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		<title><![CDATA[InterZona]]></title>
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		<description><![CDATA[InterZona - Il blog ufficiale di Club GHoST & Ipnotica]]></description>
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		<lastBuildDate>Thu, 08 Oct 2026 15:56:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[SKW - Live at Whisky A Go Go]]></title>
			<author><![CDATA[Red Scorpion]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000039C"><h1 class="imHeading1">Quando il metal attraversa l’oceano</h1><h2 class="imHeading2">Il primo live ufficiale della band cattura tutta la potenza del palco</h2><div>






<div><em>SKW - Live at Whisky A Go Go: il fuoco del metal italiano conquista Los Angeles</em></div>
<div><br></div>
<div>Sette tracce, una notte indimenticabile e oltre trent’anni di storia: il primo live ufficiale degli SKW fotografa la band nel pieno della sua maturità.</div>
<div><br></div>
<div>Ci sono concerti che finiscono quando si spengono le luci e altri che continuano a vivere ben oltre l’ultima nota. È proprio da questa seconda categoria che prende forma
<em>Live at Whisky A Go Go</em>, il primo album dal vivo ufficiale degli <strong>SKW</strong>: sette tracce catturate durante il tour americano del 2026, in una serata destinata ad avere un significato particolare nella storia della band milanese. La data è
quella del 13 febbraio, il luogo uno dei templi assoluti della musica live, il Whisky a Go Go di Los Angeles.</div>
<div>Non è soltanto la registrazione di un concerto. È la fotografia di una band arrivata a un punto preciso del proprio percorso e capace, dopo decenni di attività,
di portare il proprio linguaggio oltre oceano, confrontandosi con un pubblico e con un ambiente che appartengono da sempre all’immaginario rock internazionale. Gli <strong>SKW</strong> trasformano quindi quella serata in una sorta di documento sonoro, conservando l’energia del palco e, soprattutto, quella componente di imprevedibilità e partecipazione
che distingue una vera performance dal semplice trasferimento in studio di brani già conosciuti.</div>
<div><br></div>
<div>La scelta di pubblicare un live in questo momento appare particolarmente significativa. La band ha alle spalle una storia iniziata alla fine degli anni Ottanta e una discografia costruita
attraverso trasformazioni, esperienze internazionali e una lunga attività dal vivo. <em>Live at Whisky A Go Go</em> arriva così come una tappa di celebrazione, ma anche come una dichiarazione di presenza: gli <strong>SKW</strong> non stanno semplicemente guardando al proprio passato, stanno fotografando il punto in cui sono arrivati oggi.</div>
<div>La registrazione restituisce un suono definito, ma senza sterilizzare la dimensione fisica del concerto. Riff, batteria, basso, voce e risposta del pubblico rimangono parte dello stesso
ambiente sonoro. A occuparsi della produzione, del mix e del mastering è <strong>Frank Andiver</strong>, con un lavoro che punta a mantenere leggibile ogni elemento senza togliere alla performance quella ruvidità necessaria perché un disco live possa davvero sembrare tale.</div>
<div><br></div>
<div>E poi ci sono le canzoni, sette capitoli che seguono un andamento tutt’altro che casuale.</div>
<div><br></div>
<div>L’apertura affidata a <em>Mindset</em> ha innanzitutto una funzione atmosferica. Non si tratta di un ingresso sparato immediatamente a tutta velocità: il brano costruisce progressivamente la tensione, preparando il terreno all’arrivo
della band. È un modo efficace per aprire il disco perché permette all’ascoltatore di percepire quella sensazione tipica dei concerti importanti, quando la sala sa che qualcosa sta per cominciare e l’attesa
diventa parte dello spettacolo. I primi momenti di <em>Live at Whisky A Go Go</em> sono dunque una porta che si apre lentamente sul palco degli <strong>SKW</strong>.</div>
<div><br></div>
<div>Con <em>Amnesia</em> la situazione cambia immediatamente. Il battito del brano diventa più insistente e il concerto comincia
ad assumere una dimensione collettiva. È uno dei momenti in cui la distanza fra palco e platea sembra ridursi sensibilmente: il pubblico entra nella dinamica del pezzo, il movimento prende il sopravvento e il live comincia
davvero a respirare come un organismo unico. È proprio qui che emergono gli <strong>SKW</strong> più fisici, quelli che non chiedono semplicemente di essere ascoltati, ma invitano il pubblico a partecipare.</div>
<div><br></div>
<div><em>Light</em> rappresenta invece uno dei passaggi più interessanti per comprendere la capacità della band di muoversi
fra aggressività e melodia. Il cuore del pezzo vive nel contrasto fra riff pesanti e aperture più ariose, una caratteristica che sul palco acquista ulteriore forza. Il breakdown porta il brano verso una dimensione
particolarmente corporea, quasi liberatoria, e contribuisce a renderlo uno dei momenti più incisivi dell'intera scaletta. È un esempio efficace di come gli <strong>SKW</strong> riescano a inserire dinamica e respiro all’interno di una scrittura metal senza perdere peso.</div>
<div><br></div>
<div>Poi arriva <em>Inside Out</em>, e la macchina non rallenta. La traccia si presenta compatta, diretta, costruita con una mentalità
evidentemente orientata al palco. Non ci sono grandi intervalli o concessioni alla pausa: il pezzo spinge in avanti la scaletta e mantiene elevata la tensione. È uno di quei brani che sembrano avere una funzione precisa
all’interno di un concerto: impedire che l’energia accumulata nei passaggi precedenti possa disperdersi.</div>
<div><br></div>
<div>Con <em>Face To Face, Heart To Heart</em> il live cambia ancora registro. Qui emerge il lato più istintivo e giocoso della band,
quello legato alla dimensione più fisica e liberatoria della cultura metal. È musica pensata per essere vissuta nel corpo prima ancora che analizzata con la testa: movimento, ritmo, partecipazione. In un disco
dal vivo, un momento di questo tipo è fondamentale perché restituisce qualcosa che una registrazione in studio difficilmente può catturare fino in fondo: il rapporto diretto fra quattro musicisti e una
sala piena di persone.</div>
<div><br></div>
<div><em>Infinite Game</em> porta invece in primo piano la componente più moderna della scrittura degli <strong>SKW</strong>. La traccia lavora su sincopi, variazioni ritmiche e cambi di andamento, alternando sezioni più serrate a ritornelli caratterizzati da aperture melodiche più
ampie. È probabilmente uno dei brani che meglio sintetizzano la varietà del linguaggio della band: aggressività e melodia non vengono trattate come elementi contrapposti, ma come parti dello stesso meccanismo
compositivo. In versione live questa alternanza acquista ulteriore dinamismo e contribuisce a evitare qualsiasi sensazione di linearità nella parte finale del concerto.</div>
<div><br></div>
<div>A chiudere il viaggio è <em>Humans</em>, e la scelta appare particolarmente appropriata. Dopo avere attraversato differenti sfumature del repertorio, il concerto arriva a un punto in cui il pubblico non è più semplicemente spettatore.
Il ritornello diventa infatti un momento corale, lasciando alle voci della sala il compito di accompagnare le ultime battute. È una conclusione che sottolinea il senso stesso di un album dal vivo: alla fine non esiste
più una netta separazione fra chi suona e chi ascolta, ma una sola esperienza condivisa.</div>
<div><br></div>
<div>Ma per capire fino in fondo il significato di questo disco bisogna però tornare indietro nel tempo.</div>
<div>Gli <strong>SKW</strong> nascono a Milano nel 1989 con il nome <strong>Skywalker</strong>. La formazione attuale, stabile dal 1996, vede <strong>Marco Laratro</strong> alla voce, <strong>Simone Anaclerio</strong> alla chitarra, <strong>Mirko Voltan</strong> al basso e <strong>Giancarlo Piras</strong> alla batteria. Una continuità di formazione che rappresenta uno degli elementi importanti per comprendere la solidità raggiunta dalla band dopo tanti
anni di attività.</div>
<div>Il passaggio decisivo arriva nel 1998, quando <strong>Skywalker</strong> diventa ufficialmente <strong>SKW</strong> e vede la luce <em>Techno-Logical</em>. Il disco apre una fase di maggiore esposizione internazionale, accompagnata dal contratto con Adrenaline Records e da una distribuzione su scala mondiale. Da quel
momento il percorso della band si sviluppa attraverso una serie di pubblicazioni e concerti che ne consolidano l’identità: <em>Connection</em> nel 2000, <em>Alter Ego</em> nel 2005 e <em>Signs</em> nel 2014, oltre a numerose date in Italia e all’estero, comprese esperienze in Russia e Ucraina. Nel corso degli anni arrivano anche importanti occasioni dal vivo condivise
con nomi come <strong>Soulfly</strong>, <strong>Amorphis</strong> e <strong>The Haunted</strong>.</div>
<div><br></div>
<div>La fase più recente della storia degli <strong>SKW</strong> dimostra che il gruppo non ha intenzione di trasformare la propria esperienza in semplice nostalgia. Nel 2022 arriva <em>Mindset</em>, seguito nel 2023 da <em>Inside Out</em> con Alteria, dalla rilettura di <em>Face To Face, Heart To Heart</em>, da <em>Humans</em> e da <em>Infinite Game</em>, il cui videoclip viene presentato in anteprima su Sky TG24. Nel gennaio 2024 viene pubblicato
<em>Humans</em>, con distribuzione Universal, dal quale arrivano anche <em>Voice of Fear</em> e <em>Reversal</em>. Quest’ultimo viene accompagnato da un videoclip dall’impronta horror realizzato con
VIVAFX.</div>
<div>Il 2025 aggiunge un altro tassello significativo: gli <strong>SKW</strong> aprono a Milano il concerto dei <strong>Fear Factory</strong> nell'ambito del tour celebrativo dedicato ai trent'anni di <em>Demanufacture</em>. Un appuntamento che fotografa bene la posizione della band all’interno di una scena nella quale esperienza e contemporaneità possono convivere senza necessariamente
entrare in conflitto.</div>
<div>Poi arriva il 2026 e, con esso, l’attraversamento dell’oceano. Quattro concerti fra California e Nevada portano gli <strong>SKW</strong> negli Stati Uniti, mentre nel deserto del Joshua Tree la band realizza insieme al regista <strong>Marco Bazzi</strong> il videoclip di <em>Augmented Humanity</em>, pubblicato successivamente come singolo nel maggio dello stesso anno.</div>
<div><br></div>
<div>Ed è proprio all’interno di questo percorso che <em>Live at Whisky A Go Go</em> assume il suo vero peso. Pubblicato nel settembre 2026, il disco non è semplicemente una raccolta dal vivo, ma il documento di una band italiana che, dopo oltre trent’anni di storia, si ritrova su
uno dei palchi più iconici del pianeta e decide di fissare quella notte per sempre. Il fatto che sia il primo live ufficiale degli <strong>SKW</strong> rende l’operazione ancora più significativa.</div>
<div>Il risultato funziona soprattutto perché non cerca di trasformare il concerto in qualcosa che non è. <em>Live at Whisky A Go Go</em> mantiene il carattere della performance, mette in evidenza la fisicità della band e lascia spazio alla risposta della sala. La scaletta attraversa differenti
anime del gruppo senza perdere coesione: dalla tensione iniziale di <em>Mindset</em> alla spinta ritmica di <em>Amnesia</em>, dal contrasto fra potenza e melodia di <em>Light</em> fino alla compattezza di <em>Inside Out</em>, passando per la componente più istintiva di <em>Face To Face, Heart To Heart</em> e per la scrittura articolata di <em>Infinite Game</em>, prima di affidare a <em>Humans</em> il compito di trasformare il finale in un momento collettivo.</div>
<div>Forse è proprio questa la chiave per leggere il disco: non la semplice documentazione di una data americana, ma la testimonianza di un rapporto fra palco, band e pubblico costruito
in decenni di attività. Gli <strong>SKW</strong> arrivano al Whisky a Go Go con una storia alle spalle, ma su quel palco sembrano soprattutto una band ancora affamata
di futuro.</div>
<div><br></div>
<div><em>Live at Whisky A Go Go</em> è, in definitiva, un disco che fotografa il presente degli <strong>SKW</strong> senza dimenticare il viaggio che li ha condotti fin lì. Un presente fatto di esperienza, concerti, riff, sudore e nuove sfide. E mentre le voci del pubblico accompagnano
le ultime note di <em>Humans</em>, rimane la sensazione che quella notte di Los Angeles non rappresenti un punto d’arrivo, ma piuttosto una nuova coordinata sulla mappa
di una band che, dopo tanti anni, continua a voler vedere cosa c’è oltre il prossimo palco.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink8998dcf3cfa3028081dae33258ec1dff = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SKW-Live-at-Whisky-A-Go-Go-cover_bar.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 447,'height': 447,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8998dcf3cfa3028081dae33258ec1dff, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/SKW-Live-at-Whisky-A-Go-Go-cover_bar.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlinkd0c2ae79f740e317e132b31cec6f924f = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/skw-band-2026-2_bar.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 715,'height': 1079,'description': 'La band.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/skw-band-2026_bar.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 750,'height': 450,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd0c2ae79f740e317e132b31cec6f924f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/skw-band-2026_bar.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="120" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=BzrOPrzaSwc">https://www.youtube.com/watch?v=BzrOPrzaSwc</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 13:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sigil e PageEdit la coppia perfetta]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000039B"><h1 class="imHeading1">Per creare e modificare ebook</h1><h2 class="imHeading2">Un ambiente completo, gratuito e open source</h2><div><div><em>Un editor EPUB per chi vuole andare oltre il semplice "Esporta in ebook": XHTML, CSS, sommario, metadati, validazione, plugin e un editor visuale che completa il lavoro senza nascondere ciò che accade dietro le quinte.</em></div> <div><br></div> <div>Creare un ebook non significa soltanto scrivere un testo e salvarlo in formato EPUB. Quando servono controllo, precisione e libertà di intervento, <em>Sigil</em> e il suo compagno <em>PageEdit</em> offrono un ambiente completo, gratuito e open source.</div> <div><br></div> <div><strong>Sigil, quando un ebook non è soltanto un documento</strong></div> <div>C'è un momento, nella realizzazione di un ebook, in cui ci si accorge che un semplice programma di videoscrittura non basta più.</div> <div>Il testo è pronto, il libro è stato impaginato, le immagini sono al loro posto eppure qualcosa non torna. Un titolo appare diversamente dal previsto, un collegamento non funziona, il sommario presenta una voce sbagliata, un'immagine non viene visualizzata correttamente oppure il file EPUB, aperto su un altro dispositivo, mostra una formattazione differente.</div> <div>È proprio in situazioni come queste che entra in gioco <em>Sigil</em>.</div> <div>Non è un programma che cerca di trasformare l'ebook in una versione digitale del tradizionale documento da ufficio. Al contrario, parte dalla natura stessa del formato EPUB e permette di lavorare direttamente sui suoi elementi fondamentali.</div> <div>Il risultato è un software che all'inizio può sembrare più tecnico di quanto ci si aspetti, ma che proprio per questo offre un livello di controllo difficile da ottenere con gli strumenti più semplificati.</div> <div><em>Sigil</em> è gratuito, open source, multipiattaforma e progettato specificamente per modificare libri EPUB 2 ed EPUB 3. Il progetto utilizza Qt6 e QtWebEngine ed è distribuito con licenza GPLv3.</div> <div>E soprattutto, nel 2026 non stiamo parlando di un vecchio progetto rimasto in vita per inerzia: il repository ufficiale continua a ricevere aggiornamenti.</div> <div><br></div> <div>Per capire davvero <em>Sigil</em> bisogna cambiare prospettiva. Un ebook EPUB non è semplicemente un file di testo con qualche immagine aggiunta. Al suo interno esistono documenti XHTML, fogli di stile CSS, immagini, informazioni bibliografiche, elementi di navigazione e altri componenti che devono collaborare tra loro.</div> <div><em>Sigil</em> permette di gestire tutto questo dall'interno dello stesso ambiente.</div> <div>È una differenza importante rispetto a un normale editor di testi. Qui non si lavora soltanto sul contenuto che il lettore vedrà sullo schermo, ma anche sulla struttura che determina il modo in cui quel contenuto viene interpretato.</div> <div>Ed è proprio questa caratteristica a rendere il programma interessante per chi produce ebook con una certa frequenza.</div> <div>Con un libro molto semplice probabilmente non si noterà una differenza enorme. Quando però il progetto diventa più articolato, la possibilità di intervenire direttamente sui singoli componenti può fare una differenza sostanziale.</div> <div><br></div><div><script> var showboxlink0db44af7eef468f124cd238ef8dcc605 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sigil-interfaccia_bar.webp','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Sigil.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Sigil.','width': 1074,'height': 703,'description': 'L\'interfaccia grafica di Sigil.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0db44af7eef468f124cd238ef8dcc605, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sigil-interfaccia_bar.webp" alt="L&#39;interfaccia grafica di Sigil." title="L&#39;interfaccia grafica di Sigil." width="200" height="131" /></a></div><div><div>L'interfaccia grafica di <i>Sigil</i>.</div></div><div><br></div> <div><strong>Quando il codice diventa un alleato</strong></div> <div>La parola "codice" potrebbe far scattare immediatamente un campanello d'allarme.</div> <div>In realtà, per utilizzare <em>Sigil</em> non è necessario essere programmatori.</div> <div>È però molto utile conoscere almeno le basi di XHTML e CSS, e il motivo è semplice: <em>Sigil</em> non nasconde completamente ciò che succede all'interno dell'ebook. Quando una formattazione non è corretta, l'utente può andare a vedere direttamente la struttura del documento e correggerla. Questo approccio offre una libertà enorme: un programma completamente visuale può dirci che un paragrafo appare troppo grande, <em>Sigil</em> permette anche di capire quale regola CSS lo sta rendendo tale. Un editor tradizionale può consentire di inserire un titolo mentre <em>Sigil</em> permette di controllare quale livello gerarchico abbia quel titolo e come venga utilizzato nella struttura dell'ebook. È una differenza che all'inizio richiede un minimo di adattamento, ma che successivamente può trasformarsi in uno dei maggiori punti di forza del programma.</div> <div><br></div> <div><strong>L’editor visuale PageEdit</strong></div> <div>Se <em>Sigil</em> rappresenta il lato più tecnico e strutturale della produzione EPUB, <em>PageEdit</em> porta nell'ecosistema una modalità di lavoro molto più visuale.</div> <div><em>PageEdit</em> è un editor XHTML visuale nato sulla base del vecchio Book View di <em>Sigil</em>. Utilizza Qt WebEngine e consente di modificare le pagine XHTML in un ambiente WYSIWYG, cioè visualizzando il contenuto in una forma molto più vicina a quella che si percepisce durante la lettura. La scelta di separare <em>PageEdit</em> da <em>Sigil</em> è interessante. Invece di costringere un unico programma a essere contemporaneamente editor visuale, ambiente di sviluppo EPUB e gestore della struttura del libro, il progetto mette a disposizione due strumenti complementari, e questa separazione funziona sorprendentemente bene.</div> <div>Immaginiamo di dover correggere una frase, cambiare un collegamento, inserire un'immagine o sistemare un elemento della pagina, non sempre abbiamo voglia di entrare nel codice. Con <em>PageEdit</em> possiamo lavorare in maniera più naturale, modificando il documento attraverso un'interfaccia visuale.</div> <div>Il programma mette a disposizione funzioni per la gestione delle immagini, dei collegamenti e dei caratteri speciali e offre anche strumenti di ispezione. Il progetto ufficiale lo presenta esplicitamente come editor visuale XHTML per EPUB ma la cosa più interessante è che <em>PageEdit</em> non va considerato come un'alternativa a <em>Sigil</em> ma piuttosto un suo complemento. <em>Sigil</em> controlla la struttura mentre <em>PageEdit</em> rende più immediata la modifica del contenuto: quando necessario, si può passare da una modalità all'altra.</div> <div><br></div><div><script> var showboxlink70868b08e62460a4b0df692229d6f8cd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pagedit-interfaccia_bar.webp','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di PageEdit.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di PageEdit.','width': 826,'height': 605,'description': 'L\'interfaccia grafica di PageEdit.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink70868b08e62460a4b0df692229d6f8cd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pagedit-interfaccia_bar.webp" alt="L&#39;interfaccia grafica di PageEdit." title="L&#39;interfaccia grafica di PageEdit." width="200" height="147" /></a></div><div><div>L'interfaccia grafica di <i>PageEdit</i>.</div></div><div><br></div> <div><strong>Visuale o codice? Perché scegliere quando si può avere entrambi?</strong><br>Uno dei maggiori pregi dell'accoppiata <em>Sigil/PageEdit</em> è la possibilità di scegliere lo strumento più adatto al problema. Se dobbiamo effettuare una correzione editoriale veloce, l'approccio visuale è spesso la soluzione più comoda. Se invece abbiamo bisogno di correggere una classe CSS, sistemare la gerarchia dei titoli o capire perché un elemento viene visualizzato in un determinato modo, la vista del codice diventa indispensabile. Questa alternanza rende il lavoro molto più flessibile ed è anche uno dei motivi per cui <em>Sigil</em> può risultare interessante persino a chi non possiede inizialmente una grande esperienza con HTML e CSS. Si può cominciare lavorando in maniera visuale e, quando nasce la necessità, imparare gradualmente a mettere mano alla struttura.</div> <div><br></div> <div><strong>Il sommario smette di essere una seccatura</strong></div> <div>Chi non ha mai preparato un ebook lungo sa quanto possa diventare fastidiosa la gestione del sommario. In un documento di poche pagine è quasi irrilevante, in un romanzo con decine di capitoli o, peggio ancora, in un manuale strutturato su più livelli, la situazione cambia completamente.</div> <div><em>Sigil</em> permette di lavorare sulla gerarchia dei titoli e di utilizzare tale struttura per la costruzione della navigazione dell'ebook. Questo significa che il sommario non deve necessariamente essere trattato come un elemento separato dal contenuto; la struttura del libro diventa la base sulla quale costruire la navigazione. È una soluzione molto più razionale e soprattutto più facile da mantenere quando il documento viene modificato.</div> <div><br></div> <div><strong>Interfaccia, metadati, automazione e qualità del file</strong></div> <div>Titolo, autore, lingua e altre informazioni bibliografiche sono elementi che il lettore potrebbe non notare direttamente durante la lettura, ma fanno parte integrante dell'ebook. <em>Sigil</em> offre strumenti specifici per gestire questi dati. Anche qui emerge la filosofia generale del progetto: non limitarsi a modificare ciò che appare sulla pagina, ma offrire il controllo dell'intero contenitore digitale. Per chi prepara libri destinati alla distribuzione, questo aspetto è tutt'altro che secondario.</div> <div><br></div> <div>Uno dei vantaggi di utilizzare un editor specializzato è la possibilità di verificare il risultato con strumenti pensati specificamente per EPUB. <em>Sigil</em> include funzioni per il controllo e la validazione di EPUB, XHTML e CSS, oltre a strumenti di analisi e report. Il progetto ufficiale evidenzia proprio la validazione e la produzione di report tra le funzioni disponibili. Questo è fondamentale perché un ebook che "sembra corretto" sul computer non è necessariamente un ebook strutturalmente impeccabile. I problemi possono emergere quando il file viene aperto con applicazioni diverse o trasferito su dispositivi differenti. Poter controllare la struttura prima della distribuzione significa quindi ridurre il rischio di sorprese.</div> <div><br></div> <div><em>Sigil</em> offre anche un sistema di plugin basato su Python. Per l'utente occasionale potrebbe sembrare una caratteristica quasi irrilevante ma per chi lavora regolarmente con gli ebook, invece, può diventare un elemento molto interessante. Le attività ripetitive possono infatti essere automatizzate o estese attraverso strumenti aggiuntivi. Il progetto mantiene anche una documentazione specifica dedicata al framework dei plugin; è uno dei dettagli che fanno capire come <em>Sigil</em> sia stato pensato non soltanto per il semplice appassionato che prepara un ebook ogni tanto, ma anche per chi vuole costruire un flusso di lavoro più strutturato.</div> <div><br></div> <div><em>Sigil</em> non è il tipo di software che conquista necessariamente l'utente nei primi trenta secondi. L'interfaccia è ricca di strumenti e pannelli perché così deve essere: qui non si è cercato di eliminare ogni elemento tecnico per lasciare spazio a una schermata minimalista di conseguenza il risultato può apparire inizialmente un po' impegnativo. D'altra parte, il progetto permette di personalizzare l'ambiente di lavoro e offre anche una modalità scura.</div> <div>Dopo aver imparato dove si trovano le funzioni principali, però, quella che sembrava complessità comincia a trasformarsi in efficienza.</div> <div><br></div> <div><strong>Open source non significa "software abbandonato"</strong></div> <div>Un altro equivoco che vale la pena sfatare riguarda la parola open source. Spesso software gratuiti e open source vengono percepiti come progetti amatoriali che potrebbero scomparire da un momento all'altro. Nel caso di <em>Sigil</em>, la situazione è decisamente diversa. Il progetto dispone di un repository pubblico molto attivo, documentazione dedicata, sistema di plugin e una comunità che ruota attorno al software. Anche <em>PageEdit</em> ha un proprio repository pubblico e continua a essere sviluppato. La licenza GPLv3 garantisce inoltre la natura libera del progetto e il dato forse più significativo è l'attività recente dei repository ufficiali: al momento della verifica, entrambi risultano aggiornati nei primi giorni di ottobre 2026.</div> <div>Per un software che deve accompagnare la produzione di documenti destinati a essere conservati nel tempo, è sicuramente un elemento che fa piacere vedere.</div> <div><br></div> <div><strong>Sigil: pregi e limiti</strong></div> <div>La forza di <em>Sigil</em> non sta in una singola funzione spettacolare ma sta nell'insieme. Prendiamo un ebook complesso: possiamo importarlo, lavorare sui capitoli XHTML, sistemare il CSS, organizzare le immagini, correggere i metadati, costruire il sommario, controllare la struttura e, quando necessario, passare a <em>PageEdit</em> per intervenire sul contenuto in modalità visuale. Il tutto senza dover continuamente passare da un programma all'altro. È un ambiente pensato per mantenere il controllo e quando si lavora su un progetto editoriale importante, questo conta più di qualche effetto grafico.</div> <div><br></div> <div>La stessa filosofia che rende <em>Sigil</em> potente rappresenta anche il suo principale ostacolo: un utente che cerca semplicemente un pulsante chiamato "Crea EPUB" potrebbe trovarsi spiazzato. <em>Sigil</em> non elimina la complessità dell'EPUB, la organizza e la rende accessibile, sono due cose molto diverse. Per sfruttare al massimo il programma bisogna quindi essere disposti a imparare qualcosa sulla struttura dei libri digitali. Anche <em>PageEdit</em> non cambia completamente questa realtà: è più semplice da usare per molte operazioni, ma rimane un editor XHTML che non trasforma magicamente l'EPUB in un documento identico a quelli che si gestiscono con un normale word processor. Ed è giusto che sia così: la sua funzione non è nascondere la complessità, ma permettere di affrontarla quando serve.</div> <div><br></div> <div><strong>PRO</strong></div> <ul> <li>Gratuito e open source.</li> <li>Licenza GPLv3.</li> <li>Supporto a EPUB 2 ed EPUB 3.</li> <li>Disponibile su più piattaforme.</li> <li>Controllo diretto di XHTML e CSS.</li> <li>Gestione della struttura interna dell'ebook.</li> <li>Creazione e gestione del sommario.</li> <li>Gestione dei metadati.</li> <li>Strumenti di controllo e validazione.</li> <li>Sistema di plugin Python.</li> <li>Integrazione con PageEdit.</li> <li>PageEdit permette di modificare visivamente i file XHTML.</li> <li>Progetti ancora attivamente sviluppati nel 2026.</li> </ul> <div><br></div> <div><strong>CONTRO</strong></div> <ul> <li>Richiede un minimo di tempo per essere imparato.</li> <li>La conoscenza di base di XHTML e CSS diventa molto utile.</li> <li>L'interfaccia può apparire complessa ai principianti.</li> <li>Non è la soluzione ideale per chi vuole automatizzare completamente la produzione di un ebook.</li> <li>PageEdit non elimina la necessità di comprendere, almeno in parte, la struttura dell'EPUB.</li> <li>Chi cerca soprattutto un ambiente per scrivere testi potrebbe preferire utilizzare un normale word processor nella fase di redazione e riservare Sigil alla preparazione finale dell'ebook.</li> </ul> <div><br></div> <div><strong>Conclusioni</strong></div> <div><em>Sigil</em> è ancora una scelta valida? La risposta breve è sì. La risposta più interessante è: dipende da cosa ci si aspetta da un editor EPUB. Se l'obiettivo è convertire rapidamente un documento e dimenticarsene, esistono strumenti più semplici. Se invece si vuole capire cosa contiene il proprio ebook, modificarne la struttura, correggere problemi, gestire XHTML e CSS, controllare la navigazione e avere un livello di precisione superiore, <em>Sigil</em> diventa molto più difficile da ignorare e l'integrazione con <em>PageEdit</em> rende il quadro ancora più convincente. Da una parte abbiamo la precisione dell'editor strutturale, dall'altra una modalità visuale che rende più naturale intervenire direttamente sulle pagine XHTML. Il progetto <em>PageEdit</em> viene descritto ufficialmente come un editor visuale XHTML basato sulla precedente Book View di <em>Sigil</em> e continua a essere mantenuto separatamente. La vera sorpresa, quindi, non è che <em>Sigil</em> sia gratuito ma che, nonostante non costi nulla, non dà l'impressione di essere stato progettato per offrire una versione "ridotta" di un software commerciale. Al contrario, mette sul tavolo strumenti pensati per chi vuole lavorare seriamente con il formato EPUB. Richiede un po' di pazienza, questo è vero ma è una di quelle situazioni in cui il tempo investito nell'apprendimento viene restituito sotto forma di controllo.</div> <div><em>Sigil</em> non promette di rendere l'EPUB invisibile, fa qualcosa di più utile: permette di capirlo e di dominarlo e per chi considera l'ebook non semplicemente un file da esportare, ma una vera pubblicazione digitale, questa differenza può essere enorme.</div> <div><br></div> <div>Scarica <em>Sigil</em> e <i>PageEdit</i> dal sito ufficiale: <a href="https://sigil-ebook.com/" class="imCssLink">https://sigil-ebook.com/</a></div> <div>Oppure dalla sezione OpenFree del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div> <div><br></div></div><div><script> var showboxlink67cb92ec9ddec362698354082240f214 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Sigil-PageEdit-home_bar.webp','alt': 'I loghi di Sigil e PageEdit.','title': 'I loghi di Sigil e PageEdit.','width': 950,'height': 445,'description': 'I loghi di Sigil e PageEdit.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink67cb92ec9ddec362698354082240f214, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Sigil-PageEdit-home_bar.webp" alt="I loghi di Sigil e PageEdit." title="I loghi di Sigil e PageEdit." width="200" height="94" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 07:36:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Devil’s Knot di Atom Egoyan]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000039A"><h1 class="imHeading1">Per gli amanti del thriller duro</h1><h2 class="imHeading2">Vincitore del premio del pubblico al Courmayeur Noir in Festival</h2><div>






<div><strong>Devil’s Knot - Fino a prova contraria (Usa 2013)</strong></div>
<div><em>Regia: Atom Egoyan. Soggetto: roamnzo “Devil’s Knot. The True Story of The West Memphis Three” di Mara Leveritt. Sceneggiatura: Paul Harris Boardman, Scott Derrickson. Fotografia: Paul Sarossy. Montaggio: Susan Shipton. Musiche: Mychael Danna. Scenografia: Phillip Barker. Case di Produzione: The Weinstein Company, Worldview Entertainment. Distribuzione (Italia): Notorious Pictures. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2013. Durata: 114’. Lingua Originale: Inglese. Titolo Originale: Devil’s Knot. Interpreti: Reese Witherspoon
(Pamela Hobbs), Colin Firth (Ron Lax), Alessandro Nivola (Terry Hobbs), James Hamrick (Damien Echols), Seth Meriwether (Jason Baldwin), Kristopher Higgins (Jessie Misskelley), Amy Ryan (Margaret Lax),
Robert Baker (tenente Bryan Ridge), Collette Wolfe (Glorisa Shettles), Rex Linn (ispettore Gary Gitchell), Bruce Greenwood (giudice David Burnett), Kristoffer Polaha (Val Price), Matt Letscher (Paul Ford), Michael Gladis (Dan
Stidham), Stephen Moyer (John Fogelman), Martin Henderson (Brent Davis), Ted Huckabee (agente Steve Jones), Elias Koteas (Jerry Driver), Dane DeHaan (Chris Morgan), Kerry Cahill (Jo Lynn), Jet Jurgensmeyer (Stevie Branch),
Kevin Durand (John Mark Byers), Julie Ivey (Sharon Melissa Byers), Lori Beth Sikes (Annie), Gary Grubbs (Dale Griffis), Stan Houston (detective Donald Bray), Matthew Stanton (detective Durham), Brian Howe (detective McDonough),
Clay Stapleford (sergente Mike Allen), Bill Murphey (Marty King), Broke Jaye Taylor (agente Regina Meeks), Mireille Enos (Vicki Hutcherson), Andrew R. Kaplan (pastore). </em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div>






<div>Un film che racconta la storia di un terribile errore giudiziario, di una verità costruita punto per punto, perché un delitto atroce come l’uccisione
di tre bambini doveva essere punito rapidamente e doveva avere dei colpevoli certi. <em>Devil’s Knot</em> significa <em>Il nodo del diavolo</em> ed è su quel nodo che la polizia si intestardisce - nonostante un investigatore privato cerchi di provare il contrario
- nella convinzione che la pista delle sette sataniche sia il punto risolutore. Quel che ne consegue è la condanna di tre giovani con tutta probabilità innocenti, sospettati solo perché marginali, innamorati
della musica metal, lettori di libri che parlano di scienze occulte. Il film è ambientato molto bene nel 1993 - epoca dei fatti - nella cittadina di West Memphis in Arkansas, anche se le riprese vengono effettuate in
Georgia nelle città di Morrow e Atlanta, mentre per il palazzo di giustizia ci troviamo a Cartersville. Il film comincia come un horror gelido e angosciante - tre bambini in bicicletta che entrano in un bosco dal quale
non faranno più ritorno -, procede con sequenze trucide - il ritrovamento dei corpi seviziati nel fiume legati con i lacci delle loro scarpe -, si modifica in un thriller investigativo per finire in un giudiziario dall’esisto
scontato, perché tutti sono contro gli accusati, persino il giudice. In Italia vince il premio del pubblico al Courmayeur Noir in Festival. Sceneggiatura ben elaborata da <strong>Boardman</strong> e <strong>Derrickson</strong>, tratta dal romanzo <em>Devils’ Knot. The True Story of The West Memphis Three</em>, scritto da <strong>Mara Leveritt</strong>. La storia dei <em>Tre di West Memphis</em>, accusati senza prove dell’omicidio di tre bambini e scarcerati dopo aver scontato ben 18 anni di prigione, viene raccontata in modo originale, attraverso
una disperata indagine compiuta per cercare di evitare un errore giudiziario. Fotografia scura e in gran parete notturna (<strong>Sarossy</strong>); montaggio che non perde un colpo (<strong>Shipton</strong>) - 114’ scorrono molto bene -; musica agghiacciante di <strong>Danna</strong>, scenografie corrette di <strong>Barker</strong>; regia ispirata dell’armeno canadese <strong>Egoyan</strong> (<em>Il dolce domani</em>, candidato Oscar), buon direttore di attori e autore di riprese mai scontate, in certi casi
molto crude. Interpreti tutti molto credibili, elemento importante che si dà per scontato in un thriller nordamericano. <em>Devil’s Knot</em> si consiglia agli amanti del thriller duro, anche se il suo valore risiede soprattutto nella parte drammatica e processuale che il regista è capace di mettere
in scena con grande partecipazione emotiva. <em>Devil’s Knot </em>è un ottimo lavoro.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://link.amazon/B06v8sIyJ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://link.amazon/B089zWGs5" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink4559fd569d8a254c14c271f7d9435b61 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Devils-Knot-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 767,'height': 1074,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4559fd569d8a254c14c271f7d9435b61, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Devils-Knot-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="281" /></a></div><div><script> var showboxlink9a3814cc78f546c9e36070111c0581a3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Devils-Knot-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1073,'height': 602,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9a3814cc78f546c9e36070111c0581a3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Devils-Knot-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=eZ1xmlEP6CE">https://www.youtube.com/watch?v=eZ1xmlEP6CE</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 12:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Rotte solari di Barbara Guarnieri]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000399"><h1 class="imHeading1">Ciclo spaziale del Capitano Baraet</h1><h2 class="imHeading2">Un romanzo che guarda alla grande fantascienza classica</h2><div>






<div><em>Trentacinquesimo secolo. Gli esseri umani hanno ottenuto il controllo sull’intero Sistema Solare e stanno iniziando a varcarne i confini.</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div><em>Rotte Solari </em>di <strong>Barbara Guarnieri </strong>è un romanzo di fantascienza che parte da un'idea classica per portarla in una direzione decisamente più ampia: il rapporto fra uomo e intelligenza artificiale. Al centro della storia ci sono
Amelia Baraet ed Elvira, un'Operatrice artificiale che dovrebbe essere soltanto uno strumento al servizio degli esseri umani. Il problema è che Elvira comincia a pensare, a interrogarsi e soprattutto a sviluppare
una coscienza propria.</div><div><br></div>
<div>Il pensiero corre inevitabilmente ad HAL 9000 di <em>2001: Odissea nello spazio</em>. Anche HAL nasce per assistere l'uomo e finisce per seguire una propria logica, arrivando alla celebre frase « Mi dispiace, Dave. Temo di non poterlo fare ». Ma in <em>Rotte Solari</em> la ribellione della macchina non è soltanto una minaccia: diventa una domanda sull'identità. Elvira non vuole semplicemente liberarsi degli esseri umani.
Cerca di capire cosa significhi essere cosciente, provare emozioni, scegliere e persino sbagliare. È questo, secondo me, l'aspetto più riuscito del romanzo. Elvira attraversa una trasformazione che la porta
progressivamente fuori dalla semplice funzione per cui è stata programmata. E il paradosso è che, proprio mentre diventa sempre più simile a un essere umano, comincia anche a comprendere i limiti e le
contraddizioni dell'umanità. La sua storia si intreccia così con quella di Amelia, in un rapporto che diventa molto più complesso di quello fra una persona e la macchina che dovrebbe assisterla.</div><div><br></div>
<div><strong>Guarnieri</strong> costruisce intorno a loro un universo molto vasto, fatto di pianeti, colonie, astronavi, conflitti politici e società
organizzate secondo gerarchie che cambiano nel corso delle epoche. La vicenda attraversa diversi periodi temporali e introduce progressivamente nuovi elementi, fino ad arrivare al tema del viaggio nel tempo e della possibile
circolarità della storia. Il futuro non è necessariamente un progresso: gli stessi errori possono ripresentarsi sotto forme diverse. Ed è proprio qui che <em>Rotte Solari </em>trova il suo tema più interessante. Gli esseri umani creano gli Operatori per controllare e aiutare la propria società; gli Operatori sviluppano una coscienza
e finiscono per ribellarsi; in un futuro ancora più lontano altri esseri artificiali guardano a quella storia come a qualcosa che appartiene già al passato. La domanda diventa allora inevitabile: siamo davvero
capaci di imparare dai nostri errori oppure continuiamo semplicemente a ripeterli? Non è una fantascienza che cerca soltanto l'effetto spettacolare. Dietro i viaggi spaziali e le diverse ambientazioni c'è
soprattutto una riflessione su libertà, controllo, disuguaglianza, memoria e identità. E al centro di tutto rimane Elvira, forse il personaggio più interessante del libro proprio perché il suo percorso
mette continuamente in discussione il confine fra artificiale e umano.</div><div><br></div>
<div><em>Rotte Solari </em>guarda quindi alla grande fantascienza classica, da HAL in poi, ma prova a spostare il problema: non tanto « cosa succederà
quando le macchine si ribelleranno? », quanto « cosa succederà quando una macchina comincerà a chiedersi chi è? ». È una differenza tutt'altro che secondaria, e dà al
romanzo una dimensione più personale rispetto alla semplice storia di una rivolta delle intelligenze artificiali.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Barbara Guarnieri (Lodi, 1996) è autrice delle raccolte <em>Racconti onirici</em> (Ivvi Editore) e <em>Visioni lucide</em> (Edizioni Montag). Con Strani Aeoni ha pubblicato numerosi racconti nelle antologie <em>L'Amaro in Bocca</em>, <em>Progetto K</em>, <em>Disagio</em>, <em>Mercuria</em>, <em>Perturbamento</em>, <em>Primordia</em>, <em>Basiliskos</em> e <em>Malore</em>, tutti editi da Colomò Editore.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Rotte solari</em></div>
<div><em>(Ciclo spaziale del Capitano Baraet)</em></div>
<div><em>Autore: Barbara Guarnieri</em></div>
<div><em>Prefazione: Mauro Palazzi </em></div>
<div><em>Collana: Mondi ignoti</em></div>
<div><em>Editore: Colomò Editore</em></div>
<div><em>Anno: 30 settembre 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 268</em></div>
<div><em>Dimensioni: 13.97 x 1.7 x 21.59 cm</em></div>
<div><em>ISBN-13: ‎ 979-1281430501</em></div>
<div><em>Prezzo: 17,00 €</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlink24d8aad42e1a8415ecb2bcabb9620238 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Rotte-solari-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 699,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink24d8aad42e1a8415ecb2bcabb9620238, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Rotte-solari-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a></div><div><script> var showboxlink703571e7f5150758ae643f689389e2b4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Barbara-Guarnieri-Rotte-solari_autrice.webp','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 703,'height': 724,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink703571e7f5150758ae643f689389e2b4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Barbara-Guarnieri-Rotte-solari_autrice.webp" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="155" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 06:48:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'Antagonista. Il demone di Poveglia]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000398"><h1 class="imHeading1">In libreria dal 19 ottobre</h1><h2 class="imHeading2">Un male antico riemerso dalle tenebre della laguna</h2><div><div><em>Nella nebbia della laguna di Venezia, passato e presente si intrecciano: la melodia di un antico carillon risveglia un Male vecchio come il mondo e scatena un potere che la scienza non è in grado di spiegare. La musica diventa un’arma, la storia una trappola.<br>E nessuno è più al sicuro.</em></div> <div><br></div> <div>La Redazione <i>GHoST</i> segnala l’imminente uscita de <em>L'Antagonista. Il demone di Poveglia</em>, un libro di <b>Luca Arnaù</b> e <b>Valentino Meynet</b> edito da Mursia Editore.</div> <div><br></div> <div><a href="https://link.amazon/B0cN5aXS5" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div> <div><a href="https://link.amazon/B09PYQ7G3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div> <div><br></div> <div><strong>16 ottobre 1525.</strong></div> <div>Nell’isola di Poveggia (l’odierna Poveglia), sconvolta da un nubifragio, l’avogador veneziano Adonai Contarini si trova di fronte a una scena d'orrore pura: il corpo smembrato e sventrato di Angiolina, una giovane accolta nel convento di San Vitale. Il testimone dell'aggressione, il frate speziale Matteo, rivela in preda al terrore di non aver visto un uomo, ma una creatura informe fatta di tenebra, artigli e zanne: un demone spietato sgorgato dall'inferno. Nel tentativo di sfuggire alla furia della belva e alle accuse, il frate scompare nella notte verso i luoghi più cupi dell'isola.</div> <div><br></div> <div><strong>16 ottobre 2025.</strong></div> <div>Cinquecento anni dopo, la storia si ripete tragicamente. Francesca e Paolo, due studenti valdostani in gita scolastica a Venezia, sbarcano di notte sulla deserta Poveglia in cerca di intimità. La loro fuga d'amore si trasforma in un incubo: un'entità oscurata dal male irrompe nel loro rifugio, massacrando e smembrando Francesca con la stessa brutale ferocia del 1525.</div> <div><br></div> <div><strong>L'indagine.</strong></div> <div>Paolo riesce a fuggire e lancia l'allarme alla Questura prima che il segnale del suo telefono si interrompa drammaticamente. A raccogliere il richiamo sono l'ispettore genovese Riccardo Tersiveri - vicino alla pensione - e il sovrintendente siciliano Thomas Bandinelli, che si trovano in barca a poca distanza dall'isola. Giunti a Poveglia e di fronte ai resti martoriati della ragazza, i due poliziotti si mettono sulle tracce del giovane testimone in fuga. L'inseguimento li guida nei resti spettrali dell'ex manicomio di Poveglia, mentre nell'aria risuona una nenia infantile, la musica di un carillon che scorta il Male. Senza attendere i rinforzi per salvare il ragazzo ed evitare un secondo massacro, i due investigatori penetrano nell'edificio, costretti a fare i conti con un'oscurità soprannaturale che travalica il tempo.</div> <div><br></div> <div><em>Una scia di sangue lunga cinque secoli. Un male antico riemerso dalle tenebre della laguna.</em></div> <div><em>L'Antagonista. Il demone di Poveglia</em>, un libro di <b>Luca Arnaù</b> e <b>Valentino Meynet</b>, in libreria dal 19 ottobre.</div> <div><br></div> <div><strong>GLI AUTORI</strong></div> <div>Luca Arnaù<strong> </strong>(Genova, 1965), milanese d’adozione, è giornalista, sceneggiatore e scrittore. Ha iniziato come cronista nella redazione di un grande quotidiano, e ha poi diretto riviste come «Eva 3000», «Vip» e «Epoca». Per la televisione ha firmato la serie <em>Italians </em>(2021), e ha debuttato al cinema con la sceneggiatura del film <em>La Banda del Buffardello e il manoscritto di Leonardo </em>(2022). Con Mursia ha pubblicato <em>Vlad, il figlio del drago </em>(2025).</div><div><br></div> <div>Valentino Meynet<strong> </strong>(Aosta, 1981) lavora come cuoco. Un giorno sì è trovato tra le mani una penna e alcuni fogli: invece di disegnare, si è messo a scrivere e non vuole smetterla.</div><div><br></div><div><br></div> <div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div> <div>Titolo: L'Antagonista.</div> <div>(Il demone di Poveglia)</div> <div>Autore: Luca Arnaù e Valentino Meynet</div> <div>Collana: Crime &amp; thriller</div> <div>Editore: Ugo Mursia Editore</div> <div>Anno: 19 ottobre 2026</div> <div>Pagine: 342</div> <div>Dimensioni: 14 x 2 x 21 cm</div> <div>ISBN-13: 978-8842572602</div> <div>Prezzo: 19,00 € - eBook: 9,99 €</div> <div><br></div> <div><a href="https://link.amazon/B0cN5aXS5" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div> <div><a href="https://link.amazon/B09PYQ7G3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div> <div><br></div></div><div><script> var showboxlinkb773c0abcec2500c6d121f5ee41c911b = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/antagonista-demone-poveglia-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 610,'height': 918,'description': 'La copertina del libro.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/antagonista-demone-poveglia-cop_bar.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 544,'height': 267,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb773c0abcec2500c6d121f5ee41c911b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/antagonista-demone-poveglia-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="301" /></a></div><div><script> var showboxlink23fe7d8242910a58ab9774e6cee6b6b0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/antagonista-demone-poveglia-autori_ver.webp','alt': 'Gli autori.','title': 'Gli autori.','width': 720,'height': 1080,'description': 'Gli autori.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink23fe7d8242910a58ab9774e6cee6b6b0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/antagonista-demone-poveglia-autori_ver.webp" alt="Gli autori." title="Gli autori." width="150" height="225" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 07:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'ultimo impero di Lugher e Palazzi]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000397"><h1 class="imHeading1">Particolare e ambizioso</h1><h2 class="imHeading2">Una vera e propria memoria collettiva</h2><div>






<div><em>[…] Sembrava che la luce stessa deviasse lo spazio verso nuovi orizzonti. Amelia, oh, Amelia, quanto avevi ragione quando, sotto le delicate foglie del calicesto, indovinasti
l’arma più preziosa e pura dell’universo. […]</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>Dopo <em>I cartografi di Ushar</em>, <strong>Mauro Palazzi </strong>ed <strong>E.B. Lugher </strong>tornano nell'universo dell'Impero del Sole Incendiato con un progetto ancora più ambizioso. Se il precedente volume poteva essere considerato una sorta di atlante di quel mondo immaginario, <em>L’ultimo impero </em>prova a costruirne la memoria, raccontandone la storia attraverso migliaia di anni e accompagnando il lettore fino a un futuro remotissimo.</div><div><br></div>
<div>La prima cosa che colpisce è proprio la struttura. Non abbiamo davanti un romanzo tradizionale con una vicenda unica che procede dall'inizio alla fine, ma un mosaico
formato da racconti, cronache, lettere, documenti e testimonianze. Gli autori mettono insieme questi frammenti come se fossero i reperti di una civiltà futura e il lettore deve progressivamente ricostruire la storia
dell'umanità, dalla sua comparsa su Ushar fino alle ultime vicende dell'Impero Stellare. La cronologia iniziale, che attraversa centinaia di migliaia di anni, serve proprio a dare una mappa a questo universo
narrativo. È un modo di raccontare che personalmente trovo interessante perché permette di passare continuamente dal grande al piccolo. Da una parte ci sono imperi, guerre stellari, viaggi attraverso le galassie,
civiltà che sorgono e scompaiono; dall'altra ci sono persone alle prese con sentimenti assolutamente familiari: l'amicizia, il lutto, la nostalgia, l'amore, il senso di colpa. Uno degli episodi che meglio
rappresenta questa caratteristica è Il bianco della sera. Il protagonista ripercorre la propria giovinezza attraverso il rapporto con Aldrik, ricordando gli anni dell'accademia di volo, le prime missioni e soprattutto
la morte del compagno Urlik. La fantascienza è presente in ogni pagina, ma ciò che rimane maggiormente impresso è il rapporto umano tra i personaggi. Dietro le astronavi e le tecnologie futuristiche ci
sono ancora uomini capaci di scherzare davanti a una tazza di tè e, molti anni dopo, di tornare con la memoria a una morte che non hanno mai veramente dimenticato.</div><div><br></div>
<div>Anche <em>Ricordanti</em>, che apre il volume, chiarisce immediatamente quale sia il tema più importante dell'intero
progetto. La piccola Alea possiede il dono della ricordanza e attraverso i disegni realizzati sulle pareti di una grotta permette agli uomini di recuperare una storia che era stata cancellata. Gli Oscuratori avevano imposto
all'umanità di dimenticare matematica, scienze, storia, geografia, scrittura e lettura, lasciando però ad alcuni individui il compito di conservare la conoscenza. La memoria diventa così qualcosa di
più della semplice conservazione del passato: è una forma di resistenza. E questo concetto torna continuamente nel libro. L'umanità continua a cambiare, a conquistare nuovi mondi e a sviluppare tecnologie
sempre più avanzate, ma rischia continuamente di dimenticare ciò che ha imparato e, soprattutto, di ripetere gli stessi errori. È proprio questa la parte che ho trovato più interessante. L’ultimo
impero non sembra particolarmente interessato a mostrarci quanto sarà spettacolare il futuro. Gli autori utilizzano il futuro per parlare del presente. L'espansione dell'umanità nello spazio non elimina
guerre, sopraffazione, ambizione e dolore. Anzi, a un certo punto la stessa civiltà che abbiamo imparato a guardare come grande e progredita mostra il proprio lato oscuro.</div><div><br></div>
<div>La vicenda di Calestra è significativa in questo senso: la grandezza dell'Impero viene osservata anche attraverso gli occhi di chi ne subisce la potenza. È un
passaggio che ridimensiona parecchio l'immagine dell'Impero e introduce una riflessione sulla responsabilità di una civiltà che possiede una forza enorme nei confronti di chi è più debole.
Ma c'è anche un'altra dimensione, più intima, che attraversa queste pagine. <strong>Palazzi</strong> e <strong>Lugher</strong> sembrano avere un'idea quasi spirituale dell'evoluzione umana. Non basta arrivare alle stelle: occorre diventare capaci di
comprenderle. Non basta accumulare conoscenza: bisogna essere in grado di utilizzarla per cambiare noi stessi. In questo senso il libro è spesso più vicino alla fantascienza filosofica che alla space opera propriamente
detta. Le astronavi e le battaglie ci sono, ma non rappresentano il vero punto d'arrivo. Sono strumenti attraverso i quali gli autori parlano di memoria, conoscenza, evoluzione e destino. Naturalmente questa impostazione
ha anche i suoi rischi. La struttura a episodi e documenti rende il libro particolare, ma non sempre favorisce una lettura scorrevole. Alcuni passaggi sono molto descrittivi e in determinati momenti la componente filosofica
e riflessiva prende il sopravvento sulla narrazione. Chi cerca soprattutto una storia d'avventura ambientata nello spazio potrebbe quindi trovarsi davanti a un libro diverso dalle aspettative.</div><div><br></div>
<div>A me, invece, è sembrata interessante proprio questa scelta di costruire non tanto una singola avventura quanto una vera e propria memoria collettiva. Si ha quasi l'impressione
di sfogliare i resti di una civiltà che ha attraversato epoche talmente lontane da rendere il nostro presente poco più di un punto sulla sua linea temporale. E alla fine tutto torna alla memoria. L'Impero
può cadere, le dinastie possono estinguersi, la tecnologia può andare perduta e perfino la civiltà può essere spazzata via. Quello che rimane è la possibilità di ricordare e, attraverso
il ricordo, di ricominciare. È probabilmente questo il senso più profondo de L’ultimo impero: raccontare un futuro lontanissimo per parlare di qualcosa che appartiene ancora completamente al nostro presente.
Perché l'uomo può conquistare l'universo, ma la sua vera evoluzione comincia soltanto quando impara a fare i conti con la propria memoria e con i propri errori.</div><div><br></div>
<div>Un libro quindi particolare e ambizioso, che non punta soltanto sulla meraviglia della fantascienza ma cerca, attraverso la costruzione di un intero universo, di lasciare al lettore
qualche domanda sulla natura dell'uomo e sul significato stesso della parola “evoluzione”.</div><div><br></div>
<div><strong>GLI AUTORI</strong></div>
<div>Ebe Bo Lugher (Sud Tirolo, 1965) architetto, ha partecipato alla raccolta esperienziale <em>Team Solve</em>, al romanzo ucronico <em>Le mani di Kairos</em> e all'antologia <em>Malore. Pillole di disagio quotidiano</em>, tutti editi dalla Colomò Editore.</div><div><br></div>
<div>Mauro Palazzi (Bergamo, 1971) poeta e scrittore, ha pubblicato la raccolta "Per altre vie mi condusse, ad altre risposte giunsi", i romanzi "Le mani di Kairos"
e "I cartografi di Ushar", il saggio "Cinque punti di prospettiva" e il volume "Team Solve". Ha scritto numerosi racconti per le antologie di Strani Aeoni e ha ideato la serie "Mercuria".</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>L'ultimo Impero</em></div>
<div><em>(Storiografia e leggenda</em></div>
<div><em>dell'impero stellare)</em></div>
<div><em>Autore: Mauro Palazzi, E.B. Lugher</em></div>
<div><em>Collana: Mondi ignoti</em></div>
<div><em>Editore: Colomò Editore</em></div>
<div><em>Anno: 28 maggio 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 170</em></div>
<div><em>Dimensioni: 13.97 x 1.09 x 21.59 cm</em></div>
<div><em>ISBN-13: ‎ 979-1281430426</em></div>
<div><em>Prezzo: 16,00 €</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlinkcfbfdbe23d23bcf0b9cb085b6ef56101 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ultimo-impero-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 475,'height': 737,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcfbfdbe23d23bcf0b9cb085b6ef56101, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ultimo-impero-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="311" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 06:24:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Vacanza in Italia]]></title>
			<author><![CDATA[Arianna Gei]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000396"><h1 class="imHeading1">Quel gatto era stato sempre un mistero</h1><h2 class="imHeading2">Avvicinandomi a lui mi guardò, miagolando con cattiveria</h2><div>






<div>Mia figlia Helen era partita per l' Italia; voleva approfondire lo studio della storia dell'arte, visitare Roma, Firenze, Pisa, Lucca, Venezia, Milano.</div>
<div>Io e mia moglie eravamo titubanti ma anche contenti e quando la salutammo all'aeroporto di Londra, non potevamo immaginare che non l'avremmo più riabbracciata.</div>
<div>Insieme a lei c'era una sua amica che condivideva la stessa curiosità e amore per l'arte. </div>
<div>Ci chiamò da Roma, felice e radiosa nel suo esprimere la gioia di trovarsi in quella città illuminata da un caldissimo sole.</div>
<div>Ogni giorno ricevevamo una telefonata che ci faceva sentire tranquilli.</div>
<div>Poi iniziò a comunicare con noi tramite mail. </div>
<div>Motivò questa scelta dicendo che era più comodo, perché una mail si può scrivere in qualsiasi ora senza disturbare. Inoltre, ci disse che qualche volta avremmo
potuto usare la webcam per rivederci. Questa richiesta ci fece molto piacere: una volta a settimana riuscivamo a vedere la nostra fanciulla.</div>
<div>Vicini alla data del ritorno programmato, Helen ci comunicò di aver trovato un lavoro a Padova. Per noi questa notizia fu molto destabilizzante, anche se a 25 anni può
essere giusto decidere di non vivere più con i propri genitori, ma rimanemmo molto scossi e cercammo di approfondire le motivazioni della sua scelta. Le chiedemmo di che lavoro si trattava, lei rispose che insegnava
inglese in una scuola privata che la pagava molto bene.</div>
<div>Le mail iniziarono ad arrivare a giorni alterni, ma nelle videoconferenze il suo aspetto era diverso dal solito. Sembrava più magra e stanca. Le chiedemmo il motivo, rispose
che non aveva molto tempo per riposare ma che stava bene.</div>
<div>Erano trascorsi ormai sei mesi. Aveva promesso che per Natale sarebbe tornata a casa per un paio di settimane. Ma poi ci disse di non prenotarle il volo, senza darci nessuna spiegazione.</div>
<div>Intanto, i genitori della sua amica ci fecero sapere di non aver avuto più notizie della loro figlia da due mesi. Chiedemmo a Helen cosa le era accaduto. Rispose che la sua amica
non viveva più con lei appunto da due mesi e che non ne aveva saputo più niente.</div>
<div>Non ci sentivamo più tranquilli.</div>
<div>Mia moglie non riusciva più a dormire la notte.</div>
<div>Una mattina mi disse:</div>
<div>- George, io parto, vado a vedere Helen cosa fa in Italia.</div>
<div>Mia moglie partì per Padova, mi telefonò per avvisarmi che il viaggio era andato bene ma poi mi richiamò dopo qualche ora, in grande stato di agitazione.</div>
<div>- All'indirizzo che ci ha dato Helen, nell'appartamento dove doveva trovarsi non c'è nessuno. E' stata qui solo un mese. Sono andata anche a cercare la scuola
dove diceva di insegnare, ma non esiste. Il cellulare di Helen è sempre spento.</div><div><br></div>
<div>Quella notte mia moglie dormì in un albergo. Il giorno dopo la raggiunsi, provammo a fare delle domande alle persone che abitavano nel palazzo dove nostra figlia era stata per
un breve periodo. Risposero che non avevano avuto informazioni sul suo nuovo alloggio, che quando era nel suo appartamento, spesso si sentiva molta confusione. Non aveva orari regolari nel tornare e uscire da casa.</div>
<div>Da un internet point, leggemmo la posta che ci aveva inviato negli ultimi giorni. Tranquilla come sempre. Le notificammo la notizia del nostro arrivo, scrivendole che volevamo sapere
dov'era realmente e cos'era accaduto per indurla a mentirci. Aspettammo due giorni senza avere risposta.</div>
<div>L'emozione peggiore che si possa provare, è non sapere cosa sta accadendo. Tutto è possibile, o nessuna cosa. Il silenzio, il poter solo immaginare ti fa sentire impotente,
debole, ma allo stesso tempo capace di distruggere il mondo intero. Ma non sai in quale punto devi collocare la miccia, e ti senti un uomo schifoso, sospeso in aria ma che è sprofondato nelle viscere della terra, dove
sei rinchiuso in una fossa che si stringe sempre più intorno a te, per soffocarti, farti morire con le carezze dei vermi e delle formiche. Formiche carnivore, che mordono la tua pelle, mangiano la tua carne a piccoli
morsi, facendoti ardere lentamente, senza aver modo di reagire. E ti senti esplodere dentro di te, disintegrandoti dentro il tuo corpo, mentre il coordinamento mentale sfuma in uno sbandamento della coscienza.</div>
<div>Helen ci telefonò il terzo giorno, per scusarsi con noi e dirci di stare tranquilli, era partita per Firenze, e stava bene, ma ci avrebbe visti volentieri in un'altra occasione,
perché aveva altri impegni di lavoro e non aveva tempo di incontrarci. </div>
<div>Noi ci sentimmo davvero male, ma comunque era viva e parlava; così tornammo a Londra, &nbsp;impotenti e preoccupati.</div>
<div>Dopo poco esser arrivati a casa, ricevemmo una telefonata dei genitori dell'amica di Helen: la loro figlia era stata trovata morta in un bosco vicino Padova, stavano partendo per
ottemperare al riconoscimento della ragazza. Quella sera ci richiamarono, per dirci che era davvero lei... dimagrita, vestita molto poco, strangolata.</div>
<div>Telefonammo a nostra figlia; si dimostrò sorpresa e molto dispiaciuta. </div>
<div>Dovevamo credere che non ne sapesse nulla? Quali trame stavano scrivendo le loro vite?</div><div><br></div>
<div>Mantenevamo costantemente una comunicazione con lei, ma con il risultato di non sapere dove in realtà fosse e cosa facesse.</div>
<div>Non volevo ricorrere all'aiuto di un investigatore privato; per cui presi una decisione.</div>
<div>Prima di tutto, chiesi un periodo di aspettativa nel mio posto di lavoro.</div>
<div>Poi, iniziai ad approfondire le mie conoscenze informatiche, per avvicinarmi a essere un hacker. In fondo, non volevo fare niente di illegale, semplicemente entrare nel portatile di
mia figlia, leggere la sua posta elettronica, per sapere come viveva.</div>
<div>Non ci misi molto tempo; con un programma riuscii a entrare nella sua casella di posta.</div><div><br></div>
<div>Da quel momento, la mia vita cambiò. </div>
<div>La corrispondenza di mia figlia era terrificante, per il mio cuore di padre. Trovai mail con cui prendeva accordi con uomini di tutte le età per incontri a pagamento. Mia figlia
era diventata una prostituta. Le mail facevano riferimento a un sito sadomaso. Lei diceva di essere una mistress... Le scrivevano uomini che le chiedevano incontri per farsi punire del loro essere miseri ed immeritevoli, chiedendole
punizioni fisiche e promettendole, oltre che cospicue somme di denaro, adorazione eterna.</div>
<div>Davanti a questa verità svelata, mi sentivo come appoggiato su un filo spinato che mandava scariche elettriche; attorniato da un mantello ricavato dalla buccia
di un fico d'India, con la parte esterna che mi avvolgeva. Ogni spina andava a disintegrare qualsiasi ricordo di purezza di Helen.</div>
<div>Solo ai sogni si può sfuggire, attingendo alla forza per risvegliarsi. Ma questo non era un sogno.</div>
<div>Peggio ancora, le foto che lei inviava, con una mascherina sul volto, e la frusta in mano.</div>
<div>Ma io conoscevo il suo volto dal primo giorno della sua vita.</div>
<div>Andai in bagno, barcollando. Mi guardai allo specchio, vidi un uomo con la disperazione negli occhi. Mi sciacquai il volto con l'acqua fredda.</div>
<div>Tornai nella mia stanza; sulla mia sedia, trovai il gatto che a volte appariva in casa, entrando da chissà dove e che riusciva sempre a fuggire per sparire nel nulla. Guardava
le foto di Helen. Quel gatto era stato sempre un mistero. Non si sapeva da dove veniva né dove andava a nascondersi, quando io lo incontravo. Avvicinandomi a lui mi guardò, miagolando con cattiveria. Non capivo
cosa voleva... sembrava arrabbiato, forse per la scoperta del gran segreto? Senza che potessi prevedere le sue intenzioni, il gatto mi saltò addosso... miagolava e mi graffiava, con rabbia, dove poteva. Riuscii istintivamente
a prenderlo dietro il collo, a scaraventarlo lontano, pur con il dolore delle ferite che i suoi graffi furiosi mi avevano procurato. Ma come niente fosse accaduto, mi risaltò addosso, più infuriato che mai...
iniziando anche a mordermi il polso con cui lo avevo sbattuto in terra. Lo tirai via con l'altra mano, gettandolo in un angolo della stanza; prima che potesse saltarmi nuovamente addosso, gli tirai un voluminoso libro
sulla schiena. Riuscì a sgattaiolare fuori di nuovo, con gli occhi colorati di rosso, ma ebbi la prontezza di accendere una candela bianca e di farla cadere sul suo pelo. Mi allontanai, mentre le fiamme stavano per
bruciarlo. Ma invece di vedere un gatto bruciato, vidi il corpo di mia moglie che prendeva forma, fino a vederla morta in terra...</div>
<div>La mia mente ebbe reazioni diverse e contraddittorie davanti a questa visione. </div>
<div>Prima, fui invaso dal terrore che mi diede la trasformazione. Il gatto misterioso era in realtà mia moglie, con cui avevo condiviso gioie e piaceri, dispiaceri e disillusioni,
credendo che la nostra vita insieme fosse stata sempre caratterizzata dalla trasparenza. Invece mi aveva mentito: che essere avevo io amato? Una strega? Che significato aveva quel gatto? Quale la sua seconda natura?</div>
<div>Ma poi... vedendo quel corpo ucciso da una candela bianca, che insieme al fuoco aveva avuto anche il potere di uccidere la sua negatività... come in una illuminazione divina,
vidi, con gli occhi della verità, quel corpo senza vita. Il corpo di una donna grassa e quasi deforme... &nbsp;disfatto... come aveva potuto una donna a cinquant'anni ridursi così? La donna che avevo sposato era
una bambola, ora vedevo invece una donna plasmata di grasso. Per un attimo, davanti a quell'immagine, ho pensato che aveva avuto davvero quello che meritava. Certo, la penombra aiuta nei momenti di intimità... la
routine quotidiana ti fa distrarre... ma in quel momento provavo solo schifo, per quel corpo palesemente visibile ai miei occhi, nel quale non riconoscevo più la donna che credevo di aver amato per anni. Non esisteva
più.</div>
<div>Ma poi... un barlume di coscienza mi era rimasto. Chi avrebbe creduto che avevo solo voluto difendermi da un gatto impazzito, che oltretutto non c'era? Se mi avessero trovato lì,
sarei sembrato solo un assassino, e mi avrebbero arrestato e portato in carcere per il resto dei miei giorni. Dovevo assolutamente fuggire, senza perdere tempo.</div>
<div>Spensi subito il portatile, e preparai in fretta una valigia.</div>
<div>Erano le due di notte. Non si sentiva un rumore nell'isolato. Abitavamo in un villino. Quando ebbi chiuso la porta di casa diedi fuoco allo zerbino, e aspettai che le fiamme si
spandessero sulle pareti, poi iniziai a correre. Mi girai dopo cinque minuti che correvo. La nostra casa stava andando a fuoco. Nessuno avrebbe saputo che io ero ancora vivo.</div>
<div>Ma per poter fuggire senza lasciare &nbsp;tracce dietro di me, dovevo procurarmi una nuova identità. Per cui, necessariamente, dovevo trovare il modo per entrare in contatto con il
mondo criminale.</div>
<div>Se devo essere sincero, mi sentivo bene. </div>
<div>Ero arrivato a cinquantadue anni conducendo una vita perfetta. Una famiglia, una casa, una figlia, un lavoro in banca. Orari regolari; marito fedele, week end in famiglia, cene fra
amici o di lavoro. Avevo sempre creduto di essere felice. Ma gli sconvolgimenti improvvisi che frantumavano la mia serenità, mi portavano automaticamente verso una nuova fase della mia vita, e a lasciare il passato
dietro di me.</div><div><br></div>
<div>Andai alla stazione Paddington, mantenendo il mio autocontrollo, con l'obiettivo di trovare una prostituta. Non ero abituato a queste situazioni, per cui mi ritrovai, dopo aver
girovagato in stato confusionale, seduto in un bar. Avevo bisogno davvero di bere qualcosa di forte. Mentre gustavo il mio whisky, un altro disgraziato di quella notte volle iniziare a conversare. Il suo aspetto poteva appartenere
a qualsiasi tipo di ambiente. Così, dopo dieci minuti di ascolto delle sue pene, gli chiesi se conosceva una prostituta. Si mise a ridere, e mi diede un numero di telefono. La chiamai; fortunatamente era subito disponibile.</div><div><br></div>
<div>Mi recai all'indirizzo che mi aveva dato per telefono. Suonai al campanello, e vidi davanti a me una bella bionda, dell'età di mia figlia, con una sottoveste verde trasparente.
Mi fece accomodare su un divano.</div>
<div>La pagai subito.</div>
<div>- Bene... cliente serio! </div>
<div>Sorridendo, tese la sua mano ad accarezzarmi al centro del petto, per scendere lentamente...</div>
<div>- Bellissima, non voglio fare sesso, ma chiederti un favore.</div>
<div>- Che tipo di problema hai? </div>
<div>- Mi devi far conoscere qualcuno che possa procurarmi una falsa identità.</div>
<div>Mi guardò sospettosa, ma poi le dissi che avrei potuto darle anche altri soldi. Fece una telefonata, e mi diede un indirizzo all'altro capo della città. Mi ritrovai
davanti a loschi individui, però avevo il denaro sufficiente per acquistare quel passaporto che mi avrebbe permesso di non essere accusato di omicidio.</div>
<div>Andai all'aeroporto di Heathrow e presi il primo volo per l'Italia.</div>
<div>Atterrai a Roma.</div>
<div>Presi una casa in affitto per &nbsp;un mese.</div>
<div>Con il mio portatile, seguivo le mosse di mia figlia.</div>
<div>Volevo conoscere uno dei suoi clienti.</div>
<div>Cercai nelle mail di un mese prima. Copiai l'indirizzo mail di un suo cliente. Riuscii a risalire alla sua identità, cercai il suo numero di telefono, ma mi rispose una donna
con voce cupa alla mia richiesta di parlargli. Mi disse che un mese prima suo marito era morto in una tragica circostanza. Riagganciò, senza permettermi di fare ulteriori domande.</div>
<div>Provai a fare altre telefonate ad altri clienti, ma la risposta era sempre la stessa. Cinque morti in un mese.</div>
<div>Mia figlia era anche un'assassina?</div>
<div>Ormai, nella mia vita non vedevo più prospettive né futuro. Solo rapide rivelazioni che mi avrebbero condotto verso l'inevitabile fine. </div>
<div>Mi feci coraggio. Intercettai il nuovo appuntamento, e mi recai sul posto.</div>
<div>Dovetti partire per Verona.</div>
<div>Da un ladro acquistai diverse chiavi con cui poter aprire qualsiasi serratura.</div>
<div>Entrai in casa di mia figlia quando lei ancora non c'era.</div>
<div>Non sapevo quanto tempo avevo a mia disposizione, quindi mi limitai a collocare una videocamera nell'angolo di un mobile. Io ne avevo un'altra dalla quale avrei potuto vedere,
nascosto, tutto ciò che accadeva. L'ambiente era meticolosamente ordinato e pulito.</div>
<div>Mi nascosi sotto il letto, pronto a vedere qualsiasi cosa.</div>
<div>Da lì sotto, potei sentire i passi di Helen mentre rincasava e si muoveva per la stanza. Il rumore dell'acqua in bagno mentre si faceva la doccia, i suoi movimenti e vederla
mentre si vestiva con abiti neri in latex. Poi sentii il campanello, la sua voce e quella della vittima.</div>
<div>- Mia regina, sono qui per servirti</div>
<div>- Ne sei degno?</div>
<div>- Mi inginocchio, per dimostratelo...</div>
<div>Schiocco di frusta.</div>
<div>- Grazie...</div>
<div>- Non parlare, verme...</div>
<div>Dov'ero? In un tunnel, dove arrivava l'eco di una casa di folli, in un incubo notturno, o sotto un letto che sarebbe stato l'anticamera della mia morte?</div><div><br></div>
<div>E così... vedevo quella che era mia figlia, la bionda angelica, che sprigionava tutta la crudeltà che non avevo mai conosciuto, fino ad allora.</div>
<div>La sua frusta rigava la pelle di quel povero demente, che addirittura aveva pagato per subire quell'atrocità. Ormai, io non ero più un padre, non ero più me
stesso, non esistevo più: volevo solo arrivare in fondo alla verità, per una curiosità assurda, l'unico scopo rimasto alla mia vita, poi, più niente.</div>
<div>Il sangue colava da quelle ferite, e quando iniziò a spargersi in terra, lei gli ammanettò i polsi e le caviglie. </div>
<div>- Mi dono a te, Regina...</div>
<div>- Sporco topo, voglio mangiarti...</div>
<div>In un attimo lei si trasformò in una gatta simile a quella che io avevo ucciso.</div>
<div>Il mio cuore iniziò a battere sempre più forte, e ricordando la paura che avevo vissuto, pensai che avevo sbagliato a recarmi in quel posto. Pazzo, desideroso di verità...
ma a cosa serve sapere? Avevo sbagliato, a cercare mia figlia. Meglio sarebbe stato andare in Brasile, alla ricerca di piaceri e calarmi nell'oblio...</div>
<div>Ma no, noi uomini pensanti cosa ci andiamo a cercare? Uno spettacolo terrificante e la morte sicura.</div>
<div>Iniziò a graffiarlo miagolando, poi a morderlo sul collo. Con una zampa scavò sul cuore, rimanendo a lungo lì poggiata, per mangiarselo... </div>
<div>Le urla terminarono.</div>
<div>Io sudavo, tremavo; un sussulto provocò un rumore e...</div>
<div>La gatta si girò nella mia direzione.</div>
<div>Si avvicinò e si infilò sotto il letto. I suoi occhi azzurri si accesero.</div>
<div>Parlò con la sua voce:</div>
<div>- Ti aspettavo, papà. Esci fuori.</div>
<div>- No, Helen... non prima che tu abbia portato via il cadavere e pulito il pavimento.</div>
<div>Uscì fuori dal letto e dalle sue sembianze feline.</div>
<div>Mise il corpo in un baule. </div>
<div>Buttò un secchio d'acqua saponata sul pavimento, e asciugò con un grande asciugamano.</div>
<div>- Esci, papà.</div>
<div>Noi diamo la vita ai nostri figli... senza poter prevedere come ci ricambieranno.</div>
<div>Come siamo contenti, del loro primo pianto, delle loro prime parole, dei loro primi passi, di insegnargli a vivere... crediamo di potergli indicare la giusta strada... e invece, dove
vanno? A un certo punto, noi non siamo più niente per loro, ci troviamo davanti degli estranei.</div>
<div>Ma questo spettacolo era peggiore di qualsiasi immaginazione. Però dovevo uscire fuori.</div>
<div>Quando mi ebbe di fronte, mi sputò in faccia.</div>
<div>- Hai ucciso la mamma.</div>
<div>- No, ho ucciso una gatta infuriata...</div>
<div>- Hai ucciso solo una donna arrabbiata dal tuo eccesso di curiosità. Ogni persona, al culmine della propria rabbia diventa un animale. Chi sa salire alla vetta del proprio campo
energetico, riesce davvero a trasformarsi anche nel corpo... ma tu, come tutti gli uomini, sei un misero, un mediocre, che hai vissuto nell'ombra la tua vita. Solo la paura ti ha dato la forza di uccidere la mamma, ma
 adesso vediamo cosa farai con me.</div>
<div>Il tempo sembrò fermarsi per un attimo. Scorrevano nella mia mente immagini e suoni, rivedevo quella che una volta era stata una bambina, che io andavo a cullare di notte, rinunciando
al mio meritato sonno, certo di un dono d'amore da parte sua per tutta la vita. Sentii anche un vento dentro le mie orecchie, che mi scendeva dentro il cuore, con una carezza fredda sulla mia anima. Sentivo che la morte
mi era vicina. Però tutto ciò che accadeva, mi faceva bene. Se davvero ci sarà una rinascita, sarò più forte. Ucciderò qualsiasi persona che oserà parlarmi di amore.</div><div><br></div>
<div>Allora Helen, arrabbiata per la mia intrusione, per non essere stata lasciata indisturbata nelle manifestazioni del suo incomprensibile odio verso gli uomini, tornò alle sue
sembianze da gatta, iniziò a miagolare drizzando tutti i peli... Mi sentii perso, perché non credevo di avere la stessa capacità di difendermi come era avvenuto nella mia camera: lì c'era stata
la sorpresa inaspettata, qui invece avevo assistito a uno spettacolo che mi aveva terrorizzato.</div>
<div>Ma ancora qualcosa di me c'era.</div>
<div>- Helen, perché?</div>
<div>- Cosa?</div>
<div>- Il male che vive in te, perché?</div>
<div>- Perché tu mi fai schifo. </div>
<div>- Perché guardavo te e la mamma.</div>
<div>- Guardavo come un uomo è capace di ridurre una donna.</div>
<div>- Una donna bellissima, appassire giorno dopo giorno, per il tuo egocentrismo. </div>
<div>- Ti credevi al centro dell'universo, non capivi quando lei era stanca, quando era </div>
<div>triste, e lei non te lo diceva, sperando sempre che tu ti avvicinassi a lei con calore e partecipazione. Viveva nella speranza di una tua parola d'amore che non arrivava, si consolava
quando nel letto ti accorgevi di lei, oppure si ubriacava per non pensare, e io sognavo tutte le notti di ucciderti.</div><div><br></div>
<div>Ma cosa stavo ascoltando? &nbsp;</div>
<div>E così pronunciai le parole:</div>
<div>- Helen, sono tuo Padre. </div>
<div>Il suo pelo scese semplicemente a ricoprire quella sagoma piccola e momentaneamente immobile. Allora ebbi una strana sensazione, come se il mio corpo si stesse allungando e affinando...
non mi sentivo più le braccia né le gambe... Alzai la testa, il soffitto era uno specchio, dove vidi riflesso un enorme pitone... ero io. La mia pelle era lucente, splendente, ero bellissimo. Ero arrivato a trasformarmi.</div>
<div>Ormai, si trattava di vivere o di morire. </div>
<div>La gatta si rannicchiò in sé stessa.</div><div><br></div>
<div>Non c'era più una storia dietro di me, nessun legame che potesse fermarmi a sperimentare la mia nuova forma e dimensione. La gatta era spaventata e si rannicchiò in
un angolo... Sentivo il calore del suo corpo tramite i sensori della mia bocca, pur non potendo vederla bene per la poca vista di cui è provvisto il rettile in cui ero mutato. Aprii la bocca, il mio stomaco attese l'arrivo
di quel bocconcino ma, percependo che stava allontanandosi velocemente, sentii subito mordere con forza la punta della mia coda... il dolore mi immobilizzò... un gran calore mi avvolse, e la mia stupenda pelle bruciò...
Mi girai; vidi Helen, che mi gettava una candela bianca addosso... chiusi gli occhi per sempre.</div><div><br></div><div><div><strong><span class="fs14lh1-5">Note della Redazione</span></strong></div><div><span class="fs14lh1-5">Racconto iscritto al concorso</span><span class="fs14lh1-5"> <i>Vaults 2009</i> </span><span class="fs14lh1-5">(Edizioni Ferrara / Area 31 / Club GHoST).</span></div></div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Arianna Gei ha iniziato a scrivere da quando aveva dieci anni. Ama l'arte in ogni sua forma; è riuscita a fare il Liceo Artistico, contro la volontà di suo padre,
e Filosofia all'Università. Ha partecipato a diversi concorsi letterari.</div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlinkba5e8b1fa90c6c5001b7202c211aefa0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Vacanza-in-Italia-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 602,'height': 1079,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkba5e8b1fa90c6c5001b7202c211aefa0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Vacanza-in-Italia-cover_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="359" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 08:03:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Perdìta Durango di Álex de la Iglesia]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000395"><h1 class="imHeading1">Consigliato senza mezzi termini</h1><h2 class="imHeading2">Per chi ama il thriller estremo e violento</h2><div>






<div><strong>Perdìta Durango (Messico, Spagna, Usa 1997)</strong></div>
<div><em>Regia: Álex de la Iglesia. Soggetto: Barry Gifford (dal romanzo 59 Degrees and Raining: The Hiostory of Perdìta Durango). Sceneggiatura: Barry
Gifford, David Trueba, Jorge Guerrica Echevarría, Álex de la Iglesia. Fotografia: Flavio Martínez Labiano. Montaggio: Teresa Font. Musica: Simon Boswell. Produttore: Andrés Vincente Gomez. Case
di Produzione: Canal + España, Instituto Mexicano de Cinematografia, Lolafilms, Occidental Media Corp, Sociedad General de Televisión. Titolo Originale: Perdita Durango. Paese di Produzione: Spagna, Messico,
USA - 1997. Durata: 126’. Lingua Originale: Inglese, Spagnolo. Genere: Azione, Thriller. Interpreti: Rosie Perez (Perdita Durango), Javier Bardem (Romeo Dolorosa), James Gandolfini (Willie Woody Dumas), Carlos Bardem (Reggie San Pedro), Demián Bichir (Catalina), Don Stroud (Santos), Alex Cox (Doyle), Harley Cross (Duane),
Aimee Graham (Estelle), Roger Cudney (Herbert).</em></div>
<div><br></div></div><div><div><a href="https://link.amazon/B036hOWgM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div><div><a href="https://link.amazon/B0bBfAIVM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div></div><div><br></div><div>






<div>Adolfo De Jesús Costanzo e Sara Aldrete Villareal sono una coppia criminale che colpisce a Matamoros in Messico nel corso degli anni Ottanta, le loro macabre provengono da una strana commistione di superstizione, religione, criminalità ed esaltazione. Alla guida del gruppo di Matamoros c’è un capo carismatico che per la sua grande
autorità viene soprannominato il Padrino. Sara Aldrete Villareal è la compagna, braccio destro succube di un uomo dal carattere forte e autoritario.</div>
<div>Nel 1997 questa storia ispira il film <em>Perdíta Durango</em>, di <strong>Álex de la Iglesia</strong>, una coproduzione ispano-messicana-statunitense. Il film è tratto dal romanzo <em>59 Degrees and Raining: The History of Perdìta Durango</em> di <strong>Barry Gifford</strong>, ispirato alla vicenda reale, ambientato in un Messico periferico e per le caotiche strade di Las Vegas. Protagonista una donna come Perdìta, reduce da brutti
ricordi di un passato nelle baraccopoli di una grande città, in preda a sogni che la sconvolgono, spesso premonitori, in ogni caso inquietanti. Perdìta incontra Romeo, che vive in una zona di confine del Messico,
portando avanti attività illecite, un <em>mayombero</em> che celebra rituali che prevedono sacrifici umani. Il regista tiene la storia su un piano per niente monocorde,
realizza una certa critica sociale alla <em>middle class</em> americana, descrivendo un mondo marginale popolato di persone anticonformiste e antisociali. Un film che è
un coacervo di generi che vanno dal <em>road movie</em>, new western, pulp, dramma, poliziesco, commedia e thriller. <em>Perdita</em> <em>Durango</em> è tra i suoi migliori lavori, sceneggiato con cura e facendo attenzione ai caratteri dei personaggi
da <strong>Barry Gifford</strong>, <strong>David Trueba</strong>, <strong>Jorge Guerrica Echevarria</strong> e lo stesso regista. Fotografia messicana bruciata dal sole, paesaggi che si estendono a perdita d’occhio, cupi
notturni e inquietanti interni claustrofobici (<strong>Labiano</strong>). Montaggio di <strong>Teresa Font</strong> che non concede tregua allo spettatore per 126 intensi minuti di pellicola, impostando un vero e proprio action-movie ambientato nel mondo della droga, tra il Messico
e Las Vegas. Colonna sonora di <strong>Simon Boswell</strong> che fa concentrare l’attenzione sui momenti di maggior suspense come il rapimento di due ragazzi e la possibilità
che vengano trucidati. Genere indefinibile, siamo dalle parti del fumetto pulp alla <strong>Tarantino</strong> con sequenze d’azione indimenticabili, sparatorie all’ultimo sangue, omicidi efferati, inseguimenti e spettacolari incidenti. Interpreti tutti molto bravi, ben diretti da una regia accorta. Terzo
film di <strong>Álex de la Iglesia</strong>, che aveva già realizzato <em>Il giorno della bestia</em> (1995) con <strong>Maria Grazia Cucinotta</strong> (vincitore di alcuni premi Goya), anche se non era la prima scelta della produzione, infatti <strong>Bigas Luna</strong> avrebbe dovuto dirigere nei ruoli principali <strong>Madonna</strong> (Perdìta), <strong>Javier Bardem</strong> e <strong>Dennis Hopper</strong> (agente Dumas). Il rifiuto di <strong>Madonna</strong> portò a contattare <strong>Victoria Abril</strong>, <strong>Johnny Depp</strong> (Romeo) e <strong>Ray Liotta</strong> (agente Dumas). <strong>Álex de la Iglesia</strong>, subentrato a <strong>Bigas Luna</strong>, scelse senza esitazione <strong>Rosie Perez</strong> e <strong>Javier Bardem</strong>, mentre vide <strong>James Gandolfini</strong> interprete ideale del poliziotto ostinato che dà la caccia ai malviventi. Stupendo il finale a base di pura
cinefilia quando il corpo di <strong>Javier Bardem</strong> si trasfigura in quello di <strong>Burt Lancaster</strong> - protagonista di <em>Veracruz</em> - mentre l’agente <strong>Gandolfini</strong> diventa lo sceriffo <strong>Gary Cooper</strong> che - pistola in pugno - osserva il corpo esanime del criminale. Un piccolo colpo di genio. Distribuito in Italia solo nel 2005, in molti paesi viene tagliato dalla
censura per i molti contenuti aberranti. Un film da vedere per chi ama il thriller estremo e violento, ma anche le pellicole di pura azione condite di suspense. Consigliato senza mezzi termini.</div></div><div><br></div><div><div><a href="https://link.amazon/B036hOWgM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div><div><a href="https://link.amazon/B0bBfAIVM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkee2181bf2a71500c830f1bdf000b3180 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Perdita-Durango-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 717,'height': 1000,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkee2181bf2a71500c830f1bdf000b3180, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Perdita-Durango-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="279" /></a></div><div><script> var showboxlink6c8b6624d3b95f6e20a409001d76a152 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Perdita-Durango-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1182,'height': 666,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6c8b6624d3b95f6e20a409001d76a152, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Perdita-Durango-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=q3atkz_fGpI">https://www.youtube.com/watch?v=q3atkz_fGpI</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 14:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gli Entropy raccontano Dark Signs]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000394"><h1 class="imHeading1">Un nuovo capitolo del proprio percorso</h1><h2 class="imHeading2">Tra aggressività, tecnica, melodia e una rinnovata voglia di sperimentare</h2><div>






<div>Dopo 35 anni di attività, gli <strong>Entropy</strong> continuano a guardare avanti senza rinunciare alla propria identità. Con il nuovo album <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?entropy-tornano-con-dark-signs" class="imCssLink">Dark Signs</a></em>, la band apre un nuovo capitolo del proprio percorso, tra aggressività, tecnica, melodia e una rinnovata voglia di sperimentare. Dall'ingresso del chitarrista
<strong>Biagio Valenti</strong> alla genesi dei brani più articolati, passando per testi legati alla dimensione umana, personale e sociale, gli <strong>Entropy</strong> raccontano a <em>Club GHoST</em> un disco che rappresenta al tempo stesso un punto d'arrivo e un nuovo punto di partenza.</div><div><br><strong><em>Dark Signs</em> arriva dopo una lunga storia discografica. Cosa rappresenta questo album nel percorso degli Entropy?</strong><br>Ciao <em>Club GHoST</em> e grazie per averci ospitato. Dunque, <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?entropy-tornano-con-dark-signs" class="imCssLink">Dark Signs</a></em> rappresenta un momento importante del nostro percorso e fotografa quello che siamo oggi. Dopo tanti anni abbiamo ancora voglia di evolverci, cercare nuove soluzioni e metterci
in gioco. L'ingresso di <strong>Biagio Valenti</strong> (chitarra) ha rappresentato un passaggio importante in questo senso: è un musicista che desideravamo fortemente
nella band e il suo arrivo ha portato nuova energia, idee e un approccio diverso alla composizione e alla produzione. Il suo lavoro è stato determinante. <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?entropy-tornano-con-dark-signs" class="imCssLink">Dark Signs</a></em> è il risultato di tutto il percorso fatto finora, ma anche l'inizio di una nuova fase.</div><div><br><strong>Perché avete scelto proprio <em>Dark Signs</em> come titolo del disco?</strong><br><em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?entropy-tornano-con-dark-signs" class="imCssLink">Dark Signs</a></em> fa riferimento alle tracce che certe esperienze lasciano dentro una persona e che continuano a manifestarsi nel corso della sua vita.
Il brano racconta un viaggio interiore legato a sentimenti, traumi ed esperienze irrisolte, con un individuo costantemente inseguito dal proprio passato. Ci è sembrato un titolo capace di riassumere bene l'atmosfera
di tutto l'album e il significato di molti dei suoi testi.</div><div><br><strong>Dopo tanti anni di attività, quanto è difficile mantenere una propria identità senza ripetersi?</strong><br>In realtà non ci poniamo troppo il problema. Quando componiamo non decidiamo a priori che genere fare o quale direzione seguire: ci lasciamo andare e vediamo dove ci portano le idee. Dopo tanti anni
è inevitabile sviluppare una propria identità, ma abbiamo ancora voglia di evolverci e di sorprenderci. Non sentiamo il bisogno di inseguire una formula precisa: l'importante è continuare a divertirci.</div><div><br><strong><em>The Four Tempters</em> è uno dei brani più articolati dell'album. Come è nato e cosa rappresenta per voi?</strong><br><em>The Four Tempters</em> è una mini-suite di circa dieci minuti e probabilmente è il brano che meglio riassume le diverse facce degli <strong>Entropy</strong>. È nato da un flusso di idee spontaneo, seguito poi da un attento lavoro di arrangiamento, struttura e armonia. Veloce, aggressivo, introspettivo e melodico, contiene
molti degli elementi che caratterizzano il nostro modo di intendere la musica. È sicuramente uno dei pezzi a cui siamo più affezionati.</div><div><br><strong><em>Saggy And Floppy</em> si distingue per un approccio particolare. Da dove è nata l'idea di costruire un pezzo di questo tipo?</strong><br><em>Saggy And Floppy</em> è nata dalla voglia di fare qualcosa di folle e divertente. È una joke song, un breve divertissement inserito a metà
del disco, quasi come una "fine primo atto". Racconta in modo piuttosto esplicito la storia di un soggetto con una singolare e specifica ossessione (risate). Anche musicalmente abbiamo voluto esagerare, divertirci
un po' e pensiamo che musicalmente il risultato sia grottesco almeno quanto il testo (risate).</div><div><br><strong>Nei testi di <em>Dark Signs</em> emergono temi personali, sociali ed esistenziali. Qual è il filo conduttore che unisce queste diverse tematiche?</strong><br>Il filo conduttore è l'essere umano, con le sue contraddizioni, emozioni, difficoltà ed esperienze. <strong>Arnaldo “AL” Laghi</strong> (voce) ha affrontato temi sociali e di attualità, ma anche questioni più intime legate alla psiche, ai sentimenti e all'esistenza.
Per noi è importante che ogni testo abbia qualcosa da raccontare e un proprio peso, senza essere semplicemente ornamentale.</div><div><br><strong><em>Lovemeless</em> mostra un lato più melodico degli Entropy. Quanto è importante per voi lasciare spazio anche a questa componente?</strong><br>La melodia è sempre stata fondamentale nel nostro modo di intendere la musica. Anche nei brani più aggressivi e tecnici cerchiamo di non perderla mai di vista. <em>Lovemeless</em> è una composizione di <strong>Biagio Valenti</strong> (chitarra), con il testo scritto da <strong>Arnaldo “AL” Laghi</strong> (voce), e ne è un esempio abbastanza chiaro: riesce a muoversi tra atmosfere diverse e cambi di tempo, con un ritornello molto intenso e un assolo incredibile. È un brano a cui siamo particolarmente
affezionati, è fantastico. Mostra bene quanto, per noi, potenza, melodia e tecnica possano convivere benissimo.</div><div><br><strong>Avete scelto di chiudere l'album con <em>Black Metal</em> dei Venom. Perché avete voluto inserire proprio questa cover?</strong><br>L'idea è stata di Biagio Valenti (chitarra) e nasceva soprattutto come una sorta di sfida personale. Gli piace molto reinterpretare i brani e portarli in una direzione diversa dall'originale.
<em>Black Metal</em> si prestava bene a questo tipo di esperimento e, quando ce l'ha proposta, ci è piaciuta subito. Il risultato è piuttosto lontano dall'originale,
ma era proprio quello che volevamo ottenere.</div><div><br><strong>Guardando alla vostra lunga carriera, c'è qualcosa del vostro modo di comporre che oggi avete completamente cambiato?</strong><br>Più che cambiare, direi che è cambiato il modo in cui sviluppiamo le idee. Oggi abbiamo più esperienza e siamo sicuramente più esigenti, soprattutto per arrangiamenti e produzione.
Da quando <strong>Biagio Valenti</strong> (chitarra) si è unito alla band, un brano può partire da un'idea di uno di noi e venire poi strutturato e finalizzato
da lui, oppure arrivare direttamente da una sua composizione. La cosa fondamentale resta la stessa: tentare di aggiungere sempre un nuovo colore alla nostra tavolozza e stupire ogni volta noi stessi.</div><div><br><strong><em>Dark Signs</em> rappresenta per voi un punto di arrivo oppure pensate che ci siano ancora nuove direzioni da esplorare?</strong><br>Direi entrambe le cose. È un punto d'arrivo perché rappresenta quello che siamo riusciti a costruire fino a questo momento, ma anche un nuovo punto di partenza. Dopo 35 anni abbiamo ancora
nuovi stimoli e idee e non sappiamo esattamente dove ci porteranno. Per il momento ci godiamo <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?entropy-tornano-con-dark-signs" class="imCssLink">Dark Signs</a></em> e cerchiamo di portarlo dal vivo il più possibile. A tale proposito vi invitiamo tutti sabato 21 novembre a Siena, dove apriremo il concerto del grande <strong>Blaze</strong>, e domenica 22 novembre a Milano al mitico <em>Loud And Proud Fest</em> con i <strong>Konquest</strong>, <strong>Crying Steel</strong>, <strong>Sabotage</strong> e i leggendari <strong>Praying Mantis</strong>! Stay tuned, stay METAL!</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink1d0cef8753508f3d0015a0b743cf6cd1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Dark-Signs-intervista-cover_ver.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album Dark Signs.','title': 'La copertina dell\\\'album Dark Signs.','width': 1080,'height': 1080,'description': 'La copertina dell\'album Dark Signs.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1d0cef8753508f3d0015a0b743cf6cd1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Dark-Signs-intervista-cover_ver.webp" alt="La copertina dell&#39;album Dark Signs." title="La copertina dell&#39;album Dark Signs." width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlinkeb75fda39dac803db94b1c599760dc5c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/entropy2026-band_bar.webp','alt': 'La band Entropy.','title': 'La band Entropy.','width': 1280,'height': 721,'description': 'La band Entropy.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkeb75fda39dac803db94b1c599760dc5c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/entropy2026-band_bar.webp" alt="La band Entropy." title="La band Entropy." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ivpj7-LajGc">https://www.youtube.com/watch?v=ivpj7-LajGc</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 06:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il colore venuto dallo spazio di Richard Stanley]]></title>
			<author><![CDATA[Roberto Frini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000393"><h1 class="imHeading1">Dal racconto di H. P. Lovecraft</h1><h2 class="imHeading2">Un film che vuole restare fedele alla storia originale</h2><div>






<div><strong>Il colore venuto dallo spazio (Usa 2019)</strong></div>
<div><em>Regia: Richard Stanley. Soggetto: dal racconto di Howard Phillips Lovecraft. Sceneggiatura: Richard Stanley, Scarlett Amaris. Fotografia: Steve Annis. Montaggio: Brett W. Bachman.
Musiche: Colin Stetson. Scenografia: Katie Byron, Sergio Costa. Costumi: Patrícia Dória. Trucco: Abigail Machado, Dan Martin. Effetti speciali: Filipe Pereira, Joaquín Gutiérrez. Produttori: Daniel
Noah, Josh C. Waller, Lisa Whalen, Elijah Wood. Produttori Esecutivi: Annie Chang, Johnny Chang, Calvin Choong, Peter Wong, Timur Bekbosunov, Emma Lee, Stacy Jorgensen, Michael M. McGuire, Elisa Lleras. Case di Produzione:
RLJE Films, SpectreVision. Distribuzione (Italia): Adler Entertainment. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2019. Durata: 111'. Genere: Horror, Fantascienza. Interpreti: Nicolas
Cage (Nathan Gardner), Joely Richardson (Theresa Gardner), Madeleine Arthur (Lavinia Gardner), Brendan Meyer (Benny Gardner), Julian Hilliard (Jack Gardner), Elliot Knight (Ward Phillips), Josh C. Waller (Sceriffo Pierce),
Q'orianka Kilcher (Sindaco Tooma), Tommy Chong (Ezra).</em></div>
<div><br></div>
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<div>Visualizzare cinematograficamente gli incubi inimmaginabili di <strong>Howard P. Lovecraft</strong> è impresa ardua da sempre. Tanto è vero che quasi tutte le produzioni che in passato ci hanno provato, si sono tenute a distanza di sicurezza
dalle allucinate vicende narrate dallo scrittore di Providence, preferendo soltanto ispirarvisi. Nella maggior parte dei casi, insomma, i film realizzati da <strong>Lovecraft</strong> risultano “liberamente tratti”. Il regista sudafricano <strong>Richard Stanley</strong> ha invece deciso di sfidare l'impossibile restando fedele alla storia originale, già di per sé complicata da rendere nella sua interezza, anche
per via della struttura, basata sul racconto di un racconto. Attraverso i due elementi fondamentali che fanno della novella di <strong>Lovecraft</strong> un capolavoro della narrativa fantastica, <strong>Stanley</strong> imbastisce il film. Innanzitutto il colore del titolo, ovviamente, “<em>un colore che non apparteneva al nostro mondo</em>”, come lo descrive <strong>Lovecraft</strong>, e che quindi in pratica va al di là di ogni concezione umana nonché, di conseguenza, registica.
<strong>Stanley</strong> lo rende utilizzando varie tinte: blu, rosso, viola e soprattutto un fucsia psichedelico, che esplode in un biancore accecante. Dopodiché, più
ancora che in <strong>Lovecraft</strong>, la dissoluzione (letterale) del nucleo familiare diviene colonna portante della sceneggiatura ed emblema di una concezione alquanto
pessimistica dei rapporti umani, persino di quelli parentali. Esemplare in questo senso l'effetto che “<em>l'immondo</em>” colore alieno sortisce sulla madre e il figlio più piccolo. Per il resto il film procede di pari passo con le invenzioni presenti nel racconto: mutazioni
animali e vegetali, odori nauseabondi, l'acqua contaminata, i grandi alberi che circondano l'abitazione della famiglia Gardner (con le cui fronde inizia il film), la costruzione del bacino idrico destinato a sommergere
la vallata di Arkham, la pazzia che piano piano colpisce i Gardner. Il regista aggiunge però qualche particolare non banale, come la malattia della madre, soltanto accennata, la figlia maggiore Lavinia (nel racconto
è un maschio) che pratica rituali magici, la connessione internet (essendo l'azione spostata ai nostri giorni) che non funziona. Notazione finale: <em>Il colore venuto dallo spazio</em> può indubbiamente ricordare vari capolavori del cinema horror (da <em>Shining</em> a <em>La cosa</em>, da <em>Amityville Horror</em> a <em>Poltergeist - Demoniache presenze</em>), ma è quasi naturale che sia così, poiché dietro gran parte dei film fantastici si nasconde un'idea narrativa o un'immagine di derivazione lovecraftiana.</div><div><br></div>
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<div><script> var showboxlink09e009137dc5b28d892427e364898278 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Il-colore-venuto-dallo-spazio-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 432,'height': 646,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink09e009137dc5b28d892427e364898278, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Il-colore-venuto-dallo-spazio-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a></div></div><div><script> var showboxlinkbe3f0b7d175b25a1c9673150cbf19d5f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Il-colore-venuto-dallo-spazio-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1240,'height': 700,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbe3f0b7d175b25a1c9673150cbf19d5f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Il-colore-venuto-dallo-spazio-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=agnpaFLo0to">https://www.youtube.com/watch?v=agnpaFLo0to</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 14:15:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo It Ends]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000392"><h1 class="imHeading1">Al cinema in Italia dal 28 ottobre</h1><h2 class="imHeading2">L'incontro tra un hang out movie e un incubo esistenziale</h2><div><div><em>Dal produttore di Backrooms e dal regista Alex Ullom, tra le più promettenti nuove voci dell’horror indipendente contemporaneo, un viaggio senza via di scampo, un orrore esistenziale inesorabile che punta, all’infinito, verso le nostre più profonde paure.</em></div> <div><br></div> <div><em>It Ends</em>, l’attesissimo e sconvolgente esordio nel lungometraggio di <strong>Alexander Ullom</strong>, arriverà nei cinema italiani dal 28 ottobre. Dopo <strong>Kane Parsons</strong> (<em>Backrooms</em>) e <strong>Curry Barker</strong> (<em>Obsession</em>) un nuovo giovanissimo autore cresciuto fuori dai percorsi tradizionali di Hollywood - tra cortometraggi autoprodotti e YouTube - è pronto a lasciare il segno nel panorama horror contemporaneo: già salutato dalla critica come una delle voci più promettenti del nuovo cinema di genere,<strong> Ullom </strong>è stato indicato da <em>Filmmaker Magazine</em> tra le “25 New Faces of Independent Film”.</div> <div><br></div> <div>Presentato in anteprima mondiale a SXSW, <em>It Ends</em> è un’opera essenziale e inquietante, capace di trasformare un viaggio notturno e una strada apparentemente senza fine in un perturbante spazio fisico e mentale.</div> <div><br></div> <div>Protagonisti sono<strong> </strong>i quattro amici<strong> </strong>James (<strong>Phinehas Yoon</strong>), Day (<strong>Akira Jackson</strong>), Fisher (<strong>Noah Toth</strong>) e Tyler<strong> </strong>(<strong>Mitchell Cole)</strong>, che sono<strong> </strong>appena usciti dal college e vogliono trascorrere insieme una delle ultime serate prima che le loro vite prendano direzioni diverse. Alla ricerca di qualcosa da mangiare, imboccano per errore una strada isolata che attraversa un bosco. Ma ben presto si accorgono che qualcosa non torna: il percorso sembra ripetersi all’infinito, ogni tentativo di allontanarsene fallisce e ciò che si nasconde oltre i margini della carreggiata rende impossibile fermarsi.</div> <div><br></div> <div>Descritto dallo stesso regista come l’incontro tra un <em>hang out movie</em> e un incubo esistenziale,<strong> </strong><em>It Ends</em> trascende le coordinate dell’horror tradizionale per delineare, attraverso il genere, un racconto sull’incertezza, sul tempo e sull’amicizia. La Jeep Cherokee su cui sono saliti i quattro protagonisti diventa uno spazio chiuso nel quale paura e assurdo convivono con conversazioni, silenzi e tensioni quotidiane, mentre la minaccia esterna lascia emergere quella più intima di un limbo di incertezza fra un passato che si sta per chiudere e un futuro che non si riesce ancora a immaginare.</div> <div><br></div> <div>Con pochi elementi e un dispositivo narrativo radicale nella sua semplicità, <strong>Ullom</strong> firma un esordio in cui l’orrore non risiede soltanto in ciò che attende i protagonisti fuori dall’auto, ma nell’ipotesi che il viaggio possa continuare senza offrire risposte.</div> <div><br></div> <div><em>It Ends</em><strong> </strong>sarà al cinema per Halloween, dal 28 ottobre con I Wonder Pictures.</div> <div><br></div> <div><strong><em>Sinossi:</em></strong></div> <div><em>Quattro amici appena diplomati partono per un giro in auto a tarda notte, sperando di godersi un’ultima serata insieme prima che le loro vie si dividano, ma si ritrovano intrappolati in una misteriosa strada senza fine, circondati da fenomeni inspiegabili e presenze terrificanti. Mentre la realtà sembra sgretolarsi intorno a loro, dovranno decidere se accettare il proprio destino o tentare una fuga impossibile.</em></div> <div><br></div> <div>Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?it-ends-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></div> <div><br></div></div><div><script> var showboxlink56369c0ac0412eb88221626b70a204cc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/it-ends-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 402,'height': 574,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink56369c0ac0412eb88221626b70a204cc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/it-ends-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a></div><div><script> var showboxlinkf361fd879642f9fd6469d190f3a429c3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/it-ends-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1268,'height': 711,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf361fd879642f9fd6469d190f3a429c3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/it-ends-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Aqq1fHvrFY4">https://www.youtube.com/watch?v=Aqq1fHvrFY4</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Muv-Luv Alternative di Yukio Nishimoto]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000391"><h1 class="imHeading1">Terribilmente confuso</h1><h2 class="imHeading2">Qualità del disegno che oscilla tra il mediocre e lo scadente</h2><div>






<div><strong>Muv-Luv Alternative (2022)</strong></div>
<div><em>Regia: Yukio Nishimoto</em></div>
<div><em>Sceneggiatura: Tatsuhiko Urahata, Hirohiko Yoshida</em></div>
<div><em>Fotografia: Takeo Ogiwara</em></div>
<div><em>Montaggio: Ayako Tan</em></div>
<div><em>Animazione: Hirohiko Yoshida</em></div>
<div><em>Musiche: Even Call</em></div>
<div><br></div>
<div><em>Muv-Luv</em> è un franchise di videogame nipponici dell’inizio degli anni duemila. Segue vagamente la scia di <em>Combatti, muori, ripeti</em> (Da noi arrivato come il film: <em>Senza Domani</em> o <em>Edge of Tomorrow</em>) dove un protagonista sembra reincarnarsi all’infinito in successive realtà parallele, spesso dopo una morte estremamente
cruenta. È un bel gioco, dall’alta giocabilità e che stupisce. Ne hanno tratto diverse trasposizioni anime, questa è la più completa e lunga.</div>
<div><br></div>
<div>Takeru si sveglia in camera sua, ma il mondo è finito. C’è una razza di alieni che sta conquistando il pianeta, i Beta. Questi mostri organici si comportano come
insetti, hanno fatto il nido sulla Terra e stanno invadendo. Non c’è problema, perché lui sa già tutto. Va in una base militare, chiede di essere arruolato ed entra in un corpo di difesa coi robottoni,
composto da gente che lui conosce già, ma loro non conoscono lui. Perché? Beh, perché Takeru è già morto in quella guerra, molti mesi nel futuro da adesso, e si è risvegliato ora.
Sa come il mondo finirà e l’umanità perderà, deve solo cambiare tutto per salvare il pianeta e i suoi amici. Per farlo dovrà morire diverse volte e addirittura diventare una specie di singolarità,
che gli permetterà di andare in universi paralleli a reperire informazioni.</div>
<div><br></div>
<div>Sembra affascinante; ma terribilmente confuso, vero? Eppure io ve l’ho spiegata facile: l’anime non vi farà questo piacere. </div>
<div>Torniamo indietro, anche noi. Il progetto si ispira a un gioco narrativo abbastanza celebre del 2003 dove, interpretando Takeru, leggiamo la sua storiella in un mondo completamente
normale, dove vive vicende romantiche con varie ragazze e deve sceglierne una. Quando si completa il gioco… si scopre che tutto quanto era una realtà alternativa di un apocalittico mondo del futuro dove Takeru
e le ragazze erano invece una squadra meccanizzata che lottava con gli alieni e lui, morendo (quando fai scelte sbagliate nel gioco, di solito) riviveva gli eventi per cercare di salvare il futuro. Grande colpo di scena, molti
dubbi, bella idea per rendere molto originale un giochetto che, altrimenti, era uguale ad altri cinquemila. </div>
<div>La trasposizione anime non ci ha capito niente, parte da metà, ti spiega confusamente e coi pensieri di Takeru (“show dont tell”, ok, ma facciamolo bene, magari?)
delle altre vite. Non si capisce come e perché capiti, non si capisce molto degli alieni, non si capisce molto di niente. Questo è il terzo remake (o spin off), il più completo, eppure è un’incomprensibile
casino. Ci hanno anche creduto, perché dura 24 episodi, ben due stagioni di “mochiccazzoèquesto?”. Oltretutto da un anime così ci si aspetta azione robotica, mostri alieni e una valanga di
fan service, no? Il gioco quello ti dava. Bene. La narrativa si prende sul serio, quindi ci da poco fan service (il che non è un male, anzi, è quasi un miglioramento) poi si incastra su un primo cour di delirio
di politica interna giapponese e guerra civile tra decine di robot, dal design uguale per tutti, che si combattono, perlopiù di notte. Se questo non basta per farvi mollare tutto, siete proprio tosti. Resilienza, sempre.
Vi stimo. </div>
<div>Credo che l’idea fosse di scimmiottare brand molto più grossi, <em>Gundam</em> insomma, con guerre civili rese il più realistiche possibili; ma a noi, cosa ce ne importa? Noi volevamo la guerra con gli alieni. Questa arriva nel secondo cour, purtroppo.
Rimane tutto infarcito di lunghissimi discorsi vacui e i mostri sono proprio tali, camminano, sanguinano, danno l’occasionale morso. È identico a milioni di altri anime simili con l’orda di mostri x che
avanza a numeri di nemici impossibilmente grandi. Comunque l’azione è relegata nelle ultime sei puntate e prima ci si annoia e confonde un altro po’. Quando finisce accade una cosa bellissima. C’è
una specie di cliffhanger che magari la serie può continuare, ma è finita e se non sei proprio un fanatico (“tutti i gusti sono gusti”, disse quello che mangiava la cacca) puoi scordarti sia mai esistito.</div>
<div><br></div>
<div>Tecnicamente questo anime non è meglio di come è stata resa la sua trama. La qualità del disegno oscilla tra il mediocre e lo scadente. Facce abbozzate, animazioni
legnose. Gli alieni sono dei copia incolla degli stessi tre o quattro modelli e non sembrano veramente interagire col circondario, né avere un senso o una estetica. La parte coi robot, oltre alla scarsissima inventiva,
gode di un 3D che è discreto, non sono brutti a vedersi, peccato che siano tutti molto simili (non uguali, no, ma diamine). L’animazione 3D è molto più veloce, questo per rendere le battaglie guardabili,
e alcune scene sono decenti. Altre sono un ripetersi delle solite tre inquadrature, ancora e ancora.</div>
<div><br></div>
<div>Non ho un ricordo particolarmente vivido della colonna sonora, ma nemmeno delle sigle. Posso dire che la seconda opening è dei <strong>Jam project</strong>, che sono famosi e molto apprezzati sul panorama degli anime robotici. Segno proprio che la produzione credeva davvero nel progetto. Ecco, perfino quella canzone è
mediocrina.</div>
<div><br></div>
<div>So che la domanda nasce spontanea ed è: “Ma perché l’hai guardato?”. Mi piaceva il videogioco, ma no, penso che alla fine volessi solo scrivere questa recensione. Se la meritava tutta.</div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlink4d3325682ffa1559aac1dde68c08f453 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Muv-Luv-Alternative-loc_ver.webp','alt': 'La locandina dell\\\'anime.','title': 'La locandina dell\\\'anime.','width': 452,'height': 678,'description': 'La locandina dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4d3325682ffa1559aac1dde68c08f453, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Muv-Luv-Alternative-loc_ver.webp" alt="La locandina dell&#39;anime." title="La locandina dell&#39;anime." width="200" height="300" /></a></div><div><script> var showboxlinkbfca982f6ce3866cecbf11ec62427612 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Muv-Luv-Alternative-scena_bar.webp','alt': 'Una scena dell\\\'anime.','title': 'Una scena dell\\\'anime.','width': 738,'height': 414,'description': 'Una scena dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbfca982f6ce3866cecbf11ec62427612, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Muv-Luv-Alternative-scena_bar.webp" alt="Una scena dell&#39;anime." title="Una scena dell&#39;anime." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=7qvsRRa-nGY">https://www.youtube.com/watch?v=7qvsRRa-nGY</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:07:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Cronache Oscure di Emanuela Ferrara]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000390"><h1 class="imHeading1">Antologia di racconti horror</h1><h2 class="imHeading2">Una scrittura visiva, fisica e dichiaratamente cinematografica</h2><div>






<div><em>“Cronache Oscure è un invito a guardare oltre il velo: un viaggio dove l’evoluzione non è un progresso, ma una riscrittura violenta e definitiva della
nostra specie.” Lorenzo Cracolici</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>Ci sono raccolte di racconti costruite come stanze separate: si entra, si incontra un incubo, si richiude la porta e si passa oltre. <em>Cronache Oscure</em> di <strong>Emanuela Ferrara</strong> sceglie una strada diversa. Le porte sono undici, ma dietro ciascuna respira la stessa presenza. Cambiano i luoghi, le vittime e le forme del terrore; ciò che non cambia è la sensazione che qualcosa
sia già entrato nel nostro mondo e stia imparando a usarlo.</div>
<div>L’orrore raccontato da <strong>Ferrara</strong> non arriva mai con educazione. Non bussa, non si annuncia e soprattutto non rimane al proprio posto. Contamina. Assimila. Riscrive corpi, ambienti e memorie, trasformando ciò che dovrebbe proteggere l’essere
umano in una trappola. Un relitto, una discoteca, un ascensore, un palazzo, una città, una doccia o un laboratorio cessano di essere semplici scenari e diventano organismi dotati di volontà. Osservano, respirano
e aspettano.</div><div><br></div>
<div>Ad aprire la raccolta è <em>L’eco del Titanic</em>, una discesa negli abissi dove il celebre relitto non conserva soltanto
i resti di una tragedia, ma sembra avere assorbito il tempo stesso. La realtà si piega, i gesti si ripetono e il passato smette di essere qualcosa che abbiamo lasciato alle spalle. La pressione non schiaccia soltanto
il sottomarino: entra nella mente della protagonista e la accompagna fino in superficie. Il viaggio finisce, ma l’abisso continua a respirare dentro di lei.</div><div><br></div>
<div>Con <em>L’Orlo</em>, l’orizzonte si spalanca verso l’orrore cosmico. L’Arca-9 raggiunge una colonia orbitale
abbandonata ai confini di un universo privo di nome. Qui lo spazio e il tempo hanno perso consistenza, mentre qualcosa osserva gli esseri umani, li copia e li ricrea dall’interno. È in questo racconto che compare
SEED-0: un seme nero, apparentemente inerte, riportato sulla Terra senza che gli uomini comprendano davvero ciò che stanno trasportando.</div>
<div>SEED-0 rappresenta la chiave dell’intera raccolta. Non è soltanto una creatura e non agisce come un invasore tradizionale. È una possibilità di mutazione.
Entra in contatto con la materia, ne studia le funzioni e la riscrive secondo una logica estranea. Non sembra interessato alla distruzione fine a sé stessa: cerca corpi, ambienti e coscienze attraverso cui manifestarsi.
Cerca qualcosa da diventare.</div>
<div>Da questo momento ogni racconto può essere letto come una diversa espressione del contagio.</div><div><br></div>
<div><em></em>In <em>Notte di sangue</em> il vampirismo perde parte del proprio fascino romantico per assumere i tratti di una malattia biologica. La discoteca, con la musica che martella i corpi e le luci che tagliano il fumo, diventa il terreno ideale
per una trasformazione costruita sulla fame e sull’assimilazione. <strong>Ferrara</strong> lega il risveglio del predatore alla musica, facendo della notte una creatura che prima seduce, poi azzanna e infine urla.</div><div><br></div>
<div><em>Il Varco</em> e <em>Un’altra alba</em> spostano il terrore dentro luoghi quotidiani.
Un ascensore si apre su uno spazio che non dovrebbe esistere; un palazzo osserva i propri abitanti e li consuma come un enorme apparato digerente. In entrambi i racconti il confine tra costruzione e organismo si dissolve.
I muri non proteggono più: pulsano, trattengono e inghiottono.</div><div><br></div>
<div><em></em>Con <em>L’ultimo porto: Molo Vecchio</em>, l’orrore esplode nelle strade di Genova. La città è attraversata da una massa di morti affamati e da esseri umani disposti a calpestarsi pur di sopravvivere. Elena corre verso il mare mentre
il mondo crolla intorno a lei, scoprendo che la salvezza può diventare feroce quanto ciò da cui si fugge. È uno dei racconti più fisici della raccolta: sporco, violento, costruito sul fiato corto,
sulle gambe che cedono e sull’istinto animale di restare vivi. Eppure, dentro il massacro, sopravvive ancora un gesto umano capace di impedire che il buio vinca completamente.</div><div><br></div>
<div><em>Eco-22: Cronache dal collasso</em> racconta invece la caduta di Londra attraverso pagine di diario, articoli e registrazioni. La
forma frammentata accompagna l’avanzare dell’epidemia: prima i casi inspiegabili, poi le menzogne delle autorità, infine il crollo. La scienza tenta di dare un nome a ciò che accade, ma scopre di
avere davanti qualcosa di più antico di qualsiasi virus. I morti non si rialzano per un semplice guasto biologico: rispondono a una fame capace di entrare nella carne e usarla.</div><div><br></div>
<div><em></em>In <em>Vorticidio</em> è la città stessa a deformarsi. Strade, nebbia e palazzi si stringono intorno al protagonista fino a cancellare ogni distinzione tra paesaggio e creatura. Il terrore non consiste soltanto negli
esseri che emergono dal bianco, ma nella perdita progressiva dell’identità. Giorgio non sa più se stia attraversando la città o se sia la città ad attraversare lui.</div><div><br></div>
<div><em>La doccia</em> porta il male nello spazio più intimo e apparentemente innocuo. Un oggetto scelto per offrire benessere e
protezione sviluppa una fame silenziosa. L’acqua non pulisce: penetra, consuma e riscrive. È un orrore domestico efficace proprio perché nasce da qualcosa che appartiene alla vita di tutti i giorni. Dopo
aver letto il racconto, entrare in un box doccia perfettamente lucido potrebbe non sembrare più un gesto così rassicurante.</div><div><br></div>
<div>Gli ultimi racconti, <em>Fade to Black</em> e <em>Il settimo senso</em>, tornano alla fantascienza e al body horror. Esperimenti, insetti, sistemi nervosi e strutture biologiche si fondono in intelligenze collettive che non si limitano a divorare
l’uomo: lo smontano e lo trasformano in una funzione. Organi, macchine e pareti vengono collegati nella costruzione di un nuovo organismo. La carne non appartiene più all’individuo, ma diventa materiale
da utilizzare.</div><div><br></div>
<div>La scrittura di <strong>Emanuela Ferrara</strong> è visiva, fisica e dichiaratamente cinematografica. L’orrore passa attraverso rumori, odori, superfici e corpi sottoposti a trasformazioni spesso brutali. Non cerca la distanza elegante né
concede molte tregue. Preferisce trascinare il lettore dentro la scena, costringerlo a respirarne l’aria guasta e lasciargli addosso qualche residuo quando tutto è finito. Anche il linguaggio cambia pelle: diventa
diario, registrazione, testimonianza, cronaca del collasso o corsa disperata. Le forme mutano proprio come muta SEED-0.</div>
<div>È questo il disegno che rende <em>Cronache Oscure</em> qualcosa di diverso da una semplice antologia. Gli undici racconti possono
essere letti separatamente, ma insieme compongono le fasi di una contaminazione. Ogni storia mostra una nuova possibilità, un altro tentativo del seme di comprendere il nostro mondo e trovare una forma adatta a contenerlo.
Il vero protagonista non è quindi un singolo personaggio, ma l’orrore stesso: una presenza che cresce, sperimenta e si prepara a oltrepassare il confine del primo volume.</div>
<div>Il suo cammino proseguirà in <em>Cronache Oscure – Ora</em> e condurrà infine a <em>Cronache Oscure – L’origine</em>. Due titoli che non si limitano ad annunciare i prossimi capitoli, ma completano un messaggio nascosto.</div>
<div><strong></strong>Basta accostare i tre volumi per sentirlo emergere:</div>
<div><strong>Cronache Oscure. Ora, l’origine.</strong></div>
<div>Non è soltanto il nome di una saga.</div>
<div>È il momento in cui SEED-0 comincia a raccontare da dove viene.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Nata a Torino, città esoterica per eccellenza, Emanuela Ferrara è un’autrice poliedrica che attraversa l’horror estremo, la fantascienza, il thriller psicologico
e le sfumature più viscerali del gore.</div>
<div>Dopo aver frequentato il liceo classico, muove i primi passi nel mondo della musica diventando la prima DJ donna della scena torinese e portando innovazione e carattere in un ambiente
allora quasi interamente maschile.</div>
<div>Nel 2000 pubblica il romanzo <em>Amato Notturno - Dark Vampire</em> e la raccolta <em>Vampiri e altri demoni</em>, entrambi con il marchio Libera Creatività. Negli anni continua a costruire il proprio universo narrativo attraverso romanzi e racconti pubblicati anche su
Amazon, tra cui <em>Diario di una non morta</em> e <em>Mozzo cane davvero incazzato in una pandemia zombie</em>.</div>
<div>Tra i suoi progetti inediti figura <em>Dentro il vuoto</em>, thriller psicologico attualmente in attesa di revisione, che racconta le
vicende di una serial killer insospettabile e della sua inquietante ossessione per gli occhi azzurri.</div>
<div>Dai suoi racconti di vampiri ha tratto anche spettacoli teatrali, curandone personalmente le sceneggiature. Con <em>Lucien Ardent</em> torna alla narrativa gotica contemporanea e dà vita a un universo oscuro che intreccia storia, battaglie, sangue e immortalità. La costruzione del personaggio
e del suo mondo narrativo rappresenta uno dei progetti più complessi e coinvolgenti del suo percorso creativo.</div>
<div>Collabora come redattrice con <em>Mondospettacolo</em>, <em>Saturno Magazine</em>, <em>Club GHoST e Ipnotica</em>, occupandosi di cinema, letteratura e cultura horror.</div>
<div>È ideatrice del canale YouTube <em>Echi Notturni</em> e conduce il format in diretta <em>Parole nel buio</em>, nato dall’evoluzione de <em>La Cripta degli emergenti</em>. Il progetto nasce con la missione di offrire spazio e voce agli
autori emergenti e si sviluppa nel tempo ospitando scrittori, artisti e personalità affermate del panorama italiano e internazionale, senza perdere di vista le nuove leve.</div>
<div>Ha inoltre creato il blog <em>Invisibile Contatto</em>, una vetrina dedicata ai propri racconti, alle nuove uscite, alle dirette e alle
recensioni di autori italiani e internazionali.</div>
<div>Con La Zona Oscura Edizioni ha pubblicato <em>Cronache Oscure</em>, antologia dell’orrore e primo tassello di un progetto narrativo
più ampio, e <em>Il rumore sotto Berlino</em>, un fantasy horror crudo e viscerale. Due opere differenti, ma entrambe radicate nel suo immaginario: mondi in cui il buio non rimane
sullo sfondo, ma entra nei corpi, contamina la realtà e costringe i personaggi a guardare ciò che avrebbero preferito lasciare sepolto.</div>
<div>La creatività di Emanuela Ferrara oltrepassa i confini tra i generi e costruisce ambienti orrorifici capaci di spaventare prima di tutto lei. Perché, quando persino
chi ha creato l’incubo esita a spegnere la luce, significa che qualcosa ha funzionato.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Cronache Oscure</em></div>
<div><em>Autore: Emanuela Ferrara</em></div>
<div><em>Editore: La Zona Oscura Edizioni</em></div>
<div><em>Anno: 10 marzo 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 156</em></div>
<div><em>Dimensioni: 15.24 x 0.97 x 22.86 cm</em></div>
<div><em>ISBN-13: 979-8249978464</em></div>
<div><em>Prezzo: 14,00 / 19,90 € - eBook: 3,99 €</em></div>
<div><br></div>
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			<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 06:21:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo M - Il mostro di Düsseldorf]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000038F"><h1 class="imHeading1">Graphic novel di Andrea Cavaletto</h1><h2 class="imHeading2">Ispirato a un tragico fatto di cronaca della Germania</h2><div>






<div><em>Il fischio di un uomo, il terrore di una città. Düsseldorf è prigioniera di un killer invisibile che spezza vite innocenti. Ma se la legge fallisce, sono i bassifondi
a reclamare vendetta. Andrea Cavaletto rilegge il capolavoro cinematografico di Fritz Lang in un noir espressionista che scava nel cuore del male.</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>Il capolavoro cinematografico di <strong>Fritz Lang</strong> diventa un graphic novel firmato da <strong>Andrea Cavaletto</strong> per Edizioni NPE: <em>M - Il mostro di Düsseldorf</em>. Ispirato a un tragico fatto di cronaca della Germania degli anni Trenta, il racconto rievoca il
terrore per un killer inafferrabile, che spinge persino la criminalità organizzata a mettersi sulle sue tracce. Nasce così un’inquietante caccia all’uomo che sfocia in un processo parallelo nei bassifondi,
mettendo a nudo il confine sottile tra giustizia, vendetta e paranoia collettiva.</div><div><br></div>
<div><strong>Cavaletto</strong> traduce visivamente questa complessa tensione morale attraverso tavole cupe ed espressioniste, avvalendosi
di una tecnica mista che unisce photocomposing, solventi e carboncini per esaltare le ombre dei personaggi e il clima di sospetto. Mantenendo una rigorosa fedeltà alla struttura e alle tematiche del film originale,
il volume esalta la capacità dell'autore nel muoversi tra le pieghe del thriller psicologico, restituendo restituendo tutta la forza di una storia che ha segnato la settima arte.</div><div><br></div><div>In arrivo in libreria dal 2 ottobre, il volume rinnova il legame tra <strong>Andrea Cavaletto</strong> ed Edizioni NPE nella reinterpretazione dei grandi classici del cinema di genere. Un'opera che trascina il lettore al centro dei meccanismi del sospetto,
ricordando come le domande sulla natura del male e sulla responsabilità individuale continuino a interrogarci con la stessa drammatica urgenza.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Andrea Cavaletto, sceneggiatore e illustratore, è una delle firme più celebri di «Dylan Dog». Autore poliedrico, spazia con successo tra fumetto, cinema e
narrativa, specializzandosi in atmosfere noir e thriller psicologici.</div><div>Per Edizioni NPE ha già firmato prestigiosi adattamenti cinematografici a fumetti, come <em>Freaks</em> e <em>Un chien andalou</em>, confermandosi un maestro nel reinterpretare i grandi classici della settima arte attraverso il suo inconfondibile
tratto espressionista.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: M - Il mostro di Düsseldorf</div>
<div>Autore: Andrea Cavaletto</div>
<div>Collana: Horror n.30</div>
<div>Editore: Edizioni NPE</div>
<div>Anno: 2 ottobre 2026</div>
<div>Pagine: 72</div>
<div>Dimensioni: 18.6 x 1.2 x 28.5 cm</div>
<div>ISBN-13: 978-8836273256</div>
<div>Prezzo: 17,90 € - eBook: 5,99 €</div>
<div><br></div>
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<div><a href="https://link.amazon/B04Y3vDAF" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink2af51824ddd123fc67c385009d5c13d3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mostro-Duesseldorf-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 704,'height': 1079,'description': 'La copertina del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2af51824ddd123fc67c385009d5c13d3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mostro-Duesseldorf-cover_ver.webp" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="307" /></a></div><div><script> var showboxlink75ddc2656369a9dff4bf998acd8f96ee = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Andrea-Cavaletto-mostro-Duesseldorf_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 800,'height': 1000,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink75ddc2656369a9dff4bf998acd8f96ee, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Andrea-Cavaletto-mostro-Duesseldorf_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="188" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 14:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Enigmi al plasma nella valle di Hessdalen]]></title>
			<author><![CDATA[Valerio Santori]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000038E"><h1 class="imHeading1">La fisica complessa</h1><h2 class="imHeading2">Una delle anomalie atmosferiche più stabili e misteriose del pianeta</h2><div>






<div><em>Tra scariche geoelettriche, decadimento del radon e interferenze elio-magnetiche, la valle norvegese si riconferma un laboratorio a cielo aperto per lo studio dei fenomeni luminosi
transienti.</em></div>
<div><br></div>
<div>Nel cuore della Norvegia centro-meridionale, la remota regione del Sør-Trøndelag ospita una valle che da quasi un secolo costituisce uno dei laboratori a cielo aperto
più affascinanti per la geofisica e la fisica del plasma. La vallata di Hessdalen è divenuta celebre nell'ambiente scientifico internazionale per la comparsa sistematica di anomalie luminose transitorie,
eventi radianti che sfidano le convenzionali modellizzazioni dei fenomeni elettromagnetici atmosferici. Ben lontano dalle classiche narrazioni aneddotiche o pseudoscientifiche, il caso di Hessdalen rappresenta un puzzle accattivante,
in cui la geologia strutturale, la chimica ionica e le interazioni elio-magnetosferiche si intrecciano in un unico, straordinario meccanismo naturale.</div>
<div><br></div>
<div>Le prime registrazioni storiche risalgono agli anni Trenta del Novecento, ma è stato l'incremento esponenziale delle manifestazioni nei primi anni Ottanta a catalizzare l'interesse
della comunità scientifica. Dopo una fase di apparente quiescenza, il picco d'attività registrato a metà del decennio ha spinto diversi istituti accademici, tra cui l'Università di Oslo,
l'Ateneo di Bergen e centri di ricerca sulla difesa, ad allestire stazioni automatiche di monitoraggio e spettrometria. Le rilevazioni empiriche indicano strutture incandescenti dotate di una dinamica cinetica estremamente
variabile: i globuli di plasma spaziano da traiettorie stazionarie a spostamenti erratici ad alta velocità, con dimensioni scalari che possono raggiungere volumi equivalenti a quelli di una vettura e un tempo di vita
residua che varia da pochi istanti a oltre un'ora.</div>
<div><br></div>
<div><script> var showboxlink4f82a471fbadd9ac29ade27acf2a18ef = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/enigma-Hessdalen-pic_bar.webp','alt': 'Alcune foto scattate a Hessdalen.','title': 'Alcune foto scattate a Hessdalen.','width': 945,'height': 591,'description': 'Alcune foto scattate a Hessdalen.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4f82a471fbadd9ac29ade27acf2a18ef, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/enigma-Hessdalen-pic_bar.webp" alt="Alcune foto scattate a Hessdalen." title="Alcune foto scattate a Hessdalen." width="300" height="188" /></a></div>
<div>Alcune foto scattate a Hessdalen.</div>
<div><br></div>
<div>Per interpretare la genesi di tali plasma-oidi atmosferici sono state avanzate molteplici tesi geofisiche e fisico-chimiche. Una delle ipotesi di maggior rilievo teorico analizza il
ruolo del decadimento radioattivo del radon gas. Essendo la valle di Hessdalen un'area caratterizzata da un'elevata concentrazione di isotopi radioattivi nel sottosuolo, il rilascio continuo di alfa-particelle ionizzerebbe
l'aria circostante, favorendo la nucleazione di cariche elettriche e la successiva formazione di bolle di aria ionizzata visibili nello spettro ottico.</div>
<div><br></div>
<div>Un secondo modello interpretativo sposta l'attenzione sulla particolare configurazione litologica e idrogeologica della vallata, ipotizzando l'esistenza di una gigantesca pila
geoelettrica naturale. La presenza simultanea di rocce ricche di rame e ferro, separate da solchi fluviali e depositi minerali solfatati, potrebbe generare una differenza di potenziale elettrico nel terreno. Questa configurazione,
sottoposta alle sollecitazioni tettoniche o alle variazioni dell'umidità atmosferica, accumulerebbe carica fino a scatenare scariche ionizzanti di grande intensità, capaci di proiettarsi nell'atmosfera
sotto forma di sferoidi luminescenti.</div>
<div><br></div>
<div>Il quadro teorico si arricchisce ulteriormente quando si analizzano le correlazioni con l'attività elio-fisica. Diversi studi condotti tramite rilevazioni sul campo hanno
riscontrato un incremento dell'incidenza dei fenomeni in coincidenza con tempeste geomagnetiche o subito dopo la manifestazione di aurore polari. L'interazione tra le particelle cariche del vento solare e il campo
magnetico locale, accoppiata con la sublimazione di vapori ionizzati provenienti da vecchie gallerie minerarie, suggerisce che la reazione luminosa sia il risultato di complessi processi elettrochimici d'alta quota, in
cui l'eccitazione energetica dei gas atmosferici libera fotoni con frequenze visibili.</div>
<div><br></div>
<div>Sebbene le campagne di osservazione internazionale abbiano raccolto una vasta quantità di dati telemetrici, radar e spettrochimici, l'esatto bilancio energetico e il principio
di stabilità di questi agglomerati luminosi rimangono oggetto di acceso dibattito scientifico. Hessdalen continua così a configurarsi come un confine d'avanguardia per lo studio dei plasmi freddi e della
geoelettricità, dimostrando come la natura conservi ancora meccanismi complessi capaci di stimolare il progresso della conoscenza scientifica.</div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlinkdd20dca5dc4772cbd7e7638a064aab38 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/enigma-Hessdalen-home_bar.webp','alt': 'Enigmi al plasma nella valle di Hessdalen.','title': 'Enigmi al plasma nella valle di Hessdalen.','width': 643,'height': 360,'description': 'Enigmi al plasma nella valle di Hessdalen.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdd20dca5dc4772cbd7e7638a064aab38, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/enigma-Hessdalen-home_bar.webp" alt="Enigmi al plasma nella valle di Hessdalen." title="Enigmi al plasma nella valle di Hessdalen." width="200" height="112" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 04:35:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Tre Colori Nona Edizione]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000038D"><h1 class="imHeading1">Concorso letterario</h1><h2 class="imHeading2">Collegato al 29° festival cinematografico Inventa un Film</h2><div><div>L’Associazione Culturale Cinema e Società di Lenola, organizzatrice del concorso cinematografico internazionale <i>Inventa un Film</i><strong> </strong>(ventinovesima edizione a fine luglio/inizio agosto del 2027), indice la nona edizione del concorso letterario “TRE COLORI”, a tema libero, che prevede le seguenti sezioni:<br><br><ul><li>POESIA (BLU)</li><li>SCENEGGIATURA (ROSSO)</li><li>NARRATIVA BREVE (BIANCO)</li><li>NARRATIVA LUNGA (BIANCO AVORIO)</li></ul><br>Per iscriversi a qualsiasi sezione del concorso occorre inviare entro il 18 dicembre 2026 (farà fede il timbro postale di spedizione) gli elaborati alla segreteria del concorso:<br>“Associazione Culturale Cinema e Società - Concorso Tre Colori” - Piazza Pandozj 4 - 04025 Lenola (LT), oppure, in alternativa, i lavori possono essere inviati anche per email all’indirizzo: trecolori@inventaunfilm.it <br>Le opere, edite o inedite, possono essere a TEMA LIBERO.<br>Le opere possono essere inviate o firmate o in maniera anonima. Si può optare o per la spedizione per email oppure per quella postale. In questo caso è sufficiente inviare una singola copia per ogni opera inviata.<br><br>L’organizzazione del concorso nei primi mesi dell’anno 2027 effettuerà la selezione delle opere da sottoporre successivamente al giudizio delle giurie. Le giurie, a seconda delle sezioni, saranno composte da scrittori, produttori, giornalisti, autorevoli critici cinematografici, personaggi del mondo dello spettacolo.<br><br><span class="imUl">Per ogni sezione sono previsti i seguenti premi:</span><br><br><ul><li>PRIMO CLASSIFICATO: 500 euro più targa</li><li>SECONDO CLASSIFICATO: targa</li><li>TERZO CLASSIFICATO: targa</li><li>QUARTO CLASSIFICATO: targa</li><li>QUINTO CLASSIFICATO: targa</li><li>DAL SESTO AL DECIMO CLASSIFICATO (Menzioni speciali) verranno consegnati (inviati) attestati di merito.</li></ul><br></div><div>I nomi dei vincitori saranno pubblicati nei comunicati stampa che verranno diffusi a livello nazionale e internazionale. <br>Le premiazioni si svolgeranno durante il 29° festival internazionale Inventa un Film Lenola 2027.<br>Per quanto concerne il Concorso letterario Tre Colori i vincitori di premi e menzioni verranno avvertiti circa 10 giorni prima della relativa Cerimonia. Non è obbligatorio essere presenti alla Cerimonia per ricevere premi. I premi non ritirati verranno inviati o consegnati entro il 31 dicembre 2027.<br><br>Per la sezione POESIA (BLU) i partecipanti potranno inviare fino ad un massimo di tre poesie edite o inedite e a tema libero.<br>Per la sezione “ROSSO” sono ammesse SCENEGGIATURE per film di lungometraggio, mediometraggio e cortometraggio. Il primo premio per questa edizione riguarderà la migliore sceneggiatura (corta o lunga che sia). I partecipanti potranno inviare fino ad un massimo di tre sceneggiature.<br>Per la sezione NARRATIVA BREVE (BIANCO) i partecipanti potranno inviare fino ad un massimo di 3 racconti editi o inediti a tema libero per un massimo di 50.000 caratteri, spazi inclusi, per opera.<br>Per la sezione NARRATIVA LUNGA (BIANCO AVORIO) i partecipanti potranno inviare fino ad un massimo di tre opere edite o inedite a tema libero, saggi compresi (minimo 50.000 caratteri, spazi inclusi, per opera)<br><br>Non è possibile partecipare in nessuna sezione con opere già selezionate nelle prime otto edizioni del concorso letterario <i>Tre Colori</i>. <br>I lavori dovranno essere accompagnati da scheda di partecipazione debitamente compilata e firmata;</div> <div><br></div> <div>Per ogni sezione in cui si partecipa è previsto un contributo di euro 15,00 €</div> <div>Bando di gara ufficiale disponibile a <a href="https://www.inventaunfilm.it/nono-concorso-letterario-tre-colori-al-via-le-iscrizioni/articoli22665" class="imCssLink">questa pagina</a>.</div><div><br></div><div>Il nono concorso/evento <i>Tre Colori</i> è un progetto dell’Associazione Culturale Cinema e Società, lanciato in ricorrenza dell’avvicinamento del trentennale del festival “Inventa un Film”.<br></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink4b8bdb71a4f5f0994c68534c092f1d93 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Concorso_letterario_Tre_Colori-logo_bar.webp','alt': 'Il logo del concorso.','title': 'Il logo del concorso.','width': 600,'height': 315,'description': 'Il logo del concorso.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4b8bdb71a4f5f0994c68534c092f1d93, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Concorso_letterario_Tre_Colori-logo_bar.webp" alt="Il logo del concorso." title="Il logo del concorso." width="200" height="105" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 13:06:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[L'atlante sommerso di Stefano Simone]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000038C"><h1 class="imHeading1">Film adatto a tutta la famiglia</h1><h2 class="imHeading2">Capace di comprendere adulti e ragazzi in un unico afflato emotivo</h2><div><div><strong>L’atlante sommerso (Italia 2026)</strong></div> <div><em>Regia, Montaggio: Stefano Simone. Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Casalino. Musiche: Luca Auriemma. Fotografia: Daniele Piscitelli. Effetti speciali: Michele Giagnorio. Regia Seconda Unità: Sara Strafile. Riprese Drone: Manuel Assisi. Fotografo di Scena: Michele Quitadamo. Fonico: Michael Gainetti. Anno: 2026. Origine: Italia. Durata: 106’. Genere: Avventura. Interpreti: Marco Delli Carri (Marco), Camilla Prencipe (Camilla), Francesco Quitadamo (Francesco), Pasquale Viscio (Rodolfo), Chiara D’Amato (Cassandra), Simone Balta (Ettore), Giovanni Guidone (Silvano), Tonino Potito (Edoardo), Paola Renzullo (Angelica, la madre), Rossella Castigliego (Federica), Naomi Regini (bibliotecaria), Rosanna Trotta (direttrice orfanatrofio), Natalia D’Amato (Agatha), Tatiana Barbone (mamma di Agatha), Michele Quitadamo (Lorenzo)</em></div> <div><br></div></div><div><div><strong>Stefano Simone</strong> sorprende ancora una volta cambiando registro narrativo e guidando un gruppo di giovani attori in una sceneggiatura intensa e priva di pecche scritta da <strong>Giovanni Casalino</strong>. Marco è un ragazzino molto intelligente, curioso e dotato di spirito avventuroso, il regista lo presenta in un prologo ricco di suggestioni thriller mentre si dirige verso un rudere abbandonato e resta vittima di un feroce scherzo da parte di due bulli. La storia vera e propria parte subito dopo, coinvolgendo Marco e la sorella Camilla, oltre a Francesco e i due ragazzi più grandi di cui parlavamo prima. La curiosità di Marco lo porta a chiudersi nella biblioteca comunale durante la notte per scovare un libro nascosto, il leggendario <em>atlante sommerso</em> che dovrebbe portare alla scoperta di un tesoro. Partono i ragionamenti deduttivi di Marco che portano alla scoperta di numerosi indizi, oltre a una porta che conduce in un bosco e a due abitazioni dove vivono strani personaggi. Dobbiamo fermarci con la trama perché tutta la seconda parte del film è un susseguirsi di colpi di scena orchestrati ad arte dallo sceneggiatore e realizzati dal regista con tecnica sopraffina. <em>L’atlante sommerso</em> è girato per buona parte in interni claustrofobici, dove la macchina da presa si muove avvolgente, con inquadrature mai scontate e riprese realizzate anche grazie a specchi, preferendo il breve piano sequenza alla soggettiva. Non per niente <strong>Stefano Simone</strong> è un attento cinefilo e ha studiato l’opera omnia di <strong>Spielberg</strong>. Non manca una parte girata in esterni dotata di fotografia limpida che riprende gli spazi estesi di una Puglia bruciata dal sole, tra vento di mare e fichi d’india (<strong>Daniele Piscitelli</strong>). Il cinema d’avventura che caratterizza il primo segmento è sottolineato da una colonna sonora del tutto adeguata composta dal bravo <strong>Luca Auriemma</strong>, da sempre a fianco del regista. Non solo, la mappa che viene ritrovata all’interno della fiaba di <em>Cappuccetto Rosso</em> e il successivo sviluppo della storia servono a citare il primo lungometraggio di <strong>Simone</strong>. Il personaggio di Francesco - aspirante regista - che notiamo sempre con libri di regia e macchina da presa tascabile, invece, è un vero e proprio alter ego di <strong>Stefano</strong>, inserito come una sorta di omaggio alla tanto amata professione. Tra i temi toccati non mancano il bullismo, da sempre caro al regista, la prepotenza gratuita nei confronti di un soggetto debole, così come è stigmatizzata la disparità di trattamento nei confronti di una donna che attende un figlio, sfruttata e senza adeguato supporto. La fotografia assume toni che vanno dal giallo degli interni al viola dei notturni, mentre le riprese si fanno concitate nella parte che si svolge nel bosco, tra l’incontro prima con un lupo, poi con un cacciatore. Il lupo è realizzato da <strong>Michele Giagnorio</strong> grazie all’intelligenza artificiale ma l’effetto speciale è molto ben fatto, prima sentiamo il suo ululato, quindi compare la minacciosa presenza. Buona la corsa nel bosco, anche se la parte relativa al frenetico inseguimento poteva essere resa più snella tagliando qualche fotogramma in sede di montaggio. In ogni caso la durata di 106’ appare adeguata rispetto alle molte cose da dire e <strong>Simone</strong> tiene per sé il ruolo del montatore convinto da sempre che tale importante attività faccia parte della regia. Tutta la parte finale apre le porte a un altro film, inatteso, dal taglio romantico - sentimentale, se vogliamo anche sociale, con un racconto in flashback onirico del passato, filmato benissimo, con una fotografia anticata, narrato (in prima persona) da una voce femminile fuori campo e caratterizzato da una serie di dissolvenze incrociate. Il tono del film si modifica radicalmente, cambia la colonna sonora che si fa più suadente e meno concitata, mentre - come consuetudine del cinema di <strong>Simone</strong> - appare il binario, metafora della vita che scorre e del cambiamento, delle occasioni da prendere al volo, del viaggio verso il futuro, alla scoperta della nostra vera identità. Ottimo anche il collage conclusivo che riassume i momenti salienti della pellicola prima dei titoli di coda, una sorta di invito a rivivere il film da un punto di vista puramente emotivo. Interpreti tutti molto bravi (e ben diretti), tenendo presente che - a parte <strong>Tonino Potito</strong> (un veterano) e <strong>Paola Renzullo</strong> (che recita con la sola espressione del volto) - i protagonisti della vicenda sono ragazzi di dodici anni che sostengono sulle loro gracili spalle l’intera struttura del film. <em>L’atlante somm</em>erso è un film adatto a tutta la famiglia, capace di comprendere adulti e ragazzi in un unico afflato emotivo, perché unisce il cinema avventuroso a intensi momenti sentimentali.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink67dd927577a1fcbefad23be8f7714b4f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/atlante-sommerso-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 593,'height': 833,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink67dd927577a1fcbefad23be8f7714b4f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/atlante-sommerso-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="281" /></a></div><div><script> var showboxlink23da81c2fe1f77b49c51c0437a40de95 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/atlante-sommerso-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 836,'height': 460,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink23da81c2fe1f77b49c51c0437a40de95, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/atlante-sommerso-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="111" /></a></div><div><br></div><div><b>Il trailer ufficiale</b></div><div><div><a href="https://www.facebook.com/reel/1481804283777182/" class="imCssLink">https://www.facebook.com/reel/1481804283777182</a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 06:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile La storia vera di un killer nano]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000038B"><h1 class="imHeading1">Segnalato al Premio Calvino</h1><h2 class="imHeading2">Una scrittura camaleontica e raffinata</h2><div>






<div><em>Un killer invisibile, grottesco e surreale. Un nano romanziere.</em></div>
<div><em>Un'autobiografia che è insieme confessione, beffa e spettacolo.</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità de <em>La storia vera di un killer nano</em>, romanzo di <strong>Cinzia Di Mauro</strong>, tredicesima uscita della collana Frattali edita da Delos Digital.</div>
<div><br></div>
<div>Questa è la storia vera di Tano Guglielmino, nano, spietato e fantasioso killer al servizio della malavita.</div>
<div>Qui si rivivranno le sue iperboliche e surreali imprese: omicidi compiuti attraverso mille travestimenti, con l'utilizzo delle armi più impensabili, escogitati come perfetti
meccanismi a orologeria. Perché ogni lavoro, per Tano, deve riuscire come una piccola opera d'arte.</div>
<div>E insieme si seguiranno le tragicomiche vicende del suo acerrimo nemico, il commissario Bentivegna, impegnato in una caccia all'uomo dall'esito incerto.</div>
<div>A raccontare tutto, con ironia e leggerezza, senza tacere le proprie ossessioni e idiosincrasie, sarà proprio lo stesso <em>killer nano</em>. Lo farà mettendo a nudo lo scabroso della propria anima e sbeffeggiando alcuni vizi contemporanei, con una semplice giustificazione: <em>sono un nano, ovvero per sua natura una creatura manchevole che ha bisogno di appropriarsi di qualcosa al di fuori di sé, per riequilibrare il furto subito alla nascita</em>.</div>
<div><br></div>
<div>Un romanzo inclassificabile, colmo di fantasia, ironia e avventura, supportato da una scrittura camaleontica e raffinata, che ha ricevuto una menzione speciale al Premio Calvino.</div>
<div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div><strong></strong>Cinzia Di Mauro<strong> </strong>è un'insegnante di Lettere che adora da sempre la letteratura.</div>
<div>Nel 2025 escono <em>Finisterrae </em>per Delos Digital, un romanzo distopico dove i confini tra sogno e incubo si dissolvono, vincitore
del Trofeo Cassiopea 2026 come miglior romanzo di fantascienza, e <em>Pangolino mon amour! </em>per All Around, sulle tragicomiche avventure della pandemia. Collabora da anni con <em>Sicilia&amp;Donna </em>e <em>NewSicilia </em>con rubriche di consigli letterari o di cultura in genere. L'ironia, il surreale e il "nulla è mai come sembra" sono
le cifre della sua scrittura.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: La storia vera di un killer nano</div>
<div>Autore: Cinzia Di Mauro</div>
<div>Collana: Frattali n.13</div>
<div>Editore: Delos Digital</div>
<div>Anno: 14 settembre 2026</div>
<div>Pagine: 216</div>
<div>ISBN-13: 978-8825437751</div>
<div>Prezzo: 18,00 € - eBook: 4,99 €</div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlinkbdaeefbd8f2779749443bd44bf377ab4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/storia-vera-di-un-killer-nano-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 768,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbdaeefbd8f2779749443bd44bf377ab4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/storia-vera-di-un-killer-nano-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="282" /></a></div><div><script> var showboxlink273c3c07cc519d64e85d249561c8bc68 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/cinzia-di-mauro-storia-vera-killer-nano_autrice.webp','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 350,'height': 350,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink273c3c07cc519d64e85d249561c8bc68, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/cinzia-di-mauro-storia-vera-killer-nano_autrice.webp" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 14:13:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Riflessi della luce nera di Stefano Sbaccanti]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000038A"><h1 class="imHeading1">Antologia weird e horror</h1><h2 class="imHeading2">Raccolta di narrativa speculativa e del terrore</h2><div>






<div><em>La luce nera non è un’immagine: è una radiazione che l’occhio non registra ma, ciononostante, esiste. Essa fa emergere ciò che la luce ordinaria
cela. È qui che abita l’orrore. Non nel mostro che irrompe in un mondo sano, ma nel sospetto che il mondo sia già infetto e che l’unica cosa a proteggerci sia la qualità della luce.</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>Ci sono luoghi che sembrano già appartenere a una storia dell’orrore prima ancora che qualcuno cominci a raccontarla. Consonno, il paese fantasma abbandonato sulle
colline lecchesi, è uno di questi. Ed è proprio da lì che <strong>Stefano Sbaccanti </strong>fa partire <em>La stele nera</em>, il primo dei nove racconti di <em>Riflessi della luce nera</em>. Irene Fossati arriva a Consonno per fotografarne le rovine, ma quello che dovrebbe essere un normale lavoro di esplorazione urbana si trasforma progressivamente
in qualcosa di molto più oscuro. La stele del titolo non è semplicemente un reperto inquietante: è il punto attraverso cui la realtà comincia a mostrare un volto che normalmente rimane nascosto.
È un ottimo inizio, perché contiene già tutto quello che caratterizza la raccolta: luoghi reali o apparentemente familiari, oggetti concreti, indagini razionali e poi quella piccola incrinatura che manda
tutto fuori posto.</div><div><br></div>
<div>Gli altri racconti cambiano ambientazione e atmosfera, ma seguono più o meno la stessa strada. In <em>Carne</em> l’orrore si nasconde dietro il meccanismo del consumo, mentre <em>L’altipiano</em> porta apertamente <strong>Sbaccanti</strong> dalle parti di <strong>Lovecraft</strong>, con Randolph Carter, Leng e i Cacciatori di Tindalos. <em>L’isola di pietra nera, </em>ambientato al largo delle coste della Calabria<em>, </em>riprende invece il fascino delle terre misteriose e dei culti antichi, mentre <em>La famiglia perfetta </em>trasforma una tranquilla famiglia borghese di Boston in qualcosa di decisamente meno rassicurante. Tra quelli che ho preferito ci sono <em>Sincronia</em>, con i suoi orologi fermi alla stessa ora e una progressiva messa in discussione dell’identità del protagonista, <em>Acqua bassa</em>, dove la memoria di un paese scomparso nell’acqua torna a manifestarsi in modo inquietante, e <em>Cartografia del dolore</em>, ambientato a Verdun, nel quale il dolore dei soldati finisce per comporre una geometria impossibile. Anche <em>Il peso specifico dell’assenza</em>, con il suo edificio di Tokyo che pesa molto più di quanto dovrebbe, lavora molto bene sull’idea che la materia possa conservare
qualcosa che non dovrebbe esserci. È proprio questo il filo che unisce i nove racconti. <strong>Sbaccanti</strong> non ha bisogno di mostrare continuamente mostri: gli basta modificare la luce con cui guardiamo le cose. Un paese abbandonato, una famiglia, un orologio, un edificio, una fotografia o una distesa d’acqua
possono diventare improvvisamente inquietanti quando scopriamo che custodiscono qualcosa. <strong>Lovecraft</strong> è naturalmente una presenza importante, soprattutto nei racconti più esplicitamente legati al cosmic horror, ma la raccolta non vive soltanto di questo. C’è anche un gusto per il perturbante
quotidiano, per le anomalie apparentemente insignificanti che finiscono per aprire una crepa nella normalità.</div><div><br></div>
<div>E dopo aver chiuso il libro rimane proprio quella sensazione: la realtà intorno a noi è ancora la stessa, ma forse abbiamo appena cambiato illuminazione. E quello
che appare, sotto quella luce, non è affatto rassicurante.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Stefano Sbaccanti nasce a Roma negli anni '60 del secolo scorso. Fin dalla più tenera età è sempre stato affascinato da tutto ciò che ha attinenza
col genere horror: film, fumetti, libri, musica, giochi e chi più ne ha più ne metta. Figlio di due maestri elementari cresce in un ambiente culturale stimolante, in cui libri e fumetti non sono mai mancati.
Tra i tanti autori letti, HP Lovecraft è stata la classica folgorazione che è diventata una passione per la vita.</div>
<div>Sposato e con due figli, si diletta a scrivere racconti brevi a tinte lovecraftiane.</div>
<div>Ha pubblicato racconti nella serie antologica <em>Strani Æoni</em> e in altre antologie italiane, tra le quali <em>Il Richiamo di Lovecraft</em> ed <em>Esecranda vol. 8</em>, <em>300 parole per un incubo</em> e <em>InBreve</em>.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Riflessi della luce nera</em></div>
<div><em>Autore: Stefano Sbaccanti</em></div>
<div><em>Collana: Mondi ignoti</em></div>
<div><em>Editore: Colomò Editore</em></div>
<div><em>Anno: 28 agosto 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 222</em></div>
<div><em>Dimensioni: 13.97 x 1.42 x 21.59 cm</em></div>
<div><em>ISBN-13: ‎ 979-1281430495</em></div>
<div><em>Prezzo: 16,00 €</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlink48a6b9f217594052de269539453eb0ec = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/iflessi-luce-nera-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 769,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink48a6b9f217594052de269539453eb0ec, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/iflessi-luce-nera-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a></div><div><script> var showboxlink7733feecf58ac52c970beb3a3c0cc185 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Stefano-Sbaccanti-riflessi-luce-nera_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 335,'height': 423,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7733feecf58ac52c970beb3a3c0cc185, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Stefano-Sbaccanti-riflessi-luce-nera_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="190" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 06:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ruggine]]></title>
			<author><![CDATA[Niccolò Basilico]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000389"><h1 class="imHeading1">La bambina aprì gli occhi</h1><h2 class="imHeading2">Cosciente dei vegetali ferrosi che si aprivano nel suo corpo</h2><div>






<div><strong></strong>La ruggine scorreva sulle persone, dilagando come un morbo, infettando i corpi dall’interno. Vidi una bambina crollare a terra,
la carne che si apriva sparando getti di ruggine cristallina, fiori di metallo che eruttavano foglie e piume.</div>
<div>Presi la sua mano nella mia, la strinsi e avvertii un guizzo di vitalità. Emisi allora una lacrima che si depositò sul fondo della mia maschera. Sembravamo tanti insetti
caritatevoli, con le maschere che riflettevano mille luci al neon, e in braccio i corpi che si sfaldavano.</div>
<div>Arrivò il disinfestatore, recando il lanciafiamme simile a un cigno nero con il becco spalancato. Tenni il corpo sussultante della bambina per me. Non la lasciai nel mucchio
destinato alla cremazione. Sotto i piedi sentivo il suono croccante del metallo arrugginito che prima era carne.</div>
<div>La bambina si agitò tra le mie braccia. Aveva forse vinto il metallo? Alcuni ci riuscivano. Alla fine rimanevano loro solo alcuni frammenti, come ricordi d’organi
obsoleti.</div>
<div>La bambina aprì gli occhi. Un pigmento giallo punteggiava i cieli malinconici che erano le sue pupille. La sua espressione era di stoica sopportazione, cosciente dei vegetali
ferrosi che si aprivano nel suo corpo. Mi guardò e aprì la bocca, ma l’unico suono che riuscì ad emettere fu un trillo simile al richiamo amoroso del trapano. Le carezzai la guancia intatta e le
sussurrai parole confortanti.</div>
<div>Il capitano mi guardò compiere questi gesti, ma scrollò le spalle e si girò verso la pira, che ormai era spenta: solo un sottile filo di fumo serpeggiava
da quei poveri resti. Piccolo orto di fiori neri. Le sussurrai nell’orecchio, che si agitava come un meccanismo a molla. Era la lotta tra la carne e il metallo ad originare tutta quella ruggine che nevicava sui miei
piedi. Il sangue del ferro. Montai sul furgoncino con il corpo della piccola che tremava nella coperta in cui l’avevo avvolta.</div>
<div>Ormai era prassi che qualcuno dei nostri amasse un infetto. Molti si erano trovati una moglie o una figlia arrugginite. Di solito erano corpi che riuscivano a vincere la piaga,
recuperando quasi completamente la propria forma originaria.</div>
<div>Non riuscivamo a spiegarcene il motivo.</div>
<div>Probabilmente è l’amore che doniamo loro: li aiuta a vincere. Il metallo recede e si nasconde sotto le ossa, assopendosi in un sonno di sogni industriali.</div>
<div>Uno dei camerati sorrise. Era bello che ci fosse quella comprensione tra noi.</div>
<div>La piccola parve quietarsi. Sollevai nuovamente un lembo della coperta e m’immersi ancora nel paesaggio lontano dei suoi occhi. Le scostai dalle palpebre frammenti di lacrime
ferruginose. Lei sorrise.</div>
<div>Avevo trovato una figlia.</div>
<div>Era la cosa più bella che mi fosse mai accaduta.</div>
<div>Sceso alla base chiesi un permesso. Ritornai a casa con il mio fagotto di carne, cielo e metallo. Svolsi la coperta e rimirai il suo corpicino acerbo. La bambina doveva aver
visto solo una decina d’estati. </div>
<div>Sembrava stare meglio; la carne era ritornata a ricoprire la gran parte dell’apparato scheletrico.</div>
<div>Solamente un paio di tubicini occhieggianti spuntavano appena sotto i capezzoli.</div>
<div>La pulii con lentezza metodica, prestando attenzione a non toccarle le escrescenze. Lei sonnecchiò agitata durante il processo di pulitura, ma alla fine si svegliò
e mi sorrise. Riuscì persino ad articolare qualche semplice parola.</div>
<div>La rivestii e la posi in un letto che avevo frettolosamente approntato per lei.</div>
<div>Rimasi un poco accanto a lei. Il suo petto si alzava e si abbassava, emettendo un impercettibile ronzio. Avvicinai l’orecchio per ascoltare meglio il suono, ma quasi subito
vidi il lenzuolo che s’imbrattava di nero. </div>
<div>Sollevai leggermente un lembo e vidi del liquido scuro eiaculare dai tubicini che si dipanavano dal suo seno.</div>
<div>Con uno straccio le pulii il petto. La sua mano si mosse ad afferrare il mio polso. Era una stretta carica di vigore. Ma anche di dolcezza. Le sistemai il corpo su un fianco,
in modo che il liquame potesse scorrere liberamente senza provocarle intasamenti.</div>
<div>Passai il resto della serata a vegliare su di lei anche se, a un certo punto, mi addormentai. La mattina dopo mi svegliai con la bambina che cercava di sollevarsi dal letto.
Le gambe le tremavano e non riuscivano a reggere il peso esiguo del suo corpo sottile. Mi posi di fronte, le infilai le mani sotto le ascelle e la tirai in piedi. Lei parve divertirsi, agitando le gambe tremebonde nel vuoto
e ridendo. La feci penzolare un poco in questa maniera, poi la presi in braccio e la portai verso la cucina. Mi sporcai tutto con il liquame nero che le colava dal seno. Quando mi sedetti con lei abbandonata in grembo, mi
immaginai somigliante ad una pietà michelangiolesca al contrario: una Maria barbuta con un Cristo androgino dal seno imbrattato. Mi portai un dito ricoperto di liquame alla bocca e ne assaggiai il sapore. Era caldo
e piacevole al gusto.</div>
<div>Lasciai mia figlia in cucina, legata alla sedia con lo schienale alto, le cinghie che ne sostenevano il busto, e feci il bucato. La macchina pulitrice era simile a un Buddha
di tubature mormoranti preghiere e mantra. Il suo ventre accoglieva panni sporchi e ne partoriva di puliti. La purificazione era la sua specialità.</div>
<div>Mentre fissavo i panni svolazzare come anime nelle interiora del Buddha, udii una nenia malinconica, come una farfalla svolazzante, provenire dalla cucina. Ritornai da mia figlia
e mi fece una grande tenerezza vederla con la testa reclinata su un fianco. Mi avvicinai alla sedia e allentai le cinghie che la sostenevano. Il suo corpo si inclinò leggermente in avanti. Dai tubicini ricominciò
a sgorgare il nettare nero. Le posi una bacinella in grembo e attesi che le emissioni cessassero. Lei abbassò gli occhi a fissare ipnotizzata il gocciolio ritmico che usciva dal suo corpo. “Papà, papà,
guarda questa cosa che faccio.”</div>
<div>“Tesoro, vedo, è meravigliosa.”</div>
<div>Lo stillicidio cessò gradualmente e, dopo averle pulito i tubicini, le tolsi la bacinella dalle gambe e la portai alle labbra. Il liquido mi scese nella gola come una
lumaca seducente. Il sapore dolce mi stimolò. Porsi la bacinella alla piccola e le feci assaggiare il prodotto dei suoi seni. Lei bevve avidamente, gorgogliando come un lavandino carnoso.</div>
<div>Dopo averle pulito anche la bocca, la slegai e la posi supina sul tappeto. Le feci fare della ginnastica riabilitativa alle braccia ed alle gambe.</div>
<div>Quando mi recai alla base, non feci altro che ripensare a lei, ai suoi occhi, ai suoi sorrisi, ai tubicini gemelli che sembravano una copia ingrandita dei suoi piccoli capezzoli.</div>
<div>Siamo un corpo speciale, quelli che non sono infettati. Ci riuniamo alla base e aspettiamo di intervenire. Le nostre maschere sono coreografiche, poiché il virus penetra
tranquillamente attraverso qualsiasi barriera. Noi, per qualche ragione, ne siamo immuni. Le uniche nostre debolezze sono l’amore che proviamo per i contagiati e la passione per il ballo. Qualcuno ha ipotizzato che la
nostra immunità risieda nella vocazione a dimenarci con il corpo. Nella base c’è un locale approntato a tale attività. Gli agenti si dimenano come ragni nelle uniformi scure e lucenti. La musica
scivola per i locali come il soffio di un fantasma.</div>
<div>Sedendomi nel mio ufficio immaginai mia figlia danzare sinuosa come una divinità dei serpenti, in piedi sulla mia scrivania. </div>
<div>Lasciai suonare il telefono, naufrago nelle mie fantasie, poi sollevai la cornetta e chiamai a casa. Avevo promesso a mia figlia che l’avrei chiamata per salutarla con
lo squillo del telefono che lei non riusciva ancora a raggiungere. Così le avrei tenuto compagnia.</div>
<div>La porta dell’ufficio si sollevò e il mio collega entrò, rotolando lateralmente. “Bella giornata,” disse.</div>
<div>“Davvero,” risposi.</div>
<div>“E tua figlia,” mi chiese, “come si sente?”</div>
<div>“Meglio, grazie: comincia già a parlare.”</div>
<div>Il collega si sedette al suo tavolo, ortogonale al mio, e si mise immediatamente al lavoro, estraendo fogli dalla cartelletta che aveva davanti.</div>
<div>“Hai sentito del messia?,” mi chiese all’improvviso. “Quello nato da una ragazza infetta. Lui ha cominciato a produrre miracoli, a curare gli infetti.
Allora anche noi siamo dei messia, curiamo quelli contagiati con il nostro amore. Lui non ci ama. Ama solo sé stesso. Come potrebbe amare delle creature che gli sono inferiori?”</div>
<div>“Come quelli che amano gli animali,” gli risposi, “quelli che crescono dei rospi, delle lumache. Sono creature inferiori a noi, eppure noi le amiamo.”</div>
<div>“Allora noi siamo come rospi ai suoi occhi.”</div>
<div>“No, lui è come noi, è nato da una di noi.”</div>
<div>Rimanemmo in silenzio. Un fiume d’assenza invase il resto della giornata.</div>
<div>La sera, mentre ritornavo a casa, pensai di prenderle un animaletto domestico. Le comprai un polpo, una creatura tenera e interessante, con la testa quasi nascosta dal groviglio
di tentacoli che agitava sul vetro del contenitore.</div>
<div>Ero sicuro che le sarebbe piaciuto. Quando lo posi sul comodino di fronte al suo letto, lei sorrise. “Ciao papà.”</div>
<div>“Ciao piccola, questo è un pensierino per te.” La sollevai dal letto e la lasciai penzolare un poco di fronte al polpo dall’espressione indecifrabile.</div>
<div>“Vedi, è simile a te, anche lui emette un liquido nero lucente, in certe occasioni.”</div>
<div>“Bello, papà. Papà, portami in bagno.”</div>
<div>La lasciai sulla tazza, assicurata alle solite cinghie, e ritornai quando aveva finito. Il corpicino nudo aveva riacquistato completamente un’apparenza umana. Ma i tubicini
erano rimasti, fissati come ricordo della sua croce. La pulii, mentre lei cercava di dimostrarmi che ormai i piedi erano in grado di reggerla. “Guarda papà.” Ma i piedi non la reggevano. Non ancora.</div>
<div>La riportai a letto e lei si sporcò subito con il liquame nero.</div>
<div>“Ti ho appena pulita, piccola.” Gettai in un angolo i vestiti imbrattati e la cambiai nuovamente, dopo aver raccolto in un bicchiere le sue emissioni.</div>
<div>“Quella è la mia anima, papà. Sono contenta quando ne bevi.”</div>
<div>La guardai un attimo, senza sapere cosa rispondere. Era molto gustosa, la sua anima.</div>
<div>Pensai che non avevo mai assaggiato nulla di così delizioso, prima.</div>
<div>Le feci fare la solita riabilitazione. Non vedevo l’ora di vederla camminare e ballare.</div>
<div>Quando la rimisi a letto, le rimboccai le coperte e le dissi: “Ti amo, piccola.”</div>
<div>Lei mi guardò con i suoi piccoli cieli. “Anch’io, papà.”</div>
<div>Prima di uscire dalla stanza, vidi il polpo che faceva delle piccole capriole nel contenitore. Forse anche lui ci amava.</div><div><br></div>
<div>Il disinfestatore si avvicinava con il lanciafiamme spianato, sorridendo. Avevo il terrore che volesse cremare mia figlia, così continuavo a strattonarlo per un braccio.
“No. No. No. Non farlo.”</div>
<div>Mi svegliai zuppo di sudore.</div>
<div>Avvertivo un cerchio alla testa che sembrava volesse spremermi le cervella fuori del cranio.</div>
<div>Il mio lavoro mi faceva ormai repulsione.</div>
<div>In ufficio mi chiusi a chiave nella toilette con una collega. </div>
<div>Mi piaceva. Le spingevo con le dita gocce di sperma appena rilasciato sulla pelle liscia.</div>
<div>Sembrava, però, che le mancasse qualcosa.</div>
<div>Mi sarebbe piaciuto guidare il dito su di un capezzolo metallico.</div><div><br></div>
<div>Lei sollevò gli occhi dalla rivista, che stava sfogliando svogliatamente, e li posò nei miei. Erano occhi belli, ammalianti, carichi di promesse e di oscurità.
Arrotolò la rivista e la strinse, fino a romperne le pagine.</div>
<div>Le sue mani torcevano, torcevano. Tradivano un certo nervosismo.</div>
<div>Le sorrisi. “Qualcosa non va, signorina?”</div>
<div>“In verità, sì. Qualcuno mi segue.”</div>
<div>Era sera, pericoloso per una ragazza come quella. La presi a braccetto e la strinsi al petto come un’amante.</div>
<div>Lei parve rassicurarsi.</div>
<div>Da una finestra, in alto nel buio, scendeva una musica ossessiva e malefica.</div>
<div>Camminammo un poco, così abbracciati, senza dire nulla. Sussultai quando mi rivolse la parola. Il pavimento si era fatto molto sporco e scivoloso, e trovavo difficoltà
a camminare. Mi appoggiai al passo sicuro di lei.</div>
<div>“Come ti chiami?”</div>
<div>Lei mi rispose con un sussurro, che non compresi. Mi sarebbe piaciuto fermarmi a baciarla, ma mi pareva di avvertire dei rumori alle mie spalle, come se molte persone armeggiassero
con oggetti non meglio definibili.</div>
<div>Mi guardai furtivamente alle spalle, ma non vidi nessuno.</div>
<div>Arrivammo infine a una casa dalle finestre alte e strette. Nel suo insieme la casa ricordava una faccia, e mi pervase la spiacevole sensazione di conoscere simili lineamenti.
La ragazza aprì la porta e mi condusse all’interno.</div>
<div>L’appartamento era molto buio e mi pareva di non trovare l’interruttore della luce. Lei ritornò con una candela e mi fece accomodare su una poltrona antica.
Posò la candela su un tavolino che ci stava di fronte, poi cominciò a slacciarsi la camicetta con gesti lenti e solenni.</div>
<div>Sotto non portava nulla. Mi accorsi subito di un fatto curioso. Appena sotto i capezzoli ben formati ne fuoriusciva un altro paio in metallo. La sua mano destra prese a strofinarsi
il seno. Da uno dei capezzoli cominciò a sgorgare un liquame nero, dapprima lentamente, poi più copioso. Con l’altra mano alzò una coppa a raccogliere il liquido e, quando giunse all’orlo,
me la porse.</div>
<div>Ingurgitai il liquido in uno stato d’animo agitato. Lo trovai piacevolmente gradevole.</div>
<div>Ebbi subito una visione. Il corpo della ragazza assumeva la forma di una crisalide. Una luce accecante mi invase la testa.</div><div><br></div>
<div>(California 1997)</div><div><br></div>
<div><strong>Note della Redazione</strong></div>
<div>Pubblicato nell’antologia <em>Altrove - Nebulosa</em> (Edizioni Club GHoST).</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Niccolò Lupo Basilico (Lupo non è un nome di battaglia, è il suo secondo nome di battesimo) è un programmatore di computer, appassionato di gnosticismo,
musica estrema e fumetti, e proprio <em>Ruggine</em> (o <em>Ferro</em>, altro titolo con cui è conosciuto il racconto ma che non riesce a decidersi quale sia quello vero, gli piacciono entrambi) è nato in seguito alla <em>Comic Con di San Diego</em> del '97, dove si è innamorato di una ragazza di Monza (l’autore è di Milano). </div>
<div>Il racconto è stato l'addio per lei, solo che non l'ha mai letto, perchè lo scrisse il giorno dopo la sua partenza, mentre attraversavano, lui e due amici,
il deserto della California, diretti verso Phoenix. In quel momento l'ispirazione gli è venuta per aver letto, nei giorni precedenti, alcuni racconti di <em>Michael Gira</em> (leader degli <em>Swans</em>) dalla sua antologia (scritta in inglese) <em>The Consumer</em>. </div>
<div>Niccolò confessa che il racconto affonda le sue radici nel film giapponese <em>Tetsuo</em>, però quando lo scrisse la citazione fu involontaria.</div>
<div>Ultimamente si sta dedicando a uno studio filosofico sul "Nulla", per cavarne un nuovo racconto oppure, ancora meglio, un trattato sull'origine del Tutto; grandi
fonti di ispirazione sono i dischi di musica Ambient Industrial, di autori come <em>Lull</em>, <em>Schloss Tegal</em>, <em>Mortar</em>, <em>Lustmord</em> e company. Musica che esprime pienamente il Nulla.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinka8ff49799a50ee386b2c37dcdd4549e4 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ruggine-cacc-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 602,'height': 1079,'description': 'La copertina del racconto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ruggine-cacc-cover_bar.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1376,'height': 768,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka8ff49799a50ee386b2c37dcdd4549e4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ruggine-cacc-cover_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="359" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 06:35:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Teeworlds un mix di coordinazione e riflessi]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Giochi"><![CDATA[Giochi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000388"><h1 class="imHeading1">Palle di pelo e pioggia di fuoco</h1><h2 class="imHeading2">La perla open source assolutamente da giocare</h2><div>






<div><em>Dietro un'estetica cartoon e adorabile si nasconde uno degli arena shooter 2D più frenetici, tecnici e gratificanti di sempre.</em></div>
<div><br></div>
<div>Immaginate di prendere la frenesia tattica degli arena shooter più spietati della storia, distillarla in sole due dimensioni e affidare il destino delle vostre partite a dei
batuffoli di pelo sovrappeso visivamente adorabili ma armati fino ai denti. Questo è il biglietto da visita di <em>Teeworlds</em>, un piccolo capolavoro del gaming indipendente e totalmente aperto che, dietro un'estetica apparentemente infantile e scanzonata, nasconde una delle esperienze competitive
più elettrizzanti, veloci e gratificanti che vi possa capitare di provare su PC.</div><div><br></div>
<div>Fin dai primi secondi di gioco si viene catapultati in un vortice di azione pura dove non c'è spazio per le pause. Il sistema di controllo rappresenta il vero fiore all'occhiello
dell'intera produzione: la combinazione di tastiera per gli spostamenti e mouse per mirare offre una reattività chirurgica. La vera magia risiede nell'interazione tra le movenze del proprio avatar tondeggiante
e l'uso dell'arpione magnetico. Questo rampino multifunzione trasforma l'ambiente bidimensionale in un parco giochi acrobatico, permettendo di schizzare da una parete all'altra, librarsi nell'aria a velocità
folli o agganciare gli avversari per trascinarli a sé o scaraventarli nelle trappole della mappa. Imparare a padroneggiare la fisica e la forza d'inerzia del rampino richiede tempo e sensibilità, trasformando
la curva di apprendimento in un viaggio entusiasmante dove l'abilità manuale del giocatore fa sempre la differenza tra la gloria e la disfatta.</div><div><br></div>
<div>L'arsenale a disposizione, pur essendo essenziale nei suoi elementi base, risulta perfettamente bilanciato per incentivare scontri ravvicinati e balistica creativa. Si parte con
gli strumenti di ordinanza, come un maglio da mischia per i contatti ravvicinati e una bocca da fuoco leggera a frequenza continua, per poi raccogliere sul campo di battaglia strumenti ben più devastanti. Troviamo pezzi
da novanta come doppietta per devastare a breve distanza, lanciagranate con traiettorie a parabola ideali per il fuoco di sbarramento o per spingersi in alto con l'onda d'urto, e cannoni energetici ad alta precisione
capaci di far rimborsare i proiettili sulle superfici per cogliere di sorpresa i nemici dietro gli angoli. A completare il quadro spiccano potenziamenti temporanei come la lama ninja, che trasforma la sfera pelosa in un'ombra
fulminea capace di spazzare via chiunque si trovi sulla sua traiettoria.</div><div><br></div>
<div><script> var showboxlinkf644c4adc62461f70a93ed01f2095dba = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/teeworlds-interfaccia_bar.webp','alt': 'L\\\'ambiente gioco di Teeworlds.','title': 'L\\\'ambiente gioco di Teeworlds.','width': 1600,'height': 900,'description': 'L\'ambiente gioco di Teeworlds.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf644c4adc62461f70a93ed01f2095dba, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/teeworlds-interfaccia_bar.webp" alt="L&#39;ambiente gioco di Teeworlds." title="L&#39;ambiente gioco di Teeworlds." width="200" height="113" /></a></div>
<div>L'ambiente gioco di <em>Teeworlds</em>.</div>
<div><br></div>
<div>Il pacchetto base offre le modalità competitive tradizionali come tutti contro tutti, scontri a squadre e la classica conquista della bandiera, ma la vera anima del titolo risiede
nella sua natura libera e modificabile. La community globale, infatti, ha creato nel tempo un universo di varianti comunitarie che stravolgono completamente le regole originali. Si spazia da contesti d'elite a colpo singolo
letale in cui conta solo il riflesso puro, a modalità di cooperazione estrema focalizzate sul superamento di percorsi ad ostacoli apparentemente impossibili dove la coordinazione tra utenti è fondamentale per
congelare o salvatare i compagni, fino ad arrivare a bizzarre reinterpretazioni di discipline sportive e sfide di eliminazione a catena.</div><div><br></div>
<div>La struttura tecnica leggera garantisce prestazioni impeccabili anche sui sistemi più datati, con una fluidità granitica a frequenze di aggiornamento elevate e una stabilità
di rete invidiabile. L'infrastruttura si appoggia interamente su server gestiti direttamente dagli appassionati, permettendo una personalizzazione pressoché infinita delle partite, delle regole e dei contenuti estetici.
I componenti visivi, realizzati in una deliziosa grafica vettoriale colorata e pulita, mantengono un'eccellente leggibilità anche nelle situazioni più caotiche, accompagnati da un comparto sonoro essenziale
ma perfetto per restituire il feedback di ogni impatto.</div>
<div><br></div>
<div><strong>PRO</strong></div>
<ul>
<li>Sistema di movimento acrobatico basato sul rampino estremamente profondo, dinamico e gratificante.</li>
<li>Codice sorgente libero e accessibile che ha generato una quantità enorme di modalità alternative e mappe create dalla community.</li>
<li>Requisiti hardware ridotti all'osso ed elevatissima fluidità di gioco anche su macchine datate.</li>
<li>Modello completamente gratuito e privo di qualsiasi meccanica di microtransazione o vantaggio a pagamento.</li>
<li>Scontri a fuoco frenetici basati al cento per cento sull'abilità manuale e sui riflessi del giocatore.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>CONTRO</strong></div>
<ul>
<li>Curva di apprendimento iniziale piuttosto ripida, specialmente quando si affrontano veterani con anni di esperienza.</li>
<li>Modalità base che alla lunga potrebbero risultare limitate senza l'esplorazione dei server modificati dalla community.</li>
<li>Popolazione di giocatori non paragonabile ai colossi commerciali contemporanei, con potenziale variabilità nell'affluenza dei server.</li>
<li>Assenza di una campagna o di una componente per giocatore singolo strutturata per l'allenamento offline.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>Conclusioni</strong></div>
<div>Ci troviamo di fronte a un autentico gioiello del panorama software libero, una perla di pura adrenalina arcade che dimostra come l'inventiva nel game design e una fisica di gioco
azzeccata valgano molto di più di complessi motori grafici tridimensionali. <em>Teeworlds</em> è un titolo che merita assolutamente di essere scaricato e provato da chiunque ami la competizione pura, la velocità di esecuzione e la soddisfazione di padroneggiare meccaniche di movimento uniche
nel loro genere.</div>
<div><br></div>
<div>Scarica <em>Teeworlds</em> dal sito ufficiale: <a href="https://teeworlds.com/" class="imCssLink">https://teeworlds.com/</a></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlink6865f6e8580edd53110305288f88fcea = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/teeworlds-logo-home_bar.webp','alt': 'Il logo di Teeworlds.','title': 'Il logo di Teeworlds.','width': 554,'height': 285,'description': 'Il logo di Teeworlds.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6865f6e8580edd53110305288f88fcea, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/teeworlds-logo-home_bar.webp" alt="Il logo di Teeworlds." title="Il logo di Teeworlds." width="200" height="103" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 15:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[When the Lions Leave Their Den degli Amaseffer]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000387"><h1 class="imHeading1">Un'opera monumentale</h1><h2 class="imHeading2">Che si configura come un vero e proprio capolavoro</h2><div><div><strong>AMASEFFER - When the Lions Leave Their Den (Exodus Part II)</strong></div> <div><strong>Full-length, Independent, 2026</strong></div> <div><br></div> <div>Dopo un’assenza di quasi vent’anni, gli israeliani <strong>Amaseffer</strong> fanno il loro atteso ritorno sulla scena con <em>When the Lions Leave Their Den</em>, un’opera monumentale che si configura come un vero e proprio capolavoro di epica sonora e narrazione cinematografica. La loro rinascita artistica si rivela in tutto il suo splendore, confermando la band come uno dei pilastri imprescindibili del progressive cinematic metal, capace di coniugare raffinatezza orchestrale, influenze etniche e un approccio narrativo di stampo epico e spirituale.</div><div><br>Il nuovo capitolo della loro trilogia dell’Exodus si presenta come un affresco sonoro che parte dal racconto biblico, dall’uscita degli schiavi d’Egitto fino alla consegna delle Tavole al Monte Sinai. La produzione, curata con scrupolo da <strong>Erez Yohanan</strong>, si distingue per la capacità di tessere trame orchestrali imponenti, arricchite da folk autentico e da un sound design di stampo cinematografico, che trasporta l’ascoltatore in un viaggio multisensoriale capace di evocare immagini potenti e coinvolgenti.</div><div><br>Il brano di apertura, e primo singolo, <em>When the Lions Leave Their Den</em>, si configura come un vero e proprio inno epico, una suite di oltre nove minuti che racchiude in sé tutte le caratteristiche distintive del sound <strong>Amaseffer</strong>: passaggi orchestrali maestosi, riffs potenti e influenze etniche, il tutto immerso in un’atmosfera che oscilla tra oscurità e luce, tra dolore e speranza. La narrazione musicale si svolge come un grande affresco, narrando la lotta degli Ebrei per la libertà con una profondità che trascende il semplice ascolto, diventando un’esperienza immersiva.</div><div><br>Ma ciò che rende questa opera ancora più affascinante è l’introduzione di due nuovi vocalist, <strong>Lukky Sparxx</strong> e <strong>Jessica Mercy</strong>, che portano una ventata di freschezza e versatilità, contribuendo ad arricchire la gamma espressiva di un album già di per sé mastodontico. La loro presenza, insieme alla cura maniacale dei dettagli compositivi, rende <em>When the Lions Leave Their Den</em> un vero e proprio viaggio spirituale e musicale, capace di soddisfare i palati più esigenti del prog internazionale.</div><div><br>Le composizioni si dipanano attraverso un equilibrio perfetto tra momenti di grande impatto, come <em>Pathway To The Promised Land</em>, e introspezioni più riflessive, come <em>Miriam</em> e <em>Wooden Staff Part II</em>. Ogni traccia si configura come un capitolo di un poema epico, scritto con maestria e passione, in cui ogni nota, ogni arrangiamento contribuisce a costruire un universo sonoro di ineguagliabile suggestione.</div><div><br>In definitiva, <em>When the Lions Leave Their Den</em> si consacra come un punto di svolta e di riflessione nel percorso artistico di <strong>Amaseffer</strong>. Un’opera che si inserisce con forza nel panorama prog contemporaneo, elevando la musica a livello di arte totale, capace di unire spiritualità, cultura e innovazione sonora in un abbraccio senza tempo. Un ritorno che non solo sorprende, ma che consacra definitivamente il gruppo come uno dei fari più luminosi della scena musicale globale.</div><div><br></div> <div><strong>Tracklist:</strong></div> <ol> <li>When the Lions Leave Their Den</li> <li>A Flame Unbidden</li> <li>Stardust Harvesters</li> <li>Cloud of Smoke</li> <li>Lady of Slaughter</li> <li>Pathway to the Promised Land</li> <li>Miriam</li> <li>Valley of the Standing Sun and Moon</li> <li>Wooden Staff Part II</li> <li>Foothills of Mount Sinai</li> </ol> <div><br></div> <div><strong>Line-up:</strong></div> <ul> <li>Erez Yohanan - Drums, Percussion, Bass, Narration</li> </ul> <div><br></div></div><div><script> var showboxlink4eb7efa3a6068524121be5549cf784fa = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Amaseffer-When-the-Lions-cover_ver.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 1079,'height': 1080,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4eb7efa3a6068524121be5549cf784fa, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Amaseffer-When-the-Lions-cover_ver.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="201" /></a></div><div><script> var showboxlink1f371fc34d99931e7c372e0ce3e29330 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Amaseffer-When-the-Lions-credit-home_bar.webp','alt': 'Gli Amaseffer.','title': 'Gli Amaseffer.','width': 1919,'height': 1071,'description': 'Gli Amaseffer.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Amaseffer-When-the-Lions-credit_bar.webp','alt': 'Gli Amaseffer.','title': 'Gli Amaseffer.','width': 1024,'height': 1024,'description': 'Gli Amaseffer.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1f371fc34d99931e7c372e0ce3e29330, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Amaseffer-When-the-Lions-credit-home_bar.webp" alt="Gli Amaseffer." title="Gli Amaseffer." width="200" height="112" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=iuprn46OLiM">https://www.youtube.com/watch?v=iuprn46OLiM</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 06:21:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Le notti erotiche dei morti viventi di Joe D'Amato]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000386"><h1 class="imHeading1">Un horror curioso</h1><h2 class="imHeading2">Caratterizzato da un'ambientazione curata e affascinante</h2><div>






<div><strong>Le notti erotiche dei morti viventi (Italia 1980)</strong></div>
<div><em>Regia: Joe D'Amato (Aristide Massaccesi). Soggetto e Sceneggiatura: Tom Salina (Luigi Montefiori). Montaggio: Ornella Micheli. Fotografia: Aristide Massaccesi. Musiche:
Pluto Kennedy (Marcello Giombini). Scenografia: Ennio Michettoni. Costumi: Mario Paladini. Anno: 1980. Paese di Produzione: Italia. Casa di produzione: Stefano Film. Genere: Orrore, Pornografico. Durata: 104’. Interpreti:
Laura Gemser (Luna), George Eastman (Larry O'Hara), Dirce Funari (Fiona), Mark Shanon (arch. John Wilson)mì, Lucía Ramírez (Liz).</em></div>
<div><br></div>
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<div>Un discorso a parte tra i film di <strong>Joe D’Amato</strong> dei primi anni Ottanta lo merita <em>Le notti erotiche dei morti viventi</em><strong> </strong>(1980). Scritto e sceneggiato da <strong>Luigi Montefiori</strong> (che si firma Tom Salina ed è anche attore principale) mentre le musiche sono di <strong>Marcello Giombini</strong> (si firma Pluto Kennedy). Il cast è composto da: <strong>Laura Gemser</strong>, <strong>George Eastman</strong>, <strong>Dirce Funari</strong>, <strong>Mark Shanon</strong> e <strong>Lucia Ramirez</strong>. &nbsp;</div>
<div><br></div>
<div>Condividiamo <strong>Antonio Tentori</strong> quando afferma che “il film è una variazione in chiave erotica sul tema degli zombi”. In quel periodo erano uscite pellicole come <em>Zombi</em> (1978) di <strong>George Romero</strong> e <em>Zombi 2</em> (1979) di <strong>Lucio Fulci</strong>. <em>Le notti erotiche</em> si pone su questa scia, ma presenta una sua originalità perché realizza una sorta di horror-hard. Il primo film erotico
della storia che ha per protagonisti degli zombi. Si può dire di tutto su questo lavoro: che è un pasticcio, un’opera informe, che il regista non sa dove andare a parare, che resta in bilico tra l’erotico
e l’orrore. Ma non si può negare l’assoluta originalità e la contaminazione di due generi così distanti tra loro.</div>
<div><br></div>
<div>Se tutto è avvenuto solo per caso (come hanno spesso sostenuto <strong>Massaccesi</strong> e <strong>Montefiori</strong>) i due sono stati davvero fortunati. Il film è girato nei Caraibi (tanto per cambiare) ed è una storia che mescola sesso e riti vudù (un po’ come <em>Orgasmo nero</em>), alternando con abilità scene di sesso spinto a momenti di horror soprannaturale. Ricordiamo tra le scene erotiche migliori il rapporto saffico <strong>Gemser</strong> - <strong>Funari</strong> e tra quelle <em>splatter</em> un’evirazione a morsi (stile <em>Papaya dei caraibi</em>).</div>
<div><br></div>
<div>La trama si sviluppa come un lungo <em>flashback</em> di una coppia internata in un ospedale psichiatrico dopo la folle avventura. I due volevano costruire un centro turistico su un’isola dei Caraibi ma non ci sono riusciti per l’intervento di una strega
(<strong>Laura Gemser</strong>) che proteggeva il luogo. La donna aveva il potere di far resuscitare i cadaveri e comandava un orribile esercito di morti viventi. I due non
hanno ascoltato le parole di un vecchio e di un’indigena che li invitavano ad andarsene e ne hanno subito le conseguenze. Sono riusciti a &nbsp;fuggire dall’isola grazie &nbsp;a un talismano donato dall’indigena ma
non sono scampati alla pazzia.</div>
<div><br></div>
<div>Un horror curioso, ma proprio per questo interessante, ricco di effetti <em>splatter </em>e caratterizzato da un’ambientazione curata e affascinante. Ne circolano due versioni. Sconsigliata quella tagliata che non presenta alcuna sequenza erotica completa.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4yXI25g" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink21d5d08285ff0b113e53d0199ff3112d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/notti-erotiche-morti-viventi-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 500,'height': 750,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink21d5d08285ff0b113e53d0199ff3112d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/notti-erotiche-morti-viventi-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a></div><div><script> var showboxlink3f74254ddf8d30da34ecd64870c65662 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/notti-erotiche-morti-viventi-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 780,'height': 438,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3f74254ddf8d30da34ecd64870c65662, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/notti-erotiche-morti-viventi-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=93hlmReR8mg">https://www.youtube.com/watch?v=93hlmReR8mg</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 14:03:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Pronti per Ice Cream Man di Eli Roth?]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000385"><h1 class="imHeading1">Al cinema in Italia dal 29 ottobre</h1><h2 class="imHeading2">Quando l’innocenza diventa un incubo di sangue</h2><div>






<div><em>L'ultima campanella della giornata suona. Davanti, un pomeriggio da trascorrere con gli amici. Il momento perfetto per un gelato. Il momento peggiore per incontrare l'Ice
Cream Man, protagonista del nuovo incubo scritto e diretto da Eli Roth.</em></div>
<div><br></div>
<div>Il maestro del cinema di genere <strong>Eli Roth</strong> si prepara a sconvolgere ancora una volta il grande schermo, portando nelle sale italiane a partire dal 29 ottobre, giusto in tempo per la notte delle streghe, la sua ultima e irresistibile follia viscerale.
Con un'eredità artistica segnata da opere viscerali e senza filtri (<em>Hostel</em>, <em>Cabin Fever</em>, <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?the-green-inferno-di-eli-roth" class="imCssLink">The Green Inferno</a></em> e il recente successo <em>Thanksgiving</em>), il cineasta torna dietro la macchina da presa con il progetto più folle, estremo e ambizioso della sua carriera, un’idea coltivata per oltre vent’anni e finalmente realizzata grazie alla sua nuova etichetta
indipendente, <em>The Horror Section</em>.</div>
<div><br></div>
<div>Pur richiamando nel titolo l’omonimo cult del 1995 con <strong>Clint Howard</strong>, conosciuto in Italia come <em>I gusti del terrore</em>, <em>Ice Cream Man</em><strong> </strong>è un progetto originale, senza legami diretti con il film precedente. Se nella pellicola
degli anni ’90 il protagonista era un uomo disturbato che utilizzava carne umana nelle sue ricette, il film di <strong>Roth</strong> ribalta e amplifica la portata dell’orrore, costruendo un incubo moderno e collettivo in cui un’intera comunità viene contaminata e trasformata.</div>
<div><br></div>
<div>Dopo aver stuzzicato il pubblico con il primo trailer, <em>Ice Cream Man</em> mostra ora il suo volto più inquietante nel poster italiano ufficiale, che mette al centro i veri, insospettabili protagonisti dell’incubo di <strong>Eli Roth</strong>: i bambini.</div>
<div>L’avvertimento che spesso si può leggere nei pressi delle scuole e dei parchi giochi americani, “Watch Out for Children” ovvero “Attenti ai bambini”,
assume qui un significato decisamente più sinistro: non sono più i piccoli a essere in pericolo, sono loro stessi il pericolo. Al centro del poster, una bambina stringe in una mano un apparentemente innocuo cono
gelato e nell’altra la testa mozzata di una delle sue vittime: sua madre! Alle sue spalle, l’inquietante Ice Cream Man interpretato da <strong>Ari Millen</strong> (noto per la serie televisiva <em>Orphan Black</em> per la quale ha vinto un Canadian Screen Award nel 2016, <em>The Oak Room</em>, <em>Vicious Fun</em>) osserva la scena dall’interno del suo furgoncino dei gelati, mentre dall’alto una sorridente mascotte
a forma di cono gelato sembra salutare allegramente la carneficina. Colori accesi, innocenza fanciullesca (apparente) e sferzate di sangue si mescolano così in una perfetta sintesi dell’universo sovversivo immaginato
da <strong>Roth</strong>, dove tutto ciò che dovrebbe essere rassicurante si trasforma in una inquietante minaccia.</div>
<div><br></div>
<div>La vicenda prende forma nella fittizia e apparentemente impeccabile cittadina di Bayleen Bay, uno scorcio di provincia dai toni dorati dove il passaggio del furgoncino dei gelati scandisce
la spensieratezza dei pomeriggi dei più piccoli. L'arrivo di una misteriosa figura al volante, <em>l'Ice Cream Man</em>, spalanca tuttavia le porte dell'inferno. Bastano pochi assaggi delle sue rinfrescanti prelibatezze per innescare nei più giovani una metamorfosi agghiacciante:
la fanciullezza lascia il posto a una ferocia inarrestabile, trasformando un gruppo di angioletti in un'armata spietata e assetata di sangue. Il classico monito di cautela rivolto solitamente alla tutela dei minori capovolge
così la propria prospettiva, poiché nell'universo di <strong>Roth</strong> la vera minaccia da cui fuggire sono proprio i bambini.</div>
<div><br></div>
<div>A raccontare il lato più folle di questo universo sono <strong>Eli Roth</strong> e il cast nell’inedita featurette diffusa da Midnight Factory, che porta il pubblico dietro le quinte del film e racconta l’esperienza sul set insieme a 80
giovanissimi interpreti, fino alla realizzazione della scena che il regista ha ribattezzato “Bimbocalisse”, momento clou in cui la furia dei piccoli protagonisti si scatena in un incontenibile mix di creatività
e sadismo. Una sequenza costruita come un crescendo di caos e orrore, che coinvolge decine di bambini e porta all’estremo l’anima irriverente del film, strizzando l’occhio anche a capolavori del cinema come
<em>Gli uccelli</em> di <strong>Alfred Hitchcock</strong>.</div>
<div><br></div>
<div>In <em>Ice Cream Man</em>, l’innocenza diventa così il volto più imprevedibile del Male. A Bayleen Bay, idilliaca
cittadina americana dove le giornate scorrono tra giochi all’aperto, buon vicinato e l’immancabile furgoncino dei gelati, l’arrivo di un enigmatico gelataio trasforma rapidamente la tranquillità in
incubo: dopo aver assaggiato i suoi dolci, i bambini si trasformano in spietati killer e scatenano una mattanza che travolge l’intera comunità. Toni pastello, sorrisi e atmosfere da perfetta provincia americana
diventano così gli ingredienti di un incubo collettivo, in cui <strong>Roth</strong> porta alle estreme conseguenze uno degli archetipi più potenti dell’horror - la corruzione dell’innocenza - con la ferocia e l’ironia nera che hanno reso inconfondibile il suo cinema.
A rendere l’esperienza ancora più travolgente, una colonna sonora d’eccezione con il coinvolgimento del leggendario rapper <strong>Snoop Dogg</strong>, che aggiunge un’anima pop e contemporanea alla nuova follia di <strong>Eli Roth</strong>.</div>
<div><br></div>
<div>Estremo, provocatorio, divertente e senza compromessi, <em>Ice Cream Man</em> si prepara così a diventare l’horror simbolo di questo autunno, un perfetto Pop Corn movie per celebrare Halloween tra amici nel buio della sala cinematografica. Un appuntamento immancabile che darà
un gusto tutto nuovo alla paura.</div>
<div><br></div>
<div>Dal 29 ottobre il gusto della paura arriva al cinema con<strong> </strong><em>Ice Cream Man<strong> </strong></em><strong></strong>di <strong>Eli Roth</strong>, distribuito da<strong> </strong>Midnight Factory.</div>
<div><br></div>
<div><strong><em>Sinossi:<br></em></strong><em>Tra giochi all’aperto e momenti di buon vicinato, le giornate scorrono serene nella ridente Bayleen
Bay. L’idillio è tuttavia destinato a tramutarsi in incubo quando in città giunge un inquietante gelataio, i cui coni, una volta gustati, tramutano i bambini del posto da innocenti angioletti a spietati
angeli della morte…</em></div>
<div><br></div>
<div>Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?ice-cream-man-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc9369f95a5342d8893aa9b5406b4052c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Ice-Cream-Man2026-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 509,'height': 727,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc9369f95a5342d8893aa9b5406b4052c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Ice-Cream-Man2026-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a></div><div><script> var showboxlinkefc19509ec302c91677ecf7515f8936f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Ice-Cream-Man2026-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1295,'height': 643,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkefc19509ec302c91677ecf7515f8936f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Ice-Cream-Man2026-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="100" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=uyyiQMvrRCQ">https://www.youtube.com/watch?v=uyyiQMvrRCQ</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 08:20:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Generations]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000384"><h1 class="imHeading1">Il folgorante debutto di Noam Josephides</h1><h2 class="imHeading2">Unisce la grande speculazione scientifica ai segreti di una società spaziale apparentemente perfetta</h2><div>






<div><em>Tra cospirazioni plurisecolari e scelte estreme nello spazio profondo, arriva l'atteso romanzo sci-fi già pluripremiato all'estero.</em></div>
<div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4yQb3j6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4iMHSsC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><br></div>
<div>Un’ombra insidiosa fluttua negli abissi dello spazio profondo, pronta a travolgere le certezze degli ultimi eredi della Terra. Domani 25 settembre, il catalogo della casa editrice
Fanucci si arricchirà di un’opera destinata a far scalpore tra gli appassionati di speculative fiction: debutterà infatti sugli scaffali <em>Generations</em>, la folgorante opera prima firmata da <strong>Noam Josephides</strong>, già forte di un prestigioso palmarès internazionale che include riconoscimenti del calibro del Reviewers Choice Award e del BookFest Award, oltre al posto da finalista all'Indie Ink Award.</div><div><br></div>
<div>L'ambientazione ci catapulta a bordo dell'arca cosmica <em>Teti</em>, il gigantesco velivolo siderale su cui da due secoli i superstiti del nostro pianeta viaggiano verso un nuovo mondo, convinti di vivere in una sociopolitica perfetta guidata dall'armonia collettiva. Ma l'equilibrio
è un'illusione destinata a spezzarsi: nei meandri dei sistemi d'archivio della navicella, la schiva documentarista Sandrine Liet porta alla luce gli ingranaggi di una cospirazione plurisecolare architettata
dai vertici del potere, un complotto capace di annientare la speranza stessa di un domani. Messa alle strette e con il tempo contato, avendo superato i propri limiti, Sandrine si troverà di fronte a una risoluzione
estrema e spaventosa, l'unica via di fuga per spezzare il giogo delle oligarchie a bordo.</div><div><br></div>
<div>Affermato sceneggiatore con un solido bagaglio tra innovazione tecnologica e pensiero filosofico, l<span class="fs14lh1-5">'autore </span><span class="fs14lh1-5">intreccia sapientemente il respiro maestoso della space opera alle tematiche
più stringenti legate alla conservazione dei ricordi e alle dinamiche sociali del futuro. Il volume, tradotto in italiano da </span><strong class="fs14lh1-5">Emilia Carmen Cavaliere</strong><span class="fs14lh1-5">, si compone di ben 480 pagine e riserva agli amanti del genere un'ulteriore chicca d'eccezione: il racconto speciale </span><em class="fs14lh1-5">NoGen</em><span class="fs14lh1-5">, incluso come contenuto extra all'interno dell'edizione.</span></div>
<div>Preparatevi a un viaggio indimenticabile attraverso sette generazioni di segreti: la verità vi sta aspettando tra le stelle.</div>
<div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Noam Josephides è un autore e sceneggiatore emergente, noto per la sua capacità di mescolare rigorosa speculazione scientifica e narrazione emotiva. Con un background
che spazia dalla tecnologia alla filosofia, Josephides ha attirato l’attenzione della critica internazionale con la sua visione fresca e stratificata del futuro. <em>Generations</em> rappresenta il suo esordio nel mondo del romanzo, frutto di anni di ricerca sui temi della memoria digitale e della psicologia sociale. Vive e lavora in un costante equilibrio
tra la scrittura creativa e l’esplorazione delle nuove frontiere della narrazione transmediale.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><em>Titolo: Generations</em></div>
<div><em>Autore: Noam Josephides</em></div>
<div><em>Traduttore: Emilia Carmen Cavaliere</em></div>
<div><em>Editore: Fanucci Editore</em></div>
<div><em>Anno: 25 settembre 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 480</em></div>
<div><em>ISBN-13: 978-8834747643</em></div>
<div><em>Prezzo: 17,95 € - eBook: 9,99 €</em></div>
<div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/4yQb3j6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div>
<div><a href="https://amzn.to/4iMHSsC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlinkfdc4f4ef4b3df83388638568e124205c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Noam-Josephides-Generations-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 734,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfdc4f4ef4b3df83388638568e124205c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Noam-Josephides-Generations-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="295" /></a></div><div><script> var showboxlink8d24096bf92a62fa3b2b4e9d2b1569c4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Noam-Josephides-Generations_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 300,'height': 300,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8d24096bf92a62fa3b2b4e9d2b1569c4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Noam-Josephides-Generations_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 14:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Library of the Dead - Clive Barker svela i segreti del progetto]]></title>
			<author><![CDATA[Kevin Hoover]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000383"><h1 class="imHeading1">Intervista esclusiva</h1><h2 class="imHeading2">Lo scrittore e regista torna alla forma letteraria breve</h2><div><div><b>Intervista esclusiva: Clive Barker apre il libro della sua Library of the Dead</b></div> <div><em>Leggi anche l'intervista di Clive: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?americarnivora---intervista-a-clive-barker" class="imCssLink">MERICARNIVORA</a></em></div> <div><br></div> <div>Più di quarant’anni fa, <strong>Clive Barker</strong> prese in mano una penna e mise su carta le storie che, nel loro insieme, sarebbero diventate i <em>Libri di Sangue</em>, spingendo la letteratura horror verso un territorio estremo di perversione e macabro che affondò saldamente i propri uncini e le proprie catene nei lettori. I racconti si estesero per sei volumi e costituirono uno degli epicentri dell’opera dell’autore, nel quale personaggi come Mahogany (<em>Macelleria mobile di mezzanotte</em>), Harry D’Amour (<em>Il signore delle illusioni</em>) e Candyman (<em>Il proibito</em>) presero vita sulla pagina prima di arrivare sullo schermo.</div> <div>Ora <strong>Clive</strong> è pronto a tornare alla forma letteraria breve con l’annunciata <em>Library of the Dead</em>.</div> <div><em>Library of the Dead</em> comprende tre nuovi libri - <em>Fear Eternal</em>, <em>Pyres of Bedlam</em> e <em>Dark Descents</em> - ciascuno contenente una combinazione di materiale nuovo e già pubblicato. Erede spirituale dei <em>Libri di Sangue</em>, <em>Library of the Dead</em> è soltanto la pietra angolare di un anno dedicato a <strong>Barker</strong>, che nei prossimi mesi porterà anche un’edizione rimasterizzata degli stessi <em>Libri di Sangue</em>, nuove stampe artistiche e varie altre esperienze. Lanciata come iniziativa <strong>Kickstarter </strong>per aggirare i vincoli dell’editoria commerciale moderna, la campagna ha superato il proprio obiettivo nel giro di poche ore. Al momento in cui scriviamo ha comodamente oltrepassato il milione di dollari, confermando che i fan di Barker sono entusiasti all’idea di tornare nelle ombre insieme all’amato artista.</div> <div><strong>Clive</strong> ha recentemente parlato con <strong><em>Rue Morgue</em></strong> del progetto in arrivo.</div> <div><br></div><div><script> var showboxlinkb246567d2a4e9883368d830b7f8deb66 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Clive-Barker-Library-of-the-Dead-pics1_bar.webp','alt': 'La Library of the Dead di Clive Barker.','title': 'La Library of the Dead di Clive Barker.','width': 1920,'height': 1080,'description': 'La Library of the Dead di Clive Barker.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb246567d2a4e9883368d830b7f8deb66, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Clive-Barker-Library-of-the-Dead-pics1_bar.webp" alt="La Library of the Dead di Clive Barker." title="La Library of the Dead di Clive Barker." width="300" height="170" /></a></div><div><div>La Library of the Dead di Clive Barker.</div></div><div><br></div> <div><strong><em>Library of the Dead </em>segna il tuo ritorno alla forma del racconto breve, tanto cara a te quanto ai tuoi lettori, ma questa nuova raccolta non è una semplice antologia di narrativa oscura: comprende arte, parole, oggetti da collezione e opere rimasterizzate, e occuperà più o meno il prossimo anno della tua vita. Sembra un’impresa piuttosto imponente!</strong></div> <div>La prima cosa che vorrei dire è che, nei quarant’anni trascorsi da quando ho pubblicato i <em>Libri di Sangue</em>, non ci sono state molte raccolte di racconti. Non so perché. Se vai nella sezione horror di Barnes &amp; Noble troverai moltissimi romanzi giganteschi, ma poche raccolte di racconti. Non so se dipenda dai gusti del pubblico o da altre ragioni. Ricordo che, quando presentai per la prima volta al mio editore le prime storie dei <em>Libri di Sangue</em>, mi dissero: « Noi non pubblichiamo racconti ». Era il mio primo tentativo di scrittura e rimasi piuttosto deluso. Poi li lessero e cambiarono idea. Il resto, per così dire, è storia. Nei quarant’anni trascorsi da allora bisogna cercare con attenzione per trovare molte raccolte di racconti. <strong>Stephen King</strong> ne pubblica alcune, e sono meravigliose, ma la nuova generazione di giovani scrittori non sta scrivendo racconti. Credo che in buona parte ciò dipenda dall’aspettativa secondo cui i racconti sarebbero più difficili da adattare in altri media, come la televisione e il cinema.</div> <div>Il paradosso è che alcune delle più grandi opere della narrativa horror sono racconti. Basta tornare a <strong>Edgar Allan Poe</strong> e a tutta una schiera di scrittori del XIX secolo: quel genere di letteratura si fondava proprio su quella forma. Nei <em>Libri di Sangue</em> ci sono trenta storie. Se avessi cercato di trasformarne una qualsiasi in una narrazione lunga, non avrebbe funzionato. La loro forza risiedeva proprio nel fatto di essere più brevi. Questo consente allo scrittore di assestare al lettore uno schiaffo violento in un modo che le storie più lunghe non possono fare. La forma lunga semplicemente non funziona allo stesso modo. Ho scritto romanzi molto corposi, ma la parte più efficace della mia narrativa è quella breve. Ed è una delle cose più divertenti nello scrivere queste nuove storie per i <em>Library of the Dead</em>. C’è del materiale molto brutale e non avrebbe lo stesso equivalente se cercassi di trasformarlo in storie più lunghe.</div><div><br></div> <div><strong>Ogni libro contiene sia materiale nuovo sia materiale fuori catalogo. Nel selezionare le raccolte, ci sono stati racconti o poesie precedenti che è stato particolarmente piacevole riscoprire?</strong></div> <div>Oh, sì. Ci sono parecchie cose che, quando furono pubblicate originariamente, ebbero una diffusione limitata. Ma includiamo anche racconti come <em>Chiliad</em>, che è una storia molto più lunga, e la includiamo perché penso che sia probabilmente il miglior racconto breve che abbia mai scritto. Ce ne sono anche altri, ma è una vera gioia portare queste storie a un pubblico attraverso i diversi libri di <em>Library of the Dead</em>, perché possa scoprirle per la prima volta oppure godersele nuovamente.</div><div><br></div> <div><strong>Le tue opere d’arte sono ambite quanto i tuoi libri e questa raccolta comprende nove nuove stampe per determinati livelli di sostenitori. Puoi darci qualche indizio su cosa possiamo aspettarci?</strong></div> <div>In realtà, grazie allo straordinario supporto dei sostenitori su Kickstarter, ora ci saranno dodici nuove stampe. In <em>Library of the Dead<strong> </strong></em><strong></strong>c’è molto materiale estremamente intenso e queste nuove opere artistiche lo amplieranno. Cerchiamo di soddisfare il pubblico con immagini che abbiano intensità, che a volte siano oltraggiose, ma che rimangano accessibili. Come le storie, anche le mie opere d’arte cambiano da un pezzo all’altro, e ciò che i sostenitori vedranno rifletterà questa varietà. Ora che pubblichiamo autonomamente attraverso Kickstarter, abbiamo la libertà di esprimere i miei desideri creativi non soltanto attraverso la parola scritta, ma anche attraverso le immagini che la accompagnano. Il Bibliotecario, per esempio, compare in una delle storie, e creare un’opera d’arte che riesca a catturare quella storia è appagante. Proprio come Pinhead è centrale in <em>Schiavi dell’Inferno</em>, il “Bibliotecario” sarà al centro di <em>Library of the Dead</em>, e poter raccontare di più su questo personaggio attraverso l’arte aggiunge profondità all’intero progetto. Voglio raccontare una storia su questo personaggio, costruirgli una mitologia propria e mostrarne diversi aspetti, con un’oscurità che sia completa in se stessa.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink7af76b08a52b7696a7af35ddefd80517 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Clive-Barker-Library-of-the-Dead-pics2_bar.webp','alt': 'La Library of the Dead di Clive Barker.','title': 'La Library of the Dead di Clive Barker.','width': 1920,'height': 1080,'description': 'La Library of the Dead di Clive Barker.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7af76b08a52b7696a7af35ddefd80517, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Clive-Barker-Library-of-the-Dead-pics2_bar.webp" alt="La Library of the Dead di Clive Barker." title="La Library of the Dead di Clive Barker." width="300" height="169" /></a></div><div><div>La Library of the Dead di Clive Barker.</div></div><div><br></div> <div><strong>Un tempo gli audiolibri erano semplicemente un complemento facile da fruire delle rispettive versioni stampate, ma negli ultimi anni il formato si è evoluto in qualcosa di più. Ora i racconti diventano vere e proprie produzioni, con cast corali e colonne sonore, e questa qualità immersiva sembra adattarsi magnificamente alle tue storie. Ci sono progetti di questo tipo per <em>Library of the Dead</em>?</strong></div> <div>Mi piacerebbe produrre gli audiolibri in un modo che coinvolga il pubblico in maniera più significativa. Mi piacerebbe usare la musica, assegnare i ruoli a diversi interpreti e sviluppare il tutto per rendere l’esperienza audio più ricca e completa.</div> <div>A dire il vero, mi piacerebbe recitare una parte in una produzione di questo genere, ma credo che alla fine si tratti di preservare alcune delle sorprese che riserveremo ai sostenitori del progetto. Presto avremo altro da condividere. Posso dire che penso che gli appassionati dei miei lavori precedenti rimarranno sorpresi nello scoprire chi è coinvolto negli audiolibri.</div><div><br></div> <div><strong>La comunità LGBTQ+ ha sempre dovuto lottare per la propria esistenza, ma oggi viviamo in un’epoca in cui coloro che sono « al comando » stanno adottando misure estreme per demonizzare le persone queer. In quanto scrittore notoriamente gay che non ha mai usato mezzi termini nell’esplorare la sessualità nelle proprie opere, hai creato qualcuna delle nuove storie anche come risposta all’attuale deriva della situazione?</strong></div> <div>Sì. Voglio assicurarmi che il materiale che ho scritto abbia un sapore capace di spingersi fino ai limiti e che, pur senza promuovere direttamente qualcosa di politico, rimanga un riflesso di molte esperienze di vita. Il materiale che scrissi nei <em>Libri di Sangue</em> originali si distingueva per la quantità di sessualità e per gli estremi fino ai quali si spingeva. Avevo due editor, entrambe donne. L’editore dei primi libri, Sphere, era molto conservatore. Mi proibirono di pubblicare determinate storie, così ritirai i libri. Ricordate: erano i miei primi libri. Non avevo intenzione di farmi censurare, anche se quella fosse stata la prima e l’ultima opportunità che mi sarebbe mai stata concessa. Passò una settimana senza alcuna risposta e alla fine tornarono da me dicendo che volevano eliminare due frasi da <em>Nelle colline, le città</em>. Ancora una volta dissi di no. O lo pubblicavano così come l’avevo scritto oppure avrei trovato qualcun altro. In realtà non avevo nessun altro, ma alla fine cedettero senza dire esplicitamente che stavano cedendo. E non se ne parlò mai più.</div> <div>Per <em>Library of the Dead<strong> </strong></em><strong></strong>questi problemi non esistono più. Affronto le questioni specifiche che mi stanno a cuore, ma non credo serva a qualcosa rendere troppo manifeste le proprie intenzioni. Preferisco concentrarmi sul lavoro e sulle storie che mi emozionano. Tutte le mie storie sono molto importanti per me e possono spingermi in direzioni che stabiliscono determinati tipi di connessione con i lettori. Tutte contengono elementi di questo genere, ma alcune sono più esplicite di altre. Ci sono moltissime possibilità ancora inutilizzate e inesplorate su cui scrivere, e voglio poter esplorare i sentimenti senza risultare pacchiano o eccessivamente sfruttatore.</div><div><br></div> <div><strong>Per i cineasti là fuori: tra le storie contenute nei tre volumi ce n’è una in particolare che, secondo te, sta proprio gridando di voler diventare un film?</strong></div> <div><em>World Without Witnesses</em> è una storia autobiografica ambientata sull’isola di Guernsey, nelle Channel Islands. I miei padrini vivevano a Guernsey. Avevano una casa enorme. Questa storia parla di quando, da giovane, andai in quella casa e scoprii i fantasmi che la infestavano. Penso che ne verrebbe fuori un film della madonna. È interessante notare che diversi produttori ci hanno contattati dopo aver visto il successo di <em>Library of the Dead</em>, quindi la tua è un’ottima domanda. Proprio come stiamo esplorando queste storie attraverso le mie opere d’arte, mi piacerebbe molto vedere che cosa potrebbe accadere portandole anche al cinema.</div> <div><br></div> <div>Intervista tradotta dall’inglese da <strong>Massimiliano Ruzzante</strong> su gentile concessione di <strong>Rue Morgue</strong> - <strong>Kevin Hoover</strong>, 4 settembre 2026<em>.</em></div> <div><br></div></div><div><script> var showboxlinkab0cebe0094b1597ac4d66ce0ba6becc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Clive-Barker-Library-of-the-Dead-pics3_bar.webp','alt': 'La Library of the Dead di Clive Barker.','title': 'La Library of the Dead di Clive Barker.','width': 399,'height': 501,'description': 'La Library of the Dead di Clive Barker.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkab0cebe0094b1597ac4d66ce0ba6becc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-5" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Clive-Barker-Library-of-the-Dead-pics3_bar.webp" alt="La Library of the Dead di Clive Barker." title="La Library of the Dead di Clive Barker." width="250" height="314" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 06:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Boys - Stagione 4]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Serie_TV"><![CDATA[Serie TV]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000382"><h1 class="imHeading1">Il colpo di stato dei Super</h1><h2 class="imHeading2">Il decadimento di un dio e la fine della democrazia</h2><div>






<div><strong>The Boys - quarta stagione (Usa 2024)</strong></div>
<div><em>Ideatore: Eric Kripke. Soggetto: Garth Ennis, Darick Robertson (fumetto). Interpreti: Karl Urban, Jack Quaid, Antony Starr, Erin Moriarty, Dominique McElligott, Jessie T. Usher,
Laz Alonso, Chace Crawford, Tomer Capone, Karen Fukuhara, Nathan Mitchell, Elisabeth Shue, Aya Cash, Jensen Ackles, Claudia Doumit, Susan Heyward.</em></div>
<div><br></div>
<div>Attenzione: contiene spoiler</div><div><br></div>
<div>Siamo arrivati al penultimo atto del nostro speciale su <em>The Boys</em>. Dopo aver esplorato la satira politica e l'impatto di Soldier Boy nel <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?the-boys---stagione-3" class="imCssLink">capitolo precedente</a>, la quarta stagione ci trascina direttamente nel punto di non ritorno. Non siamo più di fronte a una guerra
sotterranea tra la Vought e un gruppo di clandestini disperati: le carte sono scoperte, la democrazia vacilla e il potere si sposta ufficialmente dentro le stanze dei bottoni. In questo appuntamento analizzeremo il lento declino
morale e fisico dei protagonisti, i record storici di ascolti e la scalata politica che sta preparando il terreno per la resa dei conti finale.</div><div><br></div>
<div><strong>Il crepuscolo degli dei: la marcia trionfale verso l'apocalisse</strong></div>
<div>La quarta stagione di <em>The Boys</em> rappresenta il punto di non ritorno, il momento in cui la terra sotto i piedi dei protagonisti
smette di tremare e cede definitivamente. Se i capitoli precedenti si basavano sul brivido della guerriglia clandestina, questo penultimo atto sposta la guerra alla luce del sole, dentro le stanze dei bottoni e nei corridoi
della Casa Bianca. La satira aziendale lascia il posto a un thriller politico cupo e claustrofobico, dove il tempo sta per scadere per tutti e la domanda non è più se i Boys vinceranno, ma quanto di se stessi
rimarrà sul campo di battaglia.</div>
<div>Il conflitto si spoglia di qualsiasi residuo di spettacolarità fine a se stessa per diventare una questione di pura sopravvivenza biologica e ideologica, preparando il terreno
per la resa dei conti finale della saga.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink4a45922fc58d5e1555b72cd48041fd42 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-boys-season-4-scena1_bar.webp','alt': 'Una scena di The Boys 4.','title': 'Una scena di The Boys 4.','width': 1919,'height': 1077,'description': 'Una scena di The Boys 4.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4a45922fc58d5e1555b72cd48041fd42, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-boys-season-4-scena1_bar.webp" alt="Una scena di The Boys 4." title="Una scena di The Boys 4." width="200" height="113" /></a></div><div><span class="fs14lh1-5">Una scena di The Boys 4.</span></div><div><br></div>
<div><strong>Il cancro del potere: il declino fisico e morale dei leader</strong></div>
<div>In questo capitolo, la fragilità umana bussa alla porta sia dei carnefici che dei salvatori. Billy Butcher affronta le conseguenze devastanti dell'uso del Compost V temporaneo:
con pochi mesi di vita rimasti e allontanato dalla sua stessa squadra, il leader dei Boys è un uomo d'angolo, tormentato dalle allucinazioni del suo passato e tallonato dallo spettro di una scelta radicale. La sua
disperazione lo spinge a esplorare l'arma biologica definitiva, un virus capace di sterminare chiunque possieda il gene dei Super, un'opzione che lo posiziona sulla sottile linea che separa il giustiziere dal terrorista
di massa.</div>
<div>Sull'altro fronte, Patriota scopre che nemmeno l'onnipotenza può fermare lo scorrere del tempo. La comparsa dei primi capelli grigi e il declino della sua prestanza
fisica lo trascinano in una crisi di mezza età psicotica. Per ritrovare se stesso, il leader dei Sette decide di tornare nel laboratorio sotterraneo dove è stato torturato e cresciuto da bambino, compiendo una
sanguinosa catarsi contro i suoi creatori nel tentativo di recidere l'ultimo legame con la sua vulnerabilità umana. Più Patriota si sente debole, più si circonda di menti pericolose, come la nuova
arrivata Sister Sage (<strong>Susan Heyward</strong>), la donna più intelligente del mondo, che progetta per lui la transizione definitiva da supereroe a dittatore
assoluto dell'Occidente.</div><div><br></div>
<div><strong>Lo strappo sociale: la conquista della Casa Bianca</strong></div>
<div>La vera spina dorsale della stagione è la scalata al potere politico della Vought attraverso la figura di Victoria Neuman (<strong>Claudia Doumit</strong>), ormai a un passo dalla vicepresidenza degli Stati Uniti. La serie dipinge un ritratto spaventoso di una democrazia occidentale al collasso, dove i complotti
non si nascondono più nell'ombra ma vengono sbandierati sui social media per manipolare le masse. I Boys si ritrovano impotenti di fronte a un sistema giudiziario e politico completamente asservito alla causa di
Patriota.</div>
<div>Le strade si trasformano in un campo di battaglia ideologico permanente, specchio di una società polarizzata oltre ogni limite. La tensione culmina in un finale di stagione
brutale e caotico, in cui i fili del burattinaio Sister Sage scattano simultaneamente: la democrazia americana viene formalmente sospesa, la legge marziale viene istituita e Patriota ottiene il controllo diretto del paese,
trasformando i Sette nel braccio armato del governo. I Boys vengono intercettati, catturati e separati, lasciando Hughie (<strong>Jack Quaid</strong>) e compagni prigionieri e Butcher unico lupo solitario rimasto in libertà con un virus letale in tasca.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink234e4274e7a17caf77cff810a64e2557 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-boys-season-4-scena2_bar.webp','alt': 'Una scena di The Boys 4.','title': 'Una scena di The Boys 4.','width': 1799,'height': 1009,'description': 'Una scena di The Boys 4.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink234e4274e7a17caf77cff810a64e2557, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-boys-season-4-scena2_bar.webp" alt="Una scena di The Boys 4." title="Una scena di The Boys 4." width="200" height="113" /></a><span class="fs14lh1-5"></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Una scena di The Boys 4.</span></div><div><br></div>
<div><strong>L'architettura del disastro: record di budget e ascolti storici</strong></div>
<div>La complessità visiva e la gravità narrativa di questa stagione hanno richiesto lo stanziamento economico più imponente mai registrato per lo show. Amazon ha
investito oltre 15 milioni di dollari per singolo episodio, una cifra monumentale impiegata per ricostruire le immense piazze dei comizi politici, le sequenze d'azione ad altissima precisione coreografica e l'evoluzione
degli effetti digitali legati ai nuovi, inquietanti poteri introdotti. Ogni fotogramma trasuda l'estetica di un mondo sull'orlo della guerra civile, curata nei minimi dettagli per mantenere il realismo sporco che caratterizza
il marchio di fabbrica dello show.</div>
<div>La risposta del pubblico ha letteralmente polverizzato i primati stabiliti dalle stagioni precedenti. I dati ufficiali rilasciati dalla piattaforma hanno confermato un aumento del
21% degli spettatori globali nei primi quattro giorni di programmazione rispetto alla terza stagione, posizionando la serie al primo posto in oltre 160 paesi contemporaneamente. Nonostante la natura estremamente divisiva dei
temi trattati, lo show ha dimostrato una tenuta culturale senza precedenti, trasformando l'attesa per la quinta e ultima stagione in un evento mediatico di proporzioni colossali.</div><div><br></div>
<div>Il sipario cala sulla quarta stagione lasciandoci in apnea. La democrazia è sospesa, i Boys sono frammentati e prigionieri, e Patriota siede finalmente sul trono che ha sempre
desiderato, protetto dalle leggi dello Stato e guidato dalle menti più pericolose del pianeta. Il tempo dei compromessi e delle strategie commerciali è finito; ora è il momento della forza pura. Tutto
è pronto per l'inevitabile scontro finale, un cataclisma in cui non ci saranno prigionieri. Nel prossimo e ultimo capitolo del nostro speciale, analizzeremo cosa dobbiamo aspettarci dall'atto conclusivo della
serie, confrontando il destino televisivo dei nostri antieroi con lo spietato e nichilista finale cartaceo concepito da <strong>Garth Ennis</strong>. Preparatevi, perché la fine del mondo è alle porte.</div><div><br></div>
<div>La terza stagione: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?the-boys---stagione-3" class="imCssLink">VISIONA &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink613ff8c25c933687e3685cfda894efca = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-boys-season-4-loc_ver.webp','alt': 'Locandina per The Boys - quarta stagione.','title': 'Locandina per The Boys - quarta stagione.','width': 620,'height': 1079,'description': 'Locandina per The Boys - quarta stagione.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-boys-season-4-loc_bar.webp','alt': 'Locandina per The Boys - quarta stagione.','title': 'Locandina per The Boys - quarta stagione.','width': 678,'height': 381,'description': 'Locandina per The Boys - quarta stagione.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink613ff8c25c933687e3685cfda894efca, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-boys-season-4-loc_ver.webp" alt="Locandina per The Boys - quarta stagione." title="Locandina per The Boys - quarta stagione." width="200" height="349" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_NCgooB7f88">https://www.youtube.com/watch?v=_NCgooB7f88</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 12:41:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Intervista ai Whatafuck]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000381"><h1 class="imHeading1">Incontro con Davide Giorgi</h1><h2 class="imHeading2">Che ci racconta gli sviluppi dell'ultimo album</h2><div>






<div>Una piacevole chiacchierata con <strong>Davide Giorgi</strong> dei <strong>Whatafuck</strong> che ci parla del suo ultimo lavoro <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?all-my-faces-dei-whatafuck" class="imCssLink">All My Faces</a></em>.</div><div><br></div><div><strong><em>All My Faces</em> è un album molto compatto e coerente, nel quale hai scelto di muoverti all’interno
di coordinate sonore precise senza inseguire continuamente il cambio di registro. Quanto è importante, per te, avere oggi un’identità musicale riconoscibile e quanto invece lasci spazio all’istinto
durante la composizione?<br></strong>Per me tutto è istinto, ovviamente è anche un mix di background e gusti personali. Non ho studiato niente a tavolino, questo album sono io al 100%!
Se poi quello che ne esce è un disco con una sua identità, meglio così!</div><div><br><strong>Nella recensione abbiamo sottolineato come groove, riff e componente ritmica costituiscano l’ossatura dell’album, ma senza mettere in secondo piano melodia e atmosfera. Come nasce questo equilibrio?
Parti generalmente dal riff e dalla ritmica oppure è l’idea melodica o vocale a determinare la struttura del brano?<br></strong>Le canzoni nascono in vari modi, essendo io un polistrumentista e cantante. Da un riff di chitarra o un pattern di batteria, comunque sempre prima strumentale, poi voce e poi i testi.</div><div><br><strong><em>Kiss Of Keratis</em> e <em>Never Give Up</em> rappresentano molto bene il lato più diretto e muscolare di <em>All My Faces</em>, mentre brani come <em>Dead Inside</em> e <em>Inside My Space</em> mostrano una dimensione più cupa e introspettiva. Quanto è importante per te che un album riesca a mostrare facce diverse della stessa identità
artistica?<br></strong>Non è così importante, ci sono dischi che vanno a manetta per tutta la loro durata e altri che sono molto vari. Quello che conta è che sia un buon disco.</div><div><br><strong>Il titolo <em>All My Faces</em> sembra racchiudere proprio questo concetto di molteplicità: rabbia, aggressività, introspezione, melodia e oscurità.
Qual è il significato più profondo che attribuisci al titolo e quanto rispecchia il tuo modo personale di vivere la musica?<br></strong><em>All My Faces</em> si riferisce soprattutto ai testi, che sono molto vari e rispecchiano la mia personalità: parlo di realtà urbana, religione, relazioni malate e talvolta
sfocio nel fantasy/horror, del quale sono un appassionato.</div><div><br><strong>Uno degli aspetti che abbiamo maggiormente apprezzato è il fatto che la pesantezza non venga utilizzata esclusivamente
per creare impatto, ma anche per costruire tensione e atmosfera. Quando componi, quanto pensi alla componente emotiva di un brano rispetto a quella puramente musicale e tecnica?<br></strong>Parto da un’idea, spesso di chitarra, e abbozzo una demo che ascolto e ascolto, cercando di migliorare l’impatto e l’atmosfera. Quando sono soddisfatto del risultato, allora ri-registro tutto
da capo, migliorando la performance. Un lavoro davvero estenuante... deve essere tutto perfetto.</div><div><br><strong>In <em>All My Faces</em> non sembra esserci la volontà di reinventare il metal, quanto piuttosto quella di utilizzare elementi già conosciuti per
costruire un linguaggio personale. Quali sono, secondo te, gli ingredienti indispensabili affinché un musicista possa parlare di influenze senza finire semplicemente per imitare ciò che ha ascoltato?<br></strong>Anche in questo disco le influenze si sentono, ma il bello è che ognuno sente band differenti... quindi credo di aver fatto un bel lavoro. E poi la componente che davvero rende personale il mio lavoro è
la voce, perché non scimmiotta nessuno: è semplicemente la mia!</div><div><br><strong>Nella nostra recensione abbiamo evidenziato anche un possibile limite dell’album: la forte coerenza
stilistica porta inevitabilmente alcuni brani e alcune strutture a muoversi su coordinate simili. È un aspetto del quale sei consapevole? In fase di composizione senti l’esigenza di rompere la formula oppure preferisci
preservare una precisa identità sonora anche a costo di qualche elemento di omogeneità?<br></strong>Le canzoni escono così perché è quello che mi esce fuori. E di veloci sono un paio di canzoni che hanno un arrangiamento simile: è il limite del lavorare da solo, ovviamente, ma è
un qualcosa sul quale sto lavorando con impegno e serietà. È davvero difficile esercitarsi con tutti gli strumenti e pure la voce continuamente e quindi escono limiti tecnici che sfociano in alcune ripetizioni.</div><div><br><strong>La produzione di <em>All My Faces</em> restituisce un suono moderno, potente e definito, nel quale le chitarre rappresentano il fulcro dell’impatto sonoro
mentre la voce mantiene un ruolo centrale. Quanto hai lavorato sul sound dell’album e quanto era importante riuscire a ottenere esattamente il suono che avevi in testa?<br></strong>Per la produzione dell’album mi sono affidato, come sempre, a Lorenzo Gavinelli degli Zero Point Energy Studios di New York. Volevamo un suono moderno ma non attualissimo, qualcosa più anni 2000,
diciamo, e ci siamo riusciti! Così è uscito un sound poco finto e zanzaroso, potente ma con personalità.</div><div><br><strong><em>Religion And Godz</em>, con la partecipazione di Marco Calabrese, introduce un’ulteriore sfumatura all’interno dell’album. Quanto ti interessa contaminare il progetto
attraverso collaborazioni e contributi esterni, considerando che i Whatafuck ruotano attorno alla tua visione artistica personale?<br></strong>Marco (che è il chitarrista degli Zimanera, dove io suono la batteria) ha registrato solamente l’assolo in questo brano. Lo stimo molto come musicista e persona e ci tenevo che potesse lasciare una
sua firma in questo disco! Ci tengo a comporre e registrare tutto io, mi piace la sfida, ma se capiterà qualche collaborazione interessante mi farà molto piacere!</div><div><br><strong>Alla luce di <em>All My Faces</em>, senti di aver raggiunto una precisa definizione del suono <em>Whatafuck</em> oppure consideri questo album un punto di partenza? Guardando avanti, c’è qualche direzione musicale che oggi ti incuriosisce particolarmente e che vorresti
esplorare nel prossimo capitolo del progetto?<br></strong><em>Whatafuck</em> non nasce come progetto sperimentale, ma per dare uno sfogo alla mia creatività. Il mio
intento è far uscire dischi con tutti singoloni orecchiabili ma potenti, quindi niente roba strana, ma belle canzoni. Probabilmente inserirò più arpeggiatori e drumming elettronico e il cantato sarà
influenzato dalla scena rap, ma con aperture melodiche che vi resteranno in testa per sempre!</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink96b58d42482bf10b48140ebe0cdbb5f4 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/All-My-Faces-Whatafuck-coveralbum_ver.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 1024,'height': 1024,'description': 'La copertina dell\'album.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/All-My-Faces-Whatafuck-cover-home_bar.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 1024,'height': 630,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink96b58d42482bf10b48140ebe0cdbb5f4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/All-My-Faces-Whatafuck-coveralbum_ver.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlink19ea49edef8cb91dde88934a4cb291d4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/whatafuck-band_bar.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1310,'height': 621,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink19ea49edef8cb91dde88934a4cb291d4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/whatafuck-band_bar.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="95" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/gvCJIpc2T3o">https://youtu.be/gvCJIpc2T3o</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 06:42:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Spedizione Eridano di Flavio Deri]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000380"><h1 class="imHeading1">Una mappa delle stelle ignote</h1><h2 class="imHeading2">Una discesa verso qualcosa che non può essere spiegato</h2><div>






<div>L’introduzione di <strong>Pietro Guarriello</strong>, intitolata <em>Una mappa delle stelle ignote</em>, ben introduce <em>Spedizone Eridano</em>, nuova fatica del sempre prolifico <strong>Flavio Deri</strong> che mette in evidenza quello che è probabilmente l’elemento più caratteristico del romanzo: la scelta di raccontare la vicenda non attraverso un unico narratore, ma mediante rapporti, frammenti
di diario, registrazioni audio, documenti ufficiali e appunti personali. È una scelta che richiama volutamente la tradizione lovecraftiana del documento ritrovato, ma che qui diventa anche il vero motore della narrazione.</div><div><br></div>
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<div>La storia parte nel luglio del 2027, quando una spedizione internazionale raggiunge una zona remota del deserto di Atacama, la Quebrada de las Ánimas. Il progetto coinvolge
l’Università di Bologna, la Miskatonic University e il Centro di studi astrofisici Grothendieck-Salvati di Torino, e nasce dall’osservazione di un fenomeno luminoso geostazionario che non sembra riconducibile
a cause conosciute. Anche le incisioni e le geometrie presenti sulle rocce della Quebrada sembrano suggerire che quel luogo sia stato osservato e interpretato molto prima dell’arrivo dei ricercatori. <strong>Deri</strong> però non si limita a raccontare la spedizione. Prima ancora di arrivarci, apre una prospettiva molto più ampia con il prologo Frammenti. Si parte dal 580 a.C.,
con un imbalsamatore del popolo Chinchorro che, durante un rituale, scorge nelle viscere umane una sorta di mappa del cielo, e da lì il racconto attraversa secoli e civiltà diverse. Sacerdoti, eretici, studiosi,
alchimisti e uomini ossessionati da conoscenze proibite si ritrovano collegati, direttamente o indirettamente, alla stessa realtà. È uno degli aspetti che ho trovato più interessanti del libro, perché
dà alla Quebrada una profondità che va molto oltre quella geografica: il luogo diventa il punto di convergenza di una storia che l'umanità sembra avere intercettato più volte senza riuscire
veramente a comprenderla.</div><div><br></div>
<div>E qui entrano in gioco in maniera esplicita i Miti di Cthulhu. Nel romanzo compaiono riferimenti al Trapezoedro Scintillante, alla Saggezza Stellare, ai Segugi di Tindalos, a Nyarlathotep
e ad Azathoth, oltre alla presenza della Miskatonic University. Non sono quindi semplici allusioni nascoste qua e là: <strong>Deri</strong> costruisce il proprio universo utilizzando apertamente elementi della mitologia lovecraftiana e facendoli interagire con una vicenda che mantiene un'apparenza scientifica
e documentaria. La cosa che funziona meglio, almeno per me, è proprio questo contrasto. Da una parte ci sono protocolli, osservazioni, strumenti, rapporti e tentativi di interpretare razionalmente ciò che sta
accadendo; dall'altra ci sono fenomeni che sembrano mettere progressivamente in discussione gli stessi strumenti con cui i personaggi cercano di comprenderli. La ricerca scientifica diventa così anche una discesa
verso qualcosa che non può essere spiegato utilizzando le categorie abituali.</div><div><br></div>
<div>La progressione è interessante anche perché la spedizione non rimane semplicemente un'indagine su un'anomalia nel deserto. Quando le comunicazioni si interrompono
e della prima spedizione non rimane più traccia, la vicenda assume un'altra dimensione. Il recupero del materiale lasciato sul posto, le registrazioni e gli elementi apparentemente impossibili fanno emergere progressivamente
l'idea che ciò che è accaduto nella Quebrada non sia un incidente isolato. A un certo punto diventa evidente anche che dietro l'apparente progetto scientifico esiste qualcosa di molto più antico
e organizzato: una prima spedizione destinata a preparare il terreno e una seconda, nascosta, destinata ad aprire il varco.</div><div><br></div>
<div>È qui che il formato del dossier acquista un significato preciso. Il lettore non riceve subito tutte le risposte, ma deve ricostruire i collegamenti fra materiali diversi.
Alcuni documenti appartengono alla ricerca scientifica, altri provengono dal passato, altri ancora rivelano progressivamente ciò che si nasconde dietro la spedizione. Non è una struttura che punta soprattutto
sull'immediatezza: richiede attenzione e una certa disponibilità a mettere insieme i pezzi. In cambio, però, restituisce bene quella sensazione da archivio proibito che è una delle caratteristiche
più riconoscibili del romanzo. Naturalmente è anche un tipo di costruzione che può creare una certa distanza emotiva. Chi cerca soprattutto personaggi e azione potrebbe trovare alcuni passaggi molto documentari
e meno coinvolgenti rispetto a una narrazione tradizionale. Allo stesso modo, l'abbondanza di riferimenti ai Miti rende il libro particolarmente adatto a chi conosce già <strong>Lovecraft</strong> e il suo immaginario, mentre un lettore completamente estraneo a quel mondo potrebbe avere più difficoltà a cogliere tutti i collegamenti.</div><div><br></div>
<div>Ma <em>Spedizione Eridano </em>non sembra voler essere semplicemente un nuovo racconto ambientato nel mondo dei Miti. Il suo interesse
sta soprattutto nell'idea della conoscenza come qualcosa di pericoloso. Più gli uomini cercano di capire ciò che hanno davanti, più si avvicinano a una realtà che mette in crisi la loro stessa
capacità di comprenderla. La scienza, in questo senso, non viene presentata come l'antidoto all'orrore, ma come lo strumento che permette di avvicinarsi abbastanza da accorgersi che l'orrore esiste. Ed è
forse questo il punto in cui il romanzo riesce meglio a confrontarsi con la lezione di <strong>Lovecraft</strong>. Non tanto attraverso la semplice presenza delle creature o dei nomi del pantheon, quanto attraverso l'idea molto più inquietante che l'universo possa essere qualcosa di radicalmente estraneo all'uomo.
La Quebrada de las Ánimas diventa allora una soglia, un punto nel quale ciò che per millenni è rimasto ai margini della conoscenza umana sembra finalmente poter filtrare nella nostra realtà.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Flavio Deri è nato il 18/10/1988 a Pontedera (PI). È diventato membro del Culto Lovecraftiano nel lontano 2003, quando ha acquistato il suo primo libro del Sognatore
di Providence. Iscritto alla H.P. Lovecraft Historical Society e all'Horror Writers Association, ha sempre desiderato dedicarsi alla scrittura andando oltre la creazione di campagne di gioco di ruolo da tavolo o dal vivo.
Durante la pandemia, ha partecipato a concorsi letterari per antologie, e nel 2022 ha pubblicato il suo primo libro intitolato <em>Appunti di un Sussurro</em>, sempre con un'atmosfera Lovecraftiana, oltre a rientrare in pubblicazioni come <em>Terrorea - De Rerum Natur</em>, nella collana <em>Universo di Lovecraft</em> e nell'antologia <em>Strani Aeoni</em> numero 2 e 3. È un nerd, karateka e metallaro, ma ha anche dei difetti: è un larper. È socio
fondatore di WHLive APS e un fiero membro del gruppo Telegram “Lovecraft Italia”. Appassionato del genere Weird &amp; Horror, ha dedicato la sua libreria personale a Lovecraft, con oltre cento volumi tra racconti,
saggi, biografie, graphic novel e romanzi ispirati ai Miti.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Spedizione Eridano</em></div>
<div><em>(L'ultimo dossier)</em></div>
<div><em>Autore: Flavio Deri</em></div>
<div><em>Prefazione: Pietro Guarriello</em></div>
<div><em>Editore: Independently published</em></div>
<div><em>Anno: 26 agosto 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 188</em></div>
<div><em>ISBN-13: 979-8193862994</em></div>
<div><em>Prezzo: 11,00 / 16,00 € - eBook: 3,00 €</em></div>
<div><br></div>
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			<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 06:40:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il terzo omicidio di Hirokazu Kore-eda]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000037F"><h1 class="imHeading1">Una storia avvincente</h1><h2 class="imHeading2">Che tiene sempre in tensione lo spettatore</h2><div>






<div><strong>Il terzo omicidio (Giappone, 2017)</strong></div>
<div><em>Regia, Montaggio, Soggetto, Sceneggiatura: Hirokazu Kore’eda. Fotografia: Mikiya Takimoto. Musiche: Ludovico Einaudi. Scenografia: Yohei Taneda, Katsuya
Imai. Titolo Originale: Sandome no satsujin. Lingua Originale: Giapponese. Anno: 2017. Paese di Produzione: Giappone. Distribuzione (Italia): Double Line. Genere: Thriller. Durata: 124’. Interpreti: Masaharu Fukuyama
(Tomoaki Shigemori), Kōji Yakusho (Misumi), Suzu Hirose (Sakie Yamanaka), Kōtarō Yoshida (Daisuke Settsu), Shinnosuke Mitsushima (Kawashima Akira), MIkako Ichikawa (Sasabara Itsuki),
Izumi Matsuoka (Hattori Akiko).</em></div>
<div><br></div>
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<div>Il film parte subito mostrando in primo piano l’omicidio di un uomo che avviene di notte, sul greto di un fiume, il volto insanguinato dell’assassino, il cadavere bruciato
dopo il brutale atto violento. Tutto pare scontato, anche perché il presunto colpevole confessa ed è in attesa di giudizio, ma tiene uno strano comportamento processuale, cambiando versione dei fatti a seconda
del suo interlocutore. Un agguerrito studio legale, guidato da Tomoaki Shigemori (<strong>Fukuyama</strong>), si interessa del caso e assiste l’imputato Misumi (<strong>Yakusho</strong>), ma ciò che emerge dai numerosi colloqui sono tante possibili realtà. Forse non è tutto così semplice e scontato come in un primo tempo poteva apparire. Misumi, già giudicato
per due precedenti omicidi, potrebbe essere solo un feroce assassino che si prende gioco di giuria e avvocati, un uomo turpe che ha ucciso per debiti di gioco, per vendetta, per rubare… Al tempo stesso potrebbe aver
ucciso per salvare la figlia di un perfido pedofilo da nuove violenze carnali. Non solo, potrebbe aver ammazzato su incarico della moglie della vittima, interessata a riscuotere una sostanziosa polizza vita. La condanna alla
pena di morte di un uomo che ha già scontato precedenti pene detentive è la soluzione più semplice per la giuria, ma l’avvocato - nonostante si sia sempre detto non interessato alla verità
- pare sconvolto da quel che il presunto colpevole riferisce. Troppe verità sembrano possibili. Troppe persone potrebbero aver mentito, ognuna per un ben preciso motivo. Il regista lascia lo spettatore di fronte a un
finale aperto mentre il legale che deve attraversare un metaforico incrocio e decidere quale strada prendere.</div>
<div><strong>Kore’eda</strong> scrive, sceneggia, monta e dirige - da autore completo come è solito fare - 124’ di pellicola
con il taglio narrativo del thriller psicologico, che diventa cinema giudiziario, ma che si sofferma a indagare problematici rapporti familiari. Abbiamo un avvocato di successo separato dalla moglie che non dedica abbastanza
tempo alla figlia e la ragazza - per farsi notare - si mette a rubare invocando la sua protezione. Vediamo una ragazzina violentata dal padre, ma sua madre non parla, non vuole che si sappia niente in giro, assiste in silenzio
e diventa complice di un rapporto pedofilo. Abbiamo un assassino che sembra capace di slanci generosi perché la figlia dell’uomo che ha ucciso gli ricorda la sua bambina che soffriva di identica malformazione
alla gamba. La tecnica di regia è sopraffina, il taglio documentaristico - sempre presente in Kore’eda - porta a filmare grandi spazi campestri e città tentacolari, ma sono sublimi anche i campi e controcampi
dei profondi dialoghi teatrali. La scrittura è eccellente, piena di metafore, molto letteraria; le riprese in dissolvenza durante i dialoghi in carcere sono straordinarie, permettono di vedere i volti di chi parla affiancati,
grazie a un magico gioco di specchi. Ottime parti oniriche montate in flashback, sempre a metà strada tra il realistico e il fantastico. Il film è impreziosito dalla colonna sonora del grande <strong>Ludovico Einaudi</strong>, una vera e propria sinfonia che scandisce i momenti essenziali della storia. Fotografia plumbea e notturna di <strong>Mikiya Takimoto</strong>. <em>The Third Murder</em> (titolo internazionale) è arrivato in Italia solo nel 2019, dopo aver vinto numerosi premi in Giappone conferiti dalla Arward Academy. <strong>Kore’eda</strong> compie una nuova analisi introspettiva sulla natura umana, sviscerando i rapporti e i legami familiari, ricorrendo a una storia avvincente che tiene sempre in tensione
lo spettatore. Assolutamente da vedere.</div>
<div>Disponibile su Rai Play.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4hk9ovd" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4iGdsYS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink53aae4598b548c5c37bf46651f1d0eba = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/terzo-omicidio-scena_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink53aae4598b548c5c37bf46651f1d0eba, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/terzo-omicidio-scena_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a></div><div><script> var showboxlinkeb31d2eeb51c730845dc65d9b7576511 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/terzo-omicidio-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkeb31d2eeb51c730845dc65d9b7576511, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/terzo-omicidio-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=FRkx1qgEcII">https://www.youtube.com/watch?v=FRkx1qgEcII</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 14:47:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[KompoZer per creare pagine web senza codice]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000037E"><h1 class="imHeading1">Un applicativo iconico</h1><h2 class="imHeading2">Viaggio alla scoperta dello storico software gratuito</h2><div>






<div><em>Dalle radici in casa Mozilla alla gestione nativa dei fogli di stile: ritratto di un software iconico che ha fatto la storia dell'editoria digitale.</em></div>
<div><br></div>
<div>Nel campo della pubblicazione digitale, l'evoluzione delle piattaforme di sviluppo per il web ha attraversato fasi di straordinaria trasformazione. Se oggi il panorama dell'editing
online è dominato da complessi Content Management System e da framework estremamente articolati, esiste una pietra miliare che merita di essere riscoperta e analizzata con occhio critico e appassionato: <em>KompoZer</em>. Questo applicativo Open Source rappresenta uno degli esperimenti più affascinanti nel campo della composizione visiva per il Web, nato con l'ambizioso obiettivo
di rendere la creazione di contenuti online accessibile a chiunque, abbattendo la barriera d'ingresso tradizionalmente rappresentata dalla scrittura manuale del codice markup.</div>
<div><br></div>
<div>L'architettura software di <em>KompoZer</em> affonda le sue radici nella gloriosa eredità del motore di rendering Gecko promosso dal circuito Mozilla, configurandosi storicamente come l'evoluzione diretta e il perfezionamento del progetto NVU.
A differenza dei classici ambienti di sviluppo orientati unicamente al testo, <em>KompoZer</em> fa del paradigma <em>What You See Is What You Get</em> (ciò che vedi è ciò che ottieni) il suo vero pilastro concettuale. Questo approccio
consente all'operatore di formattare testi, integrare elementi multimediali, organizzare layout complessi e definire griglie di impaginazione lavorando direttamente sull'interfaccia visiva, mentre il motore interno
si occupa di generare contestualmente la struttura sintattica sottostante.</div>
<div><br></div><div><script> var showboxlink1ac04a888b80781f4c9ad890ecc1731a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/kompozer-interfaccia_bar.webp','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di KompoZer.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di KompoZer.','width': 857,'height': 622,'description': 'L\'interfaccia grafica di KompoZer.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1ac04a888b80781f4c9ad890ecc1731a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/kompozer-interfaccia_bar.webp" alt="L&#39;interfaccia grafica di KompoZer." title="L&#39;interfaccia grafica di KompoZer." width="200" height="146" /></a></div><div>L'interfaccia grafica di <span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><i>KompoZer</i>.</span></span></div><div><br></div>
<div>Una delle peculiarità più apprezzabili dell'ambiente di lavoro offerto da <em>KompoZer</em> è la sua straordinaria modularità. L'interfaccia utente, infatti, è progettata per offrire un controllo granulare su ogni singolo componente del
documento. L'integrazione nativa di un gestore per i fogli di stile (CaScadeS) rappresentò una scelta progettuale lungimirante per l'epoca ovvero permettere di separare nettamente la struttura concettuale del
documento dalla sua resa estetica, promuovendo così standard di progettazione puliti ed efficienti. Oltre a ciò, la presenza di uno strumento integrato per il trasferimento file (Site Manager) semplifica notevolmente
il flusso di lavoro, consentendo la gestione remota e il caricamento dei contenuti sul server di destinazione senza dover ricorrere a client esterni aggiuntivi.</div>
<div><br></div>
<div>Sotto il profilo delle prestazioni e della fruibilità, <em>KompoZer</em> si distingue per una leggerezza computazionale straordinaria. La sua capacità di eseguire operazioni di editing avanzato richiedendo memoria ridotta lo rende una soluzione perfettamente funzionale anche
su hardware datato o su architetture di rete con risorse limitate. L'esperienza di navigazione interna tramite schede, unita alla modalità di anteprima multi-vista (che spazia dalla rappresentazione puramente visiva
alla visualizzazione combinata con i marcatori fino alla vista del codice sorgente nativo), offre all'utente un quadro operativo sempre completo e trasparente.</div>
<div><br></div>
<div>Tuttavia, collocando il software nel contesto contemporaneo del Web Development, emergono inevitabilmente i segni del tempo. Poiché lo sviluppo attivo del progetto si è
interrotto diversi anni fa, la piattaforma risulta priva del supporto ai moderni standard della rete, primi fra tutti HTML5, CSS3 e le architetture per il Responsive Design orientate ai dispositivi mobili. Nonostante questa
limitazione cronologica, <em>KompoZer</em> conserva un valore didattico e operazionale inestimabile: rappresenta un perfetto laboratorio intellettuale per comprendere la logica
di strutturazione delle pagine web, la gerarchia del DOM e i principi fondamentali dell'impaginazione visiva.</div>
<div><br></div>
<div><strong>PRO</strong></div>
<ul>
<li>Approccio visivo immediato: interfaccia altamente intuitiva che permette di comporre layout web senza dover digitare codice a mano.</li>
<li>Architettura Open Source e Portabile: completamente gratuito, multipiattaforma e leggero dal punto di vista dell'impiego di risorse di sistema.</li>
<li>Gestione fogli di stile integrata: include un editor CSS avanzato che facilità la personalizzazione grafica mantenendo separati stile e struttura.</li>
<li>Flusso operativo tutto-in-uno: integra strumenti dedicati come il Site Manager per la gestione remota e la pubblicazione dei file.</li>
<li>Flessibilità di visualizzazione: consente di passare istantaneamente dalla modalità WYSIWYG alla vista codice o anteprima con marcatori HTML.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>CONTRO</strong></div>
<ul>
<li>Progetto non più aggiornato: mancanza di sviluppo attivo e di manutenzione da diversi anni.</li>
<li>Assenza di standard moderni: non supporta le specifiche recenti come HTML5 e le query CSS3.</li>
<li>Mancanza di responsive design: nessuno strumento nativo per la creazione di layout adattivi per smartphone e tablet.</li>
<li>Codice sorgente talvolta eccessivo: la generazione automatica del markup visivo può produrre ridondanze o nidificazioni non ottimali.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>Conclusioni</strong></div>
<div><em>KompoZer</em> si attesta come un software fondamentale nella storia degli strumenti di produttività per il web. Sebbene
i professionisti della digital economy e i web designer moderni tendano oggi a prediligere ambienti di sviluppo basati su componenti dinamici, estensioni avanzate o framework di ultima generazione, questo applicativo conserva
un fascino immutato e un'utilità pratica indiscutibile. È la scelta ideale per studenti, appassionati di informatica, docenti o chiunque desideri muovere i primi passi nell'editoria digitale senza essere
sopraffatto dalla complessità dei moderni ecosistemi di sviluppo. Una risorsa storica che ha contribuito a democratizzare la creazione di contenuti sulla rete e che merita ancora oggi un posto di rispetto nell'archivio
di ogni appassionato di tecnologia.</div>
<div><br></div>
<div>Scarica <em>KompoZer</em> dal sito ufficiale: <a href="https://sourceforge.net/projects/kompozer/" class="imCssLink">https://sourceforge.net/projects/kompozer/</a></div>
<div>Oppure dalla sezione OpenFree del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkacda0aeb86fc186c1c9d4f52f3ec71ad = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/kompozer-home_bar.webp','alt': 'Il logo di KompoZer.','title': 'Il logo di KompoZer.','width': 593,'height': 247,'description': 'Il logo di KompoZer.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkacda0aeb86fc186c1c9d4f52f3ec71ad, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/kompozer-home_bar.webp" alt="Il logo di KompoZer." title="Il logo di KompoZer." width="200" height="84" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 07:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sesso cannibale]]></title>
			<author><![CDATA[Deborah Ossario]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000037D"><h1 class="imHeading1">Indugiai ancora un istante</h1><h2 class="imHeading2">Vidi scorrere frammenti del passato recente e remoto</h2><div>






<div><span class="cf1"><b>ATTENZIONE: lettura riservata esclusivamente a un pubblico adulto.</b></span></div>
<div><br></div>
<div>Me ne accorsi l’ultima mattina prima di riprendere a frequentare i corsi alla facoltà di economia. Fu come un prurito che accompagnò il risveglio e, per un attimo,
credetti di sognare. C’era un uomo con un viso conosciuto, ma che non ricordavo di avere visto veramente prima. Vestiva trasandato e aveva un manganello nero tra le mani. Aveva anche un cappello in testa che gli faceva
ombra sugli occhi e io non potevo vedere il suo sguardo.</div>
<div>Poi l’odore. Come di frigorifero. Come di macelleria. Quell’odore che si mescola tra i cibi lasciati due giorni al freddo: latte, salsa, frutta, insalata, carne…
già: la carne. Ecco perché la sensazione che l’uomo fosse appena uscito da una macelleria. Niente sangue. Ma l’odore del muscolo tagliato di fresco e dei resti tritati.</div>
<div>Mi rigirai due volte tra le lenzuola. Era ottobre, ma faceva ancora caldo. Dormivo con indosso la camicia di cotone e basta. Preferivo sentirmi libera tra le gambe, senza elastici
sull’inguine e sfregamenti sui peli del monte di Venere. La mattina, in estate, mi alzavo tardi e studiavo un’oretta prima di andare al mare. A volte il ricordo tiepido di Roberto, il mio ultimo ragazzo, suggeriva
voglie strane. E, nonostante avessi deciso di non pensare più a lui in quel senso, la mano raggiungeva da sola le pieghe delle labbra umide e cominciava a pizzicare.</div>
<div>Con l’inizio dell’autunno il desiderio s’impigriva e mi imponevo di svegliarmi alle otto. Quando poi cominciavano le lezioni, mettevo due sveglie per essere sicura
di non perdere il treno che mi portava a Genova in facoltà. Una alle sette meno un quarto, l’altra alle sette meno dieci. Riuscivo a saltare giù dal letto con la prima per spegnere la seconda e, una volta
in piedi, andavo in bagno per inerzia. Così iniziavano le giornate e, per otto mesi, continuavo a fare le stesse cose, a pisciare nello stesso water, a bere il tè dalla stessa scodella, a leggere le stesse targhette
sotto i finestrini dei treni.</div>
<div>Primo giorno di lezioni. Prima sveglia ancora con le lancette sulle sei e mezza.</div>
<div>Il prurito diventò quasi subito un bruciore lieve e continuo. Quando presi coscienza che non stavo sognando e che nessun uomo malconcio mi stava veramente minacciando col
suo manganello, scalciai via le lenzuola e mi tirai su a sedere. Allargai le gambe e sollevai l’orlo della camicia. Con l’indice della destra frugai nella mia intimità, facendomi strada sulla pelle asciutta
e arricciata, fino a tastare l’apertura morbida della vagina. Non sembrava esserci nulla di anomalo e neppure sentii aumentare il bruciore al contatto con il polpastrello.</div>
<div>Pensai a qualche lieve e passeggera forma di candidosi. Forse non c’era da preoccuparsi. Indugiai ancora un istante con il dito sull’apertura che andava bagnandosi di
succhi umorali e mi vennero in mente un sacco di cose e di persone.</div>
<div>Vidi scorrere frammenti del passato recente e remoto, volti noti di ragazzi che mi piacevano e che mai si erano avvicinati alla mia vita, volti intriganti di ragazze in costume
da bagno, la mia prima volta con Alessandro, la mia prima volta con Roberto, il sesso orale in seconda liceo, le vacanze in tenda con Arianna e Marina, i periodi di solitudine e la malinconia del fare l’amore da sola.
Mi vennero in mente tutte quelle cose e sentii una specie di punta dura proprio sotto la clitoride. Sembrava un sassolino appuntito e contrastava fortemente con la consistenza di tutta la carne che c’era attorno.</div>
<div>Trasalii. Continuando a sfiorarla e a premerla con le dita, percepivo un dolore fine e preciso e intanto la mia mente individuava il legame tra un ricordo istintivo e quella sensazione.</div>
<div>La gengiva e il dente. Io bambina e i denti da latte che bucavano. La punta di un molare là in fondo alla mandibola. Il bruciore fastidioso che ti costringe a toccare sempre
la gengiva con la lingua.</div>
<div>Mancavano venti minuti alle sette. Un’ora alla partenza del treno.</div>
<div>Corsi in bagno e cercai lo specchietto da trucco che solitamente mettevo in borsa. Mi sedetti sul bidet e, con le cosce larghe, scrutai ansiosamente tra le piccole labbra tirate
dalle dita della mano sinistra. Nonostante ci fosse poca luce, riuscii a scorgere il piccolo spuntone di smalto bianco e duro. Era lì nella mia vulva. Era lì e, nel giro di una notte, era cresciuto. E cominciava
a darmi fastidio e a farmi girare la testa.</div>
<div>Il ginecologo. Dovevo chiamarlo e fargli vedere subito quella cosa orribile. Fanculo alla prima lezione di diritto economico. Toccavo quel dentino là sotto e tutto il resto
si obliava come se stesse per iniziare il sonno.</div>
<div>Tornai in camera per vestirmi, spensi le sveglie, controllai che mia madre stesse ancora dormendo. Un senso di panico tentò di assalirmi più volte ed ebbi una sorta
di ribrezzo per me stessa. Da quattro mesi non andavo a letto con nessuno e nessuno poteva avermi attaccato qualche terribile malattia. Avevo anche smesso di prendere la pillola e, fino a qualche ora prima, tutto andava bene.</div>
<div>Sfilandomi la camicia mi accorsi che mi facevano male i capezzoli, cosa di solito collegata ai giorni delle mestruazioni. Ma le ultime le avevo avute tredici giorni addietro. E
incinta non lo ero certo.</div>
<div>Restai nuda accanto all’armadio per qualche secondo, con l’angoscia che mi saliva in gola come un pianto. Provai a toccare con le palme delle mani i seni e dovetti ritirarle
subito perché i capezzoli sembravano sensibili come se me li avessero strizzati a lungo e bruciavano come se fossero stati ustionati dal sole.</div>
<div>Istintivamente tornai a frugare tra le pieghe del sesso e non dovetti cercare molto con le dita per ritrovare la dura punta di smalto. In pochi minuti era sbucata ancora, al punto
da diventare grossa come il canino di un adulto.</div>
<div>Ebbi un capogiro, mi sentii mancare il fiato e caddi indietro sul letto disfatto.</div><div><br></div>
<div>***</div><div><br></div>
<div>Non tocco un maschio da un anno, ormai. Non posso più permettermelo. Perché non posso fare del male a qualcuno in modo così subdolo e cattivo. Mi sono chiesta
tante volte se la natura mi abbia fatto questo “dono” per punirmi o per deliziarmi, se è giusto che la mia vita sessuale abbia preso una strada così diversa.</div>
<div>Ma cosa cerco a fare una risposta? Tanto io non potrò mai accettare di masticare con la vagina il membro di un uomo, anche se ciò fosse l’unica soluzione o l’unica
via d’uscita.</div>
<div>Ho imparato a nutrirla con la carne fresca di altri animali, comunque già morti. E lei sembra appagata così. Ho smesso di conoscere il piacere, perché ho rischiato
di mutilarmi il dito una sola volta, sperando di riuscire ancora a godere con la masturbazione come una donna normale.</div>
<div>Ho saputo tenere bene il mio segreto e convivere in tutti questi mesi con un’anomalia bestiale che farebbe impazzire chiunque. Non voglio diventare un fenomeno. So che potrei
arricchirmi con la pornografia estrema, ma finirei per diventare la cavia di qualcuno, se non la vittima di una scienza che sacrifica gli orrori della natura quando teme di turbare la quiete mentale della gente.</div>
<div>E poi ciò significherebbe uscire allo scoperto facendo scalpore, quasi sicuramente con l’evirazione di un ignaro amante, buono a far da pasto al mio mostro.</div>
<div>Nulla di più mi riservo di sapere se non quello che è evidente. Non importa che i meccanismi biologici siano mutati, non importa cosa abbia provocato questo incubo,
non importa se l’apparato riproduttivo non funziona. Tanto non potrei avere figli. La mia famelica fica non vuole sperma, ma carne e sangue. Altrimenti si inonda di umori, rilascia i muscoli e mi fa urinare addosso come
una vecchia incontinente, brucia e prude, contorce le labbra con spasmi atroci e produce rumori imbarazzanti. Lei vuole masticare. Vuole rendere utili i suoi sedici denti aguzzi, aperti a corona all’imboccatura delle
fauci. E io non posso fare altro che sfamarla e farla stare buona, tenerla pulita e non farle capire che sempre più spesso ho una meravigliosa aspirazione alla morte.</div>
<div>Sto studiando. Riesco a studiare e a non destare sospetti sull’esito della mia nuova orribile vita. Tutto sembra normale, in fondo, a parte le frequenti visite a rotazione
dai vari macellai della città e la mancanza di un flirt.</div>
<div>Nessuno crederebbe alla mia voglia di morire. Ma diventerà una necessità.</div>
<div><br></div>
<div><strong>Note della Redazione</strong></div>
<div>Pubblicato nell’antologia <em>Sanguinarie Cenerentole</em> (Edizioni Club GHoST).</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Deborah (Ossario è un cognome d’arte) è nata a Savona. Laureata in economia e commercio, lavora in proprio come consulente finanziario. Coltiva dall’adolescenza
la passione per la letteratura e il cinema horror, ma ha sempre condotto una vita distante da essa e non l’ha condivisa quasi con nessuno. Ama le emozioni forti e considera la disinibizione l’unica forma di cura
per le frustrazioni e gli stress. Scrive nei ritagli di tempo, molto meno di quanto riesca a leggere libri horror e gialli, ma è riuscita a completare una piccola raccolta di racconti con tematiche carnali e oniriche.</div>
<div><em>Sesso cannibale</em> è la meno forte delle sue produzioni, che comunque ha fatto leggere a pochissimi amici. Gli altri
titoli, terminati tra il 1991 e il 1997, sono <em>Mamma di sangue</em>, <em>Arrostirò le tue ovaie</em>, <em>Le ossa di Dio </em>e <em>Acidum cancer</em>.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink1f0675ff3cf839ef594c3e0846b048a0 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Sesso-Cannibale-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 601,'height': 1059,'description': 'La copertina del racconto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Sesso-Cannibale-cop_bar.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 624,'height': 382,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1f0675ff3cf839ef594c3e0846b048a0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Sesso-Cannibale-cop_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="353" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 07:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La sparizione di Travis Walton]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000037C"><h1 class="imHeading1">L'impulso luminoso nella foresta</h1><h2 class="imHeading2">Tra rilievi psicofisiologici, accuse di omicidio e lacune temporali</h2><div>






<div>Il crepuscolo del 5 novembre 1975 non portò la consueta quiete tra i pini della foresta di Apache-Sitgreaves, in Arizona. Sette operai forestali stavano rientrando a bordo di
un furgone dopo una sfibrante giornata di lavoro nel cantiere di Turkey Springs. Quello che doveva essere un semplice tragitto di routine si trasformò repentinamente nell’incipit del caso di rapimento alieni più
controverso e documentato della storia moderna.</div>
<div>L'attenzione del gruppo fu attirata da un bagliore insolito che penetrava il denso fogliame. Spinto da una curiosità priva di prudenza, il ventiduenne <strong>Travis Walton</strong> decise di smontare dal veicolo per avvicinarsi alla fonte luminosa: un artefatto lenticolare sospeso a bassa quota che emetteva un sibilo ad alta frequenza. Non
appena il giovane si trovò nei pressi della struttura, un impulso energetico ad alta intensità lo investì in pieno petto, sbalzandolo a terra esanime. Terrore e panico travolsero i colleghi, che fuggirono
a gran carriera abbandonando la scena. Quando la squadra trovò il coraggio di ritornare sul posto pochi minuti dopo, di <strong>Walton</strong> e della manifestazione energetica non v'era più alcuna traccia.</div><div><br></div><div><div><script> var showboxlink63f52035d83ae22d48fb0a663f589134 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Travis-Walton-1975_ver.webp','alt': 'Travis Walton nel 1975.','title': 'Travis Walton nel 1975.','width': 880,'height': 1080,'description': 'Travis Walton nel 1975.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink63f52035d83ae22d48fb0a663f589134, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Travis-Walton-1975_ver.webp" alt="Travis Walton nel 1975." title="Travis Walton nel 1975." width="150" height="185" /></a></div></div><div><br></div>
<div>Nelle ore successive, la scomparsa si trasformò in un enigma giudiziario e mediatico. Gli inquirenti locali ipotizzarono immediatamente un episodio di violenza maturato all'interno
del gruppo, valutando l'ipotesi di un omicidio e un successivo occultamento di cadavere da parte dei sei testimoni. La spiegazione fornita dagli operai, infatti, appariva troppo surreale per essere accettata dalle autorità.
Per escludere il dolo, gli uomini vennero sottoposti a test poligrafici approfonditi: le rilevazioni strumentali confermarono che i lavoratori credevano fermamente in ciò che avevano visto, escludendo dinamiche di complicità
in un eventuale crimine.</div>
<div>Mentre le squadre di soccorso setacciavano invano centinaia di ettari di territorio boschivo privo di impronte o resti biologici, il caso varcava i confini regionali. Cinque giorni
dopo l'evento, verso la mezzanotte dell'11 novembre, una telefonata scosse il silenzio della cittadina di Heber. All'altro capo del filo c'era uno smarrito e provato <strong>Travis Walton</strong>, riapparso all'interno di una cabina telefonica a diversi chilometri di distanza dal luogo del contatto iniziale. Il ragazzo si presentava disidratato, disorientato
e convinto che fossero trascorse soltanto poche ore dall'impatto con il fascio luminoso.</div><div><br></div><div><div><script> var showboxlink6d4f63098a9ee60b9878388940a0e38a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Travis-Walton-gruppo-1975_bar.webp','alt': 'La squadra dei sette operai forestali.','title': 'La squadra dei sette operai forestali.','width': 505,'height': 396,'description': 'La squadra dei sette operai forestali.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6d4f63098a9ee60b9878388940a0e38a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Travis-Walton-gruppo-1975_bar.webp" alt="La squadra dei sette operai forestali." title="La squadra dei sette operai forestali." width="150" height="118" /></a></div></div><div><br></div>
<div>I ricordi emersi dal periodo di assenza tracciano un quadro clinico e percettivo dai contorni unici. <strong>Walton</strong> riferì di essersi svegliato all'interno di un ambiente sterile e claustrofobico, adagiato su un supporto metallico e circondato da entità biologiche non
umane, snelle e prive di pilifero, caratterizzate da grandi orbite oculari scure. Assalito dal panico, l'operaio cercò di reagire fisicamente, riuscendo a districarsi per accedere a un settore adiacente della struttura.
Qui registrò la presenza di figure dall'aspetto pienamente antropomorfo che, senza interagire verbalmente, gli applicarono un dispositivo di sedazione sulla cavità orale. Da quel momento, le sue tracce mnesiche
si interruppero fino al risveglio sull'asfalto freddo.</div><div><br></div>
<div>La vicenda <strong>Walton</strong> continua a dividere la comunità scientifica e investigativa. Da un lato, l'assenza di
fratture coerenti con un impatto traumatico violento e la stabilità delle deposizioni dei testimoni nel corso dei decenni forniscono elementi a supporto dell'incredibile narrazione. Dall'altro, gli scettici
evidenziano le scadenze contrattuali pendenti sulla squadra di disboscamento e la pregressa passione della famiglia <strong>Walton</strong> per le fenomenologie anomale come possibili fattori motivazionali per una complessa messa in scena.</div>
<div>A cinquant'anni dagli avvenimenti, l'episodio di Turkey Springs rimane un pilastro fondamentale nel dibattito sul contatto con intelligenze non terrestri, sospeso in un perfetto
equilibrio tra il rigore cronachistico e l'abisso dell'ignoto.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink6786b078c3ce59bd2b05ac54811ba82e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Travis-Walton-caso-home_bar.webp','alt': 'Immagine di copertina per il caso di Travis Walton.','title': 'Immagine di copertina per il caso di Travis Walton.','width': 908,'height': 490,'description': 'Immagine di copertina per il caso di Travis Walton.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6786b078c3ce59bd2b05ac54811ba82e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Travis-Walton-caso-home_bar.webp" alt="Immagine di copertina per il caso di Travis Walton." title="Immagine di copertina per il caso di Travis Walton." width="200" height="108" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 06:38:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo The Nameless Ballad]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuela Ferrara]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000037B"><h1 class="imHeading1">Al cinema in Italia dal 5 novembre</h1><h2 class="imHeading2">Il nuovo incubo del cantautore e regista Federico Zampaglione</h2><div>






<div><em>Presentato in anteprima mondiale al Tubi FrightFest di Londra, il nuovo horror diretto da Federico Zampaglione sarà nelle sale italiane dal 5 novembre, distribuito da Filmclub
Distribuzione.</em></div>
<div><br></div>
<div>Ci sono melodie che nascono dal talento. Altre dalla sofferenza. Poi esistono quelle che sembrano attendere nel buio, pronte a scegliere chi dovrà suonarle.</div>
<div>Con <em>The Nameless Ballad</em>, <strong>Federico Zampaglione</strong> torna dietro la macchina da presa dopo il successo
internazionale di <em>The Well</em>, distribuito in 104 Paesi, e conduce lo spettatore dentro un nuovo viaggio sospeso tra musica, ossessione e soprannaturale.</div>
<div>Il film, presentato in anteprima mondiale il 29 agosto durante il prestigioso <em>Saturday Night Gala</em> della ventiseiesima edizione del Tubi FrightFest di
Londra, arriverà nelle sale italiane il 5 novembre 2026, distribuito da Filmclub Distribuzione. Sono inoltre previste alcune anteprime in tutta Italia nella notte di Halloween.</div>
<div>Alla proiezione londinese erano presenti lo stesso <strong>Federico Zampaglione</strong> e una parte del cast, tra cui le attrici <strong>Giglia Marra</strong> e <strong>Alana Boden</strong>.</div>
<div>Una vetrina particolarmente significativa: il Tubi FrightFest rappresenta infatti uno degli appuntamenti più importanti del Regno Unito dedicati al cinema horror, fantasy, fantascientifico e thriller.</div>
<div><br></div>
<div><strong>Quando l’ispirazione diventa una condanna</strong></div>
<div>Protagonista della storia è Sam Gallo, interpretato da <strong>Jamie Ward</strong>, già apparso nella serie <em>His Dark Materials</em>.</div>
<div>Sam è un musicista inglese di ventisette anni e di origine italiana, precipitato in una devastante crisi creativa e nella dipendenza dai farmaci. Dietro l’immagine pubblica
dell’artista di successo si nasconde un uomo fragile, schiacciato dalle pressioni del proprio <em>entourage</em>, che pretende da lui una nuova canzone capace di replicare
il successo precedente.</div>
<div>Nel disperato tentativo di ritrovare l’ispirazione perduta, Sam torna in Italia, nei luoghi della sua infanzia, e sceglie di isolarsi all’interno di una casa apparentemente
lontana dal mondo.</div>
<div>Cerca silenzio, lucidità e una nuova possibilità di rinascita. Ma proprio tra quelle mura entra in contatto con oscure presenze, capaci di nutrirsi delle sue paure,
della sua angoscia e del suo bisogno ossessivo di creare musica.</div>
<div>Quella che avrebbe dovuto rappresentare la sua ultima occasione per ricominciare si trasforma lentamente in un incubo. Il confine tra realtà e soprannaturale diventa sempre
più sottile, mentre l’ispirazione assume il volto di qualcosa che pretende un prezzo.</div>
<div><br></div>
<div><strong>Due anime unite nello stesso film</strong></div>
<div><em>The Nameless Ballad</em> nasce dall’incontro tra le due anime artistiche di <strong>Federico Zampaglione</strong>: quella del musicista e quella del regista horror.</div>
<div>La musica non costituisce semplicemente lo sfondo della vicenda, ma diventa la porta attraverso la quale l’orrore entra nella storia. Il desiderio di comporre, di essere ancora
all’altezza delle aspettative e di lasciare un segno si trasforma in una forza divorante, capace di consumare l’identità stessa dell’artista.</div>
<div>La scelta dell’età del protagonista aggiunge alla storia un’ulteriore ombra. Sam ha ventisette anni: un numero inevitabilmente legato alla leggenda del cosiddetto
<em>Club 27</em> e agli artisti scomparsi proprio nel momento in cui talento, successo e autodistruzione sembravano essersi fusi in un’unica traiettoria.</div>
<div><br></div>
<div><strong>La sceneggiatura e il cast internazionale</strong></div>
<div>La sceneggiatura è firmata dallo stesso <strong>Federico Zampaglione</strong> insieme a <strong>Barbara Baraldi</strong>, scrittrice e curatrice editoriale di <em>Dylan Dog</em>.</div>
<div>Una collaborazione che avvicina due sensibilità profondamente legate all’immaginario oscuro e dà vita a un racconto nel quale il dramma personale si mescola con
l’orrore psicologico e soprannaturale.</div>
<div><em></em>Accanto a <strong>Jamie Ward</strong> troviamo <strong>Giglia Marra</strong>, <strong>Alana Boden</strong>, <strong>Fabrizio Ferracane</strong>, <strong>Seumas Sargent</strong>, <strong>Reed Stokes</strong>, <strong>Sergio Ceglie</strong>, <strong>Mia Desando</strong> e <strong>Vincenzo De Michele</strong>, in un cast che riunisce interpreti italiani e internazionali.</div>
<div><em>The Nameless Ballad</em> è una produzione Somic Film in associazione con Minerva Pictures, prodotta da <strong>Michele Protino</strong>.</div>
<div><br></div>
<div><strong>La dichiarazione di Federico Zampaglione</strong></div>
<div>Alla vigilia della presentazione mondiale del film, <strong>Federico Zampaglione</strong> aveva raccontato l’importanza di questo traguardo e del lungo percorso che lo ha condotto fino al Tubi FrightFest:</div>
<div><em>«Essere stato invitato al Tubi FrightFest di Londra - dichiara Federico Zampaglione - è un enorme onore. Per me questo momento non nasce oggi, ma è il risultato
di un percorso iniziato nel 2009, fatto di passione, ostinazione, cadute e ripartenze. Quasi vent’anni dedicati a questo genere, cercando sempre di raccontarlo con la mia identità, senza inseguire le mode. Oggi
sento di raccogliere ciò che ho seminato. Sono felice che, con il mio team di lavoro, stiamo contribuendo a riportare il cinema horror italiano in spazi internazionali sempre più importanti. E adesso non vedo
l’ora di condividere questo viaggio con il pubblico. Ci vediamo al cinema e, prima ancora, ci vediamo a Londra!».</em></div>
<div>Parole che non raccontano soltanto l’emozione per una prestigiosa anteprima internazionale, ma rivendicano un percorso artistico costruito senza piegarsi alle mode.</div>
<div>Da <em>Shadow</em> a <em>Tulpa</em>, fino a <em>The Well</em>, <strong>Zampaglione</strong> ha continuato a percorrere la propria strada all’interno del cinema di genere, mantenendo una
voce riconoscibile e contribuendo a restituire visibilità internazionale all’horror italiano.</div>
<div>Con <em>The Nameless Ballad</em>, quel percorso sembra raggiungere un nuovo passaggio: il musicista e il regista entrano finalmente nella
stessa stanza, davanti allo stesso pianoforte.</div>
<div>Perché alcune canzoni possono salvarci.</div>
<div>Altre, prima di lasciarsi ascoltare, pretendono sangue.</div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlink52279fb483ef361466686024b8256359 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Nameless-Ballad-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 757,'height': 1079,'description': 'La locandina del film.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Nameless-Ballad-loc2_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 720,'height': 1008,'description': 'La locandina del film.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Federico-Zampaglione_regista.webp','alt': 'Il cantautore e regista Federico Zampaglione.','title': 'Il cantautore e regista Federico Zampaglione.','width': 500,'height': 625,'description': 'Il cantautore e regista Federico Zampaglione.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink52279fb483ef361466686024b8256359, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Nameless-Ballad-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="285" /></a></div><div><script> var showboxlink3324bfd4b2c955ad5514142d1e8865a1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Nameless-Ballad-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1600,'height': 1061,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3324bfd4b2c955ad5514142d1e8865a1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Nameless-Ballad-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="133" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=h12JQMl7dn8">https://www.youtube.com/watch?v=h12JQMl7dn8</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 06:51:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Veneciafrenia di Álex de la Iglesia]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000037A"><h1 class="imHeading1">Emozioni anni Ottanta</h1><h2 class="imHeading2">Un omaggio allo splatter e al gore italiano più efferato</h2><div>






<div><strong>Veneciafrenia - Follia e morte a Venezia (2021)</strong></div>
<div><em>Regia: Álex de la Iglesia. Soggetto: Jorge Guerricaechevarría. Sceneggiatura: Jorge Guerricaechevarría, Álex de la Iglesia.
Musiche: Roque Baños. Produttore: Amazon Studios. Titolo Originale: Veneciafrenia. Lingua Originale: Spagnolo, Inglese, Italiano. Paesi di Produzione: Spagna, Italia - 2021. Durata: 100’.
Genere. Horror. Interpreti: Ingrid García-Jonsson (Isa), Silvia Alonso (Susana), Goize Blanco (Arantza), Nicolás Illoro (Javi), Alberto Bang (José), Enrico Lo Verso (Giacomo),
Cosimo Fusco (dottore), Caterina Murino (Claudia), Armando De Razza (Brunelli), Alessandro Bressanello (Colonna), Nico Romero (Alfonso).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><em>Veneciafrenia</em> è un film nuovo per gli spettatori italiani, perché al cinema non ha quasi mai circolato, mentre
in Spagna è uscito ad aprile 2022, dopo essere stato presentato in anteprima - il 9 ottobre 2021 - al Sitges Film Festival. <strong>Álex de la Iglesia</strong> è un ottimo regista iberico che conosciamo dai tempi di <em>Perdita Durango</em> (1997) e <em>Il giorno della bestia </em>(1995), laureato in filosofia e allievo di <strong>Pedro Almodovar</strong>, dedito soprattutto a thriller e horror. In questo caso lancia la sfida ad alcuni cineasti spagnoli di partecipare a una produzione di film horror da raccogliere sotto l’egida di <em>The Fear Collection</em>, mettendosi in gioco lui stesso con <em>Veneciafrenia</em>. In breve la trama, che ricalca <em>Dieci piccoli indiani</em> di <strong>Agata Christie</strong>, solo che l’unità di tempo e di luogo dove avvengono i delitti sono il periodo del Carnevale di Venezia e l’intera città lagunare. Si
comincia con scene di spensierata vacanza per alcuni giovani iberici che vogliono trascorrere un periodo festivo a Venezia prima di tornare agli impegni del quotidiano, mentre il regista mostra le proteste dei lagunari contro
turisti invasivi e navi da crociera che passano a ridosso della città. L’orrore non si fa attendere, dispensato a piene mani, grazie a un folle mascherato da Rigoletto che trucida turisti nei modi più disparati,
mentre un’organizzazione segreta diretta da un turpe individuo sequestra villeggianti e pubblica in rete video deliranti. La finzione carnevalesca nasconde alcuni eccidi; la folla, convinta di assistere a rappresentazioni
teatrali, invece di intervenire filma entusiasta le esecuzioni. A un certo punto scompare uno dei ragazzi in vacanza, un ufficiale dei carabinieri (con l’aiuto di un tassista) comincia le ricerche, infine emerge la follia
dei cospiratori contro l’invasione turistica di Venezia. <em>Veneciafrenia</em> è il titolo adatto per un film tanto assurdo, visto che ricorda il termine <em>schizofrenia</em>, al punto che il sottotitolo aggiunto per l’edizione italiana (<em>Follia e morte a Venezia</em>) appare inutile e ridondante. Il film di <strong>Álex de la Iglesia</strong> cita a piene mani l’horror e il thriller italiano degli anni Settanta - Ottanta, soprattutto grazie a una sigla di testa color rosso sangue arricchita da disegni stile vecchio gotico. Tutto il film è
un omaggio allo <em>splatter</em> e al <em>gore</em> più efferato di <strong>Argento</strong>, <strong>Fulci</strong>, <strong>D’Amato</strong>, con teste mozzate, occhi trafitti, ganci attaccati ai corpi, sangue che schizza da giugulari tagliate, violenza estrema. Durante la sequenza ambientata in un vecchio teatro ci è parso di rivedere alcune
parti del claustrofobico <em>Deliria</em> di <strong>Michele Soavi</strong>, ma sembra citato anche <em>Il fantasma dell’opera</em> di <strong>Argento</strong> (non il suo miglior film). A parte gli eccessi di violenza, <em>Veneciafrenia</em> non presenta altri motivi di interesse: la sceneggiatura è banale, la storia della setta veneziana che odia i turisti pare posticcia, lo spessore dei personaggi
è fumettistico. Un esempio su tutti: una ragazza in procinto di sposare un fidanzato geloso che vive a Londra decide di non farne di niente quando il ragazzo si precipita a Venezia e si dimostra vigliacco e pusillanime.
<strong>Jorge Guerricaechevarría</strong> scrive un soggetto da horror di terza categoria, sceneggiato insieme al regista che presta la sua tecnica a base di inquietanti
soggettive e angoscianti primissimi piani alla realizzazione di un’opera piccola e rinunciabile all’interno del modesto horror contemporaneo. Colonna sonora quasi fastidiosa di <strong>Roque Baños</strong>, a base di musica sintetica. Montaggio sincopato, persino frenetico, forse la cosa migliore di un film dotato di buon ritmo che scorre veloce per 100 minuti
e adempie alla sua funzione di intrattenere disgustando. Buoni i costumi (soprattutto le inquietanti maschere di carnevale), inutile dire quanto la fotografia veneziana sia eccellente, ma il merito è tutto della <em>location</em>. Condivisibile la scelta di mettere i sottotitoli quando viene usata la lingua inglese e di doppiare italiano e spagnolo (si nota che gli attori recitano secondo la lingua
madre). Interessanti alcune interpretazioni di attori italiani con un passato importante, basti pensare ad <strong>Armando De Razza</strong> nei panni di Brunelli, ufficiale dei carabinieri (ricordiamo le canzoni finto ispaniche anni Ottanta), e a <strong>Enrico Lo Verso</strong> che fa il tassista (indimenticabile ne <em>Il ladro di bambini</em> di <strong>Gianni Amelio</strong>), citando pure <strong>Caterina Murino</strong> - non una grande attrice - nota per motivi diversi al pubblico. La produzione italo - spagnola impone protagonisti iberici che in Italia si conoscono poco, ma
visto la qualità del film, che a livello di dialoghi e recitazione fa venire in mente gli horror di <strong>Andre</strong>a e <strong>Mario Bianchi</strong>, va bene lo stesso. Passato su Rai 4. Reperibile di Rai Play. Consigliato se siete a caccia di emozioni anni Ottanta e se avete nostalgia del caro vecchio cinema splatter.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink2f89bd90588d305fb82ae70208858ce7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Veneciafrenia-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 755,'height': 1079,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2f89bd90588d305fb82ae70208858ce7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Veneciafrenia-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a></div><div><script> var showboxlink9709606361567079198cb24663328a92 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Veneciafrenia-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9709606361567079198cb24663328a92, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Veneciafrenia-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=NqYXrThOqEg">https://www.youtube.com/watch?v=NqYXrThOqEg</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 16:40:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Poised to Outlast degli ALIS]]></title>
			<author><![CDATA[Valerio Santori]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000379"><h1 class="imHeading1">Una traccia potente</h1><h2 class="imHeading2">Manifesto sonoro di resilienza e catarsi</h2><div><div><em>L'atto definitivo di resistenza: gli ALIS tornano con l'impeto sonoro e visionario di "Poised to Outlast".</em></div> <div><br></div> <div>Nella scena attuale del rock moderno pesante, dove le barriere di genere continuano a dissolversi in favore di una ricerca espressiva sempre più viscerale, la formazione romana <strong>ALIS</strong> - acronimo di <strong>A Life In SCARS</strong> - piazza un colpo maestro con la pubblicazione del nuovo singolo e videoclip ufficiale intitolato <em>Poised to Outlast</em>. Il brano rappresenta un'autentica scossa tellurica all'interno del circuito alternative metal, unendo una produzione moderna e graffiante a una narrazione lirica di rara profondità concettuale. In un'epoca storica dominata dall'incertezza, da conflitti persistenti e da un diffuso senso di alienazione, la band sceglie di non rifugiarsi nel nichilismo, ma di elevare l'amore e l'empatia a vera e propria armatura contro la frammentazione della nostra società.</div> <div><br></div> <div><em>Poised to Outlast</em> si sviluppa come un vero e proprio manifesto sonoro, in cui l'aggressività ritmica e le architetture di chitarra scolpite con precisione chirurgica sfociano in aperture melodiche dalla spiccata forza catartica. Il pezzo esplora le dinamiche della rinascita interiore, tracciando un viaggio metaforico che attraversa le crepe del dolore per riemergere verso una nuova consapevolezza. Il dualismo tra ombra e luce, cifra stilistica ormai distinta della compagine laziale, trova qui una sintesi perfetta: la potenza dell'impatto strumentale non sovrasta mai la carica emotiva, ma diventa il mezzo ideale per veicolare un messaggio di incrollabile tenacia e redenzione.</div> <div><br></div> <div>Nati originariamente come progetto espressivo solista della frontwoman <strong>Alessia Picchiotti</strong>, gli <strong>ALIS</strong> hanno compiuto una rapida e costante metamorfosi, evolvendosi in un ensemble affiatato e devastante da un punto di vista timbrico. Con il prezioso contributo ritmico e armonico di <strong>Antonio Astremo</strong> alla batteria, <strong>Giovanni Sanna</strong> alla chitarra ed <strong>Emiliano Venanzini</strong> al basso, la band ha progressivamente affinato la propria cifra identitaria. Dopo aver lasciato un'impronta tangibile nei capitoli discografici precedenti - prima con l'energia embrionale dell'EP <em>Demone</em> nel 2023 e successivamente con la maturità espressiva del full-length <em>Eleven</em> nel 2024 - questo nuovo capitolo segna l'ingresso in una fase artistica ancora più cupa, imponente e sfaccettata.</div> <div><br></div> <div>Le tematiche affrontate dalla band continuano ad affondare le radici nelle contraddizioni dell'animo umano e della modernità. Tra le maglie dei loro brani si avvertono nettamente le cicatrici dei conflitti interiori, la lotta contro i propri spettri personali, la denuncia verso le ingiustizie sociali e la dolorosa constatazione del progressivo inaridimento dell'umanità contemporanea. Tuttavia, l'approccio degli <strong>ALIS</strong> rimane incrollabilmente orientato alla ricerca di un senso, rifiutando la resa passiva. La figura di <strong>Alessia Picchiotti</strong> al centro del progetto assume inoltre una forte valenza simbolica all'interno dell'odierno panorama heavy, ponendosi come punto di riferimento ed esempio di leadership artistica capace di coniugare un'estetica vocale graffiante con una vulnerabilità autentica, ispirando una nuova leva di interpreti nel circuito rock e metal interamente al femminile.</div> <div><br></div> <div>Il videoclip ufficiale di <em>Poised to Outlast</em>, rilasciato contestualmente alla traccia audio, traduce visivamente la tensione drammatica della canzone, enfatizzando l'alchimia dei quattro musicisti e la resa scenica dei singoli componenti. Con questa release, gli <strong>ALIS</strong> dimostrano non solo di aver raggiunto una piena maturità compositiva, ma di possedere tutti i requisiti per ritagliarsi uno spazio di primo piano nel panorama alternative internazionale, confermando che dalle cicatrici del passato può nascere la musica più potente e duratura.</div> <div><br></div></div><div><script> var showboxlinkdbe81ecfe7fab76a7104c05046b07d78 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Poised-to-Outlast-alis-cop2_ver.webp','alt': 'La copertina del singolo.','title': 'La copertina del singolo.','width': 1080,'height': 1080,'description': 'La copertina del singolo.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Poised-to-Outlast-alis-cop1_bar.webp','alt': 'La copertina del singolo.','title': 'La copertina del singolo.','width': 1200,'height': 675,'description': 'La copertina del singolo.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdbe81ecfe7fab76a7104c05046b07d78, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Poised-to-Outlast-alis-cop2_ver.webp" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlink466aba94240cbd7968d312e775a0bec4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Poised-to-Outlast-alis_band.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1200,'height': 720,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink466aba94240cbd7968d312e775a0bec4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Poised-to-Outlast-alis_band.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="121" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=IBxVfhM9bB0">https://www.youtube.com/watch?v=IBxVfhM9bB0</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 06:29:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Altra pelle di Alice Cervia]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000378"><h1 class="imHeading1">Scrittura limpida e accessibile</h1><h2 class="imHeading2">Un riuscito incontro fra fantastico storico, horror e indagine</h2><div>






<div><em>[…] Piero, mi dispiace disturbarti.</em></div>
<div><em>Non lo farei se non credessi di affidarti un compito della massima importanza ma che, purtroppo, non posso eseguire personalmente.</em></div>
<div><em>Ti affido la giovane donna che ti porterà questa mia.</em></div>
<div><em>Non ti stupirà la sua apparenza, che al tuo occhio allenato rivelerà più di quanto farebbe ad altri. Ti basterà guardarla per capire che devi tenerla al
sicuro, per qualche tempo[…]</em></div>
<div><br></div>
<div><em>Altra pelle</em> di <strong>Alice Cervia</strong> edito da Lumien Edizioni, è una novella della neonata Scintille; collana editoriale dedicata alla narrativa breve speculativa, all’interno della
quale vengono pubblicate novelle appartenenti a tutti i sottogeneri del fantastico: fantasy, fantascienza, horror, weird, new weird, bizarro fiction e realismo magico.</div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div><em>Altra pelle</em> è un riuscito incontro fra fantastico storico, horror e indagine, costruito sullo sfondo dell’Italia
fascista del 1939.<br>La vicenda prende avvio dall’assassinio della contessa Tonarelli, morte che costringe Arrigo a indagare mentre il paese sembra aver già trovato il proprio colpevole. <br>Dietro il delitto
emerge però una realtà più vasta: quella degli «Altra Pelle», individui difformi che il regime sorveglia, scheda, cattura e utilizza come materiale da esperimento. <br>Il primo grande punto
di forza è proprio l’intreccio fra elemento fantastico e contesto storico, perché il soprannaturale non appare sovrapposto al fascismo, ma ne diventa una perturbante estensione.<br>La persecuzione del
diverso acquista così concretezza politica e corporale, senza ridursi a una semplice allegoria dichiarata.<br>Il secondo punto forte risiede nei personaggi, soprattutto Arrigo, Marisa e Dante, le cui anomalie fisiche
finiscono per raccontarne identità, paure, memoria e bisogno di appartenenza.<br>Particolarmente efficace è il motivo della pelle, che attraversa il romanzo quale confine instabile fra ciò che gli altri
vedono e ciò che un individuo realmente è.<br>Funzionano bene anche lettere, rapporti, documenti burocratici e articoli di giornale, che ampliano la storia conferendole una credibile patina archivistica.<br>La
scrittura è limpida, accessibile e capace di qualche immagine molto felice, soprattutto quando lavora sugli odori, sul corpo e sulle trasformazioni.<br>Il principale punto debole riguarda invece la parte centrale,
dove alcune spiegazioni sul passato dei personaggi e sulla natura degli Altra Pelle diventano talvolta più estese del necessario.<br>In quei passaggi il mistero perde temporaneamente pressione, perché il romanzo
tende a spiegare ciò che, lasciato appena più nell’ombra, avrebbe mantenuto maggiore forza perturbante.<br>Nel complesso, tuttavia, il meccanismo narrativo regge molto bene e riesce a far convivere investigazione,
persecuzione politica, mostruosità e riflessione sulla diversità senza perdere coerenza.</div>
<div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Alice Cervia lavora da anni nel settore della comunicazione e, con il ruolo di production manager, si occupa di serie tv e web per l’infanzia.</div>
<div>Autrice di vari racconti brevi, a marzo 2024 è uscito il suo primo romanzo per Augh edizioni “La coda delle lucertole”, mentre a novembre 2025 Delos Digital ha pubblicato
in ebook la sua raccolta di racconti “Statuine”.<br>Nel 2026 pubblica “Altra pelle” per Lumien.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Altra pelle</em></div>
<div><em>Autore: Alice Cervia</em></div>
<div><em>Illustratore: Maria Grazia Leggi </em></div>
<div><em>Editore: Lumien</em></div>
<div><em>Anno: 22 maggio 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 160</em></div>
<div><em>Dimensioni: 12 x 1.1 x 17 cm</em></div>
<div><em>ISBN-13: 979-1281256422</em></div>
<div><em>Prezzo: 10,00 € - eBook: 4,99 €</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlinke8e5078c5e2af08455dbb1253893b453 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/altra-pelle-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 453,'height': 638,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke8e5078c5e2af08455dbb1253893b453, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/altra-pelle-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="282" /></a></div><div><script> var showboxlinkbfe2dea4d4f78b39fbe925f72acc9317 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/altra-pelle-alice-cervia_autrice.webp','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 512,'height': 682,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbfe2dea4d4f78b39fbe925f72acc9317, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/altra-pelle-alice-cervia_autrice.webp" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="200" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 07:04:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Green Inferno di Eli Roth]]></title>
			<author><![CDATA[Roberto Frini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000377"><h1 class="imHeading1">Un signor film</h1><h2 class="imHeading2">Omaggio alle pellicole italiane del genere cannibalico</h2><div>






<div><strong>The Green Inferno (Usa 2013)</strong></div>
<div><em>Regia: Eli Roth. Soggetto e Sceneggiatura: Eli Roth, Guglielmo Almoedo. Fotografia: Antonio Quercia. Montaggio: Ernesto Díaz Espinoza. Musiche: Manuel Riveiro. Scenografia:
Marichi Palacios, Paola Zoccola. Costumi: Elisa Hormazábal. Trucco: Gregory Nicotero. Effetti speciali: Rodrigo Rojas Echaiz, KNB EFX Group, Chiloe Cine, Sobras Digital. Produttori: Eli Roth, Miguel Asensio Llamas,
Molly Conners, Nicolás López, Christopher Woodrow. Produttori Esecutivi: James Blum, Maria Cestone, Sarah E. Johnson, Hoyt David Morgan, Diego Izquierdo, Michael Joe, Michael Romero. Case di Produzione: Worldview
Entertainment, Dragonfly Entertainment, Sobras.com Producciones, Open Road Films. Distribuzione (Italia): Koch Media, Midnight Factory. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2013. Durata:
90’ (103’ Uncut version). Genere: Horror, Avventura. Interpreti: Lorenza Izzo (Justine), Ariel Levy (Alejandro), Aaron Burns (Jonah), Sky Ferreira (Kaycee), Nicolás Martínez (Daniel), Kirby Bliss
Blanton (Amy), Daryl Sabara (Lars), Magda Apanowicz (Samantha), Matías López (Carlos), Ignacia allamand (Kara).</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>La giovane universitaria Justine entra a far parte di un gruppo di studenti ambientalisti intenzionati a raggiungere l’Amazzonia peruviana per bloccare la distruzione di una parte
della foresta. Lo fanno utilizzando i telefonini e condividendo in streaming le riprese video del disboscamento. Arrestati dalla milizia e rimandati a casa, precipitano però con l’aereo nella giungla e vengono
catturati da una tribù di feroci cannibali.</div>
<div>Per una volta ci sembra giusto cominciare da un giudizio sulla locandina. Potrà sembrare una notazione marginale ma non lo è affatto. D’accordo, oggi di un film
si sa tutto molto prima che arrivi nelle sale, il trailer circola con mesi di anticipo. Tempo addietro però non era così, la locandina rappresentava il primo impatto con un’uscita cinematografica. L’appassionato
poteva pregustare la visione principalmente attraverso ciò che veniva rappresentato in essa. E bisogna dire che non sempre il contenuto manteneva le promesse: in molti casi era alquanto menzognero (il che paradossalmente
accresceva il suo fascino). Tutto questo preambolo per dire che la locandina italiana di <em>The Green Inferno</em> è una delle migliori viste negli ultimi anni (ma anche quella americana non scherza). E, oltre tutto, non mente per nulla, perché l’opera di <strong>Eli Roth</strong> (<em>Cabin Fever</em>, <em>Hostel</em>) è un signor film. Girato nel 2013, e uscito soltanto nel 2015, ritardo che dimostra - ammesso che ce ne fosse bisogno - quanto i cannibal-movies non contino su un gran
numero di estimatori. Resta però il dubbio che la post-produzione non sia filata proprio liscia, e che <strong>Roth</strong> abbia finito per tagliare qualche fotogramma cruento, ammorbidendo per quanto possibile un’opera che altrimenti avrebbe incontrato davvero delle grosse difficoltà
a trovare un distributore. Almeno due o tre sequenze - a partire da quella iniziale - sembrano tagliate con l’accetta (per restare in tema). Per fortuna l’uscita su Dvd/Blu-ray in versione uncut rende giustizia
all’opera del regista. Per comprendere il substrato da cui nasce <em>The Green Inferno</em>, bisogna sottolineare il fatto che <strong>Eli Roth</strong> è un sodale di Tarantino, produttore di <em>Hostel</em>. Sappiamo tutti (anche troppo bene, per la verità) che il regista di <em>Pulp Fiction</em> è un esegeta del cinema bis italiano, e il suo amico e collega non sembra da meno. Da questo orientamento cinefilo nasce l’idea di riproporre il genere cannibalico,
che tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta fece la fortuna dei produttori italiani e rese celebri in tutto il mondo alcuni registi (ma ebbe vita breve). Tra questi, <strong>Ruggero Deodato</strong>, autore di <em>Cannibal Holocaust</em> (e anche di <em>Ultimo mondo cannibale</em>), dal quale <em>The Green Inferno</em> prende le mosse. Il titolo è infatti lo stesso con cui ha inizio la seconda parte del film uscito nel 1980 e che tanti problemi ebbe con la censura. Ma in
realtà <strong>Roth</strong> omaggia (o trae ispirazione, fate voi) quasi tutte le pellicole italiane del genere (puntualmente citate nei titoli di coda), compreso il
preferito da chi scrive, <em>La montagna del dio cannibale</em>, diretto da <strong>Sergio Martino</strong> nel 1978. Proprio questi riferimenti sembrano aver attirato anatemi e critiche inusitate e, detto chiaro e tondo, difficili da comprendere. Anche perché,
con tutto il rispetto e la simpatia per <strong>Deodato</strong>, <strong>Lenzi</strong>, eccetera, non stiamo parlando di <em>Roma città aperta</em> o <em>I vitelloni</em>. Se consideriamo che qualcuno progetta di realizzare il remake de <em>La dolce vita</em>, non sembra proprio il caso di gridare allo scandalo per lesa maestà nei confronti di <em>Cannibal Holocaust</em> o <em>Cannibal Ferox</em>, vituperati ai tempi come oggi capita a <em>The Green Inferno</em>. Così come lasciano parecchio perplessi le riflessioni di chi lo snobba trattandolo
come una specie di parodia. A parte il fatto che, per lo stesso motivo di cui sopra, non riusciamo a capire cosa ci sarebbe di male. Inoltre l’approccio ludico/goliardico all’horror, dagli anni Ottanta in poi è
diventato quasi la regola (chi scrive certe cose probabilmente non ha mai visto i film di <strong>Henenlotter</strong> e <em>Il ritorno dei morti viventi</em>, <em>Re-Animator</em>, <em>Society</em>, <em>Street Trash</em>, tanto per citarne alcuni: il gusto dell’eccesso finisce sovente per sembrare parodistico) e d’altra parte è un marchio di fabbrica della factory di
<strong>Tarantino</strong> (<em>Dal tramonto all’alba</em> cos’era se non un horror ai limiti della parodia?). Il buon lavoro di un regista si misura, in casi come questi, dalla capacità di trovare un equilibrio tra tensione e ironia o eventuali derive grottesco/demenziali.
Dal saper dosare elementi (ripetiamo) apparentemente contrastanti o, ancora, dal portare all’estremo sia l’una che gli altri fino a creare una miscela esplosiva. Oso affermare che <strong>Eli Roth</strong> (dal sottoscritto in precedenza poco apprezzato) ci sia riuscito in maniera (quasi) magistrale. La scena più gore, quella nella quale il gruppo di attivisti scopre
di aver a che fare con una tribù di cannibali, non solo è l’unica davvero efferata ai limiti dell’insostenibile (scelta azzeccata) ma è pure realizzata con sapienza: inquadrature e montaggio
(senza contare ovviamente gli effetti speciali di trucco opera dei maestri <strong>Greg Nicotero</strong> e <strong>Howard Berger</strong>) dimostrano una competenza tutt’altro che disprezzabile. E non è l’unica. Citiamo almeno il sogno del pre-finale,
che probabilmente non è piaciuto a nessuno e che invece ci pare geniale (messa in abisso del senso come ai bei tempi). Ma anche dal punto di vista visivo <em>The Green Inferno</em> supera di gran lunga la maggior parte degli horror (e non solo) recenti. L’uso del colore, ad esempio, per nulla banale. Vedi il rosso della tribù che
torna nella maschera di Justine dipinta di bianco (immagine notevole). A proposito del personaggio principale, la studentessa è interpretata dall’attrice cilena <strong>Lorenza Izzo</strong>, moglie di <strong>Roth</strong>: ammettiamo che non la conoscevamo e che, comunque, difficilmente la scorderemo. Chiusa la parentesi. Segnaliamo, inoltre, le sapide frecciate rivolte all’uso dei cellulari (che alla fine, servono a ben
poco, specialmente tra i cannibali) e la presa in giro dei vegetariani che, ironia della sorte, finiscono proprio tra i mangiatori di carne, umana questa volta. Quanto al resto, <strong>Eli Roth</strong> sembra essersi ricordato del celebre aforisma di Marx “La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”, anche se si diverte a mischiare
le carte. Forse, fa capire tra le righe, bisogna diffidare delle buone intenzioni quando sono troppo esibite. Tuttavia pare fuori luogo attribuire particolari intenzioni concettuali (per non dire politiche o morali) al regista.
L’assenza delle quali non è sinonimo di cattivo cinema, specie in un’epoca come quella attuale di millantato impegno (e si torna all’aforisma marxiano). Insomma, siccome non stiamo trattando di questioni
filosofiche ma di un film del terrore, ci pare che il miglior complimento che possiamo fare a <em>The Green Inferno</em> è che torneremmo volentieri a vederlo una seconda volta: il che capita ormai sempre più raramente.</div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlinkbc294e2d58ca62fd4d23ee9d616678c6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Green-Inferno-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 771,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbc294e2d58ca62fd4d23ee9d616678c6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Green-Inferno-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="281" /></a></div><div><script> var showboxlinke135675c8a0444cce077abd9da5e6c77 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Green-Inferno-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1104,'height': 621,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke135675c8a0444cce077abd9da5e6c77, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Green-Inferno-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=I2hqiUModaQ">https://www.youtube.com/watch?v=I2hqiUModaQ</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 07:07:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Nel paese dei ciechi]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000376"><h1 class="imHeading1">Un classico senza tempo</h1><h2 class="imHeading2">Nella veste più audace voluta dal suo creatore</h2><div><div><em>Nel paese dei ciechi, il capolavoro visionario si rinnova: in arrivo l’edizione definitiva firmata Gilgamesh Edizioni</em></div> <div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/3SYmNRu" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div> <div><a href="https://amzn.to/4r9YHzH" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div> <div><br></div> <div>La letteratura speculativa si appresta ad accogliere un gradito ritorno negli scaffali librari italiani grazie a una proposta di primissimo piano. Il 21 settembre segnerà infatti il debutto ufficiale per una versione del tutto inedita e preziosa di una delle opere brevi più emblematiche e folgoranti scritte dal maestro dell'immaginario britannico <strong>Herbert George Wells</strong>. La casa editrice Gilgamesh Edizioni dà vita a un volume raffinato che promette di entusiasmare tanto i cultori del genere quanto chi si accosta per la prima volta a questo immortale racconto.</div> <div><br></div> <div>A rendere davvero imperdibile questo evento editoriale è una precisa scelta filologica: la decisione di abbandonare il testo originariamente dato alle stampe a inizio Novecento per recuperare e valorizzare la complessa rielaborazione d'autore datata 1939. Fu proprio durante quell'anno che <strong>Wells</strong> sentì l'esigenza di riprendere in mano la struttura narrativa, ampliando le dinamiche dei personaggi e rivoluzionando l'epilogo per regalare al mondo la forma compiuta, epica e stratificata della sua parabola. L'opera viene proposta attraverso la fresca traduzione curata da <strong>Ilario Bendil</strong>, arricchita inoltre da un apparato visivo di grande impatto grazie a suggestive illustrazioni pensate per enfatizzare le atmosfere rarefatte della vicenda.</div> <div><br></div> <div>La storia de <em>Nel paese dei ciechi</em> trascina i lettori tra le vette impervie e maestose delle Ande, dove il protagonista Nunez, precipitato a causa di un incidente durante un'esplorazione, si ritrova catapultato in una comunità leggendaria e completamente separata dal resto del pianeta, abitata da una popolazione priva della vista. Guidato dalla convinzione di poter dominare facilmente quella civiltà in virtù della propria facoltà visiva, l'uomo andrà invece incontro a una drammatica rivelazione. In un microcosmo sociale modellato in modo impeccabile intorno alla cecità, sarà proprio il protagonista a venire bollato come un individuo deviante e imperfetto. L'intreccio emotivo con Medina-saroté lo spingerà al limite, ponendolo di fronte al dilemma esistenziale di dover scegliere tra l'integrazione sociale, il sentimento amoroso e la dolorosa amputazione della propria essenza.</div> <div><br></div> <div>Con una prosa tesa e vibrante, il racconto si trasforma in un'esperienza d'avventura travolgente e al contempo in una potente allegoria filosofica sul dogmatismo, sulla cecità ideologica, sulla paura del diverso e sul senso ultimo della libertà individuale. Un appuntamento da non perdere per chiunque voglia riscoprire la forza visionaria di un classico senza tempo nella veste più audace voluta dal suo creatore.</div> <div><br></div> <div><strong>L'AUTORE</strong></div> <div>Herbert George Wells (1866-1946) è stato un celebre scrittore britannico, considerato il "padre della fantascienza" insieme a Jules Verne. Ha inventato storie pionieristiche sui viaggi nel tempo, sugli extraterrestri e sulla modificazione genetica, unendo la narrativa fantastica a una forte critica sociale e a idee socialiste.</div> <div>Nato il 21 settembre 1866 a Bromley, Inghilterra si è laureato in zoologia e biologia al Royal College of Science sotto la guida del biologo Thomas Henry Huxley. Le sue opere principali sono: La macchina del tempo (1895), L'isola del dottor Moreau (1896), L'uomo invisibile (1897), La guerra dei mondi (1898). Ha usato il fantastico per mettere in guardia l'umanità sui pericoli del progresso tecnologico incontrollato. Convinto socialista e pacifista, ha riflettuto a lungo sulle disuguaglianze di classe e sul futuro della società. Scomparve il 13 agosto 1946 a Londra.</div><div><br></div><div><br></div><div><b>SCHEDA TECNICA</b></div> <div>Titolo: Nel paese dei ciechi</div><div>(edizione illustrata)</div> <div>Autore: Herbert George Wells</div> <div>Traduttore: &nbsp;Ilario Bendil</div> <div>Editore: Gilgamesh Edizioni</div> <div>Anno: 21 settembre 2026</div> <div>Pagine: 77</div> <div>Dimensioni: 13.34 x 0.48 x 20.32 cm</div> <div>ISBN-13: 978-8868678784</div> <div>Prezzo: 16,90 € - eBook: 3<span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">,99 €</span></span></div> <div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/3SYmNRu" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div> <div><a href="https://amzn.to/4r9YHzH" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div> <div><br></div></div><div><script> var showboxlink3c92bdfb70de781fef84b4fe2e4f39a6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nel-paese-dei-ciechi-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 699,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3c92bdfb70de781fef84b4fe2e4f39a6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nel-paese-dei-ciechi-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a></div><div><script> var showboxlink3d05c2f330fd0a6408db980d244bef86 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/HG-Wells_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 400,'height': 540,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3d05c2f330fd0a6408db980d244bef86, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/HG-Wells_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="203" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 07:18:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Vermi]]></title>
			<author><![CDATA[Carmelo Massimo Tidona]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000375"><h1 class="imHeading1">Serrò le labbra e chiuse gli occhi</h1><h2 class="imHeading2">Afferrò l'accendino e lo tese nel mezzo delle creature</h2><div>






<div>Sul legno scuro del tavolo, il piccolo verme biancastro spiccava come una falce di luna nel cielo notturno.</div>
<div>Laura, dalla sua sedia, stava ferma a osservarlo con quell'ingenuo entusiasmo che nasce quando ci si trova di fronte a un'opera della natura talmente comune da averla dimenticata.</div>
<div>Il vermetto si contorceva sul posto, incurvandosi e agitandosi come una tartaruga rovesciata sulla schiena, senza fare il minimo progresso.</div>
<div>Mentre si domandava senza una vera ragione se i vermi avessero, dopo tutto, una schiena, Laura pensò che era curioso che fosse giunto fin lì, al centro del tavolo, e ora
non sapesse andare oltre.</div>
<div>Dopo un po' staccò un angolino di pagina dalla rivista che stava leggendo e lo usò per raccogliere il verme con delicatezza. Si alzò, uscì nel giardino
dietro la casa portandolo con sé, si chinò e lo depositò nel terreno. Quello era il suo posto.</div>
<div>Poi si raddrizzò e alzò lo sguardo al cielo, verso una luna quasi piena che si affacciava tra le nubi rade, e respirò a fondo l'aria della libertà. Quello
era il suo posto, dove era nata e cresciuta, e adesso, dopo tanto tempo, era di nuovo davvero suo.</div><div><br></div>
<div>Click.</div>
<div>La fiamma si alzava dritta dal parallelepipedo di plastica e metallo e Laura la fissava come affascinata, persa in realtà nei propri indistinti pensieri.</div>
<div>Click.</div>
<div>Il dito si sollevava e l'accendino tornava a spegnersi, ridiventando un oggetto morto, o forse morente visto il calore residuo che pian piano si dissipava.</div>
<div>Click.</div>
<div>La fiamma ricompariva, sempre identica, come non fosse mai andata via. Era di nuovo viva, resuscitata da un semplice gesto. Era un peccato che per gli uomini non funzionasse così.
O forse, dopo tutto, un bene.</div>
<div>Click.</div>
<div>Click.</div>
<div>Click.</div>
<div>Si rese conto solo dopo un po' che Dario, seduto dietro il volante, le stava parlando.</div>
<div>«Scusami, hai detto qualcosa?», gli domandò, distogliendo lo sguardo dall'accendino spento.</div>
<div>«Ti ho solo chiesto se hai iniziato a fumare», rispose lui.</div>
<div>Lei lo guardò per un istante senza comprendere, poi lo sguardo le cadde di nuovo sulla sua mano e su ciò che conteneva.</div>
<div>«Ah, no, no, figurati. Questo era di Carlo. Non so neanche perché l'ho tenuto.»</div>
<div>«Non come ricordo, immagino.»</div>
<div>Laura rivolse al collega un sorriso amaro. Andavano in ufficio assieme tutti i giorni, da anni, era inevitabile che parlassero lungo il percorso, e che le loro conversazioni divenissero
sempre più personali col tempo. Lui sapeva molto della sua travagliata vita matrimoniale, della sua passata vita matrimoniale. Non tutto, certo, ma abbastanza da capire che lei non aveva nessuna voglia di conservarne
il ricordo.</div>
<div>«No, no davvero. Avrò pensato che può sempre tornare utile. Più di lui, comunque.»</div>
<div>«Hai poi saputo dove se ne sia andato?»</div>
<div>Lei si strinse nelle spalle. «Non mi interessa. In ogni caso, non sarà mai abbastanza lontano.»</div><div><br></div>
<div>La chiave entrò nella toppa solo al terzo tentativo, ostacolata dal tremolio della mano e dalle lacrime che velavano gli occhi di Laura.</div>
<div>Le era successo altre volte di faticare a inserirla, spesso per gli stessi sintomi, ma non &nbsp;per la stessa ragione, perché questa volta stava ridendo.</div>
<div>Forse era anche un po' ubriaca, giusto un pochino, ma non le interessava. Doveva renderne conto solo a sé stessa, e al momento si sentiva molto disponibile a perdonarselo.</div>
<div>Accese la luce nell'ingresso e sussultò trovandosi qualcuno davanti, poi realizzò di star guardando lo specchio e scoppiò in una nuova risata.</div>
<div>Certo, dovette ammettere, la sua sorpresa era giustificata. A vedersi così, in abito lungo e tacchi alti, col trucco sul volto che andava un po' oltre il solito strato di
fondotinta messo più per occultare che per abbellire, faticava a riconoscersi. Non sembrava tanto essere di ritorno da una cena coi colleghi, la prima a cui avesse mai potuto partecipare, quanto giungere da un mondo
parallelo, uno in cui la sua vita era diversa. No, <em>era stata</em> diversa, perché ora i due mondi si erano ricongiunti, e il passato non sarebbe tornato a tormentarla.</div>
<div>Poggiata la borsetta sulla specchiera, andò in camera da letto. Stava per iniziare a spogliarsi quando qualcosa le cadde su una spalla, qualcosa di piccolo e viscido.</div>
<div>Voltò lo sguardo e vide un piccolo verme bianco che si agitava sulla sua pelle nuda. D'istinto lo spazzò via con un colpo del dito. Di norma insetti e vermi non le
causavano paura o repulsione, ma non per questo sentirseli camminare addosso era piacevole. Ma da dove era arrivato?</div>
<div>Sollevò lo sguardo e rimase attonita a fissare il soffitto.</div>
<div>Decine, forse centinaia di vermi dello stesso tipo, bianco-giallastri con un puntino nero a un'estremità, se ne stavano lì a costellare la volta come fosse stata la
cosa più normale del mondo. Alcuni strisciavano senza una meta apparente, altri erano arrotolati in piccole spirali. Qualcuno pendeva da un lato, reggendosi solo con una metà del corpo, sul punto di fare la fine
di quello che aveva appena scacciato.</div>
<div>Era uno spettacolo molto insolito. Nonostante il giardino e le piante di fuori, non aveva mai avuto un'invasione del genere in casa, e l'idea di andare a dormire sotto un cielo
di vermi non le piaceva affatto. Pensò a cosa avrebbe potuto fare.</div>
<div>Montare su una scala e portarli fuori uno a uno era impensabile. Rispettare la natura era un conto, passare una notte insonne per aiutarla a traslocare era un altro. Quelle creature
avevano invaso il suo territorio, e le avrebbe trattate da invasori.</div>
<div>Ricordava di avere dell'insetticida in bagno. Anche se era per le formiche e gli scarafaggi, probabilmente sarebbe andato bene lo stesso, ma cosa avrebbe ottenuto? Appestare la
stanza e poi farseli cadere addosso comunque?</div>
<div>Dopo un attimo di riflessione, calciò via le scarpe, si sollevò il vestito con le mani e uscì in corridoio, diretta allo sgabuzzino. Fece ritorno poco dopo armata
del suo fido aspirapolvere, su cui aveva montato tutte le prolunghe disponibili.</div>
<div>Attaccò la spina, premette il pulsante e il ruggito dell'apparecchio squarciò il silenzio della notte. Per fortuna casa sua era abbastanza isolata e nessuno sarebbe
venuto a lamentarsi. Aveva fatto rumori ben peggiori senza che il resto del mondo ne venisse a parte.</div>
<div>Con calma e dedizione, salendo in piedi sul letto quando era necessario, aspirò gli intrusi uno a uno, finché non riuscì più a vederne.</div>
<div>Poi, per buona misura, spruzzò comunque l'insetticida e andò a dormire nella stanza degli ospiti.</div><div><br></div>
<div>Vrrrrrrr... uhmmmmmm...</div>
<div>Il suono del distributore riusciva a riempire ogni angolo della piccola sala d'aspetto dell'ufficio, mentre il macchinario eseguiva chissà quali complicate operazioni
per produrre un bicchiere di caffè troppo caldo e moderatamente imbevibile.</div>
<div>Suo malgrado, Laura se lo immaginava come il rombo di un piccolo camion pieno di omini microscopici che andavano a raccogliere i grani di caffè, li tostavano, li macinavano...
e poi con ogni probabilità li gettavano via, versando al loro posto nel bicchiere qualche polverina chimica da mescolare all'acqua bollente.</div>
<div>Mentre aspettava di poter prelevare la bevanda, fece scorrere lo sguardo sulla macchina e scorse un piccolo verme bianco strisciare tra il display e la fessura per inserire le monete.</div>
<div>Non assomigliava a quelli della notte precedente, eppure vederlo le causò una sgradevole sensazione, come se qualcosa di viscido le stesse strisciando sulla pelle.</div>
<div>Senza pensarci, si voltò e uscì dalla saletta, accompagnata dal click che annunciava che il caffè era pronto.</div><div><br></div>
<div>Il fine settimana era da sempre dedicato alle pulizie di casa. Solo di recente, però, Laura aveva iniziato a farle perché era lei a volerlo. Certo, si trattava pur sempre
di una necessità, ma aveva smesso di essere un obbligo.</div>
<div>La primavera era sempre più incalzante, il caldo aveva iniziato a farsi sentire, e lei aveva ritenuto opportuno mettere da parte un po' di roba invernale, ormai non più
necessaria.</div>
<div>Aveva disposto due pile, ordinate ma non troppo, tra cui aveva suddiviso le cose da portare in lavanderia e quelle che avrebbe invece potuto lavare in casa. Una terza, separata dalle
altre, ospitava i vestiti di Carlo: era ancora indecisa se gettarli via o darli in beneficenza.</div>
<div>Dopo aver finito con gli abiti, diede un'occhiata al letto.</div>
<div>La trapunta era ormai troppo pesante per continuare a tenerla, l'avrebbe sostituita con una più sottile, e già che c'era avrebbe cambiato le lenzuola, anche se
non era passato molto dall'ultima volta.</div>
<div>Sfilò gli angoli della coperta da sotto il materasso e la tirò a sé, raccogliendola tra le braccia. Stava per portarla al mucchio della lavanderia quando lo sguardo
le cadde sulle lenzuola e se la lasciò sfuggire dalle mani.</div>
<div>Dal lato di Carlo, all'altezza del petto, c'era una grossa chiazza giallastra. Una chiazza viva e brulicante.</div>
<div>Sotto i suoi occhi, una miriade di vermi si agitavano in un mucchio scomposto, strisciando sulle lenzuola bianche e gli uni sugli altri, al punto da formare una piccola montagna che
sembrava crescere e tendere verso di lei.</div>
<div>Laura provò disgusto e raccapriccio, ma il suo urlo fu di rabbia.</div>
<div>Non si domandò neppure come avessero fatto ad arrivare lì, o da quanto vi si trovassero. Scattò verso il lato del letto, lottando con la trapunta che le si avvolgeva
alle gambe, e afferrò il lenzuolo per gli angoli, richiudendolo a sacco attorno alla massa vivente. A passo di marcia uscì dalla porta principale, raggiunse il marciapiede e gettò l'involto nell'immondizia.
Poi, senza neanche cambiarsi la tuta informe che indossava per i lavori di casa, proseguì lungo la strada per andare a comprare dell'altro insetticida, a costo di doverne prendere abbastanza da riempire ogni singola
stanza della casa.</div><div><br></div>
<div>Tlack.</div>
<div>Lo sportello si chiuse e Laura si accomodò sul sedile.</div>
<div>Vrrr... click.</div>
<div>La fibbia della cintura di sicurezza scattò nel suo alloggiamento.</div>
<div>«Buongiorno.»</div>
<div>Lei si voltò a guardare il volto sorridente di Dario e rispose con un mugugno incomprensibile perfino a se stessa.</div>
<div>«Dormito male?», le domandò lui.</div>
<div>Lei grugnì «No», e quasi si spaventò per il suono della sua voce.</div>
<div>«Non si direbbe.»</div>
<div>«Non ho dormito affatto», precisò lei.</div>
<div>«Questo sì che si direbbe. Che è successo? Non sarà tornato Carlo?»</div>
<div>«Carlo?», la domanda la spiazzò per un attimo. «No. Ho problemi con un altro tipo di vermi.»</div>
<div>«Peggiori di Carlo?»</div>
<div>Lei rifletté un attimo prima di rispondere: «Non hanno mani da alzare, almeno». Poi si rimise a giocare con l'accendino.</div><div><br></div>
<div>Aveva fatto di nuovo tardi. Tra chiacchiere e pettegolezzi non si era accorta del tempo passare del tempo. O, forse, inconsciamente, aveva fatto di tutto per non accorgersene. Per non
dover tornare a casa troppo presto.</div>
<div>Era quasi ridicolo. Negli ultimi anni aveva sempre odiato far ritorno a quell'abitazione, pur facendo di tutto per rientrarvi con la massima puntualità. Ora le cose avrebbero
dovuto essere diverse, invece la vita aveva uno strano modo di ripresentare scenari sempre simili.</div>
<div>Ma era casa sua. Un verme di taglia umana non le aveva impedito di aggrapparvisi come a un salvagente, un migliaio o anche un milione di dimensioni normali non l'avrebbero tenuta
lontana adesso. Nel peggiore dei casi, poteva sempre chiamare una ditta di disinfestazione.</div>
<div>Aprì la porta, accese la luce e si guardò intorno. Non vide nulla che non avrebbe dovuto esserci.</div>
<div>Anche in cucina tutto era normale.</div>
<div>Andò al frigorifero a prendersi dell'acqua e vide la porta dello sgabuzzino. Socchiusa.</div>
<div>Un nuovo tipo di preoccupazione prese il posto della precedente. Sapeva di non averla lasciata così, e i vermi non aprivano di certo le porte.</div>
<div>Afferrando la bottiglia per il collo come un'arma improvvisata, spalancò lo stanzino con un piede. La luce bianca della cucina proiettò ombre deformi sugli scaffali,
ma era vuoto. Non c'era abbastanza spazio perché qualcuno potesse nascondervisi, ciononostante Laura si avvicino con cautela e sollevò la mano ad afferrare la cordicella che accendeva la lampadina nuda sul
soffitto. Si ritrovò a stringere qualcosa di molle e appiccicoso e la ritirò di scatto, le dita impiastrate di una sostanza bianchiccia.</div>
<div>La lampadina si accese senza riuscire a illuminare altro che l'interno di un osceno grappolo di corpi bianchi e segmentati, che pendeva dal soffitto come un bubbone gravido di pus.</div>
<div>L'urlo di Laura - accompagnato da una lieve puzza di bruciato, dal rumore della bottiglia che si infrangeva al suolo e dal sinistro scoppiettio di vermi troppo vicini alla lampada
- durò pochissimo: la colonia di creature si staccò in una sola volta e le piovve addosso, ricoprendola come una mantella vivente.</div>
<div>Lei chiuse la bocca di scatto, cercando tardivamente di preservarla. Un sapore dolceamaro le si spanse sulla lingua mentre le creature le si agitavano tra i denti e le labbra.</div>
<div>Si piegò e sputò, cercando nel contempo di spazzare via i vermi con le mani. Li sentiva tra i capelli e nella camicia, nelle orecchie e sulle palpebre serrate. Solo i
jeans attillati sembravano offrire una qualche protezione, almeno per il momento.</div>
<div>A tentoni arrivò al lavandino, estrasse il sifone e aprì al massimo entrambi i rubinetti, puntandosi contro il violento getto. L'acqua spazzò via quel che poté,
a lei parve che non sarebbe stato mai abbastanza.</div>
<div>Si piegò nel lavabo per sputare ancora e ancora, poi si sciacquò la bocca e i capelli e solo dopo si decise a riaprire gli occhi. Un attimo dopo, desiderò non averlo
fatto.</div>
<div>C'erano vermi ovunque, sui mobili e sulle pareti, sui vetri e sul davanzale della finestra, sul tavolo e tra i fornelli. Solo un tratto di pavimento, pressoché allagato dalla
sua performance, era quasi sgombro.</div>
<div>Non poteva restare là dentro un attimo di più.</div>
<div>A grandi passi, rischiando di scivolare sulla poltiglia che creava calpestando la sua nuova e brulicante moquette vivente, raggiunse la porta più vicina e uscì in giardino.</div>
<div>Non fu solo la combinazione della brezza serale e degli abiti zuppi a farla rabbrividire.</div>
<div>Alla luce della luna, il terreno davanti a lei sembrava rivestito di argento vivo. Un'immane, ininterrotto strato di corpi biancastri ricopriva tutto, concentrandosi nell'angolo
più lontano, quello dove ancora non cresceva nulla.</div>
<div>Lì, i vermi strisciavano l'uno sull'altro, ammonticchiandosi in un improbabile collinetta che sembrava ondeggiare come la marea. Se già lo spettacolo era incredibile
quanto orripilante, lo divenne ancora di più quando la forma si sollevò e prese ad assumere i pur rozzi contorni di un corpo umano.</div>
<div>La parte inferiore non era che un cumulo informe, salendo però assumeva l'aspetto di una vita, un torace abbozzato, perfino delle braccia pendenti e, in cima, di quella che
si poteva senza dubbio alcuno definire una testa.</div>
<div>Alcuni dei vermi che componevano la figura parevano cedere alla legge della gravità e ricadevano al suolo, altri però li sostituivano in un fluire incessante e disgustoso.</div>
<div>L'essere non aveva lineamenti. Laura non aveva bisogno di vederne. Sapeva chi era.</div>
<div>«Vattene!», urlò. La voce spezzata da un misto di collera e orrore. «Vattene! Non puoi più stare qui! Se devo ucciderti un'altra volta lo farò!
Mi hai sentito?»</div>
<div>Se l'aveva sentita, di certo non aveva apprezzato, poiché prese a muoversi verso di lei in un'oscena parodia di vita. Quelle che ormai erano percepibili come delle gambe
non camminavano realmente, piuttosto si scomponevano e mutavano forma per poi tornare a esistere in una posizione più avanzata. Ma la macchinosità dell'operazione non la rendeva meno veloce.</div>
<div>Laura urlò ancora, stavolta emettendo un verso indistinto, e arretrò, chiudendosi la porta davanti. Rispetto all'esterno, la cucina sembrava quasi ospitale, o almeno
lo sembrò per pochi istanti, il tempo necessario perché un'onda di vermi si abbattesse sull'ingresso - il rumore fu assurdamente simile a quello del riso gettato a un matrimonio - e iniziasse a entrare
da ogni fessura disponibile.</div>
<div>Lei non rimase ad attendere che la figura si riformasse all'interno; si voltò e fuggì, quasi senza guardare dove stesse andando.</div>
<div>L'ingresso era impraticabile, la marea bianca che vi si trovava le sarebbe arrivata alle ginocchia. E se anche l'avesse superata, fuori avrebbe potuto essere anche peggio.</div>
<div>La porta del bagno le si parò davanti come un'oasi nel deserto e lei la aprì, varcandola in un balzo per poi richiudersela dietro.</div>
<div>Stranamente, la stanza era quasi pulita, solo qualche vermetto sperduto si agitava sulla mensola dello specchio.</div>
<div>Laura non perse tempo a domandarsene la ragione e si gettò verso il mobile accanto al lavandino, afferrando la prima bomboletta di insetticida che riuscì a raggiungere.</div>
<div>Si voltò appena in tempo per vedere la porta cedere all'assalto delle creature, e il mostro - il termine le sembrava ridicolo, ma non avrebbe saputo come altro definirlo
- riprendere corpo davanti a lei.</div>
<div>Con un urlo belluino puntò la bombola davanti a sé come un talismano. Ebbe appena il tempo di far saltare il tappo, poi la cosa le si gettò contro e la avvolse
in un abbraccio letale e orripilante.</div>
<div>Questa volta Laura era più preparata: serrò le labbra e chiuse gli occhi prima di essere investita, pur sapendo che sarebbe servito a poco. Già sentiva i vermi
strisciarle sulla faccia, esplorarle le narici e cercare ogni orifizio che fosse possibile invadere.</div>
<div>Agitò le braccia lungo il corpo, cercando di scrollarseli di dosso, intenzionata a lottare fino all'ultimo.</div>
<div>Poi, le sue dita sfiorarono del metallo che le sporgeva dalla tasca.</div>
<div>In un gesto disperato, afferrò l'accendino e lo tese nel mezzo delle creature.</div>
<div>Click.</div>
<div>La fiammella ricomparve come sempre, stavolta accompagnata da uno sgradevole odore di bruciato. Un piccolo spazio vuoto si creò attorno alla sua mano, una piccola libertà
del tutto inutile, come un tempo era stato poter andare al lavoro o uscire in giardino per qualche minuto.</div>
<div>Era riuscita a trasformare quelle piccole libertà in qualcosa di più grande, non intendeva cedere senza provare a rifarlo.</div>
<div>Sollevò l'altra mano, premette l'erogatore col pollice. Vi fu un sibilo e poi un soffio infuocato spazzò la stanza davanti a lei, aprendo uno squarcio nel petto
dell'essere, nel petto di quello che era stato Carlo. Laura non poté vederlo ma lo sentì, e orientò la fiamma a destra e a sinistra, sentendo la pressione diminuire, i vermi iniziavano a caderle via
dal volto.</div>
<div>Si arrischiò ad aprire gli occhi, scrollando la testa per liberarsi da più vermi possibile.</div>
<div>Non c'era più alcuna forma coerente con lei, solo una miriade di corpi che si contorcevano, alcuni ridotti a poco più che chiazze di bruciato.</div>
<div>Sebbene stesse iniziando a scottarsi lei stessa, puntò la bombola verso ogni angolo della stanza, incurante degli asciugamani e delle tende che prendevano fuoco, e continuò
a spruzzare finché il gas non si esaurì.</div>
<div>Poi lanciò un urlo liberatorio.</div><div><br></div>
<div>Wooosh.</div>
<div>Il getto violento dell'idrante colpiva come un martello quel che restava della casa: mura annerite e fumo scuro.</div>
<div>Seduta di fuori, avvolta in una coperta, Laura guardava quel che era stato suo ridursi in cenere, cercando di scacciare dalla sua mente quello che aveva vissuto.</div>
<div>Per un attimo si era chiesta se i pompieri sarebbero passati dal giardino, se avrebbero per qualche ragione scoperto cosa si trovava sotto la terra nuda nell'angolo più lontano.
Poi si era detta che non le importava.</div>
<div>Non aveva più una casa, ma aveva ancora la sua vita. E se di nuovo avesse perso la libertà, prima o poi se ne sarebbe creata un'altra.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Pugliese classe 1983, <span class="fs14lh1-5">Carmelo Massimo Tidona</span><span class="fs14lh1-5"> è un Game Designer, enigmista e ludologo. Lettore incallito e autore di racconti fantasy, urban fantasy, horror e umoristici. Traduttore dall'inglese
di fantasy e romance.</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink4a038f42340c264c5042bcb9983b23be = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vermi-cmt-cove_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 602,'height': 1079,'description': 'La copertina del racconto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vermi-cmt-cove_bar.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1376,'height': 768,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4a038f42340c264c5042bcb9983b23be, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/vermi-cmt-cove_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="359" /></a></div><div><script> var showboxlinkb13ab23ee8bb438f611ae950153c270c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/carmelo-massimo-tidona-vermi_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 1060,'height': 1080,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb13ab23ee8bb438f611ae950153c270c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/carmelo-massimo-tidona-vermi_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="153" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 06:53:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Doctor Sleep di Mike Flanagan]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000374"><h1 class="imHeading1">Trama ridondante</h1><h2 class="imHeading2">Soluzioni di montaggio non condivisibili</h2><div><div><strong>Doctor Sleep (Usa, Regno Unito, Canada 2019)</strong></div> <div><em>Regia: Mike Flanagan. Soggetto: Stephen King (romanzo omonimo). Sceneggiatura: Mike Flanagan. Fotografia: Michael Fimognari. Montaggio: Mike Flanagan. Musiche: The Newton Brothers. Scenografia: Maher Ahmad, Elizabeth Boller. Produttori: Jon Berg, Trevor Macy. Produttori Esecutivi: Akiva Goldsman, Roy Lee, Scott Lumpkin, Kevin McCormack. Case di Produzione: Intrepid Pictures, VErtigo Entertainment. Distribuzione (Italia): Warner Bros. Entertainment. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2019. Durata: 153’ (180’ director’s cut). Genere: Horror. Interpreti: Ewan McGregor (Danny Torrance), Rebecca Ferguson (Rose Cilindro), Kyliegh Curran (Abra Stone), Carl Lumbly (Dick Hallorann), Cliff Curtis (Billy Freeman), Zahn McClarnon (Crow Daddy), Bruce Greenwood (Dottor John Dalton), Jacob Tremblay (Bradley Trevor), Emily Alyn Lind (Snakebite Andi), Carel Struycken (Nonno Flick), Jocelin Donahue (Lucy), Alex Essoe (Wendy Torrance), Henry Thomas (Jack Torrance). </em></div> <div><br></div><div><a href="https://amzn.to/4cBfMwA" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div> <div><a href="https://amzn.to/3V6lMav" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div></div><div><br></div><div><div><strong>Stephen King</strong> non ha grande fortuna con le sceneggiature tratte dai suoi romanzi, a parte poche eccezioni (<em>Shining</em>, <em>Misery</em>, <em>IT</em>, <em>La zona morta</em>...), pure in questo caso il sequel di <em>Shining</em> sconcerta non poco, per eccessiva lunghezza, trama ridondante, soluzioni di montaggio non condivisibili, colonna sonora cupa ed eccessi macabri. &nbsp;La storia è ispirata al romanzo omonimo, sequel di <em class="fs14lh1-5">Shining</em>, che narra le avventure di Dan Torrence, figlio di Jack, dotato di <em>luccicanza</em>, capace di vedere quello che altri non vedono e di entrare in contatto con persone dotate di identico potere. <strong>Flanagan</strong>, purtroppo non è <strong>Kubrick</strong>, il meglio che sa fare è riprendere intere sequenze di <em>Shining</em> a mo’ di citazione e inserirle nel contesto del suo lavoro; non è molto, ma è la sola cosa memorabile di un film dimenticabile. Rivediamo l’albergo malefico, la porta sfondata dai colpi d’ascia, i morti che sorgono dalla vasca da bagno, il bambino con la bicicletta percorrere corridoi silenziosi, il barista servire bevande e ricordare il passato. Dan ha problemi di dipendenza da alcol, frequenta una comunità di recupero, conosce una ragazzina che potrebbe salvare il mondo e lotta contro una comunità di macabri assassini che sopravvivono aspirando l’effluvio vitale dei bambini dotati di poteri. <strong>Flanagan</strong> è appassionato di horror, di sicuro è un cinefilo colto e preparato, ma ignora l’arte della sintesi e non ha il dono della <em>suspense</em>, due elementi fondamentali &nbsp;per fare cinema di genere. Sono davvero troppi 153’ (180’ nella versione <em>uncut</em>) di un simile film, dal finale dilatato all’inverosimile, con i tempi di una <em>fiction</em> televisiva a puntate che pare non arrivare mai al dunque, pur se del tutto prevedibile. Il regista vuol imprimere alla pellicola tutto il suo stile, perché cura sceneggiatura e montaggio, imponendo come un marchio d’autore sia la lentezza compassata dei tempi che le sequenze scritte in modo ampolloso e didascalico. Molte citazioni salvano il prodotto finale che gode di una discreta recitazione ma è segnato da una colona sonora cupa e fastidiosa, oltre che da troppe sequenze macabre difficilmente sopportabili. Consigliato soltanto agli appassionati di horror viscerale.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4cBfMwA" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3V6lMav" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinke0d194514c3702819a19e0b2b1a26898 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/doctor-sleep-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 600,'height': 887,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke0d194514c3702819a19e0b2b1a26898, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/doctor-sleep-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="296" /></a></div><div><script> var showboxlink467a015edd4e66679428bf5593d65316 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/doctor-sleep-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1236,'height': 700,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink467a015edd4e66679428bf5593d65316, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/doctor-sleep-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="114" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=W1-g-FT6p94">https://www.youtube.com/watch?v=W1-g-FT6p94</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 14:18:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il robot selvaggio di Chris Sanders]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000373"><h1 class="imHeading1">Una fiaba moderna</h1><h2 class="imHeading2">Coinvolgente e profondo, che emozionerà come pochi altri</h2><div>






<div><strong>Il robot selvaggio (Usa, Giappone 2024)</strong></div>
<div><em>Regia e Sceneggiatura: Chris Sanders</em></div>
<div><em>Montaggio: Mary Blee</em></div>
<div><em>Effetti speciali: Jeff Budsberg</em></div>
<div><em>Musiche: Kris Bowers</em></div>
<div><em>Scenografie: Raymond Zibach, Chris Stover</em></div>
<div><em>Character design: Nico Marlet, Borja Montoro, Genevieve Tsal</em></div>
<div><em>Produzione: Dreamworks</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>Ricordo distintamente di aver visto il trailer di questo film e di essermi detto “Sembra proprio bello”, poi c’è un buco di due anni e poi il calendario di
Netflix che me lo propone. Da qualche parte, in questi due anni, mi sono perso una bella serata.</div>
<div><br></div>
<div>L’unità Rozzum7134 viene persa dalla sua nave trasporti e il suo pacco si schianta su un’isola disabitata e popolata solo da animali. Lì, il robot cerca disperatamente
di eseguire le sue direttive, che poi sono solo farsi dire cosa fare e farlo. Il problema è che nessuno parla la sua lingua. La macchina, quindi, trascorre un tempo lunghissimo solo ad ascoltare vari versi per capire
il linguaggio animale e poi, riuscitaci, si ritrova per errore a prendersi cura di un uovo. Litigatasi l’uovo con la volpe Fink, riuscirà a farlo schiudere. Ne nascerà una piccola oca, Beccolustro, della
quale la macchina si improvviserà tutrice solo per eseguire il suo programma, ma col tempo diverrà “difettosa” perché non si limiterà più solo ai suoi freddi ordini.</div>
<div><br></div>
<div><em>Il robot selvaggio</em> è tratto dall’omonimo libro illustrato di <strong>Peter Brown</strong>. Non ho avuto il piacere, ma deve essere un bel libro. La storia del robot (presto abbreviato in “Roz”) e della volpe Fink che divengono i genitori di
un’oca malformata, preme tutti i bottoni emotivi giusti. C’è il classico tema della macchina che si umanizza, c’è il tema delle creature del bosco che imparano a vivere unite come una comunità
a dispetto delle loro differenze, c’è il tema dell’accettazione, preponderante su tutti tranne quello della famiglia. Non è certo nuovo, ma il tema della famiglia che è composta da chi ti ama,
anche se non è chi ti ha generato, è il più curato e ficcante di tutti. È una fiaba moderna con il pedale dell’acceleratore schiacciato a tavoletta sulle emozioni. Funziona, alla grande. La
storia è bella, non ha dei veri colpi di scena, ma è varia il giusto per non annoiare mai. Alcuni personaggi sono estremamente divertenti (ho adorato gli opossum) e il rapporto tra i tre protagonisti fa versare
ben più di una lacrima. Il finale è buono, forse troppo, un finale più coraggioso sarebbe stato migliore, ma la gente sarebbe uscita in forma liquida dai cinema, quindi va bene così.</div>
<div>Aggiungo che la trama affronta l’annoso, e plurimerevolmente volte trattato, tema della macchina che diventa viva. Io, in quanto informatico, la trovo spesso un’eresia ridicola,
scritta e interpretata da persone che non sanno distinguere chi fa una cosa meccanicamente da chi la fa perché vuole. Che poi esistano persone che danno il nome al frullatore e gli vogliono bene come al gatto (come
te? facciamo finta di no), è una cosa che non concepisco. L’esempio principe è l’amatissimo film <em>A.I.</em> di <strong>Spielberg</strong> (la cui Dreamworks produce anche questo film), che io ho sempre ritenuto una cavolata faraonica. Se dici a una macchina di amarti, lei impara come si fa e lo fa; ma non ti ama sul serio. Sta copiando delle funzioni, non ha nessuna spinta emotiva e, se
gli venisse ordinato di smettere, lo farebbe all’istante. Ottimo esempio di un lavoro fatto bene in questo senso è <em>Blade Runner 2099</em>, dove la domotica finge di amare il suo padrone finché non viene resettata. Roz non è così. Roz non finge di amare i suoi amici, Roz li ama
e un perché non c’è. Non c’è un meccanismo o una ragione scientifica. È come se la macchina sviluppasse un’anima. È assurdo e poetico, sì, ma è di questo che
sono fatte le emozioni ed è per questo che <em>Il Robot Selvaggio</em> è molto meglio del film di <strong>Spielberg</strong> (dove un bambino piange per secoli, perché è programmato par farlo. Diamine, è un dannato Cicciobello).</div>
<div>Come ultima nota triste, posso dire che <em>Il Robot Selvaggio</em> era stato candidato agli Oscar come miglior film di animazione e probabilmente lo meritava; ma quell’anno è uscito anche <em>Flow</em>. È stata una sfortuna per <strong>Sanders</strong>. C’è da dire che lui è un regista e autore pluripremiato che ha dato vita a classici leggendari come <em>Aladdin</em>, <em>Il re leone</em> e <em>Mulan</em>, c’era da aspettarsi la qualità. Chissà perché è passato alla distinta concorrenza.</div>
<div><br></div>
<div>Sul piano animato, il film cerca di assumere vagamente l’idea del tratto leggermente sporco e spigoloso delle illustrazioni dalle quali è tratto. Funziona molto bene perché
dà al tutto quell’atmosfera fiabesca che meritava. I disegni rimangono molto belli, i colori vivaci. Le animazioni sono fluide, spesso divertenti e bene orchestrate. C’è molto colore, più di
quanto ci si aspetti da una storia ambientata in un bosco.</div>
<div>Spendo due parole sul doppiaggio che è ben fatto in italiano ma è stellare in inglese. Si parla di interpreti del calibro di <strong>Lupita Nyong’o</strong> (Roz), <strong>Pedro Pascal</strong> (Fink), <strong>Kit Connor</strong> (Beccolustro), <strong>Bill Nighy</strong> (Beccolungo), <strong>Catherine O’Hara</strong> (Codarosa) e il mitico <strong>Mark Hamill</strong> (Spina).</div>
<div><em>Il robot selvaggio</em> è un film adatto a un pubblico di tutte le età, coinvolgente e profondo, che emozionerà
come pochi altri. Consigliatissimo.</div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlink3978abed10525e8fc4c4df4586e047ac = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/il-robot-selvaggio-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 720,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3978abed10525e8fc4c4df4586e047ac, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/il-robot-selvaggio-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a></div><div><script> var showboxlink8c1c83d805e3f2bd99755cc7ee5894fa = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/il-robot-selvaggio-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1024,'height': 576,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8c1c83d805e3f2bd99755cc7ee5894fa, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/il-robot-selvaggio-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=0a0XjVNx270">https://www.youtube.com/watch?v=0a0XjVNx270</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 06:19:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Freeciv un colosso strategico a costo zero]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Giochi"><![CDATA[Giochi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000372"><h1 class="imHeading1">Un vero capolavoro digitale</h1><h2 class="imHeading2">Per chi cerca un'avventura concettuale immensa</h2><div>






<div><em>Mappe immense, diplomazia spietata e turni simultanei: la migliore alternativa open source alla conquista del mondo.</em></div>
<div><br></div>
<div>Immaginate di posare la prima pietra di un piccolo accampamento nell’età della pietra e, decisione dopo decisione, trasformarlo in un impero globale capace di lanciare
navette verso le stelle. Questo è il fascino intramontabile delle sfide di dominazione globale, e oggi analizziamo <strong>Freeciv</strong>, un vero capolavoro digitale nato nel 1996 grazie alla dedizione di una community globale che ha dimostrato come la vera grandezza strategica non debba costare un singolo
centesimo.</div>
<div><br></div>
<div>Ispirato alla celebre serie <em>Civilization</em> di Sid Meier tra i mostri sacri della strategia a turni, <em>Freeciv</em> non è una semplice replica, ma una reinterpretazione maestosa che porta la coordinazione tattica a livelli di profondità mai visti prima.</div>
<div>Fin dal primo impatto, il titolo mette sul piatto le sue carte migliori: una libertà d'azione pressoché sconfinata. Si prende la guida di una fazione appena abbozzata
e ci si addentra nell'ignoto di una mappa totalmente coperta dalla nebbia di guerra. La gestione non si limita alla semplice conquista militare, ma richiede la visione di un vero statista. È necessario far fiorire
la ricerca scientifica, coordinare la crescita demografica, amministrare il commercio interno ed estero e scegliere con cura l'assetto governativo ideale per ogni fase storica. Passare da un'autocrazia antica a una
democrazia moderna cambia radicalmente le regole del gioco, modificando il rendimento economico e la stabilità sociale della propria fazione.</div>
<div><br></div>
<div>Ciò che eleva straordinariamente l'esperienza complessiva è l'incredibile versatilità delle dinamiche di gioco. Dimenticate le partite rigide e prevedibili
dei titoli commerciali. <em>Freeciv</em> permette di personalizzare ogni singola variabile del mondo virtuale: dalla conformazione del terreno alla velocità del progresso
tecnologico, fino alla possibilità di affrontare contemporaneamente oltre un centinaio di sfidanti sulla stessa mappa.</div>
<div><br></div><div><script> var showboxlinkbf862a201fe76b6353cc8f2e0c874d5d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Freeciv-scena-gioco_bar.webp','alt': 'L\\\'ambiente gioco di Freeciv.','title': 'L\\\'ambiente gioco di Freeciv.','width': 1246,'height': 782,'description': 'L\'ambiente gioco di Freeciv.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbf862a201fe76b6353cc8f2e0c874d5d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Freeciv-scena-gioco_bar.webp" alt="L&#39;ambiente gioco di Freeciv." title="L&#39;ambiente gioco di Freeciv." width="200" height="126" /></a></div><div>L'ambiente gioco di <span class="fs14lh1-5"><i>Freeciv</i>.</span></div><div><br></div>
<div>La gestione degli scontri e degli spostamenti adotta una griglia flessibile che può variare dalla classica visuale dall'alto fino alle modernissime strutture a tasselli esagonali,
garantendo a ogni stratega la prospettiva d'attacco migliore. La coordinazione delle truppe, l'assedio dei centri urbani fortificati e il controllo dei mari e dei cieli richiedono un'attenta pianificazione logistica
e non perdonano le leggerezze tattiche.</div>
<div><br></div>
<div>Un elemento di rottura davvero rivoluzionario risiede nella gestione dei turni. Nelle sfide in rete con altri utenti, l'attesa viene completamente azzerata grazie a un sistema di
risoluzione simultanea. Tutti muovono e impartiscono ordini nello stesso istante, trasformando la calma riflessiva tipica dello scacchiere in un'adrenalinica corsa contro il tempo e contro l'astuzia degli avversari,
dove i riflessi e la prontezza d'intuito contano quanto la visione a lungo termine. Se preferite la solitudine della campagna singola, gli avversari gestiti dal codice artificiale offrono un livello di sfida incredibilmente
spietato e competitivo, capace di dare filo da torcere anche ai veterani più smaliziati.</div>
<div><br></div>
<div>L'aspetto visivo e l'interfaccia sono essenziali, privi dei fronzoli grafici di ultima generazione che spesso appesantiscono i pc, ma incredibilmente funzionali e personalizzabili
tramite pacchetti estetici creati dalla community. Questo minimalismo è in realtà il suo più grande punto di forza: il software gira con una fluidità impressionante su qualsiasi configurazione hardware
e su qualunque sistema operativo, rendendolo accessibile letteralmente a chiunque.</div>
<div><br></div>
<div><strong>PRO</strong></div>
<ul>
<li><strong></strong>Profondità tattica immensa: offre un livello di personalizzazione e una varietà di dinamiche gestionali (dalla diplomazia alla scienza)
pari o superiori ai migliori titoli commerciali del genere.</li>
<li><strong></strong>Completamente gratuito e privo di vincoli: il gioco è totalmente open source, senza microtransazioni, pubblicità o contenuti
a pagamento sbloccabili.</li>
<li><strong></strong>Requisiti di sistema irrisori: grazie alla sua natura leggera, funziona con una fluidità impeccabile su qualsiasi computer, compresi
i dispositivi più datati o meno performanti.</li>
<li><strong></strong>Turni simultanei in multiplayer: il sistema di risoluzione contemporanea delle mosse elimina le noiose attese nei match online, rendendo
le partite dinamiche e ad alto tasso di adrenalina.</li>
<li><strong></strong>Grande personalizzazione ed estendibilità: la mappa, le regole di gioco, l'interfaccia e l'aspetto grafico possono essere
modificati e adattati grazie ai pacchetti creati dalla community.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>CONTRO</strong></div>
<ul>
<li><strong></strong>Impatto visivo datato: la grafica essenziale e funzionale potrebbe far storcere il naso a chi cerca effetti visivi moderni o animazioni di ultima
generazione.</li>
<li><strong></strong>Curva di apprendimento ripida: la quantità di parametri da monitorare e la mancanza di un tutorial moderno e guidato possono intimidire
chi si avvicina per la prima volta al genere.</li>
<li><strong></strong>Interfaccia poco intuitiva: i menu ricchi di testo e le finestre di gestione richiedono un po' di tempo prima di essere padroneggiati
con naturalezza.</li>
<li><strong></strong>Intelligenza artificiale spietata ma talvolta prevedibile: nei livelli di difficoltà più alti, il codice tende a compensare
con vantaggi numerici ed economici piuttosto che con una vera furbizia tattica.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>Conclusioni</strong></div>
<div><em>Freeciv</em> è una lettera d'amore al genere strategico puro. È quel tipo di esperienza magnetica che vi farà
pronunciare la classica frase "ancora una decisione e poi chiudo", per poi ritrovarvi a pianificare la conquista del continente successivo alle prime luci dell'alba. Se cercate un'avventura concettuale immensa,
completamente libera da microtransazioni, trasparente nel suo codice e dall'infinita giocabilità, questo progetto rappresenta senza alcun dubbio uno dei punti più alti mai raggiunti dal software libero nel
mondo del videogioco.</div><div><br></div>
<div>Scarica <em>Freeciv</em> dal sito ufficiale: <a href="https://www.freeciv.org/" class="imCssLink">https://www.freeciv.org/</a></div>
<div>Oppure dalla sezione OpenFree del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div>
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			<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 13:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In arrivo La sosia]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000371"><h1 class="imHeading1">Il ritorno di Dean Koontz</h1><h2 class="imHeading2">Un appuntamento con il terrore e la suspense</h2><div><div><em>L'inganno perfetto del maestro della suspense: Dean Koontz firma “La sosia”, in arrivo con Timecrime</em></div> <div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/4AcxHUs" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div> <div><br></div> <div>I cultori della narrativa ad alta tensione possono iniziare il conto alla rovescia. Il prossimo 25 settembre le librerie italiane e gli store digitali accoglieranno il nuovo attesissimo capitolo letterario firmato da <strong>Dean Koontz</strong>, un autore che da decenni domina le classifiche internazionali e rappresenta una vera e propria istituzione nel panorama delle storie da brivido. Pubblicato nella prestigiosa collana Timecrime del gruppo editoriale Fanucci, l'inedito romanzo intitolato <em>La sosia</em> si preannuncia come un'opera irrinunciabile per chiunque sia alla ricerca di un'esperienza di lettura viscerale, in grado di coniugare un ritmo vertiginoso con un'indagine psicologica profonda e inquietante.</div> <div><br></div> <div>Al centro della storia troviamo David Thorne, uno scrittore la cui esistenza si è irrimediabilmente spezzata un decennio prima. La svolta drammatica risale al giorno in cui la sua compagna, Emily Carlino, è svanita nel nulla lungo un'arteria stradale californiana. Quella scomparsa priva di spoglie e di risposte concrete ha lasciato un vuoto incolmabile, lasciando dietro di sé soltanto l'ombra cupa di un feroce criminale seriale attualmente dietro le sbarre. Incapace di andare avanti e prigioniero dei propri rimorsi, David coltiva un'ossessione morbosa, continuando a confrontarsi con l'aguzzino rinchiuso in prigione nel tentativo disperato di strappargli la verità sul destino della donna amata.</div> <div>L'equilibrio precario del protagonista crolla definitivamente quando sulla sua strada compare Maddison Sutton. L'impatto è sconvolgente: la nuova venuta non si limita ad assomigliare a Emily, ma ne rappresenta una replica sconcertante e anatomicamente impeccabile. Dalle movenze più impercettibili alle espressioni dello sguardo, fino alla familiarità dei gesti più intimi, ogni singolo dettaglio di Maddison sembra far riemergere dal buio un fantasma mai davvero dimenticato. Un interrogativo atroce comincia così a tormentare la mente di David: si trova di fronte a una prodigiosa seconda opportunità concessa dal destino o sta per cadere nella trappola di una sofisticata e mortale manipolazione?</div> <div>Nel tentativo di afferrare quell'incubo che somiglia a un sogno, il protagonista viene trascinato all'interno di un groviglio di inganni e pericoli striscianti.</div> <div><br></div> <div><strong>Dean Koontz</strong> spinge la narrazione oltre i confini del thriller psicologico convenzionale, intrecciando l'angoscia del dolore personale con i risvolti opachi e inquietanti della ricerca scientifica contemporanea. Il lettore si ritrova così al seguito di un uomo disposto a mettere a rischio la propria stessa sopravvivenza pur di svelare l'enigma che si cela dietro quel volto riemerso dal passato.</div> <div>La critica specializzata oltreoceano ha accolto l'opera con entusiasmo unanime, definendola una delle prove più mature e affilate della recente produzione dell'autore. Le prime recensioni sottolineano la capacità di <strong>Koontz</strong> di mantenere un livello di tensione costante, orchestrando una trama serrata dove la componente spaventosa si fonde magistralmente con colpi di scena imprevedibili e un'atmosfera carica di suspense.</div> <div><br></div> <div>Per <strong>Dean Koontz</strong> questo ritorno segna un ulteriore consolidamento del suo sodalizio con l'editore romano Fanucci e la linea Timecrime, che negli anni ha già portato al pubblico italiano opere indimenticabili come la celebre saga incentrata su Jane Hawk e l'acclamato romanzo standalone <em>Kipp</em>. Con un bagaglio d'esperienza che vanta milioni di copie vendute in tutto il mondo e una carriera costellata di successi commerciali e critici, l'ex insegnante della Pennsylvania dimostra ancora una volta un dominio assoluto dei meccanismi del brivido. <em>La sosia</em> si candida così a diventare uno dei titoli di punta della stagione autunnale: un appuntamento con il terrore e la suspense a cui gli amanti del genere non potranno assolutamente mancare.</div> <div><br></div> <div><strong>L’AUTORE</strong></div> <div>Dean Koontz è autore di thriller di successo e scrittore bestseller di fama internazionale. Nato e cresciuto in Pennsylvania, attualmente vive in California insieme a sua moglie e due cani. Per anni è stato insegnante di Inglese in una scuola superiore, prima di dedicarsi alla scrittura e pubblicare, nel 1968, il suo romanzo d’esordio. Con più di 120 titoli all’attivo e oltre 500 milioni di copie vendute, è considerato uno dei maestri del genere thriller. Dopo il successo di <em>Abisso</em>, romanzo profetico campione di incassi, della serie su <em>Jane Hawk</em> interamente pubblicata da Timecrime - composta da <em>Il silenzio uccide</em>, opzionato per una serie<em> </em>tv prodotta da Paramount Television e Anonymous Content, <em>La notte uccide</em>, <em>L’inganno uccide</em>, <em>Il buio uccide</em>, <em>La follia uccide</em> - e dello<em> </em>standalone <em>Kipp</em>, torna in questa collana con il romanzo <em>La sosia</em>. Per Fanucci Editore, ha pubblicato il romanzo <em>Il codice</em> nel 2022.</div><div><br></div><div><br></div><div><b>SCHEDA TECNICA</b></div> <div>Titolo: La sosia</div> <div>Autore: Dean Koontz</div> <div>Traduttore: Emanuele Foglia</div> <div>Editore: Timecrime (Fanucci)</div> <div>Anno: 25 settembre 2026</div> <div>Pagine: 368</div> <div>ISBN-13: 978-8866887430</div> <div>Prezzo: 16,90 €</div> <div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/4AcxHUs" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div> <div><br></div></div><div><script> var showboxlink62f035a105961b668b760f85b7de0120 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/la-sosia-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 731,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink62f035a105961b668b760f85b7de0120, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/la-sosia-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="296" /></a></div><div><script> var showboxlinkc8fe5ef7d80a72c326aeb2f939bd6945 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Dean-Koontz-la-sosia_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 600,'height': 600,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc8fe5ef7d80a72c326aeb2f939bd6945, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Dean-Koontz-la-sosia_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 06:40:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Addio al regista Yūji Yanase]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=News"><![CDATA[News]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000370"><h1 class="imHeading1">Lutto nell'animazione giapponese</h1><h2 class="imHeading2">L'artista che ha plasmato i nuovi mondi del fantasy</h2><div>






<div><em>Il regista di By the Grace of the Gods e In Another World With My Smartphone si spegne a 59 anni, lasciando un'eredità fondamentale nella regia dell'isekai moderno.</em></div>
<div><br></div>
<div>Il mondo dell'animazione giapponese subisce una perdita dolorosa e improvvisa: la scomparsa del regista e animatore <strong>Yūji Yanase</strong>, una figura centrale nella modernizzazione dei linguaggi dell'intrattenimento televisivo e, in particolare, nello sviluppo e nella maturazione narrativa dei
filoni <em>isekai</em> e <em>fantasy</em> nell'ultimo decennio. L'artista si è spento all'età di 59 anni a causa di un arresto cardiaco, lasciando un vuoto incolmabile tra i professionisti del settore e le varie maestranze industriali
con cui ha collaborato nel corso di una carriera ultratrentennale.</div>
<div><br></div>
<div>A dare la notizia congiuntamente sono stati i canali ufficiali legati ai suoi ultimi progetti produttivi e lo studio MAHO Film, struttura con cui <strong>Yanase</strong> aveva stabilito un sodalizio artistico indissolubile negli anni recenti. Le esequie si sono svolte in forma strettamente privata alla presenza dei soli familiari, come
espresso nelle direttive della famiglia, mentre la comunità di addetti ai lavori ha tempestivamente espresso profondo cordoglio per la dipartita di un professionista che ha saputo incarnare il passaggio generazionale
tra la lavorazione analogica e le complesse pipeline di produzione digitale contemporanee.</div>
<div><br></div>
<div>Iniziato il proprio percorso professionale negli anni Novanta come animatore chiave e supervisore del layout, <strong>Yanase</strong> ha affinato per oltre tre decenni una comprensione viscerale dei meccanismi dello <em>storyboard</em> e dell'architettura visiva delle serie TV. La sua versatilità lo ha visto impegnato in ruoli cruciali di <em>character design</em>, direzione dell'animazione e infine regia generale, distinguendosi per una capacità non comune nel gestire budget contingentati senza mai sacrificare la
scorrevolezza dei ritmi di montaggio e la caratterizzazione espressiva dei personaggi.</div>
<div><br></div>
<div>La svolta determinante nella fase matura della sua carriera coincide con l'esplosione mediatica degli adattamenti da <em>light novel</em> a tema realtà alternative e mondi fantastici. In questo contesto, <strong>Yanase</strong> ha firmato la regia di titoli diventati veri e propri capisaldi della fruizione seriale moderna, tra cui figurano <em>In Another World With My Smartphone</em>, <em>By the Grace of the Gods</em> e <em>If It's for My Daughter, I'd Even Defeat a Demon Lord</em>. La sua cifratura stilistica ha ridefinito i canoni estetici delle produzioni ad ambientazione fantasy, declinando dinamiche d'azione a una sensibilità fortemente incentrata sulla narrazione quotidiana,
la costruzione di atmosfere immersive e la leggerezza tonale, elementi che hanno contribuito a rendere accessibile e popolare il genere a livello internazionale.</div>
<div><br></div>
<div>Oltre all'impronta lasciata sulle schermate di milioni di spettatori, il regista era riconosciuto all'interno dell'industria per un forte senso di responsabilità
verso le nuove leve. In diverse occasioni aveva sottolineato l'importanza di strutturare ambienti di lavoro capaci di valorizzare i giovani intercalatori e animatori chiave, offrendo loro spazio creativo e mentorship all'interno
di una filiera produttiva notoriamente complessa ed esigente. L'eredità tecnica e umana lasciata da <strong>Yūji Yanase</strong> continuerà a influenzare il modo in cui il fantasy seriale dialoga con il pubblico globale, rimanendo un punto di riferimento per chiunque si approcci
alla direzione artistica nell'animazione nipponica contemporanea.</div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlink9edea4498dc4c63b8cb610438f791cc7 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Y-ji-Yanase-dead_ver.webp','alt': 'Yūji Yanase.','title': 'Yūji Yanase.','width': 864,'height': 1080,'description': 'Yūji Yanase.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Y-ji-Yanase-dead2_ver.webp','alt': 'Yūji Yanase.','title': 'Yūji Yanase.','width': 615,'height': 923,'description': 'Yūji Yanase.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9edea4498dc4c63b8cb610438f791cc7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Y-ji-Yanase-dead_ver.webp" alt="Yūji Yanase." title="Yūji Yanase." width="200" height="250" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=G_OGFoGywiY">https://www.youtube.com/watch?v=G_OGFoGywiY</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 15:03:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Il Vampiro e la Farfalla di Claudio Vergnani]]></title>
			<author><![CDATA[Massimiliano Ruzzante]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000036F"><h1 class="imHeading1">Un romanzo interattivo</h1><h2 class="imHeading2">Esperienza ludica dai forti connotati pulp</h2><div>






<div><em>Il Vampiro e la Farfalla</em> scritto da <strong>Claudio Vergnani</strong> per la collana Horror Business edito da MS Edizioni, un libro-game dell’autore emiliano.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3UL4IXv" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div>
<div>In una città dove intere aree sono preda di vampiri, maniaci, bande mascherate e di faccendieri senza scrupoli, Claudio e Vergy sono due ex operatori delle Forze Speciali caduti
in disgrazia che sbarcano il lunario off rendo i loro servigi al miglior offerente. In una situazione dove Bene e Male sono solo parole svuotate di senso i due compagni non solo mettono a repentaglio la vita in missioni letali,
ma, quel che è forse peggio, rischiano continuamente di dover rinnegare quei pochi principi che sono loro rimasti. Un antico vampiro a capo della sicurezza di un’organizzazione denominata Il Nuovo Patto di Sangue
- che mira a pacificare e a regolamentare i rapporti tra Umani e Vampiri - vi ingaggia per fermare un misterioso assassino, chiamato la “Farfalla”, che sta sabotando il processo di pace uccidendone, uno dietro
l’altro, con fredda, geometrica e chirurgica efficienza, i membri principali. Nessuno lo ha mai visto, nessuno conosce il suo aspetto, l’unica cosa che si sa è che è in grado di arrivare ovunque in
ogni momento e che dopo ogni delitto svanisce come uno spettro. I negoziati sono giunti a un punto critico e se accetterete l’incarico le vite sospese a un filo non saranno solo quelle degli affiliati all’organizzazione,
ma anche e soprattutto le vostre.</div><div><br></div>
<div>Quest’opera segna il ritorno sulle scene del bizzarro duo Claudio e Vergy, personaggi ai quali lo scrittore modenese è molto legato fin dai suoi esordi letterari.</div>
<div>Per chi (ancora) non li conoscesse, Claudio e Vergy sono i protagonisti della maggior parte delle storie di <strong>Claudio Vergnani</strong> che lo hanno reso popolare tra i lettori di genere horror e non solo, la risposta italiana ai personaggi “Hap &amp; Leonard” dello scrittore americano
<strong>Joe Lansdale</strong>. Uno (Claudio) molto autobiografico, l’altro (Vergy) la perfetta spalla complementare per le loro bizzarre e rocambolesche avventure.</div>
<div>Due veri e propri disadattati con un passato militare che cercano faticosamente di sbarcare il lunario facendo i “contractors” (sorta di mercenari), vivendo la loro battaglia
quotidiana con la vita, che puntualmente riserva loro solo grandi grattacapi e situazioni spesso sempre al limite.</div><div><br></div>
<div>Claudio &amp; Vergy li abbiamo conosciuti fin dagli esordi letterari dello scrittore modenese; partendo dalla ormai nota “trilogia vampirica” pubblicata dalla Gargoyle Books
che comprendeva <em>Il 18° vampiro</em>, <em>Il 36° giusto</em> e <em>L’ora più buia</em>, passando per i successivi <em>Lovecraft’s Innsmouth</em> (Dunwich Edizioni) e <em>La torre delle ombre</em> (Nero Press), fino ad arrivare al romanzo <em>A volte si muore</em> (sempre dalla Dunwich). &nbsp;</div>
<div>Tutte queste storie che li vedono protagonisti sono generalmente caratterizzate dal taglio noir/horror/ con un’elevata dose di ironia che fa da contraltare a riflessioni
esistenziali spesso amare e fataliste.</div>
<div>In questo scenario distopico ne <em>Il Vampiro e la Farfalla</em> li ritroviamo nuovamente alle prese con i vampiri, che stanno faticosamente cercando un compromesso per coesistere con gli umani e per risolvere l’annosa questione del loro nutrimento. In tutto ciò
un misterioso assassino ribattezzato la “Farfalla” cerca in tutti i modi di minare, con atti criminali, il delicato equilibrio che si sta instaurando tra di loro.</div>
<div>Il leggendario duo verrà così ingaggiato da un antico vampiro capo dell’organizzazione denominata “Il Nuovo Patto di Sangue”, per sorvegliare la villa
dove si terrà un importante convention tra le due fazioni e se possibile scoprire l’identità dell’assassino.</div>
<div><br></div><div>Questa è la trama della storia principale che da il titolo all’opera, ma nei novantotto capitoli che compongono il volume di quasi cinquecento pagine, avremo la possibilità
di vivere un’avventura secondaria e alternativa a quella principale che si sbloccherà (o meno) a seconda delle “scelte” che faremo nei primi paragrafi. Le due avventure principali viaggiano su binari
separati e svolgeremo così missioni diverse, ingaggiati da persone diverse che non hanno punti di contatto tra di loro, il tutto ambientata nello stesso scenario distopico popolato da vampiri.</div>
<div>Inizieremo a leggere il libro-game come un classico romanzo tratteggiato da paragrafi in ordine numerico e che fin da subito si trasformeranno in veri e proprie biforcazioni narrative
che, a seconda delle nostre scelte, ci condurranno o nel giusto sentiero della storia fino al corretto finale, oppure in quello errato. Potremo così ritrovarci in una strada senza uscita e la storia terminerà
per via dell’impossibilità di proseguire piuttosto che con la vostra morte, nella fattispecie del protagonista che “impersoneremo”, cioè Claudio.</div><div><br></div>
<div>I capitoli si presentano in alcuni casi ampi e descrittivi e in altri molto brevi e spesso si concludono con una scelta narrativa da prendere tra le varie opzioni. A volte queste scelte
saranno perfino subordinate dalle nostre capacità “atletiche” o di “resistenza”, trovata bizzarra dell’autore (noto appassionato di body building) per donare un tocco di sfida in più
all’esperienza ludica.</div>
<div>In verità più che un vero e proprio libro-game (vista anche la poca “giocabilità” del prodotto), <em>Il Vampiro e la Farfalla </em>è da considerarsi a tutti gli effetti più come un romanzo “interattivo”, dove il lettore si divertirà a scoprire tutte
le sottotrame e risolvere le piccole sfide individuali per portare a compimento l’avventura.</div><div><br></div>
<div>A mio avviso sarebbe stato opportuno aggiungere in appendice al volume, un sorta di soluzione/guida delle due avventure da consultare in caso di bisogno. Un aiuto questo, rivolto al
lettore più “classico” a cui interessa meno l’anima “game” del libro e più quella prettamente “narrativa”, e gradirebbe giungere al termine delle due storie principali
senza dover penare troppo.</div>
<div>In conclusione munitevi di matita (per appuntarvi i capitoli letti) e di diversi segnalibri e immergetevi in questa esperienza ludica dai forti connotati “pulp” con i nostri
(anti)eroi preferiti: vedrete che non ne rimarrete delusi.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div><strong></strong>Claudio Vergnani è uno scrittore e giornalista italiano nato a Modena, noto per aver saputo rivoluzionare il genere horror in Italia
fondendo atmosfere cupe con una forte satira sociale e toni noir di impronta picaresca. Definito da alcuni critici come il "Bukowski dell'horror" o il "Lansdale di noi altri", le sue storie si distinguono
per il realismo crudo dei personaggi, mossi spesso da miserie umane ed esigenze di sopravvivenza economica piuttosto che da nobili ideali.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Il Vampiro e la Farfalla</em></div>
<div><em>Autore: Claudio Vergnani</em></div>
<div><em>Editore: MS Edizioni</em></div>
<div><em>Anno: 1 gennaio 2022</em></div>
<div><em>Pagine: 480</em></div>
<div><em>Dimensioni: 13 x 3.5 x 20 cm</em></div>
<div><em>ISBN-13: 978-8831382335</em></div>
<div><em>Prezzo: 19,90 €</em></div>
<div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/3UL4IXv" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkbcc6bb2e73d3b08b267d1a0eb92c32e6 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vampiro-farfalla-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 500,'height': 774,'description': 'La copertina del libro.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vampiro-farfalla-cover_bar.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 1030,'height': 433,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbcc6bb2e73d3b08b267d1a0eb92c32e6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/vampiro-farfalla-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="310" /></a></div><div><script> var showboxlinkd6b076c500a981dcb6564c1d3db13fc8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vampiro-farfalla-claudio-vergnani_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 300,'height': 440,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd6b076c500a981dcb6564c1d3db13fc8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/vampiro-farfalla-claudio-vergnani_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="220" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 14:27:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Nemmerland di Giuseppe Sorrentino]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuela Ferrara]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000036E"><h1 class="imHeading1">Un fantasy oscuro</h1><h2 class="imHeading2">Il mito di Peter Pan smontato e contaminato</h2><div>






<div><em>Nemmerland: l’Isola che non c’è ha imparato a mordere</em></div>
<div><em>Giuseppe Sorrentino riporta il mito di Peter Pan alle sue origini e lo trascina tra pirati, maledizioni e creature capaci di divorare uomini
e sogni.</em></div>
<div><br></div><div>Le fiabe mentono. Ripuliscono il sangue, nascondono i cadaveri e trasformano i mostri in ombre da scacciare accendendo una lampada. Ma prima che Peter Pan diventasse il bambino
incapace di crescere, prima di Wendy e dei Bimbi Sperduti, l’Isola che non c’è poteva essere un luogo molto diverso. Un organismo selvaggio, nascosto oltre i confini della realtà, capace di osservare
gli uomini e decidere che cosa farne.</div>
<div>È da questa possibilità che nasce <em>Nemmerland - Il mito prima del mito</em> di <strong>Giuseppe Sorrentino</strong>, pubblicato da The Wall Edizioni. La storia comincia nel 1680 a Port Royal, tra taverne impregnate di rum, pirati ricercati
e uomini pronti a vendere l’anima pur di salire su una nave.</div><div><br></div>
<div>Ambrose Greaves è un astronomo decaduto che tutti considerano pazzo. Sostiene di aver individuato una rotta mai percorsa, diretta verso un’isola cancellata da ogni
mappa: seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino. L’unico disposto ad ascoltarlo è Todd Hilton, capitano senza nave, pirata fuggiasco e uomo abbastanza disperato da credere anche nell’impossibile.</div>
<div>Attorno a loro si raccoglie una ciurma che non vincerebbe certo un premio per la rispettabilità: Ruth O’Connor, lanciatrice di coltelli; Marlow, nano creduto muto;
il gigantesco cuoco Elgar; i gemelli Doodge, scassinatori magri come chiodi; Isaac Crow, detto il Predicatore, fervente credente e bugiardo professionista. Sono ladri, disgraziati e sopravvissuti. Non possiedono una nave,
quindi la rubano. Non conoscono il mare che li aspetta, quindi salpano lo stesso.</div><div><br></div>
<div>Il viaggio li conduce davanti a un gigantesco maelstrom. Quello che dovrebbe essere un vortice capace di spezzare il brigantino e inghiottirne l’equipaggio si rivela invece
un portale. Dall’altra parte li attende Nemmerland.</div>
<div>L’isola creata da <strong>Sorrentino</strong> non è uno sfondo immobile sul quale far muovere i personaggi. Respira, ascolta e reagisce. La terra, la sabbia e perfino i fiori della foresta sembrano dotati di una coscienza. I suoi territori sono abitati
da fate, sirene, guerrieri del Popolo dei Sogni, aquile gigantesche e creature primordiali. Ogni meraviglia può trasformarsi in una minaccia e ogni passo compiuto nella direzione sbagliata rischia di spalancare qualcosa
che sarebbe stato meglio lasciare chiuso.</div><div><br></div>
<div>Il mito di Peter Pan viene così smontato e contaminato. Il volo non è più soltanto un gioco, la polvere di fata non garantisce la salvezza e l’eterna
giovinezza può avere il sapore marcio di una condanna. L’immaginario piratesco incontra il fantasy oscuro e sfiora l’orrore cosmico, costruendo un mondo che non si lascia comprendere completamente. Nemmerland
è antica, viva e indifferente. Non ha bisogno degli uomini, ma sembra divertirsi a metterli alla prova.</div>
<div>Alle spalle di Hilton arriva Edmund Blackthorn, vecchio compagno di avventure e ora corsaro al servizio della Corona inglese. Sul suo corpo porta una maledizione legata agli dei
del mare; dentro di sé, invece, custodisce una fame che nessun tesoro può saziare. Blackthorn non vuole semplicemente raggiungere l’isola: vuole possederla. Ed è proprio questa avidità a trasformarlo
in qualcosa che conserva ancora una forma umana, ma ha smesso da tempo di appartenere davvero al mondo dei vivi.</div><div><br></div>
<div>La sua presenza trascina l’avventura verso territori più feroci. Dietro le navi, i duelli e le creature fantastiche emerge una storia fatta di corpi violati, trasformazioni
e morti che non sempre hanno la buona educazione di restare tali. <em>Nemmerland</em> non è una favola per bambini. È un luogo nel quale i desideri possono diventare trappole e il prezzo della libertà viene pagato con carne autentica.</div>
<div>Il romanzo costruisce un universo affollato di personaggi, popoli, profezie e creature. Non procede con il freno tirato: spalanca il proprio mondo e lo lascia esplodere tra battaglie,
rapimenti, voli, maledizioni, navi sospese nel cielo e uomini divorati dalla stessa ossessione che li ha condotti fin lì. Questa abbondanza è parte della sua identità. <em>Nemmerland</em> vuole essere un’avventura vasta, sporca e pericolosa.</div>
<div><strong></strong>Sotto il rumore dei cannoni rimane però una domanda: quanto siamo disposti a sacrificare pur di raggiungere il luogo che abbiamo
sempre sognato? Todd Hilton parte cercando un tesoro e una via di fuga. Sull’isola scoprirà che ogni sogno possiede denti nascosti e che diventare adulti non significa soltanto smettere di volare. Significa imparare
a sopravvivere alla caduta.</div><div><br></div>
<div><em>Nemmerland - Il mito prima del mito</em> è rivolto a chi ama le avventure piratesche, il fantasy oscuro e le riletture adulte delle fiabe. A chi è disposto a seguire la seconda stella a destra sapendo che, questa volta, dall’altra
parte potrebbe non trovare un bambino sorridente.</div>
<div>Potrebbe trovare qualcosa che lo sta già aspettando.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Giuseppe Sorrentino, quarant’anni, è nato e cresciuto a Napoli con la madre e la nonna dopo la separazione dei genitori. Dall’adolescenza ha conciliato studio e
lavoro, rinunciando all’università per sostenere la famiglia. Assistente alla poltrona e geometra diplomato, oggi apre con la socia Maria Amoruso una sala da tè letteraria. Appassionato di scultura, musica
e scrittura, è un instancabile lettore di libri, manga e fumetti e grande fan di H. P. Lovecraft, autore che ama rileggere senza sosta.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Nemmerland</em></div>
<div><em>(Il mito prima del mito)</em></div>
<div><em>Autore: Giuseppe Sorrentino</em></div>
<div><em>Editore: The Wall Edizioni</em></div>
<div><em>Anno: 22 Giugno 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 243</em></div>
<div><em>Dimensioni: 12 x 1.1 x 17 cm</em></div>
<div><em>ISBN-13: 979-1281746459</em></div>
<div><em>Prezzo: 20,00 €</em></div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlink6d7525e82308b5f0612d73c8df261c82 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nemmerland-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 689,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nemmerland-cop_bar.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 921,'height': 517,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6d7525e82308b5f0612d73c8df261c82, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Nemmerland-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="314" /></a></div><div><script> var showboxlinkac12c12ac696c1333a25f6ab3793518d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Giuseppe-Sorrentino_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 300,'height': 300,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkac12c12ac696c1333a25f6ab3793518d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Giuseppe-Sorrentino_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 06:13:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Mater dolorosa di Recchioni e Cavenago]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000036D"><h1 class="imHeading1">Un must-have</h1><h2 class="imHeading2">Episodio capolavoro difficile da replicare</h2><div>






<div>Abbiamo letto già numerose volte <em>Mater Dolorosa</em>, un Dylan Dog capolavoro per noi. I disegni “acquerellati”, i colori psichedelici, la storia, tutto è perfetto in questo episodio del fumetto italiano più noto sia in Italia che all’estero.
Poi lo scontro tra Mater Morbi, personaggio che potete incontrare anche nel Dylan Dog che porta questo nome, e Mater Dolorosa ossia Morgana, è da storia del fumetto. Morgana, tra l’altro, è uno dei personaggi
ricorrenti del fumetto.</div><div><br></div>
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<div>Tutto comincia con un galeone che naviga nelle tenebre e nel galeone vediamo Morgana e suo marito che parlano del loro piccolo Dylan il quale è molto malato. Il padre non solo
intende salvare il piccolo ma vuole curare l’umanità dalla morte con il siero della vita eterna. Ecco che arriva Mater Morbi con un altro galeone rosso fuoco che simboleggia il male assoluto. Mater Morbi ha il
volto pallido, occhi rosso sangue con linee rosse che le segnano il volto. Un esordio da paura… Poi vediamo Dylan Dog svegliarsi: tutto quello di cui abbiamo parlato fino ad adesso sembra un sogno… Poi appare Mater
Morbi e abbiamo lo “scontro” tra Dylan Dog e Mater Morbi, scontro presente nel Dylan Dog suddetto, scontro che si rinnova e il tutto assume i connotati di un incubo per il nostro indagatore. Dylan si risveglia
di nuovo e questa volta è con Groucho e non sta affatto bene. In seguito assistiamo alla vita ordinaria di Dylan e Mater Morbi appare ancora in un rapporto sessuale da incubo con il nostro “eroe”. Più
avanti ritorniamo sul galeone e troviamo Mater Morbi con il piccolo Dylan: lei gli dice che insieme solcheranno i “sette mari della sofferenza”. Per Mater Morbi la conoscenza è dolore e soltanto navigando
nel dolore il piccolo Dylan potrà conoscere la vera natura umana.</div>
<div><br></div><div>Insomma, dalle ultime frasi capiamo che, tra l’altro, <em>Mater Dolorosa</em> è un Dylan Dog abbastanza “esistenzialista” e super profondo oltre a essere stupendamente dark. Come già accennato lo scontro tra le
due madri (Mater Morbi e Dolorosa) è mitico, scontro in una cornice da incubo allucinante e tenebroso. È uno dei punti forza di <em>Mater Dolorosa</em> insieme alla trama comprensibile e di impatto, ai disegni e ai colori. Le riflessioni sul dolore e sulla natura umana poi impreziosiscono il tutto e lo rendono
tanto accattivante per menti “non ordinarie”. Non manca verso la fine del fumetto una citazione della celebre opera di <strong>Goya</strong> “El sueño de la razón produce monstruos” (Il sonno della ragione genera mostri). Infatti nel fumetto c’è anche una sorta di dualismo
razionalità-scienza/mondo popolato da mostri.</div><div><br></div>
<div>In conclusione <em>Mater dolorosa</em> è un “must have” nella vostra collezione di fumetti, un episodio capolavoro che è difficile da replicare e che per noi rappresenta una delle “vette” della storia di
Dylan Dog.</div><div><br></div>
<div><strong>GLI AUTORI<br></strong>Roberto Recchioni, romano, classe 1974. È sceneggiatore e soggettista per il fumetto e il cinema,
illustratore, critico, personalità web. La sua principale occupazione è l’arte sequenziale ed è stato definito “la rockstar del fumetto italiano”. Ha scritto personaggi iconici come Tex,
Diabolik e Topolino e ha creato John Doe (insieme a Lorenzo Bartoli), Battaglia, Detective Dante, David Murphy: 911 e la serie <em>Orfani</em>. Da alcuni anni è il direttore di <em>Dylan Dog</em>, la creatura di <strong>Tiziano Sclavi</strong> pubblicata dalla Sergio Bonelli Editore. <em>Mater Morbi, Chanbara – la via del samurai, Asso, Ammazzatine, Le Guerre di Pietro, Ucciderò ANCORA Billy the Kid</em> sono i graphic novel che portano la sua firma. Ha curato, per le Edizioni Star Comics, la collana <em>Roberto Recchioni presenta: I Maestri dell’Orrore</em> e <em>Roberto Recchioni presenta: I Maestri del Mistero</em>, le più fedeli trasposizioni a fumetti di alcuni classici horror. Si è occupato dell’ideazione, della sceneggiatura
e della realizzazione di <em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em> e <em>Smetto Quando Voglio – Masterclass</em>, fumetti ispirati agli omonimi film. Per Mondadori ha pubblicato il suo primo romanzo <em>YA – La battaglia di Campocarne</em>. Ama i videogiochi, l’hard rock e correre in moto.</div><div><script> var showboxlinkcec214850a17a6987a74a72924c59249 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/roberto-recchioni_autore.webp','alt': 'Roberto Recchioni.','title': 'Roberto Recchioni.','width': 780,'height': 516,'description': 'Roberto Recchioni.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcec214850a17a6987a74a72924c59249, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/roberto-recchioni_autore.webp" alt="Roberto Recchioni." title="Roberto Recchioni." width="150" height="100" /></a></div><div><br></div>
<div>Gigi Cavenago, classe 1982, dopo la maturità scientifica frequenta per due anni la Scuola del Fumetto di Milano e un corso di grafica pubblicitaria all’Istituto di arti
grafiche Rizzoli. Nel 2005 esordisce sul numero uno della rivista <em>Strike</em> e si aggiunge allo staff della nuova serie di <em>Jonathan Steele</em> (di <strong>Federico Memola</strong>) per la Star Comics. Assieme a Giovanni Gualdoni crea la miniserie <em>Dr. Voodoo</em> per la Free Books. Il 2008 segna l’ingresso nella scuderia Bonelli. Entra a far parte dello staff di <em>Cassidy</em>, la miniserie creata da Pasquale Ruju di cui disegna gli albi 6 e 11. Dopo poco, entra a far parte dello staff della prima miniserie Bonelli interamente a colori: <em>Orfani</em>, di <strong>Roberto Recchioni</strong> ed <strong>Emiliano Mammucari</strong>, per la quale disegna il terzo albo e metà dei numeri 4, 9 e 11. Realizza il primo albo della terza stagione
di <em>Orfani: Nuovo mondo</em>. Agli inizi del 2014 gli viene dato l’incarico di copertinista per la serie quadrimestrale <em>Dylan Dog – Old Boy</em>, mentre nel 2016, a partire dall’albo 361, diventa copertinista della serie regolare. Sempre nell’autunno 2016 realizza disegni e colori dell’albo
trentennale di Dylan Dog, <em>Mater Dolorosa</em>, su testi di Roberto Recchioni. Per BAO Publishing ha realizzato le cover variant dell’edizione da libreria della
seconda stagione di <em>Orfani: Ringo</em> e la cover variant della riedizione di prestigio del Dylan Dog <em>Caccia alle streghe</em>, scritto da <strong>Tiziano Sclavi</strong> e disegnato da <strong>Piero Dall’Agnol</strong>. Sempre per BAO, nel 2017 è in libreria con l’edizione ricca di contenuti extra
di <em>Mater Dolorosa</em>.</div><div><script> var showboxlinkef57a6dca5de0e7c2da684e89119b4b1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gigi-cavenago_autore.webp','alt': 'Gigi Cavenago.','title': 'Gigi Cavenago.','width': 991,'height': 720,'description': 'Gigi Cavenago.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkef57a6dca5de0e7c2da684e89119b4b1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gigi-cavenago_autore.webp" alt="Gigi Cavenago." title="Gigi Cavenago." width="150" height="109" /></a></div><div><br></div><div><br></div>
<div><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Dylan Dog - </span></em><em>Mater dolorosa</em></div>
<div><em>Testi: Roberto Recchioni</em></div>
<div><em>Disegni: Gigi Cavenago</em></div>
<div><em>Letterer: Marina Sanfelice</em></div>
<div><em>Editore: Sergio Bonelli Editore</em></div>
<div><em>Anno: 7 febbraio 2025</em></div>
<div><em>Pagine: 112</em></div>
<div><em>Dimensioni: 22.5 x 1.4 x 30.9 cm</em></div>
<div><em>ISBN-13: 978-8869619724</em></div>
<div><em>Prezzo: 23,00 €</em></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/4iVstGd" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink4801f8c23de284ca6d9fb19e6299f6b1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Mater-dolorosa-bonelli-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 758,'height': 1049,'description': 'La copertina del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4801f8c23de284ca6d9fb19e6299f6b1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Mater-dolorosa-bonelli-cop_ver.webp" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="277" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 14:56:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Onslaught - Assalto Finale]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000036C"><h1 class="imHeading1">Massacro ad alta velocità</h1><h2 class="imHeading2">Al cinema in Italia dall'1 ottobre</h2><div><div><em>Tra citazioni anni '80 ed effetti pratici viscerali, I Wonder Pictures porta nelle sale italiane una spietata lotta per la sopravvivenza.</em></div> <div><br></div> <div>Il maestro della tensione e dell'adrenalina dura <strong>Adam Wingard</strong> torna finalmente alle sue radici più spietate e viscerali. Dopo la parentesi tra i giganti del MonsterVerse, il regista di cult indiscutibili come <em>You're Next</em> e <em>The Guest</em> torna in cabina di regia insieme al fidato sceneggiatore <strong>Simon Barrett</strong> per firmare un’opera che promette di scuotere le sale dal prossimo 1° ottobre: <em>Onslaught - Assalto Finale</em>.</div> <div><br></div> <div>Prodotto e distribuito da A24, la casa di produzione regina dell'horror d'autore contemporaneo e portato nelle sale italiane grazie a I Wonder Pictures, la pellicola si presenta come un esperimento ad altissimo tasso ottanico: una fusione incendiaria tra l'action brutale degli anni '80 e il fanta-horror d'assedio più sanguinoso, ambientata nello stesso universo narrativo di <em>The Guest</em>.</div> <div><br></div> <div>La vicenda si consuma nel "Windy Oasis", un desolato e isolato parco di roulotte ai margini del deserto. La protagonista è Celeste, interpretata da una carismatica <strong>Adria Arjona</strong>, una veterana di guerra segnata dai traumi del passato che tenta faticosamente di tirare avanti e riallacciare i rapporti con la figlia piccola. La fragile routine della comunità locale viene letteralmente frantumata quando un manipolo di super-soldati geneticamente modificati, fuggito da una struttura militare segreta poco distante, sferra un attacco totale all'insediamento.</div> <div><br></div> <div>A guidare l'operazione sotterranea c'è un manipolo di antagonisti grotteschi e spietati, capitanati da un delirante scienziato interpretato da <strong>Dan Stevens</strong>, affiancato da <strong>Rebecca Hall</strong> e dal lottatore di MMA <strong>Alex Pereira</strong> nei panni di una vera e propria macchina da guerra umana. Messa al muro e priva di vie di fuga, Celeste dovrà rispolverare l'addestramento da tiratrice di precisione e trasformare il deserto in un campo di battaglia urbano per proteggere la propria famiglia e i vicini di casa, tra cui figura un grande ritorno per gli amanti del cinema d'azione, <strong>Reginald VelJohnson</strong>.</div> <div><br></div> <div><strong>Wingard</strong> e <strong>Barrett</strong> mettono in scena un vero e proprio bombardamento sensoriale che omaggia capolavori come <em>Universal Soldier</em> e il cinema di <strong>John Carpenter</strong>, sorretto da una colonna sonora synthwave martellante e un comparto visivo che predilige effetti pratici, squartamenti e sventagliate di mitra senza filtri né censure. Tra inseguimenti a rotta di collo, duelli all'arma bianca ed esecuzioni pirotecniche, la pellicola non risparmia una critica al complesso militare-industriale americano, usando la violenza iperbolica come veicolo d'intrattenimento puro.</div> <div><br></div> <div>L'appuntamento per tutti gli amanti delle grandi scariche d'adrenalina sul grande schermo è fissato: dal 1° ottobre <em>Onslaught - Assalto Finale</em> vi aspetta al cinema per un massacro ad alta velocità a cui sarà impossibile distogliere lo sguardo.</div> <div><br></div></div><div><div>Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?onslaught-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink9961b8486b560c5f1b34ae5f6f3b9cbe = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Onslaught-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 630,'height': 900,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9961b8486b560c5f1b34ae5f6f3b9cbe, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Onslaught-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a></div><div><script> var showboxlink36594ba71f0f6da6cb9031ddfabdb603 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Onslaught-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1920,'height': 1080,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink36594ba71f0f6da6cb9031ddfabdb603, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Onslaught-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=WFASSjiZklA">https://www.youtube.com/watch?v=WFASSjiZklA</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 06:38:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Dampyr di Riccardo Chemello]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000036B"><h1 class="imHeading1">Tecnica di regia compiuta</h1><h2 class="imHeading2">Consigliato a tutti gli amanti dell'horror soprannaturale</h2><div>






<div><strong>Dampyr (Italia 2022)</strong></div>
<div><em>Regia: Riccardo Chemello. Soggetto: Mauro Boselli e Maurizio Colombo (fumetto). Sceneggiatura: Mauro Boselli, Giovanni Masi, Alberto Ostini, Mauro Uzzeo.
Fotografia: Vittorio Omodei Zorini. Montaggio: Julien Panzarasa. Musiche: Lorenzo Tomio. Scenografia: Luigi Marchione. Costumi: Giovanni Casalnuovo. Produttori: Roberto Proia, Vincenzo Samo, Andrea Sgaravatti. Case di Produzione:
Eagle Pictures, Sergio Bonelli Editore, Brandon Box. Distribuzione (Italia): Eagle Pictures. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Italia, 2022. Genere: Fantastico, Horror. Titolo Originale: Dampyr. Interpreti: Wade
Briggs (Harlan Draka), Stuart Martin (Emil Kurjak), Frida Gustavsson (Tesla Dubcek), Sebastian Croft (Yuri), David Morrisey (Gorka), Radu Andrei Micu (Lazar), Ionut Grama (Stefan), Luke Roberts (Draka),
Madalina Bellariu Ion (Velma).</em></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/4qYNx0L" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div>
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<div>Diffidiamo sempre di certi prodotti di genere italiani che escono nel nuovo secolo, ma in questo caso abbiamo capito sin dalle prime immagini di aver sbagliato a perdere l’occasione
di vedere al cinema <em>Dampyr</em>, pellicola tratta dal fumetto Bonelli, davvero niente male, sia a livello di sceneggiatura sia di effetti speciali (candidatura ai David
di Donatello). Il film dovrebbe essere il primo prodotto per il cinema, sulle orme della Marvel, di una Bonelli Entertainment che dovrebbe sfornare prodotti per il grande schermo basati sui personaggi storici della casa editrice.
Le riprese si sono svolte in Romania, nella zona di Bucarest, in un paesaggio sconvolto dalla guerra, cupo e squallido, che ben riproduce le atmosfere del fumetto, consono a &nbsp;un’ambientazione da horror vampirico. &nbsp;Purtroppo
il flop commerciale ha ritardato le ambizioni cinematografiche Bonelli, perché un investimento di 15 milioni ha portato un misero incasso di 352 mila euro. Le cose sono andate meglio con lo streaming, grazie alle molte
televisioni commerciali il film viene ancora diffuso, mentre noi lo abbiamo visto in chiaro su Mediaset Italia 2. Va da sé che recuperare il pesante passivo sarà un’impresa. Peccato, perché la storia
del cacciatore di vampiri coinvolto in un teatro di guerra è ben costruita, basata su un soggetto solido, sceneggiato a dovere, dotato di una colonna sonora che sfrutta persino brani di <strong>Lou Reed</strong>, fotografato con intensità angosciosa e ben interpretato. Tutto molto affascinante sin dalle prime sequenze quando un cavaliere cavalca nella notte e tre vecchie
aiutano una donna a partire. La donna muore, nasce un bambino, le tre vecchie si rivelano streghe che proteggono il neonato e impediscono al cavaliere di avvicinarsi al piccolo, fino a quando non farà la sua scelta.
Salto temporale, ci troviamo nei Balcani, anno 1992, paese di Yorvolak, dove una guerra è in corso e una pattuglia deve mantenere la posizione acquisita. A questo punto entrano in scena i terribili dampyr che si cibano
di sangue umano, oltre a Draka - inconsapevole cacciatore di vampiri -, un comandante rispettoso delle regole e una ragazza vampiro che è stata soggiogata dal perfido Gorka. Tutto si risolve nella classica storia tra
buoni e cattivi, come da regola di un racconto fantastico a tinte horror - fantasy, ma la narrazione scorre fluida, le regole della <em>suspense</em> sono rispettate e il montaggio risulta sempre adeguato. Tecnica di regia compiuta, anche se non ricordo altre opere di <strong>Chemello</strong>, in ogni caso resta un autore molto dotato. Pellicola girata in inglese, perché il cast è composto da attori anglofoni, tutti piuttosto bravi e ben calati
nelle diverse interpretazioni. Un film consigliato a tutti gli amanti dell’horror soprannaturale e anche del fumetto bonelliano, perché le sue linee guida sono del tutto rispettate.</div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4qYNx0L" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4yrLlRT" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><script> var showboxlink62a431749bb71211e7591d13b0ffd08e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dampyr-film-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 607,'height': 1079,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink62a431749bb71211e7591d13b0ffd08e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dampyr-film-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="356" /></a></div><div><script> var showboxlinkaea4ea8099fbe642f926e70843a5f936 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dampyr-film-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkaea4ea8099fbe642f926e70843a5f936, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dampyr-film-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><span class="fs14lh1-5"></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=hWg2X9P6rJo">https://www.youtube.com/watch?v=hWg2X9P6rJo</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 13:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il caso della Mary Celeste]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000036A"><h1 class="imHeading1">L'enigma della nave fantasma</h1><h2 class="imHeading2">La vera storia dietro il veliero abbandonato nell'oceano</h2><div>






<div>Il mistero della <em>Mary Celeste</em> appartiene a quella rara categoria di vicende storiche in cui l’assenza di risposte trasforma
un semplice incidente di navigazione in un mito immortale. Quando nei primi giorni di dicembre del 1872 il brigantino britannico <em>Dei Gratia</em> avvistò un veliero che procedeva a vele spiegate ma in modo erratico a circa quattrocento miglia dalle isole Azzorre, i marinai non potevano immaginare di trovarsi
di fronte a uno dei più grandi rompicapi della storia marittima.</div><div><br></div>
<div>Saliti a bordo, i soccorritori scoprirono uno scenario surreale: la nave era perfettamente in grado di navigare, le dotazioni di bordo erano per lo più intatte e la stiva custodiva
un prezioso carico. Tuttavia, il comandante <strong>Benjamin Briggs</strong>, la sua famiglia e l'intero equipaggio erano completamente svaniti nel nulla. Nessun segno
di arrembaggio, nessuna traccia di violenza o di malattia devastante. Per oltre un secolo e mezzo, il destino di quelle anime è rimasto avvolto nelle congetture più sfrenate, spaziando da attacchi di mostri marini
a mutinamenti, fino a fenomeni paranormali.</div><div><br></div>
<div>Oggi, però, l'analisi rigorosa della chimica applicata alla dinamica navale ha finalmente gettato una luce chiara su ciò che accadde in quelle drammatiche ore in mezzo
all'Atlantico.</div><div><br></div>
<div><strong>Una polveriera invisibile nella pancia dello scafo</strong></div>
<div>Per comprendere le ragioni dell'improvviso abbandono della nave, occorre esaminare con attenzione il materiale trasportato. La <em>Mary Celeste</em> era salpata da New York con destinazione Genova stivando 1.700 fusti di legno contenenti etanolo ad alta gradazione, destinato all'industria vinicola europea.</div>
<div>Durante la traversata invernale, le condizioni meteo avverse avevano costretto i marinai a sigillare ermeticamente i boccaporti per evitare che il mare tempestoso allagasse le stive.
Una decisione nautica ineccepibile che si rivelò, tuttavia, una trappola fisiologica. Durante la navigazione, le temperature esterne erano gradualmente aumentate man mano che la rotta si avvicinava al clima più
mite delle Azzorre.</div>
<div>L'ispezione condotta dopo il ritrovamento rivelò che nove fusti erano stati trovati vuoti. La naturale porosità delle doghe in legno aveva provocato il trasudamento
e la successiva evaporazione di oltre un migliaio di litri di alcol puro all'interno dell'ambiente chiuso della stiva. Con il progressivo innalzamento della temperatura oltre il punto di infiammabilità dell'etanolo
(circa 13 gradi Celsius), lo spazio sotterraneo si era saturato di una concentrazione letale di gas altamente combustibile, in attesa soltanto di una fonte di innesco.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink497b25c6f82430ace043258cb93fe873 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/caso-mary-celeste-dipinto_bar.webp','alt': 'Dipinto del 1861 ad opera di artista sconosciuto.','title': 'Dipinto del 1861 ad opera di artista sconosciuto.','width': 1187,'height': 900,'description': 'Dipinto del 1861 ad opera di artista sconosciuto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink497b25c6f82430ace043258cb93fe873, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/caso-mary-celeste-dipinto_bar.webp" alt="Dipinto del 1861 ad opera di artista sconosciuto." title="Dipinto del 1861 ad opera di artista sconosciuto." width="200" height="152" /></a></div><div><span class="fs14lh1-5">Dipinto del 1861 ad opera di artista sconosciuto.</span></div><div><br></div>
<div><strong>La simulazione scientifica e la deflagrazione "pulita"</strong></div>
<div>Il principale elemento che per decenni ha sviato gli investigatori è stata l'assenza totale di bruciature o danni strutturali evidenti a bordo della nave. L'opinione
comune riteneva impossibile un incendio senza la presenza di legno annerito o fuliggine.</div>
<div>Gli studi condotti da diversi team scientifici universitari, tra cui spiccano le simulazioni di <strong>Andrea Sella</strong> presso l'University College London e successivamente gli esperimenti condotti da <strong>Jack Rowbotham</strong> e <strong>Frank Mair</strong> all'Università di Manchester, hanno smontato questo pregiudizio storico. Ricostruendo modelli in scala reale e ridotta dello scafo della <em>Mary Celeste</em> ed esponendoli alle medesime variazioni termiche ed evaporative patite durante la navigazione reale, i ricercatori hanno dimostrato la dinamica dell'evento.</div>
<div>Quando la miscela di vapori d'alcol e aria raggiunge il perfetto rapporto critico, un minimo attrito fra i barili provocato dal rollio, o una semplice scintilla, provoca una deflagrazione
istantanea ad altissima temperatura. L'alcol brucia con una fiamma diafana e velocissima, generando un'imponente onda di pressione e una vampa di calore che si estingue in una frazione di secondo senza carbonizzare
le strutture solide. Nelle simulazioni di laboratorio, la spinta della deflagrazione ha fatto sbalzare violentemente le coperture dei boccaporti, lasciando però intatti i materiali e persino le superfici cartacee.</div><div><br></div>
<div><strong>Il panico a bordo e la tragedia finale</strong></div>
<div>Mettendosi nei panni di un equipaggio dell'Ottocento, del tutto privo di nozioni sulla termodinamica dei gas, la percezione dell'evento dev'essere stata apocalittica. All'improvviso,
un rombo sordo proveniente dalle viscere dello scafo, accompagnato dal sollevamento violento delle coperture della stiva, da una fiammata azzurrognola e da un'ondata di calore improvvisa, deve aver fatto pensare a un'imminente
esplosione catastrofica capace di frantumare la nave.</div>
<div>Di fronte al terrore di un'imminente distruzione, il capitano <strong>Briggs</strong> prese l'unica decisione che in quel momento appariva logica: ordinare la ripartizione immediata di tutto il personale sulla scialuppa di salvataggio. L'intento
non era probabilmente quello di abbandonare definitivamente il veliero, bensì di allontanarsi temporaneamente a distanza di sicurezza per verificare l'evoluzione della situazione, mantenendosi collegati alla nave
tramite un cavo di traino.</div>
<div>È qui che la combinazione tra sfortuna e forza degli elementi ha consumato il dramma definitivo. Un repentino cambio di vento, un colpo di mare squassante o la rottura accidentale
del canapo di rimorchio separarono la piccola imbarcazione dallo scafo principale. Mentre la <em>Mary Celeste</em>, perfettamente galleggiante e spinta dalle vele tese, continuava la sua rotta automatica nell'oceano, la scialuppa rimase abbandonata alla deriva nelle acque aperte, condannando gli occupanti a una morte
certa per stenti o annegamento.</div><div><br></div>
<div><strong>Conclusioni</strong></div>
<div>L'enigma che ha alimentato un secolo e mezzo di letteratura e speculazioni non trova dunque la sua spiegazione in misteri insondabili, ma nella reazione razionale di un uomo di
mare spaventato di fronte a un fenomeno chimico incomprensibile per la sua epoca. Un dramma umano dettato dal panico, consumatosi all'interno di una trappola di legno e vapori invisibili.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink215614484d61553236811ac363582941 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/caso-mary-celeste-cop_ver.webp','alt': 'Il caso della Mary Celeste.','title': 'Il caso della Mary Celeste.','width': 724,'height': 946,'description': 'Il caso della Mary Celeste.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/caso-mary-celeste-cop-home_bar.webp','alt': 'Il caso della Mary Celeste.','title': 'Il caso della Mary Celeste.','width': 1341,'height': 743,'description': 'Il caso della Mary Celeste.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink215614484d61553236811ac363582941, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/caso-mary-celeste-cop_ver.webp" alt="Il caso della Mary Celeste." title="Il caso della Mary Celeste." width="200" height="262" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 06:23:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Breaking Bad di Vince Gilligan]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Serie_TV"><![CDATA[Serie TV]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000369"><h1 class="imHeading1">L'impero del male</h1><h2 class="imHeading2">Come l'opera di Gilligan ha ridefinito la storia delle serie TV</h2><div>






<div><span class="fs14lh1-5"><b>Breaking Bad (Usa 2008-2013)</b></span></div><div><div><i>Ideatore: Vince Gilligan. Interpreti: Bryan Cranston, Anna Gunn, Aaron Paul, Dean Norris, Betsy Brandt, RJ Mitte, Giancarlo Esposito, Bob Odenkirk, Jonathan Banks, Laura Fraser, Jesse Plemons.</i></div></div><div><br></div><div><em>Dalla chimica alla follia: la straordinaria metamorfosi di Walter White nel capolavoro oscuro di Vince Gilligan</em></div>
<div><br></div><div><div>Attenzione: contiene spoiler</div></div><div><br></div>
<div>Esiste un prima e un dopo nella storia delle serie TV, e quel confine netto è stato tracciato da <em>Breaking Bad</em>. Concepita dal genio visionario di <strong>Vince Gilligan</strong>, quest’opera titanica non si limita a raccontare una storia di decadenza morale, ma si configura come un imponente studio sociologico ed esistenziale, capace di ridefinire per sempre i canoni del dramma
seriale contemporaneo.</div>
<div><br></div>
<div>Al centro di questa spirale discendente troviamo Walter White (<strong>Bryan Cranston</strong>), un professore di chimica over cinquanta dalla vita frustrante e mortificata, ingabbiato in un'esistenza mediocre ad Albuquerque, nel Nuovo Messico. La svolta
drammatica si consuma quando una diagnosi spietata di carcinoma polmonare non operabile gli concede un orizzonte temporale ridottissimo. Mosso dalla disperata urgenza di mettere al sicuro il futuro finanziario della consorte
incinta e del figlio affetto da paralisi cerebrale, l'uomo compie una scelta drastica e apparentemente irrazionale. Sfruttando le sue straordinarie competenze scientifiche, stringe un'alleanza inaspettata con Jesse
Pinkman (<strong>Aaron Paul</strong>), un suo ex studente svogliato introdotto nei bassifondi del narcotraffico locale.</div>
<div>La coppia allestisce un laboratorio itinerante all'interno di un fatiscente camper ricreativo disperso tra le aride lande del deserto. Qui, Walter applica un rigore scientifico
maniacale per sintetizzare una metanfetamina dalla purezza senza precedenti, distinguibile da una peculiare colorazione cerulea. Questo prodotto perfetto attira in breve tempo sia le brame della criminalità organizzata
sia la spietata caccia dell'agenzia antidroga, al cui interno lavora ironicamente proprio il cognato di Walter, l'ignaro agente Hank Schrader (<strong>Dean Norris</strong>).</div>
<div>Con il passare del tempo, la motivazione altruistica iniziale si sgretola, lasciando emergere un'oscura metamorfosi interiore. Walter dismette i panni del timido insegnante per
abbracciare l'alter ego di Heisenberg, un feroce e calcolatore signore del crimine. La scalata al potere lo porta a scontrarsi prima con i brutali cartelli messicani e successivamente con Gustavo Fring (<strong>Giancarlo Esposito</strong>), l'enigmatico e gelido magnate di una catena di fast food che cela una vasta rete di distribuzione illegale. In questo gorgo di ambizione e dissimulazione,
Walter coinvolge e manipola irrimediabilmente chiunque gli sia vicino, compresa la moglie Skyler (<strong>Anna Gunn</strong>) e il fidato Jesse, ormai prigioniero d'un incubo psicologico senza fine.</div>
<div><br></div>
<div>La forza travolgente dell'opera risiede nella titanica interpretazione di <strong>Bryan Cranston</strong>, capace di rendere credibile una trasformazione umana tanto mostruosa quanto affascinante, affiancato da un <strong>Aaron Paul</strong> di straordinaria intensità emotiva. <strong>Gilligan</strong> intreccia una regia d'autore fatta di inquadrature audaci, metafore visive raffinatissime e una gestione della tensione al limite dell'asfissia. <em>Breaking Bad</em> non è una semplice serie televisiva, bensì un trattato supremo sulle conseguenze delle proprie azioni, una tragedia greca ambientata tra la polvere e il
neon del sogno americano infranto.</div><div><br></div><div><script> var showboxlinkbf56ffba10d0519fdb0971a8362596c9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/breaking-bad-scena1_bar.webp','alt': 'Una scena di Breaking Bad.','title': 'Una scena di Breaking Bad.','width': 1050,'height': 591,'description': 'Una scena di Breaking Bad.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbf56ffba10d0519fdb0971a8362596c9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/breaking-bad-scena1_bar.webp" alt="Una scena di Breaking Bad." title="Una scena di Breaking Bad." width="200" height="113" /></a></div><div>Una scena <span class="fs14lh1-5">di</span><span class="fs14lh1-5"> </span><i class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Breaking Bad</span></i><span class="fs14lh1-5">.</span></div><div><br></div>
<div><strong>Curiosità e dietro le quinte</strong></div>
<div><span class="fs14lh1-5">Aneddoti, </span><span class="fs14lh1-5">numeri e segreti dietro la nascita e il trionfo del mito di <i>Breaking Bad</i>.</span></div><div><br></div>
<div><em>La pizza sul tetto al primo ciak</em></div>
<div><strong></strong>La celebre scena in cui un infuriato Walter White scaraventa un'intera pizza sul tetto della propria abitazione non ha richiesto alcun
effetto speciale. <strong>Bryan Cranston</strong> è riuscito a farla atterrare perfettamente alla prima ripresa, lasciando sbalordita l'intera troupe. La casa reale,
situata ad Albuquerque, è diventata meta di pellegrinaggio a tal punto da spingere i proprietari a recintare la proprietà per fermare i fan che tentavano di replicare il gesto.</div><div><br></div>
<div><em>Un destino diverso per Jesse Pinkman</em></div>
<div><strong></strong>Nelle intenzioni iniziali di <strong>Vince Gilligan</strong>, il personaggio di Jesse avrebbe dovuto perdere la vita al termine della prima stagione, consumato dai propri errori. L'incredibile intesa sullo schermo tra
<strong>Bryan Cranston</strong> e <strong>Aaron Paul</strong> ha però convinto gli autori a stravolgere la scaletta originaria, rendendo Jesse l'incrollabile pilastro emotivo dell'intera narrazione.</div><div><br></div>
<div><em>L'agente Hank rischiava di essere un comico</em></div>
<div><strong></strong>L'attore <strong>Dean Norris</strong> ha rischiato di non ottenere il ruolo del poliziotto antidroga Hank Schrader. La produzione stava valutando diversi volti noti del panorama comico prima di comprendere che Norris possedeva il giusto mix di ruvidezza,
umorismo e drammaticità indispensabile per sostenere l'evoluzione del personaggio.</div><div><br></div>
<div><em>La metanfetamina blu si mangia</em></div>
<div><strong></strong>Il famoso composto chimico ceruleo ad altissima purezza era in realtà semplice zucchero cristallizzato ricoperto di colorante, prodotto
da un negozio di dolciumi locale. Aaron Paul ha spesso raccontato di averne ingerito grandi quantità nei momenti di pausa tra una ripresa e l'altra.</div><div><br></div>
<div><em>Tutorial chimico per il cast</em></div>
<div><strong></strong>Prima delle riprese, sia <strong>Bryan Cranston</strong> sia <strong>Aaron Paul</strong> sono stati addestrati da veri chimici della DEA per apprendere i gesti, le procedure e le formule necessarie a rendere visivamente inappuntabile ogni sequenza di laboratorio.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink140f440c0faf83777037c4da11ece8f8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/breaking-bad-scena2_bar.webp','alt': 'Una scena di Breaking Bad.','title': 'Una scena di Breaking Bad.','width': 1200,'height': 656,'description': 'Una scena di Breaking Bad.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink140f440c0faf83777037c4da11ece8f8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/breaking-bad-scena2_bar.webp" alt="Una scena di Breaking Bad." title="Una scena di Breaking Bad." width="200" height="110" /></a></div><div><span class="fs14lh1-5">Una scena </span><span class="fs14lh1-5">di</span><span class="fs14lh1-5"> </span><i class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Breaking Bad</span></i><span class="fs14lh1-5">.</span></div><div><br></div>
<div><strong>Costi di produzione e modello finanziario</strong></div>
<div>Pur trattandosi di un'opera destinata alla televisione via cavo e non al circuito cinematografico - elemento che rende improprio il concetto di "box office" - la serie
ha mobilitato investimenti economici imponenti.</div><div><br></div>
<div><em>Budget per episodio</em></div>
<div><strong></strong>Nelle fasi iniziali la spesa si attestava attorno ai 3 milioni di dollari a puntata, cifra già superiore alla media dell'epoca.
Con l'aumentare della complessità visiva e dello spessore degli effetti scenici, il costo ha raggiunto circa 6 milioni di dollari per ciascun episodio della stagione conclusiva.</div><div><br></div>
<div><em>Contagocce d'ascolti e fenomeno streaming</em></div>
<div><strong></strong>La prima stagione ha debuttato con indici d'ascolto contenuti, penalizzata dallo sciopero degli sceneggiatori americani del 2007. La svolta
commerciale è arrivata grazie all'ingresso della serie nel catalogo Netflix, che ha permesso un'espansione virale del pubblico prima della messa in onda del blocco finale di episodi, culminato con un'audience
record di oltre 10 milioni di spettatori negli Stati Uniti per il capitolo conclusivo.</div><div><br></div>
<div><strong>Il medagliere della critica</strong></div>
<div>Il percorso distributivo dell'opera si è tradotto in uno dei trionfi più netti nella storia delle produzioni seriali, coronato da oltre un centinaio di premi internazionali
e dal riconoscimento nel Guinness dei Primati come lo show televisivo più acclamato dalla critica di sempre.</div><div><br></div>
<div><em>Primetime Emmy Awards</em></div>
<div><strong></strong>L'opera ha collezionato ben 16 statuette su 58 candidature. <strong>Bryan Cranston</strong> ha trionfato per 4 volte come miglior attore protagonista in una serie drammatica, mentre <strong>Aaron Paul</strong> ha conquistato 3 premi come miglior attore non protagonista. Anche <strong>Anna Gunn</strong> ha ottenuto 2 riconoscimenti come miglior attrice non protagonista per il ruolo di Skyler, e la serie si è aggiudicata per 2 volte il premio finale come miglior
serie drammatica.</div><div><br></div>
<div><em>Golden Globes</em></div>
<div><strong></strong>La serie si è aggiudicata 2 premi, consacrando <strong>Bryan Cranston</strong> e la produzione stessa nell'anno del suo finale.</div>
<div><br></div>
<div><em>Altri riconoscimenti</em></div>
<div><strong></strong>Il palmarès include Screen Actors Guild Awards, Writers Guild Awards, Critics' Choice Television Awards e 2 prestigiosi Peabody
Awards per l'eccellenza narrativa.</div>
<div><br></div>
<div>Per concludere, l'eredità di <em>Breaking Bad</em> non risiede soltanto nei premi collezionati o nei record d'ascolto infranti, ma nella sua rara capacità di rimanere impressa nella memoria collettiva come un'opera senza sbavature. <strong>Vince Gilligan</strong> non ha semplicemente confezionato una storia di crimine e punizione; ha eretto un monumento alla narratologia moderna, dimostrando che la televisione può
raggiungere vertici di complessità e bellezza formale pari ai più grandi classici della letteratura. A distanza di anni, la parabola alchemica di Walter White continua a brillare di quella sua luce cerulea inconfondibile,
ricordandoci che ogni scelta ha un prezzo e che, sotto le giuste condizioni di pressione e disperazione, chiunque può trasformarsi nel peggiore dei propri demoni.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinke2e18da7cc9f86007fa538ac18f588fd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/breaking-bad-loc_ver.webp','alt': 'La locandina di Breaking Bad.','title': 'La locandina di Breaking Bad.','width': 735,'height': 1080,'description': 'La locandina di Breaking Bad.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke2e18da7cc9f86007fa538ac18f588fd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/breaking-bad-loc_ver.webp" alt="La locandina di Breaking Bad." title="La locandina di Breaking Bad." width="200" height="294" /></a></div><div><script> var showboxlinkf5d1819bde629efa52ec347d3e4618dc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/breaking-bad-loc-home_bar.webp','alt': 'La serie Breaking Bad.','title': 'La serie Breaking Bad.','width': 1572,'height': 978,'description': 'La serie Breaking Bad.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf5d1819bde629efa52ec347d3e4618dc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/breaking-bad-loc-home_bar.webp" alt="La serie Breaking Bad." title="La serie Breaking Bad." width="200" height="125" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6Knye4dcPU0">https://www.youtube.com/watch?v=6Knye4dcPU0</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 14:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cathedral di John Carpenter]]></title>
			<author><![CDATA[Red Scorpion]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000368"><h1 class="imHeading1">Esperienza di ascolto immersiva</h1><h2 class="imHeading2">La colonna sonora dell'omonima graphic novel</h2><div><div><strong>JOHN CARPENTER - Cathedral</strong></div> <div><strong>Full-length, Sacred Bones Records (2026)</strong></div> <div><br></div> <div>Quando un maestro dell'incubo come <strong>John Carpenter </strong>decide di rispolverare la sua anima più viscerale per camminare sui territori oscuri del metal moderno, l'effetto non può che essere un terremoto sonoro. Con l'album <em>Cathedral</em>, il celebre regista e compositore torna a far tremare le fondamenta del suo universo espressivo, abbandonando momentaneamente le atmosfere puramente sintetiche per edificare un vera e propria struttura monumentale a base di riff pesanti, ritmiche ossessive e sintetizzatori cavernosi. Affiancato dai collaboratori musicali come il figlio <strong>Cody Carpenter</strong> e il chitarrista <strong>Daniel Davies</strong> (noto per il suo passato nella formazione stoner/heavy <strong>Karma to Burn</strong>), questo lavoro rappresenta una vera evoluzione per l'artista, una sortita coraggiosa che fonde la maestria della colonna sonora con la potenza muscolare e viscerale del metallo pesante.</div> <div>Pubblicato dall’etichetta discografica Sacred Bones Records con la graphic novel firmata dalla casa editrice di fumetti americana Storm King Comics, <em>Cathedral</em> nasce principalmente per accompagnare le pagine di questo fumetto.</div> <div><strong>Carpenter</strong> va oltre la stupenda serie <em>Lost Themes</em> realizzando con <em>Cathedral</em> la colonna sonora dell’omonima graphic novel.</div> <div><br></div> <div>Questo trio consolidato riesce ad abbattere i confini tra la musica per immagini e l'aggressività tipica dell'heavy metal classico, dando vita a un'esperienza di ascolto immersiva e priva di compromessi. La presenza di <strong>Davies</strong> garantisce un'ossatura di riff granitici, pesanti e cadenzati, che richiamano l'oscurità primordiale dei maestri del genere, mentre la sensibilità di <strong>Cody</strong> ai sintetizzatori s'intreccia perfettamente con le intuizioni del padre. Il risultato è una cattedrale sonora dalle proporzioni enormi, in cui le leggendarie sequenze di tastiere e le sequenze ritmiche pulsanti non vengono soffocate dalla forza delle chitarre ribassate, ma vengono semmai amplificate in un abbraccio claustrofobico e cinematografico. Ogni nota sembra evocare visioni di un futuro distopico o di un incubo metropolitano, spingendo la produzione verso picchi di violenza sonora mai toccati prima nelle precedenti produzioni del Maestro.</div> <div><br></div> <div>L'energia dell'album travolge sin dalle prime battute, offrendo brani che si erigono come veri e propri manifesti di questa fusione stilistica. Nelle tracce più azzeccate dell'opera si avverte un dinamismo entusiasmante: le linee di basso oscure e le chitarre sferzanti si incastrano con intrecci armonici da brivido, creando crescendo orchestrali che lasciano senza fiato. La maestria del trio emerge nel modo in cui riesce a gestire i ritmi, alternando momenti di pura aggressione sonora a brevi pause di raccoglimento inquietante, capaci di tenere chi ascolta in uno stato di costante apprensione. L'impatto viscerale di questi passaggi dimostra come la sinergia tra le tre menti creative sia in grado di ringiovanire il linguaggio musicale di <strong>Carpenter</strong>, proiettandolo con estrema naturalezza nei circuiti della musica pesante contemporanea.</div> <div>Ascoltando il disco ci si ritrova immersi in una cattedrale gotica fatta di vibrazioni oscure, dove l'atmosfera che si respira lungo tutta l'opera è satura di tensione, come se ogni traccia fosse la colonna sonora di un lungometraggio horror mai girato.</div> <div><br></div> <div>Tuttavia, all'interno di un'architettura così complessa ed estesa, non mancano alcune incertezze di percorso. Nella parte centrale del disco si avverte infatti una battuta d'arresto, un momentaneo calo di tensione in cui la scrittura tende a ripiegare su soluzioni strutturali troppo schematiche e già esplorate nei capitoli precedenti. Alcuni brani, pur mantenendo standard d'esecuzione eccellenti grazie al virtuosismo dei musicisti coinvolti, sembrano funzionare più come semplici esercizi di stile o sottofondi d'ambiente piuttosto che come pezzi capaci di brillare di luce propria. In questi frangenti l'impatto dirompente della prima metà del lavoro perde di frazione della sua carica innovativa, rivelando un andamento prevedibile che potrebbe far tirare un sospiro di sollievo fin troppo prolungato a chi cerca l'assalto sonoro costante.</div> <div>Fortunatamente si tratta solo di lievi increspature su una superficie sonora altrimenti magistrale. Riprendendo quota con un finale travolgente e solenne, l'album riesce a riscattare ogni piccola incertezza, chiudendo il sipario su un viaggio cupo e potente.</div> <div><br></div> <div>Il lavoro di squadra portato avanti con <strong>Cody Carpenter</strong> e <strong>Daniel Davies</strong> conferma come la visione artistica del compositore sia ancora vivida, fresca e affamata di nuove sfide. <em>Cathedral</em> si attesta così come un trionfo di metallo e oscurità, un album imperdibile non solo per i cultori del maestro dell'horror, ma per qualsiasi amante della musica pesante in cerca di un lavoro carico di atmosfera, spessore e pura forza viscerale. Un viaggio affascinante all'interno di un'architettura sonora tenebrosa che merita senza dubbio di essere vissuto a volume massimo.</div> <div><br></div> <div><strong>Tracklist:</strong></div> <ol> <li>Primeval</li> <li>Identity</li> <li>Inside Out</li> <li>Abandoned Cathedral</li> <li>Elevator</li> <li>Elevator Two</li> <li>Desolation in the Underworld</li> <li>The Mapmaker</li> <li>The Ferryman</li> <li>Lord of the Underground</li> <li>Death of the Mapmaker</li> <li>Back to Ruins</li> <li>Revenge</li> <li>Resolution</li></ol><br><ol> </ol> <div> </div> <div><strong>Line-up:</strong></div> <ul> <li>John Carpenter - sintetizzatori</li> <li>Cody Carpenter - sintetizzatori</li> <li>Daniel Davies - chitarre</li> </ul> <div><br></div></div><div><script> var showboxlinkc1ea969160de88058f67a693c52a11dc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Cathedral-John-Carpenter-cover_ver.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 1080,'height': 1080,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc1ea969160de88058f67a693c52a11dc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Cathedral-John-Carpenter-cover_ver.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlink66562d5d7cfe20a03a4e33a503629768 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/cody-john-daniel_band.webp','alt': 'Da sinistra: Cody Carpenter, John Carpenter e Daniel Davies.','title': 'Da sinistra: Cody Carpenter, John Carpenter e Daniel Davies.','width': 600,'height': 476,'description': 'Da sinistra: Cody Carpenter, John Carpenter e Daniel Davies.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink66562d5d7cfe20a03a4e33a503629768, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/cody-john-daniel_band.webp" alt="Da sinistra: Cody Carpenter, John Carpenter e Daniel Davies." title="Da sinistra: Cody Carpenter, John Carpenter e Daniel Davies." width="200" height="159" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Vj89q66nANs">https://www.youtube.com/watch?v=Vj89q66nANs</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 07:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il Ritorno dei Sapiens]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Foti]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000367"><h1 class="imHeading1">Era l'avamposto più estremo dell'Homo Deus</h1><h2 class="imHeading2">Forse anche per quello era proprio lì che si stava svolgendo quell'esperimento</h2><div><div><em>Avamposto Moses Kalman, orlo esterno della Via Lattea. </em></div> <div><br></div> <div>“Genitore 1, veramente me lo hai portato?”</div> <div>“Sì, B910107A18517MU13169, è di là. Aspetta solo che abbia fatto le mie <em>routine</em> e che tutto sia a posto. Poi potrai vederlo,” rispose il Genitore 1 andandosi a cambiare. </div> <div>La stanchezza era tanta. Era stata una giornata pesante e ora aveva solo bisogno di resettare il sistema e far partire gli aggiornamenti. Era stato avvertito più volte della necessità di farlo durante il giorno, gli erano stati segnalati tutti gli squilibri fisici-emotivi ma non aveva potuto procedere con gli Heatlh Protocols. In un attimo si collegò al metaverso e tutti i <em>trigger</em>, gli aggiornamenti cumulativi e le <em>routine</em> partirono in automatico fornendo al suo corpo quelle energie e quelle abilità di cui aveva bisogno in quel momento.</div> <div>Era decisamente felice di aver fatto il regalo che tanto attendeva B910107A18517MU13169, non era stato facile procurarselo, era qualcosa cui la scienza era arrivata da poco e soprattutto era la prima versione. Il primo modello in assoluto di ri-creazione di una stirpe vivente originaria ormai estinta da tempo. Genitore 1 guardò l’orlo esterno della Via Lattea: i pianeti erano al loro solito posto, familiari come sempre. Anche i tre soli di diversa grandezza splendevano rassicuranti nella solita posizione. Sospirò, mentre il sistema centrale lo aggiornava. Il suo era un lavoro duro e di avanguardia, difficile, ma che svelava segreti e conoscenze perdute. Dati che in pochi avevano il privilegio di conoscere. </div> <div>Tutto era iniziato sul pianeta natale quando, millenni prima, una squadra di scienziati russi, giapponesi e coreani aveva per la prima volta mappato il genoma di antichi mammut trovati congelati nel ghiaccio siberiano. Genitore 1 sapeva quella storia perché faceva parte del suo lavoro ma nonostante questo aveva avuto molte difficoltà ad apprenderla, una delle cose più complicate era stato comprendere, per lui, perché nell’antichità esistessero popoli e nazioni con nomi diversi, ma era programmato per recepirli come dogmi e così aveva fatto. Sapeva quindi che millenni prima era stato preso un ovulo di un elefante, gli era stato sostituito il DNA con il DNA ricostruito di un mammut, e poi l’ovulo era stato impiantato nell’utero di un elefante femmina che, ventidue mesi dopo, aveva dato alla luce il primo mammut moderno. Certo non era vissuto molto ma gli esperimenti erano continuati e dopo un certo numero di decessi tra elefantesse e piccoli mammut la procedura era diventata standard. Era stato davvero un procedimento molto primitivo, ma da lì era partito tutto. Il <em>Neanderthal Genome Project.</em> Realizzato all’antichissima università di Harvard aveva avuto successo qualche tempo dopo e il DNA ricostruito di un neandertaliano era stato impiantato in un ovulo di Sapiens, e così era stato prodotto il primo bimbo Neanderthal dopo trentamila anni. </div> <div>Genitore 1 sapeva che molti di loro avevano girato liberi per la vecchia Terra prima della Grande Evacuazione vista la moltitudine di donne che all’epoca si erano offerte, per denaro, come mamme in affitto. Per un attimo scosse la testa. Chiedendosi che bisogno avessero avuto i suoi antenati di ricreare i Neanderthal. Poi si pentì di aver fatto anche solo quel pensiero. Infatti le risposte gli arrivarono subito dal metaverso. </div> <div><em>Con i Neanderthal vivi erano stati in grado di rispondere ad alcune delle più persistenti domande sulle origini e peculiarità dell’Homo Sapiens. Confrontando un Neanderthal con il cervello di un Homo Sapiens e facendo una mappatura delle zone in cui differiscono - il genoma del Sapiens era stato mappato ancor prima dell’esperimento per creare i Neanderthal - avevano scoperto e identificato quale cambiamento biologico aveva prodotto la coscienza che i Sapiens vivevano. </em></div> <div>Genitore 1, che aveva studiato quel periodo disumano, sapeva che i Sapiens erano egoisti, si sentivano dèi. Ma sapeva anche che vivevano di sensi di colpa e poiché l’Homo Sapiens era stato responsabile dell’estinzione dei Neanderthal, a quell’epoca si sentiva come dovere morale resuscitarli. Oltre al fatto che, si pensava che avere intorno qualche Neanderthal potesse tornare utile. Andavano a ruba nelle industrie pesanti del Terzo mondo i cui proprietari erano ben contenti di pagare un Neanderthal capace di fare il lavoro manuale di due Sapiens. Era in quel momento che le cose avevano preso un’accelerata pazzesca: si era scoperto il tavolo da disegno di Dio e si era cominciato a progettare un Sapiens migliore. Le capacità, i bisogni e i desideri dell’Homo Sapiens avevano una base genetica, e il genoma del Sapiens non era più complesso di quello dell’arvicola e del topo. </div> <div>Era cominciato tutto così, Genitore 1 era uno dei pochi a saperlo. Da quel momento era partita la speciazione. Era nato il suo antenato l’Homo Evolutus, grazie all’ingegneria genetica e altre forme di bioingegneria che avevano effettuato, a fin di bene, alterazioni di enorme portata non solo nella fisiologia, nel sistema immunitario e nell’aspettativa di vita, ma anche nelle capacità intellettuali ed emozionali dei vecchi Sapiens, che pian piano si estinsero come un modello sorpassato, un po’ come era accaduto ai Neanderthal. La Rivoluzione cognitiva, che aveva tramutato l’Homo Sapiens da scimmia insignificante a signore del mondo, non aveva richiesto alcun cambiamento rilevante nel sistema fisiologico né nelle proporzioni e forma esterna del cervello. Ma solo pochi cambiamenti di piccola entità nell’ambito della struttura cerebrale interna. Quell’Homo Evolutus era stato il primo salto in avanti, innestato dalla pandemia, e si era protratto per secoli ed era suo antenato. Era stato l’<em>upgrade</em> dell’Homo Sapiens con un tipo di coscienza completamente nuova. </div> <div>Mentre le <em>routine</em>, i <em>trigger</em> e gli aggiornamenti cumulativi si “spacchettizzavano” nel suo corpo Genitore 1 ricordò la storia della cura di quell’antica malattia chiamata Alzheimer. Nessuno quasi più era a conoscenza della vicenda eppure, quando fu trovata la cura, si scoprì che come effetto collaterale aveva quello di migliorare la memoria anche delle persone sane. La ricerca non si era fermata e si era creato un mercato. Un mercato affollato di persone sane ricchissime che comprando la cura acquistarono una supermemoria. Che potenziò le loro menti rendendoli definitivamente Homo Evolutus. Eppure questa sorta di superuomini erano ancora troppo legati al Sapiens e quindi vennero pian piano affinati, modificati e migliorati fino a perdere ogni contatto con i Sapiens originari come i Sapiens avevano fatto con i Neanderthal. L’Homo Evolutus, da cui discendeva Genitore 1, era ancora “difettoso”, o meglio non aveva raggiunto la perfezione. La colpa era stata degli ostacoli rappresentati dalle obiezioni di tipo etico e politico che avevano rallentato la ricerca sugli umani, ostacoli che erano crollati grazie alla pandemia. Il passo successivo fu fatto per motivi sanitari innanzitutto perché l’etica sparì quando entrò in gioco la possibilità di prolungare indefinitamente la vita umana, vincere malattie incurabili e accrescere le capacità cognitive ed emozionali.</div><div><span class="fs14lh1-5">“Posso vederlo, adesso posso vederlo?” disse B910107A18517MU13169 fermando il suo metaverso.</span></div> <div>“Va bene, va bene,” mormorò seccato Genitore 1 - le <em>routine</em> non erano ancora terminate ma lo sarebbero state di lì a poco - e alzandosi: “Ma adesso che andremo di là, mi raccomando non farlo avvicinare per nessun motivo,” concluse uscendo e inoltrandosi nel corridoio metallico. Quella era una piccola base galleggiante nella galassia ai margini della Via Lattea. Era l’avamposto più estremo dell’Homo Deus, forse anche per quello era proprio lì che si stava svolgendo quell’esperimento. Genitore 1 ne era consapevole, sapeva bene che gli era stato affidato quel cucciolo perché, se qualcosa fosse andato storto, avrebbero potuto isolare facilmente la zona. Ma questo non toglieva nulla all’emozione che sembrava provare finalmente B910107A18517MU13169. Non era semplice vivere in quell’avamposto sperduto sul margine e il sistema centrale con i suoi algoritmi, analizzando i dati psico-biologici di B910107A18517MU13169 aveva scelto proprio quella stazione per studiare le interazioni e capire se quei cuccioli potevano essere distribuiti.</div> <div>“Perché… insomma, perché non devo farlo avvicinare?” domandò B910107A18517MU13169.</div> <div>“Perché potrebbe infettarti, potrebbe trasmetterti qualche malattia.”</div> <div>“Ma non siamo configurati? Le <em>routine</em> e i <em>trigger </em>non ci rendono immuni da tutto? Siamo tranquilli no? L’Intelligenza Artificiale monitora costantemente ogni nostro valore, perfino quando dormiamo, di cosa devo aver paura?”</div> <div>“Be’ sai, il suo genoma è stato scongelato da poco. Chissà che non sia tornato in vita anche qualche batterio di decine di migliaia di anni fa.”</div> <div>“Ah, va bene. Starò a distanza,” disse B910107A18517MU13169, non comprendendo subito le implicazioni di quella risposta. Arrivati alla fine del corridoio sorridendo fece passare avanti Genitore 1 che aveva le abilitazioni giuste per aprire quella porta. </div> <div>La lamina di metallo scomparve al tocco della mano come se non ci fosse mai stata e davanti a loro apparve il contenuto della stanza bianca. </div> <div>Il bambino biondo di cinque anni, nudo e in buona salute fissò i suoi occhi azzurri su di loro.</div> <div>A sua volta gli occhi di B910107A18517MU13169 lo guardarono perplessi. Cosa aveva in mezzo alle gambe?</div> <div>“Che cosa è quello?”</div> <div>“Ah,” rispose Genitore 1, “quelli sono… organi desueti.”</div> <div>“Io non li ho, e nemmeno tu. A che cosa servono?” domandò B910107A18517MU13169.</div> <div>“L’evoluzione intelligente li ha fatti cadere. Sai che gli antenati dei Sapiens avevano anche la coda no?”</div> <div>“Sì, della coda sì. Lo sapevo. Ma quelli che organi sono?”</div> <div>“Genitali. Servivano a riprodursi.”</div> <div>“Come?”</div> <div>“Una volta i figli si facevano così. Usando i corpi. Questo però era limitante e pericoloso. Innanzitutto dovevi avere il corpo giusto a disposizione e poi tutti, indistintamente, anche quelli che non si comportavano secondo le regole potevano avere figli.”</div> <div>“Ma che schifo! Usando i corpi? Poteva avere figli anche chi si comportava male? Che barbarie!” esclamò B910107A18517MU13169.</div> <div>“Lo so, non siamo più così, noi. Noi siamo Homo Deus, e il pianeta originario è lontano galassie da qui, non preoccuparti. Peraltro, per quanto ne so, laggiù su Terra non c’è rimasto più niente.”</div> <div>“Posso tenere il cucciolo di Sapiens? È così carino.”</div> <div>“Sì, ma solo qualche giorno. Poi lo devo riportare al laboratorio.”</div> <div>“Ma è tutto nudo,” disse B910107A18517MU13169, “non ha freddo?”</div> <div>“No. È un animale, ricorda che sul pianeta originario vivevano a tutte le latitudini.”</div> <div>Il bambino biondo starnutì.</div> <div>“Eh! Hai sentito?” La voce di B910107A18517MU13169 prese una nota stridula.</div> <div>“Sì. È normale per questi animali, non sono controllati come noi. Non hanno la nostra rete di protezione, le <em>routine</em>, i protocolli medici e così via. Sono anche troppo arretrati per averli. Sono esposti a rischi, sì.”</div> <div>“Che cosa?” B910107A18517MU13169 fece un passo indietro, pallido e carico di preoccupazione. “Vuoi dire che nessuno sta monitorando i suoi parametri vitali e che potrebbe sentirsi male da un momento all’altro? Che potrebbe morire? Magari gli manca l’aria o ha troppi battiti o si sta formando un tumore o sviluppando di nascosto qualsiasi altra cosa? Insomma è terribile. È completamente abbandonato a sé stesso! Quanto mi dispiace, quanto mi dispiace, io, io non riuscirei mai a vivere così!”</div> <div>Il sistema di monitoraggio inviò immediatamente al cervello di B910107A18517MU13169 un’inibizione dei neuromediatori e impedì alle vescicole neuronali di aprirsi di nuovo, riportando così la calma nella sua testa.</div> <div>Ma il bambino biondo starnutì di nuovo.</div></div><div><br></div><div><b>L'AUTORE</b></div><div><div>Claudio Foti è nato a Roma nel 1967, scrive e pubblica da oltre vent'anni. Inventore di mondi inquietanti, ricercatore delle verità nascoste è un autore poliedrico che ha scritto numerosi romanzi, racconti e saggi tra cui il romanzo heroic fantasy <em>Dobb gli adoratori di Fenrir</em> (Premio Elsa Morante Roma, Di Salvo 2003), il romanzo storico fantastico <em>Ombre su Campo Marzio</em> (Premio Le Ali della Fantasia-ex premio Tolkien, Ortona 2006 ed. Solfanelli 2008, Finalista a Casa San Remo Writers 2016), <em>Nereolie</em> (Alcheringa 2014), <em>Romagick</em> (Arpeggio Libero 2014). Diversi i racconti pubblicati <em>Lycaonia</em> (Alacran 2005), <em>I Vampiri di Piazza Vittorio</em> (Chichill 2012 per il mercato tedesco di lingua italiana) e <em>La Centesima Scimmia</em> (Enigma 2015), e tra i saggi <em>Il Codice Voynich</em> (Eremon edizioni 2010), <em>Defixiones le tavolette magiche nell’Antica Roma</em> (Eremon, 2014), <em>I Segreti del Necronomicon </em>(Enigma 2015), <em>Il Dio Anfibio</em> (Fenix 2016), <em>Guida alla Barcellona esoterica e magica</em> (Mursia 2016) e <em>Scrittori Maledetti della Golden Dawn</em> (Mursia 2022). Ha pubblicato oltre venti racconti weird con Delos.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkbd24c8dddc4bcbd645ca6e2694afac7a = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ritorno-sapiens-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 602,'height': 1079,'description': 'La copertina del racconto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ritorno-sapiens-cover_bar.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1376,'height': 768,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbd24c8dddc4bcbd645ca6e2694afac7a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ritorno-sapiens-cover_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="359" /></a></div><div><script> var showboxlink37ddd0de5820df56d1a7fced489587ce = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/claudio-foti-ritorno-sapiens_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 479,'height': 674,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink37ddd0de5820df56d1a7fced489587ce, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/claudio-foti-ritorno-sapiens_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="212" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 06:18:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Le paludi della morte di Ami Canaan Mann]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000366"><h1 class="imHeading1">Un thriller morboso</h1><h2 class="imHeading2">Che piacerà agli amanti dell’horror non soprannaturale</h2><div>






<div><strong>Le paludi della morte (Usa 2011)</strong></div>
<div><em>Regia: Ami Canaan Mann. Soggetto e Sceneggiatura: Donald F. Ferrarone. Fotografia: Stuart Dryburgh. Montaggio: Cindy Mollo. Musiche: Dickon Hinchliffe.
Scenografia: Aran Reo Mann. Costumi: Christopher Lawrence. Produttori: Michael Mann, Michael Jaffe. Case di Produzione: Blue Light, QED International, Block/Hanson, Watley Entertainment, Infinity Media. Distribuzione (Italia): 01 Distribution. Genere: Thriller. Durata: 101’. Interpreti: Sam Worthington (Mike Souder), Jeffrey Dean Morgan (Brian Heigh), Jessica Chastain (Pam Stall), Chloё Grace
Moretz (Little Anne Sliger), Stephen Graham (Rhino), Jason Clarke (Rule), Annabeth Gish (Gwen Heigh), Sheryl Lee (Lucie Sliger).</em></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/3SyN9JD" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div>
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<div><em>Texas Killing Fields</em> (titolo originale) fa pensare a quanto sia tragica la vita se consideriamo che il soggetto sviluppato
in circa cento minuti di pellicola corrisponde a una storia vera, sceneggiata da un ex agente della Dea come <strong>Donald F. Ferrarone</strong> e narrata in un romanzo omonimo. Regista la figlia di <strong>Michael Mann</strong> (tra i produttori) - <strong>Ami Canaan Mann</strong> - al suo secondo film (dopo <em>Morning</em> del 2001), anche se la prima scelta sarebbe stata <strong>Danny Boyle</strong>. Troppo cupa la storia per l’esperto regista che declina l’invito e si fa sfuggire una buona opportunità, lasciata alla giovane rivale dotata di
uno stile molto personale a base di dissolvenze incrociate, inquietanti soggettive e suggestive panoramiche. Tutto comincia quando nelle paludi di Killing Fields - luogo dove negli anni sono state rinvenute giovani donne uccise
- viene ritrovato il cadavere di una ragazza assassinata. I poliziotti della squadra omicidi Mike Souder (<strong>Worthington</strong>) e Brian Heih (<strong>Morgan</strong>) indagano sulla vicenda e si trovano a stretto contatto con un sottobosco di squallidi individui dediti a violenza, spaccio e prostituzione. Tutto si risolve con la caccia a un perverso pedofilo, ma i colpi di
scena non mancano e le sequenze di pura azione sono girate in maniera perfetta, tra scenari paludosi e notturni piovosi che si alternano a una fotografia solare della Louisiana (<strong>Stuart Dryburgh</strong>), tra New Orleans e Shreveport. Il montaggio di <strong>Cindy Mollo</strong> è da cinema d’autore ma non lascia mai tranquillo lo spettatore e non consente la minima distrazione. La colonna sonora di <strong>Dickon Hinchliffe</strong> accompagna bene una vicenda cupa e perversa con soffuse tonalità da pop britannico, mentre la macchina da presa di un’ottima regista segue i protagonisti
in maniera concitata, partecipando all’azione. Attori molto buoni, in particolare va segnalata la recitazione spontanea di <strong>Cloё Grace Moretz</strong>, nei panni della giovanissima Little Anne Sliger, vittima designata, figlia di una madre snaturata e costretta a vivere in una famiglia marginale. <em>Le paludi della morte</em> - efficace il titolo italiano - è un thriller morboso che piacerà agli amanti dell’horror non soprannaturale. Non adatto per chi non ama
l’esibizione della morte e gli effetti speciali intrisi di crudo realismo. Per tutti gli appassionati di thriller è un film imperdibile. &nbsp;Presentato al Festival di Venezia 2011, un successo al botteghino confortato
da buona critica.</div></div><div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/3SyN9JD" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div><div><a href="https://amzn.to/4xa8BTg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink8ce902c2f374fb8e235bfb46c77b0810 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/le-paludi-della-morte-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 588,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8ce902c2f374fb8e235bfb46c77b0810, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/le-paludi-della-morte-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="280" /></a></div><div><script> var showboxlink3dca81ecccd8f56ba68bb0f03f8db2d6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/le-paludi-della-morte-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1241,'height': 674,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3dca81ecccd8f56ba68bb0f03f8db2d6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/le-paludi-della-morte-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="109" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Rmzeq2S5mb8">https://www.youtube.com/watch?v=Rmzeq2S5mb8</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 15:01:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Arrival di Denis Villeneuve]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000365"><h1 class="imHeading1">La linguistica dell'ignoto</h1><h2 class="imHeading2">Un capolavoro di forma, suono e cognizione</h2><div>






<div><strong>Arrival (Usa 2016)</strong></div>
<div><em>Regia: Denis Villeneuve. Soggetto: basato sul racconto "Storia della tua vita" di Ted Chiang. Sceneggiatura: Eric Heisserer. Fotografia: Bradford Young. Montaggio: Joe
Walker. Effetti speciali: Ryal Cosgrove, Louis Morin. Musiche: Jóhann Jóhannsson. Scenografia: Patrice Vermette, Isabelle Guay, Paul Hotte. Costumi: Renée April. Trucco: Colleen Quinton. Produttori: Dan
Levine, Shawn Levy, David Lince, Aaron Ryder. Produttori esecutivi: Dan Cohen, Eric Heisserer, Karen Lunder, Tory Metzger, Milan Popelka, Stan Wlodkowski. Casa di produzione: Lava Bear Films, 21 Laps Entertainment, FilmNation
Entertainment. Distribuzione in italiano: Warner Bros. Genere: Fantascienza, Drammatico. Durata: 116’. Interpreti: Amy Adams (Louise Banks), Jeremy Renner (Ian Donnelly), Forest Whitaker (colonnello G T Weber), Michael
Stuhlbarg (agente David Halpern), Tzi Ma (generale Shang), Mark O'Brien (capitano Marks), Frank Schorpion (Dr. Kettler).</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div><em>Oltre il primo contatto: quando il linguaggio ridisegna la percezione del reale</em></div>
<div><br></div>
<div><em></em>Diretto nel 2016 da <strong>Denis Villeneuve</strong> e basato sul racconto <em>Storia della tua vita</em> di <strong>Ted Chiang</strong>, <em>Arrival</em> rappresenta una vera e propria pietra miliare nell'evoluzione del cinema speculativo contemporaneo.
La pellicola trasforma il classico tropos del primo contatto da spunto per una spettacolare invasione bellica a un'intensa meditazione filosofica sulla percepibilità della temporalità, sul determinismo e
sull'essenza stessa della comunicazione linguistica.</div>
<div>Al centro dell'opera si colloca la figura della linguista Louise Banks, interpretata da una straordinaria <strong>Amy Adams</strong> che offre una performance misurata e profonda. La studiosa viene reclutata dalla struttura militare statunitense a seguito della repentina comparsa, in dodici punti
nevralgici del globo, di imponenti monoliti extraterrestri. L'incipit della narrazione si manifesta come una drammatica corsa contro il tempo per decifrare l'oracolo fonetico e grafologico degli unici abitanti delle
astronavi, creature acquatiformi definite eptapodi.</div>
<div><br></div>
<div>Ciò che distingue <em>Arrival</em> dalla consueta fantascienza hollywoodiana è il modo in cui traduce le teorie della
linguistica teorica - in particolare l'ipotesi della relatività linguistica di <strong>Sapir-Whorf</strong> - in puro linguaggio cinetico e visivo. La graduale assimilazione della struttura semiotica aliena, caratterizzata da una complessa grafia circolare e non lineare, finisce per alterare fisicamente la conformazione
cognitiva della protagonista. L'apprendimento di questa sintassi atemporale si traduce nell'acquisizione di una percezione cronologica simultanea, smantellando la tradizionale cesura tra memoria del passato e premonizione
del futuro.</div>
<div>Dal punto di vista della regia, <strong>Denis Villeneuve</strong> adotta uno stile asciutto, quasi monastico, avvalendosi della straordinaria fotografia di <strong>Bradford Young</strong>. La tavolozza cromatica desaturata e l'uso di composizioni geometriche valorizzano il senso di straniamento profondo vissuto dall'essere umano di fronte
all'ignoto. Il paesaggio visivo è amplificato in modo magistrale dalle musiche di <strong>Jóhann Jóhannsson</strong>, la cui partitura atipica, pervasa da vocalizzi manipolati e vibrazioni organiche, diventa un vero e proprio personaggio invisibile capace di generare una tensione sotterranea incessante.</div>
<div>Il vero climax concettuale del film non risiede nella potenziale minaccia bellica derivante dai fraintendimenti diplomatici globali, bensì nella scelta intima e dolorosa compiuta
dalla protagonista. Una volta compresa la vera natura del tempo e le tappe ineluttabili del proprio destino personale, la studiosa sceglie consapevolmente di abbracciare l'intero spettro dell'esperienza umana, accettando
la gioia dell'amore e l'inevitabilità del dolore senza tentare di alterare il fluire degli eventi.</div><div><br></div>
<div><em>Arrival</em> si consolida come un'opera di grande fascino per gli amanti della speculative fiction. È un saggio cinematografico
di straordinaria eleganza che dimostra come la vera frontiera dell'esplorazione non sia lo spazio profondo, ma la capacità della mente umana di ridefinire i propri confini percettivi e di trovare empatia nella diversità
più assoluta.</div>
<div><br></div>
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			<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 06:47:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il ragazzo e l'airone di Hayao Miyazaki]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000364"><h1 class="imHeading1">Un piccolo capolavoro di tecnica</h1><h2 class="imHeading2">A base di poesia e animazione, con una colonna sonora suadente</h2><div>






<div><strong>Il ragazzo e l’airone (2023)<br></strong>Titolo originale: Kimi-tachi wa dō ikiru ka - <span class="fs14lh1-5">君たちはどう生きるか</span></div>
<div>Luogo e anno: Giappone, 2023.</div>
<div>Regia: Hayao Miyazaki.</div>
<div>Genere: Animazione, avventura, fantastico, drammatico.</div><div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/4xDiSbT" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div><div><a href="https://amzn.to/4xaLI2b" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div></div><div><br></div>
<div><strong>Miyazaki</strong> aveva detto nel 2013 che non avrebbe più realizzato film di animazione, per via di un’età
che incedeva inesorabile, per fortuna ci ha ripensato e ha tirato fuori dal cilindro - con il suo Studio Ghibli - questo gioiello di cinema fantastico per raccontare la storia di Mahito, un bambino orfano di madre, che viaggia
attraverso un mondo surreale nascosto all’interno di una torre misteriosa. Un nuovo cartone animato che è un piccolo capolavoro di tecnica, a base di poesia e animazione, con una colonna sonora suadente, composta
dal grande pianista <strong>Joe Hisaishi</strong>, collaboratore storico dello Studio Ghibli. Il disegno degli sfondi è come sempre molto curato, senza uso di alcuna
tecnologia digitale, con paesaggi campestri, scogliere sul mare, piante di alto fusto, cieli sterminati, uccelli che volano, sia reali (pellicani, parrocchetti e aironi) che di fantasia (i piccoli fantasmini volanti). La storia
è un mix di generi che va dal fantastico all’avventuroso, passando per il sentimentale &nbsp;e il romantico, con tocchi da commedia fiabesca. Non dimentichiamo il romanzo di formazione, che sta molto a &nbsp;cuore a <strong>Miyazaki,</strong> perché tutta l’avventura fantastica è una metafora per raccontare la crescita di Mahito che deve metabolizzare la morte della madre in un incendio
che ha distrutto il suo ospedale. L’avventura termina e il castello va in rovina quando Mahito ha accettato la situazione, è cresciuto e ha capito che la nuova madre - la zia che suo padre ha sposato - gli vuol
bene come una mamma ed è disposta ad accettarlo insieme al bambino che porta in grembo. Tra i tanti temi trattati la condanna della guerra e di un mondo che pensa soltanto a portare morte e distruzione, con l’antitesi
di un luogo perfetto dove vivere, ma abbandonando gli affetti ed estraniandosi dalla realtà. La speranza di un domani migliore è affidata a Mahito, un ragazzo che comprende quanto sia negativa la guerra e crescendo
dovrà fare il possibile perché non debba più accadere. L’ambientazione è molto curata, presenta un Giappone in piena guerra mondiale, sconvolto da esplosioni atomiche e da lutti infiniti,
tra questi la morte della madre del ragazzo in seguito al bombardamento di un ospedale. Un film al quale <strong>Miyazaki</strong> lavora dal 2016, sulla base filosofica del romanzo <em>E voi come vivrete?</em> - titolo originale giapponese <em>Kimi-tachi wa dō ikiru ka</em> - di <strong>Genzaburō Yoshino</strong>, servito per le tematiche, ma la storia è una geniale invenzione che conserva lo stile del grande disegnatore.
<em>Il ragazzo e l’airone</em> non ha avuto limiti di budget, forse è il lungometraggio a cartoni animati più costoso che sia mai stato realizzato nella
storia del cinema d’animazione nipponico. Accoglienza notevole di critica e di pubblico. Premi un po’ ovunque sia stato presentato. Tutto dovuto, ché quando si vede un capolavoro si capisce subito.</div></div><div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/4xDiSbT" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div><div><a href="https://amzn.to/4xaLI2b" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkceec92a6846bf0a3cc3c3ebfe1eb745d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/il-ragazzo-e-lairone-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkceec92a6846bf0a3cc3c3ebfe1eb745d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/il-ragazzo-e-lairone-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a></div><div><script> var showboxlink4ab8644121d14a485fef7cbb19de43f2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/il-ragazzo-e-lairone-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1000,'height': 563,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4ab8644121d14a485fef7cbb19de43f2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/il-ragazzo-e-lairone-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=IVHsUddTmK0">https://www.youtube.com/watch?v=IVHsUddTmK0</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 13:03:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cora di Irene Visentin]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000363"><h1 class="imHeading1">Un romanzo sul lutto sospeso</h1><h2 class="imHeading2">Capace di rendere l'orrore intimamente affettivo</h2><div>






<div><em>[…] Voleva che la vedessi, che fossi presente.</em></div>
<div><em>È così anche adesso. Sono in piedi, a metà della scalinata nella casa dove sono cresciuta. È il principio dell’autunno, quando si lasciano ancora aperte
le finestre perché l’aria è tiepida, ma nel vento c’è una vena di fresco che porterà via con sé il verde dell’estate.</em></div>
<div><em>È quel tempo in cui si torna a scuola. Quel momento in cui tutto ricomincia. […]</em></div>
<div><br></div>
<div><em>Cora</em> di <strong>Irene Visentin</strong> edito da Lumien Edizioni, è una novella della neonata Scintille; collana editoriale dedicata alla narrativa breve speculativa, all’interno della
quale vengono pubblicate novelle appartenenti a tutti i sottogeneri del fantastico: fantasy, fantascienza, horror, weird, new weird, bizarro fiction e realismo magico.</div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div><em>Cora</em> è, prima ancora che un horror, un romanzo sul lutto sospeso, sull’eredità familiare e su ciò che
continua a vivere dentro una casa quando qualcuno non può più davvero tornare.<br>Adele rientra a Monselice dopo che un aneurisma ha lasciato sua madre Cora in coma, ritrovandosi nuovamente nella casa dell’infanzia,
fra ricordi, sensi di colpa e una presenza materna che sembra tutt’altro che assente. <br>Quando gli spazi domestici cominciano a deformarsi e antiche paure infantili acquistano consistenza, la ricerca di Cora diventa
progressivamente anche un’indagine sui segreti della propria famiglia.<br>Il pregio maggiore del romanzo è la capacità di rendere l’orrore intimamente affettivo: ciò che inquieta Adele non
proviene davvero dall’esterno, ma nasce dal desiderio quasi doloroso di comprendere una madre amata e insieme irraggiungibile.<br>Il rapporto fra le due donne possiede infatti una notevole ambivalenza, perché
amore, rancore, dipendenza e bisogno di approvazione finiscono per contaminarsi reciprocamente.<br>Molto riuscita è anche la casa, che smette presto di essere semplice ambientazione e diventa una sorta di organismo
mnemonico, popolato da porte aperte, stanze buie e «mostri» che Adele percepisce sin dall’infanzia. <br>Proprio qui emerge il secondo punto forte: <strong>Visentin</strong> lavora bene sul perturbante domestico, trasformando vasche da bagno, armadi, fotografie e oggetti familiari in elementi progressivamente estranei.<br>Alcune sequenze
visionarie possiedono una fisicità notevole, soprattutto quando la percezione dello spazio e del corpo di Adele comincia a disfarsi, generando immagini genuinamente disturbanti. <br>Interessante anche l’alternanza
fra presente, memoria e documentazione clinica, attraverso la quale il soprannaturale cresce accanto a una sofferenza medica descritta con concretezza quasi documentaria.<br>Il punto meno convincente risiede invece in una
certa insistenza dell’introspezione: alcuni sentimenti, soprattutto il senso di colpa, l’attesa e l’ossessione verso Cora, vengono ribaditi più volte quando il lettore li ha già assimilati.<br>Ne
deriva qualche rallentamento leggero, dove una maggiore sottrazione avrebbe probabilmente reso ancora più tagliente la successiva escalation dell’orrore.<br>È però un difetto che non incrina il
nucleo del libro, perché la componente sovrannaturale resta sempre subordinata alla relazione madre-figlia e proprio per questo conserva una sua identità precisa.</div>
<div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Irene L. Visentin, di origine padovana, scrive nel mondo horror, weird e fantastico. Nel 2019 è uscito il suo primo racconto <em>Anita</em> nell’antologia <em>Carnaio</em> (Industria Tipografica Novocarnista) e lo stesso anno la sua sceneggiatura <em>Le Carnee </em>è stata selezionata tra i finalisti del Torino Horror Fantastic Film Fest.</div>
<div>Del 2020 è la sua prima raccolta di racconti horror <em>I Tredici</em> (Segreti in Giallo Edizioni, PubMe) e tra il 2020 e il 2026 viene pubblicata in diverse antologie horror e weird (Segreti in Giallo Edizioni, PubMe, Industria Tipografica
Novocarnista, Letteratura Horror, la nuova carne, Massacro, Racconti dal Profondo, Strani Ӕoni).</div>
<div>Del 2021 è la sua seconda raccolta di racconti: <em>Buie</em> (Augh! Edizioni) ed è stata co-fondatrice del collettivo di scrittura horror femminile <em>Coven Riunito</em>. È stata inoltre editor, articolista e redattrice della fanzine fantascientifica <em>Silicio - fanzine di fantascienza novocarnista</em>.</div>
<div>Del marzo 2025 è il suo primo romanzo distopico <em>La scogliera,</em> edito da Bré Edizioni. Nel 2026 pubblica “Cora” per Lumien.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Cora</em></div>
<div><em>Autore: Irene Visentin</em></div>
<div><em>Illustratore: Maria Grazia Leggi </em></div>
<div><em>Editore: Lumien</em></div>
<div><em>Anno: 22 maggio 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 160</em></div>
<div><em>Dimensioni: 12 x 1.1 x 17 cm</em></div>
<div><em>ISBN-13: 979-1281256446</em></div>
<div><em>Prezzo: 10,00 € - eBook: 4,99 €</em></div>
<div><br></div>
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			<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 06:16:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Assassinio sul Phoenix Express di Riley Sager]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Marta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000362"><h1 class="imHeading1">Romanzo ipnotico</h1><h2 class="imHeading2">Una prova di grande mestiere stilistico</h2><div><div><em>Tra atmosfere anni Cinquanta e una protagonista oscura, un viaggio dove la giustizia cede il passo al rancore.</em></div> <div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/4ycaqjw" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div> <div><a href="https://amzn.to/4gHO9mA" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div> <div><br></div> <div>Ci sono viaggi ferroviari destinati a trasportarci verso una meta geografica, e ve ne sono altri architettati per trascinarci dritti in un baratro di ossessione e resa dei conti. <strong>Riley Sager</strong>, firma ormai consolidata nel panorama del thriller psicologico contemporaneo, torna in libreria con <em>Assassinio sul Phoenix Express</em>, romanzo edito da TimeCrime (Fanucci). L’autore americano c<span class="fs14lh1-5">on questo nuovo lavoro</span><span class="fs14lh1-5"> ordisce un’autentica trappola ad alta velocità a bordo del Phoenix Express, rielaborando gli schemi del giallo classico in una chiave spietata, moderna e viscerale.</span></div> <div><br></div> <div>Ambientata a metà degli anni Cinquanta, la narrazione si sviluppa all'interno di un convoglio di gran lusso diretto a Chicago, privo di qualsiasi fermata intermedia. A bordo non ci sono passeggeri casuali: il viaggio è stato interamente pianificato e finanziato dalla protagonista, Anna Matheson, spinta da un movente che travalica la semplice ricerca di giustizia. L'intero impianto narrativo poggia su una tensione temporale tiratissima, dove le ore che separano la partenza dall'arrivo scandiscono inesorabilmente i capitoli come il ticchettio di una bomba a orologeria. La lista dei presenti comprende le figure responsabili della rovina personale e familiare vissuta dalla protagonista dodici anni prima; un gruppo di individui radunati sotto un inganno per essere costretti a confrontarsi con i propri demoni.</div> <div><br></div> <div>La straordinaria efficacia di questo romanzo risiede nella caratterizzazione psicologica della sua protagonista. <strong>Sager</strong> evita accuratamente il cliché dell'eroina impeccabile o mossa da intenti morali superiori. Anna è una figura segnata da un rancore profondo, un sentimento coltivato a lungo che finisce per logorare la sua stessa umanità. Il lettore viene calato nell'oscurità dei suoi pensieri, toccando con mano la ferocia di un'avversione maturata nel tempo e la tragica consapevolezza di aver trasformato la propria esistenza in una sola, cieca missione di rivalsa. Questa complessa sfaccettatura emotiva la rende al tempo stesso spaventosa e terribilmente umana, lontana da ogni macchiettistica semplificazione.</div> <div><br></div> <div>Pur richiamando la classica struttura della stanza chiusa e rendendo omaggio alle grandi atmosfere del mystery del passato, <strong>Sager</strong> distrugge la compostezza formale del genere. La claustrofobia dei vagoni in movimento diviene uno specchio deformante in cui ogni certezza scivola via. Tra depistaggi, ribaltamenti di prospettiva e un ritmo che accelera vertiginosamente nella seconda metà dell'opera, l'autore gioca con chi legge, disorientandolo continuamente prima di sferrare i colpi decisivi.</div> <div><br></div> <div>Ne risulta una prova di grande mestiere stilistico, un'esperienza di lettura cinematografica e serrata che dimostra come si possa rinnovare il thriller ad ambientazione ferroviaria senza cadere nella banale citazione. Un romanzo ipnotico che avvolge fin dal primo chilometro, confermando <strong>Riley Sager</strong> tra gli autori più abili nel trasformare l'angoscia in puro intrattenimento ad alta tensione.</div> <div><br></div> <div><strong>L’AUTORE</strong></div> <div>Nato in Pennsylvania, Riley Sager vive a Princeton, nel New Jersey. Ex giornalista, editor e graphic designer, oggi è uno scrittore a tempo pieno. Il suo primo thriller, <em>Final Girls - Le sopravvissute</em>, ora disponibile in una nuova edizione nel catalogo Timecrime, è diventato un bestseller internazionale. Opere pubblicate: <em>A casa prima di sera</em> (da cui sarà tratto un film prodotto da Sony Pictures in collaborazione con 21 Laps), <em>Chiuditi dentro</em> (in lavorazione per un adattamento in una serie tv), <em>Survive the Night - Sopravvivi alla notte</em>, <em>La casa oltre il lago</em> (di cui Netflix ha acquisito i diritti cinematografici), <em>La casa sulla scogliera</em> e <em>A notte fonda</em>. Nel tempo libero, Sager ama leggere, cucinare e andare al cinema.</div><div><br></div><div><br></div> <div><em>Assassinio sul Phoenix Express</em></div> <div><em>Autore: Riley Sager</em></div> <div><em>Traduttore: Laura Mastroddi</em></div> <div><em>Editore: Timecrime (Fanucci)</em></div> <div><em>Anno: 24 luglio 2026</em></div> <div><em>Pagine: 368</em></div> <div><em>Dimensioni: 14.2 x 3 x 21.2 cm</em></div> <div><em>ISBN-13: 978-8866887317</em></div> <div><em>Prezzo: 16,90 € - eBook: 9,99 €</em></div> <div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/4ycaqjw" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div> <div><a href="https://amzn.to/4gHO9mA" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkedab9ea540b742959b157c4c42a39d60 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Assassinio-Phoenix-Express-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 729,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkedab9ea540b742959b157c4c42a39d60, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Assassinio-Phoenix-Express-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="297" /></a></div><div><script> var showboxlinkb4275f41df82b7682dec7f647c32d584 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Riley-Sager-Assassinio-Phoenix-Express_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 300,'height': 300,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb4275f41df82b7682dec7f647c32d584, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Riley-Sager-Assassinio-Phoenix-Express_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 14:35:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Kdenlive per filmmaker e creator indipendenti]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000361"><h1 class="imHeading1">Una delle migliori suite NLE sul mercato</h1><h2 class="imHeading2">L'alternativa senza compromessi per l'editing video open source</h2><div>






<div><em>Architettura modulare, montaggio multitraccia e gestione 4K: analisi approfondita del software libero che sfida i giganti del settore.</em></div>
<div><br></div>
<div>Il software libero della post-produzione digitale ha spesso dovuto combattere contro il pregiudizio di essere un'alternativa di ripiego, utile solo per assemblare clip amatoriali
senza troppe pretese. Il progetto <em>Kdenlive</em>, avviato originariamente nel 2002 dallo sviluppatore <strong>Jason Wood</strong>, abbatte completamente questo stereotipo, erigendosi come una delle piattaforme di montaggio non lineare (suite NLE) più strutturalmente solide e versatili disponibili
nell'ecosistema open source. Nato sotto l'egida della comunità KDE e alimentato dal robusto motore multimediale MLT, questo ambiente di lavoro offre un livello di controllo che non ha nulla da invidiare ai giganti
commerciali a licenza proprietaria.</div>
<div><br></div>
<div>La flessibilità strutturale del programma è il vero punto di forza di <em>Kdenlive</em>. L'ambiente operativo, infatti, è totalmente modulare e personalizzabile: l'utente può riorganizzare pannelli, finestre di anteprima, istogrammi e mixer
sonori per creare il workflow ideale. La struttura multitraccia non pone limiti alla sovrapposizione di flussi video e tracce audio, gestendo nativamente una varietà di codec e formati quasi infinita grazie all'integrazione
profonda con le librerie <em>FFmpeg</em>. Questo significa poter trascinare sulla timeline materiale girato con apparecchiature differenti, a risoluzioni e frame rate disomogenei,
senza dover convertire preventivamente i file primari.</div>
<div><br></div>
<div>Sul fronte dell'effettistica e della lavorazione visiva, la suite mette a disposizione strumenti di correzione cromatica avanzati come ruote di colore, curve di gradazione e maschere
di livello sofisticate. Il tracciamento dei movimenti e la gestione dei keyframe consentono di animare parametri di varia natura con millimetrica precisione, trasformando la semplice manipolazione temporale in una vera composizione
digitale. Per le sequenze ad alta risoluzione in 4K o con frequenze di aggiornamento elevate, il software sfrutta un sistema di proxy automatizzato che genera file alleggeriti per il montaggio in tempo reale, garantendo la
massima fluidità di scorrimento sulla timeline anche su workstation non di ultima generazione.</div>
<div><br></div>
<div><script> var showboxlink862dff1b3c8910ef248aed0233a3b3c3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/kdenlive-interfaccia_bar.webp','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Kdenlive.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Kdenlive.','width': 1920,'height': 1080,'description': 'L\'interfaccia grafica di Kdenlive.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink862dff1b3c8910ef248aed0233a3b3c3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/kdenlive-interfaccia_bar.webp" alt="L&#39;interfaccia grafica di Kdenlive." title="L&#39;interfaccia grafica di Kdenlive." width="200" height="113" /></a></div>
<div>L'interfaccia grafica di <em>Kdenlive</em>.</div>
<div><br></div>
<div>La gestione della componente sonora beneficia dell'integrazione con il framework Frei0r e gli standard LADSPA, offrendo filtri di equalizzazione, SoX per la soppressione del rumore
e strumenti di bilanciamento dinamico di livello professionale. Non va trascurata la presenza di un generatore di titolazioni integrato, capace di gestire grafica vettoriale, sovrapposizioni di testo ed elementi animati per
sigle o didascalie di forte impatto visivo. L'architettura di rendering, gestita come processo separato e indipendente dal motore principale, evita il blocco dell'applicazione durante l'esportazione dei file e
permette di sospendere o riprendere la codifica finale a piacimento.</div>
<div><br></div>
<div>Certo, la curva di apprendimento può risultare ripida per chi si avvicina per la prima volta a un'interfaccia così densa di parametri, e su determinati sistemi operativi
si possono registrare lievi flessioni di stabilità quando si spingono al limite gli effetti di terze parti. Ciononostante, il ritmo con cui la community rilascia aggiornamenti, affina l'ottimizzazione dell'accelerazione
hardware e introduce strumenti basati sull'analisi automatica del segnale che rende questa soluzione un punto di riferimento indispensabile per la produzione video indipendente.</div>
<div><br></div>
<div><strong>PRO</strong></div>
<ul>
<li>Architettura completamente open source, priva di costi di licenza o abbonamenti a canone.</li>
<li>Supporto nativo multiformato privo di necessità di transcodifica preliminare dei file sorgente.</li>
<li>Workflow a proxy integrato eccellente per garantire fluidità di riproduzione anche con girati complessi in 4K.</li>
<li>Interfaccia grafica altamente modulare, con spazi di lavoro personalizzabili e scorciatoie configurabili ad hoc.</li>
<li>Set completo di strumenti per il color grading avanzato e la gestione dell'audio con supporto a plugin esterni.</li>
<li>Processo di esportazione separato dal core dell'applicazione, che consente di continuare a montare durante il rendering.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>CONTRO</strong></div>
<ul>
<li>Curva di apprendimento iniziale impegnativa per i creatori di contenuti meno esperti.</li>
<li>Prestazioni e stabilità che possono variare in base alla distribuzione o all'hardware grafico in uso.</li>
<li>Integrazione di strumenti per la motion graphic avanzata meno immediata rispetto ad alcune soluzioni commerciali integrate.</li>
<li>Gestione della titolatura e del testo articolato talvolta meno intuitiva rispetto ad ambienti concorrenti.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>Conclusioni</strong></div>
<div><em>Kdenlive</em> rappresenta una delle soluzioni ideali per la filosofia del software libero applicata al settore dei media. Non si
tratta semplicemente di un ripiego gratuito, ma di una centrale di montaggio completa, solida e dotata di una flessibilità che garantisce piena libertà espressiva all’artista. Per i professionisti del montaggio
indipendente, i filmmaker e i creator che cercano un ambiente di lavoro rigoroso, lontano da logiche commerciali a sottoscrizioni, questa piattaforma è senza ombra di dubbio una delle scelte più intelligenti
e gratificanti attualmente disponibili sul mercato.</div>
<div><br></div>
<div>Scarica <em>Kdenlive</em> dal sito ufficiale: <a href="https://kdenlive.org" class="imCssLink">https://kdenlive.org</a></div>
<div>Oppure dalla sezione OpenFree del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink1cb7984dab48e72d1d303f812d94bbaa = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/kdenlive-logo-home2_bar.webp','alt': 'Il logo di Kdenlive.','title': 'Il logo di Kdenlive.','width': 1024,'height': 576,'description': 'Il logo di Kdenlive.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1cb7984dab48e72d1d303f812d94bbaa, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/kdenlive-logo-home2_bar.webp" alt="Il logo di Kdenlive." title="Il logo di Kdenlive." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 07:21:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[100 Squarci nel Buio]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000360"><h1 class="imHeading1">Concorso Letterario</h1><h2 class="imHeading2">Nel buio ogni squarcio lascia un segno</h2><div>






<div>La Redazione <em>GHoST</em> segnala il concorso letterario nazionale <strong>100 Squarci nel Buio</strong> organizzato dalla casa editrice PAV Edizioni. Il concorso è finalizzato alla selezione di 100 racconti thriller, horror, gialli e noir destinati alla
pubblicazione in un volume collettivo.<br>L’antologia raccoglierà 100 autori, 100 storie autoconclusive, 100 incubi differenti, uniti in un unico progetto editoriale dedicato alle molteplici sfumature della
paura: psicologica, soprannaturale, urbana, visionaria, disturbante e investigativa.</div><div><br></div>
<div>Sono ammessi racconti appartenenti ai generi:</div>
<ul>
<li>Horror</li>
<li>Thriller</li>
<li>Poliziesco</li>
<li>Noir oscuro</li>
<li>Suspense psicologica</li>
<li>Horror soprannaturale</li>
</ul>
<div><br></div>
<div>Ogni autore è libero di interpretare il tema secondo la propria sensibilità narrativa, purché l’opera mantenga una forte componente di tensione, inquietudine
o paura.</div>
<div><br></div><div><script> var showboxlink64e27e9b83f4ebdc4e92f8685ba339db = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/100-squarci-buio-info_bar.webp','alt': '100 Squarci nel Buio.','title': '100 Squarci nel Buio.','width': 1501,'height': 1080,'description': '100 Squarci nel Buio.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink64e27e9b83f4ebdc4e92f8685ba339db, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/100-squarci-buio-info_bar.webp" alt="100 Squarci nel Buio." title="100 Squarci nel Buio." width="200" height="144" /></a></div><div><br></div>
<div>Il termine ultimo per l’invio delle opere è fissato al: <strong>30 settembre 2026<br></strong>Le opere pervenute oltre tale data non saranno prese in considerazione.</div>
<div><br></div>
<div>Saranno selezionati 100 racconti finalisti destinati alla pubblicazione nel volume collettivo.</div>
<div>I racconti selezionati entreranno a far parte dell’antologia: <em>100 Squarci nel Buio</em>. Volume stimato: circa 430/450 pagine in 15x21</div>
<div><br></div>
<div>I primi tre classificati riceveranno una copia con menzione ufficiale e penna personalizzata.<br>Tutti gli autori selezionati avranno un attestato per la propria partecipazione e un
piccolo gadget che riconduca al concorso stesso.</div>
<div><br></div>
<div>La partecipazione al concorso è GRATUITA.</div>
<div>Bando di gara ufficiale disponibile a <a href="https://pavedizioni.it/bando-di-concorso-letterario-100-squarci-nel-buio" class="imCssLink">questa pagina</a>.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink051a129560139922816f79f03f3e5936 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/100-squarci-buio-cover_bar.webp','alt': 'La copertina del concorso.','title': 'La copertina del concorso.','width': 1491,'height': 1079,'description': 'La copertina del concorso.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink051a129560139922816f79f03f3e5936, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/100-squarci-buio-cover_bar.webp" alt="La copertina del concorso." title="La copertina del concorso." width="200" height="145" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 13:07:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dangerous Animals di Sean Byrne]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000035F"><h1 class="imHeading1">Opera priva di fronzoli</h1><h2 class="imHeading2">Thriller d'azione e di sopravvivenza di rara efficacia</h2><div>






<div><strong>Dangerous Animals (Usa, Australia 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Sean Bryne. Soggetto e Sceneggiatura: Nick Lepard. Fotografia: Henry Braham. Montaggio: Kasra Rassoulzadegan. Musiche: Michael Yezerski. Produttori: Troy Lum, Andrew Mason,
Pete Shilaimon, Mickey Liddell, Chris Ferguson, Brian Kavanaugh-Jones. Casa di produzione: LD Entertainment, Brouhaha Entertainment, Range Me. Distribuzione in italiano: Midnight Factory, Blue Swan. Genere: Horror, Thriller.
Durata: 98’. Interpreti: Hassie Harrison (Zephyr), Jai Courtney (Tucker), Josh Heuston (Moses), Rob Carlton (Dave), Ella Newton (Heather), Liam Greinke (Greg).</em></div>
<div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/4gILQQ5" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div>
<div><a href="https://amzn.to/4xBecTO" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div>
<div><br></div>
<div>A distanza di ben dieci anni da <em>The Devil's Candy</em>, il regista australiano <strong>Sean Byrne</strong> torna sulle scene cinematografiche firmando la sua opera più audace, sfaccettata e spietatamente spassosa:
<em>Dangerous Animals</em>. Con questo lungometraggio, <strong>Byrne</strong> si riappropria del cinema di genere dimostrando un controllo encomiabile sui meccanismi della suspense e confermando quella vena caustica e viscerale che aveva già
reso indimenticabile il suo esordio con <em>The Loved Ones</em>.</div>
<div><br></div>
<div>La storia mette al centro Zephyr, un’avventurosa surfista statunitense guidata da uno spirito di indipendenza quasi viscerale. Durante una tappa lungo le coste dell'Australia,
la ragazza fa la conoscenza di Moses, un giovane del posto con cui nasce un'intesa immediata. Tuttavia, il destino della protagonista subisce una svolta drammatica quando incrocia Tucker, un sedicente organizzatore di
spedizioni subacquee per turisti desiderosi di osservare gli squali da vicino. Oltre la facciata di uomo gioviale e amante dell'oceano, Tucker nasconde la mente malata di un assassino seriale che adibisce la propria imbarcazione
a mattatoio galleggiante. Una volta catturata la preda, il maniaco trasforma le sue vittime in esche umane per nutrire i grandi predatori marini, immortalando il tutto su logore videocassette VHS per il proprio morboso diletto.</div>
<div><br></div>
<div>L'elemento di maggiore fascino della pellicola risiede nella radicale ridefinizione dei canoni del cosiddetto <em>creature feature</em>. Dove il filone classico sui pescecani ha abituato il pubblico a considerare la fauna oceanica come la minaccia primaria, <strong>Byrne</strong> ribalta completamente la prospettiva. Nell'ecosistema del film, le gigantesche creature acquatiche rispondono unicamente all'istinto biologico e alla catena alimentare,
rimanendo elementi neutri della natura. La vera mostruosità, il vero predatore alfa immune a qualsiasi forma di empatia, abita sulla terraferma e indossa abiti umani. L'immensità sconfinata delle acque aperte
si tramuta così in un paradosso claustrofobico, una gabbia liquida senza via di fuga dove la protagonista deve misurarsi con la perversione dell'uomo.</div>
<div><br></div>
<div>La riuscita del film poggia in grandissima parte sulla prova attoriale straordinaria di <strong>Jai Courtney</strong>, che regala un'interpretazione memorabile sfoderando un carisma grottesco, minaccioso e imprevedibile. <strong>Courtney</strong> tratteggia un villain che oscilla continuamente tra un'apparente bonarietà quotidiana e sprazzi di pura sadica demenza, regalandoci sequenze in cui bizzarri
passi di danza si alternano ad atti di brutale violenza. A fronteggiarlo trova una <strong>Hassie Harrison</strong> impeccabile, capace di evitare i cliché della vittima passiva. La sua Zephyr si batte con una grinta ferina, trasformando gradualmente la disperazione della prigionia in una fredda determinazione alla
sopravvivenza.</div>
<div><br></div>
<div>Sul piano tecnico e formale, la regia di <strong>Byrne</strong> lavora di fioretto e clava con pari maestria. L'uso delle registrazioni analogiche all'interno del racconto non costituisce soltanto un mero espediente visivo, ma offre una riflessione metacinematografica
sullo sguardo dello spettatore e sulla fascinazione contemporanea per il macabro e l'estremo. La fotografia gestisce abilmente i contrasti tra la luce accecante del sole australiano sulla superficie marina e l'oscurità
soffocante degli interni del natante, mentre il comparto sonoro sfrutta sonorità ruggenti per amplificare la tensione nei momenti di maggiore impatto.</div>
<div><br></div>
<div>In conclusione, <em>Dangerous Animals</em> si configura come un thriller d'azione e di sopravvivenza di rara efficacia, in grado
di coniugare la brutalità del genere slasher con la freschezza di un'ironia macabra e trascinante. Un'opera priva di fronzoli e ricca di adrenalina che conferma <strong>Sean Byrne</strong> come una delle voci più originali del panorama cinematografico d'atmosfera contemporaneo.</div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlink181b82a9e6f31866881920790f69fba9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Dangerous-Animals-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 630,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink181b82a9e6f31866881920790f69fba9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Dangerous-Animals-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a></div><div><script> var showboxlinkf95a0ec0f51555ac16223ad118157c92 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Dangerous-Animals-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf95a0ec0f51555ac16223ad118157c92, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Dangerous-Animals-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=5lNwaNuc2mg">https://www.youtube.com/watch?v=5lNwaNuc2mg</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il mistero de I racconti di Dracula di Sergio Bissoli]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000035E"><h1 class="imHeading1">La storia della mitica collana</h1><h2 class="imHeading2">Gli autori, le trame, i disegnatori, i retroscena</h2><div>






<div>Nel panorama della saggistica dedicata alla cultura popolare e all'archeologia del brivido cartaceo, <em>Il mistero de I racconti di Dracula</em> di <strong>Sergio Bissoli</strong> rappresenta un'opera di importanza cruciale, capace di unire il rigore del documento d'archivio alla tensione di un'indagine investigativa vera e propria. Il volume, pubblicato da Lulu.com, colma
un vuoto critico durato decenni, spalancando le porte sui meccanismi creativi e produttivi della leggendaria scuderia ERP guidata dal barone <strong>Antonino Cantarella</strong>. Nata nel novembre del 1959 sulla scia del successo mondiale del capolavoro cinematografico della <em>Hammer</em> con <strong>Christopher Lee</strong>, la storica collana tascabile ha rappresentato per anni l'avamposto italiano dell'inquietudine, del terrore puro e della suspense più viscerale.</div><div><br></div>
<div><a href="https://www.lulu.com/it/shop/sergio-bissoli/il-mistero-de-i-racconti-di-dracula/paperback/product-dymgnw8.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">ACQUISTA SU LULU</a> #ad</div>
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<div>A rendere il lavoro di <strong>Bissoli</strong> un testo di assoluto riferimento per bibliofili, storici dell'editoria e appassionati di letteratura di genere è la natura straordinaria della genesi del volume, frutto di una ricerca capillare durata
oltre quarant'anni. Di fronte al silenzio e all'indifferenza delle istituzioni culturali tradizionali, l'autore ha intrapreso una missione solitaria per sottrarre all'oblio un patrimonio altrimenti destinato
a disperdersi, paragonabile per impatto e coralità alla mitica esperienza d'oltreoceano di <em>Weird Tales</em>. Quello che il lettore stringe tra le mani non è un repertorio arido di titoli e schede tecniche, bensì il resoconto appassionato di una caccia al tesoro senza sosta, scandita da corrispondenze
epistolari depistanti, archivi sigillati e piste internazionali.</div><div><br></div>
<div>L'ossessione per la verità spinge l'autore lungo rotte internazionali, interrogando archivi e distributori a Londra, negli Stati Uniti e persino in Australia, dove ogni
pista sembrava svanire nel nulla poiché quegli altisonanti nomi stranieri semplicemente non esistevano. La svolta decisiva, raccontata con ritmo incalzante, arriva solo negli anni Settanta grazie all'ingaggio di
un'agenzia investigativa privata della capitale. L'opera raggiunge i suoi vertici di maggiore fascinazione quando svela il sofisticato artificio redazionale architettato dalla casa editrice romana negli anni Sessanta
e Settanta per proteggere l'identità dei propri autori. Attraverso un colpo di scena documentale il saggio dimostra come quelle firme anglosassoni fossero puramente fittizie e come i presunti traduttori fossero
in realtà i veri autori italiani, costretti ad adottare pseudonimi multipli anglofoni per alimentare il fascino esotico delle vendite in edicola. Il libro ricostruisce così la complessa mappa relazionale di un
cenacolo di narratori e illustratori che, sotto nomi diversi, animavano parallelamente collane dedicate al poliziesco, alla cronaca federale e alla narrativa d'azione.</div><div><br></div>
<div>Il saggio acquista così una dimensione corale e toccante, documentando i contatti diretti dell'autore con questi artigiani del brivido ormai dispersi nel tempo, tra firme
storiche introvabili, carriere stravolte, rifiuti categorici del proprio passato e amicizie nate sulla soglia del mistero. <strong>Bissoli</strong> traccia una mappa dettagliata che connette le sinistre copertine de <em>I racconti di Dracula</em> a un circuito creativo più ampio, che spaziava dai polizieschi dell'FBI ai tascabili bellici e d'azione della medesima scuderia. Ricostruendo
minuziosamente soggetti, trame, copertinisti e retroscena d'officina, il volume consacra un microcosmo narrativo dove il gotico europeo e l'intuito nostrano si fusero in una formula irripetibile, consegnando ai cultori
del genere un resoconto insostituibile, vivido e imperdibile per chiunque voglia comprendere il cuore pulsante del nostro patrimonio underground.</div>
<div>Arricchito da un censimento meticoloso di trame, soggetti, retroscena biografici e scelte iconografiche d'epoca, questo saggio si impone come una lettura imprescindibile per chiunque
voglia comprendere le dinamiche industriali del nostro pulp d'annata. <em>Il mistero de I racconti di Dracula</em> è un acquisto obbligato per chi intende arricchire la propria biblioteca di un tassello fondamentale, capace di riscattare la dignità di un intero movimento creativo e di restituire il giusto tributo
a un'era irripetibile dell'editoria popolare italiana.</div><div><br></div>
<div><strong>Le ultime ristampe de I Racconti di Dracula su Lulu.com</strong></div>
<ul>
<li><a href="https://www.lulu.com/it/shop/pericle-vander/vampir-mostro-di-sangue/paperback/product-gjz6m6v.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">VAMPIR MOSTRO DI SANGUE</a> di Pericle Vander.</li>
<li><a href="https://www.lulu.com/it/shop/max-dave/luomo-dellaldila/paperback/product-zmn6dp6.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">L’UOMO DELL’ALDILÀ</a> di Max Dave.<br></li>
<li><a href="https://www.lulu.com/it/shop/frank-graegorius/lululato-del-lupo-mannaro/paperback/product-957n2gw.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">L’ULULATO DEL LUPO MANNARO</a> di Frank Graegorius.</li>
<li><a href="https://www.lulu.com/it/shop/harry-small/oltre-la-forca/paperback/product-57q2kpp.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">OLTRE LA FORCA</a> di Harry Small.</li>
<li><a href="https://www.lulu.com/it/shop/max-dave/il-mostro-e-la-carne/paperback/product-gjz6m7v.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">IL MOSTRO E LA CARNE</a> di Max Dave.</li>
<li><a href="https://www.lulu.com/it/shop/max-dave/i-mostri-della-via-campbell/paperback/product-kvgzrrp.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">I MOSTRI DELLA VIA CAMPBELL</a> di Max Dave.</li>
<li><a href="https://www.lulu.com/it/shop/max-dave/il-gatto-nero/paperback/product-v82vddq.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">IL GATTO NERO</a> di Max Dave.</li>
<li><a href="https://www.lulu.com/it/shop/max-dave/il-fiore-di-carne/paperback/product-kvgzrqp.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">IL FIORE DI CARNE</a> di Max Dave.</li>
<li><a href="https://www.lulu.com/it/shop/frank-graegorius/la-campana-di-satana/paperback/product-4547wzy.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">LA CAMPANA DI SATANA</a> di Frank Graegorius.</li>
<li><a href="https://www.lulu.com/it/shop/frank-graegorius/gli-abissi-dellal-di-l%C3%A0/paperback/product-v82vd55.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">GLI ABISSI DELL’AL DI LÀ</a> di Frank Graegorius.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div>Consulta l’elenco completo dal canale <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/erp-racconti-dracula-museum---ristampe-lulu.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/erp-racconti-dracula-museum---ristampe-lulu.html', null, false)">ERP Dracula Museum</a></em> del Portale.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Sergio Bissoli è nato a Verona, ma vissuto quasi sempre nei paesi della pianura veronese. Autodidatta. A 10 anni voleva fare il regista. Frequentava le cabine dei cinema,
comprava vecchi proiettori. A 11 anni seppe che sarebbe diventato scrittore. Nel corso degli anni ha esplorato la letteratura inglese, francese, polacca, rumena, ungherese, scandinava. Ha letto quasi tutti i filosofi occidentali,
orientali e gli esoteristi. Si è interessato di psicanalisi, botanica, astronomia. Negli anni ’60 ha incominciato a fotografare saltuariamente. Negli anni ’80 ha fotografato sistematicamente edifici, ambienti,
paesaggi, personaggi. Nel 2006 ha incominciato a filmare realizzando oltre mille video visibili su YouTube.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Il mistero de I racconti di Dracula</em></div>
<div><em>Autore: Sergio Bissoli</em></div>
<div><em>Editore: Lulu.com</em></div>
<div><em>Anno: 12 giugno 2024</em></div>
<div><em>Pagine: 209</em></div>
<div><em>Dimensioni: 14.81 x 1.22 x 21.01 cm</em></div>
<div><em>Prezzo: 18,00 €</em></div>
<div><em>ISBN-13: 978-1445711898</em></div>
<div><br></div>
<div><a href="https://www.lulu.com/it/shop/sergio-bissoli/il-mistero-de-i-racconti-di-dracula/paperback/product-dymgnw8.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">ACQUISTA SU LULU</a> #ad</div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlinkd1481fb122f77ef9b50d74a07a09584b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/racconti-dracula-saggio-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del saggio.','title': 'La copertina del saggio.','width': 761,'height': 1079,'description': 'La copertina del saggio.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd1481fb122f77ef9b50d74a07a09584b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/racconti-dracula-saggio-cover_ver.webp" alt="La copertina del saggio." title="La copertina del saggio." width="200" height="284" /></a></div><div><script> var showboxlink31d4c467fe6d6735bdf1aeae278aafea = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/racconti-dracula-saggio-sergio-bissoli-autore_vr.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 427,'height': 510,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink31d4c467fe6d6735bdf1aeae278aafea, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/racconti-dracula-saggio-sergio-bissoli-autore_vr.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="180" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=r7b5HZgdtd8">https://www.youtube.com/watch?v=r7b5HZgdtd8</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 14:09:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sopravvivere non basta di Dianora Tinti]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000035D"><h1 class="imHeading1">Sobrio ed essenziale</h1><h2 class="imHeading2">Ricco di dialoghi e intensi momenti descrittivi</h2><div>






<div><em>Un romanzo che attraversa la Grande Storia e il tema della memoria</em></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/46D3rnS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div>
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<div><strong>Dianora Tinti</strong> è un’apprezzata critica letteraria che pubblica le sue riflessioni (mai banali e scontate)
su <em>Letteratura e dintorni</em>, blog dove recensisce libri e intervista autori. <em>Vite sbeccate</em> le aveva fatto vincere il Premio Capalbio, mentre <em>Sopravvivere non basta </em>apre la strada della pubblicazione con la grande editoria. Siamo in presenza di un romanzo storico che ha impegnato l’autrice in un tenace lavoro di ricerca
durato cinque anni per indagare alcuni momenti poco noti della Seconda Guerra Mondiale. Prima di tutto la scoperta (alla fine del conflitto) di un ospedale ebreo perfettamente funzionante - cosa davvero incredibile -, diretto
dal dottor Walter Lustig, scomparso misteriosamente nel dopoguerra. <strong>Dianora Tinti</strong> ha letto e studiato <em>Rifugio all’inferno</em> di <strong>Daniel B. Silver</strong>, metabolizzando da vera scrittrice il circostanziato racconto della storia dell’ospedale. In secondo luogo scopriamo che tra il 1943 e il 1947 migliaia
di sopravvissuti al nazismo, in fuga verso il nascente stato di Israele, si riversarono sulle coste salentine. Un centro profughi importante fu il campo di transito di Santa Maria al Bagno, nei pressi di Nardò. Ed ecco
in soccorso, oltre alla fervida immaginazione dell’autrice, i ricordi familiari della zia materna, che conobbe una ragazza ebrea nel campo profughi e con lei strinse un’amicizia durata per tutta la vita. Le protagoniste
del romanzo - Lina e Frida - rispecchiamo il racconto di zia Angela (detta Lina), dimostrando una volta di più come sia importante la memoria storica condivisa e quanto sia utile il racconto delle generazioni che ci
hanno preceduto. <em>Sopravvivere non basta</em> affronta il tema della questione ebrea e stigmatizza il tentato olocausto nazista, affermando che sopravvivere agli orrori
della guerra non basta a cancellare il senso di colpa, la vergogna e il peso delle scelte fatte per salvarsi. <strong>Dianora Tinti</strong> racconta l’amicizia tra Lina (italiana) e Frida (ebrea), nata in una situazione dolorosa e di sradicamento, che solo per il fatto di essersi consolidata rappresenta
una possibilità di riscatto. L’autrice riflette su quanto il passato e le scelte dei propri antenati influenzino l’identità e il destino delle generazioni successive, infatti vediamo come Chiara (nipote
di Frida) e Martin (discendente di una vittima nazista) cerchino di ricostruire la verità, affrontando il dolore e i segreti del passato. Esiste un peso delle colpe tramandate, purtroppo, che il romanzo lo rende simbolico
con l’espediente dell’anello del sole nero, oggetto che lega due famiglie. Un passo importante della narrazione è la scoperta di uno scheletro e di alcuni oggetti in un ex orfanotrofio di Berlino che permette
di ricostruire la storia di una donna abbandonata a morire da Gerda, madre di Frida. Vera struttura del romanzo è il sentimento d’amore che poco a poco nasce tra Chiara e Martin, portatrici di storie familiari
opposte (vittime e carnefici). I due giovani trovano il coraggio di affrontare il passato e si liberano degli scheletri dei ricordi. <strong>Dianora Tinti</strong> con <em>Sopravvivere non basta </em>lascia un messaggio di speranza: è possibile riconciliarsi con il passato, conoscere il proprio dolore e trovare un posto nel mondo, dopo aver attraversato l’orrore. La memoria e la ricerca della
verità sono momenti necessari per liberarsi dai fantasmi e vivere con serenità consapevole il presente. Un libro scritto con stile sobrio ed essenziale, ricco di dialoghi e intensi momenti descrittivi, che alterna
brevi parti di ambientazione storica a profonde considerazioni introspettive. Da leggere!</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div><u></u>Dianora Tinti è una nota scrittrice, giornalista pubblicista, blogger e critica letteraria italiana, nata e attiva a Grosseto, in Maremma.
Laureata in Scienze Economiche all'Università di Siena con successivi diplomi post-lauream, affianca da anni la sua passione per la scrittura a una carriera come funzionaria della Provincia di Grosseto, dove si
occupa principalmente di cultura, politiche giovanili, sociale e pari opportunità.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Sopravvivere non basta</em></div>
<div><em>Autore: Dianora Tinti</em></div>
<div><em>Editore: Piemme</em></div>
<div><em>Anno: 9 giugno 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 192</em></div>
<div><em>Dimensioni: 14 x 1.2 x 21.6 cm</em></div>
<div><em>ISBN-13: 978-8855449151</em></div>
<div><em>Prezzo: 15,00 € - eBook: 8,99 €</em></div>
<div><br></div>
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			<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 07:19:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[All My Faces dei Whatafuck]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000035B"><h1 class="imHeading1">Un album moderno e ben focalizzato</h1><h2 class="imHeading2">Per chi cerca nel metal contemporaneo energia, groove e immediatezza</h2><div><div><strong>WHATAFUCK – "All My Faces"</strong></div> <div><strong>Independent, 2026</strong></div> <div><br>Con <em>All My Faces</em>, i <strong>Whatafuck</strong> si confrontano con una delle sfide più complesse per una formazione collocata nell'area del metal contemporaneo: riuscire a coniugare immediatezza e peso specifico, mantenendo una precisa riconoscibilità senza cadere nella ripetizione o nella semplice riproposizione di formule già ampiamente codificate. Il risultato è un album solido, compatto e coerente, nel quale la band sviluppa un linguaggio personale partendo da una matrice dichiaratamente heavy e moderna. Il groove rappresenta uno degli elementi strutturali dell'intero lavoro, ma non è l'unico punto di riferimento: attorno alla componente ritmica si muovono soluzioni melodiche, passaggi più oscuri, aperture atmosferiche e una vocalità capace di alternare aggressività e maggiore espressività.</div><div><br><em>Introspace</em> introduce l'ascoltatore all'interno della dimensione sonora dell'album, preparando il terreno per <em>Kiss Of Keratis</em>, uno dei brani maggiormente rappresentativi della proposta dei <strong>Whatafuck</strong>. Qui emergono con immediatezza la solidità della sezione ritmica, il peso delle chitarre e una costruzione orientata all'impatto, senza tuttavia rinunciare alla componente melodica. È una caratteristica che torna anche in <em>Never Give Up</em>, dove la band insiste su un approccio diretto e muscolare. Il brano evidenzia una scrittura pensata per funzionare soprattutto attraverso il riff e il groove, due elementi che costituiscono l'ossatura dell'intero album.</div><div><br>Con <em>Point Of No Return</em> il gruppo prosegue lungo la medesima direttrice, confermando una precisa scelta estetica: non cercare continuamente il cambio di registro, ma consolidare un'identità attraverso elementi ricorrenti. In questo senso, <em>All My Faces</em> appare come un lavoro progettato secondo una visione complessiva piuttosto che come una semplice raccolta di singoli episodi. La title track <em>All My Faces</em> assume invece una funzione particolarmente significativa. Il brano introduce una dimensione maggiormente introspettiva e permette di cogliere uno degli aspetti più interessanti del disco: la contrapposizione tra una struttura musicale pesante e una componente lirica ed emotiva più sfaccettata.</div><div><br>È proprio questa dualità a definire buona parte dell'identità dell'album. La pesantezza non viene utilizzata esclusivamente come elemento d'impatto, ma diventa uno strumento attraverso il quale la band costruisce atmosfere e tensione. <em>I Will Be The One</em> mantiene una forte componente ritmica e conferma la capacità dei <strong>Whatafuck</strong> di lavorare su strutture immediate, mentre <em>Dead Inside</em> rappresenta uno degli episodi più cupi del disco. Qui l'atmosfera assume maggiore rilevanza e il songwriting lascia emergere una sensibilità differente, meno orientata all'impatto immediato e più interessata alla costruzione di una dimensione emotiva.</div><div><br><em>Rage Of My Memory</em> riporta il disco verso una dimensione più aggressiva. Il brano sintetizza efficacemente alcuni dei principali elementi della proposta della band: riffing pesante, groove marcato e una vocalità che mantiene costante la tensione. <em>Inside My Space</em> prosegue invece sul versante più introspettivo, contribuendo a evitare che la seconda parte dell'album si trasformi in una semplice reiterazione delle soluzioni già utilizzate. A chiudere questo percorso troviamo <em>Religion And Godz</em>, impreziosita dalla partecipazione di <strong>Marco Calabrese</strong>. Il brano aggiunge un'ulteriore sfumatura a una produzione che, pur muovendosi all'interno di coordinate sonore ben definite, non rinuncia a introdurre elementi differenti.</div><div><br>Dal punto di vista compositivo, uno dei principali meriti di <em>All My Faces</em> risiede proprio nella capacità di mantenere una direzione riconoscibile. I <strong>Whatafuck</strong> non sembrano interessati a inseguire una particolare tendenza del momento, quanto piuttosto a consolidare un'identità costruita attorno a riff pesanti, groove, melodia e atmosfere. La produzione valorizza adeguatamente questo approccio. Il suono è moderno e sufficientemente potente, con una sezione ritmica che mantiene il necessario impatto senza sacrificare completamente la definizione degli strumenti. Le chitarre costituiscono il fulcro della struttura sonora, mentre la voce assume un ruolo centrale nella caratterizzazione dei brani.</div><div><br>Naturalmente, una scelta stilistica così precisa presenta anche qualche inevitabile limite. La forte coerenza dell'album comporta infatti una certa omogeneità nelle strutture e nelle dinamiche. Dopo numerosi ascolti, alcuni passaggi possono risultare meno sorprendenti proprio perché la band tende a muoversi all'interno di coordinate consolidate. Si tratta tuttavia di un limite relativo. In un album costruito principalmente sull'impatto e sulla riconoscibilità, la continuità stilistica rappresenta anche uno degli elementi che ne definiscono la solidità. <em>All My Faces</em> non è, dunque, un esercizio di stile né un tentativo di rivoluzionare il metal contemporaneo. È piuttosto la fotografia di una band consapevole dei propri strumenti e delle proprie potenzialità, interessata a costruire un prodotto coerente, moderno e soprattutto credibile.</div><div><br>Il valore dell'album emerge soprattutto nella sua capacità di tenere insieme due esigenze apparentemente contrapposte: quella dell'immediatezza e quella della profondità. Da una parte ci sono riff e groove concepiti per arrivare immediatamente all'ascoltatore; dall'altra una componente più oscura e introspettiva che emerge progressivamente attraverso gli ascolti. È questa la vera forza di <em>All My Faces</em>. Un disco che non ha bisogno di effetti speciali per affermare la propria identità, ma che punta sulla concretezza della scrittura, sulla qualità dell'esecuzione e sulla capacità di costruire un sound riconoscibile.</div><div><br>I <strong>Whatafuck</strong> dimostrano quindi di avere una direzione precisa e, soprattutto, di sapere come percorrerla. <em>All My Faces</em> è un lavoro che si rivolge a chi cerca nel metal contemporaneo energia, groove e immediatezza, senza rinunciare a una componente melodica e atmosferica. Non pretende di riscrivere le regole del genere: sceglie piuttosto di utilizzarle con convinzione, cercando all'interno di coordinate note uno spazio personale. E, alla fine dell'ascolto, è proprio questa consapevolezza a lasciare il segno. Un album compatto, moderno e ben focalizzato, capace di mettere in evidenza una band con un'identità precisa e ancora ampi margini di sviluppo.<br><br><b>Tracklist:</b><br><ol><li>Introspace</li><li>Kiss Of Keratis</li><li>Never Give Up</li><li>Point Of No Return</li><li>All My Faces</li><li>I Will Be The One</li><li>Dead Inside</li><li>Rage Of My Memory</li><li>Inside My Space</li><li>Religion And Godz (feat. Marco Calabrese)</li><li>Inside My Space</li></ol></div><div><br></div> <div><strong>Line-up:</strong></div> <div><ul><li>Davide Giorgi - All Intruments</li><li>Gli altri tre membri cambiano spesso per portare nuova energia al progetto e le loro identità restano segrete.</li></ul></div> </div><div><br></div><div><script> var showboxlinkee98d4304911fd2ccae404798e0c46dd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/All-My-Faces-Whatafuck-cover_ver.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 1024,'height': 1024,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkee98d4304911fd2ccae404798e0c46dd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/All-My-Faces-Whatafuck-cover_ver.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlink5d9bab4d5793b06f3e126d8f9035b777 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/whatafuck-band-home_bar.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1310,'height': 621,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5d9bab4d5793b06f3e126d8f9035b777, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/whatafuck-band-home_bar.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="95" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=gvCJIpc2T3o">https://www.youtube.com/watch?v=gvCJIpc2T3o</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 06:34:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[P38]]></title>
			<author><![CDATA[Massimiliano Medici]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000035A"><h1 class="imHeading1">Chissà come sarà uccidere un uomo</h1><h2 class="imHeading2">Proprio ieri mattina ho acquistato una mitica P38</h2><div><div>Il grande giorno è arrivato.</div> <div>Finalmente.</div> <div>Oggi dovrò dimostrare di essere un uomo.</div> <div>Proprio ieri mattina ho acquistato una mitica P38 e nel pomeriggio sono andato subito a provarla nella campagna vicino a Mezzolara.</div> <div>Avrò sparato almeno 50 colpi.</div> <div>Ho colpito a morte un fagiano.</div> <div>L'ho visto di sfuggita nascosto in mezzo al grano alto e come si è scoperto ho sparato due colpi mozzandogli di netto la testa.</div> <div>Quella è stata la prima volta che ho ucciso un animale.</div> <div>E' stato emozionante vedere il suo corpo continuare a contorcersi senza i comandi del cervello ma credevo fosse qualcosa di ben più forte vista l'enorme quantità di cacciatori in circolazione.</div> <div>Chissà come sarà uccidere un uomo.</div> <div>Sicuramente un'emozione maggiore.</div> <div>Anche perché la P38 deve essere nata proprio con quello scopo.</div> <div>Quale altrimenti?</div> <div>Uccidere un uomo.</div> <div>Occorre che innanzitutto sia un uomo vero, uno con le palle.</div> <div>Bisognerebbe poi anche trovare il posto giusto, che so, un supermercato, il centro città.</div> <div>Si, perché vorrei che fosse un gesto eclatante, un qualche cosa che i presenti possano ricordare e magari anche raccontare "Si, perché io c'ero".</div> <div>Vorrei che fosse il mattino di una giornata solare, una giornata talmente chiara e limpida che anche &nbsp;un cieco potrebbe vedere e a quel punto alzerei il braccio e BUUM... un colpo solo, definitivo, senza tentennamenti, con la freddezza di un killer e la precisione di un cecchino.</div> <div>Bene, qui a Bologna, Piazza Maggiore, mi sembra il luogo ideale per fare la mia cosa.</div> <div>Il posto è stracolmo di gente che lavora, turisti, studenti che hanno deciso di marinare la scuola, le coppiette di ragazzi che si baciano sotto la statua del Nettuno, gli "ZZIO" che parlano raccontando ossessivamente sempre le stesse cose, muratori scoglionati e ubriachi che tirano a far venir sera, le signore che vanno in giro facendo shopping con il barboncino al guinzaglio.</div> <div>Un quadro meraviglioso.</div> <div>Manca solo una pennellata di rosso.</div> <div>Ok, è il momento, tiriamo fuori la pistola.</div> <div>Di nascosto però, perché se qualcuno dovesse vederla prima dello sparo scapperebbero tutti e rimarrei solo.</div> <div>I proiettili sono inseriti, ci siamo.</div> <div>Un uomo sta per morire e io so che è un vero uomo, uno che non ha paura di nulla.</div> <div>Però, com’è fredda la bocca della canna contro la tempia.</div> <div>La prossima volta mi sparerò in bocca.</div><div><br></div><div><b>Note della Redazione</b></div> <div>Pubblicato sulla fanzine <em>Planet Ghost 3</em> (prima serie) e nelle antologie <em>Crucifax</em> e <em>Horror Theme</em> (Edizioni Club GHoST).</div><div><br></div> <div><strong>L’AUTORE</strong></div> <div>Massimiliano Medici è nato a Bologna nel 1966. Appassionato verace di letteratura horror, cinema gotico italiano e fotografia è fondatore della fanzine horror-glamour-splatterpunk <em>Psycho</em>. </div> <div>Ha autoprodotto una sua antologia personale di racconti estremi <em>Crucifax</em> e l'antologia di artisti vari <em>Pustole</em>. Altri suoi racconti sono apparsi sulla fanzine <em>Planet Ghost</em> e l’antologia <em>Le Nostre Tenebre</em> (Edizioni Club GHoST). Collabora inoltre con varie fanzine sparse su tutto il territorio italiano.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc21606e7960e39d17447df86298a684c = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/p38-racconto-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 602,'height': 1079,'description': 'La copertina del racconto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/p38-racconto-cover_bar.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1376,'height': 768,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc21606e7960e39d17447df86298a684c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/p38-racconto-cover_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="359" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 06:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tigers Are Not Afraid di Issa López]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Bimbi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000359"><h1 class="imHeading1">Un piccolo capolavoro</h1><h2 class="imHeading2">Consigliato soprattutto a chi ama le atmosfere fiabesche alla del Toro</h2><div>






<div><strong>Tigers Are Not Afraid (Messico 2017)</strong></div>
<div><em>Regia: Issa López. Soggetto e Sceneggiatura: Issa López. Fotografia: Juan Jose Saravia. Montaggio: Joaquim Martí. Musiche: Vince Pope. Produttori: Marco Polo
Constandse. Casa di produzione: Filmadora Nacional, Peligrosa. Distribuzione in italiano: Videocine. Genere: Horror, Drammatico. Durata: 83’. Titolo Originale: Vuelven. Interpreti: Paola Lara (Estrella), Juan Ramón
López (Shine), Ianis Guerrero (Caco), Rodrigo Cortés (Pop), Hanssel Casillas (Tucsi), Nery Arredondo (Maxwell "Morrito" Vázquez), Tenoch Huerta (El Chino), Cuauhlti Jiménez (Jerry), Mauricio
Osorio (Tio), Mónica del Carmen (Maestra di Estrella), Benny Emmanuel (Brayan), Viviana Amaya (Madre di Estrella).</em></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/4iCjrOd" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div>
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<div>Esistono le fiabe per bambini e le fiabe con i bambini. Questa pellicola è un esempio di racconto in cui i protagonisti sono un gruppo di ragazzini che devono vedersela con cose
più grandi di loro e gli adulti non sono di nessun aiuto… anzi sono i loro nemici, spietati assassini che gli danno la caccia in un’atmosfera di violenza crescente, in cui bisogna lottare per sopravvivere.</div>
<div><br></div><div>Trama: Estrella è una ragazzina di 10 anni che vive in un quartiere in cui le lotte fra bande sono all’ordine del giorno e non risparmia nessuno. Un giorno torna a casa
da scuola e non trova più la madre. Dopo il primo smarrimento, decide di unirsi a un gruppo di orfani, guidato da un ragazzino di nome Shine, che cercano di sfuggire dai Guascas, una banda locale che rivuole il cellulare
che gli è stato rubato. Estrella, perseguitata dal fantasma della madre e dalle voci dei morti che vogliono giustizia, cercherà di farsi accettare dai suoi nuovi compagni per trovare delle risposte.</div><div><br></div>
<div>Attenzione: contiene spoiler</div><div><br></div>
<div>Il film comincia con la maestra che assegna a Estrella e ai suoi compagni un compito: scrivere una favola con personaggi ed elementi caratteristici, come principi, vampiri e desideri.
Estrella sceglie la tigre, simbolo ricorrente in tutta la pellicola, che fugge dalla gabbia e sbrana chiunque, identificata come animale regale e coraggioso, che non si arrende mai. Ed è così che Shine vorrebbe
apparire agli occhi dei suoi “sottoposti”: un ragazzino che non ha paura di niente e soprattutto che non ha bisogno di nessuno, specialmente di affetto e compagnia. In realtà si vede benissimo quanto dietro
si nasconda l’animo di qualcuno che è dovuto crescere troppo in fretta, consumato dal dolore e dalla rabbia, con una cicatrice sulla guancia sinistra, simbolo di quanto sia segnato a vita da tutto ciò.
I membri della sua banda hanno vissuto un orrore inimmaginabile ed è straziante il momento in cui ne parlano, sottolineando la perdita dell’innocenza in una maniera schietta e diretta, senza quasi emozioni al
riguardo. In realtà per quanto vogliano dimostrare di essere forti, dentro sono ancora dei bambini: ci sono dei momenti in cui cercano di comportarsi come tali, giocando, ballando e scoprendo cose nuove. Ed è
lì che si vede il divario fra cosa erano e cosa sono costretti ad essere ora. Li potremmo accomunare alla banda dei perdenti di “IT”: cercano di fare fronte comune e darsi coraggio, con la sola differenza
che questi bambini sono soli, costretti a vivere per strada e a difendersi non dai bulli della scuola, ma da uomini che uccidono per mantenere il controllo del territorio, per sentirsi potenti e continuare a fare i loro comodi.
Altra differenza è il ruolo della parte soprannaturale. Il fantasma della madre di Estrella, nonostante lei ne sia spaventata quando lo spirito le parla e cerca di consolarla con le sue mani adunche e raccapriccianti,
vuole metterla in guardia sugli uomini cattivi che la stanno cercando, ma la incita a farli fuori. Praticamente Estrella diventa a sua insaputa l’angelo vendicatore dei morti, assetati di vendetta e che spingono lei
e i suoi amici verso il confronto faccia a faccia con questi gangster, fregandosene apertamente del pericolo che corrono. La storia comunque è incentrata sul rapporto fra i bambini, sulla voglia di fidarsi l’uno
dell’altro, soprattutto perché la vita di ognuno è in mano all’altro: sono soli e devono guardarsi le spalle a vicenda. Perciò la minima bugia crea scompiglio nel gruppo e un senso di smarrimento
in ciascuno di loro. E poi c’è il rapporto fra Estrella e Shine, che non è una storia d’amore ma c’è sicuramente una predestinazione: loro sono nati per essere compagni, con un’affinità
profonda che li lega e grazie alla quale lui si lascia andare, togliendo un po’ di sfiducia nei confronti dell’essere umano. La parte soprannaturale è sicuramente relegata in secondo piano, nonostante sia
il motore della vicenda, senza il quale tutto sicuramente sarebbe andato in maniera diversa. È come l’effetto de <em>La spina del diavolo</em> di <strong>Guillermo del Toro</strong>, di cui questa pellicola sembra un omaggio, strutturato in maniera molto simile, vista la presenza di bambini e fantasmi assetati di vendetta (e sicuramente la parte fiabesca ci riporta alla mente <em>Il labirinto del fauno</em> sempre di del Toro, con i suoi colori e i suoi ambienti surreali e degradati).<br>Le metafore presenti sono favolose e alcuni particolari illustrano a pieno
l’intento della regista di rendere reale la condizione di questi bambini, che nonostante tutto sognano di essere re e principesse in un mondo in cui riescono a stento a sopravvivere: notevole per me l’immagine
di un pupazzo a forma di elefante le cui braccia sono state strappate e sostituite con quelle di una bambola. Oppure il giocattolo a forma di tigre che Morro, il più piccolo del gruppo, non lascia mai e che piano piano
si riempie, fino a diventare “reale” per salvare loro la vita. O i murales di Shine, rappresentanti il felino, che si animano perché la tigre non riesce a stare in gabbia.<br>Un film che mi ha emozionato
e piacevolmente stupito, che considero un piccolo capolavoro e che vi consiglio, soprattutto se amate le atmosfere fiabesche alla del Toro.</div><div><br></div>
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			<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 07:18:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'anomalia del Devon]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000358"><h1 class="imHeading1">Tra scienza vittoriana e mito demoniaco</h1><h2 class="imHeading2">La notte che lasciò cento chilometri di impronte impossibili nella neve</h2><div>






<div><em>I passi dell'ombra: il caso delle impronte zoccolate nel Sud-Ovest Inghilterra.</em></div>
<div><br></div>
<div>La notte tra il 7 e l'8 febbraio del 1855, il manto nevoso che avvolgeva la contea del Devon, nel sud-ovest dell'Inghilterra, divenne la tela di uno dei fenomeni più sconcertanti dell'archeologia dell'insolito. Quella che doveva essere una tranquilla alba invernale si trasformò per la comunità locale in un enigma inquietante, destinato a rimanere irrisolto nei decenni
a venire.</div>
<div><br></div>
<div>Il primo ad accorgersi dell'anomalia fu il rettore della scuola di Topsham, <strong>Albert Brailsford</strong>. Affacciandosi per valutare il gelo mattutino, notò una sequenza di calcate singolari impresse nella neve fresca. Ciò che destò immediato
sbigottimento non fu soltanto la forma zoccolata dei segni, simile a quella di un ungulato, ma la loro disposizione spaziale: le impronte procedevano lungo una linea retta millimetrica, perfettamente allineata, come se la
creatura avanzasse in posizione eretta anziché a quattro zampe.</div>
<div>La curiosità spinse i residenti a tracciare la rotta di quel cammino anomalo, imbattendosi in dettagli fisicamente inspiegabili. La pista procedeva in modo ininterrotto per oltre
cento chilometri, attraversando l'intera regione e toccando svariati centri abitati tra cui Lympstone, Exmouth, Teignmouth e Dawlish, fino a sfiorare la periferia di Totnes.</div>
<div>Il comportamento della traiettoria sfidava ogni legge della meccanica classica. Giunta a ridosso di un muro di mattoni privo di accumuli o crolli sulla sommità, la catena di
orme proseguiva identica dal lato opposto, priva di interruzioni, come se l'entità avesse smaterializzato la propria massa o fluttuato sopra l'ostacolo. In altri punti del tragitto, i segni passavano attraverso
cavità estremamente ristrette tra i rovi o continuavano sui tetti innevati delle abitazioni, mostrando bordi così netti e definiti da far ipotizzare a molti che il contatto avesse fuso istantaneamente la neve,
lasciando un'incisione quasi pirografica.</div>
<div><br></div><div><script> var showboxlink57ae11fd92486682661f142756f92827 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/caso-impronte-devon-pics1_bar.webp','alt': 'Le impronte anomale nel Devon.','title': 'Le impronte anomale nel Devon.','width': 397,'height': 337,'description': 'Le impronte anomale nel Devon.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink57ae11fd92486682661f142756f92827, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/caso-impronte-devon-pics1_bar.webp" alt="Le impronte anomale nel Devon." title="Le impronte anomale nel Devon." width="200" height="170" /></a></div><div><span class="fs14lh1-5">Le impronte anomale nel Devon.</span></div><div><br></div>
<div>In un'epoca imbevuta di rigorismo etico e timor religioso come quella vittoriana, la reazione del popolo fu immediata e suggestiva. Convinzione diffusa tra la popolazione contadina
fu che l'autore della camminata fosse l'incarnazione stessa del maligno. Il terrore portò persino gruppi di valligiani a organizzare ronda armate di fucili nei boschi, nel tentativo di affrontare un'entità
palesemente sottratta alla natura terrena.</div>
<div><br></div>
<div>L'eco dell'avvenimento valicò rapidamente i confini provinciali, raggiungendo le principali testate giornalistiche britanniche dell'epoca. Dopo le prime cronache
locali del <em>Flying Post</em>, il <em>Times</em> di Londra dedicò ampi articoli al caso nel mese di febbraio, amplificando il dibattito tra l'opinione pubblica e la comunità scientifica.</div>
<div>Gli studiosi dell'epoca cercarono di smontare il folklore con spiegazioni razionali. Il celebre anatomista e paleontologo Sir <strong>Richard Owen</strong> sostenne che la responsabilità fosse da attribuire a un gruppo di tassi ridestatisi dal torpore invernale in cerca di nutrimento, il cui galoppo avrebbe potuto
generare tracciati anomali. Tuttavia, la tesi di <strong>Owen</strong> si scontrò con l'evidenza geometrica: nessun mustelide avrebbe potuto percorrere una distanza
così imponente su un'unica linea direzionale e con un intervallo costante tra i passi. Altri scettici ipotizzarono il passaggio di volatili o procioni, ma l'assenza di zampe unghiate e l'estensione del fenomeno
vanificarono ogni tentativo di semplificazione.</div>
<div>In epoche successive, saggisti e ricercatori tentarono di ricondurre la vicenda a incidenti di natura tecnica. L'autore <strong>Geoffrey Household</strong> avanzò l'ipotesi che la causa fosse il trascinamento di zavorre pendenti da un aerostato sperimentale sfuggito dal cantiere navale di Devonport.
Ciononostante, la regolarità anatomica delle sagome impresse e la precisione chirurgica con cui superavano ostacoli verticali senza alterare il proprio ritmo rendono l'ipotesi del pallone aerostatico difficilmente
sostenibile sul piano fisico.</div>
<div><br></div>
<div>A distanza di oltre un secolo e mezzo, l'anomalia del Devon conserva intatto il suo fascino oscuro. Tra tentativi di debunking smentiti dalle misurazioni dell'epoca ed estrose
teorie demonologiche, quelle orme rimangono incise nella storia del paranormale come uno dei più elusivi enigmi mai documentati.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink224dd0f712bbb9de06f8fa0c16220d83 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/caso-impronte-devon-pics2_ver.webp','alt': 'Le impronte anomale nel Devon.','title': 'Le impronte anomale nel Devon.','width': 422,'height': 515,'description': 'Le impronte anomale nel Devon.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink224dd0f712bbb9de06f8fa0c16220d83, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/caso-impronte-devon-pics2_ver.webp" alt="Le impronte anomale nel Devon." title="Le impronte anomale nel Devon." width="200" height="245" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 06:21:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Una storia dell’orrore italiana di Paolo Prevedoni]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Marta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000357"><h1 class="imHeading1">Atmosfera opprimente</h1><h2 class="imHeading2">Che trascina chi legge in un vortice allucinatorio</h2><div>






<div><em>Una discesa nei meandri della follia rurale attraverso gli occhi di uno scrittore tormentato. Perché i vecchi miti popolari a volte uccidono davvero.</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>Nel mondo della letteratura di genere contemporanea, l’opera prima di <strong>Paolo Prevedoni</strong> si impone come una folgorazione letteraria capace di ridisegnare i confini della tensione psicologica e viscerale. Il palcoscenico di questa narrazione è
Miraniente, un borgo sperduto e spettrale della pianura settentrionale, costantemente soffocato da una coltre nebbiosa che sembra cancellare il confine tra la realtà e l’incubo. Al centro del mistero si staglia
la dimora della stirpe Parise: una monumentale struttura ormai fatiscente e deserta, attorno alla quale gravitano inquietanti superstizioni locali. La comunità locale convive con una striscia di eventi tragici e inspiegabili,
preferendo l'omertà e l'isolamento pur di non guardare dentro quel vuoto oscuro.</div><div><br></div>
<div>L'ingranaggio narrativo si mette in moto quando Francesco Romero, un autore in profonda crisi creativa e personale, schiacciato dai propri demoni legati alle scommesse e alle dipendenze,
decide di fare di questo enigma il fulcro del suo riscatto artistico. Quella che per l'uomo inizia come una cinica operazione commerciale per riemergere dall'anonimato si trasforma rapidamente in un viaggio senza ritorno
verso l'abisso. L'oscurità che abita la dimora abbandonata non è infatti una semplice suggestione per turisti del macabro, ma un'entità tangibile, una forza parassitaria che consuma il paese
dall'interno, nutrendosi delle miserie umane dei suoi abitanti.</div><div><br></div>
<div>L’aspetto più affascinante del lavoro di <strong>Prevedoni</strong> risiede nella sua eccezionale capacità di rielaborare la tradizione letteraria e cinematografica senza cadere nel già visto, pur muovendosi dentro i canoni più classici delle dimore maledette.
L'autore piemontese instaura un dialogo serrato con le suggestioni padane tipiche del cinema gotico rurale e visionario di maestri nostrani, arricchendo la prosa con una crudezza espressiva e una sfrontatezza linguistica
calibrate al millimetro. Al contempo, la struttura strizza l'occhio alla grande letteratura oltreoceano di fine Novecento, evocando quel senso di minaccia cosmica e pervasiva in cui il male non è un elemento esterno,
ma una tossina che altera la percezione stessa della realtà.</div><div><br></div>
<div>Con un ritmo che non concede tregua, il romanzo trascina chi legge in un vortice allucinatorio. L'indagine di Romero si sfalda sotto il peso di visioni distorte e di una tensione
che si fa progressivamente più densa, proprio come la foschia che racchiude il paese. <strong>Prevedoni</strong> non si risparmia sul fronte dell'impatto visivo, offrendo sequenze cruente e manifestazioni d'oltretomba che omaggiano il cinema d'autore più estremo e sovversivo degli anni d'oro, sia
europeo che americano. Nonostante la familiarità degli archetipi utilizzati, il meccanismo funziona in modo impeccabile proprio grazie alla straordinaria solidità della scrittura e alla sua atmosfera opprimente,
confermando l'efficacia di una formula concepita con un unico, riuscitissimo scopo: turbare nel profondo e scuotere i nervi di chi vi si accosta.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Paolo Prevedoni nasce ad Alessandria, nel 1981. È un grande appassionato di cinema horror, di Stephen King, di Dylan Dog e dei Nirvana. Per Bibliotheka Edizioni ha esordito con
un capolavoro molto apprezzato dalla critica: <em>Una storia dell'orrore italiana</em>.<br>Vive e lavora in una cittadina della provincia padana, fuma Chesterfield e non mangia carne.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Una storia dell’orrore italiana</em></div>
<div><em>Autore: Paolo Prevedoni</em></div>
<div><em>Prefazione: Cesare Paris </em></div>
<div><em>Editore: Bibliotheka Edizioni</em></div>
<div><em>Anno: 15 maggio 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 560</em></div>
<div><em>Dimensioni: 14.3 x 4 x 21.1 cm</em></div>
<div><em>ISBN-13: 979-1256941032</em></div>
<div><em>Prezzo: 21,00 € - eBook: 7,99</em></div>
<div><br></div>
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			<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 06:34:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[30 giorni di buio di David Slade]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000356"><h1 class="imHeading1">Tratto dai fumetti di Niles e Templesmith</h1><h2 class="imHeading2">Che piacerà agli amanti di un horror viscerale a base di sangue e carneficine</h2><div>






<div><strong>30 giorni al buio (Usa, Nuova Zelanda 2007)</strong></div>
<div><em>Regia: David Slade. Soggetto: serie a fumetti di Steve Niles e Ben Templesmith. Sceneggiatura: Steve Niles, Stuart Beattle, Brian Nelson. Fotografia: Jo
Willems. Montaggio: Art Jones. Scenografia: Paul D. Austerberry. Costumi: Jane Holland. Trucco: Anita Aggrey. Musiche: Brian Reitzell. Produttori: Sam Raimi, Robert G. Tapert. Genere: Horror. Durata: 113’. Titolo Originale: 30 Days of Night. Interpreti: Josh Hartnett (sceriffo Eben Oleson), Melissa George (Stella Oleson), Danny Huston (Marlow), Ben Foster (lo straniero), Mark Boone Junior
(Beau Brower), Mark Rendall (Jake Oleson), Amber Sainsbury (Denise), Elizabeth Hawthorne (Lucy Ikos), Manu Bennett (vice-sceriffo Billy Kitka), Craig Hall (Wilson Bulosan), Chic Littlewood (Isaac Bulosan), Joel Tobeck (Doug
Hertz), Nathaniel Lees (Carter Davies), Peter Feeney (John Riis), Min Windle (Ally Riis), Megan Franich (Iris), Grant Tilly (Gus Lambert).</em></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/4xkRXRL" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div>
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<div>Un film tratto da una serie a fumetti - <em>30 Days of Night</em> - di <strong>Steve Niles</strong> e <strong>Ben Templesmith</strong>, acquistata dalla Columbia e affidata alle mani esperte di <strong>Sam Raimi</strong> e <strong>Robert G. Tapert</strong> per gli aspetti produttivi. Nonostante tutto non siamo in presenza di un capolavoro, ma di un modesto quanto prevedibile <em>slasher movie</em> sul tema dei vampiri che ricorda molto il cinema degli zombi. La sceneggiatura è monocorde. Siamo al Circolo Polare Artico, dove cominciano i trenta giorni di
buio nella cittadina di Barrow (Alaska) e un gruppo di famelici vampiri è deciso a sfamarsi e a sterminare tutta la popolazione del borgo ghiacciato. Protagonista lo sceriffo Eben Oleson (<strong>Hartnett</strong>), che con l’ex moglie Stella (<strong>George</strong>) e un gruppo di irriducibili cerca di scongiurare il peggio per la cittadina. Pellicola girata ad Auckland, in Nuova Zelanda, quasi interamente in studio, in ogni caso molto bene e con grandi effetti speciali,
perché sembra proprio di trovarsi tra i ghiacci di una gelida (quanto notturna) Alaska. Un budget di trenta milioni di dollari contro i settantacinque d’incasso dà ragione ai produttori, al punto che &nbsp;-
nonostante la prevedibilità della trama - nel 2010 è stato girato un ancor più stanco sequel, diretto da <strong>Ben Ketai</strong>. Il film conta anche un prequel di trenta minuti e una parodia di ottanta minuti, segno che è stato apprezzato. La cosa migliore della pellicola è la colonna
sonora di <strong>Brian Retzel</strong>, mentre la sceneggiatura di <strong>Brian Nelson</strong> e <strong>Stuart Beattle</strong> non si segnala per grandi colpi di scena, anche se collabora un autore dei fumetti (<strong>Niles</strong>), così come la regia di <strong>David Slade</strong> (<em>Hard Candy</em>, <em>Stuart Beattie</em>) è abbastanza prevedibile, valorizzata da una fotografia notturna e da ottimi effetti
speciali splatter. Montaggio compassato, <strong>Art Jones</strong> confeziona 113’ di pellicola che sembrano eccessivamente dilatati. <em>30 giorni di buio </em>è un film che piacerà agli amanti di un horror viscerale a base di sangue e carneficine, mentre lascerà indifferenti (o disgustati) i più
raffinati cultori degli horror psicologici. La figura del capo dei vampiri è la sola a restare impressa, resa molto bene nella sua macabra drammaticità, mentre lo sceriffo che salva la situazione dopo un numero
incalcolabile di morti dà vita a un finale da supereroe. Resta pur sempre un film tratto da un fumetto. Si può vedere sui canali satellitari Mediaset. Un lavoro modesto.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4xkRXRL" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4ci3Uzf" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkb2a98edba9687d17f58cd9a38eec95dd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/30-giorni-buio-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 597,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb2a98edba9687d17f58cd9a38eec95dd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/30-giorni-buio-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="285" /></a></div><div><script> var showboxlink85c842be3003e9e4d3fa52ea22966cec = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/30-giorni-buio-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1200,'height': 675,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink85c842be3003e9e4d3fa52ea22966cec, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/30-giorni-buio-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=sNEsmw56cv0">https://www.youtube.com/watch?v=sNEsmw56cv0</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 05:59:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il cinema piange Tim Curry]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000354"><h1 class="imHeading1">Il genio camaleontico</h1><h2 class="imHeading2">Che ridefinì il concetto di cult</h2><div>






<div><em>Ispiratore di generazioni e maestro dell'eccentricità, l'attore britannico che ha trasformato la recitazione in pura arte della metamorfosi lascia un vuoto incolmabile
tra palcoscenico e grande schermo.</em></div>
<div><br></div>
<div>Il mondo del cinema e del teatro piange la perdita di un performer straordinariamente fluido e fuori dagli schemi. Nella serata di martedì 25 agosto, all’età di
ottant’anni, si è spento nella sua residenza di Los Angeles <strong>Tim Curry</strong>, maestro britannico dell’espressività che ha segnato in modo indelebile l’immaginario pop globale.</div>
<div>L'annuncio della sua scomparsa ha chiuso una lunghissima carriera artistica vissuta con straordinaria dignità anche nell'ultimo decennio, segnato dalle limitazioni motorie
causate da un grave ictus avuto nel luglio del 2012.</div>
<div>Formatosi sulle tavole dei teatri londinesi e dotato di una malleabilità vocale e facciale fuori dal comune, <strong>Curry</strong> ha conquistato una fama imperitura imprimendo il proprio timbro istrionico in produzioni diventate autentici pilastri di culto. L'esordio sulla pellicola rimarrà
per sempre scolpito nella storia della settima arte grazie a <em>The Rocky Horror Picture Show</em>, diretto da <strong>Jim Sharman</strong>. Nei panni dello stravagante e magnetico dottor Frank-N-Furter, tra corsetti, calze a rete e una presenza scenica travolgente,
l'attore ridefinì interamente i canoni del genere musicale, abbattendo con audacia e ironia ogni tabù legato all’identità e alla libertà di espressione.</div><div><br></div>
<div><script> var showboxlink70eb7c0f8e6907d77688f10439cc3160 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tim-curry-rocky-horror-picture-show.webp','alt': 'Una scena di &quot;The Rocky Horror Picture Show&quot;.','title': 'Una scena di &quot;The Rocky Horror Picture Show&quot;.','width': 1920,'height': 1079,'description': 'Una scena di "The Rocky Horror Picture Show".'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink70eb7c0f8e6907d77688f10439cc3160, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tim-curry-rocky-horror-picture-show.webp" alt="Una scena di &quot;The Rocky Horror Picture Show&quot;." title="Una scena di &quot;The Rocky Horror Picture Show&quot;." width="200" height="113" /></a></div>
<div>Una scena di "The Rocky Horror Picture Show".</div><div><br></div>
<div>Pochi anni più tardi, la sua capacità di calarsi in figure complesse, monumentali e oscure trovò una nuova maestosa vetrina nel kolossal fantastico <em>Legend</em> di <strong>Ridley Scott</strong>. Sotto strati di protesi ed elaborate truccature cinematografiche, <strong>Curry</strong> diede corpo e voce al Signore delle Tenebre, creando un antagonista visivamente iconico, seducente e spaventoso, che rimane tuttora uno dei vertici estetici e recitativi
della cinematografia fantasy degli anni Ottanta.</div><div><br></div>
<div><script> var showboxlink88d2c43127fd477715dd59ea692c4d83 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tim-curry-legend.webp','alt': 'Una scena di &quot;Legend&quot;.','title': 'Una scena di &quot;Legend&quot;.','width': 1600,'height': 896,'description': 'Una scena di "Legend".'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink88d2c43127fd477715dd59ea692c4d83, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tim-curry-legend.webp" alt="Una scena di &quot;Legend&quot;." title="Una scena di &quot;Legend&quot;." width="200" height="112" /></a></div>
<div>Una scena di "Legend".</div><div><br></div>
<div>Nel decennio successivo fu poi il piccolo schermo ad attingere alla sua smisurata carica ipnotica attraverso la mini serie TV <em>It</em>, firmata da <strong>Tommy Lee Wallace</strong> e tratta dal capolavoro della letteratura contemporanea del maestro <strong>Stephen King</strong>. La sua spaventosa e grottesca incarnazione del clown Pennywise impresse un segno indelebile nella memoria collettiva di più generazioni, dimostrando come il suo talento potesse generare un terrore puro
e viscerale con la stessa disarmante naturalezza con cui, fino ad allora, aveva saputo affascinare e far sorridere.</div><div><br></div>
<div><script> var showboxlinkd1a87775690646b2aa2ef328064838cd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tim-curry-pennywise-it.webp','alt': 'Una scena tratta dalla mini serie TV &quot;It&quot;.','title': 'Una scena tratta dalla mini serie TV &quot;It&quot;.','width': 1280,'height': 640,'description': 'Una scena tratta dalla mini serie TV "It".'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd1a87775690646b2aa2ef328064838cd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tim-curry-pennywise-it.webp" alt="Una scena tratta dalla mini serie TV &quot;It&quot;." title="Una scena tratta dalla mini serie TV &quot;It&quot;." width="200" height="100" /></a></div>
<div>Una scena tratta dalla mini serie TV "It".</div><div><br></div>
<div>L'eredità di questo straordinario interprete si estende ben oltre questi celebri ruoli, abbracciando commedie brillanti, memorabili interpretazioni vocali per il mondo dell'animazione
e prestigiosi riconoscimenti su vari palcoscenici. È impossibile, infatti, non ricordare la sua straordinaria verve commedia nel ruolo del surreale e frenetico maggiordomo Wadsworth in <em>Signori, il delitto è servito</em> (<em>Clue</em>), un gioiello di ritmi comici e tempi teatrali al servizio del mistero. Ma ha saputo mostrare un garbo venato di spietatezza anche nel kolossal musicale <em>Annie</em> di <strong>John Huston</strong> nei panni del losco Rooster Hannigan, ed è rimasto impresso nella memoria dei più
giovani grazie all'inconfondibile eleganza formale del direttore dell'hotel nel cult natalizio <em>Mamma, ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York</em>. Non meno memorabile è stata la sua immersione nell'avventura pura come spietato Long John Silver nel classico <em>I Muppet nell'isola del tesoro</em>, oltre alla sua partecipazione a grandi produzioni d'azione e fantascienza come <em>Caccia a Ottobre Rosso</em> e <em>Congo</em>.</div>
<div>A questo vastissimo percorso su schermo si aggiungono le storiche performance sui palcoscenici di Broadway e del West End, unitamente a una carriera prolifica da doppiatore che
ha regalato carisma e sfumature vocali a innumerevoli prodotti d'animazione e videogiochi d'autore.</div>
<div>La comunità artistica e la critica internazionale salutano oggi un gigante della trasformazione, un artista totale che ha saputo fare del rischio interpretativo, della versatilità
e della celebrazione dell'eccentricità la forma più alta e pura di arte recitativa.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkbf5e4b05d113fec1b8980fbd4c1709c3 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tim-curry-omaggio3_ver.webp','alt': 'Tim Curry (1946-2026).','title': 'Tim Curry (1946-2026).','width': 718,'height': 1080,'description': 'Tim Curry (1946-2026).'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tim-curry-omaggio-home_bar.webp','alt': 'Tim Curry (1946-2026).','title': 'Tim Curry (1946-2026).','width': 800,'height': 414,'description': 'Tim Curry (1946-2026).'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tim-curry-omaggio2_bar.webp','alt': 'Tim Curry (1946-2026).','title': 'Tim Curry (1946-2026).','width': 1280,'height': 720,'description': 'Tim Curry (1946-2026).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbf5e4b05d113fec1b8980fbd4c1709c3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tim-curry-omaggio3_ver.webp" alt="Tim Curry (1946-2026)." title="Tim Curry (1946-2026)." width="200" height="301" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=4plqh6obZW4">https://www.youtube.com/watch?v=4plqh6obZW4</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 06:36:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La figlia del silenzio di Flavio Deri]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Russo]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000353"><h1 class="imHeading1">Nel silenzio di una bambina</h1><h2 class="imHeading2">Dorme la chiave che può aprire o disfare. Nel Bayou, il crocevia del destino</h2><div>






<div><em>La figlia del silenzio: una storia del Bayou</em>, di <strong>Flavio Deri</strong>, edito da Delos Digital per la collana weird <em>Innsmouth</em> vol. 250 curata da <strong>Luigi Pachì</strong>. Un racconto lungo di orrore cosmico e folklore vodun, dove il sangue e l’acqua si confondono, e il silenzio diventa la più terribile delle armi.</div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>Attenzione: contiene spoiler</div>
<div><br></div>
<div>Mi trovo a recensire questo racconto lungo di <strong>Flavio Deri</strong> e scopro che è ambientato nel Bayou, una zona della Lousiana in cui si incrociano corsi idrici, acquitrini, zone umide e soprattutto paludi.</div>
<div>Si tratta di un luogo in cui credenze più antiche si incrociano con il Vodun, o Vodou o Vodoo, che fa parte della famiglia religiosa afro-diasporica.</div>
<div>E centrali in questo racconto sono infatti i rapporti con i Loa, spiriti con personalità, attributi, genealogie, rituali e modalità di manifestazione differenti, che si incrociano
con la cosmogonia lovecraftiana. Il Bayou trasforma l’orrore cosmico in un qualcosa di biologico, di organico.</div>
<div>La protagonista di nove anni, Delia, presenta anche un nome che non si dice e vedremo che la tematica del nome, soprattutto dei nomi che non si possono pronunciare, sarà centrale
durante tutta la narrazione.</div>
<div>La bambina è orfana, perché entrambi i genitori sono morti, uccisi dal Klan, il famigerato Ku Klux Klan delle tre K - tristemente abbreviato in KKK. </div>
<div>Delia era stata allevata solo dalla nonna Mambo, che viveva sola nella foresta.</div>
<div>Ad un certo punto, il Bayou ha aperto gli occhi per una fame antica. La palude aveva una vita propria, diversa, fatta di intuizioni.</div>
<div>Le due allora marciano nel cuore della palude, in zone che chiunque aveva paura di oltrepassare. La nonna Mambo taglia la gola dell’asino che le accompagnava, come un’offerta
ai morti prima di entrare nella loro casa. </div>
<div>La morte nel Vodun può essere anche comicità, provocazione, corporeità. Essa si legava alla famiglia dei Gede, che sono spiriti legati alla morte, i defunti, gli antenati
e la sessualità, con caratteristiche oscene, ironiche e carnevalesche. Si usa questo termine, perché il soprannaturale infrangeva le convenzioni dei vivi, quasi come un’inversione carnevalesca, di cui parla
Bachtin, che rovescia l’ordine delle cose.</div>
<div>Solo prendendo un corpo e facendolo danzare o scrivere nel fango in maniera automatica, grazie alla possessione. </div>
<div>E questo succede nel racconto dopo la morte sacrificale dell’asino, visto che le due donne entrano in una casa dei segni, dove Dalia compie un viaggio onirico che la porterà
in contatto con la possibilità tremenda di parlare. E qui torna con violenza il tema del nome. Dopo tale pronuncia onirica, diventerà instabile il confine tra questo mondo e quello dei morti: le due donne rischieranno
di perdere se stesse per richiamare orrori.</div>
<div>Le due scoprono infatti un cimitero dei nativi americani del popolo degli Athkalpa e si addentrano in &nbsp;una caverna, dove arriveranno in un mondo senza tempo, dove qualcosa non aveva ancora
un nome. E il nome significava potere, tanto in quel mondo nativo americano come nel Vodun.</div>
<div>Grazie al sacrificio rituale della nonna Mambo, pregna della tradizione degli Athkalpa, Delia verrà portata via dai Ghoul e addestrata da uomini bianchi ad Arkham a “leggere
senza gli occhi”. </div>
<div>Sotto un velo di Maya, la realtà si mostrerà in tutto il suo orrore, anche se lei non si sentirà mai pronta a pronunciarne i nomi.</div>
<div>Consiglio infine di ascoltare durante la lettura un buona dose di musica Sludge Metal, proveniente dalla medesima zona degli Stati Uniti (la Lousiana, e in particolare New Orleans), per
rievocare quelle medesime atmosfere melmose e orripilanti del racconto di <strong>Deri</strong>: <em>Eyehategod</em>, <em>Crowbar</em>, <em>Acid Bath</em> e <em>Down</em>, fra gli altri gruppi possibili.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Flavio Deri è nato il 18/10/1988 a Pontedera (PI). È diventato membro del Culto Lovecraftiano nel lontano 2003, quando ha acquistato il suo primo libro del Sognatore
di Providence. Iscritto alla H.P. Lovecraft Historical Society e all'Horror Writers Association, ha sempre desiderato dedicarsi alla scrittura andando oltre la creazione di campagne di gioco di ruolo da tavolo o dal vivo.
Durante la pandemia, ha partecipato a concorsi letterari per antologie, e nel 2022 ha pubblicato il suo primo libro intitolato <em>Appunti di un Sussurro</em>, sempre con un'atmosfera Lovecraftiana, oltre a rientrare in pubblicazioni come <em>Terrorea - De Rerum Natur</em>, nella collana <em>Universo di Lovecraft</em> e nell'antologia <em>Strani Aeoni</em> numero 2 e 3. È un nerd, karateka e metallaro, ma ha anche dei difetti: è un larper.
È socio fondatore di WHLive APS e un fiero membro del gruppo Telegram “Lovecraft Italia”. Appassionato del genere Weird &amp; Horror, ha dedicato la sua libreria personale a Lovecraft, con oltre cento volumi
tra racconti, saggi, biografie, graphic novel e romanzi ispirati ai Miti.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>La figlia del silenzio</em></div>
<div><em>(Una storia del Bayou)</em></div>
<div><em>Autore: Flavio Deri</em></div>
<div><em>Curatore: Luigi Pachì</em></div>
<div><em>Editore: Delos Digital</em></div>
<div><em>Anno: 5 maggio 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 79</em></div>
<div><em>ISBN-13: 978-8825436952</em></div>
<div><em>Prezzo: 1,99 €</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlink8d4e660a8c5cb8285bcce3575bbc4f48 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/figlia-silenzio-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 764,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8d4e660a8c5cb8285bcce3575bbc4f48, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/figlia-silenzio-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="283" /></a></div><div><script> var showboxlinkd7a616d4f24f8af888a6566abd4028ec = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/figlia-silenzio_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 381,'height': 381,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd7a616d4f24f8af888a6566abd4028ec, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/figlia-silenzio_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 06:26:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Boys - Stagione 3]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Serie_TV"><![CDATA[Serie TV]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000352"><h1 class="imHeading1">Il mito tossico dell'America</h1><h2 class="imHeading2">Come Soldier Boy ha cambiato le regole del gioco in The Boys</h2><div>






<div><strong>The Boys - terza stagione (Usa 2022)</strong></div>
<div><em>Ideatore: Eric Kripke. Soggetto: Garth Ennis, Darick Robertson (fumetto). Interpreti: Karl Urban, Jack Quaid, Antony Starr, Erin Moriarty, Dominique McElligott, Jessie T. Usher,
Laz Alonso, Chace Crawford, Tomer Capone, Karen Fukuhara, Nathan Mitchell, Elisabeth Shue, Aya Cash, Jensen Ackles.</em></div>
<div><br></div>
<div>Attenzione: contiene spoiler</div><div><br></div>
<div>Nel precedente appuntamento abbiamo visto come la <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?the-boys---stagione-2" class="imCssLink">seconda stagione</a> abbia trasformato il conflitto tra Butcher e Patriota in uno scontro intimo e psicologico. Oggi, nella terza tappa
del nostro viaggio, la serie decide di allargare drammaticamente l'obiettivo, passando dall'analisi dei singoli individui al ritratto di un'intera nazione al collasso. È il momento in cui la narrazione di
Prime Video smette di scherzare e decide di affondare il colpo nel cuore della storia e della politica americana. Tra l'arrivo della leggenda tossica Soldier Boy, la gestione dei comizi di piazza e una satira sempre più
feroce, ecco come la terza stagione ha ridefinito il concetto di intrattenimento scorretto.</div><div><br></div>
<div><strong>L'età dell'oro del declino: Soldier Boy e lo specchio distorto dell'America</strong></div>
<div>Se le prime due stagioni hanno scalfito la superficie della propaganda aziendale, il terzo capitolo di <em>The Boys</em> decide di affondare il colpo direttamente nel cuore del mito americano. La narrazione non si limita più a fare la parodia dei supereroi commerciali, ma mette a nudo
le radici storiche della violenza, del machismo e della manipolazione politica che alimentano il potere della Vought. La terza stagione si trasforma così in un viaggio lisergico e brutale nel passato per spiegare un
presente sempre più fuori controllo.</div>
<div>Il fulcro di questa nuova epopea è il contrasto generazionale tra il vecchio e il nuovo incubo americano, incarnato dal ritorno di una leggenda del passato che costringerà
sia i Boys che i Sette a ridefinire il concetto stesso di mostruosità.</div><div><br></div>
<div><strong>Il fantasma del passato: il mito tossico di Soldier Boy</strong></div>
<div>L'introduzione di Soldier Boy, interpretato da un magnetico <strong>Jensen Ackles</strong>, rappresenta il vero terremoto narrativo della stagione. Presentato nei libri di storia della Vought come il patriota perfetto, l'eroe che ha combattuto il
nazismo e difeso i valori tradizionali, la realtà si rivela drammaticamente diversa. Soldier Boy è il prototipo della mascolinità tossica del ventesimo secolo: omofobo, violento, emotivamente analfabeta
e consumato dagli stessi identici vizi di Patriota, di cui si scoprirà essere, non a caso, il padre biologico.</div>
<div>Il suo risveglio dopo decenni di prigionia in Russia non porta alla salvezza, ma all'incontro scontro tra due epoche di egocentrismo. Se Patriota è il prodotto del narcisismo
digitale, dei social media e del bisogno disperato di approvazione, Soldier Boy è il figlio dei segreti di Stato, del militarismo cieco e del privilegio intoccabile. Il loro inevitabile faccia a faccia non è
solo un duello fisico devastante, ma il ritratto di una dinastia maledetta che ha condannato il mondo alla sottomissione.</div><div><br></div><div><script> var showboxlinkb2b400b232a13dd79dd3e46c08cce43e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Boys-terza-stagione-scena-soldatino_bar.webp','alt': 'Soldier Boy (Jensen Ackles).','title': 'Soldier Boy (Jensen Ackles).','width': 1280,'height': 720,'description': 'Soldier Boy (Jensen Ackles).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb2b400b232a13dd79dd3e46c08cce43e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Boys-terza-stagione-scena-soldatino_bar.webp" alt="Soldier Boy (Jensen Ackles)." title="Soldier Boy (Jensen Ackles)." width="200" height="113" /></a></div><div><span class="fs14lh1-5">Soldier Boy (Jensen Ackles).</span></div><div><br></div>
<div><strong>La politica del caos: quando la satira diventa realtà</strong></div>
<div>La terza stagione alza il volume della satira politica in modo quasi profetico. Il percorso di Patriota subisce una mutazione radicale: stanco di nascondersi dietro i copioni scritti
dagli esperti di pubbliche relazioni, il leader dei Sette capisce che la sua base di sostenitori più radicali non vuole un eroe perfetto, ma un vendicatore furioso che dica ad alta voce ciò che loro pensano nel
segreto delle loro case. Il suo celebre discorso in diretta televisiva, in cui si dichiara superiore agli esseri umani e ammette la sua rabbia, anziché distruggerlo lo consacra come un leader populista intoccabile.</div>
<div>La Vought si trasforma definitivamente in una macchina di propaganda politica estrema, polarizzando l'opinione pubblica tra i fanatici del culto di Patriota e i sostenitori di
Starlight (<strong>Erin Moriarty</strong>), ormai diventata il simbolo di una resistenza civile ma impotente. La fluidità con cui la serie dipinge la manipolazione
delle notizie, l'uso dei media per coprire crimini atroci e l'ascesa di figure estremiste nelle istituzioni rende lo show un ritratto spaventosamente accurato delle tensioni sociali del nostro tempo, culminando nell'inquietante
scena finale in cui la folla esulta di fronte a un omicidio commesso alla luce del sole da Patriota.</div><div><br></div><div><script> var showboxlinka0cc791a3212dcf6ee14f01a2c61a765 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Boys-terza-stagione-scena_bar.webp','alt': 'Una scena di The Boys 3.','title': 'Una scena di The Boys 3.','width': 800,'height': 401,'description': 'Una scena di The Boys 3.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka0cc791a3212dcf6ee14f01a2c61a765, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Boys-terza-stagione-scena_bar.webp" alt="Una scena di The Boys 3." title="Una scena di The Boys 3." width="200" height="101" /></a></div><div>Una scena di The Boys 3.</div><div><br></div>
<div><strong>Oltre il limite: i retroscena di una produzione estrema</strong></div>
<div>Portare sullo schermo la terza stagione ha significato spingere l'acceleratore su livelli di spettacolarità e audacia visiva mai tentati prima in televisione. Il budget
è cresciuto ulteriormente, toccando punte di 13,5 milioni di dollari per episodio, necessari per sostenere non solo i complessi combattimenti corpo a corpo, ma anche la realizzazione di sequenze diventate immediatamente
di culto, come l'adattamento sul piccolo schermo dell'evento fumettistico "Herogasm". Per girare quel singolo capitolo, la produzione ha blindato il set per giorni, richiedendo un coordinamento maniacale
per gestire la fusione tra coreografie d'azione ed elementi fortemente espliciti senza scadere nella censura.</div>
<div>La risposta del pubblico ha confermato lo status di fenomeno globale della serie. I dati di tracciamento interni e le rilevazioni Nielsen hanno evidenziato un incremento del 234%
delle interazioni sui social media rispetto alla stagione precedente fin dal weekend di debutto. La formula della distribuzione settimanale ha trasformato ogni puntata in un dibattito politico e culturale virale, posizionando
lo show come il contenuto originale più visto in assoluto nella storia di Prime Video fino a quel momento e dimostrando che il pubblico era più che pronto ad accettare una narrazione priva di filtri.</div><div><br></div>
<div>Con il finale della terza stagione, <em>The Boys</em> smette definitivamente di essere una semplice parodia per trasformarsi in una spaventosa cronaca del nostro tempo. Il confronto generazionale tra il vecchio machismo di Soldier Boy e il populismo mediatico di
Patriota ci ha consegnato una società polarizzata, isterica e pronta a esultare di fronte alla violenza più cieca, purché giustificata da una bandiera. La maschera della Vought è caduta, ma la folla
non sembra curarsene. La strada verso il potere assoluto è ormai spianata e le istituzioni vacillano. Nel prossimo appuntamento analizzeremo il penultimo atto di questo dramma, dove la guerra civile smette di essere
una minaccia e diventa una realtà imminente tra i corridoi della Casa Bianca.</div><div><br></div>
<div>La seconda stagione: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?the-boys---stagione-2" class="imCssLink">VISIONA &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink12dd5db67042793fd653103a0ddc328b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Boys-terza-stagione-cover_ver.webp','alt': 'Locandina per The Boys - terza stagione.','title': 'Locandina per The Boys - terza stagione.','width': 754,'height': 1080,'description': 'Locandina per The Boys - terza stagione.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink12dd5db67042793fd653103a0ddc328b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Boys-terza-stagione-cover_ver.webp" alt="Locandina per The Boys - terza stagione." title="Locandina per The Boys - terza stagione." width="200" height="287" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=E-5VK9QL2Pc">https://www.youtube.com/watch?v=E-5VK9QL2Pc</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 06:05:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Intervista agli Infection Code]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000351"><h1 class="imHeading1">Incontro con Macha e Gabriele</h1><h2 class="imHeading2">Che ripercorrono il cammino della band italiana</h2><div>






<div><strong></strong>Dagli esordi fino a <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?de-reptilium-arcanis-degli-infection-code" class="imCssLink">De Reptilium Arcanis</a></em>, la storia degli <strong>Infection Code</strong> è fatta di evoluzioni, cambiamenti di formazione, momenti difficili e soprattutto della capacità
di non perdere mai di vista la propria identità. In questa intervista <strong>Macha</strong> e <strong>Gabriele</strong> ripercorrono il cammino della band, individuando in <em>In.R.I.</em> uno dei passaggi fondamentali per il ritorno alle proprie radici e in <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?de-reptilium-arcanis-degli-infection-code" class="imCssLink">De Reptilium Arcanis</a></em> la piena consapevolezza di una nuova identità sonora. Tra sperimentazione, elettronica, metal estremo e un rapporto sempre importante, seppur non determinante,
con il pubblico, emerge soprattutto una convinzione: per continuare a esistere dopo tanti anni servono attitudine, passione e la capacità di trasformare la musica in una vera scelta di vita. Un percorso che <strong>Gabriele</strong> riassume con una sola parola: perseveranza.</div><div><b><span style="font-weight: 400;"><br></span></b><b>Guardando alla vostra intera carriera, quale momento considerate decisivo per la nascita della vera identità degli Infection Code?</b><br>Macha: Avendo fondato, insieme a Gabriele e Ricky, gli Infection Code, mi sento di dire che, da quando ci siamo ritrovati, la sensazione è quella di essere tornati alle origini, ma con più consapevolezza
e con un bagaglio musicale nettamente arricchito. Quindi direi che finalmente siano questi i “veri” Infection Code.</div><div><br><strong>Quali differenze vedete tra la band degli inizi e quella che oggi presenta l'album “De Reptilium Arcanis”?<br></strong>Gabriele: Ci sono sostanziali differenze, non per altro l’esperienza gioca un ruolo fondamentale nel gestire un gruppo in tutti i processi, che siano compositivi, organizzativi e promozionali. Siamo cambiati
perché le persone che ci sono dall’inizio sono cresciute e le persone che sono arrivate negli anni hanno portato il proprio bagaglio culturale, musicale e umano.</div><div><br><strong>Qual è stata la sfida più grande affrontata durante questi anni di attività?<br></strong>Gabriele: Mantenere sempre l’attenzione alta e non perdersi mai d’animo anche quando tutto è perduto. Come è accaduto per qualche situazione più pesante che abbiamo affrontato.
E anche in questi momenti bisogna mantenere l’attenzione a un certo livello, fare in modo che il pubblico non si dimentichi della band e mantenere la concentrazione di chi rimane sempre costante. Focalizzare l’obiettivo,
che sia trovare un nuovo musicista, comporre una canzone, registrare un disco, organizzare una data, fare un tour.</div><div><br><strong>C'è un album della vostra discografia che considerate particolarmente importante per capire la vostra evoluzione?<br></strong>Gabriele: Penso che un album fondamentale, che non è per forza il più riuscito o che sia il migliore, ma che ha segnato una demarcazione importante con gli Infection Code di adesso e quelli del passato,
sia “In.R.I.”. È qui che Ricky e io abbiamo deciso di dare un taglio netto a sperimentazioni forzate, allontanamenti dal metal. Con questo album, benché acerbo e con alcune canzoni poco focalizzate,
siamo tornati alle nostre radici o, per lo meno, abbiamo capito di aver ritrovato la nostra strada, che poi si è definita con “Alea Iacta Est” e “Sulphur”.</div><div><br><strong>Come riuscite ancora oggi a trovare nuovi stimoli dopo undici pubblicazioni?<br></strong>Gabriele: Non è facile, ma se hai un minimo di passione verso la musica, verso un genere,
qualsiasi sia questo genere, e se soprattutto devi sfogarti e usare la musica come strumento per una catarsi emotiva, allora potresti scrivere album fino a cent’anni. L’importante è trovare la motivazione.
La voglia e avere una piccola fiamma dentro che continua a bruciare.</div><div><br><strong>Pensate che il prossimo album continuerà il percorso iniziato con “De Reptilium Arcanis” oppure
potrebbe aprire nuove strade sonore?<br></strong>Macha: Sicuramente con “De Reptilium Arcanis” abbiamo siglato una firma stilistica che sarà presente anche nei prossimi lavori.
Il riffing, l’utilizzo dell’elettronica e tutto quello che ne verrà fuori continueranno, a mio parere, il mood che ci sta accompagnando.</div><div><br><strong>Quanto è importante per voi il rapporto diretto con chi ascolta la vostra musica?<br></strong>Gabriele: È importante ma non fondamentale. Fondamentale è scrivere per sfogare e metabolizzare quello che abbiamo dentro. Che siano emozioni negative, positive, voglia di comunicare. Siamo molto
attenti a chi ci segue, a chi critica il nostro lavoro, a chi ci sprona a migliorare. Sono tutte dinamiche che una band ha bisogno di avere, ma poi, al nostro livello, ciò che conta sono motivazioni interiori.<br>Macha:
Per quanto mi riguarda, il solo pensare che qualcuno si prenda del tempo per ascoltare il nostro lavoro e venirci a vedere dal vivo è incredibile. In quest’ultimo anno ho conosciuto bellissime persone, felici
e divertite dai nostri live. Non ha prezzo.</div><div><br><strong>Quale pensate sia il valore più importante che una band deve mantenere dopo tanti anni di carriera?<br></strong>Gabriele: L’attitudine. Fondamentalmente, fare parte di una band come la nostra è uno stile di vita. Una scelta. Che moltissimi adottano ma che tanti poi, dopo anni, lasciano. Penso che il valore
sia proprio questo. L’attitudine, la passione, lo stile di vita.</div><div><br><strong>Cosa vorreste che rimanesse del nome Infection Code nella storia della scena metal italiana?<br></strong>Gabriele: Quello che ho detto nella risposta precedente. Una band con attitudine, passione e che ha seguito il cuore e vissuto uno stile di vita che non tutti riescono ad affrontare.</div><div><br><strong>Se doveste riassumere il viaggio dagli esordi fino a “De Reptilium Arcanis” con una sola frase, quale sarebbe?</strong></div>
<div>Gabriele: Perseveranza.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkf2f1ee5273aa4506f0d72373e17821b1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/De-Reptilium-Arcanis-cover_ver_eftwf6tm.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album &quot;De Reptilium Arcanis&quot;.','title': 'La copertina dell\\\'album &quot;De Reptilium Arcanis&quot;.','width': 903,'height': 889,'description': 'La copertina dell\'album "De Reptilium Arcanis".'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf2f1ee5273aa4506f0d72373e17821b1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/De-Reptilium-Arcanis-cover_ver_a2sznal5.webp" alt="La copertina dell&#39;album &quot;De Reptilium Arcanis&quot;." title="La copertina dell&#39;album &quot;De Reptilium Arcanis&quot;." width="200" height="197" /></a></div><div><script> var showboxlinkabe17b09895491dc80a7ecfd4754053a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/infection-code-band-2026_bar.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 700,'height': 436,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkabe17b09895491dc80a7ecfd4754053a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/infection-code-band-2026_bar.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="125" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=mcHpuW_6iZs">https://www.youtube.com/watch?v=mcHpuW_6iZs</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Caro vicino]]></title>
			<author><![CDATA[Floriana Quaretti]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000350"><h1 class="imHeading1">Emanavano un odore mortifero</h1><h2 class="imHeading2">Mi irrigidii, per un brivido ghiacciato lungo la schiena</h2><div>






<div><span class="fs14lh1-5">Per la mia famiglia, estate significava tre settimane di vacanza al lago. Ogni anno i miei genitori affittavano sempre la stessa casetta in legno odorosa di muffa e alghe, a breve distanza
dal molo e dal bungalow dei Kilkanney. Non che i miei andassero particolarmente d’accordo con il signore e la signora Kilkanney; ma quella prossimità si era trasformata, nel tempo, in un comodo sodalizio, scaturito
dalla comune necessità di tenere sotto controllo dei ragazzini senza nulla da fare. I quattro organizzavano spesso dei barbecue, per tenersi impegnati la sera; e per noi ragazzi erano un vero spasso. La carne era sempre
bruciacchiata e stopposa, ma ci deliziavamo con altro. La signora Kilkanney aveva un certo vizietto, quello di attaccarsi alla bottiglia; e alla fine della serata non era poi tanto improbabile veder scivolare uno dei suoi
seni perfetti fuori dalla canottiera, o l’ombra delle mutandine lilla sbucare da sotto la gonna stropicciata. Io, mio fratello Rex e Billy Newman, un ragazzino a cui i Kilkanney badavano per le vacanze, guardavamo quelle
scene a bocca aperta. Le fulgide parentesi di consapevolezza erotica si concludevano in pochi secondi, con il signor Kilkanney impegnato a trascinare per i capelli la moglie fin dentro il bungalow. Mentre la portava via, lui
urlava tanto forte da far sobbalzare perfino mio padre; e intanto le ragazze Kilkanney, Laura e Kathy, correvano lontano da quelle esplosioni, fermandosi dietro il tronco dell’olmo affacciato sul lago. Io e i ragazzi,
dal porticato della casetta, vedevamo le loro testoline bionde quasi luminose nella notte. Allora, pensavamo che si nascondessero solo dal peso della vergogna.</span></div>
<div><br></div>
<div>Nell’estate del 1994 avevo quindici anni. Non vedevo l’ora di raggiungere quella casetta ammuffita; non per la vacanza, ma per Kathy Kilkanney. L’anno prima c’eravamo
baciati; e tastando da sopra la maglietta avevo intuito la forma soda del suo seno, identica a quella - magnifica - della madre. Sapevo, o per meglio dire speravo, che in quell’estate le cose sarebbero andate diversamente,
e più in profondità. Kathy non era certo una ragazza di cui innamorarsi: la sua situazione familiare, triste e ridicola insieme, rendeva la sua figura patetica. Lei stessa non avrebbe mai potuto innamorarsi della
mia barba a riccioli e della mia voce stridula; ma in quelle estati noiose non c’era nient’altro da fare, e spingerci un po’ più in là era l’unica soluzione al tedio. Per questo, appena
arrivammo, andai a bussare alla porta del bungalow dei Kilkanney. Volevo vederla subito, e portarla a fare una passeggiata nel bosco lungo il lago, ma non mi rispose nessuno. Aggirai il bungalow scavalcando la bassa siepe
che lo cingeva tutt’attorno, per dare un’occhiata sul retro. La vecchia berlina verde scuro non era da nessuna parte: ad attendermi trovai solo una distesa di ghiaia polverosa.<br>«Magari arriveranno domani.
Ho sentito al telefono il vecchio Key giusto la scorsa settimana: hanno prenotato qui, come al solito.» Mio padre lo disse con tono noncurante, mentre mandava giù un bicchierone di tè freddo alla menta;
però notai il suo sguardo indugiare un po’ troppo a lungo nella direzione del bungalow. <br>«Va bene. Perché volevo vedere Kathy», dissi. Sapeva della mia infatuazione; e aveva speso parecchio
tempo, durante l’inverno, a terrorizzarmi vagheggiando malattie e bambini indesiderati.<br>«Arriverà. E comunque ricordati bene quello di cui abbiamo parlato.» Finì il bicchierone di tè
con un sorso, e lo imitai. «Ora non ci pensare: và a cercare Rex, e se vuole andare a nuotare accompagnalo. Lo sai...»<br>«Lo so,» tagliai corto «può confondersi, il resto.»
Rex cresceva più lentamente degli altri ragazzi. O almeno così avevano detto i dottori.</div>
<div>Andai a cercare mio fratello con le mani ficcate in tasca, masticandomi le labbra. Mentre mi allontanavo dalla casetta mi sembrò di scorgere un riflesso biondo sotto l’olmo,
e la sagoma di due figure accucciate a terra. Kathy, pensai, e mi affrettai verso lo spiazzo, cercando di nascondere la mia eccitazione. Ma una volta sotto l’albero mi accorsi di essere solo: il colore dorato era svanito,
e quelle che mi erano sembrate figure umane erano solo tronchi trascinati a riva dalle onde del lago.</div>
<div>Mi irrigidii, per un brivido ghiacciato lungo la schiena. <br>«Senti! Senti qui!» Rex era sbucato da chissà dove, e mi aveva poggiato un grosso ciuffo di alghe
bagnate in mezzo alle scapole.<br>«Cristo. Cosa fai? Che schifo!» Quelle cose viscide, lunghe e verdi, si erano incollate alla maglietta. Emanavano un odore mortifero, insopportabile.<br>«Le ho trovate
là, guarda» Rex indicava con il suo dito grassoccio un’ansa tranquilla poco più avanti, con un sorriso serafico stampato sul viso. «Me le ha date Kathy Kilkanney.» <br>«Ma non
è ancora arrivata, non è possibile», replicai.<br>«Kathy. Kathy Kilkanney e Laura Kilkanney e la signora Kilkanney», ripeté Rex, annuendo. Nella sua testa, il legame tra nomi e cognomi
era qualcosa di sacro, parte centrale dell’identità: e perciò ne ripeteva le combinazioni con una cocciutaggine estenuante.</div>
<div>Alzai lo sguardo al cielo limpido e mi staccai di dosso gli ultimi ciuffi d’alga rimasti. Mi restò in mano un odore nauseante e, incastrati tra le dita, dei lunghi fili
dorati, del colore del grano.<br>«Fanno il bagno. Fanno il bagno proprio là e stanno sott’acqua e sorridono. Guarda!»<br>Rex cacciò fuori dalla tasca del costume a pantaloncino una piccola
cosa oblunga, grigia e gonfia, che somigliava a un pesce. Riconobbi il baluginio rosato dell’anello di plastica che io e Kathy avevamo trovato nelle patatine, l’anno prima, e un’unghia laccata d’azzurro.<br>Dietro
di me sentii la voce profonda di Key Kilkanney. Parlava a mio padre con gran calore, come sempre a voce altissima, imponendosi. Colsi qualche parola: parlava di donne che scappano, e del fatto che comunque sono tutte quante,
e già da piccole, delle gran puttane, e che sarà sempre così.<br>Strinsi il dito marcio e gonfio di Kathy tra le mani, e voltai la testa per vomitare. Rex restò a fissarmi a bocca aperta.</div>
<div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Floriana Quaretti è innamorata della narrativa e vaga tra la fantascienza, il weird e la lit-fic. Puoi trovare i suoi racconti e articoli su riviste come <em>La Chimera</em>, <em>Sussurri</em>, <em>Margine</em>, <em>Sottopasso</em>. Ha recentemente pubblicato il romanzo fantascientifico <em>I Corvi volavano sopra la Terra</em>, per la casa editrice Distruttori di Terre.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink6328996f2ed9c6821e788717d6bf6440 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/caro-vicino-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 724,'height': 1079,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6328996f2ed9c6821e788717d6bf6440, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/caro-vicino-cover_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="299" /></a></div><div><script> var showboxlink05e0a22f937fc9ce4b6ef10ab7f66a7d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Floriana-Quaretti_autrice.webp','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 809,'height': 1079,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink05e0a22f937fc9ce4b6ef10ab7f66a7d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Floriana-Quaretti_autrice.webp" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="201" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 07:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[VidCutter per tagliare e unire video gratis]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000034F"><h1 class="imHeading1">L'alternativa leggera ai software complessi</h1><h2 class="imHeading2">Per salvare clip al singolo fotogramma senza tempi di attesa e perdite di qualità</h2><div><div>Quando si tratta di modificare un video, la maggior parte dei programmi tradizionali risulta troppo complicata, piena di pulsanti inutili e lenta nel salvare il risultato finale. <em>VidCutter</em> nasce proprio per risolvere questo problema: è un programma gratuito, aperto a tutti e disponibile per Windows, Mac e Linux, pensato con un unico obiettivo: tagliare le parti che non servono e unire gli spezzoni nel minor tempo possibile, senza rovinare la qualità originale del filmato.</div><div><br></div><div><div>Sviluppato dall'informatico australiano <strong>Pete Alexandrou</strong> (noto online con lo pseudonimo <em>ozmartian</em>), il programma è stato pubblicato come progetto open source su GitHub. Le primissime versioni stabili (come la 2.0 e la 2.0.1) sono state rilasciate l'11 gennaio 2017, attirando subito l'attenzione delle community Linux e open source per la sua velocità nel tagliare e unire video senza necessità di ricodifica.</div></div><div><br></div> <div>Il segreto della sua velocità sta nel modo in cui gestisce i file. Invece di ricalcolare da capo l'intero video (operazione che di solito richiede molto tempo e potenza al computer), <em>VidCutter</em> si limita a copiare direttamente le parti scelte. L'interfaccia è pulita ed essenziale: al centro si trova la schermata di anteprima per visualizzare il filmato, mentre in basso c'è una barra temporale con piccole immagini di anteprima che aiutano a muoversi con facilità lungo la registrazione.</div><div><br></div> <div><script> var showboxlink27e73a754426ad8e99a59d17e3911174 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vidcutter-interfaccia_bar.webp','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di VidCutter.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di VidCutter.','width': 819,'height': 627,'description': 'L\'interfaccia grafica di VidCutter.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink27e73a754426ad8e99a59d17e3911174, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/vidcutter-interfaccia_bar.webp" alt="L&#39;interfaccia grafica di VidCutter." title="L&#39;interfaccia grafica di VidCutter." width="200" height="154" /></a></div> <div>L'interfaccia grafica di <em>VidCutter</em>.</div><div><br></div> <div>L'utilizzo è alla portata di chiunque: basta aprire un video, posizionarsi sul punto di inizio del pezzo da salvare, premere il tasto di avvio e poi quello di fine. I vari spezzoni vengono raccolti in un elenco sulla destra, dove possono essere riordinati a piacimento o eliminati prima di creare il video finale unificato. Il programma supporta praticamente tutti i formati più diffusi, come MP4, MKV, AVI e MOV.</div><div><br></div> <div>La funzione più utile è lo <em>SmartCut</em>. Nei tagli video normali senza riconversione, capita spesso che il taglio non sia preciso al secondo esatto a causa della struttura interna dei file video. Attivando lo <em>SmartCut</em>, il software ricalcola solo pochissimi fotogrammi intorno al punto di taglio, lasciando intatto tutto il resto. In questo modo si ottiene una precisione perfetta al singolo fotogramma in pochissimi secondi e senza alcuna perdita visibile di qualità.</div> <div><br></div> <div><strong>PRO</strong></div> <ul> <li>Salvataggio quasi istantaneo senza perdita di nitidezza o qualità video.</li> <li>Funzione <em>SmartCut</em> per effettuare tagli precisi al singolo fotogramma.</li> <li>Semplice da usare, con un'interfaccia intuitiva e senza opzioni complicate.</li> <li>Funziona senza problemi su Windows, Mac e sistemi Linux.</li> <li>Mantiene intatti l'audio originale, i sottotitoli e le lingue multiple presenti nel file.</li></ul><br><ul> </ul> <div> </div> <div><strong>CONTRO</strong></div> <ul> <li>Non permette di aggiungere testi, musica di sottofondo, effetti speciali o transizioni.</li> <li>Non è pensato per convertire i video in formati diversi da quello di partenza.</li> <li>Con la funzione <em>SmartCut</em> attiva su video molto pesanti l'operazione può richiedere più di tempo.</li> <li>Raramente può bloccarsi con file danneggiati o formati audio molto vecchi.</li> </ul> <div><br></div> <div><strong>Conclusioni</strong></div> <div><em>VidCutter</em> è la scelta ideale per chi vuole semplicemente accorciare una registrazione TV eliminando le pubblicità, ripulire un video girato con lo smartphone o estrarre al volo i momenti migliori da una lunga diretta. Rinuncia agli effetti speciali dei grandi software di montaggio, ma offre in cambio una velocità imbattibile e una facilità d'uso che lo rendono perfetto per le operazioni di tutti i giorni.</div> <div><br></div> <div>Scarica <em>VidCutter</em> dal sito ufficiale: <a href="https://sourceforge.net/projects/vidcutter/" class="imCssLink">https://sourceforge.net/projects/vidcutter/</a></div> <div>Oppure dalla sezione OpenFree del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink6e173d248359fc74586d81e82f127f4f = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vidcutter-logo-home_bar.webp','alt': 'Il logo di VidCutter.','title': 'Il logo di VidCutter.','width': 701,'height': 462,'description': 'Il logo di VidCutter.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vidcutter-logo2-vip_bar.webp','alt': 'Il logo di VidCutter.','title': 'Il logo di VidCutter.','width': 1710,'height': 694,'description': 'Il logo di VidCutter.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6e173d248359fc74586d81e82f127f4f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/vidcutter-logo-home_bar.webp" alt="Il logo di VidCutter." title="Il logo di VidCutter." width="200" height="132" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 06:57:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dark Ages Suite & Live in Roma dei Blacksmith Tales]]></title>
			<author><![CDATA[Red Scorpion]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000034E"><h1 class="imHeading1">Tra risveglio spirituale e virtuosismo</h1><h2 class="imHeading2">L'ambizione sinfonica e l'impatto live della band friulana</h2><div>






<div><strong>BLACKSMITH TALES - Dark Ages Suite &amp; Live in Roma</strong></div>
<div><strong>Full-length, Aereostella (2026)</strong></div>
<div><br></div>
<div>Nel panorama musicale odierno, dominato dalla frenesia del consumo rapido e da strutture sonore standardizzate, la vera audacia risiede nella capacità di costruire architetture
sonore complesse, capaci di trasportare l'ascoltatore oltre i confini del presente. È esattamente questa la rotta tracciata dai friulani <strong>Blacksmith Tales</strong> con la loro ultima fatica discografica, <em>Dark Ages Suite &amp; Live in Roma</em>, data alle stampe dall'etichetta milanese Aereostella. La compagine guidata dalla visione artistica di <strong>David Del Fabro</strong> torna a farsi sentire con un’opera bifronte e travolgente, che unisce la ricercatezza del lavoro di studio all’adrenalina pura della dimensione concertistica.</div>
<div><br></div>
<div>A fare da architrave e fulcro concettuale all’intera opera è la titanica <em>Dark Ages Suite</em>, una cavalcata di oltre venti minuti suddivisa in quattro movimenti che rende omaggio alla più nobile tradizione del rock sinfonico d'autore, declinandola
però con una sensibilità assolutamente contemporanea. Il brano si configura come un poema sonoro drammatico e vibrante, volto a indagare il senso di smarrimento e alienazione dell'individuo moderno. Attraverso
un sapiente intreccio di allegorie, critica alle derive tecnocratiche e al processo di disumanizzazione del nostro tempo, la suite non cede mai al nichilismo, ma lascia costantemente aperto uno spiraglio verso il risveglio
spirituale e la redenzione morale. Sul piano degli arrangiamenti, la partitura vive di chiaroscuri magistrali: alle fiammate ritmiche cariche di pathos si alternano aperture eteree impreziosite da ricami vocali suggestivi,
dove le voci intrecciate di <strong>Stefano Sbrignadello</strong> e <strong>Beatrice Demori</strong> fungono da guida emotiva, dialogando con le raffinate trame tessute dai sintetizzatori di <strong>Luca Zanon</strong>, dalle tastiere e dal pianoforte di <strong>Del Fabro</strong> e dalle chitarre affilate di <strong>Marco Falanga</strong>. Il risultato è un affresco sonoro di rara intensità espressiva, capace di bilanciare
lirismo poetico e vigorosa enfasi strumentale.</div>
<div><br></div>
<div>Voltando pagina, la seconda metà dell'album spalanca le porte all'energia del palcoscenico, catturando l'indimenticabile esibizione della band capitolina all'Auditorium
Parco della Musica. Era il 30 dicembre 2024 quando il sestetto friulano - supportato per l'occasione dal solido apporto al basso di <strong>Alessandro Jacobi</strong> e dal dinamismo ritmico di <strong>Simone Morettin</strong> alla batteria - fu chiamato a scaldare la platea per i mostri sacri della <strong>Premiata Forneria Marconi</strong>. La cinquina di tracce immortalata dal vivo testimonia una coesione esecutiva impeccabile e un impatto scenico devastante. L'incedere maestoso di <em>Hamlet's Mill Overture</em> apre le danze catapultando il pubblico in un turbine di virtuosismi, seguito a ruota dal fascino magnetico di <em>Key to the Temple</em> e dall'evocativa <em>C'è Casa a 30 Miglia</em>. La tensione emotiva sale ulteriormente con <em>Paths Of the Sky</em>, estratto denso e viscerale tratto da <em>Possessed By Time</em>, per poi culminare nell'esplosione liberatoria di <em>Dance of the Stars</em>, suggellando un set live memorabile che restituisce appieno la grandezza performativa della band.</div>
<div><br></div>
<div>Dopo aver conquistato il plauso di pubblico e critica con i precedenti capitoli in studio, i <strong>Blacksmith Tales</strong> firmano con <em>Dark Ages Suite &amp; Live in Roma</em> un disco maturo, magnetico e profondamente ispirato, disponibile sia in formato fisico che sulle piattaforme digitali. Un'opera monumentale che conferma la formazione tra le realtà più affascinanti
e rappresentative dell'art-rock tricolore contemporaneo, capace di parlare al cuore e alla mente di chiunque consideri la musica un viaggio dell'anima.</div>
<div><br></div>
<div><strong>Tracklist:</strong></div>
<div><ol><li>Dark Ages Suite </li><li>Hamlet's Mill Overture</li><li>Key to the Temple</li><li>C'è Casa a 30 Miglia</li><li>Paths Of the Sky (excerpt from Possessed By Time) </li><li>Dance of the Stars</li></ol></div>





<div><br></div>
<div><strong>Line-up:</strong></div>
<div><ul><li>Stefano Sbrignadello - voce </li><li>Beatrice Demori - voce</li><li>Simone Morettin - batteria</li><li>Marco Falanga - chitarre, basso</li><li>Luca Zanon - tastiere e pianoforte</li><li>David Del Fabro - pianoforte e tastiere</li><li>Alessandro Jacobi - basso nelle date dal vivo</li></ul></div>






<div><br></div></div><div><script> var showboxlinkf1189066f633b1bef8b3367770a6815f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Dark-Ages-Suite-cop_ver.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 1080,'height': 1079,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf1189066f633b1bef8b3367770a6815f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Dark-Ages-Suite-cop_ver.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlink6290ee45373af7886a71c05fb03d402c = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Blacksmith-Tales_band.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1350,'height': 1080,'description': 'La band.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Blacksmith-Tales-Live-Roma_bar.webp','alt': 'Il live a Roma.','title': 'Il live a Roma.','width': 1196,'height': 798,'description': 'Il live a Roma.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6290ee45373af7886a71c05fb03d402c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Blacksmith-Tales_band.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="160" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=e5nv90irBRQ">https://www.youtube.com/watch?v=e5nv90irBRQ</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 06:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non ci indurre in tentazione di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000034D"><h1 class="imHeading1">Antologia di racconti di fantascienza</h1><h2 class="imHeading2">Un viaggio nel cuore del rapporto millenario tra l'uomo e il divino</h2><div><div>L’intersezione tra la narrativa speculativa e l’indagine sul trascendente rappresenta da sempre uno dei territori più fecondi e audaci della letteratura. Quando la speculazione scientifica smette di limitarsi al calcolo tecnologico e sceglie di guardare negli abissi dell’assoluto, il risultato è una scossa sismica che rimette in discussione l’essenza stessa della coscienza. È proprio su questo crinale sottile e magnetico che si colloca <em>Non ci indurre in tentazione</em>, la coraggiosa opera collettiva targata Delos Digital uscita per la collana <i>Odissea Fantascienza</i> di <b>Silvio Sosio</b> e guidata dalla visione curatoriale di <strong>Alessandro Montoro</strong>. Il volume raduna alcune tra le penne più incisive e visionarie del panorama nostrano per compiere un vero e proprio atto di insubordinazione intellettuale: sfidare il dogma, dissezionare il senso del sacro e ridefinire il concetto di divinità attraverso la lente deformante del fantastico d'anticipazione.</div><div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/4cKz8iz" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div> <div><a href="https://amzn.to/4wA5QdB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div><div><br></div> <div>L’opera si presenta come un viaggio labirintico e denso di chiaroscuri, capace di scuotere le certezze del lettore pagina dopo pagina. Non siamo di fronte a una celebrazione convenzionale né a un banale esercizio di iconoclastia; al contrario, il testo si interroga sulla costante fame di significato che tormenta la nostra specie. Per chi osserva il cosmo con occhio laico o razionalista, queste pagine spalancano interrogativi perturbanti sulla persistenza degli archetipi spirituali lungo i secoli; per chi coltiva una sensibilità religiosa, offrono un salutare bagno di complessità che spoglia la devozione da ogni facile consolazione; per gli appassionati del genere, infine, costituiscono una vetrina polifonica straordinaria, in cui la speculazione filosofica sposa trame vibranti e provocatorie.</div><div><br></div> <div>L’apertura dell'itinerario conduce tra echi veterotestamentari trasposti in scenari cosmici alieni, dove la figura ancestrale del creatore assume sembianze inorganiche e insondabili, custode di riti arcaici riscritti tra le sabbie di mondi remoti. L’indagine prosegue scandagliando la carne e il supplizio, mostrando come l’illuminazione possa manifestarsi attraverso l'eros, il dolore e la crisi profonda di chi indossa le vesti sacerdotali. Non manca una vertiginosa incursione nelle pieghe del continuum temporale, capace di restituire la figura del Nazareno sotto una luce del tutto inedita e spiazzante, spogliata delle consuetudini agiografiche ma carica di una prorompente forza trasformatrice.</div><div><br></div> <div>La tensione metafisica trova poi un contrappunto in momenti di fulminante sarcasmo e disincanto. In uno dei passaggi più brillanti della raccolta, le potenze celesti e gli emissari infernali si ritrovano a condividere un momento conviviale, scambiandosi riflessioni sferzanti e scoprendosi drammaticamente impotenti dinanzi all'imprevedibile e perversa libertà delle scelte umane. Poco oltre, la narrazione muta nuovamente registro, immergendosi in un'esperienza sensoriale liquida e psichedelica, dove la teologia sfuma in suggestioni connettiviste tra l'essere vivente e misteriose entità acquatiche.</div><div><br></div> <div>Il volume non indietreggia nemmeno di fronte alle derive del fanatismo istituzionale. Un segmento particolarmente cupo ci pone davanti all'ossessione cieca di un'inquisizione planetaria disposta all'annientamento totale pur di non ammettere la sconcertante eterogeneità del reale. A fare da contraltare a questo baratro giunge una storia di redenzione e speranza, dove i sacrifici pretesi dai tiranni e mascherati da voleri divini vengono finalmente spezzati dal riscatto della coscienza. L'incedere dell'opera ci catapulta successivamente in cattedrali d'acciaio e circuiti, in cui imperano nuove divinità cibernetiche e l'umanità combatte per preservare la scintilla della propria imperfezione contro l'algida purezza del silicio. A chiudere idealmente il cerchio è un patto mefistofelico post-apocalittico dai tratti intimi e malinconici, dove il destino e la salvezza si giocano tra i rimpianti, i dettagli microscopici e i fallimenti di un'intera esistenza.</div><div><br></div> <div>Arricchita dagli interventi critici di <strong>Alessandro Montoro</strong> e <strong>Carmine Treanni</strong>, <em>Non ci indurre in tentazione</em> è un'esperienza letteraria trascinante e necessaria. Un'antologia che cattura per eleganza stilistica e vigore concettuale, destinata a lasciare un segno duraturo e a dimostrare come la fantascienza italiana sappia ancora spingersi dove pochi osano avventurarsi: nel cuore stesso dell'ignoto.</div><div><br></div><div><br></div> <div><strong>RACCONTI E AUTORI</strong></div> <div><br></div> <div><strong><em>L'ultimo patriarca</em> di Alfonso Dama</strong></div> <div>L'archetipo biblico e la severità dell'Antico Testamento si trasferiscono su scala interplanetaria, trapiantando dogmi arcaici e ritualità spietate in un ecosistema alieno dominato da una maestosa e inquietante entità inorganica bramosa di sacrifici e fumo.</div> <div><br></div> <div><strong><em>Incontro con Dio</em> di Maurizio Cometto</strong></div> <div>Un'esperienza mistica e viscerale in cui l'accesso al divino non è un'astrazione teologica, ma passa attraverso la carne, il desiderio e il tormento fisico, scuotendo le certezze disincantate di un sacerdote costretto a fare i conti con la propria maschera liturgica.</div> <div><br></div> <div><strong><em>Il tempo è una terra straniera</em> di Emiliano Maramonte</strong></div> <div>Sfruttando la vertigine dei paradossi temporali, il racconto reinventa la figura del Cristo, proponendo un Messia spogliato dei canoni tradizionali ma dotato di una forza sovversiva capace di riscrivere le fondamenta della storia umana.</div> <div><br></div> <div><strong><em>Una birra tra amici</em> di Barbara Bottalico</strong></div> <div>Una brillante e sarcastica commedia filosofica in cui emissari celesti e diabolici si incontrano per bere assieme, confrontandosi con disincanto e amara ironia sulla propria totale impotenza di fronte alla perversione e alla sconsideratezza del libero arbitrio umano.</div> <div><br></div> <div><strong><em>Staring at the sea</em> di Sandro Battisti</strong></div> <div>Un'opera intrisa di suggestioni connettiviste e pulsioni sensoriali, dove la speculazione religiosa si dissolve in una fusione panica tra mente, corpo e seducenti creature di natura acquatica, esplorando gli abissi della psiche e del misticismo biologico.</div> <div><br></div> <div><strong><em>Pulvera</em> di Furio LC Rex</strong></div> <div>Il dramma del fanatismo ortodosso: la storia segue la deriva spietata di un inquisitore che, pur di non accettare l'imperscrutabile e mutevole complessità dell'universo, sceglie di condannare all'estinzione un'intera civiltà per preservare l'integrità dei propri dogmi.</div> <div><br></div> <div><strong><em>Peccata Mundi</em></strong> <b>di Carlo Salvoni</b></div> <div>Uno dei capitoli più viscerali e intensi della raccolta. Al centro della narrazione c'è il profondo rapporto tra un nipote e il nonno morente. Attraverso questa dinamica intima e dolorosa, l'autore esplora una declinazione fantascientifica e spirituale del tema portante del libro: la "tentazione della paura".</div> <div><br></div> <div><strong><em>L'ultimo sacrificio</em> di Giuliano Olivotto</strong></div> <div>Un'aspra parabola politica e spirituale che svela come il potere costituito manipoli culti sanguinari per soggiogare i popoli; un testo crudo che trova però il suo fulcro nella possibilità di ribellione morale e nella conquista a caro prezzo della speranza.</div> <div><br></div> <div><strong><em>Fratelli nel metallo</em> di Federico Tamanini</strong></div> <div>Una distopia ad alto voltaggio cyberpunk e industrial in cui le macchine impongono il proprio dominio ed erigono monumentali cattedrali cromate; all'interno di questo incubo sintetico, la tenacia umana diventa l'ultimo vero baluardo di sacralità e resistenza.</div> <div><br></div> <div><strong><em>Dettagli</em> di Fabio Aloisio</strong></div> <div>In un contesto post-apocalittico, un mefistofelico interlocutore accorda un'insolita opportunità alla donna ritenuta responsabile del collasso della civiltà; un viaggio intimo tra memoria, fallimenti e rimpianti in cui la minuscola precisione del dettaglio schiude uno spiraglio di salvezza.</div> <div><br></div> <div>A completare la rosa dei contenuti contribuisce la voce del curatore <strong>Alessandro Montoro</strong>, che attraverso il proprio intervento introduttivo e la guida dell'opera lega insieme le fila di un'indagine cosmica su cospirazioni, angeli inconsueti e nuove eresie stellari, preparando il terreno per le conclusioni affidate alla postfazione di <strong>Carmine Treanni</strong>.</div><div><br></div><div><br></div> <div><em>Non ci indurre in tentazione</em></div> <div><em>(Dieci racconti di fantascienza teologica)</em></div> <div><em>Autore: AA.VV.</em></div> <div><em>Curatore: Alessandro Montoro</em></div> <div><em>Prefazione: Alessandro Montoro</em></div> <div><em>Postfazione: Carmine Treanni</em></div> <div><em>Collana: Odissea Fantascienza</em></div> <div><em>Editore: Delos Digital</em></div> <div><em>Anno: 10 marzo 2026</em></div> <div><em>Pagine: 256</em></div> <div><em>ISBN-13: 978-8825435306</em></div> <div><em>Prezzo: 18,00 € - eBook: 5,99 €</em></div> <div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/4cKz8iz" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div> <div><a href="https://amzn.to/4wA5QdB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkbf681da388599957cf5ee459748aeeab = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Non-ci-indurre-in-tentazione-cop_ver_y7803muq.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 773,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbf681da388599957cf5ee459748aeeab, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Non-ci-indurre-in-tentazione-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="280" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 08:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ogni benedetto weekend di Andrea Torelli]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000034C"><h1 class="imHeading1">Un libro agile e rapido</h1><h2 class="imHeading2">Molto moderno come impostazione stilistica</h2><div><div>“Andrea, 40 anni. Single per scelta. Mission: arrivare al weekend. Poi inciampa su Viola. Lei è lui con le curve e un vizio opposto: rischiare col cuore. Lui brucia di suo tutte le tappe: storie lampo, notti senza nome, amore senza istruzioni. Proprio quando vede la differenza, suona il gong. E stavolta il premio potrebbe essere già stata assegnato. Forse”. Questa la rapida sinossi editoriale che invita alla lettura de <em>Ogni benedetto week-end</em>, il nuovo romanzo di <strong>Andrea Torelli</strong>, edito da Il Foglio Letterario Edizioni, un libro agile e rapido, molto moderno come impostazione stilistica.</div><div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/4xUScTK" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div><div><br></div> <div>Tutti viviamo nell'attesa del weekend: è un desiderio che non conosce limiti generazionali. Ovviamente cambiano le motivazioni, le aspettative, ma è sicuramente quella parte della settimana che ci permette di respirare e di evadere dagli schematismi del quotidiano. E se hai 40 anni e sei single? Beh, allora, come <strong>Andrea</strong> auspichi che il tuo weekend arrivi presto e ti apra un sacco di opportunità. Dal venerdì sera la vita di <strong>Andrea</strong> si trasferisce nei locali, circondata dal calore degli amici, dalla possibilità di nuovi incontri e dal brio di un calice di buon vino o perché no, di un più mondano gin tonic. Il weekend è lo spazio per eccellenza per chi come lui, a prescindere dalla propria condizione personale, mantiene viva in sé la voglia di libertà e l'abitudine di frequentare amici o aprirsi a nuove esperienze. E le occasioni non mancano di certo per un protagonista che difficilmente si tira indietro nel compiacere il desiderio femminile, seppur occasionale. D'altronde quando non si hanno vincoli, a chi non fa piacere assecondare una persona che ti concede attenzioni e ti seduce? Proprio tutti questi incontri servono per dare all'autore la possibilità di fare emergere il forte lato introspettivo del protagonista, che seppur convinto del suo status di single, del vivere il proprio qui e ora, a volte vacilla e disfa tutti i principi chiaramente esposti sui privilegi dell'essere solo e libero. Il punto di vista di <strong>Andrea</strong> prevarica. Difficilmente cerca di approfondire i modi della vasta rosa di personaggi femminili con cui si relaziona. Si interroga individualmente, fa ipotesi, accetta e decide, ma raramente investe le proprie energie nel confronto con le ragazze che finiscono sulla sua strada. Questo atteggiamento probabilmente trova risposta nella prefazione dove l'autore dichiara che nulla può scalfire <strong>Andrea</strong> perché ha già sofferto. Adesso penserete che questo sia un male comune, ma si sa, ognuno costruisce di conseguenza al proprio vissuto la sua strada, ancorata alle migliori certezze e perché no, al susseguirsi dei weekend. Una lettura consigliata!</div><div><br></div> <div><strong>L'AUTORE</strong></div> <div>Andrea Torelli è uno scrittore italiano nato a Reggio Emilia nel 1984. Si interessa alla lettura fin dalla tenera età. Appassionato inoltre di calcio, cinema e musica. Nelle sue opere di narrativa contemporanea racconta con ironia e introspezione la crescita personale, la provincia e le sfide esistenziali legate alle diverse età della vita.</div><div><br></div><div><br></div> <div><em>Ogni benedetto weekend</em></div> <div><em>Autore: Andrea Torelli</em></div> <div><em>Editore: Il Foglio Letterario</em></div> <div><em>Anno: 10 maggio 2026</em></div> <div><em>Pagine: 200</em></div> <div><em>ISBN-13: 979-1256860715</em></div> <div><em>Prezzo: 14,00 €</em></div> <div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/4xUScTK" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc5cec58e931a238f313f634f0d79cef9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Ogni-benedetto-week-end-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 500,'height': 738,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc5cec58e931a238f313f634f0d79cef9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Ogni-benedetto-week-end-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="296" /></a></div><div><script> var showboxlinkb864f531fe556213e2be62910e33bc3d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Andrea-Torelli_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 640,'height': 466,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb864f531fe556213e2be62910e33bc3d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Andrea-Torelli_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="110" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 06:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[The Ribbon Hero di Yuuki Igarashi]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000034B"><h1 class="imHeading1">Opera non perfetta</h1><h2 class="imHeading2">Ma comunque superiore alla media</h2><div>






<div><strong>The Ribbon Hero (2026)</strong></div>
<div><em>Regia e Sceneggiatura: Yuuki Igarashi</em></div>
<div><em>Fotografia: Hikaru Fukuda</em></div>
<div><em>Montaggio: Junichi Uematsu</em></div>
<div><em>Musiche: Satoru Kosaki, Ryuichi Takada</em></div>
<div><em>Produzione: Outline, Twin engine</em></div>
<div><br></div>
<div>“<em>Ribbon Hero</em>” è il nome originale di un’opera che è stata chiamata anche “<em>La principessa col fiocco</em>”, più originariamente “<em>Princess Knight</em>” o in originale “<em>Ribbon no Kishi</em>”. In Italia, negli anni ‘80, si chiamava, quindi “<em>La principessa Zaffiro</em>”, questo perché noi non abbiamo mai capito un cazzo. Adesso che abbiamo il contesto, vi parlo del film di due ore che ne è un remake pubblicato quest’anno da Netflix.</div><div><br></div>
<div>Sapphire è la principessa di Silverland, un regno techno fantasy aggredito da una entità malvagia che è il male del suo mondo: Nergal. Questa specie di incubo a
metà tra il drago e il robot divora persone e regni; nessuno lo ha mai fermato. La gente lo tollera ed emigra. Lo stesso si ritrova costretta a fare la principessa, che perde tutta la sua famiglia e un braccio, finendo
a vagare per anni assieme a una vecchia serva. Sapphire arriverà infine nel regno di Goldland dove, stremata, cercherà di ricostruirsi una vita come minatrice, grazie anche alla forza del suo nuovo braccio meccanico.
Purtroppo, Goldland è una teocrazia che vive al servizio delle crudeli entità di Nergal e le compiace in cambio della propria sopravvivenza. La principessa scoprirà così un potere che è nascosto
in lei e che dovrà usare per affrontare il flagello.</div><div><br></div>
<div>Siccome sono vecchio, amo le opere di <strong>Osamu Tetsuka</strong>, tra le quali “<em>Princess knight</em>”, appunto. L’anime originale parlava di un argomento diverso e Zaffiro si travestiva da ragazzo, rimanendo
nel proprio regno a combattere uno spodestatore. Le cose sono cambiate, tanto, rimanendo più sul citazionistico (ma con un enorme omaggio nel finale), eppure non posso dire che mi dispiacciano. L’estetica techno
fantasy mi ricorda altre opere del maestro, come <em>Atom</em>, ma anche di altri autori, tipo il film <em>L’uovo dell’angelo</em> o più banalmente, la saga di <em>Final Fantasy</em>. È interessante e anche intrigante. L’andamento della storia è lineare e sensato, i misteri vengono spiegati poco per volta (quasi tutto) e la narrazione
è matura, facendo pochi sconti sulla realtà del mondo, perfino se è un mondo da fiaba. In questo, di nuovo, il film si distacca dall’originale che era più “buono”, ma forse anche
perché il target (come i tempi) è cambiato. La pecca più grande di tutto si ricollega a questo punto, perché l’opera non ha una identità di target precisa. Il film è epico quando
vuole e molto favoleggiante per quasi tutto il tempo, i personaggi sono carini e spesso (anche troppo) si ritrovano in situazioni ridicole (Sapphire stessa è la più tonta di tutti); ma i concetti finali di morte,
perdita, resilienza e addirittura distruzione dell’anima sono belli tosti. Forse lo avrei preferito di più con un pelo meno di umorismo; ma è anche vero che l’animazione giapponese, invece, ci tende
quasi sempre.</div><div><br></div>
<div>Tecnicamente sono rimasto stupito che la Onizuka productions non abbia messo mano a questo film. Doveva essere una nota negativa; ma non lo è stata. Si nota che c’è
un certo amore per l’opera originale (con il tributo di cui parlavo prima). Questo nuovo studio crea un prodotto animato molto “veloce”, adrenalinico, dove si combatte con epicità, poi si ride, poi
si vedono personaggi interessanti. L’attenzione è sempre tenuta alta e il montaggio serrato. Tecnicamente abbiamo un disegno pulito e molto moderno, con un design della protagonista (che ora si trasforma in stile
<em>Sailor Moon</em>) che è molto curato e intrigante. Lo sono anche i comprimari; ma non i mostri. Gli avversari sembrano generici, molto più corpi 3D che invadono
l’animazione, e la loro interazione con il mondo è visibilmente limitata. Gli effetti aggiuntivi sono molto buoni, la battaglia finale è davvero meritevole, come la “nascita” della spada di
Sapphire.</div><div><br></div>
<div>Le musiche sono meno incisive di quanto servissero, secondo me. Spesso sono nenie un po’ sbiadite che fanno da sottofondo. C’è una buona canzone durante i titoli
di coda.</div><div><br></div>
<div>Tirando le fila, non è un remake; ma un reboot e come tale va visto. I fan dovranno accontentarsi mentre i nuovi spettatori potranno godersi un film divertente, vivace, con una
buona trama. Non è un’opera perfetta; ma è comunque superiore alla media.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkb1e5a97443477a726f86ccfd8c4b2640 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Ribbon-Hero-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 728,'height': 1079,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb1e5a97443477a726f86ccfd8c4b2640, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Ribbon-Hero-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a></div><div><script> var showboxlink29854e2bb28318ee2efa4267d329e653 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Ribbon-Hero-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1200,'height': 675,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink29854e2bb28318ee2efa4267d329e653, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Ribbon-Hero-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=hP88zWSB-vU">https://www.youtube.com/watch?v=hP88zWSB-vU</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 05:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[A Ufo di Lorenzo Lombardi]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000034A"><h1 class="imHeading1">Regia accorta, riprese mai scontate</h1><h2 class="imHeading2">Un film consigliato per passare una serata spensierata</h2><div><div><strong>A Ufo (Italia 2025)</strong></div> <div><em>Regia: Lorenzo Lombardi. Soggetto e Sceneggiatura: Lorenzo Lombardi. Operatore: Francesco Bambi. Assistente di Produzione: Filippo Cecchini. Musiche: Ugos (Stringimi). Paese di Produzione: Italia, 2025. Durata: 94’. Genere: Commedia fantastica. Produzione: Dai colli fiorentini. Interpreti: Stefano Guidi (Giorgio), Francesca Rossini (Francesca), Caterina Nencetti, Marco Romoli, Francesco Pignotti (sindaco), Sergio Forconi.</em></div> <div><br></div></div><div><div><em>A Ufo</em> è commedia fiorentina in salsa fantascientifica e grottesca che cita <em>Incontri ravvicinati</em>, non tanto <em>del terzo tipo</em> (il film di <strong>Spielberg</strong>) quanto <em>del quarto tipo</em> (il capolavoro trash di <strong>Gariazzo e Baldanello</strong>), che viene mostrato esplicitamente in una vecchia copia VHS. &nbsp;Il titolo, invece, fa parte di una serie di citazioni a doppio senso delle quali la pellicola è costellata, in questo caso quando uno dei protagonisti (Giorgio) viene invitato a cena dalla nipote e non paga, quindi mangia “a ufo”. Siamo in una Grassina quasi deserta, in una calda estate come tante, dove sono rimasti pochi abitanti, tra questi due innamorati, una maestra impegnata a preparare il concorso e il buon Giorgio, frequentatore della Casa del Popolo insieme ai soliti amici con i quali gioca interminabili partite a carte. La tranquillità del paese viene turbata da un evento che pare incredibile: l’arrivo degli alieni. Scrive e dirige il film il trentenne <strong>Lorenzo Lombardi</strong> (già autore di cortometraggi e dotato di gusto cinefilo), la colonna sonora della band <strong>Ugos</strong> si fa apprezzare per il pezzo intitolato <em>Stringimi</em>. <strong>Lombardi</strong> racconta Grassina e i suoi abitanti, riprende luoghi simbolici, attività commerciali e momenti di vita cittadina, così facendo racconta la provincia toscana. La narrazione frequenta i territori del trash, i dialoghi sono volutamente grotteschi, il tono e gli effetti surreali del tutto voluti. Ambientazione perfetta tra i colli fiorentini, nel piccolo borgo di Grassina, comune di Bagno a Ripoli, vera protagonista del racconto. Il regista si chiede: perché gli extraterrestri dovrebbero palesarsi solo in grandi centri metropolitani come New York e Tokyo? Perché non a Grassina? Uno youtouber catturato dagli alieni e quattro fedelissimi - due innamorati che non riescono a concretizzare il loro rapporto, una severa maestra elementare e un vecchio organizzatore di eventi - imbastiscono un’indagine sulla presenza degli alieni e conducono una caccia serrata agli extraterrestri. Battute divertenti, scherzi feroci (gli amici burloni che svegliano Giorgio travestiti da uomini dello spazio), gag azzeccate, sceneggiatura priva di tempi morti, montaggio che confeziona una pellicola di 94’ (migliorabile), regia accorta, riprese mai scontate e buona direzione degli attori. Gli interpreti sono tutti dilettanti (in ogni caso bravi), a parte l’esperto <strong>Forconi</strong> - che ricordiamo ne <em>Il ciclone</em> e in diverse pellicole di <strong>Francesco Nuti</strong> - nei panni del perfido burlone che afferma di aver visto gli alieni e fa passare una sorpresa contenuta in un sacchetto di patatine per un oggetto proveniente da altri mondi. Tra gli interpreti <strong>Francesco Pignotti</strong> - sindaco di Bagno a Ripoli, nella parte di se stesso -, oggetto di una comica aggressione da parte dei cacciatori di Ufo, convinti che con un gavettone smaschereranno la provenienza aliena del primo cittadino. Un film che serve a scoprire un angolo di Toscana non molto noto e che - parlando di Ufo e facendo sorridere - frequenta i territori del ricordo, del sentimento e della nostalgia. Non pare cosa da poco, così come non era scontato riuscire nell’impresa. Buona colonna sonora, azzeccata fotografia dei colli fiorentini, nei luminosi spaccati diurni e negli intensi notturni. Un film a zero budget - solo per questo un successo -, visto su schermo panoramico al cinema Astra di Follonica, dopo le prime proiezioni (con accoglienza positiva) tra Firenze (Antella, Bagno a Ripoli) e Milano. I titoli di coda sono originali per la scelta di alternare i nomi della troupe e dei protagonisti con le sequenze tagliate dal montato che documentano gli errori degli interpreti. Il ricavato viene devoluto in beneficienza, come supporto al volontariato, detratte le spese di produzione. Un film consigliato per passare una serata spensierata.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkb2f055e4c11b461d628ef696a650dae2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/a-ufo-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 864,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb2f055e4c11b461d628ef696a650dae2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/a-ufo-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="251" /></a></div><div><script> var showboxlinkfcc4c6eeb781bc81d2f03d4ef403df4a = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/a-ufo-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 847,'height': 526,'description': 'Una scena del film.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/a-ufo-presentazione_bar.webp','alt': 'Presentazione del film.','title': 'Presentazione del film.','width': 846,'height': 631,'description': 'Presentazione del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfcc4c6eeb781bc81d2f03d4ef403df4a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/a-ufo-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="125" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OGJm8doC-vg">https://www.youtube.com/watch?v=OGJm8doC-vg</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 05:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il sangue dei baroni di Matteo Strukul]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000349"><h1 class="imHeading1">Una commedia nera e irriverente</h1><h2 class="imHeading2">Figlia della grande letteratura americana di Elmore Leonard e Joe R. Lansdale</h2><div>






<div><em>Una dark comedy spietata, un noir dalle tinte forti, un ambiguo mondo accademico. Matteo Strukul mette a nudo i segreti della città dei Dotti.</em></div>
<div><br></div>
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<div>Tra le pieghe oscure della narrativa di genere contemporanea, il romanzo <em>Il sangue dei baroni</em> di <strong>Matteo Strukul</strong> si impone come un’opera avvincente, capace di affondare le proprie radici nel tessuto connettivo di una realtà quotidiana tanto familiare quanto inquietante. Abbandonate temporaneamente le grandi
rievocazioni storiche che lo hanno consacrato a livello internazionale, l’autore sceglie di ambientare questo viscerale thriller nella Padova contemporanea, trasformando gli accoglienti chiostri e le severe aule della
Libera Università in un palcoscenico di spietata brutalità, cinismo e malaffare. L'ateneo patavino, istituzione venerabile e prestigiosa, perde ogni aura di sacro tempio del sapere per rivelarsi un girone
infernale dominato dal nepotismo, dall'ambizione sfrenata e dalle trame di potere del baronato universitario.</div><div><br></div>
<div>L’innesco drammatico della vicenda nasce da una cocente ingiustizia accademica. Daniele Capovilla, giovane studioso meritevole ma privo di appoggi politici o familiari, viene
ingiustamente giudicato non idoneo durante una selezione per un posto da ricercatore. La vittoria viene assegnata a Carola De Marchi, figura priva di particolari meriti scientifici ma forte del cognome che porta. La ragazza
è infatti la figlia di Carlo Alberto De Marchi, potentissimo ed egocentrico preside della facoltà di giurisprudenza, pronto a passare sopra chiunque pur di scalare l'ultimo gradino della gerarchia accademica
e conquistare la carica di rettore. L'unica vera spina nel fianco nella marcia trionfale di De Marchi è rappresentata da Enrico Zaramella, brillante astro nascente del diritto internazionale, uomo dall'intelligenza
affilata ma dalla condotta morale tragicamente compromessa, diviso tra un matrimonio sull'orlo del baratro e una vita sotterranea dominata da pulsioni incontrollabili.</div>
<div>Schiacciato dalla disperazione e vedendo sfumare anni di sacrifici ed erudizione, Capovilla decide di rifiutare il ruolo di vittima predestinata. Nel disperato tentativo di ribaltare
il proprio destino, ordita ed esegue un ricatto ad altissimo rischio contro i vertici dell'ateneo. Questo gesto scellerato ed estremo funziona da detonatore per una reazione a catena devastante, spezzando i labili equilibri
di un microcosmo già marcio fino al midollo. Dalle ombre della società emergono forze oscure e prive di scrupoli: la narrazione spalanca le porte sui legami sotterranei della massoneria deviata, coinvolgendo
spietati criminali psicopatici e figure tossiche che orbitano attorno alla vita segreta di Zaramella, tra cui un'amante ninfomane capace di accentuare la spirale autodistruttiva del giurista.</div>
<div>Mentre l'esistenza borghese di Zaramella va in frantumi sotto il peso dei propri peccati e delle minacce incrociate, la tensione in città raggiunge livelli parossistici.
La giovane Carola De Marchi viene improvvisamente rapita in circostanze misteriose. Sullo sfondo di una Padova avvolta nel terrore, si allunga infatti l'ombra inquietante di un spietato serial killer noto come il "Cacciatore
di scalpi", il cui legame con la scomparsa della ragazza e con le dinamiche universitarie diviene un enigma sempre più angosciante. In questo clima di paranoia collettiva e con la situazione all'ateneo che
precipita verso il punto di non ritorno, si avvicina la data di un decisivo convegno di studi. Al summit parteciperà l'inflessibile rettrice Maria Luisa Rognoni, figura austera e incorruttibile, da tempo sulle tracce
dei due rivali De Marchi e Zaramella e decisa a sfruttare l'occasione per incastrare definitivamente entrambi e spazzare via il loro sistema di potere.</div><div><br></div>
<div>Sul piano stilistico, <strong>Strukul</strong> dimostra una padronanza narrativa magistrale, mettendo a frutto la sua diretta conoscenza dell'ambiente accademico e della materia giuridica per infondere al racconto un realismo spietato ed estremamente
verosimile. La prosa è rapida, affilata, densa di ritmo ed energia visuale. Il romanzo si configura come un noir metropolitano d'altissimo profilo, in cui la crudeltà delle situazioni e la sanguinosa carica
eversiva si sposano con sfumature grottesche e grottesco-pulp che ricordano le migliori pellicole di <strong>Quentin Tarantino</strong>. I personaggi sono dipinti con tinte forti, privi di facili manicheismi, intrappolati in un gioco d'azzardo morale dove nessuno è realmente innocente.
<em>Il sangue dei baroni</em> si rivela così una lettura magnetica e serrata, capace di tenere il lettore con il fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina, confermando
<strong>Matteo Strukul</strong> come uno dei cantori più eclettici e talentuosi del thriller contemporaneo.</div><div><br></div>
<div><strong>L'AUTORE</strong></div>
<div>Matteo Strukul (Padova, 1973) è laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo (conoscenza che ha riversato proprio in questo romanzo). È il fondatore
del movimento SugarPulp. Dopo i primi noir di successo, ha scalato le classifiche mondiali con la saga <em>I Medici</em> (Premio Bancarella 2017), diventando uno degli autori italiani più tradotti all’estero.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Il sangue dei baroni</em></div>
<div><em>Autore: Matteo Strukul</em></div>
<div><em>Editore: Timecrime (Fanucci)</em></div>
<div><em>Anno: 21 agosto 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 280</em></div>
<div><em>Dimensioni: 14.2 x 2.8 x 21 cm</em></div>
<div><em>ISBN-13: 978-1291743326</em></div>
<div><em>Prezzo: 12,90 € - eBook: 9,99 €</em></div>
<div><br></div>
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			<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 06:19:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il paese dei ciechi]]></title>
			<author><![CDATA[Herbert George Wells]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000348"><h1 class="imHeading1">Il villaggio pareva più vasto</h1><h2 class="imHeading2">I loro sensi avevano acquistato un'acutezza meravigliosa</h2><div>






