L’arcano quotidiano di Davide Rosso

Immergersi
nelle pagine di L’Arcano
Quotidiano

è stato un’esperienza straordinaria che ha portato alla luce il lato
più oscuro e misterioso della cultura popolare italiana e dei suoi
misteri. Ciascun racconto offre una profonda immersione nelle
leggende e nelle storie
della
provincia italiana e nella stessa storia italiana. Ogni racconto è
una finestra aperta su un universo parallelo, in cui il confine tra
il normale e il soprannaturale si dissolve, lasciando il lettore
sospeso tra terrore e fascino. In L’Arcano
Quotidiano
,
Davide
Rosso

ci conduce in un viaggio letterario straordinario, intrecciando le
atmosfere gotiche degli anni ’60 e ’70 con una visione postmoderna e
politica della nostra realtà. Il primo racconto, La
pazzia di Vittorio Herlizka e la casa hanté
,
si distingue per la sua maestria narrativa, con una seduta spiritica
che porta a un colpo di scena sorprendente. Un vero e proprio
gioiello gotico. Il
souvenir
,
invece, affronta il tema della rinascita attraverso un elemento
feticistico rappresentato da un oggetto che rappresenta il duomo
della sua città (emerge anche la figura di un politico che potrebbe
ricordare Salvini,
rendendo il racconto ancora più incisivo e attuale). La tematica
delle sedute spiritiche torna in Sedute
spiritiche del giovedì a Treville
,
mentre Manichini
& sonnambuli

e L’Inghiottitoio
richiamano l’atmosfera inquietante di Thomas
Ligotti
con
le sue maschere e i suoi manichini, con una profondità e una
maestria narrative degne di nota. Ma Rosso
si spinge oltre, come dimostra il delirante racconto Il
sonno dei morti non dovrebbe essere profanato (Pinelli Occult
Psychedeia)
,
che ricostruisce in maniera onirica e psichedelica la vicenda
dell’uccisione dell’anarchico Pinelli,
con accenni alla figura del commissario Calabresi.
In Una
tragica cerimonia tra i ricchi della provincia (Pasolini SPettro
Remix)
,
l’autore omaggia Pasolini
mescolando elementi della cultura horror italiana da edicola degli
anni ’60 e parlando anche del movimento del ’68 e di perversioni
sessuali, con sottili riferimenti alla vicenda del Mostro di Firenze
e all’omicidio di Stefania
Pettini
.
L’uomo
rosso

offre invece un’analisi lucida e senza censure della realtà attuale,
affrontando temi come la politica e la pandemia da un punto di vista
anarchico. In definitiva, L’Arcano
Quotidiano

ci introduce a uno scrittore inclassificabile, capace di usare generi
come gotico, thriller e horror con lo scopo di interpretare la realtà
quotidiana. Il fatto che Davide
Rosso

non sia mai sceso a compromessi va solo a suo merito. Questa raccolta
è un’esperienza letteraria che merita di essere esplorata e gustata
con calma.

L’AUTORE

Davide
Rosso è nato a Ferrara nel 1975. Lavora come insegnante nelle scuole
medie del vercellese. Scrive letteratura gotica, thriller e horror e
collabora da anni con La Zona Morta e Mattatotio n. 5.

L’Arcano
quotidiano (tutti i racconti)

Autore:
Davide Rosso

Conte
Orlok Edizioni

Collana:
L’Effigie 2023

Pag. 370

L'arcano quotidiano di Davide rosso




Montecristo, nuovo album dei Great Master

GREAT MASTER “Montecristo”
(Full-length, Underground Symphony Records, 2023)

I Great master tagliano il prestigioso traguardo del sesto album in carriera. Una carriera iniziata nei primi anni Novanta e che ha portato questa band ad essere uno dei fiori all’occhiello dell’heavy/power metal italiano. “Montecristo”, che narra le vicende del personaggio di Edmond Dantès nello storico romanzo di Alexandre Dumas “Il Conte Di Montecristo”, si rivela come uno splendido album di symphonic/epic metal, ma dove la componente sinfonica è usata nella giusta dose e non in tutti i pezzi.

