Il boia rosso di Francesco Artibani e Ivo Milazzo

Sono cresciuto leggendo Ken Parker di Ivo Milazzo e Giancarlo Berardi. Ricordo l’attesa febbrile del nuovo numero, attesa troppo spesso vana. Fonti autorevoli mi confidarono che il maestro Ivo Milazzo non riusciva a rispettare i tempi di consegna, per l’estrema, elaborata accuratezza del disegno e nel 1984 con Sciopero la collana ormai famosissima, chiuse. Per ricomparire sotto nuove forme e infine chiudersi con un finale fin troppo mesto nel 2015. Non perdonerò mai gli autori di non avermi mostrato il destino di Adah e Pat O’Shane. Che posso dire di Ivo Milazzo che non sia stato detto? Forse che ha la capacità straordinaria di far “recitare” i personaggi disegnati come al cinema, quello migliore di cui è nutrito. Ivo Milazzo lo dimostrò anche quando abbandonato Ken Parker, si cimentò con altri personaggi editi da Sergio Bonelli: Nick Raider e Magico Vento, dando loro uno spessore espressivo e psicologico del tutto inusuale. Numeri che vanno custoditi gelosamente. E le bellissime copertine di tutta la serie di Lungo Fucile: acquerelli, quadri, opere d’arte. Francesco Artibani è una dei prodotti migliori della scuola Disney italiana erede di Guido MartinaRomano ScarpaGiovan Battista Carpi, con storie che riprendono con piglio contemporaneo lo spirito autentico di paperi e topi.

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Il suono del mondo a memoria di Giacomo Bevilacqua

Per sopravvivere al dolore di una perdita amorosa (non sono delusioni, sono perdite, annunci di morte), Sam, giovane fotografo di una rivista online, va a New York per un reportage (un altro!), sulla città più famosa del mondo.
Sam per il suo lavoro si è dato una regola: non parlare mai con nessuno, per nessun motivo.
Una bella impresa, nella città in cui ci sono secondo Lawrence Block Otto milioni di modi di morire e figuriamoci quanti di urtare i gomiti delle persone, per le strade affollate. E ogni urto può rappresentare una svolta nella tua vita. Il silenzio autoimposto è un geniale limite creativo, ma in realtà serve a Sam per sopravvivere al dolore. Ma forse solo nel vuoto dello spazio c’è il silenzio. Anzi, nemmeno. Lì dove c’è umanità, c’è una voce che ci parla di continuo, incessante, inarrestabile, la forza più grande dell’universo: il pensiero, il flusso di coscienza.

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The last hunt di Haunn Kesola & Ken Janssens/ Paul Moore – Beth Varni

Le streghe le bruciavano.
L’inquisitore le affidava al braccio secolare, perché fosse fatta giustizia, senza spargimento di sangue, bruciandole appunto.
Perché? Pensavano fosse più pietoso, meno cruento?
Hannu Kesola & Ken Janssens in The Last Hunt forniscono un’altra risposta alla domanda.
La Terra da tempo è un pianeta abbandonato a causa di una guerra nucleare e viene utilizzata come attracco logistico e per deposito di merci.
Fermi, non addormentatevi! Lo so, il post-catastrofe atomica, è vecchio quasi come i rotoli del Mar Morto, ma pazienza…
Un’astronave commerciale (ricorda qualcosa vero? Una certa Nostromo…), vi atterra per imbarcare un carico e riparare un guasto.

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The Terror – Serie televisiva di Amazon Prime

La scomparsa dell’Erebus è uno straordinario romanzo di Dan Simmons, rieditato The Terror in occasione dell’uscita nel 2018 della omonima serie tv.
Straordinario perché mescola la rigorosa documentazione storica che ha comportato un lavoro fuori del comune, con la fantastica ricostruzione, profonda umanamente e perfettamente verosimile, della famosa spedizione del 1845, dell’ammiraglio inglese Franklin, nell’America dell’estremo nord artico, alla ricerca del mitico passaggio a Nord Ovest, tra l’Atlantico e il Pacifico. L’ammiraglio Franklin comandava due navi, l’Erebus e il Terror che mai tornarono dalla loro missione e solo secoli dopo, ostinati ricercatori trovarono i resti della tragedia sovvenuta tra fame, gelo, cannibalismo e orrore.
Persi nell’artico i due equipaggi perirono miseramente.
Su questa mitica storia che ha dato vita a spedizioni di salvataggio, esplorazioni, indagini, libri, canzoni, ballate e trenta anni fa un libro splendido, come La ricerca della lentezza di Sten NadolnySimmonsinnesta un elemento fantastico: una bestia primordiale, sciamanica, un signore delle mosche che questa volta regna sui ghiacci che rappresenta l’incomprensibilità della natura, per chi vuole violarne il mistero solo con gli strumenti scientifici.

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