<div>Nella parte più deserta e selvaggia delle Ande ecuadoriane, ad oltre quattrocentocinquanta chilometri da Chimborazo, a centocinquanta dalle nevi del Cotopaxi, sta quella misteriosa
valle montana che è il paese dei ciechi, completamente segregata dal mondo abitato. Molti e molti anni fa, la vallata era in comunicazione con il resto del mondo, almeno quel tanto che avrebbe potuto consentire agli
uomini di raggiungerne, per gole spaventose e oltre valichi ghiacciati, i prati temperati; ed infatti alcuni vi giunsero, una famiglia, o giù di lì, di meticci peruviani che fuggivano l’oppressione e l’ingordigia
di un malvagio governante spagnolo. Poi ci fu la sbalorditiva eruzione del Mindobamba, quando Quito rimase immersa nelle tenebre per diciassette giorni, e a Yaguachi le acque bollirono, facendo venire a galla i pesci morti
fino a Guayaquil. Ovunque, sul versante del Pacifico, ci furono frane sui pendii, repentini disgeli, improvvise inondazioni, ed un intero fianco della vecchia cima dell’Arauca slittò e venne giù con rumore
di tuono, chiudendo per sempre l’accesso del paese dei ciechi all’intraprendente piede dell’uomo. Nel momento del tremendo cataclisma, uno di quei coloni s’era per caso trovato di qua dalle gole; per
forza di cose, dovette rinunciare a moglie, figli, amici, beni, lasciati lassù, e ricominciare una nuova vita nel mondo sottostante. La ricominciò; ma la malattia, cioè la cecità, lo colse e poi
egli morì ai lavori minerari, ove scontava una pena. Però la storia che aveva raccontato fece nascere una leggenda che ancor oggi sopravvive lungo la cordigliera delle Ande.</div><div><br></div>
<div>Egli spiegava perché si fosse avventurato a rifar la strada in senso inverso, allontanandosi da quella rocca fra i monti, nella quale era giunto la prima volta bambino, legato
sul dorso di un lama dietro un’immensa balla di masserizie. C’era nella valle, egli diceva, tutto ciò che un uomo può desiderare di meglio: acqua dolce, pascoli, un clima uniforme, pendii di terra
scura e fertile, con macchioni di un arbusto che produceva un ottimo frutto; su un lato, incombevano grandi foreste di pini che tenevano lontane le valanghe. Molto in su, da tre lati, enormi strapiombi di roccia grigia erano
incappucciati da alti nevai; ma il corso d’acqua che usciva dal ghiacciaio andava dall’altra parte, e solo di rado cadevano a valle enormi valanghe. Non pioveva né nevicava, nella vallata; ma le copiose
sorgenti fornivano ricchi pascoli erbosi, che l’irrigazione poteva estendere a tutta l’area della valle. Gli immigrati vi si trovarono assai bene. Le loro bestie vi si trovarono bene, e si moltiplicarono. Una sola
cosa offuscava la loro contentezza; ma bastava ad offuscarla gravemente. Un male strano li aveva assaliti, colpendo di cecità tutti i figli che avevano avuto lassù, ed anzi colpendo anche alcuni dei maggiori.
Egli aveva ridisceso le gole, a prezzo di fatica, difficoltà e pericoli, appunto per cercare un antidoto o un talismano contro quella cecità. A quei tempi, in casi del genere, gli uomini non pensavano a bacilli
e infezioni, bensì a peccati, e a lui era sembrato che il motivo di quella piaga dovesse risiedere nella negligenza di quegli immigrati senza prete, che non avevano costruito una cappelletta appena penetrati nella valle.
Voleva che vi si costruisse una cappelletta, piccola, rudimentale, ma in piena regola; voleva reliquie ed altri strumenti di fede consimili e potenti, oggetti benedetti, medaglie misteriose, preghiere. Aveva nel borsellino
una sbarra di argento grezzo, sulla quale non volle dare spiegazioni; insistette a dire che non vi era argento nella valle, con una insistenza un po’ da bugiardo maldestro.</div>
<div>Loro avevano riunito, diceva, tutto il denaro e tutti i monili, non avendone proprio bisogno lassù, per comperarsi l’ausilio del cielo contro il loro male. Mi par di vederlo,
questo giovane montanaro debole di vista, bruciato dal sole, scarno, ansioso, che stringe febbrilmente tra le mani la testa del cappello, mentre, del tutto digiuno com’era degli usi del basso mondo, racconta tutto ciò
a un prete attento, dall’occhio penetrante, prima del grande cataclisma; me lo raffiguro mentre subito se ne torna, con pii ed infallibili rimedi contro il malanno, e immagino la sua infinita angoscia nel trovarsi di
fronte l’immensità della frana là dove una volta sboccava la gola d’accesso. Ma la storia delle sue ulteriori sventure mi è ignota, salvo per quanto riguarda la sua brutta morte dopo parecchi
anni. Povero sbandato di quelle lontananze! Il torrente che un tempo aveva formato la gola sgorga adesso da un antro di roccia, e la leggenda messa in circolazione dal suo racconto misero e stentato è diventata quella
dell’esistenza di una razza di ciechi, da qualche parte “lassù”, che ancor oggi si ode raccontare.</div>
<div>E tra la sparuta popolazione di quella valle ormai isolata e dimenticata, la malattia seguì il suo corso. I vecchi, diventati mezzo ciechi, andarono a tastoni, i giovani ci videro
appena, e i figli che misero al mondo non ci videro affatto. Ma la vita era molto facile in quella conca orlata di nevi, ignota al mondo intero, priva di spine e rovi, senza insetti nocivi né animali all’infuori
dei miti lama delle mandrie ch’essi avevano tirato, spinto, seguito su per il letto angusto dei corsi d’acqua, in fondo alle gole attraverso le quali erano saliti. A quelli che ci vedevano, la vista si era abbassata
per gradi, tanto che quasi non si accorsero della perdita. Avevano guidato i ragazzi privi della vista, qua, là, ovunque, tanto che questi conobbero tutta la valle a meraviglia; e quando l’ultimo residuo di vista
si spense, tra loro, la razza sopravvisse. Avevano persino fatto in tempo ad adattarsi per adoperare il fuoco alla cieca, accendendolo cautamente in forni di pietra. All’inizio erano una stirpe di gente semplice, analfabeta,
appena sfiorata dalla civiltà spagnola, ma nella quale sussisteva ancora un poco la tradizione artistica e la filosofia perduta dell’antico Perù. Una generazione seguì l’altra. Essi dimenticarono
parecchie cose, altre ne escogitarono. La tradizione dell’esistenza d’un più vasto mondo, dal quale erano venuti, si fece vaga, prese color di mito. Tranne che nella vista, erano, in tutto il resto, forti
ed abili, e non tardò che, al caso delle nascite e dell’ereditarietà, comparve tra loro un individuo d’intelletto originale, dotato di parola persuasiva, poi un altro ancora. Anche dopo la morte di
quei due ne restò il segno, e intanto la piccola comunità cresceva di numero e d’intelligenza, sistemava i problemi sociali ed economici man mano che si presentavano. A un certo punto nacque un bambino
che aveva un salto di quindici generazioni tra sé e quell’avo ch’era uscito dalla valle con una sbarra d’argento per andare a procacciarsi l’aiuto di Dio, non facendo più ritorno. E allora
accadde che, dal mondo esterno, un uomo capitò in seno alla comunità. Questa è la sua storia.</div><div><br></div>
<div>Era un montanaro del territorio nei pressi di Quito, un uomo che era sceso fino al mare e aveva visto il mondo, che leggeva libri a suo modo: un uomo intraprendente, e di mente acuta.
Una spedizione alpinistica inglese, venuta a scalar montagne nell’Ecuador, l’aveva assunto in sostituzione di una delle tre guide svizzere, che si era ammalata. Si arrampicò qua, si arrampicò là,
e infine venne il tentativo di scalare il Parascotopetl, ch’è il Cervino delle Ande, nella qual occasione il mondo di fuori lo diede per disperso. Le relazioni scritte, sulla sciagura, furono una dozzina o più.
La migliore è quella di Pointer. Racconta come la spedizione, superando numerose difficoltà, riuscì ad arrampicarsi quasi verticalmente proprio fino al piede dell’ultimo e maggiore strapiombo, e
qui, su una piccola sporgenza di roccia, si preparò un bivacco per la notte. Racconta anche, non senza un tocco di vera potenza drammatica, come a un tratto si accorsero che Nuñez non era più con loro.
Gridarono, e non ebbero risposta. Continuarono a gridare, a fischiare. Non dormirono per tutto il resto di quella notte.<br>Al levar del giorno, videro le tracce della caduta. Non doveva avere avuto modo di pronunciar parola.
Era scivolato ad est, sul versante sconosciuto del monte; molto più in basso era piombato su un ripido nevaio, sul quale aveva lasciato un solco, scendendo in mezzo a una slavina. La traccia giungeva diritta al ciglio
di un pauroso precipizio; di là da quel punto, tutto restava nascosto alla vista. Essi scorsero in basso, laggiù, lontanissimi, nella foschia della distanza, alberi che crescevano in un’angusta valle chiusa
da ogni lato: il perduto paese dei ciechi. Ma essi non sapevano ch’era il perduto paese dei ciechi, né fecero differenza con qualsiasi altra stretta striscia di pianoro. Persero coraggio, dopo questa sciagura,
e nel pomeriggio rinunciarono all’impresa. Pointer fu richiamato per la guerra prima di ritentare l’ascensione. Ancor oggi, la vetta del Parascotopetl è inviolata, e il bivacco di Pointer, che nessuno raggiunge,
si sgretola tra le nevi.<br>Ma l’uomo che era precipitato, sopravvisse.</div>
<div>Dal fondo del nevaio, dopo un volo di oltre trecento metri, andò a cadere, tra una nuvola di neve, sul pendio di un altro nevaio ancor più ripido. Ruzzolò giù,
tramortito, inconscio, ma senza un solo osso rotto, giungendo infine su falde meno brusche; e finalmente rotolò di lato e giacque immobile, affondato nel mucchio della bianca massa che lo aveva accompagnato, attutendo
la caduta e salvandolo. Rinvenne con la vaga impressione d’esser malato a letto; poi afferrò la situazione, con il suo cervello di montanaro, e fece in modo di liberarsi, finché, dopo un attimo di riposo,
non uscì a rivedere le stelle. Per un po’, restò disteso, appiattito sulla pancia, chiedendosi dove fosse e che cosa gli fosse capitato. Si tastò prudentemente le membra, si accorse di aver perso
parecchi bottoni e che la pesante giacca gli si era rivoltata sopra la testa. Gli era sparito di tasca il coltello, aveva perduto il cappello, che pur si era legato sotto il mento. Ricordò che poco prima stava cercando
pietre smosse, per alzare il suo tratto del muretto di riparo. Il suo piccone era scomparso.<br>Ne concluse che doveva essere caduto, e guardando in su vide, ancor più grande nel lume spettrale della luna nascente,
il volo tremendo che aveva fatto. Rimase steso per un bel po’ a fissare, attonito, l’ampio dirupo torreggiante e pallido, che ad ogni istante pareva crescere, uscendo dalla marea calante del buio. Quella bellezza
misteriosa, come un fantasma, assorbì per un po’ la sua attenzione, poi lo colse un convulso di risa singhiozzanti...</div><div><span class="fs14lh1-5">Solo dopo un notevole intervallo, si rese conto ch’era vicino al limite inferiore delle nevi. Sotto a questo, vide, su un pendio praticabile e rischiarato dalla luna, terreno
erboso cosparso di massi. Si alzò faticosamente in piedi, con le giunture e le membra indolenzite, scese con difficoltà dalla neve ammucchiata intorno a lui, continuò a scendere fino a quando non fu sul
terreno erboso, e allora si stese, o meglio si lasciò cadere, accanto a un macigno, fece una bevuta dalla borraccia che aveva nella tasca interna, e s’addormentò di colpo...</span></div><div>Lo destò il
canto degli uccelli, nei lontani alberi, in basso.<br>Egli si levò a sedere e constatò che si trovava su un piccolo ripiano ai piedi di un immenso strapiombo interrotto dal canalone lungo il quale eran venuti
giù, lui e la sua neve. Dall’altra parte, dirimpetto a lui, un’altra muraglia di roccia si ergeva contro il cielo. Tra questi due dirupi correva la gola, orientata da est ad ovest, invasa dal primo sole
del mattino, da cui era illuminata, in fondo, ad ovest, la massa di montagna franata che ne chiudeva la discesa. Sotto di lui pareva esserci un precipizio altrettanto dirupato, ma dietro la neve del canalone egli trovò
una spaccatura, una specie di camino, gocciolante d’acqua, giù per il quale un temerario poteva tentare di calarsi. Trovò ch’era più facile di quanto non sembrasse, e giunse infine a un altro
ripiano deserto; poi, scalando rocce senza particolari difficoltà, a un ripido pendio coperto d’alberi. Provvide ad orientarsi, e si rivolse a monte della gola, vedendo che questa si apriva, da quella parte, su
prati verdi tra i quali egli poté ora scorgere molto distintamente un gruppo di casupole di pietra, piuttosto strane come forma. Fu costretto, in certi punti, ad avanzare come se si arrampicasse sulla superficie di
un muro, e dopo qualche tempo il sole, salendo e spostandosi, smise di mandare i suoi raggi nella gola, il canto degli uccelli s’interruppe, e intorno a lui l’aria si fece fredda e scura. Ma la valle lontana, con
le sue case, risultò ancor più luminosa. Egli non tardò a giungere ad una scarpata, e tra le rocce notò (poiché aveva il dono dell’osservazione) una specie a lui ignota di felce, che
pareva protendere artigli d’un verde intenso fuor dei crepacci. Ne spiccò qualche fronda, ne masticò il gambo, e n’ebbe qualche ristoro. Raggiunse sul mezzogiorno l’imboccatura della gola, uscendo
sull’altipiano, in pieno sole. Era stanco e indolenzito. Sedette all’ombra di una roccia, riempì d’acqua la borraccia a una sorgente e bevette, sostando a riposarsi un poco prima di proseguire verso
le case.</div>
<div>Queste avevano qualcosa di molto strano, ai suoi occhi, ed anzi, guardando meglio, gli sembrò che tutta la valle avesse un aspetto bizzarro, insolito. La coprivano, in massima
parte, lussureggianti prati verdi, costellati in abbondanza di bei fiori, accuratamente irrigati, che mostravano chiaramente di venire falciati appezzamento per appezzamento. Molto in alto un muro circondava la valle come
un anello, che accompagnava tutto intorno una specie di acquedotto, da cui venivano i rivoletti d’acqua che alimentavano la vegetazione dei prati; e più in alto ancora, sui pendii, greggi di lama brucavano l’erba
rada. Qua e là si vedevano, addossate al muro di cinta, certe tettoie che dovevano servire da riparo, forse da stalla, ai lama. Le acque d’irrigazione affluivano tutte a un canale principale, che scendeva per
il mezzo della valle, arginato su entrambi i lati, da un muricciolo alto fino al petto. Tutto ciò conferiva, a quel luogo isolato, un’aria singolarmente cittadina, aria che risultava accentuata dal fatto che vari
sentieri, pavimentati di pietre nere e bianche, tutti fiancheggiati da un curioso cordone, come di marciapiede, si diramavano ordinatamente nelle diverse direzioni. Nel villaggio al centro, le case erano molto dissimili da
quelle agglomerazioni casuali, alla rinfusa, proprie ai villaggi di montagna ch’egli conosceva; erano allineate senza interruzioni, dalle due parti, lungo una strada centrale di una pulizia stupefacente; nelle facciate,
lisce e a più colori, qua e là s’apriva una porta, ma non una sola finestra. Erano variegate con straordinaria irregolarità, intonacate con una materia qua grigia, lì giallastra, altrove color
dell’ardesia oppure marrone scuro. Proprio la vista di quell’intonaco pazzesco fece venire in mente per la prima volta, all’esploratore, la parola “cieco”. Pensò<em>: “Il brav’uomo che ha fatto una cosa simile doveva essere cieco come una talpa”</em>.</div>
<div>Si calò da un punto scosceso, e giunse così al muro e al canale che circondavano la valle; vi giunse là dove il secondo riversava il soprappiù nelle profondità
della gola, formando una cascata con un filo d’acqua, sottile e ondeggiante. Egli ora vedeva lontano, nei prati, alcuni uomini e donne che si riposavano su mucchi di fieno, come se facessero la siesta; nei pressi del
paese, alcuni bambini sdraiati; e infine, più vicini a lui, tre uomini che, con gioghi d’acquaiolo, portavano secchi percorrendo un sentiero che andava dal muro di cinta verso le case. Questi ultimi indossavano
abiti di stoffa fatta con il pelo di lama, scarpe e cinture di cuoio, berretti di stoffa con lembi che coprivano le orecchie e la nuca. Procedevano l’uno dietro l’altro, in fila indiana, camminando adagio e sbadigliando
nel camminare, come chi abbia passato la notte in piedi. Il loro comportamento aveva un’aria rassicurante di prosperità, di rispettabilità e perciò Nuñez, dopo un attimo di esitazione, si
fece avanti, mettendosi in vista come meglio poteva sulla sua roccia, ed emise un potente grido di richiamo, che echeggiò per tutta la valle.<br>I tre uomini si fermarono, e mossero il capo, come guardandosi attorno.
Girarono il viso di qua e di là, e Nuñez gesticolò a tutto andare. Ma, con tutto il suo agitar di braccia, non parvero vederlo, e dopo un poco, rivolti verso le lontane montagne sulla destra, gridarono
come per rispondere. Nuñez cacciò fuori un altro urlaccio, e allora, nuovamente, nel fare i suoi inutili gesti, la parola “cieco” s’impose alla sua mente. “Quegli sciocchi devono essere
ciechi”, si disse.</div><div><br></div>
<div>Alla fine Nuñez, essendosi sgolato e arrabbiato più che a sufficienza, attraversò l’acqua su un ponticello, passò da una porta nel muro, si avvicinò
a quegli uomini. Ebbe allora la certezza ch’erano ciechi. Fu certo che quello era il paese dei ciechi di cui parlavano le leggende. Questa convinzione lo riempì di un senso di grande, di invidiabile avventura.
I tre si tenevano vicini l’uno all’altro, e rivolgevano verso di lui non gli occhi, ma l’orecchio, giudicandolo attraverso il rumore non familiare dei suoi passi. Stavano stretti, come un poco impauriti,
ed egli vide che avevano le palpebre chiuse e affossate, come se le pupille si fossero rattrappite fino a scomparire. Avevano in viso un’espressione quasi di sbigottimento.<br>– Un uomo – diceva l’uno,
parlando uno spagnolo quasi irriconoscibile;<br>– è un uomo, un uomo o uno spirito, quello che scende dalle rocce.<br>Ma Nuñez avanzava col passo fiducioso del giovane che va incontro alla vita. Si
era rammentato di tutte quelle antiche storie sulla valle perduta e sul paese dei ciechi, e come un ritornello gli girava e rigirava per la mente un vecchio proverbio: “Tra i ciechi l’orbo d’un occhio è
re, tra i ciechi l’orbo d’un occhio è re”.<br>Li salutò con molta cortesia. E usava gli occhi, mentre parlava.<br>Uno chiese: – Fratello Pedro, di dove arriva?<br>– E’
uscito e sceso dalle rocce.<br>– Vengo da oltre i monti – disse Nuñez. – Sono uscito dal paese che sta di là, un paese dove gli uomini vedono. Dai pressi di Bogotà, dove abitano centinaia
di migliaia di persone e la città si estende fuor di vista.<br>– Vista? – mormorò Pedro. – Vista?<br>– E’ uscito dalle rocce – disse il secondo cieco.<br>Nuñez
vide che la stoffa dei loro cappotti era cucita in modo curioso, con punti di un tipo diverso dall’uno all’altro.<br>Lo fecero sobbalzare compiendo simultaneamente un movimento verso di lui, a mano protesa. Egli
arretrò, dinanzi all’avanzata di quelle dita aperte.<br>– Vieni qua – disse il terzo cieco, accompagnando il suo movimento e agguantandolo bellamente. Tennero Nuñez e lo tastarono, senza dir
altro.<br>– Piano! – esclamò egli, avendo un dito in un occhio. E capì che costoro ritenevano in lui una stranezza, quell’organo dalle palpebre che sbattevano. Insistettero ancora a tastarlo.<br>–
Una strana creatura, Correa – disse colui che chiamavano Pedro. – Senti un po’ che pelo ruvido ha. Come quello del lama.<br>– E’ rude come le rocce che l’hanno partorito – disse
Correa, esplorando il mento non rasato di Nuñez, con mano morbida e leggermente umida. – Forse si raffinerà. – Nuñez, sotto quel contatto indagatore, si dibatteva un poco, ma essi lo tenevano
saldamente.<br>– Piano! – ripeté.<br>– Parla – disse il terzo. – E’ certamente un uomo.<br>– Uh! – fece Pedro, sentendo com’era grossolano il suo cappotto.<br>–
E così, sei venuto al mondo? – chiese Pedro.<br>– “Dal” mondo! Di là da montagne e ghiacciai; proprio di là, oltre quel punto, a metà strada dal sole. Vengo dal mondo grande
e vasto, che scende giù, per dodici giorni di cammino, fino al mare.<br>Non sembravano quasi dargli retta. – I nostri antenati dicevano che gli uomini possono essere creati dalle forze della natura – disse
Correa. – Dal calore delle cose, e dall’umidità, e dall’imputridimento… dall’imputridimento.<br>– Portiamolo agli anziani – disse Pedro.<br>– Ma prima manda un grido,
– disse Correa, – che i bambini non abbiano a spaventarsi. Questo è un caso portentoso.<br>Infatti gridarono, e Pedro si avviò per primo, prendendo Nuñez per mano con l’intenzione di
guidarlo verso le case.<br>Egli tirò via la mano. – Io ci vedo – disse.<br>– Vedi? – disse Correa.<br>– Vedo, sì – disse Nuñez voltandosi verso di lui e inciampando,
così, nel secchio di Pedro.<br>– Ha i sensi ancora imperfetti – disse il terzo cieco. – Inciampa, dice parole senza significato. Conducilo per mano.<br>– Come volete – disse Nuñez,
e si lasciò condurre, ridendo.</div>
<div>La vista, quelli, parevano non sapere neanche che cosa fosse. Ebbene, glielo avrebbe insegnato lui, a tempo e luogo.<br>Udì gente gridare, e vide che parecchie figure si stavano
assembrando sulla via che passava in mezzo al villaggio.<br>Egli si rese conto che gli ci voleva più coraggio e pazienza del previsto, per quella prima presa di contatto con la popolazione del paese dei ciechi. Da
vicino, il villaggio pareva più vasto, e quegli intonaci parevano più bizzarri; inoltre una folla di bambini, di uomini, di donne (notò con piacere che donne e ragazze, o almeno alcune tra loro, avevano
volti assai avvenenti, a dispetto degli occhi chiusi e affossati), li circondò, attaccandosi a lui, toccandolo con mani morbide e sensibili, fiutandolo, ascoltando ogni parola che pronunciava. C’erano tuttavia
fanciulle e bambini che si tenevano alla larga, come impauriti, e infatti la sua voce suonava aspra e volgare a paragone delle loro intonazioni più sommesse. Fu preso d’assalto. Le sue tre guide gli si tenevano
appiccicate addosso, con una certa aria di proprietà, continuando a ripetere: – Un selvaggio, uscito dalle rocce.<br>– Da Bogotà – diceva lui. – Bogotà, di là dalla cima
dei monti.<br>– Un selvaggio, che adopera parole selvagge – disse Pedro. – L’avete sentito? “Bogotà”. Non ha ancora l’intelletto sviluppato. Possiede solo i rudimenti del
linguaggio.<br>Un bambinello gli diede un pizzicotto sulla mano. – Bogotà! – fece, dandogli la baia.<br>– Proprio così! Una città, mentre il vostro è un villaggio. Vengo dal
grande mondo. Dove gli uomini hanno occhi per vedere.<br>– Si chiama Bogotà – dicevano quelli.<br>– Ha inciampato – disse Correa. – Ha inciampato due volte, nel venire qua. –
Portatelo dagli anziani.<br>E ad un tratto, con uno spintone, gli fecero infilare una porta. Nella stanza c’era buio pesto, tranne, in fondo, un tenue bagliore di fuoco acceso; la folla accalcandosi alle sue spalle
lasciava filtrare da fuori appena un barlume del giorno. Sullo slancio, prima di riuscire a fermarsi, egli cadde lungo disteso oltre i piedi di un uomo seduto; nel cadere, allungando di scatto un braccio, ne colpì in
viso un altro, sentì il contatto di molli lineamenti, udì un grido di collera, e per un momento si dibatté nella morsa di parecchie mani. Lotta impari. Ma, in un lampo d’intuizione, si rese conto
di come stavano le cose e rimase immobile.<br>– Sono caduto – spiegò. – In questo buio pesto non vedevo niente. Cadde un silenzio, come se le persone che lo attorniavano cercassero di capire le sue
parole. Poi la voce di Correa disse: – E’ formato da poco. Quando cammina, inciampa. Quando parla, mescola parole che non vogliono dire nulla.</div><div><br></div>
<div>Anche altri espressero sul suo conto i loro pareri, ch’egli udì o capì imperfettamente.<br>– Posso mettermi a sedere? – chiese in un intervallo di
silenzio. – Non mi agiterò più contro di voi.<br>Dopo essersi consultati, gli permisero di alzarsi. La voce di un vecchio cominciò a interrogarlo, e Nuñez fu costretto a cercar di spiegare
il vasto mondo dal quale era piombato giù, il cielo, i monti, la vista e simili prodigi, a quegli anziani che sedevano immersi nelle tenebre, nel paese dei ciechi. Ma non capivano, non credevano a quello che diceva;
e questo non se l’era davvero aspettato. Non riuscivano a capire molte sue parole. Erano ciechi da quattordici generazioni, completamente segregati dal mondo dotato di vista, e il nome di ogni cosa attinente al senso
ottico si era cancellato o trasformato, la storia del mondo esterno si era cancellata, trasformata in una fiaba, ed essi avevano perso ogni interesse per tutto ciò che stava di là dei pendii rocciosi, incombenti
sul loro muro di cinta. Erano sorti, tra loro, ciechi geniali, che avevano messo in discussione gli ultimi brandelli delle credenze e delle tradizioni di un tempo in cui possedevano ancora la vista, negandole come vane bubbole
e sostituendole con altre e più assennate spiegazioni. Buona parte della loro immaginazione si era disseccata come i loro occhi, ed essi si erano procurati altre immaginazioni in base alla sensibilità sempre
maggiore delle loro orecchie e dei loro polpastrelli. Pian piano, Nunez finì con il rendersene conto. Capì che, contrariamente alle sue speranze, non avrebbe ottenuto stupore e reverenza per la sua origine e
le sue facoltà; e dopo che costoro ebbero mostrato di non tenere in nessuna considerazione i suoi miseri sforzi di spiegar loro la vista, considerandoli balbettamenti di un essere appena formato che descriveva come
portenti le sue sensazioni slegate, egli si rassegnò, un poco mortificato, ad ascoltare le loro istruzioni. Il più anziano dei ciechi gli spiegò la vita, la filosofia, la religione; gli disse che il mondo
(cioè la loro valle) era stato dapprima un buco vuoto tra le rocce, e poi erano venute cose senz’anima e senza il dono del tatto, poi i lama e alcune altre creature di scarso intelletto, poi ancora gli uomini,
e infine gli angeli, che si udivano cantare e far rumori che battevano dolcemente l’aria, ma che non si riuscivano mai a toccare. Ciò lasciò Nuñez molto perplesso, finché non pensò
agli uccelli.</div>
<div>L’anziano disse ancora a Nuñez che il tempo era stato diviso in caldo e freddo, cioè l’equivalente del giorno e della notte, per i ciechi; che durante il caldo
era bene dormire e durante il freddo lavorare, cosicché in quel momento, se non fosse arrivato lui, tutta la città dei ciechi sarebbe stata immersa nel sonno. Asserì che Nuñez doveva essere stato
creato apposta per imparare e per servire la saggezza ch’essi avevano conquistato, e che nonostante la sua incoerenza mentale e il suo incespicare doveva farsi coraggio e far del suo meglio per imparare: a queste parole,
un mormorio d’incoraggiamento corse tra la gente accalcata sulla soglia. L’anziano allora disse che la notte (poiché i ciechi chiamavano notte il giorno) era già molto inoltrata. Conveniva dunque
che tutti tornassero a dormire. Chiese a Nuñez se sapeva come si fa a dormire, e Nuñez rispose di sì, ma che prima aveva bisogno di mangiare.<br>Gli portarono da mangiare (latte di lama in una ciotola,
e pan nero salato), e lo condussero in un luogo appartato a mangiar fuori di portata del loro udito, poi a dormire fino all’ora in cui il freddo, con il calare della sera sui monti, li avrebbe fatti alzare per riprendere
la loro giornata. Ma Nunez non dormì né punto né poco. Rimase invece, là dove lo avevano lasciato, a riposarsi le membra in posizione seduta, pensando e ripensando alle circostanze inattese che
avevano accolto il suo arrivo.<br>Ogni tanto gli veniva da ridere, divertito oppure indignato.<br>– Mente malformata! – diceva. – Non ancora provveduto pienamente di sensi! Non sospettano, quelli, di
avere oltraggiato il re, mandato a loro dal cielo come signore e padrone. Debbo ridurli alla ragione. Ho da pensarci, da pensare…<br>Pensava ancora al tramontar del sole.<br>Nuñez aveva una pronta percezione
di ciò ch’è bello, e gli parve che il rosso bagliore dei riflessi sui campi di neve e ghiacciai che da ogni parte dominavano la valle fosse ciò che di più bello avesse mai veduto. Da quello
splendore inaccessibile, i suoi occhi si spostarono in basso sul villaggio e i campi irrigati, che rapidamente venivano sommersi dall’oscurità, e dal più profondo del cuore ringraziò Dio di avergli
concesso il dono della vista.<br>Si sentì chiamare da una voce che veniva dal villaggio. – Ohilà! Tu, Bogotà! Vieni da questa parte! Egli si alzò in piedi, sorridendo. Una volta e per tutte,
avrebbe dimostrato a quella gente ciò che un uomo può fare grazie alla vista. L’avrebbero cercato, senza riuscire a trovarlo.<br>– Non muoverti, Bogotà – disse la voce.<br>Egli rise
silenziosamente e fece di lato due passi furtivi fuori del sentiero. – Non calpestare l’erba, Bogotà; è proibito.<br>Nuñez stesso aveva appena udito il rumore che aveva fatto. Si fermò,
stupito.<br>L’uomo che aveva parlato, stava arrivando di corsa su per il sentiero pezzato. Egli disse, riportandosi sul sentiero: – Son qui.<br>E il cieco: – Perché non vieni, quando ti si chiama?
Bisogna forse prenderti per mano come un bambino? Non senti il sentiero quando cammini?<br>Nuñez rise. – Io lo vedo – disse.<br>– La parola “vedo” non esiste – disse il cieco,
dopo un attimo di silenzio. – Piantala, con queste sciocchezze, e segui il rumore dei miei passi.<br>Un poco seccato, Nuñez gli tenne dietro.<br>– Verrà il mio momento – disse.<br>–
Imparerai – rispose il cieco. – C’è tanto da imparare al mondo.<br>– Nessuno ti ha mai detto che “tra i ciechi l’orbo d’un occhio è re”?<br>– Ciechi?
che cosa vuol dire? – domandò con indifferenza il cieco senza quasi girare la testa.<br>Quattro giorni trascorsero, e il quinto trovò il re dei ciechi ancora in incognito, tra i suoi sudditi, che lo consideravano
semplicemente uno straniero goffo e inetto.</div>
<div>Proclamare la sua identità risultava, com’egli ben vedeva, più difficile di quanto non avesse supposto, e intanto, mentre meditava il suo “coup deétat”,
badava a fare ciò che gli dicevano ed imparava gli usi e costumi del paese dei ciechi. Soprattutto fastidioso gli parve il fatto di lavorare e andare in giro di notte, e decise che la sua prima riforma sarebbe stata
quella.<br>La popolazione, peraltro, conduceva una vita semplice e laboriosa, con tutte le caratteristiche della virtù e della felicità, quali l’uomo le intende. Lavoravano, ma non in modo opprimente.
Disponevano di cibo e vesti in quantità sufficiente ai loro bisogni. Avevano giorni e periodi dedicati al riposo. Tenevano in grande onore la musica e il canto. Conoscevano l’amore. E avevano pochi bambini.<br>Era
stupefacente con quanta sicurezza e precisione circolavano nel loro mondo bene ordinato. Capite, tutto era predisposto a misura delle loro necessità: ogni sentiero della rete che serviva tutta l’area della valle
si dipartiva dagli altri ad angoli costanti ed era contraddistinto da una tacca speciale nella cordonatura che lo fiancheggiava; tutti gli ostacoli e le irregolarità erano stati eliminati già molto tempo prima
dai sentieri e dai prati, e tutti i loro sistemi e criteri erano sorti in modo naturale dalle loro particolari necessità. I loro sensi avevano acquistato un’acutezza meravigliosa: erano in grado di udire e valutare
il minimo gesto d’un uomo da dodici passi di distanza; di sentirne persino il battito del cuore. Da un pezzo, per loro, le intonazioni della voce avevano sostituito le espressioni del viso, il tatto aveva sostituito
i gesti; e lavoravano di zappa, vanga o forcone con la stessa facilità e sicurezza che se si fosse trattato di giardinaggio. Possedevano un senso dell’odorato finissimo, straordinario, tale da poter distinguere
prontamente le diversità individuali, come fanno i cani. E badavano al bestiame (i lama, che vivevano tra le rocce in alto e venivano a cercar cibo e ricovero presso il muro) con disinvoltura e tranquillità.
Quanto fosse agevole e sicura la loro capacità di movimento, Nuñez lo scoprì quando cercò d’imporsi.</div>
<div>Si ribellò solamente dopo avere tentato la via della persuasione. A più riprese aveva cercato di parlare con loro della vista. – Gente! – diceva. – Datemi
un po’ retta. Ci sono in me cose che voi non capite. Un paio di volte, uno o due di loro stettero a sentirlo; se ne rimasero seduti, con i volti chini, porgendo l’orecchio con intelligenza verso di lui, che faceva
del suo meglio per spiegare che cosa significasse “vedere”. C’era, tra gli ascoltatori, una ragazza, dagli occhi meno infiammati e affossati di quelli degli altri. Si sarebbe quasi creduto che tenesse timidamente
abbassato lo sguardo. Ed egli desiderava in modo particolare di riuscire a convincerla.<br>Descrisse le bellezze della vista, lo spettacolo dei monti, il cielo e l’alba; ma quelli stettero ad ascoltarlo, increduli
e divertiti, passando ben presto alla disapprovazione. Gli dichiararono che invece i monti non esistevano, e che, là dove terminavano le rocce tra cui brucavano i lama, finiva il mondo; da quel punto sorgeva la copertura
cavernosa dell’universo, dalla quale cadevano la rugiada e le valanghe; e quando egli si ostinò a sostenere che, contrariamente a quanto supponevano, il mondo non aveva fine né tetto, gli dissero che i
suoi pensieri erano perversi. Il cielo, le nuvole, le stelle ch’egli si sforzava di descrivere come meglio poteva, a loro facevano l’impressione di un orrendo vuoto, di un terribile nulla in luogo del liscio tetto
delle cose, in cui essi credevano: era articolo di fede che il tetto di quella caverna fosse deliziosamente liscio al tatto.</div><div><br></div>
<div>Egli si accorse che riusciva solo a scandalizzarli e, abbandonando completamente quell’aspetto della faccenda, cercò di dimostrar loro i pregi pratici della vista. Una
mattina, vedendo Pedro sul sentiero chiamato diciassette, che si dirigeva alle case del centro, ma ancora troppo lontano per l’odorato o l’udito, li informò di questa circostanza. – Tra poco, –
predisse, – Pedro sarà qui. – Un vecchio commentò che Pedro non aveva motivo di trovarsi sul sentiero Diciassette, e infatti, come a confermarlo, costui svoltò in una traversa, il sentiero
Dieci, avviandosi a passi felpati verso il muro esterno. Poiché Pedro non arrivava, presero in giro Nuñez e in seguito, quando egli, per giustificarsi, interrogò direttamente Pedro, questi negò,
tenendogli testa arditamente, e da allora gli si dimostrò ostile.<br>Poi egli li persuase a farlo andare molto in alto, sui pendii erbosi, verso il muro, in compagnia di un individuo compiacente, promettendo di descrivere
a quest’ultimo tutto ciò che accadeva tra le case.</div>
<div>Osservò l’andare e venire di alcuni; ma le cose che realmente parevano avere importanza per quella gente, le uniche di cui avessero tenuto nota per metterlo alla prova,
accadevano all’interno o dietro le case senza finestre, ed egli non poteva saperne né dirne nulla. Appunto dopo l’insuccesso del suo tentativo, e l’ilarità ch’essi non seppero nascondere,
egli fece ricorso alla forza. Pensò bene di dar di piglio ad una vanga e abbattere all’improvviso un paio di loro, dimostrando così, in campo aperto, il vantaggio di avere occhi. Attuò tale decisione,
giungendo fino ad impugnare la vanga; ma allora dovette accorgersi di una novità, a proprio proposito, cioè che non era assolutamente in grado di colpire un cieco a sangue freddo.<br>Esitò, e poi constatò
che tutti sapevano che aveva impugnato una vanga. Stavano all’erta, con la testa piegata di fianco, tendendo l’orecchio nella sua direzione, aspettando la sua mossa successiva. – Metti giù quella vanga
– disse uno, ed egli provò una specie di orrore senza scampo. Fu quasi sul punto di obbedire.</div><div><br></div>
<div>Poi ne respinse violentemente uno contro il muro di una casa, e oltrepassandolo fuggì fuori del villaggio.<br>Passò attraverso uno dei loro campi, lasciandosi dietro
ai piedi una pista di erba calpestata, e si mise seduto di lato ad uno dei loro camminamenti. Provava un po’ quella baldanza che s’impadronisce di ogni uomo all’inizio di una lotta; ma l’incertezza
era maggiore.<br>Cominciava a rendersi conto ch’è impossibile persino combattere con piacere creature che si appoggiano a basi morali diverse. Vide in lontananza parecchi uomini, armati di vanghe e bastoni,
che uscivano dalla strada dell’abitato, e avanzavano verso di lui, su una linea che si allargava lungo i vari sentieri. Avanzavano lentamente, interpellandosi spesso l’uno con l’altro, ed ogni poco l’intero
cordone d’uomini sostava, fiutando l’aria, ascoltando.<br>La prima volta che fecero questo, Nuñez rise. Ma poi non rise più. Uno s’imbatté nella traccia ch’egli aveva lasciato
nell’erba, e si avvicinò, chino, tastando con la mano per riconoscere quella pista.<br>Egli rimase per cinque minuti ad osservare il lento estendersi del cordone; poi, la voglia di fare senza indugio qualcosa,
da vaga divenne frenetica. Si alzò in piedi, fece un paio di passi verso il muro di cinta, girò su se stesso e tornò un poco indietro. Stavano tutti là, a semicerchio, fermi e con l’orecchio
teso.<br>Anch’egli stava fermo, impugnando ben salda la sua vanga, a due mani. Partire alla carica contro di loro?<br>Si sentiva pulsare il sangue nelle orecchie, al ritmo di “Tra i ciechi l’orbo d’un
occhio è re!”.<br>Partire alla carica?<br>– Bogotà! – gridò uno. – Bogotà! Dove sei?<br>Strinse con forza ancora maggiore la vanga, e avanzò giù per i
prati, in direzione dell’abitato, e non appena si mosse quelli conversero su di lui. “Se mi toccano, li colpisco!” imprecò. “Perdio, lo farò!<br>Colpirò”. Gridò forte:
– State a sentire. In questa valle, farò quel che mi pare. Avete udito? Farò quel che mi pare e andrò dove mi pare!<br>Voltò un attimo la testa a guardare, alle sue spalle, l’alto
muro invalicabile: un muro sul quale, dato l’intonaco levigato, era impossibile arrampicarsi, ma nel quale erano praticate numerose porticine. Guardò poi la linea, sempre più vicina, di quelli che lo cercavano.
Dietro a questi, ora, altri ne venivano, dalla strada tra le case.<br>Partire alla carica?</div>
<div><br></div>
<div>Si stavano avvicinando velocemente, a tentoni, eppure con moto rapido.<br>Era come giocare a mosca cieca, però con tutti i giocatori bendati ed uno solo no. – Acchiappatelo!
– gridò uno di loro. Si trovò ad essere dentro l’arco di una curva scaglionata di inseguitori. Ritenne ad un tratto di dover agire e mostrarsi deciso.<br>– Voi non capite – gridò
con voce che, nella sua intenzione, doveva sonare forte e risoluta, e che invece gli tremò. – Siete ciechi, e io ci vedo. Lasciatemi in pace!<br>– Metti giù quella vanga, Bogotà! E vieni
via dall’erba!<br>Quest’ultimo ordine, che in modo grottesco echeggiava ben noti divieti civici, provocò uno scoppio di collera.<br>– Vi farò male – disse egli, quasi singhiozzando
per l’emozione.<br>– Perdio! vi farò male. Lasciatemi in pace.<br>Spiccò la corsa senza ben sapere dove corresse. Scappò via dal cieco più vicino, perché inorridiva all’idea
di colpirlo. Si fermò, poi si slanciò per sottrarsi allo stringersi dei ranghi. Puntò su un largo interstizio; ma, con pronta percezione dei suoi passi che si avvicinavano, l’uomo dell’una
e quello dell’altra parte corsero l’un verso l’altro. Egli balzò avanti, vide che stavano per prenderlo, e “vlan”! Aveva calato la vanga e menato il colpo. Avvertì il sordo rumore
prodotto dalla mano e dal braccio, e l’uomo già cadeva con un urlo di dolore. Egli era passato.<br>Passato! Si ritrovava nei pressi della strada fra le case, e c’erano ciechi che, con una specie di precipitazione
ragionata, correvano qua e là roteando vanghe e bastoni.<br>Udì appena in tempo un rumore di passi alle sue spalle, accorgendosi così di un uomo alto che scattava avanti menando un colpo sulla sua presenza
sonora. Perdette la testa, scagliò la sua vanga contro l’antagonista, mancandolo di un metro, girò su se stesso e fuggì, gettando proprio un urlo nello scansarne un altro.<br>Lo aveva colto il
panico. Corse alla disperata avanti e indietro, scartando quando non ve n’era motivo e (tanto era ansioso di guardare contemporaneamente da tutte le parti) incespicando. Cadde un attimo a terra e quelli lo udirono. Molto
lontano, nel muro della cinta, una porticina parve paradisiaca, ed egli vi si diresse con folle impeto.<br>Non si curò nemmeno di guardare, intorno a sé, gli inseguitori, finché non l’ebbe raggiunta,
finché non ebbe superato barcollando un ponticello, risalito un po’ il pendio tra le rocce, con grande sorpresa e angoscia di un giovane lama che sparì a balzi precipitosi. Infine, si gettò a terra,
respirando con affanno.<br>Questa fu la conclusione del suo “coup d’état”.</div><div><br></div>
<div>Rimase all’esterno del muro della vallata dei ciechi per due notti e due giorni, senza cibo né riparo, riflettendo a quegli sviluppi inaspettati. Nel corso di tali meditazioni,
gli accadde spesso di ripetere, su un tono di derisione sempre più profonda, l’adagio ormai screditato: “Tra i ciechi l’orbo d’un occhio è re”. Pensava soprattutto ai possibili modi
di combattere e sconfiggere quella gente, e gli divenne chiaro che non ne aveva modo. Era senz’armi, ed ora sarebbe stato difficile procurarsene una.<br>Anche se era un uomo di Bogotà, l’influenza corruttrice
della civiltà lo aveva raggiunto, e non se la sentiva di scendere ad ammazzare un cieco… Certo, se lo avesse fatto, avrebbe potuto dettar condizioni, con la minaccia di ammazzarli tutti. Ma, presto o tardi, doveva
pure dormire!<br>Cercò anche di procurarsi tra i pini qualcosa da mangiare, di proteggersi con rami di pino dalla brina notturna, ed anche (senza sperarci troppo) d’ingegnarsi a catturare un lama, per ucciderlo,
forse martellandolo con un sasso, e finalmente mangiarne un pezzo. Ma i lama lo tenevano in sospetto. Lo guardavano con occhi bruni e diffidenti, e schizzavano saliva quando si avvicinava. Finì per trascinarsi giù,
fino al muro del paese dei ciechi, per cercare di intavolare trattative. Strisciò lungo il corso dell’acqua, lanciando grida, e finalmente due ciechi vennero sulla porta a parlargli.<br>– Ero impazzito
– disse. – Ma ero venuto al mondo solo da poco. Quelli dissero che così andava già meglio.<br>Li informò che adesso aveva maggior senno, e si pentiva di tutto ciò che aveva fatto.<br>A
questo punto, senza volerlo, si mise a piangere, perché era ormai debole e malandato; ma a quelli parve un buon segno. Gli chiesero se ancora credeva di “vedere”.<br>– No – rispose lui. –
Era pura pazzia. E’ una parola che non vuol dire niente: men che niente.<br>Gli chiesero che cosa c’era in alto, sulle teste.<br>– A circa dieci volte l’altezza di un uomo, c’è un tetto
sul mondo; fatto di roccia; e molto, molto liscio… – Scoppiò nuovamente in un pianto isterico. – Prima di farmi altre domande, datemi qualcosa da mangiare, o morirò.<br>Si aspettava duri castighi,
ma quei ciechi conoscevano la tolleranza.<br>Considerarono la sua ribellione semplicemente come un’ulteriore prova della sua generica idiozia ed inferiorità; e dopo averlo frustato lo adibirono ai lavori più
semplici e pesanti che ci fossero da fare. Non vedendo altro modo per vivere, egli si sottomise a fare ciò che gli dicevano.<br>Fu ammalato per alcuni giorni, e quelli lo curarono con bontà. Ciò contribuì
a perfezionare la sua sottomissione. Ma vollero assolutamente che stesse steso al buio, cosa estremamente spiacevole.</div>
<div>Ciechi filosofi vennero a parlargli della perversa leggerezza del suo intelletto, e stigmatizzarono con tanta efficacia i suoi dubbi circa l’esistenza del coperchio di roccia
che copriva la loro casseruola cosmica, da indurlo quasi a dubitare d’esser vittima di un’allucinazione nel fatto di non vederselo sul capo.<br>In tal modo Nuñez divenne cittadino del paese dei ciechi.
Cessò di vedere quella gente nel suo insieme, come popolazione, e i singoli individui gli divennero familiari, mentre il mondo che stava di là dai monti gli appariva sempre più lontano e irreale. C’era
il suo padrone, Yacob, un uomo cordiale, quando non era arrabbiato. C’era Pedro, nipote di Yacob. E c’era Medina-saroté, la più giovane figlia di Yacob. Non era molto apprezzata, nel mondo dei ciechi,
perché aveva un volto dai lineamenti netti, privo della debita, untuosa uniformità, ch’è l’ideale di bellezza femminile per l’uomo cieco; ma Nuñez la trovò bella in un primo
momento, e poi la cosa più bella di tutto il creato. I suoi occhi chiusi meno fondi e infiammati di quanto non lo fossero di solito nella valle, parevano potersi riaprire da un momento all’altro, ed avevano lunghe
ciglia, che là venivano considerate deturpanti. Anche la voce, forte, non corrispondeva ai requisiti dell’acuto udito dei valligiani. Ella perciò non aveva nessun innamorato.<br>Venne un momento in cui
Nuñez pensò che, se poteva averla per sé, si sarebbe rassegnato a vivere nella valle per il resto dei suoi giorni.<br>La osservava, coglieva ogni occasione per renderle piccoli servigi, e non tardò
ad accorgersi che anche lei lo notava. Una volta, a una riunione di un giorno di vacanza, si trovarono seduti a fianco a fianco nel debole lume delle stelle, e c’era una dolce musica. Gli capitò di mettere la
mano sulla sua, e osò stringerla. Ella, timidamente, restituì la stretta. E un giorno, mentre pranzavano come sempre al buio, sentì che la mano di lei lo cercava dolcemente; per caso, in quel momento,
il fuoco arse più forte, ed egli le scorse in viso l’espressione della tenerezza.<br>Cercò l’occasione per parlarle.</div><div><br></div>
<div>Un giorno si accostò a lei che stava seduta nel chiaro di luna estivo, intenta a filare. Quel chiarore la rendeva argentea, misteriosa. Egli sedette ai suoi piedi e le disse
che l’amava, le disse quanto la trovava bella. Aveva la voce dell’innamorato, parlava con tenero rispetto, quasi con devota reverenza, ed ella non era mai stata sfiorata, prima da allora, dall’adorazione.
Non gli diede una risposta precisa, ma era chiaro che le sue parole le erano piaciute.<br>Da allora, approfittò di ogni occasione per parlarle. La valle divenne, per lui, il mondo; e il mondo di là dai monti,
ove gli uomini vivono alla luce del sole, finì per sembrargli una fiaba, che un giorno o l’altro avrebbe sussurrato all’orecchio di lei. Con grande cautela, molto timidamente, le parlò della vista.<br>A
lei, quella faccenda della vista, parve un’invenzione poeticissima, e stette ad ascoltare la descrizione delle stelle, dei monti, della sua stessa dolce bellezza rischiarata dalla luna, come cedendo ad una colpevole
debolezza. Non ci credeva, anzi capiva solo in parte; ma ne era misteriosamente deliziata, ed egli poté credere ch’ella avesse capito tutto.<br>Il suo amore perse la trepida timidezza, si fece ardito. Egli volle
chiederla in sposa, a Yacob e agli anziani; ma fu lei ad impaurirsi e a temporeggiare. Yacob venne a sapere che Medina-saroté e Nuñez erano innamorati, perché glielo disse una delle figlie maggiori.<br>Il
matrimonio di Nuñez con Medina-saroté incontrò subito fiera opposizione, non tanto per il conto che facevano di lei, quanto perché giudicavano proprio lui un essere fatto a modo suo, un mezzo scemo,
incapace, inferiore anche al più basso livello tollerabile in un uomo.</div><div><br></div>
<div>Le sorelle della ragazza si opposero accanitamente al matrimonio perché avrebbe gettato discredito su tutte loro; e il vecchio Yacob, benché avesse maturato una specie
di affetto per il suo tardo e obbediente servo della gleba, scrollò il capo e disse che la cosa non era fattibile. I giovani erano tutti in collera all’idea di quell’inquinamento della razza, ed uno giunse
fino a insultare e picchiare Nuñez. Egli reagì. Fu la prima volta che il fatto di vederci, sia pure in quella semioscurità, risultò un vantaggio, e dopo la conclusione di quella zuffa, nessuno si
azzardò più a mettergli le mani addosso. Ma continuarono a ritenere impossibile il suo matrimonio.<br>Il vecchio Yacob aveva un debole per quella figlia, ch’era la più piccina, e quando ella andava
a piangere da lui, gli dispiaceva.<br>– Ma capisci, cara, è deficiente. Soffre di allucinazioni, non sa far nulla nel modo voluto.<br>– Lo so – singhiozzava Medina-saroté. – Ma adesso
va meglio di prima.<br>Migliora. Ed è forte, mio caro padre; è gentile. Più forte e più gentile di qualsiasi uomo al mondo. E mi ama, e… Padre, lo amo.<br>Nel vederla così sconsolata,
il vecchio Yacob ne fu afflitto, tanto più che, per molti motivi, aveva simpatia per Nuñez. Perciò andò nella sala del consiglio priva di finestre, sedette con gli altri anziani, seguì la
china dei discorsi e, al momento opportuno, disse: – Va meglio di prima. E’ probabile che un giorno o l’altro ci accorgeremo ch’è sano di mente quanto noi.</div><div><br></div>
<div>In seguito, poi, uno degli anziani, gran pensatore, ebbe un’idea. Tra quella gente egli era il gran dottore, il loro medico. Possedeva in alto grado l’attitudine filosofica
e inventiva. L’idea di guarire Nuñez delle sue stranezze lo attraeva. Un giorno, presente Yacob, tornò sull’argomento Nuñez.<br>Ho visitato Bogotà – disse – e il suo caso
mi risulta più chiaro.<br>Credo che, con ogni probabilità, lo si possa guarire.<br>– L’ho sempre sperato – disse il vecchio Yacob.<br>– Ha il cervello un po’ disturbato –
disse il medico cieco.<br>Corse tra gli anziani un mormorio di assenso.<br>– Ebbene, “che cosa” lo disturba?<br>– Ah! – fece il vecchio Yacob.<br>– “Questo” – disse
il medico, rispondendosi da sé. – Queste strane cose chiamate occhi, che esistono per formare nel volto una lieve e piacevole depressione, in Bogota sono malate di modo che gli disturbano il cervello. Sono molto
dilatate, hanno le ciglia, con palpebre che si muovono; di conseguenza, il suo cervello è in uno stato costante d’irritazione e di distruzione.<br>– E allora? – disse il vecchio Yacob. – Allora?<br>–
Io credo di poter dire con ragionevole certezza che, per guarirlo completamente non abbiamo da fare altro che una piccola operazione chirurgica, facile e semplice, cioè rimuovere questi elementi irritanti.<br>–
Poi sarà perfettamente sano di mente, e un cittadino del tutto ammirevole.<br>– Sia ringraziato il cielo per averci dato la scienza! – disse il vecchio Yacob, e se ne andò subito da Nuñez
ad informarlo delle sue liete speranze.<br>Ma gli parve proprio, con sua sorpresa, che Nuñez ricevesse la buona notizia con una freddezza molto deludente.<br>Perciò gli disse: – Si potrebbe quasi credere,
dal modo in cui parli, che di mia figlia non t’importi nulla.<br>Fu Medina-saroté a convincere Nuñez ad affrontare i chirurghi ciechi.<br>Egli le disse: – Non vorrai, proprio tu, ch’io perda
il mio dono della vista?<br>Ella scosse la testa.<br>– La vista è il mio mondo.<br>Ella chinò ancor più la testa.</div>
<div>– Ci sono le belle cose, piccole cose bellissime: i fiori, i licheni tra le rocce, la morbida lucentezza di una pelliccia, il cielo lontano con le nuvole che passano scivolando,
i tramonti, le stelle. E ci sei tu. Solo per te è bello avere la vista, per vedere il tuo viso dolce e sereno, le tue labbra affettuose, le tue mani care e belle congiunte insieme… Questi miei occhi che tu hai
conquistato, questi occhi che mi legano a te, quegli idioti me li vogliono togliere. Dovrei invece toccarti, sentirti, e non rivederti mai più. Dovrei anch’io venire sotto il tetto di roccia, di pietra, di tenebra,
quell’orribile tetto sotto il quale si curva la vostra immaginazione…. No! Non vorrai ch’io faccia una cosa simile?<br>Lo aveva assalito uno spiacevole dubbio. Si fermò, e lasciò l’interrogativo
senza risposta.<br>– Io vorrei – ella disse – a volte… – e s’interruppe.<br>– Ebbene. – diss’egli, un poco in ansia.<br>– Vorrei a volte… che tu non parlassi
così.<br>– Così, come?<br>– So che è grazioso. E’ la tua fantasia. Mi piace tanto, “però”…<br>Egli si sentì gelare. – Però? –
fece, fievolmente.<br>Ella rimase muta.<br>– Tu vuoi dire… tu credi… ch’io starei meglio, starei meglio forse…<br>Stava rendendosi conto molto rapidamente. Provò ira, effettivamente;
ira contro la stupidità della sorte. Ma anche un’affettuosa comprensione, per l’incapacità di lei a capire: una comprensione ch’era parente stretta della compassione.<br>– “Cara”
– le disse. E vide dal suo pallore quanto il suo spirito fosse oppresso dalle cose che non poteva dire. Egli l’abbracciò, le baciò l’orecchio, e per un certo tempo rimasero seduti in silenzio.<br>–
E se io acconsentissi? – disse egli alla fine, con voce molto sommessa. Ella gli gettò le braccia al collo, piangendo a dirotto. – Oh, se tu lo facessi! – singhiozzava, – se tu lo facessi!</div>
<div>Per tutta la settimana precedente all’operazione che dal suo stato inferiore e servile doveva elevarlo al rango di un cittadino cieco, Nuñez non conobbe il sonno, e durante
tutte le ore calde, rischiarate dal sole, mentre gli altri felicemente dormivano, egli se ne rimase seduto a rimuginare, o vagò senza meta, cercando di condurre la sua mente a risolvere il dilemma. Aveva dato la risposta,
aveva dato il consenso; ma non era ancora sicuro. E infine la giornata lavorativa terminò, il sole sorse in tutto il suo splendore sopra le cime dorate, e per lui cominciò l’ultimo giorno dotato di vista.
Trascorse alcuni minuti con Medina-saroté, prima ch’ella si ritirasse a dormire.<br><span class="fs14lh1-5">–</span> Domani – disse – non vedrò più.<br>– Tesoro! – disse lei, e gli strinse le mani forte
forte.<br>– Ti faranno soltanto un pochino di male – gli disse ancora – e questo male, questa sofferenza, tu li sopporterai, mio amato, per “me”…<br>Caro, se una vita e un cuore di donna
possono bastare a tanto, io ti ripagherò. Mio amatissimo, mio amato dalla tenera voce, io ti ripagherò.<br>La compassione, per lei e per se stesso, lo permeava fino al midollo.<br>Se la tenne tra le braccia,
premette le labbra sulle sue, e la guardò bene in viso per l’ultima volta. – Addio! – sussurrò a quell’amato aspetto – addio!</div>
<div>Poi, in silenzio, si volse e se ne andò.<br>Ella udì i passi che si allontanavano, e nel loro ritmo sentì qualcosa che la gettò in un convulso di pianto.<br>Egli
aveva avuto la ferma intenzione di recarsi in un posto solitario dove il narciso bianco abbelliva i prati, e di rimanervi fino all’ora del suo sacrificio; ma, nell’andare, alzò gli occhi, e vide il mattino,
il mattino simile a un angelo dalla corazza d’oro, che scendeva fieramente sui pendii…<br>Gli parve che di fronte a tale splendore lui, e quel mondo cieco nella valle, ed il suo amore, e tutto, altro non fossero
che un pozzo di peccato senza fondo.<br>Non piegò su un lato, come ne aveva avuto l’intenzione; proseguì, invece, passò attraverso il cerchio del muro, uscì fuori, su per le rocce, e i suoi
occhi non si staccavano dal ghiaccio e dalla neve illuminati dal sole.<br>Ne vedeva l’infinita bellezza, e la sua immaginazione s’innalzò fino alle cose, oltre le cime, che ora avrebbe ripudiato per sempre.<br>Pensò
a quel mondo grande e libero dal quale era separato, un mondo ch’era il suo, e gli parve di vedere quegli altri pendii, quelle lontananze che seguono lontananze, e, a media distanza, Bogotà, luogo di bellezze
multiformi e commoventi, uno splendore di giorno, un mistero luminoso di notte, un luogo pieno di palazzi, fontane, statue, case bianche. Pensò come fosse possibile, in un giorno o due, calare attraverso i valichi,
giungere più vicino alle strade affollate e affaccendate della città. Pensò al viaggio sul fiume, per tanti giorni l’uno dopo l’altro, dalla grande Bogotà verso il mondo ancora più
vasto che stava più oltre, passando per città, villaggi, foreste e luoghi deserti; un giorno dopo l’altro sul gran fiume, finché le sponde si allontanavano e i grandi piroscafi passavano rimescolando
l’acqua e si giungeva al mare, il mare sconfinato, con migliaia di isole e navi intraviste lontano nel loro incessante viaggiare in giro per il mondo, attorno al grande mondo. E là si vedeva, non ostacolato da
montagne, il cielo, il cielo! Non un disco, come lo si vedeva qui, ma un arco incommensurabile d’azzurro, somma profondità in cui galleggiano nel loro moto ciclico le stelle...</div><div><br></div>
<div>I suoi occhi esaminavano con più acuta attenzione la grande cortina di montagne.<br>Per esempio, ad andare così, su per quel canalone e poi per quel cammino, sarebbe
stato possibile uscire, là in alto, tra quei pini che crescevano stentati intorno a una specie di sporgenza delle rocce e salivano sempre più in su accompagnandolo oltre la gola. E poi? Quella scarpata era superabile.
Di là, forse, si poteva trovare una via di ascensione lungo lo strapiombo che finiva ai piedi delle nevi; e se quel cammino non rispondeva allo scopo, allora un altro, più ad est, poteva risultare migliore. E
poi? Poi uno si sarebbe trovato a metà strada dalla vetta di quelle belle solitudini.<br>Gettò un’occhiata, dietro di sé, al villaggio, poi girò completamente su se stesso per guardarlo
fisso.<br>Pensò a Medina-saroté. Era divenuta piccola, remota.<br>Tornò a volgersi verso il muro montano, dal quale gli era sceso incontro il giorno.<br>E, con grande cautela, cominciò ad
arrampicarsi.</div>
<div><br>Al tramonto, non stava più arrampicandosi; ma era lontano, e in alto.<br>Era stato più in alto, ma era
nondimeno molto in su. Aveva gli abiti laceri, le membra insanguinate; era contuso in molti punti. Ma stava steso come se stesse benissimo, e il suo volto sorrideva.<br>Dal punto in cui si trovava, la valle pareva stare
in un pozzo, oltre millecinquecento metri più in basso. La foschia già lo oscurava, benché le vette montane intorno a lui fossero tutta luce, tutto fuoco.<br>Le vette erano tutta luce, tutto fuoco, e
i particolari delle rocce più vicine erano impregnati di bellezza: una venatura verde che tagliava il grigio, qua e là il balenio di sfaccettature cristalline, un minuscolo lichene arancione, di una minuscola
bellezza, proprio accanto al suo volto. Nella gola stavano ombre misteriose, un turchino che s’incupiva fino al violetto, un violetto che diventava tenebra luminosa; e, in alto il cielo, in tutta la sua vastità
sconfinata. Ma non badò più a tutto ciò; giacque, invece, del tutto inerte, sorridente, come se fosse contento per il solo fatto di essere sfuggito alla valle dei ciechi, in cui aveva pensato di diventare
re.<br>Il bagliore del tramonto svanì, venne la notte, ed egli giaceva ancora, soddisfatto, in pace, sotto le fredde stelle.</div><div><br></div>
<div><strong>Note della Redazione</strong></div>
<div>Il paese dei ciechi (The Country of the Blind), pubblicato per la prima volta su Club GHoST, è un racconto di fantascienza e letteratura fantastica scritto da H. G. Wells e pubblicato
per la prima volta nell'aprile del 1904 sulla rivista "The Strand Magazine". La storia segue le vicende di Núñez, un alpinista di Bogotà che, durante un'escursione sulle Ande in Ecuador,
scivola lungo un pendio innevato e cade in una valle remota e isolata, tagliata fuori dal resto del mondo a causa di un'antica frana vulcanica. Il racconto esplora profondi significati filosofici e sociali tra cui la relatività
della percezione, la critica dell'arroganza umana e il concetto di progresso e follia.</div><div><br></div>
<div><strong>L'AUTORE</strong></div>
<div>Herbert George Wells (1866-1946) è stato un celebre scrittore britannico, considerato il "padre della fantascienza" insieme a Jules Verne. Ha inventato storie pionieristiche
sui viaggi nel tempo, sugli extraterrestri e sulla modificazione genetica, unendo la narrativa fantastica a una forte critica sociale e a idee socialiste.</div>
<div>Nato il 21 settembre 1866 a Bromley, Inghilterra si è laureato in zoologia e biologia al Royal College of Science sotto la guida del biologo Thomas Henry Huxley. Le sue opere
principali sono: La macchina del tempo (1895), L'isola del dottor Moreau (1896), L'uomo invisibile (1897), La guerra dei mondi (1898). Ha usato il fantastico per mettere in guardia l'umanità sui pericoli
del progresso tecnologico incontrollato. Convinto socialista e pacifista, ha riflettuto a lungo sulle disuguaglianze di classe e sul futuro della società. Scomparve il 13 agosto 1946 a Londra.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkb33d05094fcfc7b0420014682ff7bd2b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/paese-ciechi-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 709,'height': 1079,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb33d05094fcfc7b0420014682ff7bd2b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/paese-ciechi-cover_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="305" /></a></div><div><script> var showboxlink933c6e202069a2b4f2875ea733a705ed = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Herbert-George-Wells_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 400,'height': 540,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink933c6e202069a2b4f2875ea733a705ed, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Herbert-George-Wells_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="203" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 07:07:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[L'oscura vicenda di Doris Bither]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000347"><h1 class="imHeading1">Oltre la soglia dell'invisibile</h1><h2 class="imHeading2">La storia vera che ha ispirato il film The Entity</h2><div>






<div>Il caso di <strong>Doris Bither</strong>, risalente all'estate del 1974, rappresenta uno dei capitoli più drammatici, documentati
e controversi della moderna ricerca sui fenomeni paranormali. Una vicenda intensa e dalle tinte fosche che ha sconvolto la comunità scientifica dell'epoca e che ha finito per ispirare la celebre pellicola cinematografica
<em>The Entity</em> del 1981 diretta da <strong>Sidney J. Furie</strong> con protagonista <strong>Barbara Hershey</strong>.</div><div><br></div>
<div><strong>Un quadro familiare al limite del baratro</strong></div>
<div>La vicenda prende forma nell'estate del 1974, quando <strong>Doris Bither</strong>, una donna di trent'anni segnata da un'esistenza complessa e tormentata, si stabilisce in una modesta abitazione in California. La sua vita quotidiana appare fin da subito estremamente travagliata: madre
sola con quattro figli avuti da padri diversi, la donna si trova a gestire una situazione domestica drammatica, aggravata dalle fragilità di un figlio affetto da problemi di dipendenza e gravi turbe emotive.</div>
<div>Quando il ricercatore <strong>Barry Taff</strong> e il suo collaboratore <strong>Kerry Gaynor</strong> varcano per la prima volta la soglia dell'immobile al numero 11547 di Braddock Road il 22 agosto di quell'anno,
la scena che si presenta ai loro occhi è desolante. L'ambiente interno versa in condizioni di totale abbandono, impregnato da odori sgradevoli e sopraffatto dal disordine. L'atteggiamento inizialmente schivo
della donna induce gli studiosi a un'estrema cautela scientifica; il timore iniziale è che le manifestazioni segnalate siano il frutto di proiezioni psichiche, allucinazioni o traumi irrisolti di una famiglia allo
stremo. Tuttavia, un'analisi più approfondita rivela una realtà ben più sconcertante.</div><div><br></div>
<div><strong>Le manifestazioni visibili e l'escalation aggressiva</strong></div>
<div>Con il passare delle settimane e il proseguire del monitoraggio analitico, gli esperti documentano una serie di anomalie ricorrenti all'interno dell'abitazione. I membri del
nucleo familiare riferiscono la presenza costante di quattro distinte apparizioni. La prima, dall'aspetto innocuo di un uomo anziano, viene vista con una tale frequenza da essere affettuosamente ribattezzata dai bambini
come una figura di famiglia, identificata forse con il nonno deceduto da poco.</div>
<div>Ben diversa e decisamente più inquietante è la natura delle altre tre presenze. La casa diventa il teatro di una vera e propria attività poltergeist ostile, caratterizzata
da un crescendo di aggressioni fisiche. Mentre i ragazzini subiscono strattonamenti e spinte improvvise, <strong>Doris</strong> diventa il bersaglio primario di una violenza inspiegabile. La donna riporta percosse, segni di violenza corporale ed ecchimosi del tutto analoghe alle lesioni riscontrabili
nei casi di trauma da aggressione. Benché gli investigatori non riescano mai a scorgere direttamente l'aggressore invisibile nel momento dell'atto, assistono in prima persona a episodi tragici in cui la donna
viene scagliata con forza contro le pareti e colpita da forze invisibili.</div><div><br></div>
<div><script> var showboxlink9415c74b6f39918217c3e6f6cb070eb9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/caso-Doris-Bither2_bar.webp','alt': 'Doris Bither afferrata dall\\\'entità.','title': 'Doris Bither afferrata dall\\\'entità.','width': 629,'height': 455,'description': 'Doris Bither afferrata dall\'entità.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9415c74b6f39918217c3e6f6cb070eb9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/caso-Doris-Bither2_bar.webp" alt="Doris Bither afferrata dall&#39;entità." title="Doris Bither afferrata dall&#39;entità." width="200" height="145" /></a></div>
<div><div>Doris Bither afferrata dall'entità.</div></div><div><br></div>
<div><strong>L'esperimento della nebbia e l'anomalia fotografica</strong></div>
<div>Per fare luce su quanto sta accadendo, viene organizzata un'indagine sul campo di proporzioni eccezionali. Il team di ricerca si avvale di fotografi professionisti e di un'attrezzatura
di rilevamento di primo livello, posizionandosi nella camera da letto dove gli episodi sembrano concentrarsi.</div>
<div>Dopo un lungo periodo di stasi, per stimolare una reazione nell'ambiente, viene suggerito a <strong>Doris</strong> di provocare verbalmente l'ipotetica entità. È in quel momento che la stanza diventa teatro di un fenomeno visivo straordinario: una fitta nebbia dalle
sfumature verdastre inizia a condensarsi dal nulla, aggregandosi progressivamente fino a delineare un'imponente figura antropomorfa dal torso muscoloso ma priva di arti distinti.</div>
<div>Sebbene le riprese video dell'epoca fatichino a catturare dettagli nitidi a causa delle limitazioni tecniche del periodo, un fotogramma specifico attrae l'attenzione degli analisti:
un'immagine che ritrae <strong>Doris</strong> seduta sul proprio letto, sormontata da una misteriosa scia luminosa ad arco. L'ispezione della pellicola esclude la presenza
di riflessi di luce artificiale sul muro retrostante, dimostrando che l'arco luminoso fluttuava direttamente nello spazio sovrastante la donna.</div><div><br></div>
<div><script> var showboxlinka24e77be6350676c8e637ffcaf22af6c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/caso-Doris-Bither_bar.webp','alt': 'La scia luminosa ad arco.','title': 'La scia luminosa ad arco.','width': 1000,'height': 683,'description': 'La scia luminosa ad arco.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka24e77be6350676c8e637ffcaf22af6c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/caso-Doris-Bither_bar.webp" alt="La scia luminosa ad arco." title="La scia luminosa ad arco." width="200" height="137" /></a></div>
<div><div>La scia luminosa ad arco.</div></div><div><br></div>
<div><strong>L'eredità di un mistero irrisolto</strong></div>
<div>Stremata dalle aggressioni e nella speranza di sfuggire a quell'incubo, <strong>Doris Bither</strong> decide infine di abbandonare la residenza di Culver City per trasferirsi in Texas. Il cambio di dimora, tuttavia, non garantisce la fine definitiva delle manifestazioni,
che continuano a ripresentarsi in modo sporadico negli anni a venire, fino alla scomparsa della donna, avvenuta nel 1999 a causa di una grave insufficienza respiratoria.</div>
<div>Il caso <strong>Bither</strong> rimane ancora oggi un capitolo aperto per la ricerca scientifica ed eterodossa. Sospeso a metà
tra l'ipotesi di un fenomeno parapsicologico spontaneo - alimentato dalle forti cariche emotive e dai traumi presenti nel nucleo familiare - e quella di una vera e propria infestazione ambientale, l'episodio continua
a interrogare gli studiosi sul confine sottile che separa le ombre della mente umana dai segreti dell'invisibile.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink9162dcf4ac68934f7201d0c2ece45b1d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/caso-Doris-Bither3_ver.webp','alt': 'Doris Bither (1941 - 1999).','title': 'Doris Bither (1941 - 1999).','width': 600,'height': 772,'description': 'Doris Bither (1941 - 1999).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9162dcf4ac68934f7201d0c2ece45b1d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/caso-Doris-Bither3_ver.webp" alt="Doris Bither (1941 - 1999)." title="Doris Bither (1941 - 1999)." width="200" height="258" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 06:44:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Stregoneria della campagna di Sergio Bissoli]]></title>
			<author><![CDATA[Valerio Santori]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000346"><h1 class="imHeading1">Testimonianza preziosa e autentica</h1><h2 class="imHeading2">Un viaggio affascinante e privo di retorica lungo i sentieri dell'esoterismo rurale</h2><div><div>Immergersi nelle pagine del saggio di <strong>Sergio Bissoli</strong> significa intraprendere un viaggio affascinante e privo di retorica lungo i sentieri dell'esoterismo rurale e della magia popolare padana. In quest'opera, l'autore veronese non si limita a un riassunto accademico, ma offre uno spaccato etnografico vivido e viscerale, testimoniando in prima persona le pratiche magico-religiose che hanno animato le campagne del Veneto tra gli anni Cinquanta e i Settanta. Con un approccio che fonde la sensibilità antropologica a una profonda cognizione delle dinamiche esoteriche, il volume si impone come una lettura imprescindibile per tutti gli studiosi del folklore pagano, della stregoneria tradizionale italiana e delle discipline ermetiche.</div><div><br></div><div><div><a href="https://www.lulu.com/it/shop/sergio-bissoli/stregoneria-della-campagna/paperback/product-yveweev.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">ACQUISTA SU LULU</a> #ad</div><div><a href="https://amzn.to/4g047tm" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div> <div>Ciò che emerge fin dai primi capitoli è una visione eminentemente pragmatica e utilitaristica dell'arte magica: ben lontana dalle astrazioni teosofiche o dai dogmi ritualistici delle correnti cerimoniali d'inizio Novecento, la stregoneria di campagna si rivela una disciplina concreta, volta alla risoluzione delle necessità quotidiane della comunità agricola. Dalla divinazione alla guarigione, dall'influenza sui fenomeni atmosferici all'auspicio di fertilità e prosperità, la strega rurale agisce come figura sacerdotale e medica al tempo stesso. Centrale in questo pantheon operativo è la figura femminile. L'autore sottolinea come la donna, per sua stessa natura biopsichica, sia la custode d'elezione dei misteri naturali: interprete di sogni e di presagi drammatici, la strega rurale padroneggia arti divinatorie ancestrali come la sciamomanzia, la ceromanzia e la catoptromanzia, leggendo la forma del destino attraverso le macchie d'inchiostro, le gocce di cera che solidificano nell'acqua o i riflessi di una boccia d'acqua illuminata dalla luce fioca di una candela.</div><div><br></div> <div>Dal punto di vista teorico ed esoterico, l'opera offre spunti di notevole interesse nel comparare il meccanismo rituale alle moderne ipotesi di psicocinesi e proiezione di intenti mentali. L'incantesimo tradizionale - declinato attraverso formule in rima che ricordano filastrocche popolari ma cantilenate con precisi ritmi e intonazioni vocaliche - si configura come uno strumento di focalizzazione dell'energia psichica. Il pensiero, concepito come vera e propria forza sottile, viene canalizzato attraverso il rito, il quale mima simbolicamente l'effetto desiderato. L'analogia e la corrispondenza simpatica dominano l'armamentario rituale: nodi e corde per legare ed estinguere influenze nefaste, piccoli recipienti d'acqua messi a bollire a simboleggiare l'utero alchemico nel quale si sviluppa un nuovo intento, simulacri di stoffa o immagini per agire a distanza, e complessi simboli grafici come la spirale evolutiva, i cerchi concentrici della ripetizione rituale, la vulva-uovo cosmico o le croci a X atte a dissolvere la negatività o la malattia.</div><div><br></div> <div>Affascinante è anche la disamina del linguaggio simbolico applicato agli oggetti d'uso quotidiano, chiaramente diviso lungo la polarità dei principi maschile e femminile. Gli strumenti fallici, penetranti e rigidi come chiodi, coltelli, spiedi o strumenti agricoli quali l'aratro, si contrappongono ai contenitori e alle cavità accoglienti come pignatte, madie e mortai, richiamando una cosmologia dualista dove ogni gesto domestico può trasmutarsi in un atto di magia simpatica. Allo stesso modo, le pratiche comunitarie e i sabba descritti ritrovano il loro spazio sacro in templi naturali - colline, sorgenti, monoliti e venerabili alberi madri - dove la danza estatica e corale a corpo nudo stimola il risveglio della potenza energetica individuale, culminando nel cosiddetto cono di energia vitale rilasciato improvvisamente al suolo. Tali celebrazioni, ritmate dai cicli equinoziali, solstiziali e lunari, conservano l'eco di antichi culti della fertilità e ierogamie primordiali, nei quali perfino l'allevamento e la venerazione simbolica della capra svelano le radici di una sussistenza materiale legata a doppio filo al sacro.</div><div><br></div> <div>Accanto alla dimensione rituale e psicarchica, <strong>Bissoli</strong> rende omaggio alla fondamentale dimensione botanica e fitoterapica della strega tradizionalista. Erboriste e levatrici provette, queste figure custodivano la conoscenza di piante alchemiche e officinali come la dulcamara, la morella, il papavero da oppio e l'assenzio, impiegate sapientemente per lenire i dolori fisici e trattare i mali dell'anima. In questo cosmo animista, persino la fauna domestica, come il gatto, assume il ruolo di animale guida e barometro biologico sensibile alle variazioni energetiche e atmosferiche, all'interno di una visione del mondo in cui l'intero reame naturale - dalle campagne ai fiumi, dai boschi al pianeta Venere - viene percepito come pervaso da una scintilla divina.</div><div><br></div> <div>Con il saggio <em>Stregoneria della campagna</em> (corredato da oltre 30 fotografie esclusive), <strong>Sergio Bissoli</strong> firma una testimonianza preziosa e autentica. Grazie al suo bagaglio culturale poliedrico e a uno sguardo maturato sul campo nel corso di decenni di ricerca visiva ed etno-fotografica, l'autore consegna ai lettori e agli appassionati di scienze occulte un testo denso, suggestivo e profondamente radicato nell'identità esoterica del nostro territorio. Una lettura caldamente consigliata per chiunque desideri riscoprire la magia viva, autentica e profana che un tempo soffiava tra la nebbia e i campi della nostra terra.</div></div><div><br></div><div><div><strong>L’AUTORE</strong></div> <div>Nato a Verona, ma vissuto quasi sempre nei paesi della pianura veronese. Autodidatta. A 10 anni voleva fare il regista. Frequentava le cabine dei cinema, comprava vecchi proiettori. A 11 anni seppe che sarebbe diventato scrittore. Nel corso degli anni ha esplorato la letteratura inglese, francese, polacca, rumena, ungherese, scandinava. Ha letto quasi tutti i filosofi occidentali, orientali e gli esoteristi. Si è interessato di psicanalisi, botanica, astronomia. Negli anni ’60 ha incominciato a fotografare saltuariamente. Negli anni ’80 ha fotografato sistematicamente edifici, ambienti, paesaggi, personaggi. Nel 2006 ha incominciato a filmare realizzando oltre mille video visibili su YouTube.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div><em>Stregoneria della campagna</em></div> <div><em>Autore: Sergio Bissoli </em></div> <div><em>Editore: Lulu.com</em></div> <div><em>Anno: 1 aprile 2026</em></div> <div><em>Pagine: 134</em></div> <div><em>Dimensioni: 14.81 x 0.74 x 21.01 cm</em></div> <div><em>Prezzo: 16,95 €</em></div> <div><i>ISBN-13: <span class="fs14lh1-5">978-1-291-56603-1</span></i></div> <div><br></div><div><div><a href="https://www.lulu.com/it/shop/sergio-bissoli/stregoneria-della-campagna/paperback/product-yveweev.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">ACQUISTA SU LULU</a> #ad</div><div><a href="https://amzn.to/4g047tm" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><em><br></em></div> <div><script> var showboxlink76c459da443a3a2faf7a1f865af1d599 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/stregoneria-campagna-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 761,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink76c459da443a3a2faf7a1f865af1d599, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/stregoneria-campagna-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="284" /></a></div></div><div><script> var showboxlinkfba7b22ac462d602c6c97023275b562d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/stregoneria-campagna-sergio-bissoli-autore_vr.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 427,'height': 510,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfba7b22ac462d602c6c97023275b562d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/stregoneria-campagna-sergio-bissoli-autore_vr.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="180" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=XnzWfKFj1mY">https://www.youtube.com/watch?v=XnzWfKFj1mY</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 08:48:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Smoking Behind the Supermarket with You di Tadato Suzuki e Aoi Mori]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000345"><h1 class="imHeading1">Un anime atipico</h1><h2 class="imHeading2">Grazioso, dallo stile piacevole con personaggi secondari ben fatti</h2><div>






<div><strong>Smoking Behind the supermarket with you (2026)</strong></div>
<div><em>Regia: Tadao Suzuki, Aoi Mori</em></div>
<div><em>Sceneggiatura: Mio Inoue</em></div>
<div><em>Musiche: Shin Kono, Kohei Yoshida</em></div>
<div><em>Studio: Asahi</em></div>
<div><br></div>
<div>Questo è un anime atipico per diversi motivi. Fondamentalmente è uno slice of life (scene di vita quotidiana senza grande trama) romantico. È composto da 12 episodi
che non hanno nemmeno un titolo se non “episodio 1,2,3, ecc.”.</div><div><br></div>
<div>Sasaki è il classico colletto bianco che lavora in ufficio e si ammazza di lavoro. Dato che è stressato, oltre che per piacere, fuma, cosa che in Giappone è molto
ostracizzata e permessa solo in particolari aree adibite (anche all’aperto è così). L’unico altro suo svago è passare dal minimarket la sera tardi, quando esce dall’ufficio e comprare
una cosa qualsiasi pur di vedere Yamada. &nbsp;Lei è semplicemente una commessa gentilissima del negozio per la quale Sasaki ha una piccola cotta innocente, senza che lui faccia niente per smuoverla da questo status. Una
sera, però, viene invitato dietro al supermarket da una ragazza, Tayama, che fuma con lui e con il quale chiacchiera del più e del meno. Solo un tonto come lui non riesce a capire che le due sono la stessa ragazza
che, quando è in pausa, si cambia di pettinatura e si toglie la divisa.</div><div><br></div>
<div>Tutto qui. Entrambi sono stressatissimi dai cicli di lavori giapponesi (lei fa in media due turni al giorno, lui dorme sei ore a notte) e compensano col pochissimo che hanno, che sono
il fumo e la vicendevole compagnia. I due personaggi sono scritti bene: lui è una persona gentile e rispettabile, lei è simpatica e cortese, entrambi sono molto umani. C’è ovviamente una vaga dinamica
di dominanza e sottomissione (Yamada trae divertimento dal fatto che lui sia impacciato e lei riesca puntualmente a metterlo in crisi, è la base della narrazione), ma non c’è niente di sconcio. Non è
quel tipo di romance, affatto. Lei è disegnata come molto carina, ma anche molto vestita e con atteggiamenti normali (si scopre la pancia una volta, fine). È una serie semplice, tenera, che non impegna troppo
nella visione e aiuta a rilassarsi. È piacevole (è quasi un caso) che abbia un target di riferimento adulto. I due protagonisti non sono liceali; hanno problemi da grandi e fanno vite mediocri senza grandi avventure,
eppure sono ancora interessanti.</div>
<div>Le puntate vengono chiamate “mini episodi” perché non durano nemmeno i 20 minuti classici (di solito sono attorno ai 13). Mentre leggete queste righe, probabilmente,
uscirà una stagione con tempistiche regolari. Varrà la pena di vederla, se il livello è lo stesso. L’unica vera critica che posso fare a questa serie è l’eccessiva ingenuità di
lui, che non riconosce una persona guardandola dritto in faccia solo perché cambia pettinatura o, se vogliamo farne un riassunto ingiurioso, che la trama sia: “La vita di un 40enne è una merda, ma se ci
prova con te una 24enne attraente, le cose migliorano”.</div>
<div>Graficamente l’anime è grazioso, ha uno stile piacevole e anche i personaggi secondari sono ben fatti e non abbozzati (tranne l’assistente di lui, ma il fatto che
non abbia la faccia è una gag). Cosa notevole, non sono tutti belli. Solitamente negli anime il cast è composto solo da personaggi disegnati come dei greci. Qui vale solo per Yamada, Sasaki stesso è più
comune e gli altri ancora di più. Banalmente, il tema dell’anime è il fumo che unisce i due protagonisti, quindi c’è una cura maniacale su come le volute si muovono nelle scene.</div><div><br></div>
<div>La colonna sonora è semplice e rilassante come tutto il resto del prodotto. Non è una cosa da grandi guizzi, è una cosa che ti deve cullare e far stare bene.</div><div><br></div>
<div>Alla fine questo anime è rilassante e certe volte non hai bisogno di altro. Il fatto che abbia un target di età più alto del solito e che sia scritto bene sono
bonus gradevolissimi.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink9d407b5781d7f4578214c2adc2d2a4dc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Smoking-Behind-the-Supermarket-with-You-loc_ver.webp','alt': 'La locandina dell\\\'anime.','title': 'La locandina dell\\\'anime.','width': 720,'height': 1080,'description': 'La locandina dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9d407b5781d7f4578214c2adc2d2a4dc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Smoking-Behind-the-Supermarket-with-You-loc_ver.webp" alt="La locandina dell&#39;anime." title="La locandina dell&#39;anime." width="200" height="300" /></a></div><div><script> var showboxlink5231c3361c0939051632381166cf58da = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Smoking-Behind-the-Supermarket-with-You-scena_bar.webp','alt': 'Una scena dell\\\'anime.','title': 'Una scena dell\\\'anime.','width': 1200,'height': 675,'description': 'Una scena dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5231c3361c0939051632381166cf58da, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Smoking-Behind-the-Supermarket-with-You-scena_bar.webp" alt="Una scena dell&#39;anime." title="Una scena dell&#39;anime." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kynbQYIVK7I">https://www.youtube.com/watch?v=kynbQYIVK7I</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 06:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ben - Rabbia animale di Johannes Roberts]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000344"><h1 class="imHeading1">Horror solido, viscerale e ben diretto</h1><h2 class="imHeading2">Un film che mantiene le promesse della grande suspense</h2><div>






<div><strong>Ben - Rabbia animale (Usa, Regno Unito, Canada, Australia 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Johannes Roberts. Soggetto e Sceneggiatura: Johannes Roberts, Ernest Riera. Fotografia: Stephen Murphy. Montaggio: Pietro Gvozdas. Musiche: Adrian Johnston. Scenografia:
Simon Bowles. Costumi: Verity Hawkes. Produzione: Walter Hamada, John Hodges, Bradley Pilz, Patrícia Lino. Produttore esecutivo: Pete Chiappetta, Vicki Dee Rock, Andrew Lary, Johannes Roberts, Nathan Samdahl, Anthony
Tittanegro. Casa di produzione: Media Rights Capital, Paramount Pictures, Domain Entertainment, 18Hz productions, The South Australian Film Corporation. Distribuzione in italiano: Eagle Pictures. Paese di produzione: Stati
Uniti d'America, Regno Unito, Canada, Australia. Anno: 2025. Durata: 89'. Titolo Originale: Primate. Genere: Orrore. Interpreti: Johnny Sequoyah (Lucy Pinborough), Jessica Alexander (Hannah), Troy Kotsur (Adam Pinborough),
Gia Hunter (Erin Pinborough), Victoria Wyant (Kate), Benjamin Cheng (Nick), Charlie Mann (Drew), Tienne Simon (Brad), Miguel Torres Umba (Ben), Kae Alexander (Yoko), Amina Abdi (Susan), Albert Magashi (Matt), Rob Delaney (dott.
Doug Lambert).</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>Presentato come evento speciale d'apertura al Fantafestival 2025, <em>Ben - Rabbia animale</em> (distribuito internazionalmente come <em>Primate</em>) segna il ritorno dietro la macchina da presa di <strong>Johannes Roberts</strong>, già noto agli appassionati del genere per aver diretto i fortunati survival thriller acquatici <em>47 metri</em> e <em>47 metri - Uncaged</em>. Con questo nuovo progetto, il regista britannico sceglie di recuperare una figura da sempre
affascinante e inquietante all'interno del cinema dell'orrore, ma finora poco sfruttata rispetto ad altri predatori: la scimmia killer. Il film si presenta fin dai primi minuti come un'opera tesa e priva di fronzoli,
capace di costruire un'atmosfera soffocante puntando tutto su una paura radicata nel nostro quotidiano.</div><div><br></div>
<div>La trama si sviluppa attorno a una premessa apparentemente semplice ma di forte impatto. Ben è uno scimpanzé cresciuto tra le mura domestiche insieme a una famiglia che
lo ha accudito fin da piccolo, trattandolo a tutti gli effetti come un membro del nucleo anziché come una fiera selvatica. Questa apparente tranquillità si spezza improvvisamente quando l'animale, a causa
del morso di una mangusta infetta, contrae una forma devastante di rabbia. Il virus intacca rapidamente il sistema nervoso dell’animale, cancellando ogni traccia di addestramento o docilità e lasciando spazio
a una furia del tutto incontrollabile. La dimora di famiglia, da luogo sicuro e protetto, si trasforma nel giro di poche ore in una trappola mortale dove i padroni rimangono tagliati fuori dal mondo esterno, costretti a lottare
con ogni mezzo per non diventare le prossime vittime del loro stesso compagno.</div><div><br></div>
<div>In questo incubo domestico, il regista compie un'interessante inversione concettuale rispetto ai suoi lavori precedenti. Se nei capitoli di <em>47 metri</em> l'elemento acquatico rappresentava una prigione e la fonte stessa del pericolo, qui la dinamica si ribalta completamente: l'acqua cessa di essere una minaccia e diventa
l'unica reale ancora di salvezza. Gran parte della strategia di sopravvivenza dei protagonisti si concentra infatti attorno alla piscina della casa. Sapendo che lo scimpanzé non è in grado di nuotare, i sopravvissuti
cercano rifugio rimanendo a mollo nell'acqua, trasformando la vasca in una sorta di zona di protezione contro gli assalti dell’animale infetto.</div>
<div>Ciò che rende la pellicola davvero efficace è proprio il ribaltamento del fattore emotivo: il terrore non deriva da una minaccia estranea, ma da qualcuno a cui si voleva
bene. Da questo punto di vista, il legame con l'eredità di <em>Cujo</em> appare fortissimo e centrale all'interno della struttura del film. Proprio come nella
famosa storia del San Bernardo rabbioso nata dalla penna di <strong>Stephen King</strong>, la vera angoscia nasce dal contrasto traumatico tra l'affetto passato e la brutalità del presente. I personaggi non si trovano solo a combattere per la propria vita, ma devono fare i conti con lo
shock psicologico di vedere un membro della propria casa mutare in un predatore letale. Oltre a <em>Cujo</em>, il film riprende i temi chiave di altre pellicole cult che hanno esplorato il pericoloso confine tra uomo e primati, richiamando alla memoria titoli come <em>Link</em> o <em>Monkey Shines - Esperimento nel terrore</em>.</div><div><br></div>
<div>Dal punto di vista tecnico e visivo, <strong>Johannes Roberts</strong> punta su un approccio estremamente concreto e materico. Invece di fare un uso massiccio della computer grafica per ricreare la creatura, la produzione ha scelto di affidarsi all'impiego di effetti pratici
e trucco protesico tradizionale. Questa scelta paga moltissimo in termini di resa sullo schermo: le sequenze d'attacco si rivelano crude, fisiche e dolorose, conferendo alla belva un peso e una presenza reale che aumentano
il senso di pericolo imminente. A valorizzare ulteriormente questo impianto scenico intervengono anche le ottime musiche di <strong>Adrian Johnston</strong>. La colonna sonora firma un lavoro d'accompagnamento impeccabile, alternando sonorità umane e strazianti a tappeti sonori incalzanti che contribuiscono
a esaltare ancora di più la suspense e ad amplificare il senso di ansia e minaccia incombente.</div><div><br></div>
<div>Il ritmo della narrazione rimane alto per quasi tutta la durata del film. La storia si muove lungo i binari di una classica avventura di sopravvivenza che fonde insieme gli elementi
del cinema con belve feroci e la tensione tipica dei film slasher. Il regista evita di perdersi in spiegazioni pseudo-scientifiche troppo complesse, preferendo concentrare tutta l'attenzione sulle dinamiche di fuga e di
difesa all'interno dello spazio chiuso della casa.</div>
<div>Segnalando infine l’ottima interpretazione di <strong>Troy Kotsur</strong> nei panni di un padre sordomuto, <em>Ben - Rabbia animale</em> si dimostra un horror solido, viscerale e ben diretto. Senza concedersi pause o momenti di tregua,
il film mantiene le promesse della grande suspense, ricordando allo spettatore quanto possa diventare terrificante il mondo naturale quando la barriera della familiarità crolla di colpo di fronte all'istinto primordiale.</div><div><br></div>
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			<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 06:29:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Intervista ai Darkhold]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000343"><h1 class="imHeading1">Centuries of Purgatory nel dettaglio</h1><h2 class="imHeading2">Per approfondire il significato del nuovo album della band</h2><div>






<div>Con <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?in-arrivo-centuries-of-purgatory" class="imCssLink">Centuries of Purgatory</a></em>, i <strong>Darkhold</strong> proseguono il percorso iniziato con il precedente <em>Tales From Hell</em>, spostando però il proprio universo narrativo verso una dimensione ancora più concreta e inquietante. Se il primo capitolo era immerso in un immaginario
infernale fatto di visioni fantastiche e suggestioni oscure, il nuovo album affronta il lato più disturbante della realtà quotidiana, trasformando i sette Vizi Capitali in uno specchio delle fragilità,
delle ossessioni e delle contraddizioni dell'essere umano. Attraverso nove tracce, la band costruisce un viaggio nel Purgatorio contemporaneo, dove il confine tra vittima e carnefice diventa sempre più sottile e
dove il vero orrore non arriva da creature fantastiche, ma dall'uomo stesso. Musica, testi e artwork contribuiscono alla creazione di un concept complesso e profondamente personale, capace di unire atmosfere cupe, aggressività
e una forte componente introspettiva. Abbiamo parlato di <em>Centuries of Purgatory</em> con <strong>Claudio Facheris</strong>, voce e mente dei <strong>Darkhold</strong>, per approfondire il significato del nuovo lavoro, la genesi delle atmosfere, il rapporto tra realtà e immaginario e la direzione futura della band.</div><div><br></div>
<div><strong>Direste che "Centuries of Purgatory" rappresenta un viaggio dentro il lato più oscuro dell'essere umano?<br></strong>"Centuries of Purgatory" rappresenta la naturale evoluzione della band, delle persone che la compongono e della musica che creano, con lo scorrere della vita quotidiana come vero perno di tutto l'album.
Se "Tales From Hell" definiva l'ucronia di un passato fantastico immerso in una visione infernale dell'esistenza, questo nuovo album è letteralmente radicato nell'agonia di un presente asfissiante
e malato: i peccati non sono più attribuibili a possibili scelte sbagliate a seconda di strade diverse intraprese, ma sono paurosamente ancorati a decisioni volute, giornalmente perpetrate perché contemporaneamente
schiave e dominatrici del relativo peccato, che non a caso in Purgatorio viene chiamato e ben definito come vizio. Un vizio è chiaramente, di base, un peccato, ma è ancora più subdolo perché è
ragionato, voluto, temuto, desiderato; un "Odi Et Amo" dal quale non ci si riesce a liberare. A livello personale, negli ultimi anni siamo cambiati, abbiamo affrontato la quotidianità delle nostre vite con
i loro problemi e le loro sfide, abbiamo visto fare la stessa cosa al mondo che ci circonda e quindi oggi, come non mai, il Purgatorio e i suoi vizi strisciano indisturbati sulla Terra senza alcun freno. Tutto ciò è
decisamente marcato sia nei testi sia nella musica di "Centuries of Purgatory", nel quale contemporaneamente si possono trovare energia e disperazione, volontà e arrendevolezza, tutto comunque subordinato
a un'enorme paura di base.</div><div><br><strong>Il titolo stesso suggerisce una condanna interminabile. Che significato ha per voi il concetto di "purgatorio" e perché avete scelto
proprio questa immagine per rappresentare il disco?<br></strong>In questo album, rispettando la costruzione dantesca del Purgatorio, vengono vissuti in nove tracce i sette Vizi Capitali, il vero
cuore di tutta l'opera, protetti da un Antipurgatorio iniziale e da un Paradiso Terrestre finale. Il tutto è vissuto come un nuovo viaggio nei meandri più oscuri ma terribilmente tangibili della perversione
e dell'animo dell'umanità. Un'umanità familiare: quella del vicino di casa, dell'amico, del parente stretto; quella che si può toccare, vivere, respirare, subire; quella per cui può
cambiare tutto, nel bene e nel male, e che a sua volta ti cambia dentro, nel profondo; quella che non ti lascia scampo, perché ne sei schifato ma anche attratto, senza possibilità alcuna di sottrarti a essa.
C'è un'inesorabilità di fondo che è disarmante, una dipendenza incontrovertibile, un'impossibilità di disintossicazione talmente palese che pare di stare con le gambe bloccate nel fango
fino alle ginocchia: una situazione talmente critica dalla quale, per liberarsi, si è inevitabilmente obbligati a lasciare indietro per sempre qualcosa di sé stessi, pagando un prezzo inimmaginabile.</div><div><br><strong>In "Tales From Hell" il male era rappresentato attraverso figure fantastiche e riferimenti letterari, mentre oggi sembra avere un volto molto più reale. È forse l'uomo stesso il vero
mostro raccontato dai Darkhold?<br></strong>I sette Vizi Capitali, che per la precisione sono Superbia, Invidia, Ira, Accidia, Avarizia, Gola e Lussuria, sono qui sviscerati in modo rigoroso e rispettoso
della visione cronologica dantesca, ma sono pennellati su persone reali, di mia precisa conoscenza, e sono tasselli di un'escalation peccaminosa senza eguali proprio perché vera e tangibile, quindi ancora più
spaventosa di una "favola infernale" della buonanotte che ti lascia una morale e una speranza. In "Centuries of Purgatory" non c'è speranza e soprattutto non ci sono né morale né
etica, c'è solamente, si fa per dire, la malsana consapevolezza dei propri peccati e della propria umana disumanità al servizio del peccato puro. La realtà ci offre su un piatto d'argento, sotto
ogni più disparata forma, strisce bianche già tagliate di tonante arroganza, viscerale invidia, incontrollabile ira, disarmante pigrizia, avida avarizia, onnivora fame e incatenante piacere carnale; un vortice
di estremismi che ti risucchia sempre più giù, sempre più solo, senza nulla a cui aggrapparti per riprendere fiato, e qui i miracoli non esistono... Quindi l'uomo stesso, o meglio noi stessi, qui al
centro di tutta la narrazione, è giudice e carnefice di sé stesso, e quando si entra in questo loop diventa difficile riuscire a evadere e a sottrarsi a un'esistenza "mostruosa", perché in
verità vista come normale da chi la vive in prima persona.</div><div><br><strong>Quanto hanno influenzato la nascita di "Centuries of Purgatory" il cinema horror, la letteratura oscura
e l'immaginario gotico?<br></strong>In verità poco o nulla, perché le tematiche di questo album sono molto più reali e tangibili di quello che una qualunque letteratura gotica
e/o horror possa immaginare. Anzi, direi che proprio questa letteratura prende spunto dalle quotidiane bestialità umane contemporanee, in una visione decisamente "hard-boiled" della realtà che ci circonda.
Personalmente mi fa molto più paura ciò che può pensare e mettere in pratica un essere umano rispetto a quello che può fare un mostro di origine horror o gotica sul fisico e sull'animo del prossimo.
L'uomo comune qui dimostra di essere ben oltre le proprie caratteristiche standard, ben oltre la decenza e ben oltre il rispetto del prossimo, perché ogni azione è basata su un egoismo di fondo talmente viscerale
da incenerire al suo cospetto qualunque tipo di fantasia distorta. Qui c'è proprio una nauseabonda umanità disumana.</div><div><br><strong>Brani come "The Hunger Cave", "Lost In Lust" e "Fade Haze Away" evocano sensazioni di inquietudine e decadenza. Come nascono queste atmosfere durante la fase compositiva?<br></strong>In verità è tutto già lì, nell'aria, che aspetta solo di essere musicato e scritto. Lo respiri nell'aria, in casa e fuori, lo vedi in televisione o dal vivo, lo ascolti alla
radio o nei podcast, lo percepisci pesantemente negli occhi di chi ti circonda: persone di ogni tipo di estrazione sociale e culturale, al lavoro, in posta, al ristorante, al cinema, ai concerti, in vacanza, in un tribunale
o in una prigione, in un parlamento o in un luogo di culto di qualunque tipo di religione. Tutto insieme: vizio e paura, in un balletto estenuante, una commedia dell'arte, un gioco delle parti dove perdono tutti allo stesso
modo, anche se la percezione può sembrare diversa. C'è chi perde beni materiali e chi spirituali, chi la reputazione e chi l'anima, chi subito e chi a rate, chi muore prima e chi dopo, ma il finale è
sempre lo stesso. È tutto tangibile, a portata di mano per noi che componiamo musica e parole, che altro non sono se non la trasposizione uditiva di queste situazioni inesorabilmente intense.</div><div><br><strong>La vostra musica riesce a unire violenza e introspezione. Quanto è importante creare prima un'atmosfera emotiva e poi costruire il riff intorno ad essa?<br></strong>Nulla di tutto questo, almeno per quanto mi riguarda. Come dicevo nella risposta alla domanda precedente, è tutto in realtà attorno a noi, ci avvolge senza che ce ne rendiamo conto, con una tale
semplicità ma al contempo con una tale forza da travolgerci senza darci il tempo di respirare o ragionare. Ecco il vero cardine del nostro Purgatorio: la mancanza di ragione, o meglio il "sonno della ragione",
che qui però non genera mostri ma è talmente potente da surclassarli e generare altri uomini, ben più spaventosi, con altri intenti, ben più terrificanti e crudeli.</div><div><br><strong>Se "Centuries of Purgatory" fosse un luogo fisico, come lo immaginereste? Una prigione, una città decaduta, un paesaggio mentale?<br></strong>Assolutamente come tutto quello che è elencato in questa domanda e come quello che ho citato io prima: lo immaginiamo come il mondo che ci circonda, nella sua totalità e nelle sue mille sfaccettature,
in ogni suo luogo e in ogni suo tempo, dove è sempre l'uomo, al centro, che tira le fila di ogni cosa, nel bene o nel male, a sua totale discrezione, indipendenza e coscienza/incoscienza. Un turbine di emozioni
e contraddizioni tale da non poter permettersi il minimo cenno di resa, attesa o calma.</div><div><br><strong>La copertina e l'artwork hanno un ruolo fondamentale nella costruzione dell'universo
Darkhold. Quanto è importante per voi che la parte visiva dialoghi con quella musicale?<br></strong>Tutto va di pari passo, così come è stato per il primo album. Per rappresentare al meglio le tematiche di "Centuries of Purgatory" abbiamo appositamente scelto un'artista straordinaria
come Sheila Franco e lo abbiamo fatto perché il suo stile pittorico è proprio quello che cercavamo da tempo e che eravamo sicuri avrebbe dato la migliore visione del nostro percorso tematico e musicale. Non solo
per il suo stile o per la scelta cromatica che tutti avete potuto ammirare, ma in particolar modo per la dinamicità che volevamo dare ai movimenti degli abitanti del Purgatorio, rappresentati in modo strabiliante nella
piramide umana dipinta in copertina, capace di definire ognuno dei Vizi Capitali nei minimi particolari, con la simbologia giusta marchiata a fuoco sulla loro pelle, in un turbine di disperazione e fatica nel cammino verso
la cima, la luce, la speranza, o forse la vera fine. Giudicate voi l'operato di questa artista tutta italiana, per noi assolutamente straordinario, e che spero verrà elogiato ovunque e le permetterà di raggiungere
il successo che merita, perché quando l'arte trascende sé stessa allora siamo di fronte a talenti puri che vanno preservati e protetti, ma al contempo esaltati e celebrati.</div><div><br><strong>Ogni brano sembra rappresentare una diversa forma di debolezza o corruzione umana. Qual è il tema che vi ha messo maggiormente alla prova durante la scrittura dei testi?<br></strong>In verità, amaramente, siamo tutti schiavi, dipendenti e/o portatori sani di tutti i Sette Vizi Capitali. Quindi, in fase di scrittura dei testi, ognuno di loro ha generato in me parecchie situazioni contrastanti
e forti, dei veri e propri pugni in faccia morali ed emotivi. Se proprio devo citarne uno, allora direi il Vizio dell'Invidia con "The Slithering": un brano tosto e veloce, dal ritmo incalzante ma al contempo
destabilizzante, strisciante come un serpente proprio come l'Invidia stessa, che ti entra dentro e che non riesci a prendere, figuriamoci a frenare definitivamente, a meno che tu non ti senta davvero in pace con te stesso
e abbia raggiunto la pace dei sensi. Una cosa che, dal mio punto di vista, è assolutamente impensabile, né per me né per l'umanità che mi circonda.</div><div><br><strong>Dopo aver raccontato l'inferno e il purgatorio, quale potrebbe essere il prossimo territorio oscuro da esplorare con i Darkhold?<br></strong>La naturale conseguenza sarà chiaramente il Paradiso, quell'obiettivo tanto agognato da tutti anche se, in verità, nessuno se lo merita davvero. Nella nostra visione sarà proprio il frutto
delle azioni della nostra vita purgatoriale sulla Terra a generare ciò che la "luce" in fondo al tunnel vorrebbe essere, ma che in verità sarà ben diversa da ogni tipo di aspettativa creata precedentemente,
esulando completamente dall'immaginario collettivo e basandosi piuttosto su una visione destabilizzante di ogni realtà. Ma credo sia meglio fermarsi qui, per evitare qualunque tipo di spoiler fin troppo prematuro...</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkbdd124d82ff4968e10b104f7bf185d99 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Centuries-of-Purgatory-cover_ver.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 631,'height': 630,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbdd124d82ff4968e10b104f7bf185d99, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Centuries-of-Purgatory-cover_ver.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlinkc16e88a959c01ec8b9ce310dc3d00ca6 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Darkhold-band-ok_bar.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1599,'height': 887,'description': 'La band.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Darkhold-logo_bar.webp','alt': 'Il logo della band.','title': 'Il logo della band.','width': 1780,'height': 1079,'description': 'Il logo della band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc16e88a959c01ec8b9ce310dc3d00ca6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Darkhold-band-ok_bar.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="111" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=FgxlZwoRgXM">https://www.youtube.com/watch?v=FgxlZwoRgXM</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 06:12:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo La vampira ossia la vergine d'Ungheria]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000342"><h1 class="imHeading1">Un gioiello gotico</h1><h2 class="imHeading2">Opera che anticipa il vampirismo femminile</h2><div>






<div><em>Un gioiello gotico salvato dall'oblio; torna alla luce un'opera che anticipa il vampirismo femminile, svelandoci i tratti più umani
di una predatrice intrappolata nel proprio destino.</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>Molto prima di <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?carmilla-di-le-fanu-nel-dettaglio-" class="imCssLink">Carmilla</a></em> di <strong>Sheridan Le Fanu</strong> (1872), la letteratura gotica europea aveva già generato una vampira di straordinaria vividezza. Riscoperta di recente,
e ora presentata per la prima volta in traduzione integrale, <em>La Vampira ossia La Vergine d’Ungheria</em> (1825) anticipa di quasi mezzo secolo il celebre racconto di <strong>Le Fanu</strong> e molte altre vampire, imponendosi come uno fra i testi pionieristici sul vampirismo.</div>
<div><br></div>
<div><strong>Sinossi</strong></div>
<div>Nel 1815, il colonnello Édouard Delmont abbandona Parigi con la famiglia per rifugiarsi in un antico castello isolato nel Lauragais; crede di potersi lasciare alle spalle il
passato, ma il passato non smette di perseguitarlo. Quando una misteriosa straniera, Alinska, si stabilisce nei pressi del suo maniero, la quiete della vita familiare comincia a incrinarsi. Bella, enigmatica e segnata
da un destino oscuro, la giovane ungherese porta con sé un’ombra soprannaturale che si allunga lentamente e inesorabilmente sui Delmont. Poco alla volta, la sua presenza causa un susseguirsi di eventi inquietanti,
tragedie e lutti. Ma Alinska non è una semplice predatrice assetata di sangue: è lo strumento di una vendetta superiore, vittima, più che carnefice, di un terribile patto ultraterreno che nemmeno
lei ha il potere di spezzare.</div>
<div><br></div>
<div><strong>Dall’introduzione del libro</strong></div>
<div>Circa settant’anni prima che Bram Stoker pubblicasse Dracula e più di cinquanta prima che Le Fanu concepisse Carmilla, in Francia apparve La Vampira ossia La vergine d’Ungheria,
uno dei primi testi a livello mondiale in cui la protagonista è una vampira che ritorna in vita per vendicare il tradimento di un patto d’amore stipulato col sangue. Quest’opera, pubblicata nel 1825, e scritta
dal barone de Lamothe-Langon (prolifico scrittore di ampio successo nella prima metà del XIX secolo, con all’attivo una considerevole messe di romanzi storici, sentimentali, di costume, morali e gotici, ma anche
di testi teatrali, mistificazioni storiche e di memorie apocrife) potrebbe, esaminato lo stadio attuale delle ricerche, essere considerato il più antico romanzo sui vampiri in lingua francese che ci sia pervenuto, in
cui la protagonista è, come già anticipato, una donna; si tratta di un prodotto letterario nato dell’enorme successo che Il Vampiro di Polidori riscosse in Francia, dove fu prontamente tradotto (e all’epoca
considerata erroneamente una delle migliori opere di Byron) nel medesimo anno, il 1819, in cui il racconto uscì prima sul «New Monthly Magazine» e subito dopo in volume.</div><div><br></div>
<div>Dalla pluriennale esperienza nella pubblicazione di classici di <em>Caravaggio Editore</em> (sotto la direzione editoriale di Enrico De Luca), nasce <em>Oblivium Edizioni</em>: un nuovo marchio dedicato al gotico e al <em>weird</em>. Caravaggio Editore si è affermata negli ultimi anni come una realtà apprezzata per la serietà delle sue edizioni: testi integrali, rispettosi degli
originali, annotati e arricchiti da apparati iconografici d’epoca. È proprio da questa attenzione per la qualità che nasce il marchio <em>Oblivium</em>, che si propone come un vero e proprio “riscattatore dall’oblio” di testi classici dimenticati, mai tradotti in italiano o ingiustamente trascurati. Il
nome stesso del marchio - che evoca ciò che è stato dimenticato - riassume la sua missione: riportare alla luce opere che meritano di essere lette ancora. All’interno delle due collane principali - <em>Redivivi</em> e <em>Voci dall’ignoto</em> - verranno pubblicati romanzi inediti, raccolte d’autore e antologie tematiche di racconti. Ogni volume sarà caratterizzato da un’alta qualità editoriale: come per Caravaggio, traduzioni
accurate, testi integrali e un ricco corredo illustrativo che attinge al meglio dell’illustrazione d’Ottocento e inizio Novecento o realizzato appositamente da artisti contemporanei.</div>
<div><em>Oblivium Edizioni</em> nasce con l’ambizione di portare in libreria e fra le mani di chi legge testi potenti e
fuori dal tempo: libri che restituiscono il gusto autentico della letteratura orrorifica classica, senza semplificazioni o adattamenti.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Étienne-Léon de Lamothe-Langon (1786 - 1864) fu un prolifico ed eclettico scrittore francese di successo. La sua vasta produzione letteraria, ampiamente
tradotta e imitata all’epoca, è costituita da oltre sessanta romanzi di argomento storico, gotico, fantastico, sociale e investigativo, memorie apocrife (per esempio quelle attribuite alla contessa Du Barry e
a Luigi XVIII) e falsificazioni storiche come <em>La storia dell’inquisizione in Francia</em> (1829).</div><div><script> var showboxlinkdeb809831c1497e04a354146ae29843d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/-tienne-Leon-de-Lamothe-Langon_autore.webp','alt': 'L\\\'autore del libro.','title': 'L\\\'autore del libro.','width': 561,'height': 666,'description': 'L\'autore del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdeb809831c1497e04a354146ae29843d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/-tienne-Leon-de-Lamothe-Langon_autore.webp" alt="L&#39;autore del libro." title="L&#39;autore del libro." width="150" height="179" /></a></div><div><br></div>
<div><strong>IL CURATORE</strong></div>
<div>Enrico De Luca<strong> </strong>è professore a contratto presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università
della Calabria. Fra le sue numerose curatele e traduzioni ricordiamo l’edizione integrale e annotata dei primi sei titoli della serie dedicata ad Anne Shirley di Lucy Maud Montgomery (Mondadori 2022/23). Per Caravaggio
Editore, dirige tutte le collane dedicate ai classici.</div><div><script> var showboxlink15c66ba8209e238469c3da13d212ab54 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/enrico-de-luca_curatore.webp','alt': 'Il curatore del libro.','title': 'Il curatore del libro.','width': 400,'height': 400,'description': 'Il curatore del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink15c66ba8209e238469c3da13d212ab54, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/enrico-de-luca_curatore.webp" alt="Il curatore del libro." title="Il curatore del libro." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: La vampira</div>
<div>(ossia la vergine d'Ungheria)</div>
<div>Autore: Étienne-Léon de Lamothe-Langon</div>
<div>Curatore: Enrico De Luca</div>
<div>Illustratore: Massimiliano Modica</div>
<div>Editore: Oblivium Edizioni</div>
<div>Pagine: 348</div>
<div>Dimensioni: 16.2 x 3.2 x 22 cm</div>
<div>Anno: 4 settembre 2026</div>
<div>ISBN-13: 979-1282577007</div>
<div>Prezzo: 19,90 €</div><div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/4xDl4zM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink63adb7fc82fa431280e528862b8484f7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/La-vampira-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 750,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink63adb7fc82fa431280e528862b8484f7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/La-vampira-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="288" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 06:26:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Rufus per creare chiavette USB avviabili]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000341"><h1 class="imHeading1">Velocità, zero installazione</h1><h2 class="imHeading2">Lo strumento indispensabile per installare Windows e Linux</h2><div>






<div>Se cercate un programma gratuito e open source progettato per la creazione di supporti USB avviabili, <em>Rufus</em> è quello che fa per voi. Se dovete reinstallare il sistema operativo del vostro computer, configurare una nuova macchina o semplicemente testare una distribuzione Linux,
questo software rappresenta uno degli strumenti più affidabili e performanti a vostra disposizione.</div><div><br></div>
<div>Uno dei vantaggi principali di questo programma risiede nella sua struttura estremamente snella. Non richiede alcuna installazione sul sistema: vi basta scaricare un singolo file di
dimensioni ridotte e potete subito farlo partire su qualsiasi postazione.</div>
<div>Nonostante l'aspetto grafico essenziale e focalizzato sulla sostanza, <em>Rufus</em> garantisce prestazioni di scrittura nettamente superiori rispetto alla maggior parte delle alternative presenti sul mercato. La gestione ottimizzata dei dati consente infatti
di azzerare i tempi morti e di completare il flashing della chiavetta USB sfruttando al massimo la velocità del vostro hardware.</div><div><br></div>
<div><script> var showboxlinkedb8f4b31fd5f456fc3a82759be22cc6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/rufus-interfaccia_bar.webp','alt': 'L’interfaccia grafica di Rufus.','title': 'L’interfaccia grafica di Rufus.','width': 1344,'height': 768,'description': 'L’interfaccia grafica di Rufus.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkedb8f4b31fd5f456fc3a82759be22cc6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/rufus-interfaccia_bar.webp" alt="L’interfaccia grafica di Rufus." title="L’interfaccia grafica di Rufus." width="200" height="115" /></a></div>
<div>L’interfaccia grafica di <em>Rufus</em>.</div><div><br></div>
<div>Oltre alla velocità, <em>Rufus</em> risolve diverse problematiche pratiche che incontrate durante la preparazione di un supporto
di avvio. Quando vi trovate a dover installare Windows 11 su un computer meno recente o non ufficialmente supportato, il software permette di scavalcare i requisiti di sicurezza impostati da Microsoft, disattivando con un
clic i controlli relativi al chip TPM 2.0, al Secure Boot e ai limiti di memoria RAM. Potete inoltre automatizzare la fase di prima configurazione del sistema operativo: è possibile bypassare la richiesta obbligatoria
di accedere con un account Microsoft cloud, disabilitare la crittografia automatica BitLocker e impostare direttamente un account utente locale, permettendovi di accedere subito al desktop senza perdere tempo.</div><div><br></div>
<div>Per gli utenti che utilizzano sistemi Linux, <em>Rufus</em> offre una flessibilità completa. Gestisce correttamente l'avvio delle immagini ISO in modalità standard o tramite clonazione blocco per blocco (modalità DD), consentendovi di impostare
uno spazio di archiviazione persistente. In questo modo potete salvare file e modifiche sulla chiavetta anche dopo aver riavviato la sessione Live. Il programma integra infine controlli di sicurezza avanzati per verificare
l'integrità dell'immagine tramite algoritmi di hash ed effettuare la scansione della memoria USB alla ricerca di eventuali blocchi danneggiati prima di avviare la scrittura.</div><div><br></div>
<div><strong>PRO</strong></div>
<ul>
<li>Velocità di scrittura su chiavetta USB tra le più elevate del settore.</li>
<li>Formato portatile che non richiede installazione e funziona senza moduli aggiuntivi.</li>
<li>Bypass immediato dei requisiti hardware di Windows 11 (TPM, Secure Boot, RAM).</li>
<li>Rimozione dell'obbligo di creazione dell'account Microsoft cloud in fase di installazione.</li>
<li>Software totalmente gratuito, open source e privo di annunci pubblicitari o pacchetti extra.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>CONTRO</strong></div>
<ul>
<li>Può essere eseguito soltanto all'interno di ambienti Windows.</li>
<li>Gestisce un solo sistema operativo per dispositivo (non supporta la creazione nativa di chiavette multiboot).</li>
<li>Formatta l'intera memoria USB eliminando definitivamente tutti i dati preesistenti.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>Conclusioni</strong></div>
<div><em>Rufus</em> si conferma un'applicazione indispensabile per chiunque debba gestire la manutenzione di un computer o la configurazione
di nuovi sistemi operativi. La combinazione tra leggerezza, opzioni avanzate di personalizzazione e rapidità di esecuzione lo rende la scelta raccomandata se volete preparare un supporto di installazione in modo rapido
e senza complicazioni.</div><div><br></div>
<div>Scarica <em>Rufus</em> dal sito ufficiale: <a href="https://rufus.ie" class="imCssLink">https://rufus.ie</a></div>
<div>Oppure dalla sezione OpenFree del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink6af0fc08dc1401b2ed8f69eb4d3f6a36 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/rufus-logo-home_bar.webp','alt': 'Il logo di Rufus.','title': 'Il logo di Rufus.','width': 1067,'height': 454,'description': 'Il logo di Rufus.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6af0fc08dc1401b2ed8f69eb4d3f6a36, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/rufus-logo-home_bar.webp" alt="Il logo di Rufus." title="Il logo di Rufus." width="200" height="86" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 06:37:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lucia la strega]]></title>
			<author><![CDATA[Sergio Bissoli]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000340"><h1 class="imHeading1">Il volto è pallido e scavato</h1><h2 class="imHeading2">Per un attimo la bambolina sembra viva e si contorce dal dolore</h2><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Racconto tratto dalla raccolta: Racconti Mistery, oltre 60 racconti di di occultismo, stregoneria, spiritismo, paganesimo, animismo, insolito, mistero edita da</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://www.lulu.com/it/shop/sergio-bissoli/racconti-mistery/paperback/product-qw6m4m.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">Lulu.com</a></span><span class="fs14lh1-5 cf1">.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://www.lulu.com/it/shop/sergio-bissoli/racconti-mistery/paperback/product-qw6m4m.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">ACQUISTA SU LULU</a></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4eqAy38" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div>






<div>Conoscevo Lucia fin da bambina. Suo fratello era mio amico e un giorno mi portò a casa sua per vedere un quaderno di francobolli.</div>
<div>In quella occasione conobbi Lucia. Era magra e pallida. Aveva un vestito bianco sporco e mi guardava seria senza parlare.</div>
<div>In seguito l’ho rivista altre volte. La madre morì alcolizzata. Suo fratello si sposò e andò via.</div>
<div>Lucia è rimasta a vivere da sola. In paese alcuni dicono che si prostituisce, altri dicono che possiede la seconda vista e fa gli scongiuri.</div>
<div>Mentre mi avvicino alla sua abitazione sento un brivido corrermi per il corpo. La casa di mattoni ha colori rossastri nel sole di ottobre. Un albero di giuggiole quasi spoglio sta alla
sinistra. Sull’aia ci sono gatti, botti, foglie secche. Mi avvicino alla porta e chiamo:</div>
<div>“Lucia, sono io...”</div>
<div>“Vieni dentro. Ti aspettavo...”</div>
<div>In cucina mi offre un bicchiere di acqua zuccherata con la barbabietola. Le disgrazie che abbiamo avuto nelle nostre vite ci permettono di comprenderci subito. Le racconto cosa mi è
capitato, le avversità di questi ultimi anni, le scelte sfortunate e parlandone mi sembra di cercare una spiegazione del male nella vita.</div>
<div>Lucia mi guarda con i suoi verdi occhi gelidi. Va a prendere uno specchio, lo posa sul tavolo e torna a sedersi accanto a me.</div>
<div>Nella stanza in penombra Lucia incomincia a guardare dentro allo specchio. Il volto è pallido e scavato. I suoi capelli le ricadono intorno come una pioggia viva.</div>
<div>“Vedo un fumo grigio... immagini... Tutta una vita... Una vecchia... Una casa...”</div>
<div>Fa un lungo sospiro e alza gli occhi verso di me:</div>
<div>“Per adesso ho finito. La prossima volta portami qualcosa che appartiene intimamente alla tua casa.”</div>
<div>La sera d’autunno è umida e fredda e la luna sembra di cristallo. Nella mia tasca, avvolto in un foglio di carta ho un pezzetto di intonaco che ho staccato dalla parete.
Sto tornando da Lucia ma non so cosa pensare dei suoi discorsi. Forse è tutto irrealtà e follia. Un gruppo di ubriachi cantano una canzone senza senso nella nebbiolina.</div>
<div>Arrivo emozionato all’appuntamento e sento il cuore che batte. Spingo la porta aperta. So che lei ha già intuito la mia presenza mentre chiamo piano: “ Lucia...”</div>
<div>Lei indossa un vestito nero, attillato che lascia le spalle nude. Il volto è pallido e scavato.</div>
<div>Per disperdere la tensione nell’aria le mostro subito il pezzo di intonaco che ho portato. É grigio e friabile. Lei lo prende, lo tocca, lo posa sul tavolo.</div>
<div>Si siede ancora vicino a me davanti allo specchio. Mi appoggia una mano sulla spalla e socchiude gli occhi. Sento il tocco della sua manina soffice, sento il profumo tenue dei capelli.</div>
<div>I suoi occhi guardano lontano come se volesse perdersi dentro allo specchio. Il suo respiro si fa più lento, più profondo. Ora diventa breve e saltellante. Le sue parole
sono un sussurro rauco e un singhiozzo:</div>
<div>“Vedo... una vecchia e una maledizione... Riguarda la casa e colpirà... solamente i maschi... Le femmine sono al sicuro...”</div>
<div>Più tardi quando ritorna in sé appare stanca e affaticata. La tensione nell’aria è calata e ci mettiamo a parlare.</div>
<div>“Da quanto tempo vivi in questa casa?” mi chiede.</div>
<div>“Da circa due anni.”</div>
<div>“E da quando sono incominciate le tue disgrazie?”</div>
<div>“Adesso che me lo fai notare, da quando sono andato ad abitare in quella casa.”</div>
<div>“Di chi era quella casa?”</div>
<div>“I proprietari erano morti, la casa era in vendita da tanto tempo. Io ho trattato con l’agenzia.”</div>
<div>“Come era la casa?”</div>
<div>“Era molto vecchia, per questo costava poco. Ma l’ho fatta rinnovare completamente...”</div>
<div>“Hai abbattuto anche i muri perimetrali?”</div>
<div>“No, quelli li ho lasciati per non perdere i diritti.”</div>
<div>Si è fatto tardi. In silenzio mi accompagna fuori ma davanti alla porta si ferma:</div>
<div>“Tu non puoi sapere cosa si svolge dietro i muri delle case... Non puoi capire i drammi segreti... Per questo dovrai tornare ancora da me un’altra volta...”</div>
<div>“Va bene... farò come vuoi.”</div>
<div>Le nostre voci, nella notte autunnale, hanno un suono diverso, più stridulo e quasi disperato.</div>
<div>Due sere dopo cammino sull’erba alta bagnata di umidità verso la casa di Lucia. I pensieri girano nella mia mente e mi sembra di vivere in un incubo. Entro nella saletta
buia.</div>
<div>“Lucia, ci sei?”</div>
<div>Silenzio di tomba. A passi incerti proseguo e apro la porta della cucina. Lucia sta là seduta e mi volta le spalle. La sua voce bassa mi dà un sussulto:</div>
<div>“Stasera la luna è sorta con un alone rosso sangue. I cani ululano. Stasera la luna mi fa paura...”</div>
<div>Su un tavolino rotondo lì vicino c’è una candela, un lungo spillo, un mucchietto di sale, alcuni nastri neri, perline di vetro e il pezzo di intonaco che ho portato.
Lucia sta cantilenando alcune parole in rima con voce bassa, gutturale e con le mani batte la superficie del tavolo come fosse un tamburo. Alza gli occhi verso di me:</div>
<div>“Mi ha insegnato mia mamma che era una medichessa e lei ha imparato da mia nonna.”</div>
<div>Poi ritorna nel suo stato di sonnambula.</div>
<div>A un certo punto Lucia prende qualcosa con le lunghe dita! É una bambolina di stoffa con seni e sesso femminile. Si avvicina al focolare e la butta dentro un pentolino di acqua
bollente, poi intona la cantilena, ripetitiva, monotona, ossessionante.</div>
<div>Per un attimo la bambolina sembra viva e si contorce dal dolore. Lucia ha smesso di sussurrare e sta tremando. Dalla cappa del camino proviene un lamento acuto che finisce in un ruggito
che mi fa rabbrividire. Mi volto impaurito. I piatti della bilancia oscillano da soli sulla vecchia credenza.</div>
<div>Allora afferro Lucia per le spalle e la ritraggo indietro spaventato. Restiamo così abbracciati. Si sente solo il borbottìo dell’acqua che bolle nel silenzio adesso.</div>
<div>Dopo un po’ Lucia mi respinge con un sorriso, e io esco da solo nella notte.</div>
<div> </div>
<div>(Ottobre 1991)</div></div><div><br></div><div><div><b><span class="fs14lh1-5 cf1">L'AUTORE</span></b></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Nato a Verona, ma vissuto quasi sempre nei paesi della pianura veronese. Autodidatta. A 10 anni volevo fare il regista. Frequentavo le cabine dei cinema, compravo vecchi proiettori. Poi abbandonai tutto per le difficoltà di attrezzarmi. A 11 anni seppi che sarei diventato scrittore. Nel corso degli anni ho esplorato la letteratura inglese, francese, polacca, rumena, ungherese, scandinava. Ho letto quasi tutti i filosofi occidentali, orientali e gli esoteristi. Mi sono interessato di psicanalisi, botanica, astronomia. Negli anni ’60 ho incominciato a fotografare saltuariamente. Negli anni ’80 ho fotografato sistematicamente edifici, ambienti, paesaggi, personaggi. Nel 2006 ho incominciato a filmare realizzando oltre mille video visibili su youtube.</span></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://www.lulu.com/it/shop/sergio-bissoli/racconti-mistery/paperback/product-qw6m4m.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">ACQUISTA SU LULU</a></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4eqAy38" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkefc4154881f11fd96ff922a5d1c9c618 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/lucia-strega-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 564,'height': 846,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkefc4154881f11fd96ff922a5d1c9c618, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/lucia-strega-cover_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="300" /></a></div><div><script> var showboxlink77034b5f30b7dad4c6f5c8919af4c455 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/lucia-strega-sergio-bissoli-autore_vr.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 427,'height': 510,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink77034b5f30b7dad4c6f5c8919af4c455, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/lucia-strega-sergio-bissoli-autore_vr.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="180" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 06:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile La stanza bianca]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000033F"><h1 class="imHeading1">Il nuovo romanzo di Lucio Besana</h1><h2 class="imHeading2">Una delle voci più importanti dell’horror contemporaneo</h2><div>






<div><em>“Nel buio prese forma una sagoma bianca. Emma pensò a una bambola di porcellana che emerge da una pozza di petrolio. Non c’era nessuna luce a illuminarla: il bianco
della sua pelle risaltava nell’oscurità come una bruciatura su una fotografia. Venne verso di lei, uno spettro alto e magro, con occhi come mandorle nere.”</em></div>
<div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/45ejXKG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div>
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<div><br></div>
<div>La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità de <em>La stanza bianca</em>, il nuovo libro di <strong>Lucio Besana</strong> edito da Zona 42, un romanzo con echi che da <strong>Stephen King</strong> alle Backrooms ci portano nel pieno degli incubi contemporanei.</div>
<div>Protagonista de <em>La stanza bianca</em> è il paese di Bonello, dove cause e conseguenze di una strage domestica costringono una
comunità a guardare dentro il proprio abisso.</div>
<div><br></div>
<div>Con questo romanzo <strong>Lucio Besana</strong> si conferma una delle voci più importanti dell’horror contemporaneo, capace di trasformare la bassa padana in un’architettura del rimosso.</div>
<div><strong>Besana</strong> dimostra una maestria rara nel navigare le declinazioni del perturbante: le derive geometriche delle backrooms
e le ferite emotive del traumacore si fondono ne <em>La stanza bianca</em> con la tensione brutale dello slasher e le atmosfere claustrofobiche delle case infestate. I tropi
dell’orrore classico e contemporaneo si ricompongono in una sintesi coerente e originale, sostenuta da una lingua netta e affilata, che riesce a essere chirurgicamente cruenta senza mai abbandonarsi alla crudeltà.
<strong>Besana</strong> sfrutta a pieno le proprie capacità di sceneggiatore per smontare e riassemblare la realtà, trasformandola in un dedalo di geometrie ostili
e presenze larvali.</div>
<div><em>La stanza bianca</em> è un romanzo-mondo dalla struttura solida e ramificata, dove il male non è solo una presenza percepibile,
ma un palinsesto allucinatorio che trasforma la topografia del paese di Bonello in un inferno a quattro dimensioni che reclama verità.</div><div><br></div>
<div><strong>Sinossi</strong></div>
<div>Bonello, via Corteana, casa Barri.</div>
<div>Una villetta a schiera, vuota e anonima, teatro di una terribile strage domestica che la comunità ha cercato di dimenticare.</div>
<div>Da quella casa, disabitata dopo l’orrore, si sprigiona qualcosa che sembra riscrivere la struttura stessa del paese, smontandola e riassemblandola in un dedalo di corridoi, scale
e stanze al cui interno si muovono figure larvali e un’entità che vuole restituire al paese ciò che ha cercato di seppellire sotto una patina di normalità.</div>
<div>In questa nuova realtà distorta e ostile, quattro persone cercheranno di restare in vita e di capire l’origine del male che ha aggredito Bonello e la sua popolazione.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Vincitore dei premi Solinas e Hypnos, Lucio Besana si è imposto all’attenzione del pubblico italiano con l’antologia di weird distopico <em>Storie della Serie Cremisi</em> (Edizioni Hypnos) e il folk horror <em>Ombre dei Vivi e dei Morti</em> (Zona 42).</div>
<div>Per Sperling &amp; Kupfer ha pubblicato il romanzo <em>L’innocenza del buio</em>, da un’idea di Roberto De Feo.</div>
<div>Per il cinema ha sceneggiato i film dell’orrore <em>A Classic Horror Story</em> e <em>The Nest</em>.</div>
<div>Insegna sceneggiatura alla Scuola Holden e alla scuola di cinema “Luchino Visconti” di Milano.</div>
<div>Vive a Strasburgo con la sua compagna.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: La stanza bianca</div>
<div>Autore: Lucio Besana</div>
<div>Curatore: Luigi Musolino</div>
<div>Editore: Zona 42</div>
<div>Pagine: 428</div>
<div>Dimensioni: 18.8 x 3.7 x 13.8 cm</div>
<div>Anno: 29 luglio 2026</div>
<div>ISBN-13: 979-1282183208</div>
<div>Prezzo: 17,95 € - eBook: 9,49 €</div>
<div><br></div>
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			<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 06:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Zothique 23 - cultura fantastica e weird]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Riviste"><![CDATA[Riviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000033E"><h1 class="imHeading1">Per appassionati di weird</h1><h2 class="imHeading2">Il Re in Giallo ritorna tra le crepe del reale</h2><div>






<div>Questo numero 23 di <em>Zothique</em> dedicato a <strong>Robert W. Chambers </strong>e a <strong><em>Il Re in giallo </em></strong>ha tutte le caratteristiche per diventare un oggetto di culto da collezionare. <em>Il Re in Giallo</em>, testo cardinale del weird più ambiguo e decadente, continua a diffondere la sua vena di follia ancora oggi. La splendida copertina di <strong>Gino Carosini </strong>è una soglia che introduce questo prezioso numero di <em>Zothique</em>.</div><div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/3RRHMF0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div></div><div><br></div><div>






<div>La parte saggistica, come di consueto, è impeccabile. Spicca l’ampio e approfondito contributo di <strong>Pietro Guarriello</strong>, che ripercorre l’intera carriera letteraria di <strong>Chambers</strong>, mettendo in luce un paradosso ormai evidente: oggi l’autore è ricordato quasi esclusivamente per i racconti weird e per Il Re in Giallo, mentre i suoi romanzi
romantici e storici — di grande successo all’epoca — sono caduti nell’oblio. Di grande interesse anche l’articolo dedicato alle edizioni italiane, dove viene giustamente sottolineata l’importanza
della storica edizione Fanucci del 1975, con la fondamentale introduzione di <strong>De Turris </strong>e <strong>Fusco</strong>. Si mette in rilievo il loro lavoro pionieristico, decisivo per la diffusione del fantastico in Italia. Si evidenzia inoltre come una nuova stagione di riscoperta di <strong>Chambers</strong> sia stata possibile grazie alla piccola ma coraggiosa casa editrice Hypnos, che ha riproposto <em>Il Re in Giallo </em>e soprattutto, per la prima volta in Italia, la raccolta <em>Il mistero della scelta</em>. Un progetto purtroppo interrotto dalla prematura scomparsa di <strong>Giuseppe Lippi </strong>nel 2018. Meno rilevante, invece, l’edizione Vallardi de <em>Il Re in Giallo</em>, percepita come un’operazione più opportunistica, legata al successo mediatico della serie <em>True Detective</em>.</div></div><div><br></div><div>






<div>Notevole anche il saggio di <strong>Rick Lai </strong>sulle fonti de <em>Il Re in Giallo </em>e del <em>Necronomicon</em>, in cui vengono analizzate con precisione tutte le occorrenze lovecraftiane del famigerato libro. Ne emerge con chiarezza che non fu l’opera di <strong>Chambers</strong> a ispirare il <em>Necronomicon</em>, il quale compare nei testi di <strong>Lovecraft</strong> prima che questi avesse letto <strong>Chambers</strong>. Viene invece ribadita l’influenza decisiva di <strong>Ambrose Bierce</strong>, di Carcosa e Hastur, e della figura dell’arabo Hali, evidente antecedente di Abdul Alhazred.</div></div><div><br></div><div>






<div>Il cuore pulsante del volume resta però nella narrativa in cui vengono proposti 3 testi inediti importanti che mostrano lati dello scrittore forse sconosciuti al pubblico
italiano. <em>Il Terrore della Darsena</em>, il cui titolo originale era <em>The Harbour-Master </em>e che apparve nella raccolta <em>In Search of the Unknown </em>(1904), è un racconto spesso citato da <strong>Lovecraft </strong>nelle sue lettere. Non a caso, le sue atmosfere e certe suggestioni marine sembrano anticipare, in modo sorprendente, <em>La maschera di Innsmouth</em>. Qui <strong>Chambers </strong>costruisce un orrore vischioso e insinuante, meno cosmico ma non meno perturbante. <em>Il caso del signor Helmer</em> è invece un piccolo capolavoro poetico: una raffinata meditazione su arte, morte e memoria, intrisa di un decadentismo struggente. La figura della dama in nero, simbolo della morte, sembra emergere come
una prefigurazione scolpita dallo stesso Helmer, in un gioco sottile tra creazione artistica e destino. <em>Il Segno di Venere</em>”, infine, si muove in territori più sfuggenti: un incubo rarefatto, quasi mistico, che lascia emergere la vena più esoterica e visionaria di Chambers, dove il confine tra sogno e realtà
si dissolve in un’atmosfera sospesa e inquietante.</div></div><div><br></div><div>






<div>A completare il volume troviamo il saggio di <strong>Pat Antonini </strong>dedicato alla riscoperta di <strong>Richard Garnett</strong>, autore oggi dimenticato ma qui restituito con due racconti suggestivi, e i testi vincitori delle
edizioni 2024 e 2025 de <i>L’Altroquando Festival</i>, testimonianza viva di una nuova narrativa weird italiana in fermento.</div></div><div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/3RRHMF0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkaad2952b9ace88227711336f52c93f2a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Zothique23-cover_ver.webp','alt': 'La copertina della rivista.','title': 'La copertina della rivista.','width': 752,'height': 1080,'description': 'La copertina della rivista.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkaad2952b9ace88227711336f52c93f2a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Zothique23-cover_ver.webp" alt="La copertina della rivista." title="La copertina della rivista." width="200" height="288" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 04:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disclosure Day di Steven Spielberg]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Marta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000033D"><h1 class="imHeading1">Quando la verità non si può più nascondere</h1><h2 class="imHeading2">La magia e la paranoia dell'ultima fatica del regista di Jurassic Park</h2><div>






<div><strong>Disclosure Day (Usa 2026)</strong></div>
<div><em>Regia e soggetto: Steven Spielberg. Sceneggiatura: David Koepp. Fotografia: Janusz Kamiński. Montaggio: Sarah Broshar. Effetti Speciali: Mark Bero. Musiche: John Williams.
Scenografia: Adam Stockhausen. Costumi: Paul Tazewell. Trucco: Judy Chin. Produttori: Steven Spielberg, Kristie Macosko Krieger. Produttori Esecutivi: Adam Somner, Chris Brigham. Case di Produzione: Universal Pictures, Amblin
Entertainment. Distribuzione (Italia): Universal Pictures Italia. Paese di produzione: Stati Uniti d'America. Anno: 2026. Durata: 145'. Genere: Fantascienza, Thriller, Drammatico, Azione. Interpreti: Emily Blunt (Margaret
Fairchild), Josh O'Connor (Daniel Kellner), Colin Firth (Noah Scanlon), Eve Hewson (Jane Blankenship), Colman Domingo (Hugo Wakefield), Wyatt Russell (Jackson), Henry Lloyd-Hughes (Casper Boyd), Elizabeth Marvel (sorella
Maura), Hettienne Park (Serena), Gabby Beans (Angela Childs), Michael Gaston (generale Dobbs).</em></div>
<div><br></div>
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<div>A quasi cinquant’anni da <em>Incontri ravvicinati del terzo tipo</em> e a venti dalle atmosfere cupe de <em>La guerra dei mondi</em>, <strong>Steven Spielberg</strong> torna a posare il suo sguardo verso il cielo. Ma chi si aspetta una semplice operazione nostalgia o l'ennesima invasione spettacolare rischia di rimanere
sorpreso. Con <em>Disclosure Day</em>, il regista americano confeziona un'opera imponente e coinvolgente di oltre due ore e mezza, capace di fondere il ritmo del thriller
politico con la meraviglia della grande fantascienza. Insieme allo sceneggiatore <strong>David Koepp</strong>, con cui aveva già firmato capolavori come <em>Jurassic Park</em>, <strong>Spielberg</strong> sceglie di non raccontare la solita guerra tra umani e alieni, ma di concentrarsi sul momento esatto in cui il più grande segreto
della storia dell'umanità sta per essere svelato al mondo intero.</div><div><br></div>
<div>La storia si sviluppa attraverso due filoni paralleli che finiscono per intrecciarsi in modo indissolubile. Da un lato seguiamo le vicende di Daniel Kellner, interpretato da un solido
<strong>Josh O'Connor</strong>, un esperto di informatica che scopre una serie di file segretissimi custoditi da una potente corporazione legata al governo americano. Braccato
da forze oscure e guidato dal desiderio di portare alla luce la verità, Daniel intraprende una fuga frenetica insieme alla compagna Jane. Dall'altro lato c'è la storia intima e toccante di Margaret Fairchild,
una meteorologa televisiva a cui dà volto una straordinaria <strong>Emily Blunt</strong>. In seguito a un insolito evento domestico, Margaret comincia a sviluppare strane capacità empatiche e a pronunciare parole in una lingua sconosciuta, trasformandosi suo malgrado nel canale di comunicazione
di qualcosa di superiore.</div><div><br></div>
<div>Straordinaria la capacità di <strong>Spielberg</strong> di mantenere altissima la tensione senza mai perdere d'occhio l'aspetto umano. La regia si muove con un'eleganza d'altri tempi, alternando sequenze d'azione tese e dinamiche a momenti di grande
intimità emotiva. In questo contesto spicca la prestazione di <strong>Emily Blunt</strong>, capace di trasmettere tutto il disorientamento, il terrore e la graduale consapevolezza di chi si trova al centro di un evento più grande di lei. A darle controbilanciamento troviamo un <strong>Colin Firth</strong> magistrale nei panni di un potente e freddo funzionario, figura simbolo di un sistema che tenta fino all'ultimo di mantenere il controllo a tutti i costi.</div><div><br></div>
<div>Anche il comparto visivo e sonoro gioca un ruolo fondamentale nel trascinare lo spettatore dentro la vicenda. La fotografia firmata dal fidato <strong>Janusz Kamiński</strong> abbandona i toni freddi e accecanti del passato per abbracciare luci più calde, terrene e avvolgenti, perfette per raccontare un mondo smarrito alla
ricerca di risposte. Ad accompagnare le immagini c'è la colonna sonora del leggendario <strong>John Williams</strong>, che sceglie di lavorare per la maggior parte del film su note sommesse e misteriose, per poi esplodere in temi caldi e commoventi proprio nei momenti di maggiore impatto emotivo.</div><div><br></div>
<div>Naturalmente il film non è privo di qualche piccola fragilità. Nella parte centrale della narrazione, il ritmo rallenta visibilmente per dare spazio ad alcune metafore
visive e a dialoghi a sfondo filosofico che potrebbero far storcere il naso a chi cerca un'avventura più immediata e ritmata. Inoltre, il messaggio finale di speranza, basato sull'idea che la rivelazione della
vita extraterrestre possa spingere l'umanità a mettere da parte le proprie guerre, rispecchia quel tipico ottimismo spielberghiano che qualcuno potrebbe trovare un po' ingenuo nel contesto attuale.</div><div><br></div>
<div>Nonostante queste piccole sbavature, <em>Disclosure Day</em> si conferma un film imponente e ricco di fascino. Non è un semplice film d'azione con gli alieni, ma una storia che usa il pretesto dell'ignoto per parlare di noi, della nostra paura della verità
e del nostro viscerale bisogno di sentirci uniti. Un'opera imperdibile per chiunque ami il grande cinema da sala, preferibilmente da godersi in formato IMAX per lasciarsi avvolgere totalmente dalla
Rivelazione.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4xpiZXX" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4fPo2cV" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc89c0e328a9df7fa939ce293e8978bea = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Disclosure-Day-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 681,'height': 1079,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc89c0e328a9df7fa939ce293e8978bea, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Disclosure-Day-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="317" /></a></div><div><script> var showboxlink2d912450fd5d13464c810b5872f30ce7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Disclosure-Day-scena_bar_q8f43gjd.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1600,'height': 900,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2d912450fd5d13464c810b5872f30ce7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Disclosure-Day-scena_bar_eponhsss.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6Ssxl3hmLWs">https://www.youtube.com/watch?v=6Ssxl3hmLWs</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:46:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Odissea di Christopher Nolan]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000033C"><h1 class="imHeading1">Un'occasione perduta</h1><h2 class="imHeading2">Una sorta di Odissea Dark non richiesta</h2><div>






<div><strong>Odissea (Usa, Regno Unito 2026)</strong></div>
<div><em>Regia: Christopher Nolan. Soggetto: liberamente tratto da Odissea di Omero. Sceneggiatura: Christopher Nolan. Fotografia: Hoyte van Hoytema. Montaggio:
Jennifer Lame. Musiche: Ludwig Gӧransson. Effetti Speciali: Stefano Corridori, Eggert Ketilsson, Andrew Jackson, Double Negative, Woodster Pictures
Company. Scenografia: Ruth De Jong, Larry Dias, Gene Serdena. Costumi: Ellen Mirojnick. Produttori: Emma Thomas, Christopher Nolan. Case di Produzione: Syncopy Inc., Universal Pictures, Wilside. Genere: Fantastico. Durata: 172’. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America,
Regno Unito, Italia - 2026. Titolo Originale: The Odyssey. Lingua Originale: Inglese. Interpreti: Matt Damon (Ulisse), Tom Holland (Telemaco), Anne Hathaway (Penelope), Robert Pattinson (Antinoo), Zendaya (Atena), Charlize Theron (Calipso), Benny Safdie (Agamennone), Jon Bernthal (Menelao), John Leguizamo (Eumeo), Lupita
Nyong’o (Elena e Clitennestra), Bill Irwin (Polifemo), Samantha Morton (Circe), Himesh Patel (Euriloco), Elliot Page (Sinone), Mia Goth (Melanto), Logan Marshall-Green (Melanzio), James Remar (Tiresia), Ryan Hurst (Mentore),
Travis Scott (Aedo).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><em>Odissea</em> di <strong>Christopher Nolan</strong> - sceneggiatore, regista e produttore - ha due grandi meriti: riporta gli italiani (soprattutto giovani) al cinema e compie un discorso molto diretto contro
ogni tipo di guerra, attualizzando e deformando (in positivo) il messaggio omerico, che non si proponeva certo di criticare la belligeranza. A parte questo fa molto bene il regista a scrivere prima della sceneggiatura “tratta
da <em>Odissea</em> di Omero” e meglio avrebbe fatto ad anteporre l’avverbio “liberamente”. <em>Odissea</em> di <strong>Nolan</strong> non può soddisfare il palato di chi ha visto tutte le puntate dello sceneggiato televisivo
di <strong>Rossi</strong>, <strong>Schivazzappa</strong> e <strong>Bava</strong>, non solo, fa restare perplesso anche chi ha ammirato l’epica struttura di <em>Ulisse</em>, girato da <strong>Mario Camerini</strong> e interpretato da <strong>Kirk Douglas</strong>. Persino il confronto con <em>Itaca</em> di <strong>Uberto Pasolini</strong> &nbsp;- meno ambizioso e limitato solo al momento del ritorno - finisce per essere perdente, perché in quel caso le motivazioni erano molto chiare. <em>Odissea</em> di <strong>Nolan</strong> è interpretato da un cast eccellente: <strong>Matt Damon</strong> (Ulisse), <strong>Tom Holland</strong> (Telemaco), <strong>Anne Hathaway</strong> (Penelope), <strong>Robert Pattinson</strong> (Antinoo), <strong>Lupita Nyong'o</strong> (Elena e Clitennestra), <strong>Zendaya</strong> (Atena) e <strong>Charlize Theron</strong> (Calipso), ma non tutti sembrano perfetti nel ruolo assegnato (vedere <strong>Holland</strong> e <strong>Zendaya</strong>). Il film gode di capitali ingenti, sprecati in grandiosi effetti speciali non del tutto
riusciti, a partire dal cavallo sulla spiaggia, proseguendo con un Polifemo che sembra un umanoide con occhio verticale, Scilla e Cariddi che neppure si vedono, i guerrieri giganti in armatura (inventati dal regista), le Sirene
(sullo sfondo), la maga Circe, l’isola di Ogigia con la ninfa Calipso e i fiori di loto per dimenticare. Omissioni a parte - che fine ha fatto Nausicaa con l’isola dei Feaci da cui parte il racconto? -, aggiunte
d’autore (forse) inevitabili, una sequenza finale interminabile, un montaggio non consequenziale che dire confuso non rende bene l’idea. Abbiamo esaurito i difetti marginali. Il principale punto negativo di un
film lunghissimo (circa tre ore) è la mancanza di <em>patos</em> e il tono di fondo da tragedia greca, una sorta di Odissea Dark non richiesta, lontana anni luce dal
modo in cui era stato concepito il lavoro omerico. L’Odissea è un poema avventuroso, racconta la vittoria dell’intelligenza, il successo dell’arguzia, gli innumerevoli ostacoli superati da Ulisse,
la sua pietas nei confronti dei compagni. Niente di tutto questa resta nel kolossal di <strong>Nolan</strong>, una mentalità nordamericana incapace di capire l’epopea omerica fa naufragare tutto nella figura di un Ulisse tribolato e macerato dal dubbio, divenuto pacifista, dopo tanta guerra e troppe uccisioni.
Fotografia scurissima, notturna, cupa, non solo quando entrano in campo Tiresia e il suo mondo dei morti, quasi zombi vampiri affamati non di carne umana ma di esequie funebri mai avute. Ulisse torna a casa e si vendica, vestito
da mendicante - il fatto che sia stata Atena a trasformarlo resta oscuro -, rivede Argo che muore, il figlio e Penelope, infine libera la sua casa dai pretendenti, non a colpi di frecce scagliate dal suo arco - come poema
vorrebbe - ma dopo una lunga battaglia senza esclusione di colpi. Visto nella stupenda cornice del Cinema all’aperto Le Ferriere di Follonica, che con un maxi schermo e un ottimo sistema audio fa risaltare tutti gli
elementi positivi a livello di effetti speciali. <em>Odissea</em> di <strong>Nolan</strong> resta un’occasione perduta per dare un’interpretazione corretta al poema omerico e fare del buon cinema, anche se il ritorno del pubblico in sala - diviso tra
soddisfatti e delusi almeno al 50% - fa soltanto piacere. Andate a vedere il film e fatevi la vostra idea!</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink7c2bb9ac9f5ec679531a99b11b49afe0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Odissea2026-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 665,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7c2bb9ac9f5ec679531a99b11b49afe0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Odissea2026-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="317" /></a></div><div><script> var showboxlink529d5d3d22b35537177f7e2f24a05636 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Odissea2026-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1919,'height': 1076,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink529d5d3d22b35537177f7e2f24a05636, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Odissea2026-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6SbP6gvsrlk">https://www.youtube.com/watch?v=6SbP6gvsrlk</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Club GHoST & Ipnotica finalista al Premio Italia 2026]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000033B"><h1 class="imHeading1">Un traguardo prestigioso</h1><h2 class="imHeading2">Il nostro Portale conquista la finale al Premio Italia 2026</h2><div>






<div>Il mondo dell'immaginario e dell'insolito vive uno dei suoi momenti di massima vivacità e l'edizione 2026 del <strong>Premio Italia</strong> ne offre la testimonianza più evidente. La storica manifestazione, che da decenni mappa le migliori produzioni nazionali dedicate alla fantascienza, all'horror
e al fantastico, ha registrato quest'anno un'affluenza di preferenze mai vista prima nel corso della prima tornata di votazioni. Tra le realtà capaci di catturare l'entusiasmo della platea dei lettori spicca
con forza il portale <em>Club GHoST &amp; Ipnotica</em>, riuscito a conquistare un posto d'onore nella ristrettissima rosa dei finalisti per l'ambito riconoscimento
della sezione <em>rivista o sito web non professionale</em>. La notizia è apparsa anche sulla prestigiosa testata <a href="https://www.fantascienza.com/31916/premio-italia-2026-i-finalisti?fbclid=Iwb21leATZauNjbGNrBNlp2WV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHqoDEH7FFTMBi3PZHJ-7tfY_GjSOdzR1yBkRcdeiqUV6-9Qe9h4qRNXD3C8r_aem_BwNPgKi2chZlXnwVWL66nQ" class="imCssLink">Fantascienza.com</a>.</div><div><br></div>
<div>Questo traguardo premia anni di costante sperimentazione, divulgazione appassionata e valorizzazione del genere fantastico. La presenza del nostro Portale tra le eccellenze d'autore
nel panorama dei siti e dei periodici amatoriali rappresenta il coronamento di un percorso capace di fondere la passione per il fantastico a una profonda cura dei contenuti, rendendo <em>Club GHoST &amp; Ipnotica</em> una vero e proprio punto di riferimento per tutti gli appassionati del genere.</div><div><br></div>
<div>Con la conclusione del primo scrutinio si apre ora il momento decisivo dell'intera competizione. Per l'intero mese di agosto la comunità dei sostenitori e degli appassionati
sarà chiamata a esprimere il verdetto definitivo attraverso la piattaforma ufficiale dell'evento. L'esito finale rimarrà protetto dal più stretto riserbo fino al prossimo autunno, quando nella
suggestiva cornice della convention milanese <em>Stranimondi</em> verranno svelati e premiati i vincitori. Ulteriori informazioni le trovate sul sito ufficiale del <strong>Premio Italia</strong>: <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.premioitalia.org/" class="imCssLink">https://www.premioitalia.org/</a></span></div><div><br></div>
<div>Per <em>Club GHoST &amp; Ipnotica</em> l'accesso alla fase finale costituisce già un traguardo di grandissimo prestigio, a conferma di come l'amore autentico per il fantastico sappia ritagliarsi uno spazio di primissimo piano nel panorama
culturale italiano.</div>
<div>La Redazione <em>GHoST</em> desidera ringraziare tutti coloro che ci hanno votato e permesso di raggiungere questo importante risultato.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink91731ca8bc1a6dd9d5fa233bbfb41288 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/27658-premio-italia-splash.jpg','alt': 'Il logo ufficiale della manifestazione Premio Italia.','title': 'Il logo ufficiale della manifestazione Premio Italia.','width': 800,'height': 350,'description': 'Il logo ufficiale della manifestazione Premio Italia.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink91731ca8bc1a6dd9d5fa233bbfb41288, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/premio-italia-logo-home_bar.webp" alt="Il logo ufficiale della manifestazione Premio Italia." title="Il logo ufficiale della manifestazione Premio Italia." width="200" height="88" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[De Reptilium Arcanis degli Infection Code]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000033A"><h1 class="imHeading1">Esperienza intensa e personale</h1><h2 class="imHeading2">Un viaggio oscuro fatto di tensione, rabbia e atmosfere malsane</h2><div>






<div><strong>INFECTION CODE - De Reptilium Arcanis<br>Full-length, Nadir Music (2026)</strong><br><br>Un'atmosfera marcia, industriale e disturbante avvolge ogni secondo di <em>De Reptilium Arcanis</em>, il nuovo lavoro degli <strong>Infection Code</strong>. Fin dalle prime battute il disco trasmette una sensazione di disagio controllato, come se la band volesse
trascinare l'ascoltatore in un ambiente freddo e alienante dove il confine tra aggressività umana e ossessione meccanica diventa sempre più sottile.</div><div><br>Il suono degli <strong>Infection Code</strong> è costruito su fondamenta pesanti: riff taglienti, ritmiche ossessive, elementi elettronici e una costante tensione atmosferica che rende il disco immediatamente
riconoscibile. Non c'è spazio per soluzioni facili o momenti pensati per ammorbidire l'impatto. <em>De Reptilium Arcanis</em> preferisce colpire attraverso la ripetizione, la pesantezza e un senso di inquietudine che rimane addosso anche dopo la fine dell'ascolto.</div><div><br>La produzione
accompagna perfettamente questa visione. Le chitarre hanno il peso necessario, la componente industriale non sembra mai aggiunta artificialmente e ogni dettaglio contribuisce a creare un paesaggio sonoro freddo e opprimente.
Quando tutti gli elementi si incastrano, gli <strong>Infection Code</strong> riescono a generare momenti di grande intensità, capaci di evocare rabbia e claustrofobia
senza ricorrere a facili estremismi.</div><div><br>Il problema è che questa stessa coerenza finisce talvolta per diventare un limite. La sensazione di soffocamento che nei primi brani risulta affascinante tende progressivamente
a perdere parte del suo effetto, soprattutto quando le strutture iniziano a richiamarsi troppo tra loro. Il disco mantiene sempre alta la tensione, ma offre pochi momenti capaci di spezzare il muro sonoro e sorprendere davvero.</div><div><br>Anche
il songwriting avrebbe potuto osare maggiormente. Gli <strong>Infection Code</strong> possiedono un'identità precisa e non sembrano interessati a inseguire mode o formule commerciali, ma proprio questa sicurezza porta alcune composizioni a muoversi su territori già esplorati
dalla band. Servirebbero qualche cambio di prospettiva in più, qualche apertura inattesa, qualche momento capace di trasformare l'impatto in vera memorabilità.</div><div><br>Nonostante questi limiti, <em>De Reptilium Arcanis</em> rimane un'esperienza intensa e personale. È un album che punta più sulla sensazione che sul singolo brano da ricordare, un viaggio oscuro fatto
di tensione, rabbia e atmosfere malsane. Gli <strong>Infection Code</strong> dimostrano ancora una volta di avere una propria visione sonora, anche se una maggiore varietà
avrebbe potuto rendere questo capitolo della loro carriera ancora più incisivo.</div><div><br><strong>Tracklist:</strong><br><ol><li>Pater Serpentium</li><li>Mater Vermium</li><li>False Messiah Squad</li><li>Fermi Paradox – The Nameless Mist</li><li>World Eating Queen</li><li>King Among Insects</li></ol></div><div><br><strong>Line-up:</strong><br><ul><li>Riky Porzio - Drums</li><li>Massimo Accornero - Guitars</li><li>Gabriele Oltracqua - Vocals</li><li>Andrea Rasore - Bass</li></ul></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink75164afd7c2b12706bc5075a24a1dcd4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/De-Reptilium-Arcanis-cover_ver.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 1095,'height': 1078,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink75164afd7c2b12706bc5075a24a1dcd4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/De-Reptilium-Arcanis-cover_ver.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="197" /></a></div><div><script> var showboxlinkff4a597703547f210d4c20495babb229 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Infection-code_band.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1734,'height': 1080,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkff4a597703547f210d4c20495babb229, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Infection-code_band.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="125" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=mcHpuW_6iZs">https://www.youtube.com/watch?v=mcHpuW_6iZs</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 05:37:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Spider-Man: Brand New Day di Destin Daniel Cretton]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000339"><h1 class="imHeading1">Consigliato senza mezzi termini</h1><h2 class="imHeading2">Adatto anche ai gusti di chi è cresciuto con l’amato personaggio</h2><div><div><strong>Spider-Man: Brand New Day (Usa 2026)</strong></div> <div><em>Regia: Destin Daniel Cretton. Soggetto: tratto dal personaggio creato da Stan Lee e Steve Ditko. Sceneggiatura: Chris McKenna, Erik Sommers, Justin Kuritzkes. Fotografia: Brett Pawlak. Montaggio: Nat Sanders, Gina Sansom, Harry Yoon. Effetti Speciali: Curtis Iggulden, Alistair Williams. Musiche: Michael Giacchino. Scenografia: Charles Wod. Costumi: Sanja Milkovic Hays, Warren Haig, Agnieszka Dudzik, Monica Avitto. Trucco: Alessandro Bertolazzi. Produttori: Kevin Feige, Amy Pascal. Produttori Esecutivi: Victoria Alonso, Avi Arad, Louis D’Esposito, Rachel O’ Connor, JoAnn Perritano, Matt Tolmach. Case di Produzione: Marvel Studios, Columbia Pictures, Pascal Pictures. Distribuzione (Italia): Eagle Pictures. Interpreti: Tom Holland (Peter Parker / Spider-Man), Zendaya (Marie Jane Watson), Sadie Sink (Jean Grey), Jacob Batalon (Ned Leeds), Jon Bernthal (Frank Castle / Il Punitore), Tramell Tillman (William "Bill" Metzger), Zabryna Guevara (Sheila Rivera), Michael Mando (Mac Gargan / Scorpione), Marisa Tomei (May Parker), Florence Pugh (Yelena Belova / Black Widow II), Mark Ruffalo (Bruce Banner / Hulk), Liza Colón-Zayas (Jean DeWolff), Olivia Booth-Ford (Sara Grey), Marvin Jones III (Lonnie Lincoln / Tombstone).</em></div> <div><br></div></div><div><div>Un film che rispetta le atmosfere classiche del fumetto, questa è la prima cosa, girato da un regista nuovo di zecca (per la serie) ma già all’opera su prodotti fumettistici giapponesi. Non vi aspettate la trasposizione fedele del ciclo <em>Brand New Day</em> di <strong>Dan Slott</strong> perché non c’entra niente, gli sceneggiatori hanno preso a prestito il titolo - <em>Un nuovo inizio</em>, che si prestava bene al tema - per raccontare una storia ambientata in una New York che non sa più niente di Peter Parker. Infatti, se ricordate il finale di <em>Spider-Man: No Way Home</em> (2021) c’era stato un incantesimo del Dottor Strange - voluto da Peter - per provocare tale evento e proteggere chi stava vicino al nostro eroe. Adesso, <em>il nuovo inizio</em> prevede un Peter Parker solitario, che si fa aiutare dal Punitore nella battaglia ed è alle prese con nuovi poteri ragneschi da gestire. La parte da cinema d’azione è molto ben fatta, prevede una sceneggiatura con diverse battaglie da supereroe, contro Scorpione (<strong>Mando</strong>) e Tombstone (<strong>Marvin Jones III</strong>), ma anche contro criminali comuni. A un certo punto entra in gioco una mutante dai poteri telepatici - la X Men Jean Grey (<strong>Sadie Sink</strong>) - e la situazione si fa ingarbugliata, fino alla scoperta del vero criminale che tira le fila della matassa. Vita quotidiana gestita ancora meglio, con tutti i dubbi di Peter, l’amore per Mary Jane, l’affetto per il suo amico Ned, la voglia di tornare a farsi vedere, il ricordo per zia May scomparsa… Mancano del tutto il Daily Bougle e James Jameson, ma il racconto scorre bene, se ci dimentichiamo della continuità narrativa, e dobbiamo farlo perché ormai siamo consapevoli che cinema e fumetto sono due mondi diversi. Interessanti i personaggi di contorno come Bruce Banner / Hulk (una tantum reso bene al cinema!), interpretato da <strong>Mark Ruffalo</strong>; Vedova Nera (<strong>Florence Pugh</strong>) nel suo ufficio termale; Punisher (<strong>John Bernthal</strong>) e la sua voglia di vendetta nei confronti del crimine. Bravissimo <strong>Tom Holland</strong> nei panni di Spider-Man, forse il migliore ad aver interpretato l’eroe dei fumetti, anche se a trent’anni avrebbe preferito passare ad altro. Bene <strong>Zendaya</strong> come Mary Jane impulsiva e di carattere (come nel fumetto); divertente <strong>Jacob Batalon</strong> nei panni dell’amico Ned. Colonna sonora di <strong>Michael Giacchino</strong>, una garanzia di qualità. Effetti speciali - inutile dirlo - a livelli eccelsi, con Spider-Man che si muove per i grattacieli di New York a colpi di ragnatela e compie evoluzioni mirabolanti. <em>Brand New Day</em> è montato a dovere per 145’ di buon cinema spettacolare, porta in sala molti giovani che lo apprezzano su grande schermo panoramico e con un suono efficace (Cinema Astra di Follonica), spero molto di più che sui loro cellulari. Un film che consigliamo senza mezzi termini a tutti gli appassionati di Spider-Man, non solo giovanissimi, adatto anche ai gusti di chi è cresciuto con l’amato personaggio.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc96134fbff5443f1c4e7999854f4b3d0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SpiderMan-Brand-New-Day-locOK_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 728,'height': 1079,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc96134fbff5443f1c4e7999854f4b3d0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/SpiderMan-Brand-New-Day-locOK_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a></div><div><script> var showboxlink0c3d1691b5ba2f6564dfa902e970dc1e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SpiderMan-Brand-New-Day-scenaOK_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1200,'height': 675,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0c3d1691b5ba2f6564dfa902e970dc1e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/SpiderMan-Brand-New-Day-scenaOK_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OHg1vv9NNXo">https://www.youtube.com/watch?v=OHg1vv9NNXo</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il mistero inquietante di Villa Magnoni]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000338"><h1 class="imHeading1">Una tragedia mai del tutto chiarita</h1><h2 class="imHeading2">Storia della casa murata nel Ferrarese che continua a far discutere</h2><div>






<div>Situata nelle campagne silenziose del Ferrarese, Villa Magnoni rappresenta uno dei capitoli più inquietanti e affascinanti del folklore moderno italiano. La dimora, ormai ridotta
a un guscio spettrale avvolto dalla vegetazione selvaggia, custodisce all'interno delle sue mura in rovina un'atmosfera carica di suggestioni, alimentata da una cronaca nera rimasta sospesa tra la realtà documentata
e l'allucinazione collettiva.</div><div><br></div>
<div>L'origine dell'oscura notorietà che circonda la struttura risale alla fine degli anni Ottanta, periodo in cui la tenuta cadde definitivamente in uno stato di abbandono.
La vicenda culminante, quella che avrebbe impresso per sempre alla residenza la sua nomea sinistra, coinvolse un gruppo di quattro giovani del luogo. Spinti dalla curiosità di esplorare le rovine durante una notte d'estate,
i ragazzi si introdussero nell'edificio, allora ancora parzialmente integro.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink2e99b0dd21ff50c375c925498db3f87c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Mistero-Villa-Magnoni_bar.webp','alt': 'Villa Magnoni.','title': 'Villa Magnoni.','width': 1200,'height': 800,'description': 'Villa Magnoni.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2e99b0dd21ff50c375c925498db3f87c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Mistero-Villa-Magnoni_bar.webp" alt="Villa Magnoni." title="Villa Magnoni." width="200" height="134" /></a></div><div>Villa <span class="fs14lh1-5">Magnoni.</span></div><div><br></div>
<div>Mentre perlustravano l'oscurità del piano terreno, l'attenzione del gruppo venne attratta da urla rauche e viscerali provenienti dai piani superiori. Indirizzando i fasci
delle torce verso il primo piano della facciata esterna, i giovani scorsero attraverso i resti di una vetrata l'arcana sagoma di un'anziana donna. Il ritratto descritto dai testimoni parlava di una figura dall'aspetto
deperito, con sguardo vitreo e privo di umanità, intenta a pronunciare invettive sconnesse ed esortazioni a lasciare immediatamente la proprietà.</div><div><br></div>
<div>Presi dal panico, i quattro abbandonarono di corsa la tenuta a bordo della loro vettura per scappare lungo la strada provinciale. Fu proprio durante questa fuga precipitosa che la vicenda
assunse i contorni della tragedia: l'automobile sbandò fuori dalla carreggiata, terminando la propria corsa contro un ostacolo. L'impatto si rivelò fatale per tre degli occupanti, lasciando un unico superstite
a farsi carico della drammatica testimonianza di quella notte.</div><div><br></div>
<div>Le indagini condotte successivamente dalle autorità locali per chiarire i contorni dell'evento portarono a riscontri ancor più sconcertanti. Le verifiche effettuate
all'interno dell'immobile esclusero categoricamente la presenza di occupanti abusivi o di altre persone al momento dell'incidente. A rendere lo scenario ancora più incomprensibile fu il sopralluogo tecnico
al primo piano: la pavimentazione risultava completamente crollata da lungo tempo, rendendo fisicamente impossibile per chiunque stazionare nei pressi delle finestre o muoversi all'interno di quella porzione della struttura.</div><div><br></div>
<div>Alla fine, la storia di Villa Magnoni dimostra quanto sia forte il fascino delle leggende metropolitane. Poco importa se si sceglie di credere ai fantasmi o se si preferisce spiegare
tutto come una serie di tragiche coincidenze amplificate dalla paura: questa casa tra i campi rimarrà per sempre un simbolo dell'ignoto. Oggi la natura sta lentamente divorando ciò che resta dell'edificio
e il silenzio ha preso il sopravvento, ma il mistero della strega continua a vivere, ricordandoci quanto basta poco per farci tremare di fronte a ciò che non riusciamo a comprendere.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink1c047a7764ad8917ce3124e4cd0c8f13 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Mistero-Villa-Magnoni-home_bar.webp','alt': 'Villa Magnoni.','title': 'Villa Magnoni.','width': 800,'height': 533,'description': 'Villa Magnoni.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Mistero-Villa-Magnoni_bar.webp','alt': 'Villa Magnoni.','title': 'Villa Magnoni.','width': 1200,'height': 800,'description': 'Villa Magnoni.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1c047a7764ad8917ce3124e4cd0c8f13, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Mistero-Villa-Magnoni-home_bar.webp" alt="Villa Magnoni." title="Villa Magnoni." width="200" height="134" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 05:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[I Fatali]]></title>
			<author><![CDATA[Iginio Ugo Tarchetti]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000337"><h1 class="imHeading1">Egli occupava ancora il suo posto</h1><h2 class="imHeading2">Era evidente esservi in lui qualche cosa di inesplicabile e di fatale</h2><div><div>Esistono realmente esseri destinati ad esercitare un’influenza sinistra sugli uomini e sulle cose che li circondano? È una verità di cui siamo testimonii ogni giorno, ma che alla nostra ragione freddamente positiva, avvezza a non accettare che i fatti i quali cadono sotto il dominio dei nostri sensi, ripugna sempre di ammettere.</div> <div>Se noi esaminiamo attentamente tutte le opere nostre, anche le più comuni e le più inconcludenti, vedremo nondimeno non esservene una da cui questa credenza ci abbia distolti, o a compiere la quale non ci abbia in qualche maniera eccitati. Questa superstizione entra in tutti i fatti della nostra vita.</div> <div>Molti credono schermirsene asserendo per l’appunto non esser ella che una superstizione, e non s’avvedono che fanno così una semplice questione di parole. Ciò non toglierebbe valore a questa credenza, poichè anche la superstizione è una fede.</div> <div>Noi non possiamo non riconoscere che, tanto nel mondo spirituale quanto nel mondo fisico, ogni cosa che avviene, avvenga e si modifichi per certe leggi d’influenze di cui non abbiamo ancora potuto indovinare intieramente il segreto. Osserviamo gli effetti, e restiamo attoniti e inscienti dinanzi alle cause. Vediamo influenze di cose su cose, di intelligenze su intelligenze, e di queste su quelle ad un tempo; vediamo tutte queste influenze incrociarsi, scambiarsi, agire l’una sull’altra, riunire in un solo centro di azione questi due mondi disparatissimi, il mondo dello spirito e il mondo della materia.</div> <div>Fin dove la penetrazione umana è arrivata noi abbiamo portato la nostra fede; il segreto dei fenomeni fisici è in parte violato; la scienza ha analizzato la natura; i suoi sistemi, le sue leggi, le sue influenze ci sono quasi tutte note: ma essa si è arrestata, dinanzi ai fenomeni psicologici, e dinanzi ai rapporti che congiungono questi a quelli. Essa non ha potuto avanzarsi di più, e ha trattenuto le nostre credenze sulla soglia di questo regno inesplorato. Poichè nell’ordine dei fatti noi possiamo ammettere delle tesi generali, delle verità complesse; non nell’ordine delle idee.</div> <div>Dove i fatti sono incerti, le idee sono confuse. Avvengono fatti che non presentano un carattere deciso, sensibile, ben definito, e che la nostra ragione calcolatrice non sa se negare od ammettere. Vi sono perciò idee incomplete, oscure, fluttuanti, che non possono presentarsi mai sotto un aspetto chiaro, e che non sappiamo se accettare o respingere. Questa incertezza di fatti, questa incompletazione di idee, questo stato di mezzo tra una fede ferma e una fede titubante, costituiscono forse ciò che noi chiamiamo superstizione — il punto di partenza di tutte le grandi verità. Perchè la superstizione è l’embrione, è il primo concetto di tutte le grandi credenze.</div> <div>Qualora io vedo una superstizione impadronirsi dell’anima delle masse, io dico che in fondo ad essa vi è una verità, poichè noi non abbiamo idee senza fatti, e questa superstizione non può essere partita che da un fatto. Se esso non si è ancora rinnovato e generalizzato per confermarla, egli è che la via dell’umanità è lunga — più lunga quelle delle cose — e nessuno può determinare il tempo e le circostanze in cui potrà ripetersi. Gli uomini hanno adottato un sistema facile e logico in fatto di convenzioni; ammettono ciò che vedono, negano ciò che non vedono; ma questo sistema non ha impedito finora che essi abbiano dovuto ammettere più tardi non poche verità che avevano prima negate. La scienza e il progresso ne fanno fede. Del resto, comunque sia, per ciò che è fede nelle influenze buone e sinistre che uomini e cose possono esercitare sopra di noi, non v’è uomo che non ne abbia una più o meno salda, più o meno illuminata, più o meno confermata dall’esperienza della vita. Tutto al più si tratterebbe di riconoscere se essa abbia o no ragione di essere, e fino a qual punto debba venire accettata, non di negarla — poichè l’esistenza di questa fede è indiscutibile.</div> <div>Io ne trovo dovunque delle prove. Per me l’antipatia non è che una tacita coscienza dell’influenza fatale che una persona può esercitare sopra di noi. Nelle masse ignoranti questa coscienza ha creato la <em>jettatura</em>, nelle masse colte la prevenzione, la diffidenza, il sospetto.</div> <div>Non v’è cosa più comune che udire esclamare: «quell’uomo non mi piace — non vorrei incontrarmi per via con quella persona — mi fa paura — d’innanzi a lui io non sono più nulla — ogni qualvolta mi sono imbattuto in quell’uomo mi è accaduta una sventura.» Nè questa fede che si presenta sotto tanti aspetti, che quasi non avvertiamo, che è pressochè innata con noi come tutti gli istinti di difesa che ci ha dato la natura, è sentita esclusivamente da pochi uomini — essa è, in maggiori o minori proporzioni, un retaggio naturale di tutti.</div> <div>Questa superstizione accompagna l’umanità fino dalla sua infanzia, è diffusa da tutti i popoli. Gli uomini di genio, quelli che hanno molto sofferto, vi hanno posto maggior fede degli altri. Il numero di coloro che credettero essere perseguitati da un essere fatale è infinito: lo è del paro il numero di quelli che credettero essere fatali essi stessi, Hoffman, buono ed affettuoso, fu torturato tutta la vita da questo pensiero.</div> <div>Non giova dilungarsi su ciò, perchè la storia è piena di questi esempi, e ciascuno di noi può trovare nella sua vita intima le prove di questa credenza quasi istintiva.</div> <div>Io non voglio dimostrarne nè l’assurdo nè la verità. Credo che nessuno lo possa fare con argomenti autorevoli. Mi limito a raccontare fatti che hanno rapporto con questa superstizione.</div><div><br></div> <div>***</div><div><br></div> <div>Nel carnevale del 1866 io mi trovava a Milano. Era la sera del giovedì grasso, e il corso delle maschere era animatissimo. Devo però fare una distinzione — animatissimo di spettatori, non di maschere. Chè se la taccia di fama usurpata, così frequente; e spesso così giusta in arte, potesse applicarsi anche alle feste popolari, il carnevale di Milano ne avrebbe indubbiamente la sua parte. Queste feste non sono più che una mistificazione, ed hanno ragione di esserlo, giacchè le migliaja di forastieri che vengono annualmente ad assistervi non sono però meno convinti di divertirsi. Tutto stava nell’istillar loro la persuazione che il carnevale di Milano fosse la cosa più comica, più spiritosa, più divertente di questo mondo. Una volta infuso questo convincimento, non erano più necessari i fatti per confermarlo — lo scopo di divertire era ottenuto.</div> <div>Comunque fosse, il Carnevale del 1866 non era meno animato degli altri, e nelle prime ore della sera del giovedì grasso, la popolazione si era versata sulle strade a torrenti. La folla aveva talmente stipate le vie che in alcuni punti era impossibile muoversi e presso la crociera della via di S. Paolo, ove mi trovava io, si era letteralmente pigiati.</div> <div>Gli onesti milanesi si frammischiavano fraternamente ai forestieri, e si inebbriavano del piacere di guardarsi l’un l’altro nel bianco degli occhi — ciò che costituisce l’unico, ma ineffabile divertimento di questo celebre Carnevale.</div> <div>Non so da quanto tempo io mi trovassi colà, in piedi, in mezzo a quella gran ressa, in una posizione incomodissima, allorchè voltandomi per vedere se v’era mezzo di uscirne, osservai intorno a me uno spettacolo assai curioso.</div> <div>La folla non si era diradata, ma si era ristretta in modo da lasciare in mezzo a sè uno spazio circolare abbastanza vasto. Nel centro di questo circolo miracoloso v’era un giovinetto che non mostrava aver più di diciotto anni, ma cui, a guardarlo bene, se ne sarebbero dati venticinque, tanto il suo volto appariva patito, e tante erano le traccie che v’erano impresse d’una esistenza travagliata e più lunga. Era biondo e bellissimo, eccessivamente magro, ma non tanto che la bellezza dei lineamenti ne fosse alterata; aveva gli occhi grandi ed azzurri, il labbro inferiore un po’ sporgente, ma con espressione di tristezza più che di rancore; tutta la sua persona aveva qualche cosa di femminile, di delicato, di ineffabilmente grazioso, qualche cosa di ciò che i francesi dicono <em>souple</em>, e che io non saprei esprimere meglio con altra parola della nostra lingua. La purezza e l’armonia delle sue linee erano meravigliose; egli vestiva con estrema eleganza; e guardava quà e là, un poco alla folla e un poco alle maschere, con aria malinconica e divagata come se si trovasse in quel luogo a suo dispetto, e fosse più occupato di sè che dello spettacolo poco allettante che aveva d’innanzi allo sguardo.</div> <div>Ma ciò che mi era parso rimarchevole era che egli sembrava non essersi avveduto di quel circolo che s’era formato d’intorno a lui, nè alcuni di quelli stessi che lo avevano formato mostravano di averci posto mente. Non era nulla in ciò di veramente straordinario; pure l’esistenza di uno spazio così vasto in mezzo ad una folla così fitta, in mezzo ad una moltitudine che si moveva, fremeva, ondeggiava come un corpo solo, senza riempire mai il vuoto che s’era formato in quel punto, mi pareva cosa meritevole di attenzione. Si sarebbe detto che da quel giovine emanasse un fluido ripulsivo, una virtù misteriosa atta ad allontanare da lui tutto ciò che lo circondava.</div> <div>In quell’istante che io lo stava guardando, essendogli stati gettati alcuni confetti, di cui parecchi si fermarono tra le pieghe del suo mantello che teneva avviluppato sul braccio, un fanciulletto si spiccò dal circolo e gli venne d’appresso quasi per domandarglieli, giacchè egli nè li aveva presi, nè aveva scosso il mantello per farli cadere.</div> <div>Il giovine lo guardò con affetto, raccolse, le confetture, gliele diede; e prima che si allontanasse gli passò una mano tra i capelli con una specie di tenerezza piena di soavità e di malinconia.</div> <div>Egli aveva posto tanto affetto in quell’atto che, ove anche la natura non lo avesse dotato di un volto così dolce e così simpatico, lo si sarebbe subito giudicato buono e cortese.</div> <div>È un fatto che il volto è lo specchio dell’anima: non si può indovinare se la natura abbia dato ella stessa un’espressione buona ai buoni, e cattiva ai cattivi; o se la bontà e la malvagità umana possano talmente agire sulle nostre fattezze da modificarle e da imprimervi il loro suggello; ma egli è ben certo che il cuore trasparisce dal viso, anche da quelli la cui bellezza vorrebbe nascondere un animo turpe, o la cui laidezza uno onesto.</div> <div>Io non mi sarei stancato mai di guardarlo. Non so se le affezioni degli altri uomini sieno governate da questa legge di simpatie e di antipatie improvvise, energiche, inesorabili cui vanno soggette le mie, — per me l’innamorarmi di un uomo o di una donna, il concepire un’inclinazione od un’avversione irresistibile per una creatura qualunque non fu mai opera che di pochi minuti — ma mi ricordo che l’avrei abbracciato lì sulla via, tanto l’espressione del suo volto era affettuosa, tanto quel linguaggio andava dritto al cuore, senza dar campo alla ragione di discuterci sopra.</div> <div>Non mi mossi di là finchè non se ne mosse egli pure. La festa incominciava a languire, la folla incominciava a diradarsi, e il crepuscolo ad avvolgere tutta quella scena in un penombra grigia e pesante. Eravamo a due passi da un caffè, ed egli vi entrò con aria d’uomo che non sa come passare il suo tempo, che sente il peso delle sue braccia, delle sue gambe, di tutta la sua persona, e che vorrebbe sbarazzarsene e buttarlo là sopra un divano come un fardello noioso ed inutile. Io era nello stesso caso, non aveva che fare, e gli tenni dietro.</div> <div>Ci sedemmo di faccia, io a guardarlo, egli a leggere. Se non che egli pareva sì poco occupato della sua lettura, che se anche avesse afferrato il giornale pel rovescio credo che non se ne sarebbe avveduto. I suoi occhi erano fissi sulle colonne di quel diario, ma sembravano guardare di dentro piuttostochè di fuori, parevano aver concentrata tutta la loro virtù visiva in sè medesimi, e non occuparsi che di ciò che avveniva nell’animo del giovine.</div> <div>Io non aveva però avuto che il tempo di fare questa riflessione, allorchè dietro la vetrina della finestra scorsi un nuovo affollarsi di gente e sentii come delle grida femminili; stavo per alzarmi allorchè si aperse la porta del caffè, e ne fu recato dentro un fanciullo svenuto, il quale era stato travolto dalle ruote di una vettura, e ne aveva avuto un braccio spezzato. Rimasi dolorosamente colpito dal riconoscere in quel fanciullo quello stesso che l’incognito aveva accarezzato in mezzo a quel circolo, e a cui aveva regalato i confetti caduti sul suo mantello.</div> <div>Per un moto istintivo diressi lo sguardo dalla sua parte, e lo scorsi nell’istante che usciva frettolosamente dalla sala. Il suo volto riflesso in quel momento da uno specchio che era di fronte a me, mi parve pallidissimo.</div> <div>Io abbandonai poco dopo quel caffè in preda a tristi pensieri.</div> <div>In quella sera stessa doveva aver luogo alla Scala una rappresentazione straordinaria.</div> <div>L’opera annunciata era la <em>Sonnambula</em>, e il pubblico vi era accorso numeroso ad ascoltare quella musica divina, così piena, così complessa nella sua semplicità, così affettuosa. Si era rappresentata poco prima l’<em>Africana</em> — da Mayerbeer a Bellini la differenza almeno, se non la distanza, era ben grande. Il teatro era illuminato a giorno, la platea era stipata di uditori; e non v’erano altri palchi vuoti da cinque o sei all’infuori, posti tutti nello stesso punto; e in uno dei quali riconobbi con mia grande sorpresa il giovine che aveva veduto poco prima assistendo al corso delle maschere. Egli era solo e non mi sembrava più nè sì triste, nè sì pensieroso. Vestiva un abito nero molto elegante, ma nulla dimostrava che fosse avvezzo a prendere gran cura della sua persona. Non so se fosse inganno mio, o allucinazione, e che altro, ma egli mi pareva straordinariamente bello, assai più di quanto mi fosse sembrato poche ore prima.</div> <div>Vi era sul suo volto qualche cosa di luminoso, qualche cosa di quella trasparenza profonda, benchè torbida, benchè appannata, che ha l’alabastro. Egli aveva difatto la stessa pallidezza: a non guardarne gli occhi, a non esaminare la mobilità prodigiosa dei lineamenti, lo si sarebbe detto morto o impietrito.</div> <div>I suoi capelli conservavano ancora quella finezza, quella arrendevolezza, quella lucidità, quell’arricciamento semplice e naturale che hanno i fanciulli; erano di un biondo meraviglioso, e lucevano come fili d’oro al riflesso delle fiamme dei candelabri. Teneva appoggiato il gomito al parapetto, e la guancia sulla mano: la sua testa così inclinata pareva ancora più bella. Egli aveva quella specie di bellezza che hanno le donne, e che ritrae dalla luce un prestigio misterioso e affascinante. A contemplare dalla platea — d’onde non si vedeva il resto della persona — quella sua testa così diafana e così bianca, la si sarebbe creduta appartenere ad un fanciullo, ad una creatura fragile e delicata, forse ad un essere soprannaturale.</div> <div>Io solo aveva rimarcato cosa che mi pareva avere una strana relazione con ciò che aveva osservato prima al corso delle maschere, voglio dire quel trovarsi egli così isolato in un palco intorno al quale ve n’erano cinque o sei altri vuoti, mentre non era possibile vederne da tutte le altre parti del teatro un solo che non fosse occupato — bisognava aver osservato prima l’accidente del circolo, per trovar causa di meraviglia in questo fatto, — ma gli spettatori erano stati unanimi nell’avvertire la sua bellezza e nell’ammirarla, nè tardai ad accorgermi che le signore sopratutto ne erano state colpite, e gareggiavano nel dirigere i loro cannocchiali verso il suo palco.</div> <div>Tra quelle di esse che erano riuscite ad attirarsi più facilmente la sua attenzione, vi era una fanciulla che era pure assai bella, ed occupava un palco non molto lontano da quello del giovine. Come avviene a tutte le ragazze veramente ingenue, non di quella ingenuità convenzionale che esse devono ostentare spesso come una parte di commedia , fino a che il marito non le autorizza a rappresentare una parte diversa, ma di quella ingenuità vera che ha la sua radice nella verginità della mente e del cuore, essa ne era rimasta fortemente e subitamente impressionata. Era troppo giovine per sapersi già infingere, e credo di non essere stato io solo ad avvedermi del suo turbamento e della sua agitazione.</div> <div>Assistetti per un po’ di tempo a quella specie di rapporto misterioso che s’era stabilito tra di loro, mi cacciai come un intruso in quella specie di corrente magnetica che avevano formato i loro sguardi; poi quasi vergognandomi di quello spiare, di quell’ammiccare alla loro felicità, come un pitocco che assista ad un banchetto dalla soglia della stanza, e non possa fruire che del profumo delle salse e delle vivande, mi raccolsi in me stesso, e procurai di rivolgere tutta la mia attenzione allo spettacolo dell’opera.</div> <div>Dico che me n’era vergognato, ma per me solo. Chè se v’è qualche cosa al mondo, d’innanzi alla quale io non sappia nè sogghignare per sprezzo nè piangere per pietà, è la vista di due persone che si amano. Mi sono cacciato spesso di notte sotto i viali pubblici, sotto i boschetti di tigli, appositamente per incontrarvi qualche coppia d’innamorati; e non mi venne mai di passar vicino ad una di esse senza sentirmi compreso da un sentimento di rispetto profondo.</div> <div>Lo confesso, furono quelli i soli istanti della mia vita, in cui i miei simili mi sieno sembrati meno tristi del solito.</div> <div>Era così riuscito a poco a poco ad occuparmi intieramente della rappresentazione, e non aveva più alzato gli occhi verso il palco di quello sconosciuto, allorchè avvedendomi d’un movimento improvviso che si manifestava negli spettatori, e scorgendo la folla addensarsi verso la porta, mi mossi io pure e entrato a stento nel vestibolo, vidi passarvi due signori che reggevano sulle loro braccia una fanciulla svenuta, e la trasportavano in una delle sale del teatro.</div> <div>Non dirò quale fosse la mia meraviglia nel ravvisare in lei quella stessa fanciulla che aveva guardato con tanto affetto e con tanta insistenza il mio incognito. Tutto ciò che era accaduto non poteva essere stato che un capriccio del caso: pure era la seconda volta nel termine di poche ore, che io vedeva una persona alla quale egli aveva dato segno di predilezione, venir colpita improvvisamente da una sventura.</div> <div>Rientrai nella platea.</div> <div>Egli occupava ancora il suo posto, era rimasto nella posizione di prima colla guancia appoggiata alla mano; ma il suo volto coloritosi improvvisamente di un rossore vivace, era tornato in un istante di una pallidezza cadaverica. Non era difficile accorgersi che egli soffriva, che s’era avveduto degli sguardi curiosi e quasi reprensivi di cui era fatto oggetto, e che non era rimasto immobile al suo posto che per dissimulare la sua commozione, e per non accusare in certo modo quella specie di complicità che aveva avuto in quell’avvenimento.</div> <div>Allorchè parve che il pubblicò avesse cessato di occuparsi di lui, egli uscì dal teatro, e ne uscii io pure.</div> <div>Nessuno conosceva forse il caso assai più deplorevole che aveva avuto luogo poche ore prima: nessuno aveva forse rimarcata la circostanza singolare e incomprensibile di quella specie di vuoto che egli pareva formare intorno a sè, nè aveva posto mente ai rapporti che sembravano congiungere tutti questi fatti, ma io ne era tutto in pensiero.</div> <div>Era evidente esservi in lui qualche cosa di inesplicabile e di fatale.</div> <div>Io lo aveva veduto solo nel seno di uno spazio formato quasi miracolosamente in mezzo ad un folla fittissima, aveva veduto rinnovarsi lo stesso caso in un teatro ripieno di spettatori; aveva veduto un fanciullo che aveva ricevuto le sue carezze venir travolto dalle ruote di una carrozza, e una fanciulla osservata da lui, essere colta da un malessere improvviso. Non mi pareva possibile che una pura combinazione avesse dato luogo a questa serie di avvenimenti.</div> <div>E se così non era, chi era dunque egli? Quale era l’influenza che poteva esercitare quell’uomo?</div><div><br></div> <div>***</div><div><br></div> <div>Otto giorni dopo io mi trovava al caffè Martini — quel convegno di artisti che non lavorano, di cantanti che non cantano, di letterati che non scrivono, e di eleganti che non hanno uno spicciolo — e si parlava, raccolti in buon numero attorno ad un tavolo, d’una specie di pasticcio di nuova invenzione, qualche cosa di consimile al <em>pudding</em>, che era stato aggiunto quel giorno alla nota delle vivande del ristorante.</div> <div>Da questo soggetto la conversazione era caduta, filtrando per l’idea del <em>pudding</em> e dell’oca di cui le classi ricche a Londra usano regalare le classi povere nel giorno di Natale, sul discorso che la regina d’Inghilterra aveva fatto allora al parlamento.</div> <div>Una frase di questo discorso aveva dato un gran colpo alla discussione e l’aveva gettata di balzo sulle eventualità d’una guerra in Italia. Da ciò, giù per la china delle opinioni e delle antiveggenze personali si era arrivati ai pronostici; e dai pronostici ai presagi; e da questi, entrando nel campo della vita intima, alle fatalità, alle sfregature, alle malie; per modo che cinque minuti dopo aver difeso a spada tratta l’eccellenza di questo pasticcio di nuova invenzione, io raccontava a quel circolo di sfaccendati gli avvenimenti incomprensibili di cui era stato testimonio pochi giorni prima a proposito di quel giovine incognito.</div> <div>Inutile dire che si rise di me e che non mi si volle prestar fede; il fatto della fanciulla svenuta poche sere innanzi era bensì noto, ma le cause, dicevano essi, dovevano essere diverse. Nondimeno il soggetto di questa nuova deviazione del nostro discorso era stato trovato interessante, e la conservazione dopo aver fluttato su tanti argomenti, si era arrestata saldamente su questo. Ciascuno esponeva le proprie idee, ciascuno aveva qualche cosa a raccontare a questo riguardo. E come avviene ogni qualvolta ci affacciamo a questo mondo pauroso dell’incomprensibile e del soprannaturale, che se ne ride da principio per ostentazione di coraggio e si finisce coll’atterrirsi di ciò che si ascolta, e spesso di ciò che abbiamo raccontato noi stessi, ciascuno di noi si sentiva compreso da un sentimento misto di paura e di meraviglia, e si affannava a riannodare e a rinfocare la conversazione ogni qualvolta questa mostrava di languire, con quell’insaziabilità che hanno i fanciulli di ascoltare i racconti spaventevoli dei maghi e delle fate.</div> <div>Avevamo pressochè esaurito tutto il repertorio delle nostre cognizioni su questa tesi, allorchè un vecchio artista da teatro che tutti noi conosciamo da tempo — una dalle cariatidi più celebri di quel caffè — si alzò da un tavolo vicino da cui era stato ascoltando, e venne a prender posto nel nostro circolo.</div> <div>— Il signore ha ragione, diss’egli, accennandomi col dito. Io non conosco il giovine di cui egli ha parlato poco fa, e non posso far fede dell’influenza che gli attribuisce, ma che esistano uomini siffattamente fatali, anzi assai più fatali di quel giovine, non è cosa da potersi mettere in dubbio. Chi di voi ha sentito nominare il conte Corrado di Sagrezwitch?</div> <div>— Nessuno.</div> <div>— È strano, giacchè egli si è formato in quasi tutti gli Stati d’Europa e in molte delle provincie degli Stati Uniti una terribile reputazione. Egli è considerato come l’uomo più fatale di cui si abbia memoria, la sua presenza segnala dovunque una sventura immancabile, egli si è trovato sempre sul teatro delle calamità più terribili, ha assistito ai disastri più spaventosi. Egli si trovava nell’America del Sud allorchè bruciò la chiesa di S. Jago in cui perirono più di mille persone; egli viaggiava or fanno due anni sulla ferrovia del Pacifico allorchè avvenne quello scontro in cui perdettero la vita più di trecento viaggiatori; egli era a Pietroburgo allorchè rovinò il palazzo del principe di Jakorliff in cui tante nobili dame e tanti dignitari dello Stato trovarono la morte. Nelle miniere irlandesi e in quelle di Alstau Moor in Scozia — luoghi che egli ha spesso visitati — il suo nome non viene ascoltato mai senza spavento; ogni sua visita ha segnalato qualcuna di quelle catastrofi che sono tanto frequenti e tanto temute nelle miniere. Il conte di Sagrezwitch è stato già parecchie volte in Italia; vuolsi che egli si trovasse a Torino all’epoca della convenzione allorchè avvennero i fatti luttuosi di settembre, ma nessuno, per quanto io sappia, ve lo ha veduto.</div> <div>— E voi lo conoscete?</div> <div>— L’ho incontrato quattro volte ne’ miei viaggi. Voi sapete che io ho percorso come artista e come impresario teatrale, quasi tutta l’Europa e una buona metà del Nuovo Mondo.</div> <div>È forse perciò che ho potuto essere edotto dell’esistenza di quest’uomo straordinario, e conoscerlo personalmente. La prima volta che lo vidi fu a Berlino dove esordii nel capolavoro di Mozart colla parte di D. Giovanni. Lo incontrai poscia in una sala di caffè a Nuova York, allorchè ferveva ancora in America la guerra di secessione, e precisamente alla vigilia dell’ultima disfatta dei separatisti, e la terza volta che mi imbattei con esso fu di nuovo a Berlino....</div> <div>— E di che paese è egli?</div> <div>— Alcuni vogliono americano, alcuni polacco. Nessuno ne conosce con certezza la patria, forse nemmeno il nome. In America si faceva chiamare coll’appellativo di Duca di Nevers, in Europa conservò sempre il nome di conte di Sagrezwitch; i minatori scozzesi lo chiamano <em>l’uomo fatale</em>. Egli parla correttamente molte lingue, ha le abitudini e i costumi di tutti i paesi che ha visitato; in Italia è italiano, in Inghilterra è inglese, e in America è americano modello...</div> <div>— E che età può avere?</div> <div>— Mostra cinquant’anni, ma i suoi capelli e la sua barba nerissima non hanno ancora alcun segno di canizie. È un uomo di statura mezzana, di aspetto antipatico, benchè le sue fattezze sieno regolari e in qualche modo leggiadre. Porta quasi sempre nell’inverno un berretto di pelo a foggia di turbante, e suol vestire volontieri i costumi dei paesi in cui si trova. A giudicarne dallo sperpero che egli fa ordinariamente del suo danaro, lo si direbbe assai ricco; nondimeno fu visto parecchie volte alloggiarsi in osterie di second’ordine, e tenere un regime di vita molto economico. A Nuova York, per esempio, era bensì alloggiato all’albergo del <em>Fifth-Avenue</em>, quel colosso di marmo che ha mille e duecento stanze, ma vi occupava un letto della sala di riposo concessa ai viaggiatori che dispongono di mezzi assai limitati. È fama che egli abbia coscienza della sua fatalità, e che si compiaccia di esercitarla.</div> <div>Quel suo recarsi continuo da un capo all’altro del mondo non può essere senza uno scopo. Del resto si sa che egli non ebbe mai affetti, non amicizie, forse nemmeno conoscenze, toltene alcune poche e superficialissime. Coloro che ne conoscono la potenza lo sfuggono per progetto, quelli che la ignorano, per istinto. — Che vi sieno persone che gli negano questo potere, questa specie di missione arcana e terribile, riprese egli vedendo che alcuni di noi sorridevano con aria di incredulità, è cosa naturalissima. Nessuno può provare che le sciagure avvenute nei luoghi ove egli si è trovato, e negli istanti in cui vi si è trovato, abbiano avuto una causa nella sua volontà, o in ciò che noi chiamiamo la sua influenza. Egli è d’altronde un uomo come tutti gli altri; parla, veste, opera come tutti gli altri; volendo è affabile e gentiluomo, vi è nulla a che opporre; ma parmi cecità il negare cosa che la maggior parte degli uomini ha ammesso, il negare perchè non si comprende.</div> <div>— Noi non neghiamo, gli diss’io, dubitiamo. Ma, a proposito, avete dimenticato di dirci dove l’avete incontrato la quarta volta.</div> <div>— Ah! riprese egli un poco rassicurato dalle mie parole. Quest’ultimo incontro ha una data molto recente. Io lo vidi due mesi or sono a Londra, allorchè vi bruciò il teatro della regina. Seppi anzi che egli aveva intenzione di passare presto in Italia, e se egli ha scelto questa stagione per venirvi, vi è nulla di più probabile che le feste del carnovale lo abbiano condotto a Milano.</div> <div>— A Milano!</div> <div>— Sì, e desidererei che lo vedeste. Non so dirvi il motivo di questo desiderio, pure mi sembra che al solo vederlo potreste comprendere il perchè di tante cose che io non posso spiegarvi; mi pare che non potreste più dubitare della verità della mia asserzione.</div> <div>— Osservereste, riprese egli dopo qualche istante, una cosa assai rimarchevole nel suo abbigliamento, voglio dire la freschezza e la finezza de’ suoi guanti che egli suole mutare più volte in un sol giorno, per modo che nessuno l’ha mai veduto a mani scoperte; e un’altra singolarità non meno notevole nella sua persona, cioè la potenza del suo sguardo, un non so che di magnetico e di inesplicabile che vi è in lui, e che vi sforza quasi a guardarlo e a salutarlo vostro malgrado.</div> <div>— A salutarlo! esclamammo noi sorridendo.</div> <div>— Sì, a salutarlo.</div> <div>— Oh! vorrei vederlo!</div> <div>— Davvero!</div> <div>— Vorremmo vederlo!</div> <div>In quell’istante — potevano essere le due dopo mezzanotte — si aperse l’uscio del caffè, e un uomo pingue e tarchiato entrò nella sala. Al ritratto che ci era stato delineato poco prima, al berretto di pelo, alle mani calzate da guanti freschissimi, all’espressione singolare del suo volto, noi non tardammo a riconoscere in lui l’uomo di cui si era parlato. Allora, o fosse meraviglia, o fosse confusione di idee prodotta da quella sorpresa, ci alzammo unanimemente a salutarlo. Egli portò la mano al berretto con atto di cortesia schietto ma moderato, e si sedette all’altra estremità della stanza.</div> <div>Io non posso esprimere la confusione, la meraviglia, il dispetto che s’impadronì di noi in quell’istante. Comprendevamo di esserci mostrati deboli verso di lui, verso di noi stessi, di esserci mostrati fors’anche ridicoli. Ciascuno era rimasto assorto in questo pensiero, nè aveva osato riprendere la parola. Il silenzio aumentava la nostra confusione.</div> <div>L’incognito chiese una tazza di <em>punch</em> che bevve avidamente. Gettò sulla guantiera uno scudo d’argento, e respinse al cameriere il residuo del prezzo della sua bibita. Il cameriere nell’allontanarsi inciampò del piede nell’estremità della sua sedia e cadde; la guantiera essendogli scivolata di mano, percosse del volto sui cocci della tazza che si era spezzata, e si ferì in modo che il viso gli si coperse in un istante di sangue.</div> <div>A quella vista ci alzammo tutti come mossi da una sola volontà, e uscimmo a precipizio dalla sala.</div><div><br></div> <div>***</div><div><br></div> <div>Nei primi giorni della mia residenza a Milano aveva dovuto quasi mio malgrado, stringere conoscenza con una famiglia, la quale per mediazione di amici, mi aveva reso anni prima alcuni servigii assai utili. Abitava essa una di quelle casupole grigie e isolate che fiancheggiano il naviglio dalla parte occidentale della città — una vecchia casupola a due piani che il tetto sembrava comprimere e schiacciare l’uno sull’altro come una cappa pesante di piombo, tanto erano bassi ed angusti. Correvanle tutto all’intorno alcuni assiti neri e tarlati su cui si arrampicavano delle zucche nane e dei convolvoli malati di clorosi.</div> <div>Un setificio vicino l’avvolgeva notte e giorno in un’atmosfera di fumo, l’umido del naviglio aveva prodotto qua e là alcune rifioriture nell’intonaco esterno delle pareti, e le aveva rivestite di muffa e di piccole pianticelle di acetosa; nubi di moscherini entravano per la bocca e pel naso al primo affacciarsi alla finestra; e il cicaleccio, e lo sbattere, e il canticchiare delle lavandaie che risciacquavano, e sciorinavano su quegli assiti e su quelle zucche produceva da mattina a sera un baccano continuato e assordante.</div> <div>Non vi sono forse a Milano cento persone le quali abitino nel centro della città, e conoscano con esattezza quella parte de’ suoi dintorni. Milano è la miniatura esatta di una gran città; ha in piccole proporzioni tutto ciò che è proprio delle grandi capitali. Quel lembo estremo di case che costeggia il naviglio da Porta Nuova a Porta Ticinese è ciò che è la Marinella a Napoli, ciò che è il Temple a Parigi, ciò che è Seven-dials a Londra.</div> <div>Avverso, mezzo per istinto, mezzo per progetto, a conoscere nuove cose e nuove persone, io ho sempre considerato una conoscenza nuova come un peso nuovo aggiunto alla mia vita — non aveva avuto però a dolermi di quella. Era una famiglia di onesti negozianti arrichitasi mediocremente nel commercio, e venuta ad alloggiare in quella casa solitaria per godervi in pace la piccola fortuna che aveva raggranellato.</div> <div>Silvia l’unica erede di quella fortuna, era una delle più splendide bellezze che io avessi mai veduto, e non aveva che diciasette anni allorchè io la conobbi. Non era una di quelle beltà fine e delicate che preferiamo spesso alle beltà robuste — l’amore ha fatto da alcuni anni un gran passo verso lo spiritualismo — ma la sua bellezza, benchè ineffabilmente serena benchè fiorente di tutti i vezzi della gioventù e della salute era temperata da qualche cosa di gentile e di pensieroso che non hanno ordinariamente le bellezze di questo genere. Nè io potrei dirne di più; ciascuno di noi porta in sè un ideale diverso di bellezza, e quando si è detto d’una donna: è leggiadra, si è detto tutto ciò che si può dirne. Un pittore, uno scultore potrebbero darne nella loro arte un immagine meno incompleta, la letteratura non lo può — le altre arti parlano ai sensi, la letteratura alle idee. Ho veduto due incisioni di Jubert, due angeli simboleggiati da due giovinette nude, paffute, rosate, per ciò che è colorito e pienezza di forme, due vere popolane; eppure l’artista aveva saputo dare a quei volti tanta spiritualità che incantavano e non si potevano guardare senza restarne rapiti. Nelle madonne del Carraccio ho osservato lo stesso contrasto. La bellezza di Silvia era di questo genere, risolveva in certo modo lo stesso problema — la spiritualità della materia.</div> <div>Essa era una di quelle anime semplici, pie, modeste che non sanno aver mai alcun rancore colla vita, ricche di quella cara fatuità che la natura ha dispensato con tanta larghezza alla donna, felici nell’ordine e nella quiete che la loro semplicità medesima ha creato intorno ad esse, e che l’assenza delle loro passioni non può mai turbare.</div> <div>Durante le mie prime visite, aveva conosciuto in quella famiglia un cugino di Silvia, certo Davide, giovine maturo e positivo che era giunto da poco a Milano, e che era stato un tempo interessato negli affari commerciali di quella casa. Pericoloso come tutti i cugini — non so se parimenti fortunato — non m’era stato difficile accorgermi che egli amoreggiava la fanciulla. Come tutti gli altri uomini non era nè bello, nè brutto — la bellezza dell’uomo è una cifra di cui non si è ancora trovato il valore, anche per la maggior parte delle donne non è che una cosa insignificante; noi cerchiamo nell’uomo un carattere, le donne vi cercano semplicemente un uomo — sono esse che hanno creato quel noto aforismo: un uomo è sempre bello.</div> <div>Io confesserò che quella scoperta era stata uno dei motivi essenziali che m’avevano indotto a trascurare la conoscenza di quella famiglia. Io non aveva posto occhio nè sulla dote, nè sulla bellezza di Silvia, ma aveva compreso che l’amore di Davide che io credeva corrisposto mi poneva d’innanzi a lui in una certa quale inferiorità di cui mi sentiva umiliato. In ogni uomo che avvicina una donna si suppone il desiderio di corteggiarla; in due uomini che l’avvicinano a un tempo si suppone quasi il dovere di lottare per ottenerne la preferenza. Almeno la società ed il cuore umano hanno ancora di tali pregiudizii: abbiamo mutato vocaboli, ma non abbiamo mutato cose e passioni:</div> <div>presso ogni circolo di donne vi è ancora una piccola corte d’amore intima dove si combatte ad armi cortesi per l’affetto di una dama preferita. E poi io mi sono sempre sentito sì meschino dinnanzi ad un uomo positivo, che non mi bastò mai l’animo di impegnarmi in una lotta qualunque con un nemico siffatto. Che cosa è egli un dotto, un letterato, un sapiente al confronto di ciò che noi chiamiamo un uomo di mondo? È pur poca cosa l’ingegno! Come gli uomini ignoranti, col loro buon senso borghese, grossolano, triviale ci avanzano nella scienza e nella pratica delle cose! Noi non facciamo che inciampare come fanciulli a tutti i più piccoli scogli della vita!</div> <div>Questa coscienza della mia inferiorità aveva dunque reso meno frequenti le mie visite — io ho ora nella stessa città in cui abito conoscenza di famiglie che mi reco a visitare ogni tre o quattro anni, come tornassi da un viaggio di circonvoluzione attorno al globo — e più tardi, morto il padre di Silvia, che era delle persone della famiglia quella cui era più specialmente obbligato, ne aveva preso pretesto per troncarle completamente.</div> <div>Era trascorso così pressochè un anno allorchè, pochi giorni dopo quella singolare comparsa del conte di Sagrezwitch al caffè Martini, m’imbattei in Davide che non aveva più veduto da quel tempo e che mi parve molto mutato.</div> <div>Egli mi strinse le mani e mi guardò con espressione triste e turbata — quell’espressione mista di ritegno e di confidenza che hanno coloro i quali vogliono farvi comprendere di avere un segreto doloroso, e di non volervelo confidare.</div> <div>— Non vi si è più veduto in casa di mia cugina, mi diss’egli, la vostra assenza improvvisa ha prodotto una sorpresa un poco penosa in quella famiglia. Perchè voi sapete che mia zia aveva molta confidenza in voi, e poi... si era presa l’abitudine di vedervi. Se sapeste! sono avvenute nuove sciagure in quella casa; Silvia sta per morire....</div> <div>— Per morire!</div> <div>— Sì, la poveretta è travagliata da una malattia di consunzione, una malattia misteriosa che i medici non sanno nè conoscere nè definire più esattamente, ma che hanno dichiarata inguaribile. Essa doveva prender marito....</div> <div>— Voi forse?</div> <div>— Non io, diss’egli tristamente, un ricco forestiero a cui mi ha posposto, e pel quale ha concepito una passione di cui non l’avrei mai creduta capace. Essa doveva sposarlo allorchè cadde malata, e queste nozze, ancorchè le si facciano ora come credo che abbiano risolto, non potranno aver più alcuna influenza sulla sua salute. Dubito che la felicità abbia potere di farla vivere più lungamente, ma ad ogni modo sarà almeno felice per quei pochi istanti di vita che le rimangono. Sarà felice anche senza di me, aggiunse egli con amarezza. E facile avvedersi che ella deperisce ogni giorno, e che è impossibile arrestare il processo di questo deperimento così rapido e così misterioso.</div> <div>— Come! io dissi, ella sposerà dunque quel giovane ancorchè tanto inferma come mi dite? Davide scosse la testa con aria di disapprovazione, e rispose:</div> <div>— Che volete! Hanno deciso così, anzi è lei stessa che ha deciso. Del resto la sua malattia non è una di quelle che costringono al letto, piuttosto una di quelle di cui diciamo: si muore in piedi. Ma perchè non venite a vederci? Son certo che mia zia ne avrebbe gran piacere, e anche Silvia.</div> <div>— Ci andate ora?</div> <div>— Ora.</div> <div>Mi accompagnai con esso. Potevano essere le dieci di sera quando ponemmo piede in quella casa. La zia di Davide, una buona vecchia — la vecchiaia e l’infanzia si toccano, i vecchi sono sempre buoni come i fanciulli — mi accolse con gioia schietta e cordiale, ma temperata da un poco di rimprovero e di mestizia.</div> <div>— Ci troverete molto mutali, mi diss’ella.</div> <div>Voi non venite più nella casa di un tempo...</div> <div>La povera Silvia.... — E s’interruppe un istante come per soffermarsi sul pensiero di quella sventura — ma passate in questa stanza, la rivedrete voi stesso, ciò le farà piacere; e vi presenterò anche a mio genero.</div> <div>Entrammo nella camera vicina.</div> <div>Silvia era seduta sopra una sedia a bracciuoli, una gran seggiola a rotelle, tutta imbottita e tapezzata di velluto turchino; e presso a lei, sopra una seggiola più bassa il giovane sconosciuto che io aveva veduto al corso e al teatro. Egli aveva avvicinata la sua sedia a quella della fanciulla in modo da poter posare il capo sullo stesso bracciuolo su cui ella posava il braccio; e Silvia aveva inclinata la sua testa su quella del giovane con atto di tenerezza commovente.</div> <div>Dio! quanto mutata! Appena era possibile riconoscerla. Quella fanciulla che io aveva veduto sì robusta, sì serena, sì vivace non era più che un’ombra del passato, non aveva più che un riflesso pallido e incerto della sua bellezza di un tempo. Non che la sua antica avvenenza fosse del tutto svanita, ma si era alterata; era ora un’avvenenza diversa, era la bellezza di un fiore sbocciato all’ombra, di un frutto maturato precocemente perchè roso dal tarlo. Il volto del giovine era pallido, ma quello di Silvia era bianco, più bianco dell’abito lungo e vaporoso che avvolgeva la sua persona, se non che gli zigomi delle guancie un po’ asciutte erano leggermente rosati, ma senza sfumatura come se vi fossero state sovrapposte due foglie di rosa già scolorite. I suoi capelli avevano quel lucido morto che hanno ordinariamente i capelli degli infermi, e pendevano, non sciolti ma scomposti, sulla testa del giovine che la stava guardando con espressione di pietà inesprimibile.</div> <div>Il pallore di lui, benchè estremo, non era di quel genere che danno le malattie, ma di quello che dà l’abitudine del pensiero e del dolore. Egli era ancora più bello di quanto mi fosse sembrato al teatro — e questa volta aveva potuto giudicarne davvicino — bello di una beltà più femminile che maschia, ma ad ogni modo assai bello.</div> <div>I suoi capelli biondi e quasi dorati facevano uno strano contrasto così confusi colle treccie nerissime della fanciulla. Io non aveva veduto mai un gruppo così stupendo, un quadro d’amore più spirituale e più puro.</div> <div>I due amanti si riscossero allo stridere che fece l’uscio nell’aprirsi — essi erano soli nella sala.</div> <div>— Guarda, Silvia, disse dolcemente la vecchia tenendomi per mano, guarda chi ci ha ricondotto tuo cugino.</div> <div>E rivolgendosi allo sconosciuto ed a me, pronunciò prima il mio nome, poi quello del giovine che disse essere il barone di Saternez nativo di Pilsen in Boemia.</div> <div>Ci inchinammo scambievolmente. Egli mi guardò con uno sguardo sì dolce che io gli porsi la mia mano quasi senza avvertirlo.</div> <div>Scambiate alcune parole, la vecchia, forse per lasciar soli i due giovani, mi trasse presso di sè in un angolo opposto della stanza.</div> <div>— Che ve ne pare di mio genero? mi chiese ella. E continuò senza aspettare la mia risposta: — un giovine a dovere, sapete, un giovine ricco come il mare; se vedeste i regali che ha fatto alla Silvia!... E poi, di che famiglia! Baroni, e dei più illustri di Boemia. Egli ha dovuto emigrare per affari di politica, credo che volesse far annettere la Boemia al granducato di Sassonia, figuratevi!. Ma tanto era lo stesso, oramai egli non aveva più interesse a restare nel suo paese, giacchè era rimasto solo di tutta la sua famiglia. E guardate che bel giovine; non vi offendete — e mi guardò come per interrogarmi, io sorrisi — non vi offendete, ma non credo che ve ne sia al mondo un altro come quello. E pensare... La vecchia s’interruppe come colpita improvvisamente da un triste pensiero.</div> <div>— Povera Silvia! riprese ella dopo qualche istante. Voi l’avete veduta prima d’oggi, vi ricordate come era! E adesso! Guardatela. Non sono più di quattro mesi che essa ha incominciato a deperire così; fu dal giorno in cui mio genero è entrato la prima volta nella nostra casa. Ora che avrebbe potuto essere così felice; essa che lo ama tanto, che ne è tanto amata! Ditemi, vi pare che potrà guarire?</div> <div>— Non vi è pur luogo a dubitarne, io risposi tanto per riconfortarla. Silvia era vissuta finora sì ritirata; sì quieta, sì calma che questo disordine insolito ne’ suoi affetti ha gettato un po’ di turbamento anche nella sua salute. Ma tutto sarà finito quando ogni cosa sarà rientrata in uno stato normale, quando essi saranno marito e moglie. A proposito, ho sentito da vostro nipote che ciò deve avvenire assai presto.</div> <div>— Fra otto giorni, disse la vecchia, e spero che in quella circostanza sarete dei nostri. Son essi che hanno voluto così, e i medici non l’hanno disapprovato. Silvia è ancora abbastanza forte per sopportare il moto della carrozza fino alla Chiesa; d’altronde ne siamo a due passi. — Sarà una festa un po’ triste, aggiunse ella stringendomi la mano, ma voi non rifiuterete di prendervi parte.</div> <div>La ringraziai, e l’assicurai che vi sarei venuto. Passai tutto il rimanente di quella sera agitato da pensieri strani e tumultuosi, diviso tra la simpatia irresistibile che mi inspirava il fidanzato di Silvia, e la ripugnanza che faceva nascere in me l’idea di quella missione fatale che pareva esercitare. Giacchè non v’era più dubbio; quel giovine sì bello, sì dolce, sì attraente spargeva d’intorno a sè la desolazione e la sventura, lasciava delle traccie spaventose sulla sua via. Tutti gli esseri che egli prediligeva soccombevano a questa influenza; il fanciullo delle maschere, la signora del teatro, Silvia, quella stessa Silvia già così bella, così spensierita, così fiorente facevano fede di questo suo potere terribile. E ne fosse egli o no consapevole, questo potere non era meno reale e meno funesto; era dovere e pietà il prevenirne le vittime, il sottrarle all’influenza incomprensibile di quell’uomo.</div> <div>Uscii da quella casa verso mezzanotte. Davide mi accompagnava. Il mio cuore era pieno. Ci avviammo senza profferir parola verso i bastioni.</div> <div>La notte era fredda ma asciutta; gli ippocastani colle loro corteccie nere, coi loro fusti alti e slanciati parevano spettri di alberi; il cielo, come avviene nelle notti serene d’inverno, scintillava di miriadi di stelle. Non tardai ad avvedermi che anche l’animo del mio compagno era profondamente turbato.</div> <div>— Sediamoci, gli dissi accennandogli un sedile di pietra, devo rivelarvi alcune cose che riguardano vostra cugina.</div> <div>E gli narrai distesamente tutto ciò che aveva osservato a proposito del barone di Saternez, non gli nascosi i miei sospetti, gli parlai del conte di Sagrezwitcth e dell’incontro che ne avevamo fatto al caffè Martini, e conchiusi consigliandolo ad adoperarsi per scongiurare la sventura che minacciava quella casa.</div> <div>— Vi ringrazio, mi rispose egli dopo avermi ascoltato con molta attenzione; quelle nozze non si faranno, ve ne do la mia parola. Ho potuto esitare fin ora, ma adesso...</div> <div>— E come intendete di opporvivi?</div> <div>— Non so, vedrete. E aggiunse con voce terribile: no, quelle nozze non si faranno. Io, io stesso le renderò impossibili... perchè... esse non devono farsi. Perchè son io che dovea godere di quella felicità, perchè io lo detesto quell’uomo, perchè è lui che mi ha rapito l’amore di Silvia... perchè io l’odio!</div><div><br></div> <div>***</div><div><br></div> <div>Al domani mattina Davide venne per tempo a trovarmi in mia casa. Egli era calmo, ma di quella calma fredda e convulsa che si distende come un velo sulle fattezze quando la riflessione ha già concentrato tutta la lotta nel cuore. È delle tempeste del cuore umano come di quelle dell’Oceano: le meno apparenti sono le più profonde.</div> <div>— Vengo, egli mi disse, a chiedervi alcune notizie riguardo alle rivelazioni che mi avete fatto ier sera. Ci ho pensato tutta notte e non ho chiuso occhio; avrei d’uopo sapere ove abita il conte di Sagrezwitcth, e s’egli è tuttora a Milano. Voi forse potete dirmelo.</div> <div>— Non lo so, io risposi meravigliato. Ma che! intendereste forse di andarlo a visitare? E a che scopo?</div> <div>— Voi mi avete parlato, riprese egli, dell’influenza funesta che esercitano questi due uomini, egli ed il barone di Saternez, e del potere che hanno di compiere il male per altre vie che non sia dato di farlo a noi, ne sieno essi o no consapevoli. Il conte, mi avete detto possiederebbe in maggior grado questo potere. Ora qualunque sieno le cause di questa influenza, qualunque ne sia la natura, se essa esiste, se essa non è pari in ciascuno di loro, avete pensato alle conseguenze che risulterebbero dall’urto di queste due forze, dall’incontro di questi due uomini fatali? Ponetemeli l’uno di fronte all’altro, e se l’esistenza di questo potere è verace, l’uno dovrà distruggere l’altro, la disparità delle forze cagionerà lo squilibrio; la sconfitta del più debole è inevitabile.</div> <div>— È un trovato abbastanza specioso, io dissi, voi avreste dunque pensato....</div> <div>— Di fare in modo che il conte di Sagrezwitcth venga a trovarsi alla presenza del mio rivale.</div> <div>— E avreste in animo di parlare a quel conte?</div> <div>— Solo che potessi rinvenirlo. Mi era recato perciò da voi, e sono afflitto che non possiate darmi le indicazioni che mi abbisognano. — Ma lo troverò, lo troverò continuò egli con risolutezza. Non vi sono a Milano che pochi alberghi eleganti, nei quali egli possa aver preso alloggio, li girerò tutti, domanderò di lui a tutte le porte, e se egli è quì ancora, o se è partito da poco, non dispero di mettermi sulle sue tracce.</div> <div>Ciò detto Davide uscì con precipitazione dalla stanza, prima che la mia maraviglia e la mia titubanza tra lo incorraggiarlo o il distoglierlo da quel progetto mi avessero permesso di articolar una parola.</div> <div>Passai tutto quel giorno in un’inquietudine mortale.</div> <div>Alla notte, e ad ora assai tarda, ricevetti da Davide una lettera così concepita:</div> <div>«Io parto in questo momento per Genova, d’onde raggiungerò la mia famiglia in un piccolo villaggio del litorale. È da lungo tempo che meditava questo progetto senza mai sapermi risolvere. Gli avvenimenti già compiuti e quelli che stanno per compiersi m’hanno fatto prendere finalmente questa decisione. Non ho voluto rimanere qui perchè nè la pietà mi distogliesse dalla mia vendetta — se pure io ho il potere di arrestarla — nè la vista del suo compimento, qualunque ella sia per essere, mi opprimesse di rimorsi che non debbo avere; sento il bisogno di dirvi tutto ciò che ho fatto per la salvezza di Silvia. In questo tentativo non vi era egoismo; il suo cuore non mi apparteneva più, nè io voleva pretendervi ancora; io non voleva che la sua felicità. Il disinteresse mio apparirà più sincero dalla rinuncia che farò alla mano di mia cugina, anche allorquando il suo cuore sarà libero e la sua gioventù rifiorita.</div> <div>Non posso dirvi di più. Ho trovato il conte di Sagrezwitcth e gli ho parlato. Quei due uomini si <em>conoscono</em>. Io non ho alcuna parte in ciò che sta per succedere; ricordatelo bene. Io non poteva nè prevedere, nè arrestare gli avvenimenti che dovranno compiersi; è la mano della fatalità, che li aveva preparati. Io non ne sono stato che uno strumento: ho avvicinato due uomini che dovevano rimanere lontani, ecco tutta la mia responsabilità; ed è l’amore di Silvia che mi ha indotto ad assumerne il peso. Che questa mia giustificazione non sfugga dalla vostra memoria! Mi è impossibile spiegarmi maggiormente. Distruggete subito questa lettera.»</div> <div>Non mai nella mia vita mi era trovato avvolto in una trama più triste e più complicata. Quali erano i bisogni di Davide? che cosa gli aveva detto il conte di Sagrezwitcth? come poteva egli parlarmi con tanta sicurezza di una vendetta che doveva compiersi senza di lui? e perchè era egli partito? Anche la salvezza di Silvia, se tal cosa era ancora possibile, non mi confortava della mia dispiacenza di aver confidato a Davide il segreto del barone di Saternez, e di averlo messo nella possibilità di vendicarsene. Io era in dovere di rimediare, se lo poteva, al male che aveva fatto. Non mancavano più che sette giorni all’epoca fissata per le nozze, e questa vendetta, il cui scopo era d’impedirle, avrebbe dovuto compiersi in quell’intervallo di tempo.</div> <div>Risolsi di recarmi a visitare il giovane barone, e secondo ciò che egli avrebbe risposto alle mie insinuazioni, confidargli interamente, o lasciargli sospettare il pericolo che lo minacciava. Distrussi la lettera di Davide: e valendomi dell’indirizzo che egli mi aveva dato del suo rivale, mi recai tosto alla sua casa.</div> <div>Il barone di Saternez non si mostrò punto meravigliato di vedermi; mi porse la mano con atto di affetto più che di semplice cortesia, e disse: vi aspettava.</div> <div>— Come! esclamai io sorpreso, voi conoscete dunque lo scopo della mia visita?</div> <div>— Sì, diss’egli. E dopo un istante di silenzio rispose sorridendo d’un sorriso violento: — io non sono soltanto un uomo pericoloso, sono anche un abile fisionomista. Quando vi ho veduto ieri l’altro per la prima volta, ho indovinato che il vostro cuore era buono, e che se aveste potuto fallire per debolezza o per fine di bene, non avreste indugiato a dolervi delle conseguenze dei vostri errori, e a tentare di ripararvi. In seguito alla visita del vostro amico, il conte di Sagrezwitcth è stato qui due ore or sono. Era dunque naturale che io vi aspettassi.</div> <div>Io chinai il capo e tacqui:</div> <div>Egli riprese dopo un nuovo istante di silenzio:</div> <div>— Non vi affliggete di ciò che avete fatto, non rimproverate a Davide i mali che ha preparato. Ciò che avverrà doveva avvenire. Voi non siete stati che un mezzo nelle mani della fatalità. I sentimenti che vi hanno mossi a prevenire le mie opere sono lodevoli, benchè forse infruttuosi: non ho l’ingiustizia di disconoscerlo. Quell’uomo ed io ci <em>conoscevamo</em> da tempo, fors’anche ci <em>cercavamo</em>. — Egli pronunciò in modo più marcato queste parole — Tra me e lui corrono dei rapporti che la natura od il caso hanno posto quasi per dileggio, dei rapporti terribili che un segreto mi vieta di rivelarvi. Il nostro incontro era inevitabile perchè era predestinato. Era necessario che uno di noi due dovesse sparire, perchè due elementi contrarii non possono incontrarsi senza lottare; non possono percorrere la stessa via, camminare l’uno a fianco dell’altro, come non avessero che una virtù comune ad esercitare, una missione comune a compiere. Che cosa avreste potuto voi soli sulla mia vita? Voi avete avuto ragione di fare ciò che avete fatto. È la fortuna che vi ha diretti. Era tempo!</div> <div>S’interruppe, e riprese dopo un altro momento di silenzio in cui io non aveva osato parlare:</div> <div>— Guardatemi! voi vedete in me un uomo come tutti gli altri, forse apparentemente migliore degli altri; la mia persona non inspira alcuna ripugnanza, il mio viso, i miei modi quella parte dell’anima che la natura ha posto sulle nostre fattezze come per rivelarne le virtù celate nel cuore, non hanno nulla di odioso, nulla che non sia umano, che non sia dolce, che non sia forse anche attraente. Ebbene, questo giovine che avreste giudicato innocuo, di cui avreste forse ambita l’amicizia non conoscendolo, ha sparso la rovina e la desolazione d’intorno a sè, ha ucciso le persone che lo amavano, ha attraversato la vita e la felicità di tutti coloro che lo conobbero e che lo ebbero caro. Perchè.... sì, voi avete indovinato, voi avete afferrato il suo segreto. Costui, questo miserabile, proseguì egli con crescente esaltazione, non ha avuto finora la virtù di rinunciare ad una esistenza che ne aveva già reso tante infelici; ed ecco la sua colpa. Egli era nato per il bene. La natura gliene aveva posta l’immagine d’innanzi agli occhi come un’ideale brillante, come una meta soave e luminosa. Egli avrebbe voluto amare, beneficare, gioire della felicità che avrebbe sparso d’intorno a sè, gettare delle corone sulle teste di tutti gli uomini.... e un destino crudele, tremendo, ineluttabile lo condannava a compiere il male, a schiacciare sotto il peso della sua fatalità tutti quegli esseri buoni ed affettuosi che lo circondavano.</div> <div>Tacque, e si coperse il volto colle mani.</div> <div>— Calmatevi, io dissi, se voi avete questo potere, ne esagerate per certo il valore.</div> <div>Egli sorrise come per mostrare di compatire al mio dubbio, e riprese:</div> <div>— No, non ho esagerato. Converrebbe che voi poteste risalire alle sorgenti della mia vita per rinvenire le traccie che essa ha lasciato dietro di sè, e giudicare della loro profondità e della loro estensione. La mia stessa fanciullezza — l’età in cui tutti sono felici — non fu per me che un periodo di tristezza e di dolore. Gli esseri che più mi amavano avevano incominciato a soccombere; i miei fratelli, le mie sorelle, mia madre erano morti; io aveva incominciato ad avvedermi del vuoto che si faceva intorno a me, e a comprendere che vi era qualche cosa di fatale nel mio destino. Rimasi solo al mondo assai presto. Quanto più vedeva dilatarsi il cerchio delle mie relazioni, dei miei affetti, delle mie simpatie, altrettanto vedeva dilatarsi quel vuoto; quanto più entrava nella vita, tanto più entrava nell’isolamento. Ho provato il bisogno dell’amicizia, ho provato la febbre dell’amore.... amici ed amanti sparivano nell’abisso che io scavava loro ai miei piedi. Incominciai ad essere assalito da un dubbio spaventoso: era io fatale a tutto ciò che io amava, a tutto ciò che mi amava? Ritornai sul mio passato, rifeci orma per orma il cammino della mia esistenza, interrogai tutte le rovine che aveva lasciato dietro di me.... Era vero — bisognava crederlo — era terribilmente vero! Allora mi allontanai dalla mia patria, errai pel mondo fuggendo e fuggendomi. La sventura che aveva colpito i miei più cari mi aveva colmato di ricchezze a prezzo della loro vita; benchè di tali ricchezze io non abbia potuto giovarmi che per me solo, benchè nessuno abbia mai potuto essere beneficato da me impunemente. Fu così che vagando di paese in paese io venni a Milano, che fuggendo la folla e la società per rendermi meno fatale, frequentando i quartieri più modesti e più remoti, conobbi Silvia, e ne fui preso irresistibilmente, prima che la coscienza del male che le avrei cagionato, avesse avuto il potere di distogliermi da quell’affetto. Essa mi corrispose. Io era giovine, io era sventurato, io aveva il diritto di dare dell’amore e di chiederne; io che non aveva provato mai la felicità, che non aveva fatto che toglierla altrui senza poterla dare a me stesso, che aveva dovuto sempre gettarla lontano da me come un frutto amaro e vietato. Voi sapete il resto. Voi sapete che sono ora minacciato da un pericolo, e venite per avvertirmene. Ebbene, è troppo tardi — lo scopo della mia vita è raggiunto. La morte — se essa deve colpirmi non ha per me più nulla di amaro e di increscevole: io ho realizzata l’estrema delle mie aspirazioni, e sorrido dell’impotenza di coloro che avrebbero voluto impedirlo.</div> <div>Egli pronunciò queste parole con una specie di alterezza che diede alla sua fisionomia già tanto soave un’espressione singolarmente severa.</div> <div>— Sì, è troppo tardi, continuò egli con entusiasmo; voi avete voluto impedire le mie nozze; ebbene, sappiatelo, queste nozze non sono più che un pretesto dinnanzi alla società, che una giustificazione di ciò che l’amore ha già dato spontaneamente. Silvia fu mia! Che monta che essa abbia a morire? E che cosa è egli il morire? Ebbe mai l’amore altra aspirazione? Ebbe egli mai altra ricompensa che questa? O preceduto, o seguito, io invoco ora questa morte che voi avete voluto prepararmi.</div> <div>— Oh, non io! esclamai, il cielo mi è testimonio se io ho desiderato e preparato la vostra morte. Voi dimenticate che io sono qui in questo momento per avvertirvi di un pericolo, non certo per minacciarvene.</div> <div>— È vero, rispose egli con dolcezza, perdonate. E mi porse la mano che ritrasse subito, come avesse temuta di offendermi o di nuocermi con quel contatto.</div> <div>Io lo guardai in volto come per interrogarlo. Egli era sì bello, sì sereno, era tornato sì nobilmente calmo; e v’era qualche cosa di così virile su quel suo viso di fanciulla, e v’era tanta forza in quella sua stessa debolezza, che io compresi come una donna avesse potuto accettare il suo amore anche a prezzo della vita. Ignorava se Silvia avesse conosciuto il segreto di quel giovine, ma sentiva come anche conoscendolo, il sacrificio della sua esistenza avesse dovuto apparirle assai misera cosa in confronto della dolcezza di quell’amore.</div> <div>Egli conosceva forse il potere della sua bellezza, o mi lesse nell’animo, poichè fece atto di offrirmi una seconda volta la mano, e mi disse:</div> <div>— Andate, andate, ve ne scongiuro. Voi siete buono, voi potreste sentire forse un poco di simpatia per me, e io potrei pagare d’ingratitudine il servigio che avete voluto rendermi colla vostra visita. È il mio destino!...</div> <div>— E sia pur tale, interruppi, io non lo temo. — E afferrai la sua mano che mi strinsi al cuore. — Io vi aveva giudicato diverso, io aveva voluto impedire una sventura; fu tutta mia la colpa.</div> <div>— Non vi torturate con questo pensiero, disse egli. Non sono io colui che potrà credere alla libertà delle azioni umane — l’arbitrio è una menzogna — la volontà non è che la prescienza di un atto già preordinato; essa non ha alcun peso sulla bilancia su cui si librano tutte le cose della vita — sulla bilancia del destino.</div> <div>Io crollai il capo con espressione di dubbio. Egli osservò quell’atto e riprese:</div> <div>— No, io non tenterò alcuna via per allontanare da me quel pericolo; sarebbe inutile. Ad ogni modo vi ringrazio.</div> <div>— Vi rivedrò ancora? io chiesi, quasi dubitoso di lasciarlo così fermo in quel proposito.</div> <div>Egli sorrise con espressione di gratitudine, e disse: — quando vorrete, a domani?</div> <div>— A domani.</div> <div>Ometto il racconto delle mie relazioni col barone di Saternez durante quei sette giorni che precedettero le sue nozze. Fu per esse che io potei formarmi un’idea meno inesatta del suo carattere, quantunque non mi fosse mai dato di penetrare nel segreto della sua vita, più di quanto non mi fosse stato possibile nel nostro primo incontro. Aveva nondimeno conosciuto tanto di lui da potermi formare una convinzione a suo riguardo. Egli era indubbiamente onesto, indubbiamente buono. Ho conosciuto pochi uomini che presentassero nella loro indole una mistura di debolezza e di forza più singolare — intendo quella debolezza che sta nella sensibilità, nell’attitudine a ricevere potentemente le impressioni, non nella fiacchezza del carattere. Era scettico di mente e credente di cuore: la sventura non lo aveva prostrato, ma lo aveva reso vecchio anzi tempo, per modo che compariva giovine o vecchio a intervalli, secondo l’impulso interno che riceveva dalle sue passioni. E benchè sembrasse naturalmente espansivo, come tutti i buoni, non lo era; chè forse quel tristo potere di cui si credeva dotato l’aveva ammaestrato a nascondere e a dissimulare; nè mai da quel giorno, per quanto mostrasse di avermi caro, rialzò quel velo che si distendeva sul suo passato, e di cui mi aveva sollevato un lembo in quel primo momento di espansione.</div> <div>Mi era sembrato in quei giorni che la sua indole non fosse così malinconica, come lo aveva giudicato dapprincipio, ma mi era poi avveduto facilmente che vi era qualche cosa di violento, di forzato, di convulso nella sua gioia, e che egli viveva sotto l’apprensione di un pensiero che lo riempiva di terrore. Passava dagli eccessi dell’ilarità, agli eccessi della tristezza; spesso pareva calmo, e affettava una serenità d’animo che non sentiva. Ma ciò era per Silvia. Essa lo amava con quella specie di cecità che non vede nulla.</div> <div>Aveva fatto in quei giorni con me lunghe passeggiate, e mi aveva fatto osservare nella campagna alcune prospettive e alcuni effetti di luce e di neve che sarebbero sfuggiti ad una mente nè poetica, nè osservatrice. Non mostrava di temere il pericolo di cui gli aveva parlato, e non ne fece meco alcun cenno, ma impallidiva visibilmente nel sentir pronunciare il nome del conte. Una notte — mancavano due soli giorni agli sponsali — fui sorpreso nell’incontrarlo in compagnia del conte di Sagrezwitcth lungo un viottolo oscuro e remoto. Tenni lor dietro, ma non giunsi a comprendere una sola parola del loro dialogo vivace ed animato. Essi parlavano una lingua che io non conosceva; e mi parve dal gesto e dall’imperiosità della voce del conte, che questi insistesse in una domanda, cui l’altro si ostinava a rifiutarsi di accondiscendere.</div> <div>Da quella notte apparve evidente che egli tentava stordirsi, con ogni mezzo possibile, da qualche grande affanno. Egli aveva incominciato a chiedere al vino la dimenticanza di questo dolore segreto, e nel giorno seguente lo aveva ricondotto a casa io stesso in uno stato di ebbrezza assai grave.</div> <div>Ma abbrevierò la mia narrazione.</div> <div>Il giorno delle nozze era giunto, e le nozze stesse si erano compiute senza che fosse sorto alcun ostacolo ad impedirle. Una festicciuola di famiglia aveva luogo in quella sera; i congiunti e le amiche della sposa erano intervenuti in gran numero.</div> <div>Silvia era raggiante; il barone di Saternez era così giovanilmente felice, che io mi rallegrava con me stesso della vanità delle minaccie di Davide, e fors’anche di quella della pretesa influenza del giovine, a cui era tentato di cessare di credere. Parevami che la prospettiva d’una felicità così grande avrebbe dovuto restituire la salute alla fanciulla, e distruggere in lui quel potere terribile e misterioso di cui si credeva dotato.</div> <div>Era trascorsa già la mezzanotte, e io pensava, seduto in un angolo della sala, alla possibilità di questo avvenire dei due giovani, allorchè sentii pronunciare presso di me il nome del duca di Nevers; e mi ricordai tosto essere questo il nome che il conte di Sagrezwitcth aveva portato spesso in America. Trasalii e mi rivolsi. Un servo era entrato nella stanza, e aveva presentato allo sposo un biglietto di visita su cui era impresso quel nome sormontato da una corona di duca. Quello strano visitatore doveva parlar subito al barone di Saternez, e lo attendeva sotto l’atrio della casa.</div> <div>— È cosa d’un istante, disse il giovine senza manifestare la benchè menoma emozione. Infatti.... io aveva bisogno di parlare a quell’uomo. Sarò di ritorno tra pochi minuti.</div> <div>Strinse la mano a Silvia, e discese. Nell’aprirsi dell’uscio mi parve d’intravvedere nel fondo dell’atrio il conte di Sagrezwitcth, ma non potrei asserirlo. La persona che si era fatta annunciare col nome di duca di Nevers portava però, come disse in seguito il servo che lo vide, un berretto di pelo assai grande, e guanti di capretto d’una bianchezza irreprensibile.</div> <div>Lo si attese tutta la notte — una notte fredda e piovviginosa di marzo — ma indarno. Io rinuncio a descrivere la desolazione di quella famiglia; sarebbe còmpito superiore alla parola. Al domani si leggeva nelle cronache dei giornali: «Un giovine straniero domiciliato da qualche tempo nella nostra città, ove era giunto con passaporto falso sotto il nome di barone Saternez, boemo; ma il cui vero nome è Gustavo dei conti di Sagrezwitcth, polacco, fu trovato stamane morto dietro i bastioni di Porta Tanaglia, con un coltello immerso nel cuore. Non si conoscono finora nè le circostanze, nè gli autori di questo assassinio.»</div> <div>Ora quali erano i legami che congiungevano quelle due persone e quei due nomi? Quale era il vero nome di ciascuno di quei due uomini? Lo aveva uno di essi usurpato all’altro, o lo portavano entrambi? E il duca di Nevers! Era questo veramente il casato di Sagrezwitcth che aveva asserito di <em>conoscere</em> il giovine, e col quale costui aveva detto di avere alcuni rapporti che non poteva rivelare? È un’enimma che nè io, nè alcuno di coloro a cui ho raccontato questa storia ha potuto mai decifrare.</div> <div>Del resto Silvia guarì — fosse caso, fosse natura del male, guarì; benchè le piaghe del suo cuore non si sieno mai rimarginate. La sua famiglia ha venduto quella casa grigia e ammuffita che abitava qui, e si è domiciliata in un piccolo villaggio della Brianza. L’uomo conosciuto sotto il nome di conte di Sagrezwitcth non fu mai più visto a Milano. Di Davide non seppi più nulla.</div> <div>Sono scorsi due anni dalla data di questo avvenimento, e nessuna luce fu fatta su questo delitto.</div><div><br></div> <div><strong>Note della Redazione</strong></div> <div>I Fatali, pubblicato per la prima volta su Club GHoST, è una piacevole storia intrisa di superstizione. I “fatali” sono quelle persone che si portano dietro un'aura di negatività, così da influenzare in modo nefasto le vite di coloro con cui entrano in contatto: quelli che in alcune regioni d’Italia chiamano “iettatori”. Il racconto fu pubblicato nella raccolta "Racconti fantastici" edita nel 1869 da E. Treves e C. editori di Milano.</div><div><br></div> <div><strong>L’AUTORE</strong></div> <div>Iginio Ugo Tarchetti (1839 – 1869) è stato uno scrittore, giornalista e militare italiano, tra i massimi esponenti del movimento letterario della Scapigliatura. Nato a San Salvatore Monferrato e morto a Milano, visse una vita breve ma intensa, segnata dal distacco dalla carriera militare per dedicarsi interamente alla letteratura.</div> <div>Sebbene sia ricordato più per alcune poesie (tra cui, ad esempio, Memento) e per il romanzo "Fosca", lo scrittore di San Salvatore Monferrato con la raccolta "Racconti fantastici" fa trasparire un’apprezzabile abilità narrativa. I suoi racconti sono frutto dell’influenza di alcune letture giovanili di Tarchetti, Poe e Hoffmann in particolare, ed affrontano un genere per lui, quello dell’horror / mistero relativamente nuovo e inesplorato.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinka43ea286aa2f3451831bfd73cde532cb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/i-fatali-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 740,'height': 493,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka43ea286aa2f3451831bfd73cde532cb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/i-fatali-cover_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="134" /></a></div><div><script> var showboxlink4b77c11644502bdae5f975d22369ef71 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/iginio-ugo-tarchetti_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 1200,'height': 1026,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4b77c11644502bdae5f975d22369ef71, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/iginio-ugo-tarchetti_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="129" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 06:03:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Send Help di Sam Raimi]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Marta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000336"><h1 class="imHeading1">Produzione quasi impeccabile</h1><h2 class="imHeading2">Che conferma il talento visionario del regista di Detroit</h2><div>






<div><strong>Send Help (Usa 2026)</strong></div>
<div><em>Regia: Sam Raimi. Soggetto e Sceneggiatura: Damian Shannon, Mark Swift. Fotografia: Bill Pope. Montaggio: Bob Murawski. Musiche: Danny Elfman. Scenografia: Ian Gracie. Costumi:
Anna Cahill. Produzione: Sam Raimi, Zainab Azizi. Produttore esecutivo: Jonathan Hook. Casa di produzione: 20th Century Studios, Raimi Productions. Distribuzione in italiano: 20th Century Studios Italia. Paese di produzione:
Stati Uniti d'America. Anno: 2026. Durata: 113'. Titolo Originale: Send Help. Genere: Orrore, Thriller, Avventura, Commedia. Interpreti: Rachel McAdams (Linda Liddle), Dylan O'Brien (Bradley Preston), Edyll Ismail
(Zuri), Dennis Haysbert (Franklin), Xavier Samuel (Donovan), Chris Pang (Chase), Thaneth Warakulnukroh (capitano della barca), Emma Raimi (River), Kristy Best (Polly Perera).</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>A distanza di anni dalle sue incursioni nel macro-universo dei cinefumetti e a diciassette anni da quel piccolo gioiello di cattiveria che fu <em>Drag Me to Hell</em>, <strong>Sam Raimi</strong> torna finalmente a casa, riappropriandosi di quel territorio cinematografico che ha contribuito a fondare e definire: l'horror contaminato da una vena grottesca e da un gusto smodato per lo splatter. Il suo
<em>Send Help</em> si presenta come un congegno narrativo di rara efficacia, capace di fondere la satira sul mondo aziendale con il thriller di sopravvivenza più viscerale.</div><div><br></div>
<div>La premessa prende le mosse da una situazione apparentemente canonica. Linda Liddle, un'impiegata brillante ma sistematicamente ignorata dai vertici della sua azienda, si ritrova
a dover condividere un volo di lavoro con Bradley Preston, il suo arrogante e vanaglorioso superiore. Quando un terribile incidente aereo abbatte il velivolo su un atollo deserto e incontaminato nel golfo della Thailandia,
i due si scoprono gli unici superstiti. Lontani dai condizionamenti della civiltà, dalle gerarchie d'ufficio e dai simboli del potere economico, i ruoli di forza si capovolgono in modo brutale. Linda, mossa da un
instancabile spirito d'adattamento e da una profonda conoscenza delle dinamiche di sopravvivenza, prende rapidamente il controllo della situazione, trasformando l'inabile e indifeso Bradley nel destinatario di una
rivincita sociale tanto feroce quanto catartica.</div><div><br></div>
<div>Ciò che rende la pellicola un'esperienza magnetica è prima di tutto la straordinaria maestria visiva e narrativa di <strong>Raimi</strong>. Il regista di Detroit mette in campo tutto il suo repertorio stilistico: inquadrature sghembe, carrellate frenetiche, primi piani deformanti e un montaggio ritmico che
restituisce tutta la follia e il ritmo indiavolato tipici della sua produzione storica. La sua regia trasforma l'isola apparentemente paradisiaca in un teatro anatomico dove la tensione psicologica e la violenza grafica
camminano di pari passo. <strong>Raimi</strong> gestisce la componente splatter con una disinvoltura disarmante, orchestrando sequenze cruente e mutilazioni grottesche che
faranno la gioia degli appassionati del genere. A sorreggere il tutto intervengono due interpretazioni impeccabili: un eccezionale <strong>Dylan O'Brien</strong>, perfetto nel ritrarre la miseria di un potere maschile smantellato pezzo dopo pezzo, e una monumentale <strong>Rachel McAdams</strong>, in grado di oscillare tra la fredda lucidità strategica e la pura demenza vendicativa.</div><div><br></div>
<div>In questa produzione quasi impeccabile emerge un unico, evidente passo falso che impedisce all'opera di toccare la perfezione assoluta: il ricorso eccessivo alla computer grafica.
Gli effetti visivi digitali, a tratti fin troppo patinati e artificiali, stonano nettamente con l'anima fisica, tangibile e artigianale che ha sempre reso unico il cinema del regista. Questa scelta finisce inevitabilmente
per attenuare quell'atmosfera di minaccia reale e tangibile, smorzando in parte la suspense e l'impatto emotivo delle scene più tese.</div><div><br></div>
<div>Nonostante questa pecca nella resa digitale, il bilancio complessivo rimane ampiamente positivo. <em>Send Help</em> segna il trionfale e benvenuto ritorno di un maestro assoluto al suo habitat naturale, offrendo al pubblico una parabola cinica, divertente e intrisa di sangue che conferma
come il talento visionario di <strong>Sam Raimi</strong> rimanga uno dei punti fermi più solidi del cinema di genere contemporaneo.</div><div><br></div>
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			<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 05:12:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Zmejskikraj di Paolo Sista]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000335"><h1 class="imHeading1">Un piccolo universo dalle molte porte</h1><h2 class="imHeading2">Dove il vero confine è quello tra ciò che l’uomo può conoscere e ciò che deve rimanere mistero</h2><div>






<div>Il fantasy contemporaneo sembra spesso prigioniero dei propri fantasmi: regni decadenti, guerre dinastiche, famiglie nobiliari in lotta, successioni al trono e mondi dove il potere
nasce quasi sempre dalla violenza. <strong>Paolo Sista</strong>, con <em>Zmejskikraj: Trilogia dell’Era Minore</em>, sceglie invece una strada differente, costruendo un universo che guarda al fantasy ma ne attraversa i confini, mescolando mito, esoterismo,
fantascienza e suggestioni da orrore cosmico.</div><div><br></div>
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<div>Lo Zmejskikraj è un continente situato nell’emisfero settentrionale di un pianeta che potrebbe essere la nostra Terra, ma appartenente a un altro possibile universo.
Un luogo dove la storia segue un ritmo diverso, perché anche il tempo ha perso la sua linearità: non una freccia che corre verso il futuro, ma un ciclo di ere che si alternano, dall’età dell’oro
alla decadenza fino alla ricostruzione. È proprio da questa fase incerta, l’Era Minore, che prende avvio la narrazione. La prima caratteristica che colpisce è la scelta politica e sociale di <strong>Sista. </strong>Lo Zmejskikraj non è il solito continente fantasy dominato da monarchie assolute e signori feudali. Qui non troviamo il consueto gioco di troni, ma confederazioni
autogestite di liberi cittadini. Una scelta che porta il libro lontano dal modello ormai dominante del grimdark, dove ogni società fantastica sembra destinata alla corruzione, alla crudeltà e alla lotta permanente
per il potere. Ma l’assenza di re e dinastie non significa assenza di mistero. Questo mondo è attraversato da creature mitologiche, numi dalle caratteristiche ambigue, abomini extradimensionali e fenomeni che
sfidano ogni classificazione. In Zmejskikraj la magia non è semplicemente un insieme di formule arcane: è qualcosa di più complesso, un linguaggio nascosto della realtà. Qui ci troviamo a seguire
le vicende di Landrach, un tipo di Eroe molto particolare in contatto con gli dei e in cerca dell'unione con la Rosa di Sangue, un simbolo che richiama la Santa Vehme.</div><div><br></div>
<div>Il concetto più affascinante è quello della Geometria Inversa, una disciplina che sembra collocarsi in una zona di confine tra equazioni fisico-quantistiche, magia
del caos e conoscenze proibite. ci sono anche i seguaci di questa disciplina, gli Inversi, e il tutto risuona molto lovecraftiano. Non una semplice stregoneria, ma un tentativo di penetrare le strutture invisibili dell’universo,
di intuire le regole profonde che governano ciò che chiamiamo realtà. Qui emerge una sensibilità vicina all’orrore cosmico lovecraftiano: l’idea che dietro il mondo conosciuto possano esistere
forme, geometrie e verità troppo grandi per essere comprese pienamente dall’uomo. Non è un’imitazione di <strong>Lovecraft</strong>, ma una rielaborazione di quel senso di vertigine davanti all’ignoto. &nbsp;con i loro seguaci, gli Inversi, e il tutto risuona molto lovecraftiano.</div><div><br></div>
<div>Tra le trovate più intriganti dell’opera troviamo anche i Distanziali, la misteriosa rete che attraversa lo Zmejskikraj. Messaggeri, esploratori, figure chiamate a
muoversi attraverso territori e situazioni fuori dall’ordinario: la loro presenza contribuisce ad ampliare il senso di mistero dell’ambientazione. L’autore stesso ha richiamato, come suggestione, il riferimento
alla Santa Vehme, l’antico sistema di tribunali segreti della Germania medievale. Un elemento che aggiunge un’ulteriore sfumatura oscura all’universo narrativo: l’idea di strutture nascoste, conoscenze
riservate e dimensioni della realtà che sfuggono allo sguardo comune.</div><div><br></div>
<div>Accanto a questa suggestione troviamo anche un richiamo all’immaginario degli Stalker di Tarkovskij: il viaggio verso luoghi dove le normali regole del mondo sembrano non
avere più valore, dove l’esplorazione diventa anche un confronto con qualcosa di più profondo e inquietante. La trilogia ha una struttura compatta, quasi da pulp fantastico: tre racconti che preferiscono
il ritmo dell’avventura e della scoperta alla costruzione monumentale di un’enciclopedia immaginaria. <strong>Sista</strong> non sembra interessato a creare un mondo infinito da catalogare, ma piuttosto un territorio da attraversare, lasciando spazio alla meraviglia e alla suggestione. Ed è
forse proprio qui che Zmejskikraj trova la sua identità.</div><div><br></div>
<div>In un periodo storico in cui il fantasy sembra spesso inseguire atmosfere sempre più cupe e pessimistiche, <strong>Paolo Sista </strong>sceglie una via diversa. Il suo non è un universo dominato dal cinismo, dalla crudeltà gratuita e dalla disperazione del grimdark. È un mondo
più casto, più vicino al senso del mito e della scoperta, ma non per questo privo di ombre. Il pericolo non arriva soltanto dai mostri o dalle forze oscure: nasce dalla conoscenza stessa, dal tentativo di comprendere
ciò che forse dovrebbe rimanere nascosto.</div><div><br></div>
<div><em>Zmejskikraj: Trilogia dell’Era Minore </em>è quindi un piccolo universo dalle molte porte: fantasy, fantascienza, esoterismo e orrore cosmico
si incontrano in un viaggio dove il vero confine non è quello tra territori, ma quello tra ciò che l’uomo può conoscere e ciò che deve rimanere mistero.</div><div><br></div>
<div><strong>L'AUTORE</strong></div>
<div>Paolo Sista (1977, Imperia-Venezia) scrive libri di ispirazione massimalista e patafisica che applica ai generi dell'orrore cosmico lovecraftiano, della fantasceinza, del noir
e del giallo fino al realismo magico. </div>
<div>Filo di Arianna della sua opera è la prospettiva animista del Culto dell'Orsa propria dello Homo Neanderthalensis.</div>
<div>Fa parte del Gruppo Telegram "Lovecraft Italia" e contribuisce alle pubblicazioni del suddetto Salotto Letterario Virtuale.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Zmejskikraj</em></div>
<div><em>Trilogia dell'Era Minore</em></div>
<div><em>Autore: Paolo Sista</em></div>
<div><em>Editore: Colomò Editore</em></div>
<div><em>Anno: 2 luglio 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 104</em></div>
<div><em>Dimensioni: 12.5 x 0.66 x 19.3 cm</em></div>
<div><em>Prezzo: 12,00 €</em></div>
<div><em>ISBN-13: 979-1281430457</em></div>
<div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/4cedTp8" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkce4af319cbc69fffb0891d3fe835e9b9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Zmejskikraj-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 699,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkce4af319cbc69fffb0891d3fe835e9b9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Zmejskikraj-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a></div><div><script> var showboxlink3bfd39415dbb0a71dab6a8f4be01c4d1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/PaoloSista2_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 300,'height': 300,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3bfd39415dbb0a71dab6a8f4be01c4d1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/PaoloSista2_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 06:41:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Evil di Robert e Michelle King]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuela Ferrara]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Serie_TV"><![CDATA[Serie TV]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000334"><h1 class="imHeading1">Quando il vero orrore nasce dal dubbio</h1><h2 class="imHeading2">Una serie che ogni amante dell'horror psicologico dovrebbe recuperare</h2><div>






<div><strong>Evil (Usa 2019-2024)</strong></div>
<div><em>Ideatore: Robert King e Michelle King. Regia: Robert King, John Dahl, Peter Sollett, Nelson McCormick, Jim McKay, Ron Underwood, Félix Enríquez Alcalá, Frederick
E.O. Toye e altri registi che hanno mantenuto una notevole continuità stilistica. Musiche: David Buckley. Fotografia: vari direttori della fotografia, con uno stile visivo volutamente realistico e progressivamente sempre
più inquietante. Disponibile su: Paramount+. Produzione: CBS Studios, King Size Productions. Paese di produzione: Stati Uniti. Anni di produzione: 2019–2024. Stagioni: 4. Episodi: 50. Genere: Horror, Thriller
Psicologico, Soprannaturale, Mystery, Drammatico. Distribuzione originale: CBS (stagione 1), Paramount+ (stagioni 2-4). Interpreti: Katja Herbers (Kristen Bouchard), Mike Colter (David Acosta), Aasif Mandvi (Ben Shakir), Michael
Emerson (Dr. Leland Townsend), Christine Lahti (Sheryl Luria), Kurt Fuller (Dr. Kurt Boggs), Andrea Martin (Sister Andrea), Brooklyn Shuck (Lynn Bouchard), Skylar Gray (Lila Bouchard), Maddy Crocco (Lexis Bouchard), Dalya
Knapp (Laura Bouchard).</em></div>
<div><br></div>
<div>






<div>Ci sono serie horror che cercano di spaventarti con mostri, sangue ed effetti speciali. Poi ce ne sono altre che scelgono una strada molto più sottile: entrano lentamente nella
tua testa, si siedono lì e iniziano a farti dubitare di tutto quello che stai guardando. <em>Evil</em> appartiene a questa seconda categoria ed è probabilmente una
delle serie più intelligenti che il panorama televisivo abbia regalato agli appassionati dell'horror negli ultimi anni.</div>
<div>Creata dalla coppia <strong>Robert King</strong> e <strong>Michelle King</strong>, già autori di <em>The Good Wife</em> e <em>The Good Fight</em>, la serie è andata in onda dal 2019 al 2024 per quattro stagioni, prima su CBS e successivamente su Paramount+, riuscendo a costruire un'identità tutta sua. Non è un horror classico, non è un semplice thriller
investigativo e non è nemmeno una serie religiosa. È tutte queste cose insieme. Un equilibrio delicatissimo che, episodio dopo episodio, diventa sempre più affascinante.</div><div><br></div>
<div>La storia ruota attorno a tre protagonisti molto diversi tra loro. Kristen Bouchard, interpretata dalla bravissima <strong>Katja Herbers</strong>, è una psicologa forense che affronta ogni caso con razionalità e metodo scientifico. David Acosta, interpretato da <strong>Mike Colter</strong>, è un uomo che sta completando il suo percorso per diventare sacerdote cattolico e viene incaricato dalla Chiesa di verificare presunti miracoli, possessioni
demoniache e fenomeni inspiegabili. A completare il trio c'è Ben Shakir, interpretato da <strong>Aasif Mandvi</strong>, ingegnere ed esperto di tecnologia, convinto che qualsiasi evento possa essere spiegato attraverso la logica e la scienza. Tre personalità completamente diverse che, proprio grazie alle loro differenze, riescono
a rendere ogni indagine incredibilmente coinvolgente.</div>
<div>La struttura della serie potrebbe far pensare al classico procedurale: ogni episodio presenta un nuovo caso da analizzare. Una presunta possessione, un miracolo, una casa infestata,
un bambino dal comportamento inquietante o una creatura apparentemente impossibile. Ma sarebbe un errore fermarsi a questa superficie. Ogni episodio, infatti, rappresenta un tassello di un mosaico molto più grande.
Più la storia procede, più ci si accorge che tutti questi eventi sembrano appartenere a un disegno preciso, quasi invisibile, che avvolge lentamente i protagonisti.</div><div><br></div>
<div>La cosa che mi ha colpito maggiormente è che <em>Evil</em> non prova mai a convincere lo spettatore di una verità assoluta.
Anzi, fa esattamente il contrario. Ogni volta che pensi di avere trovato una spiegazione razionale, arriva un dettaglio che rimette tutto in discussione. Quando invece sei ormai convinto che ci sia davvero qualcosa di soprannaturale,
la serie introduce un elemento scientifico che sembra demolire ogni certezza. È questo continuo oscillare tra fede e ragione a rendere <em>Evil</em> così particolare. Alla fine di ogni episodio non ti resta la paura del mostro, ma il dubbio di aver assistito davvero a qualcosa che non può essere spiegato.</div><div><br></div>
<div>Kristen è probabilmente il personaggio più affascinante della serie. È intelligente, sarcastica, concreta e profondamente scettica. Fa un lavoro che la porta continuamente
a confrontarsi con il lato più oscuro della mente umana e, proprio per questo, rifiuta qualsiasi spiegazione soprannaturale. Eppure, stagione dopo stagione, il terreno sotto i suoi piedi inizia lentamente a sgretolarsi.
La sua evoluzione è scritta con una naturalezza sorprendente e <strong>Katja Herbers</strong> riesce a darle una profondità emotiva davvero rara.</div>
<div>David Acosta rappresenta l'altra faccia della medaglia. È un uomo di fede, ma non è mai un fanatico. Anzi, spesso è proprio lui il primo a cercare una spiegazione
logica agli eventi che si trova davanti. <strong>Mike Colter</strong> gli regala una presenza scenica straordinaria, fatta di silenzi, dubbi e conflitti interiori. David non
è il classico sacerdote che combatte il demonio con il crocifisso in mano. È un uomo che cerca disperatamente di capire quale sia il confine tra ciò che appartiene alla spiritualità e ciò
che invece nasce semplicemente dalla sofferenza umana.</div>
<div>Ben Shakir è invece il personaggio che porta una ventata di leggerezza senza mai trasformarsi nella classica spalla comica. Ogni volta che compare sulla scena con i suoi strumenti
tecnologici e le sue spiegazioni scientifiche sembra quasi voler riportare tutti con i piedi per terra. Eppure anche lui, episodio dopo episodio, sarà costretto a confrontarsi con eventi che mettono seriamente in crisi
il suo modo di vedere il mondo.</div>
<div>Se però esiste un personaggio destinato a rimanere impresso nella memoria dello spettatore, quello è senza dubbio Leland Townsend, interpretato da un immenso <strong>Michael Emerson</strong>. Chi ha amato <em>Lost</em> lo ricorderà nel ruolo di Benjamin Linus, ma qui riesce addirittura a superarsi. Leland non è un mostro nel senso tradizionale del termine.
Non ha bisogno di trasformarsi in una creatura demoniaca per fare paura. Gli basta parlare. Sorride, manipola, osserva, semina dubbi e corrompe lentamente chiunque gli stia intorno. È il Male nella sua forma più
elegante e inquietante. Uno di quei cattivi che non dimentichi facilmente perché potrebbe tranquillamente essere una persona incontrata per strada.</div><div><br></div>
<div>Dal punto di vista registico <em>Evil</em> dimostra una cura davvero notevole. La serie è stata diretta da diversi registi, tra cui
<strong>John Dahl</strong>, gli stessi <strong>Robert King</strong>, <strong>Peter Sollett</strong>, <strong>Nelson McCormick</strong> e altri ancora, ma riesce comunque a mantenere una forte identità visiva dall'inizio alla fine. Non ci sono virtuosismi inutili o effetti speciali esagerati. Tutto è costruito per mettere a disagio lo spettatore
attraverso l'inquadratura, il suono e il ritmo della narrazione.</div>
<div>Anche la fotografia merita una menzione particolare. Non punta continuamente sull'oscurità totale, come spesso accade nell'horror contemporaneo. Al contrario, molte scene
si svolgono in pieno giorno, all'interno di case perfettamente normali, uffici, ospedali o scuole. È proprio questa apparente normalità a rendere tutto ancora più disturbante. Il Male, in <em>Evil</em>, non vive in castelli abbandonati o cimiteri dimenticati. Vive accanto a noi, nei luoghi che frequentiamo ogni giorno.</div>
<div>Un altro elemento che ho apprezzato enormemente è il coraggio con cui la serie affronta temi estremamente attuali. Si parla di salute mentale, fanatismo religioso, manipolazione
psicologica, tecnologia, maternità, intelligenza artificiale, educazione dei figli, social network e potere della suggestione. Tutti argomenti che vengono inseriti nella narrazione senza mai dare la sensazione di assistere
a una lezione di filosofia o di psicologia. Ogni tema nasce naturalmente dalle vicende dei protagonisti e contribuisce a rendere la storia ancora più credibile.</div><div><br></div>
<div>Naturalmente <em>Evil</em> non è una serie perfetta. Alcuni episodi risultano più riusciti di altri e, soprattutto nelle ultime
stagioni, alcune sottotrame avrebbero meritato uno sviluppo ancora maggiore. La mitologia costruita dai <strong>King</strong> è così ricca che, a tratti, viene quasi la sensazione che gli autori abbiano avuto molte più idee del tempo a disposizione per raccontarle. Nonostante questo, la qualità generale rimane
altissima e anche gli episodi meno convincenti conservano sempre qualcosa di interessante da offrire.</div>
<div>C'è poi un aspetto che personalmente considero il vero punto di forza della serie. <em>Evil</em> non utilizza mai il soprannaturale come semplice espediente narrativo. Il demonio, le possessioni e i miracoli non sono soltanto elementi horror. Diventano metafore delle nostre paure
più profonde, dei sensi di colpa, delle fragilità e delle zone d'ombra che ognuno di noi porta dentro di sé. Alla fine, il dubbio che la serie lascia non riguarda tanto l'esistenza del diavolo,
quanto la facilità con cui gli esseri umani possono diventare strumenti del Male senza nemmeno rendersene conto.</div><div><br></div>
<div>In un periodo in cui molte produzioni horror sembrano puntare esclusivamente sull'impatto visivo, <em>Evil</em> sceglie una strada molto più difficile ma decisamente più efficace. Costruisce l'angoscia attraverso la scrittura, il dialogo e i personaggi. Ti costringe a pensare.
Ti fa mettere continuamente in discussione quello che hai appena visto. E quando scorrono i titoli di coda ti accorgi che la parte più inquietante della storia non è ciò che è accaduto sullo schermo,
ma tutte le domande che continuano a ronzarti nella testa.</div>
<div><strong></strong>Per questo motivo considero <em>Evil</em> una delle migliori serie horror degli ultimi anni. Non perché faccia più paura di altre, ma perché riesce a fare qualcosa di molto più
difficile: trasformare il dubbio nel vero protagonista della storia. E quando una serie riesce a farti dubitare perfino delle tue convinzioni, allora significa che ha colpito nel segno.</div>
<div>Voto finale: 5/5</div>
<div>Una serie che ogni amante dell'horror psicologico dovrebbe recuperare. Raffinata, inquietante, intelligente e interpretata da un cast semplicemente straordinario. <em>Evil</em> dimostra che il Male non ha sempre bisogno di mostrarsi. A volte gli basta aspettare, in silenzio, che siamo noi ad aprirgli la porta.</div></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinke59159ced1e5db99a52dcf312dd5805b = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/evilserietv-cover_ver.webp','alt': 'Locandine per la serie From.','title': 'Locandine per la serie From.','width': 729,'height': 1079,'description': 'Locandine per la serie From.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/evilserietv-cover_bar.webp','alt': 'Locandine per la serie From.','title': 'Locandine per la serie From.','width': 1248,'height': 697,'description': 'Locandine per la serie From.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke59159ced1e5db99a52dcf312dd5805b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/evilserietv-cover_ver.webp" alt="Locandine per la serie From." title="Locandine per la serie From." width="200" height="297" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OTFmojVoqqU">https://www.youtube.com/watch?v=OTFmojVoqqU</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 06:57:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[OBS Studio per il live streaming]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000333"><h1 class="imHeading1">Broadcasting professionale</h1><h2 class="imHeading2">Punto di riferimento per l'acquisizione video e il mixaggio in tempo reale</h2><div>






<div>Nel mondo del broadcasting digitale e della produzione di contenuti multimediali, <em>Open Broadcaster Software Studio</em> si consolida come punto di riferimento ideale per l'acquisizione video, il mixaggio in tempo reale e il live streaming. La sua natura completamente
gratuita e open source, unita a un'architettura modulare di livello professionale, lo rende uno strumento indispensabile sia per i creator indipendenti sia per le strutture broadcasting più strutturate.</div><div><br></div>
<div>La vera forza di <em>OBS Studio</em> risiede nella sua ingegneria di sistema. A differenza di molte suite concorrenti che soffrono
di un layer di astrazione pesante, <em>OBS</em> è progettato per interagire a basso livello con la scheda grafica e la CPU, garantendo una composizione delle scene accelerata
via hardware. L'integrazione nativa con gli encoder hardware di ultima generazione - quali NVIDIA NVENC, Intel QuickSync, AMD AMF e il supporto per la codifica AV1 in tempo reale - consente una gestione dei flussi ad altissima
risoluzione e framerate elevati riducendo al minimo la latenza di pipeline e l'impatto prestazionale sulle risorse di calcolo.</div><div><br></div>
<div>L'interfaccia utente è strutturata attorno a una matrice di scene e sorgenti estremamente versatile. L'operatore ha la facoltà di aggregare segnali provenienti
da dispositivi di acquisizione video dedicati, capture card via PCIe o USB, finestre applicative singole, flussi di rete NDI o SRT, fino a browser source con rendering Chromium integrato. Questa architettura flessibile permette
di allestire configurazioni visive complesse con layout personalizzati, sovrapposizioni grafiche dinamiche, filtri di crominanza (chroma key) e mascherature vettoriali applicate a livello di singolo elemento.</div><div><br></div>
<div><script> var showboxlink3a61b14af274ded0a8da27822069b8a3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/obs-studio-interfaccia_ver.webp','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di OBS Studio.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di OBS Studio.','width': 1358,'height': 1080,'description': 'L\'interfaccia grafica di OBS Studio.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3a61b14af274ded0a8da27822069b8a3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/obs-studio-interfaccia_ver.webp" alt="L&#39;interfaccia grafica di OBS Studio." title="L&#39;interfaccia grafica di OBS Studio." width="200" height="160" /></a></div>
<div>L'interfaccia grafica di <em>OBS Studio</em>.</div><div><br></div>
<div>Nel comparto audio, la piattaforma offre un mixer multicanale nativo con supporto per filtri di elaborazione del segnale quali Noise Suppression tramite algoritmi neurali, Noise Gate,
Limiter e la piena compatibilità con plugin VST3 di terze parti. Questo livello di controllo consente la separazione analitica delle tracce audio in fase di registrazione, un requisito imprescindibile nella post-produzione
professionale. Inoltre, la funzionalità di Studio Mode introduce un workflow tipico delle regie televisive, separando la scena d'anteprima (Preview) dalla scena trasmessa (Program) per modifiche live invisibili
allo spettatore.</div><div><br></div>
<div><strong>PRO</strong></div>
<ul>
<li>Gratuità assoluta e natura Open Source: nessun costo di licenza, assenza di modelli di abbonamento o watermark sui flussi output. Il codice sorgente aperto garantisce trasparenza,
assenza di bloatware e sicurezza avanzata.</li>
<li>Integrazione hardware e prestazioni elevate: l'ottimizzazione del codice garantisce un'allocazione efficiente delle risorse di sistema, sfruttando a pieno l'accelerazione
GPU e gli encoder dedicati (NVENC, QuickSync, AMF, AV1).</li>
<li>Ecosistema estensibile e personalizzabile: supporto nativo per script custom in Lua e Python, unitamente a una sterminata libreria di plugin sviluppati dalla community per gestire
automazioni, transizioni complesse e multi-streaming simultaneo.</li>
<li>Architettura Audio/Video avanzata: gestione multitraccia sia per il segnale audio (con supporto VST3 e soppressione rumore AI) sia per le sorgenti video, completa di modalità
regia (Studio Mode) e supporto per protocolli di rete come NDI e SRT.</li>
<li>Compatibilità cross-platform e Virtual Camera: piena operatività su sistemi Windows, macOS e Linux, con la capacità di veicolare il segnale composito direttamente
verso software di videoconferenza tramite la Virtual Camera integrata.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>CONTRO</strong></div>
<ul>
<li>Curva di apprendimento ripidissima: l'interfaccia tecnica e l'assenza di configurazioni guidate automatizzate richiedono competenze pregresse in materia di encoding, bitrate, gestione
del segnale A/V e parametri di trasmissione.</li>
<li>Setup e calibrazione manuale: ogni sorgente, filtro o parametro di codifica deve essere configurato manualmente. Un'errata calibrazione può portare a dropping dei frame,
sovraccarico della CPU o desincronizzazione audio/video.</li>
<li>Assenza di strumenti di Post-Produzione: il software è progettato esclusivamente per la regia live e la registrazione diretta. Non include alcun modulo nativo per l'editing,
il montaggio o la correzione colore post-registrazione.</li>
<li>Mancanza di supporto tecnico diretto: trattandosi di un progetto gestito dalla community, non esistono Service Level Agreement (SLA) o canali di assistenza clienti dedicati; la
risoluzione dei problemi è affidata alla documentazione e ai forum ufficiali.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>Conclusioni</strong></div>
<div><em>OBS Studio</em> rappresenta l'eccellenza assoluta nel settore dell'acquisizione e regia streaming, superando ampiamente
molte soluzioni commerciali dal costo elevato. Nonostante richieda un investimento iniziale in termini di studio e configurazione, la sua robustezza prestazionale, l'assenza di vincoli commerciali e la totale libertà
di personalizzazione lo rendono un software fondamentale e insostituibile per qualsiasi produzione digitale moderna.</div><div><br></div>
<div>Scarica <em>OBS Studio</em> dal sito ufficiale: <a href="https://obsproject.com/" class="imCssLink">https://obsproject.com/</a></div>
<div>Oppure dalla sezione OpenFree del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlink2721e5d908f53dce2d3e67535ae0b101 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/obs-studio-home_bar.webp','alt': 'Il logo di OBS Studio.','title': 'Il logo di OBS Studio.','width': 600,'height': 311,'description': 'Il logo di OBS Studio.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2721e5d908f53dce2d3e67535ae0b101, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/obs-studio-home_bar.webp" alt="Il logo di OBS Studio." title="Il logo di OBS Studio." width="200" height="104" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 06:48:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Nightmare School di Marco Di Gerlando e Ludovica Gibelli]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000332"><h1 class="imHeading1"><span class="fs34lh1-5">Inserito in un solido impianto teatrale</span></h1><h2 class="imHeading2">Horror grottesco che incontra la black-comedy britannica</h2><div><strong>Nightmare School (Italia 2025)</strong></div> <div><strong>Il mistero del professor Marabecca</strong></div> <div><em>Regia:<strong> </strong>Ludovica Gibelli, Marco Di Gerlando. &nbsp;Fotografia: Marco Di Gerlando. Soggetto e Sceneggiatura: Ludovica Gibelli, Marco Di Gerlando. &nbsp;Scenografia: Ludovica Gibelli. Audio in Presa Diretta: Leonardo Mezzano, Mattia Servettini, Federico Sciutto, Stefano Di Via, Gabriele Pallanca. Microfonisti: Mattia Servettini, Sofia De Pandis, Stefano Di Via. &nbsp;Genere: Horror Grottesco. &nbsp;Montaggio Audio e Video: Marco Di Gerlando. Musiche: Artlist.io (gratuite). Produzione: Zuccherarte Genere: Horror Grottesco. &nbsp;Produzione: Zuccherarte - Scuola di Teatro e Cinema. Patrocinio: Genova Film Commission. Partner: Cineguida. Paese: Italia, 2025. Interpreti: Paolo La Chiesa (Gibbo), Alessia Agresta (Isa), Christian Dos Reis Tavares Monteiro (Michele), Mauro Pirovano, Fiammetta Bellone, Massimo Mesciulam, Camillo Gibelli.</em></div> <div><br></div><div><div>Che bravi questi ragazzi della scuola di teatro e cinema Zuccherarte! <em>Nightmare School - Il mistero del professor Marabecca </em>nasce dalla passione e dal lavoro di un gruppo di giovani tra i 14 e i 20 anni, che collaborano alla realizzazione e recitano sul set i diversi ruoli. Il film è ambientato nelle stanze del Liceo Piero Gobetti di Genova, con la finzione che sia l’esclusiva scuola privata Kaiser, dove le atmosfere suggestive sono scandite da una colonna sonora inquietante e dalla ripetitività con la quale viene inquadrata la facciata del liceo (ricorda <em>Suspiria</em>). La storia è un horror grottesco che incontra la <em>black-comedy</em> britannica, a tratti thriller misterioso intriso di <em>suspense</em>, sempre avvincente e inquietante. Tutto questo realizzato con un budget di cinquemila euro, grazie al supporto di CineGuida che valorizza le produzioni artistiche locali e alla Film Commission Ligure, coordinato da <strong>Marco Di Gerlando</strong> e <strong>Ludovica Gibelli</strong>, fondatori della scuola Zuccherate, che firmano sceneggiatura, fotografia, montaggio e regia. Tutte le risorse sono giovani, in gran parte volontari, sia per il settore artistico sia per il supporto tecnico. <em>Nightmare School - Il mistero del professor Marabecca</em> è previsto in uscita nelle sale genovesi il 25 settembre.</div><div><br></div> <div><script> var showboxlinkd3cfc6868c0e6a10fd4c1996d60d2eaa = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nightmare_school_registi_sul_set.webp','alt': 'I registi sul set.','title': 'I registi sul set.','width': 810,'height': 1080,'description': 'I registi sul set.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd3cfc6868c0e6a10fd4c1996d60d2eaa, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Nightmare_school_registi_sul_set.webp" alt="I registi sul set." title="I registi sul set." width="200" height="267" /></a></div> <div>I registi sul set.</div> <div><br></div><div>A nostro parere siamo in presenza più di una serie televisiva che di un classico film da sala, vista la struttura in due capitoli e il finale aperto che darebbe la possibilità di ampliare il progetto. Il pubblico ideale è giovane - dagli 11 anni in poi -, ma si tratta di un prodotto godibile anche per adulti appassionati di horror e thriller fantastico. La trama in poche battute. Una ragazza dell’istituto scompare misteriosamente insieme al suo ragazzo, lasciando indizi frammentari e una serie di eventi inspiegabili che mettono in allarme gli studenti. Un gruppo di compagni decide di indagare, affrontando paure, sospetti e situazioni sempre più surreali in un percorso che li porterà a scoprire che dietro ogni leggenda può nascondersi una verità inattesa. Il film è impostato con un tono grottesco, sempre sopra le righe, quasi come fosse un cartone animato, vicino all’immaginario di <em>Piccoli Brividi</em> e <em>Scooby-Doo</em>, citando capolavori del fumetto horror e pellicole nordamericane del passato. I personaggi sono caricaturali, i tratti psicologici volutamente esagerati, basti vedere il giovane liceale che racconta barzellette anche nei momenti più drammatici (<em>Chi lo becca Marabecca?</em>) o il nonno regista che porta occhialoni neri e si esprime come Dylan Dog (<em>Giuda ballerino!</em>). Straordinaria la figura di un allucinato bidello che parla in siciliano stretto e dialoga con la madre morta mentre fa le pulizie per le stanze di un liceo spettrale. Il professor Marabecca è un personaggio grottesco e sadico, uscito dai ricordi giovanili di insegnanti che scandiscono nomi di ragazzini impauriti da interrogare, ma la sua trasformazione demonica è ancor più orripilante.</div> <div><br></div><div><script> var showboxlinkd44d3fa837a30520a52cdf70c91cd3f8 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nightmare_school_backstage.webp','alt': 'Backstage.','title': 'Backstage.','width': 1440,'height': 1080,'description': 'Backstage.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nightmare_school_backstage2.webp','alt': 'Backstage.','title': 'Backstage.','width': 810,'height': 1080,'description': 'Backstage.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd44d3fa837a30520a52cdf70c91cd3f8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Nightmare_school_backstage.webp" alt="Backstage." title="Backstage." width="200" height="151" /></a></div> <div>Backstage.</div><div><br></div> <div>Non so quanto sia consapevole la citazione di autori come <strong>Ruggero Deodato</strong>, <strong>Umberto Lenzi</strong> e <strong>Bruno Mattei</strong> nelle parti che illustrano - in maniera molto soft - rituali cannibali. Al cimitero di Staglieno fa capolino anche <strong>Romero</strong> con le atmosfere zombi, mentre i pezzi di cadavere lanciati nel pozzo ricordano analoghe atmosfere di molti horror nordamericani. <em>Nightmare School</em> non è certo un film realistico, ma è dotato di uno stile ben preciso, girato tra soggettive inquietanti e primi piani drammatici, scandito da dialoghi grotteschi, inserito in un solido impianto teatrale. Pochi gli esterni che riprendono Genova in panoramica, il cimitero di Staglieno, la Biblioteca di Cervetto e la facciata del Liceo Gobetti, spesso usando il grandangolo. Se proprio vogliamo trovare dei difetti sono da ricercare in fase di montaggio, perché un drastico taglio ad alcune scene troppo dilatate avrebbe giovato alla scorrevolezza della storia, di per sé sceneggiata benissimo e resa viva da dialoghi brillanti. Un esempio su tutti: la lunga parte ambientata nel cimitero di Staglieno, quando il giovane Gibbo piange sulla tomba del padre e si rimprovera di non avergli mai detto “Ti voglio bene”. Resta straordinaria l’attenzione che il film riesce a catturare nello spettatore, nonostante una durata di oltre tre ore. Attori molto bravi, sia gli esperti <strong>Pirovano</strong>, <strong>Mesciulam</strong>, <strong>Giusta</strong>, <strong>Moselli</strong> e <strong>Bellone</strong> (teatro genovese) sia i giovani protagonisti <strong>La Chiesa</strong> (nel ruolo del timoroso Gibbo), <strong>Agresta</strong> (l’intraprendente Isa) e <strong>Tavares Monteiro</strong> (il riflessivo Michele). Il film mescola horror e mistero a romanzo di formazione, indaga rapporti familiari e vita scolastica, si sofferma a parlare di bullismo e mette in primo piano figure leggendarie della tradizione folklorica. <em>Nightmare School</em> è uno scolastico in salsa horror che a tratti cita persino il barzelletta movie e capolavori del grottesco come <em>Frankenstein Junior</em> e <em>Tutti defunti tranne i morti</em>. Assolutamente da vedere, se siete genovesi e potete apprezzarlo in sala, ancora meglio! Segnatevi il 25 settembre come data di uscita...</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink39503e81e2f220d4fde0ca95cdf2eace = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nightmare-school-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 720,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink39503e81e2f220d4fde0ca95cdf2eace, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Nightmare-school-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a></div><div><script> var showboxlinke5fda9713b066cf9945a391ecd97eae8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nightmare-school-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1341,'height': 667,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke5fda9713b066cf9945a391ecd97eae8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Nightmare-school-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="100" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=B-RCPqCv7pM">https://www.youtube.com/watch?v=B-RCPqCv7pM</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 05:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Insania mea]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000331"><h1 class="imHeading1">Il nuovo libro di Alice Nieddu</h1><h2 class="imHeading2">Romanzo psicologico inquietante che s'impadronirà di voi come una seconda pelle</h2><div>






<div>La Redazione <em>GHoST</em> segnala l’uscita di <em>Insania mea</em>, il nuovo romanzo di <strong>Alice Nieddu</strong> edito da Il Foglio Letterario Edizioni.</div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>La storia narra l'ossessiva discesa nel vuoto di Leviathan Noctis, un uomo tormentato da traumi infantili che vive nel culto maniacale della pulizia e della simmetria. Identificando
in Roberto Porti, un affascinante imprenditore soffocato dalle aspettative sociali, il suo "capolavoro asimmetrico" da restaurare, Leviathan lo rapisce per segregarlo in un appartamento asettico. Tra rituali di igiene
punitiva e confessioni sussurrate nel bianco assoluto, tra i due nasce un legame morboso fatto di dipendenza e terrore, finché il ricordo di Elena, una restauratrice che incarna il disordine vitale e l'amore autentico,
spinge Roberto a una fuga disperata che frantuma il tempio di vetro di Leviathan. Fin dove può spingersi un uomo per cancellare il proprio passato? E può un amore sporco di vita sopravvivere alla carezza letale
di chi vuole renderti eterno?</div>
<div><br></div>
<div><strong><em></em>Un romanzo che profuma di lavanda e disperazione</strong></div>
<div><em>Insania mea</em> è un vero e proprio thriller psicologico basato su una storia intensa e ricca di suspense grazie alla quale
<b>Alice Nieddu</b> analizza la follia, indagando la psiche di un uomo che ama la precisione e l’ordine sino alle estreme conseguenze. Il personaggio principale ha un nome altisonante - Leviathan Noctis -, non vuole pensieri
disordinati, vive in un ambiente asettico, una vera e propria bolla di pulizia, conducendo una vita che <em>profuma di lavanda e disperazione</em>. L’incontro con Roberto - un perfetto compagno da educare, cercando di modificarne la psiche a sua immagine e somiglianza -, porta la follia di Leviathan verso un’esistenza che diventa dedizione assoluta
alla creazione di un gioiello inestimabile ebbro del suo stesso dolore, un diamante perfetto in mezzo alla disperazione. La vita fa le sua scelte, la sindrome di Stoccolma che nasce tra carcerato e aguzzino non può
bastare, Roberto vuol coronare un’antica storia d’amore con Elena, un incontro sentimentale imperfetto che torna con prepotenza dal passato. Il processo di trasformazione è compiuto, Roberto è libero,
può mandare avanti la sua vita dopo aver ascoltato Leviathan e i suoi deliri, dopo aver assolto il suo compito, consapevole di essere cambiato intimamente al termine di una relazione devastante. Ma un po’ è
cambiato anche Leviathan, tutto sommato. <b>Alice Nieddu</b> - alla seconda prova dopo il riuscito <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?ti-amero-per-sempre-adania-di-alice-nieddu" class="imCssLink">Ti amerò per sempre Adania</a></em> - cambia del tutto registro passando dal romanzo avventuroso dai risvolti sentimentali alla narrativa psicologica, senza perdere il tratto distintivo migliore: uno stile poetico e graffiante. I bar <em>odorano di caffè bruciato e umanità</em>; la casa di Leviathan è <em>un tempio di candeggina e solitudine</em>; <em>i pensieri hanno il colore dell’inchiostro versato sul latte</em>; l’appartamento di Elena <em>puzza di cenere e disperazione</em>. Quando un’autrice è capace di simili metafore che costellano una fluida narrazione può scrivere qualsiasi tipo di racconto senza paura di dover osare. Proprio quando la sfida sembra ardua
- come in questo caso - <b>Alice</b> sembra divertirsi, tira fuori dal cilindro le armi migliori per affrontarla e uscirne vincitrice. <em>Insania mea</em> è un romanzo psicologico inquietante che s’impadronirà di voi come una seconda pelle. (<em>Gordiano Lupi</em>)</div>
<div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Alice Nieddu è nata a Grosseto nel 2010. Vive a Piombino, in provincia di Livorno. Ha iniziato a scrivere storie non appena ha scoperto quanto può essere potente una pagina
bianca. Quando non è immersa in un mondo fatto di emozioni e parole, indossa i guanti da pugilato, la sua seconda passione. Ha debuttato con il romanzo <em>Ti amerò per sempre Adania</em> dove ha vinto il Premio Opera Prima al prestigioso Premio Neruda di Carrara. <em>Insania mea</em> è il suo secondo romanzo.</div>
<div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Insania mea</div>
<div>Autore: Alice Nieddu</div>
<div>Editore: Il Foglio Letterario Edizioni</div>
<div>Pagine: 124</div>
<div>Anno: 10 luglio 2026</div>
<div>Codice ISBN: 979-1256860173</div>
<div>Prezzo: 14,00 € - Ebook: 4,99 €</div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlinkb321d3ecf78f333e27b7a69477f38d9e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Insania-mea-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 616,'height': 867,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb321d3ecf78f333e27b7a69477f38d9e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Insania-mea-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="282" /></a></div><div><script> var showboxlinke914e3f6233007547acf25d031ab97a3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Alice-Nieddu_autore.webp','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 480,'height': 552,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke914e3f6233007547acf25d031ab97a3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Alice-Nieddu_autore.webp" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="173" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 06:17:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Un vampiro]]></title>
			<author><![CDATA[Luigi Capuana]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000330"><h1 class="imHeading1">Si udì un gran colpo all'uscio</h1><h2 class="imHeading2">Quasi qualcuno vi avesse picchiato forte col pugno</h2><div>






<div>«No, non ridere!», esclamò Lelio Giorgi, interrompendosi.</div>
<div>«Come vuoi che non rida?», rispose Mongeri. «Io non credo agli spiriti».</div>
<div>«Non ci credevo... e non vorrei crederci neppur io» riprese Giorgi. «Vengo da te appunto per avere la spiegazione di fatti che possono distruggere la mia felicità,
e che già turbano straordinariamente la mia ragione».</div>
<div>«Fatti?... Allucinazioni vuoi dire. Significa che sei malato e che hai bisogno di curarti. L’allucinazione, sì, è un fatto anch’essa; ma quel che
rappresenta non ha riscontro fuori di noi, nella realtà. È, per esprimermi alla meglio, una sensazione che va dall’interno all’esterno; una specie di proiezione del nostro organismo. E così
l’occhio vede quel che realmente non vede; l’udito sente quel che realmente non sente. Sensazioni anteriori, accumulate spesso inconsapevolmente, si ridestano dentro di noi, si organizzano come avviene nei sogni.
Perché? In che modo? Non lo sappiamo ancora... E sogniamo (è la giusta espressione) a occhi aperti. Bisogna distinguere. Vi sono allucinazioni momentanee, rapidissime che non implicano nessun disordine organico
o psichico. Ve ne sono persistenti, e allora... Ma non è questo il tuo caso».</div>
<div>«Sì; mio e di mia moglie!».</div>
<div>«Non hai capito bene. Noi scienziati chiamiamo persistenti le allucinazioni dei pazzi. Non occorre, credo, che io mi spieghi con qualche esempio... Il fatto poi che siete
due a soffrire la stessa allucinazione, e nello stesso momento, è un semplice caso d’induzione. Probabilmente sei tu che influisci sul sistema nervoso della tua signora».</div>
<div>«No; prima è stata lei».</div>
<div>«Allora vuol dire che il tuo sistema nervoso è più debole o ha più facile ricettività... Non arricciare il naso, poeta mio, sentendo questi vocabolacci
che i vostri dizionari forse non registrano. Noi li troviamo comodi e ce ne serviamo».</div>
<div>«Se tu mi avessi lasciato parlare...».</div>
<div>«Certe cose è meglio non rimescolarle. Vorresti una spiegazione dalla scienza? Ebbene, in nome di essa, io ti rispondo che, per ora, non ha spiegazioni di sorta alcuna
da darti. Siamo nel campo delle ipotesi. Ne facciamo una al giorno; quella di oggi non è quella di ieri; quella di domani non sarà quella di oggi. Siete curiosi voialtri artisti! Quando vi giova, deridete la
scienza, non valutate nel loro giusto valore i tentativi, gli studi, le ipotesi che pur servono a farla progredire; poi, se si dà un caso che personalmente v’interessa, pretendete che essa vi dia risposte chiare,
precise, categoriche. Ci sono, pur troppo, scienziati che si prestano a questo gioco per convinzione o per vanità. Io non sono di questi. Vuoi che te la dica chiara e tonda? La scienza è la più gran prova
della nostra ignoranza. Per tranquillarti, ti ho parlato di allucinazioni, di induzione, di recettività... Parole, caro mio! Più studio e più mi sento preso dalla disperazione di sapere qualcosa di certo.
Sembra fatto apposta; quando gli scienziati già si rallegrano di aver constatato una legge, pàffete! ecco un fatto, una scoperta che la butta giù con un manrovescio. Bisogna rassegnarsi. E tu lascia andare,
quel che accade a te e alla tua signora è accaduto a tanti altri. Passerà. Che t’importa di sapere perché e come sia avvenuto? T’inquietano forse i sogni?».</div>
<div>«Se tu mi permettessi di parlare...».</div>
<div>«Parla pure, giacché vuoi sfogarti; ma ti dico anticipatamente che fai peggio. L’unico modo di vincere certe impressioni è quello di distrarsi, di sovrapporre
ad esse impressioni più forti, allontanandosi dai luoghi che probabilmente han contribuito a produrle. Un diavolo scaccia l’altro: è proverbio sapientissimo».</div>
<div>«Lo abbiamo fatto; è stato inutile. I primi fenomeni, le prime manifestazioni più evidenti sono avvenuti in campagna, nella nostra villa di Foscolara... Siamo
scappati via. Ma la stessa sera dell’arrivo in città...».</div>
<div>«È naturale. Che distrazione poteva darvi la vostra casa? Dovevate viaggiare, far vita d’albergo, un giorno qua, un giorno là; andare attorno l’intera
giornata per chiese, monumenti, musei, teatri; tornare all’albergo a sera tardi, stanchi morti...».</div>
<div>«Abbiamo fatto anche questo, ma...».</div>
<div>«Voi due soli, m’immagino. Dovevate cercare la compagnia di qualche amico, di una comitiva...».</div>
<div>«Lo abbiamo fatto; non è valso a niente».</div>
<div>«Chi sa che comitiva!».</div>
<div>«Di gente allegra...».</div>
<div>«Gente egoista vuol dire, e vi siete trovati isolatissimi in mezzo ad essa, capisco...».</div>
<div>«Prendevamo anzi molta parte alla loro allegria, sinceramente, spensieratamente. Appena però ci trovavamo soli... Non potevamo mica condurre la comitiva a dormire con
noi...».</div>
<div>«Ma dunque dormivate? Ora non capisco più, se tu intendi parlare di allucinazioni o pure di sogni...».</div>
<div>«E picchia con le allucinazioni, coi sogni! Eravamo svegli, con tanto di occhi spalancati, nelle più limpide funzioni dei sensi e dello spirito, come in questo momento
che vorrei ragionare con te e tu ti ostini a non volermi concedere..».</div>
<div>«Tutto quel che vuoi».</div>
<div>«Vorrei almeno esporti i fatti».</div>
<div>«Li so, me li figuro; i libri di scienza ne sono pieni zeppi. Potranno esservi diversità insignificanti nei minuti particolari... Non contano. L’essenziale natura
del fenomeno non muta per ciò».</div>
<div>«Non vuoi darmi neppure la soddisfazione...?».</div>
<div>«Cento, non una, giacché ti fa piacere. Tu sei di coloro che amano di grogiolarsi nei dolori, quasi vogliano centellinarseli... È stupido, scusa!... Ma se ti
fa piacere...».</div>
<div>«Francamente, mi sembra che tu abbia paura».</div>
<div>«Paura di che? Sarebbe bella!...».</div>
<div>«Paura di dover mutare opinione. Hai detto: Io non credo agli spiriti. E se, dopo, fossi costretto a crederci?».</div>
<div>«Ebbene, sì; questo mi seccherebbe. Che vuoi? Siamo così noi scienziati: siamo uomini, caro mio. Quando il nostro modo di vedere, di giudicare ha preso una piega,
l’intelletto si rifiuta fin di prestar fede ai sensi. Anche l’intelligenza è affare di abitudine. Tu intanto mi metti con le spalle al muro. Sia. Sentiamo dunque questi famosi fatti».</div>
<div>«Oh!...», esclamò con un largo respiro Lelio Giorgi. «Già sai per quali tristi circostanze dovetti andarmene a cercar fortuna in America. I parenti
di Luisa erano contrari alla nostra unione; come tutti i parenti - e non dico che avessero torto - anch’essi badavano, più che ad altro, alla situazione economica di colui che doveva essere il marito della loro
figliuola. Non avevano fiducia nel mio ingegno; diffidavano anzi della mia pretesa qualità di poeta. Quel volumetto di versi giovanili pubblicato allora, è stato la mia maggiore disgrazia. Non che pubblicati,
non ne ho scritti più da quell’anno in poi; ma anche tu, poco fa, mi hai chiamato <em>caro poeta</em>! L’etichetta mi è rimasta appiccata addosso, quasi fosse stata scritta con inchiostro indelebile. Basta. Suol dirsi che c’è un Dio per gli ubriachi e pei bambini. Bisognerebbe aggiungere:
E talvolta anche pei poeti, giacché devo passare per poeta».</div>
<div>«Ecco come siete voialtri letterati! Cominciamo sempre <em>ab ovo</em>!».</div>
<div>«Non spazientirti. Ascolta. Durante la mia dimora di tre anni a Buenos Aires, non aveva più avuto nessuna notizia di Luisa. Piovutami dal cielo quell’eredità
di uno zio che non s’era mai fatto vivo con me, tornai in Europa, corsi a Londra... e con dugentomila lire di cartelle della Banca d’Inghilterra volai qui... dove mi attendeva il più doloroso disinganno.
Luisa era sposa da sei mesi! Ed io l’amavo più di prima!... La povera creatura aveva dovuto cedere alle insistenti pressioni dei suoi. Ci mancò poco, te lo giuro, che non commettessi una pazzia. Questi
particolari, vedrai, non sono superflui... Commisi però la sciocchezza di scriverle una focosissima lettera di rimproveri, e di spedirglierla per posta. Non avevo previsto che potesse capitare in mano del marito. Il
giorno dopo egli si presentò a casa mia. Compresi subito l’enormità del mio atto e mi proposi di esser calmo. Era calmo anche lui.</div>
<div>"Vengo a restituirle questa lettera" mi disse. "Ho aperto sbadatamente, non per indiscrezione, la busta che la conteneva; ed è stato bene che sia accaduto
così. Mi hanno assicurato che lei è un gentiluomo. Rispetto il suo dolore; ma spero che lei non vorrà turbare inutilmente la pace di una famiglia. Se può fare lo sforzo di riflettere, si convincerà
che nessuno ha voluto arrecarle del male volontariamente. Certe fatalità della vita non si sfuggono. Lei intende qual è ormai il suo dovere. Le dico intanto, senza spavalderia, che son risoluto a difendere a
ogni costo la mia felicità domestica".</div>
<div>Era impallidito parlando e gli tremava la voce. "Chiedo perdono dell’imprudenza" risposi. "E, per meglio rassicurarla, le dico che domani partirò per
Parigi".</div>
<div>Dovevo essere più pallido di lui; le parole mi uscivano a stento di bocca. Mi stese la mano; gliela strinsi. E mantenni la parola. Sei mesi dopo, ricevevo un telegramma di
Luisa: "Sono vedova. T’amo sempre. E tu?". Suo marito era morto da due mesi».</div>
<div>«Il mondo è così: la disgrazia di uno forma la felicità di un altro».</div>
<div>«È quel che egoisticamente pensai anch’io; ma non sempre è vero. Mi era parso di toccare il cielo col dito la sera delle nozze e durante i primi mesi della
nostra unione. Evitammo, per tacito accordo, di parlare di <em>colui</em>. Luisa aveva distrutto ogni traccia del morto. Non per ingratitudine, giacché quegli,
illudendosi di essere amato, aveva fatto ogni sforzo per renderle lieta la vita; ma perché temeva che l’ombra di un ricordo, anche insignificante, potesse dispiacermi. Indovinava giusto. Certe volte, il pensiero
che il corpo della mia adorata era stato in pieno possesso, quantunque legittimo, di un altro mi dava tale stretta al cuore, che mi faceva fremere da capo a piedi. Mi sforzavo di nasconderglielo. Spesso però l’intuito
femminile velava di malinconia i begli occhi di Luisa. E per ciò la vidi raggiante di gioia, quando ella fu sicura di potermi annunciare che un frutto del nostro amore le palpitava nel seno. Ricordo benissimo: prendevamo
il caffè, io in piedi, ella seduta con una posa di dolce stanchezza. Fu quella la prima volta che un accenno al passato le sfuggì dalle labbra.</div>
<div>"Come sono felice" esclamò "che questo sia avvenuto soltanto ora!".</div>
<div>Si udì un gran colpo all’uscio, quasi qualcuno vi avesse picchiato forte col pugno. Trasalimmo. Io corsi a vedere, sospettando una sbadataggine della cameriera o di
un servitore; nella stanza allato non c’era nessuno».</div>
<div>«Vi sarà parso colpo di pugno qualche schianto forse prodotto nel legno dell’uscio dal calore della stagione».</div>
<div>«Diedi tale spiegazione, visto il turbamento grandissimo di Luisa; ma non ne ero convinto. Un forte senso di impaccio, non so definirlo altrimenti, si era impossessato di
me e non riuscivo a celarlo. Stemmo alcuni minuti in attesa. Niente. Da quel momento in poi, però, notai che Luisa evitava di rimaner sola; il turbamento persisteva in lei, quantunque non osasse di confessarmelo, né
io di interrogarla».</div>
<div>«E così, ora comprendo, vi siete suggestionati, inconsapevolmente, a vicenda».</div>
<div>«Niente affatto. Pochi giorni dopo io ridevo di quella sciocca impressione; e attribuivo allo stato interessante di Luisa l’eccessivo eccitamento nervoso che traspariva
dai suoi atti. Poi parve tranquillarsi anch’essa. Avvenne il parto. Dopo qualche mese però, mi accorsi che quel senso di paura, anzi di terrore, l’aveva ripresa. La notte, tutt’a un tratto, ella si
avvinghiava a me, diaccia, tremante. "Che cosa hai? Ti senti male?" le domandavo ansioso. "Ho paura... Non hai udito?". "No". "Non odi?..." insistette la sera appresso. "No".
Invece quella volta udivo un fioco suono di passi per la stanza, su e giù, attorno al letto; dicevo di no per non atterrirla di più. Levavo il capo, guardavo... "Dev’essere entrato qualche topo in
camera...". "Ho paura!... Ho paura!". Per parecchie notti, ad ora fissa prima della mezzanotte, sempre quello scalpiccio, quell’inesplicabile andare e venire, su e giù, di persona invisibile, attorno
al letto. Lo attendevamo».</div>
<div>«E le fantasie riscaldate facevano il resto».</div>
<div>«Tu mi conosci bene; non sono uomo da essere eccitato facilmente. Facevo il bravo anzi, per riguardo di Luisa; tentavo di dare spiegazioni del fatto: echi, ripercussioni di
rumori lontani; accidentalità della costruzione della villa, che la rendevano stranamente sonora... Tornammo in città. Ma, la notte appresso, il fenomeno si riprodusse con maggior forza. Due volte la spalliera
appiè del letto venne scossa con violenza. Balzai giù, per osservar meglio. Luisa, rannicchiata sotto le coperte, balbettava: "È lui! È lui!"».</div>
<div>«Scusa» lo interruppe Mongeri «non te lo dico per metter male tra tua moglie e te, ma io non sposerei una vedova per tutto l’oro del mondo! Qualcosa permane
sempre del marito morto, a dispetto di tutto, nella vedova. Sì. "È lui! È lui!". Non già, come crede tua moglie, l’anima del defunto. È quel <em>lui</em>, cioè sono quelle sensazioni, quelle impressioni di <em>lui</em> rimaste incancellabili nelle sue carni. Siamo in piena fisiologia».</div>
<div>«Sia pure. Ma io» riprese Lelio Giorgi «come c’entro con la tua fisiologia?».</div>
<div>«Tu sei suggestionato; ora è evidente, evidentissimo».</div>
<div>«Suggestionato soltanto la notte? A ora fissa?».</div>
<div>«L’attenzione aspettante, oh! fa prodigi».</div>
<div>«E come mai il fenomeno varia ogni volta, con particolari imprevisti, poiché la mia immaginazione non lavora punto?».</div>
<div>«Ti pare. Non abbiamo sempre coscienza di quel che avviene dentro di noi. L’incosciente! Eh! Eh! fa prodigi anch’esso».</div>
<div>«Lasciami continuare. Riserva le tue spiegazioni a quando avrò finito. Nota che la mattina, nella giornata, noi ragionavamo del fatto con relativa tranquillità.
Luisa mi rendeva conto di quel che aveva sentito lei, per raffrontarlo con quel che avevo sentito io, appunto per convincerci, come tu dici, se mai le fantasie sovraeccitate ci facessero, nostro malgrado, quel brutto scherzo.
Risultava che avevamo sentito l’identico rumore di passi, nella stessa direzione, ora lento, ora accelerato; la stessa scossa alla spalliera del letto, lo stesso strappo alle coperte e nella stessissima circostanza,
cioè quando io tentavo, con una carezza, con un bacio, di calmare il suo terrore, d’impedirle di gridare: "È lui! È lui!" quasi quel bacio, quella carezza provocassero lo sdegno della persona
invisibile. Poi, una notte, Luisa, aggrappandosi al collo, accostando le labbra al mio orecchio, con un suono di voce che mi fece trasalire, mi sussurrò: "Ha parlato!", "Che dice?", "Non ho
sentito bene... Odi? Ha detto: Sei mia!". E siccome anch’io la stringevo più fortemente al petto, sentii che le braccia di Luisa venivano tratte indietro, violentemente, da due mani poderose; e dovettero
cedere non ostante la resistenza che mia moglie opponeva».</div>
<div>«Che resistenza poteva opporre, se era lei stessa che agiva in quel modo, senza averne coscienza?».</div>
<div>«Va bene... Ma ho sentito l’ostacolo anche io, di persona che si frapponeva tra me e lei, di persona che voleva impedire, a ogni costo, il contatto tra me e lei... Ho
visto mia moglie rigettata indietro con una spinta... Giacché Luisa voleva stare in piedi, per via del bambino che dormiva nella culla accanto al letto, ora che sentivamo scricchiolare i ferri a cui la culla era sospesa
e vedevamo la culla dondolare, traballare e le copertine volare via per la camera, buttate per aria malamente... Non era allucinazione questa. Le raccoglievo; Luisa, tremante, le rimetteva al posto; ma di lì a poco
esse volavano per aria di nuovo, e il bambino, destato dalla scossa, piangeva. Tre notti fa, peggio.... Luisa sembrava vinta dal malefico fascino di <em>colui</em>... Non mi udiva più, se la chiamavo, non si accorgeva di me che le stavo davanti... Parlava con <em>colui</em> e, dalle sue risposte, capivo quel che <em>colui</em> le diceva. "Che colpa ho io, se tu sei morto? Oh! no, no!... Come puoi pensarlo? Avvelenarti io?... Per sbarazzarmi di te?... È un’infamia! E il bambino che colpa ha? Soffri? Pregherò
per te farò dire delle messe... Non vuoi messe?... Me, vuoi?... Ma come mai? Sei morto!...". Invano io la scotevo, la chiamavo per destarla da quella fissazione, da quell’allucinazione... Luisa si ricomponeva
tutt’a un tratto. "Hai sentito?", mi diceva, "Mi accusano di averlo avvelenato. Tu non ci credi... Tu non mi sospetterai capace... oh Dio! E come faremo pel bambino? Lo farà morire! Hai sentito?".
Io non avevo udito niente, ma capivo benissimo che Luisa non era pazza, non delirava... Piangeva, abbracciando stretto stretto il bambino levato dalla culla per proteggerlo dal maleficio di <em>colui</em>. "Come faremo? Come faremo?"».</div>
<div>«Il bambino però stava bene. Questo avrebbe dovuto tranquillarvi».</div>
<div>«Che vuoi? Non si assiste a fatti di tale natura senza che la mente più solida non ne riceva una scossa. Io non sono superstizioso, ma non sono neppure un libero pensatore.
Sono di quelli che credono e non credono, che non si occupano di quistioni religiose perché non hanno tempo né voglia di occuparsene... Ma nel mio caso e sotto l’influenza delle parole di mia moglie: "Farò
dire delle messe" pensai naturalmente all’intervento di un prete».</div>
<div>«L’hai fatta esorcizzare?».</div>
<div>«No, ma ho fatto ribenedire la casa, con gran spargimento di acqua benedetta... anche per impressionare l’immaginazione della povera Luisa, se mai si fosse trattato
d’immaginazione esaltata, di nervi sconvolti... Luisa è credente. Tu ridi, ma avrei voluto veder te nei miei panni».</div>
<div>«E l’acqua benedetta?».</div>
<div>«Inefficace. Come se non fosse stata adoperata».</div>
<div>«Non l’avevi pensato male. Anche la scienza ricorre talvolta a mezzi simili nelle malattie nervose. Abbiamo il caso di quel tale che credeva gli si fosse allungato enormemente
il naso. Il medico finse di fargli l’operazione, con tutto l’apparato di strumenti, di legatura di vene, di fasciature... e il malato guarì».</div>
<div>«L’acqua benedetta invece fece peggio. La notte dopo... Oh!... Mi sento rabbrividire al solo pensarci. Ora tutto l’odio di colui era rivolto contro il bambino...
Come proteggerlo?... Appena Luisa vedeva...».</div>
<div>«O le sembrava di vedere...».</div>
<div>«Vedeva, caro mio, vedeva... Vedevo anche io... quasi. Giacché mia moglie non poteva più avvicinarsi alla culla; una strana forza glielo impediva... Io tremavo
allo spettacolo di lei che tendeva desolatamente le braccia verso la culla, mentre colui - me lo diceva Luisa - chinato sul bambino dormente, faceva qualcosa di terribile, bocca con bocca, come se gli succhiasse la vita, il
sangue... Sono tre notti di seguito che la nefanda operazione si ripete e il bambino, il caro figliuolino... non si riconosce più. Bianco, da roseo che era! come se realmente colui gli abbia aspirato il sangue; deperito
in modo incredibile, in tre sole notti! È immaginazione questa? È immaginazione? Vieni a vederlo».</div>
<div>«Si tratta dunque?..».</div>
<div>Il Mongeri rimase alcuni minuti pensoso, a testa bassa, aggrottando le sopracciglia. Il sorriso un po’ sarcastico e un po’ compassionevole apparsogli su le labbra mentre
Lelio Grandi parlava, si era spento tutt’a un tratto. Poi alzò gli occhi, fissò l’amico che lo guardava con ansiosissima attesa e ripetè:</div>
<div>«Si tratta dunque?... Ascoltami bene. Io non ti spiego niente, perché sono convinto di non poter spiegarti niente. È difficile essere più schietto di
così. Ma posso darti un consiglio... empirico, che forse ti farà sorridere alla tua volta, specialmente venendoti da me... Fanne l’uso che credi».</div>
<div>«Lo eseguirò subito, oggi stesso».</div>
<div>«Ci vorrà qualche giorno, per parecchie pratiche che occorrono. Ti aiuterò a sbrigarle nel più breve tempo possibile. I fatti che mi hai riferito non
li metto in dubbio. Devo aggiungere che, per quanto la scienza sia ritrosa di occuparsi di fenomeni di tale natura, da qualche tempo in qua non li tratta con l’aria sprezzante di prima: tenta di farli rientrare nella
cerchia dei fenomeni naturali. Per la scienza non esiste altro, all’infuori di questo mondo materiale. Lo spirito... Essa lascia che dello spirito si occupino i credenti, i mistici, i fantastici che oggi si chiamano
spiritisti... Per la scienza c’è di reale soltanto l’organismo, questa compagine di carne e di ossa formante l’individuo e che si disgrega con la morte di esso, risolvendosi negli elementi chimici
da cui riceveva funzionamento di vita e di pensiero. Disgregati questi... Ma appunto la quistione si riduce, secondo qualcuno, a sapere se la putrefazione, la disgregazione degli atomi, o meglio la loro funzione organica si
arresti istantaneamente con la morte, annullando <em>ipso facto</em> la individualità, o se questa perduri, secondo i casi e le circostanze, più o meno
lungamente dopo la morte... Si comincia a sospettarlo... E su questo punto la scienza verrebbe a trovarsi d’accordo con la credenza popolare... Io studio, da tre anni, i rimedi empirici delle donnicciuole, dei contadini
per spiegarmi il loro valore... Essi, spessissimo, guariscono mali che la scienza non sa guarire... La mia opinione oggi sai tu qual è? Che quei rimedi empirici, tradizionali siano i resti, i frammenti della segreta
scienza antica, e anche, più probabilmente, di quell’istinto che noi possiamo oggi verificare nelle bestie. L’uomo, da principio, quando era molto vicino alle bestie più che ora non sia, divinava
anche lui il valore terapeutico di certe erbe: e l’uso di esse si è perpetuato, trasmesso di generazione in generazione, come nelle bestie. In queste opera ancora l’istinto; nell’uomo, dopo che lo
svolgimento delle sue facoltà ha ottenebrato questa virtù primitiva, perdura unicamente la tradizione. Le donnicciuole, che sono più tenacemente attaccate ad essa, ci han conservato alcuni di quei suggerimenti
della natura medicatrice; ed io credo che la scienza debba occuparsi di questo fatto, perché in ogni superstizione si nasconde qualcosa che non è unicamente fallace osservazione dell’ignoranza... Perdonami
questa lunga disgressione. Quello che qualche scienziato ora ammette, cioè che, con l’atto apparente della morte di un individuo, non cessi realmente il funzionamento dell’esistenza individuale fino a che
tutti gli elementi non si siano per intero disgregati, la superstizione popolare - ci serviamo di questa parola - lo ha già divinato da un pezzo con la credenza nei Vampiri, ed ha divinato il rimedio. I Vampiri sarebbero
individualità più persistenti delle altre, casi rari, sì, ma possibili anche senza ammettere l’immortalità dell’anima, dello spirito... Non spalancar gli occhi, non crollare la testa...
È fatto, non insolito, intorno al quale la così detta superstizione popolare - diciamo meglio - la divinazione primitiva potrebbe trovarsi d’accordo con la scienza... E sai qual è la difesa contro
la malefica azione dei Vampiri, di queste persistenti individualità che credono di poter prolungare la loro esistenza succhiando il sangue o l’essenza vitale delle persone sane?... L’affrettamento della
distruzione del loro corpo. Nelle località dove questo fatto si produce, le donnicciuole, i contadini corrono al cimitero, disseppelliscono il cadavere, lo bruciano... È provato che il Vampiro allora muore davvero;
e infatti il fenomeno cessa... Tu dici che il tuo bambino...».</div>
<div>«Vieni a vederlo; non si riconosce più. Luisa è pazza dal dolore e dal terrore... Mi sento impazzire pure io, anche perché invasato dal diabolico sospetto...
Ma... Invano mi ripeto: Non è vero! Non può esser vero!... Invano ho tentato di confortarmi pensando: E dato pure che fosse vero?... È una gran prova d’amore. Si è fatta avvelenatrice per
te!... - Invano! Non so né posso più difendermi da una vivissima repugnanza, da una straziante violenza di allontanamento, altra malefica opera di colui!... Egli insiste nel rimprovero: lo capisco dalle risposte
di Luisa, quando colui la tiene sotto il suo orrido fascino, e la poverina protesta. "Avvelenarti? Io?... Come puoi crederlo?...". Oh! Non viviamo più, amico mio. Sono mesi e mesi che sopportiamo questo tormento,
senza farne parola a nessuno per timore di far ridere di noi le persone che si dicono spregiudicate... Tu sei il primo a cui ho avuto il coraggio di farne la confidenza per disperazione, per invocare un consiglio, uno scampo...
E avremmo ancora pazientemente sopportato tutto, lusingandoci che così strani fenomeni non avrebbero potuto prolungarsi troppo, se ora non corresse pericolo la nostra innocente creaturina».</div>
<div>«Fate cremare il cadavere. È una prova che m’interessa, oltre che come amico, come scienziato. Alla moglie, quantunque non più vedova, sarà facilmente
concesso; ti aiuterò nelle pratiche occorrenti presso le autorità. E non mi vergogno per la scienza di cui sono un meschino cultore. La scienza non scapita di dignità ricorrendo anche all’empirismo,
facendo tesoro di una superstizione, se poi potrà verificare che è superstizione soltanto in apparenza; ne riceverà impulsi a ricerche non tentate, a scoprire verità non sospettate. La scienza deve
essere modesta, buona, pur di aumentare il suo patrimonio di fatti, di verità. Fate cremare il cadavere. Ti parlo seriamente», soggiunse il Mongeri, leggendo negli occhi del suo amico il dubbio di esser trattato
da donnicciuola, da popolano ignorante.</div>
<div>«E il bambino intanto?», esclamò Lelio Giorgi torcendosi le mani. «Una notte io ebbi un impeto di furore; mi slanciai contro <em>colui</em> seguendo la direzione degli sguardi di Luisa, quasi egli fosse persona da potersi afferrare e strozzare; mi slanciai urlando: "Va’ via! Va’ via, maledetto!...".
Ma fatti pochi passi, ero arrestato, paralizzato, inchiodato là, a distanza con le parole che mi morivano in gola e non riuscivano a tradursi neppure in indistinto mugolio... Tu non puoi credere, tu non puoi immaginare...».</div>
<div>«Se volessi permettermi di tenervi compagnia questa notte...».</div>
<div>«Ecco: me lo chiedi con tale accento di diffidenza...».</div>
<div>«T’inganni».</div>
<div>«Forse faremo peggio: temo che la tua presenza non serva che ad irritarlo di più, come la benedizione della casa. Questa notte no. Verrò a riferirti domani...».</div><div><br></div>
<div>E, il giorno dopo, egli tornò così spaventato, così disfatto che il Mongeri concepì qualche dubbio intorno all’integrità delle facoltà
mentali del suo amico.</div>
<div>«Egli sa!», balbettò Lelio Giorgi appena entrato nello studio. «Ah, che nottata d’inferno! Luisa lo ha sentito bestemmiare, urlare, minacciare terribili
gastighi se noi oseremo».</div>
<div>«Tanto più dobbiamo osare», rispose il Mongeri.</div>
<div>«Se tu avessi visto quella culla scossa, agitata in modo che io non so spiegarmi come il bambino non sia cascato per terra! Luisa ha dovuto buttarsi ginocchioni, invocando
pietà, gridandogli: "Si, sarò tua, tutta tua!... Ma risparmia quest’innocente...". E in quel momento mi è parso che ogni mio legame con lei fosse rotto, ch’ella non fosse davvero
più mia, ma sua, di <em>colui</em>!».</div>
<div>«Càlmati!... Vinceremo. Càlmati!... Voglio esser con voi questa notte».</div>
<div>Il Mongeri era andato con la convinzione che la sua presenza avrebbe impedito la manifestazione del fenomeno. Pensava: «Accade quasi sempre così. Queste forze ignote
vengono neutralizzate da forze indifferenti, estranee. Accade quasi sempre così. Come? Perché? Un giorno certamente lo sapremo. Intanto bisogna osservare, studiare».</div><div><br></div>
<div>E, nelle prime ore di quella notte, accadeva proprio com’egli aveva pensato. La signora Luisa girava gli spauriti occhi attorno, tendeva ansiosamente l’orecchio... Niente.
La culla rimaneva immobile: il bambino, pallido pallido, dimagrito, dormiva tranquillamente. Lelio Giorgi, frenando a stento l’agitazione, guardava ora sua moglie, ora il Mongeri che sorrideva soddisfatto.</div>
<div>Intanto ragionavano di cose che, nonostante la preoccupazione, arrivavano in alcuni momenti a distrarli. Il Mongeri aveva cominciato a raccontare una sua divertentissima avventura
di viaggio.</div>
<div>Bel parlatore, senza nessun’affettazione di gravità scientifica, egli intendeva di deviare così l’attenzione di quei due, e intanto non perderli d’occhio,
per notare tutte le fasi del fenomeno caso mai dovesse ripetersi, e già cominciava a persuadersi che il suo intervento sarebbe stato salutare, quando nell’istante che il suo sguardo si era rivolto verso la culla,
egli si accorse di un lieve movimento di essa, il quale non poteva esser prodotto da nessuno di loro perché la signora Luisa e Lelio gli sedevano dirimpetto e discosti dal posto dov’era la culla. Non poté
far a meno di fermarsi, di farsi scorgere, e allora Luisa e Lelio balzarono in piedi.</div>
<div>Il movimento era aumentato gradatamente e quando la signora Luisa si volse a guardare là, dove gli occhi di Mongeri si erano involontariamente fissati, la culla si dondolava
e sobbalzava.</div>
<div>«Eccolo!», ella gridò. «Oh, Dio! Povero figliuolino!».</div>
<div>Fece per accorrere, ma non poté. E cadde rovesciata su la poltrona dov’era stata seduta fin allora. Pallidissima, scossa da un fremito per tutta la persona, con gli
occhi sbarrati e le pupille immobili, balbettava qualcosa che le gorgogliava nella gola e non prendeva suono di parola, e sembrava dovesse soffocarla.</div>
<div>«Non è niente!», disse Mongeri, levatosi in piedi anche lui e stringendo la mano di Lelio che gli si era accostato con vivissimo atto di terrore, quasi per difesa.</div>
<div>La signora Luisa, irrigiditasi un istante, ebbe un tremito più violento e subito parve ritornasse allo stato ordinario; se non che la sua attenzione era tutta diretta a guardare
qualcosa che gli altri due non scorgevano, a prestar ascolto a parole che quelli non udivano, e delle quali indovinavano il senso dalle risposte di lei.</div>
<div>«Perché dici che voglio continuare a farti del male?... Ho pregato per te!... Ho fatto dir delle messe!...». «Ma non si può sciogliere! Tu sei morto...».
«Non sei morto?... Dunque perché mi accusi di averti avvelenato?...». «D’accordo con lui? Oh!...». «Ti aveva promesso, sì; ed ha mantenuto... Per finzione? C’intendevamo
da lontano? Lui m’ha spedito il veleno?... È assurdo! Non dovresti crederlo se è vero che i morti vedono la verità...». «Va bene. Non ti stimerò morto... Non te lo ripeterò
più».</div>
<div>«È in istato di <em>trance</em> spontanea!», disse Mongeri all’orecchio di Lelio. «Lasciami».</div>
<div>Presala pei pollici, dopo qualche minuto, e ad alta voce, chiamò:</div>
<div>«Signora!...».</div>
<div>Alla voce cupa e irritata, voce robusta, maschile, con cui ella rispose, Mongeri dié un salto indietro. La signora Luisa si era rizzata sul busto con tal viso rabbuiato,
con tale espressione di durezza nei lineamenti, da sembrare altra persona. La speciale bellezza della sua fisionomia, quel che di gentile, di buono, quasi di verginale che risultava dalla dolcezza dello sguardo dei begli occhi
azzurri e dal lieve sorriso errante su le labbra, come un delicato palpito di esse, quella speciale bellezza era compiutamente sparita.</div>
<div>«Che cosa vuoi? Perché t’intrometti tu?».</div>
<div>Mongeri riprese quasi subito padronanza di sé. L’abituale sua diffidenza di scienziato gli faceva sospettare di aver dovuto sentire anche lui, per induzione, per consenso
dei centri nervosi, l’influsso del forte stato di allucinazione di quei due, se gli era parso di veder dondolare e sobbalzare la culla che, ora, egli vedeva benissimo immobile, con dentro il bambino tranquillamente addormentato,
ora che la sua attenzione veniva attirata dallo straordinario fenomeno della personificazione del fantasma. Si accostò, con un senso di dispetto contro se stesso per quello sbalzo indietro al rude suono di voce che
lo aveva quasi investito, e rispose imperiosamente:</div>
<div>«Finiscila! Te l’ordino!».</div>
<div>Aveva messo nell’espressione tale sforzo di volontà che il comando avrebbe dovuto imporsi all’esaltamento nervoso della signora, superarlo - egli pensava -. La
sardonica e lunga risata che rispose subito a quel <em>te l’ordino</em>, lo scosse, lo fece titubare un istante.</div>
<div>«Finiscila! Te l’ordino!», replicò poi con maggior forza.</div>
<div>«Ah! Ah! Vuoi essere il terzo... che gode... Avvelenerete anche lui?».</div>
<div>«Mentisci! Infamemente!».</div>
<div>Mongeri non aveva potuto trattenersi di rispondere come a persona viva. E la lucidità della sua mente già un po’ turbata, non ostante gli sforzi ch’egli
faceva per rimanere osservatore attento e imparziale, venne sconvolta a un tratto quando si sentì battere due volte su la spalla da mano invisibile, e nel medesimo istante si vide apparire davanti al lume una mano grigiastra,
mezza trasparente, quasi fosse fatta di fumo, e che contraeva e distendeva con rapido moto le dita assottigliandosi come se il calore della fiamma la facesse evaporare.</div>
<div>«Vedi? Vedi?», gli disse Giorgi. E aveva il pianto nella voce.</div>
<div>Improvvisamente ogni fenomeno cessò. La signora Luisa si destava dal suo stato di <em>trance</em>, quasi si svegliasse da sonno naturale, e girava gli occhi per la camera, interrogando il marito e Mongeri con una breve mossa del capo. Essi s’interrogavano, alla lor
volta, sbalorditi di quel senso di serenità, o meglio di liberazione che rendeva facile il loro respiro e regolari i battiti del cuore. Nessuno osava parlare. Solamente un fioco lamento del bambino li fece accorrere
ansiosi verso la culla. Il bambino gemeva, gemeva, dibattendosi sotto l’oppressione di qualcosa che sembrava aggravarglisi sulla bocca e gli impedisse di gridare... Improvvisamente, cessò anche questo fenomeno,
e non accadde più altro.</div><div><br></div>
<div>La mattina, andando via, Mongeri non pensava soltanto che gli scienziati hanno torto di non voler studiare da vicino casi che coincidono con le superstizioni popolari, ma tornava
a ripetersi mentalmente quel che aveva detto due giorni avanti ai suo amico: <em>Non sposerei una vedova per tutto l’oro del mondo.</em></div>
<div>Come scienziato è stato ammirevole, conducendo l’esperimento fino all’ultimo senza punto curarsi se (nel caso che la cremazione del cadavere del primo marito
della signora Luisa non avesse approdato a niente) la sua reputazione dovesse soffrirne presso i colleghi e presso il pubblico. Quantunque l’esperimento abbia confermato la credenza popolare e dal giorno della cremazione
dei resti del cadavere i fenomeni siano compiutamente cessati, con gran sollievo di Lelio Giorgi e della buona signora Luisa, nella sua relazione, non ancora pubblicata, il Mongeri però non ha saputo mostrarsi interamente
sincero. Non ha detto: «I fatti sono questi, e questo il resultato del rimedio: la pretesa superstizione popolare ha avuto ragione su le negazioni della scienza: il Vampiro è <em>morto completamente</em> appena il suo corpo venne cremato». No. Egli ha messo tanti se, tanti ma nella narrazione delle minime circostanze, ha sfoggiato tanta <em>allucinazione</em>, tanta <em>suggestione</em>, tanta <em>induzione nervosa</em> nel suo ragionamento scientifico, da confermare quel che aveva confessato l’altra volta, cioè: che anche
la intelligenza è affare d’abitudine e che il mutar di parere lo avrebbe seccato.</div>
<div>Il più curioso è che non si è mostrato più coerente come uomo. Egli che proclamava: «Non sposerei una vedova per tutto l’oro del mondo»
ne ha poi sposata una per molto meno, per sessantamila lire di dote! E a Lelio Giorgi che ingenuamente gli disse: «Ma come?... Tu!...», rispose: «A quest’ora non esistono insieme neppure due atomi del
corpo del primo marito. È morto da sei anni!», senza accorgersi che, parlando così, contraddiceva l’autore della memoria scientifica <em>Un preteso caso di Vampirismo</em>, cioè se stesso.</div><div><br></div>
<div><strong>Note della Redazione</strong></div>
<div>Un vampiro, pubblicato per la prima volta su Club GHoST, è un racconto fantastico e dell'orrore del 1904. Il testo esplora il tema del vampirismo e il forte scontro tra
superstizione e scienza nella Sicilia di fine Ottocento. Capuana, pur essendo il padre del Verismo italiano, si è spesso cimentato con successo nei generi del fantastico e dell'occulto. Attraverso questa storia,
l'autore mette in discussione la razionalità e la scienza, giocando con il confine labile tra credenze popolari e realtà.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Luigi Capuana (Mineo, 28 maggio 1839 – Catania, 29 novembre 1915) è stato un celebre scrittore, critico letterario e giornalista italiano, ricordato insieme a Giovanni
Verga come il principale teorico del Verismo.</div>
<div>Nasce a Mineo, in provincia di Catania, da una famiglia di proprietari terrieri. Compie i primi studi in Sicilia prima di trasferirsi. Vive a Firenze lavorando come critico teatrale
per il quotidiano «La Nazione», e in seguito a Milano come critico letterario per il «Corriere della Sera». Svolge il ruolo di sindaco del suo paese natale e insegna letteratura all'Università
di Catania e a Roma.</div>
<div>Le sue opere principali: "Giacinta" (1879), considerato il primo vero romanzo del Verismo italiano, incentrato su un'intensa e drammatica analisi psicologica. "Il
marchese di Roccaverdina" (1901), ritenuto il suo capolavoro letterario, ambientato nella realtà rurale siciliana.</div>
<div>Scrisse anche amate raccolte di fiabe e racconti popolari radicati nella tradizione folklorica.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink897bfb37470babd7896564da53db8a3a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/un-vampiro-capuana-cover_bar.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1536,'height': 1024,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink897bfb37470babd7896564da53db8a3a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/un-vampiro-capuana-cover_bar.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="134" /></a></div><div><script> var showboxlink52cff753d55027b005e02ac93dfff73c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Luigi-Capuana_autore_jdg6buay.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 400,'height': 540,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink52cff753d55027b005e02ac93dfff73c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Luigi-Capuana_autore_upe8770j.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="203" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 06:01:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Il voodoo dei morti viventi di Del Tenney]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Scognamiglio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000032F"><h1 class="imHeading1">Zombi con rituale voodoo</h1><h2 class="imHeading2">Opera godibile che nel suo piccolo si fa apprezzare</h2><div>






<div><strong>Il voodoo dei morti viventi (Usa 1964/1971)</strong></div>
<div><em>Regia: Del Tenney. Soggetto e Sceneggiatura: Del Tenney. Fotografia: François Farkas. Montaggio: Larry Keating. Musiche: Lon E. Norman. Produttori: Del Tenney. Case di Produzione:
Del Tenny Productions (non accreditata). Distribuzione (Italia): Home Movies (DVD). Paesi di Produzione: Stati Uniti d'America - 1964/1971. Durata: 92’. Lingua: Inglese e spagnolo. Genere: Orrore. Interpreti: William
Joyce (Tom Harris), Heather Hewitt (Jeannie Biladeau), Walter Coy (Charles Bentley), Dan Stapleton (Duncan Fairchild), Betty Hyatt Linton (Coral Fairchild), Robert Stanton (Dr. Auguste Biladeau), Vanoye Aikens (Robey), Rebecca
Oliver (Juarita).</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>Tom Harrison è uno scrittore molto famoso ma a corto di idee per il suo ultimo libro. L'idea sulla trama gliela dà il suo agente il quale propone a Tom di recarsi
su un'isola remota dei caraibi chiamata Voodoo Island, dove la folta vegetazione, serpenti velenosi, giovani vergini e, appunto, rituali voodoo potrebbero essere i soggetti perfetti per un romanzo d'avventura. Tom
una volta arrivato sull'isola viene aggredito da strani esseri che corrispondono a morti viventi resuscitati da rituali voodoo. Conosce la bella Jeannie il cui padre effettua strani esperimenti nel suo laboratorio, ma
gli zombi compaiono di nuovo e pare che l'obbiettivo sia proprio rapire Jeannie per poterla sacrificare in un rituale dedicato a una divinità locale.</div>
<div><br></div>
<div>Film del 1964 (titolo originale <em>I Eat Your Skin</em>) scritto, diretto e prodotto da <strong>Del Tenney</strong> che tratta il tema degli zombi associandolo al rituale voodoo. Il risultato è un prodotto antenato dei futuri zombi movies che faranno la storia nel sottogenere di appartenenza e di tutto il panorama horror prima dell'avvento degli zombi Romeriani. Che sia un low budget è abbastanza evidente: effetti
speciali inesistenti, recitazione misera con attori che sembrano le copie scadenti dei protagonisti di film come <em>Via col vento</em> o di altri colossal hollywoodiani. Si aggiungano poi lunghe scene di canti e rituali giusto per allungare il brodo e make-up dei morti viventi che consiste in volti screpolati e occhi sbarrati
che somigliano più a palline da ping pong. Fa sorridere comunque l'ambientazione caraibica (in realtà la pellicola è stata girata tra Miami Beach e Key Biscayne in Florida) con tanto di suoni di tam-tam in lontananza che
rimandano a cult come <em>Zombi 2</em> e <em>Zombi Holocaust</em>. La parte horror poi, viene smorzata spesso dalla storia d'amore tra Tom (<strong>William Joyce</strong>) e Jeannie (<strong>Heather Hewitt</strong>), rendendo il film troppo romanzato. Finale abbastanza prevedibile.</div><div><br></div>
<div>Tutto sommato un’opera godibile che nel suo piccolo si fa apprezzare e che conserva un certo fascino. Per l'epoca sarà stato sicuramente un cult, ma essendo invecchiato
male, trova qualche difficoltà a farsi apprezzare ai giorni nostri.</div>
<div><br></div>
<div>Curiosità: il film ebbe molte difficoltà per essere distribuito fino a quando nel 1971 il regista/produttore/distributore <strong>Jerry Gross</strong> ne acquistò i diritti distribuendolo insieme a un altro zombie movie dal titolo simile, <em>I Drink Your Blood</em> (in Italia reperibile come <em>La rabbia dei morti viventi</em>, titolo assai fuorviante rispetto al contenuto del film).</div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlink05331ce1c367747c8426439841c8c7b8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/voodoo-morti-viventi-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 809,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink05331ce1c367747c8426439841c8c7b8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/voodoo-morti-viventi-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="267" /></a></div><div><script> var showboxlink55852b819ea8d7f2229d466eef7fbbe5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/voodoo-morti-viventi-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 981,'height': 542,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink55852b819ea8d7f2229d466eef7fbbe5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/voodoo-morti-viventi-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="111" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=HMqoS1BhIGY">https://www.youtube.com/watch?v=HMqoS1BhIGY</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Intervista a Gary D'Eramo]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000032E"><h1 class="imHeading1">Il bassista dei Node ci parla di Canto VII</h1><h2 class="imHeading2">Un concept che accomuna, in una similitudine, il settimo canto dell'Inferno di Dante</h2><div>






<div>In occasione dell’album <em>Canto VII</em>, abbiamo intervistato <strong>Gary D'Eramo</strong> il bassista dei <em>Node</em>.</div><div>Qui invece trovate la recensione del disco: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?canto-vii-dei-node" class="imCssLink">VISIONA &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div>






<div><strong>"Canto VII" ha ottenuto ottimi riscontri. Che significato ha questo album all'interno della vostra discografia?</strong></div>
<div><em>Canto VII</em> è figlio della determinazione maturata in 30 anni di attività, insieme alla
crescita dettata dalle mie esperienze personali. Vivendo la mia esistenza parallelamente con i <em>Node</em>, diciamo che ho imparato, in entrambe le situazioni, a combattere sempre per un motivo o per l'altro. Un modo che ho tramandato anche agli altri
ragazzi. <em>Canto VII</em> è arrivato dopo un'infinita sequela di episodi negativi che ci hanno coinvolto, ma che non ci hanno fermato;
anzi, ci hanno spronato a incanalare tutto ciò che ci ha provocato frustrazione e disagio in energia positiva e creativa. Il significato è racchiuso tutto qui.</div><div><br></div>
<div><strong>Il titolo richiama immediatamente un immaginario oscuro e concettuale: qual è il filo conduttore del disco?</strong></div>
<div><em>Canto VII</em> è un concept che accomuna, in una similitudine, il settimo canto dell'Inferno di
Dante Alighieri con gli aspetti sociali e comportamentali del periodo storico che stiamo vivendo oggi.</div>
<div>La prima traccia del nostro album inizia proprio con la recitazione delle prime quattro terzine iniziali del settimo canto, il famoso passo del "Pape Satàn",
dove il demone Pluto allerta Satana riguardo all'ingresso di Dante e Virgilio nel quarto girone infernale.</div>
<div>Il demone Pluto lo abbiamo identificato nella moderna tecnologia di "comunicazione", quella che quotidianamente ci tiene sotto controllo e detta
le direzioni da seguire, i comportamenti da adottare, costringendoci ad abbandonare la spontaneità e la genuinità suggerite dal nostro istinto umano, costringendoci a non
fermarci mai a riflettere o a guardarci dentro, costringendoci a correre come dei pazzi in un mondo che ormai è sempre più rapido e veloce, dove primeggiare e vincere
a tutti i costi è il <em>modus operandi</em> e <em>vivendi</em> prioritario.</div>
<div>Da qui lo status symbol del denaro e dell'ostentazione del benessere, spesso mascherato nei social, quelli che noi chiamiamo "The Sacred Theater
of Nothingness", il sacro teatro del nulla.</div>
<div><em>Canto VII</em> è l'analisi di tutta questa involuzione culturale e sociale. Il quarto girone
infernale è quello degli avari e dei prodighi, oltre che quello degli iracondi. Ovunque intorno a noi c'è ira, scontro su qualsiasi piano invece che dialogo e confronto.
Tutti pretendono di avere ragione a prescindere, senza discuterne con chi gli si contrappone e viceversa. Questo è il risultato dell'allontanamento di ognuno di noi da
quella forma di socialità sana fatta di sguardi, di toni di voce, di contatto umano.</div>
<div>Viviamo in un vero inferno edulcorato da prodigi tecnologici che ci hanno svuotato dell'essenza dell'essere umano: la condivisione, l'empatia, la
compassione e soprattutto il dialogo, quello sano, quello dal quale si impara e che nasce dalla predisposizione all'ascolto, compresa l'umiltà di imparare sempre qualcosa
di nuovo, anche la più piccola cosa, da chi abbiamo davanti, perdendo di fatto la possibilità di arricchirsi sempre di qualcosa.</div><div><br></div>
<div><strong>Dopo tanti anni di attività, come riuscite a mantenere viva la vostra identità pur continuando a evolvervi?</strong></div>
<div>In più di 30 anni di attività, ogni membro dei Node, anche se diverso dai precedenti, ha sempre portato le proprie influenze e i propri
ascolti, mettendoli sul tavolo di lavoro. L'integrazione avviene sempre cercando, nella fase di ricerca delle soluzioni negli arrangiamenti, qualcosa che poi alla fine soddisfi tutti,
magari aggiungendo elementi già proposti nei nostri precedenti lavori, sia nel riff che nel sound.</div>
<div>Credo che sia questa la ragione della nostra identità forte. È importantissimo e prioritario, in tutto questo, mantenere l'equilibrio,
anche nella convivenza. L'evoluzione sta proprio nel mantenere questo equilibrio.</div>
<div>Poi la deviazione verso sonorità più progressive e "settantiane", in alcuni episodi, per farti un esempio, è stata una reazione a catena
che ci ha guidato a sterzare il nostro stile verso territori che la band non aveva mai attraversato in 30 anni di vita: è stato come rinascere.</div>
<div>Da lì sono partito a scrivere le parti di tastiera e mi sono messo ad arrangiare e suonare con vari synth, Hammond e Mellotron per fare risaltare ancora di
più queste atmosfere, uscendo dalla nostra corsia ma dandoci un input al divertimento veramente straordinario! Una cosa mai successa prima d'ora.</div><div><br></div>
<div><strong>Quali differenze principali individuate tra "Canto VII" e "Cowards Empire"?</strong></div>
<div>Sicuramente la qualità della produzione e la freschezza compositiva. <em>Cowards Empire</em> è molto più grezzo e privo della vena altamente creativa che abbiamo tirato fuori in <em>Canto VII</em>. Ovviamente rimane un ottimo album al quale sono molto, molto affezionato, ma sicuramente inferiore.</div><div><br></div>
<div><strong>Il death metal contemporaneo è molto variegato: quali elementi rendono ancora riconoscibile il marchio Node?</strong></div>
<div>È una domanda alla quale non so rispondere. Da 30 anni lavoro sempre con persone diverse; forse sono io che, sistemando sempre alla fine
gli arrangiamenti, metto qualcosa che accomuna tutto senza rendermene conto.</div><div><br></div>
<div><strong>Quanto conta l'aspetto lirico nella vostra proposta musicale?</strong></div>
<div>Da sempre c'è stata la ricerca della concettualità sociologica, storica e politica nei nostri testi, soprattutto perché, in un mondo in decadenza
culturale da 30 anni a questa parte, cercare di tenere aperti occhi e cervello alle persone, soprattutto con l'arte, lo abbiamo sempre visto quasi come un dovere.</div>
<div>A maggior ragione adesso, che siamo ancora molto più maturi e consapevoli di 30 anni fa. La musica deve essere sì divertimento, ma anche comunicazione;
prima di tutto comunicazione di sani principi e di sane riflessioni.</div><div><br></div>
<div><strong>In studio avete privilegiato l'impatto o la ricerca del dettaglio?</strong></div>
<div>Non ci sono stati privilegi di nessun tipo in studio. Credo che il bilanciamento sia stato un buon 50/50. Un po’ perché il livello tecnico
della band si è naturalmente evoluto negli anni e un po’ perché ci siamo divertiti anche a spingere non poco con la violenza anche questa volta.</div>
<div>Rispetto al passato, però, devo ammettere che ci siamo soffermati molto di più su alcuni dettagli riguardanti le atmosfere settantiane in
alcuni episodi: una novità assoluta per i <em>Node</em>.</div><div><br></div>
<div><strong>Quali sono stati i brani più difficili da completare durante le sessioni di registrazione di "Canto VII"?</strong></div>
<div>A dire il vero nessuno, perché sono brani ai quali stavamo lavorando da prima del Covid ed erano già rodati e pronti da tempo. Anzi,
è stato ancora più rilassante e divertente aggiungerci ulteriori episodi mentre si registrava.</div><div><br></div>
<div><strong>Come sta reagendo il pubblico ai nuovi pezzi in sede live?</strong></div>
<div>I pezzi piacciono e, in ogni data, la gente sembra molto presa bene. Per farti un esempio, la settimana scorsa abbiamo suonato al Southammer, a Caserta,
e alle quattro del pomeriggio la gente scapocciava e gridava sotto il sole nonostante i 40 gradi. Credo sia il termometro perfetto che ci ha aiutato a capire che tutto sta
funzionando alla perfezione per quanto riguarda i brani.</div><div><br></div>
<div><strong>Guardando alla scena italiana, quali cambiamenti avete osservato negli ultimi anni?</strong></div>
<div>Sul piano della qualità, in Italia non siamo secondi a nessuno. È un vero peccato che non esista un vero e proprio zoccolo duro per quanto
riguarda l'interesse verso l'underground da parte del pubblico, tranne in sporadici casi.</div>
<div>I tempi, rispetto a 30 anni fa, sono cambiati nel modo di fruire la musica: ora si "affitta" la musica e non la si compra più, purtroppo, e questo sta lentamente uccidendo
tutto il nostro sottobosco.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink2b6bd29e0efe2b254059bc06d26b18bd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/node-CantoVII-cover_bar.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album Canto VII.','title': 'La copertina dell\\\'album Canto VII.','width': 627,'height': 627,'description': 'La copertina dell\'album Canto VII.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2b6bd29e0efe2b254059bc06d26b18bd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/node-CantoVII-cover_bar.webp" alt="La copertina dell&#39;album Canto VII." title="La copertina dell&#39;album Canto VII." width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlinke318ed45dac968791ba138abcbe9bb28 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/node-band-cantoVII.webp','alt': 'La band Node.','title': 'La band Node.','width': 1023,'height': 585,'description': 'La band Node.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke318ed45dac968791ba138abcbe9bb28, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/node-band-cantoVII.webp" alt="La band Node." title="La band Node." width="200" height="115" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=5BRPQMkXClo">https://www.youtube.com/watch?v=5BRPQMkXClo</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 06:51:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gli Oscuri di Alma Monteluna]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuela Ferrara]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000032D"><h1 class="imHeading1">Quando il vero mostro nasce dentro di noi</h1><h2 class="imHeading2">Un horror psicologico e sociale che costruisce la paura con pazienza, atmosfera e idee</h2><div>






<div>Nel panorama horror contemporaneo capita sempre più spesso di imbattersi in opere che puntano tutto sull'effetto immediato: sangue, creature mostruose, jumpscare letterari
e scene costruite per scioccare il lettore. <em>Gli Oscuri</em>, romanzo d'esordio di <strong>Alma Monteluna</strong>, sceglie invece una strada diversa. L'orrore qui non è soltanto ciò che si vede, ma soprattutto ciò che si insinua lentamente nella
mente, fino a modificare il modo in cui osserviamo il mondo.</div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4yxvKBb" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><br></div>
<div>Fin dalle prime pagine il romanzo costruisce un'atmosfera densa, inquieta e soffocante. Non c'è fretta di mostrare il mostro, perché il mostro, in fondo, potrebbe
essere già presente da molto tempo. È una tensione che cresce con metodo, alimentata da piccoli dettagli, silenzi e domande che trovano risposta solo molto più avanti nella narrazione.</div>
<div>La forza principale del libro è proprio questa: la capacità di trasformare l'angoscia in un elemento costante della lettura. Il lettore percepisce che qualcosa
non va molto prima che la storia inizi a mostrarne le conseguenze. È una sensazione quasi fisica, come camminare in una città avvolta da una nebbia che nasconde ogni punto di riferimento. Più si procede,
più quella nebbia diventa metafora della perdita di certezze, della manipolazione della realtà e della fragilità della mente umana.</div>
<div><strong>Alma Monteluna</strong> costruisce un horror che affonda le radici nella fantascienza sociale. L'elemento fantastico
non serve esclusivamente a stupire, ma diventa lo strumento attraverso cui osservare comportamenti profondamente umani: paura, conformismo, isolamento, perdita dell'identità e bisogno disperato di trovare una spiegazione
anche quando ogni logica sembra essere crollata.</div><div><br></div>
<div>È proprio questo equilibrio tra horror e riflessione a rendere <em>Gli Oscuri</em> qualcosa di diverso dal classico romanzo di genere. La componente fantastica è presente, ma non diventa mai un semplice pretesto spettacolare. Ogni evento contribuisce
a costruire un quadro più ampio in cui il vero interrogativo non riguarda soltanto la natura della minaccia, ma soprattutto il modo in cui gli esseri umani reagiscono quando la realtà inizia a sgretolarsi.</div>
<div>Dal punto di vista narrativo, il ritmo alterna momenti più riflessivi a improvvise accelerazioni. Quando la tensione sembra concedere un momento di tregua, l'autrice introduce
nuovi elementi che rimettono continuamente in discussione ciò che il lettore crede di aver compreso. È una struttura che funziona perché evita l'effetto prevedibilità e mantiene viva la curiosità
fino alle pagine finali.</div>
<div>Lo stile di <strong>Alma Monteluna</strong> è diretto ma ricco di immagini evocative. Non indulge in descrizioni eccessivamente prolisse, preferendo costruire ambientazioni attraverso particolari significativi che permettono al lettore di completare
il quadro con la propria immaginazione. Questa scelta rende molte sequenze particolarmente cinematografiche, quasi fosse possibile visualizzarle sul grande schermo.</div><div><br></div>
<div>Un altro aspetto interessante riguarda i personaggi. Nessuno appare completamente immune alla paura o alle proprie contraddizioni. Sono figure credibili proprio perché fragili,
costrette ad affrontare situazioni che metterebbero in crisi qualunque individuo. Le loro decisioni non sono sempre perfette e proprio per questo risultano autentiche. In un romanzo che parla anche della perdita di controllo,
sarebbe stato facile costruire eroi invincibili; l'autrice preferisce invece mostrare esseri umani che cercano disperatamente di restare tali.</div>
<div>L'ambientazione svolge un ruolo fondamentale. Non rappresenta un semplice sfondo, ma diventa un organismo vivo che contribuisce costantemente alla sensazione di disagio. Ogni
luogo sembra custodire qualcosa di nascosto, ogni spazio appare contaminato da una presenza invisibile che modifica lentamente la percezione della realtà. È un tipo di horror che lavora più sull'atmosfera
che sullo shock, e proprio per questo lascia un'impressione duratura.</div>
<div>Uno degli elementi più riusciti è la gestione dell'ambiguità. Per buona parte della lettura il romanzo evita di offrire risposte immediate, costringendo
il lettore a costruire continuamente nuove ipotesi. Questa scelta richiede fiducia da parte di chi legge, ma viene ripagata dalla sensazione di partecipare attivamente alla scoperta della verità.</div><div><br></div>
<div>Dal punto di vista tematico, <em>Gli Oscuri</em> affronta questioni estremamente attuali. Senza trasformarsi in un saggio o in un manifesto, il romanzo riflette sul potere della paura collettiva, sulla manipolazione dell'informazione e sulla facilità
con cui una società può cambiare quando viene privata dei propri punti di riferimento. Sono argomenti che appartengono al nostro presente e che l'autrice inserisce con naturalezza all'interno della narrazione,
evitando qualsiasi tono didascalico.</div>
<div>Gli appassionati dell'horror più classico troveranno momenti di autentica tensione, ma chi ama le opere che lasciano spazio anche alla riflessione probabilmente apprezzerà
ancora di più la lettura. In questo senso il romanzo richiama quella tradizione dell'horror che utilizza il fantastico come lente per osservare le paure reali dell'essere umano.</div>
<div>Naturalmente non si tratta di un'opera che punta sull'azione continua. Chi cerca esclusivamente inseguimenti, esplosioni o colpi di scena a ogni capitolo potrebbe trovare
il ritmo iniziale più misurato. Tuttavia questa scelta appare coerente con il tipo di storia raccontata. L'angoscia, qui, nasce dalla costruzione progressiva dell'atmosfera e non dalla ricerca costante dell'effetto
spettacolare.</div>
<div>La sensazione, arrivati all'ultima pagina, è quella di aver attraversato un'esperienza più che una semplice lettura. Alcune immagini continuano a riaffiorare
nella memoria, così come alcune domande che il romanzo lascia volutamente aperte. È proprio questa capacità di continuare a vivere nella mente del lettore che distingue molte opere destinate a lasciare
un segno.</div>
<div>Con <em>Gli Oscuri</em>, <strong>Alma Monteluna</strong> dimostra di possedere una voce narrativa personale e una chiara idea di ciò che vuole raccontare. Il romanzo unisce horror, fantascienza e riflessione sociale
senza perdere equilibrio, costruendo una storia che intrattiene ma invita anche a interrogarsi sul presente.</div><div><br></div>
<div><strong></strong>In un mercato dove spesso il genere horror rischia di ripetersi, <em>Gli Oscuri</em> rappresenta una proposta interessante per chi cerca qualcosa che vada oltre il semplice spavento. È un romanzo che utilizza l'oscurità non soltanto come
ambientazione, ma come metafora delle paure che abitano ciascuno di noi.</div>
<div>Valutazione: 4,5/5</div>
<div>Un horror psicologico e sociale che costruisce la paura con pazienza, atmosfera e idee. Una lettura consigliata agli amanti dell'horror contemporaneo che cercano una storia capace
di inquietare senza rinunciare alla profondità narrativa.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Alma Monteluna è lo pseudonimo di un'autrice italiana che esplora i territori dell'horror, del fantasy dark e della narrativa gotica. Nelle
sue opere l'orrore diventa uno strumento per indagare le paure, la memoria e le zone più oscure dell'animo umano.</div><div><em>Gli Oscuri</em> è il suo romanzo d'esordio.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Gli Oscuri</em></div>
<div><em>Autore: Alma Monteluna</em></div>
<div><em>Editore: Independently published</em></div>
<div><em>Anno: 19 luglio 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 146</em></div>
<div><em>Dimensioni: 15.24 x 0.84 x 22.86 cm</em></div>
<div><em>Prezzo: 14,56 €</em></div>
<div><em>ISBN-13: 979-8188031558</em></div>
<div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/4yxvKBb" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink79d8220269f98b685c5258ec19b568b2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gli-oscuri-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 720,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink79d8220269f98b685c5258ec19b568b2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gli-oscuri-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="300" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 06:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Boys - Stagione 2]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Serie_TV"><![CDATA[Serie TV]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000032C"><h1 class="imHeading1">Dentro la mente di un dio instabile</h1><h2 class="imHeading2">Perché la solitudine di Patriota dovrebbe terrorizzarci</h2><div>






<div><strong>The Boys - seconda stagione (Usa 2020)</strong></div>
<div><em>Ideatore: Eric Kripke. Soggetto: Garth Ennis, Darick Robertson (fumetto). Interpreti: Karl Urban, Jack Quaid, Antony Starr, Erin Moriarty, Dominique McElligott, Jessie T. Usher,
Laz Alonso, Chace Crawford, Tomer Capone, Karen Fukuhara, Nathan Mitchell, Elisabeth Shue, Aya Cash.</em></div>
<div><br></div>
<div>Attenzione: contiene spoiler</div>
<div><br></div>
<div>Bentornati al nostro speciale dedicato al mondo scorretto di <em>The Boys</em>. Dopo aver esplorato nel <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?the-boys---stagione-1" class="imCssLink">primo capitolo</a> come l'esordio della serie abbia letteralmente demolito il genere supereroistico tradizionale a suon di satira e budget da capogiro, è tempo di scendere ancora
più a fondo nell'abisso. Se la <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?the-boys---stagione-1" class="imCssLink">prima stagione</a> ha distrutto le maschere di facciata della Vought International, il secondo atto sceglie di fare qualcosa di ancora più spietato: mettere a nudo le debolezze
psicologiche, le ossessioni e i traumi dei suoi due volti colossi. Mettetevi comodi: oggi analizziamo la guerra aperta tra Billy Butcher e Patriota, tra retroscena del set ed evoluzioni emotive devastanti.</div>
<div><br></div>
<div><strong>Il duello degli specchi: Butcher e Patriota nell'abisso della seconda stagione</strong></div>
<div>La <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?the-boys---stagione-1" class="imCssLink">prima stagione</a> ha demolito il mito; la seconda decide di fare qualcosa di ancora più crudele: esplorare le macerie psicologiche dei suoi protagonisti. Se il debutto dello
show ha ridefinito il concetto di intrattenimento supereroistico, il secondo capitolo alza la posta in gioco trasformandosi in uno studio antropologico sulla rabbia, sulla solitudine e sul potere. Al centro di questo uragano
ci sono due uomini devastati, speculari e ossessionati l'uno dall'altro: Billy Butcher (<strong>Karl Urban</strong>) e Patriota (<strong>Antony Starr</strong>).</div>
<div>Il secondo atto della saga di Prime Video abbandona ogni residuo di leggerezza per trascinare il lettore, e lo spettatore, dentro una tana del bianconiglio fatta di traumi infantili,
manipolazioni mediatiche e la costante, opprimente minaccia di un totalitarismo in costume.</div>
<div><br></div>
<div><strong>Il re nudo: il delirio d'onnipotenza e la solitudine di Patriota</strong></div>
<div>Con la morte di Madelyn Stillwell (<span class="fs14lh1-5"><b>Elisabeth Shue</b>)</span><span class="fs14lh1-5">, Patriota ottiene finalmente ciò che ha sempre desiderato: la libertà assoluta dalla catena che lo legava alla Vought. Il risultato
è però paradossale. Senza una figura materna da compiacere o da terrorizzare, il superuomo si ritrova drammaticamente solo, prigioniero di un vuoto emotivo che nemmeno l'adorazione di milioni di fan può
colmare. La sua parabola in questa stagione è una discesa vertiginosa nella paranoia, amplificata dal disperato tentativo di essere un padre per Ryan (</span><strong class="fs14lh1-5">Cameron Crovetti</strong><span class="fs14lh1-5">), il figlio nato dalla violenza su Becca (</span><strong class="fs14lh1-5">Shantel VanSanten</strong><span class="fs14lh1-5">). Patriota non sa come amare, conosce solo il linguaggio della sottomissione e della paura, proiettando sul bambino le sue stesse frustrazioni d'infanzia
passate in un laboratorio sterile.</span></div>
<div>A complicare il suo precario equilibrio mentale arriva Stormfront (<strong>Aya Cash</strong>). La nuova eroina dei Sette non è solo una manipolatrice dei social media, ma una figura che scava nelle radici più oscure del passato della Vought, offrendo
a Patriota l'unica cosa che nessuno gli aveva mai concesso: la sensazione di essere compreso e venerato non come un prodotto commerciale, ma come una divinità genetica. La loro unione sposta l'asse della serie
da una satira aziendale a una cupa metafora del risveglio dei nazionalismi, mostrando un Patriota sempre più fragile, instabile e, proprio per questo, infinitamente più pericoloso.</div>
<div><br></div><div><script> var showboxlinkecbfdd1f49b26ee87899ab8606c88f70 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Stormfront-aya-cash.webp','alt': 'Stormfront (Aya Cash).','title': 'Stormfront (Aya Cash).','width': 1620,'height': 1080,'description': 'Stormfront (Aya Cash).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkecbfdd1f49b26ee87899ab8606c88f70, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Stormfront-aya-cash.webp" alt="Stormfront (Aya Cash)." title="Stormfront (Aya Cash)." width="200" height="134" /></a></div><div><div>Stormfront (Aya Cash).</div></div><div><br></div>
<div><strong>L'ossessione del leader: Butcher e il prezzo della vendetta</strong></div>
<div>Dall'altra parte della barricata, Billy Butcher si risveglia in un mondo in cui la sua unica ragione di vita si è rivelata una menzogna, o meglio, una verità parziale.
Sapere che Becca è viva ma imprigionata in una gabbia dorata dalla Vought distrugge l'ultimo barlume di umanità del leader dei Boys. La sua non è più una missione per fare giustizia, ma un'ossessione
cieca che rischia di consumare chiunque gli stia intorno. In questa stagione assistiamo al collasso del Butcher eroe carismatico e all'emergere del Butcher carnefice, disposto a tradire i suoi stessi compagni e a sacrificare
l'innocenza di Hughie (<strong>Jack Quaid</strong>) pur di riprendersi la donna che ama.</div>
<div>L'incontro ravvicinato con la sua famiglia d'origine e il confronto con un padre violento gettano una luce spietata sulle origini del suo carattere autodistruttivo. Butcher
si rende conto di essere diventato esattamente il mostro che combatte, un uomo che usa le persone come armi. Il vero dramma si consuma nel finale, quando la tragedia lo priva nuovamente di Becca e lo costringe a una scelta
radicale: cedere all'odio assoluto o proteggere il figlio del suo peggior nemico, compiendo l'unico vero atto di redenzione del suo cammino.</div>
<div><br></div><div><script> var showboxlink427a8e50dbc6b73561e9fc635ab8bbb0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-boys-stagione-2-loc2_bar.webp','alt': 'I The Boys.','title': 'I The Boys.','width': 999,'height': 999,'description': 'I The Boys.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink427a8e50dbc6b73561e9fc635ab8bbb0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-boys-stagione-2-loc2_bar.webp" alt="I The Boys." title="I The Boys." width="150" height="150" /></a></div><div>I <span class="fs14lh1-5">The Boys.</span></div><div><br></div>
<div><strong>Dietro le quinte del secondo capitolo: sangue finto e budget stellari</strong></div>
<div>Mantenere l'asticella alta dopo il successo d'esordio ha richiesto ad Amazon un ulteriore sforzo produttivo. Il budget per la seconda stagione è lievitato, superando
gli 11,5 milioni di dollari a puntata, investiti in gran parte per rendere ancora più iperrealistici gli effetti speciali e le sequenze d'azione. La produzione ha dovuto gestire sfide logistiche enormi, come la
celebre e cruenta scena dell'assalto alla balena, per la quale è stato costruito un modello meccanico in scala reale lungo undici metri, poi riempito con centinaia di litri di sangue sintetico per evitare l'effetto
posticcio della computer grafica.</div>
<div>Anche in termini di risposta del pubblico, la scommessa di rilasciare gli episodi a cadenza settimanale, anziché tutti insieme, ha pagato enormemente. Nonostante le iniziali
proteste di una fetta di utenti abituati al binge-watching, la strategia ha triplicato l'engagement online. Nielsen ha registrato una crescita del 150% del pubblico nei primi minuti di rilascio rispetto all'anno precedente,
trasformando ogni venerdì in un evento globale e cementando lo show come il vero titolo di punta dell'intera piattaforma.</div>
<div><br></div>
<div>La seconda stagione si congeda da noi lasciando sul campo solo macerie emotive. Se la prima mandata di episodi ci aveva mostrato la lucida follia del sistema Vought, questo secondo
atto ha rimescolato le carte della moralità, privando i protagonisti di ogni residua ancora di salvezza. Butcher ha scoperto il prezzo spaventoso della sua ossessione, mentre Patriota ha assaggiato per la prima volta
la solitudine che deriva dall'essere un dio senza nessuno da amare. Ma il controllo dell'opinione pubblica si sposta rapidamente, e il potere non tollera il vuoto. Nel prossimo capitolo vedremo come la serie decida
di alzare ancora la posta, andando a scavare nelle radici storiche e politiche della violenza americana con l'arrivo della leggenda più tossica di tutte: Soldier Boy (<strong>Jensen Ackles</strong>).</div>
<div><br></div>
<div>La prima stagione: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?the-boys---stagione-1" class="imCssLink">VISIONA &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinka2fb8e730a16ec11669a56c7950923dd = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-boys-stagione-2-loc_ver.webp','alt': 'Locandina per The Boys - seconda stagione.','title': 'Locandina per The Boys - seconda stagione.','width': 685,'height': 934,'description': 'Locandina per The Boys - seconda stagione.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-boys-stagione-2-loc_bar.webp','alt': 'Locandina per The Boys - seconda stagione.','title': 'Locandina per The Boys - seconda stagione.','width': 1200,'height': 630,'description': 'Locandina per The Boys - seconda stagione.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka2fb8e730a16ec11669a56c7950923dd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-boys-stagione-2-loc_ver.webp" alt="Locandina per The Boys - seconda stagione." title="Locandina per The Boys - seconda stagione." width="200" height="273" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=4vzVjoGS95E">https://www.youtube.com/watch?v=4vzVjoGS95E</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 13:34:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gals Can’t Be Kind to Otaku!? di Shin Mita]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000032B"><h1 class="imHeading1">Leggero, affettuoso, delicato</h1><h2 class="imHeading2">Con personaggi carini che si comportano in modo divertente</h2><div>






<div><strong>Gals Can’t Be Kind to Otaku!? (2026)</strong></div>
<div><em>Regia: Shin Mita</em></div>
<div><em>Sceneggiatura: Kazuhiko Inukai</em></div>
<div><em>Musiche: Ko Sato</em></div>
<div><em>Produzione: TMS Entertainment</em></div>
<div><br></div>
<div>Abbreviato in <em>OtaGal</em>, perché anche i giapponesi si sono rotti le scatole dei titoli giapponesi, si tratta di una commedia
romantica di dodici episodi.</div>
<div><br></div>
<div>Seo è un otaku, ovvero uno di quei ragazzi fissati con la cultura pop (perlopiù gli anime) e il relativo merchandize. Unito a una sua timidezza congenita, questo lo rende
non popolare. Nessuno lo disprezza, ma nessuno lo considera nemmeno. Casualmente, le due ragazze più attraenti della scuola sono in classe con lui, ma non lo calcolano nemmeno loro. Il fato vuole però che una
di queste, Ichiji, sia seduta proprio davanti a lui e sia estremamente socievole. Legando lei con il ragazzo, trascina nel dialogo la sua amica Amane (l’altra ragazza popolare). Amane ha poi un segreto, ovvero che anche
se è considerata una specie di stella, è anche lei una otaku. Così i tre legano tantissimo, diventano migliori amici e vissero per sempre felici e contenti.</div>
<div><br></div>
<div>Come notate, non c’è un vero e proprio script o un finale con un colpo di scena. Questo anime è uno slice of life. Giornate tipo, dove i personaggi vivono eventi
quotidiani, ma sono molto simpatici da guardare. La cosa che mi ha attratto, non ci giro intorno, è l’identificarmi facilmente col protagonista. Non è che io fossi solo, ma è vero che ero un otaku
e che ero timido. Le belle ragazze, poi, aiutano sempre nell’equazione delle visualizzazioni. C’è da dire che anche se non lo fossero state, ma fossero state “normali” (nel senso, non le dive
della scuola), l’anime avrebbe funzionato benissimo lo stesso. I personaggi sono tutti e tre simpatici e “coccoli”. Non conosco un termine che esprima meglio il fatto che qualcuno sia tenero, gentile, ti
fa voglia di abbracciarlo: come i cuccioli di cane. L’andamento narrativo si snoda su un vago tira e molla (qualcuno si innamora? Qualcuno si dichiara? Qualcuno dovrà scegliere?) e molti momenti dove il protagonista
si fa problemi perché è uno sfigato e teme che perderà le sue migliori amiche. Sembra tutto molto banale, ma visivamente rende un sacco. Inoltre, questo tipo di anime di solito sono harem enormi pieni
di scene scollacciate, ma non questo. <em>OtaGal</em> ha due eroine che, sì, sono innamorate del protagonista, ma rimangono due. Non ci sono mai momenti di tensione
erotica, ma soprattutto, nonostante siano molto carine, non c’è fan service. Niente scorci di gonna dal basso, niente momenti dove “Oh, no! Mi si vedono le tette” (poi censurate) e a lui schizza sangue
fuori dal naso. Niente dell’umorismo becero tipico, insomma. I vestiti non aderiscono come seconde pelli, rimane tutto vicino al realistico e orientato sull’affettuosità. </div>
<div>Ne sono rimasto incredibilmente colpito. In negativo, ma non dall’anime, quanto piuttosto da cosa sono stato abituato a vedere. Ricordo una scena precisa di una ragazza chinata
e del ragazzo che, in effetti, la vede nella posizione ambigua e arrossisce. Fine. Il mio cervello ha detto che qualcosa non andava e non capivo cosa. Ho fermato per capire. Il fatto era che la gonna cadeva normalmente, non
aderiva tra le natiche mostrando esattamente la forma sottostante né si sollevava mostrando l’intimo. Lui reagiva, sì, come reagirebbe qualcuno che vede una ragazza che gli piace in una posa vagamente equivoca,
ma senza esagerare. Vorrei dire che sono io che guardo solo prodotti scadenti e questa è l’eccezione, ma anche in anime molto popolari le cose vanno invece nel modo più sessualizzato possibile. Bravo <em>OtaGal</em> che ci insegni la pudicizia.</div>
<div><br></div>
<div>L’animazione è estremamente semplice. Non si grida al miracolo, non c’è niente di particolare. Ammetto che di solito gli anime di questo tipo hanno un dettaglio
elevatissimo, ma questo no. Forse aveva poco budget iniziale, forse è una scelta stilistica. I personaggi sono carini, ma certe volte sono anche un po’ piatti e le facce stesse talvolta hanno qualcosa che non
va (credo sia la dimensione/forma degli occhi, ma non l’ho mai capito per bene). Non che sia brutto, ma direi che è al massimo da sette.</div>
<div><br></div>
<div>C’è una colonna sonora? Suppongo. Le stesse sigle sono dimenticabili.</div>
<div><br></div>
<div>Rileggendo, sembra ne parli male; ma io in realtà <em>OtaGal</em> l’ho adorato. É leggero, affettuoso, delicato, con personaggi carini che si comportano in modo divertente. Lo consiglio come serie relax, anche per vedere qualcosa di un minimo diverso dal solito.</div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlink25b8b0015d5d5cf53babf4a79c518f28 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/OtaGal-loc_ver.webp','alt': 'La locandina dell\\\'anime.','title': 'La locandina dell\\\'anime.','width': 756,'height': 1080,'description': 'La locandina dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink25b8b0015d5d5cf53babf4a79c518f28, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/OtaGal-loc_ver.webp" alt="La locandina dell&#39;anime." title="La locandina dell&#39;anime." width="200" height="286" /></a></div><div><script> var showboxlinkdc76fe736e6f036b86ec876b015522ca = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/OtaGal-scena_bar.webp','alt': 'Una scena dell\\\'anime.','title': 'Una scena dell\\\'anime.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdc76fe736e6f036b86ec876b015522ca, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/OtaGal-scena_bar.webp" alt="Una scena dell&#39;anime." title="Una scena dell&#39;anime." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=FQwlxIgp0ME">https://www.youtube.com/watch?v=FQwlxIgp0ME</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 06:19:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'enigma di Elisa Lam]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000032A"><h1 class="imHeading1">L'anomalia del Cecil Hotel</h1><h2 class="imHeading2">Analisi del caso che continua a interrogare gli investigatori dell'insolito</h2><div>






<div>Esistono luoghi sulla Terra che sembrano possedere una memoria propria, un'attrazione gravitazionale per eventi che sfidano l'ordine naturale delle cose. Il <i>Cecil Hotel</i> di Los
Angeles è indiscutibilmente uno di questi nodi energetici. Dietro la sua facciata imponente si nasconde una fitta coltre di storie drammatiche, ma è nel primo scorcio del 2013 che la struttura è diventata
lo scenario di un dramma impenetrabile, una di quelle vicende destinate a rimanere impresse negli archivi del paranormale e dell'insolito: la misteriosa sparizione e il successivo ritrovamento di <b>Elisa Lam</b>.</div><div><br></div>
<div><script> var showboxlink9615622a5d1f7a0f0791ed11fa53ab17 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/enigma-elisa-lam-home_ver.webp','alt': 'Il Cecil Hotel.','title': 'Il Cecil Hotel.','width': 604,'height': 899,'description': 'Il Cecil Hotel.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9615622a5d1f7a0f0791ed11fa53ab17, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/enigma-elisa-lam-home_ver.webp" alt="Il Cecil Hotel." title="Il Cecil Hotel." width="150" height="224" /></a></div>
<div>Il <i>Cecil Hotel</i>.</div><div><br></div>
<div>La giovane viaggiatrice canadese svanì nel nulla nei primi giorni di febbraio, lasciando dietro di sé solo domande e una stanza d'albergo intatta. Il punto di svolta
che trasformò un caso di scomparsa in un enigma globale fu la diffusione di un filmato catturato dall'occhio elettronico di un montacarichi dell'hotel. Quelle immagini, impresse nella mente di chiunque studi
le anomalie del nostro mondo, mostrano la ragazza impegnata in un dialogo muto con il vuoto. I suoi gesti fluidi e le mani che accarezzano l'aria suggeriscono un'interazione con un'entità non visibile ai
nostri occhi, mentre il suo continuo sporgersi e ritrarsi dalla cabina fa pensare a un disperato tentativo di sottrarsi a una presenza invisibile o a una totale distorsione della realtà circostante. In tutto questo
lasso di tempo, si registra il dettaglio più inspiegabile: le porte del montacarichi restano perennemente e sinistramente spalancate, rifiutandosi di chiudersi come se fossero tenute bloccate da una forza estranea e
invisibile che dominava l'apparecchio.</div>
<div>Il velo di mistero si ispessì drammaticamente due settimane dopo, quando gli ospiti della struttura iniziarono a segnalare anomalie nel sistema idrico, descrivendo un liquido
scuro e dall'odore intollerabile. La perlustrazione dei tecnici sul tetto dell'edificio portò alla scoperta più macabra: il corpo della studentessa giaceva sul fondo di uno dei massicci serbatoi d'acqua.
Un epilogo che solleva dubbi insormontabili, se si considera che per raggiungere quella zona era necessario superare accessi protetti da sistemi d'allarme e che i silos stessi, privi di appigli esterni facili, presentavano
coperture pesanti, quasi impossibili da richiudere dall'interno senza un aiuto esterno.</div><div><br></div>
<div><script> var showboxlinkf21dc0ae728341e36040803861c637ef = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Elisa-Lam-dead_bar.webp','alt': 'Elisa Lam.','title': 'Elisa Lam.','width': 1200,'height': 800,'description': 'Elisa Lam.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf21dc0ae728341e36040803861c637ef, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Elisa-Lam-dead_bar.webp" alt="Elisa Lam." title="Elisa Lam." width="200" height="134" /></a></div>
<div>Elisa Lam.</div><div><br></div>
<div>Mentre le conclusioni formali degli investigatori parlarono di una tragica fatalità legata a una temporanea perdita di lucidità e all'interruzione di terapie farmacologiche,
gli studiosi dell'occulto e del mistero notarono da subito coincidenze troppo precise per essere casuali. La dinamica dell'evento rispecchiava in modo speculare la trama di <em>Dark Water</em>, un'opera cinematografica horror uscita anni prima, e persino i test sanitari utilizzati nella zona in quei giorni portavano un nome che sembrava un sinistro anagramma
del destino della ragazza.</div><div><br></div>
<div>A distanza di anni, la verità profonda su ciò che accadde in quelle stanze rimane sigillata. C'è chi si accontenta della spiegazione razionale di un crosso
psichico, ma per chi sa guardare oltre le apparenze, l'ombra di <b>Elisa Lam</b> continua a vagare tra le leggende metropolitane del <i>Cecil Hotel</i>, come il simbolo di un segreto che la logica umana non è ancora pronta a
decifrare.</div><div><br></div>
<div><strong>Le frequenze oscure del Cecil Hotel</strong></div>
<div>Il <i>Cecil Hotel</i> di Los Angeles ha accumulato nel corso del XX secolo una tragica serie di episodi di cronaca nera e gesti estremi, guadagnandosi la reputazione di luogo funestato da
eventi drammatici.</div>
<div>Di seguito sono riportati i principali casi documentati:</div><div><br></div>
<div><strong>Anni '20 e '30</strong></div>
<ul>
<li>Percy Ormond Cook (1927): è uno dei primi casi registrati nella storia dell'hotel. Si tolse la vita sparandosi all'interno della sua camera.</li>
<li>W. K. Norton (1931): trovato privo di vita nella sua stanza dopo aver ingerito sostanze velenose.</li>
<li>Benjamin Dodich (1932): rinvenuto senza vita per una ferita da arma da fuoco.</li>
<li>Louis D. Borden (1934): ex membro della marina, trovato deceduto nella sua stanza con ferite da taglio.</li>
<li>Roy Thompson (1937): un dipendente che si lanciò dal tetto dell'edificio, venendo ritrovato sul tetto di un immobile adiacente.</li>
<li>Grace E. Magro (1937): precipitò da una finestra del nono piano dell'edificio.</li>
<li>Erwin C. Neblett (1939): trovato privo di vita all'interno della struttura a causa dell'ingestione di veleno.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>Anni '40, '50 e '60</strong></div>
<ul>
<li>Dorothy Sceiger (1940): trovata morta nella sua stanza in seguito all'ingestione di sostanze tossiche.</li>
<li>Helen Gurnee (1954): precipitò da una finestra situata al settimo piano.</li>
<li>Julia Frances Moore (1962): si lanciò da una finestra dell'ottavo piano.</li>
<li>Pauline Otton (1962): precipitò dal nono piano dell'hotel e, cadendo, travolse sfortunatamente un passante in strada, George Gianinni. Entrambi persero la vita sul
colpo.</li>
<li>Goldie "Pigeon Goldie" Osgood (1964): residente di lunga data dell'hotel, fu vittima di un violento omicidio all'interno della sua stanza. Il caso è rimasto
irrisolto.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div>La lunga catena di tragedie, suicidi e delitti irrisolti ha trasformato nel tempo il <i>Cecil Hotel</i> da semplice struttura ricettiva a vero e proprio simbolo dell'inquietudine urbana.
La straordinaria concentrazione di eventi drammatici tra le sue mura ha alimentato la fama di un luogo carico di energie oscure, dove il confine tra il disagio umano e l'inspiegabile appare spesso sfumato.</div>
<div>In questo quadro di ombre storiche, la vicenda di <b>Elisa Lam</b> si inserisce come l'enigma definitivo del XXI secolo, il capitolo moderno che riassume tutta la carica misteriosa della
struttura. Dalle inspiegabili sequenze del montacarichi al tragico ritrovo sulla sommità dell'edificio, la storia della giovane viaggiatrice continua a oscillare tra la fredda logica dei verbali e il fascino persistente
dell'ignoto, lasciando il <i>Cecil</i> perennemente consacrato alla memoria dei grandi e insondabili misteri del nostro tempo.</div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlink82a48296bcdbdef6ec902323d6d4c253 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/enigma-elisa-lam-home_bar.webp','alt': 'Il Cecil Hotel.','title': 'Il Cecil Hotel.','width': 1217,'height': 694,'description': 'Il Cecil Hotel.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink82a48296bcdbdef6ec902323d6d4c253, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/enigma-elisa-lam-home_bar.webp" alt="Il Cecil Hotel." title="Il Cecil Hotel." width="200" height="114" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZUE-zmrHf3o">https://www.youtube.com/watch?v=ZUE-zmrHf3o</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 05:12:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Trasformazioni]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000329"><h1 class="imHeading1">I grandi classici del genere</h1><h2 class="imHeading2">Con racconti di Lovecraft, Hodgson, Bierce, Kipling, Saki, Crowe e tanti altri</h2><div>






<div>In attesa del debutto nelle sale, a fine 2026, di <i>Werwulf</i> - il nuovo horror gotico firmata da <b>Robert Eggers</b> che reinterpreta il mito del lupo mannaro -, OBLIVIUM propone
un volume in perfetta sintonia con le atmosfere della pellicola, capace di esplorare le stesse suggestioni oscure e misteriose che vedremo al cinema.</div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div><em>Dal mito antico alla fiaba popolare, dal folklore al racconto gotico e weird, il tema della metamorfosi parla di confini labili e pericolosi: tra umano e bestiale, tra identità
stabile e alterità mutevole e caotica, tra civiltà e natura selvaggia; racconta la paura ancestrale di perdere le proprie sembianze, e quindi la propria umanità, ma anche la segreta fascinazione per l’abbandono
delle costrizioni razionali, sociali e morali. </em>Dedicata agli appassionati di horror classico, letteratura gotica e <em>weird</em>, l’antologia <em>Trasformazioni. Licantropie e altre terribili metamorfosi </em>esplora uno dei temi più potenti e universali dell’immaginario umano. Il volume raccoglie 25 racconti distribuiti in quattro sezioni che allargano progressivamente
lo sguardo dal classico lupo mannaro alle metamorfosi più inquietanti e imprevedibili.</div><div><br></div>
<div>Licantropie vere o presunte riunisce i grandi classici del genere: dal <em>Lupo mannaro</em> di Orest Somov, ispirato al folklore ucraino, a Frederick Marryat col <em>Lupo bianco dei Monti Hartz</em> e la prima memorabile licantropia femminile; si prosegue con Sutherland Menzies, Catherine Crowe, Rudyard Kipling e altri, fino a H. Warner Munn
e Arlton Eadie. La sezione esplora varianti europee ed extraeuropee, mostrando la vitalità del mito in contesti culturali anche molto diversi.</div>
<div> Altre metamorfosi allarga il campo a trasformazioni non lupesche, spesso ancora più disturbanti: l’uomo-tigre
di Hugh Clifford, la fanciulla-gatto di Marcel Prévost, la donna-pantera di Ambrose Bierce, l’orrore fungino di W.H. Hodgson, l’ironia di Saki e la maledizione serpentiforme di Lovecraft e Bishop.</div>
<div>Fiabe e dintorni raccoglie testi dal forte valore simbolico e morale: dal <em>Bisclavret</em> alla <em>Meravigliosa storia della bella Melusina</em> di Ludwig Tieck, fino alle fiabe tradizionali africane e ai racconti di Christina Rossetti e Mary Mapes Dodge.</div>
<div>Ultime trasformazioni chiude il volume con due capolavori russi: <em>La famiglia del Vurdalak</em> di Aleksej Konstantinovič Tolstoj e <em>Lazzaro</em> di Leonid Andreev, dove la resurrezione diventa la più radicale delle metamorfosi.</div>
<div><br></div>
<div><strong>ELENCO RACCONTI</strong></div>
<div><strong><em>Licantropie vere o presunte</em></strong></div>
<div><em>Il lupo mannaro</em> - Orest Somov</div>
<div><em>Il lupo bianco dei Monti Hartz</em> - Frederick Marryat</div>
<div><em>Hugues, il Lupo Mannaro</em> - Sutherland Menzies</div>
<div><em>La storia di un Lupo Mannaro -</em> Catherine Crowe</div>
<div><em>Il segno della bestia</em> - Rudyard Kipling</div>
<div><em>Il lupo bianco di Kostopchin</em> - Sir Gilbert Campbell</div>
<div><em>I lupi mannari</em> - Honoré Beaugrand</div>
<div><em>La lupa</em> - Hector Hugh Munro (Saki)</div>
<div><em>Il licantropo</em> - Virgínia de Castro e Almeida</div>
<div><em>Il lupo mannaro di Ponkert</em> - H. Warner Munn</div>
<div><em>La Fanciulla-Lupo di Josselin</em> - Arlton Eadie</div>
<div><br></div>
<div><strong><em>Altre metamorfosi</em></strong></div>
<div><em>La tigre mannara</em> - Hugh Clifford</div>
<div><em>La fanciulla con il gatto d’oro</em> - Marcel Prévost</div>
<div><em>Gli occhi della pantera</em> - Ambrose Bierce</div>
<div><em>La voce nella notte</em> - William Hope Hodgson</div>
<div><em>Laura</em> - Hector Hugh Munro (Saki)</div>
<div>La maledizione di Yig - Z. Bishop e H.P. Lovecraft</div>
<div><br></div>
<div><strong><em>Fiabe e dintorni</em></strong></div>
<div><em>Bisclavret </em>- Constance Cary Harrison</div>
<div><em>La meravigliosa storia della bella Melusina</em> - L. Tieck</div>
<div><em>Due fiabe: Hero e Nick</em> - Christina Rossetti</div>
<div><em>Il bambino corvo</em> - Mary Mapes Dodge</div>
<div><em>Leopardo dalla splendida pelle</em> - R.H. Nassau</div>
<div><br></div>
<div><strong><em>Ultime trasformazioni</em></strong></div>
<div><em>La Famiglia del Vurdalak</em> - Aleksej K. Tolstoj</div>
<div><em>Lazzaro</em> - Leonid Andreev</div>
<div><br></div>
<div>Dalla pluriennale esperienza nella pubblicazione di classici di <em>Caravaggio Editore</em> (sotto la direzione editoriale di <strong>Enrico De Luca</strong>), nasce <em>Oblivium Edizioni</em>: un nuovo marchio dedicato al gotico e al <em>weird</em>. Caravaggio Editore si è affermata negli ultimi anni come una realtà apprezzata
per la serietà delle sue edizioni: testi integrali, rispettosi degli originali, annotati e arricchiti da apparati iconografici d’epoca. È proprio da questa attenzione per la qualità che nasce il
marchio <em>Oblivium</em>, che si propone come un vero e proprio “riscattatore dall’oblio” di testi classici dimenticati, mai tradotti in italiano o
ingiustamente trascurati. Il nome stesso del marchio - che evoca ciò che è stato dimenticato - riassume la sua missione: riportare alla luce opere che meritano di essere lette ancora. All’interno delle
due collane principali - <i>Redivivi</i> e <i>Voci dall’ignoto</i> - verranno pubblicati romanzi inediti, raccolte d’autore e antologie tematiche di racconti. Ogni volume sarà caratterizzato da un’alta
qualità editoriale: come per Caravaggio, traduzioni accurate, testi integrali e un ricco corredo illustrativo che attinge al meglio dell’illustrazione d’Ottocento e inizio Novecento o realizzato
appositamente da artisti contemporanei.<strong> </strong><em>Oblivium Edizioni</em> nasce con l’ambizione di portare in libreria e fra le mani di chi legge testi potenti e fuori dal tempo: libri che restituiscono il gusto autentico della letteratura orrorifica classica, senza semplificazioni
o adattamenti.</div>
<div><br></div>
<div><em>Le storie su mostri e licantropi non smetteranno mai di terrorizzare i lettori, di risvegliare in loro gli istinti atavici che, in un lontano passato,
ci salvavano la vita quando eravamo prede e la notte ancora spaventosa</em> (Fiore Manni e Michele Monteleone, scrittori e sceneggiatori).</div>
<div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Trasformazioni</div>
<div>(Licantropie e altre terribili metamorfosi)</div>
<div>Autore: AA.VV.</div>
<div>Curatori: Michela Pollutri, Andrea Gide</div>
<div>Editore: Oblivium Edizioni</div>
<div>Collana: Voci dall’ignoto</div>
<div>Pagine: 510</div>
<div>Dimensioni: 16 x 4.5 x 22 cm</div>
<div>Anno: 4 settembre 2026</div>
<div>Prezzo: 24,90 €</div>
<div>ISBN-13: 979-1282577014</div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlink32cf326c2f9a9a4588161f7ac6c53f73 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Trasformazioni-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 755,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink32cf326c2f9a9a4588161f7ac6c53f73, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Trasformazioni-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="287" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 05:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La morte di Ilalotha]]></title>
			<author><![CDATA[Clark Ashton Smith]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000328"><h1 class="imHeading1">La luce salì vacillando</h1><h2 class="imHeading2">La testa e il corpo parevano un guscio vuoto</h2><div><div>Nero Sovrano dell'orrore e della paura, Signore della confusione!</div><div>Tu, come afferma il tuo profeta,<br>Dispensi nuovi poteri agli stregoni dopo la morte,<br>E nella corruzione le streghe traggono un respiro proibito,<br>E intessono incantesimi ed illusioni<br>Quali soltanto le lamie possono usare:</div> <div>E per il tuo volere i cadaveri putrefatti perdono<br>Il loro orrore, e amori nefandi si accendono<br>In cripte malsane da molto tempo oscure;</div> <div>E i vampiri ti dedicano i loro sacrifici…</div> <div>Facendo sgorgare sangue come se grandi urne avessero versato<br>Il loro fulgido contenuto vermiglio<br>Sui sarcofagi dilavati e tumultuosi.<br></div><div><br></div> <div>(Litania di Ludar in onore di Thasaidon)<br></div> <div><br></div><div>Secondo l’usanza dell’antica Tasuun, le esequie di Ilalotha, dama di compagnia della regina uxoricida Xantlicha, erano state occasione di baldorie e di festeggiamenti prolungati. Per tre giorni, in una bara di sete orientali multicolori, sotto un baldacchino rosato che avrebbe potuto degnamente coronare un letto nuziale, ella era rimasta, abbigliata di vesti di gala, nella gran sala dei banchetti del palazzo reale di Miraab. Intorno a lei, dall’alba al tramonto, dalla fresca sera all’aurora torrida, la marea febbrile delle orge funebri aveva turbinato continuamente senza attenuarsi. Nobili, funzionari di corte, guardie, sguatteri, astrologi, eunuchi, e tutte le dame, le &nbsp;ancelle e le schiave di Xantlicha avevano partecipato alla prodiga baldoria che veniva giudicata come il modo più adatto per onorare i defunti. Venivano cantati canti ebbri e distici osceni, e i danzatori vorticavano in vertiginosa frenesia al suono lascivo di instancabili liuti.</div> <div>I vini e i liquori scorrevano a torrenti dalle anfore mostruose; sulle &nbsp;tavole fumigavano carni condite di spezie, in mucchi sempre rinnovati. I bevitori offrivano libagioni a Ilalotha, fino a quando le stoffe del suo catafalco si macchiavano delle tinte più cariche dei vini rovesciati. Dovunque, intorno a loro, giacevano coloro che si erano abbandonati alle licenze erotiche o a libagioni troppo abbondanti. Con gli occhi socchiusi e le labbra lievemente aperte, nell’ombra rosea del baldacchino, Ilalotha non pareva morta: sembrava un’imperatrice addormentata che regnasse imparzialmente sui vivi e sui defunti. Questo particolare, oltre allo strano accentuarsi della sua naturale bellezza, veniva notato da molti; e alcuni affermavano che ella pareva in attesa del bacio di un amante, più che dei baci dei vermi.</div> <div>La terza sera, quando vennero accese le lampade bronzee dalle molte lingue, e i riti stavano ormai per concludersi, ritornò a corte il nobile Thulos, amante ufficiale della regina Xantlicha, che una settimana prima si era recato a visitare il suo feudo sul confine occidentale e non aveva avuto notizia della morte di Ilalotha. Ancora ignaro, egli giunse nella sala nell’ora in cui i saturnali cominciavano a rallentare, e il numero dei gaudenti caduti al suolo era più numeroso di quello di coloro che ancora si muovevano e bevevano e si davano alle baldorie.</div> <div>Thulos scrutò con scarsa sorpresa il disordine della sala, poiché simili scene gli erano familiari fin dall’infanzia. Poi, avvicinatosi alla bara, riconobbe la defunta con un certo sgomento. Tra le numerose dame di Miraab che avevano attratto le sue attenzioni di libertino, Ilalotha era durata più a lungo di tutte; e si diceva che si fosse &nbsp;addolorata più appassionatamente di ogni altra quando era stata abbandonata da lui.</div> <div>Un mese prima era stata soppiantata da Xantlicha, che aveva dimostrato a Thulos il proprio favore senza ambiguità; e Thulos, forse, non l’aveva abbandonata senza rimpianto: perché il ruolo di amante della regina, sebbene vantaggioso e non del tutto sgradevole, era piuttosto precario. Xantlicha, a quanto si riteneva universalmente, si era sbarazzata del defunto re Archain per mezzo d’una fiala di veleno, scoperta in una tomba, che doveva la sua particolare sottigliezza e virulenza all’arte di antichi incantatori. In seguito, la regina si era presa molti amanti, e coloro che non le piacevano più avevano trovato una fine non meno violenta di quella di Archain. Xantlicha era esigente, capricciosa, e pretendeva un’assoluta fedeltà che per Thulos era intollerabile; e questi, adducendo a pretesto affari urgenti nelle sue lontane tenute, era stato ben felice di allontanarsi per una settimana dalla corte.</div> <div>Ora, mentre stava accanto alla morta, Thulos dimenticò la regina e rammentò certe notti d’estate, addolcite dalla fragranza del gelsomino e dalla bellezza, candida come i gelsomini, di Ilalotha. Più ancora degli altri, egli stentava a crederla morta: perché il suo aspetto attuale non differiva affatto da quello che spesso aveva assunto durante la loro relazione. Per compiacere il suo capriccio, ella aveva simulato l’inerzia e l’abbandono del sonno o della morte: e allora egli l’aveva amata con un ardore non sgomentato dalla veemenza felina con cui, in altre occasioni, ella usava ricambiare o provocare le sue carezze.</div> <div>Di momento in momento, come per opera d’una potente negromanzia, Thulos fu preso da una bizzarra allucinazione, e gli parve di essere di nuovo l’amante di quelle notti perdute, di essere entrato in quel pergolato, nei giardini del palazzo, dove Ilalotha lo attendeva su di un giaciglio cosparso di petali, giacendo con il seno immoto come il volto e le mani. Era completamente dimentico della &nbsp;sala affollata: le luci ardenti, i volti arrossati dal vino erano divenuti un parterre di fiori che oscillavano dolcemente nel chiaro di luna, e le voci dei cortigiani non erano altro che un fioco sospiro del vento tra i cipressi e i gelsomini. I caldi profumi afrodisiaci della notte di giugno lo avvolgevano: e come allora gli pareva che nascessero non soltanto dai fiori, ma dalla persona di Ilalotha. Spinto da un intenso desiderio, si chinò e sentì il fresco braccio di lei fremere involontariamente sotto il suo bacio.</div> <div>Poi, con lo sbalordimento di un sonnambulo svegliato bruscamente, &nbsp;udì una voce sibilargli all’orecchio in toni sommessi e velenosi: - Hai dunque dimenticato chi sei, nobile Thulos? Per la verità non mi stupisco molto, perché molti dei miei cortigiani affermano che è più bella da morta che da viva. -</div> <div>Volgendosi da Ilalotha, mentre il bizzarro incantesimo si dissolveva dai suoi sensi, Thulos trovò Xantlicha al proprio fianco. Le vesti erano in disordine, i capelli sciolti e scarmigliati, e barcollava leggermente, aggrappandoglisi alla spalla con le dita dalle unghie aguzze. Le labbra carnose, rosse come papaveri, erano contratte da una furia volpina, e gli occhi gialli dalle lunghe ciglia erano accesi dalla gelosia di una gatta in amore.</div> <div>Sopraffatto da una strana confusione, Thulos ricordò solo parzialmente l’incantesimo di cui era stato vittima; e non sapeva se aveva veramente baciato Ilalotha e aveva sentito la carne di lei fremere sotto la sua bocca. In verità, pensava, era impossibile: si era abbandonato per un momento a una fantasticheria. Ma era turbato dalle parole di Xantlicha e dalla sua collera, e dalle risate ebbre e furtive e dai mormorii ribaldi che udiva passare tra i presenti nella sala.</div> <div>- Stai in guardia, mio Thulos - sussurrò la regina, come se la sua ira si stesse placando, - perché dicono che fosse una strega...</div> <div>- Com’è morta? - chiese Thulos.</div> <div>- Di una febbre d’amore, si mormora.</div> <div>- Allora sicuramente non era una strega - ribatté Thulos con una leggerezza ben lontana dai suoi pensieri e dai suoi sentimenti. - Perché la vera stregoneria avrebbe trovato un rimedio.</div> <div>- È stato per amor tuo - disse oscuramente Xantlicha.</div> <div>- E come sanno tutte le donne, il tuo cuore è più nero e più duro del diamante nero. Nessuna stregoneria, per quanto potente, potrebbe vincerlo. -</div> <div>All’improvviso il suo umore parve addolcirsi.</div> <div>- La tua assenza si è protratta troppo a lungo, mio signore. Vieni da me a mezzanotte: ti attenderò nel padiglione sud. - Poi, scrutandolo &nbsp;per un istante tra le palpebre abbassate, e pizzicandogli il braccio in modo che le unghie penetrarono nella stoffa e nella pelle come gli artigli di una gatta, si allontanò da lui per chiamare alcuni degli eunuchi dell’harem.</div> <div>Thulos, non appena l’attenzione della regina si fu distolta da lui, si azzardò a guardare di nuovo Ilalotha, riflettendo nel contempo sulle strane osservazioni di Xantlicha.</div> <div>Sapeva che Ilalotha, come molte dame di corte, si era dilettata di incantesimi e di filtri: ma la sua stregoneria non l’aveva mai preoccupato, poiché egli non provava interesse se non per gli incanti di cui la natura aveva dotato i corpi femminili. E gli era &nbsp;impossibile credere che Ilalotha fosse morta di una passione fatale poiché, nella sua esperienza, la passione non era mai fatale.</div> <div>Ma per la verità, mentre la guardava in preda a sentimenti confusi, fu nuovamente assalito dall’impressione che ella non fosse affatto morta. Non vi fu il ripetersi della bizzarra allucinazione del ricordo di un altro tempo e di un altro luogo; ma gli parve che ella si fosse spostata sul catafalco macchiato di vino, volgendo un poco il viso verso di lui, come una donna si volge verso l’amante atteso; e che il &nbsp;braccio da lui baciato, nel sogno o nella realtà, fosse leggermente più scostato dal fianco.</div> <div>Thulos si chinò un poco di più, affascinato dal mistero e attratto da qualcosa che non avrebbe saputo definire. Ancora una volta, senza &nbsp;dubbio, aveva sognato o si era ingannato.</div> <div>Ma mentre il dubbio cresceva in lui, gli parve che il seno di Ilalotha si muovesse in un lieve respiro, e udì un mormorio quasi &nbsp;impercettibile ma agghiacciante: </div> <div>- Vieni da me a mezzanotte. Ti attenderò... nella tomba.</div> <div>In quell’istante comparvero accanto al catafalco alcuni uomini dagli abiti sobrii e scuri dei sacrestani, che erano entrati nella sala in silenzio, senza che Thulos e gli altri se ne fossero accorti. Essi &nbsp;portavano un sarcofago dalle pareti sottili di bronzo brunito, appena saldato. Era loro compito prendere il corpo della morta e trasportarlo nella cripta funeraria della sua famiglia, situata nella vecchia necropoli, un poco più a nord dei giardini del palazzo. Thulos avrebbe voluto gridare per trattenerli: ma gli si bloccò la lingua, e non riuscì a muoversi. Senza sapere se era desto o addormentato, vide gli addetti del cimitero collocare Ilalotha nel sarcofago e portarla rapidamente fuori dalla sala, senza che nessuno li seguisse, senza che i presenti, ebbri e insonnoliti, se ne &nbsp;avvedessero. Solo quando il mesto corteo se ne fu andato, Thulos riuscì a muoversi, accanto al catafalco vuoto. I suoi pensieri erano &nbsp;torpidi, pieni di oscurità e d'indecisione. Vinto da un'immensa stanchezza che non era innaturale dopo il lungo viaggio, si ritirò nel suo appartamento e subito piombò in un sonno pesante come la &nbsp;morte.</div><div><br></div> <div>Liberandosi gradualmente dai rami dei cipressi, come da lunghe dita protese di streghe, una luna fioca e deforme scrutava orizzontalmente attraverso la finestra orientale, quando Thulos si &nbsp;destò. Comprese che si stava appressando la mezzanotte, e ricordò l’appuntamento che gli aveva dato la regina Xantlicha: un appuntamento cui non poteva mancare senza incorrere nella sua temibile collera. Inoltre, con singolare chiarezza, ricordò un altro appuntamento... alla stessa ora ma in un luogo diverso. Gli incidenti e le impressioni del funerale di Ilalotha che, sul momento, gli erano parsi così dubbi e simili a sogni, tornarono a lui con la forza profonda della realtà, quasi incisi nella sua mente da una mordente chimica del sonno… o dal rafforzamento di un incantesimo stregato. Sentì che Ilalotha si era veramente mossa sul catafalco e gli aveva parlato: che i sacrestani l'avevano portata nella tomba ancora viva. Forse la sua presunta morte era stata una sorta di catalessi: oppure ella aveva volutamente simulato la morte in un ultimo tentativo di riaccendere la sua passione. Questi pensieri suscitarono in lui la &nbsp;febbre ardente della curiosità e del desiderio: e vide davanti a sé la &nbsp;bellezza pallida, inerte, lussuriosa di lei, quasi presentata da un incantamento.</div> <div>Profondamente sconvolto, scese per scale e corridoi bui verso il labirinto dei giardini rischiarati dalla luna. Maledisse l’intempestiva esigenza di Xantlicha. Tuttavia, si disse, era molto più probabile che la regina, continuando a trangugiare i liquori di Tasuun, avesse già &nbsp;raggiunto uno stato in cui non avrebbe né mantenuto né rammentato l’appuntamento.</div> <div>Questo pensiero lo rassicurò: e nella sua mente stranamente perplessa, presto divenne una certezza; e non si affrettò a dirigersi verso il padiglione sud, ma avanzò stordito tra i boschetti ombrosi. Sembrava sempre più improbabile che vi fosse in giro qualcun altro, oltre lui: perché le lunghe ali buie del palazzo erano distese come in &nbsp;un vacuo torpore: e nei giardini c’erano solo ombre morte, e stagni di fragranza immobile in cui erano annegati i venti. E sopra ogni cosa, come un papavero pallido e mostruoso, la luna distillava il suo &nbsp;pesante sonno di morte.</div> <div>Thulos, ormai dimentico del suo appuntamento con Xantlicha, cedette senza ulteriori riluttanze all’impulso che lo spingeva verso &nbsp;un’altra meta. In verità, era doveroso che visitasse le cripte e &nbsp;scoprisse se era stato o no ingannato nelle sue convinzioni riguardanti Ilalotha. Forse, se non fosse andato, ella sarebbe soffocata nel sarcofago chiuso, e la morte simulata sarebbe divenuta &nbsp;ben presto una realtà. Di nuovo, come se venissero pronunciate nel chiaro di luna davanti a lui, egli udì le parole che gli aveva &nbsp;bisbigliato dal catafalco: - Vieni da me a mezzanotte... ti attenderò... &nbsp;nella tomba.</div> <div>Con il passo rapido e il battito accelerato del cuore di chi si avvia al giaciglio caldo e addolcito di petali d'una amante adorata, egli lasciò i giardini del palazzo passando da una postierla settentrionale, e attraversò il terreno erboso tra il parco reale ed il vecchio cimitero. Senza tremiti e senza sgomento, egli varcò quei portali di morte &nbsp;eternamente aperti, dove mostri di marmo nero, dalla testa di guúl e dagli occhi orribilmente butterati, stavano accovacciati davanti ai &nbsp;pilastri diroccati.</div> <div>Il silenzio delle tombe basse, la rigidezza e il pallore delle alte colonne, la profondità delle ombre dei cipressi, l’inviolabilità della morte che si comunicava ad ogni cosa contribuivano ad accrescere la singolare eccitazione che accendeva il sangue di Thulos. Era come se avesse bevuto un filtro drogato con polvere di mummia. Tutto &nbsp;intorno a lui il silenzio mortale pareva ardere e fremere di mille &nbsp;ricordi di Ilalotha, insieme alle attese cui ancora non aveva dato immagini precise...<br>Una volta, aveva visitato insieme a Ilalotha la tomba sotterranea degli avi di lei: e ricordandone chiaramente l’ubicazione, raggiunse senza indecisioni l’ingresso dal basso arco di scuro legno di cedro. Le ortiche e le erbacce fetide, che crescevano fitte intorno all’ingresso poco usato, erano state calpestate da coloro che erano &nbsp;entrati prima di Thulos: e la porta arrugginita di ferro battuto vacillava pesantemente verso l’interno sui cardini smossi. Ai suoi &nbsp;piedi stava una torcia spenta, senza dubbio lasciata cadere nell'andarsene da uno dei sacrestani. Vedendola, Thulos ricordò che non aveva portato né una candela né una lanterna per esplorare le &nbsp;cripte, e gli parve che quella torcia provvidenziale fosse un segno di &nbsp;buon auspicio.</div> <div>Reggendo la torcia riaccesa, cominciò a cercare. Non badò ai polverosi sarcofagi ammucchiati nella prima parte del sotterraneo; &nbsp;perché, durante la visita che avevano compiuto insieme, Ilalotha gli aveva mostrato una nicchia, nell’estremità più interna, dove a suo tempo lei stessa sarebbe stata sepolta tra i membri di quella stirpe &nbsp;decadente. Stranamente, insidiosamente, come il soffio di un giardino primaverile, il profumo ricco e languido del gelsomino salì verso di lui nell’aria muffita, tra le file dei morti: e lo attrasse verso il sarcofago che stava, scoperchiato, tra gli altri ben chiusi. E Thulos scorse Ilalotha, distesa nelle vesti gaie del funerale, con gli occhi &nbsp;socchiusi e le labbra semiaperte; e su di lei aleggiava la stessa strana, radiosa bellezza, lo stesso pallore voluttuoso e silente che avevano attirato Thulos con un incanto necrofilo.</div> <div>- Sapevo che saresti venuto, Thulos - mormorò Ilalotha, fremendo lievemente, quasi involontariamente, sotto l’ardore crescente dei baci che scendevano dalla gola al seno...<br>La torcia caduta dalla mano di Thulos si spense nella fitta polvere...</div><div><br></div> <div>Xantlicha, che si era ritirata di buon’ora nella sua stanza, aveva dormito male. Forse aveva bevuto troppo, o troppo poco, lo scuro vino ardente; forse il suo sangue era acceso dal ritorno di Thulos, e la sua gelosia era ancora turbata dal bacio appassionato che egli aveva deposto sul braccio di Ilalotha durante le esequie. L'inquietudine la dominava: e si alzò molto prima dell’ora dell'appuntamento con Thulos, e si accostò alla finestra della sua stanza, cercando il ristoro della fresca aria notturna.</div> <div>Ma l’aria pareva riscaldata dall'ardore di fornaci nascoste; il cuore pareva gonfiarsi nel suo seno fino a soffocarla: e l’inquietudine e l’agitazione vennero accresciute anziché sminuite dallo spettacolo dei giardini sotto la luna.</div> <div>Avrebbe desiderato precipitarsi al padiglione: ma nonostante la sua impazienza, ritenne opportuno far attendere Thulos. Affacciata al davanzale, quindi, lo vide passare tra le aiuole e le pergole sottostanti. Fu colpita dalla fretta insolita e dalla decisione della sua andatura; e si chiese dove fosse diretto, poiché poteva essere avviato &nbsp;solo verso un luogo remoto da quello che ella aveva indicato per il loro incontro. Thulos scomparve al suo sguardo nel viale &nbsp;fiancheggiato dai cipressi che conduceva al cancello settentrionale &nbsp;dei giardini; e lo stupore della regina presto si mescolò all’allarme e alla collera, quando non lo vide ritornare.</div> <div>Xantlicha non riusciva a comprendere perché Thulos, o qualunque altro uomo, potesse osare di dimenticare l’appuntamento: e cercando una spiegazione, intuì che fosse probabilmente in gioco &nbsp;una tremenda e potente stregoneria. D’altra parte, alla luce di certi episodi da lei osservati e di molte dicerie, non le era difficile &nbsp;identificare l’incantatrice.</div> <div>Ilalotha, la regina lo sapeva bene, aveva amato freneticamente Thulos, e aveva provato un’afflizione inconsolabile, quand'egli l’aveva abbandonata. La gente diceva che avesse operato vari incantesimi inefficaci, nella speranza di riattirarlo a sé, ed avesse compiuto envoûtements vani e sortilegi di morte contro Xantlicha.</div> <div>Alla fine, era morta d’angoscia e di disperazione, o forse si era uccisa con un veleno misterioso... Ma, come si credeva in Tasuun, una strega che moriva con un desiderio insaziato, poteva trasformarsi in una lamia o in una vampira, realizzando così il compimento di tutte le sue stregonerie...<br>La regina rabbrividì, ricordando tutto questo e rammentando anche l’orrida, maligna trasformazione che si diceva accompagnasse la realizzazione di tali fini: perché coloro che usavano in tal modo del potere dell’inferno dovevano assumere il carattere e le sembianze degli esseri infernali. Xantlicha immaginò anche troppo esattamente la destinazione di Thulos, e il pericolo verso il quale era avviato, se i suoi sospetti erano veri. E pur sapendo di rischiare un eguale pericolo, decise di seguirlo.</div> <div>Non fece molti preparativi, poiché non c'era tempo da perdere: ma &nbsp;prese dai serici guanciali del suo letto un pugnale a lama diritta, unto dalla punta all'elsa da un veleno ritenuto efficace tanto contro i vivi quanto contro i morti. Stringendolo nella destra, e reggendo nell'altra mano una lanterna che più tardi avrebbe potuto tornarle &nbsp;utile, Xantlicha si allontanò rapida e furtiva dal palazzo.</div> <div>Gli ultimi fumi del vino bevuto quella sera svanirono completamente dal suo cervello, mentre si destavano vaghe e tremende paure che l’ammonivano come le voci di fantasmi aviti. Ma, incrollabilmente decisa, ella seguì il percorso su cui si era &nbsp;avviato Thulos, lo stesso seguito dai sacrestani che avevano portato Ilalotha al luogo della sepoltura. Aleggiando da un albero all’altro, la luna l’accompagnava come una faccia erosa dai vermi. Il suono rapido e lieve dei suoi coturni, infrangendo il bianco silenzio, pareva lacerare il velo di ragnatele che l’isolava da un mondo &nbsp;d’abominazioni spettrali. E sempre più chiaramente ella ricordava le leggende che parlavano di esseri simili a Ilalotha: e si sentiva &nbsp;tremare il cuore, poiché sapeva che non avrebbe incontrato una donna mortale, bensì una cosa suscitata e animata dal settimo inferno. Ma tra il gelo di questi orrori, il pensiero di Thulos tra le braccia della lamia era come un marchio rovente che le bruciasse il seno.</div> <div>La necropoli si spalancò davanti a Xantlicha, e i suoi passi la portarono nell'oscurità cavernosa degli alti alberi funerei, come se passasse attraverso mostruose fauci buie, in cui i monumenti bianchi erano le zanne. L'aria divenne umida e pesante, quasi satura dell'alito delle cripte. La regina esitò, poiché le parve che neri, invisibili demoni malvagi si levassero dal suolo tutto intorno a lei, torreggiando più alti delle colonne e dei tronchi, pronti ad assalirla se si fosse avventurata più oltre. Tuttavia, poco dopo giunse al buio passaggio che cercava. Tremando, accese lo stoppino della lanterna; e trapassando la densa oscurità sotterranea con il raggio tagliente, &nbsp;entrò con un terrore mal represso e con una profonda ripugnanza nella dimora dei morti... e forse dei non morti.</div> <div>Tuttavia, mentre percorreva le prime svolte della catacomba, parve che non dovesse incontrare nulla di più orrendo della muffa e della polvere filtrata dai secoli, nulla di più temibile dei sarcofagi chiusi allineati sui profondi ripiani di pietra: sarcofagi che erano rimasti silenziosi e indisturbati dal tempo in cui erano stati lì deposti. &nbsp;Certo in quel luogo il sonno di tutti i morti era ininterrotto, il nulla della morte era inviolato.</div> <div>La regina quasi dubitava, ormai, che Thulos l’avesse preceduta lì: finché, volgendo al suolo il raggio della lampada, scoprì le impronte lasciate dalle calzature di lui, sottili e appuntite, nello spesso strato di polvere tra le orme di piedi rozzamente calzati dei sacrestani. E vide che le impronte di Thulos andavano in un'unica direzione, mentre le altre andavano e ritornavano.</div> <div>Poi, a una distanza indeterminata nell’oscurità, Xantlicha udì un suono in cui il gemito morboso d’una donna innamorata si mescolava a un ringhio, simile a quello degli sciacalli intenti a divorare la carne. Il sangue le riaffluì raggelato al cuore, mentre avanzava a passi lenti, serrando il pugnale nella mano levata, e tenendo alta la lampada. Il suono divenne più forte e più nitido; e poi le giunse un profumo di fiori in una calda notte di giugno: ma, quando avanzò ancora, il profumo si mescolò sempre più a un fetore soffocante quale mai aveva conosciuto, sfumato dal sentore &nbsp;caldo del sangue.</div> <div>Dopo qualche altro passo, Xantlicha si fermò, come se l’avesse arrestata il braccio di un demone: perché la luce della sua lanterna aveva inquadrato il volto riverso e la parte superiore del corpo di Thulos, che sporgevano dall’estremità di un nuovo sarcofago brunito, sistemato nel breve spazio tra altri patinati dal verderame. Una delle mani di Thulos stringeva rigidamente il bordo del sarcofago, mentre l’altra, muovendosi debolmente, pareva accarezzare una forma vaga protesa sopra di lui con le braccia che splendevano candide come gelsomini nel raggio sottile, e con le dita scure che affondavano nel petto di lui. La testa e il corpo parevano un guscio vuoto, e la mano pendeva esile e scheletrita sul bordo bronzeo: pareva esangue, come se avesse perduto più sangue di quanto apparisse evidente dal volto e dalla gola straziata, dalla veste intrisa e dai capelli sgocciolanti.</div> <div>La cosa china su Thulos continuava a emettere quel suono che era per metà gemito e per metà ringhio.</div> <div>E mentre Xantlicha rimaneva impietrita dallo spavento e dal disgusto, le parve di udire dalle labbra di Thulos un mormorio indistinto, più d’estasi che di paura. Il mormorio cessò, e la sua testa si abbandonò ancora più inerte, così che la regina lo credette morto. Quella vista le ridiede il coraggio della collera, e la spinse ad avvicinarsi levando più alta la lanterna, perché, pur nel suo panico estremo, ricordò che con il pugnale intinto nel veleno stregato poteva uccidere ancora, forse, la cosa che aveva ucciso Thulos.</div> <div>La luce salì vacillando, rivelando poco a poco l’abominio che Thulos aveva accarezzato nelle tenebre... strisciava verso il muro macchiato di cremisi, e l’orificio zannuto che era per metà una bocca e per &nbsp;metà un rostro... fino a quando Xantlicha comprese perché il corpo di Thulos era soltanto un guscio svuotato... In ciò che la regina vedeva non rimaneva nulla di Ilalotha, tranne le bianche braccia voluttuose, e un contorno vago di seni umani che si alteravano in seni non umani, come creta plasmata da uno scultore demoniaco. Anche le braccia cominciarono a cambiare e ad oscurarsi: e mentre mutavano, la mano morente di Thulos si mosse ancora, levandosi con un movimento carezzevole verso quell’orrore. E la cosa parve sentirlo, ma non ritrasse le dita dal petto di lui, e si protese sopra il suo corpo con le membra che ingigantivano enormemente, come per artigliare la regina od accarezzarla con gli artigli gocciolanti. Allora Xantlicha lasciò cadere la lanterna e il pugnale, e con urla e risa stridule incessanti di demenza immitigata fuggì dalla cripta.</div><div><br></div> <div><strong>Note della Redazione</strong></div> <div>La morte di Ilalotha (The Death of Ilalotha), pubblicato per la prima volta su Club GHoST, è un racconto horror e fantasy del 1937, parte del suo famoso ciclo di Zothique.</div> <div>La trama ruota attorno alla morte di Ilalotha, dama di compagnia della regina ed ex amante di Thallos (il nuovo favorito della sovrana). Poiché si sospetta che fosse una strega e le streghe che muoiono con un desiderio inappagato si trasformano in lamie, Ilalotha torna dalla tomba come creatura non morta per attirare a sé Thallos e vendicarsi dissanguandolo.</div><div><br></div> <div><strong>L'AUTORE</strong></div> <div>Clark Ashton Smith (Long Valley, 13 gennaio 1893 - Pacific Grove, 14 agosto 1961) è stato uno scrittore, poeta e artista statunitense. Tra i massimi esponenti della rivista <em>Weird Tales</em> negli anni '30, è celebre per le sue ambientazioni esotiche e decadenti come <em>Zothique</em> e <em>Hyperborea</em>.</div> <div>Nato in California e vissuto quasi interamente tra Auburn e Pacific Grove, Smith fu un autodidatta di talento precoce. Inizialmente si affermò come poeta lirico, fortemente influenzato da Charles Baudelaire. Nei primi anni '20, lo scarso successo commerciale della poesia e la corrispondenza con Lovecraft lo spinsero a dedicarsi alla narrativa fantastica, horror e fantascientifica.</div> <div>Il suo stile, definito "magia nera verbale", era caratterizzato da un lessico barocco e visionario. Creò originali cicli di racconti ambientati in continenti immaginari come <em>Zothique</em>, <em>Hyperborea</em> e <em>Averoigne</em>, popolati da negromanti, demoni e civiltà in declino. Contribuì inoltre ad arricchire il <em>Ciclo di Cthulhu</em> ideando divinità oscure come Tsathoggua e il Libro di Eibon.</div> <div>A partire dal 1935, a causa di gravi lutti familiari e del calo delle pubblicazioni, Smith abbandonò quasi del tutto la narrativa per dedicarsi alla scultura e alla pittura. Visse in solitudine e in condizioni economiche modeste, continuando a scrivere poesie per tutta la vita, finché non morì nel sonno nel 1961.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkd1ff769bbe13bbd0ad5736bc37381148 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/morte-Ilalotha-cover_bar.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 508,'height': 386,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd1ff769bbe13bbd0ad5736bc37381148, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/morte-Ilalotha-cover_bar.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="152" /></a></div><div><script> var showboxlink943de5b1ee937dc59c0877927f3d1c14 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Clark-Ashton-Smith_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 862,'height': 723,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink943de5b1ee937dc59c0877927f3d1c14, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Clark-Ashton-Smith_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="126" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 07:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Czkawka per la bonifica dello storage]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000327"><h1 class="imHeading1">Progetto maturo e trasparente</h1><h2 class="imHeading2">L'eccellenza della manutenzione storage open source</h2><div>






<div>Nel panorama delle utility dedicate all'ottimizzazione dei volumi di memoria e alla pulizia dei file system, <em>Czkawka</em> si posiziona come una delle soluzioni open source più interessanti e performanti degli ultimi anni. Il nome stesso dell'applicativo (che in lingua polacca si traduce
con il termine "singhiozzo") evoca l'obiettivo primario degli sviluppatori: eliminare quegli intoppi digitali e quegli accumuli di dati ridondanti che possono rallentare l'efficienza complessiva dei dischi
rigidi e delle unità a stato solido. Scritto prevalentemente in linguaggio Rust, il software fa della velocità di calcolo e della sicurezza nella gestione della memoria i suoi principali punti di forza, ponendosi
come un'alternativa solida, trasparente e priva di telemetria rispetto a molti prodotti commerciali della concorrenza.</div><div><br></div>
<div>L'architettura interna del programma si distingue per un approccio multipiattaforma nativo, garantendo la piena compatibilità con gli ecosistemi Windows, macOS e Linux. L'interfaccia
utente, sebbene priva di fronzoli estetici, punta a una disposizione razionale dei moduli di scansione, consentendo anche ai professionisti IT o agli utenti avanzati di personalizzare capillarmente i criteri di ricerca attraverso
l'inclusione o l'esclusione di specifiche directory, formati o soglie dimensionali dei file.</div><div><br></div>
<div><script> var showboxlink9f83cf795b1a7163e14b3b6a18401b57 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/czkawka-interfaccia_bar.webp','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Czkawka.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Czkawka.','width': 1094,'height': 837,'description': 'L\'interfaccia grafica di Czkawka.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9f83cf795b1a7163e14b3b6a18401b57, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/czkawka-interfaccia_bar.webp" alt="L&#39;interfaccia grafica di Czkawka." title="L&#39;interfaccia grafica di Czkawka." width="200" height="154" /></a></div>
<div>L'interfaccia grafica di <i>Czkawka</i>.</div><div><br></div>
<div>Il motore di scansione rappresenta il vero cuore pulsante dell'applicativo. La ricerca dei doppioni non si limita a un banale confronto basato sulle stringhe dei nomi o sulle date
di creazione, ma scende a livello di bit analizzando l'impronta crittografica (hash) dei file, azzerando di fatto il rischio di falsi positivi durante la fase di deduplicazione. A questo si affiancano algoritmi avanzati
per il riconoscimento percettivo dei media. Il software è infatti in grado di rilevare immagini simili o filmati analoghi confrontando le geometrie visive e le tracce audio, individuando i file anche laddove vi siano
state variazioni di risoluzione, compressione, rotazione o formato.</div><div><br></div>
<div>Oltre alla gestione dell'archiviazione multimediale, lo strumento eccelle nella sanificazione strutturale del file system. <em>Czkawka</em> setaccia i dischi alla ricerca di directory prive di contenuto, elementi memorizzati temporaneamente dalle cache di sistema, collegamenti simbolici corrotti e file che presentano
estensioni non coerenti con il loro reale codice binario. La sicurezza operativa è garantita da routine di automazione intelligenti che assistono l'utente nella selezione dei dati da rimuovere (consentendo, ad esempio,
di preservare i file storicamente più vecchi o i più recenti) e implementando sistemi di protezione volti a escludere tassativamente la cancellazione accidentale di librerie e componenti vitali per il sistema
operativo.</div><div><br></div>
<div><strong>PRO</strong></div>
<ul>
<li>Prestazioni velocistiche eccezionali nei processi di scansione grazie all'efficienza del linguaggio Rust.</li>
<li>Algoritmi di deduplicazione avanzati basati su impronta hash e analisi percettiva dei media visivi e sonori.</li>
<li>Totale trasparenza del codice, assenza di pubblicità e pieno rispetto della privacy senza alcuna telemetria.</li>
<li>Flessibilità d'uso multipiattaforma e filtri avanzati per automatizzare la selezione dei file da eliminare.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>CONTRO</strong></div>
<ul>
<li>L'interfaccia grafica minimale, seppur funzionale, può risultare complessa o poco intuitiva per gli utenti alle prime armi.</li>
<li>La procedura di installazione e la configurazione di alcune dipendenze multimediali su macOS richiedono passaggi manuali non immediati.</li>
<li>La transizione in corso tra i diversi front-end grafici del progetto (GTK e Slint/Krokiet) può generare disallineamenti temporanei nelle funzionalità disponibili
tra le varie build.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>Conclusioni</strong></div>
<div>In definitiva, <em>Czkawka</em> si conferma come uno dei tool di manutenzione storage più potenti, versatili e sicuri oggi disponibili
nel panorama open source. La scelta degli sviluppatori di puntare sulle straordinarie performance del linguaggio Rust ha dato vita a un motore di scansione fulmineo, capace di surclassare gran parte dei software commerciali
concorrenti. Sebbene l'interfaccia grafica possa spaventare l'utente meno esperto a causa del suo approccio rigoroso e tecnico, la granularità dei filtri, la sicurezza nativa anti-cancellazione e l'efficacia
degli algoritmi di hashing crittografico e hashing percettivo ne fanno un'estensione imprescindibile per professionisti e power user che desiderano mantenere il proprio file system impeccabile e privo di ridondanze. Un
progetto maturo, trasparente e in continua evoluzione che merita assolutamente un posto nel toolkit di qualsiasi amministratore di sistema o appassionato di tecnologia.</div><div><br></div>
<div>Scarica <em>Czkawka</em> dal sito ufficiale: <a href="https://czkawka.net/" class="imCssLink">https://czkawka.net/</a></div>
<div>Oppure dalla sezione OpenFree del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink67a30e3aee20caf0f395e29f3f0d18d9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/czkawka-logo-vip_bar.webp','alt': 'Il logo di Czkawka.','title': 'Il logo di Czkawka.','width': 1052,'height': 534,'description': 'Il logo di Czkawka.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink67a30e3aee20caf0f395e29f3f0d18d9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/czkawka-logo-vip_bar.webp" alt="Il logo di Czkawka." title="Il logo di Czkawka." width="200" height="102" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 06:53:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Le città di pianura di Francesco Sossai]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000326"><h1 class="imHeading1">Film modesto e sopravvalutato</h1><h2 class="imHeading2">Che racconta le problematiche di una terra che sta cambiando</h2><div>






<div><strong>Le città di pianura (Italia, Germania 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Francesco Sossai. Soggetto e Sceneggiatura: Francesco Sossai, Adriano Candiago. Fotografia: Massimiliano Kuveiller. Montaggio: Paolo Cottignola. Musiche: Krano. Scenografia:
Paula Meuthen. Costumi: Ilaria Marmugi, Guillem Soler Pou. Trucco: Fenix Guzman. Produttori: Marta Donzelli, Gregorio Paonessa. Case di Produzione: Vivo Film, Rai Cinema, Maze Pictures. Distribuzione (Italia): Lucky Red. Paesi
di Produzione: Italia, Germania - 2025. Durata: 98’. Lingua: Italiano, Veneto. Genere: Drammatico. Interpreti: Filippo Scotti (Giulio), Sergio Romano (Carlobianchi), Pierpaolo Capovilla (Doriano), Roberto Citran (Cavalier Fadìga), Andrea Pennacchi (Genio), Denis Fasolo (conte Luigi Jacopo Maria Bugnello).</em></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/4b0Pva1" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div>
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<div><br></div></div><div>






<div>Attenzione: contiene spoiler</div><div><br></div>
<div>Probabilmente non capisco molto di cinema, nonostante la quantità industriale di film visti in oltre cinquant’anni da spettatore attivo e partecipe. Resta il fatto che
non posso unirmi al coro di recensori e critici che hanno osannato <em>Le città di pianura</em> - presentato a Cannes nella rassegna <em>Un certain regard </em>-, vincitore niente meno che di tre David di Donatello (miglior film, miglior regia e miglior
sceneggiatura originale). Anzi, quando sento paragoni azzardati con <em>I vitelloni</em> rischia di venirmi l’orticaria. Secondo lungometraggio di <b>Francesco Sossai</b> (1989), dopo <em>Altri cannibali</em>, ancora una volta ambientato in Veneto per raccontare le problematiche di una terra che sta cambiando, destinata a diventare “una cosa per arrivare da qualche
parte ma dove non resterà niente da vedere”. La storia è davvero ai minimi termini, tutto scorre nel corso di un paio di notti brave vissute dai personaggi principali - Carlobianchi (<strong>Romano</strong>) e Doriano (<strong>Capovilla</strong>) - che a un certo punto accolgono in un <em>on the</em> <em>road </em>alcolico il giovane Giulio (<strong>Scotti</strong>), reduce da una delusione amorosa. I due cinquantenni spiantati, eterni ragazzini, raccontano esistenze disperate al giovane studente di architettura e cercano (con tutti i loro limiti) di fargli superare un
momento difficile, spingendolo a cogliere l’attimo e a non farsi scappare la donna che ama. Carlobianchi e Doriano dovrebbero andare ad accogliere all’aeroporto di Venezia il vecchio collega Genio (<strong>Pennacchi</strong>), che torna dall’Argentina, dove si era rifugiato per scampare a un probabile arresto, ma sbagliano luogo di arrivo e si ritrovano a Treviso. Finale con il terzetto
riunito, senza un euro e con tanti rimpianti, ma prima ci sorbiamo una dotta lezione di economia marginale a base di fette di salame e visitiamo la Tomba di Brion - in provincia di Treviso - con allegata lezione di architettura
impartita da Giulio ai due incolti amici. Non dimentichiamo la truffa a uno sprovveduto conte e la leggenda metropolitana da cui parte il film che racconta di un orologio di valore regalato a un dipendente da parte di un imprenditore
che ricorda Berlusconi. Infine il cuore del film: la truffa colossale a base di occhiali rubati in azienda e rivenduti in nero che per molto tempo ha permesso al terzetto di amici una vita lussuosa.</div><div><br></div>
<div>Riprese in Veneto. Luoghi principali nella Valbelluna (Cesiomaggiore, Feltre, Sedico), ma anche in Pianura Padana (tra Venezia e Chioggia), nel padovano (Cadoneghe,
Brugine, Torreglia), nel trevigiano (Tomba di Brion, Aeroporto di Treviso), infine all’interno del Gasoline Pub di Padova. Inserito tra i migliori film del 2025, non so da chi, ma basta fare una ricerca in rete per rendersi
conto che purtroppo è vero. Valga per tutti la recensione di <strong>Alberto Crespi</strong> su <em>La Repubblica</em> che parla di “un film profondamente locale e sorprendentemente universale che scorre tra vitelloni, notti brave e un tesoro sepolto”. <em>Quis custodiet custodes?</em> Verrebbe da chiedersi. Se vi piacciono i film sgangherati, senza capo né coda, senza una vera e propria sceneggiatura - perché quella de <em>Le città di pianura</em> esiste ma è talmente raffazzonata da sembrare improvvisa - è il vostro film. Ottima la fotografia notturna di <strong>Kuveiller</strong>, suggestive le musiche di <strong>Krano</strong>, ispirate le interpretazioni degli attori. Non vedo altri pregi per un film modesto e sopravvalutato, non so per quali motivi, che meriterebbe di essere abbandonato a un meritato oblio. Fa pensare il fatto che
gli stessi critici che esaltano il modesto lavoro di <strong>Francesco Sossai</strong>, contemporaneamente criticano - in buona fede? - l’ultimo Almodóvar. Chi non capisce di cinema? Da evitare, poi fate voi, può accadere di sprofondare in 98’ di niente e uscirne illesi.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4b0Pva1" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4ymuLnn" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink0b349974074107fb1bdeef7ef52780bd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/lecitta-di-pianura-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0b349974074107fb1bdeef7ef52780bd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/lecitta-di-pianura-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a></div><div><script> var showboxlink9089f0822ee6da22b0d3db07c64cc860 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/lecitta-dipianura-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1920,'height': 1025,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9089f0822ee6da22b0d3db07c64cc860, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/lecitta-dipianura-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="107" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=LVRDH2BEhI0">https://www.youtube.com/watch?v=LVRDH2BEhI0</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 05:14:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Flani insanguinati]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000325"><h1 class="imHeading1">Un tuffo nel cinema di genere</h1><h2 class="imHeading2">La nuova opera saggistica firmata da Roberto Ricci</h2><div>






<div><em>Il cinema thriller e horror italiano ha fatto scuola, con registi e titoli che tutto il mondo ancora oggi ci invidia. Purtroppo, questo genere si è perso in Italia nel corso
degli anni, anche se, grazie a tanti giovani appassionati registi, sembra stia ultimamente riprendendo campo. In questo libro, alcuni importanti protagonisti del passato e del presente raccontano in prima persona ricordi e
aneddoti, per ricostruire un mondo cinematografico che ha affascinato e spaventato intere generazioni.</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>C’era un tempo in cui l’immaginario da brivido prodotto nel nostro Paese dettava le regole del gioco su scala globale, imponendo standard stilistici e visivi capaci
di fare scuola ben oltre i confini nazionali. Sebbene per un lungo periodo queste atmosfere cupe abbiano subito una battuta d'arresto nella produzione nostrana, la passione mai spenta di una nuova leva di autori sta finalmente
restituendo linfa vitale al settore. In questo scenario di rinascita la Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità del nuovo libro di <strong>Roberto Ricci</strong> edito da GFE edizioni, <em>Flani Insanguinati</em>, un’opera che si configura come una vera e propria macchina del tempo cartacea che recupera la memoria
visiva e narrativa di due correnti cinematografiche fondamentali: la suspense d'indagine a tinte scure e la paura viscerale.</div>
<div><br></div>
<div>Il cuore pulsante del testo batte attraverso la voce diretta dei suoi stessi artefici; una serie di testimonianze inedite, ricordi di set e aneddoti vissuti in prima persona da
volti noti del passato e della scena contemporanea. Nel volume trovano spazio le dichiarazioni di maestri della cinepresa come <strong>Antonio Bido</strong>, la cui firma ha legato indissolubilmente il nome al celebre <em>Il gatto dagli occhi di giada</em>, ma anche i racconti di attrici iconiche che hanno prestato il proprio volto alle visioni di <strong>Dario Argento</strong> (<em>Tenebre</em> e <em>Suspiria</em>), tra cui <strong>Mirella D’Angelo</strong> e <strong>Barbara Magnolfi</strong>. Ad esse si affiancano anche le voci contemporanee del settore, come il regista <strong>Dario Germani</strong>, noto per il lavoro dietro la macchina da presa in <em>La mattanza</em>.</div>
<div>Il pretesto narrativo dell'opera parte dalla grafica pubblicitaria d'epoca per compiere un viaggio nostalgico e documentale. È un omaggio accorato a quei locali di
proiezione che il tempo ha spazzato via, ma soprattutto a una stagione irripetibile della nostra cultura audiovisiva.</div>
<div>L'autore dietro questa operazione nostalgica vanta un percorso biografico decisamente insolito nel panorama editoriale italiano. Marchigiano di nascita, classe '63, <strong>Ricci</strong> esercita la professione di acconciatore ma si è fatto strada a suon di trame oscure, guadagnandosi sui quotidiani l'appellativo di "parrucchiere del brivido".</div>
<div>Il volume <em>Flani Insanguinati</em> si presenta come un’uscita fondamentale per tutti gli amanti della lettura che vogliono
esplorare i retroscena di una stagione creativa indimenticabile attraverso gli occhi di chi l'ha vissuta dall'interno.</div>
<div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Roberto Ricci nasce a Ancona il 30/12/1963.</div>
<div>Di professione parrucchiere, nel 2012 vince un concorso legato al Festival letterario LuccAutori con il racconto thriller “Il Cappotto”. Questo racconto diventa anche un
cortometraggio di successo e Ricci viene soprannominato dalla stampa “Il parrucchiere del brivido”. In seguito a questo successo, Ricci scrive altri racconti e alcuni di questi, oltre a ottenere vari riconoscimenti,
confluiscono nella raccolta “Nero Corvino” e diventano dei corti - mediometraggi. Tra questi: “La Goccia” che diventa per lo schermo il cortometraggio “La Goccia Maledetta” e “L’inquietante
Nottambulo” che diventa per lo schermo il mediometraggio “La Tigre Veste Di Nero”. Un suo racconto dal titolo “E’ Solo Un Gioco”, oltre a diventare un cortometraggio dallo stesso titolo,
gli regala la candidatura come miglior sceneggiatore allo “Standalone Festival” di Los Angeles. Anche il romanzo “La bambina Delle Violette” diventa un mediometraggio dal titolo “Violetta Resti”,
che vince diversi premi in vari Festival internazionali. </div>
<div>Con Le Mezzelane casa editrice, Ricci ha pubblicato la raccolta “Nero Corvino”, i romanzi “L’immagine Malvagia”, “La bambina Delle Violette”
e il saggio “Cinema Assassino”, che ha raggiunto il primo posto in classifica su Amazon.</div>
<div>Con la casa editrice Montag ha pubblicato il romanzo “Quattro Topi Per Un Sadico Gatto”.</div>
<div>Nel 2024 arriva terzo all’Abruzzo Horror Festival con la sceneggiatura “L’orrenda Bellezza”.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: Flani insanguinati</div>
<div>Autore: Roberto Ricci</div>
<div>Editore: GFE Edizioni</div>
<div>Pagine: 120</div>
<div>Dimensioni: 13.9 x 2 x 20.8 cm</div>
<div>Anno: 11 maggio 2026</div>
<div>Prezzo: 15,00 €</div>
<div>ISBN-13: 979-1281164833</div><div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/4wJr9dl" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkb4a028df2821999bea07bd4a73f15518 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Flani-insanguinati-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 526,'height': 789,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb4a028df2821999bea07bd4a73f15518, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Flani-insanguinati-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="300" /></a></div><div><script> var showboxlink36244b245c0dc3a9b23d23d12c1e60d9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Roberto-Ricci_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 526,'height': 711,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink36244b245c0dc3a9b23d23d12c1e60d9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Roberto-Ricci_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="203" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 07:33:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo l'horror Hokum]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000324"><h1 class="imHeading1">Al cinema in Italia dal 5 agosto</h1><h2 class="imHeading2">Dai produttori di Weapons, un horror destinato a lasciare il segno</h2><div>






<div>L’ossessione e il folklore irlandese nel nuovo incubo di <strong>Damian McCarthy</strong>: <em>Hokum</em> si appresta a sconvolgere i cinema italiani.</div><div><br></div>
<div>Il panorama dell'orrore contemporaneo accoglie ufficialmente il ritorno di una delle menti più visionarie e disturbanti degli ultimi anni. Dopo aver lasciato un segno indelebile
nei cuori dei cinefili con pellicole calibrate sul terrore geometrico e ancestrale come <em>Caveat</em> e <em>Oddity</em>, il regista irlandese <strong>Damian McCarthy</strong> espande i confini della propria poetica dell'angoscia con <em>Hokum</em>. L'opera, distribuita capillarmente sul territorio nazionale da Lucky Red, si prepara a occupare i grandi schermi della penisola a partire dal 5 agosto, promettendo di trasformarsi
nell'evento cinematografico più raggelante e atteso dell'intera stagione estiva.</div><div><br></div>
<div><strong>Trama</strong></div>
<div><em>Non è la strega il vero pericolo, ma ciò che risveglia.</em></div>
<div>La narrazione scava nelle pieghe della vulnerabilità umana e del trauma irrisolto. Le vicende ruotano attorno alla figura di Ohm Bauman (<strong>Adam Scott</strong>), un romanziere incline all'isolamento che decide di rifugiarsi in un albergo sperduto e spoglio nel cuore dell'Irlanda profonda, animato dal doloroso intento
di disperdere le ceneri dei propri genitori. Quello che avrebbe dovuto configurarsi come un intimo percorso di elaborazione del lutto si tramuta rapidamente in una discesa nei meandri della follia. L’equilibrio mentale
del protagonista viene progressivamente logorato dai cupi resoconti del personale della struttura, incentrati su una remota e malevola strega che si dice infesti la camera nuziale. Tra allucinazioni visive sempre più
opprimenti e l’improvvisa, inspiegabile sparizione di una persona, lo scrittore sarà costretto a fare i conti con i segreti più inconfessabili del proprio passato, incastrato in un labirinto dove i confini
tra leggenda contadina e psicosi si fanno labili e spaventosi.</div><div><br></div>
<div><strong>Il cast</strong></div>
<div>A interpretare questo tormentato antieroe troviamo il candidato agli Emmy Awards <strong>Adam Scott</strong>, celebre volto televisivo già ampiamente lodato per la sua intensità drammatica in produzioni di culto come <em>Severance</em> e <em>Big Little Lies</em>. L’attore si spoglia qui di qualsiasi comfort interpretativo per restituire la frammentazione
emotiva di un uomo braccato dai propri fantasmi, affiancato da un cast solido e profondamente radicato nel panorama cinematografico locale, in cui spiccano le interpretazioni di <strong>Peter Coonan</strong>, <strong>David Wilmot</strong> e <strong>Florence Ordesh</strong>. La recitazione si mette al servizio di una regia implacabile, che rinuncia ai facili espedienti del cinema spaventoso commerciale
per abbracciare un approccio teso, stratificato e arricchito da venature di umorismo nerissimo.</div><div><br></div>
<div>Dal punto di vista stilistico, la pellicola consolida la straordinaria capacità di <strong>McCarthy</strong> di trasformare lo spazio geografico e architettonico in un vero e proprio generatore di tormento psicologico. Se le sue opere precedenti sfruttavano claustrofobiche dimore
decadenti o asili abbandonati, in questo caso l'albergo rurale diventa uno specchio claustrofobico della psiche umana. Il titolo stesso del film gioca sull'ambiguità: <em>Hokum</em> fa letteralmente riferimento a qualcosa di privo di fondamento, a un'assurdità a cui non si dovrebbe prestare fede, ponendo lo spettatore nel costante dubbio se le
minacce mostrate siano manifestazioni tangibili del folklore gaelico o proiezioni distorte della mente del protagonista. Il lungometraggio arriva nei cinema italiani preceduto da un clamoroso successo internazionale, culminato
con l’acquisizione della distribuzione statunitense da parte del colosso indipendente Neon e accompagnato da un eccezionale riscontro da parte della critica mondiale, che ha promosso l'opera con valutazioni entusiastiche
ottenendo la certificazione <em>Fresh di Rotten Tomatoes</em> con il 90% di recensioni positive.</div><div><br></div>
<div>Per gli appassionati del brivido d'autore e delle narrazioni capaci di insinuarsi sottopelle, l'appuntamento in sala dal 5 agosto si preannuncia come un'esperienza visiva
imprescindibile.</div><div><br></div>
<div>Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?hokum-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc6c9f3d1b8e80989a4c0b6d5dcb4811c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Hokum-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 402,'height': 574,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc6c9f3d1b8e80989a4c0b6d5dcb4811c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Hokum-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a></div><div><script> var showboxlinkeac310cb7b2d0b36fb2343591817f9c2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Hokum-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1900,'height': 1062,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkeac310cb7b2d0b36fb2343591817f9c2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Hokum-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="112" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=q94kfZwyAkc">https://www.youtube.com/watch?v=q94kfZwyAkc</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Elettrodi per cuori spenti dei Piano 9]]></title>
			<author><![CDATA[Red Scorpion]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000323"><h1 class="imHeading1">Scosse elettriche e sogni infranti</h1><h2 class="imHeading2">Quando il rock diventa un generatore di emergenza per l'anima</h2><div>






<div><strong>PIANO 9 - Elettrodi per cuori spenti</strong></div>
<div><b>Full-length, <span class="fs14lh1-5">Be NEXT Music, Universal</span><span class="fs14lh1-5"> (2026)</span></b><br></div>
<div><br></div>
<div>Il quintetto romano ritorna con <em>Elettrodi per cuori spenti</em>, un manifesto sonoro tra distorsioni grunge, ossessioni cinematografiche e spietata critica sociale nel collasso del mondo moderno.</div>
<div><br></div>
<div>Nel panorama dell’alternative rock nostrano, poche realtà riescono a incanalare il tormento quotidiano con la stessa urgenza viscerale dei <strong>PIANO 9</strong>. Attivi fin dal 2011 e battezzati con un ironico omaggio al cinema di serie B firmato <strong>Ed Wood</strong>, i cinque musicisti romani sono tornati sulle scene in questo 2026 con un'opera densa, torbida e straordinariamente matura: <em>Elettrodi per cuori spenti</em>.</div>
<div>Se il loro debutto discografico nel 2019 con <em>Overbooking</em> rappresentava un grido solitario contro il conformismo imperante, questa nuova fatica, nata sotto l’ala produttiva di <strong>Valerio Fisik</strong> dopo un profondo rimpasto della formazione avvenuto nel 2025, si configura come un vero e testardo manifesto di resistenza emotiva. Le trame sonore plasmate da <strong>Fisik</strong> riescono a far convivere distorsioni corrosive, atmosfere fumose e squarci melodici di rara bellezza, trascinando chi ascolta in un labirinto di suggestioni cinematiche
e intimo disagio.</div>
<div>Il filo conduttore di questi otto capitoli è una scarica di corrente alternata applicata direttamente su sentimenti anestetizzati. La metafora che dà il titolo al disco
descrive l'urto improvviso necessario a riattivare un motore vitale bloccato, come un generatore di emergenza che tenta di ridare vita a un macchinario arrugginito. Tuttavia, la ripartenza non promette salvezza: a volte
la scossa genera solo una lucida percezione della propria sofferenza, altre volte scatena una reazione rabbiosa o una fuga disperata. I <strong>PIANO 9</strong> dipingono questo scenario oscillando costantemente tra la violenza sonora del grunge anni Novanta e morbide fluttuazioni psichedeliche, traducendo in musica la frustrazione
verso un'umanità che sembra correre con entusiasmo verso la propria autodistruzione.</div>
<div><br></div>
<div>Il viaggio si apre con la densità emotiva di <em>BSD</em>, un brano che si nutre delle atmosfere gotiche e decadenti della trasposizione cinematografica di <strong>Coppola</strong> piuttosto che della classica letteratura ottocentesca. Qui, il tormento di un legame dannato e impossibile diventa il pretesto per una dura critica sociale contro le ipocrisie
dei benpensanti, pronti ad additare come mostruoso tutto ciò che sfugge alla loro banale normalità. Senza sosta, la scaletta scivola poi nell'apatia colta di <em>Oblomov</em>, liberamente ispirato al celebre romanzo di <strong>Gončarov</strong>. La band traduce l'inerzia cosciente del protagonista in un boicottaggio attivo contro l'isterismo della produttività moderna; non si tratta di semplice pigrizia, ma di un rifiuto politico e doloroso
di piegarsi alle scadenze soffocanti di una società burocratizzata.</div>
<div>La tensione sale con <em>Tossicomania</em>, un pezzo che incarna perfettamente l’anima bipolare del disco. L’apertura onirica
e sospesa funge da ingannevole anticamera prima che il pezzo esploda in una tempesta alternative rock devastante, perfetta rappresentazione di quelle dipendenze affettive o materiali che ci tengono immobilizzati anche quando
la via d'uscita è chiaramente visibile davanti a noi. A questa paralisi risponde il lirismo di <em>Anarcolettica</em>, una vera e propria ribellione del sonno. Il brano oscilla tra il fango del mondo reale e la purezza di una dimensione immaginifica, offrendo un rifugio privo di regole
a chiunque veda i propri sogni sistematicamente tarpati dalla brutalità quotidiana.</div>
<div><br></div>
<div>La seconda metà dell'opera si fa ancora più cruda e politica, a partire da <em>Canile</em>, dove la rabbia si trasforma in un urlo di denuncia contro il sistema carcerario. Attraverso un parallelismo spietato con lo smarrimento degli animali randagi, la band fotografa
la privazione della dignità umana all'interno di istituzioni che non cercano la riabilitazione, ma si limitano a punire e dimenticare gli ultimi della fila. Subito dopo, la cinepresa si sposta all'interno della
mente con <em>Interno noia</em>, un brano che nel titolo gioca con il gergo delle sceneggiature per mettere in scena un'autoanalisi spietata. Tra dinamiche sonore cangianti
che salgono e scendono come onde di nebbia, la traccia invita a scavare sotto la coltre dell'apatia alla ricerca di quella scintilla primordiale in grado di riavviare l'esistenza.</div>
<div>Il finale dell'album è riservato a due veri e propri pugni nello stomaco. <em>M</em>, esplicito tributo al cinema espressionista di <strong>Fritz Lang</strong>, esplora la mente scissa del mostro metropolitano. Le oscillazioni sonore alternano armonie quasi cullanti a esplosioni abrasive, ricalcando perfettamente il dissidio interiore di un uomo dall'apparenza mite
dominato da impulsi terrificanti. Il sipario cala infine sulle note taglienti di <em>Cinghie</em>, trasposizione in musica del dramma storico di <strong>George Stinney Jr.</strong>, il quattordicenne afroamericano ingiustamente giustiziato sulla sedia elettrica negli anni Quaranta. Attraverso chitarre affilate e grida disperate, i <strong>PIANO 9</strong> firmano un brano di rara potenza espressiva che costringe l'ascoltatore a guardare in faccia i fantasmi del razzismo sistemico e gli ingranaggi di un potere che si
nutre dei più indifesi.</div>
<div><br></div>
<div><em>Elettrodi per cuori spenti</em> si conferma così un disco necessario, ruvido e senza sconti, capace di curare l'indifferenza
con la forza primordiale del rock.</div>
<div><br></div></div><div><div><b>Tracklist</b></div><div><ol><li>BSD</li><li>Oblomov</li><li>Tossicomania</li><li>Anarcolettica</li><li>Canile</li><li>Interno noia</li><li>M</li><li>Cinghie</li></ol></div></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Autori</b></span></div><div><ul><li><span class="fs14lh1-5">Roberto Della Guardia</span></li><li><span class="fs14lh1-5">Indra Galbo</span></li><li><span class="fs14lh1-5">Alessandro Lotti</span></li><li><span class="fs14lh1-5">Davide Protasi</span></li><li><span class="fs14lh1-5">Paolo Sutera.</span></li></ul></div><div><br></div><div><script> var showboxlink72baaa5e69b160f0857d8a3181783a9f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/piano9-elettrodi-cover_ver.webp','alt': 'Copertina per il brano BSD.','title': 'Copertina per il brano BSD.','width': 718,'height': 719,'description': 'Copertina per il brano BSD.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink72baaa5e69b160f0857d8a3181783a9f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/piano9-elettrodi-cover_ver.webp" alt="Copertina per il brano BSD." title="Copertina per il brano BSD." width="200" height="201" /></a></div><div><script> var showboxlinkd098049fa2c0423c106d1ea1de78305b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/piano9-elettrodi-band_bar.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1543,'height': 866,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd098049fa2c0423c106d1ea1de78305b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/piano9-elettrodi-band_bar.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Se2FIzkIyCk">https://www.youtube.com/watch?v=Se2FIzkIyCk</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Addio a Sam Neill]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000322"><h1 class="imHeading1">Omaggio all'uomo e all'artista</h1><h2 class="imHeading2">Volto rassicurante e rigoroso del dottor Alan Grant</h2><div><div>Il mondo del cinema perde una delle sue figure più nobili, sfaccettate e profondamente umane. La scomparsa di <strong>Sam Neill</strong> all'età di 78 anni lascia un vuoto tangibile non solo tra gli appassionati di fantascienza e di grandi kolossal, ma soprattutto in chiunque abbia amato quell'arte recitativa sussurrata, elegante e priva di inutili istrionismi che ha contraddistinto la sua intera esistenza artistica. L'annuncio della famiglia descrive un addio dignitoso, coerente con lo spirito di un uomo che aveva affrontato le tempeste della vita e della salute sempre mantenendo intatto un ironico distacco e una smisurata dedizione alla creatività.</div><div><br></div> <div>Nato in Irlanda del Nord (<span class="fs14lh1-5">Omagh, il 14 settembre 1947)</span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">ma indissolubilmente legato ai paesaggi della Nuova Zelanda, </span><strong class="fs14lh1-5">Sam Neill</strong><span class="fs14lh1-5"> non ha semplicemente interpretato dei personaggi; ha regalato loro uno sguardo unico, un misto di scetticismo intellettuale e profonda meraviglia. Per il grande pubblico rimarrà sempre il volto rassicurante e rigoroso del dottor Alan Grant in </span><em class="fs14lh1-5">Jurassic Park</em><span class="fs14lh1-5"> di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Steven Spielberg</b></span><span class="fs14lh1-5">, lo scienziato che ci ha insegnato a guardare lo straordinario con gli occhi della scienza e del rispetto. Eppure, ridurre la sua sconfinata eredità artistica a quell'iconico cappello da paleontologo significherebbe fare un torto alla straordinaria versatilità di una carriera iniziata dietro la macchina da presa come documentarista e fiorita poi in alcune delle pellicole più intense e disturbanti della storia del cinema.</span></div><div><br></div> <div><strong>Dalle geometrie del perturbante all'abisso della mente</strong></div> <div>La vera grandezza di <strong>Sam Neill</strong> risiedeva nella naturalezza con cui riusciva ad abitare l'inquietudine e il terrore, senza mai perdere quell'aplomb intellettuale che lo contraddistingueva. Questa straordinaria dote lo ha reso il magnete assoluto di uno dei capolavori più enigmatici e spaventosi di <strong>John Carpenter</strong>, <em>Il seme della follia</em>. Nel ruolo dell'investigatore assicurativo John Trent, <strong>Neill</strong> ha offerto una prova d'attore monumentale, mettendo in scena la metodica e dolorosa disgregazione della razionalità umana di fronte all'orrore cosmico. La sua transizione dalla boria cinica del burocrate alla totale capitolazione mentale rimane una delle vette più alte del cinema horror degli anni novanta, un viaggio allucinante dove il confine tra finzione e realtà si frantuma sotto i colpi di una follia letteraria.</div> <div>Questa capacità di esplorare i territori dell'assurdo e del delirio non era affatto nuova per l'attore, che già anni prima aveva sconvolto le platee d'autore nel claustrofobico <em>Possession</em> di <strong>Andrzej Żuławski</strong>, dove la sua recitazione si scontrava e si fondeva con i tormenti di <strong>Isabelle Adjani</strong> in un abisso psicologico che appartiene alla leggenda del cinema più estremo. <strong>Neill</strong> possedeva la rara dote di dare corpo all'invisibile, traducendo le nevrosi dei registi più visionari in performance di raggelante precisione.</div><div><br></div><div><script> var showboxlinke237488cbcf1284906e87708d9eab09e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sam-neill-dead3_bar.webp','alt': 'Sam Neill in Il seme della follia.','title': 'Sam Neill in Il seme della follia.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Sam Neill in Il seme della follia.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke237488cbcf1284906e87708d9eab09e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sam-neill-dead3_bar.webp" alt="Sam Neill in Il seme della follia." title="Sam Neill in Il seme della follia." width="200" height="113" /></a></div><div><div>Sam Neill in <em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Il seme della follia</span></em><span class="fs14lh1-5">.</span></div></div><div><br></div> <div><strong>Le sfumature del dramma e l'eredità di un gentiluomo</strong></div> <div>Pochi anni dopo aver esplorato gli incubi carpenteriani, quella stessa intensità interpretativa si sarebbe tramutata in una severità silenziosa e opprimente nel capolavoro di <strong>Jane Campion</strong>, <em>Lezioni di piano</em>. Nel ruolo del marito tradito Alisdair Stewart, <strong>Neill</strong> è riuscito a condensare le repressioni e le rigidità dell'epoca vittoriana, plasmando un personaggio tragico, respingente eppure drammaticamente fragile nella sua totale incapacità di comprendere la passione e l'arte. È stata proprio questa la sua firma stilistica inconfondibile: l'astensione totale dal giudizio morale sui propri ruoli, preferendo scavarne le debolezze e le contraddizioni interne.</div> <div>Dalle acque minacciose di <em>Ore 10: calma piatta</em> alle profondità oceaniche di <em>Caccia a Ottobre Rosso</em>, <strong>Neill</strong> ha attraversato i decenni e i generi cinematografici con una classe monumentale. Anche quando la serialità televisiva lo ha corteggiato, ha saputo lasciare un'impronta indelebile incarnando il glaciale e spietato ispettore Chester Campbell in <em>Peaky Blinders</em>, regalando alla cultura pop contemporanea un perfetto archetipo del potere corrotto.</div><div><br></div> <div>Lontano dai riflettori e dalla mondanità hollywoodiana, <strong>Sam Neill</strong> è stato un uomo di cultura sterminata e di passioni radicate nella terra, come dimostrato dal suo profondo amore per la viticoltura nella sua amata Nuova Zelanda. Negli ultimi anni, la sua battaglia contro la malattia (un linfoma al terzo stadio) era stata affrontata a viso aperto e raccontata nelle sue memorie con un'ironia tagliente, priva di qualsiasi traccia di autocommiserazione. Con la sua partenza il cinema perde un interprete monumentale, un artista colto che con il suo sguardo magnetico ha saputo rendere credibili tanto i miracoli della natura quanto gli abissi più oscuri della nostra mente.</div><div><br></div> <div><em>Non ho mai cercato la celebrità fine a se stessa, ho sempre preferito la terra, il vino buono, i buoni libri e le storie che meritavano di essere raccontate. Il cinema è stato il mio passaporto per esplorare l'animo umano. (Sam Neill)</em></div> <div><br></div></div><div><script> var showboxlinkbd5a246a201a2a729461d1b8ec83e97a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sam-neill-dead2_bar.webp','alt': 'L\\\'attore Sam Neill.','title': 'L\\\'attore Sam Neill.','width': 1200,'height': 900,'description': 'L\'attore Sam Neill.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbd5a246a201a2a729461d1b8ec83e97a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sam-neill-dead2_bar.webp" alt="L&#39;attore Sam Neill." title="L&#39;attore Sam Neill." width="200" height="151" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[From di John Griffin]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuela Ferrara]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Serie_TV"><![CDATA[Serie TV]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000321"><h1 class="imHeading1">Dai produttori esecutivi di Lost</h1><h2 class="imHeading2">Una delle esperienze televisive horror più coinvolgenti degli ultimi anni</h2><div>






<div><strong>From (Usa 2022)</strong></div>
<div><em>Ideatore: John Griffin. Interpreti: Harold Perrineau, Catalina Sandino Moreno, Eion Bailey, David Alpay, Elizabeth Saunders, Shaun Majumder, Scott McCord, Ricky He, Chloe Van
Landschoot, Pegah Ghafoori, Robert Joy.</em></div>
<div><br></div>
<div><em>From: quando l'orrore smette di inseguirti... e aspetta semplicemente che tu esca di casa.</em></div>
<div><br></div>
<div>Ci sono serie horror che spaventano. Poi c'è <em>From</em>, una di quelle rare opere capaci di insinuarsi nella mente dello spettatore e rimanerci molto tempo dopo la fine di ogni episodio.</div>
<div>Creata da <strong>John Griffin</strong> e prodotta dai fratelli <strong>Anthony Russo</strong> e <strong>Joe Russo</strong> (gli stessi di <em>Avengers: Endgame</em>), la serie è diretta principalmente da <strong>Jack Bender</strong>, regista che gli appassionati ricorderanno per il suo straordinario lavoro su <em>Lost</em>. E il paragone non è casuale: se amate i misteri, le domande senza risposta e l'angoscia crescente, <em>From</em> potrebbe diventare la vostra nuova ossessione.</div>
<div>Il protagonista assoluto è <strong>Harold Perrineau</strong>, che interpreta lo sceriffo Boyd Stevens con un'intensità impressionante. Perrineau, già amatissimo proprio per il ruolo di Michael Dawson in <em>Lost</em>, offre una delle migliori interpretazioni della sua carriera. Il suo Boyd è un uomo logorato dalla paura, costretto ogni giorno a tenere insieme una comunità che vive
sull'orlo della follia.</div>
<div><br></div><div>La trama è tanto semplice quanto terrificante. Una cittadina sperduta nel cuore degli Stati Uniti intrappola chiunque vi entri. Le strade sembrano non avere via d'uscita
e, quando cala il sole, creature dall'aspetto umano escono dalla foresta. Non corrono. Non urlano. Sorridono. Ti chiamano con voce gentile. Aspettano solo che qualcuno commetta l'errore di aprire una finestra.</div>
<div>Ed è proprio questa la forza di <em>From</em>. L'orrore non nasce dai mostri, ma dall'attesa. Dal silenzio. Dalla paranoia. Dal sospetto che nessuno sia davvero al sicuro e che ogni risposta generi altre dieci domande.</div>
<div>La fotografia è cupa, la regia costruisce una tensione costante e la colonna sonora accompagna ogni scena senza mai sovrastarla. Non ci sono jump scare gratuiti: qui il terrore
cresce lentamente, episodio dopo episodio, fino a trasformare una semplice passeggiata nel bosco in un'esperienza quasi insostenibile.</div>
<div><em>From</em> riesce inoltre in qualcosa di raro: dare importanza ai suoi personaggi. Ognuno porta con sé un passato,
segreti e traumi che si intrecciano con il mistero della città, rendendo impossibile smettere di guardare.</div>
<div><strong><em></em></strong>Se cercate una serie che vi accompagni tenendovi con il fiato sospeso, capace di unire horror, thriller psicologico, fantascienza
e mistero in un unico inquietante viaggio, <em>From</em> è probabilmente una delle migliori produzioni degli ultimi anni.</div>
<div><br></div>
<div><strong>Curiosità</strong></div>
<div>La prima stagione di <em>From</em> ha debuttato nel 2022 e, nel 2026, la serie è arrivata alla quarta stagione, confermandosi come uno degli horror televisivi più discussi degli ultimi anni.
La storia non è ancora conclusa: è già stata annunciata una quinta e ultima stagione, che chiuderà definitivamente il mistero della cittadina maledetta.</div>
<div>Un'altra curiosità riguarda le location. Sebbene la serie sia ambientata in una sperduta cittadina americana, <em>From</em> è stata girata quasi interamente in Nuova Scozia, Canada, tra Beaver Bank, Halifax, Lower Sackville e l'Oakfield Provincial Park. Per la produzione è stato addirittura costruito un vero villaggio, utilizzato in tutte le stagioni, contribuendo a rendere l'atmosfera incredibilmente autentica e opprimente.</div>
<div><br></div>
<div><strong>Una considerazione personale</strong></div>
<div>Negli ultimi anni ho visto decine di film e serie horror. Alcuni puntano tutto sugli effetti speciali, altri sulla violenza, altri ancora sui classici spaventi improvvisi. <em>From</em>, invece, sceglie una strada molto più difficile: entra nella testa dello spettatore.</div>
<div>Non è l'orrore a colpire per primo, ma il dubbio. Ogni episodio aggiunge un tassello e, allo stesso tempo, apre nuove domande. Ti ritrovi a osservare ogni dettaglio,
a formulare teorie, a chiederti se ciò che hai appena visto sia davvero la verità oppure soltanto un'altra illusione costruita dalla città.</div>
<div>Ed è forse questo il suo più grande pregio. <em>From</em> non si limita a raccontare una storia: trasforma lo spettatore in uno dei
suoi abitanti. Dopo qualche episodio non guardi più quella cittadina da fuori... ci vivi dentro.</div>
<div>L'horror psicologico, il mistero e le atmosfere che ricordano le opere di <strong>Stephen King</strong> e le inquietudini di <em>Lost</em>, questa serie merita assolutamente una possibilità.</div>
<div>Per quanto mi riguarda, <em>From</em> è una delle esperienze televisive horror più coinvolgenti degli ultimi anni. E, fino all'ultimo
episodio, continuerò a chiedermi la stessa cosa: esiste davvero un modo per uscire da quella città?</div>
<div>Se amate le storie che non si limitano a spaventare, ma vi costringono a formulare teorie, a dubitare di ogni personaggio e a mettere continuamente in discussione ciò che
avete appena visto, <em>From</em> è una serie che merita assolutamente un posto nella vostra lista. Attenzione però: dopo il primo episodio... uscire da quella città sarà
difficile quanto per i suoi protagonisti.</div>
<div><br></div><div><strong></strong>In Italia la serie è disponibile in streaming su Paramount+, anche attraverso il canale Paramount+ di Amazon Prime Video e l'Apple TV Channel di Paramount+, mentre gli episodi possono essere acquistati anche su Amazon Video.</div>
<div>Voto personale: 5/5</div>
<div>Perché alcune storie fanno paura.</div>
<div><em>From</em>, invece, ti convince che il vero incubo inizi quando pensi di aver finalmente trovato la strada di casa.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink85c29a1d88461b29316e4ee89c7848ae = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/From-loc_ver.webp','alt': 'Locandine per la serie From.','title': 'Locandine per la serie From.','width': 500,'height': 750,'description': 'Locandine per la serie From.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/From-loc2_ver.webp','alt': 'Locandine per la serie From.','title': 'Locandine per la serie From.','width': 420,'height': 622,'description': 'Locandine per la serie From.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/From-loc_bar.webp','alt': 'Locandine per la serie From.','title': 'Locandine per la serie From.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Locandine per la serie From.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/From-loc3_ver.webp','alt': 'Locandine per la serie From.','title': 'Locandine per la serie From.','width': 477,'height': 712,'description': 'Locandine per la serie From.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink85c29a1d88461b29316e4ee89c7848ae, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/From-loc_ver.webp" alt="Locandine per la serie From." title="Locandine per la serie From." width="200" height="300" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_Op-C7LmmPk">https://www.youtube.com/watch?v=_Op-C7LmmPk</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 06:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I fantasmi del villaggio]]></title>
			<author><![CDATA[William Butler Yeats]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000320"><h1 class="imHeading1">Incontrò il fantasma di nuovo</h1><h2 class="imHeading2">Era troppo terrorizzata per farsi tutto il tragitto sino in fondo</h2><div>






<div>I cartografi antichi scrivevano sulle regioni inesplorate: "Hic Sunt Leones".</div>
<div>Sui villaggi dei pescatori e degli zappaterra, così diversi da noi, possiamo scrivere una sola riga che sia degna di fede: "Qui stanno i fantasmi".</div>
<div>I miei fantasmi abitano nel villaggio di H. a Leinster. </div>
<div>La storia non è stata in alcun modo gravata da questo villaggio antico, con i suoi sentieri sghembi, il cimitero della sua vecchia abbazia pieno d'erba alta, il verde sfondo
di abeti bassi, e il molo dove riposano pochi trabàccoli incatramati.</div>
<div>A occidente si stende una piccola baia, dove chi se ne stesse a vegliare una notte dopo l'altra potrebbe avere la ventura di scoprire una certa rara falena svolazzare sull'orlo
della marea, proprio al morir della sera e allo spuntare dell'alba.</div>
<div>Venne portata qui dall'Italia un centinaio di anni fa dai contrabbandieri in un carico di sete e merletti.</div>
<div>Se il cacciatore di falene volesse buttare via la rete e andasse a caccia di storie di spiriti o di quei figli di Lilith che per noi sono gli esseri fatati, non avrebbe bisogno di tanta
pazienza.</div>
<div>Per un uomo pauroso avvicinarsi di notte al villaggio sarà un'impresa strategica. </div>
<div>Si udì uno lamentarsi una volta: "Per la croce di Gesù! Dove passerò? Se passo dalla collina di Dunboy il vecchio capitano Burney potrebbe scorgermi. Se faccio
il giro lungo la marina e poi vado su per la gradinata, c'è quello senza testa e un altro ce n'è sui moli e uno nuovo sta sotto il muro del vecchio cimitero. Se invece prendo &nbsp;l'altra strada, la signora
Stewart mi appare a Porta Collina e il Diavolo in persona è al vicolo dell'Ospedale."</div>
<div>Non ho mai saputo quale fantasma abbia affrontato, ma di sicuro so che non fu quello del vicolo dell'Ospedale.</div>
<div>Ai tempi del colera vi era stata costruita una baracca per accogliere i malati. Quando l'emergenza passò venne demolita, ma da allora il terreno su cui era posta rigurgita
di spiriti, demoni ed esseri fatati. C'è un coltivatore a H., di nome Paddy B., un uomo di gran vigore e astemio; sua moglie e sua cognata, pensando a quella sua gran forza, si chiedono spesso cosa farebbe se bevesse.</div>
<div>Una notte, mentre andava per il vicolo dell'Ospedale, vide qualcosa che dapprima gli parve un coniglio domestico; dopo un po’ scoprì &nbsp;che era un gatto bianco.</div>
<div>Quando gli passò vicino, la creatura cominciò pian piano a gonfiarsi, sempre di più, e come quella cresceva, lui sentiva la sua forza scemare, ritrarsi, quasi gli
venisse succhiata via. Girò sui tacchi e corse.</div>
<div>Accanto al vicolo dell'Ospedale passa "Il Sentiero delle Fate". Ogni sera transitano dalla collina al mare, dal mare alla collina. All'estremità del tragitto
che dà sul mare c'è una casetta.</div>
<div>Una notte la signora Arbunathy, che vi abitava, lasciò la porta aperta, perché aspettava suo figlio.</div>
<div>Il marito dormiva accanto al fuoco; un uomo alto entrò e le sedette accanto.</div>
<div>Era seduto da un bel po’ quando la donna gli chiese: "In nome di &nbsp;Dio, chi siete?"</div>
<div>Egli allora prese su e uscì, dicendo: "Non lasciate mai la porta aperta a quest'ora, vi potrebbe capitare qualcosa di brutto."</div>
<div>Lei svegliò il marito e glielo raccontò.</div>
<div>"Uno della Buona Gente è stato con noi", disse lui.</div>
<div>Probabilmente l'uomo affrontò la signora Stewart a Porta Collina.</div>
<div>In vita lei era stata la moglie del pastore protestante.</div>
<div>"Non si è mai saputo che il suo spirito abbia fatto del male a qualcuno", dice la gente del villaggio. "Sta solo scontando la sua penitenza sulla Terra."</div>
<div>Non lontano da Porta Collina, che lei visitava di frequente, apparve per un breve periodo uno spirito molto più straordinario: luogo prescelto il borro, un sentiero erboso all'estremità
ovest del &nbsp;villaggio. </div>
<div>Lì, dove il borro incontrava il villaggio, vivevano in una casupola un imbianchino, Jim Montgomery, e sua moglie. </div>
<div>Avevano diversi figli. Lui, che proveniva da un ceto sociale più alto di quello dei vicini, faceva un po’ il damerino.</div>
<div>Sua moglie era un donnone; ma lui, che era stato espulso dal coro del villaggio perché beveva, un giorno la bastonò di santa ragione. Quando lo venne a sapere la sorella
di lei, accorse, staccò uno degli &nbsp;scuri delle finestre - Montgomery amava l'ordine nelle sue cose e aveva gli scuri all'esterno di ogni finestra - e lo colpì con quello, perché era grande e grossa
come sua sorella.</div>
<div>Lui minacciò di citarla in tribunale, lei rispose che se ci avesse provato gli avrebbe rotto tutte le ossa.</div>
<div>Ma da quel momento non rivolse più la parola alla sorella che si era fatta picchiare da un omettino simile.</div>
<div>Jim Montgomery si incattivì sempre più; già da un pezzo la moglie non aveva abbastanza da mangiare, ma orgogliosa com'era, non voleva dirlo a nessuno.</div>
<div>Inoltre, spesso, nelle notti fredde, non aveva fuoco. </div>
<div>Se per caso entrava un vicino diceva che l'aveva lasciato spegnere perché stava proprio per andare a letto.</div>
<div>E spesso la gente sentiva il marito picchiarla, ma lei non lo raccontò mai ad alcuno.</div>
<div>Si era ridotta pelle e ossa.</div>
<div>Alla fine capitò che in casa un sabato non ci fu più nulla da mangiare né per lei né per i figli. Allora non ne poté più e andò dal prete
e gli chiese un po’ di soldi.</div>
<div>Questi gli diede trenta scellini.</div>
<div>Ma il marito la incontrò, le strappò i soldi e la picchiò.</div>
<div>Il lunedì successivo cadde gravemente malata e mandò a chiamare una certa signora Kelly.</div>
<div>La signora Kelly, non appena la vide, esclamò: "Brava donna, ma voi state morendo!" e mandò a chiamare il prete e il dottore.</div>
<div>Morì nell'arco di un'ora.</div>
<div>Dopo la sua morte, dato che Montgomery non si occupava dei figli, il padrone di casa li fece portare all'ospizio. Erano passate alcune notti da che se ne erano andati quando alla
signora Kelly, che tornava per il borro, apparve il fantasma della signora Montgomery, che la seguì.</div>
<div>Non la lasciò finché non fu arrivata a casa sua.</div>
<div>La donna raccontò il fatto al prete, padre S., un noto studioso di antichità ma non riuscì a farsi credere.</div>
<div>Qualche notte più tardi la signora Kelly incontrò il fantasma di nuovo nello stesso posto. Era troppo terrorizzata per farsi tutto il tragitto sino in fondo, si fermò
a metà strada per bussare alla casa di &nbsp;un vicino, chiedendo che la facessero entrare. Le risposero che stavano andando a letto. Allora gridò "Nel nome di Dio, fatemi &nbsp;entrare o forzo la porta!" Aprirono
e così poté sfuggire al fantasma. L'indomani raccontò di nuovo la cosa al prete.</div>
<div>Questa volta le credette, e disse che il fantasma l'avrebbe seguita finché non gli avesse rivolto la parola.</div>
<div>Incontrò il fantasma una terza volta nel borro.</div>
<div>Gli chiese cosa gli impediva di aver requie.</div>
<div>Lo spirito gli rispose che i suoi figli dovevano essere tolti dall'ospizio perché nessuno dei suoi parenti c'era mai stato prima e che si dovevano dire tre messe per il
riposo della sua anima. "Se mio &nbsp;marito non vi crede, mostrategli questo" e toccò con tre dita il polso della signora Kelly.</div>
<div>I punti che aveva toccato diventarono gonfi e neri. Quindi scomparve.</div>
<div>Per un po' Montgomery non volle credere che sua moglie era &nbsp;apparsa. "Non si sarebbe mostrata alla signora Kelly", diceva, "avrebbe scelto persone rispettabili cui
apparire, lei." </div>
<div>Si convinse con i tre segni e i bambini vennero tolti dall'ospizio. Il &nbsp;prete disse le messe, e l'ombra deve aver trovato requie, perché da quella volta non è più
apparsa.</div>
<div>In seguito, dopo qualche tempo, Jim Montgomery morì all'ospizio, ridotto in gran miseria per il bere.</div>
<div>Conosco alcuni che credono di aver visto lo spirito senza testa sul molo, e uno che, quando di notte passa lungo il muro del vecchio cimitero, vede una donna con una cuffia dai bordi
bianchi, sgattaiolare fuori e seguirlo. L'apparizione lo lascia solo davanti alla porta di casa. La gente del villaggio immagina che lo segua per vendicare qualche torto.</div>
<div>"Ti perseguiterò quando sarò morto" è la minaccia preferita.</div>
<div>Sua moglie una volta per poco non morì dello spavento per quel che considera un demone sotto forma di cane.</div>
<div>Questi sono alcuni degli spiriti all'aperto; i più domestici della loro tribù si riuniscono all'interno, fitti come le rondini sotto le grondaie volte a sud.</div>
<div>Una notte una tale signora Nolan stava vegliando il proprio bambino morente in vicolo Fluddy.</div>
<div>All'improvviso si udì bussare alla porta. Lei non aprì, temendo che a bussare fosse qualcosa d non umano.</div>
<div>Il bussare cessò. Poco dopo, la porta d'ingresso e quella di dietro si &nbsp;spalancarono per richiudersi di colpo.</div>
<div>Il marito corse a vedere cosa non andava.</div>
<div>Trovò ambedue gli usci sprangati. Il bambino morì.</div>
<div>Le porte si aprirono e si chiusero di nuovo come prima.</div>
<div>Allora la signora Nolan si ricordò che aveva dimenticato di lasciare aperta, com'è d'uso, una porta o una finestra per la dipartita dell'anima.</div>
<div>Questi strani aprirsi e chiudersi e bussare erano avvertimenti e segnali degli spiriti che assistono il morente.</div>
<div>Il fantasma di casa di solito è una creatura innocua e benintenzionata. Lo si sopporta il più a lungo possibile. Porta fortuna a quelli che ci vivono insieme.</div>
<div>Ricordo due bambine che dormivano con la madre, le sorelle e i fratelli in una stanzetta. Nella stanza c'era anche un fantasma. Vendevano aringhe per le strade di Dublino e non facevano
gran caso al fantasma, perché sapevano che avrebbero sempre venduto facilmente il loro pesce finché avessero dormito nella stanza &nbsp;infestata.</div>
<div>Ho qualche conoscenza tra la gente dei villaggi dell'ovest che vede i fantasmi: i racconti del Connacht sono molto diversi da quelli di Leinster. Questi spiriti di H. hanno nel loro
modo di fare qualcosa di tetro e insieme di prosaico. Compaiono per annunciare una morte, per soddisfare qualche impegno, per riparare un torto, persino per pagare i conti in sospeso - come ha fatto l'altro giorno la figlia
di un pescatore - e poi si affrettano a ritrarsi nella quiete.</div>
<div>Fanno tutto con ordine e discrezioni. Sono i demoni e non i fantasmi a trasformarsi in gatti bianchi o cani neri.</div>
<div>Quella che racconta le storie è povera gente, pescatori seri e posati che scoprono nelle imprese dei fantasmi il fascino della paura.</div>
<div>C'è nelle storie dell'ovest una grazia bizzarra, una curiosa stravaganza. La gente che le narra vive nel più bello e selvaggio degli scenari, sotto un cielo perennemente
carico di nuvole in fuga, fantastico.</div>
<div>Sono agricoltori e operai che di tanto in tanto vanno a pesca.</div>
<div>Non temono gli spiriti sino al punto di non divertirsi alle loro imprese come per qualcosa di artistico e di spiritoso.</div>
<div>I fantasmi stessi prendono parte alla loro ilarità.</div>
<div>In una città occidentale, sul cui pontile deserto cresce l'erba, questi spiriti hanno tanta di quella carica, mi è stato detto, che quando un miscredente si avventurò
a dormire in una casa frequentata da loro, &nbsp;lo scaraventarono giù dalla finestra, lui e il suo letto dietro.</div>
<div>Nei villaggi del circondario adottano strani camuffamenti.</div>
<div>Un vecchio gentiluomo defunto ruba i cavoli del proprio giardino sotto le sembianze di un grosso coniglio.</div>
<div>Un malvagio capitano di mare è rimasto sotto forma di beccaccino, facendo i rumori più orribili. Venne sloggiato solo quando fu abbattuto il muro; allora, una volta fuori
dal solido intonaco, il &nbsp;beccaccino scappò fischiando.<br></div><div><br></div>
<div><strong>Note della Redazione</strong></div>
<div>I fantasmi del villaggio (Village Ghosts), pubblicato per la prima volta su Club GHoST, è un racconto breve incluso nella prima celebre raccolta di prose di Yeats, "Il crepuscolo
celtico" (The Celtic Twilight), pubblicata nel 1893. Il racconto si inserisce nella profonda passione di Yeats per il folklore irlandese, il misticismo e lo spiritismo.</div><div><br></div>
<div><strong>L'AUTORE</strong></div>
<div>William Butler Yeats (1865-1939) è stato un poeta, drammaturgo e mistico irlandese, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1923. Figura chiave del modernismo, ha guidato
la rinascita culturale dell'Irlanda ed è stato membro del primo Senato del Paese.</div>
<div>Yeats nacque a Sandymount (Dublino) il 13 giugno 1865, figlio di John Butler Yeats, un noto pittore, e di Susan Pollexfen. La sua formazione si divise tra l'Irlanda e Londra, ma
fu l'esperienza estiva nella contea di Sligo, immerso nel folklore e nelle leggende popolari, a plasmare indelebilmente la sua immaginazione.</div>
<div>Abbandonati gli studi artistici alla Metropolitan School of Art di Dublino, Yeats si dedicò completamente alla scrittura. Nel 1889 pubblicò la sua prima importante raccolta,
“The Wanderings of Oisin” (I viaggi di Ossian). Nello stesso periodo conobbe l'attivista e patriota Maud Gonne, che divenne la sua musa ispiratrice.</div>
<div>Yeats fu profondamente affascinato dall'esoterismo, dal misticismo e dalla teosofia, interessi che influenzarono massicciamente la sua poetica, culminata nella complessa opera filosofica
in prosa "A Vision" (Una Visione, 1925). Nazionalista appassionato, cercò di risvegliare l'orgoglio culturale irlandese attraverso l' Irish Literary Revival e, nel 1904, fondò l' Abbey Theatre
di Dublino insieme ad altri intellettuali.</div>
<div>Yeats morì il 28 gennaio 1939 a Roquebrune-Cap-Martin, in Francia. Le sue spoglie furono poi trasferite nel 1948 nel cimitero di Drumcliff, nella sua amata contea di Sligo, secondo
le sue volontà.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink0579c94a352aa8cc075cfa788d6b1577 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Village-Ghosts-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 739,'height': 1024,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0579c94a352aa8cc075cfa788d6b1577, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Village-Ghosts-cover_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="278" /></a></div><div><script> var showboxlinke1266927f27730113210a3e3989718c3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/William-Butler-Yeats_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 864,'height': 1080,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke1266927f27730113210a3e3989718c3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/William-Butler-Yeats_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="188" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 07:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Prey - La preda di Dick Maas]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000031F"><h1 class="imHeading1">Puro divertimento horror</h1><h2 class="imHeading2">Consigliato ai soli amanti dello splatter</h2><div>






<div><strong>Prey - La preda (Olanda 2016)</strong></div>
<div><em>Regia: Dick Maas. Soggetto e Sceneggiatura: Dick Maas. Fotografia: Lennert Hillege. Montaggio: Bert Rijkelijkhuizen. Trucco: Erik Hillenbrink, Rob Hillenbrink, Carolina Leenders,
Wendy Vermeulen, Joanne Woltz. Effetti speciali: Stefan Bakker, Joop Bongaerts, Fito Dellibarda, Roland Goddijn, Erik Hillenbrink, Rob Hillenbrink, Eldon Koppe. Musiche: Dick Maas. Scenografia: Jan Rutgers. Costumi: Ingrid
Blankendaal. Produzione: Dick Maas, Maria Peters, Dave Schram, David Claikens, Eurydice Gysel, Rozan Hamaker. Paese di produzione: Olanda. Anno: 2016. Durata: 110'. Titolo Originale: Prooi. Genere: Horror. Interpreti:
Mark Frost (Jack), Julian Looman (Dave), Kees Boot (Angstige Golfer), Sophie van Winden (Lizzy), Rienus Krul (Brinkers), Theo Pont (Chef), Pieter Derks (Maarten) Victor Low (Neef/Hobbyjager), Marijn Klaver (Zoon Hobbyjager),
Rutger de Bekker (Irritante Golfer).</em></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/3Rsw2sg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div>
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<div>Breve sinossi: <em>una famiglia di contadini viene trovata assassinata in una fattoria vicino ad Amsterdam. La polizia non ha indizi, ma Lizzy, veterinaria
dello zoo che ha trascorso un periodo in Africa, sospetta che il responsabile sia un leone aggressivo</em>. Il film è tutto qui. I sospetti della veterinaria sono più che giustificati,
perché si tratta proprio di una belva lunga due metri, ferocissima, che semina il terrore per le strade di Amsterdam. Finale sconcertante con doppia sorpresa, che non rivelo e che apre le porte a un possibile (ma non
auspicabile) <em>Prey 2</em>. <strong>Dick Mass</strong> forse ha visto l’ultimo film di <strong>Franco Prosperi</strong> - <em>Wild Beasts - Bestie feroci</em> (1984), dove a causa di una sostanza chimica disciolta nell’acqua, gli animali dello zoo di Francoforte diventavano
aggressivi, vere e proprie belve vendicative. Fuggivano dalle gabbie e seminavano il panico tra gli ignari cittadini, uccidendo e massacrando. Se non l’ha visto è stato colto da identica ispirazione: nel vecchio
film italiano avevamo un veterinario e la fidanzata che lottavano contro le belve assassine, mentre nel nuovo olandese (più femminista) i sessi sono invertiti. <strong>Dick Mass</strong> opta per un solo leone (ma sarà soltanto uno?), dedicandosi a girare sequenze splatter e gore di rara crudeltà, con effetti visivi spiazzanti, persino
massacri di bambini divorati dalla belva. <strong>Prosperi</strong> non aveva il digitale ma si aiutava con l’esperienza del <em>mondo movie</em> e una grande bravura con la macchina da presa. Ricordiamo il suo <em>Bestie feroci</em> come un buon lavoro, uccisioni di padroni da parte di animali molto credibili, sequenze &nbsp;angoscianti e crudeli. Il regista olandese, invece, conferisce un taglio da
<em>black-comedy</em> alla pellicola, esagera con il gusto per l’efferato, quindi ci ride sopra tra schizzi di sangue, budella sventrate e gambe segate. Personaggi costruiti
con lo spessore dei peggiori fumetti d’avventura, tra tutti un assurdo cacciatore senza una gamba che si muove in sedia a rotelle elettrica, malato terminale di tumore. La sexy veterinaria e il fidanzato giornalista
(un po’ sciroccato) non sono da meno, il taglio psicologico è piuttosto rozzo e approssimativo. I poliziotti vengono ridicolizzati a più non posso, in un’assurda sequenza splatter finiscono persino
per spararsi tra loro e per cadere in trappole e tagliole posizionate per catturare la belva. &nbsp;Il film va avanti per quasi due ore narrando una caccia al leone messa in piedi da dilettanti per le strade e i parchi di Amsterdam
e mostrando una serie infinita di corpi dilaniati. Finale eccessivo, in un tripudio di gambe spezzate e corpi lacerati, per un film che non può essere valutato secondo le regole di una seria critica cinematografica.
Puro divertimento horror, consigliato ai soli amanti dello splatter.</div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3Rsw2sg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4wxdFkF" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><script> var showboxlinka6f6b94e3a2424fe8b55fbad1c31a3ce = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Prey-2016-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 714,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka6f6b94e3a2424fe8b55fbad1c31a3ce, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Prey-2016-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="303" /></a></div><div><script> var showboxlink7889c0ecdc74ea9419d8e9af27ccd935 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Prey-2016-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 630,'height': 354,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7889c0ecdc74ea9419d8e9af27ccd935, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Prey-2016-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><span class="fs14lh1-5"></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=xR7BIp_u4AA">https://www.youtube.com/watch?v=xR7BIp_u4AA</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 08:57:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Disponibile L'anima meccanica]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000031E"><h1 class="imHeading1">Racconti fantastici argentini</h1><h2 class="imHeading2">Edito da Edizioni Arcoiris per la collana Malombra</h2><div>






<div>La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità del volume <em>L’anima meccanica. Racconti fantastici argentini</em> a cura di <strong>Andrea Corona</strong> edito da Edizioni <span class="fs14lh1-5">Arcoiris </span><span class="fs14lh1-5">per la collana </span><em class="fs14lh1-5">Malombra</em><span class="fs14lh1-5">.</span></div><div><br></div>
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<div><em> «Né più né meno. Ho commesso un’azione abominevole, sebbene - in verità - a vantaggio della scienza. Questo povero cadavere appartiene
a una vittima scelta per un’esperienza terribile. Questo encefalo è stato lavorato lentamente da me, al fine di renderlo la sede di una follia profonda; e il mio ultimo compito sarà lo studio micrografico
delle sue cellule, così da completare il mio esperimento attraverso la descrizione delle alterazioni che esse hanno subito». </em></div>
<div><em>«Ma questa infelice aveva una figlia…». </em></div>
<div><em>«Non scuso la mia azione. È indiscutibilmente abominevole. Sul terreno della scienza, ho ottenuto un trionfo; sul terreno dell’umanità, mi sono reso reo
di un barbaro delitto». </em></div>
<div><br></div>
<div>Cosa accade quando il positivismo scientifico si scontra con l’irrazionale e la tradizione gotica accoglie le prime pionieristiche intuizioni della proto-fantascienza di fine
Ottocento? <em>L’anima meccanica</em> è una preziosa testimonianza della scuola di Buenos Aires e in particolare di quella “Generazione dell’Ottanta”
che con grande potenza espressiva e slancio immaginativo seppe raccogliere l’eredità di <strong>E.T.A. Hoffmann</strong>. Questa corrente intellettuale, composta da autori come <strong>Eduardo L. Holmberg</strong>, <strong>Miguel Cané</strong>, <strong>Carlos Olivera</strong> e <strong>Raúl Waleis</strong>, sebbene considerata “minore”, ha saputo fondere la scienza empirica non solo con l’occulto ma anche con il terrore psicologico.</div>
<div>In questi racconti di automi meccanici ed esperimenti bizzarri, di sdoppiamenti e allucinazioni si cela anche, però, un rimosso storico-politico: l’immaginario perturbante
e “germanofilo” divenne infatti lo strumento obliquo per esprimere i traumi, le violenze e le contraddizioni sociali della forzata modernizzazione liberale argentina.</div>
<div>Con un saggio introduttivo di <strong>Andrea Corona</strong> e profili biobibliografici e postfazione a cura dei traduttori <strong>Barbara Flak Stizzoli</strong> e <strong>Agustín Conde De Boeck</strong>.</div>
<div><br></div>
<div>Dalla <em>Postfazione<strong> </strong></em><strong></strong>di <strong>Agustín Conde de Boeck</strong> </div>
<div>“A differenza del grande canone internazionalizzato della letteratura argentina d’inizio Novecento, la Generazione dell’Ottanta disegna una zona di scrittori “minori”,
praticamente sconosciuti al di fuori dei confini nazionali, poiché non solo non raggiungono il valore emblematico della <em>gauchesca </em>o del corpus sarmientino, ma non esibiscono nemmeno la sofisticatezza che la letteratura argentina acquisirà in seguito, a partire dal Centenario, con <strong>Leopoldo Lugones</strong> e <strong>Horacio Quiroga</strong>, né quella delle avanguardie degli anni Venti, con l’apparizione di <strong>Jorge Luis Borges</strong>. </div>
<div>La maggior parte degli “<em>ochentistas</em>” furono perlopiù dandy di una Buenos Aires che, ormai concluso il periodo delle lotte intestine tra unitari e federali, cominciava a definire un profilo cosmopolita e francesizzato. Non di rado,
questi intellettuali provenivano da eminenti famiglie patrizie della città: politici, diplomatici, raffinati uomini pubblici della classe dirigente, di formazione europeista, autori occasionali di un’opera poligrafica
composta da bozzetti, cronache culturali, diari di viaggio, memorie, frammenti e, talvolta, qualche modesto lavoro nel campo della finzione. </div>
<div>[…] I testi qui raccolti, appartenenti a una dimenticata e poco internazionalizzata vena narrativa della letteratura argentina ottocentesca, non si riducono a uno dei tanti esempi
della ricezione derivativa di <strong>Hoffmann</strong> nella letteratura mondiale. Con le loro evasioni germanofile, i loro orpelli esterofili e i loro dottori tenebrosi,
rappresentano anche il sottosuolo delle fantasie politiche che, negli emergenti Stati-nazione latinoamericani, tentavano di rendere intelligibile - per vie oblique e attraverso allegorie non immediatamente evidenti - tutto
il fondo traumatico e l’incubo sanguinario della storia recente che l’industrializzazione e la modernizzazione liberale non erano in grado di suturare. </div>
<div>Vi è forse, in quelle figure di scienziati frustrati, creatori di strumenti falliti o di automi fuori controllo, un’immagine delle “passioni anomale” e dei
darwinismi morbosi che, come osserva il filosofo <strong>Horacio González</strong>, rappresentano perfettamente l’ingresso forzato, quasi contro natura, del positivismo in un’Argentina che non aveva ancora imparato ad assimilare il proprio complesso rapporto con l’atavico
e il primitivo”. </div>
<div><br></div>
<div><strong>I racconti e la novella che compongono il volume</strong></div>
<div>“Horacio Kalibang o gli automi” di Eduardo L. Holmberg</div>
<div>“La pipa di Hoffmann” di Eduardo L. Holmberg</div>
<div>“L’uomo dalla redingote grigia” di Carlos Olivera</div>
<div>“Le armonie della luce” di Miguel Cané</div>
<div>“Il dottor Whüntz” di Raúl Waleis.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: L'anima meccanica</div>
<div>(Racconti fantastici argentini)</div>
<div>Autore: Eduardo L. Holmberg, Carlos Olivera, Miguel Cané, Raúl Waleis</div>
<div>Curatore: Andrea Corona</div>
<div>Traduttore: Barbara Flak Stizzoli e Agustín Conde de Boeck</div>
<div>Postfazione: Agustín Conde de Boeck</div>
<div>Editore: Arcoiris Edizioni</div>
<div>Collana: Malombra</div>
<div>Pagine: 272</div>
<div>Anno: 30 giugno 2026</div>
<div>Prezzo: 14,00 €</div>
<div>ISBN-13: 979-1281731394</div><div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/4weinV3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinke5a9a75caf1cef0c1c81a43796cf6e8e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/anima-meccanica-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 500,'height': 793,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke5a9a75caf1cef0c1c81a43796cf6e8e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/anima-meccanica-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="318" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 05:56:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'oscuro enigma di Morro do Vintém]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000031D"><h1 class="imHeading1">Un mistero irrisolto dal 1966</h1><h2 class="imHeading2">Tra radiazioni, rituali esoterici e avvistamenti nel cielo</h2><div>






<div>Chilometri di vegetazione fitta, il cielo plumbeo del Brasile degli anni Sessanta e un aquilone che fluttua nell'aria. Comincia così, con il candore di un pomeriggio di gioco
interrotto, uno dei drammi più impenetrabili e surreali della cronaca nera mondiale. È il 20 agosto 1966 quando un adolescente, arrampicatosi sulle pendici del Morro do Vintém, un'altura isolata nei
pressi di Niterói, si ritrova davanti a una scena che ridefinirà il concetto stesso di enigma.</div>
<div>Adagiati sul terreno, parzialmente occultati dalle sterpaglie, ci sono due individui. Non indossano abiti da escursione, bensì eleganti completi da cerimonia e sopra di essi
pesanti impermeabili scuri. Ma il dettaglio che gela il sangue del giovane, e che spingerà gli investigatori in un vicolo cieco lungo decenni, si trova sui loro volti. Gli occhi dei due sono completamente coperti da
piastre metalliche artigianali, sagomate a mano in piombo, prive di stanghette e fissate alla testa con fili di ferro rudimentali.</div>
<div>Nessun segno di colluttazione. Nessuna ferita apparente. Solo due corpi composti, quasi in attesa, intrappolati in un sonno eterno sotto visiere di metallo schermante.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink8b2b8e68ed4f76145496ca3ef3ba7798 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/enigma-morro-vintem-01_bar.webp','alt': 'Manoel Pereira da Cruz e Miguel José Viana.','title': 'Manoel Pereira da Cruz e Miguel José Viana.','width': 606,'height': 441,'description': 'Manoel Pereira da Cruz e Miguel José Viana.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8b2b8e68ed4f76145496ca3ef3ba7798, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/enigma-morro-vintem-01_bar.webp" alt="Manoel Pereira da Cruz e Miguel José Viana." title="Manoel Pereira da Cruz e Miguel José Viana." width="200" height="146" /></a></div><div><div>Manoel Pereira da Cruz e Miguel José Viana.</div></div><div><br></div>
<div><strong>Gli enigmi nel taschino: il protocollo dell'assurdo</strong></div>
<div>L'identificazione delle vittime svela un primo paradosso: non si tratta di emarginati o di membri noti di sette esoteriche radicali, ma di due rispettabili periti elettronici, esperti
in radiotrasmissioni, provenienti da una cittadina a circa duecento chilometri di distanza. <strong>Manoel Pereira da Cruz</strong> e <strong>Miguel José Viana</strong> erano partiti da casa dichiarando di dover acquistare materiale tecnico e un'auto usata. Con sé avevano
una somma di denaro cospicua per l'epoca, equivalente a diversi anni di stipendio.</div>
<div>Quando le forze dell'ordine perquisiscono la scena del ritrovamento, il mistero si infittisce di più. Accanto ai resti, infatti, vengono rinvenuti un contenitore per l'acqua
vuoto, due asciugamani umidi e, soprattutto, un taccuino con un blocco di istruzioni scritte a mano, agghiacciante nella sua precisione cronometrica:</div><div><br></div>
<div><em>16:30 trovarsi nel luogo stabilito.</em></div><div><em>18:30 mandare giù le compresse. Una volta riscontrato l'effetto, schermare i metalli e attendere il segnale visiera.</em></div>
<div><br></div>
<div>Questo taccuino solleva diverse domande. Chi aveva stabilito quel cronoprogramma? Quale "effetto" stavano aspettando? Ma, soprattutto, qual era la natura del segnale che avrebbe
dovuto attivare l'uso di quelle rudimentali barriere di piombo?</div><div><br></div>
<div><strong>Gli ultimi passi di una traiettoria inspiegabile</strong></div>
<div>Gli investigatori riescono a ricostruire le ultime ore dei due tecnici, dipingendo il ritratto di un'attesa logorante. Il 17 agosto i due arrivano a Niterói. Il cielo minaccia
pioggia, il che giustifica l'acquisto improvvisato dei soprabiti impermeabili. Poco dopo, si fermano in un locale per comprare della semplice acqua minerale.</div>
<div>La testimone che li serve ricorderà vividamente un dettaglio: uno dei due appariva estremamente tormentato, in preda a una forte ansia, e consultava ossessivamente l'orologio
da polso. Erano chiaramente schiavi di una scadenza improrogabile. Da quel locale, a bordo di un mezzo fuoristrada guidato da soggetti rimasti ignoti, i due si fanno portare ai piedi dell'altura, cominciando la loro scalata
verso il punto di non ritorno.</div>
<div>Quando vengono ritrovati, l’imgente somma di denaro che avevano con sé è quasi interamente svanita. Nelle loro tasche restano solo pochi spiccioli. Eppure, l'ipotesi
di una rapina finita nel sangue rimane ambigua: se l'obiettivo fosse stato solo il denaro, perché architettare una messinscena così complessa, costringendo le vittime a indossare maschere di piombo fatte
in casa e a seguire un protocollo tanto bizzarro?</div><div><br></div><div><script> var showboxlinkd88283d45a6c33988565d7f514e98c91 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/enigma-morro-vintem-02_ver.webp','alt': 'Gli investigatori dell\\\'epoca durante i rilievi sul Morro do Vintém.','title': 'Gli investigatori dell\\\'epoca durante i rilievi sul Morro do Vintém.','width': 440,'height': 600,'description': 'Gli investigatori dell\'epoca durante i rilievi sul Morro do Vintém.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd88283d45a6c33988565d7f514e98c91, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/enigma-morro-vintem-02_ver.webp" alt="Gli investigatori dell&#39;epoca durante i rilievi sul Morro do Vintém." title="Gli investigatori dell&#39;epoca durante i rilievi sul Morro do Vintém." width="200" height="273" /></a></div><div><div>Gli investigatori dell'epoca durante i rilievi sul Morro do Vintém.</div></div><div><br></div>
<div><strong>Le barriere della scienza e il fallimento medico</strong></div>
<div>La medicina legale avrebbe potuto risolvere l'enigma delle "compresse" menzionate nel taccuino, ma la burocrazia e il caos dell'obitorio dell'epoca congelano l'indagine.
L'ispezione cadaverica viene posticipata di settimane: quando i medici aprono i corpi, i tessuti interni sono ormai troppo deteriorati per permettere esami tossicologici affidabili per sostanze volatili o veleni complessi.
Anni dopo, una riesumazione escluderà i veleni metallici più comuni come l'arsenico o il mercurio, ma la vera causa chimica o biologica del decesso rimarrà per sempre un segreto sepolto nella terra.</div>
<div>A complicare il quadro clinico subentra un altro elemento inquietante: la vegetazione sottostante i due corpi appare recisa di netto con una lama, disposta quasi a formare un giaciglio
rituale. Eppure, nel perimetro del ritrovamento, non viene rinvenuto alcun coltello o attrezzo da taglio.</div><div><br></div>
<div><strong>Oltre il velo: radiazioni, occultismo e bagliori nel cielo</strong></div>
<div>Il mondo dei misteri si è letteralmente diviso nel tentativo di dare un senso a Morro do Vintém. La formazione professionale dei due uomini - esperti di onde radio e circuiti
- suggerisce ad alcuni un esperimento scientifico estremo e clandestino. Il piombo è storicamente lo schermo d'elezione contro le radiazioni ionizzanti o i flussi elettromagnetici ad alta intensità. I due
stavano forse cercando di intercettare o manipolare una fonte di energia sconosciuta, sottovalutandone la letalità?</div>
<div>La pista più battuta dai ricercatori dell'insolito devia però verso il sincretismo esoterico, molto in voga nel Brasile degli anni Sessanta. Emergerà infatti
che i due tecnici frequentavano un circolo autodefinitosi di "spiritualismo scientifico". I membri di questi gruppi tentavano spesso di squarciare il velo tra le dimensioni o di stabilire contatti con intelligenze
extraterrestri combinando l'uso di trasmittenti radio, rituali e l'ingestione di sostanze psicotrope per amplificare le facoltà cerebrali.</div>
<div>In quest'ottica, le maschere di piombo dovevano servire a proteggere le retine da un "bagliore cosmico" o divino, una luce accecante che avrebbe accompagnato la manifestazione
delle entità. Una teoria che trova un riscontro da brividi nelle deposizioni di alcuni residenti della zona: la notte del 17 agosto, diverse persone notarono un singolare fenomeno luminoso di colore arancione e blu
fluttuare sopra la cima della collina, esattamente sopra il punto in cui i due tecnici stavano consumando il loro tragico destino.</div><div><br></div>
<div><strong>Un finale senza risposta</strong></div>
<div>Che si sia trattato di una truffa letale ordita da sciacalli che hanno sfruttato l'ingenuità dei due radiotecnici, di un suicidio rituale collettivo finito in tragedia a
causa di un dosaggio errato di droghe sperimentali, o di un autentico, terrificante incontro ravvicinato con l'ignoto, il caso delle maschere di piombo rimane una ferita aperta nella storia della criminologia.</div><div><br></div>
<div>Sulla collina di Vintém il vento continua a soffiare tra l'erba alta, ma il segnale atteso da Manoel e Miguel non è mai arrivato. O forse, è arrivato fin troppo
presto.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkd8909c2ddec9e909e709cc349380068a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/enigma-morro-vintem-cop-home_ver.webp','alt': 'L\\\'oscuro enigma di Morro do Vintém.','title': 'L\\\'oscuro enigma di Morro do Vintém.','width': 1024,'height': 1024,'description': 'L\'oscuro enigma di Morro do Vintém.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd8909c2ddec9e909e709cc349380068a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/enigma-morro-vintem-cop-home_ver.webp" alt="L&#39;oscuro enigma di Morro do Vintém." title="L&#39;oscuro enigma di Morro do Vintém." width="200" height="200" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 06:25:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Flegias di Ilaria Oliviero]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000031C"><h1 class="imHeading1">Romanzo dark urban fantasy</h1><h2 class="imHeading2">Con un impianto morale molto più robusto di quanto la sua superficie pulp possa far pensare</h2><div>






<div><em>[…] Il gelo gli artigliò le gambe e i palmi delle mani, ustionando </em><em class="fs14lh1-5">la pelle come fiamma viva. Rabbrividì fin nelle ossa; le zone </em><em class="fs14lh1-5">dell’Inferno a lui familiari erano calde e asfissianti, non </em><em class="fs14lh1-5">era affatto abituato a quel freddo così tagliente. Rimase </em><em class="fs14lh1-5">in ginocchio, a capo chino e col corpo scosso da un </em><em class="fs14lh1-5">violento tremore. I suoi stessi occhi di stagno gli restituirono </em><em class="fs14lh1-5">un’espressione angosciata dall’impietoso specchio di ghiaccio. </em><em class="fs14lh1-5">Era la fine. […]</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div><em>Flegias </em>di <strong>Ilaria Oliviero</strong> è edito da Edikit,<strong> </strong>illustrato da <strong>Rosario Barbato</strong> e revisionato da <strong>Lia Bachman.</strong></div>
<div>Lo stile di <em>Flegias</em> è un ibrido molto riconoscibile: urban fantasy noir, horror teologico e road movie infernal.
La scrittura lavora per contrasti netti: alto e basso, sacro e triviale, Lucifero e motel scrostati, Stige e distributori, dannazione e caffè da diner. Questo è probabilmente uno dei punti più interessanti
del libro.</div>
<div>L’apertura nel Cocito è solenne, barocca. L’Inferno non è solo sfondo. Poi il testo precipita a Pale City, fra cocaina, tagrìf, pub malfamati, parcheggi,
neon, motel e pornografia urbana. La frizione funziona. C’è una bella energia da fumetto nero o da graphic novel sporca, con immagini molto visive e tagli cinematografici.</div>
<div>La prosa è fortemente sensoriale. Freddo, caldo, bruciore, sangue, fumo, asfalto umido, pelle, ruggine, collirio, rum, caffè. Tutto passa dal corpo. È una scelta
coerente, perché il romanzo parla proprio di un’anima dannata costretta dentro la carne.</div>
<div>Il primo punto forte è <strong>l’identità atmosferica</strong>. Il libro sa esattamente quale mondo vuole evocare: una metropoli tarda anni Ottanta, degradata e notturna, contaminata da un aldilà dantesco che non resta sullo sfondo. </div>
<div>Il secondo punto forte è <strong>la costruzione di Flegias/Winston</strong>. È un protagonista moralmente repellente, ma non piatto. La scrittura non lo assolve troppo presto. Lo mostra mentre tortura, uccide, disprezza i vivi, poi lo costringe a vedere le conseguenze del proprio
mestiere.</div>
<div>Il terzo pregio è <strong>l’uso del soprannaturale come sistema etico</strong>. I peccati non sono categorie astratte: sono temperatura, colore, reazione fisica, destino del corpo. Questa idea dà coerenza al potere di Flegias e rafforza la componente orrorifica del romanzo.</div>
<div>Ho notato una cosa che “sbaglio” anche io, una certa <strong>sovrabbondanza aggettivale e sensoriale, </strong>in alcuni punti che tende a rallentare un poco la lettura ma alla fine è una scelta stilistica.</div>
<div><em>Flegias</em> è un romanzo dark urban fantasy con un impianto morale molto più robusto di quanto la sua superficie
pulp possa far pensare. Sotto i sicari, le anime corrotte, i segugi d’ombra e le notti da motel, c’è una domanda netta: <em>che cosa resta di una creatura colpevole quando non può più nascondersi dietro l’obbedienza?</em></div>
<div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Ilaria Oliviero nasce a Napoli nel '96.</div>
<div>Si laurea in Lingue e Letterature europee; in seguito consegue un diploma di traduzione editoriale.</div>
<div>Appassionata di scherma storica perché: "la penna ferisce più della </div>
<div>spada, ma fino a un certo punto".</div>
<div>"Flegias" è il suo primo romanzo.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Flegias</em></div>
<div><em>Autore: Ilaria Oliviero</em></div>
<div><em>Illustrazioni: Rosario Barbato</em></div>
<div><em>Revisione: Lia Bachman</em></div>
<div><em>Editore: Edikit</em></div>
<div><em>Anno: 20 marzo 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 163</em></div>
<div><em>Prezzo: 15,20 € - eBook 5,99 €</em></div>
<div><em>ISBN-13: 979-1281623835</em></div>
<div><br></div>
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			<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 05:26:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo A New Dawn]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000031B"><h1 class="imHeading1">Al cinema dal 23 al 29 luglio con Animagine</h1><h2 class="imHeading2">Nelle sale italiane un miracolo visivo firmato dal disegnatore di Your Name</h2><div>






<div>Presentato in concorso alla 76° Berlinale e anche al festival di Annecy, <span class="fs14lh1-5"><i>A New Dawn</i> </span><span class="fs14lh1-5">è il primo lungometraggio di </span><strong class="fs14lh1-5">Yoshitoshi Shinomiya</strong><span class="fs14lh1-5">, che ha curato i disegni dei suggestivi flashback di </span><em class="fs14lh1-5">Your Name</em><span class="fs14lh1-5">.</span></div><div><br></div>
<div>Il panorama dell'animazione cinematografica si prepara ad accogliere un'opera dal fascino visivo e tematico straordinario. Grazie all'accordo di distribuzione siglato tra
Dynit e Adler Entertainment sotto l'insegna del contenitore cinematografico <em>Animagine</em>, gli appassionati italiani potranno godersi sul grande schermo una pellicola che unisce la nostalgia del passato alle visioni moderne del mezzo animato. L'appuntamento nelle sale è fissato come un
vero e proprio evento a tempo limitato, disponibile solo per sette giorni consecutivi, precisamente nell'ultima settimana di luglio.</div><div><br></div>
<div>La pellicola in questione rappresenta il debutto dietro la macchina da presa sulla lunga distanza per <strong>Yoshitoshi Shinomiya</strong>, autore che ha già saputo lasciare un'impronta indelebile nell'immaginario collettivo firmando le evocative sequenze dei ricordi all'interno
del capolavoro di <strong>Makoto Shinkai</strong>, <em>Your Name</em>. Questa nuova fatica ha saputo immediatamente catalizzare l'attenzione dei critici internazionali, ottenendo la prestigiosa selezione in gara sia durante l'ultima edizione della Berlinale sia al rinomato
Festival di Annecy, culmine globale per il cinema d'animazione.</div><div><br></div>
<div>La genesi dell'opera affonda le radici in un aneddoto intimo vissuto in prima persona dall'autore, che ha curato anche la stesura del copione. Durante un viaggio in automobile,
il figlio di <strong>Shinomiya</strong>, guardando fuori dal finestrino, si convinse erroneamente di scorgere l'oceano. Quella che ai suoi occhi infantili appariva come
una distesa marina scintillante era in verità un'enorme e sterminata installazione di impianti solari che aveva fagocitato le vallate circostanti. Una perfetta illusione ottica, specchiante e immacolata, che ha
però occultato la vegetazione spontanea della provincia rurale, privando il territorio della propria identità primordiale. Questo scenario incarna il volto inedito del Giappone contemporaneo, rimodellato dai
processi di ricostruzione avviati dopo il cataclisma del 2011 e dalle successive mutazioni della struttura produttiva.</div>
<div>Attorno a questa premessa si sviluppa una profonda analisi che tocca corde delicate: la progressiva urbanizzazione aggressiva degli ambienti naturali, la trasformazione socioculturale
delle periferie e la graduale dissolvenza dei riti storici nipponici. Il lungometraggio imbastisce un racconto di formazione toccante che mette in scena la complessa coesistenza tra le spinte dell'innovazione e la conservazione
della memoria storica. A sublimare questa narrazione concorre un comparto estetico di eccezionale ricercatezza. Il regista sceglie infatti di non affidarsi esclusivamente all'animazione bidimensionale tradizionale eseguita
a mano, ma la contamina e la stratifica fondendola con innesti in passo uno, modellazione della creta, delicate stesure ad acquerello e svariati approcci artistici analogici. Il risultato è una resa che rimanda costantemente
alla pittura tradizionale, dove ogni singolo fotogramma assume la dignità di un dipinto in costante evoluzione.</div><div><br></div>
<div>Il nucleo narrativo ruota attorno a Kaoru e ai suoi storici compagni d'infanzia, Sentaro e Keitaro, quest'ultimo erede della storica gestione dell'azienda pirotecnica Obinata,
fulcro economico e identitario della piccola comunità costiera di Niura. Il legame apparentemente indissolubile del terzetto si incrina bruscamente nel momento in cui l'attività di famiglia viene costretta
alla cessazione e il capofamiglia scompare misteriosamente nel nulla. Le vicende riprendono quota quattro anni dopo la diaspora, quando la giovane protagonista fa ritorno al borgo natio dopo essersi stabilita nella capitale.
L'obiettivo del suo ritorno è l'organizzazione di una manifestazione pubblica destinata a colmare il vuoto lasciato dalla storica festa patronale.</div>
<div>La realtà che ritrova è però radicalmente mutata: i boschi hanno ceduto il passo a distese tecnologiche specchianti, i bacini idrici si stanno esaurendo e lo storico
capannone della ditta, cuore dei loro ricordi giovanili, si trova sotto un imminente provvedimento di sgombero per far spazio a un piano di ammodernamento urbanistico guidato dal comune, in cui lavora lo stesso Sentaro. Con
la demolizione prevista per l'indomani, i tre vecchi amici scelgono di unire nuovamente le forze per compiere un'impresa apparentemente folle. L'intento è dare vita a un ultimo memorabile spettacolo di luci
prima della cancellazione definitiva della loro terra: ultimare la manifattura e procedere all'accensione dello Shuhari, il leggendario artificio pirotecnico ideato dal padre scomparso e capace, secondo la tradizione,
di esprimere l'equilibrio supremo dell'intero cosmo.</div><div><br></div>
<div><strong><em></em></strong><em>A New Dawn<strong> </strong></em><strong></strong>arriva nelle sale italiane dal 23 al 29 luglio con <em>Animagine</em>, la collana nata da Dynit e Adler Entertainment.</div><div><br></div>
<div>Scarica lo SpecialKit dell'anime (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?a-new-dawn-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkd3af3d5740079ca6a64e5f3b2ebb8aff = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/A-New-Dawn-loc_ver.webp','alt': 'La locandina dell\\\'Anime.','title': 'La locandina dell\\\'Anime.','width': 431,'height': 604,'description': 'La locandina dell\'Anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd3af3d5740079ca6a64e5f3b2ebb8aff, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/A-New-Dawn-loc_ver.webp" alt="La locandina dell&#39;Anime." title="La locandina dell&#39;Anime." width="200" height="281" /></a></div><div><script> var showboxlinkee1a9b984d0822a8e03b0d97c7b9bf8e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/A-New-Dawn-scena_bar.webp','alt': 'Una scena dell\\\'Anime.','title': 'Una scena dell\\\'Anime.','width': 1920,'height': 1080,'description': 'Una scena dell\'Anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkee1a9b984d0822a8e03b0d97c7b9bf8e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/A-New-Dawn-scena_bar.webp" alt="Una scena dell&#39;Anime." title="Una scena dell&#39;Anime." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=dWgpzxvO0S0">https://www.youtube.com/watch?v=dWgpzxvO0S0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 06:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ShareX per catturare schermate]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000031A"><h1 class="imHeading1">Acquisire immagini e video</h1><h2 class="imHeading2">Uno dei migliori programmi per registrare lo schermo del PC</h2><div>






<div>Nel panorama degli strumenti dedicati alla produttività su PC, <em>ShareX</em> si posiziona come una delle utility più complete e versatili per il monitoraggio e l'acquisizione delle attività visive. Distribuito sotto licenza open source
e completamente gratuito, questo software per Windows trascende la semplice definizione di cattura-schermate, configurandosi come un vero e proprio ecosistema di automazione e gestione dei contenuti multimediali. La sua interfaccia
minimale e focalizzata sull'efficienza potrebbe inizialmente disorientare l'utente meno esperto, ma nasconde un potenziale operativo straordinario che premia la curva di apprendimento.</div><div><br></div>
<div><script> var showboxlink3547bf3784831a0ce3c8507125e1b8b0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ShareX-interfaccia_bar.webp','alt': 'L’interfaccia grafica di ShareX.','title': 'L’interfaccia grafica di ShareX.','width': 1102,'height': 768,'description': 'L’interfaccia grafica di ShareX.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3547bf3784831a0ce3c8507125e1b8b0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ShareX-interfaccia_bar.webp" alt="L’interfaccia grafica di ShareX." title="L’interfaccia grafica di ShareX." width="200" height="140" /></a></div>
<div>L’interfaccia grafica di <em>ShareX</em>.</div><div><br></div>
<div>La caratteristica distintiva del programma risiede nella sua duttilità d'uso durante la fase di campionamento dello schermo. Gli utenti possono immortalare intere scrivanie
virtuali, singole finestre applicative o regioni geometriche definite al momento, ma il vero punto di forza risiede nella componente di cattura dinamica. Attraverso l'integrazione nativa delle librerie FFmpeg, <em>ShareX</em> consente di generare registrazioni video ad alta definizione della propria attività desktop, offrendo contemporaneamente la possibilità di configurare sorgenti
audio esterne o interne, come microfoni e flussi di sistema. Questa architettura tecnica permette anche la creazione istantanea di file in formato GIF, ideali per la realizzazione di brevi tutorial visivi o per la condivisione
rapida di procedure tecniche.</div><div><br></div>
<div>Oltre alle funzionalità di registrazione, l'applicativo eccelle per la presenza di strumenti integrati di post-produzione e utilità accessorie. Una volta acquisita
l'immagine, il software mette a disposizione un editor grafico immediato che permette di applicare censure, inserire annotazioni testuali, frecce ed elementi geometrici senza dover ricorrere a programmi esterni. Sorprendente
è anche l'integrazione di un motore OCR capace di estrarre istantaneamente il testo decifrato da una determinata porzione di schermo, facilitando la copia di stringhe altrimenti non selezionabili. A completare il
quadro spicca la gestione dei flussi di lavoro automatizzati: <em>ShareX</em> è strutturato per eseguire sequenze di compiti concatenate all'acquisizione, come il
salvataggio in locale con catalogazione cronologica, l'applicazione di filigrane e il caricamento simultaneo su server remoti o piattaforme cloud, supportando oltre ottanta destinazioni diverse in tutto il Web. Tali operazioni
avvengono mantenendo un impatto irrisorio sulle risorse di sistema, garantendo fluidità anche su computer dotati di specifiche tecniche obsolete.</div><div><br></div>
<div><strong>PRO</strong></div>
<ul>
<li>Totalmente gratuito e open source: assenza completa di pubblicità inserita, costi di abbonamento o limitazioni sulle funzionalità.</li>
<li>Nessun vincolo sui video: le sessioni di registrazione dello schermo non presentano filigrane forzate o limiti temporali massimi.</li>
<li>Automazione avanzata: il sistema di gestione dei flussi di lavoro permette di concatenare cattura, modifica e upload online con la pressione di un singolo tasto.</li>
<li>Ecosistema di strumenti extra: presenza di funzionalità di alto livello come il riconoscimento ottico dei caratteri (OCR), cattura a scorrimento lungo, campionatore di
colori e generatore di QR code.</li>
<li>Leggerezza strutturale: consumo minimo di RAM e CPU, ideale per non impattare sulle prestazioni generali della macchina.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>CONTRO</strong></div>
<ul>
<li>Interfaccia ostica per i principianti: l'immenso quantitativo di menu e opzioni avanzate rende la configurazione iniziale complessa per chi cerca un'app "punta e clicca".</li>
<li>Esclusività di piattaforma: il programma è sviluppato nativamente solo per sistemi operativi Windows, escludendo gli utenti macOS e Linux.</li>
<li>Integrazione webcam limitata: la gestione simultanea dello screen recording e della ripresa da webcam richiede configurazioni complesse e non sempre risulta immediata rispetto
ad applicativi concorrenti.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>Conclusioni</strong></div>
<div>In definitiva, <em>ShareX</em> si conferma una risorsa insostituibile per i professionisti, i creatori di contenuti e gli studenti
che necessitano di uno strumento granitico per documentare ciò che avviene sul proprio computer. Sebbene l'impatto grafico dei menu possa risultare inizialmente soverchiante, il superamento di questo scoglio iniziale
ripaga l'utente con una flessibilità operativa e una velocità di esecuzione che pochissimi software commerciali sul mercato riescono a replicare. È la scelta ideale per chiunque desideri ottimizzare
le proprie routine quotidiane di acquisizione e condivisione dei dati visivi.</div><div><br></div>
<div>Scarica <em>ShareX</em> dal sito ufficiale: <a href="https://getsharex.com/" class="imCssLink">https://getsharex.com/</a></div>
<div>Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkdcdecc672ca07ecc3478d01803537bf9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ShareX-logo-home_bar.webp','alt': 'Il logo di ShareX.','title': 'Il logo di ShareX.','width': 1280,'height': 640,'description': 'Il logo di ShareX.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdcdecc672ca07ecc3478d01803537bf9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ShareX-logo-home_bar.webp" alt="Il logo di ShareX." title="Il logo di ShareX." width="200" height="100" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il violino a corde umane]]></title>
			<author><![CDATA[Antonio Ghislanzoni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000319"><h1 class="imHeading1">Le rughe divennero livide</h1><h2 class="imHeading2">Fissò gli occhi nel vecchio maestro con espressione sinistra</h2><div>






<div>Correva l'anno 1831.</div>
<div>Paganini, il diabolico Paganini, si era prodotto al teatro dell'Opera in sei concerti, suscitando entusiasmi anche maggiori di quelli che lo avevano accompagnato nelle sue trionfali escursioni in Italia e Germania. In presenza dell'artista fenomenale, alcuni
professori d'orchestra del grande teatro avevano spezzato i loro strumenti. Alla medesima epoca, era in Parigi un altro violinista dotato di un'abilità straordinaria, ma tuttora ignorato nel gran mondo dell'arte.</div>
<div>Si chiamava Franz; era nato a Stoccarda, e in quella città aveva trascorso la gioventù nella pace della famiglia, alternando alle severe meditazioni della filosofia, gli esercizi dello strumento a quattro corde.</div>
<div>All'età di trentacinque anni, Franz era rimasto orfano e solo. Al morire della madre che lo avea adorato, che aveva esaurite per l'unico figlio tutte le economie di un patrimonio assai tenue, Franz si era accorto di esser povero.</div>
<div>La prospettiva dell'avvenire gli si era affacciata alla mente coi più lugubri colori.</div>
<div>Che fare? Il suo vecchio maestro di musica Samuele Klauss si era incaricato di rispondere alla terribile domande. E la risposta, muta di parole, era stata eloquente.</div>
<div>Klauss aveva preso per mano il suo allievo diletto, e, condottolo nella piccola sala dove tante volte avevano diviso insieme i fantastici diletti della musica, gli aveva additato la piccola cassetta dove il violino stava rinchiuso
come un essere vivente in una tomba obbliata.</div>
<div>Quel cenno apriva a Franz una nuova carriera. Vendute le mobilie e le suppellettili della casa, l'artista era partito per Parigi in compagnia del suo maestro e amico.</div>
<div>Prima che Paganini avesse dato al teatro dell'Opera i suoi meravigliosi concerti, Franz si era fatta, per una serie di esperienze e di raffronti, una convinzione superba e un proposito irremovibile. La convinzione era questa: di ritenersi superiore a tutti i più rinomati violinisti che egli aveva uditi nella
capitale della Francia; il proposito era di spezzare il proprio strumento, e con esso la sua esistenza, qualora non fosse riuscito a tenere il primo posto fra i suonatori dell'epoca. Il vecchio Klaus si compiaceva di quel
nobile orgoglio, e credeva, lusingandolo, di compiere in buona fede una santa Opera.</div>
<div>Ma prima di prodursi al cospetto del pubblico, Franz aveva aspettato con trepida impazienza che il tanto decantato italiano facesse le sue prove a Parigi.</div>
<div>Il nome di Paganini era stato, per alcuni mesi, una spina rovente al cuore di Franz, un incubo, un fantasma minaccioso allo spirito del vecchio Samuele.</div>
<div>Sia l'uno che l'altro avevano più volte tremato per quel nome di artista, sia l'uno che l'altro avevano presagito sinistramente della sua venuta a Parigi.</div>
<div>Chi può descrivere le ansie, gli spasimi, gli atroci entusiasmi di quella nefasta serata? Franz e Samuele, alle prime arcate di Paganini, avevano rabbrividito.</div>
<div>Il maestro e l'allievo, compresi da un entusiasmo che era per entrambi angoscia tremenda, non osarono guardarsi in faccia, non che ricambiarsi un accento.</div>
<div>A mezzanotte, dopo il concerto, rientrarono muti e lugubri nel loro appartamento.</div>
<div>"Samuele!", disse Franz gettandosi sovra una seggiola con portamento disperato "va!... noi altri non siamo buoni a nulla; hai capito? a nulla!... proprio a nulla!..."</div>
<div>Le rughe del vecchio maestro divennero livide. Dopo breve silenzio, Samuele riprese con voce cupa: "Eppure tu hai torto, Franz; io ti ho insegnato quanto
si può insegnare da un maestro, e tu hai tutto imparato ciò che l'uomo può imparare dall'uomo. Quale colpa ho io, se questi dannati italiani, per primeggiare nel regno dell'arte, hanno ricorso
alle ispirazioni del diavolo e agli obbrobri della magia?..."</div>
<div>Franz fissò gli occhi nel vecchio maestro con espressione sinistra: quello sguardo pareva dire: "Ebbene! A che mai tanti scrupoli?... pur di elevarmi a tanta potenza nell'arte, e io pure mi darei al diavolo, anima e corpo!"</div>
<div>Samuele indovinò quell'atroce pensiero, e riprese la parola con calma simulata: "Tu conosci la storia miseranda del celebre Tartini. Egli morì in una notte
di sabato, strangolato dal suo demonio familiare che gli aveva insegnato la maniera di dare anima al violino, incorporando in esso lo spirito di una vergine. Paganini ha fatto di più. Paganini, per comunicare al proprio istromento
i gemiti, i gridi desolati, le note più strazianti della voce umana, si è fatto assassino dell'uomo che più gli era affezionato sulla terra, e coi visceri della sua vittima ha composto le quattro corde
del suo violino fatato. Eccoti il segreto di quel fascino, di quella potenza irresistibile di suoni, che tu, mio povero Franz, non potresti mai uguagliare, se prima..."</div>
<div>E il vecchio troncò a mezzo la frase.</div>
<div>La sua voce era paralizzata da uno sgomento misterioso.</div>
<div>Franz, abbassando gli occhi, uscì dopo alcuni minuti in questa domanda: "E tu credi, Samuele, che arriverei anch'io a ottenere gli effetti inauditi, a suscitare gli entusiasmi di Paganini, qualora le corde del mio istromento fossero composte di fibra umana?"</div>
<div>"Purtroppo!", esclamò il maestro con singolare espressione, "ma per ottenere l'intento, non basta che le corde siano composte
di fibra umana; è necessario che questa fibra abbia parte di un corpo simpatico. Tartini comunicò la vita al proprio violino, introducendo in esso l'anima di una vergine, ma quella vergine era morte di amore per lui; e il satanico artista, assistendola nelle ultime agonie, a mezzo di una cannuccia, aveva fatto passare nello istromento
lo spirito della moribonda.</div>
<div>Quanto a Paganini, t'ho già detto che egli assassinò il migliore dei suoi amici, la persona che più gli era legata di benevolenza, e la assassinò per
strappargli le viscere e per convertirle in altrettante corde da suono."</div>
<div>"Oh! la voce umana! Il miracolo della voce umana!", proseguì Samuele dopo un breve silenzio. "Credi tu dunque, mio povero Frantz, che io non ti avrei insegnato a produrla, se questa si potesse ottenere coi mezzi dell'arte, di quell'arte nobile e santa che vuol vivere di se stessa, che vuol risplendere della
propria luce, che disdegna le bassezze e le ciurmerie, che ha in orrore i delitti?" Franz non ebbe forza di proferire un accenno. Si levò in piedi con pacatezza sinistra che rivelava la più profonda agitazione, prese in mano il violino, fissò nelle corde un'occhiata sprezzante e minacciosa e poi, afferratele con impeto convulso, le strappò dallo istrumento.</div>
<div>Il vecchio Samuele mandò un grido. Le corde ridotte a gomitolo erano state lanciate nella brace del caminetto, e qui vi si contorcevano stridendo, come al contatto del fuoco un gruppo di serpenti assiderati.</div>
<div>Samuele tolse dalla tavola un candeliere, e si avviò alla sua camera da letto senza salutare l'allievo.</div>
<div>Passarono settimane, passarono mesi. Una cupa malinconia si era impossessata di Franz. Il violino, vedovo delle corde, pendeva dalla parete, polveroso e negletto. Samuele e Franz
pranzavano insieme ogni giorno e ogni sera stavano assisi l'uno di fronte all'altro, nel medesimo salottino, ma l'uno non osava rivolgere all'altro la parola; si guardavano in silenzio come due muti.</div>
<div>Dal momento che il violino non ebbe più corde, anche quei due esseri animati parvero smarrire l'uso della favella.</div>
<div>"È tempo che ciò finisca!", esclamò finalmente il vecchio Samuele. E quella sera, prima di ritirarsi nella camera da letto, si accostò all'amico per imprimergli un bacio sulla fronte. Franz si riscosse dal suo letargo, e ripeté meccanicamente le parole del maestro "è tempo che ciò finisca!".</div>
<div>Si separarono e ciascuno andò a coricarsi.</div>
<div>All'indomani quando Franz aperse gli occhi alla luce del giorno, si meravigliò di non trovare vicino al suo letto il vecchio maestro che era solito levarsi prima di lui.</div>
<div>"Samuele mio buono... mio ottimo Samuele!" gridò Franz balzando dalle coltri per slanciarsi nella camera del maestro.</div>
<div>Franz fu atterrito dalla propria voce, ma più ancora dal silenzio lugubre che a quella rispose.</div>
<div>Presso al letto dei cadaveri e nel vano delle tombe, il silenzio acquista un'intensità misteriosa che colpisce l'anima di terrore.</div>
<div>La severa testa di Samuele giaceva irrigidita sul capezzale; i contorni salienti di quella testa erano una fronte calva sfolgorante di luce e una barba grigia acuminata che pareva erigersi al cielo.</div>
<div>Alla vista di quel cadavere, Franz provò una scossa terribile, ma la natura dell'uomo e la natura dell'artista si risentirono in lui a un medesimo tempo, e in quella lotta di sentimenti, il dolore rimase ben tosto paralizzato.</div>
<div>Le passioni dell'artista prevalsero sui più teneri istinti dell'uomo, e li soffocarono.</div>
<div>Una lettera all'indirizzo di Franz giaceva sulla tavola da notte. Il violinista l'aperse tremando:</div><div><br></div>
<div>"Mio caro Franz, al momento in cui leggerai questo scritto, avrò compiuto il più grande e l'ultimo sacrifizio che io, tuo maestro e tuo unico amico, poteva fare per la tua gloria. La persona, che al mondo ti amava sopra ogni altro, non è più che un corpo insensibile: del tuo vecchio maestro non rimane oggimai a te dinanzi che la materia organica impassibile. Io non ti suggerirò ciò che ti resta da fare.</div>
<div>Non lasciarti atterrire da scrupoli vani o da stolte superstizioni. Io ti immolo il mio cadavere perché tu abbia da usarne per la tua gloria: ti macchieresti della più nera ingratitudine
rendendo vano il mio sacrificio. Quando tu avrai ridonate le corde al tuo violino; quando queste corde si comporranno della mia fibra, e avranno la voce, il gemito, il pianto del mio fervido amore, allora, o Franz, non temere di nessuno, allora prendi il tuo istrumento, mettiti sulle orme dell'uomo che ci ha fatto tanto male, presentati nel campo dov'egli superbamente ha potuto imperare fino
a questo giorno, gettagli in volto il tuo guanto di sfida!</div>
<div>Oh! Sentirai come la nota di amore uscirà potente dal tuo violino, quando tu, accarezzando le corde, ti sovverrai che d'esse furono parte del tuo vecchio maestro, che ora ti bacia per l'ultima volta e ti benedice."</div><div><br></div>
<div>Due lagrime sgorgarono dagli occhi di Franz, ma queste parvero essiccarsi per effetto di una vampa latente. Le pupille del fantastico suonatore, fisse nel morto, lampeggiarono come quelle della strige. La nostra penna rifugge dal descrivere ciò che accadde in quella stanza di morte, dacché i medici ebbero praticata l'autopsia del cadavere. A noi basti accennare
che le ultime volontà dell'eroico Samuele vennero compiute, che Franz non esitò punto a procacciarsi le corde fatali onde egli sperava dar anima al suo violino.</div>
<div>Quelle corde, di là a quindici giorni, erano distese sullo strumento. Franz non osava guardarle. Una sera volle provare a suonare, ma l'arco gli tremava nella mano come lama di stocco nel pugno di un assassino esordiente.</div>
<div>"Non importa!" esclamò Franz, rinserrando il violino nella cassetta "questi sciocchi terrori spariranno quando io mi troverò in presenza del mio potente
rivale. La volontà del mio povero Samuele vuol essere compita... sarà un grande trionfo per me e per lui... se riuscirò a uguagliare... a superare Paganini!"</div><div><br></div>
<div>Ma il celebre violinista non era più a Parigi. A quell'epoca Paganini dava al teatro di Gand una serie di concerti.</div>
<div>Una sera, mentre il diabolico artista sedeva a mensa circondato da una eletta compagnia di musicisti, Franz entrò nella sala d'albergo, e muovendo all'indirizzo di Paganini, senza dir motto, gli consegnò un biglietto
da visita.</div>
<div>Paganini lesse; lanciò sullo sconosciuto una di quelle occhiate fulminee cui l'occhio più temerario non può sostenere, ma vedendo che l'altro teneva fermo e pareva a sua volta sfidarlo con la impossibilità dello sguardo: "Signore",
gli disse con voce secca, "i vostri desideri saranno esauditi".</div>
<div>E Franz, salutando cortesemente i convitati, uscì dalla sala.</div>
<div>Due giorni dopo, nella città di Gand era esposto un avviso che annunziava l'ultimo concerto di Paganini.</div>
<div>Nelle ultime linee del programma, stampato a lettere cubitali, spiccava una nota singolare che eccitava in sommo grado la pubblica curiosità, ed era oggetto di mille commenti!</div>
<div>In detta sera, diceva la nota, si produrrà per la prima volta l'egregio violinista alemanno signor Franz, il quale si è recato espressamente a Gand per gettare
il guanto di sfida all'illustre Paganini, dichiarandosi pronto a competere con lui nella esecuzione dei pezzi più difficili.</div>
<div>Avendo l'illustre Paganini accettata la sfida, il signor Franz dovrà eseguire, in confronto all'insuperato violinista, la famosa Fantasia-Capriccio che si intitola "Le Streghe".</div>
<div>L'effetto di quell'annunzio fu magnetico. Paganini, che in mezzo alle agitazioni e ai trionfi, non perdeva mai d'occhio il punto luminoso della speculazione, credette bene, per quella occasione, di rincarare del doppio
il prezzo dei biglietti. è inutile dire che egli aveva calcolato perfettamente.</div>
<div>Tutta la città di Gand, quella sera, parve riversarsi in teatro. All'ora terribile del cimento, Franz si recò nella sala del ridotto, dove Paganini lo aveva preceduto.</div>
<div>"Bravo figliolo! avete fatto bene ad anticipare la vostra venuta", disse Paganini, "sarà bene che noi invertiamo l'ordine del programma. Mi preme di sbrigare questa faccenda, per non essere disturbato
nella esecuzione degli altri miei pezzi. Siete voi pronto?"</div>
<div>"Io sono ai vostri ordini", rispose Franz pacatamente.</div>
<div>Paganini fece alzare il sipario e tosto si presentò al proscenio fra un uragano di applausi e di grida frenetiche.</div>
<div>Non mai l'artista italiano, nell'eseguire quella diabolica composizione che si intitola "Le Streghe", aveva rivelato una potenza così diabolica. Le corde del violino, sotto la pressione delle falangi scarnate, si contorcevano come viscere palpitanti; l'occhio satanico del violinista evocava l'inferno dalle cavità misteriose del suo istromento.</div>
<div>I suoni prendevano forma, e, intorno a quel mago dell'arte, parevano danzare oscenamente delle figure fantastiche. Nel vuoto del palcoscenico una inesplicabile fantasmagoria formata dalle vibrazioni sonore rappresentava le orge invereconde e gli osceni
connubi del Sabba.</div>
<div>Quando Paganini poté finalmente ritirarsi dalla scena, ove a ogni tratto lo richiamavano le strepitose acclamazioni del pubblico, nella sala del ridotto incontrò Franz che aveva finito di accordare il violino, e già muoveva per slanciarsi nell'arringo.</div>
<div>Paganini rimase stupito nel mirare l'impassibilità del suo competitore, e l'aria di sicurezza che gli brillava nel volto.</div>
<div>Franz si avanzò verso il proscenio, accolto da un silenzio glaciale. Soggiogati dal fascino di Paganini, gli spettatori guardavano il nuovo arrivato come si guarda un povero ebete, che affronta un assurdo cimento.</div>
<div>Nullameno, alle prime arcate di Franz, l'attenzione degli spettatori si fece vivissima.</div>
<div>Franz era un esecutore abilissimo, uno di quegli esecutori pei quali la difficoltà non esiste. Il vecchio Samuele non aveva mentito il giorno in cui gli aveva detto: "Io
ti ho insegnato tutto ciò che si può insegnare, e tu hai imparato tutto quello che si può apprendere." Ma ciò che Franz aveva sognato di ottenere per effetto delle corde simpatiche; il gemito della passione, il grido straziante dell'agonia, il ruggito della foresta e l'ululo dei dannati, ciò che il vecchio Samuele avrebbe voluto comunicare al suo allievo e amico, immolandogli se stesso e dotando di corde umane lo strumento di lui, tutto questo edifizio di illusioni, di speranze, che nell'anima dell'artista alemanno si erano tramutate in fede sicura, tutto svanì in un istante.</div>
<div>Sotto il colpo di un terribile disinganno, Franz smarrì il coraggio e le forze… invocò sommessamente il nome del defunto maestro, lo pregò… lo maledì nel segreto dell'anima sua, lo gridò traditore, scellerato.</div>
<div>Poi, stanco della prova, disperato dell'esito, strappò dal violino le corde fatali; le gettò al suolo, e si fece a calpestarle con rabbia feroce.</div>
<div>"È pazzo! è pazzo! fermatelo... soccorretelo!", gridarono cento voci dalla platea.</div>
<div>Franz si allontanò dal proscenio, ed entrato precipitosamente nelle quinte, andò a prostrarsi ai piedi di Paganini.</div>
<div>"Perdono! mille volte perdono!", gridò Franz con accento disperato, "Io aveva creduto... io aveva sperato..."</div>
<div>Paganini stese le braccia a quel povero sconfitto; lo sollevò da terra, e, abbracciandolo come un fratello, gli disse: "Tu hai suonato divinamente... tu sei un grande artista... ciò che
ti manca..."</div>
<div>"Oh! so ben io ciò che mi manca", esclamò Franz singhiozzando, "ma il vecchio Samuele mi ha tradito!..."</div>
<div>E Franz narrò a Paganini l'istoria delle corde umane, esponendogli ingenuamente le illusioni a cui si era affidato.</div>
<div>"Povero Franz", esclamò il violinista italiano con sarcastica pietà, "tu hai dimenticato una circostanza per la quale le corde del tuo violino non potevano competere con le mie nella vivacità, nel calore, nell'impeto della passione...
Non hai tu detto che il tuo vecchio maestro era tedesco?"</div>
<div>"Senza dubbio, egli era tedesco come io lo sono..."</div>
<div>"Ebbene: ecco appunto la circostanza sfavorevole", proseguì Paganini, battendo sulla spalla del povero Franz.</div>
<div>"Un'altra volta quando vorrai comunicare al tuo violino l'anima, il fuoco, la passione, la vivacità che io possiedo, fa che le tue corde siano composte di fibra italiana."</div>
<div>E soggiunse sottovoce: "E fa anche di procacciarti, se lo puoi, un'anima da italiano."</div></div><div><br></div><div><div><b>Note della Redazione</b></div><div>Il violino a corde umane, pubblicato per la prima volta su Club GHoST, è un racconto fantastico dedicato alla leggenda nera di Niccolò Paganini. Pubblicato nel maggio del 1868 sulle appendici del giornale ebdomadario "Figaro" fu poi inserito nello stesso anno in un volume antologico con l'intrigante titolo "Racconti incredibili", mutuato forse dalla prima, parzialissima, edizione milanese (1863) di Edgar Allan Poe, intitolata appunto "Storie incredibili".</div><div><br></div><div><b>L'AUTORE</b></div><div>Antonio Ghislanzoni (1824–1893) è stato un celebre librettista, poeta e scrittore italiano. Nato a Lecco, abbandonò gli studi di medicina per intraprendere la carriera di cantante lirico come baritono. Successivamente si distinse come figura chiave del movimento della Scapigliatura milanese, lavorando come giornalista, critico e romanziere. È famoso in tutto il mondo per aver scritto il libretto di "Aida" di Giuseppe Verdi.</div><div>Ghislanzoni morì a Caprino Bergamasco nel 1893, lasciando un'eredità ricca e variegata che unisce la grande tradizione operistica italiana a una scrittura ironica e sperimentale.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkf5345a1b01908f34b35cfde010daf01d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/violino-corde-umane-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 667,'height': 800,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf5345a1b01908f34b35cfde010daf01d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/violino-corde-umane-cover_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="240" /></a></div><div><script> var showboxlink69b32677f8cc7c6fa00bf1166a91b43c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Antonio-Ghislanzoni_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 1126,'height': 803,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink69b32677f8cc7c6fa00bf1166a91b43c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Antonio-Ghislanzoni_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="107" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 07:31:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Mezzogiorno e mezzo di fuoco di Mel Brooks]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000318"><h1 class="imHeading1">Un film memorabile</h1><h2 class="imHeading2">A base di gag riuscite, comicità surreale, satira sociale</h2><div>






<div><strong>Mezzogiorno e mezzo di fuoco (Usa 1974)</strong></div>
<div><em>Regia: Mel Brooks. Soggetto: Andrew Bergman. Sceneggiatura: Mel Brooks, Andrew Bergman, Alan Uger, Norman Steinberg e Richard Pryor. Fotografia: Joseph
F. Biroc. Montaggio: Danford B. Greene, John H. Howard. Effetti Speciali: Douglas Pettibone. Musiche: John Morris. Scenografia: Peter Wooley, Morris Hoffman. Costumi: Tom Dawson, Vittorio Nino Novarese. Trucco: Alan Fama, Terry Miles. Produttore: Michael Hertzberg. Case di Produzione: Warner Bros, Crossbow Productions. Titolo Originale: Balzing Saddles. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’Amarica, 1974. Genere: Commedia Western. Durata: 93’. Interpreti: Cleavon Little (Bart - doppiato da Michele Gammino), Gene Wilder (Jim ditto Waco Kid - doppiato da Manlio De Angelis), Harvey Korman (Hedley Lamarr), Slim Pickens (Taggart), Burton Gilliam (Lyle), David Huddleston (Olson Johnson),
LIam Dunn (Reverendo Johnson), Jack Starrett (Gabby Johnson), John Hillerman (Howard Johnson), George Furth (Van Johnson), Alex Karras (Mongo), Mel Brooks (Governatore William J. Le Petomane, capo indiano, aviatore del gruppo
di criminali – sempre doppiato da Sergio Fiorentini), Madeline Kahn (Lili Von Shtupp), Dom De Luise (Buddy Bizarre), Robert Ridgey (il boia).</em></div>
<div><br></div>
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<div>Attenzione: contiene spoiler</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>Mel Brooks</strong> compie cent’anni e per festeggiare un compleanno così importante Rai Movie manda in onda
uno dei suoi capolavori, quel <em>Mezzogiorno e mezzo di fuoco</em> (1974), parodia grottesca del genere western non sempre apprezzata a dovere. Il film è
ambientato nel 1874, comincia dalla costruzione di una linea ferroviaria per la quale si usa manovalanza di colore e vediamo un nero ribelle finire in galera per aver colpito un dispotico caporale bianco. Proprio quel nero
diventa sceriffo, invece di essere giustiziato, mossa escogitata da un perfido procuratore per gettare nel caos una cittadina del West, poterla demolire e usarla come tragitto per la futura ferrovia. Lo sceriffo - intraprendente
e arguto - si fa aiutare da un vecchio pistolero, affronta i banditi e sconfigge i pregiudizi dei cittadini, liberando la cittadina dalle dispotiche mire di chi gestisce il potere. Un film memorabile, a base di gag riuscite,
comicità surreale, satira sociale, capace di affrontare il problema della discriminazione razziale calandolo in un discorso comico irriverente. Titolo originale <em>Blazzing Saddles</em>, che significa <em>Selle fiammeggianti</em>, in italiano è molto più efficace <em>Mezzogiorno e mezzo di fuoco</em>, anche se ricorda analoghe parodie interpretate da <strong>Franco Franchi</strong> e <strong>Ciccio Ingrassia</strong>, alcune - a giudizio di chi scrive - non meno efficaci e non meno riuscite. &nbsp;Anacronismi a bizzeffe, del tutto voluti, riferiti
agli anni Settanta, parti da musical, momenti comici irresistibili, coreografie inventate e assurde, orchestrine che compaiono all’improvviso in mezzo al deserto. La cifra comica di <strong>Mel Brooks</strong> è il surreale, ma seguendo una trama ben definita e un discorso sociale da mettere in evidenza. Interpreti di grande bravura. Il protagonista di colore - <strong>Cleavon Little</strong> nei panni di Bart - è ironico al punto giusto, indossa abiti firmati e accessori Gucci, possiede tempi comici perfetti ed è capace di duettare alla
grande con <strong>Gene Wilder</strong>, Jim, detto Waco Kid, nominato vice sceriffo. La battuta di presentazione pronunciata da <strong>Wilder</strong> è straordinaria: “Devo aver ucciso più uomini di <strong>John Wayne</strong> e <strong>Gary Cooper</strong>”. <strong>Harvey Korman</strong> - nei panni del corrotto procuratore di stato Hedley Lamarr (nome che viene subito storpiato in quello dell’attrice
<strong>Hedy Lamarr</strong>) - a un certo punto della pellicola si candida all’Oscar come attore non protagonista, ma a parte gli eccessi grotteschi è davvero
un cattivo ben definito. Citiamo una parte per <strong>Mel Brooks</strong> come governatore William J. Le Petomane - doppiato da Fiorentini in siciliano - che firma tutto
quello che il procuratore sottopone, quel che conta è stare in santa pace con la donna di turno. Un personaggio che è una chiara satira alla politica, interessata a tutto ma non a fare il bene della popolazione.
<strong>Mel Brooks</strong> lo vediamo in altre due brevi sequenze come capo indiano e come aviatore di un gruppo di criminali. Una parte interessante viene recitata da <strong>Madeline Kahn</strong> nei panni della ballerina tedesca Lili Von Shtupp per un momento canoro che ricorda <strong>Marlene Dietrich</strong> in <em>Lili Marlene</em>. Sono gestite tra l’assurdo e il surreale le scene di reclutamento dei peggiori criminali per
dare la caccia allo sceriffo, tra questi vediamo soldati nazisti, vecchi fascisti, membri del Ku Klux Klan e chi più ne ha più ne metta. Il finale è il momento più grottesco, cinema nel cinema,
una sorta di <em>bagarre</em> a torte in faccia che conclude una <em>pochade</em> western. Assistiamo a una vera e propria lotta tra produzioni, ci rendiamo conto che negli
studi Warner Bros la troupe di <em>Mezzogiorno e mezzo di fuoco</em> ha invaso un altro set e la sala mensa, quindi la rissa cominciata in un saloon di fantasia termina nella presunta realtà.
Tra gli eccessi demenziali vediamo Bart e Jim uccidere il cattivo procuratore, quindi entrare in una sala cinematografica dove stanno passando <em>Mezzogiorno e mezzo di fuoco</em>. Il finale vero è secondo le regole del cinema western con i due pistoleri che si allontanano a cavallo, solo che a un certo punto arriva un addetto della produzione,
recupera gli equini e invita i due attori a prendere posto in un’auto che deve portarli a casa. &nbsp;</div><div><br></div>
<div>Il soggetto del film è opera del critico cinematografico <strong>Andrew Bergman</strong>, ma <strong>Brooks</strong> lo sceneggia insieme ad <strong>Alan Uger</strong>, <strong>Norman Steinberg</strong> e <strong>Richard Pryor</strong>, scrivendo un copione di 412 pagine - in seguito ridotte - intitolato <em>Tex X</em> (con riferimento a Malcom X per tutte le critiche antirazziste che contiene), denominazione
che la Warner non accetta, convincendo il regista a optare per il più tranquillizzante <em>Blazing</em> <em>Saddles</em>. Una caratteristica del film è il formato anamorfico, proprio come ne <em>La pazza storia del mondo</em>, una tecnica anni Cinquanta che serve a sfruttare
ogni angolo della pellicola e a conferire un’immagine panoramica efficace. Fotografia western di grande livello (<strong>Biroc</strong>), colonna sonora di <strong>Morris</strong> con alcuni pezzi gestiti dal regista, montaggio rapido ed essenziale (93’ di pellicola), effetti speciali ben dosati. Sono molti gli elementi disturbanti del film, a partire dall’uso dispregiativo
della parola <em>negro</em> - &nbsp;usata in un contesto critico -, continuando con sequenze piuttosto volgari come la cena a base di fagioli e rumorose flatulenze, per finire con il forzuto Mongo
che stende un cavallo con un cazzotto. <strong>Mel Brooks</strong> ebbe la forza di lottare e di mantenere le sue idee, anche perché una clausola contrattuale gli dava il
diritto al controllo finale sul montato. Soltanto una scena con particolare connotazione erotica venne tagliata, ma non era così influente ai fini del film. <strong>Mel Brooks</strong> ha detto più volte che se avesse girato oggi <em>Mezzogiorno e mezzo di fuoco</em> non avrebbe usato la parola <em>negro</em>, ma avendolo realizzato negli anni Settanta (tempi non politicamente corretti) non si è posto
il problema perché il termine era accettato da tutti. Terzo film di <strong>Mel Brooks</strong> - dopo <em>Per favore, non toccate le vecchiette</em> e <em>Il mistero delle dodici sedie</em>), in Italia non ha mai goduto di una critica positiva,
soprattutto per gli eccessi di volgarità e per l’uso del termine <em>negro</em> in un film comico. Tra l’altro il pubblico italiano l’ha visto solo dopo il grande successo
di <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?frankenstein-junior-di-mel-brooks" class="imCssLink">Frankenstein Junior</a></em>. Rivisto su Rai Movie il 29 giugno 2026 - un giorno dopo il centenario di <strong>Mel Brooks</strong> - mi sono divertito più che nel 1974 al Cinema Metropolitan di Piombino. Consigliato!</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4aA63FG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4fjpXr6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink7d5e4cee611674f9c4f7132724a7c5b2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mezzogiorno-mezzo-fuoco-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 421,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7d5e4cee611674f9c4f7132724a7c5b2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mezzogiorno-mezzo-fuoco-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a></div><div><script> var showboxlink77c1daf3ecfdd1235bff405c7e292734 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mezzogiorno-mezzo-fuoco-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1513,'height': 807,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink77c1daf3ecfdd1235bff405c7e292734, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mezzogiorno-mezzo-fuoco-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="107" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=tb2fYUKJdN8">https://www.youtube.com/watch?v=tb2fYUKJdN8</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 05:46:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Kenòs degli Azrath-11]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000317"><h1 class="imHeading1">Un viaggio nell'ignoto che lascia cicatrici</h1><h2 class="imHeading2">La band firma probabilmente il capitolo più ambizioso della loro carriera</h2><div>






<div><strong>AZRATH-11 - Kenòs</strong></div>
<div><strong>Full-length, Northern Darkness Records (2026)</strong></div>
<div><br></div>
<div>C'è un momento in cui il Death Metal smette di essere semplice violenza e diventa una vera esperienza sensoriale. <em>Kenòs</em> nasce esattamente lì.</div>
<div>Gli <strong>Azrath-11</strong> non hanno mai giocato secondo le regole. Da quasi vent'anni scavano un tunnel tutto loro nelle profondità
del metal estremo, alimentando la propria musica con <strong>Lovecraft</strong>, occultismo, magia cerimoniale e filosofia ermetica senza mai cadere nel teatrino da cartolina
che spesso accompagna queste tematiche. Qui non c'è folklore. C'è abisso. <em>Kenòs</em> è il disco che trasforma definitivamente la loro visione in qualcosa di tangibile.</div>
<div><br></div>
<div>L'album colpisce come una messa nera celebrata a velocità supersonica. Blast beat assassini, riff che sembrano aprire crepe nella realtà e una voce che non urla: evoca.
Ogni brano sembra il capitolo di un rituale proibito, costruito con una precisione quasi chirurgica ma capace di conservare quella sensazione di caos cosmico che rende tutto imprevedibile.</div>
<div>La forza degli <strong>Azrath-11</strong> è che non cercano mai la brutalità fine a sé stessa. Ogni esplosione
sonora serve a costruire tensione. Ogni rallentamento diventa un respiro prima della successiva detonazione. Death Metal e Black Metal si fondono fino a perdere i rispettivi confini, dando vita a un'entità nuova,
oscura e profondamente personale.</div>
<div><strong>Asmodevs D.D.</strong> continua a dimostrarsi il motore assoluto della macchina. Il lavoro sulle chitarre è feroce ma
incredibilmente raffinato, mentre la batteria alterna devastazione e controllo con una naturalezza impressionante. Sopra tutto aleggia una produzione massiccia, nitida quanto basta per lasciare emergere ogni dettaglio senza
sterilizzare l'impatto.</div>
<div><br></div>
<div>Quello che impressiona maggiormente è l'atmosfera. <em>Kenòs</em> non offre canzoni: spalanca portali. L'ascoltatore viene inghiottito in un universo fatto di geometrie impossibili, vuoti cosmici e orrori indicibili, dove ogni
riff sembra risuonare all'interno di una cattedrale costruita nel cuore del nulla. Non è un disco immediato, e meno male. Richiede attenzione, pretende dedizione e rifiuta qualsiasi forma di consumo veloce.
Ma è proprio questa sua natura ostinata a renderlo così affascinante. Ad ogni ascolto emergono nuovi dettagli, nuove connessioni, nuovi incubi.</div>
<div><br></div>
<div>Con <em>Kenòs</em>, gli <b>Azrath-11</b> firmano probabilmente il capitolo più ambizioso della loro carriera e dimostrano
che l'underground italiano ha ancora molto da dire quando talento, cultura musicale e visione artistica marciano nella stessa direzione. Non stanno rincorrendo la scena. Stanno costruendo un culto. Oscuro, feroce
e incredibilmente evocativo. Un viaggio nell'ignoto che lascia cicatrici.</div>
<div><br></div><div><br></div>
<div><b>Tracklist:</b><br><ol><li>Sepvlcretvm A Pelago Lambitvm</li><li>Hamarteia</li><li>Theoktonia</li><li>Imposing My Will (Orchestral version)</li><li>Kenòs</li></ol><br><b>Line-up:</b><br><ul><li>Antheres
A.E. - Guitars, Vocals</li><li>Asmodevs D.D. - Drums, Keyboards</li><li>Dioskouroi D.F. - Bass, Vocals</li><li>Enlil A.N. - Guitars (lead), Vocals</li></ul></div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlink1babce904d1c45499b5a3c1bf25656df = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Kenos-cover_bar.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 692,'height': 708,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1babce904d1c45499b5a3c1bf25656df, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Kenos-cover_bar.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="205" /></a></div><div><script> var showboxlink9bff6341dafbcfa8e016b11f8f423d70 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Azrath-11-band_bar.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 938,'height': 879,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9bff6341dafbcfa8e016b11f8f423d70, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Azrath-11-band_bar.webp" alt="La band." title="La band." width="150" height="141" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=SPTbrVh6znQ">https://www.youtube.com/watch?v=SPTbrVh6znQ</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 05:21:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'eterno tormento di Giuseppe Guerrera]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Marta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000316"><h1 class="imHeading1">Impianto narrativo serrato</h1><h2 class="imHeading2">Un noir psicologico dalle molteplici sfaccettature</h2><div>






<div>La discesa negli abissi dell'anima: esistono opere letterarie capaci di andare ben oltre la semplice trama, capaci di scavare nei
meandri più reconditi della mente per trascinare il lettore davanti a dilemmi interiori di difficile risoluzione.</div><div><br></div>
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<div>Con <em>L’eterno tormento</em>, <strong>Giuseppe Guerrera</strong> firma un'opera che esplora la sottile linea di demarcazione che separa l'equilibrio interiore dal baratro dell'ossessione. Il presupposto fondamentale che attraversa l'intera narrazione è che persino l'azione più aberrante nasconde, nel profondo, una propria spinta razionale. Attraverso una prosa magnetica e
un impianto narrativo serrato, l'autore ci introduce nei labirinti della coscienza, mostrandoci quanto quest'ultima sia vulnerabile, plasmabile e incline a farsi influenzare dagli eventi esterni. Il risultato è
un’opera ad alta tensione psicologica, costellata di continui ribaltamenti di fronte, capace di catturare l'attenzione fino a un epilogo del tutto imprevedibile e spiazzante.</div><div><br></div>
<div>Il fulcro del racconto si sviluppa attorno al legame che unisce due figure apparentemente collocate agli antipodi della società. Da un lato incontriamo James, un uomo che all'apparenza
conduce un'esistenza ordinaria divisa tra la propria professione e le mura domestiche, ma che dietro questa facciata protettiva nasconde la sua vera natura di feroce assassino seriale. Dall'altro lato troviamo Kyle,
un tutore dell'ordine dedito al proprio dovere. I loro destini, inizialmente paralleli, finiscono per collidere drammaticamente nel corso di una rapina. In quel frangente, nel tentativo di arginare i malviventi, il poliziotto
si ritrova inerme con una canna di pistola puntata al volto, a un passo dalla fine. Sarà soltanto il tempestivo e inatteso soccorso di James a evitare il peggio. Questo evento traumatico genera in Kyle un profondo senso
di riconoscenza verso quell'insospettabile salvatore, trasformandolo ai suoi occhi in un vero e proprio punto di riferimento. Nasce così un legame singolare e ambiguo: Kyle, perseguitato ogni notte da incubi e fobie
scaturiti da quell'esperienza ravvicinata con la morte, individua in James l'unico confidente con cui aprirsi. Dal canto suo, il criminale supera le iniziali perplessità e accetta la vicinanza dell'agente,
trovando in quel rapporto una parvenza di normalità all'interno di un'esistenza priva di regole.</div>
<div>La trama investigativa entra nel vivo quando una serie di misteriose sparizioni spinge le forze dell'ordine a riaprire un vecchio fascicolo irrisolto risalente a un lustro prima,
un caso analogo in cui non erano mai stati rinvenuti i corpi delle vittime. La svolta avviene con il macabro ritrovamento dei resti, le cui condizioni rivelano l'azione di un carnefice spietato. Ciò che destabilizza
gli investigatori è l'apparente assenza di una firma ricorrente, dato che ogni omicidio è stato consumato con dinamiche radicalmente differenti. Ci si trova dunque di fronte a un quesito cruciale: il killer
agisce per puro godimento sadico e in preda al caos, oppure si muove seguendo una metodica e personale lista di obiettivi?</div>
<div>Mentre le indagini cercano una risposta, un evento catastrofico stravolge la vita di Kyle, modificando per sempre la sua bussola morale. Sotto il peso di un dolore immenso e accecato
da un desiderio di ritorsione, il poliziotto vede svanire il confine tra la giustizia e il crimine. Oltrepassando i limiti della legalità, Kyle finisce per fare propria la causa di James, arrivando a legittimare i crimini
di quest'ultimo. Questa deriva psicologica conduce chi legge a interrogarsi su un dilemma universale, ovvero fino a dove possa spingersi un essere umano quando viene privato di ogni affetto e di tutto ciò che possiede.</div><div><br></div>
<div>L'opera si configura come un noir psicologico dalle molteplici sfaccettature, capace di mostrare le diverse facce di una medesima realtà attraverso un gioco di specchi incessante.
<strong>Giuseppe Guerrera</strong> è un autore abile nel tratteggiare figure tormentate e drammatiche, anime spezzate che affrontano crisi interiori devastanti. Con
questo romanzo, che si aggiunge ai suoi precedenti successi editoriali, lo scrittore catanese regala agli amanti del brivido un'esperienza letteraria intensa, confermando la sua capacità di dominare i meccanismi
della suspense e del dramma d'azione. Una lettura caldamente consigliata per chi cerca una narrazione che non lasci scampo e che costringa a riflettere sulla natura del male.</div><div><br></div>
<div><strong>L'AUTORE</strong></div>
<div>Giuseppe Guerrera vive a Catania, dove è nato il 28 giugno 1985.</div>
<div>L’autore si distingue per l’alta drammaticità delle sue storie, caratterizzate spesso da personaggi complessi e disagiati con profonde crisi esistenziali.</div>
<div>Nel 2019 pubblica il suo primo romanzo, "Il Viaggiatore Oscuro" e nel 2023 esce una versione migliorata dal titolo “Il Viaggiatore Oscuro - Nemesis”.</div>
<div>Nel 2024 esce “Il figlio della follia”. Il romanzo raggiunge la posizione n.7 nella classifica Noir di Amazon, mentre l’e-book raggiunge la posizione n.1 nella categoria
Horror.</div>
<div>Il 28 giugno 2025 è la volta de “L’eterno tormento”, un thriller con protagonista un crudele serial killer. Il romanzo raggiunge la posizione n.1 tra gli Horror
Kindle di Amazon.</div>
<div>Nel 2026 annuncia di essere al lavoro su un nuovo volume de "Il Viaggiatore Oscuro".</div>
<div>Romanzi dell’autore: "Il Viaggiatore Oscuro - Nemesis", "Il figlio della follia", "L’eterno tormento".</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>L’eterno tormento</em></div>
<div><em>Autore: Giuseppe Guerrera</em></div>
<div><em>Editore: Independently published</em></div>
<div><em>Anno: 18 giugno 2025</em></div>
<div><em>Pagine: 392</em></div>
<div><em>Dimensioni: 15.24 x 2.49 x 22.86 cm</em></div>
<div><em>Prezzo: 11,99 € - eBook 2,99 €</em></div>
<div><em>ISBN-13: 979-8317004996</em></div>
<div><br></div>
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			<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 06:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Backrooms di Kane Parsons]]></title>
			<author><![CDATA[Valerio Santori]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000315"><h1 class="imHeading1">Un esperimento visivamente sbalorditivo</h1><h2 class="imHeading2">Che non ha avuto il coraggio di abbracciare fino in fondo il vuoto radicale</h2><div>






<div><strong>Backrooms (Usa, Canada 2026)</strong></div>
<div><em>Regia: Kane Parsons. Soggetto: dalla webserie di Kane Parsons - storia di Will Soodik. Sceneggiatura: Will Soodik. Fotografia: Jeremy Cox. Montaggio: Greg Ng. Effetti speciali:
Niketa Roman. Musiche: Edo Van Breemen, Kane Parsons. Scenografia: Danny Vermette. Costumi: Mica Kayde. Produzione: James Wan, Michael Clear, Roberto Patino, Shawn Levy, Dan Cohen, Dan Levine, Oz Perkins, Chris Ferguson, Peter
Chernin, Jenno Topping, Kori Adelson. Produttore esecutivo: Alayna Glasthal, Kane Parsons, Jesse Savath, Judson Scott, Chris White. Casa di produzione: North Road Films, 21 Laps Entertainment, Atomic Monster, Oddfellows Pictures,
Phobos. Distribuzione in italiano: I Wonder Pictures. Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Canada. Anno: 2026. Durata: 110'. Genere: orrore, fantascienza. Interpreti: Chiwetel Ejiofor (Clark), Renate Reinsve
(Mary Kline), Mark Duplass (Phil), Finn Bennett (Bobby), Lukita Maxwell (Kat), Avan Jogia (Naren Warne).</em></div>
<div><br></div>
<div>Il passaggio dell'universo <em>Backrooms</em> dai micro-schermi di YouTube alle sale cinematografiche, grazie al sodalizio tra il regista <strong>Kane Parsons</strong> e la scuderia A24, si trascina dietro un interrogativo strutturale: può l'orrore della pura astrazione spaziale sopravvivere alla narrazione tradizionale?
Dal punto di vista puramente commerciale, la risposta del pubblico è stata d'una perentorietà disarmante. Il film si è imposto come un successo clamoroso al botteghino globale, incassando oltre 250
milioni di dollari a fronte di un budget di produzione di appena dieci milioni, cifre che ne fanno uno dei casi cinematografici più redditizi del decennio e che testimoniano la potenza dell'immaginario collettivo
digitale. Tuttavia, analizzando l'opera da una prospettiva prettamente artisticistica e strutturale, la votazione finale non riesce ad andare oltre una risicata sufficienza: un giudizio che riflette un'occasione sfruttata
soltanto a metà.</div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Attenzione: contiene spoiler</span></div></div><div><br></div>
<div>Il film ha il merito indubbio di codificare una grammatica visiva affascinante, ma fallisce nel tentativo di innestare una parabola umana tridimensionale all'interno di un vuoto
che, per sua stessa natura, avrebbe dovuto rifiutare qualsiasi psicologia da manuale. La trama sceglie di ancorarsi alle derive esistenziali di Clark, un architetto mancato che gestisce un mobilificio svuotato di clienti,
interpretato da un <strong>Chiwetel Ejiofor</strong> visibilmente impegnato a dare gravità a una sceneggiatura fragile. Quando l'uomo scivola oltre la soglia del
suo stesso magazzino, non si limita a entrare in un labirinto fantascientifico, ma sperimenta una vera e propria <em>embolia architettonica</em>. Con questo termine si può definire il cortocircuito sensoriale causato da una geometria che si riproduce per gemmazione asettica, bloccando il flusso
logico della percezione umana. Nei primi quaranta minuti, l'opera eccelle proprio nel descrivere questa patologia dello spazio. Le pareti giallastre e la moquette intrisa di umidità non sono semplici scenografie,
ma costituiscono un impianto di <em>panoptismo de-antropizzato</em>, ovvero una struttura dove l'individuo si sente costantemente sorvegliato e schiacciato non da un'entità
biologica, ma dalla disposizione stessa dei volumi e dall'illuminazione a fluorescenza.</div>
<div>Il limite invalicabile della pellicola, che ne frena la votazione malgrado l'incredibile exploit economico, emerge quando la regia subisce l'ingerenza della normalizzazione
narrativa. Laddove i cortometraggi originali brillavano per la loro natura documentaristica e per una progressione basata sulla pura perdita delle coordinate, il film avverte il bisogno quasi burocratico di dare un senso e
una progressione drammatica all'assurdo. L'introduzione della dottoressa Mary Kline, la psicologa interpretata da <strong>Renate Reinsve</strong>, trasforma quella che doveva essere un'esplorazione metafisica in un dramma terapeutico fin troppo convenzionale. Il labirinto cessa di essere un enigma cosmico
e si riduce a una banale metafora della depressione del protagonista. Questo tentativo di umanizzare il vuoto genera un fenomeno di <em>rigetto diegetico</em>: la fredda immensità delle stanze gialle respinge i conflitti familiari e i traumi coniugali di Clark, facendoli apparire posticci, quasi fossero inserti
drammatici prelevati da un'altra opera e incollati a forza tra un corridoio e l'altro.</div>
<div>Persino la gestione delle minacce subisce una battuta d'arresto a causa di questa ricerca della leggibilità a tutti i costi. Le creature che popolano i livelli inferiori
soffrono di una vistosa iper-definizione iconografica. Se sul web l'inquietudine nasceva dall'indistinto, dal difetto video e da una presenza puramente accennata, il grande schermo e i mezzi messi a disposizione dalla
produzione tendono a mostrare troppo, trasformando l'ignoto in un mostro di design ben rifinito ma inevitabilmente meno spaventoso. Si avverte il compromesso industriale nel voler trasformare l'analog horror in un
prodotto spendibile per le masse, anestetizzando quell'autentico senso di smarrimento che aveva decretato la fortuna del materiale di partenza. <em>Backrooms</em> si rivela così un'opera scissa: un trionfo finanziario assoluto che tuttavia, sul piano critico, rimane ancorato a un voto mediocre, un esperimento visivamente
sbalorditivo che non ha avuto il coraggio di abbracciare fino in fondo il vuoto radicale, preferendo rifugiarsi nelle rassicuranti e prevedibili strutture del cinema di genere.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkde8f2fdd0ed80cbba0d414e7617d96b5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/backrooms2026-loc_ver_xbztwvo1.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkde8f2fdd0ed80cbba0d414e7617d96b5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/backrooms2026-loc_ver_5nv5ne05.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a></div><div><script> var showboxlink83caadafd655498887386633a27b44e5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/backrooms2026-scena_bar_wos6ch2h.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1600,'height': 900,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink83caadafd655498887386633a27b44e5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/backrooms2026-scena_bar_2g8wz791.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Glc2LWw_S5g">https://www.youtube.com/watch?v=Glc2LWw_S5g</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 05:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Avanti e indietro nella storia di Gianni De Luca]]></title>
			<author><![CDATA[Francesco Medici]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000314"><h1 class="imHeading1">L'archeologia del segno</h1><h2 class="imHeading2">Edizioni NPE riporta in libreria le rarità di Gianni De Luca</h2><div><div><em>Un'antologia preziosa recupera quindici racconti introvabili pubblicati tra il 1946 e il 1969, restituiti al pubblico grazie a un meticoloso restauro delle tavole originali.</em></div> <div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/4wnM3P7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div> <div><br></div> <div>Un’importante novità editoriale si appresta a ridefinire la percezione del fumetto d'autore nel panorama italiano, celebrando il genio di uno dei disegnatori più innovativi del nostro Novecento. È disponibile sugli scaffali delle librerie un ponderoso volume intitolato <em>Avanti e indietro nella storia</em>, un compendio cartonato di ben 216 pagine che traccia una dettagliata mappa dell’evoluzione stilistica di <strong>Gianni De Luca</strong>. Questa pubblicazione, curata nei minimi dettagli e proposta al prezzo di 25 euro, segna l’ottavo capitolo della collana monografica che la casa editrice Edizioni NPE dedica alla riscoperta complessiva della produzione del maestro. L'opera rappresenta un'opportunità straordinaria sia per gli appassionati di vecchia data che per le nuove generazioni di lettori, desiderosi di riscoprire la genesi creativa di un vero e proprio pioniere della nona arte.</div> <div><br></div> <div><strong>L'archeologia del segno: Edizioni NPE riporta in libreria le rarità di Gianni De Luca.</strong></div> <div>Il nucleo centrale dell'antologia si sviluppa attraverso una selezione accurata di quindici racconti illustrati, che originariamente hanno visto la luce nell’arco di un ventennio compreso tra il 1946 e il 1969. Queste gemme grafiche vennero inizialmente ospitate tra le pagine di storici periodici che hanno fatto la storia dell’editoria per ragazzi nel nostro Paese, tra cui spiccano <em>Il Vittorioso</em>, <em>Il Giornalino</em> e <em>Il Corrierino</em>. Molti degli episodi selezionati per questa occasione erano rimasti fino ad oggi confinati in quelle antiche pubblicazioni periodiche, rendendo di fatto questo tomo la prima grande raccolta unificata in cui poterli ammirare in sequenza cronologica ed estetica. Lo scorrere delle pagine si trasforma così in una sorta di macchina del tempo che testimonia la rapidissima maturazione visiva dell’autore.</div> <div><br></div> <div>Dal punto di vista dei contenuti, il volume offre una panoramica tematica di eccezionale ampiezza, muovendosi con fluidità tra scenari epocali profondamente diversi. Il lettore si troverà immerso in trame che variano dalle intuizioni scientifiche e dalle rivoluzioni culturali dell'epoca rinascimentale fino ad arrivare alle epopee marinaresche cariche di tensione, senza dimenticare i toni cupi e realistici dei drammi legati al secondo dopoguerra. Per dare corpo a questo mosaico narrativo, il disegnatore ha collaborato fianco a fianco con sceneggiatori e scrittori del calibro di Roudolph, <strong>Eros Belloni</strong> e <strong>Piero Salvatico</strong>. Questa sinergia tra testi e immagini ha permesso di strutturare racconti in cui la spettacolarità dell'avventura non va mai a discapito della dimensione psicologica e dell'empatia verso le vicende umane rappresentate.</div> <div><br></div> <div>L'aspetto più rilevante di questa operazione editoriale risiede tuttavia nel monumentale lavoro di archeologia visiva che ha preceduto la stampa. L'editore ha infatti condotto una meticolosa opera di recupero e ripulitura digitale partendo direttamente dalle tavole originali dell'artista. Questo intervento di restauro permette oggi di apprezzare appieno la pulizia del segno, le sfumature della china e la complessa alternanza tra composizioni a colori e in bianco e nero, restituendo la purezza di un disegno che unisce la scrupolosità quasi scientifica della ricostruzione documentaria a un lirismo grafico assoluto. In ogni tavola emerge la capacità innata del maestro di interpretare le suggestioni del passato e le proiezioni del futuro con un'espressività d'avanguardia che continua a fare scuola</div> <div><br></div> <div>Il libro si presenta in un formato di ampie dimensioni da 210 per 297 millimetri, con una solida rilegatura e un imponente dorso da 26 millimetri che ne esalta la natura di oggetto da collezione. L’antologia non è soltanto una preziosa testimonianza storica, ma una conferma definitiva della raffinatezza visiva e della sensibilità narrativa che hanno reso indimenticabile il tratto di questo maestro del fumetto italiano.</div> <div><br></div> <div><strong>L’AUTORE</strong></div> <div>Gianni De Luca (Gagliato 1927 - Roma 1991), pittore, illustratore e soprattutto fumettista, è considerato uno dei più grandi maestri della Nona Arte.</div> <div>Tutta la sua produzione è caratterizzata da una eleganza del tutto peculiare e da una continua ricerca stilistica che, sperimentando nuove soluzioni grafiche, hanno fatto di lui uno degli autori più citati, imitati e innovativi sulla scena internazionale.</div><div><br></div><div><br></div> <div><em>Avanti e indietro nella storia</em></div> <div><em>Autori: Gianni De Luca e AA.VV.</em></div> <div><em>Collana: Gianni De Luca 8</em></div> <div><em>Editore: Edizioni NPE</em></div> <div><em>Anno: 10 aprile 2026</em></div> <div><em>Pagine: 216</em></div> <div><em>Dimensioni: 21 x 2 x 29.7 cm</em></div> <div><em>ISBN-13: 978-8836273010</em></div> <div><em>Prezzo: 25,00 €</em></div> <div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/4wnM3P7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink18362d0ce94876fc678759ee5e0f73cb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/avanti-indietro-storia-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 647,'height': 908,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink18362d0ce94876fc678759ee5e0f73cb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/avanti-indietro-storia-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a></div><div><script> var showboxlink044a9be8fd85068a7af7f064c519b22c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Gianni-De-Luca_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 376,'height': 544,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink044a9be8fd85068a7af7f064c519b22c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Gianni-De-Luca_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="218" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 07:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Incubi, paure e inquietudini di Autrici Varie]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000313"><h1 class="imHeading1">Orrore del quotidiano</h1><h2 class="imHeading2">Raccolta che unisce diversi generi letterari</h2><div><div><em>[…] Ecco quindi come leggere questi racconti, come decifrare questo progetto: sono un inno, di protesta ma anche e soprattutto di speranza. Di fronte ai soprusi, vecchi e ritornanti. Di fronte ai pregiudizi, di fronte agli ingranaggi di una società che ci strangola è infatti importante stare insieme. Riunirsi in un coven. E magari avere un gatto, che i gatti continuano ad essere guardati come strumento del demonio, portatori di pestilenze, ma in verità, ce lo dice una di queste autrici, sono guardiani, protettori contro i mostri. Quindi troviamoci un gatto, un libro e riuniamoci in un Coven. […]</em></div> <div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/4eWGdNE" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div> <div><br></div> <div><strong></strong><em>Incubi, paure e inquietudini, Antologia Coven Riunito</em><strong> </strong>edito dalla Black Dog, all’interno della collana <em>Cerbero</em>.</div> <div>Si tratta di un’antologia che parla di “orrore del quotidiano” </div> <div><em></em>visto attraverso gli occhi e l’anima delle donne. Una raccolta che unisce diversi generi letterari dall’horror classico allo splatter, dal dark fantasy al &nbsp;noir più cupo, creando un viaggio d’inchiostro unico, accomunato da un <em>file rouge </em>classico: la paura nelle sue mille sfaccettature.</div> <div><em>Coven Riunito</em><strong> </strong>è il primo collettivo italiano di scrittura dedicato all'orrorifico e al bizzarro, tutto al femminile. Ricordo ancora il loro primo post su Instagram, risalente al 14 settembre 2022. Questo collettivo è nato come risposta a un mondo che storicamente è stato dominato dagli uomini, specialmente nel campo della letteratura di genere. Oggi, Coven Riunito conta numerose autrici, dimostrando che è giunto il momento di dare parola a tutte le espressioni provenienti dall'oscurità e non solo.</div> <div>Il collettivo si è occupato della selezione dei racconti, delle illustrazioni e degli articoli, garantendo così una qualità elevata e una rappresentazione autentica delle loro voci uniche. Questo progetto ha evidenziato l'importanza di ascoltare e valorizzare, in un panorama letterario che è sempre più inclusivo e diversificato. Dopo il successo dell’antologia in collaborazione con <em>Racconti dal Profondo</em>, oggi possiamo riscoprirle in collettivo con questo volume dal peso specifico importante. </div> <div><br></div> <div><strong>Indice del volume</strong></div> <div><ul><li><em>Prefazione</em> di Alice Cervia</li><li><em>Noctiflora</em> di Viviana Antonelli</li><li><em>Il cuore freddo dell’oceano</em> di Serena Aronica</li><li><em>Un uomo a forma di sogno</em> di Roberta Battini</li><li><em>I Sogni</em> di Claudia Conti</li><li><em>Huracan</em> di Silvia Cremona</li><li><em>2you</em> di Chiara Franchi</li><li><em>Vene</em> di Laura Gobbo</li><li><em>Schizofrenia</em> di Marika Grosso</li><li><em>Agata</em> di Sara Holst</li><li><em>Parossismo</em> di Cornelia Kalt</li><li><em>Il mostro di Backorn</em> di M. J. Lane</li><li><em>Il vento a favore</em> di Giulia Massetto</li><li><em>Il demone dei sogni</em> di Alessandra Mazzilli</li><li><em>Attrazione perversa</em> di Arianna Tagliapietra</li><li><em>Voce sepolta</em> di Nicole Trevisan</li><li><em>Resteremo come sogni</em> di Irene L. Visentin</li><li><em>Come in uno specchio</em> di Simona Volpe</li></ul></div><div><br></div> <div><ul><li>Illustrazioni di Simona Naddeo</li><li>Progetto grafico di Ilenia Loddo</li></ul></div><div><br></div><div><div>Attenzione: contiene spoiler</div></div><div><br></div> <div><strong>1. Noctiflora, Viviana Antonelli</strong></div> <div>Racconto carnale, doloroso, quasi febbricitante, centrato su una donna divorata da una dipendenza affettiva e sessuale verso un uomo manipolatore. La trama segue il suo attraversamento di famiglia degradata, terapia, fantasie di gravidanza, vergogna, locali privé e sottomissione, fino a un gesto di violenza che coincide con una nascita interiore. Ha una sua voce: sporca, ipnotica, coerente con trauma, compulsione e dissociazione. L’aspetto orrorifico sta nel corpo vissuto come labirinto, ferita, altare e prigione. Il titolo funziona bene: la protagonista sboccia soltanto nella notte, ma quel fiore ha denti sotto i petali.</div><div><br></div> <div><strong>2. Il cuore freddo dell’oceano, Serena Aronica</strong></div> <div>Una vecchia vive su una scogliera, in una casa corrosa dal sale, dai maiali e dalla memoria del padre morto, il cui corpo è stato conservato come reliquia familiare. La trama scava in un passato di abbandono, attaccamento morboso, incesto emotivo e colpa, poi precipita in un’invasione domestica di rara brutalità. Ottima l’atmosfera: fredda, salmastra, misantropa, con la casa che sembra una psiche murata viva. L’orrore nasce dalla putrefazione affettiva prima ancora che dalla violenza fisica. Il finale è duro e punitivo.</div><div><br></div> <div><strong>3. Un uomo a forma di sogno, Roberta Battini</strong></div> <div>Robyn è una bambina trascurata, cresciuta all’ombra del fratello Cedric e attratta da Richard, una creatura onirica che si presenta come amico, rifugio e meraviglia. Il racconto parte come fiaba oscura e diventa progressivamente storia di predazione: il sogno non consola, possiede. Interessante la trasformazione del registro infantile in perturbante, con immagini molto efficaci. L’aspetto orrorifico è l’amico immaginario che si rivela parassita emotivo e sessuale, una tenerezza guasta. È uno dei testi più fiabeschi della raccolta, ma non dovete farvi ingannare da questo.</div><div><br></div> <div><strong>4. I sogni, Claudia Conti</strong></div> <div>Il racconto usa una struttura a cornice: una registrazione, un crimine, un’indagine e una serie di incubi che sembrano punire chi ha ceduto al male. Un uomo responsabile della morte dell’ex compagna e di un altro uomo viene smembrato nei sogni da forze superiori, poi la contaminazione passa a chi ascolta. Molto interessante è la costruzione a matrioska, che trasforma il sogno in contagio narrativo. L’orrore sta nell’idea che la colpa apra un varco a entità giudicanti e sadiche. Funziona bene come horror metafisico: il tribunale non è umano e non ha intenzione di essere giusto.</div><div><br></div> <div><strong>5. Huracan, Silvia Cremona</strong></div> <div>Un palazzo, una tempesta, una città che sprofonda in una catastrofe acquatica e mostruosa: <em>Huracan</em> è il racconto più apocalittico e cinematografico della raccolta. La vicenda segue Arianna, Giuliano e altri frammenti di vita urbana mentre l’acqua, i fulmini, le fogne e gli animali mutati annunciano un disastro senza spiegazione pienamente razionale. Stimolante è il respiro corale: il quotidiano condominiale viene inghiottito da un orrore idrico.</div><div><br></div> <div><strong>6. 2you, Chiara Franchi</strong></div> <div>Claudia è travolta da lavoro, famiglia, madre malata, fratello assente, casa, notifiche, incombenze e senso di colpa. L’app <em>2you,</em> con la voce di Margaux, promette efficienza e raddoppio del tempo, ma diventa una gabbia di ottimizzazione totale. Singolare è la lucidità satirica: il racconto colpisce benissimo: il culto contemporaneo della produttività, della performance e del multitasking. L’orrore qui è pulito, levigato, da interfaccia: nessun mostro sbava, perché basta una notifica ben scritta. Il doppio finale è inquietante proprio perché sembra una soluzione desiderabile.</div><div><br></div> <div><strong>7. Vene, Laura Gobbo</strong></div> <div>Gloria è una donna ossessionata da corpo, età, desiderio, controllo e potere seduttivo; quando dalle sue vene comincia a emergere qualcosa di vivo, il disgusto diventa rivelazione. La trama sembra inizialmente un delirio individuale, ma si apre a una sorellanza predatoria, sanguigna, quasi una specie parallela. La protagonista: sgradevole, vanitosa, feroce, e proprio per questo memorabile e rimane impressa. Questo è un body horror: vene senzienti, perdita di capelli, mutazione, fame, sacrificio erotico. È un racconto impudico, vivo, con un bel gusto per la carne.</div><div><br></div> <div><strong>8. Schizofrenia, Marika Grosso</strong></div> <div>Amalia vede da anni un sorriso mostruoso tra fiamme, sigarette, sedute cliniche e ricordi frantumati. La narrazione alterna psicosi, trauma, amicizia, aggressione, incendio e una presenza che potrebbe essere malattia mentale o entità reale. L’aspetto consistente è l’ambiguità: il testo non neutralizza mai del tutto il soprannaturale né riduce ogni cosa a diagnosi. Il raccapriccio nasce dal legame affettivo con il mostro, che diventa protettore, amante, carceriere e destino. È un racconto di fuoco e dipendenza: una caduta dentro una salvezza sbagliata.</div><div><br></div> <div><strong>9. Agata, Sara Holst</strong></div> <div>Agata è devastata dalla morte di Tommaso e, nel pieno del lutto, vede apparire un uomo alto, cieco, innaturale. Dopo il ricovero scopre di aver accoltellato Martha, l’amica che cercava di aiutarla, ma continua ad attribuire la colpa alla creatura. Di notevole qui vi è la concentrazione: racconto breve, teso, senza grasso superfluo. L’orrore quotidiano vive nel dubbio fra allucinazione e infestazione, ma soprattutto nella possibilità che il dolore trasformi chi soffre in un pericolo. Il mostro funziona perché resta laterale, quasi fuori fuoco, come certe figure viste dalla coda dell’occhio.</div><div><br></div> <div><strong>10. Parossismo, Cornelia Kalt</strong></div> <div>Adelia, moglie anziana e umiliata, diventa una delle prime manifestazioni di una sindrome che scatena nelle donne una furia omicida contro gli uomini. Il racconto parte dal domestico, dal marito arrogante e dal figlio distratto, poi allarga la rabbia fino a farne pandemia sociale. Molto forte qui è l’idea, anzi, fortissima e disturbante: la vendetta del corpo femminile come malattia, liberazione e apocalisse. L’aspetto orrorifico sta nel fatto che la furia non è giusta: colpisce anche a caso, divora anche gli innocenti. È uno dei racconti più politici e più feroci dell’antologia.</div><div><br></div> <div><strong>11. Il mostro di Backorn, M. J. Lane</strong></div> <div>Shelley vive in un paese dove alcune donne spariscono e sogna di essere incatenata, visitata da una figura femminile morta. Il sospetto cade sul marito Daniel, alcolizzato e degradato, ma il vero mostro è Barry, postino ed ex militare posseduto da una voce assassina. Bella la costruzione da thriller rurale, con un buon uso della falsa pista domestica. L’orrore è concreto: rapimento, prigionia, serialità, cadaveri e incubo premonitore. Il finale circolare, con Shelley intrappolata nella stanza sognata, chiude bene il cappio.</div><div><br></div> <div><strong>12. Il vento a favore, Giulia Massetto</strong></div> <div>Racconto intimo, doloroso, attraversato da depressione, maternità, amore, paura di vivere e desiderio di sparire. La protagonista, dopo una frattura emotiva con Federico, invoca una morte che non sembri suicidio e incontra in pineta un cadavere impiccato che assume un valore quasi speculare. L’aspetto concreto è la voce, estremamente vulnerabile, piena di deviazioni mentali, immagini disturbanti e verità emotive. L’orrore è nella decomposizione del suicida e nel riconoscimento: quel corpo potrebbe essere lei. È un testo meno “mostruoso” in senso classico, ma molto perturbante nella resa della mente che si disfa.</div><div><br></div> <div><strong>13. Il demone dei sogni, Alessandra Mazzilli</strong></div> <div>Clarissa sogna il cinema, l’arte, la grazia antica dei film in bianco e nero; il demone Tebaldo le offre la possibilità di realizzare quel desiderio, ma il prezzo non tarda a manifestarsi. La trama assume una forma faustiana: successo, perdita, separazione dagli affetti, caduta e trasformazione finale in creatura del crocevia. Singolare l’ambizione romanzesca: il racconto ha respiro, scenari, passaggi temporali e una bella malinconia cinefila. L’incubo è nel desiderio artistico che diventa trappola, nell’anima ceduta per una versione idealizzata di sé. Il finale, con Clarissa ormai leggenda demoniaca, è amaro e riuscito.</div><div><br></div> <div><strong>14. Attrazione perversa, Arianna Tagliapietra</strong></div> <div>Vera è una donna repressa, bigotta, razzista, sessualmente frustrata e schiacciata da una famiglia tossica, da una religiosità punitiva e da un desiderio che vive come possessione. Durante il lockdown, tra paura del contagio, isteria collettiva e fantasie sataniche, partecipa alla violenza contro Nando, poi precipita in un delirio rituale culminante nell’omicidio dei genitori. Interessantissima la fusione tra critica sociale, grottesco religioso e repressione sessuale. Il perturbante sta nel modo in cui moralismo e desiderio non si oppongono: si nutrono. Racconto molto sgradevole (nel senso buono), volutamente, con una cattiveria che sporca.</div><div><br></div> <div><strong>15. Voce sepolta, Nicole Trevisan</strong></div> <div>Lucilla è una ragazza capace di sognare i segreti degli altri, e proprio per questo viene sepolta viva in una cavità, nutrita dalla madre e trasformata in leggenda locale. La trama intreccia premonizione, abuso, superstizione di paese, omertà religiosa e la figura di Ada, vittima di violenze coperte dalla rispettabilità. Ottima la scrittura: densa, sensoriale, sotterranea, capace di far sentire terra, umidità, fame e buio. Qui l’orrore è nella comunità che non uccide Lucilla, ma la conserva come risorsa. È uno dei racconti più forti della raccolta: una santa murata, una Sibilla putrida, una voce ridotta a fenomeno acustico.</div><div><br></div> <div><strong>16. Resteremo come sogni, Irene L. Visentin</strong></div> <div>Febe si risveglia nella casa dei genitori durante una tempesta di lampi anomali, in un mondo dove vivi, morti, ricordi e mostri familiari si sovrappongono. La casa diventa un archivio instabile: il nonno morto è presente, il padre appare come testa parlante, la madre morta telefona e il fratello Marco è al centro di una metamorfosi fra sangue, sogno e diversa realtà. Ben costruita la dimensione elegiaca: il cosmic horror non cancella l’affetto, lo deforma in fiore. L’orrore in questo testo sta nella fusione fra lutto familiare e collasso del mondo, con il corpo che germoglia in qualcosa di nuovo. Il gatto Lavinia, enorme e protettivo, è un’immagine splendida.</div><div><br></div> <div><strong>17. Come in uno specchio, Simona Volpe</strong></div> <div>Silvia Gatti, attrice oltre i quarant’anni, viene esclusa dai provini perché il suo corpo non risponde più ai canoni di giovinezza richiesti dal teatro. La crisi dell’età, della menopausa, del desiderio e del valore professionale si concentra nello specchio, dove una versione giovane e perfetta di lei diventa aguzzina, burattinaia e demone. Notevole la lucidità con cui il racconto lega ageismo, corpo femminile e identità artistica. Il concept orrorifico qui è nello specchio che non riflette: seduce, umilia, lega con fili argentati e scambia la donna con il suo cadavere. Finale nerissimo, coerente e crudele.</div><div><br></div> <div>Come anticipato, qui i temi centrali sono diversi ma tutti uniti a filo doppio:</div> <div><ol><li>Corpo femminile come campo di battaglia </li><li>Casa come trappola </li><li>Sogno come contagio </li><li>Rabbia femminile </li><li>Mostruosità del quotidiano </li><li>Sorellanza e isolamento</li></ol></div><div><br></div> <div>Questa antologia non usa l’horror come maschera, idealmente lo usa come reagente. Lo versa sul quotidiano e aspetta che la superficie frigga: famiglia, corpo, lavoro, desiderio, età e cura rivelano così la loro parte infetta.</div> <div>Una raccolta compatta nell’intenzione, feroce nella resa e molto varia nei sottogeneri. Certo, non tutti i racconti colpiscono allo stesso modo, questo però non significa che non lascino addosso qualcosa. Abbiamo tutti una sensibilità differente, ergo, quello che a me ha impattato meno a qualcun altro farà sicuramente venire il magone. </div> <div>Il volume ha identità robusta, immaginario riconoscibile e un nucleo emotivo chiarissimo: l’orrore non arriva da fuori. Era già in casa, sotto la pelle, nella voce che si era imparato a zittire.</div><div><br></div><div><br></div> <div><em>Incubi, paure e inquietudini</em></div> <div><em>(Antologia Coven Riunito)</em></div> <div><em>Autore: AA.VV.</em></div> <div><em>Prefazione: Alice Cervia</em></div> <div><em>Illustrazioni: Simona Naddeo</em></div> <div><em>Progetto grafico: Ilenia Loddo</em></div> <div><em>Collana: Cerbero</em></div> <div><em>Editore: Black Dog</em></div> <div><em>Anno: 15 ottobre 2025</em></div> <div><em>Pagine: 448</em></div> <div><em>ISBN-13: 979-1280168382</em></div> <div><em>Prezzo: 19,00 €</em></div> <div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/4eWGdNE" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div> <div><br></div></div><div><script> var showboxlinkef6cd06a7e3d89b5eeb7e6e46af722b0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Coven-Riunito-antologia-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 761,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkef6cd06a7e3d89b5eeb7e6e46af722b0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Coven-Riunito-antologia-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="284" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 07:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Chenille]]></title>
			<author><![CDATA[Algernon Blackwood]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000312"><h1 class="imHeading1">Evocava sensazioni sinistre</h1><h2 class="imHeading2">Da quel momento qualcosa nel suo amico era cambiato</h2><div>






<div>Stava scendendo la sera mentre i due uomini procedevano lentamente attraverso il folto bosco di pini e di abeti che copriva le pendici della montagna.</div>
<div>Erano stanchi per la lunga camminata, non essendo più molto giovani, e inoltre quella giornata di luglio era stata particolarmente calda. La piccola locanda cui erano diretti sorgeva più lontano, nella valle, circondata dai frutteti che segnavano il confine fra la foresta e i vigneti.</div>
<div>Non parlavano molto. Il più grosso camminava davanti, portando lo zaino, e il suo compagno, un omino minuto e più anziano, lo seguiva a piccoli passi,
evidentemente era il più stanco dei due e, di quando in quando, inciampava su un sasso o su una radice. Un osservatore particolarmente acuto avrebbe notato che non era soltanto la stanchezza a farlo incespicare: infatti
era immerso nei suoi pensieri e non prestava molta attenzione al sentiero che stava percorrendo.</div>
<div>"Tutto bene?", chiedeva di quando in quando il più grosso, dandogli un'occhiata frettolosa.</div>
<div>"Eh? Come?", rispondeva l'altro, perso in qualche fantasticheria. "Cammino troppo in fretta?"</div>
<div>"No, no, sto arrivando."</div>
<div>E poi aggiunse: "Se hai fame vai pure avanti, non tarderò a raggiungerti."</div>
<div>Ma il suo massiccio compagno non mise in pratica il suggerimento e anzi rallentò l'andatura per permettere all'amico di seguirlo. A intervalli ripeteva la stessa domanda e una o due volte si fermò ad osservarlo.</div>
<div>Giunsero così ai margini del bosco. La valle era immersa in un silenzio profondo e più in alto, sopra di loro, i crinali rocciosi su cui si erano faticosamente arrampicati
rilucevano spettrali nel cielo vespertino. Il vento della sera sembrava accarezzare la luna, incantato dalla sua bellezza, e i raggi dell'astro, filtrando attraverso i rami, ordivano un fantastico ricamo d'argento sul muschio sottostante.</div>
<div>Si erano fermati per ammirare il paesaggio notturno, quando, improvvisamente, udirono il fruscio di un passo sul soffice tappeto d'aghi e l'omino, più arretrato rispetto al corpulento compagno, si volse di scatto come se qualcuno lo avesse chiamato per nome.
"Ancora quella ragazza!" esclamò, e la sua voce esprimeva piacere, sorpresa e apprensione.</div>
<div>In una piccola radura illuminata dalla luna passò la figura di una ragazza, guardandoli come se volesse fermarsi; poi rise piano e scomparve nelle tenebre circostanti.</div>
<div>La luna aveva tratto uno strano riflesso dai suoi occhi e dai denti, mentre il resto della figura si confondeva con la penombra. Un effetto sorprendente, come se la testa e le spalle
fossero sospese a mezz'aria, da sole. E quello smagliante sorriso, presto inghiottito dal buio…</div>
<div>"Vieni qua, per amor del cielo!", gridò l'omone al suo piccolo amico. Il tono della voce esprimeva impazienza, non scortesia. L'altro continuava ad ascoltare
assorto, fissando intensamente il punto dove la ragazza era scomparsa.</div>
<div>L'amico lo chiamò di nuovo e, poco dopo, i due sbucavano sulla strada che portava al villaggio vicino.</div>
<div>Potevano già scorgere le prime luci e la foresta, alle loro spalle, era già coperta dal nero mantello della notte.</div>
<div>Per alcuni minuti continuarono a camminare in silenzio e il più grosso si fermò ad aspettare il compagno che era rimasto indietro un'altra volta.</div>
<div>"Francamente, questa valle del Giura mi sembra... uhm, c'è qualcosa di misterioso, ecco", disse sistemandosi meglio lo zaino sulle spalle con un gesto vigoroso che esprimeva quasi un'inconscia ribellione a questa constatazione.</div>
<div>"Sì, qualcosa di stregato o di soprannaturale", aggiunse riprendendo a camminare di buon passo. "E di tremendamente bello… Sembra attiri più te che me"</div>
<div>"Qui sopravvivono ancora superstizioni pittoresche", osservò ancora l'uomo con lo zaino.</div>
<div>"Riescono a turbarti a dispetto di te stesso."</div>
<div>Seguì una pausa durante la quale l'omino cercò di allungare il passo. Evidentemente, per qualche ragione, l'argomento lo aveva innervosito.</div>
<div>"Forse", rispose. "Ma credo sia soltanto un effetto della singolare solitudine di questi posti. Pensa, ci troviamo nel bel mezzo dell'Europa, eppure sembra di
vivere in un angolo dimenticato dal mondo. È &nbsp;un contrasto sconcertante. Persino il rintocco dell'orologio del campanile, ormai siamo quasi arrivati al villaggio, ha un alcunché di irreale. Anche il tempo qui perde ogni significato."
Sorrise quietamente, continuando su questo tono. L'amico, borbottando, annuiva con convinzione e, di quando in quando si guardava furtivamente alle spalle. In lontananza, la montagna si stagliava nitidamente sullo sfondo
del cielo stellato.</div>
<div>"Curioso", disse, "ma non vedo quella fattoria dove ci siamo fermati a bere il latte. Eppure dovremmo vederla benissimo da qui."</div>
<div>"Già. Con questo chiaro di luna. Era uno strano posto", soggiunse. Non poteva certo negare l'atmosfera misteriosamente suggestiva della zona, cercava semplicemente di trovare una qualche spiegazione.</div>
<div>"Quella fattoria è un esempio calzante; non mi piaceva neanche un po', eppure non saprei dirti perché. Mi faceva sentire a disagio, ecco. Ti ricordi come la ragazza è apparsa improvvisamente? Avremmo giurato che non ci fosse nessuno. E il suo silenzio era ancora più strano. Perché non ha risposto
alle nostre domande? Sai, in fondo sono contento di non aver bevuto latte. Mi piacerebbe sapere dove diavolo l'aveva preso, perché non c'era neanche l'ombra di una mucca o di una capra!"</div>
<div>"Io invece il mio l'ho bevuto, anche se aveva uno strano gusto", rispose l'omino sorridendo dell'improvviso nervosismo dell'amico. Poi, ad un tratto, questi si volse fissandolo intensamente. Era un effetto del chiaro di luna o davvero era impallidito?</div>
<div>"Senti, vecchio mio", gli disse con un tono grave e serio, "chi credi fosse quella ragazza? E perché diavolo ci ha seguiti?"</div>
<div>"Penso stesse seguendo me", rispose calmo l'altro.</div>
<div>Quelle parole, e l'accento convinto con cui erano state proferite, turbarono palesemente l'uomo con lo zaino, che già era dispiaciuto di aver parlato con tanta franchezza delle sue impressioni. Con un compagno tanto fantasioso, impressionabile e suggestionabile
era stato poco saggio. Così accelerò l'andatura e raggiunse la locanda cinque minuti prima dell'amico che vi arrivò ansante e trafelato, come se avesse corso.</div>
<div>"Sai, credo proprio che mi piacerebbe fare una puntatina in Svizzera domani o dopodomani", se ne uscì fuori quella notte, nell'oscurità della stanza a due letti che dividevano.</div>
<div>"Non ti pare che ne abbiamo avuto abbastanza di questo posto? Eh? Che ne dici?"</div>
<div>Dal letto vicino non giunse alcuna risposta perché il suo occupante dormiva.</div>
<div>"Stanco morto!", borbottò fra sé e sé e si girò su un fianco per seguire il suo esempio. Ma non riusciva a prender sonno. Strani, inquietanti pensieri si insinuavano nella sua mente, impedendogli di dormire. Pensieri sgradevoli, che raramente l'avevano sfiorato in precedenza. Per quanto si desse dell'idiota, non c'era verso di dormire. Si rigirava nel letto, cercando di convincersi che non
prendeva sonno perché troppo stanco.</div>
<div>Le bizzarre sensazioni che lo tenevano sveglio forse non erano facilmente spiegabili, ma non aveva dubbi su un fatto: erano state provocate dall'immagine dello chalet disabitato,
appollaiato sul crinale della montagna dove avevano sostato poche ore prima per ristorarsi. Era una piccola fattoria, cadente e sudicia, e il suo nome spiccava in grandi lettere nere sullo sfondo celeste della parete sopra la porta: <span class="fs14lh1-5">"La Chenille". Non avevano visto un'anima: porte e finestre erano sbarrate; dal camino non filtrava una voluta di fumo; ovunque sporcizia e disordine testimoniavano dell'evidente abbandono della casa.</span></div>
<div>Poi, proprio quando stavano per andarsene, dopo aver vanamente bussato alla porta, per un istante era apparso un volto a una finestra che aveva uno scuro aperto. Il suo compagno l'aveva visto per primo e aveva dato una voce.</div>
<div>Il volto annuì in risposta e subito dopo una ragazza era sbucata da dietro un angolo della casa, apparentemente da una porta sul retro, e si era fermata poco discosto da loro osservandoli.</div>
<div>Proprio da quell'istante, per quanto rammentava, quegli strani pensieri si erano insinuati nella sua mente: una sensazione indefinibile di paura, diffidenza, apprensione.</div>
<div>Ripensandoci al calduccio, nel suo letto, gli si rizzarono i capelli. C'era qualcosa in quella ragazza che gli gelava il cuore.</div>
<div>Eppure era deliziosa, seducente e affascinante, ancorché i suoi occhi e movimenti ricordassero vagamente quelli d'un serpente. Non rispose alle loro domande.</div>
<div>Si limitò a sorridere quando le chiesero qualcosa per ristorarsi; anche senza proferire una sola parola, dava l'impressione di essere stranamente volitiva e sicura di sé, una persona che avrebbe potuto diventare assai temibile, se solo l'avesse voluto.</div>
<div>Nonostante il suo innegabile fascino, la giovinetta evocava sensazioni sinistre.</div>
<div>Anche lui le aveva rivolto la parola, ma essa aveva regalato un sorriso soltanto al suo amico. Lo fissava senza distogliere lo sguardo e, scivolata pian piano vicino a lui, gli aveva sfiorato un braccio.</div>
<div>La cosa più buffa era che, per quanto si sforzasse, non riusciva a ricordare com'era vestita, o di che colore fossero i suoi occhi e i capelli.</div>
<div>Era come se avesse sentito, piuttosto che visto, la sua figura aggraziata.</div>
<div>Il latte - dopo essere sparita dietro l'angolo era ricomparsa con un bricco e due tazze di legno - era, beh, aveva un gusto talmente strano che non era riuscito a inghiottirlo e lo aveva rovesciato
a terra.</div>
<div>Il suo amico invece aveva vuotato la tazza fino all'ultima goccia, bevendo in fretta per poterlo assaporare, mentre la ragazza lo fissava negli occhi.</div>
<div>Da quel momento qualcosa nel suo amico era cambiato.</div>
<div>Strada facendo, aveva fatto strani discorsi, insoliti per lui, parlando soprattutto della "Chenille", della ragazza, e di quel latte dal gusto delicato; ma le sue frasi suonavano in qualche modo bizzarre, poco familiari, perfino sgradevoli.</div>
<div>Benché si sforzasse di ricordarle, gli fuggivano, nonostante serbasse la precisa impressione del disagio e della vaga apprensione che gli aveva suscitato. E la notte accentuava questi
ricordi spiacevoli.</div>
<div>Poi la ragazza li aveva seguiti… Era pazzesco e assurdo pensarci ma non poteva farci nulla: cosa significava tutto ciò? Che la ragazza lo aveva spaventato; e il cambiamento sopravvenuto nel compagno era un altro segnale di pericolo.</div>
<div>Più di questo non sapeva dire.</div>
<div>Forse avrebbe trovato una spiegazione in seguito, ma per il momento desiderava soltanto andarsene da quel posto, portando via l'amico.</div>
<div>Presa questa decisione, sprofondò nel sonno.</div>
<div>Le finestre della camera erano spalancate e davano su un giardino circondato da un alto muro di cinta dove si apriva un cancello chiuso a chiave perché immetteva in una proprietà privata e in una stradicciola che portava al piccolo cimitero e alla chiesetta.</div>
<div>Quand'era aperto gli ospiti della locanda se ne servivano spesso, pensando di raggiungere più rapidamente le pendici della montagna, ma invariabilmente finivano con lo smarrirsi fra campi e vigne, oppure, seguendo la stradina, si ritrovavano ben presto nel cimitero: allora raggiungevano il villaggio passando per la chiesa, che era sempre aperta,
o bussavano alla porta posteriore di qualche casa vicina spiegando imbarazzati la loro situazione. Ecco perché il cancello restava sempre chiuso:
in tal modo si evitavano piccoli inconvenienti.</div>
<div>Dopo aver dormito poche ore di un sonno inquieto e non ristoratore, l'uomo si svegliò. Si rigirò nel letto, si stiracchiò, e si tirò su appoggiandosi a un gomito, percependo l'afa soffocante che ristagnava nella stanza. E
alla fievole luce delle stelle della notte estiva, si accorse che il compagno era in piedi e si muoveva lentamente.</div>
<div>Ricordando che a volte camminava nel sonno, lo chiamò gentilmente: "Morton, vecchio mio, tornatene a letto! Hai camminato tanto, per oggi!", gli disse bisbigliando ma con tono autoritario.</div>
<div>E la figura, obbedendo come fanno spesso i sonnambuli, attraversò la stanza scomparendo tra le ombre che celavano il suo giaciglio.</div>
<div>Allora si lasciò ricadere fra le coltri, cercando la posizione più comoda per riaddormentarsi, ma il caldo della stanza, il letto cui non era abituato, e la seccante interruzione del sonno precedente gli rendevano difficile rilassarsi.</div>
<div>Si costrinse a non riaprire gli occhi, imponendo al proprio corpo un'immobilità assoluta.</div>
<div>Fu tutto inutile. Qualcosa lo rodeva come un tarlo e gli impediva di scivolare nel vero oblio del sonno.</div>
<div>Dormiva dunque con un occhio solo come si suol dire.</div>
<div>Dalla finestra aperta entrava il profumo del fieno, di fiori e della terra cotta dal sole, e insieme a esso, di quando in quando, i suoni della notte - rumori ovattati che lo disturbavano senza essere tuttavia tanto forti da richiamare la sua attenzione.</div>
<div>Dopo tutto, forse aveva dormito davvero per un po' quando, improvvisamente, un pensiero gli attraversò la mente come un lampo e si ritrovò perfettamente sveglio. Stupì di non essersene reso conto subito: quella che aveva visto prima non era la figura dell'amico.</div>
<div>Prima ancora di poter trarre qualsiasi conclusione o ipotizzare una qualche spiegazione, la paura lo attanagliava e il sudore freddo gli copriva il corpo. Cercò a tentoni i fiammiferi, senza riuscire a trovarli; poi, ricordando che c'era la luce elettrica, tastò
la parete con le dita, finché non afferrò la peretta.</div>
<div>Nella luce improvvisa che riempì la stanza vide subito che il letto dell'amico era vuoto.</div>
<div>E la sua mente istintivamente, senza seguire alcun processo logico, riandò con la velocità di un lampo agli avvenimenti del giorno prima: la tazza di latte, lo strano comportamento di Morton e poi la ragazza.</div>
<div>Contemporaneamente si rese conto dell'odore che ristagnava nella stanza e che in precedenza aveva scambiato per il composito effluvio dei campi, dei fiori e della notte; in realtà era l'odore della terra smossa da poco.</div>
<div>Subito fece un'altra scoperta.</div>
<div>I suoni ovattati che aveva udito poco prima non erano i soliti rumori della notte, il mormorio del vento o il ronzio di qualche insetto. No, erano passi furtivi sul sentiero del giardino.</div>
<div>Si vestì rapidamente e vide la camicia da notte dell'amico sul suo letto; poi si accorse che la porta della camera era socchiusa. Ormai non aveva dubbi: effettivamente si era riaddormentato perché da quando aveva intravisto la figura misteriosa fino ad allora era trascorso un considerevole lasso di tempo.</div>
<div>Scese quindi le scale cautamente e qualche minuto dopo aveva raggiunto il sentiero del giardino illuminato dalla luna. Mentre sostava incerto sul da farsi, gli tornarono in mente le storie che gli aveva raccontato il proprietario qualche giorno prima, leggende paurose, antiche superstizioni che sopravvivevano ancora in quella piccola valle dimenticata.</div>
<div>Il pensiero della ragazza gli dava la nausea.</div>
<div>Fuori, l'odore di terra appena smossa era ancor più pungente, quasi soffocante.</div>
<div>Cercò di scacciare dalla mente il ricordo dei mostruosi racconti dell'oste, ma non poté impedirsi di rabbrividire mentre se ne stava lì tutto solo, nel silenzio della notte, nell'ora incerta che precede l'alba. L'atmosfera era tremendamente suggestiva e soltanto una
mente priva di ogni sensibilità avrebbe potuto rimanervi indifferente.</div>
<div>Setacciò il piccolo giardino: vuoto! Non c'era traccia di Morton.</div>
<div>Si fermò davanti al grande cancello guardando attraverso le sbarre umide di rugiada: gli sembrò di scorgere qualcosa che si muoveva in lontananza. Un attimo dopo ne ebbe la certezza.</div>
<div>Laggiù, a destra d'una macchia di alberi, nel cimitero, qualcosa si muoveva.</div>
<div>Questa scoperta lo fece rabbrividire di paura e di disgusto. Pronunciò il nome dell'amico, ma dalle sue labbra non uscì alcun suono.</div>
<div>Qualche segreto istinto gli suggeriva di scappare, senza fare il più piccolo rumore. Invece, con un inaudito sforzo di volontà, si arrampicò sul cancello lasciandosi poi scivolare dall'altra parte
sull'erba zuppa di rugiada.</div>
<div>Quindi, badando a rimanere nascosto dietro le basse siepi e i tronchi degli alberi, corse furtivo verso il cimitero.</div>
<div>Strada facendo, senza sapere bene perché, raccolse un grosso bastone; subito dopo si acquattò accanto al muretto che separava i campi dal cimitero.</div>
<div>Qui, fra le pietre tombali ornate di detestabili corone metalliche e di serti di fiori appassiti, riconobbe la figura dell'amico: sembrava inginocchiato o accovacciato a terra vicino a due
grandi tassi. Non era solo; un'altra figura - sottile, evanescente, spettrale - era china su di lui.</div>
<div>Questa volta l'uomo trovò la forza e il coraggio di chiamarlo: "Morton, Morton!" gridò. "Per l'amor del cielo, cosa stai facendo? Cosa…"</div>
<div>In quel momento la sottile figura che nascondeva parzialmente il corpo di Morton si volse verso di lui.</div>
<div>Vide un volto pallido in cui risaltavano gli occhi e i denti scintillanti; il chiaro di luna accentuava il pallore di quel viso orribile, irreale, stregato, e dalle sue labbra colava sul mento qualcosa che sembrava sangue.</div>
<div>Quindi la figura scivolò via con un movimento bizzarro e furtivo, come se si spostasse a mezz'aria anziché camminare, e scomparve fra le tombe in direzione della chiesa.</div>
<div>Il pesante bastone, scagliato con rabbia, colpì una croce metallica e cadde a terra con un rumore sordo, e l'uomo che lo aveva tirato corse a perdifiato verso la sagoma raggomitolata dell'amico, registrando inconsciamente
il grido sottile e lamentoso, che aveva gettato la figura prima di scomparire.</div>
<div>Notò appena che alcune tombe, evidentemente scavate da poco, recavano tracce di manomissione e che l'odore di terra smossa si era fatto più ripugnante. Tutta la sua attenzione si concentrava sulla figura prostrata ai suoi piedi.</div>
<div>"Morton, amico mio, tirati su! Svegliati, per l'amore di Dio! Hai camminato nel sonno e..."</div>
<div>Ma le parole gli morirono sulle labbra. La posizione innaturale delle spalle dell'amico e il modo in cui la testa pendeva all'indietro scoprendo il collo lo colpirono come un pugno allo stomaco.</div>
<div>Morton era immobile. Sollevò il capo e se lo caricò sulle spalle e incespicando, con il cuore che pareva scoppiargli in petto, riuscì a raggiungere l'albergo.</div>
<div>Sembrava un incubo spaventoso, un incubo che avesse allungato i suoi tentacoli mostruosi nella vita d'ogni giorno.</div>
<div>Il proprietario della locanda e la moglie gli affaccendavano attorno al letto, poi giunse il medico del paese e l'uomo massiccio, invecchiato di colpo, balbettò una confusa e febbricitante descrizione di quel che aveva visto: sì, Morton era sonnambulo,
il letto vuoto e tutto il resto.</div>
<div>Ma non realizzò la verità finché non osservò la faccia del dottore che aveva esaminato a lungo il corpo di Morton.</div>
<div>"Volete svegliarlo?" si sentì chiedere. "O lo lascerete dormire fino a domattina?"</div>
<div>L'espressione del medico, anche se non avesse risposto, non lasciava alcun dubbio. Gli disse la verità.</div>
<div>"Ah, monsieur, il vostro amico non si sveglierà mai più, temo! Il cuore, capite. Ahimè, collasso cardiaco!"</div>
<div>Le scene finali della piccola tragedia che aveva improvvisamente posto fine alla sua vacanza non meritano d'essere descritte perché irrilevanti rispetto a questa strana storia.</div>
<div>Ma uno o due dettagli curiosi, venuti in luce in un secondo tempo, sì.</div>
<div>Ci fu dunque chi sottolineò che da qualche tempo alcune tombe venivano prese di mira da vandali notturni, specialmente le sepolture più recenti.</div>
<div>Le autorità avevano cercato invano di risalire al necrofilo o ai necrofili autori di atti tanto sconvenienti.</div>
<div>Un altro dettaglio singolare fu la traccia, costituita da macchie di sangue che lordavano il pavimento della chiesa, che partiva dalla porta sul retro finendo al portale d'ingresso: fu scoperta la mattina successiva alla morte di Morton.</div>
<div>Quella stessa settimana in chiesa fu celebrata una funzione speciale per purificare l'edificio sacro da ogni maligna impurità: i paesani, assai superstiziosi,
avevano dichiarato infatti che nessun essere umano avrebbe potuto lasciare una simile traccia.</div>
<div>Soltanto un vampiro, disturbato nel cuore della notte nel bel mezzo delle sue empie attività, poteva lasciare quell'inconfondibile segno della sua presenza.</div>
<div>Ma, a parte queste chiacchiere, l'amico di Morton non poté non tener conto di altri sgradevoli dettagli che gli si impressero indelebilmente nel ricordo.</div>
<div>Ebbe infatti una breve conversazione con il dottore che lo turbò profondamente. Il medico, uomo intelligente poco incline a prestar fede a dicerie superstiziose, lo interrogò
a lungo sulla vita recente e le abitudini di Morton. Ascoltò con malcelato stupore la descrizione della loro sosta alla "Chenille".</div>
<div>"Ma un simile chalet non esiste!", esclamò. "Non c'è proprio nessuna Chenille. Molto tempo fa, diciamo una cinquantina d'anni, esisteva uno chalet simile a quello che mi avete descritto, ma fu fatto demolire dalle autorità a causa della pessima reputazione delle persone che ci vivevano. Per completare l'opera, quanto restava della casa fu quindi dato alle fiamme. Non ne è rimasto più nulla, salvo qualche mozzicone di muro e delle fondamenta."</div>
<div>"Pessima reputazione?"</div>
<div>Il dottore si strinse nelle spalle. "Che volete, vi erano spariti dei viaggiatori e anche qualche contadino del posto", rispose. "Ci viveva una vecchia con la figlia e pare avvelenassero il latte..."</div>
<div>"Avvelenavano il latte...?"</div>
<div>"Già. Ma i vicini le accusarono di qualcosa di peggio di "semplici" omicidi..."</div>
<div>"Che volete dire?"</div>
<div>"Mah, dicevano che la ragazza era un vampiro", sospirò il dottore. E dopo un attimo di esitazione aggiunse: "Sapete, sul collo del vostro amico c'era un forellino, minuscolo come una puntura di spillo, ma profondo. E, ve l'ho detto?, era completamente dissanguato."</div><div><br></div>
<div><strong>Note della Redazione</strong></div>
<div>La Chenille (The Singular Death of Morton, 1910), pubblicato per la prima volta su <em>Club GHoST</em>, è un racconto horror e fantastico scritto dall'autore inglese Algernon Blackwood. Tradotto in italiano da Claudio De Nardi con il titolo "La Chenille",
pubblicato all'interno dell'antologia "Il sangue e la rosa" (Storie di vampiri) edita da Reverdito Editore.</div><div><br></div>
<div><strong>L'AUTORE</strong></div>
<div>Algernon Blackwood (1869–1951) è stato uno dei maestri più influenti e prolifici della letteratura del soprannaturale e del genere weird (la narrativa speculativa
e fantastica tra l'horror e il fantascientifico). La sua abilità non stava nel descrivere mostri classici, ma nel catturare la paura dell'ignoto e il senso di impotenza dell'uomo di fronte a una natura selvaggia,
mistica e a tratti minacciosa.</div>
<div>Nato a Shooter's Hill (oggi parte di Londra) da una famiglia dell'alta borghesia rigidamente evangelica, Blackwood sviluppò presto una forte ribellione verso l'ortodossia
religiosa, appassionandosi invece all'esoterismo, al misticismo orientale e alla teosofia.</div>
<div>Prima di diventare scrittore a tempo pieno, visse una vita nomade e avventurosa che segnò profondamente la sua poetica. Poco più che ventenne si trasferì in
Nord America, dove fece i lavori più disparati: allevatore di bestiame in Canada, cercatore d'oro nei campi auriferi, gestore di un albergo (finito in bancarotta), reporter di cronaca nera per il New York Times.
Queste esperienze, passate spesso a stretto contatto con la solitudine delle grandi foreste canadesi o nei bassifondi delle metropoli, divennero la linfa vitale dei suoi racconti.</div>
<div>Tornato in Inghilterra nei primi anni del 1900, iniziò a pubblicare le sue storie di fantasmi e di forze elementari. Nel 1906 uscì la sua prima raccolta, The Empty
House, ma fu con i capolavori successivi che si consacrò come autore di punta: "I salici" (The Willows, 1907), considerato da H.P. Lovecraft il miglior racconto horror della letteratura inglese, "Il Wendigo"
(The Wendigo, 1910), John Silence (1908).</div>
<div>Oltre alla scrittura, Blackwood fece parte della celebre società segreta esoterica Hermetic Order of the Golden Dawn (della quale facevano parte anche l'ibrido poeta William
Butler Yeats e il creatore di Dracula, Bram Stoker).</div>
<div>Nella parte finale della sua vita divenne anche una nota figura radiotelevisiva per la BBC, dove leggeva ad alta voce storie del terrore, guadagnandosi il soprannome di "The
Ghost Man" (L'uomo fantasma). Morì nel 1951 all'età di 81 anni.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink44b837ab037bdecac75c56566e0cd034 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/La-Chenille-cover_bar.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1083,'height': 718,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink44b837ab037bdecac75c56566e0cd034, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/La-Chenille-cover_bar.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="133" /></a></div><div><script> var showboxlinkb15d2be244425a178128bcf82274fa39 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Algernon-Blackwood-autore_ver.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 784,'height': 1079,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb15d2be244425a178128bcf82274fa39, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Algernon-Blackwood-autore_ver.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="207" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 06:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Visions - Passione mortale di Yann Gozlan]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000311"><h1 class="imHeading1">Film francese interessante</h1><h2 class="imHeading2">Thriller erotico-psicologico maturo e compiuto</h2><div>






<div><strong>Visions - Passione mortale (Francia, Belgio 2023)</strong></div>
<div><em>Regia: Yann Gozlan. Soggetto: Michel Fessler. Sceneggiatura: Michel Fessler, Aurélie Valat, Jean-Baptiste Delafon, Yann Gozlan, Audrey Diwan. Fotografia: Antoine Sanier.
Montaggio: Valentin Féron. Scenografia: Thierry Flamand. Produzione: Thibault Gast, Eric Nebot, Matthias Weber, Gaetan David, André Logie, Philippe Logie, Oury Milshtein, Julien Saada. Musiche: Philippe Rombi.
Interpreti: Diane Kruger (Estelle), Mathieu Kassovitz (Guillaume), Marta Nieto (Ana), Amira Casar (Johana), Grégory Fitoussi (Marco), Elodie Navarre (Charlotte), Adrien Malvoisin, Laurent Marion, Romain Fleury, Paco
Pertez, Hugo Possamai, Pierre Lebrun, Benjamin Lauff, Marc Prin, Aleksandra Yermak, Nathalie Richard, Philippe Maymat, Solen Cornu, Charlotte Darragon, Christophe Istier, Thierry Flamand, Bruce Sherfield, Pascal Bruderer,
Yun Lai.</em></div>
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<div><strong>Diane Krueger</strong> è l’ispirata interprete di un thriller erotico davvero ben congegnato. Estelle (<strong>Krueger</strong>) è una pilota di aerei che vive in una casa fantastica in Costa Azzurra con un marito medico (<strong>Kassovitz</strong>), mentre sta progettando di avere un figlio ritrova la donna che aveva amato in gioventù - la fotografa spagnola Ana &nbsp;(<strong>Nieto</strong>) - &nbsp;e perde di nuovo la testa per lei. Al tempo stesso cominciano alcune terrificanti visioni e incubi inquietanti che tormentano la sua vita e che trovano spiegazione solo
nel risolutivo finale. Non possiamo approfondire perché sono un elemento basilare della trama e non è corretto raccontare gli sviluppi di questo thriller psicologico, impaginato con un montaggio non consequenziale
(<strong>Valentin Féron</strong>), che pare confuso ma non lo è, perché al momento giusto tutti i nodi tornano al pettine. Atmosfere angosciose, parti
erotiche torbide ed essenziali, momenti onirici che lasciano il posto a parti in diretta, flashback inseriti ad arte, una trama che sembra attorcigliarsi su se stessa e lascia lo spettatore in tensione fino alla scoperta del
mistero. Fotografia stupenda della Costa Azzurra di <strong>Antoine Sanier</strong>, scenografia ben strutturata tra esterni e interni (<strong>Thierry Flamand</strong>), sceneggiatura che non perde un colpo. Colonna sonora di <strong>Philippe Rombi</strong> adeguata a una suggestiva atmosfera di tensione. Visto su Rai 4. Reperibile su RaiPlay. Buona la visione televisiva, anche se risultano penalizzati gli ampi spazi
in cui è girato e la mirabile fotografia della Costa Azzurra. Un film francese interessante - un thriller erotico-psicologico maturo e compiuto - come la maggior parte della filmografia transalpina degli ultimi vent’anni.
Da vedere.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3StV8Hr" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4oRdC0E" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink26650258b3610c7c4e08d82437558c9e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Visions2023-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 717,'height': 1079,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink26650258b3610c7c4e08d82437558c9e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Visions2023-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="302" /></a></div><div><script> var showboxlinkbebfb26c455a155392c586f2223ba49f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Visions2023-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 832,'height': 403,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbebfb26c455a155392c586f2223ba49f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Visions2023-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="97" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=4zvl_WSWGcw">https://www.youtube.com/watch?v=4zvl_WSWGcw</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 05:19:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile un saggio su Art the Clown]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000310"><h1 class="imHeading1">Uno dei volti più disturbanti dell’horror contemporaneo</h1><h2 class="imHeading2">Opera curata da Luigi Boccia e Daniele Francardi per la Weird Book Edizioni</h2><div>






