Saw X di Kevin Greutert

Saw
X (USA, 2023)

Regia:
Kevin Greutert

Sceneggiatura:
Peter Goldfinger, Josh Stolberg


Per
John Kramer non c’è più nulla da fare dopo il tumore alla testa che
gli è stato diagnosticato. Ma nonostante gli resti un mese di vita,
non si dà per vinto. Navigando in internet scopre che Cecilia,
figlia del dottor Pederson, luminare esperto in cure di tumori, ha
aperto una clinica a Città del Messico. Incoraggiato dalle
testimonianze di pazienti che sono sopravvissuti dopo aver effettuato
le terapie in quella clinica, si mette subito in contatto con la
dottoressa e parte alla volta del Messico. Una volta arrivato lì
verrà accolto dallo staff medico e sottoposto ad intervento… ma
scoprirà presto che quella clinica era tutta una messa in scena e su
di lui non c’è stato alcun tipo di intervento. Non resta che
affidarsi allora alla fedele assistente Amanda per catturare tutti
coloro che lo hanno truffato e sottoporli alla “sua terapia”.

“Salve
a tutti, voglio fare un gioco con voi”… è Kevin Greutert
(veterano della saga con Saw VI e Saw 3D) a
riportare sul grande schermo l’iconica saga di Saw e
soprattutto la figura di John Kramer con questo “midquel”
del 2024, che si posiziona cronologicamente tra gli eventi del 1° e
del 2° capitolo. Nulla di nuovo rispetto ai precedenti capitoli
(torture ed enigmi ai danni delle vittime colpevoli nei confronti di
Kramer, perle di saggezza dell’enigmista, il pupazzo Billy) se non
quella di porre in primo piano lo stato d’animo del protagonista. In
questo capitolo il lato più umano di John Kramer è ancora più
rilevante rispetto ai precedenti capitoli. Lo spettatore viene
coinvolto appieno in tutte le sue emozioni. Assistiamo così alla sua
agonia nell’aspettare che sopraggiunga la ormai annunciata morte come
un orologio in procinto di smettere di ticchettare. Guardiamo il suo
aggrapparsi alla speranza di poter uscire da questo incubo con la
prospettiva di ricominciare a vivere, ben visibile attraverso i suoi
occhi lucidi dall’emozione e dalla commozione. Partecipiamo al suo
precipitare nello sconforto più totale per la truffa subita: un mix
di rabbia e delusione che lascia il passo a una calma che
contraddistingue il personaggio dimostrando ancora una volta la sua
volontà nel dare una chance alle persone.

A
parte questa esplosione di emozioni varie, non mancano le ingegnose
macchine di tortura con enigmi che metteranno a dura prova la
sopportazione del dolore delle vittime, con  effetti speciali
ben realizzati, come sempre, con sangue a fiumi, ossa rotte e arti
amputati. Tutto molto credibile. A vestire i panni di John e Amanda
ritroviamo ovviamente gli insostituibili Tobin Bell e Shawnee
Smith
, mentre nel ruolo della viscida dottoressa Pederson
troviamo l’attrice norvegese Syvonne Macody Lund (Headhunters:Il
Cacciatore di Teste, Millennium: Quello che non Uccide
) ben
calata nel suo ruolo. Il film scorre bene a suon di colpi di scena
che tiene col fiato sospeso, fino ad arrivare all’incredibile finale…
e un piccolo spezzone durante i titoli di coda.

Si può tranquillamente dire che ci troviamo di fronte a un Jigsaw in gran forma ed in gran spolvero (che farà felici i fans della saga dopo le mezze delusioni del Legacy e Spiral) ma soprattutto di fronte alla dimostrazione che questa saga (è già annunciato il capitolo 11), non può fare a meno della figura di Tobin Bell (il cosiddetto “mai più senza”). Mettetevi comodi e gustatevi lo spettacolo… inizia il gioco.

Saw X

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Una storia di sangue e pietra di Nork

[…]”Sono
albina, non pallida” – “Ah.” il genio ha avuto la sua
rivelazione[…]

Una
storia di sangue e pietra è una novella che nasce come episodio spin
off della raccolta di racconti I
racconti della Taverna Errante

Enoria
è
un’elfa albina cieca accompagnata dal lupo Sker che, nonostante i
suoi molti inverni, è ancora capace di proteggere la sua compagna.
Abile cacciatrice, Enoria possiede un dono magico: grazie a un
rituale che richiede gli occhi di qualcuno, bruciandoli
e inalando i fumi può osservare i loro ultimi minuti di vita.
Viene contattata dal capo della guardia cittadina per risolvere un
caso di morte per pietrificazione. L’indagine, inizialmente oscura,
si evolverà in una maniera decisamente imprevista.

Essendo
un racconto moderatamente corto, se scendessi troppo nel dettaglio,
sarei come un’apericena troppo abbondante che rovinerebbe la cena.

In
un contesto ricco di magia, creature fantastiche e prodigi di sorta,
Nork
riesce a creare una storia avvincente e originale, evitando di
scadere nel banale. Il concept Epic fantasy si contrappone al lato
più sordido dell’umanità, creando un mix intrigante e ricco di
pathos. La scelta di un protagonista non vedente permette al lettore
di immergersi completamente nella storia, immaginando il mondo come
lo percepisce Enoria e personalmente l’ho trovata un’idea
intrigante.

