Fantasie d’Oriente di autori vari.

Storie sull’Oriente. Nelle sue innumerevoli declinazioni: prettamente fantastiche, altre autobiografiche, storiche, avventurose, ecc.; ambientate in un remoto passato, in un ipotetico futuro o anche ai giorni nostri in Paesi diversi, reali o immaginari, ma tutti con una chiara impronta orientale.
“Di quale Oriente?”
Negli undici racconti qui riuniti il lettore potrà trovare storie dell’Estremo Oriente, a cominciare dalla Cina, da un Giappone delicatamente evocato o delineato, futuristico e un poco inquietante fino all’India ricca di leggende e miti; o ambientati in un Medio Oriente a volte realistico, a volte immaginario.

GLI AUTORI
Fiorella Borin, veneziana, da più di un trentennio vive tra Venezia e Milano.

Adriana Comaschi è nata a Venezia e nella città lagunare ha studiato fino a conseguire la maturità classica prima, poi la laurea in Scienze Sociali.

Valentino Di Persio, abruzzese di Brittoli (PE), trapiantato a Roma, fruisce di una formazione linguistica e sociologica.

Renzo Maltoni è nato e abita a Ravenna. Dopo la laurea in ingegneria elettronica.

Chiara Negrini, mantovana, si forma nell’area umanistica al DAMS di Bologna.

Luisa Paglieri è nata e risiede a Torino ed è laureata in Lettere e in Lingua e letteratura inglese.

Annarita Stella Petrino, abruzzese, insegnante di Scuola Primaria.

Anna Maria Pierdomenico è una scrittrice abruzzese e ha lavorato come biologa molecolare.

Mariano Rampini, nato a Bologna nel 1953, ha vissuto e lavorato a Roma fino al 2011.

Loretta Tobia, nata a Terni, vive a Pescara.

Enrico Zini (Pisa, 1974) è laureato in Scienze Politiche e ha un Master in Comunicazione pubblica e politica.

Fantasie d’Oriente, di autori vari.
a cura di Adriana Comaschi
Editore: Tabula Fati
Copertina: Gaia Di Michele
Pagg. 160 – € 12,00
Isbn: 978-88-7475-932-3




Wrong il nuovo singolo dei Thousand Years Between

Wrong è il primo singolo della band aquilana Thousand Years Between ad uscire durante la pandemia, lanciato con un video dai continui richiami alla condizione di lockdown. Un parallelo grottesco con la contemporaneità più in generale dove la rappresentazione eterea dei soggetti, attraverso gli strumenti di comunicazione digitale, sostituisce la sostanza reale di questi, tra gioie e dolori, successi e rimpianti, tra cose “giuste” e cose, forse, “sbagliate”.

“And now a thousand years between” canta Robert Plant, “between us”. Si chiude così Tangerine, una delle canzoni più emozionanti dei Led Zeppelin. Da queste parole prendono ispirazione i quattro componenti dei Thousand Years Between. Formatisi nel 2017, nella formazione di Fabio RotilioFederico Serio, Manuel PiccininiFabio Piccinini il gruppo si misura fin da subito con la dimensione del live, esibendosi in vari club e festival. Nella primavera del 2019 entra in studio per produrre il suo primo EP omonimo, mixato e masterizzato da A.L.T.I. Records, dal quale viene estrapolato il singolo “Cry on Me”, accolto positivamente dagli addetti ai lavori. Durante l’estate dello stesso anno il gruppo si muove lungo il centro Italia per promuovere e suonare dal vivo il disco partecipando a diversi contest. Alla fine di un’estate movimentata e piena di soddisfazioni la band torna in studio per la registrazione di nuovi inediti, questa volta mixati da Acme Rec Studio e masterizzati da das Ende der Dinge. Esce così il primo singolo “Wrong”, sotto l’etichetta (R)esisto, una canzone venuta al mondo in periodo di lockdown. Concetto che viene espresso anche nel video correlato, dove si vogliono manifestare le difficoltà della situazione in cui viviamo e nella quale siamo trasformati negli oggetti che ci permettono di comunicare con gli altri.

