Retribution – L’ultimo incubo di Guy Magar

Retribution – L’ultimo incubo (Retribution) di Guy Magar (Usa/1987)
Durata: 107′ Genere: Orrore, thriller

Sopravvissuto a un tentativo di suicidio un pittore viene posseduto dall’anima di un gangster in cerca di vendetta…

Diretto da un regista di serie TV un curioso horror-revenge la cui trama un po’ insensata sembra vagamante anticipare quella di Chucky. Azzeccate le atmosfere notturne. Nel cast Suzanne Snyder la Debbie de Il ritorno dei morti viventi II.

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Clowndoll di Scott Jeffrey

Clowndoll di Scott Jeffrey (Uk/2019)
Durata: 93′ Genere: Thriller, drammatico

Dopo aver acquistato una strana bambola la vita di Lane cambia tragicamente…

Scritto e diretto dal regista di Bad Nun e Final scream un buon thriller che partendo da un incipit apparentemente scontato sviluppa il tema del clown e della bambola evitando soluzioni troppo horrorifiche e a buon mercato per concentrarsi piu sulle atmosfere oltre che sulla psicologia, e le ossessioni, dei protagonisti lasciando sottointendere che la bambola-clown sia quasi un entità misteriosa. Buono il cast tra cui: Sarah T. Cohen, Peter Cosgrove, Jon-Scott Clark, Kelly Juvilee e Kate Milner Evans.

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Spice Girls in Beverly Hills di Tim Colceri

Spice Girls in Beverly Hills di Tim Colceri (Usa/2009)
Durata: 94 Genere: Fantascienza

Complice un avaria tre ragazze dello spazio si ritrovano a Beverly Hills dove incontrano lo spietato playboy Von Benson…

Diretto da un regista che come attore vanta una comparsata in Full Metal Jacket di Stanley Kubrick un sedicente sci-fi di serie Z che cerca di ribaltare la trama de Le ragazze della terra sono facili ma che alla fine ha poche carte da giocare e, probabilmente causa l’accattivante cast, ammicca spesso al cinema X (d’altronde una delle protagoniste, Allie Moss, era guarda caso nel cast di The Playboy morning show). Non male invece i costumi e gli interni pop psichedelici della nazionale. Curioso infine il titolo che rimanda alla celebre girl band degli anni ’90.

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100 SCENE CULT DAI MIEI TOP MOVIES 6

Number Six…

La candela.
La bara.
Ma Dracula lo sa che non esiste?

La Notte nel Museo degli Orrori del duo Gianni e Pinotto alle prese con le bare di Dracula e del Mostro Frankenstein ne IL CERVELLO DI FRANKENSTEIN.

Il duetto tra Lou Costello e Bela Lugosi è magistrale per tempi comici.

#GianniePinotto
#BelaLugosi
#AbbottAndCostelloMeetsFrankenstein




Delirio (Killing Spree), di Tim Ritter

Delirio (Killing Spree), di Tim Ritter (Usa / 1987) Durata: 88′ Genere: Horror, Slasher

Tom è un marito molto geloso e possessivo nei confronti della sua seconda moglie Leeza, a causa di un matrimonio fallito alle spalle per via dei continui tradimenti della sua ex. Leeza non può neanche permettersi di scambiare due risate con il miglior amico di Tom che quest’ultimo sente puzza di tradimento in arrivo, il che gli causa molti incubi durante la notte. Un giorno Tom trova un diario segreto di Leeza nel quale lei scriveva tutte le sue avventure avute con il tecnico della tv, l’elettricista, il postino il giardinere e con il miglior amico di Tom. Una rabbia furiosa comincerà a crescere in Tom ogni volta che legge una di quelle storie, inventando stratagemmi per attirare gli amanti di Leeza a casa sua per poi trucidarli nei peggiori modi possibili. Ma alla fine scoprirà che non è come lui immaginava e dovrà fare i conti con i sensi di colpa.