Oltre
a questa storia, l’autore ci omaggia di una novelletta prequel
estratta da Wattpad ambientata nella notte di Halloween che tratta un
fatto dell’infanzia della protagonista, e anche questo merita molto:
Mostri, una storia
di Halloween di Enoria
.

Nork,
con
una scrittura leggera e allo stesso tempo
appassionante, è
autore di un fantasy epico dai toni grimdark che
a me piace
tanto. É
graffiante, sporco e utilizza
le atmosfere in stile GDR (Gioco di Ruolo) che ti fanno desiderare di
vivere quelle avventure in prima persona.

Cito
dalla Bio Autore di Amazon: La vita di un orco non è fatta solo di
uccisioni e sventramenti, certo ogni tanto qualche testa rotola, ma
un vero orco apprezza anche le buone storie, quelle narrate tra una
pinta di birra e un lancio di dadi.

Ho
interpretato nei GDR e nei Larp (Live Action Roleplay) anche
personaggi orcheschi e posso confermare queste parole: lunga
vita al Bardo Orco!

Una
storia di sangue e pietra

Autore:
Nork

Editore:
Pubblicazione Indipendente

Pagine:
111

ASIN‏:
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Prezzo: cartaceo 5,95€; ebook 0,99 €

Una storia di sangue e pietra

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Il violino di ammonite di Caitlin R. Kiernan

“Mi
sto stancando di dire alla gente che non sono una scrittrice
“horror”. Sono stanca che non mi ascoltino o che non mi credano.
La maggior parte di loro sembra sospettosa delle mie motivazioni. Non
ho mai cercato di ingannare nessuno. Ho detto che non scrivo generi
“horror”. L’ho detto un milione di miliardi di volte. Non è che
non ci siano forti elementi di horror in molti dei miei scritti. È
che l’orrore non predomina mai in queste opere. Si può benissimo
chiamare narrativa psicologica o narrativa dello stupore. Non penso
all’horror come a un genere. Lo considero – parafrasando Doug
Winter
– un’emozione, e nessuna emozione
caratterizzerà mai la mia narrativa.” Caitlín
R. Kiernan

Il
violino di ammonite
rappresenta una pietra
miliare per il pubblico italiano, essendo la prima raccolta di
racconti di Caitlín R. Kiernan
pubblicata nel nostro paese. Edizioni Hypnos merita un ringraziamento
particolare per aver reso accessibile questa autrice di culto, il cui
stile unico spazia tra horror, fantastico e lirismo. Kiernan
ha vinto il Bram Stoker Award nel 2012 con il
romanzo The Drowning Girl,
un riconoscimento che conferma il suo talento e la sua capacità di
mescolare elementi horror con un’intensa introspezione psicologica.
La raccolta comprende quattordici racconti che esplorano i confini
della realtà, intrecciando suggestioni lovecraftiane con forze
ataviche in una sinfonia di emozioni che spaziano dall’indicibile
all’erotico, dal grottesco al sublime, dalla paura alla meraviglia.
Come conferma Luca Tarenzi
nell’introduzione, “l’horror non è la cifra fondamentale della
sua narrativa.” Questo è evidente nell’approccio di Kiernan,
che infonde nelle sue storie un senso di mistero e di antichità che
va oltre il semplice terrore. Tarenzi
fa notare come “la cifra fondamentale nella sua scrittura”
sia “il senso del disagio per il proprio posto nel mondo”
(la Kiernan è
transfem e gender fluid come molti dei suoi personaggi). Kiernan,
paleontologa di professione, utilizza spesso temi legati alle ere
geologiche lontane, creando un collegamento profondo tra il passato
remoto della Terra e le sue trame. Questo aspetto emerge chiaramente
nei suoi racconti, dove il richiamo a un tempo primordiale aggiunge
una dimensione ulteriore di profondità e mistero. Pur riconoscendo
l’influenza di Lovecraft,
Kiernan si sente
più affine a Shirley Jackson
e Baudelaire dal
punto di vista stilistico. Il lirismo e le immagini evocative
presenti nelle sue opere richiedono una padronanza narrativa che
pochi scrittori possiedono. Uno dei punti di forza di Kiernan
è la sua capacità di dare preminenza ai personaggi e all’atmosfera
piuttosto che alla trama. Questo approccio può anche far pensare a
Thomas Ligotti,
un altro maestro dell’horror contemporaneo.