I Thousand Years Between sono: Fabio Rotilio (voce e chitarra), Federico Serio (voce e basso), Manuel Piccinini (chitarra) e Fabio Piccinini (batteria)
www.facebook.com/1000ybwww.instagram.com/thousandyearsbetween




The Call il terzo singolo dei Death of a Legend

Dopo i primi due singoli Faceman e Beyond Thunderdome, i Death Of A Legend sono pronti a presentare il loro terzo singolo: The Call. Riguardo alla tematica della canzone, Trippy, cantante della band dichiara: “The Call parla di quelle situazioni in cui uno vorrebbe comportarsi in maniera incivile, ma non può perchè le circostanze glielo vietano. L’idea mi è venuta ripensando a molte delle persone che conosco, tutti personaggi che di norma sono delle vere bestie, ma che assumono atteggiamenti completamente diversi durante le situazioni formali o quando si trovano in buona compagnia. Si irrigidiscono e sono palesemente a disagio, ma perseverano, non mollano… o per lo meno, ci provano. L’aspetto divertente è che prima o poi tutti commettono una leggerezza o giocano male le proprie carte, finendo per rivelare la propria natura. Nessuno può resistere al richiamo!

Il performance video, diretto e montato da Federico Quistini, è intervallato magistralmente a scene dei membri della band impegnati in una partita a carte, immersi in un’ambientazione da bar italo-americano dalla tipica vibe anni ‘80.

In merito alle riprese del video, Trippy aggiunge: “Durante il video abbiamo dovuto picchiarci ed è successo che qualcosa è andato storto. Il colpo di testa tra Mark e Dem è stato accidentalmente reale. Entrambi si sono fatti dei lividi e hanno finito la giornata con una grande macchia rossa sulla fronte. Eravamo così divertiti dalla cosa che abbiamo tenuto la ripresa e l’abbiamo messa nel video.”

Death of a Legend sono una band rock’n’roll formata da membri della scena hardcore punk milanese e schierano: Trippy alla voce, Mark alle chitarre, Zane al basso e Don Malasorte alla batteria. 

Il loro stile mescola iconici beat del rocker blues Danko Jones, sfaccettature grezze di band come Maylene and the Sons of Disaster e The Bronx e un groove tipico dei primi Volbeat.
Per maggiori informazioni sui Death Of A Legendhttps://linktr.ee/deathofalegend




Animali Fantastici e Come Salvarli di Autori Vari

Quattro zampe buono, due zampe cattivo. (George Orwell – La Fattoria degli Animali)

Antologia di racconti fantastici edita da Dunwich Edizioni i cui proventi andranno in beneficenza alla Lega Nazionale per la Difesa del Cane – Sezione di Salerno. Il titolo è Animali Fantastici e Come Salvarli e vede la partecipazione di venti autori già noti per la Dunwich più uno special guest, Antonio Lanzetta. Trattasi di un’antologia illustrata, in quanto ogni racconto ha la sua illustrazione di copertina.

Questa antologia è dedicata agli animali – a quelli che ci stanno accanto tutti i giorni, a quelli che hanno lasciato un vuoto incolmabile alle loro spalle e a quelli che si tengono saggiamente a distanza dai luoghi cosiddetti civilizzati – e agli uomini e alle donne che ogni giorno lottano per il loro benessere e la loro sopravvivenza. E saranno proprio gli animali i protagonisti delle ventuno storie che compongono questo libro, storie che spaziano dal fantasy all’horror, dal noir all’urban fantasy per arrivare alla narrativa tout court.

Con i racconti di, in ordine di apparizione:
Antonio Lanzetta
Nicola Lombardi
Ornella Calcagnile
Wesley Southard
Luigi Musolino
Pietro Gandolfi
Diego Matteucci
Eleonora Della Gatta
Thom Brannan
Silvia Benedetta Piccioli
Claudio Vergnani
Filippo Santaniello
Anita Book
Giorgio Riccardi
Somer Canon
Fabio Lastrucci
Carlo Vicenzi
Uberto Ceretoli
Claudio Vastano
David Falchi
Kristopher Triana

TITOLO: Animali Fantastici e Come Salvarli
AUTORI VARI
PAGINE: 362
PREZZO: ebook € 5,99 cartaceo € 16,90
ISBN: 9791220285858
LINK D’ACQUISTO:
Amazon: https://www.amazon.it/Animali-Fantastici-Come-Salvarli-Autori-ebook/dp/B091G8ZM5S/
Kobo: https://www.kobo.com/it/it/ebook/animali-fantastici-e-come-salvarli
Homepage: http://www.dunwichedizioni.it/prodotto/animali-fantastici-e-come-salvarli/




Lucifer, il nuovo singolo dei Niamh

Disponibile il nuovo singolo dei Niamh.
Lucifer è il primo singolo dal futuro album, un mix di nu metal anni 2000 e alternative metal; Lucifer afferrerà l’ascoltatore e non lo lascerà andare per tutta la durata del brano.