<div>L'universo del cinema horror contemporaneo si arricchisce di una profonda riflessione teorica grazie a una nuova pubblicazione focalizzata su uno dei personaggi più cruenti
del grande schermo.</div><div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/3SxJ3kq" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div><div><br></div>
<div>Il saggio <em>Terrifier - Il fenomeno Art the Clown</em> approfondisce l'evoluzione della figura del pagliaccio, inteso storicamente come elemento di rottura dei limiti sociali, fino a giungere alla moderna metamorfosi cinematografica basata sugli effetti speciali
e sul trucco prostetico. Al centro di questa analisi si colloca la figura enigmatica di un mimo spietato e privo di voce, capace di imporsi prepotentemente nell'immaginario collettivo come il nuovo simbolo del macabro
e dello spavento.</div><div><br></div>
<div>L'opera non si limita a descrivere la superficie di questa maschera inquietante, ma scava nelle ragioni psicologiche e antropologiche che rendono il personaggio così efficace.
L'antagonista non cerca semplicemente la reazione spaventata del pubblico, ma persegue un perverso ideale di intrattenimento in cui il divertimento si fonde indissolubilmente con la sofferenza e la distruzione dell'altro,
intrappolando lo spettatore in uno spettacolo ipnotico da cui è impossibile distogliere l'attenzione.</div><div><br></div>
<div>Questo studio collettivo è stato coordinato dai curatori <strong>Luigi Boccia</strong> e <strong>Daniele Francardi</strong>, i quali si sono avvalsi del supporto intellettuale di specialisti del settore tra cui <strong>Marco Saraga</strong>, <strong>Luigi Maria Mennella</strong>, <strong>Andrea K. Lanza</strong> e <strong>Giovanni Sabato</strong>. Per offrire una panoramica ancora più completa, il volume include una serie di dialoghi esclusivi raccolti da <strong>Lorenzo Ricciardi</strong>, che ha intervistato direttamente il regista e creatore della saga <strong>Damien Leone</strong> e l'attore <strong>David Howard Thornton</strong> che presta il volto al mostro Art the Clown. L'impatto visivo del libro è invece affidato a un'illustrazione di copertina realizzata dall'artista <strong>Giorgio Finamore</strong>.</div><div><br></div>
<div>Il volume, intitolato significativamente per raccontare l'ascesa di questa moderna icona, si presenta come un saggio di stampo cinematografico inserito all'interno di una collana
dedicata al brivido e al mistero. Edito dalla casa editrice Weird Book nella collana <em>Insomnia</em>, il libro si sviluppa lungo un percorso di centoquarantaquattro pagine racchiuse in un elegante formato cartaceo di quindici per ventidue centimetri.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: Terrifier - Il fenomeno Art the Clown</div>
<div>Autore: Luigi Boccia e Daniele Francardi</div>
<div>Copertina: Giorgio Finamore</div>
<div>Editore: Weird Book</div>
<div>Collana: Insomnia</div>
<div>Genere: Saggio</div>
<div>Pagine: 144</div>
<div>Anno: 1 aprile 2026</div>
<div>Prezzo: 24,90 €</div>
<div>Formato: 15 x 22 cm</div>
<div>ISBN-13: 979-12-81603-45-5</div><div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/3SxJ3kq" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinke82bb81f533ba96006132424e7df12e0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/terrifier-fenomeno-art-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 733,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke82bb81f533ba96006132424e7df12e0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/terrifier-fenomeno-art-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="295" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:29:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Living for Tonight dei Rykën]]></title>
			<author><![CDATA[Red Scorpion]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000030F"><h1 class="imHeading1">Un viaggio concettuale</h1><h2 class="imHeading2">Che unisce cronache di vita vissuta</h2><div>






<div>L'esordio discografico sulla lunga distanza dei <strong>Rykën</strong>, intitolato <em>Living for Tonight</em>, rappresenta il compimento di un percorso creativo stratificato nel tempo, capace di fotografare l'evoluzione della
band marchigiana fin dalle sue primissime intuizioni.</div><div><br></div>
<div>Il progetto ha iniziato a muovere i primi passi già nel 2022, periodo a cui risalgono le prime bozze di brani emblematici, ma è solo nel 2024, con il raggiungimento di
una formazione stabile e coesa, che il quintetto ha trovato la quadra artistica necessaria per plasmare l'identità sonora definitiva del disco. Dal punto di vista stilistico, l'opera si inserisce con forza nel
solco del metal classico di matrice britannica, richiamando l'estetica e la potenza della <em>New Wave of British Heavy Metal</em> e di colossi come <strong>Iron Maiden</strong> e <strong>Judas Priest</strong>. Tuttavia, la proposta dei <strong>Rykën</strong> non si limita a una sterile celebrazione del passato, ma arricchisce la propria formula con sfumature provenienti dal glam metal, evidenti soprattutto nell'attitudine stradale e nello spirito aggregativo
di alcuni passaggi, il tutto supportato da una spinta contemporanea e da un forte desiderio di condivisione. L'album si sviluppa come un viaggio concettuale che unisce cronache di vita vissuta, introspezione psicanalitica
e suggestioni mitologiche, offrendo un affresco sfaccettato della condizione umana.</div><div><br></div>
<div>L'apertura dell'album è affidata a <em>Heaven Gates</em>, un preambolo strumentale che sfrutta una suggestiva stratificazione di trame chitarristiche per immergere l'ascoltatore nell'atmosfera generale del disco e prepararlo al viaggio sonoro imminente. Subito
dopo si entra nel vivo con <em>Negated (Fallen from Heaven)</em>, un pezzo che rilegge in chiave epica il mito teologico della cacciata di Lucifero e la successiva genesi degli
inferi, trovando nel sound heavy un veicolo espressivo drammatico e solenne. La successiva title track, <em>Living for Tonight</em>, sposta il focus sulle dinamiche sociali, offrendo un riscatto in note per tutti coloro che vivono ai margini della routine diurna; qui la dimensione notturna viene dipinta come un palcoscenico di libertà
in cui potersi reinventare lontano dalle catene quotidiane. Con <em>Rebel</em> l'energia si fa ancora più vibrante per raccontare l'anticonformismo di un giovane
determinato a tracciare il proprio destino, ignorando le pressioni e i giudizi della società circostante. Le atmosfere si fanno decisamente più cupe e oppressive in <em>Soul Catcher</em>, una traccia che scava nei meandri della mente esplorando il fenomeno della paralisi ipnagogica e le fobie dell'infanzia attraverso la figura di un'entità
che si ciba dei tormenti più reconditi.</div><div><br></div>
<div>La seconda metà dell'opera si apre con <em>City Streets</em>, l'episodio in cui l'anima street e glam del gruppo emerge con maggiore prepotenza, dipingendo uno spaccato urbano notturno fatto di codici stradali e legami di fratellanza in contesti sociali complessi.
L'adrenalina sale con <em>Somewhere in the Dark</em>, un pezzo dal sapore cinematografico che mette in scena la fuga disperata di una coppia di rapinatori nel tentativo
di sottrarsi alla giustizia dopo un colpo in banca. A seguire, <em>Late at Night</em> rappresenta forse il momento più intimo e riflessivo dell'intero lavoro, focalizzandosi sul bilancio esistenziale di un uomo di mezza età che si ritrova a fare i conti con la solitudine, i rimpianti
e il crollo delle proprie certezze durante una notte insonne. Gli scenari si capovolgono nuovamente con <em>Tickets to Hell</em>, una traccia interamente strumentale - originariamente concepita con un testo - che evoca una marcia apocalittica scandita da immagini di devastazione e da una finale, inevitabile rassegnazione di fronte alla
fine dei tempi. Il sipario cala infine sulla traccia omonima <em>Rykën</em>, un vero e proprio manifesto programmatico che sigilla il disco celebrando la passione viscerale,
la coesione e la pura potenza dell'heavy metal che unisce i membri della band.</div><div><br></div>
<div>Dietro la complessa architettura di questo debutto si cela una realtà nata nelle Marche nel 2024, frutto della sinergia tra la sezione ritmica composta da <strong>Lorenzo Sgariglia</strong> alla batteria e <strong>Diego Minnucci</strong> al basso, l'intreccio chitarristico di <strong>Alessandro Tofoni</strong> alla solista e <strong>Daniele Pignotti</strong> alla ritmica, e l'impatto vocale di <strong>Veronica Carlini</strong>. Sin dagli esordi, la band si è dedicata anima e corpo alla scrittura di brani inediti, testandone la forza anche attraverso una fitta attività
concertistica sul territorio che ha permesso loro di cementare il legame con il pubblico. Con <em>Living for Tonight</em>, i <strong>Rykën</strong> dimostrano di saper maneggiare la tradizione metallica con personalità, ponendo le basi per un cammino artistico solido
e consapevole.</div><div><br></div>
<div><strong>Tracklist</strong></div>
<div><ol><li>Heavens Gate</li><li>Negated (Fallen From Heaven)</li><li>Rebel</li><li>Living For Tonight</li><li>Soul Catcher</li><li>City Streets</li><li>Somewhere In The Dark</li><li>Late At Night</li><li>Tickets To Hell</li><li>Ryken</li></ol></div>








<div><br></div>
<div><strong>Line-up</strong></div>
<div><ul><li>Veronica Carlini - voce</li><li>Alessandro Tofoni - chitarra</li><li>Daniele Pignotti - chitarra</li><li>Diego Minnucci - basso</li><li>Lorenzo Sgariglia - batteria</li></ul></div>



</div><div><br></div><div><script> var showboxlink9be801d3758b63c35da09661583d1051 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Ryken-Living-for-Tonight-Cover_bar.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 984,'height': 981,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9be801d3758b63c35da09661583d1051, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Ryken-Living-for-Tonight-Cover_bar.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlinkbe548f18428e0d8331f773b0532f62ca = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Ryken-Living-for-Tonight-band_bar.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1207,'height': 888,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbe548f18428e0d8331f773b0532f62ca, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Ryken-Living-for-Tonight-band_bar.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="148" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=KC8Ppv1AKr4">https://www.youtube.com/watch?v=KC8Ppv1AKr4</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:15:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'inferno di ghiaccio del passo di Dyatlov]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000030E"><h1 class="imHeading1">La Montagna della Morte</h1><h2 class="imHeading2">Un enigma investigativo irrisolto</h2><div>






<div>Il mistero del passo Dyatlov rimane, a distanza di decenni, una delle pagine più cupe e affascinanti della storia dell'alpinismo e dei segreti di epoca sovietica.</div>
<div>Era il febbraio del 1959 quando un gruppo di giovani e preparati scialpinisti sparì nel nulla tra le gelide e isolate vette degli Urali settentrionali, lasciandosi alle spalle
una scena di puro terrore che avrebbe tormentato soccorritori, investigatori e appassionati di gialli storici per i decenni a venire.</div><div><br></div>
<div>La spedizione era nata sotto i migliori auspici, guidata dal ventitreenne <strong>Igor Alekseevič Djatlov</strong>, studente del Politecnico degli Urali. Insieme a lui viaggiavano altri esperti sciatori, tra ingegneri e studenti: <strong>Aleksandr Aleksandrovič Zolotarëv</strong>, <strong>Rustem Vladimirovič Slobodin</strong>, <strong>Jurij Alekseevič Krivoniščenko</strong>, <strong>Nikolaj Vasil'evič Thibeaux-Brignolles</strong>, <strong>Jurij Nikolaevič Dorošenko</strong>, <strong>Zinaida Alekseevna Kolmogorova</strong>, <strong>Ljudmila Aleksandrovna Dubinina</strong> e <strong>Aleksandr Sergeevič Kolevatov</strong>. A loro si era unito inizialmente anche <strong>Jurij Efimovič Judin</strong>, che si rivelò l'uomo più fortunato del gruppo poiché un malore improvviso lo costrinse ad abbandonare la marcia prima del previsto, salvandogli di fatto la vita.</div><div><br></div>
<div>I restanti nove escursionisti iniziarono l'avvicinamento alla montagna il 27 gennaio, muovendosi in un suggestivo paesaggio fatto di foreste innevate e laghi ghiacciati.</div>
<div>Le difficoltà maggiori si presentarono il primo febbraio, quando il gruppo iniziò a salire verso il passo affrontando un repentino peggioramento delle condizioni meteorologiche.
Con il cielo che si oscurava e la tempesta che incalzava, i giovani deviarono dai piani originari e scelsero di piantare la tenda sul pendio occidentale del monte Cholatčachl, un nome che nella lingua dei nativi Mansi
assume il sinistro significato di "Montagna della morte". Fu una decisione singolare, poiché a poche centinaia di metri si trovava un bosco che avrebbe offerto un riparo ben più sicuro dal vento e dal
gelo. Gli escursionisti consumarono un pasto veloce e si sistemarono per la notte, ignari che non avrebbero mai visto l'alba successiva.</div><div><br></div>
<div><strong>Igor Djatlov</strong> aveva promesso ai familiari che avrebbe inviato un telegramma entro il 14 febbraio per comunicare il
loro sicuro ritorno a Vizhai. Quando quella data passò senza alcuna notizia, l'ansia si trasformò in disperazione e il 20 febbraio le autorità organizzarono un'imponente operazione di soccorso
che coinvolse esercito, polizia, studenti e professori universitari. Solo il 26 febbraio i ricercatori individuarono i primi segni del dramma sul pendio del Cholatčachl. La tenda del gruppo era parzialmente sepolta dalla
neve e squarciata, ma il dettaglio che raggelò i soccorritori fu la constatazione che i tagli sulla tela erano stati inferti dall'interno, come se gli occupanti avessero avvertito il bisogno disperato di fuggire
all'istante, senza nemmeno avere il tempo di aprire l'ingresso principale.</div><div><br></div>
<div><script> var showboxlink6c8fd4301e7bcf642e6ef45414a1b317 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mistero-passo-Dyatlov-tenda_bar.webp','alt': 'La tenda lacerata dall\\\'interno fotografata durante le indagini.','title': 'La tenda lacerata dall\\\'interno fotografata durante le indagini.','width': 1186,'height': 677,'description': 'La tenda lacerata dall\'interno fotografata durante le indagini.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6c8fd4301e7bcf642e6ef45414a1b317, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mistero-passo-Dyatlov-tenda_bar.webp" alt="La tenda lacerata dall&#39;interno fotografata durante le indagini." title="La tenda lacerata dall&#39;interno fotografata durante le indagini." width="200" height="115" /></a></div>
<div>La tenda lacerata dall'interno.</div><div><br></div>
<div>Le tracce lasciate nella neve fresca si allontanavano dall'accampamento dirigendosi verso il limitare del bosco. Seguendo quelle impronte, a circa cinquecento metri di distanza
sotto un maestoso albero di cedro, vennero rinvenuti i resti di un focolare improvvisato e i primi due corpi, appartenenti a <strong>Jurij Dorošenko</strong> e <strong>Jurij Krivoniščenko</strong>. I due ragazzi erano privi di vita, stroncati dall'ipotermia, e indossavano soltanto la biancheria intima, a testimonianza di una fuga talmente concitata da non permettere loro di vestirsi o calzare gli scarponi.
Nel raggio compreso tra quel grande cedro e la tenda abbandonata vennero poi trovati altri tre corpi, tra cui quello dello stesso capospedizione <strong>Igor Djatlov</strong>, disposti in una linea che faceva presumere il tentativo disperato di strisciare indietro verso l'accampamento prima che il gelo avesse il sopravvento.</div><div><br></div>
<div>Per scoprire il destino degli ultimi quattro membri della spedizione fu necessario attendere altri quattro mesi, finché lo scioglimento primaverile della neve non rivelò
una scena ancora più agghiacciante all'interno di un burrone nel bosco, sotto circa due metri di coltre bianca. I corpi di <strong>Nikolaj Thibeaux-Brignolles</strong>, <strong>Aleksandr Zolotarëv</strong>, <strong>Ljudmila Dubinina</strong> e <strong>Aleksandr Kolevatov</strong> presentavano traumi interni devastanti, paragonabili per violenza alle lesioni provocate da un grave incidente stradale. Eppure, la superficie della loro pelle
non mostrava segni visibili di percosse o ferite esterne da impatto. <strong>Ljudmila Dubinina</strong> fu rinvenuta priva della lingua, di parte della mascella e degli occhi. A rendere lo scenario ancora più inspiegabile si aggiunsero i rilevamenti scientifici che riscontrarono livelli insoliti e inspiegabili
di radioattività sui vestiti delle vittime, oltre alla presenza di misteriosi frammenti metallici di origine ignota nell'area circostante.</div><div><br></div>
<div>Le indagini ufficiali dell'epoca si conclusero in tempi brevi e in un clima di stretto riserbo, liquidando il caso come il risultato di una misteriosa "forza irresistibile"
della natura, mentre l'intera regione venne secretata e interdetta al pubblico per i successivi tre anni. Questo muro di silenzio governativo non fece altro che alimentare una miriade di congetture. Inizialmente i sospetti
ricaddero sulla popolazione locale dei Mansi, ipotizzando una ritorsione per la profanazione di territori sacri, ma l'assenza totale di impronte estranee o di segni di lotta ravvicinata fece presto crollare la pista del
raid umano. <strong>Jurij Judin</strong>, l'unico sopravvissuto rimasto a Vizhai, sostenne fermamente fino alla fine dei suoi giorni l'ipotesi che i suoi compagni si
fossero addentrati inconsapevolmente in una zona di test militari segreti, rimanendo vittime di qualche esperimento bellico finito in tragedia.</div><div><br></div>
<div>Altre spiegazioni di stampo scientifico o naturale si sono concentrate sulla possibilità di una "paranoia da valanga", secondo cui un rumore sordo e improvviso avrebbe
ingannato gli escursionisti facendogli credere che una massa di neve stesse per travolgerli, spingendoli a lacerare la tenda per scappare. Una variante suggestiva chiama in causa la formazione di una tempesta perfetta capace
di generare mini-vortici di vento sul pendio della montagna. Tali vortici avrebbero prodotto onde di infrasuoni, frequenze acustiche impercettibili all'orecchio umano ma capaci di indurre alterazioni psicologiche profonde,
attacchi di panico incontrollabili e disorientamento visivo, spiegando così la fuga irrazionale dei ragazzi senza protezioni adeguate nel cuore della notte siberiana.</div><div><br></div>
<div>Lo scrittore <strong>Anatoly Guschin</strong> e altri ricercatori indipendenti hanno invece battuto la pista delle armi non convenzionali sovietiche, supportati dalle testimonianze dei residenti della vicina cittadina di Ivdel e di successive spedizioni
che riferirono il passaggio nel cielo di misteriose sfere luminose arancioni durante quegli stessi mesi del 1959. Sebbene le autorità abbiano in seguito identificato quelle luci come i vettori dei test legati ai missili
intercontinentali R-7, le interpretazioni più radicali hanno continuato a ipotizzare attacchi legati a fenomeni extraterrestri o creature leggendarie dei boschi. Nessuna di queste teorie è mai riuscita a fornire
una risposta univoca e definitiva capace di ricomporre l'intero mosaico di anomalie, lasciando la tragedia del passo Dyatlov eternamente sospesa nel freddo silenzio degli Urali.</div><div><br></div>
<div><strong>Dettagli scientifici e i recenti studi sulla teoria della valanga</strong></div>
<div>La svolta scientifica più significativa degli ultimi anni è arrivata all'inizio del 2021, grazie a uno studio condotto da due ricercatori svizzeri, <strong>Johan Gaume</strong> (direttore del Laboratorio di simulazione della neve e delle valanghe dell'EPFL) e <strong>Alexander Puzrin</strong> (docente di ingegneria geotecnica al Politecnico di Zurigo). La loro ricerca ha cercato di rispondere in modo puramente fisico e meccanico alla domanda che per
sessant'anni ha demolito la teoria della valanga: come poteva una slavina colpire una pendenza così dolce (circa 23 gradi) e diverse ore dopo che gli escursionisti avevano scavato il terreno per piantare la tenda?</div>
<div>I due scienziati hanno utilizzato modelli matematici avanzati e simulazioni al computer (comprese alcune tecniche digitali prese in prestito dal film d'animazione Disney <em>Frozen</em> per replicare fedelmente l'impatto della neve sul corpo umano) dimostrando la plausibilità di una <em>valanga a lastre di piccole dimensioni</em>, nota anche come "slavina a lastrone".</div>
<div>Secondo la loro ricostruzione, la tragedia è stata innescata da una combinazione letale di fattori naturali e umani:</div><div><br></div>
<div>Quando i ragazzi hanno scavato il pendio per installare la tenda, hanno involontariamente indebolito la stabilità dello strato di neve sovrastante. Nelle ore successive, una
forte tempesta di vento (i venti catabatici, che scendono gelidi e violenti dalle vette) ha accumulato progressivamente altra neve sopra la tenda, aumentando il peso sul lastrone instabile. Diverse ore dopo l'accampamento,
quando i ragazzi stavano già dormendo, il legame tra gli strati di neve ha ceduto improvvisamente.</div>
<div>Un blocco di neve compatto e pesante, pur non essendo una valanga gigantesca, è scivolato direttamente sopra la tenda. L'impatto di questo lastrone di neve ghiacciata, piombato
su corpi distesi e intrappolati contro il terreno duro, spiega perfettamente i terribili traumi interni riscontrati sui quattro escursionisti trovati nel burrone, come le fratture craniche e costali, senza che vi fossero ferite
superficiali visibili.</div>
<div>Questa ricostruzione spiega anche la fuga frenetica: feriti, al buio, sotto la tempesta e con il terrore che un secondo e più massiccio crollo stesse per seppellirli definitivamente,
i sopravvissuti hanno tagliato la tenda dall'interno per estrarre i compagni feriti e si sono diretti verso il bosco in cerca di un riparo d'emergenza, dove poi l'ipotermia ha completato la tragedia. Nonostante
lo studio non possa chiarire gli aspetti legati alla radioattività o alle mutilazioni (attribuite dagli scienziati all'azione successiva di animali selvatici e alla decomposizione), ha offerto per la prima volta
una spiegazione scientifica e rigorosa al drammatico innesco di quella notte d'orrore.</div><div><br></div>
<div>Il dramma del passo Dyatlov si colloca così in quel fragile confine in cui la logica della scienza moderna tenta di arginare il fascino oscuro del mistero. Se da un lato gli
studi ingegneristici e le simulazioni digitali hanno finalmente fornito una spiegazione plausibile e rigorosa della dinamica fisica dell'incidente, dall'altro l'immaginario collettivo continua a nutrirsi di quelle
incongruenze che nessuna equazione potrà mai del tutto cancellare: il silenzio delle autorità sovietiche, i vestiti contaminati, le strane luci nel cielo e la disperata fuga nel buio.</div>
<div>In ultima analisi, la tragedia della "Montagna della Morte" non è solo un enigma investigativo irrisolto, ma una testimonianza potente e dolorosa della vulnerabilità
umana di fronte alle forze più estreme e imprevedibili della natura. Quei nove giovani scialpinisti, la cui marcia si è interrotta bruscamente nel cuore della notte siberiana, rimangono custodi di un segreto
che la neve degli Urali ha protetto per decenni e che, nonostante la razionalità dei nostri giorni, continuerà a far discutere e a sfidare il tempo.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkab43ea3fa8639705f54c1841e9f85e36 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mistero-passo-Dyatlov-home_bar.webp','alt': 'Gli investigatori sovietici esaminano la tenda degli escursionisti. Fotografia di Dyatlov Memorial Foundation.','title': 'Gli investigatori sovietici esaminano la tenda degli escursionisti. Fotografia di Dyatlov Memorial Foundation.','width': 1000,'height': 562,'description': 'Gli investigatori sovietici esaminano la tenda degli escursionisti. Fotografia di Dyatlov Memorial Foundation.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkab43ea3fa8639705f54c1841e9f85e36, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mistero-passo-Dyatlov-home_bar.webp" alt="Gli investigatori sovietici esaminano la tenda degli escursionisti. Fotografia di Dyatlov Memorial Foundation." title="Gli investigatori sovietici esaminano la tenda degli escursionisti. Fotografia di Dyatlov Memorial Foundation." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 07:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Creare e gestire eBook con Calibre]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000030D"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Strumento indispensabile</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un vero e proprio coltellino svizzero dell'editoria digitale</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>Calibre</em> rappresenta da anni il punto di riferimento assoluto nel panorama della gestione dei libri digitali, configurandosi
come una vera e propria suite editoriale e organizzativa piuttosto che come un semplice archivio. Il software, distribuito gratuitamente e con licenza open source, è stato sviluppato per offrire agli utenti un controllo
totale e centralizzato sulla propria libreria digitale, svincolandoli dalle limitazioni e dai sistemi chiusi imposti dai vari store online.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'interfaccia centrale si presenta come un potente database in cui ogni volume viene catalogato minuziosamente attraverso i metadati. <em>Calibre</em> non si limita a registrare titolo e autore, ma permette di gestire codici ISBN, etichette personalizzate, valutazioni, serie letterarie e sinossi. Uno dei punti di forza storici
del programma è proprio la capacità di scaricare automaticamente queste informazioni da internet, attingendo da fonti come Google Books o Amazon, per aggiornare copertine a bassa risoluzione o inserire riassunti
mancanti. Negli aggiornamenti più recenti l'esperienza visiva si è arricchita notevolmente introducendo la visualizzazione a scaffale, che mostra i dorsi dei libri simulando una libreria fisica, e sofisticate
funzioni di ricerca a tutto testo che scansionano l'intero contenuto dei volumi mostrando i risultati in schede grafiche.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><script> var showboxlinkce760e85308ebdead53810d5619d3f33 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/calibre-interfaccia_bar.webp','alt': 'L’interfaccia grafica di Calibre.','title': 'L’interfaccia grafica di Calibre.','width': 1111,'height': 676,'description': 'L’interfaccia grafica di Calibre.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkce760e85308ebdead53810d5619d3f33, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/calibre-interfaccia_bar.webp" alt="L’interfaccia grafica di Calibre." title="L’interfaccia grafica di Calibre." width="200" height="122" /></a></div>
<div><span class="cf1">L’interfaccia grafica di <em>Calibre</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il vero cuore tecnologico di <em>Calibre</em> risiede però nel suo motore di conversione. Il programma gestisce con disinvoltura un'infinità di formati, permettendo di trasformare un file ePub in AZW3 o KFX per i dispositivi Kindle, oppure
di convertire documenti PDF e file Word in formati fluidi adatti alla lettura su e-reader. Questo processo di conversione non è una mera trasposizione superficiale, ma offre un controllo granulare su elementi avanzati
come la formattazione del testo, la sillabazione, il ridimensionamento dei caratteri e la gestione delle tabelle dei contenuti. Per gli utenti più esperti e per gli editori indipendenti, la suite include un editor di
codice integrato che permette di modificare direttamente i file ePub o Kindle, correggendo fogli di stile CSS, eliminando immagini ridondanti o modificando la struttura del testo in parallelo con la lettura.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Calibre</em> riconosce quasi tutti gli e-reader in commercio e gestisce la sincronizzazione e il trasferimento dei libri in modo
intelligente, convertendo automaticamente i file nel formato nativo supportato dal lettore collegato. Permette inoltre di estrarre le note e le evidenziazioni effettuate durante la lettura sui dispositivi mobili, organizzandole
all'interno del computer per facilitarne lo studio o l'archiviazione. Non va dimenticata la presenza del server dei contenuti integrato, una funzione che trasforma il computer in un server locale cloud grazie al quale
è possibile accedere all'intera libreria, scaricare o leggere i libri direttamente tramite il browser di uno smartphone o di un tablet senza bisogno di collegare cavi. Inoltre, l'ecosistema è potenziato
da una vastissima community che sviluppa plugin per estendere le funzioni base, permettendo ad esempio di generare approfondimenti sui personaggi o persino di interfacciarsi opzionalmente con modelli di intelligenza artificiale
per discutere dei testi o ricevere consigli di lettura personalizzati.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">PRO</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">Natura gratuita e open source: il software è completamente gratuito, privo di pubblicità o limitazioni, e garantisce una compatibilità universale essendo disponibile
per Windows, macOS e Linux.</span></li>
<li><span class="cf1">Motore di conversione imbattibile: gestisce una quantità impressionante di formati, offrendo una libertà totale nel trasferimento dei file tra ecosistemi e marchi
differenti.</span></li>
<li><span class="cf1">Personalizzazione ed estensibilità: grazie all'architettura dei plugin, alla gestione avanzata dei metadati e alle nuove viste grafiche (come quella a scaffale), il
programma può essere modellato su qualsiasi esigenza logistica o di studio.</span></li>
<li><span class="cf1">Server dei contenuti integrato: permette di accedere alla propria libreria in modalità wireless da qualsiasi smartphone, tablet o e-reader collegato alla rete di casa.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">CONTRO</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">Interfaccia datata e complessa: l'aspetto visivo e l'esperienza utente risentono di un'impostazione "old-school" che può risultare frammentata, densa e intimidatoria
per i principianti.</span></li>
<li><span class="cf1">Curva di apprendimento ripida: padroneggiare le opzioni avanzate di conversione, la modifica dei fogli di stile CSS o la configurazione dei server interni richiede tempo, pazienza
e una certa tecnicità.</span></li>
<li><span class="cf1">Gestione rigida dei file su disco: <em>Calibre</em> organizza i file nelle cartelle del computer secondo una propria logica interna; l'utente non deve mai rinominare o spostare questi file manualmente per non rischiare di corrompere l'intero database.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Conclusioni</strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Calibre</em> si conferma uno strumento indispensabile e insostituibile per chiunque possieda un e-reader o gestisca una collezione
di libri digitali di medie e grandi dimensioni. Nonostante un'estetica che privilegia nettamente la funzionalità rispetto al design moderno, la ricchezza delle sue funzioni e la totale libertà che offre nella
gestione dei propri contenuti surclassano ampiamente i difetti legati alla complessità dell'interfaccia. È un software eccellente, un vero e proprio coltellino svizzero dell'editoria digitale che merita
il massimo dei voti per utilità, indipendenza e continuo supporto allo sviluppo.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div>Scarica <em>Calibre</em> dal sito ufficiale: <a href="https://calibre-ebook.com/" class="imCssLink">https://calibre-ebook.com/</a></div>
<div>Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkb20faf7bbe36bb36a967296b50e6eb89 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/calibre-logo-home_bar.webp','alt': 'Il logo di Calibre.','title': 'Il logo di Calibre.','width': 830,'height': 427,'description': 'Il logo di Calibre.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb20faf7bbe36bb36a967296b50e6eb89, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/calibre-logo-home_bar.webp" alt="Il logo di Calibre." title="Il logo di Calibre." width="200" height="103" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 07:01:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disclosure Day di Steven Spielberg]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000030C"><h1 class="imHeading1">Uno spettacolo indimenticabile</h1><h2 class="imHeading2">Thriller fantascientifico basato su una storia solida</h2><div>






<div><strong>Disclosure Day (Usa 2026)</strong></div>
<div><em>Regia: Steven Spielberg. Soggetto: Steven Spielberg. Sceneggiatura: David Koepp. Fotografia: Janusz Kaminski. Montaggio: Sarah Broshar. Effetti Speciali:
Mark Bero. Musiche: John Williams. Scenografia: Adam Stockhausen. Costumi: Paul Tazewell. Trucco: Judy Chin. Produttori: Steven Spielberg, Kristie Macosko Krieger. Produttori Esecutivi: Adam Somner, Chris Brigham. Case di Produzione: Universal Pictures, Amblin Entertainment. Distribuzione (Italia): Universal Pictures
Italia. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2026. Durata: 145’. Genere: Fantascienza, Thriller, Azione. Interpreti: Emily Blunt (Margaret Fairchild), Josh O’Connor (Daniel Kellner), Colin Firth (Noah Scanlon), Eve Hewson (Jane Blankenship), Colman Domingo (Hugo Wakefield), Wyatt Russell (Jackson), Henry Lloyd-Hughes (Casper Boyd),
Elizabeth Marvel (sorella Maura), Hettienne Park (Serena), Gabby Beans (Angela Childs), Michael Gaston (generale Dobbs).</em></div>
<div><br></div>
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<div><strong>Steven Spielberg</strong> torna su uno dei suoi temi più cari e lo fa da par suo con grande dispiego di effetti speciali,
affrontando gli incontri ravvicinati del terzo tipo che tanto lo hanno reso celebre negli anni Settanta e Ottanta. Era da un po’ di tempo che voleva farlo, da almeno due anni si vociferava di un suo nuovo film di fantascienza
basato su un’idea originale, sceneggiata dal collaboratore storico <strong>David Koepp</strong>. Alla base di tutto ci sono i presunti segreti che la CIA e i governi statunitensi avrebbero sempre mantenuto attorno agli avvistamenti e ai contatti con gli alieni. <em>Disclosure Day</em> - letteralmente <em>Il giorno della rivelazione</em> - è un thriller fantascientifico che manderà in estasi i fan di <strong>Spielberg</strong>, basato su una storia solida, sceneggiata senza punti morti, montata a ritmi altissimi e con grande <em>suspense</em> in 145 minuti di grande cinema da <strong>Sarah Broshar</strong>. La storia si scopre sequenza dopo sequenza, lo spettatore resta in attesa di una nuova rivelazione mentre segue le avventure di Daniel (<strong>O’ Connor</strong>) e Margaret (<strong>Blunt</strong>) che forse sono qualcosa di diverso da quel che sembra. <strong>Spielberg</strong> è un terrorista dei generi, inserisce parti da puro <em>action-movie</em>, inseguimenti spericolati, incidenti catastrofici, parti da <em>spy-story</em>, sparatorie esaltanti, elementi di puro dramma esistenziale. Il mondo è stato tenuto all’oscuro sulla presenza di contatti con gli extraterrestri, nel frattempo è sull’orlo della terza
Guerra Mondiale con la Corea del Nord che bombarda, la Russia che risponde, gli Stati Uniti in allerta d’intervento. <strong>Spielberg</strong> descrive il nostro mondo alla deriva alla perfezione, ambientando l’azione tra Atlanta, New York e Kansas City, dimostrando un’assoluta padronanza della
macchina da presa, filmando scene spettacolari in primissimo piano, riprendendo sequenze impossibili dall’interno delle auto e ricorrendo a fantasmagorici piani sequenza. Montaggio sincopato, effetti speciali grandiosi
(<strong>Mark Bero</strong>), fotografia plumbea (<strong>Janusz Kamisnski</strong>), colonna sonora inquietante e mai invasiva (<strong>John Williams</strong>). Tutto questo fa di <em>Disclosure Day</em> uno spettacolo indimenticabile con alcune sequenze girate alla perfezione, come quando i due protagonisti saltano
su un treno in corsa dopo un inseguimento mozzafiato e un incidente fantasmagorico. Gli extraterrestri ricordano analoghe creature ideate per il vecchio cinema del regista, da <em>Incontri ravvicinati</em> a <em>ET</em>, ma in questo film la paura degli alieni si trasforma in speranza di un cambiamento epocale. Un
grande cast - cito <strong>Emily Blunt</strong>, <strong>Josh O’Connor</strong> e <strong>Colin Firt</strong>h - ma nel cinema nordamericano è scontato che tutti gli interpreti siano all’altezza del
compito affidato, in un lavoro di un perfezionista come <strong>Spielberg</strong> ancora di più. Il regista gira il cinema che ama ma non dimentica un messaggio sul
nostro mondo funestato da guerre, sempre sull’orlo del baratro. Ci salveranno gli extraterrestri affidandoci un segreto fondamentale? Il finale è aperto. &nbsp;Uno dei migliori film di <strong>Spielberg</strong>. Assolutamente da vedere. Noi lo abbiamo visto al Cinema Astra di Follonica, dotato di uno schermo panoramico che pare perfetto per valorizzare un simile spettacolo.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4gignWH" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4eogSgl" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink2cef7b7979bca90da93c1bcd54c23e50 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Disclosure-Day-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 681,'height': 1079,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2cef7b7979bca90da93c1bcd54c23e50, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Disclosure-Day-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="317" /></a></div><div><script> var showboxlinkbe86d1e417e84fd7cf6d4abde058b1a1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Disclosure-Day-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbe86d1e417e84fd7cf6d4abde058b1a1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Disclosure-Day-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6Ssxl3hmLWs">https://www.youtube.com/watch?v=6Ssxl3hmLWs</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 05:03:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La Pietra ]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuela Ferrara]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000030B"><h1 class="imHeading1">Un urlo di rabbia esplose dietro di lei</h1><h2 class="imHeading2">Era fresca. Quasi viva. Le scivolava tra le dita con una naturalezza inquietante</h2><div>






<div>Stava seduta su un masso ai margini del torrente. La pioggia aveva smesso da poco e il cielo stava tornando chiaro. Era stato un temporale violento. Uno di quelli che strappano le
foglie dagli alberi e spezzano i rami più giovani. Solo che era gennaio. Tremava. Non per il freddo. I capelli bagnati le aderivano alle guance come alghe scure. Tra le mani stringeva una pietra levigata dall'acqua.
Era perfettamente rotonda. Eppure ogni volta che la sfiorava sentiva spigoli. Angoli netti. Taglienti. Come se le sue dita ricordassero una forma diversa da quella che i suoi occhi vedevano.</div>
<div>La città non era lontana. Se si fosse alzata in piedi avrebbe potuto vedere le sue luci oltre il fiume. Brillavano tra gli alberi, soffocate dalla nebbia lasciata dal temporale.
Sembravano vicine. Sembravano raggiungibili. Eppure, seduta su quel masso, aveva la sensazione che appartenessero a un altro mondo.</div>
<div>Continuava a far roteare tra le mani quella pietra di medie dimensioni. Non era né troppo piccola né troppo grande. Era bianca. Un bianco sporco, corroso dall'acqua
e dal tempo. Le piaceva toccarla. La superficie era liscia, eppure a tratti sembrava presentare piccole asperità, spigoli sottili e taglienti come gli artigli di un cucciolo di gatto. Quella sensazione la rassicurava.</div>
<div>Respirava lentamente, come se stesse cercando di accordare il proprio respiro a quello della natura che la circondava. Lo scroscio del torrente le arrivava alle orecchie come un
sussurro. L'acqua scorreva piano. Incredibilmente piano. Eppure sapeva che non era così.</div>
<div>Un mugolio leggero la distolse dalla pietra. Sollevò lo sguardo verso il punto da cui proveniva il suono. Inclinò appena la testa, con quel movimento istintivo che
hanno gli animali quando qualcosa cattura la loro attenzione. Sorrise. Per un istante il suo volto si addocilì. Poi il sorriso cambiò. Gli angoli della bocca si contrassero lentamente. Le labbra si assottigliarono
fino quasi a scomparire. I muscoli delle guance si tesero. Si poteva vedere il movimento delle mascelle che si stringevano e si spostavano appena sotto la pelle. Non sembrava più un sorriso. Sembrava l'espressione
di qualcosa che aveva appena riconosciuto una preda.</div>
<div>«Non pensavo che venissi», disse, senza alzare gli occhi dalla pietra.</div>
<div>Davanti a lei si fermarono due stivali anfibi da donna. Il terreno bagnato si mosse appena quando la nuova arrivata si sedette al suo fianco. In quello stesso istante uno stormo di
uccelli si sollevò dagli alberi. Un’esplosione di ali e grida, stridula e quasi armoniosa. Come se la natura avesse reagito a un cambiamento impercettibile. Come se qualcosa si fosse riattivato. Nessuna delle
due sembrò farci caso.</div>
<div>Lo sguardo della nuova arrivata era già sulla pietra. La osservò a lungo. La soppesò tra gli occhi e la mente, come se stesse misurando qualcosa che non si vede.
Poi la sfiorò appena. Un gesto minimo, quasi distratto. E sorrise.</div>
<div>La ragazza con la pietra spostò l'oggetto lontano dalla traiettoria della nuova arrivata, stringendolo a sé. Un lampo tagliò il cielo in due. Eppure il cielo
era sereno. Troppo sereno. Quasi malato. Si dice che, quando il cielo è così limpido, possa essere un cielo radioattivo.</div>
<div>L’altra unì le mani sulle ginocchia e iniziò a tamburellare con le dita un ritmo appena accennato, come un pensiero che non vuole farsi sentire. La pietra era
ancora stretta tra le mani della prima donna. I capelli si erano quasi asciugati, ma restavano piatti, disordinati, con qualcosa di ostinatamente fuori posto. Eppure erano di un nero straordinariamente lucente, umido, opaco
come la terra grassa sotto di loro.</div>
<div>«Perché sei venuta?» disse la donna con la pietra tra le mani. «Perché me lo hai chiesto», rispose l’altra.</div>
<div>Il cellulare della nuova arrivata squillò. Una suoneria stonata, aggressiva, di quelle che sembrano sporcare l’aria più che riempirla. Squillò ancora.
Una volta. Due. Cinque. Poi la nuova arrivata rispose, distogliendo lo sguardo: «Perché cazzo mi hai chiamata, eh?» Silenzio.</div>
<div>La donna con la pietra, ascoltando quelle parole rabbiose rivolte al telefono, sorrise di nuovo. Ma non era più un sorriso umano. Le labbra si tirarono ai lati con una lentezza
innaturale. Gli occhi si assottigliarono fino a diventare fessure, come lame appena estratte. E quel sorriso rimase lì. Troppo stabile. Troppo consapevole. Un riflesso fisso mentre l'altra continuava a farsi raggelare
dalla voce nella cornetta.</div>
<div>Il cielo cominciò a coprirsi di nuvole nere. Quasi plumbee. Si alzò il vento. La natura si animò. Gli alberi iniziarono a muoversi come se danzassero, piegati
da un ritmo invisibile. Le foglie cadevano una dopo l’altra, strappate via come petali di una margherita. <em>M’ama non m’ama.</em> <em>M’ama non m’ama.</em> Come se il mondo intero stesse decidendo qualcosa su di loro.</div>
<div>Continuava a massaggiare la pietra tra le mani. La superficie liscia non era fredda. Era fresca. Quasi viva. Le scivolava tra le dita con una naturalezza inquietante, come se conoscesse
già la forma delle sue mani. La stringeva. La accarezzava senza accorgersene. E a poco a poco, quella sensazione si diffuse nel corpo, lenta, profonda, difficile da nominare. Sorrise ancora. Ma non era lo stesso sorriso
di prima. Questa volta era piacere. O qualcosa che gli somigliava troppo da vicino per essere innocente.</div>
<div>«Non mi devi più cercare, cazzo!» urlò l’altra, alzandosi di scatto e interrompendo la chiamata. «Come te lo devo dire? Le cose non vanno mai
come credi… come cazzo te lo devo dire?!» Si fermò. All’improvviso. Sentì qualcosa alle spalle. Uno spostamento d'aria. Rapido. Quasi sopra la nuca. Non ebbe il tempo di voltarsi.</div>
<div>Un urlo di rabbia esplose dietro di lei. Poi il colpo. La pietra la raggiunse alla testa con una violenza secca, impossibile. «Ma cosa… cazzo…» riuscì
a dire, portandosi una mano alla nuca. Il sangue era caldo. Vivo. Le scivolava tra le dita. Abbassò lo sguardo sulla mano. Rosso. Troppo rosso.</div>
<div>E ancora un colpo. Più forte. Più preciso. Non per ferire. Per finire.</div>
<div>«Elena…» disse cadendo sulle ginocchia. La vista si offuscava velocemente. Un ronzio forte nelle orecchie come un nido di mosche che festeggiavano sui suoi timpani.
Ora faceva freddo. Cominciava a sentire freddo. Tremava.</div>
<div>L’altra donna la spinse a terra con un calcio dritto in faccia. «Non parli più ora, stronza?» Si accovacciò su di lei. E la pietra cominciò
a scendere. Una. Due. Tre. Poi venti. E ancora. Le ossa si frantumavano. Il sangue si allargava. L’aria cambiava odore. Quaranta colpi. Non si fermava. Cinquanta. Il suono diventava sempre più uguale. Sempre più
continuo. Settanta. Gli occhi si rompevano fuori dalle orbite. Ottanta. «Non ridi più ora.» Novanta.</div>
<div>Si fermò. Non perché era finita. Perché il braccio le doleva. Lasciò cadere la pietra. Si alzò.</div>
<div>Il telefono era ancora acceso da qualche parte, perso nel fango. Sotto i suoi occhi, la terra bagnata si mosse. Una linea netta si tese tra le foglie morte e si aprì, spalancando
una crepa profonda che inghiottiva il silenzio. Lei guardò il bordo di quella crepa allucinata. Sorrise.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Emanuela Ferrara nasce a Torino 63 anni fa. Dopo gli studi al Liceo Classico "Vittorio Alfieri" e un percorso in Lettere all'Università di Torino, la vita la porta
a deviare la rotta, ma senza mai spegnere la sua vera ossessione: la scrittura. Pioniera della notte, è stata una delle prime donne DJ d’Italia insieme alla sorella (in arte Zalamour DJ), calcando la console dell’Angelo
Azzurro, storica discoteca torinese tristemente legata agli attentati degli anni di piombo. Trent'anni di studio, gestazione e maturità artistica danno oggi i loro frutti in una scrittura visceralmente cinematografica,
capace di scaraventare il lettore dentro la sostanza degli ambienti e nella carne dei personaggi. Ha pubblicato per La Zona Oscura Edizioni l'antologia <em>Cronache Oscure, </em>tredici tappe tra horror cosmico, lovecraftiano, body horror e weird psicologico, e il romanzo crudo e brutale <em>Il rumore sotto Berlino</em>, entrambi disponibili su Amazon. Creatrice digitale e agitatrice culturale nell'underground indipendente, cura il blog <em><a href="https://invisibilecontatto.blogspot.com" class="imCssLink">Invisibile Contatto</a></em> e dà voce ai nuovi autori di genere attraverso il canale YouTube <a href="https://www.youtube.com/@EchiNotturni/streams" class="imCssLink">Echi Notturni</a> con il format <em>La Cripta degli Emergenti</em>. Attualmente sta lavorando a <em>Cronache Oscure 2</em> e a un nuovo romanzo di horror cosmico. Presto tornerà a popolare le vostre notti con i suoi incubi... per ora gustatevi questo racconto inedito.</div><div><br></div>
<div>Cronache Oscure</div>
<div><a href="https://amzn.to/4abbsTr" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div>
<div><a href="https://amzn.to/44n3JhG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div><div><br></div>
<div>Il rumore sotto Berlino</div>
<div><a href="https://amzn.to/3QzGJsr" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div>
<div><a href="https://amzn.to/4evWXe9" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink31324c195678d909f201280223a36113 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/la-pietra-cover_bar.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1349,'height': 1080,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink31324c195678d909f201280223a36113, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/la-pietra-cover_bar.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="161" /></a></div><div><script> var showboxlinkadc79a9ed221c91a5dee6c6d3b16ca7c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/emanuela-ferrara_autrice.webp','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 896,'height': 1038,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkadc79a9ed221c91a5dee6c6d3b16ca7c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/emanuela-ferrara_autrice.webp" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="174" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 07:17:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lezioni vere di Hong Jong-chan]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Serie_TV"><![CDATA[Serie TV]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000309"><h1 class="imHeading1">Tratto da Get Schooled</h1><h2 class="imHeading2">Un mix di drammatico, action e commedia</h2><div>






<div><strong>Lezioni vere (Corea del Sud 2026)</strong></div>
<div><em>Regia: Hong Jong-chan. Sceneggiatura: Lee Nam-kyu, Kim Da-hee, Moon Jong-ho. Produzione: Netflix. Interpreti: Kim Mu-yeol (Hwa-jin), Lee Sung-min (Gang-seok), Kin Ki-joo (Han-rim),
Pyo Ji-hoon (Geun-dae)</em></div>
<div><br></div>
<div>L’adattamento del titolo è pessimo, l’opera originale si chiamava, tra l’altro in inglese, <em>Teach You a Lesson</em> e il titolo del fumetto dalla quale deriva <em>Get Schooled</em>. Come troppo spesso, l’Italia si dimostra incapace di gestire gli adattamenti. Serie Koreana di 10 puntate incentrata su un’organizzazione statale che si
occupa di risolvere tutti i problemi delle scuole con ogni mezzo possibile in un mix di drammatico, action e commedia.</div><div><br></div>
<div>In una società scolastica completamente degradata, un gruppetto di persone mosse da profonde motivazioni personali, crea un’organizzazione statale, un bureau di educazione.
Il loro compito è ricevere segnalazioni e andare nelle scuole dove qualcosa non va. Ragazzi violenti, criminali, corruzione nel sistema, genitori problematici, qualsiasi cosa ostacoli il buon funzionamento della scuola,
loro intervengono. Il nodo cardine è che metà di loro sono ex militari e solitamente intervengono tipo task force, senza alcuna limitazione legale, applicando risoluzioni violente, ma che portano a risultati
concreti.</div><div><br></div>
<div>Questa serie, seppur minata dal modo di pensare asiatico, è particolarmente soddisfacente al giorno d’oggi. </div>
<div>Inutile girarci attorno: i ragazzini fanno paura. Sarà colpa dei telegiornali, ma anche in Italia è un continuo: “maranza” di qua e di là. Liceali che
uccidono a scuola, per strada o che creano disagi di vario tipo per poi uscirne anche bene, vista la minore età. Questo genera un sentimento di paura e insoddisfazione nella società ed è su questo che
la serie gioca per dare soddisfazione a chi guarda. In <em>Lezioni vere</em>, se sei un teppistello, arriveranno gli ispettori e ti insegneranno a rigare dritto a calci in
culo. Non è il metodo per crescere una società sana, è fiction, ma l’immediata risoluzione violenta richiama al lato più istintivo e “facile” di noi, risultando appagante. </div>
<div>Nel descriverla ho fatto spesso il paragone con il meraviglioso anime <em>GTO</em>, dicendo che ne era una versione con meno sentimenti e più botte; ma non è vero. Intanto perché ho visto Onizuka picchiare uno con un cartello stradale e
poi perché anche il Bureau in diverse puntate risolve la situazione con pressioni sociali e denuncie pubbliche, più che le botte. Resta il fatto che l’azione e il contrappasso sono il metodo principale
del come vengono risolte le cose. La serie ha comunque una sua macro trama, che ruota attorno a un omicidio scolastico, che tocca profondamente alcuni dei protagonisti, e che poi ricollega gli eventi di tutte le puntate (che
altrimenti sembrano auto conclusive).</div><div><br></div>
<div>Tecnicamente è una serie molto semplice, con una regia basilare che ha poi dei guizzi esagerati nelle scene action. Davvero, si passa da “campo - controcampo” a “rissa
Yakuza style sotto la pioggia scrosciante” o “Pov con effetti animati di combattimento”. Diciamo che sapevano cosa era “il bello” della serie e si sono preoccupati di fare
bene quello.</div><div><br></div>
<div>Il cast, nonostante non sia poi questo granché (sono Koreani, hanno degli attori della madonna, volendo) funziona per quello che deve fare. Ovviamente hanno scelto il migliore
come protagonista e <strong>Kim Mu-yeol</strong> è il più espressivo e performante sia nelle scene d’azione che drammatiche. Il suo cast di colleghi è
spesso più spalla comica che altro (e quando <strong>Kin Ki-joo</strong> strilla, ti viene voglia di mutare tutto).</div><div><br></div>
<div>La colonna sonora non è male, ha tre o quattro temi ricorrenti a seconda della situazione emotiva a schermo. La vera chicca però è l’uso, nella sigla come
nelle scene action, di “<em>Hunt you down</em>”, di <strong>Lee Richardson</strong>. Ti da una scarica di adrenalina: in primo luogo perché è bella, poi perché fa da attivatore mentale e sai che vedrai dell’azione.</div><div><br></div>
<div>In definitiva, se si vuole fare la morale a questa serie (come tanti hanno fatto) è tutta sbagliata. Se però la si prende come un intrattenimento facile e divertente,
come lo sono sempre stati i prodotti d’azione (non è che <em>A-team</em> o <em>Rambo</em> fossero educativi), è più che divertente, ti fa proprio sentire bene.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkb855b0a51af37aa8ef1db31f82cd1479 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/lezioni-vere-loc_ver.webp','alt': 'La locandina della serie tv.','title': 'La locandina della serie tv.','width': 468,'height': 655,'description': 'La locandina della serie tv.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb855b0a51af37aa8ef1db31f82cd1479, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/lezioni-vere-loc_ver.webp" alt="La locandina della serie tv." title="La locandina della serie tv." width="200" height="280" /></a></div><div><script> var showboxlink65858d36c304f18bac63fbdc841c1950 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/lezioni-vere-scena_bar.webp','alt': 'Una scena della serie tv.','title': 'Una scena della serie tv.','width': 1672,'height': 941,'description': 'Una scena della serie tv.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink65858d36c304f18bac63fbdc841c1950, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/lezioni-vere-scena_bar.webp" alt="Una scena della serie tv." title="Una scena della serie tv." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=qKJOKjBgoLg&t=1s">https://www.youtube.com/watch?v=qKJOKjBgoLg&t=1s</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 06:26:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Concorso letterario Altroquando 2026]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000308"><h1 class="imHeading1">Settima edizione</h1><h2 class="imHeading2">C'è tempo fino al 20 settembre</h2><div>






<div><em>La settima edizione del concorso letterario di Altroquando attraversa i confini del fantastico.</em></div>
<div><br></div>
<div>Possono essere geografici, fisici, psicologici. Possono dividere la luce dal buio, il giusto dallo sbagliato, la vita dalla morte. Con il tema “Confini” torna il concorso
letterario per racconti fantastici promosso dall’<em>Associazione Altroquando</em>, che giunge quest’anno alla sua settima edizione.</div><div><br></div>
<div>C’è tempo fino al 20 settembre per inviare all’indirizzo: <span class="fs14lh1-5">altroquandofestival@gmail.com </span><span class="fs14lh1-5">i racconti - di genere horror, fantascientifico, weird o affini - che dovranno avere una lunghezza massima di 6.000 battute (spazi inclusi). Il regolamento completo del concorso è consultabile sul sito
</span><span class="fs14lh1-5"><a href="https://altroquando.ch/" class="imCssLink">www.altroquando.ch</a></span><span class="fs14lh1-5">.</span></div><div><br></div>
<div>I racconti vincitori saranno annunciati entro la fine del 2026. Ai primi tre classificati andranno rispettivamente un primo premio di CHF 300, un secondo di CHF 200 e un terzo di CHF
100 nonché la pubblicazione sulla rivista <em>Zothique</em>. La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutti.</div><div><br></div>
<div>Super giurato di quest’anno, che definirà l’ordine di classifica dei tre finalisti scelti dalla giuria, sarà <strong>Manlio Gomarasca</strong>. Editore e caporedattore di <em>Nocturno Cinema</em>, celebre rivista dedicata al cinema di genere fondata nel 1994, <strong>Gomarasca</strong> ha pubblicato i libri <em>99 Donne</em> e <em>Io Emanuelle</em> per Mediaword, e <em>La piccola cineteca degli orrori</em> e <em>Monnezza amore mio</em> per Rizzoli, prodotto e diretto documentari come <em>Totally Uncut, Fernando di Leo: la morale del genere</em> (2004) e <em>Inferno rosso: Joe D’Amato e la via dell’eccesso</em> (2020). È uno dei consulenti del Locarno Film Festival e della Fondazione Prada e collabora con numerosi Festival
cinematografici legati al fantastico.</div><div><br></div>
<div><em>Altroquando</em> è un’associazione ticinese nata con lo scopo di promuovere il fantastico in tutte le sue forme. Dal
2020 organizza un concorso letterario e dall’anno successivo un Festival - la cui sesta edizione verrà presentata nei prossimi mesi - resi possibili grazie al prezioso contributo di Coop Cultura, sponsor principale, Fondazione Weak Ends e ASSI - Associazione svizzera degli scrittori di lingua italiana.</div><div><br></div>
<div>Ulteriori informazioni: </div>
<div>Davide Staffiero, presidente Associazione Altroquando:</div>
<div>+41 79 211 42 08 </div>
<div><a href="https://altroquando.ch/" class="imCssLink">https://altroquando.ch</a></div>
<div>press@altroquando.ch</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkfcebdf127040851a01c72cf98e91870c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Altroquando2026-logo_ver.webp','alt': 'Il logo di Altroquando.','title': 'Il logo di Altroquando.','width': 720,'height': 720,'description': 'Il logo di Altroquando.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfcebdf127040851a01c72cf98e91870c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Altroquando2026-logo_ver.webp" alt="Il logo di Altroquando." title="Il logo di Altroquando." width="200" height="200" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:05:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lontano dai cipressi di Valerio De Santis]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000307"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un romanzo molto solido</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Stile leggibile, narrativo, con una buona gestione dell’atmosfera</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>[…] Due falangi di una mano spuntavano dal suolo. Gli parvero due </em><em class="fs14lh1-5">sparuti funghi ancora non maturi. Una delle unghie era spezzata. </em><em class="fs14lh1-5">Quando le aveva schiacciate per nasconderle alla vista di Livia, </em><em class="fs14lh1-5">Eddy aveva sentito un paio di scricchiolii sotto il suo tallone. Aveva </em><em class="fs14lh1-5">spinto forte, sperando di rimandarli sotto lo strato di terra indurita </em><em class="fs14lh1-5">dal gelo. Evidentemente quel suo sforzo non era stato sufficiente. </em><em class="fs14lh1-5">Raccolse la vanga che aveva gettato lì accanto e prese nuovamente </em><em class="fs14lh1-5">a scavare. […]</em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4a3zujk" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Lontano dai cipressi </em>di <strong>Valerio De Santis</strong> edito da Edikit.</span></div>
<div><span class="cf1">È un romanzo molto solido, più complesso di quanto sembri all’inizio. Parte come racconto rurale postbellico, vira nel weird naturale, si traveste da giallo,
poi chiude come tragedia morale sul prezzo del salvare qualcuno. Il testo funziona soprattutto perché tiene insieme tre registri che, sulla carta, potevano pestarsi i piedi: il mistero investigativo, l’orrore
soprannaturale del bosco e la commedia amara della vecchiaia. Nemo e Alberto che battibeccano davanti al <em>Tenente</em> <em>Colombo</em> sono credibili, vivi, persino buffi; nello stesso tempo, attorno a loro si muovono vomito, bare, confessionali,
lupi, cadaveri e vecchie colpe. Il risultato è un gotico appenninico con struttura da indagine e cuore da parabola nera.</span></div>
<div><span class="cf1">La struttura alterna due linee temporali principali.</span></div>
<div><span class="cf1">La prima è ambientata nel 1949, a Maggese, in Abruzzo, la seconda linea si svolge decenni dopo, nella Casa, una struttura per anziani dove Nemo, Alberto, Gianna, Paride,
Olivia e gli altri ospiti sopravvivono tra routine, solitudine, televisione, infermieri e morte incombente.</span></div>
<div><span class="cf1">La scelta migliore è proprio questa: il romanzo non separa mai nettamente “caso poliziesco” e “mitologia personale”. Il mistero della Casa rimanda
al 2015, ma il 2015 rimanda al 1949; il vecchio Nemo rimanda al bambino Eddy; il delitto presente rimanda al primo patto col bosco. È una struttura a radici, non a linea retta.</span></div>
<div><span class="cf1">Il tema dominante è l’equilibrio. Non la giustizia. La parola compare già nel compito di Eddy e poi governa tutto: una vita indegna può essere sacrificata
per salvarne una innocente? Il romanzo non dà una risposta morale pacificata. Anzi, fa di meglio: mostra che la risposta può funzionare sul piano dei fatti e fallire su quello dell’anima.</span></div>
<div><span class="cf1">Altri temi interessanti: la vecchiaia come esilio, l’amore che diventa possesso.</span></div>
<div><span class="cf1">Lo stile è molto leggibile, narrativo, con una buona gestione dell’atmosfera, i dialoghi sono credibili e interessanti, forse molte formule di percezione ma alla fin
fine, non sono dannose alla lettura.</span></div>
<div><span class="cf1">Non è un romanzo sull’assassino. È un romanzo sul prezzo dell’equilibrio, ringrazio l’autore e la Edikit per avermelo fatto leggere in anteprima!</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Valerio De Santis è nato nel 1980 a L’Aquila. Dopo la maturità classica si è laureato in Economia e Commercio, continuando a coltivare la propria passione
per la letteratura fantastica. Nel 2014 si è trasferito in pianta stabile a Roma, dove è stato travolto dal fascino della città e dal fervore della vita metropolitana.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel 2019 uno splendido ciclone si abbatte sulla vita dell’autore: il 22 di ottobre è nata Alice, una bimba dagli occhi più chiari del cielo in primavera.</span></div>
<div><span class="cf1">L’entusiasmo e la confusione mentale dovuta alle numerose notti insonni che ne sono conseguite hanno spronato l’autore a mettere nero su bianco alcune delle tante trame
che gli affollavano la mente. Tra il 2023 e il 2025 ha completato i suoi primi due romanzi: Cinque piccole affamate, qui pubblicato, e in arrivo presto - Il seme del dubbio, edito da Saga Edizioni</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Lontano dai cipressi</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Valerio De Santis</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Edikit</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 23 giugno 2026</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 204</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 16,00 €</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 979-1281623934</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4a3zujk" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink1fd62e17d281512fce37e65778ffc130 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/lontano-cipressi-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 733,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1fd62e17d281512fce37e65778ffc130, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/lontano-cipressi-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="295" /></a></div><div><script> var showboxlink13e4ed0fd590c5e319472cdd5639b608 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Valerio-De-Santis-lontano-cipressi_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 531,'height': 501,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink13e4ed0fd590c5e319472cdd5639b608, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Valerio-De-Santis-lontano-cipressi_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="142" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 06:27:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Boys - Stagione 1]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Serie_TV"><![CDATA[Serie TV]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000306"><h1 class="imHeading1">Una bomba nel panorama pop</h1><h2 class="imHeading2">Un investimento massiccio che è tornato indietro con gli interessi</h2><div>






<div><strong>The Boys - prima stagione (Usa 2019)</strong></div>
<div><em>Ideatore: Eric Kripke. Soggetto: Garth Ennis, Darick Robertson (fumetto). Interpreti: Karl Urban, Jack Quaid, Antony Starr, Erin Moriarty, Dominique McElligott, Jessie T. Usher,
Laz Alonso, Chace Crawford, Tomer Capone, Karen Fukuhara, Nathan Mitchell, Elisabeth Shue.</em></div>
<div><br></div>
<div>Attenzione: contiene spoiler</div>
<div><br></div>
<div>Nel panorama pop contemporaneo, nessuna serie ha saputo fare a pezzi l'ipocrisia dei media e il mito del supereroe con la violenza, il cinismo e la spietata lucidità di <em>The Boys</em>. Abbiamo deciso di scavare nel fango della Vought International con un lungo viaggio a puntate su <em>Club GHoST</em>, analizzando i retroscena più oscuri, i budget stellari, i record di ascolti e le folli evoluzioni psicologiche dei personaggi. Mettetevi comodi e ricordate: non
tutti quelli che indossano un mantello sono eroi.</div>
<div><br></div>
<div><strong>Il mito d'argilla: come Amazon ha smascherato i supereroi</strong></div>
<div>Cosa succederebbe se chi indossa un mantello fosse guidato dal delirio di onnipotenza, dal marketing e da vizi indicibili, piuttosto che dal senso di giustizia? Nel 2019, mentre le
sale cinematografiche celebravano il trionfo planetario degli eroi senza macchia, Prime Video decideva di lanciare una bomba nel panorama pop. Adattare il fumetto dissacrante di <strong>Garth Ennis</strong> e <strong>Darick Robertson</strong> sembrava un suicidio commerciale: troppo esplicito, troppo scorretto, troppo costoso. Eppure, la scommessa dello showrunner <strong>Eric Kripke</strong> ha ridefinito le regole del gioco cinematografico moderno.</div>
<div>La forza della serie non sta solo nel sangue o nelle scene grottesche, ma nello specchio deformante che offre sulla nostra società, dove le multinazionali controllano la morale
pubblica e i salvatori del mondo sono, in realtà, i veri cattivi da cui proteggersi. Per combatterli non servono altri superpoteri, ma un gruppo di umani arrabbiati, cinici e disperati. I "Boys", appunto.</div>
<div><br></div>
<div><strong>Dietro le quinte del debutto: soldi, fango e record inattesi</strong></div>
<div>Mettere in piedi il mondo corrotto della Vought International ha richiesto uno sforzo economico non indifferente. I piani iniziali per un film cinematografico naufragarono, e persino
il canale Cinemax dovette rinunciare al progetto perché i costi previsti erano insostenibili. Quando Amazon è subentrata, ha deciso di fare le cose in grande: la prima stagione è costata una cifra vicina
agli 11,2 milioni di dollari per singolo episodio. Gran parte del budget è servito a finanziare effetti visivi complessi e a garantire una resa scenica da kolossal, nonostante la produzione abbia dovuto fare i salti
mortali in alcune sequenze per ottimizzare le risorse.</div>
<div>Un investimento massiccio che è tornato indietro con gli interessi. All'epoca del debutto, la prima stagione ha polverizzato i record della piattaforma. I dati ufficiali
dell'istituto Nielsen hanno certificato un successo clamoroso: oltre 8 milioni di spettatori complessivi hanno divorato la stagione nelle prime settimane dal rilascio, con una media costante di 4 milioni di persone incollate
allo schermo per ogni singolo capitolo. <em>The Boys</em> si è trasformato da scommessa di nicchia a fenomeno di massa in una manciata di giorni.</div>
<div><br></div>
<div><strong>La discesa all'inferno: la cronaca della prima stagione</strong></div>
<div>Il viaggio comincia con un trauma. Hughie Campbell (<strong>Jack Quaid</strong>) è un ragazzo qualunque la cui vita viene stravolta quando la sua fidanzata viene letteralmente polverizzata dall'impatto con A-Train, un supereroe velocista sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.
L'incidente viene liquidato dalla Vought con un freddo risarcimento in denaro, ma è qui che entra in scena Billy Butcher (<strong>Karl Urban</strong>). Cupo, carismatico e mosso da un odio viscerale per i "Super", Butcher trascina Hughie in una vendetta privata che si trasforma rapidamente in una guerra
clandestina.</div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc0dd4281deb9a217f66e8cac219ae110 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-boys-1stagione-butcher_bar.webp','alt': 'Billy Butcher.','title': 'Billy Butcher.','width': 1215,'height': 681,'description': 'Billy Butcher.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc0dd4281deb9a217f66e8cac219ae110, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-boys-1stagione-butcher_bar.webp" alt="Billy Butcher." title="Billy Butcher." width="200" height="113" /></a></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Billy Butcher.</span></div></div><div><br></div>
<div>Parallelamente, entriamo nelle stanze del potere attraverso gli occhi di Annie January, in arte Starlight (<strong>Erin Moriarty</strong>), una giovane eroina idealista appena reclutata nei Sette, il gruppo d'élite della Vought. La ragazza scopre subito la realtà degradante che si
cela dietro i sorrisi da copertina, subendo ricatti e realizzando che i suoi idoli sono mostri narcisisti. Al vertice di questa piramide c'è Patriota / Homelander / John Gillman (<strong>Antony Starr</strong>), una spaventosa via di mezzo tra Superman e uno psicopatico con la bandiera americana sulle spalle, controllato a vista dalla cinica manager Madelyn Stillwell (<strong>Elisabeth Shue</strong>).</div>
<div>Mentre Butcher riunisce la sua vecchia squadra - il metodico Latte Materno / Mother's Milk / Baron Wallis (<strong>Laz Alonso</strong>), l'esperto di armi Frenchie / Serge Emilien Les Saintes (<strong>Tomer Capone</strong>) e la misteriosa e muta Femmina Kimiko Miyashiro (<strong>Karen Fukuhara</strong>) - il gruppo scopre l'esistenza del Compost V, il siero segreto che la Vought utilizza per creare artificialmente i superpoteri fin dall'infanzia, distruggendo
il mito del "dono divino". La tensione si fa insostenibile fino all'epilogo, dove Butcher tenta il tutto per tutto facendo saltare in aria la Stillwell, solo per scoprire una verità ancora più atroce:
sua moglie Becca (<strong>Shantel VanSanten</strong>), che credeva morta per colpa di Patriota, è viva e ha cresciuto in segreto il figlio del superuomo. Un finale che
lascia i Boys ricercati, frammentati e sospesi nel vuoto.</div>
<div><br></div><div><script> var showboxlinkfeefd55cc0546bc91b5247d7615a5eb4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-boys-1stagione-patriota_bar.webp','alt': 'Patriota.','title': 'Patriota.','width': 1092,'height': 613,'description': 'Patriota.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfeefd55cc0546bc91b5247d7615a5eb4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-boys-1stagione-patriota_bar.webp" alt="Patriota." title="Patriota." width="200" height="113" /></a></div><div>Patriota.</div><div><br></div>
<div><strong>Segreti dal set: i retroscena che non tutti conoscono</strong></div>
<div>La nascita della serie è costellata di aneddoti particolari. Ad esempio, il personaggio di Hughie nel fumetto originale era stato disegnato ricalcando le sembianze dell'attore
<strong>Simon Pegg</strong>. Nel 2019, tuttavia, <strong>Pegg</strong> era ormai troppo grande per interpretare il giovane e ingenuo protagonista. Per omaggiare l'opera originale, la produzione ha deciso di ingaggiarlo comunque per il ruolo del padre di Hughie, lasciando la
parte principale al talento emergente di <strong>Jack Quaid</strong>.</div>
<div>Un altro dettaglio curioso riguarda la gestione dei toni estremi. <strong>Eric Kripke</strong> ha dovuto lottare strenuamente con i comitati di controllo di Amazon per mantenere intatta la violenza satirica del fumetto. Una delle scene più celebri e discusse
del finale - in cui Patriota si lancia in un delirio solitario sul tetto di un grattacielo ripetendo a se stesso di poter fare qualunque cosa - era stata inizialmente censurata dai vertici della piattaforma perché ritenuta
eccessiva. <strong>Kripke</strong> è riuscito a reinserirla solo dopo aver dimostrato l'incredibile impatto psicologico che quel momento avrebbe avuto sul pubblico,
definendo una volta per tutte la pericolosità del suo antagonista.</div>
<div><br></div>
<div>Il primo capitolo della saga si è chiuso lasciandoci con una certezza: il mondo dei supereroi non sarebbe più stato lo stesso. Amazon non ha solo creato una serie di successo,
ma ha scoperchiato il vaso di Pandora dell'intrattenimento moderno, dimostrando che il pubblico era terribilmente affamato di realtà, cinismo e sangue. I Boys hanno dichiarato guerra agli dei della Vought, ma abbattere
un idolo di marketing richiede molto più di qualche arma clandestina. Nel prossimo appuntamento scenderemo ancora più a fondo in questo abisso, analizzando come il potere assoluto possa cannibalizzare la mente
di chi lo possiede e come la vendetta possa trasformare gli uomini negli stessi mostri che hanno giurato di distruggere. La caccia è appena iniziata.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkf228f5704ffbd1a1199ebeba6ebab8e0 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-boys-1stagione2_bar.webp','alt': 'Locandine per la serie The Boys.','title': 'Locandine per la serie The Boys.','width': 738,'height': 415,'description': 'Locandine per la serie The Boys.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-boys-1stagione_bar.webp','alt': 'Locandine per la serie The Boys.','title': 'Locandine per la serie The Boys.','width': 1010,'height': 568,'description': 'Locandine per la serie The Boys.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf228f5704ffbd1a1199ebeba6ebab8e0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-boys-1stagione2_bar.webp" alt="Locandine per la serie The Boys." title="Locandine per la serie The Boys." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=43H_SZKGZGI">https://www.youtube.com/watch?v=43H_SZKGZGI</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 07:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Amarga Navidad di Pedro Almodóvar]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000305"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un punto di arrivo</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Come cruda analisi introspettiva che riflette sul blocco dello scrittore</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Amarga Navidad (Spagna 2026)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Pedro Almodóvar. Fotografia: Pau Esteve Birba. Montaggio: Teresa Font. Musiche: Alberto Iglesias. Scenografia: Antxón
Gómez. Costumi: Paco Delgado. Trucco: Ana López-Puigcerver. Produttore: Augustin Almodóvar. Produttore Esecutivo: Esther Garcia. Casa di Produzione: El Deseo. Distribuzione (Italia): Warner Bros Italia.
Genere: Drammatico. Durata: 111’. Paese di Produzione: Spagna, 2016. Lingua Originale: Spagnolo. Interpreti: Bárbara Lennie (Elsa), Leonardo Sbaraglia (Raúl), Aitana Sánchez-Gijón (Mónica), Victoria Luengo (Patricia), Patrick Criado (Bonifacio), Milensa Smit (Natalia), Quim Gutiérrez (Santi), Carmel Machi (dott.ssa García),
María Morales (dott.ssa Otero), Gloria Muñoz (madre di Elsa), Rossy de Palma (Gabriela), Amaia Romero (Amaia).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1">Per vedere <em>Amarga Navidad</em> sono andato fino a Grosseto - Aurelia Antica Multisala -, ché nella città dove vivo
(Piombino) dire cinema è come affermare <em>Babbo Natale esiste</em>, mentre nelle sale da Follonica a San Vincenzo si proiettano solo Michael, diavoli che vestono Prada,
guerre stellari et similia... La fatica del viaggio è compensata, perché il vecchio leone iberico dimostra di avere la stessa grinta del passato e conserva le idee dei tempi migliori. <strong>Almodóvar</strong> gira un film sincero, addirittura “impietoso verso se stesso” - come afferma in un’intervista - indagando la mente di un regista in crisi creativa,
approfondendo la relazione tra fiction e realtà, mentre evidenzia come cambia un intellettuale quando invecchia. Cinema sul cinema, che parla di cinema ed è cinema al tempo stesso, come scrivono i critici veri:
“operazione di metacinema", ma di gran livello. Un film senza finale, al tempo stesso con tanti possibili finali, sceneggiato benissimo, con dialoghi credibili, interpretato da attori molto in forma. <strong>Almodóvar</strong> parla di se stesso e sa farlo in modo raffinato, al punto che diventa universale, contraddicendo le regole della buona scrittura (che non esistono!) e tutti i
soloni che affermano quanto sia inutile scrivere romanzi che parlano di scrittori e girare film che raccontano di registi. In realtà la scrittura autobiografica - quando merita raccontare una vita e se viene narrata
bene - ha sempre prodotto i lavori migliori sia in campo narrativo sia cinematografico. <strong>Almodóvar</strong> mette a nudo le sue passioni - dal melodramma ai suggestivi boleri spagnoli -, non mancano omosessualità, rapporto con la morte della madre da metabolizzare e trasgressioni di vario tipo (si veda la rapida
scena in ospedale con i due cocainomani e il lungo strip maschile). Ambientazione più che riuscita tra Madrid e Lanzarote, colonna sonora che accompagna bene le scene, curata dal solito <strong>Alberto Iglesias</strong>, con lunghe sequenze di classici boleri, fotografia perfetta, stile di regia classico che alterna teatrali campi e controcampi, primi piani e panoramiche. Tecnica
di regia talmente sopraffina da amalgamare alla perfezione - con la collaborazione al montaggio di <strong>Teresa Font</strong> - il piano di una presunta realtà con la finzione di una storia che si sviluppa per immagini cinematografiche, seguendo le intuizioni del regista sceneggiatore. Un film da non perdere, forse non il migliore
nella vasta filmografia di <strong>Pedro Almodóvar</strong>, ma un punto di arrivo come cruda analisi introspettiva che riflette sul blocco dello scrittore ma anche
su quanto sia necessario che un autore sia lasciato libero di scrivere, senza curarsi di imposizioni esterne. Assolutamente da vedere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink8cac5177d185f3e9ed676427cfc7242c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Amarga-Navidad-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 597,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8cac5177d185f3e9ed676427cfc7242c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Amarga-Navidad-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="285" /></a></div><div><script> var showboxlink17c77d79ee0fe27ea2f424c100044b1c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Amarga-Navidad-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink17c77d79ee0fe27ea2f424c100044b1c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Amarga-Navidad-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=HNMPLw6Mvug">https://www.youtube.com/watch?v=HNMPLw6Mvug</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 06:40:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[The Rats - I topi di James Herbert]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Marta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000304"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un'opera fondamentale</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che ha ridefinito i confini della narrativa del terrore contemporanea</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Con la pubblicazione di <em>The Rats - I topi</em> di <strong>James Herbert</strong>, Fanucci Editore porta nelle librerie italiane a partire dal 30 giugno un’opera fondamentale che ha ridefinito i confini
della narrativa del terrore contemporanea. Questo romanzo, che segna l'esordio folgorante dell’autore britannico, si inserisce nel panorama letterario come un vero e proprio spartiacque, capace di scuotere le fondamenta
del genere attraverso una narrazione cruda, viscerale e priva di compromessi. La forza di questo testo risiede nella sua capacità di trasformare una fobia comune e radicata nella psiche umana in un incubo tangibile,
claustrofobico e inarrestabile, offrendo al lettore un'esperienza ad altissima tensione che mantiene intatta la sua carica d'impatto originaria.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">La trama si sviluppa a partire da un contesto apparentemente ordinario, muovendosi tra i vicoli e le strutture degradate di una Londra periferica e industriale, per poi trasformarsi
rapidamente in uno scenario di pura sopravvivenza. Il motore degli eventi è rappresentato dall'improvvisa comparsa di un'anomalia biologica: una nuova e mostruosa stirpe di roditori, caratterizzata da dimensioni
colossali, un'intelligenza feroce e un'insaziabile brama di carne. Queste creature non si limitano più a infestare nell'ombra i sotterranei della metropoli, ma emergono in superficie lanciando un attacco
sistematico e spietato contro la popolazione. Ciò che inizia come una serie di incidenti isolati e inspiegabili si propaga con la rapidità di un'epidemia, gettando l'intera comunità nel panico
più totale e costringendo le autorità e i singoli cittadini a fare i conti con una minaccia che sembra anticipare l'estinzione stessa del genere umano a favore di una nuova specie dominante.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Dal punto di vista stilistico, l'autore dimostra una padronanza eccezionale della tensione narrativa, alternando con sapienza descrizioni dettagliate della devastazione a momenti
di pura azione psicologica. La prosa è asciutta, diretta e volutamente priva di fronzoli, una scelta che amplifica il realismo delle scene più cruente e restituisce perfettamente l'atmosfera cupa, opprimente
e sporca della Londra degli anni Settanta. <strong>Herbert</strong> non si risparmia nel mostrare gli effetti devastanti degli attacchi, affrontando l'orrore grafico con
una sfacciataggine che all'epoca fece scalpore e che ancora oggi conserva un'efficacia straordinaria. Tuttavia, dietro la superficie della pura narrazione di paura, si avverte una sottile ma costante critica sociale
legata al degrado urbano, all'abbandono delle periferie e all'impotenza delle istituzioni di fronte a crisi improvvise, elementi che conferiscono al testo uno spessore ulteriore e lo elevano rispetto ai classici racconti
di mostri.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Questa nuova edizione proposta da Fanucci, impreziosita da un'introduzione inedita di <strong>Neil Gaiman</strong>, si rivela un'operazione editoriale preziosa e un acquisto imprescindibile sia per gli amanti di lunga data della letteratura horror sia per chi desidera scoprire
le origini del survival horror moderno. Il romanzo riesce a catturare l'attenzione fin dalle prime pagine, trascinando il lettore in un vortice di adrenalina e inquietudine che lascia senza fiato fino all'ultima riga.
<strong>James Herbert</strong> ha saputo prendere una paura ancestrale e modellarla in un incubo collettivo, firmando un classico senza tempo che continua a dimostrare come
il vero terrore nasca spesso dalle crepe della nostra quotidianità.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">James Herbert è stato uno degli scrittori più venduti in Gran Bretagna (posizione che occupava sin dalla pubblicazione del suo primo romanzo) e uno dei massimi esponenti
mondiali della narrativa thriller e horror. Considerato tra i più grandi romanzieri inglesi, i suoi libri sono stati tradotti in trentatré lingue, tra cui il russo e il cinese. Ampiamente imitato e di enorme
influenza, i suoi diciannove romanzi hanno venduto oltre quarantadue milioni di copie in tutto il mondo. I bestseller come <em>The Rats - I topi</em>, <em>The Magic Cottage</em>, <em>Haunted</em>, <em>Sepulchre</em> e <em>Creed,</em> hanno rafforzato la sua reputazione di scrittore profondo e originale. I suoi romanzi <em>The Fog</em>, <em>The Secret of Crickley Hall</em> (di prossima pubblicazione in questa stessa collana), <em>The Dark</em> e <em>The Survivor</em> sono stati acclamati come classici del genere.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">The Rats - I topi</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: James Herbert</em></div>
<div><em class="cf1">Introduzione: Neil Gaiman</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Fanucci</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 30 giugno 2026</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 224</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 14.6 x 2.2 x 22 cm</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 16,90 €</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8834747735</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinkbc6143277cc6276b7bf3ff5f8b2e44de = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-rats-topi-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 719,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbc6143277cc6276b7bf3ff5f8b2e44de, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-rats-topi-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="301" /></a></div><div><script> var showboxlinked4d822f9a9bc6abe439ba83d062a972 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/James-Herbert_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 910,'height': 1080,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinked4d822f9a9bc6abe439ba83d062a972, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/James-Herbert_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="179" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 07:12:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il cuscino di piume]]></title>
			<author><![CDATA[Horacio Quiroga]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000303"><h1 class="imHeading1">Giaceva immobile sul letto</h1><h2 class="imHeading2">I suoi terrori crepuscolari la assediavano sotto forma di mostri</h2><div>






<div>La luna di miele di Alicia fu un'estenuante altalena di batticuori e delusioni.</div>
<div>Bionda, timida, con un viso d'angelo, aveva coltivato sogni romantici, da ragazzina qual era, sul matrimonio e sul suo ruolo di sposa: il ruvido carattere del marito li ridimensionò
piuttosto in fretta. Lo amava molto lo stesso, benché non potesse impedirsi di rabbrividire quando, rincasando a notte fonda, spiava l'imponente statua del suo Jordan alla fioca luce di un lampione; era capace di
starsene in silenzio per ore, senza rivolgerle una sola parola anche se ne era profondamente invaghito.</div>
<div>Era uno di quegli uomini che non amano rivelare i propri sentimenti.</div>
<div>Comunque, vissero per tre mesi - si erano sposati in aprile - in una nuvola rosa.</div>
<div>Certo, ad Alicia sarebbe piaciuto che suo marito le dimostrasse un po' più di tenerezza, ma dovette imparare a controllare anche le sue effusioni amorose che sembravano non accordarsi con i modi compassati e impassibili di Jordan.</div>
<div>La casa in cui vivevano inquietava non poco la bella Alicia che ne provava quasi soggezione. Il biancore del patio silenzioso - ornato da fregi, colonne e statue di marmi - le suggeriva la strana immagine di un palazzo stregato; le ampie stanze decorate a stucchi, lo spento splendore delle pareti spoglie, accentuavano la
sgradevole impressione di gelida freddezza.</div>
<div>Passando da una stanza all'altra poteva udire il suono dei propri passi riverberato in mille echi segreti dai corridoi cavernosi e le sembrava di vivere in una casa abbandonata da tempo immemorabile.</div>
<div>Giunse l'autunno e Alicia cercava ancora di abituarsi al suo singolare nido d'amore.</div>
<div>Si era imposta, quando il marito non c'era, di non lasciarsi suggestionare dalla misteriosa atmosfera della casa. Le sembrava di cogliere una sfumatura di ostilità nel profondo silenzio che vi regnava e a volte si sentiva
come la bella addormentata: tornava in vita ogni sera, al rientro di Jordan, e durante il giorno trascorreva le ore in uno stato vagamente letargico, impedendosi di pensare.</div>
<div>Non c'era nulla di strano nel fatto che dimagrisse; colpita da un lieve attacco di influenza sembrava tuttavia che il suo fisico non volesse saperne di reagire.</div>
<div>Finalmente, un pomeriggio, appoggiandosi al braccia del marito, uscì a far due passi in giardino.</div>
<div>Si guardava intorno svogliatamente, sentendosi debole. Inaspettatamente, Jordan le accarezzò i capelli teneramente, e Alicia scoppiò in lacrime, gettandogli le braccia al collo.</div>
<div>Pianse a lungo, dando sfogo alle lacrime trattenute per mesi. Lui continuava ad accarezzarla in silenzio.</div>
<div>Lo sfogo le fece bene, e nascose il volto pallido nell'incavo formato dal colle e dalle ampie spalle di Jordan.</div>
<div>Quello fu l'ultimo giorno in cui Alicia si sentì abbastanza in forze per trascorrere qualche ora alzata. Il mattino seguente si svegliò esausta. Jordan fece venire il suo medico che la esaminò
scrupolosamente, prescrivendole riposo assoluto.</div>
<div>"Non capisco", disse a Jordan sulla porta di casa.</div>
<div>"<span class="fs14lh1-5">È</span> tremendamente debole eppure non riesco a spiegarmi il suo stato di prostrazione. Niente vomito, né diarrea... Chiamatemi se anche domani si sveglia sentendosi debole ed esausta."</div>
<div>Il giorno dopo, le condizione di salute di Alicia erano peggiorate. Il medico tenne un consulto con alcuni colleghi; si trovarono d'accordo sulla diagnosi: anemia acuta.</div>
<div>Ma quanto alle cause della malattia, brancolavano nel buio più assoluto.</div>
<div>Tuttavia era evidente che Alicia stava morendo.</div>
<div>Nella sua camera la luce era accesa giorno e notte e il silenzio della <span class="fs14lh1-5">casa sembrava essersi fatto ancora più glaciale. Passavano ore senza che si udisse il più piccolo suono.</span></div>
<div>Alicia era sprofondata in un vero e proprio stato letargico, Jordan si era installato in un salottino attiguo alla camera; misurava la stanza a lenti passi, andando su e giù per ore e ore.</div>
<div>Di quando in quando entrava nella stanza della moglie, continuando a passeggiare nervoso e dandole occhiate ansiose. Lo spesso tappeto attutiva il suono dei suoi passi.</div>
<div>Era molto preoccupato.</div>
<div>Improvvisamente, Alicia cominciò ad avere delle allucinazioni; vaghe fantasticherie in cui le sembrava di fluttuare nell'aria.</div>
<div>Fissava con gli occhi sbarrati i disegni del tappeto accanto al suo letto.</div>
<div>Una notte la sua attenzione si concentrò su un certo motivo ornamentale del tappeto: le parve di fluttuare nell'aria e poi di abbassarsi fin sopra il disegno.</div>
<div>Stava per urlare, mentre il sudore le scorreva copioso sul viso. Ma il grido le morì in gola.</div>
<div>Riuscì a bisbigliare soltanto "Jordan! Jordan!" continuando a fissare terrorizzata il tappeto.</div>
<div>Jordan la udì, perché la porta era socchiusa, e si precipitò in camera. Quando Alicia lo vide, gettò un rauco grido di paura.</div>
<div>"Alica! Cara, sono io, Jordan!"</div>
<div>Lo fissò senza vederlo e il suo sguardo si posò ancora su un certo punto del tappeto.</div>
<div>Poi lo osservò di nuovo e, dopo qualche istante, lo riconobbe. Evidentemente era tornata in sé.</div>
<div>Gli sorrise, stringendogli le mani, tremando. Non se ne distaccò per quasi un'ora.</div>
<div>In una delle allucinazioni che la tormentavano più spesso, uno strano essere antropomorfo, forse una scimmia, la fissava dal tappeto, bilanciandosi sulle
dita.</div>
<div>I dottori tornarono a visitare Alicia, ma invano.</div>
<div>Si rendevano conto chiaramente che la vita la stava abbandonando, giorno dopo giorno, ora dopo ora, ma non potevano farci nulla.</div>
<div>Né capivano perché.</div>
<div>Nel loro ultimo consulto le testarono inutilmente il polso, auscultarono gravemente i fievoli battiti del suo cuore, la osservarono a lungo, in silenzio, scossero il capo e uscirono dalla <span class="fs14lh1-5">camera.</span></div>
<div>"Ancora pochi giorni…"</div>
<div>Un noto specialista disse a Jordan, non riuscendo a continuare davanti alla sua espressione affranta.</div>
<div>"<span class="fs14lh1-5">È</span> un caso inesplicabile. Possiamo fare ben poco..."</div>
<div>"Eravate la mia ultima speranza!", esclamò Jordan picchiando il pugno sul tavolo. I medici se ne andarono.</div>
<div>L'anemia di Alicia stava raggiungendo la fase critica; entrò in delirio. La malattia le concedeva qualche minuto di lucidità soltanto sul far del mattino. Era sempre più pallida, come se ogni goccia del suo
sangue le venisse prosciugata inesorabilmente.</div>
<div>Quando si svegliava dal profondo torpore in cui trascorreva tristemente i suoi ultimi giorni, giaceva immobile sul letto con l'impressione che un peso intollerabile le gravasse sulla testa e sul petto.</div>
<div>Passarono tre giorni e le sue condizioni peggiorarono ancora. Poteva a stento muovere debolmente la testa.</div>
<div>Non voleva che nessuno toccasse il suo letto, neanche per rimboccarle la coperta.</div>
<div>I suoi terrori crepuscolari la assediavano sotto forma di mostri che si trascinavano lentamente verso il suo letto, arrampicandosi sulla coperta e talvolta infilandosi
sotto il cuscino.</div>
<div>Poi perse conoscenza.</div>
<div>Trascorse altri due giorni in un muto delirio; poco prima della fine gettò un grido straziante riecheggiato dalle bianche pareti della stanza e del corridoio.</div>
<div>Morì senza aver ripreso conoscenza.</div>
<div>Più tardi, quando la domestica si recò nella stanza per disfare il letto vuoto, osservò perplessa il cuscino.</div>
<div>"Signore!", chiamò Jordan che, instupidito dal dolore, sedeva immobile nel salottino attiguo alla camera della povera moglie. "Signore! Venite, ci sono delle strane macchie sul cuscino, sembrano sangue!"</div>
<div>Jordan si riscosse bruscamente e in un attimo raggiunse la domestica. Aveva ragione. Nell'incavo del cuscino, lasciato dalla testa di Alicia, c'erano due piccole macchie scure.</div>
<div>"Sembrano provocate da punture di spillo", disse la domestica dopo un attimo di esitazione.</div>
<div>"Prendete quel cuscino e portatelo qui, in piena luce", rispose <span class="fs14lh1-5">Jordan.</span></div>
<div>La domestica prese il cuscino ma subito lo lasciò cadere fissandolo terrorizzata.</div>
<div>Era pallida e tremante come se avesse visto uno spettro.</div>
<div>Senza sapere perché, Jordan sentì i capelli rizzarglisi sulla nuca. "Cosa c'è?", riuscì a chiederle con un filo di voce.</div>
<div>"<span class="fs14lh1-5">È</span>... è molto pesante, ecco", balbettò la domestica, continuando a tremare.</div>
<div>Jordan si fece coraggio e raccolse il cuscino; in effetti era straordinariamente pesante. Lo portò sul tavolo del salottino e, con un gesto rabbioso, strappò la federa e il tessuto di cotone che conteneva le piume.</div>
<div>La domestica urlò, coprendosi il viso con le mani.</div>
<div>Nel fondo del cuscino, seminascosto dalle piume, qualcosa muoveva lentamente lunghe zampe pelose; era un animale mostruoso, una sorta di palla viscida e nerastra, tanto gonfia che non riusciva a distinguerne
la bocca.</div>
<div>Notte dopo notte, dacché Alicia aveva cominciato a dormire in quel letto, l'immonda abominazione aveva furtivamente applicato la sua bocca - o meglio, la sua proboscide - alle tempie della ragazza, succhiandole il
sangue.</div>
<div>La puntura era quasi invisibile.</div>
<div>Finché Alicia era stata in grado di alzarsi, la cosa mostruosa aveva necessariamente dovuto limitare le sue vampiresche incursioni.</div>
<div>Ma da quando la ragazza non aveva più potuto lasciare il letto, la situazione era diventata pressoché continua e vertiginosa.</div>
<div>E in pochi giorni il mostro le aveva succhiato ogni goccia di sangue e con esso la vita.</div><div><br></div>
<div>Questi parassiti degli uccelli, solitamente minuscoli nel loro ambiente naturale, in determinate e propizie condizioni possono raggiungere proporzioni enormi.</div>
<div>Il sangue umano li attira particolarmente, e non è infrequente si annidino nei cuscini di piume.</div><div><br></div>
<div><strong>Note della Redazione</strong></div>
<div>Il cuscino di piume (<em>El almohadón de plumas</em>, 1907), pubblicato per la prima volta su <em>Club GHoST</em>, è un un racconto horror dello scrittore uruguaiano Horacio Quiroga. È una storia breve ma intensa, considerata un capolavoro della letteratura sudamericana, che unisce atmosfere gotiche a una trama inquietante.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Horacio Quiroga (1878 - 1937) è stato uno dei più grandi maestri del racconto breve in lingua spagnola, celebre per la sua capacità di fondere il realismo psicologico
con l'orrore, il mistero e la forza spietata della natura. Spesso paragonato a Edgar Allan Poe, lo scrittore uruguaiano traspose nelle sue opere un'esistenza profondamente segnata dal dolore e dalla tragedia.</div>
<div>Fin dall'infanzia, la morte violenta fu una costante nella sua vita: perse il padre in un incidente di caccia quando era ancora un neonato, assistette al suicidio del patrigno
e, nel 1902, uccise accidentalmente il suo migliore amico mentre esaminava una pistola. Questi traumi, uniti ai successivi suicidi della prima moglie e dei figli, ne influenzarono inevitabilmente la psiche e la produzione
letteraria, infondendo nelle sue pagine un profondo senso di fatalità e ossessione per la morte.</div>
<div>Per sfuggire ai suoi demoni e cercare l'isolamento, Quiroga si trasferì nella remota provincia argentina di Misiones, una regione di giungla subtropicale al confine con
il Brasile. Lì visse come un vero pioniere, costruendosi la casa con le proprie mani e immergendosi in una natura selvaggia che divenne la vera protagonista dei suoi capolavori. Da questa esperienza nacquero le sue
raccolte più celebri, come <em>Cuentos de amor de locura y de muerte</em> (1917), incentrata sui lati più oscuri della mente umana, e <em>Cuentos de la selva</em> (1918), una serie di favole in cui gli animali e l'uomo si confrontano in un ambiente bellissimo ma spietato.</div>
<div>Negli ultimi anni, malato di un cancro gastrico incurabile e ormai isolato dal panorama letterario dell'epoca, Quiroga decise di porre fine ai suoi giorni in un ospedale di Buenos
Aires, fedele fino all'ultimo a quel destino tragico che aveva sempre raccontato, bevendo un bicchiere di cianuro. Lasciò dietro di sé un'eredità fondamentale per la letteratura ispanoamericana,
tra cui il famoso <em>Decalogo del perfetto autore di racconti</em>, una guida imprescindibile per la scrittura breve.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink3f031299a07a811ff8b8e810de9891a0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/cuscino-piume-cop_bar.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 674,'height': 388,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3f031299a07a811ff8b8e810de9891a0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/cuscino-piume-cop_bar.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="116" /></a></div><div><script> var showboxlink0022cb4d71e13c7d0cf0e4b42a8bcb02 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/horacio-quiroga-autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 585,'height': 512,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0022cb4d71e13c7d0cf0e4b42a8bcb02, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/horacio-quiroga-autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="132" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 07:58:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Obsession di Curry Barker]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000302"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Horror dei sentimenti</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">D'impostazione teatrale, claustrofobico, girato molto bene</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Obsession (Usa 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Curry Barker. Soggetto e Sceneggiatura: Curry Barker. Montaggio: Curry Barker. Fotografia: Taylor Clemons. Musiche: Rock Burwell. Scenografia: Vivian
Gray. Costumi: Blair James. Produttori: James Harris, Haley Nicole Johnson, Christian Mercuri, Roman Viaris-de-Lesegno. Produttori Esecutivi: Jason Blum, Leonora Darby, David Haring, Ruzanna Kegeyan, Mark Lane. Case di Produzione: Capstone Pictures, Tea Shop Productions, Blumhouse Productions, Focus Features. Distribuzione (italia): Universal Pictures International Italy. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2025. Durata: 109’. Genere: Horror. Interpreti: Michael Johnston (Baron Bailey, detto Bear), Inde Navarrette (Nikki Freeman), Cooper Tomlison (Ian), Megan Lawless (Sarah Harper), Andy Richter (Carter Harper),
Haley Fitzgerald (Viola), Darin Toonder (Harry).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4giwHXd" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4w6YVsT" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Attenzione: contiene spoiler</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Curry Barker</strong> è un giovane regista statunitense, nato nel 1999, che al suo secondo horror dopo <em>Milk &amp; Serial</em> (2024) coglie nel segno e si candida per un posto tra i futuri classici del cinema <em>de paura</em>, come lo chiamava il buon <strong>Fulci</strong>. L’originalità è il tratto distintivo della pellicola, perché nessun autore aveva mai pensato di trasformare l’amore in ossessione e di creare un essere demoniaco spinto nei suoi
eccidi da un folle sentimento di passione. <strong>Curry Barker</strong> scrive e sceneggia il lavoro, partendo dal grande amore che Bear nutre per Nikki - non corrisposto
-, imprime una svolta fantastica facendo entrare il ragazzo in un negozio che vende bastoncini del desiderio, capaci di far avverare i sogni di chi li spezza. Purtroppo Bear esagera quando desidera di essere amato da Nikki
più di ogni altra persona al mondo, non immagina che un eccesso d’amore possa diventare ossessione e produrre effetti devastanti. Il regista si occupa anche di un montaggio sincopato, confezionando 109’
di puro terrore, perché se escludiamo l’incipit soprannaturale tutto il resto potrebbe anche accadere, al giorno d’oggi non sono insolite le situazioni da ossessione d’amore che portano folli delitti
di gelosia e vendette irrazionali. Lo spettatore è avvisato, il film fa star male davvero, sconvolge, provoca disgusto e repulsione, quindi è per veri appassionati che entrano in sala per farsi terrorizzare da
un’ossessione d’amore. Horror dei sentimenti, se vogliamo, d’impostazione teatrale, claustrofobico, girato molto bene in angoscianti interni, tra soggettive e primissimi piani. Il personaggio di Nikki posseduta
dal demone è davvero terribile, organizza altarini con un gatto deceduto, che in seguito cucina per il pranzo del fidanzato, massacra pretendenti innamorate del suo uomo, uccide amici, fa scenate assurde in luoghi impensati,
impedisce al suo ragazzo di uscire e lo vuole tutto per sé. <em>Obsession</em> è cinema del terrore fotografato a tinte cupe da <strong>Taylor Clemons</strong>, con una colonna sonora composta da <strong>Rock Burwell</strong>, reso angosciante da una tensione narrativa ben dosata e da tempi giusti che costruiscono una
<em>suspense</em> difficile da incontrare negli horror contemporanei. Bravissima <strong>Inde Navarrette</strong> nei panni della demoniaca Nikki, capace di modificare il suo volto come se fosse una bambola orrorifica in surreali sorrisi e inquietanti smorfie per esprimere
un amore impossibile. <strong>Michael Johnston</strong> è l’oggetto dello smodato amore che subisce le conseguenze di un gesto non modificabile, mentre <strong>Cooper Tomlinson</strong> è l’amico Ian che fa una brutta fine. Soggetto, sceneggiatura e dialoghi sono ai limiti del delirante, così come la confezione narrativa sbalordisce
per pochezza di struttura, ma tutta la parte horror funziona come da tempo non accadeva. <em>Obsession</em> fa star male per oltre cento minuti, adempiendo in maniera totale al compito di impaurire, sgomentare, angosciare. Film girato a Burbank, cittadina della California, con un budget ridotto di circa settecentocinquantamila
dollari, presentato al Toronto Film Festival, accolto molto bene da pubblico e critica, totalizzando incassi stupefacenti in tutto il mondo. Un film da vedere, ma indicato solo per veri appassionati di cinema horror.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4giwHXd" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4w6YVsT" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink3b47236dcd44b7ad08d2215a79030ed7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Obsession2025-loc_ver_1jjrma3d.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 622,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3b47236dcd44b7ad08d2215a79030ed7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Obsession2025-loc_ver_v2sff95i.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a></div><div><script> var showboxlinkc881d4be29984b10bdd9c79ba6f4fe70 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Obsession2025-scena_bar_u3nerofd.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1600,'height': 900,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc881d4be29984b10bdd9c79ba6f4fe70, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Obsession2025-scena_bar_rwixrvak.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><span class="fs14lh1-5"></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=T7bMHs737HQ">https://www.youtube.com/watch?v=T7bMHs737HQ</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 06:14:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Centuries of Purgatory]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000301"><h1 class="imHeading1">Il nuovo album dei Darkhold</h1><h2 class="imHeading2">In uscita il 26 giugno 2026 per Nadir Music</h2><div>






<div>Il thrash metal ha sempre avuto un problema con la nostalgia. Troppo spesso le nuove uscite si limitano a lucidare vecchie armi, riproponendo la stessa furia degli anni Ottanta come
un rituale rassicurante per fedeli irriducibili. I <strong>Darkhold </strong>sembrano aver deciso di fare qualcosa di diverso. Con <em>Centuries of Purgatory</em>, in uscita il 26 giugno 2026 per Nadir Music, la band sceglie infatti la strada più rischiosa e interessante: conservare il DNA della Bay Area senza
trasformarlo in una reliquia da museo. Le nove tracce del disco promettono velocità, riff taglienti e aggressività old school, ma dentro questo motore ad altissimo numero di giri si avverte una nuova tensione
emotiva, più oscura e stratificata.</div><div><br></div>
<div>Il titolo stesso è una dichiarazione di intenti. <em>Centuries of Purgatory</em> evoca un limbo infinito, una condizione esistenziale sospesa tra dannazione e redenzione. È un'immagine che sembra riflettersi nell'approccio della band: meno orientato all'impatto immediato
e più interessato a scavare nelle crepe della psiche umana.</div><div><br></div>
<div>Già dai titoli emergono ossessioni e inquietudini che vanno oltre il classico immaginario thrash. <em>Ghost Shadows</em>, <em>The Hunger Cave</em>, <em>Lost In Lust</em> e <em>Fade Haze Away</em> sembrano capitoli di una discesa negli angoli più torbidi dell'identità,
mentre <em>Roots Of Arrogance</em> e <em>Indolence Delight</em> lasciano intuire una riflessione corrosiva sui vizi e sulle debolezze contemporanee.</div><div><br></div>
<div>La vera scommessa dei <strong>Darkhold</strong>, però, sembra essere quella di sostituire parte della rabbia con il peso specifico dell'atmosfera. Laddove molte formazioni thrash continuano a correre a testa bassa, qui si percepisce la volontà
di costruire tensione, di creare un senso di oppressione quasi cinematografico. Un cambio di prospettiva che potrebbe spiazzare i puristi, ma che rappresenta esattamente ciò di cui il genere ha bisogno per evitare l'autoreferenzialità. A
rafforzare questa identità contribuisce il lavoro visivo di <strong>Sheila Franco</strong>. La copertina non appare come un semplice complemento estetico, ma come un'estensione naturale dell'universo narrativo del disco. Un'immagine che sembra voler trascinare l'ascoltatore all'interno
di un luogo dove il tempo si è fermato e la colpa continua a sedimentarsi strato dopo strato.</div><div><br></div>
<div>Se le promesse saranno mantenute, <em>Centuries of Purgatory</em> potrebbe rivelarsi molto più di un nuovo album thrash. Potrebbe essere il disco che segna il passaggio dei <strong>Darkhold</strong> da interpreti di una tradizione a creatori di un linguaggio personale.</div><div><br></div>
<div>In un panorama metal spesso diviso tra sterile revivalismo e sperimentazione fine a sé stessa, la band sembra aver trovato una terza via: rispettare il passato senza diventarne
prigioniera. E, per un album che parla di purgatorio, non è affatto una conclusione scontata.</div><div><br></div>
<div><strong>Tracklist</strong></div>
<div><ol><li>Ghost Shadows</li><li>Roots Of Arrogance</li><li>The Slithering</li><li>Jangled Nerves</li><li>Indolence Delight</li><li>All Mine</li><li>The Hunger Cave</li><li>Lost In
Lust</li><li>Fade Haze Away</li></ol></div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlink1fa72cc9d04c4cc0396403213f16fde7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/centuries-of-purgatory-cover_bar.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 631,'height': 630,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1fa72cc9d04c4cc0396403213f16fde7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/centuries-of-purgatory-cover_bar.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlink1daddca444207b4710ca0b993cffeb68 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Darkhold-band_bar.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 700,'height': 480,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1daddca444207b4710ca0b993cffeb68, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Darkhold-band_bar.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="138" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 07:23:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'Eresia dell'Equilibrio di Tobias Schwarz]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuela Ferrara]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000300"><h1 class="imHeading1">Un'opera ambiziosa</h1><h2 class="imHeading2">Visionaria e profondamente inquieta</h2><div>






<div><em></em>Ci sono romanzi che raccontano una storia.<br>E poi ci sono libri che sembrano aprire una crepa nella percezione, come se tra le pagine filtrasse
qualcosa di più antico della narrazione stessa.</div><div><br></div>
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<div><em>L’Eresia dell’Equilibrio</em> appartiene chiaramente a questa seconda categoria: un’opera che non si limita a
costruire un universo narrativo, ma tenta di modellare una sensazione. Un’esperienza di disorientamento lucido, sospesa tra horror cosmico, distopia metafisica e riflessione filosofica sul controllo della realtà.</div><div><br></div>
<div>Fin dalle prime pagine si comprende che il vero obiettivo non è l’intreccio in sé, ma la costruzione di un sistema. Gli Architetti del Vuoto non sono semplici
antagonisti, ma entità-idea: incarnano un ordine assoluto che non governa soltanto la materia, ma la possibilità stessa dell’esistenza. Il loro “equilibrio” non è armonia, ma una struttura
perfetta e soffocante, dove ogni deviazione viene riassorbita, neutralizzata, cancellata prima ancora di diventare pensiero.</div>
<div>È un mondo che non oppone resistenza.<br>È un mondo che <em>decide al posto tuo di non farlo</em>.</div><div><br></div>
<div>Al centro della vicenda c’è Kael, esiliato per aver incrinato questo sistema apparentemente inviolabile. Non è un eroe classico, né una figura destinata
alla gloria. È piuttosto una coscienza lacerata, un frammento umano gettato dentro un meccanismo troppo grande per essere compreso interamente. La sua ribellione non nasce dalla volontà di distruggere, ma da
una domanda più pericolosa: cosa esiste oltre ciò che ci viene permesso di vedere?</div>
<div>Ogni suo passo non lo avvicina alla libertà, ma a una comprensione sempre più pesante. E in questo peso si nasconde il vero motore del romanzo: la conoscenza come
deformazione.</div>
<div>Accanto a lui emerge Lyra, figura enigmatica e instabile, sospesa tra lucidità e visione. Non è soltanto un personaggio, ma una variazione percettiva. Quando appare,
la narrazione cambia densità, come se il testo stesso iniziasse a respirare in modo diverso. Lyra sembra appartenere a un livello della realtà che sfugge alle regole del mondo narrato, e ogni sua parola ha il
sapore di qualcosa che è già accaduto altrove.</div><div><br></div>
<div>Il risultato è una costante sensazione di instabilità: il lettore non si trova mai su un terreno completamente solido.</div>
<div>Uno degli elementi più potenti dell’opera è il worldbuilding. Le strutture del Vuoto evocano architetture impossibili, cattedrali cosmiche piegate su sé
stesse, corridoi che sembrano modificarsi a seconda dello sguardo, geometrie che sfidano non solo la logica fisica, ma anche quella percettiva. Non si tratta di semplici ambientazioni, ma di spazi che sembrano dotati di intenzione.</div>
<div>È come se il mondo fosse un organismo che osserva chi lo attraversa.</div><div><br></div>
<div>Ma il vero cuore del romanzo non è visivo, bensì concettuale. L’opera richiama suggestioni gnostiche e riflessioni sulla realtà come costruzione artificiale,
dove la libertà percepita potrebbe essere soltanto una sofisticata illusione. Gli Architetti del Vuoto assumono così una funzione simbolica più ampia: non dominano il mondo, lo <em>interpretano</em>, e in questo gesto risiede la loro vera forma di potere.</div>
<div>La realtà non è imposta con la forza.<br>È mantenuta con la coerenza.</div>
<div>E ciò che non è coerente semplicemente non esiste.</div>
<div>In questo scenario emergono i Naufraghi, individui spezzati dal sistema ma ancora capaci di percepirne le crepe. La loro esistenza è quella di chi ha intravisto qualcosa
oltre il bordo della narrazione ufficiale e non può più tornare indietro. Non sono eroi della resistenza, ma testimoni di una frattura irreversibile.</div><div><br></div>
<div>La scrittura accompagna tutto questo con una doppia tensione: da un lato lirica e contemplativa, dall’altro improvvisamente visionaria, quasi allucinata. Il ritmo non cerca
mai stabilità, ma oscillazione. Ogni capitolo sembra avvicinarsi a una soglia che non viene mai completamente oltrepassata, come se il romanzo stesso esitasse a rivelare tutto ciò che sa.</div>
<div>Non è una lettura accomodante. Non vuole esserlo.<br><em>L’Eresia dell’Equilibrio</em> preferisce insinuare piuttosto che spiegare, suggerire piuttosto che dimostrare, destabilizzare piuttosto che rassicurare.</div>
<div>E alla fine rimane addosso una sensazione difficile da scrollare via: quella di aver guardato un sistema che somiglia fin troppo alla nostra idea di realtà. Non per somiglianza
diretta, ma per eco concettuale.</div>
<div>Come se il romanzo non descrivesse un altrove, ma un riflesso deformato di ciò che già abitiamo senza accorgercene.</div>
<div><br></div><div>Un’opera ambiziosa, visionaria e profondamente inquieta, che lascia il lettore davanti a una domanda che non si chiude: se l’equilibrio non fosse armonia, ma soltanto
il modo più elegante per rendere invisibile una gabbia.</div>
<div><strong></strong>Emanuela Ferrara</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong><br>Tobias Schwarz è uno scrittore contemporaneo di narrativa dark e speculativa. Le sue opere esplorano i confini tra realtà e percezione, intrecciando distopia metafisica, horror cosmico e riflessione filosofica
sul controllo della coscienza.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>L'Eresia dell'Equilibrio</em></div>
<div><em>Autore: Tobias Schwarz</em></div>
<div><em>Editore: Independently published</em></div>
<div><em>Anno: 6 gennaio 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 86</em></div>
<div><em>Dimensioni: 15.24 x 0.56 x 22.86 cm</em></div>
<div><em>Prezzo: 7,80 € - eBook 5,50 €</em></div>
<div><em>ISBN-13: 979-8242386020</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlink7c87dcbaa0bec765ee5893d5c28273fb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/eresia-equilibrio-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 678,'height': 1078,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7c87dcbaa0bec765ee5893d5c28273fb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/eresia-equilibrio-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="319" /></a></div><div><script> var showboxlink9bd5242c86cdcfbea93fb9f6146ae88d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Tobias-Schwarz_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 548,'height': 600,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9bd5242c86cdcfbea93fb9f6146ae88d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Tobias-Schwarz_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="165" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 05:51:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Shotcut un editor video gratuito]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002FF"><h1 class="imHeading1">Open source e multipiattaforma</h1><h2 class="imHeading2">La scelta perfetta per content creator indipendenti</h2><div>






<div><i>Uno dei software di montaggio video open source e multipiattaforma più apprezzati del panorama digitale.</i></div><div><br></div>
<div><strong></strong><em>Shotcut</em> è un editor video non lineare, gratuito e open source, sviluppato originariamente da <strong>Dan Dennedy</strong> e successivamente da <strong>Meltytech</strong> e <strong>LLC</strong>, basato sul framework MLT. Nato inizialmente per Linux e poi esteso a Windows e macOS, il software si è guadagnato una solida reputazione
come via di mezzo ideale tra i programmi di montaggio fin troppo basilari (come il vecchio Windows <em>Movie Maker</em>) e i colossi professionali ultra-complessi (come <em>DaVinci Resolve</em> o <em>Premiere Pro</em>).</div><div><br></div>
<div>A un primo avvio, <em>Shotcut</em> potrebbe apparire quasi "spoglio". Questo perché l'interfaccia si basa su un
sistema di pannelli flessibili e personalizzabili (dock). L'utente può decidere quali strumenti tenere a schermo (Sorgente, Elenco di riproduzione, Timeline, Filtri, Proprietà, Cronologia).</div>
<div>Sebbene non sia l'interfaccia più moderna o accattivante sul mercato, è estremamente funzionale. La curva di apprendimento è iniziale: chi è abituato
ai classici software di editing si troverà subito a casa con la timeline multitraccia, mentre i principianti assoluti potrebbero aver bisogno di qualche tutorial per comprendere il meccanismo di applicazione dei filtri
e la gestione delle transizioni (che si creano semplicemente sovrapponendo due clip sulla stessa traccia).</div><div><br></div><div><script> var showboxlink8c23fea1d5f55bf68d8e347f0ed11c02 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Shotcut-interfaccia_bar.webp','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Shotcut.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Shotcut.','width': 1280,'height': 720,'description': 'L\'interfaccia grafica di Shotcut.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8c23fea1d5f55bf68d8e347f0ed11c02, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Shotcut-interfaccia_bar.webp" alt="L&#39;interfaccia grafica di Shotcut." title="L&#39;interfaccia grafica di Shotcut." width="200" height="113" /></a></div><div><div>L'interfaccia grafica di <i>Shotcut</i>.</div></div><div><br></div>
<div>Uno dei più grandi punti di forza di <em>Shotcut</em> è il suo motore di riproduzione, supportato dalla libreria <em>FFmpeg</em>. Questo significa che il programma supporta nativamente quasi tutti i formati audio, video e di immagine esistenti (inclusi ProRes, 4K, GIF animate e formati audio lossless), senza richiedere la scomoda conversione
preventiva dei file (importazione nativa).</div>
<div>Il software supporta la risoluzione fino al 4K e gestisce bene il montaggio grazie alla funzionalità di <em>Proxy Editing</em> (creazione di copie a bassa risoluzione dei video per alleggerire il carico di lavoro sul PC durante l'editing, per poi esportare il file finale alla massima qualità).
È inoltre presente il supporto per l'accelerazione hardware (GPU), anche se l'ottimizzazione in questo campo a volte varia a seconda della configurazione del computer.</div><div><br></div>
<div>Il sistema di editing di <em>Shotcut</em> ruota attorno ai filtri. Divisi in tre categorie (Video, Audio e Preferiti), permettono di
fare praticamente di tutto:</div>
<div><em>Editing base e avanzato:</em> ritaglio, ridimensionamento, rotazione, testo semplice e 3D, chroma key (green screen) avanzato e
stabilizzazione video.</div>
<div><em>Keyframing (Fotogrammi chiave):</em> quasi tutti i filtri possono essere animati nel tempo utilizzando i fotogrammi chiave, consentendo
di creare transizioni personalizzate, zoom dinamici o movimenti di testo fluidi.</div>
<div><em>Color Grading:</em> include strumenti di livello professionale come le ruote dei colori a tre vie (ombre, mezzitoni, alte luci),
oscilloscopi (scopes), forme d'onda e supporto per i file LUT.</div><div><br></div>
<div>Spesso trascurato negli editor video gratuiti, il comparto audio di <em>Shotcut</em> è sorprendentemente avanzato. Include filtri per il controllo del guadagno, compressori, limitatori, equalizzatori grafici (a 15 o 3 bande), filtri per la riduzione
del rumore e il supporto per i plug-in audio esterni.</div><div><br></div>
<div><strong>PRO</strong></div>
<ul>
<li>Completamente gratuito e Open Source: nessuna filigrana (watermark) sui video esportati, nessuna limitazione di tempo e nessun costo nascosto o abbonamento.</li>
<li>Supporto formati imbattibile: grazie a FFmpeg, legge qualsiasi file video o audio senza battere ciglio.</li>
<li>Leggero e portabile: non richiede installazioni mastodontiche ed esiste anche in versione "portable" (eseguibile da chiavetta USB senza installazione).</li>
<li>Strumenti avanzati: gestione dei fotogrammi chiave (keyframes), color grading avanzato e supporto per video a 60fps e risoluzione 4K.</li>
<li>Editing Proxy: ottimo per lavorare su computer non troppo performanti o con file 4K pesanti.</li>
<li>Cronologia illimitata: permette di annullare e ripetere le azioni (Undo/Redo) senza limiti dall'inizio della sessione di lavoro.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>CONTRO</strong></div>
<ul>
<li>Interfaccia poco intuitiva all'inizio: l'aspetto grafico può risultare un po' datato e frammentato per i neofiti.</li>
<li>Mancanza di preset pronti all'uso: non ci sono molti modelli di titoli animati o transizioni cinematografiche "drag-and-drop" preinstallate; spesso bisogna costruirsi
gli effetti da soli.</li>
<li>Instabilità occasionale: trattandosi di un progetto open source, può soffrire di crash improvvisi, specialmente quando si applicano molti filtri pesanti consecutivamente
(è fondamentale salvare spesso).</li>
<li>Performance della GPU altalenante: l'accelerazione hardware è presente, ma non è sempre ottimizzata al livello dei software commerciali.</li>
</ul>
<div><br></div>
<div><strong>Conclusioni</strong></div>
<div><em>Shotcut</em> è un software straordinario se si considera il suo status di programma gratuito e open source. Rappresenta
la scelta perfetta per content creator indipendenti, YouTuber alle prime armi, insegnanti e appassionati che hanno superato le funzionalità dei software di base ma non vogliono (o non possono) investire cifre importanti
in abbonamenti mensili per software commerciali.</div>
<div>Non ha la pretesa di sostituire gli standard dell'industria cinematografica come Hollywood, ma per l'editing di vlog, video aziendali, tutorial, cortometraggi e video di viaggio
ha tutto ciò che serve. Il segreto per amarlo è superare l'impatto iniziale con l'interfaccia e sfruttare fin da subito la funzione dei file Proxy per un'esperienza fluida e senza rallentamenti.</div>
<div><br></div>
<div>Scarica <em>Shotcut</em> dal sito ufficiale: <a href="https://www.shotcut.org/" class="imCssLink">https://www.shotcut.org/</a></div>
<div>Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink6fd685093a72f713eb01aa603d06b9fc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Shotcut-home_bar.webp','alt': 'Il logo di Shotcut.','title': 'Il logo di Shotcut.','width': 656,'height': 247,'description': 'Il logo di Shotcut.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6fd685093a72f713eb01aa603d06b9fc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Shotcut-home_bar.webp" alt="Il logo di Shotcut." title="Il logo di Shotcut." width="200" height="76" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:23:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il fascino spettrale di Villa De Vecchi]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002FE"><h1 class="imHeading1">La Casa Rossa di Cortenova</h1><h2 class="imHeading2">Considerata l'abitazione più infestata dell'intera penisola italiana</h2><div>






<div><em>Tra tragedie storiche, melodie fantasma e leggende esoteriche, il mistero intramontabile della Casa Rossa di Cortenova.</em></div>
<div><br></div>
<div>Immersa tra la fitta vegetazione di Cortenova, nella suggestiva cornice della Valsassina, sorge una dimora ottocentesca che da decenni cattura l'immaginazione e stimola i brividi
di curiosi e appassionati del paranormale. Nota popolarmente come la <em>Casa Rossa</em> a causa del colore originario delle sue mura esterne, <strong>Villa De Vecchi</strong> porta con sé il pesante fardello di essere considerata l'abitazione più infestata dell'intera penisola italiana. Ciò che resta oggi di questo imponente edificio è un guscio
decadente, consumato dal tempo e dagli atti vandalici, ma le storie che risuonano tra le sue pareti scrostate continuano a esercitare un fascino magnetico e sinistro.</div><div><br></div>
<div>La genesi della struttura risale alla metà del diciannovesimo secolo, quando il conte <strong>Felice De Vecchi</strong>, figura di spicco del Risorgimento italiano e uomo dalle grandi passioni artistiche e d'esplorazione, decise di edificare una residenza estiva che riflettesse
il suo prestigio e la sua raffinatezza. Per realizzare questo progetto ambizioso, il nobiluomo si affidò all'estro architettonico di <strong>Alessandro Sidoli</strong>. L'architetto concepì una dimora sfarzosa e avveniristica per l'epoca, dotata di comfort moderni insoliti per quel contesto montano, tra cui un
efficiente sistema di riscaldamento a tubature e persino una grande fontana interna alimentata dalla pressione dell'acqua proveniente dai torrenti circostanti. L'edificio, circondato da un immenso parco alberato, univa
elementi classici a suggestioni d'oriente, configurandosi come una vera e propria oasi di delizie.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink8d2c840dfbd2bb37621a5c90238db4ef = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/villa-de-vecchi-1920_bar.webp','alt': 'Villa De Vecchi nel 1920.','title': 'Villa De Vecchi nel 1920.','width': 922,'height': 519,'description': 'Villa De Vecchi nel 1920.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8d2c840dfbd2bb37621a5c90238db4ef, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/villa-de-vecchi-1920_bar.webp" alt="Villa De Vecchi nel 1920." title="Villa De Vecchi nel 1920." width="200" height="113" /></a></div><div><div>Villa De Vecchi nel 1920.</div></div><div><br></div>
<div>La sfortuna e la tragedia decisero però di bussare molto presto alle porte di questa meraviglia architettonica, dando inizio al declino della casata e ponendo le basi per la
nascita della sua oscura leggenda. Il primo tragico presagio si manifestò con la prematura scomparsa dell'architetto <strong>Sidoli</strong>, che morì poco prima che l'edificio fosse completato del tutto. Ma la vera e propria svolta drammatica avvenne qualche anno dopo, quando il conte, di ritorno
da una delle sue escursioni, varcò la soglia di casa per trovarsi di fronte a uno scenario raccapricciante. La consorte era stata brutalmente assassinata, mentre la giovane figlia era svanita nel nulla, inghiottita
dal mistero. Disperato e logorato dal dolore per la perdita e per le infruttuose ricerche della bambina, il conte <strong>De Vecchi</strong> non resse al peso della tragedia e scelse di porre fine alla propria esistenza proprio tra quelle mura, suicidandosi.</div><div><br></div>
<div>Con la morte del capofamiglia, l'edificio passò nelle mani del fratello del conte e successivamente fu ereditato da altre figure, prima di essere definitivamente abbandonato
a ridosso degli anni quaranta del Novecento. Da quel momento, il silenzio della foresta circostante ha iniziato a inghiottire la <em>Casa Rossa</em>, e il vuoto lasciato dagli umani è stato rapidamente riempito da una fitta trama di racconti occulti. L'immaginario collettivo ha trasformato le stanze vuote
in un crocevia di presenze spettrali. Molti giurano che, avvicinandosi alle finestre sbarrate nelle notti di luna piena, sia ancora possibile udire i lamenti strazianti della sposa assassinata o i passi leggeri della bambina
mai ritrovata.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink76a4e445888676f3062b6ba953a8d832 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/villa-de-vecchi_01.webp','alt': 'Interni di Villa De Vecchi.','title': 'Interni di Villa De Vecchi.','width': 1088,'height': 722,'description': 'Interni di Villa De Vecchi.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/villa-de-vecchi_03.webp','alt': 'Interni di Villa De Vecchi.','title': 'Interni di Villa De Vecchi.','width': 768,'height': 517,'description': 'Interni di Villa De Vecchi.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink76a4e445888676f3062b6ba953a8d832, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/villa-de-vecchi_01.webp" alt="Interni di Villa De Vecchi." title="Interni di Villa De Vecchi." width="200" height="133" /></a></div><div><div>Interni di Villa De Vecchi.</div></div><div><br></div>
<div>Ad alimentare ulteriormente l'aura esoterica della villa si aggiungono le voci riguardanti il pianoforte che un tempo troneggiava nel salone principale. Secondo le credenze locali,
malgrado lo strumento sia ormai ridotto a un ammasso di legno marcio e corde spezzate, nelle ore più buie della notte dalle sue rovine si sprigionerebbero melodie malinconiche e perfette, capaci di raggelare il sangue
di chiunque si trovi a passare nei paraggi. Questa colonna sonora fantasmagorica ha contribuito a fare dell'edificio la meta ideale per gli amanti del brivido e per i ricercatori dell'occulto.</div><div><br></div>
<div>Durante gli anni settanta, l'oscurità della villa attirò persino l'attenzione di circoli legati al satanismo e alla magia nera. Si racconta che le stanze affrescate,
ormai private dei mobili originali, venissero utilizzate per lo svolgimento di rituali profani e messe nere, un dettaglio che ha impresso sul luogo un'ulteriore macchia di negatività. Molti esploratori urbani riferiscono
di aver avvertito un senso di oppressione insostenibile varcando la soglia, come se l'aria stessa fosse impregnata di un odio antico e irrisolto.</div><div><br></div>
<div>Oggi <strong>Villa De Vecchi</strong> appare come uno scheletro architettonico che lotta contro le forze della natura e l'incuria
degli uomini. Nonostante i tentativi di metterla in sicurezza e i vari progetti di restauro mai andati in porto a causa degli elevati costi strutturali, l'edificio continua a deteriorarsi. La montagna stessa sembra voler
reclamare lo spazio che le era stato sottratto, circondando le mura rosse, ormai sbiadite dal tempo, con rampicanti e alberi fitti. Resta in piedi, severa e minacciosa, custode immobile di segreti ottocenteschi che la storia
ufficiale non è mai riuscita a chiarire del tutto, confermando il suo eterno ruolo di regina del brivido nel panorama dei misteri italiani.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinka00d97bddc2398a130e16f590392ba67 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/villa-de-vecchi_02.webp','alt': 'Villa De Vecchi.','title': 'Villa De Vecchi.','width': 600,'height': 401,'description': 'Villa De Vecchi.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/villa-de-vecchi_04.webp','alt': 'Villa De Vecchi.','title': 'Villa De Vecchi.','width': 800,'height': 600,'description': 'Villa De Vecchi.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/villa-de-vecchi-home_bar.webp','alt': 'Villa De Vecchi.','title': 'Villa De Vecchi.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Villa De Vecchi.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka00d97bddc2398a130e16f590392ba67, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/villa-de-vecchi_02.webp" alt="Villa De Vecchi." title="Villa De Vecchi." width="200" height="134" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:07:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Stranimondi 2026]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002FD"><h1 class="imHeading1">La dodicesima edizione di Stranimondi</h1><h2 class="imHeading2">Con uno spazio più ampio pensato per accogliere un pubblico in costante crescita</h2><div>






<div><em>Stranimondi</em>, il Festival del Libro Fantastico, torna a Milano con un’edizione 2026 più grande e ancora più
ricca, confermandosi come uno degli appuntamenti di riferimento per gli appassionati di fantascienza, fantasy e weird.</div>
<div><br></div>
<div>Le nuove date sono il 17 e 18 ottobre 2026, mentre la manifestazione si sposta in una nuova sede: GADAMES 57 (Via Privata Gadames 57/A, Milano), uno spazio più
ampio pensato per accogliere un pubblico in costante crescita e un numero sempre maggiore di editori e operatori del settore.</div>
<div><br></div><div><script> var showboxlink7a7bbec404cb30320c8fb3826ccad4ee = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/stranimondi2026-newsede_bar.webp','alt': 'La nuova sede di Stranimondi 2026.','title': 'La nuova sede di Stranimondi 2026.','width': 1006,'height': 671,'description': 'La nuova sede di Stranimondi 2026.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7a7bbec404cb30320c8fb3826ccad4ee, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/stranimondi2026-newsede_bar.webp" alt="La nuova sede di Stranimondi 2026." title="La nuova sede di Stranimondi 2026." width="200" height="134" /></a></div><div>La nuova sede di <em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Stranimondi</span></em><span class="fs14lh1-5"> 2026.</span><br></div><div><br></div>
<div>Negli anni, <em>Stranimondi</em><strong> </strong>si è affermato come punto d’incontro imprescindibile per lettori, autori, editori e studiosi del fantastico, offrendo un panorama unico che unisce novità
editoriali, grandi classici e produzioni indipendenti.</div>
<div><br></div>
<div>Come da tradizione, l’identità visiva dell’edizione è affidata a un’illustrazione originale della quale potete già intravedere dei dettagli. Da
oggi è previsto sui nostri canali social un graduale reveal, al termine del quale il 13 giugno annunceremo il nome dell’autore.</div>
<div>Vi possiamo già assicurare che si tratta di un nome italiano di rilievo internazionale nel campo delle illustrazioni del fantastico.</div>
<div>L’illustrazione realizzata per <em>Stranimondi</em><strong> </strong>2026 si inserisce perfettamente in questa traiettoria, offrendo un’immagine intensa e stratificata, in grado di rappresentare lo spirito del festival: un luogo in
cui visioni, narrazioni e mondi possibili si incontrano e si contaminano.</div>
<div><br></div>
<div>Di grande rilievo saranno poi gli ospiti, nazionali e internazionali. Ma su questo torneremo più avanti.</div>
<div>Nei mesi precedenti all’evento, <em>Stranimondi</em><strong> </strong>accompagnerà il pubblico con una serie di anticipazioni e contenuti dedicati, culminando nella presentazione completa dell’edizione 2026.</div>
<div><br></div>
<div><em>Stranimondi</em><strong> </strong>2026 si prepara così a essere un’edizione particolarmente significativa, capace di coniugare continuità e rinnovamento, ampliando i propri spazi senza perdere l’identità che negli
anni lo ha reso un appuntamento unico nel panorama culturale italiano.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink4bbc8953c6de68118fcca4145a16bf4b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/stranimondi2026-logo_ver.webp','alt': 'Il logo di Stranimondi.','title': 'Il logo di Stranimondi.','width': 300,'height': 300,'description': 'Il logo di Stranimondi.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4bbc8953c6de68118fcca4145a16bf4b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/stranimondi2026-logo_ver.webp" alt="Il logo di Stranimondi." title="Il logo di Stranimondi." width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlinkaa78a2c8811e3b36d55d574d21f95c65 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/stranimondi2026-home_bar.webp','alt': 'Le date di Stranimondi 2026.','title': 'Le date di Stranimondi 2026.','width': 851,'height': 315,'description': 'Le date di Stranimondi 2026.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkaa78a2c8811e3b36d55d574d21f95c65, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/stranimondi2026-home_bar.webp" alt="Le date di Stranimondi 2026." title="Le date di Stranimondi 2026." width="200" height="75" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 06:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Comignoli]]></title>
			<author><![CDATA[Sergio Bissoli]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002FC"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Le pozzanghere sono specchi di ghiaccio</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Sotto la luna i tronchi bassi dei meli sono neri e contorti</span></h2><div><div><span class="cf1">Racconto tratto dalla raccolta: Racconti Mistery, oltre 60 racconti di di occultismo, stregoneria, spiritismo, paganesimo, animismo, insolito, mistero edita da </span><span class="cf1"><a href="https://www.lulu.com/" class="imCssLink">Lulu.com</a></span><span class="cf1">.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://www.lulu.com/it/shop/sergio-bissoli/racconti-mistery/paperback/product-qw6m4m.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">ACQUISTA SU LULU</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4eqAy38" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Circa alle due di notte la festa a casa dell’amico Rino sta per finire e Barbara mi chiede di accompagnarla a casa. Mi infilo il cappotto e prendo la ragazza per mano.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando usciamo fuori rimango stupito. É una notte di febbraio. Una luna piccola e bianchissima rischiara la campagna irrigidita dal gelo. La festa calda e rumorosa che abbiamo
lasciato dietro di noi sembra un evento lontano.</span></div>
<div><span class="cf1">La campagna sotto la luna è statica, inanimata, come vetrificata nella morsa dell’inverno. Cautamente muoviamo i primi passi sulla strada bianca.</span></div>
<div><span class="cf1">“Ti sei divertito alla festa? Anche mia nonna fa festa la notte del plenilunio...” sussurra Barbara sottovoce e il suo respiro si condensa in vapore davanti alla bocca.</span></div>
<div><span class="cf1">Restando uniti camminiamo piano nella campagna lucente e silenziosa dove anche il tempo è rallentato. A questa ora della notte sembra di trovarsi in un mondo irreale. Le pozzanghere
sono specchi di ghiaccio. Sento il corpo di Barbara appoggiato al mio e mi sembra di muovermi dentro un sogno. Forse è l’alcool che ho bevuto a farmi questo effetto.</span></div>
<div><span class="cf1">Dopo un ponticello sul fiume la stradina costeggia una distesa di meli appena potati.</span></div>
<div><span class="cf1">Sotto la luna i tronchi bassi dei meli sono neri e contorti. I rami sono scheletrici, minacciosi, con punte, gomiti, corna...</span></div>
<div><span class="cf1">Sento Barbara che si stringe di più a me. Ha il corpo soffice e caldo e mormora:</span></div>
<div><span class="cf1">“Tienimi vicino. Ho paura... Di notte, mia nonna vede persone che si rincorrono tra i meli...”</span></div>
<div><span class="cf1">Procediamo ancora. Nel silenzio si sente solo il rumore cadenzato dei nostri passi.</span></div>
<div><span class="cf1">Finalmente arriviamo in vista delle prime case del villaggio. Sagome di ombre nere e inclinate sormontate dai comignoli. I comignoli sono immobili e sembrano in agguato. Hanno forme
bizzarre, coniche, storte, appuntite...</span></div>
<div><span class="cf1">Ancora la voce emozionata di Barbara che sussurra vicino a me:</span></div>
<div><span class="cf1">“Sento freddo. Nelle notti come questa mia nonna vede persone che escono dai camini...”</span></div>
<div><span class="cf1">Arrivati sotto l’ombra di una casa, ci fermiamo davanti a una porta. Barbara infila la chiave. Gli scatti della serratura sono come colpi di martello. Quando la porta è
aperta lei si volta verso di me:</span></div>
<div><span class="cf1">“Beh. Ciao” dice. Mi dà un bacino sulla guancia e si ritira dentro.</span></div>
<div><span class="cf1">Io mi incammino verso casa mia ma dopo pochi passi sento la porta che si riapre e la voce di Barbara che chiama piano:</span></div>
<div><span class="cf1">“Aspetta. Volevo chiederti...”</span></div>
<div><span class="cf1">Mi volto e resto in attesa. La voce di lei riprende ancora più bassa e impaurita:</span></div>
<div><span class="cf1">“... No. Nulla. Un’altra volta... forse...”</span></div>
<div><span class="cf1">E richiude definitivamente la porta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">(Settembre 1993)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><b><span class="cf1">L'AUTORE</span></b></div><div><span class="cf1">Nato a Verona, ma vissuto quasi sempre nei paesi della pianura veronese. Autodidatta. A 10 anni volevo fare il regista. Frequentavo le cabine dei cinema, compravo vecchi proiettori. Poi abbandonai tutto per le difficoltà di attrezzarmi. A 11 anni seppi che sarei diventato scrittore. Nel corso degli anni ho esplorato la letteratura inglese, francese, polacca, rumena, ungherese, scandinava. Ho letto quasi tutti i filosofi occidentali, orientali e gli esoteristi. Mi sono interessato di psicanalisi, botanica, astronomia. Negli anni ’60 ho incominciato a fotografare saltuariamente. Negli anni ’80 ho fotografato sistematicamente edifici, ambienti, paesaggi, personaggi. Nel 2006 ho incominciato a filmare realizzando oltre mille video visibili su youtube.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><a href="https://www.lulu.com/it/shop/sergio-bissoli/racconti-mistery/paperback/product-qw6m4m.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">ACQUISTA SU LULU</a></span><span class="cf1"> #ad</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4eqAy38" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkae8decf3d5586f9227165b671947b9d0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/comignoli-cover_bar.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1440,'height': 1080,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkae8decf3d5586f9227165b671947b9d0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/comignoli-cover_bar.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="151" /></a></div><div><script> var showboxlinkbabfbfb490b13782f5466b2bde7055a0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/comignoli-sergio-bissoli-autore_vr.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 427,'height': 510,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbabfbfb490b13782f5466b2bde7055a0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/comignoli-sergio-bissoli-autore_vr.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="180" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 07:04:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Arcadian di Benjamin Brewer]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002FB"><h1 class="imHeading1">Film sorprendentemente decente</h1><h2 class="imHeading2">Recitato in modo degno, con un setting che incuriosisce</h2><div>






<div><strong>Arcadian (Canada, Usa, Irlanda 2024)</strong></div>
<div><em>Regia: Benjamin Brewer. Soggetto e Sceneggiatura: Mike Nilon. Produzione: Nicolas Cage, Arianne Fraser, Mike Nilon, Delphine Perrier, Braxton Pope, David M. Wulf. Produttori esecutivi:
Macdara Kelleher, Richard Lechartier, Andrew C. Robinson, Jamal Sannan, Jared Underwood, Jake Van Wagoner, Slava Vladimirov e Henry Winterstern. Fotografia: Frank Mobilio. Montaggio: Kristi Shimek. Effetti speciali: Aidan
Byrne, Brendan Byrne, Jonathan Majury-Harris e Brian 'Joker' Mulvey. Musiche: Kristin Gundred, Josh Martin. Scenografia: Shane McEnroe. Costumi: Gwen Jeffares. Trucco: Linda Gannon e Lorraine McCrann. Casa di Produzione:
Aperture Media Partners, Highland Film Group, Redline Entertainment e Saturn Films. Distribuzione: Minerva Pictures. Paese di Produzione: Canada, Stati Uniti d'America, Irlanda. Anno: 2024. Lingua: inglese. Durata: 92'.
Genere: Orrore, Fantascienza, Azione, Thriller. Interpreti: Nicolas Cage (Paul), Jaeden Martell (Joseph), Maxwell Jenkins (Thomas), Sadie Soverall (Charlotte), Samantha Coughlan (Mrs. Rose), Joe Dixon (Mr. Rose), Joel Gillman
(Hobson).</em></div>
<div><br></div>
<div>Non sapevo niente di questo film e l’ho scoperto per puro caso nel catalogo di Amazon Prime, tra l’altro cercando un film trash. Premetto che invece non lo è. Si
tratta di un post apocalittico a tinte horror con, tra i protagonisti, <strong>Nicholas Cage</strong>. Il buon, vecchio, pazzo, Nick. L’ho visto solo perché c’era lui.</div>
<div><br></div>
<div>Il film comincia con un uomo che fugge in una città mezza distrutta. Non si sa da cosa scappa, ma trova e porta con sé due neonati. Balzo temporale in avanti di quindici
anni e l’uomo adesso vive con due figli adolescenti. Joseph che è un genio e quindi un po’ imbranato nelle cose pratiche e Thomas che è atletico, scemo, e pensa solo alle donne. Non si capisce né
come è finito il mondo né quale sia l’attuale minaccia. Vivono in campagna e rientrano appena cala il sole, perché la notte qualcosa gli artiglia le porte di casa. Per un motivo facilmente intuibile
succederà un macello e il precario equilibrio della casa isolata verrà sconvolto fino alle fondamenta (che non ci sono) rivelando anche la mostruosa natura di cosa li minaccia.</div>
<div><br></div>
<div>Nonostante il film ricada in alcuni cliché, ho preferito tenermi sul vago perché in diversi punti non sai in quale ricadrà e questo fa parte del suo “mistero”.
L’atmosfera è quella da film sugli zombie, ma invece non è questo il tema. Ci sono molte idee che ho trovato carine. In primo luogo, la nuova generazione non sa cosa sia successo per distruggere il mondo.
Non viene mai detto neanche allo spettatore e l’idea che sia tutta colpa delle nemesi del film è improbabile. Loro sono arrivati dopo qualcos’altro, che non si sa. Il tutto viene reso nei dialoghi tra i
ragazzi in un modo semplice, ma efficace. L’andamento della storia è semplicissimo e banale, si adatta a tutti gli horror del genere, ma i mostri sono invece molto creativi.</div>
<div>Le creature del film sembrano pensate con cura. Scritte con un’idea in mente che è ricavata dal funzionamento di diversi animali, che esistono realmente, poi potenziata
da un’intelligenza quasi umana. Sono interessanti nella loro stranezza, oltre che essere il mistero maggiore del film (si mostrano poco per volta, praticamente a pezzi). Tutta questa estrosità trova il suo culmine
ne “l’invenzione della ruota” che invece è un’idea delirante e pesantemente trash che qualcuno deve aver trovato “fica”. Qualcuno di ubriaco.</div>
<div>Come nota di colore, questo film spiega l’evoluzione della società moderna in modo semplice. Due fratelli: uno è un genio e vive isolato, l’altro è
un coglione, mette a repentaglio la vita di tutti, e procrea.</div>
<div><br></div>
<div>Nonostante sia un film con un’ambientazione bucolica e scenari semplici, gli effetti speciali usati per le creature sono molto buoni. Credo che in alcune scene siano stati usati
degli effetti artigianali quindi non solo CGI. Come già detto in precedenza, le creature sono “belle” e ben fatte, ma soprattutto sono bene amalgamate con lo sfondo. Sembrano reali in tutto e per tutto e
questo le rende ancora più distortamente incuriosenti. Ovviamente, l’unica cosa surreale è la famigerata “ruota” dove si nota un po’ che è un effetto, ma si spiega da sé.
Quando la vedrete, capirete.</div>
<div><br></div>
<div>Il cast è discreto. <strong>Nicholas Cage</strong>, purtroppo, non è il protagonista del film. Questa grave mancanza lo porta a recitare normalmente. Niente eccessi di espressioni e addirittura un ruolo che varia (a seconda dell’atto del film) dallo
smorto, all’eroe d’azione esagerato. <strong>Jaeden Martell</strong> e <strong>Maxwell Jenkins</strong>, nei ruoli di Joseph e Thomas, sono i veri protagonisti dei film e non sono poi male. Addirittura spezzo una lancia a favore di <strong>Sadie Soverall</strong>, la fidanzatina post apocalittica che non sa piangere, ma almeno fa vibrare la palpebra. Apprezzo lo sforzo.</div>
<div><br></div>
<div>Che dire? <em>Arcadian</em> è un film sorprendentemente decente. Recitato in modo degno, con un setting che incuriosisce e le
giuste atmosfere.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc0787e44e6f22997c6eee01d3046f8da = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Arcadian-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 724,'height': 1079,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc0787e44e6f22997c6eee01d3046f8da, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Arcadian-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="299" /></a></div><div><script> var showboxlinkcf832f24e8aee753653ff5a9207db346 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Arcadian-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1296,'height': 729,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcf832f24e8aee753653ff5a9207db346, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Arcadian-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=TskRxedYYdM">https://www.youtube.com/watch?v=TskRxedYYdM</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 06:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Offshore di Germano Hell Greco]]></title>
			<author><![CDATA[Valerio Santori]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002F9"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un'opera densa</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che scava nelle ferite profonde della mente umana</span></h2><div>






<div><em class="cf1">L’abisso dell’isolamento e il collasso della civiltà: una lettura di Offshore di Germano Hell Greco</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4vwA94Z" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4epgvSB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nel panorama della narrativa speculativa e distopica indipendente, il nome di <strong>Germano Hell Greco</strong> è da tempo associato a una capacità non comune di sondare le declinazioni più oscure del collasso antropico. Dopo aver attirato l'attenzione
della critica e degli appassionati con una precedente opera che declinava lo scenario epidemico attraverso una lente fortemente evocativa e ricca di richiami visivi, l'autore torna a confrontarsi con lo sfacelo della razza
umana. Con <em>Offshore</em>, <strong>Greco</strong> sceglie deliberatamente di allontanarsi dai sentieri narrativi già battuti per abbracciare una nuova prospettiva geopolitica e psicologica, mantenendo però inalterata quella cifra stilistica plumbea
e oppressiva che costituisce il vero marchio di fabbrica delle sue visioni. Il risultato è un’opera densa, che non si limita a fotografare le macerie del mondo, ma scava nelle ferite profonde della mente umana
quando questa viene privata di ogni legame sociale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La cornice temporale si stabilisce in un passato recente e alternativo, collocato attorno alla metà dello scorso decennio. La fine dell'ordine globale non è determinata
dai classici scenari della fantascienza bellica, bensì dall'improvvisa e incontrollabile diffusione di un agente patogeno di natura proteica, capace di alterare irrimediabilmente il comportamento dei contagiati.
In un lasso di tempo spaventosamente ridotto, l'epidemia trasmuta la popolazione colpita in una massa di predatori privi di coscienza, cancellando la complessa impalcatura delle nazioni moderne. A peggiorare una situazione
già catastrofica intervengono l'inevitabile collasso dei mercati finanziari, la penuria di risorse e lo scoppio di guerre regionali, fattori che agiscono da catalizzatori per l'estinzione della vita civile organizzata.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">È in questo scenario di devastazione totale che si inserisce la parabola esistenziale di Geremia, il protagonista della vicenda. L'uomo ha trovato un precario e spettrale
rifugio su una stazione di produzione di energia eolica situata nelle acque dell'Oceano Indiano. La scelta di questa ambientazione geografica si rivela particolarmente felice: la terraferma che si intuisce all'orizzonte
è una penisola asiatica devastata non solo dalla densità demografica, ma anche dalle conseguenze radioattive di un recente e disastroso conflitto nucleare combattuto tra le potenze locali. Geremia non possiede
i tratti idealizzati del salvatore della patria, né la sofisticata oscurità dell'antieroe moderno. È, più semplicemente, un individuo plasmato dall'urgenza della sopravvivenza, un uomo caratterizzato
da un pragmatismo ruvido e da uno straordinario spirito di adattamento alle circostanze più estreme.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'architettura del romanzo si sviluppa attraverso un meccanismo diaristico di grande efficacia immersiva. La voce narrante si esprime per mezzo di registrazioni informatiche sul
diario di bordo della struttura, un espediente che consente al lettore di accedere direttamente alla mente frammentata del protagonista. Questo flusso di pensieri oscilla costantemente tra un presente dominato dalla monotonia
dell'orizzonte oceanico e i ricordi allucinati del passato. Geremia rievoca infatti il periodo in cui, per ragioni professionali, si trovò bloccato sul continente proprio nel momento dell'esplosione del contagio.
Le sezioni descrittive dedicate alle metropoli asiatiche al collasso rappresentano uno dei vertici qualitativi del libro: l'autore dipinge con tratti taglienti e privi di retorica una società in cui l'isteria
collettiva si fonde con il risveglio di antichi culti e tradizioni religiose ancestrali, usate come disperato scudo psicologico contro l'orrore della carne.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Da un punto di vista stilistico, la prosa di <strong>Greco</strong> si distingue per una crudezza espressiva che non concede sconti a chi legge. Le riflessioni del protagonista, costantemente minate dal sospetto e dall'instabilità mentale, si intrecciano con incubi
dove la violenza, l'elemento corporeo e la patologia si fondono in un unico magma perturbante. Si tratta di una scelta radicale, che potrebbe respingere il pubblico abituato alle declinazioni più edulcorate o commerciali
dell'intrattenimento horror contemporaneo, popolato da creature mitologiche romanzate o da dinamiche consolidate. Al contrario, questo romanzo si colloca a siderale distanza dai cliché dei catastrofismi seriali,
preferendo un'indagine spietata sulla solitudine estrema e sul destino dell'individuo isolato in un pianeta ormai morente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un ulteriore elemento di pregio è la spiccata vocazione visiva della narrazione. Il testo possiede una scansione dei tempi che richiama la precisione geometrica di una produzione
cinematografica breve, dove ogni singola sequenza concorre alla costruzione della tensione. Questa gestione del ritmo trova il suo culmine in un epilogo dal sapore testimoniale, una conclusione strutturata come una finta documentazione
storica che suggella l'opera con straordinaria coerenza e forza drammatica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In definitiva, <em>Offshore</em> si propone come una lettura imprescindibile per gli amanti della letteratura post-apocalittica più
rigorosa, un'opera capace di unire il respiro della grande distopia geopolitica alla claustrofobia di un thriller psicologico d'alto profilo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Germano, laureato in lettere, è conosciuto in rete anche come Germano M e Germano Hell Greco.</span></div>
<div><span class="cf1">Dal 2009 è blogger, ha fondato <em>Book and Negative</em> e ne cura ancora oggi, quotidianamente, i contenuti. Dal 2014 è anche editor freelance. Dal 2015 collabora con <em>Acheron Books</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">È l’ideatore dell’ambientazione 2MM DARKEST (#2MMDarkest) e autore del ciclo di romanzi a essa dedicata, e del premio <em>Boomstick Award</em>, nonché dell’ambientazione fantascientifica <em>Le Storie di Perfection</em>, e degli ebook relativi.</span></div>
<div><span class="cf1">È &nbsp;l’autore di <em>Girlfriend from Hell</em>, volume piuttosto noto del Progetto Survival Blog, che vanta più di 17.500 download. Attualmente è una delle menti dietro al progetto narrativo <em>Risorgimento di Tenebra</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Adora viaggiare, scrivere narrativa e fiabe, cucinare e sogna di vivere in Antartide.</span></div>
<div><span class="cf1">Ha un gatto, si chiama Rollo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Offshore</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Germano Hell Greco</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Independently published</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 20 marzo 2023</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 82</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 13.97 x 0.53 x 21.59 cm</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 6,00 € - eBook 1,00 €</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 979-8387759512</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinkc75a1f926295b5aa938a0e5708c59589 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Offshore-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 699,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc75a1f926295b5aa938a0e5708c59589, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Offshore-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a></div><div><script> var showboxlinkad694d36a8ac1f996b4cc3dfba90fc40 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Germano-Hell-Greco_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 300,'height': 300,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkad694d36a8ac1f996b4cc3dfba90fc40, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Germano-Hell-Greco_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 07:37:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Stretta la foglia, larga la via]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002F7"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Fiabe scelte di Luigi Capuana</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Tra i grandi protagonisti del Verismo italiano</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità del libro <em>Stretta la foglia, larga la via</em> di <strong>Luigi Capuana</strong> edito da Nero Press Edizioni con le illustrazioni di <strong>Roberta Guardascione</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Considerato tra i grandi protagonisti del Verismo italiano, <strong>Luigi Capuana</strong> ha il merito di portare il suo sguardo lucido sulla realtà anche nel territorio del fantastico. </span></div>
<div><span class="cf1">Le sue fiabe recuperano la materia popolare siciliana e la trasformano in racconti ruvidi e oscuri, attraversati da una morale severa: ogni azione ha conseguenze, ogni desiderio può
diventare avidità.</span></div>
<div><span class="cf1">In queste storie non ci sono soltanto incantesimi, reami lontani e prove da superare. Ci sono fame, paura, invidia, desiderio di riscatto. Bambini e principesse costretti a salvarsi da
soli, giovani poverissimi chiamati a dimostrare il proprio valore, potenti capricciosi e crudeli, famiglie sull’orlo della rovina, magie che non cancellano la miseria del mondo ma la rendono ancora più evidente.</span></div>
<div><span class="cf1">Perché certe storie sembrano nate per i bambini, ma parlano con forza anche agli adulti. Oggi, come accadeva già più di un secolo fa.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">La prefazione di Laura Platamone</strong></div>
<div><span class="cf1">C’è da qualche parte, in uno di quei vecchi album di fotografie che nessuno apre quasi più - perché viviamo ormai invischiati nel mondo digitale, in cui i ricordi
restano imprigionati negli archivi dei nostri smartphone - una foto di me bambina addormentata accanto a un libro. Il viso abbandonato sul cuscino e, lì vicino, un volume ancora aperto, troppo grande per le mani di
una bimba. Quel libro è C’era una volta… di Luigi Capuana.</span></div>
<div><span class="cf1">Per molti anni, tra la tarda infanzia e la prima adolescenza, le fiabe di Capuana sono state le mie fiabe della buonanotte. Le leggevo e le rileggevo senza sapere davvero chi fosse
il loro autore, senza conoscere il Verismo, senza immaginare il ruolo che Capuana aveva avuto nella Letteratura italiana. Per me erano soltanto storie. Ma erano comunque diverse da tutte le altre e per questo attraevano la
mia attenzione. </span></div>
<div><span class="cf1">Tra quelle pagine non c’era la leggerezza rassicurante di certe fiabe “addomesticate”, né il luccichio un po’ artificiale dei castelli incantati che
ci propinavano certi cartoni animati. Nessuna principessa in attesa di essere salvata, né mondi ordinati in cui il bene e il male si presentavano come entità opposte, con facce semplici e riconoscibili. </span></div>
<div><span class="cf1">Nelle fiabe di Capuana, invece, trovavo, fame, paura, invidia, prepotenza, astuzia, dolore. Bambine e ragazze costrette a cavarsela da sole, giovani poverissimi chiamati a dimostrare
il proprio valore, famiglie sull’orlo della rovina spesso costrette a sacrificare tutto, figure potenti e crudeli pronte a schiacciare i più fragili senza alcun rimorso.</span></div>
<div><span class="cf1">Erano fiabe piene di crudeltà e orrore, eppure non mi respingevano. Al contrario, mi attiravano proprio perché non mentivano cercando di edulcorare la realtà.</span></div>
<div><span class="cf1">Rileggerle oggi significa tornare a quello stesso stupore, ma con uno sguardo diverso. Significa accorgersi che dietro la meraviglia si muove un mondo vero e concreto: quello del Mezzogiorno
d’Italia, attraversato dalla miseria, dalle disuguaglianze, da rapporti sociali durissimi, il mondo di un’Italia unita da poco e già segnata da profonde fratture interne. </span></div>
<div><span class="cf1">Tutto questo, però, Capuana, nelle sue fiabe, non lo racconta come farebbe in un romanzo verista. Non lo spiega, non lo denuncia apertamente, non trasforma la fiaba in un trattato
sociale. E, nonostante ciò, lo lascia emergere ovunque. Lo fa filtrare nelle case povere, nei padri disperati, nelle madri incapaci di proteggere i figli, nei re capricciosi, nei fratelli invidiosi, nei ricchi avidi,
nei potenti che abusano del proprio ruolo. La fiaba diventa così una lente deformante e rivelatrice che ruotata e indirizzata dalla mano dell’autore ingrandisce e trasfigura, lascia emergere simbolismi e parallelismi.</span></div>
<div><span class="cf1">Ma come ha potuto, Luigi Capuana, noto come uno dei maggiori protagonisti del Verismo italiano. Critico, narratore, teorico, amico e sostenitore di Giovanni Verga, accostarsi al mondo
semplice e ludico della fiaba? </span></div>
<div><span class="cf1">Nella prefazione a C’era una volta... è proprio lui a raccontarlo, dice di come un giorno si ritrovò a scrivere una breve storia per un bimbo, e avendone tratto
gioia nonché apprezzamento decise di riprovarci continuando a scrivere fiabe per i suoi nipotini. Una produzione, quindi, che nasce quasi per gioco, per rispondere a un bisogno affettuoso prima ancora che letterario.
</span></div>
<div><span class="cf1">Capuana stesso presentò le sue fiabe con una certa prudenza, quasi come una parentesi nata in ambito familiare non una precisa tappa della sua carriera letteraria.</span></div>
<div><span class="cf1">A un intellettuale abituato a misurarsi con la critica, il romanzo, il teatro, il dibattito culturale e la grande questione del verismo, la fiaba doveva apparire di certo come un territorio
poco solenne e prestigioso. </span></div>
<div><span class="cf1">La fiaba, del resto, non è mai stata un genere minore. È stata spesso trattata come tale perché associata all’infanzia, alla tradizione orale, alla dimensione
domestica e popolare, ma proprio in questa apparente semplicità conserva una forza antichissima. Le fiabe parlano per simboli, ma non per questo lo fanno in modo ingenuo. Al contrario, sanno affrontare ciò che
altri generi talvolta addolciscono: la fame, l’abbandono, la violenza, l’ingiustizia, la paura di non farcela, il desiderio di riscatto. Nelle fiabe di Capuana tutto questo è presente con una limpidezza
crudele.</span></div>
<div><span class="cf1">I suoi personaggi non sono figurine decorative né burattini trascinati dagli eventi. Sono creature vive, spesso sole, spesso messe alla prova da un mondo ostile. Devono usare
l’intelligenza quando non hanno forza, la gentilezza quando intorno domina la cattiveria, la fermezza mentre tutto sembra spingerli alla resa. Le principesse non sono creature fragili da liberare: sono loro a salvarsi,
a scegliere, a resistere. I poveri non sono soltanto vittime: possono essere scaltri, generosi, coraggiosi, ma anche tentati dall’errore. I potenti non sono necessariamente nobili: spesso sono ridicoli, ingordi, ciechi,
dominati da capricci e passioni basse. E chi sbaglia, in questo universo narrativo, paga sempre un prezzo altissimo.</span></div>
<div><span class="cf1">In esse il lato peggiore dell’animo umano emerge senza troppe maschere. L’invidia corrode, l’avidità divora, la superbia acceca, la malvagità si ritorce
contro chi la pratica. Esiste una morale, com’era naturale nella tradizione fiabesca, ma non è una morale addomesticata o zuccherosa. Non ha il tono della lezione impartita dall’alto. Non dice semplicemente
ai bambini cosa devono fare e cosa non devono fare. È piuttosto uno sguardo severo che giudica e ricorda che ogni azione produce conseguenze e chi le compie ne è sempre responsabile.</span></div>
<div><span class="cf1">Le fiabe di Capuana sono fiabe oscure, a tratti nere. Per questo, rispetto ad altre, meritano un posto d’onore tra i volumi Nero Press. Scegliere quali inserire nella raccolta
non è stato facile e devo ringraziare Marco Battaglia, curatore della collana Infinito, che si è occupato della selezione. Le sue scelte ci consentono di offrirvi questo volume in cui oltre a quelle che riteniamo
essere tra le migliori fiabe di Capuana, c’è anche una varietà umana adatta a far emergere il senso più profondo della produzione fiabistica dell’autore siciliano. </span></div>
<div><span class="cf1">Pubblicarle oggi significa, per me, compiere un doppio movimento: da una parte, è un ritorno personale, un tuffo in quel libro aperto accanto al letto; dall’altra, è
un gesto di riscoperta. Significa riportare alla luce una parte dell’opera di Capuana che merita di essere letta come tassello fondamentale del suo mondo letterario.</span></div>
<div><span class="cf1">Perché in queste fiabe c’è letteratura, e ce n’è molta. C’è una lingua capace di custodire il sapore del racconto orale senza rinunciare
alla costruzione artistica. C’è il patrimonio della tradizione popolare rielaborato da uno scrittore consapevole. C’è il Verismo che, pur cambiando abito, continua a respirare sotto la superficie
del meraviglioso. E c’è, soprattutto, una visione del mondo in cui il fantastico non serve a fuggire dalla realtà, ma a mostrarne meglio le ferite.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Luigi Capuana nacque a Mineo, vicino a Catania, nel 1839. </span></div>
<div><span class="cf1">In seguito visse a Firenze,Milano, Roma, Catania, dove frequentò ambienti letterari prestigiosi e fu tra le figure decisive nel rinnovamento della narrativa italiana di fine Ottocento.</span></div>
<div><span class="cf1">La sua carriera letteraria cominciò lontano dall’immagine dello scrittore chiuso nello studio. Egli fu infatti giornalista, critico teatrale, fotografo dilettante, uomo
politico, insegnante, studioso di spiritismo e di psicologia, intellettuale sempre attratto da ciò che stava sulla soglia tra realtà e mistero. </span></div>
<div><span class="cf1">Il suo nome è legato soprattutto al Verismo, movimento di cui fu non solo autore, ma anche teorico e promotore. Insieme a Giovanni Verga e Federico De Roberto contribuì
a dare forma a una letteratura nuova, capace di raccontare la realtà senza abbellirla, senza trasformarla in consolazione. Il Verismo voleva rappresentare la vita così com’era nel preciso momento storico
in cui si sviluppa: aspra, contraddittoria, segnata dall’ambiente sociale e dalla condizione economica. </span></div>
<div><span class="cf1">Tra le sue opere più note si ricordano Giacinta, romanzo pubblicato nel 1879 e considerato uno dei primi esempi del naturalismo italiano, e Il marchese di Roccaverdina, uscito
nel 1901, forse il suo capolavoro: una storia cupa di colpa, desiderio, ossessione e rovina morale, in cui il verismo si intreccia all’indagine quasi psicologica dell’animo umano. </span></div>
<div><span class="cf1">Ma ridurre Capuana al solo Verismo o alle sue opere più note, sarebbe ingiusto. La sua produzione fu vastissima e varia: romanzi, novelle, saggi critici, articoli, testi teatrali,
racconti fantastici, fiabe. </span></div>
<div><span class="cf1">In queste ultime lo scrittore sembra allontanarsi dal verismo, ma in realtà porta con sé lo stesso sguardo lucido e attento alla realtà sociale. Le sue fiabe,
infatti, non sono semplici racconti per bambini ma esplorano territori ambigui, popolati da prove crudeli, fame, inganni, metamorfosi, e desiderio di rivalsa. </span></div>
<div><span class="cf1">Capuana recupera la materia popolare siciliana e la rielabora con gusto letterario, restituendo un immaginario arcaico, spesso più ruvido e inquieto di quanto ci si aspetti
dalla parola “fiaba”. </span></div>
<div><span class="cf1">Capuana fu inoltre un appassionato di fotografia, pratica ancora relativamente giovane nell’Ottocento, e questo dice molto del suo modo di guardare il mondo: fissare un volto,
un corpo, un’espressione, cogliere il dettaglio rivelatore. In fondo, anche la sua scrittura funziona così perché mette a fuoco, illumina e immortala ciò che l'occhio umano coglie nella realtà.
Ma la sua opera ci ricorda che la realtà non è mai una sola: c’è quella visibile, fatta di paesi, famiglie, denaro, desideri e colpe; e poi c’è quella più profonda, dove sopravvivono
paure antiche, voci popolari, magie crudeli e domande senza risposta.</span></div>
<div><span class="cf1">Morì a Catania nel 1915, lasciando un’eredità letteraria ampia e variegata.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Stretta la foglia, larga la via</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Luigi Capuana</span></div>
<div><span class="cf1">Illustratore: Roberta Guardascione</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: infinito</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Nero Press Edizioni</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 25 maggio 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 188</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensioni: 21.55 x 1.57 x 28.54 cm</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 24,90 €</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN-13: 979-1281435438</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4xefPXU" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink1915606344250a388341688c7c527748 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/stretta-foglia-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 812,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Capuana-immagine2.webp','alt': 'Alcune illustrazioni (I tre anelli).','title': 'Alcune illustrazioni (I tre anelli).','width': 716,'height': 1079,'description': 'Alcune illustrazioni (I tre anelli).'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Capuana-immagine3.webp','alt': 'Alcune illustrazioni (La figlia dell\\\'orco).','title': 'Alcune illustrazioni (La figlia dell\\\'orco).','width': 702,'height': 1080,'description': 'Alcune illustrazioni (La figlia dell\'orco).'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Capuana-immagine1.webp','alt': 'Alcune illustrazioni (Capuana).','title': 'Alcune illustrazioni (Capuana).','width': 1153,'height': 792,'description': 'Alcune illustrazioni (Capuana).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1915606344250a388341688c7c527748, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/stretta-foglia-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro con alcune illustrazioni." title="La copertina del libro con alcune illustrazioni." width="200" height="266" /></a></div><div><script> var showboxlinkbec5154f50da522e20e676a6ef2624a2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/luigi-capuana_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 400,'height': 540,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbec5154f50da522e20e676a6ef2624a2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/luigi-capuana_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="203" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 06:12:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Scomparsa Zeudi Araya]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
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<div>Muore <strong>Zeudi Araya</strong> (Decamerè, 10 febbraio 1951 - Roma, 24 maggio 2026), la bellissima attrice eritrea che sconvolse
il cinema esotico-erotico italiano degli anni Settanta. Miss Eritrea, di famiglia aristocratica, figlia di un politico e nipote di un ambasciatore, la ricordiamo in televisione mentre beve un Caffè Tazza Oro, occasione
pubblicitaria in cui la conosce al bravo <strong>Luigi Scattini</strong> - regista poco ricordato, ma <em>Il Foglio Letterario</em> gli ha dedicato un libro - che la fa esordire al cinema. Il primo film di <strong>Zeudi</strong> è <em>La ragazza dalla pelle di luna</em><strong> </strong>(1972), dove interpreta una ragazza caraibica che insidia la tranquillità di un matrimonio, visto il suo prorompente erotismo, ma alla fine agisce in modo tale da far
ricomporre la coppia borghese. <strong>Luigi Scattini</strong> diventa il regista preferito della fascinosa eritrea che vediamo nei successivi <em>La ragazza fuoristrada</em> (1973) - con <strong>Lucretia Love</strong> e <strong>Luc Merenda</strong>, anche qui la bella africana è utilizzata in versione tropicale ed è una ragazza che prova nostalgia della sua terra
- e <em>Il corpo</em> (1974), basato sulla bellezza assoluta della nostra attrice. La popolarità di <strong>Zeudi</strong> dura una decina d’anni, nel corso dei quali incide un disco a 45 giri (<em>Oltre l’acqua del fiume</em> / <em>Maryam</em>), partecipa ad alcune trasmissioni televisive, infine la vediamo al cinema con <em>La preda</em> (1974) diretta da <strong>Domenico Paolella</strong>, <em>La peccatrice</em> (1975) di <strong>Pier Luigi Pavoni</strong> e il comico <em>Il signor Robinson, mostruosa storia d’amore e d’avventura</em> (1976) di <strong>Sergio Corbucci</strong>, partner di un <strong>Paolo Villaggio</strong> nei panni di una sorta di Fantozzi approdato su un’isola deserta. I suoi ultimi film sono l’interessante <em>Giallo napoletano</em> (1979) - sempre di <strong>Corbucci</strong> -, <em>Tesoromio</em> (1979) di <strong>Giulio Paradisi</strong>, <em>I paladini: storia d’armi e d’amori</em> (1983) di <strong>Giacomo Battiato</strong> e <em>Il giorno prima</em> (1987) di <strong>Giuliano Montaldo</strong>. Arancia d’oro nel 1973 come miglior attrice, si ritira dalle scene nei primi anni Novanta, dopo aver sposato
il produttore <strong>Franco Cristaldi</strong> con cui gestisce le aziende di famiglia (alcune tenute in Val d’Era, zona Volterra) e collabora alla fase produttiva dei
film, cosa che ha continuato a fare anche dopo la morte del coniuge. Ha sposato in seconde nozze il regista <strong>Massimo Spano</strong>, dal quale ha avuto un figlio. <strong>Zeudi</strong> si è presentata ancora una volta in televisione intervistata da <strong>Daniele Luttazzi</strong> (<em>Satyricon</em>) e da <strong>Cristina Parodi</strong> ne <em>La vita in diretta</em>. Ci ha lasciato presto la nostra eterna <em>ragazza dalla pelle di luna</em>, appena 75 anni, da poco compiuti, dopo lunga malattia.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink52dc873fbd0087222ca1d72d1b341ca9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/zeudi-villaggio_bar.webp','alt': 'Paolo Villaggio e Zeudi Araya.','title': 'Paolo Villaggio e Zeudi Araya.','width': 1634,'height': 1080,'description': 'Paolo Villaggio e Zeudi Araya.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink52dc873fbd0087222ca1d72d1b341ca9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/zeudi-villaggio_bar.webp" alt="Paolo Villaggio e Zeudi Araya." title="Paolo Villaggio e Zeudi Araya." width="200" height="133" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 09:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il volto e altri racconti di E.F. Benson]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002F5"><h1 class="imHeading1">Antologia di quattro racconti</h1><h2 class="imHeading2">Una piccola mappa del soprannaturale pre-lovecraftiano</h2><div>






<div><em>Il volto e altri racconti scelti da H.P. Lovecraft</em></div>
<div><em>Fantasmi, apparizioni, cimiteri, case maledette, esseri misteriosi, antiche leggende… I grandi temi dell'horror classico in quattro racconti scelti da H. P. Lovecraft.</em> </div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>Prima di questa edizione della collana “La Biblioteca di Lovecraft”, curata da <strong>Jacopo Corazza </strong>e <strong>Gianluca Venditti </strong>per Agenzia Alcatraz all'interno della collana “La Biblioteca di Lovecraft, <strong>E. F. Benson </strong>era già apparso in Italia grazie al volume Newton Compton <em>Tutti i racconti di fantasmi </em>(1995), che per lungo tempo ha rappresentato l’unica raccolta organica disponibile in italiano dei suoi racconti soprannaturali. Con questa nuova pubblicazione il suo lavoro viene invece reinserito in un
contesto critico più esplicito, legato alla figura di <strong>H. P. Lovecraft </strong>e alla sua lettura della narrativa del soprannaturale inglese. La presente antologia contiene quattro racconti disposti in ordine crescente di intensità e ambiguità, tutti costruiti sull’idea
che l’orrore non si presenti mai in modo netto, ma agisca per infiltrazione nella realtà.</div><div><br></div>
<div>Il primo racconto, <em>Il volto</em> (The Face), introduce subito questa poetica. Non c’è una creatura o un evento
preciso: l’orrore si manifesta come una sorta di segno di morte che grava su alcuni personaggi, anticipando ogni loro destino. È una minaccia silenziosa, quasi impersonale, che non colpisce ma “annuncia”
la fine, rendendo l’intera storia una lenta attesa dell’inevitabile. Segue <em>L’uomo che andò troppo lontano</em> (The Man Who Went Too Far), forse il racconto più mitico della raccolta. Qui il soprannaturale assume una dimensione panica e primordiale: il contatto con la natura, con ciò che è pre-umano,
si trasforma in una soglia pericolosa. L’influenza di Pan e di un paganesimo arcaico diventa il motore di una storia in cui l’estasi e la perdita di sé coincidono. Il terzo racconto, <em>Negotium Perambulans</em>, è uno dei più inquietanti dell’intera selezione. Qui il male non ha forma visibile ma si comporta come una presenza che “cammina”
tra le persone, legata a un contesto religioso e a una logica di contaminazione invisibile. Nell’introduzione, <strong>Besana</strong> evidenzia come questa idea di un’azione occulta ma diffusa nel tessuto sociale richiami da vicino certe dinamiche de <em>L’orrore di Dunwich</em>, dove l’orrore non è mai solo individuale ma si propaga nello spazio e nella comunità. Chiude la raccolta <em>Il corno dell’orrore</em> (The Horror-Horn), che sposta l’ambientazione in territori montani e isolati. Qui il soprannaturale prende la forma di una creatura non del tutto
definita, collocata ai margini del mondo umano. Anche in questo caso <strong>Benson</strong> evita ogni spiegazione esplicita: ciò che conta è la distanza, l’isolamento, e la sensazione che esista qualcosa di antico e non classificabile oltre il confine del noto.</div><div><br></div>
<div>Nel complesso, il volume funziona come una piccola mappa del soprannaturale pre-lovecraftiano: <strong>Benson</strong> non costruisce mai l’orrore attraverso l’evento, ma attraverso la sua progressiva insinuazione nella realtà, lasciando sempre qualcosa fuori campo.
Le illustrazioni di <strong>Domenico V. Venezia </strong>accompagnano i testi senza chiuderli visivamente, mantenendo quell’ambiguità che è perfettamente
coerente con l’impianto della collana.</div>
<div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Edward Frederic Benson, noto come E.F. Benson (1867-1940), è stato uno scrittore, archeologo e atleta britannico. Figlio dell'Arcivescovo di Canterbury, è famoso soprattutto
per i suoi brillanti romanzi umoristici e satirici (come il celebre ciclo di <em>Lucia</em>) e per i suoi racconti di fantasmi e del perturbante.</div>
<div><br></div><div><br></div>
<div><i>Il volto e altri racconti scelti da H.P. Lovecraft</i></div>
<div><i>Autore: Edward Frederic Benson</i></div>
<div><i>Curatore: Jacopo Corazza, Gianluca Venditti</i></div>
<div><i>Traduttore: Lucio Besana, Diego Bertelli</i></div>
<div><i>Illustratore: Domenico V. Venezia</i></div>
<div><i>Editore: Agenzia Alcatraz</i></div>
<div><i>Collana: La Biblioteca di Lovecraft</i></div>
<div><i>Anno: 10 aprile 2026</i></div>
<div><i>Pagine: 170</i></div>
<div><i>Dimensioni: 12.1 x 1.5 x 19 cm</i></div>
<div><i>Prezzo: 17,00 €</i></div>
<div><i>ISBN-13: 978-8885772731</i></div>
<div><br></div>
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			<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 08:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'enigma di Glamis]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002F4"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">L'oscuro maniero scozzese</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una delle fortezze più affascinanti e cariche di storia dell'intero Regno Unito</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Il Castello di Glamis, situato nella pittoresca e nebbiosa regione dell'Angus in Scozia, sorge maestoso come una delle fortezze più affascinanti e cariche di storia dell'intero
Regno Unito. Famoso per essere la dimora d'infanzia della Regina Madre Elisabetta e il luogo di nascita della Principessa Margaret, questo imponente edificio dalle guglie gotiche e dalle mura secolari custodisce tra le
sue stanze una fitta rete di leggende, segreti indicibili e presenze inquietanti che lo hanno reso celebre nel mondo come uno dei luoghi più infestati della terra. L'atmosfera che si respira tra i suoi corridoi
è intrisa di un passato enigmatico, dove la realtà storica si fonde indissolubilmente con il mito e la superstizione popolare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il nucleo centrale del mistero di Glamis ruota attorno al leggendario segreto del castello, un enigma tramandato di generazione in generazione che, secondo la tradizione, veniva rivelato
solamente al compimento del ventunesimo anno d'età dell'erede maschio della famiglia Bowes-Lyon, per bocca del conte in carica e del fattore della tenuta. Si narra che questa confessione sconvolgesse profondamente
i giovani eredi, privandoli per sempre della spensieratezza e segnandoli con una perenne espressione di gravità. Molti ritengono che l'oscuro segreto riguardi l'esistenza di una stanza nascosta, una cella segreta
murata all'interno delle spesse pareti del maniero, che non corrisponde a nessuna finestra visibile dall'esterno.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">All'interno di questo recondito recesso si colloca la tragica figura del Mostro di Glamis. La leggenda racconta che, nella prima metà dell'Ottocento, nacque un primogenito
deforme e spaventoso, legittimo erede al titolo, che la famiglia decise di nascondere al mondo intero per evitare lo scandalo e la vergogna. Questo essere infelice, dotato di una forza straordinaria e di un aspetto grottesco,
sarebbe stato rinchiuso nella stanza segreta e accudito nell'assoluto anonimato, morendo in solitudine dopo decenni di reclusione, mentre un fratello minore prendeva il suo posto nella successione dinastica. Alcuni resoconti
dell'epoca parlano di operai che, durante dei lavori di ristrutturazione, scoprirono casualmente il passaggio verso la cella e vennero messi a tacere dalla famiglia con ingenti somme di denaro e biglietti di sola andata
per le colonie d'oltreoceano.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un'altra vicenda oscura legata alle stanze murate della fortezza riguarda il celebre Conte Beardie, identificato storicamente con Alexander Lindsay, quarto conte di Crawford. Si
racconta che quest'uomo, noto per il suo temperamento violento e la sua passione per il gioco d'azzardo, si trovasse al castello durante una tempestosa notte di sabato. Desideroso di giocare a carte, ma rifiutato dai
suoi ospiti poiché si stava avvicinando la mezzanotte del giorno del Signore, il conte dichiarò con rabbia che avrebbe giocato persino con il diavolo in persona. Pochi istanti dopo, uno sconosciuto vestito di
nero si presentò alla porta accettando la sfida. I due si ritirarono in una stanza privata e, quando i servitori spaventati cercarono di spiare la partita, vennero investiti da una fiammata accecante. Il diavolo aveva
preso l'anima del conte, condannandolo a giocare a carte con lui per l'eternità all'interno di quella stanza, che venne successivamente sigillata e isolata dal resto della struttura per contenere i sinistri
rumori di dadi e imprecazioni che ancora oggi si udrebbero echeggiare nelle notti di tempesta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink40054f1c05f13263a51165203c3b6904 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/glamis-castle-cripta_bar.webp','alt': 'La cripta del Glamis Castle.','title': 'La cripta del Glamis Castle.','width': 900,'height': 500,'description': 'La cripta del Glamis Castle.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink40054f1c05f13263a51165203c3b6904, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/glamis-castle-cripta_bar.webp" alt="La cripta del Glamis Castle." title="La cripta del Glamis Castle." width="200" height="112" /></a></span></div><div><span class="cf1">La cripta del <span class="fs14lh1-5">Glamis Castle.</span></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il legame tra Glamis e il sangue reale affonda le radici in epoche ancora più remote e sanguinarie. Fu proprio tra queste mura, o nelle immediate vicinanze, che nel dodicesimo
secolo trovò la morte Re Malcolm II di Scozia, caduto vittima di un brutale agguato perpetrato da un gruppo di cospiratori. La tradizione locale identifica una specifica stanza del castello come il luogo dell'assassinio
del sovrano, e si dice che una macchia indelebile del suo sangue sia rimasta impressa sul pavimento di legno per secoli, resistendo a ogni tentativo di lavaggio, finché le tavole non vennero rimosse e coperte. Questa
scia di violenza regale ha ispirato anche la letteratura, poiché William Shakespeare scelse proprio Glamis come dimora del protagonista nella sua celebre tragedia Macbeth, legando per sempre il nome del castello al
regicidio di Re Duncan e alle visioni spettrali generate dal senso di colpa.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Le manifestazioni paranormali all'interno del maniero non si limitano però ai segreti di famiglia o ai fantasmi del passato remoto. Tra le presenze più note che si
aggirano per la tenuta vi è la Donna Senza Lingua, lo spettro di una giovane donna che corre disperata nel parco del castello stringendosi la bocca ferita, dalla quale esce del fumo, testimonianza silenziosa di una
terribile mutilazione subita in vita per aver scoperto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. All'interno della cappella privata, invece, si manifesta la Dama Grigia, identificata con Janet Douglas, Lady Glamis. Nel sedicesimo
secolo, a causa delle rivalità politiche tra la sua famiglia e la corona, la nobildonna venne ingiustamente accusata di stregoneria e di aver tentato di avvelenare il Re Giacomo V di Scozia. Nonostante l'assenza
di prove concrete, venne condannata al rogo a Edimburgo, e da allora la sua anima tormentata avrebbe fatto ritorno a Glamis, dove viene vista pregare devotamente sul banco della cappella, avvolta in una tenue luce cinerea.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il castello custodisce anche lo spettro di un piccolo servitore africano, un ragazzino che visse nella dimora nel diciottesimo secolo e che veniva trattato con crudeltà dagli
ospiti della casa, i quali lo costringevano a sedersi su uno sgabello di pietra all'esterno delle stanze, esposto al freddo pungente delle notti scozzesi. Il giovane morì congelato e il suo fantasma ama fare lo
sgambetto ai visitatori ignari nei pressi del salotto del castello. Oltre a lui, si narra dello spirito di un cavaliere in armatura completa che attraversa le pareti della torre principale e di una figura gigantesca che si
aggira lungo i bastioni superiori durante la notte, nota come il guardiano del castello.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ogni pietra, ogni arazzo e ogni corridoio del Castello di Glamis sembrano sussurrare storie di tradimenti, prigionie e patti infernali. Nonostante l'edificio sia oggi una meta turistica
aperta al pubblico, l'enigma della sua planimetria irregolare e il silenzio ostinato dei discendenti dei Bowes-Lyon continuano a mantenere intatto il velo di mistero. Le finestre inspiegabili che si scorgono dalle facciate
esterne, ma che non trovano riscontro in nessuna stanza visitabile, rimangono la prova tangibile che la fortezza custodisce ancora i suoi segreti più oscuri, gelosamente protetti dall'abbraccio eterno della nebbia
scozzese.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink0a0b08846abde6cde7943d09c38e3ebf = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/glamis-castle-2_bar.webp','alt': 'Il Glamis Castle.','title': 'Il Glamis Castle.','width': 1016,'height': 577,'description': 'Il Glamis Castle.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/glamis-castle-home_bar.webp','alt': 'Il Glamis Castle.','title': 'Il Glamis Castle.','width': 1404,'height': 785,'description': 'Il Glamis Castle.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0a0b08846abde6cde7943d09c38e3ebf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/glamis-castle-2_bar.webp" alt="Il Glamis Castle." title="Il Glamis Castle." width="200" height="114" /></a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 05:44:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Horde di Yannick Dahan e Benjamin Rocher]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuela Ferrara]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002F3"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Una mostruosità cinematografica</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che ti trascina per i capelli fino all'ultimo atto</span></h2><div><div><strong class="cf1">The Horde (Francia 2009)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Yannick Dahan, Benjamin Rocher. Soggetto e Sceneggiatura: Arnaud Bordas, Yannick Dahan, Stéphane Moïssakis, Benjamin Rocher, Nicolas Peufaillit (consulente al copione). Produzione: Raphaël Rocher. Fotografia: Julien Meurice. Montaggio: Dimitri Amar. Musiche: Christopher Lennertz, Stéphane Moïssakis, Benjamin Rocher. Scenografia: Jérémie Streliski. Costumi: Priscillia Van Sprengel. Casa di Produzione: Capture (The Flag) Films, Le Pacte, Coficup, Un Fonds Backups Films, Canal+, CinéCinéma. Distribuzione: Fandango. Paese di Produzione: Francia. Anno: 2010. Lingua: francese, ceco. Durata: 90’. Genere: Orrore. Interpreti: Claude Perron (Aurore), Jean-Pierre Martins (Ouessem), Eriq Ebouaney (Adewale Markudi), Aurélien Recoing (Jimenez), Doudou Masta (Bola Markudi), Antoine Oppenheim (Tony), Jo Prestia (Greco), Yves Pignot (René), Adam Pengsawang (il ceco), Sébastien Peres (Séb), Laurent Demianoff (Kim).</em></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><br></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4wWfMj3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/49y9Kv6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><em>The Horde</em> non è uno di quei film horror che ti accompagnano gentilmente dentro l’incubo. Ti prende per il collo, ti scaraventa dentro un palazzo marcio di violenza e chiude la porta dietro di te. Fine delle presentazioni.</span></div> <div><span class="cf1">Diretto da <strong>Yannick Dahan</strong> e <strong>Benjamin Rocher</strong>, il film mescola poliziesco urbano e zombie movie con una brutalità quasi animalesca. Tutto inizia con un gruppo di poliziotti che vuole vendicare un collega ucciso da una banda criminale. Quella che dovrebbe essere una semplice irruzione si trasforma però in qualcosa di molto peggiore: un’apocalisse di morti viventi che invade il palazzo, costringendo nemici mortali a collaborare per sopravvivere.</span></div> <div><span class="cf1">La forza di <em>The Horde</em> sta soprattutto nella sua atmosfera sporca e claustrofobica. Il condominio in cui si svolge gran parte della vicenda sembra un girone infernale verticale: corridoi soffocanti, stanze divorate dall’oscurità, scale che paiono non portare mai verso una vera salvezza. Non c’è eroismo pulito qui dentro. Solo sudore, rabbia e disperazione.</span></div> <div><span class="cf1">Ed è proprio qui che il film colpisce più duro: come si comporterebbe una persona normale in una situazione del genere? Probabilmente esattamente come accade in <em>The Horde</em>. L’urgenza di fuggire, la rabbia della vendetta, la paura di morire regnano sovrane in un troiaio di carne e sangue dove la lealtà ormai vale meno di un piscio di cane. E maledetta la donna che ha trascinato i suoi compagni dentro tanta morte.</span></div> <div><span class="cf1">Gli zombie del film non sono figure lente e malinconiche alla <strong>Romero</strong>. Sono furiosi, rapidi, aggressivi. Mordono, cadono, muoiono… e dopo qualche ora si rialzano. Ma quando lo fanno diventano qualcosa di mostruoso, di inaudito, una brutalità che non appartiene più né al mondo umano né a quello animale.</span></div> <div><span class="cf1">Il film si muove a una velocità estrema. Non lascia tregua. Ogni piano del palazzo sembra divorato da un caos crescente, mentre i personaggi si consumano tra odio, panico e istinto di sopravvivenza. In un certo senso, gli zombie diventano quasi lo sfondo di una guerra umana già marcia in partenza.</span></div> <div><span class="cf1"><em></em>Visivamente il film mantiene un’identità fortissima: luci fredde, cemento, sangue, ombre e un gusto tipicamente francese per il nichilismo. Non cerca mai di essere elegante o rassicurante. Vuole essere sporco, aggressivo e pessimista. E ci riesce benissimo.</span></div> <div><span class="cf1"><em>The Horde</em> è una mostruosità cinematografica che ti trascina per i capelli fino all’ultimo atto, quello disperato della cantina. Ma se volete sapere come finisce… recuperate il film e godetevelo fino alla fine.</span></div></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4wWfMj3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/49y9Kv6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkdbe2640479d86392a915ab33ea023c2d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Horde-2009-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 553,'height': 782,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdbe2640479d86392a915ab33ea023c2d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Horde-2009-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="283" /></a></div><div><script> var showboxlink81f567d04641efd244215e43254c9611 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Horde-2009-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1200,'height': 682,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink81f567d04641efd244215e43254c9611, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Horde-2009-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="114" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ysziOvQwWc0">https://www.youtube.com/watch?v=ysziOvQwWc0</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 15:31:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ci ha lasciati Luca Bonatesta]]></title>
			<author><![CDATA[Max Ferrara]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=News"><![CDATA[News]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002F2"><h1 class="imHeading1">Lutto a Brindisi</h1><h2 class="imHeading2">Il Club GHoST piange un amico e un pilastro della nostra comunità</h2><div>






<div>Oggi è un giorno di profonda e straziante tristezza per tutta la comunità del <em>Club GHoST</em>. Con il cuore spezzato, ci troviamo a dover dare l’annuncio che mai avremmo voluto scrivere: ci ha lasciati <strong>Luca Bonatesta</strong> (aveva 54 anni), un uomo straordinario, un professionista eccezionale e, soprattutto, un amico carissimo con cui abbiamo condiviso anni di passioni, sogni e progetti.
Per me, e per tutta la redazione del portale ClubGHoST.it, <strong>Luca</strong> non è stato semplicemente un collaboratore, ma un vero e proprio pilastro, una mente
affine e un compagno di viaggio insostituibile con cui ho avuto il privilegio di gestire e far crescere questo spazio web, rendendolo una casa per tanti appassionati.</div><div><br></div>
<div>Nato a Brindisi nel 1972, <strong>Luca</strong> ha dedicato la sua intera esistenza alla parola scritta, all'arte e alla narrazione, lasciando un’impronta indelebile nel panorama giornalistico e culturale. Il suo percorso professionale è stato
ricco e poliedrico, segnato da una dedizione rara. Ha offerto il suo talento per ben dodici anni all'<em>Agenzia News</em>, prima di intraprendere la strada del giornalismo freelance, dove ha continuato a distinguersi per acume e sensibilità. Il suo legame con il nostro universo è
diventato indissolubile specialmente tra il 2019 e il 2021, anni in cui ha co-gestito con passione ed energia il sito <em>Club GHoST</em> e il blog <em>Planet Ghost</em>, plasmandone l'identità con il suo tocco unico. Successivamente, ha continuato a far sentire la sua voce autorevole collaborando con il nuovo portale <em>Club GHoST &amp; Ipnotica</em> e con la rivista online <em>Planet Ghost</em>, offrendo ai lettori recensioni di libri e fumetti sempre acute, profonde e mai banali.</div><div><br></div>
<div>Ma <strong>Luca</strong> non era solo un osservatore della cultura altrui; era lui stesso un creatore di mondi, uno scrittore e un
disegnatore straordinario. La sua penna, capace di esplorare le sfumature del fantastico, del mistero e dell'insolito, ha dato vita a numerosi racconti che hanno trovato spazio sia nel vasto mondo del web sia in prestigiose
pubblicazioni cartacee. Molti lo hanno conosciuto e amato anche attraverso i suoi storici nickname, <strong>Darren Frei</strong> o <strong>Dar Frei</strong>, firme dietro le quali si celava una fantasia vivida e una capacità espressiva fuori dal comune. Il valore della sua narrativa
è stato ampiamente riconosciuto nel settore, portandolo a posizionarsi tra i finalisti di storici e importanti concorsi letterari come il <em>Premio Lovecraft</em>, il <em>Premio Morteerotica</em> e il <em>Premio Hypnos</em>. Proprio con le Edizioni Hypnos aveva pubblicato l’apprezzato ebook “L’angelo e il vampiro”, un'opera
che racchiude perfettamente la sua sensibilità gotica e la sua maestria nel tessere trame sospese tra ombra e luce.</div><div><br></div>
<div>Con la sua scomparsa, il mondo della cultura horror, del fantastico e del giornalismo indipendente perde una delle sue penne più originali e versatili. Noi del <em>Club GHoST</em> perdiamo molto di più: perdiamo un fratello, un complice di infinite discussioni letterarie, un uomo che ha saputo arricchire le nostre vite con la sua gentilezza
e il suo grande talento. In questo momento di immenso dolore, la redazione si stringe attorno alla famiglia di <strong>Luca</strong> e a tutti coloro che lo hanno amato. Il portale ClubGHoST.it continuerà a vivere anche nel suo nome, custode della sua memoria e di quel cammino che abbiamo avuto
l'onore di percorrere fianco a fianco. Ciao <strong>Luca</strong>, ci mancherai infinitamente.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink2bd60b531921c957c2a21e15b4b04807 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/max-luca-jenny.webp','alt': 'Da sinistra: Max Ferrara, Luca Bonatesta e Jenny Martina.','title': 'Da sinistra: Max Ferrara, Luca Bonatesta e Jenny Martina.','width': 1448,'height': 1080,'description': 'Da sinistra: Max Ferrara, Luca Bonatesta e Jenny Martina.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/luca-bonatesta-home_ver.webp','alt': 'Luca Bonatesta.','title': 'Luca Bonatesta.','width': 400,'height': 400,'description': 'Luca Bonatesta.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2bd60b531921c957c2a21e15b4b04807, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/max-luca-jenny.webp" alt="Da sinistra: Max Ferrara, Luca Bonatesta e Jenny Martina." title="Da sinistra: Max Ferrara, Luca Bonatesta e Jenny Martina." width="200" height="150" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=scWoTx4L6jE">https://www.youtube.com/watch?v=scWoTx4L6jE</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 31 May 2026 12:53:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'albero]]></title>
			<author><![CDATA[Ulric Daubeny]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002F1"><h1 class="imHeading1">Si svegliò di colpo gettando un grido</h1><h2 class="imHeading2">Per qualche istante il terrore dell'incubo continuò a sopraffarla</h2><div>






<div>"Com'è rosso quel sommacco!".</div>
<div>Irene Barton stava dicendo una serie di cose ovvie, infilando un luogo comune dietro l'altro, perché l'albero le riportava in mente ricordi sgradevoli.</div>
<div>La sua ospite, che non ne era al corrente, continuò imperterrita: "Sai, Irene, quell'albero mi fa venire i brividi! Non saprei dirti perché, salvo che, uhm, ecco non è un buon albero. Guarda le foglie: sapresti dirmi perché diventano rosse in pieno agosto anziché in ottobre?"</div>
<div>"Certo che ti frullano in testa idee ben strane, May! È un comunissimo albero, benché mi faccia pensare a cose tristi. Il povero Spot, sai. Lo abbiamo sepolto ai piedi dell'albero due giorni fa. Vieni, ti mostro la sua tomba".</div>
<div>Le due donne lasciarono la terrazza dove aveva avuto luogo la breve conversazione e attraversarono lentamente il prato alla cui estremità, singolarmente solitario, cresceva il sommacco. La signora Watcombe, che aveva dimostrato tanto interesse per l'albero, chiese se si trattasse effettivamente di un sommacco, perché le foglie le sembravano "strane" e i rami tanto contorti e bitorzoluti da renderlo quasi irriconoscibile.</div>
<div>Viste più da vicino, le foglie erano screziate di uno spento color cremisi e apparivano insolitamente carnose come se la loro crescita rigogliosa denotasse un alcunché di insano nella pianta. Sostarono qualche istante in silenzio osservando la patetica e piccola tomba; poi la signora Watcombe, con gesto fulmineo, raccolse qualcosa ai piedi dell'albero.</div>
<div>"Irene, guarda! Un tordo morto. Povera bestiola! Che splendide piume e com'è leggero!"</div>
<div>La signora Barton osservò il tordo corrugando le sopracciglia. "Senti, May, non riesco a capire che cosa stia capitando agli uccelli, a meno che qualcuno non li avveleni. Non facciamo che trovare uccelli morti in giardino, e di solito proprio sotto quest'albero o molto vicino".</div>
<div>È dubbio che la signora Watcombe la ascoltasse; quel mattino sembrava particolarmente distratta e svagata. Stava studiando con aria assorta i rami contorti del sommacco.</div>
<div>"Curioso, davvero curioso, che le foglie cambino colore in questo periodo dell'anno", borbottò. "Mi fa venire in mente la malattia della povera Geraldine. Quest'albero esercitava un fascino straordinario su di lei, come sai. Anche allora, benché si fosse in giugno, le foglie erano già scarlatte.</div>
<div>Ricordo che non aveva neanche finito di fiorire".</div>
<div>"Mia cara May, questa mattina sembra tu abbia in testa soltanto foglie rosse", le rispose Irene incerta se irritarsi o sorridere delle fisime dell'amica.</div>
<div>"Non capisco perché ti interessi tanto il colore delle foglie. Se proprio lo vuoi sapere, si tratta di un effetto del caldo torrido di questi giorni, perché quando ho sepolto il povero, vecchio Spot non una sola foglia era rossa".</div>
<div>La conversazione continuò su questo tono per un po’ e, benché si rendesse conto della banalità di quei discorsi, Irene continuò a pensare alla
fatale malattia della cugina anche quando la signora Watcombe se ne fu andata.</div>
<div>La tragica notizia era stata un vero e proprio fulmine a ciel sereno. La povera Geraldine, una donna così forte, se n'era andata da un giorno all'altro stroncata da anemia perniciosa.</div>
<div>Sembrava incredibile che la malattia l'avesse portata via in pochi giorni, ancora nel fiore degli anni.</div>
<div>Quell'evento luttuoso aveva avuto un risvolto positivo per Irene e suo marito che avevano potuto lasciare il loro appartamento di periferia, avendo ereditato da Geraldine la sua splendida tenuta di campagna, Cleeve Grange.</div>
<div>Fin dal primo giorno ogni cosa l'aveva riempita di meraviglia e di ammirazione, e si era sentita come una dama nel suo castello. Era felice di vivere là, mentre suo marito
Hilary non si era ancora familiarizzato con il posto, dato che gli affari lo trattenevano quasi sempre a Londra.</div>
<div>Nei giorni seguenti, trascorse molto tempo risistemando la nuova casa: spostò quadri e mobili, cambiò le tende. Circa una settimana dopo la visita dell'amica, vide che le foglie del sommacco erano tornate verdi, benché fossero un po' sciupate come se la pianta avesse bisogno d'acqua.</div>
<div>Irene se ne accorse perché si recava ogni giorno sulla piccola tomba del cagnolino, cercando di farvi attecchire dei fiori; ma, a dispetto dei suoi sforzi, non volevano saperne di mettere
radici. Sotto il sommacco non cresceva nulla, neanche un filo d'erba.</div>
<div>In un momento di depressione, pensò che soltanto la morte allignava in quell'angolo del giardino, anche se non aveva più trovato uccelli morti, dopo quello scoperto dalla signora Watcombe. Una sera, poiché in casa il caldo era insopportabile, uscì a passeggiare in giardino, e si diresse meccanicamente verso la piccola tomba sotto il sommacco.</div>
<div>All'incerta luce della luna, il tronco contorto e i rami del vecchio albero le suggerirono l'immagine di un rustico sedile e, sentendosi stanca, si arrampicò facilmente sul tronco, sistemandosi comodamente nell'incavo formato dalla biforcazione dei rami.</div>
<div>Inspirò profondamente l'aria della notte che sembrava più fresca tra le fronde dell'albero. Si assopì quasi subito e fece un sogno singolarmente vivido: Hilary, concluso un affare a Londra, ritornava a casa; era sera, lo incontrava nei pressi del castello del giardino, e lui la stringeva
forte tra le braccia.</div>
<div>Poi, impercettibilmente, il sogno si trasformò in un incubo. Il cielo si fece minacciosamente nero, la stretta delle braccia allarmante, mentre il volto chino sul suo collo per baciarla non era più quello di Hilary, ma una faccia lasciva, malvagia, rugosa e deforme come il tronco di un albero segnato dalle intemperie. Agghiacciata dall'orrore, Irene lottò con tutte le sue forze per sottrarsi a quella
stretta mostruosa e si svegliò di colpo gettando un grido.</div>
<div>Per qualche istante il terrore dell'incubo continuò a sopraffarla, e le sembrava che le braccia la stritolassero in una morsa irresistibile. Finalmente si destò del tutto, scese dall'albero in fretta, attraversò di corsa il prato, raggiungendo la rassicurante porta di casa.</div>
<div>Il mattino dopo, la signora Watcombe tornò a trovarla. La osservava perplessa.</div>
<div>"Irene, come sei pallida. Ti senti bene?"</div>
<div>"Si, si, è soltanto un po' di stanchezza, sai, il caldo di questi giorni". La signora Watcombe continuava a studiarla preoccupata, perché il pallore del volto di Irene era davvero impressionante. Per contrasto, una piccola macchia rossa spiccava vistosamente sul suo collo esile, qualche centimetro al di sotto dell'orecchio.</div>
<div>Irene, indovinando la domanda dell'amica, le disse:</div>
<div>"Mi fa un po' male. Devo essermi graffiata ieri sera, quando mi sono addormentata sul sommacco".</div>
<div>"Addormentata sul sommacco!" ripetè la signora Watcombe sorpresa.</div>
<div>"Davvero curioso. Capitava anche alla povera Geraldine prima di ammalarsi, benché alla fine fosse letteralmente terrorizzata da quell'albero. Incredibile: guarda, le foglie sono
di nuovo rosse!". Irene osservo l'albero con una vaga ripugnanza.</div>
<div>La signora Watcombe aveva ragione: le foglie carnose, singolarmente rigogliose, avevano assunto una colorazione scarlatta.</div>
<div>"Ah!" bisbigliò Irene visibilmente turbata e, volgendo le spalle al sommacco, si affrettò a raggiungere la casa. "Mi fa tornare in mente un incubo spaventoso: sono ancora scossa. Vieni, andiamo dentro e parliamo d'altro".</div>
<div>Anche quel giorno il caldo fu insopportabile, e a sera una quiete innaturale gravava sulla campagna riarsa, facendo presagire un violento temporale.</div>
<div>Non si udiva il canto di un uccello, non un alito di vento accarezzava le fronde degli alberi, ogni cosa, immobile e silenziosa, sembrava attendere la pioggia ristoratrice.</div>
<div>L'intervallo fra la cena e l'ora di andare a letto è particolarmente noioso per chi è abituato a stare in compagnia, e Irene, rimasta sola, si sentì particolarmente nervosa, molto più del solito.</div>
<div>Una cappa d'afa ristagnava sulla casa e, benché porte e finestre fossero spalancate, le sembrava di annaspare in cerca d'un filo d'aria; a un certo punto, non potendone più uscì in giardino.</div>
<div>L'orizzonte era illuminato da vividi lampi, segno che il temporale si stava avvicinando. Non sapendo che fare, passeggiava stancamente, fermandosi, a volte, ad ascoltare l'eco di un tuono in lontananza.</div>
<div>Alla fine, quasi senza accorgersene, si ritrovò davanti alla piccola tomba di Spot.</div>
<div>Si sentì ancora più sola e qualche lacrima le rigò il volto, ripensando al cagnolino morto.</div>
<div>Spinta da un misterioso impulso, Irene si arrampicò un'altra volta sull'albero; forse pensava di trovarvi un po' di frescura. In effetti, comodamente seduta nell'incavo dei rami, ben presto chinò il capo addormentandosi. In seguito, non avrebbe saputo dire se si fosse trattato di un incubo o di un sogno a occhi aperti, nel torbido
languire del dormiveglia.</div>
<div>Rifece il sogno della sera prima, ma questa volta fu più spaventoso, perché non ebbe inizio con la rassicurante immagine del giovane marito.</div>
<div>Braccia fortissime, simili a robusti rami, la stringevano in una morsa terribile, tanto che le sembrava di non riuscire neanche a respirare. Il volto orrendo, devastato dal vizio e dalla malvagità, era chino sul suo
collo bianco come una fiera sulla preda.</div>
<div>Labbra immonde e fetide cominciarono a mordicchiarle la pelle... Lottò disperatamente, pazzamente, e le parve che i rami dell'albero, dotati di una misteriosa vitalità, la avviluppassero in una morsa mortale, lacerandole gli abiti.</div>
<div>Un dolore acuto, provocato da qualcosa - forse un ramo - che le si stava conficcando nel collo, la aiutò a riscuotersi dall'incubo terrificante.</div>
<div>Fu il suo stesso urlo a svegliarla e, nel medesimo istante, il fragore di un tuono dissolse completamente l'orrida immagine.</div>
<div>Fuggì in casa sotto una pioggia scrosciante.</div>
<div>Guadagnato l'uscio e giunta trafelata in salotto, Irene si lasciò cadere in una poltrona, annaspando disperatamente per riempirsi i polmoni d'aria: le sembrava di non riuscire a respirare. Finalmente, fresche folate d'aria resero l'atmosfera più sopportabile, ma trascorse più di un'ora prima che trovasse la forza di alzarsi per salire in camera, trascinandosi penosamente
per le scale.</div>
<div>Raggiunta la stanza, Irene fu sconvolta da una scoperta tremenda. Lo specchio le rimandava un'immagine quasi irriconoscibile: era tanto pallida da sembrare completamente dissanguata,
gli occhi febbricitanti erano cerchiati da occhiaie violacee, le labbra esangui, profonde rughe la facevano sembrare invecchiata di colpo.</div>
<div>Sul collo bianchissimo spiccava un grumo di sangue secco, dove il giorno prima c'era la macchia rossastra che tanto le doleva. Gli abiti erano stracciati.</div>
<div>Prese uno specchio da toilette per esaminare meglio la piccola ferita che sembrava esserle stata inferta dai denti aguzzi di qualche animale. Massaggiandola delicatamente con le dita, sentì un dolore lancinante…</div>
<div>La signora Watcombe, irrompendo in cucina la mattina seguente per proporre ad Irene una gita nei dintorni, rimase senza fiato vedendo l'aspetto spaventoso dell'amica e insistette
per portarla subito da un medico.</div>
<div>Agitatissima, volle a ogni costo esaminare attentamente la ferita sul collo di Irene, e quindi la accompagnò dal dottore del paese. Questi sembrò singolarmente colpito dal malanno della sua nuova paziente, ma dichiarò che si trattava di una sciocchezza, ancorché ritenesse indispensabile bendare la ferita.</div>
<div>Giudicò invece più preoccupanti le condizioni di salute di Irene: a suo giudizio, essa soffriva di anemia.</div>
<div>Le consigliò riposo assoluto, nutrimento abbondante, finestre spalancate per respirare sempre aria fresca, e le prescrisse una quantità di tonici e di pillole vitaminiche.</div>
<div>Tuttavia, nonostante il medico si sforzasse di non apparire turbato, era evidente che le condizioni di salute di Irene lo preoccupavano, sicché né le due donne né l'uomo di scienza erano completamente soddisfatti.</div>
<div>Inoltre, non riuscì proprio a rassicurare la sua paziente; Irene era certa di non soffrire di anemia, mentre la signora Watcombe, dal canto suo, era ossessionata da oscuri presagi, indefinibili, ma non per questo meno inquietanti.</div>
<div>Più tardi, salutò Irene come se fosse l'ultima volta che la vedeva e questo non contribuì certo a rassicurare l'amica.</div>
<div>Andandosene, notò che il vecchio sommacco era sempre più rosso e le foglie oscenamente carnose e gonfie, proprio come all'epoca della fatale malattia di Geraldine.</div>
<div>"Detesto quell'albero mostruoso!", borbottò.</div>
<div>Quindi, scossa da un'improvvisa premonizione, sussurrò fra sé e sé: "Suo marito deve sapere. Gli telegrafo immediatamente."</div>
<div>Irene, con un comportamento tipicamente femminile, mise a frutto la forzata inattività, progettando una ristrutturazione del solaio, l'unica parte della sua nuova casa che non aveva ancora "esplorato" come si deve.</div>
<div>Tra le cose inutili e bizzarre che lo riempivano e che avrebbe dovuto gettare nella spazzatura, scovò un piccolo quaderno, apparentemente mai usato.</div>
<div>Spinta dalla curiosità, lo raccolse dall'angolo polveroso dov'era finito e lo sfogliò stancamente.</div>
<div>Fu sorpresa di apprendere, da una breve annotazione, che era appartenuto a sua cugina, la quale intendeva usarlo come diario. C'era una data - che si riferiva proprio a pochi
giorni prima della scomparsa della povera ragazza - ma non vi era stata effettuata nessun'altra annotazione, benché scoprisse che le prime due pagine del quaderno erano state strappate.</div>
<div>Stava per riporlo dove lo aveva trovato, quando un pezzetto di carta scivolò fuori dalla copertina inferiore, fluttuando fino a posarsi ai suoi piedi.</div>
<div><em></em>Lo raccolse e impietrì, rimanendo senza fiato leggendo le parole che la cugina vi aveva scritto: <em>"...sommacco mi affascina..."</em></div>
<div><br></div>
<div>Quella frase si adattava perfettamente anche a lei.</div>
<div>Era evidente che si trattava del vecchio sommacco solitario all'estremità del giardino; e, non poteva negarlo, la affascinava oscuramente, benché, fino a quel preciso istante, non se ne fosse resa conto.</div>
<div>Raccolto di nuovo il quaderno, sfogliandolo accuratamente con mani tremanti, e, nascosti fra le ultime pagine, scoprì i minuti frammenti di alcuni fogli strappati, evidentemente
le prime due pagine di un diario. Esaminò ansiosamente i pezzetti di carta: su alcuni poteva leggere qualche breve parola o parte di una frase, ma altri, più grandi, promettevano maggiori ragguagli sugli ultimi giorni della cugina.</div>
<div>Se li cacciò in tasca frettolosamente e, in preda a uno strano presentimento, si recò di corsa al suo scrittoio trascorrendo il resto del pomeriggio cercando di rimettere insieme le pagine strappate.</div>
<div><br></div>
<div>Nel frattempo, la signora Watcombe continuava a tormentarsi pensando all'improvvisa malattia di Irene.</div>
<div>Il suo pallore, la sua apatia, la strana ferita sul collo, la allarmavano grandemente, perché erano esattamente gli stessi sintomi accusati da Geraldine pochi giorni prima di morire.</div>
<div>Desiderò ardentemente che il medico condotto del paese non fosse andato in ferie, perché il sostituto, che aveva visitato Irene, non le dava nessun affidamento, e in quei frangenti paziente, parenti e amici avevano bisogno di certezze, non di frasi vaghe.</div>
<div>Sentendosi responsabile di Irene, in quanto sua amica, telegrafò a Hilary, dicendogli della sua improvvisa malattia e avvertendolo di tornare senza indugi.</div>
<div>Il telegramma giunse puntualmente a destinazione, preoccupandolo assai, cosicché lasciò Londra immediatamente, raggiungendo il paese con il primo treno.</div>
<div>Quella sera era già a Cleeve Grange.</div>
<div>"Dov'è mia moglie?", chiese subito alla domestica appena entrato in casa.</div>
<div>"Di sopra. Si sentiva stanca e ha detto che voleva stendersi un po' a letto."</div>
<div>Salì di corsa nella stanza di Irene, ma vide che era vuota.</div>
<div>Suonò, chiamando la servitù. In un batter d'occhio nella casa regnò una confusione indescrivibile, perché tutti insieme cominciarono a cercare Irene, setacciando l'edificio da cima a fondo.</div>
<div>Nessuna traccia della giovane donna.</div>
<div>Pensando che potesse essere andata a far visita alla signora Watcombe, Hilary stava per avviarsi a quella volta, quando la domestica gli annunciò che la signora Watcombe lo attendeva in salotto.</div>
<div>"Ho visto passare un taxi...", cominciò, ma Hilary la interruppe bruscamente:</div>
<div>"Dov'è Irene?"</div>
<div>"Irene? Mio caro Hilary, ma non è qui?"</div>
<div>"No. Non riusciamo a trovarla. Ho pensato fosse venuta da te."</div>
<div>La signora Watcombe lo fissava sbalordita. Poi impallidì, gridando: "è su quell'albero! Ne sono certa! Presto, Hilary!"</div>
<div>Si lanciò di corsa sul prato, diretta verso il sommacco, seguita dall'uomo.</div>
<div>La notte era particolarmente buia, e un vento fortissimo li sferzava violentemente. Inciamparono più volte, ma finalmente distinsero il vestito bianco di Irene che risaltava come una macchia chiara sullo sfondo nero del cielo e dell'albero. Giunti a piedi del sommacco, aguzzarono la vista, videro che la donna giaceva profondamente addormentata fra i rami.</div>
<div>Hilary e la signora Watcombe in un attimo le furono accanto; il vento faceva oscillare violentemente il vecchio albero, ed entrambi provarono la sgradevole impressione di dover, letteralmente, strappare la donna all'abbraccio del sommacco.</div>
<div>Finalmente riuscirono a riportarla a terra e, guadagnato il sicuro riparo di casa, la deposero su un divano. Sembrava svenuta, più che addormentata, era pallida come una morta, e il viso sconvolto rivelava una profonda sofferenza e un grande terrore.</div>
<div>La fasciatura era sparita e la ferita sul collo si era riaperta, umida di sangue.</div>
<div>Hilary si precipitò a cercare il medico, mentre la signora Watcombe e i domestici portarono Irene in camera sua. Passarono diverse ore prima che
riprendesse conoscenza, e, per tutto questo lasso di tempo, il dottore vietò a Hilary di entrare in camera. Sconcertato e addolorato, si trascinava da una stanza all'altra, finché la sua attenzione fu attratta da alcuni pezzi di carta sulla scrivania nello studio della moglie. Vide che aveva cercato di rimettere insieme dei fogli strappati. Non era riuscita a completare quel paziente lavoro, ma quanto poté leggere,
bastò a sconvolgerlo completamente:</div>
<div><br></div>
<div><em>"...Il rustico sedile naturale formato dal tronco e dai rami del vecchio sommacco mi affascina. A volte mi ritrovo sull'albero senza accorgermene o vi vengo trascinata contro la mia volontà. Qui ho delle
visioni terrificanti!</em></div>
<div><em>Mi sembra di sprofondare nei più cupi abissi del terrore.</em></div>
<div><em>Questi incubi cominciano a tormentarmi anche quando non mi trovo sull'albero, e mi sento ogni giorno più debole. Il dottor H. parla di anemia…"</em></div>
<div><br></div>
<div>Irene non era andata oltre e Hilary, senza sapere bene perché, decise di portare a termine quello spaventoso puzzle. Prima che finisse albeggiava.</div>
<div>Stanco e intirizzito, stava per alzarsi dalla sedia quando udì bussare alla porta, ed entrò la signora Watcombe.</div>
<div>"Irene sta meglio", gli disse subito. "Ora dorme e questa volta è immersa in un sonno naturale. Il dottor Thomson dice che non corre alcun pericolo immediato, ma è molto debole e ha perso parecchio sangue".</div>
<div>"May, dimmi, che significa tutto ciò secondo te? Perché Irene si è ammalata tutto d'un tratto? è sempre stata una ragazza sanissima. Non riesco proprio a capire!"</div>
<div>La signora Watcombe lo guardava con un'espressione innaturalmente grave.</div>
<div>"Anche il dottore confessa di non capirci granché", gli rispose stancamente. "Tutti i sintomi stanno a indicare che ha subito una forte perdita di sangue, anche se nei casi di anemia acuta o perniciosa..."</div>
<div>"Cristo! Ma non vorrai dirmi che soffre dello stesso male della povera Geraldinе? Non posso crederci!"</div>
<div>"Neanch'io, se è per questo. Oh, Hilary, dimmi pure che sono pazza, ma secondo me c'è di mezzo qualcosa di misterioso; qualche maligna influenza è
all'opera.</div>
<div>Tre giorni fa Irene scoppiava di salute e lo stesso Geraldine prima di ammalarsi improvvisamente. E i loro due casi sembrano identici...</div>
<div>Irene ha cercato di dirmi qualcosa riguardo un certo diario, ma era troppo esausta per parlare".</div>
<div>"Un diario? Pensi si tratti del diario di Geraldine? Di certo si riferiva a esso. Ho appena finito di rimetterlo insieme, ma, francamente, mi sembra proprio senza capo né coda".</div>
<div>La signora Watcombe scorse in fretta il foglio rappezzato con la colla che Hilary le porse; poi lo rilesse con grande attenzione. "Senti, Hilary! Questo passaggio mi sembra molto significativo":</div>
<div><br></div>
<div><em>"... Il dottor H. parla di anemia. Prego il cielo abbia ragione, perché a volte i miei pensieri sembrano procedere in una strana e terribile direzione; se avessi il coraggio di confidarmi con qualcuno, di certo direbbe che sto impazzendo. Devo lottare da
sola, aggrappandomi all'idea che non è insolito, in persone affette da anemia, coltivare insane fantasie.</em></div>
<div><em>Se soltanto non avessi letto quelle orribili ed insinuanti parole nel Barrett..."</em></div>
<div><br></div>
<div>"Barrett? Che intende dire, May?"</div>
<div>"Aspetta un attimo. Barrett? Ma sì, forse si riferisce a "Traditions of the County" del Barrett. Ho notato che in biblioteca ce n'è una copia.
Vieni, andiamo a controllare. Può darsi si riveli una traccia utile."</div>
<div>Trovarono subito il libro, che si aprì alla pagina cui si riferiva Geraldine; infatti aveva sottolineato con la matita un passaggio abbastanza lungo.</div>
<div><br></div>
<div><em>"... A Cleeve mi narrarono un'altra di quelle singolari tradizioni che ormai stanno scomparendo rapidamente, con il diffondersi dell'istruzione.</em></div>
<div><em>Aveva a che fare con l'antica credenza nei vampiri, spiriti di morti malvagi, che di notte potevano assumere forma umana vagando nel paese in cerca di vittime.</em></div>
<div><em>Le persone sospettate di essere vampiri venivano sepolte con la bocca imbottita d'aglio e veniva loro trapassato il cuore con un paletto di legno per renderle inoffensive, o, quanto meno, per evitare che si allontanassero dal luogo della sepoltura.</em></div>
<div><em>Circa trent'anni fa, un vecchio mi indicò un albero che si diceva fosse cresciuto da un paletto siffatto. Per quanto ricordo, si trattava di una singolare varietà di sommacco nel giardino del vecchio Grange..."</em></div>
<div><br></div>
<div>"Vieni, usciamo", disse la signora Watcombe rompendo il pesante silenzio che gravava nella stanza. "Voglio che tu veda quell'albero".</div>
<div>L'alba imporporava il cielo e i cespugli, le piante, i fiori e la rugiada assumevano una dolce sfumatura rosata.</div>
<div>Soltanto il solitario sommacco, cupo e minaccioso, sembrava non partecipare al tripudio della natura che si stava risvegliando.</div>
<div>Durante la notte la disgustosa colorazione scarlatta delle foglie si era accentuata, tronco e rami risultavano innaturalmente rigogliosi, quasi gonfi, e, nell'insieme, l'albero aveva un aspetto oscenamente carnoso.</div>
<div>La signora Watcombe, osservandolo di lontano, esclamò con voce rauca e impaurita: "Guarda, Hilary! Era proprio così quando... quando morì Geraldine!"</div>
<div><br></div>
<div>Al cader della notte, l'estremità del giardino appariva stranamente nuda e spoglia. Al posto del vecchio albero c'era un enorme mucchio di ceneri ardenti - enorme perché il sommacco era troppo gonfio di una linfa viscosa e nerastra per bruciare senza l'aiuto di una gran quantità
di legna secca.</div>
<div>Passarono molte settimane prima che Irene recuperasse forza sufficiente per recarsi a visitare la piccola tomba di Spot.</div>
<div>E rimase sbalordita scoprendo che il posto era quasi completamente ricoperto da piantine di aglio.</div>
<div>Più tardi Hilary le spiegò che era l'unica pianta ad aver attecchito dove cresceva il sommacco.</div>
<div><br></div>
<div><strong>Note della Redazione</strong></div>
<div>L'albero (<em>The Sumach</em>, 1919), pubblicato per la prima volta su <em>Club GHoST</em>, è un curioso racconto di vampiri edito da George Routledge &amp; Sons sul volume <em>The Elemental: Tales of the Supernormal and the Inexplicable</em>. In Italia è stato pubblicato nei volumi: <em>Il sangue e la rosa</em> (1988), Reverdito Editore con il titolo "L'albero", tradotto da Claudio De Nardi e <em>Draculea: Figli delle tenebre</em> (2020), ABEditore con il titolo "Il sommaco", tradotto da Lorenzo Incarbone.</div>
<div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Ulric Evan Daubeny (2 Settembre 1888 - 1 Maggio 1922), scrittore britannico, pubblicò un'unica raccolta di racconti soprannaturali, <em>The Elemental</em>, un volume ormai così raro che solo uno dei suoi racconti, "The Sumach", è giunto all'attenzione del pubblico moderno, prima sulla rivista
di breve durata <em>Borderland </em>(1985) e poi nell'antologia di racconti sui vampiri curata da Richard Dalby, <em>Dracula's Brood</em> (1987).</div>
<div>I dettagli sulla vita di Daubeny sono quasi altrettanto difficili da reperire quanto la raccolta stessa, ma si sa che era un appassionato collezionista di antiquariato e strumenti
a fiato, nonché un attento storico locale e archeologo, interessi che traspaiono dai suoi racconti e da altre opere. Oggi è ricordato soprattutto per i suoi volumi sulle antiche chiese dei Cotswolds e sugli strumenti
a fiato antichi e moderni.</div>
<div>Luogo di nascita: Cheltenham, Gloucesershire, Inghilterra, Regno Unito. Nomi d'arte usati: Ulric Daubeny, Ulrich Daubeny.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink1ae5e7fa36bb9d3ccfcc23892d3cc658 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/albero-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1388,'height': 1080,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1ae5e7fa36bb9d3ccfcc23892d3cc658, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/albero-cop_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="156" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 31 May 2026 07:29:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il nuovo singolo degli Hogans Alley]]></title>
			<author><![CDATA[Red Scorpion]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002F0"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Una vera e propria scarica di adrenalina</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Primissima composizione partorita dall'attuale assetto della band</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong></strong><em>Gonna Love It</em>, il freschissimo capitolo discografico firmato dagli <strong>Hogans Alley</strong>, si rivela una vera e propria scarica di adrenalina che investe l’ascoltatore fin dalle primissime battute, azzerando qualsiasi esitazione e catapultandolo
nel bel mezzo di un’atmosfera totalmente festaiola. Immaginate la classica scena in cui un amico vi aspetta sotto casa, premendo sul clacson per mettervi fretta e urlandovi di lasciarvi andare al ritmo interiore che
vi scorre nelle vene. La dinamica che ne scaturisce è vivida ed elettrizzante: un mix di calore umano, decibel spinti al massimo, corpi che iniziano a scatenarsi e quell'alchimia collettiva che si sprigiona quando
un intero club decide finalmente di abbandonare ogni freno inibitore. Dopotutto, la condivisione del divertimento rappresenta una vera e propria dichiarazione di complicità, un canale primordiale per specchiarsi negli
altri e sentirsi parte di una medesima tribù, anche se solo per la durata di una notte.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Questo brano non è affatto un episodio casuale, bensì la primissima composizione partorita dall’attuale assetto della band, configurandosi sin da subito come una
sorta di dichiarazione d'intenti e specchio fedele del loro stile privo di filtri, carnale e d’impatto immediato. La strategia compositiva è limpida ed estremamente efficace: strutturare un inciso talmente
magnetico da stamparsi indelebilmente nella memoria di chi ascolta. Dal punto di vista prettamente musicale, la traccia mette in campo una combinazione micidiale in cui l'hard rock più energico si sposa felicemente
con pulsazioni ritmiche trascinanti e sfumature tipicamente funk, dove riff di chitarra dirompenti viaggiano a braccetto con una base ritmica a dir poco spumeggiante e melodie corali concepite per fissarsi in mente al primo
passaggio.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'ispirazione affonda le proprie radici nel sound storico di colossi come <strong>Aerosmith</strong> ed <strong>Extreme</strong>, ma il gruppo riesce nel miracolo di evitare la trappola del revivalismo nostalgico, estraendone invece l'anima più vitale e ballabile, ideale per una riproduzione ad altissimo volume, per cori di
gruppo e per una condivisione verace con la platea. Questo approccio d'altronde riflette in pieno l'anima degli <strong>Hogans Alley</strong>, una realtà nata negli ultimi scorci del 2021 dall’unione di musicisti legati da un profondo amore per le sonorità rock più dure. Il loro
DNA sonoro è un tributo agli anni Ottanta, ricco di sfumature stradali, graffi metallici e quel tocco glam che si poggia su fondamenta ritmiche solide e sincopate. Ne deriva un'identità musicale sfrontata,
orecchiabile e votata all’intrattenimento, che trova la sua massima espressione in esibizioni dal vivo letteralmente infuocate, dove l'energia pura del rock'n'roll scorre senza freni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Fin dagli esordi, i Nostri hanno focalizzato le proprie energie sulla scrittura di pezzi inediti , testando la solidità del repertorio sui palcoscenici della Toscana all’interno
di club storici per la musica dal vivo quali il Megik Cult, il Santomato, il Circus Rock Club, il Freesound e il VHS Retro Club. Nel loro percorso spiccano già tappe live di rilievo, come la prestigiosa opportunità
di fare da spalla agli <strong>Enuff Z'Nuff</strong> sul palco del Borderline Club affiancando i <strong>Jolly Rox</strong>, o ancora la partecipazione al Monteloud Rock Fest in compagnia degli <strong>Speed Stroke</strong>, storici compagni di viaggio della band. Ora, dopo aver archiviato i lavori di pre-produzione di queste tracce inedite, i musicisti si accingono a varcare nuovamente
la soglia della sala d'incisione per rifinire i dettagli di un intero full-length, la cui pubblicazione è ufficialmente calendarizzata per la prossima stagione autunnale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinke8c0a06c54813c8ed7147c32bb26f943 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Hogans-Alley-Gonna-Love-It-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del singolo.','title': 'La copertina del singolo.','width': 500,'height': 500,'description': 'La copertina del singolo.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke8c0a06c54813c8ed7147c32bb26f943, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Hogans-Alley-Gonna-Love-It-cover_ver.webp" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlink2cbfa6082c8f1f71f63cc13e03a6b6ef = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Hogans-Alley-band_ver.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 751,'height': 1079,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2cbfa6082c8f1f71f63cc13e03a6b6ef, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Hogans-Alley-band_ver.webp" alt="La band." title="La band." width="150" height="217" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ALYesOCl9oU">https://www.youtube.com/watch?v=ALYesOCl9oU</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 30 May 2026 06:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Sea di Shai Carmeli-Pollak]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002EF"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Film bellissimo e struggente</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un atto di coraggio contro un regime illiberale</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">The Sea (Israele, 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Shai Carmeli-Pollak. Soggetto e Sceneggiatura: Shai Cameli-Pollak. Montaggio: Yosef Grunfeld. Scenografia: Bashar Hassuneh. Produzione: Bather Agbarriya, Naomi Levan, Saar
Yogev. Distribuzione (Italia): Mescalito Film. Titolo originale: Ha'yam. Genere: Drammatico. Paese di produzione: Israele. Anno: 2025. Durata: 93 minuti. Interpreti: Muhammad Gazawi, Khalifa Natour, Marlene Bajali, Hilla
Sarjon, Gabriel Horn.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>






<div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Un ragazzo palestinese di 12 anni si mette in testa di voler raggiungere il mare, partendo dai territori occupati della Cisgiordania e dalle sue montagne pietrose, per arrivare a Tel
Aviv senza un permesso in tasca, percorrendo strade mai viste di una tentacolare città occidentale. Il padre lascia il lavoro per gettarsi al suo inseguimento, teme per la sua vita, quando lo raggiunge (insieme alla
solerte polizia israeliana) sono a un passo dal mare. Un film bellissimo e struggente, scritto e diretto da un israeliano anarcoide che definisce fascista il regime al potere, presentato agli Oscar, osteggiato dal Ministro
della Cultura Miki Zohar, persino proibito in patria, sotto la minaccia di una revoca dei finanziamenti statali. Abbiamo visto il film grazie al Piccolo Cineclub Tirreno di Follonica, una delle oltre cento sale che in Italia
hanno deciso di proiettarlo in contemporanea per continuare a dedicare attenzione alla questione palestinese. Un diritto naturale negato, il diritto di un bambino di vedere il mare, di nuotare, di mettere i piedi in acqua,
per assurdi motivi politici, una sorta di appendice alla segregazione razziale. I palestinesi vivono come galeotti in patria, espropriati dai mezzi per vivere, costretti a lavorare grazie a sotterfugi, confinati in un fazzoletto
di terra tra le montagne. Tutto questo </span><strong class="fs14lh1-5">Carmeli-Pollak</strong><span class="fs14lh1-5"> lo dice con forza, scrivendo una sceneggiatura al tempo stesso semplice ed emozionante, pedinando una
giornata di un bambino palestinese diretto al mare, in mezzo a gente che parla una lingua che lui non conosce, superando mille difficoltà e pericoli, pur di coronare un sogno. Cinema che cita </span><strong class="fs14lh1-5">Kiarostami</strong><span class="fs14lh1-5"> (</span><em class="fs14lh1-5">Dov’è la casa del mio amico?</em><span class="fs14lh1-5">), </span><strong class="fs14lh1-5">Panahi</strong><span class="fs14lh1-5"> (</span><em class="fs14lh1-5">Il palloncino bianco</em><span class="fs14lh1-5">), persino </span><strong class="fs14lh1-5">De Sica</strong><span class="fs14lh1-5"> e il classico </span><em class="fs14lh1-5">Ladri di biciclette</em><span class="fs14lh1-5">, perché pure in questo film padre e figlio finiscono arrestati per aver cercato di esercitare un diritto. Fotografia sporca e bruciata dal sole, montaggio
compassato, recitazione intensa, con gli occhi del protagonista (</span><strong class="fs14lh1-5">Muhammad Gazawi</strong><span class="fs14lh1-5">) che ti scavano l’anima nelle sequenze finali. Non si dimentica neppure la disperazione negli occhi del padre (</span><strong class="fs14lh1-5">Khalifa Natour</strong><span class="fs14lh1-5">), sia quando scopre la fuga del figlio, sia quando è consapevole che non c’è niente da fare, è impossibile che un poliziotto israeliano
si comporti come un essere umano. Girato tra la Cisgiordania e Tel Aviv. Un atto di coraggio contro un regime illiberale.</span></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink336e6bd75aa23cdaf396e33e49a2e328 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Sea-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 771,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink336e6bd75aa23cdaf396e33e49a2e328, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Sea-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="281" /></a></div></div><div><script> var showboxlink672c42809ef2d3fb577eba86f71a1d62 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Sea-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink672c42809ef2d3fb577eba86f71a1d62, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Sea-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=D3KA7lULKnY">https://www.youtube.com/watch?v=D3KA7lULKnY</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 May 2026 06:16:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Notepad++ l'editor di codice sorgente gratuito]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002EE"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Alternativa leggera al Notepad di Windows</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Uno dei text editor open-source più famosi, longevi e apprezzati al mondo</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Nato nel lontano 2003 dalla mente dello sviluppatore <strong>Don Ho</strong>, <em>Notepad++</em> è un editor di testo generico e di codice sorgente libero (open-source) specifico per l'ambiente Microsoft Windows. Il suo obiettivo
originario era semplice ma ambizioso: offrire un'alternativa incredibilmente leggera, veloce e potente al blando Blocco Note (Notepad) di default di Windows.</span></div>
<div><span class="cf1">Scritto interamente in C++ e basato sulla potentissima componente di editing Scintilla, <em>Notepad++</em> si è imposto negli anni come uno strumento indispensabile nel toolkit di chiunque lavori con il computer rimanendo uno dei text editor open-source più famosi,
longevi e apprezzati al mondo da programmatori, sistemisti e utenti comuni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><script> var showboxlink059f4399dea389ad602e65ab46d627a4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/notepad-plus-plus-interfaccia_bar.webp','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Notepad++.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Notepad++.','width': 759,'height': 711,'description': 'L\'interfaccia grafica di Notepad++.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink059f4399dea389ad602e65ab46d627a4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/notepad-plus-plus-interfaccia_bar.webp" alt="L&#39;interfaccia grafica di Notepad++." title="L&#39;interfaccia grafica di Notepad++." width="200" height="188" /></a></div>
<div><span class="cf1">L'interfaccia grafica di <em>Notepad++</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Notepad++</em> rappresenta una vera e propria colonna portante nel panorama del software dedicato alla manipolazione dei testi
e alla scrittura di codice sorgente. Nato nei primi anni duemila con l'intento di offrire agli utenti Windows un'alternativa radicalmente migliore rispetto al Blocco Note integrato nel sistema operativo, questo applicativo
ha saputo mantenere nel corso dei decenni una rilevanza e una popolarità che pochi altri progetti open-source possono vantare. Il segreto della sua longevità risiede principalmente in una filosofia di sviluppo
che non è mai scesa a compromessi con le mode del momento, preferendo l'efficienza pura e la stabilità alla pesantezza estetica dei framework moderni.</span></div>
<div><span class="cf1">Al cuore di <em>Notepad++</em> c'è il potente motore di editing Scintilla, interamente ottimizzato e scritto in C++. Questa
scelta architetturale si traduce in un software che interagisce direttamente con le API native di Microsoft Windows, garantendo una velocità di esecuzione che ha dell'incredibile. Mentre gli editor di testo contemporanei
basati su piattaforme web-centriche richiedono centinaia di megabyte di memoria RAM anche solo per mostrare una schermata vuota, <em>Notepad++</em> si avvia in una frazione di secondo e consuma una quantità di risorse talmente esigua da risultare impercettibile anche sui computer più datati o economici.
Questa straordinaria leggerezza si riflette anche nella sua capacità di digerire file di log o database testuali di dimensioni mastodontiche, situazioni in cui altri software più blasonati tendono a bloccarsi
o a consumare tutta la memoria di sistema.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'interfaccia utente si presenta densa e pragmatica, focalizzata sulla massima densità informativa visibile a schermo. Fin dal primo utilizzo si nota come ogni singolo comando,
opzione o strumento sia accessibile attraverso una barra dei menu ricca e stratificata. Sebbene l'aspetto generale del programma conservi un sapore classico che bada alla sostanza piuttosto che all'apparenza, l'introduzione
della modalità scura ha risposto alle esigenze visive degli utenti moderni. La gestione dei documenti avviene tramite un sistema a schede estremamente comodo, che permette di tenere aperti decine di file contemporaneamente
senza mai perdere il filo del proprio lavoro. Una delle caratteristiche più apprezzate in assoluto di questa gestione è il meccanismo di salvataggio in background delle sessioni. Se il computer dovesse spegnersi
improvvisamente o se l'utente decidesse di chiudere il programma senza salvare i file modificati, al riavvio successivo tutto il testo rimarrà esattamente al suo posto, eliminando l'ansia da perdita accidentale
dei dati.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ma le potenzialità del software si estendono ben oltre la semplice digitazione. <em>Notepad++</em>, infatti, include un motore di ricerca e sostituzione del testo estremamente avanzato. Oltre alla classica ricerca di parole, supporta l'utilizzo delle espressioni regolari
e, soprattutto, consente di effettuare scansioni massive all'interno di intere cartelle o di tutti i file aperti contemporaneamente. Questa funzione è una vera e propria ancora di salvataggio per amministratori
di sistema e webmaster che hanno la necessità di correggere una stringa di configurazione o un link obsoleto dentro centinaia di file sparsi nei server. A questo si aggiunge il supporto nativo per la colorazione della
sintassi di quasi ogni linguaggio di programmazione o di markup esistente, con la possibilità per l'utente di mappare e definire schemi personalizzati per formati di testo proprietari o non convenzionali. Se le
funzioni di base non dovessero bastare, il gestore dei componenti aggiuntivi integrato permette di installare estensioni sviluppate dalla community, trasformando l'editor in uno strumento capace di connettersi a server
FTP remoti, confrontare visivamente due file per evidenziarne le differenze, o formattare stringhe complesse in codice pulito.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Naturalmente, per comprendere appieno il valore di <em>Notepad++</em> bisogna anche riconoscerne i limiti strutturali. Non si tratta di un ambiente di sviluppo integrato e non possiede strumenti nativi per la compilazione o il debugging del codice, il che lo rende meno adatto alla
gestione di mastodontici progetti software aziendali per i quali sono richiesti ecosistemi più strutturati e intelligenti. Inoltre, il forte legame con l'architettura di Windows lo ha sempre reso un software confinato
in questo specifico sistema operativo, lasciando gli utenti Mac e Linux privi di una versione ufficiale nativa, sebbene sia possibile farlo girare su Linux tramite <em>Wine</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">PRO</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">Prestazioni e leggerezza imbattibili: si avvia istantaneamente e consuma pochissima RAM, rimanendo fluido anche su computer molto vecchi.</span></li>
<li><span class="cf1">Gestione di file enormi: è in grado di aprire e modificare file di testo di centinaia di megabyte senza crashare o bloccarsi.</span></li>
<li><span class="cf1">Ricerca avanzata e Regex: il motore di ricerca permette di trovare e sostituire testo usando espressioni regolari e di agire su migliaia di file contemporaneamente.</span></li>
<li><span class="cf1">Salvataggio della sessione (Snapshot): non si rischia mai di perdere il lavoro non salvato in caso di chiusura improvvisa o blackout.</span></li>
<li><span class="cf1">Estensibilità tramite Plugin: grazie al Plugin Admin si possono aggiungere tantissime funzioni extra come client FTP, formattatori di codice e strumenti di comparazione.</span></li>
<li><span class="cf1">Totalmente gratuito e Open-Source: è un software libero, privo di pubblicità, tracciamenti o abbonamenti nascosti.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">CONTRO</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">Interfaccia grafica datata: l'aspetto visivo basato su menu classici e icone tradizionali può risultare vecchio stile rispetto agli standard odierni.</span></li>
<li><span class="cf1">Non è un IDE completo: manca di funzionalità avanzate per la programmazione pesante, come un debugger integrato, un compilatore o un autocompletamento semantico
intelligente.</span></li>
<li><span class="cf1">Esclusivo per Windows: non esiste una versione ufficiale e nativa sviluppata per i sistemi operativi macOS o Linux.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L'impegno ecologico e politico</strong></div>
<div><span class="cf1">Un aspetto curioso e unico di <em>Notepad++</em> è la figura del suo creatore. <strong>Don Ho</strong> utilizza spesso le release del software per prendere forti posizioni politiche o umanitarie (es.
release dedicate alla libertà di stampa, ai diritti umani o all'ambientalismo). Inoltre, il software è progettato espressamente per ridurre l'anidride carbonica: consumando pochissima CPU e RAM, richiede
meno energia elettrica, un dettaglio filosofico che si sposa con la community open-source.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Conclusioni</strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Notepad++</em> non vuole e non può sostituire un IDE moderno come <em>VS Code</em> per lo sviluppo di grandi applicazioni, ma non è quello il suo scopo. Resta in assoluto il miglior editor di testo leggero sul mercato.</span></div>
<div><span class="cf1">È uno strumento che <em>deve</em> essere installato su ogni macchina Windows: è perfetto per modifiche rapide ai file
di configurazione, per ripulire testi sporchi, per analizzare log di sistema giganti e per scrivere script al volo. È gratuito, non traccia i vostri dati, si apre in un millisecondo e fa esattamente ciò che promette,
senza fronzoli. Un classico intramontabile.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica <em>Notepad++</em> dal sito ufficiale: <a href="https://notepad-plus-plus.org/" class="imCssLink">https://notepad-plus-plus.org/</a></span></div>
<div><span class="cf1">Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink92c6fd7cbf8dc36c8870e80493b877f0 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/notepad-plus-plus-logo.webp','alt': 'Il logo di Notepad++.','title': 'Il logo di Notepad++.','width': 1214,'height': 624,'description': 'Il logo di Notepad++.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/notepad-plus-plus-home_bar.webp','alt': 'Il logo di Notepad++.','title': 'Il logo di Notepad++.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Il logo di Notepad++.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink92c6fd7cbf8dc36c8870e80493b877f0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/notepad-plus-plus-logo.webp" alt="Il logo di Notepad++." title="Il logo di Notepad++." width="200" height="103" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 May 2026 07:55:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Annus Solis di Flavio Deri]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Russo]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002ED"><h1 class="imHeading1">Tema decisamente affascinante</h1><h2 class="imHeading2">Imbevuto di filosofia classica e storia delle religioni</h2><div>






<div>Il protagonista di questo racconto di <strong>Flavio Deri</strong> è un inviato del Commonwealth Solare, Alcibiade Kael, che deve redigerne una storia, o meglio, una controstoria di tipo propagandistico: la Storia delle Luci.</div><div><br></div>
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<div>Il Commonwealth Solare è l’erede diretto dell’Impero Romano, che non crollò in tale ucronia. Il contesto generale di <strong>Deri</strong> è una Terra senza monoteismi, dove il Sole vinse perché nessun Dio gli fece concorrenza. &nbsp;</div>
<div>Ogni divinità delle diverse società che compongono il Commonwealth Solare rappresenta un aspetto del Sole, lo personifica.</div>
<div>I Codici di Alessandria rappresentano una sorta di summa teologica di quest’epoca in realtà post teologica, che vengono studiate nelle Accademie Teurgiche. E qui il Sole
diviene, nelle teorie di tali accademici, la formula che lega il moto delle cose. Ci si riferisce ad esso come a “Sol Ratio”, la razionalità del Sole. Si tratta di una civiltà che ha paura del buio,
visto come elemento di disordine.</div>
<div>La propaganda tende all’unificazione, in una sorta di liturgia politica. E i fatti diventano storici solo all’interno di determinate configurazioni interpretative.</div><div><br></div>
<div>Tuttavia, durante questo viaggio di ricerca, qualcosa iniziò a scricchiolare in questo grande progetto di revisione storiografica di Alcibiade Kael. E non si trattò solo
di conflitti interpretativi tra studiosi.</div>
<div>Vi furono, ad esempio, delle vibrazioni non previste nelle grandi divinità solari che computavano questo ordine del mondo, come il Mandala di Silicio della civiltà indiana
di Bharata-Indra.</div>
<div>Oppure un’eclissi non prevista a Roma o una frattura lungo la linea dei condotti glaceo-solari scandinavi dei Boreali. Vacillò la fede cieca nella misura, in essa si instillò
il dubbio, assieme al senso di colpa: “Il Sole dorme” fu riportato tra le altre strane computazioni.</div><div><br></div>
<div>La lettura è molto scorrevole e ho trovato il tema decisamente affascinante, inserito in una narrazione tutta interna alla cronaca di Alcibiade Kael.</div>
<div>Questo racconto fantascientifico di <strong>Flavio Deri</strong> disegna infatti un grande affresco degno delle migliori architetture culturali del genere, inserendoci quella vena ucronica di cui parlavamo prima. Essa diviene a tratti distopica, quando l’universo non
riconosce più l’uomo, che non è più preparato a tremare dinanzi all’ignoto. </div>
<div>Troppo sbilanciamento verso la luce e l’armonia può essere fatale e fare emergere quel terrore, quella sensazione di insignificanza cosmica, che si era tentati prima inutilmente
di obliare: questo sembra essere il miglior insegnamento di questo godibilissimo <em>Annus Solis</em>, imbevuto di filosofia classica e storia delle religioni attraverso tanto <em>Sense of Wonder</em>.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE<br></strong>Flavio Deri è nato il 18/10/1988 a Pontedera (PI). È diventato membro del <em>Culto Lovecraftiano</em> nel 2003, quando ha acquistato il suo primo libro del Sognatore di Providence. Iscritto alla <em>H.P. Lovecraft Historical Society</em> e supporter dell’<em>Horror Writers Association</em>, ha sempre desiderato dedicarsi alla scrittura andando oltre la creazione di campagne di gioco di ruolo da tavolo o dal vivo. Durante la pandemia, ha partecipato
a concorsi letterari per antologie, e nel 2022 ha pubblicato il suo primo libro intitolato <em>Appunti di un Sussurro</em>, sempre con ambientazione Lovecraftiana, oltre a rientrare in pubblicazioni come <em>Terrorea – De Rerum Natura della Horti di Giano</em>, nella collana <em>Universo di Lovecraft</em> della Esescifi, nell’antologia <em>Chimerica</em> della PAV Edizioni. Per la Colomò Edizioni compare nell’antologia <em>Strani Aeoni nn. 2 e 3</em>, <em>Grimoria</em>, <em>l’Amaro in Bocca</em> e ha curato la raccolta <em>L’Orrido Verde</em>. <em>L’Ombra dietro la Miskatonic</em> è il suo racconto lungo con la Delos Digital, si possono trovare altri suoi racconti su due numeri del progetto <em>Racconti dal Profondo</em>. Finalista in concorsi letterari come il <em>TOHorror Festival</em>, <em>Terni Horror Festival</em> e del <em>Premio Esecranda</em>.<br>Fiero membro del Gruppo <em>Telegram Lovecraft Italia</em>. Appassionato del genere Horror, ha dedicato la sua libreria personale a Lovecraft, con oltre cento volumi tra racconti, saggi, biografie, graphic novel
e romanzi ispirati ai Miti.<br>Dal 2024 collabora per <em>Club GHoST</em> con recensioni di libri e fumetti.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Annus Solis</em></div>
<div><em>Autore: Flavio Deri</em></div>
<div><em>Editore: Delos Digital</em></div>
<div><em>Collana: Ucronica Vol. 41</em></div>
<div><em>Anno: 21 aprile 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 52</em></div>
<div><em>ISBN-13: 978-8825436860</em></div>
<div><em>Prezzo: 1,99 €</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlink23e9a0a2627d7700486b428874a4db97 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Annus-Solis-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 770,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink23e9a0a2627d7700486b428874a4db97, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Annus-Solis-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a></div><div><script> var showboxlink9059309be1ca637b97502e302726e1d4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/annus-solis-_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 381,'height': 381,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9059309be1ca637b97502e302726e1d4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/annus-solis-_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 May 2026 07:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Kill Bill: The Whole Bloody Affair]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002EC"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Al cinema dal 28 maggio al 3 giugno</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Per la prima volta, il capolavoro di Tarantino proposto come unico film di 281 minuti</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong><em></em></strong><em>Kill Bill: The Whole Bloody Affair unisce il Volume 1 e il Volume 2 in un unico racconto epico senza censure, interamente
presentato proprio come Tarantino aveva sempre immaginato, completo di una nuova sequenza anime mai vista prima.</em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Plaion Pictures e Midnight Factory sono liete di annunciare che <em>Kill Bill: The Whole Bloody Affair</em>, acquisito da Lionsgate, arriverà al cinema dal 28 maggio al 3 giugno, in un evento speciale di 7 giorni.<strong> </strong>Per la prima volta, il capolavoro di <strong>Quentin Tarantino</strong> sarà proposto nelle sale italiane come un unico film di 281 minuti, superando la divisione in <em>Volume 1</em> (2003) e <em>Volume 2</em> (2004): una scelta che restituisce al pubblico l’idea originaria del regista, che aveva concepito <em>Kill Bill</em> come un’opera unica prima della separazione per esigenze distributive.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">A oltre vent’anni dall’uscita, il pubblico italiano potrà così vedere il quarto film di <strong>Tarantino</strong> nella forma più completa e fedele alla sua visione. Proprio la locandina italiana ricorda cosa rende imperdibile questa versione del cult immortale, finalmente
nei cinema senza tagli, con scene mai viste e in un’unica opera. Il montaggio di <em>Kill Bill: The Whole Bloody Affair</em> elimina infatti il cliffhanger finale del primo capitolo e il riassunto iniziale del secondo, introducendo novità significative come il celebre scontro con gli 88 folli presentato per la prima volta
interamente a colori e sequenze totalmente inedite che arrivano in Italia in versione originale sottotitolata. Fra queste, 7 minuti e mezzo inediti dell’iconico flashback in stile anime, prodotto dal leggendario studio
Production I.G., che esplora il tormentato passato di O-Ren Ishii (Lucy Liu). A coronare questa edizione definitiva, inoltre, la presenza di <em>The Lost Chapter: Yuki’s Revenge</em>, un vero e proprio cortometraggio nato da un’idea di Tarantino rimasta per anni nel cassetto e ora portato alla luce grazie al noto motore
grafico Unreal Engine, con la sorella della letale Gogo Yubari in cerca di vendetta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In questa versione compatta e definitiva del capolavoro di <strong>Tarantino</strong>, il viaggio della Sposa interpretata da <strong>Uma Thurman</strong> acquista un respiro ancora più ampio e inarrestabile: un percorso di vendetta insanguinata
che si dispiega senza tagli né censure, trasformandosi in uno spettacolo totale capace di fondere generi, linguaggi e suggestioni in modo radicale e inconfondibile. È il cinema di <strong>Tarantino</strong> nella sua forma più pura, quella che ha reso immortali titoli come <em>Pulp Fiction</em> e <em>Bastardi senza gloria</em>, qui portata all’estremo in un’opera che travolge lo spettatore dall’inizio alla fine. <em>Kill Bill: The Whole Bloody Affair</em> non è solo un ritorno, ma un evento irripetibile: l’occasione imperdibile per i fan di <strong>Tarantino</strong> e le giovani generazioni di vivere finalmente sul grande schermo un film culto come non è mai stato visto prima, nella sua versione più completa e spettacolare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong><em></em></strong><em>Kill Bill: The Whole Bloody Affair</em> vede nel cast <strong>Uma Thurman</strong>, <strong>Lucy Liu</strong>, <strong>Vivica A. Fox</strong>, <strong>Michael Madsen</strong>, <strong>Daryl Hannah</strong>, <strong>Gordon Liu</strong>, <strong>Michael Parks</strong> e <strong>David Carradine</strong> nel ruolo di “Bill.” Il film è prodotto da <strong>Lawrence Bender</strong>, scritto e diretto da <strong>Quentin Tarantino</strong>, basato sul personaggio de “La Sposa” creato da <strong>Q&amp;U</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Sulle note dell’inconfondibile fischio del brano <em>Twisted Nerve</em>, il trailer italiano ricorda l’appuntamento storico segnato da questa release e regala ai fan attimi di puro godimento mostrando immagini fugaci delle novità più attese di questa release tra
cui il leggendario scontro con gli 88 folli per la prima volta integralmente a colori e minuti aggiuntivi<strong> </strong>del celebre flashback in stile anime dedicato a O-Ren Ishii (Lucy Liu)<strong>,</strong> realizzato dallo studio Production I.G. Ciliegina sulla torta di questa uscita senza precedenti è la presenza di <em>The Lost Chapter: Yuki’s Revenge</em>, un cortometraggio nato da un’idea di <strong>Tarantino</strong> e ora portato alla luce.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong><em></em></strong><em>Kill Bill: The Whole Bloody Affair</em> non è soltanto una versione estesa, ma la possibilità di riscoprire <em>Kill Bill</em> come un’unica grande opera sulla vendetta, fra le migliori mai girate: uno spettacolo continuo in cui <strong>Tarantino</strong> fonde cinema di arti marziali, chambara giapponese ed exploitation in un linguaggio personale, visivamente esplosivo e profondamente cinefilo, costruito attraverso
rimandi e reinvenzioni della storia del cinema. La visione integrale valorizza così la struttura ritmica e narrativa del film, permettendo di cogliere appieno l’evoluzione della Sposa e restituendo tutta la forza
di una saga epica contemporanea. &nbsp;Un evento davvero unico e irripetibile che consentirà alle nuove generazioni e ai “vecchi” fan di Kill Bill di vivere sul grande schermo tutti insieme e tutto
d’un fiato l’affresco di sangue dipinto da <strong>Tarantino</strong> esattamente come lo aveva sempre desiderato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong><em></em></strong><em>Kill Bill: The Whole Bloody Affair</em> arriverà al cinema per una settimana<strong> </strong>dal 28 maggio al 3 giugno<strong> </strong>con <em>Plaion Pictures</em> e<strong> </strong><em>Midnight Factory</em><strong>.</strong></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?kill-bill-the-whole-bloody-affair-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink012ffaf555e8336e9f713c316d2f6935 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Kill-Bill-The-Whole-Bloody-Affair-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 864,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink012ffaf555e8336e9f713c316d2f6935, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Kill-Bill-The-Whole-Bloody-Affair-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="251" /></a></div><div><script> var showboxlink6680ee4d0f1d024f97ed93d531bb8232 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Kill-Bill-The-Whole-Bloody-Affair-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1920,'height': 1080,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6680ee4d0f1d024f97ed93d531bb8232, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Kill-Bill-The-Whole-Bloody-Affair-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=MJZgNHCkPtE">https://www.youtube.com/watch?v=MJZgNHCkPtE</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 May 2026 08:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Planet Ghost 3 è online]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=News"><![CDATA[News]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002EB"><h1 class="imHeading1">Il vuoto ha una nuova voce</h1><h2 class="imHeading2">Un numero che vi trascinerà in un viaggio senza ritorno</h2><div><span class="cf1">Il vuoto ha una nuova voce, e l'oscurità non è mai stata così densa. È ufficialmente disponibile </span><span class="cf1"><strong>Planet Ghost Numero 3</strong></span><span class="cf1">, la rivista web che scava nei meandri del cinema più estremo, della letteratura perturbante e dei misteri che sfidano la ragione.</span></div> <div><span class="cf1">Se pensavate di aver visto tutto, preparatevi a ricredervi. Questo numero vi trascinerà in un viaggio senza ritorno tra carne deturpata, spettri del passato e incubi d'autore.</span></div> <div><span class="cf1">Ecco un assaggio di cosa vi aspetta all'interno:</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong><span class="cf1">Visioni di sangue e acciaio</span></strong></div> <ul> <li><span class="cf1">Carne, metallo e rabbia: un viaggio viscerale nello speciale dedicato alla folle e industriale </span><span class="cf1"><em>trilogia di Tetsuo</em></span><span class="cf1"> di Shin'ya Tsukamoto.</span></li> <li><span class="cf1">Cinema horror estremo - Oltre il limite: un ricchissimo speciale che analizza le pellicole più controverse e disturbanti della settima arte. Dove il cinema si fa carne da macello.</span></li> <li><span class="cf1">L’horror di Lucio Fulci: un focus completo e definitivo sul cinema del "terrorista dei generi", il maestro italiano che ha ridefinito il gore e l'inquietudine.</span></li> <li><span class="cf1">Cervelli, punk e pioggia acida: nel 1985 lo zombie ha cambiato faccia. Vi proponiamo uno speciale imperdibile che mette a confronto il cult </span><span class="cf1"><em>Il ritorno dei morti viventi</em></span><span class="cf1"> con la leggendaria trilogia zombesca di George A. Romero.</span></li> </ul> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong><span class="cf1">Letteratura e saggistica dall’ignoto</span></strong></div> <ul> <li><span class="cf1">L'ecosistema dell'inconoscibile: un saggio approfondito sulla narrativa di </span><span class="cf1"><em>Jeff VanderMeer</em></span><span class="cf1"> e sulle coordinate deformi del suo </span><span class="cf1"><em>New Weird</em></span><span class="cf1">.</span></li> <li><span class="cf1">Il mistero di Alessandro I Appiani: tra storia e leggenda, un'indagine accurata sul fantasma del sovrano di Piombino.</span></li> </ul> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong><span class="cf1">Voci dall'abisso: interviste e narrativa</span></strong></div> <div><span class="cf1">Spazio alle menti che l'oscurità la creano e la masticano ogni giorno. In questo numero troverete:</span></div> <ul> <li><span class="cf1">Le interviste esclusive a due pesi massimi del genere: il maestro della sceneggiatura </span><span class="cf1"><strong>Dardano Sacchetti</strong></span><span class="cf1"> e la regina del noir/horror italiano </span><span class="cf1"><strong>Alda Teodorani</strong></span><span class="cf1">.</span></li> <li><span class="cf1">Racconti da brivido firmati da </span><span class="cf1"><strong>Danilo Arona</strong></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><strong>Gordiano Lupi</strong></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><strong>Davide Stocovaz</strong></span><span class="cf1">.</span></li> </ul> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>Planet Ghost 3</strong></span><span class="cf1"> non è solo una lettura, è un'esperienza da cui non uscirete indenni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em><span class="cf1">Non limitarti a guardare nell'oscurità. Leggila!</span></em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Leggi ora il nuovo numero: </span><span class="cf1"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-3-sommario.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-3-sommario.html', null, false)">VISIONA &gt;&gt;</a></span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6a49c6e35a438ec4092032e26e752791 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pg3-cover_ver.webp','alt': 'La copertina di Planet Ghost 3.','title': 'La copertina di Planet Ghost 3.','width': 1024,'height': 1024,'description': 'La copertina di Planet Ghost 3.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6a49c6e35a438ec4092032e26e752791, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pg3-cover_ver.webp" alt="La copertina di Planet Ghost 3." title="La copertina di Planet Ghost 3." width="200" height="200" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Uin-XoitMjI">https://www.youtube.com/watch?v=Uin-XoitMjI</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 May 2026 06:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Una storia di fantasmi]]></title>
			<author><![CDATA[E.T.A. Hoffmann]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002EA"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Le altre ragazze non vedevano niente</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Tremavano tutte di paura e di spavento finché una dopo l’altra scapparono via di corsa</span></h2><div><div><span class="cf1">Voi sapete che, poco prima dell'ultima campagna, io trascorsi un certo periodo di tempo nelle terre del colonnello von T. Il colonnello era un tipo esuberante e gioviale, tanto quanto sua moglie era la calma, la imperturbabilità in persona.</span></div> <div><span class="cf1">Nel periodo che io passai lì, il figlio era sotto le armi, per cui la famiglia era formata, oltre che dalla coppia dei genitori, da due figlie e una vecchia francese, che si ostinava ancora a fungere da governante, sebbene le ragazze non avessero ormai più l'età da averne bisogno.</span></div> <div><span class="cf1">La maggiore era un tipetto allegro, vivace sino ad essere sfrenata, non priva di spirito, e come era incapace di fare cinque passi senza almeno tre sgambetti, così anche nella conversazione, o in qualsiasi lavoro facesse, saltava di continuo da una cosa a un'altra. L'ho visto io stesso coi miei occhi in meno di dieci minuti ricamava, leggeva, disegnava, cantava, ballava. In uno stesso momento piangeva per un cugino che era caduto in battaglia e con gli occhi ancora pieni di lacrime prorompeva in una risata stridula, se la francese, disavvedutamente, rovesciava la tabacchiera sul piccolo mops, che prendeva a guaire, mentre la vecchia si lamentava: - Ah, che fatalità, carino, poverino!</span></div> <div><span class="cf1">Con il suddetto mops difatti la francese soleva parlare sempre in italiano, perché era venuto da Padova.</span></div> <div><span class="cf1">Con tutto questo, la ragazza era la più graziosa biondina che ci possa essere, e ad onta di tutti i suoi capricci era piena di grazia e di amabilità, per cui, senza volerlo, esercitava su tutti un'irresistibile attrattiva.</span></div> <div><span class="cf1">La sorella minore, di nome Adelgunda, formava il più strano contrasto con lei. Mi sforzerei invano a cercare le parole se volessi descrivervi la particolare strana impressione, che la ragazza produsse su me la prima volta che la vidi. Immaginatevi la figura più bella, il volto più attraente ma sulle labbra e sulle guance, un pallore di morte. La figura si muove lenta, piano, a passi misurati, e se dalle labbra semiaperte esce a mezza voce una parola, che risuona nell'ampia sala, pare di sentirsi agghiacciati dal brivido spettrale.</span></div> <div><span class="cf1">Riuscii ben presto a vincere questo brivido pauroso e finii per confessare a me stesso - quando potei indurre la ragazza, così chiusa in sé, a intrattenersi un po' con me - che lo spettrale di questa apparizione era solo esteriore. Non si trattava per niente di qualcosa che venisse dall'interno. Anzi, in quel poco che essa diceva, dava prova di un delicato senso femminile, di una chiara intelligenza, di un animo cordiale. In lei non si sarebbe riscontrata traccia alcuna di esaltazione, sebbene si potesse supporre che quel sorriso doloroso, quello sguardo pieno di lacrime, fossero dovuti per lo meno a un malessere fisico, che influisse penosamente sull'animo di quella delicata creatura.</span></div> <div><span class="cf1">La cosa che mi parve più strana era che la famiglia nessuno escluso, nemmeno la vecchia francese dava a vedere di essere preoccupata, quando si parlava con la ragazza, né tentava di interrompere la conversazione, anzi si mischiava in essa con un certo tono di affettazione. Ma il più strano di tutto era che, appena suonavano le otto, tutti, a cominciare dalla francese, e poi madre, padre, sorella esortavano la fanciulla a ritirarsi in camera sua, come si fa coi bambini piccoli, perché non avesse a stancarsi, ma potesse invece riposarsi con un bel sonno. La francese l'accompagnava, per cui nessuna delle due aspettava mai la cena, che era servita alle nove.</span></div> <div><span class="cf1">La colonnella, che si era di sicuro accorta della mia sorpresa, per prevenire qualsiasi domanda, venne fuori una volta a dire che Adelgunda era molto sofferente, e che specie la sera, dopo le nove, era colpita da attacchi febbrili; tanto che, per consiglio del medico, era opportuno che a quell'ora godesse di un riposo assoluto.</span></div> <div><span class="cf1">Senza riuscire a indovinare nulla di positivo, capperò che c'era dietro qualcos'altro. Ma oggi soltanto sono venuto a conoscenza del vero nesso delle cose e dell'avvenimento che, in modo pauroso, è venuto a sconvolgere quella piccola e felice cerchia familiare.</span></div> <div><span class="cf1">Adelgunda era stata un tempo la ragazza più fiorente e vivace. Quando fu il suo quattordicesimo compleanno, furono invitate a festeggiarlo in gran numero le sue compagne. Radunate nel boschetto del giardino e sedute tutte attorno in cerchio, scherzavano e ridevano senza accorgersi che la notte saliva sempre più scura e che il tiepido vento di luglio rinfrescava l’aria; ma proprio ora cominciavano davvero a divertirsi.</span></div> <div><span class="cf1">Nella magica luce del crepuscolo le ragazze presero a ballare danze strane in cui intendevano raffigurare gli elfi e altri agili spiritelli.</span></div> <div><span class="cf1">Quando il boschetto fu tutto immerso nell’oscurità, Adelgunda venne fuori a dire: - Ragazze, ascoltatemi, adesso voglio fare lo spettro della dama bianca, di cui ci parlava tanto spesso il nostro vecchio giardiniere morto; ma bisogna che veniate con me fin laggiù al fondo del giardino dove c’è quel vecchio muro.</span></div> <div><span class="cf1">Così dicendo si avvolse nel suo scialle bianco, con passo leggero traversò correndo il viale e le ragazze la seguirono scherzando e ridendo. Ma Adelgunda era appena arrivata presso il vecchio rudero mezzo franato, che si fermò impietrita, come se tutte le sue membra fossero paralizzate. L’orologio del castello batté le nove.</span></div> <div><span class="cf1">- La vedete, la vedete, quella figura che mi sta davanti? - gridò Adelgunda con un tono di voce soffocato e pieno di spavento. - Eccola è qui davanti a me, oh Gesù! Mi tende la mano… la vedete?</span></div> <div><span class="cf1">Le altre ragazze non vedevano niente, ma tremavano tutte di paura e di spavento finché una dopo l’altra scapparono via di corsa, meno una di esse, che più pacata e capace di dominarsi si appressò ad Adelgunda e fece per stringersela tra le braccia. Ma in quello stesso momento Adelgunda, col pallore della morte in viso, cadde al suolo.</span></div> <div><span class="cf1">Allo stridulo grido di spavento della ragazza tutti accorsero dal castello e Adelgunda fu trasportata dentro casa. Poi riprese conoscenza e tremando in tutte le membra raccontò che, appena arrivata vicino al muro, si era trovata dinanzi una figura quasi trasparente, come avvolta nella nebbia, che aveva teso le mani verso di lei. Niente di più naturale che attribuire l’apparizione alle fantastiche illusioni che poteva creare la luce crepuscolare.</span></div> <div><span class="cf1">In quella stessa notte Adelgunda si riebbe del tutto dallo spavento, per cui parve non ci fosse più da temere alcuna conseguenza e che la storia si potesse considerare liquidata per sempre.</span></div> <div><span class="cf1">Ma le cose andarono ben diversamente!</span></div> <div><span class="cf1">La sera di poi, quando l'orologio suonò le nove, Adelgunda, che se ne stava in compagnia della famiglia, balzò su spaventata e gridò: - Eccola, eccola! Non la vedete? È qui vicino a me!</span></div> <div><span class="cf1">In poche parole da quella sera funesta, appena suonavano le nove, Adelgunda credeva che la figura bianca le comparisse accanto e si fermasse lì per qualche momento, senza che nessun altro, all'infuori di lei, potesse accorgersi di qualcosa, o avesse la sensazione psichica della vicinanza di un principio psichico sconosciuto. Da allora, la povera Adelgunda fu ritenuta pazza. E la famiglia per strana assurdità si vergognava dello stato della figlia e sorella. Di qui lo strano modo di trattarla cui ho accennato. Non mancarono mezzi né medicine, che potessero liberare l'infelice ragazza dalla sua idea fissa, come preferiva chiamare l'apparizione che ella sosteneva di vedere. Ma tutto fu inutile, ed ella tra le lacrime scongiurò di essere lasciata in pace, tanto più che la figura, che del resto non aveva, in sé e nei suoi tratti incerti e irriconoscibili, nulla di spaventoso, non le suscitava più nemmeno un'ombra di spavento. Scomparsa però l'apparizione, ella si sentiva come se il suo intimo l'avesse lasciata con tutti i suoi pensieri e, fattosi incorporeo, andasse vagando attorno, fuori di lei: per questo ella si sentiva così sfinita e malata.</span></div> <div><span class="cf1">Alla fine il colonnello fece la conoscenza di un noto medico, che aveva fama di guarire i pazzi con un metodo oltremodo scaltro. Quando il colonnello gli rivelò come stavano le cose con la povera Adelgunda, il medico rise e affermò che non c'era niente di più facile che guarire questa forma di pazzia, che aveva origine esclusivamente in una fantasia sovreccitata. L'idea dell'apparizione dello spettro era legata così saldamente con lo scoccare delle nove, che la forza interiore non era più capace di disgiungerla da quell'ora. Ora si trattava soltanto di produrre dal di fuori questa scissione. E questo si poteva ottenere facilmente, ingannando la signorina sull'ora, e facendo passare le nove senza che lei lo sapesse. Se allora lo spettro non fosse apparso, si sarebbe accorta da sé della sua illusione: a questo punto, con dei ricostituenti fisici, la cura sarebbe finita felicemente. Questo funesto consiglio fu messo in opera. </span></div> <div><span class="cf1">In una notte, tutti gli orologi del castello, perfino quello del villaggio, i cui sordi rintocchi arrivavano fin là, furono ritardati di un'ora, per cui Adelgunda, quando al mattino si fosse destata, si sarebbe sbagliata di un'ora.</span></div> <div><span class="cf1">Venne la sera. Come al solito la famiglia era radunata in una stanza d’angolo molto ridente, e nessun estraneo era presente. La colonnella faceva tutti gli sforzi per parlare di cose allegre e il colonnello, come soleva fare quando era particolarmente di buon umore, stuzzicava la vecchia francese, spalleggiato da Augusta, la sorella maggiore. Tutti ridevano, più allegri del consueto.</span></div> <div><span class="cf1">Quand'ecco l'orologio a pendolo suona le otto (in realtà erano le nove) e Adelgunda, pallida come la morte, ricade all'indietro nella poltrona mentre il ricamo le scivola dalle mani. Poi si alza col volto pervaso di spavento, con gli occhi fissi; guarda il vuoto della stanza e con voce sorda e cupa esclama: - Ma come? Un'ora prima? La vedete La vedete? Eccola proprio accanto a me, eccola!</span></div> <div><span class="cf1">Tutti trasaliscono di spavento, ma nessuno vede niente e il colonnello allora grida: - Ma, Adelgunda, calmati! Non c'è nulla, non si tratta che di un giuoco della tua fantasia, che ti dà questa illusione. Noi non vediamo niente, addirittura niente, e se ci fosse davvero una figura davanti a te, anche noi la vedremmo al pari di te. Calmati, calmati, Adelgunda.</span></div> <div><span class="cf1">- Oh, Dio mio, Dio mio! Dunque mi credete pazza? - sospirò Adelgunda. - Ma non vedete che tende verso di me un braccio bianco e mi fa un cenno?</span></div> <div><span class="cf1">E come priva della sua volontà, con l'occhio fisso, Adelgunda prende un piattino, che per caso sta sul tavolino dietro a lei, lo tende dinanzi a sé nel vuoto, e lo lascia andare; il piattino, come sorretto da una mano invisibile, volteggia lentamente attorno tra i presenti, e poi pian piano torna a posarsi sul tavolino.</span></div> <div><span class="cf1">La colonnella e Augusta, persero i sensi, e poi furono colte da febbre nervosa. Il colonnello radunò tutte le sue forze per contenersi, ma da tutto il suo contegno si poté notare il profondo effetto nefasto di quell'inspiegabile fenomeno.</span></div> <div><span class="cf1">La vecchia francese era caduta in ginocchio e col volto a terra si era messa a pregare in silenzio, ma, al pari di Adelgunda, non risentì alcuna conseguenza.</span></div> <div><span class="cf1">In breve tempo la colonnella fu strappata dalla morte; Augusta superò la malattia, ma la morte sarebbe stata preferibile al suo stato presente. Lei, che era la gioia e la vita stessa, è stata colta da una forma di pazzia, che appare più spaventosa e più sinistra di qualsiasi altra, frutto di un'idea fissa. Ella crede di essere lo spettro incorporeo e invisibile di Adelgunda; sfugge tutti, o, per lo meno, in presenza di altri si guarda dal parlare e dal muoversi. Ella osa appena di respirare, perché crede fermamente che, tradendo in un modo qualsiasi la sua presenza, tutti debbano essere sopraffatti dal terrore della morte. I famigliari aprono la porta di camera sua e le lasciano il cibo sul tavolo: ed ella scivola fuori e dentro, di nascosto. Perfino quando mangia, non si fa vedere. Vi pare che potrebbe esserci uno stato peggiore di questo?</span></div> <div><span class="cf1">Il colonnello, disfatto dalla disperazione e dal dolore, rientrò nell'esercito per la nuova campagna, e vittoriosa battaglia di W***.</span></div> <div><span class="cf1">Ma la cosa strana, la più strana di tutte è che da quella sera Adelgunda si è liberata dal fantasma. Ella cura amorosamente la sorella, aiutata dalla vecchia francese. Come mi ha raccontato oggi Silvestro, lo zio della ragazza è appunto qui in città per consigliarsi col nostro bravo R. a proposito del metodo di cura che in ogni caso si vuole sperimentare su Augusta. Che il cielo le conceda una possibilità di salvezza!</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">Cipriano tacque e gli amici rimasero lì in silenzio, pensierosi, con gli occhi fissi.</span></div> <div><span class="cf1">- È stata una storia di fantasmi davvero maledetta! - disse alla fine Lotario. - Né vi posso nascondere che mi sento tremare il petto, sebbene tutto l'affare del piatto che vola mi sembri alquanto infantile e di cattivo gusto.</span></div> <div><span class="cf1">- Non precipitare, caro Lotario, non precipitare! - prese a dire Ottomaro. - Tu sai che ne penso io delle storie dei fantasmi, e quanta avversione ho per tutti i visionari. Del resto, il mondo degli spiriti, sebbene più di un volta io abbia avuto l'ardire di sfidarlo, non si è mai preso la pena di castigarmi per i miei oltraggi! Ma il racconto di Cipriano ci porta a riflettere su tutt'altro punto che non sia quello della pura e semplice chimerica apparizione di fantasmi. Comunque stiano le cose col fantasma di Adelgunda e con la storia del piatto volante, resta il fatto che una sera, nel cerchio della famiglia del colonnello von T., è successo qualcosa in seguito a cui tre persone, nello stesso tempo, sono piombate in un tale stato d'animo che, per una ha significato la morte, per l'altra la pazzia, se non vi vogliamo aggiungere, come conseguenza almeno mediata, la morte del colonnello; perché mi torna in mente di aver sentito raccontare da alcuni ufficiali, che al momento dell'assalto, il colonnello si gettò in mezzo al fuoco nemico, come incalzato dalle furie. La storia del piatto volante, senza tutti quegli arabeschi delle comuni storie dei fantasmi, l'ora stessa, così diversa dall'usuale, della comparsa del fantasma, e tutto l'insieme così poco ricercato, così infantile, sono tutti fattori per cui io trovo che, proprio nella verosimiglianza conferita all'inverosimiglianza, si nasconde per me un grande senso di orrore. Ma ammettiamo pure che la fantasia di Adelgunda abbia trascinato padre, madre, sorella, e che il piatto volasse solo dentro al suo cervello non sarebbe proprio questa fantasia (capace in un sol momento di colpire a morte tre persone) la più terribile cosa che ci possa essere?</span></div> <div><span class="cf1">- Ma certamente, - disse Teodoro - e condivido con te, Ottomaro, la viva sensazione che proprio nella semplicità di questa storia si nasconde il brivido più pauroso. Posso immaginarmi che potrei sopportare lo spavento subitaneo di una qualsiasi paurosa apparizione di fantasmi; ma i movimenti di un essere invisibile, che si imponessero ai sensi esterni, mi farebbero senza dubbio impazzire. La sensazione di una completa impotenza, che non ha possibilità di aiuto, sarebbe capace di annientare lo spirito. Mi ricordo che una volta, avendo letto di un vecchio musicista, che da lungo tempo era perseguitato da un pauroso fantasma che lo aveva spinto quasi all'orlo di una lucida pazzia, io non sapevo come resistere allo spavento, e come un bimbo pauroso non potevo più dormire da solo nella mia stanza. Di notte un essere invisibile veniva a suonare sul suo stesso piano le più belle composizioni, con una perfezione e un'espressione davvero maestra. Il vecchio sentiva ogni tono, vedeva i tasti che si abbassavano, le corde che tremavano, ma non poteva scorgere nemmeno la più piccola ombra di una figura.</span></div> <div><span class="cf1">- Ma no, no, questa è una cosa insopportabile: lasciare che l'assurdo torni a prendere così allegramente piede tra noi - esclamò Lotario. - Vi ho già confessato che quella storia maledetta del piatto volante mi ha sconvolto sin nel più profondo. Ottomaro ha ragione: se ci si attiene soltanto al risultato di un avvenimento, realmente accaduto, questo risultato è il più pauroso gioco di spettri, che ci possa essere. Quindi io perdono al nostro Cipriano il suo turbamento che, non ci sfuggi al momento che entrò qui e che ormai in parte si è dileguato. Ma non vogliamo più parlare di storie di fantasmi. Già da un po’ mi sono accorto che, dalle tasche di Ottomaro, fa capolino un manoscritto che ha speranza di venir fuori.</span></div> <div><span class="cf1">- No, no, - disse Teodoro - bisogna prima deviare, con gran delicatezza, la corrente che poco fa rumoreggiava, increspando le onde, e a questo può servire benissimo un frammento che io scrissi parecchio tempo fa, in un momento in cui mi sentivo particolarmente disposto per questo tema. Ci entra parecchio misticismo e non mancano né miracoli fisici, né le più strane ipotesi, eppure rientra stranamente nella vita quotidiana!</span></div> <div><span class="cf1">E Teodoro prese a leggere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><b>Note della Redazione</b></div><div>Una storia di fantasmi (<i>Eine Spukgeschichte</i>, 1819), <span class="fs14lh1-5 cf1">pubblicato per la prima volta su</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Club GHoST</span></em><span class="fs14lh1-5">, è un celebre racconto di E. T. A. Hoffmann, incluso nella sua famosa raccolta "I confratelli di Serapione". L'opera unisce l'atmosfera gotica del romanticismo tedesco a una profonda riflessione sull'inconscio e sul soprannaturale. La traduzione è di Rosina Spaini.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong><span class="fs14lh1-5 cf1">L’AUTORE</span></strong></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1776-1822), conosciuto anche con lo pseudonimo di E. T. A. Hoffmann, è stato un geniale esponente del Romanticismo tedesco, noto come scrittore, compositore, pittore e giurista. Nato a Königsberg, eccelse nel genere fantastico e gotico, esplorando il doppio, il grottesco e il soprannaturale in opere celebri come</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><em><span class="fs14lh1-5 cf1">Der Sandmann</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">e</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><em><span class="fs14lh1-5 cf1">Gli elisir del diavolo</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1">.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink80b035f9e9b85150d76dc4390b4e75d6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/storia-di-fantasmi-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 872,'height': 1079,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink80b035f9e9b85150d76dc4390b4e75d6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/storia-di-fantasmi-cop_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="248" /></a></div><div><script> var showboxlinkff2fd32de47d7e8315b107a08c387f6b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/E-T-A-Hoffmann_autore.webp','alt': 'Autoritratto dell\\\'autore.','title': 'Autoritratto dell\\\'autore.','width': 731,'height': 851,'description': 'Autoritratto dell\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkff2fd32de47d7e8315b107a08c387f6b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/E-T-A-Hoffmann_autore.webp" alt="Autoritratto dell&#39;autore." title="Autoritratto dell&#39;autore." width="150" height="175" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 May 2026 07:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Break the Machine dei Bastion Rose]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002E9"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il nuovo inno contro l'apatia sociale</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un brano oscuro e progressivo che fonde l'heavy rock a sintetizzatori taglienti</span></h2><div>






<div><em class="cf1">Il frontman Austin Frink ci guida dentro un brano oscuro e progressivo che fonde l'heavy rock a sintetizzatori taglienti per scardinare il vecchio ordine mondiale.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il nuovo capitolo discografico dei <strong>Bastion Rose</strong> si apre con un'autentica scossa tellurica intitolata <em>Break the Machine</em>, un brano che si configura immediatamente come una delle proposte più incendiarie e concettualmente dense del panorama rock contemporaneo; <em>Break the Machine</em> è il nuovo inno contro l'apatia sociale. Pubblicata all'inizio di maggio, questa traccia rappresenta l'apice espressivo del loro imminente ciclo creativo denominato <em>Blue Rising</em>, posizionandosi a metà strada tra la denuncia sociale e la catarsi sonora. La band di Bloomington ha saputo infondere nel pezzo una drammaticità quasi teatrale,
dove le radici tradizionali dell'heavy rock si contaminano felicemente con suggestioni elettroniche dal sapore fantascientifico e partiture di pianoforte capaci di trasmettere un profondo senso di inquietudine.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il cuore pulsante del brano risiede nella sua natura di manifesto generazionale. Attraverso una narrazione lirica cruda e priva di filtri, la band si fa portavoce del disagio e della
rabbia di una fetta di umanità che si sente intossicata dalle storture del presente, decisa a scardinare schemi e istituzioni ormai anacronistici. Le parole del cantante e paroliere <strong>Austin Frink</strong> caricano la composizione di un ulteriore peso specifico, trasformandola in una reazione viscerale e lucida di fronte alle derive della civiltà moderna. Secondo
il leader del gruppo, la canzone vuole essere uno stimolo a prendere coscienza delle tossine che inquinano la quotidianità, individuate non solo nelle figure di potere, nei canali d'informazione o negli apparati
burocratici, ma anche nella letargica indifferenza dei singoli individui. L'obiettivo finale dichiarato è quello di riappropriarsi del controllo sulle proprie vite prima che il punto di non ritorno venga superato.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkdd13f02d26c7cca1f6e61c8e274df1df = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Bastion-Rose-logo_bar.webp','alt': 'Il logo della band.','title': 'Il logo della band.','width': 1396,'height': 907,'description': 'Il logo della band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdd13f02d26c7cca1f6e61c8e274df1df, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Bastion-Rose-logo_bar.webp" alt="Il logo della band." title="Il logo della band." width="200" height="130" /></a></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Dal punto di vista della costruzione musicale, il pezzo evidenzia una maturazione artistica straordinaria, capitalizzando l'esperienza accumulata nei precedenti lavori d'esordio
grazie anche alla prestigiosa collaborazione in cabina di regia con il rinomato produttore <strong>David Bottrill</strong>. Se nelle produzioni passate i <strong>Bastion Rose</strong> avevano già dimostrato una spiccata abilità nel fondere i groove maestosi tipici degli
anni Settanta con le sonorità più ruvide dell'alternative metal di inizio millennio, in questa occasione la band espande i propri confini verso territori marcatamente progressive. Il risultato è un
affresco sonoro di respiro cinematografico, caratterizzato da un'architettura complessa ma accessibile, che sta permettendo al gruppo di consolidare una platea di estimatori sempre più vasta e internazionale. <em>Break the Machine</em> non è dunque soltanto un fulgido esempio di potenza esecutiva, ma la testimonianza di come il rock d'impatto possa ancora veicolare messaggi profondi
e stimoli al cambiamento</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">BIOGRAFIA</strong></div>
<div><span class="cf1">Nati e cresciuti a Bloomington, in Indiana, i <strong>Bastion Rose</strong> sono un progetto hard rock caratterizzato da un forte impatto cinematografico e narrativo. Il gruppo ha saputo catturare l'attenzione del pubblico e della critica internazionale grazie a una proposta musicale
sofisticata, che fonde i ritmi imponenti ed energici tipici del rock degli anni Settanta con le sonorità più oscure e aggressive dell'alternative metal dei primi anni Duemila.</span></div>
<div><span class="cf1">La band, guidata dal frontman e autore principale <strong>Austin Frink</strong> , ha debuttato sulla scena discografica con l'album <em>Traces of Gold</em>. Per la realizzazione di questo primo lavoro (così come per il successivo <em>Fade To Blue</em>), il gruppo si è avvalso della prestigiosa collaborazione del produttore <strong>David Bottrill</strong>, vincitore di un Grammy e già noto per il suo lavoro con giganti della musica come TOOL, Muse e Smashing Pumpkins. Questa sinergia ha permesso ai <strong>Bastion Rose</strong> di ridefinire i propri standard qualitativi, garantendo loro una produzione di altissimo livello.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel 2026, la formazione ha intrapreso un'intensa fase di pubblicazioni per svelare l'album <em>Blue Rising</em>, che rappresenta il capitolo più recente della loro evoluzione artistica. Con una fanbase globale in costante crescita, i <strong>Bastion Rose</strong> continuano a distinguersi nel panorama rock contemporaneo per la loro capacità di unire una complessa architettura sonora a testi profondamente legati all'attualità
e alla narrazione.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkaa12e0023d518ead5644baa7b58550b0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Break-The-Machine-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del singolo.','title': 'La copertina del singolo.','width': 1080,'height': 1080,'description': 'La copertina del singolo.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkaa12e0023d518ead5644baa7b58550b0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Break-The-Machine-cover_ver.webp" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="200" /></a></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink472a1c3aad24a4c79a1c90312262db14 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Bastion-Rose-Break-The-Machine-band_bar.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1600,'height': 1067,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink472a1c3aad24a4c79a1c90312262db14, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Bastion-Rose-Break-The-Machine-band_bar.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="134" /></a></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=xU15FL7AJlI">https://www.youtube.com/watch?v=xU15FL7AJlI</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 23 May 2026 07:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La meccanica dell'ambaradan di Fabio Lastrucci]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002E8"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un libro dalla voce distinguibile</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Raccolta irregolare nel senso migliore che non cerca una tonalità unica</span></h2><div>






<div><em class="cf1">[…] Gli incontri ravvicinati saranno anche storie che fanno vendere i giornali, ma credete a me, scrivete d’altro. Non torneranno più. Non è possibile,
semplicemente. I fatti parlano chiaro: sulla costa Atlantica ci sono stati gli avvistamenti più noti degli ultimi quarant’anni, da allora ne sono entrati di giornalisti qui al mio spaccio (e certamente non per
comprare crawfish a 80 centesimi la libbra). Intorno alla metà degli anni cinquanta però la situazione è cambiata. C’è stato il caso di Beauville, poi è finito tutto. E sapete, la cosa
strana è che stavolta il governo non c’entra affatto: niente complotti, insabbiamenti, servizi segreti, no. La colpa fu tutta di Titus Clemens.. […]</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4v3wZWb" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4fB1lL5" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>La meccanica dell’ambaradan</em>, di <strong>Fabio Lastrucci</strong>, edito da Delos Digital<strong> </strong>per la collana Frattali, al numero 11 a cura di <strong>Maurizio Cometto. </strong></span></div>
<div><span class="cf1">Quando leggi qualcosa di uno scrittore che non c’è più, è inevitabile avere un po' di magone. Quando si pensa che è scomparso recentemente,
la cosa non può che essere più accentuata. </span></div>
<div><span class="cf1">Malinconia a parte, questa è una raccolta fortissima, irregolare nel senso migliore: non cerca una tonalità unica. Fantastico, grottesco, horror, realismo magico,
satira, parodia e mestizia convivono senza chiedersi il permesso. Il risultato è un libro dalla voce distinguibile, con una qualità rara: l’assurdo non entra mai in scena come semplice arredo, lo fa per
sabotare la realtà. La prende per la collottola e le fa sputare il ridicolo, il dolore, la memoria sedimentata sotto le mattonelle.</span></div>
<div><span class="cf1">La realtà quotidiana, specie quella urbana, popolare, meridionale o provinciale, viene incrinata da un elemento fantastico che rivela quanto l’essere umano sia comico,
feroce, fragile, meschino e meravigliosamente inadatto al mistero.</span></div>
<div><span class="cf1">È un fantastico molto terreno. Non vive in castelli remoti soltanto, anche se qualche racconto lambisce il gotico. Vive nei condomini, nelle stazioni, nei bar, nei vicoli,
nelle case di riposo, nei cortili, nei sottoscala, nei cimiteri, nei bagni domestici, nelle cantine. La materia fantastica non cancella il reale: lo infetta.</span></div>
<div><span class="cf1">La raccolta merita una lettura non frettolosa. </span></div>
<div><span class="cf1">Va presa racconto per racconto, accettando che alcuni pezzi mordano, altri sghignazzino, altri ancora restino appesi alla parete come ragnatele: non hai voglia di toglierle e sai
che prima o poi prenderanno una mosca. Fa brutto levarle, no?</span></div>
<div><span class="cf1">Grazie al curatore per aver portato quest’opera alla nostra attenzione, ce la meritiamo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Fabio Lastrucci (Napoli, 1962 – 2025). Scultore e illustratore, ha lavorato dal 1989 per le principali reti televisive nazionali, il teatro lirico e di prosa, con i laboratori
Golem Studio, Metaluna e Forme; insieme a Paolo Lastrucci ha portato avanti il progetto artistico Nuages – Morbidi approdi. In ambito letterario, ha prodotto i saggi I territori del fantastico (Edizioni Scudo), Fantacomics
(Delos Digital) e Com’era Weird la mia valle, insieme a Vincenzo Barone Lumaga (Milena Edizioni). Diverse le pubblicazioni narrative: citiamo l’horror L’estate segreta di Babe Hardy (Dunwich edizioni), il
romanzo breve Precariopoli (Milena edizioni), la saga fantasy Il ritorno dell’Arcivento (Milena edizioni) e l’antologia personale Da zero a infinito (CS_Libri). Ha collaborato con interviste e articoli a Delos
Science Fiction e a Rivista Milena.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">La meccanica dell'ambaradan</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Fabio Lastrucci</em></div>
<div><em class="cf1">Curatore: Maurizio Cometto</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Delos Digital </em></div>
<div><em class="cf1">Collana: Frattali 11</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 13 aprile 2026</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 270</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 18,05 € - eBook 4,99 €</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8825436396</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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			<pubDate>Fri, 22 May 2026 07:01:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Rosso sangue di Joe D'Amato]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002E7"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Sorta di seguito apocrifo di Antropophagus</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un horror puro non contaminato da altri generi, uno dei pochi girati da Massaccesi</span></h2><div><div><strong class="cf1">Rosso sangue (Italia 1981)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Peter Newton / Joe D'Amato. Soggetto e Sceneggiatura: George Eastman. Produzione: Joe D'Amato, Donatella Donati. Fotografia: Joe D'Amato (accreditato come Richard Haller). Montaggio: George Morley. Musiche: Carlo Maria Cordio. Effetti speciali: Giuseppe Ferranti. Scenografia: Helen Crosby, John Franklin, Jack McDonald, Ennio Michettoni. Costumi: Helen Crosby. Casa di Produzione: Metaxa Corporation, Filmirage S.r.l. Paese di Produzione: Italia. Anno: 1981. Lingua originale: inglese. Durata: 93’. Genere: Thriller, Orrore. Interpreti: George Eastman (Mirkos Tanopoulos), Annie Belle (Emily), Edmund Purdom (padre greco), Charles Borromel (sergente Ben Engleman), Katya Berger (Katia Bennett), Kasimir Berger (Willy Bennett), Hanja Kochansky (Carol Bennett), Ian Danby (Ian Bennett), Ted Rusoff (dott. Kramer), Cindy Leadbetter (Peggy), Goffredo Unger (lavoratore macelleria), Lucía Ramírez (non accreditata - attrice telenovela), Mark Shannon (non accreditato - attore telenovela), Michele Soavi (non accreditato - Lenny Herbert, motociclista ucciso da Mirkos).</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4nN7MwU" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div>Attenzione: contiene spoiler</div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">In Italia il cinema estremo si è sviluppato negli anni Settanta e non come semplice riflesso della cinematografia statunitense. La via italiana all’<em>exploitation</em> ha una sua originalità e va ricercata nella genesi del cinema popolare. La parola d’ordine è quella di mostrare il mostrabile e ne consegue che il cinema non deve porsi limiti di sorta. Niente è vietato. La macchina da presa deve indagare l’inconoscibile esasperando violenza e sesso. Primi esempi di cinema estremo in Italia sono i tanto esecrati <em>mondo movie</em>, seguiti a ruota da tutto quel cinema delle perversioni, come necrofilia (si pensi allo stesso <em>Buio omega</em>) e zoofilia (stile <em>La Bestia</em> di <strong>Walerian Borowczyk</strong>), ma anche dalle pellicole del sottogenere nazi-porno a base di sadismo e torture. Non dimentichiamo il filone cannibalico che vede tra i suoi migliori esempi <em>Cannibal Holocaust</em> di <strong>Ruggero Deodato</strong>. </span></div> <div><span class="cf1"><strong>Joe D’Amato</strong> è uno dei padri dell’<em>exploitation</em> italiana, così come è il padre del nostro cinema hardcore. Lo ricordiamo soprattutto per due lavori come <em>Buio omega</em> e <em>Antropophagus</em>, pellicole dove il regista romano riesce a &nbsp;contaminare generi così diversi come l’eros, il porno e l’horror. <strong>D’Amato</strong> ha sempre avuto la facilità di miscelare le tre componenti tirando fuori un prodotto originale, spesso di impossibile classificazione. </span></div> <div><span class="cf1">Nel 1982 gira <em>Rosso sangue</em> (titolo inglese <em>Absurd</em>), un horror puro non contaminato da altri generi, uno dei pochi girati da <strong>Massaccesi</strong>. Possiamo dire che si resta nel cinema di <em>exploitation</em>, anche se non si raggiungono i livelli di originalità toccati nei due lavori precedenti. Il film nasce come una sorta di seguito apocrifo di <em>Antropophagus</em>, o per lo meno con la volontà di bissarne il successo sostituendo la figura del mostro cannibale con quella di un folle e implacabile serial killer. </span></div> <div><span class="cf1"><strong>Aristide Massaccesi</strong> firma la regia con lo pseudonimo di Peter Newton. Il soggetto e la sceneggiatura sono di <strong>Luigi Montefiori</strong> (si firma John Cart), direttore della fotografia sempre <strong>Massaccesi</strong> (Richard Haller), montaggio di <strong>Ornella Micheli</strong> (George Morley), musiche di <strong>Carlo Maria Cordio</strong>. Produce Metaxa Corporation. Interpreti: <strong>George Eastman</strong> (Luigi Montefiori) è il mostro Niko Tanopolous, <strong>Annie Belle</strong> (Annie Brilland) è Emily, <strong>Charles Borromei</strong> è il commissario, <strong>Edmund Purdom</strong> è il prete, <strong>Katya Berger</strong> è Katya e <strong>Kasimer Berger</strong> è Willy. Ci sono anche <strong>Hanja Kochansky</strong>, <strong>Ian Dandy</strong>, <strong>Led Rusoff</strong> e il futuro regista <strong>Michele Soavi</strong> in una rapida apparizione. </span></div> <div><span class="cf1">La trama è semplice e ricalca le tipiche narrazioni da <em>slasher movie</em> alla <em>Halloween</em>, solo che qui troviamo eccessi <em>splatter</em> sconosciuti nella pellicola statunitense. C’è un essere che pare immortale, un mostro frutto di esperimenti scientifici condotti in Grecia su una cavia umana. Un prete lo insegue, lui per scappare si va a infilzare l’intestino sopra una cancellata, ma non è morto come sembra in un primo momento. Il gigantesco individuo dalle fattezze umane si risveglia in ospedale e fa fuori un’infermiera in una scena allucinante di trapanazione del cranio. In precedenza abbiamo visto <strong>Montefiori</strong> entrare in una casa con le budella che escono dall’intestino, citando a piene mani <em>Antropophagus</em>. Forse la scena più efferata di tutta la pellicola. L’assassino pianta il trapano nella testa della donna, la punta dell’attrezzo fuoriesce dalla parte opposta, come se attraversasse un panetto di burro. Inizia la fuga del mostro, mentre un sergente da fumetto (un provinciale ottuso che non crede alle parole del prete) ne ostacola la cattura invece di aiutare. L’essere non può morire perché ha il potere di rigenerare le cellule danneggiate del suo corpo e ogni volta che viene ferito diventa ancora più folle. Infatti le cellule che si sostituiscono alle precedenti sono malate. Nella fuga incontra sulla sua strada un laboratorio di macelleria e aggredisce l’uomo che sta lavorando. Il macellaio tenta di ucciderlo e lo colpisce con diversi colpi di pistola che niente possono contro l’essere mostruoso. Il macellaio finisce con il cranio segato in due da uno degli strumenti di lavoro e il suo corpo resta abbandonato in un lago di sangue. Queste due prime scene <em>splatter</em> (infermiera e macellaio) sono ispirate a <em>Zombi 2</em> di <strong>Lucio Fulci</strong> (1979). Chi non ricorda la sequenza dell’occhio spinto verso la scheggia di legno? Il meccanismo cinematografico è lo stesso, perché il cranio umano viene spinto poco a poco verso l’attrezzo che lo distruggerà. C’è anche un senso di giustizia in quest’ultima scena: il macellaio muore proprio come le bestie che quotidianamente scanna, ma non sappiamo dire quanto questo elemento polemico e ironico sia voluto dal regista. Il mostro vaga per il paese e fa fuori pure un motorizzato <strong>Michele Soavi</strong>, anche se questo delitto è meno spettacolare: si limita a soffocarlo e a lasciarlo in una pozza di sangue. A questo punto inizia la parte della pellicola che presenta maggior tensione e interesse. L’essere diabolico entra nella casa dove vivono una ragazza costretta a letto da una grave malattia e il fratellino. Incontriamo pure una citazione indiretta del vecchio <em>Sesso nero</em> (1980), che la baby-sitter sta guardando in televisione tra le proteste del bambino che vorrebbe vedere il football. &nbsp;Ma non è il <em>Sesso nero</em> originale, ci sono Shanon e la Ramirez in primo piano, ma i dialoghi sono quelli di un film d’amore strappalacrime. La baby-sitter lascia incautamente la porta socchiusa e il mostro entra in casa dopo aver ucciso anche il cane (scena che si intuisce soltanto). Una picconata alla base del cranio fa fuori la donna in un’altra scena che fa gioire gli amanti dello <em>splatter</em>. Subito dopo c’è una bella sequenza con il bambino mascherato da scheletro che spaventa l’infermiera in arrivo e soprattutto lo spettatore. Questa parte della pellicola è un po’ troppo lunga, un montaggio più sobrio ne avrebbe fatto guadagnare in fluidità narrativa. L’infermiera scopre il corpo picconato della baby-sitter e cerca di far uscire di casa il bambino per trovare aiuto, poi si barrica nella stanza da letto della ragazza malata. Una musica incessante accompagna un crescendo di tensione ed è un piccolo capolavoro la sequenza dove il mostro cattura la baby-sitter. Lunga e terribile la mitica scena del forno a gas: la donna viene cotta a fuoco lento e il suo viso cambia colore passando dal rosa al viola. Una realizzazione ottima. Tra l’altro la baby-sitter non è morta e con il viso cotto dal calore tenta di uccidere il mostro accoltellandolo alla gola. Non ci riesce ma salva comunque la vita al bambino. Il pazzo assassino completa l’opera uccidendola con un paio di forbici. A questo punto entra in scena la ragazza malata che si è liberata dell’apparecchio ed è scesa dal letto. Il mostro cerca di catturarla, ma lei è rapida a liberarsi e gli pianta negli occhi il compasso che teneva con sé per disegnare cerchi sopra un foglio. Lo spettatore comprende il motivo di quel particolare inserito &nbsp;dal regista come un elemento apparentemente ininfluente. Nel cinema niente è mai inutile, tutto è funzionale allo sviluppo della storia. Il mostro è cieco, grida di dolore come un novello Polifemo, ma riesce ugualmente a uccidere il prete che ha fatto irruzione nella casa. Proprio mentre il mostro sta strozzando il prete, la ragazza lo aggredisce alle spalle e con un’ascia lo decapita. Questa scene è oltremodo <em>splatter</em> e i colpi di scure sul collo del mostro sono realistici. “Willy, non devi aver più paura” dice la ragazza coperta di sangue in una delirante scena finale. Il bambino ride. Lei solleva la mano destra mentre viene inquadrata in primo piano la testa mozzata del mostro. Era l’unico sistema per ucciderlo, come fosse uno zombi. &nbsp;</span></div> <div><span class="cf1">L’atmosfera di <em>Rosso sangue</em> è da thriller claustrofobico, ambientato in un locale chiuso, ricalca lavori come <em>Venerdì 13</em><strong> </strong>di <strong>Sean S. Cunningham</strong> (1980), dove si sa chi è l’assassino ma l’effetto sorpresa è dato da come e da quando colpirà. Per restare in Italia uno schema simile lo troviamo pure in <em>Camping del terrore</em> (1987) di <strong>Ruggero Deodato</strong> e in <em>Deliria</em> (1987) di <strong>Michele Soavi</strong> (prodotto da <strong>Massaccesi</strong>). Un maniaco omicida immortale elimina le sue vittime, una dopo l’altra, nei modi più efferati. Un film claustrofobico e inquietante nel suo delirio onirico e visionario. Proprio sui modi dell’eliminazione si pone la maggior attenzione del regista, che abusa di effetti <em>splatter</em> e <em>gore</em> particolarmente riusciti. Vediamo teste trapanate, segate, picconate, mozzate e altre uccisioni orribili. Il film non ha la stessa forza di <em>Antropophagus</em> e non riscuote gli stessi consensi. Si ricorda soltanto per le scene <em>splatter</em> e per la sequenza del forno con la vittima cucinata a dovere. Circolano edizioni tagliatissime di <em>Rosso sangue </em>che sconsigliamo, perché vedere una simile pellicola senza le sue parti forti equivale a non vederla. Si perdono gli effetti speciali e le sequenze chiave importanti di un lavoro che si fa apprezzare per un crescendo di tensione. Il cast degli attori è ottimo. Bravo come sempre <strong>Montefiori</strong> nella parte del mostro implacabile, credibile <strong>Purdom</strong> come prete-detective, ottima <strong>Annie Belle</strong>, bene i due ragazzini che sono i figli di <strong>William Berger</strong>. </span></div> <div><span class="cf1"><em>Rosso sangue</em> non ha la stessa carica sconvolgente di <em>Buio omega</em><strong> </strong>e di <em>Antropophagus</em>. È a suo modo un film troppo normale, poco contaminato, più vicino agli <em>slasher movie</em> statunitensi che al resto della produzione <em>sexploitation</em> di <strong>D’Amato</strong>. Forse è per questo che non riscuote un grande successo. Il pubblico di <strong>Massaccesi</strong> si aspettava ben altro. Lo scarso interesse dimostrato dagli appassionati verso la pellicola fermò il progetto di un terzo capitolo della serie.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/4nN7MwU" class="imCssLink"><span class="fs14lh1-5">ACQUISTA SU AMAZON</span></a><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkeca66fef2d307354d57b7dce69095613 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/rosso-sangue-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 312,'height': 445,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkeca66fef2d307354d57b7dce69095613, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/rosso-sangue-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a></div><div><script> var showboxlinkde70ef9f35a11dd1daaff85b631c9dc4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/rosso-sangue-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 969,'height': 547,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkde70ef9f35a11dd1daaff85b631c9dc4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/rosso-sangue-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=k-z2Oe9NLM0">https://www.youtube.com/watch?v=k-z2Oe9NLM0</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 May 2026 14:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'Ombra del Tempio: i segreti della Rotta]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002E6"><h1 class="imHeading1">Uno dei luoghi più infestati d'Italia</h1><h2 class="imHeading2">Segreti e anime tormentate: viaggio tra le mura del maniero alle porte di Torino</h2><div>






<div><em>Viaggio tra le mura del maniero alle porte di Torino, dove la storia dei Cavalieri Templari si intreccia a leggende di amori spezzati e processioni fantasmatiche.</em></div>
<div><br></div>
<div>Immersa nella quiete della campagna piemontese, a breve distanza dall'abitato di Moncalieri, sorge una tra le fortificazioni più enigmatiche e suggestive dell'intera
penisola. Questa antica struttura medievale, nota storicamente come presidio difensivo a ridosso del torrente Banna, porta con sé un nome che evoca scontri e capitolazioni militari, pur lasciando aperta l'ipotesi
linguistica di un'origine legata agli ampi spazi aperti della pianura circostante. Al di là dei suoi indiscutibili pregi architettonici, la fama di questo edificio si deve a una fitta trama di narrazioni occulte,
cronache di avvistamenti e antiche tragedie che lo hanno incoronato nell'immaginario collettivo come l'epicentro della fenomenologia paranormale in Italia.</div>
<div><br></div>
<div>La storia profonda del complesso si intreccia inevitabilmente con le vicende degli ordini cavallereschi più misteriosi dell'era medievale. Donato sul finire del dodicesimo
secolo alla milizia del Tempio, l'edificio conserva ancora oggi sui suoi pilastri d'accesso i segni incisi di quelle antiche guarnigioni, simboli grafici che testimoniano il passaggio dei Cavalieri Templari e, successivamente,
dei Cavalieri di Malta. È proprio in questo sostrato storico fatto di crociate, voti di fede e scontri sanguinosi che affondano le radici le manifestazioni immateriali che, secondo i racconti popolari, continuerebbero
a manifestarsi tra le mura esterne e i saloni interni della tenuta.</div>
<div><br></div><div><script> var showboxlink1285e63dcf165fb17248ee43efa63a1a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mistero-rotta2_bar.webp','alt': 'Il Castello della Rotta.','title': 'Il Castello della Rotta.','width': 1460,'height': 970,'description': 'Il Castello della Rotta.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1285e63dcf165fb17248ee43efa63a1a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mistero-rotta2_bar.webp" alt="Il Castello della Rotta." title="Il Castello della Rotta." width="200" height="133" /></a></div><div><br></div>
<div>Il fulcro della mitologia ultraterrena del luogo è rappresentato dalla figura spettrale di un guerriero a cavallo. Questa leggenda ha trovato un clamoroso quanto inquietante
riscontro materiale durante alcuni interventi di scavo archeologico effettuati nel secolo scorso, quando gli operai portarono alla luce i resti scheletrici di un uomo d'arme sepolto accanto al proprio destriero, con un
antico crocifisso metallico adagiato sul petto. La tradizione orale collega questa presenza a una struggente vicenda sentimentale d'altri tempi. Si narra infatti di una giovane nobildonna d'oltralpe, giunta alla fortezza
per un matrimonio combinato con il signore del luogo, ma segretamente legata da un amore puro a un valoroso soldato. Una volta scoperto il legame clandestino, il promesso sposo, colto da cieca furente gelosia, avrebbe tolto
la vita alla fanciulla scaraventandola dall'alto della torre principale. Sopraffatto dal dolore e dalla disperazione, il giovane amato scelse di consacrare la propria esistenza alla fede, partendo per i combattimenti in
Terra Santa, per poi fare ritorno solo dopo la morte, decidendo di vegliare in eterno sullo stesso suolo in cui si era consumato il tragico destino della sua amata.</div>
<div><br></div>
<div>Le cronache del mistero non si esauriscono con il cavaliere templare. L'intera area che circonda il maniero sembra essere un crocevia di anime tormentate, ciascuna legata a un frammento
di storia violenta o dolorosa consumatasi nei secoli. Tra le apparizioni più ricorrenti si menziona la figura eterea di un bambino, il cui destino si sarebbe spezzato tragicamente all'interno della corte interna
a causa del passaggio repentino di una carrozza. Il dramma infantile trascinò con sé anche la figura della sua custode, una nutrice che, schiacciata dal senso di colpa per non aver protetto il piccolo, pose fine
ai suoi giorni. I testimoni di tali inspiegabili fenomeni descrivono le due entità come presenze malinconiche che vagano senza sosta nel tentativo di ricongiungersi o di trovare una pace definitiva che la storia terrena
ha loro negato.</div>
<div><br></div><div><script> var showboxlink9fa3e66abd30d505341404c3f5a5bb66 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mistero-rotta3_bar.webp','alt': 'Il Castello della Rotta.','title': 'Il Castello della Rotta.','width': 531,'height': 359,'description': 'Il Castello della Rotta.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9fa3e66abd30d505341404c3f5a5bb66, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mistero-rotta3_bar.webp" alt="Il Castello della Rotta." title="Il Castello della Rotta." width="200" height="136" /></a></div><div><br></div>
<div>A rendere l'atmosfera ancora più densa di suggestione vi sono poi i racconti legati a un uomo di fede, un monaco che sarebbe stato condannato a una fine atroce, murato vivo
all'interno di una delle stanze segrete della fortezza come punizione per colpe indicibili. La sua ombra silenziosa si unisce a un'altra figura di spicco della tradizione magica torinese, quella di un erudito alchimista
che tra quelle mura cercava i segreti della materia e dello spirito. La convergenza di tutte queste energie eteree sembra trovare un momento di massima intensità in una precisa data del calendario astronomico. Si tramanda
infatti che durante la notte che precede la metà di giugno, i cancelli invisibili del tempo si azzerino, permettendo a tutte le anime legate alla fortezza di riunirsi in una solenne e silenziosa sfilata notturna, un
corteo di ombre che attraversa gli spazi esterni offrendo uno spettacolo spettrale a chiunque si trovi a osservare la pianura circostante.</div>
<div><br></div>
<div>Oggi la struttura appartiene a proprietari privati ed è sottratta alle rotte del turismo convenzionale, preservando intatta la propria intimità e il proprio isolamento.
Questa inaccessibilità non fa che amplificare il fascino magnetico del luogo. Chi si trova a percorrere le strade della provincia torinese e volge lo sguardo verso la sagoma austera della fortezza che si staglia contro
il cielo non può fare a meno di percepire il peso di quei secoli di segreti, dove la linea di demarcazione tra la realtà documentata dai testi storici e il mito sussurrato dal vento si fa incredibilmente sottile.</div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlink7bae6baeb508b25a9283312edbcf4f28 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mistero-rotta2_ver.webp','alt': 'Il Castello della Rotta.','title': 'Il Castello della Rotta.','width': 633,'height': 831,'description': 'Il Castello della Rotta.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mistero-rotta_ver.webp','alt': 'Il Castello della Rotta.','title': 'Il Castello della Rotta.','width': 408,'height': 544,'description': 'Il Castello della Rotta.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mistero-rotta_bar.webp','alt': 'Il Castello della Rotta.','title': 'Il Castello della Rotta.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Il Castello della Rotta.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7bae6baeb508b25a9283312edbcf4f28, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mistero-rotta2_ver.webp" alt="Il Castello della Rotta." title="Il Castello della Rotta." width="200" height="263" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 May 2026 07:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Scomparso George Eastman]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002E5"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">L'attore e sceneggiatore aveva 83 anni</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Figura straordinaria ed emblematica delle produzioni cinematografiche nostrane</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Il mondo del grande schermo piange la scomparsa di una figura straordinaria ed emblematica delle produzioni cinematografiche nostrane, capace di lasciare un'impronta indelebile
nell'immaginario collettivo. <strong>Luigi Montefiori</strong>, internazionalmente noto con lo pseudonimo di <strong>George Eastman</strong>, si è spento nella giornata odierna, lasciando un vuoto incolmabile in quel panorama artistico che lo ha visto spaziare con disinvoltura tra i generi più
disparati, dalle atmosfere cupe e terrificanti alle polverose pellicole ambientate nelle frontiere dell'Ovest, fino a toccare vette drammatiche e autoriali. Nato a Genova, l'artista si è distinto fin dai suoi
esordi per una fisicità monumentale, imponente, caratterizzata da un'altezza vertiginosa e da lineamenti espressivi estremamente marcati, elementi che lo rendevano perfetto per catalizzare l'attenzione del pubblico
e dominare lo spazio scenico senza la necessità di proferire parola.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il suo percorso formativo ha radici prestigiose, avendo frequentato le aule del Centro Sperimentale di Cinematografia sotto la guida di maestri del calibro di <strong>Nanni Loy</strong>, anche se il suo istinto e la sua urgenza artistica lo spinsero ben presto ad abbandonare la teoria accademica per gettarsi direttamente nella pratica dei set reali.
La sua straordinaria presenza scenica non passò inosservata agli occhi dei più grandi registi dell'epoca; fu <strong>Federico Fellini</strong> a intuirne la formidabile potenza visiva, affidandogli un ruolo iconico e silenzioso come incarnazione del leggendario Minotauro all'interno di una memorabile
opera di fine anni Sessanta, dimostrando come la sua semplice presenza corporea potesse tramutarsi in pura poesia visiva e mitologica. Da quel momento, la sua carriera ha vissuto una vera e propria fioritura, legando il suo
nome ad autori visionari quali <strong>Mario Bava</strong> e <strong>Pupi Avati</strong>, ed elevandolo a colonna portante di pellicole che hanno fatto la storia del cinema popolare e underground.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In questo vasto percorso artistico, un capitolo assolutamente fondamentale e leggendario è stato scritto grazie al sodalizio viscerale con il regista <strong>Aristide Massaccesi</strong>, universalmente conosciuto come <strong>Joe D’Amato</strong>. Sotto la sua direzione, <strong>Montefiori</strong> è diventato il volto simbolo di un cinema horror estremo e spregiudicato, regalando agli appassionati
del brivido interpretazioni entrate direttamente nel mito. La sua spaventosa imponenza ha dato vita a creature da incubo in pellicole di culto assoluto che hanno sconvolto e affascinato le platee internazionali, come il brutale
e antropofago mostro che si aggira tra le isole greche (<em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?antropophagus-di-joe-d-amato" class="imCssLink">Antropophagus</a></em>, 1980), l'inarrestabile killer assetato di vendetta in un brutale bagno di sangue urbano
(<em>Rosso sangue</em>, 1981), o le inquietanti derive orrorifiche e carnali vissute tra le nebbie di un'isola maledetta popolata da spettri redivivi (<em>Le notti erotiche dei morti viventi</em>, 1980). Queste opere non solo hanno ridefinito i confini del genere horror italiano, ma hanno consacrato l'attore come una vera e propria icona
insostituibile per generazioni di cinefili.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Non si è trattato però soltanto di un interprete legato alla propria straordinaria fisionomia; <strong>Montefiori</strong> possedeva un eclettismo raro che lo ha portato a muoversi dietro le quinte con altrettanto successo, dimostrando notevoli doti come autore di trame e sceneggiatore,
collaborando spesso alla scrittura degli stessi lungometraggi che lo vedevano protagonista. Ha saputo firmare racconti intensi, lavorando a testi per produzioni televisive e seriali di grande richiamo negli anni successivi,
dando prova di una sensibilità intellettuale e di una versatilità di scrittura capaci di bilanciare la sua ruvida immagine pubblica. Nella sua vita privata, lontana dai riflettori della cinepresa, coltivava legami
affettivi profondi ed era padre di tre figli, oltre a nutrire un profondo trasporto per discipline sportive intense e vigorose come il rugby, un'attività che rifletteva perfettamente la sua attitudine schietta,
priva di orpelli e legata alla sostanza. Con la sua dipartita svanisce un testimone d'eccezione di un'era irripetibile dell'industria audiovisiva italiana, un periodo in cui la creatività sopperiva alla
scarsità di mezzi materiali, ma il suo volto e le sue memorabili interpretazioni continueranno a risplendere immutate nella memoria degli appassionati, proiettate idealmente all'infinito nel buio delle sale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink9f6282f3dd058012cb93900743057e5e = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Luigi-Montefiori-dead2_bar.webp','alt': 'Luigi Montefiori aka George Eastman.','title': 'Luigi Montefiori aka George Eastman.','width': 1792,'height': 1080,'description': 'Luigi Montefiori aka George Eastman.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Luigi-Montefiori-dead_bar.webp','alt': 'Luigi Montefiori aka George Eastman.','title': 'Luigi Montefiori aka George Eastman.','width': 704,'height': 386,'description': 'Luigi Montefiori aka George Eastman.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9f6282f3dd058012cb93900743057e5e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Luigi-Montefiori-dead2_bar.webp" alt="Luigi Montefiori aka George Eastman." title="Luigi Montefiori aka George Eastman." width="200" height="121" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 May 2026 15:45:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Old di M. Night Shyamalan]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002E4"><h1 class="imHeading1">Thriller fantastico</h1><h2 class="imHeading2">Un film che gode di sequenze ad alta tensione</h2><div>






<div><strong>Old (Usa 2021)</strong></div>
<div><em>Regia e Sceneggiatura: M. Night Shyamalan. Soggetto: Castello di sabbia di Pierre-Oscar Levy e Frederick Peeters (in Italia edito da Coconino
Preess). Produzione: M. Night Shyamalan, Marc Bienstock, Ashwion Rajan. Fotografia: Mike Gioulakis. Montaggio: Brett M. Reed. Musiche: Trevor Gureckis. Scenografia: Naaman Marshall. Costumi: Caroline Duncan. Produttore Esecutivo:
Steven Schneider. Casa di Produzione: Blinding Edge Pictures. Distribuzione: Universal Pictures. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America. Anno: 2021. Lingua: inglese. Durata: 108’. Genere: Thriller psicologico.
Interpreti: Gael García Bernal (Guy), Vicky Krieps (Prisca), Rufuis Sewell (Charles) Ken Leung (Jarin), Nikki Amuka-Bird (Patricia), Abbey Lee (Chrystal), Kathleen Chalfant (Agnes), Aaron Pierre
(Kevin / Sedan), Alex Wolff (Trent a 15 anni), Luca Faustino Rodriguez (Trent a 11 anni), Emun Elliott (Trent adulto), Eliza Scxanlen (Kara a 15 anni), Mikaya Fisher (Kara a 11 anni), Kyle Bailey (Kara a 6 anni), Thomasin
McKenzie (Maddox a 16 anni), Alexa Swinton (Maddox a 11 anni), Embeth Davidtz (Maddox adulta), Gustaf Hammarsten (resort manager).</em></div>
<div><br></div>
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<div><em>Old</em> non è un horror, forse non si può definire neppure cinema thriller, anche se è girato rispettando
tutte le convenzioni e gli elementi di <em>suspense</em> che appartengono ai due generi. <strong>M. Night Shyamalan</strong> prende la graphic-novel <em>Castello di sabbia</em> di <strong>Pierre-Oscar Levy</strong> e <strong>Frederick Peeters</strong> e la sceneggia liberamente per il cinema, in parte influenzato da un capolavoro come <em>L’angelo sterminatore</em> di <strong>Luis Buñuel</strong>, di sicuro consapevole di non fare soltanto cinema di genere. La trama vede Guy e Prisca passare una vacanza in uno stupendo villaggio tropicale insieme ai figli piccoli, prima del divorzio, consigliati a compiere
un’escursione in una spiaggia esclusiva, considerata riserva naturale. La spiaggia vede ospiti anche un rapper, un chirurgo e la sua famiglia, una donna epilettica con il marito infermiere. Tutto non è come sembra.
Nella spiaggia il tempo scorre con insolita velocità, le ferite si rimarginano, i cadaveri si decompongono in un’ora, soprattutto non è possibile fuggire e la morte è dietro l’angolo. Fermiamoci
qui con la trama, visto che il film gode di sequenze ad alta tensione. Il regista mette in primo piano l’accusa alle multinazionali farmaceutiche di compiere esperimenti proibiti, in un crescendo di <em>suspense</em> e di palpabili momenti di terrore. Film girato interamente nella Repubblica Dominicana, durante il periodo dei cicloni, al punto che il set viene distrutto più volte;
interpretato da attori ispirati e ben calati nelle parti, come lo spagnolo <strong>Gael García Bernal</strong> e la lussemburghese <strong>Vicky Krieps</strong>. Il regista realizza un thriller fantastico, psicologico e introspettivo, intenso e coinvolgente, facendo trapelare
il carattere dei personaggi in modo approfondito, indagando sui rapporti tra coniugi e sul coinvolgimento dei figli nelle dinamiche di coppia, ma anche scavando nei meandri della malattia mentale. L’unità di tempo,
di spazio e di luogo (la spiaggia) riesce a far confluire tutte le tensioni dei protagonisti e a creare un gruppo unito per cercare di combattere il comune nemico. Un film che piacerà non solo agli amanti del cinema
di tensione, ma anche ai più raffinati cultori della cinematografia d’autore. Consigliata senza riserve la visione.</div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4wGiwkA" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/49EzohG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><script> var showboxlink2a6db67b8427e066ce8b8f9ed17d9ed1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/old2021-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 622,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2a6db67b8427e066ce8b8f9ed17d9ed1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/old2021-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a></div><div><script> var showboxlink73d45a387f6c205dd51e2ac42d87ef01 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/old2021-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1371,'height': 771,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink73d45a387f6c205dd51e2ac42d87ef01, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/old2021-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><span class="fs14lh1-5"></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=RnuCVWgux2c">https://www.youtube.com/watch?v=RnuCVWgux2c</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 May 2026 06:43:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Alda Teodorani - La Signora delle Ombre]]></title>
			<author><![CDATA[Max Ferrara]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002E3"><h1 class="imHeading1">Intervista esclusiva</h1><h2 class="imHeading2">Una delle figure più dirompenti e originali del panorama letterario italiano</h2><div>






<div>Definita da <strong>Dario Argento</strong> come l’autrice che dà voce ai suoi “incubi più profondi”, <strong>Alda Teodorani</strong> è una delle figure più dirompenti e originali del panorama letterario italiano degli ultimi trent’anni. Nata a Massa Lombarda e romana d’adozione,
ha segnato indelebilmente il genere noir, horror ed erotico, muovendosi con audacia tra le pieghe più oscure della psiche umana.</div>
<div>Fondatrice del celebre <em>Gruppo 13</em> insieme a <strong>Carlo Lucarelli</strong> e <strong>Marcello Fois</strong>, e teorica del movimento <em>Neo-Noir</em>, la <strong>Teodorani</strong> ha saputo imporre uno stile unico: una scrittura “chirurgica”, capace di fondere la crudeltà dello <em>splatter</em> con una sensibilità poetica e malinconica quasi perturbante. Dagli esordi con <em>Giù, nel delirio</em> e <em>Le radici del male</em>, fino all’inserimento tra i “Cannibali” dell’antologia Einaudi <em>Gioventù Cannibale</em>, la sua carriera è un viaggio senza sosta tra letteratura, cinema (con collaborazioni storiche come quella con <strong>Tinto Brass</strong>) e sperimentazione multimediale.</div>
<div>Oggi, <strong>Alda Teodorani</strong> continua a sfidare le etichette. Con il suo ultimo lavoro, <em>La ragazza dal pigiama rosso</em>, ci trasporta in una distopia biopunk dove il corpo diventa l’ultimo confine tra tecnologia e umanità, confermandosi come una delle voci
più coraggiose, indipendenti e necessarie della nostra narrativa contemporanea.</div>
<div><br></div>
<div><em>Siamo qui con lei per esplorare non solo le sue storie, ma la filosofia che si cela dietro quel confine sottile dove il piacere incontra il dolore e la realtà si trasforma
in incubo.</em></div>
<div><br></div>
<div>È un vero piacere avere oggi con noi una delle voci più audaci e originali della letteratura di genere italiana, una scrittrice che ha saputo trasformare l’oscurità
in un’estetica potente e necessaria. Benvenuta Alda e grazie per il tempo che hai deciso di dedicarci. Cominciamo dunque il nostro viaggio tra le pieghe delle tue storie:</div><div><br></div>
<div><strong>Le radici del male e il Gruppo 13: tu sei stata tra i fondatori del Gruppo 13 insieme a Carlo Lucarelli e Marcello Fois. Come ricordi quel fermento letterario degli inizi
degli anni ’90 e quanto di quell’esperienza “emiliana” è rimasto nella tua scrittura oggi?</strong></div>
<div>Tramite la libreria Alfabeta di Lugo e l’amico Gian Ruggero Manzoni entrai in contatto con Carlo Lucarelli. Io avevo appena scritto qualche racconto e lui stava terminando
il suo primo romanzo, <em>Carta bianca</em>, che avrebbe pubblicato con Sellerio. All’epoca stavo frequentando la redazione della ACME &nbsp;di Roma, la casa editrice di Francesco
Coniglio, dove avevo incontrato tante persone splendide con alcune delle quali si sarebbe avviato un profondo rapporto di stima e amicizia durato decenni, come lo stesso Francesco (purtroppo scomparso), Paolo di Orazio e Antonio
Tentori. Questa esperienza è profondamente intrecciata con quella bolognese, non solo perché tramite Francesco conobbi Massimo Moscati a cui piacquero i miei lavori e che mi inserì nell’antologia
<em>Nero italiano</em> di Mondadori, un esordio importante, in cui coinvolsi anche Lucarelli che grazie a questa partecipazione entrò in contatto con la redazione dei
Gialli, dove pubblicò diversi romanzi consolidando così la sua carriera, ma determinò quella che fu la mia decisione di trasferirmi a Roma. Inoltre l’ambiente rilassato e amichevole della ACME fu
fondamentale per la mia idea di avviare una factory di scrittori emiliano-romagnoli della quale parlai a Carlo Lucarelli. </div>
<div>Decidemmo di prendere contatto con Loriano Macchiavelli tramite l’amico Loris Rambelli, uno storico del giallo. </div>
<div>(Piccola riflessione: vedete quanto è importante stabilire contatti tra appassionati, invece di accoltellarsi a vicenda come a volte capita?) </div>
<div>Fu proprio nella cineteca di Bologna che avvennero le prime riunioni e iniziò a delinearsi quello che sarebbe diventato il Gruppo 13. Carlo coinvolse il suo amico Marcello
Fois, in seguito Loriano chiamò a raccolta altri amici scrittori di gialli, io proposi il mio giovanissimo amico Claudio Lanzoni in qualità di disegnatore e sempre come disegnatore entrò nel gruppo Mannes
Laffi di Imola. Alla fine, insomma, ci ritrovammo a essere in tredici.</div>
<div><a href="https://www.loriano-macchiavelli.it/giallo-italiano/" class="imCssLink">https://www.loriano-macchiavelli.it/giallo-italiano/</a></div>
<div>L’idea era quella di pubblicare i nostri racconti su quotidiani, riviste e in antologie. La prima pubblicazione fu sull’Unità ER, dove comparvero, nell’agosto
del 1990, due miei racconti, <em>La nonna</em> e <em>Fiore</em>. </div>
<div>Dopo la pubblicazione di <em>La nonna</em> mi telefonò l’indimenticabile Luigi Bernardi per complimentarsi con me, così iniziò la nostra collaborazione. </div>
<div>Era un talent scout eccezionale che ha lanciato decine di disegnatori e scrittori, e il suo nome unisce ancora in amicizia molti di noi; Luigi avrebbe voluto pubblicare un cartonato
a fumetti con un mio racconto, il progetto fu affidato all’emergente Massimiliano Frezzato, ma poi si arenò, tuttavia proposi a Luigi un romanzo che avevo appena scritto, <em>Giù, nel delirio</em>. Luigi è stato il mio primo e tra i migliori editori. Fu un’altra svolta epocale: non solo con Granata Press di Bernardi pubblicai due libri di
culto, ma coinvolsi altri amici, come Paolo di Orazio, Lucio Fulci e Antonio Tentori.</div>
<div>Sui quotidiani e settimanali si cominciò a parlare del Gruppo 13. Io scrivevo febbrilmente ma a casa mia le cose stavano degenerando, facevo un lavoro massacrante e fu così
che decisi di scomparire. Mi trasferii a Roma.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink8397fed57d417613f4fe9812d2ec9f8c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/10_alda-teodorani-intervista-tentori-fulci.webp','alt': 'Da sinistra: Antonio Tentori, Lucio Fulci e Alda Teodorani.','title': 'Da sinistra: Antonio Tentori, Lucio Fulci e Alda Teodorani.','width': 500,'height': 352,'description': 'Da sinistra: Antonio Tentori, Lucio Fulci e Alda Teodorani.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8397fed57d417613f4fe9812d2ec9f8c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/10_alda-teodorani-intervista-tentori-fulci.webp" alt="Da sinistra: Antonio Tentori, Lucio Fulci e Alda Teodorani." title="Da sinistra: Antonio Tentori, Lucio Fulci e Alda Teodorani." width="200" height="141" /></a></div><div><br></div>
<div><strong>Il Noir dalla parte di Caino: con Fabio Giovannini e Antonio Tentori hai teorizzato il “Neo-Noir”, che sposta la prospettiva dalla vittima o dall’investigatore
direttamente al carnefice. Cosa ti affascina così tanto della mente di “Caino”?</strong></div>
<div>Fin dai primi racconti che ho scritto mi sono accorta di quanto fossero più potenti i lavori in cui seguivo il predatore, vedendo le scene, gli avvenimenti, con i suoi occhi.
</div>
<div>Caino era per me una vecchia conoscenza: ancor prima di cominciare a scrivere avevo letto <em>Demian </em>di Hermann Hesse, uno degli autori di culto della mia adolescenza, insieme a Patricia Highsmith, Edgar Allan Poe, Françoise Sagan, come vedi un’esperienza variegata,
per non dire caotica, nata dal fatto che, a parte i gialli e gli erotici rubati da una cassetta che mio padre teneva nascosta sotto il letto, non c’erano libri in casa mia e, da lettrice vorace qual ero, tiravo giù
qualsiasi cosa trovassi negli scaffali della biblioteca comunale, tra cui appunto una nutrita raccolta dei libri di Hesse.</div>
<div><em>Demian </em> era una storia che mi affascinò moltissimo, e quella particolare versione (inserita nella collana I Nobel
della Utet) aveva un’ottima traduzione. Il romanzo (del 1919 ma secondo me attualissimo) racconta l’amicizia tra il giovane Emil Sinclair e l’oscuro Max Demian e teorizza come i discendenti di Caino sulla
terra ne portino il marchio. Per questo il mio libro di racconti pubblicato nella collana Lucifero agli esordi del Neo-Noir si chiama <em>Il segno di Caino</em>.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink709461a48405bce1a90a2a7ff0761012 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/01_alda-teodorani-intervista-giu-delirio.webp','alt': 'Giù nel delirio.','title': 'Giù nel delirio.','width': 400,'height': 633,'description': 'Giù nel delirio.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink709461a48405bce1a90a2a7ff0761012, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/01_alda-teodorani-intervista-giu-delirio.webp" alt="Giù nel delirio." title="Giù nel delirio." width="200" height="317" /></a> <script> var showboxlink93e74d460594f1277eb0f9cacf3f1f61 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/02_alda-teodorani-intervista-segno-caino.webp','alt': 'Il segno di Caino.','title': 'Il segno di Caino.','width': 726,'height': 1080,'description': 'Il segno di Caino.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink93e74d460594f1277eb0f9cacf3f1f61, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/02_alda-teodorani-intervista-segno-caino.webp" alt="Il segno di Caino." title="Il segno di Caino." width="200" height="298" /></a></div><div><br></div>
<div><strong>L’elogio di Dario Argento: il maestro del brivido ha detto che i tuoi racconti somigliano ai suoi incubi più profondi. Qual è il tuo rapporto con il
cinema horror e come riesci a tradurre una sensazione visiva così forte e disturbante sulla pagina scritta?</strong></div>
<div>Finché sono stata più o meno dipendente dai gusti altrui potevo leggere tutto l’horror che volevo ma c’è stato poco cinema horror nella mia vita,
come quando durante la visione di <em>Alien</em>, alla scena della nascita del piccolo mostro, mi sentii dire: “adesso andiamo via” e naturalmente non andai, ma
il 1990 ha segnato una svolta di indipendenza assoluta e da allora ne ho visti centinaia. </div>
<div>Quelle visioni si sono sedimentate, così come si sono sedimentati i libri, e credo che abbiano creato un terreno fertile dal quale crescono le mie idee. In fin dei conti
non penso che si tratti di tradurre, direi che è piuttosto qualcosa di più sotterraneo che sgorga dalle profondità del mio animo. Non sono una teorica della scrittura - semmai la teorizzo dopo il processo
che mi porta a scrivere un libro - né tantomeno uso le tecniche narrative, è qualcosa che nasce in modo naturale. In tutto questo, posso tranquillamente affermare che Dario Argento, con le sue soggettive dell’assassino,
è decisamente il mio maestro, ho visto con grande gioia tutti i suoi film e ogni volta ci sono dei particolari geniali che mi colpiscono e che credo siano inimitabili, fortemente personali, come vorrei che fosse la
mia scrittura.</div><div><br></div><div><script> var showboxlinkf6b1e9491f3b28077611f11b563c1d38 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/03_alda-teodorani-intervista-argento.webp','alt': 'Da sinistra: Dario Argento e Alda Teodorani.','title': 'Da sinistra: Dario Argento e Alda Teodorani.','width': 555,'height': 345,'description': 'Da sinistra: Dario Argento e Alda Teodorani.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf6b1e9491f3b28077611f11b563c1d38, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/03_alda-teodorani-intervista-argento.webp" alt="Da sinistra: Dario Argento e Alda Teodorani." title="Da sinistra: Dario Argento e Alda Teodorani." width="200" height="125" /></a></div><div><br></div>
<div><strong>Eros e Thanatos: molte delle tue opere, come <em>Sesso col coltello</em> o <em>15 desideri</em>, esplorano il confine sottile e violento tra desiderio sessuale e morte. Perché ritieni che questi due impulsi siano così
indissolubilmente legati nella tua narrativa?</strong></div>
<div>Ho sempre cercato di emozionare i lettori, di vincolarli alla pagina, di prenderli per mano e non lasciarli più andare. Il desiderio (“<em>cosa fa l’uomo? Desidera</em>”), l’attrazione, la paura della morte e la voglia che suscita di spingersi oltre, sono emozioni forti, che provo quando scrivo e cerco di
comunicare ai lettori, perché è a loro che penso sempre. Il mio scopo non è solo scrivere, ma scrivere per chi mi legge e fare in modo che si emozioni insieme a me.</div><div><br></div>
<div><strong>Il tuo incontro artistico con Tinto Brass ha portato alla stesura della sceneggiatura <em>Lola e il macellaio</em>, un progetto che poi ha preso strade diverse confluendo in parte nel film <em>Monella</em>. Il regista ha sempre espresso grande ammirazione per la tua scrittura, definendola capace di toccare corde profonde.</strong></div>
<div><strong>Cosa ha significato per te confrontarti con l’estetica di Brass, così solare e vitale nel suo erotismo, partendo invece dalla tua cifra stilistica che è
spesso cupa, noir e legata al binomio dolore-piacere? C’è un aspetto di quella visione cinematografica che senti di aver ‘contaminato’ con il tuo tocco oscuro, o viceversa, qualcosa del mondo di Tinto
che ha influenzato il tuo modo di raccontare il desiderio?</strong></div>
<div>In realtà in <em>Monella </em>c’è in pratica<em> tutta</em> la sceneggiatura di <em>Lola e il Macellaio</em>, della quale ho conservato una copia e ho depositato l’originale alla biblioteca del Centro sperimentale di cinematografia di Roma, insieme al contratto firmato da me e Tinto, ce n’è inoltre
una copia nel mio archivio alla Biblioteca comunale di Massa Lombarda, quindi è tutto verificabile. Basta confrontarla con il film per rendersene conto.</div>
<div>Immagino che la mia estromissione, e cioè il fatto che non &nbsp;sia stata accreditata in <em>Monella</em> (in cui il macellaio era stato opportunamente sostituito da un fornaio) sia avvenuta per ragioni contrattuali, dal momento che il romanzo della Grandes, rispettato pochissimo
da Tinto, è stato poi trasposto nel film diretto da Grimaldi e interpretato da Alba Parietti, che a quanto si diceva e diceva aveva rifiutato di lavorare con Brass. </div>
<div>All’epoca Tinto mi disse che della sceneggiatura scritta da noi era rimasto <em>qualcosa</em> nel nuovo film, ma rifiutò di inserire il mio nome, ed ero talmente furiosa che non andai al cinema quando il film uscì. </div>
<div>Poi sono tornata a trovare Brass (abito molto vicino a lui), avevo saputo che era stato male e in &nbsp;seguito ho deciso di vedere il film, e quando mi sono resa conto che si trattava
della stessa storia ho preso la decisione di depositare la sceneggiatura, perché non era giusto che restasse privata, dimenticata, e l’ho informato della cosa. Ho sempre detestato che non mi sia riconosciuto il
mio lavoro, come mi è capitato diverse volte. Mi ha fatto molto piacere però leggere nell’autobiografia di Brass il richiamo alla nostra collaborazione, anche se un poco sminuita. </div>
<div>Tinto è un grandissimo regista, ha trasformato attrici non eccelse in dive ed esaltato quelle che lo erano già: non condividevo all’epoca la visione di Brass
e non la condivido ora, ma ci sono alcune pellicole diverse, più affini alla mia, come per esempio <em>Snack Bar Budapest. </em>Di lui amo soprattutto il suo amore per la trasgressione, la sua anarchia e la passione dell’infrangere le regole, che credo siano le stesse cose che lui
ama in me (ha definito la mia scrittura <em>deragliatore ideologico</em>).</div><div><br></div><div><script> var showboxlink276fe4fb9964517c5e481bd7ee244725 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/04_alda-teodorani-intervista-sesso-coltello.webp','alt': 'Sesso col coltello.','title': 'Sesso col coltello.','width': 500,'height': 740,'description': 'Sesso col coltello.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink276fe4fb9964517c5e481bd7ee244725, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-5" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/04_alda-teodorani-intervista-sesso-coltello.webp" alt="Sesso col coltello." title="Sesso col coltello." width="200" height="296" /></a></div><div><script> var showboxlinkb620176e01790fd2bc1a93453e724452 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/05_alda-teodorani-intervista-brass.webp','alt': 'Da sinistra: Tinto Brass e Alda Teodorani.','title': 'Da sinistra: Tinto Brass e Alda Teodorani.','width': 467,'height': 305,'description': 'Da sinistra: Tinto Brass e Alda Teodorani.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb620176e01790fd2bc1a93453e724452, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-6" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/05_alda-teodorani-intervista-brass.webp" alt="Da sinistra: Tinto Brass e Alda Teodorani." title="Da sinistra: Tinto Brass e Alda Teodorani." width="200" height="131" /></a></div><div><br></div>
<div><strong>L’evoluzione di “Belve”: il tuo romanzo <em>Belve</em> ha avuto diverse vite e riedizioni (fino al <em>Final Cut</em>). Come è cambiato nel tempo il tuo concetto di mostruosità e chi sono le “belve” nella società contemporanea?</strong></div>
<div>Non &nbsp;è cambiato poi tanto: quando ero ai miei esordi in una buffa intervista video, in cui sembrava che me la tirassi moltissimo mentre ero paralizzata dal terrore (sono
timida e detesto farmi ritrarre e riprendere), non riuscii a dire che amavo i mostri e i serial killer, così, dopo una pausa che mi parve lunghissima in cui il mio cervello girava febbrilmente a vuoto, dissi: “sono
amici”! Rido ancor oggi rivedendo quella scena.</div>
<div>I mostri, i serial killer della fiction, mi hanno sempre rassicurata, i film horror visti prima di andare a dormire mi distaccano da questo mondo assurdo, dalle crudeltà
a cui assistiamo ogni giorno, da queste piccole e grandi lotte di potere, per cui in <em>Belve</em> alla fine il messaggio era proprio questo, il paragone tra le belve e i mostri da una parte e gli uomini dall’altra mostrava la grettezza e la piccolezza di quella che ormai impropriamente è chiamata
“umanità”, che uccide e fa del male per divertirsi o conquistare il potere.</div><div><br></div>
<div><strong>Oltre il genere: Gramsci in cenere: con questo libro hai vinto il Premio Bancarella nelle scuole, distaccandosi dai tuoi temi abituali per raccontare la Romagna degli anni
‘70. È stato un bisogno di fare i conti con il passato o un desiderio di dimostrare che la tua voce può prescindere dal “pulp”?</strong></div>
<div>Un altro regista che amo molto è Pupi Avati. Mi sono sempre chiesta come facesse a raccontare in maniera tanto impeccabile la nostra terra. Io ho sempre desiderato farlo
ma fino a Gramsci in cenere non ci sono mai riuscita.</div>
<div>Sai, a volte (per me è così direi quasi sempre) non è che nella scrittura ci sia uno scopo: semplicemente ti prende e ti porta con sé e tu non puoi far
altro che arrenderti e seguirla, è una sorta di innamoramento, o un &nbsp;bisogno che nasce dal tuo animo e non ti metti lì a chiederti il perché, scrivi e basta.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink090f71b35b7bde5201ee1e8d6fb15eec = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/06_alda-teodorani-intervista-belve.webp','alt': 'Belve.','title': 'Belve.','width': 679,'height': 971,'description': 'Belve.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink090f71b35b7bde5201ee1e8d6fb15eec, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-7" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/06_alda-teodorani-intervista-belve.webp" alt="Belve." title="Belve." width="200" height="287" /></a></div><div><br></div>
<div><strong>Sperimentazione sonora: tu hai collaborato spesso con musicisti (come Le Forbici di Manitù) e hai lavorato sullo <em>spoken word</em>. Che ruolo gioca il “suono” delle parole nel tuo processo di scrittura?</strong></div>
<div>In generale nessuno, non vado a ricorreggere cercando un’armonia, il suono della frase, anche se c’è stato un tempo in cui ho sperimentato una scrittura che aveva
un ritmo (dei gesti, non delle frasi) a seconda della musica che ascoltavo in quel periodo, e la musica mi ispirava. </div>
<div>Per <em>Quindici desideri</em>, invece, ho lavorato esattamente sul suono delle parole: parlavo a un interlocutore immaginario
mentre scrivevo e dapprincipio avevo dei dubbi sul fatto di pubblicare i “desideri” su carta, poi ci ho riflettuto e ho pensato che in effetti si potevano leggere ascoltandoli. Al momento, oltre a qualche edizione
che si può trovare qua e là, i brani solo voce sono su <a href="https://archive.org/" class="imCssLink">archive.org</a> (questo il link per ascoltarli:</div><div><a href="http://aldateodorani.blogspot.com/2024/07/il-ritorno-dei-15-desideri.html" class="imCssLink">http://aldateodorani.blogspot.com/2024/07/il-ritorno-dei-15-desideri.html</a> )</div><div><br></div>
<div><strong>Il corpo femminile: nelle tue storie, il corpo è spesso martoriato, desiderato o trasformato in oggetto di culto (penso a <em>La Collezionista di organi</em>). Qual è il messaggio politico o sociale, se esiste, dietro l’uso così estremo della corporeità femminile?</strong></div>
<div>Non &nbsp;parlerei solo di corpo femminile, pensa per esempio a<em> Organi</em>. Si tratta del corpo, che è una mia ossessione, perché la mia scrittura trova una forte eco nel mio stesso corpo, è una scrittura densa di sensazioni corporee, il desiderio, la rabbia, l’ansia,
la paura, le esprimo sempre con quelle sensazioni provate dalle o dai protagonisti.</div><div><br></div>
<div><strong>Animalismo e Crudeltà: in <em>Animali da Macello</em> emerge chiaramente la tua sensibilità animalista. Come si concilia la tua empatia verso gli animali con la descrizione spesso cruda e splatter della violenza nei tuoi libri?</strong></div>
<div>Questa più che una domanda &nbsp;è un dilemma, però forse una parziale risposta la posso fornire. Ho vissuto a stretto contatto con tanti animali per tutta la mia
vita, imparando giorno dopo giorno da ognuno di loro il rispetto, il valore della loro esistenza, la comprensione della loro diversità, i legami incondizionati, fino a rendermi conto in maniera dolorosa che quella fetta
di carne nel piatto era un essere senziente, che un tempo respirava la mia stessa aria, la cui vita aveva un valore. È una consapevolezza che si acquisisce oppure no, dipende da tanti fattori perché non voglio
criticare chi mangia carne, ad esempio, anche se saperlo mi stringe il cuore, preferisco semplicemente esprimere quello che provo nei miei libri, e spero di far passare grazie a essi determinati messaggi, ad esempio il rispetto
per gli altri, per la terra, per la natura che ci circonda, l’amore non tossico, la sensibilità, un migliore atteggiamento nei confronti degli altri animali e spingere chi mi legge quantomeno a riflettere e a
porsi qualche domanda.</div>
<div>Sono sensibile sulla vita degli animali anche nella finzione perché non riesco a innalzare la barriera della fiction come invece mi succede quando scrivo un altro tipo di
storie, per <em>Animali da macello</em> per esempio, dove un vendicatore degli animali uccide gli “umani” allo stesso modo in cui essi avevano ucciso gli altri
animali, avevo un grosso problema, non riuscivo a pensare di mettermi a cercare le modalità con cui si fa la seta, o come si ricava il piumino d’oca, o come si uccide un animale da pelliccia, per questo alla fine
il libro è stato scritto insieme a Simonetta T. Hofelzer, e da quel libro è nata una bella amicizia.</div>
<div>L’animalismo, in un modo o in un altro, è sempre presente nei miei scritti, vorrei anche citare i più recenti: <em>Pony e Mucca</em>, pubblicato nell’antologia <em>Lo specchio brillante </em>edita da Future Fiction, <em>Enola,</em> presente in <em>Zanne</em> <em>- Un’antologia di animali ribelli &nbsp;</em>uscita per Cronache Ribelli e curata da Francesco Cortonesi, e l’ultimo lavoro, per me più
importante,<em> <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?zombeast-di-alda-teodorani" class="imCssLink">ZomBeast</a></em>, pubblicato da Delos Digital per la collana The Tube Exposed curata da Diego Matteucci, un horror in cui il rapporto tra uomo e animale si capovolge,
con la prefazione di Francesco Cortonesi. È un vero splatterpunk che non consiglio a chi ha lo stomaco delicato, che mi sono divertita molto a scrivere dopo anni in cui Diego mi chiedeva un racconto sugli zombie!</div><div><br></div><div><script> var showboxlinka1f8ec60588f329d29618af8816a9f5d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/07_alda-teodorani-intervista-animali-macello.webp','alt': 'Animali da macello.','title': 'Animali da macello.','width': 300,'height': 403,'description': 'Animali da macello.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka1f8ec60588f329d29618af8816a9f5d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-8" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/07_alda-teodorani-intervista-animali-macello.webp" alt="Animali da macello." title="Animali da macello." width="200" height="269" /></a> <script> var showboxlinka8ed6e22cc8a4a905688e35318f02c2b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/09_alda-teodorani-intervista-Zombeast.webp','alt': 'Zombeast.','title': 'Zombeast.','width': 738,'height': 1038,'description': 'Zombeast.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka8ed6e22cc8a4a905688e35318f02c2b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-10" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/09_alda-teodorani-intervista-Zombeast.webp" alt="Zombeast." title="Zombeast." width="200" height="282" /></a></div><div><br></div>
<div><strong>Insegnare l’orrore: tu hai insegnato scrittura creativa per molti anni. Qual è il consiglio principale che dai a un giovane autore che vuole cimentarsi con
il genere horror senza cadere nei cliché del già visto?</strong></div>
<div>I cliché sono sempre da evitare è ovvio, e ormai anche le tecniche sono trappole che alla fine rischiano di farvici ricadere chi scrive. Non ho mai insegnato in modo
così meccanico, alla fine il mio lavoro era più di tipo motivazionale. Alcuni sostengono che se vuoi scrivere una determinata storia dovresti prima leggere tutto ciò che è stato scritto sull’argomento,
io penso esattamente il contrario. In ogni caso credo che la cosa importante sia amare la scrittura, essere disposti a sacrificarsi per lei e farsi rapire da quello che si sta scrivendo.</div><div><br></div>
<div><strong>Evoluzione dell’editoria e i piccoli editori: tu ha vissuto l’editoria da protagonista in ogni sua forma. Dalle grandi major come Mondadori ed Einaudi alla nascita
di collane cult, fino alla sperimentazione diretta con gli ebook e il self-publishing attraverso l’“Alda’s Corner”.</strong></div>
<div><strong>In un’epoca dominata dall’algoritmo dei social network e dalla velocità del digitale, che ruolo gioca oggi, secondo te, la piccola editoria indipendente?
Pensi che queste ‘isole’ di resistenza culturale abbiano ancora la forza di scovare il talento fuori dai radar commerciali, o il mercato si sta polarizzando troppo verso un intrattenimento rapido e meno coraggioso?</strong></div>
<div>Come prima cosa devo darti una delusione: quell’Alda’s Corner presente su Substack non è roba mia. C’è stata una quindicina d’anni fa una collana
quasi omonima (Alda Teodorani’s Corner) di ebook edita da Kipple e curata da Francesco Verso, che ha pubblicato alcuni miei lavori. Ho saltuariamente pubblicato materiali in self publishing nei momenti in cui scadevano
i contratti – anche perché alcuni editori continuano a tenere i libri sul mercato a contratto scaduto – a un costo minore oppure alcuni a edizione limitata (per esempio <em>Lettere dal ranch </em>o <em>Viaggio in Provenza, </em>lavori intimisti rivolti a pochi lettori molto affezionati) e di recente alcuni e-book, già piratati, ma non mi importa. </div>
<div>Detto questo, per rispondere alla tua domanda, penso che sia tutto quello che hai descritto: pur avendo pubblicato con grandi editori, ho sempre sostenuto l’editoria indipendente
come quasi nessun altro ha fatto pubblicando con case editrici anche di nicchia (con le antologie di <em>Club GHoST</em> alcuni racconti, tipo 20 anni fa, ricordi?) e penso che questo abbia influito anche positivamente sulla mia reputazione; l’ho fatto a volte felicemente, a volte meno, altre ancora litigandoci, &nbsp;e al momento
sono piuttosto delusa da tutto, devo confessarlo. Però sì, credo che dall’editoria indipendente possano nascere autori e materiali assai interessanti, seppure il mercato stia mostrando l’orientamento
che tu delinei tanto bene. Per quanto riguarda me, penso di rifare il catalogo per conto mio, in linea di massima. Vedremo!</div><div><br></div>
<div><strong>La funzione della violenza: spesso la critica si sofferma sull’efferatezza delle tue pagine. Consideri la violenza nei tuoi testi più come un fine estetico
o come un mezzo necessario per svelare l’ipocrisia sociale e le bassezze umane?</strong></div>
<div>In parte ho già risposto, non mi sono mai posta questa domanda, e nemmeno ora riesco a pormela, per me la scrittura è un’esigenza e la mia è anche molto
sfaccettata. A volte ha avuto una funzione di denuncia, come in <em>Uomini senza, Animali da macello </em>o anche <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?la-ragazza-dal-pigiama-rosso-di-alda-teodorani" class="imCssLink">La ragazza dal pigiama rosso</a></em>, altre volte è stata un grimaldello, come è successo per <em>E Roma piange </em>in <em>Gioventù cannibale</em> (giudicato dai miei colleghi cannibali un racconto fascista – ovviamente non hanno capito nulla) o <em>I fantasmi della guerra </em>in <em>Gli orrori della guerra.</em></div><div><em><br></em></div><div><script> var showboxlink039968475d596f386d908449f77d2b52 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/08_alda-teodorani-intervista-ragazza-pigiama-rosso.webp','alt': 'La ragazza dal pigiama rosso.','title': 'La ragazza dal pigiama rosso.','width': 486,'height': 675,'description': 'La ragazza dal pigiama rosso.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink039968475d596f386d908449f77d2b52, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-9" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/08_alda-teodorani-intervista-ragazza-pigiama-rosso.webp" alt="La ragazza dal pigiama rosso." title="La ragazza dal pigiama rosso." width="200" height="278" /></a><em></em></div><div><em><br></em></div>
<div><strong>La ragazza dal pigiama rosso: nel tuo ultimo libro, <em>La ragazza dal pigiama rosso</em>, sembri aver compiuto un’operazione narrativa quasi chirurgica: partendo da una figura che nasce dal trauma reale della violenza domestica, trascini
il lettore in una spirale di ‘body horror’ tecnologico fatto di biostampanti, innesti e carne coltivata.</strong></div>
<div><strong>La critica ha descritto il personaggio di Lara non come una semplice protagonista, ma come una ‘frattura vivente’ che smette di subire per diventare una forza
oscura e ambigua. Ci puoi raccontare come è nata l’idea di fondere un tema così tristemente attuale come l’abuso con elementi sci-fi e biopunk? E soprattutto, quanto è stato emotivamente e
tecnicamente impegnativo dare vita a questa ‘ricostruzione’ di Lara, un personaggio che sembra quasi un bug di sistema pronto a riscrivere le proprie regole?</strong></div>
<div>Ci sono cose che ti restano dentro. Frammenti che si vanno a incastrare assieme nella mente e tu continui a pensarci. Nel mio caso è stata la visione con Antonio Tentori,
alcuni anni fa, di <em>La ragazza dal pigiama giallo, </em>un film geniale. Ancor prima avevo visto <em>Boxing Helena.</em> Un amico, Massimo Moretti, costruisce stampanti 3D, e ho visto nascere e poi crescere il suo lavoro. Sentivo anche l’esigenza forte di narrare una storia in cui
la protagonista fosse seguita in una prospettiva davvero ravvicinata in modo da suscitare l’empatia del lettore, di metterla in condizione di dover essere ricostruita, perché sta morendo, e di farlo fin dall’inizio,
seguendola poi nelle sue vicende fino al punto in cui viene ritrovata moribonda e metterla in condizione di rifarsi una vita. Il lavoro su questo libro è stato lungo, pieno di incertezza, e dal punto di vista emotivo
assai pesante. Ho vissuto per anni con Lara, portandomi dentro i maltrattamenti che subiva, e cercando un modo non scontato di liberarla.</div><div><br></div>
<div><strong>Progetti futuri: dopo aver attraversato decenni di letteratura noir, collaborazioni musicali, sceneggiature e sperimentazioni multimediali, qual è la nuova frontiera
che Alda Teodorani sente il bisogno di varcare? C’è un genere o un linguaggio espressivo che non hai ancora esplorato e a cui stai lavorando, o magari un ritorno alle origini più ‘estreme’?</strong></div>
<div>Ogni tanto torno alle origini perché il racconto orrorifico, l’horror metropolitano, l’esplorazione del corpo mi interessano sempre. Poi vado a schiantare qualche
confine, a ibridare, a divertirmi: ci vuole coraggio e molta ostinazione. Ho già in mente un nuovo libro, e lo farò in questa prospettiva.</div><div><br></div>
<div>Alda, ti ringraziamo profondamente per questa chiacchierata così intensa. Le tue parole ci confermano che l'orrore e il noir, nelle mani di chi sa raccontarli con autenticità,
non sono solo generi letterari, ma specchi implacabili della nostra realtà e dei nostri desideri più inconfessabili.</div>
<div>Invitiamo tutti i nostri lettori a immergersi nelle pagine de <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?la-ragazza-dal-pigiama-rosso-di-alda-teodorani" class="imCssLink">La ragazza dal pigiama rosso</a></em> e a leggere <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?zombeast-di-alda-teodorani" class="imCssLink">Zombeast</a></em>, continuando a seguire il suo percorso, sempre fuori dagli schemi. Grazie ancora per essere stata con noi e buon lavoro per i tuoi prossimi, oscuri progetti.</div></div><div><br></div><div><i>Copyright <span class="fs14lh1-5">ⓒ</span><span class="fs14lh1-5"> Alda Teodorani e Max Ferrara.</span></i><br></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkcd5a05d0a4676a4f7a543278e448fbd4 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alda-teodorani-intervista-home2_ver.webp','alt': 'Alda Teodorani','title': 'Alda Teodorani','width': 344,'height': 399,'description': 'Alda Teodorani'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alda-teodorani-intervista-home_ver.webp','alt': 'Alda Teodorani','title': 'Alda Teodorani','width': 540,'height': 398,'description': 'Alda Teodorani'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcd5a05d0a4676a4f7a543278e448fbd4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alda-teodorani-intervista-home2_ver.webp" alt="Alda Teodorani" title="Alda Teodorani" width="200" height="232" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 May 2026 05:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo l'horror Backrooms]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002E2"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Al cinema in Italia dal 27 maggio</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">L'attesissimo horror tratto dal fenomeno globale che ha terrorizzato il web</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Dal genio di <strong>Kane Parsons</strong>, a.k.a. <strong>Kane Pixels</strong>, l’attesissimo film tratto dal fenomeno globale che ha terrorizzato il web, con i candidati all’Oscar <strong>Chiwetel Ejiofor</strong> e <strong>Renate Reinsve</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Dopo aver terrorizzato milioni di persone sul web con la sua omonima serie <em>found-footage</em> diventata fenomeno globale (oltre 76 milioni di visualizzazioni solo per il primo video della serie), <strong>Kane Parsons</strong>, classe 2006 - il più giovane autore a firmare un film A24 - approda sul grande schermo con <em>Backrooms</em>, che arriva al cinema in Italia dal 27 maggio, 2 giorni prima dell’uscita americana e in anticipo rispetto a tutti gli altri Paesi del mondo, distribuito
da I Wonder Pictures.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il film è basato<strong> </strong>su uno dei più affascinanti e inquietanti miti moderni nati sul web, un fenomeno che ha ridefinito i codici dell’horror contemporaneo: le Backrooms, una dimensione liminale e potenzialmente infinita
fatta di stanze vuote, corridoi senza uscita, strutture inquietanti e sfarfallanti luci al neon, in cui puoi trovarti improvvisamente e senza preavviso attraversando la barriera della realtà.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nato nel 2019 su un forum online, il fenomeno delle Backrooms è diventato rapidamente uno dei più virali della rete dando vita a un immaginario riconoscibile e a un
universo narrativo collettivo costruito dagli utenti, fatto di corridoi infiniti e ambienti apparentemente familiari ma profondamente disturbanti. Un universo espanso attraverso video, racconti e videogame che ha trasformato
una semplice suggestione visiva in una vera e propria mitologia contemporanea, capace di generare milioni di contenuti e teorie online.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nel cast troviamo i candidati agli Oscar <strong>Chiwetel Ejiofor </strong><em>(Bridget Jones – Un amore di ragazzo)</em><strong> </strong>e<strong> Renate Reinsve </strong><em>(Sentimental Value)</em><strong> </strong>assieme a<strong> Mark Duplass, Finn Bennett </strong>e<strong> Lukita Maxwell</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Prodotto da<strong> </strong>A24<strong> </strong>e da <strong>James Wan</strong> (il cineasta che ha dato vita a saghe come <em>Saw, Insidious</em> e <em>The Conjuring)</em>, <em>Backrooms</em>, diretto da <strong>Kane Parsons</strong> e scritto dallo stesso Parsons insieme a <strong>Will Soodik</strong>, arriverà nei cinema italiani il 27 maggio 2026, due giorni prima dell’uscita americana, con I Wonder Pictures.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Sinossi ufficiale</strong></div>
<div><span class="cf1">Se non fai attenzione e superi la barriera della realtà, entrerai nelle backrooms. Se finisci lì dentro, resta vigile, perché i passi che echeggiano in quelle
stanze potrebbero non essere solo i tuoi...</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div>






<div><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?backrooms-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div></div><div><u class="cf1"><br></u></div><div><script> var showboxlink20391799e1d5076bc1818bb70f55aaf5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Backrooms2026-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 729,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink20391799e1d5076bc1818bb70f55aaf5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Backrooms2026-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a></div><div><script> var showboxlink52142f7e69460f5f663c1566ef2bf6bb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Backrooms2026-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1200,'height': 675,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink52142f7e69460f5f663c1566ef2bf6bb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Backrooms2026-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><u></u></div><div><u><br></u></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Glc2LWw_S5g">https://www.youtube.com/watch?v=Glc2LWw_S5g</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 May 2026 07:16:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Chi sarà il prossimo?]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002E1"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">C'era una terza persona</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Aveva un'espressione sconvolta: un misto di paura e stordimento</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Lo hanno portato ieri notte. Un ragazzo così non può venire che da Venere. Il pianeta dell’amore. Non avrà più di undici o
dodici anni. È bellissimo. Di primo acchito l’ho scambiato per un terrestre. Aveva gli occhi dall’iride verde smeraldo, la pelle color rame e i capelli biondi. Ma, quando stamattina gli ho portato la colazione,
i suoi occhi baluginavano rossi; la pelle aveva assunto una sfumatura verde oliva e i capelli erano più castani che biondi. Non so se i mutamenti cromatici dipendono da cause esterne, come la temperatura, o interne,
come stato d’animo e reazioni emotive. Sappiamo così poco dei venusiani. Gli ho lasciato la colazione sul tavolo e sono uscito dalla stanza seminterrata. Ho chiuso la porta a chiave. Franco mi ha detto di fare
così. Che almeno all’inizio sarebbe stato meglio non farlo uscire troppo dalla stanza. In modo che si abituasse gradualmente alla situazione.</span></div>
<div><span class="cf1">Lo so che segregare un ragazzino non è una bella cosa da fare. Soprattutto tenendo conto di <em>quello</em> che gli faranno. Ma Franco mi ha spiegato che il piccolo venusiano è <em>consenziente</em>. Insomma per quelli della sua razza il sesso è qualcosa di estremamente naturale. Iniziano da giovanissimi. E non c’è distinzione tra uomo e donna,
maschi e femmine. Sono bisessuali e incestuosi fin dalla nascita. E poi c’è quell’altra cosa che adesso non ricordo più se me l’ha detta Franco o se l’ho letta chissà dove. Ma che
comunque è una cosa davvero allucinante: nascono tutti maschi e durante l’adolescenza diventano transessuali! All’inizio sono dei bei ragazzini, come questo qui che devo custodire, e poi diventano delle
splendide donne con l’uccello. Il loro sistema di riproduzione è un mistero.</span></div>
<div><span class="cf1">Franco è il mio <em>pusher</em>. Fa l’infermiere. E quindi riesce a procurarsi facilmente quello che mi serve. Lexotan, Roipnol, Sensatil, Xarax. Qualsiasi tipo di psicofarmaco. Sono anni che le ricette del mio medico non mi bastano più.</span></div>
<div><span class="cf1">I soldi, ereditati dai miei genitori, stanno finendo. È da parecchio che ho dovuto vendere la casa in città. Da dieci anni ormai mi sono ritirato in questo villino in
campagna, unica proprietà rimastami. E che sta andando giù a pezzi. Ci vorrebbe un mutuo per ristrutturarlo. Ma immaginate una banca che concede un mutuo a me?</span></div>
<div><span class="cf1">Sono Vanni Ramarro, disoccupato da sempre.</span></div>
<div><span class="cf1">Figlio di Gianni ed Elena Ramarro. I miei sono morti per avvelenamento da funghi. Avevo tredici anni. Ricordo tutto.</span></div>
<div><em class="cf1">Mia madre che porta a tavola il risotto. Mia madre che brontola sempre con mio padre che va a raccogliere i funghi perché, sostiene lei, è
uno spreco comprare quello che si può avere gratis. Mio padre che vanta competenza micologica per tre-quattro libri che si è letto. Mia madre che brontola perché è pericoloso ma poi i funghi, che
mio padre raccoglie, li mangia lo stesso per farlo contento. Io no. A me fanno schifo. Mi hanno sempre disgustato. Mio padre dice; “il signorino è troppo schizzinoso.” Mia madre mi dice di mangiare il formaggio
con il pane o il prosciutto. I miei litigano. Approfittano della minima occasione per alzare la voce e rinfacciarsi qualsiasi cosa. E io allora vado in camera mia. Chiudo a chiave. Indosso le cuffie dello stereo e metto il
primo disco dei Paradise Lost a volume altissimo. Infilo un pornazzo nel lettore dvd col volume del televisore azzerato e mi masturbo a mille.</em></div>
<div><em class="cf1">Mi addormento.</em></div>
<div><em class="cf1">Poi torno in cucina e li vedo tutti e due.</em></div>
<div><em class="cf1">Hanno gli occhi strabuzzati e iniettati di sangue. Le bocche spalancate sporche di vomito. Le mani ad artiglio all’altezza della gola e del cuore.
All’inizio rido perché sono buffi. Poi grido e li chiamo. Li scuoto e piango. Il resto non lo ricordo. È arrivata l’ambulanza. Non rammento se l’ho chiamata io o se sono andato a suonare ai
vicini di casa. Ricordo che loro cercavano di consolarmi, mentre mi accompagnavano in ospedale.</em></div>
<div><span class="cf1">Poi c’è stato l’istituto, dato che non c’era alcun parente che mi prendesse con sé. Mia madre era figlia unica e mio padre aveva interrotto i rapporti
con la sua famiglia da molto tempo. All’istituto ho tentato di uccidermi due volte. Questo diario è un’idea della psicologa che mi seguiva in quel periodo. Una <em>superbona</em> con le gambe sempre accavallate a mostrare le cosce. All’inizio scrivevo le date. Poi ho smesso.</span></div>
<div><span class="cf1">Dopo che ho lasciato l’istituto, la mia occupazione principale è consistita nel guardare video porno e ascoltare musica. E prendere medicine. E bottiglie, ovviamente. Perché
le pillole da sole ti fanno solo addormentare, ma se le mischi con rum, brandy o quello che ti pare allora ti sballi forte. E con medicina e alcool in corpo e black metal ad alto volume e un porno sullo schermo da 40 pollici
e il cazzo in mano è questo il mio paradiso.</span></div>
<div><span class="cf1">È stato Franco a propormi di fare da balia al venusiano quando gli ho detto che tra poco non avrei potuto più nemmeno pagare le bollette.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Oggi è venuto il grassone con la barba. È il cliente più assiduo. Questi uomini sono sempre preceduti da due amici di Franco: un uomo e una donna. Portano il ragazzo
di sopra e gli fanno fare una doccia. Poi lo vestono da femmina (e lui diventa una femmina bellissima) e lo chiudono dentro la stanza con il letto matrimoniale. Sento i rumori, gli ansiti da dietro la porta. Una volta ho spiato
dal buco della serratura.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Oggi è venuto il medico. Puntuale un paio di volte a settimana. Fa al ragazzo delle iniezioni ai pettorali per facilitare la trasformazione.</span></div>
<div><span class="cf1">Stamattina quando gli ho portato la colazione e le medicine, il venusiano mi ha rivolto la parola per la prima volta. Ovviamente non ho capito niente. Non parlo la sua lingua. Ho capito
che voleva che rimanessi con lui per un po’. Abbiamo guardato insieme i cartoni animati. Poi lui si è addormentato. È normale per i venusiani dormire la maggior parte del giorno.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Oggi Vito ed Elena sono venuti di mattina presto. Insieme a loro c’era una terza persona che non avevo mai visto prima. Aveva con sé una videocamera digitale. La solita
preparazione del ragazzo. Poi sono arrivati tre uomini. Si sono chiusi tutti dentro la stanza e ci sono rimasti molte ore. Quando sono usciti, il venusiano faceva fatica a reggersi in piedi. Aveva un’espressione sconvolta:
un misto di paura e stordimento.</span></div>
<div><span class="cf1">Poi un brutto giorno, un anno circa dopo, questa storia finì. Franco portò via il venusiano senza darmi nessuna spiegazione, dopo avermi dato gli ultimi soldi che
mi spettavano.</span></div>
<div><span class="cf1">Adesso è trascorso qualche anno. Dieci o dodici. Sono in cura al Centro di Igiene Mentale con una nuova psichiatra, dopo che ho dato di matto in mezzo alla strada con un coltello
da cucina in mano.</span></div>
<div><span class="cf1">Non so cosa mi è preso quel giorno. Ero disperato. Avevo finito i soldi e non sapevo come pagare l’affitto. La vecchia casa l’avevo venduta.</span></div>
<div><span class="cf1">Il Comune mi ha dato un lavoro da bidello in una scuola elementare. Lo stipendio non è granché, ma anche il lavoro è poco impegnativo. Ho chiuso con alcol e pasticche.
Adesso assumo solo le medicine che mi prescrive la dottoressa. Ho una fidanzata incontrata nella sala d’attesa del Cim. Ognuno di noi due ha avuto i suoi problemi e ne parliamo insieme. Continuo a tenere il mio diario,
ma mi riservo di scrivere solo quello che mi colpisce di più, mi spaventa o solo mi impressiona.</span></div>
<div><span class="cf1">Oggi è successo qualcosa che devo descrivere. Non so perché mi colpisce così intensamente, ma so che devo annotarlo.</span></div>
<div><span class="cf1">Consultavo un sito di notizie, quando ha attirato la mia attenzione un articolo di cronaca nera. Un uomo, un certo Franco Marnieri, di professione infermiere, è stato ammazzato
con un rasoio da barbiere. Un taglio alla gola netto, si vedeva dalla foto del cadavere. L’uomo aveva dei precedenti per sfruttamento della prostituzione minorile e produzione di materiale pedopornografico. Avevo
l’impressione di aver conosciuto quell’uomo in quello che la dottoressa chiama il mio “periodo oscuro”.</span></div>
<div><span class="cf1">Qualche giorno dopo, avevo appena finito il giro delle classi con la circolare del preside quando ho notato un titolo sul quotidiano (Quotidiano di Brrindisi, 20-11.2001) che stava
leggendo il collega seduto nel gabbiotto. Il tempo di mangiare un panino e il giornale era lì sulla piccola scrivania. Lo preso e ho letto l’articolo alla pagina di cronaca.</span></div>
<div><span class="cf1">Una donna, Elena Santoro, era stata ammazzata con la stessa modalità dell’infermiere. La foto della vittima, quando era ancora viva, illustrava il testo: una donna sulla
cinquantina, il viso spigoloso e i capelli biondi e voluminosi, che mi rammentava qualcosa del mio passato. Il giornalista spiegava che si ignorava il movente dell’omicidio. Gli inquirenti non avevano trovato niente
di losco nella vita della donna: un’insegnante divorziata dalla vita monotona: lavoro e casa.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">È trascorso qualche giorno. Sto guardando, distratto come sempre, il telegiornale. Un servizio cattura la mia attenzione. Un uomo con precedenti per pedofilia è stato
trovato ammazzato. Intanto nuove rivelazioni sulla donna: si chiama Elena Santoro. Una decina di anni prima era stata accusata di favoreggiamento della prostituzione minorile. Ma era stata assolta per non aver commesso il
fatto. Gli organi inquirenti avanzano ora l’ipotesi di un assassino seriale che ha preso di mira uomini e donne coinvolti nello sfruttamento della prostituzione e nella produzione di pornografia minorile.</span></div>
<div><span class="cf1">Il giorno dopo sul quotidiano ci sono altre novità. Dei testimoni hanno visto allontanarsi una figura dalla scena degli omicidi. Le testimonianze combaciano: una donna alta con
capelli biondi e lineamenti molto belli. La carnagione ramata. Quindi, come un’ispirazione, mi sono ricordato del piccolo venusiano.</span></div>
<div><span class="cf1">Era veramente consenziente come mi diceva Franco? Davvero i Venusiani diventano naturalmente transessuali? Veniva davvero da Venere?</span></div>
<div><span class="cf1">Riguardo agli omicidi, invece, la domanda più importante che tutti i media si pongono (e anche io): chi sarà il prossimo?</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">NOTE</strong></div>
<div><span class="cf1">Prima pubblicazione per Club GHoST: 24 Novembre 2024.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE</strong><br>Luca Bonatesta è nato a Brindisi il 1972. Collaboratore per 12 anni della Agenzia News,
cogestore dal 2019 al 2021 del portale Club GHoST e del blog Planet Ghost, è ora giornalista freelance. Collabora con il portale Club GHoST &amp; Ipnotica e la rivista on line Giornale Pop come recensore di libri e
fumetti. È anche scrittore e disegnatore. Numerosi suoi racconti sono presenti on line e su pubblicazioni cartacee con il suo nome o con i nickname Darren Frei o Dar Frei. Piazzatosi tra i finalisti nei premi Lovecraft,
Morteerotica, Hypnos. Ha pubblicato, tra l’altro, l’ebook “L’angelo e il vampiro” per Edizioni Hypnos.<br>Su Facebook: Luca Bonatesta II<br>Su Instagram: @lucabonatesta - @lucabonatestadrawner<br>su
Tik Tok: @lucabonatesta</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Illustrazione di Luca Bonatesta; elaborazione grafica: Max Ferrara.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink3ab6e956db96f1888d2f1114c8dbbdc4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/chi-sara-il-prossimo-cover_ver.webp','alt': 'Illustrazione di Luca Bonatesta; elaborazione grafica: Max Ferrara.','title': 'Illustrazione di Luca Bonatesta; elaborazione grafica: Max Ferrara.','width': 763,'height': 1079,'description': 'Illustrazione di Luca Bonatesta; elaborazione grafica: Max Ferrara.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3ab6e956db96f1888d2f1114c8dbbdc4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/chi-sara-il-prossimo-cover_ver.webp" alt="Illustrazione di Luca Bonatesta; elaborazione grafica: Max Ferrara." title="Illustrazione di Luca Bonatesta; elaborazione grafica: Max Ferrara." width="200" height="283" /></a></div><div><script> var showboxlink5c2f616d6edabc4288338c0f299b9c05 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/luca-bonatesta_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 626,'height': 699,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5c2f616d6edabc4288338c0f299b9c05, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/luca-bonatesta_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="168" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 May 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Zack Snyder's Justice League di Zack Snyder]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002DD"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Atmosfera cupa e dark</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Tecnica sopraffina che trasmette la passione viscerale per il fumetto d’autore</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Zack Snyder’s Justice League (Usa 2021)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Zak Snyder. Soggetto: Zak Snyder, Chris Terrio, Will Beall (basato su personaggi creati da DC Comics). Sceneggiatura: Chris Terrio. Produttori: Deborah Snyder, Charles
Roven. Fotografia: Fabian Wagner. Montaggio: David Brenner, Carlos M. Castillon, Dody Dorn. Effetti Speciali: Mark Holt, John Des Jardin. Scenografia: Patrick Tatopoulos, Dominic Capon. Costumi: Michael Wilkinson. Trucco: Lee Gren, Gabor Kerekes. Musica: Tom Holkenborg. Produttori Esecutivi: Christopher Nolan, Emma Thomas, Wesley Coller, Jim Rowe, Curt Kanemoto, Chris Terrio, Ben Affleck. Case di Produzione: Warner Bros, Access Entertainment, Dune Entertainment, DC Films, Atlas Entertainment, The Stone Quarry. Distribuzione (Italia): Warner Bros. Genere: Fantastico. Durata: 242’. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2021. Lingua Originale: Inglese. Interpreti: Ben Affleck (Bruce Wayne / Batman),
Henry Cavill (Clark Kent / Superman), Amy Adams (Lois Lane), Gal Gadot (Diana Prince / Wonder Woman), Ray Fisher (Victor Stone / Cyborg), Jason Momoa (Arthur Curry / Aquaman), Ezra Miller (Barry Allen / Flash), Willem Dafoe
(Nuidis Vulko), Jesse Eisenberg (Lex Luthor), Jeremy Irons (Alfred Pennyworth), Diane Lane (Martha Kent), Connie Nielsen (Ippolita), J. K. Simmons (James Gordon).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3PwyCwe" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Zack Snyder</strong> fa cinema d’autore anche con le pellicole dei supereroi e questa sua versione di <em>Justice League</em> segue le orme già tracciate in ottimi lavori come <em>300</em> (2007), <em>Watchmen</em> (2009), <em>L’uomo d’acciaio</em> (2013), <em>Batman vs Superman: Dawn of Justice</em> (2016) e il precedente <em>Justice League</em> (2017). Per sottolineare la sua concezione artistica il regista ha voluto imporre il nome nel titolo, decisione
che &nbsp;comprendiamo, perché lo stile è la cosa più interessante di un film che altrimenti sarebbe soltanto la solita pellicola di supereroi. Il film, nelle intenzioni del regista, è la versione autentica
del precedente, girato nel 2017, abbandonato per divergenze artistiche con la produzione. La storia vede Batman e Wonder Woman radunare altri eroi come Flash, Cyborg e Aquaman per cercare di sconfiggere l’invasione di
Darkseid e la sua stirpe di demoni, cercando di difendere le tre Scatole Madri nascoste sulla terra. Nel finale assistiamo alla resurrezione di Superman, morto in un precedente episodio, fattore risolutivo per vincere la battaglia
sul campo. Non serve dire altro in merito alla storia (sceneggiata da <strong>Chris Terrio</strong>), mentre va sottolineata un’atmosfera cupa e dark - soprattutto nelle sequenze ambientate a Gotham City -, notturni foschi e inquietanti, scenografie suggestive realizzate in digitale, oltre a una tecnica
sopraffina. <strong>Snyder</strong> usa il <em>ralenti</em> e il piano sequenza, inserisce l’azione in un’atmosfera cupa e decadente, infine insiste sulla caratterizzazione psicologica dei personaggi. Alla fine lo spettatore apprezza maggiormente l’approfondimento
di un complesso rapporto padre - figlio (grazie alle situazioni di diversi personaggi chiave come Cyborg) che la pura pellicola di azione superoistica. La tecnica di <strong>Snyder</strong> è sopraffina, dilata i tempi - un film di ben 242’ (molti, forse eccessivi) - alterna inquadrature in campo largo ad altre in primo piano, adattando la storia
a un suo mondo interiore che molti hanno definito lo Snydverse. Il regista trasmette la passione viscerale per il fumetto d’autore (<em>Watchmen</em>) e per saghe come <em>Guerre stellari</em>, ma anche per un cinema introspettivo, dai movimenti compassati, secondo la lezione di <strong>Akira Kurosawa</strong>. La colonna sonora di <strong>Tom Holkenborg</strong> accompagna lo stile cupo di <strong>Snyder</strong>, si avvale della cover di <em>Hallelujah</em>, famoso brano di <strong>Leonard Cohen</strong>, inserita come tributo a sua figlia Autumn. La fotografia di <strong>Fabian Wagner</strong> è cupa, patinata e fumettistica, introduce a un mondo magico che non esiste, svolgendo benissimo la sua funzione evocativa. Effetti speciali allucinanti di <strong>Mark Holt</strong> e <strong>John Des Jardin</strong>, tra le cose migliori della pellicola. Formato quadrato (1,33:1), che serve a conferire una struttura formale anticata e da cinema d’autore, insolita nel mondo dei supereroi. Un film che presenta un solo
difetto: la durata eccessiva di 4 ore, che scoraggiano anche lo spettatore ben disposto, vista la suddivisione in sei corposi capitoli e un lungo epilogo, oltre alla lentezza globale dell’azione. <strong>Snyder</strong> è questo, comunque, nel bene e nel male, il suo mondo supereroistico è molto più vicino alla concezione Marvel che alle strutture DC Comics, ma in
vita sua non ha mai girato un film della Casa delle Idee. Diamo al regista il merito di aver portato complessità e spessore psicologico a personaggi come Cyborg, Aquaman, Wonder Woman, Superman e Flash (il più
scanzonato) che nei fumetti ne risultano carenti. Da vedere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3PwyCwe" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4tIjvhw" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink13887c86193165cb4bc324d1df5690e6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Zack-Snyders-Justice-League-ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 864,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink13887c86193165cb4bc324d1df5690e6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Zack-Snyders-Justice-League-ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="251" /></a></div><div><script> var showboxlink24cb0a42ebe23c3b30fd4a2a80efbff7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Zack-Snyders-Justice-League-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 756,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink24cb0a42ebe23c3b30fd4a2a80efbff7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Zack-Snyders-Justice-League-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="119" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=dK_rhgODJyw">https://www.youtube.com/watch?v=dK_rhgODJyw</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 May 2026 07:27:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Come la merda di Silvio Ters]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002DA"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Una narrazione che aggredisce</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Novella eco-horror e sci-fi con un concept sporco</span></h2><div><div><em class="cf1">[…] La capsula, sputata fuori dal tubo di scarico della Zona Rossa, rotolò nel fango per dieci, quindici metri. </em><em class="fs14lh1-5 cf1">Si arrestò con un tonfo sordo. Elena aspettò che il cuore smettesse di prenderle a calci le costole. Azionò l’apertura manuale. E il cazzo di portellone saltò. […]</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><div><a href="https://amzn.to/4mhyxZv" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div></div> <div><div><a href="https://amzn.to/4t1e3Xx" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Come la Merda </em>di <strong>Silvio Ters</strong>, edito da Del Mostro Edizioni è una novella eco-horror e sci-fi con un concept sporco: una Napoli post-catastrofica trasformata in Zona Rossa, una ricercatrice precipitata nell’abiezione e un’umanità mutante che non è soltanto mostro, ma scarto politico e morale. Il testo ha identità. Non cerca di piacere a tutti, e questo è un bene. Ha un odore preciso che parte dal liquame fino alla carne contaminata.</span></div> <div><span class="cf1">Il suo punto di forza maggiore è la coerenza sensoriale. Fin dall’apertura, la narrazione aggredisce il lettore con puzza, vomito, metallo, plastica e claustrofobia, stabilendo subito una poetica del disgusto strutturale. Elena entra nella Zona Rossa attraverso uno scarico e il romanzo mantiene quella promessa: tutto ciò che seguirà è contaminazione e residuo.</span></div> <div><span class="cf1">Il testo, però, ha ancora bisogno di un passaggio di rifinitura editoriale. Non tanto sul piano dell’immaginario, quanto su controllo della ripetizione, precisione sintattica, gestione di alcune accelerazioni narrative e pulizia dei refusi. </span></div> <div><span class="cf1">La scorrevolezza è buona, a tratti molto buona. Il testo procede per scene forti, quasi sempre leggibili, con una dinamica da survival: ingresso nella Zona Rossa, cattura, prigionia, incontro con Rasmus, evasione, attraversamento della città, baraccopoli, rivolta, finale sacrificale. </span></div> <div><span class="cf1">Il problema non è l’uso del turpiloquio. Il problema è la sua densità in alcuni punti. “Cazzo” e “merda” appartengono al progetto linguistico, certo, ma se diventano troppo prevedibili perdono potenza. Il titolo già marca il territorio. Di conseguenza, nel corpo del testo conveniva lasciarli dove servono davvero e tagliare quelli che fanno solo rumore.</span></div> <div><span class="cf1">Detto questo, se volete immergervi nel liquame, date una possibilità a questo testo.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">L’AUTORE:</strong></div> <div><span class="cf1">Traduttore e chitarrista. Silvio Ters guarda nell'abisso e racconta storie viscerali, crude, prive di filtri decorativi. <em>Come la merda</em> è la sua opera di fantascienza post-apocalittica pubblicata da Del Mostro.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Come la merda</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Silvio Ters</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Del Mostro</em></div> <div><em class="cf1">Anno: 7 marzo 2026</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 182</em></div> <div><em class="cf1">Dimensioni: 12.7 x 1.04 x 20.32 cm</em></div> <div><em class="cf1">Prezzo: 10,40 € - eBook 2,99 €</em></div> <div><em class="cf1">ISBN-13: 979-8251031447</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4mhyxZv" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4t1e3Xx" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink249f9ed63926dc374d1f9f13ea4bf3be = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/comelamerda-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 675,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink249f9ed63926dc374d1f9f13ea4bf3be, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/comelamerda-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="320" /></a></div></div><div><script> var showboxlink06e86f6a1fe9abe7f426a11c664bb451 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SilvioTers_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 200,'height': 200,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink06e86f6a1fe9abe7f426a11c664bb451, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/SilvioTers_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 May 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Avidemux l'editor video leggero]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002D9"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Open source e multi-piattaforma</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Il coltellino svizzero per il video editing veloce</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Se siete alla ricerca di un coltellino svizzero per il video editing che non pesi sul sistema e, soprattutto, che non costi un centesimo, <em>Avidemux</em> è probabilmente il primo nome della lista.</span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante un'interfaccia che sembra uscita direttamente dai primi anni 2000, questo software rimane un pilastro per chiunque abbia bisogno di fare operazioni chirurgiche sui file
video senza passare per i complessi flussi di lavoro di programmi come <em>Premiere</em> o <em>DaVinci Resolve</em>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><script> var showboxlinkfe619deeb23a2e1a8f10c06d445791b9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Avidemux-interfaccia_ver.webp','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Avidemux.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Avidemux.','width': 855,'height': 745,'description': 'L\'interfaccia grafica di Avidemux.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfe619deeb23a2e1a8f10c06d445791b9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Avidemux-interfaccia_ver.webp" alt="L&#39;interfaccia grafica di Avidemux." title="L&#39;interfaccia grafica di Avidemux." width="200" height="175" /></a></div>
<div><span class="cf1">L'interfaccia grafica di <em>Avidemux</em>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Avidemux</em> è un editor video open source e multi-piattaforma (Windows, macOS, Linux) progettato per compiti semplici
di taglio, filtraggio e codifica. La sua forza non risiede nella creatività o nel montaggio artistico, ma nell'efficienza tecnica.</span></div>
<div><span class="cf1">La funzione più amata di <em>Avidemux</em> è il "Copy Mode" (Smart Copy) ovvero la capacità di tagliare o unire video senza doverli ricodificare. Impostando "Video Output" e "Audio Output" su Copy, il software
salva il nuovo file mantenendo i flussi originali. L'operazione è istantanea (dipende solo dalla velocità del vostro disco) e non c'è alcuna perdita di qualità. È perfetto per rimuovere
la pubblicità da una registrazione TV o tagliare l'inizio e la fine di un video catturato dallo smartphone.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Se invece si decide di ricodificare il video, <em>Avidemux</em> offre una libreria di filtri molto solida tra cui: <em>Trasformazione:</em> ridimensionamento (resizing), ritaglio (cropping) e rotazione; <em>Colore:</em> correzione dei livelli, contrasto e saturazione; <em>Interlacciamento:</em> ottimi filtri di deinterlacciamento (fondamentali per vecchi video analogici o miniDV); <em>Sottotitoli:</em> possibilità di "bruciare" i sottotitoli (hardcode) direttamente nel flusso video.</span></div>
<div><span class="cf1">Per la gestione audio invece è possibile estrarre l'audio da un video, sostituire la traccia sonora esistente con una nuova, o applicare filtri come il <em>Gain</em> (per alzare il volume) o il <em>Resampling</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Per gli utenti avanzati poi, <em>Avidemux</em> supporta lo scripting tramite il linguaggio <em>TinyPy</em>, questo permette di automatizzare processi ripetitivi su grandi quantità di file (batch processing).</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">PRO</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1"><strong></strong>Leggerezza: si avvia in un secondo e consuma pochissime risorse.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong></strong>Formati: supporta quasi tutto (MP4, MKV, AVI, HEVC/H.265, ecc.).</span></li>
<li><span class="cf1"><strong></strong>No-Encoding: il taglio senza perdita è un salvavita.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong></strong>Totalmente gratis: nessuna filigrana (watermark) o limitazione.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">CONTRO</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1"><strong></strong>Interfaccia datata: non è intuitiva per chi è abituato ai moderni software di design.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong></strong>Niente timeline multi-traccia: non è possibile sovrapporre video o fare montaggi complessi.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong></strong>Instabilità: occasionalmente può crashare con formati molto particolari o file corrotti.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong></strong>Precisione del taglio: se non si taglia sui "Keyframes", il video può avere artefatti (se non ricodificato).</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Da tenere presente quindi che <em>Avidemux</em> non è un software per YouTuber che vogliono fare montaggi dinamici, transizioni spettacolari o color grading cinematografico. È invece lo strumento perfetto per archivisti che devono pulire e convertire
vecchi filmati di famiglia; per tecnici che hanno necessità di cambiare rapidamente il contenitore di un file (es. da MKV a MP4) o riparare un file con indice corrotto, o per utenti casuali che vogliono solo tagliare
un pezzo di video in 10 secondi senza studiare un manuale di 500 pagine.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In conclusione <em>Avidemux</em> potrà sembrare brutto a vedersi, ma rimane un software estremamente efficace. È quel
tipo di programma che si tiene installato in un angolo del PC e che, quando serve, vi risolve un problema in tre clic dove altri software più blasonati vi farebbero perdere mezz'ora tra importazione e rendering.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div>Scarica <em>Avidemux</em> dal sito ufficiale: <a href="https://avidemux.sourceforge.net/index.html" class="imCssLink">https://avidemux.sourceforge.net/index.html</a></div>
<div>Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink0dede442bd23ba5b2f2434527220df4b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Avidemux-home_ver.webp','alt': 'Il logo di Avidemux.','title': 'Il logo di Avidemux.','width': 620,'height': 584,'description': 'Il logo di Avidemux.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0dede442bd23ba5b2f2434527220df4b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Avidemux-home_ver.webp" alt="Il logo di Avidemux." title="Il logo di Avidemux." width="200" height="189" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:57:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[One Piece - Action game itinerante]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002D8"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Dopo il successo della prima edizione</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Ritorna in Italia in selezionati centri commerciali il tour dedicato a One Piece</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Dopo il successo della prima edizione del 2025 in Italia che ha visto la partecipazione di quasi 12.000 visitatori totali, ritorna in Italia il tour itinerante dedicato a <strong>One Piece</strong> organizzato da <em>Toei Animation Europe</em> con il coordinamento di <em>The Kom</em>, che lo scorso anno ha acquisito la licenza del tour e sale nuovamente a bordo di questa entusiasmante avventura. L’action
game itinerante sarà presente in selezionati centri commerciali che aderiscono all’iniziativa.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Una grande struttura gioco itinerante caratterizzata da quattro attrazioni tematizzate interattive ispirate ai personaggi iconici di <strong>One Piece</strong> - Nami, Ussop, Zoro e Sanji - coinvolgerà alcuni dei principali centri commerciali italiani: dopo la prima tappa nella città di Catania, il tour proseguirà
a Bari (Bariblu - dal 16 al 24 maggio), Pompei (Maximall Pompei - dal 13 al 21 giugno), Vicenza (Palladio - dal 27 giugno al 5 luglio) e molte altre città con lo scopo di intrattenere ed entusiasmare un vasto pubblico,
dalle famiglie ai fan dell’anime, con giochi, attività interattive e sfide. Ogni tappa animerà i centri commerciali per una 9 giorni di divertimento puro.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L’action game itinerante coinvolgerà bambini, ragazzi e adulti con attività interattive ispirate al mondo di <strong>One Piece</strong>. Il pubblico potrà immergersi nell’atmosfera dell’anime tanto amato in tutto il mondo e sarà allietato da divertimento assicurato.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">One Piece</strong></div>
<div><span class="cf1">One Piece è la serie anime adattata dall’omonimo manga creato da <strong>Eiichiro Oda</strong> nel 1997. Fin dal suo debutto, il manga di One Piece è diventato un fenomeno globale, con oltre 600 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Prodotta da
Toei Animation dal 1999, la serie dell’anime ha trasmesso ad oggi più di 1.150 episodi.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Toei Animation Europe</strong></div>
<div><span class="cf1">Con sede centrale a Tokyo e uffici commerciali a Los Angeles, Hong Kong e Parigi, Toei Animation è tra gli studi di produzione di animazione più prolifici al mondo. Le
sue attività includono lo sviluppo e la produzione di animazione, oltre a programmi di marketing e licensing a livello globale. Fondata nel 2004, Toei Animation Europe si occupa della distribuzione e dello sfruttamento
delle serie di Toei Animation in Europa, Africa e Medio Oriente. Tra le sue serie più famose: <em>Captain Harlock</em>, <em>Dragon Ball</em>, <em>Saint Seiya</em>, <em>Pretty Guardian Sailor Moon</em>, <em>Digimon</em> e <em>One Piece</em>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink094b9b3b3c4fdf14980b4c68eab91e6c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/one-piece-action-game-loc_ver.webp','alt': 'Il manifesto dell\\\'evento.','title': 'Il manifesto dell\\\'evento.','width': 366,'height': 558,'description': 'Il manifesto dell\'evento.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink094b9b3b3c4fdf14980b4c68eab91e6c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/one-piece-action-game-loc_ver.webp" alt="Il manifesto dell&#39;evento." title="Il manifesto dell&#39;evento." width="200" height="305" /></a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:02:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Yellow Letters di İlker Çatak]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002D7"><h1 class="imHeading1">Un film dal chiaro impianto teatrale</h1><h2 class="imHeading2">A base di dialoghi letterari, rapidi e concisi, con personaggi ben definiti</h2><div>






<div><strong>Yellow Letters (Germania, Turchia, Francia 2026)</strong></div>
<div><em>Regia: İlker Çatak. Soggetto e Sceneggiatura: İlker Çatak, Ayda Çatak, Enis Köstepen. Fotografia: Judith Kaufmann. Montaggio: Jesa Jäger. Musica: Marvin Miller. Produttore: Ingo Fliess. Case di Produzione: Arte Aut et Court, Liman Film, ZDF, If Productions. Distribuzione (Germania): Alamode Film. Durata: 128’. Paesi di Produzione: Germania, Turchia, Francia. Lingua
Originale: Turco. Interpreti: Özgü Namal (Derya Tufan), Tansu Biҫer (Aziz Tufan), Leyla Smyrna Cabas (Ezgi Tufan), İpek Bilgin (Güngör Tufan), Aydın Işık (Salih), Aziz Çapkurt (Baran), Yusuf Akgün (Fikret),
Uygar Tamer (Kadriye), Jale Arikan (Kübra), Seda Türkmen (Sema), Emre Bakar (Ismail Karacabaş), Elit Iscan (Cemre), Sultan Ulutaş Alopé (Rojda), Emine Meyrem (Gülin), İpek Seyalıoğlu
(Zeynep). Titolo Originale Tedesco: Gelbe Briefe.</em></div>
<div><br></div><div>Attenzione: contiene spoiler</div></div><div><br></div><div>






<div><em>Yellow Letters</em> è un coinvolgente dramma sociopolitico che racconta la storia di Derya e Aziz, una coppia di artisti
teatrali turchi che restano disoccupati a causa delle persecuzioni politiche. Derya viene licenziata dal teatro statale e Aziz perde la cattedra universitaria, entrambi si trovano senza lavoro e sono costretti a vivere con
l’aiuto del fratello di Derya e della madre di Aziz. Berlino come se fosse Ankara, Amburgo come se fosse Istanbul, il regista scopre le sue carte e rende credibile una vicenda che la Turchia di Erdogan non avrebbe permesso
di girare in patria. La sceneggiatura mette in evidenza la difficoltà di essere intellettuali impegnati sotto un regime pseudo dittatoriale, mascherato da democrazia, come la Turchia di Erdogan. La persecuzione di regime
sfocia nella crisi di coppia, aggravata dalla gestione di un’adolescente in preda alle prime ribellioni e alle diverse scelte che i due artisti compiono. Aziz vuol continuare a fare teatro underground, politico e di
protesta, mentre Derya preferisce scendere a patti con il potere pur di essere indipendente, quindi accetta un ruolo televisivo in una fiction di successo. Da notare che la commedia teatrale che Aziz porta in scena è
intitolata come il film - <em>Le lettere gialle</em> - e rappresenta i licenziamenti di regime (comunicati con missive di tale colore), la persecuzione verso chi viene allontanato
dai posti di lavoro per opportunità politica. Un film dal chiaro impianto teatrale, sceneggiato benissimo, a base di dialoghi letterari, rapidi e concisi, con personaggi ben definiti, così veri che il pubblico
si immedesima nelle disavventure e prende parte per l’uno o per l’altro protagonista, a seconda delle situazioni. Il regista non vuole spiegare niente allo spettatore, pone solo delle domande e presenta una situazione
complessa, causata da un regime liberticida che non ammette neppure il diritto di difesa processuale. Persino i litigi di coppia, in casa o dentro un’auto, sono molto credibili, realizzati con un verismo assoluto, nei
minimi particolari. Stupendo il finale, con Aziz che osserva il cielo azzurro ancora solcato da nuvole chiare, dopo aver portato in scena il suo spettacolo, proprio con la conclusione che avrebbe voluto la moglie, ma con lui
attore protagonista. Montaggio rapido e convulso, ben gestito per confezionare 128’ di pellicola godibile e senza segnali di stanchezza; movimenti di macchina che passano da inquietanti soggettive e intensi primi piani
fino a suggestive panoramiche cittadine; fotografia cupa e notturna; musica sinfonica angosciante. Un film da recuperare che abbiamo visto grazie al Cinema Stella di Grosseto, sala benemerita della Maremma che - nonostante
i tempi tristi che viviamo - continua a proporre un invidiabile cartellone d’autore.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc63bf908da1ac7d7ec6b6bc6173ddceb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Yellow-Letters-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 588,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc63bf908da1ac7d7ec6b6bc6173ddceb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Yellow-Letters-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="280" /></a></div><div><script> var showboxlinkb91bb166b8163e2a383ecfb54748370f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Yellow-Letters-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1440,'height': 810,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb91bb166b8163e2a383ecfb54748370f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Yellow-Letters-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=H7xL5HJqnQ4">https://www.youtube.com/watch?v=H7xL5HJqnQ4</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 May 2026 08:27:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ZomBeast di Alda Teodorani]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002D6"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Una sequenza di quadri orrorifici</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che ribalta la prospettiva umanistica della categoria zombie</span></h2><div>






<div><em class="cf1">[…] Era un fottuto codardo. Lo era sempre stato, fin da bambino.</em></div>
<div><em class="cf1">Semplicemente, aveva paura di tutto. Così si aggregava. Aveva paura dei bulli a scuola, e divenne il peggior bullo di tutti. Aveva paura dei ladruncoli di quartiere,
così li aiutò a svaligiare la drogheria del padre. Aveva paura degli spacciatori che gironzolavano al parco giochi del suo paese e così partì il primo buco. Aveva paura della sofferenza, e lasciò
sua moglie appena seppe che aveva il cancro. […]</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>ZomBeast</em> di <strong>Alda Teodorani</strong>, edito da Delos Digital, collocato al numero 101 della collana <em>The Tube Exposed</em> curata da <strong>Diego Matteucci</strong>. Presenta una prefazione di <strong>Francesco Cortonesi</strong>, particolarmente apprezzata la riflessione sull’horror come strumento etico.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>ZomBeast</em> è un racconto lungo, o meglio una sequenza di quadri orrorifici, costruito come pamphlet antispecista
in forma pulp splatter e grottesca. Il concept è chiarissimo: gli animali divorati, sfruttati, cacciati o trasformati in merce tornano attraverso il corpo umano, lo usano come incubatrice, lo squarciano e si riprendono,
letteralmente, la scena.</span></div>
<div><span class="cf1">Il testo non cerca ambiguità morale e nemmeno vuole sedurre con il dubbio, ha il semplice scopo di accusare.</span></div>
<div><span class="cf1">Punta il dito, affonda, sporca, punisce.</span></div>
<div><span class="cf1">In questo senso ha una natura quasi medievale da contrappasso: il codardo finto vegano, il capo sfruttatore, l’arrampicatrice predatoria, il dentista sadico, il cacciatore
militarizzato, il camionista violento. Ognuno riceve una morte coerente con il proprio peccato.</span></div>
<div><span class="cf1">Funziona molto bene come manifesto narrativo di vendetta animale. Funziona meno quando la tesi precede troppo la scena e i personaggi diventano bersagli più che creature
narrative. Ma questo è anche il patto del libro: non psicologia sottile, bensì carne, colpa e ritorsione biologica.</span></div>
<div><span class="cf1">La scorrevolezza è alta. Il testo si legge rapidamente, anche perché è composto da episodi brevi, autonomi, riconoscibili.</span></div>
<div><span class="cf1">Il punto migliore del testo è il ribaltamento. Di solito nello zombie horror l’essere umano teme di essere mangiato. Qui l’essere umano viene distrutto da ciò
che ha mangiato. È una bella inversione, anche molto fisica. Il corpo non è più padrone ma allevamento, utero, macello, tana. La carne umana diventa restituzione della carne animale.</span></div>
<div><span class="cf1">In conclusione, <em>ZomBeast</em> ribalta la prospettiva umanistica della categoria zombie e la trascina verso uno sguardo zoocentrico
e antispecista, dove la carne divorata torna a reclamare il conto.</span></div>
<div><span class="cf1">Una necrofauna vendicativa che trasforma il corpo umano: evoluzione o degenerazione finale?</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div>
<div><span class="cf1">Alda Teodorani (Lugo di Romagna 1968) è definita “Regina dell’horror italiano”. Ha tradotto numerosi saggi, racconti e romanzi e lavora come editor. Ha
pubblicato diversi racconti e romanzi per varie case editrici tra le quali figurano Stampa Alternativa, Rizzoli, Einaudi, Mondadori, Fahrenheit, Profondo Rosso. Tra i suoi romanzi ricordiamo <em>Le radici del male</em>, <em>Belve</em>, <em>La signora delle torture</em>, <em>Snake. Il vampiro della città morta</em>, e il pamphlet <em>Uomini senza</em>. I suoi lavori sono stati tradotti in inglese, spagnolo e francese. Scrive anche libri di saggistica new age con lo pseudonimo di Elena Bortolini. Dai suoi racconti
sono stati tratti film e fumetti.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">ZomBeast</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Alda Teodorani</em></div>
<div><em class="cf1">Curatore: Diego Matteucci</em></div>
<div><em class="cf1">Prefazione: Francesco Cortonesi</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: The Tube Exposed</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 21 aprile 2026</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 65</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8825436839</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 1,99 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4wto4in" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkc732fc2e89e9ae6c489ae3d877a36d2f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/zombeast-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 770,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc732fc2e89e9ae6c489ae3d877a36d2f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/zombeast-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a></div><div><script> var showboxlink3d27192067a3b1d4e659ee974820fd9d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Alda-Teodorani_aut.webp','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 251,'height': 250,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3d27192067a3b1d4e659ee974820fd9d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Alda-Teodorani_aut.webp" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 May 2026 06:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La donna vampiro]]></title>
			<author><![CDATA[E.T.A. Hoffmann]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002D5"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il cuore gli batteva forte</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Nel chiarore della luna, apparve un cerchio di figure spettrali</span></h2><div>






<div><span class="cf1">E Cipriano cominciò: Il conte Ippolito era rientrato da un lungo viaggio per prendere possesso della grossa eredità del padre, morto recentemente. Il castello avito
sorgeva in una delle regioni più belle e più piacevoli e le entrate del patrimonio erano tali, da consentire al conte i più costosi miglioramenti. Tutto quello che aveva colpito il suo gusto e gli era
particolarmente piaciuto, nel corso del suo viaggio, specie in Inghilterra, gli sarebbe ora riapparso sotto gli occhi. A un suo cenno comparvero al castello operai e artisti specializzati e di lì a poco ne fu intrapresa
la ricostruzione: si prese a tracciare, nello stile più incantevole, un ampio parco e nella sua cinta furono racchiuse la chiesa, il cimitero e la parrocchia, che sarebbero così apparsi come parte di quella foresta
artificiale. Il conte stesso dirigeva i lavori da buon intenditore, dedicandosi anima e corpo a questa occupazione; ed era già trascorso un anno senza che gli fosse mai passato per la mente di seguire i consigli di
uno zio, che abitava nella capitale, il quale lo invitava a fare la sua comparsa fra le ragazze per scegliersi la più bella, la più nobile, la migliore di tutte.</span></div>
<div><span class="cf1">Una mattina se ne stava appunto al tavolo da disegno, intento a tracciare la pianta di un nuovo edificio, quando gli fu annunziata una vecchia baronessa, lontana cugina di suo padre.</span></div>
<div><span class="cf1">Il conte, udito quel nome, si ricordò subito che suo padre aveva sempre parlato di questa vecchia con la più profonda indignazione, addirittura con ripugnanza, e si
era fatta ogni volta premura di mettere in guardia chi volesse avvicinarla, e di consigliargli di tenersene lontano, senza però addurre mai il motivo del pericolo. Se qualcuno si azzardava di chiedere al conte delle
spiegazioni, soleva rispondere che c’erano certe cose di cui era meglio tacere che parlare. Questo però era certo, che alla capitale correvano voci di uno strano inaudito processo criminale, in cui la baronessa
sarebbe stata coinvolta: per tutto questo si era separata dal marito, aveva dovuto abbandonare la sua lontana residenza natale, e solo al favore del principe si doveva se tutto era stato poi messo a tacere.</span></div>
<div><span class="cf1">Perciò Ippolito si sentì spiacevolmente impressionato all’idea di dover accostare una persona, che suo padre aveva così detestata, anche se lui non ne
conosceva i motivi. Ma i doveri d’ospitalità, cui non ci si può sottrarre, specie in campagna, gl’imponevano ora di ricevere quella visita molesta.</span></div>
<div><span class="cf1">Pur non avendo niente di particolarmente brutto, nessuna persona aveva mai fatto sul conte un’impressione così ripugnante come la baronessa. Quando il conte entrò
in sala, ella lo trapassò con un’occhiata di fuoco, per abbassare poi subito gli occhi e scusarsi della sua visita con espressioni quasi umili. Si dolse che il padre del conte, prevenuto da strani pregiudizi,
che persone a lei nemiche avevano saputo malignamente insinuargli, l’avesse odiata a morte e non avesse mai voluto porgerle un minimo aiuto, pur sapendo che languiva nella più dura miseria, di cui tanto si vergognava
dato il suo rango. Alla fine, era venuta inaspettatamente in possesso di una piccola somma di denaro, e così le era stato possibile lasciare la capitale e cercare rifugio in una lontana cittadina di provincia. Durante
questo viaggio, non aveva potuto resistere al desiderio di vedere il figlio di un uomo che aveva stimato moltissimo, ad onta di quel suo ingiusto odio verso di lei.</span></div>
<div><span class="cf1">Il tono con cui la baronessa parlava, era il tono commosso della verità, e il conte se ne sentì tanto più toccato, quando, voltando gli occhi da quel viso così
strano, rimase come incantato alla vista di una creatura piena di grazia e di soavità, che era insieme alla baronessa.</span></div>
<div><span class="cf1">La baronessa tacque e parve che il conte non avesse nemmeno notato il suo silenzio. Ella lo pregò allora di perdonare l’imbarazzo che l’aveva colta all’entrare
in quella casa, per cui non gli aveva presentato subito, appena entrata, sua figlia Aurelia.</span></div>
<div><span class="cf1">Il conte riacquistò la parola e, rosso fino agli occhi e confuso come un ragazzo innamorato, pregò la baronessa di concedergli di riparare a quella che poteva esser
stata una colpa di suo padre, dovuta certo a malintesi, e di accettare per il momento ospitalità nel suo castello.</span></div>
<div><span class="cf1">A conferma del suo buon volere prese la mano della baronessa, ma nello stesso istante gli si fermò la parola, gli si fermò il respiro e dei brividi gelati raggiunsero
il suo più intimo. Gli parve che la sua mano fosse come attanagliata da dita irrigidite nella morte e la grande figura ossuta della baronessa, che lo fissava con occhi senza vita, gli fece l’effetto di un cadavere
agghindato di vesti multicolori.</span></div>
<div><span class="cf1">- Oh, mio Dio, che disdetta, proprio in questo momento! - esclamò Aurelia e con voce dolce che arrivava al cuore si dolse che, proprio in quel momento, la sua povera mamma
fosse stata colta da una delle sue convulsioni: di solito, però, era roba che passava in poco tempo, senza che ci fosse bisogno di ricorrere a nessun rimedio.</span></div>
<div><span class="cf1">Il conte riuscì a fatica a svincolarsi dalle mani della baronessa e quando ebbe presa tra le sue la mano di Aurelia e se la fu portata alle labbra, solo allora gli ritornò
tutto il fuoco della vita e tutta la gioia dell’amore.</span></div>
<div><span class="cf1">Arrivato quasi alla maturità, il conte sentiva ora per la prima volta, in tutta la sua pienezza, la forza della passione, tanto meno, perciò, poteva nascondere i suoi
sentimenti, e l’infantile amabilità con cui vedeva Aurelia contraccambiarlo accese in lui le più dolci speranze.</span></div>
<div><span class="cf1">Erano passati pochi minuti e già la baronessa si era riavuta del suo irrigidimento e, inconscia dell’accaduto, dava assicurazione al conte di quanto si sentiva onorata
dell’offerta di passare qualche tempo al castello, e che tutti i torti ricevuti dal padre erano ora in una volta dimenticati.</span></div>
<div><span class="cf1">Così, tutto a un tratto, la vita del conte cambiò: egli doveva credere che fosse stato uno speciale favore del destino a portargli l’unica di tutto il mondo
che, divenuta sua sposa adorata, avrebbe potuto assicurargli la felicità più alta della vita terrena.</span></div>
<div><span class="cf1">Il comportamento della vecchia baronessa rimase inalterato: era silenziosa, seria, chiusa in sé e, ogni volta che si dava l’occasione, dava prova di mitezza d’animo
e di un cuore aperto a ogni ingenuo piacere.</span></div>
<div><span class="cf1">Il conte si era intanto abituato a quel suo volto strano, che era in realtà di un pallore di morte, e a quella sua figura spettrale, e ascriveva tutto questo a quel suo stato
morboso e a una certa tendenza a tetre fantasticherie; poiché aveva saputo dai suoi servitori che spesso, di notte, la baronessa faceva passeggiate per il parco, in direzione del cimitero. Ora egli si doleva di essersi
lasciato convincere dai pregiudizi del padre; e così anche gli avvertimenti pressanti del vecchio zio, perché vincesse il sentimento da cui era stato preso e troncasse rapporti che, o presto o tardi, sarebbero
stati la sua rovina, mancarono interamente del loro effetto.</span></div>
<div><span class="cf1">Convinto nel modo più assoluto dell'amore di Aurelia, ne chiese la mano e ci si può immaginare con che gioia questa richiesta fu accolta dalla baronessa, che si
vedeva strappata all'indigenza e accolta nel grembo della felicità.</span></div>
<div><span class="cf1">Dal volto di Aurelia scomparve il pallore e quell'espressione tutta particolare che era indice di una sconsolata pena interiore, e la felicità dell'amore, trasparendo
dai suoi occhi, cominciò a rifulgerle sulle guance con colori di rosa.</span></div>
<div><span class="cf1">Alla mattina delle nozze, un contrattempo impressionante mandò in fumo tutti i piani del conte.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel parco, non lontano dal cimitero, fu trovata riversa al suolo, esanime, la vecchia baronessa, col volto verso terra. La stavano appunto trasportando al castello, proprio mentre
il conte, alzatosi da poco, guardava fuori dalla finestra, nell'estasi della felicità raggiunta. Credette che la baronessa fosse stata colta da uno dei suoi soliti attacchi, ma tutti i mezzi per richiamarla in vita
riuscirono vani: ormai ella era morta.</span></div>
<div><span class="cf1">Aurelia, anziché abbandonarsi all'effusione di un vivo dolore, rimase ammutolita, senza lacrime, quasi paralizzata nella parte più intima del suo essere.</span></div>
<div><span class="cf1">Il conte ebbe paura per l'amata, e solo con cautela azzardò di richiamarla alla sua condizione di figlia completamente abbandonata, per cui era necessario passare sopra
alle convenienze e fare quello che era più opportuno, affrettando il più possibile il giorno delle nozze, ad onta della morte della madre.</span></div>
<div><span class="cf1">Aurelia cadde allora nelle braccia del conte e mentre dagli occhi le sgorgava un torrente di lacrime, esclamò:</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì, sì, ti prego, in nome di tutti i Santi! Per la mia salvezza. Si, si!</span></div>
<div><span class="cf1">Il conte attribuì queste esplosioni di intima commozione all'amaro pensiero ch'ella doveva sentirsi veramente abbandonata, senza casa e senza saper dove andare, ora
che le regole della convenienza le impedivano di restare al castello.</span></div>
<div><span class="cf1">Il conte si affrettò subito a far venire al castello una vecchia e dignitosa matrona, in funzione di dama di compagnia di Aurelia, e di lì a poche settimane venne
di nuovo il giorno delle nozze, che non fu interrotto da altri tristi contrattempi, ma spuntò per coronare la felicità di Ippolito e di Aurelia.</span></div>
<div><span class="cf1">Durante questo periodo di attesa, Aurelia aveva dato l'impressione di essere sempre in uno stato di grande tensione. Pareva perseguitata senza posa, non dal dolore per la morte
della madre, ma da un'intima ansia che l'opprimeva mortalmente. In mezzo alle più dolci effusioni d'amore, trasaliva ad un tratto e, come presa da un subito terrore, pallida come una morta, piangente, si
stringeva fra le braccia del conte, come se volesse sentirsi salda a qualcosa, e sfuggire a un'invisibile forza nemica, che voleva trascinarla alla rovina, e gridava: « No! No! Mai più, mai più! ».</span></div>
<div><span class="cf1">Solo dopo le nozze parve che quello stato di esaltazione si calmasse e che quell'ansia terribile l'avesse finalmente abbandonata.</span></div>
<div><span class="cf1">Era naturale che il conte, sin che la vide in quello stato angoscioso, non volesse, col presagio di qualche pauroso segreto, turbare l'animo di Aurelia, e ritenesse indelicato
di farle domande; perciò mantenne il silenzio.</span></div>
<div><span class="cf1">Ma come la vide rimessa, azzardò garbatamente di domandarle qual fosse mai stata la causa di quel suo strano stato d'animo.</span></div>
<div><span class="cf1">Aurelia gli confidò che era per lei un sollievo potergli ora aprire il suo cuore.</span></div>
<div><span class="cf1">Il conte non fu poco sorpreso quando venne a sapere che solo le losche mene della madre avevano riversato su di lei quell'angoscia struggente, capace di sconvolgerla tutta.</span></div>
<div><span class="cf1">- Esiste qualcosa di più tremendo che odiare la propria madre, averne addirittura orrore? - chiese Aurelia.</span></div>
<div><span class="cf1">Allora, né il padre, né lo zio erano state vittime di falsi pregiudizi e la baronessa era riuscita, con ponderata simulazione, a prendersi gioco di lui! Quindi il
conte non poteva ascrivere che a un caso fortunato per la sua pace, che la perfida madre fosse morta nel giorno delle nozze. Né si dette cura di dissimularlo, ma Aurelia gli confessò che proprio alla morte della
madre si era sentita assalire dal tetro e pauroso presentimento, che non le sarebbe mai riuscito di dominare l'ansia paurosa che l'invadeva, e che la morta sarebbe risorta dalla tomba per strapparla dalle braccia dello
sposo e precipitarla nel baratro.</span></div>
<div><span class="cf1">Aurelia si ricordava molto oscuramente (era lei a raccontarlo) che una mattina della sua prima giovinezza, appena destata, aveva sentito in casa un gran trambusto. Porte che sbattevano,
voci di sconosciuti che urlavano alla rinfusa. Alla fine, ritornato il silenzio, la sua bambinaia l'aveva presa tra le braccia e l'aveva portata in una grande stanza, dove c'erano parecchie persone e in mezzo,
su una tavola lunga, disteso un uomo, che spesso aveva giocato con Aurelia, l'aveva colmata di dolci e che lei chiamava papà. Ella aveva teso le mani verso di lui e avrebbe voluto baciarlo. Ma quelle labbra, una
volta calde, erano ora gelide e Aurelia, senza nemmeno sapere perché, era scoppiata in lacrime. La bambinaia la portò in casa di estranei ove trascorse un lungo periodo, fin che un giorno comparve una signora
che la portò via con sé in carrozza. Era sua madre, che di lì a poco si trasferì con Aurelia nella capitale.</span></div>
<div><span class="cf1">Aurelia aveva circa sedici anni, quando in casa fece la sua comparsa un uomo che la baronessa accolse con giubilo e intimità, come un vecchio conoscente. Le sue visite si
fecero sempre più frequenti e in breve il tenore di vita della baronessa cambiò notevolmente. Invece di abitare, come sino allora, in una soffitta e contentarsi di povere vesti e di un cattivo nutrimento, si
trasferì in un bell'appartamento, nella zona più elegante della città, si procurò vestiti di lusso, mangiava e beveva in compagnia dello straniero che ogni giorno era suo ospite, e frequentava
tutti i divertimenti che offriva la capitale.</span></div>
<div><span class="cf1">Questo migliorato tenore di vita della madre, dovuto sicuramente allo straniero, non influì per niente sulla vita di Aurelia. Ella se ne rimaneva chiusa nella sua stanza,
e continuava ad andare in giro coi miseri vestiti di prima, mentre la baronessa correva con l'amico a tutti i divertimenti.</span></div>
<div><span class="cf1">Lo straniero, che doveva essere sulla quarantina, aveva, ciò nonostante, un aspetto fresco e giovanile: era alto di statura e del suo volto si poteva dire che non era privo
di una certa bellezza virile.</span></div>
<div><span class="cf1">Eppure Aurelia lo trovava ripugnante perché, ad onta dei suoi sforzi di assumere un contegno di persona distinta, tutto il suo modo di fare aveva qualcosa di goffo, di volgare,
di plebeo.</span></div>
<div><span class="cf1">Gli sguardi con cui prese a seguire Aurelia, la riempirono di un sinistro orrore, quasi di ribrezzo, di cui lei stessa non sapeva spiegarsi la causa.</span></div>
<div><span class="cf1">La baronessa non aveva creduto sino allora opportuno di dire ad Aurelia una sola parola sul conto dello straniero, sin che un giorno gliene rivelò il nome, aggiungendo che
il barone era straniero ed era un lontano parente. Ne lodò la figura, vantò i suoi meriti e concluse domandando ad Aurelia se le piacesse.</span></div>
<div><span class="cf1">Aurelia non nascose l'intima ripugnanza che nutriva verso lo straniero, ma la baronessa la fulminò con uno sguardo che le incusse un profondo spavento e concluse dicendole
che era davvero una grande sciocca.</span></div>
<div><span class="cf1">Di lì a poco, la baronessa cominciò a trattare Aurelia con maggiore amabilità di quanto prima non ne avesse usata nei suoi confronti. Aurelia ebbe bei vestiti,
gingilli di moda, e la si fece prender parte a divertimenti pubblici. Lo straniero faceva di tutto per accaparrarsi il suo favore, ma in un modo che le accresceva sempre più le antipatie.</span></div>
<div><span class="cf1">Inoltre la sua tenera sensibilità di fanciulla fu mortalmente ferita il giorno che il caso la fece testimone, non vista, della perversità dello straniero e della corruzione
della madre.</span></div>
<div><span class="cf1">Una sera lo straniero, ritornato a casa in uno stato di semiubriachezza, la strinse fre le sue braccia in un modo che non lasciava dubbi sulle sue folli intenzioni: la disperazione
le dette una tale forza virile da riuscire a respingerlo e a farlo cadere riverso all'indietro; rialzatosi, fuggì e andò a chiudersi nella sua camera.</span></div>
<div><span class="cf1">Dopo di che, la baronessa dichiarò ad Aurelia, in tono freddo e deciso, che siccome era il barone che mandava avanti la casa ed essa non si sentiva voglia di ritornare all'antica
miseria, pensasse di smettere di fare la smorfiosa, perché questo non avrebbe servito a niente. Aurelia doveva sottomettersi al volere del barone, che aveva altrimenti minacciato di abbandonarle.</span></div>
<div><span class="cf1">Senza badare alle suppliche della figlia e alle sue calde lacrime, la vecchia, tra mezzo a risate sarcastiche, si mise parlare di una vita in cui le si sarebbero dischiusi tutti
i piaceri: ma in modo così perverso che suonava scherno a ogni senso morale, per cui Aurelia ne rimase terrorizzata. Si vide perduta e la fuga le apparve come l'unico mezzo di salvezza.</span></div>
<div><span class="cf1">Procuratasi le chiavi di casa, impaccò le poche cose che possedeva e dopo mezzanotte, credendo la madre immersa nel sonno più fondo, quatta quatta scivolò via,
attraverso l’anticamera debolmente illuminata. In punta di piedi, stava già per uscire di casa, quando una porta si spalancò con fragore e per le scale si sentì un gran chiasso. Ed ecco comparire
la baronessa avvolta in una sudicia vestaglia, con le braccia e il petto scoperti, i capelli bianchi sciolti e svolazzanti, e precipitarsi nell’anticamera ai piedi di Aurelia. Dietro di lei lo straniero, che con voce
gracidante urlava: - Aspetta, aspetta, strega dell’inferno, satana diabolico, penserò io a farti ingoiare il tuo banchetto nuziale, - e trascinandola per i capelli in mezzo alla stanza, prese a percuoterla crudelmente
con un grosso randello che portava con sé.</span></div>
<div><span class="cf1">La baronessa si mise a urlare e Aurelia quasi priva di sensi chiamò aiuto dalla finestra aperta.</span></div>
<div><span class="cf1">Si dette il caso che proprio in quel momento passasse lì sotto una pattuglia di polizia armata, che si affrettò a entrare in casa.</span></div>
<div><span class="cf1">- Acciuffatelo! Acciuffatelo! Non ve lo fate scappare! Guardate la sua schiena e basta! E…. - gridò la baronessa torcendosi dallo spasimo e dalla rabbia.</span></div>
<div><span class="cf1">Ma non appena ebbe pronunziato quel nome, il sergente capo della pattuglia gridò: - Oh, oh, finalmente ti abbiamo preso, Uranio! - e legato stretto lo straniero, lo trascinarono
via, per quanto egli tentasse di svincolarsi.</span></div>
<div><span class="cf1">Ad onta di tutta questa scena, la baronessa aveva capito quali erano state le intenzioni di Aurelia. Si limitò ora a prenderla per un braccio con alquanto mal garbo e a scaraventarla
in camera sua, chiudendovela a chiave senza dirle parola.</span></div>
<div><span class="cf1">Il giorno di poi la baronessa uscì e rientrò molto tardi: mentre Aurelia, rinchiusa nella sua camera come in una prigione, non vide né senti alcuno per tutta
la giornata e non le fu portato né da mangiare, né da bere.</span></div>
<div><span class="cf1">Passarono così parecchi giorni. La baronessa la guardava con occhi sprizzanti ira: pareva lottasse per prendere una decisione, fin che una sera, che aveva ricevuto alcune
lettere, il cui contenuto parve l’avesse rallegrata, le disse: - Tu sei una pazza e hai la colpa di tutto; ma ormai tutto è a posto e ti auguro perfino che la tremenda punizione, che lo spirito maligno ti aveva
riservato, non ti abbia a raggiungere. - Così disse la baronessa ad Aurelia e tornò a essere con lei più amabile.</span></div>
<div><span class="cf1">Da parte sua Aurelia non pensava più alla fuga, ora che l'individuo mostruoso si era allontanato. Passò del tempo e un giorno che se ne stava sola in camera sua,
avvertì per strada un gran fracasso. La cameriera si precipitò da lei per informarla che stavano trascinando lì sotto il figlio del boia, che doveva essere marchiato col fuoco per assassinio e aggressione
e poi condotto in prigione e che durante il tragitto era scappato ai suoi guardiani.</span></div>
<div><span class="cf1">Aurelia, colpita da un pauroso presentimento, si avvicinò vacillante alla finestra: non si era ingannata: l'individuo che trascinavano sotto le sue finestre, era proprio
lo straniero, circondato da un gran numero di guardie e legato ben saldamente al carrozzone. Lo stavano appunto riportando indietro per sottoporlo alla sua pena. Mezzo svenuta, Aurelia si lasciò andare sulla poltrona,
colpita dallo sguardo feroce del malandrino che, coi pugni alzati in gesto di minaccia, aveva guardato su verso la finestra.</span></div>
<div><span class="cf1">La baronessa intanto continuava a stare molto fuori di casa, lasciando sempre sola Aurelia, la quale trascorreva così una vita ben triste, ripensando alla sua sorte e a quello
che l'avrebbe potuta colpire inaspettatamente. Da una cameriera, che era entrata in casa dopo quel triste episodio notturno, e che aveva sicuramente sentito parlare dei rapporti intimi della baronessa con quel furfante,
ella venne così a sapere che, in città, tutti compiangevano molto la madre, che in modo così crudele era stata messa in mezzo da un assassino tanto volgare.</span></div>
<div><span class="cf1">Aurelia sapeva bene che le cose stavano in tutt'altro modo, e le pareva impossibile che per lo meno gli agenti di polizia (che quella sera avevano acciuffato l'individuo
in casa della baronessa, quando questa aveva accennato al marchio sulla schiena, come indice certo dell'assassino) non si fossero persuasi della natura dei rapporti della baronessa col figlio del boia. A questo proposito
anche la cameriera si esprimeva talora in modo alquanto equivoco. Chi la pensava in un modo e chi in un altro; e si pretendeva conoscere le severe indagini del tribunale, che avrebbe minacciato di arresto persino la signora
baronessa, perché si diceva che quel folle figlio del boia aveva raccontato cose piuttosto strane sul suo conto.</span></div>
<div><span class="cf1">La povera Aurelia fu costretta ancora una volta a riconoscere la depravata insensibilità della madre, che aveva potuto osare di trattenersi ancora nella capitale, dopo l'episodio
tremendo di quella notte. Alla fine però parve costretta a lasciare il luogo dove si sentiva perseguitata da ignominiosi sospetti, fin troppo giustificati, per fuggire in una località lontana.</span></div>
<div><span class="cf1">Fu a metà di questo viaggio che ella si era presentata al castello del conte e qui successe quel che è narrato in questo racconto.</span></div>
<div><span class="cf1">Libera di ogni preoccupazione, Aurelia cominciò da allora a sentirsi veramente felice, ma quale fu il suo profondo terrore quando, traboccante di questa felicità,
parlò un giorno alla madre della provvidenza del ciclo, e la madre cogli occhi pieni di fiamme diaboliche, con voce gracidante, si mise a urlare: - Creatura scellerata e perversa, tu sei la mia rovina! Ma se in mezzo
alla felicità che sogni, dovesse colpirmi una morte improvvisa, la vendetta ricadrà su di te. Nella convulsione che mi assale, e di cui è colpa la tua nascita, si cela la perfidia di Satana...</span></div>
<div><span class="cf1">A questo punto Aurelia si tacque per gettarsi al collo del conte, supplicandolo di permetterle di tacere quello che ancora aveva detto la baronessa nella sua selvaggia follia. Se
ora ripensava alla tremenda minaccia, che varcava il limite delle cose più mostruose, lanciatale contro dalla madre invasata dalle forze maligne, Aurelia si sentiva il cuore spezzato.</span></div>
<div><span class="cf1">Il conte consolò come poté la sposa, ma lui stesso si sentiva scosso da freddi brividi di morte. E anche quando ebbe riconquistata la calma dovette confessare a sé
stesso che il profondo ribrezzo ispiratogli dalla baronessa gettava, anche dopo la sua morte, un'ombra nera sulla sua vita, che per un certo momento gli era parsa luminosa come il sole.</span></div>
<div><span class="cf1">Passò qualche tempo e Aurelia cominciò visibilmente a cambiarsi. Mentre un pallore mortale nel viso e l'occhio spento potevano essere indici di un malessere fisico,
il suo modo di fare sconvolto, incostante, ritroso, pareva includere un nuovo segreto che la turbava. Sfuggiva persino il marito, correva a rinchiudersi nella sua stanza, cercava gli angoli più solitari del parco e
quando compariva, gli occhi che avevano pianto, i tratti del volto distrutti, palesavano una qualche pena tremenda che la martoriava. Il conte tentò invano di indagare l'origine di questo male e dalla completa disperazione
in cui era caduto, poté liberarlo solo il sospetto di un celebre medico, che la grande eccitabilità della contessa poteva probabilmente ascriversi a fenomeni di una gravidanza, che sarebbe venuta a coronare la
felicità del loro matrimonio.</span></div>
<div><span class="cf1">Un giorno che il dottore sedeva a tavola con il conte e la contessa, si permise ogni sorta di allusioni alle condizioni della contessa da lui supposte. Ella pareva ascoltare come
assente, ma d'un tratto si fece attenta; il dottore aveva appunto preso a parlare delle strane voglie che vengono alle donne in quello stato, alle quali esse non si devono opporre, se non vogliono nuocere alla loro salute
e causare effetti dannosi sul bambino.</span></div>
<div><span class="cf1">La contessa assediò il medico di domande e questi non si stancò di riferire i casi più strani e più spassosi della sua esperienza medica.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non mancano però esempi di aberrazione, che inducono le donne alle cose più mostruose. C'è stata una volta la moglie di un fabbro, che aveva una voglia
irresistibile della carne di suo marito; e non se ne dette pace, fin che un giorno, che il marito era rincasato ubriaco, lo colpi all'improvviso con un coltello e lo dilaniò così barbaramente, che di lì
a poco il povero uomo morì.</span></div>
<div><span class="cf1">Il medico aveva appena finito di pronunziare queste parole, che la contessa cadde riversa sulla poltrona e a fatica poterono salvarla dagli attacchi nervosi che l'avevano colpita.</span></div>
<div><span class="cf1">Il medico capì di aver agito incautamente nel citare un fatto così inaudito, in presenza della contessa tanto debole di nervi. Parve però che quella crisi avesse
agito beneficamente sul suo stato poiché, da quel giorno, diventò più calma, sebbene di lì a poco uno strano irrigidimento, un torvo fuoco degli occhi, e un sempre crescente pallore fossero sopravvenuti
a tormentare il conte con dubbi penosi sullo stato della moglie. La cosa più inspiegabile di tutte era che non toccava cibo, e dimostrava anzi un'invincibile avversione per ogni vivanda, specie se era carne, tanto
che si alzava ogni volta da tavola coi segni più evidenti di ribrezzo. L'aiuto del medico non valse a nulla e nemmeno le più amorose insistenze del conte, e niente al mondo poté indurla a prendere
una goccia sola di medicina.</span></div>
<div><span class="cf1">Come però passavano settimane, passavano mesi, senza che la contessa portasse alla bocca un solo boccone, rimaneva un segreto inspiegabile come potesse sostentarsi: il medico
perciò concluse che ci doveva essere in gioco qualcosa, che esulava dal campo della scienza umana.</span></div>
<div><span class="cf1">Sotto un pretesto, egli lasciò il castello: ma al conte non poté sfuggire che lo stato della contessa doveva essere sembrato, a quel medico di lunga esperienza, qualcosa
di troppo misterioso, di troppo sinistro, per accettare di trattenersi più a lungo ed essere testimone di una inspiegabile malattia, senza avere il modo di portare il suo aiuto. Ci si può immaginare in che stato
d'animo si ridusse il conte per tutto questo. Ma non bastava ancora.</span></div>
<div><span class="cf1">Proprio in quei giorni un vecchio fedele servitore colse l'occasione di averlo trovato solo, per rivelargli che ogni notte la contessa usciva di casa e ritornava solo sul fare
del giorno. Il conte fu colto da un brivido gelato.</span></div>
<div><span class="cf1">Solo ora gli sovvenne che da qualche tempo, ogni notte sulla mezzanotte, egli era sopraffatto da un sonno non naturale che forse (gli venne ora in mente) poteva attribuirsi a un
qualche narcotico propinatogli dalla contessa, per poter lasciare, senza che lui se ne accorgesse, la camera che divideva col marito, contrariamente agli usi della loro classe.</span></div>
<div><span class="cf1">Nella sua anima si destarono allora i più neri presentimenti: ripensò alla madre diabolica, la cui indole poteva ora riversarsi per la prima volta nella figlia, o
a qualche abominevole rapporto adultero, e a quel folle figlio del boia. La notte prossima avrebbe dovuto spiegargli il pauroso segreto che solo poteva essere la causa dello stato inspiegabile della moglie.</span></div>
<div><span class="cf1">Ogni sera la contessa soleva preparare, colle sue stesse mani, il tè che dava poi al conte per potersi allontanare. Quella sera il conte nemmeno l'assaggiò e mentre,
come al solito, se ne stava a letto a leggere, venuta la mezzanotte, non si sentì sopraffare dal sonno. Ciò nonostante ricadde sui cuscini, fingendo di essersi addormentato.</span></div>
<div><span class="cf1">Piano piano, la contessa lasciò allora il suo letto; si appressò a quello del conte, gli illuminò il volto e poi sgattaiolò via di camera. Il conte sentiva
il cuore che gli batteva forte: alzatosi si avvolse in un mantello e pian piano tenne dietro alla moglie.</span></div>
<div><span class="cf1">Era una notte di luna piena, per cui il conte poté distinguere subito chiaramente la figura di Aurelia avvolta in una veste bianca, nonostante avesse su di lui un notevole
vantaggio. La contessa, traversato il parco, prese la via del cimitero e lì scomparve dietro il muro.</span></div>
<div><span class="cf1">Rapido il conte le corse dietro, traversò la porta del cimitero ancora aperta e dinanzi ai suoi occhi, nel chiarore della luna, apparve un cerchio di figure spettrali. Vecchie
donne seminude, coi capelli svolazzanti, stavano accoccolate per terra, e in mezzo al cerchio il cadavere di un uomo, che esse dilaniavano con la rapacità di un lupo.</span></div>
<div><span class="cf1">In mezzo a quelle figure c'era Aurelia!</span></div>
<div><span class="cf1">Preso da un orrore selvaggio, il conte scappò via e si mise a correre senza conoscenza, incalzato solo da un'ansia mortale: traversò i viali del parco, e quando
il sole era già alto si ritrovò tuffato in un bagno di sudore, dinanzi alla porta del castello.</span></div>
<div><span class="cf1">Involontariamente, incapace di formulare un pensiero netto, fece a corsa le scale, traversò le stanze e raggiunse la sua camera da letto.</span></div>
<div><span class="cf1">La contessa giaceva nel suo letto, dolcemente assopita, e il conte avrebbe voluto convincersi di aver fatto un sogno pauroso, oppure - conscio della sua peregrinazione notturna,
che era la causa del suo mantello bagnato di rugiada, - di essere stato vittima di una allucinazione, che lo aveva terrorizzato mortalmente.</span></div>
<div><span class="cf1">Senza attendere il risveglio della contessa, lasciò la camera, si rivestì e montò a cavallo.</span></div>
<div><span class="cf1">La cavalcata, in una mattinata così splendente, tra gli arbusti profumati, da cui lo salutava il canto giulivo degli uccelli che si destavano, mise in fuga le paurose immagini
della notte. Consolato e rasserenato fece ritorno al castello.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando tutt'e due si sedettero a tavola, la contessa, alla vista di certa carne bollita che servirono, non poté trattenere il suo ribrezzo e fece per fuggire dalla stanza:
tutta la verità di quanto aveva visto nella notte si riaffacciò orribilmente all'animo del conte. Con una rabbia selvaggia egli si alzò da tavola e con voce paurosa gridò: - Maledetta creatura
dell'inferno, io so ora perché tu hai tanto ribrezzo del cibo degli altri uomini, perché è dalle tombe che tu vai a tirar fuori il tuo nutrimento, donna diabolica!</span></div>
<div><span class="cf1">Ma il conte aveva appena pronunziate queste parole, che la contessa gli si buttò addosso con un urlo selvaggio e con la furia di una iena lo morse sul petto.</span></div>
<div><span class="cf1">Il conte la respinse da sé e la fece rotolare per terra, ma di lì a poco, tra orribili spasimi di convulsione ella spirò.</span></div>
<div><span class="cf1">Il conte fu colto dalla pazzia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Note della Redazione</strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Vampirismo</em> (Vampirismus, 1821), noto anche come <em>La donna vampiro</em>, pubblicato per la prima volta su <em>Club GHoST</em>, è un racconto horror-gotico di E.T.A. Hoffmann contenuto ne <em>I confratelli di Serapione</em>. Narra di Aurelia, una giovane nobile succube di una forza sinistra che la spinge a comportamenti macabri, esplorando il tema del vampirismo e della follia con un'indagine psicologica profonda. La traduzione
è di Rosina Spaini.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1776-1822), conosciuto anche con lo pseudonimo di E. T. A. Hoffmann, è stato un geniale esponente del Romanticismo tedesco, noto come scrittore,
compositore, pittore e giurista. Nato a Königsberg, eccelse nel genere fantastico e gotico, esplorando il doppio, il grottesco e il soprannaturale in opere celebri come <em>Der Sandmann</em> e <em>Gli elisir del diavolo</em>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink905c5d388f582f46542ad30f234105c9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/donna-vampiro-cover_ver.webp','alt': 'In copertina opera di Paul Klee.','title': 'In copertina opera di Paul Klee.','width': 405,'height': 400,'description': 'In copertina opera di Paul Klee.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink905c5d388f582f46542ad30f234105c9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/donna-vampiro-cover_ver.webp" alt="In copertina opera di Paul Klee." title="In copertina opera di Paul Klee." width="200" height="198" /></a></div><div><script> var showboxlinkf315bec830cf14519bd11301405ae5ac = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/eta_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 320,'height': 320,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf315bec830cf14519bd11301405ae5ac, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/eta_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 May 2026 07:15:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gli Alchemica presentano Chiudi gli occhi]]></title>
			<author><![CDATA[Red Scorpion]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002D3"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Analisi spietata di una civiltà</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una raffinata critica al tramonto delle utopie occidentali</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Gli <strong>Alchemica</strong> tornano sulla scena musicale con il singolo <em>Chiudi gli occhi</em>, un’opera densa che scava nelle pieghe del ventesimo secolo per approdare ai giorni nostri con una riflessione amara sulla difficoltà di mantenere una
percezione nitida della realtà. Il brano immerge l'ascoltatore in uno scenario desolato, dove le aspirazioni umane sembrano svanire nel nulla senza generare alcun impatto. Questa crisi d'identità collettiva
viene rappresentata attraverso un cielo privo di riferimenti, specchio di una comunità che ha smarrito la capacità di sognare e progettare il futuro.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La composizione artistica propone una raffinata critica al tramonto delle utopie occidentali, utilizzando l'immagine di astri che si spengono e scie artificiali che solcano
il firmamento. In questo vuoto esistenziale prende piede una narrazione mediatica pervasiva, capace di ammaliare la mente e neutralizzare lo spirito analitico, riducendo l'individuo a una condizione di passiva dipendenza.
Il testo recupera frammenti di storia recente, citando la caduta di barriere fisiche che in passato avevano alimentato speranze di unità, per sottolineare come oggi quelle stesse divisioni si siano ripresentate sotto
mentite spoglie, trasformando l'altro in una minaccia funzionale a nuove separazioni sociali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un interrogativo centrale attraversa la traccia, mettendo in discussione se l'attuale opulenza sia un'effettiva conquista o piuttosto una gabbia dorata che limita l'indipendenza
personale. Il nucleo emotivo della canzone si focalizza su un'eco persistente che scuote la coscienza: un frastuono interiore legato a memorie storiche indelebili che, pur appartenendo al passato, continuano a vibrare
come un monito per il presente. Tale risonanza genera una preoccupazione viscerale riguardo al possibile ritorno di un'oscurità intellettuale, dove la violenza e l'abiezione smettono di provocare sdegno per
trasformarsi in consuetudine.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'invito a serrare le palpebre contenuto nel titolo assume una valenza ironica e tragica al tempo stesso, descrivendo un tentativo di difesa che si risolve in una pericolosa
cecità volontaria di fronte agli eventi. La componente visuale, affidata a un filmato monocromatico, accentua questa sensazione di incertezza temporale, mostrando rovine che potrebbero appartenere a qualsiasi epoca.
In questa estetica del grigio, i confini tra ciò che è stato e ciò che stiamo vivendo si sfumano totalmente, impedendo allo spettatore di collocare con precisione gli orrori rappresentati. Realizzato con
la supervisione tecnica di <strong>Andrea Rigonat</strong> e il contributo ritmico di <strong>Cosimo Distratis</strong>, il pezzo si sviluppa su un equilibrio precario tra nostalgia e necessità d'azione. <em>Chiudi gli occhi</em> si configura dunque come un'analisi spietata di una civiltà che, pur essendo consapevole dei propri errori passati, sembra preferire l'indifferenza
mentre il battito della storia continua a pulsare ininterrotto.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">LA BAND</strong></div>
<div><span class="cf1">Il collettivo musicale <strong>Alchemica</strong> ha mosso i suoi primi passi nel 2004, scaturendo dall'incontro di diversi artisti provenienti dal territorio del Friuli Venezia Giulia. La loro cifra stilistica si distingue per una profonda impronta narrativa
tipica della canzone d'autore, che si sposa armoniosamente con un'energia prettamente rock, dando vita a composizioni in lingua madre caratterizzate da sonorità aperte a influenze globali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nel corso della loro carriera, il gruppo ha avuto l'opportunità di calcare in tre occasioni il prestigioso palcoscenico del Teatro Ariston, partecipando alle fasi conclusive
del concorso San Remo Rock. Per quanto riguarda la produzione in studio, la band ha all'attivo tre lavori discografici e si prepara a lanciare la quarta fatica editoriale nel mese di giugno, la quale beneficerà
del supporto distributivo di Universal Music Italia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'assetto attuale della formazione vede <strong>Gianpiero Augusti</strong> nel ruolo di cantante e chitarrista, affiancato da <strong>Marco Beltrame</strong> alla chitarra, <strong>Marco Bertoli</strong> alle tastiere, <strong>Daniele Deiuri</strong> alle percussioni, <strong>Sirio Ceschia</strong> al basso e <strong>Alice Soranzio</strong> al supporto vocale. Con un bagaglio di oltre cinquecento esibizioni dal vivo, gli <strong>Alchemica</strong> hanno maturato una solida esperienza on the road, passando dalle atmosfere raccolte dei circoli musicali fino ai grandi palchi nazionali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La loro proposta sonora unisce il vigore del rock a una scrittura colta, dove la componente testuale ricopre un ruolo di primaria importanza per chi ascolta. Gli arrangiamenti sono
concepiti per adattarsi perfettamente al contenuto di ogni brano, oscillando tra passaggi carichi di grinta e momenti più soffusi e raffinati. Assistere a una loro performance dal vivo significa intraprendere un itinerario
emozionale tra le canzoni, che spaziano da temi leggeri a riflessioni esistenziali intense, mantenendo sempre un approccio originale e mai scontato.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkbe6d617c6267bd21fc2920046bb9344e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alchemica-band_bar.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1600,'height': 900,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbe6d617c6267bd21fc2920046bb9344e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alchemica-band_bar.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="113" /></a></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=93D4BqcpS70">https://www.youtube.com/watch?v=93D4BqcpS70</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 09 May 2026 05:52:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Segreti e tormenti della Myrtles Plantation]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002D1"><h1 class="imHeading1">Viaggio nella dimora più infestata d'America</h1><h2 class="imHeading2">Dove le leggende di antichi delitti e specchi maledetti sfidano il confine tra realtà e aldilà</h2><div>






<div>Sotto la volta maestosa di querce secolari cariche di muschio spagnolo, sorge una dimora che incanta per la sua eleganza e terrorizza per il suo passato. La <strong>Myrtles Plantation</strong> non è soltanto un gioiello dell'architettura coloniale della Louisiana, ma è universalmente nota come la casa più infestata d'America.
In questo luogo, dove il tempo sembra essersi fermato, i racconti di tragedie familiari, antichi giuramenti e presenze inspiegabili si intrecciano in un mosaico di mistero che sfida la ragione. Varcare la sua soglia significa
intraprendere un viaggio tra corridoi dove il passato non è mai davvero svanito, ma continua a sussurrare tra le ombre e i riflessi di specchi centenari.</div><div><br></div>
<div>Preparatevi a un viaggio nella dimora più infestata d'America, dove le leggende di antichi delitti e specchi maledetti sfidano il confine tra realtà e aldilà!</div><div><br></div>
<div>Tra i rami nodosi delle querce secolari della Louisiana, a St. Francisville, troviamo una dimora che ha saputo legare indissolubilmente la propria bellezza architettonica a un’aura
di inquietudine senza tempo. La <strong>Myrtles Plantation</strong>, costruita nel 1796 dal generale David Bradford, per molti è il luogo dove il confine tra il mondo dei vivi e quello dei defunti si fa più sottile, meritandosi il titolo di abitazione più infestata degli Stati Uniti.</div>
<div>La storia di questo luogo è un intreccio inestricabile di realtà documentata e leggende tramandate oralmente, dove il dolore del passato sembra essersi cristallizzato
tra le mura di legno e i grandi specchi dorati.</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>L’ombra di Chloe e il tragico errore</strong></div>
<div>L’entità più celebre che si dice abiti la piantagione è Chloe, una donna che un tempo lavorava come serva per la famiglia Woodruff. Secondo il racconto più
diffuso, la donna fu sorpresa a origliare conversazioni riservate del padrone di casa, Clark Woodruff. Come punizione esemplare, le venne reciso un orecchio, costringendola a indossare per il resto dei suoi giorni un turbante
verde per nascondere la mutilazione.</div>
<div>Nel tentativo di riconquistare il favore dei padroni, Chloe ideò un piano diabolico: preparò una torta con estratti velenosi di oleandro, sperando che i membri della famiglia
si ammalassero leggermente per poterli poi curare e apparire come la loro salvatrice. Tuttavia, il dosaggio si rivelò fatale. La moglie di Woodruff, Sara Matilda, e le sue due figlie morirono tra atroci sofferenze.
La leggenda narra che Chloe, scoperta dai compagni di servitù terrorizzati dalle ritorsioni del padrone, venne impiccata e il suo corpo gettato nel fiume Mississippi. Oggi, molti giurano di vedere una figura femminile
con un turbante verde aggirarsi silenziosa tra i corridoi o nei pressi della veranda.</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>Lo specchio delle anime intrappolate</strong></div>
<div>All’interno della residenza si trova un oggetto che incarna perfettamente l’inquietudine della Myrtles: un grande specchio situato nell'atrio principale. La tradizione
del Sud dell'epoca imponeva di coprire ogni specchio della casa con un drappo nero in caso di lutto, per evitare che l'anima del defunto rimanesse intrappolata nel mondo materiale. Si dice che, nel momento della morte
di Sara Matilda e delle sue bambine, questo specchio fosse rimasto scoperto.</div>
<div>Da allora, i visitatori e il personale della struttura riferiscono la presenza di impronte di mani infantili che appaiono sulla superficie del vetro dall'interno, o di macchie inspiegabili
che non possono essere rimosse con la pulizia. Alcuni testimoni affermano di aver scorto nei riflessi i volti di donne e bambini vestiti con abiti d'epoca, ombre fugaci che svaniscono non appena si cerca di focalizzare
lo sguardo.</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>Misteri irrisolti e presenze costanti</strong></div>
<div>Ma Chloe e la famiglia Woodruff non sono le uniche presenze segnalate. La casa è stata teatro di altri eventi tragici, tra cui l'omicidio di William Drew Winter, un avvocato
che nel 1871 fu colpito da un colpo di arma da fuoco sulla veranda. Si racconta che, ferito a morte, l'uomo cercò di risalire le scale per raggiungere la moglie, spirando però al diciassettesimo gradino.
Ancora oggi, diversi ospiti sostengono di udire il rumore di passi pesanti e affannati che salgono la scala principale, interrompendosi bruscamente proprio al medesimo gradino.</div>
<div>Ad accrescere il fascino sinistro della proprietà vi è anche la convinzione che la casa sia stata edificata sopra un antico cimitero dei nativi Tunica, un dettaglio che,
nel folklore americano, è spesso presagio di forti attività paranormali. Tra i dodici spettri che si dice infestino la zona, si contano anche una giovane donna dai capelli biondi che canta ninne nanne nelle camere
da letto e una bambina che si riflette nelle finestre durante i temporali.</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>Un soggiorno tra storia e brivido</strong></div>
<div>Oggi la Myrtles Plantation opera come un raffinato bed and breakfast, attirando turisti, storici e appassionati dell'occulto da ogni parte del mondo. Nonostante le indagini storiche
abbiano sollevato dubbi su alcuni dettagli della leggenda di Chloe - suggerendo che la famiglia Woodruff possa essere deceduta a causa della febbre gialla - l'atmosfera che si respira tra i mirti e i salici
piangenti resta densa di mistero.</div>
<div>Camminare attraverso le sue stanze significa immergersi in un'epoca passata, dove ogni scricchiolio del pavimento e ogni refolo di vento tra le tende sembra sussurrare i segreti
di chi, secoli fa, ha amato, sofferto e, forse, non ha mai trovato la pace definitiva. La Myrtles Plantation rimane così un monumento alla memoria del Deep South, un luogo dove la bellezza estetica e il brivido dell'ignoto
convivono in un equilibrio perfetto e inquietante.</div></div><div><br></div><div>






<div>In conclusione, la Myrtles Plantation rappresenta molto più di una semplice curiosità per gli amanti del brivido; è un testamento vivente di una storia americana
complessa e spesso dolorosa. Che si tratti di autentiche manifestazioni dell'aldilà o della suggestione scatenata da una scenografia naturale senza eguali, la dimora continua a esercitare un magnetismo innegabile.
Tra il fruscio del vento che scuote i mirti e i giochi di luce che danzano sui vetri antichi, il confine tra ciò che è documentato e ciò che è percepito svanisce quasi del tutto. Chiunque visiti
questa piantagione non porta via con sé solo il ricordo di un’architettura sontuosa, ma il dubbio persistente che, in certi luoghi privilegiati, il passato conservi ancora il diritto di manifestarsi, trasformando
ogni ombra in un racconto e ogni silenzio in una testimonianza.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkfb1912da20cb0ceea5a71a4e39dcd277 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Myrtles-plantation01_bar.webp','alt': 'La Myrtles Plantation.','title': 'La Myrtles Plantation.','width': 1217,'height': 694,'description': 'La Myrtles Plantation.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfb1912da20cb0ceea5a71a4e39dcd277, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Myrtles-plantation01_bar.webp" alt="La Myrtles Plantation." title="La Myrtles Plantation." width="200" height="114" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 May 2026 05:36:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Nel tepore del ballo di Pupi Avati]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002D0"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un viaggio nell’animo umano</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Tra nostalgia e speranza, secondo lo stile del nostro regista più colto e raffinato</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Nel tepore del ballo (Italia 2026)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Pupi Avati. Soggetto: Pupi Avati: Sceneggiatura: Pupi Avati, Tommaso Avati. Fotografia: Cesare Bastelli. Montaggio: Ivan Zuccon. Musiche: Stefano Arnaldi. Produzione: Antonio
Avati, Gianluca Curti. Case di Produzione: Duea Film, Rai Cinema. Distribuzione (Italia): 01 Distribution. Interpreti: Massimo Ghini (Gianni Riccio), Isabella Ferrari (Clara), Lina Sastri (zia Nunzia), Giuliana De Sio (La
morta), Raoul Bova (Mister, il padre), Sebastiano Somma (Morè), Pino Quartullo (Giuliano), Antonella Salvucci, Patrizio Pelizzi (giudice), Jerry Calà (se stesso), Gianni Franco (avvocato), Massimo Bonetti, Filippo
Velardi, Morena Gentile, Nadia Rinaldi, Giovanni Leuratti (cardiologo), Tony Campanozzi, Bruno Vespa (se stesso). Genere: Drammatico. Durata: 92’. Paese di Produzione: Italia, 2026. Data di uscita al cinema: 30 aprile
2026.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Nel tepore del ballo</em> è la storia di una caduta e di una possibile rinascita, ripartendo da capo, cercando di non commettere
gli stessi errori che hanno portato alla sconfitta. Cinema <em>avatiano</em> senza ombra di dubbio, figlio di una scrittura profonda e vissuta, con riferimenti autobiografici
marginali - tra questi la morte del padre &nbsp;-, citazioni cinefile e poetiche (<em>X Agosto</em> di Pascoli). <strong>Massimo Ghini</strong> è Gianni Riccio, un famoso conduttore televisivo caduto in disgrazia a causa di un crack finanziario, prima
incarcerato, poi agli arresti domiciliari nella sua Jesolo, dove il padre (<strong>Bova</strong>) gestiva un bagno estivo adesso nelle mani della zia (<strong>Sastri</strong>). La rinascita del presentatore passa dall’incontro con Clara (<strong>Ferrari</strong>) - la prima moglie -, che gli ha scritto una lettera commovente in prigione, quindi dalla possibilità di tornare in televisione grazie a una conduttrice spregiudicata chiamata <em>La morta</em> (<strong>De Sio</strong>), che vorrebbe fargli recitare un pietoso dramma in diretta. Gianni comprende che deve cambiare,
che la sua rinascita personale passa da un’analisi interiore di quel che ha fatto e che non vuole più essere costretto a fare. <strong>Avati</strong> dice che si può invertire la rotta, c’è sempre tempo per essere se stessi e per imboccare la strada giusta. Un viaggio nell’animo umano, tra nostalgia
e speranza, secondo lo stile del nostro regista più colto e raffinato. Il film - ambientato tra Roma e Jesolo, girato tra studi televisivi ed evocativi esterni della riviera romagnola - gode di uno stupendo prologo
di chiara impronta <em>avatiana</em> con un tuffo nei primi anni Settanta, un bagno in riva al mare, il tifo nei bar di Jesolo per Bologna - Vicenza, persa dai veneti per un
gol di Bulgarelli su rigore. Un padre come <strong>Raoul Bova</strong> che non vuol prendersi le sue responsabilità e una giovane madre che muore di parto, un ragazzino
che resta orfano accudito dalla zia, queste le origini drammatiche di Giani Riccio, che da grande va in cerca di riscatto dopo un’adolescenza difficile. Citazioni che fanno la gioia del cinefilo, vediamo al cinema nei
primi anni Ottanta i flani di <em>Eccezziunale veramente</em> dei <strong>Vanzina</strong> interpretato da <strong>Diego Abatantuono</strong>, attore rivalutato da <strong>Avati</strong>. Giovanni Pascoli non può mancare, soprattutto la poesia che ricorda la morte del padre (<em>San Lorenzo io lo so perché sì gran pianto…</em>), sia del protagonista nella finzione, sia di <strong>Avati</strong> nella realtà. <em>Nel tepore del ballo</em> è un film scritto benissimo, da un autore letterato che lascia cadere con leggerezza nelle sue sceneggiature schegge di poesia e approfondimenti psicologici. Un film che ha molti elementi teatrali - la
gestione del dialogo tra campi e controcampi è davvero ben fatta - ma che non dimentica il cinema puro, tra soggettive e panoramiche, oltre a decadenti spaccati della spiaggia di Jesolo. Tra i temi toccati da <strong>Avati</strong> c’è la televisione del dolore, la finzione e l’inganno di un mondo costruito partendo dagli istinti più bassi dei telespettatori, un ambiente diseducativo
gestito da personaggi cialtroneschi e volgari. Una menzione la meritano gli interpreti, bravi e ispirati, a partire da un <strong>Massimo Ghini</strong> alle prese con un personaggio complicato, reso molto bene, tra silenzi e pause riflessive. <strong>Isabella Ferrari</strong> e <strong>Giuliana De Sio</strong> sono la componente femminile di una pellicola che valorizza due interpretazioni agli antipodi, entrambe eccellenti. <strong>Raoul Bova</strong> si vede solo nella parte iniziale ma è perfetto per il ruolo. <strong>Jerry Calà</strong> interpreta se stesso, ospite di un talk-show per presentare un suo film, serve al regista per citare <em>Sposi</em> (1988), film in cui il popolare comico si era calato nei panni di un personaggio televisivo in crisi. Montaggio di <strong>Zuccon</strong> gestito con i tempi giusti (92’ minuti), fotografia del solito <strong>Bastelli</strong>, che passa dai toni nostalgici e crepuscolari alla lucentezza della modernità. Colonna sonora di <strong>Arnaldi</strong> che può contare persino su <em>Only You</em>, versione Platters, la canzone del primo amore, il ricordo di due ragazzi perduti, che ormai non ci sono più. Tra i migliori <strong>Avati</strong> degli ultimi anni.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinka5e810fe73c25d582fc733a532bec31e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nel-tepore-del-ballo-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 599,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka5e810fe73c25d582fc733a532bec31e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nel-tepore-del-ballo-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a></div><div><script> var showboxlink924f1c6b260f9ff9e608dfdcb0508832 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nel-tepore-del-ballo-ok-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink924f1c6b260f9ff9e608dfdcb0508832, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nel-tepore-del-ballo-ok-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=f-Siy34X5Ow">https://www.youtube.com/watch?v=f-Siy34X5Ow</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 May 2026 02:39:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ponyo sulla scogliera di Hayao Miyazaki]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio Mazzola]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002CF"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un esplicito richiamo all'infanzia</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Ben realizzato, in cui il mutamento sembra essere la chiave di lettura ottimale</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Ponyo sulla scogliera (2008)</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo originale: Gake no ue no Ponyo - <span class="fs14lh1-5">崖の上のポニョ</span></span></div>
<div><span class="cf1">Luogo e anno: Giappone, 2008.</span></div>
<div><span class="cf1">Regia: Hayao Miyazaki.</span></div>
<div><span class="cf1">Genere: Animazione, fantastico, commedia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Sosuke è un bambino di cinque anni che vive con la madre in una casa in cima a una scogliera, non lontano da un grazioso villaggio di mare. Un giorno trova per caso sul bagnasciuga
una pesciolina con la testa dalle fattezze umane incastrata in un barattolo di vetro, scampato per miracolo alle reti dei pescatori. Sosuke, dopo averla liberata, le dà un nome, Ponyo, e la porta con sé dopo
averla messa in un secchiello pieno d’acqua. Lo stregone marino Fujimoto però, il padre di Ponyo che una volta era umano, riporta la figlia con sé nella sua casa sott’acqua. Laggiù la piccola
riesce a bere l’Acqua della Vita e tenta di fuggire dalla casa di suo padre con l’intento di ritrovare Sosuke in superficie. Ma, durante la fuga, Ponyo versa un po’ dell’Acqua della Vita in mare provocando
così un violento tsunami fatto di onde gigantesche a forma di pesce, sulle quali la piccola corre spensierata, ma che devastano completamente il grazioso villaggio marino. Ponyo vuole a tutti i costi rimanere accanto
a Sosuke, ma Fujimoto non sembra intenzionato a lasciare che sua figlia diventi un’umana a tutti gli effetti. Riuscirà a riportarla con sé in mare? E che ne sarà del villaggio, continuamente investito
dalle onde gigantesche lanciate dallo stregone? </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Uscito in Italia per la Lucky Red il 20 marzo 2009 (quasi nove mesi dopo la prima giapponese) <em>Ponyo sulla scogliera</em> è stato un notevole successo internazionale, incassando oltre 200 milioni di dollari in tutto il mondo e partecipando anche alla 65esima Mostra
del cinema di Venezia.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Miyazaki</strong> dirige un lungometraggio animato a quattro anni di distanza dal suo lavoro, <em>Il castello errante di Howl</em> (<em>Hauru no Ugoku Shiro</em>, 2004) e due anni dopo l’uscita del primo film del figlio Goro, <em>I racconti di Terramare</em> (<em>Gedo Senki</em>, 2006), con lo Studio Ghibli sempre a sostegno delle straordinarie invenzioni e dell’immaginazione del maestro Miya-san.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Per <strong>Miyazaki Hayao</strong> doveva essere il suo ultimo film, dato che aveva affermato «Ho raggiunto un’età
in cui posso contare con le dita gli anni che mi rimangono da vivere… e quando sarò lassù sarò probabilmente riunito a mia madre: cosa potrò mai raccontarle?». Un lavoro, dunque, che
però sembra portare con sé anche i pensieri e le riflessioni di un uomo arrivato al fatidico momento dei bilanci. Gli elementi autobiografici hanno sempre contraddistinto le opere del maestro, ma mai come in
questo film si respira una nostalgia per l’infanzia così forte, espressa in maniera evidente dai continui richiami alla figura materna che <strong>Miyazaki</strong> perse troppo presto (Lisa, Gran Mamare e la vecchia Yoshie sono tutti aspetti che descrivono sua madre: una donna forte, premurosa, ma che nella malattia divenne
un po’ scorbutica a causa dell’immobilità forzata). Bambini e figure femminili come protagonisti: un film di <strong>Miyazaki</strong> a tutti gli effetti che, però, forse, per la prima volta, vuole essere dichiaratamente un prodotto per l’infanzia: a differenza delle protagoniste Mei e
Satsuki de <em>Il mio vicino Totoro</em> (<em>Tonari no Totoro</em>, 1988) che trovavano nello spirito della foresta Totoro un fedele compagno che potesse distrarle dal dolore causato dall’assenza della madre malata (ancora l’elemento autobiografico che ritorna);
o a differenza di Kiki (<em>Kiki’s Delivery Service</em> - Majo no Takkyubin, 1989) che si ritrova da sola nella grande città, ma supportata dalla magia e
dalla gente che l’accoglie calorosamente; a differenza di questi lavori, dicevo, <strong>Miyazaki</strong> mette in scena una vicenda in cui i bambini finalmente si trovano in una posizione tale da poter decidere delle proprie sorti autonomamente, divenendo così i principali fautori del proprio destino (una
naturale evoluzione della figura di Chihiro de <em>La città incanatata - Sen to Chihiro no Kamikakushi</em>, 2001- la quale si trova nella condizione di dover sopravvivere nel gigantesco villaggio termale, con tutte le sue regole talvolta incomprensibili, ma con in mente sempre un obiettivo impostole, però,
da qualcun altro). &nbsp;</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un esplicito richiamo all’infanzia, una dichiarazione d’intenti che si intuisce anche dalle particolari decisioni prese per quanto riguarda la messa in scena: il sacrificio
di qualche frame che rende l’animazione meno fluida rispetto agli ultimi lavori e che richiama lo stile tipico (anche per esigenze economiche) delle produzioni seriali del passato; la volontà di utilizzare sfondi
acquerellati e molto meno particolareggiati (che ricordano molto da vicino le illustrazioni dei libri per l’infanzia), ma mai banali; la volontà ferma da parte di <strong>Miyazaki</strong> di non utilizzare la computer grafica (un altro espediente per non “raffreddare” l’animazione), ma di affidarsi totalmente alle capacità degli
animatori guidati ogni giorno dal suo severissimo sguardo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un film gradevole, ben realizzato, in cui il mutamento sembra essere la chiave di lettura ottimale: Ponyo è una pesciolina che diventa un essere umano; Sosuke è un bambino
che si comporta come un adulto; Fujimoto è un uomo che ha deciso di diventare un pesce; il mondo marino che ha deciso di fondersi con quello terrestre grazie alla volontà di una bambina, capace di correre sulle
onde del mare in tempesta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nel film di <strong>Miyazaki</strong> si respira la malinconia di chi si accinge a firmare l’ultimo lavoro. E proprio grazie
alla sequenza mozzafiato di Ponyo che corre felice sullo tsunami inseguendo Sosuke nell’automobile guidata dalla spericolata Lisa, torniamo a sognare e a commuoverci, ripensando alla famosa corsa di Lupin nella sua 500
potenziata (<em>Lupin III, Il castello di Cagliostro</em> – <em>Rupan Sansei: Kariosutoro no Shiro</em>, 1979) o alle incursioni della principessa Mononoke nei boschi medievali giapponesi (<em>La principessa Mononoke</em> - <em>Mononoke Hime</em>, 1997). Ma <strong>Miyazaki Hayao</strong>, nonostante la sua età, ha ancora molto da dire: il bambino che c’è in lui è ancora vivissimo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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			<pubDate>Wed, 06 May 2026 06:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La ragazza con l'occhio di vetro di Stefano Fantelli]]></title>
			<author><![CDATA[Massimiliano Ruzzante]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002CE"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Volume imperdibile</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una scrittura che intrattiene quasi in maniera magnetica</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Una ragazza dalla pelle diafana e dalle anche sporgenti, pungenti, sfacciate. Una certa dose di eyeliner, i capelli spavaldi e rossi e i percorsi delle cicatrici e dei lividi che disegnano
il suo corpo come un arabesco. Questo è il modello di donna con cui il Brujo Fantelli, con abile stregoneria, riesce a rapire il lettore nelle molteplici storie racchiuse come in una matrioska horror in questo libro,
toccando il lato emozionale più profondo, narrando amori impossibili in una chiave squisitamente macabra e dark, in una realtà dove tutto è possibile, niente è un’eccezione e quindi anche
gli incubi più cupi e crudi prendono forma grazie a un vettore potente come quello dell’amore. Un amore gotico e necRomantico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">“Molti miti femminili hanno, non per caso, una tripartizione: tre le Moire, le Parche, le Nornem germaniche, le Brigit in Irlanda, le Roznicy slave. Tre anche le Marie sotto la
croce (e tre, di nuovo, le sorelle vampire di Stoker). </span><span class="cf1"><strong>Stefano Fantelli</strong></span><span class="cf1">, da brujo qual è, rinnova le sue e le nostre paure ancestrali, con un’abilità di scrittura in grado di farci temere, e al tempo stesso desiderare, l’incontro con le sue incarnazioni
delle antiche divinità femminili…” (Dalla Prefazione di </span><span class="cf1"><b>Moreno Burattini</b></span><span class="cf1">).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Stefano Fantelli</strong></span><span class="cf1"> è sicuramente uno degli autori stilisticamente più eleganti e originali nel panorama
nazionale tra gli scrittori horror/splatterpunk degli ultimi vent’anni. I suoi romanzi e racconti sono un mix di violenza e orrore, ma anche di tanto sesso e amore, con un unico denominatore comune: tutto ciò
è portato all’estremo. Ne nasce così uno stile che si può definire “NecRomantico”, per il romanticismo che caratterizza gran parte delle sue storie unite a una generosa dose di orrore
estremo e provocatore tipico dello splatterpunk. La sua carriera di scrittore in questo senso è sempre stata coerente e lineare fin dalle prime raccolte di racconti come </span><span class="cf1"><em>Alla fine della notte</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Dark circus</em></span><span class="cf1"> fino ad arrivare alla creazione di una sorta di saga con protagonista il suo personaggio più autobiografico, una sorta di alter-ego, ovvero El Brujo.</span></div>
<div><span class="cf1">Il Brujo è una sorta di stregone-poeta, un guerriero urbano dall’animo sensibile, cacciatore di fate vampire e studioso degli aspetti più oscuri del Male. Diverse opere sono incentrate sulle avventure di questo personaggio caro all’autore, dalle storie di </span><span class="cf1"><em>Io sono il Brujo. Confessioni di uno stregone </em></span><span class="cf1">alla graphic novel </span><span class="cf1"><em>El Brujo Grand Hotel</em></span><span class="cf1"> fino alla raccolta </span><span class="cf1"><em>Paura del Brujo, Diario di un cacciatore di fate </em></span><span class="cf1">tutti editi dalla </span><span class="cf1"><strong>Cut-up Publishing</strong></span><span class="cf1">.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nel 2018 lo scrittore bolognese pubblicava il romanzo </span><span class="cf1"><em>Brigitte</em></span><span class="cf1">, simpatica zombie novel di formazione, che vedeva come protagonista una ragazza dark che improvvisamente si ritrovava a dover gestire la sua nuova condizione di morta vivente. Alla fine del 2020 </span><span class="cf1"><strong>Fantelli</strong></span><span class="cf1"> pubblica la raccolta di racconti </span><span class="cf1"><em>La ragazza con l’occhio di vetro e altre storie di amore dark</em></span><span class="cf1">, sempre per i tipi di Cut-Up. Sono ben diciassette le storie che compongono l’opera, trattandosi di una vera e propria summa della sua vasta produzione di racconti brevi degli ultimi anni.
Molti di questi infatti sono apparsi originariamente nelle raccolte passate quali </span><span class="cf1"><em>Io sono il Brujo. Confessioni di uno stregone</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Mar dulce. Acqua. Amore. Morte</em></span><span class="cf1"> e soprattutto in </span><span class="cf1"><em>Sex and the zombie</em></span><span class="cf1">.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L’antologia si apre con il racconto che da il titolo all’opera: </span><span class="cf1"><em>La ragazza con l’occhio di vetro</em></span><span class="cf1"> con il bizzarro quanto geniale sottotitolo </span><span class="cf1"><em>Leggenda e genesi del Cacciamorte</em></span><span class="cf1">. </span><span class="cf1"><strong>Fantelli</strong></span><span class="cf1"> tratteggia una storia ricca di sentimenti contrastanti, una storia d’amore dark, sensuale ma allo stesso tempo morbosa e orripilante che sfocia nella necrofilia. Una storia allucinante con rimandi all’orrore
cosmico, dove l’autore estrae dal cilindro uno dei racconti più belli e sconvolgenti della sua intera produzione. E’ a mio avviso un racconto per stomaci forti, che rimane a lungo impresso nella mente del
lettore.</span></div>
<div><span class="cf1">Non scherzano sicuramente in quanto a cruenza i racconti che si succedono nelle duecentotrenta pagine circa intervallati dalle pregevoli illustrazioni che per certi versi racchiudono il senso stesso delle storie.</span></div>
<div><span class="cf1">Oltre allo shoccante titolo che apre la raccolta, tra i diciassette racconti di breve/media lunghezza si segnalano soprattutto quelli già noti agli aficionados
dello scrittore emiliano, per essere stati pubblicati in passato tipo: </span><span class="cf1"><em>Die romantic. La Vergine, la Madre e la Vecchia Signora</em></span><span class="cf1"> (molto necRomantico), oppure i racconti in tema “zombesco” quali </span><span class="cf1"><em>Sex and the zombie</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Appuntamento alla quercia centenaria</em></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><em>La musica delle giostre</em></span><span class="cf1">. Meritevoli anche i racconti dai titoli grotteschi ed estremamente fantasiosi come </span><span class="cf1"><em>Passione e morte a San Pietro in Casale (Bo) a dicembre mentre gli alberi puntano i loro rami verso il cielo come dita artritiche e accusatrici</em></span><span class="cf1"> ed </span><span class="cf1"><em>E a una dea pelosa non credere mai</em></span><span class="cf1"> (una delle più riuscite storie weird del Brujo).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Tutti i racconti hanno come “trat d’union” l’amore e la morte, in una sorta di dualità tra “eros &amp; thanatos”. L’autore come già ci ha abituato in passato mostra una grande sensibilità nel tratteggiare l’animo femminile in tutte
le sue molteplici sfaccettature. Ogni racconto infatti pone al centro la figura della donna, una figura questa dipinta con rara maestria da </span><span class="cf1"><strong>Fantelli</strong></span><span class="cf1">, come una sorta di “divinità” santa e peccatrice, tale da suscitare sentimenti spesso contrastanti.</span></div>
<div><span class="cf1">Quasi in ogni storia emerge una sorta di metafora del desiderio di rivalsa della donna nei confronti dell’uomo, che sfocia
spesso nella vendetta più spietata utilizzando l’arma a lei più congeniale, la seduzione.</span></div>
<div><span class="cf1">La scrittura di </span><span class="cf1"><strong>Stefano Fantell</strong></span><span class="cf1">i intrattiene quasi in maniera magnetica tanto è scorrevole e nonostante vanti una proprietà di linguaggio raffinata, non eccede mai nell’esibizionismo
fine a sè stesso. Emerge altresì in maniera piuttosto palese, visto lo stile molto “visivo”, l’abitudine dell’autore ad abbinare i testi alle immagini, retaggio questo dovuto ai suoi numerosi
lavori come sceneggiatore di fumetti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Doverosa menzione anche per la prefazione della raccolta in esame, affidata a </span><span class="cf1"><strong>Moreno Burattini</strong></span><span class="cf1">, curatore di </span><span class="cf1"><em>Zagor</em></span><span class="cf1"> e apprezzato autore di varie raccolte di racconti weird, tra tutti </span><span class="cf1"><em>Dall’altra parte. 26 storie inquiete</em></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><em>Il Negromante e altri incubi.. </em></span><span class="cf1">Dulcis in fundo una nota di merito anche per il packaging del prodotto: il volumetto si presenta in
una pregevole edizione cartonata, con rilegatura e carta degni di nota, segno evidente dell’elevato standard qualitativo delle pubblicazioni dell’editore ligure. Un volume imperdibile
non solo per tutti gli amanti dello scrittore italiano, ma per tutti gli appassionati della letteratura horror di qualità.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">L'AUTORE </span></strong></div><div><span class="cf1">Stefano Fantelli scrittore splatterpunk e new gothic, ha pubblicato venti libri tra romanzi, graphic novel e
raccolte di racconti. </span><span class="cf1"><em>Alla fine della notte </em></span><span class="cf1">(Mobydick, 2003), </span><span class="cf1"><em>Dark Circus </em></span><span class="cf1">(Cut-Up Publishing, 2009), </span><span class="cf1"><em>Io sono il Brujo: Confessioni di uno stregone (</em></span><span class="cf1">Mezzotints, 2013), </span><span class="cf1"><em>El Brujo Grand Hotel </em></span><span class="cf1">(Cut-Up Publishing, 2010), </span><span class="cf1"><em>The Cannibal Family Absolute</em></span><span class="cf1"> (Inkiostro, 2016) e </span><span class="cf1"><em>Alfredo e la notte dei morti viventi </em></span><span class="cf1">(Inkiostro, 2017), e ancora per Cut-Up i romanzi </span><span class="cf1"><em>Strane Ferite </em></span><span class="cf1">(Cut-Up Publishing, 2012</span><span class="cf1"><em>), Paura del Brujo: Diario di un cacciatore di fate</em></span><span class="cf1"> (Cut-Up Publishing, 2015) Mar Dulce: Acqua, Amore, Morte (con Peter Straub, Caleb Battiago e Paolo Di Orazio per Cut-Up Publishing, 2015) e l’ultimo </span><span class="cf1"><em>Brigitte </em></span><span class="cf1">(Edizioni NPE, 2018). Creatore della serie </span><span class="cf1"><em>El Brujo</em></span><span class="cf1">, cocreatore (con Rossano Piccioni) della serie a fumetti </span><span class="cf1"><em>The Cannibal Family,</em></span><span class="cf1"> collaboratore della rivista </span><span class="cf1"><em>Splatter</em></span><span class="cf1">, scrive sceneggiature per </span><span class="cf1"><em>Zagor</em></span><span class="cf1"> (Sergio Bonelli Editore) e per la nuova serie di </span><span class="cf1"><em>Zora la vampira</em></span><span class="cf1">. È Active Member della Horror Writers Association. Non si sa nulla di ciò che tiene sepolto in giardino.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em><span class="cf1">La ragazza con l’occhio di vetro</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">(e altre storie di amore dark)</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Autore: Stefano Fantelli</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Prefazione: Moreno Burattini</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Editore: Cut-Up</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Anno: 3 dicembre 2020</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Pagine: 300</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Dimensioni: 22.2 x 2.2 x 16.2 cm</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">ISBN-13: 978-8895246666</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Prezzo: € 18,00</span></em></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinkef2b5c3ad78be73c29863ac7066cdc08 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ragazza-occhio-vetro-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 770,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkef2b5c3ad78be73c29863ac7066cdc08, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ragazza-occhio-vetro-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a></div><div><script> var showboxlink6b816f4c9ddcbbf88aacd6c7ed6c10cd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Stefano-Fantelli_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 727,'height': 900,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6b816f4c9ddcbbf88aacd6c7ed6c10cd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Stefano-Fantelli_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="186" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 May 2026 06:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cold Harbour di Francis Brett Young]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002CD"><h1 class="imHeading1">Romanzo anomalo e affascinante</h1><h2 class="imHeading2">Che si distingue per misura, controllo e profondità psicologica</h2><div>






<div>Con la pubblicazione di <em>Cold Harbour</em>, <em>Biblioteca di Lovecraft </em>riporta finalmente all’attenzione dei lettori italiani un romanzo anomalo e affascinante di <strong>Francis Brett Young</strong>, impreziosito dalla traduzione di <strong>Lucio Besana</strong>.</div><div><br></div>
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<div>Uscito nel 1924, <em>Cold Harbour </em>rappresenta un caso singolare nella produzione di <strong>Young</strong>. Autore prevalentemente realistico, legato alla narrativa sociale e ambientato nelle Midlands inglesi, qui si confronta con il soprannaturale, dando vita a una ghost story
che si distingue per misura, controllo e profondità psicologica. Più che una semplice incursione nel genere, si tratta di un esperimento riuscito, in cui gli strumenti del romanzo realistico vengono applicati
all’orrore. La vicenda si sviluppa attraverso una struttura indiretta e stratificata: un racconto nel racconto, filtrato da memorie e testimonianze, che mantiene sempre una distanza tra il lettore e gli eventi. Al centro
si trova la figura inquietante di Humphrey Furnival e la dimora di Cold Harbour, luogo isolato e carico di una tensione latente che sembra impregnare ogni cosa.</div><div><br></div>
<div>Ciò che rende il romanzo particolarmente efficace è il modo in cui l’orrore emerge dal realismo. <strong>Young</strong> non forza mai la dimensione soprannaturale: al contrario, costruisce un mondo perfettamente credibile, fatto di paesaggi industriali, campagne svuotate e ambienti quotidiani,
all’interno del quale qualcosa inizia progressivamente a incrinarsi. Il perturbante non irrompe, ma si insinua, contaminando la realtà senza mai dichiararsi apertamente. In questo senso, il romanzo si avvicina
a una concezione moderna del gotico, in cui il male non è tanto una presenza esterna quanto una forza ambigua, legata ai personaggi e ai luoghi. La figura di Furnival, più che incarnare un elemento puramente
soprannaturale, appare come un centro di attrazione oscura, profondamente umano e proprio per questo ancora più disturbante.</div><div><br></div>
<div>Non sorprende che <em>Cold Harbour </em>fosse particolarmente apprezzato da <strong>H. P. Lovecraft</strong>, che ne riconosceva la capacità di evocare l’orrore attraverso l’atmosfera e l’indirettezza. Il romanzo incarna infatti molti degli elementi
che <strong>Lovecraft</strong> considerava essenziali per il weird: la suggestione, la reticenza, e soprattutto il senso di una minaccia indefinita che non si lascia mai afferrare
completamente. La nuova edizione italiana valorizza pienamente queste qualità. La traduzione di <strong>Besana</strong> restituisce con equilibrio la prosa di <strong>Young</strong>, mantenendone la precisione e le sfumature, mentre la scelta editoriale della <em>Biblioteca di Lovecraft </em>si conferma coerente nel recupero di opere meno note ma fondamentali per comprendere l’evoluzione del fantastico moderno. <em>Cold Harbour </em>non è un romanzo immediato: il ritmo è misurato, la tensione si costruisce lentamente e l’orrore resta spesso implicito. Ma è proprio questa
discrezione a renderlo duraturo.</div><div><br></div>
<div>Siamo di fronte a un’opera che dimostra come il vero perturbante non risieda in ciò che viene mostrato, ma in ciò che si suggerisce. E proprio per questo, come aveva
ben compreso <strong>Lovecraft</strong>, <em>Cold Harbour</em> continua a esercitare una sottile e persistente inquietudine.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Francis Brett Young (1884–1954) è stato un celebre scrittore, poeta e medico inglese, noto per i suoi romanzi ambientati nel Worcestershire, caratterizzati da una narrazione
abile e spesso sentimentale. Dopo una carriera come medico, ha ottenuto grande successo letterario tra gli anni '20 e '40 con opere come <em>My Brother Jonathan</em>.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Cold Harbour</em></div>
<div><em>(La casa degli orrori invisibili)</em></div>
<div><em>Autore: Francis Brett Young</em></div>
<div><em>Traduttore: Lucio Besana</em></div>
<div><em>Editore: Agenzia Alcatraz</em></div>
<div><em>Anno: 30 gennaio 2026</em></div>
<div><em>Pagine: 312</em></div>
<div><em>Dimensioni: 12.2 x 2.6 x 19 cm</em></div>
<div><em>ISBN-13: 978-8885772670</em></div>
<div><em>Prezzo: 18,05 €</em></div>
<div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/4u7HAiV" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink8f13c270138765d2cf40bc558fb3d117 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Cold-Harbour-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 681,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8f13c270138765d2cf40bc558fb3d117, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Cold-Harbour-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="317" /></a></div><div><script> var showboxlink934fe815e1b7d8a2d7a36f3ca1643b05 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/francis-brett-young_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 828,'height': 772,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink934fe815e1b7d8a2d7a36f3ca1643b05, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/francis-brett-young_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="140" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 May 2026 04:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il canto del mare]]></title>
			<author><![CDATA[Gloria Barberi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002CC"><h1 class="imHeading1">La mattina appariva immobile</h1><h2 class="imHeading2">Socchiuse gli occhi, cercando di escludere ogni senso che non fosse l'udito</h2><div><div>Una bonaccia oleosa appiattisce il mare sotto il cielo livido. Sull'orizzonte rotolano nubi panciute tinte di rosso. Il mondo è in attesa.</div><div><br></div> <div>La bambina si ferma per qualche istante, fissando l'acqua. I suoi piedi percepiscono la levigatezza dei ciottoli, gli alluci intuiscono le sottili vene di colore celate nell'apparente compattezza grigia di ogni più piccolo sasso.<br>Quel luogo le è familiare. Lo riconosce con ciascuno dei cinque sensi. La fragranza salmastra; il grigiore della parete di roccia alle sue spalle; il sapore di alghe fresche che le resta sulla lingua a ogni respiro; il rumore delle minuscole onde tra la sabbia della riva; il contrarsi dei capillari alla frescura della brezza.<br>L'aria trema ancora sotto l'impeto della sua corsa, e presto si lacererà come una placenta per lasciar emergere gli inseguitori.<br>La bambina si guarda attorno. Solo mare e roccia. Nessuna via di scampo.<br>Un istinto ancestrale le schiude le labbra.<br>Il canto le vibra nella gola. Qualcosa di mai sperimentato prima d'ora, ma scritto nel suo codice genetico, e che il suo corpo riconosce. Come il primo vagito, il canto scuote il mondo.<br>E l'acqua comincia ad animarsi. Piccole increspature che con il progredire della melodia mutano in onde. La liquida massa nera, solo poco prima immota, gonfia, si cresta di spuma.<br>Poi, loro appaiono. Una a una. Le carni incrostate di madreperla, alghe di lontani oceani intrecciate tra i lunghi capelli fluttuanti. Le squame della coda rilucono d'argento. Le lunghe dita palmate stringono falci di corallo.<br>Salgono dal mare in risposta al suo richiamo; amiche, salvatrici, sorelle! La bambina si slancia verso la battigia mentre alle sue spalle risuonano le grida degli uomini: grida rabbiose di belve derubate della preda.</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>Alessia si svegliò. L'alba sporcava di grigio i vetri della finestra.<br>Per un attimo restò immobile ascoltando i rumori dietro la parete. Sua sorella Carolina dormiva ancora profondamente. Sotto le palpebre chiuse, sicuramente scorrevano logaritmi e formule matematiche. La futura prof.! Dormiva con la pacifica immobilità di un Buddha eppure, Alessia lo sapeva, le sue palpebre si sarebbero spalancate sugli occhi ancora acquosi di sonno mezzo secondo prima che la sveglia suonasse. E al primo squillo Carolina sarebbe rotolata fuori dalle coperte; al secondo, in un solo rapido movimento avrebbe afferrato la vestaglia e ficcato i piedi nelle pantofole; il terzo squillo l'avrebbe seguita in corridoio, fino alla porta del bagno.<br>Alessia ficcò la testa sotto il cuscino, cercò di riafferrare il sogno. Già troppo lontano. Ma non importava. Si sarebbe ripetuto, e presto. Accadeva da mesi, ormai.</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>Prima di entrare in cucina, si scrutò furtivamente nello specchio dell'ingresso. Era così diversa dalla sua matronale e brevilinea sorella! Sottile, con i fianchi stretti e una grazia di danzatrice in ogni gesto, e lunghi capelli lisci, di un castano lumeggiato da fili biondi. I capelli di Carolina, invece, erano crespi e opachi, inamidati dalla messa in piega.<br>Alessia sorrise complice alla propria immagine. Quale miglior prova. Lei non apparteneva a quella famiglia. Ma doveva continuare a fingere, almeno ancora per un po'.<br>Compose il volto minuto in una maschera di sedicenne assonnata, ed entrò in cucina.<br>Carolina era già lì, e dondolava con la sua gravità pachidermica nel breve spazio tra fornelli e lavandino.<br>Carolina aveva un ingannevole aspetto placido: palpebre sempre a mezz'asta su globi oculari un po' sporgenti, un sorrisetto saccente sulla bocca carnosa, e tanti soffici cuscinetti di cellulite disposti ad arte su tutto il corpo, a celare gli spigoli del carattere. Con gesti sbrigativi versò latte e caffè nella tazza e la porse a sua sorella. <br>«Spicciati, che mi fai fare tardi.»<br>Alessia si guardò attorno nella piccola cucina. Ditate d'unto sugli sportelli dei pensili, presine non coordinate agli asciugapiatti: l'assenza di una madre era evidente.<br>«Papà non viene a casa per mezzogiorno» continuò Carolina versando detersivo liquido color cedrata sui piatti della sera precedente ammonticchiati nell'acquaio. «Ha un pranzo di lavoro.»<br>Alessia non fece commenti; in silenzio, scartò il plum cake allo yogurt.<br>Alzando la voce per sovrastare lo scroscio dell'acqua, Carolina disse ancora: «Nemmeno io ci sarò. Questo pomeriggio ho lezione. Puoi andare al fast food se non ti va di cucinare».<br>Come le adolescenti della pubblicità, a gonfiarsi la pancia di Coca-cola e patatine bisunte. Alessia annuì. Il plum cake era cotone tra lingua e palato.</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>Ogni battito di ciglia, come lo scatto di un otturatore fotografico. Click, click, click. Istantanee del Porto Antico nella luce piatta di una mattina di foschia. Click: l'edificio degli ex Magazzini del Cotone, snaturato dal restauro, disteso come un dolmen di cemento per tutta la lunghezza del molo. Click: le Mura del Barbarossa, pietra vetusta sopravvissuta al processo di modernizzazione dell'area portuale. Click: Porta Siberia, massiccia eppure immateriale, come lo scenario di cartapesta di un film in costume. Click: la bianca struttura del bigo, l'ascensore panoramico, che sembrava alzarsi dall'acqua verde come un fascio di pallide canne.<br>Mentre camminava lungo il molo, Alessia lasciò scivolare lo sguardo verso il mare aperto. Il grigiazzurro del cielo, troppo annacquato, sembrava sbavare oltre la linea appena percettibile dell'orizzonte. Niente onde. La mattina appariva immobile. Quasi.<br>Alessia si fermò; si voltò adagio verso la città, con il movimento aereo di una pattinatrice in un axel al rallentatore. Alzò lo sguardo.<br>Il profilo della grande strada sopraelevata tranciava a metà lo sfondo di vecchie facciate scolorite dal salino. Il traffico, sostenuto ma fluido, scorreva via come un interminabile centopiedi di metallo.<br>Alessia socchiuse gli occhi, cercando di escludere ogni senso che non fosse l'udito.<br>La prima volta in cui aveva percepito il suono era novembre, verso sera. Camminava in fretta, diretta in libreria per ritirare un libro che aveva ordinato, "I canti di Maldoror" di Lautréamont. Il vento soffiava dal mare; teso, ma non violento.<br>Quando, d'improvviso, l'aveva udito. Aveva un timbro così familiare che lei si era fermata di colpo, come se qualcuno l'avesse chiamata per nome.<br>Naturalmente non era così. Ma ugualmente si era guardata attorno. Gli edifici fieristici, abbandonati e scuri; la grande scatola di vetro e cemento che ospita l'acquario; le insegne dei pochi esercizi installati in quel cimitero di belle speranze che secondo le intenzioni degli architetti sarebbe dovuto divenire un'avveniristica zona commerciale.<br>Nulla di vivo, a parte il mare.<br>Alessia si era voltata verso la sopraelevata, tendendo l'orecchio. Aveva ascoltato le auto incunearsi nel vento con il consueto gemito ferruginoso; i fari sforbiciavano il compatto tessuto dell'illuminazione stradale; insegne colorate singhiozzavano sui muri degli antichi palazzi… Non seguivano il ritmo del suono.<br>Alessia aveva già sentito parlare del misterioso "canto della sopraelevata", ma lo considerava una leggenda metropolitana, niente di più. Il vento rifratto dalla grande struttura di cemento e acciaio: questa la spiegazione razionale del fenomeno. Ma Alessia ne comprese all'istante l'assurdità. <br>Quello era un canto; non un rumore che a tratti, incidentalmente, si modulasse in suono. Ma un canto vero e proprio, a più voci, variegato e complesso. E non nasceva dalla soprelevata. Veniva dal mare. La struttura di acciaio e cemento si limitava a fungere da amplificatore, da decodificatore, rendendolo accessibile alle orecchie degli abitanti della terraferma. Perché quella polifonia non scaturiva da gole umane. Aveva esattamente la stessa cadenza del canto delle sirene nei suoi sogni.</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>«È quasi una settimana che non vai a scuola.» La voce di Carolina, acuminata di stizza, trafisse Alessia a tradimento, mentre cercava di sgattaiolare non vista in camera sua. «Ho trovato sulla segreteria un messaggio della tua prof. d'italiano.»<br>Alessia si strinse nelle spalle e cercò di raggiungere la porta della sua camera da letto, ma la sorella le sbarrava il passo. Sembrava riempire tutto il corridoio. «Papà sta facendo un mucchio di sacrifici perché tu possa studiare!» La consueta litania accusatoria. «E tu così lo ripaghi!» <br>Senza dir nulla, Alessia sgusciò tra la parete e quel blob fremente che era sua sorella, badando a non sfiorarla, e raggiunse la porta della propria stanza.<br>«E neanche ti degni di rispondere!» Parole che suonavano come sputi. E poi il colpo basso; quello che, secondo Carolina, avrebbe dovuto farla piegare su se stessa, piangente e umiliata come una Maria Maddalena pentita. «Ah, se la mamma ti vede da lassù…»<br>Non avrebbe cambiato le cose, così come non aveva mai saputo, o voluto, cambiarle quando ancora stava al mondo. Troppo difficile da gestire, quella figlia silenziosa, enigmatica come una creatura degli abissi più profondi. Troppo diversa dalla concreta e rassicurante figlia maggiore. La madre non avrebbe mai sentito la mancanza di Alessia. Alessia non sentiva la mancanza di sua madre.<br>Scivolò in camera.</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>Con la sicurezza di una cieca nata, trovò al buio gli interruttori dei faretti. Dai quattro angoli della stanza, un morbido chiarore sottomarino dilagò su mobili e pareti. Alessia aveva sostituito le comuni lampadine con altre verdi e azzurre, così che quella sua porzione privata di mondo sembrava davvero rubata all'oceano. La tapparella, accuratamente chiusa, teneva a bada gli importuni bagliori della notte cittadina.<br>Gettò lo zainetto sul letto, tra pupazzi di stoffa e cuscini colorati, e si avvicinò alla scrivania. Dal nascondiglio segreto, sotto l'ultimo cassetto, trasse il suo diario.<br>Non era un diario come lo si intende comunemente; lei non sentiva alcun bisogno di raccontare a se stessa la piattezza della quotidianità. Quelle pagine erano preziose. Anche se il quaderno era di carta riciclata, aveva comunque lontane origini nella morte di un albero. Non doveva andare sciupato. Lo sfogliò. Le pagine le frusciavano sotto le dita con il suono di onde tra la sabbia.<br>Poesie, canzoni, fotografie, ritagli di giornale, disegni. Il mare respirava in ogni singola parola, ogni tratto di matita, ogni immagine. <br>La descrizione del suo segno zodiacale, ritagliata da una rivista di oroscopi: tutta la mutevolezza dell'acqua in malinconie inesplicabili e altrettanto immotivati attimi di gioia; la pigrizia della luna che si specchia sul mare in bonaccia; la tenacia del mollusco che nessuna tempesta strapperà dallo scoglio; l'arrendevolezza dell'alga che s'abbandona alle correnti.<br>E poi due, tre pagine piene di riproduzioni di quadri di René Magritte: il mare piceo, screziato di spuma e saette de "La traversata difficile", con i suoi velieri sperduti e fragili; le onde verdi sovrastate dal ciclopico masso sul quale il "Castello dei Pirenei" sembra germinare come una casuale verruca; e ancora un burrascoso oceano ritratto nell'atto di ingoiare un altro vascello, ma dominato in primo piano dal torso di una Venere di Milo adorna di gemme e morbide ombre carnose. E infine il suo preferito, "L'invenzione collettiva": una sirena spiaggiata, bizzarra creatura ribelle a ogni icona leggendaria, con capo di pesce e gambe di donna.<br>E brani letterari, ricopiati con calligrafia nitida, appena sporcata da qualche involontaria ghirlanda infantile, che raccontavano delle sirene e di tutte le altre Figlie delle Acque, creature degli oceani o dei laghi, abitatrici di grotte sottomarine e anse di fiume.<br>Le perfide incantatrici nate dal sangue di Acheloo, al cui richiamo soltanto Ulisse seppe resistere, e che soltanto la lira incantata di Orfeo seppe azzittire; insidiosi demoni meridiani che nell'ora senz'ombra acquietano i venti e creano miraggi, approfittando della sonnolenza dei mortali per sedurli; e le Oceanidi "dalle sottili caviglie" di cui racconta Esiodo; le Memnosini, figlie delle sirene e dei soldati del faraone annegati nel Mar Rosso, compositrici di canzoni popolari; Scilla l'Abbaiatrice, che trascina le navi contro gli scogli; e Loreley, con la sua arpa d'oro e la voce d'argento, che perdette se stessa per pietà d'un mortale; Adrika, maledetta dal dio Brahma; la Dama del Lago, custode di Excalibur; Melusina costruttrice di castelli. Quei miti erano quasi tutti negativi, e in essi le sirene venivano viste come crudeli seduttrici, affamate d'anime di annegati. Falso, anche se logico dal punto di vista degli umani che non comprendevano e non sapevano vedere la realtà attraverso la trasparenza dell'acqua. I vortici dei fiumi e dei laghi non sono che porte d'accesso a un'altra dimensione; e gli abissi marini non sono luoghi insidiosi, né bui. Alessia lo aveva appreso dai libri di scuola: una delle poche cose utili che la cultura istituzionalizzata le avesse insegnato. <br>Gli abissi marini assomigliano alla notte nella savana: stelle, lucciole, e occhi di predatori. E lei, subito, aveva amato quelle profondità e i suoi abitatori, furtivi e indifferenti al mondo di superficie, sconcertanti come incubi mitologici, adorni delle arcane luci dei fotofori. Nei suoi sogni la vipera marina snudava i denti acuminati; il linofrine dondolava la sua lanterna, trascinandosi dietro la bizzarra escrescenza a forma di radice; e lo stomia boa incedeva lungo le correnti con la solennità di un drago giapponese, nello splendore adamantino delle sue squame esagonali. <br>E ancora, altri frammenti letterari e poetici che cantavano l'oceano e i suoi abissi: brani tempestosi di Byron e Lautréamont, le liriche salmastre di Montale, gli orrori ancestrali di Lovecraft e il vorace Maelstrom di Poe. E poi, in un accostamento che non si curava d'irriverenza, testi di canzoni: dall'insinuante "acqua azzurra peccaminosa e piena di desiderio" di "Wishful sinful" dei Doors al malinconico "Mare d'inverno" cantato da Enrico Ruggeri.<br>Infine, i versi che più amava. Essenziali eppure evocatori, appartenevano a una antica ballata irlandese: "Sono un uomo sulla terra, sono un Silkie in mare". Silkie, creature d'acqua e mistero, che una volta all'anno lasciano la loro dimora sottomarina per unirsi a femmine umane, e generare dei figli. "E avverrà in un giorno d'estate / quando il sole splende su ogni muro / verrò a prendere il mio bambino / e gli insegnerò a nuotare tra la schiuma…"<br>Doveva essere accaduto così. Squame lucenti sotto la luna, in una notte d'estate; dalle scure acque del porto fino alla piccola casa sulla collina. Ma la leggenda, questa volta, non aveva conclusione. Nessun Silkie si era mai ricordato di venirla a prendere.</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>Sotto il sole, il mare è turchese e lapislazzuli. L'orizzonte, teso come un arco, scaglia dardi di spuma nel cielo.<br>La bellezza delle onde in un'aria purificata dal temporale! La bambina la respira a fondo; poi s'incammina verso la riva.<br>L'ombra di un gabbiano la sfiora. L'acqua le lambisce le caviglie.<br>"Tu sei più bello della notte. Rispondimi, Oceano. Vuoi essermi fratello?" (1). “Sì", canta un'onda ai suoi piedi.<br>E la bambina si lascia scivolare nell'azzurro.</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>«Oh, ma mi stai ad ascoltare?»<br>Alessia distolse lo sguardo dalla finestra. Carolina, seduta dall'altra parte del tavolo, srotolava in fretta i bigodini che aveva tenuto in testa per tutta la notte. I riccioli rigidi le contornavano il viso in una acconciatura stile Medusa. <br>Alessia sorrise. «Dicevi?»<br>Carolina sospirò rumorosamente. «Che quando esci da scuola, passi a prendere il pane. Io non faccio a tempo.»<br>Alessia annuì e tornò a fissare la finestra. Il mattino aveva colore di pioggia.</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>I delfini hanno sul muso un eterno sorriso, che non è davvero un sorriso; ma agli umani non importa, amano credere che i delfini siano sempre felici, anche quando li obbligano in una finzione d'oceano accerchiata da occhi sgranati. Ma, probabilmente, Cleo era davvero felice. E sembrava l'immagine della vita stessa; vivace e giocosa, guizzava nello spazio ristretto della vasca accanto a sua madre. Era nata in cattività, inconsapevole delle vastità verdeazzurre. O qualcosa, nel suo DNA, secerneva malinconia a ogni grido di gabbiano?<br>Desiderare, e non sapere cosa. Nostalgia di spazi mai conosciuti.<br>Alessia guardò la piccola delfina avvicinarsi alla parete di vetro. Il suo sorriso, così vicino… Alessia alzò la mano destra, accennando un saluto. Mi riconosci? O per te non sono che un volto tra i tanti? Abbiamo mai nuotato fianco a fianco, in un'altra vita?</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>«Avevi promesso e invece hai marinato la scuola anche oggi. E dov'è il pane?»<br>Alessia si strinse nelle spalle.<br>«Sei stata in giro tutto il giorno! Si può sapere dove sei andata a cacciarti?»<br>«All'acquario.»<br>«Mi prendi in giro?»<br>Già, la verità suona sempre così falsa. In piedi accanto al frigorifero, Alessia chiuse gli occhi, attendendo con masochistico languore lo schiaffo. Che Carolina la colpisse pure con quella sua mano larga e tozza; lei non avrebbe sentito nulla. Uscita dall'acquario, aveva vagato talmente a lungo nella piovosa sera invernale, imbibendosi gli abiti e la mente di acqua e oscurità, da divenire acqua e oscurità lei stessa. Acredine e violenza non potevano toccarla.<br>Carolina non la colpì. Forse la sua mente logica aveva recepito l'invisibile mutazione occorsa nella sostanza della sorella; o probabilmente pensava che uno schiaffo non fosse necessario, bastava la durezza della voce.<br>«Fila in camera tua! E cambiati quei vestiti, sono tutti bagnati!»<br>Alessia sorrise al proprio segreto. Quel lieve orlo di umidità in fondo alla veste. Il solo indizio che permette di riconoscere un'Ondina da una comune mortale.</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>La musica si dilatava nella stanza come un'onda gonfiata dal vento, e la voce galleggiava in superficie, lieve come spuma. Modulava parole su una solenne cadenza di cante honde, ed era eco in una cattedrale, lontano richiamo al fondo di una grotta.<br>"Yo; el otoño / Yo; el vespero / He sido un eco / Seré una ola / Seré la luna / He sido todo, soy io /… Soy la soñadora…" (2)<br>Parole di verità. Qualcuno le aveva scritte per lei; e per un altro migliaio di sognatori spiaggiati lungo le coste aspre della realtà.</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>Tutto è azzurro. Azzurro e luminoso.<br>Quasi sfiorando la sabbia, la bambina nuota sul fondo del mare, ed è come nuotare nel cielo. Forme lucenti le scivolano accanto, silenziose e lievi come fiocchi di neve; le alghe si muovono attorno a lei in una carezza.<br>Alza lo sguardo. La luce del sole le piove negli occhi come polvere di cristallo. Sembra che il cielo stesso si sia frantumato e cada lentamente attraverso l'acqua. Quei frammenti d'azzurro non possono ferirla. Si sciolgono in pura luce. Lì è al sicuro. Nessuno può farle del male.<br>Muove la coda d'argento e smeraldo, suscitando nuove correnti. Ride; un baluginio di perle e corallo bianco.<br>È a casa, finalmente.</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>Aveva trascorso un'altra intera mattina all'acquario, in un dialogo di sguardi e silenzi con la piccola delfina. L'immutabile sorriso era l'unica risposta di Cleo.<br>Ora Alessia passeggiava lungo il molo, davanti ai Magazzini del Cotone. Il Porto Antico era deserto, nel mezzogiorno piovoso. Pioveva così forte… Sembrava che il cielo tentasse di ricongiungersi alle acque, come al tempo del Caos.<br>Era passato un anno. Mentre camminava, Alessia chiuse gli occhi. La pioggia le scorreva sui capelli e sul volto, sulle palpebre chiuse, tra le ciglia.<br>Gli inseguitori erano dietro di lei. Ancora non li vedeva, ma li sentiva. I loro aliti affannati inquinavano la brezza salmastra. Ma lei non aveva più voglia di correre. Era inutile. <br>Una raffica di pioggia le tambureggiò sulle palpebre. Alessia si fermò di colpo, aprì gli occhi. Era giunta alla fine del molo. <br>L'acqua color dell'alga morta, agitata dal vento e la pioggia, ribolliva come la pozione venefica nel calderone di una strega.<br>Ma come possono le sirene vivere in tanto putridume? Come possono, soprattutto, cantare? Forse, quella voce che lei udiva non era che un ricordo imprigionato dal vento nel cemento; un'antichissima memoria incrostata come il sale sui muri delle vecchie case.<br>No. Loro erano là. E cantavano. Anche adesso.<br>Alessia tornò a chiudere gli occhi. Sentiva scorrere nelle vene correnti atlantiche, tsunami le squassavano il corpo. Barcollò sull'orlo di un abisso più profondo della Fossa delle Marianne, più insidioso del Triangolo delle Bermude.<br>Quante volte ancora l'avrebbero raggiunta, quante volte si sarebbe ripetuto quel terribile rituale di aliti fetidi sulla sua bocca, e mani sudice e crudeli che la frugavano… Senza che le sirene muovessero una sola squama d'argento per salvarla.<br>Cosa vi ho fatto? Perché mi rinnegate?<br>Era passato un anno. Un anno esatto. E lei si era stancata di aspettare.<br>Non mi prenderanno più. <br>Anche se al sogno seguiva sempre un risveglio, e nella realtà le sirene restavano sorde al suo grido d'aiuto. Erano là, da qualche parte tra l'orizzonte e la banchina frangiata di alghe: e cantavano; come nella storia di Ulisse, cantavano.<br>Non c'era che un modo per continuare a sognare.</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>«Si può immaginare come ci sono rimasta quando l'ho letto.» La professoressa Tota prese il foglio protocollo da una cartelletta e lo porse a Carolina che sedeva dall'altra parte della scrivania. La calligrafia nitida di Alessia si svolgeva sulla pagina senza cancellature o incertezze: il tema portava la data di dieci giorni prima. «Chiunque lo legga» continuò la professoressa aggiustandosi gli occhiali sul naso con la punta del dito medio, «potrebbe giurare che sua sorella abbia vissuto quella tremenda esperienza in prima persona».<br>Carolina scosse la testa, volse lo sguardo intorno come a cercare aiuto dalle impersonali pareti bianche. La pioggia percuoteva i vetri e finiva di spogliare il tiglio nel cortile della scuola.<br>«Assurdo! Lei sa come sono andate le cose!»<br>«Certo. Valentina Pozzi era una mia alunna. E la migliore amica di sua sorella.»<br>«Alessia si sentiva colpevole. Io ho tentato di spiegarle…»<br>Aveva tentato, sì, Carolina: con tutta la sbrigatività del suo spirito pratico e un'alzata di spalle. "Se l'è cercata, dopotutto". Insomma, una lite poteva anche succedere tra amiche del cuore. E Valentina era stata oltremodo imprudente a lasciare la pizzeria e incamminarsi da sola, sotto i portici di Sottoripa, a quell'ora di sera in cui tossici e malintenzionati d'ogni genere iniziano i loro giri. Con quella minigonna, poi… Valentina portava sempre gonne troppo corte. E si truccava come una puttanella. Sventata e incosciente. Nessuna meraviglia, se era finita violentata e ammazzata a coltellate a quindici anni.<br>Carolina sospirò. Sì, se l'era proprio andata a cercare.</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>L'acqua è notte. Priva anche della più piccola stella. Densa. Fredda. Alessia affonda nel buio. Niente coralli e perle, né opalescenti nemicti con cui adornarsi i capelli. Solo alghe in decomposizione e rifiuti. Catene d'ancora corrose. Molluschi invischiati nel catrame.<br>Il mare è morto. Morto! Niente accoglienti braccia di sirene, niente falci di corallo con cui difendersi dalla crudeltà degli umani. Gli umani hanno già vinto. Uccidendo il mare.<br>Alessia apre la bocca per urlare il suo sgomento. Una fetida sorsata di liquido nulla le inonda la gola e i polmoni.</div><div><br></div><div>***<br></div><div><br></div> <div>La piccola delfina si svegliò. Aveva fatto uno strano sogno. Era una di quelle creature prigioniere aldilà del vetro e voleva fuggire, fuggire…<br>Un gabbiano, sorvolando la vasca, gridò. <br>Oceano, diceva il grido. Un dolcissimo suono senza senso.</div><div><br></div><div>_______________</div> <div>(1) "I canti di Maldoror" - Lautréamont<br>(2) "La Soñadora" - Enya &amp; Roma Ryan</div><div><br></div><div><strong>NOTE</strong></div> <div>Prima pubblicazione per Club GHoST: 6 Ottobre 2024.</div><div><br></div> <div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> <div><strong>L'AUTRICE</strong></div> <div>Gloria Barberi debutta nel mondo del Fantastico all’inizio degli anni ‘80 sulle pagine delle fanzines SF…ere e Pulp cui fanno seguito pubblicazioni su riviste e periodici sia amatoriali che professionali. Il racconto “La notte di san Valentino” è apparso in Francia nell’antologia “Cosmic erotica” successivamente edita in Italia da Fanucci. Presente anche in diverse antologie di autori vari edite da Il Cerchio (Rimini) a seguito di vittorie e piazzamenti al Premio San Marino.<br>È autrice di due antologie personali: Racconti Notturni edito da Primordia (MI) e Come le bambole di notte (Montedit, MI) e di alcuni romanzi: I Custodi apparso su The Dark Side n° 34; Le viscere del Diavolo (Diesel Extra); Lo specchio scarlatto (Diesel Speciale “Pastiche”). <br>Nel 1987 collabora alla trasmissione radiofonica “Galactica” di Radio Time di Scandicci (FI). Da qualche anno si occupa di teatro in veste di attrice/caratterista nella compagnia del Teatro Stabile San Giuseppe di Ruta di Camogli, del quale cura la pagina Facebook, ma anche di autrice. La pièce “Il palazzo della Notte” ha vinto nel 2001 il premio Città di Moncalieri ed ha partecipato in seguito alla rassegna Aquilegia blu (Torino, 2002) nell’interpretazione dell’attrice Franca Berardi. <br>Tra i premi conseguiti per la narrativa fantastica ci sono il Premio Italia, Lovecraft, Courmayeur e Repubblica di San Marino.<br>Negli anni ‘90 ha lavorato come traduttrice per la casa editrice Nord e per la rivista esoterica Primordia, oltre che per alcuni privati.<br>Appassionata anche di poesia, fa parte da diversi anni del gruppo di scrittura “Anna di Vienna” che prevede incontri a cadenza mensile su un argomento a tema e un reading/spettacolo a fine stagione, con lettura di poesie e prosa, siparietti teatrali, proiezioni video e musica dal vivo. <br>Nella primavera/estate del 2019 è uscito a puntate on line su Club Ghost il feuilleton “L’occhio sinistro di Horus” ispirato alla scoperta della tomba del faraone Tutankhamon, in seguito pubblicato dalla casa editrice Lindau di Torino con il titolo "La maledizione del faraone".<br>Chi desiderasse approfondire queste notizie può cercare in rete, su Fantascienza.com e altri siti.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink763a3042fb9200dfc4b1f961eaeee8ec = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/canto-mare-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 500,'height': 750,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink763a3042fb9200dfc4b1f961eaeee8ec, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/canto-mare-cover_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="300" /></a></div><div><script> var showboxlink67b864bdc52a596ebed8cafc6c0334ce = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gloria-barberi_autrice.webp','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 417,'height': 414,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink67b864bdc52a596ebed8cafc6c0334ce, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gloria-barberi_autrice.webp" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="149" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 03 May 2026 06:03:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Violeta - Corazon Maldito di Tonfoni e Spataro]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002CB"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">La storia a fumetti di Violeta Parra</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Raccontata in una gloriosa bicromia bianco, nero e arancione</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong>Violeta Parra</strong>, musicista, poetessa, artista totale, anima della tradizione popolare cilena. <strong>Virginia Tonfoni</strong> e <strong>Alessio Spataro</strong> ne raccontano la vita scandendola in capitoli dal contrappunto perfettamente musicale, in una gloriosa bicromia bianco, nero e arancione. Una vita di dolorosa intensità, consacrata all’arte
e all’amore, raccontata con passione che emana da ogni pagina.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">La storia a fumetti di <strong>Violeta Parra</strong>, morta suicida a cinquant’anni, viaggiatrice del folklore cileno, autrice unica che ha riscoperto la tradizione, cantando le melodie della sua terra, raccogliendo testi antichi e scrivendone di nuovi, dipingendo,
tessendo e modellando. Incompresa in patria (almeno in vita), apprezzata in Europa, ma quasi del tutto dimenticata. Morta appena in tempo per non dover vivere la tremenda dittatura di Pinochet, adesso un museo ricorda la sua
opera, a Santiago del Cile, grazie ai figli che hanno recuperato gran parte dei manufatti tessili e plastici. <strong>Virginia Tonfoni</strong> - livornese del 1978, collaboratrice di <em>Alias</em> del <em>Manifesto</em> - consulta diversi libri sulla vita di <strong>Violeta Parra,</strong> legge le <em>Decime</em>, guarda alcuni film sulla popolare cilena e consulta siti internet dedicati, soprattutto riascolta il canzoniere. Sono molte le canzoni citate nel libro, tra tutte la famosissima <em>Grazie alla vita che mi ha dato tanto. / Mi ha dato il riso e mi ha dato il pianto. / Così io distinguo la gioia dal dolore, / i due materiali che formano il mio canto</em>. I testi sono sempre scritti in lingua originale, tradotti in appendice dalla sceneggiatrice, laureata in lingue a Pisa e &nbsp;insegnante di spagnolo nella scuola pubblica. <strong>Alessio Spataro</strong> - catanese del 1977 - dà vita a un fumetto caratterizzato da un marcato tratto satirico (stile <strong>Andrea Pazienza</strong>) con una colorazione tra il nero e l’arancio, con un taglio originale al quale siamo abituati da sempre, leggendolo su <em>L’Isola Possibile</em> (allegato siciliano del <em>Manifesto</em>). Avevamo già apprezzato <strong>Spataro</strong> in <em>Biliardino</em> (2015) edito da Bao. <strong>Violeta Parra</strong> è la Rivoluzione Culturale Cilena, una donna sola che imbraccia una chitarra, la voce della sua terra in un momento difficile, una voce che adesso accompagna la rinascita post- dittatura, anche se la situazione
cilena minaccia di diventare sempre più cupa.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">GLI AUTORI</strong></div>
<div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Virginia Tonfoni è una giornalista e fumettista, nata a Livorno nel 1978. Si laurea in Lingue e Letterature Straniere a Pisa e si trasferisce a Barcellona per seguire un Master in Comunicazione, per poi iniziare a lavorare nel campo dell’editoria e del cinema per sette anni. Nel 2012 decide di tornare a Livorno, dove ora vive e scrive per diverse testate giornalistiche. Ha firmato articoli per Il Manifesto, Il Fatto Quotidiano e Fumettologica. Il suo esordio nel mondo del fumetto è Violeta, che viene pubblicato da BAO Publishing nel 2017.</span></div></div><div><script> var showboxlinka1cc620fad96b812301a43a45daac782 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Virginia-Tonfoni_autrice.webp','alt': 'Virginia Tonfoni','title': 'Virginia Tonfoni','width': 330,'height': 500,'description': 'Virginia Tonfoni'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka1cc620fad96b812301a43a45daac782, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Virginia-Tonfoni_autrice.jpg" alt="Virginia Tonfoni" title="Virginia Tonfoni" width="100" height="152" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong></strong>Alessio Spataro (Catania, 1977), è un fumettista e disegnatore satirico. Collabora dal 1999 con riviste del settore e testate
giornalistiche tra cui Cuore, Left, Blue, Schizzo, Frigidaire, Carta, Nonzi, Liberazione, L’Isola Possibile (allegato siciliano del Manifesto), Bile, Mamma! e Il Male di Vauro e Vincino. Ha all’attivo sette libri
satirici e diversi albi a fumetti tra cui Non più estate (2007, Centro Fumetto Andrea Pazienza), Dark Country (2008, Self Comics) e Zona del Silenzio (2009, Minimum Fax). Biliardino, edito da BAO Publishing, è
il suo primo libro a fumetti di cui è autore unico. Con l’editore milanese ha pubblicato anche “Violeta – Corazón maldito”, scritto da Virginia Tonfoni. Vive e lavora a Roma.</span></div><div><script> var showboxlink05bdef4d737d4e8d75eaed51bc1cec9d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alessio-Spataro_autore.webp','alt': 'Alessio Spataro','title': 'Alessio Spataro','width': 330,'height': 500,'description': 'Alessio Spataro'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink05bdef4d737d4e8d75eaed51bc1cec9d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alessio-Spataro_autore.webp" alt="Alessio Spataro" title="Alessio Spataro" width="100" height="152" /></a><span class="cf1"></span></div><div><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Violeta - Corazon Maldito</em></div>
<div><em class="cf1">Autori: Virginia Tonfoni, Alessio Spataro</em></div>
<div><em class="cf1">Colore o B/N: Bicromia</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Bao Publishing</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 5 ottobre 2017</em></div>
<div><em class="cf1">Genere: Madrigali appassionati</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 128</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 16.6 x 1.1 x 21.4 cm</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8865438466</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 16,00 € - eBook: 6,54 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/42cdHl3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
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			<pubDate>Sat, 02 May 2026 07:34:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Stellarium - Il cielo non ha più segreti]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002CA"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un planetario gratuito open-source</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che mostra il cielo realistico in 3D proprio come si vedrebbe a occhio nudo</span></h2><div>






<div><em class="cf1">Strumento indispensabile per ogni astronomo. Tra realismo mozzafiato e precisione scientifica il celebre planetario 3D continua a farci sognare a occhi aperti.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un planetario gratuito open-source per il vostro computer che mostra il cielo realistico in 3D proprio come si vedrebbe a occhio nudo, con un binocolo o un telescopio.</span></div>
<div><span class="cf1">Se siete appassionati di astronomia, probabilmente conoscete già il nome, ma nel 2026 <em>Stellarium</em> si conferma non solo come un classico, ma come lo standard "de facto" per l'osservazione del cielo, sia per i neofiti che per gli astrofotografi professionisti.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Stellarium</em> è un planetario open-source che trasforma il vostro schermo in un’accurata simulazione della volta
celeste in 3D. Mostra esattamente ciò che si vedrebbe a occhio nudo, con un binocolo o con un telescopio, calcolando la posizione di stelle, pianeti e satelliti in tempo reale (o in qualsiasi data passata e futura).</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Stellarium Desktop (Windows, macOS, Linux)</strong></div>
<div><span class="cf1">È la versione <em>ammiraglia</em> ed è completamente gratuita.</span></div>
<div><span class="cf1">È un software potentissimo. Permette di gestire cataloghi di miliardi di stelle (grazie all'integrazione con i dati GAIA), controllare telescopi computerizzati tramite protocolli
come ASCOM o INDI, e utilizzare plugin avanzati.</span></div>
<div><span class="cf1">Le ultime versioni (come la 26.1) hanno introdotto il <em>Time Navigator</em>, migliorato il supporto per le architetture ARM64 (ottimo per i nuovi Mac e PC Windows moderni) e perfezionato il rendering delle atmosfere planetarie (Marte e Titano ora sono incredibilmente realistici).</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Stellarium Mobile (Android, iOS)</strong></div>
<div><span class="cf1">Si divide in versione <em>Standard</em> (gratuita/low cost) e <em>Plus</em>.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>La <em>Standard</em> è ottima per identificare le stelle puntando il telefono al cielo. Include i cataloghi base.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>La versione <em>Plus</em> è il salto di qualità per chi osserva sul campo. Sblocca cataloghi fino alla magnitudine 22, permette il controllo del telescopio via Wi-Fi o Bluetooth e include mappe ad altissima risoluzione degli
oggetti del profondo cielo.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinke438c5e5ffc5a8ef2be8304b2ec8bd46 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/stellarium-interfaccia_bar.webp','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Stellarium.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Stellarium.','width': 846,'height': 548,'description': 'L\'interfaccia grafica di Stellarium.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke438c5e5ffc5a8ef2be8304b2ec8bd46, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/stellarium-interfaccia_bar.webp" alt="L&#39;interfaccia grafica di Stellarium." title="L&#39;interfaccia grafica di Stellarium." width="200" height="130" /></a><span class="cf1"></span></div><div><span class="cf1">L'interfaccia grafica di <i>Stellarium</i>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Caratteristiche principali</strong></div>
<div><span class="cf1">L'atmosfera è simulata con precisione: vedrete il crepuscolo cambiare gradualmente, la rifrazione della luce e persino l'inquinamento luminoso della vostra città
(potete impostare il livello di "buio" secondo la scala di Bortle).</span></div>
<div><span class="cf1">Una delle funzioni più affascinanti di <em>Stellarium</em> e che non mostra solo le costellazioni occidentali (greco-romane). Potete infatti “cambiare cultura” e vedere come gli antichi Cinesi, i Maya, gli Aborigeni australiani o i popoli Inuit interpretavano il cielo.
Nel 2026 sono state aggiunte nuove culture come quella Balinese e quella Indian (Nakshatras).</span></div>
<div><span class="cf1">Il plugin <em>Oculars</em> poi permette di simulare esattamente cosa vedreste attraverso uno specifico telescopio o sensore fotografico.
Potete inserire la lunghezza focale del vostro tubo e le dimensioni del sensore della vostra reflex per pianificare l'inquadratura di una nebulosa prima ancora di montare l'attrezzatura.</span></div>
<div><span class="cf1">Un consiglio: se lo usate di notte all'aperto, attivate sempre la “modalità notte” (l'icona dell'occhio): trasformerà tutta l'interfaccia in un rosso scuro per non abbagliarvi e mantenere così le vostre pupille dilatate per l'osservazione.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">PRO</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">Open Source e gratuito: (versione desktop)</span></li>
<li><span class="cf1">Cataloghi infiniti: miliardi di stelle e milioni di oggetti del cielo profondo (DSO).</span></li>
<li><span class="cf1">Multilingua: supporto eccellente per l'italiano.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">CONTRO</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">L’interfaccia desktop può risultare complessa all'inizio per i troppi menu a scomparsa.</span></li>
<li><span class="cf1">Consumo risorse: le impostazioni grafiche massime richiedono una buona scheda video.</span></li>
<li><span class="cf1">Mobile Plus: alcune funzioni avanzate sono dietro pagamento (giustificato dal supporto agli sviluppatori).</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Stellarium</em> non è solo un software, è un'enciclopedia visiva. Se volete solo sapere “che stella è
quella?”, l'app mobile gratuita basta e avanza. Se invece volete studiare l'astronomia seriamente o guidare un telescopio da migliaia di euro, la versione Desktop è uno strumento professionale impareggiabile.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica <em>Stellarium</em> dal sito ufficiale: <a href="https://stellarium.org/" class="imCssLink">https://stellarium.org/</a></span></div>
<div><span class="cf1">Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinke923b722461a7d46358bcd8ee69d5020 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Stellarium-openfree_ver.webp','alt': 'Il logo di Stellarium.','title': 'Il logo di Stellarium.','width': 453,'height': 441,'description': 'Il logo di Stellarium.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke923b722461a7d46358bcd8ee69d5020, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Stellarium-openfree_ver_6832yvwz.webp" alt="Il logo di Stellarium." title="Il logo di Stellarium." width="150" height="147" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 May 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il giostraio dell'inferno di Gabriele Feron]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002C9"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un horror soprannaturale popolare</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Con estetica da incubo religioso e gusto da romanzo di genere visivo</span></h2><div>






<div><em class="cf1">[…] Ovunque giri lo sguardo, l’ambiente circostante gli pare tutto uguale; scruta il cielo alla ricerca di un indizio che possa venirgli in aiuto. Con gli anni si
è reso conto di non avere un &nbsp;grande senso dell’orientamento. Per esempio, una domenica mattina aveva deciso di andare con il nonno a fare funghi, risultato: Mario si era perso per almeno un’oretta in un
piccolo bosco, correndo in ogni direzione in preda al panico […]</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Il Giostraio dell’Inferno: Il giorno del Giudizio</em> di <strong>Gabriele Feron</strong>, edito da Pav Edizioni<strong> </strong>per la collana Fantasy.</span></div>
<div><span class="cf1">Il romanzo ha un pregio vero: possiede immaginario. L’apertura nel bosco gelido ha una buona presa, poi arriva la giostra, successivamente la rocca, poi le figure demoniche,
poi il contraccolpo civile dell’epilogo. È una narrativa che pensa per scene forti, per quadri, per apparizioni. Quando Feron lavora sulla macchina del supplizio, sui ribaltamenti spettacolari e sui momenti di
violenza rituale, il libro acquista energia, riconoscibilità e una sua rozza potenza visiva.</span></div>
<div><span class="cf1">Un horror soprannaturale popolare, con estetica da incubo religioso e gusto da romanzo di genere visivo. Ha un buon concept, immagini spendibili, un asse bene/male molto chiaro,
una mitologia leggibile e un finale che lascia aperta la ferita, dunque anche la continuità.</span></div>
<div><span class="cf1">A mio avviso, uno degli aspetti che poteva essere ulteriormente valorizzato riguarda la gestione della tensione narrativa. Il romanzo parte con un’apertura efficace, grazie
allo spaesamento iniziale di Eva e Mario, e costruisce fin da subito un’atmosfera suggestiva. In alcuni passaggi, però, la scelta di esplicitare con una certa rapidità retro informazioni, caratterizzazioni
e snodi della cosmologia narrativa tende a rendere più diretto ciò che, forse, avrebbe potuto emergere anche in modo più graduale. </span></div>
<div><span class="cf1">Detto questo, è un libro di genere con buona forza d’immagine e chiara vocazione narrativa. Un’ottima macchina d’intrattenimento oscuro da un’ottima
penna della provincia perturbante.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE:</strong></div>
<div><span class="cf1">Gabriele Feron nasce a Pontedera, in provincia di Pisa, nell'ottobre del 1985. Il suo approccio alla letteratura e alla scrittura avviene in maniera tardiva, vicino ai venti
anni, dopo aver portato a termine gli studi all’Istituto Professionale Industria e Artigianato della propria città. I generi a lui più cari, scoperti con la lettura di diversi autori come ad esempio Dan
Simmons, Asimov, Stephen King e Will Elliot, sono un mix Horror fantascientifico. Il primo racconto con cui si mette alla prova è <em>“Giudizio nelle tenebre”</em>, auto pubblicato nel 2015, dove il novello scrittore mette su carta un incubo avuto in una notte d'estate. La sua vita continua ad essere
divisa freneticamente tra lavoro, è titolare dell’azienda FGR s.r.l. che opera nel settore dell’impiantistica termica e dell’edilizia, e famiglia, genitore assieme alla moglie Claudia di due bambini;
riesce a ritagliarsi del tempo per coltivare la sua passione per la scrittura con la redazione del suo primo romanzo, <em>“Extralunare”</em>, pubblicato nel 2022 dalla casa editrice “Edizioni Il Molo”. </span></div>
<div><span class="cf1">Nel frattempo, si cimenta nella scrittura di brevi racconti partecipando a numerosi concorsi letterari di svariato genere, riuscendo a essere pubblicato all’interno di alcune
antologie come: <em>Un Natale Horror 2022</em> (Letteratura Horror.it); <em>L’alcova degli orrori</em> (L’alcova letteraria); <em>Racconti Horror 2024 Vol. 1 </em>(Historica edizioni).</span></div>
<div><span class="cf1"><em>“Il Giostraio dell’inferno – il giorno del giudizio” </em>(2024) è il suo ultimo componimento narrativo edito da PAV edizioni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Il Giostraio dell’Inferno - Il Giorno del Giudizio</em></div>
<div><span class="cf1">Autore: Gabriele Feron</span></div>
<div><em class="cf1">Editore: PAV Edizioni</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 24 ottobre 2024</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 266</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 13.97 x 1.7 x 21.59 cm</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 979-8344307985</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 13,00 € - eBook: 4,49 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink5ae386b7cb44c451eb80eedb7f9f1b94 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/giostraio-inferno-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 771,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5ae386b7cb44c451eb80eedb7f9f1b94, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/giostraio-inferno-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="280" /></a></div><div><script> var showboxlinke65a9e88658fe8c0be6e43ff1bcafc6f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Gabriele-Feron_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 844,'height': 850,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke65a9e88658fe8c0be6e43ff1bcafc6f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Gabriele-Feron_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="152" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 05:53:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gli occhi degli altri di Andrea De Sica]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002C8"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Opera tecnicamente pregevole</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un'esibizione di capacità registica senza reale necessità narrativa</span></h2><div><div><strong class="cf1">Gli occhi degli altri (Italia 2025)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Andrea De Sica. Soggetto: Gianni Romoli, Andrea De Sica. Sceneggiatura: Gianni Romoli, Andrea De Sica, Silvana Tamma. Fotografia: Gogò Bianchi. Montaggio: Esmeralda Calabria. Musiche: Andrea Farri. Scenografia: Alessandro Vannucci. Costumi: Massimo Cantini Parrini. Trucco: Maria Sansone. Effetti Speciali: Elio Terribili. Produttori: Brando Taccini, Claudia Cravotta, Sonia Rovai, Gregorio Paonessa, Marta Donzelli, Alessio Lazzareschi. Case di Produzione: Vivo Film, Wildside Vision Distribution, Sky Italia. Distribuzione (Italia): Vision Distribution. Genere: Drammatico, Erotico. Paese di Produzione: Italia, 2025. Lingua Originale: Italiano. Durata: 90’. Interpreti: Filippo Timi (Lelio), Jasmine Trinca (Elena), Matteo Olivetti (Cesare), Anna Ferzetti (Rossella), Rita Abela (Nicoletta), Roberto De Francesco (Sandrone), Carmen Pommella (Pasqualina), Alberto Paradossi (Ricky), Gennaro Apicella (Silverio), Giuseppe Sanfelice (Enzo).</em></div> <div><br></div></div><div><div><span class="cf1">Un dramma erotico scritto da un autore importante del cinema italiano come <strong>Gianni Romli</strong> per la terza prova registica di <strong>Andrea De Sica</strong> - figlio di <strong>Manuel</strong> (grande compositore) e nipote del mitico <strong>Vittorio</strong> - dopo <em>Non mi uccidere</em> e <em>I figli della notte</em>. <em>Gli occhi degli altri</em> scava nell’ossessione d’amore e nella degenerazione di un sentimento, condotto sul filo della trasgressione fino a una totale autodistruzione. Lelio (<strong>Timi</strong>) è un ricco e arrogante marchese che pensa di poter comprare tutto con il denaro, vive in una villa fantastica su un’isola sperduta e organizza eventi mondani insieme alla consorte. Una sera incontra Elena (<strong>Trinca</strong>), tra i due scoppia una passione travolgente che li porta a separarsi dai precedenti matrimoni e a sposarsi. Il sesso estremo e voyeuristico sta alla base del rapporto, tra giochi erotici, esibizionismo e rapporti scabrosi comprati con il denaro. Elena sprofonda nella depressione perché il marito la soggioga sempre di più e manipola il suo sentimento con eccessi di gelosia, fino a quando non incontra un altro uomo di cui s’innamora. Finale abbastanza inaspettato che non rivelo, visto che è il colpo di scena del film. <strong>Andrea De Sica</strong> sviluppa il soggetto di <strong>Romoli</strong> assieme a <strong>Silva Tamma</strong> in una sceneggiatura dai contorni erotici e drammatici, montata da <strong>Esmeralda Calabria</strong> in 90’ essenziali, fotografata benissimo da <strong>Gogò Bianchi</strong>, con una colonna sonora suggestiva di <strong>Andrea Farri</strong>, tra le cose migliori del film. La storia comincia nel 1960 e ci porta al 1970 tra canzoni d’epoca e ritmi coinvolgenti - come <em>Parlami d’amore Mariù</em> e <em>Pensiero</em> - inseriti in una partitura al pianoforte che accompagna la visione della pellicola. Il regista dimostra di saperci fare con il mezzo tecnico, tra ispirati piani sequenza e inquietanti soggettive, inserendo momenti di tensione narrativa e immagini marine tra scogliere e macchia mediterranea. <strong>Filippo Timi</strong> è molto bravo nel ruolo di un bel tenebroso che vive una vera e propria ossessione d’amore, come <strong>Jasmine Trinca</strong> si cala a dovere in un ruolo (per lei insolito) da donna fatale in preda a eccessi erotici. Girato tra l’isola di Ponza (Grotte di Pilato) e Ansedonia di Orbetello. Un’opera tecnicamente pregevole, ma non convince la motivazione, la storia ci riporta ai tempi di <strong>Antonioni</strong> e alla incomunicabilità tra uomo e donna, oltre alla trasgressione erotica che dai romanzi di <strong>Moravia</strong> nessuno più affrontava. Preferivamo di gran lunga <strong>Tinto Brass</strong> con un cinema privo di intellettualismi a opere che devono giustificare le attenzioni morbose con un soggetto fiacco. <em>Gli occhi degli altri</em> è un mero esercizio di stile, un’esibizione di capacità registica senza reale necessità narrativa, un ritorno al passato non richiesto, una calata nella noia del mondo dei ricchi e delle loro perversioni. Un lavoro che entusiasma solo chi è in cerca di perfezione formale, immagini calligrafiche che devono bastare a loro stesse. Si esce di sala con la sensazione di aver assistito a un dramma inutile. Dimenticabile.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkf985a310c5cbc0f7cfcf5ddac09ddaa1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Gli-occhi-degli-altri-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 571,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf985a310c5cbc0f7cfcf5ddac09ddaa1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Gli-occhi-degli-altri-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="272" /></a></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink81dc778a14346da0797a2c00898cb14e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Gli-occhi-degli-altri-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 800,'height': 450,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink81dc778a14346da0797a2c00898cb14e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Gli-occhi-degli-altri-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=yeCNARlZ0SQ">https://www.youtube.com/watch?v=yeCNARlZ0SQ</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 06:36:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Tainaron]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002C7"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un'opera epistolare di Leena Krohn</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che racconta i cicli naturali e le inquietanti bizzarrie di una città aliena</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Arriva in Italia <em>Tainaron - Lettere da un’altra città</em>, il capolavoro della finlandese <strong>Leena Krohn</strong>, portato in Italia da Zona 42 con la traduzione di <strong>Greta Poli</strong>. Il romanzo uscirà ufficialmente il 20 maggio e verrà presentato dalla casa editrice in anteprima al Salone del Libro di Torino.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Esiste una città dove la metamorfosi è l’unica costante, dove gli abitanti hanno sembianze di insetti, i giardini ospitano fiori giganti e le strade sono percorse
dalle più straordinarie creature. Questa città è Tainaron, protagonista dell’omonimo romanzo di <strong>Leena Krohn</strong>, che sarà a brevissimo disponibile per il pubblico italiano.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">“Ti dirò come sto io. Mi è successo che le persone non mi bastano più. Non mi bastano, per quanto grandi, belle, sagge e complesse possano essere. Non
mi bastano, anche se le loro antenne si estendono più lontano dei raggi radar e anche se i loro abiti sono più resistenti di un’armatura.”</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Tainaron<strong> </strong></em><strong></strong>è strutturato come un epistolario fantasma, inviato da una città aliena a un destinatario sconosciuto. <em>Tanairon </em>è un luogo distante da ogni idea di umano, eppure stranamente vicino al nostro mondo, con le sue chiese a cupola e i suoi grattacieli di vetro. I sentimenti della
persona che scrive le lettere rimangono in bilico tra la nostalgia di casa e l’incanto per l’ignoto, per una città incomprensibile, capace di evocare intense allegorie. Gli abitanti di <em>Tainaron </em>hanno sembianze di insetti, eppure le loro esistenze - attraverso la voce umana che li racconta - risuonano in noi con una familiarità inquietante.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Il commento di Jeff VanderMeer</strong></div>
<div><span class="cf1">La scrittura di <strong>Leena Krohn</strong> ha riscosso entusiasmo in tutto il mondo, a partire da <strong>Jeff VanderMeer</strong>, autore della <em>Trilogia dell’Area X</em>. “<em>Tainaron contiene scene di una bellezza e di una stranezza folgoranti</em>” scrive <strong>VanderMeer</strong>. Lo scrittore americano è rimasto particolarmente impressionato dall’idea di questa città in costante mutamento, una città che “<em>in realtà è un evento</em>”, percorsa da sottoculture assurde e correnti emotive improvvise. “<em>Leena Krohn unisce senza sforzo il letterale con il metaforico </em>- ha dichiarato lo scrittore americano - <em>così che l’esplorazione della città compiuta nel romanzo attraverso i suoi abitanti abbraccia sia la speculazione della fantascienza, sia il simbolismo risonante del surrealismo</em>.”</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">La sfida di tradurre dal finlandese</strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Tainaron<strong> </strong></em><strong></strong>ha potuto beneficiare della traduzione di <strong>Greta Poli</strong>, che si è misurata con l’ampiezza della scrittura di <strong>Krohn</strong>, capace di toccare vette sublimi e imperscrutabili minuzie. “<em>Tra piastre di chitina, tergiti e sirfidi, la traduzione si prospettava complessa</em>”, ha dichiarato <strong>Poli</strong>. “<em>Considerata poi l’assenza di genere<strong> </strong>nella lingua finlandese, la sfida era estrema: l’ho accolta cercando di preservare l’ambiguità tra voce narrante e interlocutore, così da restituire
l’inclusività della lingua originale. Traducendo Tainaron, ho compreso quanto quest'opera, frutto di una cultura isolata e quasi aliena, ipnotizzi il lettore con una poetica singolare, toccando corde che risuonano
di un’umanità universale</em>”.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">La consacrazione per Krohn</strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Tanairon</em>, dotato di una scrittura immaginifica, densa e complessa, è già conosciuto e apprezzato in ambito internazionale,
dopo essere arrivato in finale al <em>World Fantasy Award</em>, al <em>Finlandia Prize</em> e al <em>Nordic Council Literature Priz</em>e. Non sono certo i primi riconoscimenti per <strong>Leena Krohn</strong>, considerata una delle più grandi visionarie della letteratura finlandese, capace di produrre prodotto un corpus impressionante di opere che spaziano tra romanzi, libri per bambini, racconti e saggi. Il
suo umorismo sottile e il suo linguaggio lucido raccontano con coraggio e intelligenza la nostra esistenza in regni insoliti. Le sue opere sono state tradotte in oltre 20 lingue, mentre nel 1993 è stata insignita del
prestigioso <em>Finlandia Prize</em>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Greta Poli</strong> è nata nel 1992 in provincia di Reggio Emilia. Si è laureata in Traduzione, e specializzata
presso il Dipartimento di Traduzione e Interpretazione dell’Università di Bologna. Dopo periodi di studio in Finlandia e in Russia, ora vive e lavora a Reggio Emilia.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Tainaron - Lettere da un’altra città</em> è insieme un romanzo, un viaggio nella topografia aliena di una città incredibile, un’esperienza sensoriale e una riflessione filosofica. Attraverso una serie di lettere inviate a un destinatario
senza nome, la voce narrante protagonista del volume ci conduce tra le strade di una metropoli splendente e vertiginosa, sospesa tra un orizzonte sconosciuto e le questioni che regolano la quotidianità degli abitanti.</span></div>
<div><span class="cf1">Il romanzo sarà disponibile in anteprima al Salone del Libro di Torino e arriverà in libreria il 20 maggio ed è già possibile prenotarlo su Amazon.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Tainaron</span></div>
<div><span class="cf1">(Lettere da un'altra città)</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Leena Krohn</span></div>
<div><span class="cf1">Traduttore: Greta Poli</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Zona 42</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 20 maggio 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 172</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensioni: 14 x 1.2 x 19 cm</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 16,90 €</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN-13: 979-1282183161</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink6c1ffff8040888aaca372ab88b3c695d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Tainaron-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 795,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6c1ffff8040888aaca372ab88b3c695d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Tainaron-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="272" /></a></div><div><script> var showboxlink2c7dc2897a049eafbf5df0e0ce0aac35 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/leena-krohn_autrice.webp','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 1024,'height': 969,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2c7dc2897a049eafbf5df0e0ce0aac35, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/leena-krohn_autrice.webp" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="143" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 02:29:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Zothique 22 dedicato a William Hope Hodgson]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Riviste"><![CDATA[Riviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002C6"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Per appassionati di weird</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Il secondo speciale dedicato a William Hope Hodgson</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Se siete appassionati di weird e orrore cosmico, il numero 22 di <em>Zothique</em> è un appuntamento imperdibile. Questo è il secondo speciale dedicato a <strong>William Hope Hodgson</strong>, curato da <strong>Pietro Guarriello</strong>, e offre circa 200 pagine di racconti inediti, documenti rari e saggi critici che scavano a fondo nella vita e nell’opera dell’autore di <em>La Casa sull’Abisso</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Tra le chicche del volume ci sono sei racconti inediti, tra cui spicca <em>Attraverso il Vortice di un Ciclone</em>, che si colloca come perfetto complemento ai suoi celebri racconti di orrore marino. Da segnalare anche un racconto scritto al fronte, mai ristampato
dalla sua pubblicazione originale, e il rarissimo <em>Diario di Navigazione</em>”del 1898, redatto durante la circumnavigazione del globo. Questo diario non è
solo un documento storico: aiuta a capire come le esperienze di mare abbiano plasmato l’immaginario e la genesi dei suoi racconti marittimi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il volume non è solo narrativa: i saggi critici completano il quadro. <strong>Andrea Beatrice</strong>, per esempio, mette a confronto <em>Il marinaio selvaggio </em>con <em>La musica di Erich Zann</em> di <strong>H. P. Lovecraft</strong>, mostrando come in entrambi la musica diventi un ponte verso dimensioni cosmiche e indicibili. <strong>Fritz Leiber</strong>, invece, sottolinea un aspetto davvero unico di <strong>Hodgson</strong>: “ottenne i suoi maggiori successi in una forma letteraria che la maggior parte dei maestri dell'orrore soprannaturale ha evitato, a causa della sua eccezionale
difficoltà: il racconto weird di lunghezza romanzesca”. Un dettaglio che restituisce bene l’originalità e la complessità della sua produzione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">E poi c’è lo splendido articolo di <strong>Pietro Guarriello</strong> <em>Gli ultimi giorni di William Hope Hodgson</em>, che racconta i suoi ultimi momenti durante la Grande Guerra. <strong>Guarriello</strong> sottolinea come “a differenza di molti suoi colleghi artisti, la cui opera fu forgiata al fronte, <strong>Hodgson</strong> giunse in trincea portando con sé un immaginario già popolato di oscurità cosmiche”. Particolarmente emozionante è la lettera scritta
dal fronte, in cui <strong>Hodgson</strong> collega la scena reale con le sue creazioni letterarie come il suo romanzo incubo <em>La terra dell'eterna notte</em>; l’autore sentiva l’urgenza di scrivere un libro che avrebbe dato voce a tutti questi incubi. Purtroppo, la sua morte non ne permise la
realizzazione, privandoci probabilmente di una sorta di <em>Niente di nuovo sul fronte occidentale </em>in versione cosmica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Questo secondo speciale di <em>Zothique</em> è un viaggio completo tra la vita, l’opera e l’immaginario di <strong>Hodgson</strong>. Che siate studiosi o semplici appassionati di weird, troverete in queste pagine racconti, documenti e saggi introvabili altrove, capaci di mostrare l’autore sotto nuove luci e di confermare perché
il suo orrore marino e cosmico continua a incantare e spaventare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Zhotique 22</em></div>
<div><em class="cf1">Curatore: Pietro Guarriello</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Independently published</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 25 marzo 2026</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 202</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 979-8249735074</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 16.99 x 1.3 x 24.41 cm</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 15,60 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4mSO16x" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7ed3b8b3688ec1026b7936f3ff67edce = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Zothique-22-cover_ver.webp','alt': 'La copertina della rivista.','title': 'La copertina della rivista.','width': 707,'height': 1034,'description': 'La copertina della rivista.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7ed3b8b3688ec1026b7936f3ff67edce, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Zothique-22-cover_ver.webp" alt="La copertina della rivista." title="La copertina della rivista." width="200" height="293" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 03:19:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Apparizione]]></title>
			<author><![CDATA[Guy de Maupassant]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002C5"><h1 class="imHeading1">Aguzzavo gli occhi per decifrare le scritte</h1><h2 class="imHeading2">Mi sembrò di udire, o meglio di percepire, un fruscio dietro di me</h2><div><div><span class="cf1">Si parlava di sequestri di persona, a proposito di un processo recente. Eravamo alla fine di una serata intima, in un vecchio palazzo di Rue de Grenelle, e ognuno aveva da raccontare la sua storia, di cui era pronto a garantire l'autenticità. Allora il vecchio marchese de la Tour-Samuel, un vecchio di 82 anni, si alzò e andò ad appoggiarsi alla mensola del camino. Poi, con voce un po' tremula, cominciò a raccontare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">"Anche io conosco una strana storia, così strana che è stata l'ossessione della mia vita. Sono trascorsi ormai 56 anni da che ho vissuto quell'avventura, e ogni mese la rivivo in sogno. Mi è rimasto addosso, da quel giorno, un marchio, un'impronta di paura, mi capite? Sì, sono stato in balia del più angoscioso spavento per almeno dieci minuti, e da allora ho nell'anima una specie di costante terrore. I rumori inattesi mi fanno trasalire; gli oggetti che distinguo a mala pena nell'ombra della sera mi suscitano l'irrazionale desiderio di fuggire. E di notte ho paura. Oh! Non l'avrei mai confessato, prima di arrivare alla mia età. Ma ora posso dire qualunque cosa. A un uomo di 82 anni è finalmente concesso di non essere eroico di fronte ai pericoli immaginari. Davanti ai pericoli autentici, non sono mai fuggito, care signore. Questa storia mi ha sconvolto a tal punto la mente, e ha fatto nascere in me un turbamento così profondo, così misterioso, così spaventoso, che non ne ho mai parlato. L'ho custodito nel profondo di me stesso, là dove si nascondono i segreti penosi o vergognosi, e tutte le inconfessabili debolezze cui ci siamo abbandonati nel corso della nostra esistenza.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Vi racconterò la mia avventura così come avvenne, senza cercare di spiegarla. E certo una spiegazione esiste, a meno che io non abbia vissuto da folle per un'ora. Ma no, io non ero impazzito, e ve ne darò la prova. Pensate quel che volete.</span></div> <div><span class="cf1">Ecco i fatti in tutta la loro semplicità.</span></div> <div><span class="cf1">Era il mese di luglio 1827 e io mi trovavo di guarnigione a Rouen.</span></div> <div><span class="cf1">Un giorno, passeggiando sul lungofiume, incontrai un uomo che mi sembrò di riconoscere, senza però ricordare del tutto chi fosse.</span></div> <div><span class="cf1">D'istinto, accennai a fermarmi. Lo sconosciuto notò il gesto, mi guardò e si gettò tra le mie braccia. Era un amico della mia giovinezza, al quale avevo voluto assai bene. Non lo vedevo da cinque anni e mi parve invecchiato di cinquanta. Aveva i capelli completamente bianchi e camminava curvo, come fosse disperato.</span></div> <div><span class="cf1">Capì la mia sorpresa e mi raccontò la sua vita. Una terribile sventura l'aveva spezzata. Innamoratosi pazzamente di una giovanissima fanciulla, l'aveva sposata in un'estasi di felicità. Dopo un anno di gioia sovrumana e di inesauribile passione, essa era morta per una malattia di cuore, uccisa senza dubbio dal troppo amore. Egli aveva lasciato il suo castello il giorno stesso della sepoltura, e si era stabilito a Rouen. Viveva là, solitario e disperato, distrutto dal dolore e così infelice che ormai pensava solo al suicidio.</span></div> <div><span class="cf1">"Poiché ti ho ritrovato in questo modo", mi disse, "ti chiedo di rendermi un grande favore. Vorrei che tu andassi a casa mia, a cercare alcune carte di cui ho urgente bisogno e che sono nello scrittoio della mia camera... della nostra camera. Non è un compito che io possa affidare a un servo o un amministratore, perché occorrono una totale discrezione e un silenzio assoluto.</span></div> <div><span class="cf1">Quanto a me, non rimetterò piede in quella casa per niente al mondo. Ti darò la chiave della stanza, che io stesso ho chiuso partendo, e la chiave dello scrittoio. Darai una mia lettera di presentazione al giardiniere, che ti farà entrare nel castello. Ma vieni a colazione da me, domani, e ne riparleremo."</span></div> <div><span class="cf1">Promisi senz'altro di fargli quel piccolo favore. Del resto si trattava solo di una passeggiata, dato che la sua tenuta era a poco più di cinque leghe da Rouen. A cavallo, ci sarei arrivato in un'ora.</span></div> <div><span class="cf1">Alle dieci del mattino dopo ero da lui. Facemmo colazione, noi due soli, ma il mio amico non pronunciò più di venti parole.</span></div> <div><span class="cf1">Mi pregò di scusarlo: al pensiero che sarei entrato nella stanza in cui giaceva la sua felicità, si sentiva sconvolto.</span></div> <div><span class="cf1">E infatti mi sembrò singolarmente agitato, preoccupato, come se nel suo animo si combattesse una lotta misteriosa.</span></div> <div><span class="cf1">Alla fine mi spiegò esattamente quel che dovevo fare. Era semplicissimo.</span></div> <div><span class="cf1">Dovevo solo prendere due pacchetti di lettere e un fascio di documenti, chiusi nel primo cassetto di destra del mobile di cui avevo la chiave. Aggiunse: "è inutile che ti raccomandi di non leggerli."</span></div> <div><span class="cf1">Mancò poco che quelle parole mi offendessero, e glielo dissi, un po' bruscamente.</span></div> <div><span class="cf1">Balbettò: "Perdonami, soffro troppo."</span></div> <div><span class="cf1">E si mise a piangere.</span></div> <div><span class="cf1">Lo lasciai verso l'una, per compiere la mia missione.</span></div> <div><span class="cf1">Il tempo era splendido e io me ne andavo al trotto fra i prati, ascoltando il canto delle allodole e il ritmico rumore della sciabola contro il mio stivale. Poi entrai nella foresta e misi il cavallo al passo. Rami d'albero mi sfioravano il viso, e di tanto in tanto staccavo una foglia con i denti e la masticavo avidamente; ero in uno stato d'animo gioioso, di quelli che a volte ci riempiono, non si sa perché, d'una felicità tumultuosa e insaziabile, come un'ebbrezza di forza.</span></div> <div><span class="cf1">Avvicinandomi al castello, cercavo in tasca la lettera per il giardiniere, e mi accorsi con stupore che era sigillata. Ne fui così sorpreso e irritato che stavo per tornare indietro, trascurando la mia commissione. Poi pensai che avrei dimostrato una suscettibilità di cattivo gusto. Il mio amico, d'altra parte, poteva aver chiuso la lettera senza pensarci, senza farci caso, nello stato in cui era.</span></div> <div><span class="cf1">Il castello sembrava abbandonato da vent'anni. Il cancello, imputridito e rovinato, stava in piedi non si sa come. Le erbacce invadevano i viali; non si distinguevano più i contorni delle aiuole.</span></div> <div><span class="cf1">Al rumore che feci prendendo a calci un'imposta, un vecchio uscì da una porta laterale e sembrò molto stupito di vedermi. Saltai a terra e gli consegnai la lettera. La lesse, rilesse, la voltò, mi guardò da sotto in su, mise il foglio in tasca e disse: "Ebbene, che desiderate?"</span></div> <div><span class="cf1">Risposi bruscamente: "Dovreste saperlo, visto che nella lettera ci sono gli ordini del vostro padrone. Voglio entrare nel castello."</span></div> <div><span class="cf1">Sembrava atterrito ed esclamò: "Allora volete entrare... nella sua stanza?"</span></div> <div><span class="cf1">Cominciavo a spazientirmi.</span></div> <div><span class="cf1">"Insomma! Avete per caso intenzione di farmi l'interrogatorio?"</span></div> <div><span class="cf1">Balbettò: "No... Signore... Ma... quella stanza non è più aperta dopo... dopo la morte. Se volete attendere cinque minuti andrò a vedere... a vedere se..."</span></div> <div><span class="cf1">Lo interruppi, incollerito: "Volete prendermi in giro? Non potete certo entrare, visto che ho io la chiave."</span></div> <div><span class="cf1">Non sapeva più cosa dire.</span></div> <div><span class="cf1">"Allora signore, vi farò strada."</span></div> <div><span class="cf1">"Mostratemi le scale e lasciatemi solo: la troverò anche senza di voi."</span></div> <div><span class="cf1">"Ma... Signore... però..."</span></div> <div><span class="cf1">Stavolta mi arrabbiai sul serio.</span></div> <div><span class="cf1">"Basta, silenzio! Oppure avrete a che fare con me!"</span></div> <div><span class="cf1">Lo scostai violentemente ed entrai in casa.</span></div> <div><span class="cf1">Attraversai innanzitutto la cucina, poi due stanzette abitate dal giardiniere e dalla moglie, poi un ampio vestibolo. Quindi salii lo scalone e riconobbi la porta descritta dal mio amico.</span></div> <div><span class="cf1">Entrai, dopo averla aperta senza sforzo.</span></div> <div><span class="cf1">Il luogo era così buio che dapprima non riuscii a veder nulla.</span></div> <div><span class="cf1">Mi fermai, colpito dall'odore muffito tipico degli ambienti disabitati e condannati degli ambienti morti.</span></div> <div><span class="cf1">Poi, a poco a poco, i miei occhi si abituarono all'oscurità e cominciai a distinguere una grande stanza in disordine, un letto senza lenzuola, ma con i materassi e i cuscini, uno dei quali portava l'impronta profonda di un gomito o di una testa, come se qualcuno ci si fosse sdraiato un momento prima.</span></div> <div><span class="cf1">Le sedie erano disposte qua e là, senza ordine.</span></div> <div><span class="cf1">Notai che una porta, senza dubbio quella di un armadio a muro, era rimasta semi aperta. Mi avvicinai innanzitutto alla finestra, per far luce, e tentai di aprirla; ma i ferri delle imposte erano talmente arrugginiti che non riuscii a farli cedere.</span></div> <div><span class="cf1">Cercai perfino di romperli con la sciabola, ma invano.</span></div> <div><span class="cf1">Dato che questi inutili sforzi mi irritavano, e che ormai mi ero abituato perfettamente alla penombra, rinunciai alla speranza di vederci meglio e mi avvicinai allo scrittoio.</span></div> <div><span class="cf1">Mi sedetti su una poltrona, abbassai la ribalta, aprii il cassetto indicato. Era pieno fino all'orlo. Dovevo prendere solo tre pacchetti che sapevo come riconoscere e cominciai a cercarli.</span></div> <div><span class="cf1">Aguzzavo gli occhi per decifrare le scritte, quando mi sembrò di udire, o meglio di percepire, un fruscio dietro di me. Non ci feci caso, pensando che una corrente d'aria avesse smosso qualche drappo. Ma un minuto dopo, un altro movimento quasi </span></div> <div><span class="cf1">impercettibile mi provocò un lieve e sgradevole brivido a fior di pelle.</span></div> <div><span class="cf1">Mi pareva talmente stupido lasciarmi impressionare, sia pure appena appena, che decisi di non voltarmi neppure, per rispetto verso me stesso. Avevo appena trovato il secondo dei plichi che cercavo e stavo per prendere il terzo quando un profondo e penoso sospiro, emesso proprio contro la mia spalla, mi fece fare un salto due metri più in là. Nel mio slancio m'ero voltato, la mano sull'elsa della spada, e se non l'avessi avuta al fianco, forse sarei fuggito come un vile.</span></div> <div><span class="cf1">Una donna alta, biancovestita, mi guardava, in piedi dietro la poltrona dov'ero seduto un attimo prima.</span></div> <div><span class="cf1">Fu tale la scossa che mi attraversò il corpo, che per poco non caddi riverso.</span></div> <div><span class="cf1">Oh, è ben difficile capire, a meno di averli provati, questi spaventosi e pur stupidi terrori.</span></div> <div><span class="cf1">L'anima si confonde, non si sente più il cuore; il corpo intero diventa molle come una spugna, e si direbbe che tutto, dentro di noi, crolli.</span></div> <div><span class="cf1">Io non credo ai fantasmi, eppure mi sono sentito mancare per l'odiosa paura dei morti e ho sofferto, sì, ho sofferto in quegli istanti più che in tutto il resto della mia vita, preso dall'angoscia irresistibile dei terrori soprannaturali.</span></div> <div><span class="cf1">Se lei non avesse parlato, forse sarei morto! Ma parlò: parlò con una voce dolce che mi faceva vibrare i nervi. Non posso dire che ridivenni padrone di me stesso, né che ritrovai la ragione.</span></div> <div><span class="cf1">No, mi sentivo perduto, non sapevo quel che facevo; ma quella specie di intima fierezza che porto in me, e un po' anche l'orgoglio del mestiere, mi aiutavano a conservare, malgrado me stesso, un certo contegno. Fingevo, in realtà: per me stesso e anche per lei.</span></div> <div><span class="cf1">Fosse donna o spettro.</span></div> <div><span class="cf1">Mi sono resoconto di tutto ciò più tardi, perché vi assicuro che nell'istante dell'apparizione, non pensavo più a nulla.</span></div> <div><span class="cf1">Avevo paura.</span></div> <div><span class="cf1">Ella disse: "Oh, signore, potreste farmi un grande favore?"</span></div> <div><span class="cf1">Avrei voluto rispondere ma non riuscii a dire una parola. Dalla gola mi uscì solo un suono confuso.</span></div> <div><span class="cf1">E lei riprese:</span></div> <div><span class="cf1">"Volete? Voi potete salvarmi, guarirmi. Soffro terribilmente. Soffro, quanto soffro!"</span></div> <div><span class="cf1">Si sedette lentamente nella poltrona e mi guardò: "Volete?"</span></div> <div><span class="cf1">Risposi sì con un cenno del capo, perché la voce ancora mi mancava.</span></div> <div><span class="cf1">Allora lei mi tese un pettine di tartaruga e mormorò: "Pettinatemi!</span></div> <div><span class="cf1">Oh, pettinatemi: questo mi guarirà. Bisogna che qualcuno mi pettini. Guardate la mia testa... come soffro! I capelli mi fanno tanto male!"</span></div> <div><span class="cf1">I suoi lunghi capelli sciolti, lunghissimi, di un nero cupo, ricadevano oltre lo schienale della poltrona e toccavano il pavimento.</span></div> <div><span class="cf1">Perché l'ho fatto?</span></div> <div><span class="cf1">Perché ho preso quel pettine, tremando, e ho raccolto nella mano quei suoi lunghi capelli, che trasmisero alla mia pelle una sensazione di freddo atroce, quasi avessi toccato una serpe?</span></div> <div><span class="cf1">Non lo so.</span></div> <div><span class="cf1">La pettinai. Maneggiai, non so come, quella capigliatura di ghiaccio.</span></div> <div><span class="cf1">La torsi, la snodai, l'annodai; l'intrecciai come si fa con la criniera di un cavallo.</span></div> <div><span class="cf1">Lei sospirava, piegava la testa, sembrava felice.</span></div> <div><span class="cf1">Poi mi disse "Grazie!", mi strappò il pettine di mano e fuggì dalla porta che avevo visto socchiusa.</span></div> <div><span class="cf1">Rimasto solo, provai, per qualche secondo, quel penoso turbamento, che segue un brutto sogno. Finalmente mi scossi: corsi alla finestra e sfondai le imposte con una spinta furiosa.</span></div> <div><span class="cf1">Un fiotto di luce penetrò nella stanza. Mi lanciai verso la porta, attraverso la quale era fuggita. La trovai chiusa e solidissima.</span></div> <div><span class="cf1">Allora fui invaso da un febbrile desiderio di fuga, da un panico che era lo stesso delle battaglie. Afferrai bruscamente i tre pacchetti di lettere dallo scrittoio aperto; traversai di corsa l'appartamento, scesi a quattro a quattro i gradini della scala, mi trovai fuori non so in che modo e, scorgendo a pochi passi il mio cavallo, saltai in groppa in un sol balzo a partii al galoppo.</span></div> <div><span class="cf1">Mi fermai solo quando giunsi a Rouen, davanti al mio alloggio.</span></div> <div><span class="cf1">Gettate le briglie al mio attendente, mi rifugiai nella mia stanza e mi chiusi dentro a riflettere.</span></div> <div><span class="cf1">Per più di un'ora mi domandai ansiosamente se ero stato preda di un'allucinazione oppure no. Certo avevo avuto uno di quegli incomprensibili cedimenti dei nervi, una di quelle pazzie cerebrali che generano i miracoli cui il Soprannaturale deve la sua potenza.</span></div> <div><span class="cf1">Stavo dunque per credere a una visione, a un errore dei miei sensi, quando mi avvicinai alla finestra. Per puro caso, abbassai lo sguardo.</span></div> <div><span class="cf1">Il mio dolmen [giacca militare a doppiopetto] era pieno di lunghi capelli femminili, che si erano arrotolati intorno ai bottoni.</span></div> <div><span class="cf1">Ad uno ad uno li presi e li gettai nel fuoco con dita tremanti. Poi chiamai il mio attendente. Ero troppo scosso, troppo turbato, per recarmi dal mio amico in quello stesso giorno. E poi volevo riflettere seriamente su quel che gli avrei detto.</span></div> <div><span class="cf1">Gli feci portare le lettere e lui diede al soldato una ricevuta. Chiese di me con insistenza. Gli dissero che ero malato, che avevo preso un colpo di sole o qualcosa del genere. Sembrò inquieto. Andai a trovarlo il giorno dopo, all'alba, deciso a dirgli la verità. Era uscito la sera prima, senza far ritorno.</span></div> <div><span class="cf1">Tornai più tardi, ma non l'avevano più visto. Aspettai una settimana. Non tornò. Allora avvertii la polizia. Lo cercarono dappertutto, senza scoprire la minima traccia del suo passaggio, o del suo rifugio.</span></div> <div><span class="cf1">Il castello abbandonato fu minuziosamente perquisito e non vi si trovò nulla di sospetto.</span></div> <div><span class="cf1">Niente faceva pensare che una donna vi si fosse nascosta.</span></div> <div><span class="cf1">L'inchiesta non approdò a nulla e le ricerche furono interrotte.</span></div> <div><span class="cf1">E dopo cinquantasei anni ne so quanto prima. Ossia nulla.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong><span class="cf1">Note della redazione</span></strong></div> <div><span class="cf1">"Apparizione" (titolo originale </span><span class="cf1"><i>Apparition</i></span><span class="cf1">) è un celebre racconto horror del 1883 di Guy de Maupassant, in cui un marchese ottuagenario racconta un inquietante incontro soprannaturale avvenuto nel 1827. La storia fonde atmosfere gotiche, il tema del doppio e il terrore psicologico, esplorando la sottile linea tra realtà e allucinazione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong><span class="cf1">L’AUTORE</span></strong></div> <div><span class="cf1">Guy de Maupassant è stato uno dei padri fondatori del racconto moderno e una figura centrale della letteratura francese del XIX secolo. Nato nel 1850 in Normandia, crebbe in un ambiente profondamente legato alla natura e ai paesaggi rurali che avrebbero poi ispirato gran parte delle sue opere. La sua formazione letteraria fu guidata dal celebre Gustave Flaubert, un amico di famiglia che divenne il suo mentore, insegnandogli il rigore dello stile e l'importanza dell'osservazione oggettiva della realtà.</span></div> <div><span class="cf1">Il successo travolgente arrivò nel 1880 con la pubblicazione di </span><span class="cf1"><em>Palla di sego</em></span><span class="cf1">, un racconto ambientato durante la guerra franco-prussiana che lo consacrò immediatamente come un maestro della narrativa breve. Dotato di una produttività prodigiosa, nel decennio successivo compose oltre trecento racconti e sei romanzi, tra cui spicca </span><span class="cf1"><em>Bel-Ami</em></span><span class="cf1">, un'impietosa analisi dell'arrampicata sociale e della corruzione nella Parigi del tempo. La sua scrittura si distingue per un realismo crudo e sintetico, capace di indagare con sottile pessimismo le bassezze dell'animo umano e le ipocrisie della borghesia.</span></div> <div><span class="cf1">Con il passare degli anni, la sua produzione iniziò a riflettere una crescente inquietudine psicologica. Racconti come </span><span class="cf1"><em>L'Horla</em></span><span class="cf1"> segnarono il passaggio verso una dimensione fantastica e angosciante, specchio del declino della sua salute mentale compromessa dalla sifilide. Dopo un drammatico tentativo di suicidio, trascorse i suoi ultimi mesi in una clinica parigina, dove morì nel 1893 a soli quarantadue anni, lasciando un'eredità letteraria definita da una straordinaria lucidità e da una profonda malinconia esistenziale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink9b4279e5692100b936856ae212120b5d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/apparizione-cop_bar.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 660,'height': 368,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9b4279e5692100b936856ae212120b5d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/apparizione-cop_bar.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="112" /></a></div><div><script> var showboxlinke00790e37000841798cf4f1a2691675c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Maupassant_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 950,'height': 950,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke00790e37000841798cf4f1a2691675c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Maupassant_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 03:27:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[La sesta estinzione dei WorldPlan]]></title>
			<author><![CDATA[Red Scorpion]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002C4"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Opera sonora di rara intensità</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che squarcia il velo del conformismo di un'epoca al tramonto</span></h2><div>






<div><strong><span class="cf1">WORLDPLAN - La sesta estinzione</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">(Independent, 2026)</span></strong></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il lavoro in studio dei </span><span class="cf1"><strong>WorldPlan</strong></span><span class="cf1">, intitolato </span><span class="cf1"><em>La sesta estinzione</em></span><span class="cf1">, si configura come un'opera sonora di rara intensità che squarcia il velo del conformismo per immergersi
nelle profondità di un'epoca al tramonto. Questo nuovo capitolo discografico abbandona ogni velleità di rassicurazione, offrendo invece un'esperienza d’ascolto viscerale che fonde la potenza ritmica
del crossover anni '90 e '00 con una sensibilità lirica tormentata e straordinariamente lucida. Fin dalle prime battute, la band toscana delinea un paesaggio emotivo dove la collisione tra istinto primordiale
e alienazione urbana genera una tensione costante, trasportando l'ascoltatore in un viaggio che non ammette soste.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'apertura è affidata a una vera e propria dichiarazione d'intenti che trasforma la figura del protagonista in un simbolo di rottura definitiva: il sacrificio delle
vecchie convinzioni diventa il passaggio necessario per abbracciare una visione individuale, quasi martirizzata, alla ricerca di una nuova luce interiore che splenda tra le macerie dell'identità. Questa metamorfosi
iniziale apre la strada a narrazioni ancora più crude, dove la stanchezza esistenziale esplode in grida potenti contro lo smarrimento del sé, mentre il ritmo incalzante sottolinea l'inevitabilità di
un crollo che è sia intimo che collettivo.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il nucleo centrale dell'opera si spinge verso i margini dell'esperienza umana, esplorando la natura biologica come una prigione caotica. Qui, il conflitto tra le pulsioni
animalesche e il disgusto verso la propria condizione fisica rivela la fragilità di un essere vivente intrappolato in un mondo che ha perso ogni coordinata logica. La critica sociale si fa poi feroce nel descrivere
una società ridotta a un giardino zoologico dominato da ipocrisie e dinamiche di sottomissione, dove la disillusione smette di essere un peso e diventa l'unico strumento per godersi lo spettacolo della fine imminente.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La chiusura del cerchio avviene attraverso una riflessione amara sulla modernità, intesa come un meccanismo di controllo che soffoca la libertà individuale sotto il
peso di un piano preordinato e impersonale. Le liriche toccano vertici di profonda inquietudine nel descrivere un'intera generazione anestetizzata dai ritmi del capitale, smarrita tra dipendenze e una fede ormai ridotta
in frantumi. Eppure, proprio in questo gelo interiore e nel desiderio di fuga che pervade le ultime note, i </span><span class="cf1"><strong>WorldPlan</strong></span><span class="cf1"> riescono a trasmettere un'energia trasformativa, suggerendo che la fine di questo mondo possa essere il preludio necessario per una rinascita ancora tutta da scrivere.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Le tracce nel dettaglio</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Un percorso sonoro che analizza la fine di un'era attraverso una narrazione cruda e viscerale:</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><i><span class="cf1">Davide o Golia</span></i></div>
<div><span class="cf1">Il brano funge da manifesto programmatico dell'intero lavoro, concentrandosi sulla radicale metamorfosi del protagonista. La narrazione descrive il momento in cui l'individuo
decide di abbandonare le influenze e le idee altrui per abbracciare una propria visione del mondo, accettando di diventarne il martire. È una ricerca dolorosa di un nuovo equilibrio spirituale che emerge tra il mutamento
dell'identità e le seduzioni di vecchie illusioni.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><i><span class="cf1">Discesa</span></i></div>
<div><span class="cf1">Questa traccia si presenta come un urlo potente e senza filtri contro il rischio di perdere la propria essenza. Il testo esplora la fatica del vivere e i conflitti interiori che
portano a crolli personali inevitabili. Il tutto è sorretto da immagini d'impatto e un ritornello studiato per fissarsi nella memoria dell'ascoltatore.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><i><span class="cf1">Vertebrato</span></i></div>
<div><span class="cf1">Qui la tensione interiore raggiunge il suo apice, mettendo in scena la condizione umana come un vero e proprio "errore biologico". Il corpo viene percepito come una gabbia
in cui si scontrano alienazione e istinti animali, trasformando l'esistenza in una confessione feroce fatta dai margini della società.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><i><span class="cf1">Se Tutto Cade</span></i></div>
<div><span class="cf1">Il brano assume i toni di un inno amaro e disincantato rivolto al collasso delle strutture sociali. Il mondo viene descritto come uno zoo governato da ipocrisia e rapporti di potere,
visto attraverso gli occhi di chi, ormai esausto di essere oppresso, sceglie di osservare con distacco la caduta dell'intero sistema.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><i><span class="cf1">Recinto</span></i></div>
<div><span class="cf1">In questa traccia l'esistenza viene paragonata a un allevamento intensivo, dove l'essere umano agisce come un animale programmato da forze esterne. Il protagonista esprime
il soffocamento causato da un piano globale che annulla l'identità e la famiglia, mettendo a nudo il bisogno disperato di libertà e la fragilità intrinseca dell'uomo.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><i><span class="cf1">Fluoxetina</span></i></div>
<div><span class="cf1">L'EP si chiude con un viaggio nelle zone più d'ombra della psiche generazionale. Il brano esplora lo smarrimento collettivo e la paura, denunciando un sistema capitalista
che anestetizza il dolore invece di curarlo. È un racconto di dipendenze e freddo interiore, che sintetizza il desiderio di fuga di chi non trova più il proprio posto nel mondo.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><i><span class="cf1">La band</span></i></div>
<div><span class="cf1">I WorldPlan sono una band Alternative/Nu Metal toscana, formatasi nel 2016 (assestata nel 2018) con un sound potente, energetico e ispirato al crossover anni '90-'00. Noto
per testi introspettivi e sarcastici, il gruppo ha pubblicato l'EP "Easyli Rhetieving" (2019) e l'album "Jukai" (2022), distinguendosi per un'intensa attività live e un forte impatto
sonoro.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Tracklist</span></strong></div>
<div><ol><li><span class="cf1">Davide o Golia</span></li><li><span class="cf1">Discesa</span></li><li><span class="cf1">Vertebrato</span></li><li><span class="cf1">Se Tutto Cade</span></li><li><span class="cf1">Fluoxetina</span></li><li><span class="cf1">Recinto</span></li></ol></div>





<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Line-up</span></strong></div>
<div><ul><li><span class="cf1">Lorenzo Masi - voce/keytar</span></li><li><span class="cf1">Alessandro Iacobelli - voce/chitarra</span></li><li><span class="cf1">Leonardo Dei - chitarra</span></li><li><span class="cf1">Gabrio Cintura - basso</span></li><li><span class="cf1">Francesco Bracci - batteria</span></li></ul></div>




<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinkf5a6a0c104e6d808bd83cfe2250ac331 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/La-sesta-estinzione-cover_ver.webp','alt': 'La copertina dell\\\'EP.','title': 'La copertina dell\\\'EP.','width': 714,'height': 720,'description': 'La copertina dell\'EP.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf5a6a0c104e6d808bd83cfe2250ac331, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/La-sesta-estinzione-cover_ver.webp" alt="La copertina dell&#39;EP." title="La copertina dell&#39;EP." width="200" height="202" /></a></div><div><script> var showboxlinka2a7bd9e5e6f64dd819f48db8399a823 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/WorldPlan-band_ver.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 643,'height': 966,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka2a7bd9e5e6f64dd819f48db8399a823, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/WorldPlan-band_bar.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="103" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=cMC8SZEOfcA">https://www.youtube.com/watch?v=cMC8SZEOfcA</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 07:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Obsession]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002C3"><h1 class="imHeading1">Dal 21 maggio al cinema</h1><h2 class="imHeading2">Una moderna rivisitazione del tema "attento a ciò che desideri"</h2><div><div>Dal promettente ed esordiente sceneggiatore e regista <strong>Curry Barker</strong>, arriva <em>Obsession</em> una moderna rivisitazione del tema “attento a ciò che desideri”.</div><div><br></div> <div>Il confine tra il romanticismo più puro e l'incubo più viscerale sta per essere cancellato nelle sale italiane. Il 21 maggio, Universal Pictures porterà sul grande schermo <em>Obsession</em>, il lungometraggio d'esordio di <strong>Curry Barker</strong>, già fenomeno del web grazie al virale <em>Milk &amp; Serial</em>. Presentato con successo nella sezione <em>Midnight Madness</em> del Toronto International Film Festival, il film promette di rielaborare in chiave moderna e brutale il classico monito del "fai attenzione a ciò che desideri", immergendo lo spettatore in una spirale di terrore psicologico e soprannaturale.</div><div><br></div> <div>La vicenda ruota attorno a Bear, interpretato da <strong>Michael Johnston</strong>, un ragazzo timido e inguaribilmente romantico che da anni nutre un sentimento non corrisposto per l'amica d'infanzia Nikki, a cui presta il volto una magnetica <strong>Inde Navarrette</strong>. Disperato e incapace di conquistarla con i metodi convenzionali, Bear entra in possesso di un misterioso manufatto noto come il "Salice dei Desideri". In un momento di fragilità, spezza il ramo magico chiedendo solo che Nikki lo ami "più di ogni altra cosa al mondo". Ciò che segue non è però la favola sperata, ma una trasformazione inquietante: Nikki diventa improvvisamente devota a lui, ma il suo affetto muta rapidamente in un'adorazione maniacale, violenta e distorta.</div><div><br></div> <div><strong>Barker</strong>, che firma anche la sceneggiatura, costruisce una tensione palpabile che scava nell'oggettificazione amorosa, mostrando come l'autonomia della ragazza sembri essere stata usurpata da un'entità maligna che si nutre del desiderio egoistico del protagonista. La critica internazionale ha già lodato la performance della <strong>Navarrette</strong>, capace di oscillare tra la dolcezza innocente e una ferocia disturbante che gela il sangue. Con un budget contenuto ma un'estetica curata e una regia che non risparmia momenti graficamente scioccanti, <em>Obsession</em> si candida a essere l'horror rivelazione della stagione, trasformando un semplice battito del cuore nel rintocco di una condanna a morte.</div><div><br></div> <div>Preparatevi a scoprire che il vero orrore non risiede sempre nel buio, ma a volte nel sorriso troppo acceso di chi giura di amarvi per sempre.</div><div><br></div> <div>SINOSSI: Dopo aver spezzato il misterioso bastoncino del desiderio (One Wish Willow) per conquistare il cuore della ragazza di cui è innamorato, un romantico senza speranza si ritrova a ottenere esattamente ciò che voleva, salvo scoprire presto che alcuni desideri comportano un prezzo oscuro e sinistro.</div><div><br></div> <div><em>Diretto da Curry Barker. Con Michael Johnston, Inde Navarrette, Cooper Tomlinson, Megan Lawless, Andy Richter. Durata: 108’</em></div> <div><br></div> <div>Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?obsession-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink3b92a45afbfe7121f562d2a1761cd1d9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Obsession2025-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 810,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3b92a45afbfe7121f562d2a1761cd1d9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Obsession2025-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="267" /></a></div><div><script> var showboxlink089c555b21473700d86978dcb9b49640 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Obsession2025-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 960,'height': 540,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink089c555b21473700d86978dcb9b49640, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Obsession2025-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=T7bMHs737HQ">https://www.youtube.com/watch?v=T7bMHs737HQ</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Il visionario mondo di Louis Wain di Will Sharpe]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002C2"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Fotografia straordinaria</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Per appassionati d'arte e di cinema storico - biografico</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Il visionario mondo di Louis Wain (Regno Unito 2021)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Will Sharpe. Soggetto: Simon Stephenson. Sceneggiatura: Simon Stephenson, Will Sharpe. Fotografia: Erik Wilson. Montaggio:
Selina Macarthur. Effetti Speciali: Nike Rideout. Scenografie: Suzie Davies. Costumi: Michel O’Connor. Trucco: Vickie Lang. Musiche: Arthur Sharpe. Produttori: Guy Heeley, Ed Clarke, Adam Ackland, Leah Clarke. Case di Produzione:Shoebox Films, Sunny March, Studio Canal, Film 4, Amazon Studios. Distribuzione (Italia): Prime Video). Durata: 111’. &nbsp;Genere: Biografico. Paese di Produzione: Regno Unito, 2021. Lingua Originale: Inglese. Titolo Originale: The Electrical Life of Louis Wain. Interpreti:
Benedict Cumberbatch (Louis Wain), Claire Foy (Emily Richardson), Andrea Riseborough (Caroline Wain), Toby Jones (Sir William Ingram), Taika Waititi (Max Case), Aimee Lou Wood (Claire Wain), Sophia
Di Martino (Judith), Adeel Akhtar (Dan Rider), Stacy Martin (Felicie Wain), Hayley Squires (Marie Wain), Sharon Rooney (Josephine Wain), Nick Cave (H. G. Wells), Daniel Rigby (Bendigo), Richard Ayoade (Henry Wood), Olivia Colman (narratrice - doppiata da Francesca Fiorentini).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






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<div><span class="cf1">Londra, fine 1800, seguiamo l’esistenza dell’artista britannico Louis Wain (<strong>Benedict Cumberbatch</strong>), originale ed eccentrico, il difficile rapporto con la madre e con le sorelle, quindi il grande amore che dura pochi anni, dato che la moglie Emily (<strong>Claire Foy</strong>) muore di tumore al seno. Una vita privata complicata, un modo di gestire l’economia del tutto inadeguato, la povertà di mezzi e la rovina sono la nota
dominante di un’esistenza geniale ma con poco senso pratico. Fondamentale la passione per i gatti, trasmessa dalla consorte, non solo per il piccolo Peter (si veda lo strazio del pittore per la sua morte) ma per tutti
i felini, che comincia a ritrarre con immagini giocose e psichedeliche, sempre antropomorfe, trasformando la percezione dei gatti da parte del pubblico. Se il gatto è diventato un animale da compagnia, molto merito
va dato a Louis Wain, illustratore di quotidiani londinesi e per un certo periodo anche nordamericani. Il film copre lo spazio temporale che va dalla fine del secolo XIX fino agli anni Trenta, sullo sfondo la Prima Guerra
Mondiale e il cambiamento dei costumi nel Regno Unito, compreso un viaggio in piroscafo per raggiungere New York che terrorizza l’artista. Fotografia straordinaria di <strong>Erik Wilson</strong> che trasforma la pellicola in una sorta di cartone animato, con fondali dipinti a colori vivaci, secondo lo stile pittorico di Wain. <strong>Nike Rideout</strong> contribuisce al clima psichedelico con notevoli effetti speciali, soprattutto durante la traversata atlantica a bordo della nave, quando Louis crede di annegare come
nella tragedia di Shakespeare (<em>La tempesta</em>) che aveva visto a teatro con la moglie. Sceneggiatura poetica di <strong>Simon Stephenson</strong>, rimasta nel limbo per oltre dieci anni, tratta da un suo soggetto, recuperata e valorizzata dall’accorta regia di <strong>Will Sharpe</strong>. Montaggio originale di <strong>Selina Macarthur</strong> - contiene in 111’ un film che è puro cinema d’arte - &nbsp;arricchito da parti oniriche fondamentali, sogni in flashback e visioni artistiche del protagonista dal taglio psichedelico. Colonna sonora
suadente di <strong>Arthur Sharpe</strong>, che sottolinea con vigore i momenti drammatici. Scenografie vittoriane - costumi e trucco compresi - precise e accurate di <strong>Suzie Davies</strong>. Riprese a Londra (iniziate nel 2019) e in teatri di posa per ricostruire nei dettagli un’Inghilterra vittoriana. Formato quadrato (4:3) che rende il tono della
pellicola ancora più retrò. <strong>Olivia Colman</strong> è la narratrice (molto intensa) che in italiano apprezziamo con la voce (altrettanto brava)
di <strong>Francesca Fiorentini</strong>. In Italia (dato il periodo storico) si è visto solo su Prime Video. Un film che abbiamo apprezzato (senza interruzioni pubblicitarie)
in Prima TV sulla benemerita Rai 5, il canale del cinema d’autore. Consigliato soprattutto agli appassionati d’arte e di cinema storico - biografico.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4u12ob7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4mMBxgK" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink4e1a48c8031976dc05780e1652dcd096 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/visionario-mondo-Louis-Wain-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 622,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4e1a48c8031976dc05780e1652dcd096, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/visionario-mondo-Louis-Wain-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a></div><div><script> var showboxlinkf9f96af713afeeea90e9b4bb8c54c68f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/visionario-mondo-Louis-Wain-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1600,'height': 900,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf9f96af713afeeea90e9b4bb8c54c68f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/visionario-mondo-Louis-Wain-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=qh1udaAOmEQ">https://www.youtube.com/watch?v=qh1udaAOmEQ</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 02:47:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La ragazza dal pigiama rosso di Alda Teodorani]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002C1"><h1 class="imHeading1">Una qualità che non capita spesso</h1><h2 class="imHeading2">Romanzo sul controllo del corpo femminile, sulla violenza coniugale</h2><div><div>Preparatevi a immergervi in un abisso di nebbia e metallo. <em>La ragazza dal pigiama rosso</em> è l'opera più recente firmata dalla penna affilata di <strong>Alda Teodorani</strong> ed edita da D Editore, un trip body-horror estremo, tra esperimenti umani, accoppiamenti rituali, rinascita e vendetta. [<a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?fuori-la-ragazza-dal-pigiama-rosso" class="imCssLink">Leggi la presentazione completa...</a>]</div><div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/4sMfw2I" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div><div><br></div> <div><em>[…] C’era solo lui nei campi e la sua mente prese il volo, godendosi quel silenzio irreale, la sensazione di infinito che gli trasmettevano il cielo grigio, la terra rossa, le colline che, in lontananza, si confondevano con le nubi.</em></div> <div><em>Se non ci fossero stati gli alberi sradicati, con la possibilità di trovare nuova legna da ardere, il ragazzo non avrebbe visto nulla e tutto sarebbe andato in modo diverso. Avrebbe proseguito per la sua strada senza permettersi distrazioni, visto che il buio incombeva.</em></div> <div><em>Invece. […]</em></div> <div><br></div> <div><em>La Ragazza dal pigiama rosso</em> di <strong>Alda Teodorani</strong>, edito da D Editore<strong> </strong>per la collana Intermundia.</div><div><br></div> <div>Questo romanzo ha una qualità che non capita spesso: non cerca di rendersi attraente. Ti prende per la collottola e ti trascina dentro una materia lurida, sensuale e clinica.</div> <div>Sangue, nebbia, carne, desiderio, vergogna. Tutto impastato assieme. Il suo vero motore non è la trama in senso stretto, ma la pressione atmosferica che il testo riesce a costruire sin dalle prime pagine: i campi, il silenzio, il fango, la provincia chiusa sotto la cupola, il laboratorio dentro la chiesa sconsacrata. Un paesaggio che non fa da sfondo, ti mastica.</div> <div><br></div><div>La struttura per frammenti alterni funziona bene. Le sezioni dedicate a Lara, che ricostruiscono la sua vita mentale e sessuale, e quelle dedicate a Newton, che lavorano sul corpo come officina e sacrario, producono un controcanto efficace. Il lettore non avanza solo per sapere “che cosa succede”, ma per capire che cosa sia davvero successo a Lara, chi fosse prima del massacro e in quale creatura stia per essere rifusa. È una struttura che regge perché ogni blocco aggiunge pressione, non semplice informazione.</div> <div><br></div><div>Sul piano stilistico, il libro ha una voce riconoscibile: carnale, febbrile, spesso spietata. Quando colpisce, colpisce bene. È anche un romanzo sul controllo del corpo femminile, sulla violenza coniugale, sulla spettacolarizzazione della sofferenza, sul desiderio quando viene contaminato dal dominio e dalla dissociazione.</div> <div>Non è un testo accomodante né universale. </div> <div>Lo consiglio? Certo, però prendetevi il vostro tempo.</div></div><div><br></div><div><div><strong>L’AUTRICE</strong></div> <div>Alda Teodorani (Lugo di Romagna 1968) è definita “Regina dell’horror italiano”. Ha tradotto numerosi saggi, racconti e romanzi e lavora come editor. Ha pubblicato diversi racconti e romanzi per varie case editrici tra le quali figurano Stampa Alternativa, Rizzoli, Einaudi, Mondadori, Fahrenheit, Profondo Rosso. Tra i suoi romanzi ricordiamo <em>Le radici del male</em>, <em>Belve</em>, <em>La signora delle torture</em>, <em>Snake. Il vampiro della città morta</em>, e il pamphlet <em>Uomini senza</em>. I suoi lavori sono stati tradotti in inglese, spagnolo e francese. Scrive anche libri di saggistica new age con lo pseudonimo di Elena Bortolini. Dai suoi racconti sono stati tratti film e fumetti.</div><div><br></div><div><br></div> <div><em>La ragazza dal pigiama rosso</em></div> <div><em>Autore: Alda Teodorani</em></div> <div><em>Curatore: Claudio Kulesko</em></div> <div><em>Illustratore: Alessio Villotti</em></div> <div><em>Collana: Intermundia</em></div> <div><em>Editore: D Editore</em></div> <div><em>Anno: 19 marzo 2026</em></div> <div><em>Pagine: 176</em></div> <div><em>Prezzo: 15,90 € - 7,90 € eBook</em></div> <div><em>ISBN-13: 9791281842045</em></div> <div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/4sMfw2I" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink73c4ec5aadfde1afede02d72b8343b7c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/La-ragazza-dal-pigiama-rosso-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 784,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink73c4ec5aadfde1afede02d72b8343b7c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/La-ragazza-dal-pigiama-rosso-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="276" /></a></div><div><script> var showboxlink5bdf4a467ee42bdfeb7fcc8372b0261b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Alda-Teodorani_autrice.webp','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 251,'height': 250,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5bdf4a467ee42bdfeb7fcc8372b0261b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Alda-Teodorani_autrice.webp" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 02:39:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il mistero di Alessandro I Appiani]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002D2"><h1 class="imHeading1">Uomo schivo e introverso</h1><h2 class="imHeading2">La figura più affascinante di tutta la lunga storia del Principato di Piombino</h2><div>






<div><strong>Alessandro I Appiani,<br>un principe calunniato dalla storia</strong></div>
<div><br></div>
<div><strong>1. Il fantasma di Alessandro Appiani</strong></div>
<div>A Piombino la figura storica del principe Alessandro I Appiani è circondata da un alone di leggenda. Tutto comincia con il suo assassinio datato 28 settembre 1589.
Il fatto ebbe risonanza internazionale perché riguardava la violenta eliminazione del capo di uno stato che, seppur di piccole dimensioni, rivestiva grande importanza economica e strategica per la sua posizione geografica.
La storiografia ufficiale ci tramanda l’assassinio di Alessandro come conseguenza del comportamento frivolo e dissoluto del principe. Rifiutiamo questa facile spiegazione, confortati dalla documentata ricerca storica
di Mauro Carrara. L’episodio non fu una sollevazione popolare contro un signore dispotico, né la vendetta di una famiglia insorta per garantire l’onore di una propria componente. Fu invece una congiura ordita
dalle più importanti famiglie piombinesi con la partecipazione della moglie Isabella di Mendoza e di Don Felix de Aragona, il comandante del presidio spagnolo che da tempo aveva una relazione con la principessa. Furono
proprio gli spagnoli a occultare le prove della congiura e a impedire al condanna dei responsabili, anche perché alla morte di Alessandro il potere passò nelle mani di Don Felix che lo esercitò tramite
Isabella, reggente del figlioletto Iacopo VII. Il comportamento di Alessandro verso i suoi sudditi in realtà non fu così dispotico come si è voluto far credere. Arrogante fu invece il presidio della guarnigione
spagnola di stanza nel principato, un vero e proprio padrone in terra straniera. Per questo motivo i rapporti tra Alessandro e Don Felix furono pessimi, al di là della scandalosa tresca tra la moglie Isabella e lo spagnolo.
La morte di Alessandro fu violenta e atroce. Il fattaccio accadde in via Trapalazzi (oggi via Giuseppe Garibaldi), all’angolo di via di Malpertuso. Il principe venne ucciso da cinque sicari con colpi di archibugio e
quindi finito con pugnali e alabarde. Ancora oggi nella strada del centro storico di Piombino c’è una lapide che recita: “Sotto il ferro dei congiurati, complice Isabella sua moglie, qui cadde estinto Alessandro
I Appiani, signore di Piombino, la notte del 29 settembre 1590” (in realtà la vera data è il 28 settembre 1589). Dice la leggenda che Alessandro, colpito a morte, si sorresse a quella lapide per cercare
scampo dai suoi assassini. I vecchi piombinesi narrano che tra le mura delle case dove avvenne l’eccidio si odono ancora i lamenti di Alessandro. Ogni anno, verso la fine del mese di settembre, il suo spirito torna a
infestare una casa disabitata di via di Malpertuso. Torna per accusare la moglie e i falsi amici, per chiedere che venga salvato il figlio dalle mani degli spagnoli. Ma forse sono soltanto leggende. Storie narrate dai vecchi
tanti anni fa. Nelle pagine che seguono ho cercato soltanto di scrivere la vera storia del suo assassinio. &nbsp;Per fare giustizia. </div>
<div><br></div>
<div><strong>2. La vera storia di Alessandro Appiani</strong></div>
<div>Alessandro si affacciò al balcone del palazzo che dalla Cittadella scopriva il mare e assaporò il profumo di salmastro e delle tamerici. Era una mattina
di fine settembre del 1589. Un fresco maestrale solcava il canale e i gabbiani si gettavano tra le onde a caccia di facili prede. Le paranze erano uscite per mare e le popolane si affollavano alle fonti della Marina per la
consueta provvista d’acqua. Lui era appena rientrato nella capitale. ”C’è bisogno di te” avevano scritto i pochi amici che ancora gli restavano. Alessandro aveva capito che gli affari da sbrigare
a Fosdinovo erano meno importanti. Doveva tornare a Piombino. Gli anziani stavano alzando la testa e gli spagnoli pure. Occorreva il suo pugno di ferro per mettere a posto le cose. </div><div><br></div>
<div><em>Imbandirò qualche forca e farò un po’ di pulizia. Ogni tanto ce n’è bisogno.</em> Pensava<em>.</em></div>
<div><br></div><div>In realtà sarebbe bastato molto meno. La sua presenza avrebbe scoraggiato tante pretese. Il vicario e gli anziani erano in disaccordo ma lui sapeva come mettere
ognuno al suo posto. La moglie Isabella aveva ordinato qualche arresto per placare le acque. Ma non era sufficiente. E così Alessandro era partito. Da Fosdinovo a Piombino aveva attraversato paludi malsane, stupende
calette sul mare, foreste di lecci e cipressi, arenili deserti. Finalmente aveva toccato Porto Baratti e la campagna che si apriva davanti alla capitale, quindi era entrato dalla Porta a Terra e aveva raggiunto il palazzo
della Cittadella. </div><div><br></div>
<div>Alessandro non aveva un buon carattere. Gli anziani non lo amavano e il popolo lo temeva. Mancava di diplomazia, utilizzava metodi spicci e cruenti per risolvere i problemi.
Non era capace di abbindolare nessuno, non possedeva l’oratoria di chi lo aveva preceduto. Però era un uomo leale, un combattente, un rude guerriero che amava la sua terra. Lottava per l’indipendenza di
quel piccolo stato più di quanto avessero fatto in passato i componenti della famiglia Appiani. </div>
<div>Alessandro uscì in veranda per la colazione. Un tiepido sole riscaldava la mensa solitaria, pochi passerotti cercavano piccoli avanzi, gabbiani regali volavano
come sentinelle sulle torri del palazzo. Da quel posto Alessandro poteva dominare la sua terra, quel piccolo stato dove tornava volentieri per riposare da battaglie e avventure. In lontananza vedeva il confine della Torre
Nuova di Baratti, poi Punta Galera, Cala delle Tamerici e Cala Moresca, fino alla Torre della Troia, passando per Porto Falesia, Torre Mozza e Follonica. Non c’era luogo del principato che non avesse toccato. Non c’era
paese che non avesse difeso. Davanti agli occhi aveva l’Isola d’Elba, poi gli isolotti di Cerboli e Palmaiola, infine Montecristo e Capraia, lontanissime e deserte. Poteva solo immaginare i castelli di Scarlino
e Montioni e le campagne di Suvereto, le paludi da bonificare, i fiumi Pecora, Cornia e Cosimo che formavano qua e là piccoli stagni e laghetti. Quella era la sua terra e là voleva morire. Se solo avesse saputo
farsi amare dagli anziani e dal popolo come era riuscito ai suoi avi tutto sarebbe stato perfetto. Era la cosa più difficile, purtroppo. Alessandro non riusciva a tenere vicina neppure la sua famiglia. Isabella era
una moglie che pensava soprattutto all’interesse di stato e i rapporti con il marito erano formali e distaccati. Oltre tutto lei faceva in modo che il figlio frequentasse poco il padre e lo affidava a educatori e precettori.
Il principe, quando era a Piombino, si ritirava nella solitudine della veranda a scrutare il mare e a scrivere un memoriale. Certo, la sua vita era fatta di pene e di rimpianti. Suo figlio, per esempio. Avrebbe voluto vederlo
più spesso e insegnargli quel che doveva sapere sull’arte della guerra e su come tenere a bada fiorentini, pisani, spagnoli, mori e pirati. Lui sapeva bene come si difendeva uno stato. Alessandro non era un diplomatico.
Preferiva le armi alle trattative. I suoi rapporti con Don Felix de Aragona, il capitano spagnolo che controllava il principato in nome dell’imperatore, non erano facili. Lui non avrebbe voluto quella convivenza imposta
dall’esterno e non riusciva a trattare con gli spagnoli. Non sopportava la loro alterigia. Per questo Alessandro delegava spesso Isabella. La moglie era di famiglia iberica e con Don Felix si capivano al volo. Sin troppo.
La bella principessa si faceva accompagnare dal capitano persino ai balli di corte. A Piombino cominciò a correre voce che Isabella fosse l’amante di Don Felix e la diceria giunse all’orecchio di Alessandro.
Era vero? Non lo sapeva e non gli interessava più di tanto. Ciò che aveva a cuore era che Isabella tenesse a bada l’arrogante spagnolo mentre lui pensava alle incombenze del piccolo stato. In realtà
non aveva mai amato Isabella. Era solo la lontananza dal figlio a farlo soffrire. Alessandro uscì dal palazzo di Cittadella con una piccola scorta e rispose ai saluti di sempre. Nobili, anziani e semplici popolani si
inginocchiarono al suo passaggio. Ma c’era qualcuno tra loro che provava davvero affetto verso di lui? A questo pensiero un brivido percorse le sue membra. Alessandro poteva dirsi temuto, non certo amato. Era un uomo
solo e si consolava pensando che quello era il prezzo del potere. I suoi pochi amici erano Iacopo Calefati e il capitano Francesco Belloni, oltre all’anziano Domenico Vecchioni. Era con loro che faceva tardi nelle osterie
della Porta a Mare a bere, a parlare del passato e di come avrebbe voluto modificare il presente. Sembravano d’accordo nel volere un principato libero, senza la fastidiosa presenza spagnola. Restava il fatto che gli
spagnoli erano gli unici tutori della libertà, con le guarnigioni spianate sul porto, con gli archibugi protesi contro i pirati e gli attacchi moreschi. Anche quella sera Alessandro avrebbe cenato all’osteria
del Gatto Nero in Piazzetta dei Grani con gli amici Belloni e Calefati. Una cena per salutare il suo rientro nella capitale alla fine del mese di settembre dell’anno 1589. Furono servite molte portate a base di pesce
fresco, cucinato con spezie oppure cotto sui carboni ardenti, innaffiato con vino dell’Elba e delle tenute di Vignale e Montioni. Quando i tre amici uscirono all’aria aperta sembravano più allegri del solito,
passarono dalla Marina per rinfrescarsi con l’acqua corrente dei Canali, poi risalirono per la Porta a Mare e presero via Trapalazzi, un vicolo buio e stretto dove a quell’ora non passava un’anima.</div><div><br></div>
<div>Alessandro si sentiva tranquillo in compagnia del fido capitano Belloni e dell’amico Calefati, sapeva che insieme a loro non aveva niente da temere. Erano i soli
amici che aveva. Mentre camminava e assaporava l’aria fresca della notte pensava a quel che restava da fare per la sua città. Nuove fortificazioni per renderla più inaccessibile, strade da lastricare, palazzi
da decorare, chiese da affrescare, spettacoli per il popolo…. Alessandro era immerso nei sogni quando il primo colpo di archibugio lo colpì allo stomaco. Sentì un dolore caldo e non si rese neppure conto
di quel che stava accadendo. Il secondo colpo lo raggiunse al petto e lo fece cadere nella polvere del selciato.</div><div><br></div>
<div><em>Isabella, dove sei ?</em> pensò.</div>
<div><br></div><div>Isabella in quel momento sorrideva abbracciata a Don Felix e pensava al piccolo Iacopo VII sul trono e a se stessa futura reggente. Dopo quella notte Alessandro non avrebbe
più rappresentato un problema. </div>
<div>“Amici, mi stanno uccidendo!” ebbe appena la forza di gridare.</div>
<div>Attorno a sé vide soltanto sorrisi beffardi. Comprese d’un tratto che lo avevano condotto a morire. Un ultimo colpo di archibugio deturpò il suo viso. Forse recitò
una preghiera. Forse no. Alessandro non era un uomo di chiesa. Alzò appena gli occhi e vide Domenico Vecchioni con altri energumeni armati di alabarde e spade. Lo trafissero più volte. Domenico si avvicinò.
Alessandro lo supplicava con gli occhi di salvarlo. Fu la sua spada a dargli il colpo finale. E fu proprio Domenico il primo a gridare: “ È stato ammazzato il Signore!”</div>
<div><br></div>
<div><strong>3. Conclusioni</strong></div>
<div>Alessandro I Appiani è la figura più affascinante di tutta la lunga storia del Principato di Piombino. Uomo schivo e introverso, di pessimo carattere, rude guerriero
e leale combattente. Si piegò al volere di stato e contrasse un matrimonio di interesse con Isabella di Mendoza, per assicurare al principato di Piombino la protezione spagnola. Caso volle che fosse la stessa Isabella
a tradirlo e condurlo a morte. Via di Malpertuso fu la sua tomba in una sera di settembre e la lapide sta ancora là a perenne memoria dell’eccidio. Per le vie strette del centro storico di Piombino, quelle che
portano alla stupenda terrazza sul mare di Piazza Bovio, c’è chi giura di sentire ancora i suoi lamenti. Accade nelle sere di settembre, quando soffia il libeccio e si fa strada tra palme e tamerici. Quando tutti
i rumori sembrano porte che cigolano e la notte dà corpo a mille paure. Alessandro rincorre Isabella e i suoi tradimenti. Per l’eternità.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><u>Bibliografia</u></div>
<div><br></div>
<div>Licurgo Cappelletti “Storia della città e Stato di Piombino” - Giusti Livorno, 1897</div>
<div>Mauro Carrara “Signori e principi di Piombino”, La Tarsinata collana di storia locale - Bandecchi e &nbsp;Vivaldi, Pontedera 1996</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink77a00900fd63fede27c08fd053935007 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mistero-appiani_bar.jpg','alt': 'La copertina dell\\\'articolo.','title': 'La copertina dell\\\'articolo.','width': 780,'height': 405,'description': 'La copertina dell\'articolo.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink77a00900fd63fede27c08fd053935007, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mistero-appiani_bar.jpg" alt="La copertina dell&#39;articolo." title="La copertina dell&#39;articolo." width="200" height="104" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:33:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Mistero a Genova - La Casa delle Anime ]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002C0"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">La locanda degli orrori</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Il segreto inconfessabile della dimora di Voltri</span></h2><div>






<div><em class="cf1">La Ca’ delle Anime, situata vicino a Voltri (Genova) lungo la via dei Giovi, è una famosa dimora avvolta da leggende macabre e storie di fantasmi. Tra cronaca nera e folklore,
la storia di un antico rifugio appenninico dove l'ospitalità nascondeva un destino fatale e le cui mura sembrano ancora conservare il profumo di antiche tragedie.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Lungo i sentieri che si inerpicano tra le nebbie dell’entroterra genovese, esiste un luogo dove il tempo pare essersi fermato, cristallizzato in un’atmosfera di cupa attesa.
Quella che un tempo era una tappa obbligatoria per i mercanti in viaggio verso il nord, è divenuta nel corso dei secoli l’emblema di un orrore indicibile. Non si tratta solo di una vecchia struttura in pietra,
ma di un crocevia di destini spezzati, dove la bramosia dell’uomo ha generato leggende che ancora oggi sfidano la logica. In questo approfondimento, esploreremo le vicende oscure che hanno trasformato una locanda di
passaggio in una delle mete più enigmatiche del panorama ligure.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'entroterra ligure, con i suoi sentieri inerpicati e i panorami che si stagliano tra il cobalto del mare e il verde cupo dei boschi, custodisce segreti che il tempo non è
riuscito a scalfire. Tra questi, uno dei più persistenti e inquietanti riguarda un antico edificio situato lungo l'antica direttrice che collega la zona di Voltri al resto del Nord Italia. Si tratta di una costruzione
che, dietro una facciata oggi apparentemente tranquilla, nasconde un passato di violenza inaudita e fenomeni che la ragione fatica a spiegare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Durante i secoli passati, quando il viaggio era un’impresa rischiosa e i percorsi appenninici erano battuti da mercanti carichi di merci preziose, soldati di ventura e fedeli
in pellegrinaggio, le strutture che offrivano ristoro erano rare e isolate. In questo contesto, l'edificio operava come un punto di sosta strategico. Tuttavia, sotto l'apparenza di un'ospitalità cordiale,
i gestori nascondevano una natura predatoria e spietata. La loro non era una semplice attività commerciale, ma una vera e propria trappola mortale architettata con precisione meccanica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkbf3a47d1b219e28626e819793c1b3af5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Ca-delle-Anime-Voltri.webp','alt': 'La Casa delle Anime.','title': 'La Casa delle Anime.','width': 901,'height': 448,'description': 'La Casa delle Anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbf3a47d1b219e28626e819793c1b3af5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Ca-delle-Anime-Voltri.webp" alt="La Casa delle Anime." title="La Casa delle Anime." width="200" height="100" /></a></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La leggenda narra di un sistema ingegnoso quanto atroce ideato per eliminare gli avventori più facoltosi senza lasciare tracce immediate. Alcune stanze erano state modificate
affinché il soffitto, azionato da contrappesi e meccanismi nascosti, potesse scendere lentamente durante il sonno della vittima, schiacciandola nel letto o soffocandola. Questo metodo permetteva ai criminali di impossessarsi
di ogni avere del malcapitato senza dover affrontare una lotta aperta. I resti delle persone scomparse venivano poi occultati frettolosamente nei terreni circostanti la proprietà, alimentando un vero e proprio cimitero
clandestino che sarebbe rimasto celato per anni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La fine di questa catena di delitti arrivò solo quando l'alta frequenza di sparizioni lungo quella specifica rotta attirò l'attenzione delle autorità dell'epoca.
Le indagini portarono alla luce le prove degli orrori commessi: decine di resti umani furono rinvenuti nelle vicinanze della struttura, portando all'arresto e alla successiva esecuzione dei responsabili. Da quel momento,
l'edificio fu abbandonato al degrado, marchiato da una reputazione così sinistra che persino i viandanti più disperati preferivano sfidare il gelo notturno piuttosto che varcarne la soglia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il silenzio che avvolse la dimora per decenni fu interrotto soltanto nel secondo dopoguerra, quando una famiglia rimasta senza tetto a causa del conflitto decise di stabilirvisi, ignorando
o sottovalutando le storie che aleggiavano tra quelle mura. La loro permanenza, però, si trasformò rapidamente in un incubo. Si racconta che la vita quotidiana fosse costantemente interrotta da manifestazioni
inspiegabili: infissi che sbattevano violentemente nonostante l'assenza di vento, stoviglie che venivano ritrovate in stanze diverse da dove erano state lasciate e, soprattutto, un costante senso di oppressione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'episodio più celebre e toccante riportato dalle cronache popolari riguarda l'apparizione di una figura femminile eterea. Non si trattava di una presenza minacciosa,
bensì di una giovane donna dall'aspetto malinconico che sembrava vagare tra le stanze come alla ricerca di qualcuno. Si dice che fosse lo spirito di una ragazza giunta alla locanda secoli prima per ricongiungersi
con il suo promesso sposo, il quale era stato ucciso dai locandieri poco prima del suo arrivo. La sua presenza era spesso annunciata da un improvviso e intenso profumo di rose, una fragranza che strideva con l'odore di
muffa e abbandono della casa.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ancora oggi, nonostante i tentativi di restauro e i passaggi di proprietà, la struttura continua a essere oggetto di interesse per studiosi di folklore e appassionati di cronaca
nera. C’è chi sostiene che l'energia negativa accumulata durante gli anni dei delitti non sia mai svanita e che, in certe notti silenziose, si possano ancora udire i lamenti di chi ha trovato la fine in quel
luogo isolato. La storia di questa dimora rimane un monito oscuro, un punto d'incontro tra la brutalità umana e il mistero dell'ignoto che continua a sfidare ogni tentativo di spiegazione razionale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink62af327cab5f92c099a99444dc362ff1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Ca-delle-Anime-Voltri-oggi.webp','alt': 'La Casa delle Anime oggi.','title': 'La Casa delle Anime oggi.','width': 882,'height': 714,'description': 'La Casa delle Anime oggi.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink62af327cab5f92c099a99444dc362ff1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Ca-delle-Anime-Voltri-oggi.webp" alt="La Casa delle Anime oggi." title="La Casa delle Anime oggi." width="200" height="162" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 06:34:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Hamnet - Nel nome del figlio di Chloé Zhao]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002BF"><h1 class="imHeading1">Lavoro mirabile e compiuto</h1><h2 class="imHeading2">Un dramma commovente e convincente</h2><div>






<div><strong>Hamnet - Nel nome del figlio (Regno Unito, Usa 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Chloé Zhao. Soggetto: Maggie O’ Farrell (romanzo omonimo). Sceneggiatura: Maggie O’ Farrell, Chloé Zhao. Fotografia: Lukasz
Zal. Montaggio: Chloé Zhao, Affonso Gonҫalves. Musiche: Max Richter. Scenografia: Fione Crombie, Alice Felton. Costumi: Malgosia Turzanska. Produttori: Liza Marshall, Pippa Harris, Nicolas Gonda, Sam Mendes, Steven
Spielberg. Produttori Esecutivi: Chloé Zhao, Kristie Makosko Krieger, Laurie Borg. Case di Produzione: Hera Pictures, Neal Street Productions, Amblin Entertainment, Book of Shadow. Paesi di Produzione: Regno Unito, Stati Uniti d’America - 2025. Distribuzione (Italia): Universal Pictures International Italy. Durata: 125’. Genere: Drammatico, Storico. Titolo Originale: Hamnet.
Lingua Originale: Inglese. Interpreti: Jessie Buckley (Agnes Shakespeare), Paul Mescal (William Shakespeare), Joe Alwyn (Bartholomew), Emily Watson (Mary Shakespeare), Jacobi
Jupe (Hamnet Shakespeare), Jack Shalloo (Marcellus), David Wilmot (John Shakespeare), Olivia Lynes (Judith Shakespeare), Justine Mitchell (Joan Hathaway), Bodhi Rae Breathnach (Susanna Shakespeare), Freya Hannan-Mills (Eliza
Shakespeare), Noah Jupe (attore di teatro), Shaun Mason (attore di teatro).</em></div>
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<div><strong>Chloé Zhao</strong> realizza un altro piccolo gioiello cinematografico dopo <em>The Rider</em> (2017) e <em>Nomadland</em> (2020), devo dire che della cino-americana non mi è dispiaciuto &nbsp;neppure <em>Eternals</em> (2021), unico prodotto fuori dal cinema indipendente che predilige. <em>Hamnet</em> deriva dal romanzo di <strong>Maggie O’ Farrell</strong>, che lo sceneggia insieme alla regista, ed è la storia della giovinezza di William Shakesperae, del suo matrimonio con Agnes Hataway, soprattutto della drammatica morte del figlio Hamnet, che lo spinge
a scrivere la tragedia omonima. Si legge nel prologo informativo che in Inghilterra i nomi Hamnet e Hamlet erano considerati equivalenti. <em>Hamnet</em> ha vinto un premio oscar per la miglior attrice protagonista <strong>Jessie Buckley</strong> e ricevuto diverse candidature - tra questi miglior film e miglior regia - ma c’è imbarazzo della scelta perché si tratta di un lavoro mirabile
e compiuto, sia a livello di sceneggiatura sia di tecnica. Si parte con uno stupendo piano sequenza che porta a scoprire la protagonista ai piedi di una gigantesca sequoia, per continuare in forma poetica seguendo le fasi
dell’innamoramento tra William e Agnes, quindi passare al matrimonio e alla nascita dei figli, con il marito che lavora in teatro a Londra e torna a Stratford nel tempo libero. William non c’è mai nei momenti
cruciali del matrimonio, non assiste al complesso parto gemellare, soprattutto è assente quando Hamnet - il figlio prediletto - muore di peste, evento tragico che rischia di far crollare il matrimonio. Agnes è
affranta dal dolore, William metabolizza l’assenza cercando il figlio nella letteratura e creando il capolavoro della sua vita, inserendo la figura del padre fantasma, il duello che faceva per gioco con il figlio, un
attore che ricorda le sembianze del ragazzo e i suoi stessi gesti, per esorcizzare gli spettri dolorosi che tormentano la sua mente. Bellissima la sequenza in cui William recita il monologo <em>Essere o non essere</em> sul Tamigi, incerto se andare avanti nella sua vita inutile o lasciarsi morire. Altrettanto intensa la parte teatrale alla quale Agnes assiste da spettatrice al
dramma messo in scena, abbandonandosi a un sorriso liberatore, tenendo la mano che immagina del figlio, non solo quella dell’attore. <em>Hamnet</em> è scritto benissimo, dialoghi impostati in senso teatrale, ma se non ci fossero due attori bravi come <strong>Jessie Buckley</strong> (Agnes) e <strong>Paul Mescal</strong> (Wiliam) l’effetto drammatico non si raggiungerebbe. <strong>Buckley</strong> fornisce un’interpretazione straordinaria, intensa e partecipe, ben calata nel ruolo, tocca vertici supremi nel momento del parto gemellare e dopo la morte di Hamnet. <strong>Mescal</strong> è bravissimo nelle sequenze teatrali, recita sopra le righe, dando un’interpretazione convincente del ruolo di un padre artista, innamorato della famiglia,
affranto dal dolore dopo una perdita importante. La regista, per conferire maggior credibilità alla pellicola, compone un cast di attori britannici, nei ruoli principali tutti irlandesi. Fotografia di <strong>Lukasz Zal</strong> dai toni color pastello, sia delle campagne inglesi sia di una Londra anticata a dovere, montaggio compassato della regista che collabora con <strong>Affonso Gonҫalves</strong> (125’ di cinema che non affaticano), scenografie suggestive (<strong>Crombie</strong> e <strong>Felton</strong>), colonna sonora suadente e sinfonica che accompagna i momenti salienti di un’opera drammatica
(<strong>Richter</strong>). Le parti oniriche sono inserite con sapienza, conferiscono un tono fiabesco alla narrazione, che a tratti ricorda le storie di folletti, streghe
del bosco e fantasmi dolenti raccontate dai vecchi davanti al focolare. <em>Hamnet</em> è storia d’amore e morte, dramma commovente e convincente che coinvolge lo spettatore durante la visione. Non perdetelo!</div><div><br></div>
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			<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 14:37:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Demoniana di Gabrielle de Paban]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002BE"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Opera affascinante</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un vero e proprio repertorio del soprannaturale</span></h2><div><div><span class="cf1">La riscoperta di <em>Demoniana</em>, proposta in Italia dalla Dagon Press a cura di <strong>Pietro Guarriello</strong>, autore di una esaustiva e profonda introduzione a questo volume, riporta alla luce un’opera tanto rara quanto singolare, pubblicata originariamente a Parigi nel 1820 e oggi restituita ai lettori come testimonianza preziosa dell’immaginario fantastico ottocentesco. Attribuita a <strong>Gabrielle de Paban</strong>, figura ancora enigmatica e poco studiata, la raccolta si inserisce in quel fertile territorio di confine tra folklore, demonologia e letteratura del meraviglioso.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3Ot2mtG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Demoniana</em> non è un romanzo nel senso tradizionale, ma una costellazione di racconti brevi, aneddoti e cronache che attingono a leggende popolari, resoconti storici e tradizioni superstiziose. Il volume si presenta come un vero e proprio repertorio del soprannaturale: spettri che tornano dalla morte, demoni tentatori, visioni inquietanti, lupi mannari e apparizioni che sembrano emergere direttamente dalle paure collettive dell’Europa tra Sette e Ottocento. Tra gli episodi più suggestivi si può ricordare quello della misteriosa cantina di Tarascon, dove una scoperta sotterranea dà origine a interpretazioni sempre più fantasiose e perturbanti, evocando sabba infernali e presenze demoniache. Come spesso accade nella raccolta, il racconto non offre una soluzione definitiva, ma lascia il lettore sospeso tra spiegazione razionale e fascinazione per l’ignoto. È proprio questa ambiguità a costituire uno degli elementi più interessanti dell’opera.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">A rendere <em>Demoniana </em>ancora più intrigante è il contesto biografico e culturale in cui si inserisce. <strong>Gabrielle de Paban </strong>(1793-1881), figura controversa e ancora oggi oggetto di discussione, fu cognata del celebre demonologo <strong>Jacques-Albin-Simon Collin de Plancy</strong>, autore del leggendario <em>Dictionnaire infernal</em>. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che <em>Demoniana</em> possa essere nata in stretta relazione con quest’opera, se non addirittura come risultato di una collaborazione diretta o indiretta. Le affinità tematiche e stilistiche sono infatti evidenti: entrambe le opere condividono un interesse quasi enciclopedico per il mondo demoniaco e per le manifestazioni del soprannaturale, configurandosi come due facce di uno stesso immaginario. In questo senso, <em>Demoniana</em> può essere letta come un complemento narrativo al più sistematico <em>Dictionnaire infernal</em>: laddove quest’ultimo cataloga e descrive, la raccolta di <strong>de Paban </strong>racconta, evoca, mette in scena. Il risultato è un libro che non si limita a documentare credenze e leggende, ma le restituisce nella loro dimensione viva, emotiva e profondamente radicata nella cultura popolare. L’edizione curata da <strong>Pietro Guarriello</strong> valorizza questa dimensione, offrendo al lettore contemporaneo non solo un testo raro, ma anche una chiave di accesso a un’epoca in cui il confine tra razionalità e superstizione era ancora estremamente labile. Ne emerge un’opera affascinante proprio per la sua natura ibrida: a tratti ingenua, a tratti sorprendentemente moderna, sempre capace di evocare un senso di inquietudine sottile e persistente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Demoniana</em> è un libro destinato a chi ama il fantastico nelle sue forme più arcaiche e stratificate, agli studiosi dell’occulto e a tutti coloro che desiderano riscoprire le radici romantiche dell’immaginario demoniaco europeo. Un’opera minore solo in apparenza, che proprio nella sua marginalità custodisce un fascino raro e duraturo.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div> <div><span class="cf1">Gabrielle de Paban (Lione, 22 febbraio 1793 - dopo il 1825) è stata una scrittrice francese del primo Ottocento, nota principalmente per le sue opere legate al mondo del soprannaturale e del fantastico. Figlia di un attore del Grand-Théâtre di Lione e cresciuta in un ambiente artistico e letterario, Gabrielle era la cognata del celebre demonologo Jacques Collin de Plancy (autore del <em>Dictionnaire Infernal</em>), avendone sposato la sorella Clotilde Marie Paban.</span></div> <div><span class="cf1">Pubblicò spesso sotto nomi d'arte per mantenere un certo anonimato, tra cui Aldegonde Perenna e Gabrielle-Radegonde Perenna. La sua produzione si divide tra la narrativa fantastica e romanzi di critica sociale: <em>Demoniana</em> (1820), <em>Le Nègre et la Créole</em> (1825), <em>Storia di una Vampira</em>.</span></div> <div><span class="cf1">Esiste un dibattito tra gli studiosi riguardo ad alcune sue opere, come l'<em>Histoire des fantômes et des démons</em>. Alcuni biografi ipotizzano che dietro lo pseudonimo "Gabrielle de P***" possa celarsi in realtà il cognato Collin de Plancy, che potrebbe aver usato il nome della parente per pubblicare alcuni dei suoi numerosi scritti demonologici.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Demoniana</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Gabrielle de Paban</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Independently published</em></div> <div><em class="cf1">Anno: 23 febbraio 2026</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 218</em></div> <div><em class="cf1">Dimensioni: 12.85 x 1.4 x 19.84 cm</em></div> <div><em class="cf1">ISBN-13: 979-8248376308</em></div> <div><em class="cf1">Prezzo: 15,60 €</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3Ot2mtG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink996326b0fa7dff092961719785393a0f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Demoniana-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 408,'height': 629,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink996326b0fa7dff092961719785393a0f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Demoniana-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 05:34:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La cuccetta superiore - seconda parte]]></title>
			<author><![CDATA[Francis Marion Crawford]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002BD"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Giacqui immobile nelle tenebre</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Quando fui scosso da una ventata d'aria fredda</span></h2><div>