Nel
racconto Case in fondo al mare,
Kiernan evoca
terrori marini lovecraftiani inserendoli in un contesto moderno di
culto della morte californiano, dimostrando la sua abilità nel
mescolare antico e contemporaneo. In I
gatti di River Street
, ambientato in una
Innsmouth decadente, i gatti si uniscono contro una minaccia
teratomorfa proveniente dagli abissi, mettendo in risalto la capacità
dell’autrice di creare immagini disturbanti e potenti. Andromeda
tra le pietre
combina il linguaggio di
repulsione lovecraftiano con un lirismo oscuro, ambientando la
vicenda in una California gotica e segnata da una maledizione
familiare. Questo racconto introduce la famiglia Dandridge, con il
patriarca Machen Dandridge che torna dal Medio Oriente con un
“terribile libro nero”, portando con sé una grottesca
maledizione. Il personaggio di Machen Dandridge riappare in Studio
per la casa della strega
, che esplora
ulteriormente il tema dell’arte e del suo potere oscuro. L’arte, con
il suo potere non proprio redentivo, è un tema ricorrente nei
racconti di Kiernan.
L’altro modello di Pickman
è un omaggio delirante al classico racconto di Lovecraft,
Il modello di Pickman,
rivisitato in chiave onirica e surreale, che esplora il confine tra
la realtà e l’incubo attraverso l’arte. La
Peau Verte
esplora la natura dello sguardo
artistico e le sue conseguenze, mentre La
moglie della scimmia
offre una toccante
variazione sul destino di Ann Darrow,
personaggio
femminile dei film su King
Kong
. Nel racconto Il
violino di ammonite
che dà il titolo alla
raccolta, Kiernan
ci immerge in una storia elegantemente strutturata, che adotta il
familiare tropo del collezionista folle e ossessivo. Il violino
diventa il fulcro di una narrazione avvolgente e misteriosa,
trasportando il lettore in un viaggio attraverso le pieghe
dell’ossessione e del mistero.

Il
violino di ammonite
è un’introduzione
eccellente alla vasta e variegata opera di Caitlín
R. Kiernan
. La sua capacità di evocare
mondi lontani e tempi dimenticati, combinata con una scrittura
evocativa e potente, rende questa raccolta un must per gli
appassionati di narrativa fantastica e horror.

L’AUTRICE

Personalità
eclettica, autrice di diversi saggi scientifici, musicista,
sceneggiatrice, Caitlín
R.
Kiernan

(1964) è una delle più importanti autrici di narrativa weird
contemporanea. La sua produzione narrativa consta di numerosi romanzi
e oltre duecento tra romanzi brevi e racconti. Nasce a Dublino in
Irlanda, ma si trasferisce presto negli Stati Uniti, dove intraprende
studi di archeologia e paleontologia, e nel 1984 è tra le fondatrici
della Birmingham Paleontological Society. Le prime pubblicazioni di
narrativa risalgono alla metà degli anni ’90. Del 1998 è il
romanzo d’esordio Silk,
con cui si aggiudica l’Horror Guild’s Award, suscitando il plauso
di autori quali Neil
Gaiman, Clive Barker

e Peter
Straub
.
Il suo romanzo più importante, vincitore sia del premio Tiptree che
Stoker, è però The
Drowning Girl
 (2012).
Il suo interesse verso la scienza e in particolare la paleontologia,
sono un punto fermo di tutta la sua narrativa, soprattutto nei
racconti, dove il sense
of wonder
 si
esplica proprio attraverso l’elemento scientifico, aspetto che la
lega fortemente alla narrativa lovecraftiana, di cui è spesso
debitrice

Il
violino di ammonite

Autrice:
Caitlin R. Kiernan

Editore:
Edizioni Hypnos

Collana:
Modern Weird

Pag.
400

Codice
ISBN: 979-1280110879

Prezzo: edizione cartacea 18,90 €; ebook 7,99 €

Il violino di ammonite di Kaitlin R. Kiernan

Kaitlin R. Kiernan

Tutti i diritti riservati ⓒ per immagini e testi.




Giallo Piombino di Gordiano Lupi

Un’antologia di racconti,
composta da brevi gialli e diverse particolari storie maremmane,
sempre di narrativa nera (queste ultime, in particolare, da trasporre
nel mondo cinematografico), che ha attratto – decisamente – la mia
attenzione.

Poche volte mi è capitato di
recensire un libro di racconti, ma questa volta ho superato le mie
perplessità, facendo volutamente un’eccezione.

L’eccezione che conferma la
regola?

No, puro istinto.

Lo stile è quello
particolare, puntuale, unico, ordinato e di grande impatto
sonoro/comunicativo che risponde al nome di Gordiano
Lupi
.

Sono un suo fan?

Sì, lo ammetto.

Ho sempre avuto un debole per
gli autori d’Oltremanica e gli stranieri (sono esterofilo? Forse si,
lo ammetto), aldilà delle eccezioni del panorama classico
tradizionale italiano (Pirandello, Manzoni, Eco e via discorrendo).

Già in precedenza ho avuto
modo di recensire Gordiano,
relativamente a un breve libro dal titolo Fame,
e ora mi capita in un’ulteriore occasione, proprio con Giallo
Piombino
.

Basta parlare, Sir
j
, passiamo ai
fatti!

Assolutamente personalizzato
il suo modo di ambientare le storie.

È
capace di farti entrare nel suo mondo maremmano (in tal caso tra le
campagne e le spiagge di Piombino, la bellissima provincia livornese)
e di farti assaporare con gusto le tradizioni e i costumi della gente
del posto, come solo
lui sa fare
.

Si vede che è particolarmente
legato alla propria terra d’origine (nonostante sia evidente la sua
forte attrattiva per la splendida Cuba, che immagino sia un luogo, da
lui prescelto, per evadere dalla perfida realtà).

“Forse non è troppo
tardi, piccolo Simone.

Forse puoi ancora guarire
dal male di vivere”.