Formatisi nel 2015, i Niamh sono una band di alternative metal italiana che trae spunto da Metallica, Linkin Park e DarkThrone. Il loro primo album, Corax, è uscito nel 2016 e poi seguito dal secondo full length, intitolato SuperSonic, nel 2019. Distanziandosi dalle influenze iniziali, i Niamh, nel secondo disco decidono di spostarsi verso l’elettronica ottenendo un sound più introspettivo, trovandosi da qualche parte fra Depeche Mode e Cannibal Corpse. Oggi la band è felice di annunciare la firma per la Electric Talon Records, con base a Filadelfia, Usa. La band sta attualmente lavorando sodo al prossimo disco, il terzo.




Hunt Me Down di Alice Di Lauro e Are You Real?

Alice Di Lauro + Are You Real?: Hunt Me Down
il contatto umano al tempo dell’isolamento

Due mani che si cercano, due voci che s’incontrano, una melodia pop eterea che nasce da un oscuro beat elettronico. Questa è Hunt Me Down, primo frutto di una collaborazione insolita: quella tra il musicista veneziano Andrea Liuzza, in arte Are You Real?, e la funambola e performer vicentina Alice Di Lauro, al suo esordio discografico. Un brano sulle orme dell’elettro-acustica intima di artisti come Mùm, Sufjan Stevens, Notwist.

Hunt Me Down è nata in una gelida giornata di neve” racconta Alice, “quando ho affidato ad Andrea la mia prima voce da liberare e il mio ultimo amore da trasfigurare. Il testo è sceso ininterrottamente per otto ore, disfandosi e ricomponendosi, mentre Andrea ascoltava e suonava, modellando i beat e il tessuto armonico.”

“Abbiamo lavorato sul contrasto tra le nostre voci ed i suoni elettronici” spiega Andrea, “per parlare del bisogno di contatto, del desiderio, e della natura spirituale dell’amore. Un tema più che mai attuale nei tempi d’isolamento che stiamo vivendo. Anche il video parla di questo. È frutto di un’unica take in una stanza buia, e dell’abilità di Alice come performer.”

Questo singolo, pubblicato dall’etichetta Beautiful Losers, è l’inizio di una collaborazione che vedrà presto altre release. Esce su tutte le piattaforme di streaming e i retailers digitali il 9 aprile.

Alice Di Lauro: performer, inizia la sua attività come funambola tra le calli di Venezia. Da quel momento si fa autrice e interprete di originali azioni performative e poetiche che hanno in comune l’ascolto, la presenza e l’improvvisazione. Si avvicina al mondo della musica, realizzando alcuni videoclip, tra cui quello del musicista Lo Strano Frutto ed iniziando ad esplorare il canto. Hunt Me Down è il suo primo singolo.

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Are You Real?: musicista, video-maker e titolare dell’etichetta Beautiful Losers, ha realizzato due album solisti e prodotto dischi e video per numerosi artisti tra cui Nicola Lotto ed Edda, An Early Bird, Emilya ndMe, Mått Mūn. La sua musica è un viaggio interiore, tra autobiografia e trascendenza. Sta lavorando al suo terzo album.

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Racconti sull’Innominabile di Marco Marra e Gerardo Spirito

Sei storie a tema orrorifico, accomunate da un denominatore comune: l’ambientazione.
Immaginari borghi di montagna, localizzati tra Campania e Puglia, fanno da cornice alle storie i cui protagonisti si trovano al cospetto di presenze oscure che vanno al di là della comprensione.

Racconti sull’Innominabile. Il macabro nel Sud Italia (Edizioni Horti di Giano), la raccolta di racconti sul confine tra horror e romanzo gotico di Marco Marra e Gerardo Spirito, uscito l’11 settembre 2020 e primo a sole 24 ore nella classifica Bestseller Amazon per la Narrativa gotica, disponibile anche sul sito dell’Editore (www.hortidigiano.com) oltre che sugli store online, racchiude sei storie dell’orrore la cui cornice è rappresentata da inquietanti paesini del Sud Italia.

