EDEL Italy.Nel Giugno del 2017 Virgin Radio Italia sceglie KARTO per farlo suonare, con la sua band, al MEDIMEX Festival di Bari come apertura al concerto della superstar americana IGGY POP nell’unica data italiana del suo Posto Depression Tour, dopo aver selezionato al primo posto, nella classifica dei brani di artisti italiani, il suo singolo “The Rocknrollest” estratto, appunto, dall’ album “Give Me My Rock’n’Roll Back”.Nella primavera del 2019, in sella alla sua Harley-Davidson, il rocker ha un gravissimo incidente stradale che lo costringe ad una lunga pausa forzata.Nel febbraio 2020 esce il suo primo singolo cantato in italiano, sempre da lui stesso scritto e composto, dal titolo “Guardami”, a cui segue, nel novembre dello stesso anno un altro singolo intitolato “Mi Faccio Te”, entrambi pubblicati da Materiali Musicali e distribuiti da (R)esisto Distribuzione.

Crediti brano: Voce, chitarre e basso: Karto – Testo e musica: Enzo Carella/Pasquale Panella – Arrangiamento: Karto. – Mixato e masterizzato da Nicola Fantozzi al Level Mastering Studio di Bologna. – Etichetta: Materiali Musicali – Distribuzione: (R)esisto

http://www.facebook.com/KartoMusic

http://www.instagram.com/KARTOMUSIC




VI Edizione di Poietika Art FestivalIn

La Redazione GHoST segnala la VI Edizione di Poietika Art Festival che si svolgerà dal 13 al 17 ottobre a Campobasso.

David Quammen, la prima italiana di Jessica BruderMatteo Pericoli, l’unica data italiana di Teresa Salgueiro, gli eventi per i 700 anni di Dante Alighieri, il focus sull’Afghanistan, l’omaggio a Gino Strada, i laboratori e molto altro: uno straordinario cartellone all’insegna del dialogo senza limiti geografici, culturali e temporali.

David Quammen, Jessica Bruder, Matteo Pericoli, Teresa Salgueiro, gli eventi per Dante Alighieri, il focus sull’Afghanistan, l’omaggio a Gino Strada, i laboratori e molto altro: uno straordinario cartellone all’insegna del dialogo senza limiti geografici, culturali e temporali. Dal 13 al 17 ottobre a Campobasso torna l’atteso Art Festival
Confini: la VI Edizione di Poietika

Dare corpo e virtù alla differenza

REGIONE MOLISE
e
FONDAZIONE MOLISE CULTURA

sono lieti di presentare:

POIETIKA

Confini

VI Edizione

Palazzo GIL
Via Milano, 15
Campobasso
Dal 13 al 17 ottobre 2021

Direzione artistica: Valentino Campo

«Non c’è nessun luogo che non ne contenga un altro, così come non c’è nessun confine che non offra un varco. Da questa suggestione prende vita la sesta edizione di Poietika che si terrà a Campobasso dal 13 al 17 ottobre negli spazi della Fondazione Molise Cultura. Cinque giorni durante i quali la parola “Confine” sarà declinata nelle sue varie e molteplici sfaccettature.  Dalla voce della letteratura al suono che la scandisce, dalla ricerca scientifica all’architettura, dai nuovi linguaggi digitali al disegno, dal giornalismo d’inchiesta alla poesia. Con una giornata – venerdì 15 ottobre – dedicata a Dante in occasione dei settecento anni dalla sua morte». Sono le parole di Valentino Campo, direttore artistico di Poietika, evocative, puntuali e perfette per introdurre il tema della VI Edizione della rassegna. Una VI Edizione tenacemente voluta dalla Fondazione Molise Cultura: «Dopo un anno complesso e, per tanti aspetti, doloroso, torna Poietika e torna con una riflessione sul tema del confine e dello sconfinamento – afferma Antonella Presutti, presidente della Fondazione Molise Cultura – riflessione che non può prescindere da quanto è accaduto, dalle limitazioni relazionali e spaziali che abbiamo affrontato, declinando, tuttavia, il concetto di confine in modo più ampio e articolato. L’attenzione all’attualità più cogente, pensiamo all’Afghanistan, e ad aspetti trasversali e metastorici ha da sempre caratterizzato Poietika. Questa volta il bisogno di “sconfinare”, appunto, è diventato ancora più urgente».