Più che altro quello che si riscontra è un alone epico e fiero che serpeggia in brani solidi come ad esempio “Back Home”, che per alcune soluzioni sembra un connubio tra gli Hammerfall e gli Iron Maiden. Questo approccio si può anche trovare nella ancora più epica “The Left Hand Joke”, dove il cantante Stefano Sbrignadello dà sfoggio di un ampio spettro di tonalità e le chitarre intonano fraseggi che richiamano molto da vicino gli anni Ottanta.

In tutto l’album non troverete un solo episodio brutto, semmai potrebbe essere un piccolo limite per alcuni trovarsi di fronte ad un album lungo un’ora, nel quale alla fine i generi proposti sono sempre il power o l’heavy metal, ma di contro questo album potrà davvero esaltare i fan di questo genere. I motivi per cui poi questo album si rivela quasi sempre vincente sono anche altri. I musicisti sono molto preparati, la sezione ritmica dà quella spinta in più che un album del genere necessita e poi il voler proporre un genere preciso e volerlo fare bene. Tutte caratteristiche che io vedo come qualcosa di molto positivo, piuttosto che limitante. Tra vari passaggi ho trovato anche il power teutonico di band come Primal Fear e soprattutto Grave Digger: “Where the Shame Lives” e “The Weak Point” sono gli esempi più calzanti di quanto appena detto.

Album da avere per chi ama il power, l’heavy metal e le soluzioni sinfoniche che fanno di alcuni brani delle piccole suite operistiche, andando quindi anche ad assomigliare ad alcune cose fatte da band che hanno spesso flirtato con la musica classica come Rage e Blind Guardian.

Tracklist:
1. Le Pharaon
2. Back Home
3. The Left Hand Joke
4. Where the Shame Lives
5. I Am the Master
6. Your Fall Will Come
7. Nest of Stone
8. My Name
9. Man from the East
10. The Weak Point
11. Final Revenge
12. On October 5th (Wait and Hope)
13. Montecristo

Line-up:
Massimo David – Bass
Jahn Carlini – Guitars
Manuel Menin – Guitars
Giorgio Peccenini – Keyboards
Stefano Sbrignadello – Vocals
Denis Novello – Drums

Montecristo dei Great Master




Dimensione Cosmica 25 Speciale Intelligenza Artificiale

Il
numero 25 della rivista Dimensione
Cosmica

si distingue per il suo speciale sull’intelligenza artificiale, un
argomento di grande rilevanza e attualità nel panorama culturale
contemporaneo. Attraverso una serie di articoli approfonditi e
stimolanti, la pubblicazione esplora i molteplici aspetti, i dilemmi
etici e le implicazioni culturali legate all’IA. Il direttore della
rivista, Gianfranco
De Turris
,
offre una prospettiva critica, mettendo in evidenza i rischi
associati all’IA, come la sua propensione a conformarsi al
politicamente corretto. De
Turris
fa
giustamente notare come l’uso di questo strumento porterà al declino
del genere fantastico. Questa analisi trova riscontro nella
mia
esperienza personale con le modalità di ragionamento dell’IA.

Sebastiano
Fusco
,
con competenza e profondità, affronta il tema dell’IA facendo notare
come a quest’ultima manchi, in definitiva, la creatività. Per
confermare le sue tesi, il critico ha chiesto all’IA delle domande
politicamente scorrette: ha ipotizzato un’intervista in cui Lovecraft
faceva a Poe
la seguente domanda: “Come pensi dovrebbe essere impostata la
trama di un racconto in cui il protagonista, un negro, si
dà al cannibalismo per onorare, come i suoi antenati, divinità
balsfeme?” Il programma si è rifiutato di andare avanti in
quanto il contenuto del quesito avrebbe potuto violare le sue regole.
Stesso risultato in un’ipotetica intervista a De
Turris

dello stesso Fusco
dove a venire censurato è stato il termine “follia”. In
ogni caso possiamo leggere i risultati di queste interviste su questo
numero di Dimensione
Cosmica

(troviamo anche un’intervista immaginaria ad Asimov
e un racconto di Lovecraft
generato sempre dall’IA intitolato Il
terrore venuto dalle stelle
.
Il risultato è sorprendente e molto vicino alle atmosfere cosmiche
lovecraftiane).

