SUB ROSA di Robert Aickman

E’ arrivato il nuovo volume della collana Biblioteca dell’Immaginario, Sub Rosa, di Robert Aickman. 

La raccolta Sub Rosa comprende otto storie che attingono tanto alla tradizione della ghost story classica alla M.R. James, come nell’inquietante “La polvere sospesa”, quanto all’horror psicologico alla Henry James e Walter De La Mare, come nel dramma familiare di “Non più forte di un fiore” o nell’angosciante “La stanza interna”, sino alla tradizione della femme fatale nelle cupe atmosfere lagunari di “Mai visitare Venezia”. Dopo Sentieri Oscuri e I poteri delle tenebreSub Rosa continua la pubblicazione di tutti i racconti fantastici di questo unico e straordinario autore. 

Robert Aickman è uno scrittore incredibilmente strano. (S.T. Joshi)

Leggere Robert Aickman è come osservare un mago all’opera, e spesso non sono neanche sicuro quale sia il suo trucco. So solo che l’ha fatto magnificamente. (Neil Gaiman)

Fonte: Edizioni Hypnos




Il letto rosso di Nicola Lombardi

Ed eccomi di nuovo qui a parlarvi di horror, in particolare di horror italiano, il mio preferito ultimamente.
Questa volta tocca nientemeno che a Nicola Lombardi, autore piuttosto conosciuto nell’ambiente editoriale di genere, del quale oggi recensisco la novella Il letto rosso: opera pubblicata dalla casa editrice Independent Legions e finalista al Premio Laymon 2017.
La trama è abbastanza semplice. Alberto Gozzi, giornalista specializzato in cronaca nera, nonché individuo tormentato che ha qualche problema con l’alcol, decide che è giunto il momento di dare una svolta alla sua carriera. Sceglie di farlo progettando una monografia sul famoso Orco di Borgone, don Marzio Corsini: prete folle che sequestrò e uccise alcuni giovani adolescenti durante la fine degli anni ‘70.
Gozzi comincia la sua ricerca contattando Luigi Consalvi, figlio del complice del prete (Guido Consalvi era colui che procurava le vittime) e che all’epoca degli assassinii denunciò il padre e don Marzio.
Gozzi, grazie all’aiuto dell’ormai quarantenne Consalvi e della sgradevole madre (il personaggio migliore del libro, per me) finisce per scivolare dentro a un baratro di orrori e follia che, naturalmente, finirà per inghiottirlo.

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La casa delle conchiglie di Ivo Torello

“Ogni libro contiene in sé le conoscenze di altri mille libri” si legge nel primo capitolo dell’ultima fatica dell’esperto genovese Ivo Torello. Una giusta considerazione che calza a pennello proprio per questo La Casa delle Conchiglie, probabilmente l’opera più complessa, per l’innegabile retaggio esoterico che sottende il romanzo, dello scrittore nato nel 1974. Presentato, apparentemente, come un erotico estremo che sconfina spesso oltre la stessa definizione di erotico, il romanzo contiene in sé il seme della classica letteratura weird di fine ottocento e inizio novecento. Torello(plurivincitore del Premio Lovecraft) è uno studioso di lungo corso del genere weird , nonché storico collaboratore di Andrea Vaccaro e delle Edizioni Hypnos, e questo si respira a pieni polmoni nella lettura del testo che snocciola tributi in ogni pagina e crea un’atmosfera che ricorda i vari Il Gran Dio Pan (1890) di Arthur Machen (per l’esistenza di un altrove cui accedere col ricorso di sostanze capaci di sublimare l’estasi) e Alraune – La Mandragora  di Hanns HeinzEwers per l’atmosfera corrotta e gli espliciti riferimenti sessuali, ma soprattutto sembra giocare sui temi toccati dal saggio di magia sessuale Magick (1913), opera in cui Aleister Crowley cerca di rendere pubblici i suoi studi legati al rapporto sesso-magia come via per entrare in contatto con entità superiori che si celano alla vista dei comuni mortali e che sono veicoli di un potere capace di sconvolgere l’ordine naturale delle cose.

Continua a leggere sul portale la recensione a firma di Matteo Mancini:




Caccia selvaggia di Mariateresa Botta

Ultimamente la figura del vampiro è diventata fin troppo inflazionata: saghe come quella di Twilight di Stephene Meyer hanno spopolato fra il pubblico giovanile con uno stile grossolano e di facile presa. Sinceramente non ho mai amato neanche Anne Rice anche se ammetto che è a un livello superiore. Invece nel genere vampirico ho apprezzato in particolare La fortezzadi Paul F. WilsonIo sono leggenda di Richard Matheson e Le notti di Salemdi Stephen King, a suo modo un grande omaggio al Dracula di Bram Stoker. A proposito del romanzo di Stoker Lovecraft – in L’orrore soprannaturale in letteratura − elogiava la prima parte mentre trovava la seconda più stucchevole, romantica e meno riuscita: un giudizio da me pienamente condiviso. Mi sono venute in mente queste considerazioni sulla deriva di certa letteratura vampirica a proposito di Caccia selvaggia di Mariateresa Botta, giovane autrice campana appassionata di fantasy e horror. Si tratta di un racconto lungo da cui traspare un approccio originale e profondo a una tematica ipersfruttata.