Poietika nasce nel 2015 come luogo di incontri, di conversazioni e dialoghi, tra il locale e il globale, tra il Molise e il mondo. Dopo cinque edizioni e ospiti straordinari (Steve McCurry, Adonis, Umberto Galimberti, Pupi Avati, Tahar Ben Jelloun, Antonio Moresco, Pino Bertelli, Ibrahim Nasrallah, Vito Mancuso, Vandana Shiva, Valerio Magrelli, Mariangela Gualtieri, Salvatore Natoli, Patrizia Valduga, Letizia Battaglia, Cristiano Godano e tanti altri). Valentino Campo continua: «Poietika ancora una volta tenta di aprire uno spiraglio sul mondo, e lo fa con il rigore etico e con lo sguardo terso che la contraddistinguono. Per questo ha scisso il termine “Confine” e ne ha macerato le sillabe per ricavarne il distillato primigenio e autentico. Non linea di delimitazione che marca un al di qua e un di là, ma margine di contatto e di condivisione con il limitrofo, l’affine, con il nostro simile. Gli argini cedono e l’uomo torna ad un “fine comune”, si affranca dagli steccati. Dà corpo e virtù alla differenza».

Poietika apre le sue porte mercoledì 13 ottobre con David Quammen, autore e giornalista in dialogo con Fabrizia Abbate (Unimol). Quammen è un Contributing Writer per il National Geographic. La pandemia lo ha portato alla ribalta mondiale in quanto aveva preconizzato, in un suo saggio del 2012, una nuova zoonosi pandemica con focolaio in Cina. In serata con concerto dei Lovesick duo: Paolo Roberto Pianezza e Francesca Alinovi ci porteranno nell’America degli anni ’40-‘50. Giovedì 14 ottobre poesia in dialogo con il pubblico a cura dello scrittore Michele Paladino. Nel pomeriggio in anteprima italiana, la giornalista e scrittrice americana Jessica Bruder sarà ospite di Poietika e in dialogo con Valentino Campo, per raccontare la sua inchiesta, realizzata vivendo per mesi in un camper, documentando gli americani itineranti costretti da bassi salari e alti affitti ad abbandonare le abitazioni tradizionali per mettersi in viaggio a tempo pieno alla ricerca di lavoro. Un progetto durato tre anni e più di 15.000 miglia di guida, da costa a costa e dal Messico al confine con il Canada. Venerdì 15 ottobre 2021 giornata dedicata interamente a Dante Alighieri in occasione dei 700 anni dalla sua morte: con “Esercizi per voce e violoncello sulla Divina Commedia” di Chiara Guidi e Francesco Guerri, il workshop “Macchine Umane” a cura di Azzurra De Gregorio e il “rap didattico” del celebre Murubutu con un live & talk.

Sabato 16 ottobre 2021 saremo in in compagnia dell’architetto, autore, disegnatore e insegnante Matteo Pericoli in dialogo con Michele Porsia:con lui saranno aperte connessioni su esistenza e architettura, abitazione e radicamento. In serata l’attesissimo concerto di Teresa Salgueiro. Rimandato lo scorso anno a causa della pandemia, la celebre artista portoghese presenterà per la sua unica data italiana il suo nuovo spettacolo. Domenica 17 ottobre Poietika chiude con un incontro sull’Afghanistan dedicato alla memoria di Gino Strada. Saranno presenti lo scrittore Alì Ehsani e l’ex ministro afgano Syed Ahmad Shah Sadaat, con loro in collegamento con la scrittrice canadese Deborah Ellis.

Per tutti i giorni di Poietika ci sarà, inoltre, il laboratorio permanente della illustratrice e disegnatrice Alessandra Jevo, in arte Jevo.