Ogni storia coinvolge e sconvolge. Nella prima, uno studente di antropologia deve far luce su antichi rituali stregoneschi raccontati da una xilografia presente nella chiesa del paese. Nella seconda, un reduce di guerra torna nel suo paese di origine dove, anni prima, erano scomparsi diversi bambini. Poi un massacro di bestiame inspiegabile, e ancora un gruppo di ragazzini che si trova ad affrontare una macabra scoperta alle pendici del Vesuvio. Nella penultima, un ragazzino, a seguito di un tragico e misterioso incidente, viene mandato dal padre a trascorrere la notte nella casa della vecchia zia Agnese, affetta da una strana malattia della pelle che vive isolata nel fitto del bosco. Infine, il sesto racconto narra di un giovane che va nel paese di origine della madre per presenziare al funerale di uno strano zio.

Gli abitanti dei paesi risulteranno spesso bizzarri, incastrati nel folklore delle loro terre. I personaggi sono
quasi sempre in qualche modo legati alle proprie origini: dalla Terra vengono e alla Terra ritornano.
Antichi testi blasfemi, rituali osceni e creature demoniache fanno breccia nella quotidianità di questi luoghi,
contribuendo a creare una piccola cosmogonia dell’Orrido e dell’Innominabile per una lettura che non potrà essere dimenticata.
Tra racconti gotici moderni, weird e fantasy dalle sfumature fantascientifiche, questo libro d’esordio è la migliore iniziazione alla letteratura che Marra e Spirito potessero realizzare.

Marco Marra nasce a Napoli il 7 dicembre 1989. Fin da piccolo sviluppa un forte interesse per la letteratura
in ogni sua forma (dai libri ai fumetti), per il cinema e per il teatro. Dopo la maturità scientifica continua gli
studi presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli conseguendo prima la laurea triennale in Scienze
della Comunicazione e poi quella magistrale in Comunicazione Pubblica e d’Impresa (con una tesi sul mondo
dei fumetti nell’era digitale). Attualmente lavora come responsabile marketing per una società di animazione turistica e di organizzazione di eventi sita a Foggia, in Puglia. Tra i suoi scrittori preferiti possiamo citare H. P.
Lovecraft, Clark Ashton Smith e Jack London.

Gerardo Spirito nasce a Napoli il 6 giugno 1992. Si è laureato in Economia Aziendale all’Università Federico
II di Napoli e attualmente sta completando il percorso magistrale in Management e Innovazione. Ama i
racconti di Borges e di Carver, e autori quali Faulkner, Lem e Steinbeck. Ha iniziato a scrivere racconti da
quando frequentava il liceo e, da allora, non ha più smesso.




Particles il nuovo album di Mario Berlinguer

Nato come raccolta di musiche per colonna sonora
“PARTICLES”
è il nuovo album del compositore
MARIO BERLINGUER
tra elettronica vintage e sonorità contemporanee
«Il progetto è nato dal desiderio di cimentarsi con una musica la cui funzione fosse quella di accompagnare delle immagini, ma che nello stesso tempo potesse generare interesse all’ascolto, piacevolezza, curiosità e anche, perché no, emozioni»

Una nuova collaborazione in casa Aventino Music, questa volta con il compositore Mario Berlinguer, che firma un lavoro di musica elettronica in bilico fra l’album e la colonna sonora: “Particles”.
«Abbiamo scelto di limitare il campo d’azione del progetto dedicandolo a una produzione video di natura scientifica, intendendo per “scienza” un concetto che va dall’ambito biologico e zoologico fino alla fisica, alla chimica e all’elettronica».
“Particles” è un lavoro insieme d’annata e contemporaneo. D’annata, per quanto riguarda le influenze evidentemente subite dall’autore dalla musica elettronica degli anni ‘70 e ‘80 (Tangerine Dream e Brian Eno su tutti), filtrate attraverso percussioni elettroniche e linee di basso che possono ricordare le componenti ritmiche di un pop à la Battiato, leggero ma non superficiale. È, però anche un lavoro molto contemporaneo, in cui è manifesto il desiderio di sfruttare, in modo creativo, le possibilità offerte dalle ultime generazioni di strumenti elettronici, cercando di evitare un utilizzo passivo di suoni preconfezionati e aspirando a un cromatismo timbrico tale da generare colori originali, espressivi, contemporanei, a tratti divertenti e in altri momenti persino sentimentali o drammatici.
«Difficile descrivere cosa accomuna i brani di questa raccolta, al di là della loro funzione dichiarata, e dall’appartenenza a un genere “soundtrack”, che però non esaurisce il loro significato musicale. Sicuramente, una componente vintage è presente in ogni pezzo, vuoi per le sonorità degli strumenti a percussione, vuoi per una spinta ritmica comune a tutti i lavori, vuoi per alcuni sintetizzatori che ricordano quelli delle prime produzioni elettroniche».
Il progetto è interamente eseguito dall’autore con strumenti virtuali, rifuggendo l’uso di pattern o moduli precostituiti (siano essi ritmici, armonici o melodici) e suonando manualmente tramite una tastiera ogni nota o ogni frase, ossia, in altri termini, rivendicando anche alla musica realizzata per mezzo del computer un titolo di artigianalità.