Uno per tutti e tutti per uno,
diceva D’Artagnan.

In uno dei suoi racconti (“Un
ragazzo di nome Simone”
),
tratti da una storia realmente accaduta, questa frase riecheggia come
un treno merci che, passando a tutta velocità su una stazione locale
di servizio, lascia nell’aire lo spostamento d’aria dovuto alla
violenza e al frastuono del metallo che cigola sulle rotaie, misto al
fischio assordante del gigante ferrato.

Ti lascia lì, frastornato,
con la mascella semi-aperta.

Tale frase si ripete sotto
molteplici forme, anche negli altri racconti, e sottolinea il patire
dell’uomo in generale, forse ancora immaturo, che cresce in mezzo a
mille difficoltà, studia, sogna, vorrebbe diventare qualcuno, ma
che, a causa degli innumerevoli ostacoli, non riesce a raggiungere
gli obiettivi preposti, ed è necessariamente costretto a deviare su
altro.

Nessuno di noi ne esce
decisamente soddisfatto.

Siamo tutti alla ricerca del
sacro Graal,
nonostante all’interno di noi stessi, restiamo consapevoli del fatto
che non lo troveremo mai!

In ogni racconto vige la
medesima morale, che si ripete altrettanto costantemente nelle nostre
vite, e da cui non riusciamo a separarci, portandoci alla perdizione,
forse per eccessivo vittimismo, forse per pura pigrizia, o forse per
presuntuosa caparbietà e poco equilibrio vitale.

Il paradosso è la costante
chiave di volta dell’autore, la sua firma essenziale, che ci mostra
la realtà attraverso uno schiaffo violento, in pieno viso, come se
non riuscissimo a recepire il suo messaggio se non attraverso… la
regina delle madri.

Morte!

E lo schiaffo, inizialmente
sotto forma di un raro buffetto di cortesia, perviene infine in modo
forte, chiaro, impetuoso e… assolutamente diretto!

Così fa male, Gordiano!
Eccome se fa male!

Ma questo è il tuo stile, e
personalmente, lo trovo assai funzionale allo scopo.

Non cambiare mai, vero
scrittore!
Ti continuerò a seguire su… tutti i teleschermi!

L’AUTORE

Gordiano
Lupi (Piombino, 1960) è scrittore, traduttore di autori cubani ed
editore con Il Foglio Edizioni. Scrive opere di narrativa e saggi sul
cinema italiano.

Tra
le sue opere di narrativa segnaliamo  Calcio
e acciaio – Dimenticare Piombino (Acar, 2014), Miracolo a Piombino –
Storia di Marco e di un gabbiano (Historica, 2016), Sogni e altiforni
– Piombino Trani senza ritorno (con Cristina De vita – Acar, 2018),
presentato
al Premio Strega,
Fame.
Una terribile eredità (Perdisa, 2009 – Il Foglio, 2015 e 2024),
Giallo Piombino (Il Foglio, 2024).

Tra
le opere numerose di saggistica segnaliamo: Il
cittadino si ribella: il cinema di Enzo G. Castellari -in
collaborazione con Fabio Zanello (Profondo Rosso, 2006), Filmare la
morte – Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci (Il Foglio
2006), Sexy made in Italy – le regine del cinema erotico degli anni
Settanta (Profondo Rosso, 2007), Fellini – A cinema greatmaster
(Mediane, 2008),
Storia
del cinema Horror Italiano vol. 1, 2, 3, 4 (Il foglio 2011, 2012,
2013), Il cinema di Gloria Guida (Il Foglio, 2015), Tutto Avati (con
Michele Bergantin, Il Foglio 2018).

Nel
2024 ha ricevuto il premio alla carriera nell’ambito del Premio
Internazionale di Arte
Letteraria Omaggio a Pasolini

Giallo Piombino. Tutto il thriller-horror di Gordiano Lupi 2000-2020

Autore: Gordiano Lupi

Autore:
Il Foglio Edizioni

Pag.
290

Prezzo: 14 €

Giallo Piombino di Gordano Lupi

Gordiano Lupi

Tutti i diritti riservati ⓒ per immagini e testi.




Weird 2

Il secondo numero di Weird, la nuova rivista della Dagon Press diretta da Pietro Guarriello, si presenta con una datazione evocativa: Beltane 2024. Questa scelta infonde alla pubblicazione un’aura pagana e rituale, richiamando l’antica festa gaelica celebrata tra l’equinozio di primavera e il solstizio d’estate, attorno al 1º maggio. La festa di Beltane, che significa “fuoco luminoso”, aggiunge un tocco di mistero e sacralità alla rivista, immergendo i lettori in un’atmosfera carica di simbolismo e magia.

La
missione di Weird
rimane quella di selezionare racconti inediti o poco noti di autori
del fantastico, tanto celebri quanto dimenticati, offrendo un
palcoscenico a gemme narrative che meritano di essere riscoperte.
Questo secondo numero non solo mantiene le promesse del suo esordio,
ma le supera con una selezione di racconti straordinari e una
curatela meticolosa.