Un
aspetto rilevante che emerge da questo fenomento è la crescente
presenza di libri generati tramite l’IA, come quelli recentemente
attribuiti a Giovanni
Rossi
.
Questi titoli insoliti, fra cui ricordo Cthulhu
contro il Duce: alla fiera di Borgo San Donnino, Cthulhu Reich!,
Cthulhu nei caruggi
e
Barbie e l’abisso di Cthulhu
,
pubblicati nell’ultimo anno su Amazon (e poi ritirati da questa
piattaforma in quanto non era stata dichiarato che fossero stati
scritti con IA), hanno trovato spazio nel mercato digitale,
suscitando dibattiti riguardo alla creatività, all’autenticità e
all’etica nella produzione letteraria. La mancanza di trasparenza
nell’identificare le opere generate dall’IA solleva dubbi sul valore
artistico e sulla genuinità di tali produzioni che sono
obiettivamente piatte (ho avuto modo di leggere qualche romanzo di
GIovanni
Rossi
),
ripetitive e senza un minimo di creatività. Questo fenomeno
evidenzia la necessità di una maggiore trasparenza e
regolamentazione nell’ambito della produzione letteraria, al fine di
preservare l’integrità e il valore dell’arte letteraria
tradizionale.

L’articolo sull’indimenticabile Alfredo Castelli (ricordato anche dal direttore Adriano Monti Buzzetti nel suo editoriale), a cura di Alessandro Bottero, offre un toccante omaggio a uno dei maestri del fumetto, noto per la sua leggendaria creazione ovvero Martin Mystère. Salvatore Proietti presenta invece un dettagliato profilo di Lino Aldani, evidenziando il contributo significativo di questo storico autore alla fantascienza italiana. Questo articolo offre una panoramica esaustiva sulla vita e l’opera di Aldani e sottolinea l’importanza di preservare e valorizzare il patrimonio letterario dei giganti della fantascienza italiana. Oggi a mio avviso il livello della fantascienza italiana, pur buono, non è lo stesso dei tempi di Lino Aldani e Vittorio Curtoni. Troviamo inoltre i contributi di Rosario de Sio su Michael Moorcock e di Davide Arecco su Jack Williamson. Notevole anche il saggio di Luca Siniscalco dedicato al grande storico delle religioni Mircea Eliade, intitolato “Eros, sacro, magia nella narrativa di Mircea Eliade”. Oltre a mettere in evidenza come, per Eliade, la letteratura contemporanea sia “un camuffamento del sacro nell’epoca della secolarizzazione” evidenzio qui un passaggio significativo contenuto in questo articolo: “Il nucleo teorico dell’erotismo magico – o della metafisica del sesso – elaborata da Eliade, al di là della specifica analisi dei miti, riti e simbologie, è riposto nella convinzione che la sfera della sessualità, non disgiungibile da quella dell’amore, metafisicamente e non sentimentalmente o romanticamente inteso, permetta all’uomo, all’interno dell’esperienza del sacro, un superamento puramente materiale e immanente e un ricongiungimento con la realtà della trascendenza.” Come di consueto, numerosi racconti arricchiscono l’esperienza di lettura di questo numero di Dimensione Cosmica, come quelli di Antonioli, Baschenis, Della Minola, Gargano, Giri, Henriet, Iacobellis e Paluan.