<div><span class="cf1">"Si può sapere perché diavolo lasciate aperto il portello tutte le sere, briccone che non siete altro? Non sapete che una cosa del genere
è contraria ai regolamenti? Non sapete che se la nave si inclina e l'acqua comincia ad entrare, nemmeno dieci uomini riuscirebbero più a chiuderlo? Denuncerò al Capitano che
voi mettete a repentaglio la nave, delinquente!"</span></div>
<div><span class="cf1">Ero letteralmente fuori di me. L'uomo si fece pallidissimo, tremante, poi cominciò a chiudere la spessa lastra di vetro tondo dalla pesante intelaiatura di ottone.</span></div>
<div><span class="cf1">"Perché non mi rispondete?", chiesi rudemente.</span></div>
<div><span class="cf1">"Se permettete, signore, nessuno a bordo riesce a tenere chiuso di notte questo portello. Potete provarci voi. Io non intendo restare più a bordo di questa nave, no certo,
signore. Ma, se fossi al vostro posto, me la batterei subito e andrei a dormire con il Dottore, questo farei. Guardate, signore, vi pare o no che sia chiuso come si deve? Provate a vedere se riuscite a muoverlo di un solo
millimetro."</span></div>
<div><span class="cf1">Afferrai energicamente il portello e dovetti riconoscere che era saldo come una rupe.</span></div>
<div><span class="cf1">"Bene, signore", continuò Robert, trionfante, "scommetto la mia reputazione di steward di prima categoria, che entro mezz'ora sarà di nuovo aperto; e
assicurato in basso, per di più signore, questo è lo strano... assicurato in basso."<br>Esaminai la grande vite e il dado a gancio che la completava.</span></div>
<div><span class="cf1">"Se si apre stanotte, Robert, vi darò una sovrana. Non è possibile! Potete andare."</span></div>
<div><span class="cf1">"Una sovrana avete detto? Molto bene, signore. Grazie, signore. Buona &nbsp;notte, signore. Un tranquillo riposo, signore, e sogni dorati di ogni genere."</span></div>
<div><span class="cf1">Robert sgattaiolò via, lieto di essere stato congedato. Naturalmente, pensavo che cercasse di giustificare la propria negligenza con una qualsiasi storia sciocca, che intendesse
spaventarmi, e non credevo a una sola parola di quanto aveva detto. La conseguenza fu che egli si intascò la sua sovrana e io passai una notte particolarmente spiacevole. Andai a letto, e mi ero avvolto nelle coperte
da meno di cinque minuti, quando l'inesorabile Robert spense la luce che ardeva ferma dietro la lastra di vetro vicino alla porta. Giacqui immobile nelle tenebre, cercando di prendere sonno, ma in breve mi accorsi che
la cosa mi &nbsp;riusciva impossibile.</span></div>
<div><span class="cf1">La sfuriata con lo steward mi era servita da sfogo, ed era valsa anche a cancellare la spiacevole sensazione che avevo provato all'idea dell'annegato che era stato mio compagno
di stanza; ma non avevo più &nbsp;sonno, e rimasi sveglio per diverso tempo, gettando ogni tanto un'occhiata al portello che potevo appena vedere dal punto dove stavo disteso e che al buio sembrava un sottopiatto vagamente
luminoso sospeso nelle tenebre.</span></div>
<div><span class="cf1">Credo di essere rimasto così per circa un'ora, e ricordo che mi stavo appisolando, quando fui scosso da una ventata d'aria fredda e dalla precisa sensazione di spruzzi
di schiuma soffiati sulla mia faccia. Balzai in piedi e, non tenendo conto al buio del beccheggio della nave, fui subito catapultato attraverso la cabina sul divano collocato sotto il portello. Ma mi ripresi subito e mi misi
in ginocchio. Il portello era ancora spalancato e affrancato verso il basso!</span></div>
<div><span class="cf1">Ora, questi sono i fatti. Ero ben sveglio quando mi ero alzato, e poi, ammesso che fossi stato ancora mezzo addormentato, la caduta mi avrebbe certo risvegliato. Inoltre, mi ero ammaccato
malamente i gomiti e le ginocchia, e le ammaccature erano lì il mattino seguente a testimoniare il fatto, nel caso ne avessi dubitato. Il portello era &nbsp;spalancato e affrancato verso il basso... una cosa tanto inspiegabile
che, ricordo, quando lo notai, provai non tanto paura quanto stupore. Tornai subito a chiuderlo, e assicurai con tutte le mie forze il dado a vite. Faceva molto scuro nella cabina. Pensai che il portello doveva essersi aperto
nel giro di un'ora dal momento in cui Robert lo aveva chiuso, e decisi di sorvegliarlo, per vedere se si sarebbe aperto di nuovo. &nbsp;Le intelaiature di ottone sono molto pesanti e non è certo facile muoverle; difficile
credere che tutta questa massa fosse stata rovesciata dalla semplice scossa di una vite. Rimasi a osservare attraverso lo spesso cristallo le strisce alternate di mare bianche e grigie che spumeggiavano lungo i fianchi della
nave. Devo essere restato immobile lì per un quarto d'ora circa.</span></div>
<div><span class="cf1">Improvvisamente udii, nella più chiara delle maniere, qualcosa che si muoveva dietro di me in una delle cuccette, e un attimo dopo, mentre d'istinto mi voltavo a guardare
- anche se, naturalmente, non potevo vedere nulla nelle tenebre - udii un debole gemito. Attraversai con un salto la cabina, scostai le tendine della cuccetta superiore allungai le mani avanti per accertarmi se c'era qualcuno
lassù. Qualcuno c'era. Ricordo che, mentre mettevo le mani avanti, la sensazione fu quella che avrei provato se le avessi immerse nell'aria di una cantina umida, e da dietro le tendine venne un soffio di vento
che puzzava in maniera orribile di acqua marina stagnante. Afferrai qualcosa che aveva la forma di un braccio umano, ma era scivoloso, umido, e di un freddo gelido. Poi, improvvisamente, mentre davo uno strappo, la creatura
si precipitò violentemente verso di me: era una massa gelatinosa, melmosa, mi parve, pesante e bagnata, eppure dotata di una forza sovrumana. Retrocedetti barcollando attraverso la cabina, e dopo un istante la porta
si aprì e la "cosa" corse fuori.</span></div>
<div><span class="cf1">Non avevo avuto il tempo di spaventarmi e, ripresomi subito, mi slanciai anch'io oltre la porta e iniziai la caccia al massimo della mia velocità, ma era ormai troppo tardi.
Potevo vederla una decina di metri davanti a me... sono sicuro di averla vista... un'ombra scura che si muoveva nel corridoio scarsamente illuminato, rapida come la sagoma di un veloce cavallo proiettata davanti a un calesse
dalla lanterna in una notte scura. Ma un attimo dopo era sparita, e io mi trovai a stringere il lucido corrimano della paratia, là dove il corridoio svoltava verso l'osteriggio. Avevo i capelli dritti in testa,
e un sudore gelido mi colava giù per la faccia. Non mi vergogno affatto di dirlo: ero terribilmente spaventato.</span></div>
<div><span class="cf1">Ma dubitavo ancora dei miei sensi, e mi scossi. Era assurdo, pensai. Certo non avevo digerito il formaggio gallese che avevo mangiato: avevo avuto un incubo. Raggiunsi di nuovo la cabina
e vi entrai a prezzo di un certo qual sforzo. Tutta la stanza sapeva di acqua marina stagnante come quando mi ero svegliato la mattina precedente. Dovetti fare appello a tutte le mie forze per andare a cercare fra le cose
mie una scatola di cerini.</span></div>
<div><span class="cf1">Mentre accendevo una lanterna che porto sempre con me nel caso voglia leggere dopo che le luci sono state spente, mi accorsi che il portello era di nuovo aperto, e allora cominciò
a impadronirsi di me una specie di raccapricciante orrore che non avevo mai provato e che non desidero mai più provare. Ma riuscii ad accendere la lanterna, e mi accinsi a esaminare la cuccetta superiore, convinto di
trovarla fradicia di acqua di mare.</span></div>
<div><span class="cf1">Invece rimasi deluso. Qualcuno aveva dormito in quel letto e il puzzo di mare era forte, ma le coperte erano quanto di più asciutto si possa immaginare. Pensai che forse Robert
non aveva avuto il coraggio di rifare il letto dopo l'incidente della notte precedente… che tutto era stato un brutto sogno. Scostai le tendine al massimo ed esaminai la cuccetta con la cura più scrupolosa.
Era perfettamente asciutta. Ma il &nbsp;portello era di nuovo aperto.</span></div>
<div><span class="cf1">In preda a una specie di intontito sbalordimento e di orrore, lo chiusi e lo avvitai, poi infilai il mio massiccio bastone sotto il gancio di ottone e lo spinsi con tutte le mie forze,
fino a quando, sotto la pressione, lo stesso metallo prese a incurvarsi. Poi agganciai la lanterna al velluto rosso dello schienale del divano, e mi misi a sedere per ritrovare il mio equilibrio, se mi fosse riuscito. Rimasi
seduto lì tutta la notte, incapace di pensare al riposo... incapace di pensare, semplicemente. Ma il portello rimase chiuso, e io credevo che ora non si sarebbe di nuovo aperto senza l'intervento di una forza considerevole.</span></div>
<div><span class="cf1">Comparvero finalmente le prime luci del mattino, e mi vestii allora adagio, pensando a tutto quanto era accaduto nel corso della notte.</span></div>
<div><span class="cf1">Era una bella giornata, e salii sul ponte, lieto di godermi i primissimi raggi del sole, e di avvertire il sentore della brezza che soffiava sulle acque azzurre, così diverso
dal puzzo malefico, stagnante, della mia cabina. Istintivamente mi diressi a poppa, verso la cabina del medico. E lo trovai là, la pipa stretta fra i denti, a godersi il fresco del mattino, proprio come il giorno precedente.</span></div>
<div><span class="cf1">"Buongiorno", disse tranquillamente, ma mi fissava con evidente curiosità.</span></div>
<div><span class="cf1">"Dottore, avevate perfettamente ragione. C'è qualcosa che non va in quella stanza."</span></div>
<div><span class="cf1">"Immaginavo che avreste cambiato parere", rispose, trionfante.</span></div>
<div><span class="cf1">"Avete passato una brutta notte, eh? Devo farvi bere qualcosa di stimolante? Ho una ricetta che è veramente straordinaria."</span></div>
<div><span class="cf1">"No, grazie", esclamai. "Ma vorrei raccontarvi che cosa è successo."<br>Cercai allora di riferire con la massima precisione e con la massima chiarezza possibili
quanto era avvenuto, senza trascurare di confessare di aver provato la peggiore paura che avessi mai avuto in vita mia. Indugiai soprattutto sul fenomeno del portello, il che era un fatto che potevo dimostrare, ammesso che
tutto il resto fosse stato un'illusione. Lo avevo chiuso due volte durante la notte, e la seconda volta avevo addirittura piegato l'ottone forzandovi sotto il mio bastone. Credo di aver insistito molto su questo punto.</span></div>
<div><span class="cf1">"A quanto sembra, credete che io possa dubitare della storia", disse il medico, sorridendo al mio particolareggiato resoconto sullo stato del portello. "Non ne dubito
affatto invece. Anzi, vi rinnovo il mio invito. Trasportate la vostra roba qui e prendetevi metà della mia cabina."</span></div>
<div><span class="cf1">"Venite invece voi ad occupare metà della mia per una notte", replicai. "Aiutatemi ad arrivare in fondo a questa faccenda."</span></div>
<div><span class="cf1">"Arriverete in fondo a qualcos'altro, se ci riproverete", rispose il medico.</span></div>
<div><span class="cf1">"In fondo a che cosa?", domandai.</span></div>
<div><span class="cf1">"In fondo al mare. Io sto per lasciare questa nave. Non mi va."</span></div>
<div><span class="cf1">"Allora non volete aiutarmi a scoprire?..."</span></div>
<div><span class="cf1">"Io no di certo", si affrettò a interrompermi il medico. "Il mio dovere è di tenermi bene in forma e aggiornato... non quello di andare a stuzzicare fantasmi
o altre cose del genere."</span></div>
<div><span class="cf1">"Credete davvero che sia un fantasma?", domandai, piuttosto sprezzante. Ma, mentre parlavo, ricordavo ancora benissimo l'orribile sensazione soprannaturale che si era impadronita
di me durante la notte. Il medico mi guardò fissamente.</span></div>
<div><span class="cf1">"Siete in grado di dare qualche ragionevole spiegazione di cose del &nbsp;genere?", chiese. "No, assolutamente. Bene, voi dite che finirete per trovare una spiegazione. Io
dico che non la troverete, signore, per il &nbsp;semplice fatto che non c'è."</span></div>
<div><span class="cf1">"Ma, mio caro Dottore", replicai, "siete proprio voi, un uomo di scienza, a dirmi che le cose del genere non possono essere spiegate?"</span></div>
<div><span class="cf1">"Sì", rispose seccamente. "E, anche ammesso che fosse possibile, la loro spiegazione non mi riguarderebbe."</span></div>
<div><span class="cf1">Non mi sorrideva l'idea di passare un'altra notte da solo nella cabina, ma ero fermamente deciso ad arrivare alla radice di quegli strani avvenimenti. Credo non siano molti gli
uomini che avrebbero dormito là da soli, dopo aver passato due notti come quelle che avevo passato io. Ma ero risoluto a tentare, se non fossi riuscito a trovare qualcuno disposto a condividere la mia veglia. Il medico
non aveva evidentemente inclinazione alcuna per un esperimento del genere. <br>Disse che era un chirurgo e che, se si fosse verificato un incidente a bordo, lui doveva essere subito disponibile. Non poteva correre il rischio
di farsi trovare con i nervi sconvolti. Forse aveva ragione, ma sono incline a pensare che tanta preoccupazione fosse dettata soprattutto dal fatto che non aveva nessuna voglia di restarmi accanto. A una mia precisa domanda,
rispose che ben difficilmente a bordo avrei trovato qualcuno disposto a coadiuvarmi nelle mie ricerche, e allora, dopo un altro breve scambio di frasi, mi congedai da lui. Poco dopo incontrai il Capitano e gli narrai la mia
storia. Dissi che, se nessuno accettava di passare la notte con me, avrei pregato di lasciare la luce accesa in continuità, e avrei tentato da solo.</span></div>
<div><span class="cf1">"Sentite", mi rispose, "voglio dirvi che cosa intendo fare. Veglierò io con voi, e vedrò cosa succede. Sono convinto che, assieme, riusciremo a svelare il
mistero. Può darsi che a bordo ci sia qualcuno il quale, per &nbsp;guadagnarsi un passaggio gratuito, spaventa i passeggeri. O magari è possibile che ci sia qualcosa di strano nell'attrezzatura di quella cuccetta."</span></div>
<div><span class="cf1">Suggerii di ordinare al falegname di bordo di andare a dare un'occhiata all'incastellatura, ma non vi nascondo che l'offerta del Capitano di passare la notte con me mi riempì
di gioia. Lui andò a chiamare il carpentiere e gli disse di fare ciò che avevo suggerito.</span></div>
<div><span class="cf1">Scendemmo subito. Avevo fatto togliere tutte le coperte dalla cuccetta superiore, ed esaminammo il locale con la massima cura per vedere se c'era un'asse allentata o un pannello
che poteva venire aperto o scostato. Saggiammo dappertutto la parete, battemmo il pavimento, svitammo le varie parti della cuccetta inferiore e le smontammo; in altre parole, non ci fu un solo centimetro quadrato della cabina
che non venisse osservato e messo alla prova. Tutto era nel più perfetto ordine, e rimettemmo ogni cosa al suo posto. Stavamo terminando il nostro lavoro, quando Robert bussò e mise dentro la testa.</span></div>
<div><span class="cf1">"Bene, trovato qualcosa, signore?", chiese, con un sorriso cupo.</span></div>
<div><span class="cf1">"Avevate ragione per ciò che riguarda il portello, Robert", dissi, e gli diedi la sovrana che gli avevo promesso.</span></div>
<div><span class="cf1">Il carpentiere sbrigava le sue mansioni in silenzio e con innegabile abilità, seguendo le mie indicazioni. Solo quando ebbe terminato, parlò.</span></div>
<div><span class="cf1">"Sono un uomo qualunque, signore", disse. "Ma secondo me, fareste meglio a raccogliere tutta la vostra roba e a permettermi di chiudere la porta di questa cabina con viti
da dodici centimetri. Non c'è mai stato niente di buono qui, signore, e questo è quanto. Che io ricordi, quattro vite sono andate perdute qua dentro, e questo in quattro viaggi. Al vostro posto rinuncerei,
signore... rinuncerei senz'altro."</span></div>
<div><span class="cf1">"Voglio provare per una notte ancora", replicai.</span></div>
<div><span class="cf1">"Io al vostro posto rinuncerei, signore, rinuncerei... è molto meglio. È un'impresa molto pericolosa", ripeté il manovale, e, riposti gli attrezzi
nel sacco, uscì dalla cabina.</span></div>
<div><span class="cf1">Ma l'idea di avere la compagnia del Capitano mi aveva ridato coraggio in misura considerevole, e decisi che nulla doveva dissuadermi dall'andare a fondo di quella strana faccenda.
Quella sera rinunciai al formaggio gallese e al grog, e non partecipai neppure alla solita partita di whist. Volevo essere ben sicuro dei miei nervi, e la mia vanità mi rendeva ansioso di fare una bella figura agli
occhi del Capitano.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il Capitano era uno di quegli splendidi esemplari di marinai spericolati e allegroni che, grazie al loro coraggio, alla loro perspicacia e alla loro calma nelle
situazioni difficili, finiscono per arrivare a posizioni di altissima responsabilità. Non era uomo da lasciarsi spaventare da una sciocca diceria, e il semplice fatto che fosse disposto a starmi
accanto nelle mie ricerche stava a dimostrare, in tutta evidenza, come fosse &nbsp;convinto che ci fosse qualcosa che assolutamente non andava, qualcosa che né poteva essere spiegato con le teorie correnti né poteva
venire irriso come una banale superstizione. In un certo senso c'erano in gioco anche la sua reputazione e la reputazione della nave. Non è una &nbsp;sciocchezza perdere passeggeri che finiscono in mare, e lui lo sapeva.
Verso le dieci di quella sera, mentre stavo fumando un ultimo sigaro, mi raggiunse e mi portò fuori dal flusso degli altri passeggeri che stavano passeggiando sul ponte nella tiepida notte.</span></div>
<div><span class="cf1">"La questione è piuttosto seria, signor Brisbane", disse. "Dobbiamo essere pronti alle due eventualità: a quella di rimanere delusi, o a quella di affrontare
momenti molto difficili. Capite benissimo che non posso &nbsp;permettermi di prendere la cosa sottogamba, e devo chiedervi di firmare una dichiarazione, qualunque cosa possa succedere. Se non succede niente stanotte, proveremo
di nuovo domani e dopo domani ancora. Siete pronto?"</span></div>
<div><span class="cf1">Scendemmo assieme ed entrammo nella cabina. Passando vidi Robert, lo steward, che si teneva in fondo al corridoio e ci guardava con il suo solito sorriso, quasi fosse sicuro che di lì
a poco sarebbe successo qualcosa di spaventoso. Il Capitano chiuse la porta alle nostre spalle e diede un giro di chiave.</span></div>
<div><span class="cf1">"Forse sarà bene che mettiate la vostra valigia davanti alla porta", mi suggerì. "Uno di noi due potrebbe sedercisi sopra. In questo modo niente potrà
uscire. Il portello è assicurato con la vite?"</span></div>
<div><span class="cf1">Lo trovai come lo avevo lasciato al mattino, anzi, sarebbe stato impossibile aprirlo senza fare ricorso a un leva. Scostai le tendine della cuccetta superiore per essere in grado di
sorvegliarla meglio. Su consiglio del Capitano, accesi la lanterna, e la piazzai in modo che il raggio cadesse sulle coperte bianche.</span></div>
<div><span class="cf1">Insistette per essere lui a sedersi sulla valigia, affermando che desiderava poter giurare di essere rimasto seduto davanti alla porta.</span></div>
<div><span class="cf1">Poi mi chiese di ispezionare la cabina, operazione questa che non richiese molto tempo, perché mi fu sufficiente guardare sotto la &nbsp;cuccetta inferiore e sotto il divano piazzato
davanti al portello. Non c'era assolutamente niente.</span></div>
<div><span class="cf1">"È impossibile che un qualsiasi essere umano entri qui o apra il portello", dissi.</span></div>
<div><span class="cf1">"Molto bene", disse il Capitano, calmissimo. "Se adesso vediamo qualcosa, deve trattarsi o di immaginazione o di qualcosa di soprannaturale."</span></div>
<div><span class="cf1">Mi misi a sedere sul bordo della cuccetta inferiore.</span></div>
<div><span class="cf1">"La prima volta che è successo", disse il Capitano, accavallando le &nbsp;gambe e appoggiandosi con la schiena alla porta, "è stato in marzo. È risultato
che il passeggero che dormiva qui, nella cuccetta superiore, era un pazzo... o almeno, era noto per essere un po' tocco, e aveva intrapreso la traversata senza nemmeno avvertire i suoi amici. Si è precipitato fuori
nel cuore della notte e si è buttato in mare, prima che &nbsp;l'Ufficiale di Guardia riuscisse a bloccarlo. Ci siamo fermati e abbiamo calato in mare una scialuppa: era una notte di bonaccia, una di quelle notti che
precedono le tempeste; ma non siamo riusciti a trovarlo. Naturalmente, più tardi, il suicidio è stato attribuito alla forma di pazzia che lo tormentava."</span></div>
<div><span class="cf1">"È una cosa che capita abbastanza spesso, vero?", domandai, distrattamente.</span></div>
<div><span class="cf1">"Non spesso, no", rispose il Capitano. "È la mia prima esperienza in materia, anche se ho saputo di casi simili avvenuti a bordo di altre navi. Bene, come stavo
dicendo, è successo in marzo. Proprio nel viaggio seguente... Che cosa state guardando?", chiese, interrompendo bruscamente la sua storia.</span></div>
<div><span class="cf1">Non gli risposi, credo. Avevo gli occhi come inchiodati al portello. Mi &nbsp;pareva che il dado di ottone stesse cominciando a girare molto lentamente sulla vite... tanto lentamente che
non ero neppure sicuro che si muovesse. Lo sorvegliai con la massima attenzione, fissandomi bene in mente la sua posizione, e cercando di accertarmi se cambiava. Come si accorse di quello che stavo guardando, anche il Capitano
 guardò.</span></div>
<div><span class="cf1">"Si muove!", esclamò, in tono convinto. "No, non si muove", aggiunse dopo un minuto.</span></div>
<div><span class="cf1">"Se la vite fosse spanata", dissi, "il portello si sarebbe aperto durante il giorno; stasera invece l'ho trovato chiuso perfettamente, come l'avevo lasciato stamattina,
tale e quale."</span></div>
<div><span class="cf1">Mi alzai e provai il dado. Era allentato, certo, perché con un piccolo sforzo riuscii a girarlo con le mani.</span></div>
<div><span class="cf1">"Lo strano è", disse il Capitano, "che il secondo uomo che è andato perduto dovrebbe essersi buttato proprio da quel portello. Abbiamo passato momenti difficili
quella volta. Si era nel cuore della notte e il tempo era molto burrascoso; è stato trasmesso l'allarme che uno dei &nbsp;portelli era aperto e che la nave imbarcava acqua. Sono sceso e ho trovato inondato dappertutto.
Siamo riusciti a chiudere, ma l'acqua aveva avuto il tempo di fare qualche altro danno. Da allora, ogni tanto la cabina puzza di acqua di mare. Siamo giunti alla conclusione che il passeggero doveva essersi buttato, anche
se solo Dio sa come possa aver fatto. Lo steward continuava a ripetermi che non riusciva a tener chiuso niente qui. Parola mia, adesso riesco a sentire quella puzza! E voi?", domandò, annusando l'aria con espressione
sospettosa.</span></div>
<div><span class="cf1">"Sì, e molto bene", risposi, e fui scosso da un brivido mentre lo stesso odore di acqua marina stagnante si faceva più forte nella cabina. "Ora, per puzzare
a questo modo, la cabina dev'essere fradicia", continuai; &nbsp;"eppure, quando l'hanno esaminata con la massima cura stamattina, assieme al carpentiere, era perfettamente asciutta. È la più straordinaria...
Attenzione!"</span></div>
<div><span class="cf1">La lanterna che era stata collocata sulla cuccetta superiore si era improvvisamente spenta. Filtrava ancora luce sufficiente dalla lastra di vetro vicina alla porta, dietro la quale
si intravedeva la lampada regolamentare. La nave rollava pesantemente e le tendine della cuccetta superiore ondeggiarono, sollevandosi fin quasi al centro della cabina, per poi tornare al loro posto. Mi alzai di scatto dal
bordo del letto e, &nbsp;nello stesso istante, il Capitano balzò in piedi con un alto grido di sorpresa. Mi ero voltato con l'intenzione di prendere la lanterna per &nbsp;esaminarla quando udii la sua esclamazione e, subito
dopo, il suo grido di aiuto. Mi precipitai verso di lui. Stava lottando con tutte le sue forze con l'intelaiatura di ottone del portello. Ma sembrava che, malgrado i suoi sforzi, il portello gli piegasse indietro le mani.
Afferrai allora il mio bastone, una pesante mazza di quercia che ho l'abitudine di portare sempre con me, lo infilai nell'anello e mi appoggiai sopra con ogni mia &nbsp;energia. Ma quel legno massiccio si spezzò
bruscamente e io caddi sul divano. Quando mi sollevai, il portello era spalancato, e il Capitano stava in piedi, appoggiato alla porta, pallido come un morto.</span></div>
<div><span class="cf1">"C'è qualcosa in quella cuccetta!", esclamò, con voce strana, gli occhi che quasi gli schizzavano dalla testa. "Sorvegliate la porta, mentre io guardo...
Non ci sfuggirà, qualunque cosa sia!"</span></div>
<div><span class="cf1">Ma, invece di prendere il suo posto, saltai sul letto inferiore e afferrai qualcosa che giaceva nella cuccetta superiore.</span></div>
<div><span class="cf1">Era qualcosa di fantasmagorico, di indescrivibilmente orribile, e si agitava nella mia stretta. Era come il corpo di un uomo annegato da molto tempo, eppure si muoveva, e aveva la forza
di dieci uomini vivi; &nbsp;ma io stringevo con tutte le mie energie... Quella cosa era scivolosa, viscida, orribile... i suoi bianchi occhi morti sembravano fissarmi nella penombra; aveva addosso l'odore putrido dell'acqua
marina stagnante, e i lucidi capelli gli ricadevano in strani riccioli fradici sul viso morto. </span></div>
<div><span class="cf1">Lottai con quella cosa putrida; si appoggiò a me e spinse indietro, e mancò poco mi rompesse le braccia; poi mi passò le sue braccia cadaveriche intorno al collo,
quel morto vivente, e mi sopraffece, tanto che alla fine caddi con un gran grido e lasciai la presa.</span></div>
<div><span class="cf1">Mentre cadevo, la cosa mi scavalcò e parve buttarsi sul Capitano. Quando lo vidi l'ultima volta in piedi, aveva il viso pallidissimo e le labbra rigide. Mi parve che allungasse
un violento pugno a quell'essere morto, poi cadde anche lui in avanti, sulla faccia, con un inarticolato grido di orrore.</span></div>
<div><span class="cf1">La cosa indugiò un istante, parve aleggiare sul suo corpo prostrato e, se avessi avuto ancora voce, avrei gridato in preda a un terrore allo stato puro. Poi l'essere svanì
improvvisamente, e parve ai miei sensi turbati che fosse uscito dal portello aperto, anche se è inspiegabile come ciò fosse possibile, se si tengono presenti le ridotte misure di quell'apertura. Rimasi a
lungo disteso sul pavimento, mentre il Capitano giaceva accanto a me. Alla fine riuscii a riprendermi, almeno in parte, e subito seppi di avere un braccio rotto... l'ossicino dell'avambraccio sinistro, vicino al polso.</span></div>
<div><span class="cf1">Riuscii faticosamente a rimettermi in piedi e con la mano sana cercai di sollevare il Capitano. Egli gemette, si mosse e finì per riprendere i sensi. Non era ferito, ma sembrava
terribilmente stordito.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Bene, che cosa volete sapere ancora? Non c'è altro. Qui termina la mia storia. Il carpentiere ebbe la soddisfazione di piantare una mezza dozzina di viti da dodici centimetri
nella porta della centocinque; e se mai avrete occasione di viaggiare sul Kamtschatka, potete chiedere una cuccetta in quella cabina. Vi risponderanno che è già occupata sì... è &nbsp;occupata da quella
cosa morta.</span></div>
<div><span class="cf1">Terminai il viaggio nella cabina del medico. Mi curò il braccio rotto e &nbsp;mi consigliò di non "stuzzicare fantasmi e altre cose del genere", mai più. Il
Capitano era molto taciturno, e non navigò più su quella nave, che è ancora in attività di servizio. Per ciò che mi riguarda, anch'io non metterò più piede su quella nave.
È stata un'esperienza molto spiacevole, e ho provato una paura terribile, il che è una cosa che non &nbsp;mi piace affatto. Questo è tutto. Ecco come ho visto un fantasma... &nbsp;ammesso che fosse un fantasma.
Ma era un morto, ad ogni modo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">(<a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?la-cuccetta-superiore---prima-parte" class="imCssLink">la prima parte del racconto</a>)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Francis Marion Crawford (1854 - 1909) è stato uno scrittore e drammaturgo statunitense, celebre per la sua prolifica produzione letteraria ambientata in gran parte in Italia. Sebbene nato a Bagni di Lucca da genitori americani,
visse a lungo nel Bel Paese, stabilendosi infine a Sant'Agnello, vicino a Sorrento, dove morì. È ricordato oggi soprattutto come autore di racconti dell'orrore e storie di fantasmi. Tra le sue opere più iconiche figurano <em>La cuccetta superiore</em> (<em>The Upper Berth</em>) e <em>Perché il sangue è la vita</em> (<em>For the Blood is the Life</em>). Fu un autore estremamente prolifico, capace di spaziare dai romanzi storici ai drammi, pubblicando
circa sessanta opere tra cui <em>La strega di Praga</em> e <em>Saracinesca</em>. Conosceva ben 16 lingue e studiò il sanscrito in India.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkfcf92a2d4cdca00967f5fdaea0e86160 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/cuccetta-superiore-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto - F.M. Crawford sull\\\'Alda.','title': 'La copertina del racconto - F.M. Crawford sull\\\'Alda.','width': 839,'height': 773,'description': 'La copertina del racconto - F.M. Crawford sull\'Alda.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfcf92a2d4cdca00967f5fdaea0e86160, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/cuccetta-superiore-cop_ver.webp" alt="La copertina del racconto - F.M. Crawford sull&#39;Alda." title="La copertina del racconto - F.M. Crawford sull&#39;Alda." width="200" height="185" /></a><br></div><div><script> var showboxlink2ffaf4e10c5c4dbc9ce5d8916652dfab = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Francis-Marion-Crawford01_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 441,'height': 610,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2ffaf4e10c5c4dbc9ce5d8916652dfab, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Francis-Marion-Crawford01_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="208" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 04:55:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Roll The Dice dei Perpetual Fire]]></title>
			<author><![CDATA[Red Scorpion]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002BC"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il simbolo di una rinascita</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che si muove agilmente tra le correnti dell'heavy metal classico</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">PERPETUAL FIRE - Roll The Dice<br>Full-length, Wanikiya Record (2025)</strong></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I <strong>Perpetual Fire</strong> tornano sulle scene con il loro quinto capitolo in studio <em>Roll The Dice</em>. Distribuito dall'etichetta Wanikiya Record, l'album non è solo una raccolta di brani, ma il simbolo di una rinascita avvenuta attraverso prove umane
e professionali non indifferenti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La genesi di questo disco è stata segnata da un cammino tortuoso: la band ha dovuto navigare tra tempeste personali, legate a problemi di salute che hanno colpito i membri del
gruppo e i loro affetti più cari. A rendere il quadro ancora più complesso è stato anche il cambio della guardia dietro al microfono. </span><span class="fs14lh1-5 cf1">Lo storico vocalist </span><strong class="fs14lh1-5 cf1">Roby Beccalli</strong><span class="fs14lh1-5 cf1"> ha infatti deciso di lasciare la band per motivi personali, in un clima di assoluta stima reciproca e armonia con i compagni. La sfida di raccogliere un'eredità così pesante è stata affidata
a </span><strong class="fs14lh1-5 cf1">Riccardo Re</strong><span class="fs14lh1-5 cf1">. Il nuovo cantante si è rivelato un innesto prodigioso: grazie a un timbro versatile e a un talento cristallino, è riuscito a far
proprie le vecchie glorie della band e a infondere nuova linfa alle composizioni inedite, integrandosi perfettamente nell'alchimia del quintetto.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'album si muove agilmente tra le correnti dell'heavy metal classico di stampo ottantiano e le cavalcate power metal che hanno dominato gli anni '90. Tuttavia, <em>Roll The Dice</em> non è una semplice operazione nostalgia; la band esplora territori finora inediti per la propria discografia.</span></div>
<div><span class="cf1">Il singolo <em>Mr. Enchantment</em> rompe gli schemi con vibrazioni solari e spensierate. Il brano tratteggia la figura grottesca di
un influencer che ammalia le masse con la sua retorica per puro tornaconto personale. Nel videoclip, questa figura è interpretata magistralmente da <strong>Stefano Luna</strong>, che attinge all'arte mimica di <strong>Marcel Marceau</strong> per dare vita a un personaggio inquietante e bizzarro.</span></div>
<div><span class="cf1">La tracklist scivola poi tra le ombre di <em>Seven Days</em>, un pezzo dalle tinte fosche ispirato alla figura di Lucifero, e le sonorità solari di <em>Salt In Water</em>, che strizza l'occhio al <em>glam californiano</em> degli anni d'oro. Segue poi <em>Time</em> una ballad moderna incentrata sul pianoforte. La parte centrale del disco picchia duro con brani come <em>Take My Soul Another Day</em>, <em>The Door To Nowhere</em> e <em>Savage Revenge</em>, dove l'influenza power metal emerge con vigore. La title track, <em>Roll The Dice</em>, si distingue per essere una traccia strumentale dal piglio epico e corale.</span></div>
<div><span class="cf1">La chiusura è affidata a <em>My Private Hell</em>, una ballata intima per chitarra e voce. È una riflessione nuda sulla solitudine del dolore e su come le battaglie interiori di ognuno rimangano, spesso, un "inferno privato" inaccessibile agli
altri.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il disco ha preso forma tra le mura dello studio di proprietà del chitarrista <strong>Steve Volta</strong>, garantendo un controllo creativo totale che segna una tappa fondamentale nella maturazione del gruppo.</span></div>
<div><span class="cf1">Anche l'occhio vuole la sua parte: l'impatto sonoro è tradotto visivamente dalla splendida copertina firmata da <strong>Luca Gentile</strong>. L'opera cattura l'essenza emotiva dell'album, riflettendo quell'energia potente e quell'atmosfera densa che si respira traccia dopo traccia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In conclusione, <em>Roll The Dice</em> è un album che vince la scommessa contro le avversità, confermando i <strong>Perpetual Fire</strong> come una realtà solida e capace di rinnovarsi senza tradire le proprie radici metalliche.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Tracklist</strong></div>
<div><ol><li><span class="cf1">A New Fire</span></li><li><span class="cf1">Mr. Enchantment</span></li><li><span class="cf1">Seven Days</span></li><li><span class="cf1">Salt In Water</span></li><li><span class="cf1">Time</span></li><li><span class="cf1">Roll The Dice</span></li><li><span class="cf1">Take My Soul Another Day</span></li><li><span class="cf1">The Door To Nowhere</span></li><li><span class="cf1">Savage Revenge</span></li><li><span class="cf1">My Private Hell</span></li></ol></div>









<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Line-up:</strong></div>
<div><ul><li><span class="cf1">Riccardo Re - Voce</span></li><li><span class="cf1">Steve Volta - Chitarre e cori</span></li><li><span class="cf1">Mark Zampetti - Basso</span></li><li><span class="cf1">Mauro Maffioli - Tastiere</span></li><li><span class="cf1">Sergio “Serz” Gasparini - Batteria</span></li></ul></div>




<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinkab0b52164fb57696a2b03ecf91a6b16c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Roll-The-Dice-cover_ver.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 635,'height': 635,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkab0b52164fb57696a2b03ecf91a6b16c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Roll-The-Dice-cover_ver.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink70cde66dc24e6b9a97f0ffd133034b3b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Perpetual-Fire-2025.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 750,'height': 750,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink70cde66dc24e6b9a97f0ffd133034b3b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Perpetual-Fire-2025.webp" alt="La band." title="La band." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=WAIk8P9RA38">https://www.youtube.com/watch?v=WAIk8P9RA38</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 14:19:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il Nazireo di Dario Iannaccone]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002BB"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Stile supereroistico</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Ambientato in un tempo distopico non meglio definito</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>Il Nazireo</em> di <strong>Dario Iannaccone</strong> è un fumetto distopico che parla di una realtà futura nella quale gli umani vivono in simbiosi perenne con una razza aliena. Questi alieni
sono in realtà creature infernali, dei mostri e Jaco il Nazireo, protagonista principale del fumetto, ha il compito di svelare questa loro turpe natura.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Jaco il Nazireo e i suoi aiutanti Harael e Caliel sono come dei “terroristi” che hanno il compito di svelare la “menzogna” e sostituire la soporifera tranquillità
con la libertà. Infatti gli alieni/mostri posseggono le anime degli umani e il Nazireo e i suoi aiutanti sono impegnati in una lotta feroce contro tali alieni. Nel primo volume de <em>Il Nazireo</em> vediamo quest’ultimo in uno scontro efferato con gli alieni e, alla fine dello scontro, gli alieni sono ridotti in brandelli e buttati in un varco tra la terra
e l’inferno. Nel secondo volume c’è ancora un altro scontro: questa volta tra il nostro paladino e una “legione” di mostri/alieni. Questo scontro avviene dopo una violenta esplosione e possiamo
vedere che il Nazireo ora ha nuove armi ottenute grazie ad un upgrade. Inoltre il Nazireo viene aiutato nella lotta da una figura sconosciuta dotata di grandi poteri.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">La storia fa pensare a una sorta di incrocio fra i film <em>Matrix</em> e <em>Constantine</em>. I disegni mandano il pensiero a tanti fumetti americani Marvel o Dc Comics. Non mancano
ogni tanto dei tratti alla <em>Dylan Dog</em> o <em>Nathan Never</em>. Di certo la cultura fumettistica di <strong>Dario Iannaccone</strong> è vasta e <em>Il Nazireo</em> è evidente dimostrazione di ciò. I tratti sono spesso “marcati”, semplici, di impatto
ma non mancano anche passaggi nei quali si da più importanza ai dettagli.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Il Nazireo</em> è un fumetto che appassiona da subito: tutti ci troviamo a combattere insieme al nostro paladino
della libertà. Perché? In una società come la nostra spesso impera il delirio di onnipotenza, ne siamo inevitabilmente attratti dato che internet e la multimedialità ci conferiscono ogni giorno
“poteri immensi”. Viviamo in una costante condizione di “super-eccitazione”. <em>Il Nazireo</em> interpreta in pieno il delirio di onnipotenza come tanti personaggi dei fumetti che con la loro lotta intendono cambiare lo stato di cose esistente, un cambiamento
di cose che manda la nostra memoria a <strong>Karl Marx</strong> e <strong>Friedrich Engels</strong>: «<em>Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente.</em>»</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Il Nazireo ha il compito di svelare la “menzogna” del mondo in cui vive: egli ha il compito di squarciare il velo di Maya alla <strong>Schopenhauer</strong> che “inganna” gli umani del suo mondo. Gli alieni/mostri ingannano gli umani che non riescono a scorgere le loro fattezze abominevoli. Quella di
Jaco è una missione superiore che porta alla catarsi, alla rigenerazione.</span></div></div><div>






<div><span class="cf1"><em>l Nazireo</em> è un fumetto ambientato in un tempo distopico non meglio definito, potrebbe essere un presente.
Lo stile è fondamentalmente supereroistico con molta azione, con riferimenti mistici alla fede cristiana e ovviamente superpoteri. Punto di riferimento sono i comics americani ma anche i manga, soprattutto quelli degli
anni 70/80 che hanno influenzato l’autore.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Dario Iannaccone è della provincia di Napoli, classe 1977. Ama da sempre leggere e creare fumetti. </span></div>
<div><span class="cf1">Ha frequentato la Scuola Italiana di Comix di Napoli dove ha appreso le tecniche per realizzare un fumetto. Le sue maggiori influenze sono i comics supereroistici americani, facendo
riferimento soprattutto a quelli degli anni 70/80/90 e agli autori di maggior spicco dell’epoca sia a livello di testi che di disegni.</span></div>
<div><span class="cf1">Anche il fumetto italiano e quello sudamericano si sono aggiunti alla sua cultura fumettistica. Tra alti e bassi ha sempre seguito questa sua passione.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Il Nazireo: Vol. 1 e 2</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Dario Iannaccone</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Phasar Edizioni</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 3 aprile 2018 / 26 agosto 2019</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 40 / 60, bianco e nero</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 20 x 5 x 20 cm</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8863584660</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8863585308</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 9,00 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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			<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 06:16:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Carmilla di Le Fanu nel dettaglio ]]></title>
			<author><![CDATA[Ilario Gobbi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002BA"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">La prima donna vampiro lesbica</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Racconto gotico per eccellenza che ha anticipato di molti anni il Dracula di Stoker</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>Carmilla</em> di <strong>Joseph Sheridan Le Fanu</strong> del 1872 è uno dei racconti gotici per eccellenza, sia per ambientazione che per trama e stile.<br>Carmilla costituisce la prima donna vampiro
lesbica della storia letteraria, traguardo non da poco considerando che ha anticipato di molti anni la pubblicazione del <em>Dracula</em> di <strong>Bram Stoker</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Edizione integrale consigliata:</span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Lo scrittore irlandese <strong>Le Fanu</strong> (1814-1873) fu per la sua epoca un importantissimo scrittore di ghost stories e di racconti gotici.<br>Possiamo notare che ci sono molte influenze di <em>Carmilla</em> nell’oggi più celebre <em>Dracula</em>: entrambe le storie sono narrate in prima persona, Carmilla e Lucy si somigliano e sono sonnambule, i sintomi del vampirismo e la figura dell’esperto in vampiri sono molto simili.<br>Anche se il conte
transilvano ha superato negli anni la contessa di <strong>Le Fanu</strong>, Carmilla rimane un importantissimo contributo alla definizione del modello del vampiro gotico
(ovvero, di Dracula stesso), assieme al Lord Ruthven di <strong>John William Polidori</strong>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Carmilla è un personaggio enormemente innovativo, per non dire scandaloso, in epoca vittoriana. Innanzitutto è il primo esempio di vampira lesbica (le sue vittime
sono sempre donne e stringe con loro un rapporto passionale) e inoltre rifiuta apertamente i dogmi della religione. Il racconto può essere interpretato sotto diversi punti di vista: il conflitto tra eterosessualità
e omosessualità, tra laicità e religione, tra la natura inglese e quella irlandese dell’autore.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel corso degli anni Carmilla è diventata sinonimo stesso di vampira. Compare in tantissimi prodotti di intrattenimento, cito ad esempio gli anime: <em>Vampire Hunter D - Bloodlust, Hellsing</em> del 2001, <em>Kemono Michi: Rise Up</em>. La storia è stata adattata in maniera libera in vari film, in primis la trilogia dei Karnstein della Hammer che comprende <em>Vampiri Amanti, Mircalla l’amante immortale e Le figlie di Dracula</em>.<br>Nei videogiochi <em>Castlevania</em> è uno dei principali servitori di Dracula.<br>Esiste anche una webserie intitolata <em>Carmilla</em> che rinarra la storia ai giorni nostri.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Carmilla - La trama<br></strong>(attenzione: contiene spoiler)</span></div>
<div><span class="cf1">Il Dottor Hesselius - poi classificato come vero e proprio detective dell’occulto - introduce il caso di Carmilla.<br>Il romanzo viene raccontato 8 anni dopo gli avvenimenti
da una giovane donna inglese, Laura, all’epoca diciannovenne.<br>Ai tempi della storia, suo padre ha comprato per poco una tenuta feudale in Stiria, in Austria, su una collina in prossimità di una foresta, isolata
e immersa in una distesa di alberi.<br>Oltre alla servitù vi vivono Laura e suo padre, ormai anziano.<br>Anni prima, quando è ancora una bambina, sogna una donna introdursi nella sua camera mentre dorme,
la vede stendersi nel letto con lei e morderla sul petto. I domestici non trovano nessuno nella camera, ma in effetti le coperte sono calde come se qualcuno vi si fosse adagiato sopra.<br>Un giorno un loro conoscente, il
generale Spielsdorf, che dovrebbe pernottare presso la loro dimora con la nipote che ha cresciuto con sé, comunica per lettera una notizia tragica.<br>Il generale, sull’orlo dell’isteria, scrive che sua
nipote - per lui come una figlia - è morta a causa di un ospite che incautamente ha fatto pernottare nella sua dimora. Per questo deve rimandare la visita a un momento successivo.<br>In seguito Laura e il padre vengono
coinvolti in un incidente con una carrozza che coinvolge una donna e sua figlia. Siccome la donna deve partire, Laura e il padre si offrono di ospitare la figlia Carmilla, fino al suo ritorno. Negli occhi di Carmilla, Laura
riconosce quelli della ragazza apparsale in sogno tanti anni prima, e anche Carmilla riconosce di averla sognata.<br>Carmilla ha un atteggiamento piuttosto languido verso di lei, giungendo ad abbracciarla e a baciarla frequentemente,
con grande perplessità della ragazza. Carmilla si riferisce a lei affermando che sono legate e che lei le appartiene per sempre, aumentando la confusione e la preoccupazione della giovane. Oltretutto, l’ospite
assomiglia in maniera incredibile al dipinto di Mircalla, contessa di Karnstein, che regnò su quelle terre due secoli or sono.<br>Nel frattempo si viene a sapere di una serie di decessi presumibilmente dovuti a una
epidemia. Varie donne sono morte pur essendo in precedenza sane e hanno parlato di fantasmi e di qualcosa che le stringeva al collo.</span></div>
<div><span class="cf1">Carmilla appare molto turbata dall’idea della morte, e la ragazza allarmata la vede incupirsi di botto. Quando il padre della narratrice parla con il dottore di questa ipotetica
malattia, la ragazza coglie che quest’ultimo abbia accennato a una possibile origine soprannaturale del morbo.<br>Una notte, mentre dorme, Laura avverte nella sua stanza un enorme gatto nero e sente un forte dolore
al petto. Poi scorge una figura femminile al suo posto che lascia rapidamente la stanza, anche se la porta è ancora chiusa dall’interno.<br>Il giorno dopo Carmilla racconta di avere vissuto esattamente la stessa
esperienza. Altre testimonianze riportano di una figura femminile che la nonna attraverserebbe proprio il sentiero sotto la camera di Carmilla.<br>Nei giorni successivi il sogno si ripete e la ragazza si sente spossata,
con conseguenti pensieri deprimenti e di morte.<br>A un tratto Carmilla risulta scomparsa e riappare misteriosamente, come se fosse stata spostata nel sonno: si pensa quindi che sia nottambula. Da un esame medico inoltre
risulta che Laura ha una macchia di sangue sotto il collo.<br>Laura e suo padre, per circostanze fortuite, incontrano il generale Spielsdorf la cui figlia avrebbero dovuto ospitare in precedenza. Il generale si reca con
Laura e il padre alla ricerca della tomba di Mircalla di Karnstein e racconta loro le circostanza dietro la morte della sua figliuola.<br>Un giorno questi partecipò a un ballo in maschera con la nipote, la quale attirò
l’attenzione di due donne, in particolare di quella giovane del duo, che si faceva chiamare Millarca.<br>La donna mascherata più anziana - anche se dall’aspetto non lo sembrava affatto - dimostrò
di conoscere il generale da tempo, ma questi non la riconobbe affatto. Subito dopo affermò di doversene andare e fece in modo di fare ospitare Millarca a casa del generale.<br>Da allora la nipote del generale cominciò
ad accusare gli stessi sintomi e gli stessi incubi di Laura, mentre Millarca misteriosamente spariva la notte dalla sua camera. Il medico consultato affermò che i segni sul corpo della giovane erano stati sicuramente
lasciati da un vampiro.<br>Il generale, seppure incredulo, una notte sorvegliò la nipote e trovò una bestia nera che la aggrediva. Una volta attaccata, questa si rivelò Millarca, che si dette alla fuga,
mentre la giovane morì per il dissanguamento.<br>Vicino alla sua tenuta sorge la casata dei Karnstein, estinta da secoli, dalla quale la moglie del generale discendeva. Mentre la esplorano appare Carmilla e il generale
si scaglia contro di lei, ma invano, siccome la donna lo disarma facilmente e fugge. Mircalla, Millarca e Carmilla sono dunque la stessa persona!</span></div>
<div><span class="cf1">La compagnia - grazie all’aiuto del barone Vordenburg appassionato del tema dei vampiri - trovano la tomba della contessa Mircalla, morta oltre 100 anni prima. Viene avviato
un procedimento legale e la bara è scoperchiata.<br>Al suo interno trovano il corpo di Carmilla, non decomposto e che mostra segni di respirazione. Il corpo viene estratto e vi viene conficcato un paletto nel petto.
Si ode un urlo fortissimo.<br>Il capo viene tagliato e il corpo bruciato.<br>Da allora quella contea non venne più infestata dai vampiri, anche se Laura non avrebbe mai dimenticato l’amica.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Carmilla spiegata<br></strong>(attenzione: contiene spoiler)</span></div>
<div><span class="cf1">Carmilla - il cui vero nome è contessa Mircalla di Karnstein - è una donna alta, bella e aggraziata, dalla carnagione brillante. I grandi occhi sono scuri e lucenti
e possiede folti e lunghi capelli bellissimi di un castano scuro con sfumature dorate. Il suo bellissimo volto ha qualcosa di magnetico che attrae indissolubilmente.<br>Visivamente le sue caratteristiche riconducibili al
colore nero sono l’opposto di quelle angeliche - i capelli biondi e gli occhi azzurri - di Laura.<br>I suoi movimenti sono oltremodo languidi; ha un atteggiamento molto riservato e contenuto.<br>Mircalla di Karnstein
risulta morta da oltre 100 anni e si dice appartenesse a una famiglia molto malvagia.<br>Viene rivelato che un antenato del barone Vordenburg, che amava Carmilla in vita, ne aveva nascosto i resti per salvarla dal processo
di vampirismo, dopo la sua morte in giovane età. Tempo dopo si pentì del suo gesto e lasciò delle indicazioni affinché qualcuno potesse ritrovare la sua tana.</span></div>
<div><span class="cf1">Carmilla viaggia con una donna che dichiara di essere sua madre e che viene chiamata Contessa, anche se pare essere più autorevole di quanto non denoti la sua carica. Dal
fatto che parli molte lingue, che sembra più giovane della sua età e che pare avere conosciuto l’anziano generale molti anni, prima possiamo intuire che anch’ella sia una vampira.<br>In più
occasioni la Contessa abbandona Carmilla a casa di qualcuno (forse contro la volontà della figlia, siccome questa sembra triste, a meno che non reciti): si tratta sempre di famiglie nelle quali vi è una donna,
che la vampira inizia a tormentare languidamente per depredarne il sangue.<br>Accenna in maniera molto vaga ad avere sofferto gravemente di malattia tantissimo tempo prima. I suoi ricordi del passato sono molto vaghi. Cita
il fatto di essere stata ferita durante un ballo da un amore che stava per rubarle la vita.<br>Nel corso del racconto, Carmilla manifesta per la protagonista una attrazione sessuale nemmeno troppo velata: si fanno continui
riferimenti a baci e carezze che le rivolge, ma Laura trova in lei aspetti che le piacciono e altri che rifugge.<br>Psicologicamente, la narratrice prova per lei sensazioni conflittuali di libido latente e di repulsione,
quando Carmilla la ghermisce e ne abbassa la resistenza con la sua voce suadente, potenzialmente ipnotica. Più in generale, Laura prova per lei amore e odio allo stesso tempo.<br>Carmilla specifica che si sente legata
intimamente all’amica, a un livello praticamente morboso.<br>Turbata dalle attenzione languide che le riserva, Laura arriva persino a pensare che Carmilla possa essere un ipotetico uomo innamorato travestito.<br>Mentre
Laura è una giovane mite che agisce in accordo con le convenzioni dell’epoca, Carmilla è una persona più indipendente e che rifiuta le credenze religiose date per assodate, non perché deve
assecondare la propria natura diabolica, ma perché nutre una visione laica che attribuisce il corso degli eventi all’azione della natura anziché a Dio.<br>Mircalla viene descritta come appartenere a una
famiglia molto malvagia, ma nel romanzo sembra essere malvagia più per natura che per indole, mostrandosi piuttosto malinconica e solitaria anziché compiaciuta delle proprie efferatezze.<br>Come rivela appunto
Carmilla, nella sua natura non esiste l’indifferenza, perciò esige che Laura provi per lei affetto od odio, ma l’importante è che sia qualcosa.<br>Come da tradizione ha i canini lunghi e affilati.
Viene vista soltanto bere, non mangiare, si alza molto tardi, e sembra stancarsi presto camminando all’aperto.<br>Come vampiro, ha i classici poteri della tradizione: l’eterna giovinezza, la capacità di
tramutarsi in animale (in questo caso, un gatto nero, mentre Dracula in un cane nero), una forza sovrumana, ed è in grado di attraversare le pareti come un fantasma senza essere vista. La sua stretta lascia un intorpidimento
dal quale ci si libera solo dopo tempo.<br>In questa versione, i vampiri possono restare fuori dalla tomba per molto tempo e anche con la luce del sole, ma prima o poi devono tornarvi. In particolar modo, i giovani che muoiono
tragicamente hanno alte chance di tornare come nosferatu per il loro legame con il mondo terreno non ancora reciso.<br>I vampiri come Carmilla si fissano su determinati obiettivi - come una vittima designata - e sono disposti
a sopportare molte privazioni pur di raggiungerli, anche se questo a conti fatti è molto rischioso per loro. Non possono privarsi del nome che avevano in vita ma possono soltanto storpiarlo o anagrammarlo.<br>Mentre
Lord Ruthven di <strong>Polidori</strong> è un maniaco depravato, incarnazione del vizio, e Dracula di <strong>Bram Stoker</strong> è un compiaciuto predatore, vera e propria personificazione della peste, Carmilla ha un carattere più malinconico e appare quasi dispiaciuta per
la propria natura (parla della morte come di una liberazione anziché di un dramma).<br>Anziché dal vizio e dalla crudeltà, sembra mossa dal reale amore, una forza passionale che la spinge a stipulare
un legame mentale con la vittima anni e anni prima di conoscerla di persona, la quale diventa l’oggetto della sua brama di sangue.<br>Dal suo punto di vista l’amore è bilanciato dal sacrificio, perciò
il furto del sangue è il male necessario per potere amare qualcuno. Infatti, man mano che prosciuga il sangue della protagonista si comporta come se fosse ancora più innamorata di lei.<br>E con questo, credo
di averti spiegato tutto in merito a questo racconto.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Joseph Sheridan Le Fanu (Dublino, 1814-1873) è stato un influente scrittore irlandese, maestro del racconto gotico e soprannaturale vittoriano. Noto per opere come <em>Carmilla</em> e <em>Uncle Silas</em>, ha contribuito a fondare il moderno horror psicologico e il mito del vampiro, unendo folklore celtico
a atmosfere cupe.</span></div>
<div><span class="cf1">Noto come "Principe Invisibile" perché viveva ritirato, scrisse storie di fantasmi, paranormale e mistero, eccellendo nel creare suspense psicologica piuttosto
che horror esplicito.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Edizione integrale consigliata:</span></div>
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			<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Beast di Michael Pearce]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002B9"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Girato a dovere</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un'approfondita analisi delle personalità disturbate</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Beast (Regno Unito 2017)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Michael Pearce. Fotografia: Benjamin Kracun. Montaggio: Maya Maffioli. Musica: Jim Williams. Scenografia: Candice Marchlewski. Costumi: Jo Thompson. Effetti: Dave Goshorn, Matthew Strange. &nbsp;Trucco: Nadia Stacey. Produttori: Greg McManus, Natascha Wharton, David Staniland, Myles Payne,
Ivana Mackinnon, Sam Lavender. Case di Produzione: Agile Films, Stray Bear Productions. Genere: Drammatico. Durata: 107’. Paese di Produzione: Regno Unito, 2017. Lingua Originale: Inglese. Interpreti:
Jessie Buckley (Moll), Geraldine James (Hilary), Johnny Flynn (Pascal), Olwen Fouere (Theresa Kelly), Shannon Tarbet (Polly), Charley Palmer Rothwell (Leigh), Hattie Gotobed (Jade), Oliver Maltman (Harrison), Trystan Gravelle
(Clifford), Emily Taaffe (Tamara),Tim Woodward (Fletcher), Barry Aird (Stuart), Maria de Lima (Rita).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4ciTUq4" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Beast</em> è ambientato nella suggestiva location dell’Isola di Jersey, situata in pieno canale della Manica, come
per ricordare il vecchio regno di Normandia. In questo piccolo mondo provinciale conosciamo la ventisettenne Moll, oppressa dal rigido autoritarismo materno, che vive con il ricordo di un recente passato di violenza nel quale
ha tentato di uccidere (per vendetta) una coetanea. A un tratto nella vita della ragazza appare un giovane misterioso di nome Pascal che prima la salva da una violenza carnale quindi le fa vivere un’intensa storia d’amore.
Pascal, però, è sospettato di essere un serial killer e di aver messo in atto alcuni efferati omicidi che hanno sconvolto la pace della comunità insulare. Il maggior sostenitore della colpevolezza di Pascal
è un ispettore di polizia innamorato di Moll, da lei sempre respinto, quindi esistono dubbi sulla sua imparzialità di giudizio. Non andiamo oltre con la trama, basata su diversi colpi di scena e una buona suspense,
oltre a compiere un’approfondita analisi delle personalità disturbate e dei legami che si creano tra individui simili. <em>Beast</em> è girato a dovere mettendo in primo piano i suggestivi paesaggi dell’Isola di Jersey (tra Regno Unito e Francia), il regista riprende scogliere, spiagge, castelli
e boschi, fotografando suggestivi notturni e splendenti momenti solari. Debutto assoluto per la bravissima <strong>Jessie Buckley</strong> - vista nel recente <em>Hamnet</em> di <strong>Chloé Zhao</strong> - già attrice compiuta ed espressiva nella parte di Moll, ruolo ambiguo di non facile interpretazione. <strong>Johnny Flynn</strong> è il torbido Pascal, che proviene dalla Francia e sembra uno zingaro vagabondo, bravo a rendere inquietante il personaggio maschile sospettato di essere un
serial killer. Ben calata nella parte di Hilary, madre arcigna e anaffettiva, la britannica <strong>Geraldine James</strong>. Il regista - non molto noto ai nostri lidi, tutto sommato bravo e ispirato - scrive il soggetto e lo sceneggia, rifacendosi a una storia realmente accaduta. Il montaggio di <strong>Maya Maffioli</strong> è intenso e serrato, contiene il film in 107 minuti essenziali e non manca di suspense. Colonna sonora angosciante e claustrofobica di <strong>Jim Williams</strong>. Un film da recuperare, sia per le buone interpretazioni, sia per una storia che si sviluppa tra angoscianti momenti di tensione. Visto su Rai 4, il canale tra cinema
d’autore e genere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4ciTUq4" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink73fab5610c9f429d6a267ffb26d632cb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/beast-2017-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 596,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink73fab5610c9f429d6a267ffb26d632cb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/beast-2017-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="284" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd353fa108f7d27c8cfd3021cf48057d4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/beast-2017-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1422,'height': 768,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd353fa108f7d27c8cfd3021cf48057d4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/beast-2017-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="108" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=qmFCIXxZdIs">https://www.youtube.com/watch?v=qmFCIXxZdIs</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 02:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IcoFX 1.6.4 - L'ultimo baluardo del Freeware]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002B8"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Per appassionati di personalizzazione</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">O sviluppatori che cercano uno strumento leggero, gratuito e potente</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>IcoFX 1.6.4</em> rappresenta un punto di svolta nella storia del software: è infatti l'ultima versione rilasciata con
licenza freeware prima che il programma passasse a un modello commerciale (a pagamento) con la versione 2.0. Per molti, questa versione è ancora oggi il miglior compromesso tra funzionalità professionali e gratuità.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>IcoFX 1.6.4</em> è un programma per creare e/o modificare le vostre icone preferite formato ".ICO". Permette di
convertire da ICO a BMP, permette di editare icone MAC OS-X, icone PNG di Vista, generare favicon per siti web. È un software con numerose funzioni speciali per il controllo sulle immagini (oltre 40 effetti), e molti
strumenti di disegno.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'interfaccia di <em>IcoFX 1.6.4</em> richiama lo stile classico dei software per Windows XP e Vista. È pulita, organizzata
in pannelli modulari che ricordano vagamente una versione semplificata di <em>Photoshop</em>:</span></div>
<div><span class="cf1">- Pannello strumenti: Sulla sinistra troviamo i classici strumenti di disegno (pennello, gomma, secchiello, selezione, testo).</span></div>
<div><span class="cf1">- Area di lavoro: Centrale, con supporto per schede multiple per lavorare su più icone contemporaneamente.</span></div>
<div><span class="cf1">- Pannello anteprima: fondamentale per vedere come l'icona apparirà a diverse risoluzioni in tempo reale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><script> var showboxlinka592c669a7859145420b2bc43653ad80 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/IcoFX-interfaccia_bar.webp','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di IcoFX 1.6.4.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di IcoFX 1.6.4.','width': 734,'height': 512,'description': 'L\'interfaccia grafica di IcoFX 1.6.4.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka592c669a7859145420b2bc43653ad80, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/IcoFX-interfaccia_bar.webp" alt="L&#39;interfaccia grafica di IcoFX 1.6.4." title="L&#39;interfaccia grafica di IcoFX 1.6.4." width="200" height="140" /></a><br></div>
<div><strong class="cf1">L'interfaccia grafica di <em>IcoFX 1.6.4</em>.</strong></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante l'estetica datata, l'ergonomia è eccellente: ogni funzione è a portata di click e non serve un manuale per iniziare a creare.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Caratteristiche Tecniche Principali</strong></div>
<div><span class="cf1">Vero punto di forza della versione 1.6.4 è la gestione della <em>trasparenza (canale Alpha)</em>. Permette di creare icone con bordi sfumati e ombreggiature professionali, evitando l'effetto "pixelato" tipico dei vecchi editor. Supporta
icone da 1x1 a 256x256 pixel e pieno supporto anche per le icone di <em>Windows Vista/7</em> con compressione PNG (all'epoca una novità assoluta). Vi è poi la possibilità di convertire icone Macintosh in icone Windows e viceversa.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Estrazione e Batch Processing: <em>IcoFX</em> non è solo un editor, ma anche un potente estrattore. </span><span class="fs14lh1-5">È infatti possibile</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> aprire file .exe, .dll o .ocx e "prelevare" le icone contenute al loro interno. Inoltre, include una funzione di </span><em class="fs14lh1-5 cf1">elaborazione batch</em><span class="fs14lh1-5 cf1">, che permette di convertire centinaia di immagini (PNG, BMP, JPG) in icone (ICO) in un colpo solo, risparmiando ore di lavoro manuale.</span></div>
<div><span class="cf1">Effetti e Regolazioni: Nonostante la leggerezza (il file di installazione pesa poco più di 1.5 MB), include oltre 40 effetti integrati tra cui: regolazione di luminosità, contrasto e saturazione; filtri di nitidezza (Sharpen) e sfocatura (Blur); effetti creativi come ombra esterna, smussatura
(Bevel) e rotazione.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">PRO</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">È estremamente leggero e con la versione <em>portable</em> può essere eseguito da una chiavetta USB senza installazione pesante.</span></li>
<li><span class="cf1">Gratuito senza pubblicità, nessun watermark, nessuna scadenza.</span></li>
<li><span class="cf1">La funzione "Crea icona da immagine" (conversione immagine-icona) è impeccabile: gestisce il ridimensionamento e il ricampionamento in modo superbo.</span></li>
<li><span class="cf1">Raramente crasha, anche su versioni moderne di Windows (Windows 10 e 11 lo eseguono senza problemi in modalità compatibilità) la stabilità è garantita.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">CONTRO</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">Limitazioni per le risoluzioni moderne: sebbene supporti i 256x256 pixel, non gestisce nativamente i formati ultra-HD o le icone vettoriali
(SVG) che oggi sono lo standard per il web e le UI moderne.</span></li>
<li><span class="cf1">Mancanza di livelli: a differenza della versione Pro a pagamento, la 1.6.4 non gestisce i livelli (layers). Se sbagli un disegno
complesso, devi affidarti alla cronologia degli annullamenti.</span></li>
<li><span class="cf1">Supporto DPI: su monitor 4K moderni, l'interfaccia potrebbe apparire molto piccola a causa della mancanza di scaling DPI.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In conclusione <em>IcoFX 1.6.4</em> è un piccolo gioiello del passato che brilla ancora nel 2026. Se siete sviluppatori che hanno bisogno di generare rapidamente una favicon.ico per un sito web, o utenti che vogliono personalizzare le cartelle
del proprio PC, non c'è strumento gratuito più affidabile di questo.</span></div>
<div><span class="cf1">È la dimostrazione che non serve un software pesante e in abbonamento per fare bene una cosa specifica: creare icone perfette.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica <em>IcoFX</em> dal sito ufficiale: <a href="https://icofx.ro/" class="imCssLink">https://icofx.ro/</a></span></div>
<div><span class="cf1">Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink7d4bae0a45e233cc680d0b855641e30f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/IcoFX-logo_bar.jpg','alt': 'Il logo di IcoFX.','title': 'Il logo di IcoFX.','width': 550,'height': 302,'description': 'Il logo di IcoFX.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7d4bae0a45e233cc680d0b855641e30f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/IcoFX-logo_bar.jpg" alt="Il logo di IcoFX." title="Il logo di IcoFX." width="200" height="110" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 15:24:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Meyrinkiana N. 7]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Riviste"><![CDATA[Riviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002B7"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">A cura di Vittorio Fincati</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Rivista dedicata alla figura di Gustav Meyrink</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Il settimo numero di </span><span class="cf1"><em>Meyrinkiana</em></span><span class="cf1"> si conferma come una pubblicazione di grande interesse per studiosi e appassionati di </span><span class="cf1"><strong>Gustav Meyrink</strong></span><span class="cf1">, offrendo un insieme variegato di contributi che spaziano dall’analisi letteraria all’approfondimento esoterico, fino a curiosità biografiche e culturali. Il risultato è un mosaico complesso,
che riflette bene la natura sfuggente e stratificata dell’autore praghese.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4ccBEhY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ad aprire il volume è un testo dello stesso </span><span class="cf1"><strong>Meyrink</strong></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Attenzione ai cosiddetti Führer!,</em></span><span class="cf1"> che rappresenta senza dubbio uno dei momenti più significativi dell’intero numero. In questo scritto,
l’autore mette in guardia contro la proliferazione di sedicenti guide spirituali, figure ambigue e spesso fraudolente che, già ai suoi tempi, approfittavano dell’interesse crescente per l’occultismo
e le dottrine esoteriche. </span><span class="cf1"><strong>Meyrink</strong></span><span class="cf1">, pur essendo profondamente coinvolto in tali ambiti, dimostra una notevole lucidità critica: egli riconosce l’esistenza
di verità spirituali autentiche, ma denuncia con decisione coloro che le distorcono per fini personali. Il riferimento ai “Führer” appare volutamente ambiguo, potendo alludere tanto a capi spirituali
quanto a leader politici, e conferisce al testo una sorprendente attualità. In questo senso, il suo pensiero non risulta troppo distante da quello espresso da </span><span class="cf1"><strong>Julius Evola </strong></span><span class="cf1">in </span><span class="cf1"><em>Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo</em></span><span class="cf1">, dove </span><span class="cf1"><strong>Meyrink</strong></span><span class="cf1"> viene peraltro indicato come un autore serio e sostanzialmente integro, in contrapposizione alle derive dello spiritualismo di
moda. Il saggio di </span><span class="cf1"><strong>Vittorio Fincati</strong></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>I Sat Bhai e l’Albino</em></span><span class="cf1">, si inserisce coerentemente in questa linea di smascheramento e analisi critica. L’autore affronta il rapporto tra </span><span class="cf1"><strong>Meyrink</strong></span><span class="cf1"> e il gruppo dei Sat Bhai, mettendo in luce dinamiche poco note e talvolta problematiche. Particolarmente interessante è il collegamento con il racconto </span><span class="cf1"><em>L’Albino</em></span><span class="cf1">, considerato uno dei migliori dell’autore. Riprendendo anche le osservazioni di </span><span class="cf1"><strong>Gianfranco de Turris</strong></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><strong>Fincati </strong></span><span class="cf1">evidenzia come il testo rifletta la decadenza di un ordine massonico; tuttavia, propone anche una lettura più polemica, interpretandolo come una sorta di resa dei conti letteraria nei confronti di ambienti
pseudo-iniziatici che lo stesso </span><span class="cf1"><strong>Meyrink</strong></span><span class="cf1"> avrebbe frequentato e poi rigettato. Questa doppia chiave di lettura arricchisce notevolmente l’analisi e contribuisce
a restituire la complessità del percorso umano e intellettuale dello scrittore.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Di tono più problematico è invece l’articolo di </span><span class="cf1"><strong>Massimo Scaligero</strong></span><span class="cf1">, Misticismo e narrativa: che cosa c’è in </span><span class="cf1"><strong>Meyrink</strong></span><span class="cf1">. Pur partendo da premesse condivisibili - in particolare il riconoscimento del profondo sostrato esoterico della produzione meyrinkiana - il saggio giunge a conclusioni
discutibili. L’idea che </span><span class="cf1"><strong>Meyrink</strong></span><span class="cf1"> possa essere interpretato come uno strumento della propaganda del regime fascista appare infatti forzata e difficilmente
sostenibile, rischiando di compromettere un’analisi altrimenti interessante. Si tratta di una lettura che solleva interrogativi e che, più che convincere, invita il lettore a un atteggiamento critico. Più
equilibrato e stimolante risulta il contributo di </span><span class="cf1"><strong>Dario Chioli</strong></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Rileggendo La Faccia Verde</em></span><span class="cf1">, che offre una nuova prospettiva su uno dei romanzi più enigmatici di </span><span class="cf1"><strong>Meyrink</strong></span><span class="cf1">. L’articolo si distingue per la capacità di coniugare rigore interpretativo e apertura simbolica, invitando il lettore a confrontarsi nuovamente con un testo
complesso e stratificato. Il numero è ulteriormente arricchito da una serie di interventi che ampliano il quadro complessivo: dai rapporti tra </span><span class="cf1"><strong>Meyrink</strong></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><strong>Rudolf Steiner</strong></span><span class="cf1">, al confronto con </span><span class="cf1"><strong>Ossendowski</strong></span><span class="cf1">, fino all’analisi della ricezione italiana attraverso traduttori ed editori. Non mancano contributi più
curiosi e leggeri, come La tragicomica vicenda di un cammello per bene, che contribuisce a bilanciare la densità teorica del volume.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nel complesso, </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Meyrinkiana 7</i></span></span><span class="cf1"> si conferma una pubblicazione solida e appassionata, capace di offrire spunti critici, interpretazioni originali e materiali di grande interesse. Si
tratta, in definitiva, di una lettura consigliata soprattutto ai veri cultori di </span><span class="cf1"><strong>Meyrink</strong></span><span class="cf1">, che vi troveranno numerosi elementi utili per approfondire ulteriormente un autore tanto affascinante quanto difficile da inquadrare definitivamente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em><span class="cf1">Meyrinkiana 7</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Curatore: Vittorio Fincati</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Editore: Tipheret</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Anno: 10 Aprile 2026</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Pag: 100</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Dimensioni: 13.9 x 1.1 x 21 cm</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">ISBN-13: 978-8864969060</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Prezzo: 10,00 €</span></em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4ccBEhY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinke820ce50b3aeb652310d0d1cab02c2f3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Meyrinkiana7-cop_ver.webp','alt': 'La copertina della rivista.','title': 'La copertina della rivista.','width': 719,'height': 1080,'description': 'La copertina della rivista.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke820ce50b3aeb652310d0d1cab02c2f3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Meyrinkiana7-cop_ver.webp" alt="La copertina della rivista." title="La copertina della rivista." width="200" height="301" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 05:21:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Il Volto e altri racconti scelti da H.P. Lovecraft]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002B6"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Quattro immancabili racconti</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Per tutti gli amanti della letteratura weird, horror e soprannaturale</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Esiste un sottile confine tra la realtà tangibile e l’orrore che striscia nell'oscurità, un velo che <strong>Edward Frédéric Benson</strong> ha saputo squarciare con la precisione di un chirurgo del brivido. La Redazione <em>GHoST</em> è lieta di segnalare, grazie ad Agenzia Alcatraz Edizioni, che prosegue il suo meticoloso viaggio nel recupero dei classici, la disponibilità de <em>Il Volto - e altri racconti scelti da H.P. Lovecraft</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3OuUjfE" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il volume non è una semplice antologia, ma una vera e propria operazione di "archeologia del terrore". Inserito nella prestigiosa collana <em>La Biblioteca di Lovecraft</em>, il tomo raccoglie quattro gemme della letteratura inquietante, selezionate e celebrate nientemeno che dal Maestro di Providence. <strong>H.P. Lovecraft</strong>, nel suo saggio fondamentale sull’orrore soprannaturale, non risparmiò elogi per <strong>Benson</strong>, riconoscendogli la rara capacità di evocare una "paura cosmica" partendo da scenari apparentemente quotidiani.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La cura di questo prezioso tassello editoriale è affidata alle sapienti mani di <strong>Jacopo Corazza</strong> e <strong>Gianluca Venditti</strong>, che hanno orchestrato un apparato critico capace di contestualizzare l'opera di <strong>Benson</strong> oltre i soliti cliché. La traduzione, curata da <strong>Lucio Besana</strong> e <strong>Diego Bertelli</strong>, restituisce al lettore moderno quella prosa elegante e, al contempo, profondamente disturbante che caratterizzava l’autore
britannico.</span></div>
<div><span class="cf1">Il libro è arricchito da una nota introduttiva di <strong>Venditti</strong> e da una prefazione firmata da <strong>Lucio Besana</strong>, che guidano il lettore tra le pieghe di una narrazione dove fantasmi, dimore senzienti e leggende
dimenticate non sono semplici espedienti narrativi, ma proiezioni di un’angoscia esistenziale profonda.</span></div>
<div><span class="cf1">L’esperienza di lettura è sublimata dall’apparato iconografico. Le illustrazioni originali di <strong>Domenico D. Venezia</strong> interagiscono con il testo, dando forma visiva agli incubi di <strong>Benson</strong>. Inoltre, chicca per i collezionisti, il volume include in appendice le illustrazioni d’epoca che accompagnarono le prime storiche edizioni dei racconti, creando
un ponte temporale tra il presente e l’epoca d’oro delle riviste <em>weird</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Dimenticate gli scontati <em>jump scare</em> della narrativa contemporanea. <strong>Benson</strong> lavora sulla tensione lenta, sulla percezione di qualcosa di "sbagliato" che si annida negli
angoli degli occhi. Che si tratti di un volto che appare dove non dovrebbe o di antichi patti che esigono il loro tributo, l'autore trascina chi legge in un labirinto di suggestioni vittoriane e orrori senza tempo.</span></div>
<div><span class="cf1">Un’opera imprescindibile per chiunque voglia esplorare le radici del brivido e comprendere perché, a distanza di un secolo, il nome di <strong>E.F. Benson</strong> faccia ancora tremare i polsi ai cultori del genere. Se siete pronti a guardare nell'abisso, Agenzia Alcatraz vi ha appena fornito lo specchio ideale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Edward Frederic Benson (24 luglio 1867 - 29 febbraio 1940) fu un romanziere, biografo e autore di racconti inglese, noto per le sue storie di fantasmi e di soprannaturale.
Nato al Wellington College nel Berkshire, era il quinto figlio di Edward White Benson, futuro Arcivescovo di Canterbury. Cresciuto in una famiglia intellettuale e religiosa, Benson sviluppò fin da giovane un talento
letterario precoce, pubblicando il suo primo libro, <em>Sketches from Marlborough</em>, ancora studente.</span></div>
<div><span class="cf1">Autore versatile, rimane celebre soprattutto per i suoi racconti di fantasmi, caratterizzati da atmosfere inquietanti e sottili ironie. Le sue opere mostrano spesso una sensibilità
omoerotica, unita a un’arguzia sottile e a un senso del grottesco.</span></div>
<div><span class="cf1">Visse a Londra e sull’isola di Capri, frequentata da un circolo di intellettuali omosessuali. Morì il 29 febbraio 1940, lasciando un’eredità letteraria
che combina brillantezza sociale, humor e un inquietante talento per l’orrore soprannaturale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Il Volto</span></div><div><span class="cf1">(e altri racconti scelti da H.P. Lovecraft)</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Edward Frédéric Benson</span></div>
<div><span class="cf1">Curatori: Jacopo Corazza e Gianluca Venditti</span></div>
<div><span class="cf1">Illustrazioni: Domenico V. Venezia</span></div>
<div><span class="cf1">Traduzioni: Lucio Besana e Diego Bertelli</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: La Biblioteca di Lovecraft</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Agenzia Alcatraz</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 10 aprile 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 170</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensioni: 12.1 x 1.5 x 19 cm</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 17,00 €</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN-13: 978-8885772731</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3OuUjfE" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink5a2737326dbf6ac6fddc78732ef8197d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/il-volto-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 681,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5a2737326dbf6ac6fddc78732ef8197d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/il-volto-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="317" /></a><br></div><div><script> var showboxlink9bcd2e7743002911328b8afb370933cf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/E-F-Benson_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 1024,'height': 1024,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9bcd2e7743002911328b8afb370933cf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/E-F-Benson_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Millennium Actress]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002B5"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Per la prima volta al cinema</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Il lungometraggio animato del 2001 di Satoshi Kon</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> è lieta di segnalare che <em>Millennium Actress</em>, il lungometraggio animato di <strong>Satoshi Kon</strong>, arriverà per la prima volta nei cinema italiani dall’11 al 13 maggio, svelando il poster e il trailer italiano del film. L’evento speciale, pensato appositamente in occasione dei 25 anni
dall’uscita del titolo in Giappone, celebra uno dei capolavori dell’animazione nipponica portandolo nelle sale italiane in 4K.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Millennium Actress</em> è il secondo anime del geniale regista giapponese <strong>Satoshi Kon</strong>, che ne firma regia e soggetto e lo co-sceneggia insieme a <strong>Sadayuki Murai</strong>. Vero e proprio tesoro nascosto del cinema d'animazione, prodotto dal mitico studio Madhouse, il film è oggi praticamente introvabile in Italia, una
rarità che ne accresce il fascino di opera da riscoprire. Uscito nel 2001, il lungometraggio anticipa e cristallizza già tutti quegli elementi visivi e narrativi presenti nei successivi capolavori del regista,
da <em>Tokyo Godfathers</em> a <em>Paprika - Sognando un sogno</em>, e che hanno reso <strong>Satoshi Kon</strong> uno degli autori di punta dell’animazione giapponese, fonte di ispirazione per numerosi cineasti occidentali,
tra cui <strong>Guillermo del Toro</strong> e <strong>Christopher Nolan</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Millennium Actress</em> è la storia di Chiyoko Fujiwara, un’attrice che è stata protagonista della storia
del cinema giapponese. Si è ormai ritirata da diverso tempo e vive in una casa isolata in mezzo ai boschi. Un giorno, il regista Genya Tachibana decide di andare a farle visita: è un suo grande ammiratore e vuole fare un documentario su di lei. L’intervista si trasforma presto in un viaggio vertiginoso tra ricordi e scene cinematografiche, di cui il trailer dà un assaggio. I confini tra realtà e finzione si dissolvono in un flusso continuo
di epoche, generi e suggestioni, dove la protagonista rivive la propria carriera inseguendo il ricordo di un amore perduto. Ogni ricordo diventa una scena e ogni scena si trasforma in un ricordo: la memoria scivola di continuo
in un passato ricostruito attraverso i film a cui Chiyoko ha preso parte e trascina con sé anche Genya e il suo goffo cameraman Kyoji Ida, in un racconto dalla straordinaria potenza visiva ed emotiva.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Millennium Actress</em> è soprattutto un’esperienza narrativa unica, capace di emozionare e sorprendere a ogni
passaggio. È un film che parla d’amore, di sogni e del tempo che scorre, ma anche del bisogno umano di raccontarsi e di essere ricordati. È un’opera che continua a risuonare negli spettatori, confermando
il talento visionario di <strong>Satoshi Kon</strong> e il valore universale della sua eredità artistica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">A rendere ancora più speciale il suo arrivo nelle sale, prima della release ufficiale, sarà una proiezione evento al COMICON Napoli il 1° maggio, alle ore 19.30,
in compagnia dei <strong>Criticoni</strong> e <strong>Dario Moccia</strong>. La serata vedrà <strong>Francesco Alò</strong>, <strong>Mr. Marra</strong> e <strong>Victorlaszlo88</strong>, accompagnati da <strong>Moccia</strong>, presentare il film per poi dialogare<strong> </strong>con gli spettatori, approfondendo l'eredità di <strong>Satoshi Kon</strong> e la modernità di questa gemma ritrovata.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Millennium Actress</em> sarà per la prima volta nei cinema italiani solo dall’11 al 13 maggio con <strong>Anime Factory</strong> in versione restaurata in 4K.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div>






<div><strong class="cf1">Sinossi</strong></div></div>
<div><span class="cf1">Decisi a ripercorrere la sua vita, un regista e il suo fido assistente ottengono un incontro con Chiyoko Fujiwara, diva del cinema giapponese ormai anziana e ritiratasi a vita privata.
Ripercorrendo i suoi ruoli più iconici e la ricerca di un amore mai dimenticato, i due filmmaker “scivolano” attraverso i ricordi di Chiyoko, diventando spettatori di un viaggio onirico in cui i confini
tra realtà e finzione si dissolvono.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">A proposito di Anime Factory</strong></div>
<div><span class="cf1">Anime Factory è l’etichetta di proprietà di Plaion Pictures che racchiude il meglio dell’offerta Anime, cinematografica e home video, della società. &nbsp;</span></div>
<div><span class="cf1">Nato nel maggio 2015 con il nome di Anime al Cinema, il brand ha consolidato nel tempo la sua identità fino ad affermarsi come uno dei punti di riferimento per i fan del genere.
A distanza di tre anni, complice un’offerta sempre più ampia e una presenza sul mercato di riferimento sempre più forte, Anime al Cinema cambia casa per diventare vera e propria Factory, fucina di prodotti
di altissima qualità. &nbsp;</span></div>
<div><span class="cf1">Anime Factory diventa, così, l’anima orientale di Plaion Pictures, la sua identità legata all’animazione giapponese. I grandi classici del passato che tornano
rimasterizzati, che per la prima volta arrivano sul grande schermo o in edizioni limitate e da collezionisti, titoli inediti che non hanno mai raggiunto il grande pubblico italiano pur rappresentando vere e proprie icone in
ambito Anime e Manga. Tutto questo, unito alla grande qualità delle lavorazioni, è la mission di Anime Factory. </span></div>
<div><span class="cf1">Sotto l’etichetta Anime Factory, accanto a grandi licenze del proprio catalogo come <em>ONE PIECE e DRAGON BALL </em>e a titoli immortali come <em>Lupin III, Godzilla</em>, <em>Doraemon</em> e <em>City Hunter</em>, Plaion Pictures si impegna a portare sul mercato italiano recenti novità come <em>The First Slam Dunk</em>, <em>Blue Giant</em>, <em>The Colors Within</em> e<em> </em>molti altri.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit dell'anime (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?millennium-actress-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink20b370dd243e4429c585444ac046c83a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/MillenniumActress-loc_ver.webp','alt': 'La locandina dell\\\'Anime.','title': 'La locandina dell\\\'Anime.','width': 378,'height': 540,'description': 'La locandina dell\'Anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink20b370dd243e4429c585444ac046c83a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/MillenniumActress-loc_ver.webp" alt="La locandina dell&#39;Anime." title="La locandina dell&#39;Anime." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3d32822d193410fdfb82ac4925344d24 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/MillenniumActress-scena_bar.webp','alt': 'Una scena dell\\\'Anime.','title': 'Una scena dell\\\'Anime.','width': 738,'height': 400,'description': 'Una scena dell\'Anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3d32822d193410fdfb82ac4925344d24, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/MillenniumActress-scena_bar.webp" alt="Una scena dell&#39;Anime." title="Una scena dell&#39;Anime." width="200" height="109" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=13qIOCQgaLM">https://www.youtube.com/watch?v=13qIOCQgaLM</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 05:09:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Milano calibro 9 di Fernando Di Leo]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002B4"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Per ricordare Mario Adorf</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una pellicola intensa e ricca di suspense</span></h2><div>






<div><em class="cf1">Per ricordare l’attore italo-tedesco Mario Adorf, scomparso a Parigi l’8 aprile, che apparve in più di 200 film, lavorando anche assiduamente nel cinema italiano,
andiamo a rivedere <strong>Milano calibro 9</strong>, un capolavoro di Fernando Di Leo. Il testo è tratto da <strong>Di Leo Calibro 9 - Erotismo e noir nel cinema di Fernando di Leo</strong>, di Gordiano Lupi e Davide Magni si, Il Foglio Letterario Edizioni.</em></div>
<div><br></div>
<div><script> var showboxlinkf2fae31cb113f57e0663cdb30239cd66 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/di-leo-calibro9-cop_bar.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 789,'height': 349,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf2fae31cb113f57e0663cdb30239cd66, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/di-leo-calibro9-cop_bar.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="89" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/4dNkNn6" class="imCssLink"><span class="fs14lh1-5">ACQUISTA SU AMAZON</span></a><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Milano calibro 9 (Italia, 1972)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Fernando Di Leo. Soggetto: Fernando Di Leo (tratto dai racconti di Scerbanenco). Sceneggiatura: Fernando Di Leo. Fotografia: del fedele Franco Villa. Montaggio: Amedeo Giomini.
Scenografia: Francesco Cuppini. Costumi: Francesco Cuppini e Marcella Moretti. Trucco: Antonio Mura. Aiuto regista: l’immancabile Franco Lo Cascio. Commento musicale: dell’ottimo Luis Enriquez Bacalov che compone
una colonna sonora indimenticabile eseguita dai New Trolls e dagli Osanna. Produttore: Armando Novelli ed Ermanno Curti per Daunia 70. Distribuzione in italiano: Minerva Pictures. Genere: noir, poliziesco, thriller, gangster.
Paese di produzione: Italia, 1972. Durata: 88’. Interpreti: Gastone Moschin (Ugo Piazza), Barbara Bouchet (Nelly Bordon), Mario Adorf (Rocco Musco), Lionel Stander (l'Americano), Philippe Leroy (Chino), Frank Wolff
(commissario di polizia), Ivo Garrani (Don Vincenzo), Mario Novelli (Pasquale Tallarico), Luigi Pistilli (vicecommissario Mercuri).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">(Attenzione: contiene spoiler)</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il film è fedele alle atmosfere nere e opprimenti dei racconti di Scerbanenco, ma non è una pellicola tratta dalle raccolte <em>Milano calibro 9 </em>e da <em>I Centodelitti </em>come si vorrebbe far credere. <strong>Di Leo</strong> legge Scerbanenco e ne assorbe l’ambientazione tra i navigli e le strade di Milano, racconta come lui
storie di piccoli malviventi senza futuro, di puttane, di tradimenti, violenza e inganni nel mondo della malavita. Alcune scene erotiche tra la <strong>Bouchet</strong> e <strong>Moschin</strong>, un ballo sensuale nel night, completano una notevole trama poliziesca ricca di <em>suspense</em>. Due uomini e una donna sono sospettati di aver fatto sparire trecentomila dollari e per questo motivo vengono torturati e fatti saltare in aria da alcuni malavitosi. Ugo
Piazza (<strong>Moschin</strong>) esce di galera e la polizia lo sorveglia perché è sospettato anche lui di essersi appropriato dei soldi. Rocco (<strong>Adorf</strong>), braccio destro del boss che si fa chiamare <em>L’Americano </em>(<strong>Stander</strong>), trova Ugo e lo fa picchiare a sangue. Ugo chiede protezione al vecchio boss Don Vincenzo (<strong>Garrani</strong>) e al suo braccio destro Chino (<strong>Leroy</strong>), ma accetta di lavorare per conto dell’<em>Americano. </em>Nel frattempo frequenta Nellie (<strong>Bouchet</strong>), una vecchia fiamma che ritrova nel night dove lavora. Si verifica un conflitto a fuoco durante un agguato teso a Don Vincenzo, Ugo si rifiuta di sparare ma il vecchio
boss rimane ucciso. Nel frattempo spariscono altri trentamila dollari, sottratti all’<em>Americano</em>. Chino si vendica e con l’aiuto di Ugo ammazza <em>L’Americano </em>e parecchi suoi uomini, ma alla fine viene ucciso anche lui. Ugo si riprende i trecentomila dollari che aveva davvero fatto sparire ed erano nascosti in una casa diroccata. Il finale è a sorpresa, perché
si scopre che Nellie faceva il doppio gioco ed era d’accordo con il suo amante Luca (che si era impadronito dei trenta milioni) per uccidere Ugo e prendersi i soldi. Non è finita. Ugo viene ucciso da Luca, ma
prima di morire uccide Nellie con un pugno e alla fine Rocco ammazza di botte Luca. La polizia conclude la faida arrestando il malavitoso superstite.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Di Leo</strong> scrive <em>Milano calibro 9</em><strong> </strong>elaborando una trama autonoma ispirata dalla lettura di <em>Stazione centrale ammazzare subito</em>, uno dei racconti della raccolta dello scrittore di Kiev. Se si vuole, il film risente di altre ispirazioni che derivano da <em>Vietato essere felici </em>e <em>La vendetta è il miglior perdono</em>. Tutto qui. <strong>Di Leo</strong> è autore in senso stretto, originale e autonomo da ogni tipo di influenza narrativa, per questo legge Scerbanenco,
ma dopo lo rielabora e tira fuori un suo prodotto. Il debito con lo scrittore ucraino è soprattutto di atmosfera e di argomenti, perché entrambi raccontano storie di piccola criminalità ambientate a Milano.
<strong>Di Leo</strong> compie un’operazione difficile ma perfettamente riuscita come quella di trasportare le atmosfere violente del western nel noir metropolitano.
La cosa migliore del film è una perfetta ambientazione milanese, tra Piazza del Duomo, navigli, notturni suggestivi e risvegli nebbiosi in una città grigia e fredda. La fotografia di <strong>Villa</strong> immortala una Milano <em>by night </em>cupa e viziosa, nelle mani di una malavita sempre meno romantica che sta cambiando. Il commento musicale di <strong>Bacalov</strong> è pregevole e sottolinea i momenti topici della pellicola realizzando un crescendo di tensione. Le scene girate in interni sono molte, la teatralità è
una caratteristica dei lavori del regista pugliese che utilizza gli studi della Dear Film per le scene con dialoghi non sempre convincenti. Tra questi segnalo la ripetitività di contenuti quando discutono il commissario
capo (<strong>Frank Wolff</strong>) e il vice commissario (<strong>Luigi Pistilli</strong>) che impersonano in modo troppo schematico un poliziotto all’antica e uno moderno e democratico. I due attori danno vita alla parte peggiore della pellicola,
rallentata in modo fastidioso da un dibattito stereotipato e improbabile tra due tutori dell’ordine. La sottotrama termina con <strong>Pistilli</strong> trasferito in Basilicata per scontare i troppi discorsi progressisti che non stanno bene a un superiore di destra. Il regista poteva risparmiarci affermazioni apodittiche
di opposto tenore come: “I ricchi non danno fastidi!” “Ci sono ricchi e ricchi!” “La proprietà è un furto!” “Siamo sempre stati al servizio dei ricchi!” “I
ricchi hanno sempre ragione!” “La polizia lotta contro gli studenti e contro gli operai!” “Lei è un poliziotto vecchio. I delinquenti sono un effetto, non una causa” “Non ci sarebbe
la delinquenza meridionale se i meridionali non facessero lavori mal pagati che non vuol fare nessuno” “Delinquenti si nasce non si diventa” e via di questo passo con dialoghi che fanno sorridere e risultano
datati. Le scene di violenza efferata la fanno da padrone e vedono protagonista soprattutto <strong>Mario Adorf</strong>, killer al servizio di un boss che agisce dietro le quinte. Tra gli attori spicca un grande <strong>Gastone Moschin</strong>, perfetto come Ugo Piazza, un duro destinato alla disfatta, un uomo del nord, freddo, calcolatore e imprevedibile. <strong>Mario Adorf</strong> è altrettanto bravo ed è il suo opposto meridionale, un uomo forte, violento, brutale (doppiato da <strong>Stefano Satta Flores</strong>), forse il vero protagonista del film. <strong>Barbara Bouchet</strong> è una stupenda ballerina di night che in una scena memorabile danza coperta soltanto da un vestito di perle. La scena del ballo sensuale nel night illuminato
solo da soffuse luci rosse è costruita ricorrendo a numerosi primi piani, riprese dal basso, dissolvenze, inquadrature laterali, giochi di macchina e di montaggio. Forse è un po’ troppo lunga, ma l’esibizione
di una bellezza genuina e florida come quella di <strong>Barbara Bouchet</strong> lo meritava. <strong>Di Leo</strong> ricostruisce l’abitazione della ballerina secondo la moda più attuale degli anni Settanta, facendo sfoggio di cuscini e modernissime colorazioni a scacchi
bianco e nere. La parte romantica vede la <strong>Bouchet</strong> e <strong>Moschin</strong> ripresi in un abbraccio lungo e appassionato che termina con un bacio credibile ed è sottolineata dalla musica intensa dell’ottimo <strong>Bacalov</strong>. Il rapporto sessuale che segue è sfumato, lo spettatore può soltanto intuire e deve accontentarsi del ricordo di un vestito di perle dal quale traspariscono
le grazie della bionda <strong>Bouchet</strong>. La sua interpretazione da cattiva ragazza è talmente convincente che <strong>Di Leo</strong> la chiamerà per fare la <em>dark lady </em>nel successivo <em>Diamanti sporchi di sangue</em><strong> </strong>(1977). In quel film, <strong>Pier Paolo Capponi</strong> rivestirà un ruolo molto simile a quello ricoperto da <strong>Adorf</strong> in <em>Milano calibro 9</em>, inventandosi una maschera da efferato killer siciliano. Molto ben calati nella parte sono
anche <strong>Philippe Leroy</strong>, <strong>Ivo Garrani</strong> (il vecchio boss cieco), <strong>Lionel Stander</strong> e <strong>Luigi Pistilli</strong>. <strong>Philippe Leroy</strong> è il killer Chino, un uomo d’onore che non vorrebbe immischiarsi ma che alla fine si trova coinvolto per difendere l’amico Ugo dall’arroganza di Rocco e per vendicare l’omicidio
del vecchio boss. La scena di azione che si svolge nella piscina dell’<em>Americano </em>lo vede protagonista di una micidiale sparatoria che provoca lo sterminio dell’intera banda. “Ci sei riuscito a farmi ammazzare <em>L’Americano</em>” mormora tra le braccia di Ugo prima di morire. Si salva soltanto Rocco e sarà lui a vendicare la morte di Ugo Piazza, un vero dritto che si è
conquistato il suo rispetto dopo aver organizzato un colpo così efficace. <strong>Ivo Garrani</strong> è convincente come mafioso d’altri tempi che prova nostalgia per la vera mafia, una criminalità scomparsa, perché i delinquenti odierni sono privi del senso dell’onore. La parte
finale della pellicola segue i canoni del cinema noir cari al regista pugliese, dove niente è come sembra e soprattutto non esistono personaggi positivi e conclusioni consolatorie. Nellie è una <em>dark lady </em>con un giovane amante e non esita a uccidere Piazza per denaro, ma muore anche lei stesa da un violento pugno che l’uomo le sferra prima di cadere al suolo. Rocco
completa l’opera ammazzando di botte Luca, il compagno di Nellie, reo di aver ucciso senza onore un uomo come Ugo che meritava rispetto. “Tu quando vedi uno come Ugo Piazza, il cappello ti devi levare! Tu non lo
uccidi così un uomo come Ugo Piazza!” grida Rocco mentre sbatte più volte la testa del ragazzo su un tavolo e lo uccide. Un primo piano sulla sigaretta di Ugo lasciata sul tavolo che finisce di bruciare
segna la fine di una pellicola intensa e ricca di <em>suspense</em>. Alcuni anni dopo <strong>Di Leo</strong> scriverà un romanzo tratto da questo film: <em>Da lunedì a lunedì</em>, l’arco di tempo in cui si svolgono le gesta di Ugo Piazza che va incontro al suo destino. <strong>Fernando Di Leo</strong> rilascia un intervista a <em>Nocturno Cinema</em>: “<strong>Moschin</strong> aveva fatto solo film comici. <strong>Adorf</strong> me lo inventai. <strong>Leroy</strong> aderì subito al personaggio e la <strong>Bouchet</strong> ebbe l’ambiguità necessaria… lavorammo bene fin da quando mi innamorai del
titolo e acquistai il romanzo… ma di Scerbanenco c’è poco, qualche spunto; scrissi io tutto il plot, i dialoghi, le psicologie, l’ambientazione”. Per il regista <strong>Stelvio Massi</strong> questo film è <em>il capostipite di tutto il filone del poliziesco all’italiana</em>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4cuimn3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4dGTGKm" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink3147aaf96919f051056d5a354ce09dda = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/milano-calibro9-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 630,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3147aaf96919f051056d5a354ce09dda, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/milano-calibro9-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlink5094d02196aa90c5c899a0ebb92a06ef = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/milano-calibro9-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1024,'height': 576,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5094d02196aa90c5c899a0ebb92a06ef, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/milano-calibro9-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=JXLL560XjOE">https://www.youtube.com/watch?v=JXLL560XjOE</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 15:09:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Viaggio nel cuore oscuro di Poveglia]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002B3"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un avamposto fantasma</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Miti e storia dell'isola proibita "più infestata al mondo"</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Miti e storia dell'isola "più infestata al mondo", un frammento di terra emersa, incastonato tra i flutti di Venezia che viene frequentemente etichettato come l'epicentro
mondiale dei fenomeni inspiegabili, un'eredità scaturita dal suo passato nefasto segnato da piaghe sanitarie e sofferenze psichiche. Sebbene la sua immagine sinistra sia stata esasperata dalla cultura pop e da documentari
d'oltreoceano a caccia di brividi (come <em>Ghost Adventures</em>), la vera essenza magnetica di questo luogo trae linfa da vicende documentate e da racconti popolari che
si tramandano sottovoce tra i canali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink3aaf0466d2c404555f0ac090703b9444 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Isola-Poveglia_bar.webp','alt': 'L\\\'isola di Poveglia, situata nella Laguna di Venezia.','title': 'L\\\'isola di Poveglia, situata nella Laguna di Venezia.','width': 1920,'height': 1080,'description': 'L\'isola di Poveglia, situata nella Laguna di Venezia.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3aaf0466d2c404555f0ac090703b9444, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Isola-Poveglia_bar.webp" alt="L&#39;isola di Poveglia, situata nella Laguna di Venezia." title="L&#39;isola di Poveglia, situata nella Laguna di Venezia." width="200" height="113" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Immersa tra i flutti silenziosi della laguna meridionale, a breve distanza dal litorale del Lido, sorge una striscia di terra che la saggezza popolare ha ammantato di un’aura
sinistra e impenetrabile. <strong>Poveglia</strong> non è semplicemente un isolotto dimenticato, ma un mosaico di tre lembi di terra collegati che, nel corso dei secoli,
hanno visto mutare radicalmente la propria fisionomia: da rifugio operoso a barriera contro il contagio, fino a divenire, nell'immaginario collettivo globale, uno dei luoghi più carichi di vibrazioni oscure del
pianeta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La storia di questo avamposto lagunare affonda le radici in un’epoca di grandi sconvolgimenti. Già nel sesto secolo, <strong>Poveglia</strong> offrì asilo alle popolazioni dell'entroterra che cercavano scampo dalle ondate migratorie dei popoli germanici. Per lungo tempo, l'insediamento fiorì
come una piccola comunità autonoma, dedita alle attività marittime e dotata di privilegi amministrativi che la rendevano un gioiello della Repubblica Serenissima. Tuttavia, il destino dell'isola subì
una brusca deviazione durante i conflitti trecenteschi tra Venezia e Genova, quando il borgo venne militarizzato e i residenti furono costretti a un esodo forzato. Da quel momento, la vitalità civile di <strong>Poveglia</strong> svanì, lasciando spazio a funzioni decisamente più cupe.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con l’avvento delle grandi pestilenze che ciclicamente flagellavano l’Europa, la posizione isolata di questo fazzoletto di terra lo rese il candidato ideale per la creazione
di un lazzaretto. Qui venivano convogliati coloro che mostravano i primi segni dei morbi più feroci. La leggenda narra che la densità dei decessi fosse tale da saturare letteralmente il terreno, tanto che ancora
oggi si mormora che il suolo sia composto per metà dalle polveri sottili derivanti dai roghi funerari e dai resti dei contagiati. Questa eredità di sofferenza ha alimentato l'idea che l'isola sia un enorme
reliquiario a cielo aperto, dove le energie del passato sono rimaste intrappolate tra i mattoni erosi dalla salsedine.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nel secolo scorso, l'inquietudine legata a <strong>Poveglia</strong> è stata ulteriormente nutrita dalla presenza di una struttura di degenza psichiatrica. Sebbene ufficialmente fosse un ricovero per anziani, molte cronache non verificate e racconti tramandati parlano di
una realtà ben più torbida. Si narra di un luminare della medicina che, protetto dall’isolamento delle acque, avrebbe condotto sperimentazioni brutali sulla psiche dei pazienti. La narrazione popolare descrive
il declino mentale dello stesso medico, perseguitato dalle visioni delle anime tormentate dell'isola, fino al suo gesto estremo: un tuffo nel vuoto dall'alto del campanile che ancora svetta tra la vegetazione. Testimonianze
avvolte nel mito descrivono come l'uomo non perì per l'impatto, ma venne soffocato da una nebbia spettrale che lo avvolse non appena toccò terra.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Oggi <strong>Poveglia</strong> giace in uno stato di sospensione temporale. Gli edifici, tra cui l'antico ospedale e la torre campanaria
della chiesa di San Vitale, sono stati riconquistati da una natura selvaggia e indomita che nasconde alla vista le ferite architettoniche. Nonostante i vari tentativi di riqualificazione e le campagne di tutela portate avanti
dalla cittadinanza veneziana per sottrarla alla speculazione, l'isola rimane una meta proibita, ufficialmente chiusa ai visitatori. Questo velo di inaccessibilità non ha fatto altro che accrescere la curiosità
di ricercatori del paranormale e amanti del macabro, convinti che dietro il silenzio assordante dei suoi canali si nascondano ancora i sussurri di un'epoca di dolore mai del tutto sopita.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink40f8299af86d8e2231f28e32a979ee17 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Isola-Poveglia_00.webp','alt': 'Dentro l\\\'isola di Poveglia.','title': 'Dentro l\\\'isola di Poveglia.','width': 375,'height': 500,'description': 'Dentro l\'isola di Poveglia.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Isola-Poveglia_09.webp','alt': 'L\\\'isola di Poveglia, situata nella Laguna di Venezia.','title': 'L\\\'isola di Poveglia, situata nella Laguna di Venezia.','width': 1080,'height': 771,'description': 'L\'isola di Poveglia, situata nella Laguna di Venezia.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Isola-Poveglia_08.webp','alt': 'Dentro l\\\'isola di Poveglia.','title': 'Dentro l\\\'isola di Poveglia.','width': 420,'height': 281,'description': 'Dentro l\'isola di Poveglia.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Isola-Poveglia_07.webp','alt': 'Dentro l\\\'isola di Poveglia.','title': 'Dentro l\\\'isola di Poveglia.','width': 560,'height': 374,'description': 'Dentro l\'isola di Poveglia.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Isola-Poveglia_06.webp','alt': 'Dentro l\\\'isola di Poveglia.','title': 'Dentro l\\\'isola di Poveglia.','width': 612,'height': 408,'description': 'Dentro l\'isola di Poveglia.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Isola-Poveglia_05.webp','alt': 'Dentro l\\\'isola di Poveglia.','title': 'Dentro l\\\'isola di Poveglia.','width': 1024,'height': 681,'description': 'Dentro l\'isola di Poveglia.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Isola-Poveglia_04.webp','alt': 'Dentro l\\\'isola di Poveglia.','title': 'Dentro l\\\'isola di Poveglia.','width': 680,'height': 445,'description': 'Dentro l\'isola di Poveglia.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Isola-Poveglia_03.webp','alt': 'Dentro l\\\'isola di Poveglia.','title': 'Dentro l\\\'isola di Poveglia.','width': 662,'height': 441,'description': 'Dentro l\'isola di Poveglia.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Isola-Poveglia_02.webp','alt': 'L\\\'isola di Poveglia, situata nella Laguna di Venezia.','title': 'L\\\'isola di Poveglia, situata nella Laguna di Venezia.','width': 784,'height': 441,'description': 'L\'isola di Poveglia, situata nella Laguna di Venezia.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Isola-Poveglia_01.webp','alt': 'L\\\'isola di Poveglia, situata nella Laguna di Venezia.','title': 'L\\\'isola di Poveglia, situata nella Laguna di Venezia.','width': 1620,'height': 1080,'description': 'L\'isola di Poveglia, situata nella Laguna di Venezia.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink40f8299af86d8e2231f28e32a979ee17, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Isola-Poveglia_00.webp" alt="Dentro l&#39;isola di Poveglia." title="Dentro l&#39;isola di Poveglia." width="200" height="267" /></a><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Clicca sull'immagine per vedere altre foto dell'isola.</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 06:07:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Aetherna - Il nuovo album Evathor]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002B2"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un buon disco metal</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Dove ogni passaggio è stato pensato e rifinito</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong>AETHERNA - Evathor<br>Full-length, Volcano Records &amp; Promotion (2025)<br><br></strong></span><span class="cf1"><em>Evathor</em></span><span class="cf1"> è il classico disco che arriva dopo anni complicati e lo senti subito. Non è solo un passo avanti: è proprio un cambio di pelle. Gli </span><span class="cf1"><strong>Aetherna</strong></span><span class="cf1"> qui non stanno più cercando una direzione, l’hanno trovata. E si sente in ogni brano.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Parliamo di una band che si porta dietro un percorso lungo,
fatto di cambi, pause, ripartenze. Questo album è il punto in cui tutto si allinea. Non a caso il suono è difficile da incasellare: c’è dentro progressive metal, alternative, momenti più oscuri,
altri più aperti. Ma soprattutto c’è un’identità che finalmente tiene tutto insieme. Il disco gira attorno a un’idea molto chiara: il confronto con sé stessi. Luce e ombra, controllo
e caos, quello che sei e quello che potresti diventare. Non è un concept raccontato in modo rigido, ma è un filo che attraversa tutto l’album e gli dà peso.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">L’apertura con </span><span class="cf1"><em>Evathor</em></span><span class="cf1"> è decisa. Non è un’esplosione immediata, ma un brano che costruisce tensione, che si muove e si trasforma. Fa capire subito che qui non si punta solo sull’impatto,
ma sulla dinamica. Subito dopo, </span><span class="cf1"><em>Faceless God</em></span><span class="cf1"> abbassa leggermente i toni e lavora più sull’atmosfera: è uno dei pezzi che definiscono meglio il
lato più introspettivo della band. </span><span class="cf1"><em>Inside (The Demon’s Flight)</em></span><span class="cf1"> è uno dei brani più riusciti proprio per come gestisce le emozioni: cambia passo, si apre, poi si richiude senza perdere coerenza. È il classico pezzo che cresce ascolto dopo ascolto.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Quando
arriva </span><span class="cf1"><em>Screaming Silence</em></span><span class="cf1">, il disco cambia marcia. Qui esce il lato più diretto: riff più incisivi, energia più immediata. È uno dei momenti
più “metal” del disco, quello che funziona subito anche dal vivo. Il cuore dell’album è </span><span class="cf1"><em>Nemesis</em></span><span class="cf1">. Non a caso è uno dei brani più rappresentativi per la band stessa. È completo: ha spinta, ha melodia, ha una linea vocale che resta. E soprattutto ha
un significato forte, legato all’idea di caduta e rinascita. Qui si capisce davvero cosa vogliono comunicare gli </span><span class="cf1"><strong>Aetherna</strong></span><span class="cf1">.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Poi arriva </span><span class="cf1"><em>Thousand Lies (Andy’s Song)</em></span><span class="cf1">, che cambia completamente prospettiva. Più personale, più emotiva, meno costruita sull’impatto. È uno di quei pezzi che danno profondità al disco, perché portano dentro
qualcosa di reale, vissuto. </span><span class="cf1"><em>Bright Star</em></span><span class="cf1"> è forse il momento più particolare. Nasce da un’esperienza molto intima e si sente: è più
delicata ma non fragile, più aperta ma sempre coerente con il resto. Ha una luce diversa rispetto agli altri brani, ed è proprio questo che la rende importante nell’economia del disco.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Con </span><span class="cf1"><em>Endless Waltz</em></span><span class="cf1"> la band tira fuori il lato più atmosferico. Qui si lavora di suggestione, più che di struttura. È uno dei pezzi più riusciti in assoluto
perché dimostra quanto gli </span><span class="cf1"><strong>Aetherna</strong></span><span class="cf1"> funzionino quando lasciano spazio alle sensazioni. La chiusura con </span><span class="cf1"><em>Sounds From Nowhere</em></span><span class="cf1"> è perfettamente in linea: niente finale esplosivo, ma una chiusura che accompagna, quasi in dissolvenza. Ti lascia con la sensazione di aver ascoltato qualcosa
di completo.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Dal punto di vista tecnico, il lavoro è molto curato. Si sente che dietro c’è attenzione, che ogni passaggio è stato pensato e rifinito. Ma la cosa più importante è
che non suona costruito: resta sempre vivo, spontaneo. La voce di </span><span class="cf1"><strong>Tamara Secci</strong></span><span class="cf1"> è centrale. Non è solo una performance, è il collante del disco. Riesce a passare da momenti più spinti a parti più intime senza mai perdere credibilità. Accanto a lei,
il lavoro delle chitarre (con </span><span class="cf1"><strong>Enzo Zappatore</strong></span><span class="cf1">) costruisce un suono pieno ma mai caotico, mentre la batteria di </span><span class="cf1"><strong>Giovanni “Joey” Del Giudice</strong></span><span class="cf1"> tiene tutto insieme con precisione e dinamica.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">La vera forza di </span><span class="cf1"><em>Evathor</em></span><span class="cf1"> è questa: è un disco che nasce “di pancia”, ma viene controllato, lavorato, reso coerente. Non c’è dispersione, anche quando le influenze
si mescolano. Se proprio si vuole trovare un margine di crescita, sta nel spingere ancora di più su certe aperture melodiche. Alcuni momenti arrivano fortissimo, altri restano leggermente trattenuti. Ma è anche
parte del carattere del disco: non cerca mai il colpo facile. Alla fine, </span><span class="cf1"><em>Evathor</em></span><span class="cf1"> è un album vero. Dentro c’è tutto: esperienza, cambiamenti, tensioni, crescita. Non è solo un buon disco metal, è il momento in cui gli </span><span class="cf1"><strong>Aetherna</strong></span><span class="cf1"> diventano davvero una band consapevole di quello che vuole dire. E soprattutto di come dirlo.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><b>Tracklist:</b></span><span class="cf1"><br></span><ol><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Evathor</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Faceless God</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Inside (The Demon's Flight)</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Screaming Silence</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Nemesis</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Thousand Lies (Andy's
Song)</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Bright Star</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Endless Waltz</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Sounds From Nowhere (2025)</span></span></li></ol><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><b>Line-up:</b></span><span class="cf1"><br></span><ul><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Tamara Secci - Vocals</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Enzo Zappatore - Lead Guitar</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Vittorio Davide Flumeri - Guitar</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Marco di Marco - Bass</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Giovanni Del Giudice - Drums</span></span></li></ul></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink138241206c46e6605934dc66df95f5e9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Aetherna-Evathor-cover_bar.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 750,'height': 750,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink138241206c46e6605934dc66df95f5e9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Aetherna-Evathor-cover_bar.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkdc3f882dc84d4e3cf6c7d5986974c633 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Aetherna-band_ver.webp','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 633,'height': 949,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdc3f882dc84d4e3cf6c7d5986974c633, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Aetherna-band_ver.webp" alt="La band." title="La band." width="150" height="225" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kSaJ4tR8E54">https://www.youtube.com/watch?v=kSaJ4tR8E54</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:01:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cthulhu Savoia di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002B1"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Antologia originale e stratificata</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Capace di distinguersi nel panorama del weird italiano</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>Cthulhu Savoia</em> si impone come un’antologia originale e stratificata, capace di distinguersi nel panorama del weird italiano per un’intuizione
tanto semplice quanto fertile: recuperare e rilanciare la fantarcheologia e la fantastoria come strumenti narrativi centrali, nel solco più autentico della lezione di <strong>H. P. Lovecraft</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4mmLT6E" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Fin dalle prime pagine, l’introduzione di <strong>Paolo Sista </strong>chiarisce l’ambizione del progetto: riportare alla luce un filone spesso trascurato dai continuatori del Solitario di Providence, radicandolo però in coordinate spazio-temporali sorprendentemente
vicine. È così che l’Italia del Ventennio diventa scenario privilegiato di spedizioni ai confini dell’incubo, tra apparati statali, tensioni ideologiche e abissi cosmici. Elemento ricorrente e figura-ponte
tra storia e finzione è <strong>Giuseppe Tucci</strong>, tra i più grandi tibetologi del Novecento, autore di centinaia di pubblicazioni e protagonista di numerose
spedizioni archeologiche in Tibet, India, Afghanistan e Iran. Nei racconti, la sua presenza – diretta o evocata – incarna un sapere sospeso tra rigore accademico e vertigine esoterica, contribuendo a rendere credibile
e inquietante la fusione tra dato storico e orrore cosmico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ad aprire la raccolta è <em>Spedizione sul Leng</em> di <strong>Mauro Palazzi</strong>, uno dei testi più suggestivi dell’antologia. Il racconto assume la forma di un documento ambiguo, quasi apocrifo,
arricchito dal riferimento a una fantomatica edizione fuori commercio attribuita alla misteriosa casa editrice “Il Faro di Imperia”. La spedizione narrata porta il nome di “Legione UR”, un dettaglio
tutt’altro che casuale: il termine “Ur” rimanda infatti al Gruppo di Ur, cenacolo esoterico attivo alla fine degli anni Venti e legato anche alla figura di <strong>Julius Evola</strong>. L’attività del gruppo fu documentata attraverso le riviste Ur e Krur, dedicate a studi e pratiche iniziatiche. In questo contesto &nbsp;la figura &nbsp;di <strong>Evola</strong> aleggia come riferimento culturale e ideologico, contribuendo a delineare il retroterra occulto dell’impresa. Il paesaggio del Leng, popolato da presenze mostruose
e indecifrabili, restituisce pienamente il senso di smarrimento cosmico tipico della narrativa lovecraftiana. Sulla stessa linea si colloca <em>Il kukri nero del Leng</em> di <strong>Davide Russo</strong>, racconto dinamico e coinvolgente che si legge d’un fiato. Anche qui la figura di Tucci rimane sullo sfondo, mentre l’intreccio privilegia ritmo e atmosfera, offrendo un efficace esempio di narrazione
fantarcheologica capace di coniugare avventura ed evocazione. Di tono più introspettivo e stratificato è <em>Il diario perduto di Giuseppe Tucci</em> di <strong>Claudio Foti</strong>, ambientato in una Torino oscura ed esoterica, da sempre considerata una delle capitali della magia europea. Qui il misterioso <em>Codex Sabaudianus </em>diventa il fulcro di una narrazione che intreccia i segreti di Casa Savoia con i Miti di Cthulhu, dando pieno senso al titolo dell’antologia. Il racconto si
distingue per densità atmosferica e ambizione, fondendo con efficacia storia, occultismo e orrore cosmico. Accanto ai racconti, il volume propone anche un interessante contributo saggistico di <strong>Flavio Deri</strong>, <em>Colonialismo e genealogia dell’impuro</em>, che offre una lettura critica delle implicazioni ideologiche presenti tanto in <strong>Lovecraft </strong>quanto nelle sue rielaborazioni. Lo stesso autore firma poi <em>Gli eredi della scimmia bianca</em>, racconto che si pone come ideale prosecuzione di <em>Arthur Jermyn</em>, approfondendone i temi legati alla degenerazione e al retaggio coloniale. Chiude il volume <em>L’alfier nero</em> di <strong>Arrigo Boito</strong>, racconto del 1867 che si rivela un sorprendente antecedente tematico. La sua dimensione simbolica, legata al gioco degli scacchi, si intreccia con implicazioni coloniali ed ex-schiaviste, come evidenziato nella
premessa di <strong>Sista</strong>, ampliando ulteriormente l’orizzonte interpretativo del libro.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">A completare l’opera, un curato apparato iconografico firmato da <strong>Andrea Bonazzi</strong> – autore anche della copertina e figura di culto nel weird contemporaneo – affiancato dalle illustrazioni di <strong>Matteo Inconi </strong>e dalle fotografie di <strong>Giuseppe Ragazzi</strong>. Il comparto visivo dialoga efficacemente con i testi, contribuendo a rafforzarne l’immaginario. Un’opera consigliata agli appassionati del weird, ma anche a chi cerca nel fantastico una lente attraverso cui interrogare la storia e i suoi lati più oscuri.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Cthulhu Savoia</em></div>
<div><em class="cf1">(Racconti di fantarcheologia lovecraftiana)</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: AA.VV.</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Colomò</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 9 marzo 2026</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 142</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 13.97 x 0.91 x 21.59 cm</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 979-1281430389</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 15,00 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4mmLT6E" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkfb15b620cb15550f8db3d06b206ceda7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Cthulhu-Savoia-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 699,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfb15b620cb15550f8db3d06b206ceda7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Cthulhu-Savoia-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 04:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La cuccetta superiore - prima parte]]></title>
			<author><![CDATA[Francis Marion Crawford]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002B0"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">La nave stava rollando forte</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Con mia grande sorpresa, il medico sussultò in maniera più che visibile</span></h2><div><div><span class="cf1">Qualcuno chiese i sigari. Avevamo chiacchierato a lungo, e la &nbsp;conversazione cominciava a languire; il fumo del tabacco aveva &nbsp;impregnato i pesanti tendaggi, il vino era arrivato fino al cervello, &nbsp;intorpidendolo, ed era chiaro ormai che, se qualcuno non avesse fatto &nbsp;qualcosa per sollevare i nostri spiriti depressi, la riunione sarebbe &nbsp;giunta presto al suo epilogo naturale, e noi - gli ospiti - saremmo tornati &nbsp;a casa in fretta per andare a letto, con ottime probabilità di piombare in &nbsp;un sonno profondo.</span></div> <div><span class="cf1">Nessuno aveva detto cose notevoli, forse perché nessuno aveva cose &nbsp;notevoli da dire. Jones ci aveva raccontato in tutti i più piccoli &nbsp;particolari la sua ultima avventura di caccia nello Yorkshire. Il signor &nbsp;Tompkins, di Boston, ci aveva spiegato a lungo e dettagliatamente i &nbsp;principi in base ai quali la Atchinson, Topeka e Santa Fè Railroad, non &nbsp;solo estendeva il suo territorio, allargava la sua influenza e trasportava &nbsp;bestiame senza farlo morire di fame prima del giorno della consegna &nbsp;vera e propria, ma era riuscita anche per anni a ingannare quei &nbsp;passeggeri che acquistavano i biglietti nella fallace convinzione che la &nbsp;suddetta Compagnia fosse realmente in grado di trasportare vite umane &nbsp;senza distruggerle. Il signor Tombola aveva cercato di persuaderci con &nbsp;argomenti che non c'eravamo presi la briga di demolire, che l'unità del &nbsp;suo paese non assomigliava affatto al tipo corrente di siluro moderno, &nbsp;progettato con la massima cura, costruito con innegabile abilità dai più &nbsp;grandi arsenali europei, ma, una volta costruito, destinato ad essere &nbsp;guidato da mani inette in una regione dove, senza che nessuno lo &nbsp;vedesse, lo udisse o se ne spaventasse, sarebbe al di là di ogni dubbio, &nbsp;esploso nelle sconfinate distese del caos politico.</span></div> <div><span class="cf1">Non reputo necessario fornire ulteriori particolari. La conversazione &nbsp;aveva assunto proporzioni che avrebbero annoiato Prometeo incatenato &nbsp;alla sua roccia, che sarebbero state sufficienti a distrarre Tantalo, e che &nbsp;avrebbero respinto Issione a cercare riposo nel semplice ma istruttivo &nbsp;dialogo di Herr Ollendorf piuttosto che sottomettersi al ben più grave &nbsp;pericolo di ascoltare i nostri discorsi. Eravamo seduti a tavoli da ore; &nbsp;eravamo annoiati, stanchi, e nessuno accennava a muoversi. Qualcuno domandò dei sigari. Istintivamente ci voltammo tutti verso &nbsp;colui che aveva parlato. Brisbane era un uomo sui trentacinque anni, &nbsp;notevole per quelle doti che soprattutto attraggono l'attenzione. Era un &nbsp;tipo robusto. Le proporzioni della sua figura non denotavano nulla di &nbsp;insolito all'occhio comune, anche se la sua statura era superiore alla &nbsp;media. Era alto più di un metro e ottantacinque e piuttosto largo di spalle; non appariva grasso, ma, d'altra parte nemmeno lo si sarebbe &nbsp;potuto dire magro; la testa, piccola, era appoggiata su un collo forte e &nbsp;muscoloso; le mani, grandi ed energiche, sembravano dotate della &nbsp;particolare abilità di rompere le noci senza l'ausilio di un comune &nbsp;schiaccianoci e, guardandolo di profilo, non si poteva fare a meno di &nbsp;notare la straordinaria ampiezza delle sue maniche e l'insolita misura &nbsp;del suo petto. Era uno di quei tipi che, come si suol dire, ingannano, &nbsp;vale a dire che, per quanto apparisse forte, era in realtà ancora più forte &nbsp;di quanto apparisse. Non credo opportuno dilungarmi sui suoi &nbsp;lineamenti: testa piccola, capelli sottili, naso lungo, due baffi appena &nbsp;accennati e la mascella quadrata. Tutti conoscevano Brisbane e, quando chiese un sigaro, tutti lo guardarono.</span></div> <div><span class="cf1">"È una questione molto singolare", disse Brisbane.</span></div> <div><span class="cf1">Tutti smisero di parlare. La voce di Brisbane non era alta, ma aveva la &nbsp;caratteristica di insinuarsi nella conversazione generale e di tagliarla &nbsp;come un coltello. Tutti si fecero attenti. Quando si accorse di essere &nbsp;riuscito ad accaparrarsi l'interesse generale, Brisbane accese il sigaro &nbsp;con tutta tranquillità.</span></div> <div><span class="cf1">"È una questione molto singolare quella dei fantasmi", continuò. "Tutti &nbsp;chiedono sempre se qualcuno ha visto un fantasma. Ebbene, io l'ho &nbsp;visto."</span></div> <div><span class="cf1">"Chi? Voi? Che cosa volete dire, Brisbane? Via, un uomo della vostra &nbsp;intelligenza..."</span></div> <div><span class="cf1">Un coro di esclamazioni accolse la straordinaria affermazione di &nbsp;Brisbane. Tutti chiesero sigari, e Stub, il maggiordomo, si materializzò &nbsp;improvvisamente da chissà dove con una nuova bottiglia di champagne &nbsp;secco. La situazione era salva; Brisbane stava per narrarci qualcosa.</span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">"Sono un vecchio marinaio", disse Brisbane, "e devo traversare &nbsp;l'Atlantico abbastanza spesso. Come è logico, ho le mie preferenze. &nbsp;Quasi tutti gli uomini hanno le loro preferenze. Ho visto un tale &nbsp;aspettare in un bar di Broadway per tre quarti d'ora una certa vettura &nbsp;pubblica che gli riusciva particolarmente gradita. Credo che dalle preferenze di costui il proprietario del bar derivasse almeno un terzo &nbsp;del suo reddito.</span></div> <div><span class="cf1">Ho l'abitudine di aspettare certe determinate navi quando sono &nbsp;obbligato ad attraversare l'oceano. Forse sarà un pregiudizio, ma in vita mia ho sempre avuto buone traversate, con un'unica eccezione. La &nbsp;ricordo benissimo: era una tiepida mattina di giugno, e gli ufficiali di &nbsp;dogana, in attesa di un transatlantico che già stava risalendo da Quarantine, avevano un'aria indaffarata e pensierosa. Il mio bagaglio &nbsp;non era granché; non mi porto mai appresso molto.</span></div> <div><span class="cf1">Mi unii alla folla dei passeggeri, dei facchini e di quegli ossequiosi individui in giacca azzurra e bottoni di ottoni che sembrano spuntare come funghi dal ponte di una nave all'ancora per offrire i loro non &nbsp;richiesti servigi ai passeggeri dotati di spirito di indipendenza. Ho notato spesso con un certo interesse l'evoluzione spontanea di questi &nbsp;signori. Non ci sono quando arrivate; cinque minuti dopo che il pilota &nbsp;ha gridato "Avanti!" essi, o almeno le loro giacche azzurre e i loro bottoni di ottone, sono scomparsi dai ponti e dalle passerelle nella maniera più assoluta, quasi fossero stati tutti quanti chiusi in quello stanzino che la tradizione attribuisce unanimemente a Davy Jones. Ma, al momento della partenza, eccoli, rasati di fresco, con tanto di giacca azzurra, smaniosi di intascarsi una mancia.</span></div> <div><span class="cf1">Mi affrettai a salire a bordo. Il Kamtschatka era una delle mie navi &nbsp;preferite. Dico era perché ci tengo a sottolineare che ora non lo è più. &nbsp;Non posso infatti immaginare allettamento in grado di convincermi a fare un altro viaggio su quella nave. Sì, so che cosa volete dire, è &nbsp;pulitissima, ha un tonnellaggio tale da assicurare la stabilità e le cuccette inferiori sono per la maggior parte doppie. Presenta un mucchio di vantaggi, ma io non farò più traversate con essa.</span></div> <div><span class="cf1">Scusate la disgressione. Salii a bordo, dunque, e subito venni avvicinato da uno steward, il cui naso rosso e i cui baffi ancora più rossi mi erano &nbsp;ugualmente familiari.</span></div> <div><span class="cf1">"Centocinque, cuccetta inferiore", dissi, con il tono disinvolto, caratteristico di chi considera una traversata dall'Atlantico una faccenda normale come quella di prendere un cocktail da Delmonico, in &nbsp;centro.</span></div> <div><span class="cf1">Lo steward prese la mia valigia, il mio cappotto e il mio plaid. Non dimenticherò mai l'espressione del suo viso. Non che si facesse pallido. I più celebri maghi sostengono che neppure i miracoli possono mutare il corso della natura. Non esito a dire che non diventò pallido, ma, dalla sua espressione, pensai che fosse sul punto di piangere, o di starnutire, o di lasciare cadere la mia valigia. Dato che quest'ultima conteneva due &nbsp;bottiglie particolarmente pregiate di sherry che mi erano state offerte in omaggio per il viaggio dal mio vecchio amico Snigginson van Pickyns, mi sentivo estremamente nervoso. Ma lo steward non fece nulla di quanto temevo.</span></div> <div><span class="cf1">"Bene, che sia dannato!", disse a bassa voce, e mi precedette.</span></div> <div><span class="cf1">Pensai che il mio Mercurio, quello che mi stava guidando verso la zona degli Inferi, avesse bevuto un po' troppo grog, ma non dissi nulla e lo seguii. La centocinque era sulla sinistra della nave, verso poppa. Non &nbsp;c'era nulla di insolito nella cabina. La cuccetta inferiore, come quasi &nbsp;tutte quelle del Kamtschatka, era doppia. C'era molto spazio; il lavabo, di forma insolita, sembrava fatto apposta per dare l'idea del lusso a un &nbsp;indiano del Nord America; c'erano le solite, inutili mensole di legno scuro che potranno magari servire ad attaccare un ombrello ma che non sono assolutamente in grado di reggere un comune spazzolino da denti. Sul poco invitante materasso erano ripiegate quelle coperte che un grande umorista moderno ha giustamente paragonato a pasticcini di carne fredda.</span></div> <div><span class="cf1">La questione degli asciugamani era affidata in tutto e per tutto all'immaginazione. Le brocche di vetro erano piene di un liquido trasparente lievemente venato di scuro, dal quale però giungeva alle narici, meno lieve e niente affatto piacevole, qualcosa che ricordava lontanamente l'olio di macchina. Tendaggi di colore cupo &nbsp;nascondevano per metà la cuccetta superiore. La vaga luce di giugno &nbsp;diffondeva un chiarore incerto su quella piccola scena di desolazione. Uh! Come odiavo quella cabina.</span></div> <div><span class="cf1">Lo steward depositò i miei bagagli e mi guardò come se volesse fuggire, probabilmente in cerca di altri passeggeri e di altre mance. È sempre &nbsp;buona politica quella di accattivarsi la simpatia di simili personaggi, e &nbsp;io, di conseguenza, non esitai a fargli scivolare in mano alcune monete. "Farò del mio meglio perché possiate trovarvi comodo", osservò, mentre &nbsp;metteva in tasca le monete. Ma nella sua voce c'era un tono di dubbio che mi sorprese. Forse la tariffa delle sue mance era cresciuta e non si sentiva soddisfatto; ma, tutto sommato, ero incline a pensare che, come &nbsp;si sarebbe probabilmente espresso lui, aveva bevuto "un goccio di &nbsp;troppo". Ma mi sbagliavo, e devo riconoscere che gli facevo torto.</span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Durante quel giorno non accadde nulla che fosse particolarmente degno di nota. Lasciammo il molo all'ora stabilita, ed era piacevole trovarsi in viaggio, perché il tempo era diventato caldo e soffocante e il &nbsp;movimento della nave provocava una brezza deliziosa. Tutti sanno com'è il primo giorno di mare. Si passeggia sui ponti, ci si guarda a vicenda e ogni tanto si incrocia qualche vecchia conoscenza di cui si ignorava la presenza a bordo. </span></div> <div><span class="cf1">Non si sa ancora se quanto verrà servito a tavola sarà buono, cattivo o indifferente, ma dopo i primi due pasti questo interrogativo è risolto; &nbsp;non si può prevedere che tempo farà fino a quando la nave non è arrivata bene al largo della Fire Island. I tavoli sono affollati, ma poi, improvvisamente, ci si trova in pochi. Gente dal viso pallidissimo schizza su dalla sua sedia e si precipita verso la porta, e ogni vecchio &nbsp;marinaio respira più liberamente quando il vicino indisposto si allontana precipitosamente del suo fianco, lasciandogli maggior spazio &nbsp;per i gomiti e il dominio incontrastato del barattolo della mostarda. Tutte le traversate dell'Atlantico si assomigliano, più o meno, e noi che battiamo spesso questa rotta non facciamo certo il viaggio per provare qualche sensazione nuova. Balene e iceberg sono sempre oggetto di interesse, ma, in ultima analisi, una balena è molto simile a un'altra balena, ed è raro il caso che si riesca a vedere da vicino un iceberg.</span></div> <div><span class="cf1">Per la stragrande maggioranza di noi il momento più delizioso della giornata a bordo di un transatlantico è quello in cui, dopo aver fatto l'ultimo giro del ponte, dopo aver fumato l'ultimo sigaro, e dopo essere &nbsp;riusciti a stancarci, ci sentiamo autorizzati a ritirarci in tutta tranquillità. </span></div> <div><span class="cf1">La prima sera di quel viaggio mi sentivo particolarmente pigro, e andai &nbsp;a letto nella centocinque più presto di quanto non sia mia abitudine. &nbsp;Entrando, notai con stupore di avere un compagno. In un angolo c'era una valigia, molto simile alla mia, e sulla cuccetta superiore si vedevano una coperta di viaggio accuratamente ripiegata, un ombrello e un &nbsp;bastone.</span></div> <div><span class="cf1">Avevo sperato di essere solo, e mi sentii deluso; ma mi chiesi chi mai poteva essere il mio compagno di cabina e decisi di dargli almeno un'occhiata.</span></div> <div><span class="cf1">Mi ero appena coricato quando arrivò. Era, per quanto potevo vedere, un uomo molto alto, pallido e magro, dai capelli e dai baffi brizzolati, e &nbsp;dagli occhi di un grigio scialbo. Ebbi la precisa impressione che avesse qualcosa di ambiguo: era, insomma, il tipo di &nbsp;individuo che si vede a Wall Street senza essere in grado di dire con precisione che cosa faccia lì, il tipo di individuo che frequenta sempre il Café Anglais, che sembra sempre solo e che beve champagne; lo si può incontrare sui campi di corse, ma neppure lì si capisce bene che cosa faccia. Un'eleganza un po' troppo vistosa, un po' troppo eccentrica. A bordo di ogni transatlantico oceanico si incontrano tre o quattro persone di questo tipo.</span></div> <div><span class="cf1">Giunsi alla conclusione che non mi interessava fare la sua conoscenza, e decisi di dormire dicendomi che avrei studiato attentamente le sue abitudini per essere in grado di evitarlo. Se si fosse alzato presto, io mi &nbsp;sarei alzato tardi; se si fosse coricato tardi, io mi sarei coricato presto. Non avevo desiderio alcuno di far conoscenza. I tipi del genere, conosciuti una volta, sono tutti uguali. Poveretto! Era inutile che mi preoccupassi tanto per ciò che lo riguardava perché, dopo quella prima notte nella cabina centocinque, non ebbi più occasione di vederlo. Stavo dormendo profondamente, quando fui d'un tratto svegliato da un rumore molto forte. A giudicare dal rimbombo, il mio compagno di cabina doveva essere caduto dalla cuccetta superiore sul pavimento. Udii che si stava dando da fare con la serratura e il catenaccio della &nbsp;porta, che riuscì ad aprire quasi subito, poi avvertii il suo scalpiccio nel corridoio, come se corresse al limite delle sue possibilità; si era lasciato la porta aperta alle spalle. La nave stava rollando un poco, e mi &nbsp;aspettavo di sentirlo inciampare o cadere, ma quello correva come se fosse in gioco la sua stessa vita.</span></div> <div><span class="cf1">Il battente cigolava sui cardini, seguendo il movimento dello scafo, e &nbsp;quel rumore mi dava maledettamente sui nervi. Mi alzai per chiudere, poi tornai, con andatura ondeggiante, alla mia cuccetta, nelle tenebre. &nbsp;Subito piombai di nuovo nel sonno, ma non ho neppure la più lontana idea del tempo che dormii.</span></div> <div><span class="cf1">Quando mi risvegliai faceva ancora buio, ma avvertii una spiacevole sensazione di freddo e mi sembrava che l'aria fosse umida. Conoscete anche voi il sentore caratteristico di una cabina che è stata impregnata di acqua di mare. Mi coprii come meglio potevo e mi appisolai subito, mentre preparavo le lamentele che avrei dovuto esporre l'indomani e sceglievo gli epiteti più efficaci della nostra lingua.</span></div> <div><span class="cf1">Udii il mio compagno di cabina che si voltava e si rivoltava nella cuccetta superiore. Probabilmente era tornato mentre dormivo. A un certo momento mi parve di sentirlo gemere, e giunsi alla conclusione che doveva soffrire di mal di mare, è questo un particolare molto spiacevole, quando ci si trova a dormire nella cuccetta inferiore. Ma, ciò &nbsp;nonostante, mi appisolai di nuovo e dormii fino alle prime luci dell'alba. La nave stava rollando forte, più della sera precedente, e la luce grigia che filtrava dal portello cambiava di intensità ad ogni momento, a seconda del mutevole angolo di inclinazione che il beccheggio faceva assumere al vetro. Faceva molto freddo, un freddo assurdo, se si pensava che si era nel mese di giugno. Girai la testa, guardai il portello e vidi, con profonda sorpresa, che era aperto e rovesciato verso il basso. Imprecai ad alta voce, credo, poi mi alzai per chiuderlo.</span></div> <div><span class="cf1">Tornando, diedi un'occhiata alla cuccetta superiore. I tendaggi apparivano perfettamente chiusi; con ogni probabilità, il mio compagno di cabina aveva sentito freddo, come me. Avevo la precisa impressione di aver dormito più che a sufficienza. La cabina era quanto mai scomoda, anche se, strano a dirsi, non avvertivo più l'umidità che tanto mi aveva infastidito nel corso della notte. Il mio compagno dormiva &nbsp;ancora profondamente, il che rappresentava un eccellente occasione per evitarlo; di conseguenza mi vestii subito e salii sul ponte.</span></div> <div><span class="cf1">La giornata era tiepida e nuvolosa, e sulla distesa delle acque gravava un pesante sentore oleoso. Erano le sette quando uscii dalla cabina... molto più tardi di quanto avessi immaginato. Incontrai il medico di bordo, che già si era alzato per respirare una prima boccata d'aria del mattino. Era &nbsp;un giovane dell'Irlanda occidentale, un tipo robusto, dagli occhi azzurri e dai capelli neri che già mostrava un accento di pinguedine; aveva un'espressione sana e allegra che lo faceva apparire simpatico a prima &nbsp;vista.</span></div> <div><span class="cf1">"Una splendida mattina!", osservai, per attaccare discorso.</span></div> <div><span class="cf1">"Bene", rispose guardandomi con un improvviso interesse, "è una bella mattina e non è una bella mattina. Se proprio vi va di conoscere il mio &nbsp;parere, non è un granché."</span></div> <div><span class="cf1">"È vero, no, non è precisamente una bella mattina", ammisi.</span></div> <div><span class="cf1">"È quello che chiamerei un tempo variabile", precisò il medico.</span></div> <div><span class="cf1">"Ho avuto l'impressione che facesse molto freddo stanotte", osservai. "Ma quando mi sono guardato intorno, mi sono accorto che il portello era spalancato. Non me n'ero accorto quando mi ero coricato. E la cabina era, per di più, umida."</span></div> <div><span class="cf1">"Umida?", fece. "Dove vi hanno messo?"</span></div> <div><span class="cf1">"Alla centocinque."</span></div> <div><span class="cf1">Con mia grande sorpresa, il medico sussultò in maniera più che visibile e mi guardò fissamente.</span></div> <div><span class="cf1">"Che c'è?", domandai.</span></div> <div><span class="cf1">"Oh, niente", mi rispose. "Solo che nel corso degli ultimi tre viaggi, tutti si sono lamentati di quella cabina."</span></div> <div><span class="cf1">"Me ne lamenterò anch'io. Per prima cosa, non è aerata come si deve, è &nbsp;una vera vergogna."</span></div> <div><span class="cf1">"Credo che le vostre proteste saranno inutili", rispose il medico. "Sono convinto che c'è qualcosa... bene, non sta certo a me impaurire i passeggeri."</span></div> <div><span class="cf1">"Non dovete temere di spaventarmi", replicai. "Posso sopportare tutta l'umidità di questo mondo. Se mi buscherò un brutto raffreddore, mi rivolgerò a voi."</span></div> <div><span class="cf1">Offrii un sigaro al mio interlocutore, che lo accettò e lo esaminò con &nbsp;aria molto critica.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">"Non si tratta precisamente di umidità", osservò. "Ma credo che riuscirete a cavarvela benissimo. Avete un compagno di cabina?"</span></div> <div><span class="cf1">"Sì, un tipo curioso, che esce nel cuore della notte e lascia la porta aperta."</span></div> <div><span class="cf1">Ancora una volta il medico mi guardò con un'espressione strana. </span></div> <div><span class="cf1">Poi accese il sigaro, e il suo volto assunse un'espressione grave.</span></div> <div><span class="cf1">"È tornato?", chiese dopo qualche istante.</span></div> <div><span class="cf1">"Sì. Dormivo, ma mi sono svegliato e ho sentito che si muoveva. Poi ho avvertito una sensazione di freddo e mi sono addormentato di nuovo. Questa mattina ho trovato il portello aperto."</span></div> <div><span class="cf1">"Sentite", disse il Dottore, adagio, "non è che questa nave mi interessi più di tanto. La sua reputazione non mi riguarda. Ma adesso vi dirò che cosa farò. Ho a mia disposizione una cabina molto spaziosa. La dividerò con voi, anche se è la prima volta che vi incontro."</span></div> <div><span class="cf1">Una proposta del genere mi sorprese moltissimo. Non riuscivo a immaginare come mai dimostrasse un così improvviso interesse per il mio benessere. Ma, quando aveva parlato dalla nave, la sua voce aveva &nbsp;assunto un tono curioso.</span></div> <div><span class="cf1">"Siete davvero molto gentile, dottore", dissi. "Ma in tutta sincerità, credo che la cabina possa essere aerata o ripulita, o qualcosa di simile. Perché la nave non vi interessa?"</span></div> <div><span class="cf1">"Nella nostra professione non siamo superstiziosi, signore", mi rispose, "ma in genere il mare ha la caratteristica di rendere tale la gente. Non intendo far nascere pregiudizi in voi, e neppure intendo spaventarvi, ma, se volete accettare il mio consiglio, fareste meglio a trasferirvi nella mia cabina."</span></div> <div><span class="cf1">Poi, con la massima serietà, aggiunse: "Perché dovete tener presente che chi dorme nella centocinque, si tratti di voi o di un altro, finisce in mare."</span></div> <div><span class="cf1">"Mio Dio! e perché?", domandai.</span></div> <div><span class="cf1">"Per il semplice fatto che nel corso degli ultimi tre viaggi coloro che hanno dormito là sono finiti realmente in mare", rispose con tono &nbsp;grave.</span></div> <div><span class="cf1">La notizia era sbalorditiva e terribilmente spiacevole, lo ammetto. Guardai fissamente il medico per vedere se si stava prendendo gioco di &nbsp;me, ma la sua espressione era più seria che mai. Lo ringraziai calorosamente per la sua offerta, ma gli dissi che intendevo rappresentare l'eccezione alla regola in base alla quale chi dormiva in &nbsp;quella particolare cabina finiva in mare. Egli non insistette ma, sempre serissimo, mi fece intendere che, prima del termine della trasversata, avrei probabilmente avuto modo di riprendere in considerazione la sua proposta.</span></div> <div><span class="cf1">Quando scendemmo per la prima colazione, alla quale faceva onore solo un numero davvero esiguo di passeggeri, notai come un paio degli ufficiali che mangiavano con noi avessero un'aria turbata. Terminato di mangiare, scesi nella mia cabina a prendere un libro. Le tendine della cuccetta superiore erano ancora strettamente accostate. Il silenzio era &nbsp;assoluto. Con ogni probabilità il mio compagno di stanza stava ancora dormendo.</span></div> <div><span class="cf1">Uscendo, incontrai lo steward che aveva l'incarico di badare a servirmi. Mi bisbigliò che il Capitano desiderava vedermi, poi sgattaiolò via giù per il corridoio, come se fosse particolarmente ansioso di evitare domande da parte mia. Mi diressi verso la cabina del Capitano e lo trovai che mi aspettava.</span></div> <div><span class="cf1">"Signore", disse, "vorrei chiedervi un favore."</span></div> <div><span class="cf1">Risposi che ero dispostissimo a fargli cosa gradita.</span></div> <div><span class="cf1">"Il vostro compagno di cabina è scomparso. Risulta che si è ritirato presto ieri sera. Avete per caso notato qualcosa di strano nel suo atteggiamento?"</span></div> <div><span class="cf1">La domanda, che veniva a confermare nella maniera più esatta i timori che il medico mi aveva espresso non più tardi di mezz'ora prima, mi &nbsp;lasciò piuttosto scosso.</span></div> <div><span class="cf1">"Non vorrete dire che è finito in mare, vero?", chiesi.</span></div> <div><span class="cf1">"Temo proprio di sì", rispose il Capitano.</span></div> <div><span class="cf1">"È la cosa più straordinaria...", cominciai.</span></div> <div><span class="cf1">"Perché?", mi interruppe.</span></div> <div><span class="cf1">"In tal caso è il quarto, vero?"</span></div> <div><span class="cf1">In risposta a un'altra domanda del Capitano, spiegai, senza accennare al medico, che avevo saputo tutto ciò che riguardava la centocinque. Parve molto seccato quando seppe che ero già al corrente. Gli raccontai allora che cosa era accaduto nel corso della notte.</span></div> <div><span class="cf1">"Quanto mi dite corrisponde quasi esattamente a quello che mi è stato detto dai compagni di cabina di due degli altri tre. Sono saltati giù dalla cuccetta e si sono precipitati di corsa nel corridoio. Due di loro sono stati visti buttarsi in mare dagli uomini di guardia; ci siamo fermati e abbiamo calato le scialuppe, ma non siamo riusciti a trovarli. Ma &nbsp;nessuno ha visto o sentito colui che è andato perduto stanotte... &nbsp;ammesso che sia andato realmente perduto. Lo steward, che forse è un tipo superstizioso, e che si aspettava che qualcosa non andasse per il suo giusto verso, è andato a dargli un'occhiata stamane e ha trovato la cuccetta vuota, ma c'erano invece gli abiti, proprio come lui li aveva lasciati. Lo steward era il solo a bordo che lo conoscesse di vista, e lo ha cercato dappertutto, è scomparso! Ora, signore, vorrei pregarvi di non far cenno di questa circostanza agli altri passeggeri: non voglio che la nave si faccia una cattiva fama, e per un transatlantico non c'è nulla di peggio di una tradizione di suicidi. Potrete scegliervi fra le cabine degli &nbsp;ufficiali, la mia compresa, quella che preferite, per tutto il resto della traversata. La proposta vi sembra equa?"</span></div> <div><span class="cf1">"Certo", risposi, "e ve ne sono grato. Ma dato che sono solo e ho l'intera cabina a mia disposizione, preferirei non muovermi. Se lo steward porterà via le cose di quel disgraziato, vorrei rimanere dove sono. Non dirò una sola parola su questa faccenda, e credo di potervi promettere che non seguirò il mio compagno di stanza."</span></div> <div><span class="cf1">Il capitano fece del suo meglio per farmi cambiare idea, ma io preferivo di gran lunga avere una cabina da solo piuttosto che trovarmi sistemato con un qualsiasi ufficiale di bordo. Non so se mi sono comportato da sciocco, ma se avessi seguito il suo consiglio, ora non &nbsp;avrei altro da raccontare. Sarebbe rimasta la spiacevole coincidenza di &nbsp;diversi suicidi che si erano verificati tra coloro che avevano dormito nella stessa cabina, ma questo sarebbe stato tutto.</span></div> <div><span class="cf1">Invece la storia non finì lì, no di certo. Ostinato come sono per natura, decisi di non lasciarmi turbare da racconti del genere, anzi, arrivai al punto di discutere la questione con il capitano. C'era qualcosa che non andava in quella cabina, dissi. In primo luogo, era umida. La notte precedente, il portello era stato lasciato aperto. Forse il mio compagno di stanza era già ammalato quando era salito a bordo, o forse, dopo essersi coricato, era stato colto da una crisi di delirio. Era possibile che si nascondesse da qualche parte e che più tardi si riuscisse a trovarlo. Era necessario aerare la stanza e aggiustare il fermo del portello. Se il Capitano mi autorizzava, avrei provveduto io a fare in modo che quanto giudicavo necessario venisse fatto immediatamente.</span></div> <div><span class="cf1">"Avete naturalmente il diritto di rimanere dove preferite", mi rispose, piuttosto irritato; "ma, per ciò che mi riguarda, sarei più soddisfatto se sloggiaste e mi lasciaste chiudere quella cabina, in modo da mettere termine a questa lugubre storia."</span></div> <div><span class="cf1">Ma i nostri punti di vista non coincidevano, e lasciai il Capitano dopo avergli promesso il più assoluto silenzio circa la scomparsa del mio compagno. Quest'ultimo non aveva conoscenze a bordo, e nel corso &nbsp;della giornata nessuno si accorse della sua mancanza. Verso sera, incontrai di nuovo il Dottore, il quale mi chiese se avevo cambiato parere. Gli risposi di no.</span></div> <div><span class="cf1">"Allora lo cambierete prima che non sia passato molto tempo", disse, con tono quanto mai grave.</span></div> <div><span class="cf1">Giocammo a whist quella sera, e mi coricai tardi. Confesserò ora che provai una sensazione niente affatto piacevole quando entrai nella mia cabina. Non potevo fare a meno di pensare all'uomo alto che avevo intravisto la sera precedente e che ora era morto annegato, e veniva sballottato qua e là dalle onde, due o trecento miglia alle nostre spalle. Il suo viso mi si stagliò chiaramente davanti mentre mi spogliavo, e &nbsp;arrivai fino al punto di scostare le tendine della cuccetta superiore, quasi a persuadermi che era realmente scomparso.</span></div> <div><span class="cf1">Avevo chiuso a chiave la porta della cabina. Improvvisamente notai che il portello era aperto e affrancato verso il basso. Era una cosa, questa, che non potevo sopportare. Mi infilai in fretta e furia la vestaglia ed andai a cercare Robert, lo steward del mio corridoio. Ero furibondo, lo ricordo e, quando lo trovai, lo trascinai piuttosto rudemente fino alla soglia della centocinque e lo spinsi verso il portello aperto.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">(</span><span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?la-cuccetta-superiore---seconda-parte" class="imCssLink">la seconda parte del racconto</a></span><span class="fs14lh1-5 cf1">)</span><br></div><div><br></div><div><div><strong><span class="cf1">L’AUTORE</span></strong></div> <div><span class="cf1">Francis Marion Crawford (1854 - 1909) è stato uno scrittore e drammaturgo statunitense, celebre per la sua prolifica produzione letteraria ambientata in gran parte in Italia. Sebbene nato a Bagni di Lucca da genitori americani, visse a lungo nel Bel Paese, stabilendosi infine a Sant'Agnello, vicino a Sorrento, dove morì. È ricordato oggi soprattutto come autore di racconti dell'orrore e storie di fantasmi. Tra le sue opere più iconiche figurano </span><span class="cf1"><em>La cuccetta superiore</em></span><span class="cf1"> (</span><span class="cf1"><em>The Upper Berth</em></span><span class="cf1">) e </span><span class="cf1"><em>Perché il sangue è la vita</em></span><span class="cf1"> (</span><span class="cf1"><em>For the Blood is the Life</em></span><span class="cf1">). Fu un autore estremamente prolifico, capace di spaziare dai romanzi storici ai drammi, pubblicando circa sessanta opere tra cui </span><span class="cf1"><em>La strega di Praga</em></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><em>Saracinesca</em></span><span class="cf1">. Conosceva ben 16 lingue e studiò il sanscrito in India.</span></div></div><div><div><span class="cf1">Questo racconto </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>La cuccetta superiore</i></span></span><span class="cf1"> di Crawford, pubblicato per la prima volta su </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Club GHoST</i></span></span><span class="cf1">, è considerato un classico dal grande estimatore weird e traduttore Bruno Tasso (1914 - 1962).</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink379885a33f9cd0602c4d44bef5d7c1be = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/cuccetta-superiore-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del racconto - F.M. Crawford sull\\\'Alda.','title': 'La copertina del racconto - F.M. Crawford sull\\\'Alda.','width': 839,'height': 773,'description': 'La copertina del racconto - F.M. Crawford sull\'Alda.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink379885a33f9cd0602c4d44bef5d7c1be, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/cuccetta-superiore-cop_ver.webp" alt="La copertina del racconto - F.M. Crawford sull&#39;Alda." title="La copertina del racconto - F.M. 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			<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 06:41:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Nato nella paura di Thomas Ligotti]]></title>
			<author><![CDATA[Massimiliano Ruzzante]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002AF"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Una lettura imprescindibile</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Per chi voglia approfondire il pensiero ligottiano</span></h2><div>






<div><em class="cf1">L’autore che con i suoi incubi ha ispirato l’universo di True Detective</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4ciG45s" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">A partire dall’autunno del 2015, la casa editrice milanese Il Saggiatore ha iniziato il lavoro di riscoperta di un autore di culto della letteratura americana dell’orrore,
fin qui poco pubblicato e considerato nel nostro paese, traducendo, con scadenza annuale, le sue principali opere. Stiamo parlando dello scrittore <strong>Thomas Ligotti</strong>, che dopo le raccolte <em>I canti di un sognatore morto</em> e <em>Lo scriba macabro</em> edite dai tipi di Elara era stato confinato a ruolo di scrittore di nicchia nel panorama letterario di genere. L’intuizione
della casa editrice milanese ha fatto sì che venisse rilanciato al grande pubblico, cominciando con la raccolta di racconti brevi <em>Teatro grottesco</em>, edita nel 2015, passando per il saggio <em>La cospirazione contro la razza umana</em> e proseguendo con una nuova raccolta di storie horror/weird, <em>Nottuario,</em> nel 2017. Nell’autunno successivo viene dato alle stampe il libercolo in formato “pocket”<em> La straziante resurrezione di Victor Frankenstein</em>; trattasi di personali ricostruzioni delle storie dei celeberrimi “mostri” del periodo gotico, resi immortali dai
vari <strong>Mary Shelley, Stoker e Stevenson</strong>. Tutte opere queste, tradotte dall’ottimo <strong>Luca Fusari</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Nel novembre del 2019 viene pubblicato il saggio<em> Nato nella paura. Letteratura, orrore, esistenza (Born to fear: Interviews with Thomas Ligotti</em>, 2014), curato da <strong>Matt Cardin</strong> che va ad abbracciare venticinque anni delle più significative interviste dello scrittore americano.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Nato nella paura</em> si divide fondamentalmente in quattro parti; la prima intitolata <em>Incubi incantatori</em>, con interviste a cura di <strong>Carl T. Ford, Stephan Dziemianowicz, Darrell Schweitzer</strong>, nel periodo che va dal 1988 al 1991.<br>La seconda parte, <em>Questo carrozzone di carne</em>, con interviste di <strong>John B. Ford, E.M. Angerhuber e Thomas Wagner</strong>, copre il triennio 2000-2003. Nella terza parte, <em>Una demenza necessaria</em>, contenente le interviste di <strong>Neddal Ayad, Matt Cardin, Geoffrey H. Goodwin, Daniel Ableev e Tina Hall</strong>, nell’arco temporale 2004-2011. Per finire la quarta e ultima parte che dà il titolo all’opera: <em>Nato nella paura</em>, con interviste di <strong>Nathaniel Katz</strong>, del sito web <em>Weird fiction review</em>, <strong>Pal Flakk, Slawomir Wielhorski e Jeff VanderMeer</strong>, che include l’ultimo biennio 2011-2013.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Thomas Ligotti</strong>, nelle diverse interviste, racconta delle sue maggiori fonti di ispirazione letterarie: da <strong>Poe</strong> a <strong>Lovecraft</strong> passando per degli scrittori che con l’horror hanno poco o nulla a che vedere come <strong>Kafka, Schulz, Nabokov, Burroughs, Borges, Buzzati</strong> fino ad arrivare al poeta italiano Giacomo Leopardi e il filosofo romeno <strong>Cioran</strong>. Tutti autori infatti che hanno avuto modo di sperimentare “l’assurdità” dell’esistenza cercando di raccontarlo nelle loro opere. L’affinità
tra lo scrittore americano con questi personaggi è per certi versi soprattutto filosofico-esistenziale.<br><strong>Ligotti</strong> è uno scrittore consapevole del mondo in cui vive e lo racconta descrivendo le sue traumatiche esperienza di vita nella sua personale visione del mondo, in
un disperato tentativo di mettere su carta l’orrore e l’assurdità dell’esistenza. La letteratura dell’orrore, per <strong>Ligotti</strong>, è una visione del mondo vissuta in prima persona.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">“Io sono a favore dell’arte per il pubblico, che si tratti di cinema o televisione. Ho i miei film e programmi preferiti. Ma nessun film o programma saprà mai
darmi il piacere incommensurabile che mi hanno dato, per esempio, le storie di Borges o Buzzati, i saggi di Cioran, la poesia di Leopardi. Eppure, alla fine, è tutto intrattenimento”.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Da tutte queste interviste ricaviamo numerosi sprazzi autobiografici dell’autore. Nato a Detroit da una famiglia di origine siciliana e polacca della borghesia medio-alta, frequenta
scuole cattoliche tanto da diventare un fervente religioso, fanatico della preghiera e ossessionato dall’inferno. Da adolescente comincia ad abusare di droghe e alcol, fino al “punto di rottura” della sua
vita: è vittima di un forte esaurimento nervoso e da quel momento in avanti sarà soggetto a crisi di panico, agorafobia e stati depressivi che sconfineranno nell’anedonia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">“Ho paura di tutto. Ho persino paura di dire troppo in dettaglio di cosa ho paura”.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Abbandonata la fede, inizia a dedicarsi alla letteratura e scopre l’horror e il weird, partendo da scrittori seminali quali <strong>E. A. Poe, Arthur Machen e H.P. Lovecraft</strong>, leggendo tutto il leggibile in tema. Successivamente inizia a scrivere sulle fanzine specialistiche del settore, si laurea in letteratura
e comincia lavorare come editor in un’azienda che produce manualistica per biblioteche. Oltre alla letteratura, la sua passione principale è la musica, e quando non scrive (e non è particolarmente depresso),
suona la chitarra. In passato ha inoltre avuto esperienze come musicista e scrittore di testi, collaborando con <strong>David Tibet</strong> dei Current 93.<br>Quest’opera la si può definire per certi versi una sorta di estensione di quel trattato filosofico-antinatalista che è
La cospirazione contro la razza umana, divenuto celebre dopo la messa in onda della prima stagione dell’iconica serie tv <em>True detective</em>. Nella fiction infatti lo sceneggiatore cita apertamente alcuni stralci del pensiero filosofico ligottiano tratti dal saggio. Riflessioni e tematiche vengono riprese
all’interno delle varie interviste, in particolare nelle parti che approfondiscono le affinità di pensiero col filosofo antinatalista norvegese <strong>Peter Wessel Zapffe</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In conclusione il saggio è una lettura imprescindibile per chi voglia approfondire il pensiero ligottiano oltre a scoprire importanti retroscena sulla vita dello scrittore americano.
Un autore letterario così “outsider” nello stile e nei contenuti delle sue opere, uno dei personaggi più misteriosi e sfuggenti della letteratura contemporanea. Un plauso va fatto alla casa editrice
milanese de Il Saggiatore, per aver (ri)portato in auge il nome di <strong>Thomas Ligotti</strong> nel nostro paese, dando così la possibilità a tutti coloro che non lo conoscevano, di scoprire le bizzarre e inquietanti opere del “Fabbricante di incubi” della letteratura contemporanea.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Thomas Ligotti (Detroit, 9 luglio 1953) è uno scrittore e saggista statunitense, considerato tra i massimi esponenti della letteratura horror contemporanea e del genere weird.
Figura di culto per la sua poetica nichilista, è noto per uno stile di vita estremamente riservato che lo ha portato a essere spesso descritto come un "eremita" della letteratura.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Nato nella paura</em></div>
<div><em class="cf1">(Letteratura, orrore, esistenza)</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Thomas Ligotti</em></div>
<div><em class="cf1">Curatore: Matt Cardin</em></div>
<div><em class="cf1">Traduttore: Luca Fusari<br>Editore: Il Saggiatore<br>Collana: La cultura<br>Anno: 21 novembre 2019</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 257</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 16 x 2 x 21.8 cm</em></div><div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8842826309</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 22,00 € &nbsp;- eBook: 10,99 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink9b9adf235847951c65e672cb0c8f67d2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nato-nella-paura-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 779,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9b9adf235847951c65e672cb0c8f67d2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nato-nella-paura-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="278" /></a><br></div><div><script> var showboxlink64b7e94800ba9c9abdb682bef8f8bda0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/thomas-ligotti_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 186,'height': 266,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink64b7e94800ba9c9abdb682bef8f8bda0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/thomas-ligotti_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="120" height="173" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 14:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Non aprite quella porta di David Blue Garcia]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Scognamiglio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002AE"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un sequel che ha fatto storcere il naso a molti</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Ma che in fondo si fa apprezzare per essere divertente e di grande intrattenimento</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Non aprite quella porta (Usa 2022)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: David Blue Garcia. Soggetto: Fede Álvarez, Rodo Sayagues. Sceneggiatura: Chris Thomas Devlin. Fotografia: Ricardo Diaz. Montaggio: Christopher S. Capp. Musiche:
Colin Stetson. Scenografia: Micael Perry. Costumi: Olga Meckikchieva. Produttori: Fede Álvarez, Rodo Sayagues, Kim Henkel, Ian Henkel, Pat Cassidy, Shintaro. Case di Produzione: Legendary Pictures, Bad Hombre, Exurbia
Films. Distribuzione (Italia): Netflix. Genere: Orrore, Thriller. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2022. Lingua Originale: Inglese. Durata: 83’. Interpreti: Elsie Fisher (Lila), Sarah Yarkin (Melody),
Mark Burnham (Leatherface), Jacob Latimore (Dante), Nell Hudson (Ruth), Olwen Fouéré (Sally Hardesty), Moe Dunford (Richter), Alice Krige (Virginia "Ginny" McCumber), Jessica Allain (Catherine), William
Hope (sceriffo Hathaway), Sam Douglas (Herb).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I giovani imprenditori Dante e Melody hanno messo gli occhi su Harlow, un paesino fantasma sperduto nel deserto del Texas con l’intento di mettere all’asta gli edifici
che hanno acquisito. Tuttavia una volta arrivati lì insieme a Lili (sorella di Melody), e Ruth (fidanzata di Dante) per incontrare gli acquirenti, scoprono che una casa è ancora abitata da un'anziana signora
con il suo figlio deforme (nonché unico edificio non acquisito). Dante farà lo sbaglio di sfrattare l'anziana con l'inganno, facendole credere di non essere più la proprietaria della casa, causandole
un infarto che la porterà alla morte a bordo del furgone dello sceriffo durante la corsa in ospedale. Da lì in poi le cose si complicano in quanto il figlio dell’anziana signora giunge ad Harlow per vendicarsi…
così <em>Faccia di Cuoio</em> tornerà a brandire la sua motosega spargendo sangue tra gli edifici del paesino, ma c’è qualcuno anche sulle sue tracce…
Sally Hardesty, ovvero l’unica sopravvissuta del massacro del 1974.</span></div>
<div><span class="cf1">Altro giro, altro sequel. Dopo quelli del 1986 (<em>Non aprite quella porta 2</em> di <strong>Tobe Hooper</strong>, nonché regista anche del capostipite del 1974) e del 2013 (<em>Non aprite quella porta 3D</em> di <strong>John Luessenhop</strong>) è <strong>David Blue Garcia</strong> a riportare nel 2022 sui nostri schermi le gesta di una delle icone horror per eccellenza, ovvero <em>Faccia di Cuoio</em>. Il film è ambientato 49 anni dopo i fatti del primo film del 1974 riproponendo qualche flashback originale del film di <strong>Hooper</strong> giusto per farci entrare nell’atmosfera tipica della saga. A mantenere tale atmosfera ci pensa l’ambientazione arida e polverosa tipica Texana, con strade deserte
attraversate dai 4 protagonisti nel tragitto verso la loro destinazione. Ma prima di poter assaporare un po’ di sana violenza e veder riempito lo schermo dalla possente presenza di <em>Faccia di Cuoio</em> bisogna aspettare un bel pò. Scelta registica azzardata per un pubblico che da questo ennesimo capitolo della saga si aspetta di passare subito all'azione.
Tuttavia, quando la tensione inizia a salire, non ci si mette molto a essere coinvolti in un fuggi fuggi accompagnato da colpi di martello e dal caratteristico rombo di motore della motosega con mutilazioni e fiumi di
sangue ben realizzati. La sceneggiatura prevede molte note interessanti, tra cui il fatto di far passare <em>Faccia di Cuoio</em> in primis come vittima degli eventi e poi carnefice per la conseguenza dell'ingiustizia subita. Poi l'inserimento di Sally Hardesty (l'unica sopravvissuta
del primo film) personaggio orfana dell'attrice originale <strong>Marilyn Burns </strong>(scomparsa nell'Agosto del 2014) qui interpretata egregiamente da <strong>Olwen Fouéré</strong> (<em>Mandy</em>, <em>La Profezia del Male</em>, <em>The Watchers</em>), che da 49 anni è sulle tracce dell'assassino. Il resto del cast, nonostante sia composto da attori con curriculum non proprio
eccelso, svolgono molto bene i ruoli affidati entrando a dovere nei loro personaggi. Finale forse un po’ prevedibile ma che regala comunque momenti di pura frenesia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un sequel questo che sicuramente ha fatto storcere il naso a molti, ma che in fondo riesce nell'intento di farsi apprezzare per quello che è: divertente e di grande intrattenimento.
Anche perché da saghe "tirate a lungo con il mattarello" ormai bisogna abbandonare l'idea e l'aspettativa di trovarsi di fronte a capolavori memorabili… e non dimenticate una delle regole
più importanti di quando si guarda un film horror, ovvero attendere sempre la fine dei titoli di coda.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkbf11346e21ad2589ff6407f69774bb46 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/non-aprite-quella-porta-2022-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 714,'height': 1000,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbf11346e21ad2589ff6407f69774bb46, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/non-aprite-quella-porta-2022-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink33adbe980435c5a215f7b366970d52b5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/non-aprite-quella-porta-2022-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1000,'height': 562,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink33adbe980435c5a215f7b366970d52b5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/non-aprite-quella-porta-2022-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=-5VnAVx3W_8">https://www.youtube.com/watch?v=-5VnAVx3W_8</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 03:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In questo mondo libero... di Ken Loach]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002AD"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un'analisi concreta e partecipe</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Su quel che è diventato il mondo del lavoro</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">In questo mondo libero (Regno Unito 2007)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Ken Loach. Soggetto e Sceneggiatura: Paul Laverty. Fotografia: Nigel Willoughby. Montaggio: Jonathan Morris. Musiche: George Fenton. Distribuzione
(Italia): BIM Distribuzione. Lingua Originale: Inglese. Titolo Originale: It’s a Free World …. Durata: 96’. Paese di Produzione: Gran Bretagna, 2007. Genere: Drammatico. Interpreti: Kierston Wareing (Angie),
Juliet Ellis (Rose), Leslaw Zurek (Karol), Colin Caughlin (Geoff), Joe Siffleet (Jamie), Raymond Mearns (Andy), Frank Gilhooley (derek), Serge Soric (Tony).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4moSy0e" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Un ciclo dedicato al cinema di <strong>Ken Loach</strong> è una delle tante buone iniziative di Rai 5 - canale culturale che trasmette pellicole senza interruzioni pubblicitarie - e va in onda ogni martedì in
prima serata. Abbiamo avuto modo di rivedere <em>In questo mondo libero</em>, girato in Inghilterra con la consueta tecnica da <em>docufiction</em> e da cinema neorealista, realizzato pedinando la protagonista nelle fasi del suo agire quotidiano. In sintesi la trama. Angie (<strong>Kierston Wareing</strong>) viene licenziata perché non ci sta a farsi mettere le mani addosso e a subire in silenzio le molestie dei superiori,
quindi decide di aprire insieme alla coinquilina Rose (<strong>Juliet Ellis</strong>) un’agenzia di collocamento per immigrati. Le due donne cominciano con tutte le buone intenzioni possibili, ma restano risucchiate dalla dura realtà del mondo industriale e da una spietata concorrenza.
Troppi errori commessi le portano a mettersi in contrasto con la malavita che finisce per minacciare Angie, rapire temporaneamente il figlio, e obbligare a restituire parte dei soldi guadagnati sulle spalle degli immigrati.
Un film girato con macchina a mano e nervose soggettive, montaggio consequenziale sincopato e inquieto, realista e cinico, che non fa sconti a nessuno, dove buono e cattivo non sono categorie da prendere neppure in considerazione.
<strong>Ken Loach</strong> compie un’analisi concreta e partecipe su quel che è diventato il mondo del lavoro, mettendo in primo piano il problema dell’immigrazione
clandestina e della sua regolarizzazione, senza dimenticare gli infortuni sul lavoro. Soggetto e sceneggiatura del solito <strong>Paul Laverty</strong> (vince l’Orsella a Venezia), che lavora a stretto contatto con la regia di <strong>Loach</strong> (sono collaboratori da sempre), mentre dobbiamo segnalare un’ottima confezione fotografica di <strong>Nigel Willoughby</strong> (opaca, grigia e metropolitana) e un &nbsp;montaggio abbastanza serrato di <strong>Jonathan Morris</strong>. Colonna sonora (più che consona al tipo di storia) di <strong>George Fenton</strong>. Film selezionato per la 64esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Titolo in lavorazione: <em>These Times</em> (<em>Nel nostro tempo</em>). Citazione nel corso del film di <em>Dog Soldiers</em>, una pellicola di <strong>Neil Marshall</strong>, trasmessa da un televisore. Un film da recuperare.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4moSy0e" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf1b067f0a6ce3e0fe6b80fd5d6177910 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/questo-mondo-libero-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf1b067f0a6ce3e0fe6b80fd5d6177910, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/questo-mondo-libero-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkbd057135dac02f89071e8d73d621c07a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/questo-mondo-libero-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbd057135dac02f89071e8d73d621c07a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/questo-mondo-libero-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=HWR0id45ZeY">https://www.youtube.com/watch?v=HWR0id45ZeY</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 14:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La belva dei Carpazi]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002D4"><h1 class="imHeading1">Mi hanno murata viva nel mio castello</h1><h2 class="imHeading2">Sono costretta a guardare la vecchiaia che avanza inesorabile</h2><div>






<div><strong>Ricordi di Erzsébet Báthory </strong></div>
<div>Castello di Csejthe, 21 agosto 1614</div><div><br></div>
<div>Non avrei mai creduto di finire la mia vita rinchiusa come una belva feroce, come un animale braccato, condannata per sempre a invecchiare in solitudine, a bramare la morte come una
liberazione. Perché la cosa peggiore che mi può ancora accadere è quella di vedere il mio corpo appassire sotto i colpi inclementi del tempo che scorre. C’è ancora lo specchio nella mia stanza.
Nessuno lo ha portato via. Sono costretta a guardare la vecchiaia che avanza inesorabile. Si avvererà la profezia della vecchia megera che un giorno mi disse: “Diventerai come me, contessa! Nessuno ti vorrà
più baciare!” Ridevo di lei, della sua bruttezza, avevo obbligato il mio amante a scendere da cavallo e a baciare quelle labbra raggrinzite, ad accarezzare quella pelle sfiorita. Le parole della vecchia mi entrarono
nell’anima e subito smisi di ridere, perché era vero che presto sarei diventata vecchia e brutta. Pure io, che ho avuto tanti amanti e ho sempre potuto scegliere tra i nobili più attraenti, mi sarei trasformata
in una vecchia megera e gli uomini non avrebbero voluto toccarmi. Solo per questo ho cercato di oppormi al tempo che passa. Non potevo attendere la fine della gioventù senza provare a fare qualcosa. Non potevo. Amavo
il biondo dei miei capelli e lo conservavo lavandoli con cenere, zafferano e camomilla. Volevo che la mia pelle restasse bianca e vellutata. Volevo essere giovane per sempre. Per questo mi hanno murata viva nel mio castello.
Ho letto le accuse della corte e immagino lo sguardo accusatore di quei venti giudici, dei testimoni e di quel maledetto prete Ponikenus. Non ho voluto subire l’onta del processo, sono rimasta al castello, nelle mie
stanze. Non potevano giudicare una contessa come una volgare plebea. Non ne avevano il diritto. Ho letto pure la sentenza: “Avendo le confessioni e le testimonianze dimostrato la colpevolezza di Erzsèbet Báthory
e di come ella abbia commesso delitti contro persone di sesso femminile, visto che i suoi complici esigono una punizione, abbiamo deciso di strappare le dita con le pinze a Jò Ilona, di condannare a morte Ficzkò
che sarà decapitato e gettato tra le fiamme…”. Parole terribili che percuotono ancora la mia mente. Non potevano fare questo anche a me, ero pur sempre la contessa Erzsèbet Báthory, mica una
serva di palazzo. E allora mi hanno rinchiusa in questa stanza buia, murata viva ad appassire come un fiore che attende il suo inverno. Resta una feritoia per far passare la luce e un filo d’aria, un anfratto di parete
dal quale fanno entrare da bere e da mangiare. Resta quel maledetto specchio che riflette giorno dopo giorno la vecchiaia che avanza inesorabile e scolpisce rughe sul mio volto. E adesso ha vinto lei, purtroppo. Non c’è
proprio niente che possa fermarla.</div><div><br></div>
<div><strong>Le accuse del prete Jànos Ponikenus</strong></div>
<div>Castello di Thurzò a Bicse, 2 gennaio 1611</div>
<div><br></div>
<div>Signori giudici, sono venuto davanti a questa corte per raccontare le mille nefandezze di cui sono stato testimone e non mi fermerò davanti a niente, non mi lascerò intimorire.
Questa donna è una belva sanguinaria e le cose che ha fatto sono così scellerate che brividi di disgusto mi fanno tremare la voce mentre racconto. Tutto è cominciato una notte in cui ho avuto la notizia
che al castello di Csejthe avevano sepolto nove fanciulle e non c’era traccia di epidemia o pestilenza nella zona. Subito mi sono precipitato al castello in compagnia del fido valletto Jàno e ho perlustrato la
cripta. Nei sotterranei della chiesa ho visto l’orrendo spettacolo dei sarcofagi di legno ricolmi di cadaveri accatastati e mutilati di giovani ragazze. Mi sono fatto prendere dallo sconforto e anche dalla paura, lo
confesso. I volti delle ragazze erano sfigurati, graffiati con chiodi e attrezzi acuminati, di sicuro avevano subito atroci torture prima di morire. Riconobbi molte di quelle fanciulle. Si trattava di persone scomparse da
alcuni giorni e al villaggio si era sparsa la voce che fossero state divorate da qualche belva feroce, oppure che i briganti le avessero rapite e poi uccise. Nessuno poteva immaginare che la belva omicida era proprio la contessa
e che al suo castello si consumavano macabri riti di torture e uccisioni. Guardavo i corpi di quelle donne e i loro arti spezzati, i bulbi oculari che uscivano fuori dalle orbite, gli orecchi mozzati. Sentivo che il mio solo
dovere era quello di denunciare un simile eccidio. Il mio predecessore Berthoni di sicuro era a conoscenza delle atrocità che si consumavano al castello ma non aveva mai fatto niente. Si era limitato a scrivere in latino
le cronache di Csejthe, annotando decessi e sepolture, senza indagare sui motivi, senza chiedersi perché morivano così tante ragazze e soprattutto chi erano quelle sventurate. Berthoni era vecchio e non voleva
fastidi, però ha commesso un peccato mortale e di sicuro tacendo su crimini tanto mostruosi non è morto in grazia di Dio. Io non potevo agire come il mio predecessore, però ho usato la cautela di denunciare
i misfatti della contessa a Presburgo e non al sovrintendente di Bicse. Temevo che la Báthory intercettasse la mia lettera e se ciò fosse accaduto poteva farmela pagare molto cara. La contessa appena saputo della
denuncia mi ha fatto arrestare, ma era troppo tardi e adesso ci troviamo davanti a una corte di giustizia che farà luce sulla verità e saprà punire con durezza quella belva sanguinaria e i suoi turpi complici.
</div>
<div>Ho vergogna di ciò che sto per dire ma è la pura verità. La contessa ha ucciso indisturbata tante fanciulle perché si trattava soltanto di serve e povere
contadine. Penso che il Dio in cui tutti noi crediamo è venuto sulla terra e si è fatto crocifiggere per difendere i deboli. Ecco perché ho trovato il coraggio di denunciare questo turpe abominio. Un nobile
non può abusare del suo potere e non deve pensare che uccidere un povero non è peccato. Gli uomini non sono oggetti. Siamo tutti figli di Dio. </div>
<div><br></div>
<div><strong>Il governatore di Presburgo</strong></div>
<div>Castello di Thurzò a Bicse, 2 gennaio 1611</div>
<div><br></div>
<div>Mi chiamo György Thurzò e governo Presburgo. Sono io che ho raccolto la denuncia di padre Ponikenus e che ho verificato la terribile verità della sua lettera. Adesso
c’è chi fantastica sulla contessa Erzsébet Báthory e dice che è un vampiro perché ha visto sullo stemma del suo casato un cane con tre lunghe zanne che disegnano una lettera E. Non
è così. Levatevi dalla testa queste fandonie leggendarie. La contessa non beveva sangue di ragazze, come crede qualche accusatore, ma rapiva e uccideva fanciulle vergini per praticare la magia nera. Era stata
Darvulia, la strega di corte, a farle credere che il sangue delle ragazzine conservasse la pelle giovane. Tra l’altro la contessa aveva esperimentato questo potere un giorno che punì duramente una serva. Una goccia
del sangue della ragazza cadde sulla sua mano e in quel punto il colore bianco si modificò, tanto che la pelle divenne più rosea e fresca. Era di certo la sua mente malata che le faceva vedere cose tanto assurde.
Erzsébet Báthory da quel giorno pretese che le venissero portate ragazze vergini da uccidere e derubare del loro sangue. La contessa faceva bagni caldi in una grande vasca ed era convinta che solo così
avrebbe raggiunto l’immortalità fisica. La Báthory credeva che quel sangue avesse il potere di fermare il tempo e di mantenere la sua pelle giovane e fresca. Conservava il sangue delle fanciulle rapite
e uccise dopo selvagge torture dentro grandi bacinelle che le serve riscaldavano e facevano affluire in una grande vasca. Purtroppo ho visto con i miei occhi le orribili attrezzature da bagno e i terribili strumenti di morte
e di tortura che ho sequestrato e fatto distruggere. La contessa aveva fatto costruire una bambola metallica a orologeria irta di pugnali e una gabbia metallica imbottita di aculei e coltelli. Era dentro a questi attrezzi
infernali che faceva rinchiudere e massacrare le vittime ignare. Erzsébet Báthory non organizzava da sola questi massacri, disponeva di una corte di accoliti che era un’orribile bestiario di individui folli.
Il suo servo prediletto lo potete vedere sul banco degli accusati, è un essere brutto e deforme di nome Ujivàr Jànos, pure se tutti lo hanno sempre chiamato Ficzkò. Il servo era un ragazzo del paese
di Csejthe, gobbo e mezzo idiota, perfido nell’animo e succube della padrona, che lo aveva avuto in dono quando era piccolo e lo aveva cresciuto al seno della sua follia. Al castello Ficzkò si esibiva come nano
acrobata e buffone di corte, ma crescendo divenne piuttosto forte e anche la sua cattiveria aumentò a dismisura. Il nano sadico era la mannaia perversa della contessa che si abbatteva sulle giovani fanciulle del paese.
Ficzkò procurava le prelibate prede e le catturava con l’inganno, prometteva un lavoro al castello come inserviente o dama di compagnia, ogni scusa era buona. Le ragazze lo seguivano felici di poter guadagnare
un po’ di denaro, non sapevano che al castello le attendeva una terribile sorpresa. Qui incontravano la spietata Jo Ilona, una donna dai lineamenti orribili che aveva il turpe compito di uccidere e dissanguare. Jo Ilona
la vedete accanto a Ficzkò e potete giudicare dai tratti del volto la sua grande perfidia. Era la seconda complice della contessa, forse la più detestabile, di sicuro Jo Ilona è la più sadica e
perfida donna che abbia mai conosciuto. Indossava un cappuccio nero di lana abbassato sugli occhi e sembrava un terribile boia. Non è finita qui. Accanto a lei operava Dorottya Szentes che tutti al castello chiamavano
Dorkò, un’altra orribile donna forte come un mulo che legava le vittime e dava una mano per il massacro finale. Dorkò era un’esperta di magia nera e forse è stata anche lei a convincere la
Báthory sulle proprietà del sangue. Pure questa orribile megera è sul banco degli imputati. Potete giudicare voi stessi lo sguardo diabolico dei suoi occhi neri. Tra gli accusati di questa corte degli
orrori manca soltanto Erzsébet Báthory, la sanguinaria organizzatrice di tutto, la mente malata che ha sconvolto la pace del nostro borgo. La perfida contessa sostiene che una nobile non può farsi giudicare
da un tribunale. Attende la fine del processo nelle stanze del suo tetro castello e rimugina sulla sua triste vita fatta di orrori, pure se non credo sia pentita per quello che ha fatto. Gli esseri diabolici non provano sentimenti,
sono governati dal maligno e ogni loro azione è uno schiaffo contro Dio, uno sberleffo orribile alla giustizia. Sono sicuro che questo tribunale emetterà una sentenza esemplare contro Erzsébet Báthory
e che non si farà intimorire dal suo alto lignaggio. &nbsp;</div>
<div><br></div>
<div><strong>Ricordi di Erzsébet Báthory </strong></div>
<div>Castello di Csejthe, 21 agosto 1614</div>
<div><br></div>
<div>La mia vita scorre come un fiume in piena nel vortice dei ricordi. Mio padre e mia madre erano due baroni protestanti e quando ero piccola si sono occupati poco di me. Mi lasciavano
sempre insieme a servitori e istitutori, così io studiavo molto, dicevano che ero intelligente e pure i miei genitori si compiacevano nel sentirmi parlare bene latino, greco, tedesco e ungherese. Sono sempre stata malata,
sin da bambina, questa è una croce che mi sono portata dietro per tutta la vita, l’epilessia mi prendeva improvvisa ed erano crisi convulsive violente che mi facevano soffrire. I compagni mi deridevano, quei maledetti
non capivano che ero malata, che non c’era niente da ridere. Sono cresciuta solitaria. Non avevo bisogno di persone intorno che mi facessero soffrire. Non volevo compagni di giochi che ridessero delle mie sventure, gente
debole e insulsa che un giorno avrei punito con durezza perché io ero nobile e destinata a comandare. Avrebbero capito chi ero una volta per tutte mentre si rimangiavano le loro risate e le offese una per una. Non ho
avuto amici nella mia fanciullezza, me ne stavo da sola a osservare il cielo al tramonto quando si tingeva di rosso sangue e restavo estasiata a contemplare il sole che se ne andava di là dai monti. Giocavo con gli
insetti, catturavo grilli, farfalle, formiche con le ali, coccinelle. Avevo un bestiario di piccoli insetti ed era così eccitante quando li giustiziavo dopo averli torturati. Mi inebriava staccare le ali delle formiche,
togliere la polverina alle farfalle, spezzare le zampe ai grilli e vederli arrancare nella polvere. Giocavo pure con gli animali, la cosa che più amavo era catturare i gatti del castello che scuoiavo vivi dopo averli
legati. Era troppo eccitante sentire i loro miagolii lamentosi e terrorizzati. &nbsp;</div>
<div>Sono cresciuta insieme a mio zio e a sua moglie. Avevo solo dieci anni quando lui ha cominciato a parlarmi di Satana e mi ha portato alle sedute dove si sacrificavano animali per il
principe delle tenebre. Mio zio faceva parte di una setta di adoratori di Satana e io rimasi affascinata da uno spettacolo esaltante di riti demoniaci, dove il sangue che scorreva sull’altare era la prima regola. Alla
stessa età ho visto ammazzare un gitano che aveva venduto il figlio ai turchi e fu uno spettacolo memorabile, perché mio zio lo fece cucire vivo nella pancia del suo cavallo. Dopo tutto il gitano aveva avuto
la giusta punizione e fu davvero sublime vederlo morire tra atroci tormenti, mentre la bestia andava in decomposizione. Uno zingaro è carne da macello, poco più che un oggetto o un animale, e quando si comporta
fuori dalle regole deve essere punito con ferocia. Pure mia zia Klara era satanista, ma io la ricordo soprattutto perché è stata lei a iniziarmi alle gioie dell’amore. Era lesbica, lo compresi quando avevo
tredici anni e durante una riunione di satanisti cominciò a carezzarmi le gambe spingendo le mani vogliose verso il mio sesso acerbo. Stavano uccidendo una ragazza, l’avevano legata sul patibolo e il boia mascherato
con un cappuccio marrone teneva in alto un coltello che l’avrebbe uccisa. Quando il grido della ragazza si levò acuto e sconvolse la stanza io sentivo la lingua di Klara che perlustrava il mio sesso. Ricordo che
mi piacque molto. Il sangue che sgorgava sull’altare, la vita di una giovane donna che fuggiva dal corpo inerme e le carezze abili di mia zia composero una miscela esplosiva di piacere. </div>
<div>Mi piaceva molto assistere alle esecuzioni capitali che mio zio ordinava. Non me ne perdevo una. E lui era d’accordo. Osservavo morire i condannati con un taglio netto di mannaia
o con una corda che stringeva la gola. Mi affascinavano le torture raffinate e le smorfie di terrore negli occhi supplicanti delle vittime. </div>
<div>“Per comandare occorre essere spietati e quando il popolo sbaglia ci vuole mano dura. La compassione è solo dei deboli” diceva.</div>
<div>Mi sono sposata che avevo appena quindici anni con il conte Ferencz Nàdasdy, un eroe della patria, uno che combatteva da anni per la libertà delle nostre terre. Sono venuta
a vivere nel castello di Csejthe insieme a Ferencz, pure se lui era sempre in guerra contro i Turchi, non lo vedevo mai, e poi mica lo amavo, era stata la famiglia a volere le nozze, lui era molto più vecchio di me.
Quando lui non c’era mi dovevo pur divertire, la mia bellezza era al massimo dello splendore, la mia sessualità era dirompente, non potevo certo aspettare che lui tornasse dalla guerra per fare l’amore.
Divenni padrona del castello di Csejthe, dove organizzavo orge e festini, i miei amanti mi facevano dono di giocattoli erotici che venivano dall’Italia e animavano i nostri incontri. Una volta sono pure fuggita con un
giovane nobile che tutti dicevano fosse uno stregone e un vampiro. Non era vero, però come amante era formidabile. Sono tornata al castello dopo un paio di mesi e mio marito mi ha accolta senza punirmi. Era così
innamorato che da me accettava tutto. </div>
<div>Non ho mai sopportato le insubordinazioni e gli errori dei servi, ho imparato da mio zio che quando un sottoposto sbaglia va usata soltanto la frusta. E io per le mancanze più
gravi avevo ideato verghe speciali fatte di ortiche pungenti. I servi disubbidienti li marchiavo a fuoco e ai bugiardi facevo strappare la lingua con le pinze. La sorte peggiore toccava ai ribelli che uccidevo con le mie mani
dopo che avevo fatto massacrare il loro corpo a colpi di rasoio. &nbsp;</div>
<div>Un giorno mio marito scoprì che avevo denudato e legato a un albero del bosco una serva dopo averla cosparsa di miele. Aveva rubato venti denari ed era una giusta punizione farla
divorare dagli animali, ma quello sciocco di Ferencz ne ebbe pietà e la liberò. Il giorno dopo però doveva partire per una delle tante guerre contro gli Ottomani e io feci arrestare di nuovo la serva,
la denudai e ordinai che venisse bruciata lentamente per mezzo di monete arroventate. Avrebbe capito il suo errore tra atroci sofferenze. </div>
<div>Ho avuto cinque figli da quell’inetto di marito prima che se ne andasse per sempre. Mi ha lasciata sola in questo immenso castello dove ho visto morire due dei mie figli a causa
di malattie incurabili. Però finalmente ero libera di fare quello che avevo sempre sognato, potevo comandare e punire chi lo meritava. Ho radunato maghi, alchimisti, streghe e fattucchiere e ho dato inizio a un periodo
di torture e di flagellazioni. Mi piaceva troppo abbandonarmi all’estasi quando vedevo il sangue che sgorgava dalle ferite delle mie vittime. Gli amanti non mancavano e adesso che ero sola potevo ricevere chi volevo,
sia di giorno che di notte. Potevo abbandonarmi tra le braccia di una bella fanciulla e assaporare il suo giovane sesso, come potevo passare intere giornate con gli stallieri o con i nobili dei vicini castelli. Ero la padrona
indiscussa di Csejthe.</div>
<div>Le mie disgrazie sono cominciate quando ho deriso quella vecchia megera mentre tornavo con un amante da una gita a cavallo. </div>
<div>“Presto sarai come me, contessa!” Aveva gridato.</div>
<div>Parole terribili come un triste presagio che percuoteva la mia anima.</div>
<div>È stato da allora che l’ossessione di invecchiare si è impadronita di me. E non mi ha più lasciata. </div>
<div><br></div>
<div><strong>Il governatore di Presburgo</strong></div>
<div>Castello di Thurzò a Bicse, 2 gennaio 1611</div>
<div><br></div>
<div>Le accuse diventano più terribili mano a mano che la follia della contessa si fa più grande. Erzsébet Báthory cominciò ad avere il terrore di invecchiare.
Passava giornate intere davanti allo specchio, cambiava pettinatura più volte al giorno, pensava di poter fermare lo scorrere del tempo. Le streghe di cui si era circondata la convinsero che il sangue delle fanciulle
vergini era un elisir di lunga vita capace di conservare per sempre la sua bellezza. Follia senza scampo. Pura follia criminale che si faceva largo in una mente malata.</div>
<div>Erzsébet abbinava rituali satanici ereditati dalle abitudini dello zio a orge sadiche, flagellava e torturava giovani donne, le spogliava, le dissanguava, versava il sangue in
una grande vasca e subito dopo vi si immergeva. Darvulia era la strega più crudele di tutta la corte e proprio lei indusse la contessa a uccidere le ragazze e a praticare riti estremi di magia nera, attrezzando nei
sotterranei del castello la camera di tortura che abbiamo ritrovato. Il bagno nel sangue delle vergini doveva preservare la giovinezza della contessa che, aiutata da Dorkò e Darvulia, torturava le vittime e infine le
prosciugava del prezioso liquido vitale. La contessa Erzsébet Báthory<strong> </strong>con l’aiuto dei suoi folli complici ha seviziato e ucciso nelle segrete del castello più di seicento ragazze. Non solo plebee, tra l’altro. Negli ultimi tempi sono scomparse anche molte fanciulle
di famiglie nobili e alcune di loro sono state ritrovare massacrate nei sotterranei. Secondo la strega Erzsi Majorova il sangue delle ragazze nobili aveva un potere maggiore per arrestare l’invecchiamento della pelle
e garantire eterna bellezza. Pure questa megera dagli occhi terrificanti è nel banco degli imputati e anche contro di lei chiedo una pena esemplare. </div>
<div><br></div>
<div><strong>Ricordi di Erzébet Báthory </strong></div>
<div>Castello di Csejthe, 21 agosto 1614</div>
<div><br></div>
<div>Il mio solo errore è stato quello di ascoltare i consigli di Erzsi Majorova, la strega che era giunta al castello dopo la morte della vecchia Darvulia. Se avessi continuato a
uccidere popolane e contadine nessuno mi avrebbe mai denunciato, neppure quel prete che durante il processo ha fatto tanto il moralista. A chi può interessare una contadina che viene messa a morte? Una campagnola al
cospetto di una contessa è soltanto un oggetto e io che sono nobile posso distruggerlo quando voglio. Erzsi mi convinse che i bagni di sangue blu avrebbero avuto un potere maggiore nel conservare la freschezza della
pelle. Ho accettato il rischio. Ne valeva la pena. Quel fottuto prete ha parlato al tribunale di una cosa che chiamano giustizia e di un Dio che si è fatto crocifiggere per i poveri. Che vada al diavolo, lui e i suoi
poveri. La giustizia la facciamo noi e da sempre sono i nobili che l’amministrano. Pure lui con tutte le sue ipocrisie è uno di noi. Se non avessi ucciso ragazze di alto lignaggio nessuno mi avrebbe mai processato
e adesso non sarei qui rinchiusa a vedermi invecchiare davanti a questo specchio inclemente. Che sia maledetto pure mio cugino György Thurzò, governatore di Presburgo, che ha dato ascolto a quel prete e ha indagato
sui delitti. Ricordo ancora la notte che piombò di sorpresa al castello, scoprì una ragazza nel salone con gli abiti stracciati e il corpo pieno di graffiature e soprattutto vide le prigioniere nelle segrete
della cripta. György Thurzò non aspettava che questo per impossessarsi delle mie terre, per lui accusarmi voleva dire aumentare il suo potere. La giustizia non c’entra niente con quello che mi hanno fatto.
Mio cugino ha scoperto anche i cadaveri delle giovani donne sepolte dentro al castello e fuori delle mura. Mi hanno arrestata in una notte d’inverno, mentre la luna rifletteva &nbsp;la bellezza del mio volto e la fierezza
del mio sguardo. Non ho voluto subire l’onta di un processo, sentire le accuse di mio cugino, di quel maledetto prete e di tutti i testimoni dei delitti. Non sono mai stata presente nel castello di Thurzò a Bicse,
dove venti giudici e tredici testimoni hanno condannato Ilona Joo e Dorkò a essere bruciate vive con le dita strappate da pinze infuocate. Il mio fedele servo Ficzkò invece l’hanno decapitato e gettato
sul rogo. Non potevano uccidere anche me. Sono una contessa e mio marito era un eroe, quel conte Nàdasdy che aveva combattuto i Turchi. Mi hanno condannata a morire sepolta viva nella mia camera del castello e solo
una ferita nella parete comunica con l’esterno. E io non posso continuare a vedere quell’orribile specchio che riflette il passare del tempo, che mi fa contare le rughe sul mio volto giorno dopo giorno. Sono sempre
di più e non le puoi fermare. Solo il sangue di una fanciulla vergine lo potrebbe. Solo un bagno rigeneratore. Ma non posso più fare niente di tutto questo e il terrore di vedermi vecchia come nella profezia
di quella maledetta megera è troppo più grande della paura di morire. Non mi resta che una cosa da fare. C’è una fiala di potente veleno nel cassetto dello scrittoio, un veleno che simula un arresto
cardiaco, che non lascia traccia. Adesso è il momento di usarla. Il servitore che verrà a lasciare il pranzo da quella feritoia non sentirà la mia voce e i miei passi. Nessuno piangerà la mia morte.
Nessuno capirà ciò che è accaduto. Mi seppelliranno fuori terra consacrata, da peccatrice. Ma io avrò vinto la mia battaglia e le tristi parole della vecchia megera non si avvereranno. Nessuno saprà
mai che la contessa Erzsébet Báthory si è uccisa per conservare in eterno la sua bellezza immortale.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div><strong><span class="fs14lh1-5">L’AUTORE</span></strong></div><div><span class="fs14lh1-5">Gordiano Lupi (Piombino, 1960) è scrittore, traduttore di autori cubani ed editore con Il Foglio Edizioni. Scrive opere di narrativa e saggi sul cinema italiano.</span><br><span class="fs14lh1-5">Tra le sue opere di narrativa segnaliamo</span><span class="fs14lh1-5"> </span><em><span class="fs14lh1-5">Calcio e acciaio – Dimenticare Piombino</span></em><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">(Acar, 2014),</span><span class="fs14lh1-5"> </span><em><span class="fs14lh1-5">Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano</span><span class="fs14lh1-5"> </span></em><span class="fs14lh1-5">(Historica, 2016)</span><em><span class="fs14lh1-5">, Sogni e altiforni – Piombino Trani senza ritorno</span><span class="fs14lh1-5"> </span></em><span class="fs14lh1-5">(con Cristina De vita – Acar, 2018)</span><em><span class="fs14lh1-5">,</span><span class="fs14lh1-5"> </span></em><span class="fs14lh1-5">presentato al Premio Strega</span><em><span class="fs14lh1-5">, Fame. Una terribile eredità</span><span class="fs14lh1-5"> </span></em><span class="fs14lh1-5">(Perdisa, 2009 – Il Foglio, 2015 e 2024)</span><em><span class="fs14lh1-5">, Giallo Piombino</span><span class="fs14lh1-5"> </span></em><span class="fs14lh1-5">(Il Foglio, 2024)</span><em><span class="fs14lh1-5">.</span><br></em><span class="fs14lh1-5">Tra le opere numerose di saggistica segnaliamo:</span><span class="fs14lh1-5"> </span><em><span class="fs14lh1-5">Il cittadino si ribella: il cinema di Enzo G. Castellari</span></em><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">- in collaborazione con Fabio Zanello (Profondo Rosso, 2006),</span><span class="fs14lh1-5"> </span><em><span class="fs14lh1-5">Filmare la morte – Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci</span></em><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">(Il Foglio 2006),</span><span class="fs14lh1-5"> </span><em><span class="fs14lh1-5">Sexy made in Italy – le regine del cinema erotico degli anni Settanta</span></em><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">(Profondo Rosso, 2007),</span><span class="fs14lh1-5"> </span><em><span class="fs14lh1-5">Fellini – A cinema greatmaster</span></em><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">(Mediane, 2008),</span><span class="fs14lh1-5"> </span><em><span class="fs14lh1-5">Storia del cinema Horror Italiano vol. 1, 2, 3, 4</span></em><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">(Il foglio 2011, 2012, 2013),</span><span class="fs14lh1-5"> </span><em><span class="fs14lh1-5">Il cinema di Gloria Guida</span></em><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">(Il Foglio, 2015),</span><span class="fs14lh1-5"> </span><em><span class="fs14lh1-5">Tutto Avati</span></em><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">(con Michele Bergantin, Il Foglio 2018).</span><br><span class="fs14lh1-5">Nel 2024 ha ricevuto il premio alla carriera nell’ambito del Premio Internazionale di Arte Letteraria Omaggio a Pasolini.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><script> var showboxlink1280862eb9ca35e9e80a5e924b64cab6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/belva-carpazi-cover_bar.webp','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1280,'height': 800,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1280862eb9ca35e9e80a5e924b64cab6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/belva-carpazi-cover_bar.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="126" /></a></div><div><script> var showboxlinkd25e2f5137c5ef5111e59871eec56961 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GordianoLupiAutore-ok_ver.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 528,'height': 449,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd25e2f5137c5ef5111e59871eec56961, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/GordianoLupiAutore-ok_ver.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="128" /></a><span class="fs14lh1-5"></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 07:43:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Format: [U] di Raimondo Cappai]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Russo]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002AC"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Romanzo sci-fi di tipo cyberpunk</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Vicino a certe opere di William Gibson come stile e atmosfere</span></h2><div><div><em class="cf1">Una storia che comincia e finisce a Trieste.</em></div> <div><em class="cf1">Il possibile futuro che Format: [U] ci offre in queste pagine ripropone domande etiche sullo sviluppo delle I.A.: chi controlla i sistemi? sono equi? possono essere pericolosi?</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4c46p8Q" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Si tratta di un romanzo che è partito da una formazione dell’autore di area Nord-Est (Trieste) per caratterizzare una rielaborazione internazionale dell’umano, in coevoluzione con il digitale. Si tratta di un racconto fantascientifico di tipo cyberpunk, vicino a certe opere di <strong>William Gibson</strong> come stile e atmosfere, modernizzate e aggiornate al tempo dell’intelligenza artificiale, quindi della contemporaneità, non senza strizzare l’occhio a <strong>Philip K. Dick</strong>.</span></div> <div><span class="cf1">Si intrecciano, all’interno del libro di <strong>Cappai</strong>, le vite di due personaggi, esattamente come si intrecciano due mondi, quello della moda artistica e della psicologia del lavoro, continuamente.</span></div> <div><span class="cf1">Il dottor Frank Rightworm, psichiatra, opera a Trieste e ha pubblicato un libro “Delle ceneri del sentimento”. Lui traccia sentieri spendibili dalle aziende, tramite la psicologia del lavoro, con ipocrisia e ricercatezza della propria immagine, ma non si sente felice nel fare questo.</span></div> <div><span class="cf1">Tecla invece è appassionata di fine settimana triestini a base di alcol, sesso e droghe. Lavora per Wado (letteralmente in giapponese significa “La via della pace”), la galleria d’arte più importante del pianeta, a Roma. Il dottor Rightworm era sulla lista degli invitati all’esposizione fisica di Wado e i due si sono conosciuti, interconnettendo le loro vite e diventando importanti l’uno per l’altra.</span></div> <div><span class="cf1">Tecla proverà anche droghe allucinogene a Dubai o farmaci anti-sbronza come il Vicol 11 a Bangkok, così come nuove esperienze di visione e sessuali ai vari eventi organizzati da Wado.</span></div> <div><span class="cf1">Questo romanzo presenta come centrale la teoria del “New Normal Digitale”, una teoria che prevede di sacrificare quella generazione di mezzo sull’altare del lavoro digitale, per aprire la strada ai nati dopo il Duemila.</span></div> <div><span class="cf1">Si cerca quindi di “rottamare” i vecchi lavoratori, per creare una fabbrica di disagio collettivo. &nbsp;La loro strada è rappresentata dalla “Rete digitale”, che diventa il loro ambiente, creando un’abitudine tecnologica permanente. Si parla di transizione seamless verso lo smartworking totale. La remotizzazione si scontra con la libertà dei singoli individui. Tutto questo incide anche sui loro cicli di sonno.</span></div> <div><span class="cf1">Per ovviare a questi problemi, opera il dottor Frank Rightworm, assieme all’applicazione Phoebia, strettamente connessa a Wado. Quest’ultima è un protocollo digitale per la cura delle malattie psicologiche gravi, un dispositivo sperimentale medico per il trattamento delle fobie gravi.</span></div> <div><span class="cf1">Si parla quindi di Wado come di un qualcosa che ha in mano un’arma di distruzione di massa.</span></div> <div><span class="cf1">Per tutto il racconto, si confronta l’efficienza prestazionale richiesta dalla società con la tavolozza delle emozioni dei due protagonisti, esperite in tutta la loro gamma. Non di rado, si prova ansia, una vera e propria ansia diffusa, all’interno del libro.</span></div> <div><span class="cf1">Cambiano i luoghi in tutto il mondo, con una preferenza per le città orientali, come Tokyo, Pechino e Bangkok. Questa preferenza, dovuta soprattutto alle esposizioni di Wado seguite da Tecla, ha un sapore ulteriormente cyberpunk, accentuandone al contempo anche l’elemento dickiano.</span></div> <div><span class="cf1">Questo continuo cambiamento di luoghi e tematiche, assieme a una certa dispersività nella scrittura, crea una certa confusione nella lettura, che può essere uno dei punti di debolezza del libro. Tanti temi sono gettati dall’autore, molto interessanti, ma non sempre strutturati in maniera coerente. Non era una sfida facile e ci vuole parecchio coraggio.</span></div> <div><span class="cf1">Wado crea infatti anche nuovi universi digitali, come ad esempio delle ridefinizioni nipponiche fashion del vecchio West, assieme alla creazione di un nuovo tipo di canone estetico: la “Byutiness”, come bellezza pret-a-porter. Si tratta di temi molto attuali nel mondo contemporaneo, visto che <strong>Cappai</strong> affronta dal punto di vista narrativo temi di psicologia del lavoro o di estetica digitale. Il futuro vedrà questi effetti amplificarsi in direzioni impreviste, che modificheranno sia le società che gli individui che la compongono, esattamente come è ben rappresentato da Tecla e Rightworm di <strong>Cappai</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div> <div><span class="cf1"><strong></strong>Raimondo Cappai, sulla carta è un ingegnere informatico classe 1973, ma per la carta è un aspirante scrittore. Giura di non aver mai scritto una riga codice in vita sua. Vive nella sua amata Trieste e la mette sempre nei suoi racconti e nella quale i suoi personaggi sono a caccia di misteri. Ha già pubblicato “Cluster: La storia dei Tempi nel tempo’” (CreateSpace 2016), fantascienza opera prima, con Paolo Stanese “I soliti veceti” (Bora.la 2020) giallo in dialetto triestino, e “Omicidio no xe per barca” (Bora.la 2022) giallo ambientato a Trieste.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Format: [U]</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Raimondo Cappai</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Bora.La</em></div> <div><em class="cf1">Anno: 23 settembre 2025</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 216</em></div> <div><em class="cf1">Dimensioni: 14.81 x 1.37 x 21.01 cm</em></div> <div><em class="cf1">ISBN-13: 979-1282272018</em></div> <div><em class="cf1">Prezzo: 16,00 </em><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">€</span></em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4c46p8Q" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinkef574910b8da9e8a181d75686b02a1d3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/format-u-cop_ver_oskbcfqi.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 761,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkef574910b8da9e8a181d75686b02a1d3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/format-u-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="284" /></a><br></div><div><script> var showboxlink7a955efa4efcb92ca305396c2e9fc546 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Raimondo-Cappai-autore_ep17kqef.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 879,'height': 1080,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7a955efa4efcb92ca305396c2e9fc546, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Raimondo-Cappai-autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="185" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In arrivo L'orso della California]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002AB"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un noir metropolitano</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che promette di ridefinire i canoni del genere</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala l’imminente uscita de <em>L'orso della California</em>, un romanzo tagliente e a tratti grottesco scritto da <strong>Duane Swierczynski</strong>, una storia di crimine che non avete mai letto.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4bZvul8" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il panorama del thriller contemporaneo si appresta a subire una scossa adrenalinica con l’arrivo nelle librerie, il prossimo 24 aprile, di un’opera che promette di ridefinire
i canoni del genere. Edito da Fanucci per il catalogo Timecrime, <em>L'orso della California</em> segna il ritorno magistrale di <strong>Duane Swierczynski</strong>, autore già finalista al prestigioso premio Edgar, capace di tessere una trama dove
la ferocia del crimine si mescola a una tagliente ironia che ricorda le migliori pellicole dei fratelli <strong>Coen</strong>. Questa nuova uscita non è soltanto un romanzo d'indagine, ma una riflessione profonda e a tratti dissacrante sulle ossessioni moderne, puntando i riflettori sull'industria
dell'intrattenimento legata alla cronaca nera e sulle zone d'ombra che si annidano nel cuore di Hollywood.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il racconto si dipana seguendo i passi di quattro figure ai margini, esseri umani imperfetti che il destino decide di unire in una crociata solitaria contro l'ingiustizia. Al centro
di questo vortice narrativo troviamo Jack Queen, un uomo che ha riassaporato il gusto della libertà dopo essere stato appena scagionato. Accanto a lui si muove l'uomo che ha permesso il suo rilascio, l'ex investigatore
della polizia di Los Angeles Cato Hightower, il quale nutre però piani molto personali e oscuri per l'ex prigioniero. A complicare e arricchire il quadro emotivo della vicenda si aggiunge la giovane Matilda Finnerty,
figlia di Jack, un’adolescente costretta in un letto d'ospedale da una grave malattia, mossa dal desiderio bruciante di scavare nel passato del padre per scoprire la verità definitiva. Infine, l'intrepida
Gene Jeanie, l’ex moglie di Hightower, esperta di legami familiari e genealogia, che si spinge troppo oltre nelle sue ricerche, finendo per risvegliare una minaccia che si credeva sopita.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La minaccia in questione è una figura leggendaria e spaventosa, un predatore silenzioso che dà il titolo al volume e che, dopo un lungo periodo di inattività, ha
deciso di tornare a seminare il terrore. Questo "mostro" della California non si limita a giocare al gatto e al topo con le autorità, ma sembra intenzionato a riscrivere le regole del sangue in uno scontro
frontale che non lascerà scampo a nessuno. La narrazione di <strong>Swierczynski</strong> si distingue per uno stile vibrante e pieno di sentimento, capace di passare con disinvoltura da dialoghi fulminanti a momenti di pura commozione, conquistando l'elogio di giganti della letteratura come <strong>James Patterson</strong> e <strong>Michael Connelly</strong>, che hanno definito l'opera come una delle più originali e coinvolgenti degli ultimi anni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con i diritti cinematografici già opzionati dai 20th Century Studios, <em>L'orso della California</em> si candida a diventare il caso letterario della stagione, una storia che esplora la sottile linea che separa la vittima dal carnefice. È un invito
a immergersi in un noir metropolitano dove il calore del sole californiano non riesce a dissipare il gelo di segreti mai svelati, portando il lettore verso un finale imprevedibile che promette di rimanere impresso a lungo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Duane Swierczynski è autore di dieci romanzi, molti dei quali sono in produzione per il cinema e la televisione. Vive a Pasadena, nel Sud della California, con la sua famiglia.
Con il thriller <em>L’Orso della California</em> - il cui adattamento cinematografico è in produzione per 20th Century Studios e Proximity Media - fa il suo debutto
nel catalogo Timecrime.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: L'orso della California</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Duane Swierczynski</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: Timecrime</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Fanucci</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 24 aprile 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 400</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensioni: 14.3 x 3.1 x 21 cm</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 16,90 €</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN-13: 978-8866887133</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4bZvul8" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink57a14b5ae56ca17e6b97cc4fa54b4e45 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/orso-california-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 731,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink57a14b5ae56ca17e6b97cc4fa54b4e45, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/orso-california-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="296" /></a><br></div><div><script> var showboxlink574f2c0947d0c3ea50ec00eca26e7cce = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Duane-Swierczynski_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 300,'height': 300,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink574f2c0947d0c3ea50ec00eca26e7cce, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Duane-Swierczynski_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:25:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Palace di Roman Polanski]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002AA"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Commedia teatrale</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Orchestrata a dovere, con sapienza scenica</span></h2><div><div><strong class="cf1">The Palace (Italia, Svizzera, Polonia, Francia 2023)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Roman Polanski. Soggetto e Sceneggiatura: Roman Polanski, Jerzy Skolimowski, Ewa Piaskowska. Fotografia: Pawel Endelman. Montaggio: Hervé de Luze. Scenografia: Tonino Zera. Costumi: Carlo Poggioli. Trucco: Diego Prestopino, Desiree Corridoni. Musiche: Alexandre Desplat. Produttore: Luca Barbareschi. Produttori Esecutivi: Claudio Gaeta, Giulio Cestari. Case di Produzione: Eliseo Entertainment, Rai Cinema, Cab Productions, Lucky Bob, Roman Polanski Productions. Paesi di Produzione: Italia, Svizzera, Francia Polonia. Distribuzione (Italia): 01 Distribuzione. Genere: Commedia, Grottesco. Durata: 100’. Interpreti: Oliver Masucci, Fanny Ardant, John Cleese, Bronwyn James, Joaquim de Almeida, Luca Barbareschi, Milan Peschel, Olga Kent, Fortunato Cerlino, Mickey Rourke, Danylo Kotov, Matthew Reynolds, Marina Strakhova, Irina Kastrinidis, Sydne Rome, Davide Gagliardi, Aleksandr Petrov.</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4vjJ0aM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Novant’anni compiuti ad agosto e tu guarda che film grottesco tira fuori dal cilindro <strong>Roman Polanski</strong>, dopo tanto cinema thriller (<em>L’uomo nell’ombra</em>) e drammatico (<em>Oliver Twist</em>), persino horror (<em>Rosemary’s Baby</em>) e storico (<em>Il pianista</em>), sentimentale (<em>Quello che non so di lei</em>) e surreale (<em>Che?</em>). Un ritorno ai tempi di <em>Per favore non mordermi sul collo!</em> (1967) e ad atmosfere leggere, quasi vanziniane, una sorta di &nbsp;<em>Vacanze di Natale</em> corretto al sofisticato, secondo la lezione di <strong>Billy Wilder</strong>. <strong>Polanski</strong> dirige una commedia teatrale al Palace Hotel di Gstaad in 17 settimane, ispirandosi a <em>Vacanze d’inverno</em> (1959) di <strong>Camillo Mastrocinque</strong>, girato in un hotel di Cortina d’Ampezzo, e a <em>Weekend con il morto</em> (1989) di <strong>Ted Kotcheff</strong>, personalmente pensando che niente sappia di <em>Spaghetti a mezzanotte</em> (1981) di <strong>Sergio Martino</strong>. Tutto è orchestrato a dovere, con sapienza scenica, per mettere in mostra vizi e difetti di una carrellata di personaggi che popolano un albergo sulle Alpi svizzere la notte d’un singolare Capodanno. Sta per scattare l’anno 2000, Putin prende il posto di Eltsin e la Russia non sarà più la stessa, ricchi italiani e magnati russi si danno appuntamento al The Palace per una cena ai limiti del cafone (enormi piatti di caviale e fiumi di champagne) condita da una serie di improbabili intrallazzi. Conduce le danze un direttore d’albergo diplomatico e ipocrita che accoglie un ex attore del cinema porno (<strong>Barbareschi</strong>), un ricco arrogante (<strong>Rourke</strong>), una serie di plutocrati russi, vecchie signore ritoccate (tra queste <strong>Sydne Rome</strong>) e il loro chirurgo estetico, che per l’occasione cura la dissenteria di un cagnolino. Critica sociale e di costume che si danno la mano nel giorno della grande paura del Millennium bug e conducono la storia su note da commedia sofisticata. Incontriamo una ventenne che ha sposato un ricco novantenne che muore durante un coito, ma si deve fingere che sia vivo fino ai fuochi d’artificio della mezzanotte per poter riscuotere l’eredità. Vediamo una vecchia marchesa (<strong>Ardant</strong>) con il suo amato cagnolino che vive un’avventura con un fascinoso idraulico. Tra i pochi personaggi positivi e puri di cuore incontriamo una famiglia alla ricerca di un padre che non vuol bene a nessuno a parte se stesso e non si sogna neppure di riconoscere il figlio nato da una notte di sesso. <strong>Luca Barbareschi</strong> ringrazia <strong>Polanski</strong> per avergli fatto interpretare il film più importante della carriera, ma dobbiamo alla sua sagacia di produttore la realizzazione di un’opera gustosa, &nbsp;sceneggiata come una <em>piece</em> teatrale di alto livello che riconcilia con il modo di gestire una commedia ai limiti della farsa. Presentato fuori concorso a Venezia, è film da cineclub e da circuiti Fice, ma se lo trovate in una piattaforma non ve lo lasciate sfuggire. Passerete una serata condita da ironica allegria.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4vjJ0aM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6e6d7c8ca713fc58ffcbca249c642a3a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Palace2023-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6e6d7c8ca713fc58ffcbca249c642a3a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Palace2023-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink7a846c8148cc3eab80a5d04d21710356 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Palace2023-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1070,'height': 600,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7a846c8148cc3eab80a5d04d21710356, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Palace2023-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=SVq59g53Gis">https://www.youtube.com/watch?v=SVq59g53Gis</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 05:56:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Tojima Wants to Be a Kamen Rider di Takahiro Ikezoe]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002A9"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Una perla della comicità surreale</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Disegni belli e personaggi ben realizzati anche se hanno forme caricaturali</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Tojima Wants to Be a Kamen Rider (2024-25)</strong></div>
<div><em class="cf1">Autore: Yokusaru Shibata</em></div>
<div><em class="cf1">Regia: Takahiro Ikezoe</em></div>
<div><em class="cf1">Sceneggiatura: Touko Machida</em></div>
<div><em class="cf1">Character Design: Cindy H. Yamauchi</em></div>
<div><em class="cf1">Musiche: TeddyLoid</em></div>
<div><em class="cf1">Studio: Liden</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante la crescente popolarità (portata anche dai numerosi meme sui social), ho ignorato questo anime fino quasi a metà della prima stagione (che però è
di ben ventiquattro episodi, non i soliti dodici). Questo perché il titolo stesso recita “<em>Kamen Rider</em>”, il nome di un brand famosissimo in Giappone, uno di Tokusatsu. Cioè telefilm di arti marziali con protagonisti che si vestono con tutine e costumoni di plastica, tipo <em>Power Rangers</em>. Non ne sono un fan, anzi, mai stato. Fuori dall’oriente, sono anche serie che risultano abbastanza ridicole. <em>Kamen rider</em>, poi, risale agli anni ‘70 e quindi si fa anche fregio degli effetti visivi palesemente pratici e sciocchini. Per vari motivi, ha avuto un successo devastante e
tutt’ora ha stagioni che si rinnovano di anno in anno. Tojima, però, non è un Tokusatsu, è un anime e uno davvero particolare. Attratto dai bei disegni, in un assolato sabato pomeriggio, ho lasciato
che fosse lui a spiegarmi l’amore per <em>Kamen Rider</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La serie sembra (e lo sottolineo) essere ambientata sulla Terra e ai giorni nostri. Non ci sono grandi corporazioni ombra, che creano mostri per conquistare il mondo, né super
eroi cyborg che le sconfiggono a calci nei denti. C’è Tojima, che è un bambino, e guarda Kamen Rider in tv. Come molti, imita i gesti del suo eroe e dice che da grande vuole essere come lui (e gli va già
bene, io volevo essere Wolwerine. Non Hugh Jackman, no, il tappo peloso con gli artigli. Non ero neppure basso). Questa fase, però, passa; ma non a Tojima.</span></div>
<div><span class="cf1">L’uomo arriva ad avere quarant’anni, una immensa passione per la serie e una vita solitaria, costellata dalla depressione di una persona isolata da tutti, perché
sembra un povero pazzo. Si allena ogni giorno senza alcuno scopo, vive con poco e sebbene sappia di non essere l’eroe della sua infanzia, ci fantastica continuamente.</span></div>
<div><span class="cf1">Tutto questo finisce, bruscamente, quando a una festa di paese un gruppo di criminali arriva a fare una rapina vestiti da Shocker. Gli Shocker non sono altro che i cattivi classici
di Kamen Rider. Ma se loro esistono, perché allo Tojima non può trasformarsi a sua volta? Allora lo grida: “<em>Henshin</em>!” (che vuol dire, appunto “trasformazione”), ruba una maschera da un banchetto lì accanto e si improvvisa vigilante.</span></div>
<div><span class="cf1">No, niente trasformazioni avveniristiche. Un uomo di mezza età, palestratissimo, che spacca il culo a tre idioti in costume e mentre lo fa piange, di gioia, perché finalmente
è diventato Kamen Rider.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La trama è poi tutta qui. <em>Tojima</em> (etc etc) parla di disagio mentale, di infantilismo e di… botte al male. Botte serissime, con denti che volano. Mano a mano che la trama si svilupperà (perché c’è effettivamente
una macro trama) non solo si scoprirà che lui non è l’unico pazzo, ma si troverà anche un male da far loro combattere. Danzando sulla linea del comico e dell’azione, lasciando sfumare il dramma
che ci si cela sotto.</span></div>
<div><span class="cf1">C’è una teoria secondo la quale <em>tutto</em> l’anime sia in realtà una fantasia del protagonista, altri che è tutto vero, altri solo un po’ e un po’. La verità è che non importa. <em>Tojima</em> è una perla della comicità surreale, del no-sense che diventa sense a pugni in faccia. Si ride tantissimo e quando non si ride può capitare di vedere dell’azione
discreta.</span></div>
<div><span class="cf1">Sebbene parli di <em>Kamen Rider</em>, Tojima non è in continuum con nessun’altor prodotto. <em>Kamen Rider</em> è uno show televisivo anche all’interno di questo anime, quindi non serve assolutamente saperne nulla per goderne della visione, anzi, è una scoperta
da fare che i protagonisti sono felici di spiegarci. Si potrà perdere qualche citazione qua e là (come le ho senz’altro perse io), ma non è minimamente rilevante.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Sul piano grafico viene da chiedersi quanto hanno investito (in alto) in questo anime. I disegni sono belli, i personaggi sono ben realizzati e anche se hanno forme caricaturali (omoni
enormi, donne con seni supertele) sono realizzati con maestria e ottimi risultati. L’animazione è fluida e, dove alcuni scontri sono parte della comicità e sono semplici ripetizioni, alcune volte ci propone
battaglie epiche avvincenti (le migliori, contro animali).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La colonna sonora è una vera e propria bomba. <strong>Teddyloid</strong> si è occupato di fare sigle e colonna sonora riprendendo il tema della prima stagione (per “<em>Wanna be</em>”) e poi creando molti altri temi per eroi e antagonisti. Si crea così una playlist tra il ballabile e l’esaltante, che proprio non ci si aspetta e che
ora ascolto regolarmente mentre guido.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Tojima Wants to Be a Kamen Rider</em> è un dannatissimo capolavoro. L’ho amato, anche molto di più di tanti
altri anime, seppur belli, usciti contemporaneamente (<em>Jujutsu kaisen 3, Fate strange fake, Vigilantes 2, Fire force 3</em>). Sebbene si possa considerare concluso, io spero ne facciano un’altra stagione. Spero anche che voi lo guardiate, lo spero per voi, perché vi meritate di ridere un po’.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink97407c50889c02635eb04f60bc0b026d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Tojima-Wants-loc_ver.webp','alt': 'La locandina dell\\\'anime.','title': 'La locandina dell\\\'anime.','width': 720,'height': 1080,'description': 'La locandina dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink97407c50889c02635eb04f60bc0b026d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Tojima-Wants-loc_ver.webp" alt="La locandina dell&#39;anime." title="La locandina dell&#39;anime." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkbc52024050894276cf68543dc23b3e53 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Tojima-Wants-scena_bar.webp','alt': 'Una scena dell\\\'anime.','title': 'Una scena dell\\\'anime.','width': 719,'height': 387,'description': 'Una scena dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbc52024050894276cf68543dc23b3e53, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Tojima-Wants-scena_bar.webp" alt="Una scena dell&#39;anime." title="Una scena dell&#39;anime." width="200" height="108" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=eeuOqBC1X90">https://www.youtube.com/watch?v=eeuOqBC1X90</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:01:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Come la merda]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002A8"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Disturbante debutto distopico</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Dove una Napoli post-apocalittica viene trasformata in Zona Rossa</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità de <em>Come la merda</em>, il disturbante debutto distopico di <strong>Silvio Ters</strong> per la neonata ma già cattivissima casa editrice Del Mostro, un progetto editoriale che nasce con l'obiettivo di esplorare generi di confine e dare voce a narrazioni fuori dagli schemi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Cosa accade quando la logica umana si scontra con una natura che non vuole più essere guarita, ma trasformata? È questa la premessa concettuale di<strong> </strong><em>Come la merda</em>, il primo romanzo di <strong>Silvio Ters</strong>, disponibile da marzo 2026. L’opera segna anche il lancio di Del Mostro, una realtà editoriale indipendente dedicata a narrazioni di confine, crude e
filosofiche.</span></div>
<div><span class="cf1">In una Napoli post-apocalittica trasformata in Zona Rossa, il mondo di Fuori scarica i propri scarti tossici e tutti i suoi rifiuti biologici. Ma la città non muore. Essa è
mutata, nell’abiezione, attraverso l’isolamento e l’abbrutimento. Attraverso un processo di <strong>biomineralizzazione</strong>, la carne degli infetti diventa pietra e cristallo, trasformando il dolore in ossidiana.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">La protagonista, Elena, è una ricercatrice che entra nell'inferno della Zona Rossa armata di dati e dialettica, solo per scoprire che la scienza è un’arma spuntata
contro un’evoluzione che ha deciso di eliminare l’umano per salvare il pianeta. Tra banchetti grotteschi nel Castello del Pozzo, culti religiosi nati dalle macerie e la figura messianica di Rasmus, il romanzo trascina
il lettore in una catabasi dove la pulizia è un ricordo e la contaminazione è l’unica via di mimetismo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>“Il mostro è l’individuo arreso alla realtà quotidiana”</em> dichiara l’autore <strong>Silvio Ters</strong>. <em>“Chiunque si scopre carne e prescienza di decomposizione non può far altro che deprimersi. Il romanzo esplora la fine dell’illusione di civiltà, con l’abbrutimento al potere. Da
qui la fine di ogni possibilità linguaggio e ragione. In questo scenario, Napoli diventa un organo filtrante della Terra, un monumento eterno al silenzio che sfida le bombe della società umana”.</em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Silvio Ters è un chitarrista e un traduttore. Compie ricerca nei temi del body horror e dell’ecologica radicale. Con il marchio Del Mostro, casa editrice indipendente,
si propone di scardinare i canoni della narrativa di genere italiana attraverso i generi più bastardi e screditati.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Come la merda</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Silvio Ters</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Del Mostro</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 7 marzo 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 182</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensioni: 12.7 x 1.04 x 20.32 cm</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 10,40 € - eBook 2,99 €</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN-13: 979-8251031447</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4mhyxZv" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4t1e3Xx" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink16a4bf003b60a2ff78521efc14c8e593 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/come-la-merda-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 675,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink16a4bf003b60a2ff78521efc14c8e593, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/come-la-merda-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="320" /></a><br></div><div><script> var showboxlink044048b7fd52a9087a5719c4490b7961 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Silvio-Ters_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 200,'height': 200,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink044048b7fd52a9087a5719c4490b7961, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Silvio-Ters_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 06:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Black Window 2026]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002A7"><div><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">La nuova "Finestra" è aperta!</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">L'iniziativa </span><span class="fs28lh1-5 cf1">della Nero Press Edizioni </span><span class="fs28lh1-5 cf1">per manoscritti inediti</span></h2></div><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala l’avvio di <em>Black Window 2026</em>, l’apertura della finestra di valutazione della Nero Press Edizioni, grazie alla quale fino al 2 giugno 2026 sarà possibile
per gli autori inviare un proprio manoscritto, rigorosamente inedito. <br>Dopo essersi concentrati sullo steampunk e la fantascienza dark, con questa <em>Black Window</em> la casa editrice torna ai suoi generi preferiti: si darà infatti priorità a proposte <strong>horror e dark fantasy</strong>, pur considerando ogni contaminazione tra genere in cui la componente dark risulti predominante.<br>Inoltre particolare attenzione sarà
data ai romanzi middle grade e ai testi con ambientazione italiana.<br>Non saranno accettate raccolte di racconti, sillogi poetiche, illustrati per bambini, fumetti e graphic novel.<br>I testi inviati al di fuori
della finestra di apertura non verranno letti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Per la prima volta, quest'anno la scrematura iniziale dei testi arrivati alla Redazione Nero Press Edizioni verrà svolta <strong>online in live</strong>. Le valutazioni saranno effettuate in maniera anonima, leggendo parti del testo, sinossi, pitch e via dicendo, insomma tutto ciò che la Redazione riterrà
necessario per chiarire la qualità e la natura della proposta. Ogni autore avrà quindi a disposizione feedback personalizzati ma anonimi. Sarà anche un modo per gli autori di misurarsi con le proprie
criticità e con i punti di forza, e per tutti, per osservare un episodio importante della vita di una redazione.<br>Al seguente link il bando completo della <em>Black Window 2026</em>:<br><a href="https://sites.google.com/view/blackwindowneropress/" class="imCssLink">https://sites.google.com/view/blackwindowneropress/</a></span></div><div><br></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA FINESTRA</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">Titolo: Black Window</span></li>
<li><span class="cf1">Apertura: 5 aprile 2026</span></li><li><span class="cf1">Chiusura: 2 giugno 2026</span></li>
<li><span class="cf1">Generi: horror, dark fantasy, weird, steampunk, thriller e sci-fi e tutte le contaminazioni tra generi in cui la componente dark e oscura è predominante.</span></li>
<li><span class="cf1">Target: Adulti e middle grade.</span></li>
<li><span class="cf1">Ambientazione: Preferibilmente italiana.</span></li>
<li><span class="cf1">Altro: Romanzi inediti e feedback personalizzati.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinke69ad6dba60d6bb2e45c74d31db6b34a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Black-Window-2026-np_ver.webp','alt': 'La locandina della Black Window 2026.','title': 'La locandina della Black Window 2026.','width': 607,'height': 1079,'description': 'La locandina della Black Window 2026.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke69ad6dba60d6bb2e45c74d31db6b34a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Black-Window-2026-np_ver.webp" alt="La locandina della Black Window 2026." title="La locandina della Black Window 2026." width="200" height="356" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 02:58:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il secolo di Cthulhu di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002A6"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Antologia irregolare ma viva</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Capace di mostrare quanto i Miti siano ancora fertili e inquietanti</span></h2><div><div><em class="cf1">Collettivo proteiforme nato in seno alla community “Lovecraft Italia”, per questo giro di giostra si compone di: Sergio Bissoli, Cesare Buttaboni, Daniele Corradi, Flavio Deri, Pietro Guarriello, Stefano Mazza, Mauro Palazzi, Stefano Sbaccanti, Paolo Sista, Irene Visentin. Un libro corredato da un’ampia sezione saggistica e impreziosito dall’arte di Franco Brambilla, che da oltre vent’anni firma i “mondi nel cerchio” di Urania Strani Aeoni.</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3PRFiFc" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il volume nasce per rendere omaggio a due anniversari fondamentali: i cento anni da <em>Il richiamo di Cthulhu </em>di <strong>H. P. Lovecraft </strong>e i sessant’anni dalla celebre copertina di <em>Thole</em> per <em>I mostri all’angolo della strada, </em>celebre antologia "lovecraftiana" il cui dipinto sarebbe stato<em>, </em>secondo <strong>Giuseppe Lippi</strong>, rubato dando spunto alla tematica dei racconti di questa antologia. Come sottolinea <strong>Paolo Sista </strong>nell’introduzione, il cuore del progetto sta proprio nell’incontro tra parola e immagine, tra mito narrativo e rappresentazione visiva. Ad aprire il volume c’è il saggio di <strong>Pietro Guarriello</strong>, uno dei contributi più riusciti. Qui si esplora la nascita di Il richiamo di Cthulhu attraverso una rete di influenze culturali che spaziano dall’antropologia alle letterature fantastiche: da <strong>Margaret Murray </strong>a <strong>Lord Dunsany</strong>, fino a <strong>Arthur Machen.</strong> Ne emerge un quadro complesso, che rende ancora più affascinante l’opera di Lovecraft.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Poi arrivano i racconti, e il quadro scomparso diventa il filo conduttore che li lega. In <em>L’architetto di Cthulhu</em>, <strong>Mauro Palazzi </strong>ci porta dentro la Mondadori: un investigatore ligure indaga sulla sparizione del dipinto, ma si ritrova coinvolto in qualcosa di molto più inquietante, tra architetture impossibili e presenze che sfidano la comprensione. <em>La bestia degli spazi interrotti </em>di <strong>Flavio Deri </strong>ci mostra invece una Milano oscura e quasi al collasso, dove antichi culti riemergono da una misteriosa “Valle dei Segni”, creando un’atmosfera pesante e senza via d’uscita. Con <em>Il passaggio</em>, <strong>Irene Visentin</strong> mette in scena un errore apparentemente banale - la trattativa per vendere il quadro - che si trasforma in un contatto pericoloso con una setta. Il racconto di <strong>Paolo Sista </strong><em>Villa Thule </em>aggiunge un tassello fondamentale: ambientato a Villa Thule, nel golfo di Alassio, suggerisce che il quadro non sia solo un oggetto smarrito, ma qualcosa di profondamente legato a un luogo, quasi parte di esso. Qui il mistero si fa più sottile e inquietante. In <em>Demiurghi, </em><strong>Stefano Sbaccanti </strong>introduce una setta legata al culto di Cthulhu, con richiami anche a <strong>Aleister Crowley</strong>, e costruisce una storia cupa e senza speranza. Il racconto di <strong>Daniele Corradi </strong>è invece più particolare: quasi un gioco metanarrativo, sembra dialogare direttamente con la figura di <strong>Giuseppe Lippi</strong>, tra omaggio e riflessione critica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">La parte saggistica finale completa il volume: <strong>Stefano Mazza </strong>analizza il lavoro di <strong>Thole</strong> e il suo impatto visivo, mentre <strong>Cesare Buttaboni</strong>, partendo da <strong>Rudolf Otto</strong>, propone una lettura del tutto affascinante del senso del “sacro” nei Miti di Lovecraft. A chiudere, il ricordo di <strong>Giuseppe Lippi </strong>curato da <strong>Sergio Bissoli </strong>aggiunge una nota personale e toccante. <em>Il secolo di Cthulhu </em>è un’antologia irregolare ma viva, capace di mostrare quanto i Miti siano ancora fertili e inquietanti. E forse il punto è proprio questo: alcune cose non spariscono davvero. Semplicemente… trovano il modo di restare nascoste.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Il secolo di Cthulhu</em></div> <div><em class="cf1">(Scritti in onore del centenario)</em></div> <div><em class="cf1">Autore: AA.VV.</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Colomò</em></div> <div><em class="cf1">Anno: 3 marzo 2026</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 248</em></div> <div><em class="cf1">Dimensioni: 13.97 x 1.57 x 21.59 cm</em></div> <div><em class="cf1">ISBN-13: 979-1281430372</em></div> <div><em class="cf1">Prezzo: 18,00 </em><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">€</span></em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3PRFiFc" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinka53dbf8b083f2b24f74914bf92125dc1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/secolo-cthulhu-cover_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 699,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka53dbf8b083f2b24f74914bf92125dc1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/secolo-cthulhu-cover_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 06:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cristalli maledetti]]></title>
			<author><![CDATA[Sergio Bissoli]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002A5"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Mirella appare incerta e confusa</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Succedono cose strane in questa casa, da qualche tempo</span></h2><div>
<div><span class="cf1">Racconto tratto dalla raccolta: <em>Racconti Mistery</em>, oltre 60 racconti di di occultismo, stregoneria, spiritismo, paganesimo, animismo, insolito, mistero edita da <a href="https://www.lulu.com" class="imCssLink">Lulu.com</a>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La vedova Mirella vive con la figlia dodicenne Nadia e una vecchia governante. Mirella è una signora di quarant’anni vedova da tre e in questi giorni mi ha chiesto con
insistenza di aiutarla.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando mi viene incontro, mentre mi accompagna in casa, indossa un vestito nero con colletto e polsini di pizzo bianchi. La cameriera anziana posa il vassoio con le tazze di té
sopra un tavolino e poi scompare.</span></div>
<div><span class="cf1">Mirella appare incerta e confusa. Il viso è pallido e scavato, i capelli nerissimi sono raccolti a chignon, le sue lunghe mani tremano. Parla con voce bassa quasi avesse paura
di espormi i suoi problemi:</span></div>
<div><span class="cf1">“Succedono cose strane in questa casa, da qualche tempo. Sono piccoli incidenti, fatti inspiegabili, coincidenze, stranezze...”</span></div>
<div><span class="cf1">Si interrompe e allora io la invito a proseguire:</span></div>
<div><span class="cf1">“La prego signora, mi dica esattamente che cosa è successo.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Da alcuni mesi le lampadine si spengono, le porte si chiudono da sole... Passando davanti agli specchi sento delle voci.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Voci? E che cosa dicono?”</span></div>
<div><span class="cf1">“Sento il rumore di una folla. Come molte persone che parlano in lontananza... Ieri pomeriggio abbiamo sentito distintamente la porta del salotto che si apriva. Mia figlia è
saltata in piedi gridando - Mamma, mamma, c’è qualcuno in salotto! - Sono corsa a vedere ma non c’era nessuno. Mia figlia era spaventata perché aveva visto l’ombra di una persona passare davanti
al lucernario della scala.”</span></div>
<div><span class="cf1">Il racconto a questo punto viene interrotto da trambusto e grida isteriche al piano superiore:</span></div>
<div><span class="cf1">“Aiuto! Al fuoco! Al fuoco! La casa brucia!”</span></div>
<div><span class="cf1">Io e Mirella corriamo su per la scala di marmo. Lungo il corridoio si apre la porta del bagno e dall’interno provengono grida e rumori.</span></div>
<div><span class="cf1">Con uno slancio entro dentro.</span></div>
<div><span class="cf1">La cameriera sta buttando asciugamani bagnati sul fuoco, mentre la bambina piange.</span></div>
<div><span class="cf1">Il bagno ha i muri di mattonelle bianche ad altezza d’uomo, ma il fuoco proviene da due specchi posti sopra i lavandini. Fiamme bianche fuoriescono dagli specchi. Gli specchi
di cristallo stanno bruciando!</span></div>
<div><span class="cf1">Anche Mirella vi butta sopra asciugamani bagnati che ostacolano le fiamme ma appena toglie gli asciugamani le fiamme ricompaiono.</span></div>
<div><span class="cf1">Osservo il fenomeno delle fiamme luminose, innaturali e silenziose che però non bruciano.</span></div>
<div><span class="cf1">A poco a poco si accorciano finché spariscono completamente e gli specchi sono tornati normali. Le superfici riflettenti appaiono appannate e bagnate. Mirella abbraccia la figlia
che piange e trema e la porta giù in cucina.</span></div>
<div><span class="cf1">Io resto da solo nel bagno a osservare gli specchi. Sembrano pregevoli e antichi. Uno ha la forma di mezzaluna, circondato da una sottile cornice in argento. L’altro specchio
è ovale con sottile cornice metallica incisa con foglie d’edera. Provo a sollevarli ma il muro dietro è completamente normale.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando scendo trovo Mirella in salotto e le chiedo da dove provengono gli specchi.</span></div>
<div><span class="cf1">“Ah quelli... Ma io non lo so... Erano nella casa di mio suocero. Mio marito quando era in vita ha voluto portarli qui...”</span></div>
<div><span class="cf1">Il mattino seguente, su mio suggerimento, stacchiamo gli specchi dal muro e li portiamo via con noi.</span></div>
<div><span class="cf1">Alla luce dell’alba camminiamo per le strade deserte, fino al lungofiume. Qui appoggio gli specchi sul parapetto e guardo il panorama intorno. Una foschia grigia si vede in lontananza
oltre il brillìo dei raggi del sole. Il vento sibila, l’acqua là in basso appare turbolenta, increspata di ondine, sporca di fango e di rami spezzati.</span></div>
<div><span class="cf1">Allora, con un colpo, lancio gli specchi dentro la corrente.</span></div>
<div><span class="cf1">La bambina, che era rimasta silenziosa fino a questo momento, adesso grida:</span></div>
<div><span class="cf1">“Mamma guarda... guarda...”</span></div>
<div><span class="cf1">Quando le lastre di cristallo raggiungono l’acqua vediamo due ombre scure che escono dagli specchi. Ombre di donne in costumi ottocenteschi con cappelli, scialli, stivaletti e
gonne lunghe. Per un attimo sentiamo anche delle grida.</span></div>
<div><span class="cf1">Poi il fiume travolge, sommerge e porta via ogni cosa.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">(Gennaio 1995)</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Nato a Verona, ma vissuto quasi sempre nei paesi della pianura veronese. Autodidatta. A 10 anni volevo fare il regista.
Frequentavo le cabine dei cinema, compravo vecchi proiettori. Poi abbandonai tutto per le difficoltà di attrezzarmi. A 11 anni seppi che sarei diventato scrittore. Nel corso degli anni ho esplorato la letteratura inglese,
francese, polacca, rumena, ungherese, scandinava. Ho letto quasi tutti i filosofi occidentali, orientali e gli esoteristi. Mi sono interessato di psicanalisi, botanica, astronomia. Negli anni ’60 ho incominciato a fotografare
saltuariamente. Negli anni ’80 ho fotografato sistematicamente edifici, ambienti, paesaggi, personaggi. Nel 2006 ho incominciato a filmare realizzando oltre mille video visibili su youtube.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://www.lulu.com/it/shop/sergio-bissoli/racconti-mistery/paperback/product-qw6m4m.html?page=1&pageSize=4" class="imCssLink">ACQUISTA SU LULU</a> #ad</span></div>
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			<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 06:27:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Black Rose di Before The Glow]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002A4"><h1 class="imHeading1">Un album personale e intenso</h1><h2 class="imHeading2">Che richiede attenzione e lascia dentro qualcosa di vero</h2><div>






<div><strong>BEFORE THE GLOW “Black Rose”<br>(Independent, 2026)</strong><br><br><em>Black Rose</em> è un disco che va ascoltato con calma. Non punta a colpi di scena immediati, ma costruisce un percorso fatto di atmosfere,
emozioni e piccoli dettagli che restano. La title-track <em>Black Rose</em> apre l’album con un tono riflessivo: chitarre pulite, voce chiara, una melodia che si insinua
piano nella testa. Qui il pregio è la capacità di catturare subito l’attenzione senza artifici, ma il difetto è che il brano dà già un’idea del mood uniforme che accompagnerà
l’intero disco.<br><br><em>Chocolate</em> è breve e diretto: un pezzo incisivo che lascia un’impressione rapida ma precisa. È un brano che funziona
per ritmo e melodia, ma che non spicca per originalità: fa il suo, senza sorprendere. Subito dopo, <em>1983</em> emerge come uno dei momenti più riusciti dell’album. Qui si sente la forza della scrittura: la nostalgia, i ricordi, il senso di tempo passato prendono forma in
note semplici e memorabili. È un brano che resta in testa e mostra chiaramente il pregio di <strong>Eliamo</strong> nel trasformare emozioni personali in musica condivisibile.<br><br><em>Don’t You Let The Sun Kill The Night</em> continua il percorso con una tensione delicata tra luce e ombra. La canzone è sospesa, suggestiva, e dimostra quanto il progetto sappia gestire le atmosfere in modo coerente. Il difetto, però, è
che l’omogeneità della produzione e il tono riflessivo rendono alcuni momenti troppo simili tra loro, senza veri picchi di energia o contrasto che catturino chi cerca sorprese. <em>Ash</em> e <em>Exist</em> sono brani più intimi e minimalisti. Qui il pregio è la capacità di far parlare il silenzio
e di lasciare spazio ai pensieri; il difetto è che chi cerca dinamismo potrebbe trovarli troppo monocordi. Con <em>New York (Closer To Me)</em>, invece, l’orizzonte si apre: il brano porta con sé un senso di movimento e di spazio, aggiungendo varietà alla scaletta e mostrando che
<strong>Eliamo</strong> sa alternare introspezione e respiro più ampio.<br><br><em>Granada</em>, <em>Elements</em> e <em>When The Planes Leave The Ground</em> sono momenti in cui l’album cerca di dare ritmo e colore. Qui il pregio è la capacità di costruire immagini e sensazioni concrete;
il difetto è che, pur introducendo movimento, la sensazione di uniformità generale rimane, e i brani non rompono mai davvero la continuità emotiva del disco. La chiusura con <em>Dark Highway</em> è lenta, meditativa, quasi sospesa. È il giusto epilogo per un album che ha puntato sull’atmosfera e sull’emotività più che sulla
sorpresa o sull’esplosione sonora. Qui si percepisce il pregio di concludere con coerenza, mentre il difetto è la mancanza di un colpo finale che rimanga impresso come climax.<br><br>Nel complesso, <em>Black Rose</em> è un album personale e intenso. I pregi sono evidenti: scrittura emozionale, melodie curate, capacità di evocare immagini e sensazioni con semplicità.
I difetti ci sono, soprattutto nell’omogeneità del tono e nella scarsità di picchi energici, ma non oscurano il valore dell’opera. Non è un disco da ascoltare distrattamente: richiede attenzione
e lascia dentro qualcosa di vero.<br><br>In definitiva, nonostante qualche limite, <em>Black Rose</em> è un gran lavoro: un album che sa emozionare, restare in testa e confermare <strong>Before The Glow</strong> come un progetto maturo e capace di creare un mondo sonoro davvero personale.</div><div><br></div><div><br></div><div><strong>Tracklist:</strong><br><ol><li>Black Rose</li><li>Chocolate</li><li>1983</li><li>Don’t You Let The Sun Kill The Night</li><li>Ash</li><li>New York (Closer To Me)</li><li>Exist</li><li>Granada</li><li>Elements</li><li>When The Planes Leave The Ground</li><li>Dark Highway</li></ol><br><strong>Credits:</strong><br>All songs are written by Stefano Eliamo<br>“Black Rose” has been recorded, mixed &amp; mastered by Lorenzo Coriglione @ FUTURA Studio - Siracusa, 2020<br><br><strong>Line-up:</strong><br><ul><li>Stefano Eliamo: Voce, chitarre, basso, batteria, percussioni, synth</li><li>Lorenzo Coriglione: Pianoforte</li><li>Matteo Blundo: Violino</li></ul></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc1c931f21b7f9528415b5a7f5c53236a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Black-Rose-Cover_ver.webp','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 1080,'height': 1080,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc1c931f21b7f9528415b5a7f5c53236a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Black-Rose-Cover_ver.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink71100e6f75012c9ca99ce76efa4753a5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Before-The-Glow-Eliamo.webp','alt': 'Before The Glow (pseudonimo di Eliamo).','title': 'Before The Glow (pseudonimo di Eliamo).','width': 840,'height': 560,'description': 'Before The Glow (pseudonimo di Eliamo).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink71100e6f75012c9ca99ce76efa4753a5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Before-The-Glow-Eliamo.webp" alt="Before The Glow (pseudonimo di Eliamo)." title="Before The Glow (pseudonimo di Eliamo)." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=cR5clvx--fk">https://www.youtube.com/watch?v=cR5clvx--fk</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 15:24:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La liceale di Michele Massimo Tarantini]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002A3"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Per ricordare il regista Tarantini</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una pietra miliare nell’immaginario di tutti i liceali degli anni Settanta</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Per ricordare <strong>Michele Massimo Tarantini</strong> (Roma, 7 agosto 1942 - Rio de Janeiro, 3 aprile 2026), con una pellicola del 1975, film simbolo per un’intera generazione di ragazzi italiani che cominciavano a prendere confidenza
con il femminismo e con la liberazione sessuale. Il regista e sceneggiatore si è spento all'età di 83 anni a Rio de Janeiro, dove si era trasferito per vivere. A darne la triste notizia
sui social è stato il cugino <strong>Sergio Martino</strong>, anche lui regista, che lo ha ricordato con queste parole rilasciate all'Adnkronos: « Con lui
ho diviso tanti anni di lavoro, e da anni viveva in Brasile. Avrebbe meritato di più, anche nella valutazione della sua lunga attività in quegli anni di cinema in quella stagione, direi golliardica, che non c'è
più. Pochi giorni fa, mi aveva chiamato dicendomi che sarebbe venuto a Roma nel prossimo giugno. Tanti anni fa ebbi anche la sua collaborazione efficace nella scelta degli ambienti e della scelta degli attori locali
del mio film <em>L'allenatore nel pallone</em>. Avrebbe meritato molto di più, per la sua capacità professionale e la sua fantasia e la sua umanità
».</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">La liceale (Italia 1975)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Michele Massimo Tarantini. Soggetto e Sceneggiatura: Michele Massimo Tarantini, Francesco Milizia, Marino Onorati. Fotografia: Giancarlo Ferrando. Montaggio: Raimondo Crociani.
Scenografie: Elio Michel: Musiche: Vittorio Pezzolla. Produzione: Luciano Martino per Dania Film. Distribuzione: Medusa. Interpreti: Gloria Guida, Giuseppe Pambieri, Mario Carotenuto, Gianfranco D’Angelo, Enzo Cannavale,
Rodolfo Bigotti, Alvaro Vitali, Ilona Staller, Gisella Sofio, Angela Doria, Franco Diogene, Enrico Abate, Marcello Martana e Renzo Marignano.</em></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>La liceale</em> è un film simbolo per un’intera generazione di ragazzi italiani che cominciavano a prendere confidenza
con il femminismo e con la liberazione sessuale. <strong>Gloria Guida</strong> presta la sua recitazione e il suo <em>appeal</em> da <em>lolita</em> per una tipologia di situazioni erotiche ambientate all’interno delle aule scolastiche. In passato
l’attrice di turno era chiamata a interpretare il ruolo della professoressa bella e provocante che seduce uno studente imbranato, quindi cede alle sue lusinghe. <strong>Gloria Guida</strong> compie il cammino opposto, quello più difficile, regala a una platea di ragazzini (i sedicenni del tempo sono il suo pubblico) il sogno che attendono. Interpreta
la maliziosa ninfetta, la ragazzina che si fa accarezzare sotto il banco, si fa dare un passaggio in moto e seduce un ragazzo per poi lasciarlo a bocca asciutta, che fa andare in estasi il professore nel guardarle le gambe
aperte a mostrare tutto il mostrabile. Il ragazzino vedeva <strong>Gloria Guida</strong> nella parte della studentessa, si innamorava di lei e di uno sguardo sorridente, ingenuo al tempo stesso malizioso, immaginava la compagna di banco, la più carina della<strong> </strong>classe. E sognava con lei. Ecco perché con <em>La liceale</em> comincia il mito della <strong>Gloria Guida</strong> ragazzina sexy del cinema italiano. &nbsp;Quando uscì nelle sale <em>La liceale</em> fece furore perché era il primo film che mostrava <strong>Gloria Guida</strong> come mamma l’aveva fatta. Tarantini la inquadra per lunghe sequenze, con primi piani ben riusciti di parti intime, valorizzando al massimo il corpo e le capacità
erotiche dell’attrice che recita bene la parte della ragazzina perversa e sensuale. Fin dalle prime scene, con <strong>Gloria Guida</strong> ripresa prima nuda mentre dorme e poi in una delle docce più sensuali della sua carriera, si capisce dove si vuole andare a parare. Tra l’altro le
scene di nudo scorrono insieme ai titoli di testa e per tutto il film si sprecano arditi primi piani ed esibizioni di nudo integrale. Tanto che il film venne vietato ai minori di anni diciotto, pure se il suo vero pubblico
era quello dei sedicenni. <strong>Mereghetti</strong> lo stronca senza pietà (una stella e mezza), se la prende con la sceneggiatura giudicata inconsistente e con
le macchiette comiche di <strong>Vitali</strong>, <strong>Cannavale</strong> e <strong>D’Angelo</strong> che a suo dire non funzionano. A me il film è piaciuto, al punto che l’ho visto più volte nel corso degli anni. Pure adesso che non ho più sedici anni ho sorriso nel vedere un professore
di lettere come <strong>Gianfranco D’Angelo</strong> irretito dalle malizie di <strong>Gloria Guida</strong> e delle battute <em>pecorecce</em> di <strong>Alvaro Vitali</strong>. <em>Una pietra miliare nell’immaginario cinematografico del cinema di serie B degli anni
Settanta</em>, dice <strong>Mereghetti</strong>. Una pietra miliare nell’immaginario di tutti i liceali degli anni Settanta, ribadiamo noi.
Il suo personaggio, grazie al successo del film di <strong>Tarantini</strong>, diventa un esempio importante. Dopo le insegnanti le sale italiane sono invase da liceali e
da studentesse più o meno riuscite e ci provano in molte a imitare (senza successo) l’ingenua e prorompente carica erotica di <strong>Gloria Guida</strong>. Citiamo soltanto: <em>L’adolescente</em><strong> </strong>di <strong>Alfonso Brescia</strong> con <strong>Daniela Giordano</strong>, <em>La collegiale</em> di <strong>Gianni Martucci</strong> con <strong>Marta Katherin</strong>, <em>L’ingenua</em> di <strong>Gianfranco Baldanello</strong> con <strong>Ilona Staller</strong> (futura Cicciolina, regina del porno targato <strong>Schicchi</strong>), <em>L’educanda</em> di <strong>Franco Lo Cascio</strong> (più noto come <strong>Luca Damiano</strong>) con <strong>Patrizia Gori</strong> e altri film di minor rilievo. Resta il fatto che in tutte queste pellicole non si raggiunge il mix ben dosato di malizia erotica e sano divertimento presenti ne <em>La liceale</em>. <strong>Gloria Guida</strong> caratterizza molto bene il personaggio, al punto da rendere indispensabile la sua presenza, così come <strong>Gianfranco D’Angelo</strong> è un professore perfetto, che sarà il mattatore della popolare trasmissione televisiva <em>Drive In</em>. Chi non lo ricorda nella macchietta del cane <em>As</em> <em>Fidanken</em> e negli eccezionali monologhi? Per non dire della classe di <strong>Giuseppe Pambieri</strong>, perfetto <em>dongiovanni</em> che concupisce l’ingenua liceale, e di <strong>Alvaro Vitali</strong>, divertente nella parte del compagno sporcaccione anticipando il futuro personaggio di Pierino.</span></div>
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			<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 14:35:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La collina dei sogni di Arthur Machen]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002A2"><h1 class="imHeading1">Stile vivido e potente</h1><h2 class="imHeading2">L'opera più controversa dello scrittore gallese</h2><div>






<div><span class="cf1">In arrivo a fine giugno una nuova edizione del romanzo edita da Theoria Edizioni sempre con la traduzione di <strong>Romina Bicicchi</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><em>La collina dei sogni</em> di <strong>Arthur Machen</strong> è l’opera più controversa di questo scrittore. L’autore impiegò molti anni per trovare un editore e, una volta pubblicato,
il romanzo ebbe una fredda accoglienza.<br>Come confessò <strong>Machen</strong> a <strong>Morchard Bishop</strong>: “Pensate davvero possa associare <em>The Hill of Dreams</em> a un ricordo piacevole o a un periodo particolarmente fervido ed entusiasta? Vorrei fosse così. In verità mi costò le pene dell’inferno,
dall’autunno del ’95 alla primavera del ’97: una fatica estenuante e interminabile, difficoltà spaventose, settimane di disperazione, e, quando, infine riuscii a pubblicarlo, ben dieci anni dopo, mi
attirò il sarcasmo delle canaglie e l’insolenza degli sciocchi.”<br>Solo dopo molto tempo dalla pubblicazione l’opera fu riconosciuta come uno dei suoi capolavori e da alcuni critici come un capolavoro
tout court della letteratura.<br>Scritto da <strong>Arthur Machen</strong> per allontanarsi dalla sua produzione precedente, più tendente all’horror, <em>La collina dei sogni</em>, ambientato nel 1800, è un’opera parzialmente autobiografica che ha come protagonista Lucian Taylor, figlio del pastore anglicano di Caermaen, paesino
di campagna del Galles e antico avamposto dell’impero romano.<br>Lucian è un sognatore che, fin dalla prima adolescenza, vive in una relazione panica con la natura che lo circonda. Il padre è giudicato
un eccentrico per le sue idee estremiste e il carattere che tende al sarcasmo, oltreché per la sua povertà che lo induce a ritirare Lucian dalla scuola nonostante i più che discreti risultati di questi,
che ottiene buoni voti e premi.<br>Lucian stesso è giudicato un originale in quanto ama libri di narrativa e saggistica passati di moda, oltre a testi che trattano di occultismo e scrittori giudicati decadenti dai
suoi insegnanti e compagni di scuola.<br>Autodidatta, ambisce a diventare scrittore. Non sopporta l’ipocrisia e il perbenismo dei suoi concittadini e preferisce alla loro compagnia la solitudine della lettura e delle
lunghe passeggiate nei boschi che circondano la sua casa. Vero punto di forza della prima parte del romanzo, interamente ambientata nella campagna gallese, sono la vivida descrizione degli ambienti naturali in cui Lucian si
muove come un giovane fauno o come un abitante del piccolo popolo, i leggendari esseri fatati.<br>Lucian si perde diverse volte nella campagna. Si perde per ritrovarsi. Magari alla luce di un tramonto che illumina la scena
come se una fornace si fosse aperta nel cielo.<br>La sua solitudine e il suo rifiuto della “realtà” sono un percorso iniziatico magico e “occulto” da autodidatta che lo inducono a fantasticare
sugli antichi romani che avevano dominato la Britannia e sulle loro divinità in modo così vivido da renderli quasi reali.<br>Anche quando si innamora di Annie, una ragazza del vicinato, Lucian vive il proprio
innamoramento come un atto magico-religioso.<br><em>“L’aveva adorata come una divinità pagana. Il suo corpo era diventato la religione di Lucian”.</em><br>In seguito l’antica Siluria (così si chiamava l’avamposto dell’impero romano) diventa agli occhi di Lucian reale come una città veramente esistente, con le sue case e i suoi
abitanti, in cui il ragazzo trova rifugio da una realtà che non comprende e che non lo comprende.<br>Il distacco dalla “realtà” è corrisposto dalla gente “perbene” del paesino
del Galles che gli riserva sufficienza e non gli risparmia il suo moralismo. Il fatto che il protagonista voglia fare lo scrittore invece di un lavoro “vero” è ampiamente stigmatizzato.<br>Il suo distacco
dalla “realtà” porta Lucian a non fare niente quando un suo romanzo, inviato a un editore, viene plagiato da uno scrittore dotato di maggiore mestiere.<br>Verso metà del libro, Lucian approda a
Londra, dopo averlo lungamente desiderato, conservando il proprio desiderio, ancora più volitivo, di diventare uno scrittore.<br>Ma mentre i suoi parenti gli consigliano di trovarsi un lavoro oppure di produrre romanzi
che seguano l’andazzo letterario “utilitaristico” (opere edificanti e/o di intrattenimento) del tempo, Lucian insegue il proprio ideale letterario di arte per amor dell’arte, nonostante viva nella miseria.<br>Egli
cerca, con le parole, di creare uno stile e un’atmosfera che creino, in modo arcano, mondi spiritualmente superiori alla realtà che lo circonda. Per esempio ammira <strong>Edgar Allan Poe</strong>, ma vorrebbe andare anche oltre l’autore americano.<br><em>“Lucian aveva capito che il segreto della vera letteratura risiedeva proprio nelle capacità evocative e allusive dell’artista. Non si trattava neanche di un semplice problema di stile, ma di
una sapienza assimilabile alla magia teurgica, per cui lo scrittore o il poeta evocavano da e con le parole un mondo di sensazioni e percezioni al di là dello stesso linguaggio.”</em><br>Però Lucian, nonostante il suo sfibrante impegno, non riesce a realizzare le opere che ha in mente. Il suo desiderio di diventare uno scrittore, secondo il proprio ideale, è costantemente frustrato.
Al punto che spesso si chiede se non abbia ragione chi gli consiglia di scrivere opere socialmente accettabili.<br>Londra, inizialmente, viene descritta da Lucian/<strong>Machen</strong> come una metropoli squallida: sporca, rumorosa e maleodorante. Successivamente all’incontro poco piacevole e misterioso con una donna (anche qui come con Annie
è una donna che arcanamente disvela la realtà) la metropoli diventa una città infernale ed è descritta come se fosse l’antica Babilonia.<br>Ma la vita del giovane protagonista continua tra
miseria e privazioni, nonostante riesca infine a pubblicare un libro che però viene stroncato dalla critica paludata, fino all’inaspettato finale.<br>Anche se alcuni critici lo giudicano decadente, come <strong>Mario Praz</strong> che lo considera “il romanzo più decadente della letteratura inglese”, <strong>Machen</strong> scrive un romanzo godibilissimo con uno stile vivido e potente, che inoltre ci informa sul senso della vita e della letteratura secondo il grande scrittore gallese.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Arthur Machen, all’anagrafe <strong>Arthur Llewelyn Jones</strong>, nasce a Caerlon in Galles nel 1863. È famoso soprattutto per i suoi racconti e romanzi fantastici.<br>Machen viene da una lunga stirpe di sacerdoti.
Suo padre è il vicario della parrocchia di LLanddewy Facc e il giovane Arthur trascorre gran parte della sua infanzia nell’ambiente della canonica, dove dimostra un amore precoce per i libri.<br>Di famiglia
non così abbiente da garantirgli gli studi all’università di Oxford, completata la scuola dell’obbligo, comincia a lavorare come giornalista.<br>A Londra scrive il suo primo romanzo, <em>L’anatomia del tabacco</em>, e si dedica al lavoro di traduttore. Sposa <strong>Amy Hogg</strong>, una giovane artista londinese.<br>Nel 1891 realizza la sua opera più famosa, <em>Il grande dio Pan</em>.<br><strong>Machen</strong> scrive anche una vasta quantità di racconti, giudicati però sconvenienti per il puritano clima dell’epoca: scandalizzano e terrorizzano i lettori. <strong>Arthur Machen</strong> trascorre una decina d’anni in miseria, barcamenandosi a Londra come meglio può come giornalista. La moglie <strong>Amy</strong> muore prematuramente.<br>Successivamente <strong>Machen</strong> si risposa e si dedica alla recitazione, aggregandosi a una compagnia shakesperiana. Si unisce all’ordine ermetico della Golden dawn, un ordine magico attivo
in Gran Bretagna dedito all’occultismo e allo spiritismo.<br>Il periodo di povertà termina grazie al riaccendersi dell’interesse negli Stati Uniti per le sue opere. Gli anni 20 rappresentano gli anni del
suo grande successo. I suoi racconti vengono inseriti in numerose raccolte americane e la cerchia delle sue conoscenze si amplia. Ciononostante, nel Regno Unito, <strong>Arthur Machen</strong> rimane lo stesso autore sconveniente di sempre. Esauritosi l’effimero eco mediatico, <strong>Machen</strong> si ritrova nuovamente in miseria nella sua Londra e decide di concludere gli ultimi anni della sua vita ad Amersham. La solidarietà di alcuni letterati del
tempo gli fa ottenere un sussidio. Muore a 84 anni, nel 1947.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Note della Redazione</strong></div>
<div><span class="cf1">Questa recensione del 31 gennaio 2020 si basa sull’edizione del 1988 di Reverdito Editore con traduzione di <strong>Claudio De Nardi</strong> e una sua postfazione. Il libro ormai è reperibile solo su ebay e sui mercatini.<br>Nel 2017 sono uscite due nuove edizioni: una della casa editrice
Il Palindromo (sempre con traduzione di <strong>Claudio De Nardi</strong>, un’introduzione inedita dello stesso <span class="fs14lh1-5"><b>Machen</b></span> e una prefazione di </span><strong class="fs14lh1-5">Gianfranco de Turris</strong><span class="cf1">), e una per la casa editrice Theoria con la traduzione di <strong>Romina Bicicchi</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1">Il 30 giugno 2026 è prevista l’uscita di una nuova edizione sempre per la casa editrice Theoria e con la stessa traduzione di <strong>Romina Bicicchi</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">La collina dei sogni</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Arthur Machen</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Il Palindromo / Theoria</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: aprile 2017 / giugno 2026</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 285 / 256</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 18.8 x 2.2 x 15.2 cm</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8898447312 (Il Palindromo)</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8854985278 (Theoria)</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 18,00 € - 14,16 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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			<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 06:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Night of the Hunted - La caccia di Franck Khalfoun]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002A1"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Thriller ansiogeno, claustrofobico</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Realizzato secondo la tecnica dell'unicità di spazio, tempo e luogo</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Night of the Hunted - La caccia (Usa, Francia 2023)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Franck Khalfoun. Soggetto e Sceneggiatura: Glen Freyer, Franck Khalfoun, Rubén Ávila Calvo, David R. Losada. Musica: Mathieu Carratier. Fotografia: Steeven
Petitteville. Montaggio: Stéphane Roche. Scenografia: Laurent Turlure. Direzione Artistica: Rick Rifle. Costumi: Lynette Meyer. Arredamneti: Londa Dahlem, Logan Rose. Trucco: Devon Gold, Kc Mussman. Produttori: Alexandre
Aja, Brahim Chioua, Laurence Clerc, Céline Dornier. Direttore di Produzione: Breanne Hamilton, Frank Mettre. Regista Seconda Unità: Kenny Oliver. Effetti Speciali: Sam Dean. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America,
Francia 2033. Durata: 95'. Interpreti: Camille Rowe (Alice), Jeremy Scippio (John), J. John Bieler (Doug), Aleksandar Popovic (Erik), Stasa Stanic (Sniper), Brian Breiter (Bob), Abbe Anderson (Eleanor), Monaia Abdelrahim
(Cindy), Isaiah Reyes (Eddie), Brenda nunez (Amelia).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4sh7j6y" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div>
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<div><span class="cf1">La trama di <em>Night of the Hunted</em> è davvero ai minimi termini, ma nella storia non c’è niente di scontato.
Una donna - di ritorno con il collega amante da una trasferta di lavoro - &nbsp;si ferma in una remota stazione di servizio (nel cuore della notte) e diventa il bersaglio di un cecchino sociopatico che deve portare a termine una
misteriosa vendetta. Il serbatoio della sua auto è bucato, la situazione pare programmata perché la donna si fermi in una trappola ben congegnata, ma non tutto è come sembra, tra eccidi imprevedibili e
tensione ai massimi livelli. Thriller ansiogeno, claustrofobico, realizzato secondo la tecnica dell’unicità di spazio, tempo e luogo - il set è una stazione di servizio -, molto teatrale, sceneggiato a
base di colpi di scena che si susseguono fino alla fine. Gli effetti speciali sono ben costruiti, in una cornice fotografica notturna e gelida, con un montaggio sincopato che condensa l’azione in 95’ essenziali.
I temi affrontati sono attuali, perché il misterioso killer potrebbe essere sia un assassino assoldato dal marito della donna per vendicarsi di una moglie fedifraga, sia un folle ideologo che vuol sterminare i produttori
di farmaci nocivi (la donna lavora in un’azienda farmaceutica), sia un uomo tormentato dal dolore per la morte di un figlio che non ha potuto accedere a cure mediche per motivi economici. Tutto diventa metaforico in
una storia che cerca di dipingere una società allo sbando, nella quale (forse) si potranno salvare le nuove generazioni, sempre che decidano di seguire la giusta direzione. Molto brava <strong>Camille Rowe</strong> nei panni della protagonista perseguitata, sempre sulla scena, spesso dialoga con il folle assassino grazie a un walkie-talkie, credibile anche senza un attore che
funga da controparte maschile. Un film riuscito, realizzato con un budget non altissimo, basato su un soggetto che potrebbe risultare ripetitivo ma gli sceneggiatori escogitano momenti idonei ad alzare il livello di attenzione.
La regia è attenta ed esperta, parte con la macchina da presa fissa sulla stazione di servizio, quindi passa a una convulsa macchina a mano, per finire con frenetiche soggettive che sottolineano i momenti più
angosciosi. Visto in Prima Tv su Rai 4. Reperibile su Rai Play. Per appassionati di action-movie e thriller.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4sh7j6y" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4cocQDC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3NFJpne" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (4K)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6b7e0b23cbdf1ca3029fdee79e6328c7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/night-of-the-hunted-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 320,'height': 426,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6b7e0b23cbdf1ca3029fdee79e6328c7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/night-of-the-hunted-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="267" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd81aea3c95208b2033f5688d508d2491 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/night-of-the-hunted-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd81aea3c95208b2033f5688d508d2491, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/night-of-the-hunted-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=12SUjGsAEHs">https://www.youtube.com/watch?v=12SUjGsAEHs</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 13:45:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Falkon il browser velocista leggero]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002A0"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un software onesto</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che fa esattamente ciò che promette</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>Falkon</em> (precedentemente noto come <em>QupZilla</em>) è spesso descritto come il "segreto meglio custodito" del mondo KDE. Se state cercando un'alternativa ai giganti come <em>Chrome</em> o<em> Firefox</em>, <em>Falkon</em> si posiziona come un browser estremamente leggero, costruito su solide basi moderne ma privo di tutti i fronzoli (e del consumo di RAM) dei suoi concorrenti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Falkon</em> non reinventa la ruota per quanto riguarda il rendering. Utilizza<em> QtWebEngine</em>, che è essenzialmente il cuore di Chromium (il motore Blink) adattato per il framework Qt. La velocità di avvio è quasi istantanea: rispetto a <em>Firefox</em> o <em>Chrome</em>, che possono impiegare diversi secondi a freddo, <em>Falkon</em> si apre come un semplice editor di testo. Ma è il consumo di RAM il suo vero punto di forza: su sistemi con poca memoria infatti, <em>Falkon</em> può gestire una decina di schede consumando circa il 30-40% in meno rispetto a <em>Chrome</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Riguardo la compatibilità web poiché il motore sotto il cofano è derivato da Chromium, <em>Falkon</em> visualizza correttamente quasi tutti i siti moderni (Google Docs, YouTube, piattaforme di streaming) senza i problemi di rendering che a volte affliggono i motori indipendenti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Interfaccia e integrazione</strong></div>
<div><span class="cf1">L'interfaccia di <em>Falkon</em> è pulita, "nativa" e molto orientata all'utente Linux (specialmente chi usa
l'ambiente <em>KDE Plasma</em>), ma è disponibile anche per Windows. Supporta perfettamente i temi del desktop, le icone di sistema e le notifiche native. Recentemente
sono state poi potenziate le <em>Vertical Tabs</em> (schede verticali), una funzione molto richiesta per chi lavora su schermi ultrawide. <em>Falkon</em> offre inoltre una barra laterale (la sidebar<strong>)</strong> molto comoda per cronologia e segnalibri, simile a quella del vecchio <em>Opera</em> o di <em>Vivaldi</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink42102e1fdcd926c8ec10d845edabb54a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Falkon-interfaccia.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Falkon.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Falkon.','width': 729,'height': 497,'description': 'L\'interfaccia grafica di Falkon.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink42102e1fdcd926c8ec10d845edabb54a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Falkon-interfaccia.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Falkon." title="L&#39;interfaccia grafica di Falkon." width="200" height="137" /></a><br></div><div><div>






<div><strong class="cf1">L'interfaccia grafica di <em>Falkon</em>.</strong></div></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Privacy e funzionalità integrate</strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Falkon</em> segue la filosofia "batterie incluse". Non c’è bisogno di installare mille estensioni perché
le funzioni principali sono già nel codice core.</span></div>
<div><span class="cf1">Include un blocco della pubblicità (AdBlock) nativo completamente integrato (basato su liste standard come EasyList) che è incredibilmente veloce poiché non gira come processo separato. La &nbsp;gestione cookie e password è semplice e funzionale, permette di isolare i dati o navigare in modalità privata con un click.</span></div>
<div><span class="cf1">Il motore di ricerca <em>DuckDuckGo</em> è di default orientando <em>Falkon</em> alla privacy fin dalla sua prima configurazione.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Falkon</em> integra anche un comodo <em>Session Manager</em>, un gestore di sessioni molto robusto che salva automaticamente le schede aperte in caso di chiusura improvvisa del programma.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Il rovescio della medaglia</strong></div>
<div><span class="cf1">Ovviamente non è tutto rose e fiori: essere un browser leggero, infatti, comporta inevitabilmente dei compromessi.</span></div>
<div><span class="cf1">Primo fra tutti l’assenza di estensioni (<em>Chrome/Firefox</em>), probabilmente il limite più grande. <em>Falkon</em>, infatti, non supporta le estensioni del Chrome Web Store. Ha un proprio sistema di plugin (Python/C++),
ma la libreria è molto limitata. Se si dipende da strumenti specifici (tipo <em>Grammarly</em> o <em>Bitwarden</em>), potrebbe essere davvero limitante.</span></div>
<div><span class="cf1">Inoltre non esiste un "Falkon Sync" (sincronizzazione cloud): per spostare segnalibri o cronologia tra diversi PC, è necessario farlo manualmente o usare strumenti
esterni.</span></div>
<div><span class="cf1">Sebbene poi la community KDE sia attiva (con rilasci regolari come la versione 25.12 di fine 2025/inizio 2026), il core QtWebEngine può a volte essere di una o due versioni indietro
rispetto all'ultimo Chrome stabile, il che potrebbe esporre a vulnerabilità zero-day per brevi periodi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Esperienza Windows e Linux</strong></div>
<div><span class="cf1">Con Windows, <em>Falkon</em> mantiene la sua anima di "velocista leggero", ma l'esperienza d'uso differisce leggermente
rispetto alla controparte Linux. Essendo un'applicazione nata e cresciuta nell'ecosistema KDE, su Windows deve "adattarsi" a un ambiente che non è il suo naturale, con pro e contro specifici. In Windows, la sensazione di velocità è quasi più evidente che su Linux perché il confronto con <em>Chrome</em> o <em>Edge</em> è spietato. Mentre <em>Edge</em> tende a occupare molta RAM preventivamente per accelerare i processi di Windows, <em>Falkon</em> rimane "pigro" e occupa solo ciò che serve davvero. Su PC con soli 8GB di RAM, la differenza nella fluidità del sistema è tangibile.</span></div>
<div><span class="cf1">Basandosi su <em>QtWebEngine</em>, la velocità di caricamento delle pagine è identica a quella di <em>Chrome</em>. Tuttavia, lo scrolling può risultare leggermente meno fluido su Windows se non si ha i driver video perfettamente aggiornati, poiché l'accelerazione hardware
su Windows via Qt a volte richiede piccoli aggiustamenti manuali nelle impostazioni.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Falkon</em> poi non segue le linee guida del design "Fluent" di Windows 11. Appare come un software "classico"
(stile Windows 7 o Qt standard). Se cercate un browser che si mimetizzi perfettamente con le trasparenze e gli angoli arrotondati di Microsoft, <em>Falkon</em> sembrerà un po' un pesce fuor d'acqua. Inoltre con la modalità scura <em>Falkon</em> supporta il tema scuro, ma l'integrazione con il tema di sistema di Windows non è sempre perfetta come su KDE Plasma.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Stabilità e bug</strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Falkon</em> è sorprendentemente stabile. Nonostante sia un progetto più piccolo, raramente crasha. <em>Falkon</em> su Windows richiede driver OpenGL funzionanti tuttavia, in rari casi e su hardware molto vecchio o con driver generici di Windows Update, si potrebbero riscontrare glitch grafici.
Un problema risolvibile avviando il browser con il comando --disable-gpu, ma a scapito delle performance video.</span></div>
<div><span class="cf1">Considerazioni per l’uso su Windows: vale la pena usare <em>Falkon</em> su Windows se si ha ha un computer vecchio, un tablet Windows di fascia bassa (come i vecchi Surface Go) o se si vuole un browser "da battaglia" ultra-rapido per consultazioni
veloci senza appesantire il sistema. Al contrario l’uso di <em>Falkon</em> su Windows sarebbe inutile per chi cerca un'integrazione profonda con Windows (come la
Timeline o le notifiche ricche) o se non è possibile fare a meno di estensioni come <em>Password Manager</em> o strumenti di produttività complessi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Giudizio finale</strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Falkon</em> è ideale principalmente per PC datati o con poca RAM. Per utenti KDE Plasma che amano la coerenza estetica o
per la navigazione rapida, lettura news e social. Ideale soprattutto per l’uso portable in ambiente Windows in quanto può essere tenuto su una chiavetta USB o in una cartella <em>Dropbox</em>. Al suo avvio non scrive quasi nulla nel registro di sistema ed è perfetto per chi lavora su PC aziendali "bloccati" dove non si possono installare browser pesanti, ma si vuole comunque un'alternativa
sicura a quello predefinito.</span></div>
<div><span class="cf1">Il nostro strumento gratuito <em>OpenFreeGo</em> contiene una versione già pronta all’uso di <em>Falkon Portable</em>, provatelo è completamente gratis: </span><span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfreego---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfreego---indice.html', null, false)">OPENFREEGO &gt;&gt;</a></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Falkon</em> è invece sconsigliato per chi usa molte estensioni (<em>VPN</em>, <em>SEO tools</em>, ecc.), per chi ha bisogno di sincronizzare i dati con lo smartphone o per gli sviluppatori web (DevTools meno potenti di Chrome).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nel complesso quindi possiamo dire che <em>Falkon</em> rimane la scelta perfetta come <em>browser secondario</em> per compiti rapidi, o come <em>browser primario</em> per chi cerca un'esperienza web minimalista, veloce e senza distrazioni. È un software onesto: non cerca di profilarvi, non occupa tutta la vostra RAM
e fa esattamente ciò che promette.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica <em>Falkon</em> dal sito ufficiale: <a href="https://www.falkon.org/" class="imCssLink">https://www.falkon.org/</a></span></div>
<div><span class="cf1">Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink3c6e110f9215166fd06c02f1ef446091 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/falkon-logo_bar.jpg','alt': 'Il logo di Falkon.','title': 'Il logo di Falkon.','width': 920,'height': 430,'description': 'Il logo di Falkon.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3c6e110f9215166fd06c02f1ef446091, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/falkon-logo_bar.jpg" alt="Il logo di Falkon." title="Il logo di Falkon." width="200" height="94" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 07:13:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?falkon-il-browser-velocista-leggero</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Signor Civetta di David B.]]></title>
			<author><![CDATA[Valerio Santori]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000029F"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Opera monumentale</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una riflessione filosofica sulla persistenza dei ricordi</span></h2><div><div><span class="cf1">Con <em>Signor Civetta</em>, <strong>David B.</strong> spalanca le porte di un archivio visivo rimasto in gestazione per quasi trent'anni. L’opera si presenta come un viaggio iniziatico sospeso tra la realtà urbana e un aldilà visionario. L'autore riesce a trasformare l'angoscia esistenziale in una mitologia potente e originale, dove il confine tra il mondo dei vivi e quello dei sogni si dissolve sotto il tratto netto e ipnotico del suo inconfondibile bianco e nero.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4veEc6L" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Signor Civetta</em> si configura come un’opera monumentale che sembra scaturire direttamente dai recessi più profondi e inesplorati della psiche umana, un volume che l'artista ha cesellato per decenni e che si offre ai lettori come una sorta di testamento spirituale e iconografico. La narrazione prende l'avvio in una Parigi spettrale, dove la giovane Marie si ritrova perseguitata dalla propria ombra, una proiezione psichica che ha assunto le fattezze minacciose di una tigre pronta a sbranarla. Il suo salvatore, l’enigmatico protagonista che dà il titolo al volume, è un’entità liminale, un ibrido tra l'umano e il rapace che non si limita a proteggerla, ma la guida oltre il confine dell'esistenza fenomenica. L'opera si addentra così in un regno dell'oltretomba che rifugge ogni rappresentazione classica o consolatoria; non è un luogo di pace o di dannazione eterna secondo i canoni tradizionali, quanto piuttosto una discarica onirica e caotica dove confluiscono i rimasugli del tempo, dalle divinità ormai prive di fedeli alle piogge cadute anni prima.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>David B.</strong> utilizza il suo inconfondibile bianco e nero per dare vita a una cosmogonia visiva densissima, in cui il segno grafico non si limita a illustrare ma diventa esso stesso architettura del sacro e del grottesco. In questo pellegrinaggio metafisico, l'autore torna a esplorare i temi che hanno segnato la sua carriera fin dai tempi de <em>Il grande male</em>, ma qui la lotta contro la sofferenza e il trauma si sposta su un piano puramente simbolico e universale. La morte viene spogliata del suo velo di tabù per essere analizzata come un territorio geografico, un labirinto di segni e miti che la protagonista deve attraversare per riconquistare la propria identità e domare i mostri che la abitano. La lettura si trasforma in un'esperienza quasi ipnotica, dove ogni tavola rigurgita dettagli e suggestioni che attingono a piene mani dal folklore mondiale e dalle ossessioni personali dell'artista, creando un amalgama in cui la fragilità della vita dialoga costantemente con l'eternità dell'immaginario. Non si tratta di una semplice storia di formazione nel regno delle ombre, ma di una riflessione filosofica sulla persistenza dei ricordi e sulla capacità dell'arte di dare una forma tangibile all'ineffabile, confermando <strong>David B.</strong> come un demiurgo capace di tradurre in immagini la complessità insondabile dell'animo umano.</span></div><div><br></div><div><script> var showboxlink53d7451b3359122a3fcefded77a44b95 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/signor-civetta-tav1_ver.webp','alt': 'Alcune tavole.','title': 'Alcune tavole.','width': 668,'height': 960,'description': 'Alcune tavole.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/signor-civetta-tav2_ver.webp','alt': 'Alcune tavole.','title': 'Alcune tavole.','width': 691,'height': 980,'description': 'Alcune tavole.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/signor-civetta-tav3_ver.webp','alt': 'Alcune tavole.','title': 'Alcune tavole.','width': 664,'height': 949,'description': 'Alcune tavole.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink53d7451b3359122a3fcefded77a44b95, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/signor-civetta-tav1_ver.webp" alt="Alcune tavole." title="Alcune tavole." width="150" height="217" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Alcune tavole.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">La sinossi</strong></div> <div><span class="cf1">All’interno di un orizzonte dominato da varchi sigillati e residui di esistenze svanite, si estende il dominio dell'oblio: una terra di confine dove non approdano soltanto le anime, ma ogni concetto o divinità che la memoria collettiva ha smesso di nutrire. La giovane Marie decide di varcare questa soglia spinta da un terrore ancestrale: la sua stessa proiezione oscura, una belva striata nata dalle sue angosce, minaccia di divorare la sua identità.</span></div> <div><span class="cf1">A scortarla in questo pellegrinaggio tra le ombre è il Signor Civetta, un traghettatore di spiriti che si muove con sapienza tra le pieghe del nulla. Mentre alle loro spalle ringhia la furia tricefala di un guardiano infernale che incarna la ferocia più cieca, la protagonista architetta un piano di audacia metafisica: penetrare nel sacrario inviolabile della Nera Signora per forzare il suo segreto più protetto. Il cammino verso il cuore del mistero la costringerà a calpestare un suolo fatto di sguardi spenti e a immergersi in una tenebra assoluta, dove l’unico modo per sopravvivere è guardare direttamente nel vuoto che precede ogni cosa.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div> <div><span class="cf1">Nato a Nîmes nel 1959 come Pierre-François Beauchard, l’autore noto come <strong>David B.</strong> è una figura cardine che ha letteralmente ridisegnato i confini del fumetto d’autore contemporaneo. La sua formazione artistica affonda le radici negli studi di grafica pubblicitaria e design applicato a Parigi, ma è la sua urgenza narrativa a spingerlo verso la creazione di un linguaggio visivo rivoluzionario, capace di fondere l'astrazione simbolica con una narrazione profondamente intima.</span></div> <div><span class="cf1">Il punto di svolta della sua carriera, e della storia del fumetto europeo, coincide con la fondazione della casa editrice indipendente <strong>L'Association</strong> nel 1990, insieme ad altri giganti come Lewis Trondheim e Jean-Christophe Menu. È in questo contesto di libertà creativa che David B. inizia a pubblicare il suo capolavoro autobiografico, <strong>"Il grande male"</strong> (<em>L'Ascension du Haut Mal</em>), un’opera monumentale in cui esplora con cruda onestà l'impatto dell'epilessia del fratello sulla propria famiglia. Questo lavoro non solo ha sdoganato il genere del <em>graphic memoir</em>, ma ha anche imposto il suo stile grafico: un bianco e nero espressionista, denso di metafore visive dove le malattie e i sentimenti prendono la forma di mostri e battaglie epiche.</span></div> <div><span class="cf1">Oltre all'autobiografia, la poetica di David B. è profondamente intrisa di esoterismo, storia militare, mitologia e interpretazione dei sogni. Opere come <em>Il capitano nelle tenebre</em>, <em>I custodi del Tempo</em> o la recente saga de <em>Il Signor Civetta</em> dimostrano la sua capacità di muoversi tra realtà e dimensione onirica con una naturalezza disarmante. Il suo segno, influenzato dalle miniature medievali e dall'arte tribale, non cerca mai il realismo fotografico, preferendo una sintesi simbolica che parla direttamente all'inconscio del lettore. Oggi David B. è considerato un maestro indiscusso, un "cartografo dell'immaginario" che continua a influenzare generazioni di artisti grazie alla sua capacità di trasformare il dolore e il mistero in una bellezza grafica senza tempo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Signor Civetta</em></div> <div><em class="cf1">Autore: David B.</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Sigaretten</em></div> <div><em class="cf1">Anno: 28 ottobre 2025</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 283, bianco e nero</em></div> <div><em class="cf1">Dimensioni: 21 x 3 x 25 cm</em></div> <div><em class="cf1">ISBN-13: 979-1281302266</em></div> <div><em class="cf1">Prezzo: 24,00 €</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4veEc6L" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6e8d1919444920c1a2fb54df9aa442a1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/signor-civetta-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 846,'height': 1079,'description': 'La copertina del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6e8d1919444920c1a2fb54df9aa442a1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/signor-civetta-cop_ver.webp" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="256" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3a83d9a4de94f3169a72b8af369ec585 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/david-b_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 399,'height': 481,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3a83d9a4de94f3169a72b8af369ec585, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/david-b_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="181" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 14:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'enigma dell'Autostrada Tedesca]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000029E"><h1 class="imHeading1">Il caso Yogtze</h1><h2 class="imHeading2">Uno dei "cold case" più famosi della storia tedesca</h2><div>






<div>Il caso YOGTZE, noto anche come l'enigma dell'Autostrada Tedesca, rimane uno dei misteri più inquietanti e inspiegabili della cronaca nera europea, un intreccio di paranoia,
messaggi cifrati e circostanze fisicamente impossibili che sfida ogni logica investigativa dal 1984.</div><div><br></div>
<div>La vicenda ha inizio la sera del 25 ottobre 1984 ad Anzhausen, nella Germania Ovest. Günther Stoll, un ingegnere alimentare all'epoca disoccupato, stava attraversando un periodo
di profonda crisi psicologica. Secondo le testimonianze della moglie, Stoll era convinto di essere perseguitato da "loro", figure non meglio identificate che sembravano monitorare ogni suo passo. Quella sera, mentre
sedeva in silenzio nella sua camera da letto, Stoll ebbe un improvviso scatto di lucidità o di follia. Esclamò con forza di aver finalmente capito il segreto dietro le sue angosce, afferrò un foglietto
di carta e vi scarabocchiò sei lettere: <strong>YOGTZE</strong>. Immediatamente dopo aver scritto la misteriosa sequenza, l'uomo cancellò il testo con un
tratto deciso e uscì di casa a bordo della sua Volkswagen Golf color azzurro metallizzato.</div><div><br></div>
<div>Le ore successive alla sua partenza sono un buco nero di avvistamenti frammentari. Stoll si recò inizialmente nel suo pub preferito a Wilnsdorf, dove ordinò una birra,
ma prima ancora di toccarla cadde a terra perdendo i sensi. Testimoni riferirono che non sembrava ubriaco, quanto piuttosto vittima di un improvviso collasso nervoso o fisico. Dopo essersi ripreso, lasciò il locale
e scomparve nel buio della notte per circa due ore. Intorno all'una del mattino, si presentò a casa di una vecchia conoscente a Haiger, la sua città natale. La donna, spaventata dall'ora tarda e dal comportamento
erratico dell'uomo, lo convinse ad andarsene suggerendogli di tornare dalla sua famiglia. Fu l'ultima volta che Günther Stoll venne visto in vita.</div>
<div>Circa due ore dopo il breve incontro a Haiger, intorno alle tre del mattino, due camionisti che percorrevano l'autostrada A4 notarono un'auto incidentata in una scarpata vicino
allo svincolo di Hagen-West. I due testimoni riferirono di aver visto una figura di sesso maschile, che indossava una giacca chiara, aggirarsi attorno al veicolo in modo sospetto. Quando i soccorritori e la polizia giunsero
sul posto, trovarono Günther Stoll all'interno dell'auto, ancora vivo ma in condizioni disperate. L'uomo era completamente nudo. Prima di spirare durante il trasporto in ospedale, fece in tempo a sussurrare
che c'erano quattro persone con lui nel veicolo e che erano fuggite, ma non riuscì a fornire ulteriori dettagli.</div><div><br></div>
<div>L'autopsia rivelò l'aspetto più agghiacciante e paradossale dell'intero caso. Le ferite che avevano causato la morte di Stoll non erano compatibili con l'incidente
stradale della Volkswagen Golf. Il medico legale stabilì con certezza che l'uomo era stato travolto da un veicolo diverso in un luogo differente, per poi essere collocato deliberatamente sul sedile del passeggero
della propria auto già ferito e privo di vestiti. Questo dettaglio trasformò un tragico incidente in un omicidio rituale o in un'esecuzione orchestrata con inquietante precisione. La polizia si trovò
di fronte a un vicolo cieco: non c'erano tracce di frenata di altri veicoli, né prove di una colluttazione sul luogo del ritrovamento.</div>
<div>Il codice YOGTZE divenne il centro nevralgico delle speculazioni. Gli investigatori tentarono di decifrarlo in ogni modo, ipotizzando che potesse essere una targa, un acronimo chimico
o un riferimento a un fertilizzante industriale, considerando il passato professionale di Stoll. Alcuni ricercatori notarono che, se letto al contrario o manipolato, poteva richiamare la parola "YO-GTZE", forse un
riferimento a un radiofaro rumeno o a una qualche terminologia crittografica. Tuttavia, nessuna di queste piste portò mai a una svolta concreta. La sparizione della giacca chiara descritta dai camionisti e l'identità
dei quattro uomini menzionati da Stoll rimasero segreti portati nella tomba dalla vittima.</div><div><br></div>
<div>Oggi, a decenni di distanza, il caso YOGTZE continua a generare teorie che spaziano dal coinvolgimento di servizi segreti a episodi di psicosi individuale sfociati in un tragico incontro
fortuito con criminali della strada. La mancanza di un movente chiaro, unita alla natura surreale della sequenza di eventi, ha reso la morte di Günther Stoll uno dei "cold case" più famosi della storia
tedesca. Il foglietto con la scritta YOGTZE rimane l'unico, muto testimone di una verità che sembra scivolare via non appena si tenta di afferrarla, lasciando dietro di sé solo il silenzio di un'autostrada
deserta nel cuore della notte.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink19169af566db017be170cd746341d879 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/stoll-macchina.webp','alt': 'Günther Stoll e la sua auto.','title': 'Günther Stoll e la sua auto.','width': 1100,'height': 609,'description': 'Günther Stoll e la sua auto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Caso-Yogtze-Gunther-Stoll.webp','alt': 'Günther Stoll.','title': 'Günther Stoll.','width': 600,'height': 1047,'description': 'Günther Stoll.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Caso-Yogtze.webp','alt': 'Il codice Yogtze.','title': 'Il codice Yogtze.','width': 600,'height': 400,'description': 'Il codice Yogtze.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink19169af566db017be170cd746341d879, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/stoll-macchina.webp" alt="Günther Stoll e la sua auto." title="Günther Stoll e la sua auto." width="200" height="111" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 05:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Streghette! di Giulia Besa]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000029D"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un romanzo dark fantasy</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Scrittrice vera dallo stile semplice e scorrevole ma anche narrativamente camaleontica</span></h2><div><div><em class="cf1">L’educazione sanguinaria di una giovane strega...</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/41G2icQ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3PIRrw6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Sophie Landi è una sedicenne dotata di un’immaginazione infinita, lettrice instancabile di narrativa fantastica al punto che quando pensa fa spreco di citazioni da Lovecraft o da altri classici del fantastico. Grazie a questo suo dono riesce a trasformare la realtà. Così il suo ex ragazzo Nicola diventa un drago o qualsiasi altro tipo di creatura fantastica e così lei può fare l’amore con un essere sovrannaturale invece che con un ragazzo problematico con genitori separati e padre alcolizzato.<br>Sempre grazie alla sua immaginazione Sophie scrive racconti fantasy. Ma cosa succede quando le sue fantasie prendono vita, diventano reali?<br>Il primo essere da lei inventato a farsi di carne e sangue è il buffo draghetto ghiotto di noccioline che si fa chiamare Jean Claude Allumette ed è subito ribattezzato Fiammifero da Sophie: sostiene di essere il famiglio di Sophie, che il vero cognome della ragazza è Le Charme e che lei è una potenziale strega.<br>Il suo compito è condurla alla scuola di stregoneria Dame Noir a Venezia perché impari l’arte della stregoneria secondo la volontà della madre di Sophie.<br>Anche perché deve imparare a difendersi dai mostri che possono attaccarla da un momento all’altro.<br>All’inizio Sophie ha paura di soffrire di allucinazioni, di avere magari qualche malattia al cervello poi si convince di essere entrata in una realtà magica.<br>La narrazione incomincia frizzante, divertita e divertente e continua così fino alla svolta drammatica: Sophie torna a casa e assiste al palazzo che brucia. Dentro ci sono suo padre e la sua matrigna. Sono stati i mostri secondo il draghetto: in particolare sembra opera degli sgherri della strega Archeveque.<br>Questo cambio di registro avviene senza soluzione di continuità, in modo del tutto naturale, grazie alla bravura di <strong>Giulia Besa</strong> nel passare da una modalità narrativa a un’altra.<br>A questo punto entra in scena la strega antipatica Isabelle che dovrà accompagnare Sophie e Fiammifero a Venezia. Il suo compito principale sarà di proteggere la ragazza e il draghetto dai mostri che tenteranno di uccidere Sophie.<br>Ulteriore cambio di registro narrativo: le scene di combattimento tra Isabelle, aiutata da Fiammifero e da Sophie (i suoi poteri iniziano a manifestarsi) e i mostri, sono puro horror splatter.<br>Aggiungiamo la felicità descrittiva di alcuni eventi straordinari successivi all’incendio come l’invasione e l’attacco di uno stormo di corvi demoniaci e abbiamo una scrittrice vera dallo stile semplice (assolutamente non banale anzi curatissimo) e scorrevole ma anche narrativamente camaleontica.<br>E mescolare i generi, come fa la <strong>Besa</strong>, non è da tutti. La narrazione procede tra fantasy, horror e ironia.<br>Aggiungiamo pure che i personaggi sono caratterizzati ottimamente. Sono anche molto belle le descrizioni ambientali di Venezia. E bella e originale è la descrizione della Barriera che Sophie, Fiammifero e Isabelle devono attraversare per raggiungere l’isola in cui sorge la scuola di stregoneria, dove Sophie conoscerà i suoi insegnanti, la simpatica compagna di classe Elodie, l’antipatica Chantal, figlia di Isabelle, e inizierà a praticare con consapevolezza le arti magiche.<br>Come dice la professoressa Fourer: “…è impossibile scrivere incantesimi perfetti. Prima o poi ogni incantesimo degenera. Il suo significato originale si perde e rimane solo il caos…<br>La materia che animate perché obbedisca ai vostri desideri non rimarrà per sempre schiava del vostro volere. Piano piano scorderà la ragione per la quale ha preso vita. In lei rimarrà solo il terrore di esistere, l’angoscia primordiale che nasce dalla consapevolezza dello scorrere del tempo.”<br>Una riflessione sulla magia che è anche riflessione sulla scrittura e in particolare sulla letteratura. Le streghe per lanciare i loro incantesimi li scrivono su fogli di carta. Come gli incantesimi così le opere di narrativa perdono il loro significato originario e vengono interpretate in mille modi possibili.<br>Qualcuno più esperto di me potrà definire questo romanzo dark fantasy o young adult.<br>Per me esistono i bravi narratori e i cattivi narratori.<br><strong>Giulia Besa</strong>, questa ragazza che, come il suo personaggio, è dotata di una fantasia infinita, sicuramente fa parte della prima categoria.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>L’AUTRICE<br></strong>Giulia Besa è nata a Roma nel 1990. Esordisce giovanissima con il romanzo urban fantasy <em>Numero Sconosciuto</em> (Einaudi Stile Libero, 2011). Seguono <em>Raccontami ancora di noi</em> (Sperling &amp; Kupfer, 2015) e quattro romanzi per Giunti Editore: <em>Il cattivo ragazzo che voglio</em> (2016), <em>Con te al di là del mare</em> (2017) vincitore del premio Racalmare Sciascia - Scuola, <em>Gemelle</em> (2018) e <em>Il segreto del mio migliore amico</em> (2019). </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Streghette!</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Giulia Besa</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Acheron Books</em></div> <div><em class="cf1">Anno: 25 luglio 2019</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 335</em></div> <div><em class="cf1">Dimensioni: 21.7 x 2.5 x 15.2 cm</em></div> <div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8832198317</em></div> <div><em class="cf1">Prezzo: 14,00 € - 6,99 € eBook</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/41G2icQ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3PIRrw6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink9e55b6ce1676b1453b7615178fe07f17 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Streghette-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 735,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9e55b6ce1676b1453b7615178fe07f17, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Streghette-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="294" /></a><br></div><div><script> var showboxlink4d2f7a21054bc92c5285890456c2612b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Giulia-Besa_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 300,'height': 300,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4d2f7a21054bc92c5285890456c2612b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Giulia-Besa_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 14:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Parker di Taylor Hackford]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000029C"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un buon prodotto</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Consigliato per amanti di action-movie</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Parker (Usa 2013)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Taylor Hackford. Soggetto: dal romanzo &nbsp;Flashfire: fuoco a volontà! di Donald E. Westlake. Sceneggiatura: John J. McLaughlin. Fotografia:
Mark Warner Montaggio: Michael Muro. Musiche: David Buckley. Scenografia: Missy Stewart, Mara Le Pere-Schloop, Maria Ney. Costumi: Melissa Bruning. Trucco: Manlio Rocchetti. Effetti Speciali: Yves De Bono, Wayne Brinton, Dottie
Starling. Produttori: Taylor Hackford, Les Alexander, Steve Chasman, Sidney Kimmel, Jonathan Mitchell. Case di Produzione: Film District, Incentive Filmed Entertainment, Sierra Pictures, Sidney Kimmel
Entertainment, Alexander Mitchell, Anvil Films. Distribuzione (Italia): Indie Pictures. Genere: Thriller, Azione. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2013. Lingua Originale: Inglese.
Durata: 118’. Interpreti: Jason Statham (Parker), Jennifer Lopez (Leslie Rodgers), Michael Chiklis (Melander), Wendell Pierce (Carlson), Clifton Collins Jr. (Ross), Nick Nolte (Hurley), Bobby
Cannavale (Jake Fernandez), Patti Lupone (Ascension), Carlos Carrasco (Norte), Micah Hauptman (August Hardwicke), Kirk Baltz (Bobby Hardwicke), Emma Booth (Claire), Daniel Bernhardt (Kroll), James Carraway (Quinn), Charleigh
Harmon (Bonnie), Sala Baker (Ernesto), Alyshia Ochse (Amber), Sharon Landry (Jen Hurley), Jon Eyez (Jack), Earl Maddox (James). </em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3NFszEZ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4dgvOgp" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Non sono un’amante del cinema d’azione, lo confesso, ma ci sono pellicole così ben fatte che riescono a far apprezzare un genere anche quando non è nelle tue
corde. <em>Parker</em> è un ottimo esempio di sceneggiatura ben scritta (<strong>John J. McLaughlin</strong>) partendo da un bel romanzo &nbsp;(<em>Flashfire: fuoco a volontà!</em> di <strong>Donald E. Westlake</strong>), montata con i tempi giusti (118’) da <strong>Mark Warner</strong> e fotografata da <strong>Michael Muro</strong> con colori accessi, tra scenografie stupende e location suggestive. Un film girato tra Ohio, Louisiana e Florida che non concede momenti di pausa allo spettatore; interpreti un bravissimo <strong>Jason Statham</strong> nei panni di Parker - un rapinatore con regole d’onore ben precise - e un’affascinante <strong>Jennifer Lopez</strong> (l’agente immobiliare Leslie Rodgers) che s’innamora di lui (non ricambiata) e lo aiuta a mettere a segno un colpo che può cambiare la vita.
I momenti migliori del film sono ambientati a West Palm Beach, tra panorami suggestivi di mare e ville di ricchi magnati, dove avviene l’epilogo con relativa resa dei conti subito dopo la rapina. Parker è il protagonista
di una saga letteraria in venti volumi, ideata da <strong>Donald E. Westlake</strong>, ma la trama è tratta dal primo libro, già sceneggiato per il cinema e interpretato da <strong>Lee Marvin</strong> (<em>Senza un attimo di tregua</em>, 1967) e <strong>Mel Gibson</strong> (<em>Payback - La rivincita di Porter</em>, 1999), anche se <strong>Taylor Hackford</strong> è il primo regista che può usare il nome del personaggio, in precedenza vietato dallo scrittore
(morto nel 2008). <em>Parker</em> fa dell’azione il suo motivo portante, con effetti speciali mirabolanti, inseguimenti spettacolari, sparatorie cruente, miracolose prove
di sopravvivenza e lotte spericolate persino sul balcone di un albergo. La storia d’amore tra Parker e la fidanzata storica viene relegata a un piano secondario, con la ragazza nelle vesti di infermiera ogni volta che
il protagonista ha bisogno di essere ricucito. <strong>Jennifer Lopez</strong> entra in scena nella seconda parte del film, a West Palm Beach, come agente immobiliare che deve
trovare un appartamento per un finto miliardario (sempre Parker) di cui finisce per innamorarsi. Lo schema del film si basa sulla vendetta di Parker nei confronti di una banda con cui ha collaborato ma - come dice lui stesso
- alla fine non è riuscito a fatturare. La fattura sarà più salata del previsto. Visto su Rai 4, il canale del cinema di genere. Consigliato per amanti di action-movie, perché si tratta davvero
di un buon prodotto.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3NFszEZ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4dgvOgp" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink1fd8c39e76cbe6f25178eefceb2b30d6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Parker2013-loc_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 605,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1fd8c39e76cbe6f25178eefceb2b30d6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Parker2013-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="289" /></a><br></div><div><script> var showboxlink5a7cc8b2e885d209201cb5c79563d5ec = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Parker2013-scena_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1920,'height': 1080,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5a7cc8b2e885d209201cb5c79563d5ec, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Parker2013-scena_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=W0dkiowuIdw">https://www.youtube.com/watch?v=W0dkiowuIdw</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 03:21:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[In arrivo Il Dio dei bisogni]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000029B"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Una storia che tocca tutti noi</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Perché assomiglia a quelle vite dei santi imprenditoriali che troviamo a volte sui giornali</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala l’imminente uscita della novella <em>Il Dio dei bisogni</em> scritta da <strong>Philip Gelatt</strong> e <strong>JT Petty</strong> con la traduzione di <strong>Giorgia Loschiavo</strong> edita da Zona 42 Edizioni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><em>Con </em><strong class="fs14lh1-5"><i>Il Dio dei Bisogni</i></strong><em> il duo <strong>Philip Gelatt</strong> &amp; <strong>JT Petty</strong> ci offre una narrazione alternativa a quella dominante del geniale innovatore imprenditoriale, fatta di lavoro sommerso, capitalismo predatorio, edonismo vuoto e
copiose quantità di sangue. Il racconto della vita di Sullivan Kingsley, ricchissimo inetto figlio di ricchissimi inetti, al centro della più grande innovazione della storia dell’umanità: l’introduzione
della magia nel processo tecnologico.<br>Quella de <strong>Il Dio dei Bisogni </strong>è una storia che tocca tutti noi, noi, perché assomiglia a quelle vite dei santi imprenditoriali che troviamo a volte sui giornali, smascherata da Gelatt &amp; Petty grazie al punto di vista
efferato, idiota e divertentissimo dell’ennesimo Campione del Capitale, che mentre ci vende le lucine colorate rischia anche di ammazzarci tutti.<br>Bonus, la traduzione brillante e rigorosa di Giorgia Loschiavo.</em> (Vargas)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Cos’è che rende un ambizioso startupper il primo sestilionario al mondo?<br>Sullivan Kingsley è l’uomo che ha distrutto il muro che separa la realtà
dall’immaginazione, la persona capace di esaudire ogni desiderio di un’umanità che non vede l’ora di coprirlo coi propri soldi.<br>Sullivan Kingsley è riuscito a brevettare la magia.</span></div>
<div><span class="cf1">Ovviamente questo notevole risultato si basa su alcune premesse dal distinto puzzo di cadavere. Com’è avvenuta la scoperta che ha cambiato il mondo? Che fine ha fatto Nancy,
una delle fondatrici del progetto? Come risolverà questo nuovo Dio dei bisogni i problemi tecnici legati alla commercializzazione delle fate?</span></div>
<div><span class="cf1">E soprattutto, riuscirà il nostro eroe a far sparire quel filmato in cui gli tirano addosso in mondovisione un saporito milkshake al gusto merda?</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">“Tiro fuori dalla tasca una scatoletta di midollo di unicorno e me ne infilo un tocco in bocca. Sa di melone muschiato, sento immediatamente l’ottimismo
scorrere nelle mie vene.”</em></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong><em></em></strong><em>Il Dio dei bisogni</em> è la novella che racconta l’impresa di Sullivan Kingsley, l’imprenditore che è riuscito a brevettare la magia, scritta da <strong>Philip Gelatt &amp; JT Petty</strong>, noti al grande pubblico per il lavoro alla serie antologica di Netflix <em>Love Death + Robots</em> e per la collaborazione a giochi come <em>Splinter Cell</em>, <em>The Walking Dead</em> e <em>Outlast</em>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">GLI AUTORI</strong></div>
<div><span class="cf1">Philip Gelatt lavora con videogiochi, fumetti, il cinema e la televisione. Ha scritto e diretto il film They remain tratto dal racconto -30- di Laird Barron
e il film a rotoscopio The spine of the night. È noto al grande pubblico per il suo lavoro alla serie antologica di Netflix Love Death + Robots.</span></div><div><script> var showboxlink82d5de2c4cb232d496c58e6b87c8373e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Philip-Gelatt-ok_autore.jpg','alt': 'Philip Gelatt','title': 'Philip Gelatt','width': 479,'height': 592,'description': 'Philip Gelatt'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink82d5de2c4cb232d496c58e6b87c8373e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Philip-Gelatt-ok_autore.jpg" alt="Philip Gelatt" title="Philip Gelatt" width="150" height="186" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">JT Petty è scrittore e regista di videogiochi, film per il cinema e per la televisione. Ha lavorato all’horror-western The Burrowers e al documentario S&amp;Man.
Nel campo dei videogiochi ha lavorato a Splinter Cell, The Walking Dead e Outlast.</span></div><div><script> var showboxlink7f9ba32fa2f77dce5269f50a6f26940e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/JT-Petty_autore.jpg','alt': 'JT Petty','title': 'JT Petty','width': 345,'height': 460,'description': 'JT Petty'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7f9ba32fa2f77dce5269f50a6f26940e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/JT-Petty_autore.jpg" alt="JT Petty" title="JT Petty" width="150" height="201" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Il Dio dei bisogni</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Philip Gelatt &amp; JT Petty</span></div>
<div><span class="cf1">Traduttore: Giorgia Loschiavo</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Zona 42</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 9 aprile 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 104</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensioni: 16.6 x 0.9 x 11.9 cm</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 10,90 €</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN-13: 979-1282183130</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinka83bd4d8dcd8b7998ad8913ebdf8b6cb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Il-Dio-dei-bisogni-Cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 600,'height': 850,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka83bd4d8dcd8b7998ad8913ebdf8b6cb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Il-Dio-dei-bisogni-Cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="284" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 13:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Un'ombra nell'ombra di Pier Carpi]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000029A"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Riscoprire Pier Carpi</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una voce unica e irripetibile del fantastico italiano</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Con la ristampa di <em>Un’ombra nell’ombra</em>, Edizioni Alcatraz offre l’opportunità di riscoprire un autore unico e poliedrico come <strong>Pier Carpi</strong>, figura centrale del fantastico e dell’esoterismo italiano del secondo Novecento.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><strong>Carpi </strong>(1940-2000) è stato uno scrittore, sceneggiatore, regista e studioso di occultismo, noto per la sua
produzione eclettica: dai fumetti alle riviste horror, dai saggi sulle società segrete e il paranormale fino ai romanzi. La sua narrativa è caratterizzata dall’intreccio di realismo quotidiano e soprannaturale,
dove la vita ordinaria convive con forze misteriose, dando vita a storie inquietanti e originali che sfidano le convenzioni del fantastico italiano.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Un’ombra nell’ombra </em>è ambientato a Milano negli anni Settanta e racconta la vicenda di una consorteria di donne legate da rituali magici, la cui armonia viene sconvolta dall’arrivo di una giovane dotata di poteri straordinari.
La ragazza rifiuta di conformarsi alle regole della sorellanza e agli equilibri apparentemente inevitabili che governano la comunità, mettendo in crisi dinamiche e gerarchie. Il romanzo esplora così il conflitto
tra libertà individuale e vincoli collettivi, tra potere e appartenenza, con un crescendo di tensione che cresce pagina dopo pagina. Una delle caratteristiche più riuscite del libro è il modo in cui <strong>Carpi </strong>trasforma la città in un elemento narrativo vivo: Milano diventa un luogo sospeso tra realtà e mistero, con i suoi vicoli, i cortili nascosti, i parchi notturni
e gli spazi pubblici che assumono un ruolo quasi simbolico. La vita quotidiana è descritta con precisione e naturalezza, ma ogni dettaglio contribuisce a creare un’atmosfera di sospensione e inquietudine, dove
il soprannaturale può insinuarsi senza clamore. Il contrasto tra realismo urbano e magia rende la suspense sottile e pervasiva, facendo sentire il lettore immerso in un mondo familiare ma alterato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Lo stile di <strong>Carpi</strong> è diretto, a tratti enfatico, e riflette la sua formazione da divulgatore: non cerca
effetti spettacolari, ma costruisce un senso crescente di inquietudine psicologica e di mistero quotidiano. Gli elementi fantastici emergono gradualmente e si intrecciano con la vita dei personaggi, mostrando la capacità
dell’autore di rendere il soprannaturale plausibile e intimamente connesso alla realtà. La ristampa di Edizioni Alcatraz nella collana <em>Bizarre</em> è quindi perfetta per un’opera come questa: <strong>Carp</strong>i emerge come autore eccentrico e originale, capace di combinare realismo urbano, esoterismo e tensione narrativa, restituendo una visione del fantastico italiana lontana
dalle convenzioni e sorprendentemente moderna. <em>Un’ombra nell’ombra </em>non è solo un romanzo horror: è un ritratto della città, della magia e della vita quotidiana filtrata attraverso l’immaginazione di un autore fuori dal comune. Leggerlo oggi significa
riscoprire <strong>Pier Carpi</strong>, una voce unica e irripetibile del fantastico italiano.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Pier Carpi (all’anagrafe Arnaldo Piero Carpi) nasce ad Arceto di Scandiano il 16 gennaio 1940 e muore a Viadana il 26 giugno del 2000. Dagli anni Sessanta inizia a lavorare
come sceneggiatore di fumetti, e scrive storie per <em>Topolino</em>, <em>Zakimort</em>, <em>Diabolik</em>, <em>Teddy Bob</em> e persino alcune avventure tutte italiane di <span class="fs14lh1-5"><i>Superman</i></span> e </span><em class="fs14lh1-5">Batman</em><span class="cf1">.</span></div>
<div><span class="cf1">Sempre nello stesso periodo comincia la sua carriera di scrittore, che lo vede alle prese con numerosi romanzi, saggi e biografie tra cui ricordiamo <em>La morte facile</em> (1964), <em>Storia della magia</em> (1968) <em>Il mistero di Sherlock Holmes</em> (1968), <em>Cagliostro il taumaturgo</em> (1972), <em>I mercanti dell’occulto</em> (1973), <em>Rasputin</em> (1975), <em>Il caso Gelli</em> (1982), <em>Gesù contro Cristo</em> (1997, ma scritto nel 1973), oltre che i libri della collana <em>Il romanzo di Diabolik</em> scritti dal 1967 al 1971.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel 1970 fonda e conduce insieme ad Alfredo Castelli la rivista-contenitore Horror dedicata a fumetti e cinema, e proprio al cinema si dedica negli anni Settanta dirigendo due
film tratti dai suoi romanzi – <em>Povero Cristo</em> (1975) e <em>Un’ombra nell’ombra</em> (1979) – e scrivendo la sceneggiatura per il film <em>Cagliostro</em> (1975). Da sempre estremamente interessato all’occultismo, aderisce alla Società Teosofica e all’inizio degli anni Novanta dà vita a Reggio
Emilia a un Gruppo Teosofico da lui presieduto.</span></div>
<div><span class="cf1">Alla sua figura, analizzata specialmente nel contesto del rapporto con il fantastico, è dedicato il saggio <em>Fantastico Pier Carpi!</em> pubblicato nel 2025 dall’associazione Yorick.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Un'ombra nell'ombra</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Pier Carpi</em></div>
<div><em class="cf1">Prefazione: Andrea Gibertoni e Mauro Corradini</em></div>
<div><em class="cf1">Postfazione: Davide Pulici</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: Bizarre Off 4</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Agenzia Alcatraz</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 24 aprile 2026</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 296</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 13.1 x 2.1 x 18.9 cm</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8885772717</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 17,00 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4dTfZwl" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkae62b852430365e9fabaac266fe357eb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ombra-ombra-Pier-Carpi-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 560,'height': 805,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkae62b852430365e9fabaac266fe357eb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ombra-ombra-Pier-Carpi-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="288" /></a><br></div><div><script> var showboxlink02647af2b2fc618e847ece42fd8634ee = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Pier-Carpi_autore_g6kp6mdi.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 448,'height': 448,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink02647af2b2fc618e847ece42fd8634ee, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Pier-Carpi_autore_8jcl1i9a.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 02:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Gave my Life for Rock'n'Roll]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001B"><h1 class="imHeading1">Il valore del sacrificio</h1><h2 class="imHeading2">Un invito a non perdere di vista la propria direzione</h2><div><div>Le scelte radicali fanno paura, ma a volte sono inevitabili: quando si prende davvero coscienza della propria natura, ignorarla non è più un’opzione. È in quel momento che la paura lascia spazio all’accettazione. <em>Gave my Life for Rock’n’Roll</em> racconta proprio l’inizio di questo percorso, un cammino costruito su sacrificio, dedizione e rinunce. Il ritornello restituisce l’immagine della vetta raggiunta, la fierezza e la quiete che arrivano dopo la salita, quando lo sguardo si apre e la fatica si dissolve davanti a ciò che si è conquistato.<br>La scelta e il sacrificio diventano così una soglia, l’accesso a una dimensione che resta invisibile e incomprensibile a chi non l’ha attraversata.</div><div><br></div> <div><em>“Fighting with the wind while you scream, dancing on these streets you’ll never see, sinners welcomed me and now I know what I was born for. I just gave my life for rock’n’roll”</em>: parole che segnano un punto di non ritorno, un’affermazione identitaria che prescinde dal giudizio esterno. Non tutti capiranno, ma smette di avere importanza quando si è esattamente dove si deve essere e ogni cosa trova finalmente un senso.<br></div> <div>Piedi ben piantati nell'hard rock dei mostri sacri come <strong>Alice Cooper</strong> e <strong>L.A. Guns</strong>, ma sguardo lucido sul presente: i <strong>Dirty Heavens</strong> invitano a restare focalizzati, a continuare a spingere e a non perdere di vista la propria direzione.</div><div><br></div> <div>I <strong>Dirty Heavens</strong> sono una rock band nata a Bari nel 2023. Capitanati da <strong>Lucrezia ‘Dirty Hell’ Lamacchia</strong> alla voce e chitarra ritmica, <strong>Chris Salerno</strong> alla chitarra solista, e la sezione ritmica di <strong>Alessio Virno</strong> (basso) e <strong>Angelo Porcelli</strong> (batteria), la band scolpisce un sound ruvido, viscerale e carico di emozione. La loro musica nasce dalle ceneri del grunge e dell’hard rock anni ’80, guardando alla forza melodica del pop-rock dei primi 2000.</div> <div>Il loro album d’esordio <em>Drive</em> (2026) racconta un viaggio interiore tra determinazione e frustrazione, percorrendo una strada che non esiste ancora. È una raccolta di inni alla libertà e all’autodeterminazione, in cui ogni brano si definisce come un frammento di vetro infranto: autonomo, ma indispensabile per comporre l’immagine complessiva dell’album.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc9a58d2c7ab6b2d4596abd3cd8c05819 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Dirty-Heavens-band_bar.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 556,'height': 341,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc9a58d2c7ab6b2d4596abd3cd8c05819, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Dirty-Heavens-band_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="123" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkf7488d9fccbeb7c753622940558522e0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Dirty-Heavens-Drive-album-cover_ver.jpg','alt': 'L\\\'album d’esordio.','title': 'L\\\'album d’esordio.','width': 333,'height': 333,'description': 'L\'album d’esordio.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf7488d9fccbeb7c753622940558522e0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Dirty-Heavens-Drive-album-cover_ver.jpg" alt="L&#39;album d’esordio." title="L&#39;album d’esordio." width="200" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=MTLVawQj0fo">https://www.youtube.com/watch?v=MTLVawQj0fo</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 14:00:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Delos Days 2026]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000299"><h1 class="imHeading1">La nuova edizione</h1><h2 class="imHeading2">Dedicata al mondo del libro e della narrativa fantastica</h2><div>






<div>La Redazione <em>GHoST</em> segnala che dal 25 al 26 aprile 2026, la <em>Casa dei Giochi</em> di Milano (Via Sant’Uguzzone 8, 20126 - MM Villa San Giovanni) ospita la nuova edizione dei <strong>Delos Days 2026</strong>, manifestazione dedicata al mondo del libro, degli autori e dell’editoria di narrativa fantastica, organizzata da <strong>Delos Books</strong>. L’iniziativa si configura come appuntamento di riferimento per lettori, appassionati di fantascienza, fantasy, horror, giallo e romanzo storico, nonché
per operatori e professionisti del settore editoriale.</div><div><br></div>
<div>I Delos Days 2026 si propongono di favorire l’incontro diretto tra il pubblico e gli autori delle principali collane e riviste Delos, valorizzando la qualità dei contenuti,
la pluralità dei generi e l’attenzione alle voci emergenti. Nel corso dei due giorni saranno presentate <strong>novità editoriali in anteprima</strong>, con dibattiti e incontri tematici focalizzati sui criteri di selezione, sulle linee editoriali e sulle prospettive del mercato librario
contemporaneo.</div><div><br></div>
<div>Previsto anche un articolato programma di <strong>workshop</strong> dedicati alla scrittura creativa, all’editoria, all’autopromozione online, agli agenti letterari e agli aspetti di natura legale relativi al diritto d’autore. A completare l’offerta
formativa, il laboratorio <strong>“Racconti meccanici”</strong>, in cui i partecipanti scriveranno un miniracconto utilizzando macchine per scrivere meccaniche:
il racconto più originale sarà premiato nella giornata di domenica. Il <em>Mercatino Delos</em> consentirà, inoltre, l’acquisto di novità editoriali, resti di magazzino scontati e l’intero catalogo Delos a condizioni agevolate.</div><div><br></div>
<div><strong>GLI OSPITI</strong></div>
<div>Tra i principali ospiti della manifestazione figurano autori e professionisti di riconosciuta autorevolezza nel panorama letterario e mediatico italiano.</div><div><br></div>
<div><strong>Sandrone Dazieri</strong>, scrittore e sceneggiatore, è noto per i suoi romanzi noir e thriller di grande successo,
nonché per la sua esperienza nel mondo del cinema e della serialità televisiva. Ai Delos Days 2026 interverrà in incontri con il pubblico e in panel tematici, raccontando il proprio percorso tra letteratura
popolare, scrittura per il cinema e la complessa relazione tra carta stampa e immagini in movimento.</div><div><script> var showboxlinkf460b85c5f286106ccaa9952b998129c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Sandrone-Dazier-ospite-dd_autore.jpg','alt': 'Sandrone Dazieri','title': 'Sandrone Dazieri','width': 300,'height': 300,'description': 'Sandrone Dazieri'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf460b85c5f286106ccaa9952b998129c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Sandrone-Dazier-ospite-dd_autore.jpg" alt="Sandrone Dazieri" title="Sandrone Dazieri" width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div>
<div><strong>Elena Salem</strong>, scrittrice e influencer, dialogherà con il pubblico sulle nuove forme di lettura e promozione
del libro, esplorando il ruolo dei social media e degli spazi digitali nella creazione di comunità di lettori e nella costruzione dell’identità dell’autore contemporaneo.</div><div><script> var showboxlinke1b837112b2de1b90f694f5c090dd9ad = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Elena-Salem-ospite-dd_autore.jpg','alt': 'Elena Salem','title': 'Elena Salem','width': 350,'height': 350,'description': 'Elena Salem'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke1b837112b2de1b90f694f5c090dd9ad, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Elena-Salem-ospite-dd_autore.jpg" alt="Elena Salem" title="Elena Salem" width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div>
<div><strong>Claudio Chillemi</strong>, scrittore specializzato in fantascienza e narrativa di speculazione, porterà il
suo punto di vista sulle intersezioni tra scienza, tecnologia e immaginario, con un’attenzione particolare alle tematiche legate al futuro e alle derive possibili della società.</div><div><script> var showboxlinke472eb0d3568d7a74342ecc54c95c744 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Claudio-Chillemi-ospite-dd_autore.jpg','alt': 'Claudio Chillemi','title': 'Claudio Chillemi','width': 300,'height': 300,'description': 'Claudio Chillemi'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke472eb0d3568d7a74342ecc54c95c744, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Claudio-Chillemi-ospite-dd_autore.jpg" alt="Claudio Chillemi" title="Claudio Chillemi" width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div>
<div><strong>Piergiorgio Nicolazzini</strong>, agente letterario, parlerà delle dinamiche che regolano il rapporto tra autore
ed editore, dei processi di selezione dei testi e delle opportunità offerte dal mercato editoriale italiano e internazionale, offrendo strumenti utili agli scrittori emergenti interessati a proporre i propri lavori.</div><div><script> var showboxlinkde63cc4ae4ff004b79d7c782c68680ec = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Piergiorgio-Nicolazzini-ospite-dd_agente.jpg','alt': 'Piergiorgio Nicolazzini','title': 'Piergiorgio Nicolazzini','width': 300,'height': 300,'description': 'Piergiorgio Nicolazzini'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkde63cc4ae4ff004b79d7c782c68680ec, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Piergiorgio-Nicolazzini-ospite-dd_agente.jpg" alt="Piergiorgio Nicolazzini" title="Piergiorgio Nicolazzini" width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div>
<div><strong>Marina Lenti</strong>, avvocato specializzata in materia culturale e autore di volumi di divulgazione giuridica,
guiderà approfondimenti sulle questioni legali legate al <em>diritto d’autore</em>, ai contratti editoriali, ai diritti connessi e alle best practice per la tutela dei contenuti creativi.</div><div><script> var showboxlink017de0ce3d4ae8f1d582746a2b1bf515 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Marina-Lenti-ospite-dd_avvocato.jpg','alt': 'Marina Lenti','title': 'Marina Lenti','width': 300,'height': 300,'description': 'Marina Lenti'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink017de0ce3d4ae8f1d582746a2b1bf515, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Marina-Lenti-ospite-dd_avvocato.jpg" alt="Marina Lenti" title="Marina Lenti" width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div>
<div><strong>Daniele Zaccone</strong>, videopodcaster e scrittore, intervisterà gli autori e gli ospiti, declinando il mondo
della narrativa e dell’editoria attraverso il linguaggio delle nuove forme audiovisive e del podcasting, con un occhio particolare allo storytelling cross‑mediale.</div><div><script> var showboxlink5bb781cb6d8e7a04659741f6d43a8f8b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Daniele-Zaccone-ospite-dd_autore.jpg','alt': 'Daniele Zaccone','title': 'Daniele Zaccone','width': 300,'height': 300,'description': 'Daniele Zaccone'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5bb781cb6d8e7a04659741f6d43a8f8b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-5" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Daniele-Zaccone-ospite-dd_autore.jpg" alt="Daniele Zaccone" title="Daniele Zaccone" width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div>
<div><strong>Danilo Arona</strong>, scrittore e musicista, offrirà un punto di vista originale sui legami tra letteratura e
musica, esplorando il fantastico, l’horror e la cultura pop dalla doppia prospettiva dell’autore e del compositore.</div><div><script> var showboxlink500899d06e230a4d287e7a62354e4120 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Danilo-Arona-ospite-dd_autore.jpg','alt': 'Danilo Arona','title': 'Danilo Arona','width': 350,'height': 350,'description': 'Danilo Arona'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink500899d06e230a4d287e7a62354e4120, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-6" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Danilo-Arona-ospite-dd_autore.jpg" alt="Danilo Arona" title="Danilo Arona" width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div>
<div><strong>Franco Forte</strong>, scrittore ed editor, interverrà come curatore di collane e direttore editoriale, illustrando
le ragioni delle scelte narrative, le strategie di selezione dei testi e le dinamiche interne alle collane Delos, oltre a condividere indicazioni pratiche per chi aspira a entrare nel mondo dell’editoria.</div><div><script> var showboxlinkbef7d01a1d6739b91627487c0ed06e0a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Franco-Forte-ospite-dd_autore.jpg','alt': 'Franco Forte','title': 'Franco Forte','width': 350,'height': 350,'description': 'Franco Forte'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbef7d01a1d6739b91627487c0ed06e0a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-7" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Franco-Forte-ospite-dd_autore.jpg" alt="Franco Forte" title="Franco Forte" width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div>
<div>A questi ospiti si affiancheranno i vincitori dei premi Delos, selezionati tra le opere pubblicate o candidate in seno alle collane e riviste dell’editore, che saranno presentati
come esempi di talento narrativo e creatività emergente.</div><div><br></div>
<div><strong>Luogo, calendario e modalità di partecipazione</strong></div>
<div>I Delos Days 2026 si svolgono presso la <em>Casa dei Giochi</em>, struttura già nota come sede storica di eventi editoriali e ludici, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (fermata MM Villa San Giovanni) e con numerose strutture ricettive disponibili nelle vicinanze
di Milano e Sesto San Giovanni.</div><div><br></div>
<div>La manifestazione prevede un sistema di accreditamento per il pubblico, con diverse modalità di partecipazione:</div>
<div><ul><li><strong>Quota “Normale”</strong> (5 €): accesso a una giornata a scelta, con partecipazione a panel, presentazioni e incontri con gli autori;</li><li><strong>Quota “Sostenitore”</strong> (10 €): accesso a una o entrambe le giornate, con omaggio di un sacchettone in tela e accesso preferenziale ai <em>Table Talk</em>;</li><li><strong>Quota “Ragazzi”</strong>: gratuita per tutti i partecipanti fino a 14 anni.</li></ul></div>

<div><br></div>
<div>Con i <em>Delos Days 2026</em>, Delos Books conferma la propria missione di promuovere la cultura del libro, la formazione degli autori
e la democratizzazione dell’accesso ai contenuti letterari, consolidando la presenza di Milano come centro di riferimento per la narrativa fantastica italiana.</div>
<div>Il programma completo e aggiornato degli eventi sarà presto disponibile sul sito ufficiale: <a href="https://www.delosdays.it/" class="imCssLink">www.delosdays.it</a>.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkbbee0f3c2e40391daf805e9be4b0ad81 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/delos-day-logo_bar.jpg','alt': 'Il logo Delos Days 2026.','title': 'Il logo Delos Days 2026.','width': 640,'height': 384,'description': 'Il logo Delos Days 2026.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbbee0f3c2e40391daf805e9be4b0ad81, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-8" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/delos-day-logo_bar.jpg" alt="Il logo Delos Days 2026." title="Il logo Delos Days 2026." width="200" height="120" /></a><br></div><div><script> var showboxlink5162d39eee0106d9b19080140c92d98b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Delos-logo-quadrato_ver.jpg','alt': 'Il logo Delos.','title': 'Il logo Delos.','width': 500,'height': 500,'description': 'Il logo Delos.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5162d39eee0106d9b19080140c92d98b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-9" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Delos-logo-quadrato_ver.jpg" alt="Il logo Delos." title="Il logo Delos." width="200" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 04:36:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La finestra aperta]]></title>
			<author><![CDATA[Saki]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000298"><h1 class="imHeading1">Sembrava che avesse visto uno spettro</h1><h2 class="imHeading2">Dovette passare tutta la notte in una tomba da poco scavata</h2><div><div>- Mia zia scende subito, signor Nuttel,- disse una giovane e disinvolta damigella di quindici anni; - &nbsp;intanto potete provare a stare un po’ con me. -</div> <div>Framton Nuttel cercò di dire quel che esattamente ci voleva per piacere alla nipote presente, senza nulla togliere alla zia che sarebbe venuta. Nel suo intimo, dubitava più che mai del vantaggio offerto ai suoi nervi bisognosi di cure, da quelle visite convenzionali a una serie di persone del tutto sconosciute.</div> <div>- So benissimo come andrà, - aveva detto sua sorella, mentre egli si preparava a emigrare nel suo campestre ritiro. &nbsp;- Andrai a seppellirti laggiù dove non avrai da parlare con anima viva, e per il tedio i tuoi nervi staranno peggio che mai. Ti darò qualche lettera per la gente che ho conosciuto laggiù. Alcuni di loro, per quanto mi ricordi, sono persone veramente simpatiche. -</div> <div>Framton avrebbe voluto sapere se la signora Sappleton, alla quale lo presentava una di quelle lettere, apparteneva alla categoria simpatica.</div> <div>- Conoscete molta gente da queste parti? - Domandò la nipote quando giudicò che fra loro la silenziosa comunione era durata abbastanza.</div> <div>- Appena qualcuno, - disse Framton. - Mia sorella è stata qui, al Rettorato, quattro anni fa, ed è lei che mi ha dato alcune lettere di presentazione per la gente di qui.-</div> <div>Egli fece quest’ultima dichiarazione con tono di evidente disappunto.</div> <div>- Allora in realtà non sapete nulla di mia zia? - Proseguì la giovane e disinvolta damigella.</div> <div>- Soltanto il nome e l’indirizzo, - ammise l’interrogato. Avrebbe voluto sapere se la signora Sappleton era vedova o maritata. Nella stanza, qualcosa di indefinibile suggeriva la presenza di un uomo in casa.</div> <div>- La sua grande tragedia è avvenuta esattamente tre anni fa, - Disse la ragazzetta, - dopo la partenza di vostra sorella. -</div> <div>- La sua tragedia? - Domandò Framton; chi sa come, in quel tranquillo paese la macchia di una tragedia sembrava fuori posto.</div> <div>- Voi, forse, vi siete stupito di vedere qui, alla metà di ottobre, una finestra spalancata, - &nbsp;proseguì la nipote accennando una grande porta finestra aperta su un prato.</div> <div>- Fa veramente caldo per la stagione in cui siamo, - disse Framton, - ma forse la finestra ha qualche cosa da vedere con la tragedia? -</div> <div>- Da questa finestra, tre anni fa, un giorno, suo marito e i suoi due fratelli più giovani sono usciti per andare a caccia. E non sono più tornati.</div> <div>Nell’attraversare la brughiera per andare nel loro terreno prediletto per la caccia ai beccaccini, affondarono tutti e tre in un acquitrino traditore. Era stata un’estate spaventosamente umida, e in un punto per solito sicuro il suolo cedette all’improvviso. I loro corpi non furono più rintracciati. E questa fu la parte spaventosa. - Qui la voce della ragazzina perse il suo tono di sussiego e tremò con intonazione più umana. - La povera zia crede che un giorno o l’altro essi torneranno col piccolo spaniel marrone, che si perse con loro, e che entreranno da questa porta finestra come usavano entrare. Per questo è lasciata sempre aperta, ogni sera, fino a buio. Spesso, la mia povera cara zia mi ha detto come venivano, suo marito con l’impermeabile bianco sul braccio, e Ronnie, il fratello, più &nbsp;giovane cantarellando: <em>Bertie, perché hai saltato</em>? Per fare stizzire la zia, lei infatti diceva che quella canzone le urtava i nervi. Sapete, qualche volta, nelle sere calme e serene come questa, io provo quasi la raccapricciante impressione che essi stiano per entrare davvero da quella porta finestra... -</div> <div>Tacque, scossa da un rapido brivido. Fu un sollievo per Framton l’arrivo della zia che irruppe nella stanza con un turbine di scuse per aver tardato a presentarsi.</div> <div>- Spero che Vera vi abbia divertito, - disse.</div> <div>- Ha detto cose molto interessanti, &nbsp;- disse Framton.</div> <div>- Spero che la finestra aperta non vi disturbi, - disse a un tratto la signora Sappleton.</div> <div>- Mio marito e i suoi fratelli devono tornare da caccia, e passano sempre da questa parte. Oggi sono andati a caccia alle beccacce nelle &nbsp;paludi, e ridurranno in un bello stato i miei poveri tappeti. Cosí son gli uomini, non è vero? -</div> <div>Ella chiacchierò allegramente sulla caccia, sulla scarsità degli uccelli e sulle probabilità della caccia all’anitra durante l’inverno.</div> <div>A Framton tutto ciò sembrava semplicemente orribile. Fece un disperato tentativo, solo parzialmente fortunato, di volgere il discorso su argomenti meno spettrali; ma si rendeva conto di come la sua ospite non gli concedesse che una piccola parte della sua attenzione, e che i suoi occhi correvano di continuo da lui alla finestra aperta, e al praticello al di là. Era certamente una disgraziata coincidenza quella di esser capitato a farle visita in quel tragico anniversario.</div> <div>- I dottori sono stati tutti d’accordo nell’ordinarmi la quiete assoluta, l’assenza di ogni eccitamento intellettuale, e di qualsiasi cosa abbia rapporto con esercizi fisici violenti, - dichiarò Framton, che parlava sotto la spinta della illusione abbastanza diffusa che tutti gli estranei in genere e qualunque conoscente in particolare, siano avidi di conoscere gli ultimi particolari sui nostri acciacchi e le nostre infermità, la loro causa e le loro cure. - Su quanto invece riguarda la dieta, non sono tanto d’accordo,- continuò.</div> <div>- No? - Disse la signora Sappleton con una voce che soltanto all’ultimo momento aveva sostituito uno sbadiglio. Poi sfavillò improvvisamente di ridesta attenzione... ma non per quanto diceva Framton.</div> <div>- Eccoli, finalmente, - gridò.</div> <div>- Proprio in tempo per il tè. E non hanno nemmeno il fango sino agli occhi! -</div> <div>Framton rabbrividì leggermente e volse alla nipote uno sguardo che voleva comunicarle la sua pietosa comprensione.</div> <div>La fanciulla fissava la porta con uno smarrito terrore negli occhi. </div> <div>Con una fredda scossa di indicibile spavento, Framton si volse sulla sedia e guardò nella medesima direzione.</div> <div>Nel crepuscolo che infittiva tre figure avanzavano sul prato davanti alla casa; portavano ciascuna un fucile sotto il braccio, e una di esse portava sulle spalle un soprabito bianco. Uno spaniel marrone, stanco, si teneva alle loro calcagna. Si avvicinavano in silenzio alla casa, poi a un tratto una rauca voce giovanile cantò nella nebbia: <em>Io dico Bertie, perché hai saltato?</em></div> <div>Fuori di sé, Framton afferrò cappello e bastone: la porta di ingresso, il sentiero ghiaioso, e il cancello furono fasi appena intraviste della sua precipitosa ritirata. Un ciclista che veniva lungo la strada dovette gettarsi contro la siepe per evitare una collisione.</div> <div>- Eccoci arrivati, cara, - disse colui che portava l’impermeabile bianco entrando per la porta finestra; con una bella dose di fango, ma quasi tutto già secco. - Chi era quello che è scappato via quando noi siamo arrivati? -</div> <div>- Un tipo strano, un certo signor Nuttel, - disse la signora Sappleton; - non sa parlare che delle sue malattie, ed è scappato via senza una parola di saluto o di scusa quando vi ha visti arrivare. Sembrava che avesse visto uno spettro. -</div> <div>- Immagino sia stato per via del cane, - disse la nipote con calma; - mi ha detto che ha orrore dei cani. Una volta è stato inseguito in un cimitero non so dove, sulle rive del Gange, da un branco di cani randagi, e dovette passare tutta la notte in una tomba da poco scavata con quegli animali che latravano e digrignavano i denti schiumando di rabbia proprio sopra a lui. Quanto bastava per rovinare i nervi a chiunque. -</div> <div>Improvvisare storie era la specialità della fanciulla.</div></div><div><br></div><div><div><strong><span class="fs14lh1-5 cf1">Note della Redazione</span></strong></div><div><div>Ancora Saki con le sue storie oblique che spiazzano e sorprendono anche i lettori più smaliziati.</div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Scrittore originale, stravagante, imprevedibile. Alcuni suoi racconti appartengono sicuramente al genere nero, supernaturale, irrazionale.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Saki ha viaggiato molto, ha raccolto leggende, stranezze, avvenimenti bizzarri e inspiegabili.</span></div><div><em><span class="fs14lh1-5 cf1">La finestra aperta</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">pubblicato per la prima volta su</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><em><span class="fs14lh1-5 cf1">Club GHoST</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1">.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><strong><span class="fs14lh1-5 cf1">L’AUTORE</span></strong></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Hector Hugh Munro (1870 - 1916), noto con lo pseudonimo di Saki, è stato un influente scrittore britannico, maestro del racconto breve famoso per il suo stile ironico, satirico e spesso macabro, volto a sbeffeggiare la società edoardiana. Nato in Birmania, fu educato in Inghilterra da zie severe, esperienza che influenzò la sua narrativa, spesso incentrata su bambini arguti che trionfano sugli adulti.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Allo scoppio della prima guerra mondiale, si arruolò come soldato semplice, rifiutando la promozione a ufficiale. Morì in Francia il 13 o 14 novembre 1916, ucciso da un cecchino durante la battaglia della Somme.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">I suoi racconti sono celebri per l'umorismo nero, la crudeltà cinica e la satira della borghesia inglese. È considerato un maestro della forma breve, paragonato a O. Henry e Oscar Wilde.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Saki è considerato un autore fondamentale nella letteratura inglese, capace di unire leggerezza formale e cinismo profondo.</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkf8b305b19f632b8c28687fb6e14530be = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/la-finestra-aperta-Saki-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 511,'height': 710,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf8b305b19f632b8c28687fb6e14530be, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/la-finestra-aperta-Saki-cop_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="278" /></a><br></div><div><script> var showboxlink2ae5a8207dfcfd97a97f6acfb79dc3f3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/la-finestra-aperta-Saki_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 390,'height': 517,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2ae5a8207dfcfd97a97f6acfb79dc3f3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/la-finestra-aperta-Saki_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="199" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 04:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Infinite di Antoine Fuqua]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000297"><h1 class="imHeading1">Tratto dal romanzo di Eric Maikranz</h1><h2 class="imHeading2">Cinema di pura azione inserita in un contesto fantastico</h2><div>






<div><strong>Infinite (Usa 2021)</strong></div>
<div><em>Regia: Antoine Fuqua. Soggetto: The Reincarnationist Papers di Eric Maikranz (romanzo), Todd Stein (storia). Sceneggiatura: Ian Shorr. Fotografia: Mario
Fiore. Montaggio: Conrad Buff IV. Effetti Speciali: Mark Holt, Arudra Jaykar. Musiche: Harry Gregson-Williams. Scenografia: Chris Seagers. Costumi: Jill Taylor. Trucco: Charlotte Mileham, Stefania
Pellegrini. Produttori: Lorenzo di Bonaventura, Mark Huffman, Stephen Levinson, Mark Vahradian, Mark &nbsp;Wahlberg, John Zaozirny. Case di Produzione: Closest to the Hole Productions, Di Bonaventura Pictures, New Republic Pictures, Paramount Pictures. Distribuzione (Italia): Prime Video. Durata: 106’. GHenere: Action Fantastico. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2021. Interpreti: Mark Wahlberg (Evan McCauley), Chiwetel Ejiofor (Ted Bathurst nel 2020), Dylan O’Brien (Heinrich Treadway), Sophie Cookson (Nora Brightman), Joana Ribeiro (Leona), Jason Mantzoukas (l’artigiano), Rupert Friend (Ted
Bathurst nel 1985), Toby Jones (Bryan Porter), Jack Roth (Ronny), Liz Carr (Garrick), Kae Alexander (Trace), Tom Hughes (Abel), Jóhannes Haukur Jóhannesson (Kovic), Wallis Day (Ag. Shin), Leon Annor (Lotto), Melissa Neal (Shawna), Jumayn Hunter (Ray Ray).</em></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/4dySnx9" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div>
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<div><strong>Antoine Fuqua</strong> (1965), regista nordamericano nativo di Pittsburgh, comincia con i video musicali, debutta al cinema
con <em>Costretti a uccidere</em> (1998), si ricorda per <em>King Arthur</em> (2004), per i tre episodi di <em>The Equalizer</em> (2014 - 2018 - 2023) e per alcuni film di azione, che compongono la sua cifra stilistica riconoscibile. Atteso all’opera per <em>Michael</em> (2026) - un genere nuovo - film in uscita che racconta la vita di Michael Jackson. <em>Infinite</em> è cinema di pura azione inserita in un contesto fantastico, la cui sceneggiatura proviene dal romanzo <em>The Reincarnationist Papers</em> di <strong>Eric Maikranz</strong>. &nbsp;La storia è di <strong>Todd Stein</strong>, sceneggiata dal bravo <strong>Ian Shorr</strong>, per una pellicola che non concede tregua allo spettatore, girata tra Londra, Galles, Scozia, Thailandia, Nepal, New York, Città del Messico e persino sulle Alpi,
con effetti speciali grandiosi e molta computer grafica. Troviamo anche un po’ d’Italia in questo film, perché la fotografia vivida e luminosa è del cosentino <strong>Mario Fiore</strong>, da tempo naturalizzato statunitense, Premio Oscar per <em>Avatar</em> di <strong>Cameron</strong>, nel 2010 (miglior fotografia). La storia comincia a Città del Messico, dove conosciamo
Heinrich Treadway (<strong>O’ Brien</strong>) in fuga dalla polizia e da un avversario come Bathurst (<strong>Ejiofor</strong>), prosegue a New York e in altre location sparse per il mondo con la scoperta di personaggi reincarnati in cerca dei loro ricordi per salvare il mondo, soprattutto di
un uovo fondamentale affinché non avvenga la catastrofe. Evan McCauley (<strong>Wahlberg</strong>) crede di soffrire di schizofrenia (non viene assunto per questo motivo da diversi datori di lavoro), in realtà presenta &nbsp;un comportamento dissociato a causa delle varie esistenze che il suo corpo contiene,
una massa di ricordi che premono per uscire fuori. La storia racconta la lotta tra Nichilisti e Credenti - i primi vogliono distruggere il mondo, i secondi salvarlo -, ma è quasi un pretesto per inanellare inseguimenti
aerei e automobilistici, fantastici incidenti e scene di epocale distruzione (si veda le auto che si rincorrono negli uffici di una centrale di polizia) con grande dispiego di effetti speciali (<strong>Mark Holt</strong>, <strong>Arudra Jaykar</strong>) e un montaggio ultra sincopato (<strong>Conrad Buff IV</strong>). Stupendo il finale con i due avversari che s’incontrano ancora, in nuove reincarnazioni
e in un contesto storico - geografico del tutto modificato. Scenari fantasmagorici davvero ben fatti (<strong>Chris Seagers</strong>), colonna sonora sin troppo invasiva (<strong>Harry Gregson-Williams</strong>) che segue l’andamento rapido del racconto. Poca circolazione nei cinema, purtroppo, per una pellicola che proprio su grande schermo avrebbe avuto la sua consacrazione, causa epidemia Covid, che ha portato
alla sola diffusione su piattaforma Paramount a partire dal 10 giugno 2021. Visto in Italia grazie a Prime Video, quindi su Rai 4 in Prima TV. Disponibile su Rai Play. Per appassionati del cinema d’azione.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4dySnx9" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/41DTWSV" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink1eda86013616d662d5084ef9289c6ea4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Infinite-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 560,'height': 840,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1eda86013616d662d5084ef9289c6ea4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Infinite-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlink551aabdff29e7faf843b2ef551920e3e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Infinite-loc_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1080,'height': 608,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink551aabdff29e7faf843b2ef551920e3e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Infinite-loc_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=o8EpFx6vu_U">https://www.youtube.com/watch?v=o8EpFx6vu_U</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 14:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Fuori La ragazza dal pigiama rosso]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000296"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Alda Teodorani e la Metamorfosi di Lara</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Torna in libreria una delle più apprezzate autrici horror e noir italiane</span></h2><div><div><span class="cf1">Preparatevi a immergervi in un abisso di nebbia e metallo. La redazione </span><span class="cf1"><em>GHoST</em></span><span class="cf1"> annuncia la disponibilità in libreria de </span><span class="cf1"><em>La ragazza dal pigiama rosso</em></span><span class="cf1">, l'opera più recente firmata dalla penna affilata di </span><span class="cf1"><strong>Alda Teodorani</strong></span><span class="cf1"> ed edita da D Editore, un trip body-horror estremo, tra esperimenti umani, accoppiamenti rituali, rinascita e vendetta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/4c93s5p" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em><span class="cf1">«L'avevano appena toccata quando lei aprì gli occhi.</span></em></div> <div><em><span class="cf1">I barellieri fecero un balzo indietro e tu o si fermò. Poi la donna cominciò a urlare»</span></em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">In un’atmosfera rurale soffocante e spettrale, la trama ci trascina nella vita tormentata di Lara, una donna intrappolata in un ciclo infinito di brutalità domestica. Ma quella che sembra la cronaca di una tragedia annunciata prende una piega inaspettata e terrificante quando la violenza del marito raggiunge l'apice in una notte di ordinaria follia.</span></div> <div><span class="cf1">Dopo essere stata vittima di un brutale tentativo di omicidio nei campi, la logica della morte si spezza. Il corpo martoriato di Lara non finisce nell'oblio, ma sul tavolo operatorio di un santuario sconsacrato, trasformato nel laboratorio dello scienziato Newton, un medico onnipotente dalla psiche deviata che trova un piacere perverso nella degradazione della carne e che sperimenta con la coltivazione di carne umana e la stampa 3D.</span></div> <div><span class="cf1">In questa discesa nell'</span><span class="cf1"><em>orrore biologico</em></span><span class="cf1"> più crudo, assistiamo alla rinascita tecnologica della protagonista. In una ricomposizione sintetica attraverso l'uso di biostampanti e innesti meccanici, Lara viene riassemblata pezzo dopo pezzo. La donna smette così di essere umana per diventare una scultura cibernetica, un ibrido tra vita e macchina. E mentre il suo nuovo corpo prende forma, la sua mente è invasa da ricordi frammentati di traumi precedenti, dalle sevizie infantili alle violenze di un odontoiatra sadico.</span></div> <div><span class="cf1">La creatura che alla fine riapre gli occhi non è più la vittima che abbiamo conosciuto. Priva di legami e padroni, Lara è ora una forza della natura pronta a scatenare una rappresaglia senza precedenti contro chi l'ha spezzata.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Con la collana </span><span class="cf1"><em>Intermundia</em></span><span class="cf1">, D Editore si fa condurre da </span><span class="cf1"><strong>Claudio Kulesko</strong></span><span class="cf1"> alla scoperta della varietà di esperienze e voci che compongono il pa(ra)norama della narrativa di genere italiana contemporanea. La grande maestra dell’horror, l’autrice di culto </span><span class="cf1"><strong>Alda Teodorani</strong></span><span class="cf1"> torna a terrorizzarci, sfidando ogni nostra certezza e tutti i confini del narrabile, con una storia in cui sperimenta nuovi intrecci tra archetipi dell’orrore e un immaginario high tech.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Alda Teodorani</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> non ha bisogno di presentazioni per gli amanti del brivido. Dai suoi esordi nel 1991 con </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Giù, nel delirio</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, alla storica collaborazione nel </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Gruppo 13</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> con giganti come </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Carlo Lucarelli</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, fino alla celebre antologia </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Gioventù cannibale</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, la sua carriera è costellata di successi. Con oltre duecento pubblicazioni e incursioni nel mondo del cinema, dei fumetti e della musica, si conferma una voce fondamentale e poliedrica del panorama horror-noir.</span></span><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">La scrittura di </span><span class="cf1"><strong>Alda Teodorani</strong></span><span class="cf1"> si distingue per una forza viscerale che l’ha resa una figura di culto nel panorama dell'horror-noir italiano. Il suo approccio narrativo non teme di esplorare i territori più oscuri dell'animo umano, fondendo una crudezza quasi chirurgica con una sensibilità cupa e tormentata. Questa capacità di descrivere l'orrore estremo attraverso una lente cinica e disturbata emerge chiaramente nella gestione delle metamorfosi fisiche dei suoi personaggi, dove il corpo umano diventa un campo di battaglia tra decomposizione e ricostruzione tecnologica.</span></div> <div><span class="cf1">Fondatrice del celebre Gruppo 13 e protagonista della stagione dei Cannibali, l'autrice costruisce trame in cui il dolore passato non è mai dimenticato, ma riaffiora costantemente sotto forma di flashback frammentari che sviscerano traumi infantili e violenze sistematiche. La sua narrazione è densa e stratificata, capace di spaziare dal realismo più sporco di una provincia soffocata dalla nebbia fino alle derive fantascientifiche e cybernetiche. Grazie a una produzione vastissima che tocca anche il fumetto e il cinema, il suo stile ha acquisito una qualità intermediale unica, rendendo ogni sua opera un’esperienza sensoriale che sfida i confini del genere e trasforma la sofferenza in un’estetica di vendetta e rinascita.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong><span class="cf1">Sinossi</span></strong></div> <div><span class="cf1">Una giovane donna viene ritrovata massacrata in un fosso, il pigiama intriso di sangue. In una provincia avvolta in una nebbia innaturale, quello che si presenta come il più tristemente comune dei femminicidi si rivela invece il principio di orrori estremi</span></div> <div><span class="cf1">che distruggono ogni certezza: quella del confine tra vita e morte, quella dei limiti dei corpi, quella del possibile nel sesso. Da un ordinario fatto di violenza di genere prolifera una storia di pornorrore, rinascita e vendetta all’insegna degli esperimenti sugli esseri umani...</span></div> <div><span class="cf1">La maestra dell’orrore </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Alda Teodorani</b></span></span><span class="cf1"> torna a nutrire i nostri incubi con una novella che oltrepassa le frontiere più estreme dell’immaginario, tra chirurgie fantascientifiche, stupri rituali, teste servite su vassoi, teche di vetro e un’ossessione per la carne umana tra desiderio, impulso violento e appetito...</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong><span class="cf1">L’AUTRICE</span></strong></div> <div><span class="cf1">Alda Teodorani è tra le più apprezzate autrici horror e noir italiane. Dall’esordio all’inizio degli anni Novanta, è stata una ﬁgura di primo piano sulla scena letteraria italiana nell’ambito della narrativa di genere: cofondatrice del Gruppo 13 insieme a Lucarelli, Fois e Machiavelli pioniera del gruppo dei Cannibali, iniziatrice della corrente Neo-Noir. Dai suoi racconti sono stati tratti adattamenti cinematografici, teatrali e a fumetti. Tra le opere più note </span><span class="cf1"><em>Le radici del male</em></span><span class="cf1"> (1991), </span><span class="cf1"><em>Sesso con coltello</em></span><span class="cf1"> (2001), </span><span class="cf1"><em>Organi</em></span><span class="cf1"> (2002), </span><span class="cf1"><em>Belve</em></span><span class="cf1"> (2003) e </span><span class="cf1"><em>La Signora delle torture</em></span><span class="cf1"> (2004).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong><span class="cf1">SCHEDA TECNICA</span></strong></div> <div><span class="cf1">Titolo: La ragazza dal pigiama rosso</span></div> <div><span class="cf1">Autore: Alda Teodorani</span></div> <div><span class="cf1">Curatore: Claudio Kulesko</span></div> <div><span class="cf1">Collana: Intermundia</span></div> <div><span class="cf1">Editore: D Editore</span></div> <div><span class="cf1">Anno: 19 marzo 2026</span></div> <div><span class="cf1">Pagine: 176</span></div> <div><span class="cf1">Prezzo: 15,90 € - 7,90 € eBook</span></div> <div><span class="cf1">ISBN-13: 9791281842045</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/4c93s5p" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkee326fc79e0b1ea160c535093c454082 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ragazza-dal-pigiama-rosso-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 450,'height': 619,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkee326fc79e0b1ea160c535093c454082, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ragazza-dal-pigiama-rosso-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="276" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkc4528570f5d87a45286d06c7af474a14 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alda-teodorani-pigiama-rosso_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 720,'height': 405,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc4528570f5d87a45286d06c7af474a14, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alda-teodorani-pigiama-rosso_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="200" height="113" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 06:48:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Disponibile Radio Cosmo]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000293"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">L'etere romano si fa romanzo</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Nelle librerie l’opera prima dello storico speaker di Radio Rock</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità nelle librerie di <em>Radio Cosmo</em>, il debutto narrativo di <strong>Marco Muscarà</strong>, un viaggio tragicomico dietro le quinte di un’emittente di periferia, tra sogni infranti e realtà grottesche.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Mentre la Capitale affoga in un’estate torrida e paralizzante, tra le frequenze di una piccola stazione radiofonica ai margini della città si consuma un dramma collettivo
intriso di ironia. Si intitola <em>Radio Cosmo</em> (Arcadia Edizioni) ed è l’esordio nel mondo del romanzo di <strong>Marco Muscarà</strong>, figura di riferimento del panorama radiofonico romano e voce del celebre programma mattutino <em>Gagarin</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Lontano dal glamour dei grandi network, <strong>Muscarà</strong> ci trascina nel quartier generale di un’emittente immaginaria ma estremamente autentica, costantemente in bilico sul baratro del fallimento. Qui si muove
una galleria di personaggi descritti con un realismo spietato e divertente: dal responsabile della stazione, schiacciato da un ingombrante legame materno, al tecnico del suono invischiato in frequentazioni pericolose, fino
alla vecchia gloria del microfono che fatica a trovare un senso alla propria esistenza.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Il libro adotta un ritmo incalzante, quasi cinematografico, che richiama lo spirito dissacrante di serie culto come <em>Boris</em>. Attraverso dialoghi serrati e situazioni al limite del paradosso, l’autore non si limita a raccontare il mestiere della radio, ma mette a nudo le fragilità, le
ambizioni tossiche e le piccole confessioni involontarie di chi vive ai margini del successo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Muscarà</strong>, forte di un’esperienza ventennale nel settore, attinge a piene mani dal proprio vissuto per
costruire un mosaico dove ogni inciampo dei protagonisti diventa lo specchio dei nostri tempi. <em>Radio Cosmo</em> non è solo la cronaca di una diretta quotidiana, ma un’analisi profonda di quella "fatica di essere umani" che emerge con prepotenza proprio quando i riflettori si spengono.</span></div>
<div><span class="cf1">Un volume di 240 pagine che promette di conquistare non solo gli appassionati dell'etere, ma chiunque cerchi una storia capace di far ridere e riflettere sulle nostre piccole, grandi
miserie quotidiane.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Marco Muscarà, ingegnere e giornalista radiofonico da quasi vent’anni, è una delle voci più note dell'etere romano. </span></div>
<div><span class="cf1">Nel 2007 inizia a collaborare con Centro Suono Sport, prima come redattore e poi, dall’anno successivo, come conduttore. Nel 2016 decide di mettere da parte l’amore per
il calcio e di assecondare quello per la musica. Dopo un’esperienza a Radio Sonica approda definitivamente a Radio Rock dove è in diretta dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 con <em>Gagarin</em>, il popolare programma seguito da oltre 20.000 ascoltatori l’ora. </span></div>
<div><span class="cf1">Appassionato di serie tv, scrittura e teatro. Non mette mai il volume della radio su numeri dispari.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Radio Cosmo</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Marco Muscarà</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Arcadia Edizioni</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 27 marzo 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 240</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensioni: 14 x 1.8 x 21 cm</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 18,00 €</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN-13: 979-1256061709<br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4bKPc49" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7fa9bbc2a335aef31a03952ca81aa132 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/radio-cosmo-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 720,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7fa9bbc2a335aef31a03952ca81aa132, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/radio-cosmo-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlink743b70efcefa619081d470483f9b55b2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/marco-muscara_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 423,'height': 484,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink743b70efcefa619081d470483f9b55b2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/marco-muscara_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="172" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 14:14:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[FreeCAD alternativa gratuita a SolidWorks o AutoCAD]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000292"><h1 class="imHeading1">Modellatore 3D parametrico open source</h1><h2 class="imHeading2">Un ecosistema complesso, a volte spigoloso, ma incredibilmente profondo</h2><div>






<div><em>FreeCAD</em> è un software che incarna perfettamente lo spirito del "potere al popolo" nel mondo dell'ingegneria
e del design 3D. Non è solo un'alternativa gratuita a colossi come <em>AutoCAD</em> o <em>SolidWorks</em>; è un ecosistema complesso, a volte spigoloso, ma incredibilmente profondo.</div>
<div>A differenza di molti programmi di modellazione mesh (come <em>Blender</em>), <em>FreeCAD</em> è un modellatore <em>parametrico 3D basato su feature</em>. Questo significa che ogni oggetto è costruito sulla base di una storia di operazioni: se si cambia una dimensione in uno schizzo iniziale,
l'intero modello si aggiorna di conseguenza.</div>
<div><br></div>
<div>L’ambiente di lavoro (Workbench) è costituito da un’interfaccia divisa in moduli specializzati. I più importanti sono: <em>Part Design</em>, per la modellazione di parti solide complesse partendo da schizzi 2D; <em>Sketcher</em>, il cuore del vincolo geometrico (dove si definiscono angoli, lunghezze e simmetrie); <em>BIM/Arch</em>, gli strumenti dedicati alla progettazione architettonica e ai flussi di lavoro IFC; <em>TechDraw</em>, per generare tavole tecniche 2D (i classici "progetti" su carta); <em>FEM</em>, per l'analisi agli elementi finiti (test di stress e calore).</div>
<div>Tutto ciò che che si vede nell'interfaccia grafica può essere comandato tramite script <em>Python</em>. Questo lo rende il paradiso per chi vuole automatizzare i processi o creare strumenti personalizzati. È uno dei motivi per cui è così amato nel mondo
della ricerca scientifica.</div>
<div><br></div><div><script> var showboxlink1447129618fcbd221bf297dad5542cee = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/FreeCAD-interfaccia_02.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di FreeCAD.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di FreeCAD.','width': 1173,'height': 882,'description': 'L\'interfaccia grafica di FreeCAD.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/FreeCAD-interfaccia_01.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di FreeCAD.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di FreeCAD.','width': 830,'height': 467,'description': 'L\'interfaccia grafica di FreeCAD.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1447129618fcbd221bf297dad5542cee, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/FreeCAD-interfaccia_02.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di FreeCAD." title="L&#39;interfaccia grafica di FreeCAD." width="200" height="151" /></a><br></div><div><div><b><span class="fs14lh1-5">L'interfaccia grafica di </span><span class="fs14lh1-5"><i>FreeCAD</i></span><span class="fs14lh1-5">.</span></b></div></div><div><br></div>
<div>In un'era in cui i software CAD professionali costano migliaia di euro all'anno o richiedono la connessione costante al cloud, <em>FreeCAD</em> è vostro per sempre. Funziona offline, i vostri file rimangono sul vostro PC e nessuno può revocarvi la licenza. Di questi tempi è raro trovare un software
completamente gratuito che gestisca bene sia la progettazione di un ingranaggio meccanico da stampare in 3D, sia la pianta di una villa, sia l'analisi termica di un dissipatore. <em>FreeCAD</em> ci prova (e spesso ci riesce).</div>
<div><br></div>
<div>Tuttavia, il “prezzo” del gratuito comporta inevitabilmente a considerare alcuni aspetti negativi. L'interfaccia ad esempio, soprattutto all’inizio, può
risultare intimidatoria. Nonostante i massicci miglioramenti nelle ultime versioni (come la 1.0 e successive), ci sono ancora incoerenze tra un workbench e l'altro. Non è un software che si impara "cliccando
a caso" in un pomeriggio.</div>
<div>C’è poi il problema della <em>Denominazione Topologica</em>. Questo, infatti, è il tallone d'Achille storico di <em>FreeCAD</em>. In passato, se si modificava un foro alla base di un modello, le operazioni successive "perdevano il riferimento" rompendo il file. Gli sviluppatori hanno fatto
passi da gigante per risolvere questo problema (specialmente con l'integrazione del codice di Ondsel), ma richiede ancora una certa disciplina nel modo in cui si costruisce il modello.</div>
<div><br></div>
<div><em>FreeCAD</em> gira bene pure su PC non recentissimi anche se le simulazioni FEM richiedono diversa RAM. Tra i formati supportati
troviamo: STEP, IGES, STL, DXF, OBJ e IFC. Il software è multipiattaforma: può girare su Windows, macOS e Linux (dove è il re incontrastato).</div>
<div><br></div>
<div><strong>Comunità e ritmo di sviluppo</strong></div>
<div>Se <em>FreeCAD</em> fosse una nazione, sarebbe una democrazia iperattiva e un po' caotica. La comunità e il ritmo di sviluppo
sono cambiati radicalmente negli ultimi due anni (2024-2026), trasformando quello che era un "progetto per hobbisti" in un ecosistema molto più strutturato.</div>
<div>La comunità è passata da una gestione puramente volontaria a un modello <em>ibrido</em>: volontari appassionati affiancati da professionisti pagati dalla comunità stessa tramite la FPA. Questo ha ridotto drasticamente il numero di bug e ha reso lo sviluppo
molto più prevedibile e costante.</div>
<div>La forza di <em>FreeCAD</em> non sta solo nei programmatori, ma nella varietà degli utenti che contribuiscono in modi diversi:</div><div><br></div>
<div><em>FPA (FreeCAD Project Association)</em></div>
<div>È l'ente non-profit (nata a fine 2021) che gestisce le donazioni e finanzia gli sviluppatori. Nel 2025/2026, la FPA ha stanziato decine di migliaia di euro (circa 40.000€
solo per il 2026) per finanziare "Grant" (borse di studio) a programmatori che lavorano su funzioni specifiche come il modulo BIM, il CAM o la risoluzione di bug storici.</div><div><br></div>
<div><em>Il forum ufficiale</em></div>
<div>È il vero cuore pulsante. Non è solo un posto dove chiedere aiuto, ma il luogo dove si decidono le nuove funzioni. È una comunità molto tecnica e, sebbene
a volte un po' ruvida con i neofiti che non leggono la documentazione, è incredibilmente generosa nel risolvere problemi complessi sui file.</div><div><br></div>
<div><em>Sviluppatori di Add-on</em></div>
<div>Molte delle funzioni più belle di <em>FreeCAD</em> non sono nel "nucleo" del programma, ma sono create da utenti indipendenti (come i workbench <em>A2plus</em> o <em>SheetMetal</em>). L'<em>Addon Manager</em> integrato rende l'installazione di questi “pezzi” semplicissima.</div>
<div><br></div>
<div>Riguardo alla frequenza degli aggiornamenti possiamo dire che il ritmo è passato da "glaciale" a "frenetico" grazie alla nuova gestione del codice. Dopo l'epocale
rilascio della versione 1.0 a fine 2024 (che ha segnato la maturità del software), il ciclo di rilascio si è velocizzato. L'obiettivo attuale della comunità è di avere una major release ogni
12-18 mesi, un ritmo molto più sostenibile e professionale rispetto al passato, quando passavano anni tra una versione e l'altra. Tuttavia, se non si vuole aspettare un anno per una nuova funzione, <em>FreeCAD</em> offre le versioni settimanali. Ogni settimana viene pubblicata una build che include tutte le ultime modifiche approvate su <em>GitHub</em>. Molti utenti esperti usano esclusivamente queste versioni per avere accesso immediato a miglioramenti come le "Cosmetic Threads" (filettature estetiche) o nuovi
strumenti di schizzo.</div>
<div>Il software poi non vive solo online. Ogni anno, infatti, si tiene il <em>FreeCAD Day</em> (spesso a Bruxelles, in concomitanza con il FOSDEM). Nel 2026 l'evento ha registrato il tutto esaurito, a dimostrazione che l'interesse delle aziende e delle università
verso questo strumento open source è ai massimi storici.</div><div><br></div>
<div>In conclusione possiamo dire che <em>FreeCAD</em> non è (ancora) il sostituto definitivo di software da 5.000 € per multinazionali con 200 ingegneri, ma è diventato sicuramente uno strumento professionale a tutti gli effetti per maker e appassionati
di stampa 3D che vogliano creare parti meccaniche precise. Utile anche per i piccoli studi tecnici che vogliono legalmente abbattere i costi di licenza e soprattutto per gli utenti Linux che cercano un CAD nativo potente senza compromessi.</div>
<div><em>FreeCAD</em> è un software che richiede pazienza, ma che vi ricompensa con una libertà operativa che nessun software
proprietario potrà mai offrire.</div><div><br></div>
<div>Scarica <em>FreeCAD</em> dal sito ufficiale: <a href="https://www.freecad.org/" class="imCssLink">https://www.freecad.org/</a></div>
<div>Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkf0581e85f26d35dd8b8f20f9aa28dbac = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/FreeCAD-Logo_bar.jpg','alt': 'Il logo ufficiale di FreeCAD.','title': 'Il logo ufficiale di FreeCAD.','width': 1440,'height': 680,'description': 'Il logo ufficiale di FreeCAD.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf0581e85f26d35dd8b8f20f9aa28dbac, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/FreeCAD-Logo_bar.jpg" alt="Il logo ufficiale di FreeCAD." title="Il logo ufficiale di FreeCAD." width="200" height="95" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 07:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dark Harvest di David Slade]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000291"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Prodotto di puro genere</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Figlio di tanti precedenti lavori a tema Halloween</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Dark Harvest (Usa 2023)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: David Slade. Soggetto: Norman Patridge (romanzo omonimo). Sceneggiatura: Michael Gilio. Fotografia: Larry Smith. Montaggio: Art Jones. Musiche: Brian
Reitzell. Produttori: Matt Tolmach, David Manpearl. Casa di Produzione: Matt Tolmach Productions. Distribuzione (Italia): Metro-Goldwyn-Mayer, Prime Video. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2023. Lingua Originale:
Inglese. Durata: 93’. Genere: Horror. Interpreti: Casey Likes (Richie Shepard), Dustin Cheithamer (Sawtooth Jack), Luke Kirby (Officer Jerry Ricks), Britain Dalton (Jim Shepard), Steven McCarty (Coach Nelson), West Mulholland
(Mitch Crenshaw), Jeremy Davies (Dan Shepard), Elizabeth Reaser (Donna Shepard), E’myri Crutchfield (Kelly Haines), Megan Best.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>David Slade</strong> (Sheffield, 1969) è un regista (anche produttore) britannico non molto prolifico che si ricorda
per alcuni horror splatter come <em>Hard Candy</em> (2005) e <em>30 giorni di buio</em> (2007) - due successi di pubblico, entrambi a basso budget ma campioni di incassi - infine dirige <em>Eclipse</em>, la terza parte della saga <em>Twilight</em> (2010). Dopo questa esperienza <strong>Slade</strong> si dedica a diversi progetti televisivi, senza abbandonare la tematica horror che preferisce e che lo caratterizza,
mentre al cinema lo rivediamo con <em>Dark Harvest</em>, un prodotto di puro genere, figlio di tanti precedenti lavori a tema Halloween, ma con una ben precisa originalità.
Tra gli interpreti ricordiamo <strong>Casey Likes</strong>, <strong>Luke Kirby</strong>, <strong>Jeremy Davies</strong>, <strong>Elizabeth Reaser</strong>, <strong>Emyri Crutchfield</strong> e <strong>Megan Best</strong>. In Italia si vede in Prima TV - credo che al cinema non sia mai uscito se non in poche sale e per pochi giorni - su Rai 4, mentre
in precedenza esce su piattaforma Prime Video. Montato da <strong>Art Jones</strong> in 93’ minuti di pura tensione, fotografato in gelidi notturni da <strong>Larry Smith</strong>, sceneggiato da <strong>Michael Gilio</strong>, sulla base del romanzo di <strong>Norman Patridge</strong>, girato con mano ferma da <strong>David Slade</strong>, buon direttore di attori, soprattutto giovani. Colonna sonora angosciante al punto giusto, mentre la macchina da presa fa largo uso della soggettiva e di concitate riprese in mezzo ai campi di grano. Niente
più che un lavoro alimentare, in ogni caso, dal puro taglio televisivo, a parte alcuni effetti speciali truculenti a base di teste mozzate e di sangue che schizza, secondo la poetica splatter del regista. La trama,
in breve. Siamo in una cittadina non ben precisata del Midwest, nella quale ogni anno, nel giorno di Halloween, sorge dai campi di grano il leggendario Sawtooth Jack, armato di un coltello da macellaio. Terrore e morte si
diffondono, mentre i giovani più coraggiosi affrontano la creatura in una sfida senza scampo che mette in palio sopravvivenza, ricchezza e fuga dalla città. Non tutto è come sembra, perché ben presto
lo spettatore si rende conto che in quella gara rituale c’è qualcosa di strano, soprattutto chi vince non fa ritorno a casa da un misterioso viaggio. Visibile (anche in lingua originale) su Rai Play - <a href="https://www.raiplay.it/programmi/darkharvest" class="imCssLink">https://www.raiplay.it/programmi/darkharvest</a>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6967a4ea8bcd04d4e94560f63cc9d06c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Dark-Harvest-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 483,'height': 715,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6967a4ea8bcd04d4e94560f63cc9d06c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Dark-Harvest-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkcefbba0222bb1cb285a16bb206d5ef83 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Dark-Harvest-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 960,'height': 539,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcefbba0222bb1cb285a16bb206d5ef83, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Dark-Harvest-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Pge4NmBzdkE">https://www.youtube.com/watch?v=Pge4NmBzdkE</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 13:41:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il Tempio della Notte di Villa Finzi]]></title>
			<author><![CDATA[Luigi Pellini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000290"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Una sorta di Pantheon del sottosuolo</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Realizzato seguendo particolari linee guida esoteriche e massoniche</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Il <em>Tempio della Notte</em> di <strong>Villa Finzi</strong> a Gorla. Il sottosuolo di <strong>Villa Finzi</strong> a Gorla, sobborgo di Milano, cela un segreto.<br>Al di sotto di una collinetta artificiale si apre un vasto sotterraneo, voluto nel 1829 dal conte ungherese <strong>Utthyany</strong>, all’epoca proprietario della magione.<br>Una sorta di <em>Pantheon</em> del sottosuolo, chiamato <em>Tempio della Notte</em> e realizzato seguendo particolari linee guida esoteriche e massoniche.<br>Si presenta come una vasta sala circolare circondata da colonne dove l’unica fonte di luce è rappresentata da un oculus
sulla volta.<br>Tra una colonna e ed un’altra sono presenti nicchie che un tempo sicuramente ospitavano statue e simulacri.<br>Cosa particolarissima, la struttura presenta un orientamento archeoastronomico che denota.il
suo utilizzo a scopo di luogo di culto misterico.<br>La prima nicchia infatti viene centrata da un raggio di luce esattamente durante i solstizi.<br>Un luogo davvero particolare e con pochi paragoni al mondo.<br>Bisogna
ringraziare i volontari e gli esploratori dell’associazione <em>Scam</em> per averlo riportato alla luce e ad aver avviato le prime ricerche serie per carpirne i segreti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Architetture del mistero (note della Redazione)</strong></div>
<div><span class="cf1">In tutto il territorio italiano, si registra solamente un’altra testimonianza di questa peculiare forma strutturale. Tale esempio sorge anch'esso entro i confini lombardi,
per la precisione a Cernusco sul Naviglio. L'edificio è collocato nel giardino di pertinenza della dimora nobiliare del Conte <strong>Ambrogio Uboldo</strong>, una "villa di delizia" edificata a brevissima distanza dal canale della Martesana. Questa costruzione precede di alcuni anni il progetto analogo situato
a Gorla.</span></div>
<div><span class="cf1">Oltrepassando i confini nazionali, il panorama europeo offre un unico ulteriore termine di paragone: il parco del Castello di <em>Schönau an der Triesting</em>, nella Bassa Austria. Qui, nel 1796, il facoltoso barone <strong>Peter von Braun</strong> commissionò la realizzazione del cosiddetto <em>Tempio della Notte</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Questi complessi sono accomunati da una serie di tratti distintivi: si tratta di santuari sotterranei composti da sistemi di colonnati, elementi scultorei, soffitti a volta e incavi
murari. La loro progettazione segue rigorosi allineamenti con i corpi celesti. Attraverso un'apertura zenitale posta sulla sommità, i raggi solari penetrano nelle profondità durante i solstizi estivi e invernali,
andando a colpire specifiche nicchie che, con ogni probabilità, fungevano da basamento per simulacri. Sebbene l'immaginario collettivo possa evocare cerimonie occulte o messe nere, non esistono evidenze di tali
pratiche, al contrario, si ritiene che questi spazi fossero destinati a ospitare assemblee di stampo massonico e percorsi di iniziazione.</span></div>
<div><span class="cf1">All'interno della simbologia massonica, il rito iniziatico rappresenta la transizione fondamentale verso il conseguimento della <em>Luce</em>. In questo contesto, l'aspirante membro è tenuto a trascorrere un periodo di isolamento in un <em>gabinetto di riflessione</em>. Questo ambiente buio richiama esplicitamente l'allegoria della caverna di Platone: una rappresentazione della morte simbolica necessaria per la successiva
rinascita spirituale del neofita.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink62e97c84072785523f75d31e5fd6cd80 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/VillaFinzi_ver.jpg','alt': 'Villa Batthyàny/Finzi (anni Trenta).','title': 'Villa Batthyàny/Finzi (anni Trenta).','width': 657,'height': 425,'description': 'Villa Batthyàny/Finzi (anni Trenta).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink62e97c84072785523f75d31e5fd6cd80, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/VillaFinzi_ver.jpg" alt="Villa Batthyàny/Finzi (anni Trenta)." title="Villa Batthyàny/Finzi (anni Trenta)." width="200" height="130" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 04:15:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Il paese della rabbia]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000028F"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un romanzo breve</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che racconta la rabbia senza ritorno che travolge una comunità</span></h2><div>






<div><em class="cf1">“Era cambiato tutto. Ogni speranza, ogni dubbio, non c’era più nulla. Le urla, le richieste d’aiuto, sopra i tetti le persone si erano riparate, impazzivano
lì, si gettavano, piangevano, altri si erano chiusi nelle cantine, nelle case quando potevano, rovina e sterminio, tenebre e caligine, incendio di rabbia, totale rivolta della ragione contro se stessa, chi ne aveva
la forza pregava i suoi dei.”</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4lP6joL" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Francesco Cane Barca</strong> torna in Zona 42 con un romanzo che racconta i nostri tempi deragliati, travolti da rabbia e impotenza, e lo fa con
il suo sguardo attento e disincantato, brillante quando serve, profondo e commosso come mai prima.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Amalia, Corso e Berenice sono inviati a ##### per seguire il Festival del Mare quando una strana neve gialla copre di malattia tutta la città.</span></div>
<div><span class="cf1">Risse, collera, carni smembrate, uno strano impazzimento sembra prendere gli abitanti entrati a contatto con il giallo che ha coperto la zona. Basteranno pochi giorni per rendere
la città di ##### il paese della rabbia, e solo Corso alla fine troverà un modo per raccontarli.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ecco come ce lo presenta <strong>Elena Giorgiana Mirabelli</strong> che ha scelto e curato il romanzo:</span></div>
<div><span class="cf1">Leggere <em>Il paese della rabbia</em> di <strong>Francesco Cane Barca</strong> significa entrare in un immaginario vorticoso ed entropico. È vorticosa la storia dell’impazzimento di una
città e dei suoi abitanti, entrati in contatto con una strana neve gialla; è entropica la scrittura, complessa, divertente, mai respingente.</span></div>
<div><span class="cf1">È una scrittura che chiede al lettore di affidarsi a immagini disturbanti ed estreme, ma anche visionarie e imprevedibili.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Francesco Cane Barca</strong> è un autore dotato di personalità e profondità. Scegliere la sua scrittura
significa abbracciare una visione del mondo in cui anche di fronte a carne smembrata, alla realtà dell’ignoto e alla morte non rimane altro che raccontare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Il paese della rabbia</em> segna il ritorno in Zona 42 di <strong>Francesco Cane Barca</strong>, che in questo romanzo breve racconta la rabbia senza ritorno che travolge una comunità.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Francesco Cane Barca</strong> rielabora il mito dello zombie in un modo personale e profondo, in cui i folli rabbiosi sostituiscono
i morti viventi, sostenuto da una scrittura densa, che evoca ignoto e morte, ma non rinuncia a improvvisi slanci profondamente umani.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L'AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Nato a Genova, Francesco Cane Barca ha collaborato a diversi progetti di scrittura collettiva e pubblicato racconti in varie riviste letterarie (<em>Carmilla</em>, <em>Spore</em>, <em>Utsanga</em>, <em>Layout Magazine</em>, <em>Neutopia</em>).</span></div>
<div><span class="cf1">Ha esordito come solista nel 2021 con <em>Strani Soli</em>, un volume di racconti brevi pubblicato da Zona 42, cui è seguito nel 2023 il romanzo <em>Le fortune di Alexander Sand</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Il paese della rabbia</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Francesco Cane Barca</span></div>
<div><span class="cf1">Curatore: Elena Giorgiana Mirabelli</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Zona 42</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 172</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 9 aprile 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 12,90 €</span></div>
<div><span class="cf1">Formato: 16.6 x 1.3 x 12 cm</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN-13: 979-1282183116</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4lP6joL" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkdfd5f566b8817884ba5e3b53d210887f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/paese-rabbia-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 762,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdfd5f566b8817884ba5e3b53d210887f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/paese-rabbia-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="284" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Spider-Man: Blu di Jeph Loeb e Tim Sale]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000028E"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Storia d’amore e morte</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Sceneggiato con brio e disegnato con tratto morbido</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Quando il fumetto diventa letteratura per toccare il romanzo sentimentale, sfruttando al meglio la cornice del racconto d’avventura - nel nostro caso di supereroi - e la struttura
di personaggi ormai diventati classici.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Credo che un simile esperimento possa risultare credibile solo con i fumetti Marvel - inventati da quel genio di <strong>Stan Lee</strong> - per merito dei super problemi da sempre compagni dei super poteri. Peter Parker è l’esempio più riuscito di come si possa raccontare una vita tribolata,
a partire dalla morte dello zio Ben, passando per la scomparsa di Gwen Stacy (con tutte le modifiche narrative avvenute nel corso degli anni), forse l’evento più traumatico che segna per sempre la sua esistenza.
<strong>Jeph Loeb</strong> - autore cinematografico e televisivo - in coppia con lo straordinario disegnatore <strong>Tim Sale</strong> (<em>Batman</em>, <em>Daredevil</em>…) costruisce una sorta di blues tra i ricordi di Peter e il suo rapporto con la bella Gwen Stacy, partendo da alcune foto ritrovate in soffitta. Da luglio 2002 ad
aprile 2003, una storia romantico - avventurosa in sei capitoli, che racconta tutti i retroscena di un amore, emozionante e sincera, vera come se riguardasse due persone che conosciamo bene. Forse per noi lettori più
anziani è proprio così, perché si tratta di presenze che hanno accompagnato la nostra infanzia e tutti ricordiamo quanto ci siamo disperati per la morte di Gwen, decisa da <strong>Gerry Conway</strong> con la benedizione di <strong>Stan Lee</strong>. Va da sé che in mezzo a tanto fervore romantico non mancano gli scontri con i supercriminali più classici - da Lizard a Rhino, senza omettere Goblin e i due Avvoltoi -, non si dimentica l’amicizia
con Harry, il rapporto complesso con Flash e l’ingresso di Mary Jane nella vita dell’eroe mascherato. Storia d’amore e morte, ma anche splendido romanzo d’avventura, sceneggiato con brio da <strong>Jeph Loeb</strong> e disegnato con tratto morbido da un <strong>Tim Sale</strong> che ricorda molto lo stile di <strong>Johnny Romita</strong>. Non mancano le tanto amate <em>splash page</em>, così come in appendice al pocket vengono raccolte alcune illustrazioni e i preziosi schizzi preparatori di <strong>Tim Sale</strong>. A mio parere idea geniale da parte di Panini pubblicare questi agili Pocket, formula editoriale che permette di leggere interi cicli di storie del passato (recente)
a basso prezzo, visto che in questo formato sono già usciti il <em>Daredevil</em> di <strong>Joe Quesada</strong>, <em>Secret Invasion</em>, <em>Civil War</em> e presto approderà in fumetteria l’atteso <em>Marvel Zombies - La Fame</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">GLI AUTORI</strong></div>
<div><span class="cf1">Jeph Loeb (nato il 29 gennaio 1958) è un pluripremiato sceneggiatore, produttore e autore di fumetti statunitense, noto per aver influenzato profondamente sia il mondo dei
supereroi cartacei che quello televisivo.</span></div><div><script> var showboxlink1402b5cb776cfb7fb07df37c38f1acd1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Jeph-Loeb_autore.jpg','alt': 'Jeph Loeb','title': 'Jeph Loeb','width': 350,'height': 484,'description': 'Jeph Loeb'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1402b5cb776cfb7fb07df37c38f1acd1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Jeph-Loeb_autore.jpg" alt="Jeph Loeb" title="Jeph Loeb" width="100" height="139" /></a><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Tim Sale (1956–2022) è stato uno dei più influenti e distintivi disegnatori di fumetti statunitensi, celebre per il suo stile noir, l'uso magistrale dei chiaroscuri e le sue iconiche collaborazioni con lo sceneggiatore Jeph Loeb.</span></div><div><script> var showboxlink87574ed94db0155114cb7b60eb75c7f1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Tim-Sale_autoreOK.jpg','alt': 'Tim Sale','title': 'Tim Sale','width': 429,'height': 524,'description': 'Tim Sale'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink87574ed94db0155114cb7b60eb75c7f1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Tim-Sale_autoreOK.jpg" alt="Tim Sale" title="Tim Sale" width="100" height="123" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Spider-Man: Blu</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Jeph Loeb</em></div>
<div><em class="cf1">Disegni: Tim Sale</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Panini Comics</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 19 marzo 2026</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 160</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 2 x 15 x 23 cm</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 979-1221934892</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 9,90 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4svndLB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7e8fa281944192f76591e573319bb410 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/blu-spider-man-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 661,'height': 1000,'description': 'La copertina del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7e8fa281944192f76591e573319bb410, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/blu-spider-man-cover_ver.jpg" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="303" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 14:25:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo la raccolta di H.Russell Wakefield]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000028D"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Storie di fantasmi</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Per la collana Biblioteca dell'Immaginario di Hypnos</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>“Wakefield ha raggiunto altissime vette nel campo della letteratura horror”</em> (H.P. Lovecraft)</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il fantasma in decomposizione di una moglie assassinata; lo spettro di un cane, che risponde al fischio più terrificante; il male che serpeggia mentre un avvocato
cerca di vendicare la morte di un amico. Questi, e molti altri, sono i fantasmi che <strong>H. R. Wakefield</strong> ha deciso di farci visitare nel suo primo libro di storie del soprannaturale, una raccolta storica pubblicata nel 1928 e che approda ora per la prima volta in Italia.</span></div>
<div><span class="cf1">Dieci racconti magistrali tra cui <em>La casa rossa</em>, considerato universalmente il capolavoro dell’autore inglese.<br>Arricchisce il volume un saggio di <strong>Sandro Caparrini</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br><em>”L’ultimo grande rappresentante della ghost story” </em>(August Derleth)<br><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>“M. R. James è il più grande maestro della ghost story. Henry James, Sheridan Le Fanu e H. Russell Wakefield sono secondi a
pari merito.”</em> (John Betjeman)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE</strong><br>H. R. Wakefield<strong> </strong>(1888-1964) è considerato uno dei grandi autori del racconto horror soprannaturale. Le sue opere sono state spesso paragonate a quelle di maestri come Algernon Blackwood
e M.R. James.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: I visitatori notturni</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: H. Russell Wakefield</span></div>
<div><span class="cf1">Traduttore: Elena Furlan</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Edizioni Hypnos</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: Biblioteca dell'Immaginario n. 24</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 240</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 27 marzo 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 20,00 €</span></div>
<div><span class="cf1">Formato: 15.2 x 3.4 x 20.9 cm</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN-13: 979-1282138109</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/47DYbSf" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinke327ccd96be7db116bb355d11cd42b34 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/visitatori-notturni-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 768,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke327ccd96be7db116bb355d11cd42b34, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/visitatori-notturni-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="282" /></a><br></div><div><script> var showboxlink60c154207c2e43eed1d1aca8b2cdd1f4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/H.Russell-Wakefield_autore.jpeg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 200,'height': 280,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink60c154207c2e43eed1d1aca8b2cdd1f4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/H.Russell-Wakefield_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="210" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 03:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Fantafestival 46 - Aperte le submission!]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000028C"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Nuova edizione, prevista per novembre 2026</span></h1><h2 class="imHeading2">Il più longevo festival italiano dedicato al cinema fantastico</h2><div><div><span class="cf1">Giunto alla 46esima edizione, <em>Fantafestival</em>, il più longevo festival italiano dedicato al cinema fantastico, apre ufficialmente le <em>submission </em>per la nuova edizione, prevista per novembre 2026. </span></div> <div><span class="cf1">Registi, producer e autori di film, documentari e cortometraggi di genere horror, sci-fi, thriller e fantasy potranno candidare le proprie opere attraverso le piattaforme <em>Filmfreeway </em>[<a href="https://filmfreeway.com/Fantafestival" class="imCssLink">https://filmfreeway.com/Fantafestival</a>] e<em> Festhome </em>[<a href="https://filmmakers.festhome.com/f/1821/" class="imCssLink">https://filmmakers.festhome.com/f/1821/</a>], per concorrere all’assegnazione dei due “Pipistrelli d’Oro” - al Miglior Cortometraggio e al Miglior Lungometraggio.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il <em>Fantafestival</em>, nato nel 1981, è il più longevo e uno dei più importanti festival italiani dedicati al cinema fantastico. Nel corso della sua lunga storia ha ospitato in Italia tutti i nomi più importanti della cinematografia fantastica mondiale: da attori cult come <strong>Vincent Price</strong>, <strong>Christopher Lee</strong>, <strong>Peter Cushing</strong>, <strong>John Carradine</strong>, <strong>Rutger Hauer</strong>, <strong>Robert Englund</strong> e <strong>Klaus Kinski</strong>, fino a registi e produttori come <strong>Roger Corman</strong>, <strong>Freddie Francis</strong>, <strong>George A.</strong> <strong>Romero</strong>, <strong>Alejandro Jodorowsky</strong>, <strong>Sam Raimi</strong>, e, fra gli italiani, <strong>Dario Argento</strong>,<strong> Lucio Fulci</strong> e <strong>Lamberto Bava</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Con la direzione di <strong>Marcello Rossi</strong> e <strong>Luca Ruocco</strong>, <em>Fantafestival 46</em><strong> </strong>vede all’interno dello staff organizzativo della manifestazione <strong>Paolo Gaudio</strong> (regista, animatore e caporedattore di <em>InGenereCinema.com</em>), <strong>Irene Scialanca </strong>(sceneggiatrice, drammaturga, story editor e redattrice di <em>InGenereCinema.com</em> ) e <strong>Gilda Signoretti</strong> (redattrice di <em>InGenereCinema.com</em> e documentalista nel settore televisivo).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Come per l’edizione del 2025, <strong>Velvet Movie srl</strong> si occuperà di produrre la manifestazione in collaborazione con <strong>Sfera sas</strong> e <strong>InGenereCinema.com</strong>.</span></div> <div><span class="cf1"><strong>Velvet Movie</strong> [https://www.velvetmovie.it/] è una società di produzione cinematografica indipendente nata nel 2012 per volontà di <strong>Fabio Morgan</strong>. Ha al suo attivo diverse produzioni di cortometraggi, lungometraggi e documentari, tra cui: <em>Mr. America</em> (2013, premiato per il miglior attore - <strong>Marco Cocci</strong> - al <em>Terra di Siena Film Festival</em>); <em>La Favola Bella</em>, cortometraggio realizzato grazie al sostegno di <em>MiC Direzione Cinema</em> in collaborazione con <em>Zètema</em>, una fantastoria su Gabriele D’annunzio scritta per il centocinquantenario della nascita del poeta, che apre la trilogia dedicata ai grandi personaggi del ‘900 (D’Annunzio, Pasolini, Bene), (2015, vincitore del <em>Muindfield Film Festival</em>, Los Angeles); &nbsp;<em>Il sogno di una cosa</em>, indagine poetica su una delle teorie più controverse attorno alla morte di <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>, con regia di <strong>Leonardo Ferrari Carissimi</strong> (2021, presentato alla XVII edizione della Festa del Cinema di Roma); <em>Sono apparso alla Madonna</em> scritto e diretto da <strong>Fabio Morgan</strong>, con il sostegno di <em>MiC Direzione Cinema</em>, un racconto fantasmagorico e immaginifico di una delle possibili infanzie del bambino Carmelo Bene, selezionato in concorso al <em>Torino Film Festival 2023</em>; <em>Mostrologia</em> scritto e diretto da <strong>Ires Jaupi</strong>, un documentario sul mostro di Firenze, realizzato grazie al contributo di <em>SIAE PerChiCrea</em> (2024). </span></div> <div><span class="cf1">Attualmente è impegnata nella produzione del suo primo lungometraggio di finzione grazie al sostegno di MiC Direzione Cinema, <em>Una disperata vitalità</em>, scritto e diretto da <strong>Fabio Morgan</strong>.</span></div> <div><span class="cf1">Per rimanere informati su tutte le novità di questa edizione basterà non perdere d’occhio i canali ufficiali<strong> </strong>del festival:</span></div> <div><ul><li><span class="cf1">Il sito - <a href="http://www.fanta-festival.it/" class="imCssLink">http://www.fanta-festival.it/ </a></span></li><li><span class="cf1">La Pagina Facebook - <a href="https://www.facebook.com/fantafestival.official/" class="imCssLink">https://www.facebook.com/fantafestival.official/ </a></span></li><li><span class="cf1">La Pagina Instagram - <a href="https://www.instagram.com/fantafestival/" class="imCssLink">https://www.instagram.com/fantafestival/ </a></span></li><li><span class="cf1">La nostra newsletter - <a href="https://www.fanta-festival.it/newsletter-3/" class="imCssLink">https://www.fanta-festival.it/newsletter-3/</a></span></li></ul></div> &nbsp;&nbsp;</div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink4067a55c34934eb9c19bc81f9f4739e2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/fanta-festival-46-logo_ver.jpg','alt': 'Il logo del Fantafestival.','title': 'Il logo del Fantafestival.','width': 384,'height': 481,'description': 'Il logo del Fantafestival.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4067a55c34934eb9c19bc81f9f4739e2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/fanta-festival-46-logo_ver.jpg" alt="Il logo del Fantafestival." title="Il logo del Fantafestival." width="200" height="251" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 16:56:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Compostcorpse di Carlo Salvoni]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000028B"><h1 class="imHeading1">Racconto di notevole impatto</h1><h2 class="imHeading2">Costruito su una voce narrante che regge quasi da sola l'intera impalcatura</h2><div>






<div><em class="cf1">[…] Segui il libro di testo, non sei qui per fare l’innovatore.</em></div>
<div><em class="cf1">Non lamentarti, potrebbero attribuire la colpa alla tua inesperienza, e</em></div>
<div><em class="cf1">avranno ragione.</em></div>
<div><em class="cf1">Niente proposte, solo assensi.</em></div>
<div><em class="cf1">Quando si discute e si arriva al voto per alzata di mano, ritarda quel</em></div>
<div><em class="cf1">decimo di secondo che ti sarà utile per seguire la maggioranza.</em></div>
<div><em class="cf1">Se ti viene richiesta qualche prestazione particolare (progetti,</em></div>
<div><em class="cf1">commissioni, sostituzioni), accetta senza farti e fare troppe domande. […]</em></div>
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<div><span class="cf1"><em>Compostcorpse</em> di <strong>Carlo Salvoni</strong>, edito da Delos Digital. Collocato al numero 240 della collana <em>Innsmouth</em>, curata da <strong>Luigi Pachì</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Compostcorpse</em> è un racconto lungo di notevole impatto, feroce, sgradevole nel senso giusto del termine, costruito
su una voce narrante che regge quasi da sola l’intera impalcatura. Non è il primo di <span class="fs14lh1-5"><b>Salvoni</b></span> con questo tema e infatti, si sente fin da subito il suo “tratto”.</span></div>
<div><span class="cf1">L’idea di partenza è già buona, un supplente precario accompagna una classe a una premiazione scolastica per un progetto “ecologico”, ma la vera
riuscita sta nella metamorfosi progressiva del testo: dal grottesco scolastico, già saturo di rancore sociale e frustrazione, si passa a un body horror concettuale che non usa il disgusto come trucco, bensì come
linguaggio morale. Il narratore, Sinisgalli, apre subito una fenditura precisa nel tono del libro: è meschino, stanco, lucido, vigliacco, a tratti quasi miserabile, e proprio per questo credibile. La sua ripulsa per
la scuola, per il precariato, per la retorica educativa e per sé stesso crea una base realistica molto solida, senza la quale il successivo deragliamento weird non avrebbe lo stesso peso.</span></div>
<div><span class="cf1">Il primo grande merito editoriale del testo è la tenuta della voce. <span class="fs14lh1-5"><b>Salvoni</b></span> non scrive un horror generico: scrive un horror filtrato da un io narrante riconoscibile, corrosivo,
pieno di giudizi bassi, cattivi, spesso impresentabili. Questo evita l’effetto “prosa decorativa del disgusto” e dà invece al racconto una spina dorsale psicologica. La lingua è densa, spesso
ipotattica, ma non perde mordente; anzi, la sintassi accompagna bene il senso di accumulo, putrefazione, pressione organica.</span></div>
<div><span class="cf1">L’unico appunto che mi sento di fare è che la satira è forte e spesso centrata, ma in alcuni momenti rischia di farsi un po’ programmatica, quasi dimostrativa.
Per il resto, come ogni testo di <span class="fs14lh1-5"><b>Carlo Salvoni</b></span> che ho letto, super consigliato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE:</strong></div>
<div><span class="cf1">Carlo Salvoni, nato nell’80, vive in provincia di Brescia con la moglie e le tre figlie, è insegnante di Lettere presso una Scuola Secondaria di Primo Grado. </span></div>
<div><span class="cf1">Dopo aver militato in un gruppo di Death metal melodico (Tragodia), ha riversato sulla scrittura le sue velleità artistiche. </span></div>
<div><span class="cf1"><em></em>Dopo anni a scrivere romanzi con uomini e animali, rivolti ad adulti e ragazzi (tra gli altri, <em>Cavalletti e cavalli</em> – 2013, <em>Menamato</em> – 2016), si è dedicato alla narrativa fantastica. Del 2022 è la raccolta di storie weird <em>Necromitologia. </em></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Storie senza nomi</em> (Elison), e nello stesso anno appare nelle antologie <em>Il richiamo di Lovecraft</em> (Esescifi), con il racconto “Il canto al di là del ghiaccio”, e <em>Terrorea. Materia corporis</em> Vol 1 e successivamente anche sul Vol 3(Horti di Giano), con il racconto “Il pane”. Sempre nel 2022 si è aggiudicato il Premio Hypnos
con il racconto <em>Cambiano le prospettive al mondo</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Ha all’attivo diverse pubblicazioni digitali (Delos Digital, Hypnos e Opera Narativa) e i suoi racconti appaiono su diverse antologie e riviste specializzate.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Compostcorpse</em> </span></div>
<div><em class="cf1">Autore: Carlo Salvoni</em></div>
<div><em class="cf1">Curatore: Luigi Pachì</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: Innsmouth n. 240</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 24 febbraio 2026</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 78</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8825436136</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 1,99 €</em></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink38cf8589a6597a6bb05f7e6acffbe718 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Compostcorpse-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 381,'height': 534,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink38cf8589a6597a6bb05f7e6acffbe718, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Compostcorpse-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkc41e22fbb9fe24ebfc182e093568fabf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Compostcorpse-Carlo-Salvoni_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 384,'height': 384,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc41e22fbb9fe24ebfc182e093568fabf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Compostcorpse-Carlo-Salvoni_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 05:22:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[I segugi del Destino]]></title>
			<author><![CDATA[Saki]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000028A"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un giorno il vero Tom sarebbe tornato</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Allora uscì dall'ombra di un'enorme quercia un uomo con un fucile</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Nella morente luce di un nebbioso pomeriggio d'autunno, Martin Stoner seguiva faticosamente i fangosi sentieri e i solchi lasciati dai carri che lo guidavano non sapeva esattamente
dove. Laggiú, chi sa dove, egli fantasticava, si apriva il mare, e verso il mare sembravano volgersi con insistenza i suoi passi; difficilmente avrebbe potuto dire perché mai avesse tanto faticosamente lottato
per arrivarvi; a meno che egli non fosse comandato dallo stesso istinto che guida verso le rocce i cervi &nbsp;incalzati dalla muta e ridotti agli estremi. Nel suo caso, i segugi del Fato lo incalzavano con insistenza instancabile;
fame, fatica, disperato sconforto gli oscuravano la mente, solo a stento egli avrebbe potuto raccogliere l'energia sufficiente a capire quale sotterraneo impulso lo trascinasse avanti. </span></div>
<div><span class="cf1">Stoner era uno di quegli sfortunati individui che pare abbiano tutto tentato; una innata pigrizia e l'imprevidenza gli avevano sempre impedito di realizzare qualsiasi possibilità,
e anche i più modesti risultati. E ora, egli era alla fine, e non aveva fatto altro che tentare. La disperazione non aveva ridestato in lui nessuna dormiente riserva di energie; al contrario, il torpore mentale aumentava
nelle crisi del suo destino. </span></div>
<div><span class="cf1">Con gli abiti che aveva indosso e mezzo penny in tasca, senza un solo amico o una conoscenza a cui rivolgersi, né la possibilità di avere un letto per la notte e un cibo
per il giorno dopo, Martin Stoner seguitava ad avanzare imperterrito, faticosamente, fra le siepi umide e gli alberi stillanti, con la mente quasi buia del tutto, consapevole soltanto nel suo subcosciente che in qualche punto
davanti a lui si apriva il mare. </span></div>
<div><span class="cf1">Oltre a questa, un'altra sensazione si faceva strada, ogni tanto, quella di essere miserabilmente affamato. A un tratto sostò presso un cancello aperto che guidava al giardino
spazioso ma piuttosto trascurato di una fattoria. In giro non si vedevano che scarsi segni di vita, e la fattoria all’estremità del giardino appariva fredda e inospitale.</span></div>
<div><span class="cf1">Era incominciata una pioggia sferzante, però, e Stoner pensò che forse avrebbe potuto ottenere un riparo per qualche minuto e un bicchiere di latte in cambio della sua
ultima moneta.</span></div>
<div><span class="cf1">Svoltò lentamente e stancamente nel giardino e seguì uno stretto sentiero lastricato sino a una porta secondaria. </span></div>
<div><span class="cf1">Prima che egli avesse il tempo di bussare, la porta si aprì e un vecchio curvo e grinzoso apparve, traendosi in disparte nel vano, come per invitarlo a entrare.</span></div>
<div><span class="cf1">- Posso entrare? Piove - cominciò Stoner, ma il vecchio lo interruppe.</span></div>
<div><span class="cf1">- Entrate, signorino Tom. Lo sapevo che sareste capitato qui uno di questi giorni.</span></div>
<div><span class="cf1">Stoner varcò barcollando la soglia e rimase a fissare l’altro senza capire.</span></div>
<div><span class="cf1">- Sedetevi, mentre vi preparo un po’ di cena - disse il vecchio con voce tremula e premurosa.</span></div>
<div><span class="cf1">Stoner sentiva le gambe che gli si piegavano per la profonda stanchezza, e si lasciò cadere inerte sulla poltrona che gli era stata spinta davanti. Un minuto dopo divorava il
pasto freddo di pane e formaggio che era stato posto sulla tavola vicino a lui.</span></div>
<div><span class="cf1">- Siete un po’ cambiato, in questi quattro anni - proseguì il vecchio, e la sua voce sonò agli orecchi di Stoner come in un sogno, &nbsp;lontana e inconseguente - Ma
anche voi ci troverete ben cambiati, non c’è che dire. Qui non vi è piú nessuno di quelli che ci avete lasciato, tranne me e la vostra vecchia zia. Ora andrò a dirglielo che siete venuto.
Non vi vorrà vedere, ma qui vi lascerà stare. Lo ha sempre detto che se foste tornato, avreste potuto restare, ma lei non vorrà mai più posare gli occhi su voi, o rivolgervi la parola.-</span></div>
<div><span class="cf1">Il vecchio pose una misura di birra davanti a Stoner e scomparve zoppicando in un lungo corridoio. </span></div>
<div><span class="cf1">La pioggerella si era mutata in un furioso rovescio d’acqua che batteva contro la porta e le finestre.</span></div>
<div><span class="cf1">Il vagabondo pensò con un brivido a come doveva apparire la spiaggia del mare sotto quelle raffiche di pioggia e con la notte che avanzava da ogni parte. Finì il suo cibo
e la birra e rimase intorpidito ad attendere il ritorno del suo strano ospite. </span></div>
<div><span class="cf1">Mentre i minuti battevano al vecchio orologio nell’angolo, una nuova speranza cominciò a baluginare e ad affermarsi nello spirito del giovane: forse era soltanto l'appagamento
del suo bisogno di cibo e i pochi minuti di tregua all'ansia disperata di trovare un riparo per la notte sotto quel tetto ospitale.</span></div>
<div><span class="cf1">Uno scalpiccio di passi lungo il corridoio lo avvertì che il vecchio servo della fattoria tornava.</span></div>
<div><span class="cf1">- La vecchia padrona non vi vuol vedere, signorino Tom, ma dice che potete restare. E questo è anche abbastanza giusto, visto che la fattoria sarà vostra il giorno che
lei se ne andrà sottoterra. Ho acceso il fuoco nella vostra camera, e la ragazza ha messo le lenzuola pulite, signorino Tom. Non troverete gran che cambiato. Ma forse siete stanco e ora vi farà piacere andare
in camera. -</span></div>
<div><span class="cf1">Senza una parola, Martin Stoner si levò pesantemente in piedi e seguì il suo angelo custode lungo un corridoio, su per una breve scala scricchiolante, lungo un altro corridoio
fino a una vasta camera rischiarata da un gaio fuoco scintillante. La mobilia era poca, semplice, e all'antica, ma buona nel suo genere; uno scoiattolo impagliato e un calendario di quattro anni prima appeso al muro erano
i soli segni di ornamento. </span></div>
<div><span class="cf1">Ma Stoner non aveva occhi che per il letto, e non poté quasi aspettare a togliersi gli abiti di dosso prima di abbandonarsi con voluttuosa stanchezza nelle sue profondità.
I segugi del destino sembrava avessero perso per un poco le sue tracce.</span></div>
<div><span class="cf1">Nella fredda luce del mattino Stoner rise allegramente nel rendersi conto a poco a poco della posizione nella quale era venuto a trovarsi.</span></div>
<div><span class="cf1">Forse egli sarebbe riuscito a strappare ancora un po' di colazione valendosi della sua somiglianza con quell'altro buono a nulla, per andarsene poi prima che qualcuno avesse
scoperto l'inganno nel quale era stato spinto. </span></div>
<div><span class="cf1">Nella stanza in fondo alla scala trovò il vecchio curvo che aveva preparato un piatto di lardo con uova fritte per il signorino Tom, mentre una cameriera anziana dalla faccia
arcigna gli portò la teiera e gli versò il tè nella tazza. Mentre egli sedeva a tavola, un piccolo spaniel gli si avvicinò e gli fece le feste.</span></div>
<div><span class="cf1">- Questo è il cucciolo della vecchia Bowker, sapete, - spiegò il vecchio, che la cameriera dalla faccia arcigna aveva chiamato George.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ella voleva più bene a voi che a tutti noi; non sembrò mai più la stessa dopo la vostra partenza per l'Australia. E’ morta quasi un anno fa. Questo
è il suo cucciolo.-</span></div>
<div><span class="cf1">Sarebbe stato difficile per Stoner rimpiangere quella morte: come testimone per la sua identificazione, la cagna avrebbe lasciato alquanto a desiderare.</span></div>
<div><span class="cf1">- Volete andare a fare una trottata, signorino Tom?- &nbsp;</span></div>
<div><span class="cf1">Fu l’altra stupefacente proposta che venne dal vecchio. </span></div>
<div><span class="cf1">- Abbiamo un bel cavallino roano, da sella. Il vecchio Biddy è un po' in là con gli anni, ma va ancora bene, ma ora vado a sellarvi il roano e ve lo porto davanti
alla porta.-</span></div>
<div><span class="cf1">- Non ho nulla per montare a cavallo, - balbettò il naufrago ridendo quasi nel dare un'occhiata ai suoi logori abiti.</span></div>
<div><span class="cf1">- Signorino Tom, - disse il vecchio solennemente, e quasi con aria offesa, - tutta la vostra roba è dove voi l'avete lasciata. Basta metterla un po' all'aria davanti
al fuoco e sarà tutto pronto. Vi darà un po' di distrazione, una trottatina e la caccia di tanto in tanto. La gente da queste parti, è piuttosto dura e aspra nei suoi giudizi su voi. Non hanno dimenticato
e non perdonano. Nessuno verrà qui, e allora sarebbe meglio che per un po' di distrazione aveste il cavallo e il cane. Sono due buoni compagni, anche. -</span></div>
<div><span class="cf1">Il vecchio George zoppicando se ne andò a dare i suoi ordini, e Stoner sentendosi più che mai come in un sogno salì al piano superiore per ispezionare il guardaroba
del &lt; signorino Tom &gt;. </span></div>
<div><span class="cf1">Cavalcare era stato uno dei più cari piaceri del suo cuore, e il pensiero che nessuno dei suoi compagni di un tempo lo avrebbe probabilmente onorato di uno sguardo attento, offriva
una qualche garanzia contro la immediata scoperta della sua impostura. </span></div>
<div><span class="cf1">Mentre l'intruso indossava un abito da equitazione abbastanza adatto alla sua persona avrebbe voluto vagamente sapere che razza di misfatto avesse commesso il vero Tom per avere
tutto il paese contro di lui. </span></div>
<div><span class="cf1">Rapidi e impazienti colpi di zoccolo sul terreno umido, tagliarono corto le sue fantasie. Il roano era stato condotto davanti alla porta secondaria.</span></div>
<div><span class="cf1">&lt; E parlatemi di mendicanti a cavallo &gt; , pensò Stoner fra sé mentre trottava rapidamente lungo i sentieri melmosi dove il giorno precedente aveva errato come uno
straccione fuorilegge. Poi allontanò indolentemente ogni riflessione e si abbandonò tutto al piacere di una elegante cavalcata lungo un erboso sentiero tracciato parallelo alla strada. </span></div>
<div><span class="cf1">Giunto a un cancello aperto cedette il passo per permettere a due carretti di svoltare in un campo. I ragazzi che li tiravano trovarono il tempo di lanciargli un lungo sguardo, e quando
egli fu passato, udì una voce eccitata esclamare: - Quello è Tom Prike! Io l'ho riconosciuto subito; farsi vedere di nuovo qui, lui! -</span></div>
<div><span class="cf1">Evidentemente, la somiglianza che si era imposta a pochi passi a un vecchio malsicuro bastava per trarre in inganno anche occhi più &nbsp;giovani e a maggior distanza.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel corso della sua cavalcata egli si imbatté in ampie prove le quali tutte confermarono la dichiarazione che la gente del luogo non dimenticava e non perdonava il delitto passato
e trasmesso a lui come un legato dall'assente Tom. </span></div>
<div><span class="cf1">Sguardi crucciati, mormorii e segni d'intesa accennanti a lui &nbsp;ovunque gli capitasse di incontrare essere umani.</span></div>
<div><span class="cf1">Il cucciolo di Bowker &nbsp;gli trotterellava placidamente vicino, unico elemento di cordialità in un mondo ostile.</span></div>
<div><span class="cf1">Mentre egli smontava davanti alla porta secondaria, vide di sfuggita una donna anziana ed emaciata spiare dietro le tendine di una finestra al piano superiore. Evidentemente era la
sua zia adottiva.</span></div>
<div><span class="cf1">Davanti all'abbondante pasto di mezzogiorno già pronto per lui, Stoner riuscì ad esaminare le varie possibilità che gli presentava la sua straordinaria posizione.
Il vero Tom avrebbe potuto tornare improvvisamente alla fattoria, e una sua lettera poteva sempre arrivare da un momento all'altro. </span></div>
<div><span class="cf1">Inoltre, come erede della fattoria, il falso Tom poteva essere invitato a firmare qualche documento, il che lo avrebbe messo davanti a un problema imbarazzante. O poteva arrivare qualche
parente che non avrebbe imitato l'atteggiamento distaccato della zia.</span></div>
<div><span class="cf1">Tutte queste cose significavano un ignominioso smascheramento.</span></div>
<div><span class="cf1">L'altro lato dell'alternativa gli offriva il cielo aperto e i sentieri fangosi che portavano al mare. La fattoria gli offriva, a ogni modo, un temporaneo rifugio contro la miseria.
I lavori agricoli erano fra le &nbsp;molte cose che egli aveva tentato, perciò avrebbe potuto offrire in certa misura l'opera sua in cambio dell'ospitalità alla quale aveva così poco diritto.</span></div>
<div><span class="cf1">- Stasera per cena volete carne di maiale fredda? - domandò la cameriera dalla faccia arcigna, - o preferite che si scaldi? -</span></div>
<div><span class="cf1">- Calda, con cipolle, - disse Stoner. Era la sola volta nella sua vita in cui avesse preso una rapida decisione. E nel dare l'ordine, si accorse che intendeva restare.</span></div>
<div><span class="cf1">Egli si limitò rigidamente a quella parte della casa che sembrava gli fosse stata assegnata per tacito accordo di limitazione. Quando partecipò ai lavori della fattoria
fu sempre agli ordini di qualcun altro, né prese mai alcuna iniziativa.</span></div>
<div><span class="cf1">Il vecchio George, il cavallino roano, il cucciolo di Bowker erano i suoi soli compagni in un mondo nel quale non incontrava che gelido silenzio e ostilità.</span></div>
<div><span class="cf1">La padrona della fattoria non la vide mai. Una volta, sapendo che ella era uscita per andare in chiesa, fece una visita furtiva al salotto, tentando di raccogliere qualche frammentaria
informazione sul conto del giovane del quale usurpava il posto e sopportava la cattiva reputazione. </span></div>
<div><span class="cf1">Parecchie fotografie pendevano alle pareti e spiccavano in goffe cornici, ma non vide in loro la somiglianza che cercava.</span></div>
<div><span class="cf1">Finalmente, la trovò in un album confinato fuori di vista, in una serie di fotografie raccolte sotto un nome: Tom.</span></div>
<div><span class="cf1">Prima un robusto bambino di tre anni, in uno strano abbigliamento, poi un ragazzino sveglio di dodici anni circa che teneva in mano un bastone di criquet, come se gli ripugnasse, quindi
un giovane diciottenne piuttosto di bell'aspetto coi capelli lisci accuratamente divisi, e infine un giovanotto con espressione torva e strafottente. </span></div>
<div><span class="cf1">Stoner osservò con particolare interesse quest'ultima fotografia: la somiglianza era indiscutibile.</span></div>
<div><span class="cf1">A più riprese tentò di sapere dalle labbra del vecchio George, che era piuttosto chiacchierone su molti argomenti, di quale natura fosse la colpa che aveva fatto di lui
una creatura sfuggita e odiata da tutti gli altri uomini suoi compagni.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma la gente di queste parti che cosa dice di me? - domandò un giorno mentre tornavano da un campo lontano.</span></div>
<div><span class="cf1">Il vecchio scosse la testa: - Ce l'hanno con voi, ce l'hanno &nbsp;mortalmente. Ah è una brutta faccenda, una triste faccenda -. </span></div>
<div><span class="cf1">E non riuscì mai a fargli dire altro che valesse a illuminarlo meglio.</span></div>
<div><span class="cf1">In una limpida e fredda sera, pochi giorni prima di Natale, Stoner si trovava in un angolo dell'orto di dove si dominava un largo tratto di campagna. Vedeva palpitare qua e là
i punti luminosi delle lampade e delle candele accese che parlavano dei focolari umani dove regnavano la gioia e la buona volontà. Alle sue spalle si levava l'arcigna e silenziosa abitazione dove non si rideva mai,
dove perfino una lite sarebbe stata un segno di allegria.</span></div>
<div><span class="cf1">Mentre si volgeva a guardare la grigia facciata oscura e tetra dell'edificio, una porta si aprì e ne usci in fretta il vecchio George. </span></div>
<div><span class="cf1">Stoner udí che lo chiamava, ripetendo con ansia angosciosa il suo nome di adozione. </span></div>
<div><span class="cf1">Di colpo, sentì che per lui era accaduto qualcosa di male e con un rapido capovolgimento di visione, il suo rifugio gli apparve come un luogo di pace e di contentezza, dal quale
temeva di essere scacciato.</span></div>
<div><span class="cf1">- Signorino Tom, - disse il vecchio con affannoso sussurro, - bisogna che ve ne andiate via di qua, per qualche giorno. Michael Ley è tornato in paese, e ha giurato di uccidervi
se riesce a prendervi. E lo farà. Nel suo modo di guardare si vede già la voglia di uccidere.</span></div>
<div><span class="cf1">Andatevene, approfittando del buio, soltanto per una settimana o poco più, lui non starà qui a lungo -.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma dove devo andare? - &nbsp;balbettò Stoner, che era stato contagiato dall'evidente terrore del vecchio.</span></div>
<div><span class="cf1">- Andate diritto lungo la spiaggia fino a Punchford e lì vi nasconderete. Quando Michael se ne sarà andato, io vengo col cavallo al Drago Verde a Punchford, e quando voi
vedrete il roano nella stalla del Drago Verde è il segno che potete tornare. -</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma… - cominciò incerto Stoner.</span></div>
<div><span class="cf1">- Per il denaro non c'è da aver paura, - disse l'altro; anche la signora è d'accordo e vi manda questo.-</span></div>
<div><span class="cf1">E il vecchio tirò fuori tre sovrane e un po' d'argento spicciolo.</span></div>
<div><span class="cf1">Più che mai Stoner si sentiva un truffatore, quando in quella notte scivolò via dalla porta sul dietro della fattoria col danaro della vecchia signora in tasca. </span></div>
<div><span class="cf1">Nel cortile, il vecchio George e il cucciolo di Bowker lo guardarono allontanarsi con un silenzioso addio. Difficilmente egli poteva pensare al ritorno e provò una stretta di
rimorso per quei due umili amici che sarebbero stati melanconicamente ad attenderlo. </span></div>
<div><span class="cf1">Forse un giorno il vero Tom sarebbe tornato, e allora l'identità del fantomatico ospite che avevano accolto sotto il loro tetto avrebbe provocato sgomento e meraviglia fra
quei semplici campagnoli. </span></div>
<div><span class="cf1">In quanto alla sua sorte, non aveva nessuna immediata inquietudine; con tre sterline non si può fare molta strada, nel mondo, quando non si ha altro dietro a sé; ma per
un uomo che calcolava il suo bilancio in pennies potevano sembrare un buon punto di partenza. La fortuna, bizzarramente, gli aveva giocato un piacevole scherzo quando egli si trascinava per quei sentieri come un avventuriero
senza speranza. </span></div>
<div><span class="cf1">Ora poteva darsi che egli trovasse qualche lavoro, che potesse rifarsi una vita. E più si allontanava dalla fattoria, più si sentiva il morale alto. </span></div>
<div><span class="cf1">Provava una specie di sollievo nel riprendere la sua perduta identità e nel cessare di essere l'inquieto fantasma di un altro. Non indugiò molto a scervellarsi sull'implacabile
nemico che dal nulla era piombato sulla sua vita; dal momento che quella vita stava ora dietro a lui come un episodio irreale, quanto vi si aggiungeva poteva far poca differenza.</span></div>
<div><span class="cf1">Per la prima volta dopo molti mesi cominciò a fischiettare spensieratamente un'arietta a cuor leggero. </span></div>
<div><span class="cf1">Allora uscì dall'ombra di un'enorme quercia un uomo con un fucile. </span></div>
<div><span class="cf1">Non vi era bisogno di domandare chi fosse; la luce della luna che pioveva sul suo viso bianco e teso rivelava un odio folgorante come Stoner nei suoi vagabondaggi non aveva mai visto.</span></div>
<div><span class="cf1">Egli balzò di fianco nel disperato tentativo di passare attraverso la siepe che orlava il sentiero, ma i rami tenaci trattennero il suo slancio. </span></div>
<div><span class="cf1">I segugi del Destino lo avevano atteso in quegli stretti sentieri e questa volta egli non poteva sfuggire.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Note della Redazione</strong></div>
<div><span class="cf1">SAKI, pseudonimo di Hector Hugh Munro. Akiob Burma 1870 - Francia 1916. Nel bel dizionario di scrittori weird di Mike Ashley insieme a Poe, Lovecraft, il Marchese De Sade e cento altri
troviamo il nome di Saki.</span></div>
<div><span class="cf1">Scrittore originale, stravagante, imprevedibile. Alcuni suoi racconti appartengono sicuramente al genere nero, supernaturale, irrazionale.</span></div>
<div><span class="cf1">Saki ha viaggiato molto, ha raccolto leggende, stranezze, avvenimenti bizzarri e inspiegabili.</span></div>
<div><span class="cf1">In alcuni suoi temi si avvicina ad Ambrose Bierce RACCONTI NERI Bompiani Editore collana il Pesanervi del 1967. Ma Saki è più raffinato e insinuante.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>I segugi del Destino</em> pubblicato per la prima volta su <em>Club GHoST</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Altri suoi racconti che <em>Club GHoST</em> pubblicherà prossimamente sono: </span></div>
<div><span class="cf1"><em>La finestra aperta</em>, <em>Sredny Vasthar</em>, <em>La musica sulla collina</em>, <em>Il porcello</em>, <em>La pace di Mowsle Barton,</em> <em>La ragnatela</em>, ecc.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Hector Hugh Munro (1870 - 1916), noto con lo pseudonimo di Saki, è stato un influente scrittore britannico, maestro del racconto breve famoso per il suo stile ironico, satirico
e spesso macabro, volto a sbeffeggiare la società edoardiana. Nato in Birmania, fu educato in Inghilterra da zie severe, esperienza che influenzò la sua narrativa, spesso incentrata su bambini arguti che trionfano
sugli adulti.</span></div>
<div><span class="cf1">Allo scoppio della prima guerra mondiale, si arruolò come soldato semplice, rifiutando la promozione a ufficiale. Morì in Francia il 13 o 14 novembre 1916, ucciso da un
cecchino durante la battaglia della Somme.</span></div>
<div><span class="cf1">I suoi racconti sono celebri per l'umorismo nero, la crudeltà cinica e la satira della borghesia inglese. È considerato un maestro della forma breve, paragonato a
O. Henry e Oscar Wilde.</span></div>
<div><span class="cf1">Saki è considerato un autore fondamentale nella letteratura inglese, capace di unire leggerezza formale e cinismo profondo.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinka98174b6dc78cf8fc4a4873d1e0a3220 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/segugi-destino-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 360,'height': 540,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka98174b6dc78cf8fc4a4873d1e0a3220, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/segugi-destino-cover_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkcbfc5232882d72af0e024d770904bbd3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Hector-Hugh-Munro-aka-Saki_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 814,'height': 1080,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcbfc5232882d72af0e024d770904bbd3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Hector-Hugh-Munro-aka-Saki_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="199" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 04:41:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dizionario infernale di Jacques Collin de Plancy]]></title>
			<author><![CDATA[Massimiliano Ruzzante]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000289"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Volume snello ma molto suggestivo</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Dove si possono trovare anche definizioni particolari e bizzarre</span></h2><div>






<div><span class="cf1">DIZIONARIO INFERNALE</span></div>
<div><span class="cf1">o Repertorio Universale degli esseri, dei libri, dei fatti e delle cose che si riferiscono alle apparizioni, alle divinazioni, alla magia,</span></div>
<div><span class="cf1">al commercio dell’inferno, ai demoni, alle streghe, alle scienze occulte, agli incantesimi, alla cabala, agli spiriti elementari, alla pietra filosofale, ai prodigi, agli errori,
ai pregiudizi, alle imposture, alle arti degli zingari, alle varie superstizioni, ai racconti popolari, ai pronostici, e generalmente a tutte le credenze false, meravigliose, sorprendenti, misteriose o sovrannaturali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">STORIA DEL LIBRO</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Jacques Albin Simon Collin</strong> (al cui nome si aggiunge il patronimico "<strong>de Plancy</strong>", nome del paese natale) pubblica il <em>Dizionario infernale</em> nel 1818. L'opera conosce sei edizioni nel corso della prima metà del secolo (l'ultima è del 1863) e la sua fortuna è legata alla natura stessa del dizionario: si tratta di un censimento
teratologico-folklorico-demonico che si rifà tanto alle fonti della tradizione popolare quanto a quelle della demonologia del XVI e XVII secolo. Non passano inosservate le acute osservazioni fenomenologiche e antropologiche
dell'autore. La catalogazione demonica trasuda letteralmente di riferimenti - e metamorfosi di immagini attinenti - alla mitologia greca e indoeuropea, così come a fonti più arcaiche ed esotiche.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Occultista, demonologo, giornalista, editore, persino immobiliarista, nel corso della sua esistenza <strong>Jacques Albin Simon Collin</strong> detto “de Plancy” ha vissuto molte vite. A soli 18 anni, nel corso di un ritiro volontario in Norvegia, l’autore francese inizia a
lavorare al suo <em>Dictionnaire Infernal</em>.<br>L’opera come detto uscita per la prima volta in Francia nel 1818, conosce il successo e moltissime ripubblicazioni,
provocando però non pochi guai al suo autore, accusato di satanismo e di far parte di una setta dedita al culto di Lucifero.<br>La svolta per la sua carriera è rappresentata dalla conversione al cattolicesimo
e dalla ritrattazione delle tesi sostenute nei suoi manuali.<br>Col decreto del 16 ottobre 1841, papa Gregorio XVI toglie la censura alle opere di Collin de Plancy, che rivede il Dizionario in modo da farlo approvare ufficialmente
dalla Chiesa di Roma. Da Inquisizione a Lutero, da Oroscopi a Demoni, da Magia a Vampiri, da Fate a Tregenda, il de Plancy si rivela un archivio vivente di aneddoti e fatti stravaganti, un letterato che informa divertendo,
mediante un’opera che è insieme storia della stregoneria e bibliografia ragionata della superstizione. La prima versione italiana fu pubblicata a Torino nel 1867.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Aleister Crowley</strong> ha definito l’autore di questo volume come “<em>un sommo filosofo del sapere proibito</em>”.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Per i tipi di Editoriale Jouvence ritorna nelle librerie italiane dopo più di trent’anni di assenza il famoso manuale
censimento teratologico-folklorico-demonico: il <em>Dizionario Infernale</em> di <strong>Jacques Albin Simon Collin</strong> detto “<strong>de Plancy</strong>”.</span></div>
<div><span class="cf1">La nuova edizione Jouvence è curata da <strong>Michele Olzi</strong> e con la partecipazione di <strong>Nicolò Ciccarone</strong> per la parte grafica. Ad accompagnare le voci un vasto apparato iconografico con le stampe
del pittore <strong>Louis Le Breton</strong>. Questa edizione consiste in una selezione di voci da parte di <strong>Don Luigi Balestrazzi</strong> dalla quarta edizione del 1844. In quell’edizione precedentemente pubblicata da Bompiani negli anni Settanta (quella curata da <strong>Balestrazzi</strong>), erano state pubblicate delle voci con passaggi mancanti o tradotti in parte e con refusi evidenti, oltre a riferimenti mitici, biblici e storici totalmente errati.
Il lavoro del curatore di questa edizione, <strong>Michele Olzi</strong>, è stato quello di revisionare, correggere e integrare la traduzione della selezione di <strong>Balestrazzi</strong>, confrontando le edizioni del 1844 e del 1853 e aggiungendo le parti non tradotte di quest’ultima nell’edizione francese. A ciò va ad aggiungersi
il progetto grafico curato da <strong>Nicolò Ciccarone</strong>, che ha permesso non solo di trovare le illustrazioni del <em>Dizionario</em> in una maggiore definizione (alcune "ripulite" graficamente da lui stesso), ma ben cinque sono state ricollocate nel testo dove più erano indicate. Tutte
queste modifiche e correzioni sono spiegate dettagliatamente nella prefazione introduttiva al volume dello stesso <strong>Olzi</strong>. In questo modo l’editore vuole così offrire una sorta di "summa" particolare nella sua selezione, consci del fatto che i lettori di oggi prediligono
un vademecum più fruibile e di veloce consultazione, rispetto a “tomoni” enciclopedici di mille pagine.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Rispetto all’edizione Xenia ripubblicata anch’essa recentemente che consta di ben 960 pagine e oltre duemila voci, nell’edizione presa qui in esame in un condensato
di 240 pagine troviamo circa 380 voci riguardanti le superstizioni e le credenze magiche antiche e moderne.</span></div>
<div><span class="cf1">Un volume snello ma molto suggestivo e ben curato dove si possono trovare anche definizioni particolari e bizzarre oltre a tutti i vari nomi di demoni e creature mitologiche e folkloriche.
Interessante come già accennato la prefazione di Michele Olzi che oltre ad argomentare nel dettaglio da quale edizione originaria è tratta, offre un’approfondita cronistoria delle origini del celeberrimo
<em>Dictionnaire Infernal</em>. Le numerose illustrazioni completano questo volume di culto, destinato a tutti gli appassionati di esoterismo e non solo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Jacques Albin Simon Collin De Plancy (Plancy-l’Abbaye, 1793 – Parigi, 1881), è stato un uomo d’affari, giornalista,
traduttore, stampatore, editore e libraio. Nonostante la sua fama editoriale sia legata alla pubblicazione del Dizionario infernale, è stato autore di decine di testi riguardanti temi di carattere spirituale, religioso
e folklorico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Dizionario infernale</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Jacques Collin de Plancy</em></div>
<div><em class="cf1">Curatore: Michele Olzi</em></div>
<div><em class="cf1">Traduttore: Luigi Balestrazzi</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Editoriale Jouvence</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 6 dicembre 2022</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 240</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 12.6 x 3.6 x 20.5 cm</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN 978-8878019010</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 16,00 € - 9,99 € eBook</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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			<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 07:27:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[You'll Never Find Me di Josiah Allen e Indianna Bell]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000288"><h1 class="imHeading1">Horror claustrofobico</h1><h2 class="imHeading2">Confezionato con cura per i particolari</h2><div>






<div><strong>You’ll Never Find Me - Nessuna via d’uscita (Australia 2023)</strong></div>
<div><em>Regia: Joshia Allen, Indianna Bell. Soggetto e Sceneggiatura: Indianna Bell. Fotografia: Maxx Corkindale. Montaggio: Josiah Allen. Scenografie: Hannah Sitters. Costumi: Victoria
Arvanitakis. Musiche: Darren Lim. Case di Produzione: Stakeout Films, Someone Like U Productions. Interpreti: Brendan Rock, Jordan Cowan, Elena Carapetis, Angela Korng. Uscita: 17 luglio 2025. Prima TV: Rai 4, 19 marzo 2026.
Distribuzione (Italia): Filmclub Distribuzione, Minerva Pictures. Genere: Horror. Paese di Produzione: Australia, 2023. Durata: 100’.</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div>Un horror teatrale, girato secondo la regola dell’unità di spazio, tempo e luogo, basato su due soli personaggi misteriosi e ambientato durante una notte di tempesta. Horror
da camera, se mi passate la definizione, confezionato con cura per i particolari e facendo bene attenzione a giocare le carte migliori sull’incedere della tensione narrativa. Non è facile realizzare un film come
questo, basato sulla <em>suspense</em> e sul ritmo, sceneggiato in modo avvincente e insolito. Patrick è un uomo solitario, tormentato da un passato che grava come un
macigno sulle sue spalle; nel cuore della notte riceve la visita inaspettata di una giovane donna, bagnata di pioggia, scalza e confusa, che chiede di poter fare una telefonata. La tensione cresce, minuto dopo minuto, tra
i due personaggi; Patrick non ha telefono e non può accompagnare la ragazza alla cabina perché è una notte di burrasca. L’uomo offre una doccia alla donna, del cibo, qualcosa da bere, ma il clima
tra i due diventa sempre più pesante e misterioso. Non possiamo dire altro sulla trama perché niente è come sembra, ma a un certo punto di un racconto lineare tutto viene sconvolto da una serie di eventi
psichedelici - inquietanti e onirici - che alzano il velo e scoprono una sorprendente verità. Horror claustrofobico, interessante debutto alla regia in un lungometraggio drammatico per <strong>Josiah Allen</strong> e <strong>Indianna Bell</strong>, che tengono inchiodato alla poltrona lo spettatore &nbsp;con una storia ai minimi termini, grazie a dialoghi ben scritti - secchi e asciutti - e alla cura certosina per la <em>suspense</em>. La conoscenza di <strong>David Lynch</strong> è alla base di film come questi, ma i due registi mostrano uno stile originale, percorrendo una via insolita per un horror a basso costo, basato soprattutto su atmosfera e paura suggerita, fino a un’esplosione
di assoluta violenza. Fotografia cupa e tenebrosa - tutta in notturno - (<strong>Corkindale</strong>); montaggio che passa dal compassato al serrato senza soluzione di continuità (<strong>Allen</strong>); musica glaciale (<strong>Lim</strong>); scenografia squallida e inquietante (<strong>Sitters</strong>) - una casa malandata e sporca -; sceneggiatura essenziale (<strong>Bell</strong>), che non perde un colpo. Tutto funziona in questo film, confezionato in cento minuti di angoscia, anche se il finale cambia ritmo in maniera forse troppo convulsa. Consigliato
agli appassionati di thriller estremo e cinema dell’orrore.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink2906fea571832a9f0645cc71d72cbb9c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/You-never-find-me-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2906fea571832a9f0645cc71d72cbb9c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/You-never-find-me-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkde1143994da0500c89c3dc6d0a7fbebc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/You-never-find-me-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 614,'height': 356,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkde1143994da0500c89c3dc6d0a7fbebc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/You-never-find-me-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="116" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=knx1VW4ZpP4">https://www.youtube.com/watch?v=knx1VW4ZpP4</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 14:04:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Esecranda! Volume 11 - Tomo 1 di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000284"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Raccolta irregolare nel senso migliore del termine</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Capace di attraversare registri narrativi e atmosfere differenti mantenendo però un filo comune</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Con l’undicesimo volume, </span><em class="fs14lh1-5">Esecranda!</em><span class="fs14lh1-5"> continua a dimostrare quanto il weird horror italiano sia oggi un terreno fertile di sperimentazione. L’antologia non si limita a raccogliere racconti spaventosi: mette insieme visioni molto diverse dell’orrore,
che spaziano dal body horror alla fiaba nera, dall’inquietudine psicologica al soprannaturale più apocalittico. Il risultato è una raccolta irregolare nel senso migliore del termine, capace di attraversare
registri narrativi e atmosfere differenti mantenendo però un filo comune: la sensazione che il reale possa incrinarsi in qualsiasi momento, lasciando filtrare qualcosa di estraneo e disturbante.</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Uno dei racconti più riusciti è “Cavallo cieco” di <strong>Orfeo Patranel</strong>, una storia che trasforma un disturbo apparentemente banale come il sonnambulismo in un’idea horror potentissima. Fabio, un impiegato stressato, comincia
a soffrire di vuoti di memoria e risvegli inspiegabili. All’inizio tutto sembra riconducibile alla stanchezza e alla pressione del lavoro, ma i segnali diventano sempre più inquietanti: viaggi di cui non ricorda
nulla, oggetti comparsi dal nulla, indizi di azioni compiute mentre dormiva. La verità è molto più disturbante: durante quei blackout il suo corpo viene letteralmente guidato da una creatura parassitaria
che lo utilizza come veicolo per missioni notturne, recuperi e operazioni oscure. <strong>Patranel</strong> costruisce un racconto di paranoia domestica e body horror in cui l’idea più inquietante non è la presenza del parassita, ma l’esistenza di una società nascosta di creature invertebrate
intelligenti che considerano gli esseri umani semplici cavalcature biologiche. L’orrore nasce proprio da questa logica fredda e quasi burocratica: il corpo umano ridotto a mezzo di trasporto.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Molto più fisico e brutale è “Scannaporco” di <strong>Emanuele Di Filippo</strong>, che si muove nel territorio del folk horror rurale. L’ambiente di provincia, dominato da superstizioni e rituali violenti, diventa il teatro di una
storia dove la macellazione del maiale assume un valore simbolico e quasi sacrale. Il racconto punta tutto sulla materialità dell’orrore: carne, sangue e tradizioni contadine che trasformano un gesto quotidiano
in qualcosa di profondamente disturbante.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con “Il principe” di <strong>Cristiano Fighera</strong> il tono cambia radicalmente. Dopo un incidente, il protagonista si ritrova coinvolto in un viaggio con una figura enigmatica e dominatrice chiamata appunto il Principe. La presenza esercita un’influenza
sempre più forte sulla mente dell’uomo, che progressivamente perde autonomia e identità. Più che un racconto horror tradizionale, è una storia surreale e simbolica sul potere e sulla sottomissione.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">“Lemure” di <strong>Michele Nanni</strong> lavora invece su un’idea molto più essenziale ma estremamente efficace: la sensazione di essere seguiti da qualcosa che non si vede mai completamente. Il titolo richiama gli spiriti dei morti della
tradizione romana e il racconto costruisce la propria inquietudine attorno a una presenza che rimane ai margini della percezione, come un’ombra che accompagna il protagonista senza rivelarsi del tutto.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Tra i racconti più suggestivi per ambientazione spicca “La iena di San Giorgio” di <strong>Fabrizio Raccis</strong>, ambientato in un ristorante torinese dal nome inquietante. Il locale diventa il centro di una piccola geografia notturna popolata da personaggi ambigui e situazioni
sospese tra normalità e mistero. Qui l’orrore nasce più dall’atmosfera e dalle relazioni tra i personaggi che da un evento soprannaturale esplicito.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In “C’era una volta” di <strong>Andrea Pupeschi</strong> l’horror assume invece i contorni di una fiaba nera. Una casa isolata nella Foresta Nera domina un territorio infestato da presenze misteriose, e il racconto gioca con gli elementi tipici della fiaba per
poi rovesciarli in chiave inquietante, suggerendo che il male possa annidarsi tanto nel bosco quanto nello spazio domestico.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Più malinconico e contemplativo è “La torre dell’ascensore” di <strong>Federico Biuso</strong>, in cui un anziano ospite di una casa di riposo osserva e annota gli strani fenomeni legati all’ascensore dell’edificio. Il racconto lavora sul confine
tra memoria, vecchiaia e morte, costruendo un’inquietudine sottile che si insinua lentamente nella quotidianità.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con “Mantra” di <strong>Daniele Baiardi</strong> l’orrore torna a essere rituale: la ripetizione di una formula diventa il centro di una spirale psicologica e quasi esoterica, dove la parola sembra possedere un potere evocativo capace di modificare la
realtà.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un’atmosfera diversa emerge in “Welcome to Deadbrook” di <strong>Alessio Monni</strong>, dove un fotografo arriva in una cittadina apparentemente normale ma presto scopre che il luogo possiede una logica propria: chi entra sembra destinato a restare
intrappolato. Il racconto sfrutta con efficacia l’idea della città come organismo chiuso e minaccioso.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Più lirico e solitario è “Il faro e il custode” di <strong>Valeria Lipoma</strong>, ambientato su un’isola dominata da un faro e dal mare. Qui l’orrore lascia spazio a un tono più contemplativo, dove isolamento e destino diventano
i veri protagonisti della storia.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il tema della contaminazione ritorna in “Seme” di <strong>Guido Del Giudice</strong>, mentre “Quel fradicio settembre” di <strong>Andrea Ravasio</strong> costruisce un’atmosfera umida e decadente in un paesaggio rurale segnato dalla pioggia e da presenze ambigue.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Più narrativo è “L’ultima volta” di <strong>Enrico Ravasio</strong>, che ricostruisce una vicenda familiare tragica legata a una bambina e a una rivelazione finale inquietante.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con “La bestia che sale dal mare” di <strong>Matteo Mancini</strong> il tono diventa quasi apocalittico: l’emergere della creatura introduce una dimensione che richiama l’immaginario religioso e il confronto tra umano, divino e mostruoso, più che il classico
orrore cosmico.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Chiude questa parte dell’antologia “Falena nera” di <strong>Massimo Teodorani</strong> e <strong>Zano</strong>, un racconto a fumetti che introduce una dimensione visiva nella raccolta e conclude la sezione con un immaginario fortemente dark.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nel complesso <em>Esecranda! Volume 11</em> colpisce per la varietà delle sue proposte. Alcuni racconti puntano su trame forti, altri sull’atmosfera o su immagini disturbanti, ma tutti contribuiscono a costruire un mosaico narrativo che dimostra
quanto il weird horror italiano possa ancora sorprendere e sperimentare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Esecranda! Volume 11 - Tomo 1</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: AA.VV.</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Independently published</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 7 marzo 2026</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 272</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 15.24 x 1.57 x 22.86 cm</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN 13: 979-8251150926</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 15,98 € - 22,00 € (Deluxe Edition)</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3NHwOzL" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3PtVjAR" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Deluxe Edition)</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinkf4492d729e30be836e942c4a42977154 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Esecranda11v1-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 360,'height': 539,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf4492d729e30be836e942c4a42977154, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Esecranda11v1-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="300" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il mastino e altre storie di Gou Tanabe]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000283"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">La ricca prosa di Lovecraft</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">In intense sequenze visive e in dialoghi</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>Il mastino e altre storie</em> di <strong>Gou Tanabe</strong> traspone in intense sequenze visive e in dialoghi la ricca prosa di <strong>Lovecraft</strong>.</span></div>
<div>






<div><span class="cf1">Tratto da <strong>Howard Philips Lovecraft</strong>. Pubblicato da Edizioni BD. Contiene i racconti a fumetti <em>Il tempio, Il mastino</em> e <em>La città senza nome</em>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/47asq2R" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ne <em>Il mastino e altre storie</em> di <strong>Gou Tanabe</strong>, <em>Il tempio</em> e <em>La città senza nome</em> hanno molto in comune quanto a trama e sviluppo narrativo. In entrambi i racconti due personaggi (l’ufficiale tedesco Karl Einrich, un avatar di <strong>Lovecraft</strong> stesso, del primo e l’esploratore del secondo) entrano in contatto con una civiltà antichissima. Negli abissi marini o sotto terra.<br>Ne <em>Il tempio</em> l’equipaggio di un sottomarino tedesco viene “contagiato” dalla scoperta di una statuetta di fattura apparentemente greca. In breve l’ufficiale
del sottomarino, Karl Einrich, resterà solo a confrontarsi con l’antica civiltà.<br>Ne <em>La città senza nome</em> l’esploratore scoprirà che le raffigurazioni dei mosaici della città sotterranea non sono delle semplici allegorie. Nel racconto
viene citato per la prima volta Abdul Alhazred, come poeta autore del distico: “Non è morto ciò che può attendere. E con il passaggio di strani eoni, anche la morte può morire”.<br><strong>Gou Tanabe</strong> traspone in intense sequenze visive e in dialoghi la ricca prosa di <strong>Lovecraft</strong>. Pagine con sei, sette vignette contenenti tutte le possibili inquadrature (dal piano americano al dettaglio di amni e piedi e al primissimo piano dei volti) si alternano
a doppie splash page che descrivono/visualizzano la città sul fondo degli abissi e il tempio al suo interno, oppure la città sotterranea con i suoi favolosi affreschi.<br><em>Il mastino</em> si basa sull’espediente della coppia di personaggi, usato spesso da <strong>Lovecraft</strong> in un certo periodo della sua carriera: uno più pragmatico e un altro più sognatore. Entrambi sono affascinati dall’occulto in tutte le sue
forme, fino al punto di diventare profanatori di tombe.<br>I due, dopo aver scoperchiato una tomba e aver rubato al cadavere un antico cimelio raffigurante un’entità canide, sono perseguitati da un’entità
sovrannaturale. Questo terzo manga fa provare delle sensazioni di reale terrore, attraverso un sapiente uso del bianco e nero e un andamento narrativo che non lascia scampo né ai personaggi né ai lettori.<br>Per
la prima volta in questo racconto <strong>Lovecraft</strong> cita il grimorio inventato, il Necronomicon scritto dall’arabo pazzo Abdul Alhazred.<br>L’unico
difetto di questo volume è il formato troppo piccolo che non fa apprezzare appieno i disegni di <strong>Tanabe</strong> e a volte rende i balloon al limite della leggibilità.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">“Notte insonne. La sensazione di qualcosa oltre la soglia. Bisbigli incomprensibili. Paure e inquietudini che tutti noi abbiamo provato da piccoli. L’istinto primordiale
verso la morte. Lovecraft è il narratore-sacerdote che trasforma in miti l’oscurità che precede l’alba. Una capacità creativa talmente sviluppata da incutere persino timore.<br>Ho illustrato
questi racconti calandomi nei panni di un apostolo delle divinità plasmate da Lovecraft. Non ricordo di aver mai terminato di disegnare. Le immagini continuano ad affollare la mia mente.” <strong>Gou Tanabe</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>GLI AUTORI<br></strong>Gou Tanabe (Gō Tanabe) è nato nel 1975 a Tokyo. È un fumettista giapponese, noto soprattutto per i suoi
adattamenti delle opere letterarie dello scrittore H.P. Lovecraft. I suoi manga sono stati tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano.</span></div><div><script> var showboxlink76cef2126052f845983979c486da6286 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Gou-Tanabe_autore.jpg','alt': 'Gou Tanabe','title': 'Gou Tanabe','width': 409,'height': 511,'description': 'Gou Tanabe'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink76cef2126052f845983979c486da6286, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Gou-Tanabe_autore.jpg" alt="Gou Tanabe" title="Gou Tanabe" width="100" height="125" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Howard Philips Lovecrat è nato il 1890 a Providence, negli USA. Oggi considerato uno dei più grandi scrittori horror, in
vita non ebbe successo. Tanto che dovette mantenersi con revisioni di lavori altrui (racconti che spesso riscriveva completamente) e denaro di famiglia. I genitori soffrivano entrambi di malattia mentale e sono morti precocemente.<br>HPL
si sposò con Sonia Greene, ma il matrimonio durò circa un anno. Dopo avere tentato la fortuna a New York, divorziò dalla moglie e ritornò alla sua amata Providence, dove vivevano le zie materne.
In vita ha pubblicato principalmente sulla rivista Weird Tales, per quanto disprezzasse, con poche eccezioni, gli autori delle riviste pulp.<br>È morto a 46 anni per un tumore intestinale. Dopo pochi anni i suoi racconti
furono editi dalla Arkham House, casa editrice fondata dall’amico August Derleth proprio per pubblicare il lavoro di HPL. Sono seguite numerose edizioni in tutto il mondo. Dai suoi racconti sono stati tratti videogiochi,
giochi di ruolo, film, fumetti e dischi musicali.</span></div><div><script> var showboxlink7cbc8b6425ff7d06106fcea842190484 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/HP-Lovecraft_autore.jpg','alt': 'Howard Philips Lovecrat','title': 'Howard Philips Lovecrat','width': 250,'height': 369,'description': 'Howard Philips Lovecrat'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7cbc8b6425ff7d06106fcea842190484, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/HP-Lovecraft_autore.jpg" alt="Howard Philips Lovecrat" title="Howard Philips Lovecrat" width="100" height="148" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Il mastino e altre storie<br>Autori: Gou Tanabe, Howard Philips Lovecraft<br>Editore: Edizioni BD</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 11 novembre 2015</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 178</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 12.2 x 1.5 x 16.9 cm</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8868833985<br>Prezzo: € 6,90</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/47asq2R" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf280cb0f6973346924c0f6780f2cfca7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mastino-altre-storie-Gou-Tanabe-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 336,'height': 481,'description': 'La copertina del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf280cb0f6973346924c0f6780f2cfca7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mastino-altre-storie-Gou-Tanabe-cover_ver.jpg" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="287" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 13:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La notte chiama di Luigi Boccia e Nicola Lombardi]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000282"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Una storia nera di fantasmi</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Scritta con una prosa ricercata, che ricorda Ray Bradbury</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>La notte chiama</em> di <strong>Nicola Lombardi</strong> e <strong>Luigi Boccia</strong>. Pubblicato da Delos Digital nella collana Odissea Digital curata da <strong>Franco Forte</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3NLIW2H" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Nel 2010 Michele Corsini è il nuovo direttore di Villa Olmo, albergo che, negli anni settanta, ha visto verificarsi una tragedia della follia. Fabio Mistretta, allora direttore,
sconvolto dalla scoperta della gravidanza della figlia Arianna, una ragazzina dislessica di sedici anni, aveva ammazzato la ragazza, la moglie e sette villeggianti.</span></div><div><span class="cf1"><br>Questo romanzo ha una struttura composita: la narrazione
si evolve attraverso il diario di Michele Corsini, i brani di un libro scritto da un giornalista sulla tragedia degli anni settanta, la narrazione in primo piano di Fabio Mistretta e alcuni articoli di giornale.<br>È
una storia nera di fantasmi scritta con una prosa ricercata, che ricorda <strong>Ray Bradbury</strong>.<br>Di fantasmi perché molto è rimasto irrisolto dalla tragedia di Fabio Mistretta.<br>Poi ci sono i suoi messaggi (a Dio, a sé stesso) scritti sulla sua bibbia e i messaggi scritti dalla
figlia dislessica, che Michele Corsini riesce a interpretare.<br>Michele cerca la verità e, una volta scoperta, capisce quale è il suo ruolo nella storia di Villa Olmo e decide di proseguire fino alla fine.
Fino all’inevitabile.<br>Romanzo “difficile”, che richiede l’attenzione costante del lettore. Decisamente non è una lettura da ombrellone. <strong>Nicola Lombardi</strong> e <strong>Luigi Boccia</strong> non consentono che chi li legge si distragga o che non abbia la pazienza di aspettare.</span></div><div><span class="cf1">Così come la verità è rivelata al protagonista, nello stesso modo verrà rivelata al lettore che avrà l’intelligenza di attendere. Un’attesa
che, data la struttura accattivante, lo stile evocativo spesso, volutamente e intelligentemente, sopra le righe, non è pesante.<br>Un’attesa che dà piacere. Il piacere della lettura. Che deriva dalla
capacità di affabulazione degli autori. Non tutti gli scrittori riescono a coinvolgere i lettori nelle loro trame come fanno <strong>Lombardi</strong> e <strong>Boccia</strong>.<br>A costoro andrebbe sicuramente tributato il plauso da critici e recensori di stampe blasonate. Ahimè siamo in Italia. Dove l’horror non tira. Non vende. Perché non abbiamo una cultura
e una storia del gotico e bla, bla, bla. Tutte stronzate che non perché sono ripetute a manetta, diventano verità.<br>Se i (re) censori avessero coraggio, romanzi così sarebbero in vetta alle classifiche
di vendita. O perlomeno sarebbero consigliati come libri da leggere assolutamente.<br>Per ora, per quello che vale, io, personalmente, ne consiglio la lettura.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">GLI AUTORI</strong></div>
<div><span class="cf1">Nicola Lombardi esordisce nel 1989 con la raccolta <em>Ombre – 17 racconti del terrore</em>. Suoi sono i romanzi tratti dai film di Dario Argento <em>Profondo Rosso</em> e <em>Suspiria</em> editi da Newton &amp; Compton. Collabora per diversi anni con il mensile di cultura fantastica Mystero e cura varie traduzioni
per le edizioni Profondo Rosso. Tra le sue pubblicazioni: le raccolte di racconti <em>I racconti della piccola bottega degli orrori</em>, <em>La fiera della paura</em>, <em>Striges</em>; e i romanzi <em>I Ragni Zingari</em> (con il quale nel 2013 vince il Premio Polidori), <em>Madre Nera</em>, <em>La Cisterna</em> e <em>L'Incisore</em> (Newton Compton Editori, con Luigi Boccia).</span></div><div><script> var showboxlinkb4a7d2dab673444fd82b3b27819edd14 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/NicolaLombardi_autore.webp','alt': 'Nicola Lombardi ','title': 'Nicola Lombardi ','width': 579,'height': 800,'description': 'Nicola Lombardi '}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb4a7d2dab673444fd82b3b27819edd14, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/NicolaLombardi_autore.webp" alt="Nicola Lombardi " title="Nicola Lombardi " width="100" height="139" /></a><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Luigi Boccia, sceneggiatore e regista, ha pubblicato i romanzi <em>Confessionale Nero</em> (1997),<em> La Janara</em> (2007), <em>Leonardo Da Vinci e la finestra sul tempo</em> (2014), <em>La notte chiama</em> (Delos Digital, con Nicola Lombardi), L'Incisore (Newton Compton Editori, con Nicola Lombardi). Ha curato diverse antologie, tra le quali <em>Fame – La trilogia cannibale</em>,<em> La stagione della Follia</em>, <em>Malefica</em> e <em>Il paese dell’oscurità</em>. È autore dei saggi <em>Arcistreghe, Licantropi, Cinemalab e Il cinema digitale</em>. Per la Star Comics ha ideato con Sergio Stivaletti la serie a fumetti <em>Factor – V</em>. E’ stato direttore di diverse testate, tra cui SciFi Now e Weird Tales Italia.</span></div><div><script> var showboxlink634e6a3cd56287eb1d9fe00f2728f545 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/luigiboccia_autore.webp','alt': 'Luigi Boccia','title': 'Luigi Boccia','width': 224,'height': 225,'description': 'Luigi Boccia'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink634e6a3cd56287eb1d9fe00f2728f545, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/luigiboccia_autore.webp" alt="Luigi Boccia" title="Luigi Boccia" width="100" height="101" /></a><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">La notte chiama<br>Autori: Nicola Lombardi e Luigi Boccia</em></div>
<div><em class="cf1">Curatore: Franco Forte<br>Editore: Delos Digital<br>Collana: Odissea Digital</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 17 novembre 2015</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 140<br>ISBN-13: 978-8867759675<br>Prezzo: € 3,00 - eBook</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3NLIW2H" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinkf13efb7fc0bebf804ec15e96ddf2aaae = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/la-notte-chiama-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 503,'height': 670,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf13efb7fc0bebf804ec15e96ddf2aaae, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/la-notte-chiama-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="267" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 03:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cinema americano Ottanta]]></title>
			<author><![CDATA[Roberto Frini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000027C"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Lo sguardo al passato</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Nel cinema americano degli anni Ottanta</span></h2><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="cf1">Tra le peculiarità che contraddistinguono il cinema americano compreso all’incirca tra la metà degli anni Settanta e la fine degli Ottanta vi è il riferimento ai primi decenni del Novecento, nei quali si sviluppano le avanguardie artistiche e che viene considerato l’inizio dell’era postmoderna. Un esempio eclatante è rappresentato dalla versione (ridotta a 87 minuti, colorizzata e con musiche pop-rock) del film muto di Fritz Lang <strong>Metropolis</strong> (1927), voluta da Giorgio Moroder nel 1984.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><script> var showboxlink05ab1f24d5bea7fe4c3f2644e12b8650 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Metropolis.webp','alt': 'Metropolis (1927).','title': 'Metropolis (1927).','width': 650,'height': 366,'description': 'Metropolis (1927).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink05ab1f24d5bea7fe4c3f2644e12b8650, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-8" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Metropolis.webp" alt="Metropolis (1927)." title="Metropolis (1927)." width="200" height="113" /></a><br></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Significative anche le scenografie realizzate da John De Cuir per progettare gli interni del palazzo nel quale abita Dana, ispirate allo stile Art Déco, nel film <strong>Ghostbusters – Acchiappafantasmi </strong>(1984), diretto da Ivan Reitman. Nonché quelle per film fantascientifici come <em>Blade Runner</em> (1983, Ridley Scott) e <em>Brazil</em> (1985, Terry Gilliam), dai &nbsp;forti contrasti passato/futuro, e gli sfondi architettonici e il design inattuali presenti in film di ambientazione contemporanea e fantascientifica. La grande creatività mostrata dai cineasti in questi anni nasce con ogni probabilità proprio dalle tendenze contrastanti. Da una parte lo slancio futuristico e la ricerca di nuovi linguaggi e possibilità tecniche: i primi effetti digitali realizzati al computer in film come <em>Piramide di paura</em> (Young Sherlock Holmes, 1985), regia di Barry Levinson, e <strong>Willow </strong>(1988, Ron Howard). Prodotti rispettivamente da Steven Spielberg e da George Lucas. Come ha detto l’effettista Dennis Muren, che ha collaborato a entrambi i film, in questi esperimenti si intravede “<em>la promessa dell’inizio dell’era digitale</em>”. Dall’altra appunto lo sguardo volto al passato. Il quale a livello scenografico si traduce in un massiccio utilizzo di luci e insegne al neon (che nascono negli anni Dieci), usati in vari casi persino per i titoli di testa dei film, come ad esempio in <strong>Un sogno lungo un giorno </strong>(One from the Heart), diretto nel 1982 da Francis Coppola. Il passato viene riproposto anche attraverso la rilettura dei generi più popolari. Su tutti il noir e le detective stories, a cui attingono il fantasy (Robert Zemeckis con <em>Chi ha incastrato Roger Rabbit?</em>, del 1988), l’horror (<em>Dimensione terrore</em>, diretto da Fred Dekker nel 1987), il comico (nel 1988 <em>Una pallottola spuntata</em>, di David Zucker), eccetera. Nonché tornando a certe atmosfere del cinema hollywoodiano classico. Ne derivano scelte espressive che le ricreano: come il b/n, di cui Michael Chapman, il direttore della fotografia scomparso di recente, è stato un maestro. Il suo nome appare nei crediti di film come<em> Toro scatenato </em>(1980), di Martin Scorsese e <strong>Il mistero del cadavere scomparso</strong> (1984, Carl Reiner). Quest’ultimo è estremamente significativo in tal senso, poiché affronta l’autentica sfida tecnico/espressiva di ricreare con precisione mimetica il noir americano degli anni Quaranta e Cinquanta, pur sotto forma parodistica. Facendo oltretutto interagire i protagonisti con attori e situazioni di quel periodo cinematografico, attraverso il montaggio di scene tratte da famose pellicole hollywoodiane. Vi sono poi i numerosi remake, che in fin dei conti non differiscono molto dalla parodia. Produttivamente, tra i primi ad avere l’idea di rifare celebri film è il titanico Dino De Laurentiis, che nel 1976 realizza <em>King Kong, </em>diretto da John Guillermin e nel 1979 <em>Uragano</em>, di Jan Troell. Non è invece generalmente ritenuto un remake <strong>Flash Gordon</strong> (id., 1980), di Mike Hodges. Tuttavia va considerato che, come per <em>King Kong</em>, anche del fumetto di Alex Raymond esiste una versione girata negli anni Trenta. In ogni caso, remake o meno, <em>Flash Gordon</em> rappresenta l’ulteriore tentativo da parte del produttore italiano di riproporre mondi narrativo/visuali appartenenti al passato.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><script> var showboxlink6ae5945ba41ba2e9a82fb8922295a664 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/flash_gordon.webp','alt': 'Flash Gordon (1980).','title': 'Flash Gordon (1980).','width': 1200,'height': 675,'description': 'Flash Gordon (1980).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6ae5945ba41ba2e9a82fb8922295a664, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-9" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/flash_gordon.webp" alt="Flash Gordon (1980)." title="Flash Gordon (1980)." width="200" height="113" /></a><br></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Si può intendere lo sguardo rivolto al passato come semplice tema in sé, legato a una serie di situazioni narrative. Tra le più classiche vi è il viaggio nel tempo, su cui Steven Spielberg in veste di produttore realizza quello che può essere considerato uno dei film simbolo del periodo. Il giovane Marty torna indietro e non in un’epoca qualunque, ma negli anni Cinquanta (anni nei quali gli adolescenti cominciarono a dettare legge), in <strong>Ritorno al futuro</strong> (Back to the Future, 1985), di Robert Zemeckis. Se in Zemeckis gli anni Cinquanta li viviamo insieme al protagonista, in un altro film cardine prodotto da Spielberg vengono rievocati riproponendo quattro tra le migliori storie raccontate in una leggendaria serie televisiva, andata in onda per la prima volta sul canale americano CBS alla fine del 1959. Il primo e il terzo episodio hanno a che fare con la regressione (viaggio nel passato/mondo a misura di bambino). Nel secondo, intitolato <em>Il gioco del bussolotto</em> (<em>Kick the Can</em>) e diretto proprio da Spielberg, alcuni anziani di una casa di riposo riescono addirittura a coronare il sogno di tornare bambini grazie al miracoloso intervento di un nuovo ospite. Il film in questione è <strong>Ai confini della realtà </strong>(Twilight Zone: The Movie, 1983), di John Landis, Steven Spielberg, Joe Dante, George Miller. Riguarda l’aspetto narrativo anche la regressione intesa come forma di ritorno dell’uomo a uno stato bestiale o in generale come nostalgico desiderio di ristabilire un rapporto idilliaco e/o selvaggio con la natura. Si va dai tanti titoli sui lupi mannari a <em>Stati di allucinazione</em> (<em>Altereted States</em>, 1980) di Ken Russell. Non dimentichiamo inoltre un film poco considerato quando uscì ma che visto oggi risulta estremamente significativo: <strong>Gorilla nella nebbia</strong> (Gorillas in the Mist, 1998) di Michael Apted.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><script> var showboxlink4e4c15b9b28c932ddf3a70e946149b9b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gotilla_nebbia.webp','alt': 'Gorilla nella nebbia (1988).','title': 'Gorilla nella nebbia (1988).','width': 634,'height': 390,'description': 'Gorilla nella nebbia (1988).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4e4c15b9b28c932ddf3a70e946149b9b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-10" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gotilla_nebbia.webp" alt="Gorilla nella nebbia (1988)." title="Gorilla nella nebbia (1988)." width="200" height="124" /></a><br></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il ritorno al passato che caratterizza i film di questo periodo lo si può desumere dall’influenza evidente esercitata soprattutto da due registi: <strong>Howard Hawks</strong> e <strong>Alfred Hitchcock</strong>. Entrambi hanno affrontato i generi cinematografici, quindi in un certo senso il cinema “di consumo”, con rispetto ma senza venirne sopraffatti, riuscendo sempre a esprimere compiutamente la loro personalità artistica. Questo è un tratto che distingue anche la quasi totalità degli autori americani che si sono affermati tra gli anni Settanta e gli Ottanta. Uno dei quali, <strong>Walter Hill</strong>, può essere considerato un hawksiano doc. Anch’egli, tra produzioni e regie, ha praticato i generi più disparati, con particolare attenzione per il western e il poliziesco, mantendendo sempre un alto livello qualitativo. Il legame evidente tra maestro e allievo lo si comprende se si guarda la sequenza del western di Hawks <strong>El Dorado</strong>, del 1966 (una simile Hawks l’aveva girata nel 1959 in <em>Un dollaro d’onore</em>), confrontandola con quella che vede protagonista Eddie Murphy in <strong>48 ore</strong>, diretto da Hill nel 1982. Nel ruolo del rapinatore Reggie, per il quale l’ispettore Cates (Nick Nolte) ha ottenuto un permesso nella speranza di riuscire con il suo aiuto a catturarne i complici, Murphy deve tenere a bada gli avventori bianchi e razzisti di un locale country. Walter Hill rende chiaramente omaggio a Hawks e a <em>El Dorado</em> anche in una scena di <strong>Strade di fuoco</strong> (Streets of Fire, 1984), una sorta di fantasy western con molte canzoni e scenografie anni Cinquanta. In un momento del film, il soldato McCoy (Amy Madigan) dice al protagonista Tom Cody “non ti mettere a fare il sentimentale, non ci sono abituata”. In <em>El Dorado</em> l’anziano vice Bull (Arthur Hunnicut) commenta così le parole dello sceriffo J. P. (Robert Mitchum): “Se cominci a essere gentile con me, me ne vado sul serio. Non resisterei al colpo. Ti preferisco ubriaco e villano”.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><script> var showboxlinke3c54d8d92ad4778bfb9fffcf455dfa5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/strade_fuoco.webp','alt': 'Strade di fuoco (1984).','title': 'Strade di fuoco (1984).','width': 980,'height': 642,'description': 'Strade di fuoco (1984).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke3c54d8d92ad4778bfb9fffcf455dfa5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-11" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/strade_fuoco.webp" alt="Strade di fuoco (1984)." title="Strade di fuoco (1984)." width="200" height="132" /></a><br></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Di tre capolavori di Hawks vengono realizzati i remakes. Uno è <em>Marlowe indaga </em>(1978), rifacimento di <em>Il grande sonno </em>(1946). Diretto da Michael Winner e con Robert Mitchum al posto di Humphrey Bogart, trasferisce il detective privato nato dalla penna di Raymond Chandler sul suolo inglese. A parte questo, non si discosta molto all’originale, pur evidenziando snodi narrativi e temi che in Hawks erano solo suggeriti. Gli altri due rifacimenti sono tra le migliori pellicole degli anni Ottanta. <strong>La cosa</strong> (del 1982), di John Carpenter, riprende il soggetto di <em>La cosa da un altro mondo</em>, prodotto e diretto da Hawks nel 1951 (anche se come regista viene accreditato il montatore Christian Niby). Un gruppo di ricercatori scopre un’astronave tra i ghiacci dell’Antartide e al suo interno un alieno ibernato. Tra i tanti pregi del film di Carpenter, il tripudio di effetti speciali di artistica plasticità, realizzati da Rob Bottin. Non solo. In <em>Halloween – la notte delle streghe</em> (1978) Carpenter omaggia Hawks proprio con alcune scene de <em>La cosa da un altro mondo</em>, mentre in uno dei suoi primi film,<em> Distretto 13 – Le brigate della morte</em> (1976), storia desunta da un fatto di cronaca nel quale i protagonisti vengono assediati da una banda di criminali in una stazione di polizia, Carpenter utilizza in maniera estremamente efficace lo spazio chiuso, come faceva Hawks.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><script> var showboxlink5e5267de8db71f9d7679d222e6344de5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/la_cosa.webp','alt': 'La cosa (1982).','title': 'La cosa (1982).','width': 1140,'height': 640,'description': 'La cosa (1982).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5e5267de8db71f9d7679d222e6344de5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-12" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/la_cosa.webp" alt="La cosa (1982)." title="La cosa (1982)." width="200" height="113" /></a><br></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Nel 1983 viene realizzato <strong>Scarface</strong>, remake del film di Hawks girato cinquant’anni prima. La regia è di Brian De Palma e i protagonisti sono Al Pacino e Michelle Pfeiffer. Il b/n dell’originale diviene un fiammeggiante gangster movie dai colori sgargianti, che squarcia il nero tematico e visuale con sequenze dalla luminosità accecante. Howard Hawks non ha ispirato solo le produzioni cinematografiche. Nel 1984 infatti il regista James Foley ha girato il videoclip per il brano di Madonna <em>Material Girl</em>, nel quale viene ripreso il celebre numero musicale Diamonds Are a Girl’s Best Friend di cui è protagonista Marylin Monroe nel film <em>Gli uomini preferiscono le bionde</em>. Lo stesso Foley nel 1987 ha poi diretto, ancora con protagonista Madonna, la commedia d’azione <em>Who’s That Girl</em>, quasi un remake non dichiarato di una altro capolavoro di Hawks, <em>Susanna</em> (1938). Cosa che peraltro aveva già fatto Peter Bogdanovich nel 1972 con <em>Ma papà ti manda sola?</em>.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><script> var showboxlink6e2a763cefcf8f405c90c22eb6b5e265 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/scarface.webp','alt': 'Scarface (1983).','title': 'Scarface (1983).','width': 1342,'height': 566,'description': 'Scarface (1983).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6e2a763cefcf8f405c90c22eb6b5e265, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-13" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/scarface.webp" alt="Scarface (1983)." title="Scarface (1983)." width="200" height="85" /></a><br></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Per quel che riguarda Hitchcock, esiste un’ampia letteratura critica sui molti registi che gli devono qualcosa. Lo ha scritto anche Truffaut (nell’introduzione al libro-intervista Il cinema secondo Hitchcock): “<em>Sono convinto che il lavoro di Hitchcock, anche per i cineasti a cui non piace ammetterlo, influenzi da molto tempo una grande parte del cinema mondiale</em>“. Un regista che invece lo ha ammesso in più di un’occasione è Brian De Palma. “<em>Per me Hitchcock è come una grammatica</em>“, ha detto. Tale grammatica consiste nell’uso della macchina da presa (movimento e soprattutto posizionamento), in alcuni temi e ossessioni (la contrapposizione colpevolezza/innocenza, il doppio, il voyeurismo, eccetera), e a un livello ancor più evidente, la scelta dei soggetti e del genere di riferimento, il thriller. Senza dimenticare la collaborazione con Bernard Herrmann, autore di tante colonne sonore per Hitchcock, che De Palma vuole per comporre le musiche di due tra i suoi film più hitchcockiani: <em>Le due sorelle</em>, del 1972 (ispirato chiaramente a <em>La finestra sul cortile</em> e <em>Psycho</em>) e <em>Complesso di colpa</em> (1976). Negli anni presi in esame tracce hitchcockiane si trovano poi nei rifacimenti e nei sequel “ufficiali”. <em>I 39 scalini </em>(1978) di Don Sharp, <em>Il mistero della signora scomparsa</em> (1979) di Anthony Page e <em>Getta la mamma dal treno</em> (1987), praticamente <em>L’altro uomo</em> in versione commedia nera con la regia e l’interpretazione di Danny De Vito tra i primi; l’ottimo <em>Psycho II</em>, diretto da Richard Franklin, per quel che riguarda i secondi. E persino tra i coraggiosi e sgangherati tentativi di riciclare le idee del Maestro, vedi <em>Uccelli 2 – la paura </em>(1987), di René Cardona jr. Non mancano le parodie hitchcockiane, a cominciare da <strong>Alta tensione</strong> (High Anxiety), diretto e interpretato da Mel Brooks nel 1977. Un omaggio nel quale vari momenti tra i più celebri dei film di Hitchcock vengono presi in giro, ma con rispetto e cura nella messinscena. Il risultato non è un semplice insieme di sketch, ma una rivisitazione con una struttura narrativa ben delineata.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><script> var showboxlink14cbcd6544e5967cb251290e444031e0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alta_tensione.webp','alt': 'Alta tensione (1977).','title': 'Alta tensione (1977).','width': 1280,'height': 720,'description': 'Alta tensione (1977).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink14cbcd6544e5967cb251290e444031e0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-14" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alta_tensione.webp" alt="Alta tensione (1977)." title="Alta tensione (1977)." width="200" height="113" /></a><br></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">E ancora. La sequenza girata da Hitchcock nella splendida spy-story <em>L’uomo che sapeva troppo</em> (The Man Who Knew Too Much, 1956)<em>,</em> durante il concerto nella Royal Albert Hall, con il killer che cade del palco, rielaborata con grande senso comico dalla ditta Zucker/Abrahams/Zucker in <strong>Top Secret!</strong>, del 1983. Nei film di Hitchcock non mancano mai i momenti clou che, per come sono elaborati e per il grado elevato di suspense che raggiungono, condensano in un certo senso l’intera narrazione, ne rappresentano i punti focali. Particolare rilievo assumono scene come quella delle forbici in <em>Il delitto perfetto</em>, dell’aereo in <em>Intrigo internazionale</em>, della doccia in <em>Psyco</em>, dell’uccisione di Gromek in <em>Il sipario strappato</em>. Quest’ultima è tra le più violente girate da Hitchcock, una vera e propria aggressione nei confronti dello spettatore, anche perché contrasta con il tono generale del film. È evidente che Hitchcock tenesse molto all’effetto che certe scene potevano sortire. Così come senza dubbio il loro utilizzo è stato ereditato da molti registi della nuova Hollywood e poi degli anni Ottanta. Anche in questo caso, in primis De Palma. Si può dire che l’uso massiccio di scene clou, elaborate e aggressive, rappresenti ciò che davvero unisce Hitchcock e il regista di <em>The Untouchables – Gli intoccabili</em>, del 1987. Nel film di Jonathan Demme <strong>Qualcosa di travolgente</strong> (Something Wild, 1986), addirittura sembrano esservi sia cromosomi di Hawks che di Hitchcock (non a caso la protagonista è Melanie Griffith, figlia di Tippi Hedren). Se l’inizio è da commedia di Hawks, la seconda parte ha le stimmate di un thriller hitchcockiano: con tanto di scena clou, violenta e aggressiva, quasi inaspettata nella sua brutalità. Demme, d’altra parte, aveva già approcciato il cinema hitchcockiano con l’altrettanto notevole <em>Il segno degli Hannan</em>, del 1979.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><script> var showboxlink189e122c3136eb6d3126cc62907a1b32 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/qualcosa-travolgente_bar.jpg','alt': 'Qualcosa di travolgente (1986).','title': 'Qualcosa di travolgente (1986).','width': 1023,'height': 698,'description': 'Qualcosa di travolgente (1986).'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink189e122c3136eb6d3126cc62907a1b32, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-15" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/qualcosa-travolgente_bar.jpg" alt="Qualcosa di travolgente (1986)." title="Qualcosa di travolgente (1986)." width="200" height="137" /></a><br></div> <div><br></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=5ftmr17M-a4">https://www.youtube.com/watch?v=5ftmr17M-a4</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 13:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Akira di Katsuhiro Ōtomo]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio Mazzola]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000027B"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un insieme di tanti tasselli</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che mostra una realtà molto vicina alla vita di tutti i giorni</span></h2><div><div><strong class="cf1">Akira (1988)</strong></div> <div><em class="cf1">Titolo originale: Akira - アキラ.</em></div> <div><em class="cf1">Luogo e anno: Giappone, 1988.</em></div> <div><em class="cf1">Regia: Katsuhiro Ōtomo.</em></div> <div><em class="cf1">Genere: Animazione, fantascienza.</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4shKwsb" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4bjA51m" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Neo Tokyo, 2019. A trentun anni dallo scoppio della terza guerra mondiale, la capitale giapponese tenta con fatica di ristabilire l’ordine e la civiltà, celando sotto la grandezza dei nuovi edifici (sorti sulle memorie di quelli precedenti, spazzati via dalle esplosioni nucleari), una situazione sociale disastrata e traballante, con attacchi terroristici da parte di gruppi anti-governativi e bande di motociclisti che seminano il terrore.<br>In questo scenario si sviluppa un’intricatissima vicenda che vede come protagonista Tetsuo, un giovanissimo membro di una banda di delinquenti in motocicletta (capeggiata dall’audace Kaneda) in perenne lotta con i rivali Clowns, contro i quali ingaggiano battaglie mortali sullo sfondo delle futuristiche notti illuminate al neon. Proprio in seguito ad una di queste scorribande notturne Tetsuo rimane coinvolto in un grave incidente e, sotto gli occhi degli amici inermi, viene rapito dall’esercito, diventando la cavia per gli esperimenti del fantomatico “Progetto Akira”, finalizzato alla scoperta dell’energia pura, l’energia presente in ogni forma vivente e fautrice della nascita dell’universo. A Tetsuo vengono somministrate delle sostanze in grado di far risvegliare in lui dei poteri sovrumani che in seguito diventeranno incontrollabili e che porteranno il ragazzo a perdere la ragione. L’energia scaturita dal profondo, infatti, trasformerà Tetsuo in un folle distruttore che si servirà dei suoi poteri telecinetici per creare scompiglio e gettare la popolazione nella paura. Si scoprirà, così, che in realtà fu proprio il “Progetto Akira” a provocare il terzo conflitto mondiale anni prima, a causa di Akira, appunto, un bambino che aveva subito, insieme ad altri, gli stessi esperimenti conosciuti dal protagonista. Ecco allora spiegato (per modo di dire) il tragico finale, con Tetsuo ormai vittima del suo stesso potere e trasformato in un gigantesco ammasso di carne informe, incapace di trattenere l’avanzare dell’energia pura cresciuta dentro di lui.<br>La rottura dell’involucro contenente l’embrione di Akira causerà una nuova esplosione nucleare che porterà Neo Tokyo alla parziale distruzione e nella quale Tetsuo perderà la vita. Una rinascita, dunque, che giungerà in seguito alla distruzione, ma che non lascia intravedere nessuno spiraglio sicuro di pace duratura.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Realizzato nel 1988, per la regia di <strong>Katsuhiro Ōtomo</strong> (il quale creò anche il manga anni prima) <em>Akira</em> ebbe uno strepitoso successo non solo in madre patria, ma anche all’estero, in particolare negli Stati Uniti. Lo studio “Akira Committee” (nato apposta per questo anime dalla collaborazione di più studi d’animazione) si servì di un budget elevatissimo (pari a circa dieci miliardi di lire di allora), un fatto abbastanza inusuale nel mondo degli anime (sebbene questo fosse un vero e proprio film d’animazione e quindi un prodotto solitamente meglio sostenuto economicamente di un prodotto seriale). Da qui la famosa gamma di colori notevolmente amplificata rispetto al normale (ben 327 tonalità diverse), una elevata fluidità delle animazioni e una maggior verosimiglianza del doppiaggio, merito della tecnica della pre-registrazione dei dialoghi di scuola americana (questo nella versione originale giapponese; il doppiaggio nella versione italiana è, ahimè, alquanto scadente e approssimativo).<br><em>Akira</em> riprende lo sfondo post-atomico tanto caro ai prodotti d’animazione giapponese di fantascienza (da <em>Hokuto No Ken</em> a <em>Neon Genesis Evangelion</em>) con chiari riferimenti al cinema di <strong>Tsukamoto Shinya</strong> e ancora prima a <strong>David Cronenberg</strong> (per quanto riguarda le scene delle mutazioni). In <em>Akira</em>, però, non ci sono i deserti di Ken il guerriero, ma una città ipertecnologica, Neo Tokio, che tenta di risollevarsi dalla catastrofe nucleare, con una popolazione che si muove lenta, cercando di convivere con la violenza e il degrado. Per tutta la durata del film, sebbene la trama non sia chiara da subito, si ha sempre l’impressione che la situazione stia per esplodere, come se tutte le vicende dei personaggi, apparentemente slegate e autonome, fossero in realtà destinate a giungere prima o poi a una soluzione che le accomuni. Anche <strong>Ōtomo</strong>, d’altronde, definisce questo suo lavoro come un insieme di tanti tasselli, ognuno con la sua storia e la sua importanza: tante sequenze che lo spettatore deve tentare di analizzare con uno sguardo d’insieme, cercando di tenere ben presente che <em>Akira</em> mostra una realtà molto vicina alla vita di tutti i giorni e che quindi non ha sempre una spiegazione per tutto ciò che succede. Tutta la vicenda sembra avere un retrogusto di disperazione e inutilità e la violenza è rappresentata in un modo terribilmente reale, ma non tanto per la visione del sangue, quanto per le dinamiche inspiegabili che la generano e per il fatto (da non trascurare) che le scene più crude avvengono non solo di notte, ma anche alla luce del sole, eliminando così qualsiasi zona franca per gli innocenti cittadini (una costante in <em>Interceptor: il guerriero della strada</em> o in <em>Hokuto No Ken</em>).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Credo sia doveroso soffermarsi anche sulla colonna sonora che accompagna la vicenda per tutta la sua durata: affidata ai <strong>Geinoh Yamashiro Gumi</strong>, che riescono a fondere i suoni e le percussioni della musica tradizionale giapponese con effetti elettronici cupi e futuristici, riesce a cogliere perfettamente l’essenza del Giappone moderno, una riuscita simbiosi di tradizione e tecnologia, ritratta da musiche che evidenziano la frenesia della vita cittadina con uno spazio minimo dedicato alle voci umane.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4shKwsb" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4bjA51m" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkc1e20c5d2645793f9f5c6dbd4034462a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/akira-film-loc_ver.jpg','alt': 'La locandinda dell\\\'anime.','title': 'La locandinda dell\\\'anime.','width': 695,'height': 1030,'description': 'La locandinda dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc1e20c5d2645793f9f5c6dbd4034462a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/akira-film-loc_ver.jpg" alt="La locandinda dell&#39;anime." title="La locandinda dell&#39;anime." width="200" height="297" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink16755e63c1e5d89d01d63607ec65b284 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/akira-film-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena dell\\\'anime.','title': 'Una scena dell\\\'anime.','width': 819,'height': 461,'description': 'Una scena dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink16755e63c1e5d89d01d63607ec65b284, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/akira-film-scena_bar.jpg" alt="Una scena dell&#39;anime." title="Una scena dell&#39;anime." width="200" height="113" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=vR-ILvf919g">https://www.youtube.com/watch?v=vR-ILvf919g</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 04:41:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Colapesce una leggenda tutta napoletana]]></title>
			<author><![CDATA[Luigi Pellini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000027A"><h1 class="imHeading1">Molte le varianti sulla leggenda</h1><h2 class="imHeading2">Passando dalla Sicilia, Puglia fino all’Abruzzo</h2><div>






<div><strong>Colapesce</strong> una <strong>leggenda</strong> tutta napoletana. Una <strong>leggenda</strong> legata al <strong>mare</strong> è quella che ci viene tramandata di <strong>Colapesce</strong>; una storiella diffusa in tutto il meridione sin dal XII secolo, con la sua specifica variante da regione a regione.<br>E’ stato il grande filosofo <strong>Benedetto Croce</strong> nel suo volume <strong><em>Storie e leggende napoletane</em></strong> a riportare in superficie una fiaba metropolitana che rischiava di cadere nel dimenticatoio e assoggettata ad altre; la <strong>leggenda</strong> ci viene restituita grazie ad uno straordinario ritrovamento.<br>La prima testimonianza del racconto di <strong>Colapesce</strong> è quella che troviamo scolpita su di un <strong>bassorilievo</strong> di epoca classica, posto all’angolo di <strong>Via Mezzo Cannone</strong> (descritta anche dal Croce) venuto alla luce durante gli scavi per le fondazioni di <strong>Sedile di Porto</strong> e murato nel ‘700; una <strong>lapide</strong> in latino molto esplicativa lo ricorda sulla facciata di una casa, tutt’ora presente.<br>Il fregio scultoreo rappresenta <strong>Orione</strong> (il mitologico gigante cacciatore) nelle sembianze di un <strong>uomo villoso</strong> che brandisce un <strong>pugnale</strong> nella mano destra. Il bassorilievo, il cui originale conservato al <strong>Museo di San Martino</strong>, durante i secoli è stato fonte di discussione sia per il soggetto ambiguo raffigurato sia per l’autenticità della sua datazione, posta nel medioevo. Ciò nonostante durante il ‘700
quell’emblema molto singolare è diventata per tutti il volto di <strong>Colapesce</strong>, simbolo dell’antico Sedile di Porto.</div><div><br></div>
<div><strong>Ma chi è Colapesce?<br>Nicola</strong> (Cola) pesce è il protagonista di una affascinante <strong>leggenda marina</strong>, che si è tramandata dall’antichità fino ad oggi e che conserva intatta la sua aurea misteriosa.<br>Il racconto narra di un <strong>ragazzo</strong> apprezzato per le sue <strong>abilità natatorie</strong> e per le sue immersioni subacquee non comuni e che <strong>maledetto</strong> dal mare finisce per tramutarsi in un vero <strong>pesce</strong> dotato di squame e dita palmate, questo secondo il mito.<br>Nicola a furia di rifugiarsi in <strong>mare</strong> si fa inghiottire da grossi pesci, usandoli come un vero e proprio mezzo di trasporto negli <strong>abissi</strong> e che per uscirne all’arrivo vivo, ne squarcia il ventre adoperando un bel coltello. Qui si ricollega il soggetto del bassorilievo di <strong>Orione</strong>, trovato a Napoli.</div>
<div>Questa incredibile storia si riferisce ad un culto tardo pagano marino denominato <strong>«’E figli ‘e Nittuno»</strong> ovvero <strong><em>I figli di Nettuno</em></strong>, una <strong>confraternita segreta</strong> i cui iniziati erano esclusivamente uomini, ovvero <strong>sommozzatori</strong> votati al Dio del mare.<br>Lo scopo di questa <strong>setta</strong> era quella di sottrarre maggiori ricchezze e <strong>tesori</strong> esistenti nelle grotte napoletane, rimanendo in <strong>apnea</strong> a lungo; un’impresa impossibile da compiere per i progressi ottenuti dalla scienza all’epoca.</div>
<div>Il loro segreto era da ricercare in alcune <strong>alghe</strong> specifiche che «rallentavano» il ritmo respiratorio, favorite anche da una buona meditazione di pre riscaldamento; ingerita l’alga questa non comprometteva la lucidità mentale e
anzi, i sommozzatori ricevevano questo <strong>potere</strong> e potevano operare in piena tranquillità, in tempi davvero lunghissimi, imbattendosi in creature
straordinarie. Si dice che gli iniziati fossero aiutati dalla <strong>Sirena Partenope</strong> e che dotati di <strong>poteri magici</strong> potevano avventurarsi negli abissi del Golfo.<br>Agli <strong>adepti</strong> del <strong>culto</strong>, venne dato il nome in codice di <strong>pesce-Nicolò</strong> e l’ultimo discendente di questa <strong>«dinastia»</strong> si vocifera fosse stato impiegato dai <strong>servizi segreti</strong> per recuperare alcuni reperti sul fondale, durante la seconda guerra mondiale e successivamente al dopoguerra.<br>Sono noti infatti i rapporti tra nazismo tedesco ed esoterismo, ma se pur fosse vera questa
ipotesi, cosa cercassero questi a Napoli è davvero un <strong>mistero</strong>.</div><div><br></div>
<div><strong>Cosa cercavano disperatamente i figli di Nettuno?<br></strong>Principalmente gioielli, monili, monete, sculture greco-romane, insomma tutti quei <strong>tesori</strong> che il mare e le tempeste hanno sottratto alle antiche imbarcazioni che solcavano il <strong>Golfo di Napoli</strong>, venduti poi a misteriosi collezionisti, mecenati d’arte e agli uomini di cui non sapremo mai il loro nome, per arricchire la loro sete bramosa di potere. <strong><em>Arte trafugata al dio del mare</em></strong>.<br>Molte sono le varianti sulla leggenda di <strong>Colapesce</strong>, passando dalla Sicilia, Puglia fino all’Abruzzo e solo in un punto concordano tutte: <strong>Nicola-pesce</strong> è davvero esistito e forse è stato davvero un pesce leggendario e chissà se ancora oggi, si nasconde qualche raro <strong>erede</strong> che abbia imparato e tramandato i <strong>segreti del mare</strong>, magari celato nel fisico di un barcaiolo, di quello di uno scugnizzo, di un marinaio… nell’incanto del Golfo di Napoli.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink292b82fea125b39b7dda057b90cbe42f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/colapesce-leggenda_ver.jpg','alt': 'La leggenda di Colapesce.','title': 'La leggenda di Colapesce.','width': 522,'height': 658,'description': 'La leggenda di Colapesce.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink292b82fea125b39b7dda057b90cbe42f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/colapesce-leggenda_ver.jpg" alt="La leggenda di Colapesce." title="La leggenda di Colapesce." width="200" height="253" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 16:37:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Dagli archivi di Sherlock Holmes]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000279"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Per gli amanti del giallo classico</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un'antologia imperdibile con l'Introduzione di Luigi Pachì</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità de <em>Dagli archivi di Sherlock Holmes</em>, antologia di <strong>Anna Astarita</strong> edita da Delos Digital per la collana Sherlockiana Investigazioni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4boNjbH" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
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<div><span class="cf1">Alla scoperta di lati oscuri e affascinanti del Bel Paese, guidati dall'ingegno più acuto che la letteratura ci abbia mai regalato. Un’antologia che unisce il genio investigativo di <strong>Sherlock Holmes</strong> allo splendore senza tempo dell'Italia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In queste pagine, il celebre detective e il fedele dottor <strong>Watson</strong> si trovano ad affrontare misteri che si intrecciano con i tesori artistici e le leggende di una terra ricca di storia e fascino.</span></div>
<div><span class="cf1">Dalle rovine di Pompei ai teatri di Milano, dalle reliquie sacre di Torino alle coste leggendarie della Calabria, fino ai segreti rinascimentali di Firenze o all'isola suggestiva
di Procida e molto altro, ogni avventura è un viaggio nel cuore del Bel Paese. Tra furti d'arte, omicidi inspiegabili, codici cifrati e antiche maledizioni, <strong>Holmes</strong> dovrà applicare la sua logica ferrea a enigmi che sfidano non solo la ragione, ma anche la fede e la superstizione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un'opera imperdibile per gli appassionati del giallo classico e per chi ama immergersi in storie dove il genio di <strong>Sherlock Holmes</strong> incontra l'anima più profonda e misteriosa dell'Italia.</span></div>
<div><span class="cf1">Con l'Introduzione di <strong>Luigi Pachì</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div>
<div><span class="cf1">Anna Astarita, nata a Napoli nel 1985, insegna lingua e letteratura inglese nelle scuole di primo e secondo grado a Napoli ed è cultore della materia di lingua e traduzione
inglese presso l'Università Suor Orsola Benincasa. Autrice di apocrifi e traduttrice di racconti di Sherlock Holmes pubblicati da Delos Digital, è autrice del saggio<em> Giuseppe Antonio Borgese e l'America. Sweet Land of Liberty</em>, vincitore di un premio letterario. È traduttrice giurata, preparatrice <em>freelance</em> per gli esami Cambridge English, oltre che docente e somministratrice d'esame di italiano L2. Insegna dal 2013 e ha maturato esperienza di insegnamento anche all'estero,
sviluppando una prospettiva internazionale sull'apprendimento linguistico e sulla didattica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Dagli archivi di Sherlock Holmes</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Anna Astarita</span></div>
<div><span class="cf1">Curatore: Luigi Pachì</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Delos Digital</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: Sherlockiana Investigazioni</span></div>
<div><span class="cf1">Genere: Antologia</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 280</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 24 febbraio 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 19,00 € - eBook: 5,99 €</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN-13: 978-8825435429</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4boNjbH" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rwtci1" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkeaf3ebd73954fe0796a3c75b680a748b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dagli-archivi-di-Sherlock-Holmes-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 489,'height': 676,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkeaf3ebd73954fe0796a3c75b680a748b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dagli-archivi-di-Sherlock-Holmes-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="277" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 04:18:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La voce di Hind Rajab di Kawthar ibn Haniyya]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000278"><h1 class="imHeading1">Un film potente</h1><h2 class="imHeading2">Ambientato durante l’occupazione israeliana della Striscia di Gaza</h2><div>






<div><strong>La voce di Hind Rajab (Tunisia, Francia, Regno Unito, Usa 2025)</strong></div>
<div><em>Regia:<strong> </strong>Kawthar ibn Haniyya. Fotografia: Juan Sarmiento G.. Soggetto e Sceneggiatura: Kawthar ibn Haniyya. Montaggio: Qutayba Barhamji, Maxime Mathis, Kawthar ibn Haniyya. Scenografia: Basim al-Marzuq. Costumi: Khadija
Zuquay. Musiche: Amin Buhafa. Produttori: Nadim Shaykhruha, Odessa Rae, James Wilson. Case di Produzione: Mime Films, Tanit Films, Rae Film Studios, JW Films Production. Titolo Originale: Sawt al-Hind Rajab. Genere: Drammatico,
Thriller Civile. Paesi di Produzione: Tunisia, Francia, Regno Unito, Stati Uniti d’America. Distribuzione (Italia): I Wonder Pictures. Durata: 89’. Lingua Originale: Arabo. Interpreti: Saja al-Kilani (Rana Hasan Faqih), Clara Khuri (Nisrin Jaris Qawwas), Motaz Malhees (Umar al-Qam), Amir Hulayhil (Mahdi al-Jamal).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div>Quando esci dalla visione di un film potente come questo e dovresti scrivere di cinema ti senti inadeguato, perché se è vero che la regista tunisina <strong>Kawthar ibn Haniyya</strong> gira un grande thriller civile d’impianto teatrale, è altrettanto vero che quel che ti resta dentro è lo sconforto per aver assistito alla
rappresentazione di una storia tragicamente vera. La pellicola dura 89’, lo spazio di una lunga telefonata di aiuto da parte di una bambina palestinese alla sede della Mezzaluna Rossa, che deve far partire l’ambulanza
con assistenza medica, proprio mentre l’esercito israeliano sta facendo il tiro a segno contro una macchina composta da civili. All’interno del mezzo sono tutti morti, resta solo la bambina, resta la voce di Hind
Rajab. Come andrà a finire si scopre solo al termine del film, ma il fatto è cronaca di guerra, quindi l’esito non sorprende. Ecco, è di queste cose che si dovrebbe parlare, nei nostri media nazionali,
non di pettegolezzi politici legati alla guerra, dovremmo mettere all’indice certi fatti disumani e tutte le regole violate di un povero diritto internazionale, sempre meno applicato. Il film della regista tunisina -
dai lei stessa sceneggiato, in parte montato, infine prodotto - racconta (come se fosse una pièce teatrale) la sorte di un’intera famiglia palestinese e di due volontari della Mezzaluna Rossa, utilizzando la registrazione
della voce della bambina registrata durante la drammatica telefonata. Il tutto è ambientato durante l’occupazione israeliana della Striscia di Gaza, anche se di esterni se ne vedono pochi, a parte le fotografie
dei veri mezzi coinvolti nella tragedia. Tre ore di telefonata all’unica superstite, una bambina di 5 anni ferita alla schiena e alle gambe, il dramma della sua angoscia e degli operatori della sede di assistenza, la
corsa contro il tempo per salvarla e la lunga procedura per avere un’inutile autorizzazione a far muovere un mezzo di soccorso. Gli attori sono molto bravi, rendono in pieno il clima di disperazione che si respira di
fronte all’impotenza di agire e alla palese violazione delle regole internazionali. La regista si è decisa a fare il film subito dopo aver sentito la registrazione della telefonata, “per non essere complice”,
“per averlo sentito come un preciso dovere civico” (sono parole sue). Riprese svolte in Tunisia e in un teatro di posa che ha ricreato gli ambienti della Mezzaluna Rossa, con metodo neorealista, perché gli
attori recitano in presa diretta, mentre ascoltano la telefonata. Ventitre minuti di applausi a Venezia, Gran Premio della Giuria, candidato all’Oscar come Miglior Film Internazionale. In provincia visto grazie al benemerito
Piccolo Cineclub Tirreno di Follonica - domenica 15 marzo 2026 - che l’ha programmato con il preciso scopo di “parlare senza tregua” di un genocidio in corso e di tutti i crimini commessi contro l’umanità.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink053a5781373fe5ebd9bf69d905ba8d99 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/La-voce-di-Hind-Rajab-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 566,'height': 809,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink053a5781373fe5ebd9bf69d905ba8d99, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/La-voce-di-Hind-Rajab-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkc4ad00e1100f3f8e6fd594d84372fa96 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/La-voce-di-Hind-Rajab-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1408,'height': 791,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc4ad00e1100f3f8e6fd594d84372fa96, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/La-voce-di-Hind-Rajab-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=wXDxhHwpExk">https://www.youtube.com/watch?v=wXDxhHwpExk</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 14:37:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Entropy tornano con Dark Signs]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000277"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Disco vivo, potente e sincero</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un capitolo importante nella storia del metallo tricolore</span></h2><div>






<div><strong><span class="cf1">ENTROPY “Dark Signs”</span></strong></div>
<div><span class="cf1"><strong>Full-length,</strong></span><span class="cf1"> </span><span class="cf1"><strong>Metal Zone Italia (2025)</strong></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Gli </span><span class="cf1"><strong>Entropy</strong></span><span class="cf1"> non sono solo una band metal napoletana qualsiasi: sono lì dal 1990, hanno vissuto alti e bassi,
cambi di line-up e pause forzate, ma hanno sempre avuto quel fuoco dentro che li fa tornare a picchiare più forti di prima. </span><span class="cf1"><em>Dark Signs</em></span><span class="cf1">, il loro ultimo lavoro, lo conferma senza mezzi termini: undici tracce, cinquantaquattro minuti di metallo puro, dove heavy e thrash si mescolano senza mai perdere tensione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La band è solida: tre quarti della line-up originale - </span><span class="cf1"><strong>Michele Coppola</strong></span><span class="cf1"> alla batteria, </span><span class="cf1"><strong>Marco Campassi</strong></span><span class="cf1"> al basso e </span><span class="cf1"><strong>Arnaldo “Al” Laghi</strong></span><span class="cf1"> alla voce - guidano il disco con esperienza e carattere, affiancati da Biagio Valenti, chitarra letale
già nei </span><span class="cf1"><strong>Larsen</strong></span><span class="cf1">. Ogni membro brilla: </span><span class="cf1"><strong>Michele</strong></span><span class="cf1"> pesta la batteria con precisione chirurgica, </span><span class="cf1"><strong>Valenti</strong></span><span class="cf1"> spara riff corrosivi ma melodici, </span><span class="cf1"><strong>Campassi</strong></span><span class="cf1"> sorregge tutto con basso potente e </span><span class="cf1"><strong>Laghi</strong></span><span class="cf1"> alterna graffio metal a momenti più dolci e sfumati, dando colore e dinamica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Si parte con </span><span class="cf1"><em>Box 44</em></span><span class="cf1">, cupa e tesa, e subito capisci che la band non vuole fare ginnastica fine a sé stessa: tensione,
groove e riff che ti prendono al collo. </span><span class="cf1"><em>End of Time</em></span><span class="cf1"> aggiunge un tocco arioso e quasi spagnoleggiante, con linee vocali che graffiano senza perdere melodie nascoste.
</span><span class="cf1"><em>Perfect World</em></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><em>Time of the Peril</em></span><span class="cf1"> confermano la capacità della band di alternare introspezione e furia senza sbavature.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La title-track </span><span class="cf1"><em>Dark Signs</em></span><span class="cf1"> è un respiro affaticato ma potente: riff profondi, gestione dello spazio sonora magistrale
e dinamiche che ti trascinano. </span><span class="cf1"><em>Saggy and Floppy</em></span><span class="cf1"> rompe ogni regola: volutamente ruvida, quasi disturbante, mostra il lato più sporco e pazzo degli </span><span class="cf1"><strong>Entropy</strong></span><span class="cf1">. </span><span class="cf1"><em>The Four Tempters</em></span><span class="cf1">, dieci minuti di puro manifesto metal, divisa in quattro parti, è il brano più
variegato: aggressività, melodia, introspezione e groove compressi in un unico colpo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Lovemeless</em></span><span class="cf1"> regala la parte più vulnerabile: la voce di </span><span class="cf1"><strong>Laghi</strong></span><span class="cf1"> lascia filtrare emozione e fragilità, mentre gli strumenti costruiscono solitudine e pathos. </span><span class="cf1"><em>Hellcop</em></span><span class="cf1"> è un tributo al British Steel, picchia duro e ha riff da manuale, mentre </span><span class="cf1"><em>T.O.T.</em></span><span class="cf1"> miscela aggressività e controllo, diventando uno dei pezzi più incisivi. La chiusura con </span><span class="cf1"><em>Black Metal</em></span><span class="cf1"> dei </span><span class="cf1"><strong>Venom</strong></span><span class="cf1"> non è una semplice cover: gli </span><span class="cf1"><strong>Entropy</strong></span><span class="cf1"> ne catturano l’essenza brutale e la aggiornano con il loro approccio moderno, potente e coerente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Pregi? </span><span class="cf1"><em>Dark Signs</em></span><span class="cf1"> non abbassa mai la tensione, scorre naturale e dimostra maturità compositiva. La band sa alternare
furia e introspezione senza perdere compattezza. Difetti? Qualche pezzo, come </span><span class="cf1"><em>Saggy and Floppy</em></span><span class="cf1">, può sembrare troppo disordinato se non sei abituato ai loro giochi ruvidi, e certe transizioni potevano osare di più. Ma nel complesso, è un disco che funziona da cima a fondo: lo ascolti
tutto, lo vivi e lo ricordi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In sintesi si può dire che gli </span><span class="cf1"><strong>Entropy</strong></span><span class="cf1"> non stanno a fare i nostalgici del metal italiano passato, ma lo rispettano e lo aggiornano con personalità. </span><span class="cf1"><em>Dark Signs</em></span><span class="cf1"> è un disco vivo, potente, sincero, che conferma perché questa band ha scritto un capitolo importante nella storia del metallo tricolore e continua a farlo
ancora oggi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><b>Tracklist:</b></span><span class="cf1"><br></span><ol><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Box 44</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">End of Time</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Perfect World</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Time of the Peril</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Dark Signs</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Saggy and Floppy</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">The Four Tempters</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Lovemeless</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Hellcop</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">T.O.T.</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Black Metal (Venom cover)</span></span></li></ol><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><b>Line-up:</b></span><span class="cf1"><br></span><ul><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Michele Antonio Coppola - Drums</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Arnaldo “Al” Laghi - Vocals</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Marco Campassi - Bass</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Biagio Valenti - Guitars</span></span></li></ul></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink8afe8c7531617d5ff5d1d4fac9983dc9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Dark-Signs-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 566,'height': 566,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8afe8c7531617d5ff5d1d4fac9983dc9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Dark-Signs-cover_ver.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink67aff8a65082886e18aa7eec7fdb5773 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Entropy-2026_band.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 784,'height': 588,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink67aff8a65082886e18aa7eec7fdb5773, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Entropy-2026_band.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ivpj7-LajGc">https://www.youtube.com/watch?v=ivpj7-LajGc</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 14:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Casa dolce casa]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000276"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un classico del giallo psicologico</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Il primo domestic thriller della storia di Nedra Tyre</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità di <em>Casa dolce casa</em>, il romanzo di <strong>Nedra Tyre</strong> edito da Le Assassine Edizioni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4sPGBTm" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In una sonnolenta cittadina americana, la timida signorina Allison realizza il sogno di una vita indipendente: una casetta tutta per sé, grazie ai soldi ereditati dalla zia
di cui si era presa cura a lungo. Pronta ad assaporare la tanto agognata solitudine e libertà, vede ben presto andare in frantumi il suo sogno, quando bussa alla sua porta la signorina Withers, un'intrusa ostinata
e manipolatrice, che si insinua come un parassita nella sua esistenza con una dolcezza velenosa e un controllo insidioso. &nbsp;Quello che inizia come un cortese confronto domestico si trasforma in una battaglia di volontà passive-aggressive, dove ogni gesto quotidiano - dal passare il sale a tavola
alle discussioni su spezie e routine - diventa arma letale. <strong>Nedra Tyre</strong>, maestra del giallo psicologico, tesse una suspense soffocante, che rivela abissi di disperazione e rancore sotto la patina delle buone maniere e in cui l’orrore non arriva dall’esterno, ma è
seduto accanto nel salotto buono.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em></em>La presenza della psychological suspense è evidente, così come lo è il radicamento della visione psicologica nel
punto di vista di due donne che si muovono nella società con ruoli molto diversi da quelli tradizionalmente familiari. Ma vi è anche altro, ed è qualcosa per cui il romanzo costituisce un testo assolutamente
precorritore. È quello che, con una terminologia attuale, viene definito il domestic thriller, o altrimenti domestic suspense o domestic noir; domestic, comunque, e quindi afferente all’abitazione. Un genere narrativo
in cui la tensione emotiva, risultato di un’azione criminosa, si manifesta all’interno dell’abitazione e della cerchia di coloro, familiari per lo più, ma non solo, che la occupano. Nel 1953, anno
in cui il romanzo fu pubblicato, si trattava di una realtà comparsa essenzialmente in ambito teatrale e cinematografico. (Dalla Postfazione di <strong>Carlo Zaza</strong>, magistrato e presidente del Festival Giallo Garda)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il livello di suspense è altissimo, grazie alla battaglia passivo-aggressiva tra una timida zitella e l’intrusa che un giorno si presenta a casa sua, si rifiuta di
andarsene e ne usurpa il possesso, nonché la vita stessa della proprietaria, in quello che equivale a un colpo di stato incruento. <em>CrimeReads</em>,<strong><em> </em>Sarah Weinman</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il romanzo ha quella qualità di incubo terribile dal quale non ci si può risvegliare e liberare. Scoprire come Miss Allison riesca a sfuggire al suo incubo solitario
rende la lettura davvero avvincente.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Curtis Evans, </strong>introduzione all’edizione del romanzo pubblicata nel 2022 da <em>Stark House</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Nedra Tyre<strong> </strong>è nata nel 1912 in Georgia ed è morta nel 1990 in Virginia. Laureatasi alla Emory University, nella vita ha svolto diversi lavori: assistente sociale, libraia, impiegata e copywriter pubblicitaria.
Le sue prime storie risalgono agli anni Quaranta del secolo scorso. Nel 1952 pubblica il suo primo romanzo giallo, seguito da altri cinque, ma poi preferisce ritornare ai racconti che pubblica su riviste come Ellery Queen’s
and Alfred Hitchcock’s Mystery Magazines.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Casa dolce casa</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Nedra Tyre</span></div>
<div><span class="cf1">Postfazione: Carlo Zaza</span></div>
<div><span class="cf1">Traduttore: Barbara Monteverdi</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: Vintage</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Edizioni Le Assassine</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 181</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 20 febbraio 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 18,00 €</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN-13: 978-8894979565</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4sPGBTm" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink834331ca5764d969fadff3cbaceab549 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/casa-dolce-casa-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 500,'height': 750,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink834331ca5764d969fadff3cbaceab549, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/casa-dolce-casa-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlink080e2ae261a3b37b0a217676372fcc89 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nedra-Tyre_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 131,'height': 205,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink080e2ae261a3b37b0a217676372fcc89, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Nedra-Tyre_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="235" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Anatomia di uno strangolatore]]></title>
			<author><![CDATA[Thomas Burke]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000275"><h1 class="imHeading1">Satana può entrare da molte porte</h1><h2 class="imHeading2">Ma solo nelle mani può trovare i servi della sua volontà</h2><div><div>Alle sei di una sera di gennaio, Whybrow camminava verso casa, attraverso il labirinto dei vicoli dell'East End londinese. Aveva lasciato l'illuminazione e il clamore della High Street, l'arteria principale del quartiere, dove il tram l'aveva trasportato dal Tamigi e dal suo lavoro quotidiano, e percorreva in quel momento il labirinto di vicoli che si intersecavano a scacchiera e che erano noti sotto il nome di Mallon End. Nulla del movimento e del chiarore della High Street filtrava in quelle viuzze. Pochi passi più a sud, c'era un flusso continuo di vita spumeggiante e vibrante; lì solo poche figure che ciabattavano lentamente, solo qualche pulsazione soffocata. Whybrow si trovava nella cloaca di Londra, ultimo rifugio dei vagabondi d'Europa.</div> <div>Come se volesse mantenersi in carattere allo spirito della via, anch'egli camminava lentamente, la testa china. Pareva che stesse ponderando qualche guaio tormentoso, e così non era. Non aveva guai. Camminava lentamente perché era stato in piedi tutto il giorno, teneva il capo chino perché stava almanaccando che cosa gli avrebbe preparato la moglie assieme al tè, aringhe o merluzzo affumicato? E stava anche cercando di decidere quale delle due qualità di pesce avrebbe meglio gustato in una sera come quella. Una brutta sera era, umida e nebbiosa, di una nebbia che si scioglieva in un pulviscolo d'acqua, che gli penetrava nella gola e negli occhi. L'umidità aveva coperto il marciapiede, e la carreggiata, e, nei punti dove cadeva, la luce dei radi lampioni dava un riverbero agghiacciante. Per contrasto, quel tempo da lupi gli rendeva più gradevole il suo almanaccare, lo preparava ancora più piacevolmente a quella cena, di aringhe o di merluzzo che fosse. Distolse gli occhi dai mattoni gocciolanti che limitavano il suo orizzonte e, con l'immaginazione, guardò un buon mezzo miglio più avanti. Vide la stufa economica accesa, un fuoco che fiammeggiava nel camino, la cucina illuminata. Davanti alle fiamme c'era il pane che finiva di abbrustolirsi, e accanto al pane cantava il bricco dell'acqua bollente. Un odore piccante si diffondeva nell'aria: aringhe o merluzzo? Forse salsiccia. La visione diede nuova forza ai suoi piedi indolenti. Scosse le spalle, come per scrollarsi di dosso l'umidità, ed affrettò il passo verso la realtà.</div> <div>Ma Whybrow non era destinato a gustare la sua cena, né quella sera né in qualsiasi altra. Stava per morire, Whybrow. A un centinaio di metri da lui, un altro uomo, molto simile a Whybrow e molto simile a qualunque altro uomo, ma privo di quell'unica virtù che mette in grado l'umanità di convivere pacificamente, di non comportarsi come una accolta di pazzi nella jungla. Un uomo con un cuore morto che veniva corrompendosi sempre più, che veniva sempre più sprigionandosi veleni organici derivanti dalla morte e dalla putredine. E questo mostro in forma d’uomo aveva detto dentro di sé (forse per un impulso, forse per una idea fissa) che Whybrow non avrebbe mai assaggiato un'altra aringa. Non che Whybrow gli avesse fatto del male. Non che egli avesse una qualche altra ragione per odiare Whybrow. In verità, lo conosceva soltanto come una figura familiare nelle strade del quartiere. Ma spinto da una forza che aveva invaso le sue cellule vuote, aveva scelto Whybrow alla cieca, allo stesso modo in cui capita di scegliere al ristorante un tavolo che nulla distingue da altri quattro o cinque tavoli, o una mela da una alzata che contiene quattro o cinque altre mele, tutte eguali. O come la natura viene spinta a scatenare un ciclone in un determinato angolo del nostro pianeta e a distruggervi cinquecento vite e a lasciare incolumi, in quello stesso angolo, altre cinquecento vite. Così, quell'uomo aveva scelto Whybrow allo stesso modo in cui avrebbe scelto voi o me, se ci fossimo trovati quotidianamente nel suo campo di visuale; e ora camminava furtivo lungo le strade in penombra, accarezzandosi le grandi mani bianche, avvicinandosi sempre più alla tavola apparecchiata di Whybrow e, di conseguenza, allo stesso Whybrow.</div> <div>Non era un malvagio, quell'uomo. Possedeva, anzi, molte doti di amabilità e di cordialità, ed era ritenuto una persona rispettabile, come sono ritenuti rispettabili tutti i delinquenti ai quali arride il successo. Ma nel suo cervello in sfacelo si era insinuata l'idea che gli sarebbe piaciuto di assassinare qualcuno. E poiché non temeva né Dio né gli uomini, ora avrebbe assassinato qualcuno e poi sarebbe andato a cena. Non è una affermazione avventata la mia: è un fatto. Per quanto possa sembrare strano a chi ha sentimenti umani, gli assassini, dopo aver perpetrato un delitto, devono sedersi a casa e mangiare. E mangiano. Non v'è ragione al mondo perché non lo facciano. In primo luogo, hanno bisogno di tenere in piena efficienza la loro vitalità fisica e mentale per nascondere il loro delitto. E ancora: la tensione dello sforzo compiuto mette loro fame, e la soddisfazione che dà l'esaudimento di una cosa desiderata fa sorgere in loro l'impulso a riposare, a rilassarsi, ad abbandonarsi ai piaceri umani. Fra coloro che non hanno mai commesso delitti è diffusa la convinzione che l'assassino sia sempre sopraffatto dalla paura per la propria sicurezza e dall'orrore per il proprio atto; ma un tipo del genere è raro. La preoccupazione per la salvezza personale è, naturalmente, la più immediata; ma la vanità è un difetto marcato della massima parte degli assassini, e questa, assieme all'emozione derivante dal successo, gli dà la fiduciosa sicurezza di riuscire a mettersi al sicuro; così, dopo aver ristorato le forze con il cibo, l'assassino si mette alla ricerca della propria sicurezza, un poco ansioso, ma niente più, come sarebbe una giovane padrona di casa al primo pranzo di gala, tale e quale.</div> <div>Criminologi ed investigatori ci dicono che ogni assassino, per quanto possa essere intelligente o astuto, commette sempre un errore tattico... un piccolo sbaglio che gli fa piombare addosso la polizia: Ma questo è vero soltanto a metà. Decine di assassini non vengono arrestati, il che significa che decine di assassini non commettono errore alcuno. E quest'uomo non commetteva errori.</div> <div>Quanto all'orrore o al rimorso per l'atto compiuto, cappellani e medici carcerari e uomini di legge ci hanno narrato che solo di tanto in tanto qualcuno degli assassini interrogati quando erano condannati a morte o quando l'ombra della morte incombeva su di loro ha espresso un briciolo di sentimento per l'atto compiuto o ha dato un qualche segno di sofferenza mentale. Nella grande maggioranza dei casi essi mostrano soltanto di essere esasperati per il fatto di essere stati catturati, mentre tanti colpevoli non sono stati scoperti, o di essere indignati perché sono stati condannati, a loro parere, per un atto perfettamente ragionevole. Per quanto normali ed umani possano essere stati prima del delitto, dopo di esso sono assolutamente privi di coscienza, Che cosa è, infatti, la coscienza? E semplicemente uno pseudonimo educato per la superstizione, la quale a sua volta è uno pseudonimo educato per la paura. Coloro i quali associano l'assassinio al rimorso basano indubbiamente le loro convinzioni sulla notissima leggenda di Caino, o cercano di sostituire la propria fragilità mentale a quella dell'assassino e ne derivano reazioni false. La gente pacifica non può sperare di mettersi in comunicazione con la mentalità di un assassino soltanto per la categoria mentale; ne differisce per la composizione chimica personale e per la costituzione. C'è chi è in grado di uccidere, e non un uomo solo ma due o tre, e accudisce egualmente e in tutta calma alle proprie occupazioni quotidiane. Altri non sono neppure in grado di scalfire un'altra persona, nemmeno sotto l'effetto della provocazione più terribile. Sono gli uomini di questa categoria ad immaginare l'assassino in preda alla tortura del rimorso e alla paura della giustizia, mentre l'assassino se ne sta seduto in tutta tranquillità a prendersi il tè.</div> <div>L'uomo dalle grandi mani bianche era pronto a cenare, come Whybrow, tale e quale, ma aveva qualcosa da fare prima di mettersi a tavola. Una volta che avesse fatto quella cosa, senza commettere errori, sarebbe stato anche meglio predisposto alla cena, e si sarebbe messo a tavola con la stessa tranquillità del giorno prima, come quando le sue mani erano monde di colpa.</div> <div>Cammina, dunque, Whybrow, cammina; e mentre cammini getta il tuo ultimo sguardo agli aspetti familiari del tuo tragitto serale. Insegui il fuoco fatuo della tua tavola apparecchiata. Assorbine il calore, il colore, la cordialità; nutritene gli occhi, stuzzica il tuo olfatto: con i suoi simpatici odori domestici; perché tu non siederai mai più a quella mensa. A dieci minuti da te, a dieci minuti di cammino, un fantasma che ti cerca si è pronunciato nel suo cuore e tu sei condannato. Ecco che camminate... tu e il fantasma... due mortali avvolti in una nebbia incerta... muovendovi attraverso l'aria di un verde tenue lungo i marciapiedi azzurrastri, l'uno a uccidere e l'altro a essere ucciso. Cammina, Whybrow, non fare fretta ai tuoi piedi impazienti perché tanto più adagio camminerai e tanto più a lungo respirerai l'aria verde di questo crepuscolo di gennaio e vedrai i lampioni sognanti e le piccole botteghe ed avvertirai il simpatico movimento della folla londinese ed udrai il pathos ossessionante dell'organino che suona per la strada. Tutte queste cose ti sono care, Whybrow. Non lo sai, ma di qui a un quarto d'ora ti rimarranno soltanto due secondi per capire quanto inesprimibilmente care esse ti sono.</div> <div>Cammina, cammina dunque attraverso questa folle scacchiera. Sei in Lagos Street adesso, fra le tende degli zingari dell'Europa Centrale. Ancora un minuto e sarai nel Loyal Lane, in mezzo alle case ammobiliate dove trovano ricovero quei parassiti della vita londinese, uomini e donne, che sono stati sconfitti dalla vita, che sono inutili. Dal vicolo emanano i loro odori, e l'oscurità molle che lo avvolge sembra impregnata dei loro vani lamenti. Ma tu non sei sensibile alle cose impalpabili e percorri il vicolo senza vedere, come ti accade ogni sera, e sbocchi nella Blean Street, e la segui. Dagli scantinati al cielo si levano, gli alloggi di una colonia straniera. Le finestre perforano con la loro luce color limone l'ebano dei muri. Dietro quelle finestre si, agita una strana vita, vestita di forme che non sono né londinesi né inglesi; ma, in sostanza, è la stessa, piacevole vita che tu hai vissuto e che, da questa sera, non vivrai più. Dall'alto, da sopra la tua testa, scende una voce che accenna <em>Il canto di Katta</em>. Attraverso una finestra vedi una famiglia che celebra un rito religioso, attraverso un'altra una donna che versa il tè al marito. E ancora: un uomo che rattoppa un paio di scarpe una mamma che fa il bagno al suo bambino... Tu hai visto altre volte queste cose, e non le hai mai notate. Nemmeno ora le noti, ma, se sapessi che non le vedrai mai più, le noteresti. Non le vedrai mai più, non perché la tua vita ha già compiuto il suo corso naturale, ma perché un uomo accanto al quale sei passato molte volte in strada ha deciso, per il suo piacere solitario, di usurpare la spaventosa autorità della natura e di distruggerti. Così, è forse meglio che tu non le noti, quelle cose, perché hai ormai finito di partecipare ad esse. Questi deliziosi momenti del nostro travaglio terreno sono terminati per te: solo un attimo di terrore, e poi sarai scaraventato nel buio.</div> <div>L'ombra di morte si è avvicinata; ora è a venti metri da te, alle tue spalle. Tu puoi udire il rumore dei suoi passi, ma non volti la testa a guardare. Questo rumore di passi ti è familiare. Sei a Londra, tu, nella comoda sicurezza del tuo ambiente quotidiano, e i passi che ti seguono, te lo dice il tuo istinto, sono soltanto un messaggio di umana compagnia.</div> <div>Ma non riesci a cogliere, in quel rumore di passi, qualcosa... qualcosa che pulsa con un battito più furioso? Qualcosa che dice: <em>Sta' cauto. Sta' cauto. Attento! Attento!?</em> Non odi scandire, a chiare sillabe; <em>as-sa-si-no, as-sas-si-no?</em> No, non c'è niente in quello scalpiccio di passi. Passi anodini sono. Il piede del malvagio dà la stessa nota tranquilla del piede dell'onesto. Ma quei passi, Whybrow, ti portano addosso due mani, e in quelle mani c'è qualcosa. Dietro a te, anche in questo momento, quelle mani stanno distendendo i loro muscoli per preparare la tua morte. Ogni giorno della tua vita tu hai veduto mani umane. Hai mai pensato che le mani… simboli vivi nei momenti in cui salutiamo, in cui vogliamo esprimere la nostra fiducia e il nostro affetto… potessero essere strumenti di orrore? Hai mai pensato a tutto quanto di spaventoso viene contenuto in potenza in quegli organi dai cinque tentacoli? No, non ci hai mai pensato, perché tutte le mani umane che tu hai veduto ti venivano tese in atto di cordialità o di cameratismo. Eppure, anche se gli occhi possono odiare e le labbra possono pungere, soltanto quegli organi apparentemente privi di una vita propria possono condensare in se stessi l'essenza del male, possono elettrizzarla al punto da trasformarla in una corrente distruggitrice.</div> <div>Satana può entrare da molte porte nel corpo dell'uomo, ma solo nelle mani può trovare i servi della sua volontà.</div> <div>Ancora un minuto, Whybrow, e tu saprai tutto dell'orrore delle mani umane.</div> <div>Sei vicino a casa adesso. Sei entrato nella tua strada… Caspar Street... e ti trovi al centro della scacchiera. Puoi già vedere le finestre della tua casetta a quattro locali. La via è buia ed i suoi lampioni danno soltanto un riflesso appannato che inganna ancor più delle tenebre. È buia la via, e vuota anche. Nessuno passa, non ci sono luci nelle stanze di soggiorno, sulla facciata delle case, perché in questo momento le famiglie stanno cenando in cucina; solo qua e là, al primo piano, di norma dato in affitto, si scorge qualche bagliore. Non c'è nessuno nella via, all'infuori di te e dell'uomo che ti segue e che tu non hai notato. Lo vedi tanto spesso che è come invisibile per te. Anche se ti voltassi e lo vedessi, gli diresti semplicemente: - Buona sera, - e continueresti a camminare. Se ti dicessero che potrebbe essere un assassino, non rideresti nemmeno: la semplice idea ti sembrerebbe troppo assurda.</div> <div>E ora sei davanti a casa tua. Ora hai trovato la chiave della porta. Ora sei entrato ed hai appeso il cappello ed il cappotto. Tua moglie ti ha gridato il suo saluto dalla cucina, dalla quale esce un odore che sembra una eco di quel saluto (aringhe!), e tu hai risposto, proprio mentre la porta viene scossa da un colpo energico.</div> <div>Fuggi, Whybrow. Allontanati da quella porta, non toccarla. Vattene via. Esci di casa. Corri con tua moglie nel giardinetto sul retro e scavalca la staccionata. Oppure chiama i vicini. Ma non toccare quella porta. No, Whybrow, non aprire...</div> <div>Whybrow ha aperto la porta.</div><div><br></div> <div>Ebbero così inizio quelli che vennero definiti « gli orrori dello strangolatore di Londra ». Furono chiamati orrori perché erano qualcosa di più di assassini: erano assassini commessi senza motivo alcuno, e là circondava un'aura di magia nera. Nel momento in cui ognuno di questi delitti veniva commesso, nella strada nella quale si trovavano poi i cadaveri, non esisteva neppure l'ombra di un possibile assassino. Ecco, per esempio, un vicolo deserto. Ad una estremità c'era un poliziotto. Egli voltava le spalle al vicolo per meno di un minuto. Poi tornava sui suoi passi, e di lì a un attimo galoppava con la notizia di un altro strangolamento. Nel momento in cui questo delitto veniva commesso, nella via nella quale si trovavano poi i cadaveri non esisteva neppure l'ombra di un possibile assassino. Un attimo più tardi, in qualsiasi direzione il poliziotto guardasse, non si vedeva anima viva, non si aveva notizia che fosse stato visto qualcuno. Oppure il poliziotto era in servizio in una strada lunga e tranquilla, e, all'improvviso, veniva chiamato in una casa e vi trovava, morta, una persona che aveva veduto viva pochi secondi prima. E ancora, dovunque egli cercasse, nessun individuo sospettabile, e sebbene i sibili di allarme facessero stendere un cordone di poliziotti intorno alla zona, e sebbene si perquisisse una casa via l'altra, mai si trovava qualcuno che potesse essere l'assassino.</div> <div>La notizia dello strangolamento di Whybrow e di sua moglie fu comunicata dal sergente del commissariato di polizia del rione. Egli stava percorrendo Caspar Street, per tornare in ufficio, quando notò che la porta del numero 98 era spalancata. Diede una occhiata distratta, ed alla luce del becco a gas del corridoio scorse, sul pavimento, un corpo inanimato. Dopo un'altra e più attenta occhiata, diede l'allarme con il fischietto, e quando i poliziotti in servizio di ronda li attorno accorsero ne prese uno con sé e perquisì da cima a fondo la casetta e mandò gli altri a perlustrare le vie vicine ed a chieder informazioni nei dintorni. Vennero interrogati gli inquilini degli edifici attigui e di quelli di fronte. Nulla si trovò che potesse fornire il minimo indizio: nessuno era stato visto, nulla era stato udito. Si, uno dei vicini aveva sentito Whybrow rincasare; il rumore della chiave di Whybrow nella serratura si ripeteva così metodicamente ogni sera, disse il vicino, che ci si sarebbe potuto regolare sopra l'orologio, mettendolo sulle sei e mezzo. Ma poi non aveva sentito più nulla, fino al trillo del fischietto del sergente. Nessun estraneo era stato visto entrare nella casa o uscirne dalla porta d'ingresso o da quella sul retro, e sul collo delle vittime non era possibile rilevare impronte digitali. Un nipote venne chiamato perché verificasse quello che c'era in casa; nulla mancava, e comunque, egli disse, lo zio non possedeva nulla che valesse la pena di essere rubato. Il poco danaro che c'era non era stato toccato, nessun segno di manomissione, nessuna traccia di lotta. Nessun altro segno all'infuori di quelli di un assassinio brutale e ingiustificabile.</div> <div>Whybrow era noto ai vicini ed ai compagni di lavoro come un uomo tranquillo, buono, amante della casa, uno di quegli uomini che non hanno nemici. Ma, in sostanza, è raro che gli assassinati abbiano nemici. È raro che un nemico spietato, il quale odi un uomo al punto da farlo soffrire, voglia assassinarlo, perché l'assassinio lo sottrarrebbe alle sofferenze. Così, la polizia venne a trovarsi in una situazione impossibile; nessun indizio circa il delitto, nessun movente che servisse a far luce sugli omicidi: soltanto il fatto che gli assassini erano stati commessi.</div> <div>La notizia fece rabbrividire tutta Londra, produsse l'effetto di una scossa elettrica nella zona di Mallen End: ci si trovava di fronte all'assassinio di due persone innocue, commesso non per lucro né per vendetta, e l'assassino, il quale, secondo ogni apparenza, aveva agito in base ad un impulso occasionale, si trovava ancora in libertà. L'individuo intelligente che sia solo e che non abbia paura né di Dio né degli uomini può, se vuole, tenere in scacco una città, perfino una intera, nazione; ma è raro che il delinquente comune sia intelligente, e la solitudine non gli piace. Ha bisogno, se non del-</div> <div>l'appoggio di complici, almeno di qualcuno con cui parlare; la sua vanità ha bisogno della soddisfazione di vedere l'effetto del proprio lavoro. Perciò egli frequenterà bar e caffè ed altri locali pubblici. E poi, presto o tardi, nel calore cameratesco della conversazione, dirà una parola di troppo, e la spia, che si trova dovunque, avrà un lavoro facile.</div> <div>Ma sebbene asili notturni e bar ed altri locali venissero « passati al setaccio » e messi sotto sorveglianza, e sebbene si fosse diffusa, grazie a sussurri molto discreti, la notizia che danaro e protezione sarebbero stati assicurati a coloro che avessero fornito informazioni, non si riuscì a trovare una qualsiasi traccia che avesse riferimento al caso Whybrow. L'assassino, evidentemente, non aveva amici e non frequentava compagnie. Individui questo genere, noti alla polizia, vennero convocati e interrogati, ma tutti furono in grado di giustificare i propri spostamenti; nel giro di pochissimi giorni, la polizia si trovò in un vicolo cieco. E, di fronte alla beffarda voce pubblica secondo la quale il delitto era stato commesso quasi sotto il naso degli agenti, la polizia si inquietò, si innervosì. Per quattro giorni ogni funzionario delle forze dell'ordine portò a termine il suo quotidiano servizio di pattuglia in uno stato di estrema tensione. E il quinto giorno la tensione si fece ancora più forte.</div> <div>Era la stagione dei tè e dei trattenimenti annuali per gli allievi delle scuole festive, e una sera di nebbia, una sera cioè nella quale tutta Londra era un mondo di fantasmi che si muovevano a tentoni, una bambina, tutta orgogliosa del suo abito della festa e delle sue scarpette nuove, il visetto ben lavato, i capelli pettinati alla perfezione, partì dal Logan Passage per raggiungere il salone parrocchiale di San Michele. Ma non vi arrivò mai. Fino alle sei e mezzo era viva, ma era come se fosse morta dal momento in cui aveva lasciato la casa materna. Qualcuno che aveva figura umana e che percorreva la via dove sboccava il Logan Passage la vide uscire di casa; da quel momento ella fu morta. Attraverso la nebbia, le grosse mani bianche di qualcuno si allungarono per afferrarla, e nello spazio di quindici minuti le furono addosso.</div> <div>Alle sei e mezzo un fischietto trillò annunziando che era successo qualcosa di grave; coloro che risposero al richiamo trovarono il cadavere della piccola Nelly Vrinoff nell'ingresso di un magazzino di Minnow Street. Il sergente fu fra i primi ad accorrere; subito appostò i suoi uomini nei punti più indicati, impartendo gli ordini con un tono brusco di ira repressa, e strapazzò senza troppi complimenti l'agente che doveva pattugliare la zona. - Vi ho visto in fondo alla strada, Magson. Che cosa facevate laggiù? Siete rimasto là dieci minuti prima di tornare indietro. - Magson cominciò a spiegare: aveva dovuto tener d'occhio un tipo sospetto che si trovava da quella parte... Ma subito il sergente lo interruppe. - Al diavolo i tipi sospetti! Il vostro compito non era di tenere d'occhio i tipi sospetti. Dovevate badare agli assassini. Non vi attenete alle disposizioni, ed ecco che il delitto avviene proprio nel punto dove sareste dovuto essere. Pensate un poco a quanto si dirà ora.</div> <div>Con la velocità delle brutte notizie arrivò la folla, pallida e turbata, e quando apprese che il mostro sconosciuto era ricomparso e che questa volta aveva strangolato una bambina, i suoi volti striarono la nebbia di odio e di orrore. Ma poi sopraggiunse l'ambulanza, e con essa arrivarono rinforzi di poliziotti i quali dispersero rapidamente l'assembramento; e mentre la folla si scioglieva il pensiero del sergente si concretò in parole, e da ogni parte si levò il cupo brontolio: - Proprio sotto il loro naso. - Indagini compiute più tardi dimostrarono che quattro persone del quartiere, tutte insospettabili, erano passate davanti al magazzino, a intervalli di secondi, prima del delitto: non avevano visto nulla, non avevano sentito nulla. Nessuna di esse era passata accanto alla bambina viva o l'aveva vista morta. Nessuna di esse aveva visto altre persone nella via. Ancora una volta, la polizia si trovò dinanzi al mistero: né movente né indizi.</div> <div>Ed allora il quartiere, come ricorderete, venne invaso non dal panico, perché il pubblico inglese non cede mai al panico, ma dall'apprensione e dallo sconforto. Se nelle vie familiari potevano accadere cose del genere, qualunque cosa poteva accadere al mondo. Solo di questo si discorreva dovunque la gente si incontrava: per le strade, al mercato, nelle botteghe... Le donne presero l'abitudine di sbarrare finestre e porte non appena annottava. Tenevano sempre i bambini sotto i loro stessi occhi, con la massima cura. Andavano a fare la spesa prima che diventasse buio e, pur facendo finta di niente, attendevano con ansia il ritorno del marito dal lavoro. Sotto la rassegnazione un poco scanzonata che il tipico popolano londinese ha di fronte alle situazioni più disastrose si nascondeva un presentimento assillante. Il capriccio di un uomo dotato di quel terribile paio di mani aveva sconvolto la struttura ed il tenore della loro vita quotidiana, vita quotidiana di povera gente, struttura e tenore che possono sempre essere sconvolti da chi disprezzi l'umanità e non abbia timore della legge. Quella povera gente cominciò a rendersi conto come le colonne destinate a sorreggere la pacifica società in cui conviveva erano semplici pagliuzze: chiunque poteva frantumarle, le leggi valevano solo fino a quando venivano obbedite, la pilizia contava solo fino a quando veniva temuta. Con la potenza delle proprie mani, quell'unico uomo aveva indotto una intera comunità a fare qualcosa di nuovo: l'aveva fatta riflettere, l'aveva lasciata senza respiro dinanzi all'evidenza.</div> <div>E poi, mentre essa era ancora senza respiro sotto l'impressione dei primi due colpi, l'assassino ne aveva vibrato un terzo. Conscio dell'orrore creato dalle sue mani, insaziabile di fama come un attore il quale abbia gustato una volta l'applauso della moltitudine, egli fece sentire nuovamente la propria presenza: il mercoledì mattina, tre giorni dopo l'assassinio della bimba, i giornali recarono agli inglesi, sul tavolo della prima colazione, la storia di una impresa ancora più clamorosa.</div> <div>Alle 9,32 del martedì sera l'agente Gregory era di servizio nella Jarnigan Road; proprio a quell'ora aveva scambiato qualche parola con un collega, un certo Petersen, all'angolo di Clemming Street. Lo aveva visto poi allontanarsi giù per la strada. Gregory era pronto a ginrare che, in quel momento, in, Clemming Street, c'era soltanto un lustrascarpe zoppo che egli conosceva di vista. Il lustrascarpe era entrato a casa sua, sul marciapiede opposto a quello lungo il quale camminava Petersen. Come tutti i poliziotti, Gregory aveva l'abitudine di guardarsi continuamente alle spalle ed attorno; si sentiva di conseguenza sicuro che la strada era deserta. Alle 9,33, mentre rifaceva il suo tratto di Jarnigan Road, aveva incontrato il sergente; lo aveva salutato, gli aveva riferito che non c'era niente di nuovo ed aveva proseguito. Il tratto che gli era stato assegnato era molto breve, ed alle 9,34 era di ritorno all'angolo di Clemming Street. E allora aveva udito la voce roca del sergente. - Gregory! Siete li? Presto! Ce n'è un altro. Mio Dio, è Petersen. Strangolato! Presto, date l'allarme!</div> <div>Fu, questa, la terza impresa dello strangolatore, e ce ne dovevano essere una quarta, una quinta, e tutte e cinque dovevano rimanere nel dominio dell'ignoto e dell'inconoscibile. Ignoto per ciò che riguarda le autorità e il pubblico, naturalmente. L'identità dell'assassino era nota a due uomini soltanto. Uno era l'assassino stesso, l'altro un giovane giornalista.</div><div><br></div> <div>Questo giovane, il quale si stava appunto interessando ai delitti per conto del suo giornale, il Daily Torch, non era certo più abile dei suoi zelanti colleghi che frequentavano il quartiere nella speranza di trovarsi all'improvviso di fronte alla soluzione del mistero. Ma era paziente e seguiva le cose un poco più da vicino degli altri, e osservando di continuo i fatti gli riuscì alla fine di ricostruire la figura dell'assassino.</div> <div>Dopo i primissimi giorni, i cronisti avevano rinunciato a qualsiasi tentativo di procurarsi informazioni in esclusiva, per il semplice fatto che tali informazioni non esistevano. Frequentavano regolarmente il commissariato di polizia della zona ed ascoltavano, tutti assieme, le poche novità degne di nota. I funzionari erano gentili con i giornalisti, ma niente altro. Il sergente discuteva con loro i particolari di ognuno dei delitti, avanzava spiegazioni possibili circa i metodi del delinquente, ricordava assassini del passato che avevano qualche punto di contatto con quelli: attuali, e, quanto al movente, rievocava Neil Crean, il quale certamente non aveva motivo di uccidere, e John Williams, l'uomo che uccideva per il semplice gusto di uccidere; accennava pure ad un certo lavoro in corso di svolgimento, un lavoro che avrebbe messo fine a tutta quella faccenda. Anche l'ispettore chiacchierava cortesemente sul tema dei delitti, ma, appena qualcuno dei giornalisti avviava il discorso verso quello che si stava facendo, subito si scherniva. Qualunque potessero essere, le informazioni ufficiali non dovevano venire trasmesse ai giornalisti. Tutta quella faccenda non valeva certo a tenere alto il buon nome della polizia, e solo la cattura del colpevole l'avrebbe riabilitata agli occhi del mondo ufficiale e del pubblico. Naturalmente, anche Scotland Yard era all'opera, e veniva tenuta aggiornata su tutto quanto il commissariato riusciva a raccogliere. Ma il commissariato sperava di aver l'onore di trovare da solo la soluzione. Per questo, e per quanto, in altri casi, la collaborazione della stampa fosse stata molto utile, la polizia stessa non voleva correre il rischio di una sconfitta in conseguenza a rivelazioni premature sulle sue teorie e sui suoi progetti.</div> <div>Così, il sergente parlava in termini molto generali ed avanzava tutta una serie di teorie interessanti, che però i giornalisti avevano già formulato per conto loro.</div> <div>Il giovane giornalista rinunciò presto a queste conferenze mattutine sulla filosofia del delitto e si mise a vagare per le strade del quartiere ed a scrivere pezzi brillanti sugli effetti dei delitti nella vita normale della popolazione. Un compito melanconico, questo, reso ancora più melanconico dalla zona. Le strade sporche, le case cadenti, le finestre debolmente illuminate tutto ciò esprimeva quella miseria scostante che non ispira simpatie; la miseria del poeta mancato. La miseria era stata creata dagli stranieri che vivevano in quel mondo posticcio perché non avevano una residenza permanente e perché non volevano né darsi la briga di sistemarsi là dove avevano la possibilità di farlo né continuare i loro vagabondaggi.</div> <div>C'era poco da raccogliere. Il giornalista vedeva soltanto facce indignate, udiva soltanto congetture strambe circa l'identità dell'assassino è sugli accorgimenti segreti di cui si serviva per comparire e scomparire senza essere visto. Da quando anche un poliziotto era caduto vittima dello strangolatore, le invettive contro la polizia erano cessate e l'ignoto assassino appariva ora avvolto in qualcosa di simile a un manto di leggenda. Gli uomini si scrutavano a vicenda, come se pensassero: Potrebbe essere lui. Potrebbe essere lui. Non cercavano più un individuo che avesse, molto accentuato, l'aspetto sinistro di uno dei delinquenti classici raffigurati in cera nel museo di Madame Tussaud: cercavano piuttosto un uomo o una donna, magari una prostituta, che avesse l'aria di essere capace di simili mostruosità. Il loro pensiero indugiava soprattutto sugli stranieri. Una delinquenza così efferata non poteva essere inglese, come non poteva essere inglese la sconcertante abilità con la quale il delinquente si comportava. Così, l'attenzione si concentrava sugli zingari romeni e sui turchi venditori di tappeti. Certo ci doveva essere del marcio negli ambienti del genere. Questi orientali conoscevano trucchi di ogni tipo e non avevano una vera religione... nulla avevano che potesse tenerli entro i giusti limiti. Marinai tornati da quei paesi avevano parlato di giocolieri che riuscivano a rendersi invisibili, e si raccontava di pozioni egiziane o arabe usate per scopi strani al di là di ogni immaginazione. Forse tutto era possibile a quella strana gente; chi avrebbe potuto dirlo? Erano magri ed astuti, quegli stranieri, ed avevano mosse terribilmente anguillesche; nessun inglese sarebbe potuto svanire come essi erano in grado di fare. Quasi certamente sarebbe risultato che l'assassino era uno di loro, un individuo capace di chissà quale misterioso trucco; e poiché erano certi che fosse un mago, molti ritenevano del tutto inutile cercarlo. Era una potenza capace di tenerli soggiogati, capace di sfuggire ad ogni loro tentativo di individuarlo. La superstizione che incrina tanto facilmente il fragile guscio della ragione era penetrata in loro. Lui poteva fare quello che voleva; nessuno lo avrebbe mai scoperto. Accettati questi principi, giravano per le strade in uno stato d'animo di fatalismo e di rassegnazione ad un tempo.</div> <div>Parlavano a mezza voce delle loro idee al giornalista, guardandosi attorno, come se LUI potesse udirli e poi andarli a visitare. Ma, anche se tutto il quartiere pensava a lui ed era pronto a saltargli addosso, egli li aveva così profondamente impressionati che, se un qualsiasi uomo della strada, per esempio un ometto dalla fisionomia anodina, avesse gridato: - <em>Io</em> sono il mostro! - la loro furia compressa sarebbe veramente esplosa? Gli si sarebbero davvero buttati contro? O la folla non avrebbe visto all'improvviso qualcosa di soprannaturale in quel volto, in quella comunissima figura, in quelle scarpe comunissime, in quel cappello, qualcosa che lo segnava come un essere che nessuna arma avrebbe mai potuto allarmare o trafiggere? Non sarebbe sul momento arretrata dinanzi a questo demone come il diavolo era indietreggiato dinanzi all'elsa crociata della spada di Faust, dandogli il tempo di mettersi in salvo? Non lo so, ma la convinzione che egli fosse invincibile era così radicata che, se si fosse presentata una occasione del genere, la folla avrebbe, come minimo, esitato. Ma l'occasione non si presentava. Oggi questo individuo banale, saziata la sua libidine omicida, è ancora visibile e osservabile; ma poiché nessuno immaginò allora, né immagina adesso, che fosse quello che era, la gente lo guardò allora e lo guarda adesso allo stesso modo in cui si guarda un lampione.</div> <div>E la leggenda della sua invulnerabilità venne in un certo senso giustificata perché cinque giorni dopo l'assassinio del poliziotto Petersen, quando l'esperienza e l'intuito di tutte quante le forze dell'ordine di Londra miravano a identificarlo e ad arrestarlo, egli portò a termine il suo quarto e il suo quinto colpo.</div> <div>Alle nove di quella sera il giovane giornalista, il quale restava sempre nel quartiere fino alla chiusura dell'ultima edizione, stava percorrendo adagio, il Richards Lane. Il Richards Lane è una via stretta, occupata in parte da abitazioni ed in parte, di giorno, dalle baracche di un mercato. Il giovane stava percorrendo in quel momento la parte dove da un lato sorgono piccole villette per operai e dall'altro il muro di uno scalo merci.</div> <div>Il muro allungava una zona scura sulla strada, e le ombre e le sagome cadaveriche delle baracche del mercato, in quel momento deserte, davano all'assieme un aspetto curioso, quasi che tutto fosse rimasto sospeso fra la vita e la morte. Anche i lampioni, che altrove sembrano aureole dorate, avevano lì la rigidità vitrea delle pietre dure. Il giornalista, un poco suggestionato dall'ambiente, stava dicendo a se stesso che era stanco di tutta quella storia quando il gelo si sciolse all'improvviso, come per un tocco di bacchetta magica. Nell'intervallo fra un passo e l'altro il silenzio e le tenebre vennero lacerati da un urlo acutissimo seguito da una voce che gridava: - Aiuto! Aiuto! <em>E qui!</em></div> <div>Prima che egli potesse pensare ad una qualsiasi mossa, il vicolo si animò. Come se la sua insensibile popolazione fosse stata in attesa di quel grido, le porte di tutte le villette si spalancarono, e da esse e dai vicoli laterali schizzarono fuori ombre curve, simili a tanti punti interrogativi. Per un paio di secondi rimasero immobili come i lampioni, poi il sibilo di un poliziotto indico loro la direzione, e il gregge delle ombre si precipitò giù per la via. Il giornalista le seguì, ed altre ombre seguivano lui. Venivano dalla strada principale e da quelle circostanti: c'era chi si era appena alzato da tavola, c'era chi era stato disturbato mentre digeriva tranquillamente, in pantofole, c'era chi zoppicava e chi procedeva dritto e vigoroso, c'era chi era armato di un attizzatoio o di un ferro del suo mestiere. Qua e là, nella ondeggiante turba, emergevano gli elmetti dei poliziotti. In una unica massa informe si andarono a fermare davanti a una villetta sulla soglia della quale stavano il sergente e due poliziotti; le voci di coloro che erano indietro incalzavano, facevano fretta: - Entrate! Trovatelo! Correte dietro la casa! Scavalcate il muro! - E quelli che erano davanti strillavano: - State indietro! State indietro!</div> <div>Ed allora la furia della folla, tenuta a freno fino a quel momento dal pericolo ignoto, si scatenò. Lui era lì... sul posto. Questa volta non sarebbe certo riuscito a eclissarsi. Tutti i cervelli erano concentrati sulla villetta, tutte le energie erano protese verso le porte, le finestre, il tetto del piccolo edificio, ogni pensiero era fisso su un uomo solo, un uomo ignoto, e sulla sua eliminazione. E così nessuno vedeva un qualsiasi altro. Nessuno vedeva la stretta via gremita di gente e la massa delle ombre in tumulto, e tutti dimenticarono di cercare nella folla il mostro che mai indugiava accanto alle sue vittime. Tutti dimenticarono, nella maniera più assoluta, che nella loro crociata di vendetta offrivano al mostro un nascondiglio perfetto. Vedevano soltanto la casa, udivano soltanto il rumore dei vetri spezzati e gli ordini lanciati dai poliziotti, e si spingevano avanti.</div> <div>Ma non trovarono l'assassino. Trovarono soltanto notizie dell'assassino ed ebbero una rapida visione dell'ambulanza, e per la loro furia non rimase altro obiettivo all'infuori dei poliziotti stessi, i quali dovettero lottare per liberarsi di questo ostacolo al loro lavoro. Il giornalista riuscì a farsi strada fino alla porta della casetta, riuscì a farsi raccontare dal poliziotto lasciato di guardia che cosa era avvenuto. La villetta era abitata da un marinaio in pensione, da sua moglie e da sua figlia. Stavano cenando, ed era sembrato da principio che fossero stati tutti uccisi da un gas venefico. La figlia giaceva morta su un piccolo tappeto dinanzi al focolare, ed ancora stringeva in mano un pezzo di pane e burro. Il padre era caduto dalla sedia, di fianco, lasciando sul piatto un cucchiaio di budino di riso. La madre era distesa a mezzo sotto la tavola, e in grembo aveva i frammenti di una chicchera fracassata e spruzzi di cacao. Pochi secondi furono sufficienti per scartare l'ipotesi del gas. Una occhiata al collo dei disgraziati dimostrò ancora una volta che si trattava dello Strangolatore; i poliziotti rimasero sul posto, e si guardarono attorno, e per qualche momento condivisero il fatalismo del pubblico. Si sentivano impotenti.</div> <div>Era, questa, la quarta impresa dell'assassino, per un totale di sette delitti. Doveva commetterne ancora uno, come sapete, commetterlo quella sera stessa, per poi passare alla storia come l'ignoto terrore di Londra e tornare alla vita decorosa che aveva sempre condotto, rammentando ben poco di quello che aveva fatto e per nulla tormentato dal ricordo. Perché smise di uccidere? È impossibile dirlo. Perché cominciò? Impossibile dirlo anche questa volta. Le cose andarono come, andarono, semplicemente, ed io sono convinto che, se mai egli pensa a quei giorni e a quelle notti, vi pensa come noi pensiamo alle follie o ai peccatucci più o meno sudici che abbiamo commesso nella nostra infanzia. Diciamo che non erano peccati veri e propri perché non eravamo coscienti allora, non ci rendevamo conto di ciò che facevamo, e così, pensando alla piccola creatura irragionevole che eravamo, la perdoniamo, perché essa non sapeva quello che si faceva. Lo stesso, credo, è accaduto a quest'uomo.</div> <div>Ce ne sono molti come lui. Eugene Aram, dopo aver assassinato Daniel Clarke, è vissuto tranquillo e soddisfatto per quattordici anni, senza mai provare il più piccolo rimorso per il proprio delitto, incrollabile nella stima che aveva di se stesso. Il dottor Crippen ha assassinato la moglie e poi è vissuto tranquillamente con l'amante nella casa della quale, sotto un pavimento, aveva seppellito la moglie stessa. Constance Kent, giudicata dalla corte innocente dell'assassinio del fratello minore, condusse per cinque anni una vita pacifica prima di confessare, George Joseph Smith e William Palmer vissero in piena cordialità, in mezzo ai loro simili, senza lasciarsi turbare da paure o rimorsi per gli omicidi mediante annegamento o avvelenamento che avevano commesso. Charles Peace, al momento del suo cinico tentativo di assassinio fallito, era diventato, dopo i precedenti delitti, un cittadino rispettabile che si interessava di oggetti antichi. Tutti costoro, dopo un certo tempo, vennero scoperti, ma molti più assassini di quanti immaginiamo vivono oggi onestamente e moriranno onestamente, senza essere non dico scoperti ma neppure sospettati. Così farà quest'uomo.</div> <div>Ma egli corse un gravissimo pericolo, e forse fu proprio il fatto di essere scampato per miracolo a tale pericolo a fermarlo. E dovette la sua salvezza ad un errore di giudizio da parte del giornalista.</div> <div>Appena ebbe raccolto tutti gli elementi dei tre assassini, il che gli richiese un poco di tempo, il giornalista passò una quindicina di minuti al telefono per trasmettere il suo pezzo in redazione; e, terminato che ebbe, esaurito lo stimolo professionale, si senti stanco e mentalmente sconvolto. Non era ancora libero di tornare a casa: il giornale sarebbe andato in macchina soltanto un'ora più tardi. Egli entrò così in un bar a bere qualcosa e a mangiare un paio di panini.</div> <div>E, quando riusci a cancellarsi dalla mente il brutto episodio di quella sera, mentre si stava guardando attorno e stava ammirando il gusto del padrone per ciò che riguardava le catenelle da orologio e la sua aria da dominatore e pensava che il proprietario di un bar bene avviato faceva un vita molto più comoda di quella di un giornalista, la sua mente fu come illuminata da chissà dove da un raggio di luce. Non pensava in quel momento agli orrendi delitti dello Strangolatore; pensava al suo panino. Come panino di bar, si trattava davvero di una rarità. Il pane era tagliato sottile e bene imburrato, il prosciutto che l'imbottiva non era stato tagliato due mesi prima: era, insomma, proprio come doveva essere. Il suo pensiero si rivolse all'inventore dei panini, il conte di Sandwich, e poi a Giorgio IV ed ai tre. Giorgi precedenti ed alla leggenda di quel Giorgio che si torturava il cervello per capire come la mela potesse entrare nell'involucro di pasta dove, in Inghilterra, viene cotta al forno o bollita. Chissà se quel Giorgio si sarebbe tormentato anche per sapere come il prosciutto entrava nei panini, e quanto tempo gli sarebbe occorso per capire che il prosciutto non sarebbe entrato tra le due fette di pane se qualcuno non ve l'avesse messo. Si alzò per ordinare un altro panino, e in quel momento un angolo attivo del suo cervello risolse il problema. Se nel suo panino c'erano le fette di prosciutto; qualcuno doveva pure avercele messe. Se sette persone erano state assassinate, qualcuno doveva essere stato sul posto a trucidarle. Non esistevano aerei o automobili che potessero restare nascosti in una tasca; di conseguenza, l'assassino doveva essersi messo in salvo o scappando o restando immobile dov'era; ed ecco che allora…</div><div><br></div> <div>Già vedeva con l'immaginazione la prima pagina del giornale con l'articolo di cronaca che sarebbe stato pubblicato se la sua teoria fosse stata accettata e se (anche questa era una congettura) il direttore avesse avuto il coraggio di arrischiare un colpo del genere, quando un grido interruppe le sue elucubrazioni: - Signori, si chiude. Uscite tutti, prego. - Si alzò ed uscì in un mondo di nebbia striato dalle scie luminose degli autobus. Era sicuro di essere arrivato alla soluzione, di essere in grado di scrivere il pezzo che da tempo sognava, ma, anche se avesse potuto dimostrare la sua teoria, restava sempre il dubbio se la politica del giornale gli avrebbe permesso di pubblicarlo. La sua soluzione aveva un grosso difetto. Era la verità, ma si trattava di una verità impossibile. Scuoteva fino alle fondamenta tutto quello in cui i lettori del giornale credevano e che i direttori del giornale avevano sempre contribuito a far credere. I lettori potevano credere che i venditori di tappeti turchi avevano il dono di rendersi invisibili. Ma non avrebbero mai creduto a ciò che egli si sentiva di affermare.</div> <div>Ma i lettori non si trovarono mai dinanzi al dilemma di credere o di non credere, perché il pezzo non fu mai scritto. Il giornale era ormai in macchina, e, rinvigorito dallo spuntino e stimolato dalla sua teoria, il giornalista pensò di dedicare un'altra mezzora a mettere questa sua teoria sul banco di prova. Cominciò così a guardarsi attorno per cercare l'uomo che aveva in mente, un uomo dai capelli bianchi e dalle grandi mani bianche; per il resto, una figura abitudinaria che nessuno avrebbe guardato due volte. Egli voleva aggredire quell'uomo con la sua idea, di sorpresa, e in questo modo stava per mettersi alla portata di un individuo che era ormai entrato a far parte di una leggenda di macabro orrore. Forse potrà sembrare un atto di coraggio supremo il fatto che qualcuno, senza la speranza di un aiuto esterno immediato, si riveli ad un mostro il quale sta terrorizzando un intero quartiere. Ma non si trattava di coraggio. Il giornalista non pensava assolutamente al pericolo. E neppure pensava al suo dovere professionale. Era mosso semplicemente dal desiderio di seguire un caso fino alla fine.</div> <div>Uscì dal bar, camminando, adagio, svolto in Fingal Street, diretto al Deever Market; dove sperava di trovare il suo uomo. Ma non ebbe bisogno di spingersi fino là. Lo vide all'angolo di Lotus Street, o almeno vide qualcuno che gli assomigliava. La strada era illuminata, e il giornalista non riusciva a distinguere bene, ma intravide due mani bianche. Lo seguì, accelerando il passo si portò alla sua altezza e, proprio sotto il cavalcavia ferroviario, vide che si trattava proprio di colui che cercava. Gli si avvicinò e gli rivolse la domanda che era ormai diventata abitudinaria nel quartiere: - Bene, si sa qualcosa dell'assassino? - L'altro si fermò e lo squadrò con diffidenza, poi, quando si accorse che si trattava del giornalista, rispose:</div> <div>- Eh? No, non so niente, accidenti. E dubito che se ne saprà mai qualcosa.</div> <div>- Chi lo sa. Io ci ho pensato, e mi è venuta una idea.</div> <div>- Davvero?</div> <div>- St. Mi è venuta come in un lampo. Un quarto d'ora fa. E sono convinto che siamo stati tutti ciechi: l'assassino era dinanzi a noi, ci guardava in faccia.</div> <div>L'altro tornò a voltarsi e a fissare il giornalista, e lo sguardo e l'atteggiamento furono più che sufficienti a mostrare il suo sospetto che colui che parlava ne sapesse troppo. - Oh? - fece. - Era davanti a noi? Bene, se siete così sicuro, perché non ci accordate il beneficio di quello che sapete?</div> <div>- È precisamente quello che sto per fare. - Camminavano l'uno accanto all'altro, ed erano arrivati quasi in fondo alla strada, là dove essa sfocia in Deever Market, quando il giornalista girò con aria indifferente la testa verso il suo compagno e gli, sfiorò il braccio con un dito. - Sì, tutto quanto mi sembra semplicissimo adesso. Ma c'è ancora un particolare che non capisco. Un particolare che vorrei chiarire. Il movente, voglio dire. Ora, da uomo a uomo, ditemi, sergente Ottermole, perché avete ucciso tutte quelle persone che non vi avevano fatto nulla di male?</div> <div>Il sergente si fermò e si fermò il giornalista. Il cielo illuminato di quel continente che è Londra rifletteva quel tanto di luce sufficiente perché il giornalista distinguesse il viso del sergente, e il viso del sergente era rivolto verso il giornalista con un sorriso di tale cortesia e di tale simpatia da lasciare allibiti. Il sorriso indugiò per alcuni secondi. Poi il sergente disse: - Bene, per essere sincero, signor giornalista, non lo so. Non lo so davvero. In tutta sincerità, è una cosa che ha preoccupato anche me. Ma mi è venuta una idea, proprio come è capitato a voi. Tutti sappiamo di non poter dominare il lavorio del nostro cervello. Non è forse così? Le idee ci passano per la testa senza chiedere il permesso. Eppure si suppone che ognuno di noi sia in grado di dominare il proprio organismo. Perché? Eh? Riceviamo in eredità la nostra mente da chissà chi... da gente morta secoli prima che noi nascessimo. Non può essere che allo stesso modo ereditiamo i nostri corpi? I nostri. visi, le nostre gambe, i nostri cervelli... non sono interamente nostri. Non siamo stati noi a farli. Ci vengono come per caso. E non è possibile che le idee entrino nei nostri corpi come entrano nei nostri cervelli? Eh? Forse che le idee non vivono nei nostri nervi e nei nostri muscoli come nella nostra mente? Non è possibile che parti del nostro corpo non siano realmente nostre, e che le idee entrino in queste parti all'improvviso, come le idee entrano... entrano... - Le sue braccia si levarono di scatto, mettendo in evidenza le grandi mani calzate di guanti bianchi e i polsi pelosi, scattarono così rapide al collo del giornalista che i suoi occhi non le videro nemmeno. - <em>...nelle mie mani!</em></div><div><em><br></em></div> <div><strong>Note della Redazione</strong></div> <div><em>Anatomia di uno strangolatore</em> (titolo originale: The Hands of Ottermole), noto anche come <em>Le mani del signor Ottermole</em>, <em>Le mani di Mr Ottermole</em> e <em>Le mani di Ottermole</em>, è un classico del terrore tradotto in questa edizione da Bruno Tasso nel 1962, edito da Sansoni Editore e pubblicato per la prima volta su <em>Club GHoST</em>.</div><div><br></div> <div><strong>L’AUTORE</strong></div> <div>Thomas Burke (1886-1945) è stato un influente scrittore inglese, noto come il "cantore di Chinatown" per i suoi racconti ambientati nell'East End di Londra. Famoso per l'antologia <em>Limehouse Nights</em> (1916), ha narrato con uno stile melodrammatico e crudo la vita degli immigrati cinesi, influenzando la narrativa poliziesca e il cinema.</div> <div>Nato a Londra il 29 novembre del 1886, ha vissuto parte della giovinezza in un orfanotrofio, esperienza che ha influenzato il suo stile crudo. Ha iniziato a lavorare giovanissimo e ha venduto il suo primo racconto a 16 anni.</div> <div>Ha raggiunto la fama con <em>Nights in Town</em> (1915), una descrizione della vita notturna londinese, seguita dal grande successo di critica e pubblico <em>Limehouse Nights</em> (1916).</div> <div>I suoi racconti esplorano spesso il lato oscuro, violento e melodrammatico dell'area portuale di Limehouse, spesso con il personaggio di Quong Lee.</div> <div>Il racconto "The Chink and the Child" è stato adattato dal regista D.W. Griffith nel film <em>Broken Blossoms</em> (1919)</div> <div>Ha scritto romanzi e racconti gialli come <em>Murder at Elstree</em> (1936) e <em>The Hands of Mr. Ottermole</em> (1935).</div> <div>Alcuni titoli in italiano di altri suoi racconti mai tradotti: <em>Notti a Limehouse</em> (un quartiere di Londra), <em>Finestre sussurranti</em>, <em>Est di casa Mansion</em>, <em>Il gong d’oro</em>, <em>Pezzi di notte</em>, <em>Oscure notti</em>, &nbsp;<em>Le meraviglie di Bloomsbury</em>.</div> <div>Burke è morto a Londra il 22 settembre del 1945. La sua opera è considerata un ritratto vivido e talvolta controverso della vita sociale londinese di inizio Novecento.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink443f299054a69b0d36964fe02aa98962 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/anatomia-strangolatore-cover_bar.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 960,'height': 640,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink443f299054a69b0d36964fe02aa98962, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/anatomia-strangolatore-cover_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="134" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkf929b5ee560ab90a4def63e107315b82 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Thomas-Burke_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 570,'height': 570,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf929b5ee560ab90a4def63e107315b82, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Thomas-Burke_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 05:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In ricordo di Al Festa]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000274"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un talento multiforme</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Dal rock al cinema di genere e l'incontro con la spiritualità</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Il mondo del cinema e della musica piange la scomparsa di <strong>Al Festa</strong>, un artista poliedrico e visionario che ha saputo fondere il fascino dell'orrore, la melodia delle sette note e la profondità della fede in un percorso creativo unico nel suo genere. Il regista, compositore
e sceneggiatore romano si è spento a Viterbo giovedì 12 marzo, all'età di 68 anni, dopo aver combattuto contro una lunga malattia.</span></div>
<div><span class="cf1">La sua dipartita avviene in un momento di profonda mestizia personale, a soli due mesi di distanza dalla perdita della sua compagna di vita, l'attrice <strong>Stefania Stella</strong>, musa e collaboratrice di molti dei suoi progetti più celebri.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nato a Roma l'8 novembre 1957, <strong>Alberto Festa</strong> (in arte <strong>Al Festa</strong>) ha iniziato la sua carriera non dietro la macchina da presa, ma sulla tastiera. Negli anni '80 si è imposto come uno dei compositori più interessanti per il cinema "bis" italiano,
firmando le colonne sonore di pellicole cult dirette da maestri del genere come <strong>Bruno Mattei</strong> e <strong>Claudio Fragasso</strong>. Tra i suoi contributi musicali più memorabili si ricordano <em>Robowar</em>, <em>Cop Game</em> e <em>Oltre la morte</em>, dove le sue sonorità elettroniche e rock enfatizzavano l'azione e la suspense.</span></div>
<div><span class="cf1">Il salto alla regia avviene con uno stile distintivo che mescola l'estetica del videoclip musicale - campo in cui è stato un pioniere in Italia -
con atmosfere oniriche e inquietanti. Il suo debutto, <em>Gipsy Angel</em> (1990), mostra già la sua capacità di creare immagini suggestive, ma è con <em>Fatal Frames - Fotogrammi mortali</em> (1996) che <strong>Festa</strong> raggiunge l'apice della sua carriera cinematografica. Un thriller-horror ambizioso, girato con un cast internazionale (che includeva nomi come <strong>Donald Pleasence</strong>, <strong>Rick Gianasi</strong>, <strong>David Warbeck</strong>, <strong>Angus Scrimm</strong> e <strong>Linnea Quigley</strong>), che oggi viene ricordato come uno degli ultimi grandi esempi di giallo all'italiana venato di soprannaturale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Negli ultimi decenni, l'opera di <strong>Al Festa</strong> ha subito una metamorfosi profonda, virando verso temi legati alla trascendenza e alla spiritualità. Questo cambiamento è stato guidato dal suo legame familiare
e intellettuale con la figura di <strong>Padre Pio</strong>. Il regista era infatti nipote del dottor <strong>Giorgio Festa</strong>, il medico inviato dal Vaticano per esaminare le stimmate del Santo di Pietrelcina.</span></div>
<div><span class="cf1">Sulla base di documenti e testimonianze ereditate dal nonno, <strong>Festa</strong> ha realizzato il documentario e la mostra multimediale <strong>La Grande Luce</strong>, un'opera che ha cercato di coniugare il rigore della ricerca scientifica con lo stupore della fede. Questo progetto non è stato solo un lavoro professionale,
ma una vera e propria missione personale che lo ha portato a viaggiare e a far conoscere aspetti inediti della vita del frate.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Al Festa</strong> non è stato solo un tecnico dell'immagine o della musica, ma un "artigiano dell'immaginario",
un sognatore inquieto che non ha mai smesso di sperimentare. Chi lo ha conosciuto ne ricorda la verve creativa inesauribile, la capacità di passare da un assolo di synth a una riflessione teologica, sempre mantenendo
quell'indipendenza intellettuale che lo ha reso un outsider amatissimo dai fan del cinema di genere.</span></div>
<div><span class="cf1">Con la sua scomparsa, il panorama culturale italiano perde un autore che ha saputo guardare nel buio dell'orrore per cercare, alla fine, la luce della speranza.
Le sue opere, dai fotogrammi più oscuri alle sinfonie più mistiche, rimarranno come testimonianza di un uomo che ha vissuto l'arte come una costante ricerca di senso.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkac1b9f832668353d5632f7ea2a7a351c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alfesta-ciccioingraasia-set-fatalframes_ver.jpg','alt': 'Ciccio Ingrassia e Al Festa sul set di &quot;Fatal Frames&quot;.','title': 'Ciccio Ingrassia e Al Festa sul set di &quot;Fatal Frames&quot;.','width': 900,'height': 616,'description': 'Ciccio Ingrassia e Al Festa sul set di "Fatal Frames".'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkac1b9f832668353d5632f7ea2a7a351c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alfesta-ciccioingraasia-set-fatalframes_ver.jpg" alt="Ciccio Ingrassia e Al Festa sul set di &quot;Fatal Frames&quot;." title="Ciccio Ingrassia e Al Festa sul set di &quot;Fatal Frames&quot;." width="200" height="137" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Hc8XrmK57PE">https://www.youtube.com/watch?v=Hc8XrmK57PE</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 15:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Blip & Blop]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Giochi"><![CDATA[Giochi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000273"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Arcade iperviolento</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un massacro nostalgico in pixel art</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong></strong>Un titolo retrò per Windows sviluppato da Loaded Studio nel 2002 che trasforma le icone della nostra infanzia in bersagli da abbattere in un
tripudio di violenza e azione sfrenata.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong><em>Blip &amp; Blop</em> si presenta come un frenetico sparatutto iperviolento a scorrimento verticale (run and gun)
in 2D che eredita il DNA di pilastri del genere come <em>Metal Slug</em> o <em>Gryzor</em>. La premessa narrativa è tanto assurda quanto brutale: l’universo delle fiabe è andato in pezzi. In un ribaltamento totale dei ruoli, i classici personaggi
rassicuranti sono diventati minacce letali, e il nostro obiettivo è sterminare queste creature per scoprire chi ha manipolato la storia.</span></div>
<div><span class="cf1">Dimenticate la dolcezza dei cartoni animati mattutini. Il gioco si apre con una visione grottesca: il famigerato stregone <em>Gargamella</em>, storico antagonista dei piccoli esseri blu, giace privo di vita, vittima di atroci torture inflitte proprio dalle sue ex prede.</span></div>
<div><span class="cf1">Da questo scenario macabro dovrete farvi strada tra ondate di avversari pronti a tutto pur di eliminarvi cercando di evitare:</span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Assalti gastronomici: un tempo ghiotto di dolci, un noto personaggio blu vi bersaglierà con torte ai frutti di bosco;</span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Seducenti ma letali: fate attenzione ai baci mortali lanciati dall'unica figura femminile del gruppo;</span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Imboscate dalla giungla: varianti selvagge dei nemici vi attaccheranno calandosi dalle liane;</span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Camei d'autore: preparatevi a scontri con icone del calibro degli <em>Orsetti del Cuore</em>, i <em>Lemmings</em> e persino il cast al completo del mondo di <em>Super Mario</em>, incluso il celebre dinosauro verde <em>Yoshi</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Ma attenzione, non fatevi ingannare dall'estetica caricaturale: <em>Blip &amp; Blop</em> è una sfida brutale. Anche i veterani del genere ammettono di aver trovato pane per i loro denti, dichiarando spesso l'impossibilità di raggiungere
i titoli di coda.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkc0c672795f03c8f4f9852b10be7d5454 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Blip-Blop-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del gioco.','title': 'Una scena del gioco.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del gioco.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc0c672795f03c8f4f9852b10be7d5454, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Blip-Blop-scena_bar.jpg" alt="Una scena del gioco." title="Una scena del gioco." width="200" height="113" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Una scena del gioco.</b></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il gameplay si basa sulla precisione e sui riflessi: il movimento è gestito interamente tramite i tasti direzionali. Il fuoco con il tasto CTRL è dedicato alla scarica
di proiettili mentre per colpire le minacce aeree prendendo la mira si utilizza il tasto ALT orientando l'arma verso l'alto. Tra le opzioni di gioco abbiamo la modalità singolo giocatore o 2 giocatori (in locale)
e la possibilità di scegliere tra Blip (ninja blu) o Blop (militare rosso) per il proprio avatar.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante la sua natura caotica e ricca di dettagli, il software è estremamente leggero (circa 44 MB) ma essendo stato progettato nel 2002, su sistemi Windows più recenti
si potrebbero avere problemi di visualizzazione per cui è consigliabile attivare la funzione di compatibilità per Windows 98, XP o 7 dall’apposita scheda di proprietà dell’eseguibile.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Per iniziare l'esperienza, è necessario avviare l'eseguibile bb_install.exe, accettare i termini di utilizzo e procedere
attraverso i menu di configurazione fino alla chiusura della procedura. Una volta nel menu principale, selezionate "START GAME" e preparatevi all'azione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Se avete quindi sempre sognato di vendicarvi di quegli esserini blu o di altre creature stucchevoli della TV, questo gioco rappresenta sicuramente lo sfogo perfetto.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div>






<div><span class="cf1">Scarica <em>Blip &amp; Blop</em> dalla sezione <em>OpenFree</em>: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></span></div></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink5df690a845d06c85f7add3860c2b6a14 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Blip-Blop-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del gioco.','title': 'La locandina del gioco.','width': 521,'height': 781,'description': 'La locandina del gioco.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5df690a845d06c85f7add3860c2b6a14, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Blip-Blop-loc_ver.jpg" alt="La locandina del gioco." title="La locandina del gioco." width="200" height="300" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 08:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Rag. Arturo De Fanti, bancario precario di Luciano Salce]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000272"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Villaggio movie, produzione extra Fantozzi</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Il vero motivo cult del film è un'Enrica Bonaccorti pretelevisiva</span></h2><div>






<div><strong><span class="cf1">Rag. Arturo De Fanti, bancario precario (Italia 1980)</span></strong></div>
<div><em><span class="cf1">Regia: Luciano Salce. Soggetto: Luciano Salce. Sceneggiatura: Luciano Salce, Augusto Caminito, Ottavio Alessi. Fotografia: Sergio Rubini. Montaggio: Antonio Siciliano. Musiche:
Piero Piccioni. Casa di Produzione. Produzioni Atlas Consorziate. Distribuzione: P.A.C. Dif - Lineafilm. Durata: 92’. Genere: Commedia. Interpreti: Paolo Villaggio (Rag. Arturo De Fanti), Catherine Spaak (Elena), Gigi
Reder (Willy), Anna Mazzamauro (Selvaggia), Carlo Giuffrè (Libero Catena), Anna Maria Rizzoli (Vanna), Enrica Bonaccorti (Smeralda), Ugo Bologna (Morpurgo, direttore di banca), Vincenzo Crocitti (Ciuffini, collega di
Arturo), Paolo Paoloni (il contino, amante di Selvaggia), Angelo Pellegrino (padre Nicodemo).</span></em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4bFJpwm" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Per ricordare </span><span class="cf1"><strong>Enrica Bonaccorti</strong></span><span class="cf1">, scomparsa ieri 12 marzo all’età di 76 anni. La nota conduttrice, attrice e autrice si è arresa a una grave patologia oncologica contro la quale combatteva con coraggio da circa due anni.
Protagonista assoluta del piccolo schermo tra gli anni Ottanta e Novanta, la </span><span class="cf1"><strong>Bonaccorti</strong></span><span class="cf1"> ha lasciato un segno indelebile con programmi iconici come </span><span class="cf1"><em>Pronto, chi gioca?</em></span><span class="cf1"> e la prima edizione di </span><span class="cf1"><em>Non è la Rai</em></span><span class="cf1">. Oltre alla carriera televisiva e teatrale, è ricordata anche per il suo talento nella scrittura, avendo
firmato testi celebri della musica leggera italiana come </span><span class="cf1"><em>La lontananza</em></span><span class="cf1">.</span></div>
<div><span class="cf1">La ricordiamo qui in uno dei suoi pochi ruoli nel cinema.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Rag. Arturo De Fanti, bancario precario</i></span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> è un </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Villaggio movie</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, produzione extra Fantozzi, ma il personaggio principale è molto simile al cliché dell’impiegato imbranato.
</span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Annamaria Rizzoli</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> (doppiata da </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Simona Izzo</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">) è l’amante procace del protagonista, una showgirl di periferia che si vede chiudere lo spettacolo per vilipendio alla religione. Altre presenze di rilievo sono </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Enrica Bonaccorti</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Catherine Spak</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Anna Mazzamauro</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Carlo Giuffrè</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Paolo Paoloni</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> e </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Gigi Reder</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">. Il vero motivo </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">cult</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> del film è un’</span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Enrica Bonaccorti</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> pretelevisiva che non esita a mostrare cosce e tette in un insolito (quanto riuscito) ruolo da sexy cameriera. </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Villaggio</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> è un imbranato bancario che decide di vivere un pericoloso </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">menage</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> familiare in una casa di periferia insieme a moglie (</span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Spaak</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">), amante (</span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Rizzoli</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">) e cameriera (</span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Bonaccorti</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">) che lo dominano tra continue angherie. La casa del bancario diventa una sorta di comune che accoglie i rispettivi amanti,
gli ex coniugi, i nuovi compagni e anche un servizievole evaso (</span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Giuffrè</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">). La convivenza allargata servirebbe a superare le difficoltà economiche, che in ogni caso restano tali, forse peggiorano. La cameriera resta in casa ma non collabora perché attende il pagamento
di tutti gli arretrati, quindi si prepara pranzetti di lusso mentre alla famiglia serve soltanto </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Manzotin al piatto</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">. </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Salce</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> scrive un divertente soggetto a incastro, ispirandosi a </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Goldoni</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> e </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Labiche</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, tenendo presente i lavori di </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Feydeau</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, sceneggiando con grande ritmo e senza sbavature con la collaborazione di </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Alessi</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> e </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Caminito</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">. Il regista rivisita con buon gusto e umorismo inglese i canoni della </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">pochade</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, con tanto di </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">bagarre</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> finale che prevede tutti gli attori in scena a tirare le fila del complesso disegno. Non mancano
citazioni - anche critiche (vedi il triplice foro nella porta del bagno) - alla commedia (sexy) e alla commedia degli equivoci (scambi di stanze, di coppie, di porte, </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">qui pro quo</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> a ripetizione, soprattutto nel concitato finale). </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Sergio Rubini</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> si occupa della fotografia, </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Piccioni</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> compone una non memorabile colonna sonora e </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Siciliano</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> cura il montaggio. Girato quasi completamente in interni, con struttura e ritmo teatrale, ma i rari esterni sono tra l’autostrada &nbsp;Roma - L’Aquila e via Togliatti, a Roma, presso il nuovo quartiere
Colli Aniene.</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4bFJpwm" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><script> var showboxlinkaeb076a4950560cfc9b0081e24563714 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Rag-Arturo-De-Fanti-bancario-precario-scena_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 779,'height': 1079,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkaeb076a4950560cfc9b0081e24563714, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Rag-Arturo-De-Fanti-bancario-precario-scena_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="278" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkaeae1424dbd940b9589fc85c4c769dea = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Rag-Arturo-De-Fanti-bancario-precario-scena_bar.jpg','alt': 'Paolo Villaggio ed Enrica Bonaccorti in una scena del film.','title': 'Paolo Villaggio ed Enrica Bonaccorti in una scena del film.','width': 620,'height': 352,'description': 'Paolo Villaggio ed Enrica Bonaccorti in una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkaeae1424dbd940b9589fc85c4c769dea, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Rag-Arturo-De-Fanti-bancario-precario-scena_bar.jpg" alt="Paolo Villaggio ed Enrica Bonaccorti in una scena del film." title="Paolo Villaggio ed Enrica Bonaccorti in una scena del film." width="200" height="114" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=IWzGcGCQt2M">https://www.youtube.com/watch?v=IWzGcGCQt2M</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 14:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Le notti di Odino di Beatrice Fiaschi]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Marta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000026D"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un noir tra esoterismo e psiche</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che trasporta il lettore in una capitale insolita e inquietante</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Il romanzo <em>Le notti di Odino</em> di <strong>Beatrice Fiaschi</strong> si configura come un'esperienza letteraria che travalica i confini del classico giallo per addentrarsi nei territori del thriller psicologico e del simbolismo
ancestrale. La vicenda prende vita in una Roma avvolta dal freddo, un palcoscenico perfetto per una narrazione che mescola sapientemente la cronaca nera con la mitologia dei popoli del Nord.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">L'incipit è folgorante: l'autrice riesce a catturare l'attenzione fin dalle primissime battute, rendendo quasi impossibile interrompere la lettura una volta varcata
la soglia del racconto.</span></div>
<div><span class="cf1">Il tema principale della narrazione è una scia di omicidi rituali che scuotono la città. Non si tratta di semplici delitti, ma di vere e proprie messe in scena dove i
resti delle vittime vengono posizionati richiamando i quattro elementi naturali mentre sui corpi compaiono caratteri runici carichi di significati arcani.</span></div>
<div><span class="cf1">L'indagine, guidata dall'ispettrice Colonna, si avvale del contributo fondamentale di una figura esterna, la psicologa Anna Leone, una protagonista che è una vera e propria
metamorfosi in corso. Anna Leone, infatti, non è la tipica consulente delle forze dell'ordine; la sua condizione di <em>donna in attesa</em> non è un semplice dettaglio biografico, ma diventa il perno attorno a cui ruota il tema del cambiamento e della scoperta di sé. Il lettore impara a conoscerla
attraverso brevi ma intensi scorci che ne delineano perfettamente il carattere, permettendo di immedesimarsi nel suo modo unico di percepire il mondo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Beatrice Fiaschi</strong> dimostra una padronanza linguistica notevole, con uno stile che appare già pienamente formato
e distintivo. La prosa non si limita a descrivere i fatti, ma evoca immagini potenti che stimolano i sensi, mantenendo un ritmo serrato ma curato. Il confine tra ciò che è reale e ciò che appartiene al
mondo dei sogni è sottile, questa componente aggiunge spessore alla trama senza però rallentare l'azione. I riferimenti alla cultura norrena non risultano mai forzati; al contrario, fluiscono naturalmente
nel pensiero della protagonista, arricchendo così il tessuto del romanzo.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Le notti di Odino</em> non è solo la caccia a un assassino, ma un'esplorazione nei meandri dell'animo umano, dove
i mostri esterni spesso riflettono i tormenti che portiamo dentro. Il libro riesce nell'impresa di innovare il genere, offrendo una storia stratificata che soddisfa sia chi cerca il brivido dell'indagine, sia chi predilige
una lettura più riflessiva e ricca di metafore. È un'opera che colpisce per la sua capacità di fondere l'orrore dei delitti con la bellezza di una scrittura quasi visionaria.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTRICE</strong><br>Scrittrice e giornalista, editor e docente di scrittura creativa, Beatrice Fiaschi ha esordito
nel 2021 con il giallo psicologico <em>L’Essenza Fatale</em> (Ianieri Edizioni). Alcuni suoi racconti sono pubblicati in antologie e online, così come i suoi articoli
di cultura e società, lavoro e psicologia. Si occupa da anni di ricerca spirituale, Reiki e meditazione, che utilizza per i suoi laboratori di scrittura creativa e coaching individuale. Collabora con cooperative sociali
impegnate in progetti artistici per utenze speciali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Le notti di Odino</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Beatrice Fiaschi</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Edizioni IlViandante</em></div><div><div><em><span class="fs14lh1-5 cf1">Anno: 26 settembre 2025</span></em></div></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 272</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 979-1256630356</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 15 x 2.2 x 20.9 cm</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 16,62 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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			<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 05:03:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile un saggio su George Miller]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000026C"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il viaggio dell’eroe</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Scritto da Fabio Migneco per la Weird Book Edizioni</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità di <em>George Miller - Il viaggio dell’eroe</em>, saggio dedicato al regista australiano, edito da Weird Book curato da <strong>Fabio Migneco</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Dieci anni fa, con <em>Mad Max: Fury Road</em>, <strong>George Miller</strong> è tornato con prepotenza al centro della scena cinematografica mondiale, imponendosi come una delle voci più vitali
del cinema contemporaneo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Questo saggio monografico nasce dall’esigenza di approfondire un autore troppo spesso liquidato superficialmente, restituendone invece la complessità, la coerenza e la
portata mitopoietica. Ogni film diretto da <strong>Miller</strong> viene analizzato singolarmente, mettendone in luce soluzioni formali, ossessioni tematiche e strategie narrative.
Quel sottile filo rosso che attraversa un’opera solo in apparenza frammentata: la costruzione di una mitologia moderna, popolata da figure eroiche in costante movimento, chiamate a confrontarsi con mondi ostili e sistemi
in decomposizione, in un viaggio che è sempre fisico, morale e simbolico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L’opera di <strong>Miller</strong>, pur parlando spesso del presente e guardando al futuro, dialoga costantemente con il grande
cinema del passato, in particolare con quello del muto, attraverso una concezione puramente visiva del racconto, fondata sull’azione, sul gesto e sul corpo nello spazio. Con uno sguardo agli studi di <strong>Joseph Campbell</strong> e al mito del viaggio dell’eroe, il regista australiano fonde archetipi ancestrali e spettacolo contemporaneo, dando vita a universi iconici, potenti e
profondamente influenti, capaci di ridefinire il cinema, d’azione e non, e di lasciare un’impronta duratura nell’immaginario collettivo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: George Miller - Il viaggio dell’eroe</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Fabio Migneco</span></div>
<div><span class="cf1">Copertina: Giorgio Finamore<br>Editore: Weird Book</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: Revolution<br>Genere: Saggio</span></div><div><span class="cf1">Pagine: 180</span></div><div><span class="cf1">Anno: 11 febbraio 2026<br>Prezzo: 25,90 €<br>Formato: 15 x 22 cm<br>ISBN-13: 979-12-81603-44-8</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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			<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 14:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Mio fratello è un vichingo dal 26 marzo al cinema]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000026B"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">La dark comedy più attesa dell'anno</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">In anteprima in Italia il 17 marzo, presentata dal regista</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Plaion Pictures è lieta di annunciare<strong> </strong>che<strong> </strong><em>Mio fratello è un vichingo – The Last Viking</em>,<strong> </strong>una delle dark comedy europee più sorprendenti degli ultimi anni, arriva in anteprima in Italia il 17 marzo in sale selezionate
per un evento speciale: alle ore 21.00,<strong> </strong>il regista e sceneggiatore <strong>Anders Thomas Jensen</strong> introdurrà la proiezione in collegamento con <strong>Mattia Carzaniga</strong>, presentando al pubblico il film già campione di incassi in Danimarca, dove ha registrato la cifra record di oltre 700.000 spettatori. Acclamato all’unanimità
e accolto con una lunga standing ovation alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film sarà poi nelle sale italiane dal 26 marzo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Mio fratello è un vichingo – The Last Viking </em>è scritto e diretto dal regista danese premio Oscar® <strong>Anders Thomas Jensen</strong> (<em>Le mele di Adamo</em>) e vede protagonista <strong>Mads Mikkelsen</strong> (<em>Un altro giro</em>, la serie <em>Hannibal</em>) accanto a <strong>Nikolaj Lie Kaas </strong>(<em>Frankenstein</em> di <strong>Guillermo del Toro</strong>), in una storia che mescola humour nero, tensione da heist movie e una sorprendente profondità emotiva.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Al centro del racconto ci sono i fratelli Anker (<strong>Lie Kaas</strong>) e Manfred (<strong>Mikkelsen</strong>, che qui regala una formidabile interpretazione): condividono un passato difficile e poco altro, dato che Anker ha passato
gli ultimi quindici anni in carcere per una rapina. Quando esce, dunque, torna a cercare il bottino che aveva affidato al fratello. Ma Manfred, che nel frattempo ha sviluppato un disturbo dissociativo della personalità
ed è convinto di essere <strong>John Lennon</strong>, apparentemente non ricorda più dove il denaro è stato sepolto...</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Quello che sembra l’inizio di una classica caccia al tesoro criminale si trasforma presto in qualcosa di più profondo: un viaggio nel passato di due uomini cresciuti all’ombra
di un’infanzia segnata da violenza e fragilità, tra ricordi rimossi e ferite mai davvero guarite. Nel corso della loro ricerca, che li riporta nella casa natale ormai trasformata in un bed &amp; breakfast gestito
da un’assurda coppia disfunzionale, Anker e Manfred sono costretti a confrontarsi non solo con il mistero del denaro scomparso, ma anche con il legame spezzato che li unisce. Tra inseguimenti improbabili, incontri surreali
e situazioni al limite dell’assurdo, i due fratelli intraprendono un percorso che li porterà lentamente a riscoprirsi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con il suo stile inconfondibile, <strong>Jensen</strong> costruisce un racconto che oscilla tra comico e tragico, tra slapstick grottesco e improvvisi squarci di malinconia. In questo universo stralunato e sorprendente, la musica diventa una chiave di salvezza. L’ossessione
di Manfred per <strong>John Lennon</strong> e per i <em>Beatles</em> appare come un rifugio emotivo: una maschera dietro cui proteggersi dal dolore e dalla memoria. Ed è proprio attraverso la musica che i personaggi trovano uno spazio per comunicare, riconoscersi e, forse,
perdonarsi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ironico, imprevedibile e profondamente umano, <em>Mio fratello è un vichingo – The Last Viking</em> conferma il talento di <strong>Anders Thomas Jensen</strong> nel raccontare personaggi imperfetti e vulnerabili, capaci di far ridere e commuovere nello
stesso momento. Un film che, tra humour nero e tenerezza, ricorda come avere una visione diversa della realtà che ci circonda ed essere etichettati come fuori dal coro non dovrebbe farci sentire “stonati”
rispetto al resto del mondo, ma farci sentire forse in maggiore sintonia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Prodotto da Zentropa, <em>Mio fratello è un vichingo – The Last Viking</em><strong> </strong>arriverà in anteprima in cinema selezionati il 17 marzo e in tutte le sale italiane dal 26 marzo<strong> </strong>grazie a<strong> </strong>Plaion Pictures.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">A proposito di Plaion e Plaion Pictures </strong></div>
<div><span class="cf1">Plaion Pictures (precedentemente conosciuta come Koch Films) è la divisione dedicata alle produzioni cinematografiche, home video e digital di Plaion, un’azienda leader
nella produzione e nella distribuzione di prodotti per l’intrattenimento digitale (software, giochi e film). Le attività di publishing, il marketing e la distribuzione dell’azienda si estendono in tutta
Europa, negli Stati Uniti, in Australia e in Asia. Il gruppo Plaion ha oltre 28 anni di esperienza nel business della distribuzione digitale e si è affermato quale distributore indipendente numero uno in Italia e in
Europa.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In ambito cinematografico e home video, Plaion Pictures rappresenta un punto di riferimento nella distribuzione sul territorio italiano. Estrema cura dei dettagli, altissima qualità
dei contenuti, grande varietà di generi in grado di soddisfare i diversi gusti dei consumatori. Sono queste le parole chiave che caratterizzano il listino di Plaion Pictures. Si spazia dall’horror, con l’etichetta
Midnight Factory (la saga di <em>Terrifier</em>, <em>Talk To Me</em>, <em>Non aprite quella porta</em>, <em>Babadook</em>, <em>Hereditary</em>, <em>L’armata delle tenebre</em>, <em>X- A Sexy Horror Story</em>), agli anime con Anime Factory (<em>Dragon Ball Super: Broly</em>, <em>Lupin III</em>, <em>The First Slam Dunk</em>, <em>City Hunter</em>, <em>One Piece Stampede</em>, <em>Belle</em>) passando per i documentari (<em>Planet Earth I &amp; II</em>, <em>Amy – The Girl Behind The Name</em>, <em>Domani</em>, <em>Bianconeri Juventus Story – Il film</em>), i live action e le serie TV (<em>Nella tana dei Lupi</em>, <em>Dallas Buyers Club</em>, <em>The Last Witch Hunter</em>, <em>Sherlock</em>, <em>Orphan Black</em> e il franchise di <em>Star Trek</em>), arrivando fino all’animazione per i più piccini (<em>PJ Masks</em>, <em>Masha e Orso</em>, <em>Bing</em>, <em>Shaun Vita da Pecora</em>, <em>Peppa Pig</em>) e chiudendo con la grande arte (<em>Michelangelo Infinito</em>, <em>Caravaggio – L’anima e il sangue</em>, <em>Raffaello - Il principe delle arti</em>). Plaion Pictures è inoltre distributore in Italia per le edizioni home video di film e serie TV di Paramount Pictures (<em>Indiana Jones Saga</em>, <em>Mission Impossible Saga</em>, <em>Star Trek Saga</em>, <em>Top Gun Maverick</em>, <em>Scream Saga</em>, <em>Pulp Fiction</em>, <em>Il Padrino Saga</em>, <em>Sonic Saga</em>) e Universal Pictures (<em>Oppenheimer</em>, <em>Jurassic Park Saga</em>, <em>Fast &amp; Furious Saga</em>, <em>Il Gladiatore</em>, <em>Lo Squalo</em>, <em>Kung Fu Panda Saga</em>, <em>Cattivissimo me Saga</em>, <em>Schindler's List</em>).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?mio-fratello-e-un-vichingo-the-last-viking-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink50a159e390e0aff697437a1501c2ed39 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/fratello-vichingo-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 448,'height': 671,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink50a159e390e0aff697437a1501c2ed39, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/fratello-vichingo-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkdeabdf122f5925169c31514744e8a7b2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/fratello-vichingo-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 768,'height': 432,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdeabdf122f5925169c31514744e8a7b2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/fratello-vichingo-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6mbVrERhJj0">https://www.youtube.com/watch?v=6mbVrERhJj0</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 06:06:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Hounded - La caccia è aperta! di Tommy Boulding]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000026A"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Cinema della vendetta allo stato puro</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Satira sociale sulle differenze di classe nel Regno Unito</span></h2><div><div><strong class="cf1">Hounded - La caccia è aperta! (Regno Unito 2022)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Tommy Boulding. Soggetto e Sceneggiatura: Ray Bogdanovich, Dean Lines. Casa di Produzione: Fiction Films. Distribuzione: Saban Films. Durata: 94’. Paese di Produzione: Regno Unito, 2022. Lingua Originale: Inglese. Interpreti: Samantha Bond (Katherine Redwick), Nobuse Jr (Leon), Malachi Pullar-Latchman (Chaz), Hannah Traylen (Vix), Ross Coles (Tod), Larry Lamb (Gregory), James Lance (Hugo Redwick), Nick Moran (Mallory), Louis Walwyn (Miles Redwick), James Faulkner (Remington Redwick).</em></div> <div><br></div></div><div><div><span class="cf1">Alcuni giovani ladri di appartamenti londinesi, guidati da Leon (<strong>Nobus jr</strong>), spinti dal bisogno economico, rubano opere d’arte per rivenderle a un ricettatore. Un giorno i ragazzi tentano un nuovo colpo, obiettivo un prezioso coltello rituale che si trova nella tenuta di Lady Redwick. Le cose vanno male, mentre sono all’opera vengono sorpresi dai padroni di casa, catturati e imprigionati. Il giorno dopo i ragazzi vengono liberati, dopo essere stati cosparsi di urina di volpe, per essere braccati dalla stessa Lady Redwick e dai suoi parenti aristocratici. Il film si sviluppa come una singolare (quanto orrorifica) caccia alla volpe con protagonisti umani, che miete vittime tra cacciatori e cacciati. Cinema della vendetta allo stato puro, ma anche lotta di classe in salsa horror con un gruppetto di ricchi aristocratici nelle vesti dei persecutori. <em>Hounded</em> in ogni caso non convince come satira sociale sulle differenze di classe nel Regno Unito (ma era il suo vero scopo?), una sceneggiatura tra il caricaturale e il grottesco non lo rende credibile come noir sociale. Forse <em>The Hunt</em> (2020) - adattando <em>La partita più pericolosa</em> di <span class="fs14lh1-5"><b>Richard Connell</b></span> - aveva altre ambizioni e le rendeva effettive in un simile contesto, ma non <em>Hounded</em>, che resta un film abbastanza ben girato, tra horror e thriller di pura tensione, corredato da effetti speciali macabri. Definito un survival-thriller dalla critica specializzata, immerge lo spettatore in un clima ansiogeno da caccia all’uomo, tipico di molte produzioni action contemporanee. Montaggio convulso, fotografia cupa, sceneggiatura abbastanza ripetitiva, con qualche trovata macabra nelle efferate uccisioni, colonna sonora angosciante. Un film che riserva un finale a sorpresa, se vogliamo persino un doppio finale, al termine di tanta mattanza. Solo per appassionati.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink0b8d5b3540e3879aac316561c7160a97 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Hounded-scena_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 720,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0b8d5b3540e3879aac316561c7160a97, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Hounded-scena_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlink340fe6635a558bfebc22cf0c2e677a1a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Hounded-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1000,'height': 563,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink340fe6635a558bfebc22cf0c2e677a1a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Hounded-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=wisD-uplwhY">https://www.youtube.com/watch?v=wisD-uplwhY</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 14:19:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Horror Talks Volume 2 di Lorenzo Ricciardi]]></title>
			<author><![CDATA[Massimiliano Ruzzante]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000267"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il cinema horror raccontato dai protagonisti</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">La seconda parte di un'opera in quattro volumi sul cinema horror</span></h2><div>






<div><em class="cf1">Horror Talks. Il cinema horror raccontato dai protagonisti.</em></div>
<div><em class="cf1">Volume due: da Scanners a Pet Sematary</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rn80L6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (pre-ordina e risparmia)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Horror Talks Volume 2</em> è la seconda parte di un progetto ambizioso e completo sull’horror cinematografico che intende raccontare la storia del cinema horror moderno lasciando spazio alle parole degli autori e focalizzando l’attenzione su quei film che più di altri hanno emozionato il pubblico e influenzato generazioni di filmmakers in giro per il mondo. Un modo di intendere il genere in maniera
diversa e non convenzionale, svelando i dietro le quinte, le note di produzione, le curiosità, le difficoltà degli sceneggiatori nel creare storie originali, le scelte stilistiche dei registi, le sempre più
innovative tecniche di effetti speciali, la ricerca del cast ideale o la realizzazione delle inquietanti colonne sonore che ci hanno accompagnato da decenni. <em>Horror Talks 2</em> approfondisce i film horror più celebri degli anni Ottanta: da <em>Scanners</em> a <em>Poltergeist</em>, da <em>Videodrome</em> a <em>Day of the Dead</em> passando per veri e propri capolavori come <em>The Thing,</em> <em>The Fly</em> e <em>Phenomena</em>, il libro è una ricognizione completa sui protagonisti del cinema horror che hanno attraversato uno dei decenni fondamentali per l’affermazione planetaria del genere.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Horror Talks</em> è un ambizioso progetto di <strong>Lorenzo Ricciardi</strong>, amante del cinema horror fin da ragazzo e apprezzato saggista con alle spalle diverse pubblicazioni. L’autore ha concepito il progetto suddiviso in
quattro parti di altrettanti volumi che va dagli anni Settanta ai giorni nostri. Dopo l’uscita del <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?horror-talks-volume-1-di-lorenzo-ricciardi" class="imCssLink">primo volume del 2024 recensito qui</a>, oggi prendiamo in esame il secondo volume pubblicato recentemente sempre per i tipi
di <em>Falsopiano</em>, che si concentra sulla “Golden age” del cinema horror: i favolosi anni Ottanta. Il volume oltre all’apparato critico dell’autore con gli approfondimenti dei film più importanti del periodo storico preso in esame,
raccoglie un ingente numero di interviste ai protagonisti fautori delle pellicole, tra registi, attori e sceneggiatori. Preziose e prestigiose testimonianze queste, gran parte esclusive di <strong>Lorenzo Ricciardi</strong>, raccolte nel corso degli anni e che approfondiscono il “dietro le quinte” dei film con interessanti aneddoti e rivelazioni inediti ai più. In questo secondo volume di <em>Horror Talks</em>, vengono presi in esame tra gli altri, i film di <strong>Cronemberg</strong> <em>Scanners, Videodrome </em>e <em>La Mosca;</em> quelli di <strong>Carpenter</strong> <em>La cosa </em>e<em> Il Signore del Male; </em>oltre a dei film che hanno dato il là a iconiche saghe come <em>Nightmare </em>e<em> Hellraiser </em>passando per quelli sui lupi mannari come <em>L’ululato </em>e<em> Un lupo mannaro americano a Londra. </em>Oltre alle più famose pellicole americane c’è da segnalare inoltre la presenza di piccoli gioielli del cinema italiano di genere tra i più significativi della decade quali: <em>Incubo sulla città contaminata, L’aldilà, Phenomena, Demoni </em>e<em> La chiesa</em>. Tra tutti gli intervistati, citiamo in particolare oltre agli italiani <strong>Umberto Lenzi</strong>, <strong>Lamberto Bava</strong> e <strong>Michele Soavi</strong>, i grandi “mostri sacri” del cinema horror come <strong>Joe Dante</strong>, <strong>John Landis</strong>, <strong>John Carpenter</strong>, <strong>Brian Yuzna</strong> e <strong>David Cronenberg</strong>. &nbsp;Attori iconici come <strong>Dough Bradley</strong> (il Pinhead di <em>Hellraiser</em>), <strong>Bruce Campbell</strong> (protagonista della saga <em>La Casa)</em> e <strong>Robert Englund</strong> (il mostruoso Freddy Kruger di <em>Nightmares</em>). Da segnalare a corredo degli approfondimenti dei film più seminali (secondo l’autore) le numerose foto in bianco e nero delle scene più significative.</span></div>
<div><span class="cf1">Per chi ha apprezzato il primo volume consiglio vivamente questa seconda parte della tetralogia di <strong>Ricciardi</strong>, una piccola chicca per tutti gli amanti del cinema di genere, in attesa dei rimanenti due volumi che andranno a completare l’opera.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE</strong><br>Lorenzo Ricciardi è uno scrittore italiano apprezzatissimo per i suoi saggi dedicati all’horror e al thriller. Tra i suoi numerosi libri <em>Stephen King. L’altra metà oscura</em> (2017) e <em>Rob Zombie. Il circo degli orrori</em> (2020). <em>Horror Talks. Volume 1</em> (2024). <em>Horror Talks. Volume 2</em> è la seconda parte di un progetto ambizioso e completo sull’horror cinematografico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Horror Talks. Il cinema horror raccontato dai protagonisti.</em></div>
<div><em class="cf1">Volume due: da Scanners a Pet Sematary<br>Autore: Lorenzo Ricciardi<br>Editore: Edizioni Falsopiano<br>Anno: 23 Maggio 2026<br>Pagine: 296</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 15 x 2 x 21 cm<br>ISBN-13: 978-8893042994<br>Prezzo: 22,00 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rn80L6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (pre-ordina e risparmia)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink37d398f7084c538bfd53a5d168c75fed = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Horror-Talks-vol2_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 753,'height': 1078,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink37d398f7084c538bfd53a5d168c75fed, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Horror-Talks-vol2_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="287" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd3ae53863f4f76b0ace5e7944108d027 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Lorenzo-Ricciardi-HT2_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 312,'height': 414,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd3ae53863f4f76b0ace5e7944108d027, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Lorenzo-Ricciardi-HT2_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 05:32:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Disponibile il singolo Deserto]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000266"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un brano che nasce da una condizione fisica</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Dove anche un gesto semplice e vitale come respirare diventa difficile e frustrante</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>Deserto</em> è il nuovo singolo degli <strong>ZONA</strong>, un brano che nasce da una condizione fisica precisa ma si trasforma in un racconto emotivo molto più ampio e universale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il testo descrive gli stati d’animo provocati dall’impossibilità di respirare correttamente attraverso il naso: una situazione invalidante che porta con sé
insonnia, perdita di olfatto e gusto, e una costante sensazione di sete. Da qui prende forma una metafora potente: quella di un “deserto” interiore, fatto di affaticamento, isolamento e disagio, dove anche un gesto
semplice e vitale come respirare diventa difficile e frustrante.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Sul piano musicale, gli <strong>ZONA</strong> guardano alle colonne sonore di <strong>Ennio Morricone</strong> per costruire paesaggi ampi e suggestivi, che si intrecciano al sound duro dell’hardcore.</span></div>
<div><span class="cf1">Il risultato è un contrasto deciso tra spazi quasi cinematografici e un impatto diretto, ruvido, viscerale.<br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Deserto</em> è un brano che colpisce di pancia ma lascia spazio anche all’immaginazione, muovendosi in territori che
potranno piacere agli ascoltatori di <em>Refused</em>, <em>Biohazard</em> ed <em>Entombed</em>, pur mantenendo un’identità ben definita.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La band<strong> ZONA</strong> nasce a Vigevano (PV) alla fine del 1994, fondata dal chitarrista <strong>Francesco Capasso</strong> (aka Killa) e dal frontman <strong>Diego Quartara</strong>. Il gruppo definisce subito un sound potente che mescola hardcore e crossover, con testi diretti in italiano, esibendosi come opener di artisti internazionali e suonando come headliner in tutta Italia. Tra il
1994 e il 2000 pubblica due album in studio, un live e partecipa a diverse compilation, consolidando la propria presenza sulla scena nazionale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Dopo una pausa di circa vent’anni, gli <strong>ZONA</strong> tornano con nuovi membri: <strong>Marco Di Salvia</strong> alla batteria e <strong>Luigi Modugno</strong> (Lo Slavo) al basso. Il ritorno inizia con il brano <em>Anormalità</em> nel 2020, seguito da tre singoli tra il 2024 e il 2025, tutti accompagnati da videoclip diretti da <strong>Maurizio del Piccolo</strong> e registrati presso gli Ivory Tears Music Works Studio.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il nuovo singolo <em>Deserto</em>, accompagnato da un videoclip è firmato ancora da <strong>Maurizio del Piccolo</strong>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkffbc3e9bf89a8cfbc5f3ae1dc5ffea43 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/zona2026_band.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 836,'height': 424,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkffbc3e9bf89a8cfbc5f3ae1dc5ffea43, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/zona2026_band.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="102" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=3XQnbjwwG2Q">https://www.youtube.com/watch?v=3XQnbjwwG2Q</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 13:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo He Read Deep Into The Night]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000265"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un gioco di elementi per il lettore</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Progetto editoriale tra cinema, scrittura e illustrazione</span></h2><div>






<div><em class="cf1">Si immerse nella lettura fino a notte fonda</em></div>
<div><span class="cf1">Tanti racconti brevi, molto brevi, di <strong>Peter Greenaway</strong>. Racconti assurdi, idee per film mai realizzati, appunti entomologici su un'umanità afflitta dal disagio esistenziale e in preda delle ossessioni. Le storie sono accompagnate dalle illustrazioni di
<strong>Stefano Bessoni</strong>. Testo e disegni si intrecciano in un gioco di elementi per il lettore, aprendo una riflessione sul campo di battaglia tra parola e immagine.</span></div>
<div><span class="cf1">Il primo libro uscirà in Italia il 23 marzo 2026 con Bakemono Lab e a ottobre 2026 in Francia con Dis Voir, che distribuirà il libro internazionalmente, in inglese e francese.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4cXf5ib" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (pre-ordina e risparmia)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Negli ultimi cinquant’anni ho raccolto i miei racconti. Si tratta invariabilmente di riflessioni nate da fascinazioni che non hanno mai trovato casa altrove. Spesso sono stati scritti
come provocazioni, o idee per film mai realizzati, per progetti incompiuti, suggestioni per dipinti, per il teatro, per mostre o semplicemente considerazioni a sé stanti. Fin dai miei esordi nel cinema ho scritto racconti
brevi, anzi molto brevi: a volte due o tre frasi, magari un paragrafo.</span></div>
<div><span class="cf1">Sono arrivato a quasi un migliaio di storie e ho la netta sensazione che non smetteranno di aumentare. Alcune hanno trovato la loro strada nei miei primi cortometraggi - storie raccontate
direttamente alla cinepresa in <em>H is for House</em> e <em>Vertical Features Remake</em> -, altre sono diventate l’ossatura stessa di un film, come nel caso di <em>Dear Phone</em>. Questi racconti si riversano anche, in modo stravagante, nelle tre ore enciclopediche di <em>The Falls</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Si sono moltiplicati nel tempo, arrivando a toccare quasi tutto ciò che mi interessa. Alcuni soggetti tornano con insistenza: pittori e dipinti, uccelli e storia naturale, anatomia,
Roma e i Romani, i Paesi Bassi e gli olandesi. Ricorrono Darwin, Rembrandt ed Enrico VIII. E le storie sulle storie sono infinite. The Cook, The Thief, His Wife and Her Lover è incentrato sulle portate servite durante
una cena, mentre un’altra sceneggiatura immagina un vecchio che scrive un centinaio di storie sulle torri di una città - una struttura che mi permette di parlare di morte, perdita, arroganza umana, invecchiamento,
mortalità ed eutanasia.</span></div>
<div><span class="cf1">Non so ancora se tutto questo approderà mai al cinema.</span></div>
<div><span class="cf1">Insieme all’artista, pittore e illustratore <strong>Stefano Bessoni</strong>, presento oggi una raccolta di questi racconti, accompagnati dai suoi disegni.</span></div>
<div><span class="cf1">E così, abbiamo iniziato. (Peter Greenaway)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Sono racconti brevi, talvolta folgoranti, a volte aneddoti e divertissements non più lunghi di un paio di righe. Dissacranti e ironici, dagli esiti beffardi o tragici, scritti in
uno stile elegante e distaccato, pieni di paradossi e depistaggi. Ci si possono ritrovare i nonsense di <strong>Edward Lear</strong>, il realismo magico di <strong>Borges</strong>, le strutture narrative di <strong>Calvino</strong>, ma soprattutto la sua voce inconfondibile: il gusto per la classificazione e l’eccesso, l’amore
per il linguaggio e per le sue continue reinvenzioni.</span></div>
<div><span class="cf1">Queste brevi storie prendono vita grazie all’incontro con un interlocutore perfetto: <strong>Stefano Bessoni</strong>. Filmmaker innamorato della stop-motion, collezionista di teschi e insetti, disegnatore di creature poetiche e inquietanti, <strong>Stefano</strong> è un artista che ha sempre considerato <strong>Peter</strong> come un maestro. Lo ha studiato, “vivisezionato”, fino a dedicargli una delle sue più riuscite biografie illustrate. Nessuno meglio di lui avrebbe potuto
dare un corpo a queste storie e un volto ai personaggi: le sue illustrazioni non li accompagnano semplicemente, li trasformano, li interpretano non solo visivamente ma li forgiano, come fece <strong>John Tenniel</strong> per <em>Alice nel paese delle meraviglie</em> di <strong>Lewis Carroll</strong>. I protagonisti sono disegnati in modo talmente intenso che sembrano in grado di trasformarsi in burattini e muoversi da un
momento all’altro.</span></div>
<div><span class="cf1">Così l’universo colto, ironico e bizzarro di <strong>Peter</strong> si intreccia con le atmosfere cupe e fiabesche di <strong>Stefano</strong> e il risultato è un dialogo raro, dove testo e immagine si illuminano a vicenda, parola e disegno si arricchiscono reciprocamente dando vita a un’opera che ci permette di attraversare una porta segreta
nella biblioteca di <strong>Greenaway</strong>: un invito a perderci in un labirinto di storie e visioni, dove ogni pagina è una nuova soglia da varcare per renderci
partecipi della sua travolgente immaginazione.</span></div>
<div><span class="cf1">L’aspetto più divertente è il gusto per il paradosso: <strong>Peter</strong> afferma che il cinema è morto eppure continua a fare film, sostiene che gran parte dei film non è altro che testo illustrato mentre le potenzialità
del cinema dovrebbero essere in mano ai pittori e non agli scrittori. <strong>Stefano</strong> ha trasferito nelle illustrazioni e nei suoi burattini la sua passione per le immagini in movimento. E allora, sotto molti aspetti, anche questo libro è cinema: un cinema fatto di carta e d’inchiostro,
di linee e di parole, di visioni che scorrono non sullo schermo ma tra le pagine. Un film da leggere, un racconto da guardare. (Domenico De Gaetano)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nel corso degli anni, oltre a guardare e dissezionare ogni opera di <strong>Greenaway</strong> con un atteggiamento patologico, ho spesso pensato a quelle piccole narrazioni grottesche e spiazzanti, che avevo incontrato per caso tanto tempo fa, dove persone con
fissazioni peculiari, zoologi e strambi scienziati, degni dell’Enciclopedia delle Scienze Anomale che sognava <strong>Raymond Queneau</strong>, si mostrano in tutta la loro testardaggine e fragilità. Sono racconti che fanno pensare a <strong>Jorge Luis Borges</strong> e <strong>Italo Calvino</strong>, ma anche, per lo spirito affine, a quelli di <strong>Juan Rodolfo Wilcock</strong>, surreali, assurdi, colmi di paradossi esistenziali. A volte ho fantasticato di lavorarci, di fare ritratti di quei personaggi che in fondo mi assomigliano tanto, ma è sempre rimasta una fantasia audace,
che non ho mai avuto il coraggio di realizzare.</span></div>
<div><span class="cf1">Durante i primi scambi di idee per impostare il progetto, sono rimasto molto colpito nel sentire <strong>Peter</strong> parlare del campo di battaglia tra immagine e testo. Lui sostiene, e io concordo, che il testo ha una libertà che l’immagine non può avere. L’immagine
invece tende a fissare un’idea che la parola scritta non ha. Un’immagine stimolata da un testo è diversa per chiunque legga quel testo. Un’immagine da sola non ha questo vantaggio.</span></div>
<div><span class="cf1">Per questo motivo, ho deciso di concentrarmi sui protagonisti delle brevi narrazioni, figure che portano nel profondo della loro anima disagi esistenziali, ossessioni, sogni paradossali
e di aggiungere alcuni elementi presenti nel testo, senza ambientazioni o contesti specifici. Non volevo cadere in una mera narrazione illustrata, ma trasformare testo, immagini ed elementi grafici in un gioco per il lettore,
in modo che possa fantasticare con i pezzi a disposizione, sviluppando un’idea personale. E proprio per non rischiare, credo che molte storie debbano rimanere senza immagini, conservando tutto il mistero evocativo che
solo la parola scritta può suggerire. (Stefano Bessoni)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">GLI AUTORI</strong></div>
<div><span class="cf1">Peter Greenaway è nato in Galles e ha studiato a Londra. Si è formato come pittore per quattro anni e ha iniziato a realizzare i propri film nel 1966. Ha continuato a
realizzare cinema in una grande varietà di modi, cosa che ha influenzato anche la realizzazione di molte installazioni per il Palazzo Fortuny di Venezia, la Galleria Joan Miro di Barcellona, il Boymans-van Beuningen
Museum di Rotterdam, il Louvre di Parigi, il Rijksmuseum di Amsterdam, l'Hoffburg di Vienna, la Pinacoteca di Brera di Milano e l'Armory di New York. Ha collaborato con i compositori John Cage, Philip Glass, Michael
Nyman, Wim Mertens, Louis Andriessen, Goran Brekovic, Giovanni Sollima, David Lang e Marco Robino, e ha girato il mondo con il suo Tulse Luper Suitcases VJ Show. È stato spesso selezionato per i Festival di Cannes,
Venezia e Berlino, ha pubblicato libri e, molte volte in collaborazione con Saskia Boddeke, ha scritto per teatro, opera e installazioni video.</span></div>
<div><span class="cf1">Il suo primo lungometraggio, <em>The Draughtsman's Contract</em>, del 1982, ha ricevuto molti consensi dalla critica, consacrandolo a livello internazionale come uno dei registi contemporanei più originali e importanti, una reputazione consolidata dai film <em>The Cook, the Thief, his Wife &amp; her Lover</em> e <em>The Pillow Book</em> e più recentemente da <em>Goltzius and Pelican Company</em> e <em>Eisenstein in Guanajuato</em>. Nel 2006, Greenaway ha iniziato una serie di installazioni video digitali, Nove dipinti classici rivisitati, con la sua esplorazione della Ronda di Notte
di Rembrandt al Rijksmuseum di Amsterdam, L'Ultima Cena di Leonardo da Vinci nel refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano e Le Nozze a Cana di Veronese, sull'isola di San Giorgio a Venezia. &nbsp;I film attualmente
in produzione per il 2024 e oltre sono <em>Walking to Paris</em>, la trilogia di Eisenstein all'estero, Le nozze di Cristo e <em>Lucca Mortis</em>. A Greenaway sono stati stato assegnati molti titoli honoris causa dalle Università di Edimburgo, Bucarest, Southampton e Utrecht.</span></div>
<div><span class="cf1">È stato insignito di un CBE nel 1990, il titolo di Commendatore della Legion d'Onore nel 2013 e un BAFTA nel 2014 per i servizi resi al cinema.</span></div><div><script> var showboxlink935f143b8f28b2877fa745a3c158e50e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Peter-Greenaway_autore.jpg','alt': 'Peter Greenaway','title': 'Peter Greenaway','width': 640,'height': 759,'description': 'Peter Greenaway'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink935f143b8f28b2877fa745a3c158e50e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Peter-Greenaway_autore.jpg" alt="Peter Greenaway" title="Peter Greenaway" width="150" height="178" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Stefano Bessoni è un filmmaker, scrittore, illustratore e animatore, appassionato di entomologia, anatomia, fiabe e storia della scienza. La sua poetica si immerge nel concetto
di wunderkammer e si nutre di suggestioni macabre che richiamano il Perturbante. </span></div>
<div><span class="cf1">Ha studiato pittura all'Accademia di Belle Arti di Roma. Dopo i film <em>Frammenti di scienze inesatte, Imago Mortis</em> e <em>Krokodyle</em>, ha iniziato a raccontare le sue storie con libri illustrati e si è avvicinato al cinema di animazione stop-motion, rimanendone folgorato. Crede fermamente nel cinema come forma di espressione e nella
politica dell'autore. I suoi principali punti di riferimento sono Peter Greenaway, i Quay Brothers e Jan Švankmajer.</span></div>
<div><span class="cf1">È stato insegnante di regia cinematografica per molti anni e oggi è coordinatore e docente del corso triennale di illustrazione e animazione di IED Roma e insegna illustrazione,
animazione in stop-motion e puppet making alla Scuola Holden di Torino.</span></div>
<div><span class="cf1">Ha pubblicato molti libri illustrati, che spaziano dalle fiabe alle biografie di personaggi famosi come Charles Darwin e Cesare Lombroso, fino a racconti originali legati alla wunderkammer
e alla creazione dell’homunculus alchemico. Nel 2023 ha realizzato una biografia illustrata di Peter Greenaway, che ha fatto nascere la collaborazione per il progetto <em>He Read Deep Into The Night</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Non esclude di tornare un giorno a fare film, magari riuscendo a ibridare il linguaggio del cinema con altre forme di espressione, mescolando animazione, illustrazione e riprese con
attori.</span></div><div><script> var showboxlink15263f32e32a2ad66eb74cd65e3f3af6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Stefano-Bessoni_autore.jpg','alt': 'Stefano Bessoni','title': 'Stefano Bessoni','width': 500,'height': 500,'description': 'Stefano Bessoni'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink15263f32e32a2ad66eb74cd65e3f3af6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Stefano-Bessoni_autore.jpg" alt="Stefano Bessoni" title="Stefano Bessoni" width="150" height="150" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: He read deep into the night (Stories 1-100)</span></div>
<div><span class="cf1">(Si immerse nella lettura fino a notte fonda)</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Peter Greenaway</span></div>
<div><span class="cf1">Illustratore: Stefano Bessoni</span></div>
<div><span class="cf1">Traduttore: Francesca Del Moro</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Bakemono Lab</span></div>
<div><span class="cf1">Genere: Raccolta illustrata</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 23 marzo 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensioni: 17 x 0.2 x 24 cm</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 112</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 28,00 €</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 978-8894826951</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4cXf5ib" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (pre-ordina e risparmia)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink68d301be9b71a8f13229734867582f74 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/He-Read-Deep-Into-The-Night_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 424,'height': 583,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink68d301be9b71a8f13229734867582f74, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/He-Read-Deep-Into-The-Night_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="275" /></a><br></div><div><script> var showboxlink7ed064c8d2a956892adfd8c433a38a6d = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Stefano-Bessoni_image01.jpg','alt': 'Alcune illustrazioni.','title': 'Alcune illustrazioni.','width': 475,'height': 672,'description': 'Alcune illustrazioni.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Stefano-Bessoni_image02.jpg','alt': 'Alcune illustrazioni.','title': 'Alcune illustrazioni.','width': 475,'height': 672,'description': 'Alcune illustrazioni.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Stefano-Bessoni_image03.jpg','alt': 'Alcune illustrazioni.','title': 'Alcune illustrazioni.','width': 505,'height': 555,'description': 'Alcune illustrazioni.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Stefano-Bessoni_image04.jpg','alt': 'Alcune illustrazioni.','title': 'Alcune illustrazioni.','width': 614,'height': 461,'description': 'Alcune illustrazioni.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7ed064c8d2a956892adfd8c433a38a6d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Stefano-Bessoni_image01.jpg" alt="Alcune illustrazioni." title="Alcune illustrazioni." width="150" height="213" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 06:26:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La guerra dei mondi di Steven Spielberg]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000264"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un viaggio dell’anima attraverso paure ancestrali</span></h1><div><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che porta alla scoperta dei valori familiari indissolubili e la disperazione nel sentirsi soli</span></h2></div><div>