Un
vero gioiello della raccolta è La
fattoria bianca

di Clemente
Palma
,
un racconto del 1904 tratto da Cuentos
malevolos
.
Questa storia, tradotta per la prima volta in italiano, è una delle
chicche di questo secondo numero di Weird.
Palma,
scrittore peruviano poco noto al grande pubblico, riesce a creare
un’opera che evoca i brividi con una trama che contiene
echi di Edgar
Allan Poe
,
ma che si distingue per una sua peculiare atmosfera metafisica e
filosofica. La storia ruota attorno a una passione estrema e
ossessiva di un uomo per una donna, passione che lo conduce a
tragiche conseguenze. Questo tema centrale, l’ossessione per un
ideale estetico e la conseguente perdita di contatto con la realtà,
è trattato con una profondità e una sensibilità che avvolgono il
lettore in un crescendo di tensione e inquietudine. L’influenza di
Edgar
Allan Poe

è evidente non solo nella costruzione della suspense e
nell’ambientazione gotica, ma anche nei temi del desiderio
irrazionale e della discesa nella pazzia. Tuttavia, Palma infonde
nella sua opera una profondità filosofica che lo distingue da Poe,
esplorando questioni esistenziali e metafisiche con una sensibilità
unica. Il tentativo del protagonista di “restituire l’ideale
estetico della bellezza” diventa una metafora della ricerca
umana dell’irraggiungibile, della tensione tra il desiderio e la
realtà. Un altro punto di forza del numero è la presenza di G.K.
Chesterton

con Le
terre multicolori
,
anch’esso tradotto per la prima volta in Italia. Chesterton,
noto per il suo ingegno e la sua maestria narrativa, offre una storia
che risplende di immaginazione e profondità, dimostrando ancora una
volta la sua capacità di affascinare e far riflettere. Il
pianeta paradiso

di Richard
S. Shaver
,
in teoria una storia di fantascienza, apre le porte a un vero e
proprio vaso di Pandora. Shaver
sosteneva di aver avuto esperienze personali con un’antica e sinistra
civiltà nascosta sotto la Terra, che celava tecnologie fantastiche.
Questi racconti, che egli considerava resoconti veri, ebbero un
grande seguito e diedero vita al “Mistero di Shaver”.
Sebbene questo particolare racconto sia godibile di per sé, è
l’intero contesto della vicenda di Shaver a renderlo particolarmente
affascinante. La
Metamorfosi

di Mike
Curry

ci trasporta lontano nel cosmo, in un viaggio che è tanto
psicologico quanto spaziale. Questo racconto di sf-horror esplora le
profondità oscure della mente umana mentre ci guida attraverso
un’avventura lontana dalla Terra. Di Oliver
Onions
,
già noto al pubblico italiano grazie ai due
volumi pubblicati di recente dalle edizioni Hypnos, ci viene
presentato Phantas,
un racconto sui viaggi nel tempo che si distingue per la sua
originalità e complessità: la storia di un costruttore di navi
rinascimentale che, mentre la sua nave affonda, specula sulla nave
ideale del futuro e si confronta con un cacciatorpediniere del XX
secolo, è un esempio perfetto di narrativa weird che sfida e stimola
la mente del lettore. Con Karl
F. Kahlert

e il suo Il
Negromante
,
ci immergiamo nella vecchia letteratura gotica. Questo racconto, che
ha ispirato L’abbazia
di Northanger

di Jane
Austen
,
offre un’esperienza di lettura ricca di atmosfera e suggestione.
Infine L’ultima
ricorrenza

(Il titolo può ricordare La
ricorrenza

di Lovecraft)
di Mariano
D’Anza

conclude la selezione con una storia che fonde folk-horror ed
elementi lovecraftiani in una trama straniante e avvincente dove si
narra di un’antica ricorrenza dai risvolti gtrotteschi e inquietanti
che viene celebrata ogni anno in una cittadina dalle strane e
bizzarre usanze. Le corpose schede bio-bibliografiche, che seguono i
racconti, arricchiscono ulteriormente questa edizione, fornendo ai
lettori contesti preziosi e approfondimenti sugli autori presentati.

Weird
2

Autori
vari

Editore:
Dagon Press

Pag.
204

Codice
ISBN: 979-8324825041

Prezzo: 12,90 €

Weird 2

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Racconti dal Profondo: Coven Riunito

[…]Erranti
nell’abisso, s’apron pagine di inchiostro immondo.

Vi
abbiamo raccolto incubi che fan tremare il mondo. Benvenuti, nei
Racconti dal Profondo […]

Racconti
dal Profondo
,
progetto che ha inaugurato il suo primo numero il 29 settembre 2022,
conta oggi, con questo speciale, quattro
numeri e ne ha in arrivo almeno altri due.

Si
presenta come un volume da collezione che riunisce racconti di
scrittori e scrittrici italiani dell’orrore, impreziosito dalle
illustrazioni di artisti di pari talento. Un connubio perfetto tra il
potere oscuro della penna e quello del pennello. Il tutto è
amalgamato in un’estetica vintage che omaggia le riviste Pulp del
1900, arricchita da inserti pubblicitari orrorifici e grotteschi con
un pizzico di umorismo nero.

Un
aspetto interessante di questo prodotto è la sua natura tematica:
ogni numero si concentra su un sottogenere specifico dell’orrore,
offrendo agli autori che tessono le tele dell’abisso al suo
interno, inoltre spazio pubblicitario se desiderano promuovere i loro
libri con un trafiletto.

