XLIX dei Crawling Chaos

Full-length, Time To Kill Records
(2020)

Tornano i nostrani death metallers Crawling Chaos, dando così un degno successore al loro primo album uscito nel 2013 intitolato “Repellent Gastronomy”. Questo nuovo “XLIX” esce per Time To Kill Records e vede una band che ha fatto notevoli progressi e ha ampliato ancora di più i propri orizzonti musicali. Di base non hanno stravolto la loro proposta, ma in questo album la band sembra aver raggiunto finalmente una quadra tra tutte le influenze che confluiscono nella loro proposta. La principale fra queste è il death metal brutale, e ci sono molti rimandi a band come Immolation, Cannibal Corpse e Morbid Angel, ma il tutto ha diversi spunti melodici che attingono talvolta dal death metal melodico, soprattutto per quel che riguarda le frequenti decelerazioni che rimandano a qualcosa di più ragionato e, appunto, melodico.

Tutte e sette le tracce di questo album sono convincenti, hanno una dinamicità e una freschezza che non sempre è facile ascoltare nel death metal. La band passa con disinvoltura tra parti in blast beat e riff urticanti, ad altre in cui costruisce degli affreschi di classe e dove la perizia tecnica viene a galla. Ne consegue che il prodotto in questione non stanca e offre continuamente spunti per non annoiarsi. Dicevo del fatto che tutti i pezzi sono convincenti, ma dovessi scegliere delle tracce più rappresentative del disco, citerei sicuramente “The Prince Is Here”, “Block And A Bloody Knife” e “49th, Or The Law Of Desperation”, “Ishnigarrab, Or The Awful Offspring Of The Goat”.

Tutti brani che mettono in mostra i vari volti della band e la sua capacità di destreggiarsi in un death metal che non appare mai scontato, ma al contrario molto ricco sul piano compositivo e anche molto carico di atmosfera morbosa, e addirittura in molti casi abbiamo delle incursioni di malinconia che si inseriscono molto bene nel tessuto sonoro dell’album.
Un disco davvero sorprendente, questo “XLIX”, che potrebbe soddisfare i palati degli amanti del death metal, ma che per le sue numerose qualità, potrebbe soddisfare anche altri tipi di ascoltatori. Un altro grande colpo messo a segno dalla nostra “Italia metal”. Oramai è chiaro, non siamo secondi a nessuno da molti anni, e i nostri prodotti appaiono spesso, come è anche nel caso dei Crawling Chaos, anche ricchi di personalità, oltre che di tecnica.

Tracklist:

  1. My Golden Age
  2. The Prince Is Here
  3. Block and a Bloody Knife
  4. 49th, or the Law of Desperation
  5. Ishnigarrab, or the Awful Offspring of the Goat
  6. Covered in Debris
  7. Doom of Babylonia




Le nozze chimiche di Aleister Crowley

Aleister Crowley è un personaggio tra i più conosciuti del ‘900. Controverso, dannato, condannato in alcuni casi – dal Duce, che lo costrinse ad andar via dall’Italia, da quella Cefalù dove aveva fondato l’Abbazia di Thelema, cucendogli addosso l’infamia di persona non gradita – è ormai identificato in modo eterno dall’aggettivo di uomo più malvagio del mondo. La sua attitudine maggiore era la notevole capacità di studio e pratica dell’occultismo, tanto da farlo diventare…

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Delirio (Killing Spree), di Tim Ritter

Delirio (Killing Spree), di Tim Ritter (Usa / 1987) Durata: 88′ Genere: Horror, Slasher

Tom è un marito molto geloso e possessivo nei confronti della sua seconda moglie Leeza, a causa di un matrimonio fallito alle spalle per via dei continui tradimenti della sua ex. Leeza non può neanche permettersi di scambiare due risate con il miglior amico di Tom che quest’ultimo sente puzza di tradimento in arrivo, il che gli causa molti incubi durante la notte. Un giorno Tom trova un diario segreto di Leeza nel quale lei scriveva tutte le sue avventure avute con il tecnico della tv, l’elettricista, il postino il giardinere e con il miglior amico di Tom. Una rabbia furiosa comincerà a crescere in Tom ogni volta che legge una di quelle storie, inventando stratagemmi per attirare gli amanti di Leeza a casa sua per poi trucidarli nei peggiori modi possibili. Ma alla fine scoprirà che non è come lui immaginava e dovrà fare i conti con i sensi di colpa.

Trash a basso costo del 1987 diretto da Tim Ritter, distribuito in Italia in VHS con il titolo di Delirio ma poi ridistribuito in dvd con il titolo originale Killing Spree nel 2020 dalla Home Movies per la collana Spasmo Video, per la felicità dei nostalgici e dei fan del trash. Il film ha una sceneggiatura abbastanza semplice con momenti prevedibili, attori di scarsa qualità con dialoghi sciocchi ma la priorità del film non è certo quella di vincere l’Oscar ma di intrattenere lo spettatore con quintalate di sangue e con gustose scene di splatter casalingo. E ci riesce bene in questo intento complice anche la bravura dell’attore (l’unico decente del film) Abestos Felt nel ruolo di Tom (attore che ha partecipato ad altre pellicole dirette da Ritter) che con il suo sgranare gli occhi e la sua folta chioma e barba rossa riesce a trasmettere allo spettatore lo status di rabbia. La fotografia ovviamente è di bassa qualità con l’aggiunta di fastidiosi fasci di luce fucsia che illuminano la stanza ogni volta che Tom legge una nuova storia erotica dal diario di Leeza, ma tale luce è parte integrante del crescere della rabbia interiore di Tom contribuendo all’atmosfera del momento.

