Il suono del pianoforte coronò la frase.
Macchie che corrodono lentamente il grezzo tessuto.
Aveva quel fascino sottile, indefinibile, che poche donne posseggono.
Blocchi esadecimali mi scorrono davanti.
Un flusso energetico insorse di colpo.
Rimase per qualche istante senza parole.
La stanza non offriva tanti appigli all’immaginazione.
Quella notte sprofondò in un sonno agitato.
Teresa è in piedi, appoggiata allo stipite della porta aperta.
Il cuore mancò un battito.