In
conclusione, il numero 25 di Dimensione
Cosmica

si conferma un’edizione imperdibile per gli appassionati di
fantascienza e per tutti coloro interessati ai dilemmi etici e
culturali legati all’avanzamento tecnologico, offrendo un ricco
mosaico di contenuti e stimoli intellettuali.

Dimensione
Cosmica N. 25

Autori
vari

Editore:
Tabula Fati

Pag.
96

Codice
ISBN: 979-12-5988-281-3

Prezzo:
9 €

Dimensione Cosmica 25




Welcome To The Torture Museum di Andrea Bacci

Welcome
to the torture museum (2022)

Regia:
Andrea Bacci

Quattro
youtuber si divertono a girare dei video che li vede andare alla
ricerca di luoghi abbandonati e infestati per il loro canale “The
House of Paranormal” ma, nonostante ciò, le visualizzazioni e i
follower scarseggiano. Un giorno, a seguito di una visita presso il
Museo delle Torture di San Gimignano, gli viene la brillante idea di
girare un video all’interno del museo, ma per rendere più
interessante il tutto decidono di intrufolarsi di notte dopo l’orario
di chiusura… Scopriranno di non essere soli. Un sadico e un boia si
aggirano in quei corridoi e sottoporranno i quattro giovani ad
orribili torture.

Andrea
Bacci
, dopo vari lavori a livello sperimentale, gira il suo primo
e vero lungometraggio nel 2022. Utilizzando la suggestiva cornice
Toscana (Calenzano, Campi ed appunto San Gimignano) il regista ci
offre un prodotto condito da elementi che a tratti ricordano molto
l’Hostel di Eli Roth (che non sto a spoilerare),
proponendo come tema principale il mondo degli youtuber, con tutte le
sue sfaccettature. Lo spettatore vive insieme ai protagonisti le
difficoltà che tale “mestiere” comporta, come il proporre
un prodotto originale ai follower, ricorrendo a qualsiasi mezzo
ingannatorio pur di ingranare e sgomitare tra la concorrenza. Ma
tutto questo è soltanto la prefazione dell’incubo in cui il
regista ci catapulterà. Il suggestivo e inquietante Museo della
Tortura di San Gimignano è il quadro perfetto per la discesa
all’inferno dei protagonisti. Le urla strazianti degli youtuber
sotto tortura echeggiano nei corridoi dell’angusto museo, con
performance di sofferenza molto credibili e a dar man forte a tale
realismo ci sono gli ottimi effetti splatter casalinghi, senza
nessuna CGI a rovinare cotanta bellezza realizzativa. Grande applauso
quindi al cast composto da Giacomo Bellini, Benedetta Del Freo,
Giacomo Costa
e Sara Rizzano nei ruoli dei quattro
youtuber, Ilaria Monfardini nel ruolo della cameriera del pub
(luogo dove i quattro ragazzi prendono la decisione del video nel
museo invogliati anche dalla cameriera stessa), Leonardo Paoli
nel ruolo del sadico (inquietantissimo e ben calato nel personaggio)
Giovanni Bacci nel ruolo del Boia e Alessandro Calonaci
nel ruolo del proprietario del museo (nonché protagonista di un
piccolo spezzone durante i titoli di coda). Con una sceneggiatura
essenziale e non troppo impegnativa, il film scorre liscio, tenendo
inchiodato lo spettatore al divano (o sedia, magari non quella
chiodata del museo) fino ad arrivare a un finale (forse) abbastanza
prevedibile ma che comunque non rovina affatto l’ottimo lavoro
svolto.