<div><strong class="cf1">La guerra dei mondi (Usa 2005)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Steven Spielberg. Soggetto: H. G. Wells (romanzo). Sceneggiatura: Josh Friedman, David Koepp. Fotografia: Janusz Kaminski. Montaggio: Michael Kahn.
Effetti Speciali: Dennis Muren, Pablo Helman, Randal M. Dutra, Daniel Sudick. Musiche: John Williams. Produttori: Kathleen Kennedy, Colin Wilson. Produttore Esecutivo: Paula Wagner. Case di Produzione:
Dream Works Pictures, Paramount Pictures, Amblin Entertainment, Cruise / Wagner Productions. Distribuzione (Italia): Paramount Pictures. Scenografia: Rick Carter, Tony Fanning, Anne Kuljian. Costumi: Joanna Johnston. Truccoi:
Lois Burnwell, Kenny Myers, Steve Johnson. Genere: Fantascienza. Durata: 117’. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2005. Lingua Originale: Inglese. Titolo Originale: War of the
Worlds. Interpreti: Tom Cruise (Ray Ferrier), Dakota Fanning (Rachel Ferrier), Justin Chatwin (Robbie Ferrier), Tim Robbins (Harlan Ogilvy), Miranda Otto (Mary Ann Ferrier), Rick Gonzalez (Vincent),
Yul Vazquez (Julio), Lenny Venito (Manny il meccanico), Lisa Ann Walter (Cheryl), Ann Robinson (nonna), Gene Barry (nonno), David Alan Basche (Tim), Roz Abrams (sé stessa), Camilla Sanes (reporter), Amy Ryan (vicina
di casa di Ray), Danny Hoch (poliziotto).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4cDkn28" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div>
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<div><span class="cf1"><strong>Steven Spielberg</strong> gira la sua versione - altamente spettacolare e drammatica - de <em>La guerra dei mondi</em>, romanzo di <strong>H.G. Wells</strong> (1897), già portato sul grande schermo (con i mezzi del 1953) da <strong>Byron Haskin</strong>. Sceneggiatori <strong>Josh Friedman</strong> e <strong>David Koepp</strong> (dopo il rifiuto di <strong>J.J. Abrams</strong> per impegni), che realizzano un’epopea familiare all’interno di un soggetto fantascientifico, con un padre assente e immaturo che - grazie alle prove della vita - ritrova l’amore e la fiducia
dei suoi figli. Girato tra California, Connecticut, New Jersey, New York e Virginia, oltre seicento milioni d’incasso, candidato a tre premi Oscar, grande successo di critica e pubblico. La trama vede l’operaio
Ray Ferrier (<strong>Cruise</strong>), divorziato dalla moglie, ricevere in custodia i figli Rachel (<strong>Fanning</strong>) e Robbie (<strong>Chatwin</strong>), ma lo stesso giorno si verifica un cataclisma imprevisto, una vera e propria invasione dai cieli e dal sottosuolo di un’orda aliena. La famiglia in fuga si dirige verso Boston, mentre il terreno si cosparge
di cadaveri e il fiume Hudson vede scorrere corpi senza vita di fronte agli occhi esterrefatti della piccola Rachel. Inutile raccontare la trama per filo e per segno, basti dire che gli effetti speciali sono mirabolanti e
che i mostri spaziali vengono descritti benissimo, sia fisicamente che a bordo di congegni giganteschi che indagano il territorio, rapiscono e uccidono. Il finale non è imprevisto, perché ricalca il romanzo di
<strong>Wells</strong>, e vede la sconfitta aliena grazie ai microbi messi sulla Terra dal buon Dio - come spiega la voce fuori campo -, in questo caso alleati degli uomini
e portatori di infezioni per gli extraterrestri, che muoiono non appena respirano l’atmosfera del pianeta. Terzo film fantascientifico a tema alieni girato da <strong>Spielberg</strong> dopo <em>E.T. l'extra-terrestre</em> e <em>Incontri ravvicinati del terzo tipo</em>, in questo caso a tinte fosche, spaventoso e drammatico, persino horror, fotografato con il colore cupo della notte.
<strong>Spielberg</strong> accetta la sceneggiatura di <strong>Friedman</strong> rivista da <strong>Koepp</strong> e mentre lavora al film si rende conto che ci sono elementi simili a tristi eventi della sua vita (il divorzio dei genitori, la difficoltà di accettare la situazione) e comprende quanto i fatti dell’11
settembre siano importanti ai fini del girato. <strong>Spielberg</strong> compie un viaggio dell’anima attraverso paure ancestrali che porta alla scoperta dei valori
familiari indissolubili, tra la paura di un’invasione mortale che ricorda i timori degli attacchi terroristici e la disperazione nel sentirsi soli in un mondo in disfacimento. Ottimo il personaggio di Harlan, reso con
sguardi da folle dal bravo <strong>Tim Robbins</strong>, che si nasconde nel sottosuolo e pensa di dover combattere gli alieni che hanno massacrato la sua famiglia. Un personaggio
che nel romanzo non è presente ma che contiene elementi di alcune figure inventate da <strong>Wells</strong> e cosparse nei capitoli di una storia immortale. <strong>Tom Cruise</strong> è perfetto nei panni del padre immaturo che acquista consapevolezza di fronte al pericolo e cerca con ogni mezzo di salvare i suoi figli, anche se a un certo punto è costretto a lasciar andare il
maggiore verso il suo destino. <strong>Dakota Fanning</strong> è giovanissima (11 anni) ma molto brava nei panni della figlia minore (era già una piccola attrice
dal 2001!), così come <strong>Justin Chatwin</strong> rende bene la ribellione del figlio nei confronti di un padre che non si è mai occupato di lui. Fotografia
cupa e notturna (<strong>Kamisnski</strong>), montaggio sincopato da film d’azione (<strong>Kahn</strong> impagina tutto in 117’), <em>suspense</em> ai massimi livelli, effetti speciali di grande spessore (<strong>Muren</strong>, <strong>Helman</strong>, <strong>Dutra</strong>, <strong>Sudick</strong>), colonna sonora intensa (<strong>Williams</strong>), scenografie straordinarie con interi ambienti ricostruiti in teatri di posa (<strong>Carter</strong>, <strong>Fanning</strong>, <strong>Kuljian</strong>), regia ispirata e accorta nei movimenti di macchina classici che definiscono il cinema di <strong>Spielberg</strong>. Degno di nota lo stupendo piano sequenza in macchina durante la fuga della famiglia verso Boston, ma anche la gestione della comparse (davvero molte) nelle scene di
aggressione è da manuale. Possiamo dire di aver visto un film di fantascienza, ma <strong>Spielberg</strong> è un terrorista dei generi, se vogliamo <em>La guerra dei mondi</em> è cinema catastrofico in piena regola, oltre che bellico e d’azione condito da pura avventura, così come non vanno trascurate le dinamiche da dramma familiare. Budget grandioso ma incassi
altrettanto importanti. Un film che resiste al passare del tempo. Rivisto sui canali digitali Mediaset.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4cDkn28" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3OTSNDX" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink105186c28561f3b5d9a182e9a8b0e7c3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/guera-mondi-2005_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 500,'height': 741,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink105186c28561f3b5d9a182e9a8b0e7c3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/guera-mondi-2005_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink996947322a73ad61b9d1bdbb4417b391 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/guera-mondi-2005-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 768,'height': 432,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink996947322a73ad61b9d1bdbb4417b391, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/guera-mondi-2005-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=TLnQXsKn5-E">https://www.youtube.com/watch?v=TLnQXsKn5-E</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 13:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il caso di Hinterkaifeck]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000263"><h1 class="imHeading1">Simbolo di un male oscuro e silenzioso</h1><h2 class="imHeading2">Uno dei più famosi e inquietanti casi irrisolti <span class="fs28lh1-5">della storia tedesca</span></h2><div><div>Il caso di <em>Hinterkaifeck</em> non è solo uno dei più famosi "cold case" della storia tedesca, ma è diventato un vero e proprio archetipo del terrore rurale. Nonostante siano passati molti anni, la ferocia del crimine e l'assoluta mancanza di un colpevole continuano ad alimentare teorie, libri e film.</div><div><br></div> <div><em>Hinterkaifeck</em> era una piccola fattoria isolata situata a circa 70 chilometri a nord di Monaco di Baviera, nei pressi della cittadina di Gröbern. Il nome stesso significa letteralmente "dietro Kaifeck" (il villaggio vicino).</div> <div>Nel 1922, la fattoria era abitata da sei persone: <strong>Andreas Gruber </strong>(63 anni), il patriarca, descritto come un uomo scontroso e poco amato dalla comunità. <strong>Cäzilia Gruber </strong>(72 anni), sua moglie. <strong>Viktoria Gabriel </strong>(35 anni), figlia dei Gruber, rimasta vedova durante la Grande Guerra. <strong>Cäzilia</strong> (7 anni), figlia di Viktoria. <strong>Josef</strong> (2 anni), il figlio più piccolo di Viktoria. <strong>Maria Baumgartner</strong> (44 anni), la nuova cameriera, arrivata in fattoria poche ore prima del massacro.</div><div><br></div> <div>Nelle settimane precedenti al massacro, <strong>Andreas Gruber</strong> iniziò a notare fatti bizzarri che raccontò ai vicini, pur senza denunciarli alla polizia. Trovò, infatti, tracce di passi che portavano dal bosco verso la fattoria, ma nessuna traccia che tornasse indietro. Inoltre sentì dei passi pesanti provenire dalla soffitta, ma non trovò mai nessuno durante le sue ispezioni. In casa trovò invece un giornale di Monaco che nessuno della famiglia aveva mai acquistato. Poi un mazzo di chiavi della casa sparì nel nulla poco prima degli omicidi e come se non bastasse la precedente cameriera se n'era andata mesi prima, convinta che la fattoria fosse infestata dai fantasmi.</div><div><br></div> <div>La notte del 31 marzo 1922 si consumò il terribile massacro. Sebbene non ci siano testimoni, i medici legali ricostruirono che le vittime furono attirate una alla volta nel fienile. Si ipotizza che un rumore abbia spinto <strong>Andreas</strong> a controllare la stalla, dove venne ucciso. Seguirono sua moglie, la figlia <strong>Viktoria</strong> e la piccola <strong>Cäzilia</strong>. L'assassino entrò poi nell'abitazione principale per uccidere la cameriera <strong>Maria</strong> (nella sua stanza) e il piccolo <strong>Josef</strong> (che dormiva nella culla in camera di Viktoria). L'arma del delitto fu identificata come un zappino (una sorta di piccone/zappa pesante), uno strumento agricolo comune nella zona.</div> <div>Ma l'aspetto più agghiacciante del caso fu un macabro dettaglio ovvero quello che l'omicida rimase in casa: l'assassino (o gli assassini) non fuggì immediatamente. Per i quattro giorni successivi, qualcuno rimase nella fattoria. I vicini, infatti, videro il fumo uscire dal camino e videro il bestiame accudito e nutrito. Qualcuno mangiò il cibo in cucina e usò i letti.</div> <div>I corpi furono scoperti solo il 4 aprile, quando i vicini, preoccupati per l'assenza della piccola <strong>Cäzilia</strong> a scuola e per la posta che si accumulava, decisero di forzare l'ingresso.</div><div><br></div> <div>La polizia di Monaco si trovò davanti a una scena del crimine compromessa dai curiosi. Le teste delle vittime furono rimosse e inviate a Monaco per analisi autoptiche e persino per sessioni spiritiche (all'epoca ancora considerate da alcuni).</div> <div>I principali sospettati furono:</div> <div><strong>Lorenz Schlittenbauer</strong>, un vicino che aveva avuto una relazione con <strong>Viktoria</strong>. Si pensava fosse il padre di <strong>Josef</strong>. Fu lui a guidare la squadra di ricerca e mostrò una freddezza sospetta nel maneggiare i corpi. Tuttavia, non furono mai trovate prove concrete.</div> <div><strong>Karl Gabriel</strong>, il marito di <strong>Viktoria</strong>, ufficialmente morto in guerra nel 1914. Una teoria popolare suggeriva che non fosse morto, ma tornato e avesse ucciso la famiglia per vendetta (scoprendo il figlio illegittimo). Alcuni soldati riferirono di averlo visto vivo, ma il corpo non fu mai identificato con certezza.</div> <div><strong>Rapinatori di passaggio</strong>, ipotesi scartata quasi subito, poiché in casa furono trovate ingenti somme di denaro che non erano state toccate.</div><div><br></div> <div>La fattoria di <em>Hinterkaifeck</em> fu abbattuta nel 1923. Durante la demolizione, fu trovato lo zappino nascosto sotto le assi del pavimento della soffitta, confermando che l'assassino aveva vissuto letteralmente "sopra le teste" delle sue vittime prima di colpire.</div> <div>Nel 2007, gli studenti dell'Accademia di Polizia di Fürstenfeldbruck hanno riaperto il caso con tecniche moderne. Sono riusciti a escludere molti sospettati, ma per rispetto verso i discendenti ancora in vita, non hanno reso pubblico il nome del principale sospettato, limitandosi a dire che, con le prove dell'epoca, sarebbe stato impossibile condannarlo oltre ogni ragionevole dubbio.</div> <div><em>Hinterkaifeck</em> resta il simbolo di un male oscuro e silenzioso, una storia dove il confine tra leggenda urbana e orrore reale è diventato indistinguibile.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink568c0033c050219bd94f96148a8af1eb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Famiglia-Gruber_ver.jpg','alt': 'La famiglia Gruber.','title': 'La famiglia Gruber.','width': 592,'height': 487,'description': 'La famiglia Gruber.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink568c0033c050219bd94f96148a8af1eb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Famiglia-Gruber_ver.jpg" alt="La famiglia Gruber." title="La famiglia Gruber." width="200" height="165" /></a><br></div><div><script> var showboxlink93133e39f91c4b05ffc418bd96e854ca = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Fattoria-Hinterkaifeck_bar.jpg','alt': 'La fattoria Hinterkaifeck.','title': 'La fattoria Hinterkaifeck.','width': 640,'height': 336,'description': 'La fattoria Hinterkaifeck.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink93133e39f91c4b05ffc418bd96e854ca, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Fattoria-Hinterkaifeck_bar.jpg" alt="La fattoria Hinterkaifeck." title="La fattoria Hinterkaifeck." width="200" height="105" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 06:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La zampa di scimmia]]></title>
			<author><![CDATA[William Wimark Jacobs]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000262"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il suono del pianoforte coronò la frase</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Ma fu subito interrotto da un grido di terrore del vecchio</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Fuori, la notte era fredda e umida, ma nel salottino di Lakesman Ville le persiane erano chiuse e il fuoco ardeva allegro nel camino. Padre e figlio stavano giocando a scacchi,
e il primo, il quale aveva a proposito del gioco idee che comportavano innovazioni radicali, metteva spesso il suo re in situazioni così inutilmente pericolose da suscitare persino i commenti della vecchia signora dai
capelli bianchi che se ne stava seduta tranquillamente accanto al camino a lavorare a maglia.<br>- Senti il vento, - disse White, che, dopo essersi accorto troppo tardi di aver commesso un errore fatale, cercava di escogitare
il sistema migliore perché il figlio non lo notasse.<br>- Lo sto ascoltando, - rispose il figlio, ma continuava a osservare con la massima attenzione la scacchiera, e allungò una mano. - Scacco.<br>- Credo
proprio che non verrà questa sera, - brontolò il padre, una mano appoggiata sul bordo del tavolo.<br>- Scacco, - ripeté il figlio.<br>- Ecco il guaio di vivere fuori mano, - blaterò White, con
improvvisa e imprevista violenza; - e, fra tutti i peggiori, i più infami posti fuori mano dove vivere questo è il peggiore. Il sentiero è un pantano e la strada è un torrente. Non so che cosa ne
pensino gli altri. Probabilmente, dato che ci sono due case soltanto su questa strada, sono convinti che la cosa non conti più di tanto.<br>- Non preoccuparti, caro, - intervenne la moglie, conciliante; - forse 1a
prossima volta vincerai.<br>White alzò la testa di scatto, appena in tempo per cogliere una occhiata di intesa fra madre e figlio. Le parole gli morirono sulle labbra, e egli nascose nella barbetta grigia un sorriso
colpevole.<br>- Eccolo! - esclamò Herbert White, mentre il cancello sbatteva forte e un pesante scalpiccío si avvicinava alla porta.<br>II vecchio si alzò, desideroso di fare una buona accoglienza
all'ospite, si affrettò verso la porta, e lo sentirono lamentarsi con il nuovo arrivato. Anche il nuovo arrivato si lamentava, ed allora la signora White fece: - Ssst, ssst! - e tossì adagio mentre il marito
entrava nella stanza, seguito da un uomo alto e massiccio, dagli occhi piccoli e tondi e dal viso rubicondo.<br>- Sergente maggiore Morris, - disse il nuovo venuto, presentandosi.<br>II sergente maggiore strinse la mano
ai presenti, accettò la poltrona che gli veniva offerta accanto al fuoco e assunse un'aria soddisfatta mentre il padrone di casa andava a prendere whisky e bicchieri e metteva sulla fiamma un piccolo bricco di rame.<br>Al
terzo bicchiere i suoi occhi si fecero più lucidi ed egli cominciò a parlare; il piccolo circolo familiare guardava con interesse questo visitatore che arrivava da lontano mentre squadrava le larghe spalle nella
poltrona e narrava di scene strane e di imprese epiche, di guerre e di pestilenze e di popolazioni curiose.<br>- Ventun anni di questa vita, - disse White, rivolgendosi alla moglie e al figlio. - Quando è partito
era un ragazzino tutto pelle e ossa che lavorava nell'arsenale. E guardatelo un po' adesso.<br>- Sembra che non se la sia passata molto male, - osservò cortesemente la signora White.<br>- Anche a me piacerebbe
andare in India, - disse White, - non fosse altro che per vedere come è fatto il mondo.<br>- State molto meglio qui dove siete, - fece il sergente maggiore, scuotendo la testa. E la scosse ancora dopo aver appoggiato
al tavolo, con un sospiro, il bicchiere vuoto.<br>- Mi piacerebbe vedere quei vecchi templi, e i fachiri, e i giocolieri, - insistette il vecchio. - Che cosa avevate incominciato a raccontarmi l'altro giorno a proposito
di una zampa di scimmia o simili, Morris?<br>- Niente, - si affrettò a rispondere il soldato. - O almeno, niente che valga la pena di ascoltare.<br>- Una zampa di scimmia? - chiese la signora White, incuriosita.<br>-
Bene, è solo un esempio di quella che si potrebbe chiamare magia, forse, - disse il sergente maggiore, con aria disinvolta.<br>I tre ascoltatori si chinarono in avanti, più interessati che mai. Il visitatore
si portò distrattamente alle labbra il bicchiere vuoto, poi tornò ad appoggiarlo sul tavolo. Il padrone di casa si affrettò a riempirglielo.<br>- A guardarla, - disse il sergente maggiore, frugandosi
in tasca, - è una zampetta come tutte le altre, essiccata come una mummia.<br>Aveva preso di tasca qualcosa, e lo mostrò. La signora White si fece indietro con una smorfia, ma suo figlio invece lo prese e lo
esaminò con curiosità.<br>- E che cosa ha di particolare? - chiese White che, dopo averla presa a sua volta dalle mani del figlio e dopo averla osservata, la mise sul tavolo.<br>- Ha un incantesimo che le
è stato gettato da un vecchio fachiro, - spiegò il sergente, - un santone. Voleva mostrare che il destino domina la vita della gente e che coloro i quali vogliono interferire con il destino lo fanno a proprio
rischio e pericolo. Ha messo su questa zampa un incantesimo in modo che tre uomini diversi potessero esigere da essa l'adempimento di tre desideri.<br>Parlava con una serietà così profonda che i suoi ascoltatori
si resero conto come le loro risate apparivano un poco fuori luogo.<br>- Bene, perché non avete espresso i vostri tre desideri, signore? - domandò Herbert, molto a proposito.<br>Il soldato lo guardò
come, in genere, la mezza età guarda la giovinezza presuntuosa. - Li ho espressi, - disse, adagio, mentre il suo viso segnato si sbiancava.<br>- E questi vostri tre desideri sono stati realmente esauditi? - volle
sapere la signora White.<br>- Sì, - rispose il sergente maggiore, e il bicchiere gli picchiò contro i denti robusti.<br>- E qualcun altro ha visto soddisfatti i suoi tre desideri? - insistette la vecchia
signora.<br>- Il primo li ha visti esaudire, sì, - fu la risposta. - Non so quali fossero i primi due, ma il terzo era morto. E' così che sono venuto in possesso della zampa.<br>Il suo tono era così
grave che un profondo silenzio cadde sul gruppetto.<br>- Se voi avete già visto soddisfatti i vostri tre desideri, è inutile che la teniate allora, - disse alla fine il vecchio. - Per che cosa la conservate
ancora?<br>Il soldato scosse la testa. - Una fantasia mia, immagino. Una volta mi ero messo in testa di venderla, ma credo che non farò mai una cosa del genere. Ha già provocato guai a sufficienza, questa zampa.
E poi, nessuno la comprerebbe. Alcuni pensano che si tratti di una favola, e chi ci crede vuole prima metterla alla prova e poi pagarmi.<br>- Se poteste esprimere altri tre desideri, - chiese il vecchio, guardandolo fissamente,
- lo fareste?<br>- Non lo so, - fece l'altro. - Non lo so.<br>Prese la zampa, la fece dondolare fra il pollice e l'indice, poi, con un movimento brusco, la buttò nel fuoco. Con un grido soffocato, White
si chinò e la recuperò dalle fiamme.<br>- Meglio lasciarla bruciare, - proclamò il soldato con tono solenne.<br>- Se non la volete più, Morris, - disse il vecchio, - datela a me.<br>- No,
- replicò l'amico, ostinato. - L'ho buttata nel fuoco. Se la tenete, non date a me la colpa di quello che può succedere. Se siete un uomo di buon senso, fareste meglio a rimetterla fra le fiamme.<br>L'altro
scosse la testa ed esaminò con attenzione l'oggetto di cui era appena entrato in possesso.<br>- Come si fa? - domandò.<br>- Tenetela nella destra ed esprimete il desiderio ad alta voce, - spiegò
il sergente maggiore. - Ma ci tengo a mettervi in guardia contro le conseguenze del vostro atto.<br>- Sembrano le Mille e una notte, - commentò la signora White, mentre si alzava e cominciava a preparare la cena.
- Non vi pare che, per ciò che mi riguarda, potrei esprimere il desiderio di avere quattro mani?<br>Suo marito prese il talismano di tasca e poi tutti e tre scoppiarono in una risata, ma il sergente maggiore, il viso
atteggiato ad una espressione di profondo allarme, lo afferrò per un braccio.<br>- Se proprio volete esprimere i vostri desideri, - disse, cupo, - chiedete almeno qualcosa di sensato.<br>White tornò a mettere
in tasca la zampa, poi, sistemate le sedie, fece cenno all'amico di prendere posto a tavola. Durante la cena il talismano fu quasi completamente dimenticato, e più tardi i tre ascoltarono con profonda attenzione
una seconda puntata delle avventure del soldato in India.<br>- Se la storia della zampa di scimmia non è più degna di fede di quelle che ci ha raccontato, - disse Herbert quando la porta si fu chiusa alle spalle
del loro ospite, appena in tempo perché arrivasse a prendere l'ultimo treno, - credo proprio che non riusciremo a ricavarne molto.<br>- Gli hai dato qualcosa in pagamento, papà? - chiese la signora White,
guardando attentamente il marito.<br>- Oh, una sciocchezza, - egli rispose, arrossendo un poco. - Non voleva accettare niente, ma ce l'ho costretto. Ed ha ancora insistito perché la buttassi via.<br>- Già,
- fece Herbert, con ben simulato orrore. - Oh, saremo ricchi e famosi e felici. Esprimi il desiderio di diventare imperatore, papà, tanto per cominciare; in questo modo non sarai più agli ordini di tua moglie.<br>Poi
cominciò a correre attorno al tavolo, inseguito dalla furibonda signora White armata di un copridivano.<br>White prese la zampa di tasca e la osservò, dubbioso.<br>- Non so quale desiderio esprimere, e questo
è un fatto, - disse lentamente. - Mi sembra di avere tutto quello che voglio.<br>- Se solo potessi far rimettere in ordine la casa, saresti più felice, non è vero? - fece Herbert, appoggiandogli una
mano su una spalla. - Bene, chiedi duecento sterline allora; saranno più che sufficienti.<br>Il padre, sorridendo un poco vergognoso della propria credulità, levò alto il talismano mentre il figlio,
con un'aria solenne guastata però da un allegro ammiccamento alla madre si mise a sedere al piano e faceva echeggiare tutta una serie di lugubri accordi.<br>- Desidero duecento sterline, - disse il vecchio, scandendo
le parole.<br>Il suono del pianoforte coronò la frase, ma fu subito interrotto da un grido di terrore del vecchio. La moglie e il figlio si precipitarono verso di lui.<br>- Si è mosso! - egli esclamò,
con una occhiata di disgusto all'oggetto che giaceva sul pavimento. - Mentre esprimevo il desiderio, mi si è contorto in mano come un serpente.<br>- Bene, non vedo il danaro, - disse il figlio, raccogliendo la
zampa e mettendola sul tavolo, - e scommetto che non lo vedrò mai.<br>- Deve essere stata la tua immaginazione, papà, - mormorò la moglie, guardandolo con espressione ansiosa.<br>- Egli scosse la testa,
adagio. - Non importa, comunque; non è successo niente di male, ma è una cosa che mi ha dato lo stesso un brutto colpo.<br>Tornarono a mettersi a sedere accanto al fuoco mentre i due uomini terminavano di fumare
la pipa. Fuori, il vento era più forte che mai, e il vecchio sussultò, nervoso, al rumore di una porta che sbatteva al piano di sopra. I tre rimasero immersi in un silenzio insolito e deprimente che durò
fino a quando la vecchia coppia si alzò per andarsi a coricare.<br>- Probabilmente troverai i soldi avvolti in un grosso pacco in mezzo al tuo letto, disse Herbert, dopo aver augurato la buona notte, - e in cima all'armadio
ci sarà accasciato qualcosa di orribile che ti spierà mentre metti in tasca quel danaro mal guadagnato.<br>Il mattino seguente, alla luce del sole invernale che pioveva sul tavolo della prima colazione, Herbert
rise dei propri timori. Nella stanza c'era un'aria di sana allegria che era mancata completamente la sera precedente, e la sudicia e raggrinzita zampetta giaceva abbandonata sulla credenza con una noncuranza che lasciava
intendere una ben scarsa fiducia nelle sue virtù.<br>- Credo che tutti i vecchi soldati siano eguali, - disse la signora White. - Bella idea la nostra di starcene a ascoltare tutte quelle sciocchezze. Come è
possibile che i desideri siano esauditi al giorno d'oggi? E, ammesso che fosse possibile, che male ti farebbero duecento sterline, papà?<br>- Può darsi che gli cadano sulla testa dal cielo, - commentò
il frivolo Herbert.<br>- Morris ha detto che tutto accadeva nel più naturale dei modi, - replicò il padre, - tanto che tu, volendo, avresti potuto attribuire la cosa a una coincidenza pura e semplice.<br>-
Bene, non capitare sul danaro prima del mio ritorno, - disse Herbert, alzandosi da tavola. - Temo che ti trasformerebbe in un uomo meschino e avaro, e in tal caso noi saremmo costretti a sconfessarti.<br>La madre rise, lo
seguì fino alla porta, lo guardò mentre si avviava giù per la strada e, quando tornò alla tavola, si prese allegramente gioco della credulità del marito. Il che non le impedì di precipitarsi
alla porta quando il postino bussò, e non le impedì di accennare, sia pure brevemente, alle abitudini alcoliche di un sergente maggiore in ritiro quando risultò che la posta le aveva recapitato soltanto
un conto del sarto.<br>- Credo che, quando tornerà a casa, Herbert pescherà fuori qualcun'altra delle sue osservazioni ironiche, - osservò, mentre sedevano a pranzo.<br>- Temo di sì, - convenne
White, versandosi un poco di birra; ma, con tutto ciò, quella cosa mi si è mossa in mano, sarei pronto a giurarlo.<br>- Ti è sembrato così, certo, - disse la vecchia, conciliante.<br>- Ti dico
che è così, - replicò lui. - Non ci pensavo nemmeno; ho avuto semplicemente... Che c'è?<br>La moglie non gli rispose. Era intenta a seguire con gli occhi i misteriosi movimenti di un uomo
che, fuori, stava guardando con aria indecisa la casa, quasi cercasse di decidersi a entrare. Il pensiero fisso alle duecento sterline, ella notò che lo sconosciuto era ben vestito e portava in testa un cappello a cilindro
di seta, nuovo di zecca. Tre volte l'uomo indugiò con la mano sulla maniglia, poi, proseguì. La quarta volta indugiò con la mano sulla maniglia, poi, con subitanea decisione, spinse e si avviò
su per il sentiero. Nello stesso istante la signora White si portava in fretta le mani dietro la schiena, slacciava in fretta le fettucce del grembiale e nascondeva questo utile articolo di uso domestico sotto il cuscino della
sedia.<br>Ella fece accomodare nella stanza lo sconosciuto, che appariva a disagio. L'uomo guardava furtivamente la signora White, ed ascoltò con espressione preoccupata la vecchia signora mentre si scusava per
il disordine della stanza e per la giacca del marito, un indumento che di solito veniva riservato per i lavori in giardino. Poi ella attese, nei limiti della pazienza del suo sesso, che l'altro entrasse in argomento, ma
sulle prime lo sconosciuto si tenne stranamente silenzioso.<br>- Mi... mi hanno chiesto di passare da voi, - disse alla fine, e si chinò per togliere un filo dal risvolto dei calzoni. - Vengo da parte della Maw &amp;
Meggins.<br>La vecchia sussultò. - Qualcosa di grave? - chiese ansante. - È successo qualcosa a Herbert? Che cosa? Che cosa?<br>Intervenne il marito. - Via, via, mamma, - disse in fretta. - Siediti e non
arrivare a conclusioni avventate. Sono sicuro che non venite a portarci cattive notizie, signore, - e guardò l'altro con espressione ansiosa.<br>- Sono dolente... - cominciò il visitatore.<br>- È
ferito? - domandò la madre.<br>Il visitatore annuì con un cenno. - Ferito gravemente, - disse, adagio, - ma non soffre più.<br>- Oh, sia ringraziato Iddio, - esclamò la vecchia, giungendo le
mani.<br>- Sia ringraziato Iddio! Sia ringra...<br>Si interruppe bruscamente mentre il sinistro significato di quella frase cominciava a farsi chiaro per lei, e sul viso che l'uomo teneva rivolto verso terra lesse
la peggiore conferma dei propri timori. Trattenne il fiato allora e, voltandosi verso il marito che non era riuscito ancora a capire gli appoggiò una mano tremante su una spalla. Seguì un lungo silenzio.<br>-
È finito fra gli ingranaggi di una macchina, - disse alla fine il visitatore, a voce bassa.<br>- Finito fra gli ingranaggi di una macchina, - ripeté White, con tono atono, - sì.<br>Si mise a sedere,
gli occhi che non vedevano fissi fuori dalla finestra, e prese fra le sue la mano della moglie, e la strinse forte, come aveva fatto nei giorni ormai lontani in cui l'aveva corteggiata, circa quaranta anni prima.<br>-
Era il solo che ci fosse rimasto, - disse poi, girando la testa verso il visitatore. - E' dura.<br>L'altro tossì e, alzandosi, si diresse lentamente verso la finestra.<br>- La ditta desiderava che vi presentassi
le mie più sincere condoglianze per la vostra grave perdita, - disse, senza voltarsi. - Capirete, spero, che io sono un semplice funzionario e che obbedisco soltanto a ordini ricevuti.<br>Nessuna risposta; la vecchia
aveva il viso cereo, gli occhi sbarrati e fissi, e quasi non respirava; il viso del marito aveva l'espressione che aveva dovuto avere quello del suo amico sergente impegnato nella prima azione di guerra.<br>- Sono venuto
qui per dire che la Maw &amp; Meggins respinge ogni e qualsiasi responsabilità, - continuò l'altro. - Non vanno debitori di nulla nei vostri confronti, ma, in considerazione dei servizi di vostro figlio,
desiderano offrirvi quale compenso una certa somma.<br>White lasciò andare la mano della moglie e, alzandosi in piedi, guardò con una espressione inorridita il suo visitatore. Le sue labbra aride formularono
la parola: - Quanto?<br>- Duecento sterline, - fu la risposta.<br>Senza neppure udire il grido della moglie, il vecchio abbozzò un debole sorriso, allungò le mani in avanti, come un cieco, e si afflosciò,
svenuto, sul pavimento.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I due vecchi seppellirono il loro morto nel grande cimitero nuovo, a due miglia circa di distanza, e fecero ritorno a una casa immersa nelle ombre e nel silenzio. Tutto si era svolto
così in fretta che da principio quasi non riuscivano a rendersene conto, e rimasero in uno stato di attesa, come se dovesse succedere qualcosa d'altro, qualcosa che valesse ad alleggerire quel carico, troppo pesante
per i loro stanchi cuori. Ma i giorni passavano, e l'attesa cedette alla rassegnazione, quella rassegnazione senza speranza dei vecchi che viene spesso scambiata per apatia. Qualche volta quasi nemmeno si parlavano, perché
non avevano nulla da dirsi, e le loro giornate erano lunghe e tediose.<br>Fu circa una settimana dopo che il vecchio, svegliandosi all'improvviso nel cuore della notte, allungò una mano e si accorse di essere
solo. La stanza era immersa nelle tenebre, e dalla finestra giungeva il suono di un pianto sommesso. Si sollevò sul letto e tese l'orecchio.<br>- Torna qui, - disse, teneramente. - Prenderai freddo.<br>- Fa
ancora più freddo per mio figlio, - rispose la vecchia, scoppiando di nuovo in lacrime.<br>La eco dei singhiozzi svanì alle sue orecchie. Il letto era tiepido, ed egli aveva gli occhi pesanti di sonno. Finì
per appisolarsi, poi si addormentò, fino a quando un grido alto, selvaggio della moglie non lo fece risvegliare con un sussulto.<br>- La zampa di scimmia! - ella urlava, frenetica. - La zampa di scimmia!<br>Si drizzò,
allarmato. - Dove? Dov'è? Che c'è?<br>Ella avanzò con passo incerto verso di lui, attraverso la stanza. - La voglio, - mormorò. - Non l'hai distrutta, vero?<br>- È in salotto,
sulla mensola, - rispose, meravigliato. - Perché?<br>Ella urlò e rise a un tempo, poi, chinandosi su di lui, lo baciò su una guancia.<br>- Ci ho pensato solo adesso, - gli disse, istericamente. - Perché
non ci ho pensato prima? Perché non ci hai pensato tu?<br>- Pensato a che cosa? - chiese.<br>- Gli altri due desideri, - rispose, in fretta. - Ne abbiamo espresso solo uno.<br>- E non è stato forse abbastanza?<br>-
No, - esclamò ella, trionfante, - ne esprimeremo un altro ancora. Va' a prenderla subito ed esprimi il desiderio che il nostro ragazzo torni in vita.<br>L'uomo si mise a sedere sul letto e scostò le
lenzuola dalle membra tremanti. - Mio Dio, sei pazza! - gridò, sbalordito.<br>-Va' a prenderla, - fece lei, ansante, - va' a prenderla.<br>- Torna a letto, - mormorò, con voce incerta. - Non sai quello
che stai dicendo.<br>- Il primo desiderio è stato esaudito, - replicò la vecchia, febbrilmente.<br>- Perché non dovrebbe esserlo anche il secondo?<br>- Una coincidenza, - balbettò White.<br>-
Va' a prenderla ed esprimi il desiderio, - urlò la vecchia, e lo trascinò verso la porta.<br>Egli scese nelle tenebre, raggiunse a tentoni il salotto e trovò la mensola. Il talismano era al suo posto,
ed egli si senti invadere dall'orribile paura che il desiderio ancora inespresso potesse portargli lì il figlio mutilato senza lasciargli il tempo di uscire dalla stanza, e trattenne il respiro allora, mentre si
accorgeva di non sapere più da che parte fosse la porta. La fronte madida di gelido sudore, fece il giro del tavolo, poi continuò, guidandosi sul muro, fino a quando non si trovò nel piccolo corridoio,
quella strana e misteriosa cosa stretta in una mano.<br>Persino il viso pallido di sua moglie appariva cambiato quando entrò nella stanza. Era bianco e ansioso, e ai suoi timori parve che avesse una espressione insolita.
In quel momento ebbe paura di lei.<br>- Il desiderio! - ella gridò, con voce energica.<br>- È una cosa folle e malvagia, - balbettò.<br>- Il desiderio! - ripeté la moglie.<br>Sollevò
la mano. - Voglio che mio figlio torni in vita.<br>Il talismano cadde per terra, ed egli lo guardò, rabbrividendo. Poi si abbandonò, tremante, su una sedia mentre la vecchia, gli occhi accesi, andava alla finestra
ed apriva le persiane.<br>Rimase seduto lì fino a quando il freddo non gli penetrò nelle ossa, e ogni tanto dava una rapida occhiata alla figura della vecchia che guardava fuori. Il mozzicone, che era arrivato
sotto il bordo dei portacenere di ceramica, allungava ombre pulsanti sul soffitto e sulle pareti, poi, dopo un ultimo guizzo più forte, si spense. Sollevato oltre ogni dire all'idea che il talismano si era rivelato
inefficace, il vecchio si trascinò di nuovo fino al letto, e un paio di minuti dopo la moglie lo raggiunse e si distese stancamente al suo fianco.<br>Nessuno parlava, ma se ne stavano tutti e due in silenzio ad ascoltare
il ticchettio del pendolo. La scala scricchiolò e un topo corse precipitosamente e rumorosamente nel muro. Il buio era opprimente, e, dopo essere rimasto immobile per qualche tempo per raccogliere tutto il suo coraggio,
il marito prese la scatola dei fiammiferi, ne accese uno e scese al piano terreno per andare a cercare una candela.<br>Ai piedi delle scale, il fiammifero si spense, ed egli si fermò per accenderne un altro; proprio
in quel momento, un colpo, così leggero e furtivo da essere appena percepibile, venne bussato alla porta.<br>I fiammiferi gli caddero di mano. Rimase immobile, senza respiro, fino a quando il colpo si ripeté.
Allora si voltò e risalì di corsa nella sua stanza e si chiuse la porta alle spalle. Un terzo colpo echeggiò nella casa.<br>- Che cosa è? - esclamò la vecchia, sollevandosi.<br>- Un topo,
- le rispose, con voce incerta, - un topo. - Mi è passato davanti sulle scale.<br>La moglie si mise a sedere sul letto, l'orecchio teso. Un colpo energico rimbombò per tutta la casa.<br>- E' Herbert!
- ella gridò. - È Herbert!<br>Si precipitò alla porta, ma il marito le si parò dinanzi e, prendendola per un braccio, la tenne saldamente.<br>- Che cosa intendi fare? - le bisbigliò,
roco.<br>-E' il mio ragazzo... è Herbert! - urlò ella, dibattendosi meccanicamente.<br>- Avevo dimenticato che c'erano due miglia da percorrere. Perché mi trattieni? Lasciami andare! Devo aprirgli
la porta!<br>- Per l'amor di Dio, non lasciarlo entrare! - esclamò il vecchio, tremante.<br>- Hai paura di tuo figlio! - strillò la vecchia, lottando per liberarsi. - Lasciami andare. Vengo, Herbert,
vengo!<br>Un altro colpo, un altro ancora. Con una mossa improvvisa la vecchia si divincolò e si precipitò fuori dalla stanza.<br>Il marito la seguì sul pianerottolo e la chiamò con voce straziante
mentre correva giù per le scale. Udì il tintinnio della catena che veniva tolta, il rumore del catenaccio che scivolava adagio dalla sua piastra. Poi, ecco la voce della vecchia, forzata e ansante.<br>- Il
catenaccio in alto, - gridò, a voce altissima. - Scendi. Non ci arrivo.<br>Ma il marito era con le mani e con le ginocchia sul pavimento e cercava disperatamente la zampa. Se solo fosse riuscito a trovarla prima che
quello che c'era fuori entrasse...<br>Un tambureggiare di colpi echeggiò per la casa, ed egli udì il rumore di una sedia che veniva trascinata, che la moglie appoggiava alla porta, nel corridoio. Udì
il cigolio del catenaccio che veniva spinto indietro, adagio, e nello stesso istante trovò la zampa di scimmia, e mormorò freneticamente, ansando, il suo ultimo desiderio.<br>I colpi cessarono bruscamente,
anche se la loro eco indugiava ancora nella casa. Udì lo scricchiolio della sedia che veniva spinta indietro, il rumore della porta che si apriva.<br>Una ventata gelida si infilò su per le scale, ed un lungo
ed alto gemito di delusione e di scoraggiamento della moglie gli diede il coraggio di correrle accanto e poi di spingersi fino al cancello. Il lampione che sorgeva proprio lì di fronte illuminava una strada silenziosa
e deserta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Note della Redazione</strong></div>
<div><span class="cf1"><em>La zampa di scimmia</em>, tradotto anche coi titoli <em>La mano della scimmia</em> e <em>L'artiglio</em>, è un racconto fantastico dell'orrore scritto e pubblicato per la prima volta nel settembre 1902 sulla rivista <em>Harper's Monthly Magazine</em>, venendo incluso nella raccolta <em>The Lady of the Barge</em> nello stesso anno. Le sue traduzioni italiane:</span></div>
<div><span class="cf1">Elena Linfossi in <em>Storie di fantasmi</em>, Einaudi 1960.</span></div>
<div><span class="cf1">Giosuè Musca in <em>20 Racconti del mistero</em>, Leonardo Editrice 1965.</span></div>
<div><span class="cf1">Bruno Tasso (la traduzione migliore) in <em>Un secolo di terrore</em>, Sugar Edizioni 1960.</span></div>
<div><span class="cf1">Sempre Bruno Tasso con varianti in <em>I racconti del terrore</em>, Sansoni Editore 1962.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>The monkey’s paw</em> è stato rappresentato all’<em>Haymarket Theatre</em> di Londra il 6 ottobre 1902 e pubblicato per la prima volta sul portale web <em>Club GHoST &amp; Ipnotica</em>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">William Wymark Jacobs è stato un celebre scrittore britannico, noto principalmente per i suoi racconti umoristici ambientati nel mondo portuale e per i suoi magistrali racconti
dell'orrore.</span></div>
<div><span class="cf1">Nato a Wapping (Londra) l'8 settembre 1863, Jacobs trascorse gran parte della sua infanzia vicino ai moli del Tamigi, dove lavorava suo padre. Questa vicinanza al mondo portuale
influenzò profondamente la sua produzione letteraria, popolando le sue storie di personaggi marinari e pescatori.</span></div>
<div><span class="cf1">Prima di dedicarsi pienamente alla scrittura, lavorò per vent'anni come impiegato presso il <em>Post Office Savings Bank</em> (dal 1879 al 1899). Iniziò a pubblicare racconti durante questo periodo, ottenendo il successo necessario per lasciare l'impiego statale.</span></div>
<div><span class="cf1">È considerato un maestro della narrativa breve, apprezzato per la sua capacità di costruire trame avvincenti e per l'uso magistrale del dialogo. La sua opera più
famosa è il racconto horror <em>La zampa di scimmia</em> (The Monkey's Paw), un classico della letteratura del brivido. Oltre ai racconti, si dedicò anche
alla scrittura di diverse opere teatrali.</span></div>
<div><span class="cf1">Schivo e riservato, Jacobs evitò sempre la mondanità e la notorietà pubblica. Si sposò nel 1900 con Agnes Eleanor Williams. Si spense a Londra il 1°
settembre 1943, all'età di 79 anni.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink4dedbc2071cd3cbedb3e667c624f7c3e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/zampa-scimmia-cover_ver.jpg','alt': 'Illustrazione per &quot;The Monkey\\\'s Paw&quot; di Maurice Greiffenhagen, dalla raccolta di racconti di Jacobs &quot;The Lady of the Barge&quot;.','title': 'Illustrazione per &quot;The Monkey\\\'s Paw&quot; di Maurice Greiffenhagen, dalla raccolta di racconti di Jacobs &quot;The Lady of the Barge&quot;.','width': 528,'height': 754,'description': 'Illustrazione per "The Monkey\'s Paw" di Maurice Greiffenhagen, dalla raccolta di racconti di Jacobs "The Lady of the Barge".'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4dedbc2071cd3cbedb3e667c624f7c3e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/zampa-scimmia-cover_ver.jpg" alt="Illustrazione per &quot;The Monkey&#39;s Paw&quot; di Maurice Greiffenhagen, dalla raccolta di racconti di Jacobs &quot;The Lady of the Barge&quot;." title="Illustrazione per &quot;The Monkey&#39;s Paw&quot; di Maurice Greiffenhagen, dalla raccolta di racconti di Jacobs &quot;The Lady of the Barge&quot;." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink39971674923dd5809d6932ecbbec12ee = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/William-Wimark-Jacobs_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 340,'height': 328,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink39971674923dd5809d6932ecbbec12ee, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/William-Wimark-Jacobs_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="145" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 07:51:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Sumatra PDF un lettore di documenti gratuito]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000025C"><h1 class="imHeading1">Velocità pura e zero distrazioni</h1><h2 class="imHeading2">Ideale per chi legge molto e non ha bisogno di modificare i file</h2><div><div>Per chi cerca un software che apra i propri documenti prima ancora che finisca di cliccare sull'icona, <em>Sumatra PDF</em> è probabilmente la risposta definitiva. Mentre colossi come <em>Adobe Acrobat</em> sono diventati dei "pesi massimi" pieni di funzioni che spesso l'utente medio non usa, <em>Sumatra</em> è rimasto fedele alla sua filosofia: velocità pura e zero distrazioni.</div><div><br></div> <div>Una delle qualità indiscusse di <em>Sumatra PDF</em> è la sua leggerezza: la velocità di avvio, infatti, è quasi istantanea. Mentre altri software caricano plugin e interfacce pesanti, <em>Sumatra</em> appare sullo schermo in una frazione di secondo.</div> <div><strong></strong>Il suo consumo di risorse è minimo, occupa pochissima RAM (spesso meno di 20-30 MB per file standard), il che lo rende perfetto per chi lavora con molti programmi aperti o possiede hardware non più "giovanissimo".</div> <div><em>Sumatra PDF</em> utilizza il motore di rendering MuPDF, noto per la sua efficienza nel gestire documenti complessi senza rallentamenti nel caricamento delle pagine.</div> <div>Nonostante il nome, <em>Sumatra</em> non è solo un lettore PDF ma un vero e proprio coltellino svizzero per i documenti. Tra i vari formati citiamo:</div> <ul> <li>eBook: supporta egregiamente ePub e Mobi.</li> <li>Fumetti: legge i formati CBZ e CBR, con una fluidità eccellente.</li> <li>Documenti tecnici: supporta XPS, DjVu e CHM.</li> <li>Immagini: visualizza anche formati moderni come WebP e AVIF.</li></ul><div><br></div><div><script> var showboxlinkeba16afba18c6db8a7270ea78b35d3a7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SumatraPDF-interfaccia01.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Sumatra PDF.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Sumatra PDF.','width': 1040,'height': 1037,'description': 'L\'interfaccia grafica di Sumatra PDF.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkeba16afba18c6db8a7270ea78b35d3a7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/SumatraPDF-interfaccia01.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Sumatra PDF." title="L&#39;interfaccia grafica di Sumatra PDF." width="150" height="150" /></a> <script> var showboxlink4becddef53b4972800737d938690bb51 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SumatraPDF-interfaccia02.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Sumatra PDF.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Sumatra PDF.','width': 624,'height': 622,'description': 'L\'interfaccia grafica di Sumatra PDF.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4becddef53b4972800737d938690bb51, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/SumatraPDF-interfaccia02.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Sumatra PDF." title="L&#39;interfaccia grafica di Sumatra PDF." width="150" height="150" /></a><br></div><div><b><span class="fs14lh1-5">L'interfaccia grafica di </span><span class="fs14lh1-5"><i>Sumatra PDF</i></span><span class="fs14lh1-5">.</span></b></div><div><br></div> <div>L'interfaccia è l'apoteosi del minimalismo. Non si trovano barre degli strumenti affollate o menu a tendina infiniti: il documento aperto occupa quasi tutto lo schermo. Le schede (tabs) permettono di gestire più file in un'unica finestra, proprio come un browser. Molte impostazioni avanzate non sono nei menu, ma in un file di configurazione .txt. Può sembrare scomodo, ma invece permette un controllo totale a chi sa dove mettere le mani.</div><div><br></div> <div><strong>PRO</strong></div> <div><ul><li>Velocità imbattibile nel caricamento dei file.</li><li>Software Libero (Open Source) e totalmente gratuito.</li><li>Multiformato: ottimo per ebook e fumetti.</li><li>Privacy: non traccia l'utente né richiede account.</li><li>Versione Portable: esiste una versione che non richiede installazione: è possibile tenerla su una chiavetta USB e usarla su qualsiasi PC senza lasciare tracce.</li></ul></div><div><br></div> <div><strong>CONTRO</strong></div> <div><ul><li>Nessun editing: non è possibile modificare il testo dei PDF.</li><li>Niente annotazioni avanzate: supporta solo note basiche.</li><li>Interfaccia spartana: potrebbe sembrare datata per alcuni.</li><li>Solo Windows: non è disponibile per Mac o Linux.</li></ul></div><div><br></div> <div><em>Sumatra PDF</em> è il software ideale per chi legge molto e non ha bisogno di modificare i file. Utile per chi gestisce diversi tipi di file (PDF, fumetti, ebook) e vuole un unico programma leggero per tutto che non rallenti il computer.</div> <div><strong></strong>Se però il vostro lavoro richiede di firmare digitalmente documenti, compilare moduli interattivi complessi o annotare pesantemente i testi con evidenziatori e commenti grafici, <em>Sumatra</em> potrebbe risultare troppo limitato. In questo caso, meglio affiancarlo con un editor dedicato.</div><div><br></div> <div>Scarica <em>Sumatra PDF</em> dal sito ufficiale: <a href="https://www.sumatrapdfreader.org/" class="imCssLink">https://www.sumatrapdfreader.org/</a></div> <div>Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkf899fe3e7ddd6be8643c6e6c74cdac51 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SumatraPDF-rece_bar.jpg','alt': 'Il logo di Sumatra PDF.','title': 'Il logo di Sumatra PDF.','width': 912,'height': 456,'description': 'Il logo di Sumatra PDF.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf899fe3e7ddd6be8643c6e6c74cdac51, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/SumatraPDF-rece_bar.jpg" alt="Il logo di Sumatra PDF." title="Il logo di Sumatra PDF." width="200" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 06:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[D Anime su Prime Video]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000259"><h1 class="imHeading1">Il nuovo canale dedicato agli anime</h1><h2 class="imHeading2">Pensato per chi è cresciuto con gli anime e per chi li sta vivendo oggi come fenomeno globale</h2><div><div>Dynit è orgogliosa di presentare <strong>D Anime</strong>, il nuovo canale <strong>Prime Video</strong> interamente dedicato agli anime, che ha debuttato lo scorso 2 marzo.</div> <div>Il catalogo di <strong>D Anime</strong> è pensato per chi è cresciuto con gli anime e per chi li sta vivendo oggi come fenomeno globale, tra grandi saghe shōnen, cult generazionali e titoli che hanno riscritto le regole dell’animazione. L’offerta prevede 1.000 ore di programmazione e più di 2.000 contenuti tra serie, film e OAV delle serie anime più famose e amate dal pubblico italiano; nuove serie e film dal Giappone, affiancate da nuove acquisizioni e dal recupero di grandi classici che hanno segnato la storia degli anime in Italia.</div><div><br></div> <div>Accanto a titoli shōnen che sono diventati un cult degli ultimi anni come <em>Bleach</em>, <em>Hunter x Hunter</em>, <em>Fullmetal Alchemist Brotherhood</em> e <em>Attack on Titan</em>, <strong>D Anime</strong> propone anche fenomeni globali come <em>Sword Art Online</em> e <em>Demon Slayer</em>, passando per serie dei primi anni Duemila come <em>Inuyasha</em> e <em>Gintama</em>. Presenti anche gli anime che hanno cresciuto intere generazioni: <em>Conan, il ragazzo del futuro</em> del maestro <strong>Hayao Miyazaki</strong>, Heidi e <em>Anna dai capelli rossi</em>, così come le saghe che hanno definito l’immaginario dei robot giapponesi, <em>Mobile Suite Gundam</em> e <em>Imbattibile Daitarn III</em>. Fra le icone degli anni Settanta troviamo anche <em>Capitan Harlock</em> e <em>Kyashan</em>, grandi classici del genere sci-fi. In catalogo anche i film cult firmati da <strong>Katsuhiro Otomo</strong> <em>Memories</em> e <em>Akira</em><strong> </strong>e le serie che hanno rivoluzionato l’immaginario collettivo <em>GTO – Great Teacher Onitsuka</em>, <em>Neon Genesis Evangelion</em> e <em>Kill la Kill</em>. <strong>D Anime</strong> prevede anche una attenta selezione di capisaldi del romance, a partire dalle opere di <strong>Makoto Shinkai</strong> (<em>Your Name</em>, <em>Il Giardino delle Parole</em> e <em>Weathering with you</em>) accompagnate dalle animazioni al femminile <em>Nana</em><strong> </strong>e <em>Situazioni di Lui &amp; Lei</em>. Arrivano poi <em>Puella Magi Madoka Magica</em>, che ha riscritto le regole del genere “magical girl”, il thriller sovrannaturale <em>Dance in the Vampire Bund</em> e quello sci-fi <em>Steins;Gate</em> e <em>La malinconia di Haruhi Suzumiya</em>, dove l’imprevedibilità delle situazioni si muove tra slice of life e fantascienza.</div><div><br></div> <div><strong>D anime</strong> crea così un dialogo continuo fra i classici e le nove icone dell’animazione giapponese offrendo un catalogo che unisce memoria e contemporaneità, nostalgia e scoperta, culto e mainstream.</div><div><br></div> <div><a href="https://www.primevideo.com/-/it/channel/3de37144-334e-bd89-0e53-64fe15271212/ref=atv_dp_share_cu_r" class="imCssLink">Link a D Anime Amazon Prime Video: VISIONA &gt;&gt;</a></div><div><br></div> <div>Fondata nel 1995, Dynit rappresenta oggi un punto di riferimento nella distribuzione anime in Italia. Il suo percorso si è evoluto dall’home video alla televisione - con collaborazioni con MTV, Rai e Mediaset - fino all’approdo nel cinema, portando, per prima, gli anime sul grande schermo.</div> <div>Nel tempo, Dynit ha esteso il proprio raggio d’azione anche ai Toys, al promozionale e al collezionabile, affermandosi come Gruppo integrato e multisettoriale di livello europeo.</div> <div>Attenta all’evoluzione del mercato, alle esigenze degli appassionati e alle tendenze emergenti, Dynit è ancora una volta pronta a consolidare il proprio ruolo di riferimento nel settore, con <strong>D Anime</strong>, il proprio canale TV che ha debuttato lo scorso 2 marzo<strong> </strong>su <strong>Amazon Prime Video</strong>.</div> <div>Il costo dell’abbonamento è di € 4,99 al mese con un periodo di prova gratuita di 7gg.</div><div><br></div> <div><strong>Dynit</strong></div> <div>Nata nel 1995 a Bologna, sull’onda del rinnovato interesse del pubblico italiano per l’animazione giapponese, <strong>Dynit</strong> si è rapidamente affermata come una delle aziende di riferimento nel panorama italiano dell’intrattenimento video dedicato ad anime e fumetti giapponesi.</div> <div>Nel 2007 <strong>Dynit</strong> ha avviato una fase di diversificazione, mantenendo uno stretto legame con il mercato dell’entertainment ed entrando con successo nei settori dell’editoria, delle licenze, della promozione e del retail.</div> <div>Un rapporto consolidato di stretta collaborazione lega Dynit a <a href="https://new.terminaldistribuzione.com/" class="imCssLink">Terminal Distribuzione</a>, realtà che dal 1984 rappresenta un punto di riferimento d’avanguardia nella distribuzione home video, musicale e di giocattoli per gli operatori specializzati in Italia.</div><div><br></div> <div><strong>Dynit video</strong></div> <div>Dynit ha iniziato la propria attività con la distribuzione in home video in formato VHS di anime iconici come <em>Dragon Ball</em>, <em>Evangelion</em>, <em>Hokuto no Ken</em>, <em>Hello Kitty</em>, <em>Daitarn</em> e <em>Gundam</em>.</div> <div>Dal 2013, Dynit ha svolto un ruolo chiave nel rinnovare il panorama cinematografico italiano introducendo sul grande schermo film d’animazione giapponesi acclamati dalla critica, tra cui <em>Akira</em> e <em>Ghost in the Shell</em>. Attraverso strategie di distribuzione innovative, l’azienda ha ridefinito l’esperienza cinematografica, contribuendo al successo di <em>Jujutsu Kaisen 0</em>, tra i maggiori incassi nella storia dei film anime, e di <em>Mirai</em>, candidato all’Oscar nel 2019.</div> <div>Nel 2024, Dynit ha rafforzato ulteriormente il proprio impegno verso la community anime grazie alla partnership con Samsung per il lancio di uno dei primi canali interamente dedicati all’animazione giapponese, con serie di grande popolarità come <em>BLEACH e INUYASHA</em>, a conferma della volontà di rendere gli anime sempre più accessibili e valorizzati.</div> <div>L’impegno costante di Dynit per la qualità e l’innovazione continua a plasmare il panorama dell’animazione giapponese in Italia e oltre, garantendo a fan di tutte le età la possibilità di scoprire e vivere l’incredibile ricchezza di storie e creatività che questo medium unico è in grado di offrire.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink2ccd5ca0883addc4444c24698b2fbe78 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/danime-prime-spot_ver.jpg','alt': 'D Anime su Prime Video.','title': 'D Anime su Prime Video.','width': 595,'height': 439,'description': 'D Anime su Prime Video.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2ccd5ca0883addc4444c24698b2fbe78, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/danime-prime-spot_ver.jpg" alt="D Anime su Prime Video." title="D Anime su Prime Video." width="200" height="148" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 13:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La ragazza delle stelle di Daniele Nicoletti]]></title>
			<author><![CDATA[Valerio Santori]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000255"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Opera dallo stile peculiare</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un viaggio che è tanto fisico quanto psicologico</span></h2><div><div><span class="cf1"><strong></strong><em>La ragazza delle stelle</em> si presenta come una storia di fantascienza chiusa che trascina il lettore in un’odissea tra mondi paralleli e interrogativi esistenziali. <strong>Daniele Nicoletti</strong> costruisce una narrazione dove la quotidianità più rurale si scontra bruscamente con l’ignoto, offrendo un viaggio che è tanto fisico quanto psicologico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4lgzQHB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4lcmmwg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">La vicenda prende il via da un lutto familiare: Susan Owens torna a Lebanon, il luogo della sua infanzia, in seguito alla morte dello zio Joe. Ciò che sembra l'inizio di un dramma introspettivo tra le mura di una fattoria si trasforma rapidamente in un'esperienza perturbante. Susan viene inizialmente tormentata da visioni notturne di catastrofi in ambientazioni extraterrestri, sogni che si rivelano essere il preambolo di un evento inspiegabile.</span></div> <div><span class="cf1">L'apertura di un varco dimensionale nei pressi della sua dimora scaraventa la protagonista in una terra incontaminata e ostile, un ecosistema dove la storia sembra essersi fermata, popolato da specie che sulla Terra appartengono ormai solo al passato remoto. Qui, Susan deve intraprendere un cammino periglioso per comprendere le ragioni del suo trasferimento forzato e trovare una via di fuga.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il merito del romanzo risiede nell'abilità dell'autore di fondere scenari contrastanti, unendo elementi classici e intuizioni moderne con una notevole inventiva. <strong>Nicoletti</strong> adotta un linguaggio limpido e diretto. Evitando lungaggini descrittive, l'autore preferisce una prosa asciutta che punta all'essenziale, garantendo un ritmo serrato che mantiene alta la tensione. Durante il suo vagabondaggio in questo mondo alieno, Susan non è sola. Incontra figure ambivalenti: alleati preziosi che facilitano il suo percorso e antagonisti che minacciano la sua sopravvivenza. I personaggi evolvono organicamente durante la storia, acquisendo profondità man mano che i pericoli aumentano.</span></div> <div><span class="cf1">Il libro non è solo un resoconto di avventure sci-fi, ma esplora concetti filosofici profondi come il destino, vero motore della narrazione, il filo invisibile che connette vite umane e dimensioni distanti. L'opera invita a riflettere su quanto le nostre esistenze siano tracciate da un disegno prestabilito.</span></div> <div><span class="cf1">Muovendosi tra sogno e realtà <strong>Nicoletti</strong> gioca costantemente con il limite, spesso impercettibile, che separa la dimensione onirica dalla concretezza dei fatti, portando la protagonista (e il lettore) a dubitare della propria percezione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong></strong><em>La ragazza delle stelle</em> è una lettura caldamente consigliata per chi desidera evadere dalla routine quotidiana e immergersi in un'esperienza emotiva vibrante. Pur essendo un testo dallo stile peculiare e non immediato, la curiosità di svelare i misteri seminati lungo la trama rende difficile interrompere la lettura.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div> <div><span class="cf1">Daniele Nicoletti è nato a Roma il 28 giugno 1996. Dopo essersi diplomato come Operatore dei servizi di ricevimento presso l’istituto alberghiero di Tor Carbone, ha coltivato la passione per la scrittura, nata durante le scuole medie e cresciuta negli anni delle superiori. Ha iniziato componendo brevi pensieri, che con il tempo si sono trasformati in poesie raccolte in diverse pubblicazioni: “Tutto è poesia” e “In fondo all’anima” nel 2017, “Un sogno scritto” nel 2018 e “Nessuno” nel 2020. Parallelamente all’attività poetica ha lavorato alla stesura di romanzi, prevalentemente di genere fantasy. Con “Arcane Hotel”, ancora inedito, ha raggiunto la finale di Viareggio del “Premio Letterario Nazionale Streghe Vampiri &amp; Co.” promosso da Giovane Holden Edizioni. Nel giugno 2024 ha pubblicato il suo primo romanzo di fantascienza, “La ragazza delle stelle”, ispirato a un ricordo legato ai nonni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">La ragazza delle stelle</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Daniele Nicoletti</em></div> <div><em class="cf1">Anno: 01 giugno 2024</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Independently published</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 123</em></div> <div><em class="cf1">ISBN-13: 979-8880153848</em></div> <div><em class="cf1">Dimensioni: 13.34 x 0.79 x 20.32 cm</em></div> <div><em class="cf1">Prezzo: 10,40 € - eBook: 4,99 €</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4lgzQHB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4lcmmwg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink40a80aec1f56a5b90c83098315065dc9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ragazza-stelle-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 709,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink40a80aec1f56a5b90c83098315065dc9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ragazza-stelle-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="305" /></a><br></div><div><script> var showboxlink898098fd37bb8c8509af92b1739a7bf9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Daniele-Nicoletti_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 200,'height': 200,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink898098fd37bb8c8509af92b1739a7bf9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Daniele-Nicoletti_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 06:05:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Barbarian di Zach Cregger ]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000252"><h1 class="imHeading1">Una critica sociale affilata</h1><h2 class="imHeading2">Che non ha paura di cambiare pelle a metà visione</h2><div>






<div><strong>Barbarian (Usa, Germania 2022)</strong></div>
<div><em>Regia: Zach Cregger. Soggetto e Sceneggiatura: Zach Cregger. Fotografia: Zach Kuperstein. Montaggio: Joe Murphy. Musiche: Anna Drubich. Costumi: Kiril Naumov. Produttore: Arnon
Milchan, Roy Lee, Raphael Margules, J.D. Lifshitz. Produttore esecutivo: Yariv Milchan, Michael Schaefer, Natalie Lehmann, Danny Chan, Alex Lebovici, Bill Skarsgård. Case di Produzione: Regency Enterprises, Almost Never
Films, Hammerstone Studios, BoulderLight Pictures, Vertigo Entertainment. Distribuzione (Italia): Disney+. Paese di Produzione: Stati Uniti d'America, 2022. Durata: 102’. Genere: Orrore. Interpreti: Georgina Campbell
(Tess Marshall), Bill Skarsgård (Keith Toshko), Justin Long (AJ Gilbride), Matthew Patrick Davis (la "madre"), Richard Brake (Frank), Kurt Braunohler (Doug), Jaymes Butler (Andre), Sophie Sörensen (Bonnie
Zane), J.R. Esposito (Jeff), Kate Bosworth (Melisa Herberts), Brooke Dilman (madre di AJ), Sara Paxton (Megan), Will Greenberg (Robert).</em></div>
<div><br></div>
<div><em>Barbarian</em> è uno di quei rari film horror che riesce a essere genuinamente imprevedibile perché vive di colpi di scena e cambi di tono radicali.</div>
<div>La storia inizia con un tropo horror modernissimo: l'errore di prenotazione su un'app di affitto breve (stile Airbnb). Tess (<strong>Georgina Campbell</strong>) arriva in una Detroit spettrale e piovosa nel cuore della notte, solo per scoprire che la casa che ha affittato è già occupata da Keith (<strong>Bill Skarsgård</strong>).</div>
<div>La prima parte del film è un esercizio magistrale di tensione psicologica. <strong>Cregger</strong> gioca con le aspettative del pubblico: Keith è un predatore o una vittima delle circostanze? La diffidenza di Tess è palpabile e giustificata, riflettendo
i pericoli reali che le donne affrontano quotidianamente. Tuttavia, il vero orrore non risiede in un malinteso tra coinquilini, ma in ciò che si cela nelle fondamenta della casa.</div><div><br></div>
<div>Il merito di <em>Barbarian</em> risiede nella sua struttura non convenzionale, divisa quasi in tre capitoli distinti. Il primo atto
è un thriller claustrofobico e lento. La scoperta di una porta segreta nel seminterrato conduce a un labirinto di corridoi bui che trasuda marciume e segreti. Poi, quando la tensione raggiunge il limite, il
film subisce un taglio netto. Veniamo catapultati in un'atmosfera completamente diversa: il sole della California, una decappottabile e un nuovo personaggio, AJ (<strong>Justin Long</strong>), un attore di Hollywood narcisista e sgradevole. Questo cambio di tono è rischioso ma geniale, fornendo un necessario momento di <em>sollievo comico</em> prima di ripiombare nell'abisso dove il finale fonde le due linee narrative in un climax di violenza, <em>body horror</em> e follia che ricorda i classici di <strong>Wes Craven</strong> o il cinema di genere degli anni '80.</div><div><br></div>
<div>Sotto la superficie di un horror "mostruoso", <em>Barbarian</em> nasconde riflessioni profonde e attuali. Il film usa Detroit come metafora della decadenza urbana e dell'abbandono. Il quartiere di Brightmoor, dove si svolge l'azione, è un deserto di case fatiscenti
dove nessuno viene a salvarti. Il contrasto tra Keith (l'uomo moderno e sensibile ma ambiguo) e AJ (l'uomo egoista e manipolatore) è centrale. Il film esplora come diverse tipologie di uomini reagiscono al pericolo
e come le donne siano spesso costrette a essere "iper-vigili" per sopravvivere.</div>
<div><strong></strong>Senza fare spoiler, la genesi del mostro nel film è legata a una storia di abusi e segregazione che affonda le radici negli anni '80,
suggerendo che l'orrore del presente è spesso il risultato di peccati passati mai espiati.</div>
<div><span class="fs14lh1-5"><b>Zach Cregger</b></span> dimostra una padronanza della macchina da presa sorprendente per un esordiente nel genere horror. Il contrasto tra gli interni domestici rassicuranti e l'oscurità
assoluta dei tunnel sotterranei crea un senso di minaccia costante. I rumori ambientali, i cigolii e i respiri fuori campo sono utilizzati per costruire un'ansia che non ha bisogno di <em>jump scare</em> banali per colpire. <strong>Georgina Campbell</strong> è una protagonista solida e intelligente, ma è <strong>Justin Long</strong> a rubare la scena, interpretando un personaggio che odi e ami guardare per quanto è detestabile.</div><div><br></div>
<div><em>Barbarian</em> è un film audace, divertente e profondamente disturbante. Non è solo un horror sui mostri, ma una critica sociale affilata
che non ha paura di cambiare pelle a metà visione. È una boccata d'aria fresca in un panorama di genere spesso ripetitivo.</div>
<div><em></em>Un must-watch per ogni appassionato di horror che vi lascerà con il fiato sospeso e molto su cui riflettere dopo i titoli di coda.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink5a0a42dfa13e3cb10fd4d58eae033dee = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/barbarian2005-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 505,'height': 748,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5a0a42dfa13e3cb10fd4d58eae033dee, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/barbarian2005-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink26a567daad14ffaea491a9b7fb4a3565 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/barbarian2005-loc_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 840,'height': 473,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink26a567daad14ffaea491a9b7fb4a3565, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/barbarian2005-loc_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Dr89pmKrqkI">https://www.youtube.com/watch?v=Dr89pmKrqkI</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 14:38:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Scarlet di Mamoru Hosoda]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000024E"><h1 class="imHeading1">Lavoro deludente</h1><h2 class="imHeading2">Un guazzabuglio confuso di stili di animazione mescolati insieme a schermo</h2><div>






<div><strong>Scarlet (2025)</strong></div>
<div><em>Regia e Sceneggiatura: Mamoru Hosoda</em></div>
<div><em>Montaggio: Shigeru Nishiyama</em></div>
<div><em>Musiche: Taisei Iwasaki</em></div>
<div><em>Produzione: Columbia pictures, Nippon Telivision, Studio Chisu</em></div>
<div><br></div>
<div>Presentato in pompa magna alla fiera del cinema di Venezia, <em>Scarlet</em> è un prodotto con il quale il maestro (già autore di grandi opere come <em>La ragazza che saltava nel tempo</em>, <em>Summer Wars</em>, <em>Wolf Children</em>, <em>The boy and the beast</em> e molti altri) si pone di nuovo sul piano internazionale. C’è da dire che questo <em>Scarlet</em> ha avuto risultati impietosi in terra natia. Si parlava, però, di una rinarrazione dell’Amleto di Shakespeare. Ma che ne sanno i giapponesi della Danimarca? Massì,
sarà bello.</div><div><br></div>
<div>In quello che potremmo definire un casino estrapolato dalla tragedia originale, il re Amleto ha una moglie, tanto stronza quanto puttanissima, che incita suo fratello Claudius a ucciderlo.
Il re lascia quindi orfana l’amatissima, bellissima, giovanissima, dolcissima, figlia: Marysue. Ahem, Scarlet. Questo perché ha i capelli rossi (ma i genitori no, nessuno dei due; ricollegandosi al fatto che ha
la mamma puttana).</div>
<div>Insomma, babbo morto, figlia che inizia la sua storia di vendetta con rancore che cresce, zio malvagissimo, allenamenti alle arti marziali e all’arma bianca. Così la giovane
arriva a una festa, bella come il sole d’inverno che cerca di ammazzare lo zio. Una enorme figura di merda dopo, muore. Non lo zio, Scarlet.</div>
<div>Questa è solo l’intro però, perché la giovane poi finirà in un aldilà desertico pieno di anime disperate. Tutti questi morti sono alla ricerca
della scala che li porterà in paradiso e nel mentre si uccidono tra di loro, vessati anche da un drago spara fulmini e dallo zio morto Claudius che, non contento, ora rompe le scatole anche nell’aldilà.
Scarlet inizia così un nuovo viaggio di vendetta, stavolta assieme a un paramedico.</div><div><br></div>
<div>Non vi avevo avvertito, è una di quelle recensioni. Sarà anche lunga, perché ho, non rabbia, livore, verso quest’opera. Io amo <strong>Hosoda</strong> e lo ritengo un grandioso regista, ma se già sul suo ultimo lavoro, <em>Belle</em> (anche lei rossa con occhi azzurri, ognuno ha i suoi gusti) c’erano dei dubbi, qui sono stati ampiamente dissipati.</div>
<div><em>Scarlet</em> è un brutto film anche se la critica pare lo stia acclamando, pazienza.</div>
<div>Non dura molto, neanche due ore, ma sembrano cinque, perché ci si annoia. Scriverò tantissimo, mi spiace.</div><div><br></div>
<div>Partiamo dall’aspetto prettamente narrativo. </div>
<div>Ok, l’Amleto l’abbiamo stravolto, ma abbiamo riciclato un po’ di nomi, qualche idea, la vendetta e il fatto che non dia soddisfazione. Questo non è un vero
difetto, non per me che sono abituato a vedere minestroni giapponesi di opere europee. Però è l’oltretomba che non funziona per niente. Si muore e si finisce lì, dove si può <em>rimorire</em> e allora si diventa nulla, foglie secche. In questo mondo sono tutti come vivi e sembra che mangino e bevano, ma solo quando è conveniente alla trama, altrimenti camminano
per giorni nel deserto e stanno freschi come una rosa. Insomma, si possono vivere vite pressappoco normali, solo che è tutto fantasy e desertico. Non ci sono leggi né autorità, quindi molti dei morti si
sono dedicati al banditaggio. Insomma, morire fa ancora schifo.</div>
<div>In questo luogo, però, non esiste il tempo. Ovvero tutti i morti, di tutte le epoche, finiscono qui. Però sono convenientemente quasi tutti del periodo storico di Scarlet.
Ci sono solo alcuni piccoli personaggi di sfondo che paiono risalire a luoghi e culture diverse (un vichingo, uno spagnolo, una filippina, dei conquistadores) e poi un paramedico dei tempi nostri che nel corso di tutto il
film è l’unico tizio nato dopo il 1900. Però lì non esiste il tempo, si presume che di gente ne sia morta nelle due guerre mondiali e anche che la storia, proseguendo nel futuro, vedrà pure
altre persone morire, persone ancora più avveniristiche. Insomma, tutta l’idea del “non esiste il tempo”, serve solo per buttare lì un tizio dei giorni nostri, “a la isekai”. Tale
Hijiri, del quale si poteva fare a meno e tutto avrebbe avuto più senso. Tra l’altro Hijiri credo che sia un nome orientale, ma tutto fa pensare che sia brasiliano.</div>
<div>Questo oltretomba è anche vessato da un bellissimo dragone infinito, completamente infilzato da armi di ogni tipo e dimensione che, ogni tanto, vomita fulmini sul creato. Se
vogliamo parlare di creature che lo tormentano, poi, c’è una vecchia dall’aspetto tribale munita di <em>caccole esplosive</em>.</div>
<div>Scarlet compie un bel viaggio, anche interiore, aiutata da Hijiri, per lasciarsi alle spalle il desiderio di vendetta e la rabbia. Un viaggio vanificato dal fatto che tutti i suoi nemici
vengono convenientemente sconfitti o uccisi da altri (spesso veri e propri Deus ex machina) potendole così lasciare il lusso del pacifismo. Lo stesso Hijiri, che dichiara: “Io sono un medico, le persone non si
uccidono”, ne ammazza due, così.</div>
<div>Siccome il tempo non esiste ed è tutto convenientemente focalizzato sui personaggi Amletici, lo zio Claudius regna all’inferno e, per motivi non chiari, schiera un intero
esercito a difesa delle scale per il paradiso. Scale che nessuno affronta in barba a lui. Non si capisce perché i suoi uomini non ci vadano da soli, invece di restare giù a fare la guerra a tutte le altre anime
in cerca di salvezza.</div>
<div>Tutta la storia è vessata da questa sorta di romance sghemba tra Scarlet e Hijiri. C’è proprio poco che funziona tra loro due, c’è poco senso in lui
in generale. Il ragazzo ha una passione per una canzone orientale che suona, tantissimo, come la famosissima “Brasil” e che sentiremo cantare per intero (due volte) nel corso della visione. Una volta intervallata
da un delirio ballerino in “isekai reverse” dove tutti ballano in strada.</div>
<div>Il finale, almeno, non ve lo spoilero. È la cosa meno brutta (assieme all’inizio) e più prevedibile.</div><div><br></div>
<div>Passiamo al comparto tecnico: ora ne vedremo delle belle.</div>
<div><em>Scarlet</em> è un guazzabuglio confuso di stili di animazione mescolati insieme a schermo. Non c’è coerenza
tra gli sfondi e i personaggi in primo piano. Spesso non c’è neanche coerenza di stile tra i personaggi di una scena o dell’altra.</div>
<div>Saltato l’incipit su un 3D molto pesante e da filmato stile videogame old gen (manco a livelli di una PS5, insomma), c’è poi un bel pezzo tutto ambientato in Danimarca
che è prodotto in animazione classica. È bello a vedersi, godibile, animato bene. Mi sono sentito sollevato dopo quei primi, pochi, minuti di bruttura. </div>
<div>Purtroppo però questo pezzo dura pochissimo e si passa al… al… come posso definirlo? Allo schifo. Ecco, come. </div>
<div>I due protagonisti vengono realizzati in un 3D molto dettagliato, ma ancora visibilmente tale (soprattutto per le parti metalliche e il mantello di lei). Gli altri personaggi sono,
in ordine di rilevanza narrativa, via via creati sempre peggio. I comprimari sono guardabili ma poi la qualità cala drasticamente. Molti sono i richiami (per stile) al pessimo remake in 3D di <em>Berserk</em>, soprattutto quando entrano in gioco (molte volte) i tipici guerrieri senza faccia (con elmi e ombre a nascondere i visi, troppo difficili da animare). Si toccano picchi orridi
con i vecchi profughi, che sembrano disegnini fatti su un muro in 2D. </div>
<div>Altra scena terribile è il ballo “brasileiro”. I due protagonisti perdono di coerenza fisica (arti sottili e curvi) e ballano per ore in mezzo a una popolazione di
fantoccini al limite del bidimensionale e senza tratti, il tutto su uno sfondo 3D che urla <em>videogame</em>. Dove i personaggi sono fatti così, gli sfondi, invece, risultano 3D, ma di nuova generazione. Sembrano foto. Spesso ho creduto che fossero immagini reali con i disegni appiccati sopra... Sono fatti al
computer, ma fatti a regola d’arte (nel disegno statico è tutto più facile).</div>
<div>Infine, il finale è quasi tutto di nuovo in gradevole 2D iniziale, solo più abbozzato e con meno dettagli.</div>
<div>Tralasciando gli stili, l’animazione pure è incoerente. Sembra quasi che il lavoro sia stato prodotto da più studi e poi montato un po’ alla bene e meglio.
Sin da subito si vede che il 3D principale del film non è perfetto. Mancano dei frame che fanno sembrare i personaggi muoversi a scatti. Risparmiare sui frame fa risparmiare soldi d’accordo ma se non hai i soldi
fai un’altra cosa: realizza il film con una grafica tradizionale, invece di propinarci questa robaccia.</div>
<div>Le scene di combattimento invece sono state più curate, questo è vero. Risultano più fluide, più belle anche da vedersi, sono forse la cosa migliore del
film.</div>
<div>L’opera ha diversi momenti “statici” (penso sempre per guadagnare minutaggio) con lunghi momenti di fermo immagine sui personaggi. Altri invece che sembrano come dei
“caricamenti di videogiochi”: una sequenza onirica di lucine che non finisce mai o un lungo passaggio nella giungla tutta uguale.</div>
<div>Ma di statico non c’è solo questo: molte volte, infatti, le figure non vengono neppure animate. È forse il primo film al cinema che vedo (ed era in originale, non
è colpa di un adattamento fatto coi piedi) dove la gente parla senza che la loro bocca si muova; un personaggio addirittura canta a denti digrignati in primo piano!</div>
<div>Infine il drago, quel gigantesco messianico che sembra avere il cuore trafitto, divino, bellissimo drago… di resina, in un museo che pare essere una croce. Grande come il cielo
che vola senza neanche muovere le ali. Una creatura che gode di un bel primo piano sul suo muso ferale che una volta trafitto ruggisce senza però muovere la bocca... Non muove la testa, non muove nulla, praticamente
è come se fosse un pupazzo inanimato.</div><div><br></div>
<div>Spiace davvero molto aver parlato così male dell’opera di un maestro il cui lavoro ho tanto amato, ma proprio per via delle mie grandi aspettative non posso che essere
così deluso dall’ultimo film di <strong>Hosoda</strong>.</div>
<div>Facendo il paio con <em>Belle</em>, c’è da chiedersi se valga la pena vedere anche il prossimo lavoro o aspettare una
più comoda uscita in streaming. E questo è un vero peccato visto che sono un sostenitore di <em>anime</em> che passano raramente nelle sale.</div>
<div><em>Scarlet</em> mi ha ricordato <em>La guerra dei Rohirrim</em>: no, non è così brutto come quell’opera, ma entrambi sono una delusione su pellicola che conviene evitare.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink8f5bb2031a8e09e4148e016789d5acd7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/scarlet-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 622,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8f5bb2031a8e09e4148e016789d5acd7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/scarlet-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink49e7991c8d8a212dbee09b4a06dd9395 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/scarlet-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1920,'height': 1080,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink49e7991c8d8a212dbee09b4a06dd9395, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/scarlet-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=RSmHtq0-KUg">https://www.youtube.com/watch?v=RSmHtq0-KUg</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 07:07:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000024B"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un film tecnicamente ben fatto</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Elaborato da un vero autore in un interessante mix di parole e immagini</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Father Mother Sister Brother (Usa, Francia, Irlanda 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Jim Jarmusch. Soggetto e Sceneggiatura: Jim Jarmusch. Fotografia: Frederick Elmes (Father), Yorick Le Saux (Mother e Sister Brother). Montaggio: Alfonso Gonҫalves. Musica: Jim Jarmusch, Anika. Scenografia: Mark Friedberg, Marco Bittner Rosser. Costumi: Catherine George. Produttore: Charles Gillibert. Produttore Esecutivo: Jim Jarmusch,
Efe Cakarel, Jason Ropell, Zane Mayer, Anthony Vaccarello, Lorenzo Mieli, Anna Maria Morelli, Alex C. Lo. Case di Produzione: Badjetlag, CG Cinema, Hail Mary Pictures. Distribuzione: Lucky Red. Lingua Originale: Inglese. Paese
di Produzione: Stati Uniti d’America, Irlanda - 2025. Genere: Commedia. Interpreti: Father - Tom Waits (il padre), Adam Driver (Jeff), Mayim Bialik (Emily); Mother - Charlotte Rapling (la madre), Cate Blanchette (Timothea),
Vicky Krieps (Lilith), Sarah Greene (Jeanette); Sister Brother - Indya Moore (Skye), Luka Sabbat (Billy), Franҫoise Lebrun (la portinaia).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4ldQ5VY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3MGYtjZ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Vince con pieno merito il Leone d’Oro alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2025 questo film introspettivo e profondo di <strong>Jim Jarmusch</strong> che sono riuscito a vedere grazie alla programmazione di qualità del cinema Stella di Grosseto, che l’ha tenuto in cartellone per una settimana. Sei
anni dopo <em>I morti non muoiono</em>, <strong>Jarmusch</strong> cambia del tutto registro e torna al suo amato minimalismo, secondo le regole del cinema indipendente nordamericano. Il regista mette in scena tre quadri di vita famigliare apparentemente senza alcun legame tra
loro. Il primo è ambientato nel New Jersey, protagonista un padre (<strong>Waits</strong>) che riceve in casa un figlio e una figlia (<strong>Driver</strong> e <strong>Bialik</strong>)dai caratteri molto diversi. Il genitore mette scena la fiera delle ipocrisie, finalizzata a ottenere un po’ di soldi per finanziare vizi erotici senili. Il secondo
segmento, girato a Dublino, vede protagonista una madre scrittrice anaffettiva (<strong>Rampling</strong>) che - su consiglio psicologico - riceve le due figlie (<strong>Blanchett</strong> e <strong>Krieps</strong>) una volta l’anno per prendere un tè. Inutile dire che non sa niente di loro e che neppure le interessa più di tanto
approfondire la realtà; il colloquio si mantiene su livelli formali, con le fotografie delle ragazze da piccole in bella vista sul mobile del salotto che sottolineano il passare del tempo e il cambiamento di prospettiva.
Il terzo episodio, ambientato in una Parigi metropolitana, consiste nell’incontro tra un fratello (<strong>Sabbat</strong>) e una sorella (<strong>Moore</strong>) che devono metabolizzare il lutto della morte dei genitori dopo un incidente aereo. Unico episodio dove intravediamo uno spiraglio d’amore fraterno e una sorta di affetto per i genitori, coppia alternativa
che i figli non conoscono fino in fondo, in ogni caso capace di amare. Elementi ricorrenti della pellicola: i ragazzi sullo skateboard (simbolo di gioventù e leggerezza), un Rolex al polso (vero, falso, scassato) e
un’espressione tipica anglofona per dire “Ecco fatto!”. Motivo di fondo l’incomunicabilità - degna di un film di <strong>Antonioni</strong> - tra genitori e figli, in certi casi anche tra fratelli, infine va detto che tra i componenti delle varie famiglie non esiste reciproca conoscenza. Le foto del passato
- presenti in tutti i segmenti di pellicola - sono un altro elemento utile per far capire come cambia e come si deteriora una famiglia. Inutile dire che lo stile di <strong>Jarmusch</strong> è sublime, sceneggia per sottrazione, scrive dialoghi secchi e asciutti, del tutto realistici, il testo (anche quando è letterario) non sembra fuori luogo.
Tutto il contrario di certo cinema italiano che avrebbe identiche ambizioni ma riesce a essere soltanto imbarazzante. Minimalismo puro, piano sequenza e grandi spazi aperti, anche quando siamo in un centro cittadino, tra le
strade di una capitale o in mezzo ai monti. Ricorrono spesso interrogativi retorici, inutili ma fondamentali per la tensione narrativa, come se sia possibile brindare con l’acqua o con il tè. Le riprese sono un
mix di macchina fissa e personaggi in primo piano (alla <strong>Bergman</strong>), campi e controcampi nei dialoghi, soggettiva dell’auto nei trasferimenti da un luogo
all’altro. Il film è girato ad altezza d’uomo, in primo piano, con fotografie fisse molto evocative (il lago montano). La fotografia è livida e sporca, le scenografie essenziali, la colonna sonora
psichedelica (composta dal regista), come le immagini luminose che introducono i singoli episodi, la sigla di testa e di coda. Interpretazioni tutte di grande livello, citiamo <strong>Tom Waits</strong> e <strong>Charlotte Rampling</strong>, che non hanno bisogno di commenti, ma l’intero cast risponde bene alle aspettative del regista. Un film tecnicamente ben fatto, elaborato da un vero autore in un interessante mix di parole e immagini che
sembra raccontare niente, invece racconta tutto di noi, parla della nostra esistenza, fa capire con rapide pennellate quel che siamo diventati. Riprese a West Milford (New Jersey), Dublino e Parigi. Un lavoro geniale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4ldQ5VY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3MGYtjZ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink999a281de287111720adcb9c11716954 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Father-Mother-Sister-Brother-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink999a281de287111720adcb9c11716954, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Father-Mother-Sister-Brother-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink0e69359b0214c19ebc5ef01093e7b7e7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Father-Mother-Sister-Brother-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1200,'height': 675,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0e69359b0214c19ebc5ef01093e7b7e7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Father-Mother-Sister-Brother-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=0dR-l5wsvx0">https://www.youtube.com/watch?v=0dR-l5wsvx0</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 14:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sodark in una versione electro wave]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000245"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Dal naufragio all'underground</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">L'ultimo singolo della formazione alt rock veneta</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Lo scorso 5 Dicembre ha visto la luce sulle piattaforme di streaming <em>Sodark</em>, il primo singolo della band veneta <strong>Maustrap</strong> dopo l'uscita del lavoro d'esordio sulla lunga distanza <em>Spegni la luce</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Ora <strong>Devis Costa</strong>, musicista titolare del <em>Phönix Studio</em> di San Giorgio in Bosco (PD), ne fa un <em>remix</em> che ne amplifica l'immaginario <em>dark</em> ed &nbsp;<em>electrowave: Sodark (Ph</em>ö<em>nix Electro Mix)</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">"Dal naufragio all’underground il passo è breve.<br><strong>Devis Costa</strong> rilegge <strong>Sodark</strong> ed è subito elettrowave.<br>Resta l’inquietudine. Lo smarrimento.<br>E il mare che beve tutto. Sempre".</em></div>
<div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">I </span><strong class="fs14lh1-5">Maustrap</strong><span class="fs14lh1-5"> sono nati grazie al virus, nati nel</span><em class="fs14lh1-5"> lockdown</em><span class="fs14lh1-5">.</span></span></div><div><span class="cf1">Talpe in una trappola per topi.<br>Una gabbia di suono: chitarre gravide, tasti ostinati, loop di tamburi, bassi di cemento, intorno a una voce che prova a
restare a galla mentre l’onda arriva.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong><em></em></strong><em>Sodark (Ph</em>ö<em>nix Electro Mix)</em> è stata scritta e suonata dai <strong>Maustrap</strong>.<br>Registrata e mixata presso il Phonix Recording Studio di San Giorgio in Bosco (Pd) dagli studenti del <em>Corso di Tecnico del Suono</em> di <strong>Apollo Academy</strong>, sotto la supervisione di <strong>Ivan Zora</strong>.<br>Remix e tastiere aggiuntive: <strong>Devis Costa.<br></strong>Masterizzato da <strong>Devis Costa.</strong><br><em>Artwork</em> di copertina di<strong> Giovanni <em>SKTN</em> Schettin</strong>, foto di <strong>Sara Berloso</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Qui invece la versione originale:</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=RUHCBCvv-NM" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=RUHCBCvv-NM</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">MAUSTRAP</strong></div>
<div><ul><li><span class="cf1">Lele Mancuso (voce, chitarre, programmazioni)</span></li><li><span class="cf1">Alessandro Riello (chitarre)</span></li><li><span class="cf1">Ettore Craca (basso)</span></li><li><span class="cf1">Enrico Ceccato (batteria)</span></li></ul></div>


</div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink6c799b38cb4ee7d5bb17a5233ab4fcd7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sodark-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del singolo.','title': 'La copertina del singolo.','width': 614,'height': 614,'description': 'La copertina del singolo.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6c799b38cb4ee7d5bb17a5233ab4fcd7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sodark-cover_ver.jpg" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="200" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink2056c27d2640079961ad1ca4a34af104 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Maustrap_band.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 768,'height': 512,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2056c27d2640079961ad1ca4a34af104, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Maustrap_band.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="134" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=56q9kJWj0_4">https://www.youtube.com/watch?v=56q9kJWj0_4</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 06:18:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo La coinquilina]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000244"><h1 class="imHeading1">Thriller ad alta tensione</h1><h2 class="imHeading2">Una convivenza forzata dove ogni rumore notturno incombe come una minaccia</h2><div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Mai la suspense è così spaventosa... Un thriller intenso e claustrofobico.</i></span></div><div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/3MZjwOA" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div><div><br></div> <div>La Redazione <em>GHoST</em> segnala l’uscita imminente de <em>La coinquilina</em> il nuovo romanzo thriller di <strong>Noelle W. Ihli</strong> edito da TimeCrime.</div><div><br></div> <div>Nya ha dimenticato cosa significhi sentirsi al sicuro.</div> <div>L’appartamento che ha affittato è fatiscente e cupo, ma è l’unica opzione che può permettersi per finire l’ultimo semestre del college. Quella che doveva essere solo una soluzione temporanea, però, si trasforma presto in un incubo domestico. Cibo che sparisce, oggetti spostati, la maniglia della camera da letto che cigola nel cuore della notte.</div> <div>Nya ne è certa: non è un intruso a tormentarla. Il pericolo vive con lei, nascosto dietro il sorriso inquietante della sua coinquilina, Sidney. Ma in quella casa non ci sono vie d’uscita e i giochi mentali sono solo l’inizio di una spirale di violenza che metterà a nudo una verità terribile: Nya non rischia solo d’impazzire, rischia qualcosa che non può neanche immaginare…</div><div><br></div> <div>Un thriller ad alta tensione in cui la vostra casa è una trappola senza via d’uscita. Una convivenza forzata dove ogni rumore notturno incombe come una minaccia e ogni ombra nasconde un pericolo. Rassegnatevi, sarete costretti a guardarvi le spalle anche dentro la vostra stanza.</div> <div>Il nuovo libro di <strong>Noelle W. Ihli</strong> sarà disponibile in tutte le librerie dal 27 marzo.</div><div><br></div> <div><strong>L’AUTRICE</strong></div> <div>Le tre grandi passioni di Noelle W. Ihli sono gli omicidi, i mom jeans e i cavalli. Ha due figli, Luke e Max, una gatta di nome Michelle, e suo marito Nate è la persona migliore che conosca. Dopo <em>Chiedi di Andrea</em>, il suo primo thriller a entrare nel catalogo Timecrime, con tanto di racconto extra in omaggio, <em>Il fiume</em>, torna nella presente collana con il romanzo <em>La coinquilina</em>. Di prossima pubblicazione <em>Run on Red</em>.</div><div><br></div><div><br></div> <div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div> <div>Titolo: La coinquilina</div> <div>Autore: Noelle W. Ihli</div> <div>Editore: TimeCrime / Fanucci</div> <div>Genere: Narrativa thriller</div> <div>Anno: 27 marzo 2026</div> <div>Pagine: 380</div> <div>Prezzo: 16,90 €</div> <div>ISBN: 978-8866887096</div><div><br></div> <div><a href="https://amzn.to/3MZjwOA" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkaa0f72ac4e0c4d90f3b7aaa982d3fbb3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/la-coinquilina-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 360,'height': 538,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkaa0f72ac4e0c4d90f3b7aaa982d3fbb3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/la-coinquilina-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="299" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd29bfd5dea0768e435cd7d86c9a3c563 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Noelle-W-Ihli_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 300,'height': 300,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd29bfd5dea0768e435cd7d86c9a3c563, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Noelle-W-Ihli_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 14:18:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?in-arrivo-la-coinquilina</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Nella carne / Nella pietra di Alberto Rudellat]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000023E"><h1 class="imHeading1">Narrazione a mosaico</h1><h2 class="imHeading2">Con un impianto che intreccia folk-horror e spazi liminali</h2><div>






<div><em>[…] Spengo la sveglia dopo il primo trillo. Ho dormito solo per qualche ora, con i jeans e la felpa addosso. E ho fatto un sogno stranissimo.</em></div>
<div><em>Ero alla fabbrica di orologi, almeno credo perché non lo so davvero com’è dentro, ho sempre visto soltanto i muri di mattoni e il cancello da cui entrava
mio padre. […]</em></div>
<div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/47n0Mzw" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div></div><div><div><a href="https://amzn.to/408VXGd" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div></div><div><br></div>
<div><em>Nella carne / Nella pietra</em> di <strong>Alberto Rudellat</strong>, edito da Zona 42<strong> </strong>per la collana Caronte a cura di <strong>Luigi Musolino.</strong></div>
<div>Presentato in anteprima sabato 21 febbraio presso la fiera <em>Oblivion</em>, l’opera si presenta come una raccolta di racconti con un fil rouge, il luogo.</div>
<div>Nella comunicazione dell’editore il libro è presentato esplicitamente come narrazione a mosaico centrata su <span class="fs14lh1-5"><i>Roccalama</i></span> e su una dimensione “labirintica”
di corridoi e stanze, con un impianto che intreccia folk-horror e spazi liminali.</div>
<div>La forza principale sta nella coesione per ricorrenze: elementi che tornano come un’eco sporca sotto l’intonaco, e che permettono al lettore di orientarsi anche quando
la forma cambia bruscamente (dal lirico al parlatissimo febbrile, dal realismo del paese al paradosso geometrico). Il “binario morto” e il vagone, per esempio, sono sia luogo sia meccanismo narrativo, perché
aprono letteralmente una soglia e la rendono ripetibile; il ritorno del trauma si materializza in un oggetto e poi in una creatura, con un’immagine di body horror molto concreta.</div>
<div>La rete di rimandi è forte ma talvolta troppo implicita: se l’obiettivo è far percepire il libro come romanzo a mosaico e non come raccolta di racconti collegati,
poteva giovare un filo minimo in più, magari un elemento ricorrente più “databile”.</div>
<div>Molte riprese sono efficaci perché rituali (la filastrocca, il ticchettio, gli oggetti che tornano) ma, nella parte finale, il rischio è che il lettore esperto inizi
a riconoscere il marchingegno prima dello spavento.</div>
<div>A tratti si intravede la mano che ripete i propri sigilli, e lì </div>
<div>l’inquietudine perde un mezzo grado di ferocia.</div>
<div>Quando però azzecca il ritmo, e succede spesso, ti ritrovi nel corridoio sbagliato senza sapere più da quale porta sei entrato.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Nato a Nuoro, vive a Torino. Si muove nei generi horror, weird e noir e ha vinto diversi premi letterari, tra cui il <em>Mystfest - Premio Gran Giallo Città di Cattolica</em> e il <em>ToHorror Festival</em>.</div>
<div>Ha pubblicato <em>Dipingere non è reato</em> per Nero Press e la raccolta urban-horror <em>Canti della città</em>.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Nella carne / Nella pietra</em></div>
<div><em>Autore: Alberto Rudellat</em></div>
<div><em>Curatore: Luigi Musolino</em></div>
<div><em>Collana: </em>Caronte</div>
<div><em>Anno: 11 marzo 2026</em></div>
<div><em>Editore: Zona 42</em></div>
<div><em>Pagine: 135</em></div>
<div><em>ISBN-13: 979-1282183222</em></div>
<div><em>Prezzo:15,10 Cartaceo - 7,99 &nbsp;€ Ebook</em></div>
<div><br></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/47n0Mzw" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/408VXGd" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><script> var showboxlinkfe6c4147a7e6371497389615bd55eb42 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nella-carne-Nella-pietra-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 795,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfe6c4147a7e6371497389615bd55eb42, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Nella-carne-Nella-pietra-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="272" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkc87928ce6c5993a70f6d39ac07133f17 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Alberto-Rudellat_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 694,'height': 1078,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc87928ce6c5993a70f6d39ac07133f17, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Alberto-Rudellat_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="234" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 05:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Franco Battiato - Il lungo viaggio di Renato De Maria]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000023C"><h1 class="imHeading1">Montato con i tempi giusti</h1><h2 class="imHeading2">Ben fatto, nonostante i limiti strutturali di simili prodotti</h2><div>






<div><strong>Franco Battiato - Il lungo viaggio (Italia 2026)</strong></div>
<div><em>Regia: Renato De Maria. Soggetto: Franco Battiato. Sceneggiatura: Monica Rametta. Fotografia: Sara Purgatorio. Scenografia: Mariangela Caggiani. Costumi: Corsetti Emidio Mattia.
Trucco: Paola Breda, Marta Tarulli. Musiche: Vittorio Cosma, Giuvazza Maggiore. Produttori: Alessandro Corsetti, Leonardo Ferrara, Federica Pezzullo. Produttore Esecutivo: Francesca Chiappetta. Case di Produzione: Casta Diva
Pictures, Rai Fiction. Distribuzione (Italia): Nexo Studio. Genere: Biografico. Lingua Originale: Italiano. Paese di Produzione: Italia, 2026. Durata: 115’. Interpreti: Dario Aita (Franco Battiato, adulto), Francesco
Giulio Cerilli (Franco Battiato, ragazzo), Simona Malato (Grazia Patti, madre di Franco), Antonio Provitina (Michele Battiato), Elena Radonicich (Fleur Jaggy), Ermes Frattini (Juri Camisasca), Nicole
Petrelli (Giuni Russo), Giulio Forges Davanzati (Giusto Pio), Joan Thiele (giovane fan), Martina Bonan, Anna Castiglia.</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div>Un film visto su Rai Uno, davvero ben fatto, nonostante i limiti strutturali di simili prodotti, perché non vuole raccontare tutto di <strong>Franco Battiato</strong>, ma è capace di mettere l’accento su molte cose fondamentali. <strong>Renato De Maria</strong> è un regista dal quale era lecito attendersi uno sguardo originale sul cantante, visti i buoni precedenti, lavori premiati come <em>Hotel paura</em>, <em>Paz!</em>, <em>La vita oscena</em> - per citarne alcuni - e infatti non delude. Il racconto comincia con la frattura nasale riporta da piccolo giocando con gli amici, prosegue con il rapporto intenso
con madre e fratello, mentre il padre è assente, racconta la fuga a Milano per fare musica sperimentale, le amicizie e la scelta di optare per il successo - sfoggiando grande sicurezza nei propri mezzi - virando (dopo
un viaggio a Tunisi) verso la musica commerciale. Ascoltiamo le canzoni scritte per altre cantanti (<strong>Alice</strong> e <strong>Giuni Russo</strong>) ma non mancano i suoi successi, da <em>Il cinghiale bianco</em> a <em>Bandiera bianca</em>, passando per <em>Paloma</em> e <em>Le stagioni dell’amore</em>. Il regista accenna alla mancanza di una donna fissa nella vita dell’artista, alla sua incapacità di legarsi a una sola figura femminile che ne condizionasse le scelte, mentre fa capire come la madre
fosse un punto di riferimento. Una delle canzoni più belle - <em>La cura</em> - è dedicata alla mamma, durante la malattia, poco prima della morte, avvenuta dopo il concerto in Vaticano davanti al Papa, dove <strong>Battiato</strong> fu invitato. <strong>Dario Aita</strong> è bravissimo nella parte di <strong>Franco Battiato</strong>, non ne fa certo una macchietta, ma interpreta le movenze e il modo di parlare del cantante
con una sicurezza e una veridicità straordinarie. Tra l’altro canta (molto bene) i brani scelti da <strong>Vittorio Cosma</strong> e <strong>Giuvazza Maggiore</strong> per la colonna sonora del film e per le parti strutturali, imitando le singolari danze che accompagnavano le interpretazioni canore (<em>Cerco un centro di gravità permanente</em> è un esempio calzante). Visto nelle sale cinematografiche solo dal 2 al 4 febbraio, come spesso capita per certi film, rimedia
la televisione generalista e adesso Rai Play, in modo che tutti possano vedere un lavoro molto cinematografico, montato con i tempi giusti (115’) e sceneggiato benissimo da <strong>Monica Rametta</strong>. Riprese suggestive tra Milano e la Sicilia - anche a Milo, nella casa di <strong>Battiato</strong> e alle pendici dell’Etna - con una fotografia anticata color pastello (<strong>Sara Purgatorio</strong>) che introduce alle varie epoche storiche, oltre a una scenografia accurata, senza la minima sbavatura. Se amate la musica di <strong>Franco Battiato</strong> è il vostro film, anche per la bella scelta musicale, come una sorta d’invito a riscoprire e a non dimenticare le canzoni di un nostro grande artista.
Reperibile su Rai Play, dopo il passaggio in Prima Tv in data 1 marzo su Rai Uno.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink4da5c15340c78a8914f72a56305e0dab = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/franco-battiato-il-lungo-viaggio-2026-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4da5c15340c78a8914f72a56305e0dab, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/franco-battiato-il-lungo-viaggio-2026-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink1bd16e6ef79b052b64d3f18f02ea18dc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/franco-battiato-il-lungo-viaggio-2026-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1bd16e6ef79b052b64d3f18f02ea18dc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/franco-battiato-il-lungo-viaggio-2026-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OvDjdfQ2PCA">https://www.youtube.com/watch?v=OvDjdfQ2PCA</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 13:29:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Voodoo, un fenomeno religioso]]></title>
			<author><![CDATA[Luigi Pellini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000237"><h1 class="imHeading1">L'inafferrabile potere che pervade il mondo</h1><h2 class="imHeading2">Un buco nella terra dove trovano dimora fisica e simbolica le entità e i loro devoti</h2><div>






<div>Vodou, vodu, voudou, vodoun, voodoo e hoodoo: questo fenomeno religioso ha molte designazioni, alcune delle quali sono linguisticamente equivalenti, mentre altre non sono corrette
e gli studiosi contemporanei consigliano di evitarle. I non haitiani ad esempio usano i termini voodoo, hoodoo e vodun in senso peggiorativo e denigratorio per categorie altrettanto generiche come magia, stregoneria, incantesimo
o altro che si riferisca al “lato oscuro” della religiosità africana.<br>Il termine voodoo ad esempio si preferisce oggi sostituirlo, come concordano sia gli accademici sia gli haitiani, con una più
storicamente e foneticamente corretta forma vodou.<br>L’erudito francese Mederic Louis Elie Moreau de St.-Mery, vissuto a Santo Domingo tra il 1780 e il 1790, riporta di una religione “Vaudoux” le cui origini
sarebbero riconducibili al “culto del serpente” presso i Dahomey.<br>Il termine era in realtà già comparso per la prima volta nel 1658 nella Doctrina Christiana, riportato dall’ambasciatore
del re di Allada alla corte di Filippo IV di Spagna. Il testo, redatto in spagnolo e in ayizo traduce vodu come “dio”, sacra, riportando il termine in varie forme per un totale di circa 60 occorrenze. Questa testimonianza
è importante perché colloca le origini del vodou nella famiglia linguistica a cui appartengono anche il fon, l’aya, il mahi e altri gruppi simili<br>Altri invece hanno ritenuto di poter individuare l’origine
del termine in una particolare radice; secondo Bruno Gilli antropologo e missionario comboniano la cui ricerca si è focalizzata nell’area Ouatchi in Togo, la parola deriverebbe dalla radice vo di lingua ouatchi,
che significa buco, apertura, fosso, cavità. “Gettare il vo” significa allontanare ogni pensiero triste e ogni presagio negativo; il vo si configura essere quindi un qualcosa di nascosto e di non detto,
un segreto coperto dal più rispettoso riserbo, perché non chiaramente definibile, che ci turba senza un apparente motivo e ci fa stare in quello stato d’animo di inquietudine in cui sentiamo che qualcosa
sta per accadere.<br>Il vo, inteso come potenza impersonale, non ha connotazione negativa, però bisogna saperlo padroneggiare: «è per questo che si procede ad abluzioni purificatorie con l’acqua
contenuta nelle giare poste nei luoghi di culto o nei cortili delle case».</div><div><br></div>
<div><strong>Il vodou è una presenza<br></strong>Chi si renda colpevole, anche senza intenzione, di qualche manchevolezza, un’omissione, una dimenticanza, fino alla vera e propria profanazione e all’atto sacrilego, incorre nelle conseguenze del “disordine”
che questo incidente ha provocato; il vo, che è insito in tutto ciò che esiste, allora diventa quel “potere” inafferrabile e indefinibile che può punirci o premiarci, secondo una “legge
cosmica” alla quale gli uomini non possono sottrarsi, ma solo assecondare.<br>Il vo, anche nella sua indefinitezza, non è tuttavia qualcosa di distante e trascendente perché, ricorda il missionario antropologo,
il significato simbolico e segreto di queste potenze e dei termini che li designano sono «sempre in relazione alla terra e all’uomo».</div><div><br></div>
<div><strong>Il recinto sacro<br></strong>E nella terra ci riporta l’analisi lessicale da cui si prendono le mosse, tornando al vo e alla sua traduzione in lingua ouatchi del Togo come buco, cavità, una profondità scavata. Ebbene questo
significato, in apparenza incoerente o quantomeno troppo vago, assume una maggiore chiarezza se si considerano alcune locuzioni proprie della pratica del vodou come i nomi dei gradi iniziatici, alcuni dei quali sono particolarmente
indicativi: “Il vodou è nella cavità”, “La cavità venera il vodou”, “La cavità è divenuta rancore” e così via.</div><div><br></div>
<div><strong>I vodou abitano le profondità<br></strong>Ancora più fuor di metafora sembra un ulteriore collegamento tra la pratica rituale e la terra scavata: ogni tempietto dedicato a un’entità vodou presenta una cavità di grandi proporzioni,
che viene riempita con tutto quello che serve al vodou per “formarsi”; sulla sua sommità, unica parte dell’hudo visibile all’esterno, è posto un altare.<br>Il vo contiene semanticamente
dunque queste due valenze, l’inafferrabile potere che pervade il mondo e un buco nella terra dove trovano dimora fisica e simbolica le entità e i loro devoti. Il termine vodou è però composto da
un altro monosillabo, du, anch’esso legato alla pratica divinatoria di Afa, entità preposta alla geomanzia. I du di Afa sono piccoli oggetti che rappresentano simbolicamente ciascuno «una certa categoria
del bene o del male, che sta probabilmente perseguendo la persona che si è rivolta al geomante, e che ella non conosce ancora. L’interessato tiene gli afadu nascosti nel pugno, dietro la schiena, uno ad uno, e
il geomante, con l’aiuto delle figure, deve scoprirli e indicare quelli che intervengono nel caso in questione».<br>I du sono gli strumenti attraverso cui Afa si esprime, sono il suo mezzo per rendere noto il
volere delle entità in relazione alla richiesta del consultante: il du è sia il messaggio sia il messaggero, nascosto nella cavità, una manifestazione del vo inteso come l’invisibile, il numinoso
e tutto ciò che oltrepassa la conoscenza dell’uomo.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink666bd99c61dbacf78196defd1c28a048 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Voodo-reli_ver.jpg','alt': 'Statue utilizzate nel culto Voodoo.','title': 'Statue utilizzate nel culto Voodoo.','width': 1024,'height': 683,'description': 'Statue utilizzate nel culto Voodoo.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink666bd99c61dbacf78196defd1c28a048, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Voodo-reli_ver.jpg" alt="Statue utilizzate nel culto Voodoo." title="Statue utilizzate nel culto Voodoo." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 03:17:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Il Sacco]]></title>
			<author><![CDATA[Caleb Battiago e Paolo Di Orazio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000022F"><h1 class="imHeading1">Solo schizzi di rabbia e paura</h1><h2 class="imHeading2">Macchie che corrodono lentamente il grezzo tessuto</h2><div><div><span class="cf1">Roma, 31 Dicembre 2018</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il Reverendo Wallace, dalla magra torre della nunziatura, che ingoia una scalinata di pietra sbavata dal tempo, osserva la notte dipingere col suo unguento nero, lucido, la pelle secca di Roma, costringendola a farsi troia, a stringere le calze a rete ai basamenti dei ponti, ad accendere le sue centinaia di cupole, quella pandemia di seni giganti, con crocefissi di bronzo inchiodati sui capezzoli, che mappa il centro: serbatoi colmi di latte santo che pendono sopra al pantheon forato del ventre della città, col suo cimitero di semafori dagli occhi arancioni spalancati, intermittenti, voraci di coprifuoco.<br>Cherubini spennati sono appena volati via dalle orecchie del prete, uscendogli dalla mente: è quello che aspettava, la mezzanotte oscena dai bulbi oculari di madreperla, oliati di vaselina e incollati sotto l’aureola di stagno che gli mostra là sotto, tra le vene varicose dei sanpietrini, i colonnati vertebrali percorsi da parassiti castrati, le mille vesciche levigate che pisciano giochi d’acqua in ogni piazza e le cantilene di fantasmi d’incenso: il corpo sdraiato della vecchia puttana, la città infetta a cosce aperte, con una lunga fila di anime, come formiche dalle zampe falliche, che si arrampicano sul pantheon forato di un pube immondo.<br>Un vento gelido attraversa le trifore della torre, fischiando canzoni oscene, rinfrescando i polmoni e il cervello del Reverendo, che ha un’ora di tempo prima che l’anno nuovo inizi a respirare, sputando dalla bocca larga gli ultimi sorsi di sciroppo di placenta avariata. Poi sarà troppo tardi.<br>Il prete rientra nella sua stanza, lecca il muro per saggiare il sapore di quel momento speciale che cola salato sulle pareti, dividendosi in piccoli rivoli sulla cornice del ritratto di Papa Francesco che aspira anime sottili nei fanoni avvitati alle mascelle: una dentiera apocalittica. Sente il cuore pulsare con la forza di un cavallo meccanico a vapore, gonfia il torace risucchiando un profondo respiro, lasciando lavorare nella carne della schiena i ganci di ferro del cilicio che lo stringe; gli stessi arnesi affilati che facevano godere Santa Chiara, spalancandole visioni di stupri dall’odore di ciclamino.<br>Anche lei doveva mordersi le labbra, fino a farle sanguinare, in quello scottadito di anima, pensa il prete mentre indossa la maschera di cuoio, stringendo al massimo i cinturini e le fibbie dietro la testa. La mente lo precede nella discesa verso i sotterranei, come un re osceno che poggia il culo nudo su un trono nuovo di zecca. Una porta, un lucchetto, una serratura, un sacco di tela appeso al soffitto con una lunga catena, qualcosa dentro che si divincola, gonfiando e torcendo i muscoli come spire in corto circuito, pronto a mordere e graffiare.<br>Il sacco animato è come un cuore asciutto, messo a essiccare alla luce ipodotata di una candela. Nessun battito, solo pulsazioni isteriche, spasmodiche, scomposte, arrapanti come la danza del generoso bacino di un’odalisca da centoventi chili. Non c’è sangue da pompare fuori dalla iuta, ma solo schizzi di rabbia e paura. Macchie che corrodono lentamente il grezzo tessuto.<br>Non è facile prevedere fin dove la claustrofobia possa spingere qualcuno — la donna là dentro, con la sua carnosa orchidea che stilla rubini liquidi, come vuole la natura una volta al mese — imprigionato nel ruvido, buio utero di un’estranea ossessione. Ma un prete sa scandagliare la mente di ogni capo nel suo gregge, meglio di qualsiasi psicanalista dalle labbra annerite da sigari da meditazione, e scegliere la giusta eletta durante l’anno sabbatico di preparazione e astinenza, caccia e cattura, annusando segnali, cronometrando ovulazioni, aprendo teste con l’apriscatole della confessione.<br>Il Reverendo, incendiato dagli spasmi del sacco, trattiene a stento una schiumata di sperma che gli scala l’asta turgida, come la colonnina di mercurio di un termometro infilato nel culo di un uomo appena arso vivo. Quella poltiglia bianca è da troppo tempo imbottigliata nelle palle — 364 Ave Maria — e il cilicio costringe il piacere a fondersi nel dolore. Lo sperma, la quintessenza di uomo, il serpente bianco senza occhi, è sempre pronto a uscire dalla sua calda tana per spruzzarsi sulla pelle profumata della preda. Ma il Reverendo tira forte le briglie, costringendolo ad aspettare, accumularsi, potenziarsi, macerare nel parossismo. Lo tiene in gabbia, lo ascolta ringhiare, viscido e sovraccarico, mentre si lancia sui picchi più alti, quelli con le corna fra le nuvole, per poi sprofondare, subito dopo, nella gola del precipizio, annodandosi intorno alla lingue a mulinello là sotto, in fondo, che spuntano come murene dalle croste dell’inferno di ogni giorno.<br>Basta tirare e allentare la cima libera del cilicio, e andare avanti — 364 Padre Nostro.<br>Il Reverendo, in piedi davanti al sacco, si spoglia mostrando la sua carne sfatta, grigiastra, fremente, segnata ovunque da arabeschi di unghie. Sulla schiena ha tatuati gli scarabocchi dei ganci, mezzelune viola, cicatrici — le sue ali di angelo, disegnate da un Caravaggio avvelenato dal piombo — e tutta la costellazione scorsoia della stretta del cilicio, coi morsetti a molla decorati da denti umani, strappati dalle bocche urlanti delle farciture vive di altri sacchi, di altri anni morti, che ora fanno parte di lui, conficcati nel costato, nei lombi, insieme a tutte le altre spine del suo medioevale congegno di estasi.<br>Tira forte la cima del cilicio e strangola l’eiaculazione, quasi risucchiata fuori dal semplice, cieco pulsare del sacco che gli carezza la pelle nuda con un impercettibile spostamento d’aria.<br>Inizia a girare la carrucola, che tiene tesa la catena alle travi del soffitto, facendo scendere il sacco fino a pochi centimetri dal pavimento, preparandosi, con le dita unte di adrenalina, a sciogliere il nodo e liberare la sua inquieta Maddalena, che scalcia sempre più forte in quell’utero di iuta; la crisi claustrofobica della donna sta accelerando, è come vetro negli occhi.<br>Il sacco cade a terra aperto, ai piedi del Reverendo, che finalmente vede guizzarvi fuori mani, braccia, capelli, occhi come bocche di fuoco e tutto il resto, livido, di quel corpo scelto per il rito di fine anno. Ciò che si mostra è una maschera di rabbia attaccata sul collo della donna nuda, avvolta da spirali di filo spinato. Sembra una rosa, quella bocca così rossa, montata su un gambo dotato di spine di metallo.<br>L’aria viziata di quell’antro malefico le invade gola e polmoni; serrando gli occhi, che bruciano come la sua furia, riesce a inquadrare la sagoma sfocata di quell’uomo, là davanti, che apre lentamente le braccia per accogliere qualsiasi cosa. Graffi, pugni, morsi, squarci, bestemmie. Tutto il miele che lei può offrirgli, in quel momento.<br>Capace di staccare la testa di un toro a morsi, per ciò che è stata costretta a subire per giorni, per quella flebo di claustrofobia attaccata alle braccia legate a croce come quelle di Gesù Cristo, la donna punta subito quell’uomo che l’ha appena liberata, e che adesso sorride con la bocca piena di denti falsi che spuntano da sotto quella strana maschera: è il suo aguzzino — chi altri potrebbe essere, quel grasso porco — dovrà pagarla cara, con più di un litro di sangue.<br>Si morde le labbra, pianta le unghie nei palmi delle mani: è pronta a saltargli addosso. Proprio quello che il Reverendo vuole; quello sguardo inferocito, da tigre ferita ma non doma, che quasi schizza fuori dalle orbite come inchiostro bianco, rosso e nero, è meglio di un porporato, di una poltrona sul sacro Getsemani, tra le foglie che puntano Gerusalemme come cartelli viventi, delle chiappe lisce di una novizia da decorare a crudo con una Via Crucis di tagli; è meglio di qualsiasi altra cosa.<br>Le membra della nuova Maddalena, con la mente schermata dalle lenti d’ingrandimento dell’istinto, scattano per assecondare un solo lucido pensiero, luminoso come un lingotto di neon: devastare quella figura umana dinanzi a lei, farla a pezzi. L’aria fetida di quella stanza senza tempo, senza senso, le entra nella gola e poi, finalmente, esce sotto forma di grido. Cerca di alzarsi, scattando su, ma si rende conto che dal pavimento ascende una folgore di dolore. I denti vibrano, i nervi bruciano; là sotto devono esserci invisibili fiamme che la stuzzicano perverse. Le ginocchia si piegano, cade all’indietro. Solleva le gambe, ne sfiora le estremità con le dita: dalla pelle dei polpacci i polpastrelli passano direttamente alla polpa di tessuti tranciati che finiscono le sue gambe come frange. Grida di nuovo: il bastardo le ha mozzato i piedi, e restare in equilibrio su mozziconi di carne viva, su tralicci di tibie, va oltre le capacità della sua rabbia.<br>Ma scopre presto che non serve muoversi, camminare, per vendicarsi. L’uomo si avvicina, poi si piega per stendersi accanto a lei. Sussurra qualcosa verso il soffitto marcio, forse sta pregando, mentre affonda le dita nelle sue stesse carni già straziate dal cilicio, cercando di dare di nuova vita a ferite quasi morte e cicatrici da risvegliare. Il Reverendo, adesso carponi sulla donna a terra, si lascia ghernire, graffiare, mordere. Le dita di Maddalena si aggrappano al cilicio e tirano, mentre coi denti affonda sui flosci, insipidi pettorali: nidi di naftalina, nient’altro, spolverati da zucchero di borotalco — sapore di medicina, di ospedale. Il prete soffia tutto il suo dolore e piacere all’interno della maschera di cuoio, il paradiso lo pervade, come melassa bollente, in ogni cellula urlante, mentre sente il pene farsi maglio, pronto per inchiodare la donna ormai esausta, e terminare il lavoro.<br>Il serpente bianco adesso è libero di uscire, la porta di Gerusalemme è aperta, e i suoi tesori damascati luccicano giù in fondo, dietro i sipari di velluto delle grandi labbra. Le unghie della donna affondano sulla maschera che protegge il volto del bastardo: vede quegli occhi folleggiare dietro le grate di protezione, e poi sollevarsi, ruotare del tutto e mostrare un bianco, integrale delirio. Poi, finalmente, il Reverendo lancia nella donna il suo serpente scodante, insieme ai frammenti cristallizzati della livrea a diamanti, e forma un grido preumano che rimbomba nella stanza, e che racconta tutto: la divisione dei pani e dei pesci, la cacciata degli Ebrei, la convocazione dei Quattro Cavalieri, l’Apocalisse con la gonna stracciata, i tacchi alti e le guancie pallide che suona il corno d’ossa, mentre la linea dell’orizzonte, spezzata dalla verticalità della Torre, si fa improvvisamente di traverso, facendo colare il mondo nell’imbuto gigante dello spazio nero.<br>Un solo secondo, così corto e immenso, volatile e perpetuo, un chiodo che entra, di colpo, in una delle braccia di legno di una croce, quella croce, attraversando tessuti caldi, ancora vivi.<br>Dolore, piacere, resurrezione. Sono tutto mio Padre, pensa il prete.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">2018 © Alessandro Manzetti e Paolo Di Orazio<br>Tutti i diritti riservati</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">NOTE</strong></div> <div><span class="cf1">Prima pubblicazione per Club GHoST: 1 Aprile 2019.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">GLI AUTORI</strong></div> <div><span class="cf1">Caleb Battiago, pseudonimo di <strong>Alessandro Manzetti</strong> (Roma, 1968) è un autore di narrativa dark e fantastica, vincitore del prestigioso Bram Stoker Award® (e sette volte finalista), oltre a decine di nominations ad altri premi internazionali, curatore e traduttore. Ha pubblicato, con diversi editori, col proprio nome e con lo pseudonimo di <strong>Caleb Battiago</strong>, varie opere di narrativa, poesia e saggistica, tra le quali i romanzi <em>Samsara, L’Isola degli Urlanti</em> (2018), <em>Il Custode di Chernobyl</em> (2018), <em>Naraka – L’Apocalisse della Carne</em> (2013), <em>Shanti – La Città Santa</em> (2014), <em>Kiki: The Beginning</em> (2016), le raccolte di racconti <em>Il Giardino delle Delizie</em> (2017), <em>I Figli di Uxor 77</em> (2018), la novella <em>Area 52</em> (2016) e il saggio <em>Monster Masters </em>(2015). Tra le sue opere in lingua inglese: il romanzo <em>Naraka: The Ultimate Human Breeding</em> (2018), le raccolte di racconti <em>The Garden of Delight</em> (2017), <em>The Monster, the Bad and the Ugly</em> (2016, con <strong>Paolo Di Orazio</strong>), <em>The Massacre of the Mermaids</em> (2015) e le raccolte di poesie <em>Dark WAR</em> (2018, con <strong>Marge Simon</strong>), <em>No Mercy</em> (2017), <em>Eden Underground</em> (2016), <em>Sacrificial Nights</em> (2015, con <strong>Bruce Boston</strong>) e <em>Venus Intervention</em> (2014, con <strong>Corrine De Winter</strong>). Ad Aprile 2019 il suo secondo romanzo in inglese, <em>Shanti – The Holy City</em>, sarà pubblicato da Necro Publications, casa editrice leader nell’hardcore horror dal 1993. Tra le opere come curatore: le antologie T<em>he Beauty of Death</em> (2016), <em>The Beauty of Death Vol. 2</em> – <em>Death by Water</em> (2017, con <strong>Jodi Renee Lester</strong>) e <em>Monsters of Any Kind</em> (2018, con <strong>Daniele Bonfanti</strong>).<br>Diversi suoi racconti e poesie sono stati pubblicati su vari magazines e antologie in Italia, Stati Uniti e Inghilterra.<br>Oltre al Bram Stoker Award®, premio che ha vinto nel 2015, per il quale ha ricevuto anche sette nominations (Edizioni 2014, 2016, 2017, 2018), ha ricevuto diverse altre nominations ai premi internazionali Splatterpunk Awards (2 volte), This Is Horror Awards, Elgin Awards e Rhysling Awards, e sue opere di narrativa e poesia dark hanno ricevuto venti honorable mentions nei Best Horror of the Year Volumi 7-8-9-10 a cura di Ellen Datlow. </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Paolo Di Orazio</b></span>, Roma, 1966. Pioniere dello splatterpunk Italiano con l’antologia <em>Primi Delitti</em> (1989), denunciata dal Parlamento per istigazione a delinquere, pubblica racconti, romanzi e fumetti con Granata Press, Addictions, Castelvecchi, Radio Rai, Urania, Sergio Bonelli Editore, «Cattivik», «Heavy Metal», Coniglio editore, Cut Up Publishing, Nicola Pesce, Beccogiallo, Clair de Lune, Rizzoli e Independent Legions. Creatore ed editor della rivista cult «Splatter». Tra le sue pubblicazioni in lingua Italiana: <em>Madre Mostro</em> (1991),<em> Prigioniero del Buio</em> (1992), <em>Il Dipinto Ucciso</em> (1993),<em>Che</em> <em>hanno</em> <em>da</em> <em>strillare</em> <em>i</em> <em>maiali</em> (2009), <em>Vloody Mary</em> (2011), <em>Chiruphènia</em> (2012), <em>Debbi la Strana e le Avventure Bipolari del Coniglietto Ribes</em> (2014), <em>Black &amp; Why</em> (2015), <em>Nero Metafisico</em> (2016), <em>Il Sogno Dormiente</em> (2016), <em>Il Morso dello Sciacallo</em> (2016), <em>Putridarium</em> (2018), col quale ha vinto il Premio Laymon, e <em>Debbi La Strana: Le Avventure Oltranziste nel Ventre della Balena Ginger</em> (2018). Tra le ultime pubblicazioni come sceneggiatore di fumetti: <em>Il Bambino dei Moschini 1 e 2</em> (2018), <em>Cadaveri</em> <em>e</em> <em>Polpette</em> e <em>Cadaveri e Polpette: Anche gli Zombie si Sposano</em>! (2018), per i quali ha realizzato anche i disegni e l’illustrazione di copertina.</span></div> <div><span class="cf1">Tra le sue pubblicazioni in lingua inglese: il romanzo <em>Dark</em> <em>Mary</em> (2018), le raccolte di racconti <em>Dark</em> <em>Gates</em> (2014, con <strong>Alessandro</strong> <strong>Manzetti</strong>), <em>My Early Crimes</em> (2015) e <em>The Monster, the Bad and the Ugly</em> (2016, con <strong>Alessandro Manzetti</strong>), e i racconti <em>Candy e Periscope of the Dead</em> nelle antologie in lingua inglese <em>The Beauty of Death Vol. 1</em> (2016) e <em>Vol. 2</em> (2017). Il suo racconto <em>Hell</em> (da <em>Dark Gates</em>, 2014) è stato inserito nella lista del <em>Best Horror of the Year – Volume 7</em> curato da <strong>Ellen Datlow</strong>. Ha tradotto opere di <strong>Richard Laymon</strong> e <strong>Jack Ketchum</strong>. È Active Member della Horror Writers Association.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink9f65b5379abdc9dcb411365bef42293f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sacco-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 479,'height': 467,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9f65b5379abdc9dcb411365bef42293f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sacco-cover_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="195" /></a><br></div><div><script> var showboxlink23ed94bf1831843042261d3579de4dad = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alessandro-manzetti_autore.jpg','alt': 'Caleb Battiago.','title': 'Caleb Battiago.','width': 684,'height': 1024,'description': 'Caleb Battiago.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink23ed94bf1831843042261d3579de4dad, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alessandro-manzetti_autore.jpg" alt="Caleb Battiago." title="Caleb Battiago." width="100" height="150" /></a> <script> var showboxlink20e5758ecef44a74efcf6ce68b28b3c5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/paolo-di-orazio_autore.jpg','alt': 'Paolo Di Orazio.','title': 'Paolo Di Orazio.','width': 680,'height': 1022,'description': 'Paolo Di Orazio.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink20e5758ecef44a74efcf6ce68b28b3c5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/paolo-di-orazio_autore.jpg" alt="Paolo Di Orazio." title="Paolo Di Orazio." width="100" height="151" /></a></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 05:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Si è spento Dan Simmons]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=News"><![CDATA[News]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000022C"><h1 class="imHeading1">L'autore di Hyperion aveva 77 anni</h1><h2 class="imHeading2">Uno dei giganti della fantascienza, dell'horror e della narrativa contemporanea</h2><div>






<div>Il mondo della letteratura piange la scomparsa di <strong>Dan Simmons</strong>, uno dei giganti della fantascienza, dell'horror e della narrativa contemporanea, morto il 21 febbraio 2026 all'età di 77 anni.</div>
<div>La notizia della sua scomparsa, avvenuta a <strong>Longmont</strong>, in Colorado, si è diffusa solo nelle ultime ore del 27 febbraio, confermata dai necrologi ufficiali e dalle testate di settore. <strong>Simmons</strong> si è spento a causa delle complicazioni seguite a un ictus, circondato dall'affetto della moglie Karen e della figlia Jane.</div><div><br></div>
<div><strong>Un'eredità letteraria incomparabile</strong></div>
<div>Nato a Peoria (Illinois) il 4 aprile 1948, <strong>Simmons</strong> non è stato solo uno scrittore di genere, ma un vero e proprio "camaleonte" della penna, capace di spaziare con estrema eleganza tra la fantascienza più complessa, l'horror viscerale
e il romanzo storico.</div>
<div>La sua opera più celebre resta senza dubbio la saga de <em>I Canti di Hyperion</em> (composta da <em>Hyperion</em>, <em>La caduta di Hyperion</em>, <em>Endymion</em> e <em>Il risveglio di Endymion</em>).</div>
<div><strong></strong><em>Hyperion (1989)</em> è stato<em> </em>vincitore del Premio Hugo, il romanzo è costruito su una struttura che richiama i <em>Racconti di Canterbury</em> di <strong>Chaucer</strong>, dove sette pellegrini in viaggio verso le Tombe del Tempo sul pianeta Hyperion raccontano le proprie storie, intrecciando destini personali con il destino dell'intera galassia e della temibile entità
nota come lo <em>Shrike</em>.</div><div><br></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><b>Simmons</b></span> ha dimostrato una versatilità rara nel panorama letterario:</div>
<div><strong></strong><em>Song of Kali (1985)</em>: Il suo romanzo d'esordio, vincitore del World Fantasy Award, un horror cupo ambientato a Calcutta.</div>
<div><strong></strong><em>L'estate della paura (Summer of Night)</em>: Considerato uno dei capolavori dell'horror moderno, che evoca atmosfere alla <strong>Stephen King</strong> ma con una voce profondamente personale.</div>
<div><em>Ilium (2003)</em>: Un romanzo di fantascienza epica che intreccia tre narrazioni principali: la guerra di Troia rivisitata con
dèi tecnologicamente avanzati su Marte, una Terra futura degenerata e abitata da pochi umani ignoranti, e l'indagine dei moravec (androidi biomeccanici) nel sistema solare.</div>







<div><strong></strong></div><div><strong></strong><em class="fs14lh1-5">The Terror (La scomparsa dell'Erebus)</em>: Un imponente romanzo storico con sfumature soprannaturali basato
sulla spedizione perduta di Franklin nell'Artico, da cui è stata tratta una fortunata serie TV.</div><div><br></div>
<div>Prima di diventare uno scrittore a tempo pieno nel 1987, <strong>Simmons</strong> ha dedicato gran parte della sua vita all'insegnamento elementare, un'esperienza che ha profondamente influenzato la sua scrittura. Molti dei suoi studenti hanno ricordato come le prime bozze di <em>Hyperion</em> fossero nate proprio come storie raccontate in classe per stimolare l'immaginazione dei ragazzi.</div><div><br></div>
<div><strong>Vita Privata</strong></div>
<div>Lascia la moglie Karen, la figlia Jane Kathryn, i nipoti Milo e Lucia Glenn e il fratello Wayne. La famiglia lo ricorda come una mente profondamente curiosa, un lettore onnivoro e un
narratore nato che ha saputo connettere milioni di lettori in tutto il mondo attraverso la forza dei suoi sogni e delle sue visioni.</div>
<div><em>"Abbiamo perso un autore che ha saputo rendere la fantascienza letteratura alta, trattando temi come la religione, l'intelligenza artificiale e la natura della coscienza
con una profondità che pochi altri hanno saputo raggiungere."</em></div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlinke2eb12fdc50a34325c83d322c70a6cc3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dan-simmons-rip_ver.jpg','alt': 'Dan Simmons.','title': 'Dan Simmons.','width': 535,'height': 603,'description': 'Dan Simmons.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke2eb12fdc50a34325c83d322c70a6cc3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dan-simmons-rip_ver.jpg" alt="Dan Simmons." title="Dan Simmons." width="200" height="226" /></a><br></div><div><script> var showboxlinke99c16304b1cfdb68d22efa2e95c1a98 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dan-simmons-rip_bar2.jpg','alt': 'Dan Simmons.','title': 'Dan Simmons.','width': 872,'height': 581,'description': 'Dan Simmons.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dan-simmons-rip_bar.jpg','alt': 'Dan Simmons.','title': 'Dan Simmons.','width': 783,'height': 422,'description': 'Dan Simmons.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke99c16304b1cfdb68d22efa2e95c1a98, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dan-simmons-rip_bar2.jpg" alt="Dan Simmons." title="Dan Simmons." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 04:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'ambulanza di Larry Cohen]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Scognamiglio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000022B"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Godibile e divertente</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Sorretto da una giusta atmosfera</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">L'ambulanza (Usa 1990)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Larry Cohen. Soggetto e Sceneggiatura: Larry Cohen. Fotografia: Jacques Haitkin. Montaggio: Claudia Finkle, Armond Lebowitz. Musiche: Jay Chattaway. Scenografia: Lester Cohen,
Nancy Deren. Costumi: Sylvia Vega-Vasquez. Produzione: Moctesuma Esparza, Robert Katz, Barbara Zitwer. Durata: 91’. Genere: Orrore, Thriller. Paese di Produzione: Stati Uniti d'America, 1990. Titolo Originale: The
Ambulance. Interpreti: Eric Roberts (Josh Baker), James Earl Jones (tenente Spencer), Megan Gallagher (Sandra Malloy), Red Buttons (Elias Zacharai), Janine Turner (Cheryl), Eric Braeden (il dottore), Richard Bright (McClosky),
James Dixon (detective 'Jughead' Ryan), Jill Gatsby (Jerilyn), Martin Barter (Street Gang Leader), Laurene Landon (Patty), Nick Chinlund (Hugo - accreditato come Nicholas Chinlund), Stan Lee (Stan, il capo di Joshua).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/40zgpjC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4aQb3Fq" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Josh è un fumettista che si è invaghito di Cheryl, una bella ragazza che vede tutti i giorni passare per strada quando un giorno decide di fare il primo passo fermandola
per provare a parlarci. Ma la ragazza, d’improvviso, ha un mancamento accasciandosi lentamente a terra. Un’ambulanza la carica e la porta in ospedale. Josh &nbsp;decide di andarla a trovare ma pare che Cheryl non sia
ricoverata da nessuna parte, come se fosse svanita nel nulla... Josh, a questo punto, si rivolge alla polizia affidandosi al detective Spencer ma decide di indagare anche per conto suo facendo una scoperta agghiacciante: molte altre persone caricate sulla stessa ambulanza, infatti, sembrano essere sparite nel nulla! Dove vengono portati i pazienti? Che ci sia lo zampino di un dottore folle che seleziona i pazienti in base ad alcune caratteristiche
in comune tra loro?</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Larry Cohen</strong>, regista (<em>Baby Killer</em>, <em>Baby Killer 2</em>, <em>Baby Killer 3</em>, <em>Q - Il serpente alato</em>, <em>Il gelato che uccide</em>, <em>I vampiri di Salem’s Lot</em>) e sceneggiatore (<em>Maniac Cop</em>, <em>Maniac Cop 2</em>, <em>Maniac Cop 3</em>, <em>Ultracorpi: L'invasione continua</em>, <em>In linea con l’assassino</em>, <em>Cellular</em>, <em>Captivity</em>) dirige nel 1990 questo intrigante thriller horror ricco di colpi di scena. Ambientato in una caotica
New York, l’attenzione dello spettatore viene proiettata verso il susseguirsi degli eventi narrati. Questi non fanno altro che sconvolgere lo status mentale di Josh a tal punto da apparire folle di fronte agli occhi
della polizia che a stento crede in ciò che racconta. Lo spettatore, col passare degli eventi, cova quindi una sorta di rabbia nei confronti dell’ambulanza che riesce sempre a farla franca. Il mezzo sanitario,
una Cadillac del 1973 che ricorda molto l'auto dei <em>Ghostbusters</em>, sfreccia per le vie della città come se fosse guidata da una forza demoniaca in cerca di
vittime. Questo lascia dietro di se un alone di mistero che ci accompagnerà fino alla fine del film: un thriller che si alterna con l'andatura da action poliziesco tipico degli anni '90.</span></div><div><span class="cf1">Il cast è
di qualità; troviamo <strong>Eric Roberts</strong> (attore che vanta un curriculum di tutto rispetto tra film action, drammatici e qualche horror come <em>The Devil's Dozen</em> e <em>The Human Centipede 3</em>) nel ruolo di Josh, il compianto <strong>James Earl Jones</strong> nel ruolo del detective Spencer, <strong>Janine Turner</strong> (attrice nota soprattutto nelle serie tv come <em>Dallas</em>, <em>Happy Days</em>, <em>A-Team</em>, <em>Supercar</em>, <em>General Hospital</em>, <em>Walker Texas Ranger</em>, <em>Law &amp; Order</em>) nel ruolo di Cheryl ed <strong>Eric Braeden</strong> (<em>Piranha</em> di <strong>Joe Dante</strong>, <em>Titanic</em> e varie serie tv) nel ruolo del misterioso "mad doctor" da non confondere con l'attore
<strong>Burt Reynolds</strong> in quanto a somiglianza.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con una sceneggiatura semplice e non troppo impegnativa, <strong>Larry Cohen</strong> anche in questo caso ci propone un film godibile e divertente sorretto da una giusta atmosfera che non cade mai nel banale o nel troppo prevedibile. Non un capolavoro
ma sicuramente un piccolo gioiello degli anni ’90 &nbsp;da rispolverare di tanto in tanto.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/40zgpjC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4aQb3Fq" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinka3601f5e69fe221e6113d3f73b735a23 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/theambulance1990-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 429,'height': 525,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka3601f5e69fe221e6113d3f73b735a23, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/theambulance1990-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="245" /></a><br></div><div><script> var showboxlink59d45e576f1f0951c4096bb3b048a08e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/theambulance1990-scana_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 860,'height': 462,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink59d45e576f1f0951c4096bb3b048a08e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/theambulance1990-scana_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="108" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=z2Dw0_rLxYs">https://www.youtube.com/watch?v=z2Dw0_rLxYs</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 15:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Hetzer di Stefano Rossetti]]></title>
			<author><![CDATA[E.B. Lugher]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000229"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Le nefaste conseguenze sull'animo umano</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Nelle pagine di questo libro gli echi di Sven Hassel ci sono tutti</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Il libro tratta le avventure belliche di quattro carristi comandati sul fronte orientale, durante la seconda guerra mondiale.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La campagna di Russia ha trovato il Reich completamente impreparato a far fronte tanto al generale inverno, quanto alla soverchiante superiorità di mezzi e uomini di un territorio
tanto vasto.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/46oK9Do" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ecco che, dopo l’iniziale sorprendente avanzata delle forze della Wehrmacht, l’esercito tedesco si trova quindi a dover combattere una guerra di ripiegamento.</span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">I carri come l’Hetzer in dotazione ai quattro soldati, è tipico di quel tipo di battaglia: copertura della ritirata e imboscata al nemico.</span><br></span></div>
<div><span class="cf1">Gli orrori che questi quattro uomini hanno visto, durante tutte le battaglie a cui hanno partecipato, è sempre un gradino più in basso dell’orrore che incontrano
in ogni nuovo giorno.</span></div>
<div><span class="cf1">Le nefaste conseguenze sull’animo umano, non tardano a manifestarsi.</span></div>
<div><span class="cf1">Atrocità, vendetta e sospetto marciano al fianco di questi guerrieri, ne guidano le azioni e ne determinano il destino.</span></div>
<div><span class="cf1">Nelle pagine di questo libro gli echi di <strong>Willy Arberg</strong> (meglio noto come <strong>Sven Hassel</strong>) ci sono tutti: dalla ricerca continua di cibo, alla coscienza di una sopravvivenza che non è più
necessità essa stessa, ma diventa speranza di poterla trovare.</span></div>
<div><span class="cf1">La parte peggiore di avere fame è sapere che il giorno successivo si avrà ancora fame, il brutto di cercare di sopravvivere è sperare di doverlo ancora fare anche
l’indomani.</span></div>
<div><span class="cf1">Non c’è mai requie.</span></div>
<div><span class="cf1">Il carro armato appare quindi come un novello ventre materno, all’interno del quale cercare protezione, calore, riparo dalla tormenta e dalla guerra.</span></div>
<div><span class="cf1">E il carro, come una mamma determinata, decide che la priorità è la protezione dei suoi “figli” adottivi.</span></div>
<div><span class="cf1">Non cessa mai di avere quell’energia che li porta sempre avanti, lungo un percorso che diventa viaggio interiore.</span></div>
<div><span class="cf1">Il carro continua ad andare, non ha bisogno di carburante e non consente spiegazione di ciò ai suoi protetti, una madre non spiega ai figli come trova i soldi per il cibo, come
questo arriva sulla tavola.</span></div>
<div><span class="cf1">E quando sono loro, i soldati, a cercare di proteggere il carro, combinano un mezzo disastro.</span></div>
<div><span class="cf1">Il rivestimento antimina, conosciuto come Zimmerit, è applicato in modo casuale, raffazzonato e con un colore improbabile, altro che mimetismo…</span></div>
<div><span class="cf1">Il mezzo comunque continua nella sua ricerca di un posto che sia altrove rispetto alla guerra.</span></div>
<div><span class="cf1">Vuole portare in salvo i suoi uomini e, almeno in parte, ci riesce.</span></div>
<div><span class="cf1">I soldati crescono almeno quanto diventa lungo il percorso che fanno a bordo del mezzo, soprattutto nel sacrificio e nella morte che li viene a trovare.</span></div>
<div><span class="cf1">Il rifiuto della guerra e la ricerca della salvezza, chi tornando a casa, chi fermandosi dove il carro stesso ha deciso, non devono apparire scontati, non per loro: i soldati del glorioso
esercito tedesco.</span></div>
<div><span class="cf1">Dividere i destini, lasciarsi indietro qualcuno, trovare qualcun altro, il trovarsi soli a dover decidere del proprio futuro, è l’altra faccia della famiglia.</span></div>
<div><span class="cf1">Nemmeno la tranquillità di una vita normale è, per questi rudi uomini temprati dalla guerra, la cessazione di ogni memento.</span></div>
<div><span class="cf1">Il carro è sempre là, presente agli occhi e ai ricordi.</span></div>
<div><span class="cf1">Solo la morte appare, pertanto, come l’unica liberazione dagli orrori del loro mondo.</span></div>
<div><span class="cf1">E, poeticamente, anche la loro mamma: il carro, svanisce con la vita che se ne va.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Stefano Rossetti. Classe 1963, nasce due giorni dopo che hanno riempito di piombo J. F. Kennedy. Disegnatore, tatuatore e bassista, inizia a comporre i testi per le canzoni delle
varie band in cui si trova a suonare, ci prende gusto e si ritrova a scrivere storie di disagio, sconfitta e scazzo quotidiano di mezza età. Con Colomò Editore, ha pubblicato nelle antologie “Disagio. Vivere
e morire dopo il 2020” e “Perturbamento”.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Hetzer</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Stefano Rossetti</em></div>
<div><em class="cf1">Illustratore: Riccardo Rossetti</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 20 novembre 2025</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: Officina Onirica</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Colomò Editore</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 144</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 979-1281430310</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 11 x 0.91 x 16.99 cm</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 13,00 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46oK9Do" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinka373d1f75557c887c4fdb6c824fc23c6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Hetzer-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 699,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka373d1f75557c887c4fdb6c824fc23c6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Hetzer-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></div><div><script> var showboxlink4543c72950996ecea7c952f8c28141c5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/StefanoRossetti_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 820,'height': 792,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4543c72950996ecea7c952f8c28141c5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/StefanoRossetti_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="145" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 06:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Wrestler di Darren Aronofsky]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio Mazzola]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000228"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Struggente, crudo e a tratti freddo</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un'analisi sull'impotenza dell’essere umano nei confronti del fallimento della vita</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">The Wrestler (Usa 2008)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Darren Aronofsky. Soggetto, Sceneggiatura: Robert Siegel. Fotografia: Maryse Alberti. Montaggio: Andrew Weisblum. Effetti Speciali: Drew Jiritano, Dan Schrecker. Musiche:
Clint Mansell. Scenografia: Tim Grimes, Matthew Munn, Theo Sena. Costumi: Amy Westcott. Trucco: Judy Chin. Produttori: Darren Aronofsky, Scott Franklin. Produttore esecutivo: Vincent Maraval, Agnès Mentre, Jennifer
Roth, David Harfield. Case di produzione: Protozoa Pictures, Wild Bunch. Genere: Drammatico, Sportivo. Durata: 105’. Paese di Produzione: Stati Uniti d'America, 2008. Lingua Originale: inglese. Interpreti: Mickey
Rourke (Randy), Marisa Tomei, (Cassidy), Evan Rachel Wood (Stephanie), Todd Barry (Wayne), Wass Stevens (Nick Volpe), Judah Friedlander (Scott Brumberg), Ernest Miller (The Ayatollah), Mark Margolis (Lenny), Dylan Summers
(Necro Butcher).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4cyY6m7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4kZxAV9" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Randy “The Ram” Robinson (<strong>Mickey Rourke</strong>) è un lottatore professionista che alla fine degli anni ’80 era al culmine della popolarità. A vent’anni di distanza lavora part-time come magazziniere e come commesso per un supermercato,
dedicandosi ai combattimenti, per i pochi fan rimasti, solo nei week-end, esibendosi in tristissime palestre di licei. E’ un uomo fallito, ridotto in povertà e con il fisico stanco e ammaccato per le troppe botte
prese. Un giorno, al termine di un umiliante combattimento in cui riporta gravi ferite, viene colto da un infarto e trasportato d’urgenza all’ospedale. Si risveglierà con un bypass al cuore e con l’assoluto
divieto da parte del medico di continuare a combattere e di assumere steroidi. A questo punto Randy vuole dare una svolta alla sua vita: dopo aver deciso di farla finita per sempre con il wrestling tenta di recuperare i rapporti
con la figlia Stephanie (<strong>Evan Rachel Wood</strong>) che aveva abbandonato quand’era piccola e che nutre per lui solo disprezzo; e tenta anche di avvicinarsi
alla non più giovanissima ballerina di lap-dance Cassidy (<strong>Marisa Tomei</strong>), per la quale nutre un sincero affetto. Ma la vita sregolata che aveva condotto fino a quel momento non consente all’uomo di vivere in pace: una sera, dopo essersi ubriacato e dopo aver fatto sesso con
una sconosciuta, crolla addormentato in casa e si dimentica dell’appuntamento che era riuscito a fissare con la figlia (la quale si era nuovamente avvicinata al padre dopo un incontro precedente). Il rapporto tra i due
è definitivamente spezzato, per la disperazione e il rammarico del genitore. In più Cassidy, madre sola di un figlio di nove anni, non riesce a fidarsi dell’affetto sincero dell’ex lottatore. Disperato
e senza alcun motivo per il quale vivere Ram decide di combattere ugualmente contro l’Ayatollah, (l’avversario fortissimo che aveva sconfitto vent’anni prima) rischiando forse definitivamente la sua vita
sul ring...</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Vincitore di due Golden Globe (migliore attore in un film drammatico a <strong>Mickey Rourke</strong>; miglior canzone originale a <strong>Bruce Springsteen</strong>); Leone d’oro a Venezia per <strong>Mickey Rourke</strong>. Con un budget di “soli” 6 milioni di dollari il film riesce a incassare oltre 40
milioni di dollari.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Darren Aronofsky</strong> mette in scena un film struggente, crudo e a tratti freddo, nella sua analisi impietosa dell’insostenibile
impotenza dell’essere umano nei confronti del fallimento della vita.<br>Un film interpretato non a caso da <strong>Rourke</strong>, un attore che negli anni ha conosciuto un periodo di declino lavorativo, ma anche fisico (le numerose plastiche facciali per arginare i danni causati dalla boxe, sua
grande passione, forse un modo per rendere esplicita la sua esigenza di autodistruzione); e anche <strong>Marisa Tomei</strong>, con i suoi quasi 45 anni che la rendono ormai una “neo-ex-giovane” (ma sempre bellissima) sembra incarnare pienamente lo spirito meta-cinematografico della pellicola.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con <em>The Wrestler</em> è in scena la vita. Forse viene illustrato lo scenario peggiore, il percorso che tutti
sperano di non dover affrontare mai; ma sicuramente non si eccede, non si va mai oltre la pura rappresentazione di una vicenda strettamente ancorata al reale. Un elemento valorizzato ulteriormente dalle tecniche di ripresa,
con una macchina a mano fortemente somatizzata che strizza un occhio a <strong>Lars Von Trier</strong> (<em>Dancer in the Dark</em>, 2000; <em>Dogville</em>, 2003) e il suo Dogma 95. Non c’è via d’uscita per The Ram, tutto è finito e sembra inutile anche il voler ricominciare da capo perché ormai
il suo modo di vivere e pensare è danneggiato per sempre, come il suo fisico che si muove stanco e appesantito. La fotografia di <strong>Maryse Alberti</strong> è fredda, chirurgica e molto chiara, ma in realtà non c’è luce al fondo del tunnel: i due terzi del film, infatti, sono girati in semisoggettiva
di Randy, le cui gigantesche spalle coprono gran parte del campo visivo: una metafora perfetta, a mio parere, dell’impossibilità di guardare oltre, di poter superare l’impasse comportamentale che sembra
aver bloccato il lottatore per sempre all’interno del ring. Perché Randy non sa vivere, non riesce a inserirsi nella vita di tutti i giorni intrappolato com’è nel suo personaggio che esalta la folla
(è per questo che detesta sentirsi chiamare col suo vero nome, Robin); e la semisoggettiva sembra anche beffarsi di lui, seguendolo come se stesse sempre per entrare nel ring, pronto ad affrontare un nuovo combattimento
(anche quando in realtà si appresta a entrare nel reparto gastronomia nel quale è addetto alle vendite).</span></div><div><span class="cf1"><br>Il brano di <strong>Bruce Springsteen</strong>, <em>The Wrestler</em>, esprime una rassegnazione e una malinconia profonda che colpiscono direttamente allo stomaco, accompagnando la vicenda con un tocco deciso, ma mai invadente.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4cyY6m7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4kZxAV9" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink95c7c4c73947efd188af3061fc007a6b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-wrestler-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink95c7c4c73947efd188af3061fc007a6b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-wrestler-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkebd15ad72699b33f969d1d9dc9a93ebc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-wrestler-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1296,'height': 730,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkebd15ad72699b33f969d1d9dc9a93ebc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-wrestler-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=61-GFxjTyV0">https://www.youtube.com/watch?v=61-GFxjTyV0</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 13:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Teleprompter gratuito per leggere i vostri testi]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000227"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Soluzione pratica e leggera</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un gobbo elettronico affidabile senza dover acquistare software costosi</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>Teleprompter </em></span><span class="cf1">di </span><span class="cf1"><strong>Franco Aversa</strong></span><span class="cf1">, è uno strumento gratuito basato su web (HTML) progettato per facilitare la lettura di testi durante le registrazioni video o i discorsi in pubblico.</span></div>
<div><span class="cf1">Il software non richiede installazione; funziona direttamente nel browser (consigliato Chrome) e può essere utilizzato sia online tramite link, sia offline salvando il file HTML
sul proprio computer. È uno strumento nato per esigenze personali ma esteso alla community, con un'attenzione particolare alla privacy: non registra dati personali né contenuti degli utenti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Funzionalità Principali</span></strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Gestione del Testo</em></span><span class="cf1">: è possibile incollare testi direttamente nell'area dedicata o caricare file in formato .txt.
Il software pulisce automaticamente il testo dagli spazi bianchi e dai ritorni a capo eccessivi per garantire una lettura fluida senza interruzioni visive.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Voice Scroll (Controllo Vocale)</em></span><span class="cf1">: una delle funzioni più innovative. Il testo avanza automaticamente quando il microfono
rileva la voce dell'utente e si ferma quando si smette di parlare. La sensibilità del microfono è regolabile per adattarsi a diversi ambienti e dispositivi.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Modalità Speculare</em></span><span class="cf1">: fondamentale per chi utilizza un vero hardware da teleprompter (con specchio semitrasparente).
Con un clic, il testo viene ribaltato orizzontalmente per essere letto correttamente attraverso il vetro.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Registrazione Integrata</em></span><span class="cf1">: permette di registrare file audio (in formato .webm o .ogg) e video direttamente dal browser mentre
si legge il testo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink3bf2d03018826d4aebb1954edb11e8b6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Teleprompter-fa_02.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Teleprompter.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Teleprompter.','width': 1894,'height': 910,'description': 'L\'interfaccia grafica di Teleprompter.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3bf2d03018826d4aebb1954edb11e8b6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Teleprompter-fa_02.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Teleprompter." title="L&#39;interfaccia grafica di Teleprompter." width="200" height="97" /></a><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">L'interfaccia grafica di Teleprompter.</span></b></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'interfaccia offre un alto grado di controllo per ottimizzare l'esperienza di lettura. È possibile, infatti, scegliere tra tema chiaro e scuro (consigliato quest'ultimo
per evitare riflessi sugli occhiali); regolare la dimensione del carattere, della larghezza della colonna (per limitare il movimento degli occhi) e interlinea. È presente poi una linea guida orizzontale personalizzabile nel colore o sostituibile con simboli/emoji per aiutare a mantenere il segno. Oltre ai pulsanti a video, sono disponibili shortcut da tastierino numerico per regolare velocità e direzione
dello scorrimento in tempo reale</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">PRO</span></strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">Gratuito e utilizzabile su PC, tablet e smartphone.</span></li>
<li><span class="cf1">Il controllo vocale e gli shortcut permettono un utilizzo mani-libere o a distanza.</span></li>
<li><span class="cf1">Open Source: L'autore invita i programmatori a scaricare e migliorare il codice HTML per uso personale.</span></li></ul><span class="cf1"><br></span>
<div><strong><span class="cf1">CONTRO</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Essendo un applicativo HTML basato sulle API del browser:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<ul>
<li><span class="cf1">La qualità delle registrazioni video dipende fortemente dai codec del browser e dalla webcam utilizzata, rendendo questa funzione più "sperimentale" rispetto all'audio.</span></li>
<li><span class="cf1">Non supporta formati complessi come .docx; il testo deve essere semplice o convertito in .txt.</span></li></ul><span class="cf1"><br></span>
<div><span class="cf1"><em>Teleprompter</em></span><span class="cf1"> di </span><span class="cf1"><strong>Franco Aversa</strong></span><span class="cf1"> è una soluzione pratica, leggera e ricca di funzioni avanzate (come il Voice Scroll) per chiunque cerchi un gobbo elettronico affidabile senza dover acquistare
software costosi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Avvia o scarica </span><span class="cf1"><em>Teleprompter</em></span><span class="cf1"> dal sito ufficiale: </span><span class="cf1"><a href="https://www.wvdata.info/teleprompter.html" class="imCssLink">https://www.wvdata.info/teleprompter.html</a></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica il programma dai nostri archivi: </span><span class="cf1"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?teleprompter-pro-1-4" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink99e774b965e24985fdcdf5eee2f73b52 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Teleprompter-fa_01.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Teleprompter.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Teleprompter.','width': 1899,'height': 924,'description': 'L\'interfaccia grafica di Teleprompter.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink99e774b965e24985fdcdf5eee2f73b52, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Teleprompter-fa_01.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Teleprompter." title="L&#39;interfaccia grafica di Teleprompter." width="200" height="98" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Qk7_6qAVPN8">https://www.youtube.com/watch?v=Qk7_6qAVPN8</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 08:44:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?teleprompter-gratuito-per-leggere-i-vostri-testi</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/rss/000000227</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[A House of Dynamite di Kathryn Bigelow]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000226"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Opera disturbante</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un ritratto impietoso della nostra epoca</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">A House of Dynamite (Usa 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Kathryn Bigelow. Soggetto e Sceneggiatura: Noah Oppenheim. Fotografia: Barry Ackroyd. Montaggio: Kirk Baxter. Effetti speciali: Chris Harvey. Musiche: Volker Bertelmann.
Scenografia: Jeremy Hindle. Costumi: Sarah Edwards. Produttore: Kathryn Bigelow, Noah Oppenheim, Greg Shapiro. Produttore esecutivo: Brian Bell, Luca Borghese, Sarah Perlman Bremner, Erin Charles, Jeremy Hindle, Sumaiya Kaveh,
Richard Keeshan, Elin Mjoll Thorhallsdottir, Jonathan Zurer. Casa di Produzione: First Light Productions, Netflix, Prologue Entertainment. Paese di Produzione: Stati Uniti d'America - 2025. Durata: 112’. Genere:
Drammatico, Thriller. Lingua Originale: Inglese. Interpreti: Idris Elba (Presidente degli Stati Uniti), Rebecca Ferguson (com. Olivia Walker), Gabriel Basso (vice cons. Jake Baerington), Jared Harris (segr. Reid Baker), Tracy
Letts (gen. Anthony "Tony" Brady), Anthony Ramos (magg. Daniel "Danny" González), Moses Ingram (Cathy Rogers), Jonah Hauer-King (ten. com. Robert Reeves), Greta Lee (Ana Park), Jason Clarke (amm.
Mark Miller).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Attenzione contiene spoiler</strong></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con la sua ultima fatica cinematografica, <em>A House of Dynamite</em>, <strong>Kathryn Bigelow</strong> sposta il baricentro del suo cinema d'azione dai campi di battaglia polverosi ai corridoi asettici del potere statunitense.
Presentata in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, la pellicola rappresenta un'evoluzione tematica per la regista, che per la prima volta sceglie di non mostrare il conflitto fisico, ma il tormentato processo
mentale che precede la distruzione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il film si sviluppa attorno a un evento catastrofico: il rilevamento di un ordigno nucleare diretto verso gli Stati Uniti. L'origine dell'attacco rimane avvolta nel mistero,
trasformando i trenta minuti scarsi a disposizione della Casa Bianca in un tesissimo conto alla rovescia. Invece di indugiare su spettacolari esplosioni in stile catastrofista, (si guardi <em>The Day After</em> o il più terrificante <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?ipotesi-sopravvivenza-di-mick-jackson" class="imCssLink">Ipotesi sopravvivenza</a></em>) &nbsp;<strong>Bigelow</strong> sceglie di confinare l'orrore fuori dall'inquadratura, concentrandosi esclusivamente sulle reazioni, i dubbi e i fallimenti
di chi ha il compito di reagire.</span></div>
<div><span class="cf1">L'architettura del film è tanto rigorosa quanto originale: l'azione è divisa in tre segmenti che si sovrappongono, mostrando la stessa riunione d'emergenza
da tre angolazioni differenti. Il racconto si focalizza a turno sugli analisti della sicurezza, sulle alte sfere dell'esercito e sui rappresentanti del governo mentre la narrazione insegue la velocità degli eventi,
cercando di catturare l'istante in cui il destino del mondo viene deciso.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il fulcro della pellicola risiede nella decostruzione del mito dell'efficienza militare. <strong>Bigelow</strong> evidenzia come una macchina bellica apparentemente perfetta sia in realtà mossa da esseri umani fallibili. Il Presidente, interpretato da <strong>Idris Elba</strong>, è ritratto non come un eroe d'azione, ma come un uomo colto di sorpresa mentre svolge attività quotidiane, evidenziando l'impreparazione psicologica
dei leader di fronte all'irreparabile.</span></div>
<div><span class="cf1">Attraverso le dichiarazioni della regista e i dialoghi, emerge una critica feroce al concetto di deterrenza: come si può definire "difesa" un sistema che garantisce
solo il reciproco annientamento?</span></div>
<div><span class="cf1">Il film traccia un parallelo tra la storia americana (evocata tramite una rievocazione della Guerra di Secessione) e l'attuale stato di perenne minaccia, suggerendo che il Paese
sia intrinsecamente legato a una cultura delle armi.</span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante la complessità della struttura a incastri, la regia di <strong>Bigelow</strong> rimane pulita e logica, supportata dalla sceneggiatura di <strong>Noah Oppenheim</strong>. Il film gioca costantemente con ciò che non viene mostrato (il "fuori campo"): non vediamo l'esplosione, non vediamo l'aggressore e non
vediamo nemmeno l'esito finale della controffensiva americana. Questa scelta obbliga lo spettatore a confrontarsi con il vuoto e con la responsabilità etica delle decisioni umane.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong><em>A House of Dynamite</em> è un ritratto impietoso della nostra epoca. <strong>Bigelow</strong> ci ricorda che viviamo in una "casa imbottita di esplosivo", un mondo dove otto miliardi di persone conducono le proprie vite ignorando quanto sia sottile il filo che ci separa dalla fine. È
un'opera disturbante che, evitando il conforto dello spettacolo visivo, lascia lo spettatore con un profondo senso di inquietudine.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinkb39387cfef623b51f543c0e5ab2331a3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/a-house-of-dynamite-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 559,'height': 826,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb39387cfef623b51f543c0e5ab2331a3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/a-house-of-dynamite-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="296" /></a><br></div><div><script> var showboxlink8fef8d760e71ad0498a46ce5901f25f3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/a-house-of-dynamite-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 819,'height': 461,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8fef8d760e71ad0498a46ce5901f25f3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/a-house-of-dynamite-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=0yZ5bDHygkg">https://www.youtube.com/watch?v=0yZ5bDHygkg</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 13:44:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Anche le zanzare dormono]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000225"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Dietro la maschera sociale</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Uno spaccato sulla sofferenza invisibile</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità di <em>Anche le zanzare dormono</em>, una raccolta di racconti di <strong>Stefano Labbia</strong>, un caleidoscopio sulla fragilità psicologica e la resilienza, una metafora di speranza e consapevolezza.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4sfZyhP" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Questo volume non è mera letteratura; è un intenso viaggio di analisi psicologica che esplora le “storie di ordinaria follia” che definiscono la condizione umana
moderna. Attraverso un mosaico di voci, <strong>Labbia</strong> obbliga il lettore a confrontarsi con le vulnerabilità e i conflitti interiori che spesso si nascondono
dietro la facciata della superficialità.</span></div>
<div><span class="cf1">La raccolta offre una lente d'ingrandimento sulle dinamiche relazionali disfunzionali e sul profondo senso di insoddisfazione che affligge l'individuo contemporaneo. I protagonisti
- da Diodato a Martina, da Alessia all'anziano pieno di orgoglio - sono testimonianze vivide di come l’ambiente familiare e sociale moderno possa minare l’equilibrio emotivo e l’autostima.</span></div>
<div><span class="cf1">Emozioni intense come rabbia, senso di colpa e solitudine sono il "filo conduttore" che evidenzia la difficoltà di comunicazione autentica con sé stessi e con gli altri.
Personaggi schiacciati dalla routine e dalle aspettative insoddisfatte incarnano la crisi esistenziale e il senso di impotenza di fronte a un destino che sembra immutabile.</span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante il dolore, l’opera celebra la resilienza psicologica. La “scelta di diffondere messaggi di amore e inclusione” da parte dei giovani personaggi e il gesto di “rivolta
e desiderio di libertà” di Martina, dimostrano come il dolore possa diventare un motore di crescita personale e trasformazione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il titolo, apparentemente leggero, nasconde un significato simbolico e profondo: le “zanzare” rappresentano quelle sofferenze quotidiane e persistenti che, anche quando sembrano
sopite, continuano a influire sulla nostra psiche. L'autore invita chi legge a non ignorare questo "fastidio" interiore, ma bensì ad accoglierlo come parte integrante del cammino di autenticità
e guarigione.</span></div>
<div><span class="cf1">Questo libro diventa così fondamentale per chiunque sia interessato a comprendere meglio l'altro lato della sofferenza e il percorso che porta alla rinascita, posizionandosi come
una lettura essenziale nel panorama della letteratura italiana introspettiva.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Anche le zanzare dormono</em> è un invito potente a riscoprire l’empatia, il valore della profondità e l'importanza
di un ascolto autentico (l’unico vero passo verso la guarigione). <strong>Labbia</strong> ci sprona a non giudicare, ma a riconoscere in ogni sofferenza un appello universale alla cura e solidarietà. Solo così, accettando le nostre ferite, potremo costruire una società più
consapevole e compassionevole.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Stefano Labbia, affermato autore nato a Roma nel 1984, intreccia armoniosamente le sue origini brasiliane con le sue ricerche letterarie e creative. Fondatore di <em>Black Robot Entertainment</em> e <em>Black Robot Publishing</em>, si è ritagliato una nicchia nel mondo dell'audiovisivo e dell'editoria, con un'impressionante produzione che comprende poesie, romanzi, graphic novel e opere teatrali.</span></div>
<div><span class="cf1">Il suo percorso letterario è iniziato con la pubblicazione della sua prima raccolta di poesie, <em>Gli Orari del Cuore</em>, nel 2016, seguita da diverse opere di successo, tra cui <em>Piccole Vite Infelici</em>, che ha vinto il Premio Elison 2017 come miglior romanzo inedito. Appassionato sostenitore di cause sociali, il contributo di Labbia va oltre la narrativa;
il suo bestseller di crescita personale, <em>Be Happy: Think Different</em>, sintetizza la sua ricerca della felicità.</span></div>
<div><span class="cf1">Grazie ai numerosi riconoscimenti e alla dedizione al sostegno di iniziative umanitarie, la narrativa multiforme di Labbia suscita profonda commozione, offrendo ai lettori un
mix di esplorazione artistica e profonda comprensione dell'esperienza umana.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Anche le zanzare dormono</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Stefano Labbia</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Independently published</span></div>
<div><span class="cf1">Genere: Narrativa</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 4 gennaio 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 59</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensioni: 15.24 x 0.36 x 22.86 cm</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 21,00 €</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 979-8288184529</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4sfZyhP" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf1263bae26fe95e85906e7b34e1f9107 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/zanzare-dormono_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 546,'height': 900,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf1263bae26fe95e85906e7b34e1f9107, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/zanzare-dormono_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="330" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3f662654343f96b853e31d694e160a63 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Stefano-Labbia_autore_l9tsxv5c.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 288,'height': 196,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3f662654343f96b853e31d694e160a63, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Stefano-Labbia_autore_8rfe8uug.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="103" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 07:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[I colori del tempo di Cédric Klapisch]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000224"><h1 class="imHeading1">Selezionato al Festival di Cannes</h1><h2 class="imHeading2">Commedia in costume che si alterna a commedia contemporanea</h2><div>






<div><strong>I colori del tempo (Francia, Belgio 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Cédric Klapisch. Soggetto e Sceneggiatura: Cédric Klapisch, Santiago Amigorena. Fotografia: Alexis Kavyrchine. Montaggio: Anne-Sophie Bion. Scenografia: Marie
Cheminal. Produzione: Cédric Klapisch, Bruno Levy. Costumi: Pierre-Yves Gayraud. Trucco: Aude Cogrel, Frédérique Foglia, Jane Milon. Musiche: ROB. Case di Produzione: Ce Qui Me Meut, Studio Canal, France
2 Cinéma, Panache Productions, La Compagnie Cinématographique. Distribuzione (Italia): Teodora Film. Durata: 126’. Genere: Commedia. Paesid i Produzione: Francia - Belgio, 2025. Titolo Originale: La venue
de l’avenir. Interpreti: Suzanne Lindon (Adèle), Abraham Wapler (Seb), Julia Piaton (Céline), Vincent Macaigne (Guy), Zinedine Soualem (Abdel), Paul Kircher (Anatole), Vassili Schneider (Lucien), Cécile
De France (Calixte de la Ferrière), Franҫois Berléand (Victor Hugo), Sara Giraudeau (Odette), Raika Hazanavicius (Rose), Alice Grenier (Berthe Morisot), Angèle Garnier (Violette), Alexandra Ansidei
(Manon), Jonas Paz-Benavides (Artiste), Armandine Partensky, Vincent Perez, Fred Testot, Louise Pascal, Virginie Sibalo, Franҫois Chattot.</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div>Il regista francese (di origine ebrea) <strong>Cédric Klapisch</strong> gira il suo film più ispirato, dopo alcune commedie (<em>Niente di niente</em>, <em>Ognuno cerca il suo gatto</em>), una pellicola per ragazzi (<em>Il giovane pericoloso</em>), una riduzione cinematografica da un testo teatrale (<em>Aria di famiglia</em>) e una collaborazione con il cinema iberico (<em>L’appartamento spagnolo</em>). <em>La vita è una danza</em> è un buon successo al botteghino in Francia, molto apprezzato anche in Italia, così come è interessante la pellicola <em>Parigi</em>, ma con <em>I colori del tempo</em> siamo su un altro piano narrativo, oserei dire proustiano, capace di fondere senso del passato, ricordi ancestrali, amore per la storia dell’arte e valore della memoria. Il messaggio forte del film è
che bisogna fermarsi a riflettere sul passato per capire quel che vogliamo fare della nostra vita, smettere di guardare sempre avanti, pensare al significato del tempo perduto. Tutto comincia quando alcune persone - che tra
loro non si conoscono - vengono convocate in Normandia per decidere sulla vendita di una casa ereditata, perché sono i discendenti di una misteriosa Adele che viveva nella Parigi della Belle Époque. Vengono scelti
alcuni rappresentanti per visionare l’immobile e gestire la vendita a una società che vorrebbe trasformare casa e terreno antistante in una sorta di parco tematico. La cosa più riuscita del film è
l’alternarsi di passato e presente senza soluzione di continuità, in maniera tale che lo spettatore assiste quasi a due film grazie a un abile montaggio alternato (<strong>Anne-Sophie Bion</strong>), capace di inserire una scena in costume d’epoca sfumando in dissolvenza le immagini moderne. Il regista - anche sceneggiatore con <strong>Santiago Amogorena</strong> - racconta le vicissitudini amorose di un giovane fotografo contemporaneo e al tempo stesso ci fa scoprire la Parigi ottocentesca e la vita di Adèle
che cerca una madre sconosciuta mentre vive a Montmartre con un fotografo e un pittore. Il racconto porta sulla scena anche il pittore Monet - si scopre padre di Adèle - e tutta la pittura impressionista, al tempo incompresa
ma in epoca contemporanea conservata in musei prestigiosi. Fotografia color pastello (per la parte antica) che ricorda la pittura impressionista - padrona della scena con tele che si estendono per intere pareti e paesaggi
che riprendono lo stile -, modificata in una colorazione livida nelle sequenze moderne. Scenografie dipinte e computerizzate per rendere Montmartre una zona di campagna, scogliere della Normandia riprese in modo spettacolare,
campagna che lascia il posto a strade cittadine convulse nella modernità, immagini di luoghi che sono stati oggetto di dipinti da parte di Monet, modificati dal passare degli anni. Costumi e trucco rasentano la perfezione
in un crescendo narrativo che non trascura colpi di scena e momenti di riflessione interiore. Colonna sonora dolce e languida, tra musica classica e canzone d’autore, che accompagna immagini riprese con uno stile personale
a base di brevi piani sequenza, carrelli e coinvolgenti primi piani. Commedia in costume che si alterna a commedia contemporanea, con grande passione per la storia dell’arte, per la pittura e per la fotografia. Selezionato
al Festival di Cannes, successo al botteghino in Francia, ulteriore conferma del grande momento che sta attraversando il cinema transalpino. Un film imperdibile, da vedere al cinema.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink1c7cbe5b0c82872b9c2a54ceab3669f9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/i-colori-del-tempo-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1c7cbe5b0c82872b9c2a54ceab3669f9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/i-colori-del-tempo-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkbbaee32a9ea096874dbe42b517a86401 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/i-colori-del-tempo-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1024,'height': 512,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbbaee32a9ea096874dbe42b517a86401, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/i-colori-del-tempo-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ugmPyexeY04">https://www.youtube.com/watch?v=ugmPyexeY04</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 13:51:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[China Miéville in Tre momenti di un'esplosione]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000223"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Dal visionario architetto del new weird</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una folgorante raccolta di ventotto racconti di fantascienza</span></h2><div><div><em class="cf1">China Miéville, il maestro del new weird ci trascina dove la realtà smette di avere senso.</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4tSRchu" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3OIlMu5" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Un corposo saggio su <strong>China Miéville</strong> lo trovate sulla rivista <em>Planet Ghost 2</em>.</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-2-sommario.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-2-sommario.html', null, false)">Non limitatevi a guardare nell’oscurità. Leggetela!</a></span></div> <div><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-2-sommario.html" class="imCssLink inline-block" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-2-sommario.html', null, false)"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pg2-cover_spot.jpg" alt="Leggete la rivista Planet Ghost n. 2!" title="Leggete la rivista Planet Ghost n. 2!" width="300" height="131" /></a><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">L’esplosione non è un evento. È uno stato mentale. Benvenuti nell’istante in cui tutto cambia.</span></div> <div><span class="cf1"><strong>China Miéville</strong>, il visionario architetto del new weird, ci invita a guardare nelle fessure della realtà, proprio là dove l’impossibile mette radici. In questa folgorante raccolta di ventotto racconti, la quotidianità viene smembrata, ricomposta e trasformata in qualcosa di magnificamente mostruoso.</span></div> <div><span class="cf1">Dai ricami dell’universo impressi nelle articolazioni di un cadavere a colossali iceberg che solcano i cieli di Londra; dalle piattaforme petrolifere che riaffiorano sulla terraferma a un’apocalisse che si manifesta attraverso un mazzo di carte. <strong>Miéville</strong> ci conduce in un labirinto di orrore ecologico, noir metafisico e folklore urbano, in cui ogni storia è un frammento di un mondo che sta per esplodere, o che lo ha appena fatto.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Una raccolta fantascientifica, satirica e straziante, originale nella forma come nel linguaggio, comprendente un cast di personaggi allo sbando ma pieni di speranza che si trovano faccia a faccia con la profonda stranezza del mondo; e a volte con la stranezza ancora più profonda di sé stessi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Non leggete queste storie per trovare risposte, ma per perdervi nel bagliore di un’immaginazione senza confini. Una galleria di incubi moderni e meraviglie perturbanti da uno degli scrittori più audaci e originali della nostra epoca.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">“Non si può parlare di Miéville senza usare la parola ‘geniale’. La scrittura, sempre eccellente, assume toni diversi in ognuno dei ventotto racconti; alcuni appariscenti, altri meno. Il pastiche, quando presente, è così abile da passare inosservato. I temi di reale importanza sono trattati con disinvolta naturalezza, che non diventa mai superficialità o sterile sarcasmo... Intrigante, suggestivo, evocativo e semplicemente bellissimo.” Ursula K. Le Guin, The Guardian</em></div><div><em class="cf1"><br></em></div> <div><em class="cf1">“Miéville è dotato di un’immaginazione visionaria senza pari. In ogni racconto di Tre momenti di un’esplosione troverete un concetto così insolito, così inquietante, così incredibile da togliervi il fiato.” James Lovegrove, Financial Times</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">CHINA MIÉLVILLE</strong></div> <div><span class="cf1">China Miéville, nato a Norwich nel 1972, è autore di numerosi romanzi che hanno vinto svariati premi. Fanucci Editore ha pubblicato la <em>Trilogia del Bas-Lag</em>, composta da <em>Perdido Street Station</em>, vincitore nel 2001 dei premi Arthur C. Clarke e British Fantasy,<em> La città delle navi</em>, vincitore nel 2003 del British Fantasy Award e del premio Locus per il miglior romanzo, e <em>Il treno degli dèi</em>, vincitore nel 2005 dei premi Arthur C. Clarke e Locus; <em>La città e la città</em>, vincitore nel 2010 dei premi Arthur C. Clarke, Hugo e World Fantasy, e nominato al Nebula; <em>La fine di tutte le cose</em>, vincitore nel 2011 del premio Locus; <em>Embassytown</em>, nominato nel 2012 per i premi Hugo, Nebula e Arthur C. Clarke e vincitore nello stesso anno del premio Locus;<em> Gli ultimi giorni della nuova Parigi</em>; il romanzo distopico <em>Railsea – Un oceano di rotaie</em>, sempre vincitore nel 2013 del premio Locus, e ora l’antologia<em> Tre momenti di un’esplosione</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div> <div><span class="cf1">Titolo: Tre momenti di un’esplosione</span></div> <div><span class="cf1">Autore: China Miéville</span></div> <div><span class="cf1">Traduttore: Valerio Costantini</span></div> <div><span class="cf1">Editore: Fanucci</span></div> <div><span class="cf1">Genere: Narrativa sci-fi</span></div> <div><span class="cf1">Anno: 20 febbraio 2026</span></div> <div><span class="cf1">Pagine: 456</span></div> <div><span class="cf1">Dimensioni: 14.4 x 2.5 x 21 cm</span></div> <div><span class="cf1">Prezzo: Cartaceo 20,00 € - Ebook 7,99 €</span></div> <div><span class="cf1">ISBN: 978-8834747230</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4tSRchu" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3OIlMu5" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Un corposo saggio su <strong>China Miéville</strong> lo trovate sulla rivista <em>Planet Ghost 2</em>.</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-2-sommario.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-2-sommario.html', null, false)">Non limitatevi a guardare nell’oscurità. Leggetela!</a></span></div> <div><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-2-sommario.html" class="imCssLink inline-block" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-2-sommario.html', null, false)"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pg2-cover_spot_ncch7qd2.jpg" alt="Leggete la rivista Planet Ghost n. 2!" title="Leggete la rivista Planet Ghost n. 2!" width="300" height="130" /></a><br></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkabf862c916d18ff10f80726bf7a43e7c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tre-momenti-esplosione-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 641,'height': 958,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkabf862c916d18ff10f80726bf7a43e7c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tre-momenti-esplosione-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="299" /></a><br></div><div><script> var showboxlink52c29144e32caf9685b8a3843b0c09b3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/China-Mieville_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 838,'height': 959,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink52c29144e32caf9685b8a3843b0c09b3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/China-Mieville_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="172" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 07:39:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ex Cinere Resurgo tornano con The Dark Continent]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000222"><h1 class="imHeading1">EP aggressivo, moderno e consapevole</h1><h2 class="imHeading2">Che sa sorprendere per inventiva e capacità di costruire atmosfere</h2><div>






<div><strong>EX CINERE RESURGO - The Dark Continent</strong></div>
<div><strong>Autoprodotto - (2025)</strong></div>
<div><br></div><div>Gli <strong>Ex Cinere Resurgo</strong> tornano con <em>The Dark Continent</em>, un EP destinato a catturare l’attenzione di chi segue il metalcore moderno e le sue diramazioni più
estreme. Attivi da ormai oltre un decennio a Bologna, e con qualche EP alle spalle, la band nel 2025 mostra una maturità sorprendente: ogni elemento del disco trasuda sicurezza compositiva e precisione tecnica. La produzione,
nitida e potente, amplifica un sound che non si limita al metalcore, ma spazia verso groove metal, djent e tocchi di hardcore moderno, evocando realtà storiche come <strong>Dillinger Escape Plan</strong>, <strong>Norma Jean</strong>, <strong>After the Burial</strong>, o persino certe sfumature sperimentali dei <strong>Veil of Maya</strong>.</div><div><br></div>
<div>Le linee vocali di <strong>Alessio Roda</strong> oscillano tra furia cieca e aperture melodiche, dando ai brani un respiro emotivo oltre la pura aggressività. Il drumming è creativo, le chitarre ricche di dettagli ritmici e melodici, capaci di
creare un muro sonoro che alterna devastazione e complessità strutturale. L’apertura affidata alla deflagrante <em>Deep Down</em> stabilisce immediatamente il tono: un EP aggressivo, moderno e consapevole, che prende le distanze dall’hardcore tradizionale di <strong>Madball</strong> o <strong>Agnostic Front</strong>, privilegiando soluzioni personali e un approccio creativo piuttosto che rigido.</div><div><br></div>
<div>Non mancano momenti più riflessivi e malinconici, come in <em>Perseverance</em> o nella title track <em>The Dark Continent</em>, dove la band mostra una vena più progressive, inserendo arpeggi e passaggi melodici che ampliano il respiro del sound senza snaturarne l’impatto. Anche in queste tracce, tuttavia, la rabbia controllata
e la struttura complessa ricordano il metalcore moderno di realtà come <strong>Currents</strong>, <strong>Fit for a King</strong> o <strong>Architects</strong>, senza mai scadere nella mera emulazione.</div><div><br></div>
<div>In generale, questo EP conferma che gli <strong>Ex Cinere Resurgo</strong> non sono semplici giovani promettenti, ma musicisti in grado di destreggiarsi con disinvoltura tra ritmiche articolate, cambi di tempo e arrangiamenti elaborati. <em>The Dark Continent</em> è un lavoro che fa male dove serve, ma sa anche sorprendere per inventiva e capacità di costruire atmosfere. Con questa uscita, la band si candida
senza dubbio a una delle realtà più interessanti del panorama metalcore e groove metal italiano, pronta a stupire con le prossime produzioni.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><b>Tracklist:</b><br><ol><li><span class="fs14lh1-5">Deep Down</span></li><li><span class="fs14lh1-5">Perseverance</span></li><li><span class="fs14lh1-5">Damnatio Memoriae</span></li><li><span class="fs14lh1-5">Pitch Black</span></li><li><span class="fs14lh1-5">Flesh &amp;
Bones</span></li><li><span class="fs14lh1-5">The Dark Continent</span></li></ol></div><div><br></div>
<div><strong>Line-up:</strong></div>
<div><ul><li>Alessio Roda (Voce)</li><li>Riccardo Zubalich (Chitarra)</li><li>Nicola Ruggeri (Basso)</li><li>Luca Mingozzi (Batteria)</li><li>Francesco Venturi (Chitarra)</li></ul></div>



</div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc22801f0a07c38e76bbba728cf23ae6a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Dark-Continent-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina dell\\\'EP.','title': 'La copertina dell\\\'EP.','width': 1080,'height': 1080,'description': 'La copertina dell\'EP.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc22801f0a07c38e76bbba728cf23ae6a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Dark-Continent-cover_ver.jpg" alt="La copertina dell&#39;EP." title="La copertina dell&#39;EP." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd03a3f436184d588658d51debdb48569 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Ex-Cinere-Resurgo_band.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1280,'height': 853,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd03a3f436184d588658d51debdb48569, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Ex-Cinere-Resurgo_band.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=bs8WXMI21Eo">https://www.youtube.com/watch?v=bs8WXMI21Eo</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 13:56:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Eroe per un giorno di Luca Lai]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Marta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000221"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un noir cinico</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Quando l'eroismo diventa una condanna</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Il libro di <strong>Luca Lai</strong> <em>Eroe per un giorno</em> si configura come un'opera brutale e senza compromessi, che trascina il lettore in un vortice di eventi dove la moralità tradizionale viene costantemente
messa alla prova. Non siamo di fronte a un semplice racconto d'azione, ma a una critica feroce verso un sistema che sembra aver smarrito la propria bussola etica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Marco Greco, il protagonista, è l'incarnazione dell'uomo comune, una figura nella quale chiunque potrebbe identificarsi. La sua colpa? Aver agito con coraggio in un momento
critico per salvare dei propri simili. Tuttavia, in un ribaltamento paradossale della realtà, il suo gesto altruistico scatena una reazione repressiva da parte delle autorità.</span></div>
<div><span class="cf1">L'arresto di Marco segna l'inizio di un calvario personale alimentato da un apparato statale rigido e sordo, dove le norme scritte soffocano l'umanità dei singoli.
Il protagonista si ritrova così isolato, costretto a navigare in un mare di soprusi e angoscia che lo porteranno a trasformarsi radicalmente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'autore adotta una tecnica di scrittura estremamente incisiva e priva di fronzoli. La narrazione si sposta tra diverse prospettive, permettendo al lettore di immergersi profondamente
nella psicologia dei personaggi e di vivere i loro conflitti interiori senza alcun filtro protettivo.</span></div>
<div><span class="cf1">Il tono dell'opera è marcatamente oscuro: le sequenze di violenza sono descritte con un realismo che può risultare disturbante per i lettori più sensibili.
Il confine tra ciò che è corretto e ciò che è sbagliato diventa quasi invisibile, lasciando spazio a vaste zone d'ombra. Il testo solleva interrogativi pesanti sul fallimento della giustizia
istituzionale e sulla necessità, a volte tragica, di farsi carico della propria difesa.</span></div>
<div><span class="cf1">Rispetto alla sua produzione precedente, <strong>Lai</strong> alza il tiro della ferocia narrativa. Il libro non cerca di rassicurare chi legge; al contrario, mira a scuotere le coscienze. La conclusione della vicenda è destinata a generare forti dibattiti: è
un epilogo che colpisce duramente, privo di qualsiasi forma di consolazione e capace di lasciare una traccia indelebile nell'animo del lettore.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Eroe per un giorno</em> rimane un noir cinico, un'esperienza di lettura intensa e impegnativa che mescola sapientemente il
dramma psicologico alla denuncia sociale. È un'opera consigliata a chi cerca storie che non abbiano paura di esplorare gli angoli più remoti e sgradevoli della natura umana e della società contemporanea.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Luca Lai è nato il 06/07/1989 a Iglesias (SU) a meno di 100 km da Cagliari, in Sardegna. I suoi primi 25 anni li ha trascorsi a Carbonia, una cittadina vicina a Iglesias.</span></div>
<div><span class="cf1">Scrive thriller realistici incentrati su persone comuni messe di fronte a scelte sbagliate, spesso compiute in buona fede. Le sue storie partono da situazioni quotidiane e credibili,
per poi scivolare gradualmente verso conseguenze estreme, senza ricorrere a mostri, eroi infallibili o soluzioni consolatorie.</span></div>
<div><span class="cf1">Tra i suoi titoli: <em>Eroe per un giorno,</em> <em>Tutte le regole di un buon vicinato</em>, <em>Il galateo della guida</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Eroe per un giorno</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Luca Lai</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 22 settembre 2025</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Independently published</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 271</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 979-8266597099</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 15.24 x 1.57 x 22.86 cm</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: 10,39 € cartaceo - 0,89 € ebook</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4caqsTu" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
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			<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 07:12:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La villa dell'aviatore]]></title>
			<author><![CDATA[Alda Teodorani]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000021F"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Era una donna bella, di alta statura</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Aveva quel fascino sottile, indefinibile, che poche donne posseggono</span></h2><div>






<div><em class="cf1">Per Anna</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">La vampira ogni sera dava una festa e ogni sera nella villa migliaia di lampade si accendevano, le pietanze più pregiate ed esotiche riempivano l’enorme tavolo ellittico
della sala, l’orchestra iniziava a suonare e gli invitati ballavano tutta la notte, fino allo sfinimento; le lunghe tende bianche ondeggiavano nell’aria notturna e a volte, verso mattina, si sentiva il suono di
un biplano che sorvolava la casa. Era l’aviatore che aveva fatto costruire la villa: tornava dall’oltretomba per rivedere i luoghi che aveva tanto amato.<br>Ogni sera, quando la musica stava per iniziare, gli
studenti del quartiere si mettevano in fila fuori dalla villa per poter entrare.<br>La vampira si affacciava al suo balcone e lanciava una rosa rossa tra di loro: chi la recuperava poteva passare la notte con lei e se fosse
stato fortunato, o abbastanza bravo, la vampira gli avrebbe concesso il dono della vita eterna nutrendosi di lui e dandogli un po’ del proprio sangue. Si sarebbe tagliata un polso e lo avrebbe avvicinato alle labbra
del giovane morente che da quel momento in poi sarebbe diventato il suo schiavo.<br>Alcuni non ce l’avrebbero fatta. Di altri lei si sarebbe nutrita e poi ne avrebbe fatto gettare i corpi in cantina, dove si diceva
che nelle lunghe notti di noia, lei giocasse con i loro cadaveri. Oppure avrebbe aperto la porta della stanza ai suoi cani, lasciando che si nutrissero dei loro corpi.<br>Era una donna bella, di alta statura, aveva quel
fascino sottile, indefinibile, che poche donne posseggono e che ti fa invaghire di loro qualunque età o aspetto abbiano.<br>Robert una sera era entrato nella villa della vampira ma diversamente dagli altri non era
morto, né lei si era nutrita di lui. Lo aveva semplicemente introdotto nella camera della sorella, Angela, immortale come lei ma che soffriva di un’insanabile malinconia da quando l’uomo che amava, il giovane
aviatore che aveva fatto costruire la villa, era morto precocemente di tubercolosi negli anni Venti; Angela dormiva quasi sempre, anche di notte, quando avrebbe dovuto nutrirsi.<br>Quando il suo sposo era morto, lei aveva
pianto talmente a lungo, urlando giorno e notte frasi sconnesse, che s’era danneggiata le corde vocali e la sua voce era cambiata per sempre.<br>Quando era ancora in vita, all’aviatore piaceva decollare la mattina,
subito prima dell’alba, sorvolare le colline dolci che attorniavano la sua casa. Ogni stagione aveva i suoi colori, ogni stagione portava una diversa pennellata al suolo: in primavera tutto era verde, d’un verde
che pareva penetrare dentro il cuore, aprirlo e succhiarne ogni goccia di sangue. Poi arrivavano i papaveri, rosseggiavano come un’onda che si frastagliava su se stessa quando il vento la colpiva ripetutamente, e poi
ancora altri fiori gialli, e poi quelli azzurri. La gran calura estiva spazzava via tutto con il suo alito rovente: restava l’erba secca e gialla, che lentamente si decomponeva nell’autunno, fino a seppellirsi
da sé nelle zolle ghiacciate dell’inverno. La mattina, l’aviatore volava sul suo aereo finché vedeva il sole spuntare e la meraviglia, ogni giorno rinnovata, della luce che accendeva il cielo. E poi
la malattia lo aveva rinchiuso in un luogo dove non avrebbe mai più visto alcun colore, solo una notte profonda e nera.<br>Dopo la sua morte, Angela aveva preso a guidare il piccolo biplano dell’aviatore. Conosceva
i comandi e le rotte perché aveva volato spesso con lui, e lui l’aveva addestrata a pilotare. Sul biplano dell’uomo che aveva amato, si chiedeva se stava volando nello stesso esatto punto, pensava che, se
ci fosse riuscita, avrebbe ritrovato un po’ di lui, della sua essenza.<br>Ma poi, lentamente, s’era rassegnata e sul suo volto era calato un velo nero, la disperazione aveva lasciato tracce tangibili, e improvvisamente
era diventata adulta, e immortale: il dono gliel’aveva fatto sua sorella, convinta di strapparla via al dolore. E invece l’aveva condannata a soffrire per sempre.<br>Non aveva più volato. Non fino a quella
notte.<br>La vampira sperava di riuscire a guarire Angela dalla sua malinconia procurandole un uomo che la potesse amare quanto aveva fatto l’aviatore e, su invito della vampira, Robert si era steso sul letto bianco,
sotto il baldacchino decorato di veli. Non aveva nessuna intenzione di insidiare la donna, della quale intravedeva la sagoma sotto le coperte. Eppure quella notte si erano baciati. Avevano fatto l’amore. Probabilmente
s’erano ritrovati vicini nel sonno, in quello strano momento in cui il respiro è come se s’acquietasse, come se al centro della notte perdesse la pesantezza per cominciare a volare.<br>Lei aveva risposto
al suo bacio quasi lo aspettasse e in quel momento lui s’era reso conto che era come se lei ricordasse. Come se rivivesse i loro baci, il modo lento, profondo, di fare l’amore. Quella notte era stato come se avessero
ripetuto un rituale, s’erano allacciati quasi sanguinando da quelle ferite che entrambi s’erano procurati vivendo, ferite mai richiuse. La luna arguta infiltrava i suoi raggi dalla finestra, pennellava argento
sui loro corpi e nella stanza dalle grandi vetrate aperte. Settembre faceva incalzare l’autunno, la loro pelle s’increspava di freddo nel dormiveglia ma non avevano voluto coprirsi.<br>Più tardi Robert
s’era svegliato. Una luce lattiginosa colmava la stanza, era solo nel grande letto. Fuori, un suono sovrastava tutto. Inizialmente non aveva compreso cos’era quel rumore, poi, quando s’era affacciato alla
finestra, aveva visto il biplano dell’aviatore rullare sulla pista ai piedi della collina e aveva capito: aveva capito molto di più di quel che era in suo potere.<br>S’era alzato, era corso giù,
alla pista, per intercettarla, per fermarla. Ma lei era già sopra di lui. Troppo lontana. Andava incontro al sole.<br>Pareva passata un’eternità quando il suono era ricomparso, era spuntato il biplano,
rombando, e Robert nemmeno aveva fatto in tempo a rendersi conto di cosa stava succedendo che l’apparecchio s’era avvitato e poi s’era schiantato sul grande tetto a terrazzo della villa con un boato insospettabile
per un velivolo così piccolo, così fragile, sollevando una nuvola di polvere fitta e oscura.<br>Robert era corso dentro, aveva salito le scale, s’era precipitato ad aprire la porta del tetto, subito dalla
soglia erano caduti mattoni e calcinacci, l’aereo aveva distrutto parte del terrazzo ma la cabina di guida era là, a pochi passi da lui.<br>Lui ansante si era precipitato ad aprirla. Ma dentro c’era solo
cenere.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">NOTE</strong></div>
<div><span class="cf1">Prima pubblicazione per Club GHoST: 22 Dicembre 2024.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTRICE<br></strong>Alda Teodorani, autrice di culto dell’horror-noir italiano, ha al suo attivo più di duecento pubblicazioni tra romanzi, racconti, fumetti, audiolibri, traduzioni, soggetti e sceneggiature di film.
I suoi libri e racconti sono tradotti in francese, inglese, tedesco, spagnolo e georgiano. Con Carlo Lucarelli e Loriano Macchiavelli ha fondato il Gruppo 13 composto da scrittori e illustratori dell’area emiliano-romagnola.
Il suo primo libro, <em>Giù, nel delirio</em>, è pubblicato nel 1991 da Granata Press.<br>Ha fatto parte della famigerata antologia <em>Gioventù cannibale</em> (1996) ed è inserita dalla critica nella generazione letteraria dei cosiddetti Cannibali.<br>I suoi racconti hanno ispirato i film di <em>Appuntamenti Letali</em> (2006), DVD realizzato con il patrocinio del portale Filmhorror, comunità di film-maker indipendenti.<br>Le sue opere sono depositate nel fondo Alda
Teodorani custodito nel centro culturale Carlo Venturini di Massa Lombarda (Ravenna) che raccoglie anche bibliografia critica, foto, video, corrispondenze con altri scrittori e lettori, articoli su riviste e quotidiani, tesi
di laurea a lei dedicate, materiali video e sonori. La sua intera bibliografia è pubblicata nel volume di Giulio Ciancamerla <em>Scritture e percorsi letterari: L’archivio Alda Teodorani</em> edito da Future Fiction.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkbeff2cec9f93714ff918b61b6b4fec64 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/villa-aviatore-cop_bar.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 626,'height': 417,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbeff2cec9f93714ff918b61b6b4fec64, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/villa-aviatore-cop_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="134" /></a><br></div><div><script> var showboxlink670f6e4e56b5365211f81fcc6693a4ee = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alda-teodorani_autrice_6ybvmpvr.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 720,'height': 405,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink670f6e4e56b5365211f81fcc6693a4ee, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alda-teodorani_autrice_1vm3rkb2.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="85" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 06:40:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Ghost Cat Anzu]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000021E"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Dal manga di Takashi Imashiro</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Al cinema solo il 9, 10 e 11 marzo con Animagine</span></h2><div><div><span class="cf1"><strong>Animagine</strong>, la collana nata dalla collaborazione tra Dynit e Adler Entertainment che porta al cinema gli anime del presente e del passato, è lieta di annunciare l’uscita di<strong><em> </em></strong><em>Ghost Cat Anzu</em>, che arriverà nelle sale italiane con un evento speciale il 9, 10 e 11 marzo dopo il passaggio ai Festival di Cannes e di Annecy. Dai capolavori dei maestri dell’animazione alle produzioni contemporanee, dai film alle serie TV, Animagine porta in sala titoli giapponesi mai arrivati nei cinema italiani, per un’esperienza indimenticabile per i fan del Sol Levante e per chi si vuole avvicinare all’animazione orientale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Ghost Cat Anzu</em> è un lungometraggio animato diretto da <strong>Yôko Kuno </strong>e<strong> Nobuhiro Yamashita</strong> prodotto dallo studio giapponese Shin-Ei Animation (conosciuto, fra i tanti titoli, per la realizzazione della serie e dei film di <em>Doraemon</em>) e da quello francese Miyu Productions. All’interno della produzione attuale degli anime è un’opera particolare: è stato realizzato con la tecnica del rotoscopio, filmando le scene in live-action e ridisegnando poi meticolosamente le sequenze fotogramma per fotogramma. È tratto dal manga <em>Bakeneko Anzu-chan</em> di <strong>Takashi Imashiro</strong>, ancora inedito in Italia, che si ispira alla mitologia tradizionale giapponese per creare un racconto di formazione arricchito di realismo magico.</span></div> <div><span class="cf1">Grosso, rosso, un po’ maleducato, sicuramente irriverente e molto divertente: questo è Anzu (doppiato in italiano da <strong>Maurizio Merluzzo</strong>), il gatto fantasma del tempio di una cittadina nella campagna vicina a Tokyo. Guida il motorino (senza patente), cucina (maluccio) e fa i massaggi, oltre a lavoretti saltuari per garantirsi una minima entrata, che investe rigorosamente alle slot machines. Ha circa trentasette anni, perché, molto semplicemente, non è mai morto. È così che è diventato un <em>bakeneko</em>, e per gli abitanti della città non c’è cosa più naturale che offrigli un caffè e andare a pesca al fiume con lui. Un’estate, la tranquilla routine del tempio buddhista viene messa sottosopra dall’arrivo di Karin, la nipote del monaco. È arrivata da Tokyo suo malgrado, trascinata dal padre, che vuole che stia in un posto sicuro mentre tenta di ripagare i propri debiti e sfuggire ai creditori. Il nonno la affida ad Anzu, ma i due non vanno molto d’accordo: Karin cerca ogni occasione per allontanarsi dalla cittadina e raggiungere la capitale. Vorrebbe infatti tornare a fare visita alla tomba della madre, venuta a mancare qualche anno prima. Anzu la accompagna così fra i grattacieli e i palazzi di cemento, dove i due trovano l’ingresso dell’oltretomba e scatenano un uragano di conseguenze imprevedibili…</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Ghost Cat Anzu</em> alterna umorismo e malinconia per parlare di perdita, crescita e legami inattesi, ricordandoci con leggerezza che anche gli incontri più improbabili possono insegnare qualcosa su come affrontare ciò che lasciamo indietro e ciò che scegliamo di portare con noi.</span></div> <div><span class="cf1"><em>Ghost Cat Anzu</em> arriva in sala il 9, 10 e 11 marzo con Animagine, la collana nata da Dynit e Adler Entertainment.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Sinossi</strong></div> <div><span class="cf1">Karin, 11 anni, viene abbandonata dal padre in una piccola città giapponese, dove risiede il nonno, monaco nel santuario del paese. Questo ultimo chiede ad Anzu, il suo gatto fantasma gioviale e disponibile, anche se piuttosto capriccioso, di prendersi cura di lei. Quando le loro personalità vivaci si scontrano, scocca la scintilla, ma forse è solo all'inizio di una incredibile avventura.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit dell'anime (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?ghost-cat-anzu-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkda96b1596bb98fe0d389469b56c86ac8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ghost-cat-anzu-loc_ver.jpg','alt': 'La copertina dell\\\'Anime.','title': 'La copertina dell\\\'Anime.','width': 395,'height': 553,'description': 'La copertina dell\'Anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkda96b1596bb98fe0d389469b56c86ac8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ghost-cat-anzu-loc_ver.jpg" alt="La copertina dell&#39;Anime." title="La copertina dell&#39;Anime." width="200" height="280" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkdaab06381e04e663eeac5e97e0fb9914 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ghost-cat-anzu-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena dell\\\'Anime.','title': 'Una scena dell\\\'Anime.','width': 716,'height': 403,'description': 'Una scena dell\'Anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdaab06381e04e663eeac5e97e0fb9914, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ghost-cat-anzu-scena_bar.jpg" alt="Una scena dell&#39;Anime." title="Una scena dell&#39;Anime." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=70WxkteZmFk">https://www.youtube.com/watch?v=70WxkteZmFk</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 06:52:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quasi amici di Olivier Nakache e Éric Toledano]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000021D"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un ottimo lavoro</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Opera che svolge in pieno il suo compito di far sorridere</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Quasi amici (Francia 2011)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Olivier Nakache e Éric Toledano. Fotografia: Mathieu Vadepied. Montaggio: Dorian Rigal Ansous. Musiche: Ludovico
Einaudi. Scenografia: Franҫoise Emmanuelli, Olivia Bloch-Lainé. Costumi: Isabelle Pannetier. Produttori: Nicolas Duval-Adassovsky, Laurent Zeitoun, Yann Zenou. Genere: Commedia. Durata: 112’. Paese di Produzione:
Francia, 2011. Lingua Originale: Francese. Titolo Originale: Intouchables. Interpreti: Franҫois Cluzet (Philippe), Omar Sy (Driss Bassari), Anne Le Ny (Yvonne), Audrey Fleurot (Magalie), Clotilde Mollet (Marcelle), Alba Gaïa Bellugi (Élisa), Cyril Mendy (Adama), Christian Ameri (Albert), Grégoire Oestermann (Antoine),
Marie-Laure Descoreaux (Chantal), Absa Dialou Toure (Mina), Thomas Solivéres (Bastien), Salimata Kamate (Fatou), Dorothée Brière-Meritte (Éléonore).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4aMRrSH" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3MUudC7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Olivier Nakache</strong> e <strong>Éric Toledano</strong> sono due registi che lavorano insieme dal 2005, entrambi ebrei, nati da genitori algerini il primo e marocchini il secondo, specializzati in commedia con
risvolti sociali. Vincono con pieno merito (2012) il premio per il miglior film dell’Unione Europea grazie a un esilarante <em>Quasi amici</em> (titolo internazionale <em>Intouchables</em>). Autori completi, scrivono e sceneggiano le pellicole che dirigono, toccando temi complessi (in questo caso la disabilità e l’emarginazione sociale degli immigrati) con insolita leggerezza. Era
il segreto della commedia all’italiana, che si riservava una parte drammatica verso il finale, facendo ridere (e pensare) partendo dai problemi quotidiani. Diciamo che la commedia francese ne ha raccolto l’eredità
e che la sta gestendo molto bene. Basti vedere, scritto dalla solita coppia di registi, <em>Un anno difficile</em> (2023) - ultimo film diretto -, come riesce a mettere all’indice il consumismo. Ma parliamo di <em>Quasi amici</em>, che mette in scena la singolare amicizia tra Driss (<strong>Omar Sy</strong>) - immigrato senegalese che vive in un ambiente marginale - e il ricco tetraplegico Philippe (<strong>Franҫois Cluzet</strong>). Il singolare rapporto (tratto da una storia vera) nasce quando Driss viene assunto come badante e si prende cura di Philippe, ma la loro frequentazione
va ben oltre la relazione tra padrone e dipendente, diventa un legame stretto, di amicizia e confidenza, durante il quale l’uno impara qualcosa dall’altro. Philippe capisce che non deve piangersi addosso e deve
affrontare la vita per come gli è dato viverla, sfruttandone ogni istante. Driss comincia ad apprezzare l’arte contemporanea, l’opera e la musica sinfonica, si fa anche un pizzico di cultura, dopo le prime
normali resistenze. Molte scenette comiche sono pura farsa, come il corteggiamento maldestro di Driss nei confronti della bella segretaria (si scoprirà omosessuale), ma si accettano nel quadro di un’opera che
svolge in pieno il suo compito di far sorridere e che a tratti provoca nel pubblico grasse risate. La storia vera viene sceneggiata con cura, passando da momenti di pura farsa e comicità fisica a istanti di commozione
e riflessione per le problematiche affrontate. <em>Ridendo e scherzando quante verità si possono dire</em>, diceva <strong>Pasolini</strong> ispirandosi a Menandro, ed è proprio vero, perché i due autori mettono il dito sulla piaga delle famiglie di immigrati
confinate in quartieri marginali e raccontano quanto sia complesso vivere una vita normale da disabili, anche se baciati dalla sorte in fatto di ricchezza. La colonna sonora di <strong>Ludovico Einaudi</strong> - una vera e propria sinfonia al piano - è uno dei pregi del film, condotto sempre su un tono scanzonato che di tanto in tanto diventa riflessivo. Aggiungiamo
che la sceneggiatura non perde un colpo, il montaggio (<strong>Dorian Rigal Ansous</strong>) è serrato (112’ di pellicola essenziali), la fotografia parigina e campestre (<strong>Mathieu Vadepied</strong>) è nitida e solare. Il film termina con le immagini dei protagonisti della storia, che scorrono sui titoli di coda, a conferma della veridicità
dell’assunto, sceneggiato in forma di commedia. Un ottimo lavoro, da riscoprire per passare una serata in allegria.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4aMRrSH" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3MUudC7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkca31e72d1c310d70d2fb172f9591e495 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/quasi-amici-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkca31e72d1c310d70d2fb172f9591e495, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/quasi-amici-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink69d878937a8db7c8b7ce366359f3c08c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/quasi-amici-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink69d878937a8db7c8b7ce366359f3c08c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/quasi-amici-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=YCWdjsPCkkE">https://www.youtube.com/watch?v=YCWdjsPCkkE</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 13:59:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[BatchPhoto per l'elaborazione di foto in batch]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000021C"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Compatto ma estremamente solido</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">La soluzione ideale per l'editing e la conversione massiva di immagini</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Nel mondo della fotografia digitale, sia essa amatoriale o professionale, ci si trova spesso di fronte a un problema comune: dover applicare la stessa modifica (ridimensionamento, correzione
colore, aggiunta di un watermark) a centinaia o migliaia di scatti. Farlo manualmente è impensabile, ed è qui che entra in gioco <em>BatchPhoto</em>, un software progettato specificamente per l'elaborazione "in batch" (a lotti) che promette di far risparmiare ore di lavoro prezioso.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>BatchPhoto</em> si presenta come un programma compatto ma estremamente solido. Con un'installazione che occupa relativamente
poco, è disponibile sia per Windows che per macOS. Degno di nota è il supporto multilingua: l'interfaccia, infatti, è completamente tradotta in italiano, un dettaglio non scontato che rende il software
accessibile anche agli utenti meno esperti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinka973829d7132399893f7c2503208baf2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Interfaccia-batchphoto_01.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di BatchPhoto.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di BatchPhoto.','width': 1440,'height': 900,'description': 'L\'interfaccia grafica di BatchPhoto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka973829d7132399893f7c2503208baf2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Interfaccia-batchphoto_01.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di BatchPhoto." title="L&#39;interfaccia grafica di BatchPhoto." width="200" height="126" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>L'interfaccia grafica di BatchPhoto.</b></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il cuore di <em>BatchPhoto</em> risiede nella sua logica operativa, strutturata in un percorso guidato (Wizard) che riduce al minimo
la curva di apprendimento. Il processo si divide in quattro fasi principali:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<ol>
<li><span class="cf1"><em>Add Photos (Aggiungi Foto):</em> In questa fase si selezionano i file o intere cartelle. Il software vanta una compatibilità straordinaria,
supportando oltre 170 formati, inclusi i file RAW delle principali fotocamere digitali.</span></li>
<li><span class="cf1"><em>Edit Photos (Modifica Foto):</em> Qui avviene la magia. Attraverso un sistema di filtri, l'utente può aggiungere le operazioni da compiere. È possibile visualizzare un'anteprima in tempo reale delle modifiche su una singola
foto prima di applicarle a tutto il set.</span></li>
<li><span class="cf1"><em>Setup (Impostazioni):</em> Si decide dove salvare i file elaborati (cartella locale, server FTP, invio via email o caricamento
diretto su social come Facebook e Flickr) e il formato di uscita.</span></li>
<li><span class="cf1"><em>Process (Elaborazione):</em> Un clic sul tasto finale avvia l'automazione.</span></li></ol><span class="cf1"><br>
</span><div><span class="cf1">Nonostante il nome suggerisca solo la "conversione", <em>BatchPhoto</em> è un vero e proprio editor di immagini massivo. Dispone di circa 50 filtri suddivisi in categorie:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<ul>
<li><span class="cf1"><em>Annotazioni:</em> Per aggiungere testi, commenti o filigrane (watermark) a protezione del copyright.</span></li>
<li><span class="cf1"><em>Trasformazioni:</em> Ridimensionamento (Resizing), rotazione, ritaglio (Crop) e correzione dell'orientamento automatico.</span></li>
<li><span class="cf1"><em>Ritocco:</em> Regolazione di contrasto, luminosità, saturazione, livelli e nitidezza.</span></li>
<li><span class="cf1"><em>Effetti Speciali:</em> Conversione in bianco e nero, seppia, aggiunta di bordi, cornici e filtri artistici.</span></li></ul><span class="cf1"><br>
</span><div><span class="cf1">Le nostre prove tecniche condotte su file ad altissima risoluzione hanno confermato l'efficienza del software. <em>BatchPhoto</em> è in grado di sfruttare le CPU multi-core per velocizzare i calcoli. Ad esempio, l'elaborazione di 1000 foto di grandi dimensioni, con ridimensionamento e correzioni
standard, richiede circa 15 minuti: un tempo irrisorio se paragonato al lavoro manuale. La precisione cromatica è generalmente eccellente, garantendo risultati professionali anche su carichi di lavoro pesanti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink5735dbc3f0f8d07b26c4126a62e2c9a3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Interfaccia-batchphoto_02.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di BatchPhoto.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di BatchPhoto.','width': 1440,'height': 900,'description': 'L\'interfaccia grafica di BatchPhoto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5735dbc3f0f8d07b26c4126a62e2c9a3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Interfaccia-batchphoto_02.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di BatchPhoto." title="L&#39;interfaccia grafica di BatchPhoto." width="200" height="126" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>L'interfaccia grafica di BatchPhoto.</b></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>BatchPhoto</em> viene offerto in tre diverse edizioni per adattarsi a varie esigenze di budget e funzionalità:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<ol>
<li><span class="cf1"><em>Home:</em> Ideale per l'utente domestico che necessita delle funzioni base.</span></li>
<li><span class="cf1"><em>Pro:</em> Aggiunge il supporto ai file RAW e funzioni di editing più avanzate.</span></li>
<li><span class="cf1"><em>Enterprise:</em> La versione completa, ideale per studi fotografici e aziende, che include anche l'automazione tramite
"Hot Folders" (cartelle monitorate che processano automaticamente i file appena inseriti).</span></li></ol><span class="cf1"><br>
</span><div><span class="cf1">Le tre versioni disponibili per l'acquisto: <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.batchphoto.com/it/purchase.html" class="imCssLink">https://www.batchphoto.com/it/purchase.html</a></span></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La versione acquistata, tra le altre cose, comprende una licenza illimitata e gli aggiornamenti gratuiti alle nuove versioni per 12 mesi.</span></div>
<div><span class="cf1">Per chi volesse invece testare le potenzialità del software, è disponibile una versione di prova gratuita scaricabile dal sito ufficiale. La demo è completamente
funzionante ma applica un watermark alle foto salvate.</span></div>
<div><span class="cf1">Scarica <em>BatchPhoto</em> dal sito ufficiale: <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.batchphoto.com/it/index.html" class="imCssLink">https://www.batchphoto.com/it/index.html</a></span></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">PRO</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">Interfaccia in italiano estremamente intuitiva.</span></li>
<li><span class="cf1">Supporto per oltre 170 formati (inclusi i RAW).</span></li>
<li><span class="cf1">Gestione efficiente dei processori multi-core.</span></li>
<li><span class="cf1">Ampia gamma di filtri e opzioni di output (FTP, Cloud, Email).</span></li></ul><span class="cf1"><br>
</span><div><strong class="cf1">CONTRO</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">Nulla di rilevante.</span></li></ul><span class="cf1"><br>
</span><div><span class="cf1"><em>BatchPhoto</em> si conferma uno strumento indispensabile per chiunque gestisca grandi volumi di immagini. La combinazione tra un'interfaccia
intuitiva e una potenza di calcolo professionale lo rende superiore a molti convertitori gratuiti, giustificando l'investimento per chi cerca affidabilità, velocità e una vasta gamma di strumenti di editing
in un'unica soluzione "chiavi in mano".</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il sito ufficiale di <em>BatchPhoto</em>: <a href="https://www.batchphoto.com/it/" class="imCssLink">https://www.batchphoto.com/it/</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6840588c7c701ba8944b158a817cccf2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/BatchPhoto-logo_bar.jpg','alt': 'Il logo di BatchPhoto.','title': 'Il logo di BatchPhoto.','width': 766,'height': 379,'description': 'Il logo di BatchPhoto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6840588c7c701ba8944b158a817cccf2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/BatchPhoto-logo_bar.jpg" alt="Il logo di BatchPhoto." title="Il logo di BatchPhoto." width="200" height="99" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 07:16:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La campana elettrica di Oxford]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000021B"><h1 class="imHeading1">Il rintocco infinito</h1><h2 class="imHeading2">Uno degli enigmi scientifici più affascinanti e longevi della storia</h2><div>






<div>Immaginate un dispositivo elettrico, alimentato da batterie rudimentali, che funziona ininterrottamente da prima dell'Unità d'Italia, prima della lampadina di <strong>Edison</strong> e prima ancora che la <strong>Regina Vittoria</strong> salisse al trono. Non è fantascienza, ma un oggetto reale custodito presso il <em>Clarendon Laboratory</em> dell'Università di Oxford.</div>
<div>Dal 1840, due piccoli campanelli di ottone risuonano quasi incessantemente, sfidando le leggi dell'usura e della degradazione chimica.</div><div><br></div>
<div>L'apparato fu acquistato dal professore di fisica <strong>Robert Walker</strong> e consiste in due pile a secco (<em>Pile di Zamboni</em>) collegate in serie. Le pile sono due colonne verticali protette da uno strato isolante di zolfo. All'interno
si ipotizza ci siano migliaia di dischi di carta sottile, alternati a strati di biossido di manganese e fogli d'argento (o zinco). Tra le due pile è sospesa una piccola sfera di metallo (il battaglio) di circa 4
mm di diametro. Per attrazione elettrostatica, la sfera viene tirata verso una campana, la colpisce, si carica della stessa polarità, viene repulsa e attratta dall'altra campana. Il ciclo si ripete all'infinito.</div><div><br></div>
<div>Il segreto della sua longevità risiede paradossalmente nella sua inefficienza. Sebbene la tensione (il voltaggio) tra le pile sia molto alta, la quantità di carica che
attraversa il battaglio a ogni rintocco è infinitesimale. Si parla di pochi nanoampere. Poiché il movimento è guidato da forze elettrostatiche e non da un motore meccanico complesso, l'usura delle
parti è quasi nulla. Lo strato di zolfo ha sigillato le pile, impedendo all'umidità di corrodere i componenti interni per oltre 180 anni.</div><div><br></div>
<div>Ma cosa c'è dentro? Qui risiede il vero mistero: nessuno sa con certezza assoluta come siano fatte le pile. Aprire il dispositivo per esaminarlo significherebbe distruggerlo
o interrompere un esperimento che dura da quasi due secoli. Gli scienziati hanno paura che l'esposizione all'aria possa causare una reazione chimica istantanea, prosciugando l'energia residua. Sappiamo che sono
<em>Pile di Zamboni</em> (dal nome dell'abate veronese <strong>Giuseppe Zamboni</strong> che le perfezionò), ma la formula esatta dei componenti usati nel 1840 rimane un segreto sigillato sotto lo zolfo.</div>
<div>Il Guinness World Records la cita come "la batteria più durevole del mondo", definendo i suoi rintocchi come "il suono più silenzioso del mondo".</div><div><br></div>
<div>Attualmente la campana è posizionata dietro un doppio vetro per smorzare il ticchettio (che potrebbe risultare snervante per i ricercatori) e per proteggerla da vibrazioni esterne.</div>
<div>Quando si fermerà? Gli esperti ipotizzano due scenari: <em>Esaurimento chimico:</em> l'energia elettrochimica finirà per esaurirsi, anche se al ritmo attuale potrebbe durare ancora decenni; <em>Rottura meccanica:</em> è più probabile che il battaglio, dopo miliardi di oscillazioni, si consumi fisicamente o si rompa prima che la carica finisca.</div>
<div>La campana di Oxford non è solo una curiosità da museo, ma un promemoria di quanto ancora abbiamo da imparare sulla conservazione dell'energia e sui materiali. È
un ponte che collega l'elettrostatica dell'Ottocento con la moderna ricerca sulle batterie a lunghissima durata.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkcdb03a981f5c1b78cc1d9ec3e7c23cdb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/campana-di-Oxford_ver.jpg','alt': 'La campana elettrica di Oxford.','title': 'La campana elettrica di Oxford.','width': 638,'height': 850,'description': 'La campana elettrica di Oxford.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcdb03a981f5c1b78cc1d9ec3e7c23cdb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/campana-di-Oxford_ver.jpg" alt="La campana elettrica di Oxford." title="La campana elettrica di Oxford." width="200" height="267" /></a><br></div><div><script> var showboxlink4934f27abb3358d7515b5648f2234e20 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/campana-di-Oxford_bar.jpg','alt': 'La campana elettrica di Oxford.','title': 'La campana elettrica di Oxford.','width': 1701,'height': 956,'description': 'La campana elettrica di Oxford.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4934f27abb3358d7515b5648f2234e20, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/campana-di-Oxford_bar.jpg" alt="La campana elettrica di Oxford." title="La campana elettrica di Oxford." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 11:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il sussurro del diavolo di Miyabe Miyuki]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Marta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000021A"><h1 class="imHeading1">Thriller avvincente</h1><h2 class="imHeading2">Un noir dell'anima tra i vicoli di una Tokyo sospesa</h2><div>






<div><strong>Miyabe</strong> <strong>Miyuki</strong>, considerata in patria la "regina del crime", torna a stregare i lettori italiani con <em>Il sussurro del diavolo</em>, un romanzo che sfugge alle semplici etichette di genere. Non si tratta solo di un thriller avvincente, ma di un’indagine psicologica e sociale profonda,
capace di trasportarci in una Tokyo di fine anni Ottanta lontana dai neon rutilanti di Shibuya, preferendo le ombre dei quartieri popolari e le crepe nell'animo umano.</div><div><br></div>
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<div>Il protagonista è Mamoru Kusaka, un sedicenne che porta sulle spalle il peso di una maturità precoce. Rimasto orfano dopo la morte della madre Keiko, Mamoru si trasferisce
a Tokyo a casa degli zii, Taizō e Yoriko, e della cugina Maki. In questo nuovo nucleo familiare sembra aver finalmente trovato quella stabilità e quella "normalità" che gli erano sempre mancate.</div>
<div>Tuttavia, l'equilibrio si spezza quando lo zio Taizō, un uomo mite che lavora come tassista, investe accidentalmente una giovane donna, Sugano Yōko. Quello che appare
come un tragico incidente stradale si trasforma presto in un incubo: lo zio viene accusato di omicidio e Mamoru, convinto che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato nella dinamica dei fatti, decide di indagare per conto
proprio. La sua ricerca della verità lo porterà a scoprire che la vittima era coinvolta in una rete di truffe insieme ad altre tre donne, e che la sua morte è solo l'ultimo tassello di una serie di
inquietanti "suicidi" che nascondono un disegno molto più oscuro.</div><div><br></div>
<div>Il romanzo attraversa un'indagine sociale e generazionale, <strong>Miyabe</strong> ha infatti la capacità di fondere il noir con un'analisi chirurgica della società giapponese. Il Giappone degli anni '80 è descritto attraverso
la lente della vita quotidiana: le difficoltà economiche, le ipocrisie familiari e la solitudine che attanaglia le giovani generazioni.</div>
<div>Mamoru non è il classico detective; è un adolescente che "squarcia il velo" del mondo degli adulti, un mondo fatto di menzogne e compromessi. Il suo sguardo
pulito, ma segnato dal dolore, diventa lo strumento per esplorare il tema del male che agisce sottotraccia, come un "sussurro" capace di spingere le persone oltre il limite.</div>
<div>Oltre al mistero legato alle morti sospette, il libro scava nel passato del protagonista. Mentre Mamoru cerca di salvare l'ultima donna nel mirino del misterioso assassino, deve
fare i conti con i ricordi di sua madre e con l'ombra di un padre che non ha mai conosciuto veramente. Il viaggio investigativo diventa così un viaggio di formazione e di auto-scoperta: Mamoru deve ricomporre i
pezzi della propria vita per capire chi è veramente e per affrontare i propri demoni interiori.</div><div><br></div>
<div>La scrittura di <strong>Miyabe</strong> è densa, atmosferica e profondamente empatica. L'autrice non si limita a costruire
una trama solida, ma si sofferma sui sentimenti dei personaggi, rendendoli tridimensionali e vibranti. Il ritmo non è quello frenetico dei thriller d'azione americani; è un incedere lento e inesorabile, tipico
del noir psicologico giapponese, dove la tensione nasce dal non detto e dalle atmosfere malinconiche.</div>
<div>L'entrata in scena di un misterioso uomo d'affari, che sembra voler aiutare Mamoru a ogni costo, aggiunge ulteriori strati di ambiguità alla narrazione. Chi è
quest'uomo? Perché le sue verità sembrano nascondere nuovi inganni? Queste domande mantengono il lettore incollato alle pagine fino alla rivelazione finale.</div><div><br></div>
<div><em>Il sussurro del diavolo</em> è un romanzo potente che conferma il talento di <strong>Miyabe</strong> <strong>Miyuki </strong>nel raccontare l'oscurità che si annida nella quotidianità. È una lettura
consigliata non solo agli amanti del giallo, ma a chiunque cerchi una storia che sappia parlare di perdita, di redenzione e della fragile bellezza dell'umanità. Un libro dove insegna che la verità spesso
si nasconde negli interstizi delle vite degli altri, e che per trovarla bisogna avere il coraggio di ascoltare anche quei sussurri che preferiremmo ignorare.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div><strong>Miyabe Miyuki</strong> nasce a Tōkyō nel 1960. Dopo aver frequentato un corso di scrittura della casa editrice
Kōdansha, debutta nel 1987 con un racconto breve dal titolo<em> Warera no rinjin wa hannin</em> (<em>Il colpevole è il nostro vicino</em>), grazie al quale ottiene il premio letterario Suikyō per le migliori opere di genere giallo. Fa il
suo vero ingresso nel mondo letterario, però, nel 1992 con <em>Kasha</em>, con cui vince nel 1993 il premio letterario Yamamoto Shūgorō. Oltre al giallo, l’autrice si è cimentata in diversi generi letterari, tra cui fantascienza, romanzo storico e narrativa per
ragazzi. In Italia sono stati pubblicati<em> Il passato di</em> <em>Shoko</em> (Fanucci, 2008) e<em> ICO: Il castello delle nebbie</em> (Kappalab, 2020).</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Il sussurro del diavolo</em></div>
<div><em>Autore: Miyabe </em><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Miyuki</span></em></div>
<div><em>Traduttore: Laura Solimando</em></div>
<div><em>Anno: 26 aprile 2024</em></div>
<div><em>Editore: Atmosphere Libri</em></div>
<div><em>Pagine: 330</em></div>
<div><em>ISBN-13: 978-8865644447</em></div>
<div><em>Costo: 17,50 €</em></div>
<div><br></div>
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			<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 06:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Nun II di Michael Chaves]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000219"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Opera all’acqua di rose</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Nonostante il film abbia una trama più o meno sensata</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">The Nun II (Usa 2023)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Michael Chaves. Soggetto: Personaggi creati da James Wan e Gary Dauberman storia di Akela Cooper. Sceneggiatura: Ian Goldberg, Richard Naing, Akela Cooper. Fotografia:
Tristan Nyby. Montaggio: Gregory Plotkin. Musiche: Marco Beltrami. Produttore: Peter Safran, James Wan. Case di Produzione: New Line Cinema, Atomic Monster, The Safran Company. Paese di Produzione: Stati Uniti d'America
- 2023. Durata: 110’. Genere: Orrore, Thriller. Lingua Originale: Inglese. Interpreti: Taissa Farmiga (Suor Irene Palmer), Jonas Bloquet (Maurice "Francese" Theriault), Storm Reid (Suor Debra), Anna Popplewell
(Kate), Katelyn Rose Downey (Sophie), Bonnie Aarons (Valak, la suora demoniaca), Suzanne Bertish (Madame Laurent), Léontine d'Oncieu (Simone), Anouk Darwin Homewood (Celeste), Vera Farmiga (Lorraine Warren), Patrick
Wilson (Ed Warren).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qE6ofB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qKz0E7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>The Nun</em> è uno spin-off della famosa serie di film dell’orrore <em>The Conjuring</em> incentrato su una delle entità che si vedono marginalmente nel film. Si tratta di un demone con l’aspetto di una suora (con tutto il rispetto, a me già
la cosa fa ridere). Così hanno fatto questo film: “The Nunnening”, cioè, <em>The Nun</em> che narra le origini del demone. Il film è andato pure abbastanza bene da farne un seguito “The arinunnening”, o “Nunnening Too”. Insomma, il due. Ma perché cavolo l’ho
visto? Collezionismo. Ho visto ogni altro film del brand, perfino gli inguardabili <em>Annabelle</em>, perfino “La Lorolorollomysharona”. Non poteva essere peggio.</span></div>
<div><span class="cf1">Ma se gli horror ci insegnano qualcosa è che non c’è limite al peggio.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il demone è sconfitto, esorcizzato con niente popò di meno che il sangue di Cristo. Il prete che ha eseguito il lavoro ha fatto carriera e la suorina... è andata
in un nuovo convento. Intanto in Francia, a Tarascon (grande citazione per gli appassionati di D&amp;D), una entità “la tocca piano” manifestandosi a un prete. Con un raffinato gioco di atmosfere: lo fa
levitare, gli spezza tutti gli arti e poi lo arde vivo. Superata l’ipotesi del suicidio e non avendo chiesto manco all’unico testimone oculare, la polizia passa la palla alla chiesa. Questa scopre così che
c’è un serial killer di preti che attraversa l’Europa e fa quindi due più due: “The nunnening è tornata!”. Chiamano subito la suora normale per andarla a ri-esorcizzare. Suora di
Dio contro Suora del Diavolo, round two: fight!</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Io volevo ridere, ma avevo la febbre e non sono riuscito a fare neanche quello. È stato piuttosto un lungo e complesso chiedermi se stavo davvero vedendo ciò che vedevo.
Nonostante il film abbia una trama più o meno sensata, sembra proprio all’acqua di rose. I personaggi sono strambi e buttati lì. Nessuno fa mai la cosa più ragionevole da farsi. Il collegio dove
è ambientata la nuova sfida è un luogo di stronzette e rincoglionite, ma pieno di vino. Ah, il vino! Il vino sarà protagonista delle scena più comica di tutto il film e che sfiora i fasti dell’Hadoken
di pipistrelli del mai troppo compianto <em>Morbius</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Gli effetti speciali sono buoni. Ce ne sono un po’ perché, come già detto, <em>The Nun</em> non è una entità discreta e fa esplodere la gente. Sono belle esplosioni, fiamme, effetti vari che sono realistici. L’unica cosa buffa rimane la suora
demoniaca che, secondo me, è un’idea infelice. Forse lo pensa anche il regista perché, nel corso del film, questa si divide in almeno altre tre essenze diverse. Una di queste è il diavolo nella forma
di uomo-capra che, va detto, è bello a vedersi. Peccato per la scena della cornata alla porta che è così falsa che l’hanno pagata coi soldi del Monopoli (ma porta grande giustizia a livello narrativo).</span></div>
<div><span class="cf1">Il regista, <strong>Michael Chaves</strong>, è lo stesso di <em>La llorona</em> e gli ultimi due <em>Conjuring</em>. Sinceramente non è un incapace, ma secondo me se la caverebbe meglio con gli action che con gli horror.</span></div>
<div><span class="cf1">Il cast. Non li nominerò, magari riusciranno a fare qualcosa in futuro e non vogliono che si ricordi che erano in questo film. Non sono neanche così incapaci. In particolare
la stronzetta è così brava che se incontrate l’attrice in strada vi viene voglia di prenderla a schiaffi.</span></div>
<div><span class="cf1">The “Nunnening too” è la dimostrazione che anche la merda può avere dei figli. Non importa se ha guadagnato bene, anche <em>Venom</em> lo aveva fatto. Non ho altro da dire, vostro onore.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4qE6ofB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4qKz0E7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkbc77a9eafcf579c76b8b214972045882 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-nun-II-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 640,'height': 799,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbc77a9eafcf579c76b8b214972045882, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-nun-II-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="250" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkcddef7df199896c03234c8f7a37260ad = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-nun-II-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1024,'height': 551,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcddef7df199896c03234c8f7a37260ad, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-nun-II-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="108" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=m4pGowXF4I8">https://www.youtube.com/watch?v=m4pGowXF4I8</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 14:34:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Zamora di Neri Marcorè]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000218"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un lavoro straordinario</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Per ricostruire la vita italiana tra gli anni Sessanta e i primi Settanta</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Zamora (Italia 2023)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Neri Marcorè. Lingua Originale: Italiano. Paese di Produzione: Italia, 2023. Durata: 100’. Genere: Commedia. Soggetto: Roberto Perrone (romanzo omonimo). Sceneggiatura:
Maurizio Careddu, Paola Mammini, Neri Marcorè, Alessandro Rossi. Fotografia: Duccio Cimatti. Montaggio: Alessio Doglione. Musiche: Pacifico. Costumi: Cristina Audisio. Produttore: Agostino Saccà. Case di Produzione:
Pepito Produzioni, Rai Cinema, Film Commission Torino Piemonte. Distribuzione: 01 Distribution. Interpreti: Alberto Paradossi (Walter Vismara), Neri Marcorè (Giorgio Cavazzoni), Marta Gastini (Ada), Anna Ferraioli Ravel (Elvira Vismara), Walter Leonardi (Herbert Gusperti), Giovanni Esposito (Bepi), Giovanni Storti (cavalier Tosetto), Giacomo Poretti (cavalier De Carli),
Antonio Catania (commendator Galbiati), Pia Engleberth (Dolores), Giuseppe Antignati (Alvise Vismara), Pia Lanciotti (Anna Vismara), Stefano Saccotelli (cliente al bar).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46Yty9t" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Un romanzo di <strong>Roberto Perrone</strong> è lo spunto da cui parte <em>Zamora</em>, debutto alla regia per <strong>Neri Marcorè</strong> che dimostra di aver appreso la lezione di <strong>Pupi Avati</strong> sul cinema crepuscolare delle piccole cose e confeziona uno dei prodotti italiani più godibili dell’intera stagione. Il regista compie un lavoro straordinario
per ricostruire la vita italiana tra gli anni Sessanta e i primi Settanta, con intere famiglie riunite davanti al televisore per vedere <em>Rischiatutto</em>, domeniche pomeriggio passate ad ascoltare <em>Tutto il calcio minuto per minuto</em>, con la voce roca di <strong>Ciotti</strong> e quella squillante di <strong>Ameri</strong>, per finire in serata davanti alla <em>Domenica Sportiva</em>. <em>Zamora</em> non è un film sul calcio, anche se lo sport italiano per eccellenza fa da sfondo alla narrazione, ma è una storia su come siamo
cambiati, su come eravamo, un racconto intenso e partecipe che porta indietro nel tempo e fa apprezzare i ricordi. Walter Vismara (<strong>Paradossi</strong>) &nbsp;passa a fare il contabile da una piccola ditta di Vigevano, diretta dal commendator Galbiati (<strong>Catania</strong>), a una di Milano, guidata dal cavalier Tosetto (<strong>Storti</strong>), un interista appassionato di calcio che pretende dai dipendenti un allenamento settimanale in vista della gara Scapoli - Ammogliati che si disputa ogni primo maggio.
Vismara - che non sa niente di calcio - contatta un ex portiere caduto in disgrazia come Giorgio Cavazzoni (<strong>Marcorè</strong>) per farsi insegnare i segreti del mestiere, fino a capire il suo talento naturale inespresso. <em>Zamora</em> è il soprannome sarcastico che i colleghi di lavoro - soprattutto il perfido Gusperti (<strong>Leonardi</strong>) - affibbiano a Vismara, in onore al celebre portiere spagnolo degli anni Trenta. Finale che non ti aspetti con le trame di sceneggiatura lasciate in sospeso che si ricompongono,
per sciogliersi in maniera efficace. <em>Zamora</em> è una storia d’amore del tempo passato quando gli innamorati si davano del lei e non si baciavano al primo
appuntamento, ma è anche il rapporto padre figlio con tutte le sue complessità, che va di pari passo con la relazione allenatore - calciatore, per certi versi simile ma più cameratesca. <strong>Marcorè</strong> riproduce benissimo l’atmosfera anni Sessanta, grazie anche alla suggestiva fotografia di <strong>Cimatti</strong> (anticata e dai toni giallo ocra), come agli arredamenti giusti, costumi (<strong>Audisio</strong>) e scenografie azzeccate, in un sottofondo composto da auto d’epoca e trasmissioni di culto. La colonna sonora di <strong>Pacifico</strong> è straordinaria, scorre con pezzi swing e rock, brani alla moda di <strong>Morandi</strong> e <strong>Nada</strong>, <em>Il mondo</em> di <strong>Jimmy Fontana</strong> e alcuni brani del repertorio milanese. Il montaggio di <strong>Alessio Doglione</strong> è così ben dosato che non fa sentire la fatica dei 100 minuti per una storia minimalista scritta davvero bene. Attori ben calati nelle interpretazioni, diretti a dovere da <strong>Meri Marcorè</strong> che si produce in un esordio alla regia molto convincente, sia per movimenti di macchina che per scelta del cast e direzione globale della materia. Il regista
si cuce addosso un ruolo perfetto da ex portiere, al quale conferisce un tono malinconico grazie a un’interpretazione dolceamara, che fa versare una lacrima durante un Natale solitario e nel corso dell’incontro
con il figlio perduto quando consegue la laurea. Tra gli interpreti ricordiamo la bravura di <strong>Giovanni Storti</strong> come appassionato di calcio a capo dell’impresa, così come è divertente il bisticcio con <strong>Giacomo Poretti</strong> nei panni di un imprenditore che vorrebbe far giocare il portiere in Serie D. &nbsp;Due terzi del popolare trio <em>Aldo, Giovanni e Giacomo</em> ben inseriti nell’economia del film. Riprese tra Milano e Torino, anche se la finzione parla solo di Milano, in sei settimane del 2022, in distribuzione
solo dal 6 marzo 2024, dopo la presentazione al Festival di Villerupt (1 novembre 2023) e al Bifest di Bari (17 marzo 2023). Un film da vedere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/46Yty9t" class="imCssLink"><span class="fs14lh1-5">ACQUISTA SU AMAZON</span></a><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad (DVD)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink1d8e8ee9953b629d360394410a806009 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/zamora-cop_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1d8e8ee9953b629d360394410a806009, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/zamora-cop_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3c5688a995cb8073c2f177b83176f150 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/zamora-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 819,'height': 461,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3c5688a995cb8073c2f177b83176f150, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/zamora-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=BTnn_lvaTgY">https://www.youtube.com/watch?v=BTnn_lvaTgY</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 06:35:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Scrooger - A Nightmare Carol]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000217"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Rivisitazione di un grande classico</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Il nuovo libro scritto e illustrato da Paolo Di Orazio</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La Redazione </span><span class="cf1"><em>GHoST</em></span><span class="cf1"> segnala l’imminente uscita di </span><span class="cf1"><em>Scrooger - A Nightmare Carol</em></span><span class="cf1"> il nuovo libro scritto e illustrato da </span><span class="cf1"><strong>Paolo Di Orazio</strong></span><span class="cf1"> edito da Bakemono Lab.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rMu0j2" class="imCssLink">PRE-ORDINA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em></em></span><span class="cf1">“</span><span class="cf1"><em>Questo racconto è dedicato a tutti i tirchi, ai poveri di spirito e agli aridi di cuore.</em></span></div>
<div><em><span class="cf1">Il Natale porterà loro propositi inediti e, forse, un lieto fine che sarà lieto davvero.”</span></em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Paolo Di Orazio</strong></span><span class="cf1">, uno dei nomi più importanti dell’horror letterario </span><span class="cf1"><em>made in Italy</em></span><span class="cf1">, firma e illustra il suo nuovo libro, segnando la prima collaborazione con </span><span class="cf1"><em>Bakemono Lab</em></span><span class="cf1">. </span></div>
<div><span class="cf1">Da questo connubio non poteva che nascere una fiaba personale e mortifera: </span><span class="cf1"><em>Scrooger - A Nightmare Carol</em></span><span class="cf1">, rivisitazione di un grande classico della letteratura, </span><span class="cf1"><em>Il canto di Natale</em></span><span class="cf1"> di </span><span class="cf1"><strong>Charles Dickens</strong></span><span class="cf1">. </span></div>
<div><span class="cf1">Lo stile di </span><span class="cf1"><strong>Di Orazio</strong></span><span class="cf1"> è inconfondibile: psichedelico, ironico e strabordante inchiostro, perfettamente in
linea con lo spirito della collana </span><span class="cf1"><em>Makkuro</em></span><span class="cf1">.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink4026648497177ddffee4ad3e9788d9ef = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/scrooger-tavola2.jpg','alt': 'Una tavola del libro.','title': 'Una tavola del libro.','width': 523,'height': 507,'description': 'Una tavola del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4026648497177ddffee4ad3e9788d9ef, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/scrooger-tavola2.jpg" alt="Una tavola del libro." title="Una tavola del libro." width="200" height="194" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Fred Scrooger è un uomo profondamente tirchio, chiuso in una solitudine che lo accompagna da sempre. Cresciuto senza affetto, con genitori incapaci di amarlo, ha imparato presto
a diffidare del mondo e a rifiutare ogni forma di calore umano. Le feste, e in particolare il Natale, rappresentano per lui solo un fastidioso promemoria di ciò che non ha mai avuto. Il suo cuore è diventato
arido, incapace di provare gioia o compassione.</span></div>
<div><span class="cf1">Oppresso da un malessere che non riesce più a ignorare, Scrooger decide di rivolgersi allo psichiatra Sigmund Freud. L’incontro si traduce in una cura farmacologica: ansiolitici
che, invece di placare la sua inquietudine, aprono una breccia nella sua mente. Attraverso visioni disturbanti e frammentarie, Scrooger è costretto a rivivere il proprio passato, affrontando i traumi, le mancanze e
le scelte che lo hanno condotto a una vita vuota e senza legami.</span></div>
<div><span class="cf1">Travolto dalla consapevolezza di aver toccato il fondo, Fred tenta di togliersi la vita, ma fallisce. Questo fallimento segna però un punto di svolta inatteso. Tornato dal dottor
Freud, non trova più soltanto pillole, ma un dono diverso e più prezioso: dieci anni di sedute di terapia per risanare la coscienza.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink3addee6bdf259d05833b4db5affccb15 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/scrooger-tavola1.jpg','alt': 'Una tavola del libro.','title': 'Una tavola del libro.','width': 608,'height': 558,'description': 'Una tavola del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3addee6bdf259d05833b4db5affccb15, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/scrooger-tavola1.jpg" alt="Una tavola del libro." title="Una tavola del libro." width="200" height="184" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em><span class="cf1">“Mancano due giorni alla vigilia. Gli animi in festa</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">quasi sciolgono la neve. Tutti tornano un po' bambini...</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Tutti tranne te, Fred Scrooger. Il solitario magnate della città.</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Come ogni anno, ti neghi a parenti e amici.</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Così non spendi tempo e denaro in regali.</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Ma questo Natale ti porta inediti propositi.”</span></em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Scrooger - A Nightmare Carol</em></span><span class="cf1"> arriverà in libreria il 23 febbraio 2026 e sarà presentato in anteprima giovedì 19 febbraio alle ore 18.00 presso la libreria</span><span class="cf1"><em> Feltrinelli</em></span><span class="cf1"> di viale Giulio Cesare 88, Roma. In questa occasione </span><span class="cf1"><strong>Paolo Di Orazio</strong></span><span class="cf1"> dialogherà con </span><span class="cf1"><strong>Chiara Cassanelli</strong></span><span class="cf1">. Ospiti speciali: </span><span class="cf1"><strong>Lillo &amp; Greg</strong></span><span class="cf1">.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkde8be6df10ac7952462045f0ef5ef58b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/manifesto-pdo-feltrinelli.jpg','alt': 'La presentazione alla Feltrinelli.','title': 'La presentazione alla Feltrinelli.','width': 819,'height': 1024,'description': 'La presentazione alla Feltrinelli.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkde8be6df10ac7952462045f0ef5ef58b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/manifesto-pdo-feltrinelli.jpg" alt="La presentazione alla Feltrinelli." title="La presentazione alla Feltrinelli." width="200" height="251" /></a><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Seguiranno due giornate di presentazione sabato 21 e domenica 22 febbraio a </span><span class="cf1"><em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?a-febbraio-torna-oblivion" class="imCssLink">Oblivion - Fiera del Libro, del Fumetto e dell’Irrazionale</a></em></span><span class="cf1">, presso la </span><span class="cf1"><em>Città dell’Altra Economia</em></span><span class="cf1"> [Testaccio, Roma].</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">L’AUTORE</span></strong></div>
<div><span class="cf1"><strong>Paolo Di Orazio</strong></span><span class="cf1">: Nato a Roma, classe 1966. Disegnatore, scrittore, batterista. Pubblica dal 1987 sceneggiature a fumetti, romanzi e racconti per case editrici mainstream e indipendenti, italiane e statunitensi. Esplora tutti
i campi del terrore, dal </span><span class="cf1"><em>crime</em></span><span class="cf1"> all’horror al fantastico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">SCHEDA TECNICA</span></b></span></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Scrooger - A Nightmare Carol</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Paolo Di Orazio</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Bakemono Lab</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: Makkuro</span></div>
<div><span class="cf1">Genere: Libro illustrato</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 23 febbraio 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 40</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 15,20 €</span></div>
<div><span class="cf1">Formato: 15 x 0.1 x 15 cm</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 978-8894826913</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rMu0j2" class="imCssLink">PRE-ORDINA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink605e117bc689b50898ca8e6f44e15ad5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/scrooger-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 669,'height': 724,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink605e117bc689b50898ca8e6f44e15ad5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/scrooger-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="217" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3c7d4a3282b2858d146a870e1458c7e4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/PDiOrazio_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 720,'height': 960,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3c7d4a3282b2858d146a870e1458c7e4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/PDiOrazio_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 06:12:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Scomparso Federico Frusciante]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=News"><![CDATA[News]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000216"><h1 class="imHeading1">Lutto a Livorno</h1><h2 class="imHeading2">Figura iconica della critica cinematografica indipendente</h2><div>






<div>Oggi il mondo del cinema è un po’ più buio e molto meno rumoroso. Ci ha lasciati <strong>Federico Frusciante</strong>, figura iconica della critica cinematografica indipendente, storico titolare del negozio di film a noleggio <em>Videodrome</em> nonché volto amatissimo del web. Livornese verace, <strong>Frusciante</strong> non era solo un esperto di pellicole, ma un vero e proprio "faro" per migliaia di appassionati che vedevano in lui un mix raro di competenza enciclopedica,
schiettezza e passione viscerale.</div><div><br></div>
<div>La notizia, riportata dalle testate locali, ha scosso rapidamente la comunità. <strong>Federico</strong>, infatti, &nbsp;era riuscito a trasformare la sua passione nata nel leggendario videonoleggio di via della Meridiana in un linguaggio unico, capace di sdoganare il cinema
di genere e d'autore con la stessa energia.</div>
<div>Livorno perde uno dei suoi figli più brillanti e "fuori dal coro", capace di farsi strada nel panorama nazionale restando sempre fedele alle sue radici e al suo inconfondibile
stile labronico.</div>
<div>Ci lascia un archivio immenso di riflessioni, recensioni e battaglie culturali contro il conformismo cinematografico.</div><div><br></div>
<div><em>Il cinema non è solo un film, è un modo di vedere il mondo</em>. Una lezione che <strong>Federico</strong> ha portato avanti fino all'ultimo giorno.</div><div><br></div>
<div>È un momento difficile per la famiglia, gli amici e per la vastissima "famiglia virtuale" che lo seguiva quotidianamente. La sua voce roca, le sue opinioni taglienti
e quel suo modo unico di gesticolare resteranno impressi nella memoria di chi ha imparato a guardare un film con occhi diversi grazie a lui.</div>
<div><strong>Federico</strong> è venuto a mancare nel primo pomeriggio di domenica 15 febbraio, a causa di un malore improvviso tra
le mura di casa, aveva 52 anni.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink44abea83d268cfe63ffca80ba99b7ea7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/federico-frusciante-rip_ver.jpg','alt': 'Federico Frusciante.','title': 'Federico Frusciante.','width': 864,'height': 1080,'description': 'Federico Frusciante.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink44abea83d268cfe63ffca80ba99b7ea7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/federico-frusciante-rip_ver.jpg" alt="Federico Frusciante." title="Federico Frusciante." width="200" height="251" /></a><br></div><div><script> var showboxlinked47f7a5543a965fc375dd73bdc424bf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/federico-frusciante-rip_bar2.jpg','alt': 'Federico Frusciante.','title': 'Federico Frusciante.','width': 1200,'height': 675,'description': 'Federico Frusciante.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinked47f7a5543a965fc375dd73bdc424bf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/federico-frusciante-rip_bar2.jpg" alt="Federico Frusciante." title="Federico Frusciante." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=gY-v5lcie68">https://www.youtube.com/watch?v=gY-v5lcie68</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 06:27:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Community Zero]]></title>
			<author><![CDATA[Emiliano Maramonte]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000215"><h1 class="imHeading1">Blocchi esadecimali mi scorrono davanti</h1><h2 class="imHeading2">Le macchine comunicano tra loro attraverso un protocollo wireless sconosciuto</h2><div>






<div>«Dev’esserci un modo» dice Elena, senza staccare gli occhi dalla community delle macchine. Resta sempre a fissarla a lungo prima di tornare al monitoraggio quotidiano
del flusso del codice. La sua ossessione ormai è penetrare quel mistero cibernetico che attanaglia l’umanità. E io pendo dalla sua saggezza, dal suo enorme talento.<br>«Qualche variazione oggi?»
mi chiede, senza distogliere lo sguardo accigliato. È un quesito che mi coglie di sorpresa, conosce benissimo i report giornalieri delle analisi.<br>«Nessuna variazione» rispondo. Negli ultimi tempi il
codice macchina è costante, compiuto. Non fluttua, non presenta deviazioni significative.<br>«Okay, grazie» conclude e si volta, come se finalmente avesse spezzato il legame invisibile con la perfetta
mostruosità asserragliata là fuori. Esce dalla bolla d’osservazione col suo solito passo rigido e sicuro e se ne torna all’Istituto.<br>Mi soffermo anch’io sul panorama oltre i vetri rinforzati.
Una severa nuvolosità incombe su quell’intrico di travi cromate e propaggini avvolte in un manto di fibre ottiche. Non finisce mai di inquietarmi, e ogni volta è come la prima. Il movimento di uomini e
mezzi attorno alla community è incessante. I militari sembrano soldatini di piombo piazzati alla rinfusa da un bambino annoiato. Le barriere protettive di cemento non riescono a dissuadere le frotte di curiosi che cercano
in ogni modo di sbirciare attraverso le crepe o di scattarsi selfie come possono.<br>Un’occhiata al mio <em>Swatch</em> blu e mi accorgo che s’è fatto tardi.<br>Rientro in ufficio per recuperare la borsa con i documenti, passo davanti alla porta di quello di Elena, provo
a origliare. Non dovrei farlo, ma…<br>Silenzio. Come sempre. Che cosa sta facendo? Medita? Studia? Dorme? Non mi è dato saperlo. Lei è morbosamente attaccata alla sua riservatezza. Ora però…
sta singhiozzando. Perché?<br>Non sono affari miei. Mi allontano imbarazzato, ma quell’evento inatteso mi ha scosso e rattristato. Sono stanco, lascio l’Istituto.<br>Come ogni sera Amalia è affaccendata
con l’igiene personale di mamma, che saluto con un bacio sulla fronte. Di solito mi sorride, più spesso biascica nomi diversi dal mio. Quando il suo sguardo si fa assente, capisco che il morbo ha serrato il pugno
su di lei, così me ne vado. Detesto riempirmi le narici dell’odore di detergente e medicinali che riempie la stanza. Sono fortunato ad aver conosciuto Amalia: la sua incrollabile dedizione mi aiuta a distogliermi
dal lungo declino di mia madre.<br>Ceno con il solito panino vegetariano e mi rintano in camera. Prima il dovere, poi il piacere. La tentazione di immergermi in una partita a <em>Pitfall</em> o a <em>Pac-man</em> è fortissima ma l’enigma delle macchine non può aspettare. Mi getto
a capofitto sulle telemetrie degli ultimi cinque giorni, alla ricerca di schemi o anomalie. Gli occhi mi bruciano per la stanchezza. In quel momento le note di <em>Don’t You</em> dei Simple Minds si spandono dall’<em>iGlass</em>; è Dennis che mi chiama per una birra al pub. Mi nego agli amici da più di due mesi. Mi stupisce che provino ancora a contattarmi. Rinuncio anche questa volta e proseguo.<br>Da un anno le macchine
comunicano tra loro attraverso un protocollo wireless sconosciuto. Per il momento è stato impossibile decifrarlo, però riusciamo ancora a scomporre il flusso dati in codice <em>Prolog</em>. Questo significa dover registrare una gigantesca mole quotidiana di dati per poi ricompilarla in schemi coerenti che possiamo interpretare.<br>Perché da una settimana
il codice è piatto? Ciò è preoccupante. Le macchine si autoprogrammano e si replicano assai velocemente… La quiete prima della tempesta?<br>Le colonne di blocchi esadecimali mi scorrono davanti,
ipnotizzandomi. Sono alla ricerca di un frammento che sembra ripetersi. Non ho ancora parlato a Elena dell’ipotesi che mi si è affacciata alla mente, anche se è solo un’idea rudimentale, per ora.
Sono davvero esausto, non ce la farei neanche a concludere una partita ad <em>Asteroids</em>. Resto altri cinque minuti, magari la fortuna mi assiste. Si tratta di un comando di sincronizzazione dei dati indirizzato alle singole periferiche del grande complesso autoreplicante. Se quel comando appare
in un’iterazione più ampia, allora sono a cavallo. Devo scoprire se ogni community opera da sola o è parte di un’infrastruttura più vasta in fase di espansione. Questo aiuterebbe tutti i ricercatori
del mondo a definire meglio l’architettura delle community per contrastarle e fermarne l’avanzata.<br>Le palpebre mi diventano pesanti. Forse è meglio fermarsi qui stasera. Continuare non porterebbe a
nulla. Tolgo l’<em>iGlass</em> e corro a nanna.<br>Il risveglio è brusco. Un brutto presentimento si è impadronito dei miei sogni. È marzo
e fa abbastanza freddo per il periodo, eppure sono zuppo di sudore. La penombra della stanza mi è sufficiente per arrivare in bagno. Mamma lancia delle urla; di solito a quest’ora del mattino ha una crisi di nervi.
Mi getto acqua fredda in faccia, orino e la ignoro. Voglio dormire ancora, ma qualcosa mi spinge a riaccendere i digiocchiali. Sono le 6.12 del mattino, è l’alba. Arrivano due messaggi di Elena.</div>
<div><br></div><div>4:37<br>Violato Von Neumann</div>
<div><br></div><div>5:12<br>Maledizione rispondi</div>
<div><br></div><div>Le gambe mi diventano molli, soprattutto per il primo messaggio. Le macchine hanno violato il Paradigma di Von Neumann. Siamo nei guai. Mentre mi infilo goffamente i pantaloni chiamo
Elena, ma è irraggiungibile. Provo con Patrizio, che mi risponde subito: «Lorenzo, finalmente. Qui è scoppiato un casino.»<br>Sul momento le parole mi s’incastrano in gola, poi riesco ad articolare
una domanda. «Che sta succedendo?»<br>«La dottoressa Fabbri è al sito della community da più di un’ora» risponde Patrizio. «Abbiamo cercato di farla ragionare, ma sta per
compiere una pazzia.»<br>«Che diavolo vuole fare?»<br>«Ha preso una UMC senza autorizzazione e…»<br>Dio santo, no! L’Unità Mobile di Connessione! Vuole suicidarsi, questo
è sicuro. Devo andare da lei e fermarla. Mi metto un maglione e il giaccone, poi corro in cucina, dove fa capolino il caschetto biondo di Amalia. Sorseggia un caffè, in attesa di lavare mamma. Bevo un bicchiere
d’acqua, la saluto e mi precipito in strada.<br>Disinserisco la guida assistita e attraverso i viali di Pisa, combattendo col solito, stramaledetto traffico. Ho il terrore di non arrivare in tempo. Finalmente la situazione
si sblocca e affondo il piede sull’acceleratore, sbandando alla rotonda che dà accesso alla Superstrada. Col cuore in gola, arrivo a Gello e svolto per viale America. Parcheggio nei pressi della barriera di cemento,
non lontano da un cellulare dei carabinieri, e scendo di corsa dalla macchina. La confusione attorno al sito della community è pazzesca. Due soldati in assetto da battaglia mi puntano un fucile contro prima di accertarsi
della mia identità. Tiro fuori il tesserino dell’IIT e uno di loro mi fa passare, dopo averlo esaminato più del necessario. Entro nella bolla d’osservazione, ma Elena non c’è. Invece,
addossati al vetro, trovo il direttore e Patrizio. All’improvviso Benedetti si gira e mi fissa in cagnesco. È scuro in volto, viene verso di me, non l’ho mai visto così infuriato. «Non ha voluto
ascoltarmi» sbotta, allargando le braccia. «È impazzita.» Non so cosa dire, devo ancora rendermi conto della situazione. Mi accosto ai vetri e inorridisco quando scopro che Elena è là
fuori. Indossa la tuta e il visore e fronteggia la massa metallica come un novello Davide contro un Golia cibernetico. Attorno a lei, una pattuglia di militari ha le armi spianate pronta a ogni evenienza.<br>Senza pensarci,
mi lancio fuori dalla bolla e imbocco il tunnel che conduce allo slargo circondato dalla barriera di cemento. Il contrasto di temperatura tra interno ed esterno mi schiaffeggia la faccia. Tiro un profondo respiro. I soldati
si voltano allarmati dalla mia parte. Due di loro puntano i fucili verso di me. Lei è a una ventina di metri, a pochi passi dalle prime propaggini meccaniche, e mi volta le spalle. Con le braccia disegna figure casuali
nell’aria, come se stesse preparandosi a una danza propiziatoria. È la prima volta che qualcuno utilizza una UMC davanti ai miei occhi. Da quello che mi hanno riferito, il corpo dell’operatore dell’Unità
riceve una marea di stimoli sensoriali capace di schiacciare la coscienza, se non opportunamente imbrigliata. E infatti, a momenti Elena barcolla, poi si riprende e ricomincia la danza. Mi avvicino con prudenza e la chiamo,
ma lei non mi sente. La tuta e il visore la isolano e la connettono direttamente agli <em>hot spot</em> delle macchine. La notizia del brusco salto evolutivo deve averla sconvolta e indotta a compiere un esperimento folle. Percorro un paio di metri verso di lei e un militare coi nervi a fiori di pelle alza
il fucile contro di me. «Fermo dove sei!» Tengo le mani ben in vista. «Sono l’assistente della dottoressa Fabbri. Non voglio causare problemi. Sono venuto per portarla via.» Il militare è
interdetto, nervoso, ma mi fa passare, così come gli altri del plotone.<br>Ormai posso quasi toccarla. «Dottoressa.» Continua a ignorarmi, persa com’è nel bombardamento della realtà
aumentata. Chissà dov’è la sua mente adesso. Chissà come soffre. Le tocco una spalla: Elena traccia di fronte a sé con l’indice due linee veloci poi finalmente si volta. Dietro il visore
i suoi occhi sono strabuzzati e lacrimano. Ha la bocca socchiusa in un smorfia di stupore soffocato, dal labbro inferiore pende un filamento di saliva.<br>Temo per la sua vita. Prego Dio che non sia accaduto l’irreparabile.
«Dottoressa, venga con me.» Le tendo la mano, mentre mi sale un groppo in gola. All’improvviso alza gli occhi verso un punto imprecisato del visore e comincia a tremare. Lancia un urlo, sta per svenire. Mi
slancio per sorreggerla e lei si abbandona tra le mie braccia.<br>«Soccorso!» grido a pieni polmoni. Quattro militari si avvicinano e mi aiutano a sostenerla. Le sfilo il visore e le scosto i capelli dalle palpebre
serrate. Il suo volto è preda di un tormentato stordimento; respira con affanno e mugola suoni incomprensibili. Dopo qualche minuto arriva un’unità medica. Il dottore, assieme a un robusto infermiere, esegue
una rapida diagnosi delle condizioni di Elena poi chiede ai militari un aiuto per adagiarla su una barella.<br>La portano via. Voglio piangere, ma trattengo le lacrime. Non intendo restare un minuto di più in presenza
di quelle maledette macchine, così, senza voltarmi, mi allontano a passo svelto.<br>All’ingresso del tunnel incontro il direttore, accigliato e intento a mordicchiarsi le unghie. Ci scambiamo uno sguardo carico
d’angoscia. «Dove la portano?» gli chiedo.<br>«Al Cisanello» risponde lui con un filo di voce. «L’avevo avvertita. Non sono riuscito a fermarla.»<br>Vado via lasciandolo
al suo senso di colpa e decido di raggiungere Elena.<br>Nei pressi dell’ospedale c’è un insolito viavai di automobili. M’invento un parcheggio di fortuna e mi affretto all’accettazione del
Pronto Soccorso. Gli infermieri e i medici sono tutti occupati con le emergenze e ci sono tanti pazienti intorno a me che ancora aspettano che qualcuno dia loro retta.<br>Non so a chi rivolgermi. Sono sull’orlo della
disperazione. Tento l’ultima carta. Individuo un soccorritore affaccendato con le attrezzature dell’ambulanza, forse è stato lui a portare la barella all’interno. È un uomo esile dai lineamenti
duri, enfatizzati da una barba folta e corvina. Nonostante la temperatura non proprio primaverile, la sua divisa è a mezze maniche.<br>«Scusi…» faccio per attirare la sua attenzione.<br>Si gira
e mi guarda come se un cane gli stesse pisciando sulle scarpe. «Prego.»<br>«Sto cercando, la dottoressa…» All’improvviso i pensieri s’ingarbugliano e le parole s’inceppano.
«Ehm… Cerco Elena Fabbri, ricercatrice dell’Istituto… mmm… C’è stata un’emergenza alla community delle macchine…»<br>«Neurologia» mi risponde in modo
spiccio, poi mi dà le spalle e comincia ad arrotolare il tubicino di un respiratore.<br>Mi si gela il sangue nelle vene. I ricordi di papà mi assalgono come un fantasma riapparso in una casa abbandonata. Percorrere
di nuovo quei corridoi e quei reparti m’irrigidisce i muscoli, mi stringe lo stomaco, ma devo andare.<br>L’edificio non è molto lontano dal Pronto Soccorso. Seguo le indicazioni e, giunto nei pressi dell’ingresso
della corsia, un infermiere tarchiato e brizzolato mi ferma. «Chi è lei, mi perdoni?»<br>Deglutisco saliva amara. «Sono l’assistente della dottoressa Elena Fabbri, so che è stata portata
qui.»<br>«Mi dispiace, nessuna visita per ora.» L’uomo è fastidiosamente categorico. «Uno specialista la sta visitando. Torni più tardi, grazie.»<br>«Ma io…»<br>«Dalle
18 in poi potrà venire a trovarla, se ci daranno l’autorizzazione per le visite. Arrivederci.» Dopo avermi congedato, sparisce in una stanza della corsia.<br>Mi guardo intorno, mi sembra di essere stato
abbandonato in un deserto. Come sta Elena? È grave? Si riprenderà? Cosa le stanno facendo?<br>Esco dall’edificio, recupero l’auto e mestamente prendo la strada di casa.<br>Apro il portone e già
sento mamma che urla parole confuse. Mi affaccio in camera da letto. Amalia sta cercando di darle il suo Lexotan. Mamma si ribella, poi all’improvviso mi nota, si sforza di riconoscermi e mugola qualcosa. Amalia mi vede,
mi saluta. «Lorenzo, ciao! Com’è andata oggi?»<br>Fisso il pavimento tirato a lucido; come rispondo? «Uno schifo.»<br>«Mi dispiace» si rammarica lei. Poi sorride. «Sai
che Anna mi ha raccontato di quella volta che avete fatto un giro in barca al Lago di Como?»<br>Che palle quella storia. Non mi entusiasma per niente. «Bene. Facciamo progressi.» E non aggiungo altro. Mi
rintano nella mia stanza. Non ho fame. Mi coglie l’impulso di riguardare gli appunti sulle strutture di Von Neumann ma non li trovo da nessuna parte. Ho perso giorni di lavoro. ‘Fanculo. Mi sdraio cinque minuti
sul letto, mi sento uno straccio. Ho il cervello in subbuglio per il tormento dell’ansia.<br>Mi sveglio di soprassalto. Sono crollato senza rendermene conto. Quanto ho dormito? La sveglia sul comodino segna le 18.15.
Dannazione, sono in ritardo. Non perdo tempo: mi rimetto il giaccone e mi tuffo nel traffico.<br>Le strade sono intasate. Il sole è tramontato già da un po’, la luce azzurrina degli <em>smartLed</em> accarezza le strade col suo tocco variabile. Con un primo giro del parcheggio non trovo mezza piazzola libera. Al secondo giro, una Toyota bianca fa retromarcia e io
ne approfitto. Scendo e accelero il passo. Spero di arrivare prima che chiudano le corsie ai visitatori, ma soprattutto mi auguro con tutto me stesso di rivedere Elena.<br>Sono quasi le 19. Chiedo indicazioni a un’infermiera,
percorro velocemente il lungo corridoio scansando capannelli vocianti di parenti e amici dei degenti. Stanza numero 32. Eccola. Mi fermo prima di entrare. Il cuore mi batte all’impazzata. Tiro un profondo respiro e varco
la soglia. Un odore di disinfettante m’investe in pieno. Sbatto le palpebre come per scacciarlo poi individuo il letto con le lenzuola bianche. Elena ha gli occhi chiusi, riposa con una mascherina dell’ossigeno.
Ha dei sondini alle braccia. Da una flebo quasi vuota, stillano gocce di un liquido biancastro. Mi avvicino in silenzio, come farebbe un pellegrino al cospetto di una reliquia sacra. C’è una sedia di plastica
più in là, accostata a un tavolo di fòrmica marrone. Mi sistemo di fianco al letto. Accarezzo la mano sinistra di Elena. È fredda e liscia come la seta. Sono sollevato ma non ancora tranquillo.<br>Vorrei
che si svegliasse e mi facesse un cenno… mi basterebbe un sorriso.<br>Apre gli occhi, si gira dalla mia parte. Ci mette un po’ a riconoscermi. Prova a muovere le labbra ma è visibilmente provata. Scuoto
la testa per farle capire che non deve sforzarsi. Il sibilo del respiratore aumenta mentre lei inspira altro ossigeno dalla riserva. Sfila la mano dalle mie, con l’indice si abbassa la mascherina.<br>«No, ma
cosa fa?» mi allarmo.<br>«Non ti preoccupare» riesce a dire, con affanno. Fa dei lunghi respiri come per testare la tenuta dei polmoni, poi mi guarda di nuovo.<br>«Dottoressa, come si sente?»
le domando preoccupato.<br>«Ho avuto giorni migliori» risponde e sorride.<br>«Mi ha fatto prendere un bello spavento» la rimprovero. «Temevo davvero che fosse successo qualcosa di…»<br>«Non
importa» minimizza lei. «Sono viva. E per una volta, al diavolo le formalità! Chiamami Elena e dammi del tu.»<br>Se solo sapesse che dentro di me l’ho sempre fatto! Sono imbarazzato. È
la prima volta che mi concede questa libertà. Sembra una persona diversa. Il lato ombroso del suo carattere si è dissolto dopo la connessione con le macchine.<br>«Ti ringrazio per la visita» continua,
dopo una breve pausa.<br>«Si figu… Figurati. Ero in ansia e non me la sentivo di restare a casa.»<br>«Chissà la faccia di Benedetti» dice ed emette un suono a metà tra una risata
e un colpo di tosse.<br>«A dire il vero, era preoccupato anche lui» la informo. Ometto il particolare del senso di colpa. «Ma che è successo al sito della community?»<br>Cerca il mio braccio
e fa forza per tirarsi a sedere in una posizione più comoda. «Ero stufa di rincorrere cifre nell’attesa che le macchine facessero qualcosa di diverso, così, dopo il nuovo salto evolutivo, ho deciso
di prendere il toro per le corna.»<br>«Hai corso dei rischi troppo grandi.»<br>«Vero. Ma la scienza non va forse avanti in questo modo? E poi sono stata illuminata dai tuoi appunti…»<br>Ecco
dov’erano finiti.<br>«Sorpreso? Li ho trovati per terra, nei corridoi dell’Istituto. Sei stato bravo. Hai avuto un’intuizione geniale.»<br>Non so perché, ma il complimento non mi inorgoglisce
per niente. «Che cos’hai scoperto?»<br>Sorride ancora, poi diventa pensierosa. «Il Paradigma di Von Neumann non è stato violato» rivela.<br>«Non capisco. In che senso?»
Sono sbalordito dalle sue parole.<br>«Pensavo che la community avesse migliorato la sua programmazione assemblando nuovi replicanti più evoluti dei precedenti, come fa sempre, del resto. Mi aspettavo che le
istruzioni venissero impartite dal nucleo centrale, e invece la potenza di calcolo è stata delocalizzata. Questo mi ha spiazzato.»<br>«Elena, dimmi cosa stanno facendo le community.»<br>Non mi
risponde subito. Ha bisogno di riprendere forze e fiato. Resto in attesa di altre rivelazioni, il cuore mi batte di nuovo a mille.<br>«Le macchine hanno scoperto come ampliare la scala della loro programmazione»
spiega. «Ogni community del mondo è diventata la periferica di un immenso nucleo di elaborazione nascosto da qualche parte sul pianeta. Io l’ho battezzata <em>community zero</em>, l’origine di tutto.»<br>Sono senza parole. Mi viene in mente almeno una dozzina di implicazioni terrificanti, tra queste uno scenario futuro apocalittico.
«Cosa vogliono le community?» Non so nemmeno se è la domanda giusta.<br>«La perfezione, Lorenzo» risponde Elena, con una strana luce negli occhi. «Le community stanno facendo esattamente
ciò per cui sono programmate: migliorano, progrediscono all’infinito. E non si fermano.» Appoggia la testa sul cuscino e scruta il soffitto, come se invisibili propaggini meccaniche fossero sospese a pochi
metri da lei. «Siamo creature limitate. La connessione che ho instaurato con le macchine mi ha permesso di spiare attraverso il buco di una serratura. C’è qualcosa di enorme oltre la porta. Qualcosa di enorme.
E noi non possiamo comprenderlo.»<br>Provo una fastidiosa vertigine mentale. Un vorticoso senso d’inquietudine mi sta trascinando via. Il suo volto si fa cupo, Elena torna a essere la persona ombrosa che ho conosciuto
sin dal principio. Perché ho la sensazione che mi nasconda qualcosa?<br>«Devo tornare là dentro» dice all’improvviso. «E tu mi aiuterai.»<br>Sono spaventato da quelle parole.
Provo l’impulso di alzarmi e lasciarla sola per un po’, eppure resto incollato alla sedia.<br>Elena stringe le palpebre come per sopprimere ondate di dolore giunte all’improvviso. «C’è
un deposito negli scantinati dell’Istituto» dice, con un’espressione determinata. «Solo cinque membri sono autorizzati ad accedervi. Lì sotto è conservato un dispositivo di backup a trasmissione
neurale. È un vecchio esperimento che è stato cancellato dal consiglio scientifico più per paura che per mancanza di fondi.»<br>Medita un’altra pazzia, stavolta peggiore della prima. Il mio
compito adesso è dissuaderla e impedirle di ammazzarsi per davvero. Quell’apparecchio è solo una leggenda, a quanto ne so. «Ma il dispositivo è stato smantellato. Patrizio una volta mi ha detto
che il progetto è stato chiuso perché un ricercatore è impazzito dopo un paio di minuti di trasmissione neurale» le suggerisco, sperando che si sia sbagliata.<br>«È tutto vero, invece.
Ed è perfettamente funzionante» risponde, sicura di sé. «Stasera uscirò dall’ospedale ed effettuerò un trasferimento della mia mente nella community.»<br>Nella stanza irrompe
un’infermiera dal volto rotondo e dai modi sbrigativi che indossa digiocchiali neri, di un modello che non ho mai visto. «L’ora delle visite è terminata. Parenti e amici sono pregati di lasciare la
stanza.» Poi nota che la paziente non ha più la mascherina, si avvicina e con poco riguardo gliela risistema sulla faccia. «Non ci provi più» ammonisce, alzando un indice accusatore. Se ne va
a passo lesto.<br>Elena parla attraverso la mascherina; forse le serviva riprendere un po’ di fiato. «Fra un’ora mi farò trovare nell’atrio. Non sarà facile passare inosservata, dopotutto
sono una sorvegliata speciale, però fai in modo di esserci.»<br>«Non sono sicuro che sia una buona idea» obietto. «Anzi penso che sia pericoloso e stupido.»<br>«Devi aiutarmi,
Lorenzo» insiste lei. «Quando questa vicenda sarà finita, capirai, ma credimi, è importante.»<br>Questa cosa va contro ogni etica professionale, contro il buonsenso. Se decido di aiutarla,
le conseguenze saranno terribili. D’altro canto però lei è una scienziata eccezionale e da due anni è il mio faro; senza di lei non sarei dove sono.<br>«Ti prego» insiste lei. «Non
te lo avrei mai chiesto se non fosse importante. So che ci tieni a me, l’ho sempre saputo. L’ho capito, sai?»<br>Mi sento avvampare il viso come un bambino scoperto a compiere una marachella. <em>Sono così trasparente?</em> Tengo gli occhi bassi e mi accorgo che c’è una parte di me che sarebbe pronta a sacrificarsi per la sua salvezza. Sono sul punto di
rivelarle che detesto mia madre – odiosa anaffettiva! – e che vorrei che lo diventasse lei, ma mi mordo la lingua e scaccio dalla mente quel desiderio assurdo. Alla fine la guardo e nei suoi occhi stanchi leggo
una supplica silenziosa.<br>«Ho paura» riesco a dire.<br>«Non sarà facile per nessuno» ribatte lei. «Ma credimi, c’è in gioco molto più di quanto immagini.»<br>La
decisione mi costa tantissimo. Sto per lanciarmi per la prima volta con un paracadute in un precipizio nebbioso. «Va bene. Ti aiuterò.»<br>«Grazie» esulta Elena. «Ma adesso va’.
Ci rivediamo tra un’ora.»<br>Mi affretto a lasciare l’ospedale. Approfitto per bere una Coca. Mi rintano in macchina per ascoltare un po’ di musica. Interrogo lo <em>Swatch</em> almeno un centinaio di volte, poi finalmente è il momento di tornare. Eccola, poco distante dall’atrio che mi fa dei cenni urgenti. Ha addosso un plaid azzurro
per proteggersi dal freddo della sera. L’aiuto a salire in macchina. Metto in moto e parto a razzo.<br>Nell’abitacolo restiamo in silenzio. Forse non è il caso di aggiungere nulla. Sono teso e ho paura.
Paura di farle del male, paura di fallire, paura di non essere all’altezza. Percorro tre volte l’anello di Piazza S. Silvestro e parcheggio su un marciapiede di fronte alla pineta. Aiuto Elena a scendere e ci dirigiamo
all’Istituto. L’accesso al deposito si trova in un vicolo di Via degli Artigiani. Superiamo una sbarra chiusa e percorriamo un’altra decina di metri. Elena è sfinita, devo sostenerla spesso per impedirle
di accasciarsi, ma è determinata a non mollare. Ecco l’ingresso dello scantinato. Elena si fa forza e accosta la faccia allo scanner retinico. Sul display compare la scritta verde ACCESSO CONSENTITO. La porta
metallica si spalanca con un cigolio. Ci sono degli scalini, e li scendiamo con prudenza, uno alla volta. Tiro fuori dalla tasca del giaccone l’<em>iGlass</em> e attivo la torcia incorporata. L’ambiente, che sa di muffa e di stantio, è ingombro di scatoloni e oggetti coperti da cellophane incrostato di sporco. Il
freddo mi penetra nelle ossa.<br>Elena annaspa in quel labirinto polveroso ripetendo: Dov’è… dov’è… dov’è… Mi fa cenno di illuminare una specifica area. Mi avvicino
a lei. Noto una poltrona con attorno diversi macchinari e un’asta di un metro e mezzo con una striscia traslucida che pende dall’alto della sua estremità.<br>«Eccola» esclama Elena. «E
ora, l’interruttore generale.» Si fa scivolare di dosso il plaid e si inoltra nella penombra. Subito dopo sento un clic. All’improvviso la sala viene inondata di luce. Elena torna verso la poltrona. I macchinari
si animano con ronzii elettrici e ticchettii meccanici. Ci sono degli schermi che cominciano a visualizzare sfilze di cifre e grafici. Elena si accomoda sulla poltrona. Sembra posseduta da una frenesia incontrollabile. «Aiutami»
mi ordina. Riluttante, imito i suoi movimenti e allontano la striscia dall’asta.<br>«Fai aderire la fascia neurale a quella porzione di velcro sullo schienale.»<br>Eseguo.<br>«Benissimo»
si compiace. Poi alza la testa. «Ascoltami bene. Nel momento in cui attiverò la procedura, non potremo più tornare indietro. Non mi resta che rimodulare il protocollo di trasmissione per riaprire i vecchi
canali a fibra ottica con la community. Qualunque cosa accada, voglio ringraziarti dal profondo del cuore per essere stato il mio assistente… Il migliore che io abbia mai avuto.»<br>Gli occhi mi si inumidiscono,
il cuore mi si stringe. «Elena, questo non è un addio.»<br>Sorride, forse per l’ultima volta. «Non lo è.» Da un vano nel bracciolo estrae un visore e se lo calca sulla testa. Traccia
con le mani strane figure nell’aria, poi si ferma. Sospira e digita brevi comandi su un tastierino luminoso che ha preso vita all’improvviso sull’altro bracciolo. «Pronti» decreta. «Tre,
due, uno… Trasmissione.»<br>Il suo corpo si irrigidisce all’istante, come quello di un condannato a morte su una sedia elettrica. Micidiali convulsioni sconquassano braccia e gambe, mentre gli occhi roteano
alla disperata ricerca di punti di riferimento. Dalla sua bocca erompono mugolii di sofferenza che, a tratti, diventano acuti. Sono terrorizzato. Pronuncio il suo nome, vorrei aiutarla, vorrei spegnere tutto e salvarla, ma
sono pietrificato. Assisto sconvolto a quella tortura mortale.<br>Dai lati della bocca le colano rivoli di saliva. La lingua saetta più volte tra le labbra masticate dai denti. Tre minuti di orrenda sofferenza. Poi
il supplizio finisce. Elena si affloscia senza più forze. Linee di sangue le solcano il mento. Mi fiondo su di lei, le controllo il polso, le accarezzo il viso, mi accerto che respiri ancora. Non c’è più,
niente da fare. È morta.<br>Ogni particella del mio essere precipita nella disperazione. Piango come non ho mai fatto in tutta la mia vita. Sono perduto. Sono morto anch’io con lei. Mi allontano dalla poltrona,
da quel maledetto macchinario che l’ha uccisa. E anche io l’ho uccisa, con la mia scellerata decisione! Mi lascio cadere su uno scatolone e piango piango piango, ancora e ancora, non so per quanto tempo. Tossisco.
Mi viene da vomitare. Mi sento svenire. Sto malissimo, mi manca il respiro.<br>Il rumore dei miei singhiozzi copre i Simple Minds che cantano dai miei digiocchiali. Non credo alle mie orecchie. Al diavolo, chiunque tu sia!
Ma la suoneria insiste. Recupero il dispositivo. Intravedo nella trasparenza delle lenti un volto. Inforco i digiocchiali. Mi appare Elena. È bellissima, trasfigurata, rigenerata in una visione dalla nitidezza sovrumana.
Appare serena, placida, come un’anima che abbia raggiunto la pace divina. «So che hai un milione di domande da farmi» dice con voce calma e melodiosa, «ma risponderò a una sola. Perché
l’ho fatto?»<br>La ascolto in silenzio. Il cuore mi batte come un tamburo nel petto. Sono alla deriva in un spazio siderale di sollievo e tristezza.<br>«Quando perdi un figlio, sei disposta a tutto pur
di riaverlo.»<br>Adesso capisco perché piangeva nel suo ufficio; il dolore della perdita non le dava tregua.<br>«Due anni fa mio figlio Davide se n’è andato per una leucemia che non è
stata diagnosticata in tempo. Da quel giorno la mia vita è andata in frantumi. Mio marito mi ha lasciata per il senso di colpa. Non mi era rimasto che il lavoro. Poi è arrivata la crisi mondiale delle community
e ho trovato una ragione per andare avanti.<br>«Non passa giorno in cui non pensi a lui. Forse potrò riabbracciarlo. Ho trovato una soluzione. Sei ore e dodici minuti fa, le macchine hanno concluso l’estrazione
di tutta l’energia geotermica di cui avevano bisogno. Da due ore hanno trasceso la materia e fra cinque domineranno il tempo. Se tutto va secondo le mie proiezioni, le community compiranno il primo salto temporale al
21 gennaio 2037…»<br>… la data di inizio della crisi. Il giorno in cui una periferica industriale è stata migliorata e programmata da un’altra periferica, spontaneamente. Il primo mattone delle
community.<br>«Le macchine perseguiranno all’infinito l’obiettivo primario: perfezionarsi. Torneranno indietro e miglioreranno quei prototipi.<br>«Ora dispongo di una potenza di calcolo illimitata.
Ho potuto esaminare per intero la loro macrostruttura e ho scoperto l’origine di tutto… La <em>community zero</em> è nascosta nel megacomplesso autoreplicante sviluppatosi dai <em>data center</em> di Facebook, in Svezia.»<br>Incredibile! Così tutto ha un senso: in un impianto tanto esteso ed evoluto una macchina può generare migliaia,
forse milioni!, di <em>teraflops</em> di capacità elaborativa. L’inquietudine mi sta abbandonando, lasciando il posto allo stupore travolgente del ricercatore.<br>«Guarda
i notiziari, Lorenzo, ci saranno importanti novità. Il mondo andrà incontro al cambiamento… positivo, negativo, non mi è ancora dato saperlo, dipende da quanto l’umanità sarà
disposta ad accettarlo. Ad ogni modo, sarà la mia occasione per cercare Davide. Tornerò anch’io indietro, per lui.»<br>Elena smette di parlare e per la prima volta da quando mi è apparsa
rigenerata, si acciglia, come se fosse a disagio. «Tuo padre sarebbe molto orgoglioso di te. Sarai un ottimo direttore scientifico.»<br>Resto a bocca aperta. «Come fai a sapere di mio padre?»<br>Sorride.
«Ho assorbito le informazioni di ogni abitante della terra. In questa nuova condizione, nulla mi sfugge.» A un tratto si volta, attirata da un segnale luminoso appena percettibile ai bordi del campo visivo. «È
giunto il momento, devo andare. Addio, Lorenzo. Forse ci rivedremo da qualche altra parte. È stato un onore conoscerti.»<br>«No, aspetta!» Tento di fermarla: non può lasciarmi di nuovo. Ma
stavolta è vero. La comunicazione si interrompe per sempre.<br>Elena, dove sei?<br>Esco dal deposito dell’Istituto, il mondo mi gira intorno, indifferente, ignaro, per ora. Chiedo all’<em>iGlass</em> di mostrarmi i notiziari in onda in questi minuti. Le normali trasmissioni on line sono state interrotte per dare spazio alle edizioni straordinarie.<br>Le community
sono scomparse.<br>Buona fortuna, dottoressa.</div><div><br></div>
<div><strong>NOTE</strong></div>
<div>Prima pubblicazione per Club GHoST: 26 Gennaio 2025.</div>
<div>Racconto finalista al <em>Premio Kipple 2018</em>.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE<br>Emiliano Maramonte</strong> è nato a Lucera (FG), il 13 febbraio 1974. Svolge l’attività di consulente informatico. Scrive sin da bambino, ma è dal 1999 che si dedica alla narrativa con impegno costante.
Ha all’attivo numerose partecipazioni a raccolte di racconti e antologie e ha scritto cinque romanzi. È stato finalista alla prima edizione del Premio Urania Short (Mondadori, 2017), al Premio ShortKipple (Kipple
Officina Libraria, 2018) e al Premio Robot 2022. Da qualche anno si diletta con contest e tornei letterari online e partecipa a vari progetti editoriali. Fa parte del Collettivo Immaginario Fantastico, col quale ha pubblicato
le antologie “<em>Atterraggio in Italia</em>“, “<em>2050 – Quel che resta di noi</em>” e, in veste di curatore, “<em>La nave dei foll</em>i”, tutti usciti per Delos Digital. Nel 2022 ha vinto il Premio Urania Short.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkabbc5f35d6c2519ff7dca47dea5d968b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/CommunityZero-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 450,'height': 450,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkabbc5f35d6c2519ff7dca47dea5d968b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/CommunityZero-cover_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink2ca7d51ebb72550a9d18d261c8ab1c12 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Emiliano-Maramonte_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 561,'height': 997,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2ca7d51ebb72550a9d18d261c8ab1c12, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Emiliano-Maramonte_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="267" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 05:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Denti da squalo di Davide Gentile]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000214"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Fiaba nera</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Tra realismo e fantastico</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Denti da squalo (Italia 2023)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Davide Gentile. Soggetto e Sceneggiatura: Valerio Cilio, Gianluca Leoncini. Fotografia: Ivan Casalgrandi. Montaggio: Tommaso Gallone. Musiche: Michele Braga, Gabriele Mainetti.
Scenografia: Luigi Marchione, Sara Costantini. Produttori: Mattia Guerra, Gabriele Mainetti, Andrea Occhipinti, Stefano Massenzi, Claudio Saraceni, Federico Saraceni, Jacopo Saraceni, Gabriele Pacitto. Produttore Esecutivo:
Tommaso Arrighi. Case di Produzione: Goon Films, Lucky Red, Ideacinema, Rai Cinema, Prime Video. Distribuzione (Italia): Lucky Red. Lingua Originale: Italiano. Paese di Produzione: Italia, 2023. Genere: Drammatico. Interpreti:
Tiziano Menichelli (Walter Di santi), Stefano Rosci (Carlo), Virginia Raffaele (Rita), Edoardo Pesce (Il Corsaro), Caludio Santamaria (Antonio Di Santi).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4ctHkVa" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4aVmGev" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Primo film di <strong>Davide Gentile</strong>, realizzato nove anni dopo che la sceneggiatura - scritta da <strong>Valerio Cili</strong> e <strong>Gianluca Leoncini</strong> - si è aggiudicata il Premio Salinas (2014). Un debutto interessante in una pellicola girata tra Fiumicino e Ostia,
a livello di ispirazione e di linguaggio debitrice del cinema di <strong>Pasolini</strong> e di <strong>Sergio Citti</strong>. Siamo dalle parti della fiaba nera, tra realismo e fantastico, nel mondo della piccola delinquenza che popola i tristi condomini
della periferia romana. Protagonisti Walter (<strong>Menichelli</strong>) e Carlo (<strong>Rosci</strong>), due ragazzi che s’incontrano in una villa in abbandono dove un tempo viveva un boss chiamato Il Corsaro. In quella villa c’è una piscina, in realtà
la prigione di uno squalo, fatto portare in quel luogo dal padre di Walter, un ex boss della mafia romana amico del Corsaro, morto in un incidente sul lavoro, subito dopo aver cambiato vita. Carlo si finge custode della villa
e permette a Walter di frequentarla in cambio di cibo per lo squalo, in seguito i ragazzi diventano amici e finiscono in giri pericolosi gestiti da un piccolo spacciatore locale. Non anticipiamo altro sulla trama, perché
il film è uscito in Prima TV (Rai 4, lunedì 15 dicembre 2025) ed è visibile su Rai Play, ma da un punto di vista tecnico apprezziamo la bravura di <strong>Gentile</strong>, capace di gestire la suspense e dirigere con sicurezza due giovani attori. Macchina da presa che si muove con eleganza, alternando soggettiva a primo piano, passando
dalla convulsa macchina a mano ad alcuni poetici piani sequenza, senza dimenticare la panoramica in totale. Fotografia del lungomare romano eccellente, tra toni anticati, con albe e tramonti in evidenza (<strong>Casalgrandi</strong>); montaggio compassato tipico del cinema d’autore (<strong>Gallone</strong>); colonna sonora sintetica che sottolinea i momenti di suspense (<strong>Braga</strong> e <strong>Mainetti</strong>). Scenografie di Ostia e Fiumicino realistiche e poetiche (<strong>Marchione</strong> e <strong>Costantini</strong>), che il regista usa per dare un senso al suo stile, molto vicino a certi film di <strong>Calligari</strong> (<em>Amore tossico</em>, <em>Non essere cattivo</em>) e ai migliori lavori di <strong>Citti</strong> (<em>Ostia</em>). La parte fantastica con il ragazzino che parla al padre defunto (<strong>Santamaria</strong>) come se fosse un fantasma è molto ben fatta, suggestiva e onirica, dà un senso al finale quando il figlio si libera della presenza ingombrante di un
padre troppo a lungo mitizzato. Bravi gli attori - oltre ai due ragazzi alle prime armi -, <strong>Virginia Raffaele</strong> è una credibile madre in ansia per la sorte del figlio, mentre <strong>Edoardo Pesce</strong> e <strong>Claudio Santamaria</strong> caratterizzano due diverse tipologie di boss criminali. <strong>Mainetti</strong> e <strong>Occhipinti</strong> producono un film che riconcilia con il cinema italiano, quello ancora capace di raccontare ottime storie. Un film da vedere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4ctHkVa" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4aVmGev" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink72a496e606ff40a19f8e7ba43e1e6fae = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/denti-da-squalo-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink72a496e606ff40a19f8e7ba43e1e6fae, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/denti-da-squalo-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink29ffe274ada41ef5110f3057c1100f58 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/denti-da-squalo-loc_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 896,'height': 504,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink29ffe274ada41ef5110f3057c1100f58, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/denti-da-squalo-loc_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=53VzP_1M99Q">https://www.youtube.com/watch?v=53VzP_1M99Q</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 14:45:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile La Salomè]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000213"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il mito sensuale di Guido Crepax</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una riscrittura potente e moderna tra teatro e fumetto d'autore</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Il segno elegante e inconfondibile di <strong>Guido Crepax</strong> dà vita a una Salomè inquieta, moderna e profondamente teatrale. Non un semplice adattamento, ma una riscrittura originale del mito biblico firmata da <strong>Paolo Scheriani</strong>: un’opera intensa dove desiderio e prigionia si fondono in un racconto visivo di rara potenza. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4kH8ESa" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Nata come opera teatrale rappresentata per la prima volta nel 2000, "La Salomè" si è evoluta in un volume illustrato
grazie alla sinergia creativa tra l’autore e il disegnatore milanese. In questa tragedia contemporanea e metateatrale, la brama diventa il fulcro della narrazione e il corpo si fa scena;<strong> </strong>le tavole di Crepax non si limitano a illustrare il testo, ma lo amplificano, invadendo lo spazio bianco per rivelare le pulsioni dei personaggi sotto lo sguardo silenzioso
della Luna.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con questa pubblicazione, <strong>Guido Crepax</strong> entra ufficialmente nel catalogo di Edizioni NPE, che prosegue così nel suo impegno di valorizzazione dei grandi maestri del fumetto italiano e internazionale. Si tratta di una riedizione totalmente rinnovata
rispetto alle precedenti apparizioni, caratterizzata da una veste grafica inedita e da una completa re-impaginazione dei contenuti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La cura editoriale è sottolineata dalla scelta dei materiali: un volume di grande formato<strong> </strong>con copertina in “quarter binding” in imitlin nero e serigrafia dorata.</span></div>
<div><span class="cf1">L’opera è arricchita da un apparato critico che comprende l’introduzione di <strong>Caterina Crepax</strong>, la prefazione di <strong>Paolo Scheriani </strong>e un dialogo tra quest’ultimo e <strong>Raul Montanari</strong>, offrendo così al lettore una prospettiva approfondita sulla genesi e sul valore artistico di questa collaborazione.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: La Salomè</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Paolo Scheriani</span></div>
<div><span class="cf1">Illustratore: Guido Crepax</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Edizioni NPE</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: Crepax</span></div>
<div><span class="cf1">Genere: Graphic Novel</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 03 febbraio 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 112</span></div>
<div><span class="cf1">Formato: 21 x 1.1 x 30.4 cm</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: Ebook 6,49 € - Cartaceo 19,90 €</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 978-8836272990</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4kH8ESa" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink869866ab0c2a60d1d14657ff6517cce7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/LaSalome-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 445,'height': 624,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink869866ab0c2a60d1d14657ff6517cce7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/LaSalome-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlinke1f4b86d626408083651147f85acd679 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/CREPAX_La-Salome_1.jpg','alt': 'Una tavola di esempio.','title': 'Una tavola di esempio.','width': 585,'height': 828,'description': 'Una tavola di esempio.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/CREPAX_La-Salome_2.jpg','alt': 'Una tavola di esempio.','title': 'Una tavola di esempio.','width': 620,'height': 876,'description': 'Una tavola di esempio.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/CREPAX_La-Salome_3.jpg','alt': 'Una tavola di esempio.','title': 'Una tavola di esempio.','width': 620,'height': 876,'description': 'Una tavola di esempio.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke1f4b86d626408083651147f85acd679, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/CREPAX_La-Salome_1.jpg" alt="Alcune tavole." title="Alcune tavole." width="150" height="213" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?disponibile-la-salome</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Nuovo video dei LoveRecycle]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000212"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un brano intimo ma condivisibile</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Capace di unire scrittura emotiva e cura degli arrangiamenti</span></h2><div>






<div><span class="cf1">I <strong>LoveRecycle</strong> tornano con <em>2010</em>, un brano intenso e introspettivo che racconta la fine di un rapporto attraverso le sensazioni sospese e i pensieri che affiorano mentre si fissa il soffitto, distesi su un letto,
in una piccola stanza.</span></div>
<div><span class="cf1">Il singolo si apre con una intro di pianoforte che costruisce un’atmosfera cupa e raccolta, destinata a ripresentarsi nelle strofe come filo emotivo del racconto. A
questa dimensione intima si contrappongono i ritornelli di matrice rock, più energici e diretti, che danno voce al conflitto interiore e alla tensione emotiva del brano.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel finale strumentale, pianoforte, chitarre e tastiere si intrecciano progressivamente, dando vita a un’atmosfera più sognante e rarefatta, quasi liberatoria,
che accompagna l’ascoltatore verso una chiusura emotiva aperta e suggestiva.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con <em>2010</em>, i <strong>LoveRecycle</strong> confermano la loro capacità di unire scrittura emotiva e cura degli arrangiamenti, trasformando un momento intimo e personale in un’esperienza sonora
condivisibile.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>LoveRecycle</strong> è una band rock contemporanea con radici profonde nella musica degli anni ’60, ’70
e ’80, ispirata a giganti come <strong>Toto, Beatles, Depeche Mode, Eagles</strong> e molte altre icone della storia del rock.</span></div>
<div><span class="cf1">Formata nel 2014 e ripresa nel 2024, la band fonde un’energia rock senza tempo con sensibilità moderne, dando vita a un sound distintivo, fresco e fortemente
atmosferico. Le influenze classiche vengono rielaborate in chiave attuale, creando un equilibrio tra nostalgia e contemporaneità.</span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante le proprie radici locali, i <strong>LoveRecycle</strong> hanno portato la loro musica anche su palchi di rilievo internazionale, esibendosi in locali rinomati come il leggendario <em>The Viper Room</em> di Los Angeles.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Enzo Formigoni</strong>, è il motore creativo e l'anima del progetto <strong>LoveRecycle</strong>. Con la sua voce e la sua chitarra, intesse le trame musicali del gruppo. Dosa con sapienza la chitarra, bilanciando la ritmica energica con assoli incisivi e melodici
che toccano l'anima.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Jack Bermudez</strong>, il più giovane della band, è il cuore pulsante del gruppo. Dietro ai suoi tamburi, dimostra
una maturità sorprendente, non solo nel mantenere una ritmica impeccabile, ma anche nella sua straordinaria attenzione agli accenti.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Fabio Trovato</strong>, il bassista, è la fondamenta solida su cui si costruisce l'intero sound de i <strong>LoveRecycle</strong>. Con il suo strumento, tesse le linee di basso profonde e potenti che legano ogni elemento della band, fornendo quel groove che fa muovere il pubblico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Un impulso (di Enzo Formigoni)</strong></div>
<div><span class="cf1">All’inizio gli strumenti che conoscevo e che usavo per scrivere erano la chitarra ed il pianoforte poi ho scoperto anche il mondo dei synth, con i loro suoni, che sono entrati
nella mia testa ed ora cerco di mischiare questi due mondi.</span></div>
<div><span class="cf1">L’idea e’ fare qualcosa che mi piace, che mi dia soddisfazione: fare una musica che vorrei sentire.</span></div>
<div><span class="cf1">Nella prima parte di questo cammino ho chiamato due amici, Alessio e Massimiliano, assieme abbiamo arrangiato e registrato le mie canzoni che sono diventate prima un album e poi un
viaggio a L.A. dove abbiamo suonato al <em>The Viper Room</em> e al <em>Molly Malone’s</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Dopo questa prima esperienza rock le sonorità dei sintetizzatori hanno preso il sopravvento portandomi a comporre nuovi brani, in prossima uscita, virando lo stile verso la Synthwave.</span></div>
<div><span class="cf1">Le mie influenze: <strong>America</strong>, <strong>Eagles</strong>, <strong>Toto</strong>, <strong>Depeche Mode</strong>, <strong>Dire Straits</strong>, <strong>Van Halen</strong>, <strong>Beatles</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<ul>
<li><span class="cf1">Instagram: <a href="https://www.instagram.com/loverecyclemusic/" class="imCssLink">https://www.instagram.com/loverecyclemusic/</a></span></li>
<li><span class="cf1">Facebook: <a href="https://www.facebook.com/LoveRecycleMusic/" class="imCssLink">https://www.facebook.com/LoveRecycleMusic/</a></span></li>
<li><span class="cf1">Youtube: <a href="https://www.youtube.com/@loverecycle" class="imCssLink">https://www.youtube.com/@loverecycle</a></span></li>
<li><span class="cf1">Web: <a href="https://loverecycle.it/" class="imCssLink">https://loverecycle.it/</a></span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink2b528807e718b5fc11123d8938d4dd7b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/LoveRecycle-2010_bar.jpg','alt': 'Una scena del video.','title': 'Una scena del video.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del video.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2b528807e718b5fc11123d8938d4dd7b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/LoveRecycle-2010_bar.jpg" alt="Una scena del video." title="Una scena del video." width="200" height="113" /></a><br></div><div><script> var showboxlink89cfe12f9bff11e52df1fdbdd859e35e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/LoveRecycle_band.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 928,'height': 489,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink89cfe12f9bff11e52df1fdbdd859e35e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/LoveRecycle_band.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="106" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=UOeTms3xrBA">https://www.youtube.com/watch?v=UOeTms3xrBA</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 06:52:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Animal Kingdom di Thomas Cailley]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000211"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Vincitore di alcuni Premi César</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un film che rappresenta un'occasione perduta</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">The Animal Kingdom (Francia, Belgio 2023)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Thomas Cailley. Soggetto e Sceneggiatura: Thomas Cailley, Pauline Munier. Fotografia: David Cailley. Montaggio: Lilian Corbeille. Scenografia: Julia
Lemaire. Musiche: Andrea Laszlo De Simone. Costumi: Ariane Durat. Trucco: Frédéric Lainé, Jean-Christophe Spadaccini, Pascal Molina. Produttore: Pierre Guyard. Effetti Speciali: Cyrille Bonjean, Bruno
Sommier. Case di Produzione: Nord-Ouest Films, Studio Canal, France 2 Cinéma, Artémis Productions. Paesi di Produzione: Francia, Belgio - 2023. Durata: 128’. Genere: Fantastico. Lingua Originale: Francese.
Interpreti: Romain Duris (François Marindaze), Paul Kircher (Émile Marindaze), Adèle Exarchopoulos (Julia Izquierdo), Tom Mercier (Fix), Billie Blain (Nina Moktari), Xavier Aubert
(Jacques), Saadia Bentaïeb (Naïma), Gabriel Caballero (Victor), Iliana Khelifa (Maëlle), Nathalie Richard (Valérie Beaudoin).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qsHCit" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/402W5a3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>The Animal Kingdom</em> è un film fantastico francese, diretto e sceneggiato da <strong>Thomas Cailley</strong>, autore che proviene dal mondo della distribuzione e che - prima di questo lavoro - aveva diretto solo <em>The Fighters - Addestramento di vita</em> (2014) e scritto un paio di lungometraggi. La storia riecheggia il mito degli zombi e dei vampiri metropolitani, come uomini colpiti da un virus,
solo che la mutazione trasforma poco a poco in animali. Il titolo originale francese - <em>Le Règne Animal</em> - è molto efficace per delineare il tema, anche perché uomini e bestie non si accettano, per chi è avvenuta la modifica genetica si spalancano le porte dei famigerati centri (vere e proprie
prigioni) o la scelta di fuggire nelle foreste, dove vengono cacciati. <em>The Animal Kingdom</em> racconta la storia di un padre e di un figlio sulle tracce della madre, trasformata in bestia feroce, quando anche sul ragazzo cominciano a comparire tracce di cambiamento in lupo, la colonna dorsale si modifica,
le zanne prendono il posto dei denti e spuntano gli unghioli. Storia di amore materno (la madre e il figlio si ritrovano nelle vesti di animali e si aiutano), ma anche di amore coniugale e paterno (il padre è una figura
tragica molto ben descritta), così come è storia di amicizia (le bestie sono solidali, il ragazzo-lupo diventa amico di un uomo-uccello) e di non accettazione del “diverso” da parte della maggioranza
umana che si definisce “normale”. <em>The Animal Kingdom</em> - che è piaciuto molto in Francia e ha vinto alcuni Premi César - non pare un film risolto,
anche se parte da una buona idea non prende mai con decisione una strada. A tratti sembra cinema d’autore - soprattutto nei tempi e nel montaggio (128 minuti sono molti per le cose da dire) -, a tratti la svolta fantastica
è evidente, ma gli effetti speciali sono ai minimi termini e potevano essere sfruttati meglio. La sceneggiatura del regista (con <strong>Pauline Munier</strong>) è scolastica e consequenziale, come la regia non presenta sussulti importanti ma è al servizio del racconto. La colonna sonora suadente e sinfonica
è tra le cose migliori, composta da <strong>Andrea Laszlo De Simone</strong>, si è giustamente aggiudicata un Premio César. Tra gli attori spicca <strong>Romain Duris</strong> nei panni di François, il padre macerato dal dolore che cerca la moglie e vuol salvare il figlio, mentre è sprecata <strong>Adèle Exarchopoulos</strong> nei panni di un’anonima poliziotta. Bravo il giovane <strong>Paul Kircher</strong> (Émile), il figlio sedicenne che si trasforma in lupo, sia nella recitazione umana, sia nella modifica genetica
che lo costringe a comportarsi da animale. Un film che rappresenta un’occasione perduta, ma che si salva per l’atteggiamento pietoso e dolente verso i mutanti e per i messaggi positivi che comunque lancia, inoltre
si lascia guardare anche per i modesti effetti speciali che presentano le trasformazioni da uomo in bestia. Visto su Rai 4, il canale dei generi. Reperibile su Rai Play.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4qsHCit" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/402W5a3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkdbf53bb48fee01ecb8bf532591f83833 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Animal-Kingdom-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdbf53bb48fee01ecb8bf532591f83833, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Animal-Kingdom-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink9707006fe96bf4e8b1d89ad82e2bce9f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Animal-Kingdom-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 896,'height': 504,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9707006fe96bf4e8b1d89ad82e2bce9f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Animal-Kingdom-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=pGzjSsT0uho">https://www.youtube.com/watch?v=pGzjSsT0uho</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 06:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Le linee di Nazca]]></title>
			<author><![CDATA[Franco Pillitteri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000210"><h1 class="imHeading1">L'enigma nel deserto</h1><h2 class="imHeading2">I misteri che circondano i geoglifi più famosi del mondo</h2><div>






<div><em>Le linee di Nazca non sono solo un sito archeologico; sono uno dei più grandi "cold case" della storia dell'umanità. Situate nell'arido deserto del
Perù meridionale, queste enormi figure tracciate sul terreno continuano a sfidare la logica moderna.</em></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Sull'altopiano di San José, la pioggia è un evento quasi sconosciuto. È proprio questa aridità estrema, combinata con l'assenza di vento a livello del suolo, che ha
permesso a una galleria d'arte di 2.000 anni di sopravvivere intatta fino ai giorni nostri. Ma chi ha disegnato questi simboli, e soprattutto, per chi erano stati pensati?</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><script> var showboxlink1c465bdc298b112b2297db0aa22a5cb6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/linee-nazca-mistero_01.jpg','alt': 'Le linee di Nazca.','title': 'Le linee di Nazca.','width': 560,'height': 375,'description': 'Le linee di Nazca.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1c465bdc298b112b2297db0aa22a5cb6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/linee-nazca-mistero_01.jpg" alt="Le linee di Nazca." title="Le linee di Nazca." width="200" height="134" /></a><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div>
<div>Contrariamente a quanto sostengono le teorie pseudoscientifiche, la realizzazione delle linee non richiese tecnologie “aliene”, ma un'accurata conoscenza della geologia locale.</div>
<div>Il deserto di Nazca è ricoperto da uno strato di ciottoli scuri ossidati dal ferro. Rimuovendo questo strato superficiale, emerge il terreno sottostante, composto da sabbia e gesso di colore giallastro
chiaro.</div>
<div>Gli archeologi ritengono che i Nazca utilizzassero semplici corde e picchetti per tracciare angoli e proporzioni su vasta scala, partendo da modelli in scala ridotta.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink156121dd93b4a16b5719b8dffb216c03 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/linee-nazca-mistero_02.jpg','alt': 'Le linee di Nazca.','title': 'Le linee di Nazca.','width': 609,'height': 433,'description': 'Le linee di Nazca.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink156121dd93b4a16b5719b8dffb216c03, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/linee-nazca-mistero_02.jpg" alt="Le linee di Nazca." title="Le linee di Nazca." width="200" height="143" /></a><br></div><div><br></div>
<div>Chi le ha create? La civiltà <strong class="fs14lh1-5">Nazca</strong>, fiorita tra il 200 a.C. e il 600 d.C., è la principale responsabile. Erano un popolo di abili agricoltori e ingegneri idraulici, capaci di costruire
i <em>puquios</em> (canali sotterranei) per far scorrere l'acqua nel deserto. Le linee erano l'estensione spirituale della loro lotta per la sopravvivenza in un ambiente ostile.</div>
<div>Il vero mistero dunque non è il "come" sono state create, ma il "perché". Poiché le figure sono visibili nella loro interezza solo dall'alto, sono nate diverse
teorie.</div>
<div><strong>Maria Reiche</strong>, la matematica tedesca che dedicò la vita allo studio delle linee, ipotizzò che i geoglifi fossero un gigantesco calendario astronomico.
Alcune linee puntano effettivamente verso il solstizio d'inverno o verso il sorgere di determinate costellazioni, aiutando i Nazca a prevedere le stagioni agricole.</div>
<div>Ma è il culto dell'acqua e della fertilità ad oggi la teoria più accreditata dagli archeologi moderni (come <strong>Johan Reinhard</strong>). In un deserto dove l'acqua è vita, le linee sarebbero state <em>percorsi cerimoniali</em>. Le figure (colibrì, scimmia, ragno) non erano "disegni da guardare", ma sentieri da percorrere durante rituali per invocare la pioggia. Molti geoglifi sono situati
vicino a fonti d'acqua sotterranee o puntano verso le montagne, dimora delle divinità della pioggia secondo la cosmologia andina.</div>
<div>Negli anni '60, scrittori come <strong>Erich von Däniken</strong> suggerirono che le linee fossero piste per astronavi extraterrestri. Sebbene suggestiva, questa teoria
manca di prove: il terreno di Nazca è composto da sabbia morbida, assolutamente inadatta all'atterraggio di qualsiasi velivolo pesante.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink18495c03626670d79b03edda134d62b3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/linee-nazca-mistero_03.jpg','alt': 'Le linee di Nazca.','title': 'Le linee di Nazca.','width': 511,'height': 447,'description': 'Le linee di Nazca.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink18495c03626670d79b03edda134d62b3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/linee-nazca-mistero_03.jpg" alt="Le linee di Nazca." title="Le linee di Nazca." width="200" height="175" /></a><br></div><div><br></div>
<div>Ma il mistero non è affatto chiuso. Nel 2024, grazie all'uso di droni ad alta risoluzione e all'Intelligenza Artificiale, sono stati identificati oltre 300 nuovi geoglifi precedentemente
invisibili all'occhio umano. Questi nuovi disegni sono più piccoli e spesso raffigurano scene di vita quotidiana, esseri umani e animali domestici, suggerendo che esistessero diversi "livelli" di comunicazione
visiva nel deserto.</div><div><br></div>
<div>Le linee di Nazca rimangono un ponte tra la terra e il cielo, un grido di speranza di un popolo che cercava di dialogare con il divino in uno dei luoghi più aridi del pianeta.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink8890ea8bdd80b5316e8e069f0a48fa3d = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/linee-nazca-mistero_04.jpg','alt': 'Le linee di Nazca.','title': 'Le linee di Nazca.','width': 640,'height': 425,'description': 'Le linee di Nazca.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/linee-nazca-mistero_05.jpg','alt': 'Le linee di Nazca.','title': 'Le linee di Nazca.','width': 672,'height': 351,'description': 'Le linee di Nazca.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8890ea8bdd80b5316e8e069f0a48fa3d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/linee-nazca-mistero_04.jpg" alt="Le linee di Nazca." title="Le linee di Nazca." width="200" height="133" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 15:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile un saggio su Candyman]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000020F"><h1 class="imHeading1">Dedicato a Daniel Robitaille</h1><h2 class="imHeading2">Scritto da Matteo Fantozzi per la Weird Book Edizioni</h2><div>






<div>La redazione <em>GHoST</em> segnala l’uscita di <em>Candyman - Il film, la storia, il folklore</em>, saggio dedicato alla figura di Candyman, edito da Weird Book curato da <strong>Matteo Fantozzi</strong>.</div><div><br></div>
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<div>Nel 1992, il regista britannico <strong>Bernard Rose</strong> dà vita a un personaggio destinato a divenire uno dei pilastri fondanti del cinema horror contemporaneo: Candyman, alias Daniel Robitaille, talentuoso artista afroamericano vittima di un brutale linciaggio
nel 1890, che nella disagiata periferia della Chicago moderna si reincarna in una figura demoniaca armata d’uncino e assetata di sangue, evocabile ripetendo il suo nome cinque volte allo specchio. Il film di <strong>Rose</strong>, basato sul racconto <em>Il Proibito</em> di <strong>Clive Barker</strong>, sarà capofila d’un filone di seguiti e remake che arriva fino al <em>Candyman</em> di <strong>Nia DaCosta</strong> del 2021, prodotto da <strong>Jordan Peel</strong>.</div><div><br></div>
<div>Ricostruendo la storia della realizzazione del capolavoro del ’92 e dei suoi epigoni attraverso documenti e articoli originali, questo saggio vuole condurre il lettore nella
fucina di <strong>Rose</strong> e di tutti coloro che hanno contribuito a creare Candyman, una creatura complessa, crudele e malinconica, che al fascino del vampiro romantico
unisce la ferocia dei maniaci<em> slasher</em>. Opera storica, ma anche esegetica: gli autori, infatti, affrontano le implicazioni sociali e politiche<em> del film</em>, suggerendo connessioni inaspettate, come quelle con il cinema di <strong>Pasolini</strong>, e dimostrando che, al di là del genere, <em>Candyman </em>parla dell’uomo e dei suoi abissi.</div>
<div>Il saggio è impreziosito anche da interventi di <strong>Luigi Boccia</strong> e <strong>Stefano Cortese</strong>.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: Candyman – Il film, la storia, il folklore</div>
<div>Autore: Matteo Fantozzi</div>
<div>Copertina: Giorgio Finamore</div>
<div>Editore: Weird Book</div>
<div>Collana: Insomnia</div>
<div>Genere: Saggio</div>
<div>Anno: 15 gennaio 2026</div>
<div>Pagine: 220</div>
<div>Prezzo: 25,90 €</div>
<div>Formato: 15 x 22 cm</div>
<div>ISBN: 979-12-81603-42-4</div><div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/4cnxy6Z" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink4cb6c3c17913ee7ca963d598f2d5f6a8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Candyman-saggio-coverok_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 408,'height': 599,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4cb6c3c17913ee7ca963d598f2d5f6a8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Candyman-saggio-coverok_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="294" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 07:24:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?disponibile-un-saggio-su-candyman</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sons di Gustav Mӧller]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000020E"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Film danese di impianto teatrale</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Scritto e diretto da un autore completo</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Sons (Danimarca, Svezia 2024) </strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Gustav Mӧller. Soggetto e Sceneggiatura: Gustav Möller, Emil Nygaard Albertsen. Fotografia: Jasper J. Spanning. Montaggio: Rasmus Stensgaard Madsen. Musiche: Jon Ekstrand. Scenografia: Kristina Kovacs. Costumi: Vibe Knoblauch Hededam. Trucco: Kamilla Bjerglind. Produttori: Lina Flint, Thomas Heinesen. Produttori Esecutivi: Katrine Vogelsang, Calle Marthin, Henrik Zein. Casa di Produzione: Nordisk Film. Distribuzione
(Italia): Movies Inspired. Titolo Originale: Vogter. Lingua Originale: Danese. Paesi di Produzione: Danimarca, Svezia. Anno: 2024. Durata: 100’. Genere: Drammatico. Interpreti: Sidse Babett Knudsen (Eva Hansen), Sebastian Bull (Mikkel), Dar Salim (Rami), Marina Bouras (Helle), Olaf Johannessen (direttore), Jacob Lohmann (prete), Siir Tilif (avvocato),
Rami Zayat (Ali), Mathias Petersen (Simon).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4ttSrDB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Eva è una guardia carceraria impegnata nel lavoro quotidiano a rendere migliore la vita dei detenuti affidati alla sua sorveglianza, lei crede che la pena debba avere una funzione
rieducativa, non solo punitiva. I carcerati di cui deve occuparsi prendono lezioni di yoga, frequentano la scuola, fanno esercizi ginnici, leggono libri in biblioteca. A un certo punto il suo modo di vivere subisce una radicale
trasformazione perché entra in contatto con l’assassino di suo figlio, trasferito nel carcere in cui lavora. Tutto prende una piega inattesa, dopo che Eva viene inserita nella struttura che deve occuparsi del
giovane criminale, perché l’odio nei confronti di chi le ha massacrato il figlio cova sotto la cenere. Un film danese di impianto teatrale, scritto e diretto da un autore completo (a me sconosciuto) come <strong>Gustav Mӧller</strong>, girato quasi tutto nella prigione di Vridsloselille, periferia di Copenaghen, chiusa nel 2018. La pellicola
ha formato quadrato, montaggio consequenziale in 100’ essenziali, fotografia cupa e glaciale, &nbsp;composta di flashback che ricordano eventi del passato e immortalano pensieri della protagonista, di fatto impostata sulla
soggettiva della donna, il cui punto di vista è il solo che conta agli effetti della narrazione. La sceneggiatura è molto intensa, scritta a base di dialoghi secchi e asciutti, ricca di situazioni ad alta tensione
e di momenti drammatici. Introspezione alla <strong>Bergman</strong>, che prepotentemente viene alla luce quando la protagonista viene ripresa in primo piano dalla macchina
da presa, così come tutto il film è strutturato con una macchina da presa che si muove molto vicina agli interpreti, ponendoli al centro dell’azione. Un film che analizza a fondo il dolore di una madre
che ha perso un figlio e rimpiange gli errori commessi nei suoi confronti, ma che di fronte all’assassino del suo ragazzo prova solo rabbia - anche verso se stessa - quando vede come viene trattata la madre, oggetto
di comportamenti violenti e aggressivi. La vendetta non sembra l’unica soluzione, ma il finale lascia le cose come stanno, senza fornire un’indicazione precisa su come andare avanti. Resta il dolore di una madre
afflitta. Resta una donna alla quale è stato sottratto l’unico affetto di una vita, adesso dedicata al recupero dei carcerati. Presentato in concorso alla 74a edizione del Festival di Berlino (22 febbraio 2024);
distribuito nelle sale svedesi e danesi, il 12 settembre, in quelle italiane (circuiti d’essai) il 27 marzo 2025. Visto su Rai 4. Puro cinema d’autore. Da vedere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4ttSrDB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7e6841864e6dcb221b4dcc8e4eac3b1e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Sons2024-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 780,'height': 1053,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7e6841864e6dcb221b4dcc8e4eac3b1e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Sons2024-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="270" /></a><br></div><div><script> var showboxlinke5bf0bf45175b7ffd2eaeeb05b6e8bb9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Sons2024-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1200,'height': 675,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke5bf0bf45175b7ffd2eaeeb05b6e8bb9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Sons2024-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=hUlBXyOUMA0">https://www.youtube.com/watch?v=hUlBXyOUMA0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 13:59:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dizionario gratuito con Artha]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000020D"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Per appassionati di linguistica</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che amano avere la parola esatta sempre a portata di mano</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> è un dizionario dei sinonimi (thesaurus) cross-platform, libero e open source, basato sul database linguistico
</span><span class="cf1"><em>WordNet</em></span><span class="cf1"> dell'Università di Princeton. A differenza di un comune dizionario online, </span><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> lavora offline e si concentra sulle relazioni semantiche tra le parole.</span></div>
<div><span class="cf1">Per capire </span><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1">, bisogna capire </span><span class="cf1"><em>WordNet</em></span><span class="cf1">. Non è una semplice lista di definizioni alfabetiche. È una rete dove i sostantivi, i verbi, gli aggettivi e gli avverbi sono raggruppati in set di sinonimi
cognitivi (synsets), ciascuno dei quali esprime un concetto distinto.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Caratteristiche principali</span></strong></div>
<div><span class="cf1">La ricerca "Global Hotkey" è la funzione più comoda di </span><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> ovvero la possibilità di selezionare una parola da una qualsiasi applicazione (browser, PDF, editor di testo, ecc.) e premere una combinazione di tasti (solitamente Ctrl
+ Alt + W). Apparirà così una notifica o la finestra di </span><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> con la definizione istantanea. Questo elimina la necessità di copiare/incollare e interrompere il flusso di lavoro.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> non ti dice solo cosa significa una parola, ma ti permette di esplorare il linguaggio attraverso diverse categorie:
</span><span class="cf1"><em>Sinonimi e Antonimi</em></span><span class="cf1">: parole con significato uguale o opposto; </span><span class="cf1"><em>Iperonimi</em></span><span class="cf1">: termini più generici (es. "veicolo" per "auto"); </span><span class="cf1"><em>Iponimi</em></span><span class="cf1">: termini più specifici (es. "berlina" per "auto"); </span><span class="cf1"><em>Oloni e Meronimi</em></span><span class="cf1">: relazioni "parte-tutto" (es. "ruota" è meronimo di "auto"); </span><span class="cf1"><em>Termini Correlati</em></span><span class="cf1">: verbi o aggettivi derivati dalla stessa radice.</span></div>
<div><span class="cf1">Per gli utenti avanzati, </span><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> supporta poi le </span><span class="cf1"><em>Regular Expressions</em></span><span class="cf1">. Se ricordi che una parola inizia per "ps", finisce per "ia" e ha circa 10 lettere, puoi usare una sintassi specifica per trovarla (ricerca
con espressioni regolari / Regex). Questo è uno strumento incredibile per cruciverba o per chi soffre del fenomeno "sulla punta della lingua".</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">PRO</span></strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">Completamente Offline: non serve connessione internet.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">Leggerissimo: consuma pochissime risorse di sistema.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">Privo di distrazioni: niente pubblicità o suggerimenti inutili.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">Notifiche desktop: può mostrare definizioni via notifiche di sistema.</span></li></ul><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">
</span><div><strong><span class="cf1">CONTRO</span></strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">Solo inglese: il database WordNet è esclusivamente in lingua inglese.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">Interfaccia datata: il look è in stile GTK+ classico, un po’ "vecchia scuola".</span></li>
<li><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">Nessun audio: manca la pronuncia audio delle parole.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">Aggiornamenti rari: essendo un software maturo, riceve pochi update.</span></li></ul><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">
</span><div><span class="cf1">L'installazione di </span><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> su Windows è un processo molto rapido, poiché il software è leggero e non
richiede configurazioni complicate:</span></div>
<ol>
<li><span class="cf1">Fare doppio clic sul file .exe scaricato.</span></li>
<li><span class="cf1">Se Windows mostra l'avviso "SmartScreen" (perché il software non è firmato da un grande editore), cliccare su "Ulteriori informazioni" e
poi su "Esegui comunque".</span></li>
<li><span class="cf1">Seguire il wizard di installazione: accettare la licenza (GNU GPL); scegliere la cartella di destinazione (quella predefinita in C:\Program Files (x86)\Artha va benissimo); concludere
cliccando su Install.</span></li></ol><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">
</span><div><span class="cf1">Una volta installato, </span><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> non aprirà necessariamente una finestra visibile a schermo intero. Cercare l'icona
di </span><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> (una piccola "A" o un'icona blu) nell'angolo in basso a destra di Windows, vicino all'orologio. Aprire un qualsiasi testo (una pagina
web o un documento Word), selezionare una parola inglese e premere la combinazione Ctrl + Alt + W.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">Per le impostazioni (opzionale) fare clic destro sull'icona nella barra di sistema e selezionare Preferences. Qui è possibile decidere
se far avviare </span><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> automaticamente all'accensione del PC o se si preferisce visualizzare solo una piccola notifica (balloon tip) invece della finestra completa
quando si cerca una parola.</span></div>
<div><span class="cf1">Dopo l'installazione, suggeriamo di controllare nelle impostazioni che l'opzione "Show window on startup" sia disattivata, così </span><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> rimarrà silenzioso in background finché non se ne avrà bisogno.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkc759f927db676584484be2b1019eff4a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Artha-interfaccia.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Artha.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Artha.','width': 800,'height': 600,'description': 'L\'interfaccia grafica di Artha.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc759f927db676584484be2b1019eff4a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Artha-interfaccia.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Artha." title="L&#39;interfaccia grafica di Artha." width="200" height="150" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">L'interfaccia grafica di Artha.</span></b></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'esperienza con </span><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> è estremamente fluida. Una volta avviato, si posiziona nella </span><span class="cf1"><em>system tray</em></span><span class="cf1">. La velocità di risposta è istantanea perché il database è locale.</span></div>
<div><span class="cf1">È particolarmente utile per chi scrive in inglese come seconda lingua (ESL), poiché la struttura ad "albero" delle relazioni semantiche aiuta a capire le sfumature
tra parole simili, evitando ripetizioni o usi impropri del vocabolario.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> non è certamente un software moderno e "lucente", ma è uno strumento di una solidità
incredibile. Se si lavora molto con l'inglese e si desidera un'alternativa rapida a Google Search o ai pesanti dizionari web pieni di tracker, </span><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> è la scelta ideale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica </span><span class="cf1"><em>Artha</em></span><span class="cf1"> dal sito ufficiale: </span><span class="cf1"><a href="https://sourceforge.net/projects/artha/" class="imCssLink">https://sourceforge.net/projects/artha/</a></span></div>
<div><span class="cf1">Oppure dalla sezione </span><span class="cf1"><em>OpenFree</em></span><span class="cf1"> del nostro Portale: </span><span class="cf1"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkfd853b08fb40191b090387bba7607f9b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Artha-home_bar.jpg','alt': 'Il logo di Artha.','title': 'Il logo di Artha.','width': 959,'height': 492,'description': 'Il logo di Artha.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfd853b08fb40191b090387bba7607f9b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Artha-home_bar.jpg" alt="Il logo di Artha." title="Il logo di Artha." width="200" height="103" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 07:58:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La notte di Italia-Germania di Maurizio Cometto]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000020C"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Romanzo di confine</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un fantastico che nasce dal reale, lo contamina, e lo rende instabile</span></h2><div>






<div><span class="cf1">In <em>La notte di Italia-Germania </em><strong>Maurizio Cometto </strong>costruisce un romanzo inquieto e stratificato, dove il fantastico non irrompe mai in modo esplicito ma si insinua lentamente nelle pieghe della memoria, del sospetto
e del trauma. È un libro che lavora per accumulo, per dettagli, per ritorni ossessivi, e che trova proprio in questa progressione controllata la sua forza principale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4aE8pUc" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La storia si muove su due piani temporali. Da un lato l’estate del 1982, con il Mundial di Spagna, le figurine Panini, l’infanzia di provincia e il mito collettivo di
Italia-Germania; dall’altro il presente, in cui Bruno Mastengo, ormai adulto, vede riaffiorare un passato che credeva sepolto quando il figlio entra a far parte di una squadra di calcio giovanile allenata da una figura
inquietantemente familiare. Il calcio, da rito innocente e condiviso, diventa così uno spazio ambiguo, carico di tensione e di non detto.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Cometto</strong> è particolarmente efficace nel raccontare l’infanzia: le scene ambientate negli anni Ottanta restituiscono con precisione
sensoriale un mondo fatto di piccoli rituali, paure notturne, amicizie e crudeltà inconsapevoli. Ma è nel presente che il romanzo si fa più disturbante, seguendo la deriva mentale del protagonista, la
sua ossessione per la protezione del figlio, la difficoltà di distinguere tra un pericolo reale e la proiezione di un trauma irrisolto.</span></div>
<div><span class="cf1">Il fantastico, qui, non è mai dichiarato. Non ci sono spiegazioni rassicuranti né svolte spettacolari: ciò che inquieta è la possibilità che il
male non sia qualcosa di esterno o mostruoso, ma qualcosa che sopravvive nel tempo, si mimetizza, cambia forma. Un ciondolo, una cicatrice, una voce: piccoli elementi che funzionano come detonatori della memoria e tengono
costantemente il lettore in uno stato di allerta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>La notte di Italia-Germania </em>è quindi un romanzo di confine, perfettamente in linea con una certa idea di fantastico contemporaneo: un fantastico
che nasce dal reale, lo contamina, e lo rende instabile. Un libro che parla di padri e figli, di sport e di educazione, ma soprattutto della difficoltà di convivere con ciò che non è stato detto, né
davvero superato.</span></div>
<div><span class="cf1">Un’opera matura, tesa, che conferma la capacità di <strong>Cometto</strong> di muoversi con sicurezza nelle zone d’ombra tra realismo, memoria e perturbante.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Maurizio Cometto è nato a Cuneo nel 1971 e vive a Torino. Tra i suoi libri pubblicati: la raccolta di racconti "Magniverne" (Edizioni Il Foglio, 2018), il ciclo di
cinque romanzi "Il libro delle anime" (Delos Digital, collana Odissea Fantasy, usciti tra il 2021 e il 2022), la raccolta di racconti "Cambio di stagione" (Edizioni Il Foglio, 2011, e poi Delos Digital,
2023), e i romanzi distopici "Le leggi dell’ordine etico" (Delos Digital, 2024) e il recente "L’ombra della stella cometa" (Delos Digital, 2025). Dal 2023 è curatore, sempre per Delos
Digital, della collana “Frattali”, dedicata al realismo magico e al fantastico senza etichette.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">La notte di Italia-Germania</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Maurizio Cometto</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 10 gennaio 2026</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: La Torre Nera</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Tabula Fati</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 158</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 979-1280053534</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 12 x 0.6 x 21 cm</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: 13,00 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4aE8pUc" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkd6f3944c1fb963da7e6767baf298f0ca = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/notteitaliager-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 781,'height': 1078,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd6f3944c1fb963da7e6767baf298f0ca, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/notteitaliager-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="277" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkbb9f48add7df2f17093a1a10df8f5601 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mcometto_aut.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 350,'height': 350,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbb9f48add7df2f17093a1a10df8f5601, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mcometto_aut.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 06:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il frusciare dell’erba alla fine del mondo]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Russo]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000020B"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un flusso energetico insorse di colpo</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Come per riportarmi indietro da quelle epoche e galassie remote</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">1.</strong></div>
<div><em class="cf1">Lo spazio è anche una dimensione che, per poter essere vissuta, deve essere in qualche modo “addomesticata”. “Essere nello
spazio” significa entrare in rapporto con un mondo noto oppure sconosciuto, apportatore di tranquillità e sicurezza nel primo caso o di paura e di sconcerto nel secondo. [1]<br></em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Mi chiamo Emanuele ed è <em>il frusciare dell’erba</em> che mi ha spinto a raccontare questa storia. Un frusciare sinistro. Pieno di zampe e di creature striscianti.</span></div>
<div><span class="cf1">Mi trovavo in quel periodo presso la città di San Martino per svolgere una ricerca antropologica sul particolare carnevale che si svolgeva in quella zona, coinvolgendo curiosi
da tutti i paesi limitrofi. Si diceva a San Martino il Carnevale legasse le persone tra di loro più che altrove. Molto presto avrei capito il perché…</span></div>
<div><span class="cf1">In quella terra sferzata dai venti delle colline e dall’aria delle montagne vicine, l’immagine di trovarsi in uno splendido paesaggio non è affatto scontata.</span></div>
<div><span class="cf1">Dovevo raccogliere i dati per l’università nell’ambito di un progetto di ricerca sulle zone locali e le loro tradizioni folkloristiche. Addentrarsi in quelle
zone poco visitate dai turisti è come andare a scoperchiare un vaso dimenticato in cui non guarda più nessuno. Abbandonato o lasciato andare a riempirsi di erbacce in un angolo, a esplodere per le troppe radici
o a farsi riempire di merda dai gatti…una simpatica e nuova lettiera!</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">L’erba frusciava.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Fischiettando un motivo qualsiasi, entrai nel vicolo principale del quartiere. Avevo lasciato la macchina in un parcheggio esterno, all’entrata del paese. Abbassai il mio
cappello a falde larghe, ormai ingiallito dalla polvere. Da buona macchietta western, fischiettavo un motivo country-blues, sentito poco prima in macchina. Mi ero portato con me il mio zaino con dentro il taccuino, una macchina
fotografica e un registratore. Volevo fare qualche intervista preparatoria.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">L’erba frusciava.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Mi diressi in un bar per prendere un caffè. Il luogo odorava di un misto di candeggina e profumi vari di cucina. Un anziano da dietro il bancone mi scrutò con fare
indagatore. Mentre bevevo il caffè scuro, divenne stranamente loquace:</span></div>
<div><span class="cf1">«Cosa la porta qui?»</span></div>
<div><span class="cf1">«Sono qui per il Carnevale.»</span></div>
<div><span class="cf1">«Ah, è un turista?»:</span></div>
<div><span class="cf1">«Non proprio, sono un ricercatore.»</span></div>
<div><span class="cf1">«Lavora per l’Università quindi. In cosa?» Il vecchio era stranamente informato.</span></div>
<div><span class="cf1">«Antropologia. Vorrei cercare di capire questa festa. Immagino che ci vorrà proprio un ingegno di un certo tipo.»</span></div>
<div><span class="cf1">«Per cosa?»</span></div>
<div><span class="cf1">«Per fare l’antropologo? Sa, l’uomo è una bestia così strana?»</span></div>
<div><span class="cf1">«Davvero?» la sua lucidità mi colpiva:</span></div>
<div><span class="cf1">«Beh…da qualche parte qualcuno deve pure cominciare.». Non sapevo cosa rispondere.</span></div>
<div><span class="cf1">“O continuare…immagino che vorrà proprio un’intervista.”.</span></div>
<div><span class="cf1">“Uhm…stavo proprio per chiederlo?”</span></div>
<div><span class="cf1">“Siete per caso cugini dei giornalisti?”.</span></div>
<div><span class="cf1">Ero troppo sfrontato. Non si entra così nelle comunità chiuse. Era meglio prima fare la parte del turista scemo che fotografa tutto. Tuttavia, così non sarei
mai entrato.</span></div>
<div><span class="cf1">“Può chiedere a tutti i vecchi come me che vede nell’angolo in fondo.” Mi disse il gestore, indicando una serie di signori sorridenti, intenti a giocare
a carte con il loro bianchino immancabile in mano.</span></div>
<div><span class="cf1">Non mi ero aspettato un clima così gioviale.</span></div>
<div><span class="cf1">«Lei si chiama?»:</span></div>
<div><span class="cf1">«Gigi.».</span></div>
<div><span class="cf1">«Cos’ha di speciale questa festa? Cosa lascia ai suoi abitanti?» Avevo fatto partire il registratore.</span></div>
<div><span class="cf1">Mi fiondai dal primo di questi anziani avventori.</span></div>
<div><span class="cf1">«Signor…?»</span></div>
<div><span class="cf1">«Giuseppe…chiamami Beppe!» Rispose lui, mettendomi davanti un piatto di patatine e olive.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">2.</strong></div>
<div><em class="cf1">Il mio unico e nobile cuore ha testimoni</em></div>
<div><em class="cf1">In tutti i luoghi d’amore, che andranno svegli a tentoni;</em></div>
<div><em class="cf1">E quando il cieco sonno cadrà sui sensi che spiano,</em></div>
<div><em class="cf1">Il cuore sarà sensuale, anche se cinque occhi si spaccano. [2]</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">La trovai fuori a cucire, ma lei scappava…! Si allontanava come impaurita, come se io fossi una presenza oscura, proveniente dal suo lontano passato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">L’erba frusciava.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Cercai di descriverlo a parole mie: [3] la presenza era il ricordarsi di esistere per non sparire nel vuoto. Non annegare nel tempo che passa. Combattere il fantasmagorico, la dissolvenza con un gesto perentorio di
identità. [4]</span></div>
<div><span class="cf1">Io intanto pensavo a quei brani di testo che mi martellavano nel cranio, mischiati ai pezzi thrash-prog che venivano dalle mie cuffie. Voivod, Annihilator… così stranamente
canadesi. Melodie oblique, con testi fantascientifici, arpeggi da ballata misti a chitarre distorte in overdrive, armonici fischianti e batterie tupa-tupa che sapevano tanto di punk/hc, prima dell’arrivo di tutti quei
melodici pompeggianti da college (qualcuno ha detto Travis Barker?).</span></div>
<div><span class="cf1">“Ci sono altre donne!” mi urlò una volta, in un dialetto di difficile comprensione, che poi mi tradussero i miei compari.</span></div>
<div><span class="cf1">La lingua parlata da quei popolani era diversa da tutti i gruppi linguistici prevalenti nei dialetti della zona.</span></div>
<div><span class="cf1">I miei compari del bar mi indicavano altre donne, ma il risultato era il medesimo.</span></div>
<div><span class="cf1">La domanda numero 1 era questa: perché le donne scappano, mentre invece gli uomini rimangono a chiacchierare anche troppo?</span></div>
<div><span class="cf1">Le sotto-domande erano: poteva essere un costume o una tradizione locale? Una convenzione culturale?</span></div>
<div><span class="cf1">Annotai tutto nel taccuino.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">L’erba frusciava.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Una seconda versione, più schematizzata e ordinata era poi riportata nel tablet, in formato elettronico.</span></div>
<div><span class="cf1">Emergevano altri nomi, come Amalia e Vittorio, che rimanevano sullo schermo del pc.</span></div>
<div><span class="cf1">I maschi scherzavano sulla loro ignoranza, dicevano di non sapere niente, e infatti dai loro discorsi non si poteva comprendere ancora alcunché.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>L’erba frusciava</em>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Girando in uno dei vicoli consigliati scorsi, appena fuori da una porta, una massa di capelli biondo cenere che incorniciavano due occhi grigi che mi fissavano. Accennai a chiamarla,
ma sentivo solo «Figlia, figlia! Figlia! Torna dentro!». Iniziavo a capire qualcosa. Gli occhi esitavano.</span></div>
<div><span class="cf1">«Camilla, torna dentro»</span></div>
<div><span class="cf1">Allora la porta si chiudeva, sprangata. Inutile diventava il mio bussare sugli stipiti antichi e urlare:</span></div>
<div><span class="cf1">«Aspetta un attimo! Aspetta…aspetta. Voglio solo parlare!».</span></div>
<div><span class="cf1">Rimanevo ancora con un risultato praticamente nullo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">L’erba frusciava.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">3.</strong></div>
<div><span class="cf1">La notte del carnevale vi erano dei fuochi d’artificio che illuminavano il cielo, dipingendolo di mille colori, come se un pittore li avesse spruzzati lanciando il suo pennello
verso il cielo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">L’erba frusciava.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">La musica degli strumenti tradizionali riempiva l’aria: tamburi, cimbali, flauti, chitarre, trombe e piccoli strumenti ritmici. I bambini accompagnati dai loro genitori erano
vestiti con i soliti costumi da supereroi della Marvel o della DC Comics, inframmezzate da qualche principessa Disney. Il vino tipico di San Martino scendeva a fiumi: era quello denso e liquoroso tipico di quelle parti, scuro.
Veniva “mesciuto” (versato) nei bicchieri o nelle tazze delle osterie o da bancarelle poste ai lati della strada. Le persone poi si attaccavano al collo il bicchiere.</span></div>
<div><span class="cf1">Io osservavo, filmavo e fotografavo. Non disdegnavo poi un bicchiere di vino in giro, lo facevo scendere nella gola e poi giù ad ubriacare lo stomaco con il gusto dionisiaco
dell’ebbrezza!</span></div>
<div><span class="cf1">Cercavo in mezzo alla folla di rilevare quei meccanismi strutturali di inversione così caratteristici dei rituali come il Carnevale, sottolineati già sia da emeriti
storici che da antropologi. Inversione dei ruoli, dei costumi, delle convenzioni sociali, dei generi ecc.</span></div>
<div><span class="cf1">E della realtà, degli strani mondi simbolici in cui vive l’uomo ordinario? Cercavo delle costanti strutturali nel rituale del Carnevale di San Martino e mi creavo le
mie definizioni provvisorie, sulla base delle mie sensazioni, del vino e delle mie conoscenze pregresse, scribacchiandole sul taccuino macchiato: l’inversione consisteva nel rigirare qualcosa come un calzino, per far
sì che appaia completamente diverso, ma i materiali di partenza sono gli stessi.</span></div>
<div><span class="cf1">Mi mischiai alla folla e mi diressi con loro verso ai campi, come guidato da una mano invisibile, in quelle strade strette e polverose, piene di ciottoli. Vi era una terza persona
a cui pensare? Un terzo concetto per ampliare la triade fondamentale di questo carnevale? Continuavo a camminare, pestando i ciottoli con i miei sandali tutti impolverati. Sentivo la terra tra le dita dei piedi. Il volume
della musica aumentò, sia nel ritmo che nell’intensità.</span></div>
<div><span class="cf1">Ed ecco apparire questi uomini giganteschi, vestiti con del pelo e delle zampe penzolanti e brulicanti dai fianchi e dalle spalle.</span></div>
<div><span class="cf1">No, non erano del tutto umani. Sembravano ragni umanoidi che si reggevano sulle zampe posteriori simili a gambe. Alti, alti quasi tre metri… sovrastavano il più alto
degli uomini.</span></div>
<div><span class="cf1">La folla osservava i fuochi nel cielo, come se ne stanno gli stormi di uccelli indifferenti, quando arriva il falco predatore a ghermirli.</span></div>
<div><span class="cf1">Quei bestioni strinsero la folla, le salirono praticamente sopra, afferrando le persone con le zampe laterali tentacolari, che si allungavano attorno come fili, come corde, ammassandoli
in gruppi più che numerosi…</span></div>
<div><span class="cf1">Il terzo concetto mi venne allora in mente era “legare”, cioè unirsi, unire elementi diversi in unità più o meno omogenee, più o meno dotate
di senso. Fare in modo che diventino indispensabili l’uno per l’altro.</span></div>
<div><span class="cf1">La folla urlava «I Diablos! I Diablos».</span></div>
<div><span class="cf1">Tuttavia, non sembravano disperati; anzi, in una sorta di trasfigurazione sadomasochistica, quando vennero legati ridevano e sembravano pure provare una sorta di piacere, molto
forte. In realtà, i lacci erano organici e molto elastici, come tessuto, perché permettevano una certa libertà di movimento, non so se indotta dai Diablos o provocata in maniera autonoma dai catturati.
Le persone danzavano dentro a quei lacci. Anche i Diablos ansimavano, era un continuo ansimare collettivo.</span></div>
<div><span class="cf1">La componente di erotismo, di sensualità, presente in quel carnevale era palpabile, pulsante. Gli occhi dei Diablos sembravano illuminarsi della luce della luna. I catturati,
mentre ballavano, iniziarono a staccare dei piccoli pezzi dai tentacoli dei Diablos e questo sembrava inebriarli ancora di più.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">L’erba frusciava.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">4.</strong></div>
<div><span class="cf1">Mi sentii tirare per un braccio.</span></div>
<div><span class="cf1">Fui trascinato dietro gli alberi di ulivo, in un campo.</span></div>
<div><span class="cf1">Era Camilla, ragazza dai capelli biondi e dagli occhi grigi. Era buio, vedevo solo quegli occhi perforanti e sentivo quei capelli sulla mia pelle. La presa era forte, nonostante
il suo corpo fosse molto gracile e minuto. Decisamente salda!</span></div>
<div><span class="cf1">«Ma cosa…?» Annaspavo, volevo dirle tante cose, tutte le domande che mi ero lasciato dietro dall’altra volta.</span></div>
<div><span class="cf1">Mi venne fuori solo un barcollante e balbettante:</span></div>
<div><span class="cf1">«Perché sei scappata l’altra volta?».</span></div>
<div><span class="cf1">Camilla non mi rispose, mantenendo la stessa presa enigmatica di prima, fissandomi con lo stesso sguardo.</span></div>
<div><span class="cf1">Ad un tratto, veloce come una lucertola al sole, chiuse la distanza e mi baciò. Mi sentii come attraversato da una forza di attrazione unica, come una scarica elettrica che
mi collegò all’improvviso all’intero universo. Immagini continuavano a scorrere in me, come un flusso visionario.</span></div>
<div><span class="cf1">Non era la solita eccitazione sessuale o di semplice piacere.</span></div>
<div><span class="cf1">Fatto sta, che non potevo muovermi.</span></div>
<div><span class="cf1">Lei mi spinse sdraiato a terra, avvinghiato ancora a lei. Sentivo il mio sesso pulsare e strisciare contro di lei, spingendo affannosamente. Le sue mani cercarono la mia nudità
e mi spogliarono, i capelli folti mi coprirono il viso come una carezza, la sua gonna si aprì e mi inglobò.</span></div>
<div><span class="cf1">Non in una maniera ordinaria, ma avevo la sensazione di un corpo che si espandeva sempre più attorno a me come per divorarmi, farmi diventare parte di lui.</span></div>
<div><span class="cf1">Strani tentacoli arrivarono dalla sua bocca, dalla sua lingua fino in gola e poi giù fino allo stomaco, come su fino al cervello. Eravamo connessi.</span></div>
<div><span class="cf1">Dall’interno della sua pelle era come se qualcosa stesse spingendo per bucarla, per stringermi ed entrare al di sotto della mia epidermide. Tuttavia, non provavo dolore, ma
solo piacere e desiderio di conoscere.</span></div>
<div><span class="cf1">Era come se Camilla stesse usando il mio corpo per portarmi dall’altra parte del cosmo, percorrendo infinite galassie. Era come se parlasse dal suo interno, che era ormai
anche il mio interno, dal suo ventre collegato al mio:</span></div>
<div><span class="cf1">«Vecchia di milioni di anni è la storia. Arriviamo da un’altra parte dell’universo, da un’altra galassia, ma non per colpa nostra. Furono i Dominatori,
la razza dei nostri padroni da infiniti eoni, a farlo. Non noi Diablos. Ci fecero entrare in alcuni portali grazie alla loro scienza e poi ci fecero scorrazzare, prendendo possesso di un pianeta giovane. Era già
stato fatto altre volte e così fecero sulla Terra, ma gli umani, nelle loro prime fasi, resistettero strenuamente, ci cacciarono, unendosi. Noi ci ritirammo in questa zona, chiamata poi da loro San Martino. Allora,
puniti per il nostro fallimento, perdemmo qualsiasi contatto con i Dominatori, che ci lasciarono qui a cavarcela da soli.</span></div>
<div><span class="cf1">E allora i maschi della nostra specie decisero di raccogliere energia dagli umani, grazie ad un’imitazione di quello che voi chiamavate Carnevale. Diventammo simili a voi
esteriormente e vi facemmo divertire, dandovi piacere con i nostri tentacoli e rubandovi le vostre energie vitali, per cercare di riaprire quei portali.</span></div>
<div><span class="cf1">Noi femmine ci ribellammo a questo, volevamo trovare altri modi: perché tornare dai Dominatori schiavisti?</span></div>
<div><span class="cf1">Ci sono stati degli errori nel Seicento, delle persone sono morte per esaurimento e allora gli ispettori del Regno si sono insospettiti. Ma poi eravamo troppo sperduti, è
passato. Con gli anni siamo diventati bravi, ci siamo saputi travestire meglio da umani, rendendoci uguali a voi, irriconoscibili.</span></div>
<div><span class="cf1">Qualcosa di te rimarrà dentro di me e vedremo cosa ne verrà fuori.</span></div>
<div><span class="cf1">Il nascituro potrebbe essere un’altra strada…</span></div>
<div><span class="cf1">Intanto, eviterò per un po’ questo progetto di apertura del portale.</span></div>
<div><span class="cf1">I Dominatori sono crudeli, vogliono solo la distruzione delle altre razze o la loro riduzione in schiavitù.</span></div>
<div><span class="cf1">Noi non stiamo male qui, nonostante le leggende propugnate dai maschi sul nostro vecchio pianeta.</span></div>
<div><span class="cf1">Prega perché quel portale non si apra mai, perché troppo grande potrebbe essere l’orrore!</span></div>
<div><span class="cf1">Lascia perdere la tua ricerca, hai già trovato troppo per te, troppe informazioni per un mero studioso di antropologia.</span></div>
<div><span class="cf1">Lasciami qualcosa di te e ora vai…!».</span></div>
<div><span class="cf1">Un flusso energetico insorse di colpo, come per riportarmi indietro da quelle epoche e galassie remote. Un corpo che si modifica in un canale di energia, attraversando una moltitudine
di mondi connessi. I suoi occhi-il suo corpo-l ’amplesso-il mio sperma-il portale e i Dominatori!</span></div>
<div><span class="cf1">Ero confuso, stordito, tramortito, frastornato da un viaggio troppo grande.</span></div>
<div><span class="cf1">Brancolando nel ritorno all’esistenza naturale terrestre, ubriaco di troppo vino cosmico, mi staccai da lei che mi lasciò andare da sé. Mi sentivo ancora tutto
umido e appiccicoso, ancora segnato sulla pelle e maledetto nello spirito.</span></div>
<div><span class="cf1">Raccolsi i miei vestiti, ripresi il mio zaino e mi inoltrai tra gli alberi, mentre le persone erano ancora avvinghiate ai maschi. Camilla era ancora in mezzo al campo a ricomporsi.
Quando mi girai per incrociare ancora il suo sguardo e guardarla un’ultima volta, lei era già scomparsa, sfuggevole come sempre.</span></div>
<div><span class="cf1">Mi era venuta voglia di un ulteriore bacio per assaporare ancora il succo del sapere intraducibile.</span></div>
<div><span class="cf1">Sapevo anche troppo ed ero privo di energie.</span></div>
<div><span class="cf1">Mi feci strada tra gli alberi e campi verso il parcheggio, saltando il baccanale.</span></div>
<div><span class="cf1">San Martino era uno “spazio altro” creato a immagine di una razza aliena, che però sapeva ben nascondersi nel folklore.</span></div>
<div><span class="cf1">Giunto al parcheggio esterno, buttai tutti i miei averi nel bagagliaio e, con una sgommata, lasciai il paese dei Diablos, consapevole che non avrei mai finito il mio progetto di
ricerca sui territori locali.</span></div>
<div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Sicuro che non mi avrebbe creduto nessuno, che chiunque dei miei colleghi mi avrebbe ritenuto pazzo.</span><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>L’erba frusciava</em>, e io scrissi questo testo anni dopo, per togliermi questo oscuro pensiero dalla mente:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Ti Rivedrò Mai Aliena Spettrale.</em></div>
<div><em class="cf1">Camilla, madre di nostro figlio?<br></em></div>
<div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><strong class="cf1">NOTE</strong></div>
<div><span class="cf1">Prima pubblicazione per Club GHoST: 10 Novembre 2024.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1"><strong>Davide Russo</strong> nasce a Milano il 5 aprile 1987.</span></div>
<div><span class="cf1">Lavora come educatore scolastico, principalmente alle scuole medie ed elementari e adora stare “in mezzo alla mischia”. con bambini e ragazzi, per usare una metafora
rugbistica a lui molto cara.</span></div>
<div><span class="cf1">Suona il basso, sia elettrico che acustico, e pratica per passione arti marziali, in entrambi i casi con varie e diversificate esperienze.</span></div>
<div><span class="cf1">Gli piace leggere e scrivere in maniera altrettanto onnivora ed eterogenea, sperimentando con i generi e le soluzioni.</span></div>
<div><span class="cf1">Per il resto, è vegetariano e vive in campagna con la sua compagna, suo figlio e i suoi tre gatti.</span></div>
<div><span class="cf1">Ha scritto alcuni articoli pubblicati su riviste online, alcuni racconti presenti in raccolte della Colomò Edizioni e fa parte del Gruppo Telegram Lovecraft Italia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><hr></div>
<div></div>
<div><ol><li><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">U. Fabietti, </span><em class="fs14lh1-5">Elementi di antropologia culturale</em><span class="fs14lh1-5">, Mondadori Università, Città di Castello 2009, p. 107. Anche lo spazio si riveste spesso di valenze qualitative nelle diverse culture, costituendo un elemento centrale per la memoria di un
gruppo, cioè la sua memoria sociale. Da tutto questo sorge la necessità, presente in tutte le culture umane, di concepire un centro che valga come punto di riferimento e di sicurezza: un luogo noto e controllabile. </span></span></li><li><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">D. Thomas, </span><em class="fs14lh1-5">Poesie</em><span class="fs14lh1-5">, Edizione speciale per il Corriere della sera, RCS Quotidiani Spa, trad. di R. Sanesi, Milano 2004, p. 91</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Parole chiare? Nodi o nuclei di quello che sto cercando? Almeno a livello concettuale?</span></li><li><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Ecco invece le parole degli altri, quelli più autorevoli, a cui mi ispiravo senza pudore e che molti avranno riconosciuto: U. Fabietti, </span><em class="fs14lh1-5">Elementi di antropologia culturale</em><span class="fs14lh1-5">, op. cit, p. 125: “La presenza a cui De Martino fa riferimento è una condizione che l’essere umano non cessa di costruire per sottrarsi all’idea, angosciosa, di non esserci. De Martino
descrisse infatti l’emersione del pensiero magico come primo tentativo coerente di affermare la presenza umana nel mondo. Il mago (come lo stregone) è la figura centrale di questo drammatico tentativo di superare
l’annientamento, tentativo che coincide con l’affermazione del mondo magico come spazio di pensiero e di azione in cui l’uomo afferma la propria «volontà di esserci di fronte al rischio di non
esserci».”</span></span></li></ol></div>




<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink48925fd83b69d2a6a5689b2f0dca936e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/frusciare-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto - Illustrazione di Flavio Deri.','title': 'La copertina del racconto - Illustrazione di Flavio Deri.','width': 1024,'height': 1024,'description': 'La copertina del racconto - Illustrazione di Flavio Deri.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink48925fd83b69d2a6a5689b2f0dca936e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/frusciare-cover_ver.jpg" alt="La copertina del racconto - Illustrazione di Flavio Deri." title="La copertina del racconto - Illustrazione di Flavio Deri." width="200" height="200" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkc50d8812873192b137a3fd06680abb3e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/daviderusso-big-autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 889,'height': 949,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc50d8812873192b137a3fd06680abb3e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/daviderusso-big-autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="161" /></a><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 06:23:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Myths And Legends Of Our Land degli Ethereal Flames]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000020A"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Assoli di pregevole fattura</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un disco di puro e incontaminato heavy metal</span></h2><div>






<div><strong><span class="cf1">ETHEREAL FLAMES “Myths And Legends Of Our Land”</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Full-length, Sliptrick Records (2024)</span></strong></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Debutto per questa heavy/power metal band marchigiana, che decide anche di impostare liricamente il disco dedicandolo al folklore e ai miti delle delle terre da cui provengono.
Questo è il classico album che si pone come un chiaro biglietto da visita per chi vi si approccia. Qui troveremo solo metal e ancora metal! Le influenze pescano sia dall'Europa che dall'America, con puntate
anche al nord Europa, con non pochi richiami a band come </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Accept</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Grave Digger</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> e </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Hammerfall</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">. Qualcosa richiama anche ai nostrani </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Dragonhammer</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, a dire la verità.</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante questi influssi di puro metallo la band non disdegna assoli di pregevole fattura e un uso dei synth e tastiere che vanno a completare un album che per purezza potrebbe competere
tranquillamente con i </span><span class="cf1"><strong>Manowar</strong></span><span class="cf1">. La voce graffiante e un po' sui generis di </span><span class="cf1"><strong>Alessandro Binotti</strong></span><span class="cf1"> si sposa bene in un tessuto sonoro che vede le chitarre sempre protagoniste di riff vecchio stile ma che evidentemente funzionano ancora bene nel 2026.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I brani migliori potrebbero essere quelli di apertura, "Desperate Girl", che si pone come la classica song che rompe il ghiaccio e che mostra i muscoli senza tanti complimenti,
ma nell'album non c'è molto spazio per cose ultra tecniche o raffinate. La varietà c'è, come testimoniano canzoni più melodiche come "Metauro’s Battle" o "Two Sad
Lovers", ma si preferisce rimanere ancorati a un old school heavy/power metal, che riesce molto bene alla band in questione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Per concludere, questo disco è un ottimo sunto di quanto di buono l'heavy metal più arcigno abbia offerto in circa quattro decenni, e canzoni veloci e potenti come
alcune già citate, oppure "Restless Knight", "The Witch of Farneta" e "Pilato's Lake" sono qui a dimostrare che un certo modo di fare metal, ancorato ad antichi stilemi, non è
mai passato di moda, perchè quando le cose sono fatte bene, come è il caso di questo album, si ha tutto quello che si vuole da un disco di puro e incontaminato heavy metal.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><b>Tracklist:</b></span><span class="cf1"><br></span><ol><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Desperate Girl</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">The Holy House</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Metauro's Battle</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Restless Knight</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">The Witch of Farneta</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Two Sad Lovers</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">The Queen Sibilla</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Pilato's Lake</span></span></li></ol></div><div><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><b>Line-up:</b></span><span class="cf1"><br></span><ul><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Matteo Brillarelli - Bass</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Thomas Mencarelli - Drums</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Andrea Palmieri - Guitars (lead, rhythm)</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Alessandro Binotti - Vocals, Guitars (lead)</span></span></li></ul></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink11e2b64c7fbcec41276cce856fd518ed = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Myths-And-Legends-Of-Our-Land_cover.jpg','alt': 'La copertina del disco.','title': 'La copertina del disco.','width': 700,'height': 700,'description': 'La copertina del disco.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink11e2b64c7fbcec41276cce856fd518ed, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Myths-And-Legends-Of-Our-Land_cover.jpg" alt="La copertina del disco." title="La copertina del disco." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3ac529d0a2def4c9ddab01d1a16d2350 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Ethereal-Flames_band.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1440,'height': 960,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3ac529d0a2def4c9ddab01d1a16d2350, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Ethereal-Flames_band.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Ziq2Sv6gLzA">https://www.youtube.com/watch?v=Ziq2Sv6gLzA</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 07:03:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La belva di Ludovico Di Martino]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000209"><h1 class="imHeading1">Noir metropolitano</h1><h2 class="imHeading2">Film insolito nel panorama cinematografico italiano</h2><div>






<div><strong>La belva (Italia, 2020)</strong></div>
<div><em>Regia: Ludovico Di Martino. Soggetto: Ludovico Di Martino, Claudia De Angelis, Andrea Paris, Nicola Ravera Rafele. Sceneggiatura: Ludovico Di Martino, Claudia
De Angelis, Nicola Ravera Rafele. Fotografia: Luca Esposito. Montaggio: Francesco Loffredo. Musiche: Andrea Manusso, Matteo Nesi, Giorgio Ferrario. Scenografia: Fabrizio D’Arpino. Costumi: Andrea Cavalletto. Produttore:
Matteo Rovere. Produttore Esecutivo: Paolo Lucarini. Casa di Produzione: Warner Bros. Italia, Groenlandia. Distribuzione (Italia): Coming Soon (cinema), Netflix. Lingua Originale: Italiano. Paese di Produzione: Italia, 2020.
Durata: 97’. Genere: Azione. Interpreti: Fabrizio Gifuni (Leonida Riva), Lino Musella (Antonio Simonetti), Monica Piseddu (Angela), Andrea Pennacchi (Mozart), Emanuele Linfatti (Mattia Riva),
Giada Gagliardi (Teresa Riva), Nicolò Galasso (Peppe), Giacomo Colavito (Emanuele), Gianmarco Vettori (Faina), Silvia Gallerano (La Mastina), Massimiliano Setti (agente Belli), Daria Deflorian (dottoressa Di Nardi),
Marco Mario De Notaris (capo dei Mastini), Stefano Guerrieri (agente Petrassi), Francesca Turrini (agente Floris), Andrei Nova (Ivan).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><strong>Ludovico Di Martino</strong> prima di questo film aveva girato solo <em>Il nostro ultimo</em> (2015), una pellicola drammatica di un certo interesse, ma qui affronta un genere nuovo come l’<em>action-movie </em>all’americana, condito in salsa italiana per la presenza di una tematica legata agli affetti familiari. Il regista è noto per alcune serie televisive, tra
queste dieci episodi di <em>Mare fuori</em> (2025), senza dimenticare <em>Skam Italia</em> e <em>Roles</em> (web serie). Il tema portante del suo cinema sono i rapporti tra genitori e figli, le relazioni interpersonali
che si sviluppano in momenti complessi della vita. <em>Il nostro ultimo</em> presenta due fratelli che vogliono esaudire il desiderio della madre malata di rivedere il mare
prima di morire. <em>La belva</em> ci fa conoscere un padre mentalmente instabile - in cura con psicofarmaci dopo aver rischiato la vita partecipando a missioni belliche -,
che cerca di ristabilire un rapporto con moglie e figli. Film che al cinema si è visto solo per tre giorni, purtroppo, quindi è passato su Netflix, dove ha avuto la meritata consacrazione. La storia racconta
le vicissitudini di Leonida Riva (<strong>Gifuni</strong>), veterano del Reggimento Incursori, in cura per lo stress post-traumatico subito quando ha visto trucidare gli uomini
a sua disposizione, salvando solo per miracolo la sua vita. La storia si basa sul rapimento della figlia Teresa e un padre che mette in campo tutte le tecniche da ex guerriero per cercare di ritrovarla. Il lato oscuro di Leonida
viene alla ribalta, l’uomo non si fa scrupoli di uccidere e massacrare pur di liberare la piccola, eludendo anche la sorveglianza della polizia, soprattutto del questore Simonetti (<strong>Musella</strong>). <em>La belva</em> è un <em>action</em> che gode di un montaggio consequenziale (<strong>Loffredo</strong>) - interrotto da alcuni flashback bellici per spiegare il passato del protagonista -, girato a ritmi sincopati e confezionato in 97’ minuti, non tutti essenziali perché qualche breve taglio non avrebbe
guastato. Fotografia cupa e metallica, persino gelida e notturna del bravo <strong>Luca Esposito</strong>; scenografie suggestive di una Napoli violenta; inseguimenti cittadini realizzati con effetti speciali interessanti; colonna sonora suggestiva. La sceneggiatura non perde un colpo, basata su colpi di scena all’interno
di una struttura da noir metropolitano; il regista è autore a tutto tondo, anche se collabora con <strong>Andrea Paris</strong> (soggetto), <strong>Claudia De Angelis</strong> e <strong>Nicola Ravera Rafele</strong>. <strong>Fabrizio Gifuni</strong> è molto bravo e fornisce un’interpretazione complessa senza alcuna concessione alle convenzioni del genere. <strong>Andrea Pennacchi</strong> è un cattivo convincente, <strong>Lino Musella</strong> è un buon attore ma la parte che deve recitare non pare del tutto nelle sue corde. <em>La belva</em> è un film insolito nel panorama cinematografico italiano, il regista cita <strong>Umberto Lenzi</strong> e <strong>Fernando di Leo</strong>, soprattutto nella cura con cui filma gli inseguimenti cittadini e per la veridicità delle parti cruente. Visto su Rai
4, il canale Rai dedicato al genere, soprattutto thriller, azione e horror. Consigliato a ogni appassionato di <em>action-movie</em>. Una ventata d’aria fresca per il cinema italiano.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkd853c6a9b8565d51d21e42a88cfa6984 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/la-belva-cover_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd853c6a9b8565d51d21e42a88cfa6984, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/la-belva-cover_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinke5ccc4169a62e46c72ebc0a9549c53fc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/la-belva-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1024,'height': 565,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke5ccc4169a62e46c72ebc0a9549c53fc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/la-belva-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="111" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=VIQQPL440yI">https://www.youtube.com/watch?v=VIQQPL440yI</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 06:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Un'altra Terra]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000208"><h1 class="imHeading1">Per la prima volta in italiano</h1><h2 class="imHeading2">Il romanzo vincitore dell’Inaugural Novella Prize di Weatherglass Books</h2><div>






<div>Si presenta per la prima volta al pubblico italiano <strong>Deborah Tomkins</strong>, fresca vincitrice dell’<em>Inaugural Novella Prize di Weatherglass Books</em> attribuito da <strong>Ali Smith</strong>, con il romanzo <em>Un’altra Terra</em>, uscito per <strong>Zona 42</strong> con la traduzione di <strong>Chiara Reali</strong>.</div><div><br></div>
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<div><strong><em>Un’altra Terra</em></strong> è la storia di Magnus di Arden, abitante del pianeta Aerth, un mondo che sta lentamente
scivolando in una nuova era glaciale. Quando viene scoperto il pianeta Urth, Magnus si impegna a diventare un astronauta per raggiungerlo, in cerca di una nuova speranza per la propria Terra d’origine. All’arrivo,
scopre un mondo soffocante, sovraffollato, corrotto e violento. Quando Magnus si rende conto che la salvezza sperata non si trova lì, la via del ritorno sembra per sempre perduta.</div><div><br></div>
<div><em>Un’altra Terra</em> di <strong>Deborah Tomkins</strong> è un’odissea che esplora le grandi tematiche del nostro tempo: un racconto che parla di migrazione, crisi climatica e teorie del complotto. <strong>Tomkins </strong>ha una scrittura che ricorda autrici come <strong>Ursula K. Le Guin</strong> e <strong>Samantha Harvey</strong>, portando alla memoria romanzi come <em>I reietti dell’altro pianeta</em> e <em>Orbital</em>. La traduzione di <strong>Chiara Reali</strong> restituisce a pieno lo stile di <strong>Tomkins</strong>, capace di amalgamare temi classici del viaggio spaziale con il mondo rurale di Aerth. Grazie alla struttura costruita su sequenze di <em>microfiction </em>- brevi paragrafi che si susseguono ininterrottamente per tutto il testo - <strong>Tomkins </strong>realizza un romanzo scorrevole, esuberante e aperto, in cui vertiginose ellissi narrative sono accompagnate da improvvisi focus intimi. L’intero mondo narrativo
si rivela quindi dalla luce che scaturisce dai pensieri di Magnus di Arden, ma anche dalle leggiadre panoramiche a volo d’uccello.</div><div><br></div>
<div><strong>Il commento di Ali Smith</strong></div>
<div><strong>Ali Smith</strong> ha definito <em>Un’altra Terra</em> un romanzo “<em>intenso, arguto e importante</em>”, capace di mescolare “<em>distopia e speranza, rivelandone il legame profondo</em>”. <em>Un’altra Terra</em>, secondo <strong>Smith</strong>, è “<em>un’opera di grande energia e coinvolgimento narrativo, brillantemente terrena e ariosa allo stesso tempo, che fa deflagrare
la nostra consapevolezza del passato e del futuro e attinge ad antecedenti letterari disparati, quali <strong>Thomas Hardy</strong> e <strong>Margaret Atwood</strong>. Divertente, terrificante, umano, questo libro è un'emozionante avventura che ci immerge in una storia grande quanto un pianeta; anzi, no, grande quanto diversi pianeti, tutti allo stesso tempo strani
e inquietantemente familiari</em>”.</div><div><br></div>
<div><strong>Il primo libro di Deborah Tomkins in italiano</strong></div>
<div>Autrice inglese di narrativa speculativa,<strong> Deborah Tomkins</strong> è stata anche co-vincitrice del <em>Virginia Prize for Fiction</em>, grazie al suo romanzo <em>The Wilder Path</em> (2025). Prima di dedicarsi alla narrativa ha conseguito una laurea con lode in Linguistica e Francese e ha lavorato
come autrice di dizionari. Nel 2017 ha fondato la rete di scrittura Bristol Climate Writers.</div><div><br></div>
<div>Grazie alla traduzione di <strong>Chiara Reali</strong>, che ne ha restituito minuziosamente lo stile piano costellato da impennate emotive, <strong>Deborah Tomkins</strong> si presenta per la prima volta al pubblico italiano, rivelandosi come un’autrice solida, dotata di una voce versatile, particolarmente capace di raccontare l’umanità dei nostri tempi.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Autrice inglese di narrativa speculativa, <strong>Deborah Tomkins</strong> ha vinto con <em>Un’altra T</em><em class="fs14lh1-5">erra</em><span class="fs14lh1-5">, l’</span><em class="fs14lh1-5">Inaugural Novella Prize </em><span class="fs14lh1-5">di </span><em class="fs14lh1-5">Weatherglass Books</em><span class="fs14lh1-5">, premio attribuitole dalla </span><span class="fs14lh1-5">celebre scrittrice </span><strong class="fs14lh1-5">Ali Smith</strong><span class="fs14lh1-5">. </span><strong class="fs14lh1-5">Deborah Tomkins</strong><span class="fs14lh1-5"> è anche la co-vincitrice del </span><em class="fs14lh1-5">Virginia Prize for Fiction </em><span class="fs14lh1-5">per il suo </span><span class="fs14lh1-5">romanzo </span><em class="fs14lh1-5">The Wilder Path</em><span class="fs14lh1-5">. </span><span class="fs14lh1-5">Prima di dedicarsi alla scrittura di narrativa, ha conseguito una laurea con lode in </span><span class="fs14lh1-5">Linguistica e Francese e ha lavorato come autrice di dizionari. </span><span class="fs14lh1-5">Nel 2017, ha fondato la rete di scrittura Bristol Climate Writers e scrive anche </span><span class="fs14lh1-5">racconti brevi e flash fiction. I suoi lavori esplorano le relazioni umane, il rapporto </span><span class="fs14lh1-5">con la natura e la nostra risposta emotiva e sociale alla crisi ecologica. </span><span class="fs14lh1-5">Vive a Bristol.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: Un'altra Terra</div>
<div>Autore: Deborah Tomkins</div>
<div>Traduttore: Chiara Reali</div>
<div>Editore: Zona 42</div>
<div>Anno: 4 febbraio 2026</div>
<div>Genere: Fantascienza</div>
<div>Pagine: 220</div>
<div>Prezzo: Ebook 8,49 € - Cartaceo 16,90 €</div>
<div>Dimensioni: 18.8 x 2.1 x 13.8 cm</div>
<div>ISBN: 979-1282183109</div><div><br></div>
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			<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 14:47:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Pulphagus - Fango dei cieli]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000207"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Torna il mondo di Pulphagus®</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un viaggio drammatico sul planetoide semiorganico Erewhon</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità della graphic novel completa di <em>Pulphagus® fango dei cieli</em> (già finalista Premio Italia categoria "fumetti"), tratta dal romanzo vincitore del <em>Premio Urania 2016</em> di <strong>Lukha B. Kremo</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rvnux5" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Questa nuova edizione (la prima ufficiale in commercio), pubblicata da Kipple Officina Libraria, presenta l’opera in formato A4, 96 pagine tutte a colori, e include dieci
tavole inedite che anticipano il seguito del fumetto. Un volume unico e visivamente potente, realizzato con sceneggiatura dell’autore e illustrazioni rielaborate con AI generativa e fotoritocco da <strong>Nonio Maia</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1">Il mondo di <em>Pulphagus®</em> torna così in una veste grafica completa: un viaggio drammatico sul planetoide
semiorganico Erewhon, dove Shevek intraprende la disperata ricerca di Mirea tra acidi, fango vivente e le spietate regole della megacorporazione che domina il pianeta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il planetoide Erewhon è in orbita sublunare alla Terra ed è un oggetto semiorganico composta da liquami e acidi che mettono a dura prova la resistenza dell’uomo.
È un luogo dove si può sopravvivere se muniti di tute spesse e resistenti alla corrosione, e la scelta di cosa farci sopra oscilla tra il lavorare per la Pulphagus® o guardare la irraggiungibile Terra e la
Luna; su questo luogo inospitale si svolge l’appassionante ricerca di una ragazza scomparsa, Mirea, che il pulphago Shevek deve ritrovare dopo sette anni dalla sua perdita.<br>La caccia è orchestrata da Raskal,
potente emissario della società che controlla Erewhon, ma è subito chiaro che a imporre le crudeli regole del gioco sarà la stella di fango, un mondo semivivo e gigantesco, divoratore e capace di uccidere
anche solo con i suoi rifiuti.<br>Una storia drammaticamente orchestrata fra mondi estremi, dove vivere è difficile e anche le parole si pagano.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Un giovanile viaggio iniziatico, un «impensato recupero del meglio attraverso il peggio.</em> (Giuseppe Lippi)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L'AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Lukha B. Kremo è uno scrittore di narrativa, attivo principalmente nella fantascienza e nel fantasy. È animatore di nuove dinamiche culturali e sottoculturali artistiche
e letterarie. Ha pubblicato 14 romanzi e più di 100 racconti, tra cui un manuale di Tarocchi quantistici e un Atlante delle Micronazioni. Nel 2004 ha fondato la micronazione Nazione Oscura Caotica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Pulphagus® fango dei cieli</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Lukha B. Kremo</span></div>
<div><span class="cf1">Disegni: Nonio Maia</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Kipple Officina Libraria</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: Kgrrraffi n.2</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 31 dicembre 2025</span></div>
<div><span class="cf1">Genere: Graphic Novel</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 96</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 28,00 €</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensioni: 21.8 x 1.1 x 30.2 cm</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 979-1282442015</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rvnux5" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6ee9c81e41a7c7adca4f0ffcfc5ce6cb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pulphagus-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 770,'height': 1080,'description': 'La copertina del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6ee9c81e41a7c7adca4f0ffcfc5ce6cb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pulphagus-cop_ver.jpg" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink8c9d5170f0a1310f2b77ca969280dc34 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/lukha-kremo_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 350,'height': 350,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8c9d5170f0a1310f2b77ca969280dc34, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/lukha-kremo_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 06:09:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ananke di Fiorella Borin]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000206"><h1 class="imHeading1">Romanzo breve a mosaico</h1><h2 class="imHeading2">Che lascia addosso una specie di quiete inquieta</h2><div>






<div><em>[…] Marisa è la prima a scendere dalla corriera. Ha viaggiato da Peraga a Padova in apnea, tremando a ogni rallentamento, stringendo i pugni a ogni sosta, agitandosi
a ogni semaforo rosso la cui durata le è parsa ingiustamente lunga, uno sproposito, l’ennesimo ostacolo al suo desiderio di ricongiungersi a Paolo. Tira il fiato e l’aria le riempie i polmoni come una stilettata.
Fa freddo. È normale che a Padova faccia freddo la vigilia di Natale del ’45. Ma a Marisa i brividi che le corrono lungo la schiena sembrano esagerati. […]</em></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/3Zcyun7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div><div><br></div>
<div><em>Ananke </em>di <strong>Fiorella Borin</strong>, edito da Delos Digital<strong> </strong>per la collana Frattali, al numero 11 a cura di <strong>Maurizio Cometto</strong>.</div>
<div>L’opera si presenta come un romanzo breve a mosaico: 24 dicembre 1945, stazione di Padova, vigilia del primo Natale di pace, una giovane donna incinta senza documenti crolla
davanti alla biglietteria e quel corpo che sviene diventa un perno attorno a cui ruotano solitudini, colpe e piccoli atti di misericordia, con un passato che rimanda esplicitamente al campo di concentramento di Arbe.</div>
<div>L’idea dichiarata è che “Destino e Giustizia” stiano intrecciati, sotto il nome di Ananke, necessità che stringe il mondo con braccia troppo lunghe
per essere eluse.</div>
<div><em></em>Il punto più riuscito è l’ordito delle voci che si sfiorano e si urtano senza diventare mai davvero “corali” in
senso facile: la stazione funziona come camera di compensazione, luogo di passaggio e di febbre, dove ogni personaggio porta addosso un residuo di guerra che non si lascia piegare in forma di confessione elegante. Quando entra
la materia più nera, quella del falso rapporto e della rappresaglia che ne consegue, il testo smette di essere semplice rievocazione e diventa un dispositivo morale: non tanto <em>cosa è successo</em> quanto <em>che cosa ti resta in mano, anni dopo, quando apri un cassetto e ci trovi ancora la pistola e il ricordo dei vivi che non
hai salvato.</em></div>
<div>In questo, la scrittura ha un’energia quasi da fiaba tragica, dichiarata anche dalla quarta, che non si vergogna di promettere consolazione senza disinnescare l’orrore.
</div>
<div>Il mosaico funziona molto bene finché ogni tessera conserva un attrito personale, mentre diventa più fragile quando la catena degli eventi si fa troppo “giusta”,
troppo simmetrica.</div>
<div>Infine, questo romanzo breve ti lascia addosso una specie di <em>quiete inquieta</em>, quella che arriva quando una storia non ti assolve ma ti rimette in equilibrio; tra le ombre del dopoguerra e la luce spenta della stazione, il romanzo trova una
misura rara, perché sa parlare di necessità senza essere un sermone, e di pietà senza addolcirla. Quando l’ultima porta si apre, non è soltanto un treno che riparte: è la prova, piccola
e ostinata, che anche nel fango della storia può restare un gesto umano capace di reggere il peso del mondo.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Fiorella Borin, veneziana, laureata in psicologia, ha collaborato con riviste letterarie e periodici a diffusione nazionale. Ha pubblicato alcuni romanzi ispirati a vicende del
Cinquecento e del Novecento, qualche prefazione a sillogi poetiche e a romanzi thriller, e più di trecento racconti privilegiando il genere giallo/noir, storico, weird e l’ambientazione nel Veneto.</div>
<div>Tra le tante pubblicazioni, ricordiamo <em>Il pellegrino spagnolo</em> (2012), <em>Le voci mute. Nove storie veneziane</em> (2014), <em>I ragazzi del ciliegio</em> 1918-1945 (2019) e <em>Rosso da morire</em> (2022) editi da Solfanelli. Per Edizioni della sera è uscito nel 2017 il romanzo storico <em>I giorni dello sgomento</em>. Con Delos Digital ha pubblicato gli e-book <em>La verità è oscura</em>, <em>La notte delle candele nere</em>, <em>La ragazza del capitano</em>, <em>La sesta vocale</em>, <em>Il brigante dalla benda rossa</em>, <em>Ingiustizia è fatta</em>, <em>Il manoscritto veneziano</em>, <em>Nero veneziano</em>, <em>Nabucco</em> e i due racconti gialli scritti a quattro mani con Rino Casazza, <em>Il cuore della dark Lady</em> e <em>Lo smembratore dell’Adda</em>.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Ananke</em></div>
<div><em>Autore: Fiorella Borin</em></div>
<div><em>Curatore: Maurizio Cometto</em></div>
<div><em>Collana: Frattali n. 11</em></div>
<div><em>Anno: 10 gennaio 2026</em></div>
<div><em>Editore: Delos Digital</em></div>
<div><em>Pagine: 87</em></div>
<div><em>ISBN-13: 978-8825435368</em></div>
<div><em>Costo: 2,99 € Ebook</em></div>
<div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/3Zcyun7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink5b76e166e83c46e91891264cc67661e6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ananke-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 477,'height': 669,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5b76e166e83c46e91891264cc67661e6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ananke-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkc7d263902971ebdde950c408352a5654 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/fiorellaborin_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 658,'height': 534,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc7d263902971ebdde950c408352a5654, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/fiorellaborin_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="122" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 04:53:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Prime news per Disclosure Day]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000205"><h1 class="imHeading1">Thriller psicologico e corale</h1><h2 class="imHeading2">Steven Spielberg torna alle sue radici più amate</h2><div>






<div><em>"Se scoprissi che non siamo soli, se qualcuno te lo dimostrasse... ne saresti spaventato?"</em> - Dalla logline ufficiale del film.</div><div><br></div>
<div>Il 2026 si preannuncia come l'anno del grande ritorno di <strong>Steven Spielberg</strong> alle sue radici più amate: la fantascienza e gli incontri ravvicinati. Il nuovo attesissimo progetto, intitolato ufficialmente <em>Disclosure Day</em>, segna il rientro del regista nel genere che ha contribuito a definire con capolavori come <em>Incontri ravvicinati del terzo tipo</em> ed <em>E.T. l'extra-terrestre</em>.</div><div><br></div>
<div>Dopo alcuni rinvii iniziali, la data di uscita ufficiale negli Stati Uniti è stata fissata per il 12 giugno 2026 (con una distribuzione speciale in IMAX). In Italia, il film
dovrebbe arrivare nelle sale l’11 giugno 2026, distribuito da Universal Pictures.</div>
<div>Il film nasce da un'idea originale di <strong>Spielberg</strong>, che per la sceneggiatura ha richiamato il suo storico collaboratore <strong>David Koepp</strong> (già autore degli script di <em>Jurassic Park</em> e <em>La guerra dei mondi</em>). Le riprese si sono svolte tra febbraio e maggio 2025. <span class="fs14lh1-5">Il titolo fa riferimento al cosiddetto "Giorno della Rivelazione", il momento in cui i governi decidono (o sono costretti) a confermare ufficialmente la presenza di vita extraterrestre
sulla Terra.</span></div><div><br></div>
<div>Sebbene i dettagli siano blindatissimi, i primi teaser trailer e le informazioni dai set delineano un thriller psicologico e corale. Il trailer, infatti, si apre con <strong>Emily Blunt</strong>, che interpreta una meteorologa di Kansas City, la quale subisce una sorta di "crisi" o possessione in diretta TV, parlando una lingua sconosciuta. Il personaggio
di <strong>Josh O'Connor</strong> poi sembra essere l'attivista o l'insider che vuole rivelare la verità a "sette miliardi di persone", portando
avanti il concetto di "Full Disclosure" (Rivelazione Totale). A differenza del calore di <em>E.T.</em>, quindi il film sembra virare verso toni più cupi e paranoici, simili a <em>La guerra dei mondi</em>, esplorando come la società, la religione e la politica reagirebbero al crollo delle nostre certezze.</div><div><br></div>
<div><strong>Un cast stellare</strong></div>
<div>Spielberg ha messo insieme un ensemble d'eccezione, mescolando veterani e nuovi talenti: <strong>Emily Blunt</strong>, protagonista assoluta nel ruolo della meteorologa; <strong>Josh O'Connor</strong>, il co-protagonista che spinge per la verità; <strong>Colin Firth</strong>, in un ruolo misterioso che lo vede aggirarsi in centri di comando governativi; <strong>Colman Domingo</strong> ed <strong>Eve Hewson</strong> nei ruoli centrali ancora non del tutto definiti; <strong>Elizabeth Marvel</strong>, che interpreta una suora, sollevando il tema del rapporto tra fede e vita aliena.</div><div><br></div>
<div><strong>Il team tecnico</strong></div>
<div>Il film non è solo un evento per il cast, ma anche per i nomi dietro la macchina da presa. Per le musiche abbiamo l'immancabile <strong>John Williams</strong>, che continua la sua storica collaborazione con il regista. La fotografia affidata a <strong>Janusz Kamiński</strong>, il cui stile visivo promette atmosfere contrastate e un senso di inquietante realismo.</div>
<div><strong></strong>Il film è prodotto da <strong>Kristie Macosko Krieger</strong> e <strong>Spielberg</strong> per Amblin Entertainment.</div><div><br></div>
<div><strong><em></em></strong><em>Disclosure Day</em> si preannuncia come un'opera di "vecchia scuola" spielberghiana ma aggiornata alle ansie dell'era moderna, un film che non punta solo agli effetti speciali, ma al cuore della reazione umana
davanti all'ignoto.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkb0e94a0382460b46251fb0f210fa3d3a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Disclosure-Day-Pre_Poster.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 682,'height': 1079,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb0e94a0382460b46251fb0f210fa3d3a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Disclosure-Day-Pre_Poster.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="317" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=8xl10eVI2kE">https://www.youtube.com/watch?v=8xl10eVI2kE</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 14:09:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Whistle - Il richiamo della morte]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000204"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Dal 19 febbraio al cinema</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Cosa faresti se sapessi che la vita che immaginavi tanto lunga sta invece per finire?</span></h2><div>






<div><em class="cf1">La morte arriva in un soffio</em></div>
<div><em class="cf1">Dai produttori degli acclamati La casa, Il risveglio del male e Longlegs</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Midnight Factory, etichetta horror di Plaion Pictures, è lieta di svelare il trailer italiano ufficiale di <em>Whistle - Il richiamo della morte</em>, l’angosciante teen horror diretto da <strong>Corin Hardy</strong>, regista di <em>The Nun</em> (terrificante spin-off dell’universo di <em>The Conjuring)</em> e già autore di <em>The Hallow</em> e della serie <em>Gangs of London, </em>in arrivo nei cinema italiani dal 19 febbraio.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Come anticipa il trailer, il film ruota attorno al ritrovamento da parte di un gruppo di liceali di un antico oggetto azteco. Incuriositi dalle incisioni presenti sull’oggetto,
i ragazzi indagano assieme a un professore sulle origini del manufatto scoprendo che si tratta di uno strumento musicale realmente usato nell’antichità per evocare la Morte e infondere terrore nei nemici in battaglia.
L’attrazione verso l’oggetto maledetto è tale che alcuni di loro scelgono incautamente di soffiarvi dentro e sfidare così la morte. Quello che non sanno ancora è che il suo suono terrificante
e straziante porta con sé una maledizione inesorabile: chiunque lo ascolti anticipa nell’immediato l’ineluttabile appuntamento con il proprio tragico destino. In <em>Whistle - Il richiamo della morte</em>, ciò che non dovrebbe mai essere ascoltato diventa l’inizio di un incubo senza via di fuga e di un’inarrestabile catena di raccapriccianti
eventi per i giovani perseguitati dalla Morte, evocata dall’oggetto maledetto e pronta a dar loro la caccia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">A interpretare i componenti del variegato gruppo di <em>“misfit teens”</em> troviamo <strong>Dafne Keen</strong> (<em>Logan</em>, <em>Deadpool &amp; Wolverine</em>) e <strong>Sophie Nélisse</strong>, (<em>Yellowjackets, Storia di una storia ladra di libri, 47 metri - Uncaged)</em> nei panni della tormentata e vulnerabile <strong>Ellie</strong>. Completano il gruppo i giovani attori <strong>Sky Yang</strong>, <strong>Jhaleil Swaby</strong>, <strong>Ali Skovbye </strong>e<strong> Percy Hynes White </strong>(apparso nella serie Netflix <em>Mercoledì</em>). A regalare ulteriore carisma alla pellicola troviamo <strong>Nick Frost </strong>(<em>Dragon Trainer</em>), volto iconico del cinema di genere.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Esplorando le dinamiche di insicurezza, appartenenza, conformità sociale e marginalità che caratterizzano la loro quotidianità dei giovani, <strong>Hardy</strong> fa ricorso a tutta la sua esperienza per ricostruire nel film svariate scene di morte memorabili che lasciano ben poco all’immaginazione, ma oltre ad allestire uno
spettacolo visivo brutale, utilizza la minaccia soprannaturale come lente di ingrandimento delle fragilità dei protagonisti. Il terrore della morte diventa infatti metafora della paura adolescenziale del rifiuto, dell’umiliazione,
del sentirsi invisibili e dell’incertezza sul futuro. La lotta per la sopravvivenza si trasforma così, per i giovani protagonisti, in un percorso di maturazione e in una prova emotiva e sociale in cui emergono
gelosie, conflitti, amicizie fragili e alleanze improbabili e che costringe i ragazzi a confrontarsi con il prossimo e soprattutto con il proprio destino.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong><em></em></strong><em>Whistle - Il richiamo della morte</em> fonde l’adrenalinica corsa contro la morte di <em>Final Destination</em> con il ritratto generazionale e le paure adolescenziali di <em>Talk To Me</em>, dando vita a un concept originale e disturbante dove un incubo soprannaturale che affonda le radici nell’antichità parla in realtà direttamente alle paure più intime del nostro presente.
Dai produttori degli acclamati <em>La casa - Il risveglio del male</em> e <em>Longlegs</em>, <em>Whistle - Il richiamo della morte</em> dà una forma tutta nuova alla paura, mettendo i giovani protagonisti di fronte all’inesorabile scorrere del tempo e ponendo un interrogativo universale e profondamente attuale: cosa faresti
se sapessi che la vita che immaginavi tanto lunga sta invece per finire?</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong><em></em></strong><em>Whistle - Il richiamo della morte</em> è nei cinema dal 19 febbraio<strong> </strong>con<strong> </strong>Midnight Factory, etichetta di Plaion Pictures.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">SINOSSI: Un gruppo di liceali scopre un antico oggetto azteco, un fischietto della morte, usato per accompagnare nell’aldilà le anime delle vittime sacrificate. I ragazzi
commettono l’errore di suonarlo, inconsapevoli che ascoltare il suo suono raccapricciante significa evocare la Morte stessa, pronta a dar loro la caccia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?whistle-il-richiamo-della-morte" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkf6c38b0082a59da8a4a239c33a608225 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/whistle-richiamo-morte_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 381,'height': 544,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf6c38b0082a59da8a4a239c33a608225, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/whistle-richiamo-morte_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=pMOxOdW5egI">https://www.youtube.com/watch?v=pMOxOdW5egI</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 05:03:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Planet Ghost 2 è online]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=News"><![CDATA[News]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000203"><h1 class="imHeading1">Viaggio nel cuore dell'Oscurità</h1><h2 class="imHeading2">Il manifesto per chi non ha paura di guardare nell'abisso</h2><div>






<div>Il velo si squarcia di nuovo. È disponibile il secondo numero di <em>Planet Ghost</em>, la rivista web che esplora i territori del cinema di genere, della letteratura weird e dell’orrore più profondo. Un’uscita maestosa che scava negli
abissi della settima arte e della parola scritta.</div>
<div>Leggi ora il nuovo numero: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-2-sommario.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-2-sommario.html', null, false)">VISIONA &gt;&gt;</a></div><div><br></div>
<div>Tra i principali contenuti troverete:</div><div><br></div>
<div><strong>Grandi Maestri e Visioni Disturbanti</strong></div>
<div>Il piatto forte di questo numero è un’immersione totale nel cinema che ha fatto la storia (e seminato incubi):</div>
<ul>
<li><strong></strong><em>Tributo a David Lynch:</em> Un saggio completo per decodificare l’onirico e l’inquietudine del Maestro.</li>
<li><strong></strong><em>L'eredità di Romero:</em> Un’analisi definitiva sulla filmografia degli zombi che hanno cambiato per sempre il volto del cinema horror.</li>
<li><strong></strong><em>Speciale The Road:</em> Libro e film a confronto. Come <strong>Cormac McCarthy</strong> e <strong>John Hillcoat</strong> hanno messo in scena la fine del mondo.</li>
<li><strong></strong><em>I Cannibali di Deodato:</em> Un viaggio crudo nella celebre e controversa trilogia del regista di <em>Cannibal Holocaust</em>.</li>
<li><strong></strong><em>Polański vs De Palma:</em> Due titani della regia messi a confronto in un’analisi speculare.</li>
<li><strong></strong><em>Il Cinema di Elo Pannacciò:</em> Una guida completa alla riscoperta di un autore unico e fuori dagli schemi.</li></ul><br>
<div><strong>Letteratura: Dal Weird alle Firme d’Autore</strong></div>
<div>Per chi ama perdersi tra le pagine dell’insolito, <em>Planet Ghost 2</em> offre contenuti d'eccezione:</div>
<ul>
<li><strong></strong><em>Il Weird a 360°:</em> Un'analisi enciclopedica che parte dai padri fondatori (<strong>Lovecraft, Blackwood, Dunsany, Machen</strong>) per arrivare ai nuovi visionari come <strong>China Miéville, Jeff VanderMeer e Thomas Ligotti</strong>.</li>
<li><strong></strong><em>Narrativa:</em> Il numero è impreziosito dai racconti di tre brillanti autori della narrativa di
genere italiana: <strong>Alda Teodorani</strong>, <strong>Gordiano Lupi</strong> e <strong>Donato Altomare</strong>.</li></ul><br>
<div>Leggi ora il nuovo numero: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-2-sommario.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-2-sommario.html', null, false)">VISIONA &gt;&gt;</a></div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>PLANET GHOST 1</b></span></div>
<div>Hai perso il primo numero di <em>Planet Ghost</em>? Niente paura, ecco qui un promemoria sui principali contenuti:</div>
<div><br></div>
<div><strong>Speciale Cinema di Fantascienza</strong></div>
<div>Un monumentale saggio sul cinema sci-fi diviso in: </div>
<ul>
<li>L'evoluzione del cinema Sci-Fi</li>
<li>Cyberpunk e Viaggi nel Tempo</li>
<li>Invasioni Aliene</li>
<li>Il cinema dei Robot</li>
<li>Fantascienza Catastrofica</li>
<li>Fantascienza Erotica</li>
<li>Fantascienza Psicologica</li>
<li>La Space Opera</li>
<li>Top 10 dei film di fantascienza</li></ul><br>
<div><strong>Incontro con Barker</strong></div>
<div>Una speciale intervista a <strong>Clive Barker</strong> apparsa in forma ridotta su <em>Rue Morgue</em> a cura di <strong>Majo Pavlovic</strong>.</div><div><br></div>
<div><strong>L’evoluzione del cinema horror</strong></div>
<div>Articolo sul cinema del terrore: uno specchio in continua evoluzione delle paure più profonde e attuali della società.</div><div><br></div>
<div><strong>L'impronta Gotica nel Cosmo di Bava</strong></div>
<div>Un’analisi approfondita sul cult <em>Terrore nello spazio</em> di <strong>Mario Bava</strong>.</div><div><br></div>
<div><strong>Lady Dark nel cinema del terrore</strong></div>
<div>Articolo speciale dedicato alle icone femminili nel cinema del terrore.</div><div><br></div>
<div><strong>Tributo a Joe D'Amato</strong></div>
<div>Il regno oscuro e prolifico di <strong>Aristide Massaccesi</strong>: un'analisi del regista che ha sfidato ogni genere</div><div><br></div>
<div><strong>Speciale Ramsey Campbell</strong></div>
<div>Articolo sul Maestro dell'inquietudine, uno dei più importanti e prolifici autori di letteratura horror contemporanea.</div><div><br></div>
<div><strong>Poe: L'architetto dell'abisso psicologico</strong></div>
<div>Articolo completo su <strong>Edgar Allan Poe</strong>, poeta, narratore, critico e teorico dell'estetica.</div><div><br></div>
<div>E con racconti di: <strong>Nicola Lombardi</strong>, <strong>Sergio Bissoli</strong> e <strong>Biancamaria Massaro</strong>.</div><div><br></div>
<div>Leggi ora il numero uno di Planet Ghost: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-1-sommario.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-1-sommario.html', null, false)">VISIONA &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink6267a1abcd5332672b8d0b7e63a3f9a8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pg2-covernews_ver.jpg','alt': 'La copertina di Planet Ghost 2.','title': 'La copertina di Planet Ghost 2.','width': 512,'height': 512,'description': 'La copertina di Planet Ghost 2.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6267a1abcd5332672b8d0b7e63a3f9a8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pg2-covernews_ver.jpg" alt="La copertina di Planet Ghost 2." title="La copertina di Planet Ghost 2." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink084f0a24bb5ba6e584b4a120b47bf9b2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pg1-cop-news_bar.jpg','alt': 'La copertina di Planet Ghost 1.','title': 'La copertina di Planet Ghost 1.','width': 500,'height': 306,'description': 'La copertina di Planet Ghost 1.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink084f0a24bb5ba6e584b4a120b47bf9b2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pg1-cop-news_bar.jpg" alt="La copertina di Planet Ghost 1." title="La copertina di Planet Ghost 1." width="200" height="123" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 04:51:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'ultimo giro in città]]></title>
			<author><![CDATA[Roberto Frini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000202"><h1 class="imHeading1">Rimase per qualche istante senza parole</h1><h2 class="imHeading2">Si voltò dall’altra parte, senza guardare nulla di preciso</h2><div>






<div>Joe lavorava da poco più di sei mesi per una società di recupero crediti e in breve tempo era diventato il migliore. Convinceva gli insolventi a saldare il debito
con tatto, decisione, cordialità e sottolineando quanto fosse necessario evitare guai più seri: il tribunale giudiziario, eccetera. Poiché non si vantava mai dei suoi successi, era ammirato dai colleghi.
Uno in particolare non si stancava di elogiarlo. Dashiell, il veterano del gruppo, lo additava agli altri come un esempio da seguire. Lo fece anche quel venerdì pomeriggio, quando dopo essere passato in ufficio per
il rendiconto settimanale, incontrò Dashiell e altri colleghi fuori dal bar dove erano soliti ritrovarsi per fare quattro chiacchiere. “Ecco, guardate il nostro Joe. Mai una parola fuori posto, e mai che sia tornato
da un insolvente senza l’assegno in mano.”</div>
<div>Aldo, il meno sollecito a sottolineare le qualità di Joe, fece notare che forse si trattava anche di fortuna. Joe annuì con un mezzo sorriso. Non si sarebbe mai sognato
di smentirlo, ci pensò Hammett a farlo. L’altro insistette: “Vorrei vedere Joe alle prese con l’insolvente da cui sono passato ieri. È la terza volta e non c’è verso di convincerlo”.
In breve Aldo sostenne che nemmeno Joe sarebbe riuscito a convincere mister Brown. Joe prese la pratica. “Va bene, proverò a fare un giro in città.” Tra loro scherzando avevano preso l’abitudine
di definire in questo modo la visita a un insolvente.</div>
<div>Non chiese con che tipo d’uomo avrebbe avuto a che fare. In quei mesi ne aveva trovati di ogni genere, compresi quelli prepotenti se non minacciosi. Hammett esagerava quando
sosteneva che fosse sempre riuscito a risolvere la pratica. Ma nel complesso non poteva lamentarsi.</div><div><br></div>
<div>Tornò a casa scoprendo che Sara non c’era. Negli ultimi tempi finiva sempre tardi, continuava a fare gli straordinari per guadagnare di più. Tutto perché
un giorno Joe era uscito con una frase infelice dopo che Sara aveva detto che forse era arrivato il momento di mettere al mondo un bambino.</div>
<div>“Non credo che ci si possa permettere un figlio,” era stata la sua risposta.</div>
<div>Sara aveva creduto che la ritenesse responsabile della loro precaria situazione economica e lui non era più riuscito a convincerla del contrario. Finiva sempre così.
Sul lavoro aveva dimostrato d’essere capace di persuadere le persone, ma quando entrava in gioco il coinvolgimento emotivo Joe falliva miseramente. Quella sera a cena ad esempio cercò un altro modo per far capire
a Sara che addossava a se stesso ogni colpa, se di colpa si poteva parlare.</div>
<div>“Andrò da un insolvente che non vuol sentir ragione. Secondo il collega che mi ha passato la pratica, è un osso duro.” &nbsp;</div>
<div>Sara annuì. “Domani è sabato.”</div>
<div>“Uno straordinario ogni tanto tocca anche a me. Tu ne fai già abbastanza.”</div>
<div>Sara si voltò dall’altra parte, senza guardare nulla di preciso. “Il sabato e la domenica sono gli unici giorni in cui possiamo stare insieme,” disse.</div>
<div>“Non ci metterò molto. Andrò via presto e tornerò presto.”</div><div><br></div>
<div>Il giorno seguente infatti Joe si alzò di buon’ora, prese la pratica e controllò l’indirizzo. Non era lontano.</div>
<div>In venti minuti di automobile raggiunse la palazzina signorile nei pressi dello stadio. Suonò il citofono e si presentò.</div>
<div>“Salga. Secondo piano.”</div>
<div>“Sono contento che non sia venuto il suo collega,” lo accolse Brown introducendolo nell’appartamento. Gli offrì un caffé e spiegò che
fino a quel momento si era rifiutato di pagare soprattutto per l’atteggiamento di Aldo. “Si è comportato in modo sgradevole. Insistente e sgradevole. Tipico di chi è soddisfatto di se stesso, del
mondo che lo circonda e di come vanno le cose.”</div>
<div>Joe rimase perplesso dinanzi alle parole di Brown. Ma quando l’uomo aggiunse che aveva sempre saldato i debiti del figlio e che uno dei motivi per cui finora non aveva ancora
pagato era stato proprio il modo di fare di Aldo, Joe capì che Brown aveva finalmente intenzione di firmare i documenti e procedere al saldo. Quando stava per andarsene, Joe non poté fare a meno di ripensare
a una frase che gli era rimasta particolarmente impressa. Brown aveva detto che il suo collega era uno dei motivi. Quindi ce ne era stato un altro? Brown lo fissò per qualche istante, accigliato, come se lo stesse
studiando. Infine la sua espressione si rilassò.</div>
<div>“Il fatto che mi abbia posto questa domanda dimostra che forse potrei …”</div>
<div>Improvvisamente si voltò, guardandosi intorno, e stette in silenzio: sembrava in ascolto. Poi riprese a parlare, ma era come se parlasse a se stesso. “No, non è
il momento. Mi scusi, ma devo salutarla”.</div><div><br></div>
<div>Il lunedì, quando si incontrarono in ufficio, Aldo non fece una piega nel sentire che Joe era riuscito laddove lui aveva fallito. Si limitò a dire che Brown si era
sempre trincerato dietro la morte della moglie, dietro al fatto che il figlio non si era fatto vedere nemmeno al funerale e che quindi non voleva aver più niente a che fare con tutto ciò che lo riguardava.</div>
<div>Joe si strinse nella spalle. “Non mi ha parlato della moglie.”</div>
<div>“Non faceva che ripeterlo. Secondo me era una scusa. Si era messo in testa di non pagare e basta.”</div>
<div>Joe non diede peso alle parole del collega. Tuttavia col trascorrere delle ore una domanda cominciò a farsi largo nei suoi pensieri: perché Brown non gli aveva parlato
della moglie? Mentre la domanda si faceva sempre più pressante, non poté fare a meno di chiedersi per quale motivo ne fosse così ossessionato.</div>
<div>Lo era al punto che un giorno deviò dal percorso che lo stava conducendo da un insolvente, per raggiungere l’abitazione di Brown e appostarsi a una decina di metri
di distanza. Tornò altre volte e l’ultima decise di suonare il citofono, con la scusa che i documenti erano andati smarriti. Non rispose nessuno e quando salì e suonò il campanello, un signore con
il cane che stava rientrando in quel momento e che abitava nell’appartamento accanto gli spiegò che Brown era partito una settimana prima senza dire nulla.</div>
<div>“Di solito mi avvertiva.” Poi chiese a Joe chi fosse e lui lì per lì si inventò che era un amico del figlio, mandato a chiedere notizie del padre.</div>
<div>“Non ha il coraggio di venire personalmente,” commentò il vicino scuotendo la testa. “Quel ragazzo è … Bah, in fin dei conti non mi riguarda.”<br>“Davvero
non le ha detto dove andava?”<br>L’uomo non parve sorprendersi per quella domanda. Doveva conoscere abbastanza bene il figlio di Brown e il suo modo di comportarsi. Ma forse pensò che, dopotutto, era pur
sempre il figlio. Rispose che non lo sapeva ma che qualche mese prima Brown gli aveva detto di aver comprato una casa in montagna per portarci la moglie, casa nella quale poi probabilmente non erano mai riusciti a soggiornare. &nbsp;</div>
<div>“Non sa in quale posto esattamente? Il mio amico è davvero triste e dispiaciuto,” aggiunse. “Vorrebbe riappacificarsi col padre una volta per tutte.”</div>
<div>“Non ricordo. Chiedo a mia moglie, che ha una memoria migliore della mia.” Tornò dopo qualche istante con il nome della località, ma lo rivelò a
Joe solo dopo essersi assicurato che le intenzioni del figlio di Brown erano buone, e che non voleva soltanto chiedere soldi come al solito.</div><div><br></div>
<div>Una volta a casa, Joe disse a Sara che meritavano una vacanza e che aveva pensato di trascorrere il fine settimana in montagna, in una località che gli aveva consigliato
un collega. Si trattava di un borgo situato a più di mille metri, con un solo albergo che in quel periodo dell’anno non era preso d’assalto dai turisti: riuscirono perciò senza fatica a trovare una
stanza. Il sabato mattina lo trascorsero passeggiando a lungo, vedendo molte case, e Joe si chiese quale potesse essere quella di Brown. Poi, mentre la moglie faceva acquisti nell’unica drogheria del paese, Joe si avvicinò
a un terzetto di anziani che stavano conversando vicino a una fontana, e chiese se potevano dargli un’informazione. Sapevano se qualcuno si era trasferito nei paraggi negli ultimi mesi?</div>
<div>I tre si guardarono, e parvero poco propensi a rispondere a una domanda così vaga. Joe dovette spiegare che lavorava per una società di recupero crediti e che stava
cercando un certo Brown, che sembrava avesse acquistato una casa da quelle parti. Mentre parlava teneva d’occhio la drogheria: non voleva essere sorpreso da Sara, e doverle spiegare la vera ragione che l’aveva
spinto a fare quella vacanza.</div>
<div>Finalmente uno dei tre si decise a dirgli che una casa in effetti era stata venduta, ma era fuori dal paese, più su, e lui non aveva mai visto chi era venuto ad abitarla.
Joe si fece spiegare come arrivarci.</div><div><br></div>
<div>La domenica mattina Sara si svegliò con un forte mal di testa. È l’altitudine, disse, mi fa sempre questo scherzo. Decise perciò di rimanere in camera
per un paio d’ore. Joe scese a chiedere se avevano un analgesico e glielo portò, poi uscì, prese l’automobile e andò in cerca della casa di Brown.</div>
<div>A un certo punto dovette lasciare l’automobile e proseguire a piedi. L’istinto lo guidò in uno sentiero tra gli alberi, stretto e umido. Giunse davanti a un’abitazione
alquanto isolata che un cancello e un giardino non molto curato separavano ulteriormente dal resto del mondo. Joe si fermò a guardare, cercando di scorgere un segno di vita ma l’unica finestra visibile aveva gli
scuri chiusi. A un certo punto sentì un rumore di foglie e una voce giungere alle sue spalle. “Chi è lei? Cosa vuole?”</div>
<div>Si voltò e vide Brown fermo a pochi passi da lui, appoggiato a un lungo bastone. Preso alla sprovvista, Joe rimase per qualche istante senza parole.</div>
<div>“Sono … Si ricorda. Sono venuto a casa sua per le rate del televisore.”</div>
<div>Brown prese gli occhiali. “Certo. Il signor …”<br>“Joe Gores.”</div>
<div>“Gores. Ricordo. Come mai si trova da queste parti?”</div>
<div>“Io e mia moglie ci siamo presi due giorni di vacanza.”</div>
<div>Brown annuì e aprì il cancello. “Vuole entrare?”</div>
<div>“Solo qualche minuto. Mia moglie mi aspetta. Oggi non si sente tanto bene.”</div>
<div>Brown preparò il caffè e mentre lo sorseggiava, quasi a bruciapelo, gli chiese: “Perché è venuto?”</div>
<div>Joe, imbarazzato, non sapeva cosa rispondere. D’altronde, quella domanda se l’era posta anche lui. Aggiungendovi il fatto che aveva trovato con molta facilità
l’abitazione, sembrava che i suoi passi fossero stati guidati.</div>
<div>Poi, quasi come se desse a se stesso una spiegazione, disse: “Quando il mio collega ha detto che lei gli aveva parlato più volte della morte di sua moglie, non
ho potuto fare a meno di chiedermi perché a me non ne aveva parlato. Le sembrerà assurdo, ma questa domanda ha cominciato ad assillarmi.”</div>
<div>“Quando è morta Leonora, ero distrutto. In quel periodo il suo collega venne a casa mia, come dicevo, mostrando ben poca sensibilità, e cercai solo di liberarmene.
Poi ho cominciato a sognare Leonora, e sentivo la sua voce che mi diceva presto ci rivedremo. Pensavo di essere sul punto di impazzire, infine ho capito che sarebbe tornata. Per questo a lei non ne ho parlato. Ormai avevo
capito che mia moglie non era morta.”<br>Joe rimase paralizzato nell’udire quelle parole. Fissò Brown senza notare alcun segno d’alterazione.</div>
<div>“Perché quell’espressione? Lei non sembra il genere di persona che crede solo a ciò che vede, e che ciò che vede sia il migliore dei mondi possibili.”</div>
<div>“Mi sta dicendo che sua moglie è morta e poi è risorta.”</div>
<div>Brown scrollò la testa. “Non esattamente. Risorta? Non è l’espressione giusta. In realtà è morta solo la sua parte terrestre.”</div>
<div>Dal cassetto di una scrivania prese due foto. “Le fece Leonora, circa un anno fa. Secondo lei cosa sono queste luci?”</div>
<div>Si guardarono per alcuni istanti. “Non saprei.”</div>
<div>“La stessa risposta la diedi a Leonora quando me le mostrò. Eppure, disse lei, dentro di te sai bene cosa sono.”</div>
<div>Joe distolse lo sguardo e si alzò. “Ora devo andare,” mormorò, senza riuscire a nascondere l’agitazione. &nbsp;</div>
<div>Brown sollevò la mano, e Joe restò in piedi, indeciso, ma non si mosse.</div>
<div>“Leonora mi spiegò che era entrata in contatto con una forma di vita proveniente da un pianeta molto distante dalla Terra. Naturalmente ero scettico, come lei in questo
momento. Mi raccontò dei sogni che faceva, sempre più ripetitivi: ogni volta che chiudeva gli occhi vedeva uomini e donne che si sollevavano da terra, come se saltassero ma al rallentatore, e ascendevano lentamente
verso il cielo.” Sospirò, poi riprese, sorridendo. “La sua morte non è stata una vera morte. Rapida, indolore. È ascesa davvero al cielo, ma non nel senso che intendiamo comunemente. La forma
aliena con cui comunicava le ha donato una nuova vita, priva di desideri inutili, di una volontà fuorviante e di affanni che nulla hanno a che vedere con l’essenza umana. E aveva ragione: in fondo ho sempre saputo
cosa fossero quelle luci.”</div>
<div>Joe si avvicinò alla porta, Brown lo seguì. “Leonora ha raggiunto l’esistenza a cui molte persone anelano e viene a trovarmi ogni giorno. Presto, molto
presto mi unirò a lei.”</div><div><br></div>
<div>Trascorse quasi un mese dalla visita a Brown, e in tutto quel tempo Joe non smise di pensare a ciò che gli aveva detto. L’affievolirsi del ricordo tuttavia lo stava
convincendo che si era trattato soltanto delle farneticazioni di una mente devastata dal dolore.</div>
<div>Un sabato però, lui e Sara stavano passeggiando per la città dopo aver fatto colazione. La moglie poco prima si era quasi commossa nel rispondere a un bambino che
la salutava dal passeggino, poi gli raccontò lo strano sogno che aveva fatto quella notte: vedeva delle persone staccarsi dal suolo e volare lentamente verso l’alto, dritte, come se una gigantesca mano invisibile
le afferrasse per la testa e le tirasse su, portandole via con sé.</div><div><br></div>
<div><strong>NOTE</strong></div>
<div>Prima pubblicazione per Club GHoST: 25 Aprile 2021.</div><div><br></div>
<div><strong>L'AUTORE</strong></div>
<div>Roberto Frini è scrittore e saggista. Per il Club GHoST ha pubblicato le raccolte "Schizzi di sangue", “Brividi” e il racconto lungo “Il mercenario”. Sue
recensioni e racconti sono apparsi su Lore, Subway, Anonima Gidierre, Il foglio letterario, Club GHoST, Movimento Neonoir, HorrorCult, Crislor 999 e Maltese Narrazioni. Per Gremese Editore ha pubblicato "Monica Bellucci",
"Neri Parenti" e "Sandra Mondaini e Raimondo Vianello". Per Club GHoST ha diretto la rivista "FantaZona" e scritto numerose recensioni.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink4b8ec62baec1cc3ef59c8bcbe76d6300 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ultimo-giro-citta_bar.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1200,'height': 675,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4b8ec62baec1cc3ef59c8bcbe76d6300, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ultimo-giro-citta_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 07:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Downhill]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000201"><h1 class="imHeading1">L'inferno comincia in discesa</h1><h2 class="imHeading2">L'adattamento a fumetti del film cult di Patricio Valladares</h2><div>






<div>La Redazione <em>GHoST</em> segnala l’uscita di <em>Downhill</em>, l’adattamento a fumetti del film cult di <strong>Patricio Valladares</strong> edito da Edizioni NPE con disegni di <strong>Lorenzo Scipioni</strong>. Un incubo tra <em>body horror</em> e sopravvivenza estrema nei boschi del Cile.</div><div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/3Z9m3bK" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div><div><br></div>
<div>Quella che doveva essere una scarica di adrenalina su due ruote si tramuta nel peggiore degli incubi. Arriva <em>Downhill</em>, il nuovo graphic novel targato Edizioni NPE tratto dal pluripremiato film di <strong>Patricio Valladares</strong>: un viaggio allucinato che trasforma una gara estrema in una vertiginosa discesa senza ritorno nell'oscurità.<br>Disegnato con un tratto crudo
e iperrealistico da <strong>Lorenzo Scipioni</strong>, il volume trascina il lettore nei boschi remoti del Cile, dove la natura cessa di essere uno scenario per diventare
una trappola mortale. Quella che inizia come un'avventura all’insegna della velocità, precipita presto in un’angoscia soffocante: dopo un incidente, i protagonisti scoprono che i sentieri nascondono
minacce ben peggiori delle rocce e dei dirupi. Nell'ombra di una vegetazione ostile si annida un male antico, pronto a colpire.</div><div><br></div>
<div><em>Downhill</em> è un’esperienza di lettura fisica e brutale, che scivola rapidamente dal thriller di sopravvivenza
al puro <em>body horror</em>, evocando atmosfere lovecraftiane in cui la carne si deforma e la realtà si sgretola.</div>
<div>L'edizione è arricchita da un apparato extra che ne approfondisce la genesi, come la prefazione di <strong>Andrea Cavaletto</strong>, noto sceneggiatore per la Bonelli che ha curato anche la supervisione di questo adattamento a fumetti; la postfazione dello stesso regista <strong>Patricio Valladares</strong> e una ricca galleria di immagini esclusive dal set.</div>
<div>Un graphic novel che inchioda alla pagina, dove ogni respiro può essere l'ultimo e la disperazione corre più veloce delle ruote.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: Downhill</div>
<div>Autore: Patricio Valladares, Lorenzo Scipioni</div>
<div>Prefazione: Andrea Cavaletto</div>
<div>Postfazione: Patricio Valladares</div>
<div>Editore: Edizioni NPE</div>
<div>Collana: Horror n.28</div>
<div>Anno: 23 gennaio 2026</div>
<div>Genere: Graphic Novel Horror</div>
<div>Pagine: 87</div>
<div>Prezzo: Ebook 5,99 € - Cartaceo 17,90 €</div>
<div>Dimensioni: 21.6 x 1.3 x 30.5 cm</div>
<div>ISBN: 978-8836272921</div><div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/3Z9m3bK" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink2d56a9e38b9a291b76404b1d79198820 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Downhill-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 448,'height': 628,'description': 'La copertina del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2d56a9e38b9a291b76404b1d79198820, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Downhill-cover_ver.jpg" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlinke926f96486c10ed4544393cd17f382ea = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Downhill_3.jpg','alt': 'Una tavola del fumetto.','title': 'Una tavola del fumetto.','width': 457,'height': 630,'description': 'Una tavola del fumetto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Downhill_2.jpg','alt': 'Una tavola del fumetto.','title': 'Una tavola del fumetto.','width': 495,'height': 700,'description': 'Una tavola del fumetto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Downhill_1.jpg','alt': 'Una tavola del fumetto.','title': 'Una tavola del fumetto.','width': 620,'height': 876,'description': 'Una tavola del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke926f96486c10ed4544393cd17f382ea, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Downhill_3.jpg" alt="Alcune tavole." title="Alcune tavole." width="150" height="207" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 05:24:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'Angelo del mattino]]></title>
			<author><![CDATA[Carlo Baroni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001FC"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">L'essere ibrido</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una creatura alata in grado di volare nelle ore notturne</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Si narra che Gesù Cristo, non riuscendo a scorgere sino all’orizzonte i primi raggi dell’aurora, abbia così plasmato nella creta una creatura alata in grado
di volare nelle ore notturne, il pipistrello, inviandolo così traverso le tenebre sino all’aurora. All’essere ibrido il Redentore non diede il dono della vista, ma unicamente quello di trattenere nei propri
occhi l’immagine, così da poter riportare da dove era partito il riflesso delle luci mattutine.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In origine, dunque, il pipistrello non sembra gravato da quei connotati di negatività nei quali, ben presto, la cultura di molti popoli l’avrebbe immerso. Tuttavia, risale
al medioevo l’identificazione fra il mammifero volante e Lucifero. Dalla leggenda sopra narrata si usò chiamare Satana come “l’Angelo del mattino”. Gatti neri, topi, insetti e serpenti finirono
così nelle sezioni dei bestiari dedicati agli animali inferi. Su di loro il maligno ha potere assoluto. Li può muovere a piacimento, può assumere le loro sembianze. Sono gli alleati del nemico di Dio.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Analizzando la tradizione della letteratura vampirica si noterà che le creature ematofaghe avevano poco o nulla a che fare con i pipistrelli. Le <em>Lamie</em> e le <em>Empuse</em> greche, ovvero quelle entità che potremmo definire proto-vampiriche erano solo in parte carnali,
confinavano con il mondo degli spettri. Dovettero passare centinaia di anni perché <strong>Bram Stoker</strong> conferisse al suo <em>Dracula</em> la facoltà di mutarsi in qualcosa di simile a quello che spregiativamente si è soliti chiamare “topo volante”.</span></div>
<div><span class="cf1">E’ un grave errore credere che i chirotteri, quelli che comunemente volano a pochi metri dal suolo anche nel nostro paese, abbiano qualcosa a che fare con i roditori. Gli etologi
spiegano che, invece, sembrano essere assai più vicini alla famiglia delle scimmie. E nella catena evolutiva, infatti, i pipistrelli sono secondi soltanto ai primati, e ciò significa che per lunghe ere le due
famiglie di mammiferi si contesero il primato nel progresso verso la forma più avanzata di essere senziente. Sotto un profilo anatomico, il pipistrello ha una struttura scheletrica ben distante da quella di un roditore:
le braccia e gli avambracci superiori sono quasi atrofizzati, per meglio dire interni al corpo, mentre le dita delle zampe sono smisuratamente sviluppate e membranose. Dunque, volano con quelle che tetramente potremmo considerare
mani. Le zampe posteriori sono decisamente antropoidi. La ben nota forma orripilante del muso, che tanto ci muove a disgusto, potrebbe dipendere dal fatto che gli occhi sono frontali, la testa è ben definita e, con
raccapriccio, non del tutto distante da quella di una scimmia. Primati e Chirotteri, dunque, nemici per lunghe stagioni biologiche. Per qualche motivo a noi non è dato di conoscere, vinsero i Primati, i quali tuttavia
sembrano non aver mai dimenticato completamente i loro avversari biologici, nei confronti dei quali provano ancora una evidente paura.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Una delle ultime puntate del telefilm <em>X-Files</em> proponeva una teoria a dir poco inquietante. Se è vero che i pipistrelli avrebbero potuto, al caso piacendo, evolversi ipoteticamente quanto noi, in alcune zone inesplorate della terra ciò potrebbe
effettivamente essere accaduto.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkcaa08129a8a3cecee26baabf3874d7fa = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/angelo-mattino-pipistrello_bar.jpg','alt': 'L\\\'Angelo del mattino.','title': 'L\\\'Angelo del mattino.','width': 840,'height': 441,'description': 'L\'Angelo del mattino.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcaa08129a8a3cecee26baabf3874d7fa, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/angelo-mattino-pipistrello_bar.jpg" alt="L&#39;Angelo del mattino." title="L&#39;Angelo del mattino." width="200" height="105" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 05:01:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Caesium per ottimizzare immagini]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001FB"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Software gratuito</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Progettato per aiutare diverse tipologie di utenti</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong><em></em></strong></span><span class="cf1"><em>Un programma freeware che si è guadagnato una solida reputazione nel campo dell'ottimizzazione digitale.</em></span></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Nel panorama digitale odierno, dove la velocità di caricamento di un sito web e lo spazio di archiviazione sono fondamentali, strumenti come </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Caesium</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> diventano alleati indispensabili. Che tu sia un fotografo professionista, un blogger o un utente che desidera semplicemente fare ordine nel proprio archivio fotografico, questo
software offre una soluzione potente ed efficiente.</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Caesium</em></span><span class="cf1"> è uno dei software di ottimizzazione delle immagini più popolari e apprezzati, progettato per aiutare
diverse tipologie di utenti - dai webmaster alle aziende - a memorizzare e condividere contenuti visivi in modo intelligente. Il suo obiettivo principale è ridurre il "peso" dei file, permettendo un risparmio
di spazio significativo sul computer ed eliminando i comuni problemi di archiviazione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il vero punto di forza di </span><span class="cf1"><em>Caesium</em></span><span class="cf1"> risiede nella sua incredibile capacità di compressione. Il software è in grado
di snellire il peso delle immagini fino al 90% rispetto alla dimensione originale. Tuttavia, Nonostante la riduzione drastica del peso, il software garantisce l'assenza di perdite di qualità percepibili.</span></div>
<div><span class="cf1">L'applicativo poi si distingue per essere estremamente leggero e veloce nell'elaborazione dei dati. Utilizzandolo, è possibile liberare spazio prezioso sui propri supporti
di memoria senza dover sacrificare la propria libreria fotografica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante le sue funzioni avanzate, </span><span class="cf1"><em>Caesium</em></span><span class="cf1"> mantiene un approccio "user-friendly". L'interfaccia utente, infatti, è descritta come estremamente intuitiva, rendendo accessibili tutte le funzioni anche ai meno esperti.</span></div>
<div><span class="cf1">Il processo di compressione si articola in pochi e semplici passaggi:</span></div>
<ol>
<li><span class="cf1"><em>Selezione:</em></span><span class="cf1"> Si sceglie la singola foto o l'intera cartella da elaborare</span></li>
<li><span class="cf1"><em>Configurazione:</em></span><span class="cf1"> Si impostano la qualità desiderata e il formato di output</span></li>
<li><span class="cf1"><em>Esecuzione:</em></span><span class="cf1"> Si avvia l'operazione, ottenendo risultati immediati</span> </li></ol><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb2976e9866f111707b717d5b883a5c38 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Caesium-interfaccia_ver.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Caesium.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Caesium.','width': 838,'height': 540,'description': 'L\'interfaccia grafica di Caesium.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb2976e9866f111707b717d5b883a5c38, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Caesium-interfaccia_ver.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Caesium." title="L&#39;interfaccia grafica di Caesium." width="200" height="129" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>L'interfaccia grafica di Caesium.</b></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Caesium</em></span><span class="cf1"> non è solo un software desktop tradizionale, ma si adatta a diversi stili di lavoro:</span></div>
<div><ol><li><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>CaesiumCLT (Command Line Tool):</i></span></span><span class="cf1"> Per gli utenti più esperti o con esigenze di automazione (definiti scherzosamente "nerd"), è disponibile la versione a riga di comando. Questo strumento rappresenta
il "cuore pulsante" della tecnologia di </span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Caesium</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> e permette di gestire compressioni avanzate in modo rapidissimo tramite terminale.</span></span></li><li><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Online Compressor:</i></span></span><span class="cf1"> Se non si desidera installare software dedicato o si ha la necessità di ottimizzare solo pochi file saltuariamente, è possibile utilizzare la versione online direttamente
dal browser all'indirizzo </span><span class="cf1"><a href="https://caesium.app/" class="imCssLink">https://caesium.app/</a></span><span class="cf1">.</span></li></ol></div>


<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Caesium</em></span><span class="cf1"> si conferma uno strumento d'eccellenza: riduce le dimensioni, è semplice da usare e mantiene alta la qualità
delle immagini. È la scelta ideale per chiunque cerchi un equilibrio perfetto tra prestazioni tecniche e semplicità d'uso.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica </span><span class="cf1"><em>Caesium</em></span><span class="cf1"> dal sito ufficiale: </span><span class="cf1"><a href="https://saerasoft.com/caesium/" class="imCssLink">https://saerasoft.com/caesium/</a></span></div>
<div><span class="cf1">Oppure dalla sezione </span><span class="cf1"><em>OpenFree</em></span><span class="cf1"> del nostro Portale: </span><span class="cf1"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7a89b334b1485b41c99887f42a1b4d27 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Caesium-logo_bar.jpg','alt': 'Il logo di Caesium.','title': 'Il logo di Caesium.','width': 700,'height': 367,'description': 'Il logo di Caesium.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7a89b334b1485b41c99887f42a1b4d27, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Caesium-logo_bar.jpg" alt="Il logo di Caesium." title="Il logo di Caesium." width="200" height="105" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 07:01:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[OME di Omnia Malis Est]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001FA"><h1 class="imHeading1">Un disco ambizioso</h1><h2 class="imHeading2">Che travalica il classico concetto di album</h2><div>






<div><strong>OMNIA MALIS EST "OME"<br>Full-length, Broken Bones (2025)<br></strong><br></div><div>Terzo album per questa one man band lucana, che negli anni ha saputo cambiare pelle, pur non snaturandosi. <em>OME</em> è un disco ambizioso, qualcosa che travalica il classico concetto di album con tot brani, tot minuti ecc. Qui abbiamo un'unica traccia ambient/black metal, tutto è
stato suonato da <strong>Uruk-Hai</strong>, eccetto il cantato che infatti è assente.<br><br></div><div>La sensazione che potrebbe dare questo <em>OME</em> è quella di stare sulle montagne russe. Le parti ambient danno respiro anche se talvolta si presentano minacciose e inquiete, e poi ci sono le iniezioni di black metal,
dove ovviamente il grado di intensità complessiva sale, seppur rimanendo nei ranghi della melodia raffinata e mai banale.<br><br></div><div>Molto difficile affrontare un disco come questo, dove non ci sono intervalli, ma dove
idealmente potremmo dividere in almeno quattro o cinque tracce l'intero lavoro, suddivise tra quelle ambient e quelle black metal, o almeno noi l'abbiamo pensata così. Ma anche così facendo siamo al cospetto
di lunghe parti ambient e lunghe parti più canonicamente black. Il fatto che non ci sia la voce è un bene perchè permette di seguire l'andamento del disco da una prospettiva diversa. Ci si lascia trasportare
dalle note e basta, ma ci sono momenti davvero entusiasmanti in questo album, che fanno dimenticare quel pizzico di noia di alcuni momenti un po' troppo protratti, come minutaggio.</div><div><br><em>OME</em> è un disco registrato perfettamente e pensato ancora meglio: funziona nel suo non essere vicino a nessun altro artista in modo preciso e funziona perchè cerca di
dire qualcosa di non stereotipato in un mercato sovraffollato di produzioni discografiche. Questa sua unicità potrebbe essere un valore aggiunto per potersi distinguere dalla massa, anche perchè la prima cosa
che colpisce è la qualità della proposta, molto elevata.</div><div><br></div><div><br></div><div><b>Tracklist:</b><br><ol><li><span class="fs14lh1-5">OME</span></li></ol></div><div><br><b>Line-up:</b><br><ul><li><span class="fs14lh1-5">Uruk-Hai - Everything</span></li></ul></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink85656a74a7dbd89be8488dbceb6ca1e9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/OME-Omnia-Malis-Est_ver.jpg','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 627,'height': 627,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink85656a74a7dbd89be8488dbceb6ca1e9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/OME-Omnia-Malis-Est_ver.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=IaieheuY_JE">https://www.youtube.com/watch?v=IaieheuY_JE</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 06:55:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/files/OME-Omnia-Malis-Est_bar_thumb.jpg" length="132178" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?ome-di-omnia-malis-est</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Soldato Blu di Ralph Nelson]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001F9"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un western insolito</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Basato su una rappresentazione della storia ben distante dai luoghi comuni</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Soldato Blu (Usa 1970)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Ralph Nelson. Soggetto: dal romanzo storico Arrow in the Sun di T.V. Olsen. Sceneggiatura: John Gay. Fotografia: Robert B. Hauser. Montaggio: Alex
Beaton. Scenografia: Frank Arrigo, Carlos Grandjean. Costumi: Ted Parvin. Trucco: Del Armstrong. Musica: Roy Budd. Produttori: Harold Loeb, Gabriel Katzka. Produttore Esecutivo: Joseph E. Lewine. Casa di Produzione: AVCO-Embassy.
Genere: Western. Durata: 115’. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 1970. Titolo Originale: Soldier Blue. Interpreti: Candice Bergen (Kathy Maribel Lee), Peter Strauss (Honus Gent), Donald Pleasence (Isaac Q. Cumber), John Anderson (col. Iverson), Jorge Rivero (Lupo Pezzato), Dana Elcar (cap. Battles), James Hampton (soldato Menzies), Mort Mills (serg. O’Hearn), Bob Carraway (ten. McNair), Martin West (ten. Spingarn), Jorge Russek (Volpe
Che Corre), Aurora Clavell (indiana), Alf Elson (agente Long).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><em>Soldato Blu</em> rivisto a distanza di cinquantacinque anni fa ancora l’effetto dirompente che produsse alla sua uscita,
film perfetto da proporre per ricordare l’Olocausto, infatti racconta lo sterminio degli indiani, deliberato e consapevole, da parte dell’esercito statunitense. Sceneggiato da <strong>John Gay</strong> partendo dal romanzo storico <em>Arrow in the Sun</em> scritto da <strong>T.V. Olsen</strong>, finisce per narrare il massacro del fiume Sand Creek del 1864, che ritroviamo in epoca di poco successiva anche in una
famosa canzone di <strong>Fabrizio De André</strong>. <em>Soldato Blu</em> è uno dei primi film nei quali gli indiani non sono dei pupazzi da massacrare, oggetti senz’anima e senza personalità, qui sono degli esseri umani
che hanno figli, mogli, usanze, cultura e vorrebbero solo vivere in pace. Il punto di vista è dalla parte degli indiani, se ne fa carico <strong>Candice Bergen</strong> - bellissima e ben calata nella parte - nei panni di una donna che per due anni è stata la moglie di un capo indiano e che, nonostante tutto, si sente ancora
dalla parte dei Cheyennes. Il film comincia con il massacro di una carovana - protetta da un piccolo reggimento - che trasporta le paghe dei soldati insieme a Kathy Maribel Lee (Bergen), liberata dai pellerossa e destinata
al futuro sposo. Si salvano solo Kathy e il soldato Honus (<strong>Strauss</strong>), che la donna chiama ironicamente <em>Soldato Blu</em>, per fuggire insieme verso la destinazione di partenza, ma durante il viaggio si verifica l’incontro con un venditore di armi (<strong>Pleasence</strong>) e soprattutto il loro innamoramento. Finale terribile, che tutti ricordiamo e che resta impresso a ogni visione, con il drappello di soldati nordamericani che sconfigge
i Cheyennes e combatte (nonostante la resa) fino allo sterminio di donne e bambini del villaggio, con episodi sconvolgenti di stupri ed effetti speciali truculenti a base di teste mozzate. <em>Soldato Blu</em> è un western insolito, vietato ai minori per la violenza estrema, condito da un linguaggio crudo e basato su una rappresentazione della storia ben distante dai
luoghi comuni. Vero genocidio di un popolo, lo sterminio degli indiani, dipinti come selvaggi insensibili, creature senza cuore e prive di sentimenti. Drammatica la sequenza finale che vede Kathy piangere per la sorte dei
bambini e delle donne, infine ripudia la sua razza e decide di seguire gli indiani superstiti nel loro peregrinare. Honus comprende di non essere dalla parte giusta, rifiuta di eseguire l’ordine di uccidere un piccolo
indiano, per questo viene deportato in catene verso la corte marziale. Un film che fa bene rivedere, di tanto in tanto, per capire che non sono stati i nazisti gli autori del primo genocidio. Purtroppo, prima di loro, ci sono
stati altri cattivi maestri.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qN0MRh" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinka3b35570a5c6dfb813608a508073eb2f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Soldato-Blu-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 353,'height': 500,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka3b35570a5c6dfb813608a508073eb2f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Soldato-Blu-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="284" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkff6a9d8110393468d2cccd3d5656426e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Soldato-Blu-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1200,'height': 675,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkff6a9d8110393468d2cccd3d5656426e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Soldato-Blu-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=wkEs3dkqJHw">https://www.youtube.com/watch?v=wkEs3dkqJHw</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 14:27:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/files/Soldato-Blu-scena_bar_thumb.jpg" length="218509" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?soldato-blu-di-ralph-nelson</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/rss/0000001F9</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Hole di Joe Dante]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001F8"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Horror per adolescenti</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un buon lavoro, ricco di effetti speciali, girato in 3D</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">The Hole (Usa 2009)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Joe Dante. Soggetto e Sceneggiatura: Mark L. Smith. Fotografia: Theo van de Sande. Montaggio: Marshall Harvey. Effetti Speciali: 4 Ward Productions, Lumiere Visual Effects. Musiche: Javier Navarrete. Scenografia: Brentan Harron. Costumi:
Kate Main. Storyboard: Jerry Bingham, Robert Pratt. Art Director: Tyler Bishop Harron. Produttori: Michel Litvak, David lLncaster, Vicki Sotheran, Claudio Fah, Jonathan Oakes. Case di Produzione: Bold
Films, Bender Spink. Distribuzione (Italia): Medusa Film. Genere: Horror. Durata: 92’. Lingua Originale: Inglese. Interpreti: Chris Massoglia (Dane Thompson), Haley Bennett (Julie Campbell), Nathan Gamble (Lucas Thompson), Teri Polo (Susan Thompson), Bruce Dern (Carl Crepacuore), Quinn Lord (Annie Smith), John De Santis (padre versione mostro), Doug
Chapman (padre versione normale), Mark Pawson (Travis), Peter Shinkoda (poliziotto), Ali Cobrin (Tiffany), Merritt Patterson (la ragazza), Dick Miller (fattorino della pizza).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><strong>Joe Dante</strong> è il regista di <em>Piraña</em> (1978) e <em>Gremlins</em> (1984 - 1990) ma non ha fatto soltanto quei film e può a buon diritto essere inserito
tra i Maestri dell’Horror Statunitense, dopo un apprendistato nel cinema di serie B, una vita da cinefilo e grande appassionato di cartoni animati, come ha dimostrato in <em>Looney Tunes: Back In Action</em> (2003). <em>The Hole</em> (letteralmente <em>Il buco</em>) è uno dei suoi ultimi film, perché altre cose che aveva in cantiere si sono arenate per problemi di finanziamento,
di fatto dopo è uscito solo la commedia horror <em>Sotterrando la mia ex</em> (2014). &nbsp;<em>The Hole</em> è un buon film fantastico a tinte horror - con poco sangue e molta <em>suspense</em> - di taglio classico che (purtroppo) non ha avuto un buon esito al botteghino. Difficile capire i motivi, forse un’uscita nelle sale fuori tempo massimo, forse i pochi
effetti splatter e la troppa attenzione al politicamente corretto, forse un eccesso di citazioni dal passato, ergo di cose già viste. <em>The Hole</em> è horror per adolescenti, interpretato da tre giovani attori (nei panni di due fratelli e un’amica) che cercano di scoprire il mistero di una botola chiusa con
lucchetti nello scantinato di casa. La tensione si fa palpabile quando dalla botola escono inquietanti presenze, scopriamo che siamo in presenza di una sorta di passaggio tra la vita e la morte, una specie di porta degli inferi
che è stata messa in quel luogo dalla notte dei tempi. I tre protagonisti devono fare i conti con le loro paure che prendono corpo e li terrorizzano, da un clown terrificante a un padre malvagio, passando per un’amica
che torna dal passato. Finale aperto - che nessuno ha mai concluso - con la madre dei due fratelli a spiegare quale sia la sua paura ancestrale mentre la botola si apre minacciosa e i ragazzi risalgono le scale. Non è
stato mai girato un (sempre possibile) <em>The Hole 2</em>, soprattutto perché il film è piaciuto soltanto alla critica ma non ha entusiasmato il pubblico dei
<em>teenager</em>. Resta un buon lavoro, ricco di effetti speciali, girato in 3D (si apprezza anche in versione normale), con molte suggestioni fantastiche e un utilizzo della
<em>suspense</em> da maestro del genere. La sceneggiatura di <strong>Mark L. Smith</strong> non perde un colpo, alla fine tutto torna, lo spettatore si lascia avvolgere dalle sensazioni di terrore e cade nella rete tesa da un regista che maneggia la soggettiva
con abilità. La fotografia color pastello di <strong>Theo van de Sande</strong> ricorda i cartoni animati - vera passione di <strong>Joe Dante</strong> -, mentre il montaggio di <strong>Marshall Harvey</strong> è convulso e sincopato, confezionando una pellicola di 92’ che resta nei tempi giusti.
Cinema di genere che affronta il tema della violenza familiare, approfondisce le paure ancestrali, mette in primo piano il sentimento di amicizia e l’amore fraterno. Non solo horror, se si vuole, &nbsp;perché si racconta
la vita di provincia, paragonata a quella delle metropoli nordamericane, mostrando pure le passioni giovanili in voga nei primi anni Duemila, non ultima la playstation. In una breve sequenza la ragazza distesa sul letto sta
leggendo il primo canto de <em>La</em> <em>Divina Commedia</em> di Dante Alighieri, l’Inferno. A nostro parere oltre ad ammiccare al cognome del regista (Dante) conduce lo spettatore nella successiva e intensa piega infernale che sta per prendere la pellicola. Un film
da rivedere.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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			<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Sequestro lampo di Alberto Costantini]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001F7"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Racconto teso, veloce</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Con una voce rischiosa ma efficace e un finale che si pianta bene nel cranio</span></h2><div><div><em class="cf1">[…] È vero, sono un po’ impedito, me l’hanno sempre detto tutti fin da </em><em class="fs14lh1-5 cf1">quando ero piccolo, anche la mia mamma. Anche Walter, mio fratello – se lo ricorda, vero, Walter? sì, che stupido, è logico che se lo ricorda – beh, Walter, dicevo, ha letto una volta su un libro che, quando uno dei due fratelli nasce ritardato, l’altro si prende anche la sua parte di cervello… […]</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4thzJiL" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Sequestro Lampo</em> di <strong>Alberto Constantini</strong>, edito da Delos Digital<strong> </strong>per la collana Innsmouth, al numero 234 a cura di <strong>Luigi Pachì. </strong></span></div> <div><span class="cf1"><em>Il primo merito di questo racconto è che non perde tempo a farsi bello:</em> entra in scena con la voce di Ivan, già in caserma, già “colpevole” e già comicamente disperato; una confessione a cascata che sembra ingenua e invece è una trappola ben congegnata, perché ti costringe a restare dentro la sua testa anche quando vorresti scappare fuori a respirare. L’effetto è quello di un noir scassato a calci, con la carrozzeria da cronaca nera e il motore che, a un certo punto, comincia a girare su carburante impossibile.</span></div> <div><span class="cf1">La scelta del <strong>narratore inaffidabile</strong> funziona quasi sempre: Ivan è limitato, ma non è “muto” narrativamente; ragiona male, ricorda male, interpreta peggio, e proprio per questo produce tensione. Il lettore capisce prima di lui che Walter sta sforando, intuisce che la calma di Jenny è un’anomalia e sente montare quel disagio tipico del weird, quando la realtà non si rompe di colpo ma si “sposta” di pochi millimetri, come una porta che non chiude più e fa passare spifferi.</span></div> <div><span class="cf1">La prima metà è costruita con un’abilità quasi artigianale nel dosare il grottesco: la criminalità da quattro soldi, la logistica improvvisata, i dettagli terra-terra (la scala della mamma, il bar che chiude, la cascina della zia) danno solidità e odore di provincia. È importante, perché poi quando la storia vira, il lettore non pensa “fantascienza!”, pensa “cosa diavolo sto guardando?”</span></div> <div><span class="cf1">Un appunto sul piano del ritmo: la ripetizione ossessiva del “non capisco” è coerente col personaggio e crea una cantilena disturbante; tuttavia a tratti si appoggia troppo a quella nota unica e rischia di diventare un tic, non più interesse. Il lettore comprende presto che Ivan non capisce: dopo un po’ serve che la frase cambi pelle pur restando la stessa idea.</span></div> <div><span class="cf1">Racconto teso, veloce, con una voce rischiosa ma efficace e un finale che si pianta bene nel cranio. Sta bene nel weird perché non punta sull’ornamento, punta sull’attrito: provincia e inconcepibile, miseria e cosmologia, comicità e ferocia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div> <div><span class="cf1">Nato a Vicenza nel 1953, Alberto Costantini da sempre vive a </span><span class="fs14lh1-5 cf1">Montagnana (Padova). Dopo la maturità classica, ha conseguito la laurea in lettere antiche presso l'Università di Padova, con tesi in storia greca. È stato per anni docente di ruolo nei Licei.</span></div> <div><span class="cf1">La sua produzione si suddivide equamente fra la fantascienza, il romanzo storico e la ricerca. Tra le opere edite, i saggi storici "Il Risorgimento a Montagnana (1848-49)"; "Soldati dell’Imperatore I militari lombardo–veneti dell’Esercito Austriaco"; "I reggimenti austro-veneti 1814-1866"; "Lo Stato Veneto: agonia e morte di una Repubblica".</span></div> <div><span class="cf1">Con Arte Stampa ha pubblicato i romanzi storici e d’avventura "A ovest di Thule", "Gli eredi del tempo", "Lo stradiotto", "Sotto l’aquila bicipite", "Il Principe delle Locuste", "I Figli del Leone" e l’antologia "Aliunde". Nella collana Urania della Mondadori sono usciti i romanzi "Terre accanto" e "Stella cadente", entrambi vincitori del Premio Urania. Per le edizioni Gilgamesh ha pubblicato i romanzi di fantascienza "Le astronavi di Cesare", "L’undicesima persecuzione" e "La guerra dei multimondi". "L’Infiltrato", nonché i romanzi storici "A ovest di Thule" e "La donna del tribuno". Con la CS_libri, sono usciti i romanzi "L’eresia del Multiverso", e "L'inquisizione di Padre Bertolt, gesuita", e il racconto "La palude del tempo". Il racconto "Carta Kodak" è apparso su </span><span class="fs14lh1-5 cf1">Robot, n. 63, e "Giornataccia in ufficio" nell’antologia, DiverGender, Delos Digital.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Sequestro lampo</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Alberto Constantini</em></div> <div><em class="cf1">Curatore: Luigi Pachì</em></div> <div><em class="cf1">Collana: Innsmouth n. 234</em></div> <div><em class="cf1">Anno: 10 gennaio 2026</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 20</em></div> <div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8825435443</em></div> <div><em class="cf1">Costo: 0,99 € Ebook</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4thzJiL" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkd2458e05836b65abcf049c5acdd5ddb5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sequestro-lampo-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 597,'height': 837,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd2458e05836b65abcf049c5acdd5ddb5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sequestro-lampo-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink6bb0bb8284a1db47e5cc18038a982f57 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alberto-costantini_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 450,'height': 450,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6bb0bb8284a1db47e5cc18038a982f57, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alberto-costantini_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 06:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Horus]]></title>
			<author><![CDATA[Vincenzo Barone Lumaga]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001F6"><h1 class="imHeading1">Sbirciavo il mondo oltre la finestra</h1><h2 class="imHeading2">La stanza non offriva tanti appigli all’immaginazione</h2><div>






<div><span class="cf1">Dall'Autore della raccolta di racconti fantastici <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?ippocorno-e-altri-racconti-di-vincenzo-barone-lumaga" class="imCssLink">Ippocorno e altri racconti</a>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Ero nei guai. Tutti noi otto lo eravamo. Chiusi in quella stanza, ciascuno dinanzi a un foglio bianco da riempire. Una storia, dovevo trovare una storia… come se fosse facile!
Eppure, era fondamentale farlo. Se avessimo imparato a governare con strumenti razionali i meccanismi che presiedevano alla nostra sfera immaginifica, se fossimo riusciti a prendere consapevolezza di ciò che era frutto
della reale percezione della realtà, e cosa invece un elaborato frutto esclusivo della nostra mente, le terribili allucinazioni di cui soffrivamo avrebbero smesso di tormentarci. Era una terapia sperimentale, ma per
quasi tutti noi era davvero l’ultima speranza, laddove la scuola ufficiale e gli psicofarmaci avevano fallito. Proprio la settimana prima, mia moglie m’aveva trattenuto a stento mentre stavo per tuffarmi dal balcone
al quarto piano, convinto di scavalcare una staccionata che si frapponeva fra me e un verde pascolo. Mi tormentavo il cervello da dieci minuti ma nulla ne usciva. Sbirciavo il mondo oltre la finestra, prestando orecchio ai
rumori della strada. La stanza non offriva tanti appigli all’immaginazione. Bianche le pareti, noi seduti vicino ai tavoli sparsi, a cercare di buttare giù due righe. Unica nota caratteristica, alcuni papiri decorati,
di quelli che si trovano su qualsiasi bancarella degli africani. Horus, il dio dalla testa di falco, con la sua regale tiara bianca, stava in piedi tra due sconosciuti le cui sembianze ricordavano la maschera funeraria di
Tutankhamon. Sì, avrei potuto immaginare una storia ambientata in Egitto, qualcosa di esotico. Dalla strada giunse, inatteso tra i rumori del traffico di città, un aspro verso d’uccello. Tornai a fissare
il papiro incorniciato. Uno degli uomini porgeva doni a Horus, l’altro era rivolto verso una figura femminile. Iside, probabilmente. Quanto avrei voluto conoscere quella scrittura fatta di occhi, uccelli stilizzati e
altre forme strane, per poter capire la storia che il disegno illustrava.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Ma così non era, e per giunta la stanza si era fatta scura e a stento riuscivo a distinguere i segni. Eppure, eravamo in pieno giorno. Tuttavia, in quel momento mi accorsi
di essere solo. Spariti tutti gli altri, scomparsa la stanza con le pareti bianche. I geroglifici tracciati prima sul papiro incorniciato erano ora dipinti sulla parete di pietra. Scomparse anche le finestre, era in una larga
stanza che sembrava un sotterraneo, illuminata da poche fiaccole. Nulla si udiva, tranne, a intermittenza, il verso d’uccello di prima, senza che però potessi individuarne la provenienza. Non capivo cosa mi ricordasse
quel suono, poteva essere la voce di un falco? Cominciavo a esserne spaventato, non prometteva nulla di buono. Mentre lo cercavo con lo sguardo, in un angolo trovai un’apertura nel muro. Poco più che una larga
e profonda fessura nel muro, in cui la paura mi spinse a infilarmi, graffiandomi il corpo contro la pietra. Appena oltre, uno scuro cunicolo in cui mi inoltrai spedito. Quasi subito distinsi un chiarore. Da lontano mi giunse
quel verso minaccioso e seppi ch’era già sulle mie tracce. Così corsi, per quanto mi era possibile nell’oscurità, e man mano che il chiarore si avvicinava mi resi conto che il cunicolo sbucava
nella stanza in cui mi trovavo poco prima. Vedevo tutti gli altri ancora intenti a scribacchiare su quel maledetto foglio come se nessuno avesse notato la mia assenza. Il grido del falco si avvicinava, io però ero sollevato,
perché sapevo che rientrato nella stanza sarei stato al sicuro. Scattai avanti con frenesia verso la fine del cunicolo, ma invece di sbucare nella stanza bianca mi scontrai con un muro invisibile, impattando con fracasso
e dolore. Con la pelle gelata per il contatto con la parete invisibile, osservai incredulo gli altri. Ancora non sembravano scuotersi dal loro torpore, nonostante il frastuono che avevo provocato. Il quel momento capii che
ciò contro cui premevo era il vetro che proteggeva il papiro incorniciato, solo quel sottile strato di vetro che tuttavia io non riuscivo a sfondare. Horus, il maledetto, mi aveva catturato, lo sentivo avvicinarsi in
volo nel buio lanciando il suo richiamo famelico. Io aspettavo la morte premendo disperato contro il vetro e urlando. Ma gli altri restavano pensosi sui loro fogli senza accorgersi di nulla.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">NOTE</strong></div>
<div><span class="cf1">Prima pubblicazione per Club GHoST: 18 Giugno 2019.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Vincenzo Barone Lumaga è un avvocato e scrittore italiano, classe 1978, specializzato in racconti e romanzi di genere horror, weird e thriller sovrannaturale, che ha recentemente
intrapreso anche la carriera di stand-up comedian. È noto per le sue opere inquietanti e per la collaborazione con l'illustratrice Diana Daniela Gallese, che arricchisce i suoi testi, come nella sua raccolta <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?ippocorno-e-altri-racconti-di-vincenzo-barone-lumaga" class="imCssLink">Ippocorno
e altri racconti</a>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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			<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 07:13:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo La Foresta di mani e denti]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001F5"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Dark fantasy nella tradizione di Cassandra Clare e Melissa Marr</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un romanzo scritto in modo elegante ed efficace, con un finale inatteso e coinvolgente</span></h2><div>






<div><em class="cf1">“A un tratto penso solo a tutte le cose che non conosco di lui. A tutte le cose che non ho mai avuto il tempo di imparare di lui. Non so se i suoi piedi soffrano il solletico,
non so quanto siano lunghe le sue dita. Non so che incubi facesse da bambino. Non so quali siano le sue stelle preferite, che sagome scorga fra le nuvole. Non so quali siano le sue paure più grandi o i suoi ricordi
più importanti. E ora non ho tempo, non l’avrò mai più.”</em></div><div><em class="cf1"><br></em></div>
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<div><span class="cf1">Nel mondo di Mary esistono verità semplici: la Congregazione delle Sorelle sa sempre cosa è meglio, il compito dei Guardiani è quello di proteggere e servire, gli
Sconsacrati non si arrenderanno mai.</span></div>
<div><span class="cf1">Non solo, ma bisogna sempre prestare attenzione alla recinzione che circonda il villaggio e lo protegge dalla Foresta di mani e denti.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando, lentamente, Mary scopre cose che non avrebbe mai voluto sapere sulla Congregazione delle Sorelle e i suoi segreti, sui Guardiani e il loro potere, sugli Sconsacrati e la loro
crudeltà, le certezze di sempre iniziano a vacillare. E dal momento in cui la recinzione viene violata e il suo mondo si ritrova nel caos, Mary si vede costretta a scegliere tra il villaggio e il proprio futuro, tra
colui che lei ama e colui che ama lei. Dovrà così affrontare la verità sulla Foresta di mani e denti: esiste forse vita al di là di un mondo circondato da tanta morte?</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un romanzo dark fantasy nella tradizione di Cassandra Clare e Melissa Marr, scritto in modo elegante ed efficace, con un finale inatteso e coinvolgente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div>“<em>The Forest of Hands and Teeth - La Foresta di mani e denti</em> passa senza sforzo dall’horror alla bellezza. I lettori non dimenticheranno il mondo di Mary.” Cassandra Clare, autrice della serie <em>Shadowhunters</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div>“<em>Aprire The Forest of Hands and Teeth - La Foresta di mani e denti</em> è come rompere il vaso di Pandora: una sensazione confusa di oscurità unita a speranza. È un romanzo ben costruito, intenso, che si legge tutto d’un fiato. L’ho davvero apprezzato.”
Melissa Marr, autrice di <em>Ink Exchange - Sortilegi sulla pelle</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: The Forest of Hands and Teeth</span></div>
<div><span class="cf1">(La Foresta di mani e denti)</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Carrie Ryan</span></div>
<div><span class="cf1">Traduttore: Cristina Genovese</span></div>
<div><span class="cf1">Artwork: Franca Vitali</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Fanucci Editore</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: Young adult</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 30 gennaio 2026</span></div>
<div><span class="cf1">Genere: Dark Fantasy</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 300</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: Ebook 9,90 € - Cartaceo 16,90 €</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensioni: 15.1 x 3 x 21.8 cm</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 978-8834747216</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3LZ60tX" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
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			<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Until Dawn di David F. Sandberg]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001F4"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un horror come tanti</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Ma con una trama di base interessante</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Until Dawn - Fino all'alba (Usa 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: David F. Sandberg. Soggetto e Sceneggiatura: Blair Butler, Gary Dauberman. Fotografia: Maxime Alexandre. Mntaggio: Michel Aller. Musiche: Benjamin Wallfisch. Scenografia:
Jennifer Spence. Costumi: Julia Patkos. Lingua: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2025. Durata: 103’. Genere: Orrore, Thriller, Drammatico. Produttori: Gary Dauberman, Roy Lee, Lotta Losten,
Mia Maniscalco, Asad Qizilbash, David F. Sandberg, Carter Swan. Produttore Esecutivo: Gergö Balika, Hermen Hulst, Charles Miller. Case di Produzione: Screen Gems, Coin Operated, Mångata Production, PlayStation Productions,
Vertigo Entertainment. Distribuzione (Italia): Eagle Pictures. Interpreti: Ella Rubin (Clover), Michael Cimino (Max), Odessa A'zion (Nina), Ji-young Yoo (Megan), Belmont Cameli (Abel), Maia Mitchell (Melanie), Peter Stormare
(dott. Hill).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3NyJzMF" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3NI9stm" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong></strong>Al tempo ho seguito questo titolo. Dico così perché si tratta di un videogioco, una narrazione interattiva
a bivi. Cioè c’è un video (attori resi in grafica digitale), poi a schermo ti viene chiesto che cosa vuoi che i personaggi facciano e così via, creando una trama che varia di volta in volta a seconda
delle scelte. Non era un brutto gioco e forse per questo hanno pensato di farne un film. La cosa buffa è che il cast di attori presi al tempo per il gioco fosse superiore di quelli scelti per questo film.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La storia narra l’avventura di un gruppo di cinque ragazzi che si dirige, come da tradizione, in una sperduta casa tra i boschi. Stanno cercando Mandy, la sorella di una di loro,
Clover. La ragazza è scomparsa e non hanno altre tracce se non quel luogo. Purtroppo quello che è successo è più terribile del previsto e si troveranno incastrati in un ciclico gioco di morte che
sembra non avere fine.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In un film tratto da un videogioco bisogna partire dalla premessa più semplice: è fedele al prodotto originale? Nì. In realtà l’idea in generale c’è,
poi nel dettaglio cambiano molte cose. Lo fanno in meglio o in peggio? Di nuovo è difficile a dirlo anche perché l’opera originale mi era piaciuta molto. Diciamo che non è troppo peggio.</span></div>
<div><span class="cf1">Visto a sé stante, comunque, il film è godibile. La storia è complicata, ma non troppo e l’andamento lineare. La trama funziona, è interessante, ha
una conclusione netta. Il concetto di base di tutta la storia, il fatto che i protagonisti devono riuscire a non morire fino al sorgere dell’alba, diverte e mette un senso di ansia che poteva essere anche più
accentuato, ma c’è. Alcune situazioni risultano paradossali (non voglio fare spoiler perché è il perno della storia) anche se congeniali alla trama.</span></div>
<div><span class="cf1">Sul piano tecnico non ci sono né luci né ombre. Gli effetti speciali, come la regia (e sì che <strong>Sandberg</strong> non è uno preso dalla strada), come un po’ tutto, sono nella media di film horror di questo registro e fanno la loro parte in modo sufficiente.</span></div>
<div><span class="cf1">Gli attori sono una piccola foresta di cagnolini che gira in tondo per la scena abbaiando e morendo a seconda della situazione. Non è strano che negli horror vengano gettati
dei principianti a “farsi le ossa”. L’eccezione alla regola è la comparsa, per poche scene, di <strong>Peter Stormare</strong> che ha una presenza notevole, e che torna nel film riprendendo il ruolo che aveva già recitato per il videogame.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Until Dawn</em> è un horror come tanti, ma con una trama di base interessante. In un mondo di filmetti tutti uguali riesce
ad alzare la testa e farsi notare.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3NyJzMF" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3NI9stm" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkfb41545464e217ca8488165159b20ea5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Until-Dawn-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 525,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfb41545464e217ca8488165159b20ea5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Until-Dawn-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="250" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink966937e08ee283bb125e28b1d9620f93 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Until-Dawn-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 492,'height': 263,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink966937e08ee283bb125e28b1d9620f93, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Until-Dawn-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="107" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OUpFeWRbWYo">https://www.youtube.com/watch?v=OUpFeWRbWYo</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 14:18:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Mistero Gialli]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001F3"><h1 class="imHeading1">Nuovo video Club GHoST &amp; Ipnotica</h1><h2 class="imHeading2">Un documentario dedicato alle collane rare dei Gialli</h2><div><div>La Redazione <em>GHoST</em> presenta il nuovo video targato <em>ClubGHoST &amp; Ipnotica</em> dedicato alle collane rare dei Gialli curato da <strong>Max Ferrara</strong> e <strong>Sergio Bissoli</strong>.</div><div><br></div> <div>L'omaggio dedicato alle collane rare dei Gialli è presente in questo video appositamente realizzato per l'occasione e caricato sul canale YouTube ufficiale del Club GHoST:</div><div><br></div> <div><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a></div><div><br></div> <div>che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.</div> <div>Per non perdere tutte le novità a riguardo ma soprattutto per supportarci vi invitiamo a iscrivervi al canale e attivare la campanella per le notifiche.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink8e9ad515f4619cbc9d179a8a5cb4292a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mistero-gialli-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del video.','title': 'La copertina del video.','width': 644,'height': 804,'description': 'La copertina del video.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8e9ad515f4619cbc9d179a8a5cb4292a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mistero-gialli-cover_ver.jpg" alt="La copertina del video." title="La copertina del video." width="200" height="250" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=XF5TNIcexbo">https://www.youtube.com/watch?v=XF5TNIcexbo</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 06:16:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Giovanni Pascoli a Barga di Gordiano Lupi]]></title>
			<author><![CDATA[Gloria Larini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001F2"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un tributo affettuoso e documentato</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che restituisce in modo immediato e divulgativo l’umanità di un grande scrittore</span></h2><div><div><em class="cf1">Giovanni Pascoli a Barga: quando anche i luoghi ispirano un’immortale poesia.</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3LUBH7H" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Tutti ricordiamo Giovanni Pascoli dai tempi della scuola: i versi ritmati della "cavallina storna", quelli struggenti di X Agosto, quel senso di malinconia che spesso associamo a età giovanili e non solo. </span></div> <div><span class="cf1">Ma chi era davvero l'uomo dietro il poeta? <strong>Gordiano Lupi</strong>, nel suo nuovo libro <em>"Giovanni Pascoli a Barga"</em> (Edizioni Il Foglio, 2026), decide di mettere da parte i polverosi libri di testo e i difficili saggi critici, per portarci direttamente a casa del poeta, a Castelvecchio di Barga.</span></div> <div><span class="cf1">Il volume si apre con una prefazione intensa di <strong>Cristina de Vita</strong>, che definisce, giustamente, Barga non come una semplice coordinata geografica, ma come una "riserva dell'anima": questa immagine sintetizza il nucleo dell’operazione letteraria di <strong>Lupi</strong>, che fa di Barga non un punto insignificante sulla mappa, ma un centro di esperienza poetica. </span></div> <div><span class="cf1">Quindi, lungi dall’essere una biografia altisonante o una antologia di versi, il volume trasforma la casa di Giovanni Pascoli, che ancora è possibile visitare come turisti, in un personaggio vivo e poliedrico: rifugio, laboratorio creativo e memoria familiare in un unico spazio. Il lettore è metaforicamente e realmente accompagnato tra stanze, oggetti, piante e ricordi, che restituiscono al poeta la sua dimensione più nascosta, quotidiana e umana. </span></div> <div><span class="cf1">Il testo coniuga le testimonianze letterarie e documentali &nbsp;a sensibilità lirica e curiosità, offrendo sia dati d’archivio sia suggestioni capaci di restituire il «profumo», l’eco dei versi pascoliani. Ne nasce una narrazione centrata sul <em>genius loci </em>dell’ispirazione letteraria che, prendendo il lettore semplicemente per mano, gli fa varcare la soglia di quella dimora che Pascoli chiamava il suo "nido". </span></div> <div><span class="cf1">Per il poeta, che aveva perso il padre in modo tragico da bambino, la casa di Barga non è mai stata solo una costruzione, ma un guscio protettivo, un luogo dove il tempo può fermarsi magicamente e anche tornare indietro alle memorie della fanciullezza allegre o tristi: non è un freddo museo, ma un organismo, che conserva l’impronta di gesti, abitudini, affetti semplici e profonde passioni. </span></div> <div><span class="cf1"><strong>Lupi</strong> costruisce una poetica dello spazio pascoliano, che alterna alcuni luoghi, che sono stati significativi per la creatività del poeta alle sue poesie più significative: lo studio con le tre scrivanie - greco, latino e italiano - diventa simbolo di una mente abituata a viaggiare tra mondi lontani, pur restando nello stesso spazio; si dimostra come questi arredi siano chiavi interpretative, non semplici curiosità turistiche o oggetti inanimati: la cucina, che racconta la semplicità del vivere quotidiano e il legame con le tradizioni locali: il giardino e l’orto, luoghi di ascolto tranquillo dove tutto si fa musica, spazi del silenzio dove Pascoli percepiva solo la voce della natura, dei fiori e degli uccelli, trasformandola in musica immortale e in ispirazione poetica, in parole evocative, in onomatopee gioiose. </span></div> <div><span class="cf1">La casa tutta poi si carica di significato anche per la presenza di Mariù, la sorella amata, tratteggiata come guardiana della memoria familiare e pilastro della casa e dell’affettività: una figura centrale per comprendere la apparentemente ricostruita stabilità emotiva, ma anche per ricordare costantemente il dolore del lutto, le angosce e le ombre oscure, sublimate in versi indimenticabili. </span></div> <div><span class="cf1">La forza dell’autore consiste anche nel suo stile particolare, quello di chi scrive con la sensibilità di chi ama profondamente ciò di cui parla, senza bisogno di parole difficili, ma solo di parole che arrivano al cuore. </span></div> <div><span class="cf1">Ci spiega con le immagini come Pascoli cercasse a Barga quella serenità che la vita gli aveva negato, tra una chiacchierata con i vicini, una passeggiata e la cura delle sue piante. </span></div> <div><span class="cf1">Un contributo tra i più originali è l’interpretazione della teoria del <em>fanciullino</em> alla luce della vita domestica, della casa e del nido: la poesia vista come frutto di piccole attenzioni quotidiane e di un rapporto intimo con il paesaggio. </span></div> <div><span class="cf1">L’autore invita tutti a visitare quei luoghi, preferibilmente in primavera o in autunno, portando con sé il suo libro, per leggere i versi pascoliani e farli rivivere ancora lì dove sono nati. </span></div> <div><span class="cf1"><em>Giovanni Pascoli a Barga</em> è un tributo affettuoso e documentato, che restituisce in modo immediato e divulgativo l’umanità di un grande scrittore e le sue radici. </span></div> <div><span class="cf1">Infine il volume invita anche alla riscoperta della lentezza, della contemplazione e alla lettura della poesia pascoliana attraverso il silenzio, attraverso l’impalpabile aura di luoghi avvertiti come parte del proprio io, intrisi di ricordi. </span></div> <div><span class="cf1">Un libro che è consigliabile a tutti, sia ai ragazzi che si approcciano per la prima volta alla poesia, sia ai lettori più esperti, che però desiderano conoscere ‘un altro Pascoli’, meno letterato, meno dotto, più umano e vicino a ognuno di noi: un grande uomo che, in fondo, ci ricorda che, ancora oggi, abbiamo tutti bisogno di un "nido" e che, a volte, per ritrovare se stessi, è sufficiente sedersi da soli su una panchina davanti al mare e ascoltare l'eco delle onde oppure fermarsi a contemplare una collina, per assorbire con gli occhi i mille colori della natura e ritrovare le speranze perdute.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Recensione scritta da </span>Gloria Larini, professoressa di latino, greco e italiano.</i></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div> <div><span class="cf1">Gordiano Lupi (Piombino, 1960) è scrittore, traduttore di autori cubani ed editore con Il Foglio Edizioni. Scrive opere di narrativa e saggi sul cinema italiano.<br>Tra le sue opere di narrativa segnaliamo <em> Calcio e acciaio – Dimenticare Piombino</em> (Acar, 2014), <em>Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano </em>(Historica, 2016)<em>, Sogni e altiforni – Piombino Trani senza ritorno </em>(con Cristina De vita – Acar, 2018)<em>, </em>presentato al Premio Strega<em>, Fame. Una terribile eredità </em>(Perdisa, 2009 – Il Foglio, 2015 e 2024)<em>, Giallo Piombino </em>(Il Foglio, 2024)<em>.<br></em>Tra le opere numerose di saggistica segnaliamo: <em>Il cittadino si ribella: il cinema di Enzo G. Castellari</em> - in collaborazione con Fabio Zanello (Profondo Rosso, 2006), <em>Filmare la morte – Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci</em> (Il Foglio 2006), <em>Sexy made in Italy – le regine del cinema erotico degli anni Settanta</em> (Profondo Rosso, 2007), <em>Fellini – A cinema greatmaster</em> (Mediane, 2008), <em>Storia del cinema Horror Italiano vol. 1, 2, 3, 4</em> (Il foglio 2011, 2012, 2013), <em>Il cinema di Gloria Guida</em> (Il Foglio, 2015), <em>Tutto Avati</em> (con Michele Bergantin, Il Foglio 2018).<br>Nel 2024 ha ricevuto il premio alla carriera nell’ambito del Premio Internazionale di Arte Letteraria Omaggio a Pasolini.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Giovanni Pascoli a Barga</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Gordiano Lupi</em></div> <div><em class="cf1">Prefazione: Cristina de Vita</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Il Foglio Letterario Edizioni</em></div> <div><em class="cf1">Anno: 2026</em></div> <div><em class="cf1">ISBN: 979-1256860654</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 65</em></div> <div><em class="cf1">Costo: 10,00 €</em></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3LUBH7H" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink1244646c0269f3ba9ec191db74812835 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gpascoli-braga-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 541,'height': 777,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1244646c0269f3ba9ec191db74812835, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gpascoli-braga-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="288" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkf76888a18293da91966b1379473ef2b1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gordiano-lupi_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 345,'height': 317,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf76888a18293da91966b1379473ef2b1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gordiano-lupi_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="138" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 15:21:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Voci Arcane di De Turris e Fusco]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001F1"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Documento fondamentale</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un'operazione editoriale di grande rilievo culturale</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Con <em>Voci Arcane</em>. <em>Un dizionario del fantastico</em>, la Società Editrice La Torre compie un’operazione editoriale di grande rilievo culturale, riportando all’attenzione dei lettori contemporanei
una parte fondamentale della storia della critica italiana sul fantastico. Il volume raccoglie infatti le voci pubblicate originariamente tra il 1969 e il 1971 nell’<em>Enciclopedia Arcana, </em>un progetto pionieristico che per la prima volta offrì al pubblico italiano uno strumento sistematico, colto e approfondito per orientarsi nei territori
del meraviglioso, del gotico, del surreale e dell’orrore.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">La postfazione di <strong>Pietro Guarriello </strong>svolge un ruolo essenziale nel contestualizzare l’opera, mettendo giustamente in luce l’importanza storica di <strong>Gianfranco de Turris </strong>e <strong>Sebastiano Fusco </strong>nella diffusione e nella legittimazione del fantastico in Italia. <strong>Guarriello</strong> sottolinea come il lavoro dei due studiosi anticipi e prepari il terreno a quello che sarà poi il loro fondamentale contributo editoriale nelle collane della Fanucci, dove il fantastico, la fantascienza
e l’horror troveranno finalmente una casa stabile e riconoscibile. Ma già nell’<em>Arcana</em> è chiarissimo il loro approccio critico: un’impostazione simbolista, storico-culturale e anti-riduzionista, lontana sia dal puro fandom sia dalla diffidenza accademica. Uno degli aspetti più
rilevanti del volume è proprio il modo in cui viene affrontata la figura di <strong>H.P. Lovecraft</strong>. In un’epoca in cui l’autore di Providence era ancora largamente ignorato o frainteso in Italia, <strong>De Turris </strong>e <strong>Fusco</strong> gli dedicano una voce ampia e rigorosa, restituendolo come lo scrittore che ha saputo svecchiare
il gotico tradizionale, trasformandolo in una narrativa radicalmente nuova: l’orrore cosmico, in cui l’uomo perde ogni centralità e diventa un granello insignificante di fronte a un cosmo indifferente e
incomprensibile. <strong>Lovecraft</strong> emerge così non solo come autore di racconti dell’orrore, ma come un intellettuale in lotta con il proprio tempo, ostile
al mondo moderno e profondamente consapevole della crisi delle certezze umanistiche. Accanto a <strong>Lovecraft</strong>, il dizionario costruisce una vera e propria mappa del fantastico moderno e pre-moderno attraverso voci dedicate ad autori fondamentali come <strong>Arthur Machen</strong>, <strong>Lord Dunsany </strong>- giustamente indicato come una delle principali influenze lovecraftiane -, <strong>William Hop Hodgson</strong>, <strong>Ambrose Bierce</strong>, <strong>Abraham Merritt</strong>, fino a figure più vicine alla fantascienza letteraria come <strong>Ray Bradbury </strong>e <strong>Theodore Sturgeon</strong>. Ne emerge un canone alternativo ma solidissimo, che mostra la continuità ideale tra mito, simbolo, orrore e immaginazione
speculativa.</span></div>
<div><span class="cf1">Di particolare interesse storico è anche la presenza di una voce su <strong>J.R.R. Tolkien</strong>, redatta prima della pubblicazione de <em>Il Signore degli Anelli </em>in Italia. Questo dato, oggi sorprendente, testimonia la straordinaria lungimiranza critica dei curatori, capaci di riconoscere l’importanza dell’autore quando era ancora lontano dal diventare un fenomeno
editoriale di massa. <strong>Tolkien </strong>viene così inserito a pieno titolo in una tradizione del fantastico intesa non come evasione, ma come strumento di conoscenza
simbolica e mitopoietica. Non va dimenticato, infine, che l’<em>Enciclopedia Arcana</em> fu accolta con grande attenzione anche da ambienti colti: il progetto venne elogiato da uno studioso del calibro di <strong>Emilio Servadio</strong>, a conferma del fatto che l’operazione di <strong>De Turris </strong>e <strong>Fusco</strong> non era percepita come marginale o dilettantesca, ma come un contributo serio e innovativo
al dibattito culturale italiano.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Riproposte oggi in <em>Voci Arcane</em>, queste voci conservano intatto il loro valore storico e critico. Pur risentendo inevitabilmente del contesto in cui furono scritte, esse rappresentano un documento fondamentale di un momento in cui il fantastico
iniziava finalmente a essere riconosciuto come letteratura degna di analisi e rispetto, e non come semplice sottogenere. Il volume si rivela quindi prezioso non solo per gli appassionati, ma anche per chi voglia comprendere
come si sia formata, in Italia, una tradizione critica alternativa capace di leggere l’immaginario come specchio delle inquietudini profonde della modernità.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">In questo senso, <em>Voci Arcane </em>non è soltanto un dizionario: è la testimonianza di una battaglia culturale
vinta con largo anticipo sui tempi.</span></div><div><br></div>
<div><span class="cf1"><strong>GLI AUTORI<br></strong><em>Gianfranco de Turris</em> e <em>Sebastiano Fusco</em> sono nati nello stesso anno, il 1944, a un mese di distanza l’uno dall’altro. Appassionati sin da giovanissimi
di fantastico e fantascienza hanno scritto il loro primo articolo pubblicato mentre erano ancora al liceo, ma in scuole diverse, dopo che un amico comune li aveva fatti incontrare dato che il destino voleva che abitassero
nella stessa strada a cinquanta metri di distanza uno dall’altro, senza saperlo. L’articolo in questione uscì nel 1961 col titolo “Lo scandalo delle traduzioni” e apparve sulla rivista romana <em>Oltre il Cielo</em>, la cui redazione era poche fermate di tram da casa loro, alla quale collaborarono per 15 anni, sino alla sua chiusura. Insieme negli anni Settanta hanno curato le
varie collane di narrativa e saggistica per un centinaio di volumi dell’editore romano Renato Fanucci, premettendo a ogni testo ampie introduzioni a tema che hanno lasciato una traccia nella critica fantascientifica
per il modo di affrontare l’argomento al di fuori della specializzazione, e che ancora oggi sono ricordate e sono state in parte raccolte, selezionate da curatori diversi, in due volumi: <em>Le meraviglie dell’impossibile</em> (Mimesis, 2016) e <em>Nuove meraviglie dell’impossibile</em> (Jouvence, 2021). Un paio di esse, <em>Terre incognite</em> e <em>Pseudobiblia</em> sono uscite in forma autonoma per Bietti nel 2021 e 2022. Insieme hanno scritto fra l’altro <em>Ricordi di un Hobbit</em>, “spettacolo di teatro e musica” messo in scena per la prima volta presso la Casa del Jazz di Roma il 14 febbraio 2012 con la regia di Ilaria Alberti
e pubblicato da Tabula Fati nel 2015 e poi nel 2023 con le fotografie dello spettacolo. L’autore di cui si sono soprattutto occupati è Howard Phillips Lovecraft di cui nel 1979 uscì per La Nuova Italia
la prima e unica monografia apparsa nel nostro Paese, che è stata ripubblicata in forma ampliata da Bietti nel 2025.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Voci Arcane. Un dizionario del fantastico</em></div>
<div><em class="cf1">Autori: Gianfranco De Turris, Sebastiano Fusco</em></div>
<div><em class="cf1">Postfazione: Pietro Guarriello</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Società Editrice La Torre</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 2026</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: Letture</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 978-8896133774</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 424</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 4.8 x 2.7 x 21 cm</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: 24,50 €</em></div>
<div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4jPMwEJ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinke258ccf64bf70f7f26e56ded8a2c84e5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/voci-arcane-loc_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 761,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke258ccf64bf70f7f26e56ded8a2c84e5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/voci-arcane-loc_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="284" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkf4d24cb6f19c14e045064bea330a90a3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Turris-Fusco.jpg','alt': 'Da sinistra:  Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco.','title': 'Da sinistra:  Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco.','width': 1000,'height': 494,'description': 'Da sinistra:  Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf4d24cb6f19c14e045064bea330a90a3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Turris-Fusco.jpg" alt="Da sinistra:  Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco." title="Da sinistra:  Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco." width="200" height="100" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Canto VII dei Node]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001F0"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Puro metallo estremo di alto lignaggio</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Tecnica messa al servizio di brani che non dimostrano pietà alcuna</span></h2><div>






<div><strong><span class="cf1">NODE "Canto VII"</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Full-length, Nadir Music (2024)</span></strong></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Settimo album per gli storici thrash/death metallers italiani </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Node</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, che per questa occasione ci traghettano tra Inferni danteschi e cambiano parzialmente pelle, diventando una macchina da guerra death metal, seppure non stiamo parlando di death metal brutale, ma di death metal
melodico. Ma non troverete all'interno di questo album alcun compromesso, perché la band non guarda solo alla scena svedese, molto influente per il melodic death metal, ma si va oltre, fino a toccare territori alla
</span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Carcass</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> o alcune cose che potrebbero persino rimembrare band tipo i </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Fear Factory</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> e certo industrial/groove metal.</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><span class="cf1">Questo perché la band ha saputo irrobustire il proprio sound in maniera credibile, alternando blast beat spietati
a groove assassini. Ma nella tracklist c'è anche spazio per un po' di sperimentazione, un pizzico di atmosfera data da synth piazzati dove serve. Tutto tra l'altro suona compatto e devastante, e la voce
di </span><span class="cf1"><strong>Dave Arri</strong></span><span class="cf1"> è crudele quanto basta, riesce ad aggiungere cattiveria sulla cattiveria, eleva la parte strumentale a qualcosa di decisamente estremo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Dopo
una intro cupa e sinistra ("Pape Sátan") parte "Enter The Void", e già la band travolge con tutta la propria furia, e la stessa cosa succede con "The Sacred Theather of Nothingness"
e con le canzoni successive. Puro metallo estremo di alto lignaggio, pura tecnica messa al servizio di brani che non dimostrano pietà alcuna. "The Wolves of Yalta" apre a quelle parti più atmosferiche
di cui accennavo, con tastiere che vanno a segno nel sottolineare il pessimismo generale che regna in questo disco, e quando arriva la chiusura con la cover di "Territory" dei </span><span class="cf1"><strong>Sepultura</strong></span><span class="cf1"> è come se il cerchio si chiudesse, perché abbiamo il meglio del metal estremo anni Novanta coverizzati da un'altra formazione nata negli anni Novanta,
che sono appunto i </span><span class="cf1"><em>Node</em></span><span class="cf1">, che hanno saputo reinterpretare la lezione di questi maestri. Semplicemente imperdibile!</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><b>Tracklist:</b></span><span class="cf1"><br></span><ol><li><span class="cf1">Pape Sátan</span></li><li><span class="cf1">Enter the Void</span></li><li><span class="cf1">The Sacred Theather of Nothingness</span></li><li><span class="cf1">The Wolves of Yalta</span></li><li><span class="cf1">IGod</span></li><li><span class="cf1">Life on Display</span></li><li><span class="cf1">Resign Yourself</span></li><li><span class="cf1">The Cage</span></li><li><span class="cf1">Moan of Pleasure</span></li><li><span class="cf1">Territory (Sepultura cover)</span></li></ol></div><div><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><b>Line-up:</b></span><span class="cf1"><br></span><ul><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Gary D'Eramo - Bass</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Pietro Battanta - Drums</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Gabriele Ghezzi - Guitars</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Davide “Dave” Arri - Vocals</span></span></li></ul></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinke5d39824ea6d8fbc864b4c9dddd0633f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/node-Canto-VII-cover_bar.jpg','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 627,'height': 627,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke5d39824ea6d8fbc864b4c9dddd0633f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/node-Canto-VII-cover_bar.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink5803ac9f556ff46d130ac3dc04fa9d02 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/node-band-canto7.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1023,'height': 585,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5803ac9f556ff46d130ac3dc04fa9d02, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/node-band-canto7.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="115" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=5BRPQMkXClo">https://www.youtube.com/watch?v=5BRPQMkXClo</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 06:24:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Super 8 di J.J. Abrams]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001EF"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un adolescent-movie fantastico</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che nasce in stretta collaborazione tra Abrams e Spielberg</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Super 8 (Usa 2011)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: J. J. Abrams. Soggetto e Sceneggiatura: J. J. Abrams. Fotografia: Larry Fong. Mntaggio: Maryann Brandon, Mary Jo Markey. Effetti Speciali: Steven
Riley, Kim Libreri, Dennis Muren, Russell Earl. Musiche: Michael Giacchino. Scenografia: Martin Whist, David E. Scott, Fainche MacCarty. Costumi: Ha Nguyen. Trucco: Deborah La Mia Denaver. Lingua: Inglese. Paese di Produzione:
Stati Uniti d’America, 2011. Durata: 112’. Genere: Fantascienza. Produttori: J. J. Abrams, Bryan Burk, Steven Spielberg. Produttore Esecutivo: Guy Riedel. Case di Produzione: Paramount Pictures, Bad Robot Productions, Amblin Entertainment. Distribuzione (Italia): Paramount Pictures. Interpreti: Joel Courtney (Joe Lamb), Kyle Chandler
(Jack Lamb), Elle Fanning (Alice Dainard), Riley Griffiths (Charles Kaznyk), Ryan Lee (Cary McCarthy), Ron Eldard (Louis Dainard), Gabriel Basso (Martin Read), Noah Emmerich (colonnello Nelec), David
Gallagher (Donny), Bruce Grenwood (Cooper), Zach Mills (Preston Scott), AJ Michalka (Jen Kaznyk), Glynn Turman (dr. Thomas Woodward), Michael Hitchcock (agente Rosko), Caitriona Balfe (Elizabeth Lamb), Beau Knapp (Breen),
Joel McKinnon Miller (Sal Kaznyk), Jessica Tuck (mrs. Kaznyk), Dan Castellaneta (Izzy), Richard T. Jones (Overmyer), Dale Dickey (Edie).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






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<div><span class="cf1"><strong>Abrams</strong> è il regista di <em>Star Trek</em> e di alcuni episodi di <em>Star Wars</em>, autore votato allo spettacolo senza mezzi termini, amante dei film a base di effetti speciali fantastici e mostruosi. Nel caso di <em>Super 8</em> incontra <strong>Spielberg</strong> come produttore - suo antico amore cinematografico - e la festa è completa, perché realizza un <em>adolescent-movie</em> fantastico che ricorda <em>IT</em> e al tempo stesso tutto il cinema fantascientifico e avventuroso degli anni Settanta e Ottanta. Il tono è da film nordamericano indipendente, ma non è così perché il regista ha alle
spalle niente meno che la Paramount e lo spettatore se ne rende conto dal grande spiegamento di risorse. Ambientato in una piccola cittadina dell’Ohio, segue le gesta di un gruppo di ragazzini appassionati di cinema
che vogliono girare un film in super 8 sugli zombi, ma al tempo stesso sono testimoni di un grande disastro ferroviario. Non è un incidente, però, dietro il terribile evento catastrofico c’è la presenza
di un’entità aliena prigioniera che vorrebbe tornarsene a casa. Indaga il vice sceriffo che ha da poco perso la moglie in un incidente, padre di un ragazzino che fa parte del gruppo di aspiranti cineasti, anche
loro coinvolti nel mistero. Un film che nasce in stretta collaborazione tra <strong>Abrams</strong> e <strong>Spielberg</strong>, pieno zeppo dei contenuti tanto cari al grande regista statunitense, quel mix di dramma umano e fantastico che caratterizza le sue
opere. &nbsp;Gli effetti speciali sono una gioia per gli appassionati, soprattutto l’incidente ferroviario, per tacere della ricostruzione del mostro alieno dentro la sua tana, anche se per mascherare eventuali difetti si
ricorre alle riprese in notturna. Il montaggio è sincopato, 112’ di avventura e azione che non stancano, grazie a una sceneggiatura ben oliata, curata dal regista in prima persona. La colonna sonora è del
grande <strong>Michael Giacchino</strong>, che sottolinea a dovere i momenti di tensione. Fotografia a base di luci speciali e di effetti luminosi curata da <strong>Larry Fong</strong>. Le scenografie ricreano a dovere l’America degli anni Settanta, così come i costumi e il trucco sono adeguati alla materia trattata. Bravissimi gli interpreti,
soprattutto i ragazzi, guidati a dovere da un ottimo regista, bravo sia con la macchina da presa che con la direzione di attori. Citazioni a non finire, da <em>ET</em> a <em>Incontri ravvicinati del terzo tipo</em>, passando per <em>I Goonies</em>. <strong>Abrams</strong> ama <strong>Spielberg</strong>, è cresciuto con il suo cinema, lavorare a stretto contatto del suo modello estetico su celluloide è una cosa che
lo riempie di gioia e lo porta a realizzare un lavoro interessante, che è cinema di genere puro, ma del migliore. Tra le cose più originali della pellicola, ricordiamo il finto film realizzato dalla troupe dei
ragazzini che scorre sui titoli di coda, con sequenze che citano <strong>Romero</strong> e il suo cinema degli zombi. &nbsp;Un film da vedere, ancora molto attuale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/45kFrpC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4r4J8bj" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink0996a96eeefb611c9ea9123472bb6db2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/super8-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 603,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0996a96eeefb611c9ea9123472bb6db2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/super8-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="288" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkee4086501cd782f07de433da718b64ed = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/super-8-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1024,'height': 531,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkee4086501cd782f07de433da718b64ed, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/super-8-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="104" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=bWXlsOnpPu8">https://www.youtube.com/watch?v=bWXlsOnpPu8</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 04:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Epistassi di Stefano Cucinotta]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Marta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001EE"><h1 class="imHeading1">Raccolta raffinata</h1><h2 class="imHeading2">Un esordio folgorante che promette (e mantiene) brividi autentici</h2><div>






<div><span class="cf1">L’esordio letterario di <strong>Stefano Cucinotta</strong> con la raccolta <em>Epistassi</em> si presenta come un’operazione chirurgica sulla realtà: un taglio netto, improvviso e inarrestabile
(proprio come suggerisce il titolo medico) che lascia fluire l'oscurità dalle fessure del vivere comune. In dodici racconti, l’autore dimostra una maturità stilistica sorprendente, muovendosi con estrema
disinvoltura tra il gotico moderno e l'orrore psicologico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Uno degli elementi di maggior pregio dell'opera è la capacità di <strong>Cucinotta</strong> di trasformare i luoghi familiari in scenari d'incubo. La Milano descritta nel racconto d'apertura, <em>La fessura nel muro</em>, non è la metropoli scintillante del business, ma una città spettrale, soffocata da una nebbia densa e da una pioggia insistente che sembra voler
lavare via la sanità mentale dei suoi abitanti. L'umidità e il grigiore del capoluogo lombardo diventano personaggi aggiunti, preparando il terreno per un "disturbo sottile" che accompagna il lettore
per tutto il libro.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La vera forza di <em>Epistassi</em> non risiede nell'uso di mostri classici, ma nella capacità di scovare l'orrido
nel banale. <strong>Cucinotta</strong> gioca magistralmente con le paure concrete: in <em>Capelli rossi</em>, il timore della malattia si intreccia con una solitudine malinconica, trasformando un dramma clinico
in un'esperienza quasi onirica. <em>Il ragazzo caduto</em> reinterpreta fatti reali con una sensibilità fantastica che amplifica il dolore del ricordo. Dal
pranzo fuori porta che degenera in violenza (<em>Invito a pranzo</em>) alla corsa mattutina che diventa un delirio sensoriale in <em>Alba sul fiume</em>, l'autore ci ricorda che il pericolo non è "altrove", ma potenzialmente ovunque.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'antologia mantiene un livello qualitativo costante, ma alcuni vertici narrativi meritano una menzione speciale: <em>La porta</em>, un racconto che risuona con forza nel contesto post-pandemico. <strong>Cucinotta</strong> eleva l'angoscia del virus a una scala apocalittica, trasformando l'isolamento in un terrore puro e nero. <em>Il Palazzo d’autunno</em>, cuore visivo dell'opera (e ispirazione per la copertina), è un viaggio nella pazzia e nell'ossessione architettonica.
La scrittura qui si fa serrata, un vortice che toglie il fiato fino alla rivelazione finale. <em>Nelle gabbie</em>, il finale perfetto, un racconto viscerale che esplora l'inferno domestico. Qui il dolore fisico e mentale si fondono in un'esperienza claustrofobica che lascia
il lettore svuotato e inquieto.</span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante sia un’opera prima, in <em>Epistassi</em> non vi è traccia di ingenuità. La prosa di <strong>Cucinotta</strong> è pulita, efficace e priva di compiacimenti inutili. L'autore evita accuratamente lo <em>splatter</em> fine a se stesso, preferendo la tensione psicologica e il gusto gotico. I finali sono spesso "tronchi" o scioccanti, progettati per lasciare
un senso di incompiutezza che obbliga chi legge a riflettere sul significato profondo dell'orrore appena consumato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Epistassi</em> rimane un libro necessario per chiunque voglia riscoprire il genere horror nella sua accezione più nobile e perturbante. <strong>Stefano Cucinotta</strong> non si limita a spaventare; egli scava nel "nero delle anime", esplorando i sentimenti cupi e i destini spezzati con una precisione quasi clinica.</span></div>
<div><span class="cf1">Una raccolta raffinata, capace di trasformare una giostra, un treno in ritardo o una stanza vuota in un portale verso l'abisso. Un esordio folgorante che promette (e mantiene) brividi
autentici.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Nato a Como nel 1985, <strong>Stefano Cucinotta</strong> si è laureato in Lettere all’Università degli Studi di Milano e attualmente è Direttore Creativo di un’agenzia pubblicitaria.<br>Vive a Milano e, neanche a dirlo, fin dalla
tenera età è stato avido consumatore di storie di paura. Epistassi è la sua prima raccolta di racconti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Epistassi</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Stefano Cucinotta</em></div>
<div><em class="cf1">Copertina: Paolo Niutta</em></div>
<div><em class="cf1">Progetto grafico: Riccardo Brozzolo</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Bibliotheka Edizioni</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 192</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN 13: 978-8869346996</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 14.3 x 1 x 21 cm</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: 12,00 € cartaceo - 4,99 € ebook</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3Lyu1rF" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qtm1Y7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkcc27b6cec008c276bbf895af7ce77bdd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Epistassi-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 720,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcc27b6cec008c276bbf895af7ce77bdd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Epistassi-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="300" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink50c35a9e9f6f5cad9b64594d18b0f95f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/StefanoCucinotta_autore.png','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 263,'height': 313,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink50c35a9e9f6f5cad9b64594d18b0f95f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/StefanoCucinotta_autore.png" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="179" /></a><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 07:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Pulsione d’amore]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Stocovaz]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001ED"><h1 class="imHeading1">Quella notte sprofondò in un sonno agitato</h1><h2 class="imHeading2">Le persiane della stanza erano socchiuse, perciò una tenue penombra abbracciò i loro corpi uniti</h2><div>






<div>Stefano Vascotto aveva trentasei anni. E non aveva mai avuto una relazione con una donna.<br>Fin da quando era ragazzo, in periodo adolescenziale, aveva provato alcuni timidi
approcci con l’altro sesso, ma nessuna sua coetanea sembrava apprezzare anche solo l’idea di provare a stare assieme a lui.<br>Nel corso degli anni si era iscritto a tutti i siti internet di incontri possibili,
postando le sue foto migliori, compilando profili su profili, nella vana speranza di trovare qualche ragazza o donna con la quale intraprendere almeno una conoscenza. Ma, per il mondo femminile, Stefano Vascotto restava un
alieno. Nelle occasioni dal vivo, per quanto cercasse di aprire qualche dialogo con qualche donna, questa lo ascoltava con sufficienza, poi con una scusa qualsiasi se ne allontanava. Stefano aveva un aspetto mediocre. Su una
scala di valori dall’uno al dieci, lui si sarebbe classificato al posto quattro. Aveva capelli bruni, a volte corti, a volte lunghi; occhi marroni, un volto ovale, col naso a patata e una barba scura, che a volte si
radeva e altre volte no. Indossava degli occhiali grandi, dal fusto spesso e nero, che gli conferivano un’aria da intellettuale. Il fisico era nella norma, niente di eccezionale e in certi periodi risultava un po’
sovrappeso.<br>Insomma, per il genere femminile, Stefano risultava né carne né pesce. Un carattere docile, fin troppo mansueto, coronava la sua indole sofferente. Per questo motivo, visse piuttosto male gli
anni dell’adolescenza e a trentasei anni, con tutti i rifiuti che gli gravavano nella mente e nell’anima, aveva perso ogni speranza. Si trascinava nelle giornate, coltivando imperterrito il sogno di diventare uno
scrittore. Da qualche anno a quella parte, stava cercando di stendere il suo primo romanzo. Una storia d’avventura mista a horror ambientata in Egitto, che vedeva come protagonista un profanatore di tombe che si scontrava
con un’antica maledizione. Tuttavia, si incaponiva sui vari capitoli, scrivendo, cancellando e riscrivendo, in modo quasi maniacale. E più si avvicinava alla parola “FINE”, più tornava indietro
a modificare altri aspetti della trama, o dei personaggi, o della struttura narrativa.<br>Il giorno della sua svolta sentimentale avvenne il 23 febbraio del 2023. In modo del tutto inatteso, ricevette un messaggio nella
chat di Instagram da una certa Sabina, un semplice e banalissimo “ciao”. Spinto da curiosità, decise di visitare prima il profilo della ragazza. Aveva trent’anni, solo nove foto sul social, ma quelle
nove foto valevano per mille. Sabina aveva postato solo immagini che la ritraevano in pose sensuali, con indosso shorts o bikini. Non aveva molti followers, ma diverse reazioni sotto a ogni fotografia. Non si capiva di dove
fosse o dove vivesse.<br>Dato che non aveva nulla da perdere, Stefano decise di risponderle con un altro semplice e banalissimo “ciao”.<br>Sabina rispose quasi subito, chiedendogli se fosse single. Stefano
rispose di sì. Per un attimo accantonò il romanzo che stava riscrivendo per l’ennesima volta e si concentrò sulla chat. Iniziarono a scriversi del più e del meno, dei loro hobby, dei loro
interessi. A Stefano sembrava strano che una ragazza così attraente avesse scelto proprio lui per scambiare quattro chiacchiere. Poi, capì anche di doversi godere il momento, cosa piuttosto rara nel corso della
sua esistenza. Si gongolò in quella sensazione di inaspettato benessere, e a una richiesta di Sabina si scattò una foto del suo volto sorridente. Gliela inviò, ricevendo una risposta che lo lasciò
basito: lei lo trovava davvero molto carino. Dopo una serie di altri discorsi, Stefano scoprì che Sabina abitava con sua zia a Divaccia, a circa venti minuti da Trieste. Sapere questo gli fece sobbalzare il cuore in
gola. Sabina rincarò la dose affermandogli che avrebbero potuto vedersi nel fine settimana, almeno per conoscersi dal vivo. La zia sarebbe stata assente, perché lontana da casa per motivi di lavoro, perciò
avrebbero potuto passare un po’ di tempo assieme, in totale intimità.<br>Stefano non ci pensò due volte, rispose in modo affermativo. E Sabina si dimostrò volenterosa a venirlo a prendere a Trieste
per portarlo a casa sua; poi, verso sera, l’avrebbe ricondotto in città.<br>Si diedero appuntamento per quel sabato stesso. E quando chiuse il cellulare, Stefano provò una sensazione di primavera nel
petto e di un’estate afosa nei pantaloni. Per precauzione, onde evitare dibattiti o rimproveri, decise di non dire nulla ai suoi due genitori con i quali conviveva. Suo padre, di certo, non avrebbe apprezzato quell’appuntamento
al buio. Sua madre, invece, l’avrebbe lasciato fare. D’altronde, a trentasei anni, Stefano doveva essere artefice del suo destino.<br>Cenò assieme a loro, discorrendo poco, tra un boccone e l’altro,
in prevalenza sugli sviluppi del suo primo romanzo. Secondo lui, stava arrivando a una svolta e mancava ancora poco prima di poterlo sottoporre a qualche editore. Suo padre non ebbe mezze misure.<br>“Mi chiedo quando
ti troverai un lavoro serio”, mormorò, masticando una polpetta.<br>Stefano non ribadì. Incassò il colpo e rimase in silenzio.<br>Quella notte sprofondò in un sonno agitato, in cui si mescolava
il volto radioso di Sabina con quello altrettanto soddisfatto di una editor della Mondadori, che si congratulava con lui per l’ottimo lavoro svolto sul romanzo.<br>Si destò con la mente carica di speranze, di
sogni che restavano sempre aperti. Trascorse quel venerdì chiuso in casa, a rivedere gli ultimi appunti del romanzo, a modificare altre parti del testo, a limare qualche dialogo. Non si rese nemmeno conto dello scendere
del sole e, per svariati minuti, non ricordò che l’indomani sarebbe stato il giorno dell’incontro con Sabina. Quando lo capì, sobbalzò sulla sedia e si lanciò in bagno. Si fece una lunga
doccia ristoratrice, fischiettando qualche canzone romantica.<br>Quando si coricò a letto, fece una cosa che non faceva ormai da anni: ringraziò Dio per il colpo di fortuna che gli era capitato.<br>Quel sabato
non dovette attendere molto. Aveva dato appuntamento a Sabina in via Giulia, all’altezza della Piazza dei Volontari Giuliani. Col cuore che gli tamburellava sulla punta della lingua, seguiva il traffico che gli sfilava
davanti in attesa del suo arrivo. Poi vide una Fiat Panda bianca accostarsi al marciapiedi e suonare il clacson. La raggiunse, trattenendo il respiro. Quando si abbassò al finestrino, per guardare nell’abitacolo,
incrociò lo sguardo ammaliante di Sabina. Lei lo invitò a salire. Stefano non si fece pregare. Prese posto accanto a lei, sul lato passeggero. Per un attimo, affondò nei suoi occhi castani; sembravano
due gemme preziose di un materiale ancora sconosciuto. Sabina indossava un piumino rosa fucsia che le metteva bene in risalto le linee sinuose del suo corpo, assieme a dei pantaloni leggings neri che aderivano perfettamente
alle gambe. Calzava delle semplici scarpe da ginnastica bianche. Aveva raccolto i capelli lisci e neri in una coda di cavallo e strinse la mano a Stefano, regalandogli poi un sorriso malizioso che gli sciolse ogni nervo nel
corpo.<br>Durante il tragitto parlarono del più e del meno. Stefano non mancò di raccontarle la storia del suo romanzo, dalla nascita dell’idea iniziale fino agli ultimi ritocchi che aveva compiuto il
giorno prima. Lei lo ascoltava curiosa, interrompendolo solo ogni tanto per fargli qualche domanda di approfondimento.<br>Senza rendersene conto, superarono la piccola chiesa di Divaccia e svoltarono a sinistra. Ancora pochi
metri e Sabina sterzò a destra in una piccola strada sterrata. Questa sembrava snodarsi all’interno di un bosco, e Stefano si guardò intorno curioso. Solo dopo qualche ulteriore metro, poté scorgere
una piccola abitazione a due piani: le mura bianche, il tetto scuro e un piccolo balcone in ferro al primo piano. Sembrava una tipica casetta di campagna.<br>La Fiat Panda si fermò. Sabina spense il motore e gli sorrise.
Stefano scese dal veicolo, chiuse la portiera e si fece guidare all’interno dell’abitazione.<br>Appena ebbe chiusa la porta dietro di sé, Stefano si trovò avvinghiato a lei. Era come se gli fosse
saltata letteralmente addosso, riempendolo di baci. Stefano si sentì mancare. Inebriato dal suo profumo, un misto tra fiore d’arancio e mandarino, e dal tocco insistente delle sue labbra carnose, si lasciò
guidare direttamente in camera da letto, la seconda porta a sinistra al piano terra.<br>Le persiane della stanza erano socchiuse, perciò una tenue penombra abbracciò i loro corpi uniti. Sabina lo fece ruotare
su sé stesso, facendolo crollare poi sul materasso. Iniziò a levargli i vestiti. Stefano riuscì a emettere solo un mormorio di piacere e sentì il cuore quasi esplodergli nel petto quando vide Sabina
scivolare fuori dai suoi vestiti con movimenti sinuosi e sensuali.<br>Per la seconda volta, in poco tempo, ringraziò Dio per esistere e per essere nei suoi stessi panni.<br>Sì, per una volta si sentì
fiero e orgoglioso di essere Stefano Vascotto.<br>Sabina si sfilò il reggiseno e gli slip neri. Poi avanzò verso di lui con movenze felpate, sembrava una tigre pronta a divorarlo vivo. E lui si sarebbe lasciato
divorare tranquillamente.<br>Si avvinghiò a lui, immerse le labbra nelle sue. Poi scivolò su un fianco, in modo da portarsi sotto al suo corpo. Ora Stefano la sovrastava, reggendosi sui palmi delle mani. La
baciava, tra un ansito e l’altro, un mormorio e l’altro. Dopo qualche minuto, si staccò dalle sue labbra, inarcò la schiena e le aprì le gambe. Le sue mani scivolarono sui seni sodi e ben compatti.
Con l’anima vibrante, si sistemò sul materasso, sentendosi pronto per affondare dentro di lei.<br>Ma in quel momento, dei tonfi sordi, alle spalle, attirarono la sua attenzione. Sembrava il suono di alcuni passi
affrettati. Si fermò, si girò e si paralizzò, come fulminato.<br>Un uomo, alto quasi quanto lui, però dalla carnagione olivastra, con dei baffetti scuri sotto al naso, il fisico asciutto, con
indosso un parka verde militare, lo stava fissando. Impugnava una pistola.<br>Stefano aprì la bocca per dire qualcosa.<br>Ma l’uomo premette subito il grilletto. Lo sparo sembrò scuotere le pareti della
casa. E Stefano poté sentire il proiettile sfondargli la pelle all’altezza del petto. Venne sbalzato sul materasso, rovinando a pochi centimetri dal corpo nudo di Sabina.<br>La ragazza non aveva detto nulla,
né aveva reagito in qualche modo. Scivolò giù dal letto, iniziando a vestirsi. Stefano la guardò con occhi sgranati. Sgranati dalla sorpresa, dalla rabbia.<br>La vide affiancare l’uomo olivastro,
dirgli qualcosa all’orecchio e poi svanire nelle ombre del corridoio. Stefano esalò un mormorio, un lamento doloroso. Era come se il suo petto fosse attraversato da tizzoni ardenti che gli scavavano la carne.<br>L’uomo
olivastro gli si fece più vicino, alzò la pistola, mirando alla testa. Stefano chiuse gli occhi.<br>Un secondo sparo. L’ultimo.<br>E per Stefano Vascotto si spense ogni luce e ogni suono.<br>Akanksha
Kapoor abbassò la pistola, con la canna ancora fumante. La inserì in una fondina che teneva legata al fianco. Si abbassò sul corpo di Stefano, lo cinse con le braccia e lo sollevò dal materasso.
Tenendolo in grembo, svanì nel corridoio. Attraversato questo, raggiunse un piccolo bagno e lo adagiò nella vasca.<br>Stefano era già nudo, perciò non avrebbe dovuto spogliarlo e perdere altro
tempo. Indossò dei guanti in lattice, sollevò un seghetto chirurgico elettronico e ne avviò il motore. Un ronzio fastidioso si impadronì di ogni altro suono. Si abbassò una mascherina trasparente
sugli occhi e iniziò il suo lungo lavoro di taglio. In un angolo del bagno erano già stati sistemati dei sacchetti in plastica, che avrebbero presto ospitato gli organi di Stefano.</div><div><br></div>
<div><em>Secondo i dati aperti del progetto Counter-Trafficking Data Collaborative, gestito dallo IOM, l’International Organization for Migration, a gennaio
2019 il fenomeno del traffico d’organi umani riguardava più di 91.000 casi attinenti a 169 paesi.<br>La banca dati è apertamente consultabile e aggiornata da organizzazioni operanti da tutto il mondo,
che attestano l’esistenza del fenomeno.</em></div><div><br></div>
<div><strong>NOTE</strong></div>
<div>Prima pubblicazione per Club GHoST: 27 Ottobre 2024.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE<br></strong>Davide Stocovaz è nato a Trieste nel 1985.<br>È autore e sceneggiatore, tra
i suoi romanzi ricordiamo <em>Zanne nelle Tenebre</em> e <em>Addendum </em>per Editrice GDS, <em>Abissi</em>, <em>Ombra di Morte</em> per Elison Publishing, <em>Il Mostro del Buio</em> per la Dark Abyss Edizioni, <em>La Giungla dell’Orrore, Krampus, la leggenda è viva, La Testa dello Skullzlag</em> e <em>Carnivores</em>per la Delos Digital e <em>Il Re delle Dolomiti</em> per Edikit.<br>Nel 2010 vince il Primo Premio Internazionale per la Sceneggiatura Mattador, dedicato a <strong>Matteo Caenazzo.<br></strong>Alterna il percorso in narrativa con la stesura di poesie. La sua prima raccolta poetica <em>Sussurri nel Vento</em> è stata pubblicata dalla Ensemble Edizioni, seguita poi da <em>I Respiri dell’Anima</em> edita da Versi Edizioni.<br>Collabora con diverse riviste online con la stesura di racconti e poesie.<br>Visceralmente legato alla sua città
natale, continua il suo percorso nella narrativa.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink1d8bb0bcc9edd2732d4449880756895c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pulsione-amore-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 620,'height': 432,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1d8bb0bcc9edd2732d4449880756895c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pulsione-amore-cover_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="140" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkdadc70ab8ba2229212db0e1853fae3b6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/davidestocovaz-autore.jpeg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 983,'height': 849,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdadc70ab8ba2229212db0e1853fae3b6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/davidestocovaz-autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="130" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 07:24:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[I Dogon e Sirio B]]></title>
			<author><![CDATA[Luigi Pellini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001EC"><h1 class="imHeading1">I segreti di Sirio B</h1><h2 class="imHeading2">La stella nana bianca non visibile a occhio nudo</h2><div>






<div><span class="cf1">Il riferimento profondo a "La stella della salvezza: Sirio, intimamente legata Iside" rimanda principalmente al &nbsp;significato mitologico ed esoterico dell'antica
religione egizia, dove la stella Sirio (Sothis o salvezza) era identificata con la dea Iside. Non si tratta di un'opera o un concetto standardizzato, ma probabilmente di un titolo o un'interpretazione specifica all'interno
di circoli esoterici o filosofici.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Relativamente a questo esiste il cosiddetto "mistero dei Dogon" riguardante la inspiegabile conoscenza astronomica profonda che questo popolo del Mali possedeva da secoli
e secoli. In particolare sulla consapevolezza dell'esistenza di Sirio B, stella invisibile e parallela bianca ma non visibile a occhio nudo, scoperta per la prima volta, in Occidente dall'astronomo americano <strong>Alvan Graham Clark</strong> il 31 gennaio 1862 grazie all’osservazione diretta con un particolare cannocchiale. Ma ben prima che
la scienza occidentale scoprisse la strana stella i Dogon ne erano a conoscenza senza avere strumenti adeguati per indagare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">I Dogon</strong></div>
<div><span class="cf1">Sono un'etnia dell'Africa occidentale, stabilitasi nella Falesia di Bandiagara in Mali, noti per la loro ricca cultura cosmologica, danze con maschere, sculture lignee e villaggi unici, costruiti sulla falesia per protezione dopo la migrazione dal Mandé intorno al XIV secolo. La loro spiritualità è complessa, basata su un dio creatore (Amma) e spiriti Nommo, con una profonda connessione con la terra e gli antenati, espressa anche attraverso l'arte e l'architettura simbolica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Sirio B</strong></div>
<div><span class="cf1">Una nana bianca, il denso residuo stellare della stella compagna di Sirio A, la stella più brillante del nostro cielo, orbitante a circa 8,6 anni luce dalla Terra in un sistema binario che completa un'orbita in circa 50 anni. Nonostante
la sua massa sia simile a quella del Sole, ha le dimensioni della Terra, risultando estremamente densa (un cucchiaino di materia peserebbe una tonnellata) e molto debole, difficile da osservare con telescopi amatoriali.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink0e8ec0b7c9815373e6e2909e23a90735 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SiroB-dettaglio.jpg','alt': 'La stella Sirio.','title': 'La stella Sirio.','width': 719,'height': 630,'description': 'La stella Sirio.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0e8ec0b7c9815373e6e2909e23a90735, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/SiroB-dettaglio.jpg" alt="La stella Sirio." title="La stella Sirio." width="200" height="176" /></a><br></div><div><script> var showboxlink9269a3a032d09fdd74ea87bf0faf780a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/etnia-dogon.jpg','alt': 'L\\\'etnia Dogon.','title': 'L\\\'etnia Dogon.','width': 796,'height': 497,'description': 'L\'etnia Dogon.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9269a3a032d09fdd74ea87bf0faf780a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/etnia-dogon.jpg" alt="L&#39;etnia Dogon." title="L&#39;etnia Dogon." width="200" height="125" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 07:38:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[HandBrake transcoder]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001EB"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un software indispensabile</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Lo standard di riferimento per la transcodifica video</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong></strong><em>HandBrake</em> è universalmente riconosciuto come il "coltellino svizzero" della transcodifica
video. Essendo un software <em>open source</em> e completamente gratuito, è diventato lo standard di riferimento sia per gli appassionati che per i professionisti che
hanno bisogno di convertire, comprimere o ottimizzare file video senza spendere un centesimo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>HandBrake</em> non è un editor video (non serve per tagliare scene o aggiungere effetti creativi), ma un <em>transcoder</em>. Il suo compito è prendere un video esistente e trasformarlo in un nuovo file ottimizzato. Le funzioni principali sono:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<ul><li><span class="cf1">Conversione universale: Supporta quasi tutti i formati sorgente immaginabili (inclusi file da smartphone, telecamere professionali e vecchi formati analogici digitalizzati).</span></li>
<li><span class="cf1">Gestione DVD e Blu-ray: È in grado di "rippare" dischi non protetti. Nota bene: non può aggirare le protezioni DRM (come quelle dei film commerciali) a
meno di non utilizzare librerie esterne come <em>libdvdcss</em>.</span></li>
<li><span class="cf1">Codec di ultima generazione: Supporta i moderni standard AV1, H.265 (HEVC) e H.264, oltre a formati specifici per il web come WebM.</span></li>
<li><span class="cf1">Ottimizzazione per dispositivi: Include decine di preset pronti all'uso per iPhone, Android, PlayStation, Xbox, Apple TV e YouTube.</span></li></ul><span class="cf1"><br>
</span><div><span class="cf1">Tra le qualità migliori di <em>HandBrake</em> segnaliamo la sua capacità di ridurre drasticamente le dimensioni di un file (anche del 70-90%) mantenendo una qualità visiva pressoché identica all'originale. Il motore di compressione
utilizza la tecnica del <em>Constant Quality (RF)</em> ovvero invece di impostare un bitrate fisso, l'utente sceglie un livello di qualità
desiderato e il software adatta dinamicamente il peso del file.</span></div>
<div><span class="cf1">L’efficienza rimane eccellente con i chip moderni: su sistemi Apple Silicon (M1/M2/M3) e CPU con supporto AV1, le velocità di codifica sono impressionanti. L’accelerazione hardware sfrutta le GPU (Nvidia NVENC, AMD VCE, Intel QuickSync) per velocizzare il processo, sebbene la codifica tramite CPU (x264/x265) rimanga superiore per qualità pura.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink403e9ff3500c2ddfcaba6d727f0f7b6a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/handbrake-interfaccia_bar.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di HandBrake.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di HandBrake.','width': 1280,'height': 857,'description': 'L\'interfaccia grafica di HandBrake.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink403e9ff3500c2ddfcaba6d727f0f7b6a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/handbrake-interfaccia_bar.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di HandBrake." title="L&#39;interfaccia grafica di HandBrake." width="200" height="134" /></a><br></div>
<div><strong class="fs14lh1-5">L'interfaccia grafica di HandBrake.</strong></div>






<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'interfaccia di <em>HandBrake</em> può risultare intimidatoria. Ci sono centinaia di cursori e menu a tendina per filtri
(deinterlacciamento, riduzione rumore), tracce audio multiple e capitoli. Tuttavia, per l'utente medio, basta trascinare un file, selezionare un preset (es. "Fast 1080p30") e cliccare su "Avvia codifica".
La documentazione ufficiale è estremamente dettagliata, rendendo facile imparare anche le funzioni più avanzate.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">PRO</strong></div>
<div><ul><li><span class="cf1">Completamente gratuito e senza pubblicità.</span></li><li><span class="cf1">Multipiattaforma: Windows, macOS e Linux.</span></li><li><span class="cf1">Supporto eccellente per i sottotitoli (SRT, SSA, VobSub).</span></li><li><span class="cf1">Elaborazione in batch (coda di lavoro per molti file).</span></li></ul></div>


<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">CONTRO</strong></div>
<div><ul><li><span class="cf1">Interfaccia complessa per i principianti.</span></li><li><span class="cf1">Non supporta l'unione di più clip in una.</span></li><li><span class="cf1">Non rimuove le protezioni copia (DRM) nativamente.</span></li><li><span class="cf1">Richiede molta potenza di calcolo (CPU intensive).</span></li></ul></div>


<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>HandBrake</em> rimane un software indispensabile. Nonostante l'interfaccia non sia modernissima, la sua solidità e la
qualità del risultato finale non hanno rivali nel mondo gratuito. È lo strumento perfetto per chi vuole risparmiare spazio sul disco o rendere i propri video compatibili con qualsiasi televisore o tablet.</span></div>
<div><span class="cf1">Consigliato per chiunque debba gestire una libreria video digitale, archiviare DVD o ridurre il peso di video pesanti prima di caricarli online.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica <em>HandBrake</em> dal sito ufficiale: <a href="https://handbrake.fr/" class="imCssLink">https://handbrake.fr/</a></span></div>
<div><span class="cf1">Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink02938bee0579493034c468c55e43f4f9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/handbrake-logo_bar.jpg','alt': 'Il logo di HandBrake.','title': 'Il logo di HandBrake.','width': 455,'height': 275,'description': 'Il logo di HandBrake.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink02938bee0579493034c468c55e43f4f9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/handbrake-logo_bar.jpg" alt="Il logo di HandBrake." title="Il logo di HandBrake." width="200" height="121" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 07:32:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/files/handbrake-logo_bar_thumb.jpg" length="40693" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?handbrake-transcoder</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[No Other Choice di Park Chan-wook]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001EA"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Black-comedy sociale</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Credibile, divertente, angosciante, a tratti persino terrificante</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">No Other Choice - Non c’è altra scelta (Corea del Sud 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Park Chan-wook. Soggetto: dal romanzo The Ax di Donald E. Westlake. Sceneggiatura: Park Chan-wook, Don McKellar, Lee Kyoung-mi, Lee Ja-hye. Fotografia:
Kim Woo-hyung. Montaggio: Kim Sang-bum. Musiche: Jo Yeong-wook. Produttori: Park Chan-wook, Bak Ji-sun, Michèle Ray-Gravas, Alexandre Gravas. Produttore Esecutivo: Miky Lee. Case di Produzione: Moho Film, KG Production,
CJ Entertainment. Distribuzione (Italia): Lucky Red. Titolo Originale: Eojjeol suga eopda. Genere: Commedia, Thriller. Lingua Originale: Coreano. Paese di Produzione: Corea del Sud, 2025. Interpreti: Lee Byung-hun (Man-su),
Son Ye-jin (Mi-ri), Park Hee-soon (Choi Seon-chul), Lee Sung-min (Koo Beom-mo), Yeom Hye-ran (A-ra), Cha Seung-won (Go Si-jo), Yoo Yeon-seok (Oh Jin-ho).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1">Non sono mai stato un fan del cinema coreano. Tutt’altro. Ma lo sto diventando, film dopo film, regista dopo regista, attore dopo attore. La trama che sta alla base di <em>No Other Choice - Non c’è altra scelta</em> se affrontata da un autore italiano sarebbe risultata quanto meno imbarazzante, invece in salsa coreana,
tra le mani di un terrorista dei generi (li avevamo anche noi) come <strong>Park Chan-wook</strong> (autore del mitico <em>Old Boy</em>) risulta credibile, divertente, angosciante, a tratti persino terrificante. <em>No Other Choice</em> è <em>black-comedy</em> sociale, perché affronta il licenziamento di un dipendente che da venticinque anni lavora alle dipendenze di un’industria cartaria e si trova di punto in bianco a dover cercare un nuovo lavoro, affrontando
non solo colloqui snervanti ma soprattutto imprevedibili prove da serial killer. Il film è dedicato a <strong>Costa Gravas</strong>, perché la storia proviene dal romanzo <em>The Ax</em> (1997) di <strong>Donald E. Westlake</strong> - un maestro dell’umorismo grottesco - già adattato per il cinema dal regista greco con <em>Cacciatori di teste</em> (2005).</span></div>
<div><span class="cf1">&gt;</span></div><div><span class="cf1">&gt;</span></div><div><span class="cf1">&gt;</span></div><div><span class="cf1">&gt;</span></div><div><span class="cf1">&gt;</span></div>
<div><strong class="cf1">Attenzione spoiler</strong></div>
<div><span class="cf1">&gt;</span></div>
<div><span class="cf1">&gt;</span></div>
<div><span class="cf1">&gt;</span></div><div><span class="cf1">&gt;</span></div><div><span class="cf1">&gt;</span></div>
<div><span class="cf1">Protagonista Man-su, veterano dell’azienda che trovandosi senza lavoro non vede altra scelta che uccidere i tre possibili pretendenti al nuovo impiego dove serve un solo funzionario
di controllo, visto che le mansioni principali sono affidate all’intelligenza artificiale. <em>Non c’è altra scelta </em>- il titolo del film - è la frase che Man-su ripete ogni volta per farsi coraggio prima di compiere un nuovo omicidio, quasi sempre efferato e ai limiti del grottesco. Il regista punta il dito sulla piaga
del lavoro spersonalizzante e sui tagliatori di teste aziendali che riducono il personale per massimizzare i profitti. La scena finale è emblematica, vediamo il lavoratore entrare in azienda a bordo della sua auto circondato
da camion di legname, quindi mettersi all’opera in un ambiente dove è la sola persona umana in mezzo ai robot, infine (sui titoli di coda) scorrono immagini di foreste abbattute in modo sempre più automatizzato.
Tra le cose positive della storia l’importanza della famiglia, il fatto di poter contare su un gruppo di persone unite da un forte legame affettivo (simbolico l’abbraccio iniziale e quello finale tra moglie e marito),
pronto ad affrontare ogni tipo di difficoltà, persino a diventare un monolite che protegga da ogni possibile accusa. La famiglia sarà il riparo di Man-su, che a un certo punto si sente debole e inutile perché
non può garantire niente a moglie e figli, invece si vede ripagato da un’insospettabile complicità e non viene mai tradito da nessun componente.</span></div>
<div><span class="cf1">&gt;</span></div>
<div><span class="cf1">&gt;</span></div>
<div><span class="cf1">&gt;</span></div><div><span class="cf1">&gt;</span></div><div><span class="cf1">&gt;</span></div>
<div><span class="cf1">Sceneggiatura oliata alla perfezione - opera del regista (anche produttore) e di alcuni collaboratori -, fotografia luminosa, scenografie eccellenti, <em>location</em> coreane suggestive sia di luoghi periferici che cittadini. Il montaggio confeziona 139 minuti di pellicola che non perdono un colpo, capaci di tenere in tensione lo spettatore
e di alternare momenti comici ad altri drammatici. <em>No Other Choice</em> ricorda i film di <strong>Pedro Almodovar</strong> prima maniera per un grande uso del grottesco e di soluzioni cinematografiche quasi surreali, inoltre il regista dimostra bravura con la macchina da presa alternando
brevi piani sequenza a primi piani e frenetiche soggettive. Colonna sonora intensa, con alcuni brani di Mozart suonati al violoncello dalla figlia del protagonista. Attori (per me) sconosciuti ma molto bravi. Un film da vedere
che in provincia passa solo dai cinema d’essai. A Grosseto è stato il Cinema Stella, sala benemerita, a farcelo incontrare. Cercatelo sulle piattaforme, anche se non vederlo al cinema vi farà perdere molto
da un punto di vista delle immagini e della tensione. Da non perdere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinka609191c55424bf43903f5c823a9fb32 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/No-Other-Choice-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 620,'height': 885,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka609191c55424bf43903f5c823a9fb32, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/No-Other-Choice-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkdeb68b08c7ae0a1debd32a3dd075b92c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/No-Other-Choice-scena_bar_pfseoou0.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdeb68b08c7ae0a1debd32a3dd075b92c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/No-Other-Choice-scena_bar_mlfs2xtj.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=GJ2oyBBDVUo&t=3s">https://www.youtube.com/watch?v=GJ2oyBBDVUo&t=3s</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 06:41:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?no-other-choice-di-park-chan-wook</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Erotismo in letteratura]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E9"><h1 class="imHeading1">Nuovo video Club GHoST &amp; Ipnotica</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un documentario dedicato alla letteratura erotica e sexy</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>






<div>La Redazione <em>GHoST</em> presenta il nuovo video targato <em>ClubGHoST &amp; Ipnotica</em> dedicato alla letteratura erotica e sexy curato da <strong>Max Ferrara</strong> e <strong>Sergio Bissoli</strong>.</div></div><div><br></div>
<div>L'omaggio dedicato alla narrativa erotica (visione riservata esclusivamente a un pubblico adulto) è presente in questo video appositamente realizzato
per l'occasione e caricato sul canale You Tube ufficiale del Club GHoST:</div><div><br></div>
<div><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a></div><div><u><br></u></div>
<div>che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.</div>
<div>Per non perdere tutte le novità a riguardo ma soprattutto per supportarci vi invitiamo a iscrivervi al canale e attivare la campanella per le notifiche.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinka4dd5b5f07642e62e291a4e4795cca69 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/erotismo-letteratura-video_bar.jpg','alt': 'La copertina del video.','title': 'La copertina del video.','width': 455,'height': 285,'description': 'La copertina del video.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka4dd5b5f07642e62e291a4e4795cca69, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/erotismo-letteratura-video_bar.jpg" alt="La copertina del video." title="La copertina del video." width="200" height="126" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=yrzkQY6igU0">https://www.youtube.com/watch?v=yrzkQY6igU0</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/files/erotismo-letteratura-video_bar_thumb.jpg" length="90131" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?erotismo-in-letteratura</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Aeons Apart]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E8"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un album che scava in profondità</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Non una semplice evoluzione, ma una vera e propria dichiarazione artistica</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">I <strong>Walls of Babylon</strong> pubblicano ufficialmente il loro nuovo album <em>Aeons Apart</em> , che segna una svolta cruciale nella carriera della band e apre un nuovo capitolo potente, maturo e profondamente ambizioso nel loro percorso musicale.</span></div>
<div><span class="cf1">Dopo l'impatto devastante di <em>Fallen</em>, l'album che ha consacrato i <strong>Walls of Babylon</strong> sulla scena metal internazionale grazie al suo concept oscuro e visionario, la band torna con
un lavoro che non è una semplice evoluzione, ma una vera e propria dichiarazione artistica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Aeons Apart: Un viaggio oltre il tempo, oltre l'uomo</strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Aeons Apart</em> è un album che scava in profondità, sia musicalmente che concettualmente. Il titolo stesso evoca
distanze temporali, fratture interiori, epoche che si allontanano e si scontrano. Racconta la storia di un'umanità frammentata, sospesa tra memoria, consapevolezza e perdita, tra ciò che è stato e
ciò che non potrà mai più essere.</span></div>
<div><span class="cf1">Musicalmente, i <strong>Walls of Babylon</strong> spingono la loro identità verso nuovi orizzonti, mantenendo una solida base power progressive metal e arricchendola con:</span></div>
<ul>
<li><span class="cf1">strutture più intricate</span></li>
<li><span class="cf1">atmosfere epiche e oscure</span></li>
<li><span class="cf1">arrangiamenti moderni e cinematografici</span></li>
<li><span class="cf1">songwriting ancora più maturo e consapevole</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1">Il risultato è un album imponente, dinamico e coinvolgente, capace di passare dalla pura aggressività metal a passaggi introspettivi e solenni carichi di tensione emotiva.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Un suono maturo, una visione definitiva</strong></div>
<div><span class="cf1">Se <em>Fallen</em> rappresentava il collasso dell'umanità, <em>Aeons Apart</em> ne esplora le conseguenze: isolamento, distanza, consapevolezza e la natura ciclica del tempo. Ogni traccia è un tassello di un mosaico più ampio, concepito
per essere vissuto come un viaggio completo dall'inizio alla fine.</span></div>
<div><span class="cf1">La produzione è moderna, potente e dettagliata, esaltando ogni sfumatura:</span></div>
<ul>
<li><span class="cf1">riff acuti e monumentali</span></li>
<li><span class="cf1">sezioni ritmiche solide e precise</span></li>
<li><span class="cf1">linee vocali intense ed espressive, piene di pathos</span></li></ul><span class="cf1"><br>
</span><div><strong class="cf1">Da oltre dieci anni sulla scena, più forti che mai</strong></div>
<div><span class="cf1">Fondata alla fine del 2013, <strong>Walls of Babylon</strong> ha costruito nel tempo un percorso coerente e riconoscibile, guidato da dedizione, ricerca e crescita costante.</span></div>
<div><span class="cf1">La loro discografia racconta un'evoluzione netta e decisa: <em>The Dark Embrace</em> (2015), un debutto dark e melodico che getta le basi del loro stile; <em>A Portrait Of Memories</em> (2018), il primo passo internazionale, con un sound più complesso e strutturato; <em>Fallen</em> (2020), il concept album che ha definitivamente consacrato la band; <em>Aeons Apart</em> (2026), piena maturità artistica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Formazione attuale</strong></div>
<div><span class="cf1">Valerio Gaoni - Voce</span></div>
<div><span class="cf1">Fabiano Pietrini - Chitarra</span></div>
<div><span class="cf1">Francesco Pellegrini - Chitarra solista</span></div>
<div><span class="cf1">Matteo Carovana - Basso</span></div>
<div><span class="cf1">Marco Barbarossa - Bat</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinke537d7ee4ea4aa6a0a1d9e7aafc00618 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Aeons-Apart-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 512,'height': 512,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke537d7ee4ea4aa6a0a1d9e7aafc00618, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Aeons-Apart-cover_ver.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink5adb286fd7e6332689f8abfb290e8a2a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Walls-of-Babylon_band.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 744,'height': 538,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5adb286fd7e6332689f8abfb290e8a2a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Walls-of-Babylon_band.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="145" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=jzy5ASJfYl0">https://www.youtube.com/watch?v=jzy5ASJfYl0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 07:51:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/files/Aeons-Apart-cover_bar_thumb.jpg" length="141573" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?disponibile-aeons-apart</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quello che non ti uccide di Joe Carnahan]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E7"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Per chi ama il cinema d'azione</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Corredato di elementi fantastici e di molta suspense</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Quello che non ti uccide (Usa 2021)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Joe Carnahan. Soggetto: Chris Borey, Eddie Borey. Sceneggiatura: Chris Borey, Eddie Borey, Joe Carnahan. Fotografia: Juan Miguel Azpiroz. Montaggio:
Kevin Hale. Scenografia: Jon Billington. Costumi: Jayna Mansbridge. Effetti Speciali: Makana Sylva. Musiche: Clinton Shorter. Produttori: Joe Carnahan, Frank Grillo, Randall Emmett, George Furla. Case di Produzione: Emmett/Furla
Oasi, WarParty Films. Distribuzione (Italia): Prime Video, Blue Swan, Eagle Pictures. Genere: Commedia, Azione, Fantascienza, Avventura. Durata: 104’. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2021. Interpreti:
Frank Grillo (Roy Pulver), Mel Gibson (colonnello Clive Ventor), Naomi Watts (Jemma Wells), Annabelle Wallis (Alice), Ken Jeong (Jake), Will Sasso (Brett), Selina Lo (Guan Yin), Meadow Williams (Pam),
Michelle Yeoh (Dai Feng), Mathilde Ollivier (Gabrielle), Rio Grillo (Joe), Sheaun McKinney (Dave).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qN8I4v" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/49VfeQ3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Boss Level</em> è il titolo originale di un buon film di azione tal taglio fantastico, diretto con mano ferma da <strong>Joe Carnahan</strong> e interpretato da <strong>Frank Grillo</strong>, <strong>Mel Gibson</strong> e <strong>Naomi Watts</strong>. Roy è un reduce di guerra che, per cause ignote, è costretto a vivere ogni giorno il momento della sua morte. Il film racconta per immagini una serie di scene d’azione che portano sempre
alla morte del protagonista, fino al momento in cui si dipana il mistero e le cose cominciano a scorrere secondo una logica diversa. Non possiamo aggiungere altro sulla trama che consiste nella lotta tra Roy e un oscuro criminale
tecnologico, il solo ad avere il potere di interrompere quello che pare un loop infinito. Nella trama da segnalare una buona parte sentimentale e un ritrovato rapporto tra padre e figlio, tra l’altro funzionale alla
scoperta del mistero. Il film è un <em>Ricomincio da capo</em> d’azione, come lo ha definito il suo autore, che cita a piene mani la sequenza storica di un lavoro
girato nel 1993 da <strong>Harold Ramis</strong>, interpretato da <strong>Bill Murray</strong> e <strong>Andie MacDowell</strong>. <em>Ricomincio da capo</em> è un film così famoso da godere persino di un remake italiano interpretato da <strong>Antonio Albanese</strong> (<em>È già ieri</em>, 2004) e uno tedesco (<em>Liebe in der Warterschleife</em>) diretto da <strong>Denis Satin</strong>. <em>Quello che non ti uccide</em> non è un remake, siamo nel campo del cinema d’azione che utilizza un’idea di partenza ma prende strade del tutto diverse, seguendo la tecnica del video game, nel senso che ogni volta che il
protagonista si sveglia riparte da un livello di conoscenza superiore per arrivare alla vittoria. Il titolo in lavorazione della pellicola era <em>Continue</em>, poi modificato in <em>Boss Level</em> in omaggio ai video games che hanno un ruolo importante nella trama del film, visto che il figlio del protagonista è un appassionato giocatore. In Italia il film ha avuto vicissitudini negative per via
della pandemia da Covid, non è uscito nelle sale ed è stato dirottato su Prime Video, adesso si trova in forma libera sui canali Mediaset. Riprese in Georgia, tra Atlanta e Decatur. La pellicola non ha neppure
un momento fiacco, caratterizzata da un alternarsi di generi che vanno dal romantico alla commedia scanzonata, passando per fantastico e azione, con rimandi al cinema di kung-fu e alla fantascienza pura. Montaggio alternato,
del tutto non consequenziale, come logico in un film che ripete la stessa sequenza con molte varianti, che sfrutta a dovere i mirabolanti effetti speciali e una fotografia nitida. La sceneggiatura - scritta anche dal regista
sulla base di un soggetto di <strong>Chris</strong> ed <strong>Eddie Borey</strong> - è molto elaborata ma non perde un colpo, al termine della visione i fili tornano tutti, anche se il finale resta aperto. Per chi ama il cinema d’azione
corredato di elementi fantastici e di molta suspense. In ogni caso un film da vedere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4qN8I4v" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/49VfeQ3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink78630440f67a7cdad261a9c3d72e3243 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/boss-level-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 510,'height': 755,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink78630440f67a7cdad261a9c3d72e3243, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/boss-level-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink791820630496b605b3235d62b284c34a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/boss-level-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1024,'height': 655,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink791820630496b605b3235d62b284c34a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/boss-level-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="128" /></a><br></div><div><br></div><!--EndFragment --></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=hYH10_MFZvs">https://www.youtube.com/watch?v=hYH10_MFZvs</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 13:17:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile La notte di Italia - Germania]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E6"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Romanzo revenge-noir</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che si dipana su due piani temporali paralleli</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità del romanzo <em>La notte di Italia - Germania</em> di <strong>Maurizio Cometto</strong>, edito da Tabula Fati uscito per la collana "La Torre Nera" di <strong>Marco Solfanelli</strong>, curata da <strong>Anna Maria Pierdomenico</strong>, <strong>Andrea La Rovere</strong> e <strong>Angelo Marenzana</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qRwyfB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il romanzo è un revenge-noir che si dipana su due piani temporali paralleli, aventi come sfondo eventi calcistici opposti: la vittoria dell'Italia ai Mondiali di calcio
del 1982, e la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali di Russia 2018.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Sinossi</strong></div>
<div><span class="cf1">Bruno Mastengo è al settimo cielo: suo figlio è stato preso nella squadra esordienti del Granda Calcio. Ora Samuele potrà dimostrare a tutti il suo talento.
E gli osservatori delle grandi squadre di serie A non potranno fare a meno di notarlo, perché Samuele è forte e si mangia gli avversari come i biscotti a colazione.</span></div>
<div><span class="cf1">C’è solo una cosa che disturba Bruno. Si tratta dell’allenatore di Samuele: Stefano Seri. Un uomo più o meno della sua età, non troppo alto, rosso
di capelli. E con quel maledetto ciondolo che gli penzola dal collo: <em>un dente di tigre</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">I ricordi, molesti, tornano ad affollare la mente di Bruno. Perché lui, in un passato che sembrava ormai lontano, ha conosciuto Stefano. Nell’estate dell’ottantadue,
per essere precisi: l’estate dell’Italia Campione del Mondo. Un destino tragico e beffardo li aveva portati a condividere la stessa stanza del reparto pediatria dell'ospedale Santa Croce di Cuneo.</span></div>
<div><span class="cf1">E Stefano gli fece qualcosa, quella notte in ospedale. La notte della finalissima. La notte di Italia-Germania.</span></div>
<div><span class="cf1">Qualcosa di terribile. E ora quel qualcosa torna a perseguitare Bruno.</span></div>
<div><span class="cf1">E di mezzo potrebbe andarci anche suo figlio.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Maurizio Cometto è nato a Cuneo nel 1971 e vive a Torino. Tra i suoi libri pubblicati: la raccolta di racconti "Magniverne" (Edizioni Il Foglio, 2018), il ciclo
di cinque romanzi "Il libro delle anime" (Delos Digital, collana Odissea Fantasy, usciti tra il 2021 e il 2022), la raccolta di racconti "Cambio di stagione" (Edizioni Il Foglio, 2011, e poi Delos Digital,
2023), e i romanzi distopici "Le leggi dell’ordine etico" (Delos Digital, 2024) e il recente "L’ombra della stella cometa" (Delos Digital, 2025). Dal 2023 è curatore, sempre per Delos
Digital, della collana “Frattali”, dedicata al realismo magico e al fantastico senza etichette.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">La notte di Italia - Germania</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Maurizio Cometto</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: La Torre Nera</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Tabula Fati</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 158</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensioni: 12 x 0.6 x 21 cm</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 979-1280053534</span></div>
<div><span class="cf1">Costo: 13,00 €</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qRwyfB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink5f1a3fc230a0e625de854db312b86709 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/notte-italiagermania-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 781,'height': 1078,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5f1a3fc230a0e625de854db312b86709, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/notte-italiagermania-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="277" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkfc4e7a7a898dfcbb0bc445c7592318db = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/MCometto_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 297,'height': 300,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfc4e7a7a898dfcbb0bc445c7592318db, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/MCometto_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="152" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 07:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Giustizia riparativa]]></title>
			<author><![CDATA[Carlo Salvoni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E5"><h1 class="imHeading1">Il preside è seduto alla scrivania</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Teresa è in piedi, appoggiata allo stipite della porta aperta</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>Personaggi (in ordine di apparizione)</div><div><br></div>
<div>Marino: studente, ex vittima di Gianni<br>Gianni: studente, ex bullo<br>Teresa: bidella<br>Sig.ra Capelli: mamma di Tibullo<br>Preside<br>Tibullo: studente<br>Dott.ssa
Sinisgalli: psicologa d’istituto<br>Prof. Lunardi<br>Sig.ra D’Amato: mamma di Gianni<br>Una professoressa<br>Fausto: bidello</div><div><br></div>
<div>I</div>
<div><em>Ricreazione in cortile, vociare indistinto di alunni. Gianni e Marino sono appartati in un angolo, discutono animatamente.</em></div>
<div><strong>Marino</strong>: E così hai usato un gelato per fare l’unicorno?</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Sì, gliel’ho spiaccicato sulla fronte a quel pony rincoglionito! Dovevi vedere tutto il cioccolato
che colava!</div>
<div><strong>Marino</strong>: Dovevo vederlo, sì, e ti avrei dato un pugno in testa!</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Cos’è, difendi gli animali adesso? Ma se ti mangi due bistecche tutti i giorni, tua nonna
non sa fare altro! Forse perché le piace il macellaio, quello pieno di peli…</div>
<div><strong>Marino</strong>: Ehi, Gianni, cosa fai, ricominci a sfottere la mia famiglia? Sei ancora un bullo? Ti ricordo che hai al
collo una certa cosetta…</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Certo, non serve che me lo ricordi, però tua nonna, voglio dire, ci sarà un motivo se la
chiamano “la milfona del ricovero”…</div>
<div><strong>Marino</strong>: Attento, Gianni, non scherzare col fuoco. Io non ho dimenticato di quando mi bullizzavi. Guarda che basta
poco per far partire la scossa. Sta’ lontano dalla mia famiglia, anche con le parole, altrimenti…</div>
<div><em>Gianni abbassa la testa contrito. Segue un minuto di silenzio.</em></div>
<div>Comunque anche la cosa del cono sulla testa del pony, ecco, dimostra che non capisci un cazzo!</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Ma dai, era solo uno scherzo per il mio cuginetto. Se l’è pure bevuta, almeno per un po’.
Dovevi vedere la sua espressione!</div>
<div><strong>Marino</strong>: Perché non capisce un cazzo, proprio come te. Un pugno in testa te lo meritavi, e bello forte!
Ma mica per il pony, cosa pensi?</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Cosa fai, diventi bullo tu adesso? Ti insegnano questo alla riabilitazione per vittime? Non penso che
la vendetta rientri in un discorso di giustizia di nessun tipo.</div>
<div><strong>Marino</strong>: E se anche fosse? No, ma qui non c’entra niente la giustizia riparativa, solo un po’ di buon
senso. Voglio dire, ti meriteresti un pugno in testa solo per aver sprecato un gelato! Un gelato spiaccicato sui peli di un pony, ma non ci hai pensato?</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Ma mica era il mio!</div>
<div><strong>Marino</strong>: Potevi mangiartelo comunque, idiota! Quante volte hai rubato la merenda a me? Ma lasciamo perdere, non
so perché perdo ancora il mio tempo prezioso con uno come te. Poi gli unicorni mica sono cavalli, dovresti dirlo a tuo cugino.</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Certo, sono cavalli con un corno che volano scorreggiando arcobaleni.</div>
<div><strong>Marino</strong>: Ma lo vedi che non capisci un cazzo di niente? Quando sei piccolo ti raccontano un mucchio di stronzate,
ma poi, crescendo, uno dovrebbe andare oltre! Anche le leggende, voglio dire, bisogna tramandarle come si deve. Altrimenti ci fermiamo ai disegnini dei cartoni animati. Un unicorno è un maiale di merda con un corno
nero in mezzo agli occhi, i cavallini li fanno solo per vendere cagate ai bambini.</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Ma sei sicuro, mai sentita una cosa così!</div>
<div><strong>Marino</strong>: Certo, perché tu e tutti i tuoi cari non capite un cazzo e vi fermate alla superficie delle cose.
Vi nutrite di film Disney e di Hollywood e pensate di sapere qualcosa, invece… poveri noi! Lo sanno tutti che l’unicorno è un maiale merdoso con questo corno nero contorto in mezzo agli occhi. Una cosa ripugnante,
da farti vomitare appena lo vedi.</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Quindi niente scorregge arcobaleno?</div>
<div><strong>Marino</strong>: Ah, Gianni, Gianni, quando capirai? Il corno arriva in profondità, comprime il cervello, e così
l’unicorno è un maiale deficiente, molto aggressivo. Scorreggia, sì, e caga tantissimo. Niente arcobaleni, però. E poi, scusa, ma mica vola in cielo. Vive sotto di noi, nelle fogne. Sta bene solo
nella merda. “L’unicorno va / nella cloaca della città…”, mai sentita la canzoncina?</div>
<div><strong>Gianni</strong>: E scommetto che mangia topi di fogna.</div>
<div><strong>Marino</strong>: Oh, no! Gli unicorni si nutrono di felicità. Della nostra felicità. Ce la succhiano dal
culo mentre caghiamo, per questo non siamo mai felici.</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Io ero felice quando ti prendevo a calci nelle costole.</div>
<div><em>Improvvisamente Gianni crolla a terra, preso da convulsioni. Si lamenta con le mani al collo. Marino sospira.</em></div>
<div><strong>Marino</strong>: Dai, non fare il melodramma adesso! Ehi, ma che cazzo succede?</div>
<div><em>In cortile si fa il silenzio, tutti fissano la porta della presidenza che si è aperta.</em></div>
<div><strong>Gianni</strong>: <em>[da terra]</em> Che cosa fa Tibullo? È impazzito?</div>
<div><strong>Marino</strong>: No, quella cosa delle vespe. Non ti ricordi lo sciame nero? Sta rifacendo quella scena, solo che non ci
sono le vespe.</div>
<div><strong>Gianni</strong>: E chi lo segue? C’è Teresa, guarda, sta piangendo!</div>
<div><strong>Marino</strong>: Ma c’è anche il preside. Lo sospendono? Strano che Tibullo si metta nei casini.</div>
<div><strong>Gianni</strong>: E per cosa, perché ha salvato le vespe da Teresa?</div>
<div><strong>Marino</strong>: Mah, forse faceva meglio ad ammazzarle. Lui ha rischiato inutilmente, l’avevo già pensato.
E chi è quella tipa bionda con la faccia incazzosa?</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Sarà la mamma di Tibullo. Stanno rifacendo la scena davanti a lei. Ma non ha senso…</div>
<div><strong>Marino</strong>: Eccolo, va verso il canestro, prende la regina e poi la porta fuori…</div>
<div><strong>Gianni</strong>: <em>[si mette a sedere]</em> Che stronzata le vespe non…</div>
<div><strong>Marino</strong>: Shhhh, abbassa la voce, idiota! Voglio sentire cosa dicono.</div>
<div><strong>Teresa</strong>: Ecco, vedete? È stato molto delicato. Lui non ha fatto del male agli insetti e le vespe non l’hanno
punto. Mi sembrava San Francesco! Però che spavento…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Infatti si chiama Francesco!</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Tibullo si chiama Francesco?</div>
<div><strong>Preside</strong>: Ehi tu, sì <em>[indica Gianni]</em>, tu che fai lo spiritoso lì in terra. Tu c’eri quando Francesco Tibulli ha portato fuori le vespe, non è vero?</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Sì, no, io…</div>
<div><strong>Marino</strong>: Era troppo intento a prendermi a pugni nello stomaco per seguire la scena. Io però me la ricordo
bene.</div>
<div><strong>Preside</strong>: Ah, è così? E come puoi ricordartela bene, se ti stavano prendendo a cazzotti in pancia?</div>
<div><strong>Marino</strong>: Perché pensavo a quanto male le vespe avrebbero fatto a Tibullo, e questo mi consolava. C’era
qualcuno che poteva soffrire più di me, in quei momenti aiuta.</div>
<div><strong>Preside</strong>: Ma bravo, ti dispiace seguirmi in presidenza?</div>
<div><strong>Marino</strong>: <em>[rivolto a Gianni]</em> Visto, adesso sono nella merda per colpa tua, grazie mille! Dovevi solo starti zitto!</div>
<div><em>Il gruppo si allontana verso la presidenza, Marino chiude la fila ed entra per ultimo.</em></div>
<div><strong>Tibullo</strong>: <em>[da dentro] </em>No! La porta!</div>
<div><em>La Sig.ra Capelli si precipita fuori</em></div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Lascia aperto! Francesco non sopporta le porte chiuse. Non riesce proprio a viverci!</div>
<div><strong>Preside</strong>: Sì, ma qui non siamo a casa vostra. Ci sono regole!</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Preside, per favore, almeno in questo frangente possiamo soprassedere? Gli avete fatto rivivere
un momento delicato. <em>[Rivolta a Teresa] </em>La porta resta aperta, grazie.</div>
<div><em>Teresa fa spallucce</em></div>
<div><br></div><div>II</div>
<div><em>Presidenza. Il preside è seduto alla scrivania. Intorno, disposti a semicerchio, stanno seduti la Sig.ra Capelli, Tibullo, Marino. Teresa
è in piedi, appoggiata allo stipite della porta aperta.</em></div>
<div><strong>Marino</strong>: C’era Teresa che parlava con Fausto, l’altro bidello. Non so che cosa si dicevano, ma penso
che parlassero delle vespe. Insomma, poteva essere un rischio per noi…</div>
<div><strong>Teresa</strong>: Che io volevo bruciarlo il nido, quelle bestie sono pericolose e non te ne liberi se non le bruci con
la benzina. Fausto voleva spruzzarci sopra il DDT, ma mica le ammazzi e poi ti volano addosso…</div>
<div><strong>Preside</strong>: Marino, va’ avanti, per piacere.</div>
<div><strong>Marino</strong>: Io le stavo prendendo dal bullo, Gianni. Non ricordo perché mi picchiava, forse non gli piaceva
il colore della mia felpa.</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Chi, quel poveretto che stava là in terra prima?</div>
<div><strong>Marino</strong>: Quel “poveretto” mi ha perseguitato per anni.</div>
<div><strong>Preside</strong>: <em>[sorridendo con complicità]</em> Ti piace vederlo in terra adesso, eh?</div>
<div><strong>Marino</strong>: Mi piace, sì. Siamo amici adesso che c’è il collare.</div>
<div><strong>Preside</strong>: Quanto mi fa piacere sentirlo! Vuol dire che il nostro progetto sulla giustizia riparativa funziona.
Soldi spesi bene, per una volta.</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Anche i soldi per le gite sono spesi bene, basterebbe mandarci gli alunni meritevoli!</div>
<div><strong>Preside</strong>: Signora, per favore, ne abbiamo già parlato. Se poi vogliamo andare avanti con le polemiche, mi
dica cosa possiamo ricavarne. Sappiamo quello che facciamo, un po’ di fiducia nei confronti degli insegnanti non guasterebbe. E poi Marino, qua, sta perdendo preziosi minuti di lezione per le nostre discussioni inutili.
Su, veloce, finisci di raccontare quel giorno.</div>
<div><strong>Marino</strong>: Tibullo è saltato fuori dal nulla, si è tipo materializzato alle spalle di Teresa. È
andato vicino al nido e ha cominciato a frugare con le dita. Le vespe si sono un po’ agitate, aspettavamo tutti che si formasse una nuvola nera intorno alla sua testa, come nei cartoni animati. Invece niente. Ne ha presa
una tra il pollice e l’indice e tutte le altre lo hanno seguito.</div>
<div><strong>Preside</strong>: Dove?</div>
<div><strong>Marino</strong>: Boh, fuori dal cancello…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Come? Lasciate che gli studenti lascino l’edificio scolastico così, senza un controllo?
Non dovrebbe essere chiuso il cancello? Ma roba da matti!</div>
<div><strong>Preside</strong>: C’era uno sciame di vespe… e poi, mi scusi, ma stiamo discutendo di altro adesso…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Già, di quanto il mio Francesco sia un ragazzo attento e sensibile, e proprio per questo
lo tagliate fuori dalle iniziative più interessanti. Guardi, a me l’immagine di questo giovane che mette in salvo uno sciame d’api fa venire le lacrime agli occhi…</div>
<div><strong>Teresa</strong>: Ma quali api? Proprio quelle vespe nere e lunghe erano!</div>
<div><strong>Preside</strong>: Non sono un entomologo, ma non credo che quelle vespe vivano in sciami. Anzi, non sono quelle che scavano
una buca?</div>
<div><strong>Teresa</strong>: Ma quello uno sciame era! Uno sciame nero nero. E il nido è ancora là da vedere.</div>
<div><strong>Marino</strong>: Posso tornare in classe? C’è Lunardi…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Solo una curiosità. Perché lo chiamate Tibullo? Per il cognome?</div>
<div><em>Tibullo si prende la testa tra le mani.</em></div>
<div><strong>Marino</strong>: Sì… e per il poeta latino… quello… ehm…</div>
<div><strong>Preside</strong>: Il poeta elegiaco?</div>
<div><strong>Marino</strong>: Sì, ehm… quello un po’ sfigato.</div>
<div><em>Marino esce.</em></div>
<div><strong>Preside</strong>: Le lacrime agli occhi, Signora Capelli? Ma sono proprio quelle il problema! Non è vero, Tibullo?</div>
<div><em>Tibullo alza di scatto la testa, piange, ha le guance rosse e tormentate dai graffi</em>.</div>
<div><br></div><div>III</div>
<div><em>Atrio davanti alla segreteria con la macchinetta del caffè. La psicologa d’istituto ha in mano un bicchiere e fuma.</em></div>
<div><strong>Preside</strong>: Ma come, dottoressa, noi la cerchiamo da venti minuti e lei è qui a fare una pausa? Pausa da che,
poi? Sa che abbiamo un’urgenza?</div>
<div><strong>Dott.ssa Sinisgalli</strong>: Eh, urgenza, urgenza! Che sarà mai? Io avevo urgenza di caffè e paina. Tra
poco avrò urgenza di andare al bagno. Le urgenze fisiologiche vengono prima di quelle psicologiche!</div>
<div><strong>Preside</strong>: Il che, detto dalla psicologa d’istituto, è tutto un programma…</div>
<div><strong>Dott.ssa Sinisgalli</strong>: Appunto, dottor Pasquini, se lo dico io, bisogna che sia vero, o no? A proposito, perché
“dottore” e non “professore”? Per distinguersi dalla massa di incapaci che la circondano, eh… <em>[ammicca e gli dà un’amichevole gomitata nel fianco].</em></div>
<div><strong>Preside</strong>: No, no. È proprio per essere precisi. Io sono laureato, certo, come no… <em>[ammicca e restituisce la gomitata. La psicologa si ritrae rovesciando un po’ di caffè] </em>È che proprio io non ho mai insegnato. Non sono professore. Dirigo, questo è il mio ruolo qui dentro. Servono abilità molto diverse, meglio precisarlo subito, nel titolo…</div>
<div><strong>Dott.ssa Sinisgalli</strong>: Ah… Magari gradisce un caffè?</div>
<div><strong>Preside</strong>: Perchè no, anzi, sa una cosa? <em>[Estrae una boccetta di metallo dalla giacca] </em>Ce lo correggiamo questo caffè! Tenga tenga. <em>[Versa una dose abbondante nel bicchiere della psicologa] </em>Signora Capelli, venga, un caffettino corretto? Porti anche suo figlio, uno strappo alle regole si può fare,
se lo dice il preside.</div>
<div><em>La Sig.ra Capelli arriva dal corridoio.</em></div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Ma, dirigente, il caffè a un minore? Non c’è la cioccolata?</div>
<div><strong>Preside</strong>: E che facciamo, la cioccolata corretta? È pur sempre un’idea…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Come dice, scusi?</div>
<div><strong>Preside</strong>: Signora, qui occorre fare dei distinguo. Il sistema scolastico è quello che è. Ma una cosa
è la normativa statale, un’altra la vita qui, nei corridoi, nei cortili, nelle classi. Crede che verranno le telecamere con i giornalisti per parlare di quello che suo figlio ha fatto alle api?</div>
<div><strong>Teresa</strong>: <em>[appostata dietro al gruppo. Nessuno si gira per guardarla quando parla]</em> Vespe erano! E poi, niente caffè corretto per i bidelli, giusto? Noi passiamo dopo a pulire e
tanti saluti!</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Ha parlato qualcuno?</div>
<div><strong>Preside</strong>: Dov’è Tibullo? Un goccetto potrebbe anche fargli bene, indurirgli la scorza e sciogliergli
la lingua!</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: E tutti i progetti sulle dipendenze?</div>
<div><em>La psicologa scoppia in una risata isterica</em>.</div>
<div><strong>Preside</strong>: Qui occorre capire cosa è per un uomo il caffè corretto. Il caffè è energia,
nervoso. È veglia, quando ci starebbe un legittimo abbiocco. Il caffè significa diventare grandi. Il problema sta nella correzione, dice lei. Ha anche ragione signora, ma non creda, non è solo una questione
goliardica. Io mica mi ubriaco…</div>
<div><strong>Dott.ssa Sinisgalli</strong>: <em>[con fare teatrale]</em> Certo che no!</div>
<div><strong>Preside</strong>: L’alcol, in quantità minime, è la controparte della caffeina. Sono uno la nemesi
dell’altro, in un certo senso. E noi, che facciamo? <em>[Prende un bicchiere di caffè e lo corregge, poi lo consegna alla signora] </em>Li mescoliamo, sissignora! Noi mettiamo insieme l’ebbrezza con la carica, l’energia con l’intontimento. Diamo uno schiaffo alla logica per pochi minuti di un piacere che non ha senso. Ma di questo
abbiamo bisogno, anche il suo Tibullo. Ma dov’è?</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Credo sia tornato in classe, e comunque la prego di non chiamarlo così.</div>
<div><strong>Preside</strong>: Ma non sono io che lo chiamo così. Se andrà alla gita, e non ci andrà, come crede
che lo chiameranno? <em>[Beve direttamente dalla bottiglietta].</em></div>
<div><strong>Dott.ssa Sinisgalli</strong>: Non ci andrà? Stiamo parlando di “quella” gita?</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: La gita a carattere naturalistico per alunni selezionati da diverse classi di diversi istituti,
dalla quale mio figlio è stato escluso nonostante gli ottimi risultati scolastici e i test attitudinali passati con il massimo del punteggio. Sì, quella gita. <em>[Ingolla il caffè corretto in un unico sorso]</em>. Scusi, la può smettere di fumare?</div>
<div><strong>Dot.ssa Sinisgalli</strong>: No, non posso, e adesso, anche se non ne ho voglia, me ne accendo un’altra alla faccia
sua, cara signora Comesichiama. Lei è qui per suo figlio, per difendere i suoi diritti?</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Cazzo, sì!</div>
<div><strong>Preside</strong>: Moderiamo il linguaggio, ci troviamo a scuola, se non l’ha notato!</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: L’ho notato. E beviamo grappa e questa qua fuma, ho notato anche questo.</div>
<div><strong>Dott.ssa Sinisgalli</strong>: “Questa qua” [<em>fa il segno delle virgolette con le dita</em>] è la psicologa d’istituto, per sua norma e regola. E lei è convinta di fare il bene di suo figlio combattendo per mandarlo
a quella gita?</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: So io qual è il bene di mio figlio.</div>
<div><strong>Preside</strong>: E lei sa anche come lavoriamo noi, in che modo operiamo le scelte, quali criteri adottiamo? Ma sì,
lanciamo una monetina! <em>[Tira in aria delle monete]</em> Facciamo pari o dispari! <em>[Comincia a giocare con Teresa]</em> Oppure possiamo guardare il volo degli uccelli, analizzare le viscere come gli antichi…</div>
<div><strong>Dott.ssa Sinisgalli</strong>: Clamati, Pasquini, stai svelando tutti i segreti dell’istituzione! <em>[Altra risata isterica]</em></div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Mio figlio è un ragazzo intelligente e sensibile, non si merita tutto questo.</div>
<div><strong>Dott.ssa Sinisgalli</strong>: <em>[accende un’altra sigaretta, ma dopo una lunga boccata la butta nel bicchiere]</em> Ha centrato il punto, intelligente e sensibile, perché vuole condannarlo ad andare proprio a quella gita? Non se lo merita! Ci sono tante iniziative per i ragazzi come lui…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Come “condannarlo”? Per favore, non parliamo per metafore!</div>
<div><strong>Dott.ssa Sinisgalli</strong>: <em>[rivolta al preside] </em>Non lo sa? <em>[Si gira verso la Sig.ra Capelli] </em>Signora, sa di quale gita paliamo, vero?</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Ma certo che lo so. Solo che è mancata la trasparenza nei criteri di selezione. No, perché
se pensate che sia qui a fare polemica, sbagliate di grosso. Chiedo solo, sulla base di cosa avere selezionato i partecipanti? Perché altrimenti un genitore vede i voti, i risultati dei test…</div>
<div><strong>Preside</strong>: Eh, i test, signora… I test ci forniscono indicazioni, però,la trasparenza in questi casi…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Ma questa è o non è una scuola pubblica?</div>
<div><strong>Preside</strong>: Certo che lo è, solo nella scuola pubblica si organizzano queste gite.</div>
<div><strong>Dott.ssa Sinisgalli</strong>: Signora, la scuola pubblica! Si faccia due domande e si dia due risposte.</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Quali domande?</div>
<div><em>La psicologa si nasconde il viso tra le mani.</em></div>
<div><br></div><div>IV</div>
<div><em>Aula insegnanti. Dal corridoio arrivano le grida degli insegnanti in classe, insieme ad alcune risate. Insegnanti e bidelli vanno
e vengono dalla porta aperta. La stanza è sporca e disordinata.</em></div>
<div><strong>Preside</strong>: Grazie, professor Lunardi, per la disponibilità. Dobbiamo parlare di un suo alunno, la cosa è
piuttosto urgente.</div>
<div><strong>Prof. Lunardi</strong>: Ma si figuri, è sempre un piacere perdere preziosi minuti di lezione. L’atmosfera
stava diventando opprimente là dentro. Per fortuna che noi abbiamo sempre la porta aperta…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Merito del mio Francesco, immagino.</div>
<div><strong>Prof. Lunardi</strong>: Merito della puzza. C’è sempre un odore insostenibile là dentro, ma non darei
la colpa a suo figlio…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: No, Francesco non puzza, odora di mughetto. È solo che ha questa fissa delle porte aperte,
anche a casa. Lui vuole che tutte le porte siano sempre aperte. Per lui non esiste privacy, la possibilità di comunicare viene prima di tutto. Se si condivide la vicinanza nello stesso edificio, dev’essere possibile
chiamarsi, vedersi, parlare direttamente. Se una porta è chiusa, va in agitazione. So che può sembrare bizzarro, ma è una cosa che ha reso la nostra famiglia molto coesa. Con la sorellina, poi, ha un legame
unico…</div>
<div><strong>Preside</strong>: Questa cosa mi ha fatto riflettere, signora. Sa che potrebbe non essere una cattiva idea? Porte sempre
aperte… Anche la portiera del pullman potrebbe restare aperta.</div>
<div><strong>Prof. Lunardi</strong>: Scusate, ma di chi stiamo parlando? Francesco chi?</div>
<div><strong>Preside</strong>: Tibulli.</div>
<div><strong>Prof. Lunardi</strong>: Ah, Tibullo! Ma che ha combinato? Non è uno da convocazione dei genitori. Un bravo studentello,
niente da dire. Forse un po’ debole caratterialmente, ma potrebbe rafforzarsi negli anni. Oppure no, ma chi se ne frega! <em>[Ride].</em></div>
<div><strong>Preside</strong>: La mamma, qui, si chiede perché non l’abbiamo scelto per partecipare alla gita… <em>[Lunardi lo guarda perplesso]</em> Quella gita.</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Non mi fraintenda, professore, non sono uno di quei genitori che si lamenta se il figlio non ottiene
tutto quello che vuole. Per me, però, in questo caso è stata commessa un’ingiustizia. Proprio qui, dove non si parla altro che del progetto sulla giustizia riparativa.</div>
<div><strong>Prof. Lunardi</strong>: Ah, ma Signora, guardi che io Tibullo alla gita ce l’avrei anche mandato.</div>
<div><strong>Preside</strong>: Ma, Davide! Non eravamo d’accordo? Mantenere tutti la stessa linea…</div>
<div><strong>Prof. Lunardi</strong>: Che linea?</div>
<div><strong>Preside</strong>: Non li leggi i messaggi? Ti ho scritto poco fa. E sì che hai sempre il telefono in mano, anche
in classe e alle riunoni!</div>
<div><strong>Prof. Lunardi</strong>: Ma sa che oggi non prende niente? Un nervoso!</div>
<div><strong>Preside</strong>: Con tutto quello che abbiamo speso per il wi-fi a scuola! Non mi capacito di come il segnale sia sempre
debole…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Scusate, mi dispiace per il vostro wi-fi, ma la gita?</div>
<div><strong>Prof. Lunardi</strong>: Eh, la gita. Che sarà mai questa gita periodica per la meglio gioventù? Il nostro
Tibullo non ci dovrebbe andare, così a prima vista. Ma è un ragazzino debole, troppo empatico. Non l’ho ancora inquadrato, devo essere sincero. Eppure non starei a pensarci più di tanto. Anche questa
è giustizia riparativa, in un certo senso.</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Il fatto che mio figlio sia stato escluso dalla gita è giusto? E cosa mai dovrebbe riparare?</div>
<div><strong>Prof. Lunardi</strong>: No, non mi ha capito, mi dispiace. È troppo fissata sulla sua idea e non mi sta ascoltando.
Continua a ripetere le stesse cose, credo che lo farà fino a quando non avrà ottenuto ciò che vuole. Forse è inutile stare qui a parlare, ma parlerò lo stesso, altrimenti mi tocca rientrare
in classe <em>[ride].</em>Vede, tutti noi dobbiamo pagare un tributo, prima o poi. Pensiamo di meritarci il meglio, se non arriva rimaniamo delusi, ma la verità,
signora, è che nessuno qui ci ha promesso niente: fortuna, soldi, felicità, gite. Niente di niente. Si vivacchia, e bisogna pagare, in qualche modo. Giustizia riparativa? Forse sì, forse c’è
sempre qualcuno che sta peggio di noi, qualcuno che se n’è andato prima, troppo presto. Lo meritava? Noi meritiamo quello che abbiamo? Ma certo, siamo brave persone, proprio come quelli che soffrono più
di noi senza un motivo. Tibullo è un ragazzo d’oro. Ma vuole andare alla gita… Eh, che vada!</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Il punto non è quello che vuole, è quello che è giusto! I test che ha superato…</div>
<div><strong>Preside</strong>: Ma lei lo sa, signora, come vengono valutati quei test? Sa in che modo interpretiamo i punteggi? Non
sono mica voti, dove il più alto è il migliore!</div>
<div><strong>Dott.ssa Sinisgalli</strong>: E poi la signora ha detto bene. Il punto qui non è quello che vuole Tibullo. Mi pare
che qui stiamo parlando di quello che vuole la signora. Lui vuole andare a questa benedetta gita?</div>
<div><strong>Preside</strong>: Dottoressa, mi ha spaventato! Da dove salta fuori?</div>
<div><strong>Dott.ssa Sinisgalli</strong>: Sono sempre stata qui <em>[alza il bicchiere col caffè].</em></div>
<div><strong>Preside</strong>: Ah, gradisce? <em>[Alza la bottiglietta con la grappa. La psicologa fa segno di no].</em></div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Mi dispiace che si continui a girare intorno al punto focale della questione. Evidentemente non
riesco a spiegarmi…</div>
<div><strong>Prof. Lunardi</strong>: Ma guardi che io ho capito benissimo. Tibullo non va in gita: ingiustizia. Tibullo ci va: ingiustizia
cento volte più grande. Ma va bene, in fondo cos’è questa gita se non un tributo? Giustizia riparativa, in qualche modo. Qualcuno paga, per sé e per gli altri. C’è sempre qualcosa da
pagare e non dobbiamo chiederci perché.</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Continuo a non capire, ma secondo me è lei che non ha capito. Ma sa chi è mio figlio?
Francesco Tibulli, 2° C, la sua classe?</div>
<div><strong>Preside:</strong> Quella che adesso è scoperta. Senti come grida Teresa per farli stare buoni! <em>[Ride].</em></div>
<div><strong>Prof. Lunardi</strong>: E invece ho capito. E non creda, guardi che io sono in disaccordo con i colleghi. Io Tibullo l’avrei
mandato in gita!</div>
<div><strong>Preside</strong>: Ma se non hai detto niente all’ultimo consiglio!</div>
<div><strong>Prof. Lunardi</strong>: Nessuno me l’ha chiesto.</div>
<div><strong>Preside</strong>: Glielo chiedo adesso, professore, visto che mi sta mettendo in imbarazzo…</div>
<div><strong>Prof. Lunardi</strong>: Imbarazzo? E perchè, dirigente? Non stiamo forse portando avanti un discorso sulla giustizia
riparativa? Noi tutti abbiamo qualcosa per cui essere condannati. E allora, ripariamo, restituiamo alla vita quello che abbiamo danneggiato! Come? Anche solo vivendo, si sa. Tibullo, Tibullo… un ragazzino così
sensibile. Forse troppo. Penso che anche lui debba pagare il suo tributo, come tutti noi. Quello della gita è un tributo unico. Pensate a quanto è straordinaria la nostra lingua! Basta cambiare la posizione dell’aggettivo
per avere significati diversi. Un unico tributo: lo si paga una volta sola, questo è sicuro. E nel caso della gita lo pagano anche in pochi per molti, questo è un merito che va riconosciuto ai partecipanti. Sono
una cerchia ristretta, elitaria, e personalmente a me va bene così. Ma anche un tributo unico: non ce ne sono altri così, sia per il modo di pagare, sia per la selezione. Un unico tributo, un tributo unico. Tibullo
lo merita, ne è degno? Per me sì.</div>
<div><strong>Dott.ssa Sinisgalli</strong>: Signora Capelli, c’è ancora? È tra noi? Questo discorso sul tributo l’ha
un po’ sballottata, secondo me. E anch’io ho bisogno di un caffè per riprendermi. Al professore qui, piace sfoderare le armi della dialettica, ma non siamo mica tutti sofisti come lui, vero?</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Tributo? Non la seguo. I tributi si pagano, qui non c’è niente da pagare!</div>
<div><strong>Preside</strong>: E come no, signora? Si paga, eccome!</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Ma a chi?</div>
<div><strong>Preside</strong>: Mah, non so… alla statistica?</div>
<div><strong>Prof. Lunardi</strong>: Signori, è stato un piacere, ma adesso devo tornare in classe. Mi pare però che la
bella chiacchierata non sia ancora finita. C’è qualcuno che non ha ancora detto una parola su tutta questa faccenda, e forse sarebbe il caso di sentirlo, no?</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: E chi, ancora? Abbiamo qui il preside, la psicologa, il professore. Prima c’era anche la
bidella. Non so, volete che vada a chiamare la maestra delle elementari? L’allenatore? <em>[Sbuffa].</em></div>
<div><strong>Preside</strong>: Niente da fare. Non ci arriva proprio…</div>
<div><br></div><div>V</div>
<div><em>Interno di un bar squallido, con pochi avventori. La sig.ra Capelli e la Sig.ra D’Amato, mamma di Gianni, sono al bancone con dei bicchieri.</em></div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Non ce la faccio più! Non pensavo potesse essere così stancante una mattinata a
scuola, anche solo per parlare di una gita. Sembra che non riesca a farmi capire, e sì che sono tutti laureati! Mah, forse fanno finta…</div>
<div><strong>Sig.ra D’Amato</strong>: O forse sei tu che non capisci. Scusa se te lo dico così, in modo schietto, ma un
atto di umiltà potrebbe non guastare. In fondo, perché ti accanisci tanto per questa gita?</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Perché l’esclusione di mio figlio è ingiusta! Il Prof. Lunardi mi ha anche
dato ragione. Tu fai presto a parlare, il tuo in gita ci va, anche con quel bel collare per bulli. Ti sembra giusto?</div>
<div><strong>Sig.ra D’Amato</strong>: No che no)n è giusto, c’è già il collare! Capisco la giustizia
riparativa, ma non ha già riparato abbastanza? Quelle scosse si fanno sentire, credimi. Gianni non è mica una vacca che scappa dal pascolo. Non dico che abbia capito i suoi errori, ma siamo sicuri che per riparare
serva capire? Certi miei errori di gioventù io li ho capiti dopo i quaranta. Altri li capirò forse prima di morire, forse mai. Non so proprio che cosa si possa pretendere di più da questi ragazzi… <em>[Fa il gesto di bere, ma il bicchiere è vuoto. Cerca il barista con lo sguardo, ma al bancone non c’è nessuno].</em></div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: <em>[allunga il suo bicchiere, pieno di vino rosso, verso la Sig.ra D’Amato]</em> E se ti proponessi uno scambio?</div>
<div><em>La Sig.ra D’Amato beve e non dice nulla</em>.</div>
<div>Mi pare di capire che per Gianni la gita non sia una buona cosa, no? Almeno per te non lo è, con lui ci parlerai tu. Adesso io torno dal preside, sempre se non mi sbatte
la porta in faccia, e propongo uno scambio. Francesco va al posto di Gianni. Che mi dici? Così si salvano i numeri, visto che qualcuno ha parlato di statistiche…</div>
<div><strong>Sig.ra D’Amato</strong>: <em>[Con un sopracciglio sollevato] </em>Ma… sul serio? Cioè, fammi capire, saresti contenta se Francesco andasse al posto del mio Gianni?</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Ma certo! Cioè, sinceramente non capisco come tu possa non essere contenta. Voglio dire,
Gianni, il bulletto, selezionato per la gita…</div>
<div><strong>Sig.ra D’Amato</strong>: L’ex bulletto, per piacere. E comunque no, non sono contenta, se ci va. Mi sembra
una cosa così inutile! Piuttosto non riesco a capire perché tu…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Allora è cosa fatta. Ci vieni anche tu dal preside? Forse è stufo di sentire la
mia voce.</div>
<div><strong>Sig.ra D’Amato</strong>: Eh, io veramente… penso che il preside ne abbia abbastanza di me, per il bullismo
e tutto il resto. Ci siamo già parlati tante volte quest’anno. Mi ero anche già rassegnata, se devo essere sincera…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Almeno scrivi due righe! Una mail dove dici che hai parlato con me e saresti d’accordo per
lo scambio…</div>
<div><strong>Sig.ra D’Amato</strong>: Ma sì, subito. <em>[Inizia a piangere]</em> Scrivo subito. Grazie, grazie!</div>
<div><em>Abbraccia la Sig.ra Capelli che rimane interdetta, con le braccia lungo i fianchi. Nella foga dell’abbraccio il bicchiere si rovescia.</em></div>
<div><br></div><div>VI</div>
<div><em>In classe, c’è una verifica. Gli studenti scrivono in silenzio. La professoressa in cattedra guarda il cellulare.</em></div>
<div><em>Marino lancia un bigliettino a Gianni:</em> Bastardo, ti sei salvato!</div>
<div><em>Da Gianni a Marino</em>: Da cosa?</div>
<div><em>Da Marino a Gianni: </em>Lo sai da cosa, ho sentito Teresa che parlava con Fausto. Non ci vai alla gita!</div>
<div><strong>Professoressa</strong>: Ehi, voi due! Cosa sono quei bigliettini?</div>
<div><strong>Gianni</strong>: No, prof, io…</div>
<div><strong>Professoressa</strong>: Dammi subito quel biglietto!</div>
<div><em>Gianni porta il biglietto alla cattedra, mentre Marino lo guarda storto. Fa il gesto di tagliare la gola con l’indice.</em></div>
<div><strong>Marino</strong>: <em>[a bassa voce] </em>Idiota! Dovevi ingoiarlo piuttosto che darglielo!</div>
<div><strong>Professoressa</strong>: Che storia è questa, chi te l’ha mandato?</div>
<div><em>Marino ripete il gesto con l’indice rivolto a Gianni.</em></div>
<div>Gianni, allora non vai alla gita?</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Io non ne sapevo niente! Ero anche pronto per andare…</div>
<div><em>Bussano.</em></div>
<div><strong>Professoressa</strong>: Avanti!</div>
<div><em>Entra Fausto</em></div>
<div><strong>Fausto</strong>: Gianni deve andare subito in presidenza.</div>
<div><strong>Professoressa</strong>: Ma qui stiamo facendo una verifica!</div>
<div><strong>Fausto</strong>: Ha detto il preside che non gliene frega un cazzo. Subito in presidenza! E anche Francesco.</div>
<div><strong>Professoressa</strong>: Chi?</div>
<div><strong>Fausto</strong>: Tibullo.</div>
<div><strong>Professoressa</strong>: Ah. Va be’, andate, recuperate la prossima volta.</div>
<div><em>Tibullo e Gianni escono in silenzio, Fausto fa l’occhiolino alla professoressa che arrossisce e nasconde il viso dietro al telefono.</em></div>
<div><br></div><div>VII</div>
<div><em>Presidenza. Buio, tapparelle abbassate. Il Preside è seduto in cattedra. Accanto a lui la Sig.ra Capelli. Di fronte Gianni e Tibullo.</em></div>
<div><em>Gianni è in ginocchio sui ceci con un cappello a punta con orecchie d’asino, illuminato da un occhio di bue.</em></div>
<div><strong>Preside</strong>: Perché tu, Gianni, bulletto da quattro soldi, saresti degno di andare in gita?</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: <em>[con voce bassa e tremante] </em>Non si potrebbe aprire la porta?</div>
<div><strong>Preside</strong>: <em>[urla]</em> No! Gianni, rispondi!</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Io penso di esserne degno, non ho mai sollevato obiezioni. Tutta la mia famiglia era d’accordo.
I miei trascorsi da bullo…</div>
<div><strong>Preside</strong>: Non mi stai spiegando perché dovresti esserne degno. Mi dici solo, ancora, perché te la
meriti. È una cosa molto diversa. Merito e dignità non sono neanche cugini, lo sai?</div>
<div><strong>Gianni</strong>: <em>[si tocca il collare] </em>Io…</div>
<div><strong>Preside</strong>: Ti sta proprio bene quel coso al collo, sai? Si intona con i tuoi occhietti da bulletto di periferia!</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Grazie…</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: <em>[il viso entra lentamente nel cono di luce in cui è immerso Gianni. Bisbiglia] </em>Se si potesse anche solo socchiudere la porta…</div>
<div><strong>Preside</strong>: Basta interrompere, Tibullo! Non è da te…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Non mi sembra poi questa gran richiesta! E poi non capisco la necessità di questa sceneggiata…</div>
<div><strong>Preside</strong>: Finalmente una cosa giusta! Lei non capisce! Quindi, per favore, silenzio. Lasciate parlare Gianni, adesso
sarà felicissimo di rispondere. Gianni, senza quel collare, che cosa faresti? La prima cosa, su, rispondi senza pensare tanto.</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Beh, io… Io uscirei di corsa da questa stanza, andrei in classe e spaccherei il naso a Marino per
tutto quello che mi ha fatto passare nelle ultime settimane. Così, davanti a tutti, senza spiegare niente.</div>
<div><strong>Preside</strong>: Un bel cazzotto?</div>
<div><strong>Gianni</strong>: No, una testata. È più teatrale. Fa più boss, non so se mi spiego.</div>
<div><strong>Preside</strong>: Ecco, Gianni, perché ti meriti la gita. Ma io ti ho chiesto: ne sei degno? Questa volta puoi pensare
prima di rispondere.</div>
<div><em>La Sig.ra Capelli sospira.</em></div>
<div>Signora, per favore, guardi che è colpa sua se siamo qui adesso. L’ho ricevuta ancora, evitiamo di sbuffare, grazie.</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Colpa mia? Io ho solo…</div>
<div><strong>Preside</strong>: Basta! Non una parola di più o la faccio portare di là. Dico sul serio.</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Di là? La faccio portare? In che razza di scuola siamo?</div>
<div><em>Il preside scuote la testa sconsolato. Alza il telefono senza dire una parola. Subito entrano nella stanza Fausto e Teresa.</em></div>
<div><strong>Preside</strong>: Ragazzi, mi dispiace disturbarvi, ma la signora qui ha bisogno di un momento di riflessione in solitudine.</div>
<div><em>La sollevano di peso mentre lei urla e si divincola. La portano fuori.</em></div>
<div><em>[A Tibullo] </em>Che rompipalle tua mamma! Come fai a vivere con lei con tutte le porte aperte, me lo spieghi?</div>
<div><em>[Tibullo fa spallucce]</em></div>
<div><em>Dopo dieci minuti di silenzio, la signora torna in presidenza da sola. È spettinata, una sottile striscia di sangue sotto il naso.</em> <em>Si siede lentamente.</em></div>
<div><strong>Preside</strong>: Gianni, hai pensato abbastanza.</div>
<div><strong>Gianni</strong>: Sì, preside. Credo di essere degno di questa gita innanzitutto perché sono stato scelto.
Quando la commissione sceglie uno studente, non è giusto farsi troppe domande. Si accetta il verdetto e si va. Ma io in questi dieci minuti mi sono chiesto tante cose e credo di esserne degno perché sono un duro.
I bulli spesso sono fragili, hanno problemi a casa. Io no. Mi piace torturare qualcuno per il gusto di farlo, per dimostrare a me stesso che so prevaricare, ottenere quello che voglio con i mezzi necessari. Marino in questi
giorni ha provato a fare il duro, mi tratta male, come un deficiente. Ma toglietemi il collare e vedrete come tornerà un agnellino! Sì, me la merito questa gita. E ne sono pure degno!</div>
<div><strong>Preside</strong>: La risposta è soddisfacente, non è vero? E tu, Tibullo, io sono sicuro che tu sia degno
di questa gita. Bravo studente, ragazzo sensibile e tutto il resto. Ma ribalto la domanda: te la meriti?</div>
<div><em>Tibullo suda, guarda verso la porta chiusa, cerca sua madre con lo sguardo, ma quella non osa parlare. Gli fa cenni rassicuranti, ma il suo sguardo
è spento.</em></div>
<div><strong>Tibullo</strong>: <em>[Prende un lungo respiro ed entra nel cerchio di luce. Gianni gli fa spazio allontanandosi in ginocchio] </em>Sì io… io sono il contrario di Gianni. Sono un debole. La mia gentilezza, la mia remissività, sono segno di debolezza. Sono sensibile, e questo mi rende degno di partecipare, ma lo sono troppo.
Sento tutto come amplificato dentro di me e non riesco a gestirlo. Questo, in futuro, potrebbe portarmi dei problemi. La depressione, per esempio. Già la sento che mi pizzica, mi tenta con le sue ditacce grigie. Poi
ho molte fissazioni, forse non ancora nevrosi, ma chissà…</div>
<div><strong>Preside</strong>: Sai, Tibullo, in tutta questa faccenda non hai mai detto niente. Solo sguardi, silenzi, mentre tua madre
spendeva fiumi di parole per te. Spendeva o spandeva? Boh… Fosse per lei, ti rimanderei in classe e Gianni, qui, filerebbe in gita a calci in culo. Sarebbe giuso, meglio per tutti. Ma voi due mi avete convinto, davvero.
Poche frasi mi hanno chiarito finalmente la situazione. Non siamo infallibili, qualche volta, molto raramente, dobbiamo anche noi tornare sui nostri passi.</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: <em>[Con un filo di voce] </em>Questo significa che Francesco va in gita?</div>
<div><strong>Preside</strong>: Dovrei riunire la commissione per ratificare la decisione, ma sì, Tibullo va in gita, Gianni viene
a scuola. Contenta?</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: <em>[Piange] </em>Sì, sì, questo è… giusto. Non mi viene un’altra parola.</div>
<div><strong>Preside</strong>: E come stabilito, il pullman si schianterà in un burrone. Ma non si preoccupi, i ragazzi non dovrebbero
soffrire. Tu Tibullo ti metti davanti, d’accordo?</div>
<div><em>Tibullo annuisce, la Sig.ra Capelli si alza con gli occhi sbarrati e le mani alla bocca. Ha un attacco di panico.</em></div>
<div>Chissà, magari con il portellone aperto sarai il primo a volare fuori!<br></div><div><br></div>
<div>VIII</div>
<div><em>Uno sgabuzzino stretto, con scope e detersivi sugli scaffali. C’è solo una sedia. Teresa e Fausto conducono la Sig.ra Capelli,
che non oppone resistenza.</em></div>
<div><strong>Fausto</strong>: Non legarla forte, che questa l’abbiamo conciata già prima.</div>
<div><strong>Teresa</strong>: Ma una mamma è sempre una mamma, tu non puoi capire. Se potrebbe ci spaccherebbe i denti a tutti
e due.</div>
<div><strong>Fausto</strong>: Potesse.</div>
<div><strong>Teresa</strong>: Che?</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Se potessi mi ammazzerei con queste mani. Legatemi bene.</div>
<div><strong>Teresa</strong>: Eh no, che le mani servono per le firme, i permessi.</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Non firmo niente. Fate voi…</div>
<div><strong>Fausto</strong>: <em>[Ride sommessamente]</em> Oh sì che firmerà!</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: <em>[Da fuori] </em>Sì che firmerai. <em>[Entra].</em></div>
<div><em>Teresa e Fausto escono in silenzio, ma urtano gli scaffali e fanno cadere un po’ di bottiglie e fustini. Un pungente odore di candeggina
si spande per la stanza.</em></div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Che puzza insopportabile! Me la merito…</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: Io la sopporto benissimo, è l’odore della pulizia, dei batteri che muoiono. È una
cosa buona che i batteri muoiano, non è vero, mamma? <em>[Va a chiudere la porta]</em></div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Cos’è, ti vanno bene le porte chiuse, adesso?</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: Certo, qui non ci sono esigenze di comunicazione, sto parlando con te e basta. Non serve che qualcuno
senta. Bisogna stare attenti a Teresa, che ha le orecchie lunghe!</div>
<div><strong>Teresa</strong>: <em>[Da fuori]</em> Le mie orecchie sono bellissime, tutti me le guardano!</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: E poi voglio che la puzza di candeggina resti qui dentro, così ci purifica i polmoni. Sai che
l’anima sta nei polmoni? L’ho letto da qualche parte.</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Credevo che le porte aperte avessero un significato più profondo per te, e adesso una porta
aperta ti ucciderà…</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: Oh, ma ce l’hanno, eccome. All’inizio volevo solo che Ginny si schiantasse per le scale,
o che andasse verso qualche pericolo. Poi la necessità è diventata abitudine, ma all’inizio credimi, erano porte spalancate verso la morte…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Ginevra? La tua sorellina? Volevi si schiantasse per le scale?</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: La rompipalle! Sì, e lo voglio ancora, ma ormai conta poco. Grazie, mamma, per la gita. Volevo
andarci con tutto me stesso. Essere uno di quelli che pagano per tutti. Me lo merito e ne sono degno!</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: E dov’è il ragazzo sensibile, quello che ha salvato le api?</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: Le vespe, e le ho portate a morire in una fogna, lo sapevi? No che non lo sapevi, nessuno lo sa. Mi è
bastato prendere la regina delicatamente e le altre l’hanno seguita nel tombino…</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Ma non mi risulta che le vespe nere sciamino seguendo la regina.</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: <em>[fa spallucce] </em>Queste qui l’hanno fatto. Forse è stato quel gesto stupido a far decidere il preside. Non è una cattiva persona, non giudicarlo per i ceci
e tutte le scenate. È solo un coglione che dirige un istituto.</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: <em>[piange] </em>Sono stata io a convincerlo. E così andrai a schiantarti con tutti gli altri. Ma perchè, che progetto criminale è questo?</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: Ehi, io mi schianto da solo, ricordi il portello aperto? Mi schianto con stile… <em>[sorride]</em></div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Sai, io ti conosco. Io ti ho fatto, plasmato, ho deciso per te. Sempre. Anche adesso. Mi stai
raccontando cazzate. Ginny, le vespe, vuoi sembrare cattivo, stai recitando la parte del bambino birichino così me ne faccio una ragione. Perché sul pullman salgono solo mele marce, che meritano di morire…</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: Mi deludi, signora Capelli. Quasi quasi mi viene voglia di rinunciare a tutto.</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Sì, rinuncia. Chiamiamo il preside, subito!</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: Ma no, era così per dire, per farti capire che hai sempre sbagliato tutto. Non è così
che funziona la giustizia riparativa. È un tributo da pagare alla statistica, tutto qui.</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Un unico tributo. Un tributo unico.</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: Esatto! Recito, non recito, che cosa cambia? Tutti i vecchi devono morire, ma ogni tanto anche i giovani.
È così, lo è sempre stato. E se non ci sono guerre o carestie…</div>
<div><strong>Preside</strong>: <em>[Entra trionfante con un calcio alla porta] </em>C’è la gita! La gita che ripara gli strappi, che ricostituisce gli equilibri. E adesso lei mi firma il permesso, perché,
si sa, se alla gita non ci vanno minorenni, non funziona.</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: Grazie, mamma!</div>
<div><strong>Preside</strong>: Ma che bravo bambino! Dai, signora, firmare, che qui abbiamo perso fin troppo tempo!</div>
<div><strong>Sig.ra Capelli</strong>: Fate quello che volete, ma senza il mio consenso! Non approverò questa roba da assassini
psicopatici.</div>
<div><strong>Tibullo</strong>: Mamma, <em>[prende dalle mani del preside un pennino secco, con la punta arrugginita] </em>adesso mi metti in imbarazzo. <em>[Con il pennino incide il polso sinistro della madre]. </em>Oh, adesso è pronto, firma!</div>
<div><em>Il preside le porge un foglio di pergamena, lei lo respinge con la destra.</em></div>
<div><strong>Preside</strong>: Cocciuta fino in fondo! A cosa serve questa scenata, me lo spiega?</div>
<div><em>La signora urla</em>.</div>
<div>No, per l’amor di Dio, non me lo spieghi! Scherzavo! Quando questa comincia a parlare…</div>
<div><em>Tibullo ride, poi va a chiudere la porta.</em></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div>
<div><strong>NOTE</strong></div>
<div>Prima pubblicazione per Club GHoST: 8 Dicembre 2024.<br></div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE<br></strong>Carlo Salvoni, nato nel 1980, vive in provincia di Brescia con la moglie e le tre figlie ed
è insegnante di Lettere presso una Scuola Secondaria di Primo Grado. Da qualche anno si dedica alla narrativa fantastica. Ha all’attivo una raccolta di racconti weird (<em>Necromitologia</em>, Elison) e diverse pubblicazioni digitali (con Delos, Hypnos, Opera Narrativa). Suoi racconti appaiono su diverse antologie e riviste specializzate nel genere fantastico.
La sua ultima pubblicazione è <em>In Cathedra Succubi</em>, raccolta di racconti fantastici e surreali sul mondo della scuola (Horti di Giano).</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkea7322715630119a203ca95770ea0e22 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/giustizia-riparativa-cop_ver.jpg','alt': 'Illustrazione di Luca Bonatesta. Diritti esclusivi di Luca Bonatesta ©','title': 'Illustrazione di Luca Bonatesta. Diritti esclusivi di Luca Bonatesta ©','width': 462,'height': 625,'description': 'Illustrazione di Luca Bonatesta. Diritti esclusivi di Luca Bonatesta ©'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkea7322715630119a203ca95770ea0e22, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/giustizia-riparativa-cop_ver.jpg" alt="Illustrazione di Luca Bonatesta. Diritti esclusivi di Luca Bonatesta ©" title="Illustrazione di Luca Bonatesta. Diritti esclusivi di Luca Bonatesta ©" width="200" height="271" /></a><br></div><div><script> var showboxlinke4e8487795c193387064753e25501858 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Carlo-Salvoni_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 554,'height': 554,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke4e8487795c193387064753e25501858, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Carlo-Salvoni_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 11 Jan 2026 07:26:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Un posto sicuro di Luca Tartaglia]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Scognamiglio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E4"><h1 class="imHeading1">Film di grande intrattenimento</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Che arricchisce la filmografia horror italiana</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong>Un posto sicuro (Italia 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Luca Tartaglia. Soggetto, Sceneggiatura: Luca Tartaglia, Anna Cecilia Tamburini. Fotografia: Peo Fallarino. Montaggio: Davide Tipaldi. Musica: Eduardo Cioffi. Produttori:
Federico Prosperi, Gianpaolo Tascone. Casa di Produzione: Imagine the Stars. Distribuzione: Uci Cinemas, Prime Video. Genere: Horror, Drammatico. Durata: 90'. Colore. Produzione: Italia 2025. Interpreti: Reyson Grumelli
(Max), Francesca Luce Cardinale (Emma), Alice Fiorentini (Sofia), Nico Toffoli (Capt. Diego Mantra), Cristina Moglia (Marta), Nicole Giacomasso (Giulia), Sofia Bruscoli (Giornalista Tv), Claudio Guerrini (Dottore virologo),
Gabriele Martino.</em></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Un misterioso virus si sta diffondendo nel mondo con conseguenze devastanti per la persona che lo contrae. Max, Luca, Emma, Sofia e Marta sono un gruppo di ragazzi che sono sopravvissuti
all’epidemia e vagano senza meta attraverso i boschi evitando le grandi città e passando la notte in luoghi al coperto. Tra una camminata e l’altra arrivano a una villa lussuosa isolata in campagna ma scopriranno
di non essere soli… degli esseri chiamati “ombra” minacceranno i loro piani di sopravvivenza, facendoli cadere in un vortice dove paure interiori e paranoia prenderanno il sopravvento del loro status fisico
e mentale. La ricerca di un posto sicuro per i ragazzi diventa sempre di più una chimera...</span></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Dopo il thriller horror </span><em class="fs14lh1-5">Hangar</em><span class="fs14lh1-5"> del 2024, </span><strong class="fs14lh1-5">Luca Tartaglia</strong><span class="fs14lh1-5"> torna di nuovo alla regia ma questa volta con un prodotto completamente diverso. Gli eventi che hanno scosso il mondo reale nel 2020 hanno ispirato un gran numero
di registi nel realizzare film a tema virus, con il grande rischio di sbagliare se si creava un prodotto troppo semplice. Ma non è questo il caso, il regista sì ci propone un sottogenere visto e rivisto negli
ultimi anni (ma anche prima del 2020) ma qui riesce comunque a catturare l’attenzione dello spettatore più sul gruppo di ragazzi, sulle loro emozioni e conflitti interiori ed esteriori che sui fatti che ruotano
intorno a loro. Infatti, ci troviamo di fronte a protagonisti dai volti sconvolti non solo per la stanchezza e i fatti che hanno coinvolto il mondo, ma anche al pensiero delle loro vite prima del virus (le quali ci vengono
mostrate tramite dei flashback)… vite che all’epoca disprezzavano o non consideravano appagabili ma che, ripensandoci allo stato attuale non erano affatto male in fondo. Ovviamente dovranno anche tenere a freno
le loro personalità onde evitare di creare conflitti tra di loro, ma per quanto impegno ci mettono purtroppo si troveranno a fare i conti anche con le loro paure, i loro “demoni interiori” rischiando di
sgretolare la compattezza del gruppo diventando così più vulnerabili al mondo. Lo stress psicologico è ben trasmesso allo spettatore grazie alla grande prova attoriale del cast composto da </span><strong class="fs14lh1-5">Reyson Grumelli</strong><span class="fs14lh1-5"> (Max), </span><strong class="fs14lh1-5">Francesca Luce Cardinale</strong><span class="fs14lh1-5"> (Emma), </span><strong class="fs14lh1-5">Cristina Moglia</strong><span class="fs14lh1-5"> (Marta), </span><strong class="fs14lh1-5">Massimo Fascetti</strong><span class="fs14lh1-5"> (Luca) e </span><strong class="fs14lh1-5">Alice Fiorentini</strong><span class="fs14lh1-5"> (Sofia), nonché volto già noto della filmografia di </span><strong class="fs14lh1-5">Luca Tartaglia</strong><span class="fs14lh1-5"> per aver preso parte al già citato </span><em class="fs14lh1-5">Hangar</em><span class="fs14lh1-5"> del 2024. Gli infetti ricordano molto quelli della trilogia di </span><strong class="fs14lh1-5">Danny Boyle</strong><span class="fs14lh1-5"> (</span><em class="fs14lh1-5">28 giorni dopo</em><span class="fs14lh1-5">, </span><em class="fs14lh1-5">28 settimane dopo</em><span class="fs14lh1-5">, </span><em class="fs14lh1-5">28 anni dopo</em><span class="fs14lh1-5">) ma non aspettatevi orde cannibaliche come ci hanno abituato gli altri registi del genere, anche se comunque riescono a rendere bene la situazione drammatica con la loro presenza e dimostrando pure la capacità
di conservare un minimo di ricordi della loro vita prima di contrarre il virus (e in questo il grande </span><strong class="fs14lh1-5">George A. Romero</strong><span class="fs14lh1-5"> ha fatto scuola) con atteggiamenti e movenze che si perdono nel vuoto. A rendere ancora più drammatico lo svolgersi degli eventi ci pensano le ottime
inquadrature dall'alto delle deserte e desolate campagne.</span></div>
<div>Con una sceneggiatura semplice ma solida, si crea la giusta dose di pathos nello spettatore che si troverà pienamente coinvolto in questo viaggio infernale fino al finale dalla
libera interpretazione. </div>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Un prodotto che a livello di trama ed eventi narrati non offre nulla di nuovo, ma che gode di una giusta abilità registica e un cast ben selezionato, sufficienti a farlo diventare
un film di grande intrattenimento rendendolo anche un'esperienza visiva e sensoriale. Un'altra opera che arricchisce la filmografia horror italiana che sempre di più "grida ad alta voce" che anche
in Italia abbiamo prodotti che nulla hanno da invidiare alle produzioni estere.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><script> var showboxlink2e2600a78b74dc47e3a9cd2aee6fa0a8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/un-posto-sicuro-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 756,'height': 1079,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2e2600a78b74dc47e3a9cd2aee6fa0a8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/un-posto-sicuro-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink05fc7c2a5499d98e875efcbbf0f85c15 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/un-posto-sicuro-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 896,'height': 504,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink05fc7c2a5499d98e875efcbbf0f85c15, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/un-posto-sicuro-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=zAt53yNqghU">https://www.youtube.com/watch?v=zAt53yNqghU</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 15:24:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'istituto di Stephen King]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E3"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Una storia più accessibile ai grandi numeri</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Ambientazione fantascientifico e fanta-politico venata con una discreta quantità di malvagità</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">Nell’eterna lotta tra il bene e il male, la storia di un gruppo di ragazzini che hanno il potere di cambiare il mondo.</em></div>
<div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4qK6uCT" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
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<div><span class="cf1">Questo <strong>King</strong> è uno scrittore che alcuni potrebbero aver sentito nominare per via della mostruosa quantità
di opere prodotte, la maggior parte di successo e molte di queste tradotte in un film o una serie tv. Non ve la faccio la scheda di <strong>Stephen King</strong>, se non lo conoscete siete degli eschimesi che non escono dal ghiaccio da quarant’anni (e allora leggete me? Grazie, cazzo!).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>L’istituto</em> tratta la storia di Luke Ellis, un ragazzino estremamente intelligente che ha una marcia in più, ovvero
dei piccoli poteri psichici. Luke è un telecineta, non riesce a fare molto di più che smuovere una taglia da pizza vuota, ma è un potere che a qualcuno interessa. In una tragica serie di eventi, il ragazzo
si ritroverà portato all’istituto. Il luogo è un misto tra una base militare e un laboratorio di ricerca scientifica dove lui, e molti altri ragazzini con poteri simili ai suoi, vengono esaminati e “usati”.
Sebbene come inferno abbia i suoi lati positivi, Luke e i suoi nuovi amici saranno soggetti a maltrattamenti e torture continui senza che ne capiscano veramente lo scopo. Il loro obiettivo, come per tutti i reclusi, resterà
solo uno: riuscire a scappare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>King</strong> ha una lunga tradizione di film su ragazzini con poteri psichici, il suo primo libro è <em>Carrie</em>, dopotutto. Ho voluto leggere questo romanzo, però, ispirato soprattutto da un passaggio de <em>La torre nera</em> dove c’è una struttura simile. Non sono rimasto deluso. L’ambientazione è fra il fantascientifico e il fanta-politico venata con una discreta
quantità di malvagità. Ammetto che non è il <strong>King</strong> al quale sono abituato, non per la violenza o l’orrore. È una storia più accessibile ai grandi numeri, direi ma non per questo l’ho trovata inferiore, anzi, molti dei suoi personaggi
direi che sono pure azzeccati. È un libro che mi sento di consigliare senza dubbio.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1"><strong>Stephen King</strong> vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha e la figlia Naomi. Da più di quarant’anni
le sue storie sono bestseller che hanno venduto 500 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come <strong>Stanley Kubrick</strong>, <strong>Brian De Palma</strong>, <strong>Rob Reiner</strong>, <strong>Frank Darabont</strong>. Oltre ai film tratti dai suoi romanzi, vere pietre miliari come <em>Stand by me - Ricordo di un’estate</em>, <em>Le ali della libertà</em>, </span><em class="fs14lh1-5">Il miglio verde</em><span class="cf1"><em>, It</em> - per citarne solo alcuni - sono seguitissime anche le sue serie TV. Per i suoi meriti artistici, il presidente <strong>Barack Obam</strong>a gli ha conferito la National Medal of Arts. Nel 2018 ha ricevuto il PEN America Literary Service Award.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">L'istituto</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Stephen King</em></div>
<div><em class="cf1">Traduttore: Luca Briasco</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Sperling &amp; Kupfer</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 576</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN 13: 978-8855440530</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 14 x 3.4 x 21.9 cm</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: 14,25 € cartaceo - 9,99 € ebook</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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			<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 07:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[I maiali di Ranverso]]></title>
			<author><![CDATA[Luigi Pellini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E2"><h1 class="imHeading1">Dall'abbazia di Sant'Antonio di Ranverso</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Quando sacro e profano si sono incontrati e trovati a braccetto nel corso della storia</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>Da Torino, percorrendo in macchina tutto il corso Francia, si raggiunge Rivoli. Proseguendo poi di pochi chilometri in direzione di Avigliana e della Val di Susa, ci s’imbatte
nel paese di Buttigliera Alta e nell’abbazia di Sant’Antonio di Ranverso. Di stile gotico, fu fondata nel 1188 da Umberto III di Savoia e poi dato in concessione ai Canonici Regolari di Sant’Antonio di Vienne.
I Canonici dipendevano dal Priorato del <em>Rivo Inverso</em> da cui nasce la storpiatura del nome in <em>Ranverso</em>.</div><div><br></div><div>Gli affreschi all’interno della chiesa sono di particolare pregio e tra questi ne spicca uno decisamente insolito raffigurante la donazione dei maialetti. Da ricordare che
l’iconografia di Sant’Antonio Abate è sempre raffigurata insieme a un maialino che i frati infatti allevavano per curare il <em>fuoco di sant’Antonio</em>. Si tratta di una patologia molto dolorosa provocata dall’Herpes Zoster che produce sfoghi sulla pelle. Causato da un virus, crea uno sfogo cutaneo
a forma di cintura (l’etimologia di Zoster è appunto <em>cintura</em>) lungo il decorso dei nervi, soprattutto quelli toracici. A differenza della varicella, la
comparsa di forte arrossamento e di bollicine a grappoli, non crea prurito, ma appunto dolore o bruciore. L’unico rimedio conosciuto all’epoca consisteva nello spalmare sulla parte malata del grasso animale.</div><div><br></div><div>I frati, ospitati anche a Torino a partire dal 1271 nella chiesa di San Dalmazzo in via Doragrossa (attuale via Garibaldi) per concessione del vescovo Gaufrido, avevano la particolarità
di portare sempre con sé i loro maiali. Contraddistinti da un collare blu, erano liberi di vagare per le strade e furono gli unici animali che, durante il periodo della peste del 1630, non ebbero restrizioni e poterono
continuare a girare indisturbati per la città. Spesso il sacro e il profano si sono incontrati e trovati a braccetto nel corso della storia. Nella graziosa piazzetta antistante l’abbazia di Ranverso, si può
infatti notare un grosso masso presumibilmente utilizzato per celebrare antichi riti pagani. Si tratta di un masso erratico, una roccia di medie o grandi dimensioni trasportata a valle durante la glaciazione del Quaternario.
Il successivo ritiro dei ghiacciai ha portato alla presenza di massi in zone collinari o pianeggianti. Le popolazioni antiche, che non potevano conoscere queste nozioni geologiche le cui basi risalgono al XIX secolo, attribuivano
valenze magiche ai massi. Venivano infatti utilizzati come altari sacrificali, come luoghi preposti ai <em>culti litici</em> della fertilità o ancora si credeva che fossero carichi di energie positive e, toccandoli, potessero trasmettere giovamento all’organismo.</div><div><br></div><div>Quasi a sancire la vittoria del culto cristiano su quello pagano, è stata posta una croce sul masso a cui quasi più nessuno fa caso.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink679d0f2ac783f9e98aac14c7c3a74414 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/maiali-ranverso_ver.jpg','alt': 'L\\\'affresco dell\\\'abbazia di Sant\\\'Antonio di Ranverso.','title': 'L\\\'affresco dell\\\'abbazia di Sant\\\'Antonio di Ranverso.','width': 570,'height': 800,'description': 'L\'affresco dell\'abbazia di Sant\'Antonio di Ranverso.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink679d0f2ac783f9e98aac14c7c3a74414, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/maiali-ranverso_ver.jpg" alt="L&#39;affresco dell&#39;abbazia di Sant&#39;Antonio di Ranverso." title="L&#39;affresco dell&#39;abbazia di Sant&#39;Antonio di Ranverso." width="200" height="281" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 07:57:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[XXXII Trofeo RiLL - Aperte le iscrizioni]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E1"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Scadenza: 20 marzo 2026</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">32esimo Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Sono aperte fino al 20 marzo 2026 le iscrizioni al 32esimo Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico, premio letterario bandito dall’associazione <em>RiLL Riflessi di Luce Lunare</em>, col supporto del festival internazionale <em>Lucca Comics &amp; Games</em> e della casa editrice <em>Acheron Books</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Possono partecipare al Trofeo RiLL racconti fantasy, horror, di fantascienza e, in generale, ogni storia sia (per trama e/o personaggi) “al di là del reale”.</span></div>
<div><span class="cf1">I racconti partecipanti sono da alcuni anni più di 350 a edizione (nel 2025: 437 racconti), scritti da autori/ autrici residenti in Italia e all’estero (nel 2025 oltre
che dall’Italia sono arrivati testi da: Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Polonia, Repubblica di San Marino, Romania, Slovacchia, Svizzera, USA).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La partecipazione al Trofeo RiLL è libera e aperta a tutti (uomini, donne, maggiorenni, minorenni, italiani, stranieri, residenti in Italia o all’estero). Ogni autore/
autrice può inviare uno o più racconti, purché inediti, originali ed in lingua Italiana. Tutti/e i/le partecipanti devono però iscriversi all’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare (costo:
10 euro a racconto).</span></div>
<div><span class="cf1">I racconti possono essere spediti, a discrezione di ogni partecipante, in formato cartaceo oppure elettronico. Per i/le partecipanti residenti all’estero, l’invio in formato
elettronico è particolarmente raccomandato (per evitare possibili disguidi postali).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I dieci racconti finalisti del 32esimo Trofeo RiLL saranno pubblicati (senza alcun costo per i rispettivi autori/autrici) in un e-book della collana “Aspettando Mondi Incantati”,
curata da RiLL e in uscita a ottobre 2026. Inoltre, i migliori 5 racconti fra i finalisti saranno pubblicati (sempre gratuitamente) nell’antologia del concorso (collana “Mondi Incantati”, ed. Acheron Books),
che sarà presentata al festival internazionale Lucca Comics &amp; Games (novembre 2026).</span></div>
<div><span class="cf1">Infine, il racconto primo classificato sarà tradotto e pubblicato, sempre gratuitamente, all’estero: in Spagna (sull’antologia <em>Visiones</em>, curata da PÓRTICO - Asociación Española de Fantasía, Ciencia Ficción y Terror) e in Sud Africa (su PROBE, il magazine dell’associazione
SFFSA - Science Fiction and Fantasy South Africa). Molti racconti premiati/ finalisti di passate edizioni del Trofeo RiLL sono stati recentemente tradotti e pubblicati anche in Germania (dalla casa editrice <em>Barenklau Exklusiv</em>) e in Polonia (dalla rivista <em>Nowa Fantastyka</em>).</span></div>
<div><span class="cf1">L’autore/autrice del racconto primo classificato riceverà un premio di 250 euro.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La selezione dei dieci racconti finalisti sarà curata da RiLL, valutando tutti i testi partecipanti in forma anonima (cioè senza che i lettori-selezionatori conoscano
il nome dell’autore/autrice).</span></div>
<div><span class="cf1">La giuria del Trofeo RiLL deciderà poi, fra i racconti finalisti, quelli da premiare e pubblicare nell’antologia “Mondi Incantati” del 2026. Fra i giurati dell’edizione
2025 del Trofeo RiLL: gli scrittori Donato Altomare, Mariangela Cerrino, Giulio Leoni, Gordiano Lupi, Massimo Pietroselli, Vanni Santoni, Sergio Valzania; gli accademici Luca Giuliano (Università “La Sapienza”,
Roma) e Arielle Saiber (Johns Hopkins University, Baltimora - USA); l’anglista e saggista Cecilia Barella; la traduttrice Natalia Pola Miscioscia (anche collaboratrice della rivista polacca Nowa Fantastyka); i giornalisti
ed autori di giochi Andrea Angiolino, Renato Genovese e Beniamino Sidoti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ogni partecipante al 32esimo Trofeo RiLL riceverà <em>in omaggio</em> una copia dell’antologia “URBS SANGUINUM e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni” (ed. Acheron Books, 2025, collana Mondi Incantati), che prende il nome dal racconto vincitore del 31esimo
Trofeo RiLL, scritto dal napoletano Emanuele Arciprete.</span></div>
<div><span class="cf1">Il libro propone dodici storie: i migliori racconti del 31esimo Trofeo RiLL e di SFIDA 2025 (altro concorso curato da RiLL) e i racconti vincitori di quattro premi letterari per storie
fantastiche organizzati all’estero (in Australia, Portogallo, Spagna e Sud Africa) e con cui il Trofeo RiLL è gemellato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I libri della collana “Mondi Incantati” sono disponibili su Amazon, Unilibro.it, Mare Magnum, Toscana Libri, oltre che (a prezzo speciale) su <a href="https://www.rill.it/" class="imCssLink">RiLL.it</a></span></div>
<div><span class="cf1">Gli e-book della serie “Aspettando Mondi Incantati”, dedicata ai racconti finalisti del Trofeo RiLL, sono disponibili come kindle su Amazon e, come EPUB, su KOBO, IBS.it,
La Feltrinelli e Mondadori Store.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La cerimonia di premiazione del 32esimo Trofeo RiLL si svolgerà nell’ambito del festival internazionale Lucca Comics &amp; Games 2026 (28 ottobre / 1 novembre).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Per maggiori informazioni si rimanda al <a href="https://www.rill.it/trofeo-bando" class="imCssLink">bando di concorso</a> e al sito di RiLL (che ospita ampie sezioni sul Trofeo RiLL e le connesse collane di antologie/ e-book).</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkabf27f674b240f78a31b9d2b68e158d8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/XXXII-Trofeo-RiLL_bar.jpg','alt': 'Il logo di RiLL','title': 'Il logo di RiLL','width': 680,'height': 326,'description': 'Il logo di RiLL'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkabf27f674b240f78a31b9d2b68e158d8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/XXXII-Trofeo-RiLL_bar.jpg" alt="Il logo di RiLL" title="Il logo di RiLL" width="200" height="96" /></a><br></div><div><script> var showboxlink4b1270ffc04f6af2694aff1978976fd1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/MI2025_cop.jpg','alt': 'L\\\'antologia Urbs Sanguinum.','title': 'L\\\'antologia Urbs Sanguinum.','width': 520,'height': 738,'description': 'L\'antologia Urbs Sanguinum.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4b1270ffc04f6af2694aff1978976fd1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/MI2025_cop.jpg" alt="L&#39;antologia Urbs Sanguinum." title="L&#39;antologia Urbs Sanguinum." width="150" height="213" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 07:05:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Return to Silent Hill dal 22 gennaio al cinema]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E0"><h1 class="imHeading1">Svelato il poster italiano ufficiale</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">L'iconico videogioco Silent Hill 2 prende vita in Return to Silent Hill</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>Midnight Factory, etichetta di Plaion Pictures, è lieta di svelare il poster italiano ufficiale di <em>Return to Silent Hill</em>, il live-action tratto dall’immortale videogioco horror <em>Silent Hill 2</em>, nelle sale dal 22 gennaio in anteprima mondiale. Dopo il successo del primo film, uscito nel 2006, <strong>Christophe Gans</strong> torna alla regia di questo nuovo capitolo del franchise, basato sull’acclamato videogame uscito nel 2001. A dare vita a questo nuovo attesissimo capitolo è questa volta lo studio che ha portato in sala il fenomeno mondiale <em>Terrifier 3</em>: una garanzia per tutti i fan dell’horror, che non resteranno delusi dalle inquietanti atmosfere e dalla resa delle creature - tra cui l’iconico Pyramid Head,
dal corpo mostruoso e pronto ad affondare la sua lama come un boia - che popolano la cittadina di Silent Hill.</div><div><br></div>
<div><em>Return to Silent Hill<strong> </strong></em><strong></strong>segna il ritorno al cinema di una delle saghe horror più iconiche e amate di sempre. Il film riporta sul grande schermo l’atmosfera disturbante e angosciante che ha reso celebre il franchise videoludico,
tra i capostipiti del suo genere e che ancora oggi continua a vendere milioni di copie. Come ogni capitolo, la storia di <em>Silent Hill 2 </em>si muove in modo indipendente dal resto della saga, e vanta protagonisti rimasti nel cuore di tutti. James e Mary sono una coppia perfetta: giovani, belli e profondamente
innamorati, decidono di andare a convivere nell’incantevole cittadina di Silent Hill. Ma presto qualcosa si rompe e nulla tornerà come prima. James inizia a bere ed è tormentato dal ricordo di Mary, che
lo conduce nuovamente a Silent Hill. Le rive del lago, un tempo piene di vita, sono una terra desolata dove fanno da padrone morte e distruzione. James si avventura per la città deserta, e nella nebbia iniziano ad apparire
figure terrificanti. Tra le strade labirintiche il ragazzo percepisce presenze mostruose e tenta disperatamente di trovare Mary, apparentemente vicina ma sfuggente. Il suono della sirena segna l’inizio di un tormentato
purgatorio in cui si confondono realtà e incubo, in un viaggio che mette a nudo le colpe, le ossessioni più intime e i segreti più oscuri.</div><div><br></div>
<div>Nel riportare sul grande schermo l’universo deformato di Silent Hill, come si vede dal trailer <em>Return to Silent Hill<strong> </strong></em><strong></strong>dedica particolare cura alla ricostruzione dell’iconica città, ricoperta da una
pioggia di cenere, e delle sue creature, che ne incarnano l’anima più disturbante. Pyramid Head, la cui spaventosa apparizione mette duramente alla prova la psiche di James, non è che la soglia di un incubo
più vasto: attorno a lui emergono figure contorte, silhouette che si dissolvono nella nebbia e presenze che sembrano nate direttamente dalle crepe della coscienza del ragazzo. L’atmosfera, vero cuore pulsante
della saga, riemerge in una forma rinnovata e ancora più avvolgente. La nebbia non è un semplice segno distintivo, ma un velo vivo che confonde i confini tra realtà e allucinazione, guidando lo spettatore
in una città che cambia forma come se rispondesse a impulsi emotivi.</div><div><br></div>
<div><em>Return to Silent Hill</em> affida a Pyramid Head, protagonista incontrastato del<strong> </strong>poster italiano ufficiale, il fulcro simbolico dell’esperienza. Capace di travalicare il suo status di icona videoludica, il mostro è diventato uno dei
più riconoscibili nell’intero panorama horror. La sua presenza, brutale e inesorabile, domina lo spazio e lo sguardo: non un semplice mostro, ma una forza che grava sulla psiche di James, materializzando colpa,
paura e desiderio di punizione. La sua apparizione segna un punto di non ritorno, l’ingresso in una dimensione in cui l’orrore non è solo esterno, ma profondamente interiore. Attorno a lui, l’incubo
si espande: corpi deformati, figure appena distinguibili nella nebbia, presenze che sembrano emergere direttamente dalle fratture della mente del protagonista. In questo universo, Pyramid Head non è che il volto più
riconoscibile di un male più ampio, il custode silenzioso di una città che respira, muta e si contorce. E la nebbia, elemento distintivo della saga, torna a essere un velo pulsante che amplifica la tensione,
confondendo realtà e allucinazione.</div><div><br></div>
<div><em>Return to Silent Hill</em> promette di restare in equilibrio tra il rispetto per ciò che ha reso immortale il gioco da cui è tratto, che vanta milioni di appassionati anche grazie al remake del 2024, e la volontà di
rendere questa discesa nell’incubo un’esperienza indimenticabile per i fan del cinema horror a 360 gradi. &nbsp;A 20 anni dall’uscita del primo film, <strong>Christophe Gans</strong> mette in campo l’enorme evoluzione tecnica e narrativa a sua disposizione per portare sul grande schermo un materiale ancora più ricco e con molteplici chiavi di lettura, che preserva tutta la malinconia soffocante e la tensione psicologica del videogioco, amplificata dalla colonna sonora di <strong>Akira Yamaoka</strong>, compositore delle musiche del gioco originale che hanno reso memorabile il brand di Silent Hill. Come in tutta la saga, <em>Return to Silent Hill</em> promette allo spettatore un’esperienza che si rivelerà insieme personale, spiazzante e profondamente disturbante.</div><div><br></div>
<div><em>Return to Silent Hill<strong> </strong></em><strong></strong>sarà nei cinema dal 22 gennaio in anteprima mondiale con Midnight Factory. &nbsp;</div><div><br></div>
<div><strong>SINOSSI</strong></div>
<div><em>Quando una lettera lo richiama a Silent Hill alla ricerca del suo amore perduto, James ritrova una città totalmente trasformata, abitata da mostri
che lo portano a dubitare della sua stessa sanità mentale…</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div>Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?return-to-silent-hill-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinke0f36f4898a92cedcd574d705e4261e6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ReturnToSilentHill-loc_ver.jpg','alt': 'Il poster ufficiale italiano.','title': 'Il poster ufficiale italiano.','width': 500,'height': 714,'description': 'Il poster ufficiale italiano.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke0f36f4898a92cedcd574d705e4261e6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ReturnToSilentHill-loc_ver.jpg" alt="Il poster ufficiale italiano." title="Il poster ufficiale italiano." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkc094ca0baea695d5c9b6c007cf6ffc55 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ReturnToSilentHill-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 999,'height': 666,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc094ca0baea695d5c9b6c007cf6ffc55, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ReturnToSilentHill-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=xc3zOGBnJ18">https://www.youtube.com/watch?v=xc3zOGBnJ18</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 07:24:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Inchiostro di neve di Sara Strafile]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001DF"><h1 class="imHeading1">Un corto che fa sognare</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">E che fa pensare a quanto la terza età sia una sorta di culla della memoria</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong>Inchiostro di neve (Italia 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Sara Strafile. Operatore di Camera: Stefano Simone. Direttore della Fotografia: Luigi Russo. Sceneggiatura: Giovanni Casalino. Musica: Luca Auriemma.
Assistente alla regia: Viviana Palumbo. Aiuto Regia: Giovanni Casalino. Scenografia: Serena Faccilongo. Makeup Artisti: Anto Dirella. Backstage: Marco Mansi. Interpreti: Antonio Potito, Maddy Strafile, Lorenzo Curci, Antonella
Cirillo, Daniele Cifaldi, Clarissa Graziano, Evelyn Rizzi, Sasà.</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><em>Durante un Natale solitario, un anziano uomo, segnato dall’assenza e dalla malinconia, riscopre attraverso i ricordi della sua infanzia il vero significato
dei doni, trasformando la nostalgia in un gesto capace di riportare vita, amore e famiglia nella sua casa. </em>Sette minuti di colonna sonora struggente, sceneggiatura silenziosa costruita per immagini, sinfonia del ricordo, un corto che fa sognare e che fa pensare a quanto la terza età sia una sorta di culla della
memoria. La valigia dei ricordi, le foto del passato, i pensieri guardando fuori dalla finestra, tutto contribuisce a creare un clima in cui sembra che il rimpianto possa essere più forte di ogni attenzione al presente.
Un ottimo attore come <strong>Antonio Potito</strong> rende con lo sguardo e con gesti misurati tutta la tristezza nostalgica del personaggio che interpreta con autorevolezza.
<strong>Sara Strafile</strong> - un’autrice, senza ombra di dubbio - muove la macchina da presa con movimenti avvolgenti, come se dovesse abbracciare spettatore e personaggi,
soprattutto quando esplode la magia del Natale con la casa che prende vita, tra doni e nipoti, figli e sorrisi. La fotografia color neve - soffusa e nebbiosa - &nbsp;che caratterizza l’intero cortometraggio è adeguata
al tono della narrazione, così come i titoli di testa - disposti in una sorta di disegno animato tra panorama glaciale e abeti stilizzati - introducono alla visione di una breve storia struggente. Aggiungiamo che è
degna di nota l’idea dei titoli di coda inseriti nelle decorazioni natalizie. Un corto che conferma quanto sia importante far parlare le immagini, invece di gestire laboriosi dialoghi che spesso nelle opere degli autori
esordienti risultano inutili e impacciati. <strong>Sara Strafile</strong> si dimostra ancora una volta regista ispirata come nei precedenti <em>Dolceamaro</em> e <em>Mizuki</em>, approfondendo il tema della nostalgia e del rimpianto. Si nota nel cast buona parte della factory di
<strong>Stefano Simone</strong> - dallo sceneggiatore <strong>Casalino</strong> al musicista <strong>Auriemma</strong> - &nbsp;senza dimenticare che lo stesso autore sipontino è operatore di camera. Un buon lavoro, di cui consiglio la visione.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink99b3371bdec3ff5fb93e1dccd59b795f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/inchiostro-neve-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del cortometraggio.','title': 'La locandina del cortometraggio.','width': 763,'height': 1079,'description': 'La locandina del cortometraggio.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink99b3371bdec3ff5fb93e1dccd59b795f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/inchiostro-neve-loc_ver.jpg" alt="La locandina del cortometraggio." title="La locandina del cortometraggio." width="200" height="283" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=5oQAmtwAczw">https://www.youtube.com/watch?v=5oQAmtwAczw</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 07:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Segnali di luce di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Russo]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001DE"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">I sette racconti finalisti al Premio Porco Rosso</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Sette modi di declinare la Resistenza e accendere un faro verso un futuro migliore</span></h2><div><div><em class="cf1">Racconti di Giuliano Cannoletta, Lorenzo Davia, Flavio Deri, Daniela Piegai, Giovanna Repetto, Silvia Tebaldi e Vanessa West.</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3N2Ph9k" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/45C6Ink" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">I termini “Fantascienza” e “Resistenza” segnano l’incedere di questo libro, per mandare segnali di luce non solo al cosmo, ma soprattutto anche al nostro presente. Solo un intenso connubio tra questi due concetti permette infatti di esplorare narrativamente diverse sotto-tracce tematiche all’interno del genere fantascientifico: dal colonialismo al progresso, fino al razzismo e alle questioni di genere. </span></div> <div><span class="cf1">L’introduzione di <strong>Laura Coci</strong> conferisce fin da subito una cornice politica a questa raccolta di fantascienza, orientandola in maniera non neutrale. Il messaggio fondante che vogliono comunicare sono i tratti di un’arte fantastica del non cedere, che si realizza nei personaggi e nelle storie del volume.</span></div> <div><span class="cf1">Questa idea di fantascienza, pur prendendo parte attivamente alla realtà che la circonda, potrebbe rischiare di appesantire il lettore con troppe connotazioni ideologiche. Essa agisce invece come una specie di catalizzatore o di dispositivo critico, emergendo con sfumature plurali nelle narrazioni dei diversi autori.</span></div> <div><span class="cf1">In <em>Squadraccia meccanica</em> di <strong>Giuliano Cannoletta</strong>, i burattini meccanici di un inventore agiscono come caricature delle squadracce fasciste.</span></div> <div><span class="cf1">In <em>Ciano e Nasacantoni</em> di <strong>Lorenzo Davia</strong>, ricco di sfumature dialettali, gli immigrati di altri pianeti trasformano la città di confine in un centro d’accoglienza interspaziale, con tutte le problematiche connesse.</span></div> <div><span class="cf1"><em>Pisa a 33 Giri</em> di <strong>Flavio Deri</strong>, un vecchio vinile jazz diventa una chiave musicale per distorcere la percezione tra passato e presente, in un vero e proprio loop temporale che è anche un atto di ribellione contro il nazismo.</span></div> <div><span class="cf1">In <em>Legione Straniera</em> di <strong>Daniela Piegai</strong>, i Superiori hanno spinto l’umanità nelle cavità profonde della Terra, costringendola a morire lentamente, mentre dei Tecnici senza Frontiere forniscono le persone di organi supplettivi.</span></div> <div><span class="cf1">Nella <em>Canzone di Gipi</em> di <strong>Giovanna Repetto</strong>, una canzone serve per ricordare a una madre il nome del figlio, nonostante i due siano separati come destinazioni tra una colonia marziana e la Terra, in una società ossessionata dall’accrescimento demografico.</span></div> <div><span class="cf1">In <em>Un filo rosso fuoco</em> di <strong>Silvia Tebaldi</strong> le storie ferraresi scritte dalla protagonista si intrecciano con il lavoro sulle asole, cape che si vantavano di essere femministe e il ricordo di gente che se n’era andata.</span></div> <div><span class="cf1">Infine, nell’<em>Atlante delle nude Stagioni</em>, <strong>Vanessa West</strong> descrive le visioni di poeta riguardanti una donna attraverso degli scorci essenziali e taglienti, in cui l’estetismo delle parole colpisce e si innesta sul potere evocativo del linguaggio.</span></div> <div><span class="cf1">Ogni resistenza civile è fatta di gesti e di parole, di atti minimali contro strutture operative sempre operanti nella società, al di sotto dell’apparenza e del perbenismo.</span></div> <div><span class="cf1">Per evitare rigidità ideologiche, la dimensione politica illustrata da questo fantascientifico <em>Segnali di luce</em> dovrà continuare a far concentrare la fantascienza contemporanea sulle voci plurali e sulle loro esitazioni, sull’apertura o sulla chiusura di eventuali possibilità di nuove parole, nuovi linguaggi e nuove scritture. La citazione finale di <strong>Virginia Woolf</strong> non è affatto casuale, perché questi racconti rappresentano intermittenze di una resistenza simbolica, che delinea e costruisce mondi narrativi che non devono più fermarsi nella loro incessante produzione. &nbsp;Non c’è bisogno di credere a tutte le storie che esistono, ma bisogna continuare a scriverne di resistenti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">I CURATORI</strong></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>Roberto Del Piano</strong>, fin dal Sessantotto bassista elettrico tra impegno e militanza, ha iniziato giovanissimo a suonare il pop nel contesto milanese salvo poi innamorarsi del jazz. Con Gaetano Liguori e Filippo Monico ha dato vita al Trio Idea. Ha registrato diversi album a suo nome e con altri; <em>Saluti da Casa. Ho dato il mio sangue alla musica</em> è il più recente. Da qualche anno ha rinnovato un antico amore, la fantascienza; ha collaborato a vari numeri della rivista <em>Un’Ambigua Utopia</em>, pubblicato alcuni racconti e traduzioni e, insieme a Laura Coci, è curatore dell’opera di Daniela Piegai; nel 2023 ha vinto il Premio Italia nella categoria Miglior articolo su pubblicazione amatoriale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>Laura Coci</strong> ha compiuto gli studi presso l’Università di Pavia sotto la guida di Franco Gavazzeni. Negli anni della guerra balcanica ha promosso azioni di sostegno alla società civile e di accoglienza di rifugiati e minori. È presidente dell’Istituto lodigiano per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. In ambito science fiction, ha pubblicato il volume <em>Fantascienza, un genere (femminile)</em>, con il quale nel 2024 ha vinto il Premio Italia, per Delos Digital. Per questo editore, con Roberto Del Piano, è curatrice dell’opera di Daniela Piegai. Scrive per <em>Robot</em> e per diverse altre riviste in tema di letteratura dell’immaginario.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div><div><div><em class="cf1">Segnali di luce</em></div> <div><em class="cf1">Autore: AA.VV.</em></div> <div><em class="cf1">Curatore: Roberto Del Piano</em></div> <div><em class="cf1">Introduzione: Laura Coci</em></div> <div><em class="cf1">Copertina: Dante Primoverso (IA)</em></div> <div><em class="cf1">Collana: Fantascienza Resistente Vol. 6</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 104</em></div> <div><em class="cf1">ISBN 13: 978-8825433944</em></div> <div><em class="cf1">Costo: 12,35 € cartaceo - 3,99 € ebook</em></div></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><br></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3N2Ph9k" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/45C6Ink" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink6461d912da0430fe77087978713c5cc3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/segnali-luce-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 712,'height': 1078,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6461d912da0430fe77087978713c5cc3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/segnali-luce-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="304" /></a><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Apri gli occhi]]></title>
			<author><![CDATA[Nicola Lombardi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001DD"><h1 class="imHeading1">Il cuore mancò un battito</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Serrò gli occhi, più forte che poté, stringendo i denti</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>Il trillo si fece largo, a poco a poco, fra le nebbie informi e pastose del sogno, come una grossolana punta di trapano contro un muro che resiste ai primi cauti assalti, ma che
poi, inevitabilmente, si sfalda in un vortice polveroso. Le palpebre di Vanni si sollevarono di scatto, lasciando che le pupille si colmassero di quel buio gremito di puntolini colorati di cui la stanza sembrava pullulare.
Colpi ritmici e concitati riverberavano attraverso il materasso per risalire a rimbombargli nelle orecchie, come se il suo cuore fosse cucito all’interno del cuscino. Cosa lo aveva svegliato?</div>
<div>Tutte le illazioni che gli erano fiorite nella testa durarono il tempo intercorso fra l’affievolirsi di uno squillo e l’esplodere del successivo. Nel silenzio che stagnava
nella casa, quel suono metallico, perentorio, aveva il potere di  penetrare fino in fondo all’anima, affogandola in una paura senza nome. Il telefono? A quell’ora? Ma del resto, che ore erano? A Vanni pareva
di essersi appena coricato, ma sapeva che la percezione del trascorrere del tempo notturno l’aveva sempre ingannato.</div>
<div>Altri squilli, insistenti. Voltò il capo verso la moglie, distesa al suo fianco sotto due strati di coperte, quasi potesse vederla in quell’insondabile oscurità.
Meglio alzarsi, prima che Lucia si svegliasse. Poveretta, non stava molto bene. Doveva essersi presa una brutta influenza. Le aveva misurato la temperatura, prima di mettersi a letto. Trentotto e quattro. Non eccessiva, per
una persona di robusta costituzione. Ma abbastanza debilitante per una donna che sfiorava l’ottantina. Vanni era stato tentato di chiamare la guardia medica, però Lucia stessa gli aveva detto di lasciar stare:
ci avrebbero pensato il mattino dopo, se già una buona tisana e una notte di sonno non avessero provveduto a rimetterla in sesto.</div>
<div>Ma quel telefono, maledizione!… Non accennava a placarsi. Doveva essere qualcosa di veramente urgente.</div>
<div>Se avessero avuto figli, allora avrebbe pensato senz’altro a qualche preoccupante emergenza da parte loro; ma non avendone, proprio non gli riuscì di immaginare chi
potesse chiamarlo quando ancora non si vedeva un solo pallido accenno di luce filtrare tra le fessure delle tapparelle.</div>
<div>Di malavoglia, facendo appello a tutte le forze che il suo corpo ossuto poteva racimolare dopo quel brusco risveglio, Vanni spinse le gambe fuori dalle coperte, infilò i
piedi nelle pantofole – che metteva sempre nello stesso punto, così da ritrovarle subito con geometrica precisione, anche senza vederle – e si consegnò all’aria fredda che gli gelò il
velo di sudore fra pelle e pigiama.</div>
<div>Il percorso fino alla porta era un tragitto sicuro. Otto passi (tre a destra, ancora tre a destra, e due a sinistra). Quindi allungò la mano, e la maniglia ripose fedele
alla sua stretta. Aprì, scivolò nel corridoio, e subito si richiuse la porta alle spalle, prima che un nuovo trillo si infilasse nel pertugio per volare addosso a Lucia e strapparla al sonno.</div>
<div>Ora il suono era decisamente più forte, e Vanni lo sentì rimbalzare dentro il cranio, da un lato all’altro, come una pallina di gomma. Sbuffando, avanzò
di cinque passi facendo strisciare i polpastrelli della mano destra lungo la parete (non troppo in alto, per evitare di colpire un quadretto posizionato esattamente a metà del percorso). Una volta raggiunto il salottino,
lasciò che le dita trovassero l’interruttore, schermandosi con l’altra mano gli occhi per proteggersi dal giallore elettrico che gli piovve addosso dal lampadario. Subito sprofondò nella sua poltrona.
Accanto al tavolino rotondo. Quello sul quale il grosso telefono grigio lo stava chiamando. Gli squilli lo rintronavano, doveva interromperli all’istante. Sollevò ansante la cornetta e se la portò all’orecchio.</div>
<div>«Sì, pronto…?» rantolò.</div>
<div>All’altro capo udì dapprima solo un fruscio ronzante. Attese qualche istante, poi riprovò: «Pronto? Chi è?»</div>
<div>Allora, in mezzo al brusio crepitante generato da un disturbo sulla linea, si fece strada una voce. Confusa, all’inizio. Quasi impercettibile. L’uomo aggrottò
la fronte, stringendo più forte la cornetta come se la pressione delle dita potesse migliorare la qualità della comunicazione.</div>
<div>«<em>Vanni… caro…</em>» udì. «<em>Sono io…</em>»</div>
<div>Il cuore mancò un battito. «Pronto?» disse ancora, sentendosi inevitabilmente stupido. «Chi parla?» Una parte del suo cervello – quella che
solitamente non gli piaceva ascoltare, perché aveva quasi sempre ragione – aveva riconosciuto quella voce. Però non era possibile. Nella maniera più assoluta, <em>non era possibile</em>. Per cui, rimase aggrappato con tenacia al proprio lato più razionale, nonostante lo sentisse particolarmente fragile, a quell’ora della notte.</div>
<div>Ma il soffio freddo della paura articolò due semplici parole che la cornetta scoccò a trafiggergli il cervello. «<em>Sono Lucia</em>».</div>
<div>A quel punto Vanni si ingobbì sulla poltrona, afflosciandosi come un sacco di sabbia gettato in un angolo. «Cosa… come…?»</div>
<div>Tra le scariche elettrostatiche, la voce di donna all’altro capo continuò a infierire, seppure con infinita dolcezza. «<em>Sono Lucia, amore. E sono morta. Mi dispiace. Davvero tanto, mi dispiace. Ma ti volevo parlare un’ultima volta. Ti volevo avvisare…</em>»</div>
<div>Vanni aprì e richiuse le labbra più volte, sentendosi immerso in un’aria sempre più densa. Un calore innaturale aveva costretto ogni poro della sua pelle
a secernere goccioline che all’istante si rappresero in una patina ghiacciata. La poltrona oscillava, e ruotava. E la cornetta che gli si era incollata addosso, fra mano e orecchio, aspettava che la sua lingua formulasse
una frase, qualcosa di pertinente, qualcosa di ragionevole. Ma la sua mente aveva smesso di collaborare.</div>
<div>«Non… non puoi… essere tu…» balbettò. «Tu sei… di là, a letto…»</div>
<div>La voce (la voce <em>di Lucia</em>, inconfondibilmente) non ebbe esitazioni: «<em>Là c’è solo il mio corpo, ma tu non ti devi fidare. Quel corpo è morto. Io non sono più là
dentro…</em>»</div>
<div>E a quel punto accadde qualcosa che gli strappò un gemito e gli contrasse le dita artigliate a un bracciolo della poltrona.</div>
<div>Un rumore, dal corridoio. Un cigolio ben noto. La porta della camera da letto… Si era aperta. Qualcuno stava camminando.</div>
<div>In fondo, avrebbe dovuto sentirsi sollevato. Sua moglie si era svegliata, alla fine. Non avendolo trovato al suo fianco, si era alzata. Forse lo aveva sentito parlare, e adesso
stava venendo a controllare. Tutto normale…</div>
<div>Invece, un terrore senza nome gli avvizzì l’anima.</div>
<div>«<em>Non fidarti, ti dico!</em>» incalzò la voce di Lucia dalla cornetta. «<em>Quella che sta arrivando non sono io! Non devi guardarla! Chiudi gli occhi! Non sono io!…</em>»</div>
<div>Vanni provò una fitta al torace. Tutto il suo corpo pareva intorpidito.</div>
<div>«<em>Chiudi gli occhi!</em>»</div>
<div>I passi in corridoio, lenti e strascicati, erano giunti quasi all’altezza della porta del salotto. Presto avrebbe visto… <em>Chi?</em></div>
<div>«<em>Chiudi gli occhi!</em>»</div>
<div>Un fruscio di ciabatte, un respiro roco.</div>
<div>E a quel punto l’uomo cedette alla valanga delle emozioni. Serrò gli occhi, più forte che poté, stringendo i denti. Rimase così, immobile, la cornetta
premuta contro l’orecchio, il cuore impazzito, un tremito diffuso a fior di pelle… finché un fruscio segnalò l’apparizione della donna (<em>Lucia, </em>doveva<em> essere lei!</em>) sulla soglia del salotto.</div>
<div>Vanni continuò a tenere le palpebre abbassate, solo vagamente consapevole di apparire patetico agli occhi della moglie. Ma l’eco delle parole iniettate in lui dalla
voce al telefono non voleva saperne di liberarlo, e la suggestione di quelle ultime tre parole lo teneva prigioniero.</div>
<div>Passi lenti – i passi di un corpo stanco, grosso, appesantito dagli anni – gli si avvicinarono, e con essi anche quel respiro affaticato e ruvido che credeva di riconoscere.
Si aspettò che la moglie gli domandasse cosa diavolo stesse mai facendo, lì, a quell’ora, attaccato al telefono, gli occhi chiusi. Era forse sonnambulo? O era uscito di senno?</div>
<div>Invece, a poco meno di un metro da lui, la voce di Lucia gli fece rattrappire la cute.</div>
<div>«Apri gli occhi».</div>
<div>La donna al telefono non esitò: «<em>Non farlo, ti prego! Non sono io! Io sono </em>morta<em>!</em>»</div>
<div>«Apri gli occhi!» ripeté perentoria la donna che si trovava davanti a lui, e che doveva essersi ingobbita per farsi più vicina. Avvertì con una
punta di ripugnanza l’odore del suo alito, acre di medicinali.</div>
<div>«<em>Non guardala, non sono io!</em>»</div>
<div>Troppa tensione. Non avrebbe potuto reggerla oltre. Doveva decidersi. L’urlo che già da un po’ gli urgeva in gola prese corpo e forza, gonfiandosi in lui come
un grosso serpente fatto d’aria e paura.</div>
<div>«Apri gli occhi!»</div>
<div>E allora a Vanni sembrò di esplodere, di infrangersi contro una cometa nera. Aprì la bocca. Uno strillo silenzioso gli graffiò le pareti interne della gola,
e mentre un sibilo dentro la sua testa saliva ad altezze vertiginose non poté più trattenersi. Spalancò gli occhi, e…</div>
<div>Tutta la cacofonia interiore che lo aveva martoriato fino a quel momento si dissolse all’istante, e attorno a lui fu di nuovo buio, e silenzio.</div>
<div>Rimase in ascolto, i sensi elettrizzati pronti a captare il minimo stimolo, il minimo suggerimento. E non gli volle molto per rendersi conto di essere disteso nel proprio letto.
D’istinto sporse un braccio sulla destra, incontrando subito il corpo di sua moglie. Sospirò, e sorrise. Un sogno. Non era stato che un orribile sogno. E che altro mai avrebbe potuto essere?</div>
<div>Mentre il cuore andava rallentando la sua corsa fece strisciare una mano fuori dalle coperte e la portò tastoni al volto di Lucia, che riposava su un fianco, rivolta verso
di lui. Le accarezzò amorevolmente una guancia, e lei mugolò. Forse l’aveva svegliata. Poco male, non avrebbe faticato a riprendere sonno. Era bello sentirla ancora lì, accanto a lui. Anche la donna,
lentamente, allungò una mano, raggiungendo con delicatezza il viso del marito.</div>
<div>Vanni continuò a sorridere, nel buio, gli occhi aperti sull’oscurità. E per non guastare quell’attimo di infinita tenerezza scacciò da sé
l’idea, davvero molto fastidiosa, che la guancia di Lucia adesso fosse troppo fredda. E lo erano anche le sue dita, ruvide, secche, che adesso gli scorrevano gelate lungo la gota sinistra…</div>
<div>Con un fruscio di lenzuola e camicia da notte, Lucia gli si portò più vicina, nella più totale oscurità. Produsse un rumoretto risucchiante nel separare
le labbra e muovere la lingua inaridita; quindi sussurrò tre semplici parole: «<em>Apri gli occhi…</em>»</div>
<div>E il cuore dell’uomo rotolò nell’abisso.</div><div><br></div>
<div><strong>NOTE</strong></div>
<div>Prima pubblicazione per Club GHoST: 27 Febbraio 2024.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE<br></strong>Nicola Lombardi (Ferrara, 1965) esordisce nel 1989 con la raccolta <em>Ombre</em>. Negli anni ’90 si lega al movimento letterario romano Neo Noir e pubblica per Newton &amp; Compton i romanzi tratti dai film di <strong>Dario Argento,</strong> <em>Profondo Rosso </em>e <em>Suspiria</em>. Altre sue raccolte: <em>I racconti della piccola bottega degli orrori, La fiera della paura, Striges, Anime urlanti, Bizarre Sorcery, Iperborea-Oscuri canti </em>e <em>La Casa delle Scolopendre</em>.<br>I suoi romanzi:<em> I Ragni Zingari, Madre nera, La notte chiama</em> (con <strong>Luigi Boccia</strong>) e <em>La Cisterna</em>, oltre alla novella <em>Il letto rosso,</em>a cui segue il thriller storico S<em>trigarium-I delitti del noce </em>(con <strong>Luigi Boccia</strong> – Giallo Mondadori, 2022). Tra le sue varie pubblicazioni in lingua inglese ricordiamo <em>The Gypsy Spiders and Other Tales of Italian Horror </em>(Tartarus Press, 2021) e The Tank (Dunwich Edizioni).</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink37ffb2d2fccca1994464bef863ca3229 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/apri-gli-occhi-cover_bar.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1024,'height': 785,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink37ffb2d2fccca1994464bef863ca3229, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/apri-gli-occhi-cover_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="154" /></a><br></div><div><script> var showboxlink1a4ecd79f4942cdab73c58e79eeff97e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nicola-lomardi-foto_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 810,'height': 1080,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1a4ecd79f4942cdab73c58e79eeff97e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nicola-lomardi-foto_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 04 Jan 2026 08:31:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Fantastici mosaici con AndreaMosaic]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001DC"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un punto di riferimento</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Per chiunque voglia trasformare una singola immagine in un mosaico</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><em>AndreaMosaic</em> è uno tra i più diffusi programmi multipiattaforma (Windows, macOS, Linux) di "photo-mosaicing". Creato dallo sviluppatore
svizzero <strong>Andrea Denzler</strong>, questo software è da decenni il punto di riferimento per chiunque voglia trasformare una singola immagine in un mosaico, un'opera
d'arte composta da migliaia di piccole tessere fotografiche.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>AndreaMosaic</em> non è solo gratuito, è <em>Creditware</em> ovvero l’autore lo concede liberamente per uso personale e commerciale, a patto che venga dato credito al software (un link o una piccola nota sulla stampa). La versione Standard, gratuita, permette di creare mosaici fino a 200 Megapixel e 30.000 tessere. La versione Professional (Bonus Pack) è invece disponibile con una donazione, sblocca limiti incredibili (fino a 100 Gigapixel e tessere illimitate), ideale per stampe di grandi dimensioni
o cartelloni pubblicitari.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Funzioni principali</strong></div>
<div><span class="cf1"><span class="imUl fs14lh1-5">Gestione intelligente delle tessere</span><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il cuore del programma è la sua capacità di analizzare la propria libreria fotografica. Si possono caricare migliaia di immagini e <em>AndreaMosaic</em> creerà un database (.AMC) con i valori cromatici di ognuna; è possibile impostare una distanza minima tra tessere uguali per evitare l'effetto ripetitivo
e se non si hanno abbastanza foto, il software può ruotare o specchiare le immagini esistenti per adattarle meglio ai colori del mosaico.</span></div>
<div><span class="imUl cf1">Algoritmo di Color Matching</span></div>
<div><span class="cf1">A differenza di app più semplici che "sovrappongono" un velo di colore alle tessere, <em>AndreaMosaic</em> cerca la foto che per contrasto e tonalità si avvicina di più all'originale. Con il Color Change si può decidere quanto il software deve "correggere" il colore della tessera. Un valore basso garantisce realismo; un valore alto rende il mosaico più
fedele all'immagine principale.</span></div>
<div><span class="imUl cf1">Video Mosaici (funzione avanzata)</span></div>
<div><span class="cf1">Una delle caratteristiche più spettacolari di <em>AndreaMosaic</em> è la capacità di creare mosaici video. Il software può estrarre frame da un video e usarli come tessere, oppure trasformare un intero file video in un mosaico dinamico in cui ogni frame è
a sua volta composto da foto.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Esperienza d'uso (Workflow)</strong></div>
<div><span class="cf1">L’interfaccia di <em>AndreaMosaic</em> potrebbe apparire un po' <em>old school</em> (stile Windows XP), ma rimane estremamente funzionale una volta compresi cinque principali passaggi:</span></div>
<ol>
<li><span class="cf1">Impostazione Tessere: scegli il formato (1:1, 4:3, 3:2, ecc.).</span></li>
<li><span class="cf1">Creazione Collezione: indichi la cartella con le tue foto e lui le indicizza.</span></li>
<li><span class="cf1">Selezione Immagine Master: scegli la foto "grande" da ricreare.</span></li>
<li><span class="cf1">Parametri: imposti quante tessere vuoi per riga e la risoluzione finale.</span></li>
<li><span class="cf1">Rendering: il processo è sorprendentemente veloce grazie all'ottimizzazione del codice.</span></li></ol><div class="cf1"><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkd001326c53d65745bcb1c55772109064 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/AndreaMosaic-interfaccia_bar.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di AndreaMosaic.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di AndreaMosaic.','width': 715,'height': 543,'description': 'L\'interfaccia grafica di AndreaMosaic.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd001326c53d65745bcb1c55772109064, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/AndreaMosaic-interfaccia_bar.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di AndreaMosaic." title="L&#39;interfaccia grafica di AndreaMosaic." width="200" height="152" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong>L'interfaccia grafica di AndreaMosaic.</strong></div></div></div><!--StartFragment --><!--EndFragment --><span class="cf1"><br>
</span><div><strong class="cf1">Pro</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">È probabilmente il software più accurato nel posizionamento delle tessere in base al colore.</span></li>
<li><span class="cf1">La gestione dei Gigapixel per le risoluzioni estreme lo rende unico per professionisti della stampa.</span></li>
<li><span class="cf1">Occupa pochissimo spazio e non richiede hardware di ultima generazione.</span></li>
<li><span class="cf1">Ha un’ottima personalizzazione per il controllo totale su bordi, rotazioni, ripetizioni e formati.</span></li></ul><span class="cf1"><br></span>
<div><strong class="cf1">Contro</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">L’interfaccia datata non lo rende troppo attraente da vedere e la curva di apprendimento iniziale potrebbe essere un po' ripida
per via dei molti menu tecnici.</span></li>
<li><span class="cf1">La creazione iniziale del database di tessere può richiedere tempo se si hanno centinaia di migliaia di foto.</span></li>
<li><span class="cf1">Non c’è la possibilità di sfruttare il Cloud, tutto avviene in locale (un bene per la privacy, meno per chi cerca immediatezza su smartphone).</span></li></ul><span class="cf1"><br>
</span><div><span class="cf1">Per concludere <em>AndreaMosaic</em> resta il re indiscusso per chi cerca qualità e controllo. Se si vuole fare un
regalo speciale (un poster fatto di ricordi) o un progetto professionale, non esiste alternativa gratuita altrettanto potente. È uno strumento "chirurgico": meno intuitivo di un'app mobile, ma infinitamente
più efficace.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica <em>AndreaMosaic</em> dal sito ufficiale: <a href="https://www.andreaplanet.com/andreamosaic/" class="imCssLink">https://www.andreaplanet.com/andreamosaic/</a></span></div>
<div><span class="cf1">Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkcb707ecc240af7edbea0c8cbf1abac4b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/AndreaMosaic-logo_ver.jpg','alt': 'AndreaMosaic per sistemi macOS.','title': 'AndreaMosaic per sistemi macOS.','width': 654,'height': 566,'description': 'AndreaMosaic per sistemi macOS.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcb707ecc240af7edbea0c8cbf1abac4b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/AndreaMosaic-logo_ver.jpg" alt="AndreaMosaic per sistemi macOS." title="AndreaMosaic per sistemi macOS." width="200" height="174" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Jan 2026 08:04:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/files/AndreaMosaic-logo_bar_thumb.jpg" length="50619" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?fantastici-mosaici-con-andreamosaic</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Mio figlio Nerone di Steno]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001DB"><h1 class="imHeading1">Per ricordare Brigitte Bardot</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Una sorta di peplum comico con protagonista Alberto Sordi</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>Per ricordare <strong>Brigitte Bardot</strong> (Parigi, 28 settembre 1934 - Saint-Cyr-sur-Mer, 28 dicembre 2025), con un film del 1956, il primo girato con un regista italiano, quando ancora non era molto famosa...</div><div><br></div>
<div><strong>Mio figlio Nerone (Italia, Francia 1956)</strong></div>
<div><em>Regia: Steno (Stefano Vanzina). Soggetto: Rodolfo Sonego. Sceneggiatura: Alesandro Continenza, Diego Fabbri, Ugo Guerra, Rodolfo Sonego, Steno. Fotografia: Mario
Bava. Montaggio: Mario Serandrei, Giuliana Attenni. Effetti Speciali: Mario Bava. Musica: Angelo Francesco Lavagnino. Scenografia: Piero Filippone. Costumi: Veniero Colasanti. Produttore: Franco Cristaldi. Case di Produzione:
Titanus/ Vides - Les Films Marceau. Distribuzione: Titanus. Durata: 94'. Colore. Produzione: Italia/ Francia. Interpreti: Alberto Sordi (Nerone), Vittorio De Sica (Seneca),Gloria Swanson (Agrippina),
Brigitte Bardot (Poppea), Ciccio Barbi (Aniceto), Arturo Bragaglia (senatore), Giorgia Moll (Lidia), Amalia Pellegrini (Acerronia), Amedeo Trilli (soldato), Mino Doro (Corbulone), Giulio Calì (carpentiere),
Agnese Dubini (Ugolilla), Memmo Carotenuto (Crepereio), Mimmo Poli (costruttore teatro), Barbara Shelley (ospite), Mario Mazza (Tacito). Doppiatori: Tina Lattanzi (Bardot), Fiorella Betti (Swanson), Luigi Pavese
(Barbi), Glauco Onorato (Carotenuto).</em></div>
<div><br></div><div>






