E’ uscita Studi Lovecraftiani n° 17

Ritorna Studi Lovecraftiani, una rivista imperdibile per i seguaci del Solitario di Providence che riesce sempre a presentare materiale stimolante. In questo numero 17 troviamo poi una vera e propria chicca che rende imperdibile questa uscita ovvero La lente lunare (The Moon-Lens), un racconto inedito in Italia del grande maestro dell’horror Ramsey Campbell. Si tratta di una storia “lovecraftiana” proveniente dalla leggendaria antologia The Inhabitan Of The Lake And Less Welcome Tenents pubblicata dalla mitica e mitologica Arkham House di August Derleth nel 1964. In effetti all’inizio della carriera Campbell era un grande fan di Lovecraft – passione che ha in realtà sempre mantenuto come dimostra l’ottimo romanzo La rivelazione di Glaa’ki – tanto che sottopose ancora giovanissimo a Derleth alcuni racconti nello stile e con la stessa ambientazione geografica di HPLDerleth gli suggerì allora di creare una nuova ambientazione e così lui fece. Nacque la Severn Valley con le cittadine immaginarie di Brichester, Goatswood, Temphill, Severnford, Clotton e Camside. In La lente lunare troviamo proprio Brichester e Goatswood. 

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E’ uscita Dimensione Cosmica n. 6

Esce il sesto numero di Dimensione Cosmica, una rivista che è ormai un punto di riferimento per il pur circoscritto seguito di cultori del fantastico. Si è scelto di omaggiare, come ha anche fatto un’altra testata del settore ovvero Providence Press, la figura di Giuseppe Lippi purtroppo scomparso lo scorso dicembre. Lippi viene ricordato attraverso una lunga serie di testimonianze di persone che lo hanno conosciuto di persona. Si trattava di una personalità forte che ha fatto molto per la diffusione del fantastico in Italia. Io personalmente mi sono formato su H.P. Lovecraft grazie a lui. Purtroppo, dopo la sua morte, è stato coinvolto in spiacevoli polemiche di stampo politico. Niente di più sbagliato: anzi mi ricordo come proprio lui, riferendosi a Gianfranco De 
Turris e Sebastiano Fusco a proposito di Lovecraft, pur elogiando la loro competenza e l’importanza del loro
lavoro, ne criticava le forzature ideologiche come nel caso del celebre Castoro, primo serio studio consacrato
al Solitario di Providence ormai purtroppo introvabile.

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La distruzione di Dante Virgili

Curioso notare come la figura di Dante Virgili continui a suscitare, seppur in modo sotterraneo, un interesse morboso. Di sicuro ci troviamo di fronte ad un caso letterario di quelli oscuri. Virgili è noto a qualche appassionato di letteratura per aver scritto La distruzione (1970), un romanzo apocalittico e “nazista” – probabilmente il primo romanzo nazista italiano – in cui si prefigurava l’11 settembre. Per la verità è stata proprio questa sua capacità visionaria a far riapparire il suo nome alle cronache letterarie. Il protagonista era un personaggio, alter ego dello stesso Virgili, nostalgico del Nazionalsocialismo e di Hitler che, durante la crisi di Suez del 1956 auspicava la distruzione imminente del pianeta. Si tratta di un romanzo di avanguardia – la punteggiatura è quasi assente – di non facile lettura che rivela il carattere patologico di chi l’ha scritto.

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La rivista Dimensione Cosmica arriva al quinto numero