In sostanza, come ogni trash che si rispetti, imperfezioni a valanga ma che gli hanno conferito l’aggettivo di “cult del genere”, molto nostalgico e rivisto oggi (grazie alla Home Movies, ci tengo a risottolineare) può tranquillamente dire ancora la sua camminando a testa alta e impettito senza invidiare nulla agli altri. Da rispolverare e recuperare!




Asa Nisi Masa il nuovo album dei Manoluc

I Manoluc sono una band proveniente dal nord Italia e questo Asa Nisi Masa è stato rilasciato pochi giorni fa, ovvero il 20 Marzo 2021. Si tratta della loro seconda fatica discografica ed esce dopo il debutto del 2016 intitolato Carcosa. Entrambi gli album escono come autoproduzioni, ma questa volta la band si è affidata a Broken Bones Records & Promotion per promuovere questo nuovo album, scelta che…

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Il colore venuto dallo spazio, di Richard Stanley

Il colore venuto dallo spazio (Color Out of Space) di Richard Stanley (USA/2019)
Durata: 111′ Genere: Orrore, Fantascienza

Visualizzare cinematograficamente gli incubi inimmaginabili di Howard P. Lovecraft è impresa ardua da sempre. Tanto è vero che quasi tutte le produzioni che in passato ci hanno provato, si sono tenute a distanza di sicurezza dalle allucinate vicende narrate dallo scrittore di Providence, preferendo soltanto ispirarvisi. Nella maggior parte dei casi, insomma, i film realizzati da Lovecraft risultano “liberamente tratti”. Il regista sudafricano Richard Stanley ha invece deciso di sfidare l’impossibile restando fedele alla storia originale, già di per sé complicata da rendere nella sua interezza, anche per via della struttura, basata sul racconto di un racconto. Attraverso i due elementi fondamentali che fanno della novella di Lovecraft un capolavoro della narrativa fantastica, Stanley imbastisce il film. Innanzitutto il colore del titolo, ovviamente, “un colore che non apparteneva al nostro mondo”, come lo descrive Lovecraft, e che quindi in pratica va al di là di ogni concezione umana nonché, di conseguenza, registica. Stanley lo rende utilizzando varie tinte: blu, rosso, viola e soprattutto un fucsia psichedelico, che esplode in un biancore accecante. Dopodiché, più ancora che in Lovecraft, la dissoluzione (letterale) del nucleo familiare diviene colonna portante della sceneggiatura ed emblema di una concezione alquanto pessimistica dei rapporti umani, persino di quelli parentali. Esemplare in questo senso l’effetto che “l’immondo” colore alieno sortisce sulla madre e il figlio più piccolo. Per il resto il film procede di pari passo con le invenzioni presenti nel racconto: mutazioni animali e vegetali, odori nauseabondi, l’acqua contaminata, i grandi alberi che circondano l’abitazione della famiglia Gardner (con le cui fronde inizia il film), la costruzione del bacino idrico destinato a sommergere la vallata di Arkham, la pazzia che piano piano colpisce i Gardner. Il regista aggiunge però qualche particolare non banale, come la malattia della madre, soltanto accennata, la figlia maggiore Lavinia (nel racconto è un maschio) che pratica rituali magici, la connessione internet (essendo l’azione spostata ai nostri giorni) che non funziona. Notazione finale: Il colore venuto dallo spazio può indubbiamente ricordare vari capolavori del cinema horror (da Shining a La cosa, da Amityville Horror a Poltergeist – Demoniache presenze), ma è quasi naturale che sia così, poiché dietro gran parte dei film fantastici si nasconde un’idea narrativa o un’immagine di derivazione lovecraftiana.




Piranesi, di Susanna Clarke

Complice una segnalazione captata in giro per la Rete mi sono incuriosito del romanzo Piranesi, di Susanna Clarke. Devo essere sincero: non conoscevo l’autrice però la quarta, potentissima, mi ha subito sedotto e in un momento in cui mi sentivo un po’ deluso dalla SF che si legge in giro, leggere le righe sottostanti mi ha fatto sentire l’impeto della creazione, della folgorazione, mi ha dato la sensazione di…

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Le ombre dell’Eros di Ivano Galletta

Le ombre dell’Eros. Percorsi tra le eclissi del cuore di Ivano Galletta è una sorta di complemento a La musica Dark, altro volume sempre pubblicato per le Edizioni Il Foglio del buon Gordiano Lupi. Quest’ultimo faceva un’esauriente panoramica per quanto concerneva la vasta e articolata scena della musica oscura. Sicuramente si trattava di un testo perfetto per chi voleva approfondire le proprie conoscenze sul fenomeno anche se, forse, mancavano un po’ di approfondimenti per chi è avvezzo e conosce bene l’argomento. Le ombre dell’Eros prosegue nello stesso solco e non tralascia di parlare anche qui di musica. In questo agile volume, Galletta si concentra sulla tematica di Eros e Thanatos e sulla sua espressione nell’ambito della…

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Sherlock Holmes e la minaccia di Cthulhu di Lois H. Gresh

Ben ritrovati.

Oggi parleremo di Sherlock Holmes e la minaccia di Cthulhu (Sherlock Holmes vs Cthulhu: The Adventure of the Deadly Dimensions), romanzo di Lois H. Gresh che unisce il mondo del detective di Baker Street creato da Sir Arthur Conan Doyle a quello dei Miti di Cthulhu frutto della fantasia di Howard Phillips Lovecraft.

Lois Gresh – sei volte autrice bestseller del New York Times – viene ritenuta un’esperta di Lovecraft e ha pubblicato lavori raccolti in…..

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