Come nella buona tradizione degli artigiani toscani, il regista confeziona un prodotto solido, affidabile e ambizioso che farà felici i fan del genere. Il cinema horror indipendente italiano si arricchisce con questo nuovo prodotto che è già un cult. Lasciatevi guidare quindi in questa discesa verso gli inferi. Le loro sofferenze saranno anche le vostre. Mettetevi comodi e godetevi lo spettacolo.

welcome to the torture museum frame 2

welcome to the torture museum frame 1

welcome to the torture museum locandina




Zothique 17, dedicata a Robert E. Howard

Nel
ventre oscuro della letteratura weird, dove l’ombra danza con la luce
e il mistero è sovrano, si erge un nuovo monumento alla grandezza di
Robert E. Howard:
lo speciale numero 17 di Zothique,
il terzo dedicato al leggendario Bardo di Cross Plains. Dietro la
suggestiva copertina di Giovanni Valenzano,
maestro dei misteri howardiani, Zothique apre le sue porte per un
viaggio epico l’universo dell’ultimo celta. In questo numero, gli
estimatori di Howard troveranno un tesoro di conoscenza e di
intrattenimento, una vera e propria bibbia per navigare tra le
profondità della sua opera. Il saggio illuminante di Fabio
Calabrese
, intitolato “H.P. Lovecraft
& Robert E. Howard: letteratura fantastica e visione del mondo”,
getta una luce sinistra sui meandri dell’immaginario di due dei più
grandi maestri della letteratura weird. Calabrese ci conduce
attraverso un viaggio nel cuore delle loro opere, svelando le radici
profonde della loro estraneità rispetto ai miti fondanti degli Stati
Uniti. Con una prosa acuta e penetrante, Calabrese
mette in evidenza come Lovecraft
e Howard fossero
entrambi rivolti verso un passato mitico, rifuggendo dalla frenesia
del presente. Per Lovecraft,
questa estraneità si manifestava in una profonda avversione verso
una nazione “multietnica” e globalizzata, priva di radici e
di identità. In questa lotta contro la modernità, Lovecraft
si trova spesso accostato al concetto di razzismo, una controversia
che ancora oggi divide gli studiosi e gli appassionati del suo
lavoro. A mio avviso era un razzista e in questo sono d’accordo con
Michel Houellebecq,
autore
del saggio sul maestro di Providence, Contro
il mondo, contro la vita
. D’altra
parte, Howard
emerge come “l’ultimo celta”, un uomo dall’animo selvaggio
e pervaso da una sana barbarie, in contrasto con la civiltà moderna
che lo circonda. Anche lui si sente estraneo alla modernità,
cercando rifugio nelle terre selvagge e inesplorate della sua
fantasia. Condivido pienamente le considerazioni di Calabrese,
che ci invitano a guardare oltre la superficie delle opere di
Lovecraft e
Howard,
esplorando le profondità della loro visione del mondo. Questi due
autori, con le loro narrazioni intrise di mistero e di terrore, ci
offrono uno specchio distorto della nostra stessa realtà, mettendo
in discussione le fondamenta su cui si basa la nostra società e la
nostra cultura. In conclusione, il saggio di Calabrese
è un’analisi profonda e illuminante della complessa relazione tra
Lovecraft,
Howard e il loro
tempo. Attraverso le sue parole, ci troviamo di fronte a una visione
del mondo che sfida le convenzioni e le certezze, gettando nuova luce
sui misteri che si nascondono dietro le parole di due dei più grandi
scrittori della letteratura weird.

