100 SCENE CULT DAI MIEI TOP MOVIES 2

Number Two…

Lo Scontro Finale tra Dracula/Lee e Van Helsing/Cushing in Horror of Dracula, diretto da Terence Fisher nel 1958.
Ottimo lo script del giovanissimo Jimmy Sangster, capace di “umanizzare” Dracula, rendendolo simile al portatore sano di un morbo devastante. Lee dice appena due parole a inizio film, ma la sua maschera famelica basta e avanza. Il resto lo fa l’immenso Peter Cushing.

#Dracula
#HammerFilm
#ChristopherLee
#PeterCushing




I poteri delle tenebre di Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson

Valdimar Ásmundsson, letterato islandese, nel 1900 tradusse il Dracula di Bram Stoker, partendo non dall’originale in lingua inglese ma dalla versione svedese. Lo pubblicò prima sulla sua rivista Fjallkonan e poi in volume con la prefazione di Bram Stoker. Il nome del Dracula islandese era Makt Myrkranna: tradotto alla lettera I poteri delle tenebre.
Ma Hans Corneel de Roos, ricercatore olandese, che si occupa del Dracula dal 2010, leggendo I poteri delle tenebre ha fatto una scoperta eccezionale. Tra il romanzo inglese e la sua versione islandese ci sono così tante differenze che non si tratta di una semplice traduzione, ma di un altro romanzo.

Continua a leggere sul portale la recensione a cura di Luca Bonatesta:




Cineracconto N° 1 – Bram Stoker’s Dracula di Luca Bonatesta

Mina e Lucy
si scambiano un tenero abbraccio e un bacio sulle labbra appena sfiorate. Come
sorelle. È una scena potenzialmente lesbo.

Ma Lucy
preferisce il coltellaccio del texano. Uno dei suoi tre potenziali amanti. Tra
questi c’è il medico morfinomane. E un altro di cui non ricordo niente. È
quello che muore alla fine comunque.

Intanto
Johnatan Harker approfitta della ospitalità del conte Dracula. Un vecchiaccio
centenario. Per ora.

Le tre
vampire si scopano Harker.

Poi Mina e
Johnatan si sposano. Odore di incenso e formula religiosa greco-ortodossa.

Dracula torna
a casa e prende le vampire a frustate.

“Lui è mio!”
urla.

Però non può
lasciare le vampire a bocca asciutta e così regala loro un neonato al quale le
tipe succhiano il sangue sotto lo sguardo inorridito e disgustato di Johnatan.

Johnatan si
taglia mentre si fa la barba e Dracula è lì, pronto a leccarsi il sangue dal
rasoio.

Lo specchio
si infrange.

Corse a
cavalli dietro la carrozza in cui gli zingari trasportano la bara di Dracula.

Van Helsing
sembra un cocainomane. È un esaltato e taglia la testa alle tre vampire.

“Siamo
diventati pazzi per servire Dio” dice Van Helsing alla fine del film.

Stoker non
l’ha mai scritta ‘sta frase. Eppure Coppola è convinto di avere realizzato un
film fedele all’origine letteraria. Mah.

Infatti
Dracula ringiovanisce, diventa un figo della madonna con, in più, il fascino
dello straniero e seduce Mina.

“Non posso
farlo” dice Dracula riferendosi alla vampirizzazione di Mina.

“Portatemi
via da questa morte” dice Mina a Dracula. È un invito a vampirizzarla. Sempre a
proposito di fedeltà. Non solo al romanzo.

Poi arrivano
i nostri e Dracula diventa un nugolo di topi e se ne scappa.

Con Lucy
Dracula non si fa tanti scrupoli. La seduce in forma di enorme licantropo
(sequenza zoofila) e la trasforma in un vampiro.

Lucy diventa
una vampira pedofila. I bambini spariscono e raccontano, al ritorno, dopo che
Lucy ha succhiato loro il sangue, della bella signora che hanno incontrato.

C’è poco da
fare. Helsing e gli altri le staccano la testa.

Una zolletta
di zucchero imbevuta nel verde assenzio fa vedere a Mina una nuova realtà.

E, dopo aver
bevuto l’assenzio, Dracula e Mina vanno al protocinema.

Lo spettacolo
è interrotto da un lupo scappato allo zoo.

Dracula lo
ammansisce.

Johnatan
aspetta la carrozza che lo porterà al castello di Dracula. Una mano mostruosa
lo prende per la spalla e lo fa salire dentro la carrozza.

“Le rivolgo
il benvenuto nella mia casa” dice Dracula a Johnatan. “Entrate e lasciate un
po’ della felicità che portate con voi.”