Avendo
collaborato con Racconti dal Profondo come autore, ho avuto
modo di apprezzare la professionalità e la dedizione del team che
porta avanti questo progetto.

Coven
Riunito
è
il primo collettivo italiano di scrittura dedicato all’orrorifico e
al bizzarro, tutto al femminile. Ricordo ancora il loro primo post su
Instagram, risalente al 14 settembre 2022. Questo collettivo è nato
come risposta a un mondo che storicamente è stato dominato dagli
uomini, specialmente nel campo della letteratura di genere. Oggi,
Coven Riunito conta numerose autrici, dimostrando che è giunto il
momento di dare parola a tutte le espressioni provenienti
dall’oscurità e non solo.

Il
collettivo si è occupato della selezione dei racconti, delle
illustrazioni e degli articoli, garantendo così una qualità elevata
e una rappresentazione autentica delle loro voci uniche. Questo
progetto ha evidenziato l’importanza di ascoltare e valorizzare, in
un panorama letterario che è sempre più inclusivo e diversificato.

Adesso
concentriamoci su questo speciale numero, Racconti dal Profondo:
Coven Riunito, l’amalgamazione delle due forze, che ci porterà nel
mondo oscuro dell’inquietante e del bizzarro attraverso occhi tutti
al femminile.

Tredici
scrittrici e quindici illustratrici, guidate dalle sapienti mani dei
gestori del progetto e dalle coordinatrici del collettivo, hanno dato
vita a questa piccola perla da collezione.

Adesso
scendiamo un po’ i primi gradini dell’Abisso recensendo i singoli
racconti:

Blood
to Blood
di
Viviana Antonelli
,
illustratoda
Valentina Ghirardi
,
è un racconto contemporaneo ambientato ad agosto sulle Isole
Tremiti. Protagonista è Ania, una ragazza che si reca a casa della
sua psicologa per un periodo di riposo, ma si ritrova prigioniera di
un’entità apparentemente soprannaturale con caratteristiche
peculiari. La storia mescola elementi di folklore, scienza e
depravazione.

La
narrazione, in prima persona dalla prospettiva della carceriera, è
estremamente scorrevole. Il racconto approfondisce tematiche di
violenza psicologica e fisica, offrendo un’allegoria sul rapporto tra
donne e su come una persona che conosce i nostri punti deboli possa
trasformarsi in un mostro. Il tutto è condito da suspense e colpi di
scena, con un finale ricco di sangue.

Chokehold,
di Barbara
Monaco
e
illustrato da Isabella
Cacciabaudo
,
narra la storia di Pamela, una ragazza tormentata da un incubo
ricorrente e dall’insonnia. La narrazione, divisa in brevi paragrafi,
alterna descrizioni degli eventi a dialoghi concisi tra i personaggi.
Lo stile è coinvolgente e tagliente, creando un’atmosfera di
suspense e disagio.

A
differenza di molti racconti horror, dove il soprannaturale irrompe
violentemente nella vita quotidiana, in Chokehold succede
esattamente il contrario. L’autrice esplora l’impatto devastante
delle relazioni tossiche sull’autostima, mostrando come possano
condurre verso la depressione, un baratro sull’abisso.

Dove
regna Turandot
,
di
Yoneko Sirchio
e
illustrato da
Midori Tsubaki,

omaggia l’opera di Puccini
fin dal titolo, riprendendo i suoi versi iconici all’interno del
racconto. La protagonista, Emilia, è una talentuosa artista musicale
e canora che ricopre un ruolo fondamentale nella compagnia teatrale
che porterà in scena l’opera Turandot.

Ciò
che inizia come una semplice storia di una promessa del teatro si
trasforma in una macchinazione degna di un’opera teatrale stessa,
arricchita da elementi onirici. Il racconto esplora i temi della
perdita e del sacrificio, mostrando come la speranza, usata come arma
di seduzione, possa rendere diabolicamente attraenti anche le scelte
sbagliate.

Egoista,
di
Barbara Guarnieri
e
illustrato da Giulia
Renzi
,
si presenta come un intenso dialogo sotto forma di lettera a un
interlocutore non esplicito. Attraverso una confessione sincera e a
tratti brutale, l’autrice ci invita a riflettere sulla frequenza con
cui indossiamo la maschera della cortesia, recitando un copione di
gentilezza forzata quando, in realtà, il nostro animo è tormentato
da ben altri sentimenti.

L’autrice
evidenzia con forza come l’obbligo di essere gentili possa
trasformarsi in una prigione dorata, soffocante e alienante. Mette in
luce, inoltre, la pressione sociale che grava spesso sulle donne,
alle quali viene implicitamente richiesto di sfoggiare “ampi
sorrisi e ampi gesti” in ogni circostanza. Questa costante
richiesta di repressione emotiva, sottolinea l’autrice, porta
inevitabilmente all’esplosione del malessere represso.

Fiona,
di Nykyo
e
illustrato da Anna
Volpi
,
narra la storia di Fiona Braken, una celebre cantante che, prima del
suo concerto di addio, invita nel suo camerino Ewan O’Braken, un
appassionato di folklore irlandese e suo fan che ha contribuito alla
realizzazione del suo ultimo album.