Il programma
Confini
Poietika Art Festival 2021

Mercoledì 13 ottobre 2021

ore 18.00

Auditorium Palazzo GIL
“Segnare le distanze: il virus che ci ha divisi”

David
 Quammen
collegamento streaming
con Fabrizia Abbate (Unimol)

Concerto
ore 21.00
Auditorium Palazzo GIL
Lovesick Duo

Giovedì 14 ottobre 2021
ore 16.30
Auditorium Palazzo GIL
“Poesia dal non dove”
Michele Paladino
dialoga con il pubblico di Poietika

Ore 18.00 Teatro Savoia
“Sconfinamenti – No home no rights”
Jessica Bruder
dialoga con Valentino Campo

Venerdì 15 ottobre 2021
ore 11.00 – Auditorium Palazzo GIL
“Esercizi per voce e violoncello sulla Divina Commedia”
Chiara Guidi e Francesco Guerri
Evento dedicato a Dante per i 700 anni dalla sua morte

ore 17.00 – Spazio 1 Palazzo GIL
Workshop “Macchine Umane
a cura di Azzurra De Gregorio
Artist network About the Future Festival

ore 21.00 – Auditorium Palazzo GIL
Murubutu live & talk
Evento dedicato a Dante per i 700 anni dalla sua morte

Ingresso:
Euro 10.00 – Ridotto 5.00

Sabato 16 ottobre 2021
Ore 17.00 – Auditorium Palazzo GIL
Reportage del patrimonio presentazione
a cura di Antonio Politano

Ore 18.00 Auditorium Palazzo GIL
Finestra sull’altrove
Matteo Pericoli
dialoga con Michele Porsia

Ore 21.00 Teatro Savoia
Teresa Salgueiro
in concerto
Ingresso:
Euro 20.00 – 15.00 – 5.00

Domenica 17 ottobre 2021
Ore 18.00 – Teatro Savoia
“Afghanistan: terra di confine”
in dialogo con Alì Ehsani e Syed Ahmad Shah Sadaat
collegamento online con Deborah Ellis

Dal 13 al 17 ottobre:
Laboratorio permanente
Alessandra Jevo

Info:

POIETIKA:
http://www.poietika.it
FONDAZIONE MOLISE CULTURA:
http://www.fondazionecultura.
euREGIONE MOLISE:
http://www.regione.molise.it

Synpress44 Ufficio stampa:http://www.synpress44.com




Ombra di Morte di Davide Stocovaz

La Redazione GHoST segnala l’uscita sui maggiori store online, in formato sia cartaceo che ebook, il romanzo di genere thriller di Davide Stocovaz, dal titolo Ombra di Morte, edito da Elison Publishing.

Sinossi
Dopo tre morti misteriose, la notizia che un velenosissimo serpente si aggira libero nel Parco del Farneto getta la città di Trieste nel panico.
Com’è arrivato fin lì? Cosa si può fare per neutralizzarlo?
La polizia è mobilitata in forze, mentre un giovane erpetologo, Daniel Peruzzi, segue una sua pista personale e si innamora di Martina Guerrini, una giornalista.
I giorni passano e la tensione cresce: le ricerche non danno esito, e intanto il serpente continua a colpire, inafferrabile, aggressivo, mortale.

Davide Stocovaz nasce a Trieste nel 1985.
Terminati gli studi partecipa alla realizzazione di cortometraggi e documentari.
Nel 2010 vince il Primo Premio per la Sceneggiatura Mattador, dedicato a Matteo Caenazzo, con la sceneggiatura “Istinti”.
Nel 2014 il suo racconto “L’ultima Sinfonia” viene pubblicato nella raccolta Morte a 666 giri curata dalla Dunwich Edizioni, con un contest ideato in collaborazione con LetteraturaHorror.it.
Nel 2016 viene pubblicato il suo primo romanzo: “Zanne nelle Tenebre” (Editrice GDS)
Nel 2017 viene pubblicato il romanzo dal titolo “Abissi” (Elison Publishing).
Nello stesso anno esce la raccolta di racconti “La Voce e altri racconti” (Franco Puzzo Editore)
Nel 2019 viene pubblicato il racconto lungo “Tra due fuochi” (La Sirena Edizioni)
Nel 2020 viene pubblicato il romanzo “Krampus-la leggenda è viva” (Dark Zone Edizioni)
Nel 2021 viene pubblicato il romanzo “Ombra di morte” (Elison Publishing)
Nello stesso anno esce la raccolta di racconti “Mostri, Spettri ed Esseri Umani” (Argento Vivo Edizioni)

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