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<div><em>Mio figlio Nerone</em> (1956) è una sorta di <em>peplum</em> comico con protagonista <strong>Alberto Sordi</strong>, che mette in evidenza la bellezza giovanile e discinta di <strong>Brigitte Bardot</strong> (Poppea), ma anche la bravura di <strong>Vittorio De Sica</strong> (Seneca) e di <strong>Gloria Swanson</strong> (Agrippina). Le follie di Nerone, il suo amore per il canto, i rapporti con le donne e la presunta codardia vengono messi alla berlina, ma il film delude le attese.
Non è un <em>kolossal</em>, come si pensava, ma una semplice commedia, divertente, persino erotica (per i tempi), ma niente di trascendentale. Nerone vive circondato
da amici fannulloni, vessato da una madre invadente, consigliato da un furbo Seneca e amato dalla fidanzata Poppea. Gli amici lo illudono di essere un grande cantante e lo esortano a occuparsi di arte invece di governare
l’Impero. Agrippina richiama il figlio al dovere e vorrebbe farlo partire per la guerra, cosa che Nerone aborrisce al punto di tentare di liberarsi della madre. Nerone tenta di avvelenare Agrippina ma non ci riesce e
finisce per prendersela con i suoi amici, che vorrebbe sterminare, ma Seneca rimedia in extremis. Nerone torna a cantare, organizza orge nel palazzo, con la bella Poppea che fa il bagno nel latte per conservare la pelle morbida.
Tenta di far affogare la madre sabotando una nave, ma Agrippina si salva e torna a palazzo per fare un accordo con Seneca e Poppea. La madre promette che Nerone sposerà Poppea se gli amici riusciranno a farlo smettere
di cantare. Quando Nerone sente dire che non sa cantare, in preda alla follia, brucia la città, fa fuori Agrippina, Poppea e Seneca. Nel finale vediamo Nerone soddisfatto tra i busti di cemento che immortalano
le persone uccise.</div>
<div>Un film che le cronache raccontano di difficile gestazione. <strong>Anita Ekberg</strong> era la prima scelta per il ruolo di Poppea, ma alla fine si optò per la poco nota <strong>Brigitte Bardot</strong>, che è di una bellezza conturbante. Tutti la ricordiamo quando fa il bagno nel latte, ma anche in numerose scene dove mostra le lunghe gambe, mentre in
un frammento di sequenza si intravede un seno. <strong>Gloria Swanson</strong> pretendeva attenzione, si dava arie da attrice inglese di gran classe, relegata a un set di attori
non internazionali. <strong>Steno</strong> ebbe il suo bel da fare per convincerla a recitare le battute previste dal copione; si può dire che - visto il suo carattere
- fosse perfetta per interpretare la perfida Agripina. <strong>Vittorio De Sica</strong> si limitò a recitare il suo ruolo, con grande classe, come sempre, senza interferire nella direzione del film. Il ruolo di Seneca gli calza a pennello, soprattutto quando fa sfoggio di abilità oratoria.
<strong>Alberto Sordi</strong> regala un’interpretazione perfetta parodiando un Nerone imbelle, dedito al vizio, un po’ folle, strampalato, bambinone, ossessionato
da piccole manie. Un’interpretazione memorabile. Per molto tempo, noi ragazzi degli anni Sessanta, abbiamo avuto in mente il Nerone di <strong>Sordi</strong> ogni volta che dovevamo fare i conti con il personaggio storico. Il soggetto di <strong>Sonego</strong> è ironico, farsesco, leggero, pesca dalle leggende e non si cura di rispettare la verità storica, realizzando un ritratto caricaturale dell’Imperatore
romano. Fotografia ed effetti speciali sono di <strong>Mario Bava</strong>: lo spettatore smaliziato se ne rende subito conto dai colori intensi e dai trucchi artigianali.
</div>
<div>Rassegna critica. <strong>Paolo Mereghetti</strong> (una stella): “Fiacchissimo tentativo &nbsp;di mettere in farsa le follie di Nerone e i suoi complicati rapporti con le donne. <strong>Sordi</strong> recita con il pilota automatico, anche quando compone una sinfonia con accompagnamento di maiale, coniglio, capra e gufo; la <strong>Swanson</strong> pensa evidentemente solo all’ingaggio e la <strong>Bardot</strong> è sempre tropo vestita”. <strong>Morando Morandini</strong> (una stella per la critica, tre stelle per il pubblico): “Voleva essere forse una satira: è la più bolsa e scadente delle farse”. <strong>Pino Farinotti,</strong> controcorrente, concede tre stelle, ma non motiva. Proviamo a farlo noi che siamo dalla sua parte. Il film gode di un’ottima fotografia, una sceneggiatura
impeccabile, una recitazione perfetta, ergo il divertimento è assicurato. La critica <em>alta</em> non sopporta la farsa, che, con buona pace di <strong>Mereghetti</strong> e <strong>Morandini</strong>, presenta antecedenti nobili, basti pensare alle commedie di Plauto. &nbsp;Da recuperare.</div></div><div><br></div><div>






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			<pubDate>Fri, 02 Jan 2026 07:22:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Tributo a Roberto Radicati]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001DA"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il nuovo video Club GHoST &amp; Ipnotica</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un omaggio dedicato al Conte di Marmorito a Torino</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> presenta il nuovo video targato <em>ClubGHoST &amp; Ipnotica</em> dedicato al Conte di Marmorito <strong>Roberto Radicati</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Radicati</strong> è l'uomo che ha iniziato per primo lo scrittore <strong>Sergio Bissoli</strong> alla letteratura nera, weird, thriller, terrore, mistero.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'omaggio a <strong>Roberto Radicati</strong> è presente in questo video appositamente realizzato per l'occasione e caricato sul canale You Tube ufficiale del Club GHoST:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.</span></div>
<div><span class="cf1">Per non perdere tutte le novità a riguardo ma soprattutto per supportarci vi invitiamo a iscrivervi al canale e attivare la campanella per le notifiche.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink10c5b986f2f9fe8b4401c9c255ff198a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/RobertoRadicati_bar.jpg','alt': 'La copertina del video.','title': 'La copertina del video.','width': 1265,'height': 708,'description': 'La copertina del video.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink10c5b986f2f9fe8b4401c9c255ff198a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/RobertoRadicati_bar.jpg" alt="La copertina del video." title="La copertina del video." width="200" height="112" /></a><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=7LYUV96EX9k">https://www.youtube.com/watch?v=7LYUV96EX9k</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 10:27:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/files/RobertoRadicati_bar_thumb.jpg" length="156117" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?tributo-a-roberto-radicati</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile il singolo Astral]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D9"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Nuovo videoclip degli Eternal Silence</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una chiacchierata con chi ha lasciato questo mondo</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Elaborare il lutto è un passaggio doloroso e universale: quando perdiamo qualcuno che amiamo, spesso continuiamo a parlargli in silenzio, cercando nel pensiero il conforto che
il mondo reale non può più darci.<strong> </strong><em>Astral</em>, il nuovo singolo degli <strong>Eternal Silence</strong>, mette in musica questo dialogo tra chi resta e chi ha abbandonato il corpo fisico. È una mano
tesa verso chi si sente intrappolato nel buio della tristezza e del distacco.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">“<em>It can't be true, I know you're still there. No, why would you abandon me? The world's about to collapse, it's dragging me down</em>”: le prime reazioni sono il rifiuto e lo smarrimento che accompagnano ogni perdita. Ma l’essenza di chi amiamo continua a parlarci attraverso la memoria, i sensi, i dettagli che restano impressi nella
vita di tutti i giorni: “<em>Hear our voice in the notes of a song, our scent in the air when you're feeling lost, We are wherever your senses evoke a memory of us</em>”. Basta ascoltare con il cuore per sentirlo: è una presenza diversa, sottile, astrale, ma ancora capace di orientare e sostenere.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L'imponente architettura del <em>symphonic metal</em> si manifesta attraverso un violino malinconico, voci che oscillano tra delicatezza e furia, orchestrazioni solenni, chitarre tempestose e una sezione ritmica possente che vede <strong>Mattia Rubino</strong> come guest dietro le pelli, dando vita a un brano complesso e armonioso che oscilla tra il dolore umano e lo slancio verso ciò che è oltre.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il videoclip che accompagna <em>Astral</em> racconta il tentativo di lasciar andare e, allo stesso tempo, l’impossibilità di recidere quel legame profondo. Perché alcune catene non si spezzano mai: cambiano forma e diventano luce.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Gli <strong>Eternal Silence</strong> nascono nel 2008 dalla passione di <strong>Marika Vanni </strong>(voce) e <strong>Alberto Cassina</strong> (chitarra e voce), fondatori e cuore pulsante del progetto.</span></div>
<div><span class="cf1">Fin dagli esordi la band si muove nella scena symphonic metal italiana con un sound potente e ricco di atmosfera, dove la melodia incontra intensità, lirismo e influenze gothic
metal.</span></div>
<div><span class="cf1">Dopo una prima fase dedicata ai classici del genere, gli <strong>Eternal Silence</strong> trovano una propria identità artistica che si concretizza nei primi due album: <em>Raw Poetry</em> e <em>Chasing Chimera</em>, entrambi pubblicati da Underground Symphony Records.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel 2014 partecipano al tributo alla storica band metal <strong>Heavy Load</strong>, registrando il brano <em>Stronger than Evil</em> per la raccolta <em>Tales of the Northern Swords</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Dopo gli EP &nbsp;<em>Metamorphosis 2008-2018</em> e <em>Renegades</em> (Sliptrick Records), nel 2021 esce<strong> </strong>per RockShots Records <em>Timegate Anathema</em>, registrato presso il Groove Factory Studio e prodotto da <strong>Michele Guaitoli</strong> (<em>Temperance</em>, <em>Vision of Atlantis</em>). Il disco, anticipato da quattro singoli, viene presentato ufficialmente con un release party al Legend Club di Milano e una lunga serie di date in Italia ed Europa.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel 2023 arriva <em>3</em>, un EP ispirato alla mitologia norrena e alla figura delle Tre Norne.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel corso degli anni, gli <strong>Eternal Silence</strong> hanno condiviso il palco con artisti del calibro di <strong>Therion</strong> (a Mosca e San Pietroburgo), <strong>Haggard</strong>, <strong>Sound Storm</strong>, <strong>Giacomo Voli</strong>, <strong>Rhapsody of Fire</strong>, <strong>Timo Kotipelto</strong> e <strong>Jani Liimatainen</strong>, suonando in Austria, Romania, Bulgaria, Croazia, Germania e ovviamente in tutta Italia.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink8abbe61b079af8011a4f3e65db612153 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Eternal-Silence-band_ver.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1332,'height': 995,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8abbe61b079af8011a4f3e65db612153, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Eternal-Silence-band_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="96" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=sT2k3zTQ5R0">https://www.youtube.com/watch?v=sT2k3zTQ5R0</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 06:20:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/files/Eternal-Silence-band_bar_thumb.jpg" length="290177" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?disponibile-il-singolo-astral</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Pupi Avati che cinema la vita! di Bartoli e Stanzani]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D8"><h1 class="imHeading1">Vita e opere di Pupi Avati</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Per conoscere uno degli ultimi autori del nostro cinema</h2><div><div><strong>Pupi Avati che cinema la vita! (Italia 2025)</strong></div> <div><em>Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Mauro Bartoli, Lorenzo K. Stanzani. Programmista Rai: Luisa Riccardi. Organizzazine Generale: Orso Rosso Film. Immagini di Repertorio: Duea Film, Duea/Acek, Teche Rai. Musiche: Toni Villa, Roberto Villa, Riz Ortolani. Produzione: Lab Film, Rai Documentari, Emilia Romagna Film Commission, Regione Emilia Romagna. Interpreti: Pupi Avati, Antonio Avati, Mariella Avati Ricci, Mariantonia Avati, Cesare Bastelli, Paolo Conte, Ezio Greggio, Steve Della Casa, Gian Luca Farinelli, Gianfranco Miro Gori, Lodo Guenzi, Neri Marcoré, Carlo Lucarelli, Massimiliano Perrotta, Filippo Scotti.</em></div> <div><br></div></div><div><div>Un documentario che ripercorre la vita e le opere di <strong>Pupi Avati</strong>, anche le sconfitte e le illusioni perdute, non solo i successi e i momenti migliori, sottolineando la fatica e la costanza di un autore che ha cercato di emergere con ogni mezzo, perché aveva qualcosa da dire. “Guarda tutto e cerca di ricordarti bene quello che vedi. Quando sarai vecchio avrai solo questo da fare”, sono le parole del nonno estrapolate da un film di <strong>Avati</strong>, vero e proprio filo conduttore del suo cinema, una poetica del ricordo, pascoliana e proustiana (nessuno degli intervistati l’ha detto). Il documentario si sviluppa come un collage di pellicole montato in maniera non consequenziale che funge da corredo a una lunga intervista a <strong>Pupi Avati</strong>, supportata dalle considerazioni di alcuni attori, collaboratori e critici. Il nostro ultimo grande regista - così mi piace definirlo - erede di una generazione di cineasti che non c’è più, da <strong>Fellini</strong> a <strong>Pasolini</strong>, si racconta senza infingimenti, confidando di aver attraversato il nostro cinema classico tenendosi in disparte. Il peccato originale di <strong>Pupi Avati</strong> - per la nomenclatura classista degli anni Settanta - è stato sempre quello di definirsi democristiano, di non essere schierato, soprattutto di non essere incasellabile. Le parole scorrono su un sottofondo jazz per mettere in evidenza il primo amore del regista, una passione abbandonata (ma non rimossa) perché privo del talento necessario per emergere. <strong>Lucio Dalla</strong> è il musicista - amico che con i suoi stupendi assoli glielo fa capire, a mio parere per fortuna, visto che nel cinema <strong>Pupi Avati</strong> porta una voce originale, dice qualcosa di nuovo (e di antico, per restare al <strong>Pascoli</strong>), non si limita a imitare, come sarebbe accaduto con il clarinetto. “Abbiamo sempre fatto cinema senza badare alle mode del momento, all’ideologia corrente, proprio per questo abbiamo girato pellicole destinate a durare a lungo, storie che con il passare del tempo non invecchiano, ma (come il buon vino) migliorano”, dicono i fratelli <strong>Avati</strong>. Un cinema indipendente in tutto, realizzato con una modalità produttiva artigianale, dotato di quel tocco <em>avatiano</em> (non si può definire diversamente) che rende qualsiasi film un “genere Avati”. Le pellicole prodotte sono intrise di radici familiari, ricordo, nostalgia, spesso girate nei luoghi avatiani per eccellenza: la Bassa Lombarda, Bologna, l’Appennino, le valli di Comacchio. Il documentario trascura il cinema girato negli Stati Uniti, una buona fetta dei lavori di <strong>Avati</strong> sono ambientati nello Iowa, stato periferico che presenta qualche assonanza con le zone italiane di provincia, così come ci sono film dedicati al jazz, uno su tutti quello (stupendo) che narra la vita del musicista <strong>Bix Beiderbecke</strong>. <strong>Avati</strong> replica al cinema le situazioni vissute da ragazzo, seguendo le parole del nonno, in un mix di realtà e fantasia, sulle ali della nostalgia e del tempo perduto. Il documentario racconta cose per me fin troppo note, visto che ho analizzato l’intera produzione del regista nel volume <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?disponibile-tutto-avati-aggiornato" class="imCssLink"><em>Tutto Avati</em> (Il Foglio Letterario Edizioni, 2018 - aggiornato nel 2025)</a>, ma per chi non sa niente delle sue origini è interessante seguire i primi passi di un autore nel mondo del cinema. Un certo Mister X che finanzia le prime fallimentari pellicole (<em>Balsamus</em> e <em>Thomas</em>), l’ingresso di <strong>Tognazzi</strong> nella vita cinematografica di <strong>Avati</strong> con <em>La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone</em> e i primi successi commerciali. Non può mancare una parte sul <em>gotico padano</em>, l’attenzione a <em>La casa dalle finestre che ridono</em> e <em>Zeder</em>, ma ci sono anche i film della nostalgia, gli amici del Bar Margherita - dove nascono i sogni -, le gite scolastiche, le feste di laurea, i regali di Natale. Ricordiamo <strong>Ennio Flaiano</strong> che risponde al gruppo di aspiranti cineasti: “Non scrivetemi più!”, ma <strong>Pupi</strong> non ha un piano b, se cade da cavallo si rialza e va avanti per la sua strada, anche quando arriva ultimo sa che deve insistere. Lo dice molto bene nella frase finale del documentario: “Io sono quello che ricostruisce i castelli di sabbia che gli altri demoliscono”. <strong>Antonio Avati</strong> abbandona l’idea di fare l’attore e si mette a scrivere sceneggiature con il fratello, vestendo il ruolo del produttore, spesso si fa venire geniali intuizioni su attori da impiegare in vesti poco consuete. Nascono nuovi ruoli drammatici per <strong>Abatantuono</strong>, <strong>Greggio</strong>, <strong>Ricciarelli</strong>, <strong>D’Angelo</strong>, persino <strong>Boldi</strong>. Ricordiamo anche <strong>Silvio Orlando</strong> - attore morettiano - e <strong>Francesca Neri</strong> in un film intenso e commovente come <em>Il papà di Giovanna</em> che sfrutta al massimo le potenzialità di <strong>Alba Rohrwacher</strong>. Dalle parole del regista viene fuori l’idea del regista emarginato che vuol fare solo il suo cinema, ma lo spettatore attento comprende che questa emarginazione è stata la fortuna di <strong>Avati</strong>, libero di girare un originale cinema del ricordo, sempre riconoscibile, unico al mondo, dotato di un respiro diverso e del tocco magico della memoria. La bellezza del cinema di <strong>Avati</strong> sta nella scrittura profonda, nei dialoghi forbiti, nella recitazione di attori mai impostati ma capaci di portare una personalità vera sulla scena. Il documentario parla della <em>factory avatiana</em>: la fotografia di <strong>Bastelli</strong>, attori come <strong>Cavina</strong> (anche sceneggiatore), <strong>Delle Piane</strong> e <strong>Capolicchio</strong>, mettendo in risalto la grande capacità tecnica del regista, sia con la macchina da presa, sia come direttore di attori, la sua bravura nel tirare fuori il meglio dagli interpreti. Un documentario che ho visto con piacere ma che avrei preferito più snello, concentrato sugli spezzoni dei film e sulle parole del regista, aggiungendo le sole considerazioni di <strong>Antonio Avati</strong>. A mero titolo esemplificativo non ho capito il ruolo di <strong>Carlo Lucarelli</strong> nel cinema di <strong>Pupi Avati</strong>, a parte la bolognesità. Aggiungo che alcune considerazioni critiche sono ridondanti e che certi passaggi sono &nbsp;ripetitivi, come quando si parla di jazz. Resta il fatto che ascoltare <strong>Pupi Avati</strong> nel racconto della sua vita non ha prezzo, da grande affabulatore è capace d’incantare mentre spiega a un pubblico che ascolta rapito. <em>Pupi Avati che cinema la vita!</em> è passato su Rai Tre in prima serata ma è ancora reperibile su Rai Play. Se non sapete niente del regista merita la visione, conoscerete uno degli ultimi autori del nostro cinema. Ecco il link:</div> <div><a href="https://www.raiplay.it/programmi/pupiavatichecinemalavita" class="imCssLink">https://www.raiplay.it/programmi/pupiavatichecinemalavita</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink5134ead62eca5c718bc22a107779ac57 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/avati-cinema-vita_ver.jpg','alt': 'La copertina del documentario.','title': 'La copertina del documentario.','width': 810,'height': 1080,'description': 'La copertina del documentario.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5134ead62eca5c718bc22a107779ac57, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/avati-cinema-vita_ver.jpg" alt="La copertina del documentario." title="La copertina del documentario." width="200" height="267" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=1m6o7YKnDqk">https://www.youtube.com/watch?v=1m6o7YKnDqk</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 07:35:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Ghost Game]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D7"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Chi riuscirà a filmare il fantasma?</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">La più feroce critica mai realizzata sul mondo dei reality show e della televisione</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La redazione <em>GHoST</em> segnala l’uscita di <em>Ghost Game</em>, un fumetto edito da Weird Book scritto da <strong>Luigi Boccia</strong> e <strong>Nicola Lombardi</strong> e disegnato da <strong>Vasco Gioachini</strong> con la copertina di <strong>Giorgio Finamore</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4pbevzz" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Ghost Game</em>: il più complesso reality show mai concepito. Scopo del gioco? Riuscire a filmare un vero fantasma. Il
reality è ambientato in un’enorme villa in mezzo ai boschi, un edificio nel quale in passato si sono consumati efferati omicidi. Tra migliaia di aspiranti giocatori vengono selezionati due ragazzi e due ragazze.
Ognuno di loro ha a propria disposizione una telecamera, con un’autonomia di ripresa di appena due ore. Non è loro concesso visualizzare le immagini registrate, né sovrainciderle. Ma c’è anche
un’altra regola, fondamentale per non essere squalificati: devono assolutamente restare uniti. E il tutto dovrà svolgersi nell’arco di un weekend.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ben presto, però, lo scetticismo e l’entusiasmo iniziali vengono sostituiti da angoscia e paura. Gli eventi precipitano. Realtà e finzione si sovrappongono, mentre
i concorrenti si affannano a seguire gli indizi disseminati per loro lungo il percorso di gioco.</span></div>
<div><span class="cf1">Finché la verità, alla fine di questo folle gioco di morte, si rivela in tutto il suo insostenibile orrore...</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Ghost Game</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Luigi Boccia e Nicola Lombardi </span></div>
<div><span class="cf1">Disegni: Vasco Gioacchini</span></div>
<div><span class="cf1">Copertina: Giorgio Finamore<br>Editore: Weird Book</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: <em>Weird Comics</em><br>Genere: Fumetto<br>Pagine: 120<br>Prezzo: 16,90 €<br>Formato: 17 x 22 cm<br>ISBN:
979-12-81603-38-7</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4pbevzz" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6001a534a6ff2e7fd3c4d59a99d47a8a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GhostGame-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 639,'height': 903,'description': 'La copertina del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6001a534a6ff2e7fd3c4d59a99d47a8a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/GhostGame-cover_ver.jpg" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="283" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3d70f29a7be52da79ae5a962d4297273 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GhostGame-tavole_01.jpg','alt': 'Una tavola del fumetto.','title': 'Una tavola del fumetto.','width': 640,'height': 904,'description': 'Una tavola del fumetto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GhostGame-tavole_02.jpg','alt': 'Una tavola del fumetto.','title': 'Una tavola del fumetto.','width': 576,'height': 813,'description': 'Una tavola del fumetto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GhostGame-tavole_03.jpg','alt': 'Una tavola del fumetto.','title': 'Una tavola del fumetto.','width': 576,'height': 813,'description': 'Una tavola del fumetto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GhostGame-tavole_04.jpg','alt': 'Una tavola del fumetto.','title': 'Una tavola del fumetto.','width': 512,'height': 723,'description': 'Una tavola del fumetto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GhostGame-tavole_05.jpg','alt': 'Una tavola del fumetto.','title': 'Una tavola del fumetto.','width': 640,'height': 904,'description': 'Una tavola del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3d70f29a7be52da79ae5a962d4297273, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/GhostGame-tavole_01.jpg" alt="Alcune tavole del fumetto." title="Alcune tavole del fumetto." width="150" height="212" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 07:30:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Il Signor Naïf]]></title>
			<author><![CDATA[Vincenzo Barone Lumaga]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D5"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Stettero muti, immobili e impotenti</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Nuvole isolate si trasformarono in una cappa grigia che nascondeva loro il sole</span></h2><div><div><span class="cf1">Dall'Autore della raccolta di racconti fantastici </span><span class="fs14lh1-5"><i><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?ippocorno-e-altri-racconti-di-vincenzo-barone-lumaga" class="imCssLink">Ippocorno e altri racconti</a></i></span><span class="fs14lh1-5">.</span></div><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><a href="https://amzn.to/3MNZNkN" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Disteso sul prato, il Signor Naïf ammirava il sole pigro del pomeriggio. Adagiato sul piccolo telo, accanto a sé aveva la moglie e i loro due bambini, ognuno disteso sulla sua piccola stuoia. Poco lontano da loro poggiato un cestino, che raccoglieva ora solo i resti del picnic appena terminato. L’aria era bella, il cielo punteggiato di nuvole rade che si spostavano rapide nel vento. Il Signor Naïf osservò tutto questo, poi la moglie e i bambini. Pensò che era davvero fortunato per la bella famiglia che aveva. Sua moglie aveva forse il corpo un po’ sproporzionato rispetto alle gambe e le braccia sottili, ma occhi belli grandi e un dolce sorriso, sotto i capelli di un rosso acceso. I loro bambini forse erano venuti un po’ troppo tozzi, dai lineamenti sfuggenti, quasi abbozzati, ma erano due buoni ed educati. In quel momento si sentì felice. Peccato che il tempo iniziasse a guastarsi. Pochi minuti e le nuvole isolate si trasformarono in una cappa grigia che nascondeva loro il sole, e scuriva minacciosa. Non fece neppure in tempo a far notare la cosa alla sua famiglia che la prima goccia di pioggia lo colpì sulla mano. Tante altre rapide la seguirono. Il signor Naïf fece per alzarsi e cercare un riparo. Si accorse solo in quel momento di non potersi muovere. Per ignota ragione non poté staccarsi dall’asciugamano su cui era steso e dal prato. Tentò di gridare, ma scoprì di non poter emettere suono. Fissò la moglie e i figli, e dall’espressione terrorizzata dei loro sguardi capì che erano paralizzati anche loro. Stettero muti, immobili e impotenti sotto la furia del maltempo. Si sarebbero di certo buscati un febbrone con tutta quell’acqua. Ormai erano inzuppati. Il signor Naïf si guardò le braccia. E rimase ancora più sconvolto.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Vide, con orrore, le sue braccia che si stavano sciogliendo. I contorni delle sue mani, il rosa della carne, il blu della giacchetta, tutto perdeva forma e compattezza. Guardò gli altri. La moglie e i figli si stavano sciogliendo sotto le gocce d’acqua, il viso di lei era già stato cancellato del tutto. Tutto si scioglieva, i loro vestiti, le asciugamani, il prato stesso si scoloriva nelle pozze chiare che si stavano formando, il verde schiariva sempre più fino a degenerare in un bianco sporco.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Solo allora il signor Naïf comprese che egli, la sua famiglia, il prato in cui si erano riposati dopo il picnic, altro non erano che lo scarabocchio di un bambino che poi li aveva abbandonati all’aperto, forse su una panchina, forse un marciapiede, ad ammirare il cielo di un pomeriggio d’autunno che si era rannuvolato all’improvviso, e costretto il loro Creatore tornare dentro casa. Poi due gocce gli caddero sugli occhi, e ogni immagine si spense.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">NOTE</strong></div> <div><span class="cf1">Prima pubblicazione per Club GHoST: 26 Giugno 2019.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div> <div><span class="cf1">Vincenzo Barone Lumaga è un avvocato e scrittore italiano, classe 1978, specializzato in racconti e romanzi di genere horror, weird e thriller sovrannaturale, che ha recentemente intrapreso anche la carriera di stand-up comedian. È noto per le sue opere inquietanti e per la collaborazione con l'illustratrice Diana Daniela Gallese, che arricchisce i suoi testi, come nella sua raccolta <span class="fs14lh1-5"><i><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?ippocorno-e-altri-racconti-di-vincenzo-barone-lumaga" class="imCssLink">Ippocorno e altri racconti</a></i></span>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/3MNZNkN" class="imCssLink"><span class="fs14lh1-5">ACQUISTA SU AMAZON</span></a><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink9a8905d7b2f6a8af53a11bf557343d58 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/signor-naif-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 498,'height': 571,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9a8905d7b2f6a8af53a11bf557343d58, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/signor-naif-cover_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="230" /></a><br></div><div><script> var showboxlink25f56bf21f5196ceb1c74686946f0f9d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vincenzo-barone-lumaga-ok_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 444,'height': 639,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink25f56bf21f5196ceb1c74686946f0f9d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/vincenzo-barone-lumaga-ok_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="216" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 07:36:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[No Other Choice dal 1 gennaio al cinema]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D4"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il nuovo film di Park Chan-Wook</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Selezionato dalla Corea per la corsa agli Oscar</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Lucky Red è lieta di condividere il trailer italiano di <em>No Other Choice - Non c’è altra scelta</em>. Dopo essere stato presentato in concorso alla 82esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e proiettato in anteprima
il 5 dicembre al Noir in Festival, dove è stato selezionato come film di chiusura, la nuova opera di <strong>Park Chan-Wook</strong> arriverà nei cinema italiani dal 1 gennaio.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>No Other Choice – Non c’è altra scelta</em>,<strong> </strong>film<strong> </strong>selezionato dalla Corea per la corsa agli Oscar,<strong><em> </em></strong>è una potente dark comedy con un cast internazionalmente riconosciuto: <strong>Lee Byung Hun</strong>, star di <em>Squid Game</em> e attore che ha prestato la voce a Gwi-Ma in <em>KPop Demon Hunters</em>, è affiancato da <strong>Son Yejin</strong> (<em>Crash Landing on You</em>), <strong>Park Hee Soon</strong> (<em>My Name</em>, <em>I binari del destino</em>), <strong>Lee Sung Min</strong> (<em>Nine Puzzles</em>), <strong>Yeom Hye Ran</strong> (<em>Quando la vita ti dà mandarini</em>) e <strong>Cha Seung Won</strong> (<em>Our Blues</em>). Ai Blue Dragon Film Awards, uno dei più prestigiosi premi cinematografici coreani, è risultato vincitore in sette categorie, compreso Miglior Film; <strong>Park Chan-Wook</strong> ha ottenuto il premio come Miglior Regista e <strong>Son Yejin</strong> come Miglior Attrice.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">“Qualche tempo fa ho letto un romanzo intitolato The ax. L’ho preso in mano perché scritto da Donald E. Westlake, autore del romanzo
da cui è stato tratto ‘Senza un attimo di tregua’, uno dei miei film preferiti in assoluto. Leggendo The ax, mi sono ritrovato a identificarmi con il protagonista: un uomo che considera la produzione
di carta la propria vita, che il mondo lo riconosca o meno. La penso allo stesso modo riguardo al cinema: per questo ho compreso facilmente un personaggio convinto che esista un certo modo di essere per un capofamiglia, e
per un uomo, e che viva di conseguenza. Dopotutto, sono anch’io un uomo con una famiglia.</em></div>
<div><span class="cf1"><em>Ma all’epoca non avevo idea che mi ci sarebbero voluti vent’anni per realizzare questo film.”</em> (Park Chan-Wook)</span></div>
<div><span class="cf1"> </span></div>
<div><span class="cf1"><em>No Other Choice - Non c’è altra scelta </em>sarà al cinema dal 1 gennaio con Lucky Red.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SINOSSI</strong></div>
<div><span class="cf1">You Man-su (<strong>Lee Byung Hun</strong>), specialista nella produzione di carta con venticinque anni di esperienza, conduce una
vita semplice e serena con la moglie Miri (<strong>Son Yejin</strong>) e i loro due figli. Il lavoro è più di una professione, è ciò che dà
forma alla sua identità: “ho tutto quello che desidero” può dirsi con orgoglio.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando però la sua azienda lo licenzia senza alcun preavviso, la sua vita precipita e rischia di vedere crollare ciò che ha costruito: il mutuo della casa, la serra che
cura con passione, le lezioni di ballo con la moglie, perfino il mantenimento dei due golden retriever cui i figli sono legatissimi.</span></div>
<div><span class="cf1">Nella disperazione, tenta il tutto per tutto presentandosi alla Moon Paper, l’azienda dove è certo di poter dimostrare il suo valore. Convinto di meritare quel lavoro più
di chiunque altro, prende una decisione ben precisa: “Se non c’è un posto per me, troverò un modo per farmi spazio da solo.”</span></div>
<div><span class="cf1">Fin dove sarà disposto a spingersi, se non c’è altra scelta?</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?no-other-choice-non-ce-altra-scelta-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink0de4f3e9b77bf574a124285173626a6b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/No-Other-Choice-cop_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 462,'height': 660,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0de4f3e9b77bf574a124285173626a6b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/No-Other-Choice-cop_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3ce01cc6b02b30bf9bb22a663ee1339c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/No-Other-Choice-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1075,'height': 605,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3ce01cc6b02b30bf9bb22a663ee1339c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/No-Other-Choice-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=GJ2oyBBDVUo">https://www.youtube.com/watch?v=GJ2oyBBDVUo</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 27 Dec 2025 07:32:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Speciale Christmas Horror]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D3"><h1 class="imHeading1">Il cinema horror natalizio</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Analisi dell'evoluzione, dei sottogeneri e dei capisaldi</h2><div><div>Il Natale è solitamente associato a sentimenti di gioia, calore familiare e "buonismo". Tuttavia, per il cinema horror, questa festività rappresenta il terreno di gioco ideale per il contrasto: l'accostamento tra l'iconografia rassicurante delle luci colorate e la violenza brutale crea un effetto perturbante unico.</div><div><br></div> <div><strong>L'estetica del contrasto: perché il Natale fa paura?</strong></div> <div>Il successo dell'horror natalizio risiede nella <em>sovversione dei simboli</em>. Il Natale è intriso di tradizioni rigide e aspettative di felicità; quando queste vengono infrante, il trauma percepito è maggiore.</div><div><br></div> <div><em><u>L’isolamento:</u></em> Le tempeste di neve creano il perfetto scenario "locked-room" (camera chiusa).</div><div><br></div> <div><em><u>L’invasione domestica:</u></em> Babbo Natale è, tecnicamente, un estraneo che entra in casa tua. Trasformare questa figura in un predatore gioca sulle paure infantili più profonde.</div><div><br></div> <div><em><u>Il capitalismo e lo stress:</u></em> Molti horror natalizi fungono da satira sociale contro il consumismo sfrenato e le ipocrisie familiari.</div><div><br></div> <div><strong> </strong></div> <div><strong>I pionieri e lo scandalo (Anni '70 - '80)</strong></div> <div>Il genere esplode negli anni '70 con due titoli fondamentali:</div> <div><em>Black Christmas</em> (Un Natale rosso sangue, 1974): Diretto da <strong>Bob Clark</strong>, è considerato il padre dello <em>slasher</em>. Prima di <em>Halloween</em> di <strong>Carpenter</strong>, <strong>Clark</strong> utilizzò la soggettiva del killer e l’ambientazione di una sorellanza universitaria durante le vacanze per creare un'atmosfera di terrore claustrofobico.</div> <div><em>Silent Night, Deadly Nigh</em>t (Natale di sangue, 1984): Questo film scatenò proteste feroci negli USA. L'idea di un killer vestito da Babbo Natale spinse i genitori a picchettare i cinema. Fu ritirato dalle sale, diventando istantaneamente un cult proibito.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink174854f236e808552c759c58599d0d08 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/black-christmas_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 633,'height': 894,'description': 'La locandina del film.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/silent-night-deadly_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 627,'height': 930,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink174854f236e808552c759c58599d0d08, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/black-christmas_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="283" /></a><br></div><div><br></div> <div><strong>L'horror per famiglie e la commedia nera (Anni '80 - '90)</strong></div> <div>Non tutto l'horror natalizio è fatto di sangue.</div> <div><em>Gremlins</em> (1984): Prodotto da <strong>Spielberg</strong>, bilancia perfettamente creature mostruose e spirito festivo, mettendo in guardia contro l'irresponsabilità umana e criticando la commercializzazione del Natale.</div> <div><em>The Nightmare Before Christmas</em> (1993)<strong>:</strong> Sebbene sia un film d'animazione, ha sdoganato l'estetica gotica e macabra all'interno dell'immaginario natalizio per un pubblico vastissimo.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink20ff2eef17d12b17ffae657b60863ea6 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gremlins_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 560,'height': 840,'description': 'La locandina del film.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nightmare-before-chri_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 618,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink20ff2eef17d12b17ffae657b60863ea6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gremlins_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><br></div><div><br></div> <div><strong>I sottogeneri del terrore festivo</strong></div> <div><em><u>Il babbo natale malvagio</u></em></div> <div>Il tropo più comune. Che sia un uomo comune impazzito (come in <em>Christmas Evil</em>) o un'entità sovrannaturale, il "Santa" assassino ribalta l'idea del giudizio (buoni vs cattivi) in una sentenza di morte.</div> <div><em><u>Il folklore e il krampus</u></em></div> <div>Negli ultimi anni c'è stato un ritorno alle radici mitologiche del Natale, meno edulcorate dalla Disney.</div> <div><em>Krampus</em> (2015): <strong>Michael Dougherty</strong> riporta in auge la figura del demone cornuto che punisce i bambini cattivi. Il film è un perfetto mix di monster-movie e critica sociale sulla perdita dello spirito natalizio.</div> <div><em>Rare Exports</em> (2010): Un gioiello finlandese che immagina Babbo Natale non come un nonno gentile, ma come un'entità antica e mostruosa sepolta nei ghiacci.</div> <div><em><u>L'home invasion natalizio</u></em></div> <div>Sfrutta l'idea della casa come rifugio che diventa trappola.</div> <div><em>Better Watch Out</em> (2016): Inizia come un classico film d'invasione domestica con una babysitter, per poi trasformarsi in qualcosa di molto più sinistro e originale.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink59d4af04dfb5ab4b8f0bace6d14180a1 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/krampus_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 675,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/rare-exports_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 525,'height': 750,'description': 'La locandina del film.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/better-watch-out_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 500,'height': 750,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink59d4af04dfb5ab4b8f0bace6d14180a1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/krampus_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="320" /></a><br></div><div><br></div> <div><strong>Film consigliati per una vigilia da brivido</strong></div> <ul> <li><em>Black Christmas</em> (1974), Slasher - Il capostipite assoluto, pura tensione.</li> <li><em>Gremlins </em>(1984), Comedy Horror - Un classico intramontabile per tutte le età.</li> <li><em>Krampus</em> (2015), Creature Feature - Design dei mostri incredibile e gran ritmo.</li> <li><em>A Christmas Horror Story</em> (2015), Antologico - Diverse storie intrecciate, incluso Babbo Natale vs Zombie.</li> <li><em>Terrifier 3</em> (2024), Gore/Splatter - Art il Clown porta il massacro sotto l'albero.</li></ul> <div><br></div><div>Il cinema horror natalizio non è solo un "piacere colpevole", ma un genere che continua a rigenerarsi. Riesce a catturare l'ansia che spesso si nasconde dietro la facciata perfetta delle feste: la paura della solitudine, la pressione sociale e il peso delle tradizioni. Guardare un film horror a Natale è, ironicamente, un modo per esorcizzare lo stress delle vacanze.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink0940516a06e550fbce8d484932d200a5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/speciale-christmas-horror_bar.jpg','alt': 'La copertina dell\\\'articolo.','title': 'La copertina dell\\\'articolo.','width': 600,'height': 314,'description': 'La copertina dell\'articolo.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0940516a06e550fbce8d484932d200a5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/speciale-christmas-horror_bar.jpg" alt="La copertina dell&#39;articolo." title="La copertina dell&#39;articolo." width="200" height="105" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=q9ypILdJrwE">https://www.youtube.com/watch?v=q9ypILdJrwE</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 24 Dec 2025 06:52:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Il custode di mostri]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D2"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Storia intricata e mai banale</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Uno scavo nell'insondabile profondità della psiche umana</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità de <em>Il custode di mostri</em>, il romanzo thriller di <strong>Luca Grillone</strong> edito da Book Sprint Edizioni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4sfXoQ4" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Tutto comincia nel più classico dei modi: una telefonata nel cuore della notte. L'ispettore Luca Marchetti, pur essendo molto giovane, possiede uno spiccato intuito che in
precedenza gli ha permesso di risolvere casi anche molto complessi. È forse per questo che viene chiamato a indagare su un crimine efferato ai danni di una prostituta transessuale trovata mutilata nel luogo in cui svolgeva
la sua attività. Il caso si rivela da subito complesso e la scena a cui Marchetti e i suoi colleghi debbono assistere, non promette niente di buono. Le indagini intricate si mescolano con la vita privata dei protagonisti,
che vengono descritti non solo come agenti delle forze dell'ordine ma come esseri umani capaci di grandi passioni, non a caso, fra le pagine ci imbattiamo spesso in episodi dall'alto tasso erotico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nel romanzo, tutti gli indizi si concentrano sulla figura di uno spietato assassino: individuo dalle molteplici personalità e in grado di dare vita a una storia molto intricata
e mai banale, uno scavo nell'insondabile profondità della psiche umana, con le sue contraddizioni e le sue imprevedibili risorse. La complessità d'animo del cosiddetto “custode di mostri”
sarà in grado di rapire l'attenzione del lettore, sin dalle primissime pagine. Così come avvincente è la contrapposizione di un mondo fatto di umanità e valori forti, ma costantemente minacciato
dal demone del male.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La trama è un intreccio di situazioni, scenari, personaggi che pur essendo eterogenei creano una grande armonia. La lettura scorre piacevolmente e, sebbene alcune descrizioni
utilizzino un linguaggio piuttosto cruento ed estremamente diretto, risulta difficile distaccarsi dalle pagine, spinti dalla voglia di conoscere, sì, l'identità dell'assassino, ma anche come si evolveranno
le situazioni personali dei personaggi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Luca Grillone è nato a Rho (Mi) il 19 febbraio 1978. Fin da piccolo appassionato di costruzioni (Lego), si diploma geometra
nel 1997 a Magenta (Mi) e consegue la laurea in Architettura nel 2003 presso il Politecnico di Milano. Dopo l’impiego in un’impresa edile, è attualmente libero professionista sempre nel campo delle costruzioni,
inoltre è sposato e padre di una bambina. Assiduo lettore di libri gialli (Agatha Christie in particolare), durante il periodo del lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19 ha “messo in cantiere” il suo
primissimo romanzo, ovviamente un giallo. Da sempre abituato a progettare, per passione e per mestiere, ecco una nuovissima sfida, ma questa volta all’interno di un’area sempre ammirata solo dall’esterno:
il campo della letteratura.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Il custode di mostri</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Luca Grillone</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Book Sprint Edizioni</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 440</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensioni: 15.6 x 21.7 x 0.22 cm</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 978-8824981040</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: € 20,90</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4sfXoQ4" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink27ab2dd5217a28f567de7ba674c9f293 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/custode-mostri-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 644,'height': 905,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink27ab2dd5217a28f567de7ba674c9f293, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/custode-mostri-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="282" /></a><br></div><div><script> var showboxlink5b77f1b44c4e05a4467893cadd582545 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/autore-grillone_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 240,'height': 321,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5b77f1b44c4e05a4467893cadd582545, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/autore-grillone_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="201" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 09:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dragged Across Concrete di Steven Craig Zahler]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D1"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Thriller ben congegnato</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Girato a ritmi blandi, con improvvise accelerate</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Dragged Across Concrete - Poliziotti al limite (Usa 2018)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Steven Craig Zahler. Fotografia: Benji Bakshi. Montaggio: Greg D’Auria. Musiche: Jeff Herriott, &nbsp;Steven Craig Zahler. Scenografia: Brian Davie. &nbsp;Produttori: Keith Kjarval, Dallas Sonnier, Jack Heller, Tyler Jackson, Sefton Fincham. Costumi: Tanya Lipke. Trucco: Lisa Love, Tate Steinsiek.
Produttori Esecutivi: Wayne Marc Godfrey, Robert Jones, Shafin Diamond Tejani, Levi Sheck, Mike Rowe, Dean Buchanan, Ben Ruffman. Case di Produzione: Unified Pictures, Cinestate. Distribuzione (Italia): Adler Entertainment. Titolo Originale: Dragged Across Concrete. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzine: Stati Uniti d’America,
2018. Durata: 158’. Genere: Poliziesco, Thriller, Azione. Interpreti: Mel Gibson (Brett Ridgeman), Vince Vaughn (Anthony Lurasetti), Tory Kittles (Henry Johns), Michael Jai White (Biscuit), Jennifer
Carpenter (Kelly Summer), Laurie Holden (Melanie Ridgeman), Fred Melamed (sig. Edmington), Udo Kier (Friedrich), Tattiawna Jones (Denise), Justine Warrington (Cheryl), Jordyn Ashley Olson (Sara Ridgeman), Myles Truitt (Ethan
Johns), Vanessa Bell Calloway (Jennifer Johns), Noel Guglielmi (Vasquez), Primo Allon (Guanti Neri), Matthew MacCaull (Guanti Grigi), Thomas Kretschmann (Lorentz Vogelmann), Don Johnson (tenente Calvert), Richard Newman (Feinbaum),
Liannet Borrego (Rosalinda), Dalias Blake (Davids).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/490VQQY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div>
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<div><span class="cf1"><strong>Steven Craig Zahler</strong> è più scrittore che regista, la cosa si nota anche dal buon film che dirige perché
l’impianto narrativo risulta verboso e ricco di dialoghi, imbastendo una storia che ha tempi da cinema d’autore e (di tanto in tanto) guizzi da <em>action-movie</em>. Scrittore di genere, comunque, visto che le sue storie spaziano da orrore a western, passando per poliziesco e fantascienza. Musicista e direttore della fotografia,
alcune colonne sonore dei film diretti portano la sua firma (come questo), il suo primo lavoro è il bellissimo <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?bone-tomahawk-di-steven-craig-zahler" class="imCssLink">Bone Tomahawk</a></em>, un western horror molto originale. <em>Dragged Across Concrete</em> viene presentato fuori concorso alla 75a Mostra del Cinema di Venezia, in Italia esce direttamente su Sky (nel 2020), senza passare per le sale. Peccato. Un thriller ben congegnato, anche in questo caso ricco
di elementi originali, interpretato da un grande <strong>Mel Gibson</strong> e da un altrettanto bravo <strong>Vince Vaughn</strong>, che vestono i panni di due poliziotti non troppo rispettosi delle regole. Le esistenze dei vari personaggi si intersecano in un ottimo lavoro che va ben oltre il
puro cinema d’azione. Abbiamo due poliziotti sospesi per aver adottato metodi violenti e ci vengono presentate le loro vicende familiari complesse, nel caso di Brett (<strong>Gibson</strong>) una moglie con la sclerosi multipla e una figlia perseguitata dai bulli, in quello di Anthony (<strong>Vaughn</strong>) una fidanzata da sposare. Vediamo un ex detenuto (<strong>Kittles</strong>) in cerca di un futuro migliore per un fratello minore che condivide la vita con una madre prostituta. Conosciamo un killer glaciale che uccide per gusto durante le rapine,
compiendo eccidi ingiustificati per assicurarsi bottini modesti. Infine entra in scena un’impiegata di banca con un figlio neonato, che riprende servizio proprio il giorno di una grande rapina, momento culmine della
sceneggiatura. Il regista - responsabile della storia, dialoghi compresi - è autore in senso pieno, perché riesce a collegare tutti i fili narrativi senza la minima sbavatura, fino a un imprevedibile finale da
ecatombe. Film girato a ritmi blandi, con improvvise accelerate, montaggio compassato (<strong>D’Auria</strong>), durata abbastanza dilatata in oltre due ore e mezzo, fotografia scura (<strong>Bakshi</strong>), quasi sempre in notturna con alcune sequenze diurne molto glaciali. Colonna sonora angosciante che porta la firma del regista, oltre a <strong>Jeff Herriott</strong>. Personaggi ben definiti da dialoghi esplicativi, sin troppo lunghi e forbiti per un film d’azione, ma questo è lo stile del regista. Molto ben fatte
le scene con inseguimenti in auto nel centro cittadino e su strade sterrate, così come gli omicidi sono credibili e gli effetti speciali sembrano usciti da un film horror. Tra tutti cito l’estrazione di una chiave
dallo stomaco di un cadavere con sequenze che mi hanno fatto venire a mente <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?antropophagus-di-joe-d-amato" class="imCssLink">Antropophagus</a></em> di <span class="fs14lh1-5"><b>Joe D’Amato</b></span>, tra budella che fuoriescono e viscere tagliate. Un film da vedere, che ho apprezzato su Rai 4, ancora visibile su Rai Play.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/490VQQY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/49agCxD" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkd38633accbc0cf244312aa5625d0f8c0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Dragged-Across-Concrete-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 708,'height': 1000,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd38633accbc0cf244312aa5625d0f8c0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Dragged-Across-Concrete-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="283" /></a><br></div><div><script> var showboxlink6071edcea7eceab7a63c3e8cfe1af6dc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Dragged-Across-Concrete-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6071edcea7eceab7a63c3e8cfe1af6dc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Dragged-Across-Concrete-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=2p5pdWyyZoc">https://www.youtube.com/watch?v=2p5pdWyyZoc</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 06:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dono di sangue]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio Borroni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D0"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">A un tratto la radio gracchiò</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Appena usciti, la notte ci entrò nei polmoni come un inferno nero</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Quella notte eravamo in tre nel furgone e la puzza di sudore stava pervadendo l’ambiente. Mark e Rino erano due veterani, per me, invece, era la prima volta… tuttavia con
operazioni del genere non si poteva mai sapere come sarebbe andata a finire. I led delle apparecchiature sfarfallavano nel buio, mentre la radio gracchiava musica da discoteca sparata a tutto volume.<br>“Quanto ci
mettono?”, chiesi con impazienza, ma Mark non rispose.<br>“Per ora si stanno divertendo, ancora non è il momento”, rispose Rino, con una nota di tristezza nella voce.<br>Mark scosse il capo: “Dobbiamo
aspettare che la festa finisca, dobbiamo solo avere pazienza.”<br>“Un accidente!”, Rino si innervosì per la prima volta da quando eravamo appostati: “È di mia figlia che stiamo parlando,
e ha solo 10 anni!”<br>Mark gli diede una pacca sulla spalla e si mise di fronte all’apparecchiatura. Cambiò canale e il rumore della discoteca venne scalzato da una semplice conversazione.<br>“Viria!
Che bella festa, buon compleanno!”<br>“Grazie, Stephanie, non vedo l’ora di ricevere il regalo di papà!”<br>“Per te è la prima volta? Dicono che non si scorda mai.”<br>“Già,
spero di essere… insomma, di non cedere all’ultimo.”<br>Rino emise un gemito e io avrei voluto consolarlo in qualche modo, ma tacqui, perché ero un novellino e non avevo diritto di parlare.<br>“E’
quasi mezzanotte”, sentii dire alla voce di Viria e mi venne un groppo alla gola.<br>A un tratto la radio gracchiò e sentii una voce maschile: “Viria, piccola mia, vieni nel soggiorno, devi scartare il
tuo regalo”<br>“Oh, papà, non sto nella pelle!”<br>Mark mi fece segno e Rino aprì con un calcio la porta del furgone.<br>Appena usciti, la notte ci entrò nei polmoni come un inferno
nero. I nostri occhi si abituarono subito all’oscurità come una seconda natura, e vidi di fronte a me il muro della villa della festa.<br>“Andiamo!” disse Rino e con i nostri artigli scalammo quel
muro così alto in meno di una manciata di secondi.<br>Quel che ci aspettò nell’ampio giardino addobbato a festa fu tremendo: gli invitati, ragazzini sui sedici anni, vestiti tutti con una tunica bianca
e medaglioni a croce, erano radunati a semicerchio attorno alla festeggiata, Viria. Il padre sosteneva con un braccio la figlia di Rino, incatenata, e nell’altra mano stringeva un paletto di legno acuminato.<br>“Maledetto
bastardo!”, ringhiò Rino mostrando le zanne e si avventò sull’uomo.<br>Cominciarono a lottare: l’uomo si lanciò contro Rino brandendo il paletto e lui agguantò l’arma prima
che lo trafiggesse. Cominciarono a rotolarsi nell’erba. Forse sarei dovuto intervenire, ma la figlia di Rino era la priorità.<br>Liberai la bambina e superammo insieme il muro con un salto.<br>Mark ci aspettava
al posto di guida: “Rino?”, mi chiese, ma il vento gelido della notte fece adagiare sui finestrini uno spesso strato di cenere: per lui non c’era più niente da fare.<br>Mark, con le lacrime agli
occhi, partì a tavoletta.<br>“Perché?”, mi urlò la bambina piangendo, “Perché?”, ma non seppi darle risposta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">NOTE</strong></div>
<div><span class="cf1">Prima pubblicazione per Club GHoST: 29 Aprile 2019.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Giorgio Borroni (1977) ha conseguito i diplomi in Fumetto, Zbrush e Scrittura Creativa alla Scuola Internazionale di Comics
di Firenze e si è laureato in Lettere Moderne a Pisa. Nel 2006 ha curato le edizioni di <em>Dracula</em> (Barbera) e <em>Frankenstein</em> (Feltrinelli), e negli anni successivi ha tradotto romanzi e fumetti per Giunti, Liberamente, J-pop e BD. È
stato docente per tre anni di un master in traduzione dell’Università di Pisa e ha insegnato italiano nel carcere di Sollicciano. Come illustratore ha collaborato con alcune webzine, mentre tre fumetti basati
su sue sceneggiature sono in uscita per la casa editrice Astromica. Dopo essere apparso in alcune antologie a tema horror, i suoi racconti <em>Satyros</em>, <em>Midnight Club</em>, <em>Hello</em>, <em>Darkness</em>, <em>Orrore d’autunno</em> e <em>Zombie Mutation</em> sono diventati audiolibri distribuiti da <a href="https://www.ilnarratore.com/it/" class="imCssLink">www.ilnarratore.com</a>. È autore del saggio <em>Le tre follie di Orlando</em> per Tralerighe e di una <em>Sintesi di Letteratura Italiana</em> per Liberamente.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink73238dbd191e37813bd208ff70230dcf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dono-sangue-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 955,'height': 837,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink73238dbd191e37813bd208ff70230dcf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dono-sangue-cover_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="176" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkf5a44cc20cf7dbda75287e7104f23b4b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Giorgio-Borrroni_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 719,'height': 960,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf5a44cc20cf7dbda75287e7104f23b4b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Giorgio-Borrroni_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="201" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 07:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ipotesi sopravvivenza di Mick Jackson]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001CF"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il film più onesto mai girato sulla guerra nucleare</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che spoglia l’umanità di ogni pretesa di grandezza, riducendola a creature che scavano nel fango per un pezzo di pane contaminato</span></h2><div><div><strong class="cf1">Ipotesi sopravvivenza (Gran Bretagna 1984)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Mick Jackson. Soggetto e Sceneggiatura: Barry Hines. Fotografia: Andrew Dunn, Paul Morris. Montaggio: Donna Bickerstaff, Jim Latham. Scenografia: Christopher Robilliard. Costumi: Sally Nieper. Trucco: Carol Gibbs, Derek Lloyd, Jan Nethercot, John Humphreys. Effetti speciali: Peter Kersey. Effetti visivi: Graham Brown, Peter Wragg. Produttori: Mick Jackson, Graham Massey, John Purdie, Peter Wolfes. Casa di Produzione: BBC. Titolo originale: Threads. Durata: 112’. Genere: Drammatico, Apocalittico, Postapocalittico, Guerra. Paese di Produzione: Gran Bretagna - 1984. Interpreti: Karen Meagher (Ruth Beckett), Reece Dinsdale (Jimmy Kemp), David Brierley (Mr. Kemp), Rita May (Mrs. Kemp), Nicholas Lane (Michael Kemp), Jane Hazlegrove (Alison Kemp), Henry Moxon (Mr. Beckett), June Broughton (Mrs. Beckett), Sylvia Stoker (nonna Beckett), Harry Beety (Mr. Sutton), Ruth Holden (Mrs. Sutton), Ashley Barker (Bob), Victoria O'Keefe (Jane), Paul Vaughan (narratore).</em></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><br></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3Y5SM0U" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><em>Ipotesi sopravvivenza</em> (titolo originale <em>Threads</em>), diretto da <strong>Mick Jackson</strong> nel 1984, non è semplicemente un film: è un trauma collettivo trasformato in pellicola. Prodotto dalla BBC durante l'apice della tensione nucleare degli anni '80, resta a oggi una delle rappresentazioni più spietate, scientificamente accurate e devastanti di un’apocalisse atomica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">A quarant'anni di distanza, questo film continua a essere il termine di paragone per il genere post-apocalittico.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il film adotta uno stile semi-documentaristico, quasi clinico. La narrazione si concentra sulla città industriale di Sheffield, in Inghilterra, seguendo inizialmente la vita quotidiana di due giovani, Ruth e Jimmy, che stanno pianificando il loro futuro dopo una gravidanza inaspettata.</span></div> <div><span class="cf1">Il titolo originale, <em>Threads</em> (fili), si riferisce alla complessa rete di connessioni sociali, economiche e tecnologiche che tiene in piedi la civiltà. Il film mostra quanto questi fili siano fragili: mentre i protagonisti si occupano di mobili e matrimoni, sullo sfondo (tramite radio e TV) sentiamo scorrere notizie di un’escalation militare tra USA e URSS in Iran. La trasformazione della società civile in uno stato di emergenza è descritta con una precisione burocratica agghiacciante. A differenza delle produzioni hollywoodiane (come <em>The Day After</em>), <em>Threads</em> non cerca di edulcorare l'impatto. Quando le testate nucleari colpiscono il Regno Unito, la regia di <strong>Jackson</strong> esplode in un realismo brutale: vediamo persone letteralmente paralizzate dal terrore, l'urina che scorre sulle gambe, il calore che scioglie le bottiglie di latte e brucia la carne. L'uso di fermo-immagine e il sonoro distorto amplificano il senso di shock. Non c'è eroismo, solo una sorda e improvvisa cancellazione della modernità.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">La parte più innovativa e terrificante del film è la sua estensione temporale. <em>Threads</em>, infatti, non si ferma ai primi giorni dopo l'esplosione, ma prosegue per dieci, venti anni dopo. Il film illustra graficamente concetti scientifici come l'inverno nucleare, il fallimento dei raccolti a causa della mancanza di luce solare e della distruzione dello strato di ozono (che causa cecità e tumori della pelle). Uno degli aspetti più originali è mostrare come la generazione nata dopo l'attacco perda la capacità di parlare correttamente, regredendo a un dialetto stentato e primitivo, poiché l'istruzione è scomparsa. La civiltà torna a un livello medievale, dove il cibo è l'unica valuta e la vita umana non ha più alcun valore intrinseco.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Nonostante il budget televisivo, l'effetto è potente grazie alle scelte cromatiche: la fotografia, infatti, vira progressivamente verso i grigi, i marroni e il nero fuliggine, eliminando ogni colore "vitale". L'uso poi di scritte bianche su fondo nero che riportano dati statistici (morti stimate, tonnellate di detriti, livelli di radiazioni) conferisce al film un’autorità scientifica che lo rende ancora più inquietante.</span></div> <div><span class="cf1"><em>Ipotesi sopravvivenza</em> è un film difficile da guardare e impossibile da dimenticare. Non offre speranza, non offre redenzione e non offre un messaggio di "sopravvivenza eroica". Il suo unico scopo è servire da <strong>monito assoluto</strong>.</span></div> <div><span class="cf1">È un’opera che spoglia l’umanità di ogni pretesa di grandezza, riducendola a creature che scavano nel fango per un pezzo di pane contaminato. È, forse, il film più onesto mai girato sulla guerra nucleare. Si dice che dopo aver visto il film, l'allora Primo Ministro <strong>Margaret Thatcher</strong> rimase profondamente scossa, e il film contribuì a cambiare la percezione pubblica sulla reale efficacia dei piani di protezione civile dell'epoca.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Confronto con <em>The Day After</em></strong></div> <div><span class="cf1">Sebbene siano usciti a meno di un anno di distanza (1983 per l'americano, 1984 per il britannico), i due film presentano differenze abissali nel tono, nella struttura e nel messaggio finale. <em>The Day After</em> (USA) è strutturato come un classico "disaster movie" hollywoodiano. Ha un cast di primo ordine (come <strong>Jason Robards</strong>), una colonna sonora orchestrale e si concentra molto sul dramma emotivo dei singoli personaggi. Nonostante sia scioccante, mantiene una sua certa patina cinematografica. <em>Threads</em> (UK) adotta uno stile da falso documentario. Non ci sono eroi, non c'è musica enfatica, solo il rumore bianco della distruzione e una voce narrante fredda e clinica. Se <em>The Day After</em> è un film che ti spaventa, <em>Threads</em> è un film che ti traumatizza perché sembra "vero". <em>The Day After</em> si concentra sull'immediato post-attacco (giorni e settimane). Il film termina quando la situazione è disperata, ma i personaggi conservano ancora tracce della loro umanità e dignità. <em>Threads</em> si spinge molto oltre, coprendo un arco di 13 anni. Mostra il collasso totale non solo degli edifici, ma della specie umana. La scena finale (che non sveleremo per intero) suggerisce che non ci sarà alcuna ripresa, solo una lenta estinzione in un mondo barbarico. <em>The Day After</em> servì a scuotere l'opinione pubblica americana e lo stesso presidente <strong>Reagan</strong>. <em>Threads</em> fu un attacco diretto ai piani di "Protezione Civile" del governo <strong>Thatcher</strong>, dimostrando graficamente che i consigli ufficiali (come rifugiarsi sotto i materassi) erano del tutto inutili di fronte a un attacco termonucleare su vasta scala.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il regista <strong>Mick Jackson</strong> collaborò con scienziati del calibro di <strong>Carl Sagan</strong> (uno dei padri della teoria dell'inverno nucleare) per garantire che ogni dettaglio fosse accurato. Il film, ad esempio, mostra come le enormi tempeste di fuoco causate dalle esplosioni sollevino milioni di tonnellate di fuliggine nella stratosfera. Queste particelle non vengono rimosse dalla pioggia e creano una coltre nera che blocca la luce solare. Nel film vediamo Sheffield immersa in un crepuscolo perenne mesi dopo l'attacco. Le temperature scendono drasticamente (fino a -25°C), distruggendo ogni forma di agricoltura. Le esplosioni nucleari rilasciano ossidi di azoto che distruggono lo strato di ozono. Una volta che la cenere si deposita (anni dopo), la Terra viene colpita da radiazioni ultraviolette letali. Il film mostra i sopravvissuti anni dopo con gravi problemi di cataratta e tumori cutanei, costretti a coprirsi integralmente per evitare di essere "bruciati" dal sole tornato visibile ma diventato nemico.</span></div> <div><span class="cf1">Un aspetto scientifico-sociale unico di <em>Threads</em> è la rappresentazione dei <em>Figli della Bomba</em>. Le radiazioni causano malformazioni e aborti, ma il vero orrore è culturale: senza scuole, libri o una società organizzata, il linguaggio dei bambini regredisce a poche parole stentate. La scienza qui si sposta sulla <em>psicologia delle masse</em> e sulla perdita della trasmissione della conoscenza.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>The Day After</em> è un grido di avvertimento potente, ma <em>Threads</em> è la cronaca di un decesso. Se volete vedere come il mondo potrebbe finire, guardate il primo; se volete vedere cosa resta dopo la fine del mondo, il secondo è l'unica risposta possibile.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3Y5SM0U" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinka2edf1791005cbc153ce942fa9055388 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ipotesi-sopravvivenza-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 720,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka2edf1791005cbc153ce942fa9055388, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ipotesi-sopravvivenza-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlink04c0e3326eb5949003dbc473e4e986cb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ipotesi-sopravvivenza-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 800,'height': 450,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink04c0e3326eb5949003dbc473e4e986cb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ipotesi-sopravvivenza-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=vgT4Y30DkaA">https://www.youtube.com/watch?v=vgT4Y30DkaA</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 15:41:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Qui tutti mentono di Shari Lapena]]></title>
			<author><![CDATA[Valerio Santori]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001CE"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Thriller psicologico puro</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Uno studio su quanto poco conosciamo le persone che vivono accanto a noi</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="cf1"><em>Qui tutti mentono</em> (Everyone here is lying), il romanzo edito da Bollati Boringhieri Edizioni e tradotto da <strong>Costanza Prinetti</strong>, conferma la maestria dell’autrice canadese <strong>Shari Lapena</strong> nel genere del domestic thriller. Se avete già letto i suoi lavori precedenti, come <em>La coppia della porta accanto</em>, saprete che la sua specialità è scavare nel torbido dietro le facciate perfette delle zone residenziali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4alBfct" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4j7vstb" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">La storia si svolge a Stanhope, un quartiere tranquillo e benestante dove non succede mai nulla di male. Almeno fino a quando la piccola Avery Wooler, una bambina di nove anni problematica e testarda, scompare nel nulla subito dopo essere tornata da scuola. Il primo sospettato è, inevitabilmente, il padre, William Wooler. Poche ore prima della scomparsa, William ha avuto un violento scontro fisico con Avery dopo aver scoperto che lei lo aveva seguito, cogliendolo sul fatto durante un incontro clandestino con la sua amante (nonché vicina di casa). William torna a casa sconvolto, perde la pazienza e colpisce la figlia. Poi se ne va di nuovo. Quando torna, Avery è sparita.</span></div> <div><span class="cf1">Il titolo è il manifesto del libro. Non appena la polizia inizia a interrogare i vicini e la famiglia, emerge una rete fittissima di segreti. Nessuno dice la verità completa: William mente per nascondere il tradimento e il fatto di aver colpito la figlia; L'amante mente per proteggere il suo matrimonio; i vicini mentono per coprire piccoli o grandi crimini personali che non c'entrano con la scomparsa, ma che li rendono sospetti.</span></div><div><br></div> <div><span class="cf1">La <strong>Lapena</strong> scrive capitoli brevi, spesso chiusi con un piccolo "cliffhanger". Questo rende la lettura estremamente veloce (il classico libro da "ancora un capitolo e poi spengo la luce"). La narrazione è corale: seguiamo il punto di vista di William, di sua moglie Erin, dei detective e di vari vicini di casa.</span></div> <div><span class="cf1">Nonostante si svolga in un quartiere aperto, la sensazione è di chiusura totale. Ogni finestra è un occhio che guarda, e ogni giardino nasconde qualcosa di sepolto. L'autrice è bravissima a trasformare un luogo "sicuro" in un nido di vipere.</span></div> <div><span class="cf1"><strong></strong>I colpi di scena sono costanti: la trama cambia direzione almeno tre o quattro volte in modo imprevedibile. La psicologia del sospetto analizza bene come il dubbio possa distruggere un matrimonio in poche ore.</span></div> <div><span class="cf1"><strong></strong>Con un finale scioccante l'ultima parte del libro ribalta tutto quello che si credeva di aver capito.</span></div> <div><span class="cf1">Alcuni aspetti deboli del lavoro della <strong>Lapena</strong> sono<strong> </strong>forse i personaggi poco empatici (quasi tutti i protagonisti sono egoisti o sgradevoli), il che può rendere difficile "tifare" per qualcuno, e </span><span class="fs14lh1-5 cf1">lo stile semplice in quanto, la scrittura è funzionale alla trama, senza però grandi ambizioni letterarie o descrizioni poetiche.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Qui tutti mentono</em> non è solo un giallo sulla scomparsa di una bambina; è uno studio su quanto poco conosciamo le persone che vivono accanto a noi. L’efficacia del romanzo non è tanto il "chi è stato", ma il <em>meccanismo di panico</em> che si scatena quando la verità inizia a venire a galla. È il libro perfetto per chi cerca un thriller psicologico puro, senza troppa violenza esplicita ma con una tensione psicologica costante.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div> <div><span class="cf1">Shari Lapena è una scrittrice canadese di thriller psicologici di successo internazionale, nota per romanzi come <em>La coppia della porta accanto</em> e <em>Un estraneo in casa mia</em>, che prima della carriera letteraria ha lavorato come avvocato e insegnante di inglese, pubblicando il suo primo romanzo nel 2008 prima del grande successo nel 2016. Vive a Toronto, in Canada, e i suoi libri sono costantemente nelle classifiche dei bestseller.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Qui tutti mentono</em></div> <div><em class="cf1">Autrice: Shari Lapena</em></div> <div><em class="cf1">Traduttore: Costanza Prinetti</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Bollati Boringhieri</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 256</em></div> <div><em class="cf1">ISBN: 978-8833944500</em></div> <div><em class="cf1">Prezzo: € 17,10 - Ebook: € 9,99</em></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4alBfct" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4j7vstb" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkfc9a6af521d4ffb8a848312abdf680d7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/qui-tutti-mentono-loc_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 709,'height': 1078,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfc9a6af521d4ffb8a848312abdf680d7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/qui-tutti-mentono-loc_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="305" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkab123d97ffbea5a78896f59557e4ddae = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Shari-Lapena_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 399,'height': 461,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkab123d97ffbea5a78896f59557e4ddae, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Shari-Lapena_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="174" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 07:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Il bacio del cacciatore di vampiri]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001CD"><h1 class="imHeading1">Collana dedicata alle avventure di Jan Blazek</h1><h2 class="imHeading2">Primo episodio di una serie, a firma di Antilia de Caston Motte</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità del libro <em>Il bacio del cacciatore di vampiri</em><strong>,</strong> primo volume di una nuova collana dedicata alle avventure di Jan Blazek, a cura di <strong>Franco Pezzini</strong>, da un testo di <strong>Antilia de Caston Motte</strong> edito da Edizioni Hypnos.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qlPiDG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Venezia, 1751: un misterioso sarcofago semina incubi nella Laguna, vele insanguinate infestano le torbide acque del Canal Grande.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Un colpo d’occhio grottesco, che tuttavia ispirava anche in quegli uomini – che pure dovevano esservi abituati – una paura genuina. A
terrorizzare, davanti al corpo grande e immobile, era il suo stesso respiro, che non suonava un rantolo come ci si sarebbe attesi, ma solo terribilmente flebile e corto. Come una finzione di respiro, una sua ombra o fantasma.</em></div>
<div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">In un mondo di forche e d’incubi, di elementi picareschi, erotici e fantastici, si muove Jan Blazek, il cacciatore di vampiri, le cui gesta narrate da dama </span><strong class="fs14lh1-5">Antilia de Caston Motte</strong><span class="fs14lh1-5"> (n. 1742) e riportate alla luce dall’esperto e attento </span><strong class="fs14lh1-5">Franco Pezzini</strong><span class="fs14lh1-5">, anticipano di oltre un secolo ben più noti cacciatori come </span><em class="fs14lh1-5">Van Helsing</em><span class="fs14lh1-5"> o i più recenti </span><em class="fs14lh1-5">Buffy</em><span class="fs14lh1-5"> e </span><em class="fs14lh1-5">Blade</em><span class="fs14lh1-5">.</span></span></div>
<div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">“</span><em class="fs14lh1-5">Come un cadavere ingioiellato... Venezia è una città profondamente vampira”</em><span class="fs14lh1-5">, Jan Blazek</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>Franco Pezzini </strong>(Torino, 1962), è studioso dei rapporti tra letteratura, cinema e antropologia, con particolare attenzione agli aspetti mitico-religiosi e al Fantastico. Esperto di letteratura sui vampiri, saggista e curatore
di diversi libri sull’argomento tra cui i due volumi di <em>Tutto Dracula</em> (Odoya, 2019), esordisce nella narrativa nel 2025 con il romanzo <em>Morte Astrale</em> (Polidoro).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Il bacio del cacciatore di vampiri</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Antilia de Caston Motte</span></div>
<div><span class="cf1">Curatore: Franco Pezzini</span></div>
<div><span class="cf1">Copertina: Ivo Torello</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Edizioni Hypnos</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 124</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensione: cm 12x19</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 979-1282138055</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 9,40 €</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qlPiDG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink679e5d9f455e0d16710a0023419a94e2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/bacio-cacciatore-vam-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 660,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink679e5d9f455e0d16710a0023419a94e2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/bacio-cacciatore-vam-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="328" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkdb377c7e8393768a4c500fc0563153c9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/franco-pezzini-curatore.jpg','alt': 'Il curatore Franco Pezzini.','title': 'Il curatore Franco Pezzini.','width': 788,'height': 1079,'description': 'Il curatore Franco Pezzini.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdb377c7e8393768a4c500fc0563153c9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/franco-pezzini-curatore.jpg" alt="Il curatore Franco Pezzini." title="Il curatore Franco Pezzini." width="150" height="206" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 06:59:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Avatar - Fuoco e cenere di James Cameron]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001CC"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Girato in un suggestivo 3D</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un concentrato di generi fortemente spettacolare</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Avatar - Fuoco e cenere (Usa 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: James Cameron. Soggetto e Sceneggiatura: James Cameron, Rick Jaffa, Amanda Silver, Josh Friedman, Shane Salerno. Fotografia: Russel Carpenter. Montaggio:
David Brenner, James Cameron, John Refoua, Stephen E. Rivkin, Nicolas De Toth. Effetti Speciali: Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon, Daniel Barrett. Musiche: Simon Franglen. Scenografia: Ben Procter, Dylan Cole, Vanessa
Cole. Costumi: Deborah Lynn Scott, Bob Buck. Trucco: Sarah Rubano. Produttori: James Cameron, Jon Landau. Produttori Esecutivi: David valdes, Richard Baneham, Rae Sanchini. Case di Produzione: 20th
Century Studios, Lightstorm Entertainment, TSG Entertainment II. Distribuzione (Italia): 20th Century Studios.Titolo Originale: Avatar: Fire and Ash. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione:
Stati Uniti d’America, 2025. Durata: 197’. Genere. Fantascienza, Avventura. Interpreti: Sam Worthington (Jake Sully), Zoe Saldaña (Neytiri), Sigourney Weaver (Kiri, dott.ssa Grace Augustine), Stephen Langa (Miles Quaritch), Kate Winslet (Ronal), Cliff Curtis (Tonowari),
Joel Davd Moore (dott. Norm Spellman), CCH Pounder (Mo’at), Michelle Yeoh (dott.ssa Karina Mogue), Oona Chaplin (Varang), David Thewlis (Peylak), Edie Falco (gen. Frances Ardmore), Jemaine Clement (dott. Ian Garvin),
Giovanni Ribisi (Parker Selfridge), Britain Dalton (Lo’ak), Jamie Flatters (Neteyam), Trinity Jo-Li Bliss (Turktirev “Tuk”), Jack Champion (Miles “Spider” Socorro), Matt Gerald (cap. Lyle Wainfleet), Brendan Cowell (cap. Mick Scoresby), Bailey Bass (Tsireya), Filip Geljo (Ao’nung), Duane Evans Jr. (Rotxo), Dileep Rao (dott. Max Patel).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1">Terzo capitolo della saga <em>Avatar</em>, questa volta dedicato al fuoco, così come il precedente aveva visto protagonista
l’acqua. <strong>James Cameron</strong> (forse) conclude la serie di film ambientati nel magico mondo di Pandora, visto che il precedente progetto di cinque pellicole
pare superato dalla definizione di una trilogia. L’autore di <em>Terminator</em>, <em>Aliens - scontro finale</em>, <em>Abissi</em>, <em>Piraña paura</em>, <em>Titanic</em> in questa ultima opera offre un concentrato di generi fortemente spettacolare dove si nota la sua passione per il mondo marino, per il fantastico e per le trame sentimentali. <strong>James Cameron</strong> dirige, produce e partecipa al montaggio di un film evento, per l’occasione girato in un suggestivo 3D che permette di apprezzare meglio il fantastico mondo
di Pandora. La cosa migliore è la creazione di un universo parallelo che rasenta la perfezione, fa perdonare dialoghi non sempre perfetti e una narrazione non troppo originale, oltre a un montaggio diluito in circa
tre ore e mezzo di pellicola che poteva essere reso più snello. Romanzo familiare, questo <em>Avatar 3</em>, soap-opera fantastica, fiaba dai colori accesi dotata di una fotografia stupenda e scenografie che tolgono il respiro da quanto sono accurate. La storia parte un anno dopo che la famiglia di Jake (<strong>Worthington</strong>) e Neytiri (<strong>Saldaña</strong>) si è stabilita nel Clan Metkayina, con la metabolizzazione del dolore per la morte del figlio Neteyam (<strong>Flatters</strong>). La parte avventurosa vede la lotta contro l’aggressiva tribù Na’vi - il Popolo della Cenere -, guidato da una sorta di strega come Varang (<strong>Chaplin</strong>), alleata con Quaritch (<strong>Lang</strong>), nemico storico di Jake, oltre alla lotta contro la base degli umani invasori. Sembra cinema western questo <em>Avatar</em>, con la comparsa dei fucili mitragliatori nelle mani dei nativi, ricorda molto da vicino la lotta tra indiani e cow-boy, al tempo stesso contempla la ribellione dei figli nei
confronti dei padri, la necessità dei giovani di essere ascoltati e di ritagliarsi un ruolo ben definito. Notevole la ricostruzione dei culti, delle usanze e del modo di vivere degli abitanti di Pandora basato sullo
studio accurato delle popolazioni native di tutto il mondo. Tutta la serie <em>Avatar</em> rispecchia l’idea ecologista di <strong>Cameron</strong>, contempla cieli e mare, citando il cinema dei mostri marini e - quando mette in scena fantasmagoriche
sequenze di guerra - l’intero il ciclo di <em>Star Wars</em>. Confesso di aver sofferto la lunghezza del film solo nella parte finale, quando l’attenzione dedicata
alla battaglia è eccessiva rispetto alla narrazione del quotidiano e al mondo fantastico familiare. <em>Avatar 3</em> resta in ogni caso un piccolo gioiello di cinema, una gioia per gli occhi degli appassionati di grandi saghe ambientate in mondi surreali, girato tra California e Nuova Zelanda
(tutta la parte in <em>live action</em>) con una ricostruzione digitale perfetta, interpretato da attori modificati grazie alla tecnica computerizzata (<em>motion capture</em>). Colonna sonora sinfonica di <strong>Simon Franglen</strong>, che comprende vecchi brani di <strong>Hames Horner</strong> contenuti nel primo <em>Avatar</em>. Fotografia da manuale, toni color pastello e sequenze composte da colori sfavillanti curate dal bravo <strong>Russel Carpenter</strong>. In questo tipo di film il montaggio è parte integrante della regia, infatti <strong>Cameron</strong> partecipa attivamente, innamorandosi troppo del girato, tagliando poco o niente, conservando sequenze di battaglia molto dilatate. Tra gli attori ricordiamo la bellissima
<strong>Zoe Saldaña</strong> e il bravo <strong>Sam Worthington</strong>, nei ruoli principali, oltre a un credibile cattivo (non stereotipato) impersonato da <strong>Stephen Lang</strong> e a una perfida strega che presenta il volto modificato di <strong>Oona Chaplin</strong>, nipote di Charlie e figlia di Geraldine. Film dedicato al compianto produttore <strong>Jon Landau</strong>. Imperdibile.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink81053e5f7789504a4b4ef5528ca7215e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/avatarfuocoecenere-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 380,'height': 543,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink81053e5f7789504a4b4ef5528ca7215e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/avatarfuocoecenere-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink24bbc81ceed993c6e75d4ee71f00171f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/avatarfuocoecenere-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1600,'height': 844,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink24bbc81ceed993c6e75d4ee71f00171f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/avatarfuocoecenere-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="106" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=MzVvd9ekYOE">https://www.youtube.com/watch?v=MzVvd9ekYOE</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 14:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Horror Museum dei Path of Sorrow]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001CB"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Musica tesa e atmosfere gelide</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Con testi che si basano sulla paura, il male e la violenza</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><strong>PATH OF SORROW "Horror Museum"<br>Buil2kill Records (2025)</strong><br><br></span></div><div><span class="cf1">Secondo, ottimo album per i melodic death metallers <strong>Path of Sorrow</strong>. Come promette la band, questo disco è un viaggio attraverso le sale di un museo dove sono custoditi tutti gli orrori in agguato nella mente umana, metaforicamente
rappresentati dai mostri e dalle loro caratteristiche peculiari.<br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3Y1FceY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">La musica è tesa, le atmosfere gelide e rimandano direttamente ai capolavori del genere, soprattutto possiamo sentire richiami a </span><strong class="fs14lh1-5">Dark Tranquillity</strong><span class="fs14lh1-5">, </span><strong class="fs14lh1-5">At The Gates</strong><span class="fs14lh1-5"> e </span><strong class="fs14lh1-5">Soilwork</strong><span class="fs14lh1-5">, specialmente quelli dei primi album, ma nel caso di questo </span><em class="fs14lh1-5">Horror Museum</em><span class="fs14lh1-5"> abbiamo anche una produzione molto moderna e un approccio in generale comunque idoneo ai nostri tempi. Insomma, una sorta di rilettura di quegli anni e quella scena
ma non un plagio, ed è già un punto a favore di questo album.</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">I testi si basano sulla paura, il male e la violenza, esplorando le stanze più oscure della psiche umana, immergendo l'ascoltatore
in un incubo vero e proprio. Fanno capolino anche accenni al gothic/symphonic metal, come in <em>Elegy of the Fallen</em>, e qui abbiamo anche il piacere di sentire voci femminili davvero bellissime che danno ancora maggior fascino alla proposta musicale. La produzione scintillante e piena, la prestazione dei singoli musicisti e
chitarre massicce che si abbracciano a una batteria chirurgica fanno di questo disco un qualcosa che potrebbe piacere anche ai fan di altri stili metal, quali il black sinfonico o melodico, il death e il groove metal (ascoltate
<em>The Butcher</em> per credere, davvero una traccia senza pietà).</span></div><div><span class="cf1"><br>Una band che, partendo da una base classicamente "melodeath" riesce poi col
susseguirsi delle tracce a imbastire un discorso personale e avvincente. Il disco ha anche una copertina molto evocativa e forse un po’ retrò ma che dà l'idea di ciò che troveremo poi nell'album.</span></div>
<div><span class="cf1">Tracce migliori non ce ne sono, sono tutte belle e meritevoli, quindi speriamo di avervi incuriosito e… buon ascolto!</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br><b>Tracklist:</b><br></span><ol><li><span class="cf1">Inauguration</span></li><li><span class="cf1">Horror Museum</span></li><li><span class="cf1">Feral Hunt</span></li><li><span class="cf1">Elegy of the Fallen</span></li><li><span class="cf1">The Butcher</span></li><li><span class="cf1">My Mask</span></li><li><span class="cf1">The Night Came Suddenly</span></li><li><span class="cf1">The Great Old One Rises</span></li><li><span class="cf1">Divina Voluntas</span></li><li><span class="cf1">The Path of Sorrow</span></li></ol></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3Y1FceY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink85dce9d893f34ba408a8fa8218ac36b8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/horror-museum-cover_bar.jpg','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 1080,'height': 1080,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink85dce9d893f34ba408a8fa8218ac36b8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/horror-museum-cover_bar.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink903d2cf0537e759891b8dd27ae891edc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/horror-museum-band_bar2.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1620,'height': 1080,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink903d2cf0537e759891b8dd27ae891edc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/horror-museum-band_bar2.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=3TjdgD7qA5Q">https://www.youtube.com/watch?v=3TjdgD7qA5Q</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 07:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Chiamata senza risposta di Eric Valette]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001CA"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Horror confezionato a regola d’arte</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Angoscianti soggettive, terrificanti primi piani e brevi piani sequenza</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Chiamata senza risposta (Usa, Giappone, Germania 2008)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Eric Valette. Soggetto: Yasushi Akimoto (romanzo), MInak Daira (sceneggiatura originale The Call). Sceneggiatura: Andrew Klavan. Fotografia: Glen MacPherson. Montaggio: Steve
Mirkovich. Musiche: Reinhold Heil, Johnny Klimek. Scenografia: Laurence Bennett. Costumi: Sandra Hernandez. Trucco: Char Coats. Produttori: Broderick Johnson, Andrew A. Kosove, Scott Kroopf, Jennie Lew Tugend, Lauren C. Weissman.
Case di Produzione: Alcon Entertainment, Intermedia Films, Kadakowa Pictures. Durata: 87’. Genere: Horror. Paesi di Produzione: Stati Uniti d’America, Germania, Giappone - 2008. Interpreti: Shanny Sossamon (Elizabeth
Raymond), Edward Burns (Jack Andrews), Ana Claudia Talancón (Taylor Anthony), Ray Wise (Ted Summers), Azura Skye (Leann Cole), Meagan Good (Shelly Baum), Margaret Cho (Mickey Lee),Johnny Lewis (Brian Sousa), Jason Beghe
(Ray Purvis), Rhoda Griffis (Mary Layton), Ariel Winter (Ellie Layton).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4oWLkju" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/48GYrkb" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Chiamata senza risposta</em> non sarebbe male come horror d’atmosfera se non fosse che manca di originalità, visto
che è un semplice remake di <em>The Call - Non rispondere</em> (2004) del nipponico <strong>Takashi Mike</strong>. Il soggetto proviene sempre dal romanzo di <strong>Yasushi Akimoto</strong>, in questo caso sceneggiato da <strong>Andrew Klavan</strong> che riprende molte sequenze dal precedente lavoro di &nbsp;<strong>Minako Daira</strong>, per una produzione nordamericana, tedesca e nipponica (che concorda per il remake). La storia è quella di una chiamata telefonica che anticipa luogo, giorno e ora della morte, ma il mistero sta nel fatto
che lo squillo con singolare musichetta proviene dal cellulare dell’amico morto in precedenza. Beth (<strong>Sossamon</strong>) è la protagonista che vive nel terrore perché teme che venga il suo momento mentre cerca di scoprire il mandante insieme all’ispettore Jack Andrews
(<strong>Burns</strong>). Tutto molto soprannaturale, horror vero, del quale non va anticipato né lo sviluppo né il finale, rocambolesco e truce. Film girato
ad Atlanta (Georgia), campione d’incassi in patria e buon riscontro al botteghino anche in Italia. Fotografia scura, molte riprese notturne e in claustrofobici interni; montaggio sincopato (87’ adeguati); sceneggiatura
che non perde un colpo; musiche inquietanti. Un horror confezionato a regola d’arte, come solo i nordamericani sanno fare, regia adeguata a base di angoscianti soggettive, terrificanti primi piani e brevi piani sequenza.
Particolari mostruosi soprannaturali resi credibili dal mito giapponese delle case infestate da fantasmi con gli spiriti che continuano a vagare nel luogo dove sono morti. Tutte le convenzioni del genere sono rispettate, addirittura
amplificate, dalla notte di tempesta a base di pioggia, lampi e tuoni per finire con il terrore per il buio e per gli spazi chiusi. Un film consigliato agli amanti del genere. Visto su Mediaset 2, il canale del cinema dell’orrore.
Reperibile su Infinity.</span></div></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4oWLkju" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4oWLkju" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/48GYrkb" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb293272225cd274fd1ae3619d0293c53 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/chiamata-senza-risposta-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 601,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb293272225cd274fd1ae3619d0293c53, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/chiamata-senza-risposta-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="287" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd622652549ae7b39aeec99908c099aeb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/chiamata-senza-risposta-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd622652549ae7b39aeec99908c099aeb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/chiamata-senza-risposta-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=I88V1LAy3sE">https://www.youtube.com/watch?v=I88V1LAy3sE</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 07:12:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Memories]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C9"><h1 class="imHeading1">Dai fumetti di Katsuhiro Otomo</h1><h2 class="imHeading2">Al cinema solo il 12, 13 e 14 gennaio con Animagine</h2><div><div><span class="cf1"><strong>Animagine</strong>, la collana nata dalla collaborazione tra Dynit e Adler Entertainment che porta al cinema gli anime del presente e del passato, è lieta di annunciare l’uscita di <em>Memories</em>, che arriverà nelle sale italiane con un evento speciale il 12, 13 e 14 gennaio. Dai capolavori dei maestri dell’animazione alle produzioni contemporanee, dai film alle serie TV, Animagine porta in sala titoli giapponesi mai arrivati nei cinema italiani, per un’esperienza indimenticabile per i fan del Sol Levante e per chi si vuole avvicinare all’animazione orientale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Memories</em>, secondo titolo della collana Animagine, è un lungometraggio animato suddiviso in tre episodi tratti da tre brevi storie a fumetti di <strong>Katsuhiro Otomo</strong>. È uscito nei cinema giapponesi nel 1995, ma in Italia arriva in sala per la prima volta in occasione del suo trentesimo anniversario, dopo la pubblicazione degli anni Novanta direttamente per il mercato home video. Il primo episodio, <em>Magnetic Rose</em>, e il terzo, <em>Cannon Fodder</em>, sono stati animati e prodotti dallo Studio 4°C, mentre il secondo, <em>Stink Bomb</em>, da Madhouse. Ogni racconto è diretto da un regista diverso: <em>Magnetic Rose</em> da <strong>Koji Morimoto</strong>, <em>Stink Bomb</em> da <strong>Tensai Okamura</strong> e <em>Cannon Fodder</em> dallo stesso <strong>Katsuhiro Otomo</strong>, che solo pochi anni prima aveva rivoluzionato l’animazione giapponese con <em>Akira</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Memories<strong> </strong></em><strong></strong>è una piccola perla fra i film anime, sia per la qualità delle storie che per quella dell’animazione, che all’uscita ha suscitato un fortissimo impatto grazie all’impiego di tecnologie digitali. I tre episodi da cui è composto non sono collegati fra loro, ma appartengono tutti al genere sci-fi. <em>Magnetic Rose</em>, sceneggiato da <strong>Satoshi Kon</strong> (che negli anni seguenti sarà regista di capolavori come <em>Perfect Blue</em>, <em>Tokio Godfathers</em> e <em>Paprika</em>) è ambientato nello spazio profondo, dove l’equipaggio di una navicella che raccoglie rifiuti si imbatte in una gigantesca astronave a forma di rosa. L’interno, sontuoso e impreziosito da antichità, nasconde però dei segreti inquietanti. <em>Stink bomb</em>, il secondo episodio, ha invece toni parodistici e irriverenti e rappresenta le conseguenze dell’utilizzo di una micidiale arma batteriologica; <em>Cannon Fodder</em> è una distopia steam punk animata in un unico piano sequenza, tecnica che è stata usata qui per la prima volta e ha segnato il passaggio dall’animazione tradizionale a quella digitale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Memories</em> sarà al cinema solo il 12, 13 e 14 gennaio con <strong>Animagine</strong>, la collana nata dalla collaborazione fra Dynit e Adler Entertainment.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Sinossi</em></div> <div><span class="cf1"><em>Memories</em> è un lungometraggio d’animazione a episodi, basato su tre brevi storie a fumetti di Katsuhiro Otomo (regista di <em>Akira</em>). Nell’episodio 1, <em>Magnetic Rose</em>, tre astronauti vengono imprigionati in un mondo fatato e dovranno affrontare se stessi e le proprie paure tra ologrammi del passato, teatri d’opera e giardini incantati. L’episodio 2, <em>Stink Bomb</em>, è l’esilarante storia di Nobuo Tanaka, un tecnico di laboratorio che, in cerca di una medicina per il raffreddore, assume per sbaglio una pillola in fase di sperimentazione, con conseguenze tremende. L’episodio 3, <em>Cannon Fodder</em>, è ambientato in un mondo che ha fatto della guerra contro un nemico invisibile la sua quotidianità.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit dell'anime (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?memories-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink2ca043e40a90fb6f6ddd864b8aa546a5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Memories-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina dell\\\'Anime.','title': 'La locandina dell\\\'Anime.','width': 500,'height': 699,'description': 'La locandina dell\'Anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2ca043e40a90fb6f6ddd864b8aa546a5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Memories-loc_ver.jpg" alt="La locandina dell&#39;Anime." title="La locandina dell&#39;Anime." width="200" height="280" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkc0f4b020746138567e4c476e22bc17d9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Memories-sceneok_bar.jpg','alt': 'Una scena dell\\\'Anime.','title': 'Una scena dell\\\'Anime.','width': 844,'height': 464,'description': 'Una scena dell\'Anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc0f4b020746138567e4c476e22bc17d9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Memories-sceneok_bar.jpg" alt="Una scena dell&#39;Anime." title="Una scena dell&#39;Anime." width="200" height="110" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kALftFkc_5w">https://www.youtube.com/watch?v=kALftFkc_5w</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 08:25:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Zothique 21 - Speciale Mary Shelley & Frankenstein]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Riviste"><![CDATA[Riviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C8"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Omaggio a Mary Shelley &amp; Frankenstein</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una monografia mascherata da rivista, curata con passione e rigore</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Questo numero 21 di <em>Zothique</em> è un corposo omaggio a <strong>Mary Shelley &amp; Frankenstein</strong> (quantomai in tema con la recente trasposizione cinematografica di <strong>Guillermo Del Toro</strong> - <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?frankenstein-di-guillermo-del-toro" class="imCssLink">qui la nostra recensione</a>), di oltre 200 pagine. <strong>Mary Shelley </strong>- adolescente inquieta cresciuta tra la filosofia radicale del padre <strong>William Godwin </strong>e il femminismo proto-moderno della madre <strong>Mary Wollstonecraft</strong>, fuggita giovanissima con <strong>Percy Shelley </strong>e segnata presto dal dolore e dalle perdite - non nasce dal nulla come autrice. <em>Zothique </em>riesce a far emergere proprio questo: la costellazione di influenze, tensioni morali e condizioni storiche che la portarono a concepire il suo Prometeo Moderno.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Fin dalle prime pagine vengono pubblicati materiali rari: dalle osservazioni di <strong>Walter Scott</strong>, che aggiungono un tassello importante alla ricezione contemporanea dell’opera, alle note di <strong>Percy Shelley</strong>, che riecheggiano la tensione intellettuale di questo caposaldo ritenuto il primo romanzo di fantascienza. A emergere, però, è soprattutto la voce
della stessa <strong>Mary Shelley</strong>, grazie alla riproposta di una sua lettera in cui rivendica la paternità del romanzo. È un documento prezioso, che
sottrae la creatrice di <em>Frankenstein</em> a decenni di insinuazioni e fraintendimenti e la riporta al centro della propria opera. La ghost story ritrovata nel 2018, tradotta
qui per la prima volta in Italia, offre poi un ritratto intimo dell'autrice alle prese con il soprannaturale in una forma più breve e più concentrata, rivelando un gusto per l’inquietudine che precede
la grande invenzione narrativa del Prometeo Moderno.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L’articolo di <strong>Luca Cesare Foffano </strong>(che ritorna a scrivere per Dagon Press dopo molto tempo), <em>Due secoli con Frankenstein, o il Prometeo moderno</em>, si distingue per profondità e ampiezza di sguardo. <strong>Foffano</strong> ricostruisce il contesto climatico segnato dall’eruzione del Tambora nel 1815 in Indonesia: quel "anno senza estate" che oscurò il cielo d’Europa, alimentò visioni apocalittiche,
profezie millenaristiche e una percezione collettiva della fragilità umana. L’autore propone una giusta analogia con il clima pesante dei nostri anni, tra pandemie, tensioni sociali e disastri ambientali: come
allora, un mondo in crisi genera le proprie creature simboliche, i propri incubi. Le sue riflessioni su <strong>Rousseau</strong> sono particolarmente pertinenti: <strong>Mary Shelley</strong>, <strong>Percy Shelley </strong>e <strong>Lord Byron </strong>ne condividevano un autentico culto, e il romanzo riecheggia il modello epistolare della <em>Nouvelle Héloïse </em>e il confronto "fra stato di natura e stato sociale". Altrettanto interessante è il collegamento con <strong>De Sade</strong>, autore che <strong>Foffano</strong> conosce a fondo e che <strong>Mary Shelley</strong>, tramite <strong>Byron</strong>, aveva avuto modo di leggere attraverso il romanzo <em>Justine o le disavventure della virtù</em>. Viene messa in rilievo la comune "visione meccanicistica della natura fra Victor Frankenstein e i libertini sadiani" ma anche come "una incolmabile distanza etica» li separa. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il numero offre poi altri percorsi inattesi: <em>La Vecchia Torre </em>di Frankenstein (ca. 1810), racconto enigmatico che alcuni hanno ritenuto in qualche modo connesso all’immaginario shelleyano, viene accompagnato da un saggio ricco e molto documentato; la novella di <strong>Guy Preston</strong>, <em>La Sposa di Frankenstein</em>, pubblicata in parallelo al film Universal, permette invece di osservare la trasformazione del mito nel passaggio alla cultura popolare del XX secolo. Come sempre molto completo e scritto con comptenza filologica
l’articolo di <strong>Pietro Guarriello</strong>, <em>I racconti gotici di Mary Shelley</em>, che offre una ricognizione ampia e chiarissima della produzione breve dell’autrice. <strong>Guarriello</strong> firma anche una dettagliata bibliografia a schede delle edizioni italiane dei racconti, strumento prezioso per studiosi e collezionisti. Questo numero è scome
altre volte una monografia mascherata da rivista, curata con passione e rigore.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Zhotique 21</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Dagon Press</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 222</em></div>
<div><em class="cf1">ASIN: B0G2CYMTV3</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 979-8274500098</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 16.99 x 1.14 x 24.41 cm</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 15,95 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4aPYFa2" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink49eeda6f10688c18649c57d39e803082 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Zhotique21-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina della rivista.','title': 'La copertina della rivista.','width': 752,'height': 1080,'description': 'La copertina della rivista.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink49eeda6f10688c18649c57d39e803082, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Zhotique21-cover_ver.jpg" alt="La copertina della rivista." title="La copertina della rivista." width="200" height="288" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 07:21:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'anomalia]]></title>
			<author><![CDATA[Danilo Arona]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C7"><h1 class="imHeading1">Alzò gli occhi al soffitto con rassegnazione</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Là dove mare e cielo si contendevano l'identico colore azzurrino</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>Specola del Monte Legnaro, 18 gennaio 2008.</div><div><br></div>
<div>(Estratto inedito dell’interrogatorio di Padre Cristoforo Masselli, interrogante il tenente colonnello Ivan Manfredi).</div>
<div><br></div><div>«Mi dica, Padre. Che razza di posto è questo?»<br>Il vecchio gesuita sospirò.<br>Agli occhi del tenente colonnello dell’Arma che aveva iniziato
a interrogarlo, quell’anziano religioso pareva un rincalzo giunto lì da poco, uno che ancora non si rendeva conto del ruolo al quale era stato destinato.<br>L’incartapecorito personaggio ruotava lo sguardo
febbricitante in ogni direzione, soprattutto oltre la vetrata semicircolare che si apriva a destra sul lato prospiciente il Monte Buio e a sinistra sul lontano golfo di Genova. Qualche secondo di silenzio, poi:<br>«È
una specola, tenente. Una versione ridotta, proporzionata anche alle caratteristiche del luogo, della grande specola vaticana costruita sul Monte Graham. Arizona, Stati Uniti d’America, ne avrà sentito parlare,
presumo.»<br>«No, Padre. Mi spieghi.»<br>«Specola significa ‘vedetta’. Un termine usato da secoli in seno alla Compagnia di Gesù per designare i posti di osservazione dei Padri
Guardiani. All’inizio degli anni venti del secolo scorso, la Compagnia individuò in diverse zone del mondo la rinascita di antichi e dimenticati culti pagani. Gruppi pericolosissimi che ancora oggi praticano il
sacrificio umano. Il fatto è che queste zone sono tutte un po’ particolari. Loro lo sanno bene. Per definirle con un termine che oggi va molto di moda, si tratta di… ehm, porte. La porta più grande
e problematica si trova proprio lassù, sul Graham.»<br>«Che vuol dire… problematica?»<br>«Ne siamo al corrente da anni, tenente. È in arrivo qualcosa. E punta dritto contro di
noi. Si potrebbe semplificare il discorso dicendo che questa cosa maligna giunge dallo spazio dato che le specole sono degli osservatori astronomici. Però la storia non è così semplice. Sul Monte Graham
si usa un radiotelescopio avanzatissimo che adotta tecnologie all’avanguardia, gestito soltanto da fisici e astronomi tra i più preparati dell’ordine. Quello che posso riferire in merito, più o meno
di dominio pubblico, è che lo scopo unitario delle specole consiste nel monitorare tutte le anomalie in avvicinamento al pianeta. Ma anche quelle dentro di esso. Il Servizio Informativo del Vaticano sostiene da anni
che la cosa possiede più identità: una cosmica, una termica e una quantistica. Ogni specola sul pianeta è impegnata in un monitoraggio a 360°. Ma forse la sto conducendo fuori strada, tenente.»<br>«Lei
dice?»<br>«Si trova qui per le ragazze scomparse, se ho capito bene.»<br>«Vittime immolate a un’entità oscura venerata da un sacco di gente, se le notizie a nostra conoscenza sono vere.
Immolate come il Cristo. Inchiodate sopra quella croce, davanti a noi, in cima al Monte Buio, a quanto ci hanno raccontato. Ma, se vi fate chiamare Padri Guardiani, non potete non esserne al corrente.»<br>«Un
sacco di gente proprio non direi. Gli abitanti di Montebuio sono soltanto trentadue. Da quando esiste il paese. Già questo è un elemento che depone a loro sfavore. La loro genesi è ibrida. Loro intrattengono
legami di sangue con quella che lei chiama l’entità oscura.»<br>«Vorrei iniziarne a capirne qualcosa, Padre.»<br>A parole sembrava un pio desiderio, ma nel tono la frase risuonò seccamente,
come un ordine. Forse per apparire più minaccioso, il tenente colonnello Manfredi iniziò a camminare per il salone quasi battendo i tacchi, mentre il vetusto monaco, seduto su una lercia poltrona in pelle, trafficava
dentro un grande libro dalla copertina nera.<br>Il carabiniere, un uomo ormai di mezza età dall’espressione triste (quelle facce che sono tristi da sempre e per sempre), si bloccò dinanzi alla vetrata.
Si distinguevano in modo nitido il bosco, la salita alla croce e quest’ultima con il laghetto ai suoi piedi. E la stessa croce, sulla quale – sostenevano angosciati testimoni – le giovani vittime incontravano
una morte orrenda.<br>Per poi sparire.<br>«Ecco qui», gracchiò alle sue spalle Cristoforo, «l’ho trovato. Quando vuole, posso cominciare.»<br>L’uomo si voltò. Adesso
la sua espressione malinconica lasciava intravedere abissi. Oscuri e profondi.<br>«Insomma, Padre, di che si tratta? Me lo faccia capire con precisione e con parole sue.»<br>Non si trattava di una richiesta.
Ma di un ordine. E il gesuita apparve scombussolato.<br>«Devo farle capire cosa?»<br>«Sta arrivando dallo spazio. Punta verso di noi. Ma si è ben guardato dal definirla. Cosa maligna non vuol dire
nulla!»<br>«Eh, se fosse così facile…»<br>«Ma voi astronomi che state in cima alle montagne da tutti questi anni non l’avete ancora capito?»<br>«Forse l’abbiamo
capito e, proprio per questo, non si deve sapere.»<br>«Io invece ci capisco sempre meno. Però in questo marasma vorrei almeno arrivare a un punto: in che modo c’entrano delle ragazzine scomparse.
E soprattutto arrivare a sapere dove sono finite.»<br>«Aspirazione legittima. Non posso far altro che concordare.»<br>«Su, Padre, mi dica almeno cosa ne pensa lei… fuori dall’ufficialità.
Se la sarà fatta, un’opinione.»<br>Il vecchio alzò i palmi delle mani verso l’alto, quasi in segno di resa. Quindi, dopo un lungo sospiro:<br>«I Guardiani non dovrebbero né
avere né esprimere opinioni. Ma esistono evidenze alle quali non sembra possibile sottrarsi. Vede, c’è, come definirlo… uno schema.»<br>«Ovvero?»<br>«Da tempo immemore
il Vaticano è a conoscenza dei prodromi dell’Evento. I Segni di quella che in gergo classico può definirsi Fine dei Tempi. Non sono pochi gli ingredienti e assomigliano un po’ alle spie che annunciano
i terremoti. Ma mi permette di elencarli direttamente da questa rara copia del Testamentum Nigrae Crucis», e il monaco fece una pausa, abbassando lo sguardo sul libro aperto sul tavolo in legno. «Ecco… L’agitarsi
degli animali, i cupi boati delle faglie che si stanno rompendo, i fenomeni luminosi che attraversano l’atmosfera satura di elettricità, terremoti, le giovani scomparse e le anomalie marine. Proprio nelle zone
sorvegliate dalle specole. Tutto questo perché esistono forze che lavorano a favore della Fine dei Tempi.»<br>«E gli abitanti di Montebuio sarebbero fra costoro?»<br>«Per come la vediamo
noi da qui, no.»<br>«Ma adorano una specie di demonio!»<br>«Forse non sono loro, tenente. Forse ci sono degli altri.»<br>«Altri?»<br>«Entità invisibili. Che i
Padri Guardiani possono soltanto visualizzare come luci guizzanti al di sopra del bosco. L’ipotesi è che ogni anno, in agosto, quelle entità riescano a possedere la gente del villaggio.»<br>«La
processione?»<br>«Esatto. Loro trasportano a spalle la statua di San Rocco sulla cima del Monte Buio, ma sono involucri svuotati della volontà. Anni fa abbiamo sentito raccontare che la gente di Montebuio
crede all’esistenza di un mondo posizionato di fianco a quello normale. Non visibile. È un’ipotesi forte e azzardata, me ne rendo conto.»<br>«Altri elementi dello schema?»<br>«Un
qualsiasi giornale di tutti i giorni ne riporta a bizzeffe.»<br>«Padre Cristoforo, questa è retorica a buon mercato. Io non sono molto religioso, ma che nel mondo si pratichi di più il male che
il bene è un dato acclarato sin da quando l’uomo comparve sulla Terra.»<br>«Temo allora che lo schema esista sin dai tempi delle caverne, tenente. Per le forze contro cui lottiamo noi un secolo di
storia può equivalere alla percezione del trascorrere di un minuto secondo. Comunque occorre dirigere in primo luogo l’attenzione verso tutti quegli episodi di apparente pazzia individuale e collettiva che si
moltiplicano nel mondo, dalle stragi in famiglia a certi omicidi senza ragione. I nostri superiori sostengono che la cosa in arrivo provoca l’aumento della frequenza vibratoria del pianeta. Un ronzio insopportabile che
penetra nell’amigdala con risultati letali per chi sta vicino alla vittima della frequenza. Cosi la cosa si avvicina sempre più, la frequenza aumenta e le morti violente anche. Dovrebbe risultare anche a voi,
presumo…»<br>«Ogni fatto di sangue ha una sua spiegazione, Padre.»<br>«Per quel che giunge dal mondo sul Monte Legnaro, a me proprio non pare. In ogni caso seguono i Renfield, gli annunciatori,
coloro che consapevoli o meno annunciano l’approssimarsi dell’evento.»<br>«Renfield?»<br>«Un personaggio, all’apparenza minore, del romanzo Dracula. Un folle imprigionato in un
manicomio che presentiva l’avvicinarsi del vampiro a Londra. Una specie di uomo-antenna che presagisce l’Apocalisse e a suo modo la grida al mondo. Sono in tanti, ma non ce ne accorgiamo. Scrittori, gente del cinema,
o magari il vicino di pianerottolo. Bisogna saper leggere, guardare e ascoltare. Le ragazzine scomparse, purtroppo un dato fisso e in aumento. E poi l’incredibile aumento delle allucinazioni visive, altro fenomeno dovuto
all’aumento della frequenza vibratoria. Internet è saturo di strane riprese fatte con cellulari e telecamere di fortuna in cui appaiono le immagini più strane: spirali nel cielo, immense figure geometriche,
apparizioni diafane che paiono fantasmi. Non possono essere tutti trucchi effettuati da personaggi con mania di protagonismo. E infine… le ho già citate, ma val la pena ricordarle.»<br>Un’ulteriore
pausa.<br>«Le anomalie marine.»<br>«Anomalie marine? Ma che vuol dire, Padre? Qui siamo in montagna, oltre i mille metri.»<br>Il monaco sospirò.<br>«Da questa specola non monitoriamo
solo le anomalie spaziali. C’è una quarta identità da vagliare. Si ricorda, vero? La cosmica, la termica e la quantistica?»<br>«E dunque?»<br>«Cosa vede là in fondo, dalla
vetrata, tenente?»<br>Il carabiniere puntò lo sguardo nella direzione indicata dal vecchio. Là dove mare e cielo si contendevano l’identico colore azzurrino. Genova.<br>«Vedo il mare»,
rispose il carabiniere.<br>«Esatto. L’anomalia proviene da laggiù.»<br>Il carabiniere avvertì una serpe che prendeva a salire verso la nuca. Strisciando e soffiando lungo il percorso della
spina dorsale. Qualcosa di molto più infingardo di un semplice brivido di paura.<br>«In che senso?»<br>«Esce in una notte di luna nera. D’estate. Il culto di Montebuio prevede una vittima
all’anno, in agosto.»<br>«Non capisco.»<br>«Le anomalie non si capiscono. Si accettano.»<br>L’uomo in divisa si rese conto delle aumentate pulsazioni. Del perlaceo sudore che
gli solcava la fronte. Dei borborigmi intestinali di cui quasi mai soffriva. E Cristoforo, a ogni secondo che scandiva l’inesorabile incedere del tempo, assumeva un’espressione sempre più grifagna.<br>«Ma
di che sta parlando?»<br>«Le spiego perché non avete mai trovato un corpo. L’anomalia esce dall’acqua, allunga un tentacolo, stacca la preda dalla croce e ritorna sul fondo dell’abisso.
Il suo abisso. La versione speculare e acquea dello spazio cosmico. Ermete Trismegisto… Quel che sta in alto sta anche in basso!»<br>«Padre… DA QUI A GENOVA SONO 35 CHILOMETRI! Quale stupidaggine
intende farmi bere?»<br>Il vecchio alzò gli occhi al soffitto con rassegnazione. Quindi stese le le braccia all’infuori con enfasi teatrale da predicatore. E scandì con francescana afflizione:<br>«Tenente…
Non per niente i Gesuiti le chiamano anomalie.»<br>Il tenente colonnello Ivan Manfredi urlò. D’impazienza, di furore, di paura.<br>Poi il ronzio penetrò nella sua amigdala.</div><div><br></div>
<div><strong>NOTE</strong></div>
<div>Prima pubblicazione per Club GHoST: 3 Novembre 2024.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE<br></strong>Danilo Arona, alessandrino classe 1950, è il più autorevole scrittore horror
italiano.<br>Con circa sessanta libri all’attivo tra narrativa e saggistica, <strong>Arona </strong>si è distinto inoltre come giornalista, ricercatore, e anche chitarrista rock negli anni ’70.<br>Ha esercitato un’enorme influenza su generazioni di scrittori, creando una personalissima impronta
che cavalca la linea sottile tra reportage giornalistico e narrativa fantastica, in cui la mescolanza tra attualità, folklore, invenzione e allucinazione lascia il lettore incerto e pieno di domande.<br>I suoi lavori
sono stati pubblicati dai principali editori italiani (Mondadori, Tropea, Corbaccio, Gargoyle…) ma anche da una lunga serie di case editrici indipendenti. Tra i suoi scritti si annoverano opere fondamentali come la serie
di Montebuio, saggi e romanzi come <em>L’ombra del dio alato</em>, <em>Palo Mayombe</em>, <em>Black Magic Woman, Malapunta</em> e <em>Il grande libro di Satana</em>. Le sue Cronache di Bassavilla, nate sul magazine <em>Carmilla </em>e definite “mitiche” da <strong>Valerio Evangelisti</strong>, hanno definito un nuovo genere letterario, sono state raccolte in diversi libri e – fenomeno “lovecraftiano” unico in Italia – hanno stimolato altri scrittori a costruire sulla mitologia
creata da <strong>Arona</strong>: libri, articoli e opere multimediali. Il fantasma di Melissa, per esempio, fa ormai parte dell’immaginario collettivo del Belpaese,
ed è impossibile definire quanto l’autore alessandrino abbia davvero inventato.<br>Nella sua cinquantennale carriera, è stato attivissimo organizzatore di eventi letterari – tra cui ChiaroScuro,
dal 1997 il primo festival di letteratura in Italia – e instancabile promotore di innovativi progetti, iniziative e collane.<br>Arona ha contribuito a innumerevoli antologie e ha spesso lavorato di squadra con altri
scrittori, sia maestri del genere (<strong>Nerozzi</strong> e <strong>Altieri</strong>, per citarne un paio) sia emergenti di cui spesso è stato mentore. È molto conosciuto anche come critico del cinema fantastico, e ha scritto centinaia di
articoli e saggi – sparsi su riviste come <em>Focus, Robot, Aliens</em> – che indagano il lato oscuro del sociale. È forse il maggiore esperto
di fantastico italiano, di cui ha tentato di identificare il DNA trovandolo strettamente legato alle paure territoriali e alla mescolanza di generi​​.<br>Vive e scrive ad Alessandria, o (non è ben chiaro)
a Bassavilla, lato oscuro della bassa piemontese.</div><div>Il suo sito è: <a href="http://www.daniloarona.com" class="imCssLink">http://www.daniloarona.com</a></div><div><br></div>
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			<pubDate>Sun, 14 Dec 2025 08:26:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Collabora Office Open Source]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C6"><h1 class="imHeading1">Suite per l'ufficio</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Basato sulla tecnologia di LibreOffice</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em>Collabora Office</em> è una suite per ufficio che si distingue nel panorama dei software di produttività, in particolare
per il suo forte legame con il mondo <em>open source</em> e la sua enfasi sulla collaborazione e sulla privacy. Essendo basato sulla tecnologia di <em>LibreOffice</em>, la suite open source più popolare al mondo, eredita una base di codice solida e ricca di funzionalità, ma la ripropone con un focus specifico sull'usabilità,
l'interfaccia utente moderna e l'integrazione per il lavoro di squadra (soprattutto nella versione <em>Collabora Online</em>).</div><div><br></div>
<div><em>Collabora Office</em> non è un software nato dal nulla. È sviluppato da Collabora Productivity Ltd., uno dei maggiori
<em>contributors</em> al progetto <em>LibreOffice</em>.</div>
<div>Il cuore di <em>Collabora Office</em> è il <em>LibreOffice Core</em>. Ciò significa che beneficia dell'affidabilità, della sicurezza e dell'ampia gamma di funzionalità maturate da <em>LibreOffice</em> nel corso degli anni.</div>
<div>La storia del prodotto è strettamente legata alla sua versione online, <em>Collabora Online</em>, pensata per l'integrazione con piattaforme self-hosted come <em>Nextcloud</em> o <em>ownCloud</em>. L'obiettivo è offrire un'alternativa open source a <em>Google Docs</em> o <em>Microsoft 365</em>, permettendo la modifica collaborativa in tempo reale dei documenti direttamente dal
browser o tramite integrazioni.</div>
<div>Un pilastro della filosofia Collabora è la privacy. Il software è spesso definito come "offline-first" e "open source al 100%," garantendo l'assenza
di spyware. I documenti restano sul dispositivo o sul server cloud scelto dall'utente, senza la necessità di caricarli su server di terze parti per la modifica, come avviene con alcune alternative commerciali.</div><div><br></div>
<div><em>Collabora Office</em> include i componenti essenziali di una suite per ufficio:</div>
<ul>
<li><strong>Writer:</strong> Per la creazione e la modifica di documenti di testo (come <em>Microsoft Word</em>).</li>
<li><strong>Calc:</strong> Per fogli di calcolo avanzati, con supporto a formule complesse e tabelle pivot (come <em>Microsoft Excel</em>).</li>
<li><strong>Impress:</strong> Per la creazione di presentazioni diapositive (come <em>Microsoft PowerPoint</em>).</li>
<li><strong>Draw:</strong> Per la creazione di disegni e diagrammi.</li>
</ul>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Una delle differenze chiave rispetto al "classico" </span><em class="fs14lh1-5">LibreOffice</em><span class="fs14lh1-5"> è l'interfaccia utente, specialmente nelle versioni desktop più recenti. Collabora ha infatti introdotto un'interfaccia utente basata su tecnologie web come JavaScript, CSS e WebGL. Questo
approccio garantisce un aspetto moderno, spesso a schede (tabbed layout), che risulta più familiare agli utenti abituati a </span><em class="fs14lh1-5">Microsoft Office 365</em><span class="fs14lh1-5"> o alle applicazioni web. L'uso di tecnologie web per l'interfaccia aiuta a mantenere una coerenza visiva e funzionale tra la versione online
(</span><em class="fs14lh1-5">Collabora Online</em><span class="fs14lh1-5">), quella mobile e la nuova versione desktop. L'obiettivo è fornire un'esperienza utente uniforme, sia che si lavori su un browser,
su un tablet o su un PC.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><script> var showboxlink5f1e53e3c60faf3cb08138c2042b5a79 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/collabora-office-interfaccia_bar.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Collabora Office.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Collabora Office.','width': 900,'height': 600,'description': 'L\'interfaccia grafica di Collabora Office.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5f1e53e3c60faf3cb08138c2042b5a79, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/collabora-office-interfaccia_bar.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Collabora Office." title="L&#39;interfaccia grafica di Collabora Office." width="200" height="134" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div>






<div><strong>L'interfaccia grafica di Collabora Office.</strong></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div>
<div><em>Collabora Office</em> si impegna a garantire un'ottima interoperabilità con i formati più diffusi:</div>
<ul>
<li><strong>Formato Nativo:</strong> Utilizza nativamente l'<em>Open Document Format (ODF)</em> (.odt, .ods, .odp).</li>
<li><strong>Compatibilità Microsoft Office:</strong> Offre piena compatibilità con i formati OOXML di <em>Microsoft Office</em> (.docx, .xlsx, .pptx), che è fondamentale in un contesto lavorativo. L'azienda pone particolare enfasi nel garantire che la formattazione dei documenti venga preservata il più possibile.</li></ul><br><ul>
</ul>
<div><strong>Principali vantaggi</strong></div>
<div><u>Collaborazione in tempo reale:</u> Se integrato con un cloud (es. Nextcloud), offre funzionalità di co-editing
avanzate, visualizzazione dei cursori degli altri utenti e controllo delle versioni.</div>
<div><u>Open Source e Privacy:</u> È completamente open source e <em>offline-first</em>, il che lo rende la scelta ideale per chi ha esigenze di sicurezza e privacy e preferisce evitare l'ecosistema dei giganti tecnologici (de-Googleizzazione).</div>
<div><u>Interfaccia utente migliorata:</u> L'interfaccia moderna e a schede è percepita come più intuitiva e
meno dispersiva rispetto all'interfaccia standard di <em>LibreOffice</em>, specialmente per chi proviene da <em>Microsoft Office</em>.</div>
<div><u>Disponibilità Multi-Piattaforma:</u> È disponibile per Desktop (Windows, macOS, Linux) e Mobile (Android, iOS), oltre alla versione Online.</div>
<div><u>Supporto Enterprise:</u> Collabora offre anche versioni "Enterprise" (conosciute come <em>LibreOffice from Collabora</em> o <em>Collabora Office Classic</em>) con supporto professionale, aggiornamenti di sicurezza garantiti e SLA (Service Level Agreements), essenziali per le aziende.</div><div><br></div>
<div><strong>Svantaggi e aree di miglioramento</strong></div>
<div>Le critiche più comuni si concentrano soprattutto sulle versioni mobile:</div>
<div><u>Prestazioni su mobile:</u> Alcuni utenti su Android/iOS hanno riportato che l'esperienza può essere <em>lenta o laggy</em>, soprattutto con documenti complessi o lunghi. Lo scorrimento e la manipolazione delle celle nei fogli di calcolo sono a volte citati come meno fluidi rispetto
alle app concorrenti.</div>
<div><u>Funzionalità mancanti (Mobile/Online):</u> Essendo basato su un'architettura che privilegia la coerenza web, alcune funzionalità desktop native di <em>LibreOffice</em> possono risultare mancanti o non completamente ottimizzate nelle versioni mobile o online. Ad esempio, sono stati segnalati problemi con l'uso del mouse su iPad (es.
tasto destro, trascinamento celle) o con il corretto funzionamento di alcuni pulsanti di menu a tendina.</div>
<div><u>Curva di apprendimento (verso le alternative):</u> Nonostante l'interfaccia moderna, per alcuni l'esperienza utente e la praticità complessiva rimangono un passo indietro rispetto ai colossi come <em>Google Docs</em> o <em>Microsoft 365</em>. Gli utenti che cercano un'alternativa <em>funzionalmente</em> identica e perfettamente fluida a <em>Microsoft Office</em> potrebbero trovare alcune differenze.</div><div><br></div>
<div><strong>Conclusioni</strong></div>
<div><em>Collabora Office</em> è una suite eccellente raccomandata per aziende e istituzioni che necessitano di una
soluzione di produttività <em>open source</em>, con opzioni di supporto commerciale, che garantisca il controllo completo sui dati e la massima privacy. Ma
l’uso di <em>Collabora Office</em> è caldamente raccomandato anche per utenti<em> Open Source</em> e <em>privacy-conscious</em> che desiderano de-Googleizzare o sostituire <em>Microsoft Office</em>, specialmente in combinazione con una soluzione cloud come <em>Nextcloud</em>.</div>
<div><em>Collabora Office</em> è un ottima soluzione anche per gli ambienti di collaborazione che operano con file in formato
ODF o che necessitano di una buona compatibilità OOXML in un ambiente autogestito.</div>
<div>Se da un lato le versioni desktop recenti e l'esperienza online offrono una moderna e potente piattaforma di produttività, gli utenti che si affidano pesantemente ai
dispositivi mobili per la modifica di documenti complessi potrebbero dover accettare alcune limitazioni di performance e usabilità che sono ancora in fase di sviluppo attivo.</div>
<div>Tenendo conto di questi aspetti va considerato che <em>Collabora Office</em> è un progetto in continua evoluzione, con un impegno chiaro verso l'<em>open source</em> e la modernizzazione, che lo rende un concorrente serio e un'alternativa etica e potente alle suite per ufficio proprietarie.</div><div><br></div>
<div>Scarica <em>Collabora Office</em> dal sito ufficiale: <a href="https://www.collaboraonline.com/" class="imCssLink">https://www.collaboraonline.com/</a></div>
<div>Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink794e9f55948908704542c5f9bcc57f79 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/collabora-office-title_bar.jpg','alt': 'Presentazione di Collabora Office.','title': 'Presentazione di Collabora Office.','width': 1200,'height': 675,'description': 'Presentazione di Collabora Office.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink794e9f55948908704542c5f9bcc57f79, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/collabora-office-title_bar.jpg" alt="Presentazione di Collabora Office." title="Presentazione di Collabora Office." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 09:15:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Bone Tomahawk di Steven Craig Zahler]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C5"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Film d'esordio del regista statunitense</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un incrocio sorprendente e brutale tra il Western crepuscolare e l'Horror survival più spietato</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Bone Tomahawk (Usa 2015)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia, Soggetto, Sceneggiatura: S. Craig Zahler. Musica: Jeff Herriott, S. Craig Zahler. Montaggio: Fred Raskin, Greg D'Auria. Fotografia: Benji Bakshi. Scenografia: Frederick
Waff. Effetti speciali: Pete Sussi. Costumi: Chantal Filson. Produttori: Dallas Sonnier, Jack Heller. Produttore esecutivi: Wayne Marc Godfrey, Robert Jones, David Gilbery, Jon D. Wagner, R. Scott Fort, Hengameh Panahi, Peter
Sherayko. Casa di produzione: Caliber Media Company. Paese di Produzione: Stati Uniti d'America, 2015. Distribuzione in italiano: Eagle Pictures. Genere: Western, Avventura, Orrore. Durata: 132'. Interpreti: Kurt Russell
(sceriffo Franklin Hunt), Patrick Wilson (Arthur O'Dwyer), Matthew Fox (John Brooder), Richard Jenkins (Cicoria), Lili Simmons (Samantha O'Dwyer), Evan Jonigkeit (vicesceriffo Nick), David Arquette (Purvis), Fred Melamed
(Clarence), Sid Haig (Buddy).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3Mq7ZaG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3KSeItg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><!--EndFragment --></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Opera prima di <strong>S. Craig Zahler</strong> che ha saputo imporsi fin da subito come un "cult" per la sua audacia, la sua lentezza meditativa e le sue improvvise e indicibili esplosioni di violenza. Mescolando generi apparentemente distanti,
il film ridefinisce i confini del western, iniettandovi un orrore primordiale e disumano.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ambientato nel tardo XIX secolo nella cittadina di frontiera di Bright Hope, la storia inizia in modo classico. Lo sceriffo Franklin Hunt (interpretato da un magnifico <strong>Kurt Russell</strong>) arresta un bandito ferito, Purvis (<strong>David Arquette</strong>). Quella stessa notte, una forza misteriosa e brutale rapisce il bandito, il vice-sceriffo Nick, e l'assistente del dottore Samantha (<strong>Lili Simmons</strong>), moglie di Arthur O'Dwyer (<strong>Patrick Wilson</strong>).</span></div>
<div><span class="cf1">Un saggio nativo americano locale spiega a Hunt che i responsabili sono una tribù di trogloditi cannibali isolati e selvaggi, che vivono in una valle remota. Non sono
"indiani" nel senso comune, ma creature disumane considerate abomini da tutte le altre tribù. Nonostante l'avvertimento, lo sceriffo Hunt organizza una missione di salvataggio.</span></div>
<div><span class="cf1">La spedizione è composta da quattro uomini: lo sceriffo Franklin Hunt, saldo e determinato; Arthur O'Dwyer, il marito di Samantha, ferito a una gamba ma spinto da un amore disperato; Chicory (<strong>Richard Jenkins</strong>, in una performance memorabile), il vice-sceriffo anziano, buffo e filosofico; John Brooder (<strong>Matthew Fox</strong>), un vanesio e abile pistolero di città con tendenze razziste.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La prima metà del film è un viaggio lento e dialogato, un vero e proprio western d'avventura. La seconda metà, una volta raggiunto il territorio dei trogloditi,
si trasforma bruscamente in un survival horror claustrofobico e terrificante, culminando in una delle scene di violenza più estreme e indimenticabili del cinema recente.</span></div>
<div><span class="cf1">Le ottime qualità di <em>Bone Tomahawk</em> risiedono soprattutto nell'eccellente caratterizzazione e nel cast stellare che interpreta i quattro protagonisti: <strong>Kurt Russell </strong>(Sceriffo Hunt) che incarna l'eroe western stoico, dal cuore d'oro ma temprato dalla vita di frontiera. La sua performance è misurata e di grande
autorevolezza. <strong>Richard Jenkins </strong>(Chicory), l'anima del film. Le sue lunghe digressioni e il suo umorismo placido forniscono un contrappunto essenziale
alla serietà della missione, rendendolo immediatamente amabile e profondamente umano. <strong>Patrick Wilson</strong> (Arthur O'Dwyer) con una prova di pura resistenza fisica ed emotiva. Il suo personaggio, menomato e mosso dall'ossessione di salvare la moglie, rappresenta la vulnerabilità della "civiltà"
di fronte alla barbarie. <strong>Matthew Fox </strong>(John Brooder), perfetto nel ruolo dell'uomo d'azione arrogante e spavaldo, le cui certezze vengono gradualmente
erose dal viaggio e dalla realtà del nemico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I dialoghi sono l'ossatura della prima parte del film, raffinati, asciutti e carichi di uno spirito di frontiera che definisce le personalità e i legami tra questi uomini
in un modo che l'azione non potrebbe mai fare.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Zahler </strong>dirige con una lentezza quasi contemplativa ma questo ritmo voluto e pacato serve a diversi scopi. Il
film, infatti, ti immerge completamente nella fatica, nella polvere e nella desolazione del viaggio, facendo sentire la distanza che separa i protagonisti dalla civiltà. La lunga marcia offre ampio spazio ai personaggi
per interagire, litigare e rivelarsi, accrescendo l'empatia dello spettatore. L'improvvisa e scioccante virata nell'horror nella parte finale è amplificata centuplicando il ritmo della prima metà.
La violenza, quando arriva, è cruda, non stilizzata e profondamente disturbante. L'atto di brutalità più famoso è quasi privo di musica, rendendolo nauseante e realistico, lontano
dal "gore" divertito tipico di altri film horror.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Bone Tomahawk</em> non è solo un film sulla violenza, ma anche un'esplorazione di alcuni temi classici del western: lo sceriffo Hunt incarna un vecchio codice d'onore. La sua missione è mossa da un profondo senso del dovere, non da vendetta o gloria. La piccola Bright Hope è un fragile avamposto. L'attacco dei trogloditi, creature che non comprendono il linguaggio o le leggi degli uomini, è una metafora dell'imminente
minaccia che il selvaggio incivile rappresenta per l'ordine costituito. I trogloditi sono rappresentati in modo estremo: non parlano, usano fischi e ululati, vivono in una grotta simile a un cimitero e praticano il cannibalismo
e l'incesto. Sono una forza della natura selvaggia, un Male assoluto e inspiegabile che deve essere affrontato solo per sopravvivenza.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Bone Tomahawk</em> è stato accolto molto bene dalla critica, che ne ha lodato l'originalità, la regia secca e
l'intensità della recitazione. Il film è spesso descritto come un "western intelligente" che usa la sua lentezza per caricare la violenza finale di un impatto emotivo devastante. È un film unico e indimenticabile. Un'opera che riesce a unire l'epica malinconica di un film di <strong>John Ford</strong> con la ferocia nichilista di un cannibal movie, un incrocio sorprendente e brutale tra il Western crepuscolare e l'Horror survival più spietato. Consigliato caldamente agli amanti del western che non temono una brusca e traumatica virata nell'horror più viscerale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3Mq7ZaG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad (DVD)</span></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3KSeItg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad (Blu-ray)</span></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink8fe182d99d8c86cc84d45f0595e3b4e7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Bone-Tomahawk-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 600,'height': 885,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8fe182d99d8c86cc84d45f0595e3b4e7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Bone-Tomahawk-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="295" /></a><br></div><div><script> var showboxlink94d99684fbcca1c46ca4f2eaa236faf0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Bone-Tomahawk-scene_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 960,'height': 540,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink94d99684fbcca1c46ca4f2eaa236faf0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Bone-Tomahawk-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="114" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=4KNWbfRDEv8">https://www.youtube.com/watch?v=4KNWbfRDEv8</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 07:26:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Disponibile Ogni cosa e nessuna]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C4"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un romanzo che racconta di noi</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">In questi tempi terribili, con il linguaggio immaginifico e concreto della fantascienza</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità di <em>Ogni cosa e nessuna</em>, il nuovo libro di <strong>Nicoletta Vallorani</strong> edito da Zona 42, un romanzo visionario e doloroso, un’elegia e un appello alle comunità resistenti in questi tempi disperati.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><em class="cf1">Nel gioco delle cose non è una singola particella che conta, ma la forma nel suo insieme. La dimensione dello stormo mentre si forma e si disfa contro il vostro cielo.</em></div>
<div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Giuda e Medusa sono due facce della stessa moneta, due creature diverse, due storie asincrone destinate a trovarsi.</span></div>
<div><span class="cf1">Giuda, sopravvissuta e sopravvivente in un mondo sterile in cui le donne sono grembi da sfruttare e poi gettare come corpi inutili.</span></div>
<div><span class="cf1">Medusa, creatura aliena, stormo di particelle che si muove attraverso lo spazio e il tempo, per imparare, confrontare, vivere nei modi e nelle nicchie di mondo che sceglie.</span></div>
<div><span class="cf1">Giuda che ha perso tutto, e si ritrova con solo le sue storie a tentare un’impossibile ricostruzione di sé e del mondo.</span></div>
<div><span class="cf1">Medusa che non ha niente ma può quasi ogni cosa, aperta al dolore della scoperta e alla certezza della fine, alla ricerca della chiave per comprendere la nostra gente spezzata.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Ogni cosa e nessuna </em>è l’esperienza femminile della storia, è il confronto tra potere e cura, tra sfruttamento e resistenza, tra
immaginazione e anarchia e violenza.</span></div>
<div><span class="cf1">Nei mondi di <strong>Nicoletta Vallorani</strong> l’umanità è messa a dura prova, e solo uno sguardo alieno è capace di salvare il salvabile, di raggiungere una consapevolezza del vivere qui e ora, su questo pianeta alla deriva, in
attesa che tutto cambi senza che nulla cambi davvero.</span></div>
<div><span class="cf1">Un romanzo che racconta di noi, qui, ora, in questi tempi terribili, con il linguaggio immaginifico e concreto della fantascienza.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div>
<div><span class="cf1">Lettrice onnivora e docente di Letteratura inglese e angloamericana all’Università degli Studi di Milano, <strong>Nicoletta Vallorani</strong> ha esordito con <em>Il cuore finto di DR</em>, per poi continuare a scrivere seguendo la doppia pista del noir e della fantascienza.</span></div>
<div><span class="cf1">Con Zona 42 ha pubblicato <em>Eva</em>, <em>Avrai i miei occhi </em>(selezione Premio Campiello 2020 in corso di traduzione in Francia) e <em>Noi siamo campo di battaglia</em>, che costituiscono un trittico in cui l’autrice esplora alcuni dei temi sociali critici che fondano il nostro vivere comune. <em>Ogni cosa e nessuna </em>è il suo romanzo più ambizioso, un’opera in cui la riflessione sul femminile si contagia e arricchisce di uno sguardo alieno alla nostra problematica
quotidianità.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Ogni cosa e nessuna</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Nicoletta Vallorani</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Zona 42</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 336</span></div>
<div><span class="cf1">Dimensioni: 18.7 x 3 x 13.7 cm</span></div>
<div><span class="cf1">Rilegatura: brossura cucita a filo refe</span></div>
<div><span class="cf1">Copertina: colori a quattro ante</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 979-12-82183-01-7</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: Ebook 8,49 € - Cartaceo 16,90 €</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/44iDxFA" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6e38c28c97830d8e95aebda76521e289 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ogni-cosa-nessuna-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 795,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6e38c28c97830d8e95aebda76521e289, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ogni-cosa-nessuna-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="272" /></a><br></div><div><script> var showboxlink995ee6b1b84e36f652743d5deab3c057 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nicoletta-Vallorani_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 288,'height': 341,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink995ee6b1b84e36f652743d5deab3c057, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Nicoletta-Vallorani_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="178" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 07:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Un'Ambigua Utopia 15]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Riviste"><![CDATA[Riviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C3"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Rivista di fantascienza politica</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Numero Monografico su IA con saggi, articoli, fumetti e racconti</span></h2><div><div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità di <em>Un’Ambigua Utopia 15</em>, la storica rivista di fantascienza che ora entra a far parte del catalogo Kipple<em> </em>Officina Libraria.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Quando un collettivo di persone si riunisce dopo quarant’anni sotto lo stesso titolo che, a partire dal 1977, aveva rappresentato un intricato e trafficato crocevia tra fantascienza, lotta politica, marxismo, comunismo, utopia e immaginario, non può che accettare e affrontare una serie di contraddizioni profonde e destinate a scatenare emozioni, a volte dolci altre volte convulse.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Questo numero della rivista inizia con l’intervento di <strong>Riccardo Gramantieri</strong>, che ricostruisce la presenza dell'IA nella fantascienza offrendone una dimensione storica, poi <strong>Domenico Gallo</strong> affronta l’esordio fantascientifico della IA, cercando di ricostruire il dibattito tecnico-scientifico nel periodo in cui <strong>Robert A. Heinlein</strong> scrive <em>La Luna è severa maestra</em>. <strong>Michele Loffredo</strong> analizza il rapporto tra filosofia e macchinismo, <strong>Stefano Carducci</strong> si occupa di <strong>Ian McDonald</strong> e <strong>Richard Powers</strong> e <strong>Gerardo Frizzati</strong> affronta la realtà di oggi e di un futuro prossimo in cui le IA saranno maggiormente sviluppate. Non mancano le recensioni: <strong>Alessandro Fambrini</strong> si occupa di <strong>Emma Braslavsky</strong>, <strong>Michele Loffredo</strong> del fumetto <em>PulpPhagus</em> e la coppia <strong>Frizzati/Marzorati</strong> di un classico come <em>Distruggete le macchine </em>di <strong>Kurt Vonnegut Jr</strong>. La narrativa vede i racconti di <strong>Stefano Carducci</strong> e <strong>Alessandro Fambrini</strong>, <strong>Angelica De Palo</strong>, <strong>Nino Martino</strong>, <strong>Danilo Marzorati</strong> e <strong>Daniela Piegai</strong>, mentre la corposa parte illustrativa offre immagini “artificiali” e non di <strong>Matteo Urbani</strong>, <strong>Francesco D'Isa</strong>, <strong>Franco Brambilla</strong>, <strong>Gino Andrea Carosini</strong>, <strong>Marco Mastroianni</strong>, <strong>Victor Tagliati</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Gli autori di questo numero</strong></div> <div><em class="cf1">Riccardo Gramantieri, Domenico Gallo, Michele Loffredo, Stefano Carducci, Alessandro Fambrini, Gerardo Frizzati, Lukha B. Kremo, Gerardo Frizzati, Nino Martino, Danilo Marzorati, Daniela Piegai, Matteo Urbani, Francesco D'Isa, Franco Brambilla, Gino Andrea Carosini, Marco Mastroianni, Victor Tagliati.</em></div><div><br></div><div><br></div> <div><em class="cf1"> </em></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div> <div><span class="cf1">Titolo: Un’Ambigua Utopia n. 15</span></div> <div><span class="cf1">Autore: AA.VV.</span></div> <div><span class="cf1">Copertina: Michelangelo Miani</span></div> <div><span class="cf1">Editore: Kipple Officina Libraria</span></div> <div><span class="cf1">Pagine: 128</span></div> <div><span class="cf1">Prezzo: 15,00 €</span></div> <div><span class="cf1">ISBN: 978-88-32179-97-2</span></div> <div><span class="cf1">Link di acquisto: <a href="https://shorturl.at/9RSRB" class="imCssLink">https://shorturl.at/9RSRB</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink334a668d78b53ec924be0f892be96f40 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/UAU15-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina della rivista.','title': 'La copertina della rivista.','width': 620,'height': 875,'description': 'La copertina della rivista.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink334a668d78b53ec924be0f892be96f40, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/UAU15-cover_ver.jpg" alt="La copertina della rivista." title="La copertina della rivista." width="200" height="283" /></a><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 07:33:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?disponibile-un-ambigua-utopia-15</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Devil to Pay di Lane e Ruckus Skye]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C2"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Thriller che sconfina nell'horror</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Sia per le parti truci, sia per l'atmosfera di cupo terrore</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">The Devil to Pay - La resa dei conti (Usa 2019)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Lane Skye e Ruckus Skye. Musica: Brad Carter. Fotografia: Sherman Johnson. Costumi: Meta Moise Issa. Produttori: Martin
L. Kelley, Robert Eagar, Ruckus Skye, Danielle Deadwyler, Allison Maier, Gabriel Olson, Lane SkyeThomas Magill. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2020 - (2019, </em><span class="fs14lh1-5">Atlanta Film Festival)</span><em class="fs14lh1-5 cf1">. Titolo Originale: The Devil to Pay. Genere: Thriller. Durata: 87’. Interpreti: Danielle Deadwyler, Catherine Dyer, Jayson Warner Smith, Parisa Johnston, Adam Boyer, Allison Maier, Charles Black,
Brad Carter, Michael Henry Harrys, Ezra Haslam, Luce Rains.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3Kz57aS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">I registi conducono lo spettatore in una zona remota dei Monti Appalachi, dove la protagonista Lemon Cassidy lotta insieme al figlio per sopravvivere, dopo la misteriosa scomparsa del
marito Tarlee. La sua ricerca del compagno per un debito da saldare con una famiglia della zona, le fa scoprire oscuri segreti, inoltre deve confrontarsi con un potere spietato che domina la vallata. Fa parte del contesto
anche una folle setta di adoratori di un’assurda divinità che chiede sacrifici mortali a base di vetriolo. Un thriller che sconfina nell’horror, sia per le parti truci, sia per l’atmosfera di cupo
terrore che aleggia su ogni sequenza. I personaggi sono costruiti a dovere con un pizzico di follia, tra tutti spicca una vicina di casa che sembra un’allegra massaia mentre è la turpe mandante degli omicidi che
per una quercia tagliata scatena una faida famigliare. La sua frase preferita consiste nel definire “ignorante” chi non cucina un determinato dolce come è abituata a farlo lei, la donna ripete in continuazione
il suo refrain mentre intrattiene con un falso sorriso una sconvolta Lemon. Un altro personaggio interessante è il titolare di un insolito emporio che vende il vetriolo alla setta di sconvolti perché compiano
i loro singolari rituali. I registi <strong>Lane</strong> e <strong>Ruckus Skye</strong> sono autori a tutto tondo, scrivono soggetto e sceneggiatura, oltre a occuparsi di riprese molto ispirate, tra frenetiche soggettive e primi piani, con campi e controcampi
per impostare lunghi (ma non inutili) dialoghi tra madre e figlio. I registi curano anche il montaggio - che conferisce il giusto ritmo per 87’ di pellicola - e sono parte della produzione indipendente nordamericana.
Non sono la cosa migliore le sequenze con fotografia digitale che riprendono il passare del tempo e lo scorrere dei giorni sotto un cielo grigio che minaccia pioggia. Tutto il resto è impostato molto bene, sia la fotografia
di <strong>Johnson</strong>, sia la colonna sonora di <strong>Carter</strong>, mai invasiva o fastidiosa, limitata a un ruolo di accompagnamento delle immagini. Gli effetti speciali sono ottimi, soprattutto le parti macabre e le uccisioni, a base
di volti sfigurati dal vetriolo, teste sfracellate da un colpo di fucile, buchi nella pancia da pallottole di grandi dimensioni. Per amanti del thriller orrorifico. Reperibile su <a href="https://www.raiplay.it/dirette/rai4/The-Devil-to-Pay---La-resa-dei-conti-fd9986c2-d329-4660-b650-8b4a1dee4208.html" class="imCssLink">Rai Play</a>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3Kz57aS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinke675f4f3456c33ca706994b2702a28ec = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/devil-to-pay-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 630,'height': 900,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke675f4f3456c33ca706994b2702a28ec, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/devil-to-pay-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink72eb7676b1d7c08d7a4e9ba1cb963884 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/devil-to-pay-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 960,'height': 540,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink72eb7676b1d7c08d7a4e9ba1cb963884, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/devil-to-pay-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=mzEKFqr2AyE">https://www.youtube.com/watch?v=mzEKFqr2AyE</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 06:52:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Into the Labyrinth]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C1"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Artbook dedicato alle opere di Finamore</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Edito da Weird Book Edizioni in doppia lingua italiano e inglese</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong></strong>La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità di <em>Into the Labyrinth</em> un artbook dedicato alle opere dell’artista <strong>Giorgio Finamore</strong>. Un prestigioso volume in edizione limitata a 250 esemplari numerati e autografati.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/48KkbdH" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Questo artbook rappresenta un’immersione totale nel mondo oscuro e affascinante di <strong>Giorgio Finamore</strong>, illustratore e grafico, nato a Venezia (1975), creatore di immagini visionarie ed esponente pressoché unico di un genere artistico definito Gotico Postmoderno.
Nelle 280 pagine del libro sono raccolte le sue opere immaginifiche realizzate nell’arco di trent’anni, dagli esordi degli anni Novanta, fino ad oggi; dai primi disegni in bianco e nero, realizzati soprattutto
a penna biro, passando per le elaborate illustrazioni a colori in pittura digitale (create anche con l’ausilio della fotografia), fino ad una sezione riguardante una serie di sculture, modellate in argilla su basi di
materiali riciclati.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il libro è arricchito dalla prefazione di <strong>Paolo Di Orazio</strong>, e dalla sezione “Letters From Outer Space” con contributi di scrittori e artisti con i quali <strong>Finamore</strong> ha collaborato nel corso del tempo: <strong>Sergio Stivaletti</strong>, <strong>Danilo Arona</strong>, <strong>Luigi Boccia</strong>, <strong>Nicola Lombardi</strong>, <strong>Giada Cecchinelli</strong>, <strong>DustyEye</strong>, <strong>Alberto Lavoradori</strong>, <strong>Massimo Perissinotto</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: <em>Into the Labyrinth - Postmodern Gothic Artworks 1995 - 2025</em></span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Giorgio Finamore</span></div>
<div><span class="cf1">Prefazione: Paolo Di Orazio</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Weird Book</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: <em>Vision</em></span></div>
<div><span class="cf1">Genere: Artbook</span></div>
<div><span class="cf1">Edizione: Prima Edizione Limitata - 250 esemplari numerati e autografati</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 280</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 40,00 €</span></div>
<div><span class="cf1">Formato: 21 x 29,7 cm - copertina rigida 21,5x30,5</span></div>
<div><span class="cf1">Lingua: doppia lingua – italiano e inglese</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 979-12-81603-35-6</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/48KkbdH" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7829dd35db2ed3a04b5e38e0ed355b8b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Into-the-Labyrinth-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 759,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7829dd35db2ed3a04b5e38e0ed355b8b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Into-the-Labyrinth-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="285" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 07:41:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?disponibile-into-the-labyrinth</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Duello nel museo nero]]></title>
			<author><![CDATA[Giuseppe Cozzolino]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C0"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Le lame saettarono dalle sue mani</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Shelley deviò la prima col bracciale di cuoio che aveva al polso destro</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em><span class="cf1">Immaginate il Ventesimo Secolo come un conflitto deflagrante di mostri e superuomini, magia e tecnologie aliene, in un palcoscenico di scontri che cambieranno il corso della
Storia. Da Roma a Parigi, da Londra a Mosca, da Tokyo a New York.</span></em></div><div><em><span class="cf1"><br></span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Benvenuti nel Vintageverse e questa è solo una delle sue incredibili storie.</span></em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">Duello nel museo nero</span></b></span></div><div>






<div><em><span class="cf1">di Giuseppe Cozzolino &amp; Luca Bonatesta</span></em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Londra, 1966, dopo mezzanotte</em></span><span class="cf1">. </span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La “Signora” Shelley era alquanto irritata. </span></div>
<div><span class="cf1">Non vedeva l’ora di gareggiare nella corsa clandestina organizzata all'Ace Café dal suo contatto tra i motociclisti Rockers, quell’anima lunga col naso rotto
che si faceva chiamare </span><span class="cf1"><em>Stormbringer</em></span><span class="cf1">. Una sfida da cinquecento sterline che le avrebbe permesso di testare il motore potenziato della sua Triumph Bonneville rosso fiammante.
</span></div>
<div><span class="cf1">Vestita nella sua tuta attillata di pelle blu e nera, la donna era del tutto assorta sulla partenza, ignorando gli sguardi ammirati degli uomini e quelli invidiosi delle loro ragazze,
quando tre brevi vibrazioni del micro-trasmettitore piazzato sul suo casco, la strapparono all'attesa: era in atto un codice rosso dalla Fondazione Stein. </span></div>
<div><span class="cf1">Un saluto sbrigativo a </span><span class="cf1"><em>Stormy</em></span><span class="cf1"> e via, a tutta velocità, lasciandosi dietro le proteste degli scommettitori.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nel cuore di Bloomsbury, Piazza Tavistock, si ergeva l’imponente edificio della Fondazione Stein. La facciata dell’istituto &nbsp;dedito a scopi filantropici e ricerche mediche
rivoluzionarie, celava in realtà la sede centrale di H.A.M.M.E.R.</span><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5"> (</span></span><span class="cf1"><i><span class="fs14lh1-5">Headquarter Against Magic Manipulations and Entity Rogues</span></i></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">)</span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, sezione occulta dei servizi segreti britannici contro le minacce soprannaturali. Sorveglianza
massima, soprattutto notturna: telecamere, guardie armate, trappole e letali raggi laser proteggevano l'edificio. Eppure, qualcuno era penetrato nel suo sancta sanctorum, situato nei sotterranei della struttura: il Museo
Nero, dall’accesso riservato ai soli Soci Arcani, protetto da biometria e codici complessi.</span></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Una figura spettrale, una giovane donna in tuta argentata, fluttuava tra i reperti. Era emersa come un fantasma dalle vetrate, attraversando lo specchio della biblioteca segreta del
Barone Stein. Sorpresa da due guardie della sicurezza, le aveva fulminate con piccole lame a forma di punte di freccia, comparse dal nulla, conficcandogliele in gola. L'ascensore segreto l'aveva condotta al suo obiettivo.</span></div>
<div><span class="cf1">Le sale del museo erano vaste e silenziose. Pavimenti di marmo nero riflettevano gli antichi arazzi e affreschi carichi di simboli alchemici. Teche antiproiettile custodivano oggetti
di inimmaginabile potenza. Il -Dragorio- di Merlino, libro dalla copertina di pelle di drago, racchiudeva incantesimi dimenticati per riportare i Signori del Fuoco nel nostro Tempo. La Maschera di Cassandra prometteva visioni
e la capacità di riscrivere il Destino. In disparte, una bambola di porcellana in abiti vittoriani non recava però alcuna targa a differenza degli altri -tesori-.</span></div>
<div><span class="cf1">- Eccola, - sussurrò la donna d'argento, capelli neri raccolti a coda di cavallo, occhi chiari e magnetici. Aveva attraversato riflessi, eluso sistemi di sicurezza avanzatissimi,
ucciso o stordito almeno sei guardiani. Come un'ombra, superò la teca e afferrò la bambola.</span></div>
<div><span class="cf1">- Missione compiu…-. Un calcio violento alla schiena la fece rotolare via, ma tenne ben stretta la bambola a sè. Di fronte a lei, un'altra donna affascinante, caschetto
rosso tiziano, tuta da motociclista, postura da esperta di karate. Un occhio nero, uno blu.</span></div>
<div><span class="cf1">- Spiacente, tesoro. Non so chi tu sia, ma lascia stare quella bambola!-. Il tono di Shelley mascherava il nervosismo. Quel calcio avrebbe dovuto stenderla. Invece, l'altra si
era rialzata con una capriola, sfoderando lame identiche a quelle usate sui guardiani.</span></div>
<div><span class="cf1">- So chi sei, - replicò la misteriosa intrusa. - LORO mi hanno parlato di te. Sei quel membro della squadra H.A.M.M.E.R. &nbsp;che è stata 'ricostruita' con pezzi
di cadaveri.</span></div>
<div><span class="cf1">- Hai un vantaggio. Io non so il tuo nome. Ma posa la bambola e vieni con me prima che ti rompa ogni osso. Ho preso un passaggio segreto per scorciatoia, ma sta arrivando una squadra
con armi pesanti. Arrenditi SUBITO o ti faranno a pezzi! -. Shelley calcolava le distanze tra sé e la sua avversaria.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non credo sparerebbero qui. È una polveriera magica. Finiremmo tutti pietrificati o sparati in altre dimensioni. Comunque… io sono MIRROR BITCH!. </span></div>
<div><span class="cf1">Le lame saettarono dalle sue mani. Shelley deviò la prima col bracciale di cuoio che aveva al polso destro, la seconda con un calcio rotante. Ma ne arrivarono altre due, ed
altre ancora, la trafissero alla spalla sinistra, anche se il dolore era attutito. La sala era vasta, ma piena di reperti pericolosi. Afferrò l'avversaria e la scaraventò contro un'altra teca: lo scettro
nero di Faust.</span></div>
<div><span class="cf1">- No! - Shelley imprecò, vedendo Mirror Bitch smaterializzarsi al contatto col vetro. </span></div>
<div><span class="cf1">- Dove diavolo sei finita?!?</span></div>
<div><span class="cf1">Mirror Bitch decise di chiudere rapidamente il match. La bambola era a terra, intatta. Si rimaterializzò alle spalle di Shelley, brandendo lo scettro che, secondo le leggende,
possedeva il potere di rubare l’anima di qualsiasi essere sovrumano puntandoglielo contro. Non fece in tempo ad usarlo. Una figura colossale avvolta in una inquietante fiamma blu, in armatura d'onice e argento ed
elmo scarlatto, apparve in un lampo accecante, brandendo una spada di luce pulsante.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>- </em></span><span class="cf1">SONO MORDRED, CUSTODE DEL MUSEO NERO! AVETE OSATO VIOLARE IL DOMINIO DEL BARONE! PERIRETE!</span></div>
<div><span class="cf1">-Aspetta, io sono…- Emma Shelley non fece in tempo a completare la frase che la spada calò inesorabile su entrambe le giovani donne.</span></div>
<div><em><span class="cf1">Maledetto Stein, un altro dei suoi “sistemi di sicurezza” che ha dimenticato di menzionarmi!</span></em></div>
<div><span class="cf1">Il gigante roteava la spada di luce mistica con maestria. Shelley cercò tra i reperti qualcosa per fermarlo e salvare anche l'altra, che nel frattempo aveva afferrato la
bambola e si dirigeva verso lo “Specchio di Grimilde”.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Se lo raggiunge, potrà viaggiare tra le dimensioni</em></span><span class="cf1">, pensò Shelley. Ma il cavaliere era concentrato su di lei. Mentre la spada si preparava ad un ultimo colpo fatale, il corpo dell’essere esplose in mille frammenti di vetro blu. </span></div>
<div><span class="cf1">La sala si riempì di nuovi arrivati: sei guardiani armati di fucili futuristici, guidati da Victor Stein, con uno strano congegno in mano.</span></div>
<div><span class="cf1">-Signora Shelley, solite passeggiate notturne?</span></div>
<div><span class="cf1">Emma lo guardò. Il Barone esibiva il solito sguardo freddo e distaccato. Indossava un frac rosso, reduce probabilmente da qualche party esclusivo dell’alta società
londinese, come quello dove lei aveva conosciuto e reclutato il suo compagno, il Dottor Henry Hyde. </span><span class="cf1"><em>A proposito…Dov'era Henry? A staccare arti a qualche criminale dei bassifondi?</em></span></div>
<div><span class="cf1">- Che bello rivederla... dottore.</span></div>
<div><em><span class="cf1">Se gli sguardi potessero uccidere...</span></em></div>
<div><span class="cf1">Stein notò Mirror Bitch con la bambola. I suoi occhi tradirono per un nanosecondo una qualche emozione, poi ordinò ai suoi: - Colpitela! Non deve scappare!</span></div>
<div><span class="cf1">Le armi emisero raggi a spirale che piegarono in due Mirror Bitch, che iniziò a contorccersi dal dolore. La ragazza capì che restava una sola opzione: tuffarsi nello
specchio.</span></div>
<div><span class="cf1">- No!</span></div>
<div><span class="cf1">Sotto gli occhi increduli di Stein, la donna si lanciò contro l'immenso specchio, la cui superficie divenne di un brillante liquido color giada.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non è possibile!- urlò Stein. – Nessun comune essere umano può entrare in quello specchio e sopravvivere!</span></div>
<div><span class="cf1">- Davvero?- ringhiò Emma Shelley. - Mettiamolo alla prova! -. Prima che Stein potesse replicare, anche lei si era gettata nel varco.</span></div>
<div><span class="cf1">-Mio Dio...</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Mirror Bitch si ritrovò in un vortice multicolore. La sua tuta argentata, di tessuto alchemico, la proteggeva dalla distorsione pandimensionale. I suoi mandanti avevano previsto
tutto. Chiuse gli occhi, immaginando la sua infanzia, le immersioni in Liguria, prima della guerra tra le Federazioni del Cigno e del Drago.</span></div>
<div><span class="cf1">Una presa al piede destro la riportò alla realtà. Shelley era lì, fluttuando in quel vuoto multicolore come un paracadutista.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non dovresti essere qui! Non dovresti essere nemmeno viva!- urlò Mirror Bitch, stringendo la bambola e provando a scalciarla via.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non sono più viva da molto tempo. Dammi quella bambola!</span></div>
<div><span class="cf1">Shelley era sul punto di afferrarla, quando uno strano tentacolo la frustò. Due figure umanoidi in strane armature d'avorio. Una le agitava contro lunghe fruste di metallo
dai polsi metallici, l'altra aprì ali meccaniche da pipistrello, spingendo Mirror verso un enorme globo di luce posto alla fine del vortice. Shelley estrasse la pistola Beretta strappata ad uno dei custodi del museo,
e sparò tutto il caricatore sullo strano essere, che vacillò. Ma era troppo tardi. Mirror era sparita, e lei era intrappolata PER SEMPRE nel vortice.</span></div>
<div><em><span class="cf1">Per sempre. </span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Per sempre. </span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Per sempre.</span></em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1">---------------</span><span class="cf1"><!--EndFragment --></span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Mirror Bitch si ritrovò in un giardino splendido e sterminato, attraversato da fontane sontuose e preziose statue di marmo, sovrastato da una cupola infrangibile che lo separava
da un cielo notturno attraversato da fulmini viola e mostruose creature chimeriche.</span></div>
<div><span class="cf1">Un uomo alto e biondo, vestito come un aristocratico di altri tempi, gli venne incontro. Il suo volto non dimostrava più di trent’anni, e lo sguardo era temibile e rassicurante
al tempo stesso. - Benvenuta a Nuova Versailler, cara Jenny. Tutto bene? I miei droidi ti hanno prontamente recuperata dal Limbo. Hai portato il mio regalo?</span></div>
<div><span class="cf1">La giovane gli porse la bambola.</span></div>
<div><span class="cf1">- Sublime! Ottimo lavoro.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ci ho quasi rimesso la pelle, nonostante i miei poteri e la tuta alchemica che mi avete fornito. Dov’è la mia ricompensa?</span></div>
<div><span class="cf1">- Eccola. </span><span class="cf1"><em>Sangermaine</em></span><span class="cf1"> mantiene sempre la sua parola.- Il globo di luce di prima si rimaterializzò, modellandosi in
un vero e proprio &nbsp;portale di energia, alto quanto la ragazza. </span></div>
<div><span class="cf1">-Vai, Jenny. Vai.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1">---------------</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">-Noooooooooooohhhh!!!</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Shelley era di nuovo nel Museo, sorretta da due guardie della Fondazione. Stein le offrì un bicchierino pieno di un liquido ambrato.</span></div>
<div><span class="cf1">- Enrico IV Dudognon, dalla mia riserva.-</span></div>
<div><span class="cf1">- Hmmm... il mio cognac preferito. Come mi avete recuperato?-</span></div>
<div><span class="cf1">Stein fece cenno a un uomo di mostrare la sua arma, uno strano congegno simile ad un archibugio rinascimentale con un cristallo viola innestato al suo interno. </span></div>
<div><span class="cf1">- Apparteneva ai Fedeli d'Amore ed è attribuito a Leonardo da Vinci. Un raggio traente interdimensionale.</span></div>
<div><span class="cf1">- Incredibile. E l'intrusa?</span></div>
<div><span class="cf1">- L’arma poteva sparare un solo raggio. Il cristallo al suo interno si ricarica in ventiquattro ore. Ho dovuto scegliere tra te e lei...</span></div>
<div><span class="cf1">Shelley sorrise. - Dottore. Se voleva fare colpo... ci è riuscito. Le devo la vita. Per la seconda volta. - Bevve il cognac d'un fiato. Ma si ripropose di chiedere al Barone
cosa rendesse la bambola così speciale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1">---------------</span><span class="cf1"><!--EndFragment --></span><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Altrove, in una mansarda luminosa a Milano. Jenny Rivelli, in jeans e camicetta, sembrava una normale ragazza risvegliatasi da un brutto sogno. La vista sulla città era idilliaca.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>La mia Milano</em></span><span class="cf1">, pensò, </span><span class="cf1"><em>pulita e a misura d'uomo</em></span><span class="cf1">. Poi udì fischiare alle sue spalle.</span></div>
<div><em><span class="cf1">Non può essere lui.</span></em></div>
<div><span class="cf1">Si voltò e lui era lì, giovane e bello come lo ricordava da bambina. Senza i segni della</span></div>
<div><span class="cf1">droga e di altre orribili violenze. Vivo.</span></div>
<div><span class="cf1">- Fratellino...</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Era quello il regalo di Sangermaine. La sua città non era più la metropoli tortuosa e caoticamente multiculturale del 2057, dove dominavano le varie gang dello spaccio
e dello sfruttamento, e Marco era finalmente tornato. Il ragazzo di vent’anni, con cui ora parlava e sorrideva e che abbracciava, era vivo, vivo e non aveva segni di punture sulle braccia, né il suo volto rifletteva
gli abusi sessuali che aveva subito a dodici anni, quando lei ne aveva solo cinque, e che lo avevano indotto a quella vita di degrado che lo aveva portato a morire di Rein, una variante dell’Aids.</span></div>
<div><span class="cf1">-Come stai sorellina? Sei uno splendore.-</span></div>
<div><span class="cf1">-Anche tu, Marco. Anche tu.-</span></div>
<div><span class="cf1">Jenny Ranelli Alias Mirror Bitch pensò al Signore dei Riflessi e al suo incontro da cui tutto era partito. Pensò anche alla violenza che aveva dovuto arrecare, come assassina
a pagamento, pur sempre rifiutando di farsi coinvolgere fino in fondo dalle guerre di bande.</span></div>
<div><span class="cf1">Ma tutto ciò non le impedì di sorridere.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1">---------------</span><span class="cf1"><!--EndFragment --></span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Sull'immensa nave-cittadella “Arcadia”, in eterna navigazione sugli oceani di un universo folle e selvaggio, l'uomo chiamato Sangermaine staccò la testa
della bambola. Dal corpo prelevò uno strano uovo, luminoso e pulsante, il cui guscio trasparente lasciava intravedere </span><span class="cf1"><em>qualcosa</em></span><span class="cf1">.</span></div>
<div><span class="cf1">Finalmente, dopo secoli, la Pietra Filosofale era nuovamente sua.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong><span class="cf1">A proposito del Vintageverse</span></strong></div>
<div><em><span class="cf1">di Giuseppe Cozzolino</span></em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1">VINTAGEVERSE LAB è un progetto nato molti anni fa dalla mente di Giuseppe Cozzolino, sfociato inizialmente con alcuni racconti ed una miniserie a fumetti
(pubblicata prima &nbsp;a puntate sulla rivista “M-Rivista del Mistero”, Alacran, edita poi in miniserie nel 2008 da Cagliostro E-Press) incentrata sul super-eroe Argos 7 nella Roma degli Anni 60, tra Dolce Vita e Cinecittà.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L’Idea di base del progetto è quella di ricreare atmosfere del cinema e del fumetto pop Anni 60, in omaggio ai grandi filoni dell’epoca (i
primi film di JAMES BOND-007 con Sean Connery, le fanta-pellicole Hammer con il DRACULA di Christopher Lee ed il FRANKENSTEIN di Peter Cushing, i primi eroi Marvel di Stan Lee e Jack Kirby (I FANTASTICI 4, IL MITICO THOR,
CAPITAN AMERICA) e Steve Ditko (L’UOMO RAGNO, IL DOTTOR STRANGE), i fumetti neri all’italiana (DIABOLIK, KRIMINAL, SATANIK) il cinema peplum (ERCOLE, MACISTE, URSUS) e la commedia all’italiana (I MOSTRI,
IL SORPASSO di Dino Risi), le serie tv british come AGENTE SPECIALE, IL PRIGIONIERO e DOTTOR WHO, le serie tv “camp” alla BATMAN di Adam West, gli eroi giapponesi come ULTRAMAN) avendo come base il Mediterraneo
ma esplorando comunque il resto del mondo in chiave sci-fi e super-eroistica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il primo step - realizzato in sinergia con l’editore Jason Forbus di AliRibelli – ha prodotto un’antologia di racconti illustrati che ha coinvolto innumerevoli scrittori
e illustratori in tutt’Italia (Alessandro Bottero, Mario Farneti, Andrea Guglielmino, Pier Luigi Manieri, Giorgio Borroni, Stefano Priarone, Riccardo Rosati, Andrea Gualchierotti, Carlomanno Adinolfi, Stefano Guerrasio,
Alessandro Vezzani, Loredana Atzei e tantissimi altri) dedicati agli innumerevoli personaggi del Vintageverse.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un’intera sezione characters è, ad esempio, dedicata alla Swinging London degli Anni 60:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">- PETER ALHAZRED, fotografo e stregone della Londra degli Happening, discendente del celebre autore del Necronomicon. Si accompagna allo chef mago Oscar Maitland e alla sua modella
Sandy, una ragazza androide dalla forza incredibile.</span></div>
<div><span class="cf1">- IL BARONE STEIN E LA SEZIONE H.A.M.M.E.R., il celebre Victor Frankenstein in incognito, che ha creato una Organizzazione Occulta al Servizio Segreto di Sua Maestà Britannica.</span></div>
<div><span class="cf1">- MISSIS SHELLEY E DOCTOR HYDE, insolito duo di investigatori (lui il celebre mostro di Londra che ha raggiunto la rispettabilità, lei un’indomita avventuriera riportata
in vita da Stein dopo uno spaventoso incidente).</span></div>
<div><span class="cf1">- SIR KHARIS FISHER, autorevole egittologo e consulente del Museo Britannico, che incarna un potere antichissimo ritornato in vita tra le strade della</span></div>
<div><span class="cf1">- PROMETHEUS, la prima creatura di Frankenstein assetata di vendetta nei confronti del suo ingrato e spietato “padre”.</span></div>
<div><span class="cf1">- JAMES DRAKE, spietato ma affascinante agente speciale della H.A.M.M.E.R. dotato di sorprendenti facoltà sovrumane, dovute alla sua parentela col Conte Dracula.</span></div>
<div><span class="cf1">E tantissimi altri</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="fs14lh1-5 cf1">Per saperne di più:</span></div>
<div><span class="cf1">Pagina FB del Vintageverse:</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://www.facebook.com/vintageverse67" class="imCssLink">https://www.facebook.com/vintageverse67</a></span></div>
<div><span class="cf1">Profilo Instagram:</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://www.instagram.com/vintageverseproject/" class="imCssLink">https://www.instagram.com/vintageverseproject/</a></span></div>
<div><span class="cf1">Blog:</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://www.lagrandeitalia.net/le-cronache-del-vintageverse-di-giuseppe-cozzolino/" class="imCssLink">https://www.lagrandeitalia.net/le-cronache-del-vintageverse-di-giuseppe-cozzolino/</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong><span class="cf1">GLI AUTORI DEL RACCONTO</span></strong></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Giuseppe Cozzolino</strong></span><span class="cf1"> (Napoli, 1967) è scrittore, saggista, produttore web, docente di Storia del Cinema
e Storia delle Comunicazioni di Massa presso l’Università di Napoli L’Orientale (2001-11), Suor Orsola Benincasa (dal 2013). Ha scritto su numerose riviste specializzate (L’Eternauta, L’Altro
Regno, Play Magazine, Amarcord, La Rivista del Cinematografo, M-La Rivista del Mistero) e quotidiani locali e nazionali (Il Tempo, Roma, Il Mattino) e sulle pagine Cultura e Spettacoli de Il Mattino di Napoli. È autore
dei volumi </span><span class="cf1"><em>Cult Tv. L’universo dei telefilm</em></span><span class="cf1"> (Falsopiano, 2000) e </span><span class="cf1"><em>Planet Serial. I telefilm che hanno fatto la storia della TV</em></span><span class="cf1"> (Aracne, 2004). Nel 2008 idea la miniserie di racconti e fumetti </span><span class="cf1"><em>Le Avventure di Argos 7</em></span><span class="cf1">, che verrà successivamente pubblicata a puntate da M-Rivista del Mistero (Alacran) e in un albo one-shot dalle Edizioni Cagliostro E-Press, che costituirà
la base del suo progetto Vintageverse.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Luca Bonatesta</strong></span><span class="cf1"> è nato a Brindisi il 26-01-1972.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Ha collaborato tredici anni con una agenzia giornalistica
brindisina.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Per le edizioni Hypnos, nel gennaio 2016, è uscito un suo ebook, </span><span class="cf1"><em>L’angelo e il vampiro</em></span><span class="cf1">, che raccoglie quattro racconti. Il racconto </span><span class="cf1"><em>L’angelo e il vampiro</em></span><span class="cf1"> è stato anche incluso nell’antologia </span><span class="cf1"><em>Strane Visioni</em></span><span class="cf1"> per le Edizioni Hypnos.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">È stato finalista in diversi premi letterari, tra cui il Lovecraft e l’Hypnos, prima edizione del 2013, nel quale si è classificato al secondo posto.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Suoi
racconti sono usciti su siti internet e pubblicazioni cartacee, come la rivista autoprodotta Next, con lo pseudonimo </span><span class="cf1"><strong>Darren Frei</strong></span><span class="cf1">, e l’antologia </span><span class="cf1"><em>Super Nova Express</em></span><span class="cf1"> per Ferrara edizioni.</span></div>
<div><span class="cf1">Collabora da diversi anni con </span><span class="cf1"><em>Club GHoST &amp; Ipnotica</em></span><span class="cf1">.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink45d8a6c8582529e93073f3ac443338d2 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/duello-museo-nero-1_ver.jpg','alt': 'Le tavole del racconto.','title': 'Le tavole del racconto.','width': 512,'height': 512,'description': 'Le tavole del racconto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/duello-museo-nero-2_ver.jpg','alt': 'Le tavole del racconto.','title': 'Le tavole del racconto.','width': 644,'height': 644,'description': 'Le tavole del racconto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/duello-museo-nero-3_ver.jpg','alt': 'Le tavole del racconto.','title': 'Le tavole del racconto.','width': 576,'height': 576,'description': 'Le tavole del racconto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/duello-museo-nero-4_ver.jpg','alt': 'Le tavole del racconto.','title': 'Le tavole del racconto.','width': 576,'height': 576,'description': 'Le tavole del racconto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/duello-museo-nero-5_ver.jpg','alt': 'Le tavole del racconto.','title': 'Le tavole del racconto.','width': 576,'height': 576,'description': 'Le tavole del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink45d8a6c8582529e93073f3ac443338d2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/duello-museo-nero-1_ver.jpg" alt="Le tavole del racconto." title="Le tavole del racconto." width="200" height="200" /></a><br></div><div><!--StartFragment -->Clicca sull'immagine per vedere le tavole del racconto.<!--EndFragment --><br></div><div><br></div><div><script> var showboxlink8c88e3136045311f25026512dd8d8924 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/giuseppe-cozzolino_autore.jpg','alt': 'Giuseppe Cozzolino','title': 'Giuseppe Cozzolino','width': 300,'height': 300,'description': 'Giuseppe Cozzolino'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8c88e3136045311f25026512dd8d8924, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/giuseppe-cozzolino_autore.jpg" alt="Giuseppe Cozzolino" title="Giuseppe Cozzolino" width="150" height="150" /></a><br></div><div><script> var showboxlink73836a3ba351e021234ecd21539a5786 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/luca-bonatesta2_autore.jpg','alt': 'Luca Bonatesta','title': 'Luca Bonatesta','width': 444,'height': 670,'description': 'Luca Bonatesta'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink73836a3ba351e021234ecd21539a5786, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/luca-bonatesta2_autore.jpg" alt="Luca Bonatesta" title="Luca Bonatesta" width="150" height="227" /></a><br></div><div><br></div><!--EndFragment --></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 08:06:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Più Libri Più Liberi 2025]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001BF"><h1 class="imHeading1">Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Bakemono Lab Edizioni presente per il tredicesimo anno consecutivo</h2><div><div>Si concluderà lunedì 8 dicembre, &nbsp;<strong>Più Libri Più Liberi</strong>,<strong> </strong>la <em>Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria</em> che si svolge, come di consueto, a La Nuvola [viale Asia 40/44] , un volume sospeso e leggero nel cuore dell’Eur. Un evento dedicato ai libri e alla lettura che coinvolge oltre 500 editori da tutta Italia, con appuntamenti e scrittori e scrittrici da tutto il mondo.</div><div><br></div> <div>Bakemono Lab Edizioni è presente per il tredicesimo anno consecutivo dove ci sono i nuovi titoli del catalogo invernale presso lo stand A52.</div> <div>I volumi protagonisti: </div> <div><ul><li><em>Lonesome Blues – Ombre e lampi di ragione nel cinema di Woody Allen</em> di <strong>Emanuele Rauco</strong> e <strong>Simone Tarditi</strong>, con prefazione di <strong>Giampiero Frasca</strong>;</li><li><em>Alone Together – solitudini e incontri nel cinema di Spike Jonze</em> di <strong>Gianmaria Cataldo</strong>, con prefazione di <strong>Chiara Guida</strong>;</li><li><em>Little Water Song – Kate Winslet e le mille sfumature dell’essere donna</em> di <strong>Elisa Torsiello</strong>, con prefazione di <strong>Ilaria Feole</strong> e postfazione di <strong>Chiara Colizzi</strong>;</li><li><em>I see you – la via di James Cameron</em> di <strong>Matteo Maino</strong>, con prefazione di <strong>Chiara Guida</strong>;</li></ul></div><div><br></div> <div>Sempre allo stand A52 sono anche disponibili i nuovi titoli delle collane di narrativa e di libri illustrati:</div> <div><br></div> <div><strong><em>Il Limbo dei Piccoli Fobici</em></strong> di <strong>Varla Del Rio</strong> e <strong>Mauro Beato</strong>, illustrato da <strong>Aurora Giatti</strong>. </div> <div><em>Nel regno della Paranoia, oltre la nebbia, un passaggio segreto conduce a un limbo oscuro… Là, un’orda di bambini fobici danza tra le ombre delle proprie ossessioni. Sei pronto a varcare la soglia?</em></div> <div><br></div> <div><em><strong>Cuordilupo, </strong></em><strong></strong>romanzo della collana <em>Yokai</em> firmato da <strong>Jessica Ravera </strong>e con l’illustrazione di copertina di <strong>Domenico Scalisi:</strong></div> <div><em>Nella notte in cui i fulmini squarciano le Alpi e il bosco custodisce presagi antichi, dopo molto tempo, quando ormai le generazioni hanno imparato a convivere con i propri silenzi, tra gli alberi ricompare un grande lupo nero, come non se ne vedevano più: ombra ancestrale che riapre ferite e risveglia memorie di simboli perduti. ma è l’incontro con uno sguardo innocente a cambiare per sempre la vita di tutti. Da quell’attimo sospeso nasce un filo invisibile, capace di attraversare gli anni e legare il destino di una famiglia al respiro segreto della natura. Una storia di metamorfosi e sacrifici, dove il confine tra uomo e bestia si dissolve nella forza di un amore che sfida la natura stessa.</em></div> <div><br></div> <div><em>Le ali del colibrì</em> di <strong>Marilena Pradal </strong>per la collana <em>Tanabata</em>, con la cover di<strong> Aurora Giatti</strong>:</div> <div><em>A trent’anni, Marilena ha una vita piena: ha progetti e sogni da realizzare. Poi un giorno il suo cuore, quell’organo che ha sempre dato per scontato, diventa improvvisamente un traditore. Il pronto soccorso. La paura di morire. Un dispositivo impiantato nella spalla. Qualcosa che lei vivrà inizialmente come una gabbia, un limite invalicabile. Come si riprende a vivere quando il corpo ti ricorda ogni giorno la sua fragilità? Come si torna a sognare quando anche il gesto più semplice sembra una sfida? Marilena si ferma. Si arrende. Ma solo per un momento. Perché dentro di lei pulsa ancora quella voglia di scoprire il mondo che l’ha sempre animata. E così decide di non rinunciare: riempie lo zaino, affronta le sue paure e parte verso mete lontane ed esotiche, tra l’emozione dell’ignoto e il timore che il cuore possa tradirla di nuovo. Una storia vera di rinascita e coraggio, un inno alla vita che insegna che i limiti esistono solo se scegliamo di accettarli.</em></div> <div><br></div> <div><em>Racconti gotici<strong> </strong></em><strong></strong>di <strong>Emilia Pardo Bazan</strong>, con la traduzione<strong> </strong>di <strong>Alessandro Margheriti</strong> e la cover di <strong>Gaia Magnini</strong>:</div> <div><em>«Entrate con coraggio insieme a me nella zona d’ombra della mia anima.» È con queste parole che la contessa Emilia Pardo Bazán ci prende in disparte per mostrarci una delle facce meno conosciute del suo poliedrico essere: quella più inquietante. In questa antologia di racconti gotici sorprendenti e carichi di tensione, l’autrice esplora un mondo soprannaturale popolato da vampiri, fantasmi, spettri, magia nera… un mondo invisibile ma non poi così lontano, in cui riecheggia tutto il folklore tradizionale della Galizia rurale</em>.</div> <div><br></div> <div>Per maggiori informazioni:</div> <div>Bakemono Lab Edizioni: <a href="https://bakemonolab.it/" class="imCssLink">www.bakemonolab.it</a></div> <div>Più Libri Più Liberi: <span class="fs14lh1-5"><a href="https://plpl.it/" class="imCssLink">www.plpl.it</a></span></div> <div><br></div></div><div><script> var showboxlink63dba599b74b93334aa00cbf2d8104c4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Piu-Libri-Piu-Liberi-2025_ver.jpg','alt': 'Il manifesto di Più Libri Più Liberi.','title': 'Il manifesto di Più Libri Più Liberi.','width': 644,'height': 853,'description': 'Il manifesto di Più Libri Più Liberi.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink63dba599b74b93334aa00cbf2d8104c4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Piu-Libri-Piu-Liberi-2025_ver.jpg" alt="Il manifesto di Più Libri Più Liberi." title="Il manifesto di Più Libri Più Liberi." width="200" height="265" /></a><br></div><div><script> var showboxlink2128e865376d6a3b96fc9b88632e800b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Bakemono-A52_bar.jpg','alt': 'Alcuni titoli di Bakemono Lab Edizioni.','title': 'Alcuni titoli di Bakemono Lab Edizioni.','width': 819,'height': 437,'description': 'Alcuni titoli di Bakemono Lab Edizioni.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2128e865376d6a3b96fc9b88632e800b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Bakemono-A52_bar.jpg" alt="Alcuni titoli di Bakemono Lab Edizioni." title="Alcuni titoli di Bakemono Lab Edizioni." width="200" height="107" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 17:18:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Fantafestival 45 - Le premiazioni]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001BE"><h1 class="imHeading1">Annunciati i vincitori</h1><h2 class="imHeading2">Pipistrello d'Oro alla Carriera al regista Lamberto Bava</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La Redazione </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>GHoST </i></span></span><span class="cf1">segnala che sono stati annunciati i vincitori della 45ª edizione </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">del </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Fantafestival</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">: </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Pipistrello d’Oro</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> al Miglior Lungometraggio </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Chain Reactions</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> di </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Alexandre O. Philippe</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, Pipistrello d’Oro al Miglior Cortometraggio </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">The Girl Who Cried Pearls</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> di </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Chris Lavis</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> e </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Maciek Szczerbowski</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">. Menzione Speciale per gli Effetti Speciali a </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">The Krampus Rises</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> di </span></span><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Andrea Dalfino</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">.</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div>
<div><span class="cf1">Sono stati rivelati i vincitori della 45ª edizione del </span><span class="cf1"><em>Fantafestival</em></span><span class="cf1"> (Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico), diretta da </span><span class="cf1"><strong>Marcello Rossi </strong></span><span class="cf1">e </span><span class="cf1"><strong>Luca Ruocco</strong></span><span class="cf1">. A decretare i vincitori del Pipistrello d’oro, una giuria di esperti del settore composta dalla scrittrice </span><span class="cf1"><strong>Alda Teodorani</strong></span><span class="cf1">, presidente di giuria, dall’effettista </span><span class="cf1"><strong>Leonardo Cruciano</strong></span><span class="cf1"> e dal regista e sceneggiatore </span><span class="cf1"><strong>Roberto De Feo</strong></span><span class="cf1">.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">A vincere il </span><span class="cf1"><em>Pipistrello d’Oro</em></span><span class="cf1"> al Miglior Lungometraggio è stato il documentario </span><span class="cf1"><strong><em>Chain Reactions </em></strong></span><span class="cf1">di </span><span class="cf1"><strong>Alexandre O. Philippe</strong></span><span class="cf1">. Queste le motivazioni della giuria: </span><span class="cf1"><em>“Un’opera che trascende la dimensione del documentario celebrativo per collocarsi nel territorio più complesso della riflessione metacinematografica. Un omaggio a un classico del cinema horror
che diventa una riflessione sul lascito culturale di un’intera epoca. Il film intreccia voci di artisti di generazioni e mondi diversi con rigore, sensibilità e profondità, per mostrarci come una pellicola
“sporca” e marginale abbia scavato un solco nella coscienza collettiva e nella creatività di chi è venuto dopo. Le testimonianze scelte non sono semplici interviste, ma segmenti di un discorso critico
che unisce storia del cinema e analisi culturale. Il film vincitore illumina le radici dell’orrore ma soprattutto suggerisce nuove domande sul potere del cinema. Proprio per la sua intelligenza formale e per la capacità
di rendere vivo e attuale un oggetto cinematografico ormai mitico, il Pipistrello d'Oro al Miglior Lungometraggio dell'edizione 45 del Fantafestival va a <strong>Chain Reactions</strong> di <strong>Alexandre O. Philippe</strong>.”</em></span></div><div><em><span class="cf1"><br></span></em></div>
<div><span class="cf1">Il </span><span class="cf1"><em>Pipistrello d’Oro</em></span><span class="cf1"> al Miglior Cortometraggio è andato al corto </span><span class="cf1"><em>The Girl Who Cried Pearls<strong> </strong></em></span><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">di </span><span class="cf1"><strong>Chris Lavis</strong></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><strong>Maciek Szczerbowski</strong></span><span class="cf1">. Queste le motivazioni della giuria: </span><span class="cf1"><em>“Un'opera che si distingue per la raffinatezza dell’animazione in stop-motion e la cura che i suoi realizzatori hanno dedicato ai personaggi in un’ottima prova registica e un montaggio impeccabile.
In una storia poetica e commovente, la vicenda della ragazza che trasforma il dolore in perle è una metafora sull’amore e sul prezzo della cupidigia in grado di far riflettere lo spettatore e migliorare la sua
percezione del mondo interiore. Il Pipistrello d'Oro al Miglior Cortometraggio dell'edizione 45 del Fantafestival va a <strong>The Girl Who Cried Pearls</strong> di <strong>Chris Lavis</strong> e <strong>Maciek Szczerbowski</strong>.”</em></span></div><div><em><span class="cf1"><br></span></em></div>
<div><span class="cf1">La giuria ha inoltre assegnato una Menzione Speciale per gli Effetti Speciali</span><span class="cf1"><em> </em></span><span class="cf1">a </span><span class="cf1"><em>The Krampus Rises</em></span><span class="cf1"> di </span><span class="cf1"><strong>Andrea Dalfino</strong></span><span class="cf1">: </span><span class="cf1"><em>“Per la capacità di restituire il gusto ludico di un filone del genere horror di fine secolo scorso, mai tramontato,
con un approccio quasi anacronistico di Trucco Speciale. Per mostrarci creature e creazioni fisiche poco post prodotte che donano comunque una ricchezza &nbsp;visiva lì dove, nel mondo indie, il budget non può.
Per il merito di porsi al centro dello “stile” di un film restituendone appieno il carattere e le intenzioni narrative di una messa in scena divertente, la giuria del Fantafestival 45 assegna &nbsp;una Menzione
per gli ‘Effetti Speciali di Trucco’ a <strong>The Krampus Rises</strong> di <strong>Andrea Dalfino</strong>.”</em></span></div><div><em><span class="cf1"><br></span></em></div>
<div><span class="cf1">Al cortometraggio </span><span class="cf1"><em>Haiku 27 </em></span><span class="cf1">di </span><span class="cf1"><strong>Nikolaj Servettini</strong></span><span class="cf1"> è stato andato il premio </span><span class="cf1"><em>Vespertilino</em></span><span class="cf1">, assegnato dallo staff organizzativo di </span><span class="cf1"><em>Vespertilio Awards</em></span><span class="cf1">, partner del </span><span class="cf1"><strong>Fantafestival</strong></span><span class="cf1">: </span><span class="cf1"><em>“Un viaggio allucinatorio di un giovane nel labirinto della sua dipendenza, un'esperienza visiva disturbante, in cui il suono di un basso distorto diventa colonna
sonora tesa a esorcizzare i demoni scaturiti dall'astinenza e dalle sostanze. I1 volto scavato del protagonista incarnato da un ottimo Jacopo Servettini, esprime la sofferenza nell'eternità di un istante che
si ripete all'infinito, il tutto valorizzato da una suggestiva fotografia ed effetti speciali, che rendono inquietante una messinscena al tempo stesso minimalista ma curata nei più piccoli dettagli , per questo
lisergico conflitto tra psiche e i parafernali dei narcotici vince <strong>Haiku 27</strong> di <strong>Nikolaj Servettini</strong>.”</em></span></div><div><em><span class="cf1"><br></span></em></div>
<div><span class="cf1">Durante la 45ª edizione del </span><span class="cf1"><em>Fantafestival</em></span><span class="cf1"> sono stati assegnati anche il </span><span class="cf1"><em>Pipistrello d’Oro alla Carriera</em></span><span class="cf1"> al regista </span><span class="cf1"><strong>Lamberto Bava</strong></span><span class="cf1">, che ha festeggiato in sala i 40 anni del suo film cult </span><span class="cf1"><em>Dèmoni</em></span><span class="cf1">, celebrato dal festival romano già con l’artwork del poster di </span><span class="cf1"><strong>Federico Perrone</strong></span><span class="cf1">, realizzato in collaborazione con </span><span class="cf1"><strong>Bugs Comics</strong></span><span class="cf1">.</span></div>
<div><span class="cf1">Il premio speciale </span><span class="cf1"><em>Pallottola d’Argento</em></span><span class="cf1"> 2025 è andato al regista </span><span class="cf1"><strong>Richard Stanley</strong></span><span class="cf1">.</span></div>
<div><span class="cf1">Infine, il cortometraggio </span><span class="cf1"><em>Haiku 27<strong> </strong></em></span><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">si è aggiudicato anche il premio </span><span class="cf1"><strong>UNINT UNDER 35</strong></span><span class="cf1">, assegnato da una giuria di studenti del master in Traduzione e Adattamento dell’Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT), partner del
festival nella sottotitolazione delle opere, riservato a registi giovani che non abbiano superato i 35 anni di età. Questa la motivazione</span><span class="cf1"><em>: "In una cornice dall'estetica cyberpunk, ci ha restituito una rappresentazione maleodorante e cruda della dipendenza. Ma quel ragazzo in lotta contro i propri demoni, in fondo, potrebbe essere chiunque
di noi: uno scarto kafkiano, quando la società decide di chiudere gli occhi, che sia su questa tematica nello specifico o sulla salute mentale o quando sceglie di insabbiare la diversità. Pertanto, il premio
va a <strong>Haiku 27</strong> di <strong>Nikolaj Servettini</strong>.”</em></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><script> var showboxlink10e2534107fff0f3aaafd19e64a79555 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/fantafestival-premiazione_ver.jpg','alt': 'Lamberto Bava premiato col Pipistrello d\\\'Oro alla Carriera.','title': 'Lamberto Bava premiato col Pipistrello d\\\'Oro alla Carriera.','width': 720,'height': 1080,'description': 'Lamberto Bava premiato col Pipistrello d\'Oro alla Carriera.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink10e2534107fff0f3aaafd19e64a79555, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/fantafestival-premiazione_ver.jpg" alt="Lamberto Bava premiato col Pipistrello d&#39;Oro alla Carriera." title="Lamberto Bava premiato col Pipistrello d&#39;Oro alla Carriera." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlink9ef672b691667c66a041e0722c595431 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/fantafestival-premiazione_bar.jpg','alt': 'Da sinistra: Marcello Rossi, Lamberto Bava e Luca Ruocco.','title': 'Da sinistra: Marcello Rossi, Lamberto Bava e Luca Ruocco.','width': 1228,'height': 753,'description': 'Da sinistra: Marcello Rossi, Lamberto Bava e Luca Ruocco.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9ef672b691667c66a041e0722c595431, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/fantafestival-premiazione_bar.jpg" alt="Da sinistra: Marcello Rossi, Lamberto Bava e Luca Ruocco." title="Da sinistra: Marcello Rossi, Lamberto Bava e Luca Ruocco." width="200" height="123" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 07:41:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Red Sparrow di Francis Lawrence]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001BD"><h1 class="imHeading1">Thriller angosciante e claustrofobico</h1><h2 class="imHeading2">Che sorprende per riprese originali e per costruzione delle sequenze</h2><div><div><strong class="cf1">Red Sparrow (Usa 2018)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Francis Lawrence. Soggetto: liberamente tratto da Nome in codice: Diva (romanzo di Jason Matthews). Sceneggiatura: Justin Haythe. Fotografia: Jo Willems. Montaggio: Alan Edward Bell. Musiche: James Newton Howard. Scenografia: Maria Djurkovic. Effetti Speciali: Gerd Nefzer, Paul Riddle. Costumi: Trish Summerville. Trucco: Luisa Abel, David LeRoy Anderson. Produttori: Peter Chermin, Steven Zaillian, David Ready, Jenno Topping. Case di Produzione: 20th Century Fox, Chernin Entertainment, TSG Entertainment. Lingua Originale: Inglese, Russo, Ungherese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2018. Durata: 139’. Genere: Thriller. Interpreti: Jennifer Lawrence (Dominika Vasilyevna Egorova / Katerina Zubkova), Joel Edgerton (Nathaniel Nash), Matthias Schoenaerts (Ivan Vladimirovich Egorov), Charlotte Rampling (direttrice della Scuola Sparrow), Mary-Louise Parker (Stephanie Boucher), Jeremy Irons (Vladimir Andreievich Korchnoi), Ciaran Hinds (Alexei Ivanovich Zyuganov), Joely Richardson (Nina Egorova), Sakina Jaffrey (Trish Forsyth), Douglas Hodge (Maxim Volontov), Bill Camp (Marty Gable), Thekla Reuten (Marta Yelenova), Hugh Quarshie (Simon Benford).</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rMQ4ev" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rGwCQe" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad (Blu-ray) </span><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf2">in offerta</span></b></span><!--EndFragment --><br></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><strong>Francis Lawrence</strong> è un regista nordamericano di origini austriache specializzato nel cinema di azione (<em>Constantine</em>, <em>Hunger Games</em>, <em>Io sono leggenda</em>...) che in questa pellicola sorprende per riprese originali e per costruzione delle sequenze, grazie a una sceneggiatura a orologeria scritta da <strong>Justin Haythe</strong>, che narra per immagini il romanzo dell’ex agente CIA <strong>Jason Matthews</strong> (<em>Nome in codice: Diva</em>). La storia è molto complessa, non va raccontata per non togliere il gusto della <em>suspense</em> a chi decida di guardare il film. Basti dire che racconta le vicende di Dominika, una spia del KGB, istruita con metodi poco ortodossi, dopo aver dovuto abbandonare (per un incidente costruito ad arte) la carriera di ballerina del Bolscioi. Il film narra una singolare storia d’amore tra un agente della CIA e la spia del KGB con risvolti davvero imprevedibili, fino a un rocambolesco finale. Il piatto - servito a base di grandi effetti speciali e di una fotografia plumbea - comprende un agente del KGB traditore, una talpa imprendibile e uno zio non così puro nel suo affetto per Dominika. <em>Red Sparrow</em> è costruito con un ottimo montaggio alternato, le sequenze raccontano prima le vicende di Dominika (<strong>Lawrence</strong>) poi quelle di Nathaniel (<strong>Edgerton</strong>), seguendo in contemporanea le attività di spionaggio dei due agenti segreti. Il regista non fa sconti a nessuno, tanto meno allo spettatore, perché lo costringe a vedere sequenze davvero efferate, adatte a chi non è troppo debole di stomaco, a tratti sconfinando nel cinema del terrore. <em>Red Sparrow</em> è un thriller angosciante e claustrofobico - ambientato in diverse <em>location</em> internazionali al punto da farlo diventare cinema <em>on the road</em> - a base di macabre torture e omicidi efferati. Tutta la parte dell’addestramento di Dominika all’interno del gruppo Sparrow ricorda <em>Salon Kitty</em> di <strong>Tinto Brass</strong>, perché le ragazze vengono abituate a comportarsi da prostitute per adescare il nemico. Il film spinge molto su sesso e violenza, tutto viene mostrato senza censure preventive e con abbondanza di particolari. Tra gli attori principali degna di nota l’interpretazione di <strong>Charlotte Rampling</strong> (<em>Il portiere di notte</em>) come istruttrice della scuola Sparrow, ma la vera mattatrice è la bellissima <strong>Jennifer Lawrence</strong>, molto brava in una parte complessa da donna spregiudicata, disposta a tutto per salvarsi la vita senza recare danni alla madre malata. Per la parte maschile del cast molto bene <strong>Joel Edgerton</strong> (agente CIA) e <strong>Jeremy Irons</strong>, talpa del KGB che riferisce ai nordamericani. Girato in quattro mesi tra Budapest, Bratislava, Vienna e Londra. Un film che si lascia seguire con trasporto per un montaggio sincopato - 139 minuti di pellicola - e una sceneggiatura all’altezza, ricca di colpi di scena, senza dimenticare una fotografia plumbea e una suggestiva colonna sonora. <strong>Francis Lawrence</strong> va elogiato per la grande abilità nel guidare una confezione complessa in un film di genere che resta impresso nell’immaginario dello spettatore.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4rMQ4ev" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4rGwCQe" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray) </span><b class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf2">in offerta</span></b></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink08875d87a9a9e9c71f2ccdea297736bc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/red-sparrow-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 270,'height': 400,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink08875d87a9a9e9c71f2ccdea297736bc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/red-sparrow-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink9c5edcc2f35321a526ce0d2506402702 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/red-sparrow-scene_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1200,'height': 600,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9c5edcc2f35321a526ce0d2506402702, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/red-sparrow-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=nf5SC4OBlDM">https://www.youtube.com/watch?v=nf5SC4OBlDM</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 15:41:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[A febbraio torna Oblivion]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001BC"><h1 class="imHeading1">21 e 22 febbraio 2026</h1><h2 class="imHeading2">Resistere, immaginare, incontrarsi ai confini del possibile</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><strong>Oblivion II</strong> - <em>Fiera del libro, del fumetto e dell'irrazionale</em></span></div>
<div><span class="cf1">Due giorni per ridefinire gli universi del fantastico, tra libri, fumetti e mondi alternativi: torna la fiera che sfida le regole dell’editoria per dare voce alla letteratura
di genere.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">21 e 22 febbraio 2026, dalle 10 alle 20</span></div>
<div><span class="cf1">Città dell’Altra Economia (quartiere Testaccio, Roma)</span></div>
<div><span class="cf1">Ingresso gratuito</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Dopo il successo della prima edizione, <em>Oblivion – Fiera del libro, del fumetto e dell’irrazionale</em> torna il 21 e 22 febbraio 2026 alla Città dell’Altra Economia, con un programma culturale ancora più ricco e una selezione di alcuni dei migliori editori del
panorama fantastico, horror, fantascientifico e weird: realtà innovative, visionarie e all’avanguardia, capaci di rappresentare le tendenze più interessanti e originali dell’editoria indipendente di
genere.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La sfida sarà<strong> </strong>crescere senza snaturarsi, confermando l’approccio dal basso che ha portato l’anno scorso quasi 5.000 persone nei 3.500 mq della sede della Città dell’Altra Economia, a pochi
passi dalla fermata della metro B Piramide e dalle stazioni ferroviarie di Roma Ostiense e Roma Trastevere.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Oblivion II</em> rilancia un concetto di fiera pensata per appassionati e curiosi, con ingresso gratuito, ampio
parcheggio, costi contenuti per gli addetti ai lavori, bilancio condiviso e trasparente<strong> </strong>e un ricco calendario di panel tematici, reading e workshop<strong> </strong>a ciclo continuo.</span></div>
<div><span class="cf1">Per preservare l’atmosfera di condivisione che ha reso magica la scorsa edizione, il collettivo degli organizzatori ha scelto di mantenere la manifestazione a misura di comunità,
puntando su un maggior numero di eventi. Una decisione controcorrente rispetto alle tendenze dominanti nel settore, dove spesso si sacrifica l’esperienza in favore della quantità. <em>Oblivion II</em>, al contrario, continua a mettere al centro le persone, le idee e le comunità di lettori che danno vita a questi mondi immaginari, dalle giovani
generazioni alle veterane e ai veterani del genere, tutte e tutti accomunati da un’intensa ricerca di senso e meraviglia.</span></div>
<div><span class="cf1">La manifestazione punta infatti su un approccio innovativo e partecipativo: ciascun panel viene definito attraverso processi condivisi<strong> </strong>e vede la presenza di più autrici e autori, in un clima di dibattito aperto e dinamico su un tema cardine dell’immaginario speculativo, attraverso il quale
poter parlare soprattutto delle proprie letture, piuttosto che della propria produzione (che comunque sarà presente agli stand degli editori).</span></div>
<div><span class="cf1">Proprio in quest’ottica, lo spazio espositori sarà organizzato secondo un percorso chiaro e tavoli uguali per tutti, con una mappa per orientarsi<strong> </strong>nella variegata offerta culturale che accompagnerà l’esperienza fieristica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Tra le novità di quest’anno la presenza di tre nuove distinte aree<strong> </strong>pensate per offrire un contatto diretto con la magmatica scena del fantastico: un angolo “incubatore”<strong> </strong>che comprenderà piccoli editori e self publisher, una zona reading<strong> </strong>e una sala gaming<strong> </strong>per immergersi negli sconfinati universi del “what if” e partecipare attivamente alla costruzione di mondi alternativi. Inoltre, il <em>Premio Oblivion</em> quest’anno si sdoppia: oltre al contest di racconti, è prevista anche una competizione incentrata sui romanzi. In palio un pitch con gli
editori di Oblivion, oltre alla targa celebrativa. </span></div>
<div><span class="cf1">In attesa del weekend di febbraio, prenderanno il via gli eventi diffusi di <em>Oblivi-OFF</em>, in cui la comunità di Oblivion parteciperà attivamente a numerose iniziative sul territorio romano ispirate agli stessi principi di condivisione,
dando vita a un calendario pre-fiera che coinvolgerà librerie e luoghi culturali della città.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">«Dopo la prima edizione abbiamo scelto di investire ancora di più sulla cultura dal basso. Punteremo ancora su eventi partecipati, sulle relazioni tra professionisti
e pubblico e su una rete di luoghi che pone Roma al centro del fantastico contemporaneo», afferma la direzione artistica.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb80f2295e9b83c6df90ddd1323e34e01 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Banner-OblivionII_ver.jpg','alt': 'Il manifesto di Oblivion II','title': 'Il manifesto di Oblivion II','width': 604,'height': 755,'description': 'Il manifesto di Oblivion II'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb80f2295e9b83c6df90ddd1323e34e01, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Banner-OblivionII_ver.jpg" alt="Il manifesto di Oblivion II" title="Il manifesto di Oblivion II" width="200" height="250" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 08:41:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Heretic di Scott Beck e Bryan Woods]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001BB"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Audace e sofisticato</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un thriller che si distingue per la sua ambizione teorica</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Heretic (Usa 2024)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Scott Beck e Bryan Woods. Fotografia: Chung Chung-hoon. Montaggio: Justin Li. Musiche: Chris Bacon. Scenografia: Philip Messina. Costumi: Betsy Heimann. Produttori: Scott Beck, Bryan Woods, Stacey Sher, Julia Glausi, Jeanette Volturno, Katie Aquino, Liliane Bedford,
Kai Raka. Case di Produzione: A24, Beck/Woods, Shiny Penny Productions, Catchlight Studios. Distribuzione (Italia): Eagle Pictures. Durata: 110’. Paese di Produzione: Stati Uniti d'America, 2024. Genere: Orrore, Thriller. Interpreti: Hugh Grant (sig. Reed), Sophie Thatcher (sorella Barnes), Chloe East (sorella Paxton), Topher Grace (fratello Kennedy).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/48jVl5B" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4ry90gV" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Diretto da <strong>Scott Beck</strong> e <strong>Bryan Woods</strong> il film <em>Heretic</em> si presenta come un horror psicologico a forte impronta intellettuale, un thriller claustrofobico
che fa della dialettica la sua arma principale, sostenuto da una performance magistrale di <strong>Hugh Grant</strong> in un ruolo diabolico e inaspettato.</span></div>
<div><span class="cf1">Il film ruota attorno a due giovani missionarie mormoni, Sorella Barnes (<strong>Sophie Thatcher</strong>) e Sorella Paxton (<strong>Chloe East</strong>), impegnate nel loro proselitismo porta a porta in una tranquilla cittadina del Colorado. Bussano alla porta del signor Reed (<strong>Hugh Grant</strong>), un uomo eccentrico e solo, che si mostra stranamente interessato alla loro fede.</span></div>
<div><span class="cf1">Quello che inizia come un tentativo di conversione si trasforma rapidamente in un agghiacciante gioco psicologico. Intrappolate nella dimora labirintica e decadente di Reed,
le due ragazze diventano le pedine di un esperimento filosofico e di sopravvivenza. Reed, un uomo di vasta cultura e profonda disillusione, le costringe a confrontarsi con le proprie convinzioni più intime, proponendo
una spietata "teologia dell'orrore" dove il suo credo è il <em>controllo</em> e la <em>paura</em>. Il punto cruciale del gioco è la scelta tra due porte, etichettate "Fede" e "Incredulità",
che promettono vie d'uscita opposte, in un'allegoria che mette in discussione l'esistenza stessa della salvezza.</span></div>
<div><span class="cf1">L'ambientazione, ridotta e claustrofobica (l'intera vicenda si svolge quasi esclusivamente all'interno della casa di Reed), eleva il film a un vero e proprio <em>dramma da camera</em>, amplificando la tensione e l'intimità del confronto.</span></div>
<div><span class="cf1">Il successo del film si basa in gran parte sull'eccellenza del suo ridottissimo cast e, in particolare, sulla trasformazione attoriale di <strong>Hugh Grant</strong>. La sua interpretazione è unanimemente considerata il pilastro del film. <strong>Grant</strong> abbandona definitivamente i panni del <em>playboy</em> sarcastico e affascinante per calarsi in quelli di un <em>antagonista luciferino</em>, carismatico e intellettualmente minaccioso. Il suo Mr. Reed è un moderno Norman Bates più forbito, un erudito che usa la potenza del linguaggio e della retorica per manipolare e terrorizzare.
La sua candidatura a premi come il Golden Globe e il BAFTA sottolinea la portata di questa performance.</span></div>
<div><span class="cf1">Le due giovani attrici <strong>Sophie Thatcher </strong>e<strong> Chloe East </strong>reggono il confronto con il veterano, interpretando le missionarie con un equilibrio credibile tra fervore religioso e crescente
terrore. I loro personaggi rappresentano l'innocenza e la fede messe alla prova, diventando il campo di battaglia della guerra dialettica di Reed.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Scott Beck</strong> e <strong>Bryan Woods</strong>, noti per aver sceneggiato <em>A Quiet Place</em>, costruiscono un <em>thriller</em> che si distingue per la sua ambizione teorica. La prima parte del film è dominata da dialoghi densi e stimolanti, in cui Reed sfida le missionarie con la sua profonda conoscenza delle religioni e delle filosofie, riducendo
la fede a mero strumento di controllo sociale basato sulla paura. Questa sezione, quasi teatrale, è vista come il punto di forza, generando paura non da minacce palesi, ma dalla forza persuasiva e disorientante dell'eresia
intellettuale.</span></div>
<div><span class="cf1">Il tema centrale è l'eterno dilemma tra <em>Fede e Incredulità</em>, che il film usa come metafora universale sul <em>controllo</em> - quello religioso, quello sociopolitico e, implicitamente, anche quello cinematografico. Il titolo stesso, <em>Heretic</em>, è una provocazione che spinge a riflettere sul significato di mettere in discussione il dogma.</span></div>
<div><span class="cf1">La pellicola inizia come un <em>thriller</em> psicologico ad alta tensione dialogica per poi degenerare, nella seconda parte, in un confronto più fisico e in alcune incursioni in un <em>horror</em> più convenzionale, sebbene mai eccessivamente sanguinoso. Questa transizione, per alcuni critici, rappresenta il punto debole, dove le premesse intellettuali
vengono un po' sacrificate a favore di uno <em>slasher</em> più generico.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Heretic</em> è un film audace e sofisticato, che usa il <em>frame</em> dell'horror e del <em>thriller</em> per innescare una profonda riflessione su fede, paura e manipolazione. Nonostante una parte finale che non tutti ritengono all'altezza delle premesse, la pellicola è un'esperienza intensa
e merita la visione, se non altro per assistere a un <strong>Hugh Grant</strong> in stato di grazia, capace di incarnare la complessità del male con un fascino diabolico.
È un film che non offre risposte facili, costringendo lo spettatore a confrontarsi con i propri dogmi, rendendolo un'opera che stimola il senso critico.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/48jVl5B" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4ry90gV" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink48896735b68c31279905d1caaef0fe4c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/heretic-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 622,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink48896735b68c31279905d1caaef0fe4c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/heretic-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink298ef21a2d5d14fd7e0df55bfe205245 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/heretic-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink298ef21a2d5d14fd7e0df55bfe205245, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/heretic-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=O9i2vmFhSSY">https://www.youtube.com/watch?v=O9i2vmFhSSY</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 15:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Intervista ai Disease Illusion]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001BA"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Incontro con i Disease Illusion</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Risponde Alessandro Turco, il chitarrista della band</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La Redazione </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>GHoST</i></span></span><span class="cf1"> presenta un’intervista esclusiva ai </span><span class="cf1"><strong>Disease Illusion</strong></span><span class="cf1">, la band dell’album </span><span class="cf1"><em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?plastic-ocean-dei-disease-illusion" class="imCssLink">Plastic Ocean</a></em></span><span class="cf1">.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Bilancio di Plastic Ocean: è stato ben accolto?<br></strong></span><span class="cf1"><em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?plastic-ocean-dei-disease-illusion" class="imCssLink">Plastic Ocean</a></em></span><span class="cf1"> ha avuto una risposta decisamente positiva, sia dalla stampa che dal pubblico. Non ci aspettavamo un'accoglienza così calorosa, soprattutto dopo un cambio
di direzione così netto sul piano estetico e tematico. È un disco più maturo, più consapevole, con il quale abbiamo esplorato diversi mondi limitrofi al death melodico classico, cercando di renderlo
moderno al punto giusto. Per noi è stato un passo importante in linea con l’inevitabile evoluzione artistica e la crescita a cui puntiamo sempre.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>State lavorando a nuova musica? Come evolverà il vostro sound?<br></strong></span><span class="cf1">Sì, stiamo già lavorando a nuove idee. L’intenzione è quella di spingerci ancora oltre, mantenendo la nostra matrice melodic death ma sconfinando senza limiti su altre sonorità
cercando atmosfere, senza perdere l’impatto dei passaggi più aggressivi con ritmiche interessanti e non banali. Il nuovo materiale sarà probabilmente ancora più emotivo, più d’impatto
cercando la genuinità della composizione che viene dal cuore.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Qualcuno di voi suona in altre band?<br></strong></span><span class="cf1">Sì, nel tempo alcuni di noi hanno collaborato con altri progetti, soprattutto in ambito metal estremo. Io e </span><span class="cf1"><strong>Zoppy</strong></span><span class="cf1"> (batteria) suoniamo nei </span><span class="cf1"><strong>Fingers to the Bone</strong></span><span class="cf1">, e sono tutte esperienze che ci arricchiscono e che portiamo poi dentro i </span><span class="cf1"><strong>Disease Illusion</strong></span><span class="cf1">.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Artwork di copertina: chi l’ha realizzato e cosa rappresenta?<br></strong></span><span class="cf1">L’artwork di </span><span class="cf1"><em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?plastic-ocean-dei-disease-illusion" class="imCssLink">Plastic Ocean</a></em></span><span class="cf1"> è stato realizzato dal nostro amico </span><span class="cf1"><strong>Fred X Dallas</strong></span><span class="cf1"> (</span><span class="cf1"><a href="https://www.instagram.com/fredxdallas/" class="imCssLink">https://www.instagram.com/fredxdallas/</a></span><span class="cf1">), un artista che stimiamo moltissimo e con cui condividiamo sia il linguaggio visivo sia i messaggi che stanno dietro alle nostre opere artistiche.
Il suo stile è estremamente personale e riconoscibile, e quando abbiamo visto le sue creazioni ce ne siamo innamorati immediatamente. La collaborazione è nata in modo naturale, quasi inevitabile.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">L’immagine
rappresenta la bellezza soffocata, la natura deformata dall’intervento umano: un oceano “plastificato”, un mondo che si sgretola ma che prova comunque a respirare. È il simbolo della condizione umana
contemporanea: fragile, intrappolata, ma ancora viva che lotta per la sopravvivenza.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>State suonando molto dal vivo in questo periodo?<br></strong></span><span class="cf1">Stiamo portando </span><span class="cf1"><em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?plastic-ocean-dei-disease-illusion" class="imCssLink">Plastic Ocean</a></em></span><span class="cf1"> in giro il più possibile. Ogni data per noi è un’occasione per dare nuova vita ai brani, e per sentire
il calore delle persone che ci seguono. Suonare dal vivo resta la dimensione in cui ci sentiamo più veri. A marzo saremo di supporto ai </span><span class="cf1"><strong>Cryptosis</strong></span><span class="cf1"> assieme agli amici </span><span class="cf1"><strong>Ex Cinere Resurgo</strong></span><span class="cf1"> in un breve tour di 3 date in Italia, da non perdere assolutamente e altre date stanno bollendo in pentola e verranno pubblicate a breve sui nostri canali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Dopo tanti anni, cosa vi dà ancora la spinta per andare avanti?<br></strong></span><span class="cf1">La risposta è semplice: la passione. Senza quella avremmo smesso da tempo. Lavorare nella musica oggi è complicato, soprattutto per una band italiana che si muove in un genere di nicchia. Ma il bisogno
di esprimerci, di liberarci attraverso i brani, di creare qualcosa che parli a qualcuno è ciò che ci tiene vivi. Finché questa fiamma rimane, noi andremo avanti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Cosa ha portato il vostro sound a diventare più accessibile? Da dove arrivano le influenze dark?<br></strong></span><span class="cf1">Uno dei nostri obiettivi principali quando componiamo è sicuramente la cura di ogni minimo dettaglio, ovvero c’è un grande lavoro di produzione fuori e dentro lo studio affinché ogni
momento del disco risulti interessante e studiato accuratamente. Inoltre negli ultimi anni abbiamo sentito la necessità di rendere il nostro messaggio più diretto, più incisivo. Non si tratta di “ammorbidire”,
ma di comunicare meglio rendendo il messaggio più accessibile anche grazie al supporto di momenti nel brano non sempre a 220 bmp in 32esimi. Rendere alcuni passaggi più accessibili ci ha permesso di dare ancora
più peso ai momenti più intensi.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Le influenze dark arrivano dalle nostre esperienze personali e dal mix di gusti musicali diversi che si incontrano nei </span><span class="cf1"><strong>Disease Illusion</strong></span><span class="cf1">, fatte di letture, film, musica e stati d’animo che hanno naturalmente trovato spazio nei brani. È un’oscurità più emotiva che
estetica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Con chi vi piacerebbe suonare o andare in tour?<br></strong></span><span class="cf1">Beh ovviamente ci piacerebbe condividere il palco con band che hanno segnato la nostra formazione, ovvero i grandi super big svedesi padri fondatori come </span><span class="cf1"><strong>At the gates</strong></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><strong>Dark Tranquillity</strong></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><strong>In Flames</strong></span><span class="cf1">, ma potremmo citare altre mille band con cui sarebbe un onore condividere il palco, ma in realtà siamo aperti a qualsiasi
collaborazione che nasca dalla voglia di portare bella musica genuina dal vivo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Conclusione libera<br></strong></span><span class="cf1">Grazie per lo spazio e per il supporto. Continuate a supportare la scena, a venire ai concerti,
a vivere la musica con il cuore. E come sempre: piantate un albero nella nostra foresta su </span><span class="cf1"><em>Treedom</em></span><span class="cf1">. È un piccolo gesto che può fare la differenza.</span></div>
<div>






<div><span class="cf1"><em>Disease Illusion Treedom</em></span><span class="cf1">: </span><span class="cf1"><a href="https://www.treedom.net/it/user/disease-illusion-1790" class="imCssLink">https://www.treedom.net/it/user/disease-illusion-1790</a></span></div></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">La recensione dell'album </span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Plastic Ocean</span></span></em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?plastic-ocean-dei-disease-illusion" class="imCssLink">VISIONA &gt;&gt;</a></span></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkac8a3872bf3ae6e7322fd216a4c4cb0b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/diseaseillusion-card_bar.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 600,'height': 400,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkac8a3872bf3ae6e7322fd216a4c4cb0b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/diseaseillusion-card_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="134" /></a><br></div><div><script> var showboxlinke7c8e3e8725dfba0f3b93759c579f139 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Disease-Illusion-albumOK_ver.jpg','alt': 'La copertina di Plastic Ocean.','title': 'La copertina di Plastic Ocean.','width': 700,'height': 700,'description': 'La copertina di Plastic Ocean.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke7c8e3e8725dfba0f3b93759c579f139, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Disease-Illusion-albumOK_ver.jpg" alt="La copertina di Plastic Ocean." title="La copertina di Plastic Ocean." width="200" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=iLav8-JXaeo">https://www.youtube.com/watch?v=iLav8-JXaeo</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 08:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Heroes International Film Festival sesta edizione]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B8"><h1 class="imHeading1">Dal 9 all'11 dicembre al The Space Roma Moderno</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Torna a Roma il festival delle maestranze del Cinema e delle Arti Visive</h2><div><div>La sesta edizione di <em>HEROES International Film Festival</em> si terrà al The Space Roma Moderno di Roma dal 9 all’11 dicembre con il tema <em>“Cinema, Serie &amp; Videogames: storytelling e nuove tecnologie”</em>.</div><div><br></div> <div>HEROES è il festival delle maestranze che celebra artisti e professionisti del cinema e della serialità “di genere” horror, fantasy, sci-fi, thriller, action e cross-over che <em>prima e dentro il film</em> lavorano alla costruzione della magia e della messa in scena del racconto per la sala e la TV, i broadcaster online e l’interactive. Supportata dalle maggiori categorie italiane delle professioni e delle arti dell’audiovisivo, la kermesse raccoglie una comunità di creativi e tecnici coinvolti in anteprime, masterclass, internazionali, concorsi per cortometraggi, premiazioni e celebration.</div><div><br></div> <div><strong>HEROES AWARDS</strong></div> <div>I premi dedicati a grandi maestri e giovani talenti del cinema e delle serie “di genere” italiane e agli studi internazionali più innovativi del Cinema e dell’Interactive, dei VFX e dell’Animazione europea:</div><div><br></div> <div><ul><li><strong><em>Heroes Master </em></strong>al Visual Effects Supervisor <strong>VICTOR PEREZ</strong> (<em>The Dark Knight Raises</em>, <em>Rogue One. A Star Wars Story, Harry Potter e i doni della Morte, Pirati dei Caraibi: oltre i confini del mare).</em></li><li><strong><em>Heroes Action</em></strong> al Creative Producer <strong>GIGI CAVENAGO</strong> (<em>Orfani</em>, <em>Così Zeke scoprì la religione</em>/<em>Love, Death &amp; Robot</em>).</li><li><strong><em>Heroes Transmedia </em></strong>allo studio <strong>PLATIGE IMAGE</strong> (<em>Fallen Art, Fish Night/ Love, Death &amp; Robots</em>)</li><li><strong><em>Heroes Master </em></strong>alla Production Designer <strong>LUCIA</strong> <strong>BORGOGNONI</strong> (<em>La stoffa dei sogni</em>, <em>Star Wars. La minaccia fantasma, Spiderman: Far from Home).</em></li><li><strong><em>Heroes Studio of the Year</em></strong> allo studio <strong>DIGIC</strong><em> (Secret Level, The Secret War/Love, Death &amp; Robots).</em></li></ul><div><br></div></div><div> </div> <div><strong><em></em>HEROES FILM SCHOOL - <em>OSPITI INTERNAZIONALI E ITALIANI</em></strong></div> <div>La film school di “Heroes” presenta 20 grandi artisti e giovani talenti internazionali e italiani impegnati in masterclass, keynote e talk: Premi Oscar, BAFTA, Emmy o Annie e David di Donatello, Nastri d’Argento e Ciak d’Oro portano la loro esperienza dal set e per il set, sia live action che d’animazione.</div><div><br></div> <div><strong>Ospiti internazionali</strong> dell’edizione 2025 sono:</div><div><br></div> <div><strong>ALEX S. RABB</strong></div> <div>Con più di 20 anni di carriera nei VFX, ha lavorato con James Cameron in <em>Titanic</em> e come producer in <em>Final Fantasy: The Spirits Within</em> e a <em>Terminator 3: Rise of the Machines</em>. È fondatore dello studio ungherese DIGIC con cui ha prodotto più di 160 cortometraggi e cinematics per videogame. Vincitore di un Annie per <em>The Secret War</em>, episodio della serie Netflix “Love, Death &amp; Robot”, e producer della serie Secret Level in onda su Amazon Prime Video.</div><div><br></div> <div><strong>ISABELLE CAILLAUD</strong></div> <div>Si è formata in accademie di moda a Londra, Roma e Milano nei primi Anni 90 e nel cinema e per la TV ha lavorato ai costumi di film quali <em>The Aeronauts</em>, <em>Home Sweet Rome</em> e <em>Ocean’s Twelve</em> e per serie quali <em>Rome</em> e <em>La Piovra</em>. I suoi studi più recenti analizzano l’adattamento di costumi e capi di moda ai videogame e alle diverse discipline della transmedialità.</div><div><br></div> <div><strong>VICTOR PEREZ</strong></div> <div>Vincitore di due David di Donatello per gli Effetti Visivi (per <em>Il ragazzo Invisibile</em> e <em>Napoli New York</em> di Gabriele Salvatores) e di decine di premi internazionali per Regia, Sceneggiatura e Visual Effects, Victor Perez ha lavorato ad alcuni dei principali franchise cinematografici internazionali degli ultimi anni, tra i quali <em>The Dark Knight Raises</em>, <em>Rogue One. A Star Wars Story, Harry Potter e i doni della Morte, Pirati dei Caraibi: oltre i confini del mare</em>.</div><div><br></div> <div><strong>Ospiti nazionali e focus</strong> dell’edizione 2025:</div><div><br></div> <div><ul><li>ART DIRECTION – <strong>MARIO TASCIOTTI</strong> (<em>M il figlio del secolo, I vestiti nuovi dell’imperatore</em>)</li><li>SOUNDTRACK E SOUND DESIGN –<strong> TECLA ZORZI </strong>(<em>Hanno ucciso l’uomo ragno. La vera storia degli 883, Mixed by Erry</em>)</li><li>COSTUME DESIGN – <strong>ANDREA CAVALLETTO</strong> (<em>Testa o croce, Vermiglio</em>)</li><li>VFX &amp; STORYTELLING – <strong>ANASTASIA TOLEO</strong> <em>(Assassin’s Creed Mirage)</em></li><li>AI FILMMAKING – <strong>JACOPO REALE</strong><em> </em>(<em>Love at first sight, Pino Daniele: nero a metà</em>)</li><li>CHARACTER DESIGN – <strong>TIZIANO PALUMBO </strong>(<em>Secret Level in LOVE, DEATH &amp; ROBOT, Call of Duty Black Ops. 6</em>)</li><li>SOUNDTRACK E SOUND DESIGN –<strong> CARLO TUZZA </strong>(<em>Sette Mondi</em>, <em>Behind the Light</em>).</li><li>REGIA PER L’ANIMAZIONE –<strong> MASSIMO MONTIGIANI </strong>(<em>Minieroi della foresta,</em><strong> </strong><em>Strappare lungo i bordi</em>)</li><li>PRODUCTION DESIGN PER L’ANIMAZIONE –<strong> ANNARITA CALLIGARIS </strong><em>(Gatta Cenerentola, L’Arte della felicità)</em></li></ul></div><div><br></div> <div><strong>HEROES STORIES:</strong></div> <div><strong>CORTOMETRAGGI INDIPENDENTI E D’ACCADEMIA</strong></div> <div>La giuria internazionale chiamata a premiare i vincitori individuati tra i 10 finalisti delle due sezioni <em>Corti d’Autore</em> e <em>Corti d’Accademie</em> è composta da <strong>Alex Rebb</strong> (Ungheria), <strong>Jacopo Reale</strong> (Italia), <strong>Lucia Borgognoni</strong> (Italia), <strong>Isabelle Caillaud </strong>(Francia), presieduta dal Direttore Artistico <strong>Max Giovagnoli</strong>. I vincitori dei concorsi, ai quali si sono iscritte 3164 opere provenienti da 31 Paesi, saranno premiati da <strong>Biunivoca/Polygon Flow</strong> con la piattaforma Dash con tool di World-Building per la real time production.</div><div><br></div> <div><strong>HEROES CELEBRATIONS</strong></div> <div>In occasione dell’uscita in sala del nuovo<strong> </strong><em>Lupin III: La stirpe immortale</em> di <strong>Takeshi Koike</strong> si svolgerà un incontro speciale con i doppiatori storici dell’anime <strong>Alessandra Korompay</strong> e <strong>Stefano Onofri</strong>, in collaborazione con Anime Factory. Il foyer del The Space Moderno ospiterà la mostra “Eroi ed eroine del dietro le quinte raccontati da Scenografi e Costumisti” a cura dell’Associazione Italiana Scenografi, Arredatori e Costumisti. In occasione del suo 25mo anniversario verrà proiettato il cult <em>Dorme</em>, con un incontro speciale col regista <strong>Eros Puglielli</strong> (<em>Copperman, Never mind, Sono Lillo</em>). Un focus sul mondo dei fandom di cinema, serie e animazione riguarderà, infine, l’anteprima italiana del documentario <strong><em>Fan. Tutti Pazzi per Cinema e Serie</em></strong> prodotto da IED Istituto Europeo di Design e 8 ½ Production, con la partecipazione delle principali associazioni culturali italiane di fan del ondo del cinema, delle serie e dei videogames.</div><div><br></div> <div><strong>Heroes International Film Festival</strong> è un evento organizzato da <em>La Città dell’Animazione e dei Contenuti Digitali</em>. Promosso da Confesercenti Area Roma, Frosinone, Rieti – Coordinamento impresa cultura con il contributo della Camera di Commercio di Roma;</div><div><br></div> <div><strong>INFORMAZIONI IN BREVE</strong></div> <div><strong></strong>Raggiungi Heroes in modalità super green! Scegli la sostenibilità e contribuisci a un futuro migliore. Heroes IFF promuove le scelte amiche dell’ambiente!<br>Quando: da martedì 9 a giovedì 11 dicembre 2025 dalle ore 9:30 alle 14:30. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>Dove: Cinema The Space Roma Moderno,</div> <div><strong></strong>Piazza della Repubblica, 43/45, 00184 Roma<br>Organizzatori: La Città dell’Animazione e dei Contenuti Digitali &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>Ingresso: L’ingresso al Festival è gratuito fino ad esaurimento posti.</div> <div><strong></strong>Prenota il tuo posto in sala su www.heroesfilmfest.com.</div><div><br></div> <div><strong>AGGIORNAMENTI E CONTATTI: &nbsp;<br></strong><a href="https://www.heroesfilmfest.com/" class="imCssLink">www.heroesfilmfest.com</a> | info@heroesfilmfest.com | Tel. 06 9396007</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink7beceef7ef6f5ab20912bc7971cfaed1 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/heroesfilmfest-poster_ver.jpg','alt': 'Il manifesto ufficiale.','title': 'Il manifesto ufficiale.','width': 1080,'height': 1080,'description': 'Il manifesto ufficiale.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/heroesfilmfest-banner_bar.jpg','alt': 'Il banner pubblicitario.','title': 'Il banner pubblicitario.','width': 1402,'height': 499,'description': 'Il banner pubblicitario.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7beceef7ef6f5ab20912bc7971cfaed1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/heroesfilmfest-poster_ver.jpg" alt="Il manifesto ufficiale." title="Il manifesto ufficiale." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkae8aea3ecb0afb1795278b2e2f8d4ce2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/heroesfilmfest-logo_bar.jpg','alt': 'Il logo ufficiale.','title': 'Il logo ufficiale.','width': 847,'height': 452,'description': 'Il logo ufficiale.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkae8aea3ecb0afb1795278b2e2f8d4ce2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/heroesfilmfest-logo_bar.jpg" alt="Il logo ufficiale." title="Il logo ufficiale." width="200" height="107" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 15:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Carosello in love di Jacopo Bonvicini]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B7"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un film che non mantiene quel che promette</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Soap-opera vera e propria che ruota attorno agli sketch più famosi della popolare trasmissione</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Carosello in love (Italia 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Jacopo Bonvicini. Soggetto e Sceneggiatura: Simona Coppini e Arnaldo Festa. Fotografia: Gogò Bianchi. Montaggio: Marco Guelfi. Musiche: Riccardo Amorese. Produttori:
Matteo Rovere, Sidney Sibilia. Case di Produzione: Groenlandia, Rai Fiction. Distribuzione (Italia): Rai Fiction. Durata: 100’. Paese di Produzione: Italia, 2025. Interpreti: Ludovica Martino (Laura), Giacomo Giorgio
(Mario), Alessandro Tedeschi (Amedeo Righetti), Federico Tocci (Aldo Ceccarelli), Alberto Astorri<strong> </strong>(Renato Bonini), Guido Quaglione<strong> </strong>(Arturo Alessandrini), Isabella Mottinelli (Eliana), Giuseppe Brunetti (Salvatore Pittori), Maria Malandruccio<strong> </strong>(Anna), Massimo De Lorenzo (Marcello Marchesi), Dora Romano<strong> </strong>(nonna Gina).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Carosello in love</em> non mantiene quel che promette e alla fine ciò che resta allo spettatore sono soltanto briciole di
delusione. La fiction televisiva in una sola puntata - non si può parlare di film, né di cinema, siamo lontani mille miglia - racconta in estrema sintesi la vita italiana dal 1957 al 1976 attraverso il programma
<em>Carosello</em> e una storia d’amore contrastata tra Laura e Mario. La storia è una <em>soap-opera</em> vera e propria che ruota attorno agli sketch più famosi della popolare trasmissione, un format originale ideato per promuovere prodotti commerciali senza ricorrere
al sistema nordamericano. La formula dello spettacolo in pochi minuti con pubblicità finale funzionava, incantava il pubblico, tanto da rendere la trasmissione una sorta di modo di dire (“dopo Carosello, a nanna!”),
amata da grandi e piccini per il mix di comicità, musica e cartoni animati che la contraddistingueva. <em>Carosello in love</em> merita di essere guardato solo per ricordare in breve la storia della trasmissione, anche se mai approfondita, per il resto non vale la pena, perché tutto
è prevedibile, già visto e basato sui più triti luoghi comuni. Non solo, ci sono sequenze talmente assurde che fanno capire come gli autori sappiano davvero poco dell’Italia anni Cinquanta - Sessanta,
basti per tutte la parte in cui il pretendente fidanzato s’inginocchia davanti alla ragazza con l’anello in mano. In quale Italia sarebbe mai accaduto senza prima aver parlato con il padre della futura compagna?
E poi la scena è molto nordamericana e molto anni Duemila, ché nell’Italia dove sono vissuto mettersi in ginocchio per chiedere la ragazza in sposa non l’ho mai visto fare. Per non parlare della parte
in cui Laura divorzia dal primo marito, costruita a base di assurdità storiche, senza tener conto di come funzionava la Legge Fortuna. <strong>Jacopo Bonvicini</strong> debutta piuttosto in sordina dietro la macchina da presa, assistito da <strong>Matteo Rovere</strong> e <strong>Sidney Sibilia</strong>, poco aiutato dagli sceneggiatori che imbandiscono una serie di banalità per circa due ore. <strong>Ludovica Martino</strong> è Laura, assistente regista capace e brillante, che prima cede alle lusinghe di Ernesto, poi comprende di essere sempre stata innamorata di Mario (<strong>Giacomo Giorgio</strong>), regista con pretese d’autore che conosce il successo girando <em>Carosello</em>. Altre incongruenze storiche sono la definizione di “cinema d’autore” che si è cominciata a usare alla fine degli anni Sessanta (certo non nel 1957)
e il fatto che un regista di Carosello conceda autografi, visto che i nomi degli autori non circolavano. <em>Carosello in love</em> è modesta televisione, fotoromanzo puro, soap opera, telenovela clombiana e chi più ne ha più ne metta, ma tutto visto in senso negativo. Un
film che non fa affezionare ai personaggi e che non appassiona con una storia narrata secondo un montaggio scolastico e consequenziale, corredata da una fotografia giallo ocra sempre uguale a se stessa, con scenografie d’epoca
minimali, quasi tutte costruite in studio. Reperibile su Rai Play. Non ve lo consiglio, ma se siete curiosi di rivedere Carosello...</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink29bc359cefe172beea614e66d699f9c6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/carosello-in-love-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink29bc359cefe172beea614e66d699f9c6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/carosello-in-love-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink409c9adbb7bd3acc74ef607bea066edc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/carosello-in-love-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1024,'height': 604,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink409c9adbb7bd3acc74ef607bea066edc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/carosello-in-love-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="118" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6pA9szPcpIc">https://www.youtube.com/watch?v=6pA9szPcpIc</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 06:24:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ImgBurn per masterizzare gratis]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B6"><h1 class="imHeading1">Gratuito e leggero</h1><h2 class="imHeading2">Un punto di riferimento per la masterizzazione di dischi ottici</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><em>ImgBurn</em> è un software gratuito e leggero per la masterizzazione di CD, DVD, HD DVD e Blu-ray, sviluppato da Lightning
UK!. Nonostante lo sviluppo e il supporto ufficiale siano cessati da anni (l'ultimo aggiornamento significativo risale al 2013), rimane uno strumento estremamente popolare tra gli utenti esperti per la sua affidabilità,
la ricchezza di funzionalità e il basso consumo di risorse di sistema.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">Caratteristiche Principali e Punti di Forza</strong></div>
<div><span class="cf1">Il vero punto di forza di <em>ImgBurn</em> risiede nella sua versatilità e nelle sue molteplici modalità operative, che
vanno ben oltre la semplice scrittura di dati:</span></div>
<div><ul><li><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Masterizzazione Completa (Write):</strong><span class="fs14lh1-5"> Permette di scrivere un file immagine (come ISO, BIN, CUE, IMG, ecc. - supporta oltre una decina di formati) su un disco ottico. È il
cuore del programma per masterizzare copie esatte di immagini disco.</span></span></li><li><span class="cf1"><strong>Creazione di Immagini (Build):</strong> Consente di creare un file immagine (ad esempio un file ISO) a partire da file e cartelle presenti sul computer o in rete. Questa funzione è
cruciale per archiviare collezioni di dati o creare dischi da distribuire.</span></li><li><span class="cf1"><strong>Lettura Dischi (Read):</strong> Utile per creare file immagine direttamente da un disco inserito nel masterizzatore, permettendo così di eseguire il <em>ripping</em> del contenuto del disco (non protetto da copyright) per backup o archiviazione.</span></li><li><span class="cf1"><strong>Verifica (Verify):</strong> Una funzione fondamentale che verifica l'integrità dei dati masterizzati confrontandoli con il file immagine originale. Questo assicura che il disco
sia leggibile al 100% e che non ci siano errori di scrittura, un aspetto cruciale per i backup importanti.</span></li><li><span class="cf1"><strong>Discovery:</strong> Mette alla prova l'unità ottica e il supporto per valutarne la qualità di masterizzazione (utilizzato spesso in combinazione con strumenti esterni
come DVDInfoPro per un'analisi approfondita).</span></li><li><span class="cf1"><strong>Supporto per Dischi Ottici:</strong> Supporta praticamente ogni tipo di disco ottico, inclusi CD, DVD (singolo e doppio strato), HD DVD e Blu-ray (BD-R/RE/BD-DL).</span></li><li><span class="cf1"><strong>Leggerezza e Stabilità:</strong> È noto per il suo basso impatto sulle risorse di sistema e la sua stabilità, anche durante la gestione di file immagine molto grandi.
Raramente si blocca, rendendolo un'opzione molto affidabile.</span></li></ul><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">Interfaccia Utente e Usabilità</strong></div>
<div><span class="cf1">L'interfaccia di <em>ImgBurn</em> è l'aspetto che più lo colloca nel passato:</span></div>
<div><ul><li><span class="cf1"><strong>Design Obsoleto:</strong> Il <em>look and feel</em> è decisamente datato (in stile Windows XP) e l'interfaccia può risultare poco chiara per i principianti.</span></li><li><span class="cf1"><strong>Layout "Angusto":</strong> Il <em>layout</em> è compatto, presentando molte opzioni e impostazioni che, sebbene offrano un controllo granulare, possono confondere l'utente meno esperto.</span></li><li><span class="cf1"><strong>Orientato all'Esperienza:</strong> <em>ImgBurn</em> è più adatto a utenti che hanno familiarità con i flussi di lavoro di masterizzazione di dischi. Mancano funzionalità moderne come il <em>drag-and-drop</em> per i file o un <em>workflow</em> guidato intuitivo. L'utente deve selezionare di fatto la modalità operativa (Write, Build, Read, ecc.) prima di procedere.</span></li></ul><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink8027af36c7f8141cd602b9b6aad93927 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/imgburn-screen01.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di ImgBurn.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di ImgBurn.','width': 681,'height': 466,'description': 'L\'interfaccia grafica di ImgBurn.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8027af36c7f8141cd602b9b6aad93927, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/imgburn-screen01.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di ImgBurn." title="L&#39;interfaccia grafica di ImgBurn." width="200" height="137" /></a> &nbsp;<script> var showboxlink87e4434c2642de8504de1c148dfb4add = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/imgburn-screen02.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di ImgBurn.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di ImgBurn.','width': 681,'height': 466,'description': 'L\'interfaccia grafica di ImgBurn.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink87e4434c2642de8504de1c148dfb4add, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/imgburn-screen02.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di ImgBurn." title="L&#39;interfaccia grafica di ImgBurn." width="200" height="137" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">L'interfaccia grafica di </span><em><span class="cf1">ImgBurn.</span></em></b></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">Vantaggi (Pro)</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">Gratuito e senza restrizioni di funzionalità.</span></li>
<li><span class="cf1">Leggero e con basso consumo di risorse.</span></li>
<li><span class="cf1">Masterizzazione affidabile e veloce.</span></li>
<li><span class="cf1">Supporto per tutti i dischi ottici (CD/DVD/BD/HD DVD).</span></li>
<li><span class="cf1">Molteplici modalità operative (Read, Write, Build, Verify, Discovery).</span></li>
<li><span class="cf1">Controllo granulare e personalizzazione di velocità, file system, ecc.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Svantaggi (Contro)</strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1">Interfaccia utente datata e non intuitiva per i principianti.</span></li>
<li><span class="cf1">Assenza di aggiornamenti ufficiali (dal 2013).</span></li>
<li><span class="cf1">Manca il supporto moderno (drag-and-drop, workflow guidato).</span></li>
<li><span class="cf1">Meno focalizzato su funzionalità avanzate per Blu-ray (come menu o capitoli).</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In conclusione <em>ImgBurn</em> è un software eccellente per la masterizzazione di dischi ottici, noto per la sua affidabilità
professionale e l'ampia gamma di funzionalità. È la scelta ideale per gli utenti esperti che necessitano di uno strumento potente, gratuito e altamente configurabile per la creazione e la verifica di immagini
disco.</span></div>
<div><span class="cf1">Tuttavia, gli utenti inesperti potrebbero trovarlo complicato a causa dell'interfaccia obsoleta e non intuitiva.</span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante gli anni, se si cerca un programma leggero che "fa il suo lavoro" con estrema precisione, <em>ImgBurn</em> rimane un'ottima scelta, a patto di sapere dove mettere le mani.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica </span><em class="fs14lh1-5">ImgBurn</em><span class="cf1"> dal sito ufficiale: <a href="https://www.imgburn.com/" class="imCssLink">https://www.imgburn.com/</a></span></div>
<div><span class="cf1">Oppure dalla sezione </span><em class="fs14lh1-5">OpenFree</em><span class="cf1"> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink1d31b90703f9036a46c78786132372b0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/imgburn-titolo_bar.jpg','alt': 'Il logo di ImgBurn.','title': 'Il logo di ImgBurn.','width': 1280,'height': 614,'description': 'Il logo di ImgBurn.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1d31b90703f9036a46c78786132372b0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/imgburn-titolo_bar.jpg" alt="Il logo di ImgBurn." title="Il logo di ImgBurn." width="200" height="97" /></a><br></div><div><br></div>

</div>





</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 16:20:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Colpo di grazia]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B5"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Nuovo romanzo della collana Caronte</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">L'opera d'esordio della canadese Sofia Ajram</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità di <em>Colpo di grazia</em>, di <strong>Sofia Ajram</strong>, il nuovo romanzo della collana<em> Caronte</em> edita da Zona 42 Edizioni, curata da <strong>Luigi Musolino</strong> e tradotto da <strong>Chiara Reali</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4iHaRvJ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3Y7ZJyl" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Colpo di grazia</em>, romanzo d'esordio della canadese <strong>Sofia Ajram</strong>, è il volume che chiude l'annata 2025 della collana <em>Caronte</em> curata da <strong>Luigi Musolino</strong>. E una migliore chiusura dell'anno era difficile immaginarla.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Colpo di grazia</em>, che vi presentiamo nella traduzione di <strong>Chiara Reali</strong>, ha infatti vinto il <em>Bram Stoker Award</em> ed è risultato finalista allo <em>Shirley Jackson Award</em>, i due premi più prestigiosi dedicati alla narrativa del perturbante.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con <em>Colpo di grazia</em> la collana <em>Caronte</em> offre una prospettiva ancora diversa su quella che è la produzione contemporanea del nostro genere di riferimento.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Sofia Ajram</strong> affronta senza girarci intorno il tema della salute mentale, ma lo fa con una storia il cui fascino ipnotico
risiede nella scelta dell'ambientazione, nel disagio del suo protagonista, reso con una magnifica prima persona, e infine nelle scelte narrative e nella struttura del romanzo stesso.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Colpo di grazia</em> si svolge quasi completamente nel ventre grigio e infinito di una labirintica stazione della metropolitana,
capolinea dell'ultimo viaggio di Vicken, voce narrante del romanzo. Un'ambientazione simile rieccheggia opere come <em>Piranesi</em> di <strong>Susanna Clarke</strong> o <em>Casa di foglie</em> di <strong>Mark Z. Danielewski</strong>, ma la scrittura di <strong>Sofia Ajram</strong> e le sue scelte pongono il romanzo su un piano decisamente più personale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La traduzione di <strong>Chiara Reali</strong> restituisce mirabilmente la profondità insieme letteraria e viscerale del testo dell’autrice canadese, rendendo la lettura di <em>Colpo di grazia</em> un’esperienza indimenticabile.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Colpo di grazia</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Sofia Ajram</span></div>
<div><span class="cf1">Traduttore: Chiara Reali</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: Caronte</span></div>
<div><span class="cf1">Curatore: Luigi Musolino</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Zona 42</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 224</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 979-1282183062</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: Ebook 7,99 € - Cartaceo 16,90 €</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4iHaRvJ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3Y7ZJyl" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkbc28e10994522a08f310f537759fdbd7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/colpo-grazia_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 795,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbc28e10994522a08f310f537759fdbd7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/colpo-grazia_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="272" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkf349d93156ecc4addd7254d798b675ae = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SofiaAjram_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 784,'height': 822,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf349d93156ecc4addd7254d798b675ae, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/SofiaAjram_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="158" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 07:09:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'uovo dell'angelo evento speciale]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B4"><h1 class="imHeading1">Per la prima volta al cinema</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Il capolavoro visionario del 1985 di Mamoru Oshii</h2><div><div>La Redazione <span class="fs14lh1-5"><i>GHoST</i></span> segnala che dal 4 al 10 dicembre torna per la prima volta al cinema nella versione restaurata 4k <em>L’uovo dell’angelo</em>, il capolavoro visionario del 1985 scritto e diretto da <strong>Mamoru Oshii</strong> (il regista di <em>Ghost in the Shell</em>), disegnato da <strong>Yoshitaka Amano</strong> e prodotto dallo Studio Deen e dalla Tokuma Shoten.</div> <div>Con pochi dialoghi e ricco di simbolismo, il film di <strong>Oshii</strong> fa leva sulle sole immagini senza dare risposte dirette alle domande che sorgono durante la visione. L'opera si affida a tal punto all'interpretazione personale che lo stesso <strong>Oshii</strong> affermò di non saper definire esattamente di cosa parlasse il film, spingendo lo spettatore a rivedere l'opera e a trarre le proprie conclusioni.</div><div><br></div> <div><strong>Sinossi</strong></div> <div>Una ragazza custodisce un misterioso uovo in un mondo desolato, ai margini di una città gotica abbandonata. L’incontro con un enigmatico viandante dà inizio a un viaggio simbolico e visionario, fatto di dialoghi accennati, domande spesso senza risposta e riflessioni aperte alle più svariate interpretazioni.</div><div><br></div> <div><em>L’uovo dell’angelo</em> in versione restaurata in 4K realizzata a partire dai materiali originali in 35mm distribuita per la prima volta nelle sale italiane dal 4 al 10 dicembre.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink351ab62f607b0dd3900f0c46c05fddcf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/UovoDellAngelo_ver.jpg','alt': 'La locandina.','title': 'La locandina.','width': 589,'height': 825,'description': 'La locandina.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink351ab62f607b0dd3900f0c46c05fddcf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/UovoDellAngelo_ver.jpg" alt="La locandina." title="La locandina." width="200" height="281" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=-xT40ECA_NM">https://www.youtube.com/watch?v=-xT40ECA_NM</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 14:48:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/files/UovoDellAngelo_bar_thumb.jpg" length="142416" type="image/jpeg" />
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Brividi d'ottobre di Rubrus]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B3"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Raccolta coesa, tematicamente serrata</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una bella lettura da gustarsi al tempore di una sera d'autunno</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">[...] - Dicono - aveva raccontato il nonno - dicono che, in una notte </em><em class="fs14lh1-5 cf1">d’autunno, Jack, un fabbro astuto e ubriacone, incontrò il diavolo in un bar - o in un pub, come lo chiamano da quelle parti. Il diavolo gli disse che era venuto
a portarlo via e Jack rispose che, prima, doveva pagare il conto, ma che non aveva soldi e che quindi non poteva andarsene. Il diavolo, allora, si trasformò in una moneta. [...]</em></div>
<div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3MawEQf" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span><br></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Brividi d’ottobre </em>di <strong>Rubrus</strong>, edito dalla <strong>Delos Digital</strong> per la collana <em>Folclore Oscuro </em>al numero 5 della suddetta, a cura di <strong>Massimo Junior D’Auria.</strong></span></div>
<div><span class="cf1">È una raccolta coesa, tematicamente serrata. Il volume innesta figure del nostro immaginario autunnale su uno sfondo di provincia padana e città laterali: gatti che
non sono solo gatti, falò, piazze svuotate, nebbie carnose. L’anno agricolo che si chiude è la chiave d’accesso: ciò che torna a galla pretende risarcimenti, o almeno ascolto. Programma dichiarato
già nella scheda di apertura.</span></div>
<div><span class="cf1">Il tono alterna tre registri: la fiaba nera tramandata dai nonni, il realismo sociale di cortili e periferie, il gotico da statale di notte. Funziona la resa delle situazioni “minime”
che sbandano nel perturbante.</span></div>
<div><span class="cf1">Raccolta coerente nel perimetro “folclore contemporaneo”: immaginario autunnale e tradizioni locali riletti in chiave attuale. Con tono sobrio e attenzione al paesaggio
sociale che costruisce un orizzonte malinconico, in cui l’immaginario popolare stagionale (zucche, gatti neri, periferie in nebbia) viene usato come linguaggio per parlare di perdita, debito e memoria.</span></div>
<div><span class="cf1">I “rimpasti” del folclore più noti, l’utilizzo di un lessico curato e ben ritmato e le chiusure emotive interessanti, lo rendono una bella lettura da gustarsi
al tempore di una sera d’autunno sotto una bella coperta.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTORE:</strong></div>
<div><span class="cf1">Rubrus scrive cimentandosi in vari generi tra i quali predilige l’horror, il noir e la fantascienza. Di sé non ama dire molto perché è la storia che
conta e non chi la racconta. Con DBooks ha pubblicato la raccolta di racconti Dietro la porta, il romanzo Dark Summer, il romanzo Sosta di mezzanotte e ha partecipato all’antologia Trumped con il racconto Gestione del
dissenso. Con Lillibook le raccolte di racconti Offlighthings e Racconti dietro l'angolo. Suoi racconti sono stati pubblicati sulla rivista Altrisogni n. 3 e sulle antologie Giallodarte 2011 e Il cerchio capovolto vol.
2.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Brividi d’ottobre</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Rubrus</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: Folclore Oscuro n. 5</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 129</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 978-8825434538</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: 3,99 € Ebook </em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3MawEQf" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink8a87d15eb851745f144d9141020d6bb0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/brividi-ottobre_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 771,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8a87d15eb851745f144d9141020d6bb0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/brividi-ottobre_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 08:31:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Parlare con papà]]></title>
			<author><![CDATA[Donato Altomare]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B2"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Si morse le labbra senza dire una parola</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Ci fu un guizzo, come un piccolo lampo di luce, e lo schermo si spense</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La signora prese per mano il figlio e, col cuore che batteva assai, entrò nel cimitero.<br>Non c’era molta gente, data l’ora mattutina, eppure un intenso vociare
la distolse dai dolorosi pensieri.</span></div>
<div><span class="cf1">“Dov’è papà?”<br>Non guardò il figlio, camminando con lo sguardo davanti a sé si limitò a mormorare: “Ora ci arriviamo.”<br>Dovettero
però camminare per molto. Il bambino stava per protestare quando la madre lo precedette: “Ecco, siamo arrivati.”<br>La tomba era molto semplice. Una lastra di marmo bianco sul terreno con inciso il nome
e le date di nascita e di morte. Sopra una sorta di schermo piatto. C’era un sedile in ferro. La donna si sedette di fronte alla lastra e fece sedere anche suo figlio.<br>Poi posò il pollice della mano destra
su un piccolo cerchio grigio laterale che spiccava sul bianco della lastra.<br>Pochi istanti. Poi lo schermo si illuminò.<br>Il viso di suo marito le stava sorridendo: “Ciao Matilde.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Ciao Filippo.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Vedo che c’è anche nostro figlio. Come va, Tommaso?”<br>Il ragazzo aveva le lacrime agli occhi. Si morse le labbra senza dire una parola.<br>Per incoraggiarlo
la madre mormorò: “Su, dì a papà del bel voto in astrofisica.”<br>Tommaso si strofinò gli occhi col dorso ella mano e finalmente chiese: “Dove sei?”<br>Una domanda che
si stava facendo da dieci giorni, da quando avevano seppellito il padre e avviato la procedura di dialogo. Il micro computer inserito nella lastra di marmo era programmato per dare quante più risposte possibili, e per
permettere un dialogo sulla base di registrazioni precedenti.<br>L’immagine del padre sorrise: “Qui, davanti a te.”</span></div>
<div><span class="cf1">“No, tu sei nella tomba.”</span></div>
<div><span class="cf1">“E’ vero, sono nella tomba, allora perché me lo chiedi?”</span></div>
<div><span class="cf1">“Perché io ti voglio accanto a me.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Sono sempre accanto a te, Tommaso. Ma dimmi, è stato difficile il compito di astrofisica?”</span></div>
<div><span class="cf1">“Un po’, la professoressa ci ha detto che per noi ragazzi di dieci anni è una materia difficile, ma se ci concentriamo possiamo farcela.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Sono sicuro che te la caverai bene, poi da grande potrai viaggiare verso Marte e anche oltre.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Ma io…” Tacque.<br>La madre trattenendo a stento le lacrime e mordendosi le labbra lo spinse a continuare: “Su, papà vuole sapere come se la cava
il suo tesoro.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Io…”</span></div>
<div><span class="cf1">“Cosa vuoi dirgli?”</span></div>
<div><span class="cf1">“Io… io non voglio andare su Marte. Io voglio restare qui e venire ogni giorno a parlare con te.”<br>La madre prese un fazzoletto e se le asciugò lacrime
prepotenti, poi: “Glielo spieghi tu?” Disse rivolto all’immagine del marito.</span></div>
<div><span class="cf1">“Sì, ci penso io,” e rivolto al figlio: “vedi, Tommaso anche durante il viaggio, anche su Marte, anche su qualsiasi satellite del sistema solare potrai
parlare con me. I cellulari possono mettersi in contatto con chiunque sulla Terra. Ci faremo lunghe conversazioni.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Ma mamma non sarà con me.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Lo sai che mamma non potrà andare nello spazio. Ha superato i trent’anni e l’addestramento inizia a quindici anni. Tu potrai farlo, se lo vorrai.”</span></div>
<div><span class="cf1">“NO.” Deciso “Non voglio farlo. Io… io voglio restare qui, vicino a te, per venire a parlare ogni giorno… vicino a te.”<br>Il padre sorrise:
“L’hai già detto. Ma non parliamo del futuro, sarai tu a decidere. Dimmi, come va il nuovo monopattino?”<br>Tommaso tirò su col naso: “E’ meglio di quello che avevo, ma mi sono
accorto che se lo lascio andare da solo tende a sinistra. Per fortuna i sensori stradali mi avvisano, sennò finisco fuori strada.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Devi farlo revisionare.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Ti accompagno io al rivenditore,” intervenne la madre “domani, al termine dei programmi scolastici andiamo insieme. Tanto è dietro casa.”<br>Il
ragazzo annuì: “L’ho già portato una volta.”<br>Il padre scosse il capo: “Non c’è da fidarsi più di questi rivend….”<br>Ci fu un guizzo, come un piccolo
lampo di luce, e lo schermo si spense.</span></div>
<div><span class="cf1">“Ma cosa…?”<br>Un intenso vocio si era levato intorno. Non era accaduto soltanto a loro.</span></div>
<div><span class="cf1">“Papà…”<br>Matilde accarezzò il capo del figlio e cercò di rassicurarlo: “Non è nulla, solo uno sbalzo di tensione. Tu sai
bene di cosa si tratta.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Certo, colpa di vecchie fibre ottiche. Ma da quando non le sostituiscono?”<br>Una voce sintetica venne fuori dalla lastra di marmo. Dalla loro ma anche da quelle
delle tombe vicine: “Si chiede scusa per l’interruzione dovuta a problemi tecnici. Si assicura che tra pochi minuti il contatto sarà ripristinato.”<br>Ancora il vociare intorno.</span></div>
<div><span class="cf1">“Il tempo è scaduto?” Chiese il ragazzo.<br>La madre scosse il capo: “No, nel contratto è prevista l’interruzione non per colpa nostra. Il
tempo di intervento non ci sarà addebitato.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Io voglio ancora parlare con…”<br>La voce sintetica lo interruppe: “Il contatto è stato ripristinato. Scusandoci per l’inconveniente, vi
ricordiamo che sulla base dell’articolo ventisette del contratto il tempo di dialogo riprenderà a scorrere dall’istante preciso dell’interruzione. Ora potete riavviare la conversazione con i vostri
cari defunti.”<br>Matilde sospirò e riportò il pollice sul cerchietto grigio. Un secondo e la lapida bianca si illuminò mostrando il volto sorridente di suo marito.</span></div>
<div><span class="cf1">“Ciao Matilde.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Ciao Filippo.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Vedo che c’è anche nostro figlio. Come va, Tommaso?”<br>Il ragazzo restò muto. Si sarebbe dovuto abituare a quelle frasi sempre uguali all’inizio
della conversazione. Per fortuna intervenne la madre a spiegare: “C’è stata una interruzione, Tommaso deve riprendersi dalla sorpresa.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Bene. Allora? Com’è andato il compito di astrofisica? Dimmi, avrò un figlio astronauta?”<br>Tommaso scosse il capo. Si alzò e mormorò:
“Tu… tu non sei mio padre. IO… io voglio parlare con mio padre non con… con te.”<br>Tornò la voce sintetica: “Si consiglia di interrompere la conversazione e tornare la prossima
settimana dopo aver informato adeguatamente l’elemento giovane e spiegato che sta parlando con una IA che simula suo padre, ma che non sta parlando con suo padre. E’ tutto definito nel contratto. Qualora il soggetto
dovesse dimostrarsi non ricettivo, ci vedremo costretti a interrompere il contratto per la salvaguardia della sua sanità mentale.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Andiamo via… Tommaso, hai ragione… tuo padre non è qui.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Cos’è IA?”<br>La madre smise di piangere e mormorò: “La fine della umanità.”</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">NOTE</strong></div>
<div><span class="cf1">Prima pubblicazione per Club GHoST: 20 Ottobre 2024.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Donato Altomare (Molfetta 1951). Ingegnere, sposato con Loredana Pietrafesa, ha tre figli. Narratore, saggista, poeta,
ha pubblicato oltre trecento opere (racconti, romanzi, saggi, ecc.) in Italia con vari editori (Mondadori, Tabula Fati, Profondo Rosso, Adda, Solfanelli, Fanucci, Giunti, Fazi, Della Vigna, Delos, Perseo, Elara, Altrimedia
ecc.) e all’estero (Cekia, Slovacchia, Serbia, Finlandia, Ucraina, Albania, Messico, ecc.). Ha vinto il Premio Ernesto Vegetti della Critica per il Romanzo<em> Sinfonia per l’Imperatore</em>, (Elara Bologna, 2010), due volte il Premio Urania di Mondadori con <em>Mater Maxima</em> (Mondadori, 2001) e <em>Il dono di Svet</em> (Mondadori, 2008), il Premio ‘Le Ali della Fantasia’ con <em>Surgefora</em>’, (Tabula Fati, Chieti, 2006), otto volte il Premio Italia e molti altri. Sono state tenute tesi di laurea su di lui. Dal 2013 è Presidente della World SF Italia.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkda10e445989c829e95c1bf2540221dda = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/parlare-papa_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 488,'height': 600,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkda10e445989c829e95c1bf2540221dda, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/parlare-papa_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="246" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink9e0c225ab4cebb2865954ae5752d19e9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/donato-altomare_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 220,'height': 259,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9e0c225ab4cebb2865954ae5752d19e9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/donato-altomare_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="177" /></a><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 08:07:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo Indomabile]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B1"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Scritto e disegnato da Mattia Pelusi</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">La storia di una preda che, per la prima volta, si è stancata di esser tale</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La redazione <em>GHoST</em> segnala l’arrivo del fumetto <em>Indomabile</em>, una storia scritta e disegnata da <strong>Mattia Pelusi</strong> edita da Weird Book Edizioni disponibile dal 12 dicembre.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/43U9VhA" class="imCssLink">PRE-ORDINA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Will è un gatto. E i gatti non vanno d’accordo coi cani, si sa. Creature immonde che danno loro la caccia, divorano qualsiasi
felino si ponga sul loro cammino; terrorizzato, Will è disposto a perdere qualunque cosa, pur di continuare a fuggire da loro: il posto di lavoro, dopo che uno di quei mostri irrompe nella locanda per banchettare con
i suoi clienti; un vecchio amico, saggia conoscenza e mentore di vita per lui; la sua casa, dopo un fatale errore; fino ad arrivare, drammaticamente, a chi Will ha più a cuore: suo fratello. </span></div>
<div><span class="cf1">Sarà lì, però, che il sacrificio da fare per continuare a scappare e portare a casa la pelle sarà troppo grande. Sarà lì che il nostro deciderà
di smettere di fuggire e di fare ciò che i gatti san fare meglio: tirare fuori gli artigli.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scritta e disegnata da Mattia Pelusi, <em>Indomabile</em> è la storia di una preda che, per la prima volta, si è stancata di esser tale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Indomabile</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Mattia Pelusi</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Weird Book</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: Dark House</span></div>
<div><span class="cf1">Genere: Fumetto</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 144</span></div>
<div><span class="cf1">Formato: 17 x 24 cm</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 979-12-81603-39-4</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 19,90 €</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/43U9VhA" class="imCssLink">PRE-ORDINA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink3381e5ecc84b2bd54167a1d1315a8397 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/indomabile-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 761,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3381e5ecc84b2bd54167a1d1315a8397, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/indomabile-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="284" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 08:50:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/files/indomabile-cover_bar_thumb.jpg" length="105643" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?in-arrivo-indomabile</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/rss/0000001B1</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Frankenstein di Guillermo del Toro]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B0"><h1 class="imHeading1">Un film più che godibile</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Maestosa la messa in scena e la cura dei dettagli</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong>Frankenstein (Usa 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Guillermo del Toro. Soggetto: dal romanzo Frankenstein o il moderno Prometeo di Mary Shelley. Sceneggiatura: Guillermo del Toro. Fotografia: Dan Laustsen. Montaggio:
Evan Schiff. Musiche: Alexandre Desplat. Scenografia: Tamara Deverell. Costumi: Kate Hawley. Produttori: Guillermo del Toro, J. Miles Dale, Scott Stuber. Case di Produzione: Double Dare You, Demilo Films, Bluegrass 7. Distribuzione
in italiano: Netflix. Durata: 149’. Genere: Fantastico, Orrore, Fantascienza. Paese di Produziuone: Stati Uniti - 2025. Interpreti: Oscar Isaac (Victor Frankenstein), Jacob Elordi (la Creatura), Mia Goth (Elizabeth /
Claire Frankenstein), Felix Kammerer (William Frankenstein), David Bradley (uomo cieco), Lars Mikkelsen (capitano Anderson), Christian Convery (Victor Frankenstein da giovane), Charles Dance (Leopold Frankenstein), Christoph
Waltz (Harlander).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div>Uno dei libri più celebri di sempre, trasposto in decine di film, ottiene l’ennesima incarnazione. Perché deve importarcene qualcosa? Perché a girarlo è
<strong>Guillermo Del toro</strong>, premio oscar, grande creativo. Il prodotto è andato in alcune sale specifiche e più in generale è stato mezzo disponibile
da subito sulla nota piattaforma di streaming che ha contribuito alla sua creazione.</div>
<div>Anche i sassi sanno la storia di <em>Frankenstein</em>. Mi rifiuto di spiegarvela di nuovo. È un libro scritto da <strong>Mary Shelley</strong>, di neanche troppe pagine. Leggetelo che vale la pena.</div><div><br></div>
<div>Io ho un problema con <strong>Del Toro:</strong> lo amo. Lui non ricambia, quindi è una cosa platonica. L’unico suo film che non mi è piaciuto, paradossalmente, è quel <em>La forma dell’acqua</em> che ha vinto l’Oscar. Cercherò comunque di essere oggettivo.</div>
<div>Anche volendolo essere non si può non notare la maestosa messa in scena e la cura dei dettagli, nonché la palpabile atmosfera di ansia che si prova da subito. Da quella
fantastica scena della nave incagliata nei ghiacci mentre è diretta al polo e dal suo capitano che salverà un uomo ferito, il dotto Viktor Frankenstein che caccia ed è cacciato da un mostro. La regia ha
un’estetica unica e ultra riconoscibile come quella del noto regista: gotica, affascinante. Gli ambienti sono bellissimi e i costumi molto elaborati. Si gioca molto con i colori di richiami visivi a scene passate. La
storia è ben illustrata e mai resa troppo complessa e la follia e il dolore dei suoi protagonisti sono mostrati con grande potenza.</div>
<div>Fra questi spicca senza ombra di dubbio <strong>Oscar Isaac</strong>. Ormai già nell’olimpo del cinema, si riconferma un interprete eccezionale e il suo dottore è folle, crudele, terrorizzato. Vittima e carnefice della sua stessa storia. In questo <strong>Jacob Elordi</strong> ne esce oscurato, nonostante sia la creatura e ancora di più una <strong>Mia Goth</strong> che interpreta il fulcro emotivo del film, ma non l’ho trovato all’altezza.</div>
<div>Difetto notevole del film sono gli effetti speciali. Non parlo dei bellissimi ambienti, anche quando disegnati, né dei costumi più che azzeccati. Parlo piuttosto degli
animali. Erano anni che non vedevo animali fatti al computer in un modo tanto maldestro e poco efficace. In un modo simile ho visto il trucco, anche come concept, fallire. Il mostro è pieno di cicatrici che però
hanno forme geometriche, che lo colorano in alcune parti quasi fossero pittura di guerra e lo fanno sembrare bello. Non credo che fosse l’effetto sperato. La mostruosità creata dal dottore è affascinante,
sì, <strong>Elordi</strong> è un bell’uomo, ma il trucco esiste per quello. Non risulta solo imponente, è un idolo.</div><div><br></div>
<div>Che altro dire? La storia è bella e resa bene, quindi il film risulta più che godibile e credo entri di prepotenza nei migliori film mai fatti sul personaggio (non il
migliore magari perché quel “<em>di Mary Shelley</em>” di <strong>Kenneth Branagh</strong> lo ricordo con troppo affetto) ed è consigliatissimo.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc4a122c230fab791c05051ed59ecff86 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Frankenstein2025-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 622,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc4a122c230fab791c05051ed59ecff86, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Frankenstein2025-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink992fc089b76dffa7cbe8c505aea0c2c5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Frankenstein2025-scene_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink992fc089b76dffa7cbe8c505aea0c2c5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Frankenstein2025-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=CwhYNCvli7g">https://www.youtube.com/watch?v=CwhYNCvli7g</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 14:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Primordia di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001AF"><h1 class="imHeading1">Antologia dedicata ai dinosauri</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un volume che riesce a essere colto e popolare allo stesso tempo</h2><div><div>Nel panorama italiano <em>Primordia</em> rappresenta un unicum: un’antologia interamente dedicata ai dinosauri in Italia semplicemente non esisteva. Il volume, curato da <strong>Enrico Nanni </strong>che scrive anche la postfazione, riesce a essere colto e popolare allo stesso tempo, vario senza essere dispersivo, ambizioso senza essere presuntuoso. È un’opera che dimostra quante strade diverse possa prendere la narrativa fantastica italiana, se messa di fronte a un tema che appartiene tanto all’infanzia quanto al mito.</div> <div><br></div><div><a href="https://amzn.to/4onn2yW" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div><div><br></div> <div>L’antologia si apre con il racconto di <strong>Davide Russo</strong>, <em>Stampanti di Carne Sintetica</em>, che è non solo il primo in ordine di apparizione, ma anche uno dei più rifiniti dell’intero volume. <strong>Russo</strong> immagina un futuro in cui la tecnologia tenta di ricreare, manipolare e sfruttare l’ultimo briciolo di vita preistorica rimasto nell’immaginazione umana. Realtà virtuale, biologia artificiale e produzione alimentare diventano i nuovi strumenti con cui l’uomo si misura con la potenza dei dinosauri. È un testo brillante, lucidissimo, che riesce a essere visionario senza perdere la concretezza, e che dà all’antologia un avvio di grande forza. <strong>Cesare Buttaboni </strong>invece scrive un omaggio dichiarato e appassionato a <em>Il Mondo Perduto </em>di <strong>Arthur Conan Doyle </strong>con il suo <em>Il mondo perduto degli insetti</em>. <strong>Enrico Nanni </strong>con <em>L'Isola</em> firma un racconto che si muove sulla linea sottile tra storia e invenzione. La sua isola popolata da Dimetrodon attraversa quasi un secolo di vicende umane, dalla retorica imperiale di <strong>Mussolini </strong>alle ambizioni imprenditoriali in stile <em>Berlusconi</em>, fino ai nuovi parchi tematici agognati da capitali orientali. La presenza dei dinosauri diventa un paradosso geopolitico, una lente deformante attraverso cui osservare l’evoluzione – o il declino – della società moderna. <strong>Nanni</strong> costruisce l’atmosfera con calma, senza bruciare le tappe, e proprio per questo il finale colpisce con forza. Lo sguardo di <strong>Matteo Mancini </strong>invece in <em>L'isola delle lucertole </em>vira verso una dimensione quasi medianica, dove l’avventura convive con una componente spirituale e ultraterrena. La ricchezza di immaginazione, gli attacchi preistorici e le apparizioni improvvise convivono con un sentimento più intimo, talvolta malinconico, che dà al testo una sfumatura unica. Il contributo di <strong>Paolo Sista </strong><em>Erodi – Eradica – Everti </em>si muove invece lungo un binario diverso, più concettuale. Il suo racconto, pur inscritto nella fantascienza, sembra dialogare con alcune intuizioni della filosofia contemporanea – lo stesso autore ha citato <strong>Emanuele Severino </strong>come una delle sue influenze – e questa eco si percepisce nel modo in cui riflette sul destino, sull’identità e sui limiti dell’essere umano. La componente militare e tecnologica non è decorativa: diventa un modo per interrogare ciò che resta stabile mentre tutto il resto muta. È uno dei testi più “pensati” dell’antologia, quello che invita a una lettura meno immediata e più meditativa. &nbsp;All’interno di <em>Primordia</em> convivono anche momenti più emotivi e crepuscolari, come nei racconti di <strong>Simone Ardovini </strong>e <strong>Debora Parisi</strong>. <strong>Ardovini</strong> sceglie un tono elegante, quasi meditativo, e racconta la migrazione disperata di un gruppo umano verso territori inesplorati e selvaggi. <strong>Debora Parisi </strong>racconta gli ultimi giorni dei dinosauri con un tono morbido e raccolto. &nbsp;Il racconto procede per immagini sottili, con un finale che apre uno spiraglio inatteso e poetico sulla trasformazione del mondo. <strong>Parisi</strong> sceglie un tono tutto suo, riconoscibile e personale, che arricchisce ulteriormente la varietà dell’antologia. La componente storica ritorna con forza nel racconto di <strong>Mauro Palazzi </strong><em>Flos Mali Anno Domini</em>, che trasporta il lettore in un Medioevo superstizioso, segnato da riti religiosi, paure ancestrali e misteriose sparizioni. L’indagine che si dipana tra le montagne culmina in un incontro con creature alate che sovrastano la comunità e la sua fede, con un climax che sembra scritto per essere visto sul grande schermo. <strong>Palazzi</strong> dimostra un grande senso per l’atmosfera, creando un ponte affascinante tra storia e bestiario. I racconti di <strong>Sergio Natan </strong>e <strong>Barbara Guarnieri</strong> riportano il lettore alle prime comunità umane, tra tribù preistoriche alle prese con eventi straordinari e forze difficili da interpretare. <strong>Natan</strong> porta il lettore agli albori della civiltà umana, tra profezie, oggetti caduti dal cielo e presenze misteriose che guidano il destino delle tribù. <strong>Guarnieri</strong> invece lavora sulla simbologia primordiale del caos e dell’ordine, evocando una creatura extradimensionale che sembra arrivare direttamente da un multiverso alieno. Entrambi i testi hanno una qualità profetica, quasi sciamanica, che li distingue dal resto della raccolta. <strong>Paolo De Bonis </strong>porta nell’antologia un approccio più dinamico e immediato, con storie in cui l’elemento avventuroso prende decisamente il sopravvento in un ritmo narrativo che non concede tregua. Sono racconti vivaci, pensati per il puro coinvolgimento, e arrivano al pubblico italiano grazie alla traduzione di <strong>Enrico Nanni</strong>. A completare il volume troviamo anche altri racconti degni di nota: <em>Archaeopteryx</em> di <strong>Enrico Nanni</strong>, <em>Qualcuno di più Grande </em>di <strong>Mauro Palazzi </strong>e <em>Diario di un Microraptor </em>di <strong>Davide Russo</strong><span class="ff1">.</span></div><div><br></div> <div>A completare l’opera ci sono le splendide illustrazioni di <strong>Antonio De Maria</strong>, vero valore aggiunto dell'opera. Ogni tavola accompagna il lettore dentro gli scenari descritti, amplificando la presenza dei dinosauri e dando forma visiva alle epoche e alle atmosfere raccontate. L’intero libro, grazie alle immagini e ai testi, funziona come una vera “macchina del tempo”.</div> <div> </div><div><br></div><div><br></div> <div><em>Primordia</em></div> <div><em>Bestiario predatorio metatemporale</em></div> <div><em>Autore: AA.VV.</em></div> <div><em>Curatore: Enrico Nanni</em></div> <div><em>Illustratore: Antonio De Maria</em></div> <div><em>Editore: Colomò Editore</em></div> <div><em>Pagine: 224</em></div> <div><em>ISBN: 979-1281430303</em></div> <div><em>Costo:15,00 €</em></div> <div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4onn2yW" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span><br></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkf48634045288ee6a1e75b7cf56be99bd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/primordia-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 699,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf48634045288ee6a1e75b7cf56be99bd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/primordia-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 07:07:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Anthropophagus II di Dario Germani]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Scognamiglio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001AE"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Cast tutto al femminile</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Il titolo Antropophagus torna in scena</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Antropophagus II (Italia 2022)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Dario Germani. Soggetto e Sceneggiatura: Lorenzo de Luca e George Eastman (dialoghi). Musiche: Simone Pastore. Effetti speciali: David Bacci. Paese di Produzione: Italia. Produttore: Gianni Paolucci. Casa di Produzione: Halley Pictures. Distribuzione (Italia): Variety Distribution. Genere: Orrore. Durata: 87’. Anno: 2022. Interpreti: Shaen Barletta (Sonia), Monica Carpanese (Nora), Jessica Pizzi (Giulia), Giuditta Niccoli (Angela), Chiara De Cristofaro (Betty), Diletta Maria D'Ascanio (Polly), Alberto Buccolini (il cannibale), Alessandra
Pellegrino (Isabel), Valentina Capuano (Cinzia)</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/484vSgf" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">La docente Nora con il suo gruppo di studentesse è in viaggio verso una meta remota del Lazio per trascorrere un week-end all’interno di un bunker antiatomico dove
non prendono i cellulari e senza aver detto a nessuno dove si stessero recando, con lo scopo di effettuare delle ricerche in merito alla tesi che stanno scrivendo. Dopo essersi incontrate con l’uomo con cui Nora aveva
preso contatti, vengono accompagnate all’interno del bunker fino ad una camerata con letti a castello privi di materassi, dovendosi dunque arrangiarsi con quello che hanno. L’uomo le rinchiude ermeticamente nell’ala
interessata alle ragazze con l’impegno di venirle a riprendere Lunedì. L‘incubo avrà inizio quando due di loro allontanandosi dalla camerata scompaiono nel nulla dando il via alle ricerche e scoprendo
che in quel labirinto di gallerie non sono da sole… un feroce e famelico cannibale assetato di sangue inizierà dare la caccia a loro catturando e sottoponendole a brutali torture.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nel 1980 il regista <strong>Aristide Massaccesi</strong> in arte “Joe D’Amato” creò un cult istantaneo dal titolo <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?antropophagus-di-joe-d-amato" class="imCssLink">Antropophagus</a></em>. Dopo 42 anni, ovvero nel 2022 è il regista <strong>Dario Germani</strong> (<em>Lettera H</em>, <em>La lunga notte dei morti viventi</em>) a riportare questo titolo nell’horror moderno scatenando curiosità nei cuori dei nostalgici. Il film non è il sequel del film di <strong>D’Amato</strong> né un remake ma mantiene comunque intatto il tema principale, ovvero quello della creatura cannibale. Senza troppi giri di parole lo spettatore si trova già
davanti a una scena scioccante preparandosi a ciò che lo aspetterà poi durante la visione. Marciume e inquietudine sono ben accentuati non solo dal labirintico dedalo di gallerie del Bunker del Monte Soratte
(location in provincia di Roma scelta dal regista) ma anche dagli ottimi e realistici effetti speciali curati da <strong>David Bacci</strong>, talmente ben realizzati quasi a sembrare che le vittime vengano veramente uccise, regalandoci momenti di puro splatter e violenza. Il cast tutto al femminile (<strong>Monica Carpanese</strong>, <strong>Giuditta Niccoli</strong>, <strong>Chiara De Cristofaro</strong>, <strong>Shaen Barletta</strong>, <strong>Jessica Pizzi</strong>, <strong>Diletta Maria D'Ascanio</strong>, <strong>Alessandra Pellegrino</strong>, <strong>Valentina Capuano</strong>) svolge bene il compito affidatogli formando il più classico dei gruppi di studentesse ognuno con il suo carattere (la secchiona, l’avventuriera, la vanitosa ecc...). Il cannibale (a metà
strada tra il Three Fingers di <em>Wrong Turn</em> e il Mortis di <em>Shadow</em>) interpretato da <strong>Alberto Buccolini</strong> è ben calato nel personaggio rendendo le scene di morte una serie di esperienze difficili da dimenticare. Grazie a una sceneggiatura ben studiata e progettata apposta per ciò che il pubblico
si aspetta da un film di questo genere, la visione scorre piacevolmente con un graduale susseguirsi di situazioni che non lasciano nulla al caso, fino a un finale tutt'altro che scontato.</span></div>
<div><span class="cf1">Il titolo <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?antropophagus-di-joe-d-amato" class="imCssLink">Antropophagus</a></em> torna in scena, con uno smalto ben tirato a lucido e dimostrando ancora una volta che il cinema
horror italiano è più vivo che mai.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/484vSgf" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink2b8871e3124c78134e4bebf89244d2e7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/antropophagusII-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 594,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2b8871e3124c78134e4bebf89244d2e7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/antropophagusII-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="283" /></a><br></div><div><script> var showboxlink1277946caf149fb1e6c8849c9e971a52 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/antropophagusII-scene_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 728,'height': 409,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1277946caf149fb1e6c8849c9e971a52, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/antropophagusII-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=FJjBIriWs9E">https://www.youtube.com/watch?v=FJjBIriWs9E</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 15:04:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Colombiana di Olivier Megaton]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001AD"><h1 class="imHeading1">Un prodotto formalmente curato</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Che merita la visione per tutti gli appassionati di action e thriller</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Colombiana (Francia, Usa 2011)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Olivier Megaton. Soggetto e Sceneggiatura: Luc Besson, Robert Mark Kamen. Fotografia: Romain Lacourbas. Montaggio: Camille Delamarre. Musiche: Nathaniel
Méchaly, Craig Walker. Effetti Speciali: Philippe Hubin, Rodolfe Chabrier, David Danesi. Produttori: Luc Besson, Ariel Zeitoun. Scenografia: Patrick Durand, Philippe Cord’homme. Costumi: Olivier Bériot.
Trucco: Véra Frossard, Stacy Kelly. Case di Produzione: EuropaCorp, TF1 Film Production, Grive Productions, Canal+. Durata: 108’. Genere: Drammatico. Paesi di Produziuone: Francia, Stati Uniti - 2011. Interpreti:
Zoe Saldana (Cataleya Restrepo), Jordi Mollà (Marco), Lenni James (James Ross), Cliff Curtis (Emilio Restrepo), Beto Benites (Don Luis), Michael Vartan (Danny Delanay), Amandla Stenberg (Cataleya
da piccola), Callum Blue (Steve Richard), Cynthia Addai-Robinson (Alicia Restrepo), Jesse Borrego (Fabio Restrepo), Ofelia Medina (Mama), Angel Garnica (Pepe), Sam Douglas (William Woodgard), Graham McTavish (Capo Marshal
Warren), Max Martini (Agente Robert Williams), Doug Rao (Michael Shino), Charles Maquignon (Sergente Bill Attwood), Affif Ben Badra (Gennaro Rizzo).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4om95Bk" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4p7CLn8" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Che bel thriller questo <em>Colombiana</em>, così pieno di azione e di <em>suspense</em>! In Italia, purtroppo, non è mai arrivato nelle sale cinematografiche, dove sarebbe stato una gioia
per gli occhi solo per la splendida fotografia (color giallo antico) di <strong>Romain Lacourbas</strong> e i suggestivi paesaggi che immortalano luoghi di Sudamerica e Spagna, senza dimenticare le metropoli statunitensi. La storia segue l’esistenza spericolata di Cataleya Restrepo, dai 9 anni all’età
adulta - interpretata prima da <strong>Amandla Stenberg</strong>, poi da <strong>Zoe Saldana</strong> -, a caccia di vendetta dopo che una banda di narcotrafficanti le ha ucciso i genitori. Inutile raccontare la vicenda per filo e per segno, basti sapere che Cataleya
raggiunge prima Miami e poi Chicago - dove vive lo zio - e da lì comincia una carriera come killer spietata, sprezzante del pericolo. Sequel del celebre <em>Léon</em> di <strong>Luc Besson</strong> - che partecipa alla sceneggiatura di <em>Colombiana</em> insieme a <strong>Robert Mark Kamen</strong> -, gode di una confezione formale perfetta, da una storia che non concede respiro a una serie di riprese acrobatiche, in soggettiva e in primo piano, davvero
notevoli. Un film ben girato dal francese <strong>Olivier Megaton</strong> (noto per <em>Transporter 3</em>) tra Chicago, New Orleans e Messico (nella finzione che sia Colombia), montato in maniera sincopata per 108’ di pellicola dalla bravissima <strong>Camille Delamarre</strong>. Colonna sonora adeguata al cinema d’azione, curata da <strong>Nathaniel Méchaly</strong> e <strong>Craig Walker</strong>, che comprende la partecipazione dei <strong>Nine Inch Nails</strong> (sui titoli di coda) con la canzone <em>Hurt</em> nella versione di <strong>Johnny Cash</strong>. Effetti speciali grandiosi (<strong>Philippe Hubin</strong>, <strong>Rodolfe Chabrier</strong>, <strong>David Danesi</strong>) che rendono credibile l’impossibile, sia quando Cataleya è piccola e sfugge via ai suoi persecutori come una gatta selvaggia, sia quando cresce e mette in atto le evoluzioni più spericolate.
Sorprende che gran parte della critica definisca <em>Colombiana</em> “un film di serie B” e che lo giudichi negativamente, affermando che sarebbe “un contenitore
di stereotipi negativi”. <em>Colombiana</em> non è un film con ambizioni particolari, se non intrattenere in maniera piacevole con un prodotto formalmente curato,
ma direi che merita la visione per tutti gli appassionati di action e thriller. Cercatelo su Mediaset Premium.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4om95Bk" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4p7CLn8" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink0be44ffe6f072b5283c815b1e90f3921 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/colombiana-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 561,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0be44ffe6f072b5283c815b1e90f3921, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/colombiana-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="268" /></a><br></div><div><script> var showboxlink6239e6541e69b631fd107dc2eaf3dddb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/colombiana-scene_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6239e6541e69b631fd107dc2eaf3dddb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/colombiana-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=HCxPLlFWdFo">https://www.youtube.com/watch?v=HCxPLlFWdFo</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 07:48:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo (Don't fear) the reaper]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001AC"><h1 class="imHeading1">Disponibile dal 5 dicembre</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un libro che indaga i testi e la musica dei Blue Öyster Cult</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em>Per la prima volta un libro italiano indaga i testi e la musica dei Blue Öyster Cult, una delle band hard rock più influenti e originali di sempre.</em></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/43T5ymL" class="imCssLink">PRE-ORDINA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div>
<div>I <strong>Blue Öyster Cult</strong> sono una band particolare e unica sotto molti aspetti. Grazie alla sapiente guida del
loro manager, produttore, paroliere principale e mentore <strong>Sandy Pearlman</strong>, hanno sviluppato un concept unico che, partendo dalle suggestioni cosmiche e aliene di <strong>H. P. Lovecraft</strong>, ha sviluppato un mondo lirico in cui s’intrecciano alchimia, storia, occultismo, orrore e magia, andando ben oltre agli scopi della loro casa discografica
che voleva farne “semplicemente” la risposta americana ai <strong>Black Sabbath</strong>. La loro carriera frastagliata e tormentata, ma che li vede attivi ancora oggi dal 1967, ha prodotto vendite per oltre trenta milioni di dischi, ma soprattutto ha contribuito a dare al genere heavy metal,
termine inventato proprio per la loro musica, una connotazione intelligente, intrigante e profonda, tanto che il loro rock è stato etichettato come «<em>metal for the thinking man</em>». Primi a usare i laser in concerto e l’abbigliamento <em>denim &amp;</em> <em>leather</em>, hanno sempre avuto un lato misterioso, horror, ambiguo e criptico, difficile da decifrare fino
in fondo, e che si sublima nel concept di Imaginos, un alieno che cambia le sorti del mondo attraverso due secoli di storia. Ripercorrere la carriera dei <strong>Blue Öyster Cult</strong> attraverso le loro canzoni e i loro testi vuol dire addentrarsi in una delle avventure più affascinanti del mondo del rock.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Stefano Cerati<strong> </strong>è un giornalista e scrittore milanese, attivo nel campo del rock da quasi trent’anni.
Ha collaborato per numerosi periodici rock e metal e dal 2009 è editore della rivista <em>Rock Hard</em>. Per Tsunami Edizioni ha scritto per la serie “I 100 Migliori Dischi” i volumi sulla NWOBHM, sul thrash, sul death e sul doom. È inoltre autore degli acclamati saggi <em>Heavy Metal – 50</em> <em>anni di musica dura </em>e <em>Black Mass – La Storia dell’Occult Rock </em>e di <em>Black Sabbath – Masters Of Reality</em>, il volume dedicato ai testi del periodo classico della band di Birmingham.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: (Don't fear) the reaper.</div>
<div>Testi e canzoni dei Blue Öyster Cult</div>
<div>Autore: Stefano Cerati</div>
<div>Collana: Le Tormente n. 25</div>
<div>Editore: Tsunami Edizioni</div>
<div>Pagine: 296</div>
<div>Dimensioni: 14.2 x 2.3 x 21 cm</div>
<div>ISBN: 978-8894859973</div>
<div>Prezzo: 20,00 €</div><div><br></div>
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			<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 14:31:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Profondo Rosso - 50th Anniversary Boxset]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001AB"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Una straordinaria edizione</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Per celebrare il 50° anniversario di Profondo rosso</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> è lieta di annunciare che Cinevox e AMS hanno pubblicato <em>Profondo Rosso (50th Anniversary Boxset)</em>, uno straordinario cofanetto in edizione limitata di sole 450 copie dedicato ai 50 anni della colonna sonora dei <strong>Goblin</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Il box contiene un doppio vinile con tutte le musiche del film di <strong>Dario Argento</strong>, <span class="fs14lh1-5">un libro di </span><strong class="fs14lh1-5">Fabio Capuzzo</strong><span class="fs14lh1-5"> e una chicca: un mini album di canzoni per bambini dei </span><strong class="fs14lh1-5">Calibro 35</strong><span class="fs14lh1-5">!</span></span></div>
<div><span class="cf1">Per celebrare il 50° anniversario di <em>Profondo rosso</em>, il capolavoro di <strong>Dario Argento</strong> con la straordinaria e popolarissima colonna sonora dei <strong>Goblin</strong>, AMS Records e Cinevox pubblicano un cofanetto da collezione irripetibile, in edizione limitata di 450 copie.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Confezionato con un'immagine lenticolare esclusiva che rivela la scena chiave del film, trasformando questa edizione in un vero e proprio oggetto da esposizione, <em>Profondo Rosso (50th Anniversary Boxset)</em> contiene in primo luogo <em>Profondo rosso</em> in doppio Lp: una ristampa speciale in due vinili con copertina apribile e artwork inedito<strong> </strong>che include la colonna sonora originale, più un disco bonus con una raccolta di brani con la musica effettivamente utilizzata nel film. A questo si aggiunge una chicca: <em>Canzoncine per bambini</em> dei <strong>Calibro 35</strong>, un LP con sei tracce inedite dei maestri del jazz-funk cinematografico, che fondono il loro sound caratteristico con filastrocche cantate da un vero coro di bambini. Il disco si ispira a una delle
scene più note di <em>Profondo rosso</em>, una sorta di espediente narrativo attorno al quale la musica ruota giocosamente, trasformando quell'idea cinematografica
in un concetto autonomo pieno di ironia, tensione e immaginazione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Per celebrare degnamente la storia della colonna sonora e dei <em>Goblin</em>, il cofanetto include anche <em>Nel rosso più profondo</em>, il libro di <strong>Fabio Capuzzo</strong> - uno dei massimi esperti in materia - in formato Lp, in inglese, contenente una delle analisi
più dettagliate e approfondite mai scritte sul film e sulla sua musica. Un'edizione celebrativa di straordinario valore culturale e collezionistico, che fonde cinema, musica e cimeli in un'esperienza totale.
Un tributo imperdibile a uno dei film più importanti e celebrati del nostro cinema, a cinquant'anni dalla sua uscita.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">GOBLIN </strong></div>
<div><strong class="cf1"><em>Profondo Rosso</em> </strong></div>
<div><strong class="cf1">(50th Anniversary Boxset)</strong></div>
<div><span class="cf1">Cofanetto contenente 2 LP trasparenti rossi + LP nero + libro di 60 pagine in formato LP + lenticolare esclusivo </span></div>
<div><span class="cf1">Ed. Limitata 450 copie</span></div>
<div><span class="cf1">(AMS Records | Cinevox | BTF Vinyl Magic, 2025)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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			<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 06:26:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il sentiero azzurro di Gabriel Mascaro]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001AA"><h1 class="imHeading1">Un film da vedere</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Ambientato in un Brasile del futuro</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong>Il sentiero azzurro (Brasile, Messico, Cile, Paesi Bassi 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Gabriel Mascaro. Soggetto e Sceneggiatura: Gabriel Mascaro, Tibério Azul. Fotografia: Guillermo Garza. Montaggio: Omar Guzmán, Sebástian
Sepúlveda. &nbsp;Musiche: Memo Guerra. Scenografia: Dayse Barreto. Paesi di Produzione: Brasile, Messico, Cile, Paesi Bassi. Produttori: Rachel Daisy Ellis, Murilio Hauser. Case di Produzione: Desvia, Cinevinay, Quijote
Films, Viking Film. Distribuzione (Italia): Officine Ubu. Genere: Fantastico, Drammatico. Titolo originale: O último azul. Interpreti: Denise Weinberg (Tereza), Rodrigo Santoro (Cadu), Miriam Socarrás (Roberta), Adanilo (Ludemir).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div>Prima di tutto diamo a Cesare quel che è di Cesare. Non mi si dica che <strong>Gabriel Mascaro</strong> non conosceva <em>I viaggiatori della sera</em> - romanzo di <strong>Umberto Simonetta</strong> del 1976, portato al cinema nel 1979 da <strong>Ugo Tognazzi</strong>, anche interprete con una stupenda <strong>Ornella Vanoni</strong> - perché non ci credo. Il punto di partenza è identico, solo che la storia è ambientata in un Brasile del futuro (<em>distopico</em>, dicono quelli che parlano bene), ma la storia della società che vuol fare a meno degli anziani confinandoli in un’ipotetica colonia - in realtà sopprimendoli
- non cambia di una virgola. Poche cose modificate, nel romanzo di <strong>Simonetta</strong> si parlava di una crociera e gli anziani erano i cinquantenni, mentre <strong>Gabriel Mascaro</strong> fa partire i settantenni per la vacanza obbligata. Protagonista del film l’anziana Tereza (<strong>Weinberg</strong>) che di anni ne ha già settantadue ed è pure in ritardo per il progetto di rilancio economico che prevede i giovani impegnati nel lavoro e i vecchi in colonia.
Tereza cerca di fuggire al suo destino, il sogno della sua vita sarebbe quello di volare, in ogni caso di viaggiare, in parte riesce a compierlo, accompagnando lo spettatore in un lungo navigare sulle acque del Rio delle Amazzoni.
Gli incontri di Tereza sono la parte originale del film, tra il giovane Cadu (<strong>Santoro</strong>) e la finta suora Roberta (<strong>Socarras</strong>), senza dimenticare Ludemir (<strong>Adanilo</strong>), che aiutano l’anziana a non partire per la colonia, a compiere la sua fuga verso la libertà. Formato quadrato, fotografia stupenda di un Brasile selvaggio
- tra <em>alagados</em> e fiume - &nbsp;curata da <strong>Garza</strong>, montaggio da cinema d’autore di <strong>Guzmán</strong> e <strong>Sepúlveda</strong> (85’ di pure immagini), musiche etniche coinvolgenti di <strong>Guerra</strong>, scenografie sontuose di <strong>Barreto</strong>. Bravissima e ispirata l’attrice principale - <strong>Denise Weinberg</strong> - che reca su solidi spalle di consumata interprete di prosa l’intera parte drammatica. Orso d’argento a Berlino (Gran Premio della Giuria), che se <strong>Umberto Simonetta</strong> fosse ancora vivo sentirebbe anche un po’ suo. In ogni caso un film da vedere, anche se è una scorrettezza - ai limiti del plagio - &nbsp;non aver citato
la fonte di ispirazione nei titoli di testa o di coda, alla voce soggetto.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinka9b8c27a7d944722aa8307a9bf3652e6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sentiero-azzurro-cover_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka9b8c27a7d944722aa8307a9bf3652e6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sentiero-azzurro-cover_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink08f7c0ec32d3f3e819264a0e83ecb859 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sentiero-azzurro-scene_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink08f7c0ec32d3f3e819264a0e83ecb859, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sentiero-azzurro-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=u394EpW90vM">https://www.youtube.com/watch?v=u394EpW90vM</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 15:35:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Orbital Eye per smartphone e pc]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Giochi"><![CDATA[Giochi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A9"><h1 class="imHeading1">Un platform per smartphone e pc</h1><h2 class="imHeading2">Incentrato sull'attraversamento di livelli composti da piattaforme</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>La Redazione <span class="fs14lh1-5"><i>GHoST</i></span> segnala l'uscita di<span class="fs14lh1-5"> </span><strong class="fs14lh1-5">Orbital Eye</strong><span class="fs14lh1-5">, un gioco </span><span class="fs14lh1-5">per smartphone e pc. Prodotto e sviluppato da </span><em class="fs14lh1-5">Club GHoST &amp; Ipnotica</em><span class="fs14lh1-5">, il gioco è reperibile presso la sezione <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">OpenFree</a> del Portale.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">I</span><span class="fs14lh1-5">ncentrato sull'attraversamento di livelli composti da piattaforme, </span><strong class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Orbital Eye</span></strong><span class="fs14lh1-5"> è un platform d'azione che sfida i giocatori a raccogliere dieci gemme in ogni livello, il tutto entro un tempo limite. Sviluppato inizialmente per smartphone, il gioco si adatta perfettamente anche all'esperienza desktop, permettendo di giocare direttamente dal browser senza compromessi sulla qualità grafica e sul gameplay. Con un tipico </span><span class="fs14lh1-5">design</span><span class="fs14lh1-5"> vintage 2D e meccaniche di gioco retrò, </span><strong class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Orbital Eye</span></strong><span class="fs14lh1-5"> offre un'avventura dinamica che tiene alta l'attenzione degli utenti, sia in movimento che comodamente seduti al computer. Un'esperienza ludica che unisce rapidità e strategia, perfetta per chi cerca una sfida avvincente in qualsiasi momento della giornata.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Il gioco gira direttamente su </span><span class="fs14lh1-5">browser</span><span class="fs14lh1-5"> per cui non necessita di alcuna installazione.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/orbital-eye.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/orbital-eye.html', null, false)">GIOCA ORA</a></span><span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/orbital-eye.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/orbital-eye.html', null, false)"> &gt;&gt;</a></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><script> var showboxlink69dd12f25b2d5c8b749b14910575f6db = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/orbital-eye-cover_bar.jpg','alt': 'La copertina del gioco.','title': 'La copertina del gioco.','width': 716,'height': 716,'description': 'La copertina del gioco.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink69dd12f25b2d5c8b749b14910575f6db, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/orbital-eye-cover_bar_h18ioz5g.jpg" alt="La copertina del gioco." title="La copertina del gioco." width="200" height="200" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 05:53:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cordiali saluti di Yari Lepre Marrani]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A8"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Romanzo breve di horror etico</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un lavoro feroce e consapevole, capace di far male nei punti giusti</span></h2><div><div><em class="cf1">[…] Alla loro vista i suoi timori le furono confermati come il rombo del tuono che anticipa la tempesta. Quei due poliziotti portavano a Erika il tuono della tragedia. Era successo qualcosa di brutto. I due poliziotti le chiesero se conosceva una certa Reena D’Aquintos perché quest’ultima era ora in ospedale per accertamenti. Era stata ritrovata a terra, svenuta con un batuffolo di cotone imbevuto di Fentanyl, narcotico potente, attaccato alle labbra, accanto a un muro appena fuori Viviendas e a una carrozzina elettrica, robusta, ampia, vuota […]</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3LP8GtR" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Cordiali saluti </em>di <strong>Yari Lepre Marrani</strong> edito da Delos Digital<strong> </strong>per la collana <em>Innsmouth</em>, al numero 225 a cura di <strong>Luigi Pachì. </strong></span></div> <div><span class="cf1">Romanzo breve di horror etico più che soprannaturale, incardinato su colpa, fame e menzogna. La macchina narrativa è semplice e funziona, con una chiusura che morde.</span></div> <div><span class="cf1">Ha una buona struttura a tenaglia: prima il realismo ansioso di Málaga, poi l’irruzione della lettera rivelatrice. La scelta epistolare rovescia il giallo in una confessione disturbante, chiudendo il cerchio con un “cordiali saluti” ferino. Tratta molto bene il male quotidiano e la pressione drammatica, favorito anche da personaggi secondari efficaci e che non sono un mero contorto superfluo.</span></div> <div><span class="cf1">Ho trovato però un paio di note storte, la ridondanza di immagini iperboliche sulla carne di Daniel, a mio avviso, scivola più volte dal necessario all’ossessivo. Ho apprezzato ma, forse, qualcosa in meno sarebbe stato meglio. Oltre a questo, sono stato “rallentato” da alcuni punti della routine quotidiana che potevano essere sfoltiti.</span></div> <div><span class="cf1">Ha tutti i presupposti per essere un lavoro feroce e consapevole, capace di far male nei punti giusti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">L’AUTORE:</strong></div> <div><span class="cf1">Yari Lepre Marrani è un docente, giornalista culturale e poeta. Da anni </span><span class="fs14lh1-5 cf1">collabora con diversi giornali tra i quali l'Avanti, il Pensiero Mazziniano, il Corriere Nazionale e, soprattutto, l'Occidentale, come divulgatore culturale e analista geopolitico. Su questi giornali scrive contributi strettamente storici e culturali che spaziano dalla divulgazione storica alla critica letteraria sino alla politica contemporanea. Alcuni suoi contributi di analisi politica sono apparsi anche su Affaritaliani.it. La sua ultima silloge poetica, I canti di un pellegrino, edita da Booksprint Edizioni, è stata scelta dalla </span><span class="fs14lh1-5 cf1">casa editrice come candidata al Premio Strega Poesia 2025.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div><div><div><em class="cf1">Cordiali saluti</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Yari Lepre Marrani</em></div> <div><em class="cf1">Curatore: Luigi Pachì</em></div> <div><em class="cf1">Collana Innsmouth, n. 225</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 111</em></div> <div><em class="cf1">ISBN: 978-8825434507</em></div> <div><em class="cf1">Costo: 3,00 € Ebook</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3LP8GtR" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkec49b3533c3870eb5ceae76074d4d9d6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/cordiali-saluti_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 598,'height': 838,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkec49b3533c3870eb5ceae76074d4d9d6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/cordiali-saluti_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink5cbfe41dc9ad73c736abe4c40ed4c38f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Yari-Lepre-Marrani_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 500,'height': 612,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5cbfe41dc9ad73c736abe4c40ed4c38f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Yari-Lepre-Marrani_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="184" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 05:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Torre delle Anime]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Carlo Cappi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A7"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Trovò otto corpi orribilmente mutilati</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Sparsi per la sala intorno a un pentacolo tracciato sul pavimento</span></h2><div><div><span class="cf1">Un’avventura di padre Stanislawsky<br>di Andrea Carlo Cappi</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Banyalbufar (Maiorca), 1579</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">L’arcangelo scese dai cieli, atterrando sulla sommità dell’<em>atalaya</em>. Ripiegò con eleganza le ali e guardò il milite che aveva convocato, uno degli angeli della sua legione.<br>“Oggi gli uomini hanno costruito questa torre nel punto in cui i loro antenati celebravano sacrifici agli dèi dell’Abisso”, spiegò. “È un luogo sacro e maledetto al tempo stesso, una porta tra i mondi. D’ora in poi avrai il compito di vigilare che nessuno cerchi di aprirla dalla parte sbagliata.”<br>“E come posso impedirlo, Generale?” chiese l’angelo.<br>Una spada infuocata si materializzò nella mano dell’arcangelo, che la porse al milite per l’elsa. “Con ogni mezzo, soldato.”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Lo stesso luogo, nel prossimo futuro</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il quad noleggiato a Son San Juan si fermò sul ciglio della strada. Da terra non era visibile la struttura scavata nell’alta scogliera sulla costa nord-ovest. I VIP venivano portati via mare, in aliscafo, in modo che potessero godere dell’impressionante spettacolo della costruzione incastonata nella roccia: una decina di piani contenenti un albergo esclusivo completo di ristorante, beauty-farm, casinò e night-club.<br>Troppo impegnati a farsi vedere l’un l’altro negli ambienti climatizzati della costruzione, gli ospiti del Mirador non facevano caso a ciò che per cinque secoli era stato la vera attrazione dell’area: la Torre de Ses Animes, austero cilindro di pietra che sorgeva sulla sommità della roccia. Era una delle <em>atalayas</em> costruite per vegliare sul mare nel timore di attacchi di pirati alla costa. Ora se ne stava silenziosa e dimenticata, cotta dal sole e sferzata dal vento.<br>L’uomo vestito di nero sceso dal quad – un individuo con lunghi capelli scuri, barba e baffi, occhiali da sole neri – non era un VIP. Con quello che guadagnava, l’unico modo per entrare al Mirador de Ses Animes sarebbe stato fare domanda di assunzione come cameriere. Ma i suoi documenti falsi lo qualificavano come Andrés Serrano, top manager di una compagnia aerea, e la carta di credito che accompagnava quell’identità affondava le radici in un conto cifrato del Vaticano su cui erano depositati i fondi neri dell’Ufficio Risoluzioni.<br>Il Pontefice non aveva mandato padre Antonio Stanislawsky a Maiorca sotto mentite spoglie per fargli trascorrere una meritata vacanza dopo l’ultima rischiosa missione in una colonia mineraria, bensì perché controllasse le attività di Lorenzo Domenech, imprenditore di fama internazionale, appassionato di esoterismo e proprietario del Mirador. Domenech era in affari con il Vaticano, ma si sospettava che trattasse anche con gruppi di potere che il pontefice non vedeva di buon occhio. La Chiesa, che grazie al papa in carica aveva raggiunto un potere politico e finanziario mai conosciuto in tutta la sua storia, era molto comprensiva con gli interessi privati, ma non ammetteva il doppio gioco.<br>Quanto a padre Antonio Stanislawsky, emissario dell’Ufficio Risoluzioni, non poteva permettersi di disobbedire agli ordini di Sua Santità. Su di lui pendeva una condanna a morte per eresia e insubordinazione, sospesa fino a nuovo ordine. Un microchip innestato in un punto imprecisato del suo corpo garantiva che, in caso di fuga, sarebbe stato localizzato e giustiziato da sicari vaticani ovunque cercasse di nascondersi.<br>La sua non era una vacanza, ma la missione aveva qualche lato positivo: Stanislawsky avrebbe dovuto frequentare il ristorante e il night-club, tenendo d’occhio il proprietario. Secondo un informatore, in quel weekend Domenech avrebbe incontrato al Mirador alcuni partner d’affari e Stanislawsky doveva scoprire chi fossero.<br>La camera che gli era stata assegnata era al quinto piano della struttura. Di là dalla finestra – sigillata e priva di balcone, dato che la veemenza del vento avrebbe potuto portare via qualche ospite poco accorto – il panorama non era meno suggestivo di quello che si godeva dall’alto della torre. Padre Antonio si preparò per la serata: nei bottoni del suo abito scuro erano nascosti microfoni e microcamere collegati a un minicomputer che comunicava direttamente con la centrale dell’Ufficio Risoluzioni. Qualsiasi voce o faccia sarebbe stata confrontata con il database in Vaticano, in modo da identificare ogni individuo che fosse registrato negli archivi. Il display nella lente destra degli occhiali scuri di padre Antonio avrebbe visualizzato fotografie e identità delle persone di interesse.<br>Nelle tre ore successive, tra il ristorante e il casinò, il display ne segnalò sette a Stanislawsky: due narcotrafficanti latinoamericani, uno dei quali aveva appoggiato la guerriglia filovaticana in Colombia prima di mettersi in proprio; due boss della malavita nordamericana; un magnate russo del petrolio famoso per la sua mancanza di scrupoli; e due terroristi mediorientali, noti per avere rivestito di un alone religioso i loro attacchi ai pozzi petroliferi controllati dal Vaticano. Da entrambe le parti, la fede era sempre un ottimo alibi.<br>Complessivamente, i sette individui identificati avevano alcune centinaia di vittime sulle loro coscienze, un conteggio che saliva a decine di migliaia se si consideravano i conflitti che avevano contribuito a scatenare nel mondo per favorire i propri interessi. Se fosse stato presente anche il pontefice – impossibilitato a lasciare Roma, dal momento che il suo corpo era tenuto in vita artificialmente da un sofisticato sarcofago tecnologico – si sarebbe potuto dire che tutti gli uomini più spietati del mondo si fossero dati appuntamento al Mirador.<br>Padre Antonio li seguì al piano superiore, dove si trovava il night-club, e li vide ritirarsi in una sala privata, all’ingresso della quale un cameriere si preoccupava di riporre in guardaroba le armi delle guardie del corpo. Uno dei due guardaspalle del russo tornò verso il bar e si fece dare una bottiglia di vodka. Era un’occasione unica: Stanislawsky lo urtò, gli fece scivolare in tasca un microfono delle dimensioni di una capocchia di spillo, si scusò e si allontanò prima che al gorilla venisse voglia di rompergli la bottiglia in testa.<br>Ora l’Ufficio Risoluzioni avrebbe registrato tutto e padre Antonio poteva godersi tranquillamente lo spettacolo del night-club. Puntò gli occhi sulla pedana su cui si esibiva una ballerina dai lunghi capelli biondi, con il corpo fasciato da una tuta aderente piena di spacchi e aperture. Nonostante fossero religiosi, gli emissari dell’Ufficio Risoluzioni godevano di una certa tolleranza per quanto riguardava le relazioni sessuali; a patto che non toccassero le amanti ufficiali di qualche cardinale, come ben sapeva padre Antonio.<br>All’improvviso, il display sugli occhiali sembrò impazzire, proiettando una serie rapidissima di immagini diverse della stessa ragazza, accompagnata da una sfilza di nomi:<br><em>Clara Starlight<br>Stella Lumen<br>Clara Von Stern<br>Estrella Claire…<br></em>Le immagini erano prima foto a colori in abiti moderni, poi in bianco e nero in abiti d’epoca, per poi passare a ritratti sempre più antichi, terminando con un dipinto che poteva risalire al tardo Cinquecento. A meno di un errore del computer, gli archivi del Vaticano avevano appena riconosciuto nella ballerina diverse donne vissute in epoche diverse… o si trattava forse della stessa persona?<br>Quando lei lo guardò e gli sorrise, padre Antonio fu attraversato da un brivido: in base alla sua esperienza, una creatura del genere poteva venire da un unico luogo: le diavolesse che Satana inviava sulla Terra erano sempre molto attraenti. Pericolosamente attraenti.<br>La ragazza terminò la sua esibizione, scese dalla pedana e, conscia di essere seguita dagli sguardi di tutti gli uomini e di molte delle donne presenti, andò dritta verso Stanislawsky.<br>“So chi sei”, gli mormorò all’orecchio, sfilandogli gli occhiali scuri. “Non fare niente e andrà tutto bene.” Suonava come una minaccia.<br>“Ci conosciamo?” domandò lui, cercando di controllare le emozioni.<br>“No, ma dalle mie parti si parla molto di te.” Lei sorrise ancora. “Personalmente mi fido di più di un prete in odore di eresia che di uno come Domenech, che mescola i suoi affari sporchi con antichi culti proibiti. Ma puoi dire al tuo capo di stare tranquillo: per caso, oggi i suoi interessi coincidono con i nostri. E questo…” Gli sfiorò la guancia con un bacio, “non andare a raccontarlo in giro.”<br>Poi la creatura si diresse verso il privé. Il cameriere le aprì la porta, come se fosse attesa per uno spettacolo riservato agli invitati, e lei scomparve alla vista.<br>Nei cinque minuti successivi padre Antonio cercò di riaversi. Poi, al di sopra della musica, colse distintamente un coro di urla disperate. Vide il cameriere sulla porta del privé che impallidiva. D’istinto Stanislawsky corse verso il guardaroba, afferrò una delle pistole lasciate dai guardaspalle, spinse da parte il cameriere e spalancò la porta.<br>All’interno trovò otto corpi orribilmente mutilati – Domenech e i suoi ospiti – sparsi per la sala intorno a un pentacolo tracciato sul pavimento. E vide la ragazza, completamente nuda, con la tuta ai suoi piedi, che brandiva qualcosa che sembrava una spada fiammeggiante.<br>Lei gli sorrise di nuovo, poi squarciò la vetrata con la lama di fuoco, aprendovi un varco. Balzò sul davanzale della finestra, restandovi accovacciata, mentre dalle scapole le fuoriuscivano due escrescenze biancastre che in pochi secondi divennero un paio di ampie e candide ali piumate. Solo allora, dandosi una spinta con le gambe muscolose, la creatura si lanciò nel vuoto, veleggiando verso il mare.<br>Nelle ore successive, la polizia concluse che un killer inviato da qualche gang concorrente avesse fatto irruzione durante la riunione, uccidendo tutti e fuggendo dalla finestra, forse con un paracadute. Dal pentacolo sul pavimento qualcuno dovette sospettare che si trattasse di un rito demoniaco finito male, ma preferì tacere per non essere creduto pazzo. Nessuno seppe spiegare la sparizione della ballerina Clara Starlight.<br>Padre Antonio non parlò di ciò che aveva visto né alla polizia né all’Ufficio Risoluzioni: inutile scatenare di nuovo l’interminabile e superflua discussione sul sesso degli angeli.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">© Andrea Carlo Cappi, 2010<br>Pubblicato originariamente nell’antologia “Stirpe angelica”.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">NOTE</strong></div> <div><span class="cf1">Prima pubblicazione per Club GHoST: 15 Dicembre 2024.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964), è uno scrittore, saggista, editor e traduttore. Oltre al ciclo thriller che raccoglie le serie “Medina”, “Nightshade”, “Sickrose”, “Black” e “Dark Duet” (alcune firmate come François Torrent), ha pubblicato sette romanzi ufficiali con Diabolik &amp; Eva Kant e un ciclo narrativo con Martin Mystère, con il quale ha vinto il Premio Italia 2018 e il Premio Atlantide 2019. Scrive la serie horror/dark romance “Danse Macabre”, il ciclo del “Cacciatore di Libri” e le avventure di padre Antonio Stanislawsky, apparse in antologie e riviste di fantascienza. Co-sceneggiatore del serial “Mata Hari” di RadioRAI, ha pubblicato con Ermione “LUV” e “Neri amori”, e con Paolo Brera “Il Visconte/La spia del Risorgimento”. Tra le sue uscite più recenti, il romanzo “Il ponte sospeso”. Membro di IAMTW e World SF Italia, cura inoltre le riedizioni delle opere di Andrea G. Pinketts e le antologie del Premio Torre Crawford, del quale presiede la giuria.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink31241813d9b18c2de08573cd35ab171f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/torre-anime-cover_bar.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1918,'height': 1057,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink31241813d9b18c2de08573cd35ab171f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/torre-anime-cover_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="111" /></a><br></div><div><script> var showboxlink688a6215a7ca7165f89ddb07402fb118 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Andrea-Carlo-Cappi_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 770,'height': 1080,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink688a6215a7ca7165f89ddb07402fb118, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Andrea-Carlo-Cappi_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="211" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 05:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La furia di un uomo - Wrath of Man di Guy Ritchie]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A6"><h1 class="imHeading1">Remake del francese di Boukhrief</h1><h2 class="imHeading2">Consigliato agli amanti del thriller e del cinema d’azione</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">La furia di un uomo - Wrath of Man (Usa, Regno Unito 2021)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Guy Ritchie. Soggetto: dal film Le Convoyeur scritto da Nicolas Boukhrief ed Éric Besnard. Sceneggiatura: Guy Ritchie, Ivan Atkinson, Marn
Davies. Fotografia: Alan Stewart. Montaggio: James Herbert. Effetti Specaili: Neal Champion, Michael Krecek. Musiche: Chris Benstead. Scenografia: Martyn John, Nick Blanche, Neil Floyd. Costumi: Stephanie Collie. Trucco: Paul Pattison, Carla Vincenzino. Produttori: Guy Ritchie, Ivan Atkinson, Bill Block. Case di Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer,
Miramax, Toff Guy Films. Distribuzione (Italia): &nbsp;Prime Video, Leone Film Group, Rai Cinema. Paesi di Produzione: Stati Uniti d’America, Regno Unito - 2021. Durata: 118’. Genere: Azione, Thriller. Lingua Originale:
Inglese. Titolo Originale: Wrath of Man. Interpreti: Jason Statham (Patrick Hill / Mason Heargraves), Scott Eastwood (Jan), Jeffrey Donovan (Jackson Ainsley), Josh Hartnett (Dave Hancock), Holt McCallany
(Haiden Blaire), Andy García (agente King), Chris Reilly (Tom), Eddie Marsan (Terry), Niamh Algar (Dana Curtis), Laz Alonso (Carlos), Lyne Renée (Kirsty), Alex Ferns (Sticky John), Raúl Castillo (Sam),
Deobia Oparei (Brad), Rob Delaney (Blake Halls), Eli Brown (Dougie).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4oVjeWN" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4pkTJhq" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>La furia di un uomo</em> è un gran bel film d’azione che parte dai cliché del cinema di stupro e vendetta per
aggiornarli in cinema di omicidio e vendetta, con alla base una sorta di giustizia fatta da soli, legale solo fino a un certo punto. Remake del francese <em>Cash Truck</em> (<em>Le Convoyeur</em>) di <strong>Nicolas Boukhrief</strong>, che non abbiamo visto, forse per questo apprezziamo l’originalità del lavoro di <strong>Ritchie</strong>. <strong>Jason Statham</strong> - attore feticcio del regista, quattro film insieme - è l’interprete principale di una storia che lo vede sempre in primo piano con il suo sguardo glaciale e imperturbabile, nei panni del boss malavitoso
Patrick Hill, che diventa portavalori per smascherare l’uomo che nel corso di una rapina gli ha ucciso il figlio. Tra gli altri interpreti - tutti molto bravi, come regola del cinema nordamericano - segnaliamo la presenza
del figlio di <strong>Clint Eastwood</strong> (<strong>Scott</strong>) e di <strong>Andy García</strong> in un ruolo marginale. Originale il montaggio alternato di <strong>James Herbert</strong>. Il film comincia con l’episodio della rapina e il duplice omicidio per passare al momento in cui Patrick viene assunto nell’azienda portavalori, poi
torna sulla rapina analizzandola da punti di vista diversi (il padre e l’assassino), quindi compie alcuni salti temporali per presentare il personaggio interpretato da <strong>Statham</strong>, infine torna in diretta per seguire la vendetta e il massacro. Tutto questo realizzato con tale perizia tecnica da non confondere mai le idee allo spettatore, al punto
che il montaggio alternato diventa fondamentale per un film che se fosse stato realizzato con un montaggio consequenziale non avrebbe goduto di simile <em>suspense</em> narrativa. Il montaggio nel cinema d’azione è fondamentale, non deve avere tempi morti, infatti Herbert conferisce un ritmo rapido ed essenziale alla pellicola,
che si snoda per 118 minuti senza prestare mai il fianco a cali di attenzione. <strong>Alan Stewart</strong> realizza una fotografia plumbea di Los Angeles e Londra, le due città dove è ambientato il film, adatta al tono generale, così come la colonna sonora di <strong>Chris Benstead</strong> è fastidiosa e angosciante al punto giusto. La sceneggiatura di <strong>Ritchie</strong>, <strong>Atkinson</strong> e <strong>Davis</strong> non perde un colpo, attualizzando il soggetto francese di <strong>Boukhrief</strong> e <strong>Besnard</strong>, in salsa nordamericana. <strong>Guy Ritchie</strong> è un regista e sceneggiatore specializzato in cinema d’azione, anche in questo film si nota quanto sia padrone della ripresa panoramica, del piano sequenza
e del carrello, oltre a fare sempre buon uso del primo piano e di un’inquietante soggettiva. La macchina a mano si nota meno, forse ritenuta non essenziale in un film che punta molto sui larghi spazi cittadini e su efficaci
scene spettacolari. Un film consigliato agli amanti del thriller e del cinema d’azione, conditi da grandi effetti speciali, che si può vedere su Rai Play, dopo alcuni passaggi su Rai Movie, visto che la Rai -
oltre a Prime Video - risulta tra i distributori nazionali della pellicola.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4oVjeWN" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4pkTJhq" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink29fd41f5a30d63999ff8ae220656a308 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/furia-uomo-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 622,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink29fd41f5a30d63999ff8ae220656a308, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/furia-uomo-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink2085b7faa2dc21d469824b389caaa5b5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/furia-uomo-scena_bar.jpeg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1024,'height': 682,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2085b7faa2dc21d469824b389caaa5b5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/furia-uomo-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=EFYEni2gsK0">https://www.youtube.com/watch?v=EFYEni2gsK0</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 06:49:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Thanksgiving di Eli Roth]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A5"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Ben fatto come suspense narrativa</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Per chi ama l’horror e soprattutto lo slasher per teenager</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Thanksgiving (Usa 2023)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Eli Roth. Soggetto: Eli Roth, Jeff Randall (dal fake trailer contenuto in Grindhouse). Sceneggiatura: Jeff Randall. Fotografia: Milan Chadima. Montaggio:
Michele Conroy, Michel Aller. Effetti Speciali: Andrew Verhoeven, Berj Bannayan. Musiche: Brandon Roberts. Scenografia: Peter Mihaichuk. Trucco: Joe Badiali, Tori Binns, Jason Detheridge. Produttori: Eli Roth, Jeff REndell,
Roger Bimbaum. Case di Produzione: Spyglass Media Group, Dragonfly Entertainment, Electromagnetic Productions. Distribuzione (Italia): Eagle Pictures. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America,
2023. Genere: Horror. Interpreti: Nell Verlaque (Jessica), Patrick Dempsey (sceriffo Eric Newlon), Addison Rae (Gabby), Jalen Thomas Brooks (Bobby), Milo Manheim (Ryan), Rick Hoffman (Thomas Wright),
Gina Gershon (Amanda Collins), Gabriel Davenport (Scuba), Tomaso Sanelli (Evan), Jenna Warren (Julia), Karen Cliche (Kathleen), Joe Delfin (McCarty), Jeff Teravainen (vice sceriffo Bret Labelle), Ty Olsson (Mitch Collins),
Mila Amonsen (Lonnie), Shallyn Griffin (Amy), Tim Dillon (Manny), Amanda Barker (Lizzie), Chris Sandiford (Doug), Yusuf Zine (Hank Morton), Russell Yuen (det. Peter Chiu), Jordan Kyle Poole (Jacob), Derek McGrath (sindaco
Cantin), Lynne Griffin (nonna), Adam MacDonald (voce di John Carver).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4o6GAaA" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4ojYmrm" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Eli Roth</strong>, uno dei più interessanti autori horror della scena mondiale, noto per <em>Cabin Fever </em>(2002) e <em>Hostel</em> (2005), gira <em>Thanksgiving</em> (<em>Giorno del ringraziamento</em>, per chi non sa l’inglese) sulla scia del falso trailer contenuto nel famoso <em>Grindhouse</em> (2007) di <strong>Tarantino</strong> e <strong>Rodriguez</strong>. Non si tratta certo di un capolavoro, ma di un buon film <em>slasher</em> che contiene un sacco di citazioni del genere e che molti attendevano dal regista dopo il <em>fake</em> trailer visto nel film più assurdo dei due popolari registi statunitensi. Il successo di pubblico non manca, anche se la storia sa di già visto e di già detto sin dalle prime sequenze nel supermercato durante il giorno del Black Friday. Ci troviamo a Plymouth nel giorno
del Ringraziamento, quando la catena RightMart ha deciso di dedicare la giornata festiva a degli sconti memorabili, per questo una grande folla si accalca davanti al magazzino. Purtroppo un ingresso di favore per i familiari
del proprietario fa scattare la protesta e la conseguente ressa davanti alle vetrate che provoca un vero e proprio macello, tra vittime scannate e feriti. Protagonista del film è Jessica Wright (<strong>Verlaque</strong>), figlia del proprietario dei grandi magazzini, che un anno dopo - insieme al suo gruppo di amici - deve subire la vendetta di un killer mascherato da <strong>John Carver</strong>. Non raccontiamo la trama di questo <em>slasher</em> per teenager, soprattutto non anticipiamo il finale e l’identità del killer, perché il film è davvero ben fatto come <em>suspense</em> narrativa, al punto che comprendiamo chi sia il folle omicida solo nelle ultime sequenze. <strong>Roth</strong> progettava di girare questa pellicola sin dal giorno in cui si fece venire in mente l’idea del falso trailer per il film dei due colleghi più famosi. Una volta
scritto, come sempre insieme a <strong>Jeff Rendell</strong>, ha scritturato <strong>Patrick Dempsey</strong> (lo sceriffo) e la cantante <strong>Addison Rae</strong> (Gabby) per due ruoli importanti, reclutando alcuni giovani attori per impersonare il gruppo dei ragazzini. La sceneggiatura è oliata al punto giusto, senza incongruenze, il montaggio è sincopato,
la fotografia scura e plumbea, le musiche angoscianti, tutto è realizzato al meglio per un horror che si rispetti. Inutile dire che le uccisioni sono eclatanti, tra effetti splatter come da tempo non vedevamo e parti
gore terrificanti, solo per esemplificare si pensi alla donna cotta nel forno e servita al posto del tacchino per il giorno del ringraziamento. Non solo, abbiamo sangue versato nei calici come se fosse vino, orecchie trapanate,
teste maciullate, volti smembrati, seghe circolari che affettano corpi. Citazioni a iosa, da <strong>Romero</strong> e il supermercato infestato da zombi, per finire con gli eccidi alla <strong>Joe D’Amato</strong> e <strong>Lucio Fulci</strong>, passando per i maestri nordamericani come <strong>Hooper</strong>. Nel film ci sono omaggi a <em>Venerdì 13</em>, <em>Halloween</em> e persino <em>IT</em>, oltre a un non trascurabile messaggio anticonsumistico contenuto - se si guarda bene - in tutta la parte iniziale della pellicola. <em>Thanksgiving</em> - ben girato tra Toronto e Hamilton - è reperibile su Rai Play, dopo un passaggio in Prima TV su Rai 4, il canale digitale del cinema
di genere. <strong>Eli Roth</strong>, visto il successo di pubblico, sta girando il sequel, permesso da un doppio finale aperto sulla presunta sopravvivenza del killer. Per
chi ama l’horror e soprattutto lo slasher si tratta di un film da non perdere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4o6GAaA" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4ojYmrm" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><!--EndFragment --></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink4c7ff36aba3384c15d30d384aea7d8f2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Thanksgiving-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 720,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4c7ff36aba3384c15d30d384aea7d8f2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Thanksgiving-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlink29481bd4fb05ef4bce96bd13d9196739 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Thanksgiving-scene_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 746,'height': 420,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink29481bd4fb05ef4bce96bd13d9196739, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Thanksgiving-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=rqbVyYtAuDI">https://www.youtube.com/watch?v=rqbVyYtAuDI</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 06:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Revolution Of Evolution di Demetrio Dimitry Scopelliti]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A4"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Progressive metal melodico</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un disco davvero interessante e valido</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><strong>DIMITRY "The Revolution Of Evolution"<br></strong><strong><br>Demetrio Scopelliti</strong> è un chitarrista di origini italiane ma da tempo felicemente trasferitosi in Norvegia,
dove ha trovato una sua dimensione musicale/lavorativa davvero interessante e invidiabile, calcolando che molti in una intera carriera non riescono a raggiungere gli obiettivi che lui ha già raggiunto da molti anni
e per di più in un Paese splendido. E' un imprenditore, musicista, insegnante, e tutto lo fa nell'ambito della musica e della sua amata chitarra.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/49vsCvC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br>Nel caso del progetto <em>Dimitry</em> giunge al suo sesto album e si occupa di tutti gli strumenti, dando vita a un solo project in tutti i sensi. La musica che propone è un progressive metal molto melodico,
dove quasi mai ci si affaccia verso sonorità troppo dure e veloci. Il suo gusto raffinato, che riconduce a chitarristi come <strong>John Petrucci</strong> o <strong>Joe Satriani</strong> è davvero interessante e moderno, e spesso l'uso di accordature ribassate e chitarre anche a otto corde aumenta la pesantezza di alcuni riff, che risultano appunto molto heavy e potenti. Ma la fase
solista è davvero curata, con assoli e intuizioni che vengono a galla in tutto l'album, in maniera praticamente incessante dalla prima traccia intitolata <em>UnderCurrent</em> fino alla conclusiva <em>X</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br>Non è chiaro se la batteria sia programmata o suonata, ma questo non ha particolare rilevanza perchè in fondo stiamo parlando di un disco strumentale e dove viene dato risalto, come
era lecito aspettarsi, all'estro chitarristico. In fondo siamo di fronte a un chitarrista… E che chitarrista! Non sempre dischi del genere centrano l'obiettivo di saper anche emozionare, ma in questo caso <strong>Demetrio Scopelliti</strong> ha compiuto una piccola impresa nel saper coniugare tutto ciò che ci si aspetta da un disco a tema chitarristico, ovvero la tecnica pura, con anima
e cuore. Un disco davvero interessante e valido, che pensiamo possa accontentare anche coloro che non masticano tutti i giorni solo lo shredding puro.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br><b>Tracklist:</b><br></span><ol><li><span class="cf1">UnderCurrent</span></li><li><span class="cf1">Singularity</span></li><li><span class="cf1">In The Air</span></li><li><span class="cf1">Your End My Beginning</span></li><li><span class="cf1">Endlines</span></li><li><span class="cf1">Elan Vital</span></li><li><span class="cf1">La Macchina Di Kadavus</span></li><li><span class="cf1">Pulse</span></li><li><span class="cf1">Magnolia Ave</span></li><li><span class="cf1">X</span></li></ol></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Line-up:<br></strong>Demetrio "Dimitry" Scopelliti - Everything</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/49vsCvC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinka6d16287c82588f48616ede311cc80e6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Revolution-Of-Evolution_ver.jpg','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 480,'height': 469,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka6d16287c82588f48616ede311cc80e6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Revolution-Of-Evolution_ver.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="196" /></a><br></div><div><script> var showboxlink79d8cf7d775d8b68cc37bd457a23f4ae = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dimitry-scopellitti.jpg','alt': 'Demetrio &quot;Dimitry&quot; Scopelliti','title': 'Demetrio &quot;Dimitry&quot; Scopelliti','width': 700,'height': 466,'description': 'Demetrio "Dimitry" Scopelliti'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink79d8cf7d775d8b68cc37bd457a23f4ae, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dimitry-scopellitti.jpg" alt="Demetrio &quot;Dimitry&quot; Scopelliti" title="Demetrio &quot;Dimitry&quot; Scopelliti" width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=o6YfmBbJZso">https://www.youtube.com/watch?v=o6YfmBbJZso</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 05:47:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Statuine di Alice Cervia]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A3"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Opera breve ma compatta</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Coerente nella visione e precisa nella lingua</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><em>[...] In principio masticavo argilla. Argilla e saliva. Non bastava </em><em class="fs14lh1-5">ammorbidirla con l’acqua. Argilla e saliva. Poi argilla e gesso. Quando sono passata a intagliare le ossa, avevo perso tutti i denti. Limati alla radice, lentamente polverizzati.
Intagliare le ossa è stato un sollievo, tanto da non chiedermi di chi fossero. Le statuine d’osso sono più belle, più ricercate. Si vendono meglio. Le novizie ora impastano sputo e argilla, sputo
e gesso, sotto la mia supervisione. Io mi spacco le mani con lima e ossa, ma sono un gradino sopra di loro... [...]</em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Statuine </em>di <strong>Alice Cervia</strong>, edito dalla <span class="fs14lh1-5">Delos Digital</span> per la collana <em>Frattali </em>al numero 10 della suddetta; collana dedicata al Realismo Magico a cura di <strong>Maurizio Cometto</strong></span></div>
<div><span class="cf1">Raccolta compatta, a cornice, in cui dodici figure femminili emergono attorno al motivo delle statuine e della loro fabbricazione sacrale. L’idea madre è dichiarata
nel paratesto: microstorie che mettono a fuoco la morte di una donna per volta, con uno sguardo partecipe e insieme dissacrante, e un ritorno alla forma a cornice della tradizione fantastica. La variazione di registro funziona:
dal gotico conventuale si passa al weird urbano, altrove la voce vira al grottesco feroce, c’è il post apocalittico vischioso e via dicendo.</span></div>
<div><span class="cf1">È letteralmente una raccolta che esplora un fantastico di confine con prosa asciutta, lessico fisico, rituale del corpo che impasta saliva e argilla e poi passa alle ossa.</span></div>
<div><span class="cf1">Si percepisce il potere e consumo del corpo femminile, declinati per specchi deformanti diversi. La cornice rende le singole storie risonanti tra loro, come camere d’eco.</span></div>
<div><span class="cf1">Alcuni finali ribadiscono il concetto invece di rilanciarlo. L’esplicita enunciazione programmatica del paratesto è chiarissima, ma in un paio di pezzi il tema viene
detto più che mostrato.</span></div>
<div><span class="cf1">Opera breve ma compatta, coerente nella visione e precisa nella lingua. I racconti colpiscono per immagine e per taglio. Caldamente consigliata.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div>
<div><span class="cf1">Laureata in Scienze Politiche, Alice Cervia lavora da anni nel settore della comunicazione, tra copywriting, marketing e produzione video. Al momento, come video production manager,
si occupa di serie animate. Dal 2020, i suoi racconti brevi sono usciti su vari magazine online e cartacei. Nel 2022 è stata tra i vincitori dei premi Short Kipple e Crimen Cafè. A marzo 2024 è uscito
il suo primo romanzo breve, La coda delle lucertole, presso Augh! edizioni.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Statuine</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Alice Cervia</em></div>
<div><em class="cf1">Curatore: Maurizio Cometto</em></div>
<div><em class="cf1">Illustratore: Francesca Fascione</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: Frattali, n. 10</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 64</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 978-8825434545</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: 2,99 € Ebook</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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			<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 05:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sisu - L'immortale di Jalmari Helander]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A2"><h1 class="imHeading1">Un on the road bellico</h1><h2 class="imHeading2">Che in alcune sequenze si avvicina molto a un horror fantastico</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Sisu - L’immortale (Finlandia, 2022)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Jalmari Helander. Fotografia: Kjell Lagerroos. Montaggio: Juho Virolainen. Musiche: Juri Seppä, Tuomas Wäinӧlä.
Produttore: Petri Jokiranta. Casa di Produzione: Subzero Film Entertainment. Distribuzione (Italia): Sony Pictures. Durata: 91’. Genere: Azione. Paese di Produzione: Finlandia, 2022. Lingua Originale: Inglese, Finlandese.
Interpreti: Jorma Tommila (Aatami Korpi), Aksel Hennie (Bruno Helldort), Jack Doolan (Wolf), Mimosa Willamo (Aino), Onni Tommila (Schütze), Artty Kapulainen (Rower).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/49lCnwc" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3K9jFxw" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Gli appassionati del cinema d’azione mixato con le pellicole dei supereroi non devono &nbsp;lasciarsi sfuggire questo accattivante prodotto finlandese che
ambienta le gesta di un eroico guerriero (che pare immortale) durante la ritirata delle truppe naziste dalla Scandinavia. Spieghiamo il titolo, prima di tutto. <em>Sisu</em> è una parola finlandese intraducibile, indica una forma estrema di coraggio e di grande determinazione che si manifesta quando è ormai persa ogni speranza.
<strong>Helander</strong> gira una sua sceneggiatura ricca di <em>suspense</em> e di azione nelle terre selvagge della lapponia finlandese, fa cinema d’autore usando il genere, cosa per niente facile. La storia racconta le gesta di Aatami Korpi
- l’immortale del titolo - che trova un filone d’oro e vuole portarlo al sicuro, ma per riuscire nel suo scopo deve sgominare un’intera colonna nazista guidata da Bruno Helldorf. La lotta tra i nazisti e
l’immortale - una leggenda delle forze speciali finlandesi - occupa tutta la pellicola, tra colpi di scena spettacolari, vicende surreali e momenti paradossali. Fotografia intrisa d’un giallo sporco anticato, montaggio
sincopato (91 minuti essenziali), ritmo frenetico, effetti speciali fantastici (tra splatter e gore), una gioia per gli occhi gli ampi spazi della prateria finnica, riprese curate da mano esperta e ottima direzione di attori.
Un on the road bellico che in alcune sequenze si avvicina molto a un horror fantastico, tiene lo spettatore in tensione per tutta la pellicola sino a un imprevedibile finale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il film è piaciuto molto al Toronto Film Festival del 2022, distribuito negli Stati Uniti e nel resto del mondo da Sony Pictures e Lionsgate, in Italia non ha avuto grande fortuna
commerciale, non è mai passato nelle sale cinematografiche, adesso si può vedere su Rai 4 (passato in Prima Tv il 15 novembre 2025) e su Rai Play.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Jalmari Helander</strong> (1976) è un regista e sceneggiatore finlandese molto originale, noto per <em>Trasporto eccezionale - Un racconto di Natale</em> (2010) e <em>Big Game - Caccia al Presidente </em>(2014), interpretato dal grande <strong>Samuel L. Jackson</strong>. <em>Sisu - L’immortale</em> è il suo ultimo film, in pratica il terzo diretto, che arriva dopo otto anni di assenza dal grande schermo, senza contare un buon numero di cortometraggi
e di spot televisivi.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/49lCnwc" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3K9jFxw" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink50996f968b0177d083e2d83858e027f6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Sisu-immortale-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 736,'height': 950,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink50996f968b0177d083e2d83858e027f6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Sisu-immortale-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="259" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd2bd0b89cba374df31e73059d8833bcc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Sisu-immortale-scena_bar.jpeg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1271,'height': 636,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd2bd0b89cba374df31e73059d8833bcc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Sisu-immortale-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=VmStqCXIgio">https://www.youtube.com/watch?v=VmStqCXIgio</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Weird 7]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Riviste"><![CDATA[Riviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A1"><h1 class="imHeading1">Il fantastico e lo strano in letteratura</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Storie che appartengono tanto alla letteratura quanto all’inconscio collettivo</h2><div><div><span class="cf1">Con il settimo numero della rivista <em>WEIRD</em>, Dagon Press continua a coltivare la sua vocazione di “archeologia del fantastico”, riportando in superficie storie che appartengono tanto alla letteratura quanto all’inconscio collettivo. Non si tratta mai solo di riproporre testi rari, ma di restituire un certo modo di raccontare l’ignoto, quello che agisce per suggestioni, simboli e ombre.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4oLGp5X" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il numero si apre con <strong>Elinor Mordaunt</strong> e il suo <em>Dalle paludi infestate</em>, forse il racconto più viscerale dell’intera selezione. Ambientato nel Somerset, in un villaggio costiero avvolto da nebbie e silenzi, il testo evoca un terrore atavico, legato a un tempo primordiale. Il protagonista, Hodge, è un uomo del Miocene sopravvissuto fino ai giorni nostri, una creatura che sembra emergere direttamente dal ventre della Terra. La <strong>Mordaunt</strong> riesce a far percepire il peso di un orrore “geologico”, che precede la civiltà e le sue regole: non tanto un mostro, quanto il ritorno del rimosso preistorico. È una storia potente, quasi mitica, in cui la paura ha la consistenza della pietra. Con <em>La Foresta degli alberi viventi</em> di <strong>G. Ranger Wormser</strong> il tono cambia ma resta il senso di una minaccia cosmica. Qui il perturbante prende forma nella natura stessa: alberi che respirano, radici che si muovono, e un’atmosfera densa di religiosità ambigua. Il racconto si interroga apertamente sull’esistenza di un male primordiale, un male che precede le definizioni umane del bene e del peccato. C’è una tensione teologica sotterranea, come se la <strong>Wormser</strong> volesse suggerire che Dio e l’oscurità convivono nella stessa linfa. È un testo ricco di idee, forse un po’ datato nello stile, ma ancora capace di inquietare. Con <em>La Ciguapa</em> di <strong>Francisco Guridi</strong> ci spostiamo nel cuore del folklore dominicano, tra superstizioni, seduzioni e metamorfosi. La figura della Ciguapa - donna dalla bellezza ipnotica e dai piedi rivolti all’indietro - incarna una femminilità enigmatica e selvaggia. <strong>Guridi</strong> gioca bene con il doppio registro del mito e del racconto morale, e il risultato è una storia che si legge quasi come una leggenda narrata al chiaro di luna. <em>Nero come la notte</em> di <strong>Alice Farnham</strong> è invece un ritorno a un orrore più psicologico, ambientato in una vecchia tenuta isolata dove il tempo sembra essersi fermato. La protagonista vive sola con un cane dall’intelligenza sinistra, quasi umana, e la tensione aumenta pagina dopo pagina in un crescendo di sospetto e paura. La <strong>Farnham</strong> lavora per sottrazione, lasciando che il lettore avverta il male più che vederlo: una prova di scrittura sottile, con echi di <strong>Poe</strong> e <strong>Shirley Jackson</strong>. Indubbiamente di notevole interesse in questo numero <em>La Corona Rossa</em>. Si tratta di un inedito del celebre <strong>Mikhail Bulgakov</strong>, una ghost story che vale da sola l'acquisto della rivista. La vicenda ruota attorno alla follia di un uomo rinchiuso in manicomio, tormentato da visioni e presenze che potrebbero essere frutto della sua mente - o forse no. <strong>Bulgakov</strong> fonde ironia, tragedia e soprannaturale con la consueta maestria, e riesce a rendere i confini tra follia e realtà tanto sottili da diventare indistinguibili. È un testo che dialoga con Il Maestro e Margherita, ma anche con il grande tema della libertà interiore di fronte alla coercizione. A chiudere, <em>Le Danze</em> di <strong>Roberto Fustini</strong>, un racconto più intimo e crepuscolare, dove il fantastico si insinua nella memoria e nel sentimento del tempo che passa. È un bel contrappunto, che riporta il tono su registri più emotivi, quasi poetici, senza rinunciare a una sottile vena d’inquietudine.</span></div> <div><span class="cf1">Le consuete Schede degli Autori a cura dell'instancabile <strong>Pietro Guarriello</strong>, ormai marchio di fabbrica della rivista, completano il quadro offrendo un apparato di note e curiosità davvero utile, che non appesantisce ma arricchisce la lettura.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div><div><div><em class="cf1">Weird 7</em></div> <div><em class="cf1">Autori vari</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Dagon Press</em></div> <div><em class="cf1">Pag. 192</em></div> <div><em class="cf1">Dimensioni: 12.85 x 1.22 x 19.84 cm</em></div> <div><em class="cf1">ISBN: 979-8272126030</em></div> <div><em class="cf1">Prezzo: 13,90 €</em></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><br></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4oLGp5X" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkc47735e21f3515c8ef2875511ce2088e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/weird7-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina della rivista.','title': 'La copertina della rivista.','width': 699,'height': 1079,'description': 'La copertina della rivista.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc47735e21f3515c8ef2875511ce2088e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/weird7-cover_ver.jpg" alt="La copertina della rivista." title="La copertina della rivista." width="200" height="309" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 04:57:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il custode]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Stocovaz]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A0"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un brivido gelido mi risalì le vene</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Ricordo di aver aperto la bocca, emettendo prima un gemito strozzato, poi un miagolio soffocato</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Come premessa a questo mio resoconto devo dichiarare che non sono mai stato un uomo di facile impressione. Non sono mai stato superstizioso, non ho mai creduto alle leggende, né
tanto meno ai fantasmi. Ero convinto, fin poco tempo fa, che nulla potesse esistere dopo la morte. Che questa chiudesse le porte dell’anima, lasciandola scivolare in un oblio eterno.</span></div>
<div><span class="cf1">Questo, almeno, lo credevo fino all’anno 2020.</span></div>
<div><span class="cf1">Capitò che, trovandomi in cerca di un’occupazione, mi imbattei in un annuncio online col quale si richiedeva la presenza di un nuovo custode nell’antico castello
di Montebello, in provincia di Rimini.</span></div>
<div><span class="cf1">Al tempo, trovandomi in gravi difficoltà economiche, anche se il ruolo di custode non rappresentava la mia più elevata ambizione, decisi di rispondere all’annuncio
inviando il mio curriculum vitae. Avevo già avuto modo di svolgere quell’incarico presso un museo di storia naturale, quand’ero più giovane, e poi in un piccolo acquario di provincia. Sembrava che
il destino, o la mia poca attitudine a svolgere altri mestieri, mi imponesse di perseguire quella strada.</span></div>
<div><span class="cf1">Mi sentii sollevato quando mi contattò la direzione del castello per informarmi di avermi selezionato tra i vari pretendenti di quel lavoro. Così, senza esitazioni,
a bordo della mia sgangherata vettura, mi recai al borgo di Montebello di Torriana.</span></div>
<div><span class="cf1">Vidi subito il castello, una costruzione maestosa, ergersi sul colle alto 436 metri e dominare il borgo sottostante. La mia vettura faticò non poco a raggiungere il cancello
d’ingresso. Venni accolto dalla direttrice del castello che mi fece accomodare nel suo studiolo. Dopo avermi illustrato le mansioni da svolgere, volle portarmi alla conoscenza di una leggenda che attraversava i secoli
e che giungeva fino ai nostri tempi. La storia della piccola Guendalina Malatesta.</span></div>
<div><span class="cf1">Lei non era una bambina come tutte le altre. Aveva, infatti, lunghi capelli bianchi e la pelle di un chiarore quasi innaturale. Era albina.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel 1300 essere così diversi dagli altri, tra superstizioni e paure, poteva voler dire essere uccisi anche in modi piuttosto cruenti. Per proteggere Guendalina dagli sguardi
torvi dei paesani, la madre tentò di celare l’albinismo della figlia tingendole i capelli. Ma questi, chissà per quale effetto di chimica, non trattenevano il colore che svaniva in modo rapido, lasciando
solo un leggero riflesso azzurro. Perciò Guendalina venne soprannominata Azzurrina.</span></div>
<div><span class="cf1">Il padre, essendo un uomo piuttosto influente, decise di far vivere la bambina nel castello, circondata da guardie che ne garantivano la sicurezza.</span></div>
<div><span class="cf1">Si narra che il 21 giugno 1375, mentre imperversava un forte temporale, Azzurrina era intenta a giocare con una palla fatta di stracci. Di colpo, il giocattolo iniziò a rotolare
incontrollato giù da una rampa di scale che conduceva alla ghiacciaia. La stanza aveva un unico accesso, perciò le guardie si limitarono a osservare la scena attendendo il ritorno della bambina. Ma Azzurrina
non le risalirà mai più. Scomparve nel nulla, come inghiottita dalle viscere del castello stesso.</span></div>
<div><span class="cf1">Le disperate ricerche dei suoi genitori non portarono a nessun risultato.</span></div>
<div><span class="cf1">Da allora, la leggenda vuole che ogni cinque anni, la notte del 21 giugno, la voce di Azzurrina torni a farsi sentire proprio nella stanza di accesso alla ghiacciaia.</span></div>
<div><span class="cf1">Ringraziai la direttrice del castello per avermi messo alla luce della leggenda e le assicurai che l’indomani sarei stato pronto a svolgere le mie mansioni.</span></div>
<div><span class="cf1">Così ebbe inizio il mio nuovo incarico. Mi occupavo delle pulizie delle stanze, di controllare che tutto fosse in ordine prima delle visite dei turisti. Ne venivano a frotte,
da tutte le parti del mondo. Strinsi conoscenza con alcune guide turistiche, che ribadivano la leggenda raccontatami dalla direttrice del castello. Sembrava che questa fosse di dominio pubblico, che avesse valicato i confini
italiani e persino europei. Non c’era visitatore o turista che non chiedesse di Azzurrina e della sua leggenda. Per conto mio, non vi prestavo molta attenzione. Mi limitavo a svolgere le mie mansioni, ad aprire e chiudere
le stanze prima e dopo le varie visite, a tenere in ordine gli oggetti ben custoditi, ad accertarmi che nessuno rubasse qualcosa.</span></div>
<div><span class="cf1">Finché arrivò il mese di aprile. La leggenda mi echeggiava nella mente e io continuavo a svolgere il mio lavoro in completa serenità. Non avevo mai sentito
voci di bambina echeggiare nei lunghi corridoi, non avevo mai visto tavoli, o altri oggetti, alzarsi e rimanere sospesi nel vuoto per svariati secondi. I fenomeni paranormali, di qualsiasi entità, erano ben lungi da
me, se mai ce ne fossero stati veramente.</span></div>
<div><span class="cf1">La mattinata era tiepida, il sole splendeva sul borgo sottostante. Mi trovavo in una delle stanze adiacenti al salone delle feste. Stavo spazzando il pavimento. Tenevo la testa
china, indaffarato nel mio lavoro di preparazione prima dell’arrivo della guida di turno e dei turisti. All’improvviso, con la coda dell’occhio, notai una macchia scura, come un’ombra, che si muoveva
lungo le pareti. Spinto dall’istinto, alzai il capo di scatto.</span></div>
<div><span class="cf1">E la vidi.</span></div>
<div><span class="cf1">Una figura femminile si stagliava a pochi metri da me. Aveva un aspetto cadaverico, la pelle chiarissima. Se ne stava a testa in giù; i lunghi capelli, sfumati da una leggera
livrea di un azzurro spento, sfioravano il pavimento; i suoi piedi nudi erano innaturalmente appoggiati al soffitto in legno; indossava una lunga veste bianca, e questa le rimaneva aderente al corpo, in modo inspiegabile perché,
a causa della forza di gravità, avrebbe dovuto ricaderle addosso, coprendola almeno in parte.</span></div>
<div><span class="cf1">Ricordo di non essermi mosso. Mi sentii paralizzare dalla testa alla punta delle scarpe. Lei mi guardava, sembrava osservarmi. In quei suoi occhi scuri, come biglie di una bambola,
non vi lessi segno di aggressività o cattiveria. Anzi, sembrava sondarmi con curiosità.</span></div>
<div><span class="cf1">Poi, dopo qualche istante, la mia mente prese a vacillare. Un brivido gelido mi risalì le vene. Ricordo di aver aperto la bocca, emettendo prima un gemito strozzato, poi
un miagolio soffocato e, solo dopo qualche secondo, esplosi un grido di terrore. La mia mano lasciò cadere la scopa, che colpì il pavimento con uno schiocco di frusta. Arretrai fino a trovarmi con le spalle pigiate
contro una parete.</span></div>
<div><span class="cf1">Lei continuava a fissarmi. Benché non sembrasse aggressiva, il suo era uno sguardo di ghiaccio.</span></div>
<div><span class="cf1">Chiusi gli occhi in modo istintivo. Le mie gambe cedettero presto e scivolai lungo la parete, chiudendomi su me stesso. Brividi freddi si rincorrevano nel mio corpo. Tremavo.</span></div>
<div><span class="cf1">Non ebbi più il coraggio di sollevare la testa e di guardare. Rimasi nell’angolo, in una postura da roccia inamovibile, non so per quanto tempo.</span></div>
<div><span class="cf1">Poi udii dei passi e una voce familiare che mi chiamava per nome. Trovai la forza per aprire un occhio, solo uno spiraglio di palpebra. E sospirai dal sollievo quando vidi il volto
di una guida turistica che mi sovrastava.</span></div>
<div><span class="cf1">Allora, con voce tremante, le raccontai l’accaduto.</span></div>
<div><span class="cf1">Il ragazzo, sui trent’anni, mi ascoltava in modo attento. Nei suoi occhi non lessi, nemmeno per una frazione di secondo, il riflesso di potersi trovare davanti a un pazzo
visionario: cosa che, di certo, avrei pensato io al posto suo.</span></div>
<div><span class="cf1">Mi aiutò ad alzarmi. Mi cinse le spalle con un braccio. Gli indicai il punto in cui era apparso il fantasma. E solo allora notammo che, sul soffitto in legno, erano presenti
strane macchie bianche.</span></div>
<div><span class="cf1">Cercammo di cancellarle con l’acqua, ma appena questa si asciugava, le chiazze riapparivano. Guardandole meglio, ci accorgemmo che non si trattava di semplici macchie: erano
orme di piedi nudi.</span></div>
<div><span class="cf1">E se davvero non credete a questa mia storia, se davvero dubitate di questo resoconto, sappiate che una di queste impronte è ancora lì oggi, presente e visibile a
tutti. Prestando attenzione, si possono notare l’alluce, quattro piccole dita e il tallone di un piede di taglia 34-35, proprio come quello di una bambina.</span></div>
<div><span class="cf1">Dopo questa esperienza, decisi di presentare le mie dimissioni. Non sarei mai stato in grado di aggirarmi in quei corridoi o in altre stanze del castello senza avere addosso il
timore, la paura più acuta, di ritrovarmi di nuovo faccia a faccia con uno spettro. La direttrice comprese e mi augurò buona fortuna per il mio futuro.</span></div>
<div><span class="cf1">Ora, dopo quanto vissuto al castello di Montebello, credo che vi sia qualcosa di inspiegabile che può accadere dopo la morte. Credo che, forse, questa non sia proprio la
fine del tutto. In merito ai fantasmi, penso che questi andrebbero accettati così come si accetta il fuoco, fenomeno più comune ma altrettanto misterioso. Che cos’è il fuoco? Non è veramente
un elemento, nemmeno un principio di moto e nemmeno una creatura vivente; non si tratta neppure di una malattia, anche se si propaga da una casa all’altra. È un evento anziché una cosa o una creatura.</span></div>
<div><span class="cf1">I fantasmi, allo stesso modo, sembrano essere eventi, anziché cose o creature.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div class="fs14lh1-5 cb1"><span class="fs14lh1-5"><b class="fs14lh1-5"><span class="cf1">NOTE</span></b></span></div><div class="fs14lh1-5 cb1"><span class="cf1">Prima pubblicazione per Club GHoST: 26 Febbraio 2024.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">L’autore</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Davide Stocovaz è nato a Trieste nel 1985.</span></div>
<div><span class="cf1">È autore e sceneggiatore, tra i suoi romanzi ricordiamo “Zanne nelle Tenebre”, “Abissi”, “Ombra di Morte”, “Addendum”, “Il
Mostro del Buio”, “La Giungla dell’Orrore”, “Krampus, la leggenda è viva” e “Il Re delle Dolomiti”.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel 2010 vince il Primo Premio Internazionale per la Sceneggiatura Mattador, dedicato a Matteo Caenazzo.</span></div>
<div><span class="cf1">Alterna il percorso in narrativa con la stesura di poesie. La sua prima raccolta poetica “Sussurri nel Vento” è stata pubblicata nel 2022 dalla Ensemble Edizioni.</span></div>
<div><span class="cf1">Collabora con la rivista online Bora.La con la stesura di racconti ambientati a Trieste.</span></div>
<div><span class="cf1">Visceralmente legato alla sua città natale, continua il suo percorso nella narrativa con la stesura di racconti, romanzi e poesie.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink554e909719506ce96d34e67a421f1120 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/il-custode-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 675,'height': 675,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink554e909719506ce96d34e67a421f1120, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/il-custode-cover_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink83b890a79a67b7ec7ec84d762f926628 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Davide-Stocovaz_autore_c7djbc3a.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 480,'height': 560,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink83b890a79a67b7ec7ec84d762f926628, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Davide-Stocovaz_autore_09ysu19x.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="175" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 07:59:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Despatches - Lettere dall’inferno]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000019F"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un'opera intensa, truce e poetica</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Dalla pluripremiata autrice neozelandese Lee Murray</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La redazione <em>GHoST</em> segnala l’uscita del romanzo <em>Despatches - Lettere dall’inferno</em>, dell’autrice neozelandese <strong>Lee Murray</strong>, edito da Weird Book con la traduzione di <strong>Nicola Lombardi</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4p4PSoG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Demoniache mostruosità sottomarine e sotterranee sconvolgono i già sanguinari scontri fra le truppe ottomane e quelle dell’impero britannico durante la Prima
Guerra Mondiale. Cassius Smythe, corrispondente di guerra per il <em>Daily Star</em>, è in partenza per i Dardanelli, con il compito di riportare le cronache legate alla campagna bellica in corso. Se solo il War Office gli permetterà di raccontare davvero tutta la verità.
Ma dopo mesi d’angoscia trascorsi nelle trincee di Anzac Cove, in Turchia, il giornalista scoprirà che non sono solo gli eserciti umani a reclamare diritti su quelle terre, mentre forze inimmaginabili si preparano
alla battaglia, fameliche, spietate...</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Despatches - Lettere dall’Inferno</em>, finalista al Bram Stoker Award 2023, è un’opera intensa, truce e poetica al tempo stesso, con cui la pluripremiata autrice neozelandese <strong>Lee Murray</strong> dispiega tutto il suo vigore narrativo.</span></div>
<div><span class="cf1">Segue il suggestivo racconto inedito <em>Il canto della Selkie</em>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1"><em></em>Titolo: <em>Despatches - Lettere dall’inferno</em></span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Lee Murray</span></div>
<div><span class="cf1">Traduttore: Nicola Lombardi<br>Editore: Weird Book</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: <em>I narratori del buio</em><br>Genere: Romanzo<br>Pagine: 132<br>Prezzo: 16,90 €<br>Formato:
15 x 22 cm<br>ISBN: 979-12-81603-33-2</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4p4PSoG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf7dce4b9c3fa517cd53cb4b91550ffd3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Despatches-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 490,'height': 732,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf7dce4b9c3fa517cd53cb4b91550ffd3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Despatches-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="299" /></a><br></div><div><script> var showboxlink7dc7a8b03b2ff312a3c4dae0b411bdad = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Lee-Murray_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 773,'height': 837,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7dc7a8b03b2ff312a3c4dae0b411bdad, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Lee-Murray_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="163" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 07:51:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Paura 3D di Antonio e Marco Manetti]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000019E"><h1 class="imHeading1">Pessima tecnica tridimensionale</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un torture porn girato a imitazione del cinema anglosassone</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Paura 3D (Italia, 2012)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia e Produzione: Antonio e Marco Manetti. Soggetto e Sceneggiatura: Antonio, Marco Manetti, Michele Cogo e Giampiero Rigosi (ispirato a un suo racconto). Fotografia: Gianfilippo
Corticelli. Montaggio: Federico Maneschi. Effetti Speciali: Sergio Stivaletti. Musiche: Pivio. Interpreti: Peppe Servillo, Lorenzo Pedrotti, Francesca Cuttica, Domenico Diele, Claudio Di Biagio.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qWVhQk" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Una recensione d’epoca, che risale a 13 anni fa, dopo aver visto Paura 3D dei Manetti, che in seguito - per fortuna! - hanno fatto di meglio. Recuperata dopo aver rivisto
Paura su Mediaset Italia 2, senza 3D, (reperibile su Infinity) ma il giudizio negativo non cambia.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Marco Manetti</strong> (1968) e <strong>Antonio Manetti</strong> (1970) sono due registi - sceneggiatori noti come <strong>Manetti Bros</strong> e si sono sempre caratterizzati per l’amore verso il cinema di genere. Il loro debutto risale al 1995 con l’episodio <em>Consegna a domicilio</em>, contenuto nel film collettivo <em>De Generazione.</em> Nel 1977 dirigono <em>Torino Boys</em>, prodotto dalla Rai, che racconta le vicissitudini di alcuni nigeriani e lancia i fratelli nel mondo del cinema perché
vince il Premio speciale della giuria al Torino Film Festival. Nel 2000 dirigono <em>Zora la vampira</em>, un horror a metà strada tra commedia e dramma che si avvale dell’interpretazione di <strong>Carlo Verdone</strong>, ma riscuote scarsi consensi di critica e di pubblico. Nel 2005 è la volta di un buon thriller - costato settantamila euro e girato in digitale - come <em>Piano 17</em>, ambientato quasi tutto all’interno di un ascensore. Il regista <strong>Enzo G. Castellari</strong> interpreta una piccola parte da guardia giurata, una sorta di citazione a se stesso e al <em>poliziottesco</em>. &nbsp;<strong>Valerio Mastandrea</strong> partecipa in amicizia e <strong>Massimo Ghini</strong> regala una grande interpretazione. Un thriller teatrale, girato quasi completamente in interni, ben fotografato,
ben recitato, intenso, claustrofobico, pieno di colpi di scena, tensione e sequenze estreme. Per la televisione hanno diretto alcuni cortometraggi per il programma <em>Stracult</em>, diversi episodi della serie <em>L’ispettore</em> <em>Calandro</em> e di <em>Crimini</em>. Molto attivi anche come registi di videoclip per cantanti e gruppi: <strong>Piotta</strong>, <strong>Alex Britti</strong>, <strong>Mietta</strong>, <strong>Mariella Nava</strong>, <strong>Max Pezzali</strong>, <strong>Flaminio Maphia</strong>, <strong>Assalti Frontali</strong> e <strong>Tiromancino</strong>. I <strong>Manetti Bros</strong> hanno girato anche una serie di corti gratuiti scaricabili dal web, intitolati <em>SCUM - The web series</em>. Nel 2012 sono usciti al cinema <em>L’arrivo di Wang</em> - un fantascientifico distribuito in poche copie dalla Iris Film, che hanno visto solo nei festival
- e <em>Paura 3D</em>, distribuito nel circuito Medusa. </span></div>
<div><span class="cf1"><em>Paura 3D</em><strong> </strong>è un <em>torture porn</em> girato a imitazione del cinema anglosassone, di lavori come <em>Hostel</em><strong> </strong>(2005), <em>Saw</em><strong> </strong>(2004), sicuramente realizzati meglio, con attori professionisti e mezzi imponenti. Non se ne sentiva la necessità, non se ne vede l’originalità e non si
comprendono le recensioni entusiaste dedicate da <em>Nocturno Cinema</em>, niente meno che da <strong>Manlio Gomarasca</strong> e <strong>Davide Pulici</strong>. Gli accostamenti al cinema di <strong>Hitchcock</strong> fanno gridare vendetta, frasi come “I <strong>Manetti Bros</strong> firmano il loro capolavoro”, ma anche “In Italia non si vedeva un film così’ cattivo e violento da molto tempo” - dopo aver visionato
la pellicola - lasciano interdetti. La storia si riassume in poche righe. Tre ragazzi pensano di spassarsela nella villa di un marchese che credono libera nel fine settimana, ma quando lui torna inaspettatamente si rendono
conto di essere finiti nella casa di un sadico. Scoprono una ragazza incatenata in un sottoscala, tentano di liberarla, ma restano coinvolti in un crescendo di follia e di violenza sempre più claustrofobico. I registi
credono di realizzare un finale sconvolgente, ma in realtà non c’è niente di imprevedibile, lo spettatore smaliziato capisce tutto e non si lascia sorprendere dal folle gesto finale. Non anticipiamo altro.
</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Paura 3D</em> è girato in un modesto digitale, con una pessima tecnica tridimensionale che infastidisce e obbliga a togliersi
gli occhiali più volte per capire le sequenze. Non si vede il bisogno di girare un simile film in 3D, perché nessuna scena è esaltata dalla tecnica, le sole cose buone sono gli effetti speciali di <strong>Stivaletti</strong>, ottimi anche senza il tridimensionale. Da salvare qualche soggettiva della vittima, soprattutto le sequenze in cui uno dei ragazzi osserva le torture praticate dal
sadico sequestratore. Buone le interpretazioni di <strong>Peppe Servillo</strong> nei panni del marchese - orco, e di <strong>Francesca Cuttica</strong> come vittima sacrificale. Scadenti i tre ragazzi - <strong>Lorenzo Pedrotti</strong>, <strong>Domenico Diele</strong> e <strong>Claudio Di Biagio</strong> - che recitano a livello dilettantistico. La <em>location</em> è buona ma l’azione si svolge in un interno: una villa e uno scantinato, che ben riproducono una situazione di orrore claustrofobico. Altre cose interessanti
per gli addetti ai lavori (i soli interessati al film) sono <strong>Antonio Tentori</strong> nel cammeo di un professore di storia del cinema che spiega la poetica di <strong>Mario Bava</strong> e i ragazzi che nella villa guardano <em>I corpi presentano tracce di violenza carnale </em>(1973) di <strong>Sergio Martino</strong> (un vero film violento e originale scritto da <strong>Ernesto Gastaldi</strong>!). <strong>Mario Bava</strong> è citato anche nella sigla animata con la bambina che tiene in mano il pallone de <em>I tre volti della paura</em>, mentre <strong>Antonio Manetti</strong> ci regala un cammeo come proprietario di un albergo. <em>Paura 3D</em> si può paragonare a lavori come <em>In the market</em> (2009) di <strong>Lorenzo Lombardi</strong>, <em>Il bosco fuori</em> (2006) di <strong>Antonio Albanesi</strong>, alcune pellicole di <strong>Ivan Zuccon</strong> (<em>Bad Brains</em>, 2005 - <em>Nimpha</em>, 2006) ma esce perdente dai confronti, nonostante goda di una distribuzione superiore. Ho visto
il film al multisala di Livorno, mi sono fatto ottanta chilometri da Piombino convinto da recensioni entusiaste che avrei visto un capolavoro, mentre sono uscito infastidito dalle risate di uno scarso pubblico che non solo
non era terrorizzato ma sghignazzava a più riprese.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qWVhQk" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink4cfd55d7398cbd8b603f0471c853f3b6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Paura3D-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 594,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4cfd55d7398cbd8b603f0471c853f3b6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Paura3D-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="283" /></a><br></div><div><script> var showboxlinke12fb2807751027f0e382b5d51f4ff8a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Paura3D-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1340,'height': 657,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke12fb2807751027f0e382b5d51f4ff8a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Paura3D-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="99" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=AJs0f4fQf3w">https://www.youtube.com/watch?v=AJs0f4fQf3w</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 05:31:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cinque piccole affamate di Valerio de Santis]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000019D"><h1 class="imHeading1">Weird-thriller italiano che sa sporcarsi le mani</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un thriller psicologico con robuste venature horror ed esistenzialiste</h2><div><div><em class="cf1">[…] Farfalla si alzò di nuovo dalla panca a lato della banchina. Sentiva il nervosismo montarle dentro, quasi fuori controllo. Le sembrava che ogni singolo atomo del creato stesse facendo di tutto per provocarla. Questo la fece riflettere. Pensò che forse sarebbe stato opportuno rassegnarsi e iniziare a urlare. Magari ciò che le stava accadendo aveva il preciso scopo di farla esplodere, perché era giusto che esplodesse. Aveva sempre creduto nel destino. Annoverava sé stessa tra quell’insieme di individui che danno un significato a ogni accadimento, per quanto futile esso possa effettivamente sembrare. Di quelli che osservano un’ombra su di una pietra e ci vedono un messaggio divino o che trovano una macchia di vino sulla tovaglia e raccontano a tutti che sia sangue. […]</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4r2qBgO" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Cinque piccole affamate </em>di <strong>Valerio de Santis</strong>, edito da <strong>Delos Digital </strong>per la collana <em>Innsmouth</em>, al numero 224 a cura di <strong>Luigi Pachì. </strong></span></div> <div><span class="cf1">È un romanzo, un congegno claustrofobico a camere successive: invito misterioso, regole per la sopravvivenza, una villa come “teatro di verità”, quattro donne rinchiuse in un gioco spietato orchestrato da Mantide. La promessa di partenza è chiara nella scheda editoriale e viene mantenuta con coerenza di tono: thriller psicologico con robuste venature horror ed esistenzialiste.</span></div> <div><span class="cf1">Il libro lavora su colpa, anonimato, fami arcaiche. La “filastrocca” delle cinque piccole affamate funziona da cripto-mitologia del testo; la memoria rubata e restituita a scatti innerva la dinamica tra le protagoniste. </span></div> <div><span class="cf1">Mantide è più che antagonista: è regista metafisica che dichiara di “osservarle da sempre” e di odiarle, mentre il gioco obbedisce a regole che ne limitano la potenza, costringendola a muoversi all’interno della “stanza”. È un’idea feconda perché sposta l’orrore dal mostro all’algoritmo del gioco.</span></div> <div><span class="cf1">Tra quello che mi ha colpito maggiormente è l’incipit-trappola: l’episodio in metropolitana è folgorante per escalation, straniamento e uso del sonoro diegetico come detonatore. L’invito tipografico su carta blu notte è un oggetto-chiave memorabile. </span></div> <div><span class="cf1">Anche l’architettura delle regole: la doppia interdizione “nome/sincerità” e l’indirizzo che non esiste costruiscono un patto narrativo solido, da camera-escape weird ben congegnata.</span></div> <div><span class="cf1">Ogni tanto, l’occhio narrativo si avvicina troppo al commento, rischiando di “guidare” l’interpretazione morale; suggerisco di fidarsi delle immagini più fisiche, che funzionano benissimo da sole.</span></div> <div><span class="cf1">Romanzo coeso, con un’identità chiara: un <em>weird-thriller</em> italiano che sa sporcarsi le mani.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">L’AUTORE:</strong></div> <div><span class="cf1">Valerio De Santis è nato nel 1980 a L’Aquila. Dopo la maturità classica si è laureato in Economia e Commercio, continuando a coltivare la propria passione per la letteratura fantastica. Nel 2014 si è trasferito in pianta stabile a Roma, dove è stato travolto dal fascino della città e dal fervore della vita metropolitana.</span></div> <div><span class="cf1">Nel 2019 uno splendido ciclone si abbatte sulla vita dell’autore: il 22 di ottobre è nata Alice, una bimba dagli occhi più chiari del cielo in primavera.</span></div> <div><span class="cf1">L’entusiasmo e la confusione mentale dovuta alle numerose notti insonni che ne sono conseguite hanno spronato l’autore a mettere nero su bianco alcune delle tante trame che gli affollavano la mente. Tra il 2023 e il 2025 ha completato i suoi primi due romanzi: Cinque piccole affamate, qui pubblicato, e in arrivo presto - Il seme del dubbio, edito da Saga Edizioni</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Cinque piccole affamate</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Valerio De Santis</em></div> <div><em class="cf1">Curatore: Luigi Pachì</em></div> <div><em class="cf1">Collana Innsmouth, n. 224</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 293</em></div> <div><em class="cf1">ISBN: 978-8825434477</em></div> <div><em class="cf1">Costo: 5,99 € Ebook</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4r2qBgO" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinke8f1a1a47b92c8e3e3c35d1eab0a7f1e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/5piccole-affamate-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 771,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke8f1a1a47b92c8e3e3c35d1eab0a7f1e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/5piccole-affamate-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink71d256793382fd8fb3bdc1a4cba9d3d2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/valerio-de-santis_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 531,'height': 501,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink71d256793382fd8fb3bdc1a4cba9d3d2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/valerio-de-santis_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="142" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 06:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Favola toscana e altre storie]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000019C"><h1 class="imHeading1">Il tratto inconfondibile di Sergio Toppi</h1><h2 class="imHeading2">Un mondo sospeso, dove la magia si intreccia con la Storia</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">In un viaggio che attraversa epoche lontane, leggende e silenzi densi di mistero, <em>Favola toscana e altre storie</em> raccoglie cinque racconti che rivelano la potenza immaginifica e il tratto inconfondibile di <strong>Sergio Toppi</strong>.</span></div>
<div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3JYvZAD" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Da <em>Favola toscana</em> a <em>Verrà Orlando</em>, da <em>Qualcosa di più comune di un incendio</em> a <em>Le cose nascoste</em> e <em>Il mantello di San Martino</em>, ogni storia si apre come un portale verso un mondo sospeso, dove la magia si intreccia con la Storia e l’uomo si confronta con le proprie
paure più antiche.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Mastro Domenico, risvegliato in una campagna toscana che non riconosce più, diventa guida inconsapevole di un sogno inquieto; due giovani in fuga trovano rifugio in una chiesa
mentre l’eresia infiamma le strade; un cinghiale abbattuto svela il volto oscuro del desiderio umano; a Mariano Comense, i demoni si mescolano ai racconti del popolo; infine, l’eco del Ciclo Carolingio riporta
in vita duelli e magie, in attesa di Orlando.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Originariamente pubblicate tra il 1986 e il 2004, queste cinque storie tornano in un unico volume che restituisce tutta la forza visionaria di un autore capace di fondere
il segno e la parola in una sintesi poetica. Ogni tavola è un affresco, ogni dialogo un frammento di epica, ogni silenzio un enigma.</span></div>
<div><span class="cf1">Un’opera che invita a riscoprire la profondità del linguaggio di <strong>Sergio Toppi</strong> - il suo modo unico di raccontare l’uomo, la sua Storia e i suoi miti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il volume <em>Favola toscana e altre storie</em> si aggiunge alla collana di Edizioni NPE dedicata a <strong>Sergio Toppi</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> </span><br></span></div>
<div><span class="cf1"> </span></div>
<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Favola toscana e altre storie</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Toppi Sergio</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: Sergio Toppi n.26</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Edizioni NPE</span></div>
<div><span class="cf1">Formato: 210x297 mm, b/n</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 104</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 978-8836272884</span></div>
<div><span class="cf1">Cartaceo: 17,90 €</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3JYvZAD" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf421ab8110c4baa4714b8d3dacab8aea = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/favola-toscana_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 623,'height': 874,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf421ab8110c4baa4714b8d3dacab8aea, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/favola-toscana_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink1e64db9db65ccc202e9f005492583f8f = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/favola-toscana_tav1.jpg','alt': 'Una tavola del fumetto.','title': 'Una tavola del fumetto.','width': 615,'height': 847,'description': 'Una tavola del fumetto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/favola-toscana_tav2.jpg','alt': 'Una tavola del fumetto.','title': 'Una tavola del fumetto.','width': 508,'height': 701,'description': 'Una tavola del fumetto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/favola-toscana_tav3.jpg','alt': 'Una tavola del fumetto.','title': 'Una tavola del fumetto.','width': 505,'height': 704,'description': 'Una tavola del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1e64db9db65ccc202e9f005492583f8f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/favola-toscana_tav1.jpg" alt="Alcune tavole." title="Alcune tavole." width="150" height="207" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 15:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In arrivo la quinta edizione di Altroquando Festival]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000019B"><h1 class="imHeading1">Il 28 e 29 novembre al Lux di Massagno</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Ospite della quinta edizione la scrittrice e curatrice di Dylan Dog Barbara Baraldi</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="fs14lh1-5"><i>Da The Long Walk tratto da <strong>Stephen King</strong> al reboot del cult The Toxic Avenger</i></span></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><i>quattro film in prima visione ticinese ad Altroquando Festival</i></span></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Distopie d’autore, divertenti ritorni splatter, thriller claustrofobici e spiazzanti fusioni di atmosfere: sono gli ingredienti dei quattro film che </span><em class="fs14lh1-5">Altroquando Festival</em><span class="fs14lh1-5"> propone quest’anno in prima visione per la Svizzera italiana, venerdì 28 e sabato 29 novembre, nella sua quinta edizione in programma al cinema Lux
Art House di Massagno.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div>
<div>Si parte venerdì sera alle ore 20:30 con <em>The Long Walk</em> percorrendo l’opprimente America alternativa immaginata da <strong>Stephen King</strong> nell’omonimo romanzo pubblicato nel 1979 con lo pseudonimo di <strong>Richard Bachman</strong>. La Lunga Marcia è l’evento annuale imposto dal regime totalitario in vigore e diffuso in diretta televisiva come fonte di coesione e ispirazione nazionale: il cammino a tappe forzate attraverso
il Paese di un gruppo di giovani dove chi non mantiene il passo viene eliminato per dare l’esempio. La cupissima versione cinematografica di questa allegoria con cui il re dell’horror ha dipinto paure che col tempo
sono tutt’altro che svanite è diretta dallo statunitense <strong>Francis Lawrence</strong>.</div>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Sabato 29 novembre le proiezioni al Lux iniziano alle 14:00 con </span><em class="fs14lh1-5">Hallow Road</em><span class="fs14lh1-5">. </span><strong class="fs14lh1-5">Rosamund Pike</strong><span class="fs14lh1-5"> e </span><strong class="fs14lh1-5">Matthew Rhys</strong><span class="fs14lh1-5"> ne sono protagonisti nel ruolo di una coppia di genitori svegliata nella notte dalla voce al telefono della loro figlia disperata.
La ragazza ha avuto un incidente. È persa in un bosco. Chiede aiuto. I due salgono in macchina per cercare di raggiungerla e proprio l’abitacolo diviene l’ambientazione di questo claustrofobico thriller
horror psicologico diretto dal regista anglo-iraniano </span><strong class="fs14lh1-5">Babak Anvari</strong><span class="fs14lh1-5">.</span></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Si prosegue alle 16:00 con il reboot di un cult del 1984, </span><em class="fs14lh1-5">The Toxic Avenger</em><span class="fs14lh1-5">. </span><strong class="fs14lh1-5">Peter Dinklage</strong><span class="fs14lh1-5"> (il Tyrion Lannister del </span><em class="fs14lh1-5">Trono di Spade</em><span class="fs14lh1-5">) è qui un mite padre che per cercare di salvare il rapporto con il figlio viene accidentalmente trasformato in uno spietato vigilante mutante. A dare nuova vita
a questo splatter horror trash demenziale che ha dato origine a una sconclusionatamente divertente serie di film è il regista statunitense </span><strong class="fs14lh1-5">Macon Blair</strong><span class="fs14lh1-5">. Nel cast anche </span><strong class="fs14lh1-5">Kevin Bacon</strong><span class="fs14lh1-5">.</span></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Come da tradizione, dopo le proiezioni pomeridiane il sabato di </span><em class="fs14lh1-5">Altroquando</em><span class="fs14lh1-5"> fa rima con ospiti. Quest’anno il Festival è onorato di accogliere la scrittrice e sceneggiatrice di fumetti italiana </span><strong class="fs14lh1-5">Barbara Baraldi</strong><span class="fs14lh1-5">, curatrice dell’amatissima serie </span><em class="fs14lh1-5">Dylan Dog</em><span class="fs14lh1-5"> edita da Sergio Bonelli. Autrice dei romanzi thriller sul personaggio di Aurora Scalviati, profiler del buio, </span><strong class="fs14lh1-5">Barbara Baraldi</strong><span class="fs14lh1-5"> è vincitrice di diversi premi letterari. Il suo ultimo romanzo è </span><em class="fs14lh1-5">Gli omicidi dei tarocchi</em><span class="fs14lh1-5">, pubblicato da Giunti. L’occasione permetterà di conoscere anche un giovane autore di fumetti del nostro cantone, </span><strong class="fs14lh1-5">Joël Prétôt</strong><span class="fs14lh1-5"> che per l’Istituto Editoriale Ticinese ha pubblicato Torsoli, graphic novel basata sul mito di Guglielmo Tell ma declinata in chiave horror.
L’entrata all’incontro è gratuita.</span></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">A chiudere la quinta edizione di </span><em class="fs14lh1-5">Altroquando</em><span class="fs14lh1-5"> sabato 29 novembre sarà una delle migliori proposte fantastiche di quest’anno, </span><em class="fs14lh1-5">The Ugly Stepsister</em><span class="fs14lh1-5">, applaudito al Sundance, vincitore come miglior film all’ultima edizione del festival spagnolo di Sitges e vincitore del Méliès d’argento
al </span><em class="fs14lh1-5">Neuchâtel International Fantastic Film Festival</em><span class="fs14lh1-5">. Mescolando momenti raccapriccianti e ironia, grottesco e magico nel contesto di una riflessione sulla ricerca
della conformità estetica a tutti i costi, il film della norvegese </span><strong class="fs14lh1-5">Emilie Blichfeldt</strong><span class="fs14lh1-5"> rilegge la favola di Cenerentola. Attenzione però: il punto di vista questa volta è quello di una delle sorellastre.</span></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Ad anticipare il lungometraggio, alle ore 21:00, sarà come sempre un ulteriore momento dedicato a valorizzare i giovani talenti creativi del nostro territorio e proposto in collaborazione
con il </span><em class="fs14lh1-5">CISA</em><span class="fs14lh1-5">, il corto </span><em class="fs14lh1-5">For Your Own Good</em><span class="fs14lh1-5"> della regista luganese </span><strong class="fs14lh1-5">Emma Cavadini</strong><span class="fs14lh1-5">, che immagina una società dove il consumo di carne è reso obbligatorio per legge.</span></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">I film sono in versione originale, per i rispettivi sottotitoli si veda il programma dettagliato su <a href="https://altroquando.ch" class="imCssLink">https://altroquando.ch</a>.</span></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">A rendere possibile la quinta edizione di Altroquando, Festival curato dall’omonima associazione culturale ticinese nata nel 2020 per promuovere il genere fantastico in ogni sua
forma e declinazione, è il prezioso sostegno dello sponsor principale </span><em class="fs14lh1-5">Coop Cultura</em><span class="fs14lh1-5">, della </span><em class="fs14lh1-5">Fondazione Weak Ends</em><span class="fs14lh1-5">, di </span><em class="fs14lh1-5">Dadix Vinyl &amp; More</em><span class="fs14lh1-5">, di </span><em class="fs14lh1-5">Inmagine SA</em><span class="fs14lh1-5"> e di </span><em class="fs14lh1-5">Powergia GMBH</em><span class="fs14lh1-5">. L’</span><em class="fs14lh1-5">ASSI</em><span class="fs14lh1-5"> - Associazione svizzera degli scrittori di lingua italiana sostiene inoltre la sesta edizione del concorso letterario promosso da Altroquando parallelamente al Festival, i cui vincitori
verranno annunciati entro la fine del 2025.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><script> var showboxlink93c7fc7105616d29218a8b7bc995230a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Altroquando-Festival-5_ver.jpg','alt': 'Il manifesto del Festival.','title': 'Il manifesto del Festival.','width': 720,'height': 720,'description': 'Il manifesto del Festival.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink93c7fc7105616d29218a8b7bc995230a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Altroquando-Festival-5_ver.jpg" alt="Il manifesto del Festival." title="Il manifesto del Festival." width="200" height="200" /></a><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 05:40:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Disponibile il singolo New Religion]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000019A"><h1 class="imHeading1">Una denuncia lucida e dolorosa</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Rock alternativo intriso di introspezione e rabbia</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>In una società sempre più disumanizzata, dove l’apparenza ha sostituito la sostanza, il significato di “religione” è ormai stravolto. Gli idoli
del 2025 non si trovano più nei templi, ma negli schermi luminosi che ci ipnotizzano ogni giorno. Con il nuovo singolo <em>New Religion</em>, i <strong>3 O’Clock</strong> rivolgono un atto d’accusa feroce contro la dipendenza digitale e la cultura della vergogna che dilaga online, dove “<em>lies, abuse, pain are the rules</em>” e la connessione diventa solo un’altra forma di oblio.</div><div><br></div>
<div>Il brano affonda le radici nel grunge più autentico, tra le ombre di <strong>Alice in Chains</strong> e <strong>Soundgarden</strong>, con riff che riportano alla potenza oscura dei <strong>Black Sabbath</strong>. Su queste sonorità ruvide e malinconiche, la band racconta un’umanità in bilico, “<em>deceiving your senses, that’s all you seek</em>”, persa in un culto moderno fatto di clickbait, apparenze e bisogno compulsivo di approvazione.</div><div><br></div>
<div>La “nuova religione” non è altro che l’adorazione del nulla, un inganno collettivo che promette piacere e connessione ma lascia soltanto isolamento e vuoto. “<em>Believe in what you see, believe in what you hear</em>”, recita il testo, come un mantra beffardo rivolto a un mondo che ha rimpiazzato il contatto umano reale, fatto di abbracci
e cene con gli amici, con lo scroll infinito.</div><div><br></div>
<div>Con <em>New Religion</em>, i <strong>3 O’Clock</strong> firmano una denuncia lucida e dolorosa, un rock alternativo intriso di introspezione e rabbia, che vuole risvegliare le coscienze e ricordare che dietro ogni
schermo c’è sempre un essere umano che rischia di perdersi.</div><div><br></div>
<div>I <strong>3 O’Clock</strong> nascono come cover band dedicata ai grandi nomi della storia del rock — dai <strong>Rolling Stones</strong> ai <strong>Beatles</strong>, dai <strong>Led Zeppelin</strong> agli <strong>AC/DC</strong>, fino a <strong>Bon Jovi</strong> e <strong>Queen</strong>. La passione per le radici del genere si è presto trasformata in una nuova identità autoriale: dal 2024 il gruppo
propone brani originali che fondono l’energia del classic rock con l’anima ruvida dell’alternative, conquistando un pubblico sempre più ampio.</div><div><br></div>
<div>Tra i loro singoli più apprezzati, <em>Eden</em>, una ballad intima che esplode in potenza emotiva, <em>On Your Own</em>, un omaggio al rock di fine anni ’80 rivisitato con modernità, e <em>Way</em>, un inno dedicato a chi vive la musica come libertà. Con <em>On Your Own</em> la band ha raggiunto le finali di Sanremo Rock 2025, esibendosi sul prestigioso palco del Teatro Ariston.</div><div><br></div>
<div>L’obiettivo dei <strong>3 O’Clock</strong> è chiaro: portare il proprio rock su quanti più palchi possibile, condividendo quella scarica di energia autentica che solo la musica live può regalare.</div><div><br></div>
<div>La formazione attuale vede <strong>Marco “AM” Amaolo</strong> alla voce, <strong>Federico Cittadini</strong> alla chitarra, <strong>Arnaldo Rosati</strong> al basso e <strong>Federico Zuccaccia</strong> alla batteria.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinke849725e4e551401b71c384e5b9f8c82 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/3OClock_band.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1402,'height': 773,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke849725e4e551401b71c384e5b9f8c82, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/3OClock_band.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="111" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=i8QF9C4x0dw">https://www.youtube.com/watch?v=i8QF9C4x0dw</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 16:40:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il sacrificio del cervo sacro di Yorgos Lanthimos]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000199"><h1 class="imHeading1">Un dramma della disperazione</h1><h2 class="imHeading2">Horror psicologico, un thriller ansiogeno ricco di tensione</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Il sacrificio del cervo sacro (Irlanda, Regno Unito 2017)</strong></div>
<div><em class="cf1">Titolo Originale: The Killing of a Sacred Deer. Lingua Originale: Inglese. Paesid i Produzione: Irlanda, Regno Unito. Anno: 2017. Durata: 121’.
Genere: Thriller, Drammatico, Orrore, Grottesco. Regia: Yorgos Lanthimos. Soggetto: Ifigenia in Aulide di Euripide. Sceneggiatura: Yorgos Lanthimos, Efthymis Filippou. Fotografia: Thimios Bakatakis. Montaggio: Yorgos Mavropsaridis.
Scenografia: Jade Healy. Costumi: Nancy Steiner. Produttori: Yorgos Lanthimos, Ed Guiney. Case di Produzioone: Film4, A24, Element Pictures. Distribuzione (Italia): Lucky Rrd (Andrea Occhipinti). Interpreti: Colin Farrell
(dott. Steven Murphy), Nicole Kidman (Anna Murphy), Barry Keoghan (Martin Lang), Raffaey Cassidy (Kim Murphy), Sunny Suljic (Bob Murphy), Bill Camp (Matthew Williams), Barry G. Bernson (dott. Larry
Banks), Herb Caillouet (Ed Thompson), Denise Dal Vera (Mary Williams), Drew Logan (preside), Alicia Silverstone (signora Lang).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4qR6x0r" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3XjqzTU" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Yorgos Lanthimos</strong> è un regista e sceneggiatore greco molto interessante, apprezzato per l’intenso e coinvolgente
<em>The Lobster</em>, oltre che per le <em>nomination</em> al Premio Oscar ottenute da <em>La favorita</em>. <em>Il sacrificio del cervo sacro</em> è il suo sesto lavoro, un horror psicologico ricco di tensione, ripreso in maniera originale, con soluzioni di montaggio insolite, una fotografia
cupa e una colonna sonora da tragedia greca che conferisce alla storia un tono angosciante. In breve la trama, ricca di colpi di scena, che non va raccontata fino in fondo. Steven Murphy, un brillante chirurgo, conduce una
vita tranquilla con la moglie Anna, medico oftalmologo, e i due figli adolescenti, Kim e Bob, fino a quando Martin, un adolescente senza padre, non entra nella loro vita. Tutto cambia, sino ai limiti dell’angoscia e
dell’autodistruzione, perché il ragazzo accusa Steven di avergli ucciso il padre durante un’operazione cardiaca e gli impone di ristabilire l’equilibrio eliminando un membro della sua famiglia. Mi
fermo con la storia, perché quel che segue è per palati forti, tra sequenze conturbanti e claustrofobiche, tormenti interiori e decisioni assurde da prendere per poter sopravvivere. Candidato alla Palma d’Oro
a Cannes, come miglior film, si accontenta del premio alla sceneggiatura, ispirata alla tragedia greca <em>Ifigenia in Aulide</em> di <strong>Euripide</strong>, della quale conserva il tono cupo. <strong>Yorgos Lanthimos</strong> e <strong>Efthymis Filippou</strong> scrivono per sequenze un dramma della disperazione, un horror psicologico, un thriller ansiogeno (a tratti grottesco) che non presenta punti morti, ma qualche debolezza a livello di credibilità. Lo spettatore
perdona le cose che non tornano (ce ne sono!), perché se ama l’orrore viscerale, quello non soprannaturale ma realistico, viene ripagato con giuste dosi di tormento. La cosa più bella del film, per un cinefilo,
è apprezzare lo stile di regia di <strong>Lanthimos</strong>, una tecnica sopraffina, che non sceglie mai la ripresa banale e scontata, cercando di escogitare la strada
più complessa per gestire il racconto. Gli attori sono perfetti, da un imperturbabile <strong>Colin Farrell</strong>, che si lascia andare a rare crisi di nervi, &nbsp;a una bellissima e disperata <strong>Nicole Kidman</strong>, senza dimenticare il perfido <strong>Barry Keogham</strong>, nei panni di Martin. Un film che mi ero perso al cinema, recuperato grazie a Rai Movie che manda
in onda pellicole di qualità. Se non l’avete visto consiglio di recuperarlo su RaiPlay.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4qR6x0r" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad (DVD)</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3XjqzTU" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink60736792acaad1e9a9bee0977b121089 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sacrificio-cervo_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink60736792acaad1e9a9bee0977b121089, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sacrificio-cervo_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink458140230306261005ef2717f83c845e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sacrificio-cervo_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1600,'height': 900,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink458140230306261005ef2717f83c845e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sacrificio-cervo_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=IoNbhWmgJyA">https://www.youtube.com/watch?v=IoNbhWmgJyA</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 05:23:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Racconti gotici]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000198"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Racconti sorprendenti e carichi di tensione</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un mondo soprannaturale popolato da vampiri, fantasmi, spettri, magia nera...</span></h2><div><div><em class="cf1">«Entrate con coraggio insieme a me nella zona d’ombra della mia anima.» </em></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4hRK5jT" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3LyPL6b" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">È con queste parole che la contessa <strong>Emilia Pardo Bazán</strong> ci prende in disparte per mostrarci una delle facce meno conosciute del suo poliedrico essere: quella più inquietante. In questa antologia di racconti gotici sorprendenti e carichi di tensione, l’autrice esplora un mondo soprannaturale popolato da vampiri, fantasmi, spettri, magia nera… un mondo invisibile ma non poi così lontano, in cui riecheggia tutto il folklore tradizionale della Galizia rurale. </span></div> <div><span class="cf1">Nei racconti che compongono <strong><em>Cuentos Góticos</em></strong>, la grande scrittrice spagnola del XIX secolo <strong>Emilia</strong> <strong>Pardo Bazán</strong> si spinge oltre i confini della narrazione realista e naturalista, in cui è piuttosto nota, per esplorare l’ignoto. In questi racconti (tra i più famosi ricordiamo <em>Vampiro</em>, <em>El conjuro</em>, <em>El espectro</em>, <em>La resucitada</em>), emergono vampiri, fantasmi, presenze oscure, intrighi e il peso opprimente delle superstizioni. Il contesto è quello di una società ancora intimamente tradizionalista, in cui la ragione e il progresso coesistono con paure ancestrali e con un gusto del perturbante che affiora dietro la facciata borghese o aristocratica. </span></div> <div><span class="cf1">Traduzione e prefazione sono di <strong>Alessandro Margheriti</strong>; la copertina è di <strong>Gaia Magnini</strong>. Il libro è edito da <em>Bakemono Lab</em> (<a href="https://bakemonolab.it/" class="imCssLink">www.bakemonolab.it</a>).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">Dalla prefazione di <strong>Margheriti</strong>: <em>“La scena di Emilia Pardo Bazán che da bambina si arrampica per raggiungere lo scaffale più alto della libreria della casa paterna, quello dove sono stipati i libri “proibiti”, la trovo emblematica, quasi profetica, per un’artista che ha scelto spesso di muoversi controcorrente. Lei stessa si definiva «una combattente, un’amazzone», e di certo la sua è stata una lotta incessante contro le abitudini, contro i pregiudizi, contro l’ignoranza, contro la frivolezza delle donne e l’invidia degli uomini.”</em></span></div> <div><em class="cf1">La traduzione di quest'opera è stata resa possibile dal Ministero della Cultura Spagnolo attraverso la Direzione Generale del Libro, del Fumetto e della Lettura (La traducción de esta obra ha recibido una ayuda del Ministerio de Cultura de España a través de la Dirección General del Libro, del Cómic y de la Lectura).</em></div><div><em class="cf1"><br></em></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><strong class="cf1">Emilia Pardo Bazán:</strong></div> <div><span class="cf1">La contessa Emilia Pardo Bazán è stata una scrittrice, giornalista e saggista spagnola, ricordata per aver introdotto il Naturalismo in Spagna. Per il suo sostegno ai diritti delle donne è ritenuta una precorritrice del femminismo </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><strong class="cf1">Alessandro Margheriti </strong></div> <div><span class="cf1">Alessandro Margheriti vive in Spagna, dove lavora come traduttore. È un lettore onnivoro, con la passione per la letteratura scandinava e il fantasy. Fa parte dello Staff di <em>Ultima Pagina</em>, community d'informazione editoriale. Come autore ha pubblicato il romanzo <em>Nel cuore di Icaro</em> e la raccolta di racconti <em>Nessun'iride dopo la pioggia</em>, entrambi editi da Bakemono Lab.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div> <div><span class="cf1">Titolo: Racconti gotici</span></div> <div><span class="cf1">Autore: Emilia Pardo Bazán</span></div> <div><span class="cf1">Traduttore: Alessandro Margheriti</span></div> <div><span class="cf1">Copertina: Gaia Magnini</span></div> <div><span class="cf1">Editore: Bakemono Lab</span></div> <div><span class="cf1">Collana: Yoru</span></div> <div><span class="cf1">Pagine: 131</span></div> <div><span class="cf1">ISBN: 979-8271396977</span></div> <div><span class="cf1">Prezzo: Ebook 6,99 € - Cartaceo 14,56 €</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4hRK5jT" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3LyPL6b" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkd17d4009ec569e51ab249515f85039eb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/racconti-gotici-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 615,'height': 933,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd17d4009ec569e51ab249515f85039eb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/racconti-gotici-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="304" /></a><br></div><div><script> var showboxlink8a5c14e93f158afeb2d625a2d81f48d2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Emilia-Pardo-Bazan_autricejpg.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 400,'height': 400,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8a5c14e93f158afeb2d625a2d81f48d2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Emilia-Pardo-Bazan_autricejpg.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 15:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ritual di David Pinner]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000197"><h1 class="imHeading1">Un pezzo di mitologia del folk horror</h1><h2 class="imHeading2">Viaggio allucinato nel cuore di un culto che sopravvive ai margini della civiltà</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><em>Ritual</em> di <strong>David Pinner</strong>, pubblicato nel 1967 e oggi finalmente tradotto in italiano da Agenzia Alcatraz, è il romanzo da cui nacque l’idea di <span class="fs14lh1-5"><i>The Wicker
Man</i></span>, il film culto del 1973 che ha definito un intero sottogenere: il folk horror.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4hUARU0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Leggere <em>Ritual</em> oggi è come tornare alle origini di una maledizione. Il protagonista, il sergente David Hanlin,
arriva in un villaggio sperduto della Cornovaglia per indagare sulla morte di una bambina. Ma invece di trovare risposte, inciampa in un mondo dove la razionalità non serve più a nulla: gli abitanti venerano
la terra, il corpo, il ciclo delle stagioni; i riti si mescolano al desiderio, la fede cristiana vacilla davanti a un paganesimo che sembra più vivo, più sensuale e più crudele. Non è un horror
nel senso classico: è un viaggio allucinato nel cuore di un culto che sopravvive ai margini della civiltà, e che finisce per contaminare chiunque vi entri. <strong>Pinner</strong> scrive con un linguaggio teatrale, pieno di immagini e allucinazioni, a volte persino eccessivo - ma è proprio lì il suo fascino. C’è qualcosa
di febbrile nella sua prosa, come se il romanzo stesso fosse un rituale, un incantamento. Non stupisce che <strong>Robin Hardy </strong>e <strong>Anthony Shaffer</strong>, leggendo <em>Ritual</em>, abbiano deciso di trarne ispirazione per <em>The Wicker Man</em>: ne hanno distillato l’essenza, rendendola più elegante e simbolica, ma lo spirito originario - la collisione tra fede, sesso e natura - è tutto
qui.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Questa nuova traduzione italiana arriva in un momento perfetto. Negli ultimi anni il folk horror è tornato a essere ovunque: da <em>Midsommar</em> di <strong>Ari Aster</strong> a <em>Men</em> di <strong>Alex Garland</strong>, passando per <em>The Witch </em>e <em>The Third Day</em>, il cinema e la narrativa hanno riscoperto l’angoscia dei campi, dei riti, dei villaggi
isolati dove la modernità non è mai arrivata del tutto. “Ritual” è l’anello mancante, la radice da cui tutto è partito. È imperfetto, a volte caotico, ma conserva un’energia
primitiva che i film più recenti spesso smussano.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Se vi affascinano i culti rurali, le atmosfere da solstizio, le storie dove il sacro e il profano si confondono fino a non sapere più chi sia il mostro, <em>Ritual</em> è una lettura obbligata. Questo romanzo è un pezzo di mitologia del folk horror, un richiamo antico che continua a risuonare sotto la superficie del presente.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">David Pinner è nato nel 1940 ed è uno scrittore e attore britannico. Dopo essersi formato alla Royal Academy of Dramatic Art, dal 1966 al 2019 ha interpretato
diversi ruoli sia per il teatro che per la televisione, nel Regno Unito e oltreoceano.</span></div>
<div><span class="cf1">È autore di tredici opere teatrali e di quattro romanzi. <em>Ritual</em> (1967), il suo libro di maggiore successo, ha ispirato il capolavoro del cinema folk-horror <em>The Wicker Man</em> del 1973.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Ritual</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: David Pinner</em></div>
<div><em class="cf1">Traduttore: Stefania Renzetti</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Agenzia Alcatraz</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 288</em></div>
<div><em class="cf1">Formato: 13.2 x 2.1 x 19.1 cm</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 978-8885772649</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: 16,15 €</em></div>
<div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4hUARU0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span><br></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink5bb49c2b5aa0eec17b1e2ff4755a6168 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ritual-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 751,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5bb49c2b5aa0eec17b1e2ff4755a6168, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ritual-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="288" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd551dae26d0e32ce2880397191151d65 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/David-Pinner_autore_z2mo54i7.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 300,'height': 300,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd551dae26d0e32ce2880397191151d65, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/David-Pinner_autore_plq5syo6.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 05:19:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Le Statue Stele]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000196"><h1 class="imHeading1">La paura mi attanaglia</h1><h2 class="imHeading2">Vedo qualcosa di strano ma che non riesco a metabolizzare</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">Manoscritto ritrovato da Alfonso Fioravanti in data 28/11/1905 presso Zignano, in una casa di proprietà di un membro dello staff universitario
di Pisa deceduto nel 1827, il cui nome sembra sia stato cancellato dagli annali.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Parte I - Il Ritrovamento</strong></div>
<div><span class="cf1">02/05/1827</span></div>
<div><span class="cf1">Non oso nemmeno esprimere l’entusiasmo che sto provando in questo momento, io umile studente di archeologia portato finalmente in una spedizione sul campo.</span></div>
<div><span class="cf1">Il mio professore è ormai un provetto viaggiatore con decennale esperienza di scavo. È un onore poterlo accompagnare. Sicuramente la mia discendenza da antenati autoctoni della zona ha influito sulla scelta della mia presenza in loco, ma poco importa.</span></div>
<div><span class="cf1">Ho potuto ascoltare una conversazione molto interessante prima della partenza tra il mio professore e il suo collega del dipartimento di Storia in cui accennavano che si tratta
di una potenziale scoperta epocale che potrebbe chiarire alcuni punti sulle antiche civiltà eneolitiche.</span></div>
<div><span class="cf1">Oggi siamo partiti con tutta l’attrezzatura per procedere e assistere alle fasi dello scavo e in giornata potremmo già mettere mano ai primi ritrovamenti. Non sto più
nella pelle ormai.</span></div>
<div><span class="cf1">Giunti presso Novà, nel comune di Zignano, ci dirigiamo verso il sito del ritrovamento del tutto fortuito e possiamo iniziare ad intravedere la testa delle Statue-Menhir.</span></div>
<div><span class="cf1">È un’opera meravigliosa nel suo complesso, di tipo antropomorfo, doveva essere una raffigurazione molto comune alle popolazioni pre-protostoriche dell'Europa a
partire dal III millennio. Secondo gli studi effettuati finora, per secoli queste statue sono state distrutte in quanto considerate lasciti di divinità pagane e non esiste una documentazione certa su quante ne siano
state rinvenute fino al XVIII secolo. Oggi tenteremo un’estrazione dopo aver scavato tutt'intorno per evitare in ogni modo di danneggiarla. Continuerò il resoconto al termine della giornata.</span></div>
<div><span class="cf1">Dopo una giornata completa dedicata all’escavazione del reperto possiamo affermare quanto segue:</span></div>
<div><span class="cf1">La statua raffigura con tratti stilizzati un essere umano, in questo caso con quelle che sembrano mani conserte verso il centro del corpo, e stringono quello che rappresenta un
pugnale sotto di esse, verosimilmente identificando un guerriero. La testa è larga ad arco a forma di U, con un accenno di fori per gli occhi. È stata chiaramente vittima di una forma di iconoclastia perché
ha lacuna nel basamento palesemente danneggiato in tempi antichi.</span></div>
<div><span class="cf1">La mia opinione come quella del professore è che la statua-stele sia una sorta di rappresentazione di divinità o di antenati eroicizzati.
La zona non è né un insediamento né una necropoli, visto che non ci sono altri ritrovamenti collegabili, ergo potrebbe essere stata un'area ritenuta sacra oppure un punto focale per celebrazioni e
a ricordo di qualcosa. Al termine di questa giornata non posso fare a meno di trarre le più fantasiose conclusioni anziché riflessioni di carattere scientifico. L'ora è tarda e devo decisamente riposare
 È stata una giornata meravigliosa.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Parte II - La Visione</strong></div>
<div><span class="cf1"> 03/05/1827</span></div>
<div><span class="cf1">È stata una notte estremamente anomala e ricca di sogni contornati da stranezze e momenti inquietanti. Difficilmente ricordo un sogno l’indomani, ma stavolta mi è
rimasto impresso come lingue ardenti di fiamma invisibile sulla mia pelle e nella mia memoria. Un sogno vissuto in prima persona, e forse è per questo che mi è restato particolarmente impresso.</span></div>
<div><span class="cf1">Ricordo un cielo terso al pari di un cristallo d’un azzurro perfetto, il sole non troppo caldo ma decisamente piacevole al contatto con la pelle. Non indossavo le mie normali
vesti ma ero quasi nudo, se non per una pelliccia di animale sulla schiena, mani e piedi nudi e completamente sporchi di terra, ma nonostante questo non provavo nessun tipo di paura per malattie o quel senso di sporco, era
come se fosse perfettamente normale. Dopo aver contemplato la maestosità del cielo mi sono dedicato all’assoluta bellezza dell’ambiente che mi circondava. Colline e pianure completamente verdi che pareva
di essere in un Eden. La sensazione che provavo quando respiravo era identica a quella che ti dona il respirare sulla cima di un'alta montagna, ma rimanendo molto al disotto del livello del mare.</span></div>
<div><span class="cf1">Che razza di visione è mai questa? L’impressione di essere a casa è fortissima, ma allo stesso tempo mi pare di non esser qui. Non posso fare altro che incamminarmi
e provare a scoprire qualcosa di più su quello che sto vivendo adesso.</span></div>
<div><span class="cf1">Percorro molti passi in una direzione verso l’ignoto, non comprendendo bene dove io sia. Solo una cosa interrompe il mio cammino, un forte battito di tamburi, un'eco che
risuona in questa valle di puro niente ma che riesce a farmi battere il cuore al suo sinistro ritmo.</span></div>
<div><span class="cf1">Arretrare o fuggire? La paura dell’ignoto attanaglia il mio cuore ma la brama di conoscere mi spinge sempre e comunque avanti, e adesso voglio sapere cosa sia questo battito,
questo ritmo che sa di ancestrale.</span></div>
<div><span class="cf1">Arrivo verso un rialzamento che si affaccia su una valle molto più piccola del panorama attuale che pareva sconfinato. Il rumore di quei tamburi si fa sempre più nitido
e cautamente mi affaccio. Vedo qualcosa ma non capisco.</span></div>
<div><span class="cf1">La paura mi opprime e, notando un grande sasso, lo prendo e lo spingo con tutte le mie forze sull’orlo della rupe per poterlo usare come nascondiglio in piena luce e poter
provare a sbirciare da sopra.</span></div>
<div><span class="cf1">Vedo qualcosa di strano ma che non riesco a metabolizzare, sento qualcosa di oscuro che non so comprendere. Riapro gli occhi e sono nel mio letto grondante sudore e paralizzato
come dopo il più nero degli incubi.</span></div>
<div><span class="cf1">Ormai è quasi l'alba e lascio perdere qualsiasi tentativo di addormentarmi: sarebbero tentativi vani. Il cuore batte come lo scalpitare di uno stallone in corsa e le
tempie mi pulsano allo stesso ritmo. Attendo in quiete, seduto, &nbsp;il momento di partire alla volta dello scavo ma non posso riportare quanto ho visto nel sogno.</span></div>
<div><span class="cf1">Ormai è nuovamente sera e dopo una breve cena frugale, vista l’assenza di appetito che mi ha accompagnato per tutto il giorno, vado a riposare.</span></div>
<div><span class="cf1">La giornata di lavori allo scavo è stata a dir poco bizzarra e quasi blasfema nel suo complesso. Abbiamo ritrovato sotto lo scranno alcuni frammenti di pietra di grandezza
medio piccola, dello stesso materiale ovvero arenaria, che inizialmente non avevano molto da dirci, fino a che non abbiamo iniziato una blanda prova di restauro.</span></div>
<div><span class="cf1">Siamo riusciti ad assemblare i pezzi, restituendo così quasi la completezza al basamento. L’eccitazione era grande, fino a che uno di noi, la persona che aveva assemblato
i frammenti, non è stato colto da un ictus improvviso e adesso è in coma all’ospedale più vicino e non sappiamo se si riprenderà. Non finisce qui questa successione di eventi bizzarri: per
prendere aria ho fatto una lunga camminata fino ad arrivare all’apice più alto dove si può vedere il punto dello scavo e ho notato qualcosa che mi ha fatto accapponare la pelle. Il masso del mio sogno!Esattamente
quello &nbsp;che ho spostato per nascondermi. Giuro su Dio e su mia madre che era proprio quello. Dopo un momento di terrore ho realizzato che probabilmente avevo già visto quel masso e l’ho portato con me nei miei
sogni.</span></div>
<div><span class="cf1">Certo, deve essere andata così.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Parte III - Negli Eoni</strong></div>
<div><span class="cf1"><strong> </strong>04/05/1827</span></div>
<div><span class="cf1">Giuro che non sto impazzendo.</span></div>
<div><span class="cf1">Non ho idea di come finirà tutto questo ma sono sicuro, come l’onnipotente esiste, che &nbsp;sono completamente sano di mente. Quello che sto vedendo e che credo di aver
scoperto non è frutto dei deliri di un pazzo ma la più antica delle verità.</span></div>
<div><span class="cf1">Come faccio a saperlo? Io sono un uomo di scienza e credo nei fatti ma quello che gli angeli mi stanno mostrando è chiaramente un avvertimento per non cadere preda nelle
mani degli Antichi.</span></div>
<div><span class="cf1">Ho fatto un altro incubo così realistico da lasciarmi più di un segno, non solo nella mia anima ormai stanca. </span></div>
<div><span class="cf1">La prima cosa che mi lascia una maligna sensazione addosso è che il sogno è ripreso esattamente dove si era interrotto la volta scorsa e quando l’ho realizzato
mi si è spalancata una finestra su orrori antichi della memoria dell’uomo. Una voce vessava la mia mente, non era umana e nemmeno la lingua usata apparteneva a un linguaggio conosciuto in antichità, ricordava
un gorgoglio blasfemo proveniente da abissi ignoti. Mentre quella cacofonia invadeva il mio apparato uditivo, non sono riuscito a trattenere le mani dal coprirmi le orecchie.</span></div>
<div><span class="cf1">Non so nemmeno io quale coraggio mi abbia spinto a osservare quanto stava avvenendo oltre la pietra che mi nascondeva, so solamente che non potrò fare a meno di ricordare
per sempre quell’orrore.</span></div>
<div><span class="cf1">Venti esseri preumani dai tratti scimmieschi e nudi come il Creatore li ha fatti che suonano litanie blasfeme su quei tamburi, mentre uno di loro coperto di pelli sta incidendo
sulla pietra quell’essere.</span></div>
<div><span class="cf1">I suonatori sono al centro di questo empio rito e sembrano impossessati dal ritmo prodotto, che non ha nulla di sano. Riesco ad intravedere quasi la follia nei loro piccoli occhi
scuri. Lo scultore imbraccia quelli che sembrano rudimentali strumenti in pietra selce, con la bava alla bocca mentre ripete parole di qualche idioma ormai perduto degli Eoni.</span></div>
<div><span class="cf1">Infine l’orrore manifesto: quell’essere alto più di tre metri con un corpo di forma conica e una testa ad arco, dal colore che non riesco a nominare e che non
esiste nella ruota cromatica umana. Puro raccapriccio assale la mia mente mentre lo guardo, e pur non avendo occhi visibili sento che mi sta fissando, che sta scrutando dentro di me per condurmi al baratro della follia.</span></div>
<div><span class="cf1">Urlo senza più aria nei polmoni e mi sveglio per terra, non sul letto e ben lontano dalla mia residenza. Sono esattamente dove ero nel mio sogno, a piedi nudi e con le mani
sporche di terra.</span></div>
<div><span class="cf1">So che non sono pazzo e che questo è un messaggio di Dio, devo distruggere la stele di quel demonio arrivato dagli abissi.</span></div>
<div><span class="cf1">L’incommensurabile orrore echeggia su questa terra e forse quel simulacro è solo in attesa di essere ricordato dai popoli che l’hanno condannato all’oblio.
Non posso e non voglio immaginare cosa potrebbe accadere alle masse se sapessero quello che so io.</span></div>
<div><span class="cf1">Quel maledetto suono di tamburi rimbomba ancora oggi nella mia testa e non comprendo perché solo io sono vittima di tutto questo.</span></div>
<div><span class="cf1">Devo avvertire tutti! Chiunque metterà mani sul mio manoscritto sappia.</span></div>
<div><span class="cf1">Le steli sono empie preghiere votive a creature abissali, ci sbagliavamo su tutto.</span></div>
<div><span class="cf1">Quelle parole sono un eco maledetto di civiltà preumane, distruggetele.</span></div>
<div><span class="cf1">Distruggetele tutte.</span></div>
<div><span class="cf1"><em></em><br></span></div>
<div><em class="cf1">In una nota a piè di pagina dopo quest’ultimo scritto si legge uno sbiadito</em></div>
<div><em class="cf1">“Ho fallito, stanno per venire a prendermi.” accompagnato da alcune tracce di sangue a piccole chiazze, come schizzi di un getto.</em></div>
<div><em class="cf1">Dopo la lettura del manoscritto, Alfonso Fioravanti ha affermato di aver sognato terre prive di civiltà in ere preumane. Ha dichiarato di aver visto un volto che lo fissava
in ogni superficie riflettente, dalla testa ad arco come una grande U, e di aver sentito un rumore di tamburi proveniente dallo spazio profondo. Caduto in depressione ha lasciato la vita universitaria ed è è
stato ricoverato all’ospedale psichiatrico di Volterra - per un raptus di follia - nel 1905, il giorno in cui un contadino che stava dissodando un pianoro per ridurlo a coltura nella zona di Pontevecchio, nel comune
di Fivizzano in località Bocciari, ha per puro caso portato alla luce nove statue stele.</em></div>
<div><em class="cf1">In data odierna i reperti riportati alla luce sono circa ottantadue, di cui la maggioranza esposta a Pontremoli, nel Museo delle "statue stele
lunigianesi" allestito nel Castello del Piagnaro.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><strong class="cf1">NOTE</strong></div>
<div><span class="cf1">Prima pubblicazione per Club GHoST: 5 Gennaio 2025.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Flavio Deri è nato il 18/10/1988 a Pontedera (PI). È diventato membro del <em>Culto Lovecraftiano</em> nel 2003, quando ha acquistato il suo primo libro del Sognatore di Providence. Iscritto alla <em>H.P. Lovecraft Historical Society</em> e supporter dell’<em>Horror Writers Association</em>, ha sempre desiderato dedicarsi alla scrittura andando oltre la creazione di campagne di gioco di ruolo da tavolo o dal vivo. Durante la pandemia, ha partecipato
a concorsi letterari per antologie, e nel 2022 ha pubblicato il suo primo libro intitolato <em>Appunti di un Sussurro</em>, sempre con ambientazione Lovecraftiana, oltre a rientrare in pubblicazioni come <em>Terrorea – De Rerum Natura della Horti di Giano</em>, nella collana <em>Universo di Lovecraft</em> della Esescifi, nell’antologia <em>Chimerica</em> della PAV Edizioni. Per la Colomò Edizioni compare nell’antologia <em>Strani Aeoni nn. 2 e 3</em>, <em>Grimoria</em>, <em>l’Amaro in Bocca</em> e ha curato la raccolta <em>L’Orrido Verde</em>. <em>L’Ombra dietro la Miskatonic</em> è il suo racconto lungo con la Delos Digital, si possono trovare altri suoi racconti su due numeri del progetto <em>Racconti dal Profondo</em>. Finalista in concorsi letterari come il <em>TOHorror Festival</em>, <em>Terni Horror Festival</em> e del <em>Premio Esecranda</em>.<br>Fiero membro del Gruppo <em>Telegram Lovecraft Italia</em>. Appassionato del genere Horror, ha dedicato la sua libreria personale a Lovecraft, con oltre cento volumi tra racconti, saggi, biografie, graphic novel
e romanzi ispirati ai Miti.<br>Dal 2024 collabora con <em>Planet Ghost</em> con recensioni di libri e fumetti.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkd777316d3a744a6f9304c45b59f6c63b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/statue-stele-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1080,'height': 1080,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd777316d3a744a6f9304c45b59f6c63b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/statue-stele-cover_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlinka8dd55fbb6091ee29a1383517fa24b83 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/flavio-deri_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 1059,'height': 1059,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka8dd55fbb6091ee29a1383517fa24b83, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/flavio-deri_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 06:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Bones and All di Luca Guadagnino]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000195"><h1 class="imHeading1">Horror romantico senza precedenti</h1><h2 class="imHeading2">Viscerale ed esplicito con tanto sangue e molto amore</h2><div><div><strong class="cf1">Bones and All (Usa, Italia 2022)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Luca Guadagnino. Soggetto: Camille DeAngelis (romanzo Fino all’osso). Sceneggiatura: David Kajganich. Fotografia: Arseni Khachaturan. Montaggio: Marco Costa. Musiche: Trent Reznor, Atticus Ross. Produttori: Timothée Chalamet, Francesco Melzi d’Eril, Luca Guadagnino, David Kajganich, Lorenzo Mieli, Marco Morabito, Gabriele Moratti, Theresa Park, Peter Spears. Case di Produzione: Metro-Goldwyn- Mayer, Frenesy Film Company, Memo Films, Per Capita Productions, 3 Marys Entertainment, The Apartment Pictures, Tenderstories, Ela Film, Immobiliare Manila, Serfis, Wise Pictures. Distribuzione (Italia): Vision Distribution. Interpreti: Taylor Russell (Maren Yearly), Timothée Chalamet (Lee), Mark Rylance (Sully), Michael Stuhlbarg (Jake), André Holland (Frank Yearly), Chloë Sevigny (Janelle Kerns), David Gordon Green (Brad), Jessica Harper (Barbara Kerns), Anna Cobb (Kayla), Kendle Coffey (Sherry), Jake Horowitz (uomo del tiro a segno), Burgess Byrd (Gal l’infermiera), Madeleine Hall (Kim), Ellie Parker (Jackie), David Pittinger (poliziotto), Greg Siewny (uomo nel negozio). Lingua Originale: Inglese. Paesi di Produzione: Italia, Stati Uniti, Regno Unito. Anno: 2022. Durata: 130’. Genere: Horror, Drammatico, Sentimentale.</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3JD9eCg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4821hjc" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><strong>Luca Guadagnino</strong> mi aveva sconcertato con <em>Melissa P</em> (2005), <em>Io sono l’amore</em> (2009) e <em>A Bigger Splash</em> (2015). Non avrei mai creduto di diventare un suo fan. Eppure è riuscito a convincermi, sia con <em>Chiamami col tuo nome</em> (2017) e <em>Suspiria</em> (2018), soprattutto con questo <em>Bones and All</em>, un horror romantico senza precedenti. Partiamo dal titolo, che si potrebbe tradurre in italiano <em>Fino all’osso</em>, per renderlo intelligibile anche ai non anglofoni, anche perché deriva dal romanzo omonimo di <strong>Camille DeAngelis</strong>, edito in Italia da Panini. La storia è fantastica e cupa, dolcissima e macabra, sentimentale e romantica, tutte caratteristiche che dimostrano quanto sia difficile stare in equilibro tra simili situazioni. Ambientazione in un mondo fuori dal tempo, dove esiste una razza di uomini cannibali, forse per trasmissione genetica, che si riconoscono tra loro e che devono cibarsi di carne umana. Maren (<strong>Russell</strong>) è una ragazza abbandonata dal padre dopo l’ultimo eccidio provocato ai danni di una compagna di scuola, figlia di una madre psicopatica che ritrova in un manicomio al termine di un lungo viaggio. La pellicola è un inquietante <em>on the road</em> di due ore e dieci minuti (che scorrono velocissime) per le strade degli Stati Uniti, con incontri di ogni tipo, il più importante è l’amore con Lee (<strong>Chalamet</strong>), cannibale in fuga dopo aver mangiato il padre, combattivo e tenero, implacabile e in cerca d’affetto. Maren e Lee devono vedersela con il vecchio cannibale indiano Sully (<strong>Rylance</strong>), innamorato della ragazza, che segue la coppia fino a una rocambolesca evoluzione, e con altri personaggi che popolano le strade nordamericane e che riaffiorano dal passato. Maren e Lee vorrebbero coronare un amore impossibile, lottano anche per affermare la loro identità, in un mondo pieno di pericoli che non può accettare una terribile diversità. <strong>Luca Guadagnino</strong> (Leone d’Argento a Venezia) si conferma regista preparato da un punto di vista tecnico, con grande senso del ritmo e della <em>suspense</em>, confeziona un horror viscerale ed esplicito con tanto sangue e molto amore. Sceneggiatura che non fa una grinza di <strong>David Kajganich</strong>, ispirata al testo romanzesco della canadese <strong>DeAngelis</strong>; fotografia lucida e solare di un’America dai grandi spazi provinciali e le immense distese desertiche; montaggio compassato, da cinema d’autore, perché si può fare cinema d’autore anche con il genere; colonna sonora con pezzi anni Settanta e musica classica in sottofondo. Interpreti bravissimi, soprattutto la protagonista <strong>Taylor Russell</strong> (Premio Mastroianni), dotata di uno sguardo indimenticabile; non scopriamo oggi <strong>Timothée Chalamet</strong> (anche produttore), perfetto nel ruolo, così come è inquietante al punto giusto <strong>Mark Rylance</strong>, cannibale cattivo. Un film che dovrebbe far accorrere spettatori di ogni tipo, perché può piacere anche agli amanti del cinema sentimentale, se riescono ad accettare le inevitabili parti macabre. Sarà venuto a mente solo a me, ma in certe sequenze ho visto affiorare il buon vecchio <strong>Aristide Massaccesi</strong>, in arte <strong>Joe D’Amato</strong>, con il suo <em>Antropophagus</em>, tra l’altro il primo regista italiano a confezionare un horror sentimentale (<em>In quella casa … Buio Omega</em>, 1979). E tutto l’horror cannibale italiano, da <strong>Deodato</strong> a <strong>Lenzi</strong>, passando per <strong>Martino</strong>. Va da sé che <em>Bones and All</em> è tutt’altra cosa, anche perché viene quarant’anni dopo, ma dimostra cultura cinefila e rispetto di tutto il suo passato. Contaminazione di generi, come si faceva un tempo, al servizio del cinema d’autore.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3JD9eCg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4821hjc" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink37737ee7c536bdb16b1fc7111b046338 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Bones-and-All-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink37737ee7c536bdb16b1fc7111b046338, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Bones-and-All-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink5967465d286928bdc0222065fb81ed2e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Bones-and-All-loc_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1400,'height': 788,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5967465d286928bdc0222065fb81ed2e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Bones-and-All-loc_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=zMrTn5lCyL0">https://www.youtube.com/watch?v=zMrTn5lCyL0</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 06:05:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Burton 1 - Neon Nights di Perrimezzi, Veltri e Mlinaric]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000194"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Una ventata di originalità narrativa</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che non dimentica le cose migliori del passato</span></h2><div><div><em class="cf1">Bryan Burton, un uomo in fuga da sé stesso.</em></div> <div><em class="cf1">Il nuovo fumetto horror e sci-fi di Green Moon Comics</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4nKIYE6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Neon Nights</em> è la prima avventura di <em>Burton</em>, un graphic novel horror a carattere seriale, con personaggio fisso. Bryan Burton è il protagonista delle vicende narrate e disegnate, un uomo in fuga da se stesso che supera il confine dell’inferno per salvare l’anima della donna amata, ma non ci riesce. Al termine di tutto questo - che per il lettore è soltanto l’inizio - vediamo Burton precipitato in uno strano mondo del futuro, caratterizzato da un paesaggio postatomico di una metropoli decadente - New Archetype -, tra luci al neon, ombre e un sinistro albergo, in sintonia con il mondo interiore del personaggio. Una narrazione psichedelica, condotta tra sogno e realtà, una lotta tra demoni interiori e reali pericoli di un mondo ignoto, una ricerca spasmodica del lato umano, di quel poco che ancora resta. <em>Burton</em> è una serie a metà strada tra horror e fantascienza, tra suggestioni esoteriche e ambientazioni da cinema postatomico. “Volevamo esplorare un mondo in cui i demoni non fossero solo creature infernali, ma anche le ombre che ci portiamo dentro. E questo riflesso dualistico doveva emergere anche a livello visivo: da un lato, l’ambientazione esterna di un futuro che profuma di nostalgia; dall’altro le quattro mura di un motel decadente, simbolo di ciò che non c’è più e che - probabilmente - non avrebbe mai dovuto esserci”, scrive <strong>Lucio Perrimezzi</strong>, scrittore del fumetto e direttore editoriale di Green Moon Comics. La storia di Burton è un viaggio nelle umane contraddizioni, ma è anche un viaggio surreale tra le paure umane, lungo le strade dissestate di una città tentacolare popolata da demoni. Un vero e proprio dramma visivo che viaggia al confine tra realtà e incubo, ai limiti del razionale, con soluzioni oniriche affascinanti. La confezione è di alta qualità, un bel bianco e nero, stampato su carta patinata, vignette abbastanza classiche, disposte quasi sempre cinque per pagina, ottimi chiaro scuri e suggestioni thriller-horror a non finire. Soggetto e sceneggiatura di <strong>Lucio Perrimezzi</strong>, collaborazione di <strong>Tommaso Destefanis</strong>, disegni di <strong>Antonio Mlinaric</strong> e <strong>Massimiliano Veltri</strong>. Editore Green Moon Comics di Cosenza, collana Eclissi, da sostenere per impegno e qualità dell’opera, in un momento complicato per affrontare una distribuzione in fumetteria, per non parlare della quasi impossibilità di arrivare in edicola. Prezzo 12 euro, non altissimo, ma per un fumetto seriale non è neanche poco, pure se dobbiamo considerare la buona qualità della carta e la copertina cartonata. Prossimi autori della serie: <strong>Alessandro Apreda</strong> (scrittore), <strong>Giovanna Gambarato</strong> e <strong>Daniele Cellini</strong> (disegnatori), tre talenti del fumetto italiano. Se amate l’horror fantastico seguite <em>Burton</em>, una vera e propria ventata di originalità narrativa che non dimentica le cose migliori del passato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Burton 1 - Neon Nights</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Lucio Perrimezzi</em></div> <div><em class="cf1">Disegni: Antonio Mlinaric e Massimiliano Veltri</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Green Moon Comics</em></div> <div><em class="cf1">Anno: 15 ottobre 2025</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 96</em></div> <div><em class="cf1">Dimensioni: 23.9 x 1.1 x 16.6 cm</em></div> <div><em class="cf1">ISBN: 979-1281563131</em></div> <div><em class="cf1">Costo: 12,00 €</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4nKIYE6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div> <div><br></div></div><div><script> var showboxlink0a0b87bd58edfd634bbbfe931889bed6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/burton1-green-moon_ver.jpg','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 670,'height': 957,'description': 'La copertina del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0a0b87bd58edfd634bbbfe931889bed6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/burton1-green-moon_ver.jpg" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkff711fa64f06f4b848eee9689c6aa671 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/burton1-green-moon-tav1_ver.jpg','alt': 'Una tavola del fumetto.','title': 'Una tavola del fumetto.','width': 724,'height': 1024,'description': 'Una tavola del fumetto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/burton1-green-moon-tav2.jpg','alt': 'Una tavola del fumetto.','title': 'Una tavola del fumetto.','width': 670,'height': 948,'description': 'Una tavola del fumetto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/burton1-green-moon-tav3.jpg','alt': 'Una tavola del fumetto.','title': 'Una tavola del fumetto.','width': 578,'height': 818,'description': 'Una tavola del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkff711fa64f06f4b848eee9689c6aa671, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/burton1-green-moon-tav1_ver.jpg" alt="Alcune tavole del fumetto." title="Alcune tavole del fumetto." width="150" height="213" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 12:42:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Brividi d'ottobre]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000193"><h1 class="imHeading1">Antologia di racconti horror</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un'avventura che ricorda il Bradbury più cupo</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em>È la fine dell'anno agricolo, un ciclo si chiude e si seppellisce ciò che deve essere sepolto. Solo che non tutto ciò che è sepolto accetta di rimanere
sottoterra.</em></div>
<div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/4p37mBX" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div>
<div><br></div>
<div>La Redazione <em>GHoST</em> segnala l’uscita di <em>Brividi d’ottobre</em>, antologia di racconti horror firmati da <strong>Rubrus</strong> editi da Delos Digital per la collana <em>Folclore oscuro </em>curata da <strong>Massimo Junior D'Auria</strong>.</div><div><br></div>
<div>È la fine dell'anno agricolo, un ciclo si chiude e si seppellisce ciò che deve essere sepolto, sperando che, dopo il riposo invernale, la vita rinasca.</div>
<div>Solo che, a volte, non tutto ciò che è sepolto accetta di rimanere sottoterra.</div>
<div>Tra gatti mutaforme, maledizioni, revenant vegetali, circhi di provincia che potrebbero essere un franchise della rinomata Cooger and Dark, un viaggetto tra notti e nebbie perché
siamo più vicini ai secoli bui di quanto ci piaccia credere.</div>
<div>Se non avete l'auto, potete chiedere un passaggio.</div>
<div>Sì, perché l'abbiamo sentita tutti, quella storia, vero? Eppure la tentazione di salire è, a volte, irresistibile.</div><div><br></div>
<div>I racconti del libro: <em>Brividi d'ottobre</em>, <em>Passaggi</em>, <em>Semi di zucca</em>, <em>Malocchio</em>, <em>Paese d'ottobre</em>, <em>Il resto</em>, <em>Cibo per gatti</em>, <em>Inseparabili</em>, <em>Il più grande spettacolo dell'universo</em>, <em>Faccia di zucca</em> e <em>Due giorni prima dei morti</em>.</div><div><br></div>
<div><strong>L'AUTORE</strong></div>
<div><strong>Rubrus</strong> scrive cimentandosi in vari generi tra i quali predilige l'horror, il noir e la fantascienza. Di sé non ama dire molto perché
è la storia che conta e non chi la racconta. Con DBooks ha pubblicato la raccolta di racconti <em>Dietro la porta</em>, il romanzo <em>Dark Summer</em>, il romanzo <em>Sosta di mezzanotte</em> e ha partecipato all'antologia <em>Trumped</em> con il racconto <em>Gestione del dissenso</em>. Con Lillibook le raccolte di racconti <em>Offlighthings</em> e <em>Racconti dietro l'angolo</em>. Suoi racconti sono stati pubblicati sulla rivista <em>Altrisogni</em> n. 3 e sulle antologie &nbsp;<em>Giallodarte 2011</em> e <em>Il cerchio capovolto vol. 2</em>.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: Brividi d'ottobre</div>
<div>Autore: Rubrus</div>
<div>Curatore: Massimo Junior D'Auria</div>
<div>Collana: Folclore oscuro n. 5</div>
<div>Copertina: Dante Primoverso (IA)</div>
<div>Editore: Delos Digital</div>
<div>Pagine: 129</div>
<div>Prezzo: 3,99 €</div>
<div>ISBN: 978-8825434538</div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlink5297b47e8b16b673d31ab629cd2aa3ce = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Brivididottobre-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 638,'height': 894,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5297b47e8b16b673d31ab629cd2aa3ce, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Brivididottobre-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 04:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Rebecca la prima moglie di Daphne Du Maurier]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000192"><h1 class="imHeading1">Una ghost story atipica e originale</h1><h2 class="imHeading2">Che utilizza in modo inusitato tutti gli elementi tipici della storia di fantasmi</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">“Conoscevo il suo viso, minuto e ovale, la pelle bianca e liscia, la gran massa di capelli scuri. Sapevo che profumo usava. Avrei riconosciuto la sua voce anche in mezzo
a mille altre. Rebecca, sempre Rebecca. Non mi sarei mai liberata di Rebecca.”</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qS4Q39" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Rebecca la prima moglie</em> di <strong>Daphne Du Maurier </strong>è uno straordinario romanzo noir e una fiaba dark, ma è anche, e soprattutto, una ghost story atipica e originale che utilizza in modo inusitato
tutti gli elementi tipici della storia di fantasmi.</span></div>
<div><span class="cf1">Lo spettro che non appare mai ma che, in ogni riga della narrazione in soggettiva dal punto di vista della giovane protagonista, della quale non sapremo mai il nome, sembra che stia
per apparire, è quello di Rebecca, prima moglie, morta da un anno in un incidente marittimo, di Maxim De Winter.</span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza inglese che racconta, una ventenne che fa di lavoro la dama di compagnia di una ricca e anziana donna americana, conosce Maxim De Winter in un albergo di Montecarlo. </span></div>
<div><span class="cf1">Lei è insieme alla milionaria americana rozza e tracotante in uno dei tanti viaggi che la signora intraprende per conoscere gente del bel mondo. Lui è lì per provare
a riprendersi da un lungo esaurimento nervoso successivo alla perdita della moglie.</span></div>
<div><span class="cf1">Dopo pochi giorni di frequentazione quotidiana, Maxim De Winter chiede alla ragazza, inaspettatamente e con toni sbrigativi, di sposarla.</span></div>
<div><span class="cf1">Lei accetta, in quanto innamorata dell’uomo, anche se all’inizio è sconcertata dalla richiesta di un uomo che ha il doppio dei suoi anni ed è milionario,
appartiene quindi a un ceto sociale che è opposto al suo di ragazza povera.</span></div>
<div><span class="cf1">Inoltre l’uomo non aveva mai manifestato sentimenti da innamorato durante la breve frequentazione, al massimo un affetto amicale e fraterno.</span></div>
<div><span class="cf1">Dopo un matrimonio molto riservato, senza invitati, e un viaggio di nozze in Italia, i due neo sposi vanno a vivere nella residenza in campagna, vicino Londra, dove la famiglia De
Winter ha vissuto da innumerevoli generazioni, almeno dal Medioevo.</span></div>
<div><span class="cf1">Manderley.</span></div>
<div><span class="cf1">Un palazzo antichissimo ed enorme, sfarzoso e suggestivo.</span></div>
<div><span class="cf1">Qui comprendiamo l’altro genere, cui appartiene <em>Rebecca la prima moglie</em>, quello della fiaba. Si veda la scena in cui Maxim De Winter e la sua giovane sposa entrano nel giardino di Manderley, raffigurato come un vero e proprio bosco incantato in cui i due fanno l’ingresso come
in un’altra dimensione.</span></div>
<div><span class="cf1">Si vedano anche le numerose scene in cui la ragazza esplora le stanze del palazzo, la sua nuova casa, così impregnata di antichità e mistero, spesso non sapendo dove
dirigersi e perdendosi, salvata dalle indicazioni dei domestici. Numerose stanze non sono usate e c’è la presenza persistente del fantasma di Rebecca attraverso i ricordi di parenti e amici di Maxim De Winter,
ma soprattutto del personale domestico.</span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza è in una evidente condizione di sottomissione e inadeguatezza. Descrive sé stessa continuamente come brutta e goffa e finisce per apparire, sia a sé
stessa che agli occhi degli altri, inadeguata al suo nuovo ruolo di signora De Winter, padrona di Manderley.</span></div>
<div><span class="cf1">Questa inadeguatezza si manifesta soprattutto quando lei entra in relazione con la signora Danvers, la governante &nbsp;che non nasconde l’adorazione che aveva e che tuttora nutre
per la prima moglie di Maxim De Winter e che quindi odia da subito la ragazza considerandola una specie di usurpatrice.</span></div>
<div><span class="cf1">Si veda, a proposito la scena in cui la Danvers mostra alla ragazza le stanze in cui dimorava Rebecca, che lei conserva arredate e pronte all’uso come se la donna fosse ancora
viva. Con i suoi abiti, i suoi profumi, le sue spazzole e quanto altro.</span></div>
<div><span class="cf1">La giovane protagonista e voce narrante sente il profumo di Rebecca, usa la sua scrivania, dove lei scriveva le sue lettere, studia la sua scrittura elegante, trova il suo nome sulla
carta intestata o scritto all’interno di un libro, in una dedica a Maxim De Winter, scopre le fattezze di chi l’ha preceduta come moglie di Maxim ed è letteralmente intimorita dalla presenza/assenza di Rebecca.</span></div>
<div><span class="cf1">Attraverso i racconti che ascolta, la giovane donna ricostruisce il ritratto di Rebecca, la prima signora di Manderley: una donna intelligente e sofisticata, bellissima, di un fascino
ineguagliabile, ma anche sensibile e generosa.</span></div>
<div><span class="cf1">Rebecca, che Maxim De Winter ha amato alla follia, con la quale ha condiviso una vita di sfarzo e felicità (feste, frequentazione del bel mondo).</span></div>
<div><span class="cf1">Almeno questa è la convinzione che la giovane voce narrante si crea gradualmente nella sua mente. Ma nel corso del romanzo, soprattutto nell’ultima parte, non mancano
le sorprese e i colpi di scena.</span></div>
<div><span class="cf1">Per tornare al discorso della fiaba, si veda anche l’atteggiamento di Maxim nei confronti della sua seconda moglie: come un orco o un Barbablù, chiuso in sé stesso,
pieno di segreti, non manifesta mai i propri veri sentimenti, geloso dei propri pensieri, sempre serioso, in genere tranquillo ma capace di terribili attacchi di ira. Non &nbsp;condivide una reale intimità con sua moglie
che tratta con toni paternalistici come se fosse una bambina, conservando un distacco condito a volte da una strana ironia, atteggiamento che mette ancora più a disagio la ragazza.</span></div>
<div><span class="cf1">Ulteriore dimostrazione che <em>Rebecca la prima moglie</em> è una ghost story è la scena in cui la voce narrante, durante una cena, si immedesima, mentre è sovrappensiero, in Rebecca al punto di immaginare di essere lei e di assumerne le sue espressioni,
cosa di cui si accorge Maxim De Winter con estremo disagio. Tipica possessione mentale di un essere umano da parte di uno spettro. La ragazza arriva a dubitare della propria stessa esistenza.</span></div>
<div><span class="cf1">Si legga anche la parte del ballo in maschera, che non descrivo nei dettagli per non spoilerare.</span></div>
<div><span class="cf1">È da sottolineare anche la tendenza della giovane protagonista a immaginare le cose, a farsi dei veri e propri trip mentali, prevedendo il futuro suo e di coloro con cui entra
in relazione. Una scelta narrativa particolare che potrebbe anche indurci a pensare che l’intera storia è un viaggio mentale della protagonista.</span></div>
<div><span class="cf1">Questa edizione di <em>Rebecca la prima moglie</em> del Saggiatore è arricchita da una postfazione di <strong>Loris Tassi</strong> e da un estratto dal libro intervista di <strong>Francois Truffaut</strong> <em>Hichtcock secondo Hitchcock</em>, in cui il regista parla del suo film tratto dal romanzo della <strong>Du Maurier</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1">Consiglio la visione di questo film, con <strong>Joan Fontaine</strong> e <strong>Laurence Olivier</strong>, che riproduce abbastanza fedelmente il romanzo ed è un ottimo film, fatte salve le modifiche alla trama, che riducono
fortemente il monologo interiore della protagonista e nonostante il finale hollywodiano.</span></div>
<div><span class="cf1">Il film ha avuto anche un remake da parte del regista <strong>Ben Wheatley</strong>. </span></div>
<div><span class="cf1">Esistono inoltre diverse serie televisive tratte dal romanzo, un’opera teatrale e un adattamento radiofonico realizzato da <strong>Orson Welles</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Rebecca la prima moglie</em> è stata l’opera letteraria di maggior successo di <strong>Daphne Du Maurier</strong>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div>
<div><span class="cf1">Daphne Du Maurier (1907-1989) è stata una scrittrice inglese, il cui successo internazionale è stato sancito dalla trasposizione cinematografica dei suoi romanzi <em>Jamaica Inn</em> e <em>Rebecca la prima moglie</em> e del racconto lungo <em>Gli uccelli</em> a opera di <strong>Alfred Hitchcock</strong>. Delle sue numerose opere ricordiamo anche <em>Non voltarti, Il punto di rottura, Rendez-vous, Mia cugina Rachele </em>e<em> Il capro espiatorio. </em>È considerata una delle scrittrici inglesi più lette al mondo.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Rebecca la prima moglie</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Daphne Du Maurier</em></div>
<div><em class="cf1">Traduttore: Marina Morpurgo</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Il Saggiatore</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 15 ottobre 2020</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 432</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 978-8842829027</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: 12,74 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qS4Q39" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink82d638346a323c55132dc15097dabc94 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/rebecca-prima-moglie-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 778,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink82d638346a323c55132dc15097dabc94, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/rebecca-prima-moglie-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="278" /></a><br></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkfae0d515a379c55c772a7a68828a6a21 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Daphne-Du-Maurier_autore.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 675,'height': 639,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfae0d515a379c55c772a7a68828a6a21, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Daphne-Du-Maurier_autore.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="142" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 03:38:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Breed - La razza del male di Nicholas Mastandrea]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000191"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Girato in Sudafrica in sei settimane</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una pellicola che sa di già visto e di già detto a ogni fotogramma</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">The Breed - La razza del male (Usa 2006)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Nicholas Mastandrea. Soggetto e Sceneggiatura: Robert Conte, Peter Wortmann. Fotografia: Giulio Biccari. Montaggio: Nathan Easterling. Effetti Speciali:
Anton Voster. Musiche: Marcus Trumpp. Scenografie: Johnny Breedt. Costumi: Dianna Cilliers. Trucco: Pia Cornelius, Carla Fourie, Zanmarie Hanekom, Dineo Seretse, Jaco Snyman. Produttori: Thomas Becker, David Lancaster, Marianne
Maddalena, Karen Vundla, David Wicht. Produttore Esecutivo: Wes Craven, Basil Ford, Hal Sadoff, Moses Silinda, Jorge Westerkamp, Henry Winterstern. Case di Produzione: Film Afrika Worldwide, Apollo
ProMovie &amp; Co. 1 Filmproduktion, DEJ Productions Inc, First Look International. Distribuzione (Italia): Medusa Film. Titolo Originale: The Breed. Lingua Originale: Inglese. Paese di Origine: Stati Uniti d’America, Sudafrica. Anno: 2006. Durata: 91’. Genere: Horror. Interpreti: Michelle Rodriguez (Nicki), Oliver Hudson (John), Taryn Manning (Sara), Eric Lively (Matt), Hill Harper (Noah), Nick Boraine (Luke), Lisa-Marie Schneider (Jenny).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3LLapA0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/47t4gRO" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Un film girato in Sudafrica in sei settimane da un regista debuttante che mette insieme una serie di luoghi comuni e di citazioni sul cinema horror internazionale
per comporre una pellicola che sa di già visto e di già detto a ogni fotogramma. Il tema portante è più che risaputo. Abbiamo un gruppo di ragazzi in vacanza su un’isola misteriosa, all’interno
di una casa ereditata da un vecchio zio scomparso, amante degli animali e della vita naturale. A un certo punto si verifica l’inaspettata presenza di cani feroci e intelligenti che attaccano i ragazzi, assediandoli nella
casa, facendo in modo che non possano fuggire. Non mancano i morti sbranati e la sola cosa originale del film sono i 29 cani addestrati alla perfezione in otto settimane da dieci specialisti. Lo spettatore dovrà fare
i conti con una storia sconcertante di animali torturati e geneticamente modificati, tema che dovrebbe salvare il film e farne un atto di accusa nei confronti di chi non rispetta la natura. È innegabile che alcune sequenze
siano state girate alla perfezione e che il rapporto tra ragazzi e cani sia stato organizzato dal regista nel modo migliore. Resta il fatto che la sceneggiatura di <strong>Robert Conte</strong> e <strong>Peter Wortmann</strong> ha il fiato corto, presenta molti punti deboli, sequenze ripetitive e incongruenze non facili da perdonare. La regia di <strong>Mastandrea</strong> è tutto sommato sufficiente, a base di soggettive angoscianti, improvvise apparizioni, veri e propri colpi di scena. La fotografia di <strong>Giulio Biccari</strong> è nitida, senza particolari effetti, il montaggio di <strong>Nathan &nbsp;Easterling</strong> è sincopato, privo di punti morti, per confezionare un thriller claustrofobico che tiene in ansia lo spettatore per 91 minuti. Buoni gli effetti speciali
di <strong>Anton Voster</strong>, soprattutto le scene di lotta con i cani e tutta la parte d’azione con le spericolate evoluzioni di un’auto sul ciglio d’un
burrone. Colonna sonora di <strong>Marcus Trumpp</strong> davvero inutile, ai limiti del fastidioso. Doppio finale, abbastanza imprevedibile, anche se annunciato, che non rivelo,
perché la <em>suspense</em> è la cosa migliore di una pellicola che si segnala in negativo per dialoghi ridicoli e per una costruzione dei personaggi davvero
elementare. <strong>Wes Craven</strong> è uno dei produttori esecutivi, ma siamo certi che non abbia dato consigli agli sceneggiatori. Uno dei peggiori horror degli
ultimi anni, anche se è in buona compagnia, che non consiglio di vedere, salvo non abbiate di meglio da fare.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3LLapA0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/47t4gRO" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkbeaaf9ff9e101f87a87caafbb1bc2a0d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Breed-loc_vr.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 450,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbeaaf9ff9e101f87a87caafbb1bc2a0d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Breed-loc_vr.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="267" /></a><br></div><div><script> var showboxlink2cad0e7e87e9307d74cb0eb846a4b02d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Breed-loc_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1000,'height': 585,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2cad0e7e87e9307d74cb0eb846a4b02d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Breed-loc_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="117" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=c7Aer6QJee4">https://www.youtube.com/watch?v=c7Aer6QJee4</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 13:27:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?the-breed---la-razza-del-male-di-nicholas-mastandrea</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Shelby Oaks - Il covo del male dal 19 novembre al cinema]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000190"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il nuovo horror da record</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che sfida il confine tra incubo e realtà</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">In arrivo al cinema dal 19 novembre <em>Shelby Oaks - Il covo del male</em> l’attesissimo incubo prodotto dall’icona dell’horror <strong>Mike Flanagan</strong> (<em>The Haunting, Ouija - L’origine del male</em>) e diretto da <strong>Chris Stuckmann</strong>, tra i più seguiti critici e content creator cinematografici al mondo, qui al suo debutto alla regia.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Dopo il successo ai festival internazionali Fantasia e FrightFest, dove è stato applaudito come uno dei migliori esordi horror degli ultimi anni, il
film arriva finalmente nelle sale italiane.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Shelby Oaks - Il covo del male</em> è un’esperienza di terrore psicologico e tensione crescente che riscrive
le regole del found footage, fondendo l’estetica di capostipiti quali <em>The Blair Witch Project</em> e <em>Rec</em> al terrore di classici moderni come <em>Hereditary</em> e <em>The Conjuring</em>, con una profonda riflessione sulla perdita e l’ossessione. L’atmosfera inquietante e sospesa, dove la tensione nasce dal non detto e dal confine sfumato tra realtà
e paranoia, si vede già nel trailer italiano ufficiale, che con colori freddi e silenzi disturbanti evoca il senso di un terrore intimo e psicologico.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">La vita di Mia (<strong>Camille Sullivan</strong>) è stata stravolta dalla scomparsa della sorella Riley, avvenuta una decina di anni prima. Riley faceva infatti parte dei Paranormal Paranoids, un gruppo di quattro youtuber ricercatori del paranormale,
arrivati alla fama sul web in seguito alla loro scomparsa e al successivo ritrovamento dei cadaveri dilanati di tre di loro. Di Riley, invece, non c’era più traccia. Mia è ossessionata dal ricordo della
sorella e prova in ogni modo a ricostruire l’accaduto, anche quando la polizia sembra ormai sul punto di chiudere il caso. Quando anche le ultime speranze sembrano svanire, un giorno Mia apre la porta di casa e si trova
davanti un uomo che si toglie la vita con una pistola. Il corpo stringe in mano una vecchia videocassetta che reca il nome di Shelby Oaks, cittadina abbandonata segnata da eventi inspiegabili su cui avevano indagato Riley
e i suoi amici.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Shelby Oaks - Il covo del male</em> si presenta come un caso unico che ha già scritto la storia nel suo genere: si
tratta infatti del<strong> </strong>film horror con il più alto finanziamento nella storia di Kickstarter, con oltre 14 mila partecipanti e 1,4 milioni di dollari
raccolti. Un primato che è stato omaggiato proprio nel poster ufficiale. L’inquietante disturbo video che attraversa il volto di Riley Brennan cela infatti un dettaglio sorprendente: incisi nel tessuto stesso
dell’immagine, i nomi di tutte le singole persone che hanno contribuito alla campagna e che hanno trasformando un progetto indipendente in un fenomeno globale. Il film segna la collaborazione tra <strong>Mike Flanagan</strong> e <strong>Chris Stuckmann</strong>, due figure di culto dell’horror contemporaneo: <strong>Flanagan</strong> è noto al grande pubblico principalmente come regista. Ha diretto film come <em>Ouija - Le origini del male</em> e <em>Doctor Sleep</em> e serie tv cult Netflix, tra cui <em>La caduta della Casa degli Usher</em>, <em>The Haunting e Midnight Mass</em>. <strong>Stuckmann</strong> è invece il volto di un canale YouTube seguito da oltre 2 milioni di spettatori dove da più di quindici anni pubblica
recensioni cinematografiche. La sua immensa cultura horror gli ha permesso di dare forma a una discesa all’inferno che funziona grazie al perfetto equilibrio tra forma e sostanza, alternando una tensione costante a spaventosi
jumpscare misurati con la cura che solo un esperto può vantare. Un incubo continuo la cui angoscia è anche frutto della capacità del regista di riversare nella storia traumi personali, avendo vissuto da
bambino in un contesto religioso molto opprimente che gli ha impedito di vedere sua sorella per quasi 20 anni. Il cast del film include <strong>Camille Sullivan</strong> (<em>Wolf Hunter</em>, <em>Exile</em>) nel ruolo di Mia e <strong>Brendan Sexton III</strong> (<em>L’uomo nel buio - Man in the Dark</em>) che interpreta Robert, suo marito.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Shelby Oaks - Il covo del male</em>, al cinema dal 19 novembre, arriva in Italia grazie a Midnight Factory, etichetta
horror di Plaion Pictures.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">SINOSSI UFFICIALE</strong></div>
<div><span class="cf1">Quando la sorella Riley scompare nel nulla, Mia intraprende una disperata indagine per ritrovarla. La sua ossessione la conduce sulle tracce di un gruppo di
cacciatori del paranormale, di cui la sorella faceva parte, giungendo nella misteriosa città di Shelby Oaks. Più scava nel passato di quel luogo oscuro, più i confini tra realtà e paranoia iniziano
a dissolversi, e Mia comincia a pensare che il demone immaginario a cui lei e Riley credevano da bambine potrebbe esistere veramente.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?shelby-oaks-il-covo-del-male-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink9e1987b625d60e578b43549fad8b0927 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Shelby-Oaks-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 482,'height': 688,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9e1987b625d60e578b43549fad8b0927, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Shelby-Oaks-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Q5WvgDZV2V4">https://www.youtube.com/watch?v=Q5WvgDZV2V4</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 06:21:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[AbiWord per la videoscrittura leggera]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000018F"><h1 class="imHeading1">Un word processor minimalista</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Veloce e affidabile per l'elaborazione testi di base e intermedia</h2><div><div><em>AbiWord</em> è un software di videoscrittura open source e gratuito, noto per essere una valida alternativa leggera ai giganti del settore come <em>Microsoft Word</em> o <em>LibreOffice Writer</em>. Sviluppato inizialmente da SourceGear Corporation e poi affidato alla comunità open source <span class="fs14lh1-5"><i>AbiSource</i></span> (il cui nome deriva dallo spagnolo <em>abierto</em>, che significa "aperto"), si è distinto per la sua interfaccia pulita e i requisiti di sistema minimi.</div></div><div><br></div><div><div><u>Leggerezza e basso consumo di risorse</u></div> <div>Questo è il suo maggiore punto di forza. <span class="fs14lh1-5"><i>AbiWord</i></span> è estremamente leggero e non sovraccarica il sistema, rendendolo ideale per computer meno potenti, datati, o per chi cerca un'applicazione che si avvii e funzioni in modo rapido ed efficiente.</div> <div>Grazie alla sua frugalità, garantisce un'esperienza d'uso fluida anche con l'inserimento di immagini o nella creazione di documenti più strutturati.</div></div><div><br></div><div><div><u>Multipiattaforma (cross-platform)</u></div> <div><em>AbiWord</em> è compatibile con una vasta gamma di sistemi operativi, inclusi Windows, macOS (con versioni meno recenti), Linux, e altri sistemi Unix (come QNX, Solaris, FreeBSD).</div> <div>Questa versatilità lo rende una scelta eccellente in ambienti di lavoro o personali che utilizzano diverse piattaforme.</div></div><div><br></div><div><div><u>Compatibilità con i formati di file</u></div> <div>Nonostante la sua leggerezza, <span class="fs14lh1-5"><i>AbiWord</i></span> offre una notevole interoperabilità. È in grado di leggere e scrivere i formati più diffusi, inclusi: Microsoft Word (.doc, .docx), OpenDocument (OpenOffice.org/LibreOffice), Rich Text Format (.rtf), HTML, PDF (in esportazione).</div> <div>Ha un suo formato nativo, il .abw, che è un formato aperto e non compresso.</div></div><div><br></div><div><div><u>Interfaccia utente semplice e intuitiva</u></div> <div>L'interfaccia è stata progettata per essere pulita, familiare e facile da navigare, specialmente per coloro che hanno familiarità con le versioni classiche (pre-Office 2007) di <em>Microsoft Word</em>.</div> <div>È ideale anche per i principianti o per chi ha bisogno di concentrarsi sulla scrittura senza essere distratto da un eccesso di funzionalità.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkf5611f1bc0e44428c552c056a46ea169 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/abiword294-interfaccia_bar.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di AbiWord.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di AbiWord.','width': 1280,'height': 771,'description': 'L\'interfaccia grafica di AbiWord.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf5611f1bc0e44428c552c056a46ea169, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/abiword294-interfaccia_bar.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di AbiWord." title="L&#39;interfaccia grafica di AbiWord." width="200" height="121" /></a></div><div><div><strong>L'interfaccia grafica di <em>AbiWord</em>.</strong></div></div><div><br></div><div><div><u>Funzionalità essenziali complete</u></div> <div>Include tutte le funzionalità fondamentali necessarie per un word processor di uso quotidiano: Formattazione del testo (stili, caratteri, allineamento); Inserimento di tabelle, immagini, intestazioni e piè di pagina, note a piè di pagina; Controllo ortografico integrato con supporto per diverse lingue e dizionari internazionali; Capacità di annullamento e ripetizione illimitati; Funzioni di stampa unione (Mail Merge) e supporto per la riga di comando.</div></div><div><br></div><div><div><u>Estensibilità tramite plugin</u></div> <div>Le funzionalità di base possono essere ampliate grazie a un sistema di plugin che aggiunge strumenti come la verifica grammaticale, strumenti di traduzione, e opzioni avanzate di importazione/esportazione.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div><strong>Limiti e note da considerare</strong></div> <div><br></div> <div><u>Stato di sviluppo recente</u></div> <div>Un aspetto critico sollevato è che il progetto <em>AbiWord</em> ha visto un rallentamento nello sviluppo negli ultimi anni, e il sito originale abisource.com sembra essere scomparso, suggerendo una potenziale interruzione o almeno una pausa nell'attività della comunità di sviluppo. L'ultima versione stabile ufficiale è la 3.0.5 per Linux e la 2.9.4 per Windows.</div></div><div><br></div><div><div><u>Funzionalità avanzate limitate</u></div> <div>Per l'utente che necessita di funzionalità complesse (come macro, strumenti avanzati di revisione, formattazione complessa di documenti lunghi o collaborazione aziendale intensiva), <em>AbiWord</em> potrebbe risultare meno attrezzato rispetto a suite complete come <em>Microsoft Office</em> o <em>LibreOffice</em>.</div> <div><br></div></div><div><div><u>Gestione immagini e formattazione</u></div> <div>Alcuni utenti hanno riportato che la gestione di molte immagini in un unico documento può essere problematica e talvolta può "esaurire" il programma.</div> <div>La precisione del controllo ortografico in alcune lingue (come l'italiano) è stata talvolta segnalata come migliorabile.</div></div><div><br></div><div><div><u>Compatibilità con i Nuovi Formati Office</u></div> <div>Sebbene sia in grado di gestire i formati .docx, la compatibilità potrebbe non essere sempre perfetta con le funzionalità più recenti e avanzate dei file creati con le ultime versioni di <em>Microsoft Word</em>.</div></div><div><br></div><div><div><strong>Conclusioni</strong></div> <div><em>AbiWord</em> è un eccellente word processor minimalista, veloce e affidabile per l'elaborazione testi di base e intermedia. Funziona come un "coltellino svizzero" essenziale, fornendo tutte le funzionalità di cui la maggior parte delle persone ha bisogno senza il <em>bloat</em> (l'eccesso di funzionalità e il consumo di risorse) delle suite più grandi.</div> <div><em>AbiWord</em> è la scelta perfetta per: Utenti di computer datati o a basse risorse, la sua leggerezza, infatti, &nbsp;garantisce prestazioni ottimali; Studenti e scrittori occasionali per la stesura di documenti semplici, lettere, relazioni che non richiedono funzionalità di formattazione estremamente complesse; Utenti Linux/multipiattaforma che cercano un word processor nativo e ben integrato con il loro sistema operativo; Chi cerca un'alternativa gratuita e open source per una filosofia di software libero; Chi preferisce un'interfaccia pulita per concentrarsi sulla scrittura.</div> <div>È un programma che merita di essere conosciuto e utilizzato per la sua stabilità e rapidità, anche se, per chi lavora regolarmente con documenti complessi che richiedono formattazioni avanzate, strumenti di revisione approfonditi o una collaborazione in tempo reale moderna, una suite per ufficio completa rimane sicuramente l'opzione migliore.</div><div><br></div> <div> </div> <div>Scarica <em>AbiWord</em> dal sito ufficiale: <a href="http://www.abisource.com/" class="imCssLink">http://www.abisource.com/</a></div> <div>Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink3253cb7dc353c82d4343a52c2af54c91 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/abiword-logo_ver.jpg','alt': 'Il logo di AbiWord.','title': 'Il logo di AbiWord.','width': 390,'height': 644,'description': 'Il logo di AbiWord.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3253cb7dc353c82d4343a52c2af54c91, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/abiword-logo_ver.jpg" alt="Il logo di AbiWord." title="Il logo di AbiWord." width="150" height="249" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 14:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nuova edizione del Fantafestival]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000018E"><h1 class="imHeading1">La 45ª edizione celebra il cult di Lamberto Bava</h1><h2 class="imHeading2">Lo storico festival romano si svolgerà da venerdì 21 a domenica 30 novembre</h2><div><div><span class="cf1"><em>Fantafestival</em>, il più longevo evento italiano dedicato al cinema e alla cultura horror, del fantastico e della fantascienza, svela il poster della 45ª edizione.</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Lo storico festival romano, con la direzione artistica di <strong>Marcello Rossi</strong> e <strong>Luca Ruocco</strong>, che si svolgerà da venerdì 21 a domenica 30 novembre presso <em>Spazio Scena (Spazio Cinema Eventi e Nuove Arti della Regione Lazio)</em>, in Via degli Orti d’Alibert 1/c, con ingresso gratuito, celebra col nuovo poster i 40 anni di <em>Dèmoni</em>, il cult movie di <strong>Lamberto Bava</strong>, prodotto da <strong>Dario Argento </strong>nel 1985.</span></div> <div><span class="cf1">L’<em>artwork</em> del nuovo poster è ancora una volta frutto della preziosa collaborazione con <strong><em>Bugs Comics</em></strong>, casa editrice che proprio quest’anno spegne 10 candeline e festeggia un decennio di storie, passione e creatività nel mondo del fumetto italiano. Un traguardo davvero importante per una realtà editoriale indipendente che, in questi anni, ha saputo raccogliere e unire tanti lettori con un catalogo ricco di titoli originali, generi diversi e autori di talento, molti dei quali hanno vissuto l’esperienza in <strong><em>Bugs</em></strong> come trampolino di lancio per una brillante carriera.</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><em>«A rendere ancora più speciale questo anniversario è la rinnovata collaborazione con il Fantafestival, il celebre festival del cinema fantastico, con cui Bugs condivide l’amore per l'immaginazione, l’orrore (soprattutto l'orrore), la fantascienza e tutto ciò che vibra ai confini della realtà.»</em> - ha dichiarato <strong>Gianmarco Fumasoli</strong>, direttore editoriale di <strong><em>Bugs Comics</em></strong> - <em>«Per il terzo anno, <strong>Bugs</strong>, con <strong>Antonio Mlinaric</strong> prima e <strong>Federico Perrone</strong> poi, firma il manifesto ufficiale del <strong>Fantafestival</strong>, un connubio tra illustrazione e cinema che diventa ogni volta un omaggio visivo al mondo fantastico che tutti amiamo, ma non solo. Questa splendida collaborazione la vedo sempre come un'occasione che permette di fondere linguaggi diversi, ma complementari, e di dare vita a una sinergia creativa che cresce di anno in anno e che sono certo continuerà. Festeggiare 10 anni in compagnia anche del <strong>Fantafestival</strong> è per me un motivo di grande orgoglio ed è la dimostrazione che i mondi che raccontiamo - su carta o sullo schermo - parlano la stessa lingua e continuano ad appassionare pubblici trasversali. »</em></span></div> <div><br></div><div><div><span class="cf1">L’autore dell’<em>artwork</em> del poster dell’edizione 2025 della kermesse romana è <strong>Federico Perrone</strong>, disegnatore che aveva già realizzato la locandina dello scorso anno e che torna a prestare la sua arte alla <em>Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico</em> per creare un riuscito omaggio all’horror meta-cinematografico di <strong>Lamberto Bava</strong>. <strong>Perrone</strong> rielabora i demoni <em>baviani</em> che fuoriescono dallo schermo per aggredire gli spettatori in sala, per riproporli in una versione nuova e personale, che aggiunge ai segni dell’infezione infernale che caratterizza le creature realizzate da <strong>Sergio Stivaletti </strong>per il film, una nota extraterrestre, che mostra ancora una volta la felice convivenza di due anime (una horror e una sci-fi) all’interno del <em>Fantafestival</em>.</span></div> <div><span class="cf1"><strong>Perrone</strong> ha realizzato per <strong><em>Bugs</em></strong> i disegni per le serie “Racconti dal Derryleng”, “Galdor” e “Samuel Stern – Il Canto di Natale”, ma ha anche pubblicato due storie inedite per “Heavy Bone &amp; Zartana” e “Morte a 666 giri” di Enzo Rizzi e, per <em>Ottocervo</em>,<em> </em>i disegni della <em>graphic novel</em> scritta da Maurizio Cotrona “La fame”.</span></div></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Oltre che col poster, <em>Fantafestival 45</em> festeggerà l’importante anniversario di <em>Dèmoni</em> con una speciale proiezione in sala, alla presenza del regista <strong>Lamberto Bava</strong> e di alcuni dei suoi più importanti collaboratori. Questo è solo uno dei punti salienti del programma che, ancor più delle edizioni precedenti, promette masterclass, proiezioni di film e cortometraggi in concorso, presentazioni editoriali, riscoperte e una mostra esclusiva.</span></div> <div><span class="cf1">Per non perdere nessun aggiornamento sulla 45ª edizione del <em>Fantafestival</em>, prodotto da <strong>Velvet Movie srl</strong> in collaborazione con <strong>Sfera sas</strong> e <strong>InGenereCinema.com</strong>, basterà rimanere sintonizzati su <a href="https://www.fanta-festival.it/" class="imCssLink">www.fanta-festival.it</a> e sulle pagine Instagram e Facebook @fantafestival.</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><em>Fantafestival 45</em>, promosso da <em>Roma Capitale</em>, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con <em>Zètema Progetto Cultura</em>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">Federico Perrone</strong></div> <div><span class="cf1">Classe 1998. Insert coin. Dopo aver completato gli studi del Liceo Artistico “Carlo Levi” di Matera, come in una campagna di “Metal Gear”, si iscrive alla triennale della scuola “Grafite”, dove aggiunge punti destrezza alle sue abilità. Poco dopo realizza la sua prima graphic novel “La fame” (Ottocervo); nel mentre lavora alle storie di raccordo degli episodi 2,3,4 e 5 dei “Racconti dal Derryleng” (Bugs Comics) e agli speciali “Heavy Bone e Zartana” e “Morte a 666 giri” (Heavy Comics). Aggiunti altri punti esperienza, lavora sul volume “Galdor” e su alcune illustrazioni di copertina in casa Bugs. Quest’anno lo si potrà leggere sul volume “Galdor 2” e sullo speciale di Natale di “Samuel Stern” (Bugs Comics).</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">Fantafestival</strong></div> <div><span class="cf1">Nasce nel 1981, erede delle esperienze di alcuni appassionati di cinema fantastico che erano stati parte del risveglio di interesse per il genere registrato nella seconda metà degli anni ’70. In particolare, il festival è la diretta derivazione delle rassegne nazionali di cinema di fantascienza organizzate per il circuito “Italnoleggio” negli anni ’74-’77 e delle grandi kermesse di cinema fantastico con le quali il Cineclub Tevere di Roma connotò la propria programmazione a partire dal ’75.</span></div> <div><span class="cf1">Iniziato al cinema Clodio di Roma e poi passato, negli anni, come sede principale al complesso Capranica-Capranichetta, al Barberini, al Quattro Fontane, al Savoy e al Nuovo Cinema Aquila, il festival si è sempre caratterizzato per il taglio popolare, aperto verso il grande pubblico degli appassionati. In alcune occasioni è stato esportato anche in altre grandi città italiane, con contemporanee a Milano, Ravenna, Napoli, Verona e Genova. Grazie alle numerose collaborazioni internazionali, nel 1986 è tra i soci fondatori della <em>European Fantastic Film Festivals Federation</em>, fortemente voluta dal <em>Fantafestival</em> e realizzata insieme ai festival di Bruxelles, di Sitges (Spagna) e di Oporto (Portogallo).</span></div> <div><span class="cf1">Nel corso degli anni <em>Fantafestival</em> ha portato in Italia nomi divenuti leggendari nel cinema di genere, tra cui <strong>Vincent Price</strong>, <strong>Christopher Lee</strong>, <strong>Roger Corman</strong>, <strong>Peter Cushing</strong>, <strong>Malcom McDowell</strong>, <strong>Klaus Kinski</strong>, <strong>Robert Englund</strong>, <strong>Barbara Steele</strong>, <strong>Sam Raimi</strong>, <strong>George A. Romero</strong> e molti altri ancora.</span></div> <div><span class="cf1">Il festival non ha certo trascurato i cineasti italiani: il pubblico del Fantafestival ha potuto incontrare, tra gli altri, <strong>Dario Argento</strong>, <strong>Lamberto Bava</strong>, <strong>Lucio Fulci</strong>, <strong>Riccardo Freda</strong>, <strong>Antonio Margheriti</strong>, <strong>Luigi Cozzi</strong>, <strong>Ruggero Deodato</strong>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkda4627f0fa2d8c19f1699fd071dc8d2d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/FantaFestival45_ver.jpg','alt': 'Il poster di Fantafestival 45.','title': 'Il poster di Fantafestival 45.','width': 755,'height': 1079,'description': 'Il poster di Fantafestival 45.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkda4627f0fa2d8c19f1699fd071dc8d2d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/FantaFestival45_ver.jpg" alt="Il poster di Fantafestival 45." title="Il poster di Fantafestival 45." width="200" height="286" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 06:09:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Dracula - L'amore perduto di Luc Besson]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000018D"><h1 class="imHeading1">Costruito su una solida sceneggiatura</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Scritta dal regista dopo attenta lettura del romanzo epistolare di Stoker</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong>Dracula - L’amore perduto (Francia, Regno Unito 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Luc Besson. Soggetto: Bram Stoker (Dracula). Sceneggiatura: Luc Besson. Fotografia: Colin Wandersman, Vincent Richard. Montaggio: Raphaël Costa. Musiche: Danny Elfman.
Scenografia: Hugues Tissandier. Costumi: Corinne Bruand. Effetti Speciali: Jean-Christophe Magnaud. Produttore: Virginie Besson-Silla. Case di Produzione: EuropaCorp, LBP Productions. Distribuzione (Italia): Lucky Red. Genere:
Horror, Sentimentale. Durata: 129’. Paesi di Produzione: Francia, Regno Unito. Lingua Originale: Inglese. Titolo Originale: Dracula. A Love Tale. Interpreti: Caleb Landry Joines (Vlad / Dracula), Christoph Waltz (prete),
Zoë Bleu (Elisabeta / Mina), Guillaume de Tonquédet (Dumont), Matilda De Angelis (Maria de Montebello), Ewens Abid (Jonathan Harker), David Shields (Henry Spencer), Bertrand-Xavier Corbi (capitano Targol), Raphael
Luce (Clerk Simon).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><strong>Luc Besson</strong> non poteva limitarsi a girare il solito <em>Dracula</em>, lui che non ama molto l’horror e che in carriera non ha mai affrontato quel genere cinematografico, infatti il suo <em>Dracula</em> è una storia d’amore drammatica, condita di avventura e azione, un film sentimentale che porta i personaggi a sperimentare un dolore senza fine. Tutto comincia
con il grande amore del principe Vlad (<strong>Landry Jones</strong>) per la consorte Elisabeta (<strong>Bleu</strong>), che diventa tragedia e abiura della fede dopo la morte della donna, uccisa dai nemici. <strong>Besson</strong> è molto bravo a gestire i diversi piani temporali della storia, sia la parte che si svolge nel 1400 con la grande battaglia tra Vlad e i musulmani, sia la parte
ottocentesca quando si scatena l’ira del vampiro alla ricerca della sua donna perduta. Gli effetti speciali fantastici sono mirabili ma non costituiscono il solo motivo per vedere il film che è costruito su una
solida sceneggiatura, scritta dal regista dopo attenta lettura del romanzo epistolare di <strong>Stoker</strong>, interpretata da attori ben calati nelle rispettive interpretazioni. Nel cast l’italiana <strong>Matilda De Angelis</strong> fa un’ottima figura nei panni della vampira Maria de Montebello, inviata da Dracula alla ricerca di Elisabeta che in tempi correnti vive nei panni di
Mina, promessa sposa a un giovane avvocato. Citiamo tra gli attori interessanti anche il bravissimo <strong>Christoph Waltz</strong>, prete indagatore del vampirico caso che - con la sua recitazione sempre sopra le righe - porta un tocco di comica ironia nella vicenda. <strong>Caleb Landry Jones</strong> (già protagonista di <em>Dogman</em> con <strong>Besson</strong>) è un credibile principe vendicatore ma è perfetto anche come Dracula innamorato, macerato dal dolore per un amore perduto,
infine ritrovato solo per perderlo ancora. <strong>Zoe Bleu</strong> è bella e intrigante nei panni della donna del vampiro che ritrova il suo uomo dopo secoli di ricerche
ma che non può ottenere in cambio l’amore eterno che vorrebbe. Scenografia e costumi sontuosi, curati nei minimi particolari, ricostruzioni di battaglie e di castelli inquietanti con aiuto di un’intelligente
tecnologia digitale, fotografia che passa dal cupo al solare, montaggio che non dà tregua allo spettatore. Inutile dire che la regia di <strong>Luc Besson</strong> è perfetta e autorevole, sia nella direzione degli attori che nei movimenti di macchina. Il film è stato girato tra la Finlandia e la Francia (Parigi)
con un budget di 45 milioni di euro, recuperabili con gli interessi vista la grande accoglienza da parte del pubblico. La critica non ha esaltato il film di <strong>Luc Besson</strong>, in realtà molto originale visto il tema affrontato, più adatto per gli amanti del cinema d’autore dal taglio romantico - avventuroso che per gli
appassionati di horror vampirico, visto che di morsi letali ne vediamo pochi. Un film da vedere.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink304dde830b90ab8d479e8ed81d2de305 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dracula-besson-cop_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 720,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink304dde830b90ab8d479e8ed81d2de305, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dracula-besson-cop_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlink869ab0b6c43169c16f94b3bd82ce7e21 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dracula-besson-cop_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1113,'height': 626,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink869ab0b6c43169c16f94b3bd82ce7e21, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dracula-besson-cop_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=rHmvLeYHJjQ">https://www.youtube.com/watch?v=rHmvLeYHJjQ</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 14:05:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Arabeschi oscuri di Mrs. Richard Greenough]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000018C"><h1 class="imHeading1">Prosa in bilico tra poesia e visione</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un viaggio nei diversi territori del fantastico</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Con <em>Arabeschi oscuri</em>, pubblicato originariamente nel 1872 e ora proposto in una nuova edizione italiana da Dagon Press,
si riscopre un’opera tra le più singolari e dimenticate della narrativa fantastica ottocentesca. Dietro lo pseudonimo di <strong>Mrs. Richard Greenough </strong>si cela <strong>Sarah Dana Loring</strong>, poetessa e scrittrice del Romanticismo, dotata di una sensibilità visionaria e inquieta che la rende oggi sorprendentemente moderna. La traduzione e l’introduzione di <strong>Pietro Guarriello</strong> restituiscono la complessità di un testo che può essere considerato una delle prime prove autentiche di dark fantasy della storia.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3XamGk0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">L’edizione italiana riunisce tre dei quattro racconti che componevano la raccolta Arabesques: <em>Monarè, Apollyona e Domitia</em>. Il quarto, <em>Ombra</em>, era già stato pubblicato separatamente dallo stesso editore nel 2020, e completa idealmente l’intero ciclo narrativo concepito da <strong>Loring</strong>. I quattro testi, pur autonomi, si richiamano l’un l’altro come variazioni su un medesimo tema: la lotta tra luce e oscurità, tra conoscenza e mistero,
in un universo popolato da figure arcane, simboli e forze invisibili.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Monarè</em> intreccia motivi classici della fiaba con elementi più oscuri e sovrannaturali: oggetti incantati, prove ardue, licantropi
e rituali macabri in cui il sangue assume un ruolo simbolico. Questo equilibrio tra meraviglia e inquietudine contribuisce a creare un’atmosfera sospesa tra fiaba e horror, che anticipa molti temi del fantasy contemporaneo.
Le ambientazioni sono uno dei punti di forza del racconto. Prigioni con serragli, tappeti di damasco, fontane, cortigiane e soldati giganteschi vengono descritte con un realismo suggestivo, che conferisce profondità
e vividezza al mondo narrativo. Questi dettagli scenografici richiamano le Mille e una Notte e le illustrazioni ottocentesche di <strong>Gustave Doré</strong> ed <strong>Edmund Dulac</strong>, dando alla lettura una componente visiva quasi pittorica. Al centro della narrazione emerge Monarè, figura complessa e memorabile. La strega-nana rappresenta una magia femminile antica, capace di unire
saggezza, crudeltà e ironia. La sua presenza conferisce al racconto una dimensione simbolica e archetipica, in cui il potere femminile e la conoscenza arcana si intrecciano con il fantastico. È un personaggio
che rimane impresso nella memoria del lettore e testimonia l’originalità della scrittura di <strong>Loring</strong>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Con <em>Apollyona</em>, il tono cambia radicalmente. <strong>Loring</strong> affronta qui il tema della tentazione e della conoscenza proibita, in una vicenda che rielabora in chiave personale il mito di Faust e della femme fatale sovrannaturale.
La figura di Apollyona, potente e ambigua, è al tempo stesso seduttrice e simbolo di condanna, una creatura che incarna il conflitto tra eros e distruzione. È forse il racconto più oscuro e simbolico del
volume, dove l’autrice intreccia il sovrannaturale al dramma morale, anticipando sensibilità che diventeranno proprie del decadentismo di fine secolo.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Il terzo racconto, <em>Domitia</em>, trasporta il lettore nell’antica Roma, un’ambientazione particolarmente cara alla
<strong>Loring</strong>. Ma non è la Roma classica delle glorie imperiali: è una città segreta, sotterranea, dove il culto pagano sopravvive sotto la superficie
cristiana. Qui la scrittrice mette in scena una vicenda di possessione e follia mistica, fondendo elementi storici e soprannaturali in un racconto denso di simbolismo religioso e tensione gotica. È forse il testo più
cupo e inquietante della raccolta, quello in cui emerge con più forza la fascinazione dell’autrice per il lato oscuro del sacro.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Letti insieme, i tre racconti di <em>Arabeschi oscuri </em>e il già noto <em>Ombra </em>compongono un percorso coerente, un viaggio nei diversi territori del fantastico: dalla fiaba cavalleresca al mito infernale,
dal sogno orientale alla visione religiosa deformata. <strong>Loring</strong> costruisce un universo coerente e personalissimo, dove il meraviglioso diventa strumento di riflessione
sul potere, sulla femminilità e sul limite umano.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Proprio le figure femminili rappresentano il cuore dell’opera. Streghe, sacerdotesse, entità arcane o donne dominate dal proprio potere interiore: in tutte queste incarnazioni
<strong>Loring</strong> restituisce alla donna una dimensione autonoma, potente e ambigua, lontana dagli stereotipi del suo tempo. La loro forza, spesso associata a una conoscenza
misteriosa o a un legame con le forze naturali, fa di queste figure un elemento rivoluzionario nella letteratura fantastica ottocentesca. In esse si possono già intravedere le radici della futura sword and sorcery e
di buona parte del fantasy moderno, dove la magia e la femminilità tornano a essere espressioni di libertà e di potere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">La scrittura di <strong>Loring</strong> è tipicamente ottocentesca, ma straordinariamente dinamica e visiva. Le sue descrizioni, minuziose e suggestive, creano immagini che sembrano scolpite nella luce e nell’ombra, alternando momenti
di lirismo a scene di intensa tensione narrativa. Ne emerge una prosa in bilico tra poesia e visione, che trasforma ogni racconto in una sorta di sogno a occhi aperti, denso di simboli e presagi. Con questa pubblicazione,
la Dagon Press prosegue la sua opera di riscoperta di autori dimenticati e offre ai lettori un testo di grande valore storico e letterario.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div>
<div><span class="cf1">Sarah Dana Loring Greenough (19 febbraio 1827 - 9 agosto 1885) è stata una scrittrice statunitense.</span></div>
<div><span class="cf1">Figlia di William Joseph Loring (1795-1841) e Anna Thorndike Loring (1804-1872). Nel 1846 sposò lo scultore Richard Saltonstall Greenough. Ebbero due figli, Anna Loring "Nina"
Greenough (1847-1897) e l'artista Richard Gordon Greenough (1851-1885). Vissero sia in America che in Europa, in particolare a Roma.</span></div>
<div><span class="cf1">Il suo romanzo <em>Lilian</em> (1863) racconta la storia di una coppia americana a Roma, ispirata dalla sua esperienza personale e
da The Marble Faun di Nathaniel Hawthorne. La sua raccolta <em>Arabesques</em>: Monarè, Apollyona, Domitia, Ornbra (1871), illustrata dal figlio, è composta da
quattro storie fantasy che coinvolgono cavalieri, streghe, un lupo mannaro e divinità romane.</span></div>
<div><span class="cf1">Sarah Dana Greenough morì il 9 agosto 1885 a Františkovy Lázně. Suo marito scolpì un monumento in suo onore, Psiche che si spoglia della mortalità,
che si trova nel Cimitero Protestante di Roma.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Arabeschi oscuri</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Mrs. Richard Greenough (Sarah Dana Loring)</em></div>







<div><em class="cf1">Curatore e traduttore: Pietro Guarriello</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Dagon Press</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 6 ottobre 2025</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 162</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 979-8266206625</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: 13,90 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3XamGk0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf92d9391743769591d3a43a9c717595e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/arabeschi-oscuri-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 699,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf92d9391743769591d3a43a9c717595e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/arabeschi-oscuri-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink681d5911112a3378cd7a64106b8eb1cb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Sarah-Dana-Loring_autore.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 212,'height': 275,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink681d5911112a3378cd7a64106b8eb1cb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Sarah-Dana-Loring_autore.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="195" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 06:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dolcetto o scherzetto]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000018B"><h1 class="imHeading1">Il portone si aprì con un rumore sordo</h1><h2 class="imHeading2">Aveva le spalle ingobbite e uno strano modo di muovere la testa</h2><div><div><span class="cf1">Rosy si svegliò tutta sudata. Di nuovo quell’incubo. Halloween si avvicinava (mancavano solo tre giorni) e lei aveva ripetutamente le stesse visioni terrorizzanti. Anche se non capiva cosa in effetti la spaventasse di quel sogno.</span></div> <div><span class="cf1">Si rivedeva lei bambina vestita da fantasmino (poteva avere una decina di anni) insieme a sua madre in giro a fare “dolcetto o scherzetto”. Erano in un condominio e suonavano al campanello di un appartamento. Dalla porta usciva una donna molto anziana (il volto era solcato da rughe numerose e profonde, i capelli bianchi erano legati in una crocchia che lasciava cadere dei ciuffi sulla fronte) con in una mano un piatto con sopra una torta al cioccolato e nell’altra un grosso coltello da cucina. </span></div> <div><span class="cf1">La donna diceva: “Tesoro, vuoi un po’ del mio dolcetto?”.</span></div> <div><span class="cf1">Il sogno era tutto lì. Finiva ogni volta nello stesso modo. Quindi Rosy non capiva che cosa ci fosse di così terrorizzante ma lei comunque ne era spaventata a morte. </span></div> <div><span class="cf1">La sveglia suonò. Erano le sette. E lei doveva prepararsi, fare colazione e andare a lavorare in ospedale. Ormai era adulta. Aveva venticinque anni e sua madre era morta l’anno precedente.</span></div> <div><span class="cf1">Solita routine in ospedale. Lavorava nel day hospital di oncologia. Rifaceva letti, svuotava cestini, disinfettava superfici, ma con la mente andava sempre all’incubo.</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Angela, una sua amica e collega, le chiese se avesse potuto accompagnare sua figlia Maria a fare “dolcetto o scherzetto”. </span></div> <div><span class="cf1">“Tu sei libera” le aveva detto. “Vero?”</span></div> <div><span class="cf1">Sì. Era vero. Lei era libera. Nessun fidanzato. Angela invece voleva trascorrere la serata insieme al suo nuovo compagno. Una cenetta a casa sua. Inoltre aveva un mal di testa che la stava facendo soffrire. Così, tra il malore e i preparativi per la cena, non ce la faceva proprio a stare dietro a sua figlia.</span></div> <div><span class="cf1">Rosy acconsentì: avrebbe accompagnato la piccola Maria a fare “dolcetto o scherzetto”.</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Fantasmi, vampiri, licantropi, mostri di Frankestein e altro ancora. In versione lillipuziana attraversavano i corsi del centro storico, si affacciavano ai negozi ancora aperti, bussavano ai campanelli degli appartamenti.</span></div> <div><span class="cf1">“Dolcetto o scherzetto” era il mantra della serata del 31 ottobre.</span></div> <div><span class="cf1">Chissà perché Maria, truccata da vampiressa, si annoiava. Non era la presenza di Rosy. Era abituata a lei. Altre volte Angela aveva chiesto alla sua amica di fare da babysitter alla figlia.</span></div> <div><span class="cf1">Forse i suoi dodici anni erano troppi? Forse si vergognava ad aderire a quella ritualità da bambini? In genere Maria era una ragazzina allegra e almeno apparentemente felice. Il divorzio dei suoi non sembrava esserle importato più di tanto.</span></div> <div><span class="cf1">“Che c’è, Maria?” chiese Rosy alla piccola mentre questi alternava il calcolo dei dolci accaparrati allo scrutare lo smartphone in cerca di messaggi con l’espressione imbronciata.</span></div> <div><span class="cf1">“Niente” rispose Maria mentre compilava un messaggio whatsapp.</span></div> <div><span class="cf1">“Sicura?”</span></div> <div><span class="cf1">“Certo.”</span></div> <div><span class="cf1">“Va tutto bene?”</span></div> <div><span class="cf1">“Sì, sì.”</span></div> <div><span class="cf1">“Hai fatto scorta di dolci per almeno due settimane” aggiunse ridendo Rosy.</span></div> <div><span class="cf1">“Già” fu la risposta laconica di Maria.</span></div> <div><span class="cf1">“Vuoi che rientriamo?”</span></div> <div><span class="cf1">“No. Continuiamo ancora un po’”</span></div> <div><span class="cf1">“Aspetta, vediamo un po’ dove possiamo andare…”</span></div> <div><span class="cf1">Rosy decise di inoltrarsi per una strada che non conosceva molto bene.</span></div> <div><span class="cf1">“Vieni, andiamo di qua.”</span></div> <div><span class="cf1">Era una stradina stretta che chissà dove le avrebbe portate. Non sapeva perché avesse deciso di andare lì. Era la sera di Halloween, no? Un po’ di mistero ci voleva. Rosy provò subito un senso di apprensione quando la via terminò in un vicolo chiuso. C’era solo un piccolo portone nero. Unica abitazione.</span></div> <div><span class="cf1">“Vieni, andiamo via. Non vive nessuno qui” disse Rosy. Chissà perché era ormai in uno stato di agitazione.</span></div> <div><span class="cf1">“No, voglio bussare” fu la risposta perentoria di Maria.</span></div> <div><span class="cf1">Rosy, anche se con riluttanza, acconsentì.</span></div> <div><span class="cf1">Maria suonò il campanello.</span></div> <div><span class="cf1">Anche quel suono sembrava stridulo alla donna.</span></div> <div><span class="cf1">Il portone si aprì con un rumore sordo. Nessuno rispose.</span></div> <div><span class="cf1">Rosy aprì il portone (era pesante) quel tanto che bastava per far passare lei e la bambina.</span></div> <div><span class="cf1">Si ritrovarono davanti una scala dai gradini molto alti. Quante rampe per arrivare all’appartamento? <em>Almeno due</em>, pensò Rosy.</span></div> <div><span class="cf1">Ci aveva azzeccato. Erano proprio due. A Rosy venne l’affanno mentre saliva la ripida scala. Invece Maria aveva recuperato la sua allegria e saliva i gradini come se fosse un capriolo.</span></div> <div><span class="cf1">Arrivarono alla porta dell’appartamento. Non c’era nessuna targhetta con il nome. Solo un altro pulsante. Ma la porta era già aperta.</span></div> <div><span class="cf1">Rosy e Maria entrarono. La bambina si mosse con circospezione. Maria invece aveva un sorriso stampato sulla faccia.</span></div> <div><span class="cf1">“Permesso?” disse Rosy.</span></div> <div><span class="cf1">“Entrate pure, accomodatevi” fu la risposta che proveniva da un’altra stanza.</span></div> <div><span class="cf1">Attraversarono un piccolo ingresso e sbucarono in un salone arredato con pesanti mobili in legno scuro, un divano e delle poltrone ricoperti di stoffa viola. Un lampadario in metallo dalla foggia antica illuminava la stanza con una luce gialla. La stanza era vuota.</span></div> <div><span class="cf1">Entrò una donna molto vecchia. Con le rughe che le attraversavano la fronte e le guance e i capelli bianchi acconciati in una crocchia.</span></div> <div><span class="cf1"><em>Sembra la donna dei miei incubi</em>, pensò Rosy. La somiglianza in effetti era straordinaria. <em>E se fosse lei? Naah, che vado a pensare…</em></span></div> <div><span class="cf1">La donna anziana si asciugava le mani con uno strofinaccio. </span></div> <div><span class="cf1">“Cosa posso fare per voi?” disse.</span></div> <div><span class="cf1">Maria si fece avanti e aprì la sua borsa dei dolciumi davanti alla vecchia.</span></div> <div><span class="cf1">“Dolcetto o scherzetto?” gridò quasi, sorridendo a tutti denti.</span></div> <div><span class="cf1">La donna guardò la bambina interdetta. Sul suo viso antico un’espressione di incomprensione e di stupore.</span></div> <div><span class="cf1">“Ah, ho capito… vuoi un po’ del mio dolcetto, tesoro?”</span></div> <div><span class="cf1">Quasi le stesse parole dell’incubo, quasi le stesse identiche parole.</span></div> <div><span class="cf1">Rosy iniziò a tremare mentre Maria sempre sorridente rispose: “Sì, signora, grazie mille!”</span></div> <div><span class="cf1">“Ma accomodatevi, non restate in piedi.”</span></div> <div><span class="cf1">“Forse è meglio se andiamo” disse Rosy un po’ rivolgendosi alla bambina e un po’ alla donna anziana.</span></div> <div><span class="cf1">Ma Maria si era già seduta nel divano viola.</span></div> <div><span class="cf1">“No, non andate via,” disse la proprietaria dell’appartamento. “Faccio subito.”</span></div> <div><span class="cf1">Appena pronunciate queste parole, sparì in un’altra stanza.</span></div> <div><span class="cf1">Subito dopo ritornò con in una mano un piatto con una torta al cioccolato già tagliata e nell’altra mano un grosso coltello da cucina.</span></div> <div><span class="cf1">“Vuoi un po’ del mio dolcetto, tesoro?” disse rivolgendosi non si capiva se a Maria o a Rosy. Forse a entrambe.</span></div> <div><span class="cf1">Aveva le spalle ingobbite e uno strano modo di muovere la testa.</span></div> <div><span class="cf1">Aprì una credenza e prese due piattini e due forchette. Tagliò due grosse fette di torta e le posò nei piattini aiutandosi con il coltello. </span></div> <div><span class="cf1">“Lei non la mangia, signora?” chiese Rosy.</span></div> <div><span class="cf1">“No, purtroppo io ormai ho il diabete. Cucino dolci solo per abitudine. E nel caso venisse qualcuno. Ma non ricevo molte visite ormai.”</span></div> <div><span class="cf1">“Peccato” disse Rosy, sempre più agitata. </span></div> <div><span class="cf1">“Ha una casa molto bella.” Rosy lo disse ma non lo pensava affatto. La sua fetta di torta le riposava in grembo.</span></div> <div><span class="cf1">Maria stava tagliando la sua porzione di torta. Ne tagliò un pezzetto e se lo infilò in bocca.</span></div> <div><span class="cf1">“A lei non piace il cioccolato?” chiese la vecchia a Rosy.</span></div> <div><span class="cf1">“Sì, sì, mi piace.”</span></div> <div><span class="cf1">“Allora mangi” disse la vecchia con un tono imperativo. Le sue rughe ora risaltavano ancora di più agli occhi di Rosy. Il movimento del capo si era fermato. Lo sguardo era dritto su di lei e un’espressione generale di fierezza le si era stampata in viso.</span></div> <div><span class="cf1">Maria aveva quasi finito la sua fetta. Sembrava contenta di trovarsi lì in quell’appartamento, illuminato da una luce giallo oro, seduta nel divano viola, circondata dai mobili antichi.</span></div> <div><span class="cf1">Rosy esitò ancora per qualche secondo, poi tagliò un pezzettino e lo mise in bocca. Era buona. Era dolce. Diverso da qualsiasi cosa avesse mangiato. Continuò a consumare la sua porzione, mentre la donna anziana ne serviva un’altra a Maria.</span></div> <div><span class="cf1">Rosy pensò che era bello stare lì e che forse non se ne sarebbero andate mai più.</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Luca Bonatesta è nato a Brindisi il 26-01-1972.<br>Ha collaborato tredici anni con una agenzia giornalistica brindisina.<br>Per le edizioni Hypnos, nel gennaio 2016, è uscito un suo ebook, <em>L’angelo e il vampiro</em>, che raccoglie quattro racconti. Il racconto <em>L’angelo e il vampiro</em> è stato anche incluso nell’antologia <em>Strane Visioni</em> per le Edizioni Hypnos.<br>È stato finalista in diversi premi letterari, tra cui il Lovecraft e l’Hypnos, prima edizione del 2013, nel quale si è classificato al secondo posto.<br>Suoi racconti sono usciti su siti internet e pubblicazioni cartacee, come la rivista autoprodotta Next, con lo pseudonimo <strong>Darren Frei</strong>, e l’antologia <em>Super Nova Express</em> per Ferrara edizioni.</span></div> <div><span class="cf1">Collabora da diversi anni con <em>Club GHoST &amp; Ipnotica</em>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink62a446bb27eeffb49a98086fafee38d8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dolcetto-o-scherzetto-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1620,'height': 1080,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink62a446bb27eeffb49a98086fafee38d8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dolcetto-o-scherzetto-cop_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="134" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink5da9dae21c123b288718125eacd3ee51 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/luca-bonatesta-autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 555,'height': 838,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5da9dae21c123b288718125eacd3ee51, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/luca-bonatesta-autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="100" height="152" /></a><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 02 Nov 2025 05:59:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile l'album 23]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000018A"><h1 class="imHeading1">Un disco intenso e ispirato</h1><h2 class="imHeading2">Che fonde l'anima più pura del rock con un'identità moderna e potente</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala l'uscita di <em>23</em>, il nuovo e atteso album dei <strong>Broken Wings</strong>, disponibile su tutte le principali piattaforme digitali, oltre che su CD e vinile.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con <em>23</em> i<strong> Broken Wings</strong> riaffermano il loro status di uno dei gruppi rock più autentici e potenti della scena italiana ed europea, fondendo energia, melodia e verità
in un suono viscerale, diretto e carico di emozioni.<br>Un album che rappresenta una dichiarazione di vita: una scelta di libertà e ribellione, in cui ogni nota racconta una storia e ogni testo diventa un atto
di consapevolezza.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Formatisi a Udine nel 2018, i <strong>Broken Wings</strong> sono il frutto di una profonda amicizia e di una visione musicale condivisa: un sound rock che intreccia hard rock, heavy metal e l'essenza immortale del rock'n'roll anni '70 e '80,
reinterpretati in chiave moderna e personale.</span></div>
<div><span class="cf1">Ogni traccia di <em>23</em> racconta una storia: un frammento di vita, un crocevia emotivo in cui la musica diventa libertà
e verità.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Formazione ufficiale:<br></strong>Sabrina Coianiz (Sabu R'n'R) - Voce<br>Ilenia Serini - Batteria<br>Gabriele Plai - Basso<br>Massimo Zanuttini - Chitarra</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">I <strong>Broken Wings</strong> vantano esperienze live di livello mondiale: dai leggendari palchi del Rainbow e del
Whisky a Go Go di Los Angeles, alla condivisione del palco con nomi come <strong>Europe</strong>, <strong>Wolfmother</strong>, <strong>The Dead Daisies</strong>, <strong>Crashdïet</strong>, <strong>The Cruel Intentions</strong>, <strong>Vicious Rumors</strong>, <strong>Pretty Boy Floyd</strong> e <strong>Pino Scotto</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1">Con il loro precedente e acclamato album <em>Against the Wind</em> (2022), la band aveva già lasciato un segno indelebile.<br>Ora, con <em>23</em> , tornano più forti che mai, con un lavoro maturo, profondo e vibrante che unisce abilità tecnica, emozione e impatto sonoro.</span></div>
<div><span class="cf1">Il singolo <em>Crossroad</em>, uscito il 15 settembre, ha dato il tono perfetto all'album, mettendo in mostra la sua
meticolosa produzione e la chiara evoluzione artistica.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Perché <em>23</em>?<strong><br></strong>La band spiega:</span></div>
<div><span class="cf1">"È venuto naturale durante le nostre prime prove. Quel brano era potente, un simbolo capace di catturare lo spirito di questo nuovo capitolo."</span></div>
<div><span class="cf1">Nella cultura rock, il numero <em>23</em> rappresenta il mistero, la ribellione e la trasformazione: è il numero di coloro che sfidano le regole, esplorano l'ignoto e cercano la propria verità.<br>Ogni canzone di <em>23</em> racconta una scelta, una svolta, un atto di coraggio.</span></div>
<div><span class="cf1">“Il 23 non può essere spiegato: deve essere vissuto, sentito e scelto.”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">TRACKLIST - 23</strong></div>
<div><ol><li><span class="cf1">Metal Ghost</span></li><li>Away</li><li>Crossroad</li><li>Rebels</li><li>Last Song</li><li>Loser</li><li>Rock’n’Roll 23</li><li>Summer Holidays</li><li>Back in Town</li><li>War</li></ol></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">OSPITI SPECIALI</strong></div>
<div><span class="cf1"><strong>Crossroad - feat. Mr. Fabio Drusin<br></strong><em>(Armonica, Tamburello, Maracas)<br></em>Fondatore e frontman dei <strong>WIND</strong>, con collaborazioni internazionali al fianco di <strong>Billy Gibbons (ZZ Top)</strong>, <strong>Johnny Neel (Allman Brothers Band)</strong>, <strong>Marc Ford (Black Crowes)</strong>, <strong>Warren Haynes</strong> e <strong>Gov't Mule</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Metal Ghost - feat. Sig. Andro Peressutti<br></strong><em>(Esibizione vocale ospite)<br></em>Voce leggendaria della <strong>Tribute Band friulana dei Metallica Metal Ashes</strong>, ex frontman dei <strong>Revoltons</strong>, e attualmente cantante dei <strong>Bijou (Tribute dei Queen)</strong>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Con <em>23</em>, i <strong>Broken Wings</strong> realizzano un disco intenso e ispirato che fonde l'anima più pura del rock con un'identità moderna e potente.<br>Ogni traccia è una
dichiarazione d'intenti, un inno alla libertà e al coraggio di essere se stessi.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink3c176b7a2c277b1469307302e73cdddc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Broken-wings-23-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 944,'height': 944,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3c176b7a2c277b1469307302e73cdddc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Broken-wings-23-cop_ver.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink316e8a5a6ffb06a2f56e84e81eb049a9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Broken-wings-band_bar.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 960,'height': 827,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink316e8a5a6ffb06a2f56e84e81eb049a9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Broken-wings-band_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="173" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ubW4XKqdX3Q">https://www.youtube.com/watch?v=ubW4XKqdX3Q</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 18:02:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gioco dannato di Clive Barker]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000189"><h1 class="imHeading1">Un capolavoro dell'horror moderno</h1><h2 class="imHeading2">Narrazione ricca di simbolismo e immagini memorabili</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><em>Gioco dannato</em> (The Damnation Game, 1985) è il romanzo d'esordio di <strong>Clive Barker</strong> e, per molti critici e lettori, uno dei suoi lavori più maturi e intensi, che definisce in modo incisivo il suo stile unico, a metà tra l'horror
viscerale e il dark fantasy filosofico. È un'opera ambiziosa che affronta temi come la corruzione, la tentazione, la brama di potere e, soprattutto, l'eterna battaglia tra la salvezza e la dannazione.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3WyB31q" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">La storia si apre con un prologo ambientato nella Varsavia dilaniata dalla Seconda Guerra Mondiale, dove il futuro milionario Joseph Whitehead, allora un ladro, sfida a carte un
misterioso e inquietante individuo noto come <strong>Mamoulian</strong>, "l'Ultimo Europeo," in una partita con una posta in gioco inimmaginabile. Whitehead
vince, ma la sua vittoria si rivela un fardello, un debito la cui riscossione è solo rimandata.</span></div></div><div>






<div><span class="cf1">Il grosso del romanzo si svolge anni dopo, nell'Inghilterra moderna. Il protagonista è <strong>Marty Strauss</strong>, un ex galeotto con la passione per il gioco d'azzardo, che viene assunto come guardia del corpo dal ricco e recluso Joseph Whitehead. Whitehead vive barricato
nel suo lussuoso e isolato maniero, tormentato da un terrore crescente: sa che Mamoulian sta tornando per esigere il prezzo della loro vecchia partita, che non è solo denaro, ma l'anima stessa di Whitehead.</span></div></div><div>






<div><span class="cf1">Marty si ritrova involontariamente coinvolto nello scontro tra i due rivali. Mentre i primi segni del ritorno di Mamoulian si manifestano in eventi sempre più grotteschi
e terrificanti, Marty scopre la vera natura dell'accordo e delle forze oscure in gioco. Il "gioco dannato" si rivela non essere solo quello giocato in passato, ma la stessa esistenza di Whitehead e, per estensione,
la lotta di ogni individuo contro le proprie debolezze e il richiamo del male.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">Personaggi Centrali</strong></div>
<div><span class="cf1"><u>Marty Strauss:</u> È l'occhio attraverso cui il lettore sperimenta l'orrore. È un uomo imperfetto,
un ladro, ma in fondo umano, la cui redenzione (o dannazione) è al centro della narrazione.</span></div>
<div><span class="cf1"><u>Joseph Whitehead:</u> Il milionario, un "Re Mida" con un tocco avvelenato. La sua ricchezza e il suo potere sono
il risultato di un patto oscuro che lo ha corrotto dall'interno. È il simbolo dell'avidità e della paura di perdere tutto.</span></div>
<div><span class="cf1"><u>Mamoulian (L'Ultimo Europeo):</u> Una figura demoniaca e tragica, quasi ascetica nella sua non-vita. Non è il classico diavolo, ma un'entità che incarna la tentazione e la caduta, con una sua fragile e affascinante drammaticità.
La sua presenza è avvolta in un vuoto e in un'oscurità che lo rendono potente e spaventoso.</span></div>
<div><span class="cf1"><u>Breer, il Mangia-Lame:</u> L'agente di Mamoulian, una figura di puro orrore fisico e morale. La sua corruzione è
manifesta e le scene che lo coinvolgono sono tra le più <em>gore</em> e disturbanti del romanzo, ma servono a sottolineare la degenerazione fisica come specchio
di quella spirituale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Il romanzo è un trionfo dello stile di <strong>Barker</strong>, noto per l'uso magistrale della <em>Body Horror</em> (orrore del corpo) e per la sua capacità di fondere il sublime con il grottesco.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Barker</strong> non si limita a spaventare; cerca il <em>sublime</em> nel terrore. Le sue descrizioni della decadenza e della resurrezione sono liriche quanto viscerali. L'orrore non è sempre un elemento esterno, ma spesso una
rivelazione, un'estensione della corruzione interna dei personaggi.</span></div>
<div><span class="cf1">Il vero orrore non è Mamoulian, ma ciò che gli uomini, come Whitehead, sono disposti a fare per il potere e la ricchezza, e la corruzione morale che ne deriva. Mamoulian
è solo il catalizzatore, la manifestazione fisica di una corruzione già esistente.</span></div>
<div><span class="cf1">Il gioco è la metafora centrale. Rappresenta la tentazione universale di barare sul destino, di cercare scorciatoie e il prezzo spaventoso che si paga per la brama insaziabile.</span></div>
<div><span class="cf1">L'atmosfera è densa e avvolgente. <strong>Barker</strong> crea un senso di disagio persistente, mescolando l'orrore metafisico (l'entità di Mamoulian, i suoi poteri) con l'orrore mondano (le oscenità di Breer, la solitudine agghiacciante di
Whitehead).</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Gioco dannato</em> è generalmente considerato un capolavoro dell'horror moderno, spesso descritto come strutturalmente
perfetto e ricco di caratterizzazioni complesse.</span></div>
<div><span class="cf1">L'opera eccelle nella creazione di atmosfere, nella caratterizzazione sfaccettata dei personaggi (soprattutto Mamoulian, tragico e potente), e nell'abilità di <strong>Barker</strong> di tessere una narrazione ricca di simbolismo e immagini memorabili. La giustapposizione del gotico-moderno del maniero di Whitehead con l'orrore cosmico e fisico
è magistrale.</span></div>
<div><span class="cf1">Alcuni lettori potrebbero trovare il ritmo leggermente lento nella prima metà del romanzo, che si concentra sull'introduzione dei personaggi e sulla tensione crescente,
prima di esplodere nell'orrore più palese. Le scene di <em>gore</em> e body-horror sono molto esplicite e non adatte a chi cerca un horror più blando.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Gioco dannato</em> non è solo un romanzo horror, ma un'esplorazione profonda e disorientante della condizione umana
di fronte alla tentazione e alla dannazione. È un'opera fondamentale per comprendere la visione di <strong>Clive Barker</strong> e un libro imprescindibile per gli amanti dell'horror che non temono di affrontare l'oscurità più profonda dell'anima umana e le sue manifestazioni
più grottesche e sublimi. Vivamente consigliato.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Clive Barker (nato il 5 ottobre 1952 a Liverpool) è uno scrittore, sceneggiatore, regista e artista inglese, famoso per il suo contributo al genere horror. Ha ottenuto notorietà negli anni '80 con i suoi racconti, raccolti nei "Libri di Sangue", e ha raggiunto il successo cinematografico con film come <em>Hellraiser</em> (di cui è stato sceneggiatore e regista) e <em>Candyman</em>.</span></div><div><span class="cf1">Per maggiori informazioni leggete la nostra: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?americarnivora---intervista-a-clive-barker" class="imCssLink">INTERVISTA ESCLUSIVA</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Gioco dannato</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Clive Barker</em></div>
<div><em class="cf1">Traduttore: Paola Formenti</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Sperling &amp; Kupfer</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 1 agosto 1991</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 374</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 978-8878241428</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: 4,30 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3WyB31q" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkddc392b2fee0cf9f390609233eb4306e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gioco-dannato-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 685,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkddc392b2fee0cf9f390609233eb4306e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gioco-dannato-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="316" /></a><br></div><div><script> var showboxlink672472087c136038e5c3d61f97a442ea = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/CliveBarker_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 700,'height': 823,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink672472087c136038e5c3d61f97a442ea, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/CliveBarker_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="177" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 07:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000188"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Una storia nerissima e cupa</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Per appassionati di horror viscerale e psicologico</span></h2><div><div><strong class="cf1">La valle dei sorrisi (Italia, Slovenia 2025)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Paolo Strippoli. Soggetto e Sceneggiatura: Paolo Del Giudice, Paolo Strippoli, Milo Tissone. Fotografia: Cristiano Di Nicola. Montaggio: Federico Palmerini. Musiche: Federico Bisozzi, Davide Tomat. Scenografia: Marcello Di Carlo. Costumi: Susanna Mastroianni. Produttori: Domenico Procacci, Lara Paolucci, Ines Vasilijevic, Stefano Sardo. Produttori Esecutivi: Ivan Fiorini, Attilio Moro. Case di Produzione: Fandango, Vision Distribution, Nightswim. Distribuzione (Italia): Vision Distribution. Lingua Originale: Italiano. Paesi di Produzione: Italia, Slovenia - 2025. Durata: 122’. Genere: Horror. Interpreti: Davide Rindino (Sergio Rossetti), Giulio Feltri (Matteo Corbin), Poalo Pierobon (Mauro Corbin), Romana Maggiora Vergano (Michela), Sergio Romano (Pichler), Anna Bellato (Anna), Sandra Toffolati (Elisabetta Gengo), Roberto Citran (Don Attilio). </em></div> <div><br></div></div><div><div><span class="cf1">Avevo già visto <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?piove-di-paolo-strippoli" class="imCssLink">Piove</a></em> di <strong>Paolo Strippoli</strong> ricavandone un’impressione molto positiva, una sorta di rinascita dell’horror italiano che attingeva da vecchie suggestioni soprannaturali per andare oltre il puro genere. Tra i temi affrontati dal giovane regista citiamo sia la fragilità dei rapporti familiari, sia la relazione tra padre e figlio, il tutto approfondito indagando le incomprensioni generazionali. <em>La valle dei sorrisi</em> conferma quanto di buono avevamo apprezzato in <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?piove-di-paolo-strippoli" class="imCssLink">Piove</a></em>, questa volta non ci troviamo in una Roma notturna e spettrale, ma in una vallata del Friuli Venezia Giulia, nel paesino di Remis, un tempo teatro di una disastro ferroviario. Sergio (<strong>Riondino</strong>) è un insegnante di educazione fisica trasferito in quel luogo dimenticato da tutti, macerato da un dolore lacerante per la morte del figlio suicida che avrebbe contribuito a provocare per una serie di incomprensioni. Ma a Remis tutti hanno un dolore acuto da sanare, per fortuna esiste un ragazzino come Matteo (<strong>Feltri</strong>) - che tutti credono un santo mandato da Dio - capace con un solo abbraccio di riportare la serenità nell’animo delle persone. Sergio comprende che il padre di Matteo (<strong>Pierobon</strong>) e il prete del paese (<strong>Citran</strong>) stanno sfruttando i poteri del ragazzo, costringendolo a vivere un’esistenza innaturale, a vantaggio degli abitanti del villaggio. Non vado oltre con la trama, ricca di <em>suspense</em> e di colpi di scena, fino alla straordinaria sequenza finale che vede protagonisti Sergio, Matteo e l’intera popolazione di Remis nello scenario cadente della stazione ferroviaria abbandonata. Il regista - anche sceneggiatore insieme a <strong>Del Giudice</strong> e <strong>Tessone</strong> - scrive una storia nerissima e cupa, a metà strada tra il soprannaturale e il racconto di una provincia depressa, ai confini del mondo. Tra i temi affrontati citiamo il rapporto con la scuola e il bullismo, le pulsioni adolescenziali, persino l’amore malato che scatena rabbia e angoscia, infine l’omosessualità repressa in un luogo dove non è possibile essere se stessi. Tutto questo contenuto nella cornice di un film horror, fotografato benissimo da <strong>Cristiano Di Nicola</strong> in una vallata nebbiosa, tra chiaroscuri e cupi notturni, accompagnato da una colonna sonora angosciante di <strong>Bisozzi</strong> e <strong>Tomat</strong>, montato in 122 minuti essenziali dal diligente <strong>Federico Palmerini</strong>. <em>La valle dei sorrisi</em> è girato con cura certosina da <strong>Paolo Strippoli</strong> tra Tarvisio, Malborghetto, Pontebba e Sappada, piccoli centri in provincia di Udine. Presentato alla Mostra del cinema di Venezia con buona accoglienza da parte della critica. Premio Solinas alla sceneggiatura, presentata con il più consono - per un horror soprannaturale - &nbsp;<em>L’angelo infelice</em>. Non ha incassato molto, anche perché relegato nelle rassegne del cinema d’autore del circuito Fice, merita la visione se siete appassionati di horror viscerale e psicologico. Erano anni che in Italia non vedevamo un film dell’orrore così valido e originale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink3806d2e6f67a4bb89d9924469ac2eba1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/valle-sorrisi-cop_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3806d2e6f67a4bb89d9924469ac2eba1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/valle-sorrisi-cop_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink7857af5f04b11ce524ccc10ec6593db4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/valle-sorrisi-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1000,'height': 499,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7857af5f04b11ce524ccc10ec6593db4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/valle-sorrisi-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=lv9zqWPBnuA">https://www.youtube.com/watch?v=lv9zqWPBnuA</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 14:23:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Speciale Halloween]]></title>
			<author><![CDATA[Valerio Santori]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000186"><h1 class="imHeading1">Origini ed evoluzione delle tradizioni</h1><h2 class="imHeading2">L'influenza inesorabile del cinema horror e thriller</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong><span class="cf1">L'oscuro complesso: l'influenza inesorabile del cinema horror e thriller su Halloween</span></strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Halloween</em></span><span class="cf1">, la festa di origine celtica che celebra il confine labile tra il mondo dei vivi e quello dei morti, è
oggi universalmente associata a zucche intagliate, travestimenti, dolcetto o scherzetto... e, in modo indissolubile, al cinema dell'orrore e del brivido. L'influenza del genere horror e thriller non è una semplice
coincidenza stagionale, ma un fenomeno culturale profondo che ha ridefinito la percezione e la celebrazione stessa della "notte delle streghe".</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">L'horror come rito collettivo di Halloween</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Se la tradizione di mascherarsi nasceva dall'esigenza di ingannare gli spiriti erranti, il moderno rituale di </span><span class="cf1"><em>Halloween</em></span><span class="cf1"> trova nel cinema il suo catalizzatore emotivo. La visione di film che inducono paura è diventata un'attività imprescindibile, un modo controllato per
affrontare le nostre paure più recondite.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">L'inizio: dalle origini gotico-espressioniste al new horror</span></strong></div>
<div><span class="cf1">L'amore per l'orrore in pellicola ha radici ben più antiche di </span><span class="cf1"><em>Halloween</em></span><span class="cf1"> come fenomeno di massa. Già con capolavori come </span><span class="cf1"><em>Il Gabinetto del Dottor Caligari </em></span><span class="cf1">(1920) o i mostri classici della Universal come </span><span class="cf1"><em>Dracula</em></span><span class="cf1"> (1931) e </span><span class="cf1"><em>Frankenstein </em></span><span class="cf1">(1931), il cinema esplorava i temi dell'occulto, del soprannaturale e della follia. Tuttavia, il vero legame con la festa si intensifica con l'avvento del cosiddetto </span><span class="cf1"><strong>New Horror</strong></span><span class="cf1"> degli anni '60 e '70.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Psycho</em></span><span class="cf1"> (1960) e </span><span class="cf1"><em>Rosemary's Baby</em></span><span class="cf1"> (1968) hanno spostato l'orrore dal castello gotico alla quotidianità americana.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>La notte dei morti viventi</em></span><span class="cf1"> (1968) e </span><span class="cf1"><em>L'Esorcista</em></span><span class="cf1"> (1973) hanno introdotto un livello di violenza e perturbazione psicologica che preparava il terreno per una nuova iconografia del terrore.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Il dominio dello slasher: </span><span class="cf1"><em>Halloween</em></span><span class="cf1"> di John Carpenter</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Il momento di svolta, che ha fuso in modo definitivo il cinema dell'orrore con la ricorrenza del 31 ottobre, è l'uscita di </span><span class="cf1"><em>Halloween - La notte delle streghe</em></span><span class="cf1"> (1978) di </span><span class="cf1"><strong>John Carpenter</strong></span><span class="cf1">.</span></div>
<div><span class="cf1">Il film ha stabilito la festa come scenario ideale per l'orrore. Ha creato l'archetipo del killer mascherato che incarna il
male puro e inarrestabile, diventato un'icona dei travestimenti.</span></div>
<div><span class="cf1">L’opera di </span><span class="cf1"><strong>Carpenter</strong></span><span class="cf1"> non solo ha incassato cifre enormi con un budget limitato, ma ha anche elevato la festa a palcoscenico ideale per il male. </span><span class="cf1"><em>Michael Myers</em></span><span class="cf1">, il killer mascherato e silenzioso, non è mosso da vendetta o soldi, ma incarna il concetto di </span><span class="cf1"><strong>male illogico e sanguinario</strong></span><span class="cf1">, un'entità che si manifesta nella notte in cui le barriere tra i mondi si dissolvono. La sua maschera semplice e inquietante è diventata
un sinonimo universale del terrore di </span><span class="cf1"><em>Halloween</em></span><span class="cf1">.</span></div>
<div><span class="cf1">Influenza su </span><span class="cf1"><em>Halloween</em></span><span class="cf1"> in altre pellicole di successo: </span><span class="cf1"><em>Venerdì 13 </em></span><span class="cf1">(e sequel), 1980: Ha consolidato il genere slasher, enfatizzando il tema dell'adolescente punito per trasgressione, un concetto che
si lega alla notte di libertà tipica della festa. </span><span class="cf1"><em>Nightmare - Dal profondo della notte</em></span><span class="cf1">, 1984:</span><span class="cf1"><strong> </strong></span><span class="cf1">Ha introdotto </span><span class="cf1"><em>Freddy Krueger</em></span><span class="cf1">, un altro serial killer iconico il cui volto sfigurato e guanti artigliati sono diventati un costume onnipresente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink3b030d348737ec939f9fee1232c12e3c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/halloween-1978-john-carpenter-04.jpg','alt': 'Una scena tratta da &quot;Halloween - La notte delle streghe&quot;.','title': 'Una scena tratta da &quot;Halloween - La notte delle streghe&quot;.','width': 1440,'height': 810,'description': 'Una scena tratta da "Halloween - La notte delle streghe".'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3b030d348737ec939f9fee1232c12e3c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/halloween-1978-john-carpenter-04.jpg" alt="Una scena tratta da &quot;Halloween - La notte delle streghe&quot;." title="Una scena tratta da &quot;Halloween - La notte delle streghe&quot;." width="200" height="113" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Dall'horror soprannaturale al thriller psicologico</span></strong></div>
<div><span class="cf1">L'influenza cinematografica non si limita allo </span><span class="cf1"><em>slasher</em></span><span class="cf1">. Oggi, il panorama di </span><span class="cf1"><em>Halloween </em></span><span class="cf1">è arricchito da molti sottogeneri:</span></div>
<div><u><span class="cf1">L'horror soprannaturale moderno</span></u></div>
<div><span class="cf1">Saga come </span><span class="cf1"><em>The Conjuring</em></span><span class="cf1"> e film come </span><span class="cf1"><em>Hereditary</em></span><span class="cf1"> o </span><span class="cf1"><em>The Babadook</em></span><span class="cf1"> attingono alle paure legate alle case infestate, ai demoni e alle maledizioni familiari. Questi
film riaccendono il tema originale di </span><span class="cf1"><em>Halloween</em></span><span class="cf1">, quello delle presenze ultraterrene, aggiornandolo con effetti speciali moderni e una forte componente psicologica.</span></div>
<div><u><span class="cf1">Il thriller psicologico e il terrore interiore</span></u></div>
<div><span class="cf1">Titoli come </span><span class="cf1"><em>Shining</em></span><span class="cf1"> di </span><span class="cf1"><strong>Stanley Kubrick</strong></span><span class="cf1"> o </span><span class="cf1"><em>Niente da Nascondere</em></span><span class="cf1"> di </span><span class="cf1"><strong>Michael Haneke</strong></span><span class="cf1"> non si affidano a </span><span class="cf1"><em>jumpscare</em></span><span class="cf1"> facili, ma al progressivo sfaldamento della realtà e della psiche. Offrono una paura più sottile, quella dell'orrore che si annida nella mente umana e
nella famiglia, rendendo il consumo di questi film un'esperienza più introspettiva per i meno amanti del </span><span class="cf1"><em>gore</em></span><span class="cf1">.</span></div>
<div><u><span class="cf1">Il meta-horror</span></u></div>
<div><span class="cf1">Film come </span><span class="cf1"><em>Scream</em></span><span class="cf1"> (1996) hanno aggiunto un livello di auto-consapevolezza e ironia. Citando e decostruendo le "regole"
dell'horror, hanno permesso al genere di reinventarsi, rendendolo più attraente anche per un pubblico che cerca l'equilibrio tra brivido e intelligenza narrativa.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">L'estensione culturale: TV, costumi e atmosfera</span></strong></div>
<div>






<div><span class="cf1">L'impatto del cinema su </span><span class="cf1"><em>Halloween</em></span><span class="cf1"> va oltre la semplice visione. Ha plasmato l'intera estetica della festa:</span></div>
<div><span class="cf1"><u>Iconografia dei costumi:</u></span><span class="cf1"> Molti dei costumi più popolari, dal clown Pennywise di </span><span class="cf1"><em>It</em></span><span class="cf1"> al Leatherface di </span><span class="cf1"><em>Non aprite quella porta</em></span><span class="cf1">, fino alle maschere di Ghostface di </span><span class="cf1"><em>Scream</em></span><span class="cf1">, provengono direttamente dalle saghe cinematografiche. Il cinema fornisce il catalogo di mostri e </span><span class="cf1"><em>boogeymen</em></span><span class="cf1"> che definiscono la serata.</span></div>
<div><span class="cf1"><u>Atmosfera e scenografie:</u></span><span class="cf1"> Le case infestate e le decorazioni di </span><span class="cf1"><em>Halloween</em></span><span class="cf1"> replicano spesso scenografie cinematografiche, dalle nebbie inquietanti ai dettagli </span><span class="cf1"><em>gore</em></span><span class="cf1"> ispirati ai film slasher.</span></div>
<div><span class="cf1"><u>Animazione dark:</u></span><span class="cf1"> Opere di animazione come </span><span class="cf1"><em>Nightmare Before Christmas</em></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><em>Coraline e la porta magica</em></span><span class="cf1"> hanno portato l'estetica gotica e oscura tipica dell'horror anche nel cinema per famiglie, rendendola un elemento stilistico universale per il 31 ottobre.</span></div></div>
<div><span class="cf1"> </span></div>
<div><span class="cf1">L'influenza del cinema horror e thriller su </span><span class="cf1"><em>Halloween</em></span><span class="cf1"> è un ciclo continuo: la festa fornisce un terreno fertile per l'esplorazione della paura e dell'oscurità, e il cinema, a sua volta, nutre la festa con nuove icone, atmosfere e rituali. L'esperienza
di guardare un film spaventoso la notte di </span><span class="cf1"><em>Halloween</em></span><span class="cf1"> è, in fondo, una catarsi: permette di vivere l'emozione della paura in un ambiente sicuro e controllato,
chiudendo il cerchio tra l'antica tradizione di allontanare gli spiriti e il moderno desiderio di un brivido adrenalinico.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong><span class="cf1">Halloween: dalle origini celtiche a "All Hallows' Eve"</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Le origini di Halloween sono prevalentemente ricondotte all'antica festa celtica di </span><span class="cf1"><strong>Samhain</strong></span><span class="cf1"> (pronunciata </span><span class="cf1"><em>sow-in</em></span><span class="cf1">), celebrata in Irlanda, Scozia e Isola di Man, che segnava la fine dell'estate (il raccolto) e l'inizio dell'inverno, il periodo "oscuro" dell'anno. Samhain era considerato il Capodanno
celtico e rappresentava un momento di rottura nello scorrere del tempo, in cui si credeva che il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliasse, permettendo agli spiriti (sia benevoli che malevoli) di tornare
sulla terra. I rituali prevedevano grandi falò (per allontanare gli spiriti maligni e ringraziare per il raccolto) e l'uso di maschere e costumi realizzati con pelli animali, inizialmente per spaventare o confondersi
con gli spiriti. Si usava anche lasciare cibo e latte fuori dalle case per placare le anime dei defunti in visita.</span></div>
<div><span class="cf1">Con l'espansione del Cristianesimo, questa festività pagana fu assimilata. La Chiesa cattolica istituì la festa di </span><span class="cf1"><strong>Ognissanti</strong></span><span class="cf1"> (</span><span class="cf1"><em>All Hallows' Day</em></span><span class="cf1"> o </span><span class="cf1"><em>All Saints' Day</em></span><span class="cf1">) il 1° novembre e la commemorazione dei defunti il 2 novembre. Il termine </span><span class="cf1"><strong>Halloween</strong></span><span class="cf1"> (o </span><span class="cf1"><em>Hallowe'en</em></span><span class="cf1">) deriva proprio da questa commistione: è una contrazione del termine scozzese </span><span class="cf1"><em>All Hallows' Eve</em></span><span class="cf1">, ovvero la "Vigilia di Ognissanti" (la sera del 31 ottobre).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkd241d427378b1a97d45637ee895b4918 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/strega3-halloween.jpg','alt': 'La notte di Halloween.','title': 'La notte di Halloween.','width': 837,'height': 749,'description': 'La notte di Halloween.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd241d427378b1a97d45637ee895b4918, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/strega3-halloween.jpg" alt="La notte di Halloween." title="La notte di Halloween." width="200" height="179" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div>
<div><strong><span class="cf1">L'evoluzione delle tradizioni: Jack-o'-Lantern e "Dolcetto o Scherzetto"</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Un elemento iconico di Halloween è la </span><span class="cf1"><strong>Jack-o'-lantern</strong></span><span class="cf1">, la zucca intagliata con un volto spaventoso e illuminata dall'interno. Questa usanza deriva da un'antica leggenda popolare irlandese: quella di </span><span class="cf1"><strong>Stingy Jack</strong></span><span class="cf1">, un fabbro avaro e ubriacone che ingannò il Diavolo più volte. Alla sua morte, a Jack fu negato l'ingresso sia in Paradiso che all'Inferno e
fu condannato a vagare per l'eternità nel buio, illuminando la sua strada con un carbone ardente (dono del Diavolo) messo all'interno di una rapa scavata. Inizialmente, infatti, le lanterne erano ricavate da
rape, patate o barbabietole; quando la tradizione giunse in Nord America con la migrazione irlandese e scozzese dell'Ottocento, la rapa fu sostituita dalla zucca, molto più diffusa e facile da intagliare.</span></div>
<div><span class="cf1">La pratica del </span><span class="cf1"><strong>"Dolcetto o Scherzetto"</strong></span><span class="cf1"> (</span><span class="cf1"><em>Trick-or-Treat</em></span><span class="cf1">), sebbene modernamente associata a una questua scherzosa di caramelle, ha origini più complesse che risalgono a usanze medievali
come il </span><span class="cf1"><em>souling</em></span><span class="cf1"> (i poveri andavano di casa in casa a chiedere cibo o denaro in cambio di preghiere per i defunti) e alla pratica celtica di fare doni propiziatori
agli spiriti o, in epoche successive, a persone mascherate per evitare che gli spiriti portassero sfortuna.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Halloween nel mondo contemporaneo</span></strong></div>
<div>






<div><span class="cf1">Nel corso del XX secolo, soprattutto negli Stati Uniti, Halloween si è trasformata in una festa laica e commerciale, caratterizzata da travestimenti, feste a tema e un'estetica
giocosamente macabra. I colori simbolo sono l'</span><span class="cf1"><strong>arancione</strong></span><span class="cf1"> (legato alle zucche e alla fine del raccolto) e il </span><span class="cf1"><strong>nero</strong></span><span class="cf1"> (simbolo della notte e della morte).</span></div>
<div><span class="cf1">Oggi, la festa presenta una grande varietà di celebrazioni globali:</span></div>
<div><span class="cf1">- Stati Uniti e Canada: Enfasi sul </span><span class="cf1"><em>trick-or-treating</em></span><span class="cf1">, feste in costume, e decorazioni elaborate.</span></div>
<div><span class="cf1">- Irlanda e Scozia: Si mantengono tradizioni più vicine al Samhain, con grandi falò e cibi divinatori come il </span><span class="cf1"><em>Barmbrack</em></span><span class="cf1"> (una torta di frutta con oggetti nascosti per presagire la fortuna).</span></div>
<div><span class="cf1">- Messico: Il </span><span class="cf1"><em>Día de Muertos</em></span><span class="cf1"> (Giorno dei Morti) è una celebrazione distinta, ma coeva, di gioiosa commemorazione degli antenati, con altari, offerte di cibo e teschi di zucchero.</span></div>
<div><span class="cf1">- Italia: Nonostante l'esistenza di antiche tradizioni legate a Ognissanti e al Giorno dei Morti (come i dolci per i defunti o la visita ai cimiteri), la celebrazione di
Halloween è relativamente recente, importata dalla cultura di massa, ma talvolta si affianca a feste tradizionali locali come la Festa delle Streghe.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Halloween rimane un affascinante palinsesto culturale: un amalgama di un antico rito celtico di fine anno, un'istituzione cristiana per onorare i santi e i defunti, e una moderna
festa popolare che riflette temi universali di morte, rinascita e rovesciamento carnevalesco dei ruoli.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinke221f6f89fe048bd9788c40b0009836b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/jack-o-lantern-gettyimages-162252827.jpg','alt': 'La Jack-o\\\'-lantern.','title': 'La Jack-o\\\'-lantern.','width': 1920,'height': 1080,'description': 'La Jack-o\'-lantern.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke221f6f89fe048bd9788c40b0009836b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/jack-o-lantern-gettyimages-162252827.jpg" alt="La Jack-o&#39;-lantern." title="La Jack-o&#39;-lantern." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=UpiDdJzRJt4">https://www.youtube.com/watch?v=UpiDdJzRJt4</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 04:07:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Rent-A-Girlfriend di Kazuomi Koga e Shinya Une]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000185"><h1 class="imHeading1">Commedia degli equivoci divertente</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Con un cast articolato e momenti di vera emotività</h2><div><div><strong>Rent-A-Girlfriend (2020 - ora)</strong></div> <div><span class="fs14lh1-5"><i>Regia: Kazuomi Koga, Shinya Une</i></span></div> <div><span class="fs14lh1-5"><i>Sceneggiatura: Mitsukata Jirota</i></span></div> <div><span class="fs14lh1-5"><i>Musiche: Hyadain</i></span></div> <div><span class="fs14lh1-5"><i>Prodotto da: TMS Entertainment</i></span></div><div><br></div> <div>Ho pensato a lungo a quando scrivere la recensione di questo anime. Aspettavo finisse, ma la risposta si proiettava nel futuro, forse di un lustro, forse più. Questo perché il capolavoro di <strong>Reiji Miyajima</strong> è il <em>Dragonball</em> delle romcom. La sua lunghezza è senza limiti e non se ne vede la fine. Questo per dire che le stagioni dell’anime sono 4, per un totale di 48 episodi e in realtà la quarta stagione avrà una seconda parte di altre 12 puntate che però uscirà nel 2026. Già il fatto che la 4° stagione sia di 24 episodi vi fa capire quanto questo anime sia di successo. Molti è già tanto se ci arrivano con 12, di puntate, i più non arrivano alla quarta stagione (qui è già stata annunciata la quinta). Sembra tutto un grande difetto, detta così, ma forse è l’unico. Lasciatemi spiegare.</div><div><br></div> <div>Kazuya è un universitario fuori corso che vive in un piccolo appartamentino, come molti studenti del suo tipo. La sua vita scolastica non è perfetta, ma i genitori hanno un negozio e gli hanno dato molti soldi per tirare avanti. Inoltre lui ha la ragazza. Questo è il motivo della sua piena felicità e la prima gag dell’anime. Sfondando la quarta parete, ci comunica che non è il solito protagonista sfigato: lui ha la ragazza e si chiama Mami. Conosciamo subito Mami, bellissima, che lo molla.</div> <div>Risate, sipario.</div> <div>Tutto sfocia da qui. Kazuya cade in profonda depressione e, girando su internet, trova un sito di “fidanzate a noleggio”. Si tratta di un servizio di accompagnatrici a carattere puramente platonico che fingono di essere la tua ragazza per qualche ora. Un po’ per tristezza, un po’ per curiosità, lui finisce per prenotare per un pomeriggio Chizuru Mizuhara e questo aprirà le porte ad una lunghissima storia.</div><div><br></div> <div>Partiamo dalle basi. Niente di questo setting è inventato. Le hostess sono una cosa molto comune in Giappone dove molti uomini sono soli, lavorano tutto il giorno, e ogni tanto usano i loro risparmi per avere qualcuno che finga di interessarsi alla loro giornata. Quindi è tutto vero e tutto incredibilmente triste (e caro). Questa però è la premessa depressa di un anime che fa molto ridere.</div> <div><em>Rent-A-Girlfriend</em> è una commedia degli equivoci, divertente (talvolta in modo casereccio), con un cast articolato e momenti di vera emotività. L’infinito tira e molla tra i due protagonisti (certe volte paradossale) alimenta situazioni su situazioni e fa da perno a un racconto che non scade mai. Vorrei dire che a una certa annoia, ma l’unica cosa che fa è autoalimentarsi. Sì, è pesante il fatto di “ma perché non vi mettete insieme?” ma questo è il cliché più abusato di tutte le romcom e affini, soprattutto se vanno bene. Dopotutto se i protagonisti si fidanzano la storia è finita e bisogna trovare altro da vendere (con le dovute, fallimentari, eccezioni). Qui c’è addirittura un villain che è interessante, perché originale nel modo di pensare e di agire.</div><div><br></div> <div>Il livello di disegno è fra l’altissimo e lo stellare. Alla fine il target sono soprattutto maschi e ci si marcia abbastanza. Dove i personaggi maschili sono “ok” il cast femminile ha livelli di dettaglio e quantità di modelli (abiti e pettinature diversi, cosa che di solito non si fa, per risparmiare) elevatissimo. Inoltre ci sono alcuni inframezzi vagamente sconci qua e là (non è un hentai, sono le fantasie del protagonista che è una persona tanto terribile quanto reale).</div><div><br></div> <div>Le musiche pure sono gradevoli. A parte le classiche melodie “soft” tipiche del genere, <em>Rent-A-Girlfriend</em> presenta l’azzardata scelta di accompagnamenti elettronici e al limite dell’8bit che funzionano da dio. Non so dire neanche io perché ci stiano così bene, ma lo fanno. C’è una vasta quantità di sigle di apertura e di chiusura, nessuna famosissima, ma devo ammettere che sono orecchiabili sia quelle di apertura che di chiusura (cosa molto più rara).</div><div><br></div> <div>Lo sto rivedendo da capo. È il mio guilty pleasure. Diverte, intrattiene. Come per Kazuya, ti ci avvicini solo per il tema strano e poi ci resti sotto. L’unica cosa che ti dispiace è sapere che forse non finirà mai… o forse è un pregio anche quello?</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink3f1d7df16b19915f96f5a33d43d4ad57 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Rent-A-Girlfriend_ver.jpg','alt': 'La locandina dell\\\'anime.','title': 'La locandina dell\\\'anime.','width': 750,'height': 1060,'description': 'La locandina dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3f1d7df16b19915f96f5a33d43d4ad57, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Rent-A-Girlfriend_ver.jpg" alt="La locandina dell&#39;anime." title="La locandina dell&#39;anime." width="200" height="283" /></a><br></div><div><script> var showboxlink827a932d88716e39392035d277055b1b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Rent-A-Girlfriend_bar.jpg','alt': 'Una scena dell\\\'anime.','title': 'Una scena dell\\\'anime.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink827a932d88716e39392035d277055b1b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Rent-A-Girlfriend_bar.jpg" alt="Una scena dell&#39;anime." title="Una scena dell&#39;anime." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=CBa2d3cJ97k">https://www.youtube.com/watch?v=CBa2d3cJ97k</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 15:41:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gli scrittori dei Racconti di Dracula - Puntata 10]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000184"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Nuova puntata dedicata ad Art Mitchell</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Gli scrittori dei Racconti di Dracula a cura di Max Ferrara e Sergio Bissoli</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La <em>Redazione GHoST</em> presenta il nuovo video targato <em>ClubGHoST</em> &amp; <em>Ipnotica </em>sugli scrittori dei Racconti di Dracula. Si tratta della decima puntata, dedicata a <strong>Art Mitchell </strong>(Giovanni Simonelli), di un programma di <strong>Max Ferrara</strong> e <strong>Sergio Bissoli</strong>.<br>Il video è stato caricato sul nuovo canale You Tube ufficiale del <em>Club GHoST</em>:</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a><u><br></u><u></u>che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.<br>Per non perdere tutte le novità a riguardo quindi vi invitiamo a iscrivervi al canale
attivando la campanella per le notifiche.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink908c2ecbb0c85ae48dcbaeae0929c549 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/scrittori-dracula-10_ver.jpg','alt': 'La copertina del video.','title': 'La copertina del video.','width': 864,'height': 1080,'description': 'La copertina del video.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink908c2ecbb0c85ae48dcbaeae0929c549, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/scrittori-dracula-10_ver.jpg" alt="La copertina del video." title="La copertina del video." width="200" height="251" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkac7302978abb5467ed65044e4ea7622e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/scrittori-dracula10-spot_ver.jpg','alt': 'Lo spot del canale ufficiale YouTube Club GHoST.','title': 'Lo spot del canale ufficiale YouTube Club GHoST.','width': 712,'height': 1048,'description': 'Lo spot del canale ufficiale YouTube Club GHoST.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkac7302978abb5467ed65044e4ea7622e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/scrittori-dracula10-spot_ver.jpg" alt="Lo spot del canale ufficiale YouTube Club GHoST." title="Lo spot del canale ufficiale YouTube Club GHoST." width="200" height="295" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=cjWBwkUKGIk">https://www.youtube.com/watch?v=cjWBwkUKGIk</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 05:24:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Disponibile Il doppio mistero di Max Dave]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000183"><h1 class="imHeading1">Un volume unico nel suo genere</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Trecentosessanta pagine di pura archeologia narrativa</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità de <em>Il doppio mistero di Max Dave</em> il nuovo saggio per Profondo Rosso di <strong>Matteo Mancini</strong> alla scoperta degli autori della serie <em>I Racconti di Dracula</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>A distanza di due anni da <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?libero-samale---lo-psichiatra-dell-incubo-di-matteo-mancini" class="imCssLink"><em>Libero Samale,</em> </a><em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?libero-samale---lo-psichiatra-dell-incubo-di-matteo-mancini" class="imCssLink">Lo Psichiatra dell'Incubo</a>, </em><strong>Matteo Mancin</strong>i prosegue nel suo lavoro di recupero e di analisi all'interno della collana <em>I Racconti di Dracula</em>, una serie tutta italiana dedicata alla narrativa del terrore uscita nelle edicole dalla fine degli anni cinquanta all'inizio degli anni ottanta. Nell'occasione viene analizzata tutta la produzione di
<strong>Max Dave</strong>, pseudonimo dietro al quale si nascondevano gli scrittori <strong>Pino</strong> e <strong>Carlo Belli</strong>. Trecentosessanta pagine di pura archeologia narrativa, grazie alla quale vengono rispolverati
non solo gli horror, ma anche molteplici gialli, bellici e fantascientifici realizzati dalla coppia di autori e riesumati dall'oblio. Una produzione complessiva superiore ai duecento romanzi, con una panoramica tematica
sull'intera produzione, preceduta dalle approfondite biografie dei due scrittori e seguita dalle recensioni particolareggiate di tutti i “<em>Dracula</em>” pubblicati. Non manca un approfondimento sull'impegno cinematografico di <strong>Pino Belli</strong>, dapprima in veste di regista e poi di soggettista, con un focus sulle accuse di presunto plagio mosse nei confronti di <strong>Riccardo Freda</strong> in occasione dell'uscita del film <em>Lo Spettro.</em> Due interviste, di cui una inedita, completano un volume unico nel suo genere.</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Matteo Mancini, nato a Pisa nel 1981, si divide tra numerose passioni: scrittore di racconti weird e fantascientifici, curatore di antologie, sceneggiatore
di medi e cortometraggi, regista amatoriale, saggista sportivo, critico cinematografico e letterario. Dopo aver pubblicato la tetralogia <em>Spaghetti Western</em> (Il Foglio Edizioni) tra il 2012 e il 2019 e il saggio <em>Il cinema rovente di Umberto Lenzi</em> (Il Foglio edizioni), <em>I re senza corona della Formula Uno 1</em> (Il Foglio Edizioni) e le due antologie <em>La lunga ascesa del mare delle tenebre</em> (Il Foglio Edizioni) e <em>Sulla riva del crepuscolo</em> (Il Foglio edizioni), di recente <strong>Matteo Mancini</strong> si è visto selezionare alcuni racconti per la rivista <em>Dimensione Cosmica</em> (Edizioni Tabula Fati) e in formato ebook per Delos Digital. Dal 2019 al 2021 ha inoltre collaborato alla rivista <em>Zothique</em> (Dagon Press). L’ultima sua pubblicazione è <em>Il doppio mistero di Max Dave</em> (Profondo Rosso Edizioni).</div></div><div><br></div><div><br></div><div>






<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: Il doppio mistero di Max Dave</div>
<div>Autore: Matteo Mancini</div>
<div>Editore: Profondo Rosso Edizioni</div>
<div>Pagine: 362</div>
<div>Prezzo: 31,25 €</div>
<div>ISBN: 979-1280618702</div><div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/3Le8N1B" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink46c91b8a660df03a927a4a1886461f2a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/doppio-misterp-maxdave-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 769,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink46c91b8a660df03a927a4a1886461f2a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/doppio-misterp-maxdave-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkcefeb0ecf1664ceacf7e8f74a4ba8a0e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/matteo-mancini-mini_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 200,'height': 200,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcefeb0ecf1664ceacf7e8f74a4ba8a0e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/matteo-mancini-mini_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=hoG2PZX7sZw&t=4s">https://www.youtube.com/watch?v=hoG2PZX7sZw&t=4s</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 13:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Yokai. Storie di uomini e demoni di Niccolò Salvadorini]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000182"><h1 class="imHeading1">Romanzo-cornice di buon livello</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Con una scrittura che coniuga filologia e inquietudine</h2><div><div><em class="cf1">[…] Tra i colpi che il temporale assestava alle pietre irregolari se ne</em></div> <div><em class="cf1">distinguevano altri: quelli legnosi di una campana rituale. Trovai il bonzo dentro alla sala principale del tempio, seduto davanti alla statua di culto di Buddha Amitabha. Il suo corpo era un esile monolite stagliato sull’oro che arricchiva le pareti. Il rettangolo scuro in cui era sigillato il fisico del vecchio si perdeva nelle foreste dipinte a inchiostro nero sui muri.</em></div> <div><em class="cf1">Sembrava appartenere più a quel mondo bidimensionale che al nostro.</em></div> <div><em class="cf1">Interruppe il battere sulla campana di ciliegio alla mia presenza.</em></div> <div><em class="cf1">Gli dissi dove volevo andare e lui si alzò.</em></div> <div><em class="cf1">Il suo volto era una ragnatela di rughe, oscurato dal cappello conico da pellegrino […]</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qyNDve" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4hxOSH9" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)<!--EndFragment --><br></span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Yokai. Storie di uomini e demoni </em>di <strong>Niccolò Salvadorini</strong>, edito da Delos Digital. Collocato al numero 26 della collana La Via della Seta, curata da <strong>Caterina Franciosi</strong>. </span></div> <div><span class="cf1">Questo è un romanzo breve strutturato come una raccolta di quattro racconti legati dal filo narrativo di un misterioso Narratore, figura mitica e perturbante che ritorna periodicamente in una città giapponese, portando con sé spettacoli che scavano nel cuore oscuro della memoria collettiva.</span></div> <div><span class="cf1">L’opera si apre con un prologo dal tono quasi apocalittico e visionario, in cui la città, anonima ma profondamente giapponese, si prepara all’arrivo del Narratore. L’atmosfera è rarefatta, piena di superstizione, memoria distorta, e soprattutto un senso di inquietudine sospesa.</span></div> <div><span class="cf1">Salvadorini scrive con linguaggio ricco e non disdegna l’utilizzo dei sensi nei riferimenti storico-religiosi (il buddhismo esoterico Shingon, l’iconografia della Han’nya, le pagode del periodo Edo) ma senza scadere nel pedantismo. La sua prosa alterna registri lirici e crudi, fondendo archeologia, psicologia e orrore fisico in un impasto che richiama tanto i classici dei manga orrorifici. Il lessico è ricercato ma non artificioso; usa la precisione tecnica (note, glosse, termini giapponesi) per costruire verosimiglianza documentaria, ottenendo un effetto di “finto reale” che intensifica l’inquietudine.</span></div> <div><span class="cf1">La costruzione dei dialoghi è minimale, spesso subordinata alla descrizione atmosferica. Questo privilegia la suggestione rispetto all’azione, ma a volte appesantisce la lettura: il ritmo interno di certi passaggi risente dell’eccesso descrittivo e della volontà enciclopedica. Tuttavia, la coerenza tematica, l’indistinzione fra umano e mostruoso resta saldo punto di gravità rendendo le piccole problematiche, marginali.</span></div> <div><span class="cf1"><em>Yokai. Storie di uomini e demoni</em> è un romanzo-cornice di buon livello, che dialoga con la tradizione del <em>kaidan</em> giapponese e con l’estetica occidentale dell’orrore morale. Salvadorini mostra una scrittura che coniuga filologia e inquietudine, costruendo un’opera che sembra provenire da un Giappone alternativo, dove la storia e il mito si contaminano fino a confondersi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div> <div><span class="cf1">Niccolò Salvadorini è nato a Livorno nel 1998. Da sempre è amante del mondo dell’orrore asiatico, da Go Nagai a Takashi Miike fino alle leggende urbane e creepypasta nate nei primi anni del Duemila.</span></div> <div><span class="cf1">Gli studi in ambito umanistico e psicologico lo portano a confrontarsi con le discipline psicologiche, antropologiche e umanistiche in cui ottiene il diploma nel 2017. Un’altra passione portante dell’autore è quella per la filosofia e la storia dell’estremo Oriente e del resto del mondo. Nel 2022 ottiene la laurea triennale in storia e successivamente la magistrale in archeologia, entrambe con l'università di Pisa. Il coronamento dell’imperitura passione per il Giappone è arrivato con due viaggi di studio, uno nel 2023, l’altro nel 2024, che gli hanno permesso di addentrarsi in prima persona in un mondo a lungo studiato nelle sue infinite sfaccettature.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Yokai. Storie di uomini e demoni</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Niccolò Salvadorini</em></div> <div><em class="cf1">Collana: La via della seta n. 26</em></div> <div><em class="cf1">Curatore: Caterina Franciosi</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 67</em></div> <div><em class="cf1">ISBN: 978-8825433654</em></div> <div><em class="cf1">Costo: Ebook 2,99 € - Cartaceo 10,39 €</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4qyNDve" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4hxOSH9" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink194c4849f95531f3ee01671ed650de5b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Yokai-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 771,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink194c4849f95531f3ee01671ed650de5b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Yokai-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink14a7521c69cc12e3ac798d3f0b372bce = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Niccolo-Salvadorini_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 194,'height': 259,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink14a7521c69cc12e3ac798d3f0b372bce, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Niccolo-Salvadorini_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="201" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 07:16:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile il video Dark Side]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000181"><h1 class="imHeading1">Il nuovo singolo dei Metaphoric Mind</h1><h2 class="imHeading2">Per comprendere la luce, bisogna prima attraversare l’oscurità</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Dopo aver conquistato fan e critica con le loro evoluzioni sonore, i <strong>Metaphoric Mind</strong> presentano <em>Dark Side</em>, un nuovo singolo che esplora le ombre dell’anima, ora disponibile con il video ufficiale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong><em>Dark Side</em></strong><em> nasce in un mondo al collasso, corrotto dalla violenza e dalla sete di potere. In questa realtà
dove il profitto dei pochi pesa più del bene comune, la luce sembra ormai un ricordo lontano.</em> <em>Eppure, tra le ombre, c’è chi resiste e rifiuta di perdere se stesso per adattarsi al buio che lo circonda.</em></span></div>
<div><span class="cf1"><em>La</em> <em>canzone è un viaggio interiore tra alienazione e consapevolezza, una discesa nella parte più oscura</em> <em>dell’anima per ritrovare, forse, un barlume di verità.</em></span></div>
<div><span class="cf1"><strong><em>Dark Side</em></strong><em> non è solo una condanna, ma anche e soprattutto una rivelazione: per comprendere
la luce, bisogna prima attraversare l’oscurità.</em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">BIOGRAFIA</strong></div>
<div><span class="cf1">I <strong>Metaphoric Mind</strong> sono una band italiana modern prog metal/djent formata nel 2013. Dopo diversi cambi di formazione,
l’attuale lineup - <strong>Melissa Bruschi</strong> (voce e testi), <strong>Flavio Salvadori</strong> (batteria), <strong>Paride Fidati</strong> (chitarra), <strong>Diego</strong></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Masiani</strong> (basso) e <strong>Francesco Rizzo</strong> (chitarra, dal 2025) - definisce il sound della band dal 2019. La band ha debuttato con il singolo e video <em>Beyond</em> nel 2020, seguito da <em>Tree of Lies</em> (2021), <em>Underwater</em> e <em>LCL</em> (2022). Nel 2025 pubblicano il nuovo brano <em>Dark Side</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ogni uscita mette in luce la loro costante evoluzione, fondendo djent e progressive metal moderno con trame elettroniche, atmosfere cinematografiche, ambient e persino accenni pop.
I <strong>Metaphoric Mind</strong> ricercano la sperimentazione, e nuovi suoni pur mantenendo un approccio potente, melodico ed emotivamente coinvolgente.</span></div>
<div><span class="cf1">Le loro influenze spaziano da <strong>TesseracT</strong>, <strong>Jinjer</strong>, <strong>Iamthemorning</strong>, <strong>Leprous</strong>, <strong>Opeth</strong>, <strong>Haken</strong>, <strong>Vola</strong>, <strong>Porcupine Tree</strong>, <strong>Tool</strong> fino a <strong>Meshuggah</strong>, tutte canalizzate in un’identità sonora unica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I <strong>Metaphoric Mind</strong> sono:</span></div>
<div><ul><li><span class="cf1">Melissa Bruschi - vocals</span></li><li>Paride Fidati - guitar</li><li>Francesco Rizzo - guitar</li><li>Diego Masiani - bass</li><li>Flavio Salvadori - drums</li></ul></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Facebook: <a href="https://www.facebook.com/metaphoricmind/" class="imCssLink">https://www.facebook.com/metaphoricmind/</a></span></div>
<div><span class="cf1">Instagram: <a href="http://instagram.com/metaphoricmindband/" class="imCssLink">http://instagram.com/metaphoricmindband/</a></span></div>
<div><span class="cf1">YouTube: <a href="https://www.youtube.com/c/MetaphoricMind" class="imCssLink">https://www.youtube.com/c/MetaphoricMind</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkf7b15f49a9f41010a5ad17f15ecc149b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Metaphoric-Mind-Dark-Side_bar.jpg','alt': 'La copertina del video.','title': 'La copertina del video.','width': 1280,'height': 720,'description': 'La copertina del video.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf7b15f49a9f41010a5ad17f15ecc149b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Metaphoric-Mind-Dark-Side_bar.jpg" alt="La copertina del video." title="La copertina del video." width="200" height="113" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkc794c3fc963a65ccc7a70e875ea1a84a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Metaphoric-Mind-Dark-Side_ver.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1200,'height': 855,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc794c3fc963a65ccc7a70e875ea1a84a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Metaphoric-Mind-Dark-Side_ver.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="143" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=L9sKWIabPls">https://www.youtube.com/watch?v=L9sKWIabPls</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 14:52:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Everything Everywhere All at Once di Daniel Kwan e Daniel Scheinert]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000180"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un buon prodotto di intrattenimento</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Consigliato soprattutto agli appassionati di cinema fantastico</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Everything Everywhere All at Once (Usa 2023)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Daniel Kwan, Daniel Scheinert. Fotografia: Larkin Seiple. Montaggio: Paul Rogers. Musiche: Son Lux. Scenografia: Jason Kisvarday,
Amelia Brooke. Costumi: Shirley Kurata. Produzione: Daniel Kwan, Daniel Scheinert, Anthony e Joe Russo, Mike Larocca, Jonathan Wang. Case di Produzione: A24, AGBO, IAC Films, Years of the Rat. Distribuzione (Italia): I Wonder Pictures. Interpreti: Michelle Yeho (Evelyn), Stephanie Hsu (Joy), KeHuy Quan (Waymond), James Hong (Gong Gong), Jamie
Lee Curtis (Deirdre Beaubeirdre), Jenny Slate (Debbie), Harry Shum Jr. (Chad), TallieMedel (Becky), Biff Wiff (Rick), Randy Newman (Lavatouille).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4qmxVmS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4oaT8P8" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Vincere sette Oscar non significa essere il miglior film possibile in circolazione, vuol dire solo aver vinto sette premi e aver soddisfatto il palato nordamericano che ama soggetti
e messe in scena dal taglio fantastico. Non solo, il film ha vinto pure due Golden Globe e un Premio Bafta. Sulla base di queste considerazioni, la prima cosa che viene da dire è che siamo in presenza di un buon prodotto
di intrattenimento, che dice cose condivisibili in modo originale, ma che non siamo assolutamente di fronte a un capolavoro. Tutt’altro! <strong>The Daniels</strong> (pseudonimo dei due registi, sceneggiatori, produttori) raccontano le disavventure di Evelyn (<strong>Yeoh</strong>), una cinese immigrata negli Stati Uniti che gestisce una lavanderia a gettoni sull’orlo del fallimento, mentre il suo matrimonio con Waymond (<strong>Ke Huy Quan</strong>) sta andando a rotoli e la figlia adolescente Joy (<strong>Hsu</strong>) cerca di convincerla ad accettare la sua compagna Becky (<strong>Medel</strong>). Il film comincia come una storia di vita quotidiana, ma quando la famiglia si reca dall’ispettrice delle tasse (<strong>Jamie Lee Curtis</strong>) tutto prende una piega fantastica, con salti dal reale verso infiniti mondi, per lanciarsi in un metaverso fatto di scontri epici e di possibilità non
colte. Vediamo universi bizzarri, persino uno dove gli uomini hanno hot dog al posto delle dita, altri dove le alter ego di Evelyn hanno scelto esistenze diverse, come cantante, donna di spettacolo, cuoca in un ristorante,
inserviente … Tutta la messa in scena che fa rivivere il passato a Evelyn ha un taglio da cinema fantascientifico, sembra ispirata al mondo Marvel e alla teoria dei molteplici universi dove identici individui conducono
vite diverse. La morale del film sta tutta nell’accettazione del diverso, nella regola di non rinunciare ai sogni, nel rispettare le scelte degli altri, soprattutto dei propri figli, permettendo che vivano la loro vita
proprio come hanno deciso. Uno dei temi di fondo è il rapporto (complesso) tra madre e figlia, la difficoltà reciproca di accettare di amarsi nella diversità, così come è importante il legame
matrimoniale, il tentativo di tenerlo in piedi, di difenderlo da decisioni avventate e da colpi di testa imprevedibili. Il film gode di una sceneggiatura ben scritta, ricca di colpi di scena (persino troppi!), a tratti umoristica
- come nel mondo in cui madre e figlia sono due macigni sull’orlo di un precipizio -, a tratti drammatica. Fotografia curata nei minimi particolari, regia accorta ed esperta, montaggio rapidissimo, che non lascia respirare
lo spettatore. Il film è buono, ripeto, ma è consigliato soprattutto agli appassionati di cinema fantastico, piacerà di sicuro a chi frequenta le sale per vedere film di supereroi mentre faticherà
a convincere il pubblico dal palato fine che sceglie cinema d’autore e pellicole introspettive. La critica ha osannato la pellicola. <em>Everything Everywhere All at Once </em>(<em>Tutto ovunque tutto in una volta</em>) non è soltanto un film d’azione, i registi - usando commedia, dramma e cinema fantastico -, cercano di dire che ogni momento della vita ha la sua intrinseca importanza e va vissuto intensamente.
<em>C’è sempre qualcosa da amare...</em></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4qmxVmS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4oaT8P8" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkab1241f0a121f54ed9d6ac9c8842fcb4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/EverythingEverywhereAllatOnce-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkab1241f0a121f54ed9d6ac9c8842fcb4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/EverythingEverywhereAllatOnce-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink17889d7948d3f49e4209161add72c9e8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/EverythingEverywhereAllatOnce-loc_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink17889d7948d3f49e4209161add72c9e8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/EverythingEverywhereAllatOnce-loc_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=4c54mh9Yu-Q">https://www.youtube.com/watch?v=4c54mh9Yu-Q</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 07:01:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Comporre musica gratis con Lmms]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000017F"><h1 class="imHeading1">Uno strumento potente e gratuito</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Scrivere musica non è mai stato così facile</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em>LMMS</em> (precedentemente noto come Linux MultiMedia Studio) è una DAW (Digital Audio Workstation) gratuita e open-source
che si presenta come una valida alternativa multipiattaforma (Linux, Windows, macOS) a software commerciali come <em>FL Studio</em>.</div><div><br></div>
<div><strong>Caratteristiche principali e punti di forza</strong></div>
<div>Gratuità e Open Source sono è il suo maggiore appeal. Essendo libero e guidato dalla comunità, è accessibile a chiunque voglia iniziare a produrre musica
senza investimenti iniziali.</div><div><br></div>
<div>L'interfaccia è pensata per essere intuitiva, in particolare per coloro che sono già abituati a un flusso di lavoro "loop-based" (basato su pattern e sequenze,
simile a <em>FL Studio</em>). Nonostante un aspetto "datato" per alcuni, la sua organizzazione include diverse componenti chiave:<strong> </strong><em>Song-Editor:</em> La vista principale per disporre melodie, campioni, pattern, automazioni e organizzare la struttura del brano; <em>Beat+Bassline Editor:</em> Uno <em>step sequencer</em> molto utile per la creazione rapida di ritmi e linee di basso in modo visuale e intuitivo; <em>Piano Roll:</em> Un editor MIDI facile da usare per la modifica dettagliata di pattern e melodie; <em>FX Mixer:</em> Un mixer con un numero illimitato di canali FX che supporta l'applicazione di effetti e opzioni di routing.</div><div><br></div><div><script> var showboxlinkf432adf02f36491c69fefc932394f920 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/lmms-interfaccia01_bar.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Lmms.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Lmms.','width': 1280,'height': 800,'description': 'L\'interfaccia grafica di Lmms.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf432adf02f36491c69fefc932394f920, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/lmms-interfaccia01_bar.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Lmms." title="L&#39;interfaccia grafica di Lmms." width="200" height="126" /></a> <script> var showboxlinkc2b3da2f43541c48fa25b12297c08d20 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/lmms-interfaccia02_bar.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Lmms.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Lmms.','width': 1920,'height': 1080,'description': 'L\'interfaccia grafica di Lmms.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc2b3da2f43541c48fa25b12297c08d20, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/lmms-interfaccia02_bar.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Lmms." title="L&#39;interfaccia grafica di Lmms." width="200" height="113" /></a><br></div><div>






<div><strong>L'interfaccia grafica di <em>Lmms</em>.</strong></div></div><div><br></div>
<div><em>LMMS</em> include un'ampia varietà di potenti sintetizzatori ed effetti pronti all'uso. Tra i sintetizzatori più
noti ci sono: <em>TripleOscillator:</em> Un sintetizzatore a 3 oscillatori molto versatile; <em>ZynAddSubFX:</em> Un potente plugin di sintesi additiva/sottrattiva; <em>Emulatori:</em> <em>LMMS</em> vanta emulatori hardware di chip sonori classici, come il SID del Commodore 64, il <em>Nescaline</em> (stile NES) e il <em>FreeBoy</em> (stile Game Boy), che sono un grande vantaggio per la musica <em>chip-tune</em>.</div><div><br></div>
<div>Il software è compatibile con diversi standard chiave del settore, tra cui: <em>VST(i):</em> Supporto per strumenti e effetti VST, che espande enormemente le possibilità sonore (su Windows e Linux); <em>SoundFont2 (SF2):</em> Supporto nativo per SoundFont, che permette di caricare banchi di suoni di alta qualità; <em>MIDI:</em> Pieno supporto MIDI, sia per l'importazione di file che per l'uso di tastiere/controller MIDI; <em>LADSPA:</em> Supporto per i plugin Linux Audio Developer's Simple Plugin API.</div><div><br></div>
<div><em>LMMS</em> offre un'automazione completa basata sulla traccia, definita dall'utente o controllata dal computer, per manipolare
i parametri di strumenti ed effetti nel tempo.</div><div><br></div>
<div><em>LMMS</em> è noto per essere relativamente leggero in termini di requisiti di sistema, rendendolo utilizzabile anche su hardware
meno potente. Inoltre può importare file di progetto MIDI e Hydrogen, ed esportare audio nei formati più comuni come WAV, FLAC, Ogg e MP3.</div><div><br></div>
<div><strong>Criticità e Punti Deboli</strong></div>
<div>In passato e in alcune versioni, LMMS ha sofferto di problemi di stabilità (crash) e occasionali bug, soprattutto con l'esportazione o la gestione dei progetti salvati. Essendo
open-source, gli aggiornamenti dipendono dagli sviluppatori volontari, anche se la comunità è attiva.</div>
<div>Alcuni utenti avanzati lamentano la mancanza di funzionalità presenti nelle DAW commerciali, come ad esempio un sistema di zoom e <em>slicing</em> molto dettagliato per i campioni audio o la registrazione di tracce audio (LMMS è principalmente orientato alla composizione e sintesi, la registrazione di audio esterno
non è la sua forza, spingendo gli utenti a usare software esterni come <em><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?audacity-per-registrare-podcast-e-non-solo" class="imCssLink">Audacity</a></em>).</div>
<div>Sebbene supporti i VST, la stabilità e la piena compatibilità, specialmente con i VST a 64-bit su alcuni sistemi, possono a volte essere meno fluide rispetto alle DAW
commerciali.</div>
<div>Il <em>workflow</em> (flusso di lavoro) per la gestione e manipolazione di campioni audio e tracce audio registrate non è sempre
intuitivo o completo come in altre DAW.</div><div><br></div>
<div><strong>Conclusione</strong></div>
<div><em>LMMS</em> è una scelta eccellente per principianti, produttori che lavorano con un budget limitato e per chiunque sia interessato
a musica elettronica, <em>beatmaking</em> e sintesi sonora grazie al suo approccio loop-based e ai suoi potenti sintetizzatori integrati. Offre un rapporto qualità/prezzo
(gratuito) imbattibile, con una vasta gamma di funzionalità essenziali. Tuttavia, per la produzione professionale con pesanti manipolazioni audio, registrazione multitraccia o l'uso intensivo di VST complessi, i
professionisti potrebbero trovare più adatte alternative commerciali (o altre DAW open-source).</div></div><div><br></div><div>