Continua a leggere sul portale la recensione a firma di Cesare Buttaboni:




Fornace di Livia Llwellyn

Liviia Llwellyn è nata in Alaska e, assieme al conterraneo Laird Barron e al canadese Simon Strantzas, compone una ideale avanguardia di nuovi autori di punta del weird provenienti dalla parte più settentrionale del continente nordamericano. Se in tutti e tre questi autori appare evidente il richiamo quantomeno tematico alla pesante eredità di Howard Phillips Lovecraft, forse proprio nelle narrazioni di Livia gli spunti di orrore cosmico e fascinazione verso l’ignoto del Maestro di Providence vengono sublimati al meglio rispetto agli altri autori citati, in una poetica del meraviglioso e del terrificante che riesce davvero a legarsi alle inquietudini della contemporaneità. 

Continua a leggere sul portale a questo indirizzo la recensione a firma di Vincenzo Barone Lumaga:




22/11/’63 di Stephen King

Scrivere una recensione di questo romanzo non basta, se ne dovrebbero scrivere molte di più. Romanzo politico, d’avventure, d’amore, filosofico, 22 11 63 è l’opera più complessa di King, solo IT può essergli pari. E appartiene alla categoria dei libri di King più riusciti, quelli che raccontano un dramma individuale. Quello del professor Jack Epping che trovata una piega temporale, torna indietro nel passato per impedire l’assassinio di John Kennedy. Fallito negli affetti e nella vita, Jack vuol migliorare il mondo, dimenticando la storia del ‘900 che insegna che chi vuol creare il paradiso in terra, di solito crea l’inferno. La premessa drammaturgica dell’intero libro lungo 700 pagine, è semplice: il passato è inflessibile, non vuol essere cambiato. Epping troverà mille ostacoli alla sua missione, i denti aguzzi della ruota del tempo, il grande ingranaggio, lo metteranno a dura prova. Ma Jack troverà qualcos’altro: Sadie, una delle più belle e affascinanti figure di donna create da King. Salvare il mondo è un’ottima idea, ma è noto di cosa sia lastricata la via dell’inferno e il futuro che Jack determinerà salvando John Kennedy, sarà un incubo terrorizzante. Per riparare all’errore, Jack dovrà sacrificare quello a cui tiene davvero e i denti aguzzi del tempo sono indifferenti all’amore… Se Jack l’avesse compreso prima. Nello struggente finale Jack e Sadie ballano ancora. Insieme, ma divisi dal tempo, diabolica invenzione umana irreversibile che solo nell’armonia dei corpi, dei sentimenti, dell’arte, perde il suo potere di coercizione e lascia il campo all’eternità, nella quale Sadie e Jack danzano, danzano soli…