Questo
numero di culto di Zothique dedicato al Bardo di Cross Plains
ci delizia anche con una serie di documenti rari e inediti: un pezzo
autobiografico in cui Howard ci svela le sue “origini celtiche”,
le sue lettere inviate a “The Eyrie”, e un commovente
ricordo di Novalyne Price Ellis sul “vero” Bob
Howard
. Nelle sue lettere a Weird Tales traspare, a mio avviso,
la sua sopravvalutazione di Seabury Queen ma gli va dato
merito di come abbia da subito capito il genio di H.P. Lovecraft
dopo aver letto Il richiamo di Cthulhu. E, naturalmente, non
mancano gli inediti narrativi dell’autore, cinque racconti che ci
catapultano in mondi di avventura e mistero, popolati da eroi
indomiti e creature soprannaturali. Di questi racconti il primo
inedito appartiene al ciclo di Breckinridge Elkins di Bear Creek.
Questo personaggio, come ci spiega con la consueta passione e
competenza Pietro Guarriello, pur non essendo famoso come
Conan il Barbaro, Kull il Conquistatore e Solomon Kane, ha una sua
importanza (come del resto Steve Costigan) all’interno del canone
“howardiano”. Questo personaggio ha una vena umoristica
apparentemente estranea all’Howard che molti conoscono ma
nondimeno lo avvicina molto a quello che era lo stesso Robert E.
Howard
come persona. La stesa cosa dice Novalyne Price Ellis
nel citato ricordo che qui troviamo: per lei era Steve Costigan
(marinaio dal cuore d’oro) a rappresentare Robert E. Howard.
Interessante anche il pezzo di Christian Lamberti in cui
paragona Robert E. Howard a Lord Byron. In apparenza
lontani, questi due scrittori condividono un senso di insofferenza
nei confronti del loro tempo.

Ma
la vera gemma di questo speciale è la “Guida alle edizioni
italiane di Conan, Kull e Solomon Kane” curata da Giovanni
Valenzano
, un faro di luce per gli appassionati che desiderano
esplorare le terre selvagge e misteriose create da Howard. Con questa
guida, i lettori potranno immergersi nelle migliori edizioni
reperibili nel nostro paese, guidati dalla mano sapiente di un
esperto. Da segnalare anche la settima parte dedicata da Marianzo
D’Anza
alla poesia di Robert E. Howard.

Acquistabile
presso Amazon o richiedendola a studilovecraft@yahoo.it

Zhotique
n. 17

Editore:
Dagon Press

Pag.
160

Prezzo: 15, 60

Zothique 17

Robert E. Howard
Robert E. Howard




E’ uscito Asylum degli Umbra Noctis

UMBRA NOCTIS “Asylum” (Drakkar Productions, 2024)

Ritornano i veterani del black metal italiano Umbra Noctis, con un album quasi interamente cantato in italiano e che davvero sembra seguire tutte le coordinate stilistiche del black metal più classico, in cui l’unico elemento un po’ originale è la voce del cantante e bassista Filippo Magri, che si esprime in un growl che ricorda più certo death che black metal.

Ad ogni modo il riffing sempre carico di tensione, la vena malinconica e la rabbia sono presenti in tutti i brani, tutte caratteristiche proprie di questo genere e che sin dalla bellissima “I Cieli Piangono” catapultano l’ascoltatore nei primi anni Novanta e con i nomi classici del genere.

La produzione molto curata, sebbene molto naturale, fa davvero la differenza, donando ai brani un fascino ancestrale molto particolare. I riverberi dei fusti della batteria sono naturalissimi, così come le chitarre che hanno un bel suono tagliente e talvolta i riff non sono eseguiti proprio in maniera certosina, con qualche piccolissima sbavatura che fa pensare ad un qualcosa di forse voluto proprio così. Insomma, poca tecnica (anzi, il giusto diciamo), tanto sentimento.

Unico brano in lingua inglese è “What If…?”, che rappresenta la chiusura del disco, una traccia puramente black metal come le precedenti, ma che ha il dono della schiettezza e dell’immediatezza che alcuni pezzi precedenti non avevano. Ma anche in quei casi la band sapeva come gestire le alternanze tra momenti più riflessivi alla Burzum e ripartenze più rabbiose. Un album assolutamente da avere per i fan del vecchio black metal e che apporta all’Italia estrema un altro piccolo gioiello.

Tracklist:
1. I Cieli Piangono
2. Incontro
3. Sentiero 407 (Asylum)
4. 3.14
5. Green Eyes
6. Anno Horribilis MMXX (Timoria cover)
7. What If…?

Line-up:
Omar Maghella – Drums
Tiziano Valente – Guitars
Filippo Magri – Vocals, Bass
Filippo Oneda – Guitars

Asylum degli Umbra Noctis