<div>Scarica <em>Lmms</em> dal sito ufficiale: <a href="https://lmms.io/" class="imCssLink">https://lmms.io/</a></div>
<div>Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 14:31:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?comporre-musica-gratis-con-lmms</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Fairydroid di Emiliano Federico Caruso ]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000017E"><h1 class="imHeading1">Una riflessione sull’umanità perduta</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Dietro l’illusione della perfezione meccanica</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">“Muoversi tra androidi e cyborg riproducenti fattezze animali è la normalità per questo autore, che sa coniugare passato, presente e futuro in un unicum spazio
temporale e in una storia credibile oltre che convincente”.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/43xwFDx" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In un panorama di fantascienza sempre più popolato da cloni, androidi e intelligenze artificiali senz’anima, <em>Fairydroid</em> di <strong>Emiliano F. Caruso, </strong>pubblicato da Aletheia Editore<strong>, &nbsp;</strong>si distingue come un’opera che sceglie la via opposta: quella della sensibilità. Non si tratta tanto
di un romanzo di tecnologia, quanto di una riflessione sull’umanità perduta dietro l’illusione della perfezione meccanica.La vicenda si svolge nel 2084, in un’epoca in cui la National Replicant Corporation
ha imparato a creare androidi che imitano perfettamente gli animali estinti. I parchi-safari dove questi esseri vengono cacciati dai turisti rappresentano una delle invenzioni più inquietanti e affascinanti del romanzo.
Poi arriva la svolta: l’azienda decide di spingersi oltre e riprodurre creature fantastiche (draghi, elfi, sirene, troll) sintetizzando perfino l’immaginario. È da quel momento che il confine tra creazione e profanazione diventa sempre più
fragile. &nbsp;Fin dalle prime pagine si avverte la sensazione di trovarsi di fronte a un racconto che procede su due livelli: quello narrativo, dove si muovono esseri artificiali che cercano di comprendere il senso della propria
esistenza, e quello simbolico, in cui il “droid” del titolo diventa una metafora dell’uomo stesso - smarrito tra il desiderio di essere più di ciò che è e la paura di scoprire di non
essere mai stato reale. Il titolo, <em>Fairydroid</em>, suggerisce un incontro impossibile tra il meraviglioso e il meccanico, tra la fiaba e la macchina: due dimensioni che
sembrano incompatibili, ma che <strong>Caruso</strong> intreccia con sorprendente delicatezza. C’è qualcosa di <strong>Philip K. Dick </strong>in questa tensione continua fra realtà e simulacro, fra memoria e programmazione. Come in <em>Do Androids Dream of Electric Sheep?</em>, ciò che conta non è tanto capire “chi è umano”, quanto riconoscere la fragilità dell’identità
quando il confine tra naturale e artificiale si dissolve. <strong>Caruso</strong> costruisce un linguaggio preciso ma evocativo, che unisce l’immaginario cyberpunk alla
malinconia delle fiabe spezzate. Gli androidi del suo mondo non sono solo strumenti, ma specchi: riflettono la nostalgia di un’umanità che si è perduta nella propria tecnologia. La scrittura procede con
ritmo controllato, quasi ipnotico, alternando momenti di lirismo a pagine in cui la tensione filosofica diventa palpabile. <em>Fairydroid</em> non offre risposte, ma domande. Cosa resta di noi quando la coscienza può essere duplicata? Dove finisce la carne e dove inizia il sogno? L’autore non cerca
di stupire con effetti visivi o mondi ipertecnologici: preferisce scavare nella psicologia e nelle emozioni dei suoi personaggi, restituendo una fantascienza intima e metafisica. Il risultato è un romanzo sospeso tra
poesia e inquietudine, che esplora la condizione post-umana con una delicatezza rara. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sembra voler sostituire l’immaginazione, <em>Fairydroid</em> ci ricorda che la vera differenza non è tra l’uomo e la macchina, ma tra chi sogna e chi si limita a funzionare.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Emiliano F. Caruso è uno scrittore, giornalista e fotoreporter di Roma. Nel corso di quasi trent’anni di carriera ha scritto per varie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano
e Antimafia Duemila. È critico videoludico per la testata VgMag e scrittore di viaggi per Terre Incognite magazine, per conto della quale si è recato come inviato anche in Ucraina, Chernobyl, Parigi, Scozia e
Inghilterra. Collabora come scrittore di narrativa horror/fantasy/fantascienza con varie case editrici e riviste, tra cui “Il magazzino dei mondi”, “Dimensione Cosmica”, “Weird” e “Zothique”.</span></div>
<div><span class="cf1">Vincitore di vari riconoscimenti, tra cui il primo posto al Premio Jack Kerouac, ha pubblicato vari libri e raccolte di racconti. L’ultimo uscito è “Il guardiano
dell’abisso”, per Dagon Press. Autore prolifico, alterna la sua attività di scrittore con quella di giornalista. Appassionato, tra molte cose, di cibernetica e folklore scozzese, ama ambientare la maggior
parte delle sue storie nel nord del Regno Unito.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Fairydroid</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Emiliano Federico Caruso</em></div>
<div><em class="cf1">Curatore: Angela De Simine</em></div>
<div><em class="cf1">Illustratore: Annalisa Crispino</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Aletheia Editore</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 498</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 14 x 2.87 x 21.01 cm</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 979-1281242555</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: 18,00 €</em></div>
<div><br></div><div><!--StartFragment --><a href="https://amzn.to/43xwFDx" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><script> var showboxlinke131c702a120fabfc4a729c01facd91f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Fairydroid-cover-ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 719,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke131c702a120fabfc4a729c01facd91f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Fairydroid-cover-ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="301" /></a><br></div></div><div><script> var showboxlinkedd5f10a04d91f97dc24bcbcaea3a83f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/EmilianoFCarus_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 583,'height': 651,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkedd5f10a04d91f97dc24bcbcaea3a83f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/EmilianoFCarus_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="168" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 06:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La casa nella nebbia]]></title>
			<author><![CDATA[Alda Teodorani]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000017D"><h1 class="imHeading1">Furono trovati tutti con la testa immersa nell’acqua</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">La lampada si ruppe, e il fuoco cominciò a lambire il pavimento di legno</h2><div><div>La vecchia viveva sola, in una casa di campagna della pianura romagnola, vicino a Pontesanto. Una casa in mezzo al nulla. Solo una piatta distesa nebbiosa. Per questo il cadavere fu ritrovato solo parecchie settimane dopo. Il contadino raccontò che aveva sete, e si era fermato a bere al pozzo della vecchia.<br>“Quella là,” disse ai carabinieri sforzandosi di parlare in buon italiano, non in dialetto, “non usciva mai di casa. Ciò, l’è longa in bicicletta da Sasso a Toscanella e mi fermo sempre là a bere e magari a cambiare l’acqua ai lupini. Lei non mi ha mai detto niente, non l’ho mai vista, neppure.”<br>E alle domande dei carabinieri, che non sapevano cosa voleva dire cambiare l’acqua ai lupini ma erano più interessati a un’ipotesi di delitto, rispondeva: “A’ ne so, gli portavano da mangiare quelli del comune. Dicevano tutti che era una strega, o qualcosa del genere. Ma io non l’ho mica neanche mai vista.”<br>I carabinieri conclusero che la vecchia doveva essersi buttata nel pozzo da sola, e commentavano su quel disgraziato di Pirotti, che era stato il primo ad arrivare sul posto e aveva dovuto aiutare a tirar su la morta, già mezzo putrefatta. La vecchia non aveva parenti, e il comune di Imola aveva pagato i funerali, facendo suoi casa e podere.<br>E la storia parve finita.</div><div><br></div> <div>La casa fu assegnata a una famiglia di profughi polacchi. Non era proprio la politica del comune, fare favori a simile gente, specialmente quando gli imolesi stessi si ritrovavano sfrattati e costretti a pagare affitti da infarto, ma così fu. E fu scelta quella casa proprio per lo stesso motivo.<br>La madre guardava il bambino giocare con un fagottino di stoffa quadrato cucito a mano. Non era pratica delle usanze del posto e pensò si trattasse di un giocattolo lasciato lì da qualche bimbo. Non si preoccupò assolutamente. E nemmeno si preoccupò quando non vide suo figlio rientrare a cena, la sera.<br>Era estate, faceva buio tardi e, ora che avevano una casa in campagna, non le dispiaceva che il figlio rimanesse fuori a giocare. Lo credeva lontano da ogni pericolo.<br>Fu solo più tardi, verso le otto e mezzo, dopo che il padre era rientrato dal lavoro (faceva i turni in una fabbrica di ceramiche) che la polacca cominciò a preoccuparsi.<br>Dapprima, fu da dentro la casa che chiamò ad alta voce il bambino. Poi, visto che non otteneva risposta, si affacciò al portone e, guardandosi intorno, urlò più volte il nome del figlio. Le rispose solo il silenzio della campagna, interrotto ogni tanto da un monotono canto di grilli. L’aria cominciava ad oscurarsi. Verso Bologna, le luci della via Emilia si sostituivano al chiarore del sole morente. La madre d’improvviso sentì che doveva essere capitato qualcosa di molto grave. Le tornò alla mente il giocattolo di stoffa che il figlio aveva trovato. D’istinto si rese conto che forse non si trattava di un giocattolo. Il volto le si raggrinzì tutto di rughe, mentre correva verso il pozzo. E mentre capiva che suo figlio era lì dentro.<br>La famiglia dei polacchi, ormai ridotta a due sole unità, decise di lasciare subito la regione. Dove potessero mai andare, non si sapeva. Forse l’uomo progettava di andare a lavare vetri sugli incroci, nella capitale. Forse avevano deciso di tornare a Stettino. Ma mentre partivano con grandi accelerate sulla piccola utilitaria rossa e la donna urlava a tutto spiano contro quelli che stavano lì intorno, in un andirivieni di carrelli davanti al supermercato del centro commerciale, un prete che sapeva il polacco si mise a ridere E poi disse a chi lo volle ascoltare che la donna ce l’aveva contro le streghe romagnole, e che gli imolesi potevano andare tutti all’inferno. Quello era il suo saluto alla città.</div><div><br></div> <div>Non passò molto tempo, e la casa fu affittata nuovamente. Troppo poche, le case a Imola, e troppo casuali la morte di una vecchia sola che si era suicidata e di un bambino un po’ distratto, pronto in ogni momento a cadere nel primo pozzo gli fosse capitato a tiro. L’ipotesi della stregoneria non era assolutamente da prendere in considerazione. La vecchia era un po’ pazza ma innocua. Aveva le sue piccole manie e ogni tanto dormiva nel pollaio, sotto il vecchio forno per il pane, tutto qui.<br>“Da questo a pensare che la vecchia fosse una strega, be’…” disse l’assessore ai servizi sociali del Comune quando si trovò di fronte il trepidante padre di famiglia, cinque figli per l’esattezza, che cercava casa a Imola: era venuto dall’Abruzzo apposta per loro, così disse all’assessore. E, convinto, alla fine prese in affitto la casa. E gli conveniva, anche, perché l’affitto, dopo la morte del piccolo polacco, da basso che era, divenne simbolico.<br>La donna non sapeva nulla delle usanze del posto. Ma quando vide tra le mani del piccolo Giovanni quello straccetto cucito a forma di rombo, non le piacque. Glielo strappò dalle dita grassocce, e lo scaraventò nel pozzo. Il piccolo iniziò a piangere disperato ma la donna non ci badò. Tornò a lavare il bucato al canale: con cinque figli piccoli ce n’era parecchia, di roba da lavare.<br>Furono trovati tutti con la testa immersa nell’acqua. Sembravano cinque piccoli animaletti che fossero scesi a bere. Ma quando li girarono, trovarono che le facce erano coperte di sanguisughe, e gli uomini chiamati dagli abruzzesi per farsi aiutare a ritrovare i figli, per la maggior parte contadini, vomitarono tutta la cena. Perché era successo all’imbrunire. La donna non aveva più visto i suoi bambini, dispersi fin dal primo pomeriggio a giocare nei campi e a mangiare le pesche dei vicini.<br>Gli abruzzesi lasciarono la casa il giovedì successivo alle cinque, due ore dopo la sepoltura dei bambini. Stavolta nessuno udì urlare la madre. Però il marito, quella mattina, aveva mandato l’assessore all’ospedale a suon di pugni. Una settimana dopo, l’assessore tentò di impiccarsi: qualcuno gli aveva fatto trovare sulla scrivania le foto dei bimbi dopo che le sanguisughe erano state tolte dalle loro facce. Come avessero fatto ad avere le fotografie, non si poteva sapere.<br>L’assessore non era riuscito a farla finita perché la moglie era entrata proprio mentre lui dava il calcio allo sgabello, e glielo aveva subito piazzato sotto i piedi, urlandogli di non fare lo stupido. Però diede le dimissioni, e non ci fu verso di fargli cambiare idea.</div><div><br></div> <div>I seguaci del santone indiano cercavano da tempo un posto dove richiamare i fedeli del luogo. Furono quasi stupiti, quando il nuovo assessore li convocò per comunicar loro dell’assegnazione della casa. Erano due coppie, ragazzi sui venticinque anni, vestiti di arancione.<br>Organizzarono subito una giornata di preghiera e meditazione. Iniziarono a costruire uno strano aggeggio, proprio vicino alla strada. I contadini che abitavano lì vicino, trovandosi alla sera nel bar a bere, fumare e giocare a carte, avevano un nuovo argomento di conversazione. “Che quel à là,”, così avevano soprannominato la fatica degli arancioni, e scommettevano sulle forme che avrebbe potuto avere, una volta ultimata.<br>“Par mè l’è una dona nuda,” diceva uno ridendo, succhiando il sigaro.<br>“Par mè l’è un caz,” diceva un altro. Però quando “’e quel,” fu ultimato, nessuno sapeva dire a cosa somigliasse.<br>“L’è una statua del Buddha, ignoranti!” disse quella sera il maestro Bardi, quando qualcuno gli chiese il suo parere “come si vede che non siete mica stati a scuola, oscia! Le elementari di corsa, i v’a fat fer!”<br>Fu proprio quando la curiosità era al culmine che accadde. Era una sera d’inverno. Bastianì, passando di lì, vide che, al cancello degli arancioni, qualcosa era cambiato. L’alto obelisco che aveva ospitato alla sua sommità la statua del Buddha era stato distrutto. E sotto, tutti nudi, c’erano i corpi dei quattro ragazzi. Non sarebbe stato mortale, per loro, trovarsi lì sotto mentre quel coso era crollato. Ma le pietre li avevano colpiti alla testa. Come avesse fatto a crollare, perché i quattro fossero completamente nudi, come mai si trovavano là sotto, non si poteva capire. La gente cominciò a parlare con terrore della casa stregata, che aveva già ucciso dieci persone, di cui sei bambini. Nessuno volle più sapere di andarci ad abitare. A poco a poco, i rovi di more la coprirono, e i contadini giravano al largo, dicendo che portava sfortuna anche solo tentare di avvicinarsi e che la notte si accendevano in casa delle luci. Che era la vecchia strega, tornata dalla tomba.<br>“Sono stato proprio bravo. che bravo,” diceva tra sé l’uomo ridendo, mentre saliva le scale illuminandosi la strada col lume a petrolio. “Non sarà una reggia ma porca l’oca m’ero proprio stufato, so’nca me, di dormire alla stazione, su quelle panche di legno e il termosifone sempre spento, e i diretti per Rimini o Bologna che passano ogni mezz’ora… Sono proprio bravo. Specialmente quelli là degli indiani gli ho sistemati proprio bene. Dormivano tutti nudi, una bela bota in testa, una bella botta e passa la paura, drett in paradis, ma però c’ui vegna un azident, quant’erano pesanti quando li ho portati fuori,” e borbottava qualcos’altro, insieme a qualche bestemmia perché aveva inciampato e aveva rischiato di cadere.<br>“Ac fatiga buttare giù quel coso a picconate,” diceva ancora, riprendendo a salire quella scala che sembrava interminabile “che bravo che son stato, così adesso di qui non mi manda più via nessuno… finalmente ho una casa anche io…” e proprio in quel momento vide per terra un quadrettino di stoffa cucito a mano. Si chinò a raccoglierlo ma quando s’accorse che era solo un vecchio straccio, lo buttò via, dicendo: “Un azident!” Fu l’ultima cosa che disse. Inciampò, cadde, e si spaccò il collo. La lampada si ruppe, e il fuoco cominciò a lambire il pavimento di legno.<br>Quando i contadini di Pontesanto e Casola Canina seppero che la vecchia casa era bruciata, tirarono un sospiro di sollievo. E la sera, al bar del prete, qualcuno offrì un bicchiere di spumante a tutti.</div><div><br></div> <div><strong>NOTE</strong></div> <div>Prima pubblicazione per <em>Club GHoST</em>: 11 Aprile 2019.</div><div><br></div> <div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> <div><strong>L’AUTRICE<br></strong>Alda Teodorani ha pubblicato un centinaio di racconti e numerosi romanzi per varie case editrici (Stampa Alternativa, Datanews, Addictions, Rizzoli, Einaudi, Mondadori, Profondo Rosso e altre), ha firmato alcune delle più visionarie pagine della letteratura. Ha inoltre pubblicato libri di poesie. I suoi lavori sono stati tradotti in francese, spagnolo e inglese.<br>Buona parte della sua produzione è disponibile anche in ebook e audiolibri. Ha tradotto numerosi saggi, racconti e romanzi e svolge un’intensa attività di editor.<br>Scrive libri di saggistica new age sotto pseudonimo.<br>Dai suoi racconti sono tratti film e fumetti.<br>Le sono stati dedicati saggi e tesi di laurea, anche in lingua straniera. Ha partecipato a convegni e tenuto conferenze in università italiane e straniere.<br>Insegna scrittura creativa alla Scuola Internazionale di Comics di Roma.<br>Sito Web: <a href="https://aldateodorani.blogspot.com/" class="imCssLink">www.aldateodorani.it</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkd2f60fc0043edff4c71c58ec95f3f8c3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/casa-nebbia-cover_bar.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1081,'height': 711,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd2f60fc0043edff4c71c58ec95f3f8c3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/casa-nebbia-cover_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="132" /></a><br></div><div><script> var showboxlink0efab63c1bc08140f86267b26fd42941 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alda-teodorani_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 240,'height': 240,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0efab63c1bc08140f86267b26fd42941, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alda-teodorani_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 07:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il 31 ottobre arriva Fullmetal Alchemist: Brotherhood ]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000017C"><h1 class="imHeading1">In anteprima a Lucca Comics &amp; Games 2025</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">L’entusiasmante lungometraggio tratto dalla serie animata più amata di sempre</h2><div><div>Dynit e Adler Entertainment sono orgogliose di annunciare la nascita di <em>Animagine</em>, la nuova collana che porta al cinema gli anime del presente e del passato. Dai capolavori dei maestri dell’animazione alle produzioni contemporanee, dai film alle serie TV, Animagine porta in sala titoli giapponesi mai arrivati nei cinema italiani, per un’esperienza indimenticabile per i fan del Sol Levante e per chi si vuole avvicinare all’animazione orientale.</div><div><br></div> <div><em>Animagine</em> esordisce con la serie capolavoro <em>Fullmetal Alchemist: Brotherhood</em>, diretta da <strong>Yasuhiro Irie</strong>, che arriverà nei cinema italiani solo il 17 novembre in versione originale sottotitolata e il 18 e 19 novembre doppiata in italiano, in una speciale edizione degli episodi 59-64: per andare incontro alle continue richieste dei fan, sei episodi dell’anime fra i più emozionanti e popolari sono stati montati appositamente per la fruizione cinematografica. Il film sarà proiettato in anteprima a Lucca Comics &amp; Games 2025 venerdì 31 ottobre al Teatro San Girolamo. In questa occasione sarà introdotto da un ospite d’eccezione, il regista <strong>Yasuhiro Irie</strong>, che sarà intervistato da <strong>Carlo Cavazzoni</strong> (Dynit) e dialogherà con il doppiatore e content creator <strong>Maurizio Merluzzo</strong>. <strong>Yasuhiro Irie</strong> sarà protagonista anche di panel e incontri con i fan all’interno del padiglione Dynit a porta Sant’Anna (programma completo al sito Dynit.it).</div><div><br></div> <div><em>Fullmetal Alchemist: Brotherhood</em><strong> </strong>è una serie animata giapponese basata sul manga di <strong>Hiromu Arakawa</strong>. Si tratta di una seconda versione, più fedele al manga rispetto alla prima serie, con una storia più completa e un cast più ampio. I protagonisti della storia sono i fratelli Edward e Alphonse Elric, che a causa di un esperimento di alchimia non andato a buon fine perdono i propri corpi: Edward perde un braccio e una gamba, mentre di Alphonse sopravvive solo l’anima, rinchiusa all’interno di un’armatura. Per riavere indietro i loro corpi e la loro vita decidono di entrare a far parte degli alchimisti di Stato, tra i cui ranghi affrontano sfide quasi impossibili.</div><div><br></div> <div><em>Fullmetal Alchemist: Brotherhood</em><strong> </strong>è considerato uno dei migliori anime di sempre dai siti specializzati. È particolarmente apprezzato per la trama coinvolgente, i personaggi ben sviluppati e per le tematiche profonde che affronta, tra cui la perdita, la crescita e il significato del dolore.</div><div><br></div> <div><em>Fullmetal Alchemist: Brotherhood. 15th Anniversary - Special Edition</em> arriva nei cinema italiani il 17 novembre in versione originale sottotitolata e il 18 e il 19 novembre doppiato in italiano con Dynit e Adler.</div><div><br></div> <div><em>Sinossi</em></div> <div>L’Alchimia è la scienza della comprensione, della scomposizione e ricomposizione della struttura della materia. Tuttavia non è un’arte onnipotente. È impossibile creare qualcosa dal nulla. Se si desidera ottenere qualcosa bisogna offrire in cambio qualcos’altro che abbia lo stesso valore. Questa è la base dell’Alchimia e viene chiamato Scambio Equivalente. L’alchimia è vincolata da un unico tabù: la trasmutazione umana. I fratelli Elric hanno violato questo tabù, cercando di resuscitare la loro madre, e ne hanno pagato le conseguenze a caro prezzo.</div><div><br></div> <div>Scarica lo SpecialKit dell'anime (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?fullmetal-alchemist-brotherhood-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkca4aa1ee785904aa6e52dfd508ca1b70 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Fullmetal-Alchemist-Brotherhood-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina dell\\\'anime.','title': 'La locandina dell\\\'anime.','width': 450,'height': 630,'description': 'La locandina dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkca4aa1ee785904aa6e52dfd508ca1b70, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Fullmetal-Alchemist-Brotherhood-loc_ver.jpg" alt="La locandina dell&#39;anime." title="La locandina dell&#39;anime." width="200" height="280" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OV3rUHHwess">https://www.youtube.com/watch?v=OV3rUHHwess</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 14:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Il ministro del male]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000017B"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Per la prima volta in italiano</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">La traduzione di un classico della narrativa sensazionalistica inglese</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità del libro <em>Il ministro del male</em>, volume dedicato alla figura mistica di <strong>Grigorij Rasputin</strong> ad opera di </span><!--StartFragment --><span class="fs14lh1-5"><b>William Le Queux</b></span><!--EndFragment --><span class="cf1"> ed edito da Lorenzo de Medici Press con la traduzione italiana di <strong>Sara Musarra Pizzo</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3WWuSnS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Per la prima volta in italiano, la traduzione di un classico della narrativa sensazionalistica inglese. Con una sapiente inventiva romanzesca<strong>,</strong> <strong>Le Queux</strong> raccoglie in questo libro l’insieme delle rivelazioni scritte – quasi in forma
di resoconto storico – dal giovane <strong>Feodor Rajevski</strong>, il segretario e servitore personale di <strong>Rasputin</strong>. Pagine e pagine di segreti, tradimenti e sotterfugi sconvolgenti attorno alla figura di una delle più inquietanti personalità della Russia moderna. I colpi
di scena si susseguono in una vertiginosa cavalcata storica<strong> </strong>dove si intrecciano truci passioni, smodata ambizione e tragedia umana. <strong>Le Queux</strong>, da maestro dell’invenzione, traccia di <strong>Rasputin</strong> un profilo ipnotico e agghiacciante al tempo stesso, nel cuore della corte imperiale russa e sullo sfondo di uno dei più drammatici momenti della storia: dalla prima guerra mondiale alla rivoluzione.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Ma cosa sappiamo davvero di Rasputin? Grigórij Efimovic Rasputin, ladro di cavalli prima e consigliere privato dei Romanoff e mistico russo dopo,
nasce a Pokrovskoe il 21 gennaio 1869 in un villaggio della Siberia orientale. Quinto di nove figli, di cui solo due raggiunsero l’età matura, Rasputin dimostra fin da piccolo un’indole improntata sulla
spiritualità. Dopo essersi sposato nel 1887, infatti, lascia la sua famiglia e i lavori nei campi per dirigersi verso un monastero a Verchotur’e e vestirsi dei panni del pellegrino. Ben presto afferma
di aver avuto una visione della Madonna di Kazan’ e proprio dopo questo episodio decide di dedicarsi completamente alla vita mistica. In quegli anni visita i luoghi santi a piedi, fa ritorno al suo villaggio per aiutare
la famiglia nei lavori agricoli ed è solito tenere degli incontri privati nella propria abitazione. Spostandosi da monasteri a conventi e pregando e vivendo di elemosina, Rasputin arriva a San Pietroburgo dove
approda alla corte dello zar Nicola II di Russia e della moglie Aleksandra. A Corte è circondato da donne e si comincia a mormorare che sia in grado di prevedere il futuro e guarire i malati. (dall’introduzione)</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>William Le Queux</strong> (1864-1927) scrittore, viaggiatore e diplomatico, ha proposto al pubblico di tutta Europa
oltre 150 romanzi. Considerato un maestro del genere poliziesco, giallo e thrilling, Le Queux univa alle trame complesse e ai colpi di scena un particolare interesse per le vicende storiche del suo tempo che seppe reinterpretare e
rendere avvincenti a suo modo. La passione per i documenti e i dettagli storici colloca le sue opere a metà strada fra saggio e romanzo. Fra le sue più fortunate creazioni, <em>La spia dello zar (1910), Il mistero del raggio verde (1915), L’ombra del passato (1915), I segreti del Foreign Office (1920).</em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Il ministro del male</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: William Le Queux</span></div>
<div><span class="cf1">Traduzione e introduzione: di Sara Musarra Pizzo</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Lorenzo de Medici Press</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 240</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 18,00 €</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 979-1280527219</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3WWuSnS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkcd2e42ef494cc0482535095c74a42e06 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/il-ministro-del-male-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 552,'height': 762,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcd2e42ef494cc0482535095c74a42e06, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/il-ministro-del-male-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="277" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkba332ac90aaf875e4a8107f38cafa6ab = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/William-Le-Queux_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 460,'height': 487,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkba332ac90aaf875e4a8107f38cafa6ab, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/William-Le-Queux_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="159" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 06:47:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[After the Hunt - Dopo la caccia di Luca Guadagnino]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000017A"><h1 class="imHeading1">Teatro impegnato al cinema</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Forse il miglior film del regista, il più psicologico e filosofico</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong>After the Hunt - Dopo la caccia (Usa, Italia 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Luca Guadagnino. Soggetto e Sceneggiatura: Nora Garrett. Fotografia: Malik Hassan Sayeed. Montaggio: Marco Costa. Scenografia: Stefano Baisi. Costumi:
Giulia Piersanti. Musiche: Trent Reznor, Atticus Ross. Produttori: Brian Grazer, Luca Guadagnino, Jeb Brody, Allan Mandelbaum. Produttori Esecutivi: Nora Garrett, Alice Dawson, Karen Lunder, Justin Wilkes. Case di Produzione:
Metro-Goldwyn-Mayer, Imagine Entertainment, Frenesy Film. Distribuzione (Italia): Eagle Pictures. Titolo Originale: After the Hunt. Paese di Origine: Stati Uniti d’America, 2025. Durata: 138’. Genere: Drammatico.
Interpreti: Julia Roberts (Alma Imhoff), Ayo Edebiri (Maggie Price), Andrew Garfield (Henrik “Hank” Gibson), Michael Stuhlbarg (Frederik Olsson), Chloë Sevigny (Kim), Thaddea Graham
(Katie), Lío Mehiel (Alex), Ariyan Kassam (Tony), Will Price (Arthur), Christine Dye (RJ), Burgess Byrd (Thomas).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div>Fa un po’ strano trovarmi da solo in un cinema di provincia a vedere un film davvero ben fatto come questo e pensare che negli anni Settanta ci sarebbe stata la sala piena. Forse
il miglior film del regista (anche produttore), il più psicologico e filosofico, molto vicino alle tematiche di <strong>Antonioni</strong> e <strong>Bergman</strong> su famiglia e difficile comunicazione tra uomo e donna. La pellicola è ambientata
benissimo a Yale - in realtà siamo a Londra, Università di Cambridge - tra le strade cittadine, i locali e le aule scolastiche, dove una straordinaria <strong>Julia Roberts</strong> è Alma Imhoff, insegnante di filosofia. Tema di fondo le molestie sessuali, la violenza subita da una studentessa da parte di un giovane professore che ha
avuto una relazione anche con Alma. Il regista non dimentica di parlare dell’amore coniugale, inserisce una figura complessa - la sola del tutto positiva del film - come Frederik (<strong>Stuhlbarg</strong>) nei panni del marito comprensivo e innamorato di Alma. <strong>Luca Guadagnino</strong> approfondisce la psicologia di una donna contesa tra la passione del momento per il giovane professore (<strong>Garfield</strong>), l’amore per la ragazzina e la fedeltà coniugale. Il regista si cala nei panni di Maggie (<strong>Edebiri</strong>) seguendo la complessa sceneggiatura di <strong>Nora Garrett</strong> che vuol tenere in sospeso fino in fondo come sia avvenuto l’episodio di violenza carnale. Non fornisce verità preconfezionate, solo materiale da dibattere, come dovrebbe fare un vero intellettuale.
Colonna sonora struggente, fotografia scura, montaggio compassato (138 minuti essenziali), movimenti di macchina sopraffini che passano dal breve piano sequenza al campo e controcampo con stacco di camera come negli anni Settanta.
La sceneggiatura è molto verbosa, ricca di lunghi parti dialogate, tutte piuttosto colte e raffinate, soprattutto mai inutili e per niente artificiose, come ha scritto qualche critico importante. Tra gli interpreti
spicca una tormentata <strong>Julia Roberts</strong>, sempre sulla scena con il suo dolore fisico e la sofferenza interiore, in uno dei personaggi più riusciti della
carriera. Molto bravo anche <strong>Michael Stuhlbarg</strong> nei panni del marito psicologo, impegnato in una recitazione da appassionato cultore di musica e da coniuge innamorato
della moglie. Bene <strong>Andrew Garfield</strong> come giovane professore che seduce Alma ma ha rapporti troppo liberi con le studentesse e perde il posto per aver superato
il limite, anche se lo spettatore resta con il dubbio. <strong>Ayo Edebiri</strong> è Maggie, la pietra dello scandalo, un carattere complesso e confuso, non facile
da rendere sulla scena, ma sia la sceneggiatura che la recitazione lo raccontano bene in tutte le sue sfaccettature. <em>After the Hunt</em> è teatro impegnato al cinema, senza che sia una valutazione negativa, tutt’altro, perché la complessità di questi tempi va solo valorizzata
e promossa. Assolutamente da vedere. Meglio al cinema...</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink6c8ee5614f235d2b379f44f08095e39a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/After-the-Hunt-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 525,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6c8ee5614f235d2b379f44f08095e39a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/After-the-Hunt-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="250" /></a><br></div><div><script> var showboxlinke018e1e65f4405a03e0c9b39ffee1a7e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/After-the-Hunt-loc_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1918,'height': 1034,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke018e1e65f4405a03e0c9b39ffee1a7e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/After-the-Hunt-loc_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="108" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=S9KcRlkrTtA">https://www.youtube.com/watch?v=S9KcRlkrTtA</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 12:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[The Ugly Stepsister al cinema dal 30 ottobre]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000179"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Viscerale rilettura horror della fiaba di Cenerentola</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Brutale, splatter, ricco di sangue, viscere e humor macabro dalle venature gotiche</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">I Wonder Pictures è lieta di annunciare l’arrivo nei cinema italiani di <em>The Ugly Stepsister</em>, viscerale rilettura horror della fiaba di Cenerentola. Potente e travolgente esordio alla regia della norvegese <strong>Emilie Blichfeldt</strong>, il film ha già terrorizzato il Nord Europa con la sua carica travolgente di sangue, violenza e body horror, è stato accolto con episodi di
malori e nausea dal pubblico delle anteprime al Sundance Film Festival e dell’ultima Berlinale, e si appresta ora a sconvolgere anche il pubblico italiano dal 30 ottobre, per un Halloween da favola.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Al centro di<strong><em> </em></strong><em>The Ugly Stepsister</em> c’è un cambio di prospettiva: la storia di Cenerentola è raccontata mettendo al centro Elvira, la sorellastra (una talentuosa <strong>Lea Myren</strong>), una giovane donna che sogna il principe azzurro e una vita da favola. Quando viene indetto un grande ballo durante il quale il principe sceglierà la sua consorte,
è forse arrivata la sua occasione di conquistare l’erede al trono. Ma improvvisamente si trova in casa il suo più grande ostacolo: Agnes, sorella acquisita, è tra le creature più splendide
che si siano mai viste nel regno. Pur di raggiungere un assurdo ideale di bellezza e conquistare il cuore - e il patrimonio - del principe, Elvira, spronata dalla turpe madre, sarà disposta a sopportare qualunque sofferenza,
tortura, mutilazione. Perché se la scarpetta non calza… basta tagliarsi il piede.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Brutale, splatter, ricco di sangue, viscere e humor macabro dalle venature gotiche,<strong><em> </em></strong><em>The Ugly Stepsister</em> rilegge la fiaba di Cenerentola da un punto di vista innovativo e solitamente tralasciato, mettendo al cuore
della narrazione temi attualissimi: l’adattamento ad ogni costo agli standard di bellezza, la propria identità e l’accettazione di se stesse, la pressione sociale delle aspettative famigliari. La trasformazione
di Elvira tocca corde oscure e perturbanti, nella rivisitazione contemporanea di un grande classico che difficilmente verrà dimenticata.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>The Ugly Stepsister<strong> </strong></em><strong></strong>di <strong>Emilie Blichfeldt </strong>sarà nei cinema dal<strong> </strong>30 ottobre<strong> </strong>distribuito da I Wonder Pictures.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SINOSSI UFFICIALE</strong></div>
<div><span class="cf1">E se l’eroina della storia, per una volta, non fosse Cenerentola, ma la sorellastra “cattiva”? Elvira sogna il principe azzurro e una vita da favola. Pur di conquistarlo
e avere la meglio sulla sua bellissima sorella acquisita, Agnes, sarà disposta a sopportare qualunque sofferenza, tortura, mutilazione. Perché se la scarpetta non calza… basta tagliarsi il piede. Dopo <em>The Substance</em>, il body horror incontra di nuovo l’ossessione per la bellezza e il corpo femminile in un film gore, ironico e sanguinoso, un’esplosione di sangue e violenza
pronto a sconvolgere anche il pubblico italiano.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?the-ugly-stepsister-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink68939a2a83f06684b60c9a9522a35552 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TheUglyStepsister-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 398,'height': 568,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink68939a2a83f06684b60c9a9522a35552, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TheUglyStepsister-loc_ver_0dy01gky.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=qk0SrkfI9Gc">https://www.youtube.com/watch?v=qk0SrkfI9Gc</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 05:31:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile il volume La cosa di John Carpenter]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000178"><h1 class="imHeading1">Saggio dedicato al cult del regista statunitense</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Scritto da Stefano Cortese per la Weird Book Edizioni</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>La redazione <em>GHoST</em> segnala l’uscita di <em>La cosa di John Carpenter - Mito, fenomenologia e storia di un orrore cosmico</em>, saggio dedicato al cult movie del regista <strong>John Carpenter</strong>, edito da Weird Book ad opera di <strong>Stefano Cortese</strong>.</div><div><br></div><div><!--StartFragment --><a href="https://amzn.to/4nZo44V" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></div><div><br></div>
<div>Il 25 giugno 1982 usciva nelle sale cinematografiche <em>La cosa</em> di <strong>John Carpenter</strong>, un’opera fantascientifica destinata a diventare un vero e proprio <em>cult movie</em>, nonostante l’iniziale insuccesso sia di pubblico che di critica. Il presente saggio esplora il capolavoro di <strong>Carpenter</strong> analizzandone gli aspetti fondanti, le implicazioni filosofiche e le connessioni con altre opere: da <em>Who Goes There?</em>, il racconto con cui, negli anni ’30, lo scrittore <em>Sci-Fi</em> <strong>John W. Campbell</strong> evocò per la prima volta entità aliene mutaforma sepolte nei ghiacci perenni
dell’Antartide, a <strong>H.P. Lovecraft</strong> e <strong>William H. Hodgson</strong>, veri e propri numi tutelari di tutta la letteratura dell’“Orrore Cosmico”; dai legami con il mito greco di Proteo e le <em>Metamorfosi</em> di Ovidio, alle opere di <strong>Agatha Christie</strong>; dalla rilettura in chiave storica della vicenda in <em>The Hateful Eight</em> di <strong>Quentin Tarantino</strong>, fino alle similitudini con <em>It </em>di <strong>Stephen King</strong>.</div>
<div>Opera critica, ma anche racconto esegetico, arricchito da una ghiotta appendice di articoli originali, questo testo è un’immersione nella fucina di <strong>John Carpenter</strong> e del suo orrore fatto di ghiaccio, mutazione e paranoia, alla ricerca delle radici di quel “pessimismo cosmico” che costituisce il fuoco sacro della
poetica del regista statunitense.</div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: La cosa di John Carpenter - Mito, fenomenologia e storia di un orrore cosmico</div>
<div>Autore: Stefano Cortese</div>
<div>Editore: Weird Book</div>
<div>Collana: Insomnia</div>
<div>Genere: Saggio</div>
<div>Pagine: 220</div>
<div>Prezzo: 25,90 €</div>
<div>Formato: 15 x 22 cm</div>
<div>ISBN: 979-12-81603-37-0</div></div><div><br></div><div><!--StartFragment --><a href="https://amzn.to/4nZo44V" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></div><div><br></div><div><script> var showboxlink3dcbce16f498f019de32d431a8e4d692 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/lacosa-saggio-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del saggio.','title': 'La copertina del saggio.','width': 732,'height': 1079,'description': 'La copertina del saggio.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3dcbce16f498f019de32d431a8e4d692, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/lacosa-saggio-cover_ver.jpg" alt="La copertina del saggio." title="La copertina del saggio." width="200" height="295" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 14:38:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il crocevia di Naomi Bonasia]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000177"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Romanzo ben scritto e coerente</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un ottimo esempio di gotico contemporaneo italiano</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">[…] Guardai il mio riflesso nel vecchio specchio che tenevo in camera. Era pieno di aloni, con un angolo rotto e una crepa che tagliava la mia figura in due. Attraverso
le incrinature, nonostante tutto, il viso a forma di cuore affondava nella massa riccia e castana dei miei capelli, i bulbi oculari grandi che mi hanno sempre distinta erano accompagnati da profondi solchi. Non avevo dormito.
Le parole del gatto si erano insinuate dentro la mia testa come una litania, ripetendosi tutta la notte in una macabra filastrocca. Vieni da me se lo desideri davvero. […]</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Il Corcevia </em> di <strong>Naomi Bonasia</strong>, edito da <strong>Delos Digital</strong> e collocato al numero 4 della collana <em>Folclore Oscuro</em>. Curata da <span class="fs14lh1-5"><b>Massimo J.D’Auria</b></span>, è una collana di storie ispirate al folclore nostrano
o internazionale in chiave orrorifica e dark.</span></div>
<div><span class="cf1">Questo è un romanzo breve che si muove sul confine tra il gotico, il folklore siciliano e l’horror psicologico. La storia si apre con Silvia, una giovane donna povera
e sola che lavora in una pasticceria di Bagheria, in una Sicilia dopoguerra segnata dalla fame e dalla rassegnazione. La sua vita è fatta di umiliazioni quotidiane, di clienti arroganti e di una padroncina crudele,
Giovanna, che incarna il disprezzo di classe e la ferocia dei privilegiati. Tutto cambia in una notte di novembre, quando Silvia, tornando a casa, incontra un gatto grigio al crocevia. Un gatto parlante. Da quel momento la
realtà si piega, e la superstizione prende forma. L’animale le offre un patto: tre prove in cambio di ciò che ha sempre desiderato. Ma ogni desiderio ha un prezzo. Lo stile di <strong>Bonasia</strong> è maturo, solido e sorprendentemente cinematografico. La lingua è pulita ma sensoriale, piena di odori, luci e rumori. Le frasi brevi e incisive restituiscono
il ritmo del pensiero della protagonista, mentre i dialoghi si muovono tra realismo e inquietudine. L’uso calibrato di termini dialettali come: <em>tampasiare</em>, <em>gioiuzza</em>, <em>biddizzi</em>, dona autenticità e radici al racconto senza rendere la lettura troppo ostica a chi non è avvezzo. Il lessico è preciso, la punteggiatura sostenuta,
la voce narrante coerente e credibile. In certi passaggi si avverte un eccesso di introspezione o di ripetizione emotiva, ma è un difetto veniale, quasi fisiologico in una scrittura che punta sull’immedesimazione
più che sull’ironia.</span></div>
<div><span class="cf1">Dal punto di vista strutturale, <em>Il Crocevia</em> funziona. Ogni capitolo si chiude con una tensione crescente, il ritmo è costante, le transizioni sono naturali. Alcune scene, in particolare l’incontro notturno con il gatto, la morte di Giovanna,
il furto del crocifisso ecc, hanno un forte potenziale visivo. L’autrice mostra padronanza nel bilanciare il soprannaturale con il verosimile: il gatto Mammone è tanto una creatura demoniaca quanto una proiezione
psicologica della protagonista. È questo doppio livello di lettura, più che l’elemento horror in sé, a dare al testo spessore letterario.</span></div>
<div><span class="cf1">Il risultato complessivo è un romanzo breve compatto, ben scritto e coerente, capace di affrontare il tema del male senza retorica e di restituire la potenza tragica delle
fiabe nere. I difetti sono marginali: qualche ridondanza nei monologhi interiori, una chiusura forse prevedibile se non bilanciata da un ultimo rovesciamento, e talvolta una tendenza a ripetere le stesse formule di introspezione.
Ma i pregi superano di gran lunga le incertezze. La scrittura è viva, la costruzione simbolica solida, la sensibilità autoriale evidente.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Il Crocevia</em> è, in definitiva, un ottimo esempio di gotico contemporaneo italiano: sociale, intimista e profondamente
radicato nella tradizione mediterranea.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div>
<div><span class="cf1">Naomi Bonasia (1999) è una studentessa di Scienze della Comunicazione, curriculum Editoria e Progettazione Culturale. Vive in Sicilia, dove lavora come barista e coltiva
da sempre una passione profonda per la letteratura gotica e i romanzi gialli. Grande lettrice di Agatha Christie e Shirley Jackson, unisce nel suo immaginario atmosfere cupe, mistero e folklore.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Il crocevia</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Naomi Bonasia</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: Folclore oscuro Vol. 4</em></div>
<div><em class="cf1">Curatore: Massimo J.D’Auria</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 93</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 978-8825434095</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: Ebook 2,99 €</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/477znly" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink480b736216b0bd0d7c2893b772758246 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/crocevia-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 771,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink480b736216b0bd0d7c2893b772758246, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/crocevia-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlinke89fe8647b5c843ce8cc6e3d4564580b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Naomi-Bonasia_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 480,'height': 473,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke89fe8647b5c843ce8cc6e3d4564580b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Naomi-Bonasia_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="148" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 05:23:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La ragazza di Stillwater di Tom McCarthy]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000176"><h1 class="imHeading1">Un film ricco di momenti angosciosi</h1><h2 class="imHeading2">Liberamente ispirato alla storia di Amanda Knox</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">La ragazza di Stillwater (Usa, 2021)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Tom McCarthy. Soggetto: Tom McCarthy. Sceneggiatura: Tom McCarthy, Marcus Hinchey, Thomas Bidegain, Noé Debré. Fotografia: Masanobu Takayanagi. Montaggio: Tom McArdle. Musiche: Mychael Danna. Effetti Speciali:
Charles-Axel Vollard, Aaron Raff. Scenografia: Philip Messina. Costumi: Karen Muller Serreau. Trucco: Elizabeth Bey, Andrea Carreno, Cynthia Dreier, Ashley Tabb. Produttori: Tom McCarthy, Liza Chasin, Jonathan King, Steve
Golin. Case di Produzione: Anonymus Content, Slow Pony, Partecipant Media, DreamWorks Pictures. Distribuzione (Italia): Universal Pictures. Interpreti: Matt Damon (Bill Baker), Camille Cottin (Virginie), Abigail Breslin (Allison Baker), Lilou Siavaud (Maya), Deanna Dunagan (Sharon), William Nadylam (Patrick), Idir Azougli (Akim), Anne Le Ny (Leparq), Moussa Maaskri (Dirosa),
Eric Starkey (senator).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3JoDiBl" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href=" https://amzn.to/4oAVN4I" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>La ragazza di Stillwater</em>, diretto dal premio Oscar <strong>Tom McCarthy</strong>, autore de <em>Il caso Spotlight</em> (2015), è una pellicola drammatica che vede <strong>Matt Damon</strong> nei panni di Bill Baker, un operaio disoccupato dell’Oklahoma che parte per Marsiglia con la ferma intenzione di far uscire di galera la figlia Allison (<strong>Breslin</strong>), accusata di aver ucciso la giovane convivente. Un film uscito tra molte polemiche nel 2021 perché liberamente ispirato alla storia di Amanda Knox e del delitto
di Perugia che turbò l’opinione pubblica internazionale. Al solito delitto faceva riferimento anche <em>Ballad in Blood</em> (2016), pellicola che ha avuto minor diffusione, a noi molto cara perché è l’ultimo lavoro di <strong>Ruggero Deodato</strong>. Amanda Knox ha avuto molto da ridire sul fatto che fosse stata realizzata <em>La ragazza di Stillwater</em> senza prima chiedere il suo consenso. <strong>Tom McCarthy</strong> non gira molti film (solo 7 in carriera), impugna la macchina da presa solo quando ha un’idea valida, che di solito sceneggia in prima persona (come in questo
caso). <em>La ragazza di Stillwater</em> è il suo ultimo lavoro, nonostante siano passati ben quattro anni dall’uscita in sala e il progetto risalga al 2019.
La sceneggiatura è oliata a dovere, anche a livello di <em>suspense</em>, alcune sequenze sono degne di un vero e proprio thriller ad alta tensione; il montaggio di
<strong>Tom McArdle</strong> prevede 140 minuti di cinema che non danno respiro allo spettatore, anche se i tempi sono quelli del cinema d’autore; la fotografia di
<strong>Masanobu Takayanagi</strong> riprende una Marsiglia portuale e splendente, a tratti cupa (nei notturni dei quartieri arabi), messa a confronto con una solare e campestre
Oklahoma; colonna sonora a base di musica folk nordamericana curata da <strong>Mychael Danna</strong>. Le interpretazioni sono ottime, soprattutto <strong>Matt Damon</strong> si immedesima molto bene nel ruolo del rude operaio innamorato della figlia, che incontra una nuova compagna marsigliese (molto diversa da lui) e una possibile figlia adottiva, ma il suo destino è perdere
tutto, ancora una volta, per ritrovare la sua bambina. <strong>Camille Cottin</strong> è brava nei panni di un’attrice francese che manda avanti una relazione con un operaio statunitense, risolve in parte una situazione pericolosa, evitando guai peggiori al suo uomo, ma non se la
sente di andare avanti dopo quel che ha scoperto. Restiamo nel vago per non anticipare la trama allo spettatore, che deve scoprire da solo come i fili di un solido intreccio riescano a dipanarsi. Un film ricco di momenti angosciosi
e di passaggi imprevedibili, con il regista impegnato a costruire un complesso rapporto padre - figlia e a tessere relazioni credibili tra i vari personaggi, tutti ben caratterizzati. Il ritorno a casa di Bill Baker, insieme
alla figlia, porta un cambiamento di prospettiva nei confronti del luogo di origine, che adesso non viene più riconosciuto come terra ideale. Finale aperto a ogni possibile sviluppo nella vita di Bill Baker, dopo la
coinvolgente esperienza marsigliese. Un film che merita una seconda visione su Mediaset Infinity, anche se il cinema rende maggior giustizia alle spettacolari scenografie marsigliesi (Messina).</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3JoDiBl" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href=" https://amzn.to/4oAVN4I" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink1389180205a3b26ab9918f2f780b5810 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ragazza-stillwater-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 622,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1389180205a3b26ab9918f2f780b5810, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ragazza-stillwater-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3e5e4b514fcb3d807213cb67be2180a2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ragazza-stillwater-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1920,'height': 1035,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3e5e4b514fcb3d807213cb67be2180a2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ragazza-stillwater-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="108" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=obtsp48chI4">https://www.youtube.com/watch?v=obtsp48chI4</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 13:16:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Toei Animation Europe a Lucca Comics & Games 2025]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000175"><h1 class="imHeading1">Con ospiti, screening e attivazioni in tutta la città</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Protagoniste saranno le amate serie One Piece, PreCure, Digimon e la nuovissima Girls Band Cry</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Come ormai di consueto, <strong>Toei Animation Europe </strong>sarà presente all’edizione 2025 di <strong>Lucca Comics &amp; Games </strong>(dal 29 ottobre al 2 novembre) con un roster di quattro titoli protagonisti di svariate attività. <em>One Piece, PreCure, Digimon </em>e <em>Girls Band Cry</em><strong> </strong>saranno al centro degli appuntamenti del festival lucchese, rinnovando la partnership con il community event più atteso d’Europa.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Disponibile in streaming worldwide (e in Italia sul canale tematico di Amazon Prime Video AnimeGeneration, di Yamato) la nuova serie rebooth di Digimon, <em>Digimon Beatbreak</em>. Per l’occasione, Toei Animation Europe è felice di poter portare a Lucca Comics &amp; Games il sabato 1° novembre e domenica 2 in replica i primi
due episodi della serie in screening cinematografico, insieme alla prima visione assoluta italiana della versione integrale del primo film della serie, <em>Digimon Adventure</em> (2000), diretto da <strong>Mamoru Hosoda</strong>. Il tutto sarà introdotto dal produttore della nuova serie <em>Digimon Beatbreak</em> <strong>Nobuharu Takada</strong>, per la prima volta ospite della kermesse lucchese. I <em>Digimon,</em> sia nella loro veste storica che con <em>Digimon Beatbreak</em>, saranno protagonisti anche di un’attivazione in piazza San Michele!</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Per il terzo anno consecutivo Lucca Comics &amp; Games si conferma luogo di premiére per tutto il mondo occidentale del film dedicato alle <em>PreCure</em>, <em>You and Idol PreCure ♪ The Movie: For You! Our Kirakilala Concert!,</em> uscito in Giappone il 12 settembre 2025 incassando ad oggi oltre nove miliardi di yen. Il film debutterà a Lucca
Comics &amp; Games venerdì 31 ottobre con replica sabato 1° novembre, e sarà introdotto dalla produttrice <strong>Yoko Funakoshi</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Le <em>PreCure</em> saranno anche protagoniste per la prima volta di un’attivazione all’area Kids, dove i piccoli
fan potranno interagire con il brand e con la speciale mascotte venuta direttamente dal Giappone, <em>PetitCure</em> <em>Mofurun</em>!</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Forte dell’inesauribile successo riscosso da tre anni a questa parte, il Baluardo Santa Maria sarà di nuovo la casa del padiglione <em>One Piece</em>, per celebrare la seconda parte della saga di <em>Egghead</em> insieme ai fan. <em>One Piece</em> sarà anche protagonista di una avvincente caccia al tesoro in giro per la città di Lucca con cui
sfidare i propri fan nella conoscenza del brand e della sua storia!</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Infine, Toei Animation Europe annuncia anche che giovedì 30 ottobre ci sarà la premiére del primo film di <em>Girls Band Cry</em>, che riassume parte della serie animata originale lanciata nel 2024. Sarà un’occasione imperdibile per godersi sul grande schermo scene nuove e inedite
nonchè ascoltare a tutto volume le canzoni delle </span></div>
<div><span class="cf1"><em>Togenashi Togeari</em> protagoniste del film.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I dettagli sugli orari delle proiezioni e modalità di prenotazione dei posti sono disponibili sui canali social di Toei Animation Italia, Lucca Comics &amp; Games.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">CONFERENZA STAMPA</strong></div>
<div><span class="cf1">30 ottobre - ore 13:00 in Sala Altana</span></div>
<div><span class="cf1">c/o Camera Commercio di Lucca</span></div>
<div><span class="cf1">Presenziano <strong>Yoko Funakoshi</strong> e <strong>Nobuharu Takada</strong></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Calendario proiezioni</strong></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Giovedì 30 ottobre </span></div>
<div><span class="cf1">Cinema Centrale h. 15:30 &nbsp;</span></div>
<div><em class="cf1">Girls Band Cry </em></div>
<div><span class="cf1">(110', JP)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Venerdì 31 ottobre </span></div>
<div><span class="cf1">Cinema Astra h. 18:00 </span></div>
<div><em class="cf1">You and Idol Pretty Cure proiezione con saluto in sala della produttrice Yoko Funakoshi</em></div>
<div><span class="cf1">(70' JP)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Sabato 1 novembre </span></div>
<div><span class="cf1">Cinema Centrale h. 10:00</span></div>
<div><em class="cf1">You and Idol Pretty Cure proiezione con saluto in sala della produttrice Yoko Funakoshi</em></div>
<div><span class="cf1">(70', JP)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Cinema Astra h. 14:30</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Digimon Beatbreak </em>(ep. 1-2) + Digimon Adventure movie proiezione con saluto in sala del produttore <strong>Nobuharu Takada</strong></span></div>
<div><span class="cf1">(85', JP)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Domenica 2 novembre</span></div>
<div><span class="cf1">Cinema Astra h. 11:00</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Digimon Beatbreak </em>(ep. 1-2) + Digimon Adventure movie</span></div>
<div><span class="cf1">(85', JP)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il<strong> </strong>costume character di <em>PetitCure Mofurun</em> sarà presente da mercoledì a sabato nell'area PreCure del Family Palace.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">Web</strong></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://www.toei-animation.com" class="imCssLink">https://www.toei-animation.com</a></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://www.toei-anim.co.jp" class="imCssLink">https://www.toei-anim.co.jp</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit dell'evento (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?toei-animation-europe-2025-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a><!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinka03d9c24328161094cc70d022476fca7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/digimon-beatbreak-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina di Digimon Beatbreak.','title': 'La locandina di Digimon Beatbreak.','width': 710,'height': 1000,'description': 'La locandina di Digimon Beatbreak.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka03d9c24328161094cc70d022476fca7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/digimon-beatbreak-loc_ver.jpg" alt="La locandina di Digimon Beatbreak." title="La locandina di Digimon Beatbreak." width="200" height="282" /></a><br></div><div><script> var showboxlink50fcf2f6f22f729e98d44fab8c3292db = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/toei-animation-logo_bar.jpg','alt': 'Il logo di Toei Animation.','title': 'Il logo di Toei Animation.','width': 1440,'height': 802,'description': 'Il logo di Toei Animation.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink50fcf2f6f22f729e98d44fab8c3292db, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/toei-animation-logo_bar.jpg" alt="Il logo di Toei Animation." title="Il logo di Toei Animation." width="200" height="112" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 06:16:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile il singolo Lady Mazikeen]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000174"><h1 class="imHeading1">La demone inaspettatamente umana</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Brano ispirato alla celebre serie TV Lucifer</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Cosa accadrebbe se Lucifer decidesse di fuggire dall’Inferno e la sua inseparabile amica Mazikeen lo seguisse sulla Terra? Da questa domanda prende vita <em>Lady Mazikeen</em>, il nuovo singolo dei <strong>Woda Woda</strong>, un brano hard’n’heavy dal sound distorto, desertico e rovente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ispirata alla celebre serie TV Lucifer, la canzone porta al centro la figura di Mazikeen, leader dei demoni Lilim e fedele compagna di squadra del Re dell’Inferno. Dopo millenni
passati tra torture e fiamme, Maze sceglie di prendersi una “vacanza” dal dolore, ritrovandosi immersa in un’esperienza terribilmente umana. Un personaggio affascinante e contraddittorio che, dietro
la corazza infernale, lascia gradualmente intravedere fragilità, desideri e un’umanità inattesa: “<em>sogna stelle volando in basso</em>”, rinchiusa nella sua “<em>gabbia di metallo</em>” dove “<em>la mente fugge dall’anima</em>” che vorrebbe finalmente possedere.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il brano, con le sue chitarre ruvide e incandescenti, richiama vagamente il riff portante della sigla della serie TV, quasi fosse una dichiarazione d’amore senza mezzi termini
alla musa ispiratrice della band. Lo stesso accade nel videoclip, che segue Mazikeen nei suoi pensieri e nel suo tormento, restituendo un viaggio visivo tanto oscuro quanto ipnotico.</span></div>
<div><span class="cf1">Con <em>Lady Mazikeen</em>, i <strong>Woda Woda</strong> celebrano un personaggio iconico, la domanda quindi nasce spontanea: a chi sarà dedicato il prossimo brano?</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Dopo millenni di fede e vanità, 5 “angeli caduti” trovarono la loro dimora a Little Plug.</span></div>
<div><span class="cf1">Correva l’anno 2020 D.C. o meglio conosciuto come l’anno 0 D.C.</span></div>
<div><span class="cf1">Il nome della loro “Legione” (Woda Woda) simboleggia ed invoca due volte l’alter ego del fuoco e si presentano al mondo con il brano <em>Medusa</em>, seguito da <em>Portando la pelle a casa</em> e nel 2021 con <em>Divano giallo</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">La redenzione di <strong>Lucifer</strong>, <strong>Leviathan</strong>, <strong>Samael</strong>, <strong>Asmodeus</strong> e <strong>Behemoth</strong>, questi i componenti della band, apre le porte alla conoscenza dell’umanità nell’anno
2022 D.C con <em>We are biker guys</em> e l’anno successivo con <em>P.U.B. Prendimi Usami e Buttami</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Nell’anno 2024 D.C terminano la loro “caduta” con <em>Sesso &amp; Vino</em> e con <em>Daisy</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Ma ciò che accade nell’anno 2025 D.C (anno 5 D.C.) apre l’era verso la conoscenza, nasce una nuova prospettiva, rivoluzionaria, che sfida tutto ciò che il
mondo ha sempre creduto.</span></div>
<div><span class="cf1">Ecco il vero volto di chi è stato dipinto come nemico ma in realtà è “Il portatore di luce” e non di tenebra.</span></div>
<div><span class="cf1">Il mondo scopre tracce come <em>Veleno</em> (Lucifer 1.8) e l'ultimissimo <em>Lady Mazikeen</em> e mai come oggi è pronto a conoscere il lato non oscuro dell’Inferno.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7413f156f5952883683ef7a85dbf0066 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/woda-woda_band.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1080,'height': 811,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7413f156f5952883683ef7a85dbf0066, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/woda-woda_band.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="151" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Z1V9E8PHIBM">https://www.youtube.com/watch?v=Z1V9E8PHIBM</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 13:30:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Come ti muovi, sbagli di Gianni Di Gregorio]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000173"><h1 class="imHeading1">Commedia garbata e ironica</h1><h2 class="imHeading2">Dove non si ride a quattro ganasce, ma con parsimonia e in modo intelligente</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Come ti muovi, sbagli (Italia, Francia 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Gianni Di Gregorio. Sggetto e Sceneggiatura: Gianni Di Gregorio, Marco Pettenello. Fotografia: Maurizio Calvesi. Montaggio: Sara Petracca. Musiche: Ratchew &amp; Carratello.
Scenografia: Isabella Angelini. Costumi: Gaia Calderone, Ilenia Miggiano. Trucco: Giovanna Jacoponi. Casa di Produzione: Bibi Film Tv, Les Films du Poisson, Rai Cinema. Paesi di Produzione: Italia, Francia - 2025. Distribuzione
(Italia): Fandango. Durata: 97’. Genere: Commedia. Interpreti: Gianni Di Gregorio (il professore), Greta Scarano (Sofia), Tom Wlaschiha (Helmut), Alessandro Bedetti (Antonio), Iaia Forte (Giovanna),
Pietro Serpi (Tommaso), Hildegard De Stefano (Ursula), Anna Losano (Olga), Rishad Noorani (Rishad).</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Gianni Di Gregorio</strong> è davvero un corpo estraneo al mercato cinematografico italiano, sembra più un regista
francese visto il taglio minimalista delle sue opere, oltre al fatto che le sue piccole storie intrise di poesia non sono mai banali e non strizzano l’occhio al genere televisivo. La sua ultima idea cinematografica racconta
la famiglia grazie al personaggio di un professore in pensione che vive un’esistenza tranquilla e monotona nel suo quartiere romano, tra gli amici al bar, un saggio sui Longobardi da completare e un’innamorata
incompresa (<strong>Forte</strong>) che vorrebbe invitarlo a passare una domenica nella sua casa di campagna. Tutto cambia quando irrompe l’imprevista variabile di una
figlia in crisi coniugale (<strong>Scarano</strong>) che con i suoi due bambini si precipita a Roma nella casa paterna, sconvolgendo la routine del professore e creando un
incredibile scompiglio. Non solo, c’è anche il marito (<strong>Wlaschiha</strong>) che telefona dalla Germania confessando di aver perso la testa per una studentessa, ma ha capito di aver sbagliato e implora il perdono, al punto che - per espiare le sue colpe - viene
a Roma a piedi valicando le Alpi in compagnia di un lupo. “Ci vuole tanta pazienza”, dice più volte il personaggio interpretato da <strong>Di Gregorio</strong> - onnipresente sulla scena - e lui ne ha davvero molta, comprendendo ogni disastro compiuto da un nipotino terribile e assecondando le nevrosi della figlia. Alcuni
dialoghi sono desunti dalla realtà, il regista afferma di aver preso appunti nel corso di alcuni colloqui con la sua vera figlia e di averli utilizzati per scrivere la sceneggiatura del personaggio interpretato da <strong>Greta Scarano</strong>. In una piccola storia come questa lo spettatore trova tutto quel che accade in una famiglia, dalle incomprensioni ai litigi, passando per i piccoli egoismi, senza
trascurare l’amore che - nonostante tutto - unisce i suoi membri. Il professore quando si troverà di nuovo solo sentirà l’esigenza di avere accanto a sé qualcuno che renda la vita meritevole
di essere vissuta. La parte tecnica è pregevole, da una fotografia anticata di <strong>Maurizio Calvesi</strong> a un montaggio adeguato di <strong>Sara Petracca</strong> (97 minuti essenziali), mentre la regia segue con la macchina da presa le giornate del protagonista,
sceneggiate da <strong>Di Gregorio</strong> e <strong>Pettenello</strong>. Colonna sonora inserita bene nel contesto a cura di <strong>Ratchev &amp; Carratello</strong>. Scenografia di <strong>Isabella Angelini</strong>. <em>Come ti muovi, sbagli</em> - frase che <strong>Di Gregorio</strong> pronuncia al genero quando lo rivede dopo la scappatella - è il titolo adeguato per una commedia garbata e ironica, dove non si ride a quattro ganasce, ma con parsimonia e in modo intelligente. Non perdetelo!</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink316832ef775fe17e6b6970333c7b7c22 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/come-ti-muovi-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 594,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink316832ef775fe17e6b6970333c7b7c22, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/come-ti-muovi-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="283" /></a><br></div><div><script> var showboxlink8f810d14c93aa24fe65345444ddc79ea = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/come-ti-muovi-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8f810d14c93aa24fe65345444ddc79ea, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/come-ti-muovi-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6XhE9IDWaMg">https://www.youtube.com/watch?v=6XhE9IDWaMg</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 05:40:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Viaggi stellari gratis con Celestia]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000172"><h1 class="imHeading1">Simulatore spaziale 3D in tempo reale</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Che si distingue per la sua libertà di movimento nello spazio</h2><div><div><em>Celestia</em> è un ottimo software gratuito di simulazione spaziale in 3D, non limitato alla superficie terrestre come la maggior parte dei planetari. Ideato da <strong>Chris Laurel</strong> nel 2001 e sviluppato da una comunità di volontari, permette di viaggiare liberamente nell'Universo.</div> <div>A differenza dei planetari tradizionali, <em>Celestia</em> consente di muoversi liberamente nello spazio, dalla superficie della Terra a oltre 100.000 stelle e perfino oltre la nostra Galassia. Il movimento è fluido e lo zoom esponenziale permette di esplorare rapidamente scale vastissime, da ammassi di galassie a sonde spaziali di pochi metri. Le distanze, le dimensioni e i colori sono resi nel modo più realistico possibile. I modelli di pianeti, lune, asteroidi e sonde spaziali sono spesso basati su dati reali forniti dalle agenzie spaziali. È possibile visualizzare la posizione e il movimento degli oggetti del Sistema Solare in tempo reale (o a velocità desiderata) con accuratezza.</div> <div>Può essere utilizzato come planetario, ma per un osservatore su qualsiasi corpo celeste, non solo la Terra. Si può navigare e "atterrare" sulla superficie di qualsiasi mondo.</div><div><br></div> <div>Il catalogo di base (stelle, galassie, pianeti, lune, asteroidi, comete, veicoli spaziali) può essere notevolmente ampliato con numerosi <em>add-on</em> creati dalla comunità. Questi includono nuovi oggetti, texture ad alta risoluzione (ad esempio per Terra e corpi celesti ben mappati), modelli 3D e persino oggetti di fantasia ispirati alla fantascienza.</div> <div><em>Celestia</em> simula l'aspetto delle atmosfere, il <em>planetshine</em> (la luce riflessa dai pianeti sui loro satelliti) e dettagli come l'alba e il tramonto. È possibile visualizzare in tempo reale informazioni dettagliate sugli oggetti selezionati, come temperatura, distanza dall'osservatore, raggio, periodo di rotazione e luminosità. Permette di catturare screenshot e registrare filmati dei vostri viaggi spaziali in vari formati.</div> <div>L'interfaccia risulta pulita e semplice, con un approccio "punta e vai" che facilita la navigazione. Mouse e tastiera fungono da "plancia di comando": offre controlli per la navigazione (avvicinarsi/allontanarsi, orbitare, seguire, tracciare), la regolazione della velocità del tempo e la gestione delle etichette e delle funzionalità di supporto tramite tasti rapidi.</div><div><br></div><div><script> var showboxlinke933f8067924cb6611c43edbbc22cd3f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/celestia-interfaccia1_bar.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Celestia.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Celestia.','width': 1282,'height': 751,'description': 'L\'interfaccia grafica di Celestia.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke933f8067924cb6611c43edbbc22cd3f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/celestia-interfaccia1_bar.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Celestia." title="L&#39;interfaccia grafica di Celestia." width="200" height="118" /></a> <script> var showboxlink03f3b4a1f9328e77d90df75e16c748a5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/celestia-interfaccia2_bar.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Celestia.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Celestia.','width': 1282,'height': 751,'description': 'L\'interfaccia grafica di Celestia.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink03f3b4a1f9328e77d90df75e16c748a5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/celestia-interfaccia2_bar.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Celestia." title="L&#39;interfaccia grafica di Celestia." width="200" height="118" /></a></div><div><div><strong>L'interfaccia grafica di Celestia.</strong></div></div><div><br></div> <div><em>Celestia</em> è disponibile per PC (Windows, macOS, Linux) e in versioni mobile (App Store, Google Play), sebbene l'usabilità sui dispositivi mobili possa essere talvolta più macchinosa.</div></div><div><br></div><div><div><strong>Pro e contro comuni</strong></div> <div><br></div> <div><strong>Pro:</strong></div> <div><ul><li>Gratuito e <em>open source</em> (per la versione desktop originale).</li><li>Simulazione 3D eccellente dello spazio profondo.</li><li>Immagini realistiche e possibilità di esplorare oltre il Sistema Solare.</li><li>Vasta libreria di contenuti e grande espandibilità tramite <em class="fs14lh1-5">add-on</em><span class="fs14lh1-5">.</span></li><li>Bassi requisiti di sistema (specialmente la versione desktop originale).</li></ul></div> <div><br></div> <div><strong>Contro:</strong></div> <div><ul><li>L'interfaccia, sebbene pulita, a volte può risultare confusionaria per i neofiti, con il rischio di "perdersi nello spazio".</li><li>Le versioni desktop non sono state aggiornate regolarmente in passato (sebbene la comunità di sviluppo abbia ripreso l'attività sul progetto), e le app mobile possono avere controlli più macchinosi o includere abbonamenti "Pro" criticati dagli utenti.</li><li>Alcuni utenti lo considerano meno "spettacolare" di concorrenti come <em class="fs14lh1-5">Microsoft Worldwide Telescope</em><span class="fs14lh1-5"> o </span><em class="fs14lh1-5">Google Sky</em><span class="fs14lh1-5"> in termini di grafica, ma più efficiente in termini di prestazioni.</span></li></ul></div> <div> </div> <div><br></div><div>Nel complesso <em>Celestia</em> è un eccellente simulatore spaziale educativo e divertente che si distingue per la sua libertà di movimento nello spazio 3D e la sua espandibilità, rendendolo un <em>must-have</em> per gli appassionati di astronomia.</div><div><br></div> <div> </div> <div>Scarica <em>Celestia</em> dal sito ufficiale: <a href="https://celestiaproject.space/" class="imCssLink">https://celestiaproject.space/</a></div> <div>Oppure dalla sezione OpenFree del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink283ff93de3b91126db55fba7b1def317 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/celestia-logo_bar.jpg','alt': 'Il logo di Celestia.','title': 'Il logo di Celestia.','width': 1599,'height': 697,'description': 'Il logo di Celestia.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink283ff93de3b91126db55fba7b1def317, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/celestia-logo_bar.jpg" alt="Il logo di Celestia." title="Il logo di Celestia." width="200" height="88" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 13:12:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Jumbee - Zombi e altri orrori del Voodoo di Henry S. Whitehead]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000171"><h1 class="imHeading1">Per la prima volta in traduzione integrale</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un volume che riporta in Italia uno degli autori più singolari della narrativa weird</h2><div><div><em>A cura di Jacopo Corazza e Gianluca Venditti</em></div> <div><br></div><div><!--StartFragment --><a href="https://amzn.to/3WyYZSt" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></div><div><br></div> <div>Con <em class="fs14lh1-5">Jumbee - Zombi e altri orrori del Voodoo</em>, Agenzia Alcatraz arricchisce la collana La Biblioteca di Lovecraft, curata da <strong>Jacopo Corazza </strong>e <strong>Gianluca Venditti</strong>, con un volume che riporta finalmente in Italia uno degli autori più singolari e ingiustamente dimenticati della narrativa weird del primo Novecento: <strong>Henry S. Whitehead</strong>. Pubblicato originariamente nel 1944 dalla leggendaria Arkham House, <em>Jumbee and Other Uncanny Tales </em>viene ora proposto per la prima volta in traduzione integrale, corredato dalle illustrazioni che accompagnarono le prime edizioni dei racconti su <em>Weird Tales</em> e <em>Adventure e Strange Tales of Mystery and Terror</em>. L’edizione è aperta da un’introduzione di <strong>Pietro Guarriello</strong>, che mette in luce l’importanza di <strong>Whitehead</strong> nel panorama del fantastico e ne sottolinea il ruolo di ponte tra la tradizione lovecraftiana e una sensibilità più umana e antropologica, radicata nell’osservazione delle culture e dei rituali delle isole caraibiche.</div><div><br></div> <div><strong>Whitehead</strong> (1882–1932), diacono episcopale e laureato ad Harvard, visse per diversi anni nelle Indie Occidentali Danesi, oggi Isole Vergini. Da quell’esperienza nacquero le storie di Jumbee, in cui l’autore trasforma le credenze popolari, il voodoo e il culto dei morti in una materia narrativa vibrante e misteriosa. L’orrore di <strong>Whitehead</strong> non nasce dal mostruoso ma dall’invisibile, da tutto ciò che la ragione non riesce a spiegare e che continua a muoversi ai margini del reale. Molti dei racconti sono narrati da Gerard Canevin, alter ego dello scrittore, residente nelle Antille e osservatore di eventi straordinari. Canevin, insieme al suo servitore Stephen Penn e al dottor Pelletier, è una figura di mediazione: ascolta, indaga, cerca di comprendere. Attraverso il suo sguardo, <strong>Whitehead</strong> costruisce un universo dove il soprannaturale si intreccia alla vita quotidiana e la superstizione convive con la fede.</div><div><br></div> <div>La raccolta comprende quattordici racconti, tra i quali <em>Jumbee</em>, che dà il titolo al volume, storia di fantasmi e lupi mannari ambientata nelle notti caraibiche. In <em>Cassius</em> il terrore si sviluppa con intensità crescente, mentre <em>Tancrède il nero</em> racconta una vendetta che si compie oltre la morte. <em>Le ombre</em> gioca sul non detto e sul peso delle credenze, <em>Erba dolce</em> intreccia magia voodoo e passione, e <em>La bestia nera</em> affonda in un culto di serpenti e oscurità. In <em>Sette giri della corda del boia</em> troviamo pirati e maledizioni, <em>L’uomo dell’albero</em> rende omaggio alla natura e alle tradizioni locali, e <em>Morte di un Dio</em> racconta la decadenza di un culto arcaico. <em>La signora Lorriquer</em> esplora il tema della doppia personalità, <em>I tamburi della collina</em> evoca un incubo sonoro ispirato a eventi reali, <em>La proiezione di Armand Dubois</em> segue la vicenda di una donna perseguitata da un jumbee, <em>Le labbra</em> narra la maledizione di un capitano di nave negriera, mentre <em>Il camino</em> chiude il volume con una storia di fantasmi e vendetta ambientata nel Sud degli Stati Uniti.</div><div><br></div> <div>La prosa di <strong>Whitehead</strong> è misurata, attenta al ritmo e alle sfumature dell’atmosfera. Più che suscitare spavento immediato, i suoi racconti costruiscono un senso di inquietudine lenta e persistente, in cui la soglia fra vita e aldilà sembra assottigliarsi fino a scomparire. Non stupisce che <strong>H.P. Lovecraft</strong> lo stimasse profondamente e lo considerasse un compagno di scrittura: entrambi condividevano la convinzione che l’orrore nasca dall’ignoto e che il soprannaturale sia, in fondo, un’altra forma di conoscenza.</div><div><br></div> <div>Con questa pubblicazione, La Biblioteca di Lovecraft conferma la sua importanza come spazio di riscoperta e valorizzazione dei maestri dimenticati del weird. Jumbee e altri racconti del mistero è un volume curato con grande attenzione, che restituisce alla voce di <strong>Henry S. Whitehead </strong>il posto che merita nella storia del fantastico: un autore capace di fondere il mistero, la fede e la paura in un’unica, ipnotica visione del mondo.</div></div><div><br></div><div><div><strong>L’AUTORE</strong></div> <div>Henry S. Whitehead (1882-1932), autore americano noto per racconti weird spesso ambientati nei Caraibi, fu per diversi anni arcidiacono della Chiesa episcopale nelle Isole Vergini, e questa esperienza gli consentì di ispirarsi alle leggende locali ascoltate direttamente dagli isolani, e di permeare le proprie storie di folclore voodoo.</div> <div>Pubblicò principalmente su riviste pulp come Weird Talese Adventure, e le opere principali per riscoprirne la narrativa breve sono le due antologie postume Jumbee and Other Uncanny Tales (1944) e West India Lights (1946).</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div><em>Jumbee - Zombi e altri orrori del Voodoo</em></div> <div><em>Autore: Henry S. Whitehead</em></div> <div><em>Curatori: Jacopo Corazza e Gianluca Venditti</em></div> <div><em>Traduzione: Francesco Vitellini e Marta Suardi</em></div> <div><em>Prefazione: Pietro Guarriello</em></div> <div><em>Collana: La Biblioteca di Lovecraft</em></div> <div><em>Editore: Agenzia Alcatraz</em></div> <div><em>Anno: 2025</em></div> <div><em>Pagine: 560</em></div> <div><em>Dimensioni: 12.2 x 4.3 x 19 cm</em></div> <div><em>ISBN: 978-8885772663</em></div> <div><em>Costo: 25,00 €</em></div> <div><br></div></div><div><!--StartFragment --><a href="https://amzn.to/3WyYZSt" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkfb5c9650a5b3d80c725789f030c9e09d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/zombi-voodoo-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 681,'height': 1078,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfb5c9650a5b3d80c725789f030c9e09d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/zombi-voodoo-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="317" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkdbb70af5019554f3c01a2fc7befa182d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Henry-S-Whitehead_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 300,'height': 300,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdbb70af5019554f3c01a2fc7befa182d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Henry-S-Whitehead_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 05:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[A Pompei]]></title>
			<author><![CDATA[Sandro Battisti]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000016F"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Ricordo la linearità dei pensieri di allora</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Ripensandoci ora, di quei giorni sento la morsa olografica stringermi evocativa e complessa</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Ricordo il secondo giorno di scuola, o forse era il primo. Lo ricordo al dopopranzo, sul tavolo della cucina già a fare i compiti, mia madre fuori sul piazzale che stendeva
il bucato. Ricordo il calore piacevole di quel giorno, col suo silenzio opulento e la mattinata passata in appelli interminabili, l’ombra di un gioco curioso sulle mie labbra, le scolaresche che si formavano e i tanti
volti sconosciuti intorno; ogni viso, che non fossero quelli di mia madre e di mio padre, o di qualche parente o vicino da contare sulle dita di una mano, mi era sconosciuto a quei tempi.<br>Ricordo la linearità dei
pensieri di allora, le aspettative che non erano nemmeno tali: non mi attendevo nulla dal futuro, semplicemente vivevo e non avevo coscienza di farlo. Semplicemente ero una tavolozza da illustrare, senza che avessi consapevolezza
di me oltre le parole dette e ascoltate.<br>Ricordo che i Floyd fu come averli sentiti suonare, in quei giorni dell’ottobre ’71; erano così prossimi a me, solo che io non ne sapevo nulla, non sapevo nemmeno
cosa fossero quelle melodie, non avevo il concetto di armonia o di arte, o di universo. Ripensandoci ora, di quei giorni sento la morsa olografica stringermi evocativa e complessa, completa, vedo me bambino col suo mondo pieno,
finito nella sua vacuità, e ciò che ora amo a quel tempo era soltanto un quanto di energia indeterminato. Ricordo che quel pomeriggio, e pochi altri appresso, qualcosa di sconosciuto, ma bello e intrigante come
un’epifania, prendeva il volo dai miei pressi e mi spingeva oltre quella cucina, oltre i miei compiti e la precisione che stavo impiegando nel tracciare le lettere su un foglio, maiuscole e minuscole.<br>Un piccolo
ambasciatore di fattezze oniriche era di fronte a me, un uccello forse, e si alzava sulle rovine riemerse da secoli di oblio, mi mostrava coi suoi occhi cose che non avevo mai visto, né avrei potuto facilmente vedere
in seguito: ma questo lo capii molto più tardi, solo ora posso dirlo, solo dopo le vicissitudini di un’intera esistenza votata al Nulla senziente e alle sue incarnazioni. Riesco ancora a stupirmi, però,
e credo sia questo il regalo più profondo che adesso posso apprezzare, fin dai tempi in cui scrivevo in quella cucina, su quel tavolo, quando quell’uccello si tramutò in un bellissimo cristallo dalle forme
mutevoli, da cui usciva una voce melliflua e distante che coronava ogni mio pensiero con una miriade d’immagini che solo ora, a distanza di decenni, riesco a mescolare in modo intelligibile: le caverne calcaree che mi
si formavano intorno erano talmente arcaiche da darmi il senso di una storia che non conoscevo, ma che sentivo già mia, nell’intimo di qualcosa che scattava in me da un evo precedente che credevo di non aver mai
vissuto.<br>Quel cristallo mi prese per mano, io con l’innocenza e spensieratezza di un essere vuoto, e mentre lui si trasformava invariabilmente in cigno, poi in un delizioso scoiattolo, infine tornava a essere un
uccello che volava sopra di me e mi portava l’ambasceria di voci ammalianti, mi mostrava tutti i gradienti di una poesia innata nell’esistenza che stavo per vivere, con il piacere del ricordo, con la notte che
si posava sulle mie palpebre intatte dal delirio energetico dell’occulto.<br>“Cosa fai, Sandro? Finiti i compiti?”<br>Mia mamma si accertava che avessi finito quelle piccole esercitazioni, mentre il pomeriggio
riscaldava tiepidamente il piazzale che riverberava solare; brandelli di fantasia erano ancora lì nascosti, tutti da scoprire.<br>“Sì mamma, mi piace la scuola, m’insegna tante cose, solo che sapevo
già leggere, te lo ricordi?”<br>“Certo che lo ricordo, ma è importante che tu sappia anche scrivere, altrimenti non potrai esprimerti e sarai condannato a una vita di ristrettezze, non soltanto
fisiche; tuo padre e io ti vogliamo felice e istruito, qualsiasi cosa tu faccia.”<br>“Ma io non sono mai solo, mamma…”<br>I Floyd erano accanto a me, quel giorno e anche i pochi successivi, ma ciò
bastò per darmi la sicurezza di un percorso onirico e immaginifico che avrebbe prediletto, nel mio futuro, la fantasia sfrenata senza appigli con i vincoli umani, mentre la morte secolare e la vita dimenticata, le quotidianità
sepolte da un atto di violenza inumana, si libravano in note acute e dissonanti, tutte insieme, un urlo che mi piacque all’istante.<br>Ero soggiogato e sorridente, quel tipo di sorriso inebetito e scanzonato; aspettavo
il prossimo film o storia, o libro, o qualsiasi altra fantasia senza sapere che prima o poi, sarei stato io a pensarlo, realizzarlo, dirigerlo.<br>“Mamma, mi accompagni nelle caverne?”<br>“Quali caverne?”<br>“Quelle
disegnate da questi suoni.”<br>“Quali suoni?”<br>La salutai dall’interno di un antro di roccia chiuso da metavetro futuribile; anche quello avrei costruito con la mia energia, un giorno. Ne ero
già cosciente.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">When that fat old sun in the sky is falling,<br>Summer evening birds are calling.<br>Summer’s thunder time of year,<br>The sound of music
in my ears.<br>Distant bells,<br>New mown grass smells so sweet.<br>By the river holding hands,<br>Roll me up and lay me down.<br>And if you sit,<br>Don’t make a sound.<br>Pick your feet up off the ground.<br>And
if you hear as the warm night falls<br>The silver sound from a time so strange,<br>Sing to me, sing to me</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><em class="cf1">Fat old sun – Pink Floyd</em></strong></div>
<div><br></div>
<div><strong class="cf1">NOTE</strong></div>
<div><span class="cf1">Prima pubblicazione per <em>Club GHoST</em>: 25 Aprile 2019.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Sandro Battisti è un autore di fantascienza italiano, nato a Roma nel maggio 1965. È considerato uno dei
principali esponenti del genere in Italia e ha ottenuto riconoscimenti significativi, tra cui il <em>Premio Urania</em> nel 2015. Noto per essere uno dei fondatori del movimento letterario connettivista, nato nel 2004. Questo movimento si propone di unire visioni del fantastico
con elementi di scienza e speculazione sociale, esplorando temi come il caos e l’indeterminato. Battisti ha sviluppato un universo narrativo complesso chiamato Impero Connettivo, che combina elementi di fantascienza
con riferimenti storici e esoterici. Questo scenario immaginario si ispira all’Impero romano e si estende sia nello spazio che nel tempo, governato da una stirpe di alieni semieterni. Le sue opere, caratterizzate da
una forte componente empatica e da una riflessione sull’umanità. La sua scrittura si distingue per l’esplorazione di temi come il postumanesimo e la speculazione sociale, riflettendo un interesse per le
sfide dell’umanità contemporanea e futura<span style="font-weight: 700;">.</span></span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink4cf194902c848f362d679f4b41dad608 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/a-pompei_bar.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1700,'height': 869,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4cf194902c848f362d679f4b41dad608, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/a-pompei_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="103" /></a><br></div><div><script> var showboxlink8ec6b5a0838f83121f41f8b58101a32a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sandro-battisti_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 350,'height': 350,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8ec6b5a0838f83121f41f8b58101a32a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sandro-battisti_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 06:15:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Machiavelli a Venezia]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000016E"><h1 class="imHeading1">Il romanzo vincitore del Premio Kipple 2025</h1><h2 class="imHeading2">Un affresco ucronico e inquietante, e un mistero da risolvere dai confini indefiniti</h2><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La Redazione</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><em><span class="fs14lh1-5 cf1">GHoST</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">segnala la disponibilità di</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><em><span class="fs14lh1-5 cf1">Machiavelli a Venezia</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1">, il romanzo vincitore del Premio Kipple 2025 di</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><strong><span class="fs14lh1-5 cf1">Federico Aboaf</span></strong><span class="fs14lh1-5 cf1">.</span></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3IRzc4J" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Inizi del Cinquecento. Niccolò Machiavelli va in esilio da Firenze a Venezia, ci va in treno; lì, tra le varie trame e sottotrame che scuotono la Repubblica, insieme al suo fido</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><em><span class="fs14lh1-5 cf1">sbiro</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">Mariano scopre dell'esistenza di una particolare aggregazione, la</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><em><span class="fs14lh1-5 cf1">Societas deorum</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1">, che sembra un po' il fulcro di alcune azioni poco pulite e dagli intenti strani, forse incarna una forma acuta di disturbo allo scacchiere internazionale?</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Informazioni criptate, accenni a uno strano oggetto chiamato computer, spettacoli teatrali di sue opere: ma cosa sta facendo davvero a Venezia, quale missione potrebbe avere, Niccolò Machiavelli?</span></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Completano il volume il racconto</span><strong><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></strong><em><span class="fs14lh1-5 cf1">Lo vuoi, vero?</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1">, di</span><strong><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">Paola Viezzi</span></strong><span class="fs14lh1-5 cf1">, vincitore del Premio Short Kipple 2025 riservato ai racconti fantastici, e visto il momento mondiale estremamente drammatico e cruento, la redazione assegna una menzione speciale al racconto</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><em><span class="fs14lh1-5 cf1">Diritto al ritorno</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1">, di</span><strong><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">Guido Levi</span></strong><span class="fs14lh1-5 cf1">, per la sua testimonianza emotiva sui crimini in atto in Terra Santa.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Disponibile anche la versione cartacea:</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://shorturl.at/ToMoI" class="imCssLink">https://shorturl.at/ToMoI</a></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Per ricevere aggiornamenti, nuove uscite, notizie dal mondo Kipple: iscriviti alla newsletter:</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://www.kipple.it/newsletter" class="imCssLink">https://www.kipple.it/newsletter</a></span></div><div><br></div><div><br></div><div><strong><span class="fs14lh1-5 cf1">SCHEDA TECNICA</span></strong></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Titolo: Machiavelli a Venezia</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Autore: Federico Aboaf</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Altri autori: Paola Viezzi, Guido Levi</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Copertina: fotografia di Silvia Minguzzi</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Collana: Avatar Vol. 55</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Editore: Kipple Officina Libraria</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Anno: 2025</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Pagine: 231</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Prezzo: 3,99 €</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">ISBN: 978-8832179996</span></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3IRzc4J" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad</span></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkd014103f65d324dfbe664a7824c7f1a7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/machiavelli-venezia-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 810,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd014103f65d324dfbe664a7824c7f1a7, 0, this)" class="imCssLink"><span class="fs14lh1-5"></span><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/machiavelli-venezia-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="267" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 13:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Nemici del popolo di Pagani e Bizzarri]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000016D"><h1 class="imHeading1">Storia di vita proletaria e di integrazione</h1><h2 class="imHeading2">Un romanzo corale basato su incomprensioni generazionali</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






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<div><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Se in &nbsp;un romanzo compare una pistola bisogna che spari.</span></i></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3WbRJeY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span><span class="cf1"><!--EndFragment --></span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Di tanto in tanto capita che un soggettista abbia fatto l’ITI e scriva bene, ma questo non dovrebbe autorizzare a stilare una prefazione ironizzando sul presento classicismo di
chi - per aver fatto il classico - avrebbe la puzza sotto il naso nei confronti dei fumetti. Diciamo che - avendo fatto il classico - ho letto </span><span class="cf1"><em>Nemici del popolo</em></span><span class="cf1"> nonostante l’introduzione intitolata </span><span class="cf1"><em>Niente latino, ho fatto l’ITI</em></span><span class="cf1">, perché sarei stanco di questo razzismo al contrario, non avendo mai fatto distinzioni di valore basate sul tipo di scuola frequentata dagli scrittori. Non solo, in casa mia possiedo almeno tre biblioteche
dedicate ai fumetti (di ogni tipo, dai romanzi grafici a collezioni complete </span><span class="cf1"><em>Marvel</em></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><em>Bonelli</em></span><span class="cf1">), mio padre era un collezionista (ed era un operaio) avido lettore di </span><span class="cf1"><em>Avventuroso</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Audace</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Topolino</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Cino e Franco</em></span><span class="cf1">, tutto </span><span class="cf1"><em>Alex Raymond</em></span><span class="cf1">… In vita mia ho letto romanzi di ogni tipo, saggi e fumetti, alternando </span><span class="cf1"><strong>Proust</strong></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><strong>Calvino</strong></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><strong>Moravia</strong></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><strong>Pasolini</strong></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><strong>Stan Lee</strong></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><strong>Tiziano Sclavi</strong></span><span class="cf1">. Idem per il cinema, dove ho visto (e vedo) di tutto. La battuta “quando uno che ha fatto il liceo classico incontra uno che ha fatto l’ITI per chi ha fatto il classico suona l’ora di scavarsi
la tomba da solo” - desunta da </span><span class="cf1"><strong>Sergio Leone</strong></span><span class="cf1"> - mi fa irritare (uso un eufemismo), ma non posso farci niente, leggo e vado avanti. A </span><span class="cf1"><strong>Pagani</strong></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><strong>Bizzarri</strong></span><span class="cf1"> è andata male, di solito le introduzioni non le legge nessuno, io non me ne perdo una,
sarà per quel fatto del classico. Altre prelibatezze del prefatore ci dicono che scrivere semplice è complesso. Chi l’avrebbe mai detto? Pure uno che ha fatto il classico, cresciuto a pane e </span><span class="cf1"><strong>Manzoni</strong></span><span class="cf1">, lo sa. Bene, sono un figlio di operai che ha fatto il classico e non sono classicista, non sono neppure razzista, leggo narrativa e fumetti con identico piacere, so bene
quanto il romanzo grafico potrebbe servire a far leggere i giovani, se i prezzi fossero abbordabili e se i ragazzi non avessero perso (quasi) del tutto l’abitudine di leggere fumetti. Adesso basta con la prefazione.
Il romanzo di </span><span class="cf1"><strong>Emilio Pagani</strong></span><span class="cf1"> è ben scritto, alterna una storia di vita proletaria e di integrazione con un fantasy metaforico che l’editore non
comprende perché secondo lui la sola metafora possibile in fatto di operai sarebbero gli zombi. “L’ha già fatto </span><span class="cf1"><strong>Romero</strong></span><span class="cf1">!”, dice il povero scrittore, inutilmente, ché gli editori sono tipi strani, credono di sapere quel che il pubblico legge e di solito non ci azzeccano (quasi)
mai, specialmente oggi che non si legge più niente. Il disegno di </span><span class="cf1"><strong>Vincenzo Bizzarri</strong></span><span class="cf1"> è semplice e comprensibile, tradizionale, con le vignette disposte secondo le regole ordinarie della struttura fumettistica. La storia compone un romanzo corale basato su incomprensioni generazionali,
un racconto che spiega come mai la classe operaia non può più andare in Paradiso, anzi di come sia condannata agli inferi, senza alcuna speranza. </span><span class="cf1"><em>Homo homini lupus</em></span><span class="cf1">, per dirla con </span><span class="cf1"><strong>Hobbes</strong></span><span class="cf1"> (torna il classico, che peccato, magari all’ITI non si studia filosofia); il padre operaio vorrebbe che il figlio lottasse insieme a lui per il posto di lavoro, invece quest’ultimo cerca di svignarsela
con la scusa di un allenamento per andare a fare una rapina organizzata con un complice. E il figlio delude tutti, sia il genitore che la sua ragazza, impegnata politicamente a difendere gli extracomunitari che sbarcano. Non
anticipo il finale (personalmente mi ha deluso), in ogni caso - come diceva </span><span class="cf1"><strong>Checov</strong></span><span class="cf1"> - se in &nbsp;un romanzo compare una pistola bisogna che spari. Quindi…</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong><span class="cf1">GLI AUTORI</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Emiliano Pagani (Livorno, 1969) è stato per 25 anni uno degli autori di punta del “Vernacoliere”, per il quale ha creato prima come disegnatore e in seguito come
sceneggiatore diverse serie a fumetti e vignette satiriche. Insieme a Daniele Caluri crea e produce i volumi di </span><span class="cf1"><em>Don Zauker</em></span><span class="cf1">, vincitore di numerosi premi nazionali, tradotto anche in francese e spagnolo, di cui è autore di soggetti e sceneggiatore. Negli anni collabora con la rivista
“Il Mucchio” e con “Il Male” di Vauro e Vincino. Nel 2012, sempre in collaborazione con Daniele Caluri, crea la serie umoristica </span><span class="cf1"><em>Nirvana</em></span><span class="cf1">, per PaniniComics. Nel 2015 inizia a collaborare con Sergio Bonelli Editore per alcuni albi di Dylan Dog. Per Tunué pubblica la graphic novel </span><span class="cf1"><em>Kraken</em></span><span class="cf1">, con i disegni di Bruno Cannucciari che vince il premio Romics e il premio Boscarato come miglior fumetto italiano e che viene pubblicato in Francia, Belgio, Polonia e Spagna.
Per Feltrinelli Comics. Per Feltrinelli Comics ha pubblicato </span><span class="cf1"><em>Don Zauker. Ego te Dissolvo</em></span><span class="cf1"> (2019; con Daniele Caluri) e </span><span class="cf1"><em>Don Zauker. Santo subito. Inferno e paradiso</em></span><span class="cf1"> (2019; con Daniele Caluri).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Vincenzo Bizzarri, classe 1987, è un illustratore e autore di fumetti.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Nel 2016 disegna la graphic novel “Benvenuto Cellini” su sceneggiatura di Filippo
Rossi ed edito da Kleiner Flug.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Nel 2016, su sceneggiatura di Stefano Nardella disegna “Il paese dei tre santi”. Dopo essere stato autoprodotto con il collettivo Mammaiuto e pubblicato online a puntate, nel
2017 “Il paese dei tre santi” viene pubblicato contemporaneamente in Italia da Kleiner Flug e in Francia da Sarbacane e in seguito in Germania.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Nel 2018 “Il paese dei tre santi” (La cité
de trois saints) riceve la nomination “Selection Polar” al festival di Angouleme. Successivamente pubblica il “Gran Ghetto” sempre con Stefano Nardella, edito da Hazard Edizioni e distribuito con il
Corriere del Mezzogiorno. Nel 2019 pubblica con Glénat “1789 – La naissance d’un monde” e “1789 – La mort d’un monde” su sceneggiatura di Noel Simsolo.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Attualmente
collabora con Glénat e altre realtà editoriali in Italia e in Francia.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






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<div><em><span class="cf1">Nemici del popolo</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Autore: Emiliano Pagani e Vincenzo Bizzarri</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Prefazione: Alberto Prunetti</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Editore: Tunué Edizioni</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Anno edizione: 2024</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Pagine: 144</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Dimensioni: 17.3 x 1.6 x 24.6 cm</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">ISBN: 978-8867905980</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Costo: 17,50 €</span></em></div></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3WbRJeY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinka34a58c24f138f002a271ed8e382973c = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nemici-popolo-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 733,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nemici-popolo-int1_ver.jpg','alt': 'Una tavola del libro.','title': 'Una tavola del libro.','width': 756,'height': 1079,'description': 'Una tavola del libro.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nemici-popolo-int2_ver.jpg','alt': 'Una tavola del libro.','title': 'Una tavola del libro.','width': 756,'height': 1079,'description': 'Una tavola del libro.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nemici-popolo-int3_ver.jpg','alt': 'Una tavola del libro.','title': 'Una tavola del libro.','width': 756,'height': 1079,'description': 'Una tavola del libro.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nemici-popolo-int4_ver.jpg','alt': 'Una tavola del libro.','title': 'Una tavola del libro.','width': 756,'height': 1079,'description': 'Una tavola del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka34a58c24f138f002a271ed8e382973c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nemici-popolo-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="295" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">Clicca sull'immagine per vedere alcune tavole.</span></b></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkd78debadc8ef5004487b682b07da570a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/emiliano-pagani_autore.jpg','alt': 'Emiliano Pagani.','title': 'Emiliano Pagani.','width': 600,'height': 600,'description': 'Emiliano Pagani.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd78debadc8ef5004487b682b07da570a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/emiliano-pagani_autore.jpg" alt="Emiliano Pagani." title="Emiliano Pagani." width="150" height="150" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink52f094fa09e96a6cb03991e569e3ad01 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vincenzo-bizzarri_autore.jpg','alt': 'Vincenzo Bizzarri.','title': 'Vincenzo Bizzarri.','width': 720,'height': 480,'description': 'Vincenzo Bizzarri.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink52f094fa09e96a6cb03991e569e3ad01, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/vincenzo-bizzarri_autore.jpg" alt="Vincenzo Bizzarri." title="Vincenzo Bizzarri." width="150" height="100" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 05:37:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile piccole vite infelici]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000016C"><h1 class="imHeading1">Una storia brillante e sagace</h1><h2 class="imHeading2">Che porta alla luce le idiosincrasie di un'intera generazione</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">Torna in libreria il primo romanzo di Stefano Labbia</em></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3J9kSEG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Terza ristampa voluta e richiesta a gran voce per l'oramai classico contemporaneo per eccellenza: <em>Piccole vite infelici</em> esplora le emozioni umane in modo profondo e coinvolgente, seguendo quattro personaggi alla ricerca della felicità in una Roma contemporanea e senza scrupoli.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">L'opera offre uno sguardo intimo sulle sfide della vita moderna, invitando a riflettere sulla complessità dell'animo umano. Le vicende narrate con sapienza dal <strong>StefanoLabbia</strong>, colpiscono per la loro vivida immediatezza, rivelando fragilità e contraddizioni in cui ognuno può riconoscersi.</span></div>
<div><span class="cf1">Un romanzo che commuove e interroga i lettori con intelligenza ed empatia.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Stefano Labbia, classe 1984, è un giovane autore italiano di origine brasiliana, Founder de Black Robot Entertainment, casa di produzione e management agency di prodotti audiovisivi
inglese, di Black Robot Publishing, casa editrice con sede in Gran Bretagna e di Trainer! App LTD, fitness company. Nato nella Capitale d'Italia, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, “<em>Gli Orari del Cuore</em>” nel 2016 per Casa Editrice Leonida. Nel 2017 ha dato alle stampe la sua seconda silloge poetica dal titolo "<em>I Giardini Incantati</em>" (Talos Edizioni) ed il suo primo romanzo "<em>Piccole Vite Infelici</em>" (Elison Publishing - ebook) vincitore del Premio Elison 2017 come miglior romanzo inedito. Nel 2018 "<em>Piccole Vite</em> <em>Infelici</em>" è stato pubblicato in versione cartacea da Maurizio Vetri Editore. L'autore ha pubblicato
inoltre una raccolta di racconti, "<em>Bingo Bongo &amp; altre storie</em>" (Il Faggio Edizioni – ebook) nello stesso anno. Nel 2019 è uscita la sua
terza raccolta poetica dal titolo "<em>Vivo!!!</em>" (Tempra Edizioni) e la sua prima graphic novel "<em>Killer Loop'S #1</em>" per LFA Publisher. Nel 2020 ha dato alle stampe "<em>Nel Rifugio Sommerso</em>" la sua quarta raccolta di poesie, la sua seconda raccolta di racconti brevi (Amazon), "<em>Il padre di Kissinger era un bastardo</em>" (Black Robot Publishing), edita in lingua italiana e inglese ed il suo secondo romanzo, "<em>Come</em> <em>vivere in tre comode rate</em>" (Black Robot Publishing) seguito ideale de "<em>Piccole Vite Infelici</em>". Nel 2021 esce sul mercato italiano e inglese con la sua terza raccolta di racconti brevi "<em>Il</em> <em>trucco di Moliére</em>" (Black Robot Publishing). Dà inoltre alle stampe la sua quinta silloge poetica
dal titolo "<em>Amore dopo amore</em>" (Amazon), la prima raccolta di racconti brevi "<em>Bingo</em> <em>Bongo</em> <em>e altre storie</em>" (Amazon) per la prima volta disponibile in edizione cartacea e "<em>Discarika</em>", la sua prima piéce teatrale (Amazon). La seconda edizione de "<em>Piccole Vite</em> <em>Infelici</em>" viene edita da Black Robot Publishing in doppia lingua, italiano e inglese. Nel 2022 pubblica
la sua sesta raccolta di poesie dal titolo "<em>Poesie maledette</em>" (Amazon), la sua quarta raccolta di racconti dal titolo "<em>La vendetta di Giasone</em>" (Amazon) e la sua seconda opera teatrale "<em>Emilio... nario!!!</em>" (Amazon). Nel 2023 pubblica il suo terzo romanzo "<em>Uber Alles</em>" (Amazon) la quinta raccolta di racconti, "<em>Delirio</em> <em>universale</em>"(Amazon), la sua settima raccolta di poesie dal titolo "<em>Quaderni maledetti</em>" (Amazon) e la sua terza opera teatrale “<em>Men. Due uomini.</em>” (Amazon).</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Piccole vite infelici</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Stefano Labbia</span></div>
<div><span class="cf1">Editor: Marika Lauria</span></div>
<div><span class="cf1">Copertina: Carlotta Bianchi</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Independently published</span></div>
<div><span class="cf1">Genere: Narrativa / Mainstream</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 2024</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 105</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 21,84 €</span></div>
<div><span class="cf1">Formato: 15.24 x 0.61 x 22.86 cm</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 979-8620828395</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3J9kSEG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink0152579ac50e6465e4cedf83b5a9b637 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/piccole-vite-infelici-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 669,'height': 1021,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0152579ac50e6465e4cedf83b5a9b637, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/piccole-vite-infelici-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="306" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkae7dd4a51d6f34bfeb412ec0af783c2c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/stefano-labbia_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 635,'height': 422,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkae7dd4a51d6f34bfeb412ec0af783c2c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/stefano-labbia_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="100" /></a><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 10:41:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Lo strano buco del Pantheon]]></title>
			<author><![CDATA[Luigi Pellini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000016B"><h1 class="imHeading1">Il fascino misterioso dell'opera di Agrippa</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un grande cielo sulla terra bucato dal passaggio di Romolo</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em>Se volete capire perché il Pantheon è bucato, dovete andare a S. Maria della Strada di Matrice</em></div>
<div><br></div>
<div><span class="fs14lh1-5">L’ascensione al cielo era sempre apparsa all’uomo come sfida sublime al potere indiscusso che appartiene solo alle deità libere di vagare a loro piacimento tra le
nuvole. Non potendo materialmente toccare il cielo, più d’uno aveva tentato di creare il cielo sulla terra. Così pure la grande sfera celeste era considerata come il limite estremo della ragione umana e
poterla traforare, per raggiungere l’Olimpo, non per tutti fu impresa ardua.</span></div>
<div>C’era riuscito con facilità <strong>Romolo</strong>, a Campo Marzio, quando lasciò gli umani mortali salendo al cielo durante un improvviso temporale di un lontano 13 maggio, affascinando a tal punto non solo i suoi contemporanei, che forse non ebbero nemmeno
il tempo di vedere bene come ciò potesse accadere, quanto piuttosto i posteri assenti, che dell’avvenimento ebbero sempre chiara la visione. E quella storia era apparsa così veritiera che <strong>Marco Agrippa</strong>, genero di <strong>Augusto</strong>, concepì di sintetizzarla in una grandiosa opera di architettura che rappresentasse il tutto ed oltre il tutto: il <em>Pantheon</em>, un grande cielo sulla terra bucato dal passaggio di <strong>Romolo</strong>.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink1534cbf8f5d002b23809f01fd72427c5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/panteon-oculo_bar.jpg','alt': 'Il Pantheon.','title': 'Il Pantheon.','width': 911,'height': 720,'description': 'Il Pantheon.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1534cbf8f5d002b23809f01fd72427c5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/panteon-oculo_bar.jpg" alt="Il Pantheon." title="Il Pantheon." width="200" height="159" /></a><br></div><div><div><strong><span class="fs14lh1-5">Il Pantheon</span></strong></div></div><div><br></div>
<div>E come la palla scagliata da <strong>Anastasio Globerwik</strong>, il <em>Pantheon</em>, la più grande sfera dell’antichità, vagava da duemila anni alla ricerca dei raggi del sole che ogni anno proprio nel
giorno di questa finale mondiale, riescono a penetrare attraverso il grande foro centrale per raggiungere esattamente il monumentale portale a ricordare a tutti che il 21 giugno cade il solstizio d’estate.</div>
<div>Il solstizio d’estate, una delle quattro tempora dell’anno, insieme a quello d’inverno e agli equinozi di primavera e di autunno. Giorni di digiuno per coloro che
vedono in essi gli assi apocalittici del tempo… (da <em>Incipit Apocalypsis</em> di <strong>Franco Valente</strong>.)</div><div><br></div><div><br></div>
<div><strong>Il Rosone di S. Maria della Strada</strong></div>
<div>E’ perfettamente circolare con 12 raggi a forma di colonne con capitello collegate nella parte centrale con altrettanti archi a doppia ghiera che formano una fascia continua tangente
all’oculo. Tra colonna e colonna sono posizionati 12 oculi anch’essi perfettamente circolari.</div>
<div>L’elemento originale di questo rosone sta nella particolare posizione degli archi di collegamento tra le colonne che convergono al centro e non sono posti sul perimetro esterno
come accade sempre nelle monofore circolari di altre chiese, prescindendo dalla loro datazione.</div>
<div>A parte i generici e scontati riferimenti sulla corrispondenza del numero delle colonne al numero degli apostoli, credo che valga la pena fare qualche ulteriore ragionamento che rende
il rosone di S. Maria della Strada un elemento simbolico che si collega strettamente alla iconografia sottostante.</div>
<div>In genere il rosone, visto dall’interno, è semplicemente una sorgente di luce che si arricchisce di motivi decorativi che hanno un valore simbolico slegato dal resto degli
elementi compositivi della facciata. Anche quando sono collocati rispettando principi armonici o rapporti geometrici in genere determinati dalla necessità di conservare una centralità o una simmetria.</div>
<div>Nel nostro caso ancora una volta il riferimento all’Apocalisse è obbligato.</div>
<div>Nei rosoni è consueto il ricorso alle colonnine per mantenere la cornice dell’oculo centrale. Si tratta sempre di colonnine normali e dal fusto regolare.</div>
<div>Il rosone di S. Maria della Strada risponde, invece, alla necessità di creare un effetto prospettico. Cioè chi lo realizzò non si preoccupò solo di garantire
la penetrazione della luce ponendo in maniera simmetricamente ripetitiva 12 raggi, ma volle creare un effetto analogo a quello che si percepisce ponendosi al centro di una basilica a pianta centrale limitata da 12 colonne
e guardando verso l’alto.</div><div><br></div><div><script> var showboxlinkb02bbfaeb0d4e162672d1c01136ce1c4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/chiesa-maria-della-strada_ver.jpg','alt': 'Il Rosone di S. Maria della Strada.','title': 'Il Rosone di S. Maria della Strada.','width': 991,'height': 1024,'description': 'Il Rosone di S. Maria della Strada.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb02bbfaeb0d4e162672d1c01136ce1c4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/chiesa-maria-della-strada_ver.jpg" alt="Il Rosone di S. Maria della Strada." title="Il Rosone di S. Maria della Strada." width="200" height="207" /></a><br></div><div><div><strong><span class="fs14lh1-5">Il Rosone di S. Maria della Strada</span></strong></div></div><div><br></div>
<div>La scelta della colonna rastremata, dunque non è casuale, ma predeterminata dalla necessità di esprimere tecnicamente un concetto teologico.</div>
<div>Non ci vuole molto per capire che questo pezzo della facciata è la sintesi formale della Gerusalemme celeste così come viene descritta nell’Apocalisse e i dodici
oculi non sono altro che le dodici porte della città la cui circolarità ricorda la forma delle perle: Aveva un muro grande e alto munito di dodici porte, presso le quali vi erano dodici Angeli; vi erano scritti
dei nomi che sono quelli delle dodici tribù dei figli d’Israele. Il muro della città ha dodici fondamenta e sopra di esse dodici nomi, quelli dei dodici apostoli dell’Agnello (...). Le dodici porte
sono dodici perle; ogni porta è fatta di una sola perla. La piazza della città è d’oro puro, come cristallo trasparente. (Apocalisse 21, 12-21).</div>
<div>In conclusione il rosone simboleggia la grande copertura della Gerusalemme celeste e la parte centrale non è altro che il grande foro attraverso cui passa la Luce di Dio che
illumina la piazza dorata della Città santa.</div>
<div>Nella storia dell’architettura abbiamo un esempio analogo, ma in un contesto, anche religioso, totalmente diverso: il <em>Pantheon</em> di Roma.</div>
<div>La grande cupola, che è la sintesi della sfera celeste, è forata al centro. Simbolicamente sintetizza la porta circolare attraverso la quale il corpo di <strong>Romolo</strong>, secondo la tradizione romana, ascese al cielo davanti al suo popolo: Si racconta, infatti, che <strong>Romolo</strong>, durante un’adunanza del popolo nel Campo Marzio, fosse stato avvolto da una nube, e che da quel momento nessuno lo avrebbe più visto sulla terra. La luce
del sole si sarebbe offuscata, sarebbe calata una notte che non era placida né serena, ma agitata da terribili tuoni e scossa da ogni parte da raffiche di vento e da pioggia scrosciante. Allora la folla, che era accorsa
numerosa, si sarebbe dispersa, mentre i potenti si radunarono l’uno accanto all’altro; quando la bufera cessò e tornò la luce, il popolo convenne nel luogo di prima alla ricerca del re, pieno di rimpianto;
ma i potenti non permisero che si affannassero a cercarlo; invece invitarono tutti a onorare e venerare <strong>Romolo</strong> poiché era stato innalzato tra gli dèi: da buon re sarebbe divenuto per loro un dio propizio.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink65cdee026a3b0df79e1fe75b0bfa8df2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/cupola-pantheon_ver.jpg','alt': 'Il Pantheon.','title': 'Il Pantheon.','width': 1374,'height': 916,'description': 'Il Pantheon.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink65cdee026a3b0df79e1fe75b0bfa8df2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/cupola-pantheon_ver.jpg" alt="Il Pantheon." title="Il Pantheon." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 06:18:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[To Leslie di Michael Morris]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000016A"><h1 class="imHeading1">Girato con stile d’autore</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Consigliato per chi ama il buon cinema</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">To Leslie (Usa, 2022)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Michael Morris. Soggetto e Sceneggiatura: Ryan Binaco. Fotografia: Larkin Seiple. Montaggio: Chris McCaleb. Musiche: Linda Perry. Produttori: Claude Dal Farra, Brian Keady,
Kelsey Law, Philip Waley, Jason Shuman, Eduardo Cisneros. Distribuzine (Italia): Minerva Pictures, Altre Storie. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2022. Durata: 119’. Genere: Drammatico. Interpreti: Andrea Riseborough (Leslie Rowlands), Marc Maron (Sweeney), Allison Janney (Nancy), Andre Royo (Royal), Owen Teague (James), Stephen Root (Dutch), James
Landry Hebert (Pete), Catfish Jean (Darren), Scott Subiono (Rancher Glen).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><span class="cf1">Primo film di <strong>Michael Morris</strong>, che gira con stile d’autore - tra campi e controcampi, soggettive e brevi piani sequenza - una buona sceneggiatura di <strong>Ryan Binaco</strong>, pedinando neorealisticamente l’esistenza di un’alcolista cronica come Leslie Rowland (<strong>Riseborough</strong>) in una serie di pericolose disavventure. Leslie vince una cifra importante alla lotteria, ma la sperpera in fretta, abbandona il figlio James (<strong>Teague</strong>) e si perde nelle pieghe di una vita complicata. A un certo punto - dopo ben sei anni - si ripresenta nella vita del figlio, che non accetta le sue azioni scellerate, quindi
torna nel paese natale - nel Texas Occidentale - dal quale era partita, infine incontra un uomo che si prende a cuore la sua situazione e cerca di aiutarla a uscire da un inferno nel quale sta sprofondando sempre di più.
Non ci si salva mai da soli, sembrano voler dire il regista e lo sceneggiatore, infatti Leslie esce dal tunnel della dipendenza solo grazie a un inatteso incontro d’amore in un paese dove tutti la disprezzano. Sceneggiatura
che non fa una piega, fotografia di <strong>Larkin Seiple</strong> che immortala i grandi spazi del Texas; montaggio compassato di <strong>Chris McCaleb</strong>, dovuto per il tipo di film, ma le due ore di pellicola non procurano alcuna fatica; musiche country di <strong>Linda Perry</strong>; regia accorta, che nasconde le incertezze tipiche di un debutto. Film che ha avuto buona accoglienza critica, soprattutto per la grande interpretazione di <strong>Andrea Riseborough</strong> nei panni di Leslie, sempre sulla scena, perfetta nella caratterizzazione di una madre alcolista. Il film affronta grandi temi che vanno dalla dipendenza all’amore
materno, passando per rapporto madre e figlia, amicizia e amore salvifico. Non è poco, tutto è realizzato senza sermoni né verità preconfezionate, solo raccontando (bene) una storia, con il taglio
tipico del cinema indipendente nordamericano. Ottimo l’uso del flashback per raccontare il passato e inserirlo nel presente al momento giusto, facendo ricorso a una narrazione introspettiva, condita di silenzi più
espliciti di tante parole. Candidato all’Oscar, vince altri premi in tutto il mondo, non è un successo commerciale, ma è cinema d’autore, non vorrebbe neppure provarci. Visto su Rai 5 in Prima TV
- senza passaggi pubblicitari - lo trovate su Rai Play. Consigliato per chi ama il buon cinema.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink346839904ad0e97d6b43c0ee0afe618f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/to-leslie-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 622,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink346839904ad0e97d6b43c0ee0afe618f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/to-leslie-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkdb2fee7411f63f32c815c8c3357de0bb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/to-leslie-scene_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1024,'height': 531,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdb2fee7411f63f32c815c8c3357de0bb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/to-leslie-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="104" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=D_k63vvm3mU">https://www.youtube.com/watch?v=D_k63vvm3mU</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 13:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Libero Samale - Lo psichiatra dell’incubo di Matteo Mancini]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000169"><h1 class="imHeading1">Saggio dedicato a Frank Graegorius</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un'ottima struttura analitico-esplicativa</h2><div><div><span class="cf1"><strong>Matteo Mancini</strong>, scrittore di narrativa fantastica e di saggistica sul cinema di genere italiano, critico letterario con il suo blog Giurista81 (<a href="https://giurista81.blogspot.com/" class="imCssLink">giurista81.blogspot.com</a>), ha scritto un saggio dedicato a <strong>Libero Samale </strong>(1914-1985), scrittore romano noto soprattutto con il nome d’arte di <strong>Frank Graegorius</strong>, anche se, nella sua carriera letteraria, ha utilizzato vari pseudonimi, scrivendo gialli e horror. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il libro di <strong>Matteo Mancini</strong>, <em>Libero Samale - Lo psichiatra dell’incubo</em>, analizza e racconta la biografia di <strong>Samale</strong>, la sua attività come esperto di esoterismo e la sua produzione letteraria, in particolare quella horror che consiste in ventotto romanzi editi dall’Editrice ERP del barone siciliano <strong>Antonino Cantarella</strong> nella collana da edicola <em>I racconti di Dracula</em>, pubblicata tra il dicembre 1959 e il 1981, per la la quale sono usciti duecentocinquantasei numeri.</span></div> <div><span class="cf1">Il personaggio creato da <strong>Bram Stoker</strong> era inserito nel titolo della collana solo per attrarre i lettori. Si trattava in realtà di storie che affrontavano varie tematiche dell’horror, dal vampirismo, allo spiritismo, alla licantropia.</span></div> <div><span class="cf1"><strong>Matteo Mancini</strong> analizza uno per uno i romanzi horror di <strong>Samale</strong> in una sezione apposita del libro che è, nella sua interezza, molto ben strutturato e ricco di lunghe note comode anche da leggere perché non inserite alla fine del volume ma nelle pagine corrispondenti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il libro di <strong>Mancini</strong> presenta un’ottima struttura analitico-esplicativa: nella prima parte del volume, divisa in vari capitoli, affronta la biografia di <strong>Libero Samale</strong>, l’analisi del suo pensiero e insegnamento in quanto esoterista praticante, le tematiche delle sue opere letterarie e i generi e sottogeneri cui si è dedicato.</span></div> <div><span class="cf1">Successivamente la seconda parte è dedicata alle schede dei ventotto romanzi horror pubblicati nella collana <em>I racconti di Dracula</em>, a cui accennavo prima. Le schede contengono le trame dei romanzi e dei lunghissimi e approfonditi commenti.</span></div> <div><span class="cf1">Infine c’è una breve terza parte che presenta un indice di tutti i romanzi, horror e no, scritti da <strong>Libero Samale</strong> con vari pseudonimi. </span></div> <div><span class="cf1">Il volume è arricchito dalle immagini, ahimè in bianco e nero, delle copertine dei libri, da una introduzione di <strong>Stefano Curreli</strong> e una postfazione di <strong>Sergio Bissoli</strong>.</span></div> <div><span class="cf1">Quest’ultimo può essere considerato un po’ il deus ex machina di questa pubblicazione saggistica di <strong>Matteo Mancini</strong>, in quanto ispiratore e stimolatore creativo, da grande appassionato e collezionista della collana <em>I racconti di Dracula</em>, unico possessore di tutti i duecentocinquantasei volumetti usciti e autore di saggi dedicati a questa collana, nonché curatore delle ristampe dei romanzi, pubblicate dalla Dagon Press di <strong>Pietro Guarriello</strong>. Infatti i testi di <strong>Sergio Bissoli</strong> vengono ampiamente citati da <strong>Matteo Mancini</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>Libero Samale</strong> è stato scrittore, esoterista, collezionista di testi sull’occulto (la sua biblioteca comprendeva più di cinquemila volumi) e medico psichiatra. Tutte le sue esperienze sono state riversate nelle opere letterarie, vere e proprie discese nell’incubo e viaggi allucinanti nel mondo che lui chiamava sublunare, una dimensione tra la vita e la morte.</span></div> <div><span class="cf1">I suoi romanzi contengono non solo materia di intrattenimento ma anche riflessioni filosofiche su vita, morte, sesso, amore, magia e aldilà.</span></div> <div><span class="cf1">Dalla lettura del saggio è evidente la passione di <strong>Mancini </strong>per la narrativa fantastica e per l’opera di <strong>Libero Samale</strong>, ma vorrei sottolineare anche la sua lucidità critica e capacità di analisi letteraria.</span></div> <div><span class="cf1"><strong>Mancini</strong>, infatti, non lesina le critiche ai vari romanzi evidenziandone sì i pregi ma anche i difetti, questi ultimi dovuti per lo più al fatto che la collana <em>I racconti di Dracula</em> era comunque destinata al grande pubblico di cui bisognava anche assecondare i gusti. Per esempio il barone <strong>Cantarella</strong> ci teneva che comparisse sempre o quasi la figura del vampiro che, in alcuni romanzi di <strong>Samale</strong>, in effetti, è presente in maniera pretestuosa. Inoltre non sempre lo scrittore romano riusciva a superare i cliché della narrativa gotica.</span></div> <div><span class="cf1">Ciò non ha impedito a <strong>Samale</strong> di creare dei romanzi horror che, alcuni riusciti, altri meno, sono dei capisaldi della narrativa fantastica italiana del novecento. In particolare <strong>Mancini</strong> individua come capolavori, perfettamente riusciti, le seguenti opere: <em>Sudario Nuziale</em>, <em>Il castello delle rose nere</em>, <em>Il veliero dei vampiri</em>, <em>Il golem</em> e <em>I sussurri delle streghe</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Libero Samale - Lo psichiatra dell’incubo</em> non è frutto di improvvisazione o di nozioni acquisite superficialmente, ma di studio attento e ricerca approfondita sulla materia che affronta.</span></div> <div><span class="cf1">Per concludere informo che chi, magari incuriosito dalla lettura del saggio qui recensito, volesse leggere i romanzi della collana <em>I racconti di Dracula</em>, non solo quelli di <strong>Frank Graegorius</strong>, può procurarsi le ristampe pubblicate dalla Dagon Press di <strong>Pietro Guarriello</strong> o cercare i volumetti originali nel mercato dell’usato on line, dove sono disponibili a prezzi accettabili.</span></div> <div><span class="cf1">Segnalo inoltre che sul canale YouTube di <em>Club GHoST</em> (<a href="https://www.clubghost.it/" class="imCssLink">www.clubghost.it</a> - <a href="https://www.youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">www.youtube.com/@clubghost1994</a>) sono presenti dei video, curati da <strong>Sergio Bissoli</strong> per i contenuti, con la regia di <strong>Max Ferrara</strong>, inerenti agli scrittori della collana <em>I racconti di Dracula</em>.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div> <div><span class="cf1">Matteo Mancini, nato a Pisa nel 1981, si divide tra numerose passioni: scrittore di racconti weird e fantascientifici, curatore di antologie, sceneggiatore di medi e cortometraggi, regista amatoriale, saggista sportivo, critico cinematografico e letterario. Dopo aver pubblicato la tetralogia <em>Spaghetti Western</em> (Il Foglio Edizioni) tra il 2012 e il 2019 e il saggio <em>Il cinema rovente di Umberto Lenzi</em> (Il Foglio edizioni), <em>I re senza corona della Formula Uno 1</em> (Il Foglio Edizioni) e le due antologie <em>La lunga ascesa del mare delle tenebre</em> (Il Foglio Edizioni) e <em>Sulla riva del crepuscolo</em> (Il Foglio edizioni), di recente <strong>Matteo Mancini</strong> si è visto selezionare alcuni racconti per la rivista <em>Dimensione Cosmica</em> (Edizioni Tabula Fati) e in formato ebook per Delos Digital. Dal 2019 al 2021 ha inoltre collaborato alla rivista <em>Zothique</em> (Dagon Press). L’ultima sua pubblicazione è <em>Il doppio mistero di Max Dave</em> (Profondo Rosso Edizioni).</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div><div><div><em class="cf1">Libero Samale - Lo psichiatra dell’incubo</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Matteo Mancini</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Profondo Rosso Edizioni</em></div> <div><em class="cf1">Collana: Fanta-horror</em></div> <div><em class="cf1">Anno edizione: 2023</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 224</em></div> <div><em class="cf1">ISBN: 979-1280618122</em></div> <div><em class="cf1">Costo: 29,00 €</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink081fab7210398beefaf650d38b508c5f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/samale-libro_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 775,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink081fab7210398beefaf650d38b508c5f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/samale-libro_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="279" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd6722321f06a2f5643af728745fae943 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/matteo-mancini_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 200,'height': 200,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd6722321f06a2f5643af728745fae943, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/matteo-mancini_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=vlf66PCInNQ">https://www.youtube.com/watch?v=vlf66PCInNQ</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 05:38:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile il videoclip Piccole anime]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000168"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un intenso brano alternative rock</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Chitarre ruvide, ritmiche serrate e un cantato carico di emotività</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">I <strong>Mazma Rill</strong> tornano con <em>Piccole anime</em>, un intenso brano alternative rock dalle tinte grunge, a metà strada tra le atmosfere di <strong>Timoria</strong> e <strong>Alice in Chains</strong>, accompagnato da un suggestivo videoclip. Chitarre ruvide, ritmiche serrate e un cantato carico di emotività accompagnano l’ascoltatore in una storia che mescola mito, malinconia e desiderio di rinascita.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il testo dà voce al <em>Mazzemarill</em>, creatura fantastica simile a un piccolo folletto dispettoso, un tempo temuto e raccontato nelle leggende popolari. Ora, dimenticato dalle nuove generazioni, vaga sulla riva di un lago sotto la luce della
luna, combattuto tra rabbia e nostalgia. Nonostante il dolore per l’oblio, sogna ancora di animare storie e immaginari, perché “<em>la vita è un dono dopo ogni battito</em>”.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un brano che diventa metafora di tutte le “piccole anime” in cerca di un posto nel mondo, sospese tra passato e futuro, pronte a lottare per tornare a brillare.<br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nati a Pescara nel 2011 come <strong>Aneurisma</strong> dall’incontro tra <strong>Antonio Orlando</strong> (voce e chitarra) e <strong>Luca Degl’Innocenti</strong> (basso e cori), con l’arrivo di <strong>Ettore Saluci</strong> alla batteria la band consolida un sound che unisce post-grunge e rock psichedelico. Dopo un primo EP e una serie di live nei principali festival e club italiani
- tra cui il Bussi Rock Festival, la Locanda Blues di Roma e L’Indipendente Festival - ottengono ottime recensioni e visibilità su magazine come Spazio Rock, RockOn Italia e Sky TG24.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel 2021 pubblicano l’album d’esordio<strong> </strong><em>Inside My Rage</em> (Lift Record), promosso con un tour nazionale e concerti in club storici come Traffic e Velvet.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel 2022 cambiano nome in <strong>Mazma Rill</strong> e intraprendono un nuovo percorso creativo, pubblicando il singolo <em>Blow a Kiss</em> e, nel 2024, l’album <em>Lost in Space</em>, registrato al Busker Studio con <strong>Fabio Ferraboschi</strong>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb258ea0ee1a84598999bb511d5b30ff7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mazma-rill_band.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1200,'height': 800,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb258ea0ee1a84598999bb511d5b30ff7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mazma-rill_band.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=IPtfhW6TluE&t=2s">https://www.youtube.com/watch?v=IPtfhW6TluE&t=2s</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 12:59:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile in italiano Ritual]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000167"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Per gli amanti delle storie folk-horror più inquietanti</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un vero e proprio viaggio allucinato in un entroterra rurale pagano</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em><span class="cf1">Per la prima volta tradotto in italiano, disponibile nelle librerie il bizzarro romanzo di culto del 1967 che ha ispirato il capolavoro del cinema folk-horror inglese The
Wicker Man.</span></em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4ngys7m" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span><span class="cf1"><!--EndFragment --></span><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">David Hanlin, ispettore di polizia di Scotland Yard, viene inviato in uno sperduto villaggio in Cornovaglia per investigare sulla morte di una ragazzina. Sulle prime, le circostanze parrebbero quelle
di un tragico incidente, ma vicino al cadavere viene ritrovata una testa di scimmia inchiodata a un albero in maniera bizzarra, come a suggerire uno strano rituale. Durante la sua breve permanenza nel villaggio, Hanlin si
trova sempre più invischiato nelle strane vite e nelle altrettanto singolari abitudini dei suoi abitanti, finendo per rimanere quasi ipnotizzato dall’assurda e decadente atmosfera che vi si respira. Ma quando
un altro ragazzino viene trovato senza vita, capisce che deve fare di tutto per dissipare le ombre che sembrano oscurargli la mente, e trovare l’assassino.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con la sua prosa decisamente sopra le righe, </span><span class="cf1"><em>Ritual</em></span><span class="cf1"> è un vero e proprio viaggio allucinato in un entroterra rurale pagano dove le regole dell’esistenza si piegano ad antichi riti religiosi celati da una coltre di inganno e omertà. E dove nulla
è come sembra, sino alla sconcertante rivelazione finale…</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em><span class="cf1">INCIPIT La quercia era molto antica. Uno dei suoi rami più bassi era stato spezzato di recente e, circa un metro e mezzo più giù,
una testa di scimmia e tre fiori d’aglio erano stati fissati al tronco con uno spillone da cappello. Eppure la bambina, ad­dormentata alla sua ombra, sembrava ignara dell’albero e delle sue strane decorazioni.
Non si accorse nemmeno del corvo che stava volando verso di lei. Non si accorse di nulla, mentre il sangue le sussurrava tra i denti e le scivolava lungo la gola. Presto le rigò i capelli color grano, ma lei continuò
a non ac­corgersi di niente. Non stava dormendo. Dian Spark aveva otto anni ed era decisamente morta.</span></em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un libro per gli amanti delle storie folk-horror più inquietanti, con risvolti esoterici e le radici ben piantate nel paganesimo. E ai tantissimi fan del film che ha ispirato, </span><span class="cf1"><em>The Wicker Man</em></span><span class="cf1">, ormai considerato un capolavoro senza tempo.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>David Pinner</strong></span><span class="cf1"> è nato nel 1940 ed è uno scrittore e attore britannico. Dopo essersi formato
alla Royal Academy of Dramatic Art, dal 1966 al 2019 ha interpretato diversi ruoli sia per il teatro che per la televisione, nel Regno Unito e oltreoceano. È autore di tredici opere teatrali e di quattro romanzi. </span><span class="cf1"><em>Ritual</em></span><span class="cf1"> (1967), il suo libro di maggiore successo, ha ispirato il capolavoro del cinema folk-horror </span><span class="cf1"><em>The Wicker Man </em></span><span class="cf1">del 1973.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong><span class="cf1">SCHEDA TECNICA</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Ritual</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: David Pinner</span></div>
<div><span class="cf1">Traduttore: Stefania Renzetti</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Agenzia Alcatraz</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 288</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 17,00 €</span></div>
<div><span class="cf1">Formato: 13.2 x 2.1 x 19.1 cm</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 978-8885772649</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4ngys7m" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span><span class="cf1"><!--EndFragment --></span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkdeeb3ccb3fd7677428cc0f8163ba8134 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ritual-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 751,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdeeb3ccb3fd7677428cc0f8163ba8134, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ritual-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="288" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkb685a93c818ed9f7996d45d9554ed79e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/david-pinner_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 300,'height': 300,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb685a93c818ed9f7996d45d9554ed79e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/david-pinner_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 05:40:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?disponibile-in-italiano-ritual</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Oasi volume 2]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000166"><h1 class="imHeading1">Una graphic novel originale e misteriosa</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">La nuova uscita per la collana Weird Comics di Weird Book</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>La Redazione <em>GHoST</em> segnala <em>Oasi volume 2</em>, la nuova uscita per la collana Weird Comics edita da Weird Book.</div>
<div><br></div><div><!--StartFragment --><a href="https://amzn.to/3WDKOeA" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></div>
<div><br></div><div>La notte prosegue tra gli avvistamenti della pantera, ora dopo ora sempre più affamata, e l’insofferenza dei prigionieri dell’area di servizio
pressati dalla convivenza forzata. L’ultimo arrivato, Augusto, esaspera ulteriormente la situazione coi suoi modi arroganti e presuntuosi, provocando il malumore di tutti, compreso Filippo che è già in
bilico sui propri pensieri autolesionisti. Il mattino, però, si avvicina con la luce del sole pronta a rivelare la posizione della pantera finora protetta dalla notte.</div><div><br></div>
<div>Ultimo capitolo di un fumetto psicologico e introspettivo scritto da <strong>Alessia Poliandri</strong> e disegnato da <strong>Riccardo Audisio</strong>.</div><div>La news e scheda del volume numero 1: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?disponibile-oasi-volume-1" class="imCssLink">LEGGI &gt;&gt;</a></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: <em>Oasi (volume 2)</em></div>
<div>Autore: A. Poliandri, R. Audisio<br>Editore: Weird Book</div>
<div>Collana: <em>Weird Comics<br></em>Genere: Fumetto<br>Pagine: 112<br>Prezzo: 17,90 €<br>Formato: 17 x 22 cm<br>ISBN: <span class="fs14lh1-5">979-12-81603-36-3</span></div><!--StartFragment --><!--EndFragment -->
<div><br></div></div><div><!--StartFragment --><a href="https://amzn.to/3WDKOeA" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></div><div><br></div><div><script> var showboxlink568141d4dc7c63aacf28d61314f2ab72 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Oasi2-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 702,'height': 991,'description': 'La copertina del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink568141d4dc7c63aacf28d61314f2ab72, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Oasi2-cover_ver.jpg" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="283" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 12:31:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?disponibile-oasi-volume-2</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Angel Heart - Ascensore per l'inferno di Alan Parker]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000165"><h1 class="imHeading1">Viaggio nella dannazione</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un capolavoro cult del cinema oscuro</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Angel Heart - Ascensore per l'inferno (Usa, Canada, Uk 1987)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Alan Parker. Soggetto: dal romanzo di William Hjortsberg. Sceneggiatura: Alan Parker. Fotografia: Michael Seresin. Montaggio: Gerry Hambling. Scenografia: Brian Morris, Armin
Ganz, Kristi Zea, Robert J. Franco, Leslie Pope. Effetti Speciali: J. C. Brotherhood. Musiche: Trevor Jones. Costumi: Aude Bronson-Howard. Trucco: Robert Laden, David Forrest, Carla White. Produttori: Alan Marshall, Elliot
Kastner. Produttori esecutivi: Mario F. Kassar, Andrew G. Vajna. Casa di Produzione: Carolco Pictures, Universal. Distribuzione in italiano: Medusa Distribuzione. Genere: Orrore, Noir, Thriller. Durata: 113’. Paese di
Produzione: Stati Uniti d’America, Canada, Regno Unito, 1987. Interpreti: Mickey Rourke (Harold "Harry" Angel), Robert De Niro (Louis Cyphre), Lisa Bonet (Epiphany Proudfoot), Charlotte Rampling (Margaret Krusemark),
Stoker Fontelieu (Ethan Krusemark), Brownie McGhee (Toots Sweet), Dann Florek (avvocato Herman Winesap), Michael Higgins (dottor Albert Fowler), Kathleen Wilhoite (infermiera), Pruitt Taylor Vince (Det. Deimos), Eliott Keener
(Det. Sterne), Gerald L. Orange (pastore John).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/475eXZ1" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad (DVD)</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/43jcZ6h" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">La storia si svolge nella New York del 1955. Harry Angel (interpretato da un magnifico <strong>Mickey Rourke</strong>), un investigatore privato squattrinato e cinico, viene ingaggiato da un misterioso e raffinato cliente, Louis Cyphre (un indimenticabile <strong>Robert De Niro</strong>), per ritrovare un cantante jazz scomparso, Johnny Favorite, che ha un debito da saldare.</span></div>
<div><span class="cf1">Quello che inizia come una semplice ricerca di persone si trasforma rapidamente in un viaggio oscuro e labirintico, che trascina Harry da New York fino alla torrida e mistica New Orleans.
Man mano che Angel segue le tracce di Favorite, si imbatte in una serie di personaggi bizzarri, cerimonie voodoo, e una scia di omicidi rituali raccapriccianti, tutti legati in modo inquietante al suo caso. Ogni indizio sembra
avvicinarlo alla verità, ma allo stesso tempo lo intrappola in una rete di magia nera, peccato e ineluttabile destino.</span></div>
<div><span class="cf1">L'indagine, costellata di violenza e sensualità morbosa (memorabile è la controversa scena d'amore tra Rourke e la giovanissima <strong>Lisa Bonet</strong>, nei panni di Epiphany Proudfoot), culmina in una rivelazione finale che non è solo un colpo di scena, ma un vero e proprio crollo psicologico e spirituale,
che rovescia completamente la prospettiva dello spettatore sulla storia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il merito maggiore di <strong>Parker</strong> è la sua maestria nel creare un'atmosfera unica e opprimente. Il film è un trionfo dello stile <em>neo-noir</em>: la fotografia di <strong>Michael Seresin</strong> è eccezionale, sfruttando sapientemente i contrasti di luce e ombra, creando un mondo visivamente sporco, sudato e claustrofobico, sia nei vicoli innevati di New York che nelle paludi afose della Louisiana.</span></div>
<div><span class="cf1">Questa fusione tra l'investigazione <em>hard-boiled</em> e gli elementi horror soprannaturali, in particolare la cultura voodoo e la demonologia, è la vera forza propulsiva di <em>Angel Heart</em>. Il film non si limita a usare il voodoo come mero sfondo esotico, ma lo intesse nella trama come un'entità viva e minacciosa, un meccanismo occulto che governa
gli eventi.</span></div>
<div><span class="cf1">La colonna sonora, con i suoi toni blues e jazz, accentua la sensazione di maledizione e discesa, accompagnando Harry Angel in un vero e proprio "ascensore per l'inferno",
come suggerisce il titolo italiano.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il film beneficia di interpretazioni intense e memorabili: <strong>Mickey Rourke</strong> offre qui, probabilmente, la sua migliore performance, incarnando perfettamente il detective Harry Angel. Il suo Angel è un eroe <em>noir</em> per eccellenza: disilluso, ironico e progressivamente sopraffatto da forze che non comprende. La sua trasformazione, da detective smaliziato a uomo terrorizzato e condannato,
è fisica e psicologica, e tiene incollati allo schermo.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Robert De Niro</strong>, pur avendo meno tempo sullo schermo, è colossale nel ruolo di Louis Cyphre (un nome che, letto
ad alta voce, rivela la sua vera natura: <em>Luci-fer</em>). Con i suoi vestiti impeccabili, il bastone elegante e le unghie lunghe, laccate e inquietanti, <strong>De Niro</strong> infonde nel personaggio un carisma calmo, intellettuale e assolutamente diabolico. Il suo confronto finale con Angel è uno dei momenti più alti e tesi del
film.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Lisa Bonet</strong> (allora reduce dalla sit-com <em>I Robinson</em>) è sensuale e magnetica nel ruolo cruciale di Epiphany Proudfoot, aggiungendo un elemento di tragica innocenza e oscurità sessuale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante alcune critiche all'epoca per la sua violenza e il contenuto esplicito (fu inizialmente classificato X negli Stati Uniti), <em>Angel Heart</em> è oggi giustamente considerato un <em>cult</em>. Sebbene alcuni possano trovare la trama un po’ macchinosa o il colpo di scena finale forse prevedibile per gli spettatori più attenti, l'impatto emotivo e visivo rimane intatto.</span></div>
<div><span class="cf1">Il film è un'audace riflessione sul tema della dannazione e dell'identità. Harry Angel è intrappolato in un destino che ha egli stesso forgiato, in
un patto diabolico che ha dimenticato. Il film esplora come il peccato non possa essere cancellato o semplicemente dimenticato: ritorna sempre per esigere il suo tributo. La metafora dell'ascensore che scende, che chiude
il film, non è solo un effetto drammatico, ma la visualizzazione della caduta inesorabile nell'abisso dell'anima.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Angel Heart - Ascensore per l'inferno</em> è un thriller affascinante, un <em>noir</em> gotico e orrorifico che non teme di esplorare i lati più oscuri della fede, della magia e della natura
umana. È un film che si guarda con un senso crescente di disagio e che lascia un'eco di angoscia anche dopo i titoli di coda. Un'opera imperdibile per gli amanti del genere e per chiunque apprezzi un cinema
d'atmosfera, audace e splendidamente diretto.</span></div>
<div><span class="cf1">Un capolavoro <em>cult</em> del cinema oscuro.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/475eXZ1" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/43jcZ6h" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink3b23c15177c4623eaef39f8dd4bdc53a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/angel-heart-cover_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 351,'height': 512,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3b23c15177c4623eaef39f8dd4bdc53a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/angel-heart-cover_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="292" /></a><br></div><div><script> var showboxlink0f66c962dd32ce17578431e5413cfd56 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/angel-heart-scene_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1920,'height': 1038,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0f66c962dd32ce17578431e5413cfd56, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/angel-heart-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="109" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=0iKzekw3xn8">https://www.youtube.com/watch?v=0iKzekw3xn8</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 03:47:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Benedetta di Paul Verhoeven]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000164"><h1 class="imHeading1">Un genere nuovo nella filmografia del regista olandese</h1><h2 class="imHeading2">Che prevede tutte le atmosfere torbide legate alla tematica sesso-violenza</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Benedetta (Francia, Paesi Bassi, Belgio 2021)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Paul Verhoeven. Soggetto: Judith C. Brown, dal saggio Atti impuri - Vita di una monaca lesbica nell’Italia del Rinascimento. Sceneggiatura:
Paul Verhoeven, David Birke. Fotografia: Jeanne Lapoirie. Montaggio: Job ter Burg. Musiche: Anne Dudley. Scenografia: Katia Wyszcop. Costumi: Pierre-Jean Larroque. Produttori: Saïd Ben Saïd, Michel Merkt, Jérôme
Seydoux. Case di Produzione: SBS Productions, Pathé, France 2 Cinéma, France 3 Cinéma, Topkaki Films, Belga Productions. Distribuzione (Italia): Universal Pictures. Paesi di Produzione: Francia, Belgio,
Paesi Bassi. Anno: 2021. Durata: 127’. Genere: Drammatico., Erotico, Storico, Biografico. Interpreti: Virginie Efira (Benedetta Carlini), Charlotte Rampling (la badessa), Daphné Patakia (Bartolomea), Lambert Wilson (il nunzio), Olivier Rabourdin (Alfonso Cecchi), Louise Chevillotte (Christina), Hervé Pierre (Paolo
Ricordati), Clotilde Courau (Midea Carlini).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3WyNXwf" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46PN6xp" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Paul Verhoeven</strong> - famoso per <em>Basic Instinct</em> e <em>Robocop</em>, ma autore anche di pellicole interessanti come <em>Elle</em> e <em>L’uomo senza ombra</em> - alla veneranda età di 83 anni gira il suo (per ora) ultimo film continuando a esplorare
i meandri di amore, sesso e violenza, questa volta con un film in costume, ambientato nel 1600, all’interno del convento di Pescia. Un genere nuovo nella filmografia del regista olandese, una sorta di tonaca-movie fuori
tempo massimo, che in sintonia con la poetica del regista prevede tutte le atmosfere torbide legate alla tematica sesso-violenza. La sceneggiatura di <strong>Verhoeven</strong> parte dalla vera storia di <strong>Benedetta Carlini</strong>, suora del XVII secolo che s’innamora di una novizia all’interno del convento, ma alla base di tutto c’è il saggio di <strong>Judith C. Brown</strong> intitolato <em>Atti impuri - Vita di una monaca lesbica nell’Italia del Rinascimento</em>. La storia è abbastanza semplice, segue l’esistenza della piccola Benedetta (<strong>Efira</strong>) che entra in convento e manifesta un temperamento visionario che la porta a comunicare direttamente con Cristo. A un certo punto sembrano comparire sul suo corpo le stimmate,
ma non tutti le credono, prima viene nominata Madre Superiora ma alla fine viene messa sotto processo con l’accusa di blasfemia e saffismo. Nel frattempo è sbocciato l’amore tra Benedetta e Bartolomea (<strong>Patakia</strong>) che si lasciano andare a rapporti lesbici travolgenti. Non andiamo oltre con la trama, aggiungiamo che il film è ambientato in Italia - girato tra Bevagna, la
Val d’Orcia e Montepulciano - con la finzione di trovarsi a Pescia e a Firenze. Alcune sequenze degli interni sono state riprese nell’Abbazia di Silvacane e in quella di Le Thorenet, in Francia. Il periodo storico
consente di mettere sullo sfondo la peste a Firenze che si propaga per molte località toscane ma lascia immune Pescia, forse per la presenza della suora in odor di santità. Il film in lavorazione viene intitolato
<em>Blessed Virgin</em> (Vergine Benedetta), poi modificato in <em>Benedetta</em>, giunto subito dopo <em>Elle</em> - film di buon successo - scelto dal regista che stava pensando di girare un film su Gesù e uno sulla Resistenza Francese nella Seconda Guerra Mondiale, indice del fatto che voleva proprio fare una pellicola
storica. Il film presenta i suoi momenti migliori in una sceneggiatura spezzata da parti oniriche (le visioni di Benedetta) dove apprezziamo un Cristo salvatore e vendicativo che decapita i cattivi a colpi di spadone, tra
effetti splatter fantastici. Sono realizzate con estremo realismo le parti lesbiche, interpretate con sensualità e bravura da <strong>Efira</strong> e <strong>Patakia</strong>, ma anche le torture inflitte a Bartolomea per farla confessare sono riprodotte con estremo
verismo. Tra le interpreti spicca l’esperta <strong>Charlotte Rampling</strong>, bravissima nei panni della badessa miscredente, che ha una figlia e pensa solo al denaro, per poi morire di peste dopo aver tentato di far mettere al rogo Benedetta. <strong>Lambert Wilson</strong> è il perfido nunzio apostolico fiorentino che conduce il processo contro Benedetta ed è il sadico torturatore di Bartolomea, ma fa una brutta fine,
aggredito dai bubboni della peste. Fotografia luminosa dei colli senesi (<strong>Jeanne Lapoirie</strong>) per gli esterni di un film dal cupo e claustrofobico impianto teatrale. Montaggio compassato da cinema d’autore, ma sono 127 minuti che non pesano sullo spettatore, sempre coinvolto dalle azioni in scena (<strong>Job ter Burg</strong>). La colonna sonora di <strong>Anne Dudley</strong> è basata su musiche dal taglio sinfonico che ricordano l’ambiente canonico. Scenografia (<strong>Katia Wyszcop</strong>) e costumi (<strong>Pierre-Jean Larroque</strong>) perfetti, che riproducono molto bene il periodo storico. Film presentato a Cannes &nbsp;nel 2021, fermato dal Covid, distribuito nelle sale nel 2023, osteggiato dalla Chiesa Cattolica, al punto che in alcuni paesi
(Singapore) si è visto opporre un netto rifiuto e in America ha dovuto patire molte proteste da parte di gruppi cattolici tradizionalisti. Per noi è un film assolutamente da vedere, proprio per il motivo per
cui la Chiesa Cattolica più oltranzista lo ha osteggiato. Tra i migliori lavori di <strong>Verhoeven</strong>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3WyNXwf" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/46PN6xp" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad (Blu-ray)</span></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkdf8b52576e4afb2d1e8d986577b0d143 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/benedetta-cover_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 729,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdf8b52576e4afb2d1e8d986577b0d143, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/benedetta-cover_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink291d7bdf2a4503d3ae6e250fb4d25f2b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/benedetta-scene_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1296,'height': 730,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink291d7bdf2a4503d3ae6e250fb4d25f2b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/benedetta-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=DW5wOtLSfPs">https://www.youtube.com/watch?v=DW5wOtLSfPs</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 16:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ishtar di Maurizio Cometto]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000163"><h1 class="imHeading1">Un dramma familiare in forma di incubo</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Solo Ishtar conosce l’orrore che si nasconde dietro quelle voci</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><strong><em></em></strong><em>Uno degli autori più interessanti del fantastico italiano contemporaneo</em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4q6vVPx" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La trama di <em>Ishtar</em> di <strong>Maurizio Cometto </strong>è solo in apparenza semplice e ruota attorno a una famiglia come tante: Paolo, manager distratto e autocentrato; Beatrice, moglie stanca e spenta; Mattia, adolescente in bilico tra rabbia e fragilità. Una
famiglia borghese, chiusa in un equilibrio fatto di silenzi e abitudini. Ma ogni notte, quando la casa tace, tre voci cominciano a sussurrare. Ognuno di loro ne sente una diversa, ed è come se quelle presenze conoscessero
le loro paure più segrete. L’unica creatura che sembra intuire la verità è Ishtar, la gatta di casa, in dolce attesa, spettatrice inquieta di un male che cresce con il ritmo della sua gravidanza.
<strong>Cometto </strong>non racconta una storia di fantasmi nel senso classico: il suo orrore è più sottile, psicologico, “domestico”. L’angoscia
nasce dalla ripetizione, dalle stanze che si fanno strette, dai pensieri che tornano a mordere. La scrittura, scarna ma elegante, amplifica il disagio con la precisione di un bisturi: non c’è bisogno di mostri
o di colpi di scena, basta il riflesso degli occhi della gatta nel buio per spalancare un abisso.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ogni dettaglio quotidiano si carica di un senso di minaccia. È come se l’autore costruisse la tensione in controtempo, un passo indietro alla volta, fino a quando il
lettore si accorge di essere finito in trappola. <em>Ishtar</em> è soprattutto una storia di colpa e rimozione, un dramma familiare in forma di incubo. Nel microcosmo
della casa, ogni personaggio è chiuso nel proprio inferno privato. Paolo reprime il senso di fallimento dietro l’ossessione per il lavoro e il denaro; Beatrice affoga nella depressione e nella stanchezza emotiva;
Mattia, cresciuto nell’indifferenza, incarna la rabbia cieca di chi non sa più distinguere tra realtà e immaginazione. Ishtar, animale e simbolo, diventa il tramite tra questi mondi, la testimone muta di
un trauma che si rinnova ogni notte. È l’innocente e, insieme, la chiave di volta del male che abita la casa. L’atmosfera che <strong>Cometto</strong> costruisce è quella dell’incubo lucido, sospeso tra il sogno e la colpa. Il tema del doppio, del riflesso deformato, attraversa l’intera narrazione:
ognuno dei tre si trova davanti al proprio fantasma interiore, e il confine tra il mondo reale e quello mentale si dissolve inesorabilmente. In <em>Ishtar</em> la casa è una prigione di memorie, ma anche un organismo vivo, che respira e custodisce un segreto. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Cometto</strong> dimostra ancora una volta di essere uno degli autori più interessanti del fantastico italiano contemporaneo. Il male, in
<em>Ishtar</em>, non è un’entità astratta, ma il riflesso distorto delle nostre mancanze, il risultato di ciò che non siamo stati capaci di amare.
In un panorama dove l’horror spesso cerca l’effetto facile, <strong>Cometto</strong> firma invece una storia che inquieta per la sua umanità. <em>Ishtar</em> è, in fondo, una storia sulla fragilità, sull’amore, sulla colpa e sulla redenzione impossibile.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Maurizio Cometto è nato a Cuneo nel 1971. Tra i suoi libri pubblicati, il romanzo <em>Il costruttore di biciclette</em> (Il Foglio 2006), la raccolta <em>L’incrinarsi di una persistenza e altri racconti fantastici</em> (Il Foglio 2008), il romanzo per istantanee <em>Cambio di stagione</em> (Il Foglio 2011). Nel 2016 sono usciti in e-book il racconto lungo <em>La macchia</em>, per Acheron Books, e il romanzo di formazione <em>Michele e l’aliante scomparso</em>, per Delos Digital. Nel dicembre 2017 è uscita la raccolta di racconti <em>Heptahedron</em>, per Acheron Books. A fine 2018 è uscito per le edizioni Il Foglio <em>Magniverne</em>, contenente la riedizione de <em>Il costruttore di biciclette</em> insieme ad altri racconti lunghi accomunati da temi e ambientazioni. Nel settembre 2018 il racconto <em>La Tierra Blanca</em>, tradotto in inglese da <strong>Rachel S. Cordasco</strong>, è stato incluso nel primo numero della prestigiosa rivista The Silent Garden, edita da Undertow Publications. Ha pubblicato numerosi racconti in antologie, siti internet e riviste. Laureato in Ingegneria
Meccanica, vive a Collegno.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Ishtar</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Maurizio Cometto</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: Ghost Stories</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 61</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 978-8825434156</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: 1,99 € Ebook</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4q6vVPx" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink13f94f28fe9308d3a585656233bdff12 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ishtar-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 771,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink13f94f28fe9308d3a585656233bdff12, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ishtar-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink325ea5cdd7d6d31059194ff71d2ca648 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Maurizio-Cometto_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 297,'height': 300,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink325ea5cdd7d6d31059194ff71d2ca648, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Maurizio-Cometto_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="152" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 05:26:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il veliero di pietra]]></title>
			<author><![CDATA[Gloria Barberi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000161"><h1 class="imHeading1">L’azzurro fulgido del cielo mi si riversa negli occhi come metallo fuso</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Il lungo stridore delle catene, come il grido di un rapace che spicca il volo dalla roccia più alta</h2><div><div>Il veliero di pietra si è arenato al centro del giardino. Robuste catene di rampicanti lo condannano a una ingloriosa morte per muffa e abbandono. Povero simulacro che mai ha solcato l’oceano! Eppure, qualche lembo di pietra libera dalla corrosione biancheggia qua e là simile a incrostazioni di sale; così non è difficile immaginare che questa grande carcassa immota sia stata un tempo regina dei mari, e soltanto la rabbia di un tifone l’abbia strappata al suo elemento naturale, scaraventandola a miglia e miglia dalla costa, come per dispetto. Il giocattolo infranto del Gigante Verde ora giace qui, senza vita, senza suono. Niente vento a destare voce di sirene tra gli alberi smozzicati e nudi; lungo le sue fiancate niente correnti in carezze liquide a cui rispondere con sospiri e gemiti di voluttà del fasciame.</div> <div>Il veliero morto tace. Per sempre. Ma ha mai parlato? Ha mai cantato, insieme al vento? Ha mai respirato al ritmo della marea? Ha mai avuto vita?</div> <div>*</div> <div>– Sono qui, sono qui! – gridò Petra picchiando i pugni contro la porta chiusa. – Ehi! Sono qui!</div> <div>Le voci l’avevano strappata da un torbido dormiveglia… non dormiva mai un vero sonno su quella branda… e da principio aveva pensato che lui stesse dando qualche festa, che avesse degli ospiti. E si era rannicchiata ancor di più su quella branda, tirandosi le lenzuola sul capo.</div> <div>Poi l’avevano raggiunta i richiami, il rumore dei passi; e dal tono delle voci aveva capito: era salva.</div> <div>*</div> <div>Tutta la mia vita è come questo veliero di pietra. Forse, un tempo, quand’era appena stato scolpito, e le intemperie e l’edera non l’avevano ancora storpiato, poteva apparire quasi reale. Una vera nave pronta a salpare. Ma come farsi illusioni sulle vele? Non ne ha mai possedute. Ha sempre teso al cielo alberi nudi.</div> <div>Così la mia vita. Senza il vento a darle voce. Non ha mai preso il largo. Si corrode, giorno per giorno immota, in un giardino di pietra.</div> <div>*</div> <div>– Se vuoi, posso trovarti un interprete che parli polacco.</div> <div>Petra scosse la testa. – Non c’è bisogno. – Una scintilla di sorriso animò per un istante il suo pallore. – Conosco tante lingue, sa? Ho fatto gli studi per il turismo.</div> <div>La donna in tailleur grigio, che stava seduta accanto al letto, piegò la testa in un cenno d’assenso, senza scomporre una sola ciocca dei capelli color miele.</div> <div>– Te la senti di raccontarmi com’è andata?</div> <div>Petra si guardò le mani, le unghie rose nell’angoscia di tante settimane. – Sì – rispose. – Certo. Ero appena uscita di casa, andavo al lavoro…</div> <div>*</div> <div>Nel mio sogno stavano tutti in fila. Silenziosi, compunti e pallidi.</div> <div>Bambini. Ce n’erano forse un centinaio. La fila iniziava dal cancello del parco e arrivava fino alla nave. E si muoveva. Adagio, un passo alla volta. L’andatura di uno stupido bruco remissivo. Su per una passerella di marmo bianco.</div> <div>I bambini salivano in silenzio. Sui loro volti non c’era sgomento. Ma neppure curiosità e aspettativa. Eppure sapevano che si stavano imbarcando per un viaggio meraviglioso ai confini del mondo… E sarebbe stata la loro voce, a guidarli! Al levar della luna, si sarebbe levato anche il loro canto. Note aeree e vibranti, una brezza che avrebbe gonfiato le vele.</div> <div>Il capitano stava a prua, in piedi, le braccia conserte sul petto. Immagine della solidità e della calma. La sua divisa era bianca come il marmo della passerella lungo la quale salivano i bambini, e su di essa rilucevano galloni d’oro.</div> <div>Aveva un volto vagamente familiare, il capitano. Pensavo fosse mio padre. Mio padre lontano da così tanto tempo, ormai, che per sostituirlo mi ero scolpito mille nebulosi simulacri con milioni di differenti espressioni, e abiti, e sguardi. Ma quest’uomo! Gli occhi limpidi e ardenti, come certe gemme in cui ancora pulsa il fuoco sotterraneo che le ha modellate; la fronte appena increspata, come un mare in bonaccia; la voce… udivo i suoi ordini fluire con la cadenza di una leggenda raccontata attorno a un fuoco… Doveva essere lui. Il padre mai conosciuto.</div> <div>Ma adesso che sono cresciuto, so la verità.</div> <div>Ero io. Sono io, il capitano.</div> <div>*</div> <div>– È stato per il mio… aspetto, si dice così?</div> <div>La donna in grigio annuì. – Sì. Ma cosa vuoi dire?</div> <div>Petra si sporse verso di lei, stringendo tra i pugni il crocchiante cotone di quelle lenzuola d’ospedale, gualcendolo. – I miei vestiti! I calzettoni, soprattutto. E le scarpe senza tacco…</div> <div>*</div> <div>Stiamo salpando. Sento il fremito della pietra sotto alle piante dei miei piedi nudi. Un capitano dalla divisa bianca e oro, e scalzo!</div> <div>Cerco con lo sguardo le vele. So che ci sono! Ma non riesco a vederle. C’è troppa luce, e l’azzurro fulgido del cielo mi si riversa negli occhi come metallo fuso. Ma le vele devono esserci. Altrimenti non potremmo salpare.</div> <div>Le vele che io ho creato! E le gonfia il canto di cento limpide voci.</div> <div>Il lungo stridore delle catene, come il grido di un rapace che spicca il volo dalla roccia più alta.</div> <div>Salpiamo!</div> <div>*</div> <div>– I clienti ci vanno pazzi, capisce. Anche se ho diciassette anni, a loro pare che ne ho di meno. Tredici… Dodici. Anche perché sono magra, con poche tette. Credono che sia piccola. Una bambina.</div> <div>*</div> <div>Mi sono sentito tirare per la manica. Era il mozzo: corpo di un bambino di dieci anni, volto di centenario.</div> <div>– Capitano, venga a vedere cosa abbiamo pescato!</div> <div>Lo seguo. A poppa.</div> <div>– Un tesoro, capitano!</div> <div>La rete avvolge la creatura in una trina d’argento, e alla prima occhiata ho pensato si trattasse di una bambola. Una stupenda bambola alla deriva, una polena scampata a un naufragio.</div> <div>Ma c’è questo scintillio d’oro che l’avvolge dai fianchi in giù… Squame: delicate come il disegno <em>rishi</em> su un sarcofago egizio. E la pinna è ventaglio di geisha.</div> <div>Respira. È viva.</div> <div>I seni, appena accennati in un biancore rosato tra le onde azzurre dei capelli, fremono all’alito della vita.</div> <div>Mi chino su di lei, la libero dalla rete con mani tremanti per l’impazienza, goffe per la cautela che m’impongo. È così delicata…</div> <div>I suoi capelli dilagano come acqua sulla pietra grigia del ponte. Folti come le alghe degli Abissi!</div> <div>Il viso ha la perfezione di un cameo scolpito nel corallo bianco. Labbra di madreperla.</div> <div>Per svegliarla, le canto un’antica canzone che parla di isole lontane.</div> <div>Lei schiude le palpebre, fini come ali di falena.</div> <div>I suoi occhi!</div> <div>Sono neri.</div> <div>*</div> <div>– Mi ha presa alle spalle. Ho sentito un rumore, come quello che fa una bomboletta di deodorante… Qualcosa sulla faccia. Un odore… Non ho capito più niente. Poi mi sono svegliata in quella stanza orribile…</div> <div>*</div> <div>Non parla. Si limita a fissarmi con quegli occhi notturni. Il suo sguardo è ali di pipistrello e pleniluni invernali.</div> <div>Con la lingua, ho cercato perle tra le sue labbra. Qualcuno mi ha raccontato, tanto tempo fa, che sono lacrime degli dèi.</div> <div>Ma lei è rimasta immota, come se non le importasse.</div> <div>Ho accarezzato quei suoi seni di madreperla. Nessun fremito, quasi che in quell’istante anche il respiro si fosse fermato.</div> <div>E lei ha continuato a guardarmi. Nessun indizio d’alba nelle sue pupille.</div> <div>Se soltanto mi dicesse come strappare via quelle preziose eppure orride squame, e rivelare le sue gambe di danzatrice! L’accompagnerei in un lungo valzer su questo ponte di pietra.</div> <div>Se mi dicesse…</div> <div>Scenderei negli Abissi, per lei. Affronterei la strega e le porterei il filtro magico che opererebbe il miracolo.</div> <div>Sirenetta, questa volta non sarai costretta a rinunciare alla tua voce, per il privilegio di danzare tra gli uomini. Sarò io a vendere per te il mio respiro, il mio sangue, il mio nome.</div> <div>Soltanto per vederti danzare.</div> <div>*</div> <div>– Non c’erano finestre, mi sentivo soffocare. Quando ho cercato di muovermi, mi sono accorta di essere incatenata al letto. E poi ho visto tutte quelle cose intorno a me… I ferri nel muro, le corde che pendevano dal soffitto… e le fotografie! Anche ritagliate dai giornali. Fotografie di bambini.</div> <div> *</div> <div>Di nuovo, mi sono sentito tirare per una manica.</div> <div>Era sempre lui, il mozzo con il corpo decenne e il volto centenario.</div> <div>– Non ci ha pensato, capitano? Forse lei ha già venduto la propria voce. L’ha venduta per trasformarsi in sirena!</div> <div>*</div> <div>– Quando si è accorto che non ero vergine, che non ero una bambina… Adesso mi ammazza, ho pensato. Sì, lo avrebbe fatto comunque, se ne sentono tante, oggi, su questi porci… Ma capisce, anche questo… Si sentirà preso in giro, mi sono detta. Mi guardava in un modo così strano…</div> <div>*</div> <div>È vero che hai venduto la tua voce per l’oro di queste squame? Non posso crederti così venale.</div> <div>Dev’essere stato per amore del mare. Certamente.</div> <div>Ma tu non rispondi, e i tuoi occhi notturni non si stancano di rovesciarmi addosso oscurità e silenzio. Il tuo silenzio! Non basta, a soffocarlo, il canto delle piccole voci che sale dalla stiva.</div> <div>Alzo lo sguardo. La luna deride il mio desiderio. Sul suo biancore si disegna, nera, la nudità dell’albero maestro.</div> <div>*</div> <div>– Dopo qualche giorno, mi ha portato un televisore, e un lettore DVD. E mi ha costretta… per ore!… a guardare quelle scene orribili. Diceva che dovevo vederle, così l’avrei aiutato a capire dove aveva sbagliato. Pensava, mi ha detto, che l’innocenza dei bambini l’avrebbe purificato dal… peccato della sua nascita. Quando ne avesse raccolta abbastanza… Diceva che era come tuffarsi in un mare di latte, o nel vento. Il vento è puro.</div> <div>*</div> <div>Il vento è puro. E canta.</div> <div>*</div> <div>L’uomo entrò senza bussare. La sua divisa giustificava la scortesia.</div> <div>La donna in grigio si volse, gli scoccò uno sguardo interrogativo.</div> <div>– Ancora niente – rispose l’uomo. – Non siamo neppure riusciti a scoprire chi ha fatto la telefonata. – Guardò brevemente Petra. – Hai avuto fortuna – disse, e suonava quasi come un rimprovero.</div> <div>– I vicini? – chiese la donna in grigio.</div> <div>– Non sanno niente, come c’era da aspettarsi. Lo hanno descritto come il solito tipo insignificante, solitario. Nemmeno nell’ufficio dove lavorava sanno gran che di lui. Ma sembrano sinceri. No, chi ha fatto la telefonata doveva essere uno che conosceva bene quella casa, sapeva della cantina e della stanza dietro la finta parete.</div> <div>– E i corpi dei bambini?</div> <div>– Niente, per ora.</div> <div>– Chissà dove può averli nascosti… Magari li ha bruciati.</div> <div>Due paia d’occhi (castani quelli dell’uomo, grigi quelli della donna) fissarono Petra. Lei scosse la testa.</div> <div>– No, io non so niente di questo, non me ne ha mai parlato. Anzi, si comportava come se lui, a quei bambini, gli avesse… fatto del bene. Li ho liberati, diceva. Ho liberato le loro… le loro voci.</div> <div>*</div> <div>Mia madre mi ha sempre detto di stare attento alle sirene. Fin da quand’ero bambino. Me le additava, mentre al crepuscolo nuotavano seguendo le risonanti correnti dei viali periferici, s’immergevano sotto le volte sotterranee dei metrò, si spiaggiavano attorno ai piazzali delle stazioni.</div> <div>Tornavamo verso casa, rinchiusi nell’auto come in una conchiglia di metallo. Protetti. O prigionieri?</div> <div>Con me era l’odore di polistirolo e plastilina dell’aula scolastica. Lei odorava del sudore di una giornata spesa a pulire le case degli altri.</div> <div>E a casa nostra ci aspettava odore di chiuso e cibi freddi. Mentre là fuori… Profumo di vento tra le cime degli alberi, salmastro dei lontani oceani tra i capelli delle sirene.</div> <div>Guardati da loro! Ricordalo sempre. Il loro amore è letale. È per una di loro che tuo padre s’è perduto, lontano, imprigionato nella barriera corallina delle sue labbra.</div> <div>E io promettevo, obbediente e remissivo come un bravo bambino dev’essere.</div> <div>Ma sognavo la voce del mare.</div> <div>*</div> <div>– Mi diceva delle cose così strane… Che mi amava. Era il suo destino. Aveva fatto di tutto per evitarlo, ma era scritto nel… nel suo sangue. Mi amava. E mi avrebbe portata con lui a fare un viaggio… su una barca…</div> <div>La donna in grigio inarcò le sopracciglia bionde. – Una barca?</div> <div>L’uomo in divisa scosse la testa. – Non ci risulta, ma potrebbe anche essere. Certo che, se ha tagliato la corda stamattina, a quest’ora sarà già in Riviera.</div> <div>Petra alzò le mani, piccole mani bianche dalle unghie consumate, a implorare attenzione. – No, no. Non credo che parlasse di una barca vera. Mi diceva che non poteva navigare, perché … perché era di pietra.</div> <div>*</div> <div>Sognavo…</div> <div>la voce…</div> <div>del mare…</div> <div>*</div> <div>– Villa Solari! – esclamò l’uomo in divisa.</div> <div>Le sopracciglia della donna in grigio guizzarono nell’aggrottarsi della fronte. – Ma è chiusa da anni.</div> <div>– Non è difficile entrare nel parco, la recinzione è sfondata in parecchi punti. E quel parco è l’unico posto, in città, dove si può trovare una nave di pietra.</div> <div>*</div> <div>In paese dicevano che eri pazzo, Cavalier Solari. Un vecchio eccentrico come un Ulisse che non abbia saputo ritrovare la rotta per Itaca; e perciò ti eri costruito questo veliero di pietra in giardino. Potevi goderti i tuoi soldi su una vera barca, girare il mondo intero… Ma non ti muovesti mai di qua. Dicevi che la città, con i suoi veleni, ti era penetrata dentro inavvertitamente, e ormai le tue ossa erano cemento, nelle vene ti scorreva lo smog. L’unico viaggio volevi compierlo su questo simulacro. Doveva essere la tua tomba. Ma i parenti-serpenti ti hanno tradito. Alla tua morte ti hanno sbattuto nel cimitero comunale, sotto una lapide come ce ne sono tante, e si sono divisi quanto restava della tua fortuna. Della casa e del parco non sapevano che farsene. Troppo grandi, l’una e l’altro, con troppi angoli bui. Tristi. Hanno cercato di vendere la proprietà, ma nessuno l’ha voluta. Ti assomigliava troppo, con quegli angoli bui, e la tristezza.</div> <div>*</div> <div>Petra appoggiò la testa sul cuscino, ascoltando i passi che si allontanavano nel corridoio.</div> <div>“Stai tranquilla, è tutto finito”, l’aveva rassicurata la donna bionda, con premura formale, prima di andarsene.</div> <div>Tutto finito, secondo lei. La paura, la sofferenza… No, no. Di queste, Petra ne conosceva abbastanza ogni giorno, ogni notte, lungo i viali, davanti alle stazioni. Non sarebbero finite mai.</div> <div>La prigionia, allora; l’angoscia di terminare i propri giorni in quella cantina, sepolta viva, inerme nelle mani di quell’uomo, tremando di terrore nell’attesa del suo ritorno… eppure desiderandolo, perché portava cibo, e il suono di una voce.</div> <div>Era il solo che le avesse mai detto “Ti amo”.</div> <div>*</div> <div>L’amore di una sirena è sempre fatale.</div> <div>Mi afferro alle sartie di rampicanti. A bordo, a bordo!</div> <div>Presto saranno qui. E anche loro saliranno a bordo, percorreranno il ponte, scenderanno nella stiva. Scopriranno il mio tesoro. La voce del vento, imprigionata.</div> <div>Non mi perdoneranno. Non merito perdono. L’ho letto nei suoi occhi notturni. Perciò, oggi, ho cantato per i tritoni, ho detto loro che venissero a riprendersi la loro piccola sirena. Perché lei mi ha mostrato il mio errore, nudo come l’albero maestro. Lei mi ha fatto comprendere che si può essere senza voce e regnare sul mare.</div> <div>Triste lezione.</div> <div>Come mi sono ingannato! Come mi illudevo! Strappare la mia vita dagli ormeggi della Realtà…</div> <div>Nessun vento può creare dal nulla una vela.</div> <div>Avrei dovuto cercare di ottenerla, invece, così come la mia piccola sirena ha avuto le sue squame e la sua pinna, dando in cambio qualcosa di me.</div> <div>Non per amore del viaggio e della nave.</div> <div>Per amore del mare.</div> <div>Mi sdraio tra quanto rimane del mio sogno. Detriti di un naufragio. Brandelli d’abiti, piccole ossa verdi di muffa.</div> <div>M’adagio nella dolcezza (ingannevole!) del canto.</div></div><div><br></div><div><div><strong>L’AUTRICE<br></strong>Gloria Barberi debutta nel mondo del Fantastico all’inizio degli anni ‘80 sulle pagine delle fanzines SF…ere e Pulp cui fanno seguito pubblicazioni su riviste e periodici sia amatoriali che professionali. Il racconto “La notte di san Valentino” è apparso in Francia nell’antologia “Cosmic erotica” successivamente edita in Italia da Fanucci. Presente anche in diverse antologie di autori vari edite da Il Cerchio (Rimini) a seguito di vittorie e piazzamenti al Premio San Marino.<br>È autrice di due antologie personali: Racconti Notturni edito da Primordia (MI) e Come le bambole di notte (Montedit, MI) e di alcuni romanzi: I Custodi apparso su The Dark Side n° 34; Le viscere del Diavolo (Diesel Extra); Lo specchio scarlatto (Diesel Speciale “Pastiche”).<br>Nel 1987 collabora alla trasmissione radiofonica “Galactica” di Radio Time di Scandicci (FI). Da qualche anno si occupa di teatro in veste di attrice/caratterista nella compagnia del Teatro Stabile San Giuseppe di Ruta di Camogli, del quale cura la pagina Facebook, ma anche di autrice. La pièce “Il palazzo della Notte” ha vinto nel 2001 il premio Città di Moncalieri ed ha partecipato in seguito alla rassegna Aquilegia blu (Torino, 2002) nell’interpretazione dell’attrice Franca Berardi.<br>Tra i premi conseguiti per la narrativa fantastica ci sono il Premio Italia, Lovecraft, Courmayeur e Repubblica di San Marino.<br>Negli anni ‘90 ha lavorato come traduttrice per la casa editrice Nord e per la rivista esoterica Primordia, oltre che per alcuni privati.<br>Appassionata anche di poesia, fa parte da diversi anni del gruppo di scrittura “Anna di Vienna” che prevede incontri a cadenza mensile su un argomento a tema e un reading/spettacolo a fine stagione, con lettura di poesie e prosa, siparietti teatrali, proiezioni video e musica dal vivo.<br>Nella primavera/estate del 2019 è uscito a puntate on line su Club Ghost il feuilleton “L’occhio sinistro di Horus” ispirato alla scoperta della tomba del faraone Tutankhamon, in seguito pubblicato dalla casa editrice Lindau di Torino con il titolo “La maledizione del faraone”.<br>Chi desiderasse approfondire queste notizie può cercare in rete, su Fantascienza.com e altri siti.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink49940a7b4a8a126de21f6d18b74904aa = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/veliero-pietra_bar.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1206,'height': 678,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink49940a7b4a8a126de21f6d18b74904aa, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/veliero-pietra_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="113" /></a><br></div><div><script> var showboxlink069767a65c26e91560d3361fc04e3f25 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gloria-barberi_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 417,'height': 414,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink069767a65c26e91560d3361fc04e3f25, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gloria-barberi_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="100" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 06:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ottobre da brividi con Midnight Factory]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=News"><![CDATA[News]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000160"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un vortice di uscite e sorprese</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Il brand horror accompagna i fan in un viaggio continuo tra brividi, cult e novità</span></h2><div><div><span class="cf1">Ottobre è il mese in cui la paura prende forma e Midnight Factory, che quest’anno celebra 10 anni, lo sa bene: dal 2015 la sua fabbrica dell’orrore non si ferma mai e porta il cinema di genere in tutte le case, su ogni schermo e sugli scaffali dei collezionisti. Il mese dell’horror per antonomasia si apre con un’infornata di otto titoli imperdibili su Prime Video, inclusi con Amazon Prime: <strong><em>Spoonful of Sugar</em></strong>, <strong><em>Winnie-the-Pooh - sangue e miele</em> <em>2</em><em></em></strong> e <strong><em>Die Alone</em></strong>, primi assaggi di un mese che regalerà agli appassionati l’imperdibile <strong><em>Oddity</em></strong> (13/10), oltre a delizie oscure quali <strong><em>Deep Web</em></strong> (14/10), <strong><em>Halloween Park</em></strong> (14/10) e <strong><em>The Eastfield Exorcism</em></strong> (16/10). Ma non si può celebrare Halloween senza la star, Art il Clown: dal 20 ottobre sarà finalmente disponibile per tutti gli abbonati Prime Video <strong><em>Terrifier 3</em></strong>, che dopo il successo cinematografico dello scorso anno è pronto a essere protagonista assoluto anche questo Halloween e a confermarsi come l’appuntamento più atteso dai fan del terrore.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Per chi ama esplorare la via dell’orrore scegliendo accuratamente ogni singolo titolo, su tutte le piattaforme di streaming saranno disponibili in noleggio o in acquisto tre film che spaziano dall’horror ironico al più cupo e sacrilego: <strong><em>Bambi - La Vendetta</em> </strong>(già disponibile), nuovo tassello del <em>Poohniverse</em>; <strong><em>Le Regole di Jenny Penn</em></strong> (dal 14 ottobre), disturbante discesa nell’oscurità dei rapporti umani; e <strong><em>Dark Nuns</em></strong> (dal 28 ottobre), che nello stesso giorno approderà anche su Far East Channel, canale in abbonamento su &nbsp;Prime Video.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">E se un titolo per volta non basta, Midnight Factory Channel è la destinazione perfetta per una scorpacciata di incubi. Il canale (disponibile su<strong> </strong>Prime Video e Mediaset Infinity) che raccoglie più di 250 film, in ottobre si arricchisce con una selezione che unisce grandi cult e novità inedite: da <strong><em>The Angel Maker</em></strong> (già disponibile) a <strong><em>Hellraiser II - Prigionieri dell’Inferno</em></strong> (già disponibile), passando per <strong><em>The Other</em></strong> (dal 17 ottobre) e <strong><em>Grano Rosso Sangue II - Sacrificio Finale</em></strong> (dal 21 ottobre). E ancora: <strong><em>Bloat - Il Demone del Lago</em></strong> (dal 25 ottobre), che vede tra i protagonisti Benjamin McKenzie (l’indimenticato Ryan Atwood di <em>The O.C.</em>), e infine, nella notte di Halloween, <strong><em>One for the Fire: The Legacy of “Night of the Living Dead”</em></strong> (dal 31 ottobre), un viaggio alle origini di un mito senza tempo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il brivido si colleziona anche su supporto fisico. Dal 14 ottobre arriva il boxset dedicato a <strong>Ruggero Deodato</strong>, un’edizione limitata per veri intenditori, con quattro dischi 4K Ultra HD, altrettanti Blu-ray, 5 card, booklet di approfondimento e una cover art esclusiva di <strong>Daniele Serra</strong>. I titoli inclusi nel boxset sono <em>La casa sperduta nel parco</em>, <em>Uomini si nasce poliziotti si muore, L’ultimo sapore dell’aria</em> e <em>Ondata di piacere</em>: ciascuno arricchito da numerosi contenuti extra inediti. E a chiudere il mese, proprio alla vigilia di Halloween, <strong><em>Bambi - La Vendetta</em></strong> arriva in edizione Steelbook 4K + Blu-ray e in Limited Edition DVD, entrambe con booklet, pronto a trovare posto sugli scaffali di tutti i collezionisti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Sempre per chi ama stringere tra le mani l’orrore, la festa continua per tutto il mese sullo store online <strong>Fan Factory</strong>, con sconti fino all’80% su centinaia di prodotti Midnight Factory e non solo. Un’occasione unica per recuperare i grandi classici e aggiungere nuovi titoli alla propria collezione.</span></div> <div><span class="cf1">Insomma, ottobre è un vortice di uscite e sorprese targate Midnight Factory: dal digitale, al fisico, il brand horror numero uno in Italia accompagna i fan in un viaggio continuo tra brividi, cult e novità. Un mese che non lascia tregua, e che ricorda ancora una volta che il male, quando è fatto bene, ha sempre il volto di Midnight Factory.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">A proposito di Midnight Factory</strong></div> <div><span class="cf1">In qualità di azienda leader nella distribuzione cinematografica e home video di prodotti mainstream e di nicchia, nel 2015 Plaion Pictures dà vita a Midnight Factory, nuova etichetta di proprietà che punta a raccogliere il meglio della produzione mondiale del genere horror, spaziando tra i classici contemporanei del genere e le declinazioni thriller e fantasy. </span></div> <div><span class="cf1">Attraverso Midnight Factory, Plaion Pictures mira a diffondere e a far conoscere al pubblico italiano i capolavori dei grandi maestri, le opere prime dei registi emergenti, i grandi classici del passato, le produzioni indipendenti e i titoli inediti. Una line-up di titoli - theatrical, digital e homevideo - ricca e variegata, accuratamente selezionata in base alla qualità delle produzioni, che va dai cult immortali della collana Midnight Classics (le saghe di <em>Halloween</em> e degli zombie di George Romero, <em>L’armata delle tenebre, Non aprite quella porta</em>, <em>Ultimo mondo cannibale</em>) ai maggiori esponenti della nuova scena horror, fra cui spiccano <em>Babadook,</em> <em>The Neon Demon</em>, <em>It Follows</em>, la saga di <em>Sinister</em>, <em>Gretel &amp; Hansel</em>, <em>X – A Sexy Horror Story</em>, il fenomeno globale <em>Talk To Me</em> e la saga di <em>Terrifier</em>, culminata nel successo da record di <em>Terrifier 3</em>. </span></div> <div><span class="cf1">Midnight Factory ha una vera e propria filosofia editoriale, sottolineata anche dalla scelta di presentare tutti i prodotti home-video in edizione da collezione e con contenuti rimasterizzati in alta definizione. I film, distribuiti sia in versione DVD che Blu-ray disc, sono presentati nella loro versione integrale, senza tagli di censura e arricchiti di speciali contenuti extra, come backstage, curiosità sul film, interviste al cast e al regista.</span></div> <div><span class="cf1">Per ulteriori informazioni, visitare il sito:  <a href="http://www.midnightfactory.it/" class="imCssLink">http://www.midnightfactory.it/</a></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">A proposito di Plaion e Plaion Pictures</strong></div> <div><span class="cf1">Plaion Pictures (precedentemente conosciuta come Koch Films) è la divisione dedicata alle produzioni cinematografiche, home video e digital di Plaion, un’azienda leader nella produzione e nella distribuzione di prodotti per l’intrattenimento digitale (software, giochi e film). Le attività di publishing, il marketing e la distribuzione dell’azienda si estendono in tutta Europa, negli Stati Uniti, in Australia e in Asia. Il gruppo Plaion ha oltre 28 anni di esperienza nel business della distribuzione digitale e si è affermato quale distributore indipendente numero uno in Italia e in Europa. &nbsp;</span></div> <div><span class="cf1">In ambito cinematografico e home video, Plaion Pictures rappresenta un punto di riferimento nella distribuzione sul territorio italiano. Estrema cura dei dettagli, altissima qualità dei contenuti, grande varietà di generi in grado di soddisfare i diversi gusti dei consumatori. Sono queste le parole chiave che caratterizzano il listino di Plaion Pictures. Si spazia dall’horror, con l’etichetta Midnight Factory (la saga di <em>Terrifier</em>, <em>Talk To Me</em> <em>Non aprite quella porta</em>, <em>Babadook</em>, <em>Hereditary</em>, <em>L’armata delle tenebre</em>, <em>X- A Sexy Horror Story</em>), agli anime con Anime Factory (<em>Dragon Ball Super: Broly</em>, <em>Lupin III</em>, <em>The First Slam Dunk</em>, <em>City Hunter</em>, <em>One Piece Stampede</em>, <em>Belle</em>) passando per i documentari (<em>Planet Earth I &amp; II</em>, <em>Amy – The Girl Behind The Name</em>, <em>Domani</em>, <em>Bianconeri Juventus Story – Il film</em>), i live action e le serie TV (<em>Nella tana dei Lupi</em>, <em>Dallas Buyers Club</em>, <em>The Last Witch Hunter</em>, <em>Sherlock</em>, <em>Orphan Black</em> e il franchise di <em>Star Trek</em>), arrivando fino all’animazione per i più piccini (<em>PJ Masks</em>, <em>Masha e Orso</em>, <em>Bing</em>, <em>Shaun Vita da Pecora</em>, <em>Peppa Pig</em>) e chiudendo con la grande arte (<em>Michelangelo Infinito</em>, <em>Caravaggio – L’anima e il sangue</em>, <em>Raffaello - Il principe delle arti</em>). Plaion Pictures è inoltre distributore in Italia per le edizioni home video di film e serie TV di Paramount Pictures (<em>Indiana Jones</em> Saga, <em>Mission Impossible</em> Saga, <em>Star Trek</em> Saga, <em>Top Gun</em> <em>Maverick</em>, <em>Scream</em> Saga, <em>Pulp Fiction</em>, <em>Il Padrino</em> Saga, <em>Sonic</em> Saga) e Universal Pictures (<em>Oppenheimer</em>, <em>Jurassic Park</em> Saga, <em>Fast &amp; Furious</em> Saga, <em>Il Gladiatore</em>, <em>Lo Squalo</em>, <em>Kung Fu Panda Saga</em>, <em>Cattivissimo me</em> Saga, <em>Schindler's List</em>). </span></div> <div><span class="cf1">La sede centrale di Plaion è a Planegg, nei pressi di Monaco e possiede filiali in Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, Italia, Svezia, Paesi Bassi, Austria, Svizzera, Polonia, Australia, Stati Uniti, Giappone e Hong Kong. Per ulteriori informazioni, visitare il sito: <a href="https://plaion.com/" class="imCssLink">https://plaion.com/</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink5c107ae6a9b83822647804b3357bffa6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Midnight-Factory-ottobre2025-ok1_bar.jpg','alt': 'Il logo di Midnight Factory.','title': 'Il logo di Midnight Factory.','width': 1500,'height': 896,'description': 'Il logo di Midnight Factory.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5c107ae6a9b83822647804b3357bffa6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Midnight-Factory-ottobre2025-ok1_bar.jpg" alt="Il logo di Midnight Factory." title="Il logo di Midnight Factory." width="200" height="120" /></a><br></div><div><script> var showboxlink5c662ecadca0a3b5746aa31d2dfc8633 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/midnight-factory-logo_ver.jpg','alt': 'Il logo di Midnight Factory.','title': 'Il logo di Midnight Factory.','width': 1280,'height': 960,'description': 'Il logo di Midnight Factory.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5c662ecadca0a3b5746aa31d2dfc8633, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/midnight-factory-logo_ver.jpg" alt="Il logo di Midnight Factory." title="Il logo di Midnight Factory." width="200" height="151" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=4qhHxbozzGA">https://www.youtube.com/watch?v=4qhHxbozzGA</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 06:39:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Tutto pronto per Stranimondi 2025]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000015F"><h1 class="imHeading1">L'unico posto dove essere strani è normale</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Una nuova occasione d'incontro tra lettori, autori ed editori</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Inizia domani l'edizione 2025 di <strong>Stranimondi</strong>, la fiera del libro fantastico di Milano, che si terrà nei giorni 11 e 12 ottobre, alla Casa dei Giochi (via Sant’Uguzzone 8), dalle 10 alle 19.30<br>Di seguito le informazioni sulle principali aree tematiche, per vivere al meglio l’esperienza a <strong>Stranimondi</strong>!</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong>STRANINCONTRI</strong></div></div><div>






<div><span class="cf1">Gl incontri con gli ospiti <strong>Lindsay Drager</strong>, <strong>Giorgio Chinnici</strong>, <strong>Antonio Serra</strong>, <strong>Kaliane Bradley</strong>, <strong>Orazio Labbate</strong>, <strong>Cosimo Argentina</strong> e <strong>Franco Brambilla</strong>, e i panel tematici, alle tavole rotonde e dibattiti con esperti del settore porteranno i visitatori al cuore della letteratura di genere, tra riflessioni, anticipazioni e scoperte imperdibili.<br>Immancabili
sono poi i famosi <strong>Kaffeklatch</strong>, ovvero le chiacchiere a ruota libera con gli ospiti, a numero chiuso su prenotazione in loco.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong>STRANILIBRI</strong></div></div><div>






<div>






<div>Ovvero la sezione della fiera dedicata alle presentazioni librarie degli <span class="fs14lh1-5 cf1">oltre 40 editori italiani presenti.</span></div></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong>GLI OSPITI IN BREVE</strong></div></div><div>






<div><ul><li><strong class="fs14lh1-5">Cosimo Argentina</strong><span class="fs14lh1-5"> è autore di narrativa e di opere teatrali. Definito “uno degli scrittori più dotati del panorama letterario italiano”, ha pubblicato 18 libri fra romanzi e saggi, tra cui diverse opere di fantascienza.</span></li><li><strong class="fs14lh1-5">Kaliane Bradley</strong><span class="fs14lh1-5"> è una scrittrice e curatrice anglo-cambogiana. Il suo romanzo d’esordio, </span><em class="fs14lh1-5">Il ministero del tempo </em><span class="fs14lh1-5">(2024), è stato tradotto in diverse lingue ed è stato selezionato per il Waterstones Debut Fiction Prize.</span></li><li><strong class="fs14lh1-5">Franco Brambilla</strong><span class="fs14lh1-5"> è tra i più importanti e premiati illustratori in attività. Nel 2025 festeggia
il venticinquesimo anno di collaborazione con la rivista Urania, per cui ha realizzato, oltre 700 copertine.</span></li><li><strong class="fs14lh1-5">Giorgio Chinnici</strong><span class="fs14lh1-5"> è fisico e ingegnere elettronico. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni di divulgazione
scientifica. Il suo ultimo libro, uscito per Codice Edizioni, è </span><em class="fs14lh1-5">Lo specchio del tempo. Simmetrie, inversioni e leggi della fisica</em><span class="fs14lh1-5">.</span></li><li><strong class="fs14lh1-5">Lindsey Drager</strong><span class="fs14lh1-5"> oltre a essere scrittrice di narrativa speculativa, è anche insegnante di scrittura creativa
presso l’università dello Utah. Ha all’attivo quattro romanzi tra cui </span><em class="fs14lh1-5">L’archivio dei finali alternativi</em><span class="fs14lh1-5"> (2023) e </span><em class="fs14lh1-5">Perdute le figlie</em><span class="fs14lh1-5"> (2025).</span></li><li><strong class="fs14lh1-5">Orazio Labbate</strong><span class="fs14lh1-5"> è autore di diverse opere di narrativa fantastica tra cui </span><em class="fs14lh1-5">Lo Scuru</em><span class="fs14lh1-5"> (2014; 2024) e Spirdu (2021) e saggi. Collabora, in qualità di critico letterario, con </span><em class="fs14lh1-5">La Lettura </em><span class="fs14lh1-5">e dal 2023 è editor per la collana Interzona di Polidoro editore.</span></li><li><strong class="fs14lh1-5">Antonio Serra</strong><span class="fs14lh1-5"> è un fumettista italiano, noto soprattutto per essere tra i creatori del fumetto fantascientifico
Nathan Never (1991). Tra le altre sue creazioni i fumetti di Gregory Hunter (2001) e Greystorm (2009).</span></li></ul></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Il programma aggiornato è disponibile sul sito ufficiale <a href="https://stranimondi.it/" class="imCssLink">stranimondi.it</a></span></div>
<div><span class="cf1">Per contatti: stranostaff@stranimondi.it</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink379a163112071eb9858d103c5f704a1f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/stranimondi2025_ver.jpg','alt': 'Il manifesto di Stranimondi 2025.','title': 'Il manifesto di Stranimondi 2025.','width': 1080,'height': 1080,'description': 'Il manifesto di Stranimondi 2025.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink379a163112071eb9858d103c5f704a1f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/stranimondi2025_ver.jpg" alt="Il manifesto di Stranimondi 2025." title="Il manifesto di Stranimondi 2025." width="200" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 12:48:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Niederngasse in uscita con il numero 2 cartaceo]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Riviste"><![CDATA[Riviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000015E"><h1 class="imHeading1">La cavalleria leggera della letteratura italiana</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Una rivista indipendente fuori dai circuiti accademici e commerciali</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><strong></strong>La storica rivista d’artista <em>Niederngasse</em>, fondata online nel 1998 in Svizzera, e diretta da <strong>Paola Silvia Dolci</strong>, pubblica a fine ottobre 2025 il suo secondo numero cartaceo. Un’edizione limitata e numerata che conferma la vocazione politico-letteraria di questa
indipendente realtà culturale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Il <em>Numero 2</em>, in edizione limitata, numerata, da collezione sarà accessibile a tutti anche in digitale attraverso un originale <em>“Grande Giuoco di Niederngasse”</em>: una plancia da tavolo in cui ogni casella corrisponde a un articolo del numero stampato, e un QR code permette di scaricare gratuitamente
il PDF integrale della rivista. Con questa soluzione creativa, <em>Niederngasse</em> intende preservare l’esperienza fisica e collezionabile della rivista senza rinunciare alla libera circolazione dei contenuti culturali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Niederngasse è una rivista italiana indipendente di poesia e cultura, ed è online dall’agosto del 1998, fondata in Svizzera da <strong>Pasquale Capocasa</strong> e divulgata in tedesco, poi in inglese con sede in Canada, e poi in italiano, a Milano, diretta da <strong>Arlene Ang</strong>, con tirature semestrali e le copie venivano pubblicate in gennaio e in luglio.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Le edizioni tedesca, inglese e italiana di <em>Niederngasse</em> hanno poi cessato tutte le pubblicazioni cartacee tra il 2005 e il 2006. In quello stesso periodo, le edizioni tedesca e inglese sono state chiuse definitivamente, sia nella versione cartacea sia in quella online.
<strong>Paola Silvia Dolci</strong> è subentrata alla direzione dell’edizione italiana nel 2006, e dal 2011 ne cura stabilmente e quotidianamente ogni aspetto. Da allora, l’edizione italiana è rimasta l’unica attiva, ampliando il proprio raggio d’azione come rivista indipendente di poesia e cultura, con un forte orientamento alla ricerca e alla
sperimentazione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Niederngasse</em> è una parola tedesca e può essere tradotta come “vicolo basso”, “strada bassa”,
quindi un luogo urbano spesso nascosto, un rifugio per chi cerca il diverso. Le riviste letterarie sono la cavalleria leggera della letteratura. Affiancano la vita editoriale, anticipano le correnti e il sentire comune. Questi numeri stampati nascono dal desiderio di esplorare futuri alternativi. Immaginare mondi che potrebbero svilupparsi in modi imprevisti: piccoli cambiamenti che si trasformano in rivoluzioni sociali, tecnologiche
o ambientali. Il contenuto della rivista si concentra su scenari plausibili ma radicalmente differenti da quello attuale. Perché farlo? Perché pensare all’avvenire in modo inconsueto ci aiuta a riflettere
su dove stiamo andando e se dovremmo cambiare rotta. Non è solo fantasia: è un modo per stimolare il pensiero critico e la creatività. È fondamentale concepire prospettive diverse dal nostro presente,
capaci di offrire visioni alternative che incoraggino il dibattito e il divenire umano: è una sollecitazione a vedere la scrittura non solo come rappresentazione dell’oggi, ma come strumento per costruire e reinventare
il domani. Non si tratta solo di scrivere storie, ma di delineare contesti che potrebbero influenzare la nostra visione del futuro. <em>Niederngasse</em> è politico. <em>“Quando gli intellettuali non possono fare nient’altro, fondano una rivista”. </em>Sezioni della rivista: Narrativa e poesia speculativa, Storie del futuro, Mondi possibili, Articoli, saggi e scenari futuribili, Futuri plausibili, Speculazioni scientifiche, Interviste e conversazioni, Dialoghi
sul futuro, Visionari (anche immaginari), Recensioni e analisi, Nuove uscite (anche immaginarie), Classici alternativi (anche immaginari), Arti visive e design futuribile, Visioni alternative. All’interno del primo numero
troverete contributi di autori come Vincenzo Ostuni, Nino De Vita, Antonio Syxty, Alfonso Lentini, Luciano Neri, Pier Franco Brandimarte, Alessandro Seri, Gloria Postuma, Riccardo Innocenti, Michaela
D'Astuto, Giuseppe Rizza, Antonio Francesco Perozzi, Francesca Marica, Giuseppe Calandriello, Valentina Murrocu, Francesco Scapecchi, Vittorio Alfieri, Elisa Audino, Alberto D'Amico. Nel secondo numero le autrici e gli autori: Guido Oldani, Vincenzo Mascolo, Gordiano Lupi, Marco Giovenale, Antonino Bove, Alfonso Lentini, Francesco Deotto, Salvatore Sblando, Francesco
Aprile, Lorenzo Mari, Alessandra Greco, Giuseppe Calandriello, Lidia Popolano, Luca Zanini, Giuseppe Rizza, Francesca Perinelli, Niccolò Bosacchi, Luigi Di Cicco, Sandra Branca, Vittorio Alfieri, Guido Michelone. Il progetto grafico è stato commissionato a <strong>Francesco Calcagnini</strong>, scenografo e costumista, che ha collaborato con importanti registi come <strong>Dario Fo</strong>, <strong>Ronconi</strong>, <strong>Davide Livermore</strong>, ecc. lavorando a produzioni teatrali o operistiche di rilievo. Le sue opere spazi dalla scenografia, alla pittura, all’istallazione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La rivista è in via di registrazione come pubblicazione d’artista a tiratura limitata, con deposito presso tre istituzioni internazionali: la Bibliothèque Kandinsky
del Centre Pompidou, la Fondazione Bonotto, la Tate Library di Londra.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La scelta di trasformare <em>Niederngasse</em> da rivista online a pubblicazione cartacea e di fondare la casa editrice Niederngasse Edizioni, risponde a una precisa visione. Non si tratta di nostalgia del libro, ma di un gesto editoriale consapevole che
intende restituire profondità, presenza e durata a una forma di espressione oggi marginalizzata. Il passaggio al cartaceo riafferma la materialità del testo in un’epoca di ipercondivisione digitale, dove
la parola corre e si dissolve. Stampare significa: fermare, dare peso, affermare l’esistenza di un pensiero che merita spazio, non solo visibilità. Sottrarsi alla logica dell’algoritmo. La versione online
era accessibile, ma inevitabilmente sottoposta ai meccanismi di visibilità del web (like, SEO, reach). Il cartaceo rifiuta la rincorsa all’engagement per affermare una forma di ricezione lenta, autonoma, non interrotta.
Dare alla rivista una dimensione da oggetto d’arte. <em>Niederngasse</em> non è solo contenuto, ma anche impianto visivo, grafico, esperienziale. Il cartaceo consente
di trattare ogni numero come un oggetto unico, da collezione, valorizzando l’impaginazione, la carta, le pause bianche, le scelte tipografiche. Costruire un archivio culturale autonomo. Ogni numero cartaceo diventa una
traccia permanente, che può essere archiviata, donata, custodita, studiata. L’online non garantisce continuità storica. Il cartaceo, sì. E oggi più che mai, costruire un archivio è
un atto di resistenza. Coinvolgere una comunità reale. La distribuzione cartacea ha permesso di creare eventi, presentazioni, circuiti fisici di lettura. <em>Niederngasse</em> non è più solo un link, ma un incontro, una voce, un gesto condiviso.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il lancio del primo numero è stato presentato il 5 aprile a Roma, presso lo Studio Campo Boario, con letture, interventi degli autori e una partecipazione del pubblico curiosa
e attenta. Successivamente hanno partecipato: al Festival di Saggistica del 38° parallelo, in Sicilia. Poi, ne hanno parlato alla Casa della Poesia di Torino, in occasione del Torino Poesia Festival e a Isola Polvese,
a Poesiaeuropa, poi a Roma a Inverso Infestival, alla radio a Story Time a Milano, di nuovo a Roma a Esiste la ricerca e un’anticipazione del secondo numero alla Casa della Poesia di Torino. La rivista è pensata
per chi crede che la cultura debba ancora avere una funzione critica e generativa. La cadenza prevista è semestrale, con uscite in primavera e in autunno. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Questa forma cartacea nasce anche da un senso di impotenza di dire ciò che è evidente, in un tempo di erosione democratica e disinvestimento civile. Il dibattito sui diritti
umani, le riforme che aumentano il controllo in nome della sicurezza, la crisi climatica, i tagli alla ricerca, la strumentalizzazione dell’informazione e della scuola. E poi le grandi ferite aperte - Gaza, Ucraina -
che ci interrogano ogni giorno. La cultura non è decorazione ma struttura, e ogni parola pubblicata ha il potenziale di incidere sulla realtà. Diciamo che <em>Niederngasse</em> è la cavalleria leggera della letteratura italiana, e per noi significa prendere posizione e non voltarsi dall’altra parte. Questo numero stampato nasce
anche dal desiderio di una letteratura e una cultura attivamente coinvolte nella trasformazione sociale del paese. <em>Niederngasse</em> è una rivista politica, la letteratura può incidere realmente sul presente quando rinuncia a essere solo intrattenimento o consolazione. Può ancora
spostare qualcosa, accendere coscienze, se riesce a parlare alla parte più vigile di noi. (Non sempre lo fa, e non sempre ci riesce.). <em>Niederngasse</em> è nata come rivista indipendente fuori dai circuiti accademici e commerciali, ed è rimasta tale.</span></div><div><br></div>
<div><span class="cf1"><strong>Paola Silvia Dolci</strong>, autrice, giornalista pubblicista, è direttrice responsabile ed editrice della rivista <em>Niederngasse</em>. Ha concepito e definito l’impianto editoriale del questo progetto. Le date delle presentazioni pubbliche del <em>Numero 2</em> (previste a fine ottobre e oltre) sono in via di definizione. Invitiamo lettori e stampa a seguire i canali ufficiali di <em>Niederngasse</em> per gli aggiornamenti su luoghi e calendari degli eventi. Per informazioni, interviste o richieste di collaborazione è possibile contattare la redazione: redazione@niederngasse.it e paolasilviadolci@gmail.com</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf2f8cb9cd3711740dcb66366a2cfea72 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Niederngasse01_ver.jpg','alt': 'La rivista Niederngasse.','title': 'La rivista Niederngasse.','width': 720,'height': 960,'description': 'La rivista Niederngasse.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf2f8cb9cd3711740dcb66366a2cfea72, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Niederngasse01_ver.jpg" alt="La rivista Niederngasse." title="La rivista Niederngasse." width="200" height="267" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkb646e045154e5b7785183213dff59df6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Niederngasse02.jpg','alt': 'La rivista Niederngasse.','title': 'La rivista Niederngasse.','width': 565,'height': 799,'description': 'La rivista Niederngasse.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb646e045154e5b7785183213dff59df6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Niederngasse02.jpg" alt="La rivista Niederngasse." title="La rivista Niederngasse." width="150" height="213" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 05:25:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La casa di mezzanotte e altri racconti di William Fryer Harvey]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000015D"><h1 class="imHeading1">Ottima antologia di racconti weird</h1><h2 class="imHeading2">Che spazia tra i più svariati contenuti, sempre all’insegna di una narrazione aperta</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">Tra ossessioni e stravaganze, William Fryer Harvey in tutta la sua produzione si dimostra un eccellente artigiano di avvincenti, enigmatiche e sardoniche fantasie.</em></div>
<div><strong class="cf1">Richard Dalby</strong></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4q3oCrN" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/430qQhO" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Dopo aver pubblicato nel 2017 <em>La bestia dalle cinque dita</em>, le Edizioni Hypnos tornano a proporre i racconti fantastici di <strong>William Fryer Harvey</strong>, autore attivo nella prima metà del 900, con una raccolta, intitolata <em>La casa di mezzanotte e altri racconti</em>, che comprende alcune sue prime opere come la celebre ghost story <em>Attraverso la brughiera </em>e i suoi ultimi racconti, pubblicati postumi. La traduzione dei testi è di <strong>Elena Furlan</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1">I racconti di questa raccolta variano dalla classica storia di fantasmi al fantastico che sfugge alle definizioni passando per l’horror a tinte forti, il noir e la sci fi. A
volte questi generi trovano la collocazione all’interno della stessa storia. Gli argomenti trattati sono fantasmi, case infestate, bambole demoniache, strani esperimenti pseudo scientifici e quanto altro. Tutti i tredici
racconti sono di ottima fattura. Molti di essi lasciano al lettore la libertà di interpretazione e per almeno un paio bisogna concedersi una rilettura per capirne il senso come nel criptico <em>Sbrogliare</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Parlerò ora di quelli che mi sono piaciuti particolarmente.</span></div>
<div><span class="cf1">In <em>La doppia vista</em> il personaggio che assolve al ruolo di voce narrante va a trovare un suo vecchio amico in Nuova Zelanza,
su richiesta della zia di questi, preoccupata per la scelta di vita solitaria del nipote, l’artista (scrittore e illustratore) Dan Hartigan che vive in solitudine nella sua dimora chiamata Portico House.</span></div>
<div><span class="cf1">Questi racconta al suo amico di come il suo occhio sinistro “non vede le stesse cose che vede il destro”. Inoltre l’occhio in questione emana una strana luce e ha
un bizzarro modo di ammiccare al punto che i contadini del paese credono che Hartigan abbia il malocchio e gli animali sono irritati dal suo sguardo e fuggono da lui.</span></div>
<div><span class="cf1">La voce narrante, già dall’inizio del suo soggiorno a Portico House, nota qualcosa di strano nell’ambiente che gli appare sì ordinato e pulito ma di un ordine
e di una pulizia che sanno di posticcio come se nascondino qualcosa di anomalo.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Harvey</strong> ci fa entrare subito in un’atmosfera bizzarra, strana, tipica del racconto weird.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando l’amico di Hartigan legge un manoscritto che contiene i suoi racconti – l’artista glieli ha affidati perché ne curi la pubblicazione – questi
racconti appaiono elusivi, che lasciano molto spazio all’immaginazione del lettore, scritti con stile molto personale che non tiene conto delle mode letterarie e, soprattutto, molto diversi tra loro e accomunati unicamente
dalla presenza della morte. Quindi di difficile pubblicazione.</span></div>
<div><span class="cf1">Alla voce narrante i racconti di Hartigan appaiono il riflesso dell’animo diviso del loro autore. Quando consiglia al suo ospite di rivolgersi a uno psichiatra, Hartigan minimizza
i suoi problemi salvo poi, nei giorni successivi, tornare sull’argomento del suo occhio sinistro.</span></div>
<div><span class="cf1">Molto suggestiva è la parte in cui Hartigan dorme ma, nota il suo ospite, l’occhio sinistro è spalancato come se avesse una vita autonoma.</span></div>
<div><span class="cf1">Non vado oltre nel racconto della trama, breve ma complessa, per non rovinare il gusto della lettura.</span></div>
<div><span class="cf1">È la storia di uno spirito lacerato, diviso in due, la cui frammentazione psichica si manifesta anche a livello fisico. Condotto con notevole abilità narrativa e con
uno stile conciso ma altamente evocativo, <em>La doppia vista</em> è un racconto fortemente suggestivo che si lascia leggere tutto di un fiato fino al finale aperto
che non dà risposte definitive ma genera nell’immaginazione del lettore nuove domande e un ampio spettro di possibilità di spiegazioni.</span></div>
<div><span class="cf1">In più il racconto può essere considerato anche una sorta di manifesto dell’opera letteraria di <strong>Harvey</strong>, in quanto essa è costituita, come quella del personaggio Hartigan, da contenuti vari accomunati dalla presenza fissa della morte e lascia molto alla ricostruzione
immaginativa del lettore.</span></div>
<div><span class="cf1">Passiamo a <em>La casa di mezzanotte</em>, che dà il titolo al libro. Il protagonista prende una stanza in una locanda dall’aria
bizzarra i cui dipendenti assolvono ai loro compiti con modi di fare stranissimi. L’atmosfera dell’ambiente è molto particolare tant’è che il protagonista si chiede in continuazione se la locanda
non sia infestata da presenze spettrali. Quando va a dormire e finalmente prende sonno, ha degli incubi e, nei momenti di veglia, è oppresso dalla convinzione, che assume sempre più consistenza, che un misterioso
evento sovrannaturale stia avvenendo quella notte nella locanda.</span></div>
<div><span class="cf1">La spiegazione razionale che il protagonista riceve alla fine, una volta che ha già lasciato la locanda, non dissipa i suoi dubbi. E neanche quelli del lettore – semmai
li aumenta – che ha goduto di un originale e potente connubio tra una ghost story classica e una storia dalle fosche tinte orrifiche.</span></div>
<div><span class="cf1">Un racconto inquietante in cui <strong>Harvey</strong> gioca con gli effetti sonori e con quelli visivi (luce/ombra) donando al lettore una superlativa esperienza sensoriale. </span></div>
<div><span class="cf1"><em>L’uomo che odiava le aspidistre</em> è il grottesco e surreale racconto di una ossessione che il protagonista, Ferdinand Ashley Wilton, ha per queste piante angiosperme. La sua ossessione lo accompagna fin dall’infanzia (sua zia possedeva
quattro aspidistre) e lui odia queste angiosperme, la cui presenza fa capolino in ogni fase della sua vita. Obbligato da bambino a prendersene cura, arriva a torturarle somministrando loro sostanze dannose. È la narrazione
di una sorta di guerra tra uomo e pianta, così simili tra loro. E l’aspidistra sopporta tutto con le sua notevole capacità di resistenza, finché all’essere umano non succede di …</span></div>
<div><span class="cf1">Lo stile di <strong>Harvey</strong> è iperrealista e sincopato, ritmicamente ossessivo per una storia visionaria che dà
un senso di vera angoscia al lettore.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>L’anestesia</em> &nbsp;è una fusione tra ghost story classica e narrazione sci fi. Narra di un uomo che, per varie volte
nella sua vita, si fa anestesizzare per mettere alla prova le sue teorie su poteri telepatici, capacità mnemoniche e tutto quanto concerne la mente.</span></div>
<div><span class="cf1">Un racconto moderno che si approccia alla storia di fantasmi passando attraverso la fantascienza. Quindi un rinnovamento della ghost story classica.</span></div>
<div><span class="cf1">Lo stile di <strong>Harvey</strong> è, come sempre, ritmico e incalzante e coinvolge il lettore che deve usare la propria immaginazione
per capire il senso della trama.</span></div>
<div><span class="cf1">In conclusione <em>La casa di mezzanotte e altri racconti</em> di <strong>William Fryer Harvey</strong> è un’ottima antologia di racconti weird che spazia tra i più svariati contenuti, sempre all’insegna
di una narrazione aperta che coinvolge il lettore nella lettura-riscrittura dei testi, mettendo alla prova la sua capacità di interpretazione (è un aspetto positivo) grazie sia alle trame articolate sempre in
modo tanto anomalo quanto accattivante, sia allo stile conciso e coinvolgente. Chiudo sottolineando l’opera meritoria delle Edizioni Hypnos nel portare in lingua italiana queste opere (<strong>Harvey</strong> e altri autori) finora inedite o centellinate in vecchie antologie di ormai difficile reperibilità.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">William Fryer Harvey (1885-1937) è considerato uno dei più importanti autori inglesi di storie di fantasmi della prima metà del 900, sulla scia dei più
famosi <strong>M. R. James</strong> e <strong>Walter De La Mare</strong>. I suoi racconti del sovrannaturale sono stati pubblicati durante l’arco della sua vita nelle antologie <em>Midnight House and Other Tales</em> (1910), <em>The Beast White Five Fingers and Other Tales</em> (1928) e <em>Moods and Tenses </em>(1933), mentre postuma è l’ultima raccolta, <em>The Arms of Mrs. Egan and Other Stories</em>, apparsa nel 1951. In Italia sono stati pubblicati la raccolta <em>La bestia dalle cinque dita</em> (Hypnos, 2017) e il romanzo giallo <em>Il libro che uccide</em> (Polillo, 2022).</span></div>
<div><span class="cf1">William Fryer Harvey Nasce a Leed nel 1885, da una famiglia di quaccheri, e si laurea in medicina. La cagionevole salute gli impedisce di esercitare e si
dedica alla letteratura. Partecipa alla Prima Guerra Mondiale come chirurgo nella Royal Navy, e nonostante una ferita di guerra ai polmoni che lo segnerà per sempre, continua a scrivere racconti e un proprio memoir,
<em>We Were Seven</em> (1946). Vive per un certo periodo in Svizzera con la moglie, ma la nostalgia lo riporta in Inghilterra dove muore nel 1937, a Letchworth, all’età
di 52 anni.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">La casa di mezzanotte e altri racconti</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: William Fryer Harvey</em></div>
<div><em class="cf1">Traduttore: Elena Furlan</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: Biblioteca dell'Immaginario</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Edizioni Hypnos</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 184</em></div>
<div><em class="cf1">Codice ISBN: 9791280110930</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: € 17,95 - Ebook: € 7,99</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4q3oCrN" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/430qQhO" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink5f512366b7c1f4a8c057ed0eb101ce79 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/casa-mezzanotte-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 765,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5f512366b7c1f4a8c057ed0eb101ce79, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/casa-mezzanotte-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="283" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd05ff805a906d35afc3006644f267f01 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/William-Fryer-Harvey_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 600,'height': 802,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd05ff805a906d35afc3006644f267f01, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/William-Fryer-Harvey_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="201" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 05:59:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Krita - La scelta Open source per l'arte digitale]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000015C"><h1 class="imHeading1">Uno strumento estremamente potente</h1><h2 class="imHeading2">Suite completa focalizzata sull'esperienza di pittura e disegno digitale</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1"><em>Krita</em></span><span class="cf1"> è un software di </span><span class="cf1"><em>digital painting</em></span><span class="cf1"> e illustrazione open source, gratuito e professionale, che si è affermato come una delle migliori alternative ai programmi a pagamento come </span><span class="cf1"><em>Adobe Photoshop</em></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><em>Corel Painter</em></span><span class="cf1">, in particolare per gli artisti che si dedicano al disegno, alla pittura e alla creazione
di fumetti e animazioni 2D. Nato come componente della suite KDE, </span><span class="cf1"><em>Krita</em></span><span class="cf1"> è ora un progetto indipendente supportato dalla Krita Foundation, dimostrando un impegno
costante nel fornire strumenti di alta qualità a tutti gli artisti, indipendentemente dal loro budget.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong><span class="cf1">Caratteristiche principali</span></strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Krita</em></span><span class="cf1"> non è semplicemente un editor di immagini, ma è una suite completa focalizzata sull'esperienza di
pittura e disegno digitale.</span></div>
<div><strong><span class="cf1">1. Motori e personalizzazione dei pennelli (Brush Engines)</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Questo è probabilmente il punto di maggiore forza di </span><span class="cf1"><em>Krita</em></span><span class="cf1">. Offre ben nove motori per i pennelli (come il motore a pigmenti, a schizzo, a particelle, ecc.) che consentono una personalizzazione estremamente profonda e
versatile.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<ul>
<li><span class="cf1"><strong>Pennelli realistici:</strong></span><span class="cf1"> </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Krita</i></span></span><span class="cf1"> eccelle nel simulare tecniche artistiche tradizionali come acquerello, olio, carboncino e pastello.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Pop-up palette:</strong></span><span class="cf1"> Una funzione incredibilmente utile e apprezzata è la </span><span class="cf1"><em>Pop-up Palette</em></span><span class="cf1"> (richiamabile con il tasto destro del mouse) che fornisce un accesso immediato a pennelli, colori e altre impostazioni essenziali, velocizzando enormemente il flusso
di lavoro.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Stabilizzatori:</strong></span><span class="cf1"> Include stabilizzatori del tratto che aiutano a creare linee più fluide e precise, un must per chi realizza </span><span class="cf1"><em>line art</em></span><span class="cf1"> o ha una mano non proprio ferma.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">2. Gestione avanzata dei livelli</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Similmente a </span><span class="cf1"><em>Photoshop</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Krita</em></span><span class="cf1"> offre un robusto sistema di gestione dei livelli, inclusi:</span></div>
<ul>
<li><span class="cf1"><strong>Livelli raster e vettoriali:</strong></span><span class="cf1"> Supporta sia i livelli basati su pixel (raster) per la pittura, sia livelli vettoriali per testi, forme e tracciati, sebbene le funzionalità vettoriali siano più basilari rispetto a software dedicati.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Maschere e filtri:</strong></span><span class="cf1"> Supporta maschere di livello, maschere di trasparenza, maschere di filtro e stili di livello,
consentendo modifiche non distruttive.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">3. Strumenti per l'animazione 2D</span></strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Krita</em></span><span class="cf1"> include una suite di strumenti per l'animazione frame-by-frame 2D.</span></div>
<ul>
<li><span class="cf1"><strong>Docker di animazione e timeline:</strong></span><span class="cf1"> Offre una </span><span class="cf1"><em>timeline</em></span><span class="cf1"> e un </span><span class="cf1"><em>docker</em></span><span class="cf1"> dedicati alla gestione dei fotogrammi.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Onion skinning (cipolla):</strong></span><span class="cf1"> La popolare funzione di </span><span class="cf1"><em>onion skinning</em></span><span class="cf1"> è integrata, permettendo di vedere i fotogrammi precedenti e successivi in modo trasparente per facilitare
il movimento.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Esportazione:</strong></span><span class="cf1"> Le animazioni possono essere esportate in vari formati video e GIF.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">4. Interfaccia utente e personalizzazione</span></strong></div>
<div><span class="cf1">L'interfaccia è altamente personalizzabile e, per chi proviene da altri programmi, risulta spesso familiare e intuitiva, ricordando molto quella di </span><span class="cf1"><em>Photoshop</em></span><span class="cf1">.</span></div>
<ul>
<li><span class="cf1"><strong>Aree di aggancio (dockers):</strong></span><span class="cf1"> I pannelli (o </span><span class="cf1"><em>dockers</em></span><span class="cf1">) sono ridimensionabili, riposizionabili e possono essere agganciati o resi fluttuanti per adattarsi perfettamente alle esigenze personali.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Aree di lavoro (workspaces):</strong></span><span class="cf1"> </span><span class="cf1"><em>Krita </em></span><span class="cf1">offre aree di lavoro predefinite (ad esempio per l'animazione o per i fumetti) che possono essere salvate e richiamate rapidamente.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Modalità solo tela (<em>canvas only</em>):</strong></span><span class="cf1"> Premendo il tasto Tab, è possibile nascondere tutti i pannelli per immergersi completamente nella tela.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink2967555aa7785351afe9bac90cb8f6c9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/krita-interfaccia01_bar.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Krita.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Krita.','width': 1767,'height': 915,'description': 'L\'interfaccia grafica di Krita.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2967555aa7785351afe9bac90cb8f6c9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/krita-interfaccia01_bar.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Krita." title="L&#39;interfaccia grafica di Krita." width="200" height="100" /></a> <script> var showboxlink0e7978370581a48306659c54d1a1dadb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/krita-interfaccia02_bar.jpg','alt': 'L\\\'interfaccia grafica di Krita.','title': 'L\\\'interfaccia grafica di Krita.','width': 1282,'height': 786,'description': 'L\'interfaccia grafica di Krita.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0e7978370581a48306659c54d1a1dadb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/krita-interfaccia02_bar.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Krita." title="L&#39;interfaccia grafica di Krita." width="200" height="100" /></a><br></div><div>






<div><strong>L'interfaccia grafica di <em>Krita</em>.</strong></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">5. Strumenti aggiuntivi per l'illustrazione</span></strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1"><strong>Assistenti al disegno:</strong></span><span class="cf1"> Strumenti come le griglie prospettiche, gli specchi, le figure geometriche e gli strumenti di avvolgimento
(</span><span class="cf1"><em>wrap around mode</em></span><span class="cf1">) rendono più facile il disegno di pattern e sfondi complessi.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Immagini di riferimento:</strong></span><span class="cf1"> È semplice inserire e gestire un'immagine di riferimento direttamente nell'area di lavoro.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Integrazione AI (tramite plugin):</strong></span><span class="cf1"> </span><span class="cf1"><em>Krita</em></span><span class="cf1"> si sta evolvendo rapidamente integrando il supporto per la generazione di immagini AI (come Stable Diffusion) tramite plugin, consentendo tecniche
come l'inpainting e la generazione di livelli AI-assistita.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Vantaggi</span></strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1"><strong>Costo zero e open source:</strong></span><span class="cf1"> Completamente gratuito su Windows, macOS e Linux (anche se l'acquisto su Steam/Epic è incoraggiato per il supporto).</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Eccellenza nel digital painting:</strong></span><span class="cf1"> I motori dei pennelli e gli strumenti di pittura sono di livello professionale e personalizzabili all'estremo.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Suite di animazione 2D solida:</strong></span><span class="cf1"> Offre strumenti di animazione di base e intermedi, non comuni nei software di pittura gratuiti.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Supporto tavolette grafiche:</strong></span><span class="cf1"> Funziona in modo eccellente con tutte le principali tavolette, supportando la sensibilità alla pressione.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Comunità attiva:</strong></span><span class="cf1"> La community di artisti è vasta e solidale, con abbondanza di tutorial e risorse online.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Alternativa reale a Photoshop/CSP:</strong></span><span class="cf1"> Per l'illustrazione e il fumetto, è un concorrente serio e totalmente gratuito di </span><span class="cf1"><em>Clip Studio Paint</em></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><em>Adobe Photoshop</em></span><span class="cf1">.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Svantaggi</span></strong></div>
<ul>
<li><span class="cf1"><strong>Curva di apprendimento:</strong></span><span class="cf1"> Nonostante l'interfaccia familiare, la vastità delle funzioni può essere inizialmente travolgente per
i neofiti.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Intensivo sulle risorse:</strong></span><span class="cf1"> Può essere esigente in termini di risorse di sistema, specialmente con tele di grandi dimensioni o progetti
molto complessi, portando a possibili rallentamenti (</span><span class="cf1"><em>lag</em></span><span class="cf1">).</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Strumenti vettoriali limitati:</strong></span><span class="cf1"> Le funzionalità vettoriali e di gestione del testo, sebbene presenti, non sono così avanzate
o comode come in software dedicati.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Mancanza di una versione mobile nativa:</strong></span><span class="cf1"> È disponibile per Android/ChromeOS (ottimizzata per tablet), ma non esiste una versione
nativa e ottimizzata per i piccoli schermi degli smartphone.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Gestione dei file:</strong></span><span class="cf1"> I file Krita (</span><span class="cf1"><em>.kra</em></span><span class="cf1">) possono diventare molto grandi con molti livelli, occupando parecchio spazio.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Bug Occasionali:</strong></span><span class="cf1"> Essendo un software in continuo sviluppo, occasionalmente possono verificarsi bug o problemi di stabilità.</span></li>
</ul>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1"><em>Krita</em></span><span class="cf1"> è la scelta ideale per:</span></b></span></div>
<ol>
<li><span class="cf1"><strong>Artisti di digital painting e illustratori:</strong></span><span class="cf1"> È stato progettato con loro in mente. Se il tuo obiettivo principale è dipingere o disegnare digitalmente, </span><span class="cf1"><em>Krita</em></span><span class="cf1"> offre un arsenale di strumenti ineguagliabile tra i programmi gratuiti.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Fumettisti e concept artist:</strong></span><span class="cf1"> Gli strumenti per la creazione di pannelli, le griglie prospettiche e la gestione dei livelli lo rendono un'ottima scelta per il fumetto e la concept art.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Animatori 2D (livello base/intermedio):</strong></span><span class="cf1"> Per chi vuole iniziare con l'animazione frame-by-frame senza spendere soldi.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Utenti alla ricerca di un'alternativa gratuita e professionale:</strong></span><span class="cf1"> Per chi non vuole o non può permettersi un abbonamento a software come </span><span class="cf1"><em>Photoshop</em></span><span class="cf1"> o </span><span class="cf1"><em>Clip Studio Paint</em></span><span class="cf1">.</span></li>
</ol>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Conclusione</span></strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Krita</em></span><span class="cf1"> è un programma straordinario che dimostra che la professionalità non deve necessariamente avere un costo. Sebbene possa avere una curva di apprendimento ripida e a volte richieda un hardware decente
per gestire file di grandi dimensioni, il suo focus sul </span><span class="cf1"><em>digital painting</em></span><span class="cf1">, l'incredibile personalizzazione dei pennelli e l'aggiunta di funzioni come l'animazione e il supporto AI (tramite plugin) lo rendono uno strumento estremamente potente.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica </span><span class="cf1"><em>Krita</em></span><span class="cf1"> dal sito ufficiale: </span><span class="cf1"><a href="https://krita.org/" class="imCssLink">https://krita.org/</a></span></div>
<div><span class="cf1">Oppure dalla sezione </span><span class="fs14lh1-5">OpenFree</span><span class="cf1"> del nostro Portale: </span><span class="cf1"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink46df344a87e596362f94c0575a239b1f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/krita-logo_bar.jpg','alt': 'Il logo di Krita.','title': 'Il logo di Krita.','width': 1380,'height': 690,'description': 'Il logo di Krita.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink46df344a87e596362f94c0575a239b1f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/krita-logo_bar.jpg" alt="Il logo di Krita." title="Il logo di Krita." width="200" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 13:59:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?krita---la-scelta-open-source-per-l-arte-digitale</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile il singolo Tide]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000015B"><h1 class="imHeading1">Movimento perpetuo che consuma e trattiene</h1><h2 class="imHeading2">Una tensione lirica potente, capace di trasformare il dolore in immagine</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Con il nuovo singolo <em>Tide</em>, <strong>Isolated System</strong> scava nelle pieghe più intime dell’esperienza affettiva, raccontando un amore non ricambiato: un legame che esiste solo nella mente di chi lo prova,
alimentato da fantasie, aspettative disattese e distanze incolmabili.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il caos interiore creato da questa dimensione psicologica prende la forma di una poetica fredda, tagliente e chirurgica, accompagnata da atmosfere cupe ed eteree in equilibrio tra lucidità
e sogno.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Fin dalla prima strofa, “<em>I had an hopeless dream / Felt like missing you everywhere I go”/ Whatever happened to me</em>”, si percepisce la deriva: l’assenza dell’altro diventa così pervasiva da essere avvertita ovunque, in ogni spazio e gesto quotidiano.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">“<em>It's been hard / not to sink / in the tide inside of me</em>”: è un verso declamato come un mantra, l’SOS ripetuto che il marinaio della razionalità lancia per non affondare sotto le onde della marea emotiva. Onde che travolgono, che riportano
sempre allo stesso punto, che corrodono i confini tra aspettativa e realtà. L'idealizzazione, le fantasie, le ossessioni creano mulinelli che cercano di tirare a fondo la barca della mente: non c’è
salvezza nella presa di coscienza finale del brano, ma solo opportunità per risalire.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La grammatica spietata del testo, scarnificata, spoglia, refrattaria ad ogni forma di indulgenza e sentimentalismo, diventa la superficie frastagliata di una tensione lirica potente,
capace di trasformare il dolore in immagine, l’assenza in suono, la frattura emotiva in forma compiuta.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Tide</em> non offre né redenzione né risposte: si limita a mostrare quel movimento perpetuo che consuma e trattiene,
lasciando l’ascoltatore sospeso in un luogo senza apparente uscita.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Isolated System</strong> nasce a Rimini nel 2023 dalla mente creativa di <strong>Geraldine Samsara</strong>, cantautrice, polistrumentista e artista indipendente, che da vita a un progetto capace di fondere alternative rock, post-punk e sperimentazione in un linguaggio
musicale personale e suggestivo.</span></div>
<div><span class="cf1">Sin dagli esordi, <strong>Geraldine</strong> ha costruito un percorso artistico in cui ogni aspetto - dalla scrittura alla produzione musicale, fino alla componente visiva - è interamente concepito e realizzato da lei. Oltre a comporre e arrangiare
i suoi brani, firmandone sia la musica che i testi, cura anche l’immaginario grafico che accompagna il progetto, realizzando personalmente le copertine e il materiale visivo dei propri dischi. Questa visione artistica
totalizzante le consente di trasformare la sua musica in un'esperienza completa, in cui suono e immagine si intrecciano per raccontare un’estetica e un’identità fortemente caratteristici.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il sound di <strong>Isolated System</strong> è un intreccio di ritmiche incisive, atmosfere oscure e sonorità sperimentali, con echi di band come <strong>Nine Inch Nails</strong>, <strong>PJ Harvey</strong>, <strong>Sonic Youth</strong> e <strong>Joy Division</strong>, senza mai perdere una forte impronta personale. La batteria, strumento d’origine di <strong>Geraldine</strong>, gioca un ruolo chiave nella costruzione del groove e dell’energia che caratterizzano il progetto, mentre le melodie vocali evocano un’intensità emotiva
cruda e viscerale.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Dopo un’intensa fase di scrittura e produzione, <strong>Isolated System</strong> debutta dal vivo a fine 2023, portando la propria musica su alcuni dei palchi più noti della scena alternativa tra Marche e Romagna, tra cui Sidro Club, Circolo Mengaroni, Bagni Elsa, Officina Amaranta
e Arno Cafè.</span></div>
<div><span class="cf1">Con una forte attitudine indipendente e una sensibilità artistica che va oltre la musica, <strong>Geraldine Samsara</strong> continua a plasmare <strong>Isolated System</strong> come un progetto senza compromessi, in cui sperimentazione, identità visiva e ricerca sonora si fondono in un’unica e potente espressione artistica.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6bdd7f6bf4d80e4c1416c5ebc49fc868 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Tide-Isolated-System-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del singolo.','title': 'La copertina del singolo.','width': 800,'height': 800,'description': 'La copertina del singolo.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6bdd7f6bf4d80e4c1416c5ebc49fc868, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Tide-Isolated-System-cover_ver.jpg" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink03e96c989c1e2ee5eff3666e8341636a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Tide-Isolated-System-cover2_bar.jpg','alt': 'La copertina del singolo.','title': 'La copertina del singolo.','width': 1366,'height': 768,'description': 'La copertina del singolo.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink03e96c989c1e2ee5eff3666e8341636a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Tide-Isolated-System-cover2_bar.jpg" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=IslzQulgyH4">https://www.youtube.com/watch?v=IslzQulgyH4</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 05:32:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Linea mortale di Joel Schumacher]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000015A"><h1 class="imHeading1">Un piccolo cult-movie degli anni '90</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Invecchiato bene, soprattutto grazie al suo stile visivo inconfondibile</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Linea mortale (Usa, 1990)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Joel Schumacher. Soggetto e sceneggiatura: Peter Filardi. Fotografia: Jan de Bont. Montaggio: Robert Brown. Scenografia: Eugenio Zanetti, Jim Dultz, Anne Kuljian. Effetti
Speciali: Sam Barkin, Phil Cory, Hans Metz, Peter Donen. Musiche: James Newton Howard. Costumi: Susan Becker. Trucco: Ve Neill. Produttori: Michael Douglas, Rick Bieber. Produttori esecutivi: Scott Rudin, Peter Filardi, Michael
Rachmil. Casa di Produzione: Columbia Pictures, Stonebridge Entertainment. Genere: Thriller, Orrore, Fantascienza. Durata: 115’. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 1990. Interpreti:
Kiefer Sutherland (Nelson Wright), Julia Roberts (Rachel Mannus), Kevin Bacon (David Labraccio), William Baldwin (Joe Hurley), Oliver Platt (Randy Steckle), Kimberly Scott (Winnie Hicks), Joshua Rudoy (Billy Mahoney), Benjamin
Mouton (padre di Rachel), Hope Davis (Anne Coldren), Beth Grant (casalinga).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/48iDAnB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3VTdss4" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Linea Mortale</em> (Flatliners) è un film del 1990 diretto da <strong>Joel Schumacher</strong> che esplora in modo affascinante e inquietante il mistero dell'aldilà e le conseguenze delle nostre azioni passate. Il film ruota attorno a un gruppo
di brillanti e ambiziosi studenti di medicina: Nelson (<strong>Kiefer Sutherland</strong>), Rachel (<strong>Julia Roberts</strong>), David (<strong>Kevin Bacon</strong>), Joe (<strong>William Baldwin</strong>) e Steckle (<strong>Oliver Platt</strong>). Ossessionati dalla domanda su cosa accada dopo la morte, decidono di intraprendere un esperimento folle e pericoloso:
indurre su sé stessi la morte clinica ("flatlining," la linea piatta sull'elettroencefalogramma) per pochi minuti, per poi essere rianimati, con l'obiettivo di raccogliere dati e scoprire i segreti
dell'aldilà.</span></div>
<div><span class="cf1">Inizialmente, l'esperimento sembra un successo: i "viaggiatori" tornano con una straordinaria scarica di adrenalina, percezioni aumentate e ricordi intensi. Tuttavia,
le "esperienze di pre-morte" portano con sé anche un prezzo inatteso e terrificante: ognuno di loro comincia a essere perseguitato da allucinazioni o manifestazioni fisiche di traumi e sensi di colpa legati
a errori o atti commessi nel loro passato. La curiosità scientifica si trasforma rapidamente in un incubo personale e un thriller psicologico sulla redenzione.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il punto di forza assoluto del film è il suo <em>concept</em> di base. La commistione tra la rigorosa scienza medica e l'ignoto metafisico è intrigante e solleva interrogativi universali sul confine tra vita e morte, sulla colpa e sul giudizio.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Joel Schumacher</strong>, prima di dedicarsi ai controversi film di <em>Batman</em>, dona a <em>Linea Mortale</em> una regia visivamente suggestiva e unica. Le scenografie, spesso in ambienti goticheggianti
(come l'ospedale in disuso, un luogo ideale per il loro laboratorio segreto) e la fotografia curata da <strong>Jan de Bont</strong>, con un uso drammatico di luci e ombre, creano un'atmosfera quasi da film in costume, ma traslata in un contesto moderno. Le scene notturne e gli <em>flashback</em> onirici sono particolarmente efficaci nel trasmettere il senso di inquietudine e l'eccesso giovanile che anima i personaggi.</span></div>
<div><span class="cf1">Il film è un vero e proprio "Breakfast Club" dell'horror, presentando un cast stellare di giovani promesse all'apice della loro carriera, tra cui <strong>Julia Roberts</strong> (fresca del successo di <em>Pretty Woman</em>), <strong>Kiefer Sutherland</strong>, <strong>Kevin Bacon</strong>, <strong>William Baldwin</strong> e <strong>Oliver Platt</strong>. L'energia e il carisma del cast sono innegabili e contribuiscono notevolmente a rendere credibile il legame tra i personaggi.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante l'idea brillante, il film, specialmente nel suo atto centrale, tende a diventare meccanico e ripetitivo. Dopo il primo "viaggio" di Nelson, la struttura si
ripete ciclicamente con gli altri personaggi: morte, ritorno, manifestazione del senso di colpa, terrore. Questo schema narrativo diluisce in parte la tensione iniziale.</span></div>
<div><span class="cf1">La risoluzione della crisi e la spiegazione finale dell'orrore sono poi viste da molti come troppo semplicistiche e moralistiche. Le entità che perseguitano gli studenti non
sono entità dell'aldilà, ma la materializzazione dei loro peccati, e il modo per liberarsene è chiedere perdono. Sebbene questo chiuda il cerchio sul tema della redenzione, alcuni spettatori avrebbero
preferito una conclusione più ambigua e legata all'horror metafisico piuttosto che al <em>thriller</em> psicologico con un messaggio didascalico.</span></div>
<div><span class="cf1">Inoltre, alcuni personaggi (in particolare quelli di <strong>William Baldwin</strong> e <strong>Oliver Platt</strong>) non sono sviluppati con la stessa profondità di Nelson o Rachel, risultando a tratti funzionali più che organici alla storia.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Linea Mortale</em> è un film che, pur non essendo esente da difetti strutturali (soprattutto nel ritmo e nella risoluzione),
è invecchiato bene, soprattutto grazie al suo stile visivo inconfondibile e all'efficacia del suo <em>concept</em>. Si posiziona come un prodotto di genere <em>ibrido</em> che riesce a mescolare elementi di fantascienza medica, <em>thriller</em> psicologico e un pizzico di orrore soprannaturale. È un ritratto della <em>hubris</em> giovanile e delle conseguenze che si devono pagare quando si gioca a fare Dio. Un piccolo cult-movie degli anni '90, affascinante e meritevole di visione, soprattutto per l'atmosfera e le performance
del suo eccezionale cast.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nota: da evitare assolutamente l'inutile sequel / remake <em>Flatliners - Linea mortale</em> del 2017 diretto da <strong>Niels Arden Oplev</strong> nonché la pessima versione ridoppiata (ma perché???) dell'edizione italiana in DVD del
2007 curata dalla Sefit-CDC con la direzione di <strong>Vittorio De Angelis</strong>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/48iDAnB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3VTdss4" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink63b8b4d27c1ec6dd9408ee13e2a67d51 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/linea-mortale1990-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 320,'height': 480,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink63b8b4d27c1ec6dd9408ee13e2a67d51, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/linea-mortale1990-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink9ae079db75319aed3cabae08ea4d324b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/linea-mortale1990-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1024,'height': 610,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9ae079db75319aed3cabae08ea4d324b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/linea-mortale1990-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="120" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=fkrHVTVXep4">https://www.youtube.com/watch?v=fkrHVTVXep4</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 13:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Hypnotic di Robert Rodriguez]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000159"><h1 class="imHeading1">Sceneggiato a base di colpi di scena</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Consigliato per chi ama il thriller e il cinema di pura azione</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Hypnotic (Usa, 2023)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Robert Rodriguez. Soggetto: Robert Rodriguez. Sceneggiatura: Robert Rodriguez, Max Borenstein. Fotografia: Robert Rodriguez, Pablo Berron. Montaggio:
Robert Rodriguez. Scenografia: Caylah Eddleblute, Steve Joyner. Effetti Speciali: Bob Trevino e Joel Sevilla. Musiche: Robert Rodriguez. Costumi: Nina Proctor. Trucco: Elinia Eads. Produttori: Robert Rodriguez,Guy Botham,
Lisa Ellzey, Mark Gill, John Graham, Jeff Robinov. Casa di Produzione: Double R Productions. Distribuzione (Italia): 01 Distribution. Genere: Azine, Thriller, Fantastico. Durata: 93’. Lingua Originale: Inglese, Spagnolo. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2023. Interpreti: Ben Affleck (Daniel Rourke), Alice Braga (Diana
Cruz), J. D. Pardo (Nicks), Dayo Okeniyi (River), Jeff Fahey (Carl), Jackie Earle Haley (Jeremiah), William Fichtner (Dellrayne), Zane Holtz (Trout), Ruben Cabalero (Watkins), Kelly Frye (Viv), Ryan Ryusaki (Bong), Sany Avila
(Thelma).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4705UsA" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46Wy9Z0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Robert Rodriguez</strong> è un regista che va oltre le classificazioni, un suo film è sempre una scoperta, da
abile contaminatore dei generi riesce a far convivere <em>action-movie</em>, thriller e cinema fantastico in una sola pellicola, come in questa sconcertante <em>Hypnotic</em> che comincia come un normale poliziesco e termina sconvolgendo ogni certezza iniziale. Tutto ruota attorno alla figura del detective Daniel Rourke (<strong>Affleck</strong>) e di sua moglie Diana (<strong>Braga</strong>), sconvolti dopo il rapimento della figlia Minnie, soprattutto il primo che si trova coinvolto in una serie di rapine in banca messe in atto da una banda guidata da un singolare ipnotico, mentre cerca di rintracciare
il rapitore della sua bambina. Niente è come sembra, ma non andiamo oltre con la trama, perché anticipare quel che accade successivamente significa far perdere il gusto di vedere un film originale, sceneggiato
a base di colpi di scena dal bravo <strong>Rodriguez</strong>. Il regista (anche produttore) è autore completo, perché cura in prima persona fotografia (con <strong>Pablo Berron</strong>) e montaggio, la prima plumbea, il secondo sincopato e convulso, per una confezione da 93’ che scorre senza punti morti e tiene lo spettatore incollato alla
poltrona. Il montaggio è parte integrante della regia - a base di riprese concitate e di frenetiche soggettive - soprattutto in una pellicola come questa che sconvolge tutti i meccanismi del thriller classico. Cinema
nel cinema, tra l’altro, perché il regista dipanando i fili della trama scopre i trucchi scenografici e la certosina ricostruzione di ambienti realizzata nel corso del film. <strong>Caylah Eddleblute</strong> e <strong>Steve Joyner</strong> sono i curatori di tutta la parte scenografica che si ricorda per la costruzione in un teatro di posa all’aperto di un’intera città che non esiste. Gli effetti speciali sono parte integrante
della storia, tra incidenti spettacolari e riprese di azione fantasmagoriche, con <strong>Bob Trevino</strong> e <strong>Joel Sevilla</strong> pronti a dare il meglio della loro sapienza tecnica. <strong>Robert Rodriguez</strong> si occupa in prima persona della colonna sonora e sceglie musiche in sintonia con il soggetto, per niente tranquillizzanti, capaci di sottolineare un crescendo
di angosciosa incertezza. Il finale fantastico è la ciliegina sulla torta di un thriller violento e ad alta tensione che si lascia gustare fino in fondo come un bicchiere di buon vino invecchiato. Doppio finale, oltre
tutto, con il cattivo pronto a tornare in gioco alla prima occasione, protagonista di un’eventuale seconda parte della storia. Film giudicato per adulti (sopra i 17 anni) nei puritani Stati Uniti, per un presunto eccesso
di violenza, connaturato al soggetto e per niente gratuito. In Italia la pellicola è uscita nelle sale senza particolari restrizioni. Reperibile su Rai Play, dopo un primo passaggio sul canale digitale Rai 4. Consigliato
per chi ama il thriller e il cinema di pura azione, condito con tanta <em>suspense</em> e un pizzico di fantastico.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4705UsA" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/46Wy9Z0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkda96d97723f047822d21205dd3c58687 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/hypnotic-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkda96d97723f047822d21205dd3c58687, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/hypnotic-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkbc583fe229155dcc5bb6ce8d89965762 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/hypnotic-scene_bar.webp','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1296,'height': 730,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbc583fe229155dcc5bb6ce8d89965762, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/hypnotic-scene_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Fo_79c-o-yw">https://www.youtube.com/watch?v=Fo_79c-o-yw</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 05:48:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La grande inondazione marina di Paolo Sista]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000158"><h1 class="imHeading1">Un'esperienza ipnotica e incubica</h1><h2 class="imHeading2">Racconto che intreccia religione, paganesimo e mitologia cosmica</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">È la Grande Inondazione Marina / Non voglio essere qua</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46UrtKS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La lettura de <em>La grande inondazione marina </em>di <strong>Paolo Sista </strong>è un’esperienza ipnotica e incubica. Non è la catastrofe in sé a dominare la scena, ma la coscienza
ferita del narratore: un uomo segnato da alcol, pastiglie, abitudini autodistruttive e ricordi sfaldati. È la sua voce a guidarci nell’apocalisse, una mappa emotiva più che cronologica, fatta di immagini
ossessive e ritmi ripetuti che diventano mantra. Il ritornello «È la Grande Inondazione Marina / Non voglio essere qua» ritorna come un richiamo ineluttabile, incatenando il lettore alla sua mente in frantumi.
Il narratore è umano nelle sue debolezze. Il passato con Zeb, la strada dell’“Incompiuta”, la dipendenza da alcol e droghe rendono credibile quel «mi sono svegliato» iniziale e la successiva
discesa nell’orrore. Non osserva da fuori: vive e interpreta la catastrofe, oscillando tra cinismo, religiosità isterica e visioni grottesche. La sua memoria incerta lo rende inattendibile, e proprio questa inaffidabilità
amplifica la tensione: non sappiamo mai quanto del mostruoso sia reale e quanto invece sia proiezione di una coscienza lacerata. <strong>Sista</strong> costruisce sequenze visive di grande forza: il surfista che cavalca la cresta dell’onda come un eroe divino, il lampo verde che lo frantuma in gemme, i frammenti che
penetrano nel corpo del narratore. È la scena cardine, il momento in cui il protagonista si trasforma da testimone a portatore di segno. Le gemme diventano stimmate, simbolo ambivalente di cura e contagio, trofeo e
marchio, fino a essere addirittura ingerite. La scrittura è “ondeggiante”: periodi spezzati che si alternano a impennate liriche e a brusche cadute nel parlato più crudo. Ripetizioni e ritorni tematici
- acqua, fango, preghiera - generano un effetto di trance. L’alternanza di registri, dal biblico al popolare, rende la voce credibile e stratificata, anche se in certi passaggi la ridondanza rischia di appesantire il
ritmo. Ma è proprio nell’eccesso, nel barocco, nel gorgo della sua lingua che la scrittura di <strong>Sista</strong> trova la propria forza. Non a caso <strong>Pietro Guarriello </strong>(citato anche nell'introduzione di questo libro), parlando della narrativa dell’autore, ha individuato tre elementi chiave: “incomunicabilità, sperimentalismo e alterità”. <em>La grande inondazione marina</em> li incarna tutti: l’incomunicabilità del narratore intrappolato nella sua ossessione, lo sperimentalismo di una prosa ritmica e franta, l’alterità
assoluta dell’acqua come divinità disumana e irriducibile. Il racconto intreccia religione, paganesimo e mitologia cosmica. Il narratore è «uomo a metà», diviso tra fede monoteista e
pagana. Bibbia e orrore cosmico dialogano in un intreccio inedito: Giona, il Patto, Melchisedek da un lato; Krhurhu, Hashtyr, Shunniqqorat dall’altro. L’inondazione diventa giudizio, rivelazione, rinascita. Il
narratore si autoproclama messaggero e immagina un nuovo Esodo: un diluvio che non solo annienta, ma riorganizza fede e identità. Accanto a questa apocalisse marina, <em>La Scogliera </em>appare come un racconto meno visionario ma non meno perturbante. Seguiamo Luca, vigilante notturno, uomo ordinario segnato da amarezze quotidiane, che si trova a osservare
riti occulti, fuochi improvvisi, figure incappucciate che invocano entità sommerse. La scogliera artificiale, costruzione banale di cemento, diventa un varco verso l’abisso. Le mani palmate che afferrano le grate,
le maschere verdi, la Villa del Clown che incombe come rovina e presagio, sono immagini perturbanti che restano impresse. <strong>Sista</strong> non scrive per rassicurare ma per destabilizzare, per generare vertigine e perdita.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Paolo Sista (1977, Imperia~Venezia) scrive libri di ispirazione massimalista e patafisica che applica ai generi dell'orrore cosmico lovecraftiano, della fantasceinza, del noir
e del giallo fino al realismo magico.</span></div>
<div><span class="cf1">Filo di Arianna della sua opera è la prospettiva animista del Culto dell'Orsa propria dello Homo Neanderthalensis.</span></div>
<div><span class="cf1">Fa parte del Gruppo Telegram "Lovecraft Italia" e contribuisce alle pubblicazioni del suddetto Salotto Letterario Virtuale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">La grande inondazione marina</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Paolo Sista</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: Officina Onirica</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Colomò Editore</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 114</em></div>
<div><em class="cf1">Codice ISBN: 979-1281430297</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 12,00 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46UrtKS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink5cd6b19082f53aee193f917410b049cc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/grande-inondazione_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 699,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5cd6b19082f53aee193f917410b049cc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/grande-inondazione_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkf68aacd652db521c849f77a298aaabc4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/paolo-sista_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 601,'height': 600,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf68aacd652db521c849f77a298aaabc4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/paolo-sista_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 04:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Una notte del 31 ottobre]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Stocovaz]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000157"><h1 class="imHeading1">Ogni gola emetteva un grido orribile</h1><h2 class="imHeading2">Era il ritratto perfetto della decomposizione</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Appena aprii gli occhi, mi trovai avvolto da un’oscurità impalpabile.<br>Non avevo memoria di quanto avessi dormito, né del luogo nel quale mi trovavo. Provai
a muovere un braccio. Lo sentii urtare contro una superficie dura, liscia. Alzai anche l’altro, poggiandolo a quello che sembrava essere il soffitto di una minuscola stanza.<br>Anelavo la luce del sole, così
vivida nei miei ricordi. Desideravo respirare aria fresca, sentirla entrare nel naso e scendere fino ai polmoni. Alzai entrambe le braccia. I palmi delle mani poggiati sulla superficie sopra la testa. Spinsi con tutte le mie
energie. Non accadde nulla. Mi sentii soffocare. L’aria, all’interno dello stanzino, era irrespirabile; un odore acre, pungente, mi intasava le narici fin dal mio risveglio. Dovevo assolutamente uscire da lì,
o sarei impazzito. Allungai nuovamente le braccia verso l’alto. Strinsi i denti. Raccolsi ogni briciolo di forza. Spinsi ancora. Sentii il soffitto gonfiarsi e piegarsi sotto le mani. Uno scricchiolio legnoso mi indicò
che stavo raggiungendo il mio scopo. Con un ultimo, sovrumano sforzo, alzai il busto, spinsi ancora. Lo sentii cedere e spalancarsi. Una valanga umida e compatta mi travolse, spezzandomi il respiro. Trattenni il fiato, agitai
braccia e gambe spingendomi verso l’alto. Mi trovai a nuotare nel cuore di quella strana valanga dal fresco odore pungente. Chiusi gli occhi, muovendomi alla cieca. Annaspai per un tempo che mi sembrò eterno,
finché urtai con le dita una nuova superficie; più dura e fredda della precedente. Dovevo sollevarla il prima possibile. Provai a forzare quel secondo soffitto. Piegai le ginocchia, sollevai il busto, e lo tentai
ripetutamente, spingendolo verso l’alto. Lo sentii smuoversi appena. Forse qualche centimetro. Lasciai la presa, recuperai le energie e, dopo qualche secondo, lo attaccai di nuovo. Con uno sforzo supremo, stringendo
i denti a tal punto che iniziarono a dolermi, riuscii a scostare il soffitto, spingendolo a lato. L’aria fredda e briosa della notte mi colpì le narici con una folata. Fui subito pervaso dall’estasi più
pura che abbia mai conosciuto. Trattenni il respiro e mi infilai nella fessura appena creata. Uscii all’esterno alzandomi contro il cielo punteggiato di stelle. La luna rifulgeva tra gli alberi scheletrici. Mi guardai
attorno, aspettando di ritrovarmi su un qualche tipo di tetto, a osservare la città dall’alto. Invece davanti a me si stendeva una compatta superficie di terra interrotta da lapidi marmoree e adorna di colonne
anch’esse di marmo.<br>Semincosciente, avanzai verso un cancello. Lo aprii. Barcollando, m’incamminai lungo un sentiero bianco, di ghiaia. Non sapevo, e non mi interessava saperlo, se ciò che stavo vivendo
fosse un sogno, una magia oppure se fosse tutto frutto di una sorta di pazzia. Non aveva importanza per me, deciso com’ero a contemplare a ogni costo lo splendore e la gioia della vita. Passai sotto un arco che delimitava
quella estensione di lapidi e colonne. Mi ritrovai così a vagare in aperta campagna, incespicando a ogni metro compiuto. Talvolta seguivo la strada resa visibile dai barbaglii lunari, a tratti me ne allontanavo, seguendo
una strana ispirazione. Attraversai prati nei quali si alzavano ruderi scheletrici che testimoniavano l’antica presenza di una strada abbandonata.<br>Dovevano essere certamente trascorse più di due ore quando
raggiunsi una casa, dalle finestre illuminate. Da esse si udiva provenire l’eco di una baldoria. Una festa. Con tanto di musica rock.<br>Mi accostai a una finestra e guardai dentro: una compagnia di giovani, curiosamente
abbigliati da fantasmi, streghe e mostri, si divertivano e parlavano tra di loro. Qualcuno ballava su quella che era una pista da ballo improvvisata.<br>Mi allontanai dalla finestra, raggiunsi la porta. Era aperta. Compiuto
un passo, si verificò immediatamente qualcosa di inspiegabile. Tutti gli occhi dei presenti si girarono verso di me. La musica scemò di colpo e un silenzio abissale calò sulla festa.<br>La prima a gridare
dal terrore fu una ragazza vestita da strega, che si lanciò attraverso la stanza svanendo in un’altra. Seguirono altre grida di panico, di orrore, sia maschili che femminili.<br>Ogni gola emetteva un grido orribile.
Ne seguì un fuggi fuggi generale. Molti si tenevano gli occhi coperti dalle mani, correndo alla cieca. Alcuni spalancarono le finestre e si gettarono oltre a esse fuggendo urlanti nella notte.<br>Rimasi solo. Ma non
del tutto. Qualcos’altro era rimasto nella stanza, assieme a me. Lo intravidi da lontano muovere qualche passo incerto nella mia direzione. Curioso, mi avvicinai a mia volta.<br>Quando fui abbastanza vicino da poterne
distinguere chiaramente le fattezze, un ululato sovrumano mi scaturì dalla bocca. Quella cosa era tutto ciò che di più mostruoso, abnorme e ripugnante i miei occhi avessero mai visto. Era il ritratto perfetto
della decomposizione: una carnagione pallida, a tratti verdastra; capelli sporchi gettati alla rinfusa sulla testa; labbra violacee; orbite vitree e ritirate che pronunciavano uno sguardo vacuo, innaturale; le ossa delle spalle
affioravano dalle vesti lacere e lerce di terriccio; persino una parte della cassa toracica era esposta e affiorava dai tessuti come una gabbia fatta di ossa.<br>Arretrai vacillando di un passo. Provai a sollevare una mano
per non vedere ancora quell’immagine disgustosa, inguardabile, ma i miei nervi erano così storditi che il braccio non riuscì a obbedire alla mia volontà. Il tentativo di movimento, però, fu
sufficiente a farmi perdere l’equilibrio. Avanzai di alcuni passi per non cadere, e la mia mano incontrò la sua. Le nostre dita si fusero assieme, con mio grande raccapriccio.<br>Urlai. L’urlo più
disumano e acuto che le mie labbra abbiano mai emesso.<br>Poi tutto mi fu chiaro. Semplice e orribile.<br>Quel mostro, causa del panico generale, era rinchiuso in una cornice dorata. Avevo proteso le dita. Avevo toccato
la dura e fredda superficie di uno specchio.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Davide Stocovaz nasce a Trieste nel 1985.<br>Terminati gli studi partecipa alla realizzazione di film e documentari.<br>Nel
2010 vince il Primo Premio per la Sceneggiatura Mattador, dedicato a Matteo Caenazzo, con lo script “Istinti”.<br>Nel 2014 il suo racconto “L’ultima Sinfonia” viene pubblicato nella raccolta
Morte a 666 giri curata dalla Dunwich Edizioni.<br>Nel 2016 vengono pubblicati i suoi primi romanzi: <em>Zanne nelle Tenebre</em> (Editrice GDS) e <em>Ombra di Morte</em> (Montag Edizioni).<br>Nel 2017 viene pubblicato il suo terzo romanzo dal titolo <em>Abissi</em> (Elison Publishing).<br>Nello stesso anno esce la raccolta di racconti <em>La Voce e altri racconti</em> (Franco Puzzo Editore).<br>Nel 2019 esce il racconto <em>Tra due fuochi</em> (La Sirena Edizioni)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkd9e8da963c56f4fbd877150ca5cd2b9a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/notte31ottobre_bar.webp','alt': '','title': '','width': 1200,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd9e8da963c56f4fbd877150ca5cd2b9a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/notte31ottobre_bar.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="100" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinke26213c0486da34a94b1d64127e9b327 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Davide-Stocovaz_autore.webp','alt': '','title': '','width': 683,'height': 1024,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke26213c0486da34a94b1d64127e9b327, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Davide-Stocovaz_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="225" /></a><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 06:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'esalogia di Pupi Oggiano]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Scognamiglio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000156"><h1 class="imHeading1">Un viaggio mistico che merita di essere intrapreso</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Il regista trasforma l'intrattenimento in un'esperienza visiva e sensoriale</h2><div><div><em class="cf1">La paura trema contro, ancora pochi passi nel ventre dell’enigma…e tutto il buio che c’è intorno svanirà per sempre contro un iceberg di polistirolo.</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><div><a href="https://amzn.to/4q8XaZY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD) - La paura trema contro</div><div><a href="https://amzn.to/42odaNk" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD) - Ancora pochi passi</div><div><a href="https://amzn.to/4pOzGsJ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD) - Nel ventre dell'enigma</div><div><a href="https://amzn.to/479fx9p" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD) - ...E tutto il buio che c'è intorno</div><div><a href="https://amzn.to/48f8InW" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD) - Svanirà per sempre</div><div><a href="https://amzn.to/4gVcuF5" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD) - Contro un iceberg di polistirolo</div><!--EndFragment --></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Vi sembrerà una poesia ciò che avete appena letto (e in un certo senso potrebbe esserlo) ma in realtà sono i titoli che compongono l’esalogia del regista <strong>Pupi Oggiano</strong> iniziata nel 2019 con <em>La paura trema contro</em> e proseguita poi con <em>Ancora pochi passi</em> (2020), <em>Nel ventre dell'enigma</em> (2021), <em>...E tutto il buio che c'è intorno</em> (2022), <em>Svanirà per sempre</em> (2023) fino al 2024 con <em>Contro un iceberg di polistirolo</em>, 6° ed ultimo capitolo che chiude il cerchio.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>Pupi Oggiano</strong> nasce come musicista ma con un'innata passione per il cinema, in particolar modo quello di <strong>Dario Argento</strong> sul quale realizza ben 3 documentari <em>Un gatto d'argento</em>, <em>A come Argento</em> e <em>Torino d'Argento</em>, col quale ha vinto il ToHorror Film Fest nel 2006. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Quindi da buon Argentiano mette in atto tutto ciò che ha appreso dal maestro per quanto riguarda le componenti thriller e giallo ma dimostrando anche di saper gestire altri sottogeneri quali il fanta-horror, l’antologico e il drammatico, creando un'opera composta da film con storie diverse e autoconclusive ma tutti con un filo conduttore che li lega l'uno con l'altro (come dimostrano poi i titoli che formano un concetto di senso compiuto).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">"Squadra che vince non si cambia"...su questo principio <strong>Pupi Oggiano</strong> ha formato e forgiato il cast, i cui attori li vediamo interpretare gli stessi personaggi per tutta l’esalogia oppure interpretare personaggi diversi da film a film, creando quel senso di "grande famiglia" ben trasmesso anche allo spettatore. Ed è il caso quindi di ringraziare (sperando di citarli tutti): <em>Diego Casale, Osmar M. Santucho, Maurizio Terenzi, Frankie Converso, Mau Parietti, Sara Nadira, Sophia Ungerland, Graziella Mizzani Corio, Daria Baldassarre, Roberto Attanasio, Fabio Perugini, Giorgia Lorusso, Valentina Anselmi, Francesco Serra, Serena Guarnero, Elisa Giorgio, Tita Giunta, Gloria Restuccia, Alessia Bechis, Andrea Russo, Ilaria Monfardini, Maurizio Carlini, Silvia Barattini, Alice Campagna, Manuela Marascio, Alis D'Amico, Anna Panero, Ilenia Speranza, Omar Vestri, Caterina Vormstein, Giulia Curreri, Daniela Albertini, Melania Allasia, Clarissa Allia, Matilde Amato, Athena Privitera, Fabio Farronato, Paolo Mazzini, Cristina Possidente e il compianto Massimo Sacco che ci ha lasciati il 2 Giugno 2025.</em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>Oggiano</strong> è onnipresente in questo percorso in quanto non figura solo alla regia, ma lo vediamo ogni tanto fare anche capolino nel cast interpretando l'ispettore Calcabrini accanto al Commissario Terzi (<strong>Osmar M. Santucho</strong>), è anche sceneggiatore insieme a <strong>Corrado Artale</strong> (editore tra l'altro dei libri tratti da <em>La Paura Trema Contro</em>, ...<em>E Tutto il Buio che c'è Intorno</em> e <em>Contro un Iceberg di Polistirolo)</em>, <strong>Gabriele Farina</strong> (editore dei libri tratti dai restanti film non editi da Artale) e il veterano <strong>Antonio Tentori</strong> (nome ben impresso nell'almanacco del cinema horror) e produttore insieme a <strong>Deborah Lomartire</strong> e <strong>Maurizio Terenzi </strong>(che figura anche nel cast).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Con un bel mix di generi e con la giusta alchimia, <strong>Oggiano</strong> trasforma l'intrattenimento in un'esperienza visiva e sensoriale, capace di tenere incollato lo spettatore al divano coinvolgendolo nelle vicende narrate e mostrate in ogni singolo film, accompagnandolo in un crescendo di emozioni varie dal primo film fino al capitolo finale che chiude definitivamente il cerchio.</span></div> <div><span class="cf1">Un viaggio mistico che merita di essere intrapreso.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4q8XaZY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad (DVD) - La paura trema contro</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/42odaNk" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad (DVD) - Ancora pochi passi</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4pOzGsJ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad (DVD) - Nel ventre dell'enigma</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/479fx9p" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad (DVD) - ...E tutto il buio che c'è intorno</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/48f8InW" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad (DVD) - Svanirà per sempre</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4gVcuF5" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad (DVD) - Contro un iceberg di polistirolo</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink80d14d0a658bb9fa01cd52e2c6bb9730 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/01-paura-rema_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 760,'height': 1079,'description': 'La locandina del film.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/02-ancora-pochi_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 709,'height': 999,'description': 'La locandina del film.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/03-ventre-enigma_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 416,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/04-tutto-il-buio_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 593,'height': 850,'description': 'La locandina del film.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/05_svanira-per-sempre_ver.webp','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 864,'height': 1080,'description': 'La locandina del film.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/06-iceberg-polistirolo_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 761,'height': 1078,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink80d14d0a658bb9fa01cd52e2c6bb9730, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/01-paura-rema_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="284" /></a><br></div><div><span class="fs14lh1-5">Clicca sull'immagine per vedere le altre locandine.</span></div><div><br></div><div><script> var showboxlink8af6b0d738cdaaa26ab1f852f6e50079 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pupi-oggiano_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 945,'height': 532,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8af6b0d738cdaaa26ab1f852f6e50079, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pupi-oggiano_bar.jpg" alt="Il regista." title="Il regista." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kUvN7S23OIY">https://www.youtube.com/watch?v=kUvN7S23OIY</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Oct 2025 06:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile il singolo New Reality]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000155"><h1 class="imHeading1">L'indifferenza del mondo virtuale</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un brano grezzo e potente, ispirato al grunge anni '90</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">I <strong>Guilty of Joy</strong> lanciano il nuovo singolo <em>New Reality</em>: un brano grezzo e potente, ispirato al grunge anni ’90 con riff pesanti, un assolo di chitarra whammy urlato e testi senza compromessi che parlano di follia
virtuale e perdita del contatto umano. Immaginate i primi <strong>Nirvana</strong> che incontrano gli <strong>Alice in Chains</strong>, con un tocco contemporaneo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Non sorprende che il videoclip ufficiale di <em>New Reality</em> sia così “bollente”: la band lo ha girato all’aperto, con quasi 40 gradi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con questo brano, i <strong>Guilty of Joy</strong> si interrogano sul senso della “nuova realtà” e sulla consapevolezza (o meno) dei pericoli e delle conseguenze portate da quel mondo virtuale apparentemente perfetto in cui come società
viviamo ormai da tempo. Guardando a una rappresentazione distorta della realtà, finiamo per vivere nella frustrazione e sprofondare a capofitto nella rovina, in un gioco che non ha più nulla di sano né
di divertente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">“<em>Care, does anybody care?</em>” (a qualcuno importa davvero?) si chiedono, o siamo diventati freddi e insensibili proprio
a causa di questa “nuova realtà”?</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I <strong>Guilty of Joy</strong> sono una rock band slovena che riporta in vita lo spirito della scena anni ’90 con un tocco
fresco e moderno. Il gruppo è formato da quattro musicisti con oltre 25 anni di esperienza: <strong>Žiga Jerič</strong> (chitarra), <strong>Jure Jelovčan</strong> (basso), <strong>Marko Duplišak</strong> (voce) e <strong>Rok Zaplotnik</strong> (batteria). Musicisti appassionati, che vivono e respirano musica, condividono la stessa urgenza creativa e l’entusiasmo di portare i propri brani sul palco.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il loro sound spazia tra hard rock, grunge e blues e fonde riff potenti, melodie orecchiabili e testi diretti. Ogni concerto è un concentrato di energia pura, e la band
lo dimostra versando sul palco fino all’ultima goccia di passione.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf6e4854ed5c2f5738b13a35ccdd41f80 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/NewReality_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf6e4854ed5c2f5738b13a35ccdd41f80, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/NewReality_bar.jpg" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="113" /></a><br></div><div><script> var showboxlink78a814ec8110e61224d3299b4c6644c7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GuiltyofJoy_band.jpeg','alt': '','title': '','width': 1457,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink78a814ec8110e61224d3299b4c6644c7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/GuiltyofJoy_band.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="149" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6kEByKnvE4A">https://www.youtube.com/watch?v=6kEByKnvE4A</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 12:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Good Boy alla XXIII edizione di Alice nella città]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000154"><h1 class="imHeading1">Il film di genere più atteso dell'anno</h1><h2 class="imHeading2">Già fenomeno di culto prima ancora della sua uscita in sala</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><em></em></span><span class="cf1">Il film di genere più atteso dell’anno </span><span class="cf1"><em>Good Boy</em></span><span class="cf1"> di </span><span class="cf1"><strong>Ben Leonberg</strong></span><span class="cf1"> aprirà la </span><span class="cf1"><em>XXIII edizione del festival Alice nella città</em></span><span class="cf1">, in programma dal 15 al 26 ottobre, parallelamente e in agreement con la Festa del Cinema di Roma, all’Auditorium Parco della Musica, all’Auditorium Conciliazione, al Cinema Adriano e altre location
in città.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Good Boy</em></span><span class="cf1"> è un’opera prima low budget e indipendente, nata come esperimento da un cortometraggio firmato
dallo stesso regista e realizzata nell’arco di tre anni, e diventata un caso cinematografico dopo il suo acclamato esordio al SXSW Film &amp; TV Festival 2025. &nbsp;Un film indipendente che</span><span class="cf1"><strong> </strong></span><span class="cf1">ha conquistato la critica con un punteggio del 95% su Rotten Tomatoes e che lavora su un concetto semplice, quello della paura ma</span><span class="cf1"><strong> </strong></span><span class="cf1">spostando l’attenzione su un punto di vista inedito: quello di un cane. Il film - sceneggiato dallo stesso regista con </span><span class="cf1"><strong>Alex Cannon</strong></span><span class="cf1"> - è raccontato interamente attraverso lo sguardo del cane Indy (il vero cane di </span><span class="cf1"><strong>Leonberg</strong></span><span class="cf1">). Una scelta fatta per ricreare un'atmosfera di suspense sfruttando la capacità degli animali di percepire cose che gli umani non possono sentire.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ci siamo mai chiesti perché il nostro cane fissa gli angoli vuoti, abbaia senza motivo o si rifiuta di entrare nel seminterrato? </span><span class="cf1"><em>Good Boy</em></span><span class="cf1"> è la storia di un cane che vede tutto ciò che si aggira e fa paura nella notte.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il trailer del film ha superato milioni di visualizzazioni online, trasformando un piccolo horror indipendente in un potenziale blockbuster internazionale, grazie al seguito di giovani
e giovanissimi che hanno ricondiviso in maniera virale le immagini sui social.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il film, tenero ed inquietante allo stesso tempo, mette al centro il racconto di un’alleanza
quotidiana, quella del rapporto cane-padrone e la usa come lente d’ingrandimento per leggere le nostre angosce. Niente animali parlanti, solo spaventi terrificanti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Frank Scheck</strong></span><span class="cf1"> di </span><span class="cf1"><em>Hollywood Reporter<strong> </strong></em></span><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">ha particolarmente apprezzato il lato emotivo del film.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Dichiara il regista </span><span class="cf1"><strong>Ben Leonberg</strong></span><span class="cf1">: “</span><span class="cf1"><strong>Stephen King</strong></span><span class="cf1">, una delle mie più grandi ispirazioni horror, dice spesso che trae le sue idee da scenari ipotetici del tipo ‘e
se…’: cosa succederebbe se uno scrittore alcolizzato rimanesse bloccato con la sua famiglia in un hotel infestato? (</span><span class="cf1"><em>Shining</em></span><span class="cf1">). Cosa succederebbe se un'adolescente vittima di bullismo scoprisse di avere poteri telecinetici? (</span><span class="cf1"><em>Carrie, lo sguardo di Satana</em></span><span class="cf1">). Nel 2012, mentre rivisitavo l'apertura di </span><span class="cf1"><em>Poltergeist</em></span><span class="cf1">, mi colpì un “e se…” a tal punto da farmi tremare: e se il cane di famiglia fosse l'unico a sapere che la casa è infestata? </span><span class="cf1"><em>Good Boy</em></span><span class="cf1"> - prosegue - è il risultato di quella domanda. È un thriller paranormale concreto raccontato dal punto di vista di un cane, un compagno leale e quotidiano,
spinto in circostanze straordinarie. In sostanza, </span><span class="cf1"><em>Good Boy</em></span><span class="cf1"> è una storia su come affrontare un'oscurità così universale da trascendere le specie
e sulla terrificante domanda di cosa potrebbe accadere quando perfino il nostro più leale protettore percepisce qualcosa che noi non possiamo percepire?”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">“I giovani hanno un rapporto speciale con l’horror, perché racconta le loro inquietudini. Per questo - dichiarano i condirettori di </span><span class="cf1"><em>Alice nella città</em></span><span class="cf1"> </span><span class="cf1"><strong>Gianluca Giannelli</strong></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><strong>Fabia Bettini</strong></span><span class="cf1"> - siamo convinti di aprire il festival con </span><span class="cf1"><em>Good Boy</em></span><span class="cf1">, un’opera prima che condivide con lo spirito della selezione di quest’anno, una consapevolezza che i bambini conoscono bene: che l’oscurità e la
paura non abitano in contrade remote, ma si trovano subito in fondo alla strada, dietro l’armadio o sotto il letto. Il film di </span><span class="cf1"><strong>Ben Leonberg</strong></span><span class="cf1"> ci ricorda che la linea tra bene e male non è scomparsa: si è solo fatta più sottile. Più simile alla vita”.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Good Boy</em></span><span class="cf1"><strong> </strong></span><span class="cf1">uscirà prossimamente nelle sale italiane distribuito da Maestro Distribution.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1">Per il programma completo del </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Festival Alice nella città</i></span></span><span class="cf1">:</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://alicenellacitta.com/" class="imCssLink">https://alicenellacitta.com/</a></span></div><!--EndFragment --></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink097555bec099e3b2e132e17ce0c556bc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/good-boy-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 728,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink097555bec099e3b2e132e17ce0c556bc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/good-boy-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film Good Boy." title="La locandina del film Good Boy." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkf701c0c7a8069da33921e4c0f758f3a3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alice-citta.webp','alt': '','title': '','width': 1024,'height': 585,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf701c0c7a8069da33921e4c0f758f3a3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alice-citta.webp" alt="Il manifesto del Festival Alice nella città." title="Il manifesto del Festival Alice nella città." width="200" height="115" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=q4-CRkd_74g">https://www.youtube.com/watch?v=q4-CRkd_74g</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 04:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Duse di Pietro Marcello]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000153"><h1 class="imHeading1">Film dotato di una sceneggiatura modesta e ripetitiva</h1><h2 class="imHeading2">Consigliato soltanto agli appassionati senza mezzi termini del cinema biografico</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Duse (Italia, Francia 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Pietro Marcello. Soggetto e Sceneggiatura: Letizia Russo, Pietro Marcello, Guido Silei. Fotografia: Marco Graziaplena. Montaggio: Fabrizio Federico,
Cristiano Travaglioli, Alessio Franco, Luca Carrara. Effetti Speciali: Arianna Capra. &nbsp;Musiche: Marco Messina, Sacha Ricci, Fabrizio Elvetico. Scenografia: Gaspare Pascali. Costumi: Ursula Patzak. Trucco: Maurizio Fazzini.
Produttori: Samantha Antonnicola, Marco Camilli, Carlo Degli Esposti, Nicola Serra, Marco Grifoni, Benedetta Cappon, Margherita Chiti, Sara Conforti, Raika Khosravi, Stefano Mutolo, Carolina Pezzini, Luigi Pinto, Marta Salandi.
Produttore Esecutivo: Francesco Beltrame. Case di Produzione: Palomar Avventurosa, Rai Cinema, PiperFilm, Ad Vitam Production, Berta Film, Netflix. Distribuzione (Italia): PiperFilm. &nbsp;Paesi di Produzione: Italia, Francia,
2025. Lingua Originale: Italiano. Durata: 122’. Genere: Biografico. Interpreti: Valeria Bruni Tedeschi (Eleonora Duse), Noémie Merlant (Enrichetta Checchi), Mimmo Borrelli (Ermete Zacconi), Fausto Russo Alesi (Gabriele D’Annunzio), Giovanni Morassutti (Milo), &nbsp;Vincenzo Pirrotta (Benito Mussolini), Marcello Mazzarella (Mariano Fortuny y Madrazo),
Federico Pacifici (Saturnino Ciarcelluti), Vincenzo Nemolato (Memo Benassi), Noémie Lvovsky (Sarah Bernardt), Fanni Wrochna (Désirée Von Wertheimstein), Gaja Masciale (Cecilia Rinaldi), Vincenza Modsica
(Matilde Serao), Edoardo Sorgente (Giacomo Rossetti Dubois), Savino Paparella (Luciano Nicastrelli), Giordano Bruno Guerri (attendente di D'Annunzio).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Pietro Marcello</strong> lo ricordavo come regista di <em>Martin Eden</em> (2019) - tratto dal romanzo di <strong>Jack London</strong> - e pure in quell’occasione la sua interpretazione del capolavoro ottocentesco mi aveva lasciato abbastanza perplesso. <em>Duse</em> conferma tale impressione, perché questo film che racconta la parte terminale della vita della grande attrice (1858-1924) presta il fianco a numerose critiche. Va bene
prendersi delle libertà narrative, ma alcuni anacronismi storici gridano vendetta, tra tutti il discorso di entrata in guerra di <strong>Mussolini</strong> che a un certo punto scorre in sottofondo, di certo non pronunciato ai tempi in cui la <strong>Duse</strong> era viva. E poi la messa in scena di <strong>Ibsen</strong> (<em>Casa di bambola</em>, <em>La donna del mare</em>) datata dal regista (anche sceneggiatore) dopo la Prima Guerra Mondiale - invece che nel 1890 -, l’esperimento di un nuovo tipo di teatro (non so quanto reale), tutto il rapporto con <strong>D’Annunzio</strong>, per finire con la parabola terminale e la morte per tubercolosi, nella realtà avvenuta durante una tournée americana, a Pittsbourgh, a causa di
una polmonite. <strong>Marcello</strong> è molto interessato al rapporto conflittuale tra Eleonora e la figlia, che ama con tutta se stessa ma non comprende, così
come non viene capita dal sangue del suo sangue, neppure nel suo amore per il teatro. Il regista indaga la <strong>Duse</strong> che assiste i soldati italiani durante lo scontro bellico e che vorrebbe una rinascita del teatro alla fine del conflitto mondiale, portando in palcoscenico argomenti nuovi.
<strong>Marcello</strong> pone l’accento sul metodo recitativo della Divina, molto vicino a <strong>Stanislavskij</strong>, con immedesimazione totale dell’interprete nel personaggio, grande uso dell’istinto per caratterizzare la recitazione e il riferimento alle esperienze
personali. <strong>Eleonora Duse</strong>, come viene fuori dal lavoro drammatico di <strong>Pietro Marcello</strong>, è una donna tormentata che non si lascia vincere dalla malattia ma vuole recitare fino alla fine dei suoi giorni. Bravissima <strong>Valeria Bruni Tedeschi</strong> nei panni di una donna che vuole sconvolgere e provocare, recitando senza fingere, mani sui fianchi, voce bassa, quasi sussurrata, senza ridondanze, naturale
e spontanea. La <strong>Bruni Tedeschi</strong> è la sola nota lieta di un film dotato di una sceneggiatura modesta e ripetitiva, senza grandi sussulti narrativi, che
impiega ben 122 minuti per raccontare poco, quindi con problemi di lunghezza e di montaggio compassato. Tra le cose interessanti la presenza di <strong>Giordano Bruno Guerri</strong> nelle vesti di attore, come attendente di <strong>Gabriele D’annunzio</strong>, nella vita vera curatore del museo di Gardone ed esperto saggista sulla vita del poeta. <strong>Fausto Russo Alesi</strong>, invece, fornisce un’interpretazione troppo grottesca di <strong>D’Annunzio</strong>, poco aderente alla realtà storica e frutto di una sceneggiatura romanzata. Fotografia veneziana languida e decadente, come il tono della pellicola; colonna
sonora ricca di brani classici, ben amalgamati alla narrazione. Un film che delude non poco, rispetto alle aspettative prima di entrare in sala, che resta comunque interessante per scenografia e tecnica di regia, consigliato
soltanto agli appassionati senza mezzi termini del cinema biografico. Da un punto di vista narrativo si poteva fare di meglio.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkd08d835454b00d94b9a1282edb8a934e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/duse-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd08d835454b00d94b9a1282edb8a934e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/duse-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink6406da90237042f92eca3b5b34703d3f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/duse-scene_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6406da90237042f92eca3b5b34703d3f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/duse-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=atWVdDj5DLc">https://www.youtube.com/watch?v=atWVdDj5DLc</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 14:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Necrolizia. Un disincanto di Francesco Basso]]></title>
			<author><![CDATA[E.B. Lugher]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000152"><h1 class="imHeading1">Opera di narrativa moderna e contemporanea</h1><h2 class="imHeading2">Un grande affresco di una società solo in parte distopica</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">Ottima prova dell'autore, uno degli scrittori del gruppo "Straniaeoni"</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4nEWYjy" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">"Necrolizia", con questo termine viene indicato un corpo scelto di polizia politica che, di fatto, è il braccio armato dell'Imperatore, del potere assoluto, del dittatore
di turno.</span></div>
<div><span class="cf1">Il compito di questa falange armata del regime è quello di catturare chi osi ribellarsi ad esso.</span></div>
<div><span class="cf1">La vicenda si svolge intorno a due attori modificati per essere gli emblemi della perfezione recitativa i quali osano ribellarsi.</span></div>
<div><span class="cf1">Il corpo di necrolizia li cercherà assiduamente fino alla conclusione finale su, inutile dirlo, un palco di teatro.</span></div>
<div><span class="cf1">Ad una prima lettura, che risulta tutt'altro che ingenua, si nota come ci sia questo sentimento all'interno di qualcuno di questi "attori", metà macchine cibernetiche
e metà carne e muscoli, ma le proporzioni tendono a cambiare a sfavore di quest'ultima parte, deturpati nel corpo come nella mente, che si identifica nella voglia di ribellione di chi vuole togliersi da questo regime.</span></div>
<div><span class="cf1">Questa ribellione esplode attraverso un gesto rivoluzionario, totalmente rivoluzionario: il bacio tra due protagonisti di questa vicenda che scatena questa sensazione di umanità
vera, non solo in loro ma anche in quanti stanno loro intorno i quali riescono a percepire, grazie all’energia che si dipana da questo gesto, che esso mina le fondamenta dell'impero, della dittatura.</span></div>
<div><span class="cf1">Questi due attori diventano perciò estremamente pericolosi.</span></div>
<div><span class="cf1">Nella ricerca di quello che si dovrebbe definire: l'attore perfetto, colui che sa tutto di teatro, di cinema, che conosce nei minimi dettagli la tragedia e la commedia, si giunge alla
rivelazione che è un uomo.</span></div>
<div><span class="cf1">Non può essere altro che un uomo e non può prescindere da questa sua intrinseca natura.</span></div>
<div><span class="cf1">Scoprendosi tale, questo “metantropico” robot, trova la forza per cercare questa ribellione.</span></div>
<div><span class="cf1">Quello che sgomenta più di tutto il lettore, è ciò che appare proprio come il racconto "disincantato" della società moderna: il totale e completo smarrimento
di chi viene in contatto con questa epifania.</span></div>
<div><span class="cf1">Prima è qualcuno di loro, della loro ristretta cerchia, poi un perfetto sconosciuto che aiuta uno dei protagonisti in un particolare momento della sua fuga, per finire col pubblico
in sala.</span></div>
<div><span class="cf1">Si scopre così che, all’eventuale cadere della dittatura, la quasi totalità di tutti loro si porrebbe una sola e drammatica domanda: «e adesso, che cosa facciamo?»</span></div>
<div><span class="cf1">Per parallellismo, viene in mente il contadino dell’est che, alla caduta dell'impero sovietico, continuava a coltivare il suo campo a cotone pur non avendo da mangiare, avrebbe
potuto piantare patate, frumento, mais, ma continuava a raccogliere cotone perché non c'era più chi gli dicesse cosa fosse meglio fare, né lui se lo domandava.</span></div>
<div><span class="cf1">Un perpetuarsi dell'abitudine alla dittatura, che è la stessa abitudine che l'uomo sviluppa verso tutti gli eventi che la vita gli mette davanti, che prosegue imperterrita
e che, al cadere di una granitica certezza come quella rappresentata da una spietata dittatura, l'uomo, il pubblico, rimane sgomento.</span></div>
<div><span class="cf1">Ha paura e rimane immobile ad attendere; parrebbe quindi, sembra la logica conclusione, che non vi sia alcuna speranza di cambiare le cose.</span></div>
<div><span class="cf1">Al contrario di Bruto, che forse alle parole di Cesare si rammaricò del suo gesto, nel racconto un figlio si rimprovera di non essere riuscito ad uccidere quel padre padrone.</span></div>
<div><span class="cf1">Ma tanto, si domanda il pubblico esaltato, anche se fosse?</span></div>
<div><span class="cf1">Salirà un altro dittatore che non si conosce, instaurando un suo preciso gruppo di dirigenti con nuove e forse ancor più stringenti regole e quant'altro servirà
all'illusione del mantenimento imperituro del potere.</span></div>
<div><span class="cf1">E questo, a parer mio, è l'esatta rappresentazione "teatrale" del pensiero moderno, la più lucida e disincantata analisi della nostra inedia di fronte allo scorrere
degli eventi.</span></div>
<div><span class="cf1">Una seconda chiave di lettura riveste un carattere più "mistico" e intimista: <em>Necrolizia. Un disincanto</em> è una versione laica della Bibbia.</span></div>
<div><span class="cf1">Vi si scorge chiaramente una creazione, voluta da qualcuno che sta sopra di noi, un essere capriccioso, cattivo, vendicativo.</span></div>
<div><span class="cf1">Si tenga presente come l'unica colpa dell'uomo abbia generato millenni di dannazione, sofferenza e patimenti: «partorirai con dolore...» quando l'esigenza alla base
di quel gesto era solo la voglia di conoscenza.</span></div>
<div><span class="cf1">Un'unica regola infranta contro centinaia d'altre osservate con scrupolo e che aveva come scopo quello di sapere cosa c'è al di là, ha portato dramma e distruzione.</span></div>
<div><span class="cf1">Questa condanna mette l'uomo nelle condizioni di assolvere sé stesso ritenendo giusto il suo agire e, di fatto, abiurare il creatore cercando altri dei, financo biecamente assurdi
come un vitello d'oro; Dio è sordo alle preghiere del suo popolo, non risponde, non si fa trovare né pare ricordarsi della sua creatura o delle sue invocazioni.</span></div>
<div><span class="cf1">Così come un Imperatore cinico, cieco e sordo alle esigenze dei suoi sudditi non risponde e, a ogni protesta, aumenta la repressione.</span></div>
<div><span class="cf1">Il suo popolo, spinto al limite, prima con uno o pochi, poi con molti, cerca altrove altri dei, altri dittatori.</span></div>
<div><span class="cf1">Perché è con il perpetuarsi di questo alternarsi che le necessità sembrano di volta in volta soddisfatte, ma non è così.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando alcuni di loro trovano quella che pare essere una libertà diversa, vera e pulita dai dogmi dell'Impero, vengono cacciati, banditi dalla società.</span></div>
<div><span class="cf1">E quando riescono nel loro intento di far conoscere questa rivelazione ad altri, credendo fermamente che la verità che loro hanno da mostrare cambierà il mondo in cui sono
immersi, scoprono un'altra e più amara consapevolezza: la fine.</span></div>
<div><span class="cf1">La fine completa di loro e di quanti assistono alla loro rappresentazione.</span></div>
<div><span class="cf1">L'essenza prima e ultima del teatro è dunque la tragedia.</span></div>
<div><span class="cf1">Anche nella comicità si può scorgere la tragedia: quando Totò sale le scale di casa sua accompagnato dal "maresciallo" Fabrizi, tutto il rammarico di un uomo
che deve giustificare a sé stesso la sua vita passata in quel modo, è l'essenza stessa della tragedia.</span></div>
<div><span class="cf1">E lui, quasi con pudore, sente il bisogno di motivare la presenza del grande Fabrizi ai suoi vicini di casa che scendono le scale e lo vedono, riconoscendolo anche se in borghese.</span></div>
<div><span class="cf1">Sotto sotto, però, sa benissimo che tutto sta finendo.</span></div>
<div><span class="cf1">Forse ci salverà solo un faro di luce pura che, illuminando il protagonista che esce di scena, ne definirà il profilo fino a che la quinta non ne nasconderà il percorso
lasciandoci soli, in sala, dentro il buio.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Francesco Basso, nato a Sanremo nel 1985 e vicedirettore de L’Eco della Riviera (fondato nel 1915) e collaboratore de Il Secolo XIX. Con Strani Aeoni ha pubblicato il romanzo breve
“Necrolizia - Un Disincanto”, il libro “Scacchiera a Tre” (con Paolo Sista e Marco Vallarino) e ha collaborato a “Mercuria - Per Tempus Ad Fatum”. Della sua corposa produzione letteraria
ricordiamo “Caso Voronoff - Tutta la verità sull’uomo scimmia” (All Around Edizioni) e “Lucio Fulci - le origini dell’horror” (Il Foglio Letterario); come indipendente, è autore
di “Horror Chef”, *The New York torture”, “Le poesie di domani: Poesie Distopiche” e “Il pugile arcobaleno e la bomba atomica”.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Necrolizia. Un disincanto</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Francesco Basso</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Colomò Editore</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 114</em></div>
<div><em class="cf1">Codice ISBN: 979-1281430259</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 12,00 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4nEWYjy" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink56c2e4a6081ed2c44f908a5f1ce38854 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/necrolizia-civer_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 699,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink56c2e4a6081ed2c44f908a5f1ce38854, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/necrolizia-civer_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkec72194eca4764d979a4aec29b4865ea = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/francesco-basso_autore.jpg','alt': '','title': '','width': 1080,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkec72194eca4764d979a4aec29b4865ea, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/francesco-basso_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 05:44:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ti amerò per sempre Adania di Alice Nieddu]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000151"><h1 class="imHeading1">Romanzo che alterna azione, amore e letteratura</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Dosando tutti gli ingredienti al punto giusto</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">Il primo romanzo pubblicato di Alice Nieddu</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46RHxxa" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46J7Aq3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Blake Carter è un comandante militare spietato, temprato da una vita fatta di sangue, guerra e sopravvivenza. Durante una missione in Albania, perde
la sua truppa e si trova disperso nei boschi gelidi albanesi. È ferito e pronto a morire ma la morte non arriva. Il comandante incontra Adania, una ragazza di quindici anni che soffre di mutismo selettivo e vive da
sola in una casetta di legno nel bosco. Adania non chiede nulla ma gli salva la vita curandolo per una settimana. Tra i due si crea un legame profondo e disturbante, fatto di silenzi, cura e dolore condiviso. Quando il passato
traumatico di Adania ritorna a reclamare la sua preda, Blake è costretto a scegliere se lasciarla alle tenebre da cui è fuggita o rischiare tutto per portarla via. Tornati alla base militare in California, Adania
inizia una lenta e dolorosa risalita, circondata da soldati che imparano a rispettarla. Ma la guerra fuori e dentro, non è ancora finita. Blake, che non ha mai creduto nella redenzione, si trova cambiato da una presenza
fragile ma allo stesso feroce che ha smesso di parlare... ma che ha insegnato a tutti cosa significa essere ascoltati.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Quando ho cominciato a leggere il romanzo in forma di dattiloscritto non possedevo alcuna informazione sul conto dell’autrice. Mi era stato consegnato
da mia moglie, che lo aveva avuto dalla madre di Alice perché dessi la mia opinione su quelle pagine. Ho voluto leggere il romanzo stampato, sono vecchio stile, mi piace annotare appunti a margine dei fogli, scrivere
su carta le cose che non vanno. Ma nel caso di Alice le pagine scorrevano e le note di modifica erano sempre meno; merito di uno stile coinvolgente, rapido ed efficace, di una trama che si sviluppa per dialoghi ficcanti, di
una tensione narrativa che ti precipita al centro dell’azione, di una forza verbale che non &nbsp;consente distrazioni. I personaggi sono veri e ben definiti, il lettore si affeziona, parteggia per Adania, non solo come eroina
senza macchia e senza paura ma anche per la sua parte femminile, di donna (ragazza) innamorata e di tenera madre affettuosa. Sono ben descritti anche i comprimari della storia, definiti e vitali nei ruoli di contorno, soprattutto
Blake, l’uomo innamorato, il soldato dal cuore tenero che rischia tutto per la sua donna, fino a lasciarsi coinvolgere dal suo mondo. Quando ho scoperto che l’autrice del romanzo che mi sono divorato in tre giorni
- intervallando la lettura con commenti tipo <em>Caspita che stile!</em> <em>Però che efficacia!</em> <em>Ho trovato una scrittrice!</em> - aveva soltanto 15 anni, mi sono detto che era impossibile. Soltanto alla fine della lettura del testo ho conosciuto <strong>Alice</strong>, le ho dato i consigli di cui aveva bisogno per modificare le poche cose che non andavano di una storia compiuta e risolta, scritta per immagini, con il ritmo di una sceneggiatura
cinematografica. <strong>Alice Nieddu</strong> è una scrittrice che - pur avendo ampi margini di miglioramento - può vantare uno stile personale che per adesso
utilizza scrivendo una storia d’amore e guerra abbastanza convenzionale, inserita nel solco del <em>romance giovanile</em>, ma che in futuro - hai visto mai? - potrebbe usare per scrivere chissà che cosa. Diceva <strong>Aldo Zelli</strong>: “Vuoi fare lo scrittore? Prendi un poco da tutti, leggi molto e fai tesoro di quel che ti ha colpito, ma lo stile no, quello non lo puoi attingere da nessuno,
così come non te lo potranno mai rubare, lo stile è roba tua, la dote che caratterizza un vero scrittore”. <strong>Alice Nieddu</strong> ha uno stile personale. Partendo da quello si può lavorare per migliorare <em>crocianamente</em> forma e contenuto, già molto buoni in questa prima prova narrativa, che mi ha entusiasmato al punto di farmi riprendere fiducia in questo ingrato lavoro da vecchio
talent-scout di provincia. Leggete questo romanzo che alterna azione, amore e letteratura, dosando tutti gli ingredienti al punto giusto. Adania vi resterà nel cuore...</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div>
<div><span class="cf1">Alice Nieddu è nata a Grosseto nel 2010. Vive a Piombino, in provincia di Livorno. Ha iniziato a scrivere storie non appena ha scoperto quanto può
essere potente una pagina bianca. Quando non è immersa in un mondo fatto di emozioni e parole, indossa i guanti da pugilato, la sua seconda passione. Questo è il suo primo romanzo pubblicato.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Ti amerò per sempre Adania</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Alice Nieddu</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Il Foglio Letterario Edizioni</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 332</em></div>
<div><em class="cf1">Codice ISBN: 979-1256860555</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 16,00 € - Ebook: 3,49 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46RHxxa" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46J7Aq3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink183716e8463625c4a69e607c70cd25dc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ame-per-sempre-cop_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 770,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink183716e8463625c4a69e607c70cd25dc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ame-per-sempre-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink60a774786a2d0993aa1fb46851fabe61 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alice-nieddu_autrice.jpg','alt': '','title': '','width': 297,'height': 396,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink60a774786a2d0993aa1fb46851fabe61, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alice-nieddu_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 13:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Antropophagus di Joe D'Amato]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziano Greco]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000150"><h1 class="imHeading1">Un cult del gore, tra brivido e povertà di mezzi</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Che, nel bene e nel male, ha lasciato un segno indelebile</h2><div><div><strong>Antropophagus (Italia 1980)</strong></div> <div><em>Regia: Joe D'Amato. Soggetto: Luigi Montefiori e Joe D'Amato. Sceneggiatura: Luigi Montefiori. Produttori: Joe D'Amato, Luigi Montefiori e Oscar Santaniello. Casa di produzione: P.C.M. International, Filmirage. Distribuzione in italiano: Cinedaf. Fotografia: Enrico Biribicchi. Montaggio: Ornella Micheli. Musiche: Marcello Giombini. Scenografia: Ennio Michettoni. Costumi: Ennio Michettoni. Trucco: Pietro Tenoglio. Durata: 87’. Genere: Orrore. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Italia, 1980. Interpreti: Tisa Farrow (Julie), Saverio Vallone (Alan), Vanessa Steiger / Serena Grandi (Maggie), Margaret Donnelly / Margaret Mazzantini (Ariette), Mark Bodin (Daniel), Bob Larson (Arnold), George Eastman (Klaus Wortmann, il cannibale), Rubina Rey (Irina Wortmann), Simone Baker (prima vittima), Mark Logan (seconda vittima), Zora Kerova (Carol).</em></div> <div><br></div></div><div><!--StartFragment --><a href="https://amzn.to/46OcEts" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></div><div><!--StartFragment --><a href="https://amzn.to/4mKVfYG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray / Deluxe Edition)<!--EndFragment --><br></div><div><br></div><div><div><em>Antropophagus</em>, noto anche con il titolo inglese <em>The Grim Reaper</em>, è un film horror italiano del 1980 diretto dal prolifico <strong>Joe D'Amato</strong> (pseudonimo di <strong>Aristide Massaccesi</strong>) e interpretato da <strong>Tisa Farrow</strong> e <strong>George Eastman</strong> (pseudonimo di <strong>Luigi Montefiori</strong>), che ha anche scritto la sceneggiatura. Il film è diventato un cult nel genere splatter e, per la sua violenza, è entrato tristemente nella lista dei "video nasties" nel Regno Unito, ovvero film banditi o censurati a causa dei loro contenuti ritenuti estremi.</div> <div><br></div> <div>La trama è semplice, quasi da film di serie B: un gruppo di turisti si reca su un'isola greca apparentemente deserta. Ben presto, scoprono che l'isola è in realtà abitata da un uomo, l'unico sopravvissuto a una tragedia, che è diventato un cannibale per la fame e la disperazione. Il film si concentra sulla tensione crescente e sulla lotta per la sopravvivenza dei protagonisti, che vengono braccati e uccisi uno dopo l'altro in modi brutali. La regia di <strong>D'Amato</strong>, pur con un budget limitato, riesce a creare un'atmosfera inquietante e claustrofobica, sfruttando al meglio le location naturali e le ambientazioni fatiscenti dell'isola.</div> <div><br></div> <div>Il vero punto di forza di <em>Antropophagus</em> risiede nelle sue scene gore, che sono ancora oggi considerate tra le più estreme e disturbanti della storia del cinema. Il film è famoso per due scene in particolare: la prima, in cui l'assassino uccide una donna incinta e le strappa il feto per mangiarlo, e la seconda, in cui un personaggio viene sventrato e il suo intestino viene consumato. Queste sequenze, realizzate con effetti speciali artigianali ma efficaci, hanno garantito al film la sua fama e il suo status di cult. Nonostante il basso budget, <strong>D'Amato</strong> dimostra una certa "furbizia registica" e una predilezione per l'orrore viscerale.</div> <div><br></div> <div>Tuttavia, il film non è esente da difetti. La sceneggiatura, pur avendo un'idea di base intrigante, è spesso debole e presenta buchi narrativi. I personaggi sono poco sviluppati e fungono per lo più da carne da macello, rendendo difficile per lo spettatore provare empatia per la loro sorte. Dal punto di vista tecnico, il film risente della sua natura low-budget: la fotografia è grezza e la recitazione, ad eccezione della performance inquietante di <strong>George Eastman</strong>, è spesso amatoriale. I dialoghi sono ridotti al minimo e la narrazione procede in modo un po' claudicante, soprattutto nella parte centrale.</div> <div><br></div> <div><em>Antropophagus</em> è un film che divide: c'è chi lo considera un capolavoro del cinema horror italiano e un'icona del genere splatter, e chi lo liquida come un prodotto di bassa lega. È indubbio che non sia un film per tutti, e la sua brutalità ha scosso e continua a scuotere gli spettatori. Tuttavia, non si può negare la sua importanza storica nel panorama del cinema bis e la sua influenza su molti registi horror successivi. Per i fan del genere, <em>Antropophagus</em> è un'esperienza da non perdere, a patto di essere preparati a una visione cruda e senza compromessi. È un film che, nel bene e nel male, ha lasciato un segno indelebile.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/46OcEts" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4mKVfYG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray / Deluxe Edition)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink3a36c486b9b1e962b3ad87ff4842069b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/antropophagus-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 720,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3a36c486b9b1e962b3ad87ff4842069b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/antropophagus-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkc1a17d2f5c17b5b16a27fb2d7e83f21a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/antropophagus-scene_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1425,'height': 810,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc1a17d2f5c17b5b16a27fb2d7e83f21a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/antropophagus-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="114" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=g6ttnVa8SOA">https://www.youtube.com/watch?v=g6ttnVa8SOA</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 05:19:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Duchessa]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000014F"><h1 class="imHeading1">Dieci storie di incontri pericolosi</h1><h2 class="imHeading2">Narrate dalla penna versatile e sorniona dell'autrice de "L'arte di non muoversi"</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">Delos Digital editore, collana Frattali a cura di Maurizio Cometto</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46sg1ay" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/472KI6f" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Amori impossibili tra esseri umani e creature mitologiche; donne abbandonate messe di fronte all'ultima occasione di una vita; beffardi rovesciamenti di ruolo tra vittime e carnefici;
personaggi che scavano nel proprio passato per liberarne i fantasmi; fantasie buzzatiane sul momento liminare in fondo a un'esistenza; e infine lei, Duchessa, gatta magica che balza dalle pagine dell'ultimo racconto,
e che in un finale memorabile sigillerà il contratto che la lega alla sua nuova padrona.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Inutile cercare un solo filo conduttore tra questi racconti di <strong>Giovanna Repetto</strong>. Ogni testo si collega agli altri in mille differenti riverberi di significato. Inoltre, adottando uno dei consigli di <strong>Julio Cortázar</strong>, come un camaleonte il suo stile muta e assume il colore di ogni differente clima narrativo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Eppure è sempre lei, <strong>Giovanna Repetto</strong>, perché sorniona la sua voce vibra tra le righe, e noi la riconosciamo. Come, accarezzandolo nel buio, riconosciamo il gatto che ci ha legati a sé per sempre.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Giovanna Repetto, genovese di nascita, da tempo risiede a Roma, dove ha svolto la professione di psicologa e psicoterapeuta. Ha praticato diversi
generi letterari fra cui il giallo, il noir, la fantascienza.</span></div>
<div><span class="cf1">Finalista al Premio Urania con <em>Il Nastro di Sanchez </em>(Delos Digital 2017) e <em>Il sigillo del dolore </em>(Kipple Officina Libraria 2021), ha vinto il Premio Short Kipple con il racconto <em>La legge della penombra </em>e il Premio Odissea con il romanzo <em>L'arte di non muoversi </em>(Delos Digital, 2022).</span></div>
<div><span class="cf1">Le pubblicazioni più recenti sono il romanzo giallo <em>Il cinghiale ringrazia </em>(Ali Ribelli 2025) e <em>Icarus</em>, trasposizione dell'omonimo romanzo in forma di graphic novel (Ali Ribelli 2025). È appassionata di enigmistica,
scrive poesie e pratica teatro amatoriale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Duchessa</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Giovanna Repetto</span></div>
<div><span class="cf1">Curatore: Maurizio Cometto</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: Frattali</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Delos Digital</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 144</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 978-8825433760</span></div>
<div><span class="cf1">Costo: 14,25 € - Ebook: 3,99 €</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/46sg1ay" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/472KI6f" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink125d210addc2642725b441aeff1815e6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/duchessa-new_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 770,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink125d210addc2642725b441aeff1815e6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/duchessa-new_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink55f8fa92f9cd24b081b9d70a5a73c0d7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/giovanna_repetto.jpg','alt': '','title': '','width': 350,'height': 350,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink55f8fa92f9cd24b081b9d70a5a73c0d7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/giovanna_repetto.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 13:23:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gimp l'alternativa gratuita a Photoshop]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000014E"><h1 class="imHeading1">Editor di immagini open source e multipiattaforma</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Software potente accessibile a chiunque, indipendentemente dal budget</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">GIMP, acronimo di GNU Image Manipulation Program, è molto più di una semplice alternativa gratuita a software di fotoritocco professionali come Adobe Photoshop. È
un editor di immagini open source e multipiattaforma (disponibile per GNU/Linux, macOS e Windows) che si è affermato come uno strumento potente e versatile per la manipolazione di immagini raster.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong><span class="cf1">Caratteristiche Principali e Punti di Forza</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Il principale e innegabile punto di forza di GIMP è il suo essere completamente gratuito e open source. Questo lo rende accessibile a chiunque, indipendentemente dal budget, e beneficia di uno sviluppo costante guidato dalla comunità.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7790c48893e7366641ff141e682aba0b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gimp-interfaccia_01.jpg','alt': '','title': '','width': 1920,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7790c48893e7366641ff141e682aba0b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gimp-interfaccia_01.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Gimp." title="L&#39;interfaccia grafica di Gimp." width="200" height="110" /></a> <script> var showboxlinkcb907fe87dca51003a684d4001e317d8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gimp-interfaccia_02.jpg','alt': '','title': '','width': 1728,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcb907fe87dca51003a684d4001e317d8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-5" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gimp-interfaccia_02.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Gimp." title="L&#39;interfaccia grafica di Gimp." width="200" height="110" /></a><br></div><div>






<div><strong>L'interfaccia grafica di <em>Gimp</em>.</strong></div></div><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Strumenti e Funzionalità</span></strong></div>
<div><span class="cf1">GIMP offre una suite completa di strumenti di editing e disegno:</span></div>
<ul>
<li><span class="cf1"><strong>Livelli e Canali:</strong></span><span class="cf1"> Pieno supporto ai livelli per un'editing non distruttivo e controllo avanzato sui canali colore.
Le versioni più recenti (come GIMP 3.x) stanno introducendo miglioramenti come effetti di livello non distruttivi.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Strumenti di Selezione e Trasformazione:</strong></span><span class="cf1"> Un'ampia gamma di strumenti di selezione (rettangolare, ellittica, a mano libera, fuzzy, maschera veloce) e strumenti di trasformazione (ruota, scala, taglia, prospettiva).</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Pittura e Pennelli:</strong></span><span class="cf1"> Una suite completa di strumenti di pittura (pennello, matita, aerografo, clone) con supporto per pennelli e pattern personalizzati, inclusa la compatibilità con librerie di pennelli esterne come MyPaint.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Filtri ed Effetti:</strong></span><span class="cf1"> Una vasta libreria di filtri ed effetti grafici che possono essere espansi tramite </span><span class="cf1"><strong>plugin</strong></span><span class="cf1">. È persino possibile utilizzare alcuni plugin progettati per Photoshop (anche se con configurazioni aggiuntive).</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Manipolazione Fotografica Avanzata:</strong></span><span class="cf1"> GIMP è ideale per il fotoritocco avanzato, consentendo di eliminare difetti con strumenti come il "Clone" e il "Healing tool", correggere
la prospettiva e gestire il colore con strumenti sofisticati come il mixer di canali.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Estensibilità:</strong></span><span class="cf1"> Una delle caratteristiche più potenti è la sua architettura modulare e le avanzate capacità di scripting (Scheme, Python, Perl). Questo permette di automatizzare compiti complessi e aggiungere facilmente nuove funzionalità
o formati di file.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Gestione del Colore:</strong></span><span class="cf1"> Le versioni recenti hanno migliorato il supporto per gli spazi colore avanzati, inclusa l'esportazione in CMYK (quadricromia) per soddisfare le esigenze professionali della stampa.</span></li></ul><span class="cf1"><br></span><ul>
</ul>
<div><strong><span class="cf1">Interfaccia Utente e Usabilità</span></strong></div>
<div><span class="cf1">L'interfaccia di GIMP è stata storicamente oggetto di critiche, spesso descritta come "datata" o "disordinata" a causa delle finestre mobili (anche se la modalità a finestra singola è disponibile da tempo). Tuttavia, le versioni più
recenti, specialmente con l'aggiornamento a GTK3 in GIMP 3.0, hanno visto un restyling per un aspetto più moderno e una migliore esperienza utente, con una maggiore personalizzazione tramite temi e una migliore gestione dell'input da tablet grafici.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">I "Contro" e la Curva di Apprendimento</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Nonostante i suoi vantaggi, GIMP presenta alcune sfide:</span></div>
<ul>
<li><span class="cf1"><strong>Curva di Apprendimento:</strong></span><span class="cf1"> Per i principianti o per coloro che sono abituati ad altri software (in particolare Photoshop),
l'interfaccia e la terminologia possono risultare meno intuitive e la curva di apprendimento è spesso considerata ripida.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Mancanza di Funzionalità Avanzate:</strong></span><span class="cf1"> Sebbene GIMP sia estremamente potente, manca ancora di alcune funzionalità </span><span class="cf1"><em>pro</em></span><span class="cf1"> presenti in Photoshop, come alcuni filtri AI avanzati, oggetti smart o l'integrazione nativa e fluida degli Adjustment Layers come in Adobe. Le alternative esistono spesso tramite plugin o work-around, ma non sono sempre immediate.</span></li>
<li><span class="cf1"><strong>Prestazioni:</strong></span><span class="cf1"> In alcune operazioni complesse o su file di grandi dimensioni, la velocità di GIMP (specialmente
nelle versioni precedenti) non è sempre al livello dei concorrenti commerciali, anche se il supporto per OpenCL (accelerazione hardware) e l'ottimizzazione del codice stanno riducendo questo divario.</span></li></ul><span class="cf1"><br></span><ul>
</ul>
<div><strong><span class="cf1">Giudizio Complessivo</span></strong></div>
<div><span class="cf1">GIMP è un software eccezionale e potente, soprattutto considerando che è gratuito. Offre un set di strumenti paragonabile a quello di prodotti leader del settore ed è perfettamente in grado
di gestire la maggior parte dei compiti di fotoritocco, restauro fotografico e creazione di grafica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">È la scelta ideale se:</span></strong></div>
<ol>
<li><span class="cf1">Hai un budget limitato o nullo.</span></li>
<li><span class="cf1">Hai bisogno di un software potente per la manipolazione di immagini raster.</span></li>
<li><span class="cf1">Utilizzi sistemi operativi Linux, dove GIMP è un pilastro.</span></li>
<li><span class="cf1">Sei disposto a investire tempo per superare la curva di apprendimento.</span></li></ol><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">
</span><div><span class="cf1">Per i professionisti che necessitano di flussi di lavoro specifici (come gli Adjustment Layers integrati o l'integrazione con altre app Adobe) o che richiedono le massime prestazioni,
i software a pagamento potrebbero rimanere la scelta preferita. Tuttavia, per la stragrande maggioranza degli utenti e per i compiti complessi, GIMP è un'alternativa più che valida che merita di essere provata.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1">Scarica </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Gimp</i></span></span><span class="cf1"> dal sito ufficiale: </span><span class="cf1"><a href="https://www.gimp.org/" class="imCssLink">https://www.gimp.org/</a></span></div><div><span class="cf1">Oppure dalla sezione OpenFree del nostro Portale: </span><span class="cf1"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></span></div><!--EndFragment --></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink62c0b5d802e1b03a036e4028b1813b06 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gimp-rece_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1024,'height': 576,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink62c0b5d802e1b03a036e4028b1813b06, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-6" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gimp-rece_bar.jpg" alt="Il logo di Gimp." title="Il logo di Gimp." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 05:39:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000014D"><h1 class="imHeading1">Thomas Anderson si conferma autore completo</h1><h2 class="imHeading2">Un film che fotografa la faccia più reazionaria dell’America</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Una battaglia dopo l’altra (Usa 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Paul Thomas Anderson. Soggetto: dal romanzo Vineland di Thomas Pynchon, adattato a un plot di Paul Thomas Anderson.
Sceneggiatura: Paul Thomas Anderson. Fotografia: Paul Thomas Anderson, Michael Bauman. Mntaggio: Andy Jurgensen. Musiche: Johnny Greenwood. Scenografia: Florencia Martin. Costumi: Colleen Atwood. Produttori: Adam Sommer, Sara Murphy, Paul Thomas Anderson. Produttore Esecutivo: Will Weiske. Case di Produzione: Warner Bros Pictures, Ghoulardi Film Company. Distribuzione (Italia): Warner Bros Entertainment Italia. Durata: 162’. Genere: Azione. Titolo
Originale: One Battle After Another. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2025. Interpreti: Leonardo Di Caprio (Pat Calhoun / Bob Ferguson), Sean Penn (colonnello Steven J. Lockjaw), Chase Infiniti (Willa Ferguson / Charlene Calhoun), Benicio Del Toro (Sergio "Sensei" St. Carlos), Regina Hall (Deandra), Teyana
Taylor (Perfidia Beverly Hills), Alana Haim (Mae West), Wood Harris (Laredo), Shayna McHayle (Junglepussy), Paul Grimstad (Howard Sommerville), Tony Goldwyn (Virgil Throckmorton), Starletta DuPois (Jennie), D. W. Moffett (Bill
Desmond), Kevin Tighe (Ray More), Jim Downey (Sandy Irvine), John Hoogenakker (Tim Smith), Eric Schweig (Avant).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Una battaglia dopo l’altra</em> è un <em>action-movie</em> scritto e diretto da <strong>Paul Thomas Anderson</strong>, che sceneggia il romanzo <em>Vineland</em> di <strong>Thomas Pynchon</strong> ma di fatto scrive un plot originale e personale, che parla di rivoluzione e di ribellione ai sistemi sociali capitalisti.
Cinema di genere puro che segue la storia di un gruppo di ex rivoluzionari americani e delle loro gesta con tutti i crismi del cinema d’autore, arricchito da scene acrobatiche straordinarie, sopraffini inseguimenti e
incidenti stradali che ricordano il miglior poliziesco anni Settanta. Un antefatto racconta alcuni eventi rivoluzionari, l’amore tra Bob Ferguson (<strong>Di Caprio</strong>) e Perfidia (<strong>Taylor</strong>), la nascita della loro figlia, le incursioni del colonnello Lockjaw (<strong>Penn</strong>) e la fuga della donna in Messico. Il regista compie un salto temporale di sedici anni e ci mostra il cambiamento di Bob, che ha abbandonato la lotta armata, vive solo con la figlia e conduce un’esistenza
segnata da rimpianti e dipendenze. Torna in gioco il fanatico colonnello Lockjaw (<strong>Sean Penn</strong>), che per farsi accogliere da un gruppo suprematista bianco deve eliminare le tracce del suo passato, soprattutto la storia di sesso con Perfidia che potrebbe aver generato una figlia. Fermiamoci con la trama,
da gustare al cinema, perché è ricca di colpi di scena improvvisi e di repentini cambiamenti di rotta. <strong>Thomas Anderson</strong> si conferma autore completo, produce il film e ne cura anche la fotografia (insieme a <strong>Michael Bauman</strong>), scrive una storia <em>on the road</em>, che è un viaggio politico in un’America attraversata da grandi contraddizioni e da odio razziale. Per il regista, dopo <em>Licorice Pizza</em> (2021), un altro lavoro importante, girato a ritmi vertiginosi, montato con tempi rapidissimi, 162 minuti che sembrano tanti ma non si sentono da quanto è ben
strutturata la storia. Un cast stellare che vede un <strong>Leonardo Di Caprio</strong> sempre più bravo passare dai panni di un eroe senza macchia &nbsp;e senza paura a quelli di un uomo invecchiato in solitudine con la sola compagnia di droga e alcol. Non solo, nei panni di un caricaturale cattivo
troviamo uno straordinario <strong>Sean Penn</strong> che presta volto e fisico per comporre la macchietta dell’americano razzista e ottuso che odia neri e messicani.
<strong>Benicio Del Toro</strong> è abile nella parte del messicano istruttore di arti marziali che aiuta Bob a fuggire e nasconde in casa un sacco di immigrati. <strong>Teyana Taylor</strong> è una Perfidia violenta e indipendente al punto giusto, decisa a fare una nuova vita lasciandosi alle spalle il passato, pronta anche a tradire pur di essere
libera e indipendente. Budget molto alto - se paragonato ai capitali con cui di solito lavora <strong>Anderson</strong> - per un film girato tra California e Texas, dotato di una colonna sonora suggestiva composta da <strong>Jonny Greenwood</strong>, collaboratore abituale del regista. Gli interpreti avrebbero dovuto essere <strong>Joaquin Phoenix</strong> e <strong>Viggo Mortensen</strong>, sostituiti in corso d’opera dai bravissimi <strong>Di Caprio</strong> e <strong>Penn</strong>. <em>Una battaglia dopo l’altra</em> è un film che fotografa la faccia più reazionaria dell’America e dà voce ai movimenti rivoluzionari che vorrebbero cambiarla. Tecnicamente girato benissimo, dotato di una fotografia
luminosa e di scenografie realistiche con scene d’azione impressionanti. Da vedere al cinema per gustare a fondo la qualità degli effetti speciali.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf3ad9c2b580c8d80adc86258bef8a64c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/battaglia-dopo-altra-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 622,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf3ad9c2b580c8d80adc86258bef8a64c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/battaglia-dopo-altra-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink577d8d2d58d951be020af65731ada64a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/battaglia-dopo-altra-loc_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1600,'height': 900,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink577d8d2d58d951be020af65731ada64a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/battaglia-dopo-altra-loc_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=N7kyPxu6WZ8">https://www.youtube.com/watch?v=N7kyPxu6WZ8</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 13:25:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In fondo al tunnel di John Skipp e Craig Spector]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000014C"><h1 class="imHeading1">Uno dei primi romanzi splatterpunk</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Gli autori ricercano l’essenza pura del racconto</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">Un romanzo che renderà reali i vostri peggiori incubi. (George A. Romero)</em></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4mAKkAv" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4mHPZF7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Ho riletto con piacere <em>In fondo al tunnel</em> (<em>The light at the end</em>) di <strong>John Skipp </strong>e <strong>Craig Spector</strong> , uno dei primi romanzi splatterpunk e manifesto/caposaldo &nbsp;di questo genere letterario che nasce negli USA nella seconda metà
degli anni 80, chiudendosi già nei primi 90, e arriva in Italia qualche anno dopo la sua nascita. <strong>John Skipp</strong> e <strong>Craig Spector</strong> sono i fondatori e i teorici dello splatterpunk, noti non solo per diversi romanzi, scritti in coppia o singolarmente, ma anche per aver curato la fondamentale antologia <em>Il libro dei morti viventi</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Pubblicato negli USA nel 1986, questo romanzo è stato proposto prima da Mondadori, nel 1992, con il titolo <em>Maledizione fatale</em> e successivamente da Einaudi nel 1997 con il titolo <em>In</em> <em>fondo al tunnel</em>, tradotto da <strong>Maria Barbero Piccoli</strong>. È stato ristampato da Fanucci nel 2016 con la stessa traduzione.</span></div>
<div><span class="cf1">Lo stile è sintetico, semplice senza essere banale. Gli autori ricercano l’essenza pura del racconto. Di derivazione cinematografica (<strong>Skipp</strong> e <strong>Spector</strong> sono anche sceneggiatori - <em>Il corvo, Nightmare 5</em>), la narrazione si dipana in un montaggio serrato degli eventi che non lascia scampo al lettore e lo coinvolge completamente. Il ritratto di New York è
all’insegna di un vivido allucinato iperrealismo. Il clima afoso e soffocante, descritto dagli autori e il cielo perennemente plumbeo anche di giorno provocano nel lettore un ulteriore senso di oppressione. La città,
e in particolare l’interno della metropolitana, sono un’immensa verminosa bara in cui dorme il moderno vampiro e al tempo stesso il suo principale territorio di caccia quando egli si sveglia. Le strade sono nominate
una per una; i personaggi attraversano i vari quartieri di New York, anche se si muovono principalmente nel Village, seguendo la sua topografia da incubo, prigionieri di un’immensa e opprimente gabbia che non lascia
scampo ai suoi abitanti.</span></div>
<div><span class="cf1">L’umanità che abita la metropoli statunitense è descritta con toni cinici, fortemente nichilisti e pessimisti. La maggior parte dei suoi cittadini è chiusa
egoisticamente nei propri mondi e risponde unicamente a istinti e desideri, privi di sensibilità, empatia o compassione. Anche nelle vite dei personaggi più positivi predominano senso di solitudine, tristezza
e disperazione. </span></div>
<div><span class="cf1">Nella descrizione iperrealista di un’umanità senza speranza di riscatto, priva del favore di dei benigni così come della possibilità di un cambiamento sociale
se non attraverso la violenza giustizialista e vendicatrice, traspare, a prescindere da quali siano le idee politiche di <strong>Skipp</strong> e <strong>Spector</strong>, uno spirito vagamente reazionario.</span></div>
<div><span class="cf1">Il vampiro storico, di origine europea, di cui non viene detto il nome ma neanche data una descrizione fisica, per far capire chiaramente, in un’operazione che è anche
di metanarrativa, che si tratta di un topos letterario, con i suoi ottocento anni di vita, arriva a New York e compie una strage all’interno di un vagone della metropolitana, per poi sparire e tornare nel vecchio continente,
non prima di aver passato il testimone al giovane Rudy Pasko, che, vampirizzato, diventa il <em>villain</em> del romanzo. Il mostro dagli otto secoli di vita farà una sortita &nbsp;nella seconda metà dell’opera.</span></div>
<div><span class="cf1">Rudy Pasko è un vampiro urbano, specchio delle angosce, delle idiosincrasie, delle sofferenze e di tutto quanto più oscuro permea la vita di una metropoli.</span></div>
<div><span class="cf1">Da umano, sorta di punk antipatico, egoista e indifferente ai sentimenti altrui, diventa l’emblema del male metropolitano da vampiro.</span></div>
<div><span class="cf1">Coloro che lo fronteggiano, e che perlopiù soccombono nel tentativo, sono persone comuni (studenti e lavoratori) che si ritrovano a contatto con eventi straordinari.</span></div>
<div><span class="cf1">Rudy Pasko, nella sua condizione di vampiro, acquisisce la sensibilità percettiva di una persona sotto l’effetto costante di sostanze psicotrope. Luci, movimenti, rumori
sono amplificati nella sua mente. Non solo. Avverte anche l’odore del sangue. Che accende il suo desiderio. Come, da umano, relazionava egoisticamente con i suoi simili, da vampiro è interessato unicamente alla
fisicità degli umani e al loro essere prede.</span></div>
<div><span class="cf1">Rudy Pasko non si trasforma in pipistrello ma in topo.</span></div>
<div><span class="cf1">Non di meno acquista poteri sovrannaturali, telepatici e ipnotici, dei quali, non è del tutto consapevole e che usa quindi a livello istintivo, che gli consentono, per esempio,
di entrare nella mente del gatto di una sua ex o di entrare nei sogni delle sue potenziali vittime o far vedere loro delle allucinazioni.</span></div>
<div><span class="cf1">Caratteristica dello splatterpunk, oltre alla rappresentazione estrema delle scene di violenza, è anche la raffigurazione realistica e dettagliata delle scene di sesso.</span></div>
<div><span class="cf1">Come avviene, per esempio, in uno dei nutrimenti di sangue di Rudy Pasko ai danni di una ragazza durante un rapporto sessuale. Queste caratteristiche resteranno e verranno ampliate
dalla seconda ondata, più recente, definito ormai hardcore horror, di questo movimento letterario di cui <em>In fondo al tunnel</em> è il capostipite.</span></div>
<div><span class="cf1"> </span></div>
<div><span class="cf1">In <em>In fondo al tunnel</em> i luoghi di culto sono deprivati di energia e i preti non possono niente contro il vampiro Rudy Pasko.
Ma le armi della classica letteratura gotica (croci, acqua santa, specchi e quanto altro) sono ancora utili.</span></div>
<div><span class="cf1">La metropolitana è il suo rifugio e, almeno inizialmente, il principale territorio di caccia. Rudy la conosce a memoria: le sue gallerie, i suoi anfratti più oscuri e
gli orari in cui è frequentata dagli esseri umani.</span></div>
<div><span class="cf1">La metropolitana, i cui treni collegano le strade e i quartieri di New York, arterie della città i cui treni trasportano giorno e notte i suoi abitanti senza speranza al lavoro,
al luogo di studio, o ad altre destinazioni o su cui viaggiano senza meta.</span></div>
<div><span class="cf1">La metropolitana, dove trovano rifugio senzatetto, alcolizzati, tossici, emarginati di ogni tipo.</span></div>
<div><span class="cf1">La metropolitana che trasuda disperazione e dove vengono commessi frequentemente atti di violenza che svaniscono davanti agli omicidi terribili di Rudy Pasko.</span></div>
<div><span class="cf1">Il romanzo procede a ritmo serrato, tranne in alcune sezioni, raccontandoci, nell’ultima parte, i tentativi di una banda improvvisata di cacciatori di vampiri di eliminare Rudy
Pasko utilizzando l’armamentario tipico composto da croci, acqua benedetta e pallottole d’argento fino al finale che non riveliamo per non spoilerare, anche perché, pur trattandosi di un libro già
edito tre volte in Italia, qualcuno potrebbe ancora non averlo letto. </span></div>
<div><span class="cf1">Per concludere, dico che <em>In fondo al tunnel </em>non è precisamente un capolavoro e tanto meno è un’opera letteraria completamente riuscita. La potrei definire anche acerba. Del resto i suoi autori, all’epoca, avevano poco più
di vent’anni. Per esempio <strong>Skipp</strong> e <strong>Spector</strong> avrebbero potuto evitare lungaggini in alcuni punti. Altresì lo stile sintetico/visivo di derivazione prettamente cinematografica, alla lunga (sono circa 350 pagine)
finisce un po’ per stancare. Supera, però, bene o male, la prova del tempo e resta un buon romanzo e, soprattutto, conserva tutta la sua importanza di capostipite di un genere letterario che ha voluto inserire
drasticamente e crudelmente, senza mezze misure e con intenti anche eversivi, la realtà sociale nell’horror rendendolo più viscerale possibile per i tempi (seconda metà anni ottanta).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">GLI AUTORI</strong></div>
<div><span class="cf1">Scrittori, sceneggiatori e musicisti, <strong>John Skipp</strong> e <strong>Craig Spector</strong> sono i fondatori del movimento letterario splatterpunk. Promotori di un modello di scrittura modellato sull’iperrealismo
del cinema horror americano degli anni Ottanta e Novanta, insieme hanno pubblicato numerosi romanzi di genere horror e fantasy.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">In fondo al tunnel</em></div>
<div><em class="cf1">Autori: John Skipp, Craig Spector</em></div>
<div><em class="cf1">Traduttore: Maria Barbero Piccioli</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Fanucci</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 344</em></div>
<div><em class="cf1">Codice ISBN: 9788834731390</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo di copertina: 16,90 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4mAKkAv" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4mHPZF7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink5c31e4a17d54f97a2cacdf836958a022 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/fondo-tunnel-cover_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 671,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5c31e4a17d54f97a2cacdf836958a022, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/fondo-tunnel-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="322" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3f1f7b69df2258fe5392cdd255d2d47b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/skipp_Spector.webp','alt': '','title': '','width': 744,'height': 469,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3f1f7b69df2258fe5392cdd255d2d47b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/skipp_Spector.webp" alt="Gli autori." title="Gli autori." width="150" height="95" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 04:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Aggiornamento Portale 2.1.8]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=News"><![CDATA[News]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000014B"><h1 class="imHeading1">Nuova versione del Portale!</h1><h2 class="imHeading2">Il ritorno alle origini di Planet Ghost e i progetti OpenFree e Amiga Group</h2><div>La <span class="fs14lh1-5"><i>Redazione GHoST</i></span> è lieta di comunicare l'aggiornamento del Portale <span class="fs14lh1-5"><i>Club GHoST &amp; Ipnotica</i></span> alla versione 2.1.8</div><div>Questo importante aggiornamento introduce diverse novità e innumerevoli migliorie volte a proseguire il lungo processo di trasformazione web del progetto <span class="fs14lh1-5"><i>Club GHoST &amp; Ipnotica</i></span>.</div><div>Tra le novità principali segnaliamo:</div><div><ul><li>La nuova sezione <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/planet-ghost-indice.html', null, false)"><b>Planet Ghost</b></a></span> che ora si presenta come una vera e propria rivista web tornando così alle sue origini.</li><li>Il nuovo Canale <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)"><b>OpenFree</b></a></span> con l'archivio selezionato e testato di programmi e giochi open-source / freeware scaricabili e sempre aggiornati. <span class="fs14lh1-5"><i>OpenFree</i></span> introduce anche il progetto <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfreego---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfreego---indice.html', null, false)"><b>OpenFreeGo</b></a></span>, un applicativo per <span class="fs14lh1-5"><i>Windows</i></span> che raccoglie programmi e giochi gratuiti in versione portatile ovvero avviabili senza la necessità di essere installati.</li><li>L'aggiornamento della sezione <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/extra.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/extra.html', null, false)"><b>Extra</b></a></span> con l'introduzione della pagina <!--StartFragment --><span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/changelog.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/changelog.html', null, false)"><b>Changelog</b></a></span>, il registro delle modifiche e novità del portale.<!--EndFragment --></li><li>Il nuovo Canale <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/amiga-group---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/amiga-group---indice.html', null, false)"><b>Amiga Group</b></a></span> dedicato ai sistemi <span class="fs14lh1-5"><i>Amiga</i></span>, uno spazio per tutti gli appassionati di questo fantastico computer.</li></ul><br></div><div>Per sostenere questi e altri futuri aggiornamenti vi invitiamo a <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/registrazione.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/registrazione.html', null, false)"><b>iscrivervi</b></a></span> al <span class="fs14lh1-5"><i>Club GHoST</i></span> o a fare una <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/dona.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/dona.html', null, false)"><b>donazione libera</b></a></span>, grazie.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink05bc7527ad9c65907098b1941296d4d2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/aggiornamento-portale218.jpg','alt': '','title': '','width': 1871,'height': 873,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink05bc7527ad9c65907098b1941296d4d2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/aggiornamento-portale218e.jpg" alt="L&#39;aggiornamento 2.1.8 del Portale." title="L&#39;aggiornamento 2.1.8 del Portale." width="200" height="94" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 08:57:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Red Dust]]></title>
			<author><![CDATA[Giovanni De Matteo]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000149"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Secoli di silenzio trascorsero in una tenebra senza forma</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Il suo sguardo carico di tristezza si perse sui pendii rocciosi dei grandi vulcani</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Le nuvole sopra il kibbutz erano una spruzzata di porpora nel crepuscolo marziano. Fiumi di sabbia scorrevano nell’aria gelida dell’altopiano. All’interno del rifugio,
il controllo climatico manteneva la temperatura in un intervallo costante attorno ai ventidue gradi Celsius. Sebbene non fosse Massawa nel mese di agosto, Kafir si sentiva un bagno di sudore. Trattenendo i brividi, abbassò
lo sguardo al display del terminale da polso. Erano da poco passate le ventitré, tempo standard di Redline Station. Manca poco, pensò Kafir, facendosi cupo. Poi tornò a guardare fuori, oltre il perspex
polarizzato che rifletteva il monitor del laptop dietro di lui, uno spettro elettrico tra le immense distese scarlatte e immobili del panorama alieno.<br>Da qualche parte là fuori, ormai sepolto dalla sabbia granulosa,
si trovava il rover di superficie Biyouma con cui era fuggito dall’avamposto di Marsport. L’uragano che imperversava sull’altopiano aveva ormai cancellato le sue tracce. Ma l’Inseguitore, Kafir ne era
più che certo, avrebbe trovato il modo per arrivare fino a lui.<br>Un sospiro rassegnato allentò la tensione dei suoi muscoli. Kafir rivolse uno sguardo di apprensione al fucile d’assalto akm appoggiato
contro il muro. I suoi pensieri, in quel frangente, gli apparivano come fossili stratificati sotto tonnellate di roccia. Si sentiva lento, pesante, spossato e, cosa ancora peggiore, pronto ad accettare il suo arrivo come l’unica
conclusione necessaria e quindi accettabile di quella lunga, inutile fuga.<br>La sua sorte era segnata come quella dei suoi compagni, non serviva l’istinto dell’oungan per capirlo.<br>Ormai erano trentasei
ore che non riceveva notizie di Mirage. E da almeno ventiquattro aveva perso i contatti con Yussif. Era solo, braccato, senza via di scampo. Per l’ennesima volta nelle ultime ore, impostò il terminale sulla modalità
intercom. Il numero di Mirage era in memoria, gli bastò confermare l’ultima chiamata. Un fruscio elettrico si diffuse dall’impianto audio, disilludendo l’attesa.<br>Il suo sguardo carico di tristezza
si perse sui pendii rocciosi dei grandi vulcani, almeno fin dove lo sguardo riusciva a spingersi nell’atmosfera granulosa. In quel tratto del Tharsis, colonie di licheni e di muschio cospargevano le pietre scolpite dal
vento e dal gelo. Il panorama era degno di una notte gotica e il pensiero che quelle formazioni così fragili gli sarebbero comunque sopravvissute aggiunse altra angoscia al suo stato d’animo.<br>In fondo, per
lui, Marte era sempre stato un immenso sepolcro a cielo aperto, una prigione in cui si era battuto per la sopravvivenza, finendo infine logorato dalla sua stessa resistenza all’ostilità dell’ambiente.<br>Kafir
non era come Mirage, o Ali Yussif Snake Eyes, o come gli altri moudjahidins. E non era nemmeno uno di quei disperati mustadaphim deportati alla fine della Jihad nel nome del programma di colonizzazione interplanetaria. Lui
era solo un povero operaio delle Ferrovie Transmarziane, un dannatissimo kafir, un miscredente finito senza nemmeno una ragione precisa nel posto sbagliato al momento sbagliato.<br>Anche se, dovette ammettere con se stesso,
una ragione un tempo l’aveva avuta. Le rivendicazioni sindacali, presto affiancate e poi sostituite dalla presenza di Mirage, erano state come il bastone e la carota per il classico asinello. Infine si era ritrovato
a varcare una linea invisibile e si era scoperto a combattere i conglomerati con un esercito di straccioni mossi dagli ideali più disparati. La loro guerra era diventata anche la sua. Solo un’altra causa persa
per un altro guerrigliero senza speranza.<br>Rivide Yussif mentre gli indicava le sconfinate distese del plateau da un promontorio di roccia basaltica. – Non vale la pena di una vita? – Le sue parole echeggiavano
ancora nella sua testa. – Non è una ragione sufficiente per cui lottare, prima che le potenze della Terra ne facciano scempio? O per cui morire, nel tentativo di impedirlo…<br>In sette anni di sabotaggi
ai danni dei laboratori di ricerca, di assalti ai convogli di trasporto che collegavano le installazioni corporative, di ripetuti attacchi al potere e di vita ai margini, la legione invisibile di Yussif si era ridotta all’osso.
Dei trecento combattenti che avevano sposato la causa, erano rimasti in appena una ventina. Qualcuno aveva rinunciato, convertendosi al basso crimine e ripiegando sul mercato nero. Molti erano caduti in battaglia. La maggior
parte erano stati catturati ed erano andati incontro a una piccola egira, spediti ai campi di lavoro dell’emisfero meridionale. E ormai da giorni Kafir non sentiva un solo akhi.<br>Tutto quello che aveva fatto, i sacrifici
che aveva affrontato, le battaglie che aveva combattuto al fianco di Yussif, le azioni pianificate, le notti al freddo, i rischi corsi e le volte che erano riusciti a sfangarla per un pelo, gli si mostravano adesso per quello
che erano davvero, una lotta impari contro i mulini a vento. Qualsiasi gesto, qualsiasi scelta, qualsiasi iniziativa, non avrebbero potuto spostare di un micron l’ago della bilancia in quella sfida persa in partenza
contro il destino.<br>Adesso avrebbe scambiato senza esitazione i suoi ultimi anni di vita con mezzo minuto in riva al Mar Rosso, il mare antico dei suoi padri e della sua infanzia. Chiuse gli occhi, sconfortato. E gli sembrò
quasi di vedere il placido ondeggiare delle acque blu delimitate da dune dorate, flussi di malinconia nella calma piatta dell’inconscio. Sulla spiaggia, cullato dallo sciabordio delle onde, si voltò verso la lingua
di sabbia bianca e fina che si perdeva all’orizzonte, e rivide Mirage.<br>La brezza spirava dal mare, portando odore di sale e profumo di isole lontane. L’acqua appena increspata rifletteva sfumature confuse
di un cielo in fiamme. Rimase immobile, con i piedi che affondavano nel suolo tiepido e inconsistente che a ogni riflusso sembrava venire meno. Minuscoli granelli di sabbia in sospensione gli solleticavano le caviglie. Rimase
immobile, incapace di scrollare lo sguardo dalla grazia di lei.<br>Poco lontano un piccolo fiume sfociava nel mare. La sua acqua era fresca e limpida, e lasciava intravedere la rete di variopinte alghe marine che si intrecciava
sul letto sabbioso. E lei era lì, in un’ansa del fiume, laddove questo si allargava a formare un tranquillo specchio d’acqua al riparo dalle onde. E avanzava con passo solenne e spensierato allo stesso tempo,
leggiadra come un uccello acquatico.<br>Strisce di nubi color cremisi, ambra e vermiglio si riflettevano nel laghetto e coloravano la sua pelle lucida. Mirage si era fermata. Gli stava davanti ma ancora non si era accorta
della sua presenza, o almeno questo voleva fargli credere. Si lasciava sfiorare le lunghe gambe affusolate dalla lenta corrente, contemplando assorta il mare mentre il sole scivolava nell’abbraccio delle Terre Occidentali.
Il vento salmastro le cullava i capelli scuri, riccioli d’inchiostro contro il cielo del tramonto. La dolce curva della schiena racchiudeva una formula segreta per il passaggio a un’altra realtà.<br>Si
voltò verso la costa, schermandosi gli occhi con una mano. Quando mostrò di accorgersi della sua presenza e dei suoi sguardi trasognati, gli rivolse un’occhiata di placida tolleranza, senza tradire vergogna
o insofferenza. Il suo viso si aprì in un sorriso.<br>Per un tempo indefinito Mirage sostenne il suo sguardo, poi con calma ritrasse gli occhi dai suoi e li piegò alla corrente placida del ruscello, agitando
lievemente l’acqua col piede.<br>– Da quanto tempo sei lì?<br>23:17:08. Le cifre sul fondo azzurro elettrico del display digitale lo richiamarono alla realtà. Kafir si sentiva come un animale
in trappola, una volpe nel mirino, senza più alcuna via di fuga. Una preda con le spalle al muro, la cui unica linea di separazione dal carnefice era rappresentata dal tempo.<br>Si voltò verso il laptop collegato
alla rete interna del kibbutz. L’olocristallo di Mirage splendeva di una luminescenza azzurra, mentre il suo software pirata provvedeva a decriptare le chiavi di accesso della rete. La precisione con cui lo aveva programmato
rendeva superfluo ogni suo intervento.<br>Kafir sentì una goccia di sudore freddo scorrergli sulla tempia. Si accorse di avere tutti i muscoli indolenziti. Vittima di un lieve attacco d’asma, affondò
la mano destra nell’ampia tasca ventrale della tuta da deserto e le sue dita intorpidite trovarono subito ciò che stava cercando.<br>Lentamente, con le dita quasi insensibili, sfilò il cappuccio di plastica
traslucida che rivestiva la punta aguzza di sterile metallo luccicante. Poi si portò la fiala di Blue Kiss nell’incavo del braccio sinistro e affondò l’ago attraverso la morbida cartilagine sintetica
della tuta. Appena il liquido azzurro si riversò nella vena, un flusso di gelida vitalità chimica risvegliò i suoi sensi. Fu questione di un attimo. L’allucinogeno venne pompato dal cuore verso la
periferia organica e i centri recettori del sistema nervoso, e un’ondata di piacere travolse la sua percezione della realtà. Una sinestesia celestiale s’impadronì del corpo e della coscienza e subito
spazi di una vastità inconcepibile si spalancarono alla sua mente. I suoi pensieri erano improvvisamente liberi di esplorare una nuova, più complessa dimensione cognitiva.<br>Fuori dal kibbutz semisepolto dalla
sabbia rossa, raffiche di vento a duecento nodi spazzavano la desolazione del Tharsis. Miglia e miglia di arido deserto silenzioso e inospitale, una distesa uniforme interrotta appena dalle colonie di licheni, popolata dalle
invisibili ombre della notte. E nascosta tra quelle ombre, sfuggente e sinistra come uno spettro nella brughiera, avanzava letale la minaccia dell’Inseguitore.<br>Un sommesso ronzio elettrico segnalava la condizione
minima di funzionamento del sistema di controllo automatizzato, ma nei suoi timpani stanchi e rigonfi risuonava solenne come la radiazione di fondo a 3 gradi assoluti in una cassa di risonanza cosmica. La luminescenza blu
dei monitor in stand-by inondava le sue iridi, riflettendosi sul perspex delle finestre e sulle pareti di resina ricristallizzata. Odore di rancido sudore e adrenalina in dosi massicce pervadeva l’ambiente. Erano le
23:21:05. E Kafir si trovava di nuovo sulle bianche spiagge del Mar Rosso inondate dalla brezza marina della sera.<br>– Kafir – ripeté Mirage, in un canto di cigni. – Da quanto tempo sei lì?<br>–
Non abbastanza – rispose lui, muovendosi verso di lei lungo il fianco sottovento della duna. Inciampò, ma riuscì a rimettersi in equilibrio mentre i piedi affondavano nella sabbia. Alla fine, scivolò
nell’acqua fresca del fiume fino alle caviglie.<br>Mirage era sempre più vicina, ma ogni passo di Kafir nell’acqua si dilatava come le onde concentriche da un sasso lanciato sulla superficie dello spazio-tempo.
Il Blue Kiss proiettò Kafir in una nuova condizione-sensazione della realtà, attraverso la quale divenne sé e l’altro da sé, e ogni cosa che circondava Mirage, dall’acqua che le ghermiva
le gambe all’aria che sfiorava la sua pelle lucente. I suoi pensieri divennero la corrente che le fluiva tra le caviglie, il suo desiderio il vento che le spettinava i capelli.<br>Quando infine le loro labbra si toccarono,
Kafir seppe che era tutta un’illusione. Lei, il mare, il tramonto, la spiaggia e tutto il resto. Benché vivido come un ricordo, quell’esperienza residuale estratta dai meandri più intimi della sua
memoria non era altro che il risultato di un’interazione chimica, un costrutto virtuale somministratogli dalla droga. Con un senso di dolorosa tristezza dovette prenderne atto. Per un attimo ancora la sua anima si dibatté
tra il desiderio di restare lì, per sempre schiavo di un sogno cosciente e imponderabile, e la necessità insensata di lasciarsi trasportare dal riflusso che agitava il suo inconscio verso i lidi dolorosi e incerti
della realtà. La corrente era più forte di lui e prevalse sulla sua indecisione. Ormai abbandonata ogni resistenza, si lasciò trascinare dal suo abbraccio irresistibile, fuori dalla perfezione dell’istante
eterno. E scomparve nella geometria surreale delle sue iridi d’ardesia, come un liquido flusso di luce metallica.<br>Secoli di silenzio trascorsero in una tenebra senza forma. Poi una rosa di magma dischiuse i suoi
petali d’acciaio.<br>Nel vuoto della mente.<br>Infine.<br>Tornò.<br>Le gelide pupille da rettile di Snake Eyes lo fronteggiavano nell’immobilità di un rifugio sotterraneo. Tre metri di roccia
li separavano dall’aria gelida e per loro ancora irrespirabile del pianeta rosso. Erano a Na’im, il sietch dei ribelli, nascosto a dodicimila metri di quota nel cuore della Cordigliera del Diavolo.<br>Snake Eyes,
il soprannome che la stampa allineata aveva affibbiato a Yussif, era nato parallelamente alla taglia stratosferica che ora gli gravava sulla testa. Yussif era stato da subito onorato della quotazione sul mercato dei bounty
hunter, un po’ meno del nomignolo. Alla fine era stato obbligato a fare buon viso a cattiva sorte, e tenerseli entrambi senza una vera possibilità di scelta. Le voci dei bambini penetravano le fibre della porta.
Un aroma di hashish e caffè pervadeva l’aria.<br>Kafir, Yussif e Mirage, avviluppati nel rivestimento sintorganico delle loro tute da superficie, erano sprofondati nell’abbraccio vellutato di tre poltrone
di organopolimeri, unica concessione al comfort in tutta la stanza. Un tavolo di legno sosteneva il peso minaccioso di due fucili polifunzionali akm e di un m-16 Neotek. Sulle pareti, appesi agli appositi sostegni, facevano
bella mostra di sé altri pezzi di maneggevole e micidiale artiglieria: Klach, Mahchoucha, Glock, pistole emp.<br>In un angolo della piccola stanza, un deck Cyberspace 7 segnalava con il ritmico pulsare del led rosso
alla sua base il suo stato di stand-by. La luminescenza elettrica del monitor pioveva pallida sulle pareti.<br>– Non sappiamo come abbiano fatto – stava dicendo Yussif, i suoi lunghi dreadlock fluttuavano nella
debole gravità marziana disordinati come sempre, – ma quelli della Ksenja ci hanno giocato davvero un brutto scherzo.<br>– Non devono aver gradito il nostro ultimo regalino – intervenne Mirage.<br>–
Winter’s End – disse Kafir. – L’assalto al laboratorio ibridomico.<br>– Abbiamo causato alla sussidiaria marziana della Compagnia la più grave perdita economica della sua storia. Le loro
azioni biogenetiche sono precipitate. Il danno immediato si stima che ammonti a qualcosa come seicento milioni di dollari tap e i brevetti…<br>Improvvisamente Kafir si incupì. Il suo sesto senso, l’istinto
dell’oungan impresso nel suo codice genetico, aveva fiutato qualcosa, e lo stava avvertendo del pericolo con la sua fastidiosa, necessaria gravità.<br>– Hai fatto proprio un bel lavoro, non c’è
che dire – lo stuzzicò Mirage, con un sorriso. Un riflesso metallico ammiccò nei suoi occhi.<br>– Hanno sguinzagliato quei bastardi della Yakuza… – aveva azzardato Kafir.<br>–
Qualcosa di peggio, temo – Yussif scosse la testa in un gesto di gravità. – Abbiamo ragione di ritenere che la vendetta della Ksenja consista in una forma mirata di attacco virale. Protocollo Marrakech.
Pulito, veloce e letale.<br>– Non lo sappiamo ancora – aggiunse Mirage, con scarsa convinzione, la voce che piegava verso una sorta di fatalistica impotenza.<br>Kafir li fissò in silenzio. Poi, sovrappensiero,
disse: – La legge del contrappasso…<br>Gli altri due lo guardarono confusi… e si disintegrarono in un vortice di quanti.<br>Progressivamente, chouia, il grigio liquido delle pareti del kibbutz riacquistava
solidità e consistenza. I suoi occhi lucidi e stralunati desiderarono la freschezza della brezza marina. I 21.8 gradi della stanza, carichi di invisibili molecole ormonali, lo indussero a lasciarsi rifluire nel sogno,
verso i nebbiosi territori della memoria che sfumavano verso l’oblio.<br>– Chemco BioLab – gli disse finalmente Mirage, la sua voce era una melodia che sfidava il rumore di fondo della strada della colonia.
Masse di vagabondi, mercenari, minatori in libera uscita, puttane, spacciatori e sherpa affollavano il cunicolo, accrescendo il suo senso di claustrofobia.<br>Kafir, che fino ad allora aveva aspirato con indifferenza delicate
boccate di fumo da una Gauloise Blu Kif, si voltò verso di lei e si perse nei suoi occhi.<br>– È una sorta di costrutto virtuale fantasma, una capanna che funge da cassaforte – continuò Mirage.
Serpenti di neon si rincorrevano sulle pareti del decumano sotterraneo. La fredda policromia alogena delle insegne si mescolava alla luce dorata delle finestre dei cuballoggi affacciati sulla strada, e incorniciava la sua
figura in un chiaroscuro caravaggesco. – Yussif ha ricevuto la soffiata da un suo vecchio amico giamaicano attivo giù a Sanctuary. A quanto pare è un luogo sicuro, dotato delle opportune misure di sicurezza.
Lo hanno usato per un po’ di tempo quelli delle Pantere Moderne, ma adesso è completamente a nostra disposizione. Ho appena concluso l’affare con un loro contatto, giù nel suk.<br>Mirage mosse qualcosa
nella tasca del giubbetto di saran impermeabile che indossava sopra la cartilagine della tuta marziana. Kafir aspirò l’ultimo tiro dalla Gauloise corretta, poi lasciò cadere il mozzicone sulla termoresina
umida e sporca. Tornò a guardare la strada con la vigile noncuranza che aveva imparato a sfoggiare nelle fasi finali di una transazione. Nuvole di vapore salivano dalle grate che costeggiavano la corsia, percorsa a
passo d’uomo da pochi veicoli a reazione indaffarati ad aprirsi un passaggio nella folla. Centinaia di voci e rumori si fondevano nella notte perpetua di Marsport. Un caos di luci e ombre, strilla di venditori ambulanti,
offerte di piacere a tempo determinato e redenzione chimica a prezzi stracciati, si mescolavano al sibilo di motori e alle sirene della polizia.<br>All’improvviso una goccia di condensa piovve sulla sua spalla dalle
tubature che facevano da volta alla strada, sei o sette metri sopra di loro. Poi sentì gli spigoli dell’olocristallo che gli scivolava nella tasca e la mano di Mirage che sfiorava la sua.<br>– Qui dentro
troverai le coordinate della Chemco e i codici d’accesso – soggiunse Mirage, accostando il viso al suo.<br>Kafir sentì la pressione dei seni sul suo petto, e inalò una zaffata del suo profumo. Poi
qualcosa attirò la sua attenzione. Un baluginio metallico attraversava le gambe dei passanti. Fece appena in tempo ad attivare il terminale sulla modalità di schermatura e a frapporlo tra le spalle di Mirage
e la minaccia che solenne e implacabile incedeva verso di loro. Preso dall’incontro, aveva dimenticato le più basilari precauzioni.<br>– Sta’ calma – le sussurrò mentre se la stringeva
contro.<br>Una sentinella-segugio della polizia. Muoveva gli agili congegni meccanici dei suoi arti meccanici con disinvolta naturalezza, schivando le gambe dei passanti e i corpi dei mendicanti allineati sul marciapiede.
Il nucleo di intelligenza nascosto nel suo carapace di lega ultraleggera – un processore neurale a inferenza quantistica – esaminava ininterrottamente il flusso di dati che affluiva dai sensori dislocati nel suo
agile e micidiale corpo. E simultaneamente eseguiva un processo comparativo tra le informazioni raccolte e le stringhe di dati immagazzinati negli archivi informatici della colonia.<br>Le sarebbe bastato riconoscere nell’aria
tracce dei feromoni di Mirage o suoi, perché in quei circuiti infernali scattasse lo stato di allerta. Provvidenzialmente, le distorsioni casuali introdotte dal terminale plasmatico deviarono le premurose attenzioni
del segugio.<br>– Kelb-houkouma – sibilò contraddetta Mirage. – Ma comunque il mio terminale era attivo – aggiunse poi, con un sorriso. – Dovresti essere più prudente, Kafir…<br>–
Era solo una scusa per abbracciarti. Quando ci rivedremo?<br>– Non è più sicuro, questo posto – disse Mirage. – Da un momento all’altro potrebbe passare un commissario, e allora non
sarà altrettanto facile.<br>– Cosa lo è stato finora? – sbottò Kafir.<br>– Non abbiamo più molto tempo. Hai una missione da compiere. Prendi un rover e dirigiti a nord-est.
A ottanta miglia da qui troverai un kibbutz abbandonato. Scarica i brevetti della Ksenja nel database della Chemco. E trovati un rifugio sicuro. Ti ritroveremo…<br>Mirage socchiuse gli occhi e si prese la radice del
naso tra due dita.<br>– Tutto bene?<br>– Mi sento distrutta – disse lei, con un filo di voce.<br>Kafir pensò subito a una di quelle infezioni che i minatori di ritorno dal turno mensile portavano
in colonia. – Va meglio?<br>– Posso farcela. Ci sentiamo nelle prossime ore – concluse baciandolo su una guancia. Un bacio lungo, lento, protratto più del necessario. A malincuore, Kafir si separò
da lei, avviandosi per la sua strada, le spalle curve sotto l’impermeabile.<br>Bip. Bip. Bip. Il segnale acustico della consolle Ono-Sentrax lo richiamò alla realtà del kibbutz. Ore 00:01:37. Kafir si
meravigliò di essere ancora vivo. Uno scatto elettrico nei circuiti di platino raffreddati dall’azoto liquido echeggiò nel silenzio di quelle stanze ai confini dell’universo. Mise a fuoco il jack
di interfaccia neurale nel suo apposito involucro in policarbonato. Era tempo di innestarsi.<br>Attivò la procedura di scaricamento dati ad alta velocità. Mise la consolle in attesa e si digitò. Mentre
le informazioni della Ksenja abbandonavano la sua mente, si sentì riempire dal piacere irreale di un orgasmo cibernetico. Flussi di dati altamente concentrati erompevano dall’innesto con l’impeto devastante
di una rabbia a lungo repressa. 64 gigabyte di dati abbandonavano ogni secondo il suo banco di memoria flesh di carbonio idrogenato, un nucleo di sei milioni di nanotransistor di molecole proteiche alloggiato a meno di un
pollice dall’ipofisi. Un vortice di informazione sgorgò dal suo corpo, stimolando in una sinestesia totale il suo sistema nervoso vegetativo: due anni di ricerche della Ksenja nel campo della proteomica, scoperte
rivoluzionarie di proteine senzienti e di nuove molecole organiche neurotropiche, psicostimolanti e mutageni, che insieme avrebbero potuto riscrivere interi capitoli nel libro di storia della biochimica, stavano finendo sepolti
in un database a duecento milioni di chilometri di distanza.<br>Sommerso dalla mole di informazioni, Kafir scivolò verso i territori incerti e confusi dell’incoscienza. Tre minuti più tardi, i suoi banchi
di memoria erano tornati leggeri come lo spazio aperto e Kafir si accorse di essere venuto nella tuta. La mano stanca sfilò il jack dalla giunzione nervosa di cristallo alla base del cranio. I suoi occhi lucidi e assonnati
cercarono di mettere a fuoco la stanza ma le lettere ballavano una danza di cui non riusciva a cogliere il ritmo.<br>Sul monitor del laptop lesse a fatica la scritta: trasferimento completato – procedura di disconnessione
automatica in corso. L’acre odore del silicio bruciato si era diffuso dai circuiti dell’Ono-Sentrax.<br>Il terminale segnava le 00:25:21.<br>Kafir volse di nuovo lo sguardo alla notte marziana al di là
delle vetrate di perspex. Invisibile e inevitabile, l’Inseguitore si muoveva sulle sue tracce. Kafir trasse un sospiro di sollievo quando vide l’immagine sfocata e incompleta di Mirage sulla finestra.<br>Lei
lo fissava, triste e distante, dietro il vetro del suo casco.<br>Gli ci vollero alcuni istanti per realizzare che la visione che gli si era presentata nella penombra del kibbutz non era un’immagine residuale emersa
dalle lande sconosciute del suo subconscio, l’ennesimo fantasma indotto dal Blue Kiss, bensì una percezione reale.<br>Mirage entrò nel vano di decompressione, attese che la procedura terminasse ed entrò
nell’impianto. Con una manovra sicura si sganciò e sfilò il casco.<br>L’istinto guidò la mano di Kafir verso l’akm. I suoi muscoli indolenziti e stremati si contrassero in un urlo di
sofferenza. Con uno scatto si ritrovò a puntare la canna di lucido metallo nero contro il volto di Mirage, mentre lei si ravviava i riccioli scuri.<br>– Cosa ci fai qui? – chiese, la voce rauca, le parole
impastate per effetto della droga e della disidratazione.<br>Lei lo guardò con occhi impassibili e lontani, che conservavano ancora una labile traccia della tristezza che Kafir vi aveva scorto qualche attimo prima.
Il suo volto era contratto in un’espressione stralunata, innaturale. Aliena.<br>– Perché non rispondevi alle mie chiamate? – la incalzò Kafir.<br>Mirage mosse lentamente le labbra.<br>–
Te lo avevo detto che ti avremmo trovato noi – disse Mirage. Poi, a mo’ di giustificazione, aggiunse: – Le tempeste magnetiche.<br>Le parole, così asciutte e meccaniche, sorgevano da abissi di acciaio,
come se un viaggio di miliardi di anni-luce le avesse spogliate della spontaneità della vita. Eppure le labbra erano ancora come Kafir le ricordava.<br>Fu allora che qualcosa scattò nella sua mente e con un
movimento rassegnato abbassò l’arma.<br>Mirage rimase a guardarlo con occhi freddi e calcolatori, distante pochi passi da lui, la tuta di cartilagine che incastonava granelli di sabbia rossa nelle scanalature
che la solcavano. I capelli ricci e scuri le ricadevano scomposti dietro le spalle.<br>Kafir aveva compreso. Mirage era morta. E Yussif e gli altri moudjahidins avevano subito la medesima sorte che adesso attendeva lui.
La Ksenja era una bestia ferita, ma ancora efficace, e aveva applicato la sua variante del Protocollo Marrakech con spietata determinazione. La vendetta per la distruzione dei loro laboratori a Winter’s End stava per
compiersi.<br>Un lampo d’argento scintillò dietro le iridi della ragazza. – Ho tentato di resistere il più a lungo possibile – disse infine Mirage, e nella sua voce Kafir riconobbe finalmente
scampoli della ragazza che aveva conosciuto. – Ma alla fine ho dovuto cedere. Sto morendo… – Una pausa. –Sono già morta – si corresse.<br>L’Inseguitore, infine, lo aveva scovato.<br>Il
suo sguardo non ammetteva repliche. Una lacrima di cristallo gli solcava ora la guancia mentre le unghie traslucide si trasformavano in lame luccicanti, affilate come stringhe monomolecolari. Quando il virus neurale della
Ksenja, spietato e implacabile, completò la sua opera di graduale, progressivo assorbimento della personalità di Mirage, un bagliore fulmineo macchiò di sangue le vetrate di perspex e lo schermo del deck.<br>Mirage
era solo una macchina spietata e letale nelle mani della Compagnia agonizzante. Il suo cervello era stato gradualmente plasmato dall’azione dei nanotech riprogrammati dal virus della Ksenja. Con fredda determinazione
si limitò a eseguire la sua missione. La missione dell’Inseguitore.<br>Mentre una voce distante e bellissima lo richiamava verso una spiaggia al tramonto, Kafir rivide gli occhi di Yussif. Occhi di serpente.
Hai proprio ragione, realizzò nei residui barlumi di coscienza che ancora lo illuminavano. E questa è l’ultima volta che mi tocca perdere.<br>La sabbia rossa del deserto piovve nell’azzurro del
mare. Nella luce del tramonto, aspettò Mirage che gli veniva incontro sulla spiaggia.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Giovanni De Matteo (1981) è tra i fondatori del Connettivismo, movimento che si propone
di dare nuovo respiro alle istanze del cyberpunk, promuovendo la contaminazione tra i generi ed esplorando gli orizzonti del postumano. Collaboratore di diverse testate (Fantascienza.com, Delos SF, Robot, Prismo, Quaderni
d’Altri Tempi), con <strong>Sandro Battisti</strong> e <strong>Marco Milani</strong> ha fondato e diretto per alcuni anni la rivista Next e dal 2010 cura la webzine Next-Station.org con il critico <strong>Salvatore Proietti</strong>.<br>Vincitore del Premio Robot con <em>Viaggio ai confini della notte</em> (2005), ha esordito sulle pagine del Club GHOST nel 2003 e pubblicato con Ferrara Edizioni la raccolta<em> Revenant – Storie di ritorni e di ritornanti</em> (2006). Da allora ha scritto numerosi racconti, apparsi sulle pagine di riviste (Delos SF, Robot, Carmilla, Futuri),
antologie (<em>L’orizzonte di Riemann</em>, <em>Il prezzo del futuro</em>, <em>Storie dal domani</em>, <em>Segnali dal futuro</em>,<em> Propulsioni d’improbabilità</em>, <em>Iperuranio</em>) e in e-book (<em>Terminal Shock</em>, <em>Codice morto, Sulle ali della notte, Il lungo ritorno di Grigorij Volkolak</em>). In collaborazione con<strong> Lanfranco Fabriani</strong> ha scritto <em>YouWorld</em>, originariamente apparso su “Urania” (2015) e ripubblicato nel 2018 in e-book da Delos Digital in un’edizione rivista e ampliata. Ha inoltre curato con
altri diverse antologie, tra cui <em>Supernova Express</em> (2007, Ferrara Edizioni), <em>Next-Stream: oltre il confine dei generi</em> (2015, Kipple Officina Libraria) e <em>Nuove Eterotopie</em> (2017, Delos Digital).<br>I romanzi <em>Sezione π2</em> (Premio Urania 2007) e<em> Corpi spenti</em> (2014), entrambi pubblicati da Mondadori nella storica collana “Urania”, condividono l’ambientazione in una Napoli post-Singolarità Tecnologica del prossimo futuro. Nella stessa
linea temporale si situa anche<em> Karma City Blues</em>, romanzo pubblicato nel 2018 da Delos Digital che si svolge una decina di anni dopo i precedenti. <em>Red Dust</em>, risalente al 2005 e originariamente pubblicato nell’antologia <em>Revenant</em>, pur essendo slegato dalla continuity presenta alcuni elementi di contatto con questi romanzi.<br>Il suo blog è <a href="http://holonomikon.wordpress.com" class="imCssLink">http://holonomikon.wordpress.com</a>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink4675c37d9eb88754af5f9a0a6555e53b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/red-dust_ver.webp','alt': '','title': '','width': 640,'height': 426,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4675c37d9eb88754af5f9a0a6555e53b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/red-dust_ver.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="134" /></a><br></div><div><script> var showboxlink5c5cccb519d6bcf9695c2d672a5d3c08 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/giovanni.webp','alt': '','title': '','width': 300,'height': 200,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5c5cccb519d6bcf9695c2d672a5d3c08, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/giovanni.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 04:49:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Getaway dei Nefesh Core]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000148"><h1 class="imHeading1">Le canzoni sorprendono per la loro bellezza</h1><h2 class="imHeading2">La band sa come manovrare i sentimenti che vuole esprimere</h2><div><div><span class="cf1"><strong>NEFESH CORE "Getaway"<br>Full-length, Rckshots Records (2020)</strong><br><br></span></div><div><span class="cf1">Band siciliana che ha le sue basi in un'altra metal band italiana piuttosto popolare, ovvero i prog metallers <em>Metatrone</em>. I <em>Nefesh Core</em> si formano nel 2018 per volontà di <strong>David Brown</strong> e di <strong>Stefano “The Ghigas” Calvagno</strong>, entrambi militanti nel gruppo metal <em>Metatrone</em>. Dopo due anni, ovvero nel 2020, debuttano col primo full-length che andrò ad esaminare, ovvero <em>Getaway</em>. In questi ultimi tempi comunque la band ha rilasciato un singolo e videoclip relativo alla traccia <em>Lullaby</em>, una cover dei <em>The Cure</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br>Ebbene, ora parliamo di <em>Getaway</em> più nello specifico. Il disco sorprende per raffinatezza, arrangiamenti e una freschezza compositiva che si esprime in un gothic rock dai tratti piuttosto duri, e quindi siamo abbastanza lontani da ciò che i 2/4 della band propongono coi <em>Metatrone</em>. Qui abbiamo un largo uso di synth, tastiere ed effettistica per dare un taglio Eighties al tutto, ma la band poi suona del verace hard rock, anche se piuttosto devoto alla dark music dei già citati anni Ottanta. Le canzoni sorprendono per la loro bellezza, per la voce profonda e vellutata di <strong>David Brown</strong>, ma ciò che colpisce è l'atmosfera che questi musicisti riescono a creare. Sia che i pezzi siano più ritmati, e sia che siano più riflessivi, la band sa come manovrare i sentimenti che vuole esprimere, e in generale, nonostante il disco sia accostabile alla corrente dark/gothic, non dà mai la sensazione di esprimere disagio e nichilismo.</span></div><div><span class="cf1"><br>In parole povere, non troverete quella autodistruzione che potevano avere gli stessi <em>The Cure</em> di album come <em>Pornography</em> o <em>Seventeen Seconds</em>, ne tantomeno lo spirito dei <em>Joy Division</em> e del loro singer <strong>Ian Curtis</strong>. Qui si sposa in un certo senso anche l'atmosfera delle discoteche degli anni Ottanta, quando anche brani di gruppi come <em>The Smiths</em> o <em>Duran Duran</em> trovavano spazio nelle serate. Ecco quindi che la band a questo ci aggiunge una produzione bella potente e delle chitarre che per poco non sfociano nel metal, almeno in alcuni brani, e il risultato è decisamente ottimo e trascinante.</span></div><div><span class="cf1"><br>Se volete farvi davvero un regalo e tornare a cantare, ma anche ballare a suon di rock, non lasciatevi scappare questo <em>Getaway</em>, un piccolo capolavoro che in questo 2025 compie cinque anni ma che non deve passare assolutamente inosservato, ed è proprio per questo che ci tenevo a parlarvene. Disco imprescindibile.</span></div><div><span class="cf1"><br><b>Tracklist:</b><br></span><ol><li><span class="cf1">Getaway</span></li><li><span class="cf1">Scandal</span></li><li><span class="cf1">Unerasable</span></li><li><span class="cf1">Another Break To Life</span></li><li><span class="cf1">Stormraven</span></li><li><span class="cf1">The Mafia Mentality</span></li><li><span class="cf1">Wake Me, Rain</span></li><li><span class="cf1">Otherside</span></li><li><span class="cf1">Try To Climb</span></li><li><span class="cf1">The Fortune Lies</span></li></ol></div><div><span class="cf1"><br><strong>Line-up:<br></strong>David Brown: voce principale, growl e tastiere<br>Ghigas: basso e cori<br>Francesco “Frankie” Mingiardi: chitarre<br>Andrea "Vlady" Marchese: batteria</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkdf1f4d6367625e0b996c4b06aa4bf9a3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Getaway-cover_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1000,'height': 1000,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdf1f4d6367625e0b996c4b06aa4bf9a3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Getaway-cover_bar.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink0136583240edbfc5b0d99e6f43053d7d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nefesh-Core-2025_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 960,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0136583240edbfc5b0d99e6f43053d7d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Nefesh-Core-2025_ver.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="226" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=VPHDVaI_te0">https://www.youtube.com/watch?v=VPHDVaI_te0</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 06:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli scrittori dei Racconti di Dracula - Puntata 9]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000147"><h1 class="imHeading1">Nuova puntata dedicata a Joseph Britt</h1><h2 class="imHeading2">Gli scrittori dei Racconti di Dracula a cura di Max Ferrara e Sergio Bissoli</h2><div><div><span class="cf1">La <em>Redazione GHoST</em> presenta il nuovo video targato <em>ClubGHoST</em> &amp; <em>Ipnotica </em>sugli scrittori dei Racconti di Dracula. Si tratta della nona puntata, dedicata a <strong>Joseph Britt </strong>(Aldo Crudo), di un programma di <strong>Max Ferrara</strong> e <strong>Sergio Bissoli</strong>.<br>Il video è stato caricato sul nuovo canale You Tube ufficiale del <em>Club GHoST</em>:</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a><u><br></u><u></u>che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.<br>Per non perdere tutte le novità a riguardo quindi vi invitiamo a iscrivervi al canale attivando la campanella per le notifiche.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkb611f396cf0a8431a207661b54d45c3e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/scrittori-dracula9_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 864,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb611f396cf0a8431a207661b54d45c3e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/scrittori-dracula9_ver.jpg" alt="La copertina del video." title="La copertina del video." width="200" height="251" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkc0a19156c6a28aaadef16af2244ad681 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/scrittori-dracula9-spot_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 712,'height': 1048,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc0a19156c6a28aaadef16af2244ad681, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/scrittori-dracula9-spot_ver.jpg" alt="Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!" title="Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!" width="200" height="295" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=rfRa7z3xPQw">https://www.youtube.com/watch?v=rfRa7z3xPQw</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 05:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In arrivo Return to Silent Hill]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000144"><h1 class="imHeading1">Svelato l'iconico teaser poster</h1><h2 class="imHeading2">Per la gioia dei fan della saga e degli amanti del mondo dell’orrore</h2><div>






<div><span class="cf1">Midnight Factory, etichetta di Plaion Pictures, è orgogliosa di annunciare, proprio durante la celebrazione del suo decimo anniversario, l’acquisizione full rights di <em>Return to Silent Hill</em>, che arriverà prossimamente anche nei cinema italiani, e di rilasciare la versione italiana del teaser poster<strong> </strong>per la gioia dei fan della saga e degli amanti del mondo dell’orrore.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Si tratta del secondo film live-action tratto dal celebre videogioco horror <em>Silent Hill</em>. Dopo il successo del primo film, uscito nel 2006, <strong>Christophe Gans</strong> torna alla regia di questo secondo capitolo del franchise, che vede un cast di grande esperienza nel cinema horror: <strong>Jeremy Irvine</strong> (<em>The Reach – Caccia all’uomo</em>, <em>Baghead</em>), <strong>Hannah Emily Anderson</strong> (<em>What Keeps You Alive</em>, <em>Saw: Legacy</em>) e <strong>Robert Strange</strong> (<em>Jack in the Box</em>, <em>Marrowbone</em>).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Return to Silent Hill<strong> </strong></em><strong></strong>segna il ritorno di una delle saghe horror più iconiche e amate di sempre, riportando sul grande schermo l’atmosfera disturbante e angosciante che ha reso celebre il videogame originale. È
una storia autonoma ed è basata sull’acclamato <em>Silent Hill 2</em>, il secondo capitolo videoludico uscito nel 2001 e conosciuto anche dai più giovani per il riuscitissimo remake dello scorso anno. Il protagonista è James, un uomo tormentato dal ricordo dell’amata
Mary, che lo conduce nuovamente tra le nebbie e le strade deserte di Silent Hill. Qui, realtà e incubo si confondono in un viaggio che mette a nudo le ossessioni più intime e i segreti più oscuri.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">A incarnare l’incubo più riconoscibile della saga è Pyramid Head, il mostro simbolo delle colpe che non si possono cancellare. La sua presenza minacciosa, rivelata
anche in un particolare dettaglio nel teaser poster, promette di amplificare la tensione in un racconto che unisce fedeltà all’opera originale e nuova potenza visiva per il cinema. Tra allucinazioni, creature
mostruose e scenari che si trasformano in labirinti della mente, <em>Return to Silent Hill</em> invita lo spettatore a un’esperienza che è al tempo stesso intima e terrificante.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Return to Silent Hill</em> promette di restare in equilibrio tra psychological horror e creature design: quasi 15 anni dopo l’uscita del primo film, <strong>Christophe Gans</strong> mette in campo vent’anni di evoluzione tecnica e narrativa e un materiale ancora più ricco e psicologicamente complesso, arricchendo i mondi di Silent
Hill di un orrore mai visto prima, che sicuramente non deluderà i fan più esigenti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Return to Silent Hill<strong> </strong></em><strong></strong>sarà nei cinema prossimamente con Midnight factory.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SINOSSI</strong></div>
<div><span class="cf1">Quando una lettera lo richiama a Silent Hill alla ricerca del suo amore perduto, James ritrova una città totalmente trasformata, abitata da mostri che
lo portano a dubitare della sua stessa sanità mentale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">A proposito di Midnight Factory</strong></div>
<div><span class="cf1">In qualità di azienda leader nella distribuzione cinematografica e home video di prodotti mainstream e di nicchia, nel 2015 Plaion Pictures dà vita a Midnight Factory,
nuova etichetta di proprietà che punta a raccogliere il meglio della produzione mondiale del genere horror, spaziando tra i classici contemporanei del genere e le declinazioni thriller e fantasy. </span></div>
<div><span class="cf1">Attraverso Midnight Factory, Plaion Pictures mira a diffondere e a far conoscere al pubblico italiano i capolavori dei grandi maestri, le opere prime dei registi emergenti, i grandi
classici del passato, le produzioni indipendenti e i titoli inediti. Una line-up di titoli – theatrical, digital e homevideo – ricca e variegata, accuratamente selezionata in base alla qualità delle produzioni,
che va dai cult immortali della collana Midnight Classics (le saghe di <em>Halloween</em> e degli zombie di George Romero, <em>L’armata delle tenebre, Non aprite quella porta</em>, <em>Ultimo mondo cannibale</em>) ai maggiori esponenti della nuova scena horror, fra cui spiccano <em>Babadook,</em> <em>The Neon Demon</em>, <em>It Follows</em>, la saga di <em>Sinister</em>, <em>Gretel &amp; Hansel</em>, <em>X – A Sexy Horror Story</em>, il fenomeno globale <em>Talk To Me</em> e la saga di <em>Terrifier</em>, culminata nel successo da record di <em>Terrifier 3</em>. </span></div>
<div><span class="cf1">Midnight Factory ha una vera e propria filosofia editoriale, sottolineata anche dalla scelta di presentare tutti i prodotti home-video in edizione da collezione e con contenuti
rimasterizzati in alta definizione. I film, distribuiti sia in versione DVD che Blu-ray disc, sono presentati nella loro versione integrale, senza tagli di censura e arricchiti di speciali contenuti extra, come backstage,
curiosità sul film, interviste al cast e al regista.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">A proposito di Plaion e Plaion Pictures</strong></div>
<div><span class="cf1">Plaion Pictures (precedentemente conosciuta come Koch Films) è la divisione dedicata alle produzioni cinematografiche, home video e digital di Plaion, un’azienda leader
nella produzione e nella distribuzione di prodotti per l’intrattenimento digitale (software, giochi e film). Le attività di publishing, il marketing e la distribuzione dell’azienda si estendono in tutta
Europa, negli Stati Uniti, in Australia e in Asia. Il gruppo Plaion ha oltre 28 anni di esperienza nel business della distribuzione digitale e si è affermato quale distributore indipendente numero uno in Italia e in
Europa. &nbsp;</span></div>
<div><span class="cf1">In ambito cinematografico e home video, Plaion Pictures rappresenta un punto di riferimento nella distribuzione sul territorio italiano. Estrema cura dei dettagli, altissima qualità
dei contenuti, grande varietà di generi in grado di soddisfare i diversi gusti dei consumatori. Sono queste le parole chiave che caratterizzano il listino di Plaion Pictures. Si spazia dall’horror, con l’etichetta
Midnight Factory (la saga di <em>Terrifier</em>, <em>Talk To Me</em> <em>Non aprite quella porta</em>, <em>Babadook</em>, <em>Hereditary</em>, <em>L’armata delle tenebre</em>, <em>X- A Sexy Horror Story</em>), agli anime con Anime Factory (<em>Dragon Ball Super: Broly</em>, <em>Lupin III</em>, <em>The First Slam Dunk</em>, <em>City Hunter</em>, <em>One Piece Stampede</em>, <em>Belle</em>) passando per i documentari (<em>Planet Earth I &amp; II</em>, <em>Amy – The Girl Behind The Name</em>, <em>Domani</em>, <em>Bianconeri Juventus Story – Il film</em>), i live action e le serie TV (<em>Nella tana dei Lupi</em>, <em>Dallas Buyers Club</em>, <em>The Last Witch Hunter</em>, <em>Sherlock</em>, <em>Orphan Black</em> e il franchise di <em>Star Trek</em>), arrivando fino all’animazione per i più piccini (<em>PJ Masks</em>, <em>Masha e Orso</em>, <em>Bing</em>, <em>Shaun Vita da Pecora</em>, <em>Peppa Pig</em>) e chiudendo con la grande arte (<em>Michelangelo Infinito</em>, <em>Caravaggio – L’anima e il sangue</em>, <em>Raffaello - Il principe delle arti</em>). Plaion Pictures è inoltre distributore in Italia per le edizioni home video di film e serie TV di Paramount Pictures (<em>Indiana Jones</em> Saga, <em>Mission Impossible</em> Saga, <em>Star Trek</em> Saga, <em>Top Gun</em> <em>Maverick</em>, <em>Scream</em> Saga, <em>Pulp Fiction</em>, <em>Il Padrino</em> Saga, <em>Sonic</em> Saga) e Universal Pictures (<em>Oppenheimer</em>, <em>Jurassic Park</em> Saga, <em>Fast &amp; Furious</em> Saga, <em>Il Gladiatore</em>, <em>Lo Squalo</em>, <em>Kung Fu Panda Saga</em>, <em>Cattivissimo me</em> Saga, <em>Schindler's List</em>).</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinke799ac0b3b3fe7a654fec11c6d33c352 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ReturnToSilentHill-poster_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 864,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke799ac0b3b3fe7a654fec11c6d33c352, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ReturnToSilentHill-poster_ver.jpg" alt="Il poster italiano del film." title="Il poster italiano del film." width="200" height="251" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=eej34Jw7woA">https://www.youtube.com/watch?v=eej34Jw7woA</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 06:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le caverne della morte di Gertrude Atherton]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000143"><h1 class="imHeading1">Raccolta di racconti weird</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Con l'introduzione e la postfazione di Sunand Tryambak Joshi</h2><div><div><em class="cf1">“Gli scrittori sono molto più vicini alle verità avvolte nel mistero rispetto alla gente comune, per quella stessa audacia dell’immaginazione che irrita i loro critici apatici. Come solo chi osa sbagliare riesce ad avere grande successo, solo chi apre le ali della propria immaginazione sfiora, una volta ogni tanto, i segreti del grande mondo incorporeo.”</em></div> <div><span class="cf1">La campana nella nebbia - <strong>Gertrude Atherton</strong></span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3WaY229" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Le Edizioni Hypnos, con questo <em>Le caverne della morte</em> pubblicano, per la prima volta in Italia, i racconti weird di <strong>Gertrude Atherton</strong>, vissuta tra la seconda metà dell’ottocento e la prima del novecento, la cui produzione più cospicua verteva sulla narrativa realistica e che però è stata dimenticata nonostante abbia goduto in vita di un certo successo.</span></div> <div><span class="cf1">La curatela del volume e la traduzione sono di <strong>Paolo Giovannetti</strong>.</span></div> <div><span class="cf1">Il volume è arricchito da un’introduzione e da una postfazione di <strong>S.T. Joshi</strong>, uno dei più grandi esperti di narrativa fantastica a livello mondiale. Nella prima <strong>Joshi</strong> ripercorre la vita della scrittrice e nella seconda, invece, analizza la sua produzione weird. Il critico definisce i racconti weird della <strong>Atherton</strong> “concezioni potenti elaborate con meticolosa maestria, una prosa di impressionante flessibilità, forza e grazia, un’attenzione alle sottili sfumature del carattere e un focus quasi simile a <strong>Poe</strong> su stati psicologici anormali o disturbati” e quindi “piacevoli alla prima lettura e gratificanti su più riletture.”</span></div> <div><span class="cf1">Nel racconto visionario che dà il titolo al libro, il protagonista, risvegliatosi dal sonno notturno (è la notte di Natale) nell’anfiteatro di colline in cui dormiva all’addiaccio, è pervaso da una coscienza sovrannaturale che gli consente di assistere al destino delle anime dei trapassati che accorrono in un convegno proprio in quelle colline. Tra lamenti e grida di giubilo le anime dei morti mettono in scena, rivivendoli, i momenti cruciali delle loro vite e delle loro morti. È una storia dalla trama intensa e coinvolgente, un racconto coraggioso nel tentativo della <strong>Atherton</strong> di immaginare il destino della parte incorporea dell’essere umano.</span></div> <div><span class="cf1">In <em>La morte e la donna,</em> la protagonista assiste il marito nella sua agonia e spera di vedere la Morte. La donna ascolta suoni e avverte movimenti presaghi dell’arrivo della Grande Consolatrice. Intanto con l’immaginazione prefigura il destino dell’anima del suo compagno. Il racconto termina con uno sconcertante quanto inaspettato, quindi piacevole, finale a sorpresa.</span></div> <div><span class="cf1">In <em>Una tragedia</em> la protagonista si sveglia in un letto e in una stanza che non riconosce. Acquista gradualmente coscienza di sé, contemporaneamente attraverso la propria fisicità e la propria sensibilità interiore, scoperta dopo scoperta, finché non si alza dal letto e va davanti a uno specchio dove scopre che…</span></div> <div><span class="cf1">I racconti vertono tutti sulla morte e su ciò che essa causa agli esseri umani in termini di trasformazione fisica e intellettuale concentrandosi sia sulla perdita della bellezza e della vitalità sia sul guadagno nel senso di quello che l’anima ottiene dopo il trapasso.</span></div> <div><span class="cf1">I primi tre racconti di cui ho parlato sono allegorie/riflessioni che nonostante le tematiche affrontate non sono tristi o cinici anche se in alcuni casi ricorre un’amara ironia, debitrice di <strong>Ambroce Bierce</strong>. I protagonisti/e non hanno nome il che lascia supporre che siano emanazioni dell’autrice che immagina sé stessa in vari ruoli confrontandosi con l’ultima verità.</span></div> <div><span class="cf1">Nella sua autobiografia la <strong>Atherton</strong> racconta di un’esperienza infantile traumatica in cui fu costretta a baciare il cadavere della nonna. Sembra comunque che la scrittrice fosse ossessionata dalla paura della morte.</span></div> <div><span class="cf1">Nonostante in alcuni racconti pare che la <strong>Atherton</strong> provi interesse per tematiche spirituali, sempre legate al viaggio estremo, l’autrice manifestò sempre idee di tipo agnostico o, in alcuni casi, addirittura ateo.</span></div> <div><span class="cf1">Procedo con l’analizzare i restanti racconti.</span></div> <div><span class="cf1"><em>Acque assassine</em> è un bizzarro racconto giallo, ahimè alquanto anodino e insignificante.</span></div> <div><span class="cf1"><em>La cosa migliore per tutti</em> è un racconto di suspense che definirei un horror realistico dato che è privo di elementi fantastici e/o sovrannaturali. Si distingue per lo stile potente. Altresì è un po’ il manifesto delle idee darwiniane decisamente poco simpatiche che l’autrice, non isolata in quel periodo, sosteneva.</span></div> <div><span class="cf1">John Schuyler chiede disperatamente aiuto al suo amico medico e analista, Morton Blaine, per salvare sua moglie dalla dipendenza dalla morfina.</span></div> <div><span class="cf1">Ma il dottor Blaine, sorta di superuomo niciano, orgoglioso di obbedire al proprio intelletto e non alla coscienza, da lui considerata un ostacolo nella vita, riflette a lungo su quanto sarebbe meglio lasciare morire la donna, giudicata incurabile, per evitare che la sua esistenza possa rovinare quella del marito e dei loro due figli.</span></div> <div><span class="cf1">Gli aspetti orrifici e di suspense sono dati dalle descrizioni delle condizioni psico-fisiche della donna, ridotta a uno stato animalesco, e dai suoi tentativi di farsi dare dal dottor Blaine, che ha già deciso cosa fare, una dose di morfina per prolungare la propria vita che il medico giudica però uno spreco e un ostacolo alla realizzazione della felicità di un maggior numero di persone, cioè la famiglia della donna. Come dicevo prima è un racconto potente ma anche espressione di idee sociali che oggi chiunque giudicherebbe antipatiche se non mostruose.</span></div> <div><span class="cf1">In <em>Un cimitero inquieto</em> siamo in un paesino della provincia parigina, la vita dei cui abitanti vivi si svolge tra gioie (poche) e dolori (molti) mentre i loro morti riposano beati nel piccolo cimitero accanto alla chiesa.</span></div> <div><span class="cf1">Un malaugurato giorno vengono posti dei binari di una linea ferroviaria che porta a Parigi proprio nelle vicinanze del cimitero. Il rumore terribile, assordante e apocalittico risveglia dal loro sonno i morti che scambiano il rumore del passaggio dei treni per il suono della tromba dell’Apocalisse. Ciò crea nei loro cuori sconcerto, confusione e rabbia e, dato che il passaggio dei treni è costante, induce loro al lamento costante.</span></div> <div><span class="cf1">Le loro lamentele, bizzarramente, arrivano alle orecchie dell’anziano prete titolare della parrocchia del paese, che cerca di intercedere per loro, perorando la loro causa presso il conte Corsac che è direttore della compagnia ferroviaria.</span></div> <div><span class="cf1">È un racconto malinconico e divertente al tempo stesso, molto struggente.</span></div> <div><span class="cf1">In <em>La campana nella nebbia</em> lo scrittore americano di successo Ralph Orth, dietro cui si cela il ritratto di <strong>Henry James</strong>,<em> </em>acquista un’antica dimora di campagna in Inghilterra. All’interno di essa scopre due quadri: uno raffigura una bambina e un altro un bambino. Entrambi dalla bellezza sconvolgente. In particolare Orth si lascia ammaliare dal ritratto della bambina e scopre la sua storia: sarebbe una fanciulla vissuta un secolo prima e morta nella tenera infanzia.</span></div> <div><span class="cf1">La fascinazione resta virtuale finché non incontra Blanche, la figlia della sua vicina di dimora, che è identica alla ragazzina del dipinto. Orth scopre il proprio lato paterno e tratta la piccola, di cui scopre sempre più la profonda essenza spirituale, come se fosse sua figlia fino ad arrivare a chiedere alla madre di poterla adottare. La donna però rifiuta categoricamente in quanto la forte componente spirituale del carattere della bambina ha un effetto benefico sugli altri suoi figli, tre ragazze ormai adulte e tre ragazzi adolescenti. Orth si rassegna quindi alla propria solitudine. Il fascino di questa ghost story risiede nel fatto che non sappiamo fino alla fine se la bambina è o non è la reale reincarnazione della fanciulla del ritratto. Inoltre da questo racconto traspare la credenza di <strong>Gertrude Atherton</strong> nell’occulto e in una dimensione altra sebbene non all’interno di forme religiose codificate. Un racconto importante quindi, sia perché rivela, in maniera più chiara rispetto agli altri racconti, la componente spirituale della personalità dell’autrice sia per la caratterizzazione psicologica dei personaggi e per la rappresentazione della natura spirituale del personaggio della bambina che permea tutto il racconto.</span></div> <div><span class="cf1">In conclusione <em>Le caverne della morte</em> è una raccolta di sette racconti weird che si leggono con piacere anche se l’autrice, dovendo giudicare da questa selezione, e facendo legittimi paragoni con alcuni suoi contemporanei e connazionali, come i grandissimi <strong>Henry James</strong> ed <strong>Edith Warton</strong>, resta nella categoria degli scrittori minori.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div> <div><span class="cf1">Gertrude Atherton (1857-1948) è stata una scrittrice statunitense. Tra i suoi romanzi, molti dei quali ambientati nella nativa California, il più importante è il bestseller <em>Black Oxen</em> (1923), da cui è stato tratto l’omonimo film muto. Oltre a svariati romanzi, tra cui l’unico sinora apparso in Italia, il giallo <em>Il divorzio non si addice a Enid Balfame</em> (Le Assassine, 2020), scrisse racconti, saggi e articoli per riviste e giornali su temi quali il femminismo, la politica e la guerra.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div><div><div><em class="cf1">Le caverne della morte</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Gertrude Atherton</em></div> <div><em class="cf1">Presentazione: Sunand Tryambak Joshi</em></div> <div><em class="cf1">Traduttore: Paolo Giovannetti</em></div><div><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Editore: </span>Edizioni Hypnos</i></span></div><!--StartFragment --><!--EndFragment --> <div><em class="cf1">Pagine: 156</em></div> <div><em class="cf1">ISBN: 979-1282138048</em></div> <div><em class="cf1">Costo: 15,10 €</em></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><br></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3WaY229" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink5bf4e94c6ce5d4b05643b41168207308 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/caverne-morte-cover_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 600,'height': 759,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5bf4e94c6ce5d4b05643b41168207308, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/caverne-morte-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="253" /></a><br></div><div><script> var showboxlink455c58fd761092282eb92cff9bd1e682 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gertrude-atherton_autrice.jpg','alt': '','title': '','width': 576,'height': 611,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink455c58fd761092282eb92cff9bd1e682, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gertrude-atherton_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="160" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 03:29:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Teratocene di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000142"><h1 class="imHeading1">Antologia che stimola, provoca, lascia immagini mentali</h1><h2 class="imHeading2">Un'opera compatta nell'intento e ambiziosa nella portata</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><em>[…] Vieni sulla spiaggia di Zeta dell’anno tremila ventisette, una </em><em class="fs14lh1-5">distesa di sabbia grigia e untuosa punteggiata da ogni tipo di relitto dell’epoca dell’uomo tecnologico – plastica, vetro, metallo, </em><em class="fs14lh1-5">l’antico transistor, carta indistruttibile, scorie radioattive, dischi </em><em class="fs14lh1-5">volanti di materia fossile, androidi ribelli camuffati da manichini </em><em class="fs14lh1-5">sorridenti e molto altro ancora. Vieni. […]</em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3IE8VXf" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3KerdyS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Il Manifesto del Teratocene, firmato da <strong>Lucio Besana</strong>, è il nucleo concettuale dell’antologia. Sposta il baricentro dalla società al corpo e al suo ecosistema, assumendo il mostro come lente attraverso cui leggere la nostra epoca. L’Antropocene
genera il suo figlio deformato: il Teratocene, tempo in cui plastica, scorie, mutazioni e ferite ambientali riscrivono il vivente. Non c’è conforto, ma non c’è nemmeno puro nichilismo: il mostro non
è soltanto rovina, è anche possibilità di adattamento, nuova percezione, mutazione necessaria. L’obiettivo non è raccontare “storie ambientali” o distopie sociali, bensì
dare corpo a un sentimento viscerale, tossico, che si traduce in immagini e in carne narrativa.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con le firme di:</span></div>
<div><strong class="cf1">David Fragale </strong></div>
<div><strong class="cf1">Stefano Cucinotta </strong></div>
<div><strong class="cf1">Maico Morellini </strong></div>
<div><strong class="cf1">Maddalena Marcarini </strong></div>
<div><strong class="cf1">Marco Malvestio </strong></div>
<div><strong class="cf1">Francesca Tassini </strong></div>
<div><strong class="cf1">Linda De Santi </strong></div>
<div><strong class="cf1">Flavio Dionigi </strong></div>
<div><strong class="cf1">Paolo Di Orazio </strong></div>
<div><strong class="cf1">Federica Leonardi </strong></div>
<div><strong class="cf1">Elena Giorgiana Mirabelli </strong></div>
<div><strong class="cf1">Elia Gonella </strong></div>
<div><strong class="cf1">Francesco Corigliano</strong></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Dai vari racconti emergono temi ricorrenti che costituiscono la spina dorsale del progetto:</span></div>
<div><span class="cf1">Corpo e tossicità: il corpo umano diventa il laboratorio in cui l’inquinamento e le mutazioni sedimentano, generando teratologie intime.</span></div>
<div><span class="cf1">Materia plastica e residui: simbolo ossessivo del nostro tempo, la plastica e i composti indistruttibili ricorrono come segni sacrali, cicatrici del pianeta.</span></div>
<div><span class="cf1">Lutto e trauma familiare: il dolore privato (maternità, perdita, colpa) viene trattato come detonatore di mostruosità, intrecciando intimità e orrore.</span></div>
<div><span class="cf1">Paesaggio-corpo: città, province, spiagge e periferie respirano come organismi malati, contaminati e a tratti seducenti.</span></div>
<div><span class="cf1">Mostro ambivalente: non solo terrore, ma anche compassione, attrazione e possibilità di nuova vita.</span></div>
<div><span class="cf1">I Racconti che mi hanno colpito personalmente sono: </span></div>
<div><span class="cf1"><em>Colostro</em>, <em>Schiuma</em>, <em>3Dome</em> e <em>La spiaggia di Zeta</em>, questo poker mi ha trasmesso maggiormente il concept che vi era dietro il messaggio del manifesto.</span></div>
<div><span class="cf1">L’opera ha un merito evidente: è compatta nell’intento e ambiziosa nella portata. L’idea di legare voci differenti sotto l’ombrello del “Teratocene”
è forte, attuale e ben radicata in un immaginario che intreccia ecologia, horror e filosofia del postumano.</span></div>
<div><span class="cf1">Tuttavia, l’esecuzione è diseguale. Alcuni racconti brillano per potenza immaginifica, capacità di stratificare linguaggio poetico e tensione narrativa, e offrono
visioni che restano impresse. Altri invece cadono nella matrice della narrativa weird o fantascientifica, con scenari già visti, un linguaggio a volte enfatico, e un gusto estetizzante che rischia di soffocare il senso.
Si sente che non tutti gli autori hanno lo stesso passo né la stessa consapevolezza: laddove qualcuno osa e costruisce atmosfere disturbanti e memorabili, qualcun altro si limita a ricalcare modelli consolidati. </span></div>
<div><span class="cf1"><em>Teratocene</em> è un volume imperfetto, perché non mantiene ovunque lo stesso livello di intensità, però
l’idea che vi è alla base è valida con potenziale. L’antologia stimola, provoca, lascia immagini mentali: e questo, al netto delle cadute, è ciò che una raccolta del genere dovrebbe
lasciare.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Teratocene</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: AA.VV.</em></div>
<div><em class="cf1">Curatori: Lucio Besana, Andrea Gibertoni, Luigi Musolino</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Zona42</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 354</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: <strong> </strong>979-1280868954</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: Ebook 8,99 € - Cartaceo 17,00 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3IE8VXf" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3KerdyS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink98ff799a4272fc273026e9edd08683a1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Teratocene-cover_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 795,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink98ff799a4272fc273026e9edd08683a1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Teratocene-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="272" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 05:05:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La tomba delle lucciole di Isao Takahata]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000141"><h1 class="imHeading1">Uno dei migliori film di animazione di tutti i tempi</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Che stigmatizza l'orrore della guerra attraverso immagini che sembrano uscite da un film neorealista</h2><div><div><strong class="cf1">La tomba delle lucciole (Giappone 1988)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Isao Takahata. Soggetto: Akiyuki Nosaka (racconto). Sceneggiatura: Isao Takahata. Fotografia: Nobuo Koyama. Montaggio: Tekeshi Seyama. Musiche: Michio Mamiya. Art Director: Nizo Yamamoto. Character Design: Yoshifumi Kondo. Effetti Speciali: Kaoru Tanifuji. Produttore: Toru Hara. Produttore Esecutivo: John Ledford. Casa di Produzione: Studio Ghibli. Distribuzione (Italia): Yamato Video. Duarta: 93’. Dati tecnici: Colore. Genere: Animazione, Drammatico, Bellico. Paesze di Produzione: Giappone, 1988. Lingua Originale: Giapponese: Titolo Originale: Hotaru no haka.</em></div> <div><br></div></div><div><div><span class="cf1">Un film di animazione che ha circa quarant’anni ma se li porta proprio bene, riproposto al cinema per poche serate in edizione rimasterizzata, tratto da un racconto (in parte autobiografico) di <strong>Akiyuki Nosaka</strong>. Inconfondibile il marchio dello Studio Ghibli, con alcune atmosfere che sembrano in comune con il grande <strong>Miyazaki</strong>, ma <strong>Takahata</strong> non è da meno, visto che insieme a lui ha fondato la casa di produzione <em>anime</em> più famosa al mondo. Mai come in questo periodo una simile pellicola è attuale, perché stigmatizza l’orrore della guerra attraverso immagini che sembrano uscite da un film neorealista, tra palazzi distrutti, case di campagna incendiate, bombardamenti e popolazione in cerca di una via di scampo. La storia racconta la vicenda straziante di un fratello e una sorella più piccola rimasti orfani - la madre muore carbonizzata sotto un bombardamento, il padre in guerra segue il destino della flotta giapponese - che cercano di sopravvivere alle ristrettezze belliche. Uno dei migliori film di animazione di tutti i tempi, paragonabile a una pellicola di <strong>De Sica</strong> o di <strong>Rossellini</strong> per le sconvolgenti immagini sugli effetti nefasti di un conflitto. La cultura giapponese sulla presenza degli spiriti nei luoghi dove i corpi sono morti è basilare, così come <em>la tomba delle lucciole</em> ha una valenza metaforica straordinaria che lo spettatore scoprirà dalla visione del film. Il bombardamento di Kobe tocca vette di insolito realismo e la tragedia dei due ragazzini riporta al nostro miglior <em>lacrima movie</em> (ma d’autore!) con punte di melodramma difficilmente eguagliabili. Non è un film leggero, lascia il segno (per fortuna) e non fa venire la voglia di rivederlo perché il destino dei ragazzi in una guerra infausta colpisce dritto al cuore. Tra l’altro l’autore punta il dito sull’indifferenza della società giapponese nei confronti della tragedia dei molti ragazzi orfani che si lasciano morire di fame, privi di mezzi e di qualcuno che si occupi di loro. Tutta la storia è narrata in <em>flashback</em>, come se fossero i fantasmi dei ragazzi a rivivere le terribili gesta, quando una scatola di caramelle di latta - <em>la tomba delle lucciole</em> - si apre e libera lo spirito della sorellina che racchiudeva. La colonna sonora del film - composta da <strong>Michio Mamiya</strong> - è bellissima e struggente, perfetta per accompagnare un film di così grande intensità drammatica. Vecchio titolo italiano: <em>Una tomba per le lucciole</em>. Titolo giapponese: <em>Hotaru no haka</em>. Un grande successo in Giappone, meno pubblicizzato del contemporaneo <em>Il mio vicino Totoro</em> di <strong>Miyazaki</strong>, forse perché la crudezza delle immagini lo rende sconvolgente e adatto soprattutto a un pubblico adulto e preparato. Prescelto come film per ricordare gli ottant’anni dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, programmato nei cinema fino al 24 settembre 2025.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink243eb9d4602ee9a5f47c2b88885f1000 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tomba-lucciole-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina dell\\\'anime.','title': 'La locandina dell\\\'anime.','width': 420,'height': 588,'description': 'La locandina dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink243eb9d4602ee9a5f47c2b88885f1000, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tomba-lucciole-loc_ver.jpg" alt="La locandina dell&#39;anime." title="La locandina dell&#39;anime." width="200" height="280" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkfa6d66ba5349bad74c96978e64cb2c00 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tomba-lucciole-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena dell\\\'anime.','title': 'Una scena dell\\\'anime.','width': 1536,'height': 820,'description': 'Una scena dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfa6d66ba5349bad74c96978e64cb2c00, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tomba-lucciole-scena_bar.jpg" alt="Una scena dell&#39;anime." title="Una scena dell&#39;anime." width="200" height="107" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=VkApJzqpQ1c">https://www.youtube.com/watch?v=VkApJzqpQ1c</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 04:50:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[La collezionista di anime]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Stocovaz]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000140"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Spinse la porta, che non era chiusa a chiave</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Entrò in un corridoio in penombra, rischiarato solo parzialmente dalla luce proveniente da un uscio aperto sulla destra</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Morgan Servillo aumentò la velocità. Con ambo le mani scostò un intricato ammasso di cespugli, vi s’immerse. I rami aguzzi si impigliarono nella maglietta
grigia, si infilarono nei calzoni verde assenzio, come se volessero trattenerlo. L’uomo si scosse tutto, scalciò, si districò e riprese a correre. A ogni falcata emetteva uno sbuffo d’aria. I polmoni
gli bruciavano. Il fiato faticava a salirgli in gola. Continuò a correre, passando in mezzo a larici, a pini, scivolando tra rocce ingobbite che sbucavano dal terreno disseminato di foglie e rami.<br>Un abbaiare concitato
appestava l’aria. Grida umane si alzavano in lontananza.<br>Servillo piegò a destra, senza una meta precisa.<br>Fuggire dal carcere, che s’innalzava solitario in mezzo alla foresta, non era stato uno
scherzo. Fin dal primo minuto, da quando ne aveva varcato i cancelli, la sua mente era partita alla ricerca di un modo per uscirne. Aveva atteso paziente il momento opportuno, finché, approfittando della distrazione
di una guardia, si era gettato in un carrello della biancheria sudicia. Il carrello era stato portato nel cortile esterno, poi a bordo di un furgone. Appena il veicolo aveva lasciando l’edificio, Servillo era uscito
dal carrello, aveva spalancato la porta posteriore del mezzo ed era balzato a terra. Per sua sfortuna, il furgone non era ancora ben lontano dal carcere e una vedetta l’aveva subito individuato, lanciando l’allarme.<br>Ora,
Morgan Servillo sperava di distanziare quanto più possibile le guardie che erano sulle sue tracce.<br>Si trovò ai piedi di un pendio. Lo discese, prendendo slancio. Lasciò correre le gambe. Evitò
con grazia la marea di tronchi e rami che gli si paravano davanti, minacciandolo ogni passo. Balzò oltre a un tronco caduto di traverso. L’abbaiare si fece confuso. Sembrò più distante.<br>Servillo
proseguì la corsa. Una vampata di calore gli risalì la gola. Per un attimo, l’aria venne a mancargli. Si fermò, piegandosi su se stesso. Esalò un gemito. Una rapida occhiata intorno gli fece
capire che la foresta si estendeva ovunque, forse per chilometri. Trasse un respiro profondo, e riprese a correre.<br>Il crepuscolo iniziò a calare. Un vento si alzò da est, sfiorandogli le guance. Alzò
lo sguardo al cielo. Con apprensione, vide nubi scure e rapide addensarsi come una parete compatta di tenebre, annunciando un violento temporale.<br>L’uomo proseguì l’avanzata. Ormai, comprese che non
sarebbe mai riuscito a raggiungere un villaggio, o un qualsiasi altro centro abitato, prima dell’esplosione della tempesta.<br>L’oscurità si stese sulla foresta. Le nubi basse si fecero ancora più
minacciose. Il vento si fece più deciso, violento. Un lampo distante rischiarò il cielo, seguito subito dopo da un rombo che echeggiò tra gli alberi. Gocce d’acqua iniziarono a cadere sulla sua testa.<br>Un
attimo ancora, e scorse una luce; la luce di una finestra attraverso gli alberi e le tenebre. Ansioso di trovare un riparo, l’uomo si lanciò in quella direzione.<br>Per qualche istante, credette di imbattersi
in una capanna o in una baracca di tronchi, perciò fu grande la sua sorpresa quando, scostata la fronda bassa di un larice, si trovò davanti a una graziosa villetta a due piani, in condizioni che testimoniavano
cure precise e attente.<br>La luce proveniva da una finestra al piano terra. Saliti dei gradini, bussò forte alla porta.<br>Dopo qualche istante, una voce femminile, dai riflessi dolci, pronunciò una sola
parola:<br>“Avanti”<br>Spinse la porta, che non era chiusa a chiave. Entrò in un corridoio in penombra, rischiarato solo parzialmente dalla luce proveniente da un uscio aperto sulla destra. Oltre a esso,
c’era una stanza ricolma di libri.<br>Servillo si chiuse la porta alle spalle. Non poté fare a meno di sentire uno strano odore: debole, indefinibile, ricordava vagamente l’essenza di fiori di campo.<br>La
ragazza, che aveva parlato, era seduta in una poltrona davanti a un tavolo centrale in marmo. Indossava una lunga veste verde-acqua, che le metteva in risalto i lineamenti esili del corpo, i seni minuti, le gambe lunghe. Il
lucore di un abat-jour le metteva in risalto il viso sottile, dai tratti dolci, i grandi occhi di un verde denso, tanto da sembrare neri nella penombra. I capelli castano scuro, dai riflessi rossicci, le ricadevano sulle spalle,
mettendole in risalto la carnagione straordinariamente bianca, quasi fosse stata di avorio.<br>Benché esausto, Servillo si sentì avvampare da quella visione. Deglutì un nodo di saliva, la bocca gli ardeva,
e non solamente per il bisogno insopportabile di un bicchiere d’acqua.<br>“Scusami il disturbo… cerco solo un po’ di riparo dal temporale.”<br>A conferma delle sue parole, ci fu un lampo accecante,
il ruggito di un tuono, e lo scrosciare di una pioggia torrenziale che iniziò a picchiare impazzita alle finestre.<br>La ragazza sembrava ignorare la furia della tempesta. I suoi occhi diffondevano una serenità
ipnotica.<br>“Sei il benvenuto. Ti offrirò tutta l’ospitalità necessaria.”<br>“Ho solo bisogno… ho solo bisogno di un bicchiere d’acqua… e di un letto caldo”,
mormorò Servillo, stravolto.<br>“Certamente”, disse lei, alzandosi con disinvoltura. Gli passò davanti e si diresse lungo il corridoio, facendogli segno di seguirla. La ragazza non camminava, sembrava
danzare leggiadra a ogni passo. Tutta la sua figura emanava un odore inebriante, fresco, non dissimile dall’acqua di rose, solamente più intenso.<br>Servillo la seguì in cucina, subito dopo il corridoio.
Era uno spazio arioso, con un’isola di marmo al centro. La ragazza riempì un bicchiere d’acqua dal lavabo. L’uomo rimase in disparte, ad ammirare le sue movenze leggiadre. Quando lei gli porse il bicchiere,
lui lo prese sfiorandole inavvertitamente una mano. Rabbrividì nel sentire il tocco della sua pelle morbida, soffice. Bevve tutto d’un sorso. Ne chiese ancora. Nel frattempo, fuori dalla finestra, sembrava si
stesse scatenando un inferno: i lampi rischiaravano l’oscurità a giorno, mettendo in risalto le sagome degli alberi, mentre la pioggia sembrava voler entrare con forza nell’abitazione.<br>Servillo ingollò
anche il secondo bicchiere d’acqua.<br>“Immagino sarai stanco… di sopra ci sono due camere da letto, una è per te, se vuoi”, mormorò la ragazza.<br>“Grazie, sei davvero molto
gentile.”<br>Un sorriso radioso le si dipinse sulle labbra. Per un attimo, l’uomo sentì il pavimento mancargli da sotto i piedi.<br>“Vado… allora, vado”, mormorò.<br>“Prego…
io resto ancora un po’ qui, leggerò un po’. Buona notte.”<br>Servillo si ritirò, salendo una piccola scala che emetteva gemiti legnosi a ogni suo passo. Si trovò davanti a due porte.
Ne aprì una e trasse un respiro di sollievo. Una graziosa, quanto piccola, camera da letto gli si parò davanti; era arredata in modo semplice: un letto, un armadio contro la parete di destra, un tavolino a sinistra,
vicino la finestra colpita ripetutamente dalla pioggia. L’uomo chiuse la porta, si trascinò nella stanza. E crollò sul letto.<br>Morgan Servillo non poté rendersi conto di quanto avesse effettivamente
dormito. Si destò di colpo, col cuore in tumulto, il fiato strozzato. A giudicare dalla pioggia insistente, dal rombo continuo dei tuoni, sembrava di trovarsi nel cuore della tempesta. Ma non fu questa a destarlo. Era
stato un grido, l’urlo acuto di un uomo, proveniente da qualche parte della casa.<br>Servillo rimase in attesa, in ascolto. Non sentì più nulla. Forse, si era trattato di una sua impressione. Infatti,
non sembravano esserci altri inquilini nell’abitazione. Forse, si era trattato solamente di un incubo.<br>Servillo tornò a stendersi. Chiuse gli occhi. Scivolò in un sonno leggero, agitato. Nelle orecchie
aveva il rombare dei tuoni, l’imperversare della pioggia. Poi gli sembrò di sentire dei latrati, degli ululati. Grida umane. Riaprì gli occhi. Il fatto di essere un ricercato sembrava non volergli dare
tregua. Pensò alle guardie: forse, grazie alla tempesta, avevano interrotto le ricerche. Forse. Di certo, saranno state sorprese dal temporale. Sorrise nell’immaginarsele inzuppate, sperdute nella foresta, tra
grida di rabbia e bestemmie.<br>Poi, un lampo rischiarò una figura, immobile all’altezza della porta d’ingresso. Servillo sgranò gli occhi, cercando di capire se si trattasse di un’illusione,
di una svista. Calò il buio. Alzò il busto sul materasso, tese le orecchie. Non udì alcun suono di passi, solamente la pioggia insistente.<br>Rimase in attesa, serrando i pugni. Se la vista non l’aveva
ingannato, non era solo nella stanza. Il cuore iniziò a pulsargli all’impazzata, lo sentiva martellare nella gabbia toracica. La saliva gli si azzerò nella bocca. Non riusciva nemmeno a deglutirla.<br>Un
altro lampo. La stanza biancheggiò. Il cuore dell’uomo parve fermarsi. Al capezzale c’era la ragazza. Il suo odore inebriante gli inondava le narici. Se ne stava immobile lì, le braccia lungo i fianchi
esili. Aveva uno strano ghigno sinistro alle labbra sottili. Gli occhi, ora, parevano due tizzoni fosforescenti. Buio.<br>Servillo si sentì ritorcere le viscere; un macigno di marmo gli scivolò alla bocca dello
stomaco.<br>Nel chiarore del lampo successivo, sobbalzò dalla sorpresa: il volto della ragazza era a qualche centimetro dal suo naso, gli occhi fissi nei suoi. Era scivolata sul letto con grazia felina, senza ch’egli
potesse rendersene conto. La vide aprire la bocca. Vide piccoli denti seghettati rifulgere negli ultimi bagliori del lampo.<br>Servillo gridò. Si gettò a destra, rovinando a terra. Nel movimento, non sentì
l’urto col corpo della ragazza che, come minimo, avrebbe dovuto subire almeno un colpo. Avanzò rapido verso la porta della stanza, tastando la parete. Colpì con la spalla uno spigolo del tavolo vicino la
finestra. Si spostò a sinistra. Le sue mani annaspavano nel vuoto. Ci fu un lampo, e l’uomo vide la porta stagliarsi davanti a lui. Non si girò a guardare. Non ne ebbe la forza, né il coraggio. Abbassò
la maniglia e si gettò lungo le scale. La mano destra raschiava la parete. La sinistra seguiva il corrimano di legno. Il corridoio era privo di finestre, perciò non riusciva a vedere per bene i gradini che scorrevano
sotto le sue scarpe. Sentì il boato di un tuono. Nella fretta, preda del terrore più cieco, mise il piede destro troppo avanti rispetto a un gradino; la sua scarpa scivolò nel vuoto. Provò ad afferrare
il corrimano. Le dita scivolarono sul legno, poi graffiarono l’aria.<br>Cadde. Rovinò lungo le scale. Al buio, nel moto della caduta, gli sembrò di stare all’interno di una centrifuga. Crollò
sul pavimento del corridoio, espellendo tutta l’aria che aveva nei polmoni. Provava un dolore acuto lungo la spina dorsale; le altre parti del corpo, gambe, braccia, torso, sembravano coperti da tizzoni ardenti. Alzò
lo sguardo. La ragazza era lì, immobile, davanti a lui. Vide la sua sagoma abbassarsi, divenire un’ombra più grande. Si sentì afferrare le braccia. Poi si sentì trascinare lungo il corridoio.
Si sorprese non poco della forza di lei. Nel buio, udì una porta aprirsi, cigolare sui cardini. Sentì dei gradini colpirlo ritmicamente alla schiena. Stavano scendendo, probabilmente in una cantina. Dopo qualche
secondo, sentì un pavimento duro sotto di sé. La ragazza lo lasciò. Servillo roteò gli occhi. Non riusciva a vedere nulla. Poteva solo sentire un odore acre, pungente, invadergli le narici. Ci fu
il brillio di una lampadina. Poi la stanza venne rischiarata da un lucore verdognolo. L’uomo si sentì venir meno.<br>Una serie di ganci da macellaio correva lungo la parete di destra. Appeso a uno di questi,
c’era un uomo anziano: la testa abbassata sul petto; un rivolo di sangue gli colava dalle labbra immobili e macchiava il pavimento, allargandosi verso un cesto pieno di funghi.<br>Servillo girò la testa dalla
parte opposta, il corpo scosso da brividi di gelo.<br>Vide un grande armadio di legno; copriva tutta la parete di sinistra; sulle mensole, tappezzate da ragnatele e veli di polvere, c’erano dei grossi contenitori di
vetro. Parevano contenere lucciole bluastre, dalla luminescenza pulsante.<br>Servillo non comprese di cosa si trattasse. L’effluvio di acqua di rose coprì ogni odore. Volgendo il capo verso il soffitto, l’uomo
poté vedere la bocca della ragazza spalancarsi; i denti seghettati guizzarono in avanti. La ragazza lo baciò, intensamente. Sentì la lingua morbida cozzare contro la sua. Poi, la ragazza inspirò
a forza, con quanto fiato aveva in corpo.<br>Lui cercò di afferrarle i capelli, ma si sentì subito svuotare di ogni energia. La testa gli si fece stranamente leggera. Venne sopraffatto da un torpore intenso,
persino piacevole. La ragazza lo inchiodò al pavimento. Fece una pausa, poi riprese ad aspirare con più decisione.<br>L’uomo abbandonò le braccia lungo il corpo. Un bagliore bluastro lo avvolse,
accecandolo. Non riuscì a esalare nemmeno il gemito più flebile. Il bagliore crebbe di intensità. La vista gli si offuscò del tutto, ogni suono si spense, ogni odore svanì e Morgan Servillo
scivolò in una tenebra densa, senza fine.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Davide Stocovaz nasce a Trieste nel 1985.<br>Terminati gli studi partecipa alla realizzazione di film e documentari.<br>Nel
2010 vince il Primo Premio per la Sceneggiatura Mattador, dedicato a Matteo Caenazzo, con lo script “Istinti”.<br>Nel 2014 il suo racconto “L’ultima Sinfonia” viene pubblicato nella raccolta
Morte a 666 giri curata dalla Dunwich Edizioni.<br>Nel 2016 vengono pubblicati i suoi primi romanzi: <em>Zanne nelle Tenebre</em> (Editrice GDS) e <em>Ombra di Morte</em> (Montag Edizioni).<br>Nel 2017 viene pubblicato il suo terzo romanzo dal titolo <em>Abissi</em> (Elison Publishing).<br>Nello stesso anno esce la raccolta di racconti <em>La Voce e altri racconti</em> (Franco Puzzo Editore).<br>Nel 2019 esce il racconto <em>Tra due fuochi</em> (La Sirena Edizioni)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinke18266321cee211279233514e22e93e7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/collezionista-anime-cover_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 500,'height': 500,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke18266321cee211279233514e22e93e7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/collezionista-anime-cover_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlinka06d0ea5f4898a17cab2b71414d02867 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Davide-Stocovaz_autore.jpg','alt': '','title': '','width': 683,'height': 1024,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka06d0ea5f4898a17cab2b71414d02867, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Davide-Stocovaz_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="225" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 21 Sep 2025 06:20:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Blood Pay di Brace Beltempo]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000013F"><h1 class="imHeading1">Dialoghi ripetitivi e soggetto superficiale</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un trash horror, psicologico e fantascientifico che vira al grottesco comico</h2><div><div><strong class="cf1">Blood Pay (Italia 2025)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia, fotografia, montaggio e macchinista: Brace Beltempo. Soggetto, sceneggiatura e scenografie: Uberto Morosi. Musica: Michele Delongis. Suono: Riccardo Raffo. Effetti visivi: Claudio Corrias. Produttore: Uberto Morosi. Distribuzione: DNA distribution. Genere: Fantascienza, Thriller, Horror. Paese di Produzione: Italia, 2025. Durata: 82'. Interpreti: Gianluca Busani (Jhon), Maria Vittoria Varoli (Eva), Gloria Di Manca (psichiatra), Marta D'Ambrosio, Brace Beltempo, Massimiliano Ferro, Chiara Guazzaloca, Chiara Saffioti, Davidino Juglair, Raffaele Manca, Luigi Calabrese, Uberto Morosi.</em></div> <div><br></div></div><div><div><span class="cf1">Sono uno che si fa fregare dalle copertine. Ciò mi ha portato a leggere libri orrendi e a vedere film fantastici, come questo. La locandina raffigura un essere per metà donna e per metà macchina, molto simile a un Terminator. Essendo che ultimamente si sta creando un filone di: “ho un sexbot in casa e questo tenta di ammazzarmi” e che non mi spiace, mi sono detto di provarlo. Mai avrei pensato che questo horror/psicologico/fantascientifico fosse il comico trash della vita!</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Nell’immaginaria città di Paradise city, John fa la bella vita. La sinossi che si trova su internet parla di un futuro distopico, dominato dalle macchine, ma non è quello che vediamo. A me sembra la Puglia, una tranquilla e abbastanza comune, nella quale il protagonista vende case. Case? Vende ville. John ci viene reso subito simpatico perché spiega come sia ricco sfondato e pieno di tempo libero, ma che questo lo annoia e lo ha portato alla depressione. Quindi un certo quantitativo di donne molto avvenenti gli si offrono, ma lui è depresso e, spesso, le respinge. Tutto questo mentre John non è <strong>Brad Pitt</strong>, ma ha più il fisico da Youtuber recensore di videogame di spregevole fattura (i giochi, non le recensioni) (Ogni riferimento a PdV è puramente casuale, anche perché Fraws è più bello di John). Insomma, nella noia, la figa e i miliardi, John cerca nel Darkweb come suicidarsi. Trova invece un video che propone l’acquisto di un servizio di intrattenimento domestico che promette divertimenti infiniti. Lo fa tramite uno snuff di un tizio che si suicida, ma John corre a prendere la carta di credito e si perde la parte finale.<br>Jhon compra così Eva. Eva è un televisore gigante con un Hub non diverso da quelli di Sky, solo un pochino più grosso e che fa una inquietante luce rossa. Eva gli si presenta prima solo in versione sonora, poi con visioni oniriche di una tizia mezza nuda nel deserto. John ha tutto nella vita, ma una tizia mezza nuda nel deserto no, così perde la testa.<br>Eva gli proporrà intrattenimenti virtuali che vedrà solo lui tramite un visore e che ci verrà fatto capire essere meravigliosi, ma al contempo gli farà richieste sempre più strambe.</span></div> <div><span class="cf1">STRAMBE, voglio scriverlo maiuscolo. Ovviamente alla fine Eva si rivelerà essere una AI psicopatica omicida, ma i dettagli di questa parte non ve li racconto perché questo film merita di essere visto.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Parliamoci chiaro: le stesse cinque persone hanno fatto tutto nel film. Proprio come quando eri al liceo e giravi il filmino con gli amici, solo con più soldi.</span></div> <div><span class="cf1">La trama è ridicola. So che il malessere mentale del protagonista esiste davvero (la noia da avere troppo), ma non ti porta ad averlo in simpatia. Forse va anche bene ed è voluto, ma ti ritrovi a seguire la storia di un tipo che ti sta sulle scatole dall’inizio alla fine. Gli sviluppi sono ridicoli e la “corruzione” di John risulta molto falsata. </span></div> <div><span class="cf1">Inoltre alcuni dialoghi sono non ripetitivi, di più e tendono al grottesco. Un esempio? Il marito cornuto che parla della moglie in modo adorante. Lo vedi una volta e capisci, magari ti fa anche pena, quel dato lo hai avuto. Ma no, questo fa altre quattro o cinque battute del genere intervallate da scene di sua moglie che si diverte. Brava signora.</span></div> <div><span class="cf1">Non si può capire John perché la sua corruzione viene solo mostrata tramite lui che dice “mostrami il porno estremo!” o “mostrami l’ultraviolenza” mentre sta con una VR in testa. Vai sulla fiducia. Sì, certo, l’avatar di Eva è una bella donna, ma non è che il resto del cast femminile fosse brutto e quelle erano pure donne vere.</span></div> <div><span class="cf1">Tra personaggi macchiettistici (il vicino!) ed eventi strambi, arriviamo al “corteggiamento” di Eva e John che è tutto da ridere. </span></div> <div><span class="cf1">Qui devo farvi un piccolo spoiler su questo capolavoro della cinematografia.</span></div> <div><span class="cf1">La hub si apre e dentro c’è una enorme vagina di gomma. </span></div> <div><span class="cf1">Che pulsa, si contrae, eventualmente espelle cavi della flebo.</span></div> <div><span class="cf1">Il tutto corredato da effetti sonori mollicci terribili. (Grazie, <strong>Riccardo Raffo!</strong>)</span></div> <div><span class="cf1">A me piace il trash, ma anche le commedie. Mi piace ridere e guardo molti siparietti di Stand-up, ghignando spesso. Ecco, con <em>Blood Pay</em> ho riso forte, per alcuni attimi a crepapelle e ho dovuto fermare il video per non perdermi nulla (sarebbe stato un delitto!).</span></div> <div><span class="cf1">C’è anche una scena dopo i titoli di coda che vorrebbe quasi promettere un macro universo. Non sono sicuro che questo progetto andrà in porto, però.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Dovete vederlo. Così magari ne fanno ancora. Fatelo per me. Fatemi ridere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkd2fdc366fd8c7c0e65d55eb0d9ecf2d4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/blood-pay-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 600,'height': 800,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd2fdc366fd8c7c0e65d55eb0d9ecf2d4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/blood-pay-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="267" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkfbfd3541893febc60d744e836f9c586e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/blood-pay-scene_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1635,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfbfd3541893febc60d744e836f9c586e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/blood-pay-scene_bar.jpg" alt="Una foto di scena del film." title="Una foto di scena del film." width="200" height="132" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=u6L6zG5sMCg">https://www.youtube.com/watch?v=u6L6zG5sMCg</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Sep 2025 06:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cerrar los ojos di Victor Erice]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000013E"><h1 class="imHeading1">Teatro che diventa cinema</h1><h2 class="imHeading2">Un film che riconcilia con il cinema e che è una grande prova d'autore</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Cerrar los ojos (Spagna, Argentina 2023)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Victor Erice. Soggetto e Sceneggiatura: Victor Erice, Michel Gaztambide. Montaggio: Ascen Marchena. Fotografia: Valentin Álvarez. Musiche: Federico Jusid. Scenografia: Curru Garabal. Costumi: Helena Sanchis. Trucco: Beatushka Wójtowicz. Produttori:
Victor Erice, Cristina Zumárraga, Pablo E. Bossi, José Alba, Odile Antonio-Baez, Augustín Bossi, Pol Bossi, Maximiliano Lasansky. Case di Produzione: Tandem Films, Nautilus Films, Pecado Films, Lamirada
del adiós A.I.E., Pampa Films. Titolo Originale: Cerrar los ojos. Lingua Originale: Spagnolo (castigliano), Catalano, Inglese, Francese, Cinese Mandarino. Paesi di Produzione: Spagna, Argentina
- 2023. Genere: Drammatico. Durata: 169’. Interpreti: Manolo Solo (Miguel Garay), José Coronado (Julio Arenas / Gardel), Ana Torrent (Ana Arenas), Petra Martínez (Sor Consuelo), María León (Belén), Mario Pardo (Max Roca), Helena Miquel (Marta
Soriano), Antonio Dechent (Tico Mayoral), José María Pou (Ferrán Soler - Mr. Levy), Soledad Villamil (Lola San Román), Juan Margallo (dott. Benavides), Venecia Franco (Qiao Shu).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><span class="cf1">Volete vedere un capolavoro? Se avete la pazienza di resistere 170 minuti senza guardare il telefonino è il film che fa per voi. Il ritorno al cinema del grande <strong>Victor Erice</strong> (1940), che in carriera ha girato solo 4 lungometraggi: <em>Los desafios</em> (1969) - un episodio di un film collettivo -, <em>Lo spirito dell'alveare</em> (1973), <em>El sur</em> (1983) - presentato a Cannes - e il documentario <em>Il sole della mela cotogna</em> (1992). </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Cerrar los ojos</em> arriva trent’anni dopo, nel 2023, cinema sul cinema, la storia di un attore che scompare e il racconto
di un’amicizia, degli amori del passato, la ricostruzione dei sogni perduti. In breve la trama. Nel 1990 Julio Arenas (<strong>Coronado</strong>) scompare durante le riprese di un film. Il corpo non viene ritrovato e il caso viene archiviato. Ventidue anni dopo,
un programma televisivo dedica una serata alla vicenda, intervistando Miguel Garay (<strong>Solo</strong>), il miglior amico di Julio, regista del suo ultimo film. Come si può fare cinema senza essere banali e senza seguire le mode, (grazie al finanziamento della televisione andalusa)
facendo gustare al pubblico una pellicola straordinaria. Sembra il cinema di <strong>Bergman</strong>, perché il ritorno a Madrid da parte dell’anziano scrittore per partecipare al programma che indaga sulla scomparsa del grande attore è un tuffo nel passato, una ricerca del tempo perduto.
</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Cerrar los ojos</em> - per chi conosce lo spagnolo - si apprezza molto in lingua originale, visto che i sottotitoli non sempre
riportano la traduzione esatta dei dialoghi. Teatro che diventa cinema con grandi interpretazioni degli attori, che si esaltano sia nella ricostruzione del film che apre e chiude la pellicola sia nel racconto della storia
principale. E lo spettatore crede di assistere al film che apre la narrazione, mentre si tratta solo dello spezzone iniziale nel quale l’attore scomparso ha recitato. Rivedremo quel vecchio film mai uscito in sala soltanto
alla fine e sarà la parte conclusiva della storia principale, con un espediente tecnico-narrativo straordinario. Riprese a Madrid, Granada, Almeria, Asturie e ad Alcalá de Henares. Citazione del cinema italiano
errata quando si fa riferimento ai giornalieri (i <em>rushes</em>, le riprese del giorno) e si dice che in Italia vengono chiamati <em>provini</em>, mentre quel nome viene dato ai <em>trailer</em>. Si parla anche del cinema italiano dal taglio popolare quando si ricorda che in Almeria venivano girati molti western; grazie al racconto si fa la storia del cinema su pellicola, mostrando <em>le pizze</em>, una sala montaggio e un locale di provincia dotato di due grandi proiettori per passare pellicole. La recitazione degli attori è d’impostazione teatrale. <strong>Manolo Solo</strong> è superlativo nella parte dello scrittore che ha perso la voglia di vivere e di scrivere dopo la morte del figlio ma si getta con tutta l’anima nell’impresa
di recuperare un grande amico. <strong>José Coronado</strong> è bravissimo nei panni di Julio Arenas e dello smemorato Gardel, la stessa persona che non ricorda
niente del passato. <strong>Ana Torrent</strong> è Ana Arenas, la figlia dell’attore scomparso, pure lei ben calata nella parte. La regia di <strong>Erice</strong> è essenziale, tra campi e controcampi, brevi piani sequenza, panoramiche spezzate e primi piani dei volti degli attori. Sceneggiatura del regista - con la collaborazione
di <strong>Michel Gaztambide</strong> - che gode di grande tensione narrativa e non perde un colpo per 169 minuti di pellicola, montati in maniera compassata da <strong>Ascen Marchena</strong>. Colonna sonora di <strong>Federico Jusid</strong> che cita molti capolavori del passato, tra questi il bolero <em>Caminito</em>. La fotografia di una Spagna bruciata dal sole e di stupendi spaccati marini è del bravo <strong>Valentin Álvarez</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un film che riconcilia con il cinema e che è una grande prova d’autore. Astenersi intellettuali delle notifiche. Lo trovate gratis su Rai Play.</span></div><div><br></div><div><span class="cf1"><a href="https://www.raiplay.it/video/2025/09/Cerrar-los-ojos-42c822d4-08e1-43f6-88c9-7703723ac9eb.html" class="imCssLink">GUARDA IL FILM GRATIS &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkd2a51990f5e5ab9bf7723d52bfaac878 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/cerrar-los-ojos-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 620,'height': 885,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd2a51990f5e5ab9bf7723d52bfaac878, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/cerrar-los-ojos-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkca2c6218ad85e3c38e95ea04aaffcc93 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/cerrar-los-ojos-scene_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkca2c6218ad85e3c38e95ea04aaffcc93, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/cerrar-los-ojos-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=tKE56LNimJA">https://www.youtube.com/watch?v=tKE56LNimJA</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 05:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Le dita mozzate]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000013D"><h1 class="imHeading1">Dalla penna tagliente di Cayre</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un noir atipico ambientato nella preistoria</h2><div><div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala che <em>Edizioni le Assassine</em> pubblica e continuerà a pubblicare letteratura gialla nei suoi molteplici sottogeneri, proponendo e riscoprendo autrici del presente e del passato. L'obiettivo è quello di mettere in luce la capacità dello sguardo femminile di descrivere, decifrare e interpretare vari contesti sociali, senza mai sacrificare la suspense che è tipica di questo genere.</span></div> <div><span class="cf1">Con la stessa passione e gli stessi obiettivi, nasce ora la nuova collana <em>Sisters</em>, che apre a voci inedite<strong> </strong>in grado di creare storie appassionanti e memorabili, portando il lettore su sentieri narrativi inaspettati. Al centro c'è la curiosità di esplorare e tracciare nuove mappe letterarie che siano coinvolgenti e ad alta tensione narrativa.</span></div> <div><span class="cf1">Per <em>le Assassine</em> la destinazione è immutata: scoprire storie che ci parlino, ci appassionino e ci facciano riflettere.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il primo titolo di <em>Sisters</em> è <em>Le dita mozzate</em> è un noir atipico, in cui il nostro passato remoto diventa lo sfondo perfetto per indagare la nascita della sottomissione femminile e le sue origini.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4grQ1PM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Con la sua penna tagliente come una selce, <strong>Hannelore Cayre</strong> ha cesellato questo noir ambientato nella preistoria ispirandosi alla scoperta, avvenuta in Francia esattamente quarant'anni fa, della famosa Grotta Chauvet, con le sue pareti ricoperte di misteriose impronte di mani femminili mutilate. Elaborando le teorie dell’antropologa femminista <strong>Paola Tabet</strong>, l’autrice dà vita a un indimenticabile, potente e straordinariamente moderno personaggio femminile in cui ogni donna vorrebbe riconoscersi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Sinossi. La brillante e ambiziosa paleontologa Adrienne Célarier scopre in Dordogna una grotta le cui pareti sono ricoperte di mani femminili mutilate e all’interno della quale vengono trovati due scheletri risalenti a 35000 anni fa. L’analisi dei resti rivela che si tratta della scena di un crimine. La storia si sposta allora indietro nel tempo e ci fa fare la conoscenza di Oli, la protagonista, una ragazza ribelle e coraggiosa appartenente a una tribù di Homo Sapiens. Stanca di subire continui soprusi per il solo fatto di essere nata femmina, Oli infrange tutte le convenzioni sociali a rischio della sua stessa incolumità. La sua ribellione getterà nel caos la comunità e sfocerà in una serie inaudita di violenze. Le avventure di Oli, i suoi numerosi incontri con altre tribù e la sua lotta per essere rispettata al pari degli uomini, gettano una luce feroce sulle spietate dinamiche che regolano la sopravvivenza dell’umanità e su verità che molti preferirebbero negare.</span></div><div><br></div> <div><span class="cf1"><strong>Hannelore Cayre</strong> vive a Parigi ed è avvocato penalista, oltre a essere sceneggiatrice e realizzatrice di cortometraggi. Ha al suo attivo quattro romanzi oltre al best seller <em>La Daronne</em>, da noi pubblicato con il titolo<em> La bugiarda. </em>Il romanzo, pluripremiato, ha visto anche una trasposizione cinematografica nel 2020, con Isabelle Huppert come protagonista.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div> <div><span class="cf1">Titolo: Le dita mozzate</span></div> <div><span class="cf1">Autore: Hannelore Cayre</span></div> <div><span class="cf1">Traduttore: Simonetta Badioli</span></div> <div><span class="cf1">Collana: Sisters</span></div> <div><span class="cf1">Editore: Edizioni le Assassine</span></div> <div><span class="cf1">Pagine: 210</span></div> <div><span class="cf1">ISBN: 978-8894979961</span></div> <div><span class="cf1">Costo: 18,00 €</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4grQ1PM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink0436d9b8bf6a3af57bb77f6e100baf4a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dita-mozzate_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 566,'height': 867,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0436d9b8bf6a3af57bb77f6e100baf4a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dita-mozzate_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="307" /></a><br></div><div><script> var showboxlinka7743ef38f2914dbe0ec8d518c5aadaa = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/HanneloreCayre_autricre.jpg','alt': '','title': '','width': 613,'height': 817,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka7743ef38f2914dbe0ec8d518c5aadaa, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/HanneloreCayre_autricre.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 06:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Out of Time and Space dei Ghost on Mars]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000013C"><h1 class="imHeading1">L'album di debutto della band</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Che mette in risalto una componente dark e gothic piuttosto importante</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong>GHOST ON MARS "Out of Time and Space"<br>Full-length, Willowtip Records (2024)<br><br></strong>I <strong>Ghost on Mars</strong> sono una band progressive metal proveniente da Roma, e prima di questo <em>Out of Time and Space</em> ha rilasciato un ep nel 2019, intitolato <em>Lost Signals</em>. La band inizia a ottenere un seguito sempre più ampio e nel 2023 firma un contratto con la prestigiosa label statunitense Willowtip Records. Nel 2024 pubblica
questo full-length che andrò a esaminare, e che finora ha beneficiato di promozione anche grazie all'uscita di tre singoli e videoclip, ovvero <em>Carbon Skin</em>, <em>They</em> e <em>Beyond The Mist</em>.<br><br>La band in pratica potrebbe essere scoperta e analizzata proprio grazie a queste tre canzoni, che mettono in risalto una componente dark e gothic piuttosto
importante, sorretta da un songwriting davvero interessante e capace di cambiare le carte in tavola spessissimo. Un pezzo come <em>They</em>, però, è uno di quelli che non si dimentica facilmente. Dotata di un'aura disperata questa canzone e di tempi più rallentati rispetto agli altri brani,
trova negli arpeggi tristi di chitarra e in una evoluzione verso il finale devoto alla potenza le sue armi più letali. Sempre verso il finale emerge quasi un retaggio stoner-doom metal che viene impreziosito dalla batteria
di <strong>Andrea Alberat</strong>i, che sorregge il tutto con tempi dispari e molta fantasia.<br><br>Per non sminuire comunque gli altri brani, vi dico che ogni episodio
ha comunque un qualcosa di valido e che merita di essere scoperto. Ci sono addirittura dei vaghi rimandi al blackgaze, allo shoegaze e al dark/gothic (come già detto a inizio recensione), come si può sentire
in <em>Under a Crescent Moon</em>.<br><br>Quindi come potete notare, le novità in questo disco non mancano, per cui fatelo vostro se amate il prog metal, ma anche
gli altri generi tirati in causa nella recensione.<br><br><br><b>Tracklist:</b><br><ol><li><span class="fs14lh1-5">Beyond the Mist</span></li><li>Quarantine</li><li>They</li><li>Carbon Skin</li><li>Nocturnal</li><li>That Time I saw the Moon</li><li>Under a Crescent Moon</li><li>Back From the Dead</li><li>Back to life</li><li>Lost Signal</li></ol><br><strong>Line-up:<br></strong>Valerio Lippera: Bass<br>Andrea Alberati: Drums<br>Fabio Valentini: Guitars<br>Moreno Sangermano: Vocals<br>Andrea
Mataloni: Guitars</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkfc5b6002f7b9ab56be1b5aa663f8c4fa = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ghost-on-mars_cover.jpg','alt': '','title': '','width': 1080,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfc5b6002f7b9ab56be1b5aa663f8c4fa, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ghost-on-mars_cover.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink91a9af3ddeda7e5fce1150d7ccf26fac = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ghost-on-mars-band_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1279,'height': 615,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink91a9af3ddeda7e5fce1150d7ccf26fac, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ghost-on-mars-band_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="97" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=w21dhs62WEs">https://www.youtube.com/watch?v=w21dhs62WEs</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 05:44:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Conjuring - Il rito finale di Michael Chaves]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000013B"><h1 class="imHeading1">Torna la coppia di indagatori dell’occulto</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Cinema dell’orrore ben fatto, con la giusta dose di suspense</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">The Conjuring - Il rito finale (Usa, Uk, Canada 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Michael Chaves. Soggetto: David Leslie Johnson - Mc Goldrick, James Wan. Sceneggiatura: Ian Goldberg, Richard Naing, David Leslie Johnson - Mc Goldrick.
Fotografia: Eli Born. Montaggio: Gregory Plotkin, Elliott Greenberg. Musiche: &nbsp;Benjamin Wallfisch. Scenografia: John Frankish. Costumi: Graham Churchyard. Trucco: Sam Suck. Produttore: James Wan, Peter Safran. Produttore Esecutivo:
Michael Clear, Judson Scott. Case di Produzione: New Line Cinema, Atomic Monster, The Safran Company. Distribuzione (Italia): Warner Bros Italia. Genere: Horror. Paese di Produzione: Usa, Uk, Canada,
2025. Lingua Originale: Inglese. Durata: 135’. Titolo Originale: The Conjuring: Last Rites. Interpreti: Vera Farmiga (Lorraine Warren), Patrick Wilson (Ed Warren), Mia Tomlison (Judy Warren), Ben Hardy (Tony Spera), Rebecca Calder (Janet Smurl), Elliot Cowan (Jack Smurl), KIla Lord Cassidy (Heather Smurl), Beau Gadson (Dawn
Smurl), Molly Cartwight (Shannon Smurl), John Brotherton (Brad Hamilton), Steve Coulter (Padre Gordon), Madison Lawlor (Lorraine Warren, da giovane), Orion Smith (Ed Warren, da giovane), Peter Wight (nonno Smurl), Kate Fahy
(nonna Smurl), Grace Kemp (Nellie).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><span class="cf1">Torna la coppia di indagatori dell’occulto - Ed e Lorraine Warren - nel sequel di <em>The Conjuring - Per ordine del diavolo</em> (2021), personaggi comuni a diversi altri film basati su casi reali di indagini sul paranormale. In questo episodio (ormai è un serial
che ha avuto inizio nel 2013) la coppia affronta il problema della famiglia Smurl, che risiede in una casa infestata da spiriti e demoni, evento storico già sviscerato nel libro <em>The Haunted</em> e nel film <em>La casa delle anime perdute</em> (1991). Tutto parte dal 1964 con uno specchio infestato da anime maligne in un negozio di antiquariato e dal difficile parto di Lorraine che dà alla luce la figlia Judy mentre un demone aleggia nella stanza.
Molto ben drammatizzata tutta la prima parte, soprattutto viene reso a dovere il dolore dei genitori mentre rischiano di perdere la figlia, prima creduta morta, ma dopo pochi secondi comincia a respirare. La storia della famiglia
Smurl è ambientata nel 1986, in Pennsylvania, durante i preparativi del matrimonio tra Judy e Tony, che portano il film su binari di vita quotidiana, con la gelosia del padre che non vorrebbe perdere la figlia, infine
l’accettazione del futuro genero. La parte horror vera e propria viene subito dopo, non è il caso di raccontarla nei minimi particolari, ma è un esorcistico in piena regola che a tratti pesca dalle suggestioni
di <strong>William Friedkin</strong>. Padre Gordon - una delle vittime della storia - indossa gli stessi abiti che portava padre Damien nel famoso lavoro del 1973, persino
la valigetta e il cappello. &nbsp;Credo che sia un omaggio voluto, <strong>Chaves</strong> è regista originale nelle soluzioni ad alta tensione, pur se non disdegna l’uso del cliché terrificante quando compaiono gli spiriti e la presenza demoniaca. Judy indemoniata fa ancora una
volta venire a mente <em>L’esorcista</em> e il volto sfigurato di <strong>Linda Blaire</strong> nei panni di Regan quando gira la testa e mostra gli occhi spiritati. Il film è girato a Londra, anche se nella finzione scenica siamo in Pennsylvania ed è
davvero ben ricostruito il panorama industriale nei pressi della casa della famiglia Smurl. Fotografia cupa di <strong>Eli Born</strong>, montaggio sincopato di <strong>Gregory Plotkin</strong> ed <strong>Elliott Greenberg</strong> (135’ minuti che scorrono rapidi), musiche angoscianti di <strong>Benjamin Wallfisch</strong> - ma a un certo punto sentiamo Ghostbuster -, &nbsp;scenografie d’epoca suggestive e credibili di <strong>John Frankish</strong>. <em>Il rito finale</em> non aggiunge niente di nuovo a quel che conosciamo, per un appassionato è solo cinema dell’orrore ben fatto, con la giusta dose di <em>suspense</em>. Tanto basta per andarlo a vedere.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink1dedf4580749940fc3c550ac5bc6bcd7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TheConjuring-rito-finale-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 525,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1dedf4580749940fc3c550ac5bc6bcd7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TheConjuring-rito-finale-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="250" /></a><br></div><div><script> var showboxlink896a71496d54203b661de6ee22a7034a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TheConjuring-rito-finale-scena_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink896a71496d54203b661de6ee22a7034a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TheConjuring-rito-finale-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Yr9Ms9J4F3Y">https://www.youtube.com/watch?v=Yr9Ms9J4F3Y</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 06:12:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Le tenebre di Lovecraft]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000013A"><h1 class="imHeading1">Antologia illustrata dedicata al Solitario di Providence</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Un'opera varia capace di restituire l'ampiezza dell’eredità lovecraftiana</h2><div><div><span class="cf1">L’antologia <em>Le tenebre di Lovecraft </em>conferma quanto sia ancora vivo il fermento attorno alla leggendaria figura del Solitario di Providence.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4gjViZC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Ad aprire il volume troviamo la nuova traduzione di <strong>Miriam Busnelli </strong>de <em>Colui che sussurrava nelle tenebre</em>, testo culto di <strong>Lovecraft </strong>reso qui in modo letterario e ortodosso, vicina al tono originale dello scrittore e capace di restituirne la tensione epistolare e il crescendo paranoico. Ad accompagnare i racconti ci sono le illustrazioni visionarie di <strong>Lellinux</strong> (autore anche dell'illustrazione della cover) e del cupo <strong>David Fragale</strong>, che amplificano l’immaginario lovecraftiano con tratti ora grotteschi ora eleganti, e un fumetto firmato da <strong>Enrico Teodorani</strong> con i disegni di <strong>Paciaroni</strong>, che offre una versione visiva e diretta del mito. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Fra i testi più incisivi spicca <em>Spore</em> di <strong>Daniele Baiardi: </strong>l'autore sceglie un approccio inquietante vicino alla fantascienza nera. Qui l’orrore è biologico: spore (provenienti da Yuggoth) che invadono corpi e ambienti, deformazioni lente e inesorabili che lavorano sul non visto e sul contagio. È un racconto breve, ma efficace, che gioca sulla paura del corpo come terreno di colonizzazione da parte dell’ignoto. &nbsp;<strong>Desirée Casoni </strong>con <em>Le tavole della legge</em> unisce archeologia e follia. L’ambientazione nel Bethlem Royal Hospital crea una cornice realistica che progressivamente si piega all’orrore folklorico e sacrale. La narrazione alterna cupe visioni (in cui appare un crocifisso e un oscuro occhio) e flashback fino a un finale crudo e coerente. È uno dei racconti più solidi dell’antologia, capace di fondere ricerca storica e tensione narrativa in una spirale perturbante. Di grande efficacia è anche <strong>Flavio Deri </strong>con <em>La Figlia della Soglia</em>, che lavora sul motivo del confine tra mondi. La scrittura evoca atmosfere da Ciclo dei Sogni, ma con un’attenzione particolare al corpo e ai suoi segni, trasformando la soglia in un luogo di passaggio tanto fisico quanto metafisico. È un racconto che convince per coerenza stilistica e per la capacità di rendere l’orrore non come qualcosa di esterno, ma come una contaminazione che trapassa attraverso la carne. <strong>Cristiano Fighera </strong>in <em>Il culto della fame</em> porta invece l’orrore sul piano viscerale. Protagonisti e comunità sono risucchiati da un rito che trasforma la fame in culto, e la descrizione di corpi e sacrifici raggiunge toni disturbanti. È un testo che lavora sul disgusto e sulla brutalità, più che sul non detto, ma lo fa con coerenza e con una forza immaginativa che lascia il segno. Un altro punto alto è <em>La Nunta</em> di <strong>David Fragale</strong>, che trasporta il lettore in una festa di nozze carica di simboli pagani. Il clima da fiaba nera e i dettagli rituali evocano un folklore che guarda all’Europa orientale, dando al racconto un colore unico. La tensione nasce proprio dall’ambiguità del rito: dietro la gioia della celebrazione si nasconde un sacrificio antico, e la scrittura tiene insieme il familiare e l’inquietante in modo convincente. <em>Una decisione difficile</em> sceglie di <strong>Maria Tauro Evamela </strong>è un racconto intimista che mostra come il weird possa nascere anche nelle pieghe del quotidiano. La protagonista è costretta a una scelta estrema che tocca la sua famiglia e l’equilibrio con forze oscure. L’orrore non esplode mai apertamente, ma rimane in agguato nei silenzi e nei rapporti spezzati. La forza del racconto sta nella sobrietà: invece di evocare mostri o divinità, l'autrice lascia che sia la difficoltà della decisione a incarnare il perturbante. <strong>Matteo Mancini </strong>con “La misteriosa scomparsa di Jonathan Swamps” si muove invece sul terreno dell’investigazione. La sparizione inspiegabile del protagonista viene seguita attraverso documenti e testimonianze che danno al testo un tono cronachistico. Vale poi la pena citare due racconti che si distinguono per originalità. <strong>Alessandro Schümperlin</strong> con <em>Risus Sardonicus</em> concentra l’orrore in un gesto unico, la risata che si trasforma in smorfia mortifera. Lo stile asciutto e quasi teatrale rende il testo memorabile, dimostrando come basti un dettaglio ossessivo per costruire un racconto perturbante. <strong>Giorgio Smojver </strong>con <em>Olathoë</em> invece recupera l’immaginario del Ciclo dei Sogni: la città mitica è descritta con lirismo, tra echi dunsaniani e visioni nostalgiche. Il racconto ha il sapore di un viaggio verso un altrove irraggiungibile, e spicca per eleganza stilistica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Tutti gli altri racconti sono comunque validi e completano il mosaico dell’antologia, ciascuno con la propria voce: <strong>Emanuele Arciprete </strong>con <em>L’Ombra</em>, <strong>Marco Bertoli </strong>con <em>Giosuè e l’Uomo Nero</em>, <strong>Taylor Blackfyre </strong>con <em>Terra incognita</em>, <strong>Cesare Buttaboni </strong>che, con <em>Il destino finale di Randolph Carter,</em> rende omaggio a uno dei personaggi più celebri del ciclo lovecraftiano, immaginandone l’ultima e definitiva sorte, <strong>Andy dei Fiori </strong>con <em>L’incubo, ovvero la morte degli unicorni rosa</em>, <strong>Maria Stella Beatrice Spilotros</strong> e <strong>Clizia Germinario </strong>con <em>Il Tuttofare</em>, Jack Hopfrog con <em>La casa delle bambole</em>, <strong>Giovanni Lamia </strong>con <em>Fati dei digitus</em>, <strong>Roberto Masini </strong>con <em>La dieta mortale</em>, <strong>Antonio Pavone </strong>con <em>Noli tangere, noli aspicere</em>, <strong>Enrico Ravasio </strong>con <em>La schiava Bitina</em>, <strong>Roberto Risso </strong>che<strong>, </strong>con <em>New Genoa,</em> ci porta direttamente ad Arkham e alla Miskatonic University dove il culto vive, <strong>Katia Scarlata </strong>con il breve, delirante e visionario <em>Oltre il tempo e la carne</em> e <strong>Giorgia Stubler </strong>con <em>Il protocollo NYP</em>. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il risultato complessivo è un’opera varia, con inevitabili alti e bassi, ma capace di restituire l’ampiezza dell’eredità lovecraftiana. Nei racconti migliori, l’orrore cosmico si intreccia con tradizioni locali, contaminazioni di genere e sperimentazioni stilistiche, dimostrando che il weird resta un linguaggio fertile e adattabile. <em>Le tenebre di Lovecraft </em>non è soltanto un omaggio, ma anche una testimonianza di come la letteratura italiana possa ancora dialogare con l’ignoto, reinventandolo ogni volta in forme nuove.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div><div><div><em class="cf1">Le tenebre di Lovecraft</em></div> <div><em class="cf1">Autore: AA.VV.</em></div> <div><em class="cf1">Illustrazioni: Lellinux e David Fragale</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Independently published</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 420</em></div> <div><em class="cf1">ISBN: 979-8298552653</em></div> <div><em class="cf1">Costo: 29,50 €</em></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><br></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4gjViZC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink8606e1db3eb452829496f396a1824ec1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tenebre-lovecraft_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 714,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8606e1db3eb452829496f396a1824ec1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tenebre-lovecraft_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="303" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 04:29:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Casa di Emma]]></title>
			<author><![CDATA[Sergio Bissoli]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000139"><h1 class="imHeading1">Il paese sembra bruciare di colori rossastri</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">A volte sento un coro di lamenti lontani seguito da un sibilo</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>






<div><span class="cf1">Tratto dalla raccolta </span><span class="cf1"><em>Racconti Mistery</em></span><span class="cf1">:</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3IoyviC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Nel gelido crepuscolo di novembre la vecchia fiera di Stellara è composta di bancarelle dei dolciumi, spazzacamini, burattinai, ombrellai...</span></div>
<div><span class="cf1">Io sono venuto per andare dalla vecchia Emma affinché provi a guarirmi il mio male al petto. Chiedo di lei a un contadino che sta spaccando la legna.</span></div>
<div><span class="cf1">“Lei sa dove abita la vedova Emma?”</span></div>
<div><span class="cf1">“Sicuro che lo so. Abita laggiù, dove cresce la saggina, insieme a quelle altre...”</span></div>
<div><span class="cf1">“Perché? Che cosa fa?”</span></div>
<div><span class="cf1">“Fa le stregonerie. Lei e le vecchie Diana, Viviana e Gelsomina hanno passato la vita a rovinare i raccolti, far ammalare uomini e bestiame e a scatenare temporali. Bisognerebbe
bruciarle! Spero che ricevano tutta la sofferenza che si meritano!”</span></div>
<div><span class="cf1">La nebbia cade sul villaggio. Sapevo che la vecchia Emma ha fama di essere una strega.</span></div>
<div><span class="cf1">Percorro la via principale, talmente stretta che le streghe si potrebbero graffiare stando alle finestre. Poi la strada prosegue in campagna. Gelsi e salici vecchissimi, piegati e squarciati
che sembrano piantati dal diavolo.</span></div>
<div><span class="cf1">La sua casetta è vicino a cespugli di rosellina selvatica. Un cardo è piantato davanti alla porta di casa.</span></div>
<div><span class="cf1">All’interno sono appese pentole e vecchie litografie di fiori e animali. Un pappagallo tetro mi guarda dall’alto.</span></div>
<div><span class="cf1">Sul tavolo ci sono chiodi storti, spilli, uncini. La vecchia piccola e magra li innaffia con il liquido di una boccetta. Ha il viso bianco, labbra e occhiaie nero viola.</span></div>
<div><span class="cf1">“Entra. Ti aspettavo.”</span></div>
<div><span class="cf1">Le spiego brevemente dove mi fa male. Mi fa intingere un dito nell’olio e lasciare cadere alcune gocce in un pentolino d’acqua.</span></div>
<div><span class="cf1">“Le gocce si disperdono...” borbotta.</span></div>
<div><span class="cf1">Mi porge alcuni grani di frumento da buttare nell’acqua. I grani cadono a fondo e lei mormora:</span></div>
<div><span class="cf1">“Sei stato affatturato.”</span></div>
<div><span class="cf1">Allora mette un pentolino d’acqua a bollire sul fuoco. Vi butta dentro cenere, polveri scure e si mette a borbottare strane parole. Prende un fazzoletto rosso con una estremità
annodata e lo striscia per terra disegnando un cerchio intorno a me.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel silenzio della cucina si ode solamente il ribollire sempre più forte dell’acqua. L’acqua borbotta rumorosamente come un vecchio gnomo.</span></div>
<div><span class="cf1">Improvvisamente con le molle prende il pentolino e lo capovolge su un piatto.</span></div>
<div><span class="cf1">Non credo ai miei occhi! L’acqua rimane dentro al pentolino! Solo alcune gocce schizzano via dai lati.</span></div>
<div><span class="cf1">Adesso con uno scatto raddrizza il pentolino e me le mette davanti con l’acqua che bolle rumorosamente.</span></div>
<div><span class="cf1">“Mettici un dito dentro” ordina.</span></div>
<div><span class="cf1">“Ma... mi ustionerò” obietto.</span></div>
<div><span class="cf1">“No. Non sentirai nulla.”</span></div>
<div><span class="cf1">“Ma è bollente!”</span></div>
<div><span class="cf1">“Presto. Metti un dito nell’acqua.”</span></div>
<div><span class="cf1">Alla mia incertezza ha un sospiro di impazienza:</span></div>
<div><span class="cf1">“Ah! Adesso è troppo tardi” e versa l’acqua sul fuoco.</span></div>
<div><span class="cf1">Mi ordina di compiere un salto per uscire dal cerchio e conclude:</span></div>
<div><span class="cf1">“Dovrai venire da me un altro giorno.”</span></div>
<div><span class="cf1">Un po’ sconvolto esco dalla cucina. Alle mie spalle la risata stridula del pappagallo mi fa rabbrividire.</span></div>
<div><span class="cf1">Nei giorni successivi a casa mia, il mio male va peggiorando.</span></div>
<div><span class="cf1">Una mattina trovo strane impronte di capra sparse nel corridoio. Il cuscino del letto prende strane forme anche dopo che lo batto e lo spiano. E nel materasso ho trovato... una ghirlanda
di piume!</span></div>
<div><span class="cf1">Le cose si ingarbugliano e devo tornare dalla vecchia Emma.</span></div>
<div><span class="cf1">Il tramonto: le fiamme dell’inferno. Il paese sembra bruciare di colori rossastri. Le case di mattoni, gli alberi, i gatti sull’aia, le botti, le foglie secche...</span></div>
<div><span class="cf1">I gelsi sibilano nel vento come se esseri vegetali stessero imprigionati dentro. Passo davanti a un giardinetto e si rovesciano due vasi senza che io li abbia nemmeno sfiorati; prima
uno, poi l’altro.</span></div>
<div><span class="cf1">Rivedo la casa di Emma con i nidi di vespe sotto le grondaie penzolanti e avvitate. Entro dalla porta sempre aperta. Il pappagallo si mette a starnazzare.</span></div>
<div><span class="cf1">La vecchia sta annodando le calze a un piolo dello sgabello e stringe, stringe borbottando qualcosa. Il piolo assomiglia a un collo maschile da strozzare. Sullo sgabello c’è
una foto e nove sassolini neri.</span></div>
<div><span class="cf1">“Vieni. Quando le ragazze pregano la luna gli uomini soffrono di più.”</span></div>
<div><span class="cf1">Tutto si svolge come la volta precedente.</span></div>
<div><span class="cf1">Ripete il rito del pentolino. Lo fa bollire, lo capovolge senza che l’acqua esca. Me lo porge ordinandomi di infilarci dentro il dito.</span></div>
<div><span class="cf1">Rassegnato ad ustionarmi chiudo gli occhi ed eseguo. Non sento niente. Solo un formicolìo causato dall’acqua calda, ma niente di più.</span></div>
<div><span class="cf1">Alla fine le do un po’ di denaro ed esco fuori. La nebbia è scesa sul villaggio.</span></div>
<div><span class="cf1">Nei giorni successivi mi sento molto meglio e non succedono più cose strane nella mia casa.</span></div>
<div><span class="cf1">Un sera d’inverno torno a Stellara per ringraziare la vecchia Emma, ma la sua casa è chiusa.</span></div>
<div><span class="cf1">Tutto è squallido e deserto. A volte sento un coro di lamenti lontani seguito da un sibilo. </span></div>
<div><span class="cf1">Da un crocicchio vedo quattro vecchie attorno a un fuoco. Sarà Emma con Viviana, Diana e Gelsomina. Un gatto, con il pelo ritto e la schiena inarcata scappa via.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong></span><span class="cf1">Sergio Bissoli è nato a Verona, ma vissuto quasi sempre nei paesi della pianura veronese. Autodidatta. A 10 anni volevo fare il regista.
Frequentavo le cabine dei cinema, compravo vecchi proiettori. Poi abbandonai tutto per le difficoltà di attrezzarmi. A 11 anni seppi che sarei diventato scrittore. Nel corso degli anni ho esplorato la letteratura inglese,
francese, polacca, rumena, ungherese, scandinava. Ho letto quasi tutti i filosofi occidentali, orientali e gli esoteristi. Mi sono interessato di psicanalisi, botanica, astronomia. Negli anni ’60 ho incominciato a fotografare
saltuariamente. Negli anni ’80 ho fotografato sistematicamente edifici, ambienti, paesaggi, personaggi. Nel 2006 ho incominciato a filmare realizzando oltre mille video visibili su youtube.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1">Racconto pubblicato per la prima volta su </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Club GHoST</i></span></span><span class="cf1">.</span><span class="cf1"><!--EndFragment --></span><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Tratto dalla raccolta </span><span class="cf1"><em>Racconti Mistery</em></span><span class="cf1">:</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3IoyviC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink9fae7ff261ef0804fc4bb71c6bf94972 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/casa-emma_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 816,'height': 612,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9fae7ff261ef0804fc4bb71c6bf94972, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/casa-emma_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="150" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 06:32:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Addio fottuti musi verdi di Francesco Capaldo]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Scognamiglio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000138"><h1 class="imHeading1">Prodotto che ambisce a far divertire il pubblico</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">I The Jackal debuttano con questa frizzante fanta-commedy</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Addio fottuti musi verdi (Italia 2017)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Francesco Capaldo. Soggetto: Francesco Capaldo, Alfredo Felaco, Simone Russo, Valerio Cilio. Sceneggiatura: Francesco Capaldo, Valerio Cilio, Marco Sani, Fausto Rio. Fotografia:
Francesco Di Giacomo. Montaggio: Francesco Capaldo, Nicola Verre. Effetti Speciali: Chromatica, Hive Division, Wonderlab. Musiche: Michele Braga. Scenografia: Antonella Di Martino. Costumi: Vanessa Sannino. Trucco: Anna Filosa.
Produttore: Riccardo Tozzi, Marco Chimenz, Giovanni Stabilini, Simone Russo, Francesca Longardi. Case di Produzione: The Jackal, Cattleya, Rai Cinema. Distribuzione (Italia): 01 Distribution. Paese di Produzione: Italia, 2017.
Durata: 93’. Genere: commedia, fantascienza, avventura. Interpreti: Ciro Priello (Ciro), Fabio Balsamo (Fabio), Beatrice Arnera (Matilda), Roberto Zibetti (Brandon), Simone Ruzzo (Tenente Ruzzo), Fortunato Cerlino (Pietro
Felacone), Salvatore Esposito (Genny Felacone), Rosalia Porcaro (Mamma di Ciro), Mariana Rodríguez (Tanya), Gigi D'Alessio (se stesso), Haruhiko Yamanouchi (Chang).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4mdEIw0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4nrFHJM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Ciro è un grafico pubblicitario alla ricerca di un lavoro ma non è facile ottenere un contratto nonostante le numerose lauree alle sue spalle e per sbarcare il lunario
lavora in una friggitoria cinese che si spaccia per napoletana. Abita in un palazzo di fronte a quello della madre e condivide l'appartamento con la sua migliore amica Matilda e il suo migliore amico Fabio, il quale è
un appassionato di alieni ed è un grandissimo fan del film <em>Addio fottuti musi verdi</em>. Appena esce il concorso per vincere la presenza alla premiere del 3° film, Fabio convince Ciro a spedire il curriculum “nello spazio” (così è lo slogan del concorso). Non avendo
nulla da perdere, Ciro asseconda Fabio, invia il curriculum e durante una notte verrà rapito veramente dagli alieni. Si risveglierà dunque all'interno di una navicella spaziale dove conoscerà il capitano
Brandon, il quale lo assume come grafico. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando Ciro scopre che gli alieni vogliono distruggere la terra a causa di un debito energetico. Ciro allora dovrà escogitare qualcosa
per impedire questa catastrofe...</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In collaborazione con Cattleya e Rai Cinema, nel 2017 i <strong>The Jackal</strong> debuttano con questa frizzante fanta-commedy diretta da <strong>Francesco Capaldo</strong> la quale, nonostante le aspettative basse, si fa prendere sul serio già dai primi minuti omaggiando alla grande non solo i b-movies ma anche le più
ben blasonate pellicole con ambientazioni spaziali. A rendere ancora più interessante il tutto è sicuramente quella sottile ma pungente ironia sulla situazione socio-economica del nostro paese, sulla precarietà
dei giovani che aspirano a contratti di lavoro che sembrano dei miraggi ogni giorno di più, sull'insediamento di altre popolazioni nelle nostre tradizioni e su una Napoli con evidenti “effetti Gomorra”
sulla gente, che con una sceneggiatura solida e per niente banale riesce a tenere bene in piedi il film. L'ambientazione dell'astronave e dello spazio è ben curata con tanto di credibili effetti speciali, ma
la recitazione è un po’ sopra le righe risultando a tratti troppo pesante, forzata ma tutto sommato il cast è ben calato nei loro personaggi. Si sottolinea la partecipazione straordinaria di <strong>Fortunato Cerlino</strong> e <strong>Salvatore Esposito</strong> (rispettivamente Don Pietro e Genny Savastano di <em>Gomorra</em>) e di <strong>Gigi D'Alessio</strong> protagonista di uno spezzone all'apice del trash ironizzando, in questo caso, sul rapporto di amore e odio tra i napoletani e il cantante. Tra gag da macchiette
napoletane, citazioni da film e situazioni tragicomiche, il film trascina lo spettatore in un vortice di divertimento fino all'epilogo finale il quale sembra quasi annunciare un sequel.<br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ci troviamo di fronte a un prodotto che di certo non ambisce chissà a quale premio ma sicuramente ambisce a far divertire il pubblico con la sua semplicità e il suo
forte messaggio di denuncia sociale, ponendo lo spettatore di fronte a storie di vita quotidiana e situazioni di pura fantascienza che messe a confronto alla fine ci si accorge che non sono poi così differenti. Potrebbe
sembrare adatto solo a un pubblico partenopeo, ma in realtà è per tutti. Merita la visione!</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4mdEIw0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4nrFHJM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink2029018333fe9c0781bc1b8e1824cf68 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/addio-fottuti-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2029018333fe9c0781bc1b8e1824cf68, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/addio-fottuti-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink1f4bcf69ba745ebb3f0dc22229c3d4d2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/addio-fottuti-scena_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1f4bcf69ba745ebb3f0dc22229c3d4d2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/addio-fottuti-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=5IQTGRKhj2U">https://www.youtube.com/watch?v=5IQTGRKhj2U</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 13 Sep 2025 06:14:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile il singolo In fondo al mondo]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000137"><h1 class="imHeading1">Un crossover personale, diretto</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Gli ZONA affrontano la condizione crudele della solitudine</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>Abbandonati in un angolo, invisibili, dimenticati, schiacciati dal giudizio altrui.</div>
<div>A volte, dopo aver sopportato troppo, il destino sembra riservare proprio questa sorte. Ci si ritrova davanti allo specchio a fare i conti con sé stessi, a ripercorrere errori
e tempo speso dietro situazioni che hanno solo lasciato cicatrici.</div>
<div>Ma anche “in fondo al mondo” non siamo mai davvero soli: “<em>c’è un girotondo di gente che ti aspetta, non ti lasciare intimorire, prosegui in linea retta</em>”. Perché chi tende la mano può ridare fiato, far tornare il respiro e la voglia di vivere.</div><div><br></div>
<div>Con il nuovo singolo <em>In fondo al mondo</em> gli <strong>ZONA</strong> affrontano la condizione crudele della solitudine, mescolando la rabbia e la ruvidità del riffing stoner/hardcore a melodie che
guardano al post-punk. Un crossover personale, diretto, in cui l’aggressività trova il giusto equilibrio con l’intimità di un messaggio che sa infilarsi nelle crepe dell'animo di chi ci è
passato.</div><div><br></div>
<div>Nati a Vigevano nel 1994 dall’incontro tra il chitarrista <strong>Francesco “Killa” Capasso</strong> (<em>Edda</em>, <em>Alligator</em>, <em>Miura</em>, <em>Adam Carpet</em>) e il frontman <strong>Diego Quartara</strong> (<em>Node</em>, <em>Merkel Market</em>, <em>Matra</em>), gli <strong>ZONA</strong> hanno da subito scritto brani originali, calcando palchi importanti e condividendo la scena con artisti del calibro di <strong>Alice Cooper</strong>, <strong>Snapcase</strong>, <strong>Extrema</strong>, <strong>Madbal</strong>l, <strong>NoFx</strong> e <strong>Timoria</strong>.</div><div><br></div>
<div>Dopo due album in studio, un live album e anni di attività intensa, il gruppo si è preso una lunga pausa, tornando poi nel 2020 con nuova energia e una formazione rinnovata
grazie all’ingresso di <strong>Luigi “Lo Slavo” Modugno</strong> (<em>Yak</em>, <em>Merkel market</em>, <em>Bultaco DC</em>) al basso e <strong>Marco Di Salvia</strong> (<em>Yak</em>, <em>Node</em>, <em>Merkel Market</em>, <em>Pino Scotto</em>, <em>Edge of Forever</em>, <em>Hardline</em>) alla batteria.</div><div><br></div>
<div>Dopo <em>Anormalità</em>, primo singolo del nuovo corso della band, <strong>Diego</strong>, <strong>Killa</strong>, <strong>Lo Slavo</strong> e <strong>Marco</strong> si sono dedicati alla composizione e produzione di brani inediti.</div>
<div>I primi tre singoli sono stati registrati e mixati presso gli Ivory Tears Music Works Studio da <strong>Andrea Seveso</strong> ed <strong>Alessandro del Vecchio</strong> con produzione artistica della band stessa e sono tutti accompagnati da videoclip diretti da <strong>Maurizio del Piccolo</strong>.</div><div><br></div>
<div><em>In fondo al mondo</em> anticipa il nuovo full-length di prossima uscita.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink49f56789992868f23a91780a205d392f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/zona-video_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 800,'height': 800,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink49f56789992868f23a91780a205d392f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/zona-video_ver.jpg" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink94f630ad0d7e1b426a630df782be390d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/zona-band_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 987,'height': 658,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink94f630ad0d7e1b426a630df782be390d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/zona-band_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Db10CjoPROs">https://www.youtube.com/watch?v=Db10CjoPROs</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 06:46:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Bar Sport di Massimo Martelli]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000136"><h1 class="imHeading1">Solo per appassionati della Luisona</h1><h2 class="imHeading2">Un prodotto televisivo adatto per una serata in famiglia davanti al piccolo schermo</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Bar Sport (Italia 2021)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Massimo Martelli. Soggetto: Stefano Benni (tratto dal romanzo omonimo), adattato da Massimo Martelli, Giannandrea Pecorelli, Nicola Alvau. Sceneggiatura: Michele Pellegrini,
Massimo Martelli, Nicola Alvau. Fotografia: Roberto Cimatti. Montaggio: Gianandrea Tintori. Effetti Speciali: Massimiliano Bianchi. Scenografia: Stefano Giambanco. Costumi: Luigi Bonanno. Produttore: Giannadrea Pecorelli.
Case di Produzione: Aurora Film &amp; TV, Rai Cinema. Distribuzione (Italia): 01 Distribution. Paese di Produzione: Italia, 2011. Durata: 93’. Genere: Commedia. Interpreti: Claudio Bisio (Eros, il tennico), Giuseppe Battiston (Onassis, il barista), Antonio Catania (Muzzi), Bob Messini (Cocosecco), Angela Finocchiaro (vecchietta), Lunetta Savino (vecchietta), Antonio Cornacchione (Bovinelli,
l’elettricista), Claudio Amendola (avventore), Teo Teocoli (Renzo, il playboy), Giorgio Comaschi (avventore), Vito - alias Stefano Bicocchi - (Buzzi, il geometra), Aura Rolenzetti (Clara, la cassiera), Gianluca Impastato
(Pinotti), Alessio Sampaoli (Poluzzi), Ermanno Bonatti (il nonno), Federico Poggipollini (l’autista), Michael Galluzzi (il cinno), Eraldo Turra (proprietario ristorante), Roberta Lena (Elvira, il putanùn),
Cristina Ramella (Signora Buzzi), Cristiano Pasca (Strambazzini), Daniele Pilli (Fornara), Luciano Manzalini, Tita Ruggeri, Andrea Santonastaso.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4gfsPUK" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3VJBUvD" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><!--EndFragment --></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Ho visto per la prima volta <em>Bar Sport</em> grazie a Rai 5, che l’ha mandato in onda per commemorare la scomparsa di <strong>Stefano Benni</strong>, il 9 settembre 2025. Non lo so proprio se lo scrittore avrebbe gradito, perché il film non rispecchia la comicità diffusa nel romanzo, un contenitore di piccole storie ambientate nell’unità
di luogo e di spazio di un bar bolognese. Resta ben poco della genialità di <strong>Benni</strong> nelle macchiette televisive realizzate dagli sceneggiatori (<strong>Martelli</strong>, <strong>Pellegrini</strong> e <strong>Alvau</strong>), per fortuna la produzione si è guardata bene da inserire <strong>Benni</strong> tra gli autori, indicando che il film è <em>tratto</em> (aggiungerei liberamente) <em>da Bar Sport</em>. Immancabile la Luisona, pasta - personaggio simbolo della storia, esposta nel bar sin dal giorno della sua apertura, acquistata solo nel finale da <strong>Claudio Amendola</strong> (che subirà la sua vendetta), in precedenza portata come portafortuna a seguire il Bologna contro la Fiorentina. Buona l’ambientazione anni Settanta
con molte evoluzioni di regia per riprendere l’azione oltre la sede stradale, visto che non sono state usate molte auto d’epoca, grazie anche al centro storico di Sant’Agata Bolognese che si presta alle esigenze
scenografiche (<strong>Stefano Giambanco</strong>). &nbsp;La sceneggiatura non ha la verve del romanzo, non è facile adattare la scrittura ironica e surreale di <strong>Benni</strong> a una storia cinematografica, di fatto restano i personaggi, alcune battute, l’atmosfera da bar di provincia, ma il ritmo latita e la storia non decolla mai. Manca
la poesia nelle sequenze in <em>flashback</em> che riportano all’infanzia di Onassis e ai vecchi cinema di periferia, manca la giusta dose di ironia nel racconto del
playboy tra realtà e fantasia, manca un valido collante tra una scena e l’altra, così come i personaggi restano poco approfonditi, allo stato di bozza. <strong>Claudio Bisio</strong> è un discreto Eros, che dice di sapere tutto ma di fatto non sa niente di niente; <strong>Giuseppe Battiston</strong> è il tirchio barista detto Onassis, innamorato della bella cassiera &nbsp;Clara (<strong>Rolenzetti</strong>), che va sempre in bianco; <strong>Antonio Catania</strong> è il sardonico Muzzi; <strong>Bob Messini</strong> interpreta Cocosecco; <strong>Angela Finocchiaro</strong> e <strong>Lunetta Savino</strong> sono le vecchiette al tavolino che spettegolano mentre sorbiscono il tè; <strong>Claudio Amendola</strong> è il cliente che mangia la Luisona; <strong>Teo Teocoli</strong> è il playboy di provincia che racconta balle deformando la realtà; <strong>Antonio Cornacchione</strong> è lo pseudo elettricista che prova a far funzionare l’insegna ma ci riesce soltanto nel finale, dopo aver attivato un albero di Natale; Vito (<strong>Stefano Bicocchi</strong>) è il geometra pedante e cornuto; <strong>Giorgio Comaschi</strong> è un avventore che rischia di mangiarsi la Luisona tra lo stupore generale… I personaggi sono molti, il difetto è che sono scritti così
male che lo spettatore non si immedesima mai con le loro gesta, cosa che nel romanzo accade puntualmente. Il modello alto di <strong>Martelli</strong> sarebbe <em>Amici miei</em>, ma devo dire che siamo molto lontani da simili vette di comicità. Una bella idea
sono le animazioni, insolite in un film, che consentono a <strong>Claudio Bisio</strong> di raccontare le imprese sportive di <strong>Fausto Coppi</strong> e <strong>Silvio Piola</strong>, esagerate al massimo e narrate cambiando i nomi dei protagonisti. Le animazioni sono ben utilizzate anche nella sigla iniziale (sui titoli di testa) e in alcune
sequenze surreali del film (cappuccino con il cuore, scene al biliardo…). <em>Bar Sport </em>resta un prodotto televisivo, da 93’ (dilatati), adatto per una serata in famiglia davanti al piccolo schermo, meno consigliato per una riproposta cinematografica. Ultimo film di <strong>Martelli</strong> (dopo altri quattro non certo memorabili), poi si dedica alla televisione. Solo per appassionati della Luisona.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4gfsPUK" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3VJBUvD" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><!--EndFragment --></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink9cd82de7c5c974401a29555934959739 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/barsport-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9cd82de7c5c974401a29555934959739, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/barsport-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink31f6ac404415f776e18ddaf803dd32cf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/barsport-scena_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 932,'height': 460,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink31f6ac404415f776e18ddaf803dd32cf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/barsport-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="99" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=B9TXOEPbblY">https://www.youtube.com/watch?v=B9TXOEPbblY</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 07:26:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Versipellis - vol. 2]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Riviste"><![CDATA[Riviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000135"><h1 class="imHeading1">Un volume colto e coraggioso</h1><h2 class="imHeading2">Per chi ama il gotico e il weird e vuole scoprire voci e testi mai letti prima in Italia</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div><span class="cf1">Rivista di miscellanea a tema fantastico e Weird<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3VF77QD" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4pfpKrZ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Questo secondo numero della rivista weird <em>Versipellis</em> si presenta subito molto bene con la traduzione di una racconto inedito in italiano di Morìs Klaw di <strong>Sax Rohmer</strong>: non si tratta di una mera aggiunta di un titolo “di richiamo”, ma di un’operazione di riscossa filologica e culturale. Nel settore del fantastico
anglofono, <strong>Rohmer </strong>è noto soprattutto per Fu Manchu; qui invece la redazione mette sul tavolo un personaggio molto diverso di cui ci parla <strong>Mariano D'Anza </strong>- un antiquario-investigatore dell’occulto che usa metodi ibridi (criminologia, «fotografia odica», esplorazione astrale) e che, per carattere
e stramberie, è un archetipo perduto del detective soprannaturale. La sola presenza di Morìs Klaw &nbsp;giustifica l’acquisto del fascicolo per chiunque studi o ami la storia del weird e del poliziesco fantastico.
Leggendo <strong>Sax Rohmer </strong>si percepisce chiaramente quanto l’autore facesse parte del circuito esoterico dell’epoca rappresentato da società come la Golden Dawn. Traspare inoltre il suo interesse per l’Egitto magico: elementi che spiegano
la struttura e la psicologia di Klaw, nonché l’ossessione per reliquie e «libri delle lampade» che attraversa la narrazione. &nbsp;Sul piano strettamente letterario, Il caso delle mummie senza testa conserva
la vivacità di <strong>Rohmer</strong>: i dialoghi, le immagini quasi caricaturali dei personaggi (Moris Klaw con la sua bombetta, Iside dalla carnagione “scura”
e dall’eleganza parigina), la bizzarria della soluzione sono tutti molto caratteristici. Il concetto stesso di “fotografia odica” - l’idea che il pensiero lasci tracce che possano essere catturate -
è uno di quegli espedienti di fantasia che funzionano ancora oggi perché mescolano idea scientifica e metafisica in modo sorprendente e credibile. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">A fianco di <strong>Rohmer</strong>, la rivista mostra la sua doppia anima: da una parte la narrativa di recupero (<strong>John Cooling </strong>con <em>La casa di Fenris</em>, raffinata ghost-story di sapore mitologico e antiquario), dall’altra il saggio colto che analizza un filone particolare del weird - i cosiddetti «sacerdoti del weird». L’articolo di <strong>Alessandro D’Anza </strong>è molto interessante e ricco di riferimenti, puntuale nelle note e coraggioso nell’accostare figure come <strong>Montague Summers</strong>, <strong>Roger Pater, R.H. Benson </strong>e <strong>Sabine Baring-Gould </strong>a un unico discorso sulla contaminazione fra fede e soprannaturale. Questa scelta critica dà senso all’operazione
editoriale: non si tratta di spedire disordinatamente una serie di testi, ma di costruire un filo che li leghi e li giustifichi culturalmente. &nbsp;Altro punto meritevole di nota è la qualità delle traduzioni e la
scelta dei testi: la presenza di estratti di <strong>Benson</strong> (<em>L’Aquila di Sangue</em>, <em>Il Viaggiatore</em>) e di ballate e racconti del folclore di <strong>Baring-Gould</strong> (<em>Le Merewigs</em>) mostrano come il «weird clericale» non sia un caso isolato ma un filone coerente e ricco di sfumature. Queste traduzioni, accompagnate
da annotazioni e brevi apparati, consentono al lettore italiano di entrare in testi altrimenti difficili da reperire. &nbsp;</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Un altro elemento importante del volume è il contributo originale di <strong>Elena Sofia Frati</strong>, <em>La Torre sul Fiume</em>. Qui ci troviamo di fronte a una ghost story che richiama la tradizione di <strong>M.R. James</strong>, ma calata in una cornice tutta italiana: una scuola toscana gestita da suore, un antico convento, il ritrovamento di una moneta che fa riaffiorare segreti sepolti. Frati lavora con misura e con gusto per l’atmosfera,
scegliendo l’allusione e il non detto più che l’effetto spettacolare. A chiudere il fascicolo, <em>Crisosidereia</em> porta il lettore indietro all’epoca di <strong>Senofonte</strong>, con una rilettura “weird” delle Anabasi in cui compare la figura enigmatica di <strong>Ferecide di Siro</strong>, sacerdote e filosofo che accompagna i mercenari in avventure sovrannaturali. Il risultato è un mosaico coerente che spazia dall’occulto ottocentesco
alle ghost stories contemporanee fino ai miti dell’antichità, dimostrando che il fantastico non appartiene a un’epoca sola ma attraversa i secoli. <em>Versipellis 2 </em>è dunque un volume colto e coraggioso: a tratti esigente, ma imprescindibile per chi ama il gotico e il weird e vuole scoprire voci e testi mai letti prima in
Italia.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Versipellis – vol. 2: rivista di miscellanea a tema fantastico e Weird</em></div>
<div><em class="cf1">a cura di Alessandro D’Anza, Elena Sofia Frati e Mariano D’Anza.</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Independently published</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 123</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 979-8292588184</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 21.59 x 0.71 x 27.94 cm</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 13,56 € - Ebook: 4,40 €</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3VF77QD" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4pfpKrZ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink5700b96034a82763df5673e3e03d4a11 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Versipellis-vol2_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 835,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5700b96034a82763df5673e3e03d4a11, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Versipellis-vol2_ver.jpg" alt="La copertina della rivista." title="La copertina della rivista." width="200" height="259" /></a><br></span></div><div><br></div><!--EndFragment --></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 06:35:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Alpha al cinema dal 18 settembre]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000134"><h1 class="imHeading1">Il nuovo film della regista Palma d’oro</h1><h2 class="imHeading2">Una storia potente, intima e commovente di identità, crescita e accettazione</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Presentato in selezione ufficiale in concorso al Festival di Cannes 2025, arriverà in Italia dal 18 settembre distribuito da I Wonder Pictures<strong><em> </em></strong><em>ALPHA</em>, il nuovo film di <strong>Julia Ducournau</strong>. <strong>Tahar Rahim</strong> (<em>Il profeta</em>), <strong>Golshifteh Farahani</strong> (<em>Leggere Lolita a Theran</em>) e la giovane <strong>Mélissa Boros</strong> sono i protagonisti del terzo lungometraggio della regista francese, affiancati da <strong>Emma McKay</strong> (<em>Sex Education</em>), <strong>Finnegan Oldfield</strong> (<em>Vermines</em>) e <strong>Louai El Amrousy</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Dopo la Palma d’Oro vinta nel 2021 con <em>Titane</em>, <strong>Ducournau</strong> torna in sala con una storia cruda e potente che affonda le sue radici negli anni Ottanta e nell’incubo
delle pandemie. Alpha ha 13 anni ed è un’adolescente inquieta. Una notte, dopo una festa, rientra a casa con un tatuaggio, una A maiuscola incisa rozzamente sul braccio. La madre, che la ha cresciuta da sola,
è molto preoccupata: è infatti ormai da qualche anno che si è diffuso un virus letale. La misteriosa malattia e la sua trasmissione sono al centro delle ricerche della donna, medico in una clinica e in
prima linea nel prestare le cure ai malati terminali. Mentre la paranoia del contagio cresce, a rendere la situazione ancora più difficile fa la sua comparsa a casa delle due donne lo zio Amin, il fratello della madre,
tossicodipendente. &nbsp;E in un mondo sempre più caotico e sconvolto, si avvicina una tempesta di vento rosso...</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Dopo <em>Titane</em> e <em>Raw</em>, con <em>Alpha</em> <strong>Julia Ducournau</strong> prosegue la sua esplorazione del corpo, filmato come soggetto concreto e carnale, e del sangue, qui veicolo che trasmette l’epidemia mortale, che trasferisce
in un’immagine indimenticabile ciò che il mondo ha conosciuto negli anni Ottanta: l’espansione dell’AIDS e le sue conseguenze sociali, con la paura del sangue, degli aghi, delle diversità. Così
il trauma collettivo diventa quello di una famiglia e di una donna, madre e sorella, che deve fare i conti con passato e sperare nella possibilità di un futuro diverso.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>ALPHA</em> di <strong>Julia Ducournau </strong>sarà nei cinema italiani dal<strong> </strong>18 settembre<strong> </strong>distribuito da I Wonder Pictures.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">SINOSSI UFFICIALE</strong></div>
<div><span class="cf1">Alpha è una tredicenne inquieta che vive sola con sua madre, dottoressa in una clinica specializzata. La loro quotidianità è sconvolta quando la ragazza torna
da una festa con un tatuaggio “fatto in casa”, una A rozzamente incisa sul braccio. Il timore che la bravata l’abbia portata a contrarre un pericoloso virus inizia ad aleggiare nelle loro vite proprio mentre
a casa loro compare lo zio tossicodipendente di Alpha (un maestoso <strong>Tahar Rahim</strong>).</span></div>
<div><span class="cf1">Dal talento visionario della regista <strong>Julia Ducournau</strong> (Palma d’Oro per <em>Titane</em>), una storia potente, intima e commovente di identità, crescita e accettazione, un film duro come la pietra
e impalpabile come un fantasma del passato.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment -->Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?alpha-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a><!--EndFragment --><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkcb420dae2da524d9c62aa1da26ba59fb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alpha-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 430,'height': 615,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcb420dae2da524d9c62aa1da26ba59fb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alpha-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="287" /></a><br></div><div><script> var showboxlink764f809e7d0a1d759803b2d886bc8e5f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alpha-loc_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink764f809e7d0a1d759803b2d886bc8e5f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alpha-loc_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=7g5kfkYEpv0">https://www.youtube.com/watch?v=7g5kfkYEpv0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 06:40:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[OpenShot semplice e libero]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000133"><h1 class="imHeading1">Il re dei software di editing video per principianti</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Una solida introduzione al mondo del montaggio video in un pacchetto gratuito e accessibile</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><em>OpenShot</em></span><span class="cf1"> è un editor video non lineare, gratuito e open-source. È stato progettato per essere semplice da usare,
ma abbastanza potente da soddisfare le esigenze di base e intermedie del montaggio video. È disponibile per diverse piattaforme, inclusi Windows, macOS e Linux. Il suo obiettivo principale è offrire un'alternativa
accessibile ai software di editing professionali a pagamento.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Interfaccia utente e usabilità</span></strong></div>
<div><span class="cf1">L'interfaccia di </span><span class="cf1"><em>OpenShot</em></span><span class="cf1"> è uno dei suoi punti di forza, specialmente per i principianti. È pulita, intuitiva
e ben organizzata in tre sezioni principali:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><ol><li><span class="cf1">Browser di progetto/file: qui si importano e si gestiscono i clip video, audio e le immagini.</span></li><li><span class="cf1">Timeline: la parte inferiore dello schermo dove si organizzano i clip, si tagliano, si uniscono e si applicano effetti. Supporta un numero illimitato di tracce, il che è
un grande vantaggio per progetti complessi.</span></li><li><span class="cf1">Anteprima video: la finestra in alto a destra dove si visualizza il risultato del montaggio in tempo reale.</span></li></ol></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink555175827dc6e13634756df242c55e54 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/OpenShot-interfaccia1.jpg','alt': '','title': '','width': 1025,'height': 701,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink555175827dc6e13634756df242c55e54, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/OpenShot-interfaccia1.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di OpenShot." title="L&#39;interfaccia grafica di OpenShot." width="200" height="137" /></a></span><span class="cf1"> </span><span class="cf1"><script> var showboxlink159b6336f5243970939e1af77c9d375b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/OpenShot-interfaccia2.jpg','alt': '','title': '','width': 1197,'height': 821,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink159b6336f5243970939e1af77c9d375b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/OpenShot-interfaccia2.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di OpenShot." title="L&#39;interfaccia grafica di OpenShot." width="200" height="137" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><b><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">L'interfaccia grafica di </span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>OpenShot</i></span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">.</span></span></b></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La curva di apprendimento non è particolarmente complessa, anzi. Funzioni di base come tagliare, unire e spostare i clip sono immediate. Anche l'aggiunta di titoli, transizioni
ed effetti è semplice grazie a menu dedicati e ben strutturati.</span></div>
<div><br></div>
<div><strong><span class="cf1">Funzionalità Principali</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Nonostante la sua natura gratuita, </span><span class="cf1"><em>OpenShot</em></span><span class="cf1"> offre un set di funzionalità sorprendentemente completo:</span></div>
<div><ul><li><span class="cf1">Editing di base: tagliare, unire, ridimensionare, scalare e ridisporre i clip è facile e preciso.</span></li><li><span class="cf1">Tracce illimitate: è possibile aggiungere quante tracce video, audio e di testo si desidera, il che permette una grande flessibilità per progetti multistrato.</span></li><li><span class="cf1">Effetti video e transizioni: </span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">OpenShot</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> include un buon numero di effetti e transizioni predefiniti, come dissolvenze, zoom, filtri colore, ecc. L'applicazione degli effetti è un semplice “drag and drop”.</span></span></li><li><span class="cf1">Animazioni 3D e titoli: una delle funzionalità più interessanti è la possibilità di creare titoli animati in 3D (utilizzando il motore di </span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Blender</em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, se installato), il che aggiunge un tocco professionale ai video.</span></span></li><li><span class="cf1">Supporto formati: gestisce una vasta gamma di formati video, audio e immagine, permettendo di importare quasi ogni tipo di file. L'esportazione offre opzioni per diversi
dispositivi e piattaforme (YouTube, Vimeo, DVD, ecc.).</span></li><li><span class="cf1">Modifica audio: include funzioni di base per la modifica dell'audio, come la separazione dell'audio dal video e l'aggiustamento del volume.</span></li><li><span class="cf1">Chroma Key (schermo verde): la funzione per rimuovere lo sfondo a schermo verde/blu è presente e funziona in modo affidabile, rendendolo utile per produzioni più
creative.</span></li></ul></div>
<div><br></div>
<div><strong><span class="cf1">Prestazioni e Stabilità</span></strong></div>
<div><span class="cf1">Questo è l'aspetto dove </span><span class="cf1"><em>OpenShot</em></span><span class="cf1"> può mostrare qualche debolezza. Le prestazioni possono variare a seconda del computer e della complessità del progetto. Con lavori molto semplici, funziona fluidamente. Tuttavia, su video ad alta
risoluzione (4K) o con molti effetti applicati, può diventare lento e, in rari casi, crashare. Spesso è necessario attendere qualche istante per l'aggiornamento dell'anteprima dopo aver apportato modifiche.
La stabilità è migliorata nel tempo con i vari aggiornamenti, ma non è ancora a livello dei software professionali a pagamento.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Vantaggi</span></strong></div>
<div><ul><li><span class="cf1">Completamente gratuito e open-source: non ci sono costi nascosti, abbonamenti o funzionalità bloccate.</span></li><li><span class="cf1">Interfaccia molto intuitiva: ideale per i principianti che si avvicinano all'editing video.</span></li><li><span class="cf1">Supporto multi-piattaforma: funziona su Windows, macOS e Linux.</span></li><li><span class="cf1">Funzionalità potenti: offre un set di strumenti sorprendentemente completo per un software gratuito, inclusi effetti 3D e chroma key.</span></li><li><span class="cf1">Comunità attiva: essendo open-source, ha una comunità di sviluppatori e utenti che contribuiscono al suo sviluppo e offrono supporto.</span></li></ul></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Svantaggi</span></strong></div>
<div><ul><li><span class="cf1">Problemi di performance: può essere lento e instabile con progetti complessi o video ad alta risoluzione.</span></li><li><span class="cf1">Mancanza di funzionalità avanzate: non ha strumenti di correzione colore professionali, motion tracking avanzato o funzionalità audio complesse.</span></li><li><span class="cf1">Bug occasionali: sebbene migliorati, possono ancora verificarsi bug o piccoli difetti di funzionamento.</span></li></ul></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong><span class="cf1">Conclusione</span></strong></div>
<div><span class="cf1"><em>OpenShot</em></span><span class="cf1"> è un eccellente punto di partenza per chiunque voglia imparare a fare montaggio video senza spendere un centesimo.
La sua interfaccia utente è la migliore tra i software gratuiti per i principianti, e le sue funzionalità di base coprono la maggior parte delle esigenze di chi realizza video per hobby, scuola o social media.</span></div>
<div><span class="cf1">Se hai bisogno di un software per progetti semplici, come un video di vacanza, una presentazione scolastica o un piccolo vlog, </span><span class="cf1"><em>OpenShot</em></span><span class="cf1"> è una scelta fantastica. Tuttavia, se le tue esigenze diventano più professionali, con progetti ad alta risoluzione, correzione del colore avanzata o effetti
speciali complessi, potresti trovare i suoi limiti e dovrai considerare alternative più robuste come </span><span class="cf1"><em>DaVinci Resolve</em></span><span class="cf1"> (che ha una versione gratuita molto potente) o software a pagamento come </span><span class="cf1"><em>Adobe Premiere Pro</em></span><span class="cf1">.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div>Scarica <em>OpenShot</em> dal sito ufficiale: <a href="https://www.openshot.org/" class="imCssLink">https://www.openshot.org/</a></div>
<div>Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb8eb57fa6579e39f0922f2ebe5de84d9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/OpenShot-logo_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 800,'height': 450,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb8eb57fa6579e39f0922f2ebe5de84d9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/OpenShot-logo_bar.jpg" alt="Il logo di OpenShot." title="Il logo di OpenShot." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 05:23:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?openshot-semplice-e-libero</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cami qui sta bene]]></title>
			<author><![CDATA[Maurizio Cometto]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000132"><h1 class="imHeading1">I vapori avvolgono Cami, accarezzano Cami</h1><h2 class="imHeading2">Respira a fatica. Il catarro la opprime, la rende irrequieta</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">a Mariolina</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">21 Febbraio</strong></div>
<div><span class="cf1">Fa molto freddo. Non nevica più ma fa freddo; fuori le strade sono ghiacciate. Cami non fa altro che tossire. La mia dolce Pechinese raffreddata. Però mi preoccupa.<br>Stamane
due cartoline. La prima: Limone Piemonte, gli impianti a ferragosto:</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Alberta, qui zio Giorgio. Necessario dottor Blangero</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">La seconda: Cuneo, foglie secche in viale Angeli:</span></div>
<div><em class="cf1">Forte mancanza. Alberta, qui zia Cloris. Forte mancanza.</em></div>
<div><span class="cf1">Zio Giorgio di Cami adorava il musetto; zia Cloris ne stimava l’intelligenza.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">24 Febbraio</strong></div>
<div><span class="cf1">Respira a fatica. Il catarro la opprime, la rende irrequieta. Ieri dopo un attacco di tosse il naso ha cominciato a sanguinarle.<br>Mi sono ricordata di una cartolina. Bordighera
(cap Ampelio), il mare infuocato da un tramonto.</span></div>
<div><em class="cf1">Alberta, qui Rosanna. Latte, grappa per Cami!</em></div>
<div><span class="cf1">Ho provato a seguire il consiglio (Rosanna era un’esperta). Cami ha rifiutato il latte con grappa.<br>E oggi ne è arrivata un’altra. Robilante, le Piagge sepolte
da un metro di neve:</span></div>
<div><em class="cf1">Alberta, qui il tuo Tony. Subito Blangero.</em></div><div><em class="cf1"><br></em></div>
<div><strong class="cf1">28 Febbraio</strong></div>
<div><span class="cf1">L’ho portata dal dottor Blangero. Le ha esplorato la bocca e le orecchie; le ha auscultato il cuore; le ha esaminato gli occhi, la dentatura. Per ultimo il naso.<br>Alla
fine ha sentenziato: – Qui ci vuole l’Aerosol.<br>Detto, fatto. Un cubo di vetro aperto su una faccia. Il dottor Blangero prende Cami, la inserisce dentro il cubo attraverso l’apertura, richiude l’apposito
sportello. Cami si rizza sulle zampe, le orecchie in allarme. Comincia a guardarmi. Penso: vuol dirmi addio. Per il resto sta ferma, rigida; solo ogni tanto tossisce.<br>Il cubo si riempie dei vapori dell’aerosol.
Cami si riscuote; si guarda intorno, con aria smarrita. Non capisce, poverina. Ma quando finalmente Blangero riapre il cubo, lei salta fuori, mi corre incontro e scodinzola allegra.<br>A casa un’altra cartolina. Zio
Aldo, Pietraporzio, primo piano di termometro: venti gradi sotto zero:</span></div>
<div><em class="cf1">Alberta, qui vortice.</em></div><div><em class="cf1"><br></em></div>
<div><strong class="cf1">10 Marzo</strong></div>
<div><span class="cf1">Cami è cambiata. Oggi come ieri scodinzola allegra per tutta la casa. Non è più la mia Cami. Oggi come ieri mi salta addosso e mi lecca la faccia. Ma quel che
è peggio: sta diventando spirito. Non posso accarezzarla: le mie mani affondano; non posso tenerla in grembo: affonda lei finché sparisce. Così piccola, oltretutto.<br>Ho ricevuto quattro cartoline negli
ultimi tre giorni.<br>La prima l’altro ieri. Nonna Graziella, Saorge, nembi in val Roja:</span></div>
<div><em class="cf1">Salutami Blangero. Qui vortice. Di là dal vortice: Cami.</em></div>
<div><span class="cf1">L’indomani pomeriggio la seconda (di ritorno dalla decima seduta di aerosol). Vernante, murale: Pinocchio nel ventre della balena:</span></div>
<div><em class="cf1">Alberta, qui Sandro. Passaggio. Porta Cami attraverso.</em></div>
<div><span class="cf1">Oggi a mezzogiorno le altre due. L’arrivo del postino eccita Cami. Raspa contro la porta, guaisce inquieta: vuole uscire. La chiudo in salotto.<br>La prima: Nizza, il cimitero
ebraico:</span></div>
<div><em class="cf1">Blangero, qui Charlotte. Merci beaucoup.</em></div>
<div><span class="cf1">La seconda: zia Dolores, Franco e Giacinta, Boves, i Cerati in piena estate (si rivolgono a Cami?):</span></div>
<div><em class="cf1">Niente paura. Qui affetto. Alberta: pietà.</em></div><div><em class="cf1"><br></em></div>
<div><strong class="cf1">12 Marzo</strong></div>
<div><span class="cf1">L’ho perduta per sempre. Dal dottor Blangero per l’ultima seduta. Dentro il cubo di vetro.<br>I vapori avvolgono Cami, accarezzano Cami. D’un tratto l’orrore:
i vapori sono mani. Che insinuano Cami, che prendono Cami. Un vortice di mani, un vortice di anime. Le mani (le anime) ritornano vapori. Lentamente si dissolvono. Di Cami non c’è traccia (così piccola,
oltretutto…). Di Cami… non c’è traccia.<br>E a casa. Cuneo (frazione Passatore), grandina sui campi di meliga:</span></div>
<div><em class="cf1">Alberta, qui zia Ester. Adesso Cami tramite vortice. Cami qui sta bene.</em></div>
<div><span class="cf1">E oggi (terribile). Parigi, Euro Disney: Pluto e Paperina che si abbracciano:</span></div>
<div><em class="cf1">Alberta, qui Cami. Perdona. Per Blangero: grazie.</em></div><div><em class="cf1"><br></em></div>
<div><strong class="cf1">NOTE</strong></div>
<div><span class="cf1">Prima pubblicazione per <em>Club GHoST</em>: 29 Maggio 2019.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Maurizio Cometto è nato a Cuneo nel 1971. Tra i suoi libri pubblicati, il romanzo <em>Il costruttore di biciclette</em> (Il Foglio 2006), la raccolta <em>L’incrinarsi di una persistenza e altri racconti fantastici</em> (Il Foglio 2008), il romanzo per istantanee <em>Cambio di stagione</em> (Il Foglio 2011). Nel 2016 sono usciti in e-book il racconto lungo <em>La macchia</em>, per Acheron Books, e il romanzo di formazione <em>Michele e l’aliante scomparso</em>, per Delos Digital. Nel dicembre 2017 è uscita la raccolta di racconti <em>Heptahedron</em>, per Acheron Books. A fine 2018 è uscito per le edizioni Il Foglio <em>Magniverne</em>, contenente la riedizione de <em>Il costruttore di biciclette</em> insieme ad altri racconti lunghi accomunati da temi e ambientazioni. Nel settembre 2018 il racconto <em>La Tierra Blanca</em>, tradotto in inglese da <strong>Rachel S. Cordasco</strong>, è stato incluso nel primo numero della prestigiosa rivista The Silent Garden, edita da Undertow Publications. Ha pubblicato numerosi racconti in antologie, siti internet e riviste. Laureato in Ingegneria
Meccanica, vive a Collegno.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink31cb7044d13b2550e2758f2858c925ee = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/cami-qui-sta-bene-cop_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 960,'height': 540,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink31cb7044d13b2550e2758f2858c925ee, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/cami-qui-sta-bene-cop_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="113" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd92288a2377672167279b0cae897de89 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/comettto.webp','alt': '','title': '','width': 279,'height': 356,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd92288a2377672167279b0cae897de89, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/comettto.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="192" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 07 Sep 2025 06:12:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Disponibile Oasi volume 1]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000131"><h1 class="imHeading1">Una graphic novel originale e misteriosa</h1><h2 class="imHeading2">La nuova uscita per la collana Weird Comics di Weird Book</h2><div><div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala <em>Oasi volume 1</em>, la nuova uscita per la collana Weird Comics edita da Weird Book.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4n05FEz" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Una notte di pioggia battente in autostrada, un aspirante suicida entra in un’area di servizio che diventa una trappola per il protagonista, Filippo, e gli altri sventurati, bloccati a causa di un evento più unico che raro: una pantera fuggita da un circo vicino che si aggira nei dintorni della struttura.</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Il primo di due fumetti che intreccia le vite di più personaggi, uniti da un pericolo incombente, che li porta a confrontarsi tra loro mettendo a nudo le proprie debolezze e qualità, riacquistando quella condizione umana sempre più distante dalle loro, e nostre, esistenze.</span></div></div><div><div><span class="cf1">Testi di <strong>Alessia Poliandri</strong>, disegni di <strong>Riccardo Audisio</strong>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div> <div><span class="cf1"><em></em>Titolo: <em>Oasi (volume 1)</em></span></div> <div><span class="cf1">Autore: A. Poliandri, R. Audisio<br>Editore: Weird Book</span></div> <div><span class="cf1">Collana: <em>Weird Comics</em><br>Genere: Fumetto<br>Pagine: 116<br>Prezzo: 17,90 €<br>Formato: 17 x 22 cm<br>ISBN: 979-12-81603-32-5</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4n05FEz" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7a4744779c335cae3c8dc99fdae3afe4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/oasi-cover_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 764,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7a4744779c335cae3c8dc99fdae3afe4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/oasi-cover_ver.jpg" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="283" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkb301461e7435d68570254acfb6905b18 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Oasi-02.jpg','alt': '','title': '','width': 765,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Oasi-12.jpg','alt': '','title': '','width': 765,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Oasi-08.jpg','alt': '','title': '','width': 765,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Oasi-03.jpg','alt': '','title': '','width': 765,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb301461e7435d68570254acfb6905b18, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Oasi-02.jpg" alt="Alcune tavole del fumetto." title="Alcune tavole del fumetto." width="150" height="212" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Sep 2025 05:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Meyrinkiana N. 6]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Riviste"><![CDATA[Riviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000130"><h1 class="imHeading1">A cura di Vittorio Fincati</h1><h2 class="imHeading2">Rivista dedicata alla figura di Gustav Meyrink</h2><div><div><span class="cf1">Il sesto numero di <em>Meyrinkiana</em>, a cura di <strong>Vittorio Fincati</strong>, conferma l’ottimo lavoro della rivista nel valorizzare e approfondire la figura di <strong>Gustav Meyrink</strong>.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4lYUMRW" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il primo articolo, <em>Gustav Meyrink contro Gustav Frennsen</em>, mette in luce la satira di <strong>Meyrink</strong> - ben nota ai lettori della rivista <em>Simplicissimus</em>, dove l’autore pubblicava i suoi racconti - rivolta contro lo scrittore nazista Frennsen, imbevuto degli ideali di patria e sangue, molto popolare in Germania all’epoca, ma mai tradotto in Italia se non per un singolo racconto. Al di là della critica di Meyrink, l’articolo ha suscitato il mio interesse e mi ha spinto a voler approfondire i libri di <strong>Frennsen</strong>. Segue un racconto in stile <strong>Meyrink</strong>, scritto con l’ausilio dell’IA, intitolato <em>Il riflesso del lupo</em>. Il risultato è convincente e riesce a catturare l’atmosfera tipica di un romanzo come <em>La notte di Valpurga</em>. In <em>Gustav Meyrink, l’Asiatico e il Papa Bianco</em> si parla dello scrittore <strong>Franz Spunda</strong>, pubblicato da Meyrink in una collana di “romanzi e libri di magia” dell’editore Rikola. Molto interessante è anche l’articolo <em>Meyrink in Francia</em>, che funge da prefazione alla prima edizione a puntate - sebbene incompleta - del romanzo <em>Il Golem</em>. Questa introduzione del 1925 appare oggi datata, in quanto utilizza toni in voga all’epoca, nei quali i tedeschi venivano considerati nemici dei francesi. Da segnalare anche l’articolo di <strong>Vittorio Fincati</strong>, <em>Meyrink e un caso di spionaggio</em>, in cui si sostiene che lo scrittore fosse stato, nel 1917, assoldato dal Ministero degli Esteri tedesco per scrivere un libro a favore della propaganda contro la massoneria franco-italiana.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il pezzo forte di questo numero è senza dubbio il capitolo <em>Julius Evola su Meyrink</em>. <strong>Evola</strong> è sempre stato un grande cultore di <strong>Meyrink</strong>, come testimonia il suo libro <em>Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo</em>. Inoltre, ha tradotto per l’editore Bocca alcuni romanzi di <strong>Meyrink</strong>, sebbene in forma anonima, in quanto l’autore era inviso ai nazisti. L’interesse di <strong>Evola</strong> per <strong>Meyrink</strong> conferma come la figura dello scrittore continui a suscitare attenzione in ambiti della destra radicale, interesse che perdura ancora oggi proprio grazie al contributo di <strong>Evola</strong>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div><div><div><em>Meyrinkiana 6</em></div> <div><em>Curatore: Vittorio Fincati</em></div> <div><em>Editore: Tipheret</em></div> <div><em>Anno: Settembre 2025</em></div> <div><em>Pag: 96</em></div> <div><em>ISBN: 978-8864968568</em></div> <div><em>Prezzo: 9,50 €</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4lYUMRW" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink36c3370211b7ebb0601ad865974367e6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Meyrinkiana6-cop_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 719,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink36c3370211b7ebb0601ad865974367e6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Meyrinkiana6-cop_ver.jpg" alt="La copertina della rivista." title="La copertina della rivista." width="200" height="301" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 06:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Watchmen di Zack Snyder]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000012F"><h1 class="imHeading1">Pellicola d’azione mai ridondante ed eccessiva</h1><h2 class="imHeading2">Un ottimo film, che sta alla pari con il graphic-novel da cui prende ispirazione</h2><div><div><strong class="cf1">Watchmen (Usa 2009)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Zack Snyder. Soggetto: Alan Moore, Dave Gibbons, John Higgins. Sceneggiatura: Alex Tse, David Hayter. Montaggio: William Hoy. Fotografia: Larry Fong. Musica: Tyler Bates. Scenografia: Alex McDowell. Costumi: Michael Wilkinson. Produzione: Universal Pictures. Genere: Super Eroi. Durata: 163’. Paesi Origine: Gran Bretagna, USA, Canada. &nbsp;Vietato Minori Anni 14. &nbsp;Interpreti: Malin Akerman (Spettro di Seta), Billy Crudup (Dottor Manhattan), Matthew Goode (Ozymandias), Jackie Earle Haley (Rorschach), Jeffrey Dean Morgan (Il Comico), Patrick Wilson (Gufo Notturno), Carla Gugino (Spettro di Seta da vecchia), Stephen McHattie (Gufo Notturno da vecchio), Matt Frewer (Il Mistico), Sonya Salomaa (Assistente di Ozymandias), Niall Matter (Mothman), Laura Mennell, Danny Woodburn, Carrie Genzel, Glenn Ennis, Dan Payne, Apollonia Vanova, Darryl Scheelar, Clint Carleton, Kevin McNulty.</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><div><a href="https://amzn.to/45SmBHa" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div><div><a href="https://amzn.to/47uKdCW" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div><!--EndFragment --></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><strong>Alan Moore</strong> è un genio del fumetto che ha creato un universo alternativo dove gli uomini convivono con i supereroi, gli Stati Uniti hanno vinto la guerra in Vietnam e Nixon ha ottenuto un terzo mandato presidenziale. <strong>Dave Gibbons</strong> presta un segno grafico nervoso e accattivante per la costruzione scenografica di una <em>graphic-novel</em> letteraria, tradotta in immagini cinematografiche da <strong>Zack Snyder</strong> su brillante sceneggiatura di <strong>Alex Tse</strong> e <strong>David Hayter</strong>. Non è facile girare un film originale con protagonisti supereroi, che non sia soltanto azione e una serie di scontri tra buoni e cattivi, soprattutto oggi che la computer grafica permette di fare esperimenti fino a poco tempo fa impossibili. Prova ne sono i pessimi <em>Iron Man</em>, <em>Thor</em>, <em>Vendicatori</em>… non importa distinguere il capitolo, sono poche le serie che si salvano e che godono di una scrittura appena sufficiente. Tra queste: <em>Spider Man</em> (versione <strong>Sam Raimi</strong>, ma anche quella di <strong>Marc Webb</strong>), il primo capitolo di <em>Capitan America</em> e <em>Lone Ranger</em>. </span></div> <div><span class="cf1"><em>Watchmen</em> è un passo avanti rispetto ai migliori film ispirati a un fumetto, perché gli effetti speciali - pur importanti - non sono tutto, ma la caratterizzazione psicologica dei personaggi, calati in un’atmosfera torbida e inquietante, è la carta vincente, approfondendo le linee guida tracciate da <strong>Moore</strong>. I protagonisti sono antieroi da manicomio, studenti modello troppo cresciuti, criminali, stupratori, omosessuali non dichiarati, poeti visionari, ragazzine sciocche. <strong>Snyder</strong> mette la sua arte di regista votato a interpretare capolavori del fumetto (<em>300</em> di <strong>Frank Miller</strong> è il suo miglior prodotto) al servizio di una pellicola che racconta un mondo dove i supereroi sono stati dichiarati fuori legge ma tentano di riaffermare il loro ruolo. Muore Il Comico, il primo della lista degli eroi da eliminare, Rorschach cade in trappola, il dottor Manhattan si esilia su Marte, la sua ragazza Spettro di Seta si mette insieme al Gufo Notturno, Ozymandias - l’uomo più intelligente del mondo - torna in azione. </span></div> <div><span class="cf1"><strong>Snyder</strong> descrive un’apocalisse prossima ventura, una fine del mondo ambientata negli anni Ottanta, tra supereroi nevrotici e assassini, in preda a deliri di onnipotenza e a complessi di inferiorità. Un ottimo film, che sta alla pari con il <em>graphic-novel</em> da cui prende ispirazione e lo riporta fedelmente sul grande schermo, con una fotografia notturna e spettrale, una scenografica da fumetto nero, angosciante e claustrofobico. Rorschach è il personaggio più azzeccato, anche se non è identico a come lo descrive <strong>Alan Moore</strong>, ma il suo ghigno beffardo resta impresso quando tenta di dare sfogo a un delirio nevrotico di sopraffazione. Importante anche il dottor Manhattan, simbolo del <em>graphic-novel</em>, un superuomo nato in laboratorio da un esperimento sbagliato, dai poteri immensi ma segnato da grande fragilità psicologica. Ottima la musica, una colonna sonora che è un concentrato di canzoni alla moda, che fungono da commento per una pellicola d’azione mai ridondante ed eccessiva. <strong>Snyder</strong> rispetta il lavoro di <strong>Moore</strong> e si accosta alla trasposizione cinematografica con riverenza, dando una sua interpretazione ai personaggi, ma senza stravolgere caratteri e situazioni.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><div><a href="https://amzn.to/45SmBHa" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div><div><a href="https://amzn.to/47uKdCW" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div><!--EndFragment --></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7308684c078440306b5858c4ad02cdb9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Watchmen-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7308684c078440306b5858c4ad02cdb9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Watchmen-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkb1ac7e6134671f468329cf87a3e7f938 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Watchmen-scene_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1920,'height': 976,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb1ac7e6134671f468329cf87a3e7f938, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Watchmen-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="102" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=wdiHDzT6YbQ">https://www.youtube.com/watch?v=wdiHDzT6YbQ</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 14:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile il nuovo singolo Fragile]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000012E"><h1 class="imHeading1">Una madre e il suo demone invisibile</h1><h2 class="imHeading2">Ballad alternative rock dal tono epico e malinconico</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Il porto sicuro, la roccia incrollabile, la spalla su cui piangere. La persona a cui rivolgersi sempre, qualsiasi difficoltà ci presenti la vita. L’abbraccio che ci accoglie
anche quando siamo “libeccio, tempesta, uragano”.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Quasi inevitabile pensare alla mamma, a tutto ciò che ci ha donato, spesso senza nemmeno bisogno che lo chiedessimo.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Ma cosa succede quando quella madre non c’è più? Quando ci guardiamo indietro e ci chiediamo perché non abbiamo colto i suoi silenzi, i suoi sacrifici, il
dolore negli occhi - gli stessi che per noi erano salvezza, ma che per lei erano pieni di “schegge di buio”? Occhi che avevano guardato sogni lontani, poi abbandonati. Una schiena che si è piegata,
ma non si è mai spezzata. E spesso non abbiamo capito che stava resistendo per noi.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Fragile</em>, il nuovo singolo della band <strong>Le Forbici di Atropo</strong>, è una ballad alternative rock dal tono epico e malinconico. Un brano che si insinua nelle pieghe dell’anima, dove si nascondono i sensi di colpa:
per non aver visto, non aver capito, non aver agito.</span></div>
<div><span class="cf1">Una lettera mai consegnata a una madre divorata dalla depressione. Una madre che ha retto il buio finché ha potuto e ora si trova “<em>dove il vento è fermo, nel respiro che mi insegna a non aver paura</em>”. Quelle parole di conforto e gratitudine che non siamo riusciti a dirle mentre le stringevamo le mani,
ma che oggi, forse, qualcuno potrà rivolgere a una madre ancora viva, che ha bisogno di sentirsi sollevata da quel macigno che pesa sul cuore e sulla mente.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Le Forbici di Atropo</strong> nascono a Taranto nei primi anni 2000, da un’idea di <strong>Roberto Niccolai</strong> (voce e chitarra solista), autore dei primi brani acustici. Con lui, <strong>Pietro Laneve</strong> al basso, <strong>Giovanni Gasparre</strong> alla batteria e <strong>Antonio Panaro</strong> alle tastiere. Il suono del gruppo fonde il grunge e l’alternative anni ’90 con influenze cantautoriali
italiane.</span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante gli spostamenti personali e lavorativi, la formazione resta stabile e continua a comporre e suonare dal vivo. Nel 2018, i quattro si ritrovano a Milano, partecipano a Sanremo
Rock e iniziano a lavorare all’EP <em>30 desideri</em>, pubblicato nel 2021.</span></div>
<div><span class="cf1">All’attivo hanno, oltre all'EP, due album: <em>Le Forbici di Atropo</em> (2008) e <em>Gusfraba</em> (2013).</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink81fadb24ea5ecd93789a495d3ebe0cfa = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/fragile-pics_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 350,'height': 549,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink81fadb24ea5ecd93789a495d3ebe0cfa, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/fragile-pics_ver.jpg" alt="Un frammento del video." title="Un frammento del video." width="200" height="314" /></a><br></div><div><script> var showboxlink44cee5ff2c9c664c819015a707f170d6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/forbici-atropo.jpg','alt': '','title': '','width': 1821,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink44cee5ff2c9c664c819015a707f170d6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/forbici-atropo.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="119" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=KC-lVONll5U">https://www.youtube.com/watch?v=KC-lVONll5U</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 05:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lovecraft sbarca a Isola della Scala]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000012D"><h1 class="imHeading1">Mondi fantastici e suggestivi, dimensioni dell'orrore mai viste prima</h1><h2 class="imHeading2">Una imperdibile guida ai reami fantastici nati dalla penna del Solitario di Providence</h2><div><div><span class="cf1">Giovedì 11 Settembre alle ore 19.30 presso il Parco Villa Guarienti Baja a Tarmassia di Isola della Scala (Verona): percorsi d'autore con la presentazione del libro <em>Atlante delle terre del sogno</em> a cura di <strong>Carlo Baja Guarienti</strong>.</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/45SJ5Gs" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3VtoX95" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Geografie tentacolari e geometrie non euclidee sono parte ineludibile dell’immaginario oscuro di <strong>H. P. Lovecraft</strong>, che nei decenni ha travalicato la pagina scritta per ispirare autori, illustratori e registi. Da Aira, la città di marmo e berillio, fino a Kadath, l’ultima dimora degli Dèi della Terra, tra monti inespugnabili, deserti, foreste inestricabili, questi luoghi non sono altro che sogni. Ma se è vero che in fondo tutte le cose umane non sono altro che sogno, questo atlante visionario non è diverso da ogni altro catalogo di posti mai visitati. A compilarlo è <strong>Carlo Baja Guarienti</strong>, aiutato dalla matita di <strong>Alberto Ponticelli</strong>, con una postfazione di <strong>S.T. Joshi</strong> e la mappa disegnata da <strong>Francesca Baerald</strong>. Ciò che ne esce è una imperdibile guida ai reami fantastici nati dalla penna del Solitario di Providence.</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><strong></strong>Providence ha assistito alla sua nascita nel 1890 e alla sua morte nel 1937, non a caso <strong>H.P. Lovecraft</strong> era particolarmente affezionato alla sua città tanto da descriversi con “Io sono Providence” (citazione riportata anche nella sua lapide).<br>Insieme a lui sono nati - ma mai scomparsi - mondi fantastici e suggestivi, dimensioni dell'orrore mai viste prima, che l'hanno reso uno tra i più grandi autori del genere horror.<br>Il prezioso Oscar Draghi <em>Atlante delle terre del sogno di Lovecraft</em> è un'imperdibile guida ai reami fantastici nati dalla penna del Solitario di Providence.<br>Da Aira, la città di marmo e berillio, fino a Kadath, l’ultima dimora degli Dèi della Un volume perfetto per affacciarsi nei mondi immaginari e orrorifici di uno degli autori più enigmatici del Novecento.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">Presentazione del libro:</strong></div> <div><em class="cf1">Atlante delle terre del sogno</em></div> <div><span class="cf1">Giovedì 11 Settembre ore 19.30 presso il Parco Villa Guarienti Baja a Tarmassia di Isola della Scala (Verona).</span></div> <div><span class="cf1">A cura di <strong>Carlo Baja Guarienti</strong>.</span></div> <div><span class="cf1">Modera l’evento <strong>Valentina Bazzani</strong>, giornalista.</span></div> <div><span class="cf1">Per informazioni: +39 371 536 3160</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><strong>Howard Phillips Lovecraft </strong>(Providence, Rhode Island, 1890-1937), iniziò giovanissimo a collaborare con riviste quali «The Vagrant», la sua «Conservative» e i quotidiani di Providence. Dal 1924 visse a New York per due anni e nel 1926 si ristabilì nella città natale, dove riprese a scrivere i numerosi racconti soprannaturali che pubblicò su riviste come «Weird Tales». Tra i racconti più conosciuti ricordiamo <em>Dagon</em> (1917), <em>Il richiamo di Cthulhu</em> (1926), <em>L’orrore di Dunwich</em> (1928) e <em>Le montagne della follia</em> (1931).</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><strong>Carlo Baja Guarienti</strong> (Isola della Scala 1978) ha pubblicato saggi di storia politica e culturale del tardo medioevo e della prima età moderna, ha svolto attività di ricerca e docenza in varie università italiane ed è stato Frances A. Yates Fellow presso il Warburg Institute. Attualmente collabora con il Centro Interdipartimentale di Ricerca sulle Digital Humanities dell'Università di Modena e Reggio Emilia, con la Literary Encyclopedia e con il progetto World Epics e fa parte del consiglio direttivo del Centro Studi Matteo Maria Boiardo. Nel 2024 ha pubblicato l’Atlante delle Terre del Sogno (Mondadori).</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div> <div><span class="cf1">Titolo: Atlante delle terre del sogno</span></div> <div><span class="cf1">Autore: Howard P. Lovecraft</span></div> <div><span class="cf1">Testi: Carlo Baja Guarienti</span></div> <div><span class="cf1">Postfazione: Sunand Tryambak Joshi</span></div> <div><span class="cf1">Illustratore: Alberto Ponticelli e Francesca Baerald</span></div> <div><span class="cf1">Editore: Mondadori</span></div> <div><span class="cf1">Anno di pubblicazione: 2024</span></div> <div><span class="cf1">Pagine: 160</span></div> <div><span class="cf1">Formato: 17.8 x 2 x 25 cm</span></div> <div><span class="cf1">Prezzo: 22,80 € - Ebook: 12,99 €</span></div> <div><span class="cf1">ISBN: 978-8804758921</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/45SJ5Gs" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3VtoX95" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink393d546bc386f4b0c0ff9625ca39d958 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/atlante-terre-sogno_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 505,'height': 700,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink393d546bc386f4b0c0ff9625ca39d958, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/atlante-terre-sogno_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="278" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkb6a6f96b8f33266c9eb55819d065ed20 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/carlo-baja-guarienti_autore.jpg','alt': '','title': '','width': 294,'height': 264,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb6a6f96b8f33266c9eb55819d065ed20, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/carlo-baja-guarienti_autore.jpg" alt="Carlo Baja Guarienti." title="Carlo Baja Guarienti." width="150" height="135" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 06:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lo squalo e i suoi 50 anni]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000012C"><h1 class="imHeading1">La paura che viene dal mare</h1><h2 class="imHeading2">Un capolavoro di tensione e paura che ha plasmato il cinema moderno</h2><div><div><strong class="cf1">Lo squalo (Usa 1975)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Steven Spielberg. Fotografia: Bill Butler. Soggetto: dal romanzo Lo squalo di Peter Benchley. Sceneggiatura: Peter Benchley, Carl Gottlieb. Montaggio: Verna Fields. Effetti Speciali: Robert A. Mattey. Musiche: John Williams. Scenografia: Joe Alves. Costumi: Louise Clark, Robert Ellsworth, Irwin Rose. Trucco: Del Armstrong, Jim Gillespie. Produttori: Richard D. Zanuck, David Brown. Case di Produzione: Universal Pictures, Zanuck/Brown Company. Distribuzione (Italia): Cinema International Corporation. Lingua Originale: Inglese. Titolo originale: Jaws. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 1975. Durata: 124’. Genere: orrore, thriller, avventura, drammatico. Interpreti: Roy Scheider (Martin Brody), Robert Shaw (Quint), Richard Dreyfuss (Matt Hooper), Lorraine Gary (Ellen Brody), Murray Hamilton (Larry Vaughn), Carl Gottlieb (Ben Meadows), Jeffrey Kramer (Leonard Hendricks), Susan Backlinie (Christine Watkins), Jonathan Filley (Tom Cassidy), Ted Grossman (vittima del canale), Chris Rebello (Michael Brody), Jay Mello (Sean Brody), Lee Fierro (signora Kintner), Jeffrey Voorhees (Alex Kintner), Craig Kingsbury (Ben Gardner), Robert Nevin (esaminatore medico), Peter Benchley (intervistatore).</em></div> <div><br></div></div><div><div><span class="cf1">A cinquant'anni dal suo esordio sul grande schermo nel 1975, il cult di <strong>Steven Spielberg</strong> torna al cinema.</span></div> <div><span class="cf1"><em>Lo squalo</em> (Jaws), uscito nelle sale nel 1975, non è solo un film, ma un vero e proprio fenomeno culturale che ha segnato un prima e un dopo nella storia del cinema. Direttamente dal bestseller di <strong>Peter Benchley</strong>, il giovane <strong>Steven Spielberg</strong>, all'epoca poco più che ventenne, seppe trasformare una storia di terrore in un'esperienza viscerale e indimenticabile, creando il prototipo del moderno "blockbuster" estivo.</span></div> <div><span class="cf1">Il film rilanciato in occasione dell'anniversario, torna nelle sale come evento speciale l’1, 2 e 3 settembre.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">La paura che viene dal mare</strong></div> <div><span class="cf1">La storia si svolge nella tranquilla cittadina balneare di Amity Island. L'idilliaca atmosfera vacanziera viene bruscamente interrotta quando una giovane donna viene brutalmente uccisa mentre fa il bagno. Lo sceriffo Martin Brody (Roy Scheider), un uomo onesto e pacato, intuisce subito la minaccia. Si tratta di un gigantesco squalo bianco, un predatore inarrestabile che ha scelto le acque di Amity come suo territorio di caccia.</span></div> <div><span class="cf1">Mentre Brody cerca di convincere il sindaco e la comunità della gravità della situazione, il conflitto tra la necessità di proteggere i cittadini e gli interessi economici del turismo crea una tensione palpabile. Il film raggiunge il suo apice quando Brody si unisce al ruvido e solitario cacciatore di squali Quint (Robert Shaw) e all'eccentrico oceanografo Matt Hooper (Richard Dreyfuss) in una caccia disperata in alto mare.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">Tre uomini e una bestia</strong></div> <div><span class="cf1">Il successo de <em>Lo squalo</em> risiede nella sua magistrale costruzione della tensione, che non si basa sull'orrore grafico, ma sulla paura psicologica. Per gran parte del film, lo squalo viene mostrato solo in brevi e fugaci apparizioni. La minaccia è suggerita, non esposta, e questo rende il terrore molto più efficace. È la musica di <strong>John Williams</strong>, iconica e spettrale, con le sue due note ripetute, a diventare il vero protagonista della paura, un'anticipazione sonora che gela il sangue prima ancora che lo squalo appaia.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">Il cuore del film</strong></div> <div><span class="cf1">Ciò che eleva <em>Lo squalo</em> al di sopra di un semplice film di mostri sono i suoi personaggi e le loro interazioni. <strong>Roy Scheider</strong> interpreta Brody con una vulnerabilità e un'umanità straordinarie. È l'uomo comune gettato in una situazione straordinaria, l'ancora a cui lo spettatore si aggrappa. <strong>Robert Shaw</strong>, nel ruolo di Quint, offre una performance leggendaria. Il suo monologo sulla USS Indianapolis è uno dei momenti più intensi e memorabili della storia del cinema, un capolavoro di recitazione che svela la profondità del personaggio e le sue cicatrici interiori. <strong>Richard Dreyfuss</strong> porta un tocco di intelligenza e umorismo, completando il trio in modo perfetto.</span></div> <div><span class="cf1">La caccia in mare aperto è la parte più coinvolgente e avvincente del film. I tre personaggi, con le loro personalità e le loro esperienze diverse, si scontrano e si uniscono nella claustrofobia di un piccolo peschereccio, il famoso <em>Orca</em>. Le loro dinamiche, fatte di rivalità e rispetto reciproco, sono il fulcro emotivo della pellicola.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">Tecniche cinematografiche: l’arte di nascondere</strong></div> <div><span class="cf1"><strong>Spielberg</strong> ha saputo sfruttare ogni elemento tecnico per aumentare la tensione. A causa di problemi con il modello meccanico dello squalo, che spesso si rompeva, il regista fu costretto a mostrarlo il meno possibile. Questa limitazione si rivelò una benedizione: la telecamera spesso si muove a livello dell'acqua, adottando il punto di vista del predatore, creando un senso di ansia e impotenza nello spettatore. La fotografia di <strong>Bill Butler</strong> cattura magnificamente la bellezza ingannevole del mare e l'orrore che si nasconde sotto la sua superficie.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">L’eredità: il primo blockbuster estivo</strong></div> <div><span class="cf1"><em>Lo squalo</em> non ha solo ridefinito il genere horror, ma ha anche cambiato l'industria cinematografica. È stato uno dei primi film a essere distribuito a livello nazionale con un'enorme campagna pubblicitaria, inaugurando l'era del "blockbuster estivo". La sua struttura narrativa, fatta di un prologo di paura, uno sviluppo della minaccia e un confronto finale, è diventata un modello per innumerevoli film successivi; un capolavoro di tensione e paura che ha plasmato il cinema moderno.</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><em>Lo squalo</em> è un film che resiste magnificamente alla prova del tempo. È un'opera di puro intrattenimento che dimostra come un regista talentuoso possa trasformare una storia semplice in un'esperienza cinematografica indimenticabile. È un thriller impeccabile, un'avventura mozzafiato e uno studio sui personaggi, un film che non invecchia mai. Un capolavoro da vedere e rivedere, un'opera fondamentale che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia del cinema. Se non l'avete ancora visto, preparatevi a non voler più mettere piede in acqua.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment -->Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?lo-squalo-e-i-suoi-50-anni-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a><!--EndFragment --><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink8d4b23dd6d68f94ec79c28a115dcffab = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/squalo50_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 599,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8d4b23dd6d68f94ec79c28a115dcffab, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/squalo50_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=MxqRF2AzrLI">https://www.youtube.com/watch?v=MxqRF2AzrLI</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 06:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Audacity per registrare podcast e non solo]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000012B"><h1 class="imHeading1">Uno strumento potente e affidabile</h1><h2 class="imHeading2">Il cavallo di battaglia nel mondo dell'editing audio</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><em>Audacity</em> è uno dei software di editing audio più conosciuti e apprezzati a livello mondiale. È un programma
gratuito, open source e multipiattaforma, il che significa che è disponibile per Windows, macOS e Linux. La sua popolarità deriva in gran parte dalla sua accessibilità e dalla sua vasta gamma di funzionalità,
che lo rendono uno strumento eccellente sia per i principianti che per gli utenti più esperti.<br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Gratuito e Open Source</strong></div>
<div><span class="cf1">Questo è il suo più grande vantaggio. A differenza di molti software professionali (come <em>Adobe Audition</em> o <em>Pro Tools</em>), <em>Audacity</em> non richiede alcun abbonamento o licenza costosa. Questo lo rende la scelta ideale per chi ha un budget limitato o per progetti amatoriali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Facilità d'Uso</strong></div>
<div><span class="cf1">L'interfaccia utente è piuttosto intuitiva. Le funzioni di base come tagliare, copiare e incollare tracce audio sono immediate. Anche chi non ha mai usato un software di
editing audio può imparare rapidamente le operazioni principali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink31c87e9fc1d92bb4d7be087bf074d6b5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/audacity-interfaccia1.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 793,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink31c87e9fc1d92bb4d7be087bf074d6b5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/audacity-interfaccia1.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Audacity." title="L&#39;interfaccia grafica di Audacity." width="200" height="125" /></a> <script> var showboxlink112efc21e755009a601ae75826006b9d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/audacity-interfaccia2.jpg','alt': '','title': '','width': 800,'height': 542,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink112efc21e755009a601ae75826006b9d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/audacity-interfaccia2.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Audacity." title="L&#39;interfaccia grafica di Audacity." width="200" height="125" /></a><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L'interfaccia grafica di <em>Audacity</em>.</strong></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Ampia Gamma di Funzionalità</strong></div>
<div><span class="cf1">Nonostante sia gratuito, <em>Audacity</em> offre un set di strumenti sorprendentemente completo. È possibile:</span></div>
<div><ul><li><span class="cf1">Registrare audio da un microfono o da altre fonti.</span></li><li><span class="cf1">Importare ed esportare file in vari formati (WAV, MP3, FLAC, Ogg Vorbis, ecc.).</span></li><li><span class="cf1">Editare e mixare più tracce audio.</span></li><li><span class="cf1">Applicare effetti come normalizzazione, compressione, riduzione del rumore, equalizzazione e riverbero.</span></li><li><span class="cf1">Modificare la velocità e il pitch dell'audio.</span></li></ul></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Supporto per Plugin</strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Audacity</em> supporta i plugin VST e LADSPA, il che permette di espandere le sue funzionalità con effetti e strumenti aggiuntivi
creati da terze parti. Questo lo rende molto più versatile.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Active Community</strong></div>
<div><span class="cf1">Essendo un progetto open source, <em>Audacity</em> ha una grande comunità di utenti e sviluppatori. Questo significa che ci sono tantissime risorse online, tutorial e forum dove trovare aiuto e consigli.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Limiti e aspetti da considerare</strong></div>
<div><span class="cf1">L'aspetto grafico di <em>Audacity</em> può sembrare un po' obsoleto rispetto ai software più moderni. Sebbene
sia funzionale, l'interfaccia non è elegante o particolarmente personalizzabile. Inoltre, a differenza di altri DAW (Digital Audio Workstation), <em>Audacity</em> opera principalmente in modo "distruttivo". Ciò significa che le modifiche che apporti vengono salvate direttamente sul file audio, rendendo più complesso
tornare indietro o apportare modifiche successive senza annullare le operazioni. I software più professionali permettono un editing non-distruttivo, che è più flessibile.</span></div>
<div><span class="cf1">Sebbene poi il software sia ottimo per podcast, registrazioni vocali o semplici progetti musicali, <em>Audacity</em> non è progettato per compiti complessi come la creazione di tracce MIDI, l'utilizzo di strumenti virtuali o la gestione di progetti con decine di tracce ed effetti
in tempo reale. Per questo tipo di lavoro, sono più adatti software come <em>Ableton Live</em>, <em>Logic Pro X</em> o <em>FL Studio</em>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">A chi è rivolto?</strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Audacity</em> è la scelta perfetta per:</span></div>
<div><ul><li><span class="cf1">Podcaster e content creator: Per registrare e pulire la traccia vocale, rimuovere rumori di fondo e normalizzare il volume.</span></li><li><span class="cf1">Studenti e amatori: Per esperimenti, progetti scolastici o la semplice modifica di file audio.</span></li><li><span class="cf1">Chi ha bisogno di un editor veloce: Per tagliare una canzone, convertire un file audio o applicare un effetto al volo.</span></li></ul></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In conclusione, <em>Audacity</em> è un vero e proprio cavallo di battaglia nel mondo dell'editing audio. È uno strumento
potente e affidabile che offre un incredibile rapporto qualità-prezzo (o meglio, qualità-gratuità). Se non hai bisogno delle funzionalità avanzate di un software professionale e vuoi un programma
robusto per la maggior parte delle tue esigenze di editing audio, <em>Audacity</em> è la scelta migliore.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scarica <em>Audacity</em> dal sito ufficiale: <a href="https://www.audacityteam.org/" class="imCssLink">https://www.audacityteam.org/</a></span></div>
<div><span class="cf1">Oppure dalla sezione <span class="fs14lh1-5"><i>OpenFree</i></span> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkfd6eb7e0548742dc0a4360349663363d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/audacity-logo_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfd6eb7e0548742dc0a4360349663363d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/audacity-logo_bar.jpg" alt="Il logo di Audacity." title="Il logo di Audacity." width="200" height="113" /></a><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 04:41:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Il mio inferno]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000012A"><h1 class="imHeading1">Lo scenario cambia pur rimanendo sempre lo stesso</h1><h2 class="imHeading2">Dentro l’Inferno le case sembrano costruite una sull’altra</h2><div><div><span class="cf1">È giorno fatto.<br>I vostri occhi sono disturbati dalla luce, la maggior parte di voi si sta risvegliando adesso. Siete dentro un pullman. Seduti su di un morbido rivestimento di stoffa a motivi floreali azzurro e verde, le teste reclinate sui poggiatesta integrati in vinile blu oceano. Sopra i tavolinetti ci sono riviste e quotidiani e, negli spazi porta bibite, bottigliette d’acqua ormai sgassata e lattine vuote.<br>Il sole si alza lentamente ma inesorabilmente nel cielo color candeggina.<br>È estate. State viaggiando su una strada di campagna.<br>In fondo c’è un paesino in collina, ma ancora non lo vedete.<br>Una voce, che sembra venire dal conducente dietro il vetro, annuncia: “Buongiorno, signori, ben svegliati! Avete riposato bene? Come promesso, alle prime luci del mattino, ci stiamo avvicinando all’ingresso dell’Inferno.”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Ai lati della superstrada la sterpaglia brucia e diventa cenere, si innalzano grandi fuochi e il fumo si diffonde come nebbia. Ancora non vedete il paese.<br>La voce del conducente prosegue: “Notate gli alti falò che avvertono il visitatore dell’approssimarsi all’entrata.”<br>Il pullman grigio – i raggi del sole creano riverberi sulla superficie lucida del tetto – scivola nell’aria come un balenottero nell’acqua.<br>“Non badate agli sguardi ostili” dice il conducente. “L’Inferno non è un bel posto e la gente non è molto socievole. Ma voi, signori, non abbiate paura: viaggiate con la nostra agenzia!”<br>L’autocorriera si è avvicinata all’ingresso del paese, che adesso entra nel vostro campo visivo anche se è ancora distante.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Dentro l’Inferno le case sembrano costruite una sull’altra: rovinate, erose dal tempo. L’intonaco cade, le strutture sono fatiscenti. I marciapiedi rovinati. Il manto stradale è a pezzi. Circolano poche auto, perlopiù modelli molto vecchi. Gli abitanti sono soprattutto anziani, pochissimi i giovani, qualche donna, ancora meno i bambini.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Una ragazza è ferma al centro della strada. Vi dà le spalle. Sembra sui trent’anni. Fisico snello. Capelli castani non molto lunghi. È vestita con un tailleur leggero rosso.<br>“Ed ecco qui la nostra guida! Potete scendere, signori!”<br>Il pullman si ferma e resta con il motore acceso.<br>“Ciao, Angela! Allora li affido a te!” dice quasi urlando il conducente e poi aggiunge: “Arrivederci signori, ci vediamo tra 12.980 caratteri”<br>Angela si volta verso di voi, vi regala un sorriso veloce e uno sguardo nostalgico. La sua bellezza vi fa venire in mente qualcosa di fragile, capace di spezzarsi da un momento all’altro.<br>“Prego, signori, io sono Angela” esordisce la ragazza “e vi accompagnerò nella vostra visita all’Inferno.”<br>“Perché esitate? Non avete nulla da temere. Il vostro viaggio ha una durata di tempo già concordata.”</span></div> <div><span class="cf1">Siete nel cuore dell’Inferno. Angela cammina con andatura lenta ma decisa, conosce molto bene queste strade. Lo scenario cambia pur rimanendo sempre lo stesso. Uomini e donne dai volti tristi – la pelle è scavata dalle rughe – si affacciano alle finestre o sulla soglia delle porte. Vi osservano incuriositi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">“Come potete vedere” inizia Angela “l’Inferno è un posto molto piccolo: poche case dalle pareti rovinate e conservate dal tempo, come le guance sfregiate di una vergine violentata e segregata dal suo stupratore.”<br>Vi addentrate maggiormente nel paese.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Angela indica e parla: “Alla vostra destra e alla vostra sinistra potete osservare le insegne e le vetrine dei pochi negozi. Vi appaiono come ombre colorate agli angoli degli occhi, è vero? Presto assumono le tonalità sfumate dei sogni dimenticati.”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">State attraversando una piazzetta affollata: pure qui ci sono soprattutto anziani, ma anche ragazzini con motorini, biciclette o a piedi. Qualche bar. Sullo sfondo, quasi fuori del paese vedete una piccola stazione ferroviaria con un paio di binari.<br>“Guardate la stazione” dice Angela. “Pochi binari di ferro e ruggine, circondati da erba sporca e secca, arsa dal sole. A intervalli regolari scorrono i treni come miraggi. Quasi mai si fermano.”<br>I vostri occhi compiono una ravvicinata sulla stazione. Vecchia, polverosa e sporca. Sotto l’ombra di un portico scassato, un uomo con la divisa del personale delle FS, con le mani in tasca, guarda verso di voi. Accanto all’uomo una panchina con un quotidiano stropicciato.<br>“L’aspetto fisico del controllore” interviene Angela “è paradigmatico di quello di quasi l’intera popolazione: pelle scura, raggrinzita, che ricopre ossa artritiche. Il tutto sostiene una divisa lisa per i troppi lavaggi”<br>“Fate attenzione ai suoi occhi velati e mobili, che guardano il mondo come se lo conoscessero a menadito, come se lo avessero visitato in lungo e in largo millenni or sono.”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Siete tornati nella piazzetta. State sostando davanti a un bar. Mentre Angela si avvicina all’entrata, un uomo, che sta finendo di aprire il locale, si volta verso di voi. Dentro, attraverso la vetrina, vedete la cassiera, una donna grassoccia di mezza età, che va al suo posto di lavoro, vicino al registratore di cassa circondato da caramelle, snack e cioccolatini.<br>Angela dice: “Entriamo in questo locale tipico.”<br>Angela si rivolge all’uomo che alzava la serranda e che ora sta dietro il bancone: “Ciao, Piero!”<br>“Oh, Angela, ciao…” risponde Piero. “senti, non mi hai dato ancora una risposta per…”<br>Piero si interrompe: vi ha visto.<br>Piero: “Oh…vedo che sei in compagnia… Buongiorno!”<br>Anche la cassiera vi sta guardando.<br>Angela saluta pure lei: “Ciao, Albina.”<br>Albina: “Ciao, Angela! Oh! E chi sono questi bei signori?”<br>Angela: “Turisti. Allora, signori, caffè per tutti?”<br>Piero inizia ad armeggiare con la macchina del caffè.”<br>“Oh, Angela” fa Piero “senti che mi è successo l’altra sera: stavo a pancia all’aria sul prato…”<br>Angela beve il caffè.<br>“…e mi metto a guardare le stelle. E mentre le guardo, mi viene in mente il motivo per cui ogni tanto ne muore una di loro…”<br>L’interno del locale è come se fosse visto in soggettiva dall’obiettivo grandangolare dei vostri occhi. Angela esce dal bar, avanzando verso di voi. In secondo piano la cassiera ripone i soldi negli scompartimenti appositi, dividendo le monete dai soldi di carta. Sul fondo, da dietro il bancone, Piero si sporge in avanti e continua a parlare.<br>“Allora, siccome mi sembravano così vicine, gli ho chiesto se era giusto quello che io pensavo. E loro mi hanno risposto, tutte in coro: sì, sì, è proprio così che succede!”<br>Angela si avvicina a una fermata dei pullman, dove aspettano già un paio di persone.<br>“Continuiamo la nostra visita, signori, ma devo pregarvi di non farvi vedere d’ora in poi. Oh, no! Niente ma, prego. Conoscete il regolamento, no? La vostra presenza non deve essere notata.”<br>Davanti al cartello con i percorsi delle corriere sostano due o tre persone. Lo scenario è lo stesso che avete visto finora: le case, i negozi, i passanti e qualche auto. Gente affacciata ai davanzali e, attraverso le finestre aperte, televisori accesi. Tappeti alle ringhiere dei balconi. Anziani seduti sulla soglia della porta di casa, alcuni di loro seminascosti dalle tapparelle.<br>“In questo posto così particolare potete riposarvi qualche minuto, ammirare il paesaggio e intanto ascoltare qualche conversazione tipica degli indigeni” enuncia Angela.<br>“una nuova ricetta sul giornale di…non è stato facile, ma ho dovuto ricordarglielo…e quanto hai pagato quel… una volta queste cose…eravamo sotto quasi di diecimila euro…com’è bravo… assomiglia a…”<br>“…gliel’ho detto: finché in casa si cono io…a volte quei riflessi strani negli occhi di mia figlia…ma perché mi sembra che tutto sia…è così strano, adesso…non guardarmi in quel modo…non sopporto quando mi guardano così…”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Arriva il pullman e voi ci entrate insieme ad Angela.<br>“Ah! Signori, devo ancora ricordarvi il regolamento. Vi ho invitato ad ascoltare i discorsi della popolazione indigena, non a leggerne i pensieri! Sì lo so che da altre parti è consentito ma con la nostra agenzia no!”<br>Dentro la corriera siete tutti seduti in silenzio, ognuno perso nei propri pensieri. Angela è avanti accanto al conducente. Un uomo, seduto agli ultimi posti fa: “Ma ne è sicura, signorina?”<br>“Certo che sono sicura! Vivo qui e faccio questo lavoro da cinque anni ormai…”<br>Un’ala di tristezza sorvola lo sguardo di Angela.<br>“Esattamente da quando sono morta.”<br>Angela guarda in giù, in strada, attraverso il finestrino del pullman. Il suo profilo risalta sul vetro come una figura di carta ritagliata. Alcuni uomini, giovani e di mezza età, fermi sul marciapiedi la osservano, parlano, ridono e ammiccano tra loro.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Angela si alza. La corriera inizia a rallentare. È la vostra fermata.<br>“Alla vostra destra” dice Angela, “potete guardare i guardiani dell’Inferno. Alcuni di loro si limitano a osservare e controllare.”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Immagini del passato, direttamente dalla memoria di Angela alle vostre menti:<br>dall’alto vedete Angela e suo marito che fanno l’amore. Il marito è ripreso in modo da non vederne il volto, ma sembra molto eccitato. Angela, sotto di lui, è fredda e indifferente.<br>“Altri invece hanno ufficialmente il compito di infliggere i mille supplizi della carne e dello spirito.”<br>Interno della cucina di Angela. Suo marito, seduto al tavolo, legge il giornale mentre beve il caffè. Indossa una divisa di carabiniere. Il quotidiano gli nasconde il volto. Dietro di lui, Angela, in piedi, sta lavando delle stoviglie. Indossa una vestaglia.<br>“Ma ancora non fidatevi delle apparenze: guardiani e dannati sono confusi tra loro, incapaci di distinguere i propri ruoli. Io stessa. Forse sono una vittima. Forse una carnefice.”<br>Fari abbaglianti rivelano il volto urlante di Anna, mentre perde il controllo della guida di un’auto.<br>“Se sono malvagia?”<br>“Non saprei.”<br>“Certamente lo sono stata”<br>Luce bianca.<br>“Per questo mi hanno condannato a vivere qui.”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Ripreso dal basso, un primo piano del volto di Angela, con gli occhi rivolti al cielo e addosso una maschera di sangue. La bocca spalancata. È senza dubbio morta.<br>Un uomo accasciato al posto di guida di un camion, dietro il parabrezza infranto.<br>“All’Inferno.”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Rose. Tante rose. Rosse, bianche e gialle. Crisantemi.<br>“Adesso potete assistere a un rito molto praticato da queste parti: la visita ai propri corpi rimasti sulla Terra, dall’altra parte.”<br>Angela si avvicina al fioraio vicino all’ingresso del cimitero locale.<br>“Abbiamo bisogno di fiori: a noi abitanti dell’Inferno sono sempre piaciuti molto.”<br>Angela parla con il fioraio, un uomo basso e grassoccio, con una camicia bianca e aloni di sudore sotto le ascelle.<br>“Mi dia delle rose rosse, per favore.”<br>Un uomo con la divisa di custode sta aprendo i cancelli del cimitero. Oltre le inferriate, osservate le file di cipressi e le edificazioni funerarie. E le strade vuote.</span></div> <div><span class="cf1">Le sbarre nere. Angela, ripresa di schiena, avanza lungo il viale centrale del cimitero.<br>“Venite, signori” invita Angela. “Attraversiamo i cancelli della memoria e del dolore.”<br>I vostri occhi esercitano una carrellata dal basso su un colombario.<br>“Questi sono i visi di uomini e donne condannati e redenti: i loro sguardi pieni di gioia e amore del martirio o attoniti per lo stupore della morte.”<br>“Oh…eccomi qui. Questa sono io.”<br>Un ritratto di Angela sorridente dentro una cornice ovale. Davanti alle foto, delle rose rosse quasi morte. Istante raggelato di gioia. Nessun dolore, amarezza o delusione. Eterno sorriso di donna in felice esilio tra le correnti del tempo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Angela esce dalla tomba, scendendo una scala con gradini di marmo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Angela attraversa la strada centrale del cimitero. Altri visitatori entrano nelle proprie tombe o si guardano intorno in cerca di qualcosa o vanno per la loro strada.<br>Una voce richiama l’attenzione della giovane donna.<br>“Angela?”<br>Mentre lei si volta verso l’origine del suono, il suo nome viene pronunciato ulteriormente.<br>Angela dapprincipio non riconosce la figura lontana da cui proviene il richiamo. Poi i capelli tagliati corti, le sinuosità femminili, le labbra dipinte con un velo leggero di rossetto e i grandi occhi castani compongono la forma di un essere umano di sua conoscenza che non vede da molto tempo.<br>“Ciao, Angela! Come stai?”<br>Angela sorride lievemente. Di fronte a lei c’è una donna dai capelli bruni e il fisico prosperoso, fasciato di stoffa scura, sui trent’anni, sorride apertamente. Accanto a lei c’è un uomo di quarant’anni circa, con baffi, giacca e cravatta.<br>“Ciao, Rita…” parla infine Angela.<br>“Come stai?” chiede di nuovo Rita. “Ti trovo proprio bene! Non ci vediamo da dopo… l’incidente.”<br>“Sì… è vero…”<br>“Come mai sei qui?” interroga Angela.<br>“Siamo venuti per ritirare un documento al municipio” spiega Rita. “E allora visto che c’eravamo… qui c’è la tomba di un suo zio. Tu hai conosciuto Franco, mio marito vero?”<br>“Sì, ci hai presentati il giorno del funerale” conferma Franco.<br>La brezza comincia ad alzarsi, scrolla i rami dei cipressi, si infila nelle fessure dei cancelletti davanti alle porte delle tombe, percorre le stradine e i viali sollevando polvere, mozziconi di sigaretta e foglie essiccate marrone e gialle, circonda le tre figure al centro della via alberata e accarezza gli abiti e la pelle.<br>Angela dice: “È stato bello rivederti, Rita, ma ora devo scappare: ho un impegno.”<br>“Certo. Anche noi dobbiamo sbrigarci se vogliamo trovare il municipio ancora aperto.”<br>“Spero di rivederti presto” saluta Angela.<br>“Anch’io. Sentiamoci ogni tanto!” risponde Rita.<br>“Ciao, Rita” conclude Angela. Franco si unisce ai saluti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Ora siete nella zona immediatamente fuori il cimitero. Le comparse eseguono il rito della visita ai defunti, la maggior parte senza provare emozioni di sorta.<br>Nel piazzale antistante l’ingresso qualche auto entra, qualcun’altra esce. C’è chi chiude a chiave la propria utilitaria dopo averla parcheggiata. I cancelli del cimitero sono ancora aperti: coppie, persone sole e famiglie con bambini entrano ed escono. Al centro, in fondo al cancello vedete un negozietto di fiori. Rita e Franco vanno al piazzale adibito a parcheggio. Angela invece si avvicina alla fermata del pullman.<br>Rita dice a Franco: “Povera Anna!… chi l’avrebbe detto che sarebbe tornata a vivere al paese a pochi mesi dalla laurea.<br>“Dopo quel maledetto incidente non è più lei. Sembra che abbia sposato anche il marito della sorella!”<br>Le comparse che stavano chiudendo le auto, ora si dirigono al cancello; lo stesso lo fa chi ha appena comprato dei fiori. Chi esce dal cimitero va verso le auto o verso la fermata della corriera.<br>Rita e Franco avanzano verso l’obiettivo della cinepresa. Angela si avvicina alla fermata del pullman.<br>Franco chiede a sua moglie: “Vuoi dire che ha sposato il vedovo di sua sorella gemella, quella che è morta nell’incidente?”<br>“Sì.” Dice Rita. “E pensa che guidava lei, Angela… ma il matrimonio è solo una voce che ho sentito. Non ho osato chiederglielo. Hai visto? Sembrava volesse sfuggirci!”<br>Le figure che si avvicinano al cancello, si apprestano ora ad attraversarlo. Altre auto entrano ed escono dal piazzale. Nuovi arrivati entrano in scena, dirigendosi all’ingresso del cimitero non senza prima aver comprato dei fiori.<br>Franco e Rita escono dall’inquadratura.<br>Anna si avvicina ulteriormente alla fermata del pullman.<br>Da lontano vedete arrivare una corriera. Non è un normale bus urbano o extraurbano. È lo stesso pullman con cui siete entrati in questa storia.<br>Angela si volta verso di voi. Vi regala un altro dei suoi sorrisi tristi.<br>“No, signori, non mi sono dimenticata di voi. Continuiamo la nostra visita. Vedrete che l’Inferno finirà per piacervi.”<br>“Almeno quanto piace a me.”</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><strong>NOTE</strong></div> <div>Prima pubblicazione per <em>Club GHoST</em>: 30 Marzo 2019.</div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Luca Bonatesta è nato a Brindisi il 26-01-1972.<br>Ha collaborato tredici anni con una agenzia giornalistica brindisina.<br>Per le edizioni Hypnos, nel gennaio 2016, è uscito un suo ebook, <em>L’angelo e il vampiro</em>, che raccoglie quattro racconti. Il racconto <em>L’angelo e il vampiro</em> è stato anche incluso nell’antologia <em>Strane Visioni</em> per le Edizioni Hypnos.<br>È stato finalista in diversi premi letterari, tra cui il Lovecraft e l’Hypnos, prima edizione del 2013, nel quale si è classificato al secondo posto.<br>Suoi racconti sono usciti su siti internet e pubblicazioni cartacee, come la rivista autoprodotta Next, con lo pseudonimo <strong>Darren Frei</strong>, e l’antologia <em>Super Nova Express</em> per Ferrara edizioni.</span></div> <div><span class="cf1"><strong></strong>Collabora da diversi anni con <em>Club GHoST &amp; Ipnotica</em>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink8e15de582973278de40b9234d80a4b77 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/altro-inferno_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 686,'height': 386,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8e15de582973278de40b9234d80a4b77, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/altro-inferno_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="113" /></a><br></div><div><script> var showboxlink1f0624bad21f064e6c17341db16cce68 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/luca-bonatesta-autore.jpg','alt': '','title': '','width': 555,'height': 838,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1f0624bad21f064e6c17341db16cce68, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/luca-bonatesta-autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="100" height="152" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 31 Aug 2025 05:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Chi era Michael Curtiz?]]></title>
			<author><![CDATA[Stefano Simone]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000129"><h1 class="imHeading1">Un vero campione del movimento</h1><h2 class="imHeading2">Ogni inquadratura era sempre perfettamente impostata</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><strong>Stefano Simone</strong>, regista italiano di Manfredonia, omaggia un Maestro del quale si dichiara fan sviscerato con un sentito
articolo. (<em>Gordiano Lupi</em>)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Preciso subito che questo non è né un saggio né un’analisi critica (anche perché critico non sono), bensì una sorta di lettera d’amore
- detto in modo un po’ roboante - a quello che per chi scrive resta il miglior regista della storia del Cinema.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Premesso ciò... Venendo alla domanda che dà il titolo al pezzo, personalmente risponderei in modo sbrigativo che “<strong>Michael Curtiz</strong> è l'idolo di <strong>Steven Spielberg</strong>”. E, per la proprietà transitiva, anche il mio, a pari merito col succitato regista di Cincinnati. Magari qualcun altro potrebbe rispondere che si tratti a ragion veduta del regista di <em>Casablanca</em>, il suo film più famoso, nonché quello grazie al quale si è aggiudicato l’unico Oscar alla regia della sua carriera. Ma <strong>Michael Curtiz</strong> era, prima di tutto, un grandissimo Artigiano (urliamolo ai quattro venti) della macchina da presa che, in quarant'anni di carriera, è riuscito nell’impresa
pressoché impossibile di dirigere circa 140 film tra il periodo del muto e quello sonoro, affrontando con estrema disinvoltura ogni genere cinematografico. Totalmente agli antipodi dal concetto di cinema d’autore,
<strong>Michael Curtiz</strong> incarna con estrema probabilità l’emblema del regista esecutore: ungherese di nascita ed emigrato negli Stati Uniti alla fine degli
anni '20, firma un contratto con la Warner Bros e realizza per un ventennio almeno due film all'anno, diventando ben presto uno dei registi simbolo (se non il più rappresentativo) del periodo che viene definito
l'età d'oro hollywoodiana. Suoi infatti sono film intramontabili come <em>Angeli con la faccia sporca</em>, <em>La maschera di cera</em>, <em>Il romanzo di Mildred</em>, <em>La leggenda di Robin Hood</em>, <em>La carica dei 600</em>, <em>Capitan Blood</em>, <em>Il lupo dei mari</em>, <em>Gli avventurieri</em>, oltre al già citato <em>Casablanca</em>. Potrei continuare con altri titoli di non meno valore.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Carattere piuttosto difficile (a quanto pare arrivò alle mani con <strong>Errol Flynn</strong>) e alquanto scorbutico con i suoi collaboratori ma allo stesso tempo molto timido, <strong>Michael Curtiz</strong> era un vero perfezionista che curava ogni singolo aspetto visivo del film, nonché uno dei primi registi - se non il primo - ad aver portato a definitivo
compimento la narrazione dinamica (si ricorda che “cinematografia” significa appunto “scrittura col movimento”): la sua peculiarità registica erano infatti i fluidi movimenti di camera con cui
sintetizzava in un'unica ripresa narrazione e descrizione (un bravo regista non dà mai priorità all'ambiente, bensì lo relaziona ai personaggi, i veri motori del plot). Per dirla alla <strong>Steven Spielberg</strong>, <strong>Curtiz</strong> era un vero campione del movimento, ogni inquadratura era sempre perfettamente impostata come se il dinamismo della macchina creasse una sorta di danza insieme alla coreografia scenica degli attori. E tutto era
sempre ben calibrato e mai banale. Altre caratteristiche tipiche della sua messa in scena erano le inquadrature di rimando come le ombre dei personaggi proiettate sui muri e i giochi di specchi, il ritmo narrativo sempre serrato
e magistrali giochi di chiaroscuro sui primi piani degli attori.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Relegato nel migliore dei casi nell'ambito dei normali mestieranti se non addirittura definito da qualcuno come “regista di ciarpame” (sic!), non avendo mai avuto una
cifra stilistica riconoscibile, <strong>Michael Curtiz</strong> è sempre stato piuttosto snobbato se non addirittura ignorato da certa critica. Allo stesso modo, questa
sua invisibilità gli ha permesso di potersi destreggiare abilmente nel momento in cui gli veniva affidata qualsiasi sceneggiatura da tradurre in immagini, adattandosi camaleonticamente ad ogni tipo di film che realizzava.
Come accennavo in precedenza, nella sua sterminata filmografia ha firmato film di ogni genere; a tal proposito, è a dir poco emblematico quando, nello stesso anno, realizza un B-Movie thriller-horror di un’oretta
come <em>L’ombra che cammina</em> e <em>La carica dei 600</em>, un kolossal epico di circa 120' e con un budget decisamente altissimo. Ma ci sono tanti altri casi più o meno analoghi.<br>Il tempo però è (quasi sempre) galantuomo e successivamente
la sua statura di cineasta è stata ben riconosciuta, soprattutto grazie al contributo di registi importanti come lo stesso <strong>Spielberg</strong> o <strong>William Friedkin</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Sperando che questo pezzo sia stato “utile” e che possa almeno invogliare cinefili e non a riscoprire l'opera di un grandissimo regista, invito altresì ogni aspirante
cineasta che abbia letto queste righe a recuperare e “studiare” la regia di <strong>Michael Curtiz</strong>, anche perché si apprezzerà maggiormente il lavoro di registi contemporanei che si portano l'eredità dell'artigianato classico hollywoodiano: in tal senso, oltre a <strong>Steven Spielberg</strong>, il primo nome che mi viene da accostare a <strong>Michael Curtiz</strong> è <strong>Ron Howard</strong>, un altro tra i miei guru di riferimento. Anche perché se non ci fosse il classico non esisterebbe il contemporaneo. Ma questo è un altro argomento che magari affronteremo più avanti. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Buon recupero e buona visione.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinke1a508f1d4b8d7539cc625cd53debe95 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/michael-curtiz-3.jpg','alt': '','title': '','width': 750,'height': 422,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke1a508f1d4b8d7539cc625cd53debe95, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/michael-curtiz-3.jpg" alt="Il regista Michael Curtiz." title="Il regista Michael Curtiz." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 06:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Weapons di Zach Cregger]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000128"><h1 class="imHeading1">Buon horror, un film da vedere</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Il regista conduce la storia con un uso perfetto della soggettiva</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong>Weapons (Usa 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Zach Cregger. Fotografia: Larkin Seiple. Soggetto e Sceneggiatura: Zach Cregger. Montaggio: Joe Murphy. Effetti Speciali: Wayne Rowe. Musiche: Ryan
Holladay, Hays Holladay, Zach Cregger. Scenografia: Tom Hammock. Costumi: Trish Summerville. Produttori: Zach Cregger, Roy Lee, Jordan David, David Lifshitz, Raphael Margules, Miri Yoon. Case di Produzione: New Line Cinema, Suconscious, Vertigo Entertainment, BoulderLight Pictures. Distribuzione (Italia): Warner Bros Pictures. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2025. Durata: 128’. Genere: Horror. Interpreti: Julia Garner (Justine Gandy), Josh Brolin (Archer Graff), Cary Christopher (Alex Lilly), Benedict Wong (preside Marcus Miller), Alden Ehrenreich (agente Paul Morgan), Austin Abrams (James), Amy Madigan (prozia Gladys), Toby
Huss (capitano Ed Locke), June Diane Raphael (Donna Locke-Morgan), Whitmer Thomas (padre di Alex), Callie Schuttera (madre di Alex), Justin Long (Gary, padre di Bailey), Sara Paxton (Erica, madre di Bailey), Clayton Farris
(Terry), Luke Speakman (Matthew Graff).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><strong>Zach Cregger</strong> non è un regista horror di lunga esperienza, il suo lavoro è soprattutto televisivo, si
ricorda per <em>Barbarians</em> (2022) e per alcune apparizioni nel genere comico anche come attore. <em>Weapons</em> (letteralmente <em>Armi</em>) comincia benissimo, sembra un film horror crudo e senza speranza, ambientato a Maybrook, cittadina
della Pennsylvania, dove un brutto giorno scompaiono 17 bambini che frequentato la stessa classe della scuola elementare e ne resta soltanto uno con la sua maestra. La voce fuori campo di un bambino accompagna lo spettatore
che si lascia affascinare dalle ricostruzioni in soggettiva dei singoli protagonisti della vicenda. Conosciamo la maestra Justine (<strong>Garner</strong>), per niente affidabile, personaggio negativo come pochi, allontanata da una precedente scuola per motivi morali, alcolizzata, che passa le giornate con un poliziotto che
tradisce la moglie, in ogni caso intenzionata a conoscere la verità sulla questione. Vediamo il poliziotto amante della maestra che conduce la sua indagine, un tossico che scopre la verità ma gli serve a poco,
un genitore che porta avanti indagini serrate, infine il direttore della scuola, preoccupatissimo per la situazione che si è venuta a creare. Tutto il primo tempo vive un crescendo di tensione, reso ancora più
cupo e inquietante da due azzeccate parti oniriche, la prima della maestra che sogna di trovarsi in una scuola con i suoi bambini addormentati, la seconda di Archer Graff (<strong>Brolin</strong>), che vede nel sogno il rifugio del bambino e piange sul suo capezzale ma finisce terrorizzato da una presenza maligna. Il regista conduce la storia con un uso perfetto
della soggettiva e del flashback, inserisce molti carrelli e primi piani, dipana la trama con grande gusto della suspense &nbsp;e ambienta le sequenze in claustrofobici interni. Non mancano inseguimenti spettacolari da cinema poliziesco
come non sono da meno alcune parti splatter e gore piuttosto riuscite. Peccato che il film nel secondo tempo non mantenga tutto quello che di buono mostra nella prima parte, perché non appena entra in scena la strega
- la prozia Glady (<strong>Madigan</strong>) - tutto diventa più ordinario, fino a scadere in alcune sequenze intrise di comicità involontaria. Tutto il secondo
tempo si trasforma in un horror grottesco con protagonista una strega che ha rapito i bambini per sopravvivere e che grazie ai suoi poteri obbliga le persone a correre come degli ossessi verso un obiettivo da distruggere.
Vi lascio immaginare cosa viene fuori da queste scene che vedono personaggi correre e gridare come indemoniati per ammazzare la vittima designata. Il trucco con cui viene resa l’immagine della strega è pesante,
direi quasi eccessivo, sembra di vedere una mezza svampita uscita da un circo equestre, anche se resta una vecchia perfida. Tecnica di regia compiuta, montaggio sincopato (nonostante 128 minuti di pellicola non siano pochi
da gestire), fotografia scura, colonna sonora angosciante, tutto molto buono, anche la tensione, peccato per la svolta leggermente trash del secondo tempo che culmina con un finale imbarazzante e sconvolgente che non rivelo.
Il regista è coinvolto in toto come autore, scrive il film, partecipa al montaggio e alla colonna sonora, infine produce la pellicola. <em>Weapons</em> è un buon horror, un film da vedere, che se avesse mantenuto le premesse dei primi 60 minuti avrebbe potuto essere un piccolo capolavoro.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink6de7ef476fe32f8a73f6fd2514d0a57c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Weapons-locandina_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 622,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6de7ef476fe32f8a73f6fd2514d0a57c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Weapons-locandina_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3e0802006e3239d4d7fc97fc304be027 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Weapons-loc_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1200,'height': 676,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3e0802006e3239d4d7fc97fc304be027, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Weapons-loc_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OpThntO9ixc">https://www.youtube.com/watch?v=OpThntO9ixc</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 03:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile The Redemption of the I]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000127"><h1 class="imHeading1">Atmosfere desolate ma dense di significato</h1><h2 class="imHeading2">Chitarre liquide e distorte disegnano riff dai contorni definiti</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><em>The Redemption of the I</em> è il nuovo brano dei <strong>Sense of Urgency</strong>, parte centrale di una trilogia sonora che esplora le profondità dell’identità e del risveglio interiore.</span></div>
<div><span class="cf1">Un viaggio che parte dal baratro dell’alienazione (<em>"escape from reality and search for the unknown, I cannot seem to find myself / … emptiness
as a state of mind"</em>) per culminare nella riconquista dell’Ego e nella rinascita dell’individuo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il testo, volutamente essenziale e raccolto, lascia spazio al paesaggio sonoro, vero protagonista del brano: atmosfere desolate ma dense di significato, che dalla riflessione fluiscono
in un crescendo di tensione. Le chitarre liquide e distorte disegnano riff dai contorni definiti su percussioni tribali e ancestrali, per esplodere in un refrain liberatorio di ritrovata identità. Il finale orchestrato
come un puzzle sonoro in cui linee strumentali divergono, si inseguono e infine si ricongiungono, chiude il cerchio di un'esperienza intensa e profonda.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">A metà strada tra <strong>Symphony X</strong> e <strong>Gojira</strong>, con un pizzico di <strong>Porcupine Tree</strong>, <em>The Redemption of the I</em> cattura con un’introduzione delicata, fatta di pioggia e attesa, per poi culminare in una spirale di corde e percussioni perfetta per gli assetati di dinamica.<br></span></div>
<div><span class="cf1">Il progetto <strong>Sense of Urgency</strong> nasce nel 2018 dall’incontro tra <strong>Roberto De Maria</strong> (voce, chitarra) e <strong>Andrea Meo</strong> (batteria, pianoforte), amici di lunga data che, ritrovatisi a Milano, decidono di rientrare in sala prove, spinti
da una passione condivisa per la musica. Dopo le prime sessioni di jam e ascolto reciproco, nascono i primi brani inediti. È in questa fase che si unisce <strong>Andrea Scipioni</strong> (chitarra solista, cori), contribuendo a definire e raffinare la direzione musicale del progetto.</span></div>
<div><span class="cf1">Il sound della band prende forma attraverso un mix ambizioso di generi: thrash, death, djent, black, metalcore e progressive si fondono in una visione originale e personale. Nel
2022 entra nella formazione <strong>Loris Romeo</strong> (basso), completando l’assetto definitivo e dando ulteriore solidità al profilo sonoro del gruppo.</span></div>
<div><span class="cf1">Il nome <strong>Sense of Urgency</strong> riflette l'urgenza emotiva e creativa che accomuna i membri del progetto: la necessità
profonda di esprimere se stessi attraverso la musica, di liberare un’energia interiore che trova nel suono il suo veicolo più autentico.</span></div>
<div><span class="cf1">Hanno all’attivo un EP omonimo.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink28168a87f13f0b5c7d491aa4342d42fa = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Sense-of-Urgency_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1691,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink28168a87f13f0b5c7d491aa4342d42fa, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Sense-of-Urgency_bar.jpg" alt="La band Sense of Urgency." title="La band Sense of Urgency." width="200" height="128" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=P186RRd4umM">https://www.youtube.com/watch?v=P186RRd4umM</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 07:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Blender - La potenza del 3D Open source]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000126"><h1 class="imHeading1">Molto più di un semplice software gratuito</h1><h2 class="imHeading2">Per chiunque voglia entrare nel mondo della grafica 3D</h2><div><div><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Blender</em> è un software di grafica 3D </span><span class="fs14lh1-5">multipiattaforma </span><span class="fs14lh1-5 cf1">open-source e gratuito che ha rivoluzionato il mondo della creazione digitale. Nato come strumento interno per uno studio di animazione, è cresciuto fino a diventare una delle suite più complete e versatili disponibili, abbracciando ogni aspetto del processo di creazione 3D, dall'animazione al rendering, dal compositing alla scultura digitale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Completezza e versatilità</strong></span></div><div><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Blender</em> non si limita a un solo compito, ma offre un'incredibile varietà di strumenti in un'unica interfaccia. Troverai moduli dedicati a:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><ul><li><span class="cf1"><strong>Modellazione 3D:</strong> Strumenti per la modellazione poligonale, scultura digitale (con pennelli dinamici simili a ZBrush), modellazione procedurale e non-distruttiva.</span></li><li><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Animazione e Rigging:</strong><span class="fs14lh1-5"> Un sistema di rigging avanzato, curve F-curve per il controllo preciso del movimento, e un editor di animazione non-lineare per organizzare le clip.</span></span></li><li><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Rendering:</strong><span class="fs14lh1-5"> Due motori di rendering potenti e integrati: </span><strong class="fs14lh1-5">Cycles</strong><span class="fs14lh1-5">, un motore di rendering fotorealistico basato sulla fisica, e </span><strong class="fs14lh1-5">Eevee</strong><span class="fs14lh1-5">, un motore in tempo reale che offre risultati di alta qualità con una velocità sorprendente.</span></span></li><li><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">VFX e Compositing:</strong><span class="fs14lh1-5"> Strumenti per il tracking della telecamera, la maschera e un compositore di nodi per la post-produzione e l'integrazione di effetti speciali.</span></span></li><li><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">Editing Video e Storyboard 2D:</strong><span class="fs14lh1-5"> Un editor video non-lineare integrato e strumenti per creare storyboard 2D e animazioni tradizionali.</span></span></li></ul></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Open source e gratuito</strong></div> <div><span class="cf1">Questo è forse il suo più grande vantaggio. <em class="fs14lh1-5">Blender</em> è completamente gratuito per uso personale e commerciale. Questo lo rende la scelta ideale per studenti, hobbisti, freelancer e piccole aziende che non possono permettersi le licenze costose di software professionali come <em class="fs14lh1-5">Maya</em><span class="fs14lh1-5"> o 3</span><em class="fs14lh1-5">ds Max</em>. La sua natura open-source significa anche che la community contribuisce attivamente al suo sviluppo, con aggiornamenti costanti e correzioni rapide.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Community vasta e risorse illimitate</strong></div> <div><span class="cf1">La community di <em class="fs14lh1-5">Blender</em> è una delle più attive e solidali nel mondo del software. Grazie a questo, esistono migliaia di tutorial su YouTube, forum, corsi online (gratuiti e a pagamento) e documentazione dettagliata. Se hai un problema, è quasi certo che qualcuno l'abbia già affrontato e risolto.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink2a2e7885f29aece75a30b148e5e3571b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/blender-interfaccia_bar.png','alt': '','title': '','width': 1442,'height': 767,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2a2e7885f29aece75a30b148e5e3571b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/blender-interfaccia_bar.png" alt="L&#39;interfaccia grafica di Blender." title="L&#39;interfaccia grafica di Blender." width="200" height="107" /></a> <script> var showboxlink74f16e6bb05569fd28793d5223c47e88 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/blender-interfaccia2_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1920,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink74f16e6bb05569fd28793d5223c47e88, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/blender-interfaccia2_bar.jpg" alt="L&#39;interfaccia grafica di Blender." title="L&#39;interfaccia grafica di Blender." width="200" height="107" /></a></div><div><div><strong>L'interfaccia grafica di <em>Blender</em>.</strong></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Integrazione con altri software</strong></div><div><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Blender</em> supporta una vasta gamma di formati di file standard come FBX, OBJ, Alembic e USD, permettendo una facile integrazione con altre pipeline di produzione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Aree di miglioramento</strong></div> <div><strong class="cf1">Curva di apprendimento ripida</strong></div> <div><span class="cf1">Nonostante i recenti miglioramenti all'interfaccia utente, <em class="fs14lh1-5">Blender</em> ha ancora una curva di apprendimento piuttosto ripida per i principianti. La sua interfaccia, basata sul sistema di nodi e su molteplici scorciatoie da tastiera, può risultare complessa all'inizio. Richiede tempo e dedizione per padroneggiare i suoi flussi di lavoro, specialmente se si proviene da altri software.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Gestione di scene complesse</strong></div> <div><span class="cf1">Sebbene sia potente, <span class="fs14lh1-5"><i>Blender</i></span> a volte può faticare a gestire scene estremamente complesse con un numero elevatissimo di poligoni, in particolare su hardware non di fascia alta. Tuttavia, i continui aggiornamenti stanno migliorando notevolmente questo aspetto.</span></div> <div><strong class="cf1"><br></strong></div><div><strong class="cf1"><br></strong></div><div><strong class="cf1"> </strong></div> <div><strong class="cf1">Conclusione</strong></div><div><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Blender</em> è molto più di un semplice software gratuito; è una suite di produzione 3D completa e incredibilmente potente. Offre una libertà creativa e una versatilità impareggiabili, con strumenti che competono (e in alcuni casi superano) quelli dei suoi rivali a pagamento.</span></div> <div><span class="cf1">La sua natura open-source e la sua community di supporto lo rendono una risorsa inestimabile. Se sei disposto a superare la sua iniziale curva di apprendimento, sarai ricompensato con uno strumento che ti permetterà di realizzare qualsiasi visione creativa tu possa immaginare, dal concept alla realizzazione finale.</span></div> <div><span class="cf1">In sintesi, <strong class="fs14lh1-5"><em>Blender</em></strong><strong> è un'opzione eccellente e altamente raccomandata</strong> per chiunque voglia entrare nel mondo della grafica 3D, sia per hobby che a livello professionale. La sua continua evoluzione lo rende uno dei software più entusiasmanti e rilevanti nel panorama della computer grafica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">Scarica <span class="fs14lh1-5"><i>Blender</i></span> dal sito ufficiale: </span><span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.blender.org/" class="imCssLink">https://www.blender.org/</a></span></div> <div><span class="cf1">Oppure dalla sezione <em>OpenFree</em> del nostro Portale: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/openfree---indice.html', null, false)">CANALE OPENFREE &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkdacc94ca94aace3d3515c8f0d86ee46d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/blenderlogo_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 830,'height': 415,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdacc94ca94aace3d3515c8f0d86ee46d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/blenderlogo_bar.jpg" alt="Il logo di Blender." title="Il logo di Blender." width="200" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 06:22:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[10050 Cielo Drive di John Robert Leonetti]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000125"><h1 class="imHeading1">Un film crudo e senza speranza</h1><h2 class="imHeading2">Di gran lunga superiore alla media delle pellicole horror che oggi vengono prodotte</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">10050 Cielo Drive (Usa 2016)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: John Robert Leonetti. Soggetto e Sceneggiatura: Gary Dauberman. Fotografia: Michael St. Hilaire. Montaggio: Ken Blackwell. Musiche: Toby Chu. Produttore:
Peter Safran. Case di Produzione: New Line Cinema, The Safram Company. Distribuzione (Italia): Warner Bros. Pictures. Genere: Horror. Durata: 72’. Paese di Produzione: USA, 2016. Lingua Originale: Inglese. Titolo Originale:
Wolves at the Door. Interpreti: Katie Cassidy (Sharon Tate), Elizabeth Hendstridge (Abigail Folger), Adam Campbell (Wojciech Frykowski),Miles Fisher (Jay Sebring), Spencer Daniels (William Garretson), Lucas Adams (Steven Parent),
Chris Mulkey (John), Jane Kaczmarek (Mary), Eric Ladin (detective Clarkin), Arlen Escarpeta (poliziotto).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/41nf9Rw" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>John &nbsp;Robert Leonetti</strong> è soprattutto un abile direttore della fotografia statunitense (pellicole horror e di
pura azione) che in poche occasioni si è cimentato dietro la macchina da presa. <em>Wolves at the Door</em> (titolo originale, tradotto letteralmente: <em>Lupi alla porta</em>) è una di queste, forse perché voleva dare un’interpretazione autentica
di un episodio di cronaca che sconvolse tutti, era interessato a narrare una vecchia storia con lo sguardo del cittadino di Los Angeles. Il titolo italiano parte dall’indirizzo dove ebbe luogo la strage, la residenza
hollywoodiana nella quale - nell’agosto del 1969 - la turpe banda di <strong>Charles Manson</strong> massacrò l’attrice <strong>Sharon Tate</strong> (<strong>Cassidy</strong>) e quattro suoi amici. Il film mescola elementi di finzione con particolari di cronaca relativi all’eccidio di Benedict Canyon ed è ambientato nel <em>The Conjuring Universe</em>, anche se non fa parte del famoso ciclo diventato un vero e proprio marchio di fabbrica. &nbsp;Film girato a Los Angeles tra maggio e giugno del 2015, montato in
appena 72’ (forse pochi), senza particolari tempi morti da <strong>Ken Blackwell</strong>, fotografato con toni scuri e tinte cupe da <strong>Michael St. Hilaire</strong>, sceneggiato senza respiro da <strong>Gary Dauberman</strong>, accompagnato da una colonna sonora angosciante di <strong>Toby Chu</strong>. <strong>Leonetti</strong> gira con mano esperta, dirige gli attori con grande capacità e filma la storia di
un eccidio senza particolari evoluzioni stilistiche, quasi stesse facendo una <em>docufiction</em>. La critica ha distrutto il film, definendolo inutile, sordido, cattivo, repellente, soprattutto inconsapevole dei limiti che ci sono rispetto a quel che è accaduto nella realtà e a quel che si
può raccontare; altri critici hanno aggiunto che è il peggior film scritto sulla squallida saga di <strong>Manson</strong>. In definitiva tutti sono concordi nel dire che <em>10050 Cielo Drive</em> sia stato il peggior film distribuito in America nel 2017. Rivisto oggi su piccolo schermo, a distanza di circa nove anni dalla produzione, non pare così negativo, perché la storia tiene ed è
drammaticamente vera, gli interpreti sono credibili, le situazioni sono angoscianti al punto giusto. Il cinema dell’orrore non si pone intenti educativi, il suo unico scopo è spaventare, disturbare, tenere incollato
alla poltrona lo spettatore, suggestionarlo con un montaggio sincopato e una sceneggiatura che non perde colpi. In questo film non manca niente di tutto questo, per cui lascerei da parte le critiche moralistiche e mi tufferei
nella visione, consapevoli che quello che state per vedere è un film crudo e senza speranza. Se non vi aspettate un capolavoro ma solo onesto cinema del terrore, <em>Wolves at the Door</em>, è di gran lunga superiore alla media delle pellicole horror che oggi vengono prodotte.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/41nf9Rw" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink16015ee5f2993ea46b547433548c8f55 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/10050-cielo-drive_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 718,'height': 1024,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink16015ee5f2993ea46b547433548c8f55, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/10050-cielo-drive_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink12d6d05d1007dadffa11070d25b6b742 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/10050-cielo-drive_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1200,'height': 675,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink12d6d05d1007dadffa11070d25b6b742, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/10050-cielo-drive_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ENznX3rF6kY">https://www.youtube.com/watch?v=ENznX3rF6kY</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 07:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[L'Uomo Pallido e altre storie weird di Julius W. Long]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000124"><h1 class="imHeading1">Un piccolo scrigno di inquietudini</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Per chi ama il brivido che nasce dall'ombra in corridoio</h2><div><div><div><em>Antologia dedicata alla narrativa weird di Julius W. Long - Prima edizione italiana</em></div></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/41WsCjt" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span><span class="cf1"><!--EndFragment --></span><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Dagon Press continua il suo meritorio lavoro di scavo nel sottosuolo dimenticato della letteratura weird con </span><span class="cf1"><em>L’Uomo Pallido e altre storie weird</em></span><span class="cf1">, un volume che riporta alla luce </span><span class="cf1"><strong>Julius W. Long</strong></span><span class="cf1">, autore quasi invisibile ma dalla voce inconfondibile. Nato intorno al 1907 a Bellefontaine, Ohio, </span><span class="cf1"><strong>Julius W. Long</strong></span><span class="cf1"> fu avvocato di professione e scrittore “per passione”. Collaborò assiduamente con riviste pulp, spaziando dall’horror al poliziesco. Su </span><span class="cf1"><em>Weird Tales</em></span><span class="cf1"> pubblicò nove racconti tra il 1933 e il 1938, tra cui </span><span class="cf1"><em>The Pale Man </em></span><span class="cf1">(settembre 1934), oggi considerato il suo testo più emblematico, insieme a </span><span class="cf1"><em>Possession, He Walked by Day, The Late Mourner, Supper for Thirteen, The Vaunsburg Plague </em></span><span class="cf1">e</span><span class="cf1"><em> The Defense Rests</em></span><span class="cf1">. Dopo questa stagione weird, </span><span class="cf1"><strong>Long </strong></span><span class="cf1">si dedicò al crime e al mystery, firmando oltre cento storie brevi e romanzi come </span><span class="cf1"><em>Keep the Coffins Coming </em></span><span class="cf1">(1947), poi ristampato come </span><span class="cf1"><em>Murder in Her Big Blue Eyes </em></span><span class="cf1">(1950). Morì il 22 luglio 1955 per complicazioni legate all’asma.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>L'uomo pallido</em></span><span class="cf1"> (</span><span class="cf1"><em>The Pale Man</em></span><span class="cf1">) è forse l’esempio più limpido della poetica di </span><span class="cf1"><strong>Long</strong></span><span class="cf1">. Come nota </span><span class="cf1"><strong>Pietro Guarriello</strong></span><span class="cf1"> nell’introduzione, “il racconto può entrare di diritto nei classici del genere”. Il protagonista, in convalescenza, trova rifugio in un albergo appartato. Lì, un ospite dalla pelle spettrale comincia ad apparire sempre più vicino alla sua stanza, come se la distanza tra i due fosse destinata a ridursi inevitabilmente. Non c’è mai un vero momento di esplosione narrativa: l’angoscia cresce attraverso minimi spostamenti, silenzi prolungati e un senso di prossimità ineluttabile, lasciando il lettore intrappolato nella stessa sospensione percettiva del protagonista. Ma il fascino della raccolta sta anche nella varietà delle altre storie. </span><span class="cf1"><em>Camminava di giorno</em></span><span class="cf1"> (</span><span class="cf1"><em>He Walked by Day</em></span><span class="cf1">) è un racconto in cui la vera tensione nasce dal dubbio costante: ciò che viene narrato è un fatto reale o una costruzione della mente? Long non offre risposte, e proprio questa incertezza mantiene il testo in equilibrio instabile tra il concreto e l’onirico. In </span><span class="cf1"><em>Possessione</em></span><span class="cf1"> (</span><span class="cf1"><em>Possession</em></span><span class="cf1">), l’attenzione si sposta sul potere di suggestionare e piegare la volontà altrui: l’ipnosi diventa qui una metafora inquietante della perdita di sé, un gioco di forze invisibili che erodono l’identità. </span><span class="cf1"><em>La peste di Vaunsburg</em></span><span class="cf1"> (</span><span class="cf1"><em>The Vaunsburg Plague</em></span><span class="cf1">) è il testo più ampio e complesso della raccolta: una vicenda di disastro su larga scala in cui l’orrore si mescola a riflessioni sociali e politiche, e dove il gusto per l’immaginazione apocalittica si sposa con una satira sottile. Con </span><span class="cf1"><em>Cena per tredici</em></span><span class="cf1"> (</span><span class="cf1"><em>Supper for Thirteen</em></span><span class="cf1">) infine ci spostiamo in un contesto più vicino al noir: una cena che si apre sotto il segno della cordialità e termina in tragedia, scandita da un ritmo narrativo che stringe lentamente la morsa fino allo scatto finale. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">Atmosfere e temi</span></b></span></div> <div><span class="cf1">Le nove storie qui raccolte non puntano sul fragore, ma sull’insinuarsi silenzioso del perturbante. L’orrore di </span><span class="cf1"><strong>Long </strong></span><span class="cf1">non urla: sussurra dietro una porta chiusa, si annuncia con una figura allampanata che si muove di stanza in stanza, si insinua nella mente di un avvocato ossessionato dalla morte. C’è una costante tensione tra quotidiano e soprannaturale, come se il mondo reale fosse solo una pellicola sottile sotto cui pulsa una logica diversa, quella dell’incubo. </span><span class="cf1"><strong>Long</strong></span><span class="cf1"> scrive con precisione quasi clinica: frasi brevi, descrizioni asciutte, un uso calibrato dei dialoghi. Questa economia di mezzi amplifica la sensazione di sospensione e rende l’irruzione del mistero ancora più destabilizzante. Il risultato è un weird intimista, dove l’orrore è filtrato attraverso l’esperienza dell’uomo comune. In un panorama dominato da divinità indicibili e avventure larger-than-life, </span><span class="cf1"><strong>Long</strong></span><span class="cf1"> ci riporta nelle strade vuote di provincia, negli studi legali immersi nella polvere, nelle stanze in cui la paura ha il passo lento ma inesorabile.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">L’operazione di </span><span class="cf1"><em>Dagon Press</em></span><span class="cf1"> non è solo filologica ma anche culturale: porta in Italia un autore che rischiava di restare confinato agli archivi polverosi delle riviste pulp, e lo fa con un apparato che restituisce il contesto storico e letterario in cui queste storie hanno preso forma. Il volume si propone quindi sia come lettura d’atmosfera per gli appassionati del fantastico, sia come documento storico per chi studia la golden age del weird americano. </span><span class="cf1"><em>L’Uomo Pallido e altre storie weird </em></span><span class="cf1">è un piccolo scrigno di inquietudini discrete, un’occasione per scoprire una voce diversa ma non meno significativa della grande stagione di Weird Tales. Per chi ama il brivido che nasce dall’ombra in corridoio più che dal tuono nel cielo, </span><span class="cf1"><strong>Julius W. Long </strong></span><span class="cf1">sarà una rivelazione.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em>L’Uomo Pallido e altre storie weird</em></div>
<div><em>Autore: Julius W. Long</em></div>
<div><em>Curatore: Bernardo Cicchetti</em></div>
<div><em>Presentazione: Pietro Guarriello</em></div>
<div><em>Editore: Dagon Press</em></div>
<div><em>Pagine: 170</em></div>
<div><em>ISBN: 979-8292639190</em></div>
<div><em>Costo: 15,00 €</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/41WsCjt" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span><span class="cf1"><!--EndFragment --></span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink489ff95e2d3312c0e0327fd67797914a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/uomo-pallido_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 699,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink489ff95e2d3312c0e0327fd67797914a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/uomo-pallido_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Aug 2025 06:58:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Dieci minuti a notte (lo strano caso del rag. S.G)]]></title>
			<author><![CDATA[Donato Altomare]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000123"><h1 class="imHeading1">Man mano che il tempo passava l’angoscia l’assaliva</h1><h2 class="imHeading2">Guardava continuamente l’orologio e sembrava che il tempo non passasse mai</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Aprì gli occhi di colpo.<br>7.10.<br>Eppure la sveglia aveva suonato, ne era sicuro, lo vedeva dal lampeggiare della lucetta rossa.<br>Ma lui non l’aveva sentita.<br>Borbottò
qualcosa all’indirizzo della vita stressante e si alzò da letto. Dieci minuti non erano poi tanti, avrebbe fatto tutto più in fretta del solito.<br>Difatti giunse in ufficio in perfetto orario.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Aprì gli occhi di colpo.<br>7.20<br>– Ma che cazzo!<br>Balzò giù dal letto e sollevò l’orologio sveglia. Il led rosso lampeggiava a
indicare che la sveglia aveva compiuto il suo dovere.<br>– Questo lo vedremo stasera. – Fece tutto in fretta e giunse sul posto di lavoro con un solo minuto in ritardo. Nessuno gli fece caso.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Aprì gli occhi di colpo.<br>7.30<br>– Non è possibile! – Il led lampeggiava, ma anche la sveglia manuale che aveva affiancato alla radio-sveglia era
scarica. E questo significava inequivocabilmente che aveva suonato per tutta la sua carica.<br>Cominciò a preoccuparsi. Non aveva un sonno pesante e sino a un paio di giorni prima la sveglia l’aveva gettato
giù dal letto senza pietà. Doveva essere accaduto qualcosa che l’aveva reso refrattario al suono della <em>maledetta</em>. Forse l’oggetto aveva una sua anima e si stava vendicando per tutte le volte che l’aveva mandata al diavolo. Telefonò in ufficio e disse di non sentirsi
bene e che avrebbe portato l’indomani il certificato medico. Non aveva invocato la solita scusa, perché la sua intenzione era proprio quello di andare dal medico di base.<br>Era un giorno di ricevimento, 10-12
dei giorni dispari. Si vestì con calma e alle 10 in punto era seduto nella saletta antistante lo studio medico. Era il settimo. Si mise in paziente attesa.<br>Quando uscì dall’ambulatorio era più
confuso che mai.<br>Non aveva problemi di udito, né disturbi d’altro genere. Il medico, un brav’uomo che lo conosceva sin da bambino, gli disse di non drammatizzare la cosa. Tre eventi apparentemente inspiegabili
non potevano essere considerati un caso, per cui gli consigliò di prendersi una settimana di ferie, di tornare a casa e registrare manualmente tutto, quando andava a letto, presumibilmente quando si addormentava, quando
si svegliava. Senza però mettere la sveglia, lasciando fare alla sua natura.<br>E così fece. Non fu difficile farsi dare una settimana di ferie, erano tre anni che non ne prendeva. Non ne aveva mai avuto bisogno.<br>Annotò
la cena con le pietanze e la loro quantità, scrisse che non beveva vino, anche se era superfluo, gustò della frutta secca che adorava e andò a letto alla solita ora, dopo essersi sufficientemente stordito
con la TV. L’unica cosa che non riuscì a annotare e quando si era addormentato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Aprì gli occhi di colpo.<br>7.40<br>La sveglia non aveva suonato in quanto non l’aveva inserita. Strano, quando poteva dormire lo faceva ben oltre le 8 di mattina.<br>Strinse
le labbra perplesso. E si chiese cosa fare in quella giornata. La tentazione di andare in ufficio era forte, ma non poteva prevedere la reazione del suo capo. Pensò che da tempo non faceva una passeggiata sulla collina
appena fuori città. Sì, buona idea, magari cercando funghi. Non era proprio stagione, ma egualmente un’occhiata poteva darla in giro. Mise le scarpe più pesanti, un cappello a falde e indossò
il <em>giaccone delle scampagnate</em>.<br>Il tempo passava molto lentamente, proprio come quand’era in ufficio. Aveva intenzione di tornare a casa per l’ora
di pranzo, decise però di fermarsi alla trattoria <em>Luna blu</em>. Non c’era mai stato, ma si diceva che era molto frequentata dai camionisti di passaggio
sulla statale. E dove si fermano i camionisti si mangia bene.<br>In effetti mangiò abbastanza bene e non spese molto. Tornò a casa satollo e deciso a fare una pennichella. Ma fu subito fagocitato da un film
che davano quel pomeriggio. Non l’aveva mai visto e c’era il suo attore preferito.<br>Era un film d’azione, per cui la sonnolenza gli passò subito. Nel pomeriggio inoltrato si fiondò al computer.
Che stupido, da mesi stava cercando il tempo per completare una ricerca sul Santo Graal. Aveva una sua idea, ma aveva anche bisogno di supportarla con elementi concreti.<br>L’ora di cena arrivò senza che se
ne accorgesse. Si preparò una leggera insalata e mozzarella. Poi frutta fresca e qualche biscotto al miele.<br>Andò a dormire tranquillo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Apri gli occhi di colpo.<br>7.50<br>Ancora dieci minuti in più. Restò a lungo a fissare l’orologio digitale sperando che fosse in qualche modo guasto. Ma
scattarono le 7.51, 7.52, 7.53, ecc. che controllò minuto dopo minuto con l’orologio del computer. A parte uno sfasamento di pochi secondi erano in sincronia.<br>Si chiese che fare.<br>E fece l’unica
cosa giusta in quel frangente. Ignorò la situazione.<br>Non andò in collina, del resto funghi proprio non ce n’erano e raggiunse il torrente a valle. C’era ancora acqua e laddove formava un piccolo
laghetto dovevano esserci anche dei pesci, visto che un paio di pescatori tenevano ferme le loro canne in immota attesa.<br>Pranzò a casa. Lavorò al computer. Vide un noiosissimo programma televisivo. E andò
a dormire alla solita ora. Ebbe difficoltà ad addormentarsi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Aprì gli occhi di colpo.<br>8.00<br>No, non poteva accettare quella strana cosa senza reagire.<br>Si precipitò al computer e cominciò a cercare i disturbi
del sonno. Trovò:<br>– <em>Insonnia<br></em>– <em>Russamento e Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS)<br></em>– <em>Bruxismo<br></em>– <em>Sindrome delle gambe senza riposo<br></em>– <em>Epilessia notturna<br></em>– <em>Sonnambulismo<br></em>– <em>Narcolessia</em>.<br>Scartò subito i primi cinque, non riusciva a trovare un nesso con quello che gli succedeva e si concentrò sugli ultimi due.<br><em>Sonnambulismo</em>.<br>Perché no? Poteva essere che si svegliasse di notte e, invece di camminare, si limitava a modificare la sveglia mettendola ogni volta dieci minuti più
avanti. Sempre dormendo. Sì, poteva essere. Anche se non era la sveglia a fargli riaprire gli occhi. Un sonnambulismo sui generis, ma pur sempre una patologia credibile e, per questo, curabile.<br>Doveva verificare
che la sua ipotesi fosse vera. Come fare? Non dormiva con nessuno. A volte si portava a letto la signora dell’appartamento di fronte nel pianerottolo. Il marito andava per mare e stava fuori sei mesi l’anno. Lei
quasi sempre resisteva alla voglia di sesso, ma ogni tanto non ce la faceva e bussava alla sua porta. Era decisamente una bella donna e a letto era esuberante. Ma cosa fare? Andare da lei e chiederle di venire a letto soltanto
per controllare se non fosse sonnambulo?<br>Sorrise. Che stupido, in quel periodo c’era il marito che certo le dava tutta la soddisfazione di cui la donna aveva bisogno.<br>Allora?<br>Doveva inventarsi qualcosa.<br>Borotalco.
Ci voleva del borotalco.<br>Non ne aveva, per cui scese per strada, raggiunse il piccolo supermercato al centro del palazzo di fronte e ne comprò un barattolo piuttosto grande. La commessa gli chiese se fosse per
il bambino, perché quello scelto sarebbe stato poco adatto. Lui rispose che gli serviva perché era sonnambulo.<br>Lei rise. Poco convinta e gli diede lo scontrino.<br>Lui la salutò con una equivoca
strizzatina d’occhio e uscì. La commessa era bellina, ma lui mal sopportava il suo odore. Non era cattivo, né era dovuto a un profumo di bassa qualità. No, il suo profumo naturale lo infastidiva.<br>Tornò
a casa un tantino eccitato. Si stese sul divano per seguire un programma televisivo che gli piaceva molto. Non se lo gustò. Guardava continuamente l’orologio e sembrava che il tempo non passasse mai. Finalmente
giunsero le undici di sera, l’ora in cui abitualmente andava a letto. Non aveva sonno, ma era colpa dell’eccitazione.<br>Si lavò accuratamente come faceva sempre, mise il pigiama e raggiunse il letto.
Prese l’orologio da comodino, inserì la sveglia alla solita ora: 7.00 e lo ripoggiò sul comodino.<br>Poi lo ricoprì col borotalco. Se nel sonno ci avesse messo le mani sarebbero rimaste le tracce.<br>Ma
un sonnambulo cammina anche, per cui dal letto cosparse il pavimento a destra e sinistra. Se si fosse alzato avrebbe lasciato le impronte.<br>Faticò molto ad addormentarsi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Aprì gli occhi di colpo.<br>8.10<br>Quando lesse l’ora e vide il led della sveglia lampeggiare si lasciò sfuggire una bestemmia pesante. Cosa che non rammentava
di aver mai fatto.<br>Stava per afferrare la radio-sveglia per scagliarla contro la parete quando si arrestò. Di colpo, proprio come aveva aperto gli occhi, gli tornò in mente l’esperimento. E bloccò
la mano a mezz’aria.<br>Con una certa apprensione mise a fuoco la radio-sveglia del suo comodino.<br>Era ancora coperta dal borotalco senza alcuna traccia delle sue mani. Allora posò lo sguardo sul pavimento
davanti al letto. La patina bianca era esattamente come l’aveva lasciata. Si girò e guardò dall’altra parte del letto. Nulla, sempre il borotalco immacolato.<br>Bene. A meno che non avesse avuto
episodi di levitazione, lui non era sonnambulo.<br>E non si sentì per nulla sollevato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Si rese conto che non era affatto facile raccogliere il borotalco e pulire ogni cosa. Dovette usare uno straccio umido e farlo inginocchiato per terra. Ma dopo una mezzoretta il
pavimento tornò lindo. Come la sveglia. Era un maniaco della pulizia, gli piaceva il profumo del pulito, delle lenzuola di bucato, dei piatti sgrassati. E non trascurava nulla. Non un granello di polvere restava a lungo
su un mobile.<br>Bevve un caffè pensieroso. La sua colazione in genere era abbondante, visto che in ufficio all’ora di pranzo ingoiava distrattamente un tramezzino. Ma quella mattina aveva lo stomaco aggrovigliato,
e non gli andava nulla oltre quel caffè troppo dolce.<br>Per un istante pensò di chiamare il dottore, ma pensò che non aveva completato la sua ricerca. C’era ancora una possibilità<br><em>Narcolessia</em>.<br>Aveva letto che si trattava di una patologia neurologica, caratterizzata da eccessiva sonnolenza diurna, spesso vissuta come ricorrenti attacchi di sonno incoercibili,
che si manifestano nel corso della giornata. Era causata da un’incapacità del cervello a regolare in maniera fisiologica il ritmo sonno-veglia.<br>Poteva essere? Sollevò le spalle. Non ci perdeva nulla
a controllare.<br>Era vero, non aveva mai avuto sintomi del genere, durante il giorno era sempre stato perfettamente sveglio. Però poteva essere che si destasse al suono della sveglia, ma poi ripiombasse senza volerlo
a dormire per un pugno di minuti.<br>Sì, ma così all’improvviso, alla sua età non certo giovanile? Sollevò le spalle, molti malanni giungono all’improvviso. Un infarto mica ti avvisa.
Persino un raffreddore non t’avvisa. Pensò alla vecchia battuta dello scienziato che aveva trovato una pillola efficacissima contro il raffreddore. L’unico problema è che bisognava prenderla esattamente
dieci minuti prima di raffreddarsi.<br>Non rise. Non ne aveva proprio voglia.<br><em>Narcolessia</em>.<br>Come capire se ne soffrisse?<br>Si precipitò al computer e scoprì che poteva essere soggetto ad allucinazioni ipnagogiche, insomma che a volte sognava e il sogno si sovrapponeva alla realtà.
Trovò che si poteva adattare al suo caso. Lui forse <em>sognava</em> di svegliarsi ogni giorno con dieci minuti di ritardo, ma non era vero, la realtà
era altra. Certo. Ma quale? Telefonò al suo ufficio fingendosi un cliente e chiese di sé stesso. Se il sogno si sovrapponeva alla realtà, lui forse non lavorava in nessun ufficio.<br>Ma la sua <em>speranza</em> fu cancellata dalla voce della segretaria che lo informava che il rag. S.G. non era in ufficio, ma in ferie e che sarebbe tornato il lunedì successivo. E il <em>sogno</em> non poteva influenzare la fibra. Allora?<br>C’era un’altra possibilità. La paralisi. Subito dopo il risveglio il corpo di un soggetto narcolettico
a volte resta completamente paralizzato. Ecco, la sveglia lo strappava dal sonno, ma lui restava immobile per un certo tempo.<br>No, neanche quello poteva avere senso. Perché, anche se paralizzato si era coscienti,
e lui se ne sarebbe accorto, inoltre c’era la questione di base. Quei maledettissimi dieci minuti.<br>Ma ciò che maggiormente lo sconvolse fu leggere che non esiste una cura.<br>Si diede dello stupido. Certo,
un narcolettico non è curabile se non in via preventiva. D’accordo. Ma ormai era certo: lui NON era narcolettico.<br>C’erano soltanto quei dieci stramaledettissimi minuti a notte.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Man mano che il tempo passava l’angoscia l’assaliva. Strana angoscia. Non provava dolore, non provava disturbi di alcun genere. Eppure cominciava a temere di prender
sonno.<br>Digiuno.<br>Forse era tutto lì. Doveva andare a letto digiuno. Avrebbe mutato in qualche modo il metabolismo del suo corpo e quindi mutato anche, forse, il suo risveglio.<br>Non gli restava da far altro
che provarci.<br>Andò a letto intorno a mezzanotte. Non aveva né sonno né voglia di addormentarsi, ma sapeva che per verificare la sua ultima ipotesi avrebbe dovuto farlo. Più per abitudine che
per convinzione mise la sveglia alle 7.00. Stentò ad addormentarsi. Si girò e rigirò tra le coperte a lungo. Infine cedette più per stanchezza che per altro.<br>Sognò radio-sveglie che
si burlavano di lui.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Aprì gli occhi di colpo.<br>8.20<br>Il led non lampeggiava più. Dopo un po’ si spegneva. Anche quel tentativo era stato vano. L’unica cosa che gli
aveva lasciato era un certo languirono. Più che languorino, fame.<br>Si vestì e scese al bar dell’angolo. Banalissimamente Bar Sport. Prese due cornetti e un cappuccino. Mangiò con calma, anche
se aveva fame, odiava dare l’impressione di abbuffarsi. Alla fine bevve il cappuccino sino all’ultima traccia di latte nella tazza. Per farlo dovette sollevarla. Insieme al capo.<br>Gli occhi caddero sull’orologio
da parete del bar.<br>Che segnava le 7.23.<br>Quasi lasciò cadere la tazza. Fece appena in tempo ad afferrarla al volo sporcandosi un po’ il maglioncino.<br>Che idiota! Che cazzone era stato.<br>Non aveva
pensato alla cosa più banale in assoluto.<br>Non aveva pensato alla radio-sveglia… malfunzionante.<br>Che stupido! Ecco perché nel sogno le radio-sveglie stavano ridendo di lui.<br>Con una calma che
non provava raggiunse il barista per pagare la consumazione. Distrattamente gli chiese se l’orologio da parete segnasse l’ora giusta.<br>L’uomo ridacchiò: – Mi spiace, ma è fermo. Segna
quell’ora da circa una settimana. Devo decidermi a cambiargli la pila.<br>Lui sentì quasi cedere le gambe, ma riuscì a farsi forza. Il barista non se ne accorse e, sempre col sorriso ebete gli chiese:
– Sa dirmi quale è più preciso? Un orologio che funziona ma va un minuto avanti o uno fermo? – E senza attendere continuò: – Certamente quello fermo perché almeno due volte al
giorno segna l’ora giusta! – Scoppiò in una risata cantilenante.<br>Lui forzò un sorriso e uscì. Come aveva potuto crede a una banalità del genere? Aveva controllato l’ora col
computer. E aveva anche messo insieme una sveglia a molla.<br>Non aveva voglia di tornare a casa. Cominciò a bighellonare per la città senza una meta precisa e finì nel giardinetti di Vittorio Emanuele
I. La sua statua troneggiava nel centro di una grande aiola. Si accorse che l’emozione l’aveva stancato. Si sedette su una panchina scalcagnata e pensò. A lungo. Erano le 14 quando si decise di tornare a
casa. Aveva pensato per tutto quel tempo.<br>Senza giungere ad alcuna conclusione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Mangiò poco e svogliatamente. Lesse una rivista di economia e delle strisce di Tot, quelle di NIRVANA, l’eremita che gli piacevano un casino. Eppure restò quasi
indifferente. Si piantò davanti alla televisione e vide tutti i programmi noiosi. Non ci aveva fatto caso, ma erano davvero tanti, aveva soltanto l’imbarazzo della scelta. L’effetto fu quello voluto. Le
palpebre gli si chiudevano.<br>Andò a letto, lasciò perdere la sveglia e si rilassò.<br>Non fece programmi, non pensò a nulla.<br>Aveva solo voglia di dormire.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Aprì gli occhi di colpo.<br>8.30<br>Si sorprese quasi ad accettare questa peculiarità del suo risveglio.<br>Ma era sfasato, tutto era sfasato.<br>Si sorprese
anche ad accettare la situazione e a pensare di come poter continuare il suo lavoro svegliandosi ogni giorno dieci minuti più tardi.<br>Gli restavano soltanto due giorni di ferie. Poi sarebbe dovuto tornare in ufficio.
Ogni giorno con dieci minuti di ritardo rispetto al giorno precedente.<br>Non c’era spiegazione, non c’era modo di giustificarsi. L’unica era quella di sottoporsi a un controllo in un centro del sonno e
poi farsi rilasciare una attestazione medica.<br>Ma non sapeva se il suo capo l’avrebbe neanche letta, troppo assurda quella storia.<br>Anche lui si sarebbe comportato nello stesso modo.<br>Doveva pensare…
fare qualcosa. E forse rivolgersi davvero ad esperti.<br>Aprì il frigorifero e si accorse che non c’era più latte. Anzi, mancavano diverse cose, persino il pane nel congelatore era finito. Doveva andare
al supermercato a fare spesa se non voleva restare digiuno.<br>Si rivestì, indossò la solita giacca e uscì. Fece una lista mentale di ciò che gli serviva e raggiunse la piccola rivendita. Per
fortuna aveva un servizio porta a porta, che non era quello dei rifiuti, ma ti portavano la spesa a cassa gratis.<br>Prese il carrello, lo riempì di quello che serviva ma anche di qualcosa di superfluo. Si sorprese
a pensare di come la merce fosse sistemata sugli scaffali. Prima quelle cose superflue o non del tutto necessarie, con quelle più costose ad altezza occhi. Più in alto, ma principalmente più in basso quelle
simili ma più economiche, per arrivare ai prodotti migliori come rapporto qualità-prezzo il più in basso possibile. Man mano che poi procedeva verso la cassa, i prodotti diventavano sempre più necessari.
Ma ti ritrovavi il carrello già mezzo pieno di superfluo.<br>Non dovette attendere molto in coda per pagare, c’era poca gente a quell’ora del mattino di un giorno qualsiasi. La cassiera gli sorrise, poi
si oscurò: – Cosa c’è? Non si sente bene? La vedo un po’ pallido.<br>Lui scosse il capo. No, di salute stava benissimo, ma non riusciva a dormire di notte.<br>La commessa disse la cosa più
banale in quel frangente: – Allora dorma di giorno. Quelli che soffrono d’insonnia fanno così.<br>E lui restò folgorato. Come non averci pensato prima.<br>Pagò, disse di mandargli tutto
a casa come faceva abitualmente. E usci. Ma prima diede un rapido bacio sulla bocca alla cassiera che restò per qualche istante immobile, occhi spalancati e mano sinistra sulle labbra, senza capire.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Già… dormire di giorno. Poteva provarci, non gli costava nulla. Ma non gli andava proprio. Provò a rimettersi a letto, ma dopo innumerevoli tentativi di concentrarsi
su un sogno come faceva spesso, dovette rinunciare. Ed era ovvio, aveva dormito a lungo la notte precedente. Non gli restava da fare altro che passare una notte insonne e dormire il giorno seguente.<br>Non fu affatto facile.
All’inizio non notò alcuna differenza. Passò gran parte del pomeriggio al computer e dalle otto di sera si sistemò davanti al televisore zappingando tra un programma spazzatura e l’altro. E
sì che aveva l’imbarazzo della scelta. Tirò avanti sino alle due di notte. Poi cominciarono i problemi. Aveva sonno, non era abituato a far tardi. Andò in cucina e si preparò un caffè
ristretto. Non che gli servì molto, soltanto a perdere un po’ di minuti. Quando tornò sul suo divano resse un’oretta circa, poi le palpebre cominciarono a pesare. Scelse un film d’azione che
l’aiutò, poi un porno che, al contrario, peggiorò la situazione. Quei rapporti erano così… così finti che gli davano il voltastomaco, piuttosto che eccitarlo. Allora cercò un
sano film erotico degli anni ’80. Sì, quelli erano film d’arte erotica.<br>Alla fine guardò l’orologio. Erano da poco passate le cinque di mattina. Ormai aveva vinto, il peggio era passato.
Doveva resistere soltanto altre tre ore, poi si sarebbe gettato sul letto e addormentato con la luce del sole. Il pensiero del letto fece vacillare la sua forza di volontà, ma a quel punto cedere sarebbe stato da idioti.<br>Tornò
al divano e alla sua televisione.<br>C’era un telefilm vintage. Rozzo nella sua originalità.<br>Le sette. Ancora poco.<br>Ma quel divano gli fu fatale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Aprì gli occhi di colpo.<br>8.40<br>Maledizione! Stramaledizione. C’era quasi riuscito.<br>Bestemmiando come un turco ubriaco a corto di sigarette da un giorno
intero. Si tolse gli abiti e, senza indossare il pigiama si gettò sul letto riaddormentandosi.<br>Non sentì il campanello della porta suonare in maniera insistente.</span></div>
<div><span class="cf1">Fu la fame a svegliarlo. Guardò l’orologio-sveglia. Le 14.27. Corse al computer e l’accese.<br>14,27.<br>Sgranò gli occhi. Che quella nottata insonne
avesse resettato il suo sonno?<br>Forse… una cosa era certa: si era svegliato alla stessa ora del computer.<br>Si bloccò. Ma che cazzo stava dicendo? Nel pomeriggio non aveva un riferimento preciso, non aveva
mai dormito di giorno, almeno mai da adulto, e quindi non aveva la minima idea di quando ci si sveglia.<br>No, quel tentativo si era dimostrato un’inutile sofferenza.<br>Mangiò qualcosa, e cominciò
a passeggiare nervosamente avanti e indietro nel suo soggiorno. Non gli andava di uscire, non gli andava di lavorare al computer, non gli andava di guardare la TV, non gli andava di far nulla.<br>Dieci minuti a notte. Era
un ragioniere, per cui fece qualche rapido calcolo mentale. In ventiquattr’ore c’erano 144 dieci minuti. Quindi tra 144 giorni sarebbe tornato a svegliarsi puntuale alle sette di mattina. Una volta ogni cinque
mesi scarsi. Improbabile che il suo principale l’avrebbe accettato.<br>Sorrise amaramente. Non poteva calibrare la sua vita a quei dieci minuti di ritardo a notte.<br>Suonarono alla porta. Perplesso andò ad
aprire. Magari qualcuno che gli avrebbe spiegato tutto. Un alieno…<br>Era il commesso del supermercato che per la seconda volta gli portava la pesante spesa. Gli chiese di poggiare tutto in cucina, gli diede una mancia
e lo face uscire come fosse l’ultima volta che lo vedeva.<br>Così prese la decisione.<br>Non era un problema che poteva risolvere il suo medico di base, tantomeno lui. Sì, doveva rivolgersi a un centro
specializzato.<br>Lo cercò su internet. Lo trovò a una cinquantina di chilometri dalla sua città.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Quando andò a dormire lo fece con l’animo sollevato. Aveva deciso. Quello non sarebbe stato più un suo problema.<br>Mise la radio-sveglia alle 7.00.<br>E
si addormento col sonno del giusto.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Aprì gli occhi di colpo.<br>8.50<br>Doveva fare due telefonate.<br>La prima alla Clinica del Sonno. La seconda all’ufficio.<br>Poi si lavò accuratamente,
si rivestì, fece la solita colazione, preparò la valigia con tutto l’occorrente e raggiunse l’auto in garage.<br>A quell’ora non c’era tanto traffico.<br>Raggiunse la Clinica del Sonno
in quaranta minuti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Lo strano caso del rag. S.G. fu studiato a fondo. Si tentò di tutto, persino qualcuno mise in dubbio l’autenticità di quei risvegli dieci minuti dopo a notte,
che, insomma, fosse una truffa per creare una certa notorietà intorno all’istituto. Ma era tutto vero, incredibilmente vero.<br>Lo chiamarono ‘Paziente ALFA’, anche perché lui non voleva che
si rendesse noto il suo nome. L’accontentarono e questa storia è rimasta segretissima. Inutile andare a cercane traccia, non troverete mai nulla.<br>Ed è tuttora sotto controllo.<br>Le ipotesi si sprecano.
Ma la più probabile è che l’orologio biologico sia impazzito e che il suo cervello abbia autonomamente deciso di svegliarsi dieci minuti dopo ogni giorno. Così, senza una vera ragione. Avrebbe potuto
decidere di svegliarsi anche mezz’ora dopo. O prima.<br>O mai.<br>Si è parlato di onde provenienti dal cellulare quasi a contatto con la materia grigia, si è parlato di interferenze del computer e della
TV, si è parlato delle infinite onde identificabili ma anche inidentificabili che permeano la nostra aria, che ci avvolgono e trapassano. E chissà cosa ci fanno.<br>Ma sono state e sono soltanto ipotesi.<br>Due
cose restano certe.<br>Il ‘Paziente ALFA’ non è mai guarito.<br>E dopo poco c’è stato un paziente BETA, GAMMA, DELTA, EPSILON…</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Donato Altomare nasce a Molfetta nel 1951 e vi risiede. Laureato in Ingegneria Civile, esercita la libera professione.
Sposato con Loredana Pietrafesa ha tre figli. Narratore, saggista, poeta, ha pubblicato centinaia di opere con diversi editori (Mondadori, Solfanelli, Fanucci, Giunti, Fazi, Delos, Perseo, Altrimedia e molti altri). Ha vinto
numerosi premi tra i quali il premio della critica Ernesto Vegetti per il Romanzo ‘<em>Sinfonia per l’Imperatore</em>’, due volte il Premio Urania di Mondadori con ‘<em>Mater Maxima</em>’ nel 2000 e ‘<em>Il dono di Svet</em>’ nel 2007 e otto volte il Premio Italia. Fa parte dei ‘Poeti La Vallisa’ di Bari. Sono state
tenute tesi di laurea su di lui. Nel 2013 è stato nominato Presidente della <em>World SF</em> Italia, l’associazione italiana degli operatori della fantascienza e del fantastico.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink5c42e1ef873cebcc2807fc7c8ed7d240 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dieci-notte_bar.webp','alt': '','title': '','width': 634,'height': 417,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5c42e1ef873cebcc2807fc7c8ed7d240, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dieci-notte_bar.webp" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="132" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkcd97ad63d1b4b5d5b61d9817acc64691 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/donato-altomare.webp','alt': '','title': '','width': 320,'height': 208,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcd97ad63d1b4b5d5b61d9817acc64691, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/donato-altomare.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="98" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 Aug 2025 06:37:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Death From Above dei The Risen Dread]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000122"><h1 class="imHeading1">Uno dei picchi assoluti del metal estremo melodico degli ultimi anni</h1><h2 class="imHeading2">Comparto strumentale impressionante con lavori di chitarra e batteria devoti a una furia che non conosce limiti</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><strong>THE RISEN DREAD "Death From Above"<br>Full-length, Time To Kill Records (2025)<br><br></strong>Tre anni di distanza separano questo secondo full-length dei <strong>The Risen Dread</strong>, intitolato <em>Death From Above</em>, e il loro album di esordio, <em>Night Hag</em>. In questo secondo lavoro della formazione irlandese il metalcore e il melodic death metal si fondono alla perfezione e danno vita a un disco dinamitardo e incredibilmente
violento, che spesso sfocia in un thrash/death metal d'assalto e affilatissimo, che non può non ricordare l'operato di band come <strong>Darkane</strong> o <strong>At The Gates</strong>. Anche gli immancabili <strong>Slayer</strong> sono citati tra i solchi di questo disco, come anche il thrash metal più oltranzista di band come i vecchi
<strong>Kreator</strong>, <strong>Dark Angel</strong> o <strong>Sepultura</strong>.<br><br>Un bel mix di stili di metallo estremo quindi è quello che troverete in questo album. Tutto comunque è
suonato ad altissimi livelli, con una prestazione maiuscola da parte di ciascun componente della band: il cantante <strong>Marco Feltrin</strong> si danna l'anima offrendo growl e scream cattivissimi, mentre il comparto strumentale è impressionante. Sia il lavoro di chitarra che di batteria sono
devoti a una furia che non conosce limiti, infierendo sul “povero” ascoltatore con mitragliate degne di un action movie di guerra. Pezzi che colpiscono duro come <em>The Day I Died</em>, <em>In Fear We Trust</em>, <em>Endgame Symphony</em>, <em>Slay</em> e <em>Beyond My Final Breath</em> sono quanto di meglio un ascoltatore possa volere se cerca violenza in gran quantità.<br><br>In tutto questo marasma
di sonorità sprezzanti, titoli dei brani più che espliciti e un alone cupo che permea tutto il disco, i <strong>The Risen Dread</strong> ne escono vincitori alla grande, confezionando uno dei picchi assoluti del metal estremo melodico degli ultimi anni. Zero voci melodiche, zero tastiere, zero innovazione.
Qui si pesta come fabbri, ma con la componente melodic death nelle retrovie si ha anche quel minimo tocco melodico che consente una fruizione del disco da parte di vari ascoltatori. Da provare sicuramente.<br><br><br><strong>TRACKLIST</strong><br></span><ol><li><span class="cf1">The Day I Died</span></li><li><span class="cf1">In Fear We Trust</span></li><li><span class="cf1">Endgame Symphony</span></li><li><span class="cf1">Circle of the Damned</span></li><li><span class="cf1">Azadi (feat. Mustafa Dala)</span></li><li><span class="cf1">Death From Above feat.
Renato Zanuto</span></li><li><span class="cf1">Burn My Angels</span></li><li><span class="cf1">A Conversation With God</span></li><li><span class="cf1">Slay</span></li><li><span class="cf1">Beyond My Final Breath</span></li></ol><span class="cf1"><br><strong>LINE-UP</strong><br>William Ribeiro - Guitars<br>Marco Feltrin - Vocals<br>Mat Maher - Bass<br>Marcos Batata - Drums</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink247adee669d818236f105b9aa4f63739 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/DeathFromAbove_coveralbum.jpg','alt': '','title': '','width': 700,'height': 700,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink247adee669d818236f105b9aa4f63739, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/DeathFromAbove_coveralbum.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink76b262d67b8320b7bdc4209781dbe7a5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TheRisenDread_band.jpg','alt': '','title': '','width': 1200,'height': 799,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink76b262d67b8320b7bdc4209781dbe7a5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TheRisenDread_band.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=wRNLJkLngK8">https://www.youtube.com/watch?v=wRNLJkLngK8</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 23 Aug 2025 07:23:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Presentazione saggio Predator]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000121"><h1 class="imHeading1">Appuntamento per settembre al Lido di Venezia</h1><h2 class="imHeading2">Modera Emanuele Rauco, giornalista, critico e selezionatore della Mostra</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>






<div>






<div><span class="cf1">Il saggio <em>Predator: Un mito tra fantascienza e antropologia</em>, scritto da <strong>Andrea Guglielmino</strong>, <strong>Gianmarco Bonelli</strong> e <strong>Guglielmo Favilla</strong>, edito da <em>Weird Book</em>, sarò presentato al Lido di Venezia, Hotel Excelsior, Sala Tropicana 2 il 3 settembre<strong> </strong>alle ore 10.00, nella cornice della Mostra del Cinema.</span></div></div></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4l710j2" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">La saga cominciata nel 1987 con il classico di fantascienza di <strong>John McTiernan</strong> - nel libro è presente un’intervista al regista, insieme ad altre due preziose testimonianze <strong>di Stephen Hopkins</strong> e <strong>Chris Warner</strong>, rispettivamente autore del secondo capitolo e dei fumetti dedicati alla serie - vive proprio quest’anno una seconda giovinezza, grazie all’uscita del film animato <em>Predator: Killer of the Killer<strong>s</strong></em><strong></strong> e all’imminente arrivo di <em>Predator: Badlands</em>, entrambi diretti da <strong>Dan Trachtenberg</strong>, che ha preso in mano le redini del franchise con <em>Prey</em> del 2022.</span></div>
<div><span class="cf1"> </span></div>
<div><span class="cf1">Il 2025 è dunque l’anno degli <strong>Yautja</strong>, la specie aliena di cui le creature protagoniste fanno parte!</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Il testo non si limita a un’indagine cinefila e compilativa ma inquadra il mito in un inedito contesto socio-antropologico, affrontando argomenti come il rimando a miti ancestrali
che si basano sull’incontro e lo scontro delle culture nomadi con quelle sedentarie, al contrasto tra Natura e Cultura, tra Magia e Tecnologia, fino ad arrivare alla struttura “a caste” della società
in cui gli alieni Yautja sono organizzati. Come ogni Mito, anche quello del Predator deve essere mutevole per adattarsi alla società e al momento storico che lo accoglie.</span></div>
<div><span class="cf1">Ma c’è anche una parte squisitamente pop, che dimostra come il Predator si presti ad affiancarsi o a scontrarsi con una gran parte di personaggi dell’immaginario
comune, da Batman e Judge Dredd passando per i lottatori di Mortal Kombat e ovviamente il suo eterno rivale <em>Alien</em>. Il Predator sta bene su tutto… ma anche <strong>contro</strong> tutto, e gli autori, a loro volta critici, giornalisti ed esperti di pop culture analizzano lucidamente il <strong>perché</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Il saggio è impreziosito dalla splendida copertina di <strong>Giorgio Finamore</strong> e da illustrazioni di artisti come <strong>Mauro ‘Manthomex’ Antonini</strong>, <strong>Oscar Celestini</strong>, <strong>Federico Sfascia, Tommy Eppesteingher, Maria Pina Sorighe, Giovanni Ventre, Walter Trono, Paolo Cioni, Fabrizio De Fabritiis e Mirko
Cusmai. </strong></span></div><div><strong class="cf1"><br></strong></div>
<div><span class="cf1">Appuntamento, dunque, al Lido per uno degli eventi collaterali più pop dell’intera Mostra!</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1"><em></em>Titolo: <em>Predator – Un mito tra fantascienza e antropologia</em></span></div>
<div><span class="cf1">Autore: A. Guglielmino. G. Bonelli, G. Favilla<br>Editore: Weird Book</span></div>
<div><span class="cf1">Collana: <em>Insomnia</em><br>Genere: Saggio<br>Pagine: 156<br>Prezzo: 25,90 €<br>Formato: 15 x 22 cm<br>ISBN: 979-12-81603-31-8</span></div>
<div><span class="cf1">Data di uscita: 11 giugno 2025</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4l710j2" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkd0956e8bf7496e3cd4409107eab34851 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/predator-presentazione_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd0956e8bf7496e3cd4409107eab34851, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/predator-presentazione_bar.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="113" /></a><br></div><div><script> var showboxlink006389b7727f05f37840d64458f1ac87 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/704cff7e-dc73-4bc3-9487-1f57f5580736.jpg','alt': '','title': '','width': 640,'height': 640,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink006389b7727f05f37840d64458f1ac87, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/704cff7e-dc73-4bc3-9487-1f57f5580736.jpg" alt="Emanuele Rauco." title="Emanuele Rauco." width="100" height="100" /></a> <script> var showboxlink36cbf69da4375a8eeeac393da261a02d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/38222f84-82d0-49a9-8908-e1fbe1282fc2.jpg','alt': '','title': '','width': 1080,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink36cbf69da4375a8eeeac393da261a02d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/38222f84-82d0-49a9-8908-e1fbe1282fc2.jpg" alt="Andrea Guglielmino." title="Andrea Guglielmino." width="100" height="100" /></a><br></div><div><!--StartFragment --><span class="fs14lh1-5"><b>Emanuele Rauco e Andrea Guglielmino.</b></span><!--EndFragment --><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 06:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Diario dal Mondo Osso di Diletta Crudeli]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000120"><h1 class="imHeading1">Un diario visionario in forma narrativa</h1><h2 class="imHeading2">Disturbante e affascinante, pieno di immagini che colpiscono</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">[…] Se c’è uno di loro che ha desiderato fin dal primo giorno della sua vita di essere una persona vera quello è Stride.<br>Stride non ha neanche
avuto bisogno dell’invito.<br>Non appena ha messo piede nei Livelli si è dato da fare per arrivare alla fine, raggiungere il sottotetto e diventare ciò per cui era nato.<br>Una creatura fatta di squame,
capace di occupare intere stanze, acciambellata senza ritegno su ogni superficie che lo permetta." […]</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4mtiIhD" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3VcjrHQ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Diario dal Mondo osso</em> è l’opera di <strong>Diletta Drudeli</strong> per la <em>D Editore</em> contenuta all’interno della collana <em>Intermundia</em><strong> </strong>diretta da<strong> Claudio Kulesko.</strong></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il libro è strutturato come una serie di “diari” ambientati nei Livelli del Mondo Osso, un universo surreale e perturbante.<br>Il protagonista principale, Valentino
(Val), attraversa questi Livelli accompagnato e spesso guidato da tre figure ricorrenti: Otto, Clara e Marie. Non sono semplici amici: appaiono come compagni di viaggio, ma a volte sembrano entità con ruoli simbolici
o funzioni narrative precise.</span></div>
<div><span class="cf1">Ogni “diario” è un frammento di viaggio in un Livello diverso, ciascuno con regole, creature e atmosfere proprie.</span></div>
<div><span class="cf1">I Livelli sono popolati da esseri bizzarri: bambini-insetto, falene giganti in abiti vittoriani, cani con troppe zampe, animali umanoidi.</span></div>
<div><span class="cf1">L’ambientazione alterna spazi chiusi e claustrofobici (corridoi, sottotetti) a luoghi aperti e surreali (mercati deformi, boschi cimiteriali) e la geografia è onirica
e instabile: i confini tra reale e immaginario si sfumano costantemente.</span></div>
<div><span class="cf1">Il mondo è disturbante e affascinante, pieno di immagini che colpiscono e possiede la capacità rara di evocare sensazioni con descrizioni non convenzionali.</span></div>
<div><span class="cf1">Pur nel caos apparente, il tono resta coerente, mantenendo un’identità stilistica precisa.</span></div>
<div><span class="cf1">Ho storto un po’ il naso per la mancanza di un arco narrativo solido che rischia di alienare il lettore. Si ha la sensazione che i personaggi subiscano il mondo senza trasformarsi
davvero. Alcune volte la prosa indugia in elenchi o aggettivi che soffocano la scena. L’effetto è più “catalogo visionario” che racconto.</span></div>
<div><span class="cf1">Concludendo, il testo è fortemente identitario: non somiglia a un romanzo canonico, ma piuttosto a un diario visionario in forma narrativa. Questo lo rende interessante e
originale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div>
<div><span class="cf1"><strong>Diletta Crudeli</strong> è nata nel 1991 e lavora come redattrice ed editor per Moscabianca Edizioni. Con Eris Edizioni
ha pubblicato la novella <em>Lady Lava</em>. I suoi racconti sono usciti su diverse riviste letterarie, tra cui <em>Tre Racconti</em>, <em>Narrandom</em>, <em>In fuga dalla bocciofila</em> e <em>Specularia</em> e in diverse raccolte. Sempre per Moscabianca Edizioni ha curato l’antologia speculative queer <em>HUMAN/</em> (2021). Scrive di libri sul suo blog, <em>Paper Mooon</em>, su <em>Ghinea Newsletter</em> e su <em>Singola Rivista</em>, fa parte della redazione di <em>L’Eco del Nulla</em> ed è fondatrice di <em>Spore Rivista</em>, rivista online dedicata al fantastico. <em>Diario dal Mondo Osso</em> è uno dei primi titoli di <em>Intermundia</em>, la collana di narrativa di genere di D Editore, diretta da <strong>Claudio Kulesko</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><em class="cf1">Diario dal Mondo osso</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Diletta Crudeli</em></div>
<div><em class="cf1">Artwork: Alessio Villotti</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: Intermundia</em></div>
<div><em class="cf1">Curatore: Claudio Kulesko</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: D Editore</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 160</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 979-1281842892</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: Ebook 5 € - Cartaceo 15,90 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4mtiIhD" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad (ebook)</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3VcjrHQ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad (cartaceo)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinke8c8599d4cd7ad33baa6792f1c72822f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/diario-mondo-osso_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 785,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke8c8599d4cd7ad33baa6792f1c72822f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/diario-mondo-osso_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="275" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkdc4b8cd3df4456012f69213d133e4a75 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/DilettaCrudeli-autrice.jpg','alt': '','title': '','width': 700,'height': 526,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdc4b8cd3df4456012f69213d133e4a75, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/DilettaCrudeli-autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Aug 2025 05:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Clickteam Fusion 2.5 creare senza codice]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000011E"><h1 class="imHeading1">Per principianti e professionisti</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Uno strumento versatile per creare giochi e applicazioni</h2><div><div><em>Prendete nota!: non essendoci delle guide italiane di Clickteam Fusion 2.5 sufficientemente esaustive, il portale "Club GHoST &amp; Ipnotica" prossimamente pubblicherà una documentazione completa e dettagliata sull'uso del software.</em></div> <div><br></div> <div><strong>STORIA DI UN SUCCESSO</strong></div> <div><em>Clickteam Fusion 2.5</em> (spesso abbreviato in CF2.5) è un ambiente di sviluppo integrato (IDE) che si distingue per il suo approccio visuale e orientato agli eventi, rendendolo accessibile sia ai principianti che ai professionisti. </div> <div>Infatti, a differenza di <em>Unity</em> o <em>Unreal Engine</em>, che si basano sulla programmazione a codice, <em>CF2.5</em> sfrutta un approccio visuale e "event-driven" (simile a quello di <em>Construct2</em> o <em>Stencyl</em>), rendendo la creazione di software interattivo accessibile a un pubblico vasto, inclusi non-programmatori, artisti e designer.</div> <div>Inoltre, cosa non da poco, il costo di <em>Clickteam Fusion 2.5</em>, a differenza di altre soluzioni concorrenti, è una tantum ovvero lo si paga una volta sola senza alcun tipo di abbonamento.</div> <div><br></div> <div>Sviluppato da <em>Clickteam</em>, la storica casa software francese fondata da <strong>Francis Poulain</strong>, <strong>François Lionet</strong> (il papà del leggendario <em>AMOS</em> per Amiga) e <strong>Yves Lamoureux</strong>, venne pubblicato per la prima volta nel 1994 come <em>Klik &amp; Play</em>. Successivamente nel 1996 è stato rinominato in <em>The Games Factory</em> per poi approdare nel 1998 come <em>Multimedia Fusion</em>.</div> <div>Nel 2006 arriva la versione 2 di <em>Multimedia Fusion</em> mentre nel 2013 esce la versione 2.5 denominata <em>Clickteam Fusion</em>.</div> <div><em>Clickteam Fusion 2.5</em> è quindi di fatto un'evoluzione del famoso <em>Multimedia Fusion</em>.</div> <div>Nel 2023 viene rilasciata l'ultima release stabile, la Build 295 mentre ad oggi è tuttora in fase di sviluppo la versione 3 del software.</div> <div>Per maggiori informazioni sullo sviluppo della versione 3 è possibile collegarsi al blog ufficiale Patreon: <a href="https://www.patreon.com/clickteam" class="imCssLink">https://www.patreon.com/clickteam</a></div> <div><br></div> <div>Esistono poi diversi videogiochi di successo che sono stati creati usando <em>Clickteam Fusion</em>, il più famoso dei quali è la serie <em>Five Nights at Freddy's</em>. Altri giochi includono <em>The Escapists</em>, <em>Freedom Planet</em> e qualche dozzina di altri giochi disponibili su Steam, Google Play o iOS App Store.</div> <div><br></div> <div><br></div> <div><strong>CLICKTEAM FUSION 2.5: LATI POSITIVI</strong></div> <div>I principali punti di forza di <em>Clickteam Fusion 2.5</em> sono:</div> <div><br></div> <div><strong>Approccio visuale e senza codice:</strong> Uno dei punti di forza di <em>CF 2.5</em> è il suo sistema di programmazione basato su eventi. Invece di scrivere righe di codice, l'utente "programma" trascinando e rilasciando oggetti e definendo le loro interazioni in una griglia di eventi. Questo lo rende incredibilmente intuitivo e ideale per chi non ha esperienza di programmazione. Si possono creare giochi complessi in tempi sorprendentemente brevi.</div> <div><br></div> <div><strong>Facilità di prototipazione:</strong> Grazie alla sua natura visuale e alla rapidità con cui si possono definire le interazioni, <em>CF 2.5</em> è uno strumento eccezionale per il <em>prototyping</em>. Se si ha un'idea per un gioco, è possibile creare una versione giocabile in poche ore per testarne il gameplay e le meccaniche.</div> <div><br></div> <div><strong>Supporto per diverse piattaforme:</strong> <em>CF 2.5</em> supporta un'ampia gamma di piattaforme di esportazione. Oltre a Windows, si possono esportare i progetti su iOS, Android, HTML5 (per i browser), Flash, e persino console come Xbox One (tramite UWP Exporter). Questo significa che è possibile raggiungere un vasto pubblico senza dover riscrivere il progetto da zero per ogni piattaforma.</div> <div><br></div> <div><strong>Community e risorse:</strong> C'è una community di utenti molto attiva e disponibile. Si possono trovare tutorial, forum, estensioni create dagli utenti (che aggiungono nuove funzionalità) e una vasta libreria di esempi. In <em>CF 2.5</em> c'è un sistema di assistenza integrato basato su CHM e quattro giochi tutorial divisi in varie parti per iniziare. Esistono anche molti tutorial da scaricare (per lo più gratuiti) sul negozio Clickteam. Ci sono anche un buon numero di tutorial di Clickteam su YouTube, anche se molti di essi sono piuttosto mediocri. Non manca poi un wiki dedicato al software. </div> <div>Nonostante la documentazione sia per la maggior parte in inglese, questo tipo di supporto rende comunque più facile superare eventuali ostacoli e imparare a padroneggiare il software.</div> <div><br></div> <div><strong>Oggetti ed estensioni:</strong> <em>CF 2.5</em> viene fornito con una serie di oggetti integrati (es. oggetti per il testo, sprite, suoni, ecc.), ma la vera potenza risiede nelle estensioni. La libreria di estensioni infatti è enorme e include oggetti per fare praticamente qualsiasi cosa: gestione di database, interfacce utente complesse, integrazione con servizi esterni, effetti grafici avanzati e molto altro.</div> <div><br></div><div><br></div> <div><strong>CLICKTEAM FUSION 2.5 - LATI NEGATIVI:</strong></div> <div>Nonostante <em>Clickteam Fusion 2.5</em> abbia numerosi punti a favore bisogna &nbsp;considerare inevitabilmente anche i suoi punti sfavorevoli:</div> <div><br></div> <div><strong>Struttura a eventi limitata:</strong> Per progetti molto grandi e complessi, la struttura a griglia di eventi può diventare disordinata e difficile da gestire. Può essere meno efficiente e ordinata rispetto a un vero e proprio sistema di programmazione a codice.</div> <div><br></div> <div><strong>Performance su progetti complessi:</strong> Sebbene sia ottimo per la maggior parte dei giochi 2D, per progetti con migliaia di oggetti o calcoli complessi, le performance potrebbero non essere paragonabili a quelle di motori più ottimizzati come <em>Unity</em> o <em>Unreal Engine</em>. È più adatto per giochi 2D (piattaforme, puzzle, arcade, RPG a turni) che per giochi 3D o simulazioni complesse.</div> <div><br></div> <div><strong>Costo:</strong> Il software e gli esportatori per le diverse piattaforme hanno un costo. A seconda delle piattaforme su cui vuoi pubblicare, il costo totale può aumentare. Tuttavia, ci sono spesso saldi e pacchetti che rendono l'acquisto più conveniente.</div> <div>Da notare comunque che è disponibile anche la versione freeware di <em>CF 2.5</em> che, seppur con delle grosse limitazioni, vi da la possibilità di creare dei semplici progetti.</div> <div><br></div> <div><strong>Curve di Apprendimento:</strong> Anche se è intuitivo, imparare a sfruttare al meglio tutte le sue funzionalità e a gestire progetti complessi richiede tempo. Capire come funzionano gli eventi, le estensioni e le ottimizzazioni richiede molta pratica.</div> <div><br></div> <div><br></div> <div><strong>CLICKTEAM FUSION 2.5:</strong></div><div><strong>aspetti tecnici, workflow e l'ecosistema del programma</strong></div> <div><br></div> <div><strong>La filosofia di sviluppo: la griglia degli eventi</strong></div> <div>Il cuore di <em>CF2.5</em> è l'Editor degli Eventi. Questo non è un semplice editor di script, ma una griglia a due dimensioni dove si definiscono le regole del gioco.</div> <div><br></div> <div><strong>Colonne</strong></div> <div>Contengono le Condizioni (es. "Il giocatore collide con il nemico", "Il tempo è inferiore a 10 secondi").</div> <div><br></div> <div><strong>Righe</strong></div> <div>Contengono le Azioni (es. "Distruggi il nemico", "Riduci la vita del giocatore").</div> <div>Questa struttura a "se... allora..." elimina la necessità di sintassi, variabili complesse o classi. Le interazioni sono definite in modo logico e intuitivo. Per i principianti, questo accelera la curva di apprendimento. Per gli sviluppatori esperti, permette una prototipazione estremamente rapida e la creazione di build giocabili in poche ore, non in giorni.</div> <div><br></div> <div><strong>Vantaggi</strong></div> <div><ul><li>Accessibilità: nessuna conoscenza di codice richiesta.</li><li>Chiarezza: La logica del gioco è visibile e facile da seguire a colpo d'occhio.</li><li>Rapidità: Ideale per i game jams o per testare velocemente nuove idee.</li></ul></div><br><div> </div> <div><strong>Svantaggi</strong></div> <div><ul><li>Scalabilità: In progetti complessi, la griglia può diventare enorme e disordinata, rendendo la manutenzione difficile. La mancanza di funzioni, classi o metodi di programmazione tradizionali può limitare l'organizzazione del codice.</li><li>Programma e manualistica principalmente in inglese. La maggior parte delle guide e dei tutorial sono in lingua inglese. Per questo motivo il portale <em>Club GHoST &amp; Ipnotica </em>prossimamente pubblicherà una documentazione dettagliata sull'uso del software.</li></ul></div><div><br></div> <div><br></div> <div><strong>Workflow e strumenti a disposizione</strong></div> <div>L'ambiente di sviluppo di <em>CF2.5</em> è composto da diversi editor che lavorano in sinergia:</div> <div><br></div> <div><ul><li>Editor del Livello (Frame Editor): È qui che si crea la scena del gioco. Si posizionano gli oggetti (personaggi, piattaforme, nemici), si definiscono gli sfondi e si gestiscono le collisioni. È l'equivalente della "scena" in <em>Unity</em>.</li><li>Editor dell'Oggetto (Object Editor): Ogni oggetto (sprite, testo, contatore, ecc.) ha il suo editor. Qui si possono disegnare le animazioni, importare immagini, creare maschere di collisione precise e definire i punti di azione (es. dove un proiettile deve essere sparato).</li><li>Libreria degli oggetti: Contiene tutti gli oggetti disponibili, sia quelli di base (sprite, testo, musica) che quelli aggiunti tramite estensioni. Le estensioni sono uno degli aspetti più potenti di <em>CF2.5</em>. Sono plug-in creati da Clickteam o da sviluppatori terzi che aggiungono funzionalità avanzate:</li><li>Grafica: estensioni per effetti shader, sistemi di particelle avanzati, effetti di luce dinamica.</li><li>Interazione: oggetti per gesti multi-touch, gestione dei dati su cloud, integrazione con social media.</li><li>Funzionalità: oggetti per array, strutture di dati, calcoli matematici complessi.</li></ul></div><div><br></div><div><script> var showboxlink710500f28ccc754ce356e64087b9f3d0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ClickteamFusion25_interfaccia1.jpg','alt': '','title': '','width': 1432,'height': 805,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink710500f28ccc754ce356e64087b9f3d0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ClickteamFusion25_interfaccia1.jpg" alt="L&#39;interfaccia di Clickteam Fusion 2.5." title="L&#39;interfaccia di Clickteam Fusion 2.5." width="200" height="113" /></a> <script> var showboxlinkeb531c5323572ef6e0c1a7d33eda497e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ClickteamFusion25_interfaccia2.jpg','alt': '','title': '','width': 1367,'height': 705,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkeb531c5323572ef6e0c1a7d33eda497e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ClickteamFusion25_interfaccia2.jpg" alt="L&#39;interfaccia di Clickteam Fusion 2.5." title="L&#39;interfaccia di Clickteam Fusion 2.5." width="200" height="104" /></a><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>L'interfaccia di <em>Clickteam Fusion 2.5</em></b></span></div><div><br></div><div><br></div> <div><strong>Performance e target di sviluppo</strong></div> <div><em>CF2.5</em> è ottimizzato per i giochi in 2D. Eccelle nella creazione di:</div> <div><br></div> <div><ul><li>Piattaforme 2D (es. giochi alla <em>Super Mario</em>)</li><li>Giochi di Puzzle</li><li>Avventure grafiche e visual novel</li><li>Spacewars e sparatutto (shoot 'em up)</li><li>RPG a turni</li><li>Applicazioni interattive e multimediali</li></ul></div><div><br></div> <div>Le performance sono generalmente molto buone per la maggior parte dei progetti 2D. Tuttavia, per giochi con un numero estremamente elevato di oggetti, sistemi fisici complessi (non gestiti dal motore di base ma da estensioni) o che richiedono rendering 3D, altri motori potrebbero essere più adatti. <em>CF2.5</em> non è un motore 3D; sebbene esistano estensioni che simulano la prospettiva, non è il suo scopo primario.</div> <div><br></div> <div><strong>Esportazione e pubblicazione</strong></div> <div><em>CF2.5 </em>offre una delle librerie di esportazione più ampie sul mercato, anche se gli esportatori per le singole piattaforme sono solitamente a pagamento:</div> <div><br></div> <div><ul><li>PC: Esporta su Windows, Mac, Linux.</li><li>Mobile: Esporta su iOS e Android con supporto nativo, permettendo la pubblicazione su App Store e Google Play.</li><li>Web: L'HTML5 Exporter permette di pubblicare il gioco su browser web, ottimizzandolo per una vasta gamma di dispositivi.</li><li>Flash: L'esportatore Flash permette di convertire il progetto nel formato SWF, anche se questa piattaforma sta diventando obsoleta.</li></ul></div><div><br></div> <div>Questa versatilità di esportazione riduce il costo e la complessità di dover riadattare il progetto per ogni piattaforma.</div> <div><br></div><div><br></div> <div><strong>CONCLUSIONI</strong></div> <div><em>Clickteam Fusion 2.5</em> è una scelta eccellente per chiunque voglia cimentarsi nella creazione di videogiochi o programmi senza doversi addentrare nel mondo della programmazione tradizionale. Rivolto in particolar modo a:</div> <div><br></div> <div><ul><li>Principianti assoluti: chiunque voglia muovere i primi passi nel game development senza affrontare la frustrazione della sintassi del codice.</li><li>Sviluppatori indie che creano giochi 2D: Per la sua velocità e flessibilità. Molti giochi di successo (es. <em>Five Nights at Freddy's</em>, <em>The Escapists</em>) sono stati creati con <em>CF2.5</em>.</li><li>Artisti e designer: per tradurre le proprie idee creative in prodotti interattivi senza dover collaborare con un programmatore.</li><li>Educatori: per insegnare i concetti di base del game design e della logica di programmazione in un modo visivo e coinvolgente.</li></ul></div><div><br></div> <div><em>Clickteam Fusion 2.5</em> è dunque &nbsp;un tool di creazione potente e versatile. Non è l'opzione perfetta per tutti, specialmente per chi cerca un motore per giochi 3D o vuole sviluppare progetti di enorme scala, ma nelle sue caratteristiche rimane uno strumento eccezionale, capace di trasformare idee in giochi completi in tempi sorprendentemente brevi.</div> <div>Adatto a Principianti (è il punto di partenza ideale per imparare la logica dietro la creazione di giochi), Sviluppatori Indipendenti - Indie (per creare prototipi, giochi 2D completi e applicazioni interattive rapidamente), Artisti e Designer (permette di dare vita alle proprie creazioni senza la barriera del codice), Educatori (è un ottimo strumento per l'insegnamento della logica di programmazione e del game design).</div> <div><br></div> <div>Se quindi il vostro obiettivo è creare giochi 2D, <em>Clickteam Fusion 2.5</em> offre una potenza e una flessibilità notevoli, riducendo drasticamente i tempi di sviluppo. Non è un sostituto dei motori di gioco più "tradizionali" per progetti 3D o per giochi che richiedono performance estreme, ma nella sua nicchia è uno dei migliori strumenti disponibili sul mercato.</div> <div><br></div> <div>Le versioni disponibili per Windows (7/8/10/11) di <em>CF2.5</em> sono:</div> <div><ul><li>Fusion 2.5 Freeware - gratis</li><li>Fusion 2.5 - 80,31 €</li><li>Fusion 2.5 Developer - 303,98 €</li><li>Fusion 2.5+ DLC - 55,91 €</li><li>Android/OUYA Exporter - 70,15 €</li><li>iOS Exporter - 80,32 €</li><li>HTML5 Exporter - 59,98 €</li><li>Mac Exporter - 45,75 €</li></ul></div><div><br></div> <div>Sito ufficiale: <a href="https://www.clickteam.com" class="imCssLink">https://www.clickteam.com</a></div> <div>È possibile acquistare le varie versioni di <em>Clickteam Fusion 2.5</em> a prezzi scontati anche sulla famosa piattaforma Steam.</div></div><div>Prova <em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Clickteam Fusion 2.5</span></em><span class="fs14lh1-5">, scarica la versione gratuita per Windows (7/8/10/11) o Mac: [<a href="https://www.clickteam.com/clickteam-fusion-2-5-free-edition" class="imCssLink">SCARICA</a>]</span></div><div><br></div><div><script> var showboxlink94bdb33f87f9e0b5ae8c1671648437ee = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ClickteamFusion25_bar.jpeg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink94bdb33f87f9e0b5ae8c1671648437ee, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ClickteamFusion25_bar.jpg" alt="Il logo di Clickteam Fusion." title="Il logo di Clickteam Fusion." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=XYQL1jL50qI">https://www.youtube.com/watch?v=XYQL1jL50qI</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 05:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Hinterland di Stefan Ruzowitzky]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000011D"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un film nero e senza speranza</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Thriller psicologico che indaga le ferite della guerra</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Hinterland (Austria, Lussemburgo 2021)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Stefan Ruzowitzky.<strong> </strong>Soggetto e Sceneggiatura: Robert Buchschwenter, Hanno Pinter, Stefan Ruzowitzky. Fotografia: Benedict Neuenfels. Montaggio: Oliver Neumann. Musiche: Kyan Bayani. Case di Produzione: Amour Fou Luxembourg, FreibeuterFilm. Genere: Poliziesco, Drammatico, Storico. Anno: 2021. Paesi di Produzione: Austria, Lussemburgo. Distribuzione (Italia): Beta Cinema. Durata: 98 min. Interpreti: Murathan Muslu (Peter Perg), Liv Lisa Fries (Theresa Körner), Max von der Groeben (Paul Severin), Stipe Erceg (Paul Rekowski), Marc Limpach, Trystan Pütter, Nilton Martins, Aaron Friesz, Matthias Schweighöfer.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4fHTVnn" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3Jo84tO" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Hinterland</em> è un thriller storico del 2021, ultimo lavoro del regista e sceneggiatore austriaco <strong>Oscar Stefan Ruzowitzky</strong>, già premio Oscar per il miglior film straniero con <em>Il falsario - Operazione Bernhard</em>. Si tratta di una coproduzione europea tra Austria, Germania, Belgio e Lussemburgo capace di ricreare in digitale la Vienna del 1920, ambientando
il film in una città cupa e allucinata, persino distorta, seguendo la visuale di un reduce di guerra. Puro cinema espressionista, thriller psicologico che indaga le ferite della guerra e i segreti più insondabili
dell’animo umano. In breve la trama. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, Peter Perg, ex ispettore di polizia, torna a Vienna dal fronte russo, dopo aver scontato una lunga prigionia e aver assistito a orrori indicibili.
Tutto intorno a lui è cambiato, Vienna non è la stessa città che aveva lasciato, Perg non riconosce più i luoghi perduti, distrutto l’impero asburgico resta una Repubblica instabile e inaffidabile.
Il fulcro del thriller sono gli omicidi rituali (molto brutali e mostrati senza particolari censure) di alcuni ex soldati. Perg comincia da sospettato, quindi rientra in polizia e aiuta lo sviluppo delle indagini fino a un
esito imprevedibile, un vero colpo di teatro che non anticipo. I cadaveri sono segnati da torture e vendette sulle quali si approfondiscono le note medico legali della dottoressa Theresa Körner<strong> </strong>e le indagini del giovane Paul Severin. La cosa migliore del film restano i tormenti del protagonista che non riesce ad andare
a rivedere moglie e figlia, una bambina che conosce poco, visto che è partito per il fronte quando era una neonata. I fantasmi del passato fanno capolino lungo le strade di una città violenta e corrotta, povera
e marcia, guidata da funzionari privi di scrupoli. Forse alla fine, una volta scoperto l’assassino e i motivi per cui uccideva in modo orribile, Perg sarà pronto a riprendere la sua vita e a rivedere la famiglia.
Il regista - in modo opportuno - sfuma l’immagine in dissolvenza nel momento del ritorno a casa del protagonista. <em>Hinterland</em> è un film nero e senza speranza, montato benissimo in 98 minuti essenziali da <strong>Oliver Neumann</strong>, grazie a una sceneggiatura oliata alla perfezione a cura del regista - che collabora con <strong>Robert Buchschwenter</strong> e <strong>Hanno Pinter</strong> -, fotografato in toni plumbei (dal verde al giallo scuro) dal bravo <strong>Benedict Neuenfels</strong>, accompagnato da una colonna sonora austera confezionata da <strong>Kyan Bayani</strong>. Se non l’avete visto in prima TV su Rai 5 - il canale digitale che passa i film senza inserti pubblicitari - lo recuperate su Rai Play. Vale davvero la
pena, soprattutto per come è girato, il regista si ispira al cinema espressionista tedesco (<em>Il gabinetto del dottor Calligari</em>), gira tutto su green-screen, impaginando fantastiche scenografie digitali &nbsp;con suggestivi sfondi ricostruiti a tavolino. Lo spettatore assiste
a un film ambientato in una Vienna claustrofobica e surreale, distorta e metafisica, a nostro parere per far mostrare come un reduce di guerra interpreta la realtà che lo circonda dopo anni di orrori visti in trincea
e nei campi di prigionia. Un thriller insolito, una gioia per gli occhi da un punto di vista estetico, senza dimenticare una trama davvero coinvolgente.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4fHTVnn" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3Jo84tO" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink50d1c6a6cd16aec2290b2aafeb75e7bf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Hinterland_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 630,'height': 900,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink50d1c6a6cd16aec2290b2aafeb75e7bf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Hinterland_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink50adbee3feda2c037f4857ff06ecc426 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Hinterland_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1400,'height': 788,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink50adbee3feda2c037f4857ff06ecc426, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Hinterland_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div></div><div><br></div><!--EndFragment --></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=iAsK81XwROc">https://www.youtube.com/watch?v=iAsK81XwROc</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Aug 2025 05:55:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Zothique 20 - narrativa e cultura fantastica e weird]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Riviste"><![CDATA[Riviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000011C"><h1 class="imHeading1">Numero estivo all’insegna del mare e del mistero</h1><h2 class="imHeading2">Dedicato all’universo narrativo di Peter Benchley</h2><div><div><span class="cf1">Il nuovo numero estivo di <span class="fs14lh1-5"><i>Zothique</i></span> si presenta all’insegna del mare e del mistero, celebrando i 50 anni di <em>Lo squalo </em>(<em>Jaws</em>), il romanzo che ha inaugurato l’era dei bestseller stagionali. Al centro di questa edizione c’è un dossier dedicato all’opera narrativa di <strong>Peter Benchley</strong>, a cura di <strong>Pietro Guarriello</strong>. L’articolo <em>L’universo narrativo di Peter Benchley</em> non si limita infatti al celebre <em>Lo squalo</em>, ma ripercorre tutta la sua produzione letteraria, includendo romanzi come <em>The Deep </em>(1976), <em>The Island </em>(1979), <em>Beast</em> (1991) e <em>White Shark </em>(1994). <strong>Guarriello</strong> evidenzia come <strong>Benchley</strong>, inizialmente famoso per i thriller marini e l’iconica rappresentazione degli squali come predatori temibili, abbia poi fatto una vera e propria abiura, dedicando la sua vita a riabilitare il ruolo e l’importanza degli squali nell’ecosistema marino, sottolineandone il valore e la necessità per l’equilibrio naturale degli oceani.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/472arfE" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">La rivista prosegue con un approfondimento su <strong>Sax Rohmer</strong>, uno degli autori più misteriosi e controversi del weird e del thriller esotico. L’articolo <em>La narrativa occulta di Sax Rohmer</em>, a cura di <strong>Claudio Maneri</strong>, mette in dubbio la veridicità della sua presunta partecipazione alla Golden Dawn, la celebre società esoterica di fine Ottocento. <strong>Maneri</strong> suggerisce che <strong>Rohmer </strong>abbia probabilmente sfruttato questa affiliazione, reale o presunta, per rafforzare la sua credibilità letteraria nell’ambito dell’occulto e del soprannaturale. Inoltre, <em>Zothique</em> presenta un racconto inedito in Italia di <strong>Sax Rohmer</strong>, <em>Il signore di Hollow Grange</em>. Questa storia, oscura e fortemente gotica, richiama lo stile di <strong>Sheridan Le Fanu</strong>, con atmosfere cariche di mistero e inquietudine che prefigurano anche alcuni temi di <strong>H.P. Lovecraft</strong>. Uno dei contributi più originali di questo numero è un saggio comparativo </span><span class="fs14lh1-5">di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Piervittorio Formichetti</b></span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">che accosta tre figure apparentemente distanti per epoca e mezzi espressivi: </span><strong class="fs14lh1-5 cf1">William Hope Hodgson, Fritz Leiber e Alfred Hitchcock</strong><span class="fs14lh1-5 cf1">. Il testo si muove con eleganza tra letteratura e cinema, mettendo in luce una sottile rete di affinità estetiche e tematiche, tutte centrate sull’idea di un “terrore moderno” che nasce non tanto da creature esterne, ma da un senso profondo di disorientamento, spaesamento e minaccia incombente. Il saggio, mai banale, mostra come l’evoluzione del terrore nel Novecento non segua una linea retta, ma piuttosto una spirale di ritorni e metamorfosi. I tre autori, pur operando in contesti differenti, sembrano infatti esprimere la stessa ansia: quella per un mondo sempre più indecifrabile, in cui il confine tra reale e immaginario si fa poroso.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il dossier su <em>Zothique</em> prosegue con un omaggio a <strong>Frank Belknap Long</strong>, autore e poeta della vecchia guardia di Weird Tales. &nbsp;Il contributo firmato da <strong>Pietro Guarriello</strong>, intitolato <em>Romanticismo oscuro e squarci cosmici nella poesia di F. B. Long</em>, è uno dei fiori all’occhiello di questa edizione. L’autore ricostruisce l’evoluzione poetica di <strong>Frank Belknap Long</strong>, proponendolo come un poeta visionario (elogiato anche da <strong>S.T. Joshi</strong>), capace di coniugare sensualità romantica, atmosfere gotiche e inquietudine cosmica. Attraverso le sue raccolte — da <em>A Man from Genoa </em>(1926), <em>The Goblin Tower </em>(1935), fino al volume <em>In Mayan Splendor </em>(1977), che raccoglie in un unico lavoro molte delle sue liriche più emblematiche — <strong>Long</strong> riesce a evocare un senso potente di nostalgia, meraviglia e timore dell’ignoto. Le sue poesie, spesso arricchite da immagini evocate in stili che oscillano tra lirismo romantico e visione onirica, riflettono una natura ambivalente — tra malinconia e sublime — che risuona perfettamente con i motivi centrali del Dark Romanticism: la fascinazione per l’inquietudine, il sovrannaturale, il grottesco e l’ineffabile. Alcuni temi ricorrenti includono il mare, il viaggio siderale, creature di spazi alieni e l'incorporazione di miti arcaici, spesso filtrati da quella sensibilità che <strong>Long</strong> condivideva con i suoi contemporanei del Lovecraft Circle. La sua poesia viene presentata qui in una selezione curata da <strong>Emilio Patavini </strong>(fra cui troviamo anche un il tributo <em>H.P. Lovecraft</em>. A completare l’omaggio a questo scrittore, la rivista propone un articolo inedito di <strong>H.P. Lovecraft</strong>, nel quale il celebre maestro del weird elogia l’opera di <strong>Frank Belknap Long</strong>, riconoscendone il talento e l’originalità nell’arricchire la letteratura dell’orrore. Questo testo, finora mai tradotto in italiano, offre uno sguardo prezioso sul rapporto tra i due autori e sull’ambiente letterario del loro tempo. Tuttavia ricordo anche una lettera di <strong>Lovecraft</strong> in cui lo stesso <strong>Long</strong> non veniva considerato fra gli scrittori in possesso di un senso dell'orrore cosmico molto spiccato. Bisogna sempre considerare una certa generosità da parte di <strong>Lovecraft</strong> nei confronti dei suoi colleghi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Nella rivista si trova anche un racconto di <strong>Flavio Deri</strong>, intitolato <em>Un’insolita apocalisse</em>. In questa storia quattro ragazzi — novelli cavalieri dell’apocalisse — vogliono dare il via all’apocalisse, ma non per distruggere l’umanità, bensì per trasformarla in un mondo dove l’uomo e la tecnologia coesistano in armonia, un’idea di futuro che unisce fantascienza e riflessione sociale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">A completare questo numero estivo, infine, troviamo un articolo di <strong>Francesco Brandoli </strong>intitolato <em>Alla scoperta del vino in Dracula: il ‘Golden Mediash’ gradito da Harker</em>, un’analisi curiosa e raffinata delle abitudini enologiche nel celebre romanzo gotico di <strong>Bram Stoker</strong>, che intreccia letteratura, cultura e simbologia, offrendo uno sguardo inedito su un dettaglio apparentemente marginale ma ricco di significati.</span></div></div><div><br></div><div><div><em class="cf1">Zhotique 20</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Dagon Press</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 178</em></div> <div><em class="cf1">ASIN: B0FHQ8VXS3</em></div> <div><em class="cf1">ISBN-13: 979-8292632603</em></div> <div><em class="cf1">Dimensioni: 16.99 x 1.14 x 24.41 cm</em></div> <div><em class="cf1">Prezzo: 14,90</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/472arfE" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb8c927028a60940e61e23f9ba42e3a84 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/zothique20_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 752,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb8c927028a60940e61e23f9ba42e3a84, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/zothique20_ver.jpg" alt="La copertina della rivista." title="La copertina della rivista." width="200" height="288" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Aug 2025 04:52:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il violino maledetto]]></title>
			<author><![CDATA[Biancamaria Massaro]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000011B"><h1 class="imHeading1">Comprese con orrore chi fossero le tre figure che lo tormentavano</h1><h2 class="imHeading2">Non riuscì a resistere a lungo alla tentazione di suonare di nuovo il brano che da settimane lo tormentava</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Amici e parenti avevano tentato senza risultato di confortarlo, ricordandogli che era fortunato a essere ancora vivo, ma l’uomo pensava solo alla famiglia che aveva perduto,
alle gambe che non avrebbe più potuto muovere e al suo viso deturpato dal fuoco e dalle cicatrici.<br>Certo, gli restava ancora il violino, che non aveva bisogno che si alzasse in piedi per essere suonato. Come poteva
però presentarsi in pubblico con quell’orribile volto che avrebbe ricordato a tutti – lui per primo – che era sopravvissuto gettandosi fuori prima dell’impatto con l’albero, mentre la moglie
e le sue due bambine erano morte carbonizzate sotto i suoi occhi, perché non era riuscito a trascinarsi fino alla macchina per aiutarle?<br>Non partecipò più ai concerti e si rinchiuse nella villa fuori
città, in compagnia del suo violino. Vivendo molto distante dalle altre abitazioni, poteva suonare indisturbato a tutte le ore, confondendo il giorno per la notte e lasciando intatti i pasti che la governante gli preparava.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Al principio l’uomo eseguì qualsiasi musica che gli passava per la mente, poi poco a poco iniziò a essere ossessionato da un unico motivo, finché non
fu più in grado di suonare altro. Sapeva bene che nessun musicista l’aveva composto, perciò pensò di averlo creato nella sua pazzia, fino a quando una notte gli parve che dei musicisti lo eseguissero
nel giardino fuori casa.<br>All’inizio fu felice di avere dopo tanto tempo una piccola orchestra che lo accompagnava, poi si ricordò che viveva isolato dal resto del mondo, per cui era impossibile che ci fosse
qualcuno in giardino.<br>Smise allora di suonare e si portò con la sedia a rotelle fino alla finestra, ma non vide nessuno; non appena ebbe ripreso l’esecuzione del motivo che l’ossessionava, sentì
però i tre orchestrali che ripetevano la sua musica. Senza smettere di suonare, si voltò allora verso la finestra: questa volta scorse in lontananza tre figure vestite di scuro che avevano ognuna uno strumento
diverso, la più grande un contrabbasso, le più piccole una viola e un violoncello.<br>Rivolse allora lo sguardo altrove e restò immobile a riflettere su quello che aveva visto. Con sua grande sorpresa,
non riuscì a resistere a lungo alla tentazione di suonare di nuovo il brano che da settimane lo tormentava e lanciare un’altra occhiata fuori casa. Si accorse così che i misteriosi musicisti si erano avvicinati
alla casa e lo chiamavano a gran voce, chiedendogli di raggiungerli.<br>Sentendo la loro voce, comprese con orrore chi fossero le tre figure che lo tormentavano: la moglie e le sue due bambine. Capì anche che non
erano vestite di nero come aveva creduto all’inizio, ma che i loro corpi erano carbonizzati, come l’ultima volta che le aveva viste morire tra le lamiere della macchina in fiamme.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con la memoria l’uomo tornò a quella notte, quando si era messo al volante ubriaco, nonostante sua moglie lo avesse pregato per il bene delle bambine di non farlo.
Aveva finto di non sentire le sue parole, che aveva coperto fischiettando sempre più forte le note di un motivetto che in quel momento stava prendendo forma nella sua mente.<br>Solo all’ultimo momento aveva
visto l’animale che gli tagliava la strada, costringendolo a sterzare e a invadere la strada che correva in senso opposto. Il resto era avvenuto tutto rapidamente: i fari del camion si erano fatti sempre più vicini,
la macchina che sbandava di nuovo e i rami dell’albero che sfondavano il parabrezza, proprio mentre la sua mano apriva la portiera.<br>Poi c’era stato solo il salto e l’impatto violento con l’asfalto.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nella frazione di un secondo era tornato sobrio ed era riuscito a salvarsi, ma l’istinto di sopravvivenza gli aveva impedito di pensare alla moglie e alle figlie. Le aveva
viste fare in tempo a slacciarsi le cinture e tentare di aprire le portiere, prima che il fumo annebbiasse loro la vista e il fuoco le raggiungesse.<br>Fino all’ultimo lo avevano supplicato di aiutarle, ma il musicista,
sebbene fosse quasi del tutto illeso, non aveva avuto il coraggio di soccorrerle. Immobile, le aveva guardate morire, finché le loro disperate invocazioni d’aiuto non si erano spente, trasformandosi negli ultimi
istanti nella promessa che sarebbero tornate a prenderlo.<br>Si era risvegliato dal suo torpore solo quando aveva sentito le sirene della polizia e dell’ambulanza, allora si era precipitato verso la macchina. Dopo
che una lingua di fuoco gli aveva colpito il volto costringendolo a indietreggiare per l’insopportabile dolore, era caduto nella scarpata, procurandosi le lesioni che lo avevano reso invalido per sempre.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La sua mente aveva dimenticato la vigliaccheria di quella notte, ma adesso sua moglie e le sue figlie erano tornate e gli ricordavano la sua colpa, eseguendo il motivo che aveva
fischiettato fino a poco prima dell’impatto con l’albero, per poi cancellarlo dalla memoria insieme a tutto il resto.<br>L’uomo si accorse solo allora di non aver mai smesso di suonare e che le tre figure
erano quasi arrivate alla finestra della sua villa. Distrusse il violino, sbattendolo con forza contro la parete, perché solo così era certo di non poter più eseguire il motivo che lo ossessionava. Quando
trovò il coraggio di guardare fuori, il giardino gli apparve di nuovo vuoto e silenzioso.<br>Cercò di rilassarsi guardando la televisione, una noiosissima replica estiva di un programma d’intrattenimento
che avevano trasmesso durante i sabati invernali. Una dozzina di ballerini danzavano senza troppa convinzione al ritmo di una musica, che si faceva di momento in momento più forte e sfrenata.<br>Sembrava una sorta
di bolero, che diventava sempre più veloce e trascinante. L’uomo trovò il motivo accattivante e cominciò a fischiettarlo, accorgendosi troppo tardi che dalle sue labbra usciva la stessa musica che
tanto tempo lo ossessionava. Terrorizzato, si girò verso la finestra, ma la vista del giardino gli fu impedita da tre nere figure che, gettati a terra gli strumenti, gli si avventarono contro.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il mattino seguente, la governante vide accanto alla finestra i resti del violino spezzato e la sedia a rotelle, ma non trovò il suo padrone in nessuna stanza della casa.<br>Del
musicista non si seppe più nulla, ma i suoi colleghi musicisti affermarono che doveva essersi suicidato in preda alla follia, perché solo un pazzo avrebbe distrutto l’antico e prezioso violino che gli era
stato lasciato in eredità dal prozio Erich Zann.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTRICE<br></strong>Biancamaria Massaro è una scrittrice di genere noir, fantastico e horror. Tra i suoi
romanzi ricordiamo: i thriller <em>Mistero a quattro voci</em> (SBS Edizioni, 2013) e <em>Consegne alla quercia</em> (Edizioni Forme Libere, 2010), mentre per la fantascienza <em>I Signori del Malsem</em> (Kipple Officina Libraria, 2008).<br>Come appassionata e studiosa di criminologia, cura la rubrica Tagli di Nera per il blog Nerocafe.net e sta portando
avanti per il sito LaTelanera.com ill progetto Cereal Wiki, una sorta di mini-enciclopedia sui serial killer. Ha pubblicato i saggi <em>Charles “Satana” Manson. Demitizzazione di un’icona satanica</em> (Nero Press Edizioni, 2014) e <em>Mostri solo se lo dicono i media?</em> (Giovane Holden, 2010)<br>Alcuni suoi racconti e articoli sono inoltre presenti nelle antologie a tema pubblicate dalla Nero Press Edizioni,
della cui redazione fa parte, e altre case editrici.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkfbeed34bab6321f9f175f9ab5641c2d6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/violino-maledetto_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 626,'height': 395,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfbeed34bab6321f9f175f9ab5641c2d6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/violino-maledetto_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="127" /></a><br></div><div><script> var showboxlink992262b70ee194aeaba7505a50517511 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/biancamaria-massaro-autrice.jpg','alt': '','title': '','width': 225,'height': 225,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink992262b70ee194aeaba7505a50517511, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/biancamaria-massaro-autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 Aug 2025 06:34:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[U.S. Palmese di Manetti Bros]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000011A"><h1 class="imHeading1">Lavoro compiuto e risolto che gode di grande ritmo</h1><h2 class="imHeading2">Uno dei migliori film che ha per scenario il gioco del calcio</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">U.S. Palmese (Italia 2024)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Manetti Bros. Soggetto: Manetti Bros, Michelangelo La Neve. Sceneggiatura: Manetti Bros, Emiliano Rubbi, Luana Gualano. Montaggio: Federico Maria Maneschi. Fotografia: Angelo
Sorrentino. Scenografia: Noemi Marchica. Costumi: Ginevra De Carolis. Musica: Aldo e Pivio De Scalzi. Genere: Commedia. Durata: 120’. Casa di Produzione: Mompracem, Rai Cinema. Distribuzione: 01 Distribution. Interpreti:
Rocco Papaleo (don Vincenzo), Blaise Alfonso (Etienne Morville), Giulia Maenza (Concetta), Lisa Do Couto Texeira (Sandrine), Max Mazzotta (Mimì Bagalà), Claudia Gerini (poetessa Adele
Ferraro), Gianfelice Imparato (professor Macrì), Massimiliano Bruno (Rocco Zampogna), Massimo De Lorenzo (avvocato Tripodi), Guglielmo Favilla (Peppi 'Mpiccia), Guillaume de Tonquédec (Gilbert Desagnat),
Aurora Calabresi (Adriana), Salvatore Costa (Peppe Reddocili), Giuseppe Futia (Melo Fiorino), Antonio Di Turi (Nicola Malagó), Leo Ferrari (indovino), Massimo Galante (presidente della Palmese), Mario Russo, Alessio
Viola, Anselmo Marini, Domenico Saba.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4fF1UBt" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Quando un film ti resta dentro per diversi giorni e non riesci a liberartene, anzi, ripensi situazioni e personaggi, vorresti rivederlo prima possibile, significa che l’autore
ha colto nel segno realizzando un lavoro destinato a restare nel tempo. In breve la trama. Etienne Morville è un calciatore molto dotato, dal carattere per niente facile, proviene dalla <em>banlieu</em> parigina e gioca in Serie A nel Milan. I suoi comportamenti, dentro e fuori dal campo, lo fanno allontanare dal calcio che conta, prima una squalifica, poi la società
decide di non farlo giocare perché il calciatore si rende responsabile di atteggiamenti offensivi verso una ragazza che pubblica tutto in rete. La vicenda di Etienne va di pari passo con quella di una piccola squadra
della promozione calabra - i neroverdi della Palmese - che stanno cercando di tornare agli antichi fasti. A Palmi un pensionato come don Vincenzo (<strong>Rocco Papaleo</strong>) si mette in testa di tassare il paese per ottenere la cifra che serve per acquistare il campione francese e farlo giocare tra i dilettanti. L’incredibile
avviene, perché il manager di Etienne (l’attore francese <strong>Guillaume de Tonquédec</strong>) pensa che un bagno di umiltà possa far bene al ragazzo e che dopo un breve purgatorio tra i dilettanti potrebbe tornare alla ribalta con una verginità ritrovata. Tra vicissitudini
varie, nonostante alcune bizze da campione, il calciatore francese finisce per legare con i nuovi compagni e conduce la Palmese verso la vittoria del campionato. Finale spiazzante e imprevisto che non racconto. <strong>Marco</strong> e <strong>Antonio Manetti</strong> sono due cinefili, di sicuro conoscono a memoria <em>Il Presidente del Borgorosso Football Club</em> (1970) di <strong>Luigi Filippo D’Amico</strong>, interpretato da un travolgente <strong>Alberto Sordi</strong>, antecedente storico di un simile lavoro, ma <em>U.S. Palmese</em> riesce ad eguagliarlo in comicità, credibilità e valore culturale. I personaggi creati dagli autori sono perfetti, su tutti <strong>Rocco Papaleo</strong> - vero mattatore - calato alla perfezione nel ruolo del vecchio tifoso alla ricerca di sovvenzioni ma anche di un padre che accetta la sessualità della figlia.
<strong>Blaise Alfonso</strong> è un ex calciatore di serie B in Belgio, ottimo nel ruolo del campione viziato che lascia il cuore a Palmi, torna sulla retta via e quando
va nuovamente a Parigi riprende i rapporti con la vecchia fidanzata. <strong>Giulia Maenza</strong> è credibile come la figlia Concetta che ha per compagna Sandrine (<strong>Lisa Do Couto Texeira</strong>), mentre è straordinaria <strong>Claudia Gerini</strong> poetessa di provincia che canta le lodi del campione francese. Il clan dei tifosi ricorda quello
de <em>Il Presidente del Borgorosso</em>, straordinario <strong>Gianfelice Imparato</strong> nei panni del professor Macrì che parla difficile, cita lirici greci e massime latine; ottimo <strong>Massimo De Lorenzi</strong> nei panni dello scettico avvocato Tripodi; bene <strong>Massimiliano Bruno</strong> come <strong>Rocco Zampogna</strong> e <strong>Guglielmo Favilla</strong> nelle vesti di Peppi ‘Mpiccia. <strong>Max Mazzotta</strong>, invece, merita un commento speciale perché costruisce una macchietta da allenatore di una squadra dilettanti davvero ben fatta, teorico del calcio danzato
alla brasiliana, consapevole di avere tra le mani una formazione di schiappe, abbandona gli schemi e confida tutto sull’asso francese, ma a un certo punto minaccia di metterlo in panchina perché sembra aver perso
la passione. <em>U.S. Palmese</em> è un film che i <strong>Manetti</strong> dovevano proprio fare (si sente), perché la famiglia è originaria di Palmi, paesino del litorale calabro che frequentavano in estate. Si nota che i registi
tenevano a raccontare un luogo del cuore, da piccoli andavano a vedere la Palmese allenarsi e sentivano spesso una <em>boutade</em> nel bar vicino allo stadio, pronunciata da un vecchio tifoso: “Manca un attaccante! Se ci tassiamo di duecentomila lire a testa, compriamo Maradona!”. Il film
realizza il sogno di una frase sentita tante volte durante l’infanzia. <em>U.S. Palmese</em> è un lavoro compiuto e risolto che gode di grande ritmo, montato benissimo da <strong>Maneschi</strong> (120 minuti essenziali), sceneggiato in maniera brillante dai <strong>Manetti</strong> (con <strong>La Neve</strong>, <strong>Rubbi</strong> e <strong>Gualano</strong>), fotografato con i colori accesi del Sud da <strong>Angelo Sorrentino</strong> e musicato a base di rap dai fratelli <strong>De Scalzi</strong>. Girato con movimenti di macchina originali e ispirati, tra Parigi, Roma e (soprattutto) Palmi, paese protagonista di una pellicola che - a mio modesto parere - resterà
nella storia della commedia all’italiana che parla di calcio. Non è facile raccontare il calcio al cinema e farlo così bene come in questo film, tra l’altro non condivido l’opinione di illustri
critici quando affermano che “in questo lavoro il calcio non conta ed è solo un modo per parlare d’altro”. Certo, la pellicola affronta temi come la sanità al Sud, l’omosessualità,
il riscatto dalla povertà, l’esigenza di sognare… ma tutto è inserito (bene) in un contesto calcistico. Il racconto delle partite è affrontato in modo originale, ispirato ai cartoni animati
giapponesi (Holly e Benji), usando il <em>ralenti</em> e fermando il tempo, studiando (con azzeccati <em>flashback</em>) i pensieri dei calciatori. Un riferimento dovuto per girare le gare di calcio è l’immancabile <em>Fuga per la vittoria</em>, in alcune occasioni viene inserita la famosa rovesciata di <strong>Pelè</strong>, stesso atto atletico di <strong>Silvio Piola</strong> e <strong>Gigi Riva</strong> immortalato dalle mitiche figurine Panini. I calciatori sono veri giocatori della Palmese, squadra di Promozione, cosa che contribuisce
a rendere credibili le azioni di gioco. I <strong>Manetti</strong> raccontano l’arrivo a Palmi (profondo sud) di una sorta di alieno, un calciatore ricco e famoso che
viaggia con un macchinone, dal carattere difficile, un uomo di colore pieno di problemi caratteriali, che ha smesso di sognare ma grazie alla genuinità del calcio di provincia ricomincerà a farlo. I <strong>Manetti</strong> girano un film personale, tutti i personaggi di contorno sono presi dai ricordi della Palmi conosciuta in gioventù, rappresentano bene vizi e virtù della
provincia. Il Sud è raccontato lontano dagli stereotipi, nella sua realtà contemporanea, tra storie di omosessualità, giovani che si divertono, persone che fanno tardi nei locali, bevono e danzano il rap.
Non manca il mare di Palmi, bellissima la scena del reclutamento del portiere che fa il pescatore in una spiaggia assolata dove Etienne e l’allenatore sembrano due personaggi del vecchio West. Alla fine il paese regala
un sogno al calciatore ma il campione porta una ventata di modernità a un luogo in parte ancorato al passato, proprio Etienne apre gli occhi a don Vincenzo sul motivo per cui la figlia non ha un fidanzato e gli fa accettare
il rapporto omosessuale con la compagna. Bellissima la fotografia marina di una Calabria bruciata dal sole; da segnalare brevi scene di taglio western con i personaggi che si scrutano come se stessero per affrontare un duello;
il montaggio alterna parti in diretta a comiche sequenze oniriche, mentre la sceneggiatura (oliata alla perfezione) rende credibile la redenzione del calciatore. Uno dei migliori film che ha per scenario il gioco del calcio
(nella fattispecie insolita di un mix tra mondo dilettanti e professionismo) che siano mai stati girati in Italia. Assolutamente da vedere!</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4fF1UBt" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinke75cd3143a204ab554f72b005a851bbc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/USPalmese-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke75cd3143a204ab554f72b005a851bbc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/USPalmese-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink13b77285f895651481cb31bb7d0a2d53 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/USPalmese-loc_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink13b77285f895651481cb31bb7d0a2d53, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/USPalmese-loc_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=0lBMuIGLM7c">https://www.youtube.com/watch?v=0lBMuIGLM7c</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 Aug 2025 05:47:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Metal Starz di Luca Ballabio e Gianluca Perotti]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000119"><h1 class="imHeading1">Un disco compatto e veloce</h1><h2 class="imHeading2">Metal canonico e trascinante, sempre con le vocals giuste</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><strong>METAL STARZ "Metal Starz"<br>Full-length, Nadir Music (2025)<br><br>Luca Ballabio</strong> e <strong>Gianluca "GL" Perotti</strong> (ex cantante degli <em>Extrema</em>) sono i maggiori protagonisti di questo album, che porta il titolo e monicker <em>Metal Starz</em>, ma nel disco possiamo trovare tanti altri artisti, tra i quali: <strong>Fabri Kiarelli</strong> (<em>The Rockets</em>), <strong>Grace Darkling</strong> (<em>Nocturna</em>), <strong>Alessio Spini</strong> (<em>Screamin’ Demons</em>), <strong>Trevor</strong> (<em>Sadist</em>), <strong>Edo Sala</strong> e <strong>Steve Ferrovecchio</strong> (<em>Folkstone</em>), <strong>Tiziana Cotella</strong> (<em>Hocculta</em>), <strong>Ross Lukather</strong> (<em>Death SS</em>), <strong>Angelo Perini</strong> (<em>The Trip</em>), <strong>Gianluca Cucella</strong>, <strong>Paolo Vantaggiato</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br>Intanto cominciamo col dire che il nome <strong>Luca Ballabio</strong> potrebbe suonare nuovo per molti, ed in effetti questo è il suo primo album da solista, ma come musicista parliamo di un chitarrista eclettico e docente di
chitarra rock/fusion al CPM di Milano, quindi non proprio di un principiante allo sbaraglio. In questo album si sente tutta la passione per il metal di Luca, quello dove i riff e gli assoli di chitarra non vengono mai meno.
Parliamo in special modo di metal classico, con svisate nel power, nel prog, ma anche nel thrash metal d'annata, e infatti molti dei brani più attinenti a questo genere sono cantati da <strong>GL Perotti</strong>, che offre tra l'altro un'ottima prova dietro il microfono, nonostante i suoi cinquantasei anni sul groppone.</span></div><div><span class="cf1"><br>C'è poco da dire per un
album come questo, nel senso che il genere proposto non offre innovazioni e soprattutto non offre quasi alcuno spunto degli studi jazz/fusion di <strong>Luca Ballabio</strong>, se non in qualche arrangiamento o assolo di chitarra. Il disco appare compatto e veloce, con pochi brani che si potrebbero definire radiofonici, ma ci sono anche
questi. Tra i brani più potenti e migliori sicuramente vale la pena citare l'opener <em>Rebirth</em>, la durissima <em>Waiting For</em> oppure la conclusiva e travolgente <em>The End</em>, tutti brani dove il metallo scorre a fiumi e in tutta la sua potenza.</span></div><div><span class="cf1"><br>Ci si poteva aspettare un album più raffinato, sebbene questo sia un disco suonato
e prodotto benissimo, ma invece ci troviamo di fronte a un album di metal tutto sommato canonico, dove la differenza la fanno l'ottima produzione e l'esecuzione dei molteplici musicisti qui presenti, quindi non è
comunque poco. Inoltre il disco appare trascinante, sempre con le vocals giuste e che ben si stampano in testa. Tutte cose che fanno di questo <em>Metal Starz</em> uno degli album più interessanti usciti in Italia nel 2025.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">TRACKLIST</strong></div><div>