Johnatan
mangia a quattro palmenti. Dracula è a dieta di sangue umano.

Dracula
scivola sulle pareti come una lucertolona.

E Johnatan lo
vede.

Johnatan
scappa dal castello di Dracula e finisce in un ospedale gestito dalle suore.

Johnatan ha
tenuto un diario. Mina pure ma lo scrive a macchina. Il dottore morfinomane
incide il proprio diario sui cilindri di cera.

C’è una
tempesta.

La povera
Lucy subisce tante trasfusioni che non però non la salvano.

Il treno è
più veloce della carrozza di Dracula.

Il treno
percorre l’Europa come se questa fosse un enorme circolo sanguigno.

Dracula si
maledice da solo, dopo che sua moglie, tratta in inganno dai turchi riguardo la
morte del suo consorte, si suicida.

Dracula, fino
a poco prima difensore della cristianità, infilza una croce gigante con la sua
spada.

Ne esce
sangue a fiotti. Un fiume di sangue. Che Dracula raccoglie in una coppa e beve.
È così che è diventato un vampiro.

FINE

di Luca Bonatesta

(lucabonatesta71@gmail.com)




L’Angelo del mattino

Si narra che Gesù Cristo, non riuscendo a scorgere sino all’orizzonte i primi raggi dell’aurora, abbia così plasmato nella creta una creatura alata in grado di volare nelle ore notturne, il pipistrello, inviandolo così traverso le tenebre sino all’aurora. All’essere ibrido il Redentore non diede il dono della vista, ma unicamente quello di trattenere nei propri occhi l’immagine, così da poter riportare da dove era partito il riflesso delle luci mattutine. In origine, dunque, il pipistrello non sembra gravato da quei connotati di negatività nei quali, ben presto, la cultura di molti popoli l’avrebbe immerso. Tuttavia, risale al medioevo l’identificazione fra il mammifero volante e Lucifero. Dalla leggenda sopra narrata si usò chiamare Satana come “l’Angelo del mattino”. Gatti neri, topi, insetti e serpenti finirono così nelle sezioni dei bestiari dedicati agli animali inferi. Su di loro il maligno ha potere assoluto. Li può muovere a piacimento, può assumere le loro sembianze. Sono gli alleati del nemico di Dio. Analizzando la tradizione della letteratura vampirica si noterà che le creature ematofaghe avevano poco o nulla a che fare con i pipistrelli. Le Lamie e le Empuse greche, ovvero quelle entità che potremmo definire proto-vampiriche erano solo in parte carnali, confinavano con il mondo degli spettri. Dovettero passare centinaia di anni perché Bram Stoker conferisse al suo Dracula la facoltà di mutarsi in qualcosa di simile a quello che spregiativamente si è soliti chiamare “topo volante”. E’ un grave errore credere che i chirotteri, quelli che comunemente volano a pochi metri dal suolo anche nel nostro paese, abbiano qualcosa a che fare con i roditori. Gli etologi spiegano che, invece, sembrano essere assai più vicini alla famiglia delle scimmie. E nella catena evolutiva, infatti, i pipistrelli sono secondi soltanto ai primati, e ciò significa che per lunghe ere le due famiglie di mammiferi si contesero il primato nel progresso verso la forma più avanzata di essere senziente. Sotto un profilo anatomico, il pipistrello ha una struttura scheletrica ben distante da quella di un roditore: le braccia e gli avambracci superiori sono quasi atrofizzati, per meglio dire interni al corpo, mentre le dita delle zampe sono smisuratamente sviluppate e membranose. Dunque, volano con quelle che tetramente potremmo considerare mani. Le zampe posteriori sono decisamente antropoidi. La ben nota forma orripilante del muso, che tanto ci muove a disgusto, potrebbe dipendere dal fatto che gli occhi sono frontali, la testa è ben definita e, con raccapriccio, non del tutto distante da quella di una scimmia. Primati e Chirotteri, dunque, nemici per lunghe stagioni biologiche. Per qualche motivo a noi non è dato di conoscere, vinsero i Primati, i quali tuttavia sembrano non aver mai dimenticato completamente i loro avversari biologici, nei confronti dei quali provano ancora una evidente paura. Una delle ultime puntate del telefilm X-files proponeva una teoria a dir poco inquietante. Se è vero che i pipistrelli avrebbero potuto, al caso piacendo, evolversi ipoteticamente quanto noi, in alcune zone inesplorate della terra ciò potrebbe effettivamente essere accaduto.