Il
racconto si dipana come un intreccio dolceamaro tra la mitologia
irlandese e un valzer tra cacciatore e preda, anzi, tra cacciatrice e
preda. Per evitare spoiler, non posso entrare nei dettagli della
trama, ma posso affermare che l’autrice ha saputo mantenere il pathos
della storia anche quando la conclusione diventa intuibile, grazie a
una scrittura coinvolgente e a una sapiente gestione della
narrazione.

Ora,
non resta che immaginare la voce di Fiona mentre intona le sue
canzoni!

La
nostra vendetta,
di
Teresa
Perfetti
e
illustrato da Vanessa
Mancini,

ci immerge nella mitologia norrena. Il racconto si apre con una
seduta della Spaekona Estrid, una veggente che, invocando gli
spiriti, ottiene una visione del futuro relativa all’esito di una
imminente battaglia. In questa battaglia, le donne del clan avranno
un ruolo cruciale nel determinare il destino del loro popolo.

Il
racconto si sviluppa come un’epopea poeticamente amara, intrecciando
il dolore della perdita con la forza della solidarietà femminile. Le
protagoniste, unite dall’astuzia e da un’abbondante dose di coraggio,
si apprestano ad affrontare la sfida che le attende. Il tocco
dell’abisso si fa sentire con forza, ma è controbilanciato dalla
ferrea volontà delle donne del clan, pronte a tutto per difendere il
loro futuro.

La
società delle gatte
,
scritto da
Simona Volpe
e
illustrato da Laura
Sperandio
,
narra la storia di un gruppo di giovani tessitrici all’interno della
Bottega di Mastro Pietro. Il racconto si concentra in particolare
sull’amicizia speciale tra Isabella e Agata, che nasce in un ambiente
oppressivo, dominato dal vecchio bottegaio, il quale imponeva
condizioni vessatorie alle sue giovani dipendenti.

Il
testo è caratterizzato da una scrittura accurata e arricchita da
termini ricercati ma affascinanti, che contribuiscono a mantenere la
coerenza con un’ambientazione temporale storica. La trama si sviluppa
come una storia di sorellanza, coesione e lotta contro le ingiustizie
perpetrate da un cosiddetto “sesso forte”, che si sente
libero di agire impunemente.

Nonostante
il finale dolceamaro, le dodici notti che seguono rappresentano solo
l’inizio di un nuovo capitolo per le protagoniste.

La
sposa dell’Abisso
,
scritto da Jules
Guarienti
e
illustrato da
Angemilart
,
racconta la tragica vicenda di Dathien, una bambina che, dall’oggi al
domani, perde tutta la sua famiglia per mano di alcuni banditi.
Gettata nell’abisso di un mare in tempesta, ne riemerge come parte di
esso.

La
storia si sviluppa in un vortice di dolore, sangue e vendetta,
conducendo la protagonista a scoprire la verità dietro la sua nuova
condizione e la sua missione. Questo racconto oscilla tra un’oscura
rinascita alimentata dalla vendetta e un punto di svolta decisivo: la
forza di volontà necessaria per fare la cosa giusta.

La
Tigre
,
scritto da Debora
Parisi
e
illustrato da CimbyCiamby,
è una novella che intreccia il folklore cinese con la storia
dell’antica Cina. La protagonista, Jia Li, fugge nel bosco insieme al
fratello Mùchén per scampare all’assedio del palazzo imperiale. Jia
Li era la dama di compagnia della concubina dell’imperatore, Daji,
moglie del re Di Xin, l’ultimo sovrano della dinastia Shang
(storicamente corretto).

La
storia prende una svolta oscura quando Daji si rivela essere qualcosa
di diverso, scatenando un vortice di perversione, lussuria, malessere
e tormento. Questa scoperta spinge Jia Li e suo fratello a fuggire,
solo per ritrovarsi nuovamente nelle fauci del terrore, fino a un
epilogo che rispecchia il misticismo della terra del Dragone.

Lea
– A Victorian Tale
,
scritto da Francesca
V. F.
e
illustrato da
Eleonora Garofalo
,
è un racconto in stile giallo vittoriano. L’autrice ha creato una
storia che, a differenza degli altri racconti, ha come protagonista
un agente di polizia uomo, che mette la verità davanti ai desideri
delle autorità.

La
trama inizia con un brutale omicidio-suicidio che lentamente evolve
verso una rivelazione finale. Questo racconto rispecchia
perfettamente il mio gusto, essendo un appassionato di storie di
questo genere. Come nel racconto Egoista,
il soprannaturale non è presente, ma l’atmosfera gotica mantiene
alta l’attenzione del lettore. A differenza degli altri, ha un finale
che, per quanto malinconico, dona comunque un po’ di sollievo.
Inoltre, questo racconto affronta non solo la forza della
sopravvivenza di una madre con la prole, ma anche l’avversità sulla
diversità con l’intersessualità negli anni 20 del 900.
L’abilità
dell’autrice nel mantenere un’atmosfera gotica e coinvolgente, senza
ricorrere al soprannaturale, l’ho apprezzata.