Particles su Spotify:
https://open.spotify.com/album/1v9VnDiMR0tQlAXvGMN10Z?si=S5Cmh4xJT0i4tdHykx7djQ

TRACK BY TRACK

Cold frequencies
Un suono di sintetizzatore freddo e parlante, un piano elettronico iridescente con una base di batteria su cui si muove uno sfondo sintetico cangiante.

Fragments in the air
Suoni come frammenti che rimbalzano a cui si aggiungono una base di basso e batteria e dei suoni sintetici in trasformazione.

Living stones
Suoni percussivi elettronici che sembrano sassolini, massi o rocce, danzano lentamente su un ritmo calmo con melodie e armonie morbide e rilassanti.

Microbes
I microbi sono invisibili ad occhio nudo, eppure sono ovunque. Si muovono, parlano, ballano, cantano le loro canzoni primordiali. Qui sono accompagnati da un ostinato di percussioni, droni, archi.

Noises and sounds
Un ballo lento realizzato con percussioni ed elettroniche dolci, sintetizzatori pulsanti, droni, campane e, finalmente, un piano.

Radio signals
Rumori filtrati di diversa natura generano un sottofondo in cui emergono un ritmo lento e una semplice melodia.

Rhythmical particles
Una solida base di basso e batteria, suoni elettronici che volano, e a un certo punto gli archi e uno strumento simile ad un’arpa intonano una dolce melodia.

Travelling on waves
Basso e batteria compongono un ritmo pressante ma non frenetico, mentre dei suoni misteriosi compongono uno sfondo popolato da chitarre elettriche, archi, e un semplice arpeggio.

Science not fiction
Un organo Hammond lentamente si trasforma in un suono più contemporaneo, su dei pattern ritmici, batteria, e frammenti di melodie elettroniche.

Sequences
Un sequencer dalla rapida scansione, basso e batteria potenti, suoni sintetici che ricordano voci bizzarre, in una dinamica mescolanza di stranezza.

Slow molecules
Una passeggiata in tempo dispari, in un paesaggio fatto di suoni pulsanti o lentamente cangianti, archi e rintocchi, che si fa via via più popolato ma la cui atmosfera rimane quieta.

Subatomic stress
Un pattern dolce ma insistente e minimalista diviene un tessuto sul quale svolazzano elettroniche morbide o distorte, droni e percussioni.

Swaying atoms
Atomi di suono danzano lentamente mentre l’intensità della musica cresce gradualmente, fin quanto una ripetitiva frase di pianoforte porta a un’intensificazione sia del ritmo che della musica.

The voices of insects
Su una base ritmica, suoni elettronici cangianti somigliano a voci di piccole creature che cantano, o persino litigano tra loro, in un’insolita danza a cui si aggiungono archi e un pattern percussivo.

Mario Berlinguer è un compositore poliedrico.
Musicalmente onnivoro, ha compiuto studi classici (composizione e direzione di coro) e ha praticato svariati tipi di musica, dal rock al pop, dalla musica tradizionale popolare a quella classica.
È autore di musica contemporanea, con al suo attivo soprattutto brani cameristici o per organo che sono stati eseguiti in Italia e all’estero, un’operina comica dal titolo “L’ultima prece” e diversi lavori per coro.
Ha scritto colonne sonore per cortometraggi e documentari, nonché canzoni, alcune delle quali riunite in un progetto di teatro-canzone dal titolo “Se io ho perso, chi ha vinto?”.

Facebook:
https://www.facebook.com/Mario-Berlinguer-27180726493