Trash a basso costo del 1987 diretto da Tim Ritter, distribuito in Italia in VHS con il titolo di Delirio ma poi ridistribuito in dvd con il titolo originale Killing Spree nel 2020 dalla Home Movies per la collana Spasmo Video, per la felicità dei nostalgici e dei fan del trash. Il film ha una sceneggiatura abbastanza semplice con momenti prevedibili, attori di scarsa qualità con dialoghi sciocchi ma la priorità del film non è certo quella di vincere l’Oscar ma di intrattenere lo spettatore con quintalate di sangue e con gustose scene di splatter casalingo. E ci riesce bene in questo intento complice anche la bravura dell’attore (l’unico decente del film) Abestos Felt nel ruolo di Tom (attore che ha partecipato ad altre pellicole dirette da Ritter) che con il suo sgranare gli occhi e la sua folta chioma e barba rossa riesce a trasmettere allo spettatore lo status di rabbia. La fotografia ovviamente è di bassa qualità con l’aggiunta di fastidiosi fasci di luce fucsia che illuminano la stanza ogni volta che Tom legge una nuova storia erotica dal diario di Leeza, ma tale luce è parte integrante del crescere della rabbia interiore di Tom contribuendo all’atmosfera del momento.

In sostanza, come ogni trash che si rispetti, imperfezioni a valanga ma che gli hanno conferito l’aggettivo di “cult del genere”, molto nostalgico e rivisto oggi (grazie alla Home Movies, ci tengo a risottolineare) può tranquillamente dire ancora la sua camminando a testa alta e impettito senza invidiare nulla agli altri. Da rispolverare e recuperare!




Lo sguardo al passato nel cinema americano degli anni Ottanta

Tra le peculiarità che contraddistinguono il cinema americano compreso all’incirca tra la metà degli anni Settanta e la fine degli Ottanta vi è il riferimento ai primi decenni del Novecento, nei quali si sviluppano le avanguardie artistiche e che viene considerato l’inizio dell’era postmoderna. Un esempio eclatante è rappresentato dalla versione (ridotta a 87 minuti, colorizzata e con musiche pop-rock) del film muto di…

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L’ombra dell’assassino di José Ramón Larraz

L’ombra dell’assassino (The house that vanished) di Jose’ Ramon Larraz (Uk, Spain / 1973)
Durata: 96′ Genere: Orrore

Una modella e il suo losco fidanzato si nascondono in una casa isolata e abbandonata dove dovranno confrontarsi a inattesi e terrificanti avvenimenti…

Produzione anglospagnola tutta giocata sull’atmosfera, la nebbia, l’oscurità e il mistero; come dire che ci sarebbero tutti gli ingredienti per un horror-cult ma alla fine a parte l’ovvia citazione hitchcockiana tutto si risolve in una lunga, e a volte noiosetta, attesa prima di arrivare al colpo di scena. Nel cast Andrea Allan e Karl Lanchbury all’epoca relativamente famosi.

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Devil’s deal di Justin Moseley

Devil’s deal di Justin Moseley (Uk, Usa, Australia / 2013)
Durata: 101′ Genere: Orrore, drammatico

Nella cittadina di Burning Bush l’arrivo del Diavolo crea caos e scompiglio…

Esordio di un cineasta che per l’occasione mette assieme due generi, il western e l’horror, da sempre distanti per trame, scenari e definizione dei personaggio ma che comunque, quando uniti, riescono produrre situazioni bizarre e originali; in questo caso poi la caratterizzazione del diavolo con il lungo mantello e le due pistole sembra quasi una citazione letteraria (vedi la saga de La torre nera di Stephen King). Peccato per il budget che forse ha limitato le intenzioni del regista ma buono il cast dove segnaliamo la presenza di Matthew Greer che nel 2007 fece una comparsata in Non è paese per vecchi dei fratelli Coen. È nel catalogo Brain Damage.

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