L’AUTORE
Stephen Edwin King, il re della letteratura horror, è nato il 21 settembre 1947 a Scarborough, nel Maine. Suo padre era un militare impegnato nella Seconda Guerra Mondiale come capitano nella Marina Mercantile mentre la madre era una donna di origini modeste. La famiglia di King subisce un brutto trauma quando Stephen è ancora piccolo. Il padre, uscito di casa per fare una passeggiata, si dileguerà nel nulla senza più fornire alcuna notizia di sé.
La famiglia inizia così un lungo girovagare negli Stati Uniti, in cerca di un lavoro per la madre che accetta ogni occupazione anche dura e malpagata. Stephen e suo fratello non vengono lasciati però del tutto soli. La donna li guida all’ascolto della buona musica e alla lettura dei classici della letteratura. Stephen King già a quattro anni dimostra di essere affascinato dall’insolito. A sette anni scrive il suo primo racconto e scopre il terrore nel 1957, a dieci anni, durante la visione del film La terra contro i dischi volanti, che lo traumatizza. Due anni dopo scopre nella soffitta della zia i libri del padre, appassionato di Edgar Allan PoeLovecraft e Matheson. Trova anche racconti della rivista Weird Tales, di Frank Belknap Long e di Zelia Bishop. Scopre così che il padre era un aspirante scrittore, affascinato dalla fantascienza e dall’horror. Nel 1962 King inizia a frequentare la Lisbon High School, a Lisbon Falls, nei pressi di Durham. Qui nasce probabilmente il sogno di divenire scrittore. Inizia a spedire i suoi racconti a vari editori di riviste, senza però alcun successo concreto. Entra all’Università del Maine ad Orono. Nel 1967 Stephen King termina il racconto breve The Glass Floor, che gli frutta 35 dollari a cui fa seguito, qualche mese dopo, il romanzo La lunga marcia.Nel febbraio del 1969 conosce Tabitha Jane Spruce, poetessa e laureanda in storia, sua futura moglie. Nel 1970 si diploma all’università, ottenendo il Bachelor of Science in English e, date le difficoltà per trovare un posto di insegnante, inizia a lavorare presso un distributore di benzina. Nel 1971, dopo una serie di esperienze lavorative umili, inizia ad insegnare inglese alla Hampden Academy. Nasce la primogenita della famiglia King: Naomi Rachel. La famiglia si trasferisce a Hermon, vicino a Bangor nel Maine. Lo scrittore inizia a lavorare a L’uomo in fuga. Nel 1972 arriva il secondo figlio, Joseph Hillstrom (il terzo sarà Owen Phillip) ed il bilancio della famiglia comincia a farsi problematico. Stephen King pensa che il suo sogno di diventare scrittore sia un’utopia. Non può pagare tutte le bollette e decide di sacrificare prima il telefono, poi l’automobile. Inizia a bere e inevitabilmente la situazione precipita. Nel 1973 le cose migliorano improvvisamente. Pubblica Carrie per la Doubleday. che gli mette in mano un assegno di 2500 dollari come anticipo per la pubblicazione del romanzo. A maggio arriva la notizia che la Doubleday ha venduto i diritti dell’opera alla New American Library per 400.000 dollari, metà dei quali spettano di diritto al giovane autore. I problemi economici sono risolti e King, a ventisei anni, lascia l’insegnamento per dedicarsi alla professione di scrittore. L’anno dopo la famiglia trasloca a Boulder, nel Colorado. Qui inizia la stesura di Shining, un’opera con chiari riferimenti autobiografici. Inoltre vende i diritti di Le notti di Salem, per 500.000 dollari. La famiglia ritorna nel Maine occidentale e qui l’autore finisce la stesura de L’ombra dello scorpione. Di lì a poco arriva anche il primo grande successo cinematografico, grazie a Carrie, lo sguardo di Satana, diretto dal già famoso Brian De Palma. Poi è un susseguirsi ininterrotto di successi quando le sue storie vengono trasposte in film. Ormai ricco, nel 1980 si trasferisce con la famiglia a Bangor, dove acquista una villa vittoriana con ventotto camere, ma continua ad usare la casa di Center Lovell come residenza estiva. Vengono pubblicati L’incendiaria e il saggio Danse Macabre. Inizia la stesura di It mentre al cinema esce il film-capolavoro di Kubrick basato sulla storia di The Shining. In questo periodo Stephen King è il primo scrittore di sempre ad avere ben tre libri nella classifica dei best-seller nazionali. Un record che batterà lui stesso qualche anno dopo. Nel 1994 esce Insomnia. Il racconto The Man in the Black Suit vince due premi ed esce il film Le ali della libertà diretto da Frank Darabont e tratto dal racconto Rita Hayworthe la redenzione di Shank. Vince un Bram Stoker Award per la Migliore Novella per Colazione al Gotham Café. Escono nelle sale cinematografiche numerosi film tratti dai suoi romanzi. Nel 1997 dopo sei anni di attesa il quarto volume della saga La Torre Nera con La sfera del buio. Dopo venti anni King saluta l’editrice Viking Penguin e passa alla Simon Schuster. Alla firma del contratto percepisce la bellezza di 2 milioni di dollari come anticipo per soli tre libri, ma guadagna anche royalty sulle copie vendute che vanno dal 35 al 50%. Nello stesso anno un fatto drammatico irrompe nella vita fortunata dello scrittore. Durante una passeggiata nei pressi di casa, viene travolto da un furgone: è in fin di vita. Viene operato ben tre volte in pochi giorni. Il 7 luglio lascia l’ospedale, ma per la sua completa guarigione occorreranno ben nove mesi. Nel 2000 pubblicherà il saggio On writing: autobiografia di un mestiere, un resoconto della sua vita di scrittore e una serie di riflessioni su come nasca la scrittura. Stephen King ha venduto complessivamente nell’arco della sua lunga carriera oltre 500 milioni di copie. Dai suoi romanzi sono stati tratti circa quaranta tra film e miniserie televisive, di fortuna alterna e diretti da registi di varia abilità (sé stesso compreso).