Makeela,
scritto da Fiorella
Cerbasio
e
illustrato da Claudia
Argento
,
racconta la storia di Makeela, una protagonista ritenuta posseduta da
uno Zaar (equivalente dei Jinn nella cultura africana). L’opera è
ambientata nel monastero di Debre Libanos, in Etiopia, un luogo
storicamente significativo anche per un tragico episodio di violenza
accaduto nel 1937 per mano dei colonizzatori italiani.

La
narrazione è scorrevole e graffiante, mescolando abilmente il
folklore africano con luoghi di rilevanza storica. Fino alla
terzultima pagina, mi aspettavo un finale completamente diverso.
Tuttavia, quando l’atmosfera è cambiata, ho iniziato a sperare nel
finale che ho letto, e sono stato accontentato.

La
storia è ben scritta, capace di tenere alta l’attenzione del lettore
fino all’ultimo

Mamma,
scritto da Anna
Silvia Armenise
e
illustrato da Pamela
Annunziata
,
è un racconto narrato in prima persona da una bambina che,
disobbedendo alla madre, entra nella stanza della nonna e apre un
baule che non doveva essere aperto. Non mi dilungherò troppo sulla
trama per evitare spoiler, ma posso affermare senza esitazione che
questo racconto è stato come un cazzotto nello stomaco.

La
scrittura è fluida, e il messaggio orrorifico colpisce dritto nel
segno. Il finale, che ho particolarmente apprezzato, mi ha un po’
incrinato l’anima. Questo racconto ha,
secondo me, un forte impatto emotivo.

Ordinaria tempesta, scritto da F.R.A. e illustrato da Chiara Toniolo, è una novella che racconta la storia di Lucetta. Tutto ha inizio all’interno della metropolitana diretta alla stazione Termini, dove un paio di ragazzi la guardano in modo strano. Fin qui tutto sembra normale, più o meno, ma è solo quando arriva nel bagno del proprio ufficio che Lucetta si rende conto che c’è qualcosa di strano nel suo aspetto.

Questo
è l’inizio di una storia weird che lascia decisamente il segno. La
novella è un’allegoria sull’annientamento della psiche di una donna
causata da un rapporto tossico, una tematica purtroppo attuale. Tocca
il tema del corpo della donna e del suo diritto di scelta, portando a
una quasi totale annullamento dell’individuo, in questo caso
letteralmente.

La
narrazione è incisiva e la scrittura di F.R.A. cattura
l’attenzione, rendendo il racconto estremamente coinvolgente.

Terminati
i racconti, si passa agli articoli contenuti all’interno:

La
fiaba Hulme Parker: Due Ponti, il sentiero della Vergine oscura,
a cura di Irene
L. Visentin,

esamina un fatto realmente avvenuto: l’omicidio di Honorah Rieper,
noto anche come caso di omicidio Parker-Hulme, avvenuto a
Christchurch, in Nuova Zelanda, il 22 giugno 1954.

In
Shirley
Jackson, il delicato sussurro che riporta alla luce il buio
dell’animo umano
,
Chiara Argirò
esamina la vita della nota scrittrice Shirley
Jackson
, famosa
soprattutto
per opere come il
romanzo L’incubo di
Hill House
e
il racconto

La lotteria
.

Accabadora:
brutale assassina o pietosa portatrice di pace?

è
un articolo di Serena
Aronica
che
esplora la figura, storicamente non comprovata, dell’accabadora, una
donna che si incaricava di portare la morte a persone di qualsiasi
età, in caso di malattie gravi che portavano i familiari o la stessa
vittima a richiederlo.

In
Come
ti ho fatto, ti distruggo: quando sul grande schermo essere madre non
è esattamente una benedizione
,
Giulia Massetto
tratta l’aspetto della maternità nel 2024, per poi passare a come la
figura materna venga rappresentata nel cinema horror, citando film
come Psycho
e altri.

La
donna vampiro nel cinema: tra arte, seduzione e morte
è
un
articolo di Laura
Gobbo
che
esplora
minuziosamente la vita di Theodosia
Burr Goodman
,
conosciuta con il nome d’arte Theda
Bara
.

Infine
si dà spazio alle
artiste del profondo, le donne che hanno dato voce ai racconti delle
autrici attraverso il loro inchiostro: ognuna di loro ha ricevuto una
breve presentazione con i contatti social che hanno condiviso.

In
conclusione, questo speciale di Racconti
dal profondo: Coven Riunito

è un perfetto spaccato della cultura weird al femminile in Italia.
Non solo ci offre tredici
racconti da brivido intrecciati a illustrazioni meravigliose e cinque
interessanti articoli di approfondimento, ma anche notevoli spunti di
riflessione su una società che, nonostante sia nel 2024, ancora
lotta per garantire pari opportunità e un mondo più giusto,
prospero e sicuro per tutti. Inoltre, questo speciale ci ricorda il
significato della parola solidarietà, in quanto tutto il ricavato
verrà devoluto al Centro
Veneto Progetti Donna
,
un’associazione di volontariato Onlus che offre sostegno a donne
vittime di violenza.

Semplicemente,
grazie.

Racconti
dal profondo: Coven Riunito

Autrici
varie

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Copertina
flessibile: ‎ 163 pagine

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Racconti dal Profondo: Coven Riunito

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