Esce il numero cinque di Dimensione Cosmica, la rivista curata da Gianfranco De Turris e Adriano Monti Buzzetti. Si tratta di un fascicolo particolarmente interessante in cui possiamo trovare uno stimolante intervento di Chiara Nejrotti intitolato Tolkien tra Mito, Simbolo e Letteratura. L’articolo si pone nel solco dell’interpretazione simbolica del Fantastico teorizzata proprio da De Turris e Fusco con le celebri introduzioni ai volumi Fanucci degli anni ‘70 e ‘80. Sicuramente ritengo che il loro approccio sia profondo e per niente banale e, da questo punto di vista, considero ingenerose le critiche mosse da Gian Filippo Pizzonel recente volume Guida ai narratori del fantastico pubblicato da Odoya. Si può o meno essere d’accordo con questa teoria ma certo trovo priva di senso l’affermazione “che non sia suffragata da nessuna prova”. Non nego che, delle volte, ci siano delle forzature come quando si vuole accostare Evola ad autori libertari come Philip K. Dick e Norman Spinrad ma qualsiasi “teoria” ha i suoi limiti interpretativi. Lo stesso Evangelisti, quando ha definito “compagno” Lovecraft, ha commesso una forzatura.

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I racconti di Dagon – Autori vari

I racconti di Dagon è un’antologia “lovecraftiana” pubblicata di recente dalla Dagon Press di Pietro Guarriello, curata da questi insieme a Fabio Calabrese, che ha purtroppo un particolare e triste significato in quanto contiene l’ultimo racconto pubblicato da Elvezio Sciallis, scrittore horror italiano scomparso lo scorso 13 maggio. Chi frequenta un minimo l’ambiente della scena fantastica italiana avrà avuto sicuramente modo di sentire il suo nome e farne la conoscenza. Era un personaggio particolare, dotato di un’analisi acuta e di un’ironia caustica. In rete ricordo con piacere il suo blog Malpertuis. Il racconto qui presente, intitolato Dentro la sua carne, è un’originale storia dell’orrore “kafkiana” a sfondo “entomologico” e, a suo modo, rappresenta una sorta di suo testamento spirituale.

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Cruciform – Serie in sei volumi di Gianfranco Nerozzi

L’autore bolognese Gianfranco Nerozzi è un nome storico del panorama horror italiano che ha saputo dar voce, nel corso degli anni, a uno stile di immediato impatto, capace di evocare immagini forti e senza compromessi, creando una via postmoderna al genere pur rimanendo ancorato a tematiche horror tradizionali. Il suo romanzo più importante è L’urlo della mosca, pubblicato nel 1999. L’anno successivo ha esplorato l’ancestrale e immortale mito del vampiro con Ogni respiro che fai. Di questa storia, nel 2018 Nerozzi ha pubblicato un rifacimento in sei puntate, uscite con il titolo di Cruciform nella collana Delos Digital della casa editrice Delos Books. La vicenda narrata è ambientata in Emilia, sugli appennini omonimi a cavallo con la Toscana, e racconta le vicende di un gruppo di novelli crociati fondamentalisti cristiani che danno la caccia, in una galleria ferroviaria in disuso, a un accampamento di zingari che in realtà, sono dei vampiri. Durante la lettura, non ho potuto evitare di vedere nei crociati fondamentalisti una metafora della deriva razzista e intollerante che oggigiorno viviamo nei confronti dei diversi, siano essi emarginati o rom. 

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Cruciform – Serie in sei volumi di Gianfranco Nerozzi




Caccia selvaggia di Mariateresa Botta

Ultimamente la figura del vampiro è diventata fin troppo inflazionata: saghe come quella di Twilight di Stephene Meyer hanno spopolato fra il pubblico giovanile con uno stile grossolano e di facile presa. Sinceramente non ho mai amato neanche Anne Rice anche se ammetto che è a un livello superiore. Invece nel genere vampirico ho apprezzato in particolare La fortezzadi Paul F. WilsonIo sono leggenda di Richard Matheson e Le notti di Salemdi Stephen King, a suo modo un grande omaggio al Dracula di Bram Stoker. A proposito del romanzo di Stoker Lovecraft – in L’orrore soprannaturale in letteratura − elogiava la prima parte mentre trovava la seconda più stucchevole, romantica e meno riuscita: un giudizio da me pienamente condiviso. Mi sono venute in mente queste considerazioni sulla deriva di certa letteratura vampirica a proposito di Caccia selvaggia di Mariateresa Botta, giovane autrice campana appassionata di fantasy e horror. Si tratta di un racconto lungo da cui traspare un approccio originale e profondo a una tematica ipersfruttata.

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