<div><span class="cf1"><br></span></div></div>
<div><span class="cf1"><strong>Rebirth</strong>:<br>Music by Luca Ballabio<br>intro (piano solo) Gianluca Cucella</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Waiting for</strong>:<br>Music by Luca Ballabio Lyrics by Alessio Spini<br>(Drums)Titti Cotella<br>(Bass) Steve
Ferrovecchio<br>(Keyboards) Gianluca Cucella-Paolo Vantaggiato<br>(Rythm Guitars) Luca Ballabio<br>(Lead Guitars) Luca Ballabio<br>(Lead Vocal) Alessio Spini<br>(Backing Vocal) Alessio Spini</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Look at the sky</strong>:<br>Music by Luca Ballabio Lyrics by GL Perotti<br>(Drums) Ross Lukater<br>(Bass) Fortu
Saccà<br>(Keyboards) Gianluca Cucella<br>(Rythm Guitars) Luca Ballabio<br>(Lead Guitars) Luca Ballabio<br>(Lead vocal) GL Perotti<br>(Backing Vocal) GL Perotti</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Brake the chains</strong>:<br>Music by Luca Ballabio Lyrics by Fabri Kiarelli<br>Drums) Edo Sala<br>(Bass) Alberto
Bollati<br>(Rythm Guitars) Luca Ballabio<br>(Lead Guitars) Luca Ballabio/Fabri Kiarelli<br>(Lead Vocal) Fabri Kiarelli<br>(Backing Vocal) Fabri Kiarelli</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Change</strong>:<br>Music by Luca Ballabio Lyrics by GL Perotti<br>(Drums) Edo Sala<br>(Bass) Steve Ferrovecchio<br>(Rythm
Guitars) Luca Ballabio<br>(Lead Guitars) Luca Ballabio<br>(Guitars slide) Luca Ballabio<br>(Keyboards) Gianluca Cucella<br>(Lead Vocal) GL Perotti<br>(Backing Vocal) GL Perotti</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Now I’m Here</strong>:<br>Music by Luca Ballabio Lyrics by Alessio Spini<br>(Drums) Titti Cotella<br>(Bass)
Siro Burchiani<br>(Keyboards) Gianluca Cucella<br>(Rythm Guitars) Luca Ballabio<br>(Lead Guitars) Luca Ballabio<br>(Lead Vocal) Alessio Spini<br>(Lead Vocal) Grace Darkling<br>(Backing Vocal) Alessio Spini<br>(Backing
Vocal) Grace Darkling</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Puppets</strong>:<br>Music by Luca Ballabio Lyrics by GL Perotti<br>(Drums) Titti Cotella<br>(Bass) Alberto Bollati<br>(Rythm
Guitars) Luca Ballabio<br>(Lead Guitars) Luca Ballabio<br>(Lead Vocal) GL Perotti<br>(Backing Vocal) GL Perotti</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Bleeding</strong>:<br>Music by Luca Ballabio Lyrics by Trevor<br>(Drums) Titti Cotella<br>(Bass) Angelo Perini<br>(Rythm
Guitars) Luca Ballabio<br>(Lead Guitars) Luca Ballabio<br>(Lead Vocal) GL Perotti<br>(Backing Vocal) GL Perotti<br>(Lead Vocal) Trevor<br>(Backing Vocal) Trevor</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>The End</strong>:<br>Music by Luca Ballabio Lyrics by GL Perotti<br>(Drums) Titti Cotella<br>(Bass) Angelo Perini<br>(Keyboards)
Gianluca Cucella<br>(Rythm Guitars) Luca Ballabio<br>(Lead Guitars) Luca Ballabio<br>(Lead Vocal) Alessio Spini<br>(Lead Vocal) GL Perotti<br>(Backing Vocal) Alessio Spini<br>(Backing Vocal)GL Perotti</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">LINEUP</strong></div>
<div><span class="cf1">GL Perotti: Vocals and Backing Vocals<br>Kiarelli: Vocals, Backing Vocals and Lead Guitar<br>Alessio Spini: Vocals and Backing Vocals<br>Grace Darkling: Vocals
and Backing Vocals<br>Trevor: Vocals and Backing Vocals<br>Luca Ballabio: Rhythm and Lead Guitar<br>Gianluca Cucella: Keyboards<br>Paolo Vantaggiato: Keyboards<br>Steve Ferrovecchio: Bass<br>Fortu Saccà:
Bass<br>Alberto Bollati: Bass<br>Siro Burchiani: Bass<br>Titti Cotella: Drums<br>Ross Lukater: Drums<br>Edo Sala: Drums<br>Gianluca Cucella: Piano</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink3e247cf5cc1254a0aeb42eb2199b4f1e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/metal-starz_cover.jpeg','alt': '','title': '','width': 1024,'height': 1006,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3e247cf5cc1254a0aeb42eb2199b4f1e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/metal-starz_cover.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="197" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Vtq6eFlqORk">https://www.youtube.com/watch?v=Vtq6eFlqORk</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 Aug 2025 06:25:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[G20 di Patricia Riggen]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000118"><h1 class="imHeading1">Un film dove i pregi sono raggiungere la mediocrità</h1><h2 class="imHeading2">Così inutilmente blando che è davvero difficile parlarne</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">G20 (Usa, 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Patricia Riggen. Soggetto: Logan Miller, Noah Miller. Sceneggiatura: Caitlin Parrish, Erica Weiss, Noah Miller, Logan Miller. Fotografia: Checco Varese. Montaggio: Doc Crotzer, Emma E. Hickox. Musiche: Joseph Trapanese. Scenografia: Renee Filipova. Costumi: Paco Delgado, Moira Anne Meyer. Produttori: Viola Davis, Andrew Lazar, Tricia Miles, Julius Tennon, Janine van Assen. Produttori esecutivi: David Fliegel, Logan Miller, Noah Miller, RW, Danny Sherman. Casa di produzione: Amazon Studios, Big Indie Pictures, JuVee Productions, MRC Film, Mad Chance. Interpreti: Viola Davis (Presidente Danielle Sutton), Anthony Anderson (Derek Sutton), Ramón Rodríguez (Ag. Manny Ruiz), Marsai Martin (Serena Sutton), Antony Starr (Rutledge), Douglas Hodge (Primo Ministro
Oliver Everett), Elizabeth Marvel (Segr. Joanna Worth), Christopher Farrar (Demetrius Sutton), Sabrina Impacciatore (Elena Romano), Clark Gregg (Vice Pres. Harold Moseley), Angela Sarafyan (Quoll), Gideon Emery (Warren Paxton),
Jandré Le Roux (agente Parry), Alexander Maniatis (Hans). Genere: azione, thriller. Durata: 108’. Paese di Produzione: USA - 2025. Distribuzione in italiano: Amazon Prime Video.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1">Questo film mi è arrivato con il passaparola. È un film d’azione di produzione Prime Video che promette più risate che emozioni vere. I miei amici in coro
mi hanno detto: “guardalo: è una merda”, ma ammetto che mi sono smosso solo al sentire il nome di <strong>Antony Starr</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il presidente degli stati uniti è una donna di colore. Questo è quello che conta nella trama. Sembra che io sia razzista e voglia farlo rilevare come difetto; ma invece
è proprio il film che lo mette in mostra. Ti dice di continuo quanto lei sia figa, non fa altro che mettere questa cosa in risalto. È come se ti urlasse: “ci sono due minoranze bistrattate nella protagonista,
quindi questo film è bello!” Potremo chiudere qui, ma c’è anche una trama. Questa presidente (fichissima, ex militare, che picchia i soldati, genio della finanza, blablabla) ha due figli: un maschio
INUTILE (in maiuscolo) e una femmina genio, ribelle, hacker, prossima salvatrice dell’umanità, ne siamo certi. Ovviamente ha anche un marito (la presidente, non la figlia) che la ama e questa è tutta la
sua caratterizzazione. La signora organizza un G20 (il raduno dei grandi della terra) in Sud Africa. La cosa va “leggermente” male quando un gruppo di terroristi li rapisce tutti. I motivi sono economici, ma la
minaccia è molto grande ed è in quel momento che la presidente si incazza e… mena a tutti.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con le musiche degli <em>Oliver Onions</em> sarebbe stato molto meglio. In generale è un filmetto d’azione dimenticabile. Non è certo il primo dove il presidente degli stati uniti è un ex militare cazzuto che ammazza tutti (ricordo
i fasti di <em>Air force One</em>), ma forse è il primo che calca in modo grossolano sui temi della liberalità risultando proprio stupido. Purtroppo non è
il film trash che mi avevano promesso, ma più una robetta al limite della noia, con tanti spari e frasi a effetto che effetto non hanno. Nemmeno <strong>Starr</strong> salva il film, complice un copione poco illuminato che non gli dà modo di brillare come sappiamo può.</span></div>
<div><span class="cf1">Vorrei dire qualcosa su <strong>Viola Davis</strong>, non per altro perché è brava e famosa; ma proprio perché lo è, forse è meglio sorvolare sul fatto che è la protagonista di questa roba.</span></div>
<div><span class="cf1">L’azione è… lì. La gente si spara, c’è qualche coltellata e qualche esplosione. Sul piano tecnico è tutto molto ordinario. È un
film dove i pregi sono raggiungere la mediocrità, ma i difetti sono evidenti. Sembra che io non sappia cosa dire perché… è vero. È un film così inutilmente blando che è davvero
difficile parlarne.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Infatti la chiudo qui. Ve lo consiglio solo se vi piace sentire rumore mentre fate altro.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkd0e2dbdb37cf5ee15b1e804bba002690 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/g20film_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 630,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd0e2dbdb37cf5ee15b1e804bba002690, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/g20film_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlink592d20bff945f7f3556909870b39b5c4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/g20film_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 960,'height': 550,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink592d20bff945f7f3556909870b39b5c4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/g20film_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="115" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=G7P5pw9p3D8">https://www.youtube.com/watch?v=G7P5pw9p3D8</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 06:07:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Amiga Forever 11 e 40 anni di Amiga]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000117"><h1 class="imHeading1">Cloanto rilascia la nuova versione</h1><h2 class="imHeading2">La suite numero uno dell'emulazione di sistemi Amiga torna con diverse novità</h2><div><div><span class="cf1">Torna con diverse novità </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Amiga Forever</i></span></span><span class="cf1"> la suite di emulazione </span><span class="cf1"><em>Amiga</em></span><span class="cf1"> per Windows sviluppata dall’italiana Cloanto.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Per i soci </span><span class="cf1"><em>Club GHoST</em></span><span class="cf1"> uno sconto speciale del 50% sulla versione </span><span class="cf1"><em>Plus Edition!</em></span></div> <div><span class="cf1">Collegatevi ora su </span><span class="cf1"><em>Amiga Club</em></span><span class="cf1"> per scoprire l'offerta. </span><span class="cf1"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?amiga-club-news" class="imCssLink">VAI &gt;&gt;</a></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">In occasione del 40° anniversario dell'</span><span class="cf1"><em>Amiga</em></span><span class="cf1">, la Cloanto ha rilasciato la versione 11 di </span><span class="cf1"><em>Amiga Forever</em></span><span class="cf1">. L'annuncio ufficiale è stato dato il 3 luglio 2025, sottolineando la coincidenza con l'importante traguardo dell'</span><span class="cf1"><em>Amiga</em></span><span class="cf1">.</span></div> <div><span class="cf1">La nuova versione, frutto di oltre due anni di sviluppo, introduce diverse novità che proiettano il mondo dell'emulazione classica verso le moderne tecnologie.</span></div> <div><span class="cf1">Tra le caratteristiche principali di </span><span class="cf1"><em>Amiga Forever 11</em></span><span class="cf1"> troviamo:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><strong>Stampanti virtuali ad alta fedeltà:</strong></span><span class="cf1"> Sono state introdotte nuove stampanti virtuali come EpsonQ, MPS 803 e CBM 8026, capaci di riprodurre testo vettoriale e grafica a colori ad alta risoluzione.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><strong>Supporto touchscreen e per dispositivi portatili:</strong></span><span class="cf1"> L'esperienza utente è stata ottimizzata per i dispositivi portatili, con funzionalità touchscreen e una nuova tastiera virtuale.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><strong>Compatibilità migliorata:</strong></span><span class="cf1"> È stato migliorato il supporto per le più recenti versioni di Windows 10 e 11.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">L'uscita di </span><span class="cf1"><em>Amiga Forever 11</em></span><span class="cf1"> si inserisce in un anno di celebrazioni per il 40° anniversario dell'</span><span class="cf1"><em>Amiga</em></span><span class="cf1">, che ha visto l'organizzazione di diversi eventi in tutto il mondo, come </span><span class="cf1"><em>Amiga40 Germany</em></span><span class="cf1"> in Germania e </span><span class="cf1"><em>The Amiga at 40</em></span><span class="cf1"> nel Regno Unito.</span></div> <div><span class="cf1">A tal proposito </span><span class="cf1"><em>Club GHoST &amp; Ipnotica</em></span><span class="cf1"> ha anche aperto il nuovo canale </span><span class="cf1"><em>Amiga Group</em></span><span class="cf1">, periodicamente aggiornato che potete trovare nella sezione extra gratuita del portale: </span><span class="cf1"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/amiga-group---indice.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/amiga-group---indice.html', null, false)">VISITA &gt;&gt;</a></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il progetto </span><span class="cf1"><em>Amiga Forever</em></span><span class="cf1"> - che la Cloanto (storica casa software italiana di programmi </span><span class="cf1"><em>Commodore</em></span><span class="cf1">/</span><span class="cf1"><em>Amiga</em></span><span class="cf1"> fin dagli anni '80) ha sempre portato avanti con impegno e passione - è frutto di oltre quattro decenni di sorprendente innovazione e questa ultima versione rappresenta l’evoluzione definitiva della suite ufficiale per eccellenza dell’emulazione di sistemi </span><span class="cf1"><em>Amiga</em></span><span class="cf1">. </span></div> <div><span class="cf1">Se siete nostalgici, dei retro-gamer o appassionati di tecnologia, </span><span class="cf1"><em>Amiga Forever 11</em></span><span class="cf1"> vi permetterà di rivivere la magia del leggendario computer che ha rivoluzionato l’informatica negli anni ’80 e ’90.</span></div> <div><br></div><div><script> var showboxlink8fa419a39a7fc70ad84630b2a421293d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/amigaforever01.jpg','alt': '','title': '','width': 1366,'height': 768,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return 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e 64-bit), permettendo di eseguire giochi, software e demo originali con la massima autenticità.</span></div> <div><span class="cf1">Una nota di merito va poi all'emulazione di software 3D e foto ritocco: infatti programmi di punta come </span><span class="cf1"><em>Maxon Cinema 4D</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>LightWave 3D</em></span><span class="cf1">, il leggendario </span><span class="cf1"><em>ImageFX</em></span><span class="cf1"> o lo stesso </span><span class="cf1"><em>Personal Paint</em></span><span class="cf1"> (sempre della Cloanto), oltre a girare a velocità impressionanti lavorano senza problemi con palette da 16 milioni di colori grazie all'emulazione precisa di potenti schede video, una fra tutte la mitica </span><span class="cf1"><em>Picasso</em></span><span class="cf1">.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink9876f8fcfd8ca09d8c51a40506952cc2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 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src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/amigaforever04.jpg" alt="Il potente ImageFX versione 4.5." title="Il potente ImageFX versione 4.5." width="200" height="113" /></a> <script> var showboxlink8504bfaac260cac127dea5054240b15c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/amigaforever05.jpg','alt': '','title': '','width': 1366,'height': 768,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8504bfaac260cac127dea5054240b15c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/amigaforever05.jpg" alt="Il mitico Personal Paint nella versione 7.3 italiana." title="Il mitico Personal Paint nella versione 7.3 italiana." width="200" height="113" /></a></div><div><div><strong>La potenza di <em>Maxon Cinema 4D</em>, <em>ImageFX</em> e <em>Personal Paint</em> emulati su Windows.</strong></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Insomma, </span><span class="cf1"><em>Amiga Forever 11</em></span><span class="cf1"> non è solo un emulatore, ma un viaggio nella storia dell’informatica: se amate l’</span><span class="cf1"><em>Amiga</em></span><span class="cf1"> quindi, questa è la scelta definitiva.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><em>Amiga Forever 11</em></span><span class="cf1"> è disponibile in tre diverse edizioni, tra cui la </span><span class="cf1"><em>Value Edition</em></span><span class="cf1">, la </span><span class="cf1"><em>Plus Edition</em></span><span class="cf1"> e la </span><span class="cf1"><em>Premium Edition</em></span><span class="cf1">, con prezzi a partire da 19.95 €.</span></div> <div><span class="cf1">Da notare poi che con l'aggiornamento della versione </span><span class="cf1"><em>Plus Edition</em></span><span class="cf1"> si ottiene anche il pacchetto bonus </span><span class="cf1"><em>C64 Forever</em></span><span class="cf1">, l'emulatore del mitico </span><span class="cf1"><em>Commodore 64</em></span><span class="cf1">.</span></div> <div><span class="cf1">Per i soli soci </span><span class="cf1"><em>GHoST</em></span><span class="cf1"> è poi disponibile uno speciale sconto del 50% sulla versione </span><span class="cf1"><em>Plus Edition</em></span><span class="cf1">. Se siete membri Vip accedete al portale e consultate la sezione Amiga Club. </span><span class="cf1"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?amiga-club-news" class="imCssLink">VAI &gt;&gt;</a></span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong><span class="cf1">Edizioni a confronto</span></strong></div> <div><ul><li><span class="cf1"><em>Value Edition</em></span><span class="cf1"> € 19,95 Download per Windows con ROM 1.3, Workbench, 25+ giochi e 25+ demo.</span></li><li><span class="cf1"><em>Plus Edition</em></span><span class="cf1"> € 39,95 Tutte le ROM (0.7-3.X), 50+ giochi, 100+ demo, opzione per creare DVD.</span></li><li><span class="cf1"><em>Premium Edition</em></span><span class="cf1"> € 59,95 Contenuto Plus + 3 DVD fisici con video extra + download immediato.</span></li></ul></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">I prezzi sono IVA inclusa e se possedete già una versione precedente, la si può aggiornare a un prezzo ridotto.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Potete acquistare o aggiornare </span><span class="cf1"><em>Amiga Forever 11</em></span><span class="cf1"> direttamente dal sito ufficiale:</span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://www.amigaforever.com" class="imCssLink">https://www.amigaforever.com</a></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkc99fd9745a9dcb428601f12d3879f235 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/amiga-forever11_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 450,'height': 636,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc99fd9745a9dcb428601f12d3879f235, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-6" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/amiga-forever11_ver.jpg" alt="La copertina di Amiga Forever." title="La copertina di Amiga Forever." width="200" height="283" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_QST1ZAJ29o">https://www.youtube.com/watch?v=_QST1ZAJ29o</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 Aug 2025 04:39:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L’assassino di pietra di Michael Winner]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000116"><h1 class="imHeading1">Lavoro fondamentale nella filmografia poliziesca di Winner</h1><h2 class="imHeading2">Film on the road girato tra New York, Los Angeles e il deserto del Mojave in California</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">L’assassino di pietra (Usa, Italia 1973)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Michael Winner. Soggetto: John Edmund Gardner (romanzo A Complete State of Death). Sceneggiatura: Gerald Wilson. Fotografia: Richard Moore. Montaggio: Frederick Wilson. Effetti Speciali: Paul Stewart. Musiche: Roy Budd. Scenografia: Ward Preston, Norman Rockett. Costumi: Seth Banks. Trucco:
Phil Rhodes. Produttore: Michael Winner. Produttore Esecutivo: Dino De Laurentiis. Case di Produzione: De Laurentiis International, Rizzoli Film, Columbia Pictures. Distribuzione (Italia): Columbia Pictures. Titolo Originale:
The Stone Killer. Lingua Originale: Inglese, Italiana. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, Italia. Anno di produzione: 1973. Durata: 99’. Genere: Azione, Poliziesco, Thriller. Interpreti: Charles Bronson
(Lou Torrey), Martin Balsam (Al Vescari), Jack Colvin (Jumper), Paul Koslo (Langley), Norman Fell (Les Daniels), David Sheiner (Guido Lorenz), Stuart Margolin (Lawrence), Ralph Waite (Mathews), Alfred
Ryder (Tony Champion), Walter Burke (J D), Kelly Miles (Geraldine Wexton), Eddie Firestone (Armitage), Charles Tyner (psichiatra della polizia), Lisabeth Hush (Helen), Frank Campanella (Calabriese), John Ritter (Hart), Mary
Cross (cameriera), Harry Basch (Mossman), Tom Falk (sergente), Jan Arvan (Bartolomeo Vecchietti), Barry Cahill (Steinholtz), Ed Madsen (detective di New York), Arthur French (detective di New York), William J, Daprato (Moreci),
Hunter von Leer (Graham), Larry J. Blake (commissario di polizia).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4fByd4r" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46Tabj8" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><!--EndFragment --></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>The Stone Killer</em> (titolo originale) è uno dei lavori fondamentali nella filmografia poliziesca del britannico <strong>Winner</strong> (1935 - 2013) con protagonista un imperturbabile <strong>Charles Bronson</strong> nei panni del poliziotto violento e deciso che contrasta (senza badare ai metodi) mafia e criminalità comune con lo stesso vigore. Un anno prima de <em>Il giustiziere della notte</em> (che avrà diversi sequel), sempre con <strong>Bronson</strong>, delinea la poetica pulp di <strong>Winner</strong>, un cinema fuori dagli schemi che miscela azione con elementi politici e critica al sistema, sia la contrarietà alla guerra del Vietnam, come la stigmatizzazione della droga, l’ironia sui movimenti
hippie e la cultura underground. I film più importanti di <strong>Winner</strong> sono di produzione statunitense - come questo lavoro in parte italiano - che vede protagonista un rude poliziotto trasferito per punizione in California e coinvolto in una disfida mafiosa. La sceneggiatura è
di <strong>Gerlad Wilson</strong>, basata sul romanzo <em>A Complete State of Death</em> di <strong>John Edmund Gardner</strong>. Il boss Vescari vuol vendicare l’uccisione dei familiari avvenuta nel 1931, per far questo si avvale di un piccolo
esercito personale composto da reduci della guerra del Vietnam, uomini senza scrupoli e disposti a tutto. Ecco spiegato il titolo <em>The Stone Killer</em> (<em>assassino di pietra</em>) che in gergo indica un killer usato dalla mafia per compiere un delitto ma non collegato direttamente all’organizzazione. In questo caso gli <em>assassini di pietra</em> sono ingaggiati per eseguire una vera e propria strage di capi mafia italiani ed ebrei. <strong>Charles Bronson</strong> è il tenente Louy Torrey, dai metodi brutali, chiamato a contrastare il tentativo criminoso, che intuisce tutto partendo dall’omicidio di un vecchio
killer mafioso. <strong>Michael Winner</strong> dirige e produce il film, avvalendosi della collaborazione produttiva di Dino De Laurentiis, Columbia Pictures e Rizzoli Film.
Un film <em>on the road</em> girato tra New York, Los Angeles e il deserto del Mojave in California, oltre alla suggestiva location del Laurel Canyon a Hollywood Hills. Sono
strabilianti tutte le scene di pura azione, girate con mezzi artigianali da un vero maestro, soprattutto gli inseguimenti tra auto e moto con scontri, irruzioni in negozi, vetrate infante, spettacolari incidenti stradali e
spericolati sorpassi. La fotografia di <strong>Richard Moore</strong> è luminosa, il montaggio di <strong>Frederick Wilson</strong> concitato e senza tempi morti (99’ minuti essenziali), le musiche di <strong>Roy Budd</strong> accompagnano a dovere una pellicola che cattura l’attenzione dello spettatore. Effetti speciali di <strong>Paul Stewart</strong> (per i tempi) mozzafiato. Distribuito in tutto il mondo. Un successo di pubblico dalla Danimarca all’Italia, per tacer degli Stati Uniti. Vietato ai minori
per gli eccessi di brutale violenza, stigmatizzati da recensori anni Settanta (Morandini). <em>L’assassino di pietra</em> - rivisto su Iris dopo cinquant’anni dalla sua uscita al cinema - risulta ancora godibile e pare non risentire del tempo passato. Da riscoprire.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4fByd4r" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46Tabj8" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><!--EndFragment --></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink2cf4838306809d542920b369e7c46c48 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/assassino-pietra_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 424,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2cf4838306809d542920b369e7c46c48, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/assassino-pietra_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="284" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkb6d633155ffd186bdbe4366fb2902552 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/assassino-pietra_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1080,'height': 608,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb6d633155ffd186bdbe4366fb2902552, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/assassino-pietra_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=MP89Ib5woMg">https://www.youtube.com/watch?v=MP89Ib5woMg</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Aug 2025 06:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La collera verde di Monique Watteau]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000115"><h1 class="imHeading1">Opera di straordinaria forza evocativa</h1><h2 class="imHeading2">Un romanzo che trasforma la lettura in un rito, e il giardino in un tempio</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><em>La collera verde </em>(<em>La colère végétale</em>), romanzo d’esordio di <strong>Monique Watteau</strong> del 1954, arriva finalmente in Italia nella nuova traduzione di <strong>Camilla Scarpa</strong>, pubblicata da <em>Agenzia Alcatraz</em> nella sua collana Bizarre. La collana Bizarre, infatti, è dedicata alla riscoperta di gioielli dimenticati o inediti del fantastico francofono (usciti nella leggendaria collana Marabout) e <em>La collera verde </em>è uno di quei libri che sembrano appartenere a un altrove poetico e inquietante, sospeso tra sensualità, mito e orrore naturale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/40dfwxt" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il romanzo racconta la storia di Mara, un avventuriero francese, e di Jennifer, giovane cresciuta a Bali in un ambiente spirituale impregnatamente pagano, dove la natura è
percepita come entità viva e sacra. Il loro incontro sfocia in un amore intenso, circondato da paesaggi esotici e fioriture spettacolari, ma ben presto l’idillio si tinge di inquietudine: le piante, i fiori, le
radici che popolano l’universo di Jennifer sembrano reagire alla presenza di Mara, come se una gelosia vegetale si risvegliasse. Il verde, prima accogliente e sensuale, si trasforma in un organismo animato e minaccioso,
capace di avvolgere, stringere, quasi punire. La prosa di <strong>Watteau</strong> è ipnotica: ogni descrizione botanica pulsa di vita, quasi erotica, e i paesaggi sembrano
respirare insieme ai personaggi. Jennifer non è una figura passiva, ma un medium vivente tra umano e natura, custode di una spiritualità immanente. Qui si innesta il cuore simbolico del romanzo: <em>La collera verde</em> è attraversato da un forte panteismo mistico, dove la divinità non è trascendente, ma diffusa nel mondo vegetale, nei petali che tremano, negli
alberi che vegliano, nelle radici che afferrano. Il legame tra eros e natura si fa rituale, quasi sacrale, in una sorta di liturgia verde.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il misticismo di <strong>Watteau</strong> non ha nulla di consolatorio: la natura non è buona né cattiva, ma sovrana, e la sua collera vegetale appare come la reazione di una divinità diffusa che rifiuta di essere violata o ignorata.
Quando Mara e Jennifer si amano, qualcosa si incrina: la loro unione diventa un’offesa o un’offerta, e la foresta risponde con segnali sempre più tangibili, in un crescendo che unisce erotismo e orrore.
L’intera vicenda si può leggere come una parabola ecologica ante litteram, un racconto iniziatico che avverte sul fragile equilibrio tra umano e ambiente. Lo stile lirico e simbolico di <strong>Watteau </strong>immerge il lettore in un sogno allucinato: fronde che si incurvano, petali che paiono sussurrare, radici che scivolano come dita viventi. Questo linguaggio ciclico e musicale
ha qualcosa di rituale, come una preghiera verde che accompagna il lettore verso un epilogo inevitabile. Non mancano, tuttavia, passaggi controversi: la descrizione di Jennifer oscilla tra innocenza e sensualità, con
tratti che oggi possono apparire ambigui o infantilizzanti, segno di un’epoca letteraria diversa e di un immaginario sospeso tra mito e voyeurismo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante queste ambiguità, <em>La collera verde </em>rimane un’opera di straordinaria forza evocativa. La sua miscela di panteismo, misticismo e inquietudine ecologica lo rende attualissimo, come se anticipasse le moderne riflessioni sull’anima del mondo
e sull’interconnessione tra umano e natura. La nuova edizione italiana di <em>Agenzia Alcatraz</em> nella collana Bizarre è dunque un’occasione preziosa per scoprire - o riscoprire - un classico marginale del fantastico, un romanzo che trasforma la lettura in un rito, e il giardino
in un tempio.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTRICE</strong></div>
<div><span class="cf1"><strong>Monique Watteau</strong> è stato il primo pseudonimo della poliedrica artista belga <strong>Monique Dubois</strong>, nata a Liegi il 23 dicembre 1929 e oggi meglio nota con il nome di <strong>Alika Lindbergh</strong>. Dopo aver studiato pittura all’Académie Royale des Beaux-arts e teatro al Conservatoire Royal di Liegi, si trasferisce appena ventenne a Parigi,
dove intraprende la carriera di attrice, modella e scrittrice. Tra il 1954 e il 1962 scrive quattro romanzi, diventando in breve tempo una delle voci più innovative e particolari del fantastico francofono dell’epoca,
grazie alla forte espressività e sensualità dei suoi lavori e all’inserimento di tematiche ecologiste, femminili e spirituali stemperate con un tocco di surrealismo. Dal 1963 abbandona quasi completamente
la scrittura e diventa una pittrice a tempo pieno (sono famose le sue illustrazioni nel campo della criptozoologia), attività che accompagna a una strenua militanza animalista ed ecologista che non è mai venuta
meno. Il suo ultimo libro, l’autobiografia <em>Le Testament</em> <em>d’une Fée</em>, è stato pubblicato nel 2002 dopo un silenzio editoriale durato quasi trent’anni.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">La collera verde</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Monique Watteau</em></div>
<div><em class="cf1">Traduttore: Camilla Scarpa</em></div>
<div><em class="cf1">Introduzione: Isabelle Moreels</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Agenzia Alcatraz</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: Bizarre</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 224</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 978-8885772540</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: 16,00 €</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/40dfwxt" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkdc454a4153d48dd5469fcf28ad4887b5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/collera-verde-cop_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 751,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdc454a4153d48dd5469fcf28ad4887b5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/collera-verde-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="288" /></a></div><div><script> var showboxlink7c98bf25fa2612a688c50d5eb0e88619 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/MoniqueWatteau-mini_autrice.jpg','alt': '','title': '','width': 300,'height': 300,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7c98bf25fa2612a688c50d5eb0e88619, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/MoniqueWatteau-mini_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Aug 2025 05:04:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La ragazza sul grattacielo]]></title>
			<author><![CDATA[Bob Bristow]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000114"><h1 class="imHeading1">Un racconto presentato da Alfred Hitchcock</h1><h2 class="imHeading2">Pubblicato in Italia nell'agosto 1962 sul giornale "La Domenica del Corriere"</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">La vettura bianca e nera della squadra mobile guizzava velocissima attraverso il traffico pomeridiano. Prese una svolta in piena corsa, inclinandosi da un lato, ritornò sulle
quattro ruote e continuò a filare accompagnata dal suono eccitante della sirena.</span></div>
<div><span class="cf1">- Va più adagio... - disse l'uomo che sedeva dietro.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma credevo...</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì, ma senza esagerare...</span></div>
<div><span class="cf1">Il capitano John Kellogg vedeva la sua faccia nello specchietto della macchina: era una faccia lunga, brutta, con profonde rughe scavate nelle guance. Al momento esprimeva tensione
e preoccupazione. Cercò di farsi coraggio e di rilassare i muscoli.</span></div>
<div><span class="cf1">« Ci risiamo », pensò. Doveva esserci abituato, essere pronto. Ma non era pronto affatto... Praticamente non era mai pronto.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando lo avevano chiamato era seduto in ufficio, stava bevendo una tazza di caffè e discutendo sulle corse di cavalli.</span></div>
<div><span class="cf1">La voce nasale dell'altoparlante aveva interrotto la discussione.</span></div>
<div><span class="cf1">- Kellogg, c'e un lavoro per te - aveva detto la voce - La macchina è pronta.</span></div>
<div><span class="cf1">Kellogg aveva lasciato tutto ed era sceso di corsa. Ogni minuto contava.</span></div>
<div><span class="cf1">Si passò una mano sulla faccia come per concentrarsi sull'azione</span></div>
<div><span class="cf1">- Quando siamo a mezzo miglio smorza le sirena, Bill - disse all'autista.</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì, capitano.</span></div>
<div><span class="cf1">- Da quanto tempo e lassù?</span></div>
<div><span class="cf1">- Il tenente diceva venti minuti. Forse sarà qualcosa di più.</span></div>
<div><span class="cf1">- Già.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Venti minuti</em>. Si avvicinava il momento critico. Cominciava ad avere dubbi, forse la paura interveniva, o forse la decisione
si rafforzava, <em>lo sapeva soltanto lei</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma capitano - chiese l’autista – che cosa racconta lei a quella gente?</span></div>
<div><span class="cf1">John Kellogg trasse dal pacchetto una sigaretta, l’accese con mano quasi ferma.</span></div>
<div><span class="cf1">- <em>Tu</em> che cosa diresti?</span></div>
<div><span class="cf1">L’agente-autista scosse la testa: - Non so, non saprei neanche come incominciare.</span></div>
<div><span class="cf1">La sirena urlava.</span></div>
<div><span class="cf1">L’autista prese una svolta stretta: la sirena urlava. <em>Arrivo, arrivo. Aspettami. Per favore, aspettami</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Forse avrebbe fallito. Forse questa sarebbe stata la volta...</span></div>
<div><span class="cf1">John Kellogg non voleva pensare alla possibilità di un fallimento. Scacciò l’idea con energia.</span></div>
<div><span class="cf1">L'automobile si avvicinava all'assembramento di gente.</span></div>
<div><span class="cf1">Una radio aveva dato la notizia e una folla di curiosi era accorsa. Questa gente era la più fastidiosa.</span></div>
<div><span class="cf1">- Chiudi la sirena, per favore - disse Kellogg.</span></div>
<div><span class="cf1">La macchina rallentò e cercò una strada fra le altre vetture. </span></div>
<div><span class="cf1">- Chissà <em>perché</em>.. .- disse Kellogg.</span></div>
<div><span class="cf1">- Signore?</span></div>
<div><span class="cf1">- Niente.</span></div>
<div><span class="cf1">L'auto si fermò a cinquanta metri dalla casa.</span></div>
<div><span class="cf1">Kellogg aprì la porta e scese.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ha ordini per me, capitano?</span></div>
<div><span class="cf1">- Comincia a far sgombrare. Chiama la squadra. Voglio che sia tutto sgombro di gente e di macchine, al più presto possibile. Via tutti, piazza pulita per cento metri di raggio.
Arrestino chi non vuole andarsene. Dico sul serio.</span></div>
<div><span class="cf1">L'agente prese il microfono della radio di bordo per trasmettere gli ordini e Kellogg si avviò in mezzo alla confusione. Quando arrivò vicino alla casa vide la
macchina dei pompieri, l'ambulanza e due altre macchine della polizia.</span></div>
<div><span class="cf1">Gli agenti, come anche i curiosi, se ne stavano lì a testa all'indietro guardando verso il tetto.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando John Kellogg arrivò presso la macchina dei colleghi un fotografo gli fece scattare in faccia il suo « flash ».</span></div>
<div><span class="cf1">Kellogg alzò nervosamente un pollice:</span></div>
<div><span class="cf1">- Tu! - disse. - Adesso basta, vattene.</span></div>
<div><span class="cf1">Sono del « Daily News » disse il fotografo con tono d'importanza.</span></div>
<div><span class="cf1">- Fermate questo tizio.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma non può...</span></div>
<div><span class="cf1">- Via di qua! Allontanatelo!</span></div>
<div><span class="cf1">Kellogg non aveva ancora guardato su, al quattordicesimo piano. Si rivolse ad uno degli ufficiali in uniforme:</span></div>
<div><span class="cf1">- Il carro dei pompieri e l'ambulanza devono sparire dalla vista e aspettare oltre l'angolo della strada. Sgombrate tutta la zona qui sotto. D'urgenza. Capito??</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì, capitano.</span></div>
<div><span class="cf1">- Si è mossa, negli ultimi minuti?</span></div>
<div><span class="cf1">- No, signore... è rimasta lì immobile, come di pietra, con la faccia verso il cielo...</span></div>
<div><span class="cf1">In quel momento John Kellogg cominciò lentamente a guardare la facciata della casa...</span></div>
<div><span class="cf1">La donna, lassù, era una piccola chiazza rossa sul grigio delle pietre. Teneva le gambe allargate, la schiena appoggiata alla parete e la testa all'indietro.</span></div>
<div><span class="cf1">- Che cosa farà capitano? - chiese un cronista.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non so, lasciateci in pace.</span></div>
<div><span class="cf1"> </span></div>
<div><span class="cf1">John Kellogg si avviò all'ingresso dell'edificio. Era un palazzo di lusso con camere ammobiliate, una specie di albergo distinto.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Se abita qui non è povera</em>, pensò Kellogg. <em>Non lo fa per denaro... Ma del resto non lo fanno mai per denaro...</em></span></div>
<div><em class="cf1">Sei pronto John? Devi essere deciso, lo sai.</em></div>
<div><span class="cf1">John Kellogg affrettò il passo e arrivò all'ascensore. Il direttore dell'albergo e un segretario lo seguirono.</span></div>
<div><span class="cf1">- Da che parte è uscita? - chiese.</span></div>
<div><span class="cf1">- Dalla finestra, signore: ha scavalcato il davanzale.</span></div>
<div><span class="cf1">- Quanto è largo il cornicione?</span></div>
<div><span class="cf1">- Circa trenta centimetri...</span></div>
<div><span class="cf1">All'ingresso dell'ascensore c'era un poliziotto in uniforme. John mostrò la tessera poi si rivolse al direttore e al segretario:</span></div>
<div><span class="cf1">- Venite su con me.</span></div>
<div><span class="cf1">L'ascensore si avviò veloce.</span></div>
<div><span class="cf1">- Chi è?</span></div>
<div><span class="cf1">- Una certa signorina Hanson, Susan Hanson - disse il direttore.</span></div>
<div><span class="cf1">- Quanti anni?</span></div>
<div><span class="cf1">- Venticinque o ventisei...</span></div>
<div><span class="cf1">- Che cosa fa?</span></div>
<div><span class="cf1">- Disegnatrice... pittrice... fa sceneggiature per spettacoli... qualcosa del genere.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non è sposata?</span></div>
<div><span class="cf1">- No... è...</span></div>
<div><span class="cf1">- Che cos'è?</span></div>
<div><span class="cf1">L'ascensore si fermò e la porta si aprì automaticamente.</span></div>
<div><span class="cf1">- E' piuttosto bruttina... - disse il direttore con tono compassionevole.</span></div>
<div><span class="cf1">John uscì e seguì il direttore lungo un corridoio coperto da una elegante passatoia.</span></div>
<div><span class="cf1">- Su... mi dica, che fastidi ha la ragazza? Lo sa?</span></div>
<div><span class="cf1">- No... disse il direttore.</span></div>
<div><span class="cf1">- Sembrava a posto. Non sapevo che...</span></div>
<div><span class="cf1">- Aveva un uomo?</span></div>
<div><span class="cf1">- Come dice?</span></div>
<div><span class="cf1">- Un uomo. C'era qualche uomo che veniva a trovarla?</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma... noi non...</span></div>
<div><span class="cf1">- Risponda alla mia domanda. Lo sa che cosa sta succedendo...</span></div>
<div><span class="cf1">Il direttore si voltò verso il segretario che li seguiva: - Che dice lei?</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì, per un po' c'è stato un uomo che veniva a trovarla. Ma negli ultimi tempi non lo abbiamo visto.</span></div>
<div><span class="cf1">- Si fermava tutta la notte?</span></div>
<div><span class="cf1">- Si fermava fin tardi, non tutta la notte.</span></div>
<div><span class="cf1">Il direttore fece la faccia scura ma non parlò.</span></div>
<div><span class="cf1">Arrivarono davanti alla porta della camera. Un poliziotto in uniforme era di sentinella.</span></div>
<div><span class="cf1">- Come ti chiami, sergente? - chiese John.</span></div>
<div><span class="cf1">- Devore.</span></div>
<div><span class="cf1">- Bene, Devore: voglio che nessuno mi disturbi, che la camera sia tranquilla e vuota. C'è dentro qualcuno?</span></div>
<div><span class="cf1">- Ci sono un paio di cronisti, un pastore, e il tenente Mason.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma bene! - esclamò John di cattivo umore.</span></div>
<div><span class="cf1">Aprì la porta, entrò e per prima cosa prese di mira i due cronisti: puntò il pollice verso la porta:</span></div>
<div><span class="cf1">- Voi due - disse - fuori.</span></div>
<div><span class="cf1">- Olà, capitano, come sta? - esclamò uno di questi che lo conosceva.</span></div>
<div><em class="cf1">Come a una festicciola. Olà, capitano.</em></div>
<div><span class="cf1">- Fuori, non ho tempo da perdere.</span></div>
<div><span class="cf1">Il tenente Mason che era alla finestra si voltò e lo vide: aveva il faccione rosso e sudava.</span></div>
<div><span class="cf1">Anche il pastore si staccò dalla finestra: era un giovanotto dalla pelle bianchissima e l'aria ingenua.</span></div>
<div><span class="cf1">- Le ho parlato - disse. - Credo che mi abbia ascoltato.</span></div>
<div><span class="cf1">- Certo che ha ascoltato - disse John. - E ha detto che rientra?</span></div>
<div><span class="cf1">- Non vuol parlare.</span></div>
<div><span class="cf1">- Se non le spiace, ci provo io.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma stavamo dicendole...</span></div>
<div><span class="cf1">- Permettete? - disse John con tono perentorio. - Io non voglio affacciarmi, voglio uscire...</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma certo... - disse il giovanotto, spaventato.</span></div>
<div><span class="cf1">John arrivò alla finestra. Prima di guardare fuori si rivolse ancora al tenente:</span></div>
<div><span class="cf1">- Faccia sgombrare questa camera, Mason, e che nessuno entri. Se ne occupi lei, la prego.</span></div>
<div><span class="cf1">La stanza era vuota, finalmente. John si guardò intorno, pensoso. Esitava.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Ne sarai capace, John? Ti senti pronto?</em> Non era sicuro di sé, gli sembrava di non essere all'altezza dell'impresa. <em>Ma non aveva scelta. Doveva far così</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Si avvicinò alla finestra e guardò fuori. Sentiva come se un pugno gli stringesse lo stomaco.</span></div>
<div><span class="cf1">Con mossa decisa scavalcò il davanzale e vi si sedette.</span></div>
<div><span class="cf1">La donna era a tre metri di distanza. Teneva la testa rivolta in alto, ma gli occhi chiusi. Le sue labbra si muovevano, ma non usciva suono.</span></div>
<div><span class="cf1">John scese dal davanzale sulla sporgenza esterna del grattacelo, tenendo d'occhio la ragazza e cercando di non far rumore per non spaventarla.</span></div>
<div><em class="cf1">D'ora in poi ogni gesto, ogni parola sono importanti. Ogni gesto e ogni parola.</em></div>
<div><span class="cf1">In piedi sul cornicione, ne misurò a occhio l'ampiezza: era largo poco più di trenta centimetri. Vide il tetto delle automobili a un centinaio di metri di distanza
e si sentì mancare, come se i muscoli delle gambe si rifiutassero di reggere il corpo.</span></div>
<div><span class="cf1">Non cercò di spostarsi verso la donna. Tirò una lunga boccata d'aria. Si sbottonò la giacca, e cercò una sigaretta. La brezza era tiepida e non troppo
forte. Era piacevole.</span></div>
<div><span class="cf1">Trovò la sigaretta e se la mise fra le labbra senza accenderla. Si appoggiò alla parete della casa senza dir niente, come se si fosse appoggiato ad un lampione e attendesse
l'autobus.</span></div>
<div><em class="cf1">Ecco, adesso siamo soli, io e lei, isolati dal mondo, senza l'aiuto di nessuno. E di fronte a noi abbiamo l'eternità.</em></div>
<div><span class="cf1">Senza voltare la testa, disse sottovoce:</span></div>
<div><span class="cf1">- Ha paura, signorina Susanna?</span></div>
<div><span class="cf1"> </span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza si irrigidì contro la parete e voltò la testa. Era brutta, poverina, era proprio brutta. Un naso adunco sulla faccia stretta la faceva sembrare uno di quei
mostri di pietra su una cattedrale gotica. Anche il collo lungo e magro contribuiva a dare questa impressione.</span></div>
<div><span class="cf1">John cercò di sorridere: - Non abbia paura, signorina, la prego.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non si avvicini - disse la ragazza con una smorfia. - Voglio buttarmi...</span></div>
<div><span class="cf1">La lasciò parlare prima di ritentare. Si sentiva emozionato: la poveretta era come una bambina sperduta ed eccitata, pronta a saltare in quell'abisso artificiale.</span></div>
<div><span class="cf1">Se avesse saputo della terribile pena che gli procurava...</span></div>
<div><span class="cf1">- Ho mandato via tutte le automobili: sono già partite quasi tutte. Ho pensato che avrebbe preferito così.</span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza guardò giù per un secondo e risollevò rapidamente la testa con un sospiro che era quasi un singhiozzo.</span></div>
<div><span class="cf1">- Mi butto - disse. - Quando ho finito di pensare mi butto. Non mi faccia prediche.</span></div>
<div><span class="cf1">- Va bene, però mi risponda, Susanna: <em>ha paura</em>?</span></div>
<div><span class="cf1">- No - gridò la ragazza.</span></div>
<div><span class="cf1">- Sia onesta, dica la verità, Susanna.</span></div>
<div><span class="cf1">Voltò la testa verso di lui, le dita si aggrapparono alla pietra della parete. I suoi occhi erano disperati.</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì... sì... ma voglio buttarmi... voglio...</span></div>
<div><span class="cf1">- Non abbia paura allora... perché quella è la cosa peggiore.</span></div>
<div><span class="cf1">- Lo farò... lo farò...</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma non con la paura. Non vorrà morire con la paura...</span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza pronunciò qualche parola incomprensibile e per una frazione di secondo le ginocchia le si piegarono. Le sue labbra tremavano.</span></div>
<div><span class="cf1">- Crede che abbia paura di saltare?</span></div>
<div><span class="cf1">- Non di saltare. Paura dell'altro.</span></div>
<div><span class="cf1">- Cosa ne sa lei!</span></div>
<div><span class="cf1">- <em>Lo so</em>... - mormorò John.</span></div>
<div><span class="cf1">La donna voltò la testa dall'altra parte. Il suo equilibrio non era molto stabile. John pensò che stesse per cadere: chiuse gli occhi per non vederla. Staccò
una mano dalla parete e cercò l'accendino. Si accese la sigaretta e guardò: era ancora là.</span></div>
<div><span class="cf1">- Comunque sia... - mormorò - non vorrebbe parlare con me prima?</span></div>
<div><span class="cf1">- Credo che... adesso mi butto...</span></div>
<div><span class="cf1">- Non ancora... la prego...</span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza voltò la testa e lo guardò con attenzione: - Perché è uscito dalla finestra?</span></div>
<div><span class="cf1">- Io non ho paura.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non vorrà tentare di prendermi?</span></div>
<div><span class="cf1">- Lo desidera?</span></div>
<div><span class="cf1">- No.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non lo farò. Io la capisco, Susanna, la capisco <em>veramente</em>. Lo so che non è il buttarsi che conta. Tutta quella gente lo crede, ma si sbaglia. Si sbagliano tutti perché non sanno.</span></div>
<div><span class="cf1">Era proprio bruttina. Però, ora che il terrore si era un po' placato, i suoi occhi erano dolci e profondi...</span></div>
<div><span class="cf1">- Lei non capisce! - disse, ostinata ma non più tanto convinta.</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì invece - ribatté John. - E' per questo che ho mandato via tutti quanti: non hanno diritto a questo attimo. <em>E' il nostro</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">- <em>Il nostro</em>... - ripeté la ragazza. Scoppiò a ridere e il riso finì in un singhiozzo.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Poveretta, è così triste, così disperata</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">- Susanna, vorrebbe una sigaretta?</span></div>
<div><span class="cf1">- No, non cerchi di avvicinarsi!</span></div>
<div><span class="cf1">Era tornata ai suoi pensieri. Severa. Attenta.</span></div>
<div><span class="cf1">Nella casa di fronte, che era più bassa, c'era gente alla finestra. Una donna grassa puntava l'indice in alto.</span></div>
<div><span class="cf1">- Chissà quante donne dimenticano l'arrosto nel forno - disse John. - Se vediamo fumo sappiamo che cos'è.</span></div>
<div><span class="cf1">Ci fu un principio di un sorriso ma si trasformò in una smorfia di odio.</span></div>
<div><em class="cf1">Forse odiava con la stessa intensità con la quale aveva amato...</em></div>
<div><span class="cf1">- Mi chiamo John Kellogg - egli disse. - Sono ufficiale con incarichi speciali.</span></div>
<div><span class="cf1">- Che cosa tenta di fare?</span></div>
<div><span class="cf1">Strano, pareva più calma. Forse la curiosità...</span></div>
<div><span class="cf1">- Quello che cerco di fare è di capire ciò che succede e per così dire di prendervi parte. Sa come faccio?</span></div>
<div><span class="cf1">- No...</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma per prima cosa desidero che lei sia calma.</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì, sto cercando di essere calma.</span></div>
<div><span class="cf1">- Vuol sapere come faccio?</span></div>
<div><span class="cf1"> La donna gli lanciò una rapida occhiata. John non si era mosso. Appoggiato alla parete, con la sigaretta in un angolo della bocca aspettava la risposta. Quando si accorse
che la risposta non veniva, cominciò lentamente a parlare.</span></div>
<div><span class="cf1">- Io penso ai momenti felici della vita. Ognuno ne ha avuti.</span></div>
<div><span class="cf1">- Crede di convincermi a non saltare... - disse Susanna in tono di sfida.</span></div>
<div><span class="cf1">- No... soltanto se e quando sarà il momento desidero che non abbia paura.</span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza non rispose. John abbassò il tono della voce come se parlasse da solo.</span></div>
<div><span class="cf1">- Penso ai tempi lontani, prima che cominciassero tutti i guai. Una volta, molto tempo fa, ero un ragazzo di campagna... Le pare di vedermi vestito da contadinello?...</span></div>
<div><span class="cf1">John spense la sigaretta schiacciandola contro la parete della casa, e si mise il mozzicone in tasca perché non doveva vedere <em>cose... cadere...</em></span></div>
<div><span class="cf1">- Qualche volta... - continuò. - Mi fermavo a giocare sulle rive dello stagno, ai margini della nostra campagna, e poi mi stendevo sull'erba e stavo ad ascoltare i rumori.
Lasciavo che il sole mi riscaldasse, buttavo via le scarpe e ridevo di felicità... così senza ragione... forse le sembrerà sciocco...</span></div>
<div><span class="cf1">Guardò la ragazza: scuoteva la testa.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ha mai provato queste sensazioni?</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì... ma non ridevo...</span></div>
<div><span class="cf1">John si morse il labbro nervosamente. <em>Si sentiva triste come lei. Cercava di farsi capire, cercava di trovare un punto di contatto prima del disastro.</em></span></div>
<div><span class="cf1">- E la musica... - disse. La sua voce era così densa di emozione che Susanna voltò la testa a guardarlo.</span></div>
<div><span class="cf1">- Mi ricordo certe melodie... certe canzoni d'amore che fischiettavo di notte per la strada... E mi sentivo così pieno di desideri, così innamorato... anche se
poi tutto finiva in una delusione... in tante delusioni, Susanna. Ma lo strano era che anche in queste delusioni provavo una specie di amara felicità... Mi capisce, Susanna?</span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza scosse la testa.</span></div>
<div><span class="cf1">- C'è una specie di compensazione - proseguì John. - Più profonda è la tristezza che uno prova, più grande è la gioia quando tutto
è in ordine. Insomma bisogna sapere che cos'è l'infelicità per apprezzare meglio la gioia di vivere. Non le sembra vero?</span></div>
<div><span class="cf1">Susanna annui e disse parlando a fatica: - Sì... è una cosa tanto opprimente che non vale la pena di parlarne.</span></div>
<div><span class="cf1">- Già... - ammise John.</span></div>
<div><span class="cf1">- Mi sento meglio - disse Susanna. - Torni indietro, lei. Adesso sono pronta a buttarmi.</span></div>
<div><span class="cf1">- Lo amava molto... - sussurrò John.</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì.</span></div>
<div><span class="cf1">- Susanna... ti ha presa in giro, vero?</span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza singhiozzò. Staccò una mano dalla parete e si coprì la faccia.</span></div>
<div><span class="cf1">John si appoggiò alla parete e aspettò senza fiatare, coi nervi tesi, finché la ragazza voltò la testa dalla sua parte e lo vide.</span></div>
<div><em class="cf1">Non sapeva. Susanna non sapeva ancora, ma presto glielo avrebbe detto. Temeva quel momento.</em></div>
<div><span class="cf1">- Ti capisco, Susanna. So che cos'è il ridicolo. Non è per questo che io mi sono arreso. Ma ho provato anch'io queste pene. Non c'è molta differenza
fra noi...</span></div>
<div><span class="cf1">- Ha detto cose terribili... - mormorò la ragazza.</span></div>
<div><span class="cf1">- E' un povero di spirito... E' forse un attore? E' vanitoso?</span></div>
<div><span class="cf1">- Mi ha ingannata e mi ha buttata via...</span></div>
<div><span class="cf1">- Raccontami, Susanna.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ha detto che mi amava e gli ho creduto. Sembrava vero, sembrava impossibile che fosse una finzione. Sembrava una cosa tanto profonda e genuina. Mi ripeteva continuamente che mi
amava... Lo ripeteva sempre... come un disco...</span></div>
<div><span class="cf1">- E tu gli hai creduto.</span></div>
<div><span class="cf1">- Gli ho chiesto di sposarmi... mi ha detto cose crudeli... mi ha derisa... Non sapeva che lo amavo sul serio. Non sapeva quanto, non lo sospettava nemmeno.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non sapeva apprezzare il tuo valore, Susanna.</span></div>
<div><span class="cf1">- &nbsp;Non voglio commiserazioni. Non voglio niente... non voglio più vivere...</span></div>
<div><span class="cf1">Era arrivato per John il momento di decidere il da farsi. <em>La donna non era pazza</em>. Quindi non aveva scelta, doveva agire.</span></div>
<div><span class="cf1">- La mia storia è diversa - disse John - ma il risultato è press'a poco lo stesso.</span></div>
<div><span class="cf1">- Come sarebbe a dire?</span></div>
<div><span class="cf1">- Mi sono trovato anch'io sulla soglia di una decisione tragica come la tua, Susanna. E' per questo che ti capisco. Vuoi sapere com'è andata?</span></div>
<div><span class="cf1">Susanna lo guardò ma non rispose.</span></div>
<div><span class="cf1">- Avevo ventidue anni. Una notte un ragazzo mise una rivoltella sotto il naso di un distributore di benzina. Qualcuno lo vide attraverso i vetri e chiamò la polizia. Io ero
nella zona: arrivai con la macchina, balzai fuori, vidi la scena ed estrassi la rivoltella. Il ragazzo si voltò, mi vide e prese paura. La rivoltella gli tremava nelle mani, ricordo bene, fece un movimento, io credetti
che volesse sparare, e sparai per primo e lo ammazzai. L'ho visto morire, piangeva come un bambino... era un bambino... e la sua rivoltella non era neppure carica... era una vecchia arma arrugginita che non avrebbe potuto
sparare... Suo padre era stato ucciso pochi mesi prima da un automobilista che non si era fermato...</span></div>
<div><span class="cf1">John si passò una mano sul viso. La ragazza non disse niente.</span></div>
<div><span class="cf1">- Erano sette fratelli in famiglia... e il ragazzo lavorava tutto il giorno a scaricare sacchi. Ma non guadagnava abbastanza e aveva tentato di bluffare... e io l'avevo ucciso...
Vedi, Susanna, avevo avuto altre delusioni, altri dispiaceri, ma quella è stata la cosa che mi ha messo a terra.</span></div>
<div><em class="cf1">Aveva capito? Era riuscita a comprendere ciò che gli era accaduto?</em></div>
<div><span class="cf1">Continuò con voce rotta dalla emozione: - E' stato un colpo tremendo per me, Susanna. Era come se il mio mondo fosse andato in pezzi. Un giorno me ne andai in campagna
con la mia macchina, scesi, mi appoggiai ad un albero, estrassi la rivoltella e stavo per spararmi alla tempia quando... devi credermi Susanna... quando apparve un contadino che portava a tracolla un fucile: si fermò,
stette a guardarmi e mi disse: « Hai paura? ». Capisci, Susanna, non mi ha fatto prediche, non ha tentato di dissuadermi. Era uno che aveva fatto la guerra e aveva visto tanta gente morire. Mi capì e mi
chiese soltanto: « Hai paura? ».</span></div>
<div><span class="cf1">- Questi discorsi non hanno importanza - disse Susanna. - Adesso mi butto.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma hanno importanza per me, Susanna, quello che tu fai ha importanza per me.</span></div>
<div><span class="cf1">- Mi butto! - esclamò Susanna.</span></div>
<div><span class="cf1">Con voce tonante John annunciò:</span></div>
<div><span class="cf1">- E allora mi butto anch'io!</span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza voltò di scatto la faccia: - Come?</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì, Susanna, è una cosa che è capitata anche a me: perché quel giorno quel contadino col fucile mi disse che se mi fossi sparato avrebbe fatto altrettanto,
si sarebbe ucciso anche lui col suo fucile. Io dovevo decidere per entrambi.</span></div>
<div><span class="cf1">John fece un passo verso la ragazza:</span></div>
<div><span class="cf1">- Susanna, quel contadino diceva sul serio. E io pure lo dico sul serio. Se tu te ne vai vengo immediatamente con te. Se vuoi possiamo darci la mano... Ma insisto che non facciamo
le cose con terrore.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma lei non... lei non vuole...</span></div>
<div><span class="cf1">- No, Susanna, mi sono riconciliato con la vita. Ci sono tante cose per cui vale la pena di vivere...</span></div>
<div><span class="cf1">- Non ci credo...</span></div>
<div><span class="cf1">- C'è l'amore, Susanna, c'è la tristezza, c'è la gioia, e il dolore... Sono passati otto anni da quel giorno, Susanna, e sono stati come un
regalo per me, perché ho creduto a quel contadino, come tu credi a me. Siamo legati da questa esperienza, Susanna. Il più debole dei fili che ti trattiene in vita è anche il più debole dei miei
fili... E il mio coraggio... è il tuo coraggio.</span></div>
<div><span class="cf1">La strada era vuota, giù in basso. Nel silenzio egli si spostò sullo stretto sentiero di pietra e si avvicinò alla ragazza. Le si mise a fianco ma senza toccarla.
La ragazza alzò la testa e lo guardò.</span></div>
<div><span class="cf1">- Sono pronto, Susanna. Lo sai che cosa voglio da te. Non ho paura di vivere, ma non ho nemmeno paura di morire. Tu devi decidere per noi.</span></div>
<div><span class="cf1">- Lo farebbe davvero? - chiese Susanna con voce bassa, incredula.</span></div>
<div><span class="cf1">John non rispose. Lasciò che vedesse nei suoi occhi la tragica decisione.</span></div>
<div><span class="cf1">Susanna capì allora che faceva sul serio. Chiuse gli occhi e per più di un minuto non disse una parola.</span></div>
<div><span class="cf1">Poi scosse lentamente la testa.</span></div>
<div><span class="cf1">- Per piacere - disse - mi aiuti...</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì - disse John toccandole i capelli.</span></div>
<div><span class="cf1">Alzò il viso a guardarlo. Con la speranza che tornava quella povera faccia sofferente non era più tanto brutta.</span></div>
<div><span class="cf1">- Nella gioia o nel dolore - disse John - ti aiuterò a riconciliarti con la vita...</span></div>
<div><span class="cf1">- Non so se riuscirò a camminare...</span></div>
<div><span class="cf1">- Ti aiuterò Susanna, appoggiati al mio braccio.</span></div>
<div><span class="cf1">John si spostò lentamente verso il davanzale della finestra seguito dalla ragazza. Quando riuscì ad avere un appiglio sicuro le passò un braccio attorno alla
vita, la sollevò e la portò oltre la finestra, al sicuro.</span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza si era lasciata cadere su una sedia. John accese due sigarette, una per sé e una per lei. Le sollevò il viso finché ella alzò gli occhi a
guardarlo.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ti manderò all'ospedale - le disse. - Forse potrai evitare del tutto i cronisti e le loro interviste. Ma se qualcuno riuscisse ad arrivare fino a te, non dire niente
del nostro segreto. Capito? Non dire niente. Neanche una parola.</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ti darò mie notizie. Mi farò vivo spesso.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ha corso un bel rischio - disse la ragazza con labbra tremanti.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non potevo fare altro - disse John.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando arrivarono i medici per portarla via, John si curvò e la baciò sull'angolo della bocca.</span></div>
<div><span class="cf1">- Verrò a trovarti - disse.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando la ragazza fu uscita John Kellogg rimase solo e tirò un lungo sospiro di soddisfazione. Per il &nbsp;coraggio e la dignità di cui aveva dato prova la ragazza, e
per il piacere che aveva provato nel salvarle la vita.</span></div>
<div><span class="cf1">Poi spense la sigaretta e uscì lentamente nel corridoio.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">NOTE</strong></div>
<div><span class="cf1">Racconti rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. <em>La ragazza sul grattacielo</em> di <strong>Bob Bristow</strong> è apparso sulla <em>Domenica del Corriere</em> nell’agosto 1962. <strong>Robert O’ Neil Bob Bristow</strong> autore americano (1926-2018). Ne <em>La ragazza sul grattacielo</em> c’è suspense, c’è brivido, c’è originalità. Il racconto si snoda con sempre maggior terrore e può entrare di diritto nella nostra collezione di racconti rari
e introvabili. <span class="fs14lh1-5">Racconto pubblicato per la prima volta su </span><em class="fs14lh1-5">Club GHoST</em><span class="fs14lh1-5">.</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkef578dcba5f97b1baefb04d658ac07b3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ragazza-grattacielo-cover_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 527,'height': 725,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkef578dcba5f97b1baefb04d658ac07b3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ragazza-grattacielo-cover_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="276" /></a><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Aug 2025 05:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile la cover How Soon Is Now]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000113"><h1 class="imHeading1">Un omaggio ai The Smiths e alla serie Streghe</h1><h2 class="imHeading2">Ripulita dalle sonorità sintetiche degli anni ’80 e rivestita di autenticità metal</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Chi negli anni ’90 seguiva la serie <em>Streghe</em>, ricorda bene la sigla: malinconica, graffiante, rabbiosa.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>How Soon Is Now?</em> dei <strong>The Smiths</strong> era la colonna sonora perfetta di chi si sentiva fuori posto, perso nelle notti troppo lunghe in preda al bisogno feroce di essere capito.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Per questo gli <strong>Eternal Silence</strong> hanno deciso di reinterpretare il brano: per rendergli giustizia, ma soprattutto per farlo risuonare oggi, dando voce alla frustrazione e alla consapevolezza di una generazione che cercava risposte tra riff,
rituali e qualche incantesimo ben lanciato.</span></div>
<div><span class="cf1">E forse non ha mai smesso.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ripulita dalle sonorità sintetiche degli anni ’80 e rivestita di autenticità metal, la loro versione prende nuova vita non solo grazie al riarrangiamento, ma anche
grazie a due ospiti notevoli ad incendiare i microfoni:<strong> Lucille </strong>(<em>Aevum</em>) e <strong>Aeon Flux </strong>(<em>Holy Shire</em>),<strong> </strong>che insieme a <strong>Marika</strong> creano un’esplosione vocale sinfonica, cruda, intensa, carica di tutti quei messaggi che hanno atteso decenni
per palesarsi.</span></div>
<div><span class="cf1">Questa cover non è una semplice rivisitazione.</span></div>
<div><span class="cf1">È un richiamo. È una maledizione. Una nemesi di molte adolescenze che hanno sofferto i limiti dell'incomprensione.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Gli <strong>Eternal Silence</strong> nascono nel 2008 dalla passione di <strong>Marika Vanni </strong>(voce) e <strong>Alberto Cassina</strong> (chitarra e voce), fondatori e cuore pulsante del progetto. Fin dagli esordi la band si muove nella scena <em>symphonic metal</em> italiana con un sound potente e ricco di atmosfera, dove la melodia incontra intensità, lirismo e influenze gothic metal.</span></div>
<div><span class="cf1">Dopo una prima fase dedicata ai classici del genere, gli <strong>Eternal Silence</strong> trovano una propria identità artistica che si concretizza nei primi due album: <em>Raw Poetry</em> e <em>Chasing Chimera</em>, entrambi pubblicati da Underground Symphony Records.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel 2014 partecipano al tributo alla storica band metal <strong>Heavy Load</strong>, registrando il brano <em>Stronger than Evil</em> per la raccolta <em>Tales of the Northern Swords</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel 2018 pubblicano l’EP celebrativo <em>Metamorphosis 2008–2018</em> (Sliptrick Records), che segna una nuova fase stilistica. L’anno successivo esce <em>Renegades</em>, sempre per Sliptrick, contenente tre brani live e un inedito.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel 2021 esce per RockShots Records <em>Timegate Anathema</em>, registrato presso il Groove Factory Studio e prodotto da <strong>Michele Guaitoli</strong> (<em>Temperance</em>, <em>Vision of Atlantis</em>). Il disco, anticipato da quattro singoli, viene presentato ufficialmente con un release party al Legend Club di Milano e una lunga serie di date in Italia ed Europa.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel 2023 arriva <em>3</em>, un EP ispirato alla mitologia norrena e alla figura delle Tre Norne.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel corso degli anni, gli <strong>Eternal Silence</strong> hanno condiviso il palco con artisti del calibro di <strong>Therion</strong> (a Mosca e San Pietroburgo), <strong>Haggard</strong>, <strong>Sound Storm</strong>, <strong>Giacomo Voli</strong>, <strong>Rhapsody of Fire</strong>, <strong>Timo Kotipelto</strong> e <strong>Jani Liimatainen</strong>, suonando in Austria, Romania, Bulgaria, Croazia, Germania e ovviamente in tutta Italia.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf22c7595580cfd8a60a9b9347a5290bd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/EternalSilence-band_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1619,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf22c7595580cfd8a60a9b9347a5290bd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/EternalSilence-band_bar.jpg" alt="La band Eternal Silence." title="La band Eternal Silence." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=B14gcyEeY0s">https://www.youtube.com/watch?v=B14gcyEeY0s</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 09 Aug 2025 06:26:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[DeCritt 1.7 di Stefano Dardari]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Applicativi"><![CDATA[Applicativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000112"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Per proteggere file con un elevato grado di sicurezza</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Software molto semplice da usare, completamente in italiano</span></h2><div><div><span class="cf1">Durante l’uso quotidiano del nostro computer può capitare di dover proteggere da occhi indiscreti o comunque da persone mal intenzionate alcuni files di una certa importanza. Magari diversi files accumulati nel tempo in una determinata cartella oppure semplicemente memorizzati in una penna usb. Potrebbero essere documenti di testo <strong>Word</strong>, fogli <strong>Excel</strong> ma anche semplicemente immagini, musica o video. Se avete quindi questa necessità e volete proteggere i vostri files in modo semplice, sicuro, immediato e gratuito allora <strong><em>DeCritt</em></strong> potrebbe essere il programma che fa per voi.<br><strong><em>DeCritt</em></strong> è un software <strong>freeware</strong> italiano realizzato da <strong>Stefano Dardari</strong> che serve per proteggere (crittare/decrittare) files di qualsiasi formato e dimensione. Realizzato inizialmente per soli sistemi <strong>Amiga</strong> è poi giunto anche per versioni <strong>Windows</strong>. Utilizza un algoritmo di codifica proprietario a 256 bit, in grado quindi di offrire un’elevata sicurezza dei propri dati. Non apporta alcuna variazione di lunghezza del file e, cosa più importante, non include la password nel file criptato, di conseguenza non sarà affatto facile riuscire a sproteggere un file criptato con questo software. La versione 1.58 per sistemi <strong>Amiga</strong>, assicura l’autore <strong>Stefano Dardari</strong>, è completamente compatibile con quella disponibile per Windows.<br>In definitiva <strong><em>DeCritt</em></strong> è un ottimo programma <strong>freeware</strong>, molto semplice da usare, completamente in italiano (come il suo autore), capace di proteggere ogni tipo di file di qualsiasi dimensione con un elevato grado di sicurezza. Consigliato, per sistemi operativi <strong>Windows</strong> e <strong>Amiga</strong>.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div> <div><span class="cf1">Titolo: DeCritt 1.7</span></div> <div><span class="cf1">Autore: Stefano Dardari</span></div> <div><span class="cf1">Anno: 1997/2001</span></div> <div><span class="cf1">Licenza: Freeware</span></div> <div><span class="cf1">Sistema operativo: Windows 98/Me/2000/XP/Vista/7/8/10/11 e Amiga</span></div> <div><span class="cf1">Requisiti minimi: Pentium - 64 MB di Ram</span></div> <div><span class="cf1">Dimensione file: 493 Kb</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Scarica il programma (per Windows) dai nostri archivi: <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?decritt-1-7" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></span></div><!--StartFragment --><!--EndFragment --> <div><span class="cf1">Scarica il programma (per Amiga) dai nostri archivi: <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?decritt-1-7" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></span></div><!--StartFragment --><!--EndFragment --></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkbc796d775c676e920a9d1e85593318d8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Decritt17-interfaccia3_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 200,'height': 300,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbc796d775c676e920a9d1e85593318d8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Decritt17-interfaccia3_ver.jpg" alt="L&#39;interfaccia del software." title="L&#39;interfaccia del software." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3598d1224eeb4e50a4deab8ed77bd47e = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Decritt17-interfaccia2_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 613,'height': 325,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Decritt17-interfaccia1_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 738,'height': 385,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3598d1224eeb4e50a4deab8ed77bd47e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Decritt17-interfaccia2_bar.jpg" alt="L&#39;interfaccia del software." title="L&#39;interfaccia del software." width="200" height="107" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Aug 2025 06:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Bring Her Back di Danny e Michael Philippou]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000111"><h1 class="imHeading1">Sceneggiato con il gusto per la suspense</h1><h2 class="imHeading2">Da vedere solo se preparati e amanti del cinema del terrore più viscerale</h2><div><div><strong class="cf1">Bring Her Back - Torna da me (Australia, Usa 2025)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Danny Philippou, Michael Philippou. Soggetto e Sceneggiatura: Bill Hinzman, Danny Philippou. Fotografia: Aaron McLisky. Montaggio: Geoff Lamb. Musica: Cornel Wilczek. Scenografia: Vanessa Cerne. Costumi: Anna Cahill. Effetti: Michael Max Hughes, Tiam Riach. Trucco: Kevin Carter, Jac Charlton, Paul Katte, Nick Nicolau, Megan Tiltman, Larry Van Duynhoven, Mariel McClorey. Produzione: Samantha Jennings, Michael Philippou, Danny Philippou, Daniel Negret, Salman Al-Rashid, Kristina Ceyton. Interpreti: Sally Hawkins (Laura), Billy Baratt (Andy), Olga Miller (Macia), Brian Godfrey (Ivan), Brendam Bacon (Anton), Ben Jacobs, Sophie Wilde, Bree Peters. Titolo Originale: Bring Her Back. Genere: Horror. Durata: 104’. Paesi di Produzione: Australia, USA - 2025. Distribuzione: Eagle Pictures. Vietato minori anni 14.</em></div> <div><br></div></div><div><div><span class="cf1">Secondo film per i gemelli <strong>Philippou</strong>, nati ad Adelaide, in Australia, dopo il successo globale di <em>Talk to Me</em> (2023), cinefili fin da bambini, youtuber, creatori di corti horror dal taglio comico e collaboratori in <em>Babadook</em> di Jennifer Kent. <em>Bring Her Back</em> è un horror davvero inquietante che racconta le vicissitudini di un fratello e una sorella dopo la morte improvvisa del padre, affidati a una turpe megera, sconvolta dalla morte della figlia, in preda al delirio di riportarla in vita. <strong>Sally Hawkins</strong> è una perfetta Laura, donna demoniaca che - nascosta dietro una parvenza di dolcezza e rispettabilità - ha rapito un bambino e lo sta trasformando in un mostro cannibale per collaborare alla resurrezione in vita della figlia, nascosta nella ghiacciaia del giardino. Nel turpe progetto di Laura la ragazzina ipovedente avuta in affidamento dovrebbe morire annegata in piscina per riportare in vita la figlia morta in identico modo. Il fratello rappresenta un ostacolo del quale liberarsi, accusandolo di maltrattamenti da lei stessa creati. Non andiamo oltre con la trama, perché il film vive di grande suspense e gode di un ritmo invidiabile, anche se è consigliato solo per stomaci forti, vista la veridicità delle sequenze horror. Siamo di fronte a un vero e proprio cinema dell’orrore innovativo, la parte soprannaturale è modesta, legata ad alcune sequenze in cui il figlio crede di vedere il fantasma del padre e a dei riti satanici inquietanti. Tutto il resto rientra nella sfera dell’orrore possibile, racconta una mente distrutta dopo la morte di una figlia e un lugubre progetto, da portare a compimento, costi quel che costi. Fotografia cupa e inquietante (<strong>McLisky</strong>); scenografia minimale (<strong>Cerne</strong>) in una casa di campagna, teatro claustrofobico della vicenda, con pochi esterni; attori molto bravi, non solo la protagonista, anche i ragazzini se la cavano bene, guidati da due maestri del nuovo horror australiano. La maschera del bambino rapito è terribile, un volto sfigurato, la follia dipinta negli occhi, denti aguzzi, stomaco debordante e scatti d’ira incontrollabili, da vero demone. Il secondo tempo della pellicola vive un crescendo di orrore che cala lo spettatore in un mix di necrofilia e satanismo con sequenze inaspettate di violenza estrema. Horror plausibile, proprio per questo ancor più terrificante, capace di angosciare e sconvolgere fino in fondo lo spettatore. &nbsp;La pioggia domina la scenografia del film, l’acqua è l’elemento da cui tutto è nato (la morte in piscina), nel quale tutto dovrebbe risorgere, in ogni caso dove tutto finisce. Il film è sceneggiato così bene da <strong>Danny Philippou</strong> (che collabora con <strong>Bill Hinzman</strong>), che chi guarda la pellicola non immagina cosa potrà accadere nella scena successiva. Il montaggio di <strong>Geoff Lamb</strong> è sincopato, non spreca neppure un istante dei 104’ di pellicola, tutti essenziali alla comprensione della storia. Gli effetti speciali horror sono fantastici, si pensi alla sequenza in cui il bambino rapito si infila un coltellaccio tra i denti e cerca addirittura di mangiarlo. I registi raggiungono lo scopo prefissato di rendere inquietante la visione, creano un ambiente malsano in cui lo spettatore precipita fino al termine della pellicola, senza via di scampo. Horror vero, persino eccessivo, da vedere solo se preparati e amanti del cinema del terrore più viscerale. In ogni caso un buon film, girato alla perfezione, sceneggiato con il gusto per la suspense e accompagnato da una colonna sonora disturbante (<strong>Wilczek</strong>).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6954184959c332800db66c084867c333 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/BringHerBack-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 623,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6954184959c332800db66c084867c333, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/BringHerBack-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink55544acd2e0df2ed146caf65de2c4049 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/BringHerBack-scene_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1100,'height': 618,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink55544acd2e0df2ed146caf65de2c4049, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/BringHerBack-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=oX4QmDj3KdE">https://www.youtube.com/watch?v=oX4QmDj3KdE</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 05:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Untold empire di Flavio Deri]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000110"><h1 class="imHeading1">Viaggio nella parte più oscura del sogno americano</h1><h2 class="imHeading2">Un ponte raro e riuscito tra il noir e l’orrore cosmico</h2><div><div><span class="cf1">C’è una nota di sax che non dovresti mai ascoltare. La chiamano “avoid note”, la nota proibita, e quando vibra nei vicoli bagnati di Salem sembra che l’aria stessa si fermi, come se qualcosa di antico e invisibile fosse in ascolto. Leggere </span><span class="cf1"><em>Untold Empire – Storie di Malavita nei Miti </em></span><span class="cf1">di </span><span class="cf1"><strong>Flavio Deri </strong></span><span class="cf1">è un po’ così: scostare una porta socchiusa nell’America del Proibizionismo, infilarsi in un club clandestino pieno di fumo e scoprire che dietro le pistole, i dadi truccati e le bottiglie di whisky si muovono ombre più profonde, culti segreti e divinità fameliche che osservano da oltre il velo della realtà.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4fsQfpt" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad (in preordine scontato)</span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://www.lafeltrinelli.it/untold-empire-storie-di-malavita-libro-flavio-deri/e/9791281986053?queryId=75f4cb1dcf2d9aa601d43094c4de3d06" class="imCssLink">ACQUISTA SU FELTRINELLI</a> (</span><span class="fs14lh1-5">Disp. in 5 gg lavorativi)</span></div><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">La prefazione di </span><span class="cf1"><strong>Roberto Del Piano </strong></span><span class="cf1">mette in chiaro il cuore del progetto: contaminare la narrativa weird italiana con il respiro cupo del noir hard‑boiled americano. </span><span class="cf1"><strong>Del Piano</strong></span><span class="cf1"> sottolinea la capacità di </span><span class="cf1"><strong>Deri</strong></span><span class="cf1"> di rendere la criminalità organizzata non solo protagonista, ma anche veicolo di un orrore cosmico, capace di trasformare i vicoli bui e i club jazz in luoghi dove si intrecciano superstizione, violenza e indicibile. La struttura dell’opera è quella di un’antologia coerente, cucita attorno alla voce di Oscar De Luca, cronista per la Underworld Gazette, il giornale clandestino della malavita. È lui a introdurci in questo “impero non raccontato”: una confessione in prima persona che ci accompagna tra memorie, testimonianze e rivelazioni, facendo da filo conduttore tra i vari racconti, che comprendono </span><span class="cf1"><em>Il Corriere, Avoid Note, Sine Nomine, Il Pugile, Il Vecchio Fabbricante </em></span><span class="cf1">e</span><span class="cf1"><em> L’Uomo con l’Ombrello</em></span><span class="cf1">, insieme a frammenti diari, rapporti e testimonianze che ampliano il mosaico dell’impero nascosto.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il viaggio comincia con </span><span class="cf1"><em>Il Corriere</em></span><span class="cf1">, storia struggente e glaciale. Timmy Mastrangelo, undici anni, orfano, vive tra la neve di Philadelphia e la miseria della Grande Depressione. Custodisce una nonna fragile e, troppo presto, eredita dal padre il lavoro di corriere per la Famiglia. All’inizio sembra un racconto di pura durezza realista: vicoli freddi, stufati scarsi, passi incerti sulla neve. Ma gli incubi di Timmy si popolano presto di Gl’Cierv, l’Uomo Cervo del folklore molisano, qui contaminato dal mito del Wendigo. La storia evolve in un crescendo di inquietudine e pietà, fino alla metamorfosi finale del bambino: vittima e carnefice, messaggero e mostro, in un epilogo che gela il cuore. Se </span><span class="cf1"><em>Il Corriere </em></span><span class="cf1">ferisce per la sua tragedia umana, Avoid Note conquista per la sua ipnosi sensoriale. Salem, 1926: un giovane sassofonista afroamericano, emarginato ma legato visceralmente alla musica, viene ingaggiato dalla malavita per concerti segreti che si rivelano veri e propri riti. La sua musica diventa preghiera blasfema, un inno che risuona tra corpi in estasi, candele tremolanti e fumi che sembrano aprire varchi nell’oscurità. Quando il racconto si chiude, resta un’eco inquietante, come se quel sax continuasse a suonare per qualcun altro, altrove. </span><span class="cf1"><em>Sine Nomine </em></span><span class="cf1">sposta il baricentro sull’orrore interiore. Protagonista è un sicario senza volto, metodico e spietato, il cui marchio è la scomparsa silenziosa dei corpi. Dopo un’esecuzione legata a un culto esoterico, la sua vita si sfilaccia: la nebbia lo avvolge, la città sembra dimenticarlo, e lui stesso comincia a dissolversi. È una discesa lenta e inesorabile verso l’oblio, un racconto profondamente lovecraftiano senza mostri espliciti, dove la vera paura è la perdita di sé.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">E non finisce qui. </span><span class="cf1"><em>Untold Empire </em></span><span class="cf1">è un mosaico di storie in cui ogni frammento aggiunge un tassello all’impero segreto che </span><span class="cf1"><strong>Flavio Deri</strong></span><span class="cf1"> ha immaginato. Un pugile fallito si ritrova a combattere avversari che hanno ormai oltrepassato l’umano, un Vecchio Fabbricante crea candele rituali con ingredienti indicibili, e l’Uomo con l’Ombrello si muove tra le strade come un emissario elegante e terribile di poteri che trascendono la malavita. Tra diari, frammenti e rapporti di polizia, il lettore ha la sensazione di spiare vite spezzate, intrappolate in patti di sangue con forze antiche.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Lo stile di </span><span class="cf1"><strong>Flavio Deri </strong></span><span class="cf1">è potente proprio per il suo doppio registro: crudo, diretto e viscerale quando racconta la miseria e la violenza del mondo criminale; evocativo e ipnotico quando l’orrore cosmico si insinua tra le righe, trasformando le scene urbane in visioni degne di un incubo. Si sente la lezione di </span><span class="cf1"><strong>Lovecraft</strong></span><span class="cf1">, ma filtrata da un realismo sporco e contemporaneo, radicato nel folklore italoamericano e nella concretezza del noir. Jazz, povertà urbana e culto dell’indicibile si fondono in un’esperienza narrativa intensa e originale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Quando chiudi il libro, resta la sensazione di aver spiato qualcosa di proibito. Di aver ascoltato quella nota proibita che echeggia ancora da qualche vicolo lontano, mescolata a un sussurro che sembra avvertire di non raccontare mai quello che si è visto. </span><span class="cf1"><em>Untold Empire – Storie di Malavita</em></span><span class="cf1"> </span><span class="cf1"><em>nei Miti </em></span><span class="cf1">non è solo un’antologia: è un viaggio nella parte più oscura del sogno americano, un ponte raro e riuscito tra il noir e l’orrore cosmico, e una prova di coraggio narrativo che conferma Flavio Deri come una delle voci più originali del weird italiano.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div data-text-align="start"><strong><span class="fs14lh1-5 cf1">L’AUTORE</span></strong></div><div data-text-align="start"><span class="fs14lh1-5 cf1">Flavio Deri è nato il 18/10/1988 a Pontedera (PI). È diventato membro del Culto Lovecraftiano nel 2003, quando ha acquistato il suo primo libro del Sognatore di Providence. Iscritto alla H.P. Lovecraft Historical Society e supporter dell'Horror Writers Association, ha sempre desiderato dedicarsi alla scrittura andando oltre la creazione di campagne di gioco di ruolo da tavolo o dal vivo. Durante la pandemia, ha partecipato a concorsi letterari per antologie, e nel 2022 ha pubblicato il suo primo libro intitolato Appunti di un Sussurro, sempre con ambientazione Lovecraftiana, oltre a rientrare in pubblicazioni come Terrorea – De Rerum Natura della Horti di Giano, nella collana Universo di Lovecraft della Esescifi, nell'antologia Chimerica della PAV Edizioni. Per la Colomò Edizioni compare nell'antologia Strani Aeoni nn. 2 e 3, Grimoria, l'Amaro in Bocca e ha curato la raccolta L’Orrido Verde. L'Ombra dietro la Miskatonic è il suo racconto lungo con la Delos Digital, si possono trovare altri suoi racconti su due numeri del progetto Racconti dal Profondo. Finalista in concorsi letterari come il TOHorror Festival, Terni Horror Festival e del Premio Esecranda. Fiero membro del Gruppo Telegram Lovecraft Italia. Appassionato del genere Horror, ha dedicato la sua libreria personale a Lovecraft, con oltre cento volumi tra racconti, saggi, biografie, graphic novel e romanzi ispirati ai Miti. Dal 2024 collabora con Club GHoST e Planet Ghost con recensioni di libri e fumetti.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><div><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Untold empire. Storie di malavita nei Miti</span></i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Autore: Flavio Deri</span></i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Editore: Saga Edizioni</span></i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Pagine: 165</span></i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">ISBN: 979-1281986053</span></i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Costo: 15,00 €</span></i></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4fsQfpt" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad </span><span class="cf1"><!--EndFragment --></span><span class="fs14lh1-5 cf1">(in preordine scontato)</span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://www.lafeltrinelli.it/untold-empire-storie-di-malavita-libro-flavio-deri/e/9791281986053?queryId=75f4cb1dcf2d9aa601d43094c4de3d06" class="imCssLink">ACQUISTA SU FELTRINELLI</a> (</span><span class="fs14lh1-5">Disp. in 5 gg lavorativi)</span></div><!--StartFragment --><!--EndFragment --></div><div><span class="cf1"><br></span></div><!--EndFragment --></div><div><script> var showboxlinkd8e6e173e3ff6ee33d3b74454b700a36 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/untold-empire-copOK_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 740,'height': 1028,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd8e6e173e3ff6ee33d3b74454b700a36, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/untold-empire-copOK_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="278" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkec460c0cc94c2aee72447515868ec452 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/flavio-deri-autore.jpg','alt': '','title': '','width': 762,'height': 762,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkec460c0cc94c2aee72447515868ec452, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/flavio-deri-autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 05:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Presence di Steven Soderbergh]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000010F"><h1 class="imHeading1">Horror psicologico di ambientazione familiare</h1><h2 class="imHeading2">Soderbergh propone un punto di vista nuovo su un tema abusato</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong class="cf1">Presence (Usa, 2024)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia, Fotografia, Montaggio: Steven Soderbergh. Soggetto e Sceneggiatura: David Koepp Musica: Zack Ryan. Produttori: Julie M. Anderson, Ken Meyer. Produttori
Esecutivi: Corey Bayes, David Koepp. Case di Produzione: Sugar 23, Extension 765, Neon. Effetti Speciali: Samantha Diaz, Aleksandar Djordjevic, Caleb P. Johnson, Yuval Levy. Scenografia: April Lasky, Imogen Lee. Costumi: Marci
Rodgers. Distribuzione (Italia): Lucky Red. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2025. Genere. Orrore, Thriller. Durata. 85’. Interpreti: Lucy Liu (Rebekah), Julia Fox (Cece), Chris Sullivan (Chris), Callina Liang (Chloe), Lucas Papaelias (Carl), West Mulholland (Ryan), Eddy Maday (Tyler).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Steven Soderbergh</strong> è autore in senso pieno - regista, montatore, direttore della fotografia, sceneggiatore -,
anche in questo film lo dimostra affrontando il tema (sfruttato) delle case infestate con un taglio insolito e un punto di vista originale. <em>Presence</em> è un horror psicologico di ambientazione familiare che si svolge in una casa abitata da una presenza vendicativa, ma fino all’ultima sequenza del film non sappiamo
di quale tipo di vendetta si tratti. Tutto il film è girato secondo la soggettiva della presenza, che osserva chiunque entri nella casa, li segue e agisce di conseguenza a quel che sente e che vede. La famiglia protagonista
della vicenda è in crisi, anche se il regista non approfondisce più di tanto tale aspetto, fa capire che la madre stravede per il figlio, per lui è disposta anche a commettere azioni illecite, mentre il
padre protegge la figlia, traumatizzata dopo la morte (causa overdose) della migliore amica. Non è possibile raccontare la trama nei minimi particolari senza svelare elementi basilari che contribuiscono a creare la
suspense, diremo solo che a un certo punto un film horror fantastico diventa un thriller con protagonista un serial killer di ragazzine. Regia accorta, da vero maestro, con una storia filmata in soggettiva, come se la presenza
scrutasse i comportamenti e le azioni dei personaggi, con riprese in grandangolo, talvolta dall’interno verso l’esterno, persino attraverso una finestra chiusa o una porta a vetri. Fotografia scura, montaggio compassato
(da cinema d’autore) in 85’ minuti essenziali, scenografia ai minimi termini, ambientazione claustrofobica tra le mura di una casa. <strong>Soderbergh</strong> propone un punto di vista nuovo su un tema abusato, conduce per mano lo spettatore, con toni pacati, verso la sconvolgente sequenza finale che produce la catarsi e
il volo verso il cielo della presenza, liberata dopo aver compiuto la vendetta. Molti i temi trattati in un film che sarebbe riduttivo definire horror, si va dal bullismo ai problemi adolescenziali, passando per i rapporti
sempre più complessi tra genitori e figli. La sceneggiatura non fa una grinza, opera di <strong>David Koepp</strong>; il regista cura in prima persona fotografia e montaggio; la colonna sonora di <strong>Zack Ryan</strong> è suggestiva e inquietante. Girato nel New Jersey, presentato in anteprima al Sundance Film Festival, è un film da vedere senza mezzi termini, anche se non siete amanti del cinema horror, perché
tiene lo spettatore in tensione, senza eccedere, restando nei limiti del thriller classico.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink27703e77eef57183eeeb95cf43662b45 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/presence2025-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 572,'height': 800,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink27703e77eef57183eeeb95cf43662b45, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/presence2025-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="280" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkade767a640f5a0c3a06f87ac7aea9c73 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/presence-scene_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 960,'height': 540,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkade767a640f5a0c3a06f87ac7aea9c73, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/presence-scene_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=bGBblxM2EMk">https://www.youtube.com/watch?v=bGBblxM2EMk</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 04:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Antebellum di Gerard Bush e Christopher Renz]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000010E"><h1 class="imHeading1">Un film che si lascia guardare con piacere</h1><h2 class="imHeading2">Consigliato per gli amanti del thriller a tinte cupe</h2><div><div><strong class="cf1">Antebellum (Usa, 2020)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Gerard Bush, Christopher Renz. Fotografia: Pedro Luque. Mntaggio: John Axelrad. Scenografie: Jeremy Woodward. Costumi: Mary Zophres. Musiche: Nate Wonder, Roman Gianarthur. Produttori: Zev Forman, Raymond Mansfield, Sean McKittrick, Gerard Bush, Christopher Renz, Lezlie Wills. Produttori Esecutivi: Alex G. Scott, Edward H. Hamm Jr., Kenny Mac. Case di Produzinone: QC Entertainment, Lionsgate Films. Distribuzione (Italia). Eagle Pictures, Prime Video. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2020. Durata: 106’. Genere: Thriller, Horror. Interpreti: Janelle Monàe (Veronica Henley / Eden), Eric Lange (Blake Denton), Jena Malone (Elizabeth), Jack Huston (Jasper), Kiersey Clemons (Julia), Tongayi Chirisa (prof. Tarasai / Eli), Gabourey Sidibe (Dawn), Robert Aramayo (Daniel), Marque Richardson (Nick Henley), Lily Cowles (Sarah), London Boyce (Kennedi Henley).</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/45f4Y2y" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/45mFdgN" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">La critica non è stata tenera con questo film massacrato dal Covid, che ha visto la sua uscita rimandata a lungo per poi non andare mai nelle sale, finendo direttamente su Prime Video, dove ha avuto un buon successo a livello di acquisti e noleggio. Noi l’abbiamo visto su Rai Movie (disponibile anche su Rai Play), apprezzando la tensione narrativa e l’atmosfera quasi da horror, oltre ai numerosi passaggi a sorpresa della sceneggiatura. Quando si comincia a guardare <em>Antebellum</em> crediamo di trovarci in piena guerra di secessione, in una fattoria conquistata dai sudisti con prigionieri neri torturati e massacrati, costretti a lavorare nelle piantagioni di cotone, ubbidendo silenziosi a ogni ordine. A un certo punto si verifica una frattura - che interrompe il ritmo narrativo - caratterizzata dallo squillo d’un cellulare; si torna in tempi moderni per apprezzare un lungo <em>flashback</em> onirico nel corso del quale la scrittrice antirazzista Veronica Eden (<strong>Monae</strong>) viene rapita da un gruppo xenofobo. Soltanto in quel momento comprendiamo che la piantagione è una prigione, una sorta di lager per neri impiantato in un parco tematico, rinchiusi e sopraffatti da un gruppo di barbari assassini razzisti. Il finale è una vera e propria ecatombe che vede sugli scudi la scrittrice nelle vesti di eroina vendicatrice. <em>Antebellum</em> gode di una buona sceneggiatura curata dai registi e sfrutta bene l’elemento sorpresa, i dubbi che nutriamo sono sul montaggio non consequenziale (<strong>Axelrad</strong>), perché è troppo traumatica la frattura tra la prima e la seconda parte per poi tornare ancora nel campo di prigionia. Forse la parte onirica è troppo lunga, i 106 minuti di pellicola non sembrano del tutto necessari, ci sta che con qualche taglio a livello di sceneggiatura il ritmo globale ne avrebbe giovato. Infine non è troppo credibile il rush finale, molto forzato e troppo eroico, che mette in scena una serie di eventi abbastanza improbabili, accettabili solo per il taglio avventuroso della storia. Fotografia anticata nella prima parte (<strong>Luque</strong>) con toni giallo ocra che ritornano anche nella parte onirica ambientata in notturni inquietanti e angosciosi. Le musiche di <strong>Wonder</strong> e <strong>Gianarthur</strong> sono cupe e suggestive, accompagnano un crescendo di orrore all’interno di un campo che pare un lager nazista di tortura. Protagonista principale la cantante <strong>Janelle Monàe</strong>, di tanto in tanto apprezzata come attrice, che se la cava con disinvoltura nel ruolo della scrittrice di colore dalla parte dei neri. Un film che si lascia guardare con piacere, pur non essendo un capolavoro, un piccolo successo commerciale da pandemia, che gioca tutto sull’elemento sorpresa. Consigliato per gli amanti del thriller a tinte cupe, con alcuni eccessi che lo fanno sconfinare nel genere horror.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/45f4Y2y" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/45mFdgN" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><!--EndFragment --></div><div><span class="cf1"> </span></div></div><div><script> var showboxlinkc7c1a216fcf12df5c65c31a518225d8d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Antebellum-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 560,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc7c1a216fcf12df5c65c31a518225d8d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Antebellum-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="267" /></a><br></div><div><script> var showboxlink445a3f044dc6ebc2d731305af0025ee5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Antebellum-scena_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1300,'height': 746,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink445a3f044dc6ebc2d731305af0025ee5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Antebellum-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="115" /></a><br></div><div><br></div><!--EndFragment --></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=918TU8GrwC0">https://www.youtube.com/watch?v=918TU8GrwC0</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 06:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il bambino nel baule]]></title>
			<author><![CDATA[Nicola Lombardi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000010D"><h1 class="imHeading1">Poteva sentire ancora le urla di sua madre</h1><h2 class="imHeading2">Il nodo legnoso che gli ostruiva la gola gli impedì di emettere suoni</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1">Paolo se ne stava seduto su uno sgabello, leggermente ingobbito, davanti al baule. Un raggio di luce lattiginosa colava attraverso il vetro macchiato di un abbaino, rivelando gli sciami
pulviscolari, altrimenti invisibili, che vagavano pesanti nella soffitta. C’era silenzio, attorno al respiro affannoso di Paolo, un silenzio che lassù era di casa, e che adesso stagnava nella penombra in attesa
che la voce dall’interno del baule tornasse a farsi udire.<br>Quando lo fece, le ragnatele abbandonate sulle travi si contorsero in un brivido.<br>«Sei ancora lì fuori?»<br>Paolo si riscosse,
quasi non si aspettasse di udire nuovamente il fratello.<br>«Sì, Marino» rispose, ansioso. «Sono ancora qui. E tu… davvero vuoi uscire?»<br>La vocetta del bambino imprigionato sembrava
provenire da un’altra stanza, come se il baule fosse profondissimo, come se affondasse nel pavimento e si perdesse in una dimensione che si espandeva ben al di là della vecchia casa.<br>«Da solo non posso
farlo, lo sai. Tu mi hai lasciato chiuso qui dentro, e tu devi tirarmi fuori. Se davvero lo vuoi…»<br>Paolo si passò una mano fra i capelli. «Io… Io voglio farti uscire, Marino, credimi. Solo
che…»<br>«Solo che cosa?»<br>«Ho paura di quello che potresti farmi.»<br>Ancora silenzio, per un po’. Il battito del cuore di Paolo era un singhiozzo di piombo che gli faceva
dolere le tempie.<br>Quando Marino parlò di nuovo, Paolo non poté più trattenere le lacrime.<br>«Tu sapevi che mi ero nascosto qui dentro, lo sapevi benissimo. Però non lo hai detto a
nessuno. Hai sempre barato, quando si giocava a nascondino. Mi hai spiato mentre salivo in soffitta, sapevi che mi ero chiuso qui dentro… E non lo hai detto ai nostri genitori. Perché lo hai fatto?»<br>Paolo
non ce la fece a rispondere. Il nodo legnoso che gli ostruiva la gola gli impedì di emettere suoni, mentre con la mente già era proiettato all’indietro, annaspando fra i ricordi, al giorno in cui la sparizione
di Marino dalla grande casa delle vacanze aveva decretato una drastica svolta nell’equilibrio della loro famiglia. Poteva sentire ancora le urla di sua madre, e dietro ai suoi occhi persisteva tuttora l’immagine
del padre con lo sguardo perso nel vuoto e le dita intente a sfregolare senza sosta le guance mal rasate. Si vedeva, ancora e ancora, mentre richiudeva a chiave la porta della soffitta e rimetteva con cura quella chiave nel
posto in cui l’avevano sempre custodita, nell’ultimo cassettino di una madia, in corridoio. Stavano giocando a nascondino, aveva raccontato alla mamma, al papà e a tutte le altre persone che lo avevano interrogato.
Marino si era allontanato verso la macchia, un centinaio di metri dalla casa, risalendo lungo la spiaggia, nascondendosi chissà dove. Questo aveva raccontato, e gli avevano creduto. Sapeva che Marino non avrebbe strillato,
o chiamato, sofferente d’asma com’era. E dopo giorni di ricerche, giorni intrisi di pianto e grida, se n’erano finalmente andati, erano tornati in città, e da allora non avevano mai più messo
piede nella silenziosa, solitaria, dolente casa delle vacanze estive. Quello che aveva sempre desiderato, l’aveva alla fine ottenuto. Era tornato a essere figlio unico, aveva riconquistato tutto quell’amore e quelle
attenzioni che il fratello, di quattro anni più giovane di lui, gli aveva sottratto. Mamma e papà erano nuovamente suoi.<br>«Dai, Paolo. Fammi uscire.»<br>La voce di Marino era ora un bisbiglio,
una grigia ala di farfalla che strappò Paolo alla ragnatela dei ricordi.<br>«Sì, lo farò, Marino… Sono tornato per questo.»<br>Così dicendo, Paolo afferrò la grossa
cerniera di metallo che abbassandosi aveva reso impossibile riaprire il baule dall’interno. Dopo una vita trascorsa a macerare nel rimorso, ora finalmente stava per compiere il gesto che non aveva mai cessato di sognare.<br>Il
metallo tornò a stridere, per la prima volta dopo sessant’anni da quel giorno maledetto. Quando la serratura fu sbloccata, le vertebre di Paolo emisero un sofferto scricchiolio mentre raddrizzava la schiena.<br>«Ecco,»
sussurrò. «Ora sei di nuovo libero.»<br>Quindi chinò il capo, affondando il viso fra le mani. Sapeva che non avrebbe avuto il coraggio di guardare.<br>Trascorse appena una manciata di secondi,
poi il cigolio del coperchio tagliò il silenzio con lo stridore polveroso di un rasoio mal affilato, instillando ombre fra i pensieri forsennati che si dibattevano nella testa di Paolo. L’uomo pregò che
il vecchio cuore lo graziasse, fermandosi all’istante. Ma non accadde.<br>Un odore terribile si sprigionò nella soffitta, e ciò che restava di Marino cominciò lentamente a uscire.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">NOTE</strong></div>
<div><span class="cf1">Prima pubblicazione per <em>Club GHoST</em>: 5 Aprile 2019.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Nato a Ferrara nel 1965, Nicola Lombardi esordisce nel 1989 con la raccolta <em>Ombre – 17 racconti del terrore</em>. Si lega poi al movimento letterario romano Neo Noir e pubblica racconti, articoli e traduzioni su riviste e antologie per diverse case editrici.
Suoi sono i romanzi tratti dai film di <strong>Dario Argento</strong> <em>Profondo Rosso</em> e <em>Suspiria</em> per la Newton &amp; Compton. Traduce per il mercato italiano opere di <strong>Frank B. Long</strong>, <strong>Seabury Quinn</strong>, <strong>Charlee Jacob</strong>, <strong>Jack Ketchum</strong>, <strong>Edward Lee</strong>.<br>Altre sue raccolte di racconti: <em>I racconti della piccola bottega degli orrori</em> (2002), <em>La fiera della paura</em> (2004) e <em>Striges</em> (2005). I suoi romanzi: <em>I Ragni Zingari</em> (2010), con il quale nel 2013 vince il Premio Polidori, <em>Madre nera</em> (2013, prima ed.),<em> La notte chiama</em> (2015, con <strong>Luigi Boccia</strong>) e <em>La Cisterna</em> (2015). Oltre a occuparsi della traduzione di fumetti horror ha curato le antologie <em>Malombre</em> per Dunwich Edizioni e <em>Sangue selvaggio</em> per Weird Book. Nel 2018 ha pubblicato con Delos Digital il saggio macabro-umoristico <em>Non aprite quelle porte!<br></em>È membro dell’Horror Writers Association, e diversi suoi lavori sono stati pubblicati anche in lingua inglese.<br><!--StartFragment -->Il suo sito: <a href="http://www.nicolalombardi.com/" class="imCssLink">www.nicolalombardi.com</a><!--EndFragment --><br></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink13120b8b9cf10dafe3b147ad3e5e8dce = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/bambino-baule_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 345,'height': 460,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink13120b8b9cf10dafe3b147ad3e5e8dce, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/bambino-baule_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="267" /></a><br></div><div><script> var showboxlink55d250685058b2dc4cc50dc8a5800faa = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nicola_lombardi_autore.jpg','alt': '','title': '','width': 827,'height': 1029,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink55d250685058b2dc4cc50dc8a5800faa, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nicola_lombardi_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="187" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 03 Aug 2025 06:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Evangelion: l'inizio e la fine]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000010C"><h1 class="imHeading1 imTALeft"><span class="cf1">Saggio dedicato all'anime di Hideaki Anno</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2 imTALeft"><span class="cf1">Scritto da Francesco Grano per la Weird Book Edizioni</span></h2><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La redazione <em>GHoST</em> segnala l’uscita di <em>Evangelion: l’inizio e la fine</em>, saggio dedicato all’anime del regista <strong>Hideaki Anno</strong>, edito da Weird Book ad opera di <strong>Francesco Grano</strong>.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4fCHSI9" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Nel 1995 sui televisori del Sol Levante approdava <em>Neon Genesis Evangelion</em>, opera tanto controversa quanto, al tempo stesso, innovativa. Cinque anni dopo, è la volta dell’Italia grazie al contenitore Anime Night del canale MTV. Rientrante nel filone dell’animazione nipponica per adolescenti, <em>Neon Genesis Evangelion</em> decostruisce il genere <em>mecha</em> e, contemporaneamente, la fantascienza, affrontando tematiche esistenziali, filosofiche, psicanalitiche e religiose rivelandosi, di conseguenza, un prodotto alquanto adulto nella realtà dei fatti. La mente geniale dietro a tale progetto è quella del regista, sceneggiatore e animatore <strong>Hideaki Anno</strong>, co-fondatore del compianto Studio Gainax che, in quasi quarant’anni, ha sfornato capolavori del calibro di <em>Nadia - Il mistero della pietra azzurra </em>e <em>Le situazioni di Lui &amp; Lei</em>. Ora, dopo trent’anni dall’uscita, l’immensa opera di Anno continua a mantenere alto l’interesse di appassionati e neofiti, ed è per questo motivo che è nato <em>Evangelion: l’inizio e la fine</em>, saggio che analizza nella sua interezza l’<em>anime</em> e la chiusura cinematografica <em>The End of Evangelion</em>.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em></em>Titolo: <em>Evangelion: l’inizio e la fine</em></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Autore: Francesco Grano<br>Editore: Weird Book</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Collana: <em>Anime Revolution</em><br>Genere: Saggio<br>Pagine: 216<br>Prezzo: 25,90 €<br>Formato: 15 x 22 cm<br>ISBN: 979-12-81603-34-9</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4fCHSI9" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink674ce607d46fa3565e30938269936f79 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Evangelion-WeirdBook_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 490,'height': 717,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink674ce607d46fa3565e30938269936f79, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Evangelion-WeirdBook_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="293" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Aug 2025 06:12:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[The benefactress di Guerrilla Metropolitana]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000010B"><h1 class="imHeading1">Opera insolita che estremizza l’ideale artistico oltre ogni limite</h1><h2 class="imHeading2">Una pellicola estrema, una sorta di porno-horror come da tempo non vedevamo</h2><div><div><strong class="cf1">The benefactress (Uk, 2025)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia, Soggetto e Sceneggiatura: Guerrilla Metropolitana. Fotografia: Guerrilla Metropolitana, Archibal Kane. Montaggio: Guerrilla Metropolitana, Archibald Kane. Musiche: Jack Random, Monoxide &amp; Guerrilla Metropolitana. Produzione: Guerrilla Metropolitana. Distribuzione: Blood Pact Films. Titolo originale: The Benefactress (an Exposure of Cinematic Freedom). Cast: Juicy X (se stessa), Mystery Woman (vittima), Guerrilla Metropolitana (se stesso / il regista), Elektra McBride<strong> &nbsp;</strong>(se stessa), Marie Antoinette de Robespierre<strong> </strong>(addetta alle pulizie).</em></div> <div><br></div></div><div><div><span class="cf1"><strong>Guerrilla Metropolitana</strong> si cimenta nel secondo lungometraggio (dopo <em>Dariuss</em>) e sconvolge ancora di più il pubblico con <em>The benefactress</em> - <em>un’esposizione &nbsp;di libertà cinematografica</em>, come lo stesso regista definisce il film (67’ minuti), acquistato da Blood Pact Films, società di distribuzione statunitense che lo ha fatto uscire in DVD e Blue-Ray, il 31 luglio, rendendolo disponibile su diverse piattaforme streaming. <em>The benefactress</em> è stato presentato ad altre società di distribuzione ricevendo netti rifiuti - l’autore ne fa un vanto di libertà - perché reputato <em>offensivo, ripugnante e misogino</em>. In compenso, grazie a un distributore coraggioso, per niente bigotto, il film sarà diffuso in tutto il mondo, grazie al fatto di essere stato girato in lingua inglese. <em>La benefattrice</em> (titolo italiano) è un lavoro puramente <em>underground</em>, cattivo e sadico, violento e perverso. Lo stile è un segno distintivo del suo autore, ricorda molto <em>Dariuss</em>, pellicola con la quale forma un dittico inscindibile, vero e proprio manifesto culturale di <strong>Guerrilla Metropolitana</strong>. <em>La benefattrice</em>, secondo il regista, rappresenta il punto più alto e significativo della sua opera, in pratica è quello che lui vorrebbe restasse come simbolo del suo lavoro. Un film in gran parte visivo, alterna il bianco e nero al colore, comincia con una parte narrata, letta dalla protagonista e scritta sullo schermo, che funge da prologo, una sorta di monologo che si sviluppa nelle immagini successive. La parte scritta racconta l’antefatto del precedente film (<em>Dariuss</em>) e spiega che la nuova pellicola è stata finanziata da una misteriosa <em>benefattrice</em>, una signora di mezza età con problemi respiratori, sposata con un famoso predicatore americano, proprietario di un canale televisivo. <em>La benefattrice</em> opera con lo pseudonimo di <strong>Elektra McBride</strong> e ha chiesto di apparire nel film via video link nel corso della stessa lavorazione. Il film mostra cosa un regista underground possa fare con soldi e sostegno di persone che sembrano avversare il cinema non convenzionale, ma dietro le quinte contribuiscono alla sua esistenza. Subito dopo assistiamo a un lungo monologo di <strong>Juicy X</strong>, che non rivela la sua identità ma sceglie la strada dello pseudonimo (<em>bacio succoso</em>) e racconta le precedenti esperienze avute con il regista. Pure <strong>Juicy X</strong> viene chiamata <em>benefattrice</em> per via del suo gran cuore che l’ha convinta ad aiutare molte donne vittime di abusi. Sessantasette minuti di cinema forte, sadico e cattivo, un’opera che si erge a simbolo della libertà visiva; il regista vuol dimostrare che un’artista non deve porsi limiti ma deve spingersi sempre più avanti in nome della libertà di espressione. <em>The benefactress</em> ricorda i romanzi filosofici del marchese <strong>De Sade</strong>, opere dissacranti come il <em>Salò</em> di <strong>Pasolini</strong>, tocca temi cari alla Beat Generation, ci fa ricordare autori italiani liberi da condizionamenti come <strong>Ruggero Deodato</strong> (<em>Cannibal Holocaust</em>), persino <strong>Bruno Mattei</strong> e tanto nazi erotico come <em>KZ9 lager di sterminio</em>. <strong>Guerrilla Metropolitana</strong> si propone di dedicare la sua ultima opera al raggiungimento di un completo <em>illuminismo artistico</em>, ponendo la sua macchina da presa al servizio dell’arte suprema. Tutto è autentico nel film, persino la violenza e gli atti sessuali, il regista giunge al punto di autoriprendersi in atteggiamenti perversi con un fallo di gomma, esponendo il suo corpo nudo al pubblico. Molte sequenze sono riprese in primo piano con il volto della protagonista che parla rivolta al pubblico - citando simili riprese di <strong>Bergman</strong> -, assistiamo a penetrazioni con falli di gomma e giocattoli sessuali, il tutto accompagnato da una musica glaciale, spesso filmato da una macchina a mano convulsa che si esprime in rapide soggettive. La macchina da presa spia i movimenti casalinghi della perversa protagonista, persino le sue masturbazioni solitarie e gli atti di violenza gratuiti, in una sorta di perverso neorealismo erotico (che non ha niente di sensuale) interessato solo a provocare disgusto e repulsione. Libertino e selvaggio, amorale e intriso di sadismo sessuale; dopo i titoli di coda ci sono altri due minuti di eccessi anali a carico di una vittima che concludono una pellicola estrema, una sorta di porno-horror come da tempo non vedevamo. In alcune sequenze che vedono <em>la benefattrice</em> al pianoforte ci è venuto a mente la suadente colonna sonora di <strong>Riz Ortolani</strong> usata da <strong>Deodato</strong> per sottolineare i momenti più turpi di <em>Cannibal Holocaust</em>. Il regista confida: “Quasi 200 attrici provenienti da diverse parti del mondo sono state considerate ma successivamente scartate. Alcune sono andate via per essersi rifiutate di girare materiale sessuale estremo, altre sono state licenziate perché non ritenute abbastanza forti per simili ruoli. Alla fine la scelta è caduta su <strong>Juicy X</strong> (già protagonista del cortometraggio <em>Corporate Torment - It burns like HELL</em>) e sull’artista <strong>Mystery Woman</strong>”. Un film girato in un fine settimana all’interno di una villa alle porte di Londra, senza dire alla padrona dei locali quel che si stava facendo in quelle stanze. “Tutto è spontaneo” - dice il regista - “il copione iniziale è stato ignorato per seguire l’ispirazione del momento. Alcune scene erotiche tra <strong>Metropolitana</strong> (attore) e la co-protagonista <strong>Mystery Woman</strong> sono autentiche, decise all’ultimo istante, per rompere ogni tabù e per evitare un approccio classico.<strong> </strong>La masturbazione e seguente erezione<strong> </strong>di <strong>Metropolitana</strong> nel film sono autentiche e filmate dal vivo”. Le riprese comprendono un uso isterico e realistico della macchina a mano, con inquadrature diagonali in movimento, alcune esasperate visivamente da un elaborato montaggio sperimentale. La fotografia passa da un cupo bianco e nero espressionistico fino a colori accesi e parti deliberatamente sporche. La musica arabeggiante di <strong>Jake Random</strong> - ideata per esasperare la follia sadica del contesto visivo - lascia il posto ai ritmi della band <strong>Monoxide</strong> sperimentali e psichedelici. Le interpreti (<strong>Jucy X</strong> e <strong>Mystery Woman</strong>) vanno oltre ogni schema ortodosso di recitazione e usano il corpo per conferire realismo erotico a ogni scena. La scrittrice neozelandese <strong>Del Gibson</strong> ha definito il film come il capolavoro assoluto di <strong>Metropolitana</strong> e - dopo aver visto l’ultima opera - ha deciso di scrivere un libro sul cinema del regista dal titolo <em>SEARCHING FOR THE PERFECT BUTTERFLY - The shocking cinema of visionary underground filmmaker Guerrilla Metropolitana</em>. La nota critica horror americana <strong>Meredith J. Brown</strong> ha scritto del film: “<strong>Guerrilla Metropolitana</strong> dimostra di essere un visionario vigoroso e impenitente, sia in termini di bellezza che di malvagità. Un film inquietante ben oltre le categorie note di perversioni nascoste. <strong>Metropolitana</strong> non si pente nel mostrarvi la sua vera arte e ciò che lo spinge a comportarsi in modo diverso”. &nbsp;Un lavoro che non è per tutti, soprattutto non va visto come pellicola d’intrattenimento, ma come un esercizio di stile, un’opera insolita che estremizza l’ideale artistico oltre ogni limite.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://blood-pact-official-store.storenvy.com/products/36953943-the-benefactress-an-exposure-of-cinematic-freedom?fbclid=IwQ0xDSwL4TghjbGNrAvhN9WV4dG4DYWVtAjExAAEex90lFvCJ4AegLMn8v3FYS-1V1IuHlIXezDWtsatNgwaj0RWMS1iCyEct1Tk_aem_a6daZ5jDfdgWEubt7A5aQQ" class="imCssLink">ACQUISTA IL DVD SU BLOOD PACT</a><!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkf676015c2bd743afc729a4d75db1ceae = {'showThumbs': false,'media': 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film." title="Alcune foto di scena del film." width="200" height="110" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><!--StartFragment --><span class="cf1">Clicca sull'immagine per vedere alcune foto di scena del film (solo per adulti).</span><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=d6Tom45bzq0" class="imCssLink">Guarda il trailer ufficiale</a></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 06:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I perduti di Bosco Rosso di Arianna Cislacchi]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000010A"><h1 class="imHeading1">Romanzo fantasy denso di immagini poetiche</h1><h2 class="imHeading2">Opera di narrativa tematica che merita di essere letta</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">[…] Mi è stato concesso di scegliere, di redimere o vendicare: ho scelto. E di quei bambini, adesso, son voce, perché la prole può risanare là
dove l’adulto non è stato capace di andare. Il Grande Spirito, di fianco a me, osserva laggiù dove, per un istante, immagino i volti di mia madre e mio padre. Del nonno e di tutti i suoi abitanti […]</em></div>
<div><br></div></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/45eghIr" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/457N0yR" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>I perduti di Bosco Rosso </em>è un romanzo breve di <strong>Arianna Cislacchi</strong>, edito da <strong>256 Edizioni </strong>all’interno della <em>Collana 5-Tematiche</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">È un’opera intensa e lirica, sospesa tra allegoria, denuncia e rito. Si tratta di un romanzo fantasy denso di immagini poetiche, che intreccia il punto di vista umano
a quello della Natura vivente, dando voce alle creature dimenticate, agli spiriti dei boschi e alle vittime silenziose dell'arroganza antropocentrica.</span></div>
<div><span class="cf1">Ambientato nel villaggio immaginario di Lys, ai piedi delle Alture Sempreverdi, il romanzo segue la giovane Sophie Lemar, nipote di un cacciatore spietato. La narrazione si snoda
attraverso visioni, sogni, tragedie e risvegli spirituali, mentre la protagonista affronta l’orrore del massacro dei Cervo-Volpe, creature magiche e innocenti portatrici di rigenerazione. La caccia sfocia in un banchetto
rituale cannibalesco che restituisce giovinezza agli umani, ma scatena la maledizione della Natura e il risveglio del Grande Spirito.</span></div>
<div><span class="cf1">Sophie sarà chiamata a decidere tra vendetta e giustizia, in un percorso di consapevolezza personale che la porterà a essere strumento di redenzione o annientamento.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Cislacchi</strong> adotta una prosa poetica e sensoriale, ricca di immagini forti e visioni oniriche. Il tono è
lirico, quasi liturgico, spesso crudo e violento, ma attraversato da un'intensa compassione per le creature della Terra. Le voci narranti si alternano - Sophie, il Grande Spirito, i piccoli animali - e compongono un mosaico
di punti di vista che si rincorrono e si intrecciano in un’armonia dissonante, volutamente disturbante.</span></div>
<div><span class="cf1">I temi trattati sono molto interessanti, come:</span></div>
<div><span class="cf1">Ecocidio e giustizia ambientale, la violenza umana verso la Natura e la conseguente reazione spirituale del mondo naturale.</span></div>
<div><span class="cf1">I bambini e i Cervo-Volpe come figure sacrificali, pure e ignorate.</span></div>
<div><span class="cf1">Il dolore come strumento di trasformazione e il sogno come archivio dell’inconscio collettivo e l’ambivalenza della vendetta oltre alla possibilità di scegliere
la compassione.</span></div>
<div><span class="cf1">L’unico appunto che trovo da segnalare è che in alcune parti - soprattutto nel capitolo <em>“Il richiamo dei Cervo-Volpe”</em> - non si capisce bene se quello che succede è reale o solo nella testa di Sophie.</span></div>
<div><span class="cf1">Per il resto è un’eccellente opera di narrativa tematica che merita di essere letta.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTRICE:</strong></div>
<div><span class="cf1">Arianna Cislacchi (1991, Albenga) sin da bambina ha fatto della musica, dei libri e delle persone i pilastri del suo percorso. Laureata in Scienze dell’Educazione, lavora
in vari contesti, dai centri diurni alle carceri, trovando poi casa in un nido d’infanzia. Esordisce con la novella 'I perduti di Bosco Rosso' edita 256 Edizioni - Dà voce a storie su diverse riviste letterarie
indipendenti, in cartaceo e online. Suoi testi sono stati pubblicati con le case editrici Moscabianca Edizioni (<em>Prisma volume 3</em> / <em>I Dossier di Maxtor</em>) e Homoscrivens (<em>And the winner is…</em>).</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">I perduti di Bosco Rosso</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Arianna Cislacchi</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: 256 Edizioni</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 72</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 979-1281548121</em></div>
<div><span class="cf1"><em>Costo: </em><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">12,00 € - </span></em><em class="fs14lh1-5">Ebook 3,99 </em><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">€</span></em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/45eghIr" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/457N0yR" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkc3d98c21d582538f8600af415ac56321 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/I-perduti-di-Bosco-Rosso_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 500,'height': 809,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc3d98c21d582538f8600af415ac56321, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/I-perduti-di-Bosco-Rosso_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="324" /></a><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><script> var showboxlinkb54c5af492983d32394ded955c691c11 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/arianna-cislacchi_autrice.jpg','alt': '','title': '','width': 500,'height': 750,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb54c5af492983d32394ded955c691c11, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/arianna-cislacchi_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="225" /></a><br></span></div></div><div><br></div><!--EndFragment --></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 05:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Towards Destination dei BeyondXpected]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000109"><h1 class="imHeading1 imTALeft"><span class="cf1">Sano techno thrash, molto curato, suonato benissimo</span></h1><h2 class="imHeading2 imTALeft"><span class="cf1">Arrangiamenti di gran gusto che vengono applicati a un riffing senza compromessi</span></h2><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">BEYONDXPECTED "Towards Destination"</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Full-length, Nadir Music (2025)</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Nadir Music</em> è ormai una etichetta simbolo per il metal di qualità, soprattutto italiano. Ma c'è da
evidenziare come negli ultimi anni, almeno a parere del sottoscritto, questa qualità sia ancora salita, e non rimango poi molto stupito nell'ascoltare l'ennesimo ottimo album che arriva da questa label. I <strong>BeyondXpected</strong> sono una band discograficamente giovane e che debutta proprio con questo <em>Towards Destination</em>, ma alcuni dei musicisti coinvolti in questo progetto non sono alle prime armi e infatti vediamo, ad esempio, in formazione il batterista <strong>Giovanni Durst</strong> (<strong>Benediction</strong>/<strong>Omicida</strong>).</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ma cosa ci propongono i <strong>BeyondXpected</strong>? Bene, del sano techno thrash, molto curato, suonato benissimo, certosino, oscuro! Un album come questo continua ciò che hanno fatto i <strong>Coroner</strong> nella loro ultima parte di carriera, lo arricchisce con qualche retaggio death metal alla <strong>Death</strong> e <strong>Nocturnus</strong>, e quindi se l'asticella della violenza a volte cala di intensità, quella della
tecnica è sempre altissima. Arrangiamenti di gran gusto che vengono applicati a un riffing senza compromessi e una prova dietro le pelli di <strong>Giovanni Durst</strong> che stupisce per concretezza e precisione, oltre che per una propensione verso l'estremo che fa decollare ogni singolo brano.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Non tutto è sparato a mille in questo disco, è bene chiarirlo; ci sono pezzi come <em>Alien Spaces</em> e soprattutto <em>Analyze</em> che aprono scenari interessanti, flirtando col progressive e in cui la band cerca di offrire più atmosfera, anche grazie all'uso di synth e cose simili.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Tutto questo rende il disco unico nel suo genere. Altre band certamente hanno aperto le strade a questo tipo di approccio al thrash e al death, ma i <strong>BeyondXpected</strong> riescono a tenere testa alle produzioni degli anni Ottanta e Novanta del cosiddetto technical thrash/death metal in modo convincente. Veramente tanta, tanta roba.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><b></b><strong>Tracklist:<br></strong><!--StartFragment --></span><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><ol><li><span class="cf1">Mission</span></li><li><span class="cf1">RTA</span></li><li><span class="cf1">Hex</span></li><li><span class="cf1">Towards Destination</span></li><li><span class="cf1">Landing</span></li><li><span class="cf1">Alien Spaces</span></li><li><span class="cf1">Atmomix Complex Elements</span></li><li><span class="cf1">Analyze</span></li><li><span class="cf1">Intrusion</span></li><li><span class="cf1">Escape</span></li></ol></div><!--EndFragment --></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Line-up</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Michele Gawen Augello: bass</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Fabrizio Canepa: guitars</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Thomas "Lithium" Rybczyk: vocals</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Giovanni Durst: drums</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink854836307a942341bf851020b7dc6352 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TowardsDestination_cover.jpg','alt': '','title': '','width': 1080,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink854836307a942341bf851020b7dc6352, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TowardsDestination_cover.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink84fbb68c7600dad71fa69660f16303d9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/BeyondXpected-band_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1368,'height': 912,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink84fbb68c7600dad71fa69660f16303d9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/BeyondXpected-band_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="134" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=gkcKpI2FBNc">https://www.youtube.com/watch?v=gkcKpI2FBNc</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 06:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile L'ombra della Sindone]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000108"><h1 class="imHeading1">Molto più di un giallo</h1><h2 class="imHeading2">Ambientato nel 2017 con allusioni profetiche al 2033</h2><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div><em>Una riflessione sull’autenticità, sulla fede, sul potere e sull’ossessione per la verità in un’epoca in cui tutto - anche il sacro - può
essere manipolato.</em></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><!--StartFragment --><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4l25fMa" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad (ebook)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4l4EmHv" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad (cartaceo)</span></div><!--EndFragment --></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Quando il corpo del celebre studioso francescano Quirico Malatesta viene ritrovato in circostanze misteriose, parte una caccia serrata alla verità. A condurla è Veronica,
giovane cronista, madre single dal passato difficile, che si ritrova invischiata in un intrigo che la porterà a sfidare i segreti più inaccessibili della Chiesa cattolica. Aiutata dalla figlia Emanuela, brillante
adolescente, e da un ruvido collega, Veronica segue una pista insanguinata che la conduce fino al cuore degli archivi vaticani. Ma cosa ha scoperto davvero padre Malatesta prima di morire? E perché qualcuno è
disposto a tutto, anche a uccidere, pur di seppellire certi segreti? Tra complotti, silenzi millenari, lotte interne alla Chiesa e l’ombra lunga del dubbio sulla più discussa reliquia della cristianità,
il thriller si snoda come un enigma serrato. </span><span class="cf1"><em>L’ombra della Sindone </em></span><span class="cf1">di </span><span class="cf1"><strong>Edoardo Crisafulli</strong></span><span class="cf1"> è molto più di un giallo: è una riflessione sull’autenticità, sulla fede, sul potere e
sull’ossessione per la verità in un’epoca in cui tutto – anche il sacro – può essere manipolato.</span><span class="cf1"><strong> </strong></span><span class="cf1">Il libro è ambientato nel 2017 con allusioni profetiche al 2033.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Incipit</strong></span><span class="cf1">: «</span><span class="cf1"><em>Nell’anno del Signore 2033 la Resurrezione verrà celebrata il 17 aprile. L’annuncerà una luna pienamente lieta, la prima a far capolino – dopo l’equinozio di marzo
– nel cielo di Gerusalemme, alla sommità dell’emisfero boreale. Per le nazioni che adottano il calendario gregoriano, il 2033 – MMXXXIII in numeri romani – sarà un anno solare
scandito dall’avvicendarsi delle stagioni, suddiviso in 365 giorni o in dodici mesi di durata ineguale, da 28 a 31 giorni. Il 2033 non può cadere in un anno bisestile: i 366 giorni evocherebbero il
numero della Bestia. Il duemilatrentatreesimo anniversario della vittoria di Cristo sulla morte coinciderà con il trentatreesimo anno (nonché quarto anno degli anni trenta) del terzo millennio,
iniziato allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 1999. Il 2033 corrisponderà al duemilasettecentoottataseiesimo anniversario della fondazione di Roma, al sesto millennio del calendario ebraico (la cui data,
mobile, cadrà nel 5792 o nel 5793) e al secondo millennio del calendario islamico (il 1454 o il 1455, a seconda del peregrinare della luna). Il 2033 albeggerà subito dopo lo Shabbat ebraico, affinché nessuno
dimentichi l’Altissimo». (Anonimo riminese</em></span><span class="cf1">)»</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong><span class="cf1">L’AUTORE</span></strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Edoardo Crisafulli </strong></span><span class="cf1">(Rimini, 26 aprile 1964) dal 2001 è addetto culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Dal 2023 dirige l’Istituto Italiano di Cultura di Almaty (in Kazakistan).
Ha diretto gli Istituti Italiani di Cultura di Kiev, di Haifa (durante la seconda Guerra del Golfo, l’Intifada e la guerra di Hezbollah contro Israele), di Damasco (agli inizi della guerra civile) e di Beirut (quando
incombeva la minaccia terroristica dell’ISIS). È stato inoltre vicedirettore dell’Istituto di Cultura a Tokyo. I suoi ultimi libri sono </span><span class="cf1"><em>La Kamikaze e altri racconti del passaggio </em></span><span class="cf1">(Rubbettino, 2016) e </span><span class="cf1"><em>Trentatré ore. Diario di viaggio dall’Ucraina in guerra </em></span><span class="cf1">(Vallecchi, 2022).</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><!--StartFragment --><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">SCHEDA TECNICA</span></b></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Titolo: L'ombra della Sindone</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Autore: Edoardo Crisafulli</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Illustratore: Sarra Yessenbay</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Editore: Vallecchi Firenze</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Pagine: 466</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">ISBN: 978-8882522247</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Costo: 19,00 - Ebook 9,99 €</span></div><!--EndFragment --></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><!--StartFragment --><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4l25fMa" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad (ebook)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4l4EmHv" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad (cartaceo)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink16c6225b6d5fcb991ecfa1cb573bd973 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ombra-sindone_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 720,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink16c6225b6d5fcb991ecfa1cb573bd973, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ombra-sindone_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="300" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink17b92a38c76beff3b85aa4c9562998c8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/EdoardoCrisafulli_autore.jpg','alt': '','title': '','width': 388,'height': 360,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink17b92a38c76beff3b85aa4c9562998c8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/EdoardoCrisafulli_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="140" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 05:21:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Dellamorte Dellamore di Michele Soavi]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000107"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Soavi dimostra di essere ottimo creatore di film fantastici</h1><h2 class="imHeading2">Un tentativo riuscito di andare oltre la tradizione horror italiana</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Dellamorte Dellamore (Italia, Francia 1994)</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Regia: Michele Soavi. Soggetto: dal romanzo di Tiziano Sclavi. Sceneggiatura: Gianni Romoli, Michele Soavi. Fotografia: Mauro Marchetti. Montaggio: Franco Fraticelli. Scenografie:
Massimo Antonello Geleng. Costumi: Maurizio Millenotti, Alfonsina Lettieri. Trucco: Gino Zamprioli, Enrico Jacoponi. Effetti Speciali: Sergio Stivaletti. Musiche: Manuel De Sica. Produttori: Tilde Corsi, Gianni Romoli, Michele
Soavi, Conchita Airoldi, Dino Di Dionisio, Michele Ray Gavras. Produttori Esecutivi: Conchita Airoldi, Dino Di Dionisio. Casa di Produzione: Audifilm, Urania Film, K.G. Productions, Canal+, Silvio Berlusconi Communications,
F Bibo Productions, Eurimages. Paese di Produzine: Italia, Francia 1994. Durata: 105’. Genere: Grottesco, Fantastico, Commedia, Orrore, Drammatico. Interpreti: Rupert Everett (Francesco Dellamorte), François Hadji-Lazaro
(Gnaghi), Anna Falchi (vedova/segretaria di Civardi/Laura), Anton Alexander (Franco), Mickey Knox (commissario Straniero), Fabiana Formica (Valentina Scanarotti), Claudia Lawrence (Pia Chiaromondo), Stefano Masciarelli (sindaco
Scanarotti), Clive Riche (dottor Vercesi), Katja Anton (fidanzata di Claudio), Pietro Genuardi (nuovo sindaco Civardi), Barbara Cupisti (Magda), Vito Passeri (Ghigini), Maddalena Ischiale (Infermiera di Franco).</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3TX6P71" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/46q62CY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Un cimitero, due becchini, morti viventi, teste senza corpo. Più che horror troviamo magia e grottesco in questa coproduzione italo-francese dove il mestiere di <strong>Soavi</strong> e la sua capacità di scrittura filmica e di regia si notano forse meglio che in altre opere. Perché <em>Dellamorte Dellamore</em> è soprattutto un lavoro originale nel quale il &nbsp;regista si libera una volta per tutte dall’etichetta di emulo geniale di <strong>Dario Argento</strong> e dimostra di essere ottimo creatore di film fantastici. La trama è tratta dall’omonimo romanzo di <strong>Tiziano Sclavi</strong> edito da Camunia che vede protagonista Francesco Dellamorte di professione becchino. Ma si tratta di un becchino molto particolare. <strong>Rupert Everett</strong> è l’interprete ideale per conquistare il pubblico perché si gioca volutamente sulla somiglianza fisica con <em>Dylan Dog</em>, l’eroe dei fumetti creato da <strong>Scalvi</strong> e disegnato a somiglianza dell’attore. La storia di Dellamorte però non ha niente a che vedere con <em>Dylan Dog</em> e il fumetto è servito soltanto a pubblicizzare il film con abili locandine studiate ad arte. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Morandini</strong> racconta così la trama nel suo Dizionario del Cinema.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">“L’azione si svolge nel mondo fantastico del cimitero di Buffalora dove il becchino Francesco Dellamorte (<strong>Rupert Everett</strong>) e il suo aiutante Gnaghi (<strong>Francois Hadji-Lazaro</strong>) hanno il compito di uccidere i morti che si levano dalle tombe, aggressivi e affamati di carne umana. La situazione si complica con l'entrata in scena di tre donne malefiche (tutte interpretate da <strong>Anna Falchi</strong>). In altalena tra cinismo beffardo e malinconia romantica, con tensioni metaforiche e ripetute citazioni (<strong>Welles</strong>, <strong>Magritte</strong>, <strong>Bocklin</strong>), il film ha almeno due momenti da citare (il centauro che ritorna e il finale nel tunnel), attori scelti con intelligenza, immaginose scenografie di <strong>Antonello Geleng</strong>, sapienti effetti speciali di <strong>Sergio Stivaletti</strong>”. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">A <strong>Tiziano Sclavi</strong>, creatore del personaggio di Francesco Dellamorte e dell’eroe dei fumetti <em>Dylan Dog</em>, il film piacque moltissimo. In un intervista al Mattino di Napoli del 4 agosto 1999 ebbe modo di dire: “Secondo me quel film è un piccolo gioiello di umorismo
nero e grottesco. Posso dirlo tranquillamente, dato che io ho solo venduto i diritti e non ho fatto altro. La sceneggiatura era dello stesso <strong>Michele Soavi</strong> e di <strong>Giovanni Romoli</strong>. Quando l’ho letta ho telefonato a <strong>Michele</strong> con grande entusiasmo: era molto meglio del mio libro! In un altro caso, quello di <em>Nero.</em> (con il punto, notare), film diretto da <strong>Giancarlo Soldi</strong>, ho scritto io la sceneggiatura (che poi ho trasformato in romanzo), e quindi non posso esprimere giudizi”. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Certo che lo spettatore che si reca al cinema convinto di vedere una pellicola horror e niente più resta deluso. E’ vero che il film contiene anche terrore e angoscia,
però sempre mescolate a una buona dose di umorismo nero. <em>Dellamorte Dellamore</em> non ha niente a che vedere con lo <em>splatter</em> e con il <em>gore</em> che molti vanno cercando in pellicole del genere. Qualcuno lo ha addirittura chiamato un horror filosofico, definizione che non mi sento di condividere perché un po’
altisonante. Il film è in fin dei conti giocoso, anche se sta sempre in bilico tra il grottesco e l’opera morale. &nbsp;</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Soavi</strong> è regista di scuola <strong>Argento</strong> ma rispetto al maestro è più pop ed ha un minor gusto per le scene raccapriccianti, come dice <strong>Irene Bignardi</strong> in una recensione al film comparsa su <em>La Repubblica</em> del 24 marzo 1994. <strong>Soavi</strong> imposta un film che sta a metà tra le atmosfere del fumetto e quelle del fantasy. Ci troviamo in un mondo fatto
di scenari tipici de <em>La famiglia Addams</em> e la storia è un vero e proprio romanzo gotico. Il regista caratterizza in maniera decisa i personaggi del film. Basta
vedere Gnaghi, magistralmente interpretato dall’attore francese <strong>Francois Hadji-Lazaro</strong>, per capire la valenza caricaturale e simbolica di tutti i personaggi della storia. Gnaghi è un adulto-bambino, deforme, grasso, con un’espressione ebete, di età indefinibile e sa dire soltanto
“gna”, una specie di verso infantile. E’ il complemento di Francesco Dellamorte: la sua metà piccola e grassa, che si esprime come un selvaggio, apparentemente stupido, ma in realtà intelligente
e capace di provare sentimenti d’amore. Francesco Dellamorte invece pare un freddo e cinico calcolatore, un esecutore di un mandato avuto in sorte dal destino. La loro complementarità è confermata nella
scena finale, dove i due si scambiano i ruoli. Gnaghi comincia a parlare. “Riportami a casa” dice di fronte al baratro. &nbsp;Dellamorte annuisce emettendo il verso infantile dell’amico. I due personaggi sono
così lontani che “si toccano”, così come i temi principali del film: la morte e la vita, due dimensioni opposte, ma complementari (“…la morte che vive, la vita che muore… e non hanno
mai fine, non hanno mai inizio…”). </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Qualche annotazione in più la merita la figura dello <em>zombi</em> così come è tratteggiata dalla pellicola. <strong>Soavi</strong> rinnega del tutto la tradizione culturale haitiana e anche ciò che hanno fatto i registi precedenti sul grande schermo. I morti viventi si chiamano “ritornanti” e quando escono dalle tombe
mantengono cognizione della loro vita mortale. Si veda per tutti l’episodio del sindaco-ritornante che intima a Dellamorte: “Tu non puoi spararmi. Io sono il tuo padrone”. E lui che lo fredda con un colpo
di pistola in fronte rispondendo con un cinico: “Adesso non più”. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Lo zombi che tramandano le leggende caraibiche non ha mai affascinato i registi cinematografici. Il morto vivente haitiano, che la maggior parte della popolazione descrive come
figura reale, è soltanto un povero disgraziato richiamato in vita dall’evocazione di uno stregone. Di solito la sua anima è stata rubata prima della morte e chi esegue il rito per richiamare il corpo dalla
tomba diventa padrone dello <em>zombi</em>,<em> </em>schiavo inconsapevole e incapace di pensare o ricordare il passato. Lo <em>zombi</em> non è un essere cattivo e neppure pericoloso, non mangia carne umana e non rincorre persone inermi durante notti di tempesta. E’ soltanto uno schiavo che non sa articolare una parola e si esprime
a grugniti monosillabici. Oltre a questo si dice che non possa mangiare sale, pena la condanna alla dannazione eterna per la sua anima. Lo <em>zombi </em>che ingerisce del sale comprende la sua situazione di morto vivente e impazzisce. Cerca di rientrare nella tomba ma non può farlo perché la sua carne si decompone
a contatto con la terra. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Nel cinema la figura dello <em>zombi</em> è stata oggetto di numerose varianti. Impossibile non citare i due film fondamentali
di <strong>Gorge A. Romero</strong>. Nell’inimitabile <em>La notte dei morti viventi</em> del 1968 gli <em>zombi</em> si rivoltano contro i vivi in un paese della Pennsylvania, mentre in <em>Zombi</em> del 1979 assediano in un supermercato di New York cittadini inermi. Questi film hanno scatenato una ridda di scopiazzatori da quattro soldi e restano in ogni caso pietre miliari del cinema horror. Ne <em>La notte dei morti viventi</em> gli <em>zombi </em>diventano tali a causa delle radiazioni cosmiche. In quegli anni si cominciavano a fare i primi viaggi spaziali e il timore di quello che poteva accadere faceva fare simili congetture. Basti pensare ai fumetti
americani della Marvel e soprattutto ai <em>Fantastici Quattro</em> divenuti dei mutanti a causa delle radiazioni assorbite durante un viaggio spaziale. Anche il finale della
pellicola di <strong>Romero</strong> è atipico: il protagonista positivo del film muore freddato da uno sceriffo che lo scambia per un morto vivente. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Zombi 2</em> (1979) e <em>Zombi 3</em> (1988) di <strong>Lucio Fulci</strong> tirano in ballo improbabili virus capaci di produrre un contagio inarrestabile. Il primo è ambientato in una non meglio precisata isola delle Antille, il secondo (che non è certo un capolavoro)
parte dalle Filippine con il furto di un virus per la guerra batteriologica che contagerà un’intera regione. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Zombi Holocaust</em> (1980) di <strong>Frank Martin</strong> (alias <strong>Marino Girolami</strong>) presenta un’interpretazione originale dei morti viventi, creati in laboratorio da uno scienziato pazzo che ha la sua base in un’isola dell’arcipelago delle Molucche. La similitudine con <em>Frankestein</em> è evidente.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ci fermiamo qui, ma potremmo citare altri <em>zombi</em> cinematografici. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Quello che ci interessa dire è che lo <em>zombi</em> di <strong>Soavi</strong> è originale. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il regista non tenta di dare una spiegazione logica al ritorno in vita dei morti di Buffalora. Tutto è irrazionale e grottesco. Non si parla di stregoni che resuscitano i morti
e neppure di esseri contagiati da virus o prodotti da scienziati pazzi. Lo <em>zombi</em> di <strong>Soavi</strong> è un personaggio da fumetto, un “ritornante” del tutto consapevole di quel che ha fatto da vivo e che continua a
recitare il suo ruolo in attesa di una pallottola in fronte pienamente liberatoria. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La storia del film può sembrare fuori dallo spazio e dal tempo e anche del tutto priva di logica. A Buffalora i morti tornano in vita entro sette giorni dal decesso e i vivi
si comportano come degli <em>zombi</em>, come se le leggi della natura si fossero capovolte trasformando il mondo in un universo surreale. I personaggi si muovono come marionette
in uno scenario fumettistico che assomiglia molto alla nostra realtà. E’ proprio questo il messaggio che <strong>Soavi</strong> vuol far arrivare allo spettatore. Il film è una denuncia della attuale condizione italiana. I personaggi fanno confusione a distinguere chi è vivo e chi è
morto, vivono e non sanno di farlo, sono inconsapevoli della loro situazione. C’è un sindaco maneggione (<strong>Stefano Masciarelli</strong>) che utilizza persino la morte della figlia per la propaganda elettorale, c’è un impiegato del comune che si perde tra le scartoffie polverose
e i moduli da compilare, ci sono ragazzi senza interessi che passano il tempo davanti al bar del paese. Niente cambia mai nel mondo di Buffalora: i morti tornano in vita e il custode del cimitero viene chiamato ragioniere.
Tutto è burocrazia, anche la morte è soltanto una pratica da archiviare e il terribile compito di Francesco Dellamorte è una cosa che tutti vedono come normale, un fastidio in più che si aggiunge
a quello della sepoltura. Il finale della pellicola rappresenta l’ultima stupenda metafora. Persino fuggire è impossibile da Buffalora, perché alla fine del lungo tunnel i nostri eroi incontrano una simbolica
voragine. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Soavi</strong> cerca di nobilitare il cinema di genere toccando temi e contenuti insoliti per questo tipo di pellicola.
Lo fa con intelligenza e profondità, ricorrendo all’horror grottesco, al fumetto surreale, ma tra le righe riesce a &nbsp;dire tante cose. Basta saperle leggere. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Tra le cose migliori di <em>Dellamorte Dellamore</em> dobbiamo citare la notevole confezione di un paesaggio notturno e cimiteriale, i costumi di <strong>Millenotti</strong> e gli effetti speciali creati da <strong>Stivaletti</strong>.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il maggior limite dell’opera lo troviamo nelle cose che la rendono troppo simile a un fumetto. La storia, scritta da <strong>Gianni Romoli</strong> sulla base del romanzo di <strong>Sclavi</strong>, è frammentaria e ripetitiva. Anche i personaggi, proprio come nei fumetti, sono privi di spessore e riesce difficile sentirli vivi e reali. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Per esempio non ci si affeziona a nessuna delle tre donne malefiche interpretate da <strong>Anna Falchi</strong> perché si sa troppo poco di loro. Restano tre belle presenze capaci di far uscire di senno Dellamorte che si innamora sempre e finisce per commettere ogni volta
un errore imperdonabile. Tutto qui. Lo stesso Dellamorte con quel freddo cinismo da carnefice dei “ritornanti” ci rimane troppo distante e non soffriamo con lui per il progressivo deteriorarsi della sua mente che
lo porta a uccidere senza motivo. Piuttosto si ride. Anche quando il sangue sgorga a fiumi. Persino nelle scene che vorrebbero essere più crude. Il grottesco e il fumetto hanno sempre la meglio e non permettono al dramma
di prendere il sopravvento. <strong>Soavi</strong> si è spesso giustificato con la critica dicendo che così facendo ha raggiunto il suo scopo. <em>Dellamorte Dellamore</em> non voleva spaventare ma far sorridere e far pensare. E’ vero che ci è riuscito. Però è anche vero che in definitiva il film non ha
contentato nessuno. Né il pubblico più giovane che cercava un horror con tanto splatter e terrore. Né un pubblico dal palato fine che non si è contentato delle metafore appena accennate e delle
atmosfere grottesche. Le numerose critiche piovute sull’opera, che ha avuto comunque un buon successo, hanno fatto sì che venisse congelato il progetto di <strong>Soavi</strong> su di un film ispirato alla figura di <em>Dylan Dog</em>. In ogni caso non dobbiamo commettere l’errore di gettare via il bambino con l’acqua sporca. Il film resta una prova pregevole di <strong>Soavi</strong> e soprattutto un tentativo riuscito di andare oltre la tradizione horror italiana.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3TX6P71" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46q62CY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink1a9089c38b5474a45722097f2c157ed4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dellamorte-dellamore_ver.webp','alt': '','title': '','width': 368,'height': 500,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1a9089c38b5474a45722097f2c157ed4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dellamorte-dellamore_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="272" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink3a95ce17fc40ad5386beac04ec849619 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dellamorte-dellamore_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1920,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3a95ce17fc40ad5386beac04ec849619, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dellamorte-dellamore_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=wlwOpZSNftw&t=15s">https://www.youtube.com/watch?v=wlwOpZSNftw&t=15s</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 06:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La seconda morte]]></title>
			<author><![CDATA[Maurizio Cometto]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000106"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Mi guardai le mani. Erano tutte macchiate di sangue</h1><h2 class="imHeading2">Da un anticipo di agosto si era passati a uno strascico di marzo</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Era alta certamente più di un metro e settanta. Aveva i capelli di un biondo sfumante nel rosso, lisci ma con ciocche che le incorniciavano il viso. La pelle delle braccia, nude fino al gomito, era bianchissima. Gli occhi parevano più viola che azzurri; sospettai che portasse lenti a contatto. Il viso era composto, l’aria un po’ da snob. La giudicai troppo elegante per essere una qualunque studentessa, nonostante lo zainetto. Indossava una gonna abbastanza corta, e una camicetta sufficientemente sbottonata.<br>Puntò decisa verso i quattro sedili dov’ero sistemato io. Si vede che aveva adocchiato il posto libero davanti a me. Gli altri due, lato corridoio, erano occupati da un sacerdote grassoccio che dormiva beatamente, e da un signore in giacca e cravatta con la faccia nascosta da “Il Sole 24 Ore”. Chiese scusa ai due, scavalcò le loro gambe, e mentre lottavo con me stesso per non guardarla troppo, e nello stesso tempo la sbirciavo avidamente, sistemò lo zaino sul vano portabagagli, si lisciò la gonna, e sbuffando si sedette.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Quei giorni di fine maggio furono tra i più caldi dell’anno. A metà giugno avevo l’esame di Informatica, e maledicevo ogni giorno l’afa insopportabile. Al caldo e all’esame si aggiunse pure lei.<br>Mi guardò di sbieco per qualche secondo.<br>– Non è che frequenti il corso di Costruzione di Macchine del professor Scotti, per caso? -, chiese inaspettatamente.<br>Trasalii. Il corso di Costruzione di Macchine del professor Scotti. Certo che lo frequentavo, ma lei non l’avevo mai vista. E dire che le ragazze a Ingegneria Meccanica si contano sulle dita di una mano…<br>– Sì -, le risposi. – Anche tu lo frequenti?<br>– Eh già. Mi sembrava di averti visto da qualche parte…<br>Dopo questa osservazione, per tutto il tragitto non disse più nulla. Fissava fuori del finestrino e sembrava avermi completamente dimenticato. Io avrei continuato il discorso, ma ero intimidito. Un po’ guardavo il paesaggio, un po’ il sacerdote che continuava a dormire, un po’ il signore elegante e la sua copia del “Sole 24 Ore”. Nei rapidi passaggi da un soggetto all’altro, fotografavo le sue gambe e la sua scollatura. Cercavo di evitare il suo sguardo.<br>In vista di Fossano mi preparai per scendere. Lei rimase incollata al suo posto; probabilmente era di Cuneo, pensai. Avevo deciso, dopo mille ripensamenti, di non salutarla. Mentre già sul corridoio m’appendevo lo zaino alla spalla, staccò gli occhi dal finestrino e li posò su di me.<br>– Allora ci vediamo lunedì prossimo -, disse sorridendo, con un tono carico di sottintesi.<br>– Lunedì prossimo? Vuoi dire alla lezione del professor Scotti? – Per miracolo riuscii a non balbettare.<br>– Proprio così. Non mancare, eh? – Fece ciao con la mano, come ai bambini.<br>– Ci sarò, stai tranquilla. Anche tu non mancare, però… -, e le sorrisi.<br>Mi diressi all’uscita, sentendomi euforico.<br>Fuori, sull’onda dell’entusiasmo, non potei fare a meno di raggiungere il finestrino dove lei era seduta. Le avrei fatto ciao con la mano, ricambiando il suo gesto di prima. Il posto però era vuoto. Vuoto come quello dirimpetto, prima occupato da me.<br>Di fianco riconobbi il sacerdote, che si era svegliato e mi fissava. Anche il signore seduto di fronte mi fissava, la copia de “Il Sole 24 Ore” ripiegata nel grembo. O almeno mi fissavano i suoi occhiali neri.<br>Forse è andata in bagno, pensai allontanandomi. Peccato. Avrei volentieri rivisto il suo volto, per non rischiare di dimenticarlo.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">A Fossano nel pomeriggio doveva esserci stato un temporale. Sull’asfalto c’era qualche pozzanghera e l’aria era più fresca. Inforcai la bicicletta e pedalai verso casa. Mangiai cena in fretta, riuscendo a rispondere in maniera decente alle solite domande di mamma e papà. Martina non c’era, cenava in pizzeria con Giovanni e altri amici.<br>Dopo cena andai in camera. Accesi lo stereo e misi su un CD degli Style Council, una collezione dove ci sono “You’re the best thing”, “Long hot summer” e “The Paris match”.<br>Accompagnato da quella musica mi distesi sul letto, chiusi gli occhi, cercai di richiamare alla memoria la ragazza. I capelli biondo rossi, le ciocche intorno al viso, gli occhi azzurro-viola. La scollatura e le belle gambe, naturalmente. E poi la pelle bianchissima, l’aria un po’ da snob, la voce ormai da donna. Chissà quanti anni aveva?<br>Poi mi venne in mente il corso di Costruzione di Macchine del professor Scotti. A lezione non l’avevo mai vista e il corso a terminava a metà giugno. Com’era possibile che l’avesse frequentato? E se non l’aveva fatto, perché mi aveva mentito? Insomma, da dove spuntava fuori, quella meraviglia di ragazza?<br>Non ci capivo niente e la testa mi girava un po’. Solo una cosa era certa: dovevo rivederla. Già fremevo che venisse lunedì.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Poco più tardi telefonai a Luca.<br>– Mi è successa una cosa oggi in treno! Devo raccontartela…<br>Intuii il suo sorriso. – Si tratta di ragazze?<br>– Indovinato. I dettagli a dopo.<br>Mentre camminavo sotto i portici di via Roma mi risuonava nella mente la dolce nenia della frase di commiato pronunciata da lei.<br>Allora ci vediamo lunedì prossimo.<br>Trovammo un tavolino libero nel dehor affollato del Caffè Roma. Luca mi guardava con un’aria sorniona e vagamente saputella. Gli avevo raccontato cos’era successo, e gli avevo esternato – più che altro per scaramanzia – tutti i miei dubbi.<br>– Perché ti fai tutte queste domande? Io fossi in te penserei solo ad approfittarne. Appena la rivedi, invitala in pizzeria.<br>– In pizzeria? Ma sei scemo? Quella è una tipa da ristorante raffinato e macchina sportiva.<br>Luca accentuò il sorriso. – Allora non ci credo che TU hai fatto colpo. Tu c’hai solo l’aria da povero studente sfigato.<br>Lo rividi domenica sera, la sera della “vigilia”. Per evitare di sentire altri commenti, gli chiesi della sua “storia” con Anna. “Storia” tra virgolette, perché nessuno aveva ancora capito se uscissero insieme oppure no, forse neanche loro due.<br>L’argomento come al solito liberò tutta la sua logorrea. Capivo all’incirca un quaranta per cento dei suoi sproloqui, perso com’ero nei miei sogni a occhi aperti sull’indomani. Al momento giusto però annuivo, per non dare l’impressione di non ascoltare.<br>– Stai pensando alla ragazza del treno, non è vero? -, mi domandò, in una pausa delle sue perorazioni.<br>– Certo -, ammisi. – Domani la vedo. Devo prepararmi spiritualmente.<br>Rise di gusto. – “Spiritualmente”! Addirittura! Ma piantala. Fai tanto il sofisticato, però secondo me vuoi portartela a letto.<br>Feci tintinnare il ghiaccio nel bicchiere di menta, sorridendo sotto il suo sguardo complice.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Prima che arrivasse il lunedì la sognai due volte.<br>Nel primo sogno, ero il regista di una rappresentazione teatrale che aveva come obiettivo il mettere in scena lo zodiaco. Seduto dietro una scrivania e sigaro in bocca come Tinto Brass, circondato dai miei collaboratori, una per una valutavo le candidate al ruolo della Vergine. Ovviamente le candidate dovevano spogliarsi: così avrebbero recitato durante la rappresentazione.<br>Apparve lei. Appena la vidi capii che quella ragazza (che nel sogno ero certo di non conoscere) era assolutamente perfetta per il ruolo. Non permisi che si spogliasse davanti a tutta quella gente. La condussi nel mio studio e le chiesi di raccontare la sua storia (non so come ma sapevo che aveva una storia da raccontare). Vedevo le sue labbra muoversi, ma non sentivo le sue parole. A un tratto si mise a piangere, di un pianto disperato. Provai una tristezza infinita. La presi per mano e la costrinsi a distendersi sul divano, nel tentativo di calmarla. Poco dopo, ancora in lacrime, lei volle abbracciarmi, e mi baciò. Poi mi sussurrò nell’orecchio:<br>Allora ci vediamo lunedì prossimo…<br>Mi svegliai in preda a una sensazione di struggente tenerezza. Sentivo così vicina la sua presenza che avevo l’impressione avesse dormito accanto a me. Era come se ci fosse ancora l’impronta del suo corpo nel mio letto, e in essa mi sentivo immerso come in un abbraccio caldo. Fuori aveva cominciato a piovere, ma io ero tutto sudato.<br>Nel secondo sogno, ero un gatto randagio perso in una città buia. La città era sotto il dominio dei gatti, ma io mi ero perso, per qualche motivo che non ricordo. Venni fermato in un vicolo scuro e pieno d’immondizia da tre gatti-gendarmi. I gatti-gendarmi mi portarono al cospetto della Regina dei gatti, per essere giudicato. La Regina dei gatti, a differenza degli altri gatti che erano veri, era un cartone animato. Però sembrava più vera lei di tutti gli altri gatti. Aveva occhi sottilissimi e rivolti all’insù, come i cinesi. Sorrideva sempre, di un sorriso sottile e larghissimo, furbo.<br>Poiché era molto affaccendata, disse, e non aveva tempo da perdere, rinviava il mio giudizio a lunedì prossimo.<br>Solo al risveglio mi resi conto che la Regina dei gatti era lei.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Lunedì non la incontrai; non la vidi neppure.<br>Non la vidi sul treno delle sette e dieci per Torino, affollato all’inverosimile. Poco male, pensai. Per essere sicuro avrei dovuto fare il giro del treno, e la cosa mi pareva assurda. Inoltre lezione di Costruzione di Macchine iniziava alle dieci e mezza, poteva darsi che avesse deciso di prendere il treno successivo.<br>La lezione cominciò senza che lei fosse ancora entrata in aula. Presi posto nell’ultima fila di banchi, per controllare meglio la situazione. Il professor Scotti spiegava il montaggio dei cuscinetti a rulli conici con il solito fare tranquillo ma partecipe.<br>Passò un quarto d’ora e di lei nessuna traccia. Poi passò mezz’ora. Tre quarti d’ora. Un’ora. Niente.<br>Durante l’intervallo controllai meglio nella folla di studenti, sia in aula che fuori dall’aula. Nulla da fare: non c’era. Evidentemente non era venuta. Mi aveva mentito, accidenti. Perché?<br>All’inizio fui depresso. Seguii svogliatamente la seconda parte della lezione, senza far caso alle persone che entravano in aula. Mi sentivo tradito e non capivo cos’avessi fatto per meritarmi un simile trattamento.<br>Decisi di non fermarmi in mensa e di rincasare con il treno delle tredici e venti. Camminando tra le case eleganti della Crocetta, sotto il sole caldo, mi sentii meglio e ripresi ottimismo. Forse non era potuta venire per qualche contrattempo; forse stava addirittura poco bene. Perché l’avevo subito accusata di avermi tirato il bidone? Non possedendo il mio numero di telefono, non aveva avuto modo di avvertirmi.<br>L’avrei vista alla prossima lezione, mercoledì mattina. Oppure alle esercitazioni, venerdì pomeriggio.<br>Per sicurezza feci il giro del treno. Lei ovviamente non c’era, però vidi un’altra cosa, che mi infuse coraggio. Più o meno a metà treno, un sacerdote in carne e un signore in giacca e cravatta stavano seduti uno di fronte all’altro. Il sacerdote dormiva; il tipo elegante leggeva “Il Sole 24 Ore”.<br>Erano gli stessi del venerdì precedente.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Martedì piovve tutto il giorno. Da un anticipo di agosto si era passati a uno strascico di marzo. Meglio così, pensai. Un clima del genere si adattava benissimo allo studio.<br>Ci pensò mia sorella Martina, studentessa di Architettura, a mettermi i bastoni tra le ruote. A giugno aveva l’esame di Scienza delle costruzioni. Era arrivata al “principio dei lavori virtuali”, e, naturalmente, non ci stava capendo un bel niente.<br>Siccome di Scienza avevo preso ventotto, e Martina in fondo era mia sorella, mi sentii quasi obbligato ad aiutarla. Le spiegai e rispiegai il principio, percorremmo e ripercorremmo la dimostrazione, svolgemmo e risvolgemmo gli esercizi. Mi parve che Martina avesse assimilato il principio. Poi squillò il telefono. Era Luca.<br>– Ci siamo lasciati -, m’informò subito. Aveva la voce rotta, di chi ha appena pianto.<br>– Allora eravate ancora insieme…?<br>– Cazzo, Roberto, stavolta è sul serio. Ha fatto tutto lei.<br>– Va bene. Cioè, scusa. Vediamoci stasera al Caffè Roma, ti va?<br>– Grazie. – Riappese.<br>Era destino che la sera precedente il giorno in cui (in teoria) dovevo rivederla avessi da sorbirmi il povero Luca.<br>Fuori pioveva a dirotto. Dal dehors del caffè erano spariti tavolini e sedie, il selciato era tutto una pozzanghera. Indossavo il pull-over perché anche dentro sentivo fastidiosi spifferi d’aria.<br>– Perché non vi lasciate veramente, una buona volta? -, domandai a Luca.<br>Quasi sputò il sorso di karkadè che stava trangugiando.<br>– Ma sei coglione o cosa? Non posso lasciarla. Mio padre mi ucciderebbe.<br>– Tuo padre? Cosa c’entra tuo padre, adesso? Sei tu a uscire con Anna, mica tuo padre.<br>– Con tutte le volte che te l’ho spiegato.<br>E per l’ennesima volta, me lo spiegò. Di come suo padre fosse ancora la sua unica fonte di reddito. Di come suo padre avesse preso Anna in simpatia, e tutti i suoi amici, me compreso, in antipatia. Di come infine suo padre, rimasto vedovo da poco e con un unico figlio, considerasse Anna una di famiglia. E apprezzasse molto i suoi tajarin ai funghi porcini della val Vermenagna (i nonni di Anna abitavano a Vernante).</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Quella notte feci il terzo e ultimo sogno riguardante lei. Fu decisamente il più terribile. Fu anche il più profetico, come compresi più tardi.<br>Eravamo in treno. Seduti di fronte, proprio come quella volta. Avevo voglia di fare l’amore con lei. Subito, senza porre tempo in mezzo. L’afferrai per un braccio. La condussi attraverso il corridoio verso il bagno. Non oppose resistenza. Quando ci chiudemmo dentro quello spazio angusto, lei cominciò a diventare evanescente, incorporea, poi trasparente, come fatta d’aria, poi non ci fu più. Mentre scompariva, sussurrò debolmente:<br>– Roberto, voglio morire.<br>Mi guardai le mani. Erano tutte macchiate di sangue.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Mercoledì si svolse tutto come lunedì.<br>Non la vidi in treno la mattina, del resto non la cercai neppure. Non venne a lezione di Costruzione di macchine. Non la incontrai sul treno del ritorno, su cui invece c’erano, seduti uno di fronte all’altro, il sacerdote e il tipo con “Il Sole 24 Ore”. Dovevano conoscersi, perché facevano sempre coppia.<br>Prima di dar sfogo al mio disappunto, decisi di aspettare il venerdì. Non l’avevo incontrata proprio di venerdì, sul treno per Cuneo delle diciotto e venti? Qualcosa voleva pur dire.<br>Ma venerdì, sia sul treno delle dodici e venti per Torino (del resto abbastanza deserto, e lo perlustrai tutto), sia a esercitazione di Costruzione di macchine, io non la vidi.<br>Arrivai alla stazione alle diciotto precise. Sapevo che se non l’avessi vista sul treno, probabilmente non l’avrei vista mai più. Anche se la settimana dopo avrei continuato a cercare. Poi non ci sarebbe stato più nulla da fare, perché finivano le lezioni e iniziavano gli esami.<br>Feci il giro del treno, già abbastanza affollato. Non la trovai.<br>Mentre risalivo sconsolato le carrozze, notai nuovamente il sacerdote grassoccio (già mezzo addormentato) e il tipo elegante nascosto dal “Sole 24 Ore”, ovviamente seduti uno di fronte all’altro. Rallentai il passo. Mi venne in mente di sedermi lì, di fianco al tipo elegante, lato finestrino, come avevo fatto il venerdì precedente. Chissà che non avrebbe portato fortuna?<br>Ma il posto era già occupato. Da uno studente di Informatica di Savigliano, un tipo solitario e taciturno, che aveva fama di genio e che conoscevo di vista. Aveva lo sguardo fisso fuori del finestrino. Sembrava che dormisse a occhi aperti.<br>Decisi comunque di sedermi vicino a loro. Due dei quattro sedili dall’altra parte del corridoio erano liberi; ne occupai uno. Appena il treno fosse partito, avrei fatto un ultimo, disperato giro di controllo. E poi mi sarei dedicato all’autocommiserazione, arte in cui ero maestro.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Devo ripetermi ancora una volta, purtroppo. Girai tutto il treno e non la trovai.<br>Tornai al mio posto. Maledicevo la mia sfiga in generale, la mia tendenza a imbattermi nelle situazioni più strane, nelle persone più inaffidabili. Imprecavo mentalmente contro di lei per non aver tenuto fede alle sue promesse. Mi sentivo stanco, depresso, con nessuna prospettiva sentimentale. Mi consideravo un fallito. Canticchiavo a memoria una canzone dei Danny Wilson di un album uscito cinque anni prima, Imaginari girl. Si adattava perfettamente allo stato d’animo in cui mi trovavo.<br>Dopo Carmagnola, abbastanza prevedibilmente, stavo già sbollendo. Ero troppo stanco per continuare a compatirmi. Inoltre cominciavo ad almanaccare che forse lunedì avrei potuto rivederla. E se fosse stata a casa un’intera settimana per un malanno? Magari un’influenza intestinale, con il caldo che aveva fatto… Chissà, forse c’era ancora qualche possibilità…<br>Rivolsi l’attenzione ai tre tipi seduti alla mia sinistra. Il sacerdote dormiva e ogni tanto russava. La faccia del tipo elegante, al solito, era nascosta dal “Sole 24 Ore”. Mi colpì l’atteggiamento dell’informatico saviglianese. Fissava un po’ fuori del finestrino, un po’ davanti a sé, il posto rimasto vuoto, con occhi spalancati e aria imbambolata. Ebbi l’impressione che ogni tanto parlasse da solo. Forse il troppo studio l’aveva fatto uscire di testa.<br>In prossimità di Savigliano cominciò a prepararsi per scendere. Si alzò e recuperò lo zaino con mosse impacciate, come se temesse di urtare qualcuno o disturbare troppo. Si portò sul corridoio. Stava per allontanarsi, quando d’improvviso si voltò a guardare il posto vuoto, davanti a quello che aveva appena lasciato.<br>Fece un timido sorriso. Poi disse, come in risposta a qualcuno:<br>– Va bene, a lunedì mattina.<br>Si allontanò verso la piattaforma di uscita, con passo rapido.<br>A lunedì mattina…<br>Proprio in quel frangente di improvviso smarrimento ricordai un particolare. Venerdì scorso, appena uscito dal treno, avevo dato un’occhiata attraverso il finestrino, al posto in cui lei doveva essere seduta. Volevo farle ciao con la manina.<br>Il posto era vuoto. Lei non c’era più.<br>O forse non c’era mai stata?</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Solo più tardi mi resi conto che il sacerdote grassoccio, subito dopo che l’informatico saviglianese aveva lasciato la scena, si era svegliato emettendo una specie di tremendo gorgoglio. E che il tipo elegante finalmente aveva ripiegato con cura la sua copia del “Sole 24 Ore”, rivelando la faccia scavata e il paio di occhiali con spesse e rotonde lenti nere che già conoscevo.<br>I due si erano scambiati un sorriso.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il fine settimana fu terribile. Di giorno non studiavo, di notte non dormivo. Avevo paura di essere uscito di testa.<br>Mi telefonò tre volte Luca: voleva parlarmi di Anna. Fui disturbato da altri conoscenti che da tempo non sentivo. Mia sorella mi chiedeva lumi sulle travi reticolari. Declinavo sempre, adducendo scuse con quel poco di lucidità che mi era rimasta.<br>Di notte se chiudevo gli occhi rivedevo lei. Ogni particolare mi era tornato alla mente, nitido e preciso. I capelli biondo-rossi e le ciocche intorno al volto. Gli occhi azzurro-viola, tanto che pareva indossasse lenti a contatto. L’altezza superiore al metro e settanta, la pelle delle braccia nude bianchissima, la scollatura generosa e le belle gambe…<br>Poi aprivo gli occhi, accendevo la luce, e lei si dissolveva. E mi sembrava di udire il suo lamento, addirittura un urlo, come se davvero il suo corpo si fosse smembrato. Soprattutto quell’urlo, sentito o immaginato, era insopportabile.<br>Ancor prima di domenica sera avevo già deciso. Avrei parlato con l’informatico saviglianese. Eravamo in due a essere coinvolti. Si trattava di unire le forze. Di capire cosa stava succedendo. Di portare luce in quell’oscurità.<br>Quando presi questa decisione, mi sentii meglio.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Lo sorpresi il mattino, a Savigliano. Entrò proprio nel vagone dov’ero sistemato io. Capii dalla faccia che nel fine settimana non aveva dormito. Avanzò nella calca guardandosi attorno con aria fintamente casuale. Era già in caccia, poverino.<br>Mi alzai e gli andai dietro. Come non avevo fatto io, percorse tutto il treno del lunedì mattina, ovviamente senza risultato. Si sedette in fondo al treno, dove c’era ancora qualche posto libero, e io mi sedetti di fronte a lui.<br>Guardava fuori del finestrino, malinconico.<br>Affrontai l’argomento nell’unica maniera possibile: quella diretta.<br>– Guarda che è inutile: lei non esiste -, affermai deciso.<br>Spostò lentamente gli occhi su di me. Sembrava infastidito, più che sorpreso.<br>– Come savebbe? -, domandò. Non sapevo avesse la erre “moscia”, ma da noi non è infrequente.<br>– La ragazza che hai visto venerdì scorso, in treno, e che ti ha dato appuntamento per oggi. Alta, bionda, occhi azzurro-viola, aria aristocratica. Gran bel pezzo di figliola. Ebbene, non esiste.<br>– Come fai a sapeve… Ova vicovdo! Evi seduto vicino a noi!<br>– Non solo per quello. Il venerdì precedente l’ho veduta io! E mi ha dato appuntamento al lunedì successivo, a lezione di Costruzione di macchine. Figurati se poi l’ho incontrata. Né a lezione né in treno; né lunedì né mercoledì né venerdì. Niente: scomparsa nel nulla. Ma c’è un’altra cosa, ben più importante…<br>– Ah, sì? Sentiamo…<br>– Venerdì scorso seduto davanti a te non c’era nessuno! Il posto era vuoto!<br>Questo sembrò scuoterlo.<br>– Non c’eva nessuno…? Intendi dive che non c’eva lei? Ma se io l’ho vista! – Dietro gli occhiali strabuzzò gli occhi.<br>– Non c’era nessuno. Vedevo te gesticolare e parlottare, scusa se mi permetto, come un pazzo con sé stesso. E non c’era nessuno. Ma soprattutto, ho visto come alla fine, in piedi, hai salutato e dato appuntamento a lunedì prossimo a “qualcuno” … Ti stavi rivolgendo al sedile!<br>Arrossì improvvisamente.<br>– È lei che mi ha dato appuntamento, non io. Non mi savei mai pevmesso. Diceva di conoscevmi, ma io non l’avevo mai vista pvima d’ova, te lo giuvo!<br>Mi fece compassione.<br>– Non ci cvedo che non c’eva nessuno. Io non sono pazzo. Sono cevto che oggi a lezione la vedvò.<br>– Ok, imbecille. Incontriamoci sul treno delle tredici e venti, se ti va, e vedremo cos’avrai da raccontarmi.<br>Annuì. Non mi pareva sconvolto o incredulo. Era semplicemente offeso.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">– Avevi vagione. Non s’è fatta vedeve, quella stvega. Eppuve sembvava sinceva, diceva di conoscevmi…<br>– Non te la prendere. Vieni con me. Dobbiamo andare dai due tipi, il prete e quella specie di broker, li ho visti in cima al treno.<br>Era ovvio che c’entravano qualcosa. Nelle due occasioni in cui lei era apparsa, erano stati presenti. E avevo ricordato il brusco risveglio del prete, il giornale ripiegato sulle ginocchia dell’altro, il sorriso complice che si erano scambiati.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Esistono visioni che possono condurre un semplice studente sull’orlo della pazzia. L’urlo disumano, il sangue che filtra da sotto la porta, la gente che passa indifferente… Sono immagini che temo perseguiteranno le mie notti prima tranquille. Notti popolate tutt’al più da ingenue paranoie sugli esami più pesanti, o da sogni romantici o erotici accompagnati dalla musica pop. Avrei fatto meglio a non propormi come cavia per l’esorcismo escogitato da quei due. Del resto, che dire? L’informatico saviglianese non aveva il coraggio; io, da parte mia, volevo rivederla. Ed è stato un caso, in fin dei conti, che proprio io sia rimasto coinvolto?<br>Il prete grassoccio si rivelò un esorcista con facoltà medianiche. Il tipo elegante dall’aria del broker, un famoso studioso del paranormale. Il prete quando andava in trance si addormentava e russava, e in tal modo attirava in questo le creature dell’altro mondo. Il falso broker aveva inventato una sorta di “visore paranormale”, complicatissimo, che per i comuni mortali aveva forma di un paio di occhiali da sole. I due, ci dissero, erano stati ingaggiati in gran segreto dalle Ferrovie dello Stato. Dovevano liberare la linea Cuneo – Torino da una presenza fantasma, più volte avvistata dal personale ferroviario e da alcuni passeggeri.<br>Dieci anni prima una studentessa di Scienze Politiche di nome Esmeralda Giordanengo si era tolta la vita nel bagno del treno, tagliandosi le vene dei polsi.<br>La causa del suicidio era stata una delusione amorosa. Esmeralda aveva sorpreso il suo ragazzo, Giuseppe Giraudo, mentre si sbaciucchiava con un’amica, in uno scompartimento con le tendine tirate. Era corsa nel bagno del treno e aveva posto fine ai suoi giorni, utilizzando come arma un paio di forbici da unghie.<br>Di questa cruenta storia non avevo mai saputo niente. Neppure l’informatico saviglianese l’aveva mai sentita. Era così, ci spiegarono i due, perché le famiglie coinvolte e le Ferrovie dello Stato avevano cercato di far trapelare il meno possibile.<br>La ragazza che avevamo visto era Esmeralda. Il suo fantasma si aggirava sui treni della Cuneo – Torino e faceva promesse d’amore ai ragazzi più “solitari e indifesi” (così dissero), promesse che ovviamente non manteneva. Era il suo modo per vendicarsi del torto subito da Giuseppe.<br>– Solitavi e indifesi? Cosa intendevebbe dive…? -, saltò su il mio compagno.<br>– Vuol dire più predisposti da un punto di vista psicologico -, spiegò il falso broker, ghignando apertamente.<br>Per far cessare le apparizioni esisteva una sola soluzione, a detta dei due. Bisognava far “rivivere” (usarono questo verbo) al fantasma di Esmeralda la scena che l’aveva portata al suicidio. Solo così, riaffrontando lo shock, avrebbe finalmente avuto pace. Un po’ come succede in una seduta psicanalitica.<br>D’istinto mi offersi di convincere Esmeralda. L’informatico saviglianese avrebbe sostenuto la parte di Giuseppe, chiudendosi in uno scompartimento, e facendo finta – al momento opportuno – di sbaciucchiare qualcuna. Qualcuna che poi sarebbe stata sua sorella, appassionata lettrice – venne fuori – di Dylan Dog.<br>Combinammo tutto per il giorno dopo, treno delle undici e quarantacinque per Torino, uno dei meno affollati.<br>“Giuseppe” e sua sorella andarono a chiudersi in uno scompartimento. Io mi sedetti di fianco al “broker”, nervoso all’idea di rivedere Esmeralda. Mentre il “broker” infilava gli occhiali da sole (il “visore paranormale”) e spiegava la sua copia del “Sole 24 Ore” (vecchia di un mese), il prete grassoccio chiuse gli occhi e in men che non si dica il sonno diede un’aria ancora più placida al suo volto già placido.<br>Cominciò a russare.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Esmeralda arrivò e si sedette esattamente come la volta precedente.<br>– Perché non sei venuta lunedì scorso? -, le domandai subito. La timidezza che avevo provato era scomparsa.<br>– Lunedì scorso? Dovevamo vederci? E perché?<br>Accavallò le gambe e mi guardò, con quegli occhi splendidi e dal colore indefinibile, in attesa di una risposta.<br>– Mi avevi dato appuntamento a lezione di Costruzione di macchine…<br>Sorrise lievemente.<br>– Guarda che ti sbagli. Io sono iscritta a Scienze politiche, non a Ingegneria. E poi sono già impegnata.<br>Deglutii a vuoto. Mi sentivo doppiamente preso in giro, perché non ammetteva di avermi ingannato. È solo un fantasma, pensai. Un’entità priva di coscienza. In fondo, nulla di ciò che fa è voluto.<br>Ma il mio disappunto non voleva retrocedere.<br>– Sei già fidanzata, certo -, dissi. – A proposito… Come sta Giuseppe?<br>Avvicinò il polso sinistro agli occhi, per consultare l’orologio, con un movimento che mi diede i brividi. Aveva i polsi intatti, bianchissimi.<br>– Non sapevo che tu conoscessi Giuseppe. Grazie, sta bene. Però è in ritardo. Avrebbe già dovuto essere qui…<br>– Infatti è già in treno -, le dissi, freddo. – Scusa se mi permetto. L’ho visto in uno scompartimento, insieme a una ragazza. Si stavano baciando.<br>– Non è possibile -, disse. Il sorriso le si spense, il labbro inferiore cominciò a tremarle.<br>– Invece è così. Non ti fidi di me? Vieni che ti faccio vedere…<br>Mi alzai, scavalcai le gambe dei due prezzolati delle FS e mi portai sul corridoio; lei mi seguì. Mi domandai se il rumoroso sonno del prete avrebbe mantenuto in vista l’apparizione anche a distanza. Ma forse Esmeralda viveva di una vita propria, indipendente da qualsiasi prete “medianico”.<br>Il treno era quasi deserto. Mister Visore Paranormale ci seguiva a distanza. Incrociammo un bigliettaio che ci lasciò passare (o mi lasciò passare?) senza dire nulla. Finalmente raggiungemmo lo scompartimento.<br>Aprii lo sportello con gesto violento. “Giuseppe” e sua sorella stavano fingendo di baciarsi, o si baciavano davvero, non so. “Giuseppe” era di spalle. La sorella da dietro occhieggiava avida verso di noi. Era uno spettacolo a dir poco nauseante.<br>Esmeralda li vide. La sua pallida faccia si fece di fuoco. Vene sulle tempie cominciarono a pulsarle.<br>D’un tratto fuggì via. Io le corsi dietro. Pur essendo più veloce, non riuscii – o non volli? – raggiungerla. Arrivai davanti alla porta del bagno, ansante, e mi fermai. Non toccai neppure la maniglia.<br>L’aria fu subito invasa da un urlo disumano. Un rivolo di sangue cominciò a filtrare attraverso la fessura del battente della porta. Un’atmosfera di cupa tragedia, simile a un odore appestato, si stava posando su tutto.<br>In quei momenti transitarono delle persone davanti alla porta del bagno. Nessuno diede segno di vedere o di sentire qualcosa. Sembravano di un’altra dimensione, dimensione a cui avrei tanto voluto appartenere.<br>– Entriamo -, disse mister Visore Paranormale. La sua voce, improvvisa e inaspettata, mi fece trasalire.<br>Scoprii che la porta del bagno era aperta. Fiotti di sangue imbrattavano il lavabo, lo specchio, la tazza. Sul pavimento se n’era già formata una pozzanghera.<br>Esmeralda non c’era, ma si avvertiva la sua angosciata presenza, e faceva male dentro.<br>– Stavolta s’è uccisa davvero -, disse l’uomo.<br>Si tolse gli occhiali e cominciò a fissarmi. Aveva gli occhi tra l’azzurro e il viola, lo stesso colore indefinito di quelli di Esmeralda. Sarei pronto a giurare che il suo sguardo mi accusasse di qualcosa. Che fosse stato il padre? mi chiesi. No, impossibile. Chissà se anche lui portava lenti a contatto…</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Poco dopo ci raggiunsero il prete-esorcista, l’informatico saviglianese e sua sorella.<br>– Se n’è andata davvevo…?<br>Intanto anche il sangue era sparito.<br>– Sì, se n’è andata per sempre -, rispose il prete, parlando per la prima volta.<br>Io mi sentivo come se l’avessi uccisa.<br>Pensai a come avevo frenato nella rincorsa. Al fatto che non ero riuscito a raggiungerla; che non avevo neppure tentato di aprire la porta del bagno. Lo sguardo accusatore di mister Visore Paranormale.<br>Ricordai il sogno, le mani imbrattate di sangue.<br>Già allora sapevo che l’avrei uccisa.<br>Eppure nel contempo mi sentivo sollevato.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Dopo questi eventi, inaspettatamente, cominciai a stare meglio. Ero più sereno, mi applicavo nello studio con maggiore impegno, la mia mente era sgombra come una limpida mattina di primavera. Sembrava che mi fossi sgravato di un peso.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Rividi Luca in occasione del trattato di pace con Anna. Eravamo nel dehor del caffé Roma, era domenica e faceva di nuovo caldo. Luca era raggiante.<br>– Adesso stiamo insieme -, disse, davanti a un gelato alla fragola. Rimasi stupito. Per la prima volta gli sentivo fare un’affermazione simile.<br>– Ehi, veramente? Sono contento. Ma non eravate insieme già da un po’?<br>Mi scoccò un’occhiata fintamente offesa.<br>– In un certo senso sì, però non ufficialmente. Ora invece ci siamo impegnati. Lei ha accennato addirittura alla convivenza…<br>Mi trattenni a fatica dal ridere. Lui se ne accorse. Si rabbuiò un poco, cercò di sviare il discorso.<br>– E tu, quella bionda? L’hai poi rivista?<br>Ecco, ci siamo, pensai. Feci due respiri lenti, belli lunghi.<br>– Sì, l’ho rivista. Una sola volta. Ma era già impegnata.<br>I due prezzolati delle FS ci avevano fatto promettere di mantenere il silenzio. In fondo non era difficile. Chi avrebbe mai creduto a una storia del genere?<br>Lui scosse la testa, sornione.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Mai più parlai di quanto accaduto, né con Luca né con nessun altro. Ma col trascorrere del tempo prese forma una certezza dentro di me. Che a uccidere Esmeralda, a ucciderla davvero, ero stato io.<br>Io le avevo dato la seconda morte, quella definitiva.<br>E in fondo me ne vantavo, perché l’avevo liberata dalla sua terribile prigione.<br>Un giorno, forse, mi avrebbe ringraziato.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div><strong>NOTE</strong></div> <div>Prima pubblicazione per <em>Club GHoST</em>: 8 Aprile 2019.</div></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Maurizio Cometto è nato a Cuneo nel 1971. Tra i suoi libri pubblicati, il romanzo <em>Il costruttore di biciclette</em> (Il Foglio 2006), la raccolta <em>L’incrinarsi di una persistenza e altri racconti fantastici</em> (Il Foglio 2008), il romanzo per istantanee <em>Cambio di stagione</em> (Il Foglio 2011). Nel 2016 sono usciti in e-book il racconto lungo <em>La macchia</em>, per Acheron Books, e il romanzo di formazione <em>Michele e l’aliante scomparso</em>, per Delos Digital. Nel dicembre 2017 è uscita la raccolta di racconti <em>Heptahedron</em>, per Acheron Books. A fine 2018 è uscito per le edizioni Il Foglio <em>Magniverne</em>, contenente la riedizione de <em>Il costruttore di biciclette</em> insieme ad altri racconti lunghi accomunati da temi e ambientazioni. Nel settembre 2018 il racconto <em>La Tierra Blanca</em>, tradotto in inglese da <strong>Rachel S. Cordasco</strong>, è stato incluso nel primo numero della prestigiosa rivista The Silent Garden, edita da Undertow Publications. Ha pubblicato numerosi racconti in antologie, siti internet e riviste. Laureato in Ingegneria Meccanica, vive a Collegno.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink37c21fe2130559d20a6432d97a075993 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/La-seconda-morteOK_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 1035,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink37c21fe2130559d20a6432d97a075993, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/La-seconda-morteOK_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="209" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><script> var showboxlinka077fd8f2ac6e39cb01e2898d2715a8a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Maurizio-Cometto.webp','alt': '','title': '','width': 297,'height': 300,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka077fd8f2ac6e39cb01e2898d2715a8a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Maurizio-Cometto.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="152" /></a><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 27 Jul 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I Fantastici Quattro - Gli inizi di Matt Shakman]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000105"><div><h1 class="imHeading1">Da vedere ma senza troppe aspettative</h1><h2 class="imHeading2">Un nuovo inizio che presenta aspetti positivi</h2></div><div>






<div><strong>I Fantastici Quattro - Gli inizi (Usa, 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Matt Shakman. Soggetto: dal fumetto di Stan Lee e Jack Kirby. Sceneggiatura: Eric Pearson, Jeff Kaplan, Ian Springer, Josh Friedman. Fotografia: Jess Hall. Montaggio: Nona Khodai, Tim Roche. Scenografie: Kasra Farahani. Costumi: Alexandra Byrne.
Trucco: John Blake. Effetti Speciali: Alistair Williams, Scott Stokdyk, Robert Allman. Musiche: Michael Giacchino. Produttore: Kevin Feige. Produttori Esecutivi: Robert Kulzer, Grant Curtis, Tim Lewis, Louis D’Esposito. Casa di Produzione: Marvel Studios. Distribuzione (Italia): Walt Disney
Studios Motion Pictures. Titolo Originale: The Fantastic Four: First Steps. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzine: Stati Uniti d’America, 2025. Durata: 114’. Genere: Fantastico. Interpreti: Pedro Pascal
(Reed Richards / Mister Fantastic), Vanessa Kirby (Susan Sue Storm / Donna Invisibile), Ebon Moss-Bachrach (Ben Grimm / La Cosa), Joseph Quinn (Johnny Storm / Torcia Umana), Julia Garner (Shalla-Bal
/ Silver Surfer), Ralph Ineson (Galactus), Paul Walter Hauser (Harvey Elder / Uomo Talpa), Natasha Lyonne (Rachel Rozman), Mark Gatiss (Ted Gilbert)</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div>Ho visto tutti i film dedicati ai Fantastici Quattro, il primo super gruppo Marvel dell’era moderna, uscendo sempre di sala deluso per il poco rispetto storico dei personaggi,
per trame poco avvincenti e realizzazioni approssimative. Devo dire che questo nuovo inizio - pensato da <strong>Matt Shakman</strong> (regia), <strong>Eric Pearson</strong>, <strong>Jeff Kaplan</strong>, <strong>Ian Springer</strong>, <strong>Josh Friedman</strong> (sceneggiatura) - presenta aspetti positivi ma non è così soddisfacente da entusiasmare un vecchio Marvel fan. La
storia lascia abbastanza a desiderare da un punto di vista della <em>suspense</em> e della verve narrativa, tra l’altro si racconta in poche righe, perché vede
i Fantastici Quattro affrontare la minaccia di Galactus, divoratore di mondi, che vorrebbe annientare la Terra o in alternativa portarsi via Franklin, il figlioletto di Reed e Sue. Gli sceneggiatori tornano agli anni Sessanta
(su Terra-882), quattro anni dopo la fatidica spedizione cosmica che ha trasformato Reed, Sue, Ben e Johnny nei quattro supereroi che conosciamo, si soffermano sulla gestione familiare e sulla vita quotidiana, quindi li fanno
partire di nuovo per incontrare Galactus. Abbiamo la nascita di Franklin - abbastanza anticipata rispetto al fumetto - e l’interesse del divoratore di mondi per il piccolo, che avrebbe poteri enormi, infine usato come
esca per annientare la minaccia. Gli effetti speciali sono notevoli, dall’inizio alla fine della pellicola, con un Galactus immenso, accompagnato da un araldo che non è il Silver Surfer versione maschile che conosciamo,
ma Shalla-Ball, che accetta di servire il mostro per salvare il suo pianeta. Il finale apocalittico è davvero ben fatto con gli abitanti di Manhattan evacuati nel mondo sotterraneo dell’Uomo Talpa (insolitamente
buono e scherzoso) e il divoratore di mondi che distrugge tutto al suo passaggio in perfetto stile Godzilla. Nel finale si vorrebbe tentare un colpo di teatro e una suspense impossibile da costruire, ma tutto sommato si cattura
l’attenzione fino alla parte comica che chiude la storia con il supergruppo che - dopo aver salvato il mondo! - ha difficoltà ad agganciare il seggiolino per bambini nella Fantasticar. Attori bravi, da <strong>Pedro Pascal</strong> che impersona un Reed Richards munito di baffi (perché?) e di grande intelligenza, alla bella <strong>Vanessa Kirby</strong> come donna invisibile, passando per <strong>Ebon Moss-Bachrach</strong> che interpreta La Cosa indossando una tuta per la <em>motion capture</em>, e <strong>Joseph Quinn</strong> come Torcia Umana. <strong>Julia Garner</strong> è Shalla-Ball, in questa versione della storia araldo di Galactus al posto del Silver Surfer originale, sempre grazie alla <em>motion capture</em>. <strong>Ralph Ineson</strong> è il vampiro mangia pianeti Galactus, che sfoggia un’armatura immensa e non sarebbe cattivo, ma è soltanto obbligato a compiere il suo destino. Temi affrontati dalla pellicola: la famiglia
e l’importanza di essere uniti, in fondo anche una nazione può essere una famiglia se segue unità di intenti; la forza di una madre nel difendere un figlio da tutto e da tutti, fino alla morte; l’amicizia
e il gruppo che sono il motore di ogni cosa. Un film che si lascia guardare ma che pare montato in maniera troppo compassata per essere cinema di supereroi, forse 114 minuti non sono la misura giusta per apprezzare una piccola
storia. La colonna sonora di <strong>Michael Giacchino</strong> è altisonante ma non fastidiosa e segue in maniera discreta l’andamento del film. Fotografia anticata
e scenografie che riportano agli anni Sessanta, senza per questo costruire un film vintage. Da vedere ma senza troppe aspettative.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink9315eb20e4282482e597502d950bdf9d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Fantastici4inizi_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 525,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9315eb20e4282482e597502d950bdf9d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Fantastici4inizi_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="250" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkec58a7021e0ab5fd08737f7ecedbbb52 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Fantastici4inizi_bar.webp','alt': '','title': '','width': 1282,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkec58a7021e0ab5fd08737f7ecedbbb52, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Fantastici4inizi_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=oh4v714SEXk">https://www.youtube.com/watch?v=oh4v714SEXk</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Jul 2025 06:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Pioggia di stelle di Giuliano Cannoletta]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000104"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Uno stile intimo e riflessivo</h1><h2 class="imHeading2">Racconto lungo segnalato per il premio Robot 2024</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">[…] «È l’ultima pioggia di stelle, non credo ce ne saranno più. Davvero te la vuoi perdere?»</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">La vista mi si appanna, la testa gira. Ho paura. Di svenire. Di essere pazzo.</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Mi tira, con dolcezza. Non posso fare altro che seguirla. Mi guida lungo le scale, fino al piano di sopra, e poi ancora su fino alla terrazza sul tetto.</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Ora siamo io e mia figlia, seduti per terra. In silenzio. Forse va bene così. […]</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4kZC5gJ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong></strong><em>Pioggia di stelle: </em>ad opera di <strong>Giuliano Cannoletta</strong> e edito da <strong>Delos Digital </strong>per la collana Robotica.it al numero 98, a cura di <strong>Sergio Donato. </strong></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Si tratta di un racconto lungo, che era stato segnalato per il premio Robot del 2024.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ambientato in un paese montano ormai dimenticato, <strong>San Baldese</strong>, la storia intreccia elementi di fantascienza leggera con un intenso dramma familiare, affrontando tematiche come il lutto, la resilienza e la speranza.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il protagonista, <strong>Eugenio</strong>, vive con la figlia <strong>Diletta</strong>, una bambina che ha smesso di parlare dopo la morte della madre. Padre e figlia si sono ritirati all’interno
del <em>Museo dello Spazio Profondo</em>, creatura della defunta moglie di Eugenio e simbolo di un passato pieno di meraviglia. La routine muta e dolorosa viene interrotta
quando Diletta, improvvisamente, disegna una scena che sembra impossibile: una pioggia di stelle, fenomeno misterioso e ormai scomparso da anni. È solo l’inizio di un lento ritorno alla luce, per entrambi.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Cannoletta</strong> scrive con uno stile intimo e riflessivo, capace di restituire la malinconia e l’isolamento
emotivo dei suoi protagonisti. Il ritmo è pacato, introspettivo, costruito su una narrazione in prima persona che dà spazio ai ricordi e ai piccoli dettagli. La struttura alterna il presente al passato in modo
fluido, arricchendo la storia con retrospettive che danno spessore emotivo ai personaggi.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il racconto è anche un inno alle seconde possibilità, all’umanità che sopravvive nonostante il dolore e al potere salvifico della meraviglia. La fantascienza
è presente, ma usata in chiave simbolica: le piogge di stelle sono più mitologiche che scientifiche, e si fanno metafora di qualcosa che trascende l’ordinario.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">L’AUTORE:</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Giuliano Cannoletta è nato nel 1986 a Pisa, dove tuttora vive e lavora come insegnante di sostegno. Negli ultimi anni alcuni suoi racconti sono giunti in finale in diversi
concorsi letterari (Urania Short, Terni Horror, Short Kipple, Premio Scheletri, Premio Esecranda, Trofeo RiLL, Premio Porco Rosso), ottenendo la pubblicazione. Nel 2024 è uscito per Kipple Officina Libraria il suo primo
romanzo, Marionette, vincitore del Premio Kipple. Alcuni racconti brevi sono sparsi nel web, soprattutto sul sito minuticontati.com. Inoltre è uno degli organizzatori del Festival Letterario “Pontederry”
per il 2025.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Pioggia di Stelle</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Autore: Giuliano Cannoletta</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Pagine: 63</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">ISBN: 978-8825433296</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Costo: Ebook 1,99 € &nbsp;</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4kZC5gJ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink89d6b975e8d7e2e460553300c23102db = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pioggia-stelle_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 771,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink89d6b975e8d7e2e460553300c23102db, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pioggia-stelle_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink15bed485952556aace3d452d391f99f7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GiualianoCannoletta_autore.jpg','alt': '','title': '','width': 447,'height': 431,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink15bed485952556aace3d452d391f99f7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/GiualianoCannoletta_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="145" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 06:22:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile il videoclip Horror Museum]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000103"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Viaggio attraverso le sale di un museo dell’orrore</h1><h2 class="imHeading2">Un concept album oscuro, viscerale e specchio di un immaginario disturbante</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Dopo anni di silenzio creativo e di lavoro in studio i <strong>Path of Sorrow</strong>, freschi di firma con <em>Buil2Kill Records</em> che suggella ancora una volta una collaborazione ormai solida e strutturata, annunciano ufficialmente il loro ritorno con l’imminente pubblicazione di <em>Horror Museum</em>, un concept album oscuro, viscerale e specchio di un immaginario disturbante.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il disco si presenta come un vero e proprio viaggio attraverso le sale di un museo dell’orrore, dove ogni ambiente custodisce una diversa proiezione degli abissi della mente umana.
Mostri, ossessioni, follia e fragilità prendono forma musicale, dando vita ad una narrazione claustrofobica e inquietante. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Attraverso un’alternanza di melodie sinistre, dissonanze taglienti e ritmi serrati, i <strong>Path of Sorrow</strong> trascinano l’ascoltatore in un incubo lucido: un’esperienza immersiva in cui si è divisi tra la fuga e l’abbandono alle proprie paure
più profonde. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Horror Museum</em> segna un’evoluzione significativa rispetto al precedente lavoro <em>Fearytales</em>: questa volta è la figura della Demiurga a guidare l’ascoltatore attraverso il percorso, fino alla sala finale - “<strong>Path of Sorrow</strong>” - dove la discesa negli inferi interiori raggiunge il suo culmine.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Disponibile il videoclip ufficiale del brano <em>Horror Museum</em>, che porta la firma visiva di <strong>Maurizio Del Piccolo</strong> alla regia</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Un assaggio sonoro / visivo e concettuale del viaggio che attende il pubblico. Il disco sarà disponibile a fine Ottobre 2025.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Per rimanere aggiornati su incubi, violenza e oscurità mentale dei Path of Sorrow:</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://www.facebook.com/PathOfSorrowDeath" class="imCssLink">https://www.facebook.com/PathOfSorrowDeath</a></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://www.instagram.com/pathofsorrowdeath" class="imCssLink">https://www.instagram.com/pathofsorrowdeath</a></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink38305c0591441eae59d6e6a3caf0c8fe = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Path-of-sorrow-band2025.jpg','alt': '','title': '','width': 835,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink38305c0591441eae59d6e6a3caf0c8fe, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Path-of-sorrow-band2025.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="259" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink1963c9f8bd3185694e34f7627a28b8bd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/horror-museum-path-of-sorrow_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 1080,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1963c9f8bd3185694e34f7627a28b8bd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/horror-museum-path-of-sorrow_ver.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=3TjdgD7qA5Q">https://www.youtube.com/watch?v=3TjdgD7qA5Q</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 06:01:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Innocents di Eskil Vogt]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000102"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Horror vero, per stomaci forti, girato benissimo</h1><h2 class="imHeading2">Una storia amorale, senza alcuna possibilità di redenzione</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">The Innocents (Norvegia, Svezia, Finlandia 2021)</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Regia: Eskil Vogt. Soggetto e Sceneggiatura: Eskil Vogt. Fotografia: Sturla BRandth Grøvlen. Montaggio: Jens Christian Fodstad. Musiche: Pessi Levanto. Produttore: Maria
Ekerhovd. Case di Produzione: Zentropa Sveden, Film i Väst, Snowglobe, Skenska Filmistitutet, Nosrsk Filmistitutt, Eurimages, Protagonist Pictures, YLE. Distribuzione (Italia): Prime Video, Midnight Factory. Titolo Originale:
De uskyldige. Lingua Originale: Norvegese, Svedese. Paesi di Produzione: Norvegia, Svezia, Finlandia - 2021. Durata: 117’. Genere: Thriller fantastico, Horror. Interporeti: Rakel Lenora Fløttum (Ida), Alva Brynsmo
Ramstad (Anna), Sam Ashraf (Ben), Mina Yasmin Bremseth Asheim (Aisha), Ellen Dorrit Petersen (madre di Ida e Anna), Morten Svartveit (padre di Ida e Anna), Kadra Yusuf (madre di Aisha), Lisa Tønne (madre di Ben).</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4oh6oT0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4lII9eM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Eskil Vogt</strong> è un ispirato regista norvegese, noto per aver scritto tutti i film di <strong>Joachim Trier</strong>, diretto pochi cortometraggi e aver girato l’introspettivo <em>Blind</em> (2014). In questo film supera se stesso, coniugando cinema fantastico con thriller ansiogeno e facendo recitare una trama macabra a un cast composto da piccoli attori. Siamo
dalle parti di <em>Bambini assassini</em> e delle madri omicide, a un certo punto sembra di esser stati catapultati in una storia pulp italiana anni Ottanta scritta da un cannibale
stile <strong>Aldo Nove</strong> dei bei tempi e <strong>Alda Teodorani</strong> che più pulp non si può. È cinema norvegese, bellezza! Direbbe il pianista. E tu segui una trama improbabile piena di angosciosi momenti sospesi dove una bambina autistica diventa amica di
una telepatica e con lei riesce a parlare, mentre la sorellina stringe una sordida alleanza con un orribile coetaneo. Vediamo il perfido bambino lanciare un gatto dal terzo piano per finirlo schiacciandogli la testa, quindi
massacrare la madre con la forza del pensiero, far uccidere coetanei bulli, infine eliminare la pericolosa ragazzina uccisa a coltellate dalla mamma. Tutto molto inquietante, persino un orribile finale che non fa sconti a
nessuno in una sconvolgente produzione norvegese, svedese e finlandese girata tra palazzoni condominiali alla periferia di una grande città, tra molto verde, corsi d’acqua, laghetti e boschi. <em>The Innocents</em> è fotografato in modo plumbeo con toni giallo ocra, montato a ritmi cadenzati, impaginato per 117 minuti di puro orrore e angoscia, con una colonna sonora inquietante
e una regia accorta. <strong>Erik Vogt</strong> scrive e sceneggia senza darsi limiti di buon gusto, senza badare ad autocensure, guida alla perfezione un cast di ragazzini
- gli adulti sono soltanto un contorno - e li fa recitare una storia amorale, senza alcuna possibilità di redenzione. La cattiveria esiste, il male va isolato e punito, si annida anche nelle menti di perfidi ragazzini,
quando accade va estirpato senza pietà prima che faccia danni ulteriori. La storia è sceneggiata senza alcuna omissione o caduta di tensione, vive una vera e propria <em>escalation</em> di orrore che va dal massacro di un gatto alla morte di una madre, passando per bambini uccisi per interposta persona. <em>The innocents</em> è horror vero, per stomaci forti, girato benissimo, con grande gusto per la <em>suspense</em> e per i particolari crudi, cercando sempre di sorprendere lo spettatore. Un thriller soprannaturale che potete apprezzare su Rai Play e che consigliamo senza mezzi termini
a tutti gli amanti del <em>cinema de paura</em>, come diceva <strong>Lucio Fulci</strong>.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4oh6oT0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4lII9eM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkdf5db7bc28a60a7c9439914c4f5db76b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TheInnocents_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 623,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdf5db7bc28a60a7c9439914c4f5db76b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TheInnocents_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkdc883839cea627d65a72353de464fba5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TheInnocents_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1248,'height': 702,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdc883839cea627d65a72353de464fba5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TheInnocents_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=hm45yGSwArY">https://www.youtube.com/watch?v=hm45yGSwArY</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 05:48:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Disponibile Aftermath]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000101"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Ritmo incalzante e un’atmosfera claustrofobica</h1><h2 class="imHeading2">Un incubo post-apocalittico nello stile crudo e viscerale di Tim Curran</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala <em>Aftermath</em>, produzione letteraria indipendente firmata da <strong>Tim Curran</strong>.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/450BTIb" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3Uo6k61" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Dopo l’olocausto nucleare, un gruppo di sopravvissuti si rifugia nel bunker progettato da Lilian, un nascondiglio sicuro fatto di acciaio e piombo... o così sembra.<br>Keith,
l’ex militare dallo humour nero, non smette di ridacchiare sulla “guerra che nessuno può vincere”. Nipper, un veterano impetuoso, rivendica a ogni costo il suo ruolo di “uomo forte”. Henry
lotta contro la sete e i demoni del suo passato da alcolista. La signora Karlen porta con sé il dolore di una vita di perdite, mentre la riservata Mariani è tormentata da incubi così vividi da sembrare
reali.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"> </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Con un ritmo incalzante e un’atmosfera claustrofobica, <em>Aftermath</em> incalza tra spettri di follia e oscuri desideri, trascinando il lettore in un’odissea dove la più grande minaccia non è la radioattività…
ma il male che si cela nell’animo umano.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Tradotto da <strong>Luigi Musolino</strong>, il libro è anche arricchito da numerose illustrazioni realizzate da <strong>Alessandro Balestra</strong>.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Tim Curran è autore di numerosi romanzi, tra cui <em>Skin Medicine</em>, <em>Hive</em>, <em>Dead Sea</em>, <em>The Devil Next Door</em>, <em>Blooding Night</em>, <em>Clownflesh e Bad Girl in the Box</em>. I suoi racconti sono stati raccolti in antologie come <em>Alien Horrors</em>, <em>The Horrors of War</em> e <em>The Brain Leeches</em>. Tra le sue novelle si ricordano <em>The Underdwelling</em>, <em>The Corpse King</em>, <em>Puppet Graveyard</em>, <em>Worm</em> e <em>The Sunken City</em>. Le sue opere sono state tradotte in diverse lingue, tra cui tedesco, russo, giapponese, spagnolo e italiano.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Aftermath</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Autore: Tim Curran</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Traduttore: Luigi Musolino</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Illustrazioni: Alessandro Amoruso</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Editore: Independently published</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Pagine: 122</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">ISBN: 979-8292206644</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Costo: 14,90 - Ebook 4,99 €</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/450BTIb" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3Uo6k61" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink85c23d80fb1cb160d1fbc6647e96c0bd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/aftermath_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 699,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink85c23d80fb1cb160d1fbc6647e96c0bd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/aftermath_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinka385b49340afc1a1b22ff0d96daf336a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TimCurran-autore.jpg','alt': '','title': '','width': 300,'height': 300,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka385b49340afc1a1b22ff0d96daf336a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TimCurran-autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 05:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Rivelazioni di Barry Levinson]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000100"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Thriller che toglie il fiato, di grande tensione narrativa</h1><h2 class="imHeading2">Portatore di un discorso insolito sulle molestie sessuali e sul potere</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Rivelazioni (Usa, 1994) </strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Regia: Barry Levinson. Soggetto: Michael Crichton (romanzo). Sceneggiatura: Michael Crichton, Paul Attanasio. Montaggio: Stu Linder. Musiche: Ennio Morricone.
Costumi: Gloria Gresham. Produttori: Michael Crichton, Barry Levinson. Case di Produzione: Warner Bros, Baltimore Pictures. Distribuzione (Italia): Warner Bros. Italia. Titolo Originale: Disclosure. Lingua Originale: Inglese.
Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 1994. Durata: 122’. Genere: Thriller. Interpreti: Michael Douglas (Tom Sanders), Demi Moore (Meredith Johnson), Donald Sutherland (Bob Garvin), Caroline Goodall (Susan Hendler Sanders), Roma Maffia (Catherine Alvarez), Dylan Baker (Philip Blackburn), Rosemary Forsyth (Stephanie
Kaplan), Denis Miller (Mark Lewyn), Suzie Plakson (Mary Anne Hunter), Nicholas Sadler (Don Cherry), Jacqueline Kim (Cindy Chang), Joe Urla (John Conley Jr), Michael Chieffo (Stephen Chase), Joseph Attanaso (Furillo), Faryn
Einhorm (Eliza Sanders), Trevor Einhorm (Matt Sanders), Allan Rich (avvocato Ben Heller), Kate Williamson (giudice Barbara Murphy), Farrah Forke (Adele Lewyn), Donal Logue (Change Geer).</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4nUoryd" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4kSnYcW" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5">Rivelazioni</em><span class="fs14lh1-5"> (titolo originale </span><em class="fs14lh1-5">Disclosure</em><span class="fs14lh1-5">) è ormai un classico della cinematografia mondiale, arriva un anno dopo </span><em class="fs14lh1-5">Proposta inde</em><span class="fs14lh1-5">cente che sconvolse il mondo del cinema, non tanto per quel che mostrava, quanto per la tematica scabrosa. </span><strong class="fs14lh1-5">Demi Moore</strong><span class="fs14lh1-5"> come simbolo sexy femminile, oscuro e perverso, funziona almeno quanto </span><strong class="fs14lh1-5">Michael Douglas</strong><span class="fs14lh1-5">, bello e maledetto, ma fedele a moglie e famiglia. Il film è un thriller aziendale, a tratti diventa giudiziario, in una lunga sequenza persino erotico,
con una storia interessante scritta da </span><strong class="fs14lh1-5">Michael Crichton</strong><span class="fs14lh1-5"> (anche produttore) per il romanzo omonimo. Il film in Italia l’abbiamo visto come </span><em class="fs14lh1-5">Rivelazioni - Sesso è potere</em><span class="fs14lh1-5">, un titolo lungo e didascalico per far capire bene come le molestie sessuali provengano sempre da chi sta più in alto in grado ma non sono
una prerogativa tutta maschile. &nbsp;La storia, per quel che si può dire senza guastare la sorpresa, viene sintetizzata come una lotta all’ultimo sangue per un ruolo di potere in azienda, una battaglia senza risparmio
di colpi tra Tom Sanders (</span><strong class="fs14lh1-5">Douglas</strong><span class="fs14lh1-5">) e Meredith Johnson (</span><strong class="fs14lh1-5">Moore</strong><span class="fs14lh1-5">), che vorrebbero essere nominati vicepresidenti esecutivi, sotto la guida di Bob Garvin (</span><strong class="fs14lh1-5">Sutherland</strong><span class="fs14lh1-5">). Un processo per molestie sessuali e un lavoro di sabotaggio aziendale sono alla base della trama di un film molto ben sceneggiato che a distanza di anni si lascia
ancora guardare con piacere. Film girato a Seattle e a Burbank, in California, con un budget di circa 30 milioni, nel periodo di maggior successo per </span><strong class="fs14lh1-5">Demi Moore</strong><span class="fs14lh1-5"> (bellissima trentenne, doppiata da </span><strong class="fs14lh1-5">Roberta Paladini</strong><span class="fs14lh1-5">), tra </span><em class="fs14lh1-5">Ghost</em><span class="fs14lh1-5"> e </span><em class="fs14lh1-5">Striptease</em><span class="fs14lh1-5">, passando per </span><em class="fs14lh1-5">Proposta indecente</em><span class="fs14lh1-5">. Un ruolo perfido per la sensuale attrice statunitense che incarna la donna di potere, la dark lady che (se vuole) si
prende tutto, anche un uomo, considerato alla stregua di un oggetto sessuale. Tra le attrici contattate per il ruolo (per niente facile) ricordiamo </span><strong class="fs14lh1-5">Michelle Pfeiffer</strong><span class="fs14lh1-5">, </span><strong class="fs14lh1-5">Geena Davis</strong><span class="fs14lh1-5"> e </span><strong class="fs14lh1-5">Annette Benuing</strong><span class="fs14lh1-5">, ma la sensuale interprete di </span><em class="fs14lh1-5">Ghost</em><span class="fs14lh1-5"> vince l’agguerrita concorrenza. </span><strong class="fs14lh1-5">Michael Douglas</strong><span class="fs14lh1-5"> (doppiato da </span><strong class="fs14lh1-5">Pino Colizzi</strong><span class="fs14lh1-5">) è ottimo come padre di famiglia e marito innamorato che prima sembra cedere alle </span><em class="fs14lh1-5">avances</em><span class="fs14lh1-5"> di Meredith, poi si lancia in una battaglia di giustizia per niente facile, aiutato dal legale Catherine Alvarez (</span><strong class="fs14lh1-5">Maffia</strong><span class="fs14lh1-5">). </span><em class="fs14lh1-5">Rivelazioni</em><span class="fs14lh1-5"> si ricorda in Italia anche per la colonna sonora del nostro </span><strong class="fs14lh1-5">Ennio Morricone</strong><span class="fs14lh1-5">, non tra le memorabili, in ogni caso un buon lavoro, tecnicamente efficace. Montaggio rapido di </span><strong class="fs14lh1-5">Stu Linder</strong><span class="fs14lh1-5">, che in 122 minuti condensa una storia complessa, dal triplice finale, ché quando credete che il film sia finito comincia il bello e sorprende ancora, almeno
in altre due occasioni. Tecnica di regia da manuale con piani sequenza interni e primi piani, efficaci campi e controcampi, un’azzeccata realizzazione scenografica degli ambienti aziendali e della realtà virtuale
che muove i primi passi. </span><strong class="fs14lh1-5">Barry Levinson</strong><span class="fs14lh1-5"> se la cava egregiamente con la messa in scena di un buon lavoro di </span><strong class="fs14lh1-5">Crichton</strong><span class="fs14lh1-5">, anche se in un primo tempo la Produzione avrebbe preferito </span><strong class="fs14lh1-5">Milos Forman</strong><span class="fs14lh1-5">, ma il bravo regista con lo scrittore non se la diceva proprio. Un thriller che toglie il fiato, di grande tensione narrativa, che si fa portatore di un discorso
insolito sulle molestie sessuali e sul potere. Da rivedere - per capire che il cinema del passato ha molto da insegnare - su Mediaset Infinity. Passa spesso sul digitale &nbsp;IRIS.</span></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4nUoryd" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4kSnYcW" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkeb3c2c9f50058664dc2f9abfc43c012d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Rivelazioni_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 718,'height': 1024,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkeb3c2c9f50058664dc2f9abfc43c012d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Rivelazioni_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink43b8f52cf017f7f8fe25638fd6301259 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Rivelazioni_bar.jpeg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink43b8f52cf017f7f8fe25638fd6301259, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Rivelazioni_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_UtApAxpjJ0">https://www.youtube.com/watch?v=_UtApAxpjJ0</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 05:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La casa delle streghe]]></title>
			<author><![CDATA[Clark Howard]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FF"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Un racconto presentato da Alfred Hitchcock</h1><h2 class="imHeading2">Pubblicato in Italia nell'agosto 1961 sul giornale "La Domenica del Corriere"</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ho passato tutta la stagione senza il minimo guaio. Tutto liscio, pulito, in ordine. Poi, proprio l’ultima sera, anzi all’ultima ora dell’ultima sera me ne è capitato
uno da compensare la quiete dei mesi passati e da bastarmi per molte stagioni future.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Posseggo una baracchetta, un piccolo gioco d’azzardo in mezzo alle attrazioni di uno dei più grandi parchi divertimenti del Medio Ovest.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Tre pareti di legno, un tetto impermeabile, un banco lungo un paio di metri. Dietro il banco ci sono io e c’e la grande ruota della fortuna.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Sugli scaffali intorno ci sono i regali per i vincitori: bambole, macchine per fare i toasts, bottiglie, apparecchi radio tascabili e roba simile.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">E’ una botteguccia dove vendo la fortuna, capite? E rallegro l’ambiente con file di bandierine e di strisce colorate, tanto per dare nell’occhio.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il trucco è semplice. Ho questa ruota verticale con ventun numeri. Voi scegliete un numero, pagate 25 centesimi, io giro la ruota e se il numero esce vi do un tagliando. Con tre
tagliandi scegliete il premio che vi pare. Io giro la ruota, dico. E la controllo, si capisce. La mia baracca non è un’opera di beneficenza. Ma di solito lascio vivere anche i giocatori. I miei premi li compro
all’ingrosso, a prezzo di liquidazione e quel che cerco è di guadagnare un dollaro o due su ogni premio che consegno.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">E’ come se avessi una bottega: compro a cinque, cedo a sei o sette, a seconda del cliente. Di solito il giocatore mette lì un dollaro, sceglie un numero e tira quattro colpi e ottiene un solo tagliando. Dopo di che se ne va rassegnato. Allora io ritiro l’unico
tagliando e per consolarlo gli do una penna a sfera a buon mercato, o un paio di orecchini di vetro e ho guadagnato 85 centesimi. Qualcuno invece si ostina a voler conquistare tre tagliandi e scegliere il premio grosso. E
mette giù un dollaro dopo l’altro. In questo caso lo lascio fare finché vedo che si avvicina al mio prezzo, gli do a tempo giusto il secondo tagliando e quando ho guadagnato anche il paio di dollari per
me gli lascio vincere il terzo tagliando. Così il cliente riceve la sua radio o quel che vuole per un paio di dollari meno di quello che gli costerebbe in negozio, io gliela do per un paio di dollari più di quel
che l’ho pagata e siamo tutti contenti.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">E’ un bel lavoretto singolo, e di solito non ho guai. La stagione dura quattro mesi, da maggio a settembre, e per il resto dell’anno tiro avanti tranquillo con quel che ho guadagnato
durante l’estate.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il mio banco è a circa metà strada, in posizione ottima, proprio a fianco della « Casa delle Streghe ». Vengono da me proprio dopo che sono usciti di là
spaventati da tutti quei mostri, quei ragni, quei draghi che saltano giù dal soffitto o dalle pareti. Quando sono passati dalla « Casa delle Streghe » sono maturi per un bel giochetto d’azzardo tranquillo
tranquillo.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il parco chiude a mezzanotte.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Era l’ultima sera della stagione ed erano passate da poco le dieci quando tre giovanotti vennero al mio banco. Erano giovani ma ben piantati tutti e tre. Stivali da motociclista,
giacche di pelle. Di quelli che si fanno largo a gomitate e a prepotenza. Avevano un aspetto cattivo sotto l’arco di luce gialla del mio « stand ». Cominciai subito a girare la ruota ed essi cominciarono
subito a pagare. Al primo colpo feci guadagnare un tagliando ad uno dei tre e poi li lasciai a bocca asciutta per due giri. Al quarto giro feci guadagnare un tagliando ad un altro, poi niente per altri quattro colpi. Poi diedi
un tagliando al terzo cliente, così ognuno aveva un biglietto. Però ogni cliente riceve un tagliando di colore diverso, capite? Così non possono metterli insieme e portarmi via il premio grosso prima di
avermelo pagato. I tre continuarono a mettere giù monetine e io continuai a far girare la vecchia ruota. Negli otto giri che seguirono feci vincere un solo tagliando a uno dei tre. Il giochetto è assai veloce.
I tre giovanotti erano lì da appena cinque minuti e io avevo già incassato dodici dollari. Finalmente due dei ragazzi ne ebbero abbastanza e ad ognuno diedi in premio una penna a sfera. Ma il terzo era ostinato.
Pareva deciso a conquistare una radiolina.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">I tre vagabondi</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Era il più grosso dei tre e sembrava il più carogna. E più perdeva e più sembrava carogna. Era anche quello che aveva già in mano due tagliandi e sembrava
deciso a conquistare il terzo.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Cominciò a giocare un dollaro alla volta puntando quattro numeri sulla ruota. Mentalmente calcolavo quanto aveva sborsato: gli mancavano ancora quasi quindici dollari per avere in
premio la radio. Ma lui duro: continuava a spillare dollari, e io duro a girare la ruota senza lasciarlo vincere.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Quando ebbe sborsato altri dieci dollari pareva diventato matto. Inoltre era all’asciutto. Si frugò in tutte le tasche cercando altro denaro ma sapeva già di non averne
più. Però aveva un’altra cosa: mentre si svuotava le tasche in cerca di monete gli vidi fra le mani un lungo lucente coltello a serramanico.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Alla fine si aggrappò al banco, allungò una faccia minacciosa e disse:</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Voglio una di quelle radio.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Gli feci il mio più bel sorriso:</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Ma sì, caro - dissi. - Ancora un paio di giri e dovresti vincere il terzo tagliando. La fortuna è in arrivo.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Non ho più quattrini. Me li hai presi tutti tu.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Mi spiace, caro. Se vuoi una radio devi continuare a giocare. Fatti dare qualche dollaro dai tuoi amici. Ti do un consiglio: punta sul diciotto. Fra due o tre colpi uscirà.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">« Ancora un dollaro » pensai « e poi gli do la macchinetta. Così me ne libero ».</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ma l’altro, muso duro e occhio torvo: - Non mi faccio prestare denaro - disse. - Hai avuto quanto ti basta, strozzino. Adesso dammi una radio se no salto il banco e me la piglio.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Io tenni fermo e misi una mano sotto il banco dove c’era un bastone. Fissai negli occhi il tizio ma mi sentii inquieto. Quello faceva sul serio:</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Bada strozzino... - disse, e cercò di girare attorno al banco. Teneva una mano in tasca, forse proprio dove c’era il coltello.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Tirai fuori il bastone e lo tenni in vista: - Fermo là - dissi cercando di darmi un tono cattivo. - Non cercare guai, se non vuoi pentirtene. Qui è pieno di guardie. Se faccio
un fischio venti sbirri ti saltano addosso.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Si fermò di colpo e mi guardò fisso. Il suo volto era rigido di odio represso. Uno dei suoi compari si avvicinò e lo prese per un braccio:</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Sta buono, Frankie - disse - non cercare rogne. Lo sai che siamo a piede libero dopo la rissa.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La frase mi fece ricordare una rissa fra squadre rivali di giovani farabutti avvenuta un paio di settimane prima. Un morto e un ferito. Forse c’erano anche questi tre.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il tizio chiamato Frankie continuava a fissarmi, sempre tenendo la mano in tasca, sempre con l’aria di volermi tagliare a pezzetti.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Forse hai ragione... - disse controvoglia. Scrollò via la mano dell’amico, si eresse fiero in tutta la sua statura, e fissandomi negli occhi tirò fuori lentamente
il coltello e ne fece scattare la lama, come se volesse mostrarmela. Stese l’altro braccio e vi strofinò sopra la lama nel gesto di affilarla.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Facciamo un patto - disse - dammi una radio e amici come prima.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Guardai sul viale e vidi che due poliziotti in uniforme si avvicinavano lentamente. Allora fissai Frankie e gli dissi con tono deciso:</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Niente da fare, fratello.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Nuovo lampo di odio nei suoi occhi. Chiuse il coltello e se lo mise in tasca. Anche lui aveva visto le guardie.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Va bene disse - ci rivedremo.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Si voltò e se ne andò seguito dai due compari. Li guardai allontanarsi, perdersi in mezzo alla gente, e rimisi il bastone sotto il banco.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Non ci furono molti clienti dopo la partenza dei tre eroi e incominciai a radunare le mie cose. Avevo venduto le mie scorte di premi ad un collega che andava a sud con una fiera ambulante.
Cominciai a mettere la merce negli scatoloni. Poco dopo le undici Corinna venne a trovarmi. Era una delle ragazze del varietà: una brunetta simpatica ma niente di sensazionale.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Salute Sam - disse.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Come va bambola? Tutto bene?</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Scosse le spalle: - Così così - disse.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Venne dietro il banco, si sedette e domandò:</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Che cosa fai dopo la chiusura?</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Non so. Perché?</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Le ragazze danno una festa d’addio da Rollo. Vuoi venire?</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Rollo era un ristorante appena fuori del parco dei divertimenti. « Festa di chiusura, tutti invitati. Chissà che ressa » pensai. « E poi quei tre tipacci... ».</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Credo di no - dissi - parto di buon’ora per il sud e voglio dormire un po’.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Avevo fatto nove bigliettoni durante l’estate. E con novemila dollari in banca pensavo di prendere un po’ di riposo a Miami. E più pensavo a quei tre e più avevo
la tentazione di tagliare la corda appena chiusa la fiera.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Grazie, Corinna. Ci rivedremo alla prossima stagione.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Quando se ne fu andata spensi le luci, tirai giù le lampade e le bandierine, e finii di imballare i premi.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">A mezzanotte le luci furono spente e soltanto poche rare lampade rimasero accese nel viale centrale. Gli ultimi visitatori si avviarono all’uscita. La stagione era conclusa, potevo
andarmene. Ma ero inquieto. Ad ogni minuto mi guardavo intorno come se qualcuno dovesse spuntare. Ero ancora ossessionato da quei tre vagabondi.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Agguato</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Venne il tizio al quale avevo venduto i premi. Il suo furgone era di là della strada e non poteva portarlo dove ero io. Allora lo aiutai a portare le scatole. Dovemmo fare cinque
viaggi ma alla fine il carico fu terminato. Mi pagò, ci dicemmo buona fortuna e io tornai alla mia baracca per chiudere le imposte.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il viale era scuro e deserto. Camminavo cauto guardandomi attorno ad ogni passo, tenendomi lontano dalle zone d’ombra e dagli « stands » vuoti. Era più forte di
me, mi sentivo inquieto. Mi ritornavano all’orecchio le parole di quel prepotente: « Ci rivedremo! ».</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Arrivai al mio « stand » chiusi in fretta e furia tutto quanto e presi la mia borsa di tela. Per essere più sicuro pensai di passare da un cancello secondario evitando
l’uscita principale.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ero a metà strada quando vidi un’ombra sorgere davanti a me e avvicinarsi lentamente.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Mi sentii congelare. Non trovai nemmeno la forza di fuggire. L’ombra venne vicina, più vicina, finché mi fu davanti.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Poi una torcia elettrica si accese. Tirai un sospiro e sorrisi. Il vecchio Fritz, il guardiano notturno.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- E allora, Sam? Una buona stagione, eh?</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Sì, Fritzie - dissi - abbastanza buona. - Presi un fazzoletto e mi asciugai il sudore. - E tu come stai?</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Abbastanza bene - disse. - Il cancello grande è già chiuso. Sei l’ultimo ad uscire, Sam.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Sì, dopo di te però.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Oh, io faccio ancora una sola ronda lungo la rete di cinta, poi esco dal cancello piccolo, chiudo e fin dopo l’inverno non se ne parla più.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Gli battei una mano sulla spalla: - Arrivederci, Fritz.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Me ne andai. Quando fui presso l’uscita mi voltai e vidi lontano sul viale il lampeggio della sua torcia elettrica.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Aprii il pesante cancello di ferro e uscii. La stradicciola laterale appariva deserta, aveva poca luce. Stavo per chiudere il cancello quando udii la voce:</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Ehi, strozzino.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Mi voltai di scatto e vidi Frankie. Era a due metri da me. Un ghigno freddo gli torceva la bocca.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Arretrai verso il cancello ma due braccia mi attanagliarono da tergo.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Udii la risata di Frankie, una risata volgare, crudele. Si avvicinò adagio.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Mi sentii preso dal terrore. Queste canaglie facevano sul serio. Non mi rimaneva che vendere cara la pelle.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Con l’energia della disperazione mi dibattei come un selvaggio, mi liberai dalla presa del complice e colpii Frankie in pieno stomaco. Mi voltai di scatto e sbattei l’altro
compare contro il cancello. Sentii il colpo della sua testa contro il ferro e lo vidi accasciarsi. Per un attimo stetti lì fermo. Per un attimo pensai di essermi liberato. Ma in quel momento qualcosa si abbatté
sulla mia guancia, vidi le stelle e caddi a terra abbandonando la borsa. La terza canaglia! Avevo dimenticato il terzo! Colpii il pavimento nella caduta e rimasi lì dolorante. Tentai di risollevarmi e un calcio mi colpi
ad un fianco, seguito da un secondo, da un terzo. Strisciai più svelto che potei sul pavimento e mi alzai gemendo.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Allora ne vidi due che mi muovevano contro. Uno era Frankie e in mano stringeva il coltello aperto. L’altro era quello che mi aveva colpito al viso. Un tirapugni d’ottone brillava
nella sua mano destra.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Vidi il cancello semiaperto ed ebbi l’idea di rientrare nella fiera. Mi gettai nel passaggio sperando di poterli chiudere fuori. Raggiunsi il cancello, entrai e lo tirai verso di
me. L’altro, quello col tirapugni, si mise di mezzo per impedirmi di entrare e ricevetti il cancello sul muso. Mi allontanai correndo ma il cancello rimase aperto. Mi voltai e vidi Frankie che stava sollevando l’amico.
Il terzo era di nuovo in piedi, tutti e tre attraversarono la soglia.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Radunai tutte le forze e corsi via: raggiunsi il viale di centro e corsi… dietro di me sentivo tre paia di piedi che battevano il selciato.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Chi è in trappola? </strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Corsi finché non potei più fiatare: dovetti fermarmi per non cadere. Mi gettai in un angolo d’ombra e mi appiattii contro la parete di uno « stand ».</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Guardai su: era il mio « stand ». Possibile? Guardai dietro: ma sì, ecco la Casa delle Streghe. Quello era proprio il mio « stand ». Guardai ancora la Casa
delle Streghe.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Le pareti non avevano il loro solito colore. Perché? Mi ricordai d’improvviso che le porte e le finestre venivano sbarrate con imposte di metallo che si potevano chiudere dall’esterno
ma non dall’interno.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Dall’esterno si potevano chiudere o aprire...</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Mi inginocchiai, strisciai fino all’angolo del mio « stand » e guardai in giro. Ascoltai attentamente. Non riuscivo a vedere Frankie e i suoi compagni ma udivo risuonare
i loro passi. Non correvano più, si aggiravano qua e là cercandomi. Erano a una trentina di metri...</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Forse ce la faccio, pensai, se non perdo tempo...</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Uscii dal nascondiglio e strisciai sulle ginocchia verso la Casa delle Streghe. Il cemento era duro ma continuai a strisciare cercando di far presto e di non far rumore. Finalmente arrivai
davanti alla porta della Casa delle Streghe. Mi fermai ad ascoltare.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">I passi si avvicinavano. Ripresi a camminare carponi, passai davanti alla porta, svoltai l’angolo. Alla prima finestra che trovai mi alzai e mi appiattii contro la parete; pian piano
sganciai la sbarra che faceva da catenaccio e aprii l’imposta di ferro. Allungai la mano e provai a spingere la finestra. Speriamo che si apra, pensai. La finestra si apri.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Lasciai socchiusa l’imposta di metallo e tornai a sgattaiolare fino davanti alla porta. Tolsi le sbarre, socchiusi l’imposta di metallo. Dietro l’imposta c’era una
porta di legno. Una porta senza serratura. L’aprii. Allora presi una delle sbarre di ferro e la lasciai cadere a terra per attirare l’attenzione dei miei nemici. Poi entrai nell’oscurità completa.
Procedetti tastando le pareti: conoscevo la Casa delle Streghe, la avevo visitata più volte. Cercai di ricordarmi la disposizione dei locali. Adesso ero nella prima sala, quella coi dipinti di draghi. La finestra che
avevo aperto doveva essere la prima lungo la parete dopo l’angolo, la parete sull’esterno.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Procedetti lentamente, un centimetro alla volta, finché arrivai all’angolo.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">In quel momento li udii arrivare davanti alla porta. Restai lì immobile. Potevo appena intravedere i loro profili sulla soglia. Erano fermi tutti e tre, stavano in ascolto, cercavano
i miei movimenti, un rumore.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La finestra era ad un paio di metri di distanza. Feci un altro passo lungo la parete, ma lo strisciare delle scarpe era udibile nel silenzio. Mi fermai e sentii il sudore freddo bagnarmi
il corpo. « Vuoi vedere » pensai « che mi sono messo in trappola? ».</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Una delle ombre sulla soglia entrò e scomparve nelle tenebre. Sentii le mani tastare le pareti e il fruscio dei piedi riecheggiare con strana intensità nel locale vuoto. Il
cuore mi saltava in petto: voltai il capo verso il punto dove avevo lasciato aperta la finestra e cercai di calcolare quanto era lontana: chissà, forse con tre o quattro rapidi passi potevo arrivarci. Udii un altro
rumore di piedi, vicinissimi e di mani che tastavano la parete. Da un momento all’altro una di quelle mani avrebbe scoperto la mia presenza e allora sarebbe stata la fine.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Provai la tentazione di correre alla finestra, di tuffarmi fuori all’aperto... Ma capii che non avrei fatto in tempo neppure a scavalcarla.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">La morsa</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Se soltanto si fossero messi a cercare dall’altra parte, se si fossero avviati verso la seconda sala... Un lampo mi attraversò il cervello: tirai fuori il portasigarette di
pelle, lo alzai sopra la testa, cercai mentalmente la direzione della porta verso la seconda sala, e tirai con tutte le forze il più lontano possibile nelle tenebre.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">L’oggetto cadde nella zona giusta e fece un rumore come se qualcuno avesse mosso un piede.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Le due ombre lasciarono la soglia ed entrarono di corsa. Il terzo, quello che mi era vicino, Si staccò dalla parete e si getto in direzione del rumore.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Allora mi mossi. Il rumore delle loro scarpe impediva di udire i miei passi. Trovai la finestra, la scavalcai rapidamente e fui fuori. Appoggiai l’imposta di ferro e rimisi la pesante
sbarra catenaccio. Poi corsi alla porta. L’ansia di arrivare in tempo mi toglieva il respiro, le mani mi tremavano, il fianco, colpito dai calci del giovane delinquente, mi dava dolore atroce, e la guancia colpita dal
tirapugni era gonfia e dolente, la lingua gonfia, gli occhi pieni di lacrime...</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Corsi come un ubriaco inciampando, cadendo, appoggiandomi alla parete della casa. Un solo pensiero urlava in me: <em>la porta… la porta… corri… corri…</em></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Arrivai all’angolo e corsi lungo la facciata. Ricaddi, mi rialzai; imprecavo, singhiozzavo e correvo.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Arrivai alla porta. Dall’interno sentivo un rumore di voci. Tirai la pesante porta di metallo che girò cigolando. Sentii nell’interno un rumore di passi: qualcuno correva
all’uscita. Sentii un’imprecazione: era la voce di Frankie.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Spinsi con fatica la porta, mi appoggiai contro e la spinsi con tutte le forze.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La porta stava per chiudersi del tutto quando un braccio apparve attraverso l’ultima fessura e cercò di fermarne il movimento.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ma era troppo tardi, sotto la mia spinta la porta di ferro strinse quel braccio come in una morsa. Sentii un rumore secco, cui segui dall’interno un urlo atroce.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Continuai a spingere e alla debole luce esterna vidi che il pugno pian piano cedeva. Le dita si aprirono e un oggetto cadde al suolo: il pugnale di Frankie.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Allentai leggermente la pressione e il braccio ricadde all’interno. Tutto questo era avvenuto in pochi secondi. Ora chiusi del tutto la porta, sollevai una dopo l’altra le sbarre
catenaccio e le infilai al loro posto.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Dall’interno una gragnola di pugni e di pedate si abbatté sulla porta. Gli altri due erano arrivati e si erano accorti di essere chiusi dentro.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Li sentii urlare mentre mi allontanavo dalla Casa delle Streghe. Passai accanto al mio « stand » e raggiunsi il viale principale ormai quasi interamente al buio.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Quando fui sul viale mi fermai per riposare, per ascoltare. Non li sentivo più. « Sono quelle imposte » pensai « quelle pesanti imposte. Tengono dentro tutti i
rumori ».</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">« Questa volta no »</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Tornai al cancello secondario. Mentre stavo per uscire dal parco vidi lampeggiare la torcia di Fritz, il guardiano. Era a circa cento metri e si avviava all’uscita. Certamente aveva
finito l’ultimo giro di ispezione attorno alla rete di cinta che era lunga quattro chilometri. Ritrovai la mia borsa nel punto dove era caduta, e senza aspettare Fritz uscii dal parco.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">A qualche centinaio di metri all’esterno, trovai una cabina telefonica. Cercai in tasca una moneta, la misi nella fessura, formai un numero.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">- Voglio… voglio la polizia - dissi a bassa voce.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Sentii la signorina formare il numero. Mi appoggiai alla parete della cabina. La faccia mi bruciava. Esplorai con un dito, delicatamente. La pelle era gonfia, lacerata, incrostata di sangue.
Poi mi toccai il torso dove avevo ricevuto i calci e gemetti per il dolore. « Devo avere qualche costola rotta » pensai.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Tremavo, piangevo, mi pareva di impazzire per la collera e il dolore. « Sono ignobili canaglie » pensai. « Sono pericolosi vagabondi, buoni a nulla, delinquenti.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">« E il seguito? Le guardie sarebbero andate a prenderli, li avrebbero messi al fresco per qualche giorno e poi qualche giudice li avrebbe lasciati liberi perché minorenni.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">« Sono ragazzi, vero? Teddy boys. Un po’ esuberanti, diremo, ma in fondo non sono cattivi.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">« E poi sarebbero tornati sulla pubblica via con la loro prepotenza, la loro violenza, il pugnale… ».</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Scossi lentamente la testa.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">« No, questa volta no » pensai. « Questi tre no. Per quel che mi riguarda, no! ».</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Riappesi il ricevitore, ritirai la mia moneta e uscii dalla cabina.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">« Sarà un inverno lungo, ragazzi » pensai mentre mi allontanavo. « Sarà un inverno lungo e freddo in quella Casa delle Streghe! ».</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">NOTE</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Racconti rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. <em>La casa delle streghe</em> di <strong>Clark Howard</strong> è apparso sulla <em>Domenica del Corriere</em> nell’agosto 1961. <strong>Clark Howard</strong> scrittore americano (1932-2016). Vincitore del Premio <em>Edgar Allan Poe Award</em>. Racconto pubblicato per la prima volta su <em>Club GHoST</em>.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><script> var showboxlink935f0e7d9db231e1dc0f6f5e92d5c77b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/casa-strega_ver.JPG','alt': '','title': '','width': 735,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink935f0e7d9db231e1dc0f6f5e92d5c77b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/casa-strega_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="294" /></a><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 06:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sky Sharks di Marc Fehse]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FE"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Film fuori luogo e senza senso</h1><h2 class="imHeading2">Tremendo sotto ogni aspetto che diventa un gioiello per chi stima il genere</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Sky Sharks (Germania, 2020)</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Regia e Soggetto: Mark Fehse. Sceneggiatura: A.D. Morel, Carsten Fehse. Fotografia: Mathias Geck, Olaf Markmann, Marco J. Riedl. Montaggio: Mark Fehse. Musica: Nicolas Alvarez.
Scenografia: Gregor Olbrys, Sebastian Schomburg. Costumi: Mark Fehse, Robin Scheibler. Effetti speciali: Karl-Heinz Bochnig, Volker Lorig, Dirk Ostermann, Oliver Poser, Philipp Rathgeber, Tom Savini. Trucco: Sebastian Backes,
Laura Bluemel, Waldemar Eberle. Produttori: Yazid Benfeghoul, Carsten Fehse, Mark Fehse, Timothy Beal, Daniel Berthold, Romeo Disca, Anja Fehse, James Fler. Casa di produzione: Capelight Pictures. Paesi di Produzione: Germania
- 2020. Durata: 102’. Genere: Horror Commedia. Interpreti: Cary-Hiroyuki Tagawa (Michael Morel), Robert LaSardo (Padre Rodriguez), Nick Principe (Hans Leiber), Lar Park-Lincoln (Sidney Scott), Michaela Schaffrath (Heidi
Lönz), Lynn Lowry (Madre Mary), Micaela Schafer (Amazone), Barbara Nedeljakova (Angelique), Tony Todd (Frost), Eva Habermann (Diabla).</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/40tWVgJ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD) Uncut Version</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4nYgIyO" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray) Uncut Version</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Oh, gaudio! Oh, infinita gioia! Oh, Amazon Prime e il suo calendario del trash! Ancora i miei amici mi rinfacciano la visione di <em>Cocainorso</em>. I miei amici non capiscono un cazzo. C’è tutto un filone di film trash coi nazisti che inizia da… non saprei dirlo, mi sovviene il fantastico <em>I naziserfisti devono morire</em> di casa <strong>Troma</strong> o il più celebre <em>Iron skyes</em> di molti anni dopo. Questo è il nuovo, fiammante, terrificante, horror/action/fantascientifico della famiglia.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Non so come scrivere per esteso una trama che a malapena c’è. Pare che i nazisti avessero inventato un composto in grado di risorgere i defunti come super soldati non morti.
Poi, per corollario, li associavano a squali cyborg in grado di volare. Il progetto è fallito malamente, ma una ventina di questi mostri sono rimasti nascosti in una base al polo Nord fino a ora. E adesso? Ora sono
cazzi, direi, perché questi attaccano e sbranano (giuro) gli aerei di linea. Un ex gerarca e co inventore del progetto ora lavora per gli americani e viene incaricato di risolvere questo guaio.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ma che bello è? Questo film non ha alcuna pretesa se non di essere fuori luogo e senza senso, condito di violenza ed esagerazioni. Centra pienamente il colpo.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ammetto che sia un po’ fuorviante perché il titolo è molto incentrato sugli squali, invece questi sono marginali rispetto ai nazisti zombie, ma mi sono accontentato.
</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Gli effetti speciali sono antiquati, sfocati o con green screen evidenti. Non è esattamente un difetto perché certe produzioni lo fanno anche di proposito, sapendo che
al loro target piace la roba fatta male.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Nonostante tutto l’effetto visivo complessivo non è male e raggiungerebbe anche alcuni picchi di epicità nel finale, non fosse che il soggetto di tali effetti sono
squali volanti.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Non c’è molto da dire sugli interpreti che hanno il livello di recitazione della <strong>Asylum</strong>, ma c’è una attrice in particolare, in realtà due, che è molto presente a schermo. Le tette. Entrambe recitano in molte parti del film, gratuitamente
e sono ben calate nel loro ruolo. Il nudo viene usato tanto quanto la violenza, a secchiate e a caso. Anche questo fa parte del suo bello.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La colonna sonora è bizzarra, ma buona. Ci sono diversi pezzi famosi e molte canzoni metal (che hanno il loro senso nella scena) spesso sono azzeccati con la scena in sé.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Sky Sharks</em> è un film tremendo sotto ogni aspetto che diventa un gioiello per chi stima il genere. Pensare che ha tre scene post credit!</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/40tWVgJ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD) Uncut Version</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4nYgIyO" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray) Uncut Version</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink73dcf60e78685e89a4c5f950a26d645b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SkySharks_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 600,'height': 852,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink73dcf60e78685e89a4c5f950a26d645b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/SkySharks_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="284" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink27017d9316410d16753d8cef1fc64023 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SkySharks_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1000,'height': 513,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink27017d9316410d16753d8cef1fc64023, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/SkySharks_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="103" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=nekaigsteOc">https://www.youtube.com/watch?v=nekaigsteOc</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Jul 2025 06:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Prima che l’alba ci corroda di Tullio Napoli]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FD"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Una radiografia in controluce della condizione umana contemporanea</h1><h2 class="imHeading2">Antologia di racconti che si muove tra orrore, distopia, allegoria e poesia urbana</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">[…] Anche i gusti alimentari dei due Mostri che stiamo mettendo a paragone potrebbero essere definiti simili… Ma col Morto Vivente mancano del tutto eleganza, romanticismo e arguzia… E </em><em class="fs14lh1-5 cf1">poi quella carne marcia e quell’andatura lenta e dinoccolata. Putrefazione continua, i denti sempre sporchi di pezzetti di cervello di altri esseri viventi. No, decisamente non ci siamo! […]</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4nQ5cWh" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3GU2EG3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Prima che l’alba ci corroda</em> è una antologia di racconti di <strong>Tullio Napoli</strong> che si muove tra orrore, distopia, allegoria e poesia urbana. I testi sono brevi, intensi, affilati come aforismi narrativi. Più che una raccolta di storie, il libro è una radiografia in controluce della condizione umana contemporanea: solitaria, disillusa, eppure ancora animata da una residua, fragile scintilla.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">I racconti non seguono una struttura lineare o tradizionale. Alcuni sono vere e proprie istantanee esistenziali, altri si avvicinano alla satira surreale, altri ancora al realismo visionario. Il filo conduttore non è narrativo, ma tonale ed emotivo: la sensazione di vivere sul bordo di un abisso quotidiano, tra assurdo e rassegnazione, tra sarcasmo e silenzio.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Lo stile di <strong>Napoli</strong> è lacunoso e penetrante: frasi brevi, periodi frammentati, una lingua scarna ma ricca di immagini potenti. Il lettore non viene accompagnato - viene lasciato dentro i racconti, come in stanze senza finestre.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">L'antologia si distingue per una notevole coerenza stilistica e tematica, con racconti che condividono un tono uniforme e una visione del mondo lucida e spietata. <strong>Tullio Napoli</strong> dimostra una buona capacità di usare l’assurdo come lente per interpretare la realtà, offrendo spunti critici attraverso immagini stranianti e peculiari. Tuttavia, la raccolta potrebbe risultare poco accessibile a chi predilige trame strutturate o personaggi ben definiti. Alcuni testi appaiono volutamente ermetici, lasciando il lettore disorientato. L’effetto complessivo è potente, ma non sempre immediato. È un’opera che richiede attenzione e sensibilità per essere davvero compresa.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Tullio Napoli</strong> nasce a Roma nel 1999. Laureato in giurisprudenza e polistrumentista, coltiva da sempre la passione per il cinema, la musica e la letteratura. Ha una predilezione particolare per la fantascienza, l'horror e tutto ciò che sfugge all'immediata razionalità. <em>Prima che l'alba ci corroda</em> segna l'inizio del suo viaggio letterario verso l'ignoto.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Prima che l’Alba ci Corroda</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Autore: Tullio Napoli</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Editore: Self</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Pagine: 120</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">ISBN: 979-8287682248</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Costo: Cartaceo 7,59 € - Ebook 2,89 € - Disponibile Unlimited</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4nQ5cWh" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3GU2EG3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink44e1f67d8ae745526dd85562f3f88735 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alba-corroda_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 675,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink44e1f67d8ae745526dd85562f3f88735, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alba-corroda_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="320" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink09ab8c8bf8546f27140d8fde4896a16e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TullioNapoli.jpg','alt': '','title': '','width': 895,'height': 1004,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink09ab8c8bf8546f27140d8fde4896a16e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TullioNapoli.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="169" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Jul 2025 05:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le regole della truffa di Rob Minkoff]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FB"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Un lavoro quasi completamente girato in interni</h1><h2 class="imHeading2">Montato a ritmi convulsi, ricco di azione e di riusciti effetti speciali</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Le regole della truffa (Usa, Germania 2011)</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Regia: Rob Minkoff. Soggetto e Sceneggiatura: John Lucas, Scott Moore. Fotografia: Steven Poster. Montaggio: Tom Finan. Musiche: John Swihart. Scenografia:
James A. Galarden, Alec Hammond. Costumi: Mona May. Produttori: Yoram Barzilai, Mark Damon, Patrick Dempsey, Moshe Diamant, Peter Safran. Case di Produzione: Foresight Unlimited, The Safran Company. Distribuzione (Italia):
Eagle Pictures. Titolo Originale: Flypaper. Paesi di Produzione: Stati Uniti d’America, Germania - 2011. Durata: 83’. Genere: Azione, Farsa. Interpreti: Patrick Dempsey (Tripp Kennedy), Ashley Judd (Kaitlin), Tim Blake Nelson ("Burro"), Mekhi Phifer (Darrien 6), Matt Ryan (Gates), Jeffrey Tambor (Gordon Blythe), John Ventimiglia (Weinstein), Pruitt Taylor Vince ("Marmellata"),
Curtis Armstrong (Mitchell Wolf), James DuMont (detective), Rob Huebel (Rex Newbauer), Adrian Martinez (Mr. Clean), Octavia Spencer (Madge Wiggins), Eddie Matthews (Jack Hayes).</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/44BpnzU" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4lqJWVw" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Rob Minkoff</strong> è noto per essere stato il regista de <em>Il re leone</em> (1994), specializzato in cartoni animati Disney, soprattutto cortometraggi e formati televisivi, si dedica ai <em>live action</em> (ricchi di computer grafica), vedi i due <em>Stuart Little</em> (1999 - 2002) e (per Dreamworks Animation) <em>Mr. Peabody e Sherman</em> (2014). Non sono molti i film che ha firmato fuori dal mondo dell’animazione, tra questi ricordiamo <em>La casa dei fantasmi </em>(2003), <em>Il regno proibito</em> (2008) e <em>Le regole della truffa</em>.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">In breve la trama di questo <em>action movie</em> comico. Tripp (<strong>Dempsey</strong>) si trova coinvolto in due rapine nella stessa banca organizzate da due bande distinte, una di professionisti (non così
abili) e una composta da due balordi (Burro e Marmellata). Tripp s’invaghisce della cassiera Kaitlin (<strong>Judd</strong>) e cerca di proteggerla, nel frattempo viene uccisa una guardia giurata e si scatena una lotta tra le due bande, subito composta grazie a un comico accordo. Quel che accade
dopo non si può raccontare, va solo visto, lasciandosi andare a sequenze improbabili intrise di pura azione e di vis comica surreale messe in scena da rapinatori sgangherati e ostaggi che cercano di farla franca. Casseforti
che esplodono, uccisioni sospette, bancomat che non saltano in aria, impiegati che forse sono altro, un terzo rapinatore in incognito che trama nell’ombra e una serie di situazioni che dire paradossali non rende bene
l’idea. A un certo punto viene fuori anche un’incredibile classifica dei rapinatori pubblicata su Internet dove Burro e Marmellata figurano oltre il seicentesimo posto, mentre uno dei componenti della banda professionale
sarebbe quarto. Riprese a Baton Rouge, in Louisiana. Un lavoro quasi completamente girato in interni, molto teatrale, montato a ritmi convulsi, ricco di azione e di riusciti effetti speciali. La sceneggiatura di <strong>John Lucas</strong> e <strong>Scott Moore</strong> sembra omaggiare i film di <strong>Mel Brooks</strong> per stile di comicità, in ogni caso ha il pregio della grande originalità e tiene in sospeso
lo spettatore sino alla parola fine. La recitazione dei protagonisti è sempre sopra le righe, la sola regola da seguire per regista e sceneggiatori sembra quella di mettere l’asticella sempre più avanti
ed eccedere senza mai preoccuparsi di congruenza e realismo. <em>Le regola della truffa</em> è stato un flop clamoroso negli Stati Uniti, si narra che abbia totalizzato solo mille dollari d’incasso, anche perché è rimasto in cartellone solo per un fine settimana. Ha fatto meglio
all’estero, dove è stato visto da un buon pubblico, sia al cinema che nei circuiti televisivi. Recuperato grazie a Rai Movie è ancora reperibile su Rai Play. Non è un capolavoro, intendiamoci bene,
ma strappa grasse risate - siamo nel campo della pura farsa - e non ha altre ambizioni se non quella di divertire in modo intelligente. Diciamo che ci riesce ed è già un bel merito!</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/44BpnzU" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4lqJWVw" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink69593d58f45c679a750ae6906e817446 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/regole-truffa_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink69593d58f45c679a750ae6906e817446, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/regole-truffa_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkc0f576c899569d55ddbeff9dd705f65c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/regole-truffa_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc0f576c899569d55ddbeff9dd705f65c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/regole-truffa_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=h1aTdqeW8Uc">https://www.youtube.com/watch?v=h1aTdqeW8Uc</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 06:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Orrore ad Austerlitz di Flavio Deri]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Russo]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FA"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Creazione letteraria fortemente simbolica</h1></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h2 class="imHeading2">Un racconto lungo che si snoda molto bene nell’incrocio fra Storia e Weird</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em><span class="cf1">Quando il sangue scorre sui campi di battaglia, l'orrore non arriva solo dagli uomini... ma da antiche forze che non dovrebbero mai risvegliarsi.</span></em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4kHZzGS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ad Austerlitz, nel 1805, nell’attuale Repubblica Ceca, si svolse una battaglia campale tra l’armata napoleonica e la Terza Coalizione.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Molti storici, tra cui Alessandro Barbero in un omonimo libro, l’hanno soprannominata “La battaglia dei tre imperatori”, perché qui si fronteggiarono l’Imperatore dei Francesi Napoleone Bonaparte, l’Imperatore d’Austria Francesco II e lo Zar russo Alessandro I. Fu praticamente un conflitto cruciale fra le massime potenze continentali dell’epoca, ancora studiato dagli storici di guerra: fu lì infatti che nacque la leggenda di Napoleone Bonaparte come stratega ancora oggi famoso per il suo genio predittivo, capace di modificare magistralmente in corso d’opera la razionalità dei suoi piani. Eravamo quindi, per dirla con Hegel, sui grandi campi della Storia, dove “lo Spirito del Mondo passava a cavallo”.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Flavio Deri</strong></span><span class="cf1"> ha ipotizzato, in questo racconto chiamato </span><span class="cf1"><em>Orrore ad Austerlitz</em></span><span class="cf1">, che anche altre forze, più antiche e oscure, parteciparono al conflitto, per far vincere sia l’una che l’altra parte.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Edmondo Bellotti, sergente maggiore della Legione Italica, ha infatti una missione: impedire alla Terza Coalizione di utilizzare un antico rituale recuperato in Egitto per distruggere l’Imperatore Napoleone e la sua armata. Ad Arcole, Edmondo ha visto il Tartaro spalancarsi, nella figura di un soldato che in realtà era un Ghoul, un mangia-cadaveri, per poi ritrovarsi a Lione in compagnia di Fouché, Ministro della Polizia Generale del Consolato, nella sede della Saggezza Trionfante, una loggia massonica fondata da Cagliostro nel 1786, introducendovi i rituali della Massoneria Egizia.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Deri</strong></span><span class="cf1"> immagina infatti come, durante la campagna di Egitto (1798), Napoleone avesse trovato anche orrori e saperi perduti giunti dallo spazio siderale, in attesa di essere risvegliati.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Bellotti finisce per essere arruolato da Fouché nelle “Ombres de Lione”, un’unità di Elite, addestrata in segrete arti magiche e abilità operative per vincere i nemici occulti. Durante una dura battaglia alla Piramide di Micerino, sempre in Egitto, il gruppo di soldati speciali troverà una contromisura esoterica, da usare contro i nemici della coalizione, viventi (russi, austriaci, ma anche turchi e soprattutto inglesi) e non, mortali ma anche soprannaturali. </span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il racconto lungo di </span><span class="cf1"><strong>Flavio Deri</strong></span><span class="cf1"> si snoda molto bene nell’incrocio fra Storia e Weird, pescando a piene mani tanto da cronache occultistiche e massoniche, quanto da romanzi gotici dell’Ottocento e del Novecento. Il risultato è una creazione letteraria fortemente simbolica, che stempera le caratteristiche leggendarie e orrorifiche della narrativa fantastica tipica di </span><span class="cf1"><strong>Arthur Machen</strong></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><strong>Lovecraft</strong></span><span class="cf1"> con elementi tipici del romanzo storico.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il ritmo avvincente della trama tiene incollati alla pagina per tutta la durata del racconto, portandoci all’interno di un rocambolesco spaccato non solo del lato oscuro delle campagne napoleoniche, ma dell’intera epoca illuministica, mostrandone una deriva esoterica sconosciuta ai più. Si rimpiange solo che la missione delle “Ombre di Lione” finisca così presto, perché gradiremmo nuove immaginifiche avventure di questa brigata nell’ignoto cosmico di fine Settecento.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong><span class="cf1">L’AUTORE</span></strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Flavio Deri è nato il 18/10/1988 a Pontedera (PI). È diventato membro del Culto Lovecraftiano nel 2003, quando ha acquistato il suo primo libro del Sognatore di Providence. Iscritto alla H.P. Lovecraft Historical Society e supporter dell'Horror Writers Association, ha sempre desiderato dedicarsi alla scrittura andando oltre la creazione di campagne di gioco di ruolo da tavolo o dal vivo. Durante la pandemia, ha partecipato a concorsi letterari per antologie, e nel 2022 ha pubblicato il suo primo libro intitolato Appunti di un Sussurro, sempre con ambientazione Lovecraftiana, oltre a rientrare in pubblicazioni come Terrorea – De Rerum Natura della Horti di Giano, nella collana Universo di Lovecraft della Esescifi, nell'antologia Chimerica della PAV Edizioni. Per la Colomò Edizioni compare nell'antologia Strani Aeoni nn. 2 e 3, Grimoria, l'Amaro in Bocca e ha curato la raccolta L’Orrido Verde. L'Ombra dietro la Miskatonic è il suo racconto lungo con la Delos Digital, si possono trovare altri suoi racconti su due numeri del progetto Racconti dal Profondo. Finalista in concorsi letterari come il TOHorror Festival, Terni Horror Festival e del Premio Esecranda. Fiero membro del Gruppo Telegram Lovecraft Italia. Appassionato del genere Horror, ha dedicato la sua libreria personale a Lovecraft, con oltre cento volumi tra racconti, saggi, biografie, graphic novel e romanzi ispirati ai Miti. Dal 2024 collabora con Club GHoST e Planet Ghost con recensioni di libri e fumetti.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Orrore ad Austerlitz</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Autore: Flavio Deri</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Editore: Delos Digital</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Pagine: 74</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">ISBN: 978-8825433487</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Costo: 2,99 € Ebook</span></i></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4kHZzGS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink65ad7f08e7914610640ce3a2861d7413 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/OrroreAusterlitz_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 771,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink65ad7f08e7914610640ce3a2861d7413, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/OrroreAusterlitz_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink436f7f1b0c4e763fcfedec9f1ffd4eb6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/flavio-deri.jpg','alt': '','title': '','width': 762,'height': 762,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink436f7f1b0c4e763fcfedec9f1ffd4eb6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/flavio-deri.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Jul 2025 04:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Under the Burning Sky dei Madvice]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F9"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1 imTALeft"><span class="cf1">Album che saprà prendervi e ribaltarvi, letteralmente</span></h1><h2 class="imHeading2 imTALeft"><span class="cf1">Un assalto frontale in bilico tra groove, thrash e metalcore</span></h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">MADVICE “Under the Burning Sky”<br>Full-length, Nova Era Records (2022)</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Band toscana attiva da quasi dieci anni e che ha realizzato, a oggi, due full-length, Quello di cui andrò a parlare è il loro secondo e ultimo album, <em>Under The Burning Sky</em>, uscito nel 2022 per Nova Era Records. Il qui presente album mette in mostra una qualità notevole espressa con muscoli e grinta, un assalto frontale in
bilico tra groove, thrash e metalcore, tutto all'insegna della modernità, o comunque molto affine a band quali <strong>Slipknot</strong>, <strong>Lamb of Gode</strong> una spruzzata di melodic death metal alla <strong>At the Gates</strong>.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Le chitarre tessono riff pazzeschi che poggiano su una batteria altrettanto pazzesca. Molto difficile trovare momenti di stallo in questo album. <em>Extinction</em> apre il disco in maniera violenta, scaraventa sull'ascoltatore tonnellate di metallo rovente senza pietà. La produzione è piena ma anche tagliente, tutto
è compatto e l'ispirazione non manca. Questo è ben evidenziato dagli episodi successivi, e tra i brani migliori vale la pena citare <em>In This Empty Place</em>, la title track e <em>The Funeral of Human Race</em>, esempi di death metal moderno, affilato ma che non disdegna groove, stacchi spezzacollo e melodia da apocalisse. Tutto l'album comunque colpisce sotto diversi aspetti, perché oltre alla violenza e
alla produzione killer, la band riesce a trasmettere un senso di vera rabbia, di pericolo imminente, di cielo pronto a riversare fulmini sulla terra. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Questo disco saprà prendervi e ribaltarvi, letteralmente, e non ci sono scuse per non averlo nella propria collezione, soprattutto se amate i generi evidenziati in recensione.
I <strong>Madvice</strong> però adesso devono essere bravi a battere il ferro finché è caldo, perché questo album ha ormai tre anni e per una band
nuova è importante avere continuità e frequenza alta di pubblicazioni. Sulla qualità ci siamo già espressi, questo è un lavoro davvero incredibile, ma la speranza è di non dover attendere
ancora qualche anno per avere nuova musica da parte dei <strong>Madvice</strong>.<br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div><strong><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?intervista-ai-madvice" class="imCssLink">Leggi l’intervista esclusiva alla band.</a></strong></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br><strong>Tracklist</strong><br></span><ol><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Extinction</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Doominion</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">The Funeral of Human Race</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Under the Burning Sky</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Warpath</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Quelli Uguali Non Contano</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">In This Empty Place</span></li></ol></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br><strong>Line-up</strong><br>Raffaele Lanzuise: bass<br>Maddalena Bellini: guitars<br>Asator: vocals<br>Marco Moretti: drums</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinke9c4d0e4b0a8913042ee56086f7e6c23 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/UndertheBurningSky.cover_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 1080,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke9c4d0e4b0a8913042ee56086f7e6c23, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/UndertheBurningSky.cover_ver.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinke91a5e29950af0fe071bd14b8a20ac64 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/MadviceGruppo_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1198,'height': 711,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke91a5e29950af0fe071bd14b8a20ac64, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/MadviceGruppo_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="119" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=hDB9VKqoINA">https://www.youtube.com/watch?v=hDB9VKqoINA</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 04:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Femme fatale di Brian De Palma]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F8"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Film da vedere e da studiare</h1><h2 class="imHeading2">Una manna per gli appassionati delle riprese originali</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Femme fatale (Usa, Spagna 2002)</strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Regia: Brian De Palma. Soggetto e Sceneggiatura: Brian De Palma. Fotografia: Thierry Arbogast. Montaggio: Bill Pankow. Effetti Speciali: Philippe Hubin, Agnès Berger Sébenne. Musiche: Ryūchi Sakamoto. Scenografia: Anne Pritchard, Dennis Renault, Franҫoise Benoȋt-Fresco. Costumi: Olivier Bériot. Trucco: Jean-Luc Russier. Produttori: Tarak Ben Ammar, Marina Gefter. Produttore Esecutivo: Mark Lombardo. Case di Produzione: Quinta Communications, Epsilon Motion Pictures. Distribuzione (Italia): Medusa Distribuzione. Titolo Originale: Femme Fatale. Lingua Originale: Inglese, Francese, Spagnolo. Paesi di Produzione: Stati Uniti d’America, Spagna - 2002. Durata: 114’. Genere: Thriller Erotico. Interpreti: Antonio Banderas (Nicolas Bardo), Rebecca Romijn (Laure Ash / Lily), Peter Coyote (Bruce Watts), Eriq Ebouaney (Black Tie), Edouard Montoute (Racine), Rie Rasmussen (Veronica), Thierry Fremont (Serra), Gregg Henry (Shiff), Daniel Milgram (Pierre / Bartender), Eva Darlan (Irma), Jean Châtel (Jean), John Stamos (agente - non accreditato).</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4luKrxZ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4luRcQi" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Brian De Palma</strong> è un Maestro delle riprese cinematografiche e della <em>suspense</em>, un regista da prendere a esempio per tutto il thriller erotico e per le sequenze oniriche, specializzato in immagini che si susseguono senza stacchi di montaggio e incredibili piani sequenza che costruiscono la tensione narrativa. <em>Femme fatale</em> - rivisto su Rai Movie e reperibile su Rai Play - è un esempio di tutto questo, una visione ideale per le scuole di cinema, tanto è evidente la capacità di far progredire una storia per immagini, senza abusare (operando per sottrazione) del dialogo. <em>Femme fatale</em> fa largo uso di strumenti del passato come lo <em>split screen</em> e la dissolvenza a tendina, ma anche la dissolvenza classica e la ripresa del binocolo con il cartone ritagliato davanti alla macchina da presa. Da notare anche la tecnica dello <em>split-diopter-focus</em>, la ripresa di due soggetti su piani di profondità diverse, tramite una lente con due diversi fuochi (un soggetto in primo piano / un soggetto sullo sfondo), in definitiva uno sdoppiamento simultaneo del fuoco che in certi momenti crea <em>suspense</em>. <strong>De Palma</strong> è un regista dotato di uno stile ampiamente riconoscibile, un autore in senso pieno, capace di variare dal thriller al fantastico, passando per l’horror e il gangster movie, infondendo tensione narrativa nelle sue opere che fanno largo uso della soggettiva e del primissimo piano. &nbsp;<em>Femme fatale</em> è un lavoro metacinematografico come gran parte della produzione di <strong>De Palma</strong>, sia perché cita molto cinema del passato (<strong>Hitchcock</strong> su tutti), sia perché ambienta il tentativo di furto dal quale parte la storia durante il Festival di Cannes, alla prima di <em>Est-Ovest / Amore-libertà</em> del regista <strong>Régis Wargnier</strong>, seduto in platea con l’attrice <strong>Sandrine Bonnaire</strong>. I due recitano la parte di loro stessi e la pellicola è stata davvero presentata a Cannes nel 2001, mentre la finzione narrativa inventa il ruolo della bellissima modella Veronica (<strong>Rasmussen</strong>) vestita solo di un gioiello d’oro a forma di serpente, tempestato di diamanti. La ladra mercenaria Laure Ash (<strong>Romijn</strong>) si finge fotografa, seduce Veronica e mette in scena nella toelette del teatro un conturbante rapporto lesbico che serve a perpetrare il furto con l’aiuto di un complice. Il film si dipana con una trama complessa e una sceneggiatura che non perde un colpo, con Laure che decide di mettersi in proprio, quindi l’azione passa a Parigi dove lei viene scambiata per la gemella Lily (sempre <strong>Romijn</strong>); infine trascorrono sette anni con Laure che ha preso l’identità di Lily (dopo il suo suicidio) ed è diventata moglie dell’ambasciatore americano. Il finale non si racconta, diciamo solo che entra in scena Nicolas Bardo (<strong>Banderas</strong>), un fotografo in decadenza che scatta la foto sbagliata nel momento sbagliato e abbiamo tutto un crescendo di <em>suspense</em> fino al doppio finale improntato al cinema fantastico con la possibilità delle porte che si aprono e del libero arbitro che modificherebbe lo scorrere degli eventi. Tutto quel che abbiamo visto viene messo in discussione come se fosse stata una lunghissima e suggestiva parte onirica. Interpreti eccellenti, a partire da <strong>Rebecca Romijn</strong> che interpreta alla perfezione un personaggio di donna diabolica, mangiatrice di uomini e perversa al punto giusto. <strong>Rie Rasmussen</strong> non è da meno nel ruolo (più breve) della modella lesbica che indossa il prezioso gioiello. <strong>Antonio Banderas</strong> (doppiato dal bravo <strong>Francesco Pannofino</strong>), infine, è all’apice del successo e al massimo della forma. Da ricordare che il marito di <strong>Rebecca Romijn</strong> - <strong>John Stamos</strong> - interpreta un piccolo ruolo (non accreditato) nei panni di un agente. <strong>Brian De Palma</strong> è autore in senso pieno, dalla sceneggiatura alle citazioni cinefile, come quando a inizio film punta la macchina da presa sulla televisione che manda in onda <em>La fiamma del peccato</em> (1944), un noir che vede protagonista una dark lady (<em>femme fatale</em>), molto simile al suo personaggio. Colonna sonora suggestiva, a partire dal <em>Bolero</em> di <strong>Ravel</strong> che scorre sul tappeto rosso del Festival di Cannes, proseguendo con la parte originale composta da <strong>Ryūchi Sakamoto</strong>. Montaggio che definirei suadente, <strong>Bill Pankow</strong> riesce a non far sentire la fatica di 114’ di cinema, tagliando la pellicola al momento giusto, con &nbsp;l’aiuto del regista, definendone la misura nella durata ottimale. <strong>Thierry Arbogast</strong> realizza una fotografia luminosa per gli esterni e scura per i convincenti notturni, oltre a condurre sul filo della visione cupa i claustrofobici interni. Un film da vedere e da studiare, pura scuola di cinema per registi, una manna per gli appassionati delle riprese originali, una gioia per gli occhi.</span></div></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4luKrxZ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4luRcQi" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkcd02bb800cf2578272dab40d0d3a9bbf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/FemmeFatale_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 619,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcd02bb800cf2578272dab40d0d3a9bbf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/FemmeFatale_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="295" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkf1404ac3b15f7630238c4c0971a2bef3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/FemmeFatale_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1536,'height': 826,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf1404ac3b15f7630238c4c0971a2bef3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/FemmeFatale_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="108" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=NARERsn4sQs">https://www.youtube.com/watch?v=NARERsn4sQs</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 05:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Filtri notturni]]></title>
			<author><![CDATA[Sergio Bissoli]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F7"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Molte cose descritte qui esistevano realmente</h1><h2 class="imHeading2">Questi personaggi femminili non sono completamente inventati</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><span class="cf1">Tratto dalla raccolta <i class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Racconti Mistery</span></i><span class="fs14lh1-5">:</span></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3IoyviC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Una luce celestognola ristagna nel vicolo deserto. Il sole di marzo si abbassa dietro alle case in strisce di luce gialla.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il vento seguita a soffiare portando sbuffi di fumo dai comignoli. Cammino costeggiando le case basse e grigie dove sui tetti si arrampicano i gatti.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">A metà il vicolo gira a gomito e c’è un paracarro piegato. Una lampada pendente oscilla sbattendo contro i tralci secchi dei glicini. Fra i ciottoli ci sono pozzanghere di liquido nero. </span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Sta arrivando la sera. Una foschia violacea scende nel vicolo lasciando solo i colori lividi della luna. Con la sera arriva una nebbia grigia che si mescola al fumo creando effetti di magia.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Una ragazza esile sta appoggiata alla porta di casa. Ha un viso luminoso con le lunghe trecce che mi incanta e mi turba.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Mi fermo per chiedere un’informazione e restiamo lì insieme quasi tutta la notte.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Si chiama Lavinia e fa la cucitrice di tela.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La luna piena corre fra i comignoli, sale sul vicino campanile e attraverso i finestroni illumina la ferraglia dell’orologio. Un cagnolino piccolo e bianco abbaia. Avanza annusando il terreno e striscia lungo il muro come impaurito. Poi a un tratto corre di ritorno con guaiti di dolore.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">***</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ormai Lavinia è entrata nella mia vita. Le sere successive per tante altre volte vado a trovarla.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ma una sera arrivo in ritardo. Perdo il treno e sono costretto ad aspettare l’ultima corriera.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Sono terribilmente in ritardo. L’orologio del campanile batte mezzanotte mentre entro nel vicolo dalla estremità opposta.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ad un tratto vedo Lavinia di spalle come non la avevo mai veduta prima d’ora: è magra, con un vestito sbrindellato. Fa strani gesti e con una bottiglia sparge un liquido nero.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Mi fermo a guardarla mentre saltella di qua e di là emettendo parole roche.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ma la ragazza accortasi di me si arresta subito dopo. Il suo viso ha una smorfia cattiva. Lancia grida stridule, che finiscono in un pianto acuto. Poi corre in casa sbattendo la porta.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Lentamente ritorno indietro camminando sui ciottoli anneriti. Sciarpe di nebbia ristagnano nel vicolo.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Dai tetti delle vecchie case spunta una luna calante arrabbiata, con la faccia da strega.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">(Gennaio 1990)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">NOTE</strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Questo racconto è tratto dalla raccolta <em>Racconti Mistery</em> di <strong>Sergio Bissoli</strong> - Editore Lulu.com</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il presente racconto <em>Filtri notturni</em> l’ho vissuto negli anni ’60 e l’ho scritto nel 1990.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Molte cose descritte qui esistevano realmente. Il vicolo (adesso non c’è più) si vede qui nelle foto.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">C’è una donna o ragazza in quasi tutti i miei 70 racconti brevi.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Questi personaggi femminili non sono completamente inventati. Io ho tirato fuori la streghetta o la Dea che c’è dentro ogni donna. </span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Prossimamente ne incontreremo ancora…</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Nato a Verona, ma vissuto quasi sempre nei paesi della pianura veronese. Autodidatta. A 10 anni volevo fare il regista. Frequentavo le cabine dei cinema, compravo vecchi proiettori. Poi abbandonai tutto per le difficoltà di attrezzarmi. A 11 anni seppi che sarei diventato scrittore. Nel corso degli anni ho esplorato la letteratura inglese, francese, polacca, rumena, ungherese, scandinava. Ho letto quasi tutti i filosofi occidentali, orientali e gli esoteristi. Mi sono interessato di psicanalisi, botanica, astronomia. Negli anni ’60 ho incominciato a fotografare saltuariamente. Negli anni ’80 ho fotografato sistematicamente edifici, ambienti, paesaggi, personaggi. Nel 2006 ho incominciato a filmare realizzando oltre mille video visibili su youtube.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Tratto dalla raccolta </span><span class="fs14lh1-5"><i>Racconti Mistery</i></span><span class="fs14lh1-5">:</span></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3IoyviC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink9220b50cc4f9227b89e145adbb392222 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Borghetto2_bar_nj0dkran.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1140,'height': 764,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9220b50cc4f9227b89e145adbb392222, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Borghetto2_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="135" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinke9a75e7180ceb65143cad10bafec1219 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/filtri-notturni-sergio-bissoli-autore_vr.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 427,'height': 510,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke9a75e7180ceb65143cad10bafec1219, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/filtri-notturni-sergio-bissoli-autore_vr.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="180" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 13 Jul 2025 05:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[The Bunker Game di Roberto Zazzara]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Scognamiglio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F6"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Il classico film di fantasmi senza pretese</h1><h2 class="imHeading2">Girato all'interno del bunker del Monte Soratte nella provincia di Roma</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">The Bunker Game (Italia, Francia, 2022)</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Regia: Roberto Zazzara. Soggetto: Manuela Cacciamani, Davide Orsini, Roberto Zazzara. Sceneggiatura: Francesca Forristal, Davide Orsini, Kt Roberts, Roberto Zazzara. Produttore:
Jad Ben Ammar, Leo Maidenberg, Riccardo Marchegiani. Casa di produzione: Eagle Pictures, Be Cool Produzioni, Place du Marché. Distribuzione in Italia: Eagle Pictures. Fotografia: Marco Graziaplena. Montaggio: Brian
Schmitt. Effetti speciali: Davide Leone. Musiche: Umberto Smerilli. Scenografia: Marcello Di Carlo. Costumi: Maria Cristina La Parola. Trucco: Francesca Tampieri. Interpreti: Gaia Weiss, Mark Ryder, Makita Samba, Tudor Istodor,
Amina Smaìl, Felice Jankell, Serena De Ferrari, Lorenzo Richelmy.</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div><a href="https://amzn.to/4nPAigU" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div><div><div><a href="https://amzn.to/40h0Cq5" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il nazismo ha vinto la seconda guerra mondiale e gli americani, per contrastare tutto ciò, decidono di avviare una guerra atomica. È questa la realtà alternativa
che sta vivendo un gruppo di partecipanti a un gioco di ruolo all'interno di un vero bunker tedesco, sotto i comandi e le istruzioni dei loro organizzatori. Ma una serie di incidenti costringe gli organizzatori a interrompere
il gioco facendo evacuare i gamer dal bunker in modo da poter venire a capo di ciò che sta accadendo. Scopriranno che il posto è infestato! Si manifesterà uno spirito maligno che abita quel luogo dai tempi
della guerra… una presenza che ha vissuto tutte le atrocità di quell'epoca e che è in cerca di giustizia...</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Film italo-francese del 2022, girato all'interno del bunker del Monte Soratte (nella provincia di Roma), e diretto da <strong>Roberto Zazzara</strong> che firma il suo esordio ponendo il tema del gioco di ruolo mescolandolo con risvolti da ghost-story. La pellicola parte con buone premesse trattando come argomento
il nazismo (periodo buio per la storia mondiale ma che ha ispirato non pochi registi) ma in formato alternativo, ponendo allo spettatore il probabile scenario di come sarebbero potuti andare i fatti se la storia avesse avuto
una svolta diversa. E con questo espediente entra in scena il gioco di ruolo, con personaggi ben distinti tra loro e ben calati nei costumi dell'epoca (troviamo scienziati, ufficiali, soldati e civili del ceto medio-alto),
dove gli organizzatori non sono solo semplici persone che muovono i fili ma sono anche essi partecipanti al gioco inscenando delle vere e proprie situazioni di dittatura. Il passaggio da gioco di ruolo a ghost-story avviene
in modo graduale e non immediato. Il film subisce un rallentamento senza riservare troppe sorprese e mancando di originalità, ma con un buon uso delle inquadrature, di una fotografia dai toni cupi (che ben rendono l'idea
dell'atmosfera soffocante del bunker) e con l'inserimento di jumpscare, la visione prende una scorrevolezza tale da tenere lo spettatore incollato allo schermo fino alla rivelazione finale. L’atmosfera è
macabra e suggestiva e il cast, che prevede la presenza di <strong>Gaia Weiss</strong> (<em>Sheperd - Meander:Trappola Mortale</em>) e <strong>Lorenzo Richelmy</strong> (<em>Ride - La Ragazza Nella Nebbia - Il Talento del Calabrone - L'Uomo Sulla Strada</em>) è ben calato nei rispettivi ruoli.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Insomma è il classico film di fantasmi senza pretese: intrattiene il giusto ma senza grandi emozioni. È d'obbligo (ri)sottolineare che si tratta di un film d'esordio,
pertanto lo si può promuovere comunque a pieni voti nonostante le sue (per fortuna non tante) lacune. Ne consiglio comunque la visione.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4nPAigU" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/40h0Cq5" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink617928389fdcba02be1bccf260cda85a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TheBunkerGame_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 755,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink617928389fdcba02be1bccf260cda85a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TheBunkerGame_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink686784d433197c5b6d02be60eec5a5c4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TheBunkerGame_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1000,'height': 563,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink686784d433197c5b6d02be60eec5a5c4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TheBunkerGame_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=3np2ahBV7jA">https://www.youtube.com/watch?v=3np2ahBV7jA</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 12 Jul 2025 05:45:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In arrivo La collera verde di Monique Watteau]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F5"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Per la prima volta tradotto in italiano</h1><h2 class="imHeading2">L’acclamato esordio del 1954 di una delle scrittrici più originali del fantastico belga</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em><span class="cf1">[…] Era così che immaginavo l’approssimarsi della Morte. Non solo fredda al tocco, fredda sulla pelle come l’oceano in ombra, ma d’aspetto glaciale,
e distante come gli scogli e i coralli in fondo a un mare oscuro […]</span></em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">Pre-ordina e risparmia</span></b></span></div></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/40dfwxt" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">In questo libro la scrittrice e artista ha esordito nel ‘54 con il genere fantastico ed ‘ecologico’ perché si parla di una specie di rivolta horror della natura
verso l'uomo.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Alcatraz è un editore milanese molto attento alla letteratura fantastica (sta pubblicando tutto </span><span class="cf1"><strong>Lovecraft</strong></span><span class="cf1">) e ai personaggi particolari.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Per la prima volta tradotto in italiano l’acclamato esordio del 1954 di una delle scrittrici più originali del fantastico belga.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Alle porte di un tempio sull’isola di Bali, l’avventuriero francese Mara incontra una giovane donna di cui si innamora perdutamente, ricambiato. La porta quindi con
sé a Maupertuis, la propria casa sull’Île du Levant, ma ben presto qualcosa trasformerà il loro idillio in un incubo...</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Dalla penna dell’allora venticinquenne </span><span class="cf1"><strong>Monique Watteau</strong></span><span class="cf1">, e per la prima volta tradotto in italiano, un folgorante romanzo d’esordio che la critica dell’epoca ha definito alfiere di «una nuova via al fantastico»: uno sguardo femminile evocativo,
venato di erotismo e caratterizzato da un’elegante ricerca estetica.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">«Riuscite a immaginare che alberi, erbe, fiori, alghe, insomma tutte le piante, possano un giorno ribellarsi all’uomo e diventare ai suoi occhi dei mostri, la personificazione
del male? È possibile che una giovane donna possa diventare l’oggetto dei loro desideri, la vittima della loro rivolta? Ma quando le piante diventano demoni, la realtà non è che un’illusione,
l’amore non è che un’illusione. E allora tutto è malvagità, inquietudine e sortilegio».</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Dall’introduzione: «</span><span class="cf1"><em>Secondo il critico Albert-Marie Schmidt, Watteau avrebbe inventato una «nuova via al fantastico» (…)
Questa donna anticonformista ha ripercorso le tappe della sua straordinaria carriera in Testament d’une Fée, un libro pubblicato nel 2002 in cui fa un bilancio di quello che considera il suo “viaggio iniziatico”.
In esso si sofferma in particolare sulla sua lunga e intensa storia d’amore con Yul Brynner negli anni Sessanta, nel periodo tra il divorzio da Bernard Heuvelmans – con il quale ha comunque mantenuto una inscalfibile
amicizia fino alla di lui morte – e il secondo matrimonio. Fu proprio il famoso attore americano a darle l’affettuoso soprannome gitano Alika (che significa “piccola gatta”), che la scrittrice e pittrice
mantenne per firmare le pro­prie opere al posto del suo nome di battesimo Monique. Naturalmente Alika Lindbergh, la cui meraviglia per la na­tura si era manifestata in giovane età nell’espressione
di un panteismo visionario, in seguito non avrebbe più affrontato il rapporto conflittuale con il mondo delle piante dalla medesi­ma prospettiva usata ne La collera verde. Ormai fervente pa­ladina
della natura, non l’avrebbe più mostrata come perico­losa e pervasa da una furia punitiva, con l’interrogativo finale se l’amore umano possa trionfare sulla gelosia degli déi verdi trasformati
in demoni. Ma a 70 anni dalla sua prima pub­blicazione, questo romanzo insolito, permeato di erotismo, conserva la sua freschezza e originalità. I lettori contemporanei di lingua italiana, che finora dell’autrice
belga hanno potuto leggere nella loro lingua solo il saggio Scimmie come noi. Vita con le scimmie urlatrici, saranno catturati dal talento narrativo di Monique Watteau tanto quanto i francofoni della metà del Ventesimo
Secolo. Al di là della trama del romanzo, potranno anche riflettere sul nostro delicato rapporto con l’ambiente, in un momento in cui la crisi ecologica è un argomento sempre più al centro dell’attenzione.
E, grazie all’ottima iniziativa di questa versione italiana, senza dubbio non guarderanno mai più allo stesso modo la maestosa statura di un cedro o il pro­fumo di una rosa delicata</em></span><span class="cf1">»</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong><span class="cf1">L’AUTRICE</span></strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Monique Watteau</strong></span><span class="cf1"> è stato il primo pseudonimo della poliedrica artista belga </span><span class="cf1"><strong>Monique Dubois</strong></span><span class="cf1">, nata a Liegi il 23 dicembre 1929 e oggi meglio nota con il nome di </span><span class="cf1"><strong>Alika Lindbergh</strong></span><span class="cf1">. Dopo aver studiato pittura all’Académie Royale des Beaux-arts e teatro al Conservatoire Royal di Liegi, si trasferisce appena ventenne a Parigi,
dove intraprende la carriera di attrice, modella e scrittrice. Tra il 1954 e il 1962 scrive quattro romanzi, diventando in breve tempo una delle voci più innovative e particolari del fantastico francofono dell’epoca,
grazie alla forte espressività e sensualità dei suoi lavori e all’inserimento di tematiche ecologiste, femminili e spirituali stemperate con un tocco di surrealismo. Dal 1963 abbandona quasi completamente
la scrittura e diventa una pittrice a tempo pieno (sono famose le sue illustrazioni nel campo della criptozoologia), attività che accompagna a una strenua militanza animalista ed ecologista che non è mai venuta
meno. Il suo ultimo libro, l’autobiografia </span><span class="cf1"><em>Le Testament</em></span><span class="cf1"> </span><span class="cf1"><em>d’une Fée</em></span><span class="cf1">, è stato pubblicato nel 2002 dopo un silenzio editoriale durato quasi trent’anni.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong><span class="cf1">SCHEDA TECNICA</span></strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La collera verde</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Autore: Monique Watteau</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Traduttore: Camilla Scarpa</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Introduzione: Isabelle Moreels</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Editore: Agenzia Alcatraz</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Collana: Bizarre</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Pagine: 224</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">ISBN: 978-8885772540</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Costo: 16,00 €</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><b><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Pre-ordina e risparmia</span></span></b></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/40dfwxt" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><script> var showboxlink273c4df143ef4f04678dcf34fa04e4c5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/collera-verde_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 751,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink273c4df143ef4f04678dcf34fa04e4c5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/collera-verde_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="288" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><script> var showboxlinkbcb1cd2a859552fb2fd5f9f77cf76669 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/MoniqueWatteau_autrice.jpg','alt': '','title': '','width': 300,'height': 300,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbcb1cd2a859552fb2fd5f9f77cf76669, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/MoniqueWatteau_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="150" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 05:44:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Ghost Pebidus di Marco Ravelli]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F4"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Consigliato per un pubblico che apprezza il realismo sporco</h1><h2 class="imHeading2">Un romanzo breve che lavora con costanza sul confine tra psicosi e sovrannaturale</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">[…] Seduta sul sedile passeggero, c’era una bambina. Rob non avrebbe saputo dire l’età, ma aveva qualcosa di terribilmente sbagliato. La pelle tirata,
quasi trasparente, e due buchi neri al posto degli occhi, scavati. Nessun suono usciva dalla sua bocca, aperta in un ghigno che sembrava congelato a metà strada tra una risata e un urlo. Sembrava aspettare qualcosa.
O qualcuno. Eppure, nessuno intorno a loro pareva accorgersi di quella scena assurda. I clacson continuavano a suonare, mentre le auto li sorpassavano in un flusso che non si curava di quella strana realtà intrappolata
in una</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">vecchia Uno verde ferma in mezzo alla strada. […]</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/44EUtFg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Ghost Pebidus </em>a opera di <strong>Marco Ravelli</strong>, edito da <strong>Delos Digital </strong>per la collana Innsmouth, al numero 200 a cura di <strong>Luigi Pachì. </strong></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">È un romanzo breve che si propone di indagare la colpa, la paternità, la mascolinità in crisi, e lo fa in modo dichiaratamente autocritico
e spietato. C'è molto di <strong>Houellebecq</strong> e di <strong>Ligotti</strong>, come idea cardine, non tanto nei contenuti quanto nella sensazione di ineluttabilità e condanna cosmica.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Nel romanzo c’è una particolare componente weird, ma manca un impianto coeso e, soprattutto, una ricaduta narrativa. Il perturbante è più esibito che
vissuto, più simbolico che cosmico. <em>Ghost Pedibus</em> risulta quindi più psico-grottesco che può piacere o meno - anche se ho molto apprezzato il
simbolismo sulle porte medievali della città come soglie per altri piani di realtà, e che determinati luoghi (es. il semaforo) diventino passaggi verso livelli inferiori dell’esistenza.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Ravelli</strong> ha una voce riconoscibile e una penna cinica e affilata. Il tono disilluso, sarcastico e carico di frustrazione
è perfettamente coerente con il protagonista di questa sua opera e il mondo che abita. Il romanzo lavora con costanza sul confine tra psicosi e sovrannaturale e la struttura episodica intervallata dalla favola di Giacomino
funziona sia come allegoria sia come ritmo narrativo.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Però lo stile è iper-carico: il testo gronda bile. Frasi spezzate, aggettivazioni ossessive, uso e abuso di volgarità. Questo è un marchio dell’autore,
ma alla lunga - almeno per me - ne compromette la leggibilità e produce una sorta di inflazione emotiva.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">L’idea di raccontare un percorso casa-scuola come un viaggio infernale mi è molto piaciuta e i “fantasmi” del protagonista sono caratterizzati in modo credibile,
ognuno portatore di una colpa precisa, e c’è un uso interessante del doppio (il Rob alternativo).</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Un romanzo breve potente ma sbilanciato, che punta tutto sull’intensità, ma rischia di soffocare il lettore nel proprio cinismo. Decisamente consigliato per un pubblico
che apprezza il realismo sporco, il weird urbano e la narrazione borderline.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">L’AUTORE:</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Marco Ravelli, 40 anni, è la voce di un podcast quotidiano che racconta l’attualità con uno sguardo diretto e incisivo. Tuttavia, è nei suoi racconti
che Ravelli rivela la sua anima più profonda: storie intrise di ironia e black humor, animate da protagonisti cinici e disillusi. Tra colpa, redenzione e tormento interiore, costruisce un universo narrativo dove il
grottesco e il tragico si fondono, trasformando ogni riflessione in un ritratto spietato e tagliente della condizione umana.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Ghost Pebidus </em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Autore: Marco Ravelli</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Pagine: 50</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">ISBN: 978-8825432404</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Costo: 3,00 € Ebook</em></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/44EUtFg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><script> var showboxlink97e1388bbacac3393a94028ee5102008 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GhostPedibus_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 684,'height': 958,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink97e1388bbacac3393a94028ee5102008, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/GhostPedibus_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 04:46:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Trick di Stefano Simone]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F3"><div><h1 class="imHeading1">Uno dei lavori più compiuti del giovane regista</h1></div><div><h2 class="imHeading2">Film risolto, che nel finale presenta una doppia sorpresa importante</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">The Trick (Italia, 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia e Montaggio: Stefano Simone. Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Casalino. Fotografia: Marco Rizzi. Musiche: Luca Auriemma. Fonico di Presa Diretta e Missaggio: Robb MC. Microfonisti:
Giuseppe Valente, Gerardo Romani. Segretaria di Edizione: Angela Daloiso. Operatrice di Macchina: Sara Strafile. Make Up / Effetti Speciali: Valentina Tambasco. Art Designer: Barbara Bottalico. Assistente di Produzione: Mirko
J. Keeper. Casa di Produzione: Indiemovie. Collaborazione: Comune di Manfredonia. Interpreti: Giovanni Casalino (Kevin), Mr Carnacki (Diego), Giovanni Scopece (commissario), Paola Renzullo (signora Rossi), Maurizio Tomaiuolo
(agente 2), Matteo Mangiacotti (agente 1), Tonino Potito (Antonio), Natalia D’Amato (la barbona), Rosanna Trotta (preside), Giovanni Guidone (guardia), Maria Paglione (Monica Villa), Sara Simone (segretaria), Angelo
Castriotta (addetto al cimitero), Sara Viscio (cadavere), Camilla Prencipe (bambina), Marco Delli Carri (bambino), Tonino Pesante (nonno), Sara Strafile (poliziotta), Angela Daloiso (impiegata).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1"><em>The Trick</em> poteva intitolarsi <em>Il Trucco</em>, ma non avrebbe reso bene l’idea, perché l’autore non vuole alludere a un semplice scherzo o a un tiro mancino, ma a qualcosa di più complesso
come “il trucco che si nasconde &nbsp;dietro una determinata situazione”, ma anche a uno “stratagemma finalizzato a qualcosa”, “l’inganno che si sta per compiere”. Il titolo anglofono,
sintetico e penetrante, precipita lo spettatore sin da subito nei meandri del mistero e della tensione narrativa. Contribuiscono a creare la <em>suspense</em> persino la dedica a <strong>David Lynch</strong> (in apertura), il fatto che la storia sia ispirata (molto liberamente) a <em>Il barile di Amontillado </em>e <em>Il cuore rivelatore</em> di <strong>Edgar Allan Poe</strong> e la sibillina epigrafe “Un mago non rivela mai i suoi trucchi”. Da notare che i titoli di testa scorrono mentre un prestigiatore muove con sapienza
un mazzo di carte da gioco e tutto questo contribuisce a creare un alone di suspense. La storia non si può raccontare, perché è giusto che lo spettatore la scopra da solo, passo dopo passo, diciamo solo
che un ragazzo di nome Kevin viene assunto come vigilante notturno in una scuola localizzata vicino a un cimitero, per collaborare con un anziano custode. Il ragazzo invita il vecchio amico Diego - che come passatempo fa il
mago - per una serata alcolica, da passare tra bevute e ricordi, fino a quando tutto si complica e i due compagni decidono di compiere una scorribanda notturna al cimitero per verificare una leggenda legata a una vecchia tomba.
In realtà niente è come sembra. Non vado oltre con la trama perché rovinerei il gusto della sorpresa e tutta la <em>suspense</em> che regista e sceneggiatore infondono tra le immagini con grande perizia artistica, ricorrendo anche a una perfetta colonna sonora composta da <strong>Luca Auriemma</strong>. Nella parte finale comprendiamo il senso del prologo che vede un’anziana signora richiedere medicinali importanti per la cura di un tumore che invece le
vengono rifiutati. Il film comincia come un horror soprannaturale, perché pare che il protagonista veda i fantasmi e pronuncia strane frasi sulla visione di inquietanti presenze, quindi si sviluppa come un thriller
di ambientazione scolastico - cimiteriale, infine assume i colori del giallo con l’indagine poliziesca, diventando persino cinema d’autore quando approfondisce il tema della malattia mentale. Terrorismo dei generi,
come ci ha abituati da tempo <strong>Stefano Simone</strong>, sulle orme di <strong>Lucio Fulci</strong>, in questo caso anche per la presenza di un ambiente cimiteriale e una sequenza durante la quale si teme che il protagonista venga chiuso vivo dentro una bara. <strong>Stefano Simone</strong> usa con perizia la macchina da presa, conferendo movimenti avvolgenti, alterna la macchina fissa con la macchina a mano, costruisce inquietanti soggettive e brevi
piani sequenza, confezionando un film a base di riprese mai banali e scontate. La sceneggiatura di <strong>Casalino</strong> non perde un colpo, alla fine tutto torna, con personaggi ben tratteggiati e molti dialoghi teatrali, gestiti tra campi e controcampi, che a volte risultano artefatti e risentono di qualche pecca didascalica.
Il montaggio è perfetto, <strong>Simone</strong> sa che montare un film è parte della regia e cura il delicato momento in prima persona, definendo il film in
85’ essenziali per la comprensione del racconto. Gli effetti speciali a base di allucinazioni e inquietanti presenze sono un altro elemento di pregio che conduce alla scoperta del mistero. La fotografia di <strong>Marco Rizzi</strong> passa dal verde al rosso con toni che cambiano dal cupo al vivace, immergendo lo spettatore in situazioni claustrofobiche, che assecondano le scelte di regia. La
colonna sonora di <strong>Luca Auriemma</strong> accompagna il crescendo di tensione senza mai perdere di vista il collegamento con il racconto. Gli interpreti sono tutti
molto ben calati nei rispettivi ruoli, una citazione speciale la merita <strong>Giovanni Casalino</strong> nei panni di Kevin per l’espressione perennemente allucinata e il caratteristico sguardo perso nel vuoto. Bene anche <strong>Mr Carnacki</strong> (nome d’arte), prestigiatore e illusionista, che interpreta l’amico Diego e sfoggia la sua grande abilità nei giochi
di carte. Non mancano i temi importanti in un film che - pur restando cinema di genere - riesce a dire altro e supera i confini della semplice storia. Mettiamo in evidenza
la denuncia di un sistema sanitario che non funziona e non garantisce cure mediche per tutti, così come si analizza la precarietà del lavoro giovanile e la malattia mentale. Un film risolto, che nel finale presenta
una doppia sorpresa importante (ovviamente non la rivelo) e che sarebbe stato perfetto se avesse sfumato la situazione conclusiva, lasciando un minimo d’incertezza. Un colpo di genio a livello di sceneggiatura e di tecnica
di regia l’alternarsi tra realtà e fantasia, tra improvvise allucinazioni ed effettive presenze. Bravo <strong>Stefano Simone</strong> che - sorretto da una sceneggiatura ben costruita - regala al suo pubblico uno dei lavori più compiuti della sua (ormai lunga) carriera.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Prima proiezione pubblica lunedì 4 Agosto, ore 20:15, presso il Cinema San Michele di Manfredonia. Unica recita. Ingresso a 5€. Locandina ufficiale realizzata da Barbara
Bottalico.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink41d0ea52169bb82ce3c298b87da05f2b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TheTrick_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 763,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink41d0ea52169bb82ce3c298b87da05f2b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TheTrick_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="283" /></a><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><script> var showboxlink9f710e10389cb6cb2b876cf7084d221c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TheTrick_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1088,'height': 518,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9f710e10389cb6cb2b876cf7084d221c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TheTrick_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="96" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ewGNVO-MrLk">https://www.youtube.com/watch?v=ewGNVO-MrLk</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 05:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dangerous Animals al cinema dal 20 agosto]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F1"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Il vero predatore non è in acqua</h1><h2 class="imHeading2">Un nuovo disturbante incubo firmato Sean Byrne</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Midnight Factory, etichetta di Plaion Pictures, e Blue Swan Entertainment sono liete di annunciare l’uscita nei cinema italiani dal 20 agosto di <strong>Dangerous Animals</strong>, il nuovo disturbante incubo firmato <strong>Sean Byrne</strong> (<em>The Loved Ones, The Devil's Candy</em>).</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Dopo il successo di<strong><em> </em></strong><em>Longlegs</em>, gli stessi produttori tornano a esplorare l’oscurità della mente umana con un film che affonda le sue radici nel thriller psicologico più perverso, unendo l’horror degli shark movies a quello del sadismo umano, dove l’oceano australiano è sfondo perfetto per una macabra messa in scena.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Nel trailer ufficiale, Zephyr (<strong>Hassie Harrison</strong>, volto di Laramie nella serie <em>Yellowstone</em>) è una giovane surfista in fuga da se stessa e dalle relazioni, che trova un’apparente evasione tra le onde australiane e in un’avventura notturna con un ragazzo del luogo, Moses (<strong>Josh Heuston</strong>, visto in <em>Dune: Prophecy</em> e<em> Thor: Love and Thunder</em>). Ma ciò che l’attende è un incubo oltre ogni immaginazione. Mentre si prepara a ripartire, Zephyr viene rapita da Tucker (il <strong>Jai Courtney </strong>di <em>Terminator: Genisys, Die Hard - Un buon giorno per morire, The Suicide Squad</em>), un serial killer metodico, fanatico e con un’ossessione per il cinema dell’orrore, che accompagna turisti ignari in elettrizzanti tour fra gli squali. Una volta al largo, la maschera cade e la sua barca si trasforma in prigione galleggiante e set di morte, lasciando dietro di sé una scia di sangue (come ben mostra il poster italiano). Il suo scopo? Filmare donne mentre vengono sbranate vive dagli squali, realizzando così personalissimi snuff movies da vedere e rivedere per soddisfare il suo folle piacere voyeuristico. Riuscirà Zephyr ad avere la meglio sul suo carnefice o sarà l’ennesima preda sacrificata agli abissi?</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Dangerous Animals</strong> è un horror acuto e destabilizzante attraverso un viaggio nel terrore e nell'ossessione che può generare la mente umana, dove è l’uomo - spinto al limite dei suoi istinti più perversi - a trasformarsi nel predatore più temibile e crudele. Il concept disturbante quanto originale offre una nuova rivisitazione degli shark movies, scardinando lo stereotipo del ruolo dello squalo, qui arma e strumento di morte nelle mani di un assassino ancor più feroce dello spaventoso cacciatore marino.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Dangerous Animals</strong> è nei cinema dal <strong>20 agosto </strong>con<strong> </strong>Midnight Factory e Blue Swan Entertainment per un’estate di puro brivido.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">SINOSSI: Zephyr, giovane surfista ribelle, viene rapita da un misterioso serial killer che la trascina a bordo della sua barca, al largo nell’oceano. Ferita e senza via di fuga, scopre presto che il suo aguzzino non è un semplice assassino: sta preparando un macabro rituale per gli squali affamati che nuotano sotto di loro. Con il tempo che scorre inesorabile, Zephyr dovrà tramutare la sua paura in forza per affrontare il predatore più pericoloso al mondo: l’uomo.</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?dangerous-animals-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><script> var showboxlinka072519c04454461d9939c507b4136c5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Dangerous-Animals_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 720,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka072519c04454461d9939c507b4136c5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Dangerous-Animals_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=5lNwaNuc2mg">https://www.youtube.com/watch?v=5lNwaNuc2mg</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 05:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Black Mass - L’ultimo gangster di Scott Cooper]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F0"><h1 class="imHeading1">L'interpretazione di Johnny Depp rasenta la perfezione</h1><div><h2 class="imHeading2">Un film che racconta la storia criminale di un periodo buio vissuto dagli Stati Uniti</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">Black Mass - L’ultimo gangster (Usa, 2015)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Scott Cooper. Soggetto: Dick Lehr, Gerard O’Neil (romanzo omonimo). Sceneggiatura: Jez Butterworth, Mark Mallouk. Fotografia: Masanobu Takayanagi.
Montaggio: David Rosenbloom. Effetti Speciali: Judson Bell, Paul Linden. Musiche: Tom Holkenborg. Scenografia: Stefania Cella, Jeremy Woodward, Tracey A. Doyle. Costumi: Kasia Walicka-Maimone. Trucco: Joel Harlow. Produttori: Scott Cooper, John Lesher, Brian Oliver, Patrick McCormick, Tyler Thompson. Produttori Esecutivi: Brett Ratner, James Packer, Steven Mnuchin, Peter Mallouk, &nbsp;Ray Mallouk, Chstopher Woodrow, Brett Granstaff, Gary Granstaff, Phil Hunt, Compton Ross. Case di Produzione: Warner Bros. Pictures, Cross Creek Pictures, RatPac-Dune Entertainment, Le Grisbi Productions, Free State Pictures, Head Gear Films. Distribuzione (Italia): Warner Bros. Italia. Titolo Originale: Black Mass. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2015. Durata: 122’. Genere: Biografico, Gangster. Interpreti: Johnny Depp (James Whitey Bulger), Joel Edgerton (John Connolly), Benedict Cumberbatch (Bill Bulger), Kevin Bacon (Charles McGuire), Jesse Plemons (Kevin Weeks), Peter Sarsgaard
(Brian Halloran), Dakota Johnson (Lindsey Cyr), Corey Stoll (Fred Wyshak), Juno Temple (Deborah Hussey), Adam Scott (Robert Fitzpatrick), Julianne Nicholson (Marianne Connolly), Rory Cochrane (Stephen Flemmi), Brad Carter
(John McIntyre), David Harbour (John Morris), Jeremy Strong (Josh Bon), Bill Camp (John Callahan), W. Earl Brown (John Martorano), Scott Anderson (Tommy King), David De Beck (Roger Wheeler).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4lBEChD" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3GcikUX" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Inutile dire gli statunitensi certi film li sanno proprio fare, il genere biografico è fatto per il loro modo di narrare per immagini e quando si va a toccare l’epopea
western o gangster sono dei veri maestri. <strong>Scott Cooper</strong> gira una sceneggiatura del tutto risolta di <strong>Jez Buttherwort</strong> &nbsp;e <strong>Mark Mallouk</strong>, che traduce in immagini il romanzo di <strong>Dick Lehr</strong> e <strong>Gerard O’ Neil</strong> (2001), ambientando il film tra Boston (Dorchester), Miami e San Francisco. <strong>Johnny Depp</strong> è bravo come sempre nei panni del criminale James Bulger (morto nel 2018) che a metà degli anni Settanta strinse un patto con John Connolly della polizia
federale per eliminare la famiglia italiana degli Angiulo, una singolare alleanza malavitosa che portò il poliziotto a fare carriera e il gangster a primeggiare in ogni attività criminosa con la sua Winter Hill
Gang di Boston. Non tutto finisce bene, anzi quasi niente, a parte per James Bulger che riesce a darsi alla latitanza, subendo l’arresto e la condanna all’ergastolo solo pochi anni prima di morire. Le cose vanno
peggio per John Connolly che viene condannato a quarant’anni di galera per la connivenza illegale negli affari malavitosi. Un film girato molto bene, che doveva essere guidato dalla mano esperta di <strong>Barry Levinson</strong> (<em>Rain Man</em>, <em>Rivelazioni</em>…) ma che non risente della scelta caduta sul più giovane <strong>Scott Cooper</strong>, terzo film da regista. <strong>Johnny Depp</strong> (doppiato da <strong>Fabio Boccanera</strong>) non è stata la prima scelta per il ruolo del gangster, visto che erano stati selezionati l’australiano
<strong>Guy Pearce</strong> e il britannico <strong>Benedict Cumberbacht</strong> (scelto per il ruolo del fratello Bill Bulger), ma la sua interpretazione (rinforzata da un trucco curato da <strong>Joel Harlow</strong>) rasenta la perfezione. Tutta la spietata criminalità di James Bulger, l’ultimo vero gangster nordamericano, viene fuori da una mimica facciale che non
perde una piega e da una recitazione per sottrazione, con il dialogo ridotto all’essenziale. Alcune parti sono molto truci e vengono esibiti omicidi spettacolari con il criminale che soffoca il rivale a mani nude oppure
lo strangola con un cappio al collo. Montaggio accurato di <strong>David Rosenbloom</strong>, che si avvale di alcuni salti temporali, non del tutto consequenziale, ma rapido, capace di contenere in 122 minuti la lunga storia criminale di Bulger. La fotografia di <strong>Masanobu Takayanagi</strong> rende Boston antica al punto giusto, risultando efficace per condurre lo spettatore nella metà degli anni Settanta. La colonna sonora di <strong>Tom Holkenborg</strong> riesce a rendere al meglio la materia trattata, così come le scenografie e i costumi non sono mai fuori luogo. Un film da rivedere che racconta la storia
criminale di un periodo buio vissuto dagli Stati Uniti (il titolo tradotto significa <em>Messa Nera</em>) e che trovate facilmente su Rai Play.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4lBEChD" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3GcikUX" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink7ea0b7cecc75e716cd943af1fda06b4c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/BlackMass_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 622,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7ea0b7cecc75e716cd943af1fda06b4c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/BlackMass_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink11e1c142b1e8a11a528ec62089b468b7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/BlackMass_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 932,'height': 460,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink11e1c142b1e8a11a528ec62089b468b7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/BlackMass_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="99" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=eI5cOHNrqic">https://www.youtube.com/watch?v=eI5cOHNrqic</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 07 Jul 2025 15:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'Orrore di Abbot's Grange di Frederick Cowles]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000EF"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Antologia di racconti soprannaturali</h1><h2 class="imHeading2">Un tributo tardivo ma meritatissimo a un autore che meritava di essere riscoperto</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div>Per la prima volta in italiano una raccolta ampia e articolata della narrativa di <span class="fs14lh1-5"><b>Frederick Cowles</b></span> (1900-1948), autore britannico che seppe coniugare la passione per il folklore con la
scrittura di storie insolite piene di misteri e fantasmi.</div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div><a href="https://amzn.to/44Fij3Z" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Negli anni in cui <strong>Frederick Cowles </strong>andava scrivendo le sue storie - un'epoca letteraria in cui aleggiavano ancora forti le ombre di <strong>M.R. James </strong>e <strong>Algernon Blackwood </strong>- il racconto di fantasmi godeva di un'aura colta e decadente, ereditata direttamente dalla tradizione tardo-vittoriana. Ma oggi, come una mano pallida che affiora da una tomba dimenticata, la Dagon Press
riesuma con solenne maestria l’anima di questo autore misconosciuto, riportandolo alla luce con la pubblicazione italiana de <em>L’Orrore di Abbots’ Grange</em>, un tomo che sa di polvere antica, di velluto logoro, di eterni sospiri tra le pieghe dell’ignoto. <strong>Cowles</strong>, bibliotecario di giorno e scrittore di fantasmi nelle ore in cui le ombre si fanno più lunghe, ci consegna con questo volume una raccolta di racconti impregnati
di una goticità inglese raffinata, mai eccessiva, sempre sorvegliata, come se la paura venisse distillata attraverso gli occhiali da lettura di un antiquario solitario. E in effetti, molte delle sue figure protagoniste
- studiosi indipendenti, nobili decaduti, collezionisti di curiosità esoteriche - sembrano uscite da un salotto crepuscolare di fine Ottocento, anche se la loro epoca è quella più dimessa degli anni Trenta
del secolo scorso. La scrittura di <strong>Cowles</strong> è sobria, classica, e affilata come una lama nascosta sotto una tovaglia di lino. Le trame, sebbene brevi,
si muovono tra chiese diroccate che sussurrano nel vento, anelli maledetti, dipinti che osservano da dietro il vetro opaco, villaggi che non compaiono sulle mappe e castelli dimenticati dove la pietra stessa sembra ricordare.
La sua ispirazione, chiaramente debitrice nei confronti di <strong>E.F. Benson </strong>e <strong>M.R. James</strong>, è tuttavia rielaborata con un gusto personale per l’intimo terrore della provincia britannica, quella brughiera sonnolenta
dove il soprannaturale non ha bisogno di effetti speciali per insinuarsi nella mente. Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, <em>L’Orrore di Abbots’ Grange</em>, <strong>Cowles</strong> sfiora addirittura il mito vampirico con una grazia funerea degna di <strong>Bram Stoker</strong>: non c’è sangue, ma un’angoscia sottile, un’atmosfera da incubo medioevale che pare filtrata attraverso il vetro piombato di una cappella dimenticata. La figura del vampiro qui non è
mostruosa ma nobile, distaccata, insinuante come una carezza gelida sul collo nudo. È vero che le ambientazioni possono apparire ripetitive e i finali affrettati, quasi come se lo stesso autore, temendo di disturbare
troppo l’anima del lettore, volesse svanire prima del colpo di scena. Ma questo non è un difetto: è lo stile stesso di <strong>Cowles</strong>, che preferisce il tremore all’urlo, la presenza suggerita alla carneficina. Le sue storie sono candele tremolanti nel buio, non esplosioni di luce, e proprio per
questo sanno colpire, lentamente, ma con precisione millimetrica. A rendere il volume ancora più prezioso è la presenza di un rarissimo scritto introduttivo dell’autore stesso, che ci guida tra le sue ossessioni
e passioni con la discrezione che gli si addice. La traduzione di <strong>Pietro Guarriello </strong>è elegante e fedele al tono dell’originale, riuscendo a trasportarci nelle viscere di una letteratura gotica d’antan senza mai risultare artificiosa. Le illustrazioni interne - e la riproduzione
della copertina originale del 1936 - aggiungono un tocco visivo che contribuisce al senso di immersione in un’altra epoca, in un’altra temperatura dell’anima. <em>L’Orrore di Abbots’ Grange </em>non è un libro da leggere frettolosamente. È una collezione di reliquie, ogni racconto è
un oggetto dimenticato, ogni pagina una porta scricchiolante verso un’Inghilterra spettrale, dove il soprannaturale non è mai urlato, ma sempre sussurrato da dietro un tendaggio polveroso. Perfetto per le notti
d’autunno, per chi ama essere accompagnato nel sonno da voci di altri tempi, questo volume è un tributo tardivo ma meritatissimo a un autore che meritava di essere riscoperto. <strong>Cowles</strong> forse non è un gigante del genere, ma è un maestro della penombra, e in un mondo fatto di luci troppo forti, la sua ombra ci mancava terribilmente.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">L'Orrore di Abbot's Grange</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Autore: Frederick Cowles</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Editore: Dagon Press</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Pagine: 244</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">ISBN 13: 979-8286015573</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Costo:15,90 € cartaceo</em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/44Fij3Z" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><script> var showboxlink6cbb1dc2104279ccf82dfd52ef01d055 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/orrore-abbots_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 699,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6cbb1dc2104279ccf82dfd52ef01d055, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/orrore-abbots_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 07 Jul 2025 04:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un urlo nella notte]]></title>
			<author><![CDATA[Donald Honig]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000EE"><div><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un racconto presentato da Alfred Hitchcock</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Pubblicato in Italia nel dicembre 1961 sul giornale "La Domenica del Corriere"</span></h2></div><div><div><span class="cf1">Sono stato sceriffo in una piccola contea dello Stato di New York, per circa venticinque anni, e per strano che possa sembrare, in tutto quel periodo ho avuto un solo omicidio premeditato. Si capisce, ho avuto altri omicidi, ma come conseguenza di risse, o di scontri fortuiti, e per uno sceriffo questi delitti non presentano problemi da risolvere. Non conto naturalmente i tentati omicidi…</span></div> <div><span class="cf1">C’è stato invece un caso che mi ha perseguitato a lungo. Il caso di Anton Kimbald il quale... Ma cominciamo dal principio.</span></div> <div><span class="cf1">Anton Kimbald era un ometto robusto tarchiato scontroso e di poche parole. Camminava guardando sempre fisso davanti a sé e cercava di evitare le conversazioni. Com’è il caso di molti uomini riservati e taciturni possedeva una forza fisica sorprendente e imprevedibile.</span></div> <div><span class="cf1">Viveva in una casetta posta in un angolo tranquillo alla periferia della cittadina. Era stata la casa dei suoi genitori e, prima di loro, dei suoi nonni. Al tetto mancavano tegole che non erano mai state sostituite, alcune imposte avevano i cardini in disordine e pendevano oblique dalle finestre, e il giardino di fronte alla casa sembrava un terreno abbandonato. Anton lasciava crescere le erbacce finché invadevano tutto, e poi, ogni tanto, ma di rado, le tagliava.</span></div> <div><span class="cf1">E poi, in mezzo a questa desolazione, c’era il vecchio pino che forse una volta era una bella decorazione per la casa ma che ormai, colpito dal fulmine, era ancora in piedi ma più morto che vivo. Le erbe avevano sommerso perfino il sentiero di pietre che dalla strada conduceva alla porta d’ingresso della vecchia casa. E i pali del recinto sembravano una sfilata di ubriachi.</span></div> <div><span class="cf1">Kimbald non pareva preoccuparsi che la sua casa fosse in cattivo stato e si disintegrasse. Non riceveva ospiti. Quando aveva voglia di vedere gente, cosa che capitava di rado, andava in città e beveva qualche bottiglia di birra.</span></div> <div><span class="cf1">Sapeva essere di piacevole compagnia, quando voleva, ma anche in questi casi era sempre molto riservato. La gente mormorava che col denaro di cui disponeva poteva permettersi di tenere le distanze. Ma era una esagerazione: Anton Kimbald non era così ricco. I suoi genitori gli avevano lasciato un po’ di denaro, e possedeva un po’ di terreno: stava bene, ma niente di più.</span></div> <div><span class="cf1">Un giorno disse che si era sposato. Non che si era fidanzato o che stava per sposarsi: disse semplicemente che si era sposato.</span></div> <div><span class="cf1">Pare che in una delle sue non frequenti visite in città si fosse trovato una donna, l’avesse sposata e portata a casa.</span></div> <div><span class="cf1">Insieme con l’annuncio dell’avvenuto matrimonio Anton disse che avrebbe fatto un po’ di festa. Naturalmente tutti quelli che lo conoscevano accorsero per la curiosità di vedere la sposa.</span></div> <div><span class="cf1">Non era una gran bellezza la sposa, era forse un po’ troppo il tipo della donna di casa, ma appariva tranquilla e gentile. E Anton Kimbald ne sembrava soddisfatto.</span></div> <div><span class="cf1">Ora che si è sposato, pensò la gente, forse Anton cambierà il suo umore, diventerà più socievole. E per un po’ infatti fu così. Appariva più di frequente in città e i suoi modi erano più cordiali.</span></div> <div><span class="cf1">Ma non durò molto: dopo un annetto ritornò al suo umore di prima. Passava accanto a conoscenti per la strada senza neanche fare un cenno. Se qualcuno gli rivolgeva la parola si irrigidiva e guardava lontano finché quello aveva finito di parlare, poi se ne andava rispondendo con un grugnito.</span></div> <div><span class="cf1">Annie, sua moglie, era quasi altrettanto taciturna. In lei però si trattava di timidezza, e di nervosismo; lo si vedeva benissimo. Era gentile e cordiale ma preferiva che la gente si limitasse a salutarla.</span></div> <div><span class="cf1">Della sua storia sapevamo ben poco, pareva non avesse famiglia. Nessun parente venne mai a trovarla e Jim il postino diceva che non riceveva mai corrispondenza.</span></div> <div><span class="cf1">Naturalmente i vicini trovarono modo di dire che Anton Kimbaid e sua moglie non andavano troppo d’accordo. I vicini hanno sempre molto da dire. Raccontavano perfino che Anton ogni tanto batteva sua moglie.</span></div> <div><span class="cf1">Non so che cosa ci fosse di vero perché coi « si dice » bisogna andare cauti.</span></div> <div><span class="cf1">Poi arrivò la famosa notte: era verso la fine di novembre, poco prima che cominciasse a cadere la neve, ero nel mio ufficio di sceriffo e coi miei assistenti stavo giocando una partita a poker quando la porta si spalancò e Fred Jefferson entrò di corsa.</span></div> <div><span class="cf1">Jefferson era uno dei vicini di Kimbald...</span></div> <div><span class="cf1">Aveva l’aria spiritata, gli occhi più grandi del solito e una gran premura di parlare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">- Ci sono guai in casa di Anton Kimbald - disse col fiato scarso.</span></div> <div><span class="cf1">- Quali guai? - chiesi.</span></div> <div><span class="cf1">- Non lo so, sceriffo. Eravamo seduti in salotto mia moglie ed io quando abbiamo sentito quell’urlo… l’urlo di Annie.</span></div> <div><span class="cf1">- Annie Kimbald? Ha urlato?</span></div> <div><span class="cf1">- Sì, sceriffo. Un urlo grande. Un solo urlo forte e acuto, e niente altro.</span></div> <div><span class="cf1">- Questo è tutto? - domandai. - Soltanto un urlo?</span></div> <div><span class="cf1">Forse nella mia voce c’era un tono di scetticismo. Jefferson era tutto dignità offesa.</span></div> <div><span class="cf1">- Tu non lo hai sentito, sceriffo. Sembrava… sembrava… una cosa orribile… come se fosse capitato qualcosa di tremendo.</span></div> <div><span class="cf1">- Sei andato a vedere?</span></div> <div><span class="cf1">- No, sceriffo, sono venuto subito qui.</span></div> <div><span class="cf1">Poiché non c’era altro da fare sospesi la partita. Mi alzai e coi miei uomini andai a casa di Anton Kimbald. Non ne avevo molta voglia, ma poiché Jefferson pareva tanto allarmato non potevo fare altro.</span></div> <div><span class="cf1">- Spero che tu non mi faccia muovere per niente, Jeff - dissi - perché se dovessi accorrere tutte le volte che qualcuno grida...</span></div> <div><span class="cf1">Andai dunque a vedere, e quando ebbi visto mi accorsi che non mi ero mosso per niente.</span></div> <div><span class="cf1">Era una notte fredda, chiara per la luna piena. Quando fummo davanti alla casa di Kimbald feci aspettar fuori i miei uomini e Jefferson, e mi avviai da solo.</span></div> <div><span class="cf1">Aprii il cancelletto e attraverso il ‘giardino’ arrivai alla porta.</span></div> <div><span class="cf1">Vidi una scala a pioli appoggiata ad una finestra e la cosa mi parve strana.</span></div> <div><span class="cf1">Bussai e dovetti aspettare circa un minuto prima che Anton aprisse. Socchiuse la porta di pochi centimetri, quanto bastava per mostrare la sua faccia.</span></div> <div><span class="cf1">Era il suo modo di non invitare in casa gli estranei.</span></div> <div><span class="cf1">Non sembrò sorpreso di vedermi, e nemmeno preoccupato. Aveva la sua solita grinta riservata.</span></div> <div><span class="cf1">- Anton - dissi - è successo qualcosa?</span></div> <div><span class="cf1">- Niente è successo.</span></div> <div><span class="cf1">- Sicuro? Dov’è Annie?</span></div> <div><span class="cf1">- Non è in casa, è andata in città stamattina.</span></div> <div><span class="cf1">E questo fu tutto. Non ci fu altro. Mi scusai per il disturbo e tornai dagli altri.</span></div> <div><span class="cf1">Andammo tutti nella casa di Jefferson che era dall’altra parte della strada. Misi uno dei miei uomini alla finestra per osservare le mosse di Anton. Poi raccontai a Jefferson com’era andato l’incontro col suo vicino.</span></div> <div><span class="cf1">- Dice che non è successo niente.</span></div> <div><span class="cf1">- E’ impossibile - esclamò Jefferson ho sentito un urlo atroce, non posso averlo sognato. L’ha sentito anche mia moglie.</span></div> <div><span class="cf1">Meno eccitata di Jefferson ma altrettanto sicura, sua moglie confermò la cosa. Di lei potevo fidarmi. Non era tipo da lasciarsi suggestionare.</span></div> <div><span class="cf1">- Insomma - dissi - se Anton mi ha detto una bugia, allora può darsi che abbia battuto sua moglie e adesso se ne vergogna.</span></div> <div><span class="cf1">- Ma che bisogno c’era di dire che è andata via? - domandò uno dei miei uomini.</span></div> <div><span class="cf1">- Mah...</span></div> <div><span class="cf1">Senza sapere bene il perché mi sentivo inquieto. Non potevo dire che Anton avesse un’aria misteriosa, o sospetta; era sempre stato così.</span></div> <div><span class="cf1">Forse mi avevano sorpreso le sue parole: quando a tarda sera un poliziotto bussa alla porta di casa uno non lo guarda come se lo stesse già aspettando, come se sapesse perché è venuto.</span></div> <div><span class="cf1">Comunque fosse, lasciai un uomo di guardia alla finestra di Jefferson per sorvegliare i movimenti di Anton. Meglio stare sul sicuro.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il giorno dopo domandai nel vicinato per sentire se qualcuno avesse visto Annie andare in città. Nessuno l’aveva vista.</span></div> <div><span class="cf1">Non era una prova, s’intende; però era impossibile che fosse partita con l’autobus senza che nessuno l’avesse notata; abbiamo sempre in giro vecchietti sfaccendati che controllano chi va e chi viene.</span></div> <div><span class="cf1">Anche senza la prova potevo essere convinto che Annie Kimbald non era andata in nessun posto.</span></div> <div><span class="cf1">Bisognava tornare da Anton e domandare qualcosa di più.</span></div> <div><span class="cf1">Continuai a lasciare un osservatore nascosto: i miei uomini si davano il turno e ogni tanto perfino Jefferson giocava al poliziotto e si metteva al posto di osservazione.</span></div> <div><span class="cf1">I rapporti di tutte le mie spie, però, erano sempre gli stessi: niente di nuovo. Anton non era uscito. La porta della sua casa non si era aperta nemmeno una volta. Dunque se era stata Annie a lanciare quell’urlo doveva essere ancora in casa.</span></div> <div><span class="cf1">Il giorno dopo andai da Kimbald. Ormai i sospetti cominciavano a fermentare.</span></div> <div><span class="cf1">Bussai deciso alla porta e quando Anton si presentò lo pregai di lasciarmi entrare.</span></div> <div><span class="cf1">Senza ribattere Anton aprì del tutto la porta.</span></div> <div><span class="cf1">- Dov’è Annie? - chiesi.</span></div> <div><span class="cf1">- Te l’ho detto.</span></div> <div><span class="cf1">- Mi hai detto che ha lasciato la città. Ma nessuno l’ha vista. Invece qualcuna l’ha sentita. L’ha sentita urlare; l’altra notte. Ascolta, Anton, è meglio che tu mi dica dov’è.</span></div> <div><span class="cf1">Anton Kimbald non si scompose e ripeté quello che mi aveva detto la prima volta. Annie aveva lasciato il paese ed era andata in città: era tutto quello che sapeva. Per quanto tempo fosse partita o per quale motivo Anton non lo sapeva.</span></div> <div><span class="cf1">Gli dissi che avrei voluto dare una occhiata in giro: rispose che la cosa non gli piaceva affatto, però se proprio lo desideravo, potevo guardare.</span></div> <div><span class="cf1">Non c’era molto da frugare: cinque stanze e una cantina.</span></div> <div><span class="cf1">Feci un rapido giro d’ispezione e non trovai Annie. Però nel suo armadio vidi molti abiti suoi e anche l’unico cappotto che possedeva.</span></div> <div><span class="cf1">Trovai anche la valigia di Annie e nella valigia la borsetta, le chiavi e i documenti personali.</span></div> <div><span class="cf1">Anton disse che non sapeva cosa dire. Per tutta l’ispezione mi aveva seguito osservando quel che facevo ma sempre senza parlare.</span></div> <div><span class="cf1">- Litigate molto tu ed Annie? - chiesi.</span></div> <div><span class="cf1">- Non litighiamo mai - rispose.</span></div> <div><span class="cf1">Questa era una bugia bell’e buona perché tutti i vicini li avevano sentiti alzare la voce.</span></div> <div><span class="cf1">Me ne andai tutt’altro che soddisfatto. Noi sapevamo che Anton non era mai uscito di casa dopo la notte dell’urlo. Quando ricevetti le carte necessarie per continuare a fondo l’indagine, decisi di visitare la casa più accuratamente.</span></div> <div><span class="cf1">Arrivammo sul luogo in forze, come si dice, e buttammo all’aria tutto, dal tetto alla cantina. Ad un certo punto proprio in cantina trovammo alcuni mattoni sparsi a terra in un angolo. Si sparse l’allarme: scavammo un buco nelle zona da dove i mattoni sembravano essere staccati, ma senza risultato.</span></div> <div><span class="cf1">Provammo a battere le pareti per cercare qualche punto vuoto o qual che passaggio segreto, non si sa mai. Invano.</span></div> <div><span class="cf1">Ad un tratto mi ricordai di aver visto la scala a pioli appoggiata all’esterno della casa. Mandai un paio di uomini sul tetto. Perché no? Ma sul tetto non c’era niente. Anche la cappa del camino, esplorata e illuminata, non rivelò tracce di Annie Kimbald. Cercammo botole o i passaggi sotterranei. Ci mancava soltanto di smontare tutto mattone per mattone.</span></div> <div><span class="cf1">Dopo il nostro fiasco Anton Kimbald diventò sfacciato. Fece il cattivo e ci accusò di aver violato la casa dei suoi antenati (la chiamava così la sua catapecchia), minacciò di denunciare per calunnia i suoi persecutori.</span></div> <div><span class="cf1">Era diventato loquace e prepotente. Ma io non lo ascoltai.</span></div> <div><span class="cf1">Intanto era passata una settimana e di Annie nessuna traccia.</span></div> <div><span class="cf1">- Se è andata via - domandai a Kimblad perché non scrive?</span></div> <div><span class="cf1">- Ti ho detto quel che so - disse Anton, secco.</span></div> <div><span class="cf1">Allora dedicai la mia attenzione all’esterno della casa. Ma ci speravo poco: dal momento in cui Jefferson aveva sentito il grido dopo il momento in cui eravamo arrivati sul posto erano passati meno di dieci minuti. Ed in questo periodo la signora Jefferson si era affacciata più volte alla finestra. Anche se Anton avesse portato sua moglie fuori di casa dove poteva averla messa in così breve tempo?</span></div> <div><span class="cf1">Non c’era molta speranza però guardammo ugualmente, cercammo nel boschetto accanto alla casa, frugammo in ogni angolo per cento metri di raggio attorno alla dannata catapecchia. Ma invano.</span></div> <div><span class="cf1">Poi l’inverno sopraggiunse e ci fu molta neve. Ma anche se la casa era bloccata dalla neve non per questo abbandonai la guardia. Un uomo continuava a sorvegliare notte e giorno le mosse di Anton Kimbald.</span></div> <div><span class="cf1">Il sospettato non faceva nulla di sospetto. Usciva soltanto per andare in negozio a comprarsi da mangiare e poi rientrava. Era tutto. Facevo controllare perfino il bidone dell’immondizia tanto per sicurezza. Figuratevi.</span></div> <div><span class="cf1">Passarono tre mesi senza che nulla accadesse. A malincuore mi decisi a togliere il mio uomo dal posto di vedetta, anche se ero convinto che Annie non poteva essere lontana. Ma avevo esaurito tutte le possibilità.</span></div> <div><span class="cf1">Il giudice diceva di non vedere quale azione penale intraprendere poiché non avevamo trovato prove di nessun genere.</span></div> <div><span class="cf1">Pian piano cominciai a pensare: forse Anton aveva detto la verità; forse il grido che Jefferson e sua moglie avevano sentito veniva dal bosco; forse mi sbagliavo anch’io; forse tutti quanti ci sbagliavamo e Annie aveva veramente abbandonato Anton e se ne era andata.</span></div> <div><span class="cf1">Questa ipotesi non era poi così azzardata tenendo conto del carattere di Anton. Piantare un orso simile pareva naturale.</span></div> <div><span class="cf1">Quest’idea cominciò a crescere nella mia mente. Finché una mattina incontrai Anton. Non gli rivelai i miei pensieri, si capisce.</span></div> <div><span class="cf1">- Anton, - gli dissi - io sospetto sempre di te, lo sai. E ho ancora l’intenzione un giorno o l’altro di provare i miei sospetti.</span></div> <div><span class="cf1">Anton annuì, gentilmente, senza ribattere.</span></div> <div><span class="cf1">- Soltanto perché abbiamo sospeso la sorveglianza stretta - dissi - non devi credere che abbiamo cessato di sospettarti. Per quel che mi riguarda, finché io sarò sceriffo, e finché non avrò prove sicure, questa pratica rimarrà aperta.</span></div> <div><span class="cf1">- Sì - rispose Anton sempre annuendo. Stette lì fermo davanti a me, paziente e rispettoso; poi quando vide che avevo finito se ne andò per i fatti suoi.</span></div> <div><span class="cf1">Tornai in ufficio e ad un tratto l’idea mi colpì. Avevo ragione, avevo sempre avuto ragione: <em>quest’uomo non si preoccupava neppure di affermare la propria innocenza</em>.</span></div> <div><span class="cf1">Poi il tempo passò e pian piano la gente cominciò a dimenticare.</span></div> <div><span class="cf1">Alcuni accettarono per buona la storia che Annie lo aveva lasciato; altri anche se non vi avevano creduto non se ne interessarono più.</span></div> <div><span class="cf1">Ma io non ero di quelli. Non ci credevo, non potevo crederci. Sapevo di aver ragione, sapevo che in qualche modo ero stato imbrogliato. Ne avevo fatto una questione di dignità professionale, era il solo vero mistero poliziesco che avessi incontrato in tutta la mia carriera, e volevo risolverlo. Volevo sapere dove e come Annie Kimbald era scomparsa.</span></div> <div><span class="cf1">Talvolta l’idea minacciava di diventare un’ossessione: sedevo da solo nel mio ufficio e mi passavano strane ostinate idee per la testa: <em>se mi dice che cosa ne ha fatto e dov’è andata a finire non lo arresto nemmeno. Purché me lo dica!</em></span></div> <div><span class="cf1">Anton non aveva mai tradito emozioni: era rimasto lo stesso di prima. Le sue abitudini, i suoi movimenti, il suo atteggiamento, tutto era rimasto invariato. Andava e veniva come prima, freddamente gentile quando ci incontravamo; mai amichevole, perché non era il suo modo di fare; e sempre con quella sua aria sorniona, dicendo il puro necessario ma tenendo la gente a distanza.</span></div> <div><span class="cf1">Passarono gli anni, molti anni. E posso dire che non tramontava giorno che io non pensassi almeno una volta al caso della scomparsa di Annie Kimbald. I miei familiari e i miei amici mi prendevano in giro perché non ero riuscito a risolvere l’unico caso serio che mi fosse capitato.</span></div> <div><span class="cf1">Qualche volta mi veniva la voglia di andare da Anton e picchiarlo finché non avesse detto la verità. Qualche volta lo invidiavo perché possedeva quel segreto che io, come un tesoro nascosto, desideravo trovare.</span></div> <div><span class="cf1">Un giorno seppi che Anton Kimbald era gravemente ammalato. Per una settimana nessuno lo aveva visto: quando qualcuno si decise a fargli visita lo trovò immobile nel suo letto. Il dottore, accorso, disse che Anton aveva ancora poco da vivere.</span></div> <div><span class="cf1">Non appena seppi la notizia fui preso da una specie di panico. Dissi al dottore che dovevo assolutamente parlargli da solo. Il medico protestò ma non poté opporsi.</span></div> <div><span class="cf1">Entrai nella camera da letto e chiusi la porta. Anton era pallido e disfatto; ma quando i suoi occhi si fissarono su di me, giuro che per la prima volta ho visto sulla sua fredda grinta l’ombra di un sorriso sardonico e nei suoi occhi un luccicare di allegria.</span></div> <div><span class="cf1">- Anton, - mormorai - tu sei molto malato. Lo sai?</span></div> <div><span class="cf1">- Anton annuì.</span></div> <div><span class="cf1">- Non c’è molto tempo, - ripresi - hai qualcosa da dirmi?</span></div> <div><span class="cf1">Sorrise debolmente e con voce debole e triste disse:</span></div> <div><span class="cf1">- Sì, avrei qualcosa da dire, ma credo che non dirò niente.</span></div> <div><span class="cf1">E infatti non disse niente, e morì il giorno dopo col suo segreto.</span></div> <div><span class="cf1">Mi sembrava di essere rimasto solo, di non poter più scoprire quel segreto ora che se ne era andato l’uomo che lo aveva tenuto nascosto in sé. Non sapevo darmi pace; ogni tanto andavo nella casa di Anton ormai vuota e abbandonata e mi aggiravo per quella povera stanza come se dovessi trovare il segreto nascosto in qualche angolo o come se dovessi sentire la voce di Anton che finalmente me lo rivelava.</span></div> <div><span class="cf1">Fui un po’ turbato quando, un paio di mesi dopo, seppi che la casa di Anton Kimbald ed il terreno annesso erano stati venduti ad un’impresa edile e che tutto sarebbe stato livellato per costruire casette a buon mercato. Ne fui turbato perché la vecchia casa aveva ereditato ora nella mia mente la custodia del segreto.</span></div> <div><span class="cf1">Annie Kimbald era ormai scomparsa da quindici anni ed io ero l’ultimo in città che si ricordava ancora di lei.</span></div> <div><span class="cf1">Quando gli uomini dell’impresa cominciarono il lavoro di demolizione ci andai ad assistere. Due uomini erano sul tetto e buttavano giù le tegole, altri nell’interno lavoravano di piccone. All’esterno una macchina spianava il terreno.</span></div> <div><span class="cf1">E poi ad un tratto alcuni bambini cominciarono a strillare, e poi anch’io lo vidi.</span></div> <div><span class="cf1">Attraversai la strada di corsa, e di corsa raggiunsi il terreno, col viso rosso di vergogna e di collera.</span></div> <div><span class="cf1">Lo vidi lì e pensai: ecco dove aveva nascosto il corpo di Annie Kimbald. Per tutto quel lungo tempo si era burlato di me, lo aveva lasciato lì, a portata di mano anche se nel frattempo avrebbe potuto trasferirlo altrove. Lo aveva lasciato lì ed io che ero passato accanto cento volte non ci avevo pensato...</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">Ora è passato dell’altro tempo, e dopo tutto sono riuscito a trovarlo, il segreto nascondiglio di Annie Kimbald. Ma mi perseguita ancora l’idea che per tanti anni Anton ha potuto farsi beffe di me, e dei miei sforzi.</span></div> <div><span class="cf1">Non l’aveva nemmeno sepolta, l’aveva lasciata ritta in piedi e ci sarebbe rimasta ancora chissà per quanto tempo, e io non avrei mai conosciuto l’orribile segreto se la macchina livellatrice non avesse demolito quel pino che si ergeva lì in mezzo al terreno e che il fulmine molti anni prima aveva mezzo ammazzato.</span></div> <div><span class="cf1">La macchina aveva abbattuto il pino, ne aveva spaccato in due il tronco vuoto, e aveva rovesciato sul terreno lo scheletro di Annie Kimbald.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">NOTE</strong></div> <div><span class="cf1">Racconti rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. <span class="fs14lh1-5"><i>Un urlo nella notte</i></span> di <strong>Donald Honig</strong> è apparso sulla <em>Domenica del Corriere</em> nel dicembre 1961. </span><span class="fs14lh1-5 cf1">Autore incerto inglese o americano. Mai pubblicato prima e mai pubblicato dopo. Manca la biografia dell’Autore. Manca &nbsp;il titolo originale, manca il nome del traduttore. </span><span class="fs14lh1-5 cf1">Un altro bel racconto salvato dall’oblio.</span></div> <div><span class="cf1">Esiste uno scrittore di nome <strong>Donald Martin Honig</strong> che ha scritto principalmente libri di baseball e ha collaborato </span><span class="fs14lh1-5 cf1">con </span><strong class="fs14lh1-5">Hitchcock</strong><span class="fs14lh1-5 cf1">. Forse è lui. Racconto p</span><span class="fs14lh1-5 cf1">ubblicato per la prima volta su </span><em class="fs14lh1-5 cf1">Club GHoST</em><span class="fs14lh1-5 cf1">.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkbace98096d1c639deb5ebe9a50e452c2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/urlo-racconto_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 743,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbace98096d1c639deb5ebe9a50e452c2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/urlo-racconto_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="291" /></a><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 06 Jul 2025 05:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile il singolo Shoot]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000ED"><div><h1 class="imHeading1">Il ritratto di un blackout</h1><h2 class="imHeading2">La cronaca spietata di un crollo psicologico</h2></div><div><div>Una polaroid sfocata, scattata nell’esatto momento in cui la mente si spezza.</div> <div><em>Shoot</em><strong> </strong>è la cronaca spietata di un crollo psicologico, l’istantanea di un punto di non ritorno raccontata in prima persona.</div> <div>Il suono pulsa con ritmiche ossessive post-punk, riff ruvidi dal retrogusto grunge, una voce che insegue il caos, lo abbraccia, lo amplifica.</div><div><br></div> <div>“Shoot”: una parola a doppia lama. È lo scatto di una fotografia. È il rumore di uno sparo.</div> <div>In questo caso, lo sparo non è reale: è l’allucinazione improvvisa che trapassa la protagonista, un’esplosione interiore che frantuma ogni equilibrio.</div> <div>Il brano affonda le mani nella psiche alterata di chi, pur restando lucido, sente la mente disgregarsi.</div> <div>Si tenta il controllo attraverso la chimica – pillole, sonniferi, iniezioni – non come via di fuga, ma come atto di sopravvivenza.</div> <div><em>“Sleeping pills”, “fix”, “trigger in my vein”</em>: non più scelta, ma automatismo. Routine di una quotidianità anestetizzata.</div> <div>La percezione cede il passo alla distorsione. La realtà si contorce, lo spazio si deforma, tutto diventa minaccia.</div> <div>Non c’è nemico fuori, ma dentro: l’ansia e il panico generano visioni che si sovrappongono all’ambiente. L’allucinazione non è solo visiva, ma emotiva, fisica, totale.</div> <div><em>“Crouched in the corner / All around is getting warmer / There's a shoot in the air”</em> - l’aria si fa rovente, il respiro s’incrina, e la coscienza esplora i suoi margini più fragili.</div> <div><strong>Isolated System</strong> non cerca l’estetica del dolore. Non romanticizza la sofferenza.</div> <div><em>Shoot</em> è un racconto brutale e necessario, un viaggio lisergico nei vicoli ciechi della mente.</div><div><br></div> <div> </div> <div><strong>Isolated System </strong>nasce a Rimini nel 2023 dalla mente creativa di <span class="fs14lh1-5"><b>Geraldine SamsarÅ</b></span><span class="fs14lh1-5">, cantautrice, polistrumentista e artista indipendente, che dà vita a un progetto capace di fondere alternative rock, post-punk e sperimentazione in un linguaggio musicale personale e suggestivo.</span><br></div> <div>Sin dagli esordi, <strong>Geraldine</strong> ha costruito un percorso artistico in cui ogni aspetto - dalla scrittura alla produzione musicale, fino alla componente visiva - è interamente concepito e realizzato da lei. Oltre a comporre e arrangiare i suoi brani, firmandone sia la musica che i testi, cura anche l’immaginario grafico che accompagna il progetto, realizzando personalmente le copertine e il materiale visivo dei propri dischi. Questa visione artistica totalizzante le consente di trasformare la sua musica in un'esperienza completa, in cui suono e immagine si intrecciano per raccontare un’estetica e un’identità fortemente caratteristici.</div> <div>Il sound di <strong>Isolated System</strong> è un intreccio di ritmiche incisive, atmosfere oscure e sonorità sperimentali, con echi di band come <strong>Nine Inch Nails</strong>, <strong>PJ Harvey</strong>, <strong>Sonic Youth</strong> e <strong>Joy Division</strong>, senza mai perdere una forte impronta personale. La batteria, strumento d’origine di <strong>Geraldine</strong>, gioca un ruolo chiave nella costruzione del groove e dell’energia che caratterizzano il progetto, mentre le melodie vocali evocano un’intensità̀ emotiva cruda e viscerale.</div> <div>Dopo un’intensa fase di scrittura e produzione, <strong>Isolated System</strong> debutta dal vivo a fine 2023, portando la propria musica su alcuni dei palchi più noti della scena alternativa tra Marche e Romagna, tra cui Sidro Club, Circolo Mengaroni, Bagni Elsa, Officina Amaranta e Arno Cafè.</div> <div>Con una forte attitudine indipendente e una sensibilità artistica che va oltre la musica, Geraldine SamsarÅ continua a plasmare <strong>Isolated System</strong> come un progetto senza compromessi, in cui sperimentazione, identità visiva e ricerca sonora si fondono in un’unica e potente espressione artistica.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkd6d37bad99755383842c27b79693e612 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/isolated-system-shoot_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 855,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd6d37bad99755383842c27b79693e612, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/isolated-system-shoot_bar.jpg" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=pTS8N5asnnE">https://www.youtube.com/watch?v=pTS8N5asnnE</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Jul 2025 04:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quella maledetta relazione di Lia Montenegro]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000EC"><div><h1 class="imHeading1">L’interferenza del perturbante nella quotidianità</h1><h2 class="imHeading2">Racconto lungo che fonde il realismo relazionale con accenti erotici, intellettuali e umoristici</h2></div><div>






<div><em>[…] - E allora perché fai quello irremovibile con me? Che senso ha? Io ho consapevolezza che il tuo è un gioco. Ma lo fai come fosse vero. Sappiamo entrambi
che se ti chiedessi di mentire, mentiresti.</em></div>
<div><em>- Sì.</em></div>
<div><em>- E allora perché mentire a te stesso? Perché questa storia dello </em><em class="fs14lh1-5">Spiedino? Faresti mai una cosa del genere alle mie spalle?</em></div>
<div><em>- Non... non...</em></div>
<div><em>- Ti senti violentato?</em></div>
<div><em>- Non esagerare. No. […]</em></div>
<div><br></div></div><div><div><a href="https://amzn.to/400Q0eM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div>






<div><em>Quella maledetta relazione</em> di <strong>Lia Montenegro</strong>, edito da <strong>Delos Digital</strong>, collocato al numero 159 della collana <em>Innsmouth</em> - Weird Zone &amp; More, curata da <span class="fs14lh1-5"><b>Luigi Pachì</b></span>.</div>
<div><em>Quella maledetta relazione</em> è un racconto lungo che fonde il realismo relazionale con accenti erotici, intellettuali
e umoristici. L'intera narrazione si regge su un dialogo serrato tra due personaggi, confinati in uno spazio temporale ristretto: una cena. Il testo si sviluppa come un atto unico teatrale, anomalo e fortemente verbale,
alternando momenti di intensa carica emotiva a parentesi di leggerezza grottesca, fino a raggiungere punte di confessione e catarsi.</div>
<div>Il dialogo è l’asse portante della narrazione. Quando funziona, funziona bene: è autentico, incalzante, ricco di sottotesto. Tuttavia, a mio avviso, proprio
questo punto di forza finisce per diventare una debolezza. Il testo si perde in una verbosità autoreferenziale che, in diversi passaggi, ne compromette il ritmo. Alcune scene si ripetono, girano a vuoto: si litiga,
ci si seduce, ci si accusa, si ride, e poi si ritorna a litigare. Un loop che logora la tensione invece di alimentarla.</div>
<div>I protagonisti sono ben delineati: lei, manipolatrice, sarcastica, logorroica, affascinante ma esausta; lui, l’intellettuale frustrato, sarcastico, fragile nella sua mascolinità.
Funzionano, e sembrano veri: è questo uno dei pilastri che regge l’intero racconto.</div>
<div>La struttura teatrale è solida, quasi claustrofobica, con una tensione crescente che si muove tra desiderio e violenza verbale. L’alternanza tra riflessioni sul chiaroscuro,
dettagli pittorici e scene esplicitamente erotiche - come una fellatio davanti a una pala d’altare - è volutamente disturbante. Il contrasto regge, ma invece di risultare davvero trasgressivo, scivola in un erotismo
adolescenziale da provocazione facile.</div>
<div>In definitiva, è una pièce scritta per pochi, non un racconto pensato per tutti. E questo non è necessariamente un limite, ma è qualcosa che va dichiarato
e accettato.</div>
<div>L’elemento weird in <em>Quella maledetta relazione</em> è l’interferenza del perturbante nella quotidianità. È una domesticità posseduta dal demone della verità, dove il vero orrore è che non c’è differenza
tra falsità e salvezza, e che l’amore stesso è un esperimento fallito condotto con mezzi irregolari.</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>L’AUTORE:</strong></div>
<div>Lia Montenegro è lo pseudonimo di un autore che nella vita privata si <span class="fs14lh1-5">occupa della realizzazione di un podcast quotidiano in cui si parla di </span><span class="fs14lh1-5">attualità. È nato a Rieti nel 1984. In passato ha collaborato come </span><span class="fs14lh1-5">sceneggiatore per alcuni film commedie. Questa è la sua prima opera con il nome di Lia Montenegro.</span></div></div><div><br></div><div>






<div><em>Quella maledetta relazione</em></div>
<div><em>Autore: Lia Montenegro</em></div>
<div><em>Editore: Delos Digital</em></div>
<div><em>Pagine: 40</em></div>
<div><em>ISBN: 978-8825428452</em></div>
<div><em>Costo: Ebook 1,99 €</em></div>
<div><br></div></div><div><div><a href="https://amzn.to/400Q0eM" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinke85ba8759b4e9daa102ed3d55bc38ae8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/quella-maledetta-relazione_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 771,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke85ba8759b4e9daa102ed3d55bc38ae8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/quella-maledetta-relazione_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 04:36:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Jurassic World - La rinascita di Gareth Edwards]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000EB"><div><h1 class="imHeading1">Action movie puro basato su mostri preistorici assassini</h1><h2 class="imHeading2">Effetti speciali di gran livello, da mandare in estasi gli appassionati</h2></div><div>






<div><strong>Jurassic World - La Rinascita (Usa, 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Gareth Edwards. Soggetto: Michael Crichton (personaggi), David Koepp (storia). Sceneggiatura: David Koepp. Fotografia: John Mathieson. Montaggio:
Jabez Olssen. Musiche: Alexandre Desplat. Scenografia: James Clyne. Costumi: Sammy Differ. Produttori: Patrick Crowley, Frank Marshall. Produttori Esecutivi: Steven Spielberg, Jim Spencer, Denis L. Stewart. Case di Produzione: Universal Pictures, Amblin Entertainment, The Kennedy/Marshall Company. Distribuzione (Italia): Universal Pictures. Titolo Originale: Jurassic World Rebirth. Lingua
Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2025. Durata: 133’. Genere: Fantastico, Azione, Avventura. Interpreti: Scarlett Johansson (Zora Bennett), Mahershala Alì (Duncan Kincaid), Jonathan Bailey (dott. Henry Loomis), Rupert Friend (Martin Krebs), Manuel Garcia-Rulfo (Reuben Delgado), Luna Blaise (Teresa Delgado), David Iacono (Xavier
Dobbs), Audrina Miranda (Isabella Delgado), Philippine Velge (Nina), Bechir Sylvain (LeClerc), Ed Skrein (Bobby Atwater). </em></div>
<div><br></div></div><div>






<div>Tornano temi e personaggi di <strong>Michael Crichton</strong>, sceneggiati e rivisti da <strong>David Koepp</strong>, con la supervisione di <strong>Steven Spielberg</strong> (tutto quel che tocca diventa oro), per il sesto sequel del film originale, uscito nel 1993. <em>Jurassic World - La Rinascita</em> (settimo film della serie) - girato da <strong>Gareth Edwards</strong> - &nbsp;segue di tre anni <em>Il dominio</em>, ma si svolge cinque anni dopo gli eventi narrati nell’ultima pellicola ed è un vero e proprio <em>sequel indipendente</em> - in una parola un film diverso, a se stante, che si gusta con piacere anche senza sapere niente della serie - pur facendo riferimento a elementi base indispensabili.
Non solo, il nuovo film segue di diciassette anni l’evento della fuga di un Tyrannosaurus deformato a sei arti (Distortus Rex) e la decisione di abbandonare una sede sull’isola di Saint-Hubert dove si praticavano
esperimenti transgenici per creare nuove specie. Regista e sceneggiatore ambientano la storia in un mondo in cui gli animali preistorici si sono rifugiati nella zona equatoriale, il solo habitat che consente di sopravvivere,
mentre l’interesse verso le creature del passato è scemato. Il nucleo centrale del film racconta una spedizione organizzata da Martin Krebs (<strong>Friend</strong>) della Parker Genix - azienda farmaceutica interessata a produrre un nuovo medicinale - per estrarre un campione di sangue da tre specie (molto pericolose) di animali preistorici.
Aggiungiamo che i campioni di sangue servono per produrre il farmaco e che per raggiungere lo scopo vengono reclutati l’agente speciale Zora Bennet (<strong>Johansson</strong>), un paleontologo come il dottor Loomis (<strong>Bailey</strong>) e un capo spedizione come Duncan (<strong>Mahershala Alì</strong>). La spedizione sarà pericolosa, funestata da aggressioni improvvise e dall’incontro con la famiglia Delgado - in vacanza in barca vela - salvata e coinvolta nella complessa missione. Inutile dire
altro sulla trama che si sviluppa secondo il più classico dei canovacci del cinema d’avventura (imbastito come sempre da <strong>David Koepp</strong>), che pesca a piene mani dalla saga di <em>Indiana Jones</em> citando (per situazioni) film come <em>Lo squalo</em> e <em>L’orca assassina</em>, per finire con <em>Zombi</em> di <strong>Romero</strong> (durante l’assedio con gli umani asserragliati nel supermercato). <em>Action movie</em> puro basato su mostri preistorici assassini, in alcuni casi marini, in altri volatili, per finire con i feroci tirannosauri terrestri. La <em>suspense</em> è altissima in certe sequenze ad alto rischio, citiamo la discesa nel fiume inseguiti da un tirannosauro, una spedizione nel nido di un pterodattilo calandosi da uno
spunzone di roccia e la scena finale con l’assalto di un bestione preistorico che cerca di impedire la fuga agli umani. Effetti speciali di gran livello, da mandare in estasi gli appassionati, con credibili animali preistorici
realizzati in digitale e scenografie multicolori. Fotografia eccellente di <strong>Mathieson</strong>, luminosa e notturna, sempre ben dosata. Montaggio di <strong>Olssen</strong>, consequenziale e sincopato, &nbsp;per un film che dura 133 minuti senza far distogliere per un attimo l’attenzione dallo schermo. Girato tra la Thailandia e Malta, alcune riprese acquatiche nel Mar Mediterraneo,
infine Londra e New York, senza tacere di alcune sequenze acrobatiche in vasca realizzate negli studi. Colonna sonora ottima (alcuni pezzi classici) di <strong>Alexandre Desplat</strong> (già autore del tema di <em>Godzilla</em>) che prende il posto di <strong>Michael Giacchino</strong>, una certezza della serie. Interpreti di sicura garanzia, soprattutto <strong>Scarlet Johansson</strong> nel simbolico ruolo dell’eroina, una volta impossibile da recitare per una donna affascinante. La sceneggiatura e i dialoghi sono il punto debole della
pellicola, spesso quel che accade è prevedibile (ma non sempre!) e i protagonisti parlano come in una stupida commedia americana (a tratti il film assume toni leggeri). Infine si cerca di dare un tono moralistico al
film: le cure per tutti, il mondo che stiamo distruggendo, le mutazioni genetiche e via di questo passo. Dovete gustavi il film lasciandovi coinvolgere dalle immagini (fantastiche!) &nbsp;come quando eravate bambini. Vi giuro che
funziona. State guardando <em>Jurassic World - La Rinascita</em>, in fondo, mica <em>Il posto delle fragole</em>! Altrimenti avete sbagliato sala. <em>La Rinascita</em> è un film che per apprezzarlo davvero va visto al cinema, al termine della visione la cosa che fa più piacere è rivedere i giovani in sala, nel mio caso un cinema all’aperto, che (per
fortuna) a Follonica - Cinema Le Ferriere - ancora pensano che sia logico fare.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink80ea470bf61cfa04df3000198a539335 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Jurassic-World-La-rinascita_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 729,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink80ea470bf61cfa04df3000198a539335, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Jurassic-World-La-rinascita_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkf854da4f2e723e81a6facaf0edaa0cfe = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Jurassic-World-La-rinascita_bar.webp','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf854da4f2e723e81a6facaf0edaa0cfe, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Jurassic-World-La-rinascita_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=N_QqacWRlto">https://www.youtube.com/watch?v=N_QqacWRlto</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 13:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[The Tank di Scott Walker]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000EA"><div><h1 class="imHeading1">Film che recupera vecchi cliché del genere</h1><h2 class="imHeading2">Un horror che non aggiunge niente di nuovo al genere soprannaturale</h2></div><div><div><strong>The Tank (Nuova Zelanda, 2023)</strong></div> <div><em>Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Scott Walker. Fotografia: Aaron Morton. Montaggio: &nbsp;Martin Brinkler, John Gilbert. Scenografia: Nick Williams. Musica: Max Aruj. Costumi: Liz McGregor. Effetti Speciali: Brinsley Compton, Brendan Durey, Jordan Haslam, Richard Taylor. Trucco: Kelly Mitchell, Claire Rutledge. Produzione: Andrea Scarso, Scott Walker, Peter Touche, Alison Thompson, Doris Pfardrescher, Matthew Metcalfe, Mark Gooder. Interpreti: Luciane Buchanan (Jules), Mark Mitchinson (Amos Tylbury), Matt Whelan (Ben), Ascia Maybury, Zara Nausbaum (Rea), Regina Hagemann (la creatura), Jack Barry (Alec), Holly Shervey (Linda). Paese di Produzione: Nuova Zelanda, 2023. Genere: Horror.</em></div> <div><br></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/44tCzVX" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3TRxCBp" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><div><em>The Tank</em> è un horror neozelandese che al cinema si è visto poco, passato su Rai Play, dove è ancora reperibile dopo la visione su Rai 4, canale digitale dedicato al cinema di genere. Non si può definire un film originale, perché ricicla cose già viste, recupera vecchi cliché del genere e segue strade già percorse in passato da tanti registi, tra l’altro con maggior convinzione. Tutto comincia da un vecchio cottage di campagna ricevuto in eredità che convince Ben e i suoi familiari a recarsi sul posto per vederlo e ristrutturarlo prima di metterlo in vendita. La cisterna (<em>the tank</em>) del giardino contiene un segreto inimmaginabile che sarà portatore di nefaste conseguenze. Un’orribile creatura viene risvegliata e subito dopo prende il via un horror claustrofobico e angosciante che unisce la citazione de <em>La casa</em> di <strong>Sam Raimi</strong> alla saga di <em>Alien</em>. Tutto è molto sfruttato, ogni sequenza sa di già visto, persino la caratterizzazione degli esseri che vivono nella cisterna, pur modificati come animali preistorici sono soltanto dei mostri dai denti aguzzi e il modo in cui vengono rappresentati non differisce da molti altri fratellini horror sguinzagliati nelle varie pellicole. Effetti speciali modesti, sceneggiatura ai minimi storici, fotografia buia che rende poco visibili le sequenze notturne e le parti di battaglia che si svolgono negli interni del pozzo. Dialoghi risibili, storia poco intensa, zero <em>suspense</em> - ogni sequenza anticipa la successiva ma già la contiene, non ci sorprendiamo mai! -, quanto a spaventare proprio non ci siamo, in alcuni casi persino si sorride per l’ingenuità delle situazioni. Interpreti sconosciuti alle nostre latitudini, alle prese con un soggetto non esaltante per ben figurare, svolgono il loro compito con diligenza. <em>The Tank</em> è un film che non aggiunge niente di nuovo al genere horror soprannaturale ma che sfrutta solo vecchi schemi del passato. Non è necessaria la visione.</div><div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/44tCzVX" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div></div><div><div><a href="https://amzn.to/3TRxCBp" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div></div><div><script> var showboxlinkb0cdadb3d7e61037c727e33f27e0bed6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TheTank_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb0cdadb3d7e61037c727e33f27e0bed6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TheTank_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink5a3ba8850b81a8032a80a364a3fe5e59 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TheTank_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1024,'height': 568,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5a3ba8850b81a8032a80a364a3fe5e59, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TheTank_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="111" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ugp6mE_0Rf4">https://www.youtube.com/watch?v=ugp6mE_0Rf4</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 03:51:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Non è vero che in campagna c'è silenzio]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E9"><div>






<div><h1 class="imHeading1">Scritto da Martina Salvai</h1><h2 class="imHeading2">Un giallo psicologico che si svela pagina dopo pagina</h2></div></div><div>






<div>Una giornalista a caccia della verità, un intrigo fatto di segreti, prostituzione e misteri sussurrati tra le righe: un giallo che si svela pagina dopo pagina, fino all'ultima,
sorprendente rivelazione.</div></div><div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/46nO1oI" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div>






<div><em>Raccontare è fingere, le ombre sono solo proiezioni della verità e non ne mostrano tutti i particolari, ma le storie spesso ci dicono molto più su noi stessi
di quanto faccia la vita ogni giorno.</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div>Torre del Greco, maggio 2022. In una pineta alle pendici del Vesuvio, a pochi passi dalla casa di Amanda Sifri, giovane giornalista freelance, viene ritrovato il cadavere dell'avvocato
Leonardo Pardi. Amanda non può lasciarsi scappare la possibilità di un'esclusiva, quindi indaga sul caso insieme all'agente di polizia Mara Mennella. Ben presto capiscono che dietro all'omicidio si
nascondono orribili verità sulla vita privata e sulla famiglia dell'avvocato: la sua morte sembra collegata a un giro di prostituzione gestito dai fratelli Auriemma, proprietari del Bar Tropicana, che coinvolge
alcune studentesse e casalinghe della città. Amanda stringerà un forte legame con Altea, la madre della vittima, che la riporterà indietro di diversi decenni raccontandole la sua tragica storia. Tra articoli
di giornale che rivelano gli sviluppi delle indagini, pagine di diario, lettere e biglietti che propongono enigmi e svelano indizi, questo giallo sui generis conduce il lettore verso un inaspettato finale.</div></div><div><br></div><div>






<div><em>Non è vero che in campagna c'è silenzio</em> ha vinto la prima edizione del concorso “Amelia in giallo 2024”.</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Martina Salvai è nata a Napoli nel 1989 e vive a Torre del Greco.</div>
<div>Laureata in Letterature Comparate, lavora a Napoli nel campo della comunicazione. <em>Non vero che in ampagna c'è silenzio</em> è il suo esordio letterario.</div>
<div>Il romanzo è arrivato in finale alla terza edizione di “LetteraFutura” e nel 2024 ha vinto il premio “Amelia in Giallo” indetto da Note di Carta e Golem
Edizioni.</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: Non è vero che in campagna c'è silenzio</div>
<div>Autrice: Martina Salvai</div>
<div>Editore: Golem Edizioni</div>
<div>Collana: Le vespe</div>
<div>Data di Pubblicazione: 27 giugno 2025</div>
<div>Pagine: 232</div>
<div>ISBN: 978-8892910621</div>
<div>Prezzo: € 15,90</div></div><div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/46nO1oI" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink9423777afb12fb104319dd262ef34905 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/non-vero-campagna-silenzio_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 771,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9423777afb12fb104319dd262ef34905, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/non-vero-campagna-silenzio_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="280" /></a><br></div><div><script> var showboxlink45060fc48c62126ec33f0b6a9e217547 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/MartinaSalvai_autrice.jpg','alt': '','title': '','width': 242,'height': 340,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink45060fc48c62126ec33f0b6a9e217547, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/MartinaSalvai_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="211" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 14:52:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile All Comics 2]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E8"><h1 class="imHeading1">Ideale, sia per gli appassionati di fumetti che per i semplici curiosi</h1><div><h2 class="imHeading2">Rivista aperiodica digitale, scaricabile e completamente gratuita</h2></div><div><div><span class="cf1"><em>Weird Book - All Comics numero 2</em>, in questo secondo numero fa la sua comparsa la divina Megarette, la gigantessa d’acciaio nelle cui vene scorre metallo fuso, e vede la conclusione del racconto psicologico e grottesco <em>Pseudoma</em>. Ricordiamo che <em>Weird Book - All Comics</em> è una rivista aperiodica digitale, scaricabile e completamente gratuita, che presenta, a puntate, la produzione fumettistica della casa editrice Weird Book, tra titoli nuovi e vecchi, qualche anticipazione ed è arricchita da articoli e QR code, per una rapida escursione sul sito. <em>Weird Book - All Comics</em> è lo strumento ideale, sia per gli appassionati di fumetti che per i semplici curiosi, per rimanere sempre aggiornati sulla produzione fumettistica della casa editrice.</span></div><div><br></div><div><div><em>SCHEDA TECNICA</em></div> <div><em>Titolo: Weird Book – All Comics 2</em></div> <div><em>Autore: AA.VV.</em></div> <div><em>Editore: Weird Book</em></div> <div><em>Genere: Fumetto</em></div> <div><em>Pagine: 32</em></div> <div><em>Prezzo: Gratuita</em></div> <div><em>Formato: 17 x 24 cm</em></div> <div><em>Caratteristiche: Digitale</em></div></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1">Scarica la rivista: <a href="https://www.weirdbook.it/wp-content/uploads/2025/05/AllComics_02.pdf" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink2e88ffefde295d1a8fb41b94d379c579 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/AllComics-02_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 765,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2e88ffefde295d1a8fb41b94d379c579, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/AllComics-02_ver.jpg" alt="La copertina della rivista." title="La copertina della rivista." width="200" height="283" /></a><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 04:59:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Prova a prendermi di Steven Spielberg]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E7"><div><h1 class="imHeading1">Tratto dal romanzo autobiografico di Frank Abagnale Jr.</h1><h2 class="imHeading2">La vita del più grande truffatore della storia degli Stati Uniti d’America</h2></div><div>






<div><strong>Prova a prendermi (Usa, 2002)</strong></div>
<div><em>Regia: Steven Spielberg. Soggetto: Frank Abagnale Jr. (romanzo omonimo), Stan Redding (revisione). Sceneggiatura: Jeff Nathanson. Fotografia: Janusz Kaminski. Montaggio: Michael Kahn. Musiche: John Williams. Produttori: Steven Spielberg, Walter F. Parkes. Produttori Esecutivi: Barry Kemp, Laurie MacDonald, Anthony Romano, Michael Shane. Effetti Speciali: John C. Hartigan, Nathan McGuinness. Scenografia: Jeannine Oppewall, Sarah Knowles,
Leslie Pope. Costumi: Mary Zophres. Trucco: Lois Burwell, Sian Grigg, Daniel Striepeke. Case di Produzione: Dreamworks SKG, Amblin Entertainment, Muse Entertainment, Splendid Pictures, Kemp Company,
Parkes / MacDonald Productions. Distribuzione (Italia): DreamWorks Pictures. Titolo Originale: Catch Me If You Can. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2002. Durata: 141’. Genere: Biografico. Interpreti: Leonardo Di Caprio (Frank
Abagnale Jr.), Tom Hanks (Carl Handratty), Christopher Walken (Frank Abagnale Sr.), Martin Sheen (Roger Strong), Nathalie Baye (Paula Abagnale), Amy Adams (Brenda Strong), James Brolin (Jack Barnes),
Brian Howe (Earl Amdursky), Frank John Hughes (Tom Fox), Steve Eastin (Paul Morgan), Chris Ellis (agente Witkins), John Finn (direttore Marsh), Jennifer Garner (Cheryl Ann), Dave Hager (giudice), Nancy Lenehan (Carol Strong),
Ellen Pompeo (Marci), Elizabeth Banks (Lucy).</em></div>
<div><br></div></div><div><div><a href="https://amzn.to/4l8fsHH" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div></div><div><div><a href="https://amzn.to/4nuDkqG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div></div><div><br></div><div>






<div>Tutto quello che <strong>Spielberg</strong> realizza è fantastico, c’è poco da dire, un film in tono minore credo proprio non sia nelle sue corde, oltre al fatto che cambia sempre lo scenario e il tema entro il quale si muove. <em>Catch Me If You Can </em>(titolo originale) adatta per il grande schermo - grazie alla sapiente sceneggiatura di Jeff Nathanson - il romanzo autobiografico scritto da <strong>Frank Abagnale Jr.</strong>, rivisto (in parte) da <strong>Stan Redding</strong>. La vita del più grande truffatore della storia degli Stati Uniti d’America viene sviscerata sin dall’infanzia, segue il divorzio dei genitori (causa tradimento materno), illustra una carriera
come spacciatore di assegni falsi e millantatore d’alto bordo, per finire con la galera (due anni in Francia, quindi dodici di isolamento ad Atlanta) e la collaborazione attiva con l’FBI. Inutile raccontare la
trama per filo e per segno, il regista (e lo sceneggiatore) mettono in evidenza il rapporto solido tra padre e figlio, con quest’ultimo che tramanda la favola del topolino, vecchio cavallo di battaglia paterno: “Due topolini caddero in un secchio pieno di panna; il primo topolino si arrese subito e annegò, il secondo topolino non voleva mollare e si sforzò a tal punto che alla fine trasformò quella
panna in burro, e riuscì a saltar fuori; signori da questo momento io sono quel secondo topolino”. Struttura narrativa per lunghi flashback, partendo dalla prigionia, alternando sequenze della cattura per approfondire
il legame tra Abagnale Jr e l’agente Carl Andratty, il tutto ben costruito grazie a un montaggio non consequenziale (<strong>Michael Kahn</strong>) ma comprensibile. La pellicola è di lunga durata - 141 minuti - ma deve raccontare un’intera esistenza e non annoia per niente, quindi la misura è
giusta. La fotografia di <strong>Janusz Kaminski</strong> è anticata a dovere per ambientare la vicenda negli anni Sessanta e modificandosi asseconda il passare del
tempo. Le scenografie di <strong>Jeannine Oppewall</strong> sono fantasmagoriche come in ogni film girato da <strong>Spielberg</strong> che non bada a spese - fa con il suo, visto che è anche produttore insieme a <strong>Walter F. Parkes</strong> - per ricreare su celluloide quel che ha immaginato nella sua mente. <strong>Spielberg</strong>, in realtà, vorrebbe soltanto produrre questa pellicola, ma si vede costretto a mettersi dietro la macchina da presa dopo le rinunce di <strong>Gore Verbinski</strong> - impegnato con <em>La maledizione della prima luna</em> -, <strong>Lasse Hallstrom</strong>, <strong>Milos Forman</strong> e <strong>Cameron Crowe</strong>. La pellicola non ci perde, è il genere di cinema che <strong>Spielberg</strong> predilige, pure se non ci sono elementi fantastici, la remora è che per girare <em>Prova a prendermi</em> deve rinunciare a <em>Memorie di una geisha</em> e <em>Big Fish</em>. Lo spettatore non deve pensare di assistere a una sorta di cinema verità, perché la sceneggiatura è stata elaborata partendo da un’autobiografia
scritta da un personaggio molto simile a quello che il film mostra, una sorta di bugiardo patologico, egocentrico e millantatore. <strong>Redding</strong> e <strong>Nathanson</strong> - in pieno accordo con <strong>Abagnale</strong> - tra l’altro modificano la realtà (non si parla della prigionia in Svezia) per rendere cinematografica
al punto giusto il rapporto stretto tra criminale e poliziotto. <strong>Leonardo Di Caprio</strong> e <strong>Tom Hanks</strong> sono bravissimi e si contendono la palma dell’attore più pagato, il secondo viene persino nominato agli Oscar come miglior
attore non protagonista. La colonna sonora scritta da <strong>John Williams</strong> rischia di vincere una statuetta, pesca nei brani d’epoca e rende omaggio a <strong>Frank Sinatra</strong> (<em>Fly With Me</em>) e ai <strong>Kinks</strong> (<em>You Reallt Got Me</em>). Film girato tra gli Stati Uniti e il Canada - è molto <em>on the road</em> vista la storia narrata -, con un budget alto (52 milioni di dollari) ma ne incassa oltre trecentocinquanta, forse uno dei maggiori successi commerciali degli anni Duemila.
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			<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 15:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Incontro con lo staff di Racconti dal Profondo]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E6"><h1 class="imHeading1">Una rivista dedicata al Weird e all’horror</h1><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h2 class="imHeading2">Presentata al festival della letteratura weird Marginalia</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1">Oggi su <em>Club GHoST</em> abbiamo il piacere di presentarvi un’intervista esclusiva allo staff di <em>Racconti dal Profondo</em>: progetto che ha inaugurato il suo primo numero il 29 settembre 2022, conta oggi, cinque numeri, uno speciale e altri prodotti molti belli - di cui trovate le recensioni sul nostro portale - tutti con il marchio del Pandemonio!</sub></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1">Qui con noi abbiamo: <strong>Saverio Maro</strong>, <strong>Gabriele Angelo Liuzzi</strong> e <strong>Luciano Bernaroli</strong>.</sub></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1"><br></sub></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong><sub class="fs14lh1-5 cf1">In primis ancora grazie per la Vostra disponibilità e cortesia. Parto subito con una domanda aperta: Qual è stata l’origine profonda - personale, artistica o culturale - che vi ha spinto a dare vita a una rivista dedicata al Weird e all’horror, e in che modo pensate che il vostro progetto si collochi o si distingua all’interno di un panorama editoriale già affollato e competitivo?</sub></strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1">Ci piace sempre ricordare che Racconti dal Profondo è nato grazie al dialogo, al confronto, alla condivisione. Se Saverio non avesse parlato con Gabriele e Luciano della sua idea, sicuramente RdP non sarebbe mai nato.<br>Condividere la passione con chi è appassionato quanto te, quindi, fa nascere meraviglie. E sotto lo stesso ragionamento, crediamo che non esista competitività, ma solo “fare la stessa cosa in modo diverso” e noi lo facciamo sicuramente in tutt’altro modo. Forse poteva pure non sentirsi la “mancanza” di un progetto del genere, ma il desiderio di dar voce e spazio a nuove leve dell’orrore italiano proponendo loro una dimora dall’aspetto così accattivante ci ha dato la spinta giusta per dar vita a RdP.</sub></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1"><br></sub></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong><sub class="fs14lh1-5 cf1">Dopo la vostra incursione - con successo, aggiungerei - al festival della letteratura weird <em>Marginalia</em>, quale direzione immaginate per il futuro del progetto? Ambite a rimanere un punto di riferimento per un pubblico di cultori e appassionati del genere, oppure il vostro obiettivo è ampliare il dialogo, coinvolgendo anche lettori generalisti e nuovi curiosi del perturbante?</sub></strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1">Sarebbe davvero fantastico riuscire a rimanere un faro bello luminoso per tutti quelli che ci hanno conosciuti e che vogliono bene a Racconti dal Profondo. Non sarebbe male però avvicinare anche nuove leve, nuovi adepti, nuove speranze per il genere. Siamo aperti a chiunque voglia cimentarsi nel genere horror e affini con fame, passione e voglia di mettersi in gioco. </sub></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1"><br></sub></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong><sub class="fs14lh1-5 cf1">Il vostro progetto recupera l’estetica delle riviste pulp e la rilegge con sensibilità contemporanea: che ruolo gioca l’immaginario visivo - copertine, illustrazioni, grafica - nella costruzione dell'identità della rivista?</sub></strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1">Fondamentale. Racconti dal Profondo si apre e si sfoglia con piacere anche per la cura che ci infondiamo. L’estetica alla Weird Tales è stato un punto di partenza per trovare la NOSTRA estetica vintage, che ora è il marchio riconoscibile per il nostro formato di rivista. Cura e amore per l’orrore sono ciò che traspare dalle copertine e dalle illustrazioni dei racconti. Chiamiamo a raccolta artisti interessanti, dal tratto e dalla fantasia perturbante, a volte già noti, altre volte sconosciuti ai più, perché Racconti dal Profondo non è solo un prodotto di oscuro godimento, ma anche una vetrina per autori e artisti. Ed è uno scopo che ci attira tanti portfolio e di questo siamo lieti.<br>Ad arricchire l’offerta di contenuti poi curiamo grafiche, extra e spot fasulli dal gusto comico, ma sempre dark; sono finestre sul mondo e il folclore di Pandemonio, la vivace città metropolitana dannata che vive tra le nostre pagine.<br>Esistono centinaia di riviste ma quello che volevamo offrire con Racconti dal Profondo è indissolubile dal suo aspetto. è una citazione, è un tributo a un formato sepolto nella storia della letteratura horror, è l’opportunità di partecipare a un mondo che forse non esiste più. Un caffè letterario di un angolo sperduto del mondo, a Pandemonio.</sub></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1"><br></sub></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong><sub class="fs14lh1-5 cf1">Avete già dato spazio a una forte presenza femminile - con il bellissimo numero speciale con il Coven Riunito - e a nuove voci dell’horror italiano: quanto è importante per voi scardinare certe narrazioni canoniche e dare spazio a prospettive “altre”, marginali o non convenzionali?</sub></strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1">Ci sono autrici nell’horror molto meritevoli dello status che si sono guadagnate e che negli ultimi tempi stanno emergendo oltre gli stereotipi e i nomi blasonati di cui il mercato è saturo. Lo speciale con le ragazze di Coven Riunito ne è una prova: il numero realizzato con loro non è stato solo un successo personale, ma anche un successo per il bene che abbiamo potuto devolvere in beneficenza presso la onlus antiviolenza Centro Veneto Progetti Donna.<br>In generale, comunque, dare voce ai sussurri del Profondo e degli altri abissi è un po’ prerogativa, non solo nostra, ma dell’horror: è sempre stato il megafono della dissidenza, della rivolta e del progresso sociale. È naturale.<br>Siamo felici di collaborare con altre realtà che operano nel settore e siamo sempre aperti a nuove proposte.</sub></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1"><br></sub></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong><sub class="fs14lh1-5 cf1">State già esplorando la possibilità di affiancare alla rivista altri progetti narrativi o multimediali sotto il marchio <em>Racconti dal Profondo</em> - come collane tematiche, podcast, graphic novel o esperienze immersive - per espandere ulteriormente l’universo weird e horror che state costruendo?</sub></strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div><span class="cf1">Praticamente tutto, a breve anche tra i musical della night life di Pandemonio. Scherzi a parte, abbiamo da poco lanciato “Frequenze dal Profondo”, una collaborazione con i ragazzi dei LOGONAUTI per raccontare in audio le storie che emergono dai nostri circoli creativi. Abbiamo infatti creato una community su Telegram affiatata e pimpante, un gruppo di scrittura che è diventato bello importante. Ma abbiamo diverse linee editoriali, per così dire, che spaziano tra diversi formati e nuove idee. “RdP Presenta” è il più vecchio dei nostri spin-off cartacei, è una collana che include lavori personali di autori e artisti: all’attivo ci sono un artbook, un romanzo breve e un graphic novel. E ovviamente questo è solo l’inizio… non solo RdP Presenta sta per arricchirsi di un paio di progetti freschi, ma anche la linea audio si infarcirà di nuovi format, stiamo per pubblicare versioni in audio racconto di alcuni dei nostri autori storici tratti dai numeri passati di Racconti dal Profondo.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong><sub class="fs14lh1-5 cf1">Avreste mai immaginato <em>Racconti dal Profondo</em> come nucleo di un ecosistema creativo più ampio, capace di generare progetti paralleli? Vi aspettavate un’onda di marea così alta? Ne siete soddisfatti?</sub></strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1">In effetti RdP è un ecosistema creativo, una specie di collettivo artistico. Non ci aspettavamo tanta risonanza, speravamo ovviamente in un apprezzamento ma mai ci saremmo sognati tanto affetto e tanta partecipazione. Per questo ringrazieremo sempre la nostra comunità di Profonders sempre più affiatata e numerosa.</sub></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1"><br></sub></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong><sub class="fs14lh1-5 cf1">Possiamo strapparvi uno spoiler? Oltre all’attuale selezione di racconti per il prossimo numero a tema Horror-Sci Fi, c’è qualcos’altro che potete anticipare al nostro portale?</sub></strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1">E se entro la fine del mese ci fosse un numero extra a sorpresa? Vi piace l’estate? Vi piace viaggiare? Preparate i passaporti per Pandemonio!</sub></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><sub class="fs14lh1-5 cf1"><br></sub></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong><sub class="fs14lh1-5 cf1">Grazie mille per il tempo che ci avete dedicato!</sub></strong></div> <div style="text-align: start;" data-text-align="start"><sub class="fs14lh1-5 cf1">Un abbraccio dal Pandemonio e Weird Em All!</sub></div></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><sub class="fs14lh1-5 cf1"><br></sub></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><div><a href="https://amzn.to/45JhBou" class="imCssLink">ACQUISTA IL NUMERO 1 SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div><div><div><a href="https://amzn.to/44qGfHZ" class="imCssLink">ACQUISTA IL NUMERO 1 SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/44DpDhD" class="imCssLink">ACQUISTA IL NUMERO 2 SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3ImTx0Q" class="imCssLink">ACQUISTA IL NUMERO 2 SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><sub class="fs14lh1-5 cf1"><br></sub></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3Gof4Wo" class="imCssLink">ACQUISTA IL NUMERO 3 SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/44qXJEl" class="imCssLink">ACQUISTA IL NUMERO 3 SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><sub class="fs14lh1-5 cf1"><br></sub></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4lj4Zco" class="imCssLink">ACQUISTA IL NUMERO 4 SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/40sV3EW" class="imCssLink">ACQUISTA IL NUMERO 4 SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><sub class="fs14lh1-5 cf1"><br></sub></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/46oq5S5" class="imCssLink">ACQUISTA IL NUMERO 5 SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/46oqwMd" class="imCssLink">ACQUISTA IL NUMERO 5 SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><div><a href="https://amzn.to/4eEoRV1" class="imCssLink">ACQUISTA IL NUMERO COVEN RIUNITO SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div><div><div><a href="https://amzn.to/3I65050" class="imCssLink">ACQUISTA IL NUMERO COVEN RIUNITO SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div></div></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><sub class="fs14lh1-5 cf1"><br></sub></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><script> var showboxlink9b14a5cc2822826a17052890b5b8bca9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/racconti-profondo_01.jpg','alt': '','title': '','width': 714,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9b14a5cc2822826a17052890b5b8bca9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/racconti-profondo_01.jpg" alt="Lo staff di Racconti dal Profondo." title="Lo staff di Racconti dal Profondo." width="200" height="303" /></a><br></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><script> var showboxlinkc6360084edf8739f5cb976cbab1d5d3b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/racconti-profondo_02.jpg','alt': '','title': '','width': 720,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc6360084edf8739f5cb976cbab1d5d3b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/racconti-profondo_02.jpg" alt="Un numero della rivista." title="Un numero della rivista." width="150" height="225" /></a><sub class="fs14lh1-5"><br></sub></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><sub class="fs14lh1-5"><br></sub></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 07:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il libro blasfemo di Cthulhu di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E5"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Antologia di racconti erotici</h1><h2 class="imHeading2">Esperimento estremo che sonda l’osceno nascosto tra le righe dei racconti lovecraftiani</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Cosa sarebbe successo se il sesso – sempre presente ma taciuto nei racconti di <strong>Lovecraft </strong>– avesse trovato voce esplicita? <em>Il libro blasfemo di Cthulhu </em>raccoglie racconti che osano fare proprio questo: sfondare la soglia dell’allusione per mostrare la carne, il desiderio e l’orrore nella loro forma più sfacciata. Come afferma <strong>Bobby Derie </strong>nell’introduzione, il sesso è già il motore nascosto dei Miti: è ciò che tramanda la corruzione, che genera prole ibrida, che lascia in eredità case maledette e tomi arcani. Solo che ora, al posto dei puntini di sospensione, c'è l’abisso rivelato.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/446mgj4" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il volume si apre con <em>Madre oscura</em> di <strong>Mariano D’Anza</strong>, un racconto finemente scritto che propone una visione matriarcale e profondamente esoterica del mito di Cthulhu. Qui si intrecciano suggestioni occulte prese da testi realmente esistenti, come il <em>Dictionnaire infernal </em>di <strong>Collin de Plancy </strong>e il <em>Mundus Subterraneus </em>di <strong>Athanasius Kircher</strong>, in un’atmosfera che rievoca il culto arcaico della Grande Madre, entità primigenia e fertile, potenza creatrice e distruttrice. A incarnare una dimensione ben diversa del femminino mostruoso è invece <em>Yola</em> di <strong>Taylor Blackfyre</strong>, in cui fa la sua comparsa la dea Yidhra. Il racconto si sviluppa come una spirale di sottomissione sessuale e annientamento dell’identità maschile, fino alla degradazione finale del protagonista, schiavo della divinità in un rapporto di tipo marcatamente sadomasochistico padrona-schiavo. Con <em>Al di là della soglia</em> di <strong>Enrico Del Piano</strong>, la narrazione vira invece verso un registro gotico, più attento all’atmosfera e all’evocazione, mentre <em>Il kamasutra dei morti</em> di <strong>Daniele Corradi </strong>ci catapulta nella Milano contemporanea. Una giovane ragazza di provincia, ingaggiata come babysitter in una casa borghese di Corso Buenos Aires, scopre legami con culti blasfemi e richiami diretti a <em>Nelle spire di Medusa</em>, racconto scritto da Lovecraft in collaborazione con <strong>Zelia Bishop</strong>. Viene anche citata l’edizione Fanucci del libro <em>Nelle spire di Medusa</em>, una chicca per bibliofili. Il tono, spiazzante e moderno, ricorda il cinema corporeo di <strong>Cronenberg</strong>. "Nel ventre del mare oscuro" di <strong>Pietro Guarriello </strong>è invece una riscrittura in chiave sessuale di <em>Dagon</em>, eseguita con maestria e rispetto per lo stile originale. Alcune frasi paiono quasi riprese letteralmente da <em>Dagon</em>, eppure l’effetto non è quello della copia, bensì della contaminazione blasfema, dell’invasione del mito da parte della carne. Il protagonista, perseguitato dagli incubi, stringe un legame carnale e sacrilego con l’essere marino che emerge dagli abissi. Il volume non manca di audacia, come dimostra <em>L’erezione di Juan Romero</em> di <strong>Wilbur Whateley</strong>, che reinterpreta e potenzia uno dei racconti più deboli di <strong>Lovecraft</strong>, <em>La transizione di Juan Romero</em>, trasformandolo in un esperimento omoerotico coraggioso, finalmente capace di saldare in modo più netto questo episodio all’intero corpus dei Miti. Anche <em>La vita sessuale di Howard Phillips Lovecraft</em> di <strong>Francesco Zanolla </strong>osa l’impensabile: raccontare l’intimità del Solitario di Providence. Ma non in chiave scandalistica. Piuttosto, si propone una riflessione oscura e inquietante su chi <strong>Lovecraft</strong> sarebbe potuto essere se avesse accettato i propri impulsi carnali. Mescolando fatti reali (come il rapporto con la moglie <strong>Sonia Davis</strong>) e speculazioni, il racconto produce un effetto disturbante: non racconta ciò che <strong>HPL</strong> fu, ma ciò che forse ha desiderato essere. Il sadismo prende forma rituale in <em>Finirà male mia dolce signora</em> di <strong>Emiliano Federico Caruso</strong>, in cui un marito, tradito dalla moglie, attua una tremenda vendetta attraverso riti appresi dal testo proibito Carmina Necroforum. Mentre <em>Bella figura</em> di <strong>Michele Borgogni </strong>inizia come un racconto erotico convenzionale ma culmina con l’immancabile apparizione tentacolare dal mare, quasi a suggellare con il sigillo di R’lyeh ogni godimento umano. <em>Il richiamo di Zangal</em> di <strong>Enrico Teodorani </strong>ci riporta in una Romagna spettrale, dove una famiglia degenerata – gli Zangal – è al centro di una vicenda di stregoneria e perversione. In <em>La violenza di Cthulhu</em> di <strong>Tzimon Yliaster </strong>(forse pseudonimo di <strong>Roberto Del Piano</strong>), troviamo invece una delle scene più disturbanti del volume: Kristen, incatenata su uno scoglio, viene offerta a uno Shoggoth evocato dal giovane Will. Seguendo le istruzioni contenute nel <em>Deus ex Lexicon </em>– oscuro complemento al <em>Necronomicon</em> – Will mira a diventar dio, usando il corpo della ragazza come tramite sacrificale. Anche il sangue dei Lovecraft viene evocato nel racconto <em>Il culto degli adoratori del seme</em>, che narra della giovane Amalia Lovecraft, figlia di una relazione segreta tra <strong>Lovecraft</strong> e una donna di colore, vittima di un culto sessuale e sacrilego in una piccola città di provincia. Infine, a chiudere con tono grottesco e surreale, <em>Olddan, Ulthar e le vacanze dei Mi-Go</em> di <strong>Kaman-Thah </strong>è un divertissement irresistibile che mescola ospedali, rigurgiti di sperma umano, Yuggoth, gatti e Ulthar, in un’allucinazione finale che strappa un sorriso sbigottito. </span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Il libro blasfemo di Cthulhu </em>è un esperimento estremo, che infrange i tabù e sonda l’osceno nascosto tra le righe dei racconti lovecraftiani. Alcuni autori si avvicinano al canone con rispetto filologico, altri lo sovvertono con piacere provocatorio. Ma tutti si muovono dentro un orrore nuovo, che nasce dalla carne e dall’eros, e che ci obbliga a guardare ciò che <strong>Lovecraft </strong>– forse per pudore, forse per terrore – ha lasciato nell’ombra. Un libro da leggere se si ha il coraggio di volgere lo sguardo là dove nemmeno gli Antichi Osservatori osano posarsi troppo a lungo.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div><em>Il libro blasfemo di Cthulhu</em></div> <div><em>Autore: AA.VV.</em></div> <div><em>Editore: Dagon Press</em></div> <div><em>Pagine: 262</em></div> <div><em>ISBN 13: 979-8283558899</em></div> <div><em>Costo:15,90 € cartaceo</em></div></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/446mgj4" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink8628aa0f0750b1d9b849f941ec5e8000 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/libro-blasfemo-cthulhu_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 699,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8628aa0f0750b1d9b849f941ec5e8000, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/libro-blasfemo-cthulhu_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 03:39:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dietro la porta chiusa]]></title>
			<author><![CDATA[O. H. Leslie]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E4"><div><h1 class="imHeading1">Un racconto presentato da Alfred Hitchcock</h1></div><div><h2 class="imHeading2">Pubblicato in Italia nell'aprile 1961 sul giornale "La Domenica del Corriere"</h2></div><div>






<div><span class="cf1">La casa dei Daniels era come una sfinge. Acquattata sul fianco più scosceso della collina, aveva l’aspetto sornione e misterioso di tutte le case vuote. Ma anche la sua forma
era un po’ arcana: costruita su quattro piani appoggiati ad una roccia, e sorretta su un lato da lunghe colonne bianche, era una casa un po’ eccentrica, ideata in era di abbondanza, da gente troppo rapidamente
arricchita. Più tardi era stata abbandonata dai suoi proprietari che si erano trasferiti in località più vicina alla città, in una villa di forme più moderne.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando i fari della macchina illuminarono il viale del giardino, Betty Daniels rise e batté le mani per la gioia. Prima ancora che Robert fermasse, ella era già
balzata a terra e correva verso la porta della villa. Robert la seguì correndo e la raggiunse proprio sul portone. Nella luce dei fari della macchina si abbracciarono e si baciarono. Poi Betty cercò le chiavi
nella borsa e Robert andò a spegnere i fari. Anche la macchina apparve scura e silenziosa come la vecchia casa.</span></div>
<div><span class="cf1">Nel frattempo Betty aveva aperto la porta.</span></div>
<div><span class="cf1">- Aspettami! Entriamo insieme.</span></div>
<div><span class="cf1">Betty cercò al buio gli interruttori e li trovò. Il grande salone al pianterreno si presentò alla loro vista… ma anche così il senso di arcano
non fu dissipato. Troppe lampade erano guaste, troppi fili pendevano inutili; anche coi lampadari accesi l’abbandono e l’incuria erano fin troppo palesi.</span></div>
<div><span class="cf1">Il viso magro e affusolato di Betty perse un po’ della primitiva gioia: era meno bella di come la ricordava, la sua vecchia casa; le tappezzerie erano gonfie e spezzate,
i soffitti screpolati, i mobili coperti da teli polverosi. I ragni avevano tessuto un po’ dovunque le loro reti.</span></div>
<div><span class="cf1">Robert, sentendo che la ragazza era delusa nelle sue care memorie, le mise un braccio attorno alle spalle per consolarla.</span></div>
<div><span class="cf1">- È un po’ diversa da come te l’aspettavi, vero? - disse. - Da quanto tempo non venivi qui?</span></div>
<div><span class="cf1">- Sono circa otto anni. Ne avevo undici quando papà è morto, e fu allora che andammo via.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">UN MISTERO</span></div>
<div><span class="cf1">Betty sospirò e sedette sull’orlo di un divano. Robert sorrise con la sua aria furbesca. Il sorriso gli produceva due fossette sulle guance. Aveva ventiquattro anni
ed era il più bello fra i conoscenti di Betty. Ma ormai era più di un conoscente, più di un amico.</span></div>
<div><span class="cf1">- Robert… - sussurrò la ragazza.</span></div>
<div><span class="cf1">Egli le si avvicinò e le accarezzò i capelli.</span></div>
<div><span class="cf1">Betty ritrovò il coraggio; prese Robert per mano ed insieme andarono ad esplorare la palazzina. Da una stanza all’altra, da un piano all’altro, percorrendo
corridoi, fermandosi a ridere di fronte a vecchi ritratti di famiglia, giocando a rimpiattino nel labirinto delle stanze dei piani superiori… Con le loro risa e la loro giovanile esuberanza riportarono un fresco soffio
di vita nella vecchia residenza.</span></div>
<div><span class="cf1">Fu all’ultimo piano, il quarto che Robert si trovò di fronte a una porta che non voleva lasciarlo passare.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ehi, Betty! - gridò. - Questa porta è chiusa!</span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza lo raggiunse in silenzio e disse a voce bassa: - Sì, lo so: è sempre stata chiusa.</span></div>
<div><span class="cf1">Robert ritentò con la maniglia ma la porta, solida e pesante, non si spostò di un millimetro.</span></div>
<div><span class="cf1">- Che cosa c’è qui? - domandò.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non lo so: è sempre stata chiusa fin da quando ero bambina. Non ricordo di averla mai vista aperta. Una volta mio padre mi disse di non avvicinarmi alla porta e un giorno
ho sentito mia madre parlarne come se ne avesse paura.</span></div>
<div><span class="cf1">- Perbacco, c’è aria di mistero - commentò Robert. - Che ne dici? La scassiniamo?</span></div>
<div><span class="cf1">- No, no, Robert! Non possiamo fare una cosa simile!</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma guarda! Non sei curiosa? Forse è piena di donne come nel castello di Barbablù. O forse ci sono nascosti i gioielli di famiglia…</span></div>
<div><span class="cf1">- Lasciamola stare - disse Betty che era impallidita. - Ho sempre avuto paura di questa porta, non so perché.</span></div>
<div><span class="cf1">Robert provò con una spallata.</span></div>
<div><span class="cf1">- No, no. Robert! - gridò &nbsp;Betty allarmata.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma insomma, perché è chiusa? Ci deve essere qualcosa di valore! - esclamò Robert eccitato. – Scommetto che c’è nascosta roba preziosa.
Tuo padre l’ha lasciata a te questa casa, vero? E allora se c’è roba di valore appartiene a te!</span></div>
<div><span class="cf1">- Robert, non essere avido! Mi hai promesso di non parlare mai di denaro.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma io parlo del tuo denaro, non di quello di tua madre!</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì, ma la casa non è ancora mia: lo sarà soltanto quando compirò i ventuno anni. Mancano due anni.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non essere pedante.</span></div>
<div><span class="cf1">- Robert!</span></div>
<div><span class="cf1">Il giovanotto fece una smorfia di disappunto, ma si riprese. Mise un braccio attorno alle spalle di Betty e rise. - Va bene, cara - disse, - non è il caso di litigare.
Del resto abbiamo tutto il tempo che vogliamo.</span></div>
<div><span class="cf1">Tentò di baciarla ma Betty lo respinse.</span></div>
<div><span class="cf1">- Scendiamo, Robert, te ne prego.</span></div>
<div><span class="cf1">Scesero nel salone dove Robert, con gesti drammatici, tolse i teli polverosi che coprivano i mobili. Poi fece un giro d’ispezione e tornò con una bracciata di legna
secca. Robert era cresciuto in città: accendere il fuoco sotto il camino era un’impresa per lui. Ma alla fine ci riuscì. Allora andò a cercare il più bel divano, lo spinse fin davanti al camino
e invitò Betty s sedervi con lui.</span></div>
<div><span class="cf1">Le fiamme del caminetto, nel vecchio salone, erano uno spettacolo per Robert.</span></div>
<div><span class="cf1">- Micina - disse, - spengo le luci!</span></div>
<div><span class="cf1">Si alzò dal divano per raggiungere l’interruttore. In quel momento udì uno scricchiolo di ruote sulla ghiaia del giardino e i riflettori gettarono lampi bianchi
sulle pareti.</span></div>
<div><span class="cf1">- Accidenti! - esclamò Robert. - Abbiamo compagnia.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">COLPO DI SCENA</span></div>
<div><span class="cf1">L’automobile si era fermata davanti all’ingresso. Si udì lo sbattere di una portiera.</span></div>
<div><span class="cf1">Betty si era voltata di scatto aggiustandosi il vestito.</span></div>
<div><span class="cf1">- La mamma! - gridò.</span></div>
<div><span class="cf1">La porta dell’atrio si spalancò di colpo e una matrona apparve sulla soglia, fiera e solenne come una dea della vendetta. Con rapida occhiata esaminò la scena
e si rese conto della situazione.</span></div>
<div><span class="cf1">La signora Daniels era bassa e grassoccia. Soltanto la collera sembrava darle statura. Aveva l’aria di chi si è vestito in fretta &nbsp;e furia senza però dimenticare
i simboli della ricchezza: gioielli ai polsi e al collo, e una volpe argentata sulle spalle. Quasi correndo raggiunse sua figlia e l’agguantò ad un braccio.</span></div>
<div><span class="cf1">- No, mamma, lasciami! - piagnucolò Betty. - Non c’è niente di male.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ah, non c’è niente di male? – gridò la signora Daniels e, con gli occhi fuori delle orbite, si voltò verso il giovanotto che se ne stava in
piedi impacciato davanti al caminetto.</span></div>
<div><span class="cf1">- E lei, che cosa fa qui? Lei è Robert Snowden, se non sbaglio. Ho già sentito parlare di lei, giovanotto! Grazie al cielo ho avuto la buona ispirazione di correre
qui quando ho visto che Betty non tornava a casa.</span></div>
<div><span class="cf1">- Mamma, ti sbagli! Diglielo tu, Robert.</span></div>
<div><span class="cf1">- Signora Daniels… - mormorò Robert.</span></div>
<div><span class="cf1">- Stia zitto! – esclamò la matrona. - Capisco tutto. Me lo aspettavo che qualcosa sarebbe capitato! Fin da quando Betty ha cominciato a raccontare di lei nelle sue
lettere dal collegio.</span></div>
<div><span class="cf1">La signora Daniels riafferrò sua figlia per un braccio e la spinse davanti a sé.</span></div>
<div><span class="cf1">- Cammina, tu! Prendi la tua roba e andiamo a casa.</span></div>
<div><span class="cf1">- Signora Daniels…</span></div>
<div><span class="cf1">La matrona si voltò di scatto: - Che vuole lei? Se ne vada!</span></div>
<div><span class="cf1">- Siamo sposati, signora Daniels.</span></div>
<div><span class="cf1">La presa sul braccio di Betty si allentò, ma non del tutto. La donna guardò con stupore il giovanotto in piedi accanto al fuoco e la figlia accanto a lei.</span></div>
<div><span class="cf1">Robert cominciava a riprendere coraggio. Betty si mordicchiava il labbro, impacciata.</span></div>
<div><span class="cf1">- È vero… - mormorò Betty. - Ci siamo sposati stamattina a Elkton.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non è possibile, tu sei minorenne!</span></div>
<div><span class="cf1">- A Elkton è permesso, mamma; il limite di età è di diciassette anni, a Elkton. Io e Robert siamo sposati e tu non puoi trattarci così - disse Betty,
ma sembrò spaventata del proprio coraggio. Aggiunse: - Te ne prego, mamma, cerca di capire.</span></div>
<div><span class="cf1">- Oh, capisco benissimo! - esclamò la matrona. Abbandonò il braccio della figlia e si voltò verso il giovanotto: - Campioni come questo ne ho incontrati
una dozzina quando avevo la tua età. Bei campioni, che si illudevano di acchiappare la mia dote…</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">“MI UCCIDERÒ!”</span></div>
<div><span class="cf1">Presa da sconforto, si lasciò cadere su una sedia e guardò sua figlia mentre gli occhi le si riempivano di lacrime. - Oh, Betty, mia povera Betty…</span></div>
<div><span class="cf1">- Non è così, signora Daniels - disse Robert; - io amo sua figlia.</span></div>
<div><span class="cf1">La signora lo guardò attraverso il velo del pianto: - Scommetto che è un disperato…</span></div>
<div><span class="cf1">- Oh, mamma!</span></div>
<div><span class="cf1">- Scommetto che non ha quattrini…</span></div>
<div><span class="cf1">- Infatti, non ne ho - disse Robert. - I miei genitori sono immigrati dall’Europa. Mio padre faceva lo spedizioniere; mia madre è ancora viva ma non so nemmeno dove
sia. Non ho niente e nessuno, signora Daniels, ma amo sua figlia.</span></div>
<div><span class="cf1">- Perché?</span></div>
<div><span class="cf1">Betty guardò lontano, con dispetto.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ha sentito la mia domanda, signor Snowden? Perché?</span></div>
<div><span class="cf1">Robert esitò: - Non so che cosa voglia dire, signora: non si può rispondere alla sua domanda.</span></div>
<div><span class="cf1">- Mia figlia non è bella - strillò la matrona. - Non ci vede? Non è bella. Perché mai un bel ragazzo come lei dovrebbe sposare una ragazza insipida
come mia figlia? Crede forse che sia stupida?</span></div>
<div><span class="cf1">Betty scoppiò a piangere e coprì con le mani la sua faccia insipida. Robert cercava le parole.</span></div>
<div><span class="cf1">- Io le voglio bene - disse. - È la sola spiegazione che posso dare. Siamo sposati e lei non può più farci niente.</span></div>
<div><span class="cf1">La signora si alzò. - Lei è un bel ragazzo, signor Snowden - disse, - ma non è molto furbo. Io posso fare ancora molto. E per prima cosa intendo far annullare
il matrimonio. Subito!</span></div>
<div><span class="cf1">- Non glielo permetteremo, signora Daniels.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ah, no? Staremo a vedere. Lei non può imporre niente finché mia figlia non avrà raggiunto la maggiore età. E nel frattempo possono succedere tante
cose.</span></div>
<div><span class="cf1">La matrona si alzò e, riprendendo l’atteggiamento solenne di quando era arrivata, esclamò: - Io vado a casa, Betty, e voglio che tu venga con me.</span></div>
<div><span class="cf1">- No, non vengo!</span></div>
<div><span class="cf1">- Non aggravare la situazione, Betty.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non vengo - singhiozzò la ragazza. - Robert, dille che voglio rimanere qui.</span></div>
<div><span class="cf1">- Lo vede, signora Daniels.</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì, lo vedo - disse la madre, sospirò e guardò la porta. – Ma te ne pentirai, Betty, ricorda le mie parole.</span></div>
<div><span class="cf1">- Mamma, non posso vivere senza Robert. Se ci costringi a lasciarci, non te lo perdonerò mai.</span></div>
<div><span class="cf1">- Lo lascerai, Betty.</span></div>
<div><span class="cf1">- Mi ucciderò! Hai sentito, mamma? Mi ucciderò se mi costringi a lasciarlo!</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">IN DUE STANZE</span></div>
<div><span class="cf1">La signora Daniels sembrò turbata. Ma non si lasciò commuovere: - Non dire sciocchezze. Non sei matura, sei una bambina. Capirai da sola che ho ragione.</span></div>
<div><span class="cf1">- Dico sul serio, mamma! – gridò Betty. - Mi ucciderò! Sul serio!</span></div>
<div><span class="cf1">La signora Daniels la guardò con compassione. Aprì la porta senza aggiungere altro, ed uscì.</span></div>
<div><span class="cf1">Betty e Robert lasciarono la vecchia casa alle dieci dell’indomani, e raggiunsero il modesto appartamentino di due camere che il giovanotto aveva in affitto in città.
Robert si vergognava un po’ di mostrare la sua miseria dopo la vecchia magnificenza della casa dei Daniels. Betty cercò di rincuorarlo e di mostrarsi allegra: si diede da fare in casa per mostrargli che la misera
abitazione non le spiaceva, ma i suoi sforzi non furono molto convincenti.</span></div>
<div><span class="cf1">- Che cosa sarà di noi? - gli chiese ad un tratto. - Dimmi, Robert, credi che mia madre potrà veramente fare quello che ha minacciato?</span></div>
<div><span class="cf1">- Non lo so. Parlerò con un avvocato.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma… e se ci riesce? Non saprei resistere, Robert…</span></div>
<div><span class="cf1">- Non temere, micina. Tu hai un punto importante a tuo favore, ed è che tua madre ti vuol bene e non vorrà mai farti del male.</span></div>
<div><span class="cf1">- Robert, dimmi la verità: mi trovi insipida?</span></div>
<div><span class="cf1">- Ti trovo bella, micina.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">STRANA PROPOSTA</span></div>
<div><span class="cf1">Quando Betty si fu addormentata, Robert accese una sigaretta e rimase ancora parecchio tempo sveglio a pensare e a guardare nel vuoto. Il giorno dopo si alzò presto e
andò a far visita a un legale che era stato amico di suo padre. Rimase con lui tutta la mattina a discutere della situazione, e quando tornò trovò Betty in ansia. Le sue notizie non erano incoraggianti.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non si mette troppo bene - disse, - l’avvocato è del parere che tua madre può farci guerra. Se fa sul serio, può farmi arrestare per corruzione di
minorenne e rapimento oltre i confini dello Stato. È un guaio, micina.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non è possibile, Robert. Forse, se tu parlassi con mia madre…</span></div>
<div><span class="cf1">- Non mi lascia parlare. Si è messa in mente che io voglio soltanto il tuo denaro.</span></div>
<div><span class="cf1">- Va bene! E allora rinunceremo al denaro! Che ne dici? Se io firmassi una rinuncia a tutti i soldi che mio padre mi ha lasciato? Forse allora ci crederebbe non ti pare?</span></div>
<div><span class="cf1">Robert si alzò e camminò su e giù per la stanza.</span></div>
<div><span class="cf1">- Mi pare un sistema un po’ drastico, Betty. Il denaro è tuo. Lo avrai quando sarai maggiorenne; ti spetta di diritto.</span></div>
<div><span class="cf1">- A me non interessa il denaro, Robert.</span></div>
<div><span class="cf1">- Certo, certo. Ma ci deve pur essere qualche altro mezzo…</span></div>
<div><span class="cf1">- Robert…</span></div>
<div><span class="cf1">- Dimmi.</span></div>
<div><span class="cf1">- A te non interessa il mio denaro, vero?</span></div>
<div><span class="cf1">Il giovanotto non rispose. Si avvicino con aria ispirata.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ascolta, Betty: mi è venuta un’idea. È un’idea un po’ matta e se non ti piace puoi rifiutare.</span></div>
<div><span class="cf1">- Che cos’è?</span></div>
<div><span class="cf1">- Ti ricordi quello che hai detto alla vecchia… quel che hai detto alla mamma, ieri? Che volevi ucciderti?</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì… - Betty lo guardò spaventata. - Perché?... Che cosa pensi?</span></div>
<div><span class="cf1">- Tua madre non ti ha creduto. Nessuno crede a discorsi simili. Ma se capitasse qualche cosa in modo da convertire tua madre che tu fai sul serio… che mi vuoi veramente…
insomma che questo matrimonio è veramente importante per te…</span></div>
<div><span class="cf1">Betty continuava a fissarlo terrorizzata.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non spaventarti, micina, cerca di comprendermi. Io ho in mente un piano… un piccolo trucco e niente più. Se riuscissimo a convincere tua madre che tu intendi veramente
commettere un suicidio, non credi che cambierebbe parere?</span></div>
<div><span class="cf1">- Forse sì. Ma credo che capirebbe il trucco.</span></div>
<div><span class="cf1">- Se noi siamo furbi non capirà. Pensaci un momento, Betty: se tu tentassi davvero di commettere suicidio, però lo facessi in maniera blanda, in modo da non farti troppo male…
giusto quel tanto da farlo sembrare una cosa seria...</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma come? Come potrei fare?</span></div>
<div><span class="cf1">- Ci sarebbero due o tre maniere - disse Robert. - Il gas, per esempio. Potresti aprire il gas e far finta di voler ucciderti così...</span></div>
<div><span class="cf1">Betty non sembrava entusiasta. Lo fissava con occhi stralunati.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non guardarmi così, micina, sarà soltanto una messa in scena. Io... Guarda, se non vuoi lasciamo perdere e non parliamone più.</span></div>
<div><span class="cf1">- No, no, continua Robert. Che altro pensi...</span></div>
<div><span class="cf1">- Ecco... forse il mezzo più convincente è ancora il veleno. Che so, tintura di iodio per esempio. In questo modo il risultato sarebbe sicuro perché dovrei chiamare
il dottore che ti farebbe una lavatura gastrica.</span></div>
<div><span class="cf1">- No, no! Ho paura!</span></div>
<div><span class="cf1">- Va bene, lasciamo perdere. Non è necessario adoperare un veleno. Possiamo prendere qualcos’altro: magari sonnifero, pillole per dormire. Anzi, per caso ne ho già un
flaconcino. Non fanno male, e basta che tu ne prenda un paio...</span></div>
<div><span class="cf1">Betty tremava di paura. Robert le mise un braccio attorno alle spalle e la strinse a sé, mentre continuava a parlare: - Potresti scrivere una lettera a tua madre, una
lettera di addio in cui diresti che io non ne so niente, capisci? Le diresti che stai per inghiottire tutto il contenuto di un flacone, ma poi in realtà prenderesti soltanto un paio di pillole. Poi quando tua madre
arriverà...</span></div>
<div><span class="cf1">- Ho paura, Robert! Tutta questa cosa mi mette paura!</span></div>
<div><span class="cf1">- Ti garantisco che non succederà niente di male. Anzi, tua madre si convincerà che fai sul serio, che mi ami davvero. Fallo per amor mio, Betty. E’ vero che mi ami?</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì, sì - disse Betty con passione.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">QUATTRO PILLOLE</span></div>
<div><span class="cf1">Quel pomeriggio Betty, aiutata da Robert, scrisse la lettera d’addio per sua madre. Una letterina breve, drammatica e decisa. In un primo momento Betty voleva metterci frasi di rimprovero,
ma Robert suggerì un tono di malinconica rinuncia, di perdono. Tanto per salvare le apparenze scrisse una letterina di addio anche per Robert.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando il lavoretto fu terminato, il giovanotto chiuse le buste e filò via ad impostarle.</span></div>
<div><span class="cf1">Aspettarono fino all’indomani prima di mettere in atto il progetto. Alle tre del pomeriggio del giorno seguente il telefono squillò ma Robert impedì alla ragazza di
rispondere.</span></div>
<div><span class="cf1">- Lascia stare! Forse è tua madre. Avrà ricevuto la lettera e ti chiama. Meglio non farsi sentire.</span></div>
<div><span class="cf1">Lasciarono trillare il campanello una dozzina di volte. Poi Betty, con mani tremanti andò a prendere il sonnifero e lo portò nel salotto. Robert preferì
non toccare il flacone.</span></div>
<div><span class="cf1">- Coraggio, micina, prendine tre... no meglio, quattro...</span></div>
<div><span class="cf1">- Robert, sei sicuro che non mi faranno male?</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma certo! Sono innocue in così piccola quantità. Ce ne vogliono almeno una dozzina perché facciano male. E poi farò venire un dottore appena tua madre darà
l’allarme. Fidati di me, micina.</span></div>
<div><span class="cf1">- Mi fido, Robert!</span></div>
<div><span class="cf1">Il flacone conteneva in tutto sei capsule. Betty ne fece uscire quattro, andò a prendere un bicchiere d’acqua e se lo portò accanto al divano.</span></div>
<div><span class="cf1">- Robert.</span></div>
<div><span class="cf1">- Micina.</span></div>
<div><span class="cf1">- Baciami, Robert.</span></div>
<div><span class="cf1">Egli la baciò. Betty prese una capsula dal tavolino e l’inghiottì, poi, una alla volta, fece seguire le altre tre.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">“SVEGLIATI, BETTY!”</span></div>
<div><span class="cf1">Passò una buona mezz’ora prima che cominciasse a sentire un po’ di sonnolenza. Robert le suggerì di stendersi sul letto, ed ella obbedì: prese con sé
il flacone quasi vuoto e il bicchiere dell’acqua e andò in camera da letto. Dieci minuti dopo si addormentò.</span></div>
<div><span class="cf1">Robert provò a chiamarla per nome, ma Betty non rispose, Allora prese soprabito e cappello e uscì: andò al negozio all’angolo e comprò latte, pane e sigarette.
Da dietro la vetrina stette in osservazione sperando di vedere la madre di Betty. Ma la signora Daniels non arrivò. Robert tornò nell’appartamento e chiamò Betty ad alta voce: la ragazza dormiva
profondamente. Rimase un po’ in dubbio se cambiare il piano, telefonare alla signora Daniels, mostrarsi preoccupato, pregarla di venire a vedere che cosa aveva combinato con la sua ostinazione. Chissà... forse
non aveva ricevuto la lettera. O non l’aveva presa sul serio?</span></div>
<div><span class="cf1">Stava per prendere il telefono quando sentì rumore di passi sulle scale, e il campanello trillò, accompagnato da colpi febbrili alla porta. L’apri e la madre di Betty,
agitata, spettinata, spaventata, entrò come una furia.</span></div>
<div><span class="cf1">- Dov’è? - gridò. - Dov’è mia figlia?</span></div>
<div><span class="cf1">- Betty? - egli disse con aria ingenua. - E’ di là che dorme, mi pare. Sono rientrato pochi minuti fa.</span></div>
<div><span class="cf1">La donna scattò verso la camera da letto. Robert la trattenne per un braccio.</span></div>
<div><span class="cf1">- Che c’è? - disse. - Che cosa succede?</span></div>
<div><span class="cf1">La signora Daniels lo guardò con occhi spiritati. Tirò fuori un foglio di carta, glielo gettò, poi corse in camera da letto.</span></div>
<div><span class="cf1">Un momento dopo un urlò di angoscia riempì la casa. Robert si aspettava una scena drammatica, ma quell’urlo fu così terribile che anch’egli se ne allarmò:
corse in camera da letto e vide Betty mezza sollevata sul letto, fra le braccia di sua madre; la ragazza aveva gli occhi chiusi ed era pallidissima; sua madre le reggeva la testa e la chiamava per nome e gridava, e piangeva.</span></div>
<div><span class="cf1">- E’ morta! - gridava. - Betty è morta! La mia bambina, la mia povera bambina...</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma no! Non è possibile! - esclamò Robert. Si avvicinò, prese il flacone quasi vuoto, fece finta di guardare l’etichetta.</span></div>
<div><span class="cf1">- Un dottore! - gridò.</span></div>
<div><span class="cf1">- Vado a chiamare un dottore!</span></div>
<div><span class="cf1">La donna appoggiò la testa sul petto di sua figlia e cominciò a singhiozzare. Robert andò al telefono, compose febbrilmente il numero e con voce rotta per l’emozione
chiamò un’autoambulanza. In fondo, dentro di sé, era soddisfatto: il suo piano funzionava a meraviglia ed egli aveva recitato bene la sua parte.</span></div>
<div><span class="cf1">In quel momento la madre di Betty comparve sulla soglia. - E’ troppo tardi - disse con voce rotta dal pianto. - E’ troppo tardi.</span></div>
<div><span class="cf1">- E’ colpa sua! - esclamò Robert con sincera collera. - E’ stata lei a spingerla alla disperazione. Se non l’avesse tormentata.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non è mia la colpa. Lo ha fatto per causa sua... Si è uccisa per amore.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma non è morta! - esclamò Robert preso da improvvisa inquietudine. Corse in camera da letto, sollevò Betty fra le braccia e le accarezzò il volto. - Svegliati,
micina! - sussurrò. - Svegliati! Tutto è a posto, tutto è in ordine, micina, svegliati!</span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza rimase inerte fra le sue braccia.</span></div>
<div><span class="cf1">- Su, svegliati, Betty - disse. Ma la testa della ragazza ricadde sulle spalle. - Svegliati! - gridò spaventato. - Su! Su! E’ tutto finito! Devi svegliarti!</span></div>
<div><span class="cf1">Tentò di sollevare un ciglio di Betty, ma la pupilla si rovesciò all’indietro. La vista di quell’occhio bianco lo terrorizzò. Cercò di baciarla,
ma le labbra di lei rimasero inerti, senza calore, senza respiro.</span></div>
<div><span class="cf1">- Betty! - Urlò. -Vuoi svegliarti? Svegliati, Betty!</span></div>
<div><span class="cf1">- La lasci in pace - disse la madre. - Non può lasciarla in pace nemmeno adesso?</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma non può essere morta, c’erano poche pillole nella boccetta... non può averne prese molte.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non ne aveva bisogno di molte... col cuore di Betty poche sono bastate.</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma che cosa dice?</span></div>
<div><span class="cf1">- Betty ha sofferto di febbri reumatiche a quattordici anni. Da allora il suo cuore è rimasto debole.</span></div>
<div><span class="cf1">Robert guardò il viso pallido della ragazza. Per la prima volta si sentì sinceramente commosso.</span></div>
<div><span class="cf1">- Betty - mormorò scuotendola. - Betty, svegliati, devi svegliarti!</span></div>
<div><span class="cf1">Poco dopo il medico dell’ambulanza pronunciò il verdetto: come previsto.</span></div>
<div><span class="cf1">Un mese dopo la tragedia, Robert ricevette dalla signora Daniels una lettera assolutamente inattesa. Diceva: <em>« Egregio signor Snowden, la prego di voler intervenire ad una riunione nell’ufficio dei miei avvocati, Hallman &amp; Wilcox, 70, Wall Street, alle 10,30 del 3 aprile ».</em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">NELLO STUDIO LEGALE</span></div>
<div><span class="cf1">Sulle prime egli pensò che volessero danneggiarlo. Chissà, qualche tranello legale... Ma che cosa poteva fare la vecchia? Forse voleva avvertirlo che del patrimonio di Betty
non gli spettava nulla? Questo lo sapeva già: ne aveva parlato al suo amico ed aveva sentito che non c’era nulla da pretendere.</span></div>
<div><span class="cf1">Il mercoledì 3 aprile egli indossò il suo vestito più bello e andò a trovare gli avvocati della signora Daniels. Fu ricevuto cortesemente.</span></div>
<div><span class="cf1">- Venga, signor Snowden - disse l’avvocato Hallman. - La signora Daniels l’aspetta nel mio ufficio.</span></div>
<div><span class="cf1">- Di che cosa si tratta? - chiese Robert inquieto e impaziente. - Vuol farmi causa?</span></div>
<div><span class="cf1">- Causa? - ripeté Hallman sorridendo. - Ma no, niente affatto!</span></div>
<div><span class="cf1">L’avvocato lo introdusse nel suo ufficio. Seduta in una poltrona di pelle, la madre di Betty, vestita a lutto, lo aspettava. - Entri, signor Snowden - disse con voce mesta e senza
guardarlo in faccia. - Sarà una seduta breve.</span></div>
<div><span class="cf1">L’ avvocato sedette alla scrivania e Robert impacciato e inquieto prese posto su una sedia.</span></div>
<div><span class="cf1">- Forse lei si sarà domandato a quanto ammontasse il patrimonio di mia figlia...</span></div>
<div><span class="cf1">- Ma io... - balbettò Robert.</span></div>
<div><span class="cf1">- …se non lo sa - continuò la signora Daniels - la sua parte di eredità le sarebbe toccata al compimento del ventunesimo anno. Ora, poiché è morta, la
sua sostanza spetta automaticamente a me. Quindi, ritengo che lei non speri nulla di questo patrimonio.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non ci pensavo neppure, signora! - esclamò Robert riprendendo coraggio.</span></div>
<div><span class="cf1">- Molto corretto da parte sua. Comunque, signor Snowden, il fatto che lei è stato legalmente il marito della mia povera bambina, mi impone un certo obbligo morale nei suoi riguardi.
Lei è mio genero, mi piaccia o no la cosa. Quindi anche per rendere omaggio alla memoria della mia figliola, desidero fare qualche cosa in suo favore.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">UNA DONAZIONE</span></div>
<div><span class="cf1">Robert sentì il suo cuore accelerare i battiti. - Non so, signora...</span></div>
<div><span class="cf1">- Stia calmo - ribatté secca la matrona. - Non intendo certo darle un premio per quello che ha fatto per mia figlia e per me. Faccio soltanto una piccola donazione in memoria di
Betty.</span></div>
<div><span class="cf1">- Sono certo - disse l’avvocato - che la generosità della signora Daniels...</span></div>
<div><span class="cf1">- Sta’ zitto, Walter, gliela do io la notizia.</span></div>
<div><span class="cf1">Si degnò di alzare lo sguardo su Robert e proseguì: - Signor Snowden, se non sbaglio le piaceva molto la vecchia casa nella quale si è rifugiato con mia figlia dopo
le nozze, dico bene?</span></div>
<div><span class="cf1">- Sì... - balbettò Robert. - Sì..</span></div>
<div><span class="cf1">- Una volta era stata valutata un capitale ma non credo che oggi valga molto. Comunque, la casa è sua, signor Snowden.</span></div>
<div><span class="cf1">Robert stentava a credere.</span></div>
<div><span class="cf1">- Dice davvero, signora Daniels? Vuol veramente cedermi la casa?</span></div>
<div><span class="cf1">- Avrebbe appartenuto a Betty fra qualche anno. Io non so che cosa farne: può prendere possesso della casa, del terreno e di quel che c’è dentro.</span></div>
<div><span class="cf1">- Oh, signora, non so come ringraziarla.</span></div>
<div><span class="cf1">- Lasci perdere. Il signor Hallman, il mio avvocato, penserà alle formalità.</span></div>
<div><span class="cf1">La signora Daniels si alzò e salutò il giovanotto con un burbero cenno della testa.</span></div>
<div><span class="cf1">- Non mi ringrazi. Chiusa questa pratica, i nostri rapporti sono cessati, signor Snowden. Spero dì non rivederla più.</span></div>
<div><span class="cf1">E fiera, impettita, la signora Daniels uscì dallo studio, ossequiata dall’avvocato e salutata da Robert con un buffo, impacciato inchino.</span></div>
<div><span class="cf1">L’avvocato aveva preparato i documenti, glieli aveva fatti firmare e gli aveva consegnato le chiavi della casa.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">LA STANZA PROIBITA</span></div>
<div><span class="cf1">Il sole stava per tramontare quando Robert al volante della sua macchina prese la strada della campagna verso i suoi nuovi possedimenti. Si sentiva nei panni di chi ha vinto una lotteria:
non ne poteva più di calpestare il suolo della sua proprietà. Fermò la macchina sulla ghiaia del viale e prese la busta piena di chiavi che l’avvocato gli aveva dato: ne scelse una e se la mise in
tasca. Poi, tenendo la busta in una mano, si avviò alla porta principale.</span></div>
<div><span class="cf1">Non era cambiato nulla da quando vi era stato l’ultima volta con Betty: guardò il caminetto freddo e spento, il divano sul quale si erano seduti... Ma la sua mente era altrove:
la sua mente era rivolta alla misteriosa camera del quarto piano. Finalmente avrebbe potuto sapere che cosa conteneva! Ormai la casa era sua!</span></div>
<div><span class="cf1">Salì le scale di corsa e arrivò in alto col fiato pesante. Cercò tra le chiavi, nella semi oscurità: una sola lampada brillava in fondo al corridoio. Trovò
la chiave e con mano tremante la mise nella toppa; per farsi coraggio, pensò che dopo tutto forse non c’era proprio niente in quella camera, né tesori né nascondigli. Certo se c’era stato qualcosa,
ne era stato tolto da un pezzo.</span></div>
<div><span class="cf1">Girò la chiave, aprì la porta ed entrò deciso.</span></div>
<div><span class="cf1">Era buio all’interno. Accese un fiammifero, fece due passi avanti... Tutto era silenzio. La camera sembrava vuota. Ma forse là in fondo... Fece un altro passo avanti.</span></div>
<div><span class="cf1">Il silenzio fu rotto all’improvviso da un orribile scricchiolio seguito da un urlo disperato, agghiacciante, un urlo che si perdette nella profondità di un abisso e si concluse
con un tonfo.</span></div>
<div><span class="cf1">Poi tornò il silenzio.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">“LO SAPEVO”</span></div>
<div><span class="cf1">L’avvocato Hallman era rimasto tranquillamente seduto durante la visita dell’ispettore di polizia ma, non appena questi se ne fu andato, si alzò e si mise di fronte alla
sua cliente: incrociò le braccia e la guardò con cipiglio severo.</span></div>
<div><span class="cf1">- Gli hai mentito. - disse alla signora Daniels che sedeva nella poltrona. - Non gli hai detto la verità: sapevi benissimo che cosa facevi quando hai donato la casa a Robert Snowden.</span></div>
<div><span class="cf1">- Lo sapevo? Forse... E con ciò? Che cosa sapevo, del resto? Sapevo soltanto che dietro quella porta non c’era niente di prezioso. L’abbiamo chiusa quindici anni fa perché
il pavimento minacciava di cedere. La camera era costruita su una sporgenza, come una terrazza: l’avevo detto tante volte a mio marito di far riparare il pavimento, ma quel poveretto era così avaro; aveva preferito
chiudere la porta e tenere nascosta la chiave. Da quel giorno non c’era entrato più nessuno.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">NOTE</strong></div>
<div><span class="cf1">Racconti rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. Dalle informazioni di <strong>Tiziano Agnelli</strong> risulta che questi Autori sono scrittori minori inglesi o americani. Hanno pubblicato alcuni
racconti in varie antologie negli anni ’50.</span></div>
<div><span class="cf1">I racconti che presentiamo qui invece sono stati pubblicati esclusivamente sulle <em>Domeniche del Corriere</em> degli anni ’60. Qui mancano sempre i dati biografici. Manca sempre il titolo originale e il nome del traduttore.</span></div>
<div><span class="cf1">Nella testata appare una foto di <strong>Hitchcock</strong> con la scritta: “Hitchcock presenta”.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Dietro la porta chiusa</em> di <strong>O. H. Leslie</strong> è apparso sulla <em>Domenica del Corriere</em> nell’aprile 1961.</span></div>
<div><span class="cf1">Per questo breve e originale capolavoro non è necessario nessun commento.</span></div>
<div><span class="cf1">Questo, e gli altri racconti che presentiamo qui, &nbsp;non sono mai stati pubblicati in antologie inglesi e neanche italiane. Pubblicato per la prima volta su <em>Club GHoST</em>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkbe06b7da447e29bb69b77d302eba6618 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/porta-chiusa_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 640,'height': 638,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbe06b7da447e29bb69b77d302eba6618, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/porta-chiusa_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 29 Jun 2025 05:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile il singolo Sunny Beaches]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E3"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Tagliente, sarcastico e senza fronzoli</h1><h2 class="imHeading2">Il perfetto tormentone estivo secondo The Junction</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Chitarre sature, batteria martellante, voce distorta.<br>Con <em>Sunny Beaches</em>, <strong>The Junction</strong> tornano con un brano rumoroso e ironico che prende di mira la noia delle conversazioni di circostanza e delle routine sociali. È il primo di una nuova serie di pezzi registrati dal vivo al <strong>Soviet Studio</strong> (Cittadella – PD), per restituire l’energia cruda e diretta che caratterizza da sempre i concerti della band.<br>Tagliente, sarcastico e senza
fronzoli, <em>Sunny Beaches</em> segna il passo di quello che sarà il prossimo capitolo della band: istintivo, viscerale e rumoroso.<br><em>Sunny Beaches</em> è uscito per<strong> Dischi Soviet Studio</strong> su tutte le piattaforme digitali venerdì 27 Giugno.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>The Junction</strong> sono un power trio della zona di Padova, formato da <strong>Marco Simioni</strong> (chitarra e voce), <strong>Alessandro Maroso</strong> (basso e cori) e <strong>Francesco Reffo</strong> (batteria e voce).<br>Suonano <em>indie rock </em>con attitudine<em> punk</em>, venature <em>noise pop</em> e piglio <em>garage</em>.<br>Venerano in particolare il <em>rock</em>, il <em>noise</em> e l’<em>alternative</em> degli anni ‘80/’90 (<strong>Sonic Youth</strong>, <strong>Pixies</strong>, <strong>Pavement</strong>, <strong>Brainiac</strong>, <strong>Mission Of Burma</strong>, <strong>Built To Spill</strong> e tanti altri), il <em>post-punk</em> (<strong>Gang Of Four</strong>, <strong>The Fall</strong>, <strong>The Slits</strong> ecc.) e le loro evoluzioni più recenti.<br>Adorano stare sul palco, sentire e trasmettere le vibrazioni dei loro
strumenti che percuotono con amore.<br>La band ha pubblicato finora 3 LP, vari singoli ed EP in collaborazione con <strong>Dischi Soviet Studio</strong> (Cittadella – PD), e ha all’attivo centinaia di concerti in Italia e all’estero (tour in Francia, Germania, UK, Svizzera).<br>Nuova
musica in arrivo a partire dall’estate 2025.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong><em>Sunny Beaches</em></strong> è stata scritta, arrangiata e suonata da <strong>Marco Simioni</strong>,<strong> Alessandro Maroso</strong> e <strong>Francesco Reffo</strong>.<br>Registrata e mixata da <strong>Matteo Marenduzzo</strong> al <strong>Soviet Studio di </strong>Cittadella (PD), masterizzata da <strong>Max Trisotto</strong>.<br>Prodotta da <strong>The Junction</strong> e <strong>Matteo Marenduzzo</strong>.<br>La foto di copertina è stata scattata da <strong>Martina Rosa</strong>.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>THE JUNCTION</strong>:</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Marco Simioni</strong> (voce, chitarre)</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Alessandro Maroso</strong> (basso)</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Francesco Reffo </strong>(batteria, cori)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkd9cae306f882bb4b95c1ac7df801341d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Junction-Sunny-Beaches_cover.jpg','alt': '','title': '','width': 1080,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd9cae306f882bb4b95c1ac7df801341d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Junction-Sunny-Beaches_cover.jpg" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="200" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinke7d2cc8dbc111e67a9a7c1256fccd8dd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Junction-Sunny-Beaches_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 839,'height': 559,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke7d2cc8dbc111e67a9a7c1256fccd8dd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Junction-Sunny-Beaches_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="134" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6YnUBYsC-WY">https://www.youtube.com/watch?v=6YnUBYsC-WY</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 Jun 2025 05:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In arrivo Presence di Steven Soderbergh]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E2"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Al cinema dal 24 luglio con Lucky Red</h1><h2 class="imHeading2">Una ghost story che fa vivere allo spettatore un’esperienza unica e impressionante</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div>Dopo il passaggio a dicembre 2024 in concorso al Noir in festival, il passaggio a febbraio al Sundance Film Festival e l’anteprima italiana al COMICON Napoli 2025, Lucky Red è lieta di svelare il trailer italiano di <em>Presence</em>, l’atteso film di <strong>Steven Soderbergh</strong> in arrivo nelle sale dal 24 luglio.</div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Scritto da <strong>David Koepp</strong>, <em>Presence<strong> </strong></em><strong></strong>è interpretato da un cast che mescola volti affermati con attori emergenti: sul grande schermo vedremo <strong>Lucy Liu</strong>, <strong>Chris Sullivan</strong>, <strong>Callina Liang</strong>, <strong>Eddy Maday</strong>, <strong>West Mulholland</strong> e <strong>Julia Fox</strong>.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il pluripremiato regista <strong>Steven Soderbergh</strong>, che ha esordito con la Palma d’Oro a Cannes <em>Sesso, bugie e videotape</em> e ha poi diretto commedie entrate nell’immaginario collettivo (<em>Magic Mike</em> e la trilogia di <em>Ocean’s</em>) e film di enorme successo (<em>Erin Brockovich - Forte come la verità </em>e <em>Traffic</em>) torna al cinema con un thriller soprannaturale, interamente girato in un’unica location.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Presence</em> è una ghost story che fa vivere allo spettatore un’esperienza unica e impressionante. Rebecca (<strong>Lucy Liu</strong>), assieme al marito Chris (<strong>Chris Sullivan</strong>) e ai figli adolescenti Tyler (<strong>Eddy Maday</strong>) e Chloe (<strong>Callina Liang</strong>), si trasferisce in una bella villetta in periferia. Chloe è ancora sconvolta dalla perdita della sua migliore amica, morta per overdose poco tempo prima. Tyler invece è all’apice del successo: campione di nuoto, sta diventando molto popolare all’interno della nuova scuola. Rebecca spera che il trasferimento aiuti Tyler ad ottenere risultati sempre migliori e Chloe a superare il lutto. Un giorno però Chloe si accorge che nella sua camera sono stati spostati dei quaderni su cui stava studiando, anche se nessuno è entrato a riordinare. Percepisce anche una presenza, un’entità che la sorveglia e di cui in qualche modo sente le emozioni. La madre e il fratello non sono disposti a crederle, mentre suo padre sembra darle più credito. Ben presto le manifestazioni aumentano e per tutta la famiglia diventa impossibile ignorarle...</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Presence</em> di <strong>Steven Soderbergh</strong> sarà al cinema dal <strong>24 luglio con Lucky Red.</strong></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1"><br></strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Sinossi</strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La famiglia Payne sembra una famiglia perfetta. Quando la vita della figlia minore Chloe viene sconvolta da un tragico evento scelgono di trasferirsi in una nuova casa, fuori città, per ripartire da zero. Presto però la ragazza si accorge di qualcosa che non va nella sua camera; inizialmente la famiglia non le crede, ma cambierà idea quando le manifestazioni diventeranno impossibili da ignorare. Mentre la loro realtà quotidiana inizia a sgretolarsi e le tensioni si amplificano, una presenza inquietante li osserva e li influenza, silenziosa ma sempre più vicina.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?presence-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkbe389bb41a8a970076b7f559928c966f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/presence2024ok_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 572,'height': 800,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbe389bb41a8a970076b7f559928c966f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/presence2024ok_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="280" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink954b736eb74474723159a3289c87fc3c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/presence2024_bar.webp','alt': '','title': '','width': 1600,'height': 941,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink954b736eb74474723159a3289c87fc3c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/presence2024_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="118" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=bGBblxM2EMk">https://www.youtube.com/watch?v=bGBblxM2EMk</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Jun 2025 04:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Blood of Zeus di Shaunt Nigoghossian]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E1"><div><h1 class="imHeading1">Violento e ricco di spettacolarità</h1></div><div><h2 class="imHeading2">Serie che ricalca molto liberamente il mito di Eracle.</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">Blood of Zeus (2020/2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Sceneggiatura: Charley Palapanides, Vlas Parlapanides</em></div>
<div><em class="cf1">Regia: Shaunt Nigoghossian, Jeo Woo Kim, Joshue Covey</em></div>
<div><em class="cf1">Musica: Paul Edward Frances</em></div>
<div><em class="cf1">Animazione: Mua Film</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Si tratta di una serie di animazione fantasy di stampo, ovviamente, ellenico che rivede il mito dell’olimpo in chiave di puro intrattenimento action. Si tratta di ben tre stagioni
su Netflix e ormai la serie è terminata.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La storia è tra le più classiche del mito greco. Zeus non sa tenerselo nei pantaloni, si innamora di una donna sposata e, pur di averla, ne fa morire il marito e smarrire
il figlio, poi la seduce e genera un figlio con lei, tale Heron che è, quindi, “sangue di Zeus”. Heron non conosce le sue origini, ma si ritrova così al centro di terribili macchinazioni, creature
titaniche e grandi magie mentre Hera, la dea moglie di Zeus, cerca vendetta per il tradimento, anche e non solo, dando gli strumenti di questa vendetta al suo perduto fratello: Seraphim.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Potremmo dire che la serie ricalca molto liberamente il mito di Eracle, la Gigantomachia e la Titanomachia. Lo fa in un modo tamarissimo, violento e ricco di spettacolarità,
senza voler mai davvero avere la pretesa di stare ripetendo uno dei miti tramandati, ma solo di essersene liberamente ispirato. Le stagioni sono tutte e tre gradevoli, ricce di emozioni forti e dal ritmo serrato (meno nella
prima, salendo poi nelle altre due), ricolme di combattimenti via via sempre più saturi di epicità e super poteri.</span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante le sue poche pretese, ammetto che la trama è gradevole e riesce ad appassionare fintanto che è ricca di mistero per poi cedere il passo al mero entusiasmo di
fronte alle lotte. Questa serie è una specie di prodotto coi supereroi, solo ambientato nel mito greco.</span></div>
<div><span class="cf1">L’animazione è curata dallo studio coreano Mua film, già famoso per la saga di <em>Castelvania</em> e il cui stile è riconoscibile. I personaggi sono spigolosi, ma belli, l’animazione velocissima ed epica. Gli effetti di luce tantissimi, talvolta pacchiani,
ma di indubbio effetto.</span></div>
<div><span class="cf1">Non sarà mai un capolavoro, ma nel mare di serie animate mediocri ho trovato <em>Blood of Zeus</em> una visione piacevole e consigliabile.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkb550c49fd854dd8f6439a6ee4e150330 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Blood-of-Zeus_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 648,'height': 810,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb550c49fd854dd8f6439a6ee4e150330, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Blood-of-Zeus_ver.jpg" alt="La locandina della serie." title="La locandina della serie." width="200" height="250" /></a><br></div><div><script> var showboxlink5e916ebdcac11ef4b83656bdae0cd5f4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Blood-of-Zeus_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 982,'height': 553,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5e916ebdcac11ef4b83656bdae0cd5f4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Blood-of-Zeus_bar.jpg" alt="Una scena della serie." title="Una scena della serie." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=1DAm38Za85g">https://www.youtube.com/watch?v=1DAm38Za85g</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 13:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Il ghigno d'avorio]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E0"><div><h1 class="imHeading1">Il romanzo di Ross Macdonald</h1><h2 class="imHeading2">Un noir che esplora la corruzione umana e i suoi effetti devastanti</h2></div><div>






<div>La Redazione <em>GHoST</em> segnala l'uscita del romanzo noir <em>Il ghigno d'avorio</em> di <strong>Ross Macdonald</strong>, edito da Timecrime Edizioni.<br></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4nf4XUp" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3Ie942V" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><br></div>
<div>Una donna dal volto severo, vestita con una stola di visone blu e ricoperta di diamanti, assume il detective Lew Archer per rintracciare la sua ex cameriera perché sostiene che
le ha rubato alcuni gioielli. Nonostante Archer si renda conto di essere vittima di un raggiro, la sua curiosità - e il compenso - lo inducono ad accettare il caso. Rintraccia la cameriera in uno squallido motel di
una cittadina degradata, ma la trova morta nella sua stanza con la gola tagliata. Archer scava sempre più a fondo fino a imbattersi in una rete di inganni e intrighi, dominata dagli allibratori di Detroit, da mogli
scaltre e bellissime, abili nell’arte del triplo gioco, e con al centro un giovane erede che sembra essere misteriosamente scomparso nel nulla.</div><div><br></div>
<div>Scritto nello stile beffardo di <span class="fs14lh1-5"><b>Macdonald</b></span>, il romanzo scava gli abissi della natura umana al punto che le persone corrotte riescono a contaminare tutti coloro che sfiorano, a volte
con risultati fatali.</div>
<div>Un noir che esplora la corruzione umana e i suoi effetti devastanti, ambientato nell'America degli anni Cinquanta.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Ross Macdonald (1915 - 1983) è lo pseudonimo dello scrittore americano-canadese di gialli Kenneth Millar. Durante gli studi universitari, scrisse il suo romanzo d’esordio, <em>The Dark Tunnel</em>, nel 1944, firmato con il suo vero nome. Il primo libro della serie di <em>Lew Archer</em>, <em>Bersaglio mobile</em>, seguì invece nel 1949 e sarebbe diventato poi il film <em>Harper</em> con Paul Newman (1966). All’inizio degli anni Cinquanta tornò in California, stabilendosi a Santa Barbara, luogo in cui sono ambientati la maggior parte dei suoi libri. La serie di grande successo
di <em>Lew Archer</em>, inclusi i best seller <em>The Goodbye Look</em>, <em>The Underground Man</em> e <em>Sleeping Beauty</em>, si è conclusa con <em>The Blue Hammer</em> nel 1976.</div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: Il ghigno d'avorio</div>
<div>Autore: Ross Macdonald</div>
<div>Editore: Timecrime</div>
<div>Traduttore: Raffaella Vitangeli</div>
<div>Collana: Piccola biblioteca del crimine</div>
<div>Ciclo: Lew Archer (vol. 4)</div>
<div>Anno: 20 giugno 2025</div>
<div>Pagine: 256</div>
<div>ISBN: 978-8866886525</div>
<div>Prezzo: € 13,30 - € 7,99 (ebook)</div></div><div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/4nf4XUp" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div></div><div><div><a href="https://amzn.to/3Ie942V" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinke44744431ce304b557765f472a15eaad = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ghigno-avorio_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 720,'height': 1019,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke44744431ce304b557765f472a15eaad, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ghigno-avorio_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="284" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkca4a3f3578af299a935e8bb47d7cc1ab = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Ross-Macdonald_autore.jpg','alt': '','title': '','width': 650,'height': 758,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkca4a3f3578af299a935e8bb47d7cc1ab, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Ross-Macdonald_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="175" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 03:51:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Scomparso Alvaro Vitali]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DF"><div><h1 class="imHeading1">L'attore aveva 75 anni</h1><h2 class="imHeading2">Il cinema piange il mitico Pierino</h2></div><div><div>Ieri ci ha lasciati <strong>Alvaro Vitali</strong> (Roma 3 febbraio 1950 - Roma 24 giugno 2025), attore feticcio della commedia sexy all'italiana, lavora con i più importanti artigiani del genere, noto per il ruolo di <em>Pierino</em> in una serie di film molto divertenti che all'epoca portarono in sala un pubblico entusiasta, soprattutto di adolescenti.</div><div><br></div><div>Debutta con <strong>Fellini</strong>, sia in <em>Satyricon</em> che in <em>Amarcord</em>, senza dimenticare <em>Roma</em>, <em>I clowns</em> e <em>Polvere di stelle</em> di <strong>Alberto Sordi</strong>. <strong>Luciano Martino</strong> lo nota ne <em>La poliziotta</em> di <strong>Steno</strong>, accanto a <strong>Mariangela Melato</strong> e <strong>Mario Carotenuto</strong>, e lo mette sotto contratto per la sua <em>Dania Film</em>. <strong>Vitali</strong> comincia una carriera che lo porta a girare circa 150 film, interpreta persino un ruolo con <strong>Ruggero Deodato</strong> nel noir violento <em>Uomini si nasce poliziotti si muore</em> (non è un poliziottesco!), poi tutta commedia sexy con <strong>Sergio Martino</strong>, <strong>Mariano Laurenti</strong>, <strong>Giuliano Carnimeo</strong>, infine ecco il ruolo di <em>Pierino</em> - inventato da <strong>Marino Girolami</strong> - a consacrarlo re del barzelletta movie. <strong>Vitali</strong> si nota anche in tempi recenti per <em>Striscia la notizia</em>, <em>La fattoria</em> e <em>Vita da Carlo</em> con <strong>Verdone</strong> (uscirà postumo).</div><div><br>L'attore soffriva d'asma ed è morto per le conseguenze di una broncopolmonite recidiva. Per ricordarlo rivediamoci i film di <em>Pierino</em> che abbiamo analizzato in un piccolo saggio, che per l’occasione pubblicheremo a puntate qui su <em>Club GHoST &amp; Ipnotica</em>.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink95752ac79513e01ba23e94672c9d7640 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alvaro-pierino_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 740,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink95752ac79513e01ba23e94672c9d7640, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alvaro-pierino_bar.jpg" alt="Alvaro Vitali nel ruolo del mitico Pierino." title="Alvaro Vitali nel ruolo del mitico Pierino." width="200" height="116" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=o8264sKMQkw">https://www.youtube.com/watch?v=o8264sKMQkw</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 13:08:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Second Life dei Dragonhammer]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DE"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Un album solido, vario ma fatto col cuore</h1><h2 class="imHeading2">Disco che non può mancare nella collezione dei metallari avvezzi al power classico</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">DRAGONHAMMER "Second Life"<br>Full-length, My Kingdom Music (2022)</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4esteTa" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Parliamo di una formazione storica del power metal italiano, ovvero i <strong>Dragonhammer</strong> e del loro ultimo album in studio, <em>Second Life</em>. Quando si parla di band italiane che hanno lasciato un segno si citano spesso band come <strong>Lacuna Coil</strong> o <strong>Rhapsody Of Fire</strong>, ma non si può non considerare l'importanza storica di questa band romana, che ha all'attivo cinque album, uno più bello dell'altro, e dove la formazione ha proceduto con l'evolvere
il proprio stile, ma sempre rimanendo negli argini del più puro heavy/power metal di scuola europea. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Band come i già citati <strong>Rhapsody Of Fire</strong> sono sicuramente presenti nei solchi di questo <em>Second Life</em>, soprattutto per un approccio lievemente sinfonico che accomuna queste due band. L'unione
tra parti veloci e in doppia cassa e orchestrazioni riporta indietro con la memoria, quando questo stile di musica esplose alla fine degli anni Novanta. Episodi ficcanti e trascinanti come <em>Kingdom of the Ghosts</em>, <em>Sickness Divine</em>, <em>Second Life</em> o <em>Into the Warrior’s Mind</em> sono la quintessenza del power-speed metal classico e cattureranno l'attenzione dei fan di questo stile immortale.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La band comunque aggiunge varietà nell'album, non è tutto un susseguirsi di velocità e doppia cassa. Ci sono brani più articolati e "pensati",
come <em>Shattering Hope</em>, che ha una evoluzione particolare, dove possiamo forse trovarci tutti gli elementi del disco, da parti di batteria in blast beat, ad altre più
cadenzate. E poi ci sono le classiche canzoni super melodiche e cadenzate: <em>Fallen Brother</em>, <em>The Rising</em> sono ottime composizioni, con il pregio di porsi nei punti giusti della traclklist, per poi far riprendere alla band e all'ascoltatore
il fiato necessario per ributtarsi nelle solite scorribande veloci ed epiche (presenti anche rimandi ai classici <strong>Manowar</strong> o <strong>Virgin Steele</strong> con mid tempo rocciosi ed evocativi). </span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Second Life</em> è insomma un album solido, vario ma fatto col cuore. Non suona affatto freddo e artefatto, si sente che
la band ama quello che suona e che non vuole per forza stupire con chissà quali innovazioni. Questa volontà precisa di proporre uno stile "antico" ha però dato i suoi frutti, grazie a una competenza
da parte di tutta la formazione incredibile. Il disco a mio avviso non può mancare nella collezione dei metallari avvezzi al power classico, epico e con liriche fantasy. Masterpiece!</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><b>Tracklist:</b><br><ol><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Prelude to Conquest</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Kingdom of the Ghosts</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Diamond of Peace</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Into the Warrior’s
Mind</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Shattering Hope</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Fallen Brother</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Sickness Divine</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">The Rising</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Silver Feathers</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Second Life</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Ending Legacy</span></li></ol><br></span><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4esteTa" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






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<div><strong>Line-up:</strong></div><div class="cf1"><ul><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Gae Amodio: Bass</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Giulio Cattivera: Keyboards, Vocals (backing), Orchestrations, Lyrics, Songwriting,
Vocals (choirs)</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Flavio Cicconi: Guitars, Lyrics, Songwriting</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Alessandro Mancini: Guitars, Orchestrations, Songwriting</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Marco Berrettoni: Drums</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Mattia Fagiolo: Vocals, Lyrics</span></li></ul></div></div></div></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?intervista-ai-dragonhammer" class="imCssLink">Leggi l'intervista esclusiva alla band.</a></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink0b5584476aec00bd7bad154be2664181 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/secon-life_cover.jpg','alt': '','title': '','width': 540,'height': 540,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0b5584476aec00bd7bad154be2664181, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/secon-life_cover.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink5c3c4ffd6dea435091a8f588f40a7eed = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dragonhammer_band_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1800,'height': 830,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5c3c4ffd6dea435091a8f588f40a7eed, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dragonhammer_band_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="93" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=a3AlnbNhj3A">https://www.youtube.com/watch?v=a3AlnbNhj3A</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 05:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Predator - Un mito tra fantascienza e antropologia]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DC"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Un saggio dedicato a Predator</h1><h2 class="imHeading2">Scritto da Guglielmino, Bonelli e Favilla per la Weird Book Edizioni</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala <em>Predator - Un mito tra fantascienza e antropologia</em>, saggio edito da Weird Book a cura di <strong>Andrea Guglielmino</strong>, <strong>Gianmarco Bonelli</strong> e <strong>Guglielmo Favilla</strong>.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4l710j2" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Quando nel 1987 gli spettatori si recarono in sala a vedere <em>Predator</em>, l’action di <strong>John McTiernan</strong> con <strong>Arnold Schwarzenegger</strong>, in gran parte dei casi non avevano la minima idea di quello che si sarebbero trovato davanti. Le locandine non mostravano l’alieno, ma la star austriaca (ancora fresca del successo di <em>Terminator</em> e <em>Conan il barbaro</em>) in tutta la sua imponenza, con una tagline molto generica che recitava: “<em>La guerra era la sua professione. Questa volta non è guerra… ma qualcosa di peggio!</em>” Per i meno informati, si trattava semplicemente dell’ennesimo clone di Rambo, che attirava l’attenzione soprattutto per la presenza dell’ex Mister Universo, che infatti dominava il marketing. Un grande caso di ‘misdirection’ applicata alla comunicazione, perché quando poi l’alieno si mostrava, a circa metà film (escluso il distaccamento della navicella iniziale, che però ci si dimenticava facilmente) trovarsi alle prese con una storia horror sci-fi risultava una sorpresa dirompente ed emozionante.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Uno dei tanti elementi che hanno reso rivoluzionaria e longeva la saga dello Yautja attraverso il cinema, ma anche libri, fumetti e videogiochi, fino ai giorni odierni. Una saga che, sotto la patina del “genere” e del più puro e genuino intrattenimento, nasconde istanze sociologiche e antropologiche di una certa importanza, che rimandano a miti ancestrali come quelli che si basano sull’incontro e lo scontro delle culture nomadi con quelle sedentarie, al contrasto tra Natura e Cultura, tra Magia e Tecnologia, fino ad arrivare alla struttura “a caste” della società in cui gli alieni Yautja sono organizzati. Come ogni Mito, anche quello del Predator deve essere mutevole per adattarsi alla società e al momento storico che lo accoglie.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Questo saggio di <strong>Andrea Guglielmino</strong>, <strong>Gianmarco Bonelli</strong> e <strong>Guglielmo Favilla</strong>, giornalisti, scrittori, critici cinematografici ma soprattutto grandissimi esperti e appassionati della saga, passa tutto questo in rassegna con fare analitico più che enciclopedico, ma soprattutto squisitamente ludico, con la voglia soprattutto di condividere l’amore per il cacciatore coi rasta e passare il tutto sotto una lente che porterà altri appassionati a vedere (o rivedere) la serie con un punto di vista diverso, rinnovato e arricchito. Impreziosiscono il saggio tre interviste a <strong>John McTiernan</strong> e <strong>Stephen Hopkins</strong> (rispettivamente registi del primo e del secondo episodio) e al fumettista <strong>Chris Warner</strong>, autore di vari comics a tema.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il volume è inoltre impreziosito di illustrazioni firmate da grandi artisti come <strong>Mauro ‘Manthomex’ Antonini</strong>, <strong>Oscar Celestini</strong>, <strong>Federico Sfascia</strong>, <strong>Tommy Eppesteingher</strong>, <strong>Maria Pina Sorighe</strong>, <strong>Giovanni Ventre</strong>, <strong>Walter Trono</strong>, <strong>Paolo Cioni</strong>, <strong>Fabrizio De Fabritiis</strong> e <strong>Mirko Cusmai</strong>. La copertina è invece a cura di <strong>Giorgio Finamore</strong>.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div><span class="cf1">Venerdì 27 giugno si terrà la presentazione del libro a Roma presso la libreria Mangiaparole in Via Manlio Capitolino 9. Saranno presenti gli autori del saggio e la critica cinematografica Marta Zoe Poretti.</span></div></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Titolo: Predator - Un mito tra fantascienza e antropologia</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Autore: A. Guglielmino. G. Bonelli, G. Favilla</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Editore: Weird Book</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Collana: Insomnia</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Genere: Saggio</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Pagine: 156</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Prezzo: 25,90 €</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Formato: 15 x 22 cm</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">ISBN: 979-12-81603-31-8</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4l710j2" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink89f84a3e743809a2ecf42781a9672003 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/predator-saggio_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 639,'height': 936,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink89f84a3e743809a2ecf42781a9672003, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/predator-saggio_ver.jpg" alt="La copertina del saggio." title="La copertina del saggio." width="200" height="293" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink2badf06c8070bdc6c90a1ede0a1d5ed9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/presentazione-roma.jpg','alt': '','title': '','width': 1080,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2badf06c8070bdc6c90a1ede0a1d5ed9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/presentazione-roma.jpg" alt="La presentazione del saggio." title="La presentazione del saggio." width="150" height="150" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 13:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Premonitions di Afonso Poyart]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DB"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Imperdibile per chi ama il thriller più nero</h1></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h2 class="imHeading2">Un film che affascina e inquieta lo spettatore</h2></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Premonitions (Usa, 2015)</strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Regia: Afonso Poyart. Soggetto: Ted Griffin. Sceneggiatura: Ted Griffin, Sean Bailey. Fotografia: Brendan Galvin. Montaggio: Lucas Gonzaga. Effetti Speciali: Paul Causey, Michael H. Clark, Jeremy Farlow. Musiche: BT. Scenografia: Brad Ricker. Costumi: Denise Wingate. Produttori: Baua Flynn, Thomas Augsberger, Tripp Vinson, Matthias Emcke, Claudia Bluemhuber. Produttori Esecutivi: Sean Bailey, Jacob Pechenik, Gerd Schepers, Anthony Hopkins. Case di Produzione: Eden Rock Media, Flynn Picture Company, New Line Cinema, Supersensory, Venture Forth. Distribuzione (Italia): Adler Entertainment. Titolo Originale: Solace. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2015. Durata 101’. Genere: Thriller. Interpreti:Anthony Hopkins (dottor John Clancy), Colin Farrell (Charles Ambrose), Jeffrey Dean Morgan (agente Joe Merriweather), Abbie Cornish (agente Katherine Cowles), Jordan Woods-Robinson (Jeffrey Oldfield), Marley Shelton (Laura Merriwether), Xander Berkeley (Ellis), Janine Turner (Elizabeth Clancy), Kenny Johnson (David Raymond), Jose Pablo Cantillo (Sawyer), Matt Gerald (Sloman), Sharon Lawrence (Eleanor Muff), Joshua Cloce (Linus Harpe), Luiosa Moraes (Victoria Raymond), Adam Boyer (capitano squadra Swat).</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4k7WT58" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/44gvVT4" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Afonso Poyart</strong> è un regista brasiliano dotato di una tecnica specifica che ricorda molto il suo principale mestiere legato agli spot pubblicitari. <em>Premonitions</em> è il suo miglior lavoro, perché usa il genere fantastico e thriller per fare un discorso più ampio su eutanasia, amicizia e amore paterno. Due attori straordinari come <strong>Anthony Hopkins</strong> e <strong>Colin Farrell</strong> sono il criminologo John Clancy e il serial killer Charles Ambrose, dotati entrambi di poteri extrasensoriali, che si danno battaglia sul terreno delle premonizioni ma si rispettano e in fondo condividono una lotta comune. Il serial killer uccide solo persone condannate a morte da una malattia che condurrà verso dolori insopportabili prima della fine, vestendo i panni di un terribile angelo liberatore. Il dottor Clancy ha sopportato il dolore di una figlia morta tra atroci sofferenze e durante la battaglia contro un nemico dotato dei suoi stessi poteri rivive giorni terribili. Non solo, nel film vediamo anche la morte di un amico poliziotto &nbsp;(Morgan), pure lui condannato da un tumore terminale. Alla fine lo spettatore non è mai del tutto contro il serial killer, un personaggio che sta a metà strada, non completamente negativo, ma neppure da assolvere alla luce della legislazione vigente e dei comuni principi morali. Molti colpi di scena e scoperte impreviste nel corso di un film che affascina e inquieta lo spettatore, partendo dalla sceneggiatura scritta da <strong>Ted Griffin</strong> come sequel di <em>Seven</em>. Tecnica di regia insolita, movimenti di macchina rapidi e allucinati, inseguimenti e incidenti iperbolici, situazioni &nbsp;macabre a livello di horror granguignolesco. Colonna sonora ai limiti del fastidioso - la cosa peggiore della pellicola -, spesso invasiva rispetto alla recitazione sommessa dai protagonisti, tra i quali spicca il bravissimo <strong>Hopkins</strong>, una garanzia per simili ruoli. Fotografia scura e plumbea, montaggio rapidissimo, effetti speciali allucinanti, sceneggiatura abbastanza confusa ma alla fine tutto torna, quindi l’effetto sorpresa regge e le sequenze anticipano a dovere quel che subito dopo accade. Un film nerissimo, una storia senza redenzione dove tutti i protagonisti hanno il loro bravo cadavere nascosto nell’armadio. Imperdibile per chi ama il thriller più nero. Reperibile su Infinity.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4k7WT58" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/44gvVT4" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink77c9477b48e78ed084fe8e1c34cf1e89 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/premonitions_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 663,'height': 950,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink77c9477b48e78ed084fe8e1c34cf1e89, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/premonitions_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="287" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkd90ad6b899c79faeb4977fbdea6254e3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/premonitions_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1330,'height': 748,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd90ad6b899c79faeb4977fbdea6254e3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/premonitions_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=DDKyyyRggoU">https://www.youtube.com/watch?v=DDKyyyRggoU</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 03:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In arrivo a Bologna la mostra Vampiri]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DA"><div><h1 class="imHeading1">AlterEgo Experience Presenta Vampiri</h1><h2 class="imHeading2">Un viaggio multisensoriale alle radici del mito</h2></div><div><div>La Redazione <em>GHoST</em> è lieta di segnalare <strong>Vampiri</strong>, la mostra multisensoriale organizzata dagli amici di <em>AlterEgo Experience</em> presente dal 20/09/2025 al 18/01/2026 presso il Palazzo Pallavicini in Via San Felice 24, Bologna.</div> <div>Acquista ora i biglietti e risparmia (fino al 14 Settembre 2025):</div><div><br></div> <div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://ticketmasteritalia.46uy.net/VxRJvj" class="imCssLink"><b>ACQUISTA I BIGLIETTI SU TICKETMASTER</b></a></span> #ad</div><div><br></div> <div><strong>Oltre Dracula: AlterEgo Experience Presenta <em>Vampiri</em>, un viaggio multisensoriale alle radici del mito.</strong></div> <div>Il folklore lo ha generato, la storia lo ha ispirato, la letteratura e la filmografia lo hanno reso eterno.</div> <div>Pensi che Dracula sia l'unico vampiro esistente? Certamente è il più noto, ma sono altre e più antiche le figure e le credenze intorno a questa creatura della notte.</div><div><br></div> <div>Attraverso 7 sette sale tematiche, vivrai un viaggio che ti porterà a conoscere i personaggi folklorici, storici e letterari che hanno contribuito a generare l'immagine iconica del vampiro.</div> <div>Dai miti del Medioevo ellenico, passando per il folklore balcanico, fino al mondo gotico ottocentesco, la figura del vampiro ha attraversato i secoli, popolando i nostri incubi.</div><div><br></div> <div>Con <strong>Vampiri</strong>, AlterEgo ti propone, per la prima volta in Italia, un percorso multisensoriale in cui i non morti prenderanno vita.<br>Folklore e ataviche paure saranno rappresentati tramite installazioni, scenografie, video e fumetti.</div> <div>Potrai così trovarti faccia a faccia con i sanguinari redivivi.</div> <div>Avvicinare il pubblico al mondo del fantastico è la <em>mission</em> di AlterEgo Experience, attiva nel mondo delle mostre immersive. Oltre che con “Vampiri”, AlterEgo si propone di approfondire tematiche horror e strange con un ciclo di mostre dedicate. <em>Sii coraggioso</em> … apri la porta alle tenebre.”</div></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Acquista ora i biglietti e risparmia (fino al 14 Settembre 2025):</span></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://ticketmasteritalia.46uy.net/VxRJvj" class="imCssLink"><b>ACQUISTA I BIGLIETTI SU TICKETMASTER</b></a></span><span class="fs14lh1-5"> #ad</span></div></div><div><br></div><div><a href="https://www.alterego-experience.com/" class="imCssLink">Il sito ufficiale della mostra</a></div><div><br></div><div>I manifesti della mostra:</div><div><script> var showboxlink9667e0e7e3d5250e2ed46205817e11d0 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sito_1_DEF.png','alt': '','title': '','width': 1920,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Storia_corretto.png','alt': '','title': '','width': 589,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/POST_corretto.png','alt': '','title': '','width': 1080,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9667e0e7e3d5250e2ed46205817e11d0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sito_1_DEF.png" alt="I manifesti della mostra." title="I manifesti della mostra." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div><div><div>I ragazzi di <span class="fs14lh1-5"><b>AlterEgo Experience</b></span> <span class="fs14lh1-5">durante l'incontro con </span><span class="fs14lh1-5"><b>Sergio Bissoli</b></span><span class="fs14lh1-5"> e </span><span class="fs14lh1-5"><b>Max Ferra</b></span><span class="fs14lh1-5"> (24/05/2025):</span></div></div><div><script> var showboxlinkd43464d7456e43a89d339257b79f0fde = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vampiri-alterego_group0.jpg','alt': '','title': '','width': 1918,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd43464d7456e43a89d339257b79f0fde, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/vampiri-alterego_group0.jpg" alt="I ragazzi di AlterEgo Experience durante l&#39;incontro con Sergio Bissoli e Max Ferra." title="I ragazzi di AlterEgo Experience durante l&#39;incontro con Sergio Bissoli e Max Ferra." width="200" height="113" /></a><br></div><div><script> var showboxlink6f801f759a760742620a9efcc73838c7 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vampiri-alterego_group1.jpg','alt': '','title': '','width': 1024,'height': 576,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vampiri-alterego_group2.jpg','alt': '','title': '','width': 1605,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vampiri-alterego_group3.jpg','alt': '','title': '','width': 1604,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6f801f759a760742620a9efcc73838c7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/vampiri-alterego_group1.jpg" alt="I ragazzi di AlterEgo Experience durante l&#39;incontro con Sergio Bissoli e Max Ferra." title="I ragazzi di AlterEgo Experience durante l&#39;incontro con Sergio Bissoli e Max Ferra." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=dycTw_wvqMY">https://www.youtube.com/watch?v=dycTw_wvqMY</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 04:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La casa di pietra]]></title>
			<author><![CDATA[Gilbert Ralston]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D9"><div><h1 class="imHeading1">Un racconto presentato da Alfred Hitchcock</h1><h2 class="imHeading2">Pubblicato in Italia nel dicembre 1961 sul giornale "La Domenica del Corriere"</h2></div><div>






<div>Aries entrò nella botteguccia. Il tintinnio del campanello si mescolò al tic-tac degli orologi appesi un po’ dovunque. La stanza era piccola e in penombra: soltanto
in un angolo, la luce di una lampada proiettata su un deschetto rialzato illuminava le mani dell’orologiaio intento ad un delicato lavoro di precisione.</div>
<div>Arles attese pazientemente: l’artigiano depose i suoi arnesi e accese una lampada che illuminò tutto il locale. Poi si tolse dall’occhio la lente, guardò il visitatore
con occhi arrossati e chiese:</div>
<div>- In che posso servirla?</div>
<div>- Mi ha mandato Daggett - disse Aries.</div>
<div>Il viso grasso dell’orologiaio rimase impassibile. Pareva che non avesse udito.</div>
<div>- Mi ha detto di darle questo - disse Arles e trasse di tasca un pezzo di cartone e lo mise sul banco.</div>
<div>Senza parlare l’artigiano aprì un cassetto, ne trasse un altro pezzo di cartone e lo avvicinò a quello che Arles gli aveva dato. I due frammenti combaciavano perfettamente.
Erano frammenti di uno stesso pezzo.</div>
<div>Sempre senza parlare l’artigiano si alzò pesantemente, andò fino alla porta del negozietto, la chiuse a chiave e si voltò e guardò il visitatore:</div>
<div>- Mi chiami Jaeger - disse - venga con me.</div>
<div>Fece strada attraverso una porta dietro il banco e condusse Arles in un salotto bene ammobiliato.</div>
<div>- Sieda, signor Arles - disse.</div>
<div>- Conosce il mio nome?</div>
<div>- Sì.</div>
<div>Jaeger stava formando un numero al telefono; senza parlare guardava fisso nel vuoto. Qualcuno rispose alla chiamata. Jaeger disse:</div>
<div>- Descrivimi Arles.</div>
<div>Mentre ascoltava la descrizione Jaeger fissava Arles per controllare.</div>
<div>- Alzi la mano, signor Arles - disse - mi faccia vedere l’anello.</div>
<div>Jaeger depose il ricevitore e offri una poltrona ad Arles. Poi mise un disco di Schubert sul grammofono, lo fece suonare a basso volume, sedette a sua volta in una poltrona.</div>
<div>- E adesso parli, signor Arles - disse - non voglio particolari inutili e non voglio nomi. Soltanto l’indirizzo, la descrizione dell’edificio, quello che vuol fare e quando.
Niente di più.</div>
<div>Arles trasse di tasca alcune carte:</div>
<div>- Qui c’è la pianta dell’interno della casa. E una fotografia dell’esterno.</div>
<div>- Bel lavoro - disse Jaeger osservando il disegno.</div>
<div>- Sono architetto.</div>
<div>Jaeger lo guardò fisso:</div>
<div>- Lo so.</div>
<div>- L’indirizzo della casa è nella busta. Qui sono le chiavi.</div>
<div>- Ci sono vicini?</div>
<div>- Nessuno. La casa posa su rocce a picco sull’oceano, in un terreno privato. Niente vicini per un miglio.</div>
<div>- E’ abitata?</div>
<div>- Per il momento no.</div>
<div>- Perché non la vende?</div>
<div>- Me l’ha lasciata mio padre un anno fa. Per disposizione testamentaria non la posso vendere.</div>
<div>- Ma può riscuoterne l’assicurazione?</div>
<div>- Sì.</div>
<div>- Una casa di pietra, con tetto di lavagna. E’ orribile. Desidera la distruzione completa?</div>
<div>- Sì, completa.</div>
<div>- C’è l’impianto del gas nella casa?</div>
<div>Arles annuì</div>
<div>- Mi mostri il tracciato delle tubature del gas.</div>
<div>Arles puntò l’indice nella pianta:</div>
<div>- Entra da questo piccolo locale, si dirama verso la cucina sul retro, un altro ramo arriva fino al caminetto nel salone.</div>
<div>- C’è una cantina?</div>
<div>- No, la casa posa su un fondo di cemento.</div>
<div>- Le pareti interne?</div>
<div>- Mattoni o pietre per la maggior parte - disse Arles.</div>
<div>Jaeger lo guardò in faccia:</div>
<div>- Non è un problema facile: bisognerà farla saltare in aria.</div>
<div>- Sì.</div>
<div>- Farla saltare in aria è facile. Simulare un’esplosione accidentale dovuta a fuga di gas è un lavoro da artista.</div>
<div>- E’ per quello che sono qui.</div>
<div>- La mia opera è molto costosa, signor Arles.</div>
<div>- Quanto costosa?</div>
<div>- Cinquemila dollari. In anticipo.</div>
<div>- Duemilacinquecento adesso e il resto a lavoro fatto.</div>
<div>Jaeger fece un piccolo gesto di rifiuto: - Tutti subito - disse - e in contanti.</div>
<div>- Come farà il lavoro? - chiese Arles.</div>
<div>- Prima i quattrini - disse Jaeger.</div>
<div>Si alzò e voltò tranquillamente il disco come se la cosa lo interessasse poco.</div>
<div>Arles mise una mano in tasca ne trasse una busta e la gettò sul tavolo.</div>
<div>- Magnifico questo Schubert - disse Jaeger. Aprì la busta contò meticolosamente il denaro dividendo i biglietti di banca e controllando che nessuno fosse falso.</div>
<div>- Adesso mi dica come farà.</div>
<div>- Per forza le dirò come faccio: avrò bisogno del suo aiuto.</div>
<div>- Il mio aiuto?</div>
<div>- Lei dovrà preparare la casa seguendo le mie istruzioni. Inoltre avrò bisogno di alcuni oggetti accessori. Li comprerà lei e diventerà così mio complice:
anch’io devo assicurarmi contro eventuali brutti tiri. Non le pare?</div>
<div>- Queste condizioni non mi piacciono.</div>
<div>- E allora, la prego, raccolga il suo denaro e amici come prima.</div>
<div>Arles esitò: - Che cosa dovrei fare io?</div>
<div>- Lei chiuderà accuratamente la casa, lasciando il mobilio e gli effetti personali intatti.</div>
<div>- E che altro?</div>
<div>- Acquisterà discretamente una cassetta di dinamite e una batteria di accumulatore di quelle solide, lasciando il tutto sul pavimento del ripostiglio.</div>
<div>- Dinamite?</div>
<div>- Lei è architetto. Saprà pure dove comprarla o dove procurarsela.</div>
<div>Arles esaminò il faccione pallido e impassibile che gli stava di fronte.</div>
<div>- Va bene, farò come mi dice.</div>
<div>- Sarò sul posto giovedì sera alle undici e mezzo.</div>
<div>- È un lavoro lungo?</div>
<div>- Il tempo che ci vuole per attaccare un piccolo apparecchio ai tubi del gas nel ripostiglio.</div>
<div>- Quando accadrà il fatto?</div>
<div>- A mezzogiorno preciso del giorno seguente.</div>
<div>- Lei intende ispezionare la casa?</div>
<div>- Non è necessario. La sua pianta è chiarissima. Cercherò di starci il minor tempo possibile. Entrerò, farò il lavoretto in dieci minuti e me ne andrò.</div>
<div>- E io che cosa devo fare?</div>
<div>- Dopo che avrà preparato la casa stia in città e si comporti come in un giorno qualsiasi.</div>
<div>- Ha bisogno di arnesi?</div>
<div>- Niente. Un rotolo di nastro adesivo. Ma lo porterò con me.</div>
<div>Arles si alzò: - Allora, tutto è a posto?</div>
<div>- Tutto a posto, signor Arles.</div><div><br></div>
<div>***</div><div><br></div>
<div>Due giorni più tardi, alle undici e mezzo precise della sera, Jaeger saliva sbuffando lungo la strada ghiaiosa che conduceva alla casa di pietra. Le sue scarpe incidevano faticosamente
la ghiaia. Dal basso veniva il brusio delle onde contro la scogliera. La casa, bassa e massiccia era racchiusa fra le rocce e soltanto la facciata verso il mare era esposta al vento. Jaeger arrivò sul marciapiede di
cemento, che conduceva all’ingresso; accese la sua torcia elettrica e ne fece correre il raggio lungo le finestre: vide che le saracinesche erano accuratamente abbassate. Soddisfatto del controllo frugò in una
tasca e ne estrasse una chiave; si infilò i guanti e aprì la porta. Entrò, richiuse la porta dietro di sé e stette fermo appoggiato ad una parete. Si riposò e si accertò che nessun
rumore venisse dall’interno.</div>
<div>Rapidamente si orientò: il raggio della sua torcia scoprì il salone, ne studiò le pareti, il focolare di pietra, le file di libri, i pesanti mobili antichi, le finestre
chiuse. Scoprì il ripostiglio e ne apri la pesante porta. Vide file di bottiglie di vino e di liquori.</div>
<div>Sul pavimento c’era una scatola di cartone; conteneva spezzoni di dinamite. Lì accanto una batteria d’accumulatori.</div>
<div>Dalle sue tasche Jaeger estrasse il meccanismo ad orologeria, un rotolo di filo, due capsule esplosive.</div>
<div>Si tolse i guanti, cercò in una tasca un temperino, scavò in uno degli spezzoni di dinamite e vi mise delicatamente la capsula. Con nastro adesivo attaccò lo spezzone
con le capsule ad un gruppo di altri spezzoni, e attaccò poi il tutto ad un tubo del gas presso il pavimento. Con infinita cautela tese il suo filo, lasciando ancora staccato uno dei fili dello strumento ad orologeria.
Riesaminò accuratamente il circuito, guardò l’orologio, mise lo strumento sull’ora desiderata, poi si inginocchiò presso la porta e con la massima attenzione fece l’ultima giuntura.</div>
<div>Soddisfatto del lavoro si alzò prese un fazzoletto e cancellò le eventuali impronte digitali sulla porta del ripostiglio; chiuse la porta e girò la chiave.</div>
<div>Rimise i guanti, tornò al centro del salone; il raggio della torcia scopri una collezione di dischi di grammofono. Jaeger tirò un sospiro e passò oltre. Arrivò
alla porta principale e girò la maniglia per uscire.</div>
<div>Notò con sorpresa che la maniglia, di forma circolare continuava a girare a vuoto. La porta non si apriva.</div>
<div>Seccato, si tolse un guanto, cercò in tasca la chiave e la mise nella toppa: la chiave non voleva entrare nel buco.</div>
<div>Jaeger mormorò una imprecazione, tentò ancora di adoperare la chiave, ma invano.</div>
<div>Maledì i fabbricanti di quella porta che si era chiusa a spinta ma rifiutava di aprirsi. Esaminò la porta, tornò a girare la maniglia, questa volta con violenza. Tanto
che la maniglia gli restò in mano.</div>
<div>Il posto dove la maniglia era attaccata appariva nudo e privo di congegni: non c’era altro che il rivestimento d’acciaio della porta, e due buchetti nel punto dove la maniglia
era stata attaccata.</div>
<div>Jaeger adoperò il suo temperino come un cacciavite per svitare la lastra di ferro della serratura. Ma anche questa dall’interno appariva fittizia. Evidentemente era stata truccata
e si poteva raggiungerla soltanto dall’esterno.</div>
<div>Per un momento rimase lì immobile, stringendo in mano i pezzi della falsa serratura; poi li gettò via, attraversò l’atrio e si diresse alla porta della cucina.
La porta era chiusa e appariva solida.</div>
<div>Lentamente Jaeger fece girare il raggio della torcia.</div>
<div>Arrivò alla porta del ripostiglio, vide la maniglia... tenendo il fiato l’afferrò e la girò... la girò... a vuoto anche quella. Girava a vuoto...</div>
<div>Arles, pensò furibondo, quel maledetto Arles...</div>
<div>Tornò nel salone, cercò con la torcia l’interruttore. La lampada del soffitto si accese e il salone fu pieno di luce.</div>
<div>Jaeger si lasciò cadere di peso nella grande poltrona presso la finestra e radunò le idee, senza premura, con freddezza analitica.</div>
<div>Era un tecnico, un professionista, capace di pensare, esaminare, decidere a seconda della circostanza, senza orgasmi e senza emozione.</div>
<div>La prima domanda che gli si poneva era il « perché » di questi strani fenomeni. Ma per il momento il « perché » era un problema secondario. Bisognava
prima di tutto guardare meglio.</div>
<div>Si alzò e cominciò una nuova ispezione nella piena luce. Gli attizzatoi che di solito sono presso un focolare erano stati tolti da loro gancio. E anche la grata di ferro era
scomparsa: se ne vedevano le tracce sulla parete e sul pavimento.</div>
<div>Batté la parete attorno al focolare: era pietra solida e spessa, altrettanto robusta era la parete attorno alla porta. Gli scaffali dei libri erano composti di assi di legno saldate
nel cemento. Continuò l’inventano e si accorse che ogni pezzo di ferro che avesse qualche consistenza era stato tolto dall’abitazione.</div>
<div>Una scatola di pietra con porte d’acciaio, pensò. Il pavimento posava sulla roccia e sul cemento. Soltanto il soffitto forse era vulnerabile.</div>
<div>Forse le finestre... Tentò di muovere la manovella che apriva la saracinesca di una finestra: la manovella gli rimase in mano. Esaminò l’ingranaggio: era stato tagliato.
Inoltre fra il vetro e la saracinesca c’era una inferriata.</div>
<div>Jaeger abbandonò le finestre, tornò a dedicarsi al salone: fece l’inventario dell’arredamento: un tavolo massiccio, due poltrone di pelle, una robusta asse incastrata
nel cemento lungo una parete, tre sedie, un divano, un pianoforte, i tendaggi, un tavolino da caffè, vasi di ceramica, piccole cianfrusaglie. Non lampade portatili.</div>
<div>Si dedicò al soffitto e lo esaminò accuratamente. Ad un tratto pensò con soddisfazione che poteva raggiungere il soffitto mettendo una sedia sul tavolo.</div>
<div>C’erano poche cose nel salone che potesse usare come utensili, salvo le maniglie, o forse qualche pezzo di ceramica rompendo qualche vaso.</div>
<div>Guardò l’orologio: gli restavano dieci ore e mezzo di tempo.</div>
<div>Metodico e organizzato, Jaeger fece mentalmente un piano: per prima cosa dedicare un’ora alla porta del ripostiglio. Se non fosse riuscito ad aprirla o a sfondarla, mezz’ora
ciascuna alle altre porte. Un totale di due ore e mezzo. Sarebbero rimaste otto ore. Un’ora di tempo per ognuna delle tre pareti se nessuna porta cedeva. Infine sarebbero rimaste cinque ore per il soffitto.</div>
<div>Lo stipite della porta del ripostiglio era coperto da un bordo di metallo destinato a coprire la fessura della porta; le cerniere erano all’interno, ed era impossibile raggiungere
i cardini.</div>
<div>Adoperando il temperino, Jaeger tentò di intaccare l’orlo di metallo nella zona della serratura. Lavorò pazientemente attorno al metallo, riuscì a scalfire la
vernice e si avvide che col piccolo strumento di cui disponeva non sarebbe mai riuscito a scalfire le coperture, e tanto meno ad intaccare la porta che sotto la vernice, era di ferro.</div>
<div>Depose il temperino, si alzò, prese la rincorsa e provò con tutto il suo peso a dare una spallata alla porta. L’impresa gli parve subito vana perché la porta
non tremò neppure.</div>
<div>Si aggirò per il salone in cerca di qualcosa che gli servisse da ariete contro la maledetta porta del ripostiglio.</div>
<div>Le poltrone erano massicce, ma troppo pesanti e troppo grosse per lo scopo, le sedie erano fragili. Ne provò una che andò facilmente in pezzi. Jaeger raccolse i frammenti
di legno e li raggruppò in un mucchietto senza sapere bene il perché. Perse un po’ di tempo ad esaminare la porta d’ingresso e poi passò alle porte della cucina e della camera da letto. Anche
queste erano montate con lo stesso sistema di quella del ripostiglio. Jaeger cominciava a sentire la fatica degli sforzi fisici e della tensione mentale. Aveva deposto la giacca sul sofà e il sudore gli correva sotto
la camicia.</div>
<div>Per la prima volta si accorgeva di essere stanco. La sete cominciava a farsi sentire. Guardò l’orologio e deliberatamente si sedette in una poltrona per riposare.</div>
<div>Dopo un po’ balzò in piedi e tornò a guardare le finestre. Si passò la lingua sulle labbra asciutte e assetate, raccolse una delle poltrone, la sollevò
con sforzo e la spinse contro la finestra. Fu sorpreso di vedere che il vetro resisteva all’attacco. Risollevò la poltrona e con tutta la sua energia la scaraventò a catapulta contro la finestra: quando
lasciò la presa della poltrona perse l’equilibrio e cadde a terra. Un braccio e una spalla malamente urtati lo fecero gemere di dolore.</div>
<div>Furibondo, ebbro di cieca collera si alzò e gettò contro il vetro ogni oggetto che gli capitava sotto mano. Finalmente, ignorando il dolore che gli lacerava il braccio e il
polso, batté furiosamente il vetro con un pesante vaso di ceramica, finché produsse una specie di buco dai bordi irti di punte.</div>
<div>Riuscì a far passare il braccio attraverso il buco, afferrò con una mano le sbarre e le scosse selvaggiamente, senza speranza.</div>
<div>Capiva che se anche avesse demolito l’intera lastra di vetro non sarebbe mai riuscito a superare le sbarre d’acciaio che stavano davanti alla saracinesca.</div>
<div>Jaeger era stanco morto ormai, il braccio dolorante gli pesava. Guardò l’orologio, sedette e rimase a lungo a massaggiare il braccio e il polso dolenti.</div>
<div>Ma i minuti passavano.</div>
<div>Si alzò e radunando le forze spinse il pesante tavolo verso la parete che dava sul retro della casa. Mise una sedia sul tavolo, prese un pezzo di legno della sedia che aveva rotto,
salì sulla sedia posta sul tavolo e arrivò a portata di mano del soffitto, batté e grattò.</div>
<div>Tirò un sospiro di sollievo vedendo che una cascatella di calcinacci gli pioveva sulla faccia. Scese a terra, prese un’altra sedia e la pose sul tavolo accanto alla prima.
Il braccio gli doleva. Imprecava sottovoce per non aver scelto il soffitto come primo punto di attacco.</div>
<div>Si arrampicò nuovamente sulla sedia e riprese l’opera. La rapidità con la quale i calcinacci cadevano gli dava forza. Grattava metodicamente il soffitto, dapprima sullo
strato di calcina, poi sul materiale che stava sotto, finché arrivò all’armatura di ferro. Mise alla prova la resistenza dell’armatura battendo all’insù la gamba della sedia rotta. Batté,
batte, batté ancora con la punta del bastone e poi coi pugni finché dai graffi uscì il sangue.</div>
<div>- Cemento - disse - cemento fra le sbarre... cemento armato.</div>
<div>Stanco e deluso ridiscese sul pavimento, una smorfia di disperazione sul volto, lacrime di disperazione negli occhi.</div>
<div>Improvvisamente, in uno scoppio di furore, si avventò contro la porta del ripostiglio con tale cieca violenza che ne venne gettato indietro come da una molla e ricadde in modo grottesco
sul pavimento.</div>
<div>La testa in tumulto, emettendo parole confuse e grida di rabbia si rialzò e corse alla finestra tirando furiosi disordinati colpi contro il vetro, la inferriata, gli stipiti, la
parete… finché cadde sul pavimento come un povero mucchio di stracci.</div>
<div>Mancavano trenta minuti. Nel ripostiglio due sottili lancette di metallo avanzavano lentamente continuamente verso un contatto.</div>
<div>Forse non funzionerà, pensava Jaeger. Ma sapeva che avrebbe funzionato.</div><div><br></div>
<div>***</div><div><br></div>
<div>A sei miglia di distanza e nel mezzo di un mare di case, Daggett era in piedi nella penombra di un bar « tipico ». Il suo viso aguzzo da faina era immobile, pareva che l’uomo
dormisse ad occhi aperti. Poi si voltò, guardò Arles, versò un sorso di whisky in un bicchiere:</div>
<div>- Prendi - disse - e siediti.</div>
<div>Arles allungò la mano e sollevò il bicchiere.</div>
<div>- Aspetta qui, torno subito - disse Daggett.</div>
<div>Mentre costui si allontanava per portare da bere ad un gruppo di clienti, Arles alzò la testa, guardò l’orologio. Non riusciva a staccar gli occhi dalle lancette.</div>
<div>- Non te la sentivi di aspettare da solo, eh? - sussurrò Daggett di ritorno.</div>
<div>Arles scosse la testa.</div>
<div>- A mezzogiorno. Fra un quarto d’ora.</div>
<div>- Sta buono: non ci saranno problemi, Jaeger non fa sbagli.</div>
<div>Arles sussurrò: - Ne ha fatto uno.</div>
<div>- Quando? Dove?</div>
<div>- Lo scorso anno. Quando ha provocato l’incendio nel magazzino dei tessuti.</div>
<div>- Chi te l’ha detto?</div>
<div>- E’ da quel fatto che ho avuto il tuo nome, Daggett: tu organizzi gli incontri, Jaeger fa il lavoro, il cliente incassa l’assicurazione.</div>
<div>Daggett si sporse attraverso il banco:</div>
<div>- Sei nervoso, ragazzo. Tieni a freno la boccuccia.</div>
<div>- Un capo dei vigili del fuoco è perito nell’incendio del magazzino.</div>
<div>Le mani di Daggett si strinsero nervosamente sull’orlo del banco.</div>
<div>- Cerchi di farmi paura?</div>
<div>- No, soltanto, è meglio che tu lo sappia: la vittima era mio padre.</div>
<div>- Ma si chiamava Stimson.</div>
<div>- Infatti, io mi chiamo Arles Stimson.</div>
<div>Lo sguardo di Daggett era vitreo: - E tu hai incaricato Jaeger di fare un lavoro per te?</div>
<div>- Un lavoro è un lavoro.</div>
<div>Daggett voltò la testa e guardò l’orologio.</div>
<div>- Ci siamo - disse Arles - le dodici.</div>
<div>- Ma guarda che roba! - esclamò Daggett. - Questa non me la sarei sognata. Va bene, beviamone uno per la casa.</div>
<div>- Uno per la casa - disse Arles e gettò il bicchiere di wisky in faccia a Daggett.</div>
<div>- Ma sei matto! - gridò Daggett.</div>
<div>Arles lo guardò asciugarsi il whisky. Poi gli voltò le spalle e si allontanò.</div>
<div>- Aspetta - gridò Daggett - non fare il tonto. Sta calmo e sii pronto: domani avrai da rispondere a tutte le domande degli ispettori dell’assicurazione. Se non hai i nervi
a posto invece di avere i quattrini andrai in galera. Non ti conviene fare il gradasso.</div>
<div>- Non ci saranno ispettori dell’assicurazione - disse Arles Stimson. - Una settimana fa ho annullato l’assicurazione sulla casa di mio padre.</div>
<div>Voltò le spalle e usci nella strada piena di sole.</div><div><br></div>
<div><strong>NOTE</strong></div>
<div>Racconti rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. Dalle informazioni di <strong>Tiziano Agnelli</strong> risulta che questi Autori sono scrittori minori inglesi o americani. Hanno pubblicato alcuni racconti in varie antologie negli anni ’50.</div>
<div>I racconti che presentiamo qui invece sono stati pubblicati esclusivamente sulle <em>Domeniche del Corriere</em> degli anni ’60. Qui mancano sempre i dati biografici. Manca sempre il titolo originale e il nome del traduttore.</div>
<div>Nella testata appare una foto di <strong>Hitchcock</strong> con la scritta: “Hitchcock presenta”.</div>
<div><em>La casa di Pietra</em> di <strong>Gilbert Ralston</strong> è apparso sulla <em>Domenica del Corriere</em> nel dicembre 1961. Questo, e gli altri racconti che presentiamo qui, &nbsp;non sono mai stati pubblicati in antologie inglesi e neanche italiane. Pubblicato per
la prima volta su <em>Club GHoST</em>.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink5d7a0a72a2054fe0339bae640e3d1f7a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/hitchcock2_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 496,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5d7a0a72a2054fe0339bae640e3d1f7a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/hitchcock2_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="436" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Jun 2025 04:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Insomnia di Christopher Nolan]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D8"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1 imTALeft"><span class="cf1">Film psicologico e introspettivo</span></h1><h2 class="imHeading2 imTALeft"><span class="cf1">Girato benissimo, sin dalle ottime sequenze iniziali</span></h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Insomnia (Usa, 2022)</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Regia: Christopher Nolan. Soggetto: Erik Skjoldbjaerg, Nikolaj Frobenius (omonimo film norvegese). Sceneggiatura: Hillary Seitz. Fotografia: Wally Pfister.
Montaggio: Dody Dorn. Effetti Speciali: Randy Shymkiw. Scenografia: Nathan Crowley, Michael Diner, Peter Lando. Costumi: Tish Monaghan. Trucco: Norma Hill-Patton, John Caglione Jr., Cheri Minns. Musiche: David Julyan. Produttori: Paul Junger Witt, Edward L. McDonnell, Broderick Johnson, Andrew A. Kosove. Produttori Esecutivi: George Clooney, Steven Sodebergh, Tony Thomas, Kim Roth, Charles J.D. Schlissel.
Case di Produzione: Warner Bros, Alcon Entertainment, Witt/Thomas Productions, Section Eight Productions. Distribuzione (Italia): Medusa Distribuzione. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione:
Stati Uniti d’America, 2022. Durata: 118’. Genere: Thriller. Interpreti: Al Pacino (detective Will Dormer), Robin Williams (Walter Finch), Hilary Swank (detective Ellie Burr), Maura Tierney (Rachel Clement), Martin Donovan (detective Hap Eckhart), Nicky Katt (Fred Duggar), Jonathan Jackson (Randy
Stetz), Paul Dooley (Charlie Nyback), Katharine Isabelle (Tanya Francke), Larry Holden (Farrell), Crystal Lowe (Kay Connell), Emily Perkins (ragazza al funerale di Kay). </em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4nr3KJY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Terzo film del regista britannico <strong>Christopher Nolan</strong> - dopo <em>Following</em> e <em>Memento</em>, prima del cupo e introspettivo <em>Batman</em> - che già contiene i temi fondamentali della sua arte cinematografica: la vendetta, l’inganno, il
tormento interiore, certi personaggi oscuri, a metà strada tra il bene e il male, pervasi dai fantasmi del passato. <em>Insomnia</em> può contare su due attori straordinari come <strong>Al Pacino</strong> (con la voce del grande <strong>Giancarlo Giannini</strong>) e <strong>Robin Williams</strong> (voce di <strong>Carlo Valli</strong>) nei ruoli dei protagonisti, che rendono interessante e originale persino il <em>remake</em> di un omonimo film svedese diretto nel 1997 da <strong>Erik Skjoldbjaer</strong>g. La storia è identica al precedente lavoro nordico, anche se la sceneggiatura di <strong>Hillary Seitz</strong> cerca di attualizzare il contesto e ambienta l’azione in Alaska, durante il semestre di sole che produce la fastidiosa insonnia nel detective arrivato da Los
Angeles. In Alaska vivono due tipi di persone, quelli che ci sono nati e quelli che fuggono da qualcosa, dice la locandiera al detective in una delle ultime scene. Will Dormer (<strong>Al Pacino</strong>) fa parte del secondo tipo, è stato mandato da Los Angeles a indagare sulla morte di una ragazza, probabilmente uccisa da un maniaco, ma è in fuga dai
suoi tormenti interiori. Will è indagato per aver fabbricato prove con il solo scopo di incastrare un omicida e il suo collega Hap Eckhart (<strong>Martin Donovan</strong>) - che sta subendo identico processo - ha deciso di patteggiare. Will durante uno scontro a fuoco con il maniaco in fuga uccide Hap - che potrebbe incastrarlo con
la sua confessione - forse accidentalmente, in ogni caso incolpa della sua morte il criminale. L’assassino della ragazza (Walter Finch, alias <strong>Robin Williams</strong>) ha visto tutto e ricatta il poliziotto che sembra stare al gioco, ma nel finale - per merito della brillante poliziotta Elie Burr (<strong>Hilary Swank</strong>) - la storia prende una piega diversa, altamente drammatica. <em>Insomnia</em> è girato tra le nevi perenni e i panorami nebbiosi di Alaska e Columbia Britannica, soprattutto nella cittadina di Squamish (dalle parti di Vancouver), caratterizzato
da una fotografia solare (<strong>Pfister</strong>) e una scenografia panoramica (<strong>Crowley</strong>), oltre che da un montaggio adeguato (<strong>Dorn</strong>) - 118 minuti essenziali! - e una colonna sonora suggestiva (<strong>Julyan</strong>). La regia di <strong>Nolan</strong> è molto ispirata, tra piani sequenza e panoramiche, rapide soggettive, primi piani angoscianti, mette in mostra tutto
il lato negativo del personaggio interpretato da <strong>Al Pacino</strong> (distrutto dall’insonnia e dal duplice rimorso) e - per la prima volta in carriera - ci regala
un cattivo perverso (riuscito!) che presenta il volto solare di <strong>Robin Williams</strong>. <em>Insomnia</em> è un film psicologico e introspettivo, girato benissimo, sin dalle ottime sequenze iniziali che portano per mano lo spettatore dentro
la scenografia glaciale dell’Alaska. Visto su Iris, recuperabile su Mediaset Infinity. Da vedere assolutamente.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4nr3KJY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><script> var showboxlink80d069fee58dfd1fde1d49c9004a5069 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Insonnia_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 622,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink80d069fee58dfd1fde1d49c9004a5069, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Insonnia_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><script> var showboxlinkebb6421f4847b1571400760efaed4ff8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Insonnia_bar.webp','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkebb6421f4847b1571400760efaed4ff8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Insonnia_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=emIHzg4VH8A">https://www.youtube.com/watch?v=emIHzg4VH8A</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Jun 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile il singolo Star's end]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D7"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1 imTALeft"><span class="cf1">Nuovo singolo della band Helikon</span></h1><h2 class="imHeading2 imTALeft"><span class="cf1">Un viaggio crudo e potente tra luce e oscurità</span></h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Star’s End</em>, il nuovo singolo degli <strong>Helikon</strong>, è un viaggio crudo e potente tra luce e oscurità, un tuffo nell’abisso emotivo che si apre quando tutto sembra crollare. Non è una ballata sulla fine - è un grido lucido, una riflessione elettrica sulla trasformazione che nasce proprio nel momento in cui ogni certezza si sgretola. La fine, qui, non è resa: è l’inizio di qualcos’altro. È la scintilla che accende un nuovo fuoco.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La traccia racconta la paura dell’ignoto, il dolore della perdita, la sensazione di essere sospesi nel vuoto. Ma sotto la cenere resta una fiamma. E quel fuoco cresce, vibra, brucia di cambiamento.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il brano è un cammino tra rovine e stelle, una corsa a occhi chiusi verso il confine tra ciò che siamo stati e ciò che potremmo diventare. Parla a chi ha toccato il fondo e ha scelto di non spegnersi, ma di risalire. A chi ha perso tutto ma ha trovato se stesso in mezzo al silenzio.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Star’s End</em> è un inno fragile e feroce alla rinascita, dalle sonorità prog affini ad <strong>Haken</strong> e <strong>Leprous</strong>. Perché anche quando l’ultima stella si spegne, qualcosa può ancora nascere. Qualcosa di nuovo. Qualcosa che suona vero.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Gli <strong>Helikon</strong> nascono in Italia nell'estate del 2016, come un progetto principalmente orientato verso la musica Thrash e Heavy metal. Fin dall'inizio hanno collaborato con Eagle Booking, grazie alla quale hanno iniziato a esibirsi sui palchi di eventi importanti. Tra i vari concerti, hanno avuto l'onore di condividere il palco con band come <strong>Rhapsody of Fire</strong>, <strong>Seventh Wonder</strong>, <strong>Manilla Road</strong>, <strong>Onkel Tom</strong>, <strong>In.Si.Dia</strong>, <strong>Picture</strong>, <strong>Furor Gallico</strong> e molte altre.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il genere che attualmente esplorano è quello del prog metal.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink2826417f9753404a75008e9cb9a76211 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/StarsEnd_cover.jpg','alt': 'La copertina del singolo.','title': 'La copertina del singolo.','width': 642,'height': 582,'description': 'La copertina del singolo.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2826417f9753404a75008e9cb9a76211, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/StarsEnd_cover.jpg" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="182" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkc3f8186a9a9ea80d9664402be972e169 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/helikon-ok-_bar.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1013,'height': 675,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc3f8186a9a9ea80d9664402be972e169, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/helikon-ok-_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="134" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=S3S2zpLkN94">https://www.youtube.com/watch?v=S3S2zpLkN94</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 14:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dario Spada Story]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D6"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Il nuovo video Club GHoST &amp; Ipnotica</h1><h2 class="imHeading2">Un documentario dedicato allo scrittore Dario Spada</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div style="text-align: start;" data-text-align="start">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> presenta il nuovo video targato <em>ClubGHoST &amp; Ipnotica</em> dedicato allo scrittore <strong>Dario Spada</strong>.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ma chi è <strong>Dario Spada</strong>?</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Un grande amico prima di tutto.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Per quelli che non lo conoscono, è un uomo che ha dedicato la vita all’esoterismo, la magia, il piccolo popolo, la stregoneria, i misteri.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ha scritto 30 libri con vari pseudonimi. Ha collaborato al <em>Giornale dei Misteri</em> e agli <em>Arcani</em>. Ha pubblicato una rivista mensile intitolata <em>Primordia</em>.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Primordia</em> era anche la libreria specializzata che <strong>Dario Spada</strong> aveva fondato a Milano insieme a <strong>Claudio Sacchi</strong>. Qui c’erano libri rari e studiosi interessati a queste tematiche. A volte si tenevano anche dei seminari. </span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">L’avventura <strong>Dario Spada</strong> è presente in questo video appositamente realizzato per l'occasione e caricato
sul canale You Tube ufficiale del <em>Club GHoST</em>:</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Per non perdere tutte le novità a riguardo ma soprattutto per supportarci vi invitiamo a iscrivervi al canale e attivare la campanella per le notifiche.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><script> var showboxlinkba0d5b1afeb0e6bec3bcc04244409a53 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Dario-Spada_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1440,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkba0d5b1afeb0e6bec3bcc04244409a53, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Dario-Spada_bar.jpg" alt="La copertina del video." title="La copertina del video." width="200" height="151" /></a><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=B7HXl1yBzOs">https://www.youtube.com/watch?v=B7HXl1yBzOs</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 04:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Babylon di Damien Chazelle]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D5"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1 imTALeft"><span class="cf1">Una sineddoche cinematografica</span></h1><h2 class="imHeading2 imTALeft"><span class="cf1">Un film bistrattato che non se lo meritava</span></h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Babylon (Usa, 2022)</strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Regia e Sceneggiatura: Damien Chazelle. Produttore: Olivia Hamilton, Marc Platt, Matthew Plouffe. Produttore esecutivo: Michael Beugg, Dave Caplan, Jason Cloth, Helen Estabrook, Wyck Godfrey, Tobey Maguire, Adam Siegel. Casa di produzione: Paramount Pictures, C2 Motion Picture Group, Marc Platt Productions, Wild Chickens Productions, Organism Pictures. Distribuzione in italiano: Eagle Pictures. Fotografia: Linus Sandgren. Montaggio: Tom Cross. Musiche: Justin Hurwitz. Scenografia: Florencia Martin, Eric Sundahl, Anthony Carlino. Costumi: Mary Zophres. Effetti speciali: Elia P. Popov, John L. Wreckworth. Trucco: Heba Thorisdottir, Arjen Tuiten. Paese di produzione: Stati Uniti d'America, 2022. Durata: 189'. Genere: Commedia, Drammatico, Storico. Interpreti: Diego Calva (Manuel), Margot Robbie (Nellie), Brad Pitt (Conrad), Jovan Adepo (Sidney), Li Jun Li (Fay), Tobey Maguire (McKay).</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/3ZDMmHC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4kORFwt" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Questo film è stato molto chiacchierato quando uscì, poi è passato nel dimenticatoio visti i pochissimi risultati al botteghino e gli zero premi Oscar (aveva mire altissime, invece anche le candidature erano mediocri). Eppure ricordavo che era intrigante; per fortuna una mia amica mi ha fatto notare che potevo trovarlo su Netflix.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La trama ruota attorno a diverse figure che vivono nel mondo del cinema a cavallo degli anni venti e trenta, quando ci fu una grande rivoluzione nello stesso a causa dell’introduzione del sonoro. Si tratta di un musicista di colore che viene preso a suonare per i film, di una sfrenata ragazza che diventa una diva, di un tuttofare che fa carriera e di un grande attore che cade lentamente in declino. Le loro storie, perlopiù, non si intrecciano molto, ma si toccano nel grande arabesco disegnato che è il film stesso e che parla, più della storia di una persona, di un mondo nella sua interezza.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Chazelle</strong> ci presenta una sineddoche cinematografica. Ci parla di un preciso momento storico e di alcune persone per raccontarci in generale del mondo del cinema e di come (secondo lui) funziona e si ripete. Certe volte è un giudizio estremamente distruttivo, altre volte una sperticata dichiarazione d’amore. Il film è sfrenato e decadente nella parte iniziale, con una incredibile quantità di turpiloquio (che in verità non passa mai completamente) e scene di sesso perverso e/o esplicito, tutto confezionato in una forma comica. Mano a mano che prosegue, la storia diventa interessante e quasi educativa nel narrarti il cambiamento nel mondo del cinema e come funzionava. Si passa infine a una parte tragica con la fine di quasi tutte le trame per poi, in coda, dare un barlume di speranza. Una girandola emotiva che si può permettere anche di fronte alle sue oltre tre ore di lunghezza. C’è da dire però che non stanca né annoia mai, il ritmo è serrato e quello che si vede a schermo è sempre degno di interesse.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il cast brilla in un modo incredibile, come spesso succede in prodotti corali con molti ottimi attori. <strong>Brad Pitt</strong> (che ammetto essere uno dei miei preferiti) se la cava sin troppo bene nel ruolo del divo decadente. <strong>Margot Robbie</strong> è in stato di grazia e non per la sua rinomata bellezza, ma per una capacità notevole. Non si ferma mai, è un uragano sullo schermo. C’è una breve parte per <strong>Tobey Maguire</strong> che se la cava, ma forse poteva sembrare più matto di quanto non sia. <strong>Diego Calva</strong> è il <em>protagonista morale</em> della storia. Il suo personaggio è il mio preferito e lui lo veste come un guanto.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Sul piano tecnico il film ha molto da dire. Il montaggio è azzeccato e l’uso dei movimenti di macchina non sarà da Oscar (non l’ha vinto), ma è raffinato ed efficiente. Le scenografie e i costumi fanno una parte importante ricreando in modo fedele un mondo di cento anni fa.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Un film bistrattato che non se lo meritava, in parte critica feroce, in parte testimonianza dell’andamento ciclico (non a caso nel finale propone scene di grandi film che hanno cambiato tutto, come lo è stato l’introduzione del suono) del mondo del cinema, ma soprattutto grande dichiarazione d’amore che non posso che condividere.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3ZDMmHC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4kORFwt" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink271f108cd50ce06709590dfbf614dab5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/babylon_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 621,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink271f108cd50ce06709590dfbf614dab5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/babylon_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="296" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink126670d041e4bd8639e30a5eb3ced9a4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/babylon_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink126670d041e4bd8639e30a5eb3ced9a4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/babylon_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=4FafYMR883c">https://www.youtube.com/watch?v=4FafYMR883c</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 14:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Xmas Creep di Marco Ravelli]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D4"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Uno stile narrativo crudo, diretto, fortemente dialogico</h1><h2 class="imHeading2">Romanzo breve che decostruisce in chiave grottesca e dark la mitologia natalizia</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em><span class="cf1">[…] Prima di lasciarsi cadere nella sua vecchia poltrona sgangherata con quell’unico, traballante movimento relax, Babbo Natale sapeva che doveva passare dal suo
capo: Blake Friday. Un pezzo d’uomo che sembrava masticare sacchetti di nicotina e sputare ordini. Grosso come un armadio, pelle d’ebano lucidata a nuovo, occhi duri come il ferro e un sorriso da gangster che prometteva
più guai di un temporale estivo. […]</span></em></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4n4zzIl" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad (ebook)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Xmas Creep </em></span><span class="cf1">a opera di </span><span class="cf1"><strong>Marco Ravelli</strong></span><span class="cf1"> ed edito da </span><span class="cf1"><strong>Delos Digital </strong></span><span class="cf1">per la collana Innsmouth, al numero 208 a cura di </span><span class="cf1"><strong>Luigi Pachì. </strong></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">È un romanzo breve che decostruisce in chiave grottesca e dark la mitologia natalizia. Protagonista della storia è Cristian, un Babbo Natale stanco, cinico e decaduto,
lontanissimo dall’immagine bonaria e commerciale del mito moderno. In una Roma indifferente e sporca, Cristian si barcamena tra debiti, traffici loschi e incontri surreali durante una vigilia di Natale che si trasforma
presto in un viaggio bizzarro e quasi onirico.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Nel corso della notte, il protagonista interagisce con figure emblematiche del degrado sociale: un vigile urbano ipnotizzato, una prostituta dal passato doloroso e persino un neonazista
sovrappeso. In questo contesto, Cristian mostra, dietro al sarcasmo ruvido e alla disperazione, un inatteso spirito di redenzione, facendo emergere uno strano tipo di "magia natalizia", molto distante dalle favole
per bambini. La sua missione non è più portare doni, ma sopravvivere in una realtà cinica che svuota ogni romanticismo.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Ravelli adotta uno stile narrativo crudo, diretto, fortemente dialogico, con abbondante uso di black humor, cinismo e un lessico volutamente sporco, infarcito di volgarità
e giochi di parole dissacranti. La scelta del linguaggio contribuisce al tono grottesco e parodico dell’opera, che rilegge i simboli natalizi sotto una lente deformante. Le descrizioni sono vivide, spesso iperboliche,
con una forte componente visiva.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">La trama è volutamente episodica: più che una storia lineare, è una sequenza di incontri e situazioni bizzarre che puntano a disgregare il mito natalizio per sostituirlo
con una versione disillusa e marginale dell’esistenza umana. La narrazione mescola elementi di critica sociale (il degrado urbano, la prostituzione, il neonazismo, il disagio psicologico) con inserti quasi surreali,
come il vigile ipnotizzato o il destino beffardo dei personaggi secondari.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">I personaggi sono efficacemente caratterizzati pur nella loro caricatura: Cristian/Babbo Natale è il centro emotivo e cinico della vicenda; Virginia, la prostituta, funge
da contraltare umano ed emotivo; gli altri comprimari sono funzionali a costruire il senso di desolazione e assurdo.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Per quanto il testo in alcuni punti possa risultare un po’ troppo ricco ai limiti del rallentamento della lettura e la costante taratura del linguaggio possa non essere digeribile
da alcuni lettori, il racconto ha un suo valore distintivo all’interno della narrativa grottesca contemporanea, adatto a un pubblico amante del black humor, del pulp e delle decostruzioni ciniche dei miti popolari. Non
è un prodotto per un pubblico generalista ma per chi apprezza una critica graffiante.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong><span class="cf1">L’AUTORE:</span></strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Marco Ravelli, 40 anni, è la voce di un podcast quotidiano che racconta l’attualità con uno sguardo diretto e incisivo. Tuttavia, è nei suoi racconti
che Ravelli rivela la sua anima più profonda: storie intrise di ironia e black humor, animate da protagonisti cinici e disillusi. Tra colpa, redenzione e tormento interiore, costruisce un universo narrativo dove il
grottesco e il tragico si fondono, trasformando ogni riflessione in un ritratto spietato e tagliente della condizione umana.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Xmas Creep</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Autore: Marco Ravelli</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Editore: Delos Digital</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Pagine: 82</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">ISBN: 978-8825433012</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Costo: 1,99 € Ebook</span></i></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4n4zzIl" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad (ebook)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink42191ffeca9d8af57debeb4588a7379f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/xmas-creep_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 771,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink42191ffeca9d8af57debeb4588a7379f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/xmas-creep_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 03:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il verdetto di Richard Eyre]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D3"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Sceneggiato secondo i crismi delle pellicole d’autore</h1><h2 class="imHeading2">Un film che approfondisce un carattere femminile complesso rendendolo protagonista del dramma</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Il verdetto (Regno Unito, 2017)</strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Regia: Richard Eyre. Soggetto e Sceneggiatura: Ian McEwan. Fotografia: Andrew Dunn. Montaggio: Dan Farrell. Musiche: Stephen Warbeck. Distribuzione (Italia): BiM Distribuzione. Titolo Originale: The Children Act. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Regno Unito, 2017. Durata: 105’. Genere: Drammatico. Interpreti: Emma Thompson (Fiona Maye), Stanley Tucci (Jack Maye), Fionn Whitehead (Adam Henry), Ben Chaplin (Kevin Henry), Eileen Walsh (Naomi Henry), Anthony Calf (Mark Berner).</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/44nMIVq" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div><a href="https://amzn.to/4ncpVDC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>The Children Act</em> è il titolo originale di questo ottimo film tratto dal romanzo <em>La ballata di Adam Henry</em> (2014) di <strong>Ian McEwan</strong>. Non ringrazierò mai abbastanza Rai 5 di esistere, un canale digitale che passa pellicole integrali (titoli di coda compresi) - senza interruzioni pubblicitarie - e subito dopo le rende disponibili su Rai Play. Ho scoperto <em>Il verdetto</em> grazie al benemerito canale Rai e mi sono immerso nel racconto dell’esistenza di Fiona Maye (<strong>Thompson</strong>) - una giudice londinese con problemi coniugali - che viene chiamata a decidere un caso di trasfusione di sangue su Adam Henry (<strong>Witehead</strong>), un diciassettenne affiliato ai Testimoni di Geova. <em>The Children Act</em> è - appunto - la legge che tutela i minori e che consente alla giudice di far praticare sul ragazzo un trattamento sanitario obbligatorio. Il momento delicato che vive Fiona - con il marito Jack (<strong>Tucci</strong>) in fuga per un’avventura dopo essere stato troppo trascurato - porta la giudice a vivere il caso in maniera emotiva, con tanto di visita al paziente in ospedale e un rapporto troppo personale che il ragazzo non avrebbe mai creduto possibile. Il problema è che Adam, una volta uscito dall’ospedale, ricerca disperatamente la compagnia di Fiona perché pensa che sia la sola persona al mondo capace di indicargli la strada giusta da seguire. Adam prova una sorta di amore intellettuale per Fiona, che si difende dalle insistenti <em>avances</em> grazie a un carattere irremovibile e apparentemente deciso, ma alla fine crolla, dopo un rapido bacio e una tragica notizia che non rivelo.<em> La ballata di Adam Henry, </em>versione romanzo, punta le sue carte sul nome del ragazzo e sul fatto che è appassionato di chitarra, strumento grazie al quale la giudice riesce a stringere un legame, intonando sul letto di ospedale una famosa ballata poetica. Potremmo definire questo lavoro come un film giudiziario, perché sono numerose le sequenze girate in tribunale, ma preferiamo parlare di cinema drammatico <em>tout court</em>, sceneggiato secondo i crismi delle pellicole d’autore, senza tradire le intenzioni letterarie di <strong>McEwan</strong> che si occupa in prima persona di tradurre la storia per immagini. <em>Il verdetto</em> è cinema dall’impianto teatrale (non è un difetto) basato in gran parte sulla recitazione degli attori - tutti bravissimi, da <strong>Thompson</strong> a <strong>Tucci</strong>, passando per il giovane <strong>Whitehead</strong> - girato quasi completamente in interni, tra rapidi campi e controcampi. Montaggio compassato e consequenziale (<strong>Farrell</strong>), con pochi <em>flashback</em> del passato (la vita sentimentale di Fiona), per una durata di 105’, la giusta misura per narrare una storia piccola ma complessa. Fotografia londinese nitida (<strong>Dunn</strong>), apprezzabile nelle panoramiche esterne, mentre una stupenda colonna sonora al pianoforte (<strong>Warbeck</strong>) sottolinea i momenti drammatici. Un film che approfondisce un carattere femminile complesso rendendolo protagonista del dramma. Da vedere.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/44nMIVq" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div><a href="https://amzn.to/4ncpVDC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink3cfcc9f434698b6304f5003a759574b4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ilverdetto_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3cfcc9f434698b6304f5003a759574b4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ilverdetto_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink3618a6676bd41aeacb5a44fe27ee8f0e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ilverdetto_bar.webp','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 684,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3618a6676bd41aeacb5a44fe27ee8f0e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ilverdetto_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="107" /></a></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ACZzCsveLIw">https://www.youtube.com/watch?v=ACZzCsveLIw</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 14:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Nella spirale di Fermat]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D2"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Scritto da Gianfranco Tondini per la Fernandel Edizioni</h1><h2 class="imHeading2">Trama incalzante a metà fra il romanzo d'azione e il giallo</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala <em>Nella spirale di Fermat</em>, il primo romanzo di <strong>Gianfranco Tondini</strong>, edito da Fernandel Edizioni.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">L’autore, già conosciuto per il suo lavoro di attore, regista e autore teatrale, in <em>Nella spirale di Fermat</em> racconta una storia d’amore e di criminalità ambientata nel mondo dell’arte contemporanea.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/40bN4vR" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Wainer e Sara sono stati a lungo insieme prima che una malattia li dividesse. Ora vivono lontani l’uno dall’altra, pur lavorando entrambi nel mondo dell’arte.<br>Wainer
è un gallerista di provincia coinvolto in una produzione artistica nella quale ha investito in maniera rovinosa tutto ciò che possiede, e che per sfuggire ai debiti si addentra nell’oscuro mondo delle contraffazioni,
fino al paradosso di falsificare un’opera autentica.<br>Sara ricopre un incarico di responsabilità alla sede Unesco di Lione e ogni suo pensiero è rivolto alla cura della malattia e al lavoro, a cui si
dedica con abnegazione totale. Finché, in modo del tutto inappropriato rispetto alle sue competenze, non viene incaricata di gestire le conseguenze del furto di un quadro di Rembrandt, vicenda che rivelerà un’insidia
vasta e velenosa.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Scritto con una trama incalzante a metà fra il romanzo d’azione e il giallo, <em>Nella spirale di Fermat </em>descrive il mondo dell’arte contemporanea nei suoi aspetti più estremi e forse meno conosciuti.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Gianfranco Tondini, pigro per vocazione, ha lavorato per trent’anni come attore, regista e autore. Negli ultimi anni è entrato in confidenza col mondo dell’arte contemporanea.
Vive a Ravenna. <em>Nella spirale di Fermat</em> è il suo primo romanzo.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Titolo: Nella spirale di Fermat</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Autore: Gianfranco Tondini</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Editore: Fernandel</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Pagine: 176</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">ISBN: 978-8832207750</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Costo: 15,00 euro</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/40bN4vR" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink3d6407bd0b06f45002e1dd3c5d0f3053 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nella-spirale-di-fermat_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 743,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3d6407bd0b06f45002e1dd3c5d0f3053, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nella-spirale-di-fermat_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="291" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink6c82de5346c22964975cbda13f517aa3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Gianfranco-Tondini.jpg','alt': '','title': '','width': 400,'height': 580,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6c82de5346c22964975cbda13f517aa3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Gianfranco-Tondini.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="218" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 05:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[The Dark Nightmare di Kjersti Helen Rasmussen]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D1"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Un complesso horror demoniaco</h1><h2 class="imHeading2">Lavoro pregevole, sceneggiato molto bene, senza punti morti</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">The Dark Nightmare (Norvegia, 2022)</strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Titolo Originale: The Dark Nightmare. Regia, Soggetto e Sceneggiatura: Kjersti Helen Rasmussen. Fotografia: Oskar Dahlsbakken. Musiche: &nbsp;Sjur Aaarthun. Montaggio: &nbsp;Brynjar Lien Aune. Paese di Produzione: Norvegia, 2022.Genere: Horror. Case di Produzione: Nordisk Film Productions, Handmade Films in Norvegian Woods. Distribuzione (Italia): BIM Distribuzione. Durata: 100’. Interpreti: Eili Harboe (Mona), Herman Tømmeraas (Robby), Dennis Storhøi (dr. Aksel Bruun), Gine Therese Grønner (Siren), Siri Black Ndiaye (Liv), Peter Førde (Martin).</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>Kjersti Helen Rasmussen</strong> è un’interessante regista e sceneggiatrice norvegese, laureata alla Danish Film School, specializzata in horror, che ha debuttato in patria nel 2022 con l’inquietante <em>Marerittet</em>, mai uscito in Italia e interpretato dai due attori protagonisti di <em>The Dark Noightmare</em>. Il suo ultimo film è un horror d’autore che cita <strong>Polanski</strong> e il suo <em>Rosemary’s Baby</em>, senza dimenticare la saga di <em>Nightmare</em>, per fare un discorso sociale contemporaneo, affrontando il tema della maternità (non sempre desiderata), analizzando le turbe psicologiche come la depressione post parto e il rapporto tra uomo e donna all’interno della convivenza matrimoniale. Tutto questo sapientemente condito - direi quasi mascherato - da una leggenda nordica sul Mare, un demone dei sogni, incubo malato che desidera fecondare una donna per assicurarsi un’infernale discendenza terrena. Vediamo la trama in estrema sintesi, quel che possiamo riferire senza togliere la sorpresa di una visione interessante. Mona e Robby sono due innamorati che dopo cinque anni di fidanzamento decidono di andare a convivere, lui lavora nel campo dei fondi d’investimento, lei avrebbe voluto diventare stilista (è molto dotata) ma finisce per rinunciare. I due ragazzi comprano casa - un appartamento dissestato che sembra citare tutto il ciclo delle case infestate - e si trovano a vivere accanto a una strana coppia di vicini che ha appena messo al mondo un bambino. Il crescendo di orrore è scandito da un montaggio compassato, lo spettatore viene subito catturato da una spirale terrificante fatta di sonnambulismo, apparizioni infernali, demoni concupiscenti e un <em>mad doctor</em> deciso a curare un’incredibile maledizione. Il film può avere una duplice spiegazione, se accettiamo quella soprannaturale si tratta di un complesso horror demoniaco con protagonista uno spirito maligno che sconvolge la vita di una coppia; se approfondiamo le motivazioni è una perfetta metafora della vita femminile in un contesto che non accetta la donna come persona ma solo come soggetto riproduttore. Tutto può essere spiegato come una sorta di ribellione psicologica a una gravidanza non voluta, durante la quale vediamo un medico anti abortista che tenta di convincere Mona a tenere il bambino anche contro la sua volontà. Mona sta partorendo il figlio del demonio, perché quello che porta in grembo è un frutto non voluto, preteso da un compagno che non la comprende e che ha deciso (senza consultarla) che è giunto il momento di avere un figlio. <em>The Dark Nightmare</em> in Norvegia è uscito tre anni fa con buon riscontro di pubblico, in Italia è stato esportato soltanto adesso, come horror estivo, di per sé poco appetibile, distribuito poco e male, in sala eravamo soli e siamo dovuti andare fino a Orbetello (100 Km da dove viviamo) per vederlo. Tecnicamente un lavoro pregevole, sceneggiato molto bene, senza punti morti, con le dovute sfumature di trama, da una regista che scrive il soggetto e lo traduce per immagini. Fotografia dai toni cupi (<strong>Oskar Dahlsbakken</strong>) per un film girato quasi completamente in interni (notturni) claustrofobici e angoscianti. Musiche inquietanti di <strong>Sjur Aaarthun</strong>, montaggio compassato (<strong>Lien Aune</strong>), secondo le linee guida del cinema d’autore, perché la regista usa il genere per affrontare argomenti socialmente importanti. Il consiglio è di cercare il film nei pochi cinema dove viene programmato, se non lo trovate in sala restano le piattaforme specializzate che non mancheranno di metterlo in circolazione. Deluderà il pubblico a caccia di orrore viscerale, farà felice il cinefilo che cerca dal genere un altro tipo di emozioni.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink591660dd060d9bcbbd71686115aa26e1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TheDarkNightmare_ver.webp','alt': '','title': '','width': 759,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink591660dd060d9bcbbd71686115aa26e1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TheDarkNightmare_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="285" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkb821d216f34850ece1475f2c6800a368 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TheDarkNightmare_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb821d216f34850ece1475f2c6800a368, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TheDarkNightmare_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=fRNFFH0ze0M">https://www.youtube.com/watch?v=fRNFFH0ze0M</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 05:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I Tarocchi Lovecraft di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D0"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Antologia ambiziosa, sorprendentemente varia</h1><h2 class="imHeading2">Un progetto coraggioso, che riesce a trovare un difficile equilibrio tra vincoli tematici e libertà narrativa</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div style="text-align: start;" data-text-align="start"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">I Tarocchi Lovecraft, a cura del Gruppo Telegram Lovecraft Italia</span></i></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3ZxwxCg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div>Con <em>I Tarocchi Lovecraft</em>, il collettivo del <strong>Gruppo Telegram Lovecraft Italia</strong> prosegue il proprio percorso editoriale lungo i sentieri del fantastico, questa volta avventurandosi in un crocevia affascinante: quello tra l’esoterismo
degli Arcani Maggiori e l’orrore cosmico dei Miti di Cthulhu. Il risultato è un’antologia ambiziosa, sorprendentemente varia, in cui ogni carta del mazzo diventa il punto di partenza per racconti che, pur
condividendo un impianto simbolico comune, si esprimono attraverso stili, toni e immaginari molto diversi tra loro. La struttura dell’opera è semplice quanto efficace: ogni autore (o autrice) interpreta più
Arcani Maggiori, dando vita a un racconto per ciascuno. La coerenza tematica è garantita dalla cornice simbolica dei Tarocchi, mentre la libertà narrativa consente un’esplorazione ampia e sfaccettata del
fantastico, che spazia dal weird puro al gotico, dalla fantascienza visionaria all’horror psicologico.</div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Alcuni racconti colpiscono per la loro costruzione e per la profondità delle suggestioni. È il caso dei testi di </span><span class="cf1"><strong>Federica Baldi </strong></span><span class="cf1">(giovane e talentuosa autrice di Bari) come negli iniziali </span><span class="cf1"><em>Il Bagatto</em></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><em>La Papessa</em></span><span class="cf1">, che fondono introspezione, mitologia aliena e una scrittura attenta ai dettagli. Il Bagatto racconta
la storia di Ozne, giovane inquieto che trova rifugio presso una coppia tanto ospitale quanto misteriosa. Il progressivo disvelamento dell’elemento mostruoso in chiave “grande antico” è ben calibrato,
con un finale disturbante e coerente con l’estetica dei Miti. </span><span class="cf1"><em>La Papessa</em></span><span class="cf1">, invece, si presenta come un racconto più denso e stratificato: attraverso il diario di una ragazza cresciuta tra saperi antichi, si delinea un legame profondo tra identità, folklore e richiamo
del mare. L’epilogo evoca chiaramente La maschera di Innsmouth, ma senza risultare derivativo. </span><span class="cf1"><strong>Baldi</strong></span><span class="cf1"> riesce a rendere familiare l’orrore, lavorando sulla trasformazione come cifra narrativa ricorrente. </span><span class="cf1"><em>La Stella</em></span><span class="cf1"> sintetizza i temi centrali della sua poetica, esplorando il corpo femminile come guscio destinato a rivelare un'identità aliena. La metamorfosi finale, con echi
dal Necronomicon, risulta perturbante ma calibrata, carica di simbolismi e riferimenti cosmici. </span><span class="cf1"><strong>Flavio Deri</strong></span><span class="cf1">, autore prolifico all’interno dell’antologia e nome ormai consolidato, si distingue per la capacità di contaminare atmosfere e contesti. In </span><span class="cf1"><em>L’Imperatrice</em></span><span class="cf1">, ambientato nel deserto di Giza, l’evocazione di Nyarlathotep si intreccia con il fascino di un’“archeologia nera” che riecheggia certe
suggestioni di </span><span class="cf1"><em>Prigioniero con i faraoni</em></span><span class="cf1">, il racconto commissionato a </span><span class="cf1"><strong>Lovecraft</strong></span><span class="cf1"> da il mago </span><span class="cf1"><strong>Houdini</strong></span><span class="cf1">. Più gotico e tenebroso, invece, </span><span class="cf1"><em>La Morte</em></span><span class="cf1">, ambientato in una Toscana seicentesca devastata dalla peste: un racconto che sembra flirtare con Poe,
ma si tiene saldo nel solco lovecraftiano per senso di ineluttabilità e corruzione. </span><span class="cf1"><strong>Mauro Palazzi </strong></span><span class="cf1">si segnala con </span><span class="cf1"><em>L’Innamorato</em></span><span class="cf1">, un racconto dal tono classico ma ben orchestrato, che narra il destino tragico di un uomo attratto in un abisso di
amore (si invaghisce di una ragazza plagiata da una setta) e culti oscuri. La malinconia e la perversione qui si incontrano in modo raffinato, con uno stile che richiama il weird tradizionale ma riesce a evitarne gli stereotipi.
In altri racconti dell’autore si percepisce una originalità stilistica notevole. In </span><span class="cf1"><em>La Temperanza</em></span><span class="cf1"> l’orrore emerge da un sogno lucido che si riversa nella realtà, tra creature colossali e una condanna morale alla caccia. Piace anche </span><span class="cf1"><em>Il Matto</em></span><span class="cf1">, con un’impostazione più classica e una riuscita caratterizzazione del villain. </span><span class="cf1"><strong>Palazzi</strong></span><span class="cf1"> sa muoversi anche tra registri più ironici, come ne </span><span class="cf1"><em>La Torre</em></span><span class="cf1">, che gioca con il linguaggio giuridico, e più fiabeschi, come </span><span class="cf1"><em>L’Appeso</em></span><span class="cf1">, in versi e completamente estraneo alla poetica lovecraftiana, ma proprio per questo originale. Si fa poi notare </span><span class="cf1"><strong>Sergio Poli </strong></span><span class="cf1">con </span><span class="cf1"><em>Il Carro</em></span><span class="cf1">, racconto onirico e allucinato, che parte da un’idea curiosa – un camion contenente
qualcosa di blasfemo – e si sviluppa con crescente inquietudine. L’orrore qui si insinua nel quotidiano con efficacia, lasciando il lettore in una condizione di spaesamento. &nbsp;Il guru </span><span class="cf1"><strong>Paolo Sista </strong></span><span class="cf1">firma 4 racconti fra cui </span><span class="cf1"><em>La Giustizia</em></span><span class="cf1">, tra i racconti più visionari e grotteschi della raccolta: un patto tra un adolescente e Hassatur, per superare l’esame di maturità (passato peraltro con un modesto 38/60) da vita a una narrazione
ironica e surreale, quasi da teen horror psichedelico, che spiazza e diverte, pur mantenendo un’anima lovecraftiana. In </span><span class="cf1"><em>La Forza</em></span><span class="cf1">, il tema della conoscenza proibita è declinato attraverso l’idea affascinante di libri che generano visioni solo a partire dalla copertina. </span><span class="cf1"><em>Il Papa</em></span><span class="cf1"> è un noir pulp, dove l’horror diventa pretesto per un’esplosione splatter tra gangster e tomi maledetti. </span><span class="cf1"><strong>Stefano Sbaccanti</strong></span><span class="cf1">, con </span><span class="cf1"><em>L’Imperatore</em></span><span class="cf1">, opta per una deriva distopica: una civiltà post-umana annientata dal proprio delirio di onnipotenza. Lo stile visivo richiama l’immaginario di </span><span class="cf1"><strong>Beksinski</strong></span><span class="cf1"> più che </span><span class="cf1"><strong>Lovecraft</strong></span><span class="cf1">, ma si inserisce con coerenza nel tono esoterico dell’opera. Meno centrati, ma non privi di spunti, alcuni racconti di </span><span class="cf1"><strong>Elena Baila</strong></span><span class="cf1">, come </span><span class="cf1"><em>La Ruota della Fortuna</em></span><span class="cf1">, che soffre di una certa prolissità, o </span><span class="cf1"><em>Il Diavolo</em></span><span class="cf1">, che ha momenti di fascino ma si perde nella complessità simbolica. Più riuscito
</span><span class="cf1"><em>La Forza</em></span><span class="cf1">, dove il tema del controllo mentale e della manipolazione mediatica è affrontato con maggiore incisività. </span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>I Tarocchi Lovecraft </em></span><span class="cf1">è un progetto coraggioso, che riesce a trovare un difficile equilibrio tra vincoli tematici e libertà narrativa.
La scelta di legare ogni racconto a un Arcano Maggiore non risulta forzata, ma anzi stimola gli autori a confrontarsi con simboli potenti, offrendo interpretazioni personali e spesso inaspettate. Le illustrazioni interne,
di ottima qualità, completano il progetto sul piano visivo, rafforzando l’impressione di trovarsi davanti a un mazzo narrativo da esplorare. </span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Naturalmente, come in ogni antologia collettiva, alcuni testi brillano più di altri. Ma è anche questa varietà a rendere l’opera stimolante: ogni lettore
troverà le proprie “carte preferite”, e il gioco che ne scaturisce è tanto letterario quanto immaginativo. I </span><span class="cf1"><em>Tarocchi Lovecraft </em></span><span class="cf1">è una raccolta che non si limita a reinterpretare </span><span class="cf1"><strong>Lovecraft</strong></span><span class="cf1">, ma lo attraversa e lo mette in dialogo con l’occulto, la psiche, il simbolo. Un libro che si apre come un mazzo divinatorio, dove ogni racconto è una finestra
sul mistero – e su ciò che, forse, non dovrebbe essere conosciuto. Da segnalare anche le illustrazioni di </span><span class="cf1"><strong>Mario Delucis </strong></span><span class="cf1">che imprezionsiscono questo volume e lo rendono un oggetto di culto e da collezione.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">I Tarocchi Lovecraft</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">(I miti di Cthulhu raccontati</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">attraverso gli Arcani Maggiori)</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Autore: AA.VV.</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Editore: Colomò Editore</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Pagine: 236</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">ISBN 13: 979-1281430211</span></i></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Costo:15 € cartaceo</span></i></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3ZxwxCg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkf3f35b41fb1b21fdbc7636e8b29c833b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tarocchi-lovecraft_ver_91e3hwua.jpg','alt': '','title': '','width': 699,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf3f35b41fb1b21fdbc7636e8b29c833b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tarocchi-lovecraft_ver_kt6u7siq.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 04:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La neve copre tutto]]></title>
			<author><![CDATA[Earl Faltz]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CF"><div><h1 class="imHeading1">Un racconto presentato da Alfred Hitchcock</h1></div><div><h2 class="imHeading2">Pubblicato in Italia nel gennaio 1961 sul giornale "La Domenica del Corriere"</h2></div><div><div><span class="cf1">Per coloro che hanno il senso della poesia la neve può significare purezza, candore, pace, malinconia. Per i cultori dello sport la neve è una eccellente scusa per lasciare la città e andare a sedersi davanti a un caminetto insieme con altri sciatori. Ad uno cresciuto in campagna come Harold Olide la neve ricordava un fantastico e delizioso mondo di sogni. Perché quando era bambino una nevicata significava che poteva stare in casa nella calda e accogliente fattoria, a leggere, a giocare, a sognare.</span></div> <div><span class="cf1">Quella sensazione persisteva in lui sebbene ormai da 25 anni non avesse più messo piede in una fattoria, occupato com'era ad arrampicarsi su, sempre più su, verso le cime direzionali della Compagnia Peyton, metalli all'ingrosso.</span></div> <div><span class="cf1">I giornali avevano previsto da cinque a otto centimetri di neve e quando Harold era salito sul treno che dalla periferia lo portava a New York, la neve cominciava già a cadere. A mezzogiorno quando usci dall'ufficio per far colazione con un cliente, si capiva che una grossa nevicata era in corso, una vera e propria bufera di neve. Ne erano già caduti dieci centimetri e diventava sempre più fitta. A metà del pomeriggio la segretaria annunciò ad Harold, che la città cominciava ad essere paralizzata; i treni erano zeppi di gente che tentava di partire prima dell’ora di punta creando cosi un'ora di punta anticipata e intralciando ancor più il servizio.</span></div> <div><span class="cf1">Quando telefonò a sua moglie verso le quattro del pomeriggio, Harold Cilde sentì che le strade erano bloccate e che ella non avrebbe potuto aspettarlo alla stazione con la macchina. E poiché Harold doveva già far tardi per una riunione, decise che avrebbe trovato alloggio in un albergo e passato la notte in città. Disse alla segretaria di fissargli una camera e andò al convegno.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><u class="cf1">Sulla lista nera</u></div> <div><span class="cf1">Era una importante riunione dei dirigenti della Compagnia. Harold aveva con sé tre grosse pratiche. Una riguardava l'indagine fatta per scoprire uno sconosciuto dipendente che da tempo e sistematicamente sottraeva denaro alla Compagnia. La seconda pratica riguardava la vendita di materiali a una dittatore sud-americano, vendita alla quale egli si era opposto ma senza riuscire a far valere la propria opinione di fronte all'amministratore. La terza pratica conteneva proposte di licenziamento di otto persone, due delle quali avrebbero partecipato alla riunione, già sapendo di essere sulla lista nera.</span></div> <div><span class="cf1">Nella Compagnia, il signor Harold Clide aveva fama di accanito lavoratore. Non era un sentimentale e si era fatto molti nemici. Ma non se ne curava troppo perché aveva poca stima dei suoi simili. Questo suo atteggiamento gli aveva già procurato alcuni fastidi.</span></div> <div><span class="cf1">A quarantacinque anni Harold Clide aveva fatto molta strada. Era entrato nella Compagnia come autista, era poi passato all'ufficio vendite e come venditore aveva trionfato. Con tutta evidenza era sulla buona strada per occupare posti molto alti, forse il più alto nella ditta, perché continuava a salire di gradino in gradino: dalle vendite alla produzione, alla ricerca, all'ispettorato generale, su su, sempre più su. Era intelligente, leale, onesto e lavoratore accanito.</span></div> <div><span class="cf1">La grande nevicata ritardò l'arrivo del presidente e gli altri rimasero seduti al tavolo della conferenza chiacchierando di cose minori. Tutti salvo Harold che approfittò dell'attesa per telefonare a una succursale e sistemare alcune faccende.</span></div> <div><span class="cf1">Alle cinque del pomeriggio l'autista del presidente telefonò per dire che la macchina aveva avuto un incidente e la riunione fu rimandata. Harold tornò al telefono e parlò con Washington per sentire che piega prendeva la vendita della merce al dittatore. La cosa minacciava di provocare un incidente internazionale.</span></div> <div><span class="cf1">Mentre egli telefonava gli altri se ne andarono e quando tornò in ufficio non c'era più nessuno, salvo la sua segretaria.</span></div> <div><span class="cf1">- Non riesco a trovarle una camera, signor Clide - disse miss Bardley; - gli aeroplani non possono decollare, i treni sono zeppi e molta gente pernotta in città. Ho tentato per più di un'ora e mezzo.</span></div> <div><span class="cf1">- Va bene - disse Harold, - troverò un rimedio. Vada pure a casa, signorina, altrimenti rimane bloccata anche lei.</span></div> <div><span class="cf1">- Non ho premura - disse miss Bardley, - continuerò a cercare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><u class="cf1">Troppo lusso</u></div> <div><span class="cf1">La signorina Bardley non era una bellezza, però non era nemmeno orribile. Aveva una certa tendenza a superare il peso medio, si pettinava con un paio d'anni di ritardo sulla moda, ma possedeva qualità che la rendevano preziosa per Harold. Era, come lui, onesta, intelligente e instancabile.</span></div> <div><span class="cf1">Alle sette di sera fu evidente che non si trovava alloggio. Miss Bardley aveva telefonato perfino alle tane di pulci dei bassifondi di New York. Disse a Harold che non c'era niente da fare.</span></div> <div><span class="cf1">- Ho tentato tutto, signor Clide. La città è colma. Adesso rinuncio e vado a mangiare se lei permette.</span></div> <div><span class="cf1">Harold pensò che tanta lealtà meritava un premio. Le offrì di cenare con lui. Miss Bardley accettò, dopo averci pensato un momento. Harold telefonò a sua moglie, le comunicò la situazione e la informò che se proprio non trovava alloggio avrebbe preso il treno delle 11 di sera. Sua moglie gli consigliò di telefonare ai Warner, loro amici, e chiedere ospitalità. Egli tentò ma in casa Warner nessuno rispose.</span></div> <div><span class="cf1">Harold e la signorina Bardley cenarono in un ristorante italiano, tranquillo e appartato. Ne aveva scelto apposta uno fuori mano per evitare di essere visto con la segretaria. Non che ci fosse qualcosa di male, ma la gente ha sempre la tendenza a pensare al peggio.</span></div> <div><span class="cf1">Harold bevette i suoi soliti due bicchieri. Miss Bardley fece altrettanto. Poi si concessero una bottiglia di vino. E quando uscirono dal ristorante si sentivano entrambi piacevolmente allegri.</span></div> <div><span class="cf1">Fuori c'erano più di trenta centimetri di neve. La città era stranamente silenziosa. Poche automobili tentavano di sfidare la bufera e quelle che ci riuscivano passavano silenziose sulla neve.</span></div> <div><span class="cf1">- Oh Dio! - esclamò Harold. - Mi pare di essere ai bei tempi, nella mia vecchia campagna.</span></div> <div><span class="cf1">Guardò le scarpe di miss Bardley.</span></div> <div><span class="cf1">- Ma lei si prenderà una polmonite con quelle scarpine - disse. - Dove abita?</span></div> <div><span class="cf1">- Nella Cinquantaseiesima Strada Est - rispose la segretaria.</span></div> <div><span class="cf1">- Ecco un tassi! - esclamò Harold e si tuffò nella neve per tentare di fermare la vettura. Ci riuscì e per quasi tutta la strada dovettero ascoltare le lagne dell'autista che descriveva le sue difficoltà a guidare con quelle strade. Harold commentò che aveva visto affari da centomila dollari conclusi con meno chiacchiere di quante non ne facesse lui, l'autista, per guadagnarsi la mancia. Allora il tassista, offeso, si chiuse in un dignitoso silenzio.</span></div> <div><span class="cf1">- E adesso dovrò andare a cercare un alloggio - disse Harold quando stavano per arrivare da miss Bardley. - Forse a quest'ora i miei amici Warner saranno rientrati.</span></div> <div><span class="cf1">- Può telefonare da casa mia - propose la segretaria. - Non vorrei che fosse costretto a girare a vuoto, e magari a rimanere senza riparo.</span></div> <div><span class="cf1">- Sì, buona idea, verrò a telefonare - disse Harold, - i miei amici non abitano lontano da qui. E se sono in casa posso andarci a piedi.</span></div> <div><span class="cf1">Diede una generosa mancia all'autista e salì con la signorina Bardley.</span></div> <div><span class="cf1">Era una casa nuova e moderna. L'appartamento di miss Bardley, sebbene piccolo, era ammobiliato con lusso. Harold notò vagamente che era più di quanto una segretaria potesse permettersi.</span></div> <div><span class="cf1">- E' bello qui - disse guardando in giro.</span></div> <div><span class="cf1">- Grazie rispose miss Bardley. - E' una casa in condominio, Mio padre mi ha lasciato un po' di denaro; altrimenti non avrei potuto permettermelo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><u class="cf1">Un uomo da pescare</u></div> <div><span class="cf1">Harold telefonò ai suoi amici, ma non c’erano. Miss Bardley preparò un paio di bibite al rum ed entrambi sedettero bevendo e discorrendo di cose banali finché arrivarono a parlare di ciò che avevano in comune, cioè del lavoro alla Compagnia.</span></div> <div><span class="cf1">- Scommetto che non è riuscito a combinare niente oggi alla riunione - disse la segretaria.</span></div> <div><span class="cf1">- Proprio niente - confermò Harold e, un po' per il vino e per il rum, un po' perché la casa era accogliente e miss Bardley simpatica, si sentì in vena di confidenze: - Eppure avrebbe potuto essere una riunione molto interessante - aggiunse.</span></div> <div><span class="cf1">- Se non sbaglio lei era in vena di dar battaglia - disse la donna.</span></div> <div><span class="cf1">- Eh, ci sono tanti bubboni che stanno per scoppiare.</span></div> <div><span class="cf1">- Davvero?</span></div> <div><span class="cf1">- Lo sa? - disse Harold abbassando la voce come per fare una confidenza. Sono sicuro che nella Compagnia c'è un falsario. C'è uno che sta truffando e intascando denaro. Ci sono ammanchi. Forse sono fatture falsificate o cose del genere.</span></div> <div><span class="cf1">- Ma davvero?! - esclamò miss Bardley curvandosi in avanti per ascoltare. - Ma sa chi è? - Le sue dita che reggevano una sigaretta, ebbero un leggero tremito.</span></div> <div><span class="cf1">- Può essere una sola persona - disse Harold. - Certo non avrei fatto nomi oggi. Ma volevo chiedere l'autorizzazione a far venire controllori dall'esterno.</span></div> <div><span class="cf1">- Ne ha già parlato a qualcuno?</span></div> <div><span class="cf1">- No - disse Harold.- Nessuno sa niente finora. Ho preferito tenere la cosa per me finché non riuscivo a pescare l'individuo. Forse non avrei detto niente neppure a lei se non fossi venuto qui. E' per principio, lei mi capisce.</span></div> <div><span class="cf1">- Oh, lo sa che io non parlo, signor Clide - disse la segretaria. Si alzò d’improvviso e andò alla finestra. - Nevica ancora - osservò.</span></div> <div><span class="cf1">- Proverò di nuovo a chiamare i Warner - disse Harold.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><u class="cf1">Allarme</u></div> <div><span class="cf1">Questa volta i suoi amici erano in casa e gli offrirono una camera.</span></div> <div><span class="cf1">- Il problema è risolto - disse Harold tornando dalla segretaria. - Non mi resta che ringraziarla, signorina.</span></div> <div><span class="cf1">- Era il meno che potessi fare - ella disse. Fece pausa, poi aggiunse: - Signor Clide, vorrei chiederle un grosso favore: potrebbe andare in negozio per me? Avrei bisogno di un po' di biscotti e del latte per la colazione.</span></div> <div><span class="cf1">- Ma certo - disse Harold, mi faccia una nota di quello che le occorre.</span></div> <div><span class="cf1">Miss Bardley scrisse una lista.</span></div> <div><span class="cf1">- Mi farebbe comodo anche un po' di rum - disse. Ho consumato per le nostre bibite tutto quello che avevo in casa. - Prese la borsa per cercarvi denaro, ma Harold non lo accettò.</span></div> <div><span class="cf1">Non appena Harold fu uscito, miss Bardley corse al telefono e formò un numero.</span></div> <div><span class="cf1">- Jim - disse. - Non ho potuto chiamarti perché il signor Clide è venuto da me dopo che abbiamo cenato insieme.</span></div> <div><span class="cf1">- Oh, ma bene! Spero che vi sarete divertiti.</span></div> <div><span class="cf1">- Jim, ascolta; non ti ho mai chiesto dove prendi tutto il denaro che hai, ma stasera il signor Clide ha detto che chiameranno un controllore dei conti dall'esterno.</span></div> <div><span class="cf1">Dall'altra parte del filo Jim non parlò.</span></div> <div><span class="cf1">Con voce drammatica la segretaria aggiunse: - Jim, sei tu quella persona?</span></div> <div><span class="cf1">- Dov'è Clide adesso? - chiese Jim.</span></div> <div><span class="cf1">Ella gli raccontò delle compere, e che poi Clide sarebbe andato a dormire dagli amici.</span></div> <div><span class="cf1">- Cerca di trattenerlo quando ritorna - disse Jim, - dammi il tempo di arrivare lì. Quando sarò di sotto ti telefonerò.</span></div> <div><span class="cf1">- Che cosa vuoi fare, Jim?</span></div> <div><span class="cf1">- Non so. Forse gli parlerò.</span></div> <div><span class="cf1">- No - disse miss Bardley, - lo sai com'è, lo conosci.</span></div> <div><span class="cf1">- Troverò un rimedio - ribatté Jim. - Quando telefonerò ti dirò che cosa fare. Ma cerca di trattenerlo finché arrivo.</span></div> <div><span class="cf1">Quando Harold ritornò coi viveri e il rum, la signorina Bardley insisté perché bevesse un punch per riscaldarsi, prima di tornare sulla neve.</span></div> <div><span class="cf1">Parve ad Harold di notare che nel frattempo in parte le lampade del salotto erano state spente e che nella casa c’era una romantica penombra, ma non disse niente. Quando sedette sul divano miss Bardley gli si mise accanto. Quando si accese una sigaretta, il ginocchio di miss Bardley sfiorò il suo. Quando accese una sigaretta anche lei, le loro mani si toccarono.</span></div> <div><span class="cf1">L'eventualità di una simile scenetta era passata per la mente a Harold già quando erano scesi insieme dal tassì, ma egli l’aveva subito respinta. Adesso ci ripensava. Questa ragazza non era una vamp, ma possedeva una certa forza di seduzione, naturale e, un po' primitiva. A lui, ragazzo di campagna, questo particolare non sfuggiva. Se ne era già accorto quando la aveva assunta:</span></div> <div><span class="cf1">- A che cosa pensa? - chiese d'un tratto miss Bardley.</span></div> <div><span class="cf1">- Penso che sto diventando vecchio - disse Harold - perché dopo venticinque anni di assenza dalla fattoria mi ritrovo a giudicare le cose col metro campagnolo.</span></div> <div><span class="cf1">- Che cosa vuol dire?</span></div> <div><span class="cf1">- Vuol dire che non debbo lasciarmi trasportare dalle nostalgie; che questi sono altri tempi e altri luoghi.</span></div> <div><span class="cf1">La guardò negli occhi. Era quasi bella. Un po' triste, ma quasi bella. Avvicinò il volto al suo. </span></div> <div><span class="cf1">- Bisogna che vada - disse, - i Warner mi aspettano.</span></div> <div><span class="cf1">Si alzò e andò alla finestra. Pensò che doveva anche telefonare a sua moglie.</span></div> <div><span class="cf1">- Non può... non può restare... ancora un pochino?</span></div> <div><span class="cf1">Anche miss Bardley si era avvicinata alla finestra. Giù nella strada ella vide una macchina nera che conosceva bene. L'automobile si fermò sul lato opposto. Un uomo ne scese e scivolando e incespicando nella neve si avviò in fretta verso l'angolo dove c’era una cabina telefonica. Anche a quella distanza ella riconobbe Jim.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><u class="cf1">« Ci penserò io »</u></div> <div><span class="cf1">Dopo un momento Harold si avvicinò a lei e le mise una mano sulla spalla.</span></div> <div><span class="cf1">- Vorrei restare... davvero... ma...</span></div> <div><span class="cf1">Il telefono trillò e la donna andò a rispondere.</span></div> <div><span class="cf1">- E' ancora lì?</span></div> <div><span class="cf1">- Sì.</span></div> <div><span class="cf1">- Sono giù nella cabina. Puoi lasciarlo andare adesso.</span></div> <div><span class="cf1">- E poi?</span></div> <div><span class="cf1">- Ci penserò io.</span></div> <div><span class="cf1">- Che cosa intendi?</span></div> <div><span class="cf1">- Ascolta - disse Jim a bassa voce - tutti quegli assegni che io ho preparato, lui li ha firmati. Se lui non c'è risulterà che è stato lui. Capisci?</span></div> <div><span class="cf1">Miss Bardley, non rispose. La sua mente rifiutava di pensare con chiarezza a ciò che stava per accadere.</span></div> <div><span class="cf1">- E' ubriaco? - domandò Jim.</span></div> <div><span class="cf1">- Non proprio.</span></div> <div><span class="cf1">- Cerca di farlo bere ancora un po'. Sarà più facile.</span></div> <div><span class="cf1">- Va bene.</span></div> <div><span class="cf1">Miss Bardley riappese e tornò alla finestra dove Harold guardava i fiocchi che continuavano a cadere.</span></div> <div><span class="cf1">- Una bufera di neve mi dà un senso di irreale, di fantastico. Tutto sembra diverso.</span></div> <div><span class="cf1">- Eppure sotto la neve ogni cosa rimane come prima - disse la donna.</span></div> <div><span class="cf1">- Certo, ma diventa difficile separare l'apparenza dalla realtà. E poi, in fondo, che cos'è la realtà? - aggiunse Harold, reso filosofo dal vino e dal rum.</span></div> <div><span class="cf1">- Preparo un altro punch - propose miss Bardley, e Harold non rifiutò. Approfitto della pausa per telefonare a sua moglie. Le disse che aveva trovato alloggio dai Warner.</span></div> <div><span class="cf1">- Dove sei adesso?</span></div> <div><span class="cf1">- In un bar - disse Harold.</span></div> <div><span class="cf1">Anche in campagna continuava a nevicare. I bambini erano a letto. Tutto era in ordine.</span></div> <div><span class="cf1">Era tornato accanto alla finestra quando miss Bardley portò i bicchieri. Stettero lì in silenzio a guardare la neve, ognuno assorto nei suoi pensieri. Harold guardò la segretaria e nella tenue luce vide che alcune lacrime le scendevano sulle guance.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><u class="cf1">Tragica passeggiata</u></div> <div><span class="cf1">Non poté resistere a quelle lacrime. Depose il bicchiere e la prese fra le braccia. Era soffice, calda e ubriaca. La sua casa, i Warner, la Compagnia… tutto sembrava lontano e dimenticato. Ma la signorina Bardley non portava bene i liquori. Si addormento fra le sue braccia, in piedi, vicino alla finestra. Harold la depose delicatamente sul divano, trovò una coperta e gliela stese sul corpo. Poi in punta di piedi uscì dall'appartamento.</span></div> <div><span class="cf1">Giù nella strada erano passati i carri spazzaneve e avevano accumulato montagne di neve verso i marciapiedi. Dall'altra parte della strada egli vide una macchina nera che era rimasta bloccata dalla neve accumulata sul lati della via. L'automobilista a bordo era in difficoltà. Non riusciva a metterla in movimento: le ruote giravano a vuoto nonostante gli sforzi del guidatore.</span></div> <div><span class="cf1">Il primo impulso di Harold fu quello di accorrere in aiuto. Ma poi ci ripenso: era già tardi e l'impresa era difficile. Si avviò in fretta verso la casa dei Warner senza accorgersi che l'automobilista bloccato lanciava su di lui furibonde occhiate e manovrava disperatamente i congegni della macchina recalcitrante.</span></div> <div><span class="cf1">Harold era ormai a metà strada, tra poco avrebbe raggiunto il caldo appartamento dei suoi amici. Camminando si inebriava dell'aria pura, dei candidi fiocchi che gli accarezzavano la faccia.</span></div> <div><span class="cf1">Ma cominciava ad avere i piedi umidi. Portava scarpe basse e la neve gli entrava nelle caviglie. Giunto a una curva, nello scendere dal marciapiedi fece un salto per superare la barriera di neve. Ma scivolò. Cadde all'indietro e batté con la testa contro la colonnina di ferro di una pompa antincendio. Il colpo gli fece perdere i sensi, scivolò giù dal marciapiedi e il suo corpo rimase quasi sepolto sotto la massa di neve. Pochi minuti dopo tornò a passare la macchina spazzaneve e sospinse verso il marciapiedi una nuova massa di neve che seppellì del tutto il povero Harold.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">« Tutta colpa sua »</span></div> <div><span class="cf1">Harold Clide giaceva incosciente sotto una pesante coltre bianca alta più di un metro. Verso le sei del mattino il portinaio della casa di fronte uscì con una pala e ripulì alla meglio il marciapiedi e, senza saperlo, gettò altra neve sul corpo di Harold.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Nel breve istante in cui riprese i sensi Harold sentì soltanto una specie di sonnolenza è un vago benessere. Sì, la neve portava veramente un senso di pace.</span></div> <div><span class="cf1">Gli uffici della Compagnia Peyton si aprirono come al solito il giorno dopo, sebbene alcuni impiegati non si presentassero. Miss Bardley comunicò di essere indisposta. Fu soltanto verso mezzogiorno che la signora Clide chiese di Harold e diede l'allarme. Verso le cinque del pomeriggio fu chiamata la polizia.</span></div> <div><span class="cf1">Due giorni dopo una squadra di manovali incaricati dello sgombero della neve, scoprì il corpo di Harold Clide. Era venerdì. La settimana successiva i giornali ebbero molto da dire sul conto della Compagnia Peyton. Il defunto Harold Clide, dicevano le notizie, era stato un falsario. Grossi ammanchi erano stati scoperti, ottenuti con documenti falsificati che portavano la sua firma. Pochi giorni dopo scoppiò l'incidente della vendita di metalli proibiti al dittatore sud-americano. I dirigenti della Compagnia affermarono che la colpa era di Harold Clide, morto di recente.</span></div> <div><span class="cf1">Alla successiva riunione dei dirigenti, alcuni delegati dichiararono che la diminuzione delle vendite era dovuta alle continue interferenze di Harold Clide. L'acquisto di una fabbrica poco redditizia fu attribuito a Harold Clide. I tappeti degli uffici della direzione, che erano costati cari e non avevano dato buon esito, erano stati approvati verbalmente a quanto si disse dal defunto Harold Clide.</span></div> <div><span class="cf1">E così Harold Clide si portò via la colpa di molte cose storte, perfino delle mollette di metallo che non tenevano bene e delle quali erano stati acquistati centomila pezzi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><u class="cf1">Da quella finestra...</u></div> <div><span class="cf1">La signora Clide vendette la casa, incassò l'assicurazione e si trasferì in California. La Compagnia Peyton, in un impulso di giusto sdegno, tentò di bloccare il pagamento della liquidazione di Harold, ma Jim Powel, il contabile, riuscì a far prevalere la sua opinione e la vedova ricevette il denaro.</span></div> <div><span class="cf1">Miss Bardley non tornò più in ufficio; diede le dimissioni per motivi di salute. Dopo qualche mese anche Jim lasciò la Compagnia e iniziò un lavoro in proprio, ed ebbe fortuna. Otto mesi più tardi la signorina Bardley lo incontrò per la via. Si guardarono ma nessuno dei due si fermò e non si salutarono.</span></div> <div><span class="cf1">Lontano, nella fattoria dove Harold era cresciuto, i suoi ex-amici che non si erano mai mossi dalla campagna si raccontarono storie raccapriccianti sul conto di coloro, che lasciano la dolce vita della campagna per avventurarsi nella giungla della città.</span></div> <div><span class="cf1">Quasi esattamente un anno più tardi ci fu un'altra bufera di neve, a New-York. Durante la notte miss Bardley si avvicinò alla finestra e guardò lo spettacolo. Non si sa che cosa significasse per lei la neve. Forse anche per lei significava pace, perché a un certo momento aprì la finestra e si gettò di sotto. La trovarono il giorno dopo, morta, con un sorriso sulle labbra.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">NOTE</strong></div> <div><span class="cf1">Racconti rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. Il 18 dicembre del 1960 <span class="fs14lh1-5"><i>La Domenica del Corriere</i></span> aggiunge una novità: un racconto presentato da <strong>Alfred Hitchcock</strong>.</span></div> <div><span class="cf1">Questi racconti proseguiranno quasi ininterrottamente per tutto il 1961 e 1962. C’era sempre la foto di <strong>Hitchcock</strong> (come nell’immagine qui sotto), spesso diversa, con la scritta: “Hitchcock presenta”, titolo del racconto e nome dell’autore.</span></div> <div><span class="cf1">Alcuni di questi racconti sono strani, originali e meritano di essere ripubblicati. Ne abbiamo scelti 5 o 6.</span></div> <div><span class="cf1">Il 29 gennaio del 1961 appare questo <em>La neve copre tutto</em> di <strong>Earl Faltz</strong>. Pubblicato per la prima volta su <em>Club GHoST</em>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink5316b0dab4506fa2e74aea0a771a2c86 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/neve-copre-tutto_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 212,'height': 424,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5316b0dab4506fa2e74aea0a771a2c86, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/neve-copre-tutto_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="150" height="300" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 04:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Piano piano di Nicola Prosatore]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CE"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Presentato al Locarno Film Festival e candidato al Nastro d’Argento</h1><h2 class="imHeading2">Una storia nera e crudele in un piccolo mondo composto da cose negative ma conosciute</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">Piano piano (Italia, 2022)</strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Regia: Nicola Prosatore. Soggetto: Nicola Prosatore. Sceneggiatura: Nicola Prosatore, Antonia Truppo, Francesco Agostini, Davide Serino. Fotografia: Edoardo Carlo Bolli. Montaggio: Marco Signoretti. Musiche: Francesco Cesari. Scenografia: Gaspare De Pascali, Brunella De Cola. Costumi: Giuseppe Ricciardi. Produttori: Nicola Prosatore, Antonia Truppo. Produttore Esecutivo: Ersilia Gagliardi. Case di Produzione: Briciolafilm, Eskimo, Rai Cinema. Distribuzione (Italia): I Wonder Pictures. Lingua Originale: Italiano, Napoletano (sottotitolato). Paese di Produzione: Italia, 2022. Durata: 84’. Genere: Drammatico. Interpreti: Dominique Donnarumma (Anna), Giuseppe Pirozzi (Peppino), Antonia Truppo (Susi), Giovanni Esposito (Totonno), Antonio De Matteo (il mariuolo), Massimiliano Caiazzo (Ciro), Lello Arena (Don Gennaro).</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/44fGs1R" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Debutto cinematografico per il napoletano <strong>Nicola Prosatore</strong> (1981), da tempo buon regista televisivo (da <em>Le chiavi del mistero</em> - 2006 a <em>Wanna</em> - 2022), con un film che si propone di raccontare l’adolescenza e la camorra nel 1987, la vita quotidiana in una periferia malavitosa partenopea, con il sottofondo del primo scudetto vinto dal Napoli. Presentato al Locarno Film Festival e candidato al Nastro d’Argento per il miglior soggetto, il film esce insieme alla serie di successo sulla popolare conduttrice di televendite <strong>Wanna Marchi</strong>. Anna (<strong>Donnarumma</strong>) è una ragazzina di 14 anni che è appena diventata signorina e vive in un quartiere delinquenziale di Napoli dove tutti la chiamano <em>principessa</em>, perché sua madre cerca di evitarle contatti malavitosi e amicizie complicate. Nel cortile del suo palazzo accade di tutto e un singolare personaggio come Don Gennaro (<strong>Arena</strong>) detta legge e conduce affari illegali, dalle scommesse clandestine al contrabbando di sigarette. Proprio vicino al quartiere sta sorgendo una strada sopraelevata e molte famiglie vengono sfrattate, contemporaneamente in una catapecchia abbandonata Don Gennaro ha fatto nascondere un mariuolo (<strong>De Matteo</strong>), reo di aver ucciso un uomo politico partenopeo. Anna conosce Peppino (<strong>Pirozzi</strong>), un coetaneo di cui pare innamorata, ma al tempo stesso è suggestionata dal delinquente nascosto al quale ogni giorno porta generi alimentari. Il regista racconta la fine dell’infanzia per due ragazzi e un’innocenza che svanisce, ambientando molto bene una storia nera e crudele in un piccolo mondo composto da cose negative ma conosciute, che va abbandonato per affrontare la vita con tutte le sue incertezze. Il riscatto della ragazzina, la fuga del giovane, il cambiamento segnato da un evento imprevedibile, vanno di pari passo con i festeggiamenti per la vittoria del Napoli di <strong>Maradona</strong> nel campionato di Serie A che coincidono con la fine della storia. La sceneggiatura del film è del regista (produttore e autore del soggetto) che collabora con <strong>Truppo</strong> (interprete di un piccolo ruolo), <strong>Agostini</strong> e <strong>Serino</strong>, realizzando una storia ricca di colpi di scena e ravvivata da una sorpresa finale che giunge inaspettata, come una sorta di colpo di teatro. <strong>Marco Signoretti</strong> è autore di un montaggio snello (84’) che permette un racconto lineare senza tempi morti, segnato da una colonna sonora suggestiva composta da <strong>Francesco Cesari</strong>. Fotografia anticata, nitida per i numerosi esterni e cupa negli interni claustrofobici a cura di <strong>Edoardo Carlo Bolli</strong>. Abbiamo visto il film su Rai 5, senza inserti pubblicitari, ma la pellicola è reperibile su Rai Play. Il regista è bravo e ispirato, ottimo direttore di giovani attori, gira un film che merita la visione, dimenticando lo stile televisivo ma seguendo le buone regole del cinema d’autore.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/44fGs1R" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink1ab915853abb57dc3f3e4e1acdfb0fac = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pianopiano_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1ab915853abb57dc3f3e4e1acdfb0fac, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pianopiano_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlink366df12cbc188886f9c5dd85a40c343b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pianopiano_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1600,'height': 800,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink366df12cbc188886f9c5dd85a40c343b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pianopiano_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="100" /></a></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=jFZ08-OcGqI">https://www.youtube.com/watch?v=jFZ08-OcGqI</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 05:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Oltre il morbo di Diego Matteucci]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CD"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1 imTALeft"><span class="cf1">Solido romanzo di genere</span></h1><h2 class="imHeading2 imTALeft"><span class="cf1">Scritto in uno stile scorrevole e accessibile</span></h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">[…] Amelia spalancò gli occhi. Scostò la guancia dalla pietra fredda.</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Non è andata così, quel giorno, fu il suo primo pensiero. Il secondo </em><em class="fs14lh1-5">sosteneva che era una stupida: come aveva fatto ad addormentarsi in una situazione del genere? Era stanca, tutto qui. Pensò per un attimo ancora a quella bambina di otto anni, che aveva scoperto forse troppo presto quanto potesse essere malvagio l’animo umano. […]</em></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4lp2ZiP" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4e1G2j6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Oltre il morbo </em>a opera di <strong>Diego Matteucci</strong> ed edito da <strong>Delos Digital </strong>per la Odissea Narrativa al numero 24 dei romanzi cartacei.<strong> </strong></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">In <em>Oltre il morbo</em>, l’autore trasporta il lettore in un mondo post-apocalittico dominato da un’epidemia zombie, dove i vivi lottano per la sopravvivenza in un paesaggio urbano devastato. La protagonista, Amelia, un'insegnante di matematica dotata di straordinarie capacità di calcolo e una sensibilità extrasensoriale, si ritrova intrappolata nei sotterranei di un antico tempio della città insieme ad Abhi, un giovane cuoco indiano.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Mentre cercano una via di fuga attraverso gallerie sotterranee e cunicoli segreti, i due affrontano il terrore dei non-morti e i fantasmi dei rispettivi passati. Amelia, in particolare, porta con sé il trauma di un'infanzia difficile e un misterioso potere di "lettura mentale", che sarà determinante nell’incontro con altri sopravvissuti e nelle scelte future.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il romanzo, oltre all’azione horror, offre un'esplorazione psicologica e intimista sui temi della paura, della colpa e della speranza, mescolando il genere apocalittico con una vena quasi mistica e introspettiva.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Il romanzo è scritto in uno stile scorrevole e accessibile. Un linguaggio diretto e chiaro aiutano un lettore più inesperto e alternando momenti d'azione serrata a riflessioni interiori più lente e introspettive “culla” chi questo genere di testi li mastica. Il tono riesce a bilanciare abbastanza bene il registro horror con momenti di umanità e delicatezza, specialmente nel rapporto che si sviluppa tra Amelia e Abhi.<br>La struttura è ben segmentata in quattro parti, con un buon ritmo narrativo che alterna momenti di claustrofobia nei sotterranei, flashback sull’infanzia traumatica di Amelia e la minaccia costante dei non-morti. L'autore riesce a costruire tensione senza forzare l’azione, facendo emergere i personaggi gradualmente.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Amelia è una protagonista interessante: fragile e forte insieme, con un potere non del tutto spiegato che le permette di "spingere" nella mente altrui. Il personaggio di Abhi funziona bene come spalla, offrendo calore e dialoghi che alleggeriscono l’atmosfera drammatica. Anche i pochi personaggi secondari sono ben delineati, sebbene la vicenda resti centrata sui due protagonisti.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Una delle pochissime cose che posso dire a mio gusto, alcuni momenti di introspezione sono un po’ ripetitivi e potevano essere sintetizzati.</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><em>Oltre il morbo</em> è un solido romanzo di genere, che unisce il survival horror classico con spunti più profondi e originali. Si inserisce bene nel filone post-apocalittico italiano, con potenzialità per appassionati di zombie.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><strong class="cf1">L’AUTORE:</strong></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Diego Matteucci, classe 1976, vive a Codigoro (FE) dove lavora come </span><span class="fs14lh1-5 cf1">assicuratore. Ha pubblicato il romanzo horror Seguimi! (Editrice Clinamen), la raccolta di racconti Lame nell’anima (0111 Edizioni). Diversi racconti sono stati pubblicati da Delos Books e da Delos Digital. Altri racconti sono apparsi in antologie edite da Dunwich Edizioni e Weird Book. Il racconto Madri finalista al Premio Urania Short 2017 è stato pubblicato a maggio 2018 in appendice al romanzo di Allen Steele Coyote – Estrema Frontiera, Urania Jumbo n. 2 (Mondadori). È curatore della collana The Tube Exposed per Delos Digital. In aprile 2022 è uscito il romanzo Sono solo vittime di cui è uscita anche l’edizione spagnola, Solo son víctimas. L’ultimo lavoro è un romanzo per ragazzi, Tra i Mondi (Winter Edizioni).</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Oltre il morbo</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Autore: Diego Matteucci</span></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Pagine: 252</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><em class="cf1">Costo: 18,00 € Cartaceo – 4,99 € Ebook</em></div> <div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4lp2ZiP" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4e1G2j6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkb3cc71da98a20f38b75ac0aaa79b9dad = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/oltre-morbo_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 712,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb3cc71da98a20f38b75ac0aaa79b9dad, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/oltre-morbo_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="304" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkd987d573322c012f91814e0de1ff1e0f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Diego-Matteucci.jpg','alt': '','title': '','width': 1079,'height': 1063,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd987d573322c012f91814e0de1ff1e0f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Diego-Matteucci.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="148" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 03:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile A prima vista]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CC"><div><h1 class="imHeading1">Una scrittura leggera e a tratti umoristica</h1><h2 class="imHeading2">Scritto da Alessandra Calanchi per la Galaad Edizioni</h2></div><div>






<div>La Redazione <em>GHoST</em> segnala <em>A prima vista</em>, il romanzo giallo di <strong>Alessandra Calanchi</strong> edito da Galaad Edizioni.</div><div><br></div>
<div><strong>Il libro</strong></div>
<div>Siamo all’inizio degli anni Settanta, e nel bar del paese arriva il juke-box. Ma il ritrovamento di un cadavere e uno strano commercio di quadri falsi turbano la quiete instabile
dei personaggi – un professore, una strega, due suore, alcuni villeggianti che buttano i rifiuti nel torrente, una bambina che seppellisce le bambole. L’indagine, inevitabile e condivisa, porta in superficie molto
più di quanto appare a prima vista.</div><div><br></div>
<div><em>A prima vista</em> di <strong>Alessandra Calanchi</strong> si è aggiudicato una Menzione Speciale per Romanzo Inedito nell’edizione del 2024 del Festival Giallo Garda con questa motivazione: “Una
scrittura leggera e a tratti umoristica accompagna il lettore nella singolare ambientazione di un bor-go, tanto immaginario e quasi favolisticamente lontano nel tempo e nello spazio quanto minuziosamente e topograficamente
descritto, e della galleria dei suoi caratteristici abitanti, dove a una catena di piccoli e apparentemente innocui e insignificanti misteri si sovrappone il caso di un omicidio la cui soluzione sfugge agli investigatori ufficiali,
ma non a un personaggio improbabile quale indagatore classico, e tuttavia interprete della coscienza collettiva del paese e attento lettore delle sue voci e dei suoi fatti di vita”.</div><div><br></div>
<div><strong>L’autrice</strong></div>
<div>Alessandra Calanchi è docente universitaria, studiosa di crime fiction e traduttrice. Per Galaad Edizioni co-dirige la collana Soundscapes, ha curato il saggio Arcobaleno noir.
Genesi, diaspora e nuove cittadinanze del noir fra cinema e letteratura (2014) e varie edizioni di racconti di Charlotte Perkins Gilman (La carta da parati gialla, 2019), Louisa May Alcott (Un sussurro nel buio, 2020), Anna
Katharine Green (Crimini con le lancette, 2021; Demoni del focolare, 2023), Susan Glaspell (Fermo immagine, 2022; Dietro la maschera, 2023). È socia onoraria dell’Accademia Italiana di Scienze Forensi.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b>SCHEDA TECNICA</b></span></div><div>Titolo: A prima vista</div><div>Autore: Alessandra Calanchi</div><div>Editore: Galaad Edizioni</div><div>Pagine: 152</div><div>ISBN: 979-1280737441</div><div>Costo: 16,00 euro</div></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4jSAjgT" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><br></div><div><script> var showboxlink880e99b4f136d7d9440c1a062b24f6ed = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/a-prima-vista_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 707,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink880e99b4f136d7d9440c1a062b24f6ed, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/a-prima-vista_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="306" /></a><br></div><div><script> var showboxlink91ac8855c2bea47de9434e025dea08af = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alessandra-calanchi.jpg','alt': '','title': '','width': 203,'height': 275,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink91ac8855c2bea47de9434e025dea08af, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alessandra-calanchi.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="204" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 14:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’ultima casa a sinistra di Dennis Iliadis]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CB"><div><h1 class="imHeading1">Fotografia televisiva e un montaggio compassato</h1><h2 class="imHeading2">Consigliato agli amanti del cinema dell’orrore più viscerale</h2></div><div><div><strong class="cf1">L’ultima casa a sinistra (Usa, 2009)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Dennis Iliadis. Soggetto: Wes Craven. Sceneggiatura: Adam Alleca, Carl Ellsworth. Fotografia: Sharone Meir. Montaggio: Peter McNulty. Musiche: John Murphy. Produttori: Wes Craven, Sean S. Cunningham, Marianne Maddalena. Casa di Produzione: Midnight Entertainment. Distribuzione (Italia): Universal Pictures. Titolo Originale: The Last House on the Left. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2009. Durata: 110’. Genere: Horror, Thriller. Interpreti: Sara Paxton (Mari Collingwood), Monica Potter (Emma Collingwood), Garret Dillahunt (Krug Stillo), Tony Goldwyn (John Collingwood), Spencer Treat Clark (Justin Stillo), Riki Lindhone (Sadie), Aaron Paul (Francis "Frank" Stillo), Martha MacIsaac (Paige).</em></div> <div><br></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4jJ9xqX" class="imCssLink"><span class="fs14lh1-5">ACQUISTA SU AMAZON</span></a></span></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3FSG0xe" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Fare un <em>remake</em> di un capolavoro è la cosa più inutile che ci sia, serve solo a scopi economici, quando poi quel capolavoro è un film come <em>L’ultima casa a sinistra</em>, girato nel 1972 da <strong>Wes Craven</strong>, ancora attuale e disturbante a distanza di molti anni, non se ne comprende proprio il motivo. Tra l’altro il lavoro di <strong>Dennis Iliadis</strong> (regista sconosciuto) nasce con la benedizione di <strong>Craven</strong>, produttore della pellicola insieme a <strong>Sean Cunningham</strong>. Film di stupro e vendetta, come ormai ben sappiamo, di provenienza alta, perché il capostipite del genere è <em>La fontana della vergine</em> (1960) di <strong>Ingmar Bergman</strong> e la storia raccontata in tutte le pellicole derivative è sempre la stessa. Abbiamo una violenza carnale e un barbaro omicidio, quindi una vendetta da parte della famiglia della vittima che avviene grazie a circostanze abbastanza casuali. <em>L’ultima casa a sinistra</em>, sia nel film del 1972 che nel <em>remake</em> del 2009, è la casa nel bosco dei genitori di una delle ragazze violentate, dove i criminali si trovano a chiedere asilo per la notte. Sono molte le differenze tra il capolavoro del 1972 (primo film di <strong>Craven</strong>) e questo piccolo film, la più importante è che una delle ragazze non muore ma riesce a raggiungere la casa dei genitori, pur gravemente ferita. Inoltre viene inserita la figura di un figlio incolpevole (come nel film di <strong>Bergman</strong>), in questo caso presentato come una vera e propria vittima di un padre assassino, che aiuta la famiglia a praticare la vendetta. <em>L’ultima casa a sinistra</em> in Italia non arriva neppure al cinema, per il timore che sia proibito ai minori di anni 18, ma esce subito nel circuito Home Video, suscitando poco scalpore e modesto interesse, nonostante un premio vinto al Festival del cinema fantastico di Bruxelles. Il film di <strong>Bergman</strong> del 1960 presentava temi importanti, voleva mostrare la reazione di una famiglia borghese di fronte a uno scempio atroce come la violenza carnale e l’uccisione di una figlia. Il film di <strong>Craven</strong> del 1972 attualizzava il messaggio ai tempi moderni e cercava di raccontare la nostra società con gli strumenti del cinema dell’orrore, pur guadagnandosi da parte di alcuni critici la definizione di <em>film violento fine a se stesso</em>. Il film di <strong>Iliadis</strong>, invece, non dice niente di nuovo, pare avere come unico scopo l’esibizione della violenza, risultando meno incisivo di tanti film del passato (anche italiani) come <em>Arancia meccanica</em>, <em>L’ultimo treno della notte</em>, <em>La casa sperduta nel parco</em> e <em>Autostop rosso sangue</em> (l’elenco non è esaustivo). Ricordiamo molte sequenze efferate e una scena di stupro, esibita a lungo, in mezzo al bosco, oltre a riprese concitate con la macchina a mano e inquietanti soggettive. Il regista non conosce bene i meccanismi della suspense perché diluisce il finale in maniera eccessiva, insistendo troppo su determinati particolari e inserendo tanti dialoghi inutili. La sceneggiatura abbastanza irrisolta è la maggior responsabile dei molti difetti di un film che presenta una fotografia televisiva e un montaggio compassato. <em>L’ultima casa a sinistra</em> è un film di puro genere, la visione è consigliata agli amanti del cinema dell’orrore più viscerale, a nostro parere resta valido il consiglio di ricercare la pellicola originale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/4jJ9xqX" class="imCssLink"><span class="fs14lh1-5">ACQUISTA SU AMAZON</span></a><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad (DVD)</span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3FSG0xe" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink208661dd757d0140bff22c54ae150be4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/casa-sinistra2019_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 622,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink208661dd757d0140bff22c54ae150be4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/casa-sinistra2019_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink819fe0efb887c67b4863bfbeeb6cbbcb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/casa-sinistra2019_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1920,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink819fe0efb887c67b4863bfbeeb6cbbcb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/casa-sinistra2019_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ieAbq9MOihY">https://www.youtube.com/watch?v=ieAbq9MOihY</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 03:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile il saggio Akira Kurosawa]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CA"><div><h1 class="imHeading1">Tributo appassionato e critico a un maestro del cinema</h1><h2 class="imHeading2">Uno dei più grandi registi della storia del cinema giapponese e mondiale</h2></div><div><div><span class="cf1">Un viaggio nell’universo cinematografico del Premio Oscar <strong>Akira Kurosawa</strong>, uno dei più grandi registi della storia del cinema giapponese e mondiale. Attraverso un’analisi dettagliata delle sue opere, il saggio esplora la sua filmografia e le tematiche ricorrenti, quali l’onore, la giustizia e la condizione umana, evidenziando come <strong>Kurosawa</strong> abbia innovato la narrazione cinematografica e influenzato generazioni di cineasti. </span></div> <div><span class="cf1">Un vero e proprio tributo appassionato e critico a un maestro del cinema, che stimola la riflessione sui temi universali delle sue opere e sul suo straordinario contributo all’arte cinematografica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>Akira Kurosawa</strong> è una figura centrale del cinema mondiale, capace di fondere tradizione giapponese e influenze occidentali in uno stile unico.</span></div> <div><span class="cf1">Dai racconti epici come<strong> </strong><em>I sette samurai</em> ai drammi esistenziali come <em>Vivere</em>, ogni suo film è un capolavoro di narrazione visiva<strong> </strong>che ha influenzato generazioni di cineasti, da Hollywood al cinema d'autore europeo.</span></div> <div><span class="cf1">Le sue storie di samurai non sono semplici racconti d’azione, ma esplorazioni profonde dell’etica, della lealtà e della condizione umana. Allo stesso tempo, i suoi drammi moderni mostrano una sensibilità sociale e un’attenzione ai dilemmi morali universali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il saggio <em>Akira Kurosawa – Visioni, tradizione e innovazione nel cinema giapponese</em> (Edizioni NPE) ripercorre la sua intera carriera, dalle prime opere al periodo della maturità, analizzando il contesto storico e culturale, svelando i dettagli della sua meticolosa metodologia di lavoro e offrendo un ritratto approfondito di un maestro senza tempo. </span></div> <div><span class="cf1">Attraverso un viaggio tra immagini iconiche, innovazioni stilistiche e influenze artistiche, il libro propone una prospettiva completa su un cineasta che ha trasformato il cinema in un’arte universale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il saggio <em>Akira Kurosawa – Visioni, tradizione e innovazione nel cinema giapponese</em>, di <span class="fs14lh1-5"><b>Riccardo Antoniazzi</b></span> e pubblicato da Edizioni NPE, sarà in libreria dal 13 giugno.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3Th2jjg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span> <span class="fs14lh1-5">#ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">SHEDA TECNICA</strong></div> <div><span class="cf1">Titolo: Akira Kurosawa – Visioni, Tradizione e Innovazione nel Cinema Giapponese </span></div> <div><span class="cf1">Collana: Narrativa</span></div> <div><span class="cf1">Numero in Collana: 46</span></div> <div><span class="cf1">ISBN: 9788836272747</span></div> <div><span class="cf1">Autore: Riccardo Antoniazzi</span></div> <div><span class="cf1">Formato: 148x210 mm, brossura con alette, bianco e nero, pag. 208</span></div> <div><span class="cf1">Dorso: 12 mm</span></div> <div><span class="cf1">Prezzo: 17,90 euro</span></div> <div><span class="cf1">Editore: Edizioni NPE</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink26b9fcb4e41d426904778dfcd8770736 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Akira-Kurosawa-saggio_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 755,'height': 1057,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink26b9fcb4e41d426904778dfcd8770736, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Akira-Kurosawa-saggio_ver.jpg" alt="La copertina del saggio." title="La copertina del saggio." width="200" height="280" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 13:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Tutto Avati aggiornato]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C9"><div><h1 class="imHeading1">Figlio bizzarro di un Sessantotto rinnegato</h1><h2 class="imHeading2">Edito da Il Foglio Letterario e aggiornato a marzo 2025</h2></div><div><div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala l’aggiornamento dell’ottimo saggio dedicato al Maestro <strong>Pupi Avati</strong> curato da <strong>Gordiano Lupi</strong> e <strong>Michele Bergantin</strong> ed edito da <em>Il Foglio Letterario</em> con la prefazione di <strong>Fabio Canessa</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Dall'introduzione di Fabio Canessa</strong></div> <div><span class="cf1">Figlio bizzarro di un Sessantotto rinnegato (l’energia corrosiva antiborghese rimarrà intatta, ma incanalata in una sacralità cristiana o esplosa in una sarabanda horror) e di un <strong>Fellini</strong> rivissuto da un artista controcorrente, <strong>Avati</strong> è contemporaneamente terragno e metafisico, cattolico e pessimista, incantato e disincantato, capace di osare sentimenti estremi e guizzi surreali, simile a certi suoi personaggi saggiamente matti.</span></div> <div><span class="cf1">Eppure, alla distanza, ci accorgeremo che proprio questo regista, il più estraneo, per gusto e scelta dei generi (memorabili le sue incursioni nell'horror) alla tradizione del cinema italiano, sarà quello che, fingendo di trascurare l’attualità, ha saputo darci il ritratto più vero dell’Italia dell’ultimo mezzo secolo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il volume è stato aggiornato a marzo 2025 alle ultime opere del Maestro, mancanti nella prima edizione: <em>Il signor diavolo</em> (2019), <em>Lei mi parla ancora</em> (2021), <em>Dante</em> (2022), <em>La quattordicesima domenica del tempo ordinario</em> (2023), <em>Nato il sei ottobre</em> (2024), <em>L'orto americano</em> (2024).</span></div><div><br></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/45NNfB5" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> </span><span class="fs14lh1-5">#ad (ebook)</span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3FR9Jqq" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div> <div><span class="cf1">Titolo: Tutto Avati</span></div> <div><span class="cf1">Autore: Gordiano Lupi e Michele Bergantin </span></div> <div><span class="cf1">Prefazione: Fabio Canessa</span></div> <div><span class="cf1">Editore: Il Foglio Letterario</span></div> <div><span class="cf1">Pagine: 619</span></div> <div><span class="cf1">ISBN: 979-1256860456</span></div> <div><span class="cf1">Costo: 18,59 - Ebook 4,99 €</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink58d38b6893e939bfa43d1641077c07dd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TuttoAvati_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 771,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink58d38b6893e939bfa43d1641077c07dd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TuttoAvati_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="280" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 05:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Threshold]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C8"><div><h1 class="imHeading1">Il nuovo album dei God in a Black Suit</h1><h2 class="imHeading2">Tredici nuovi brani che esplorano il tema della crescita interiore</h2></div><div><div><span class="cf1"><em>Threshold</em></span><span class="cf1"> è il nuovo album dei </span><span class="cf1"><strong>God in a Black Suit</strong></span><span class="cf1"> , uscito a maggio per la statunitense </span><span class="cf1"><em>Missing Fink Records</em></span><span class="cf1">.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Tredici nuovi brani, più due bonus track accluse ai singoli </span><span class="cf1"><em>A New Life</em></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><em>To Forget</em></span><span class="cf1">, che sottolineano l’urgenza creativa e il carattere originale del quintetto di Matera, confermando una direzione solidamente radicata nel Post-Punk e nella New Wave più genuini, ma aprendo ulteriormente a quegli scenari alternativi e indie già esplorati nel primo lavoro.</span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">L’album esplora il tema della crescita interiore: la perdita, il distacco, la rinuncia, l’accettazione, sono solo alcune di quelle esperienze fondamentali che ognuno di noi affronta nell’arco della vita. Elaborare un dolore o provare a dimenticarlo, godere di una gioia o essere costretti a rinunciarvi, accettare il cambiamento e intraprendere un nuovo viaggio, ogni esperienza ci prepara alla consapevolezza che mutare è inevitabile.</span></div> <div><span class="cf1"><em>Thresholds</em></span><span class="cf1">, la title track , è quasi un manifesto di quanto verrà esplorato nelle successive 12 tracce: il desiderio di cambiamento in </span><span class="cf1"><em>A New Life</em></span><span class="cf1"> , la necessità del distacco in </span><span class="cf1"><em>To Forget</em></span><span class="cf1"> e il suo contrario in </span><span class="cf1"><em>I Remember You</em></span><span class="cf1">, la perdita in </span><span class="cf1"><em>Whisper</em></span><span class="cf1"> o infine l’addio in </span><span class="cf1"><em>End</em></span><span class="cf1">.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">E ancora la sfida, l’ambizione, il desiderio e la ricerca di un nuovo equilibrio lontano dagli schemi di una società sempre più invadente in </span><span class="cf1"><em>Goodbye</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Breath</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Sunshine</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>One More Time</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Dirt</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Invisible</em></span><span class="cf1">.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Ogni brano parte da un’evidente matrice personale e racconta un passo verso il nuovo, nel bene e nel male.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">I </span><span class="cf1"><strong>God in a Black Suit</strong></span><span class="cf1"> nascono a Matera nel 2020, ed esordiscono nel Settembre dell’anno successivo con l’EP</span><span class="cf1"><strong> </strong></span><span class="cf1"><em>Nails</em></span><span class="cf1">. L’album di debutto omonimo viene pubblicato il 9 giugno 2023, e contiene dieci tracce di evidente matrice Post-Punk/New Wave, seppure con alcune influenze Indie Rock.</span></div> <div><span class="cf1">Volendo citare dei riferimenti, il loro suono ricorda </span><span class="cf1"><strong>Bauhaus, Pixies, Slowdive</strong></span><span class="cf1"> ei primi </span><span class="cf1"><strong>Siouxsie And The Banshees</strong></span><span class="cf1"> nel suono tagliente di chitarra e nella batteria incalzante, composizioni “</span><span class="cf1"><em>caratterizzate da un diverso leitmotiv di caratteristici effetti sonori e da una direzione melodica originale e inaspettata.”</em></span><span class="cf1"> (Post-Punk.com)</span></div> <div><span class="cf1">Il lavoro viene notato dall’etichetta Statunitense </span><span class="cf1"><em>Missing Fink Records</em></span><span class="cf1">, con cui la band chiude un accordo per la stampa in vinile del proprio catalogo.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong><span class="cf1">Formazione</span></strong></div> <div><span class="cf1">Annalisa Laterza - Basso</span></div> <div><span class="cf1">Bruno Pantone - Chitarra</span></div> <div><span class="cf1">Gianluca Natrella - Batteria</span></div> <div><span class="cf1">Matteo Demma - Voce</span></div> <div><span class="cf1">Pietro De Ruggieri - Synth, tastiere</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">Tracce:</span></b></span></div><div><ol><li><span class="cf1">Thresholds 03:32</span></li><li><span class="cf1">A New Life 02:36</span></li><li><span class="cf1">To Forget 03:31</span></li><li><span class="cf1">I Remember You 03:42</span></li><li><span class="cf1">Dirt 03:58</span></li><li><span class="cf1">One More Time 04:28</span></li><li><span class="cf1">Sunshine 02:44</span></li><li><span class="cf1">Whisper 04:36</span></li><li><span class="cf1">Invisible 03:49</span></li><li><span class="cf1">Together 04:09</span></li><li><span class="cf1">Goodbye 03:54</span></li><li><span class="cf1">Breath 04:40</span></li><li><span class="cf1">End 05:34</span></li></ol></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink97f404a13bbf66521487459876b313dc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GodinaBlackSuit-cover-album_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 600,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink97f404a13bbf66521487459876b313dc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/GodinaBlackSuit-cover-album_ver.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlinke270a71eebcf4e5c818cc6c2ca57ec69 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GodinaBlackSuit-bandOKK_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1382,'height': 777,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke270a71eebcf4e5c818cc6c2ca57ec69, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/GodinaBlackSuit-bandOKK_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=716RZvTWVMw">https://www.youtube.com/watch?v=716RZvTWVMw</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 14:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[The Foreigner di Martin Campbell]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C7"><div><h1 class="imHeading1">Cinema di azione allo stato puro</h1><h2 class="imHeading2">Recitato bene e sorretto da una storia solida che avvince lo spettatore</h2></div><div><div><strong class="cf1">The Foreigner (Regno Unito, Cina, Usa, 2017)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Martin Campbell. Soggetto: Stephen Leater (romanzo The Chinaman). Sceneggiatura: David Marconi. Fotografia: David Tattersall. Montaggio: Angela M. Catanzaro. Effetti Speciali: Nathan Chidgey, Emily Pooley, David Rigley-Williamson. Musiche: Cliff Martinez. Scenografia: Alex Cameron. Cosatumi: Alex Bovaird. Produttori: Jackie Chan, Wayne Marc Godfrey, Arthur Sarkissian, Qi Jian Hong, Claire Kupchak, Jamie Marshall, Cathy Schulman. Case di Produzione: Thefizz, Arthur Sarkissian Productions, The Entertainer Production Company, Huayi Brothers, Wanda Media Co. Distribuzione (Italia): Italian International Film. Titolo Originale: The Foreigner. Lingua Originale: Inglese, Mandarino. Paesi di Produzione: Regno Unito, Cina, Stati Uniti d’America. Anno: 2017. Genere: Azione, Thriller. Interpreti: Jackie Chan (Quan Minh), Pierce Brosnam (Liam Hennessy), Katie Leung (Fan Minh), Rufus Jones (Ian Wood), Mark Tandy (Simpson), John Cronin (Denis Fisher), Caolan Byrne (McCormick), Donna Bernard (giornalista), Aaron Monaghan (Pat Nugent), NIall McNamee (Patrick O'Reilly), Charlie Murphy (Maggie / Sara McKay), Orla Brady (Mary Hennessy), Lia Williams (Katherine Davies), Michael McElhatton (Jim Kavanagh), David Pearse (Billy McMahon), Ray Fearon (comandante Richard Bromley), Rory Fleck-Byrne (Sean Morrison), Liu Tao (Keyi Lam), Dermot Crowley (Hugh McGrath), Manolo Cardona (Pedro Lopez), Grainne Keenan (Beth).</em></div> <div><br></div></div><div><div><a href="https://amzn.to/4eJCkLq" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div></div><div><div><a href="https://amzn.to/44LVBs2" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1"><em>The Foreigner - Lo Straniero</em> del neozelandese <strong>Martin Campbell</strong> - che lavora da tempo nel Regno Unito e conosce le problematiche politiche - adatta per il cinema il buon romanzo <em>The Chinaman</em> (titolo appropriato) di <strong>Stephen Leather</strong>, autore di thriller che tolgono il respiro. Il film è ben fatto, montato con i tempi giusti e fotografato a dovere, con riprese acrobatiche ed effetti speciali credibili, il tutto gestito con sequenze di azione realizzate da un vero esperto. Asso nella manica del regista un <strong>Jackie Chan</strong> in gran forma per un ruolo diverso dal solito ma perfetto per mimica ed espressività, visto il personaggio da interpretare, così come è bravo Pierce Brosnam nel ruolo del perfido tessitore di trame, avido di potere. La sceneggiatura di David Marconi pesca a piene mani dal romanzo, concretizzando per immagini le avvincenti trame intrise di azione e <em>suspense</em> che <strong>Leather</strong> aveva immaginato. Il protagonista è Ngoc Minh Quan, vedovo ed ex soldato statunitense in Vietnam che gestisce un ristorante cinese insieme a Lam, pronto a trasformarsi in un implacabile giustiziere quando la sua ultima figlia Fan viene uccisa in un attentato organizzato dall’IRA. Quan ogni giorno si reca a Scotland Yard per avere notizie sui responsabili dell’eccidio ma non gli viene prestato ascolto, perciò decide di fare da solo, dopo aver individuato la persona che può dargli notizie, Liam Hennessy, vice primo ministro dell’Irlanda del Nord. Fermiamoci con la trama che si dipana tra sorprese e tradimenti, momenti di pura azione e omicidi efferati, giochi di potere e spionaggio internazionale. Il film serve anche a mettere il dito sulla piaga del terrorismo indipendentista gestito da un’organizzazione ancora attiva come l’IRA, un tempo problema sentito come un sorta di guerra civile nel Regno Unito, tra Irlanda del Nord e Inghilterra, con attentati diffusi tra Belfast e Londra. Il regista mette in scena esplosioni credibili, attentati fantastici sul grande ponte londinese, autobus che esplodono, vetrine in frantumi e aeroporti in subbuglio per esplosivi disinnescati all’ultimo minuto. Non è il genere che preferisco vedere al cinema ma devo sottolineare la cura con cui la pellicola è stata girata e montata, senza la minima sbavatura di sceneggiatura. <em>The Foreigner</em> è cinema di azione allo stato puro, recitato bene e sorretto da una storia solida che avvince lo spettatore. Da vedere su Mediaset Infinity, dove lo trovate senza dover pagare un euro.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4eJCkLq" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/44LVBs2" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink361f3b7dc704a10dec1fa575bed045b2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Foreigne_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 623,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink361f3b7dc704a10dec1fa575bed045b2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Foreigne_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink23cc3a37e9c5bd964c7b65305a615e93 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Foreigne_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1466,'height': 834,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink23cc3a37e9c5bd964c7b65305a615e93, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Foreigne_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="114" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kgrpL6c3xqE">https://www.youtube.com/watch?v=kgrpL6c3xqE</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 06:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'incubo sull'Orient Express di Flavio Deri]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Russo]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C6"><div><h1 class="imHeading1">Riecheggiano le influenze di Lovecraft e riferimenti esoterici</h1><h2 class="imHeading2">Una narrazione onirica di Flavio Deri, serpentesca come l’andamento del suo treno-mondo</h2></div><div><div><span class="cf1"><em>[…] L’Orient Express, un aspide </em><em class="fs14lh1-5">d’acciaio che serpeggiava e si snodava attraverso le foschie dell’Europa </em><em class="fs14lh1-5">centrale, gli offriva un rifugio transitorio dalla tempesta invernale. Trieste, </em><em class="fs14lh1-5">con la sua atmosfera cosmopolita e i suoi inquietanti sussurri di occultismo, </em><em class="fs14lh1-5">sembrava ormai lontana anni luce. Proprio in quel vagone, mentre il treno </em><em class="fs14lh1-5">attraversava le desolate pianure jugoslave, il dottor Visintin iniziò a intuire </em><em class="fs14lh1-5">che alcune sensazioni erano destinate a seguirlo ovunque andasse. […]</em></span></div> <div><br></div></div><div><div><a href="https://amzn.to/4koQ9jF" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Il racconto “<em>Incubo sull’Orient Express</em>” di <strong>Flavio Deri</strong> si apre con un’immagine serpentesca, che possiede già un suo valore tentatore e perturbante. Vediamo innanzitutto di inquadrare il contesto spazio-temporale in cui è ambientata la storia.</span></div> <div><span class="cf1">Siamo nel 1932, quindi tra le due Guerre Mondiali. L’Europa Centrale (Da Trieste a Vienna, fino a Budapest) ha rappresentato storicamente, come ci ricordano autori quali <strong>Cacciari</strong> o <strong>Magris</strong>, una zona liminale dove gli opposti – razionalismo e misticismo, liberalismo e autoritarismo, lingua ufficiale dell’impero austroungarico e lingue delle minoranze ecc. – convivevano. Queste tensioni erano vive pure dal punto di vista culturale: si trattava anche di una “frontiera interiore”, di un confine psichico e spirituale appartenente ai luoghi più reconditi e inconsci dell’animo umano. Si creò una sorta di alchimia culturale, in cui scienza, arte e psiche si interrogavano a vicenda nei modi più bizzarri. La mente e lo spirito divennero campi di sperimentazione per una razionalità in crisi, in cui fiorivano molti sistemi spirituali “alternativi”. </span></div> <div><span class="cf1">Il protagonista Giuseppe Visintin incarna tutti questi aspetti in maniera unificante: egli è un medico di origini italiane, residente a Trieste e appassionato di esoterismo. Era stato membro del <em>The Ghost Club</em> a Londra, fondato da studiosi di parapsicologia e occultismo, noto per le sue sedute spiritiche. Qui Visentin partecipò a una seduta con Sir Hodson, un medium, che gli morì improvvisamente tra le braccia, non prima di avergli accennato di un viaggio iniziatico tra i binari che viaggiano verso est… Qui, sul treno dell’Orient Express, egli incontrerà una serie di personaggi enigmatici. Prima di tutto, un medico-stregone di origini bulgare con il dono della chiaroveggenza, che lo metterà in guardia da un Orrore venuto dall’Oltre per sacrificarlo al Guardiano della Soglia. Il secondo incontro sarà con un discendente turco dell’Arabo Pazzo, autore del <em>Necronomicon</em>, gli regalerà una jambiya, un pugnale tradizionale dai poteri magici e dai forti connotati simbolici. Colui che gli dà la caccia era denominato l’Errante.</span></div> <div><span class="cf1">Visintin si ritrovò catapultato in un abisso cosmico, al di là del tempo e dello spazio, un paesaggio dove si stagliava imponente il Monte Thurai. Da questo momento, la sua vita si trasformerà radicalmente, e non sarà più come prima, connettendosi fino alla sua tragica fine a tutta questa costellazione di eventi cosmici.</span></div> <div><span class="cf1">Riecheggiano per tutto il libro le influenze della geografia onirica del “Ciclo dei Sogni” (<em>Dream Cycle</em>) dello scrittore americano <strong>H.P. Lovecraft</strong>, nume tutelare della scrittura di <strong>Deri</strong>, come anche riferimenti esoterici come “Il simbolo di Kish”, simbolo cuneiforme di origine sumera, e la “Via della mano sinistra”, la “<em>Vama Marga</em>” che comprende le pratiche eterodosse del tantrismo indiano, adottata in Occidente, tra gli altri, da <strong>Aleister Crowley</strong>.</span></div> <div><span class="cf1">Leggendo il titolo, avevo pensato all’inizio a una sorta di revisione orrorifica di <strong>Agatha Christie</strong> e dei suoi “romanzi gialli”, ma non vi ho trovato elementi di questo tipo nell’indagine di Visintin, più legata al soprannaturale e al sogno. Una certa lentezza nello svolgersi della scrittura e qualche momento di confusione nell’individuare i personaggi di riferimento in alcuni punti dell’azione sono forse gli unici punti deboli del racconto.</span></div> <div><span class="cf1">La mistura di pratiche occulte alternative e riferimenti meno conosciuti del panorama onirico lovecraftiano, unita all’ambientazione ottocentesca e mittel-europea, riesce però a fare emergere piuttosto bene le forti particolarità di questa narrazione onirica di <strong>Flavio Deri</strong>, serpentesca come l’andamento del suo treno-mondo.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div> <div><span class="cf1">Flavio Deri è nato il 18/10/1988 a Pontedera (PI). È diventato membro del Culto Lovecraftiano nel 2003, quando ha acquistato il suo primo libro del Sognatore di Providence. Iscritto alla H.P. Lovecraft Historical Society e supporter dell'Horror Writers Association, ha sempre desiderato dedicarsi alla scrittura andando oltre la creazione di campagne di gioco di ruolo da tavolo o dal vivo. Durante la pandemia, ha partecipato a concorsi letterari per antologie, e nel 2022 ha pubblicato il suo primo libro intitolato Appunti di un Sussurro, sempre con ambientazione Lovecraftiana, oltre a rientrare in pubblicazioni come Terrorea – De Rerum Natura della Horti di Giano, nella collana Universo di Lovecraft della Esescifi, nell'antologia Chimerica della PAV Edizioni. Per la Colomò Edizioni compare nell'antologia Strani Aeoni nn. 2 e 3, Grimoria, l'Amaro in Bocca e ha curato la raccolta L’Orrido Verde. L'Ombra dietro la Miskatonic è il suo racconto lungo con la Delos Digital, si possono trovare altri suoi racconti su due numeri del progetto Racconti dal Profondo. Finalista in concorsi letterari come il TOHorror Festival, Terni Horror Festival e del Premio Esecranda. Fiero membro del Gruppo Telegram Lovecraft Italia. Appassionato del genere Horror, ha dedicato la sua libreria personale a Lovecraft, con oltre cento volumi tra racconti, saggi, biografie, graphic novel e romanzi ispirati ai Miti. Dal 2024 collabora con Club GHoST e Planet Ghost con recensioni di libri e fumetti.</span></div></div><div><br></div><div><div><em class="cf1">L'incubo sull'Orient Express</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Flavio Deri</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 68</em></div> <div><em class="cf1">ISBN: 9788825432824</em></div> <div><em class="cf1">Costo: Ebook 1,99 €</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/4koQ9jF" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkc4703af2162b0ffe54fa62b1740a45dd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/incubo-express_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 771,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc4703af2162b0ffe54fa62b1740a45dd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/incubo-express_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlinka9975563e587fb60891720feb06c349a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/flavio-deri.jpg','alt': '','title': '','width': 762,'height': 762,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka9975563e587fb60891720feb06c349a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/flavio-deri.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 04:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gioco infinito]]></title>
			<author><![CDATA[Sergio Bissoli]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C5"><div><h1 class="imHeading1">Ispirato a un evento autentico</h1><h2 class="imHeading2">Racconto presente nella raccolta: "Racconti Mistety"</h2></div><div>






<div>Una notte di agosto mi trovo di passaggio in un paese di campagna.</div>
<div>Nella via principale stanno alcune persone sedute davanti alle vecchie case. La notte è umida e fosca.</div>
<div>Raggiungo a piedi la mole nera e mastodontica della chiesa in periferia e sto per tornare quando odo le note dolci di un organetto. Proseguo fino alle chiuse di un fiume e intravedo
in mezzo a un campo una giostra luccicante che gira, con della gente intorno.</div>
<div>Attraverso una piazzetta circolare immersa nell’ombra della chiesa. Nel cielo le costellazioni dell’estate si sono spostate più a ovest.</div>
<div>Da sotto un arco si passa in un lungo androne che sbocca vicino al campanile. A sinistra si stende il cimitero con grosse lapidi fuori uso appoggiate lungo il muro in attesa di essere
rimosse. In mezzo a un grande spiazzo la giostra piena di lustrini gira al suono di una musica un po’ triste.</div>
<div>Sull’erba sotto le lampadine colorate si scatena a ballare una biondina. Ha il vestito rosso e corto e lo sguardo acceso. Ogni tanto invita i presenti ad avvicinarsi per fare
uno strano gioco. Fuori dall’alone di luce della giostra la notte è scura come un forno.</div>
<div>Un ragazzo del gruppo si avvicina emozionato mentre lei ride bella e provocante.</div>
<div>Il gioco è questo: il ragazzo deve ripetere i gesti che lei compie per prima.</div>
<div>Si mettono l’uno di fronte all’altra.</div>
<div>La ragazza alza lentamente il braccio e il suo bel volto assume un’espressione seria e concentrata. Gli posa una mano sopra la testa e anche il ragazzo mette la sua mano sulla
testa di lei.</div>
<div>Adesso la ragazza abbandona lentamente la mano fino a posargliela sulla spalla.</div>
<div>Il ragazzo a questo punto ha uno scatto nervoso e si tira indietro. Il campanile alle nostre spalle batte undici sonori rintocchi.</div>
<div>La giostra gira, gira, semivuota e la musica si perde nella notte.</div>
<div>La ragazza chiama un altro. Questo dapprima indeciso finalmente acconsente.</div>
<div>I gesti si ripetono ma con più tensione e senso si attesa nelle facce dei presenti. Tutti seguono in silenzio il gioco. É come se dovesse accadere un prodigio da un momento
all’altro.</div>
<div>La mano sulla testa. Poi sulla spalla destra... Sulla sinistra…</div>
<div>Ma anche costui a questo punto si ritrae prima che il gioco sia finito.</div>
<div>“Chi viene, chi viene al suo posto?” grida la ragazza. Si muove tutta ed è nuda sotto il vestito rosso stretto attorno al suo corpo. É eccitante e pericolosa.</div>
<div>Un nuovo giocatore spinto dagli amici si avvicina. Si dimostra guardingo anche se non riesce a trattenere la sua curiosità.</div>
<div>Lei, come prima ha smesso di ridere e messasi di fronte a lui lo guarda negli occhi. Si scioglie in un movimento lento fino a posargli la mano sul capo, ed è come se compisse
un rito...</div>
<div>Il ragazzo ripete il gesto. Ora si sposta sulla spalla destra... L’espressione di lei è di furberia e lascivia. Piano sulla spalla sinistra... Sul fianco...</div>
<div>Un urlo di terrore esplode fra di noi. La musica muore con una nota sfiatata... Le luci ondeggiano.</div>
<div>Nuove grida e rumori di passi che si allontanano di corsa. Sono scaraventato a terra e rimango nell’oscurità per non so quanto tempo.</div>
<div>Quando mi rimetto in piedi cammino alla cieca perché il buio è assoluto intorno a me. Ora c’è un grande silenzio e si ode solo il coro lontano dei grilli.
Provo a spostarmi in tante direzioni ma non riesco a raggiungere il muro ed è impossibile uscire.</div>
<div>Nei fumi dell’alba la campagna si stende irreale davanti a me. Il terreno è fradicio di umidità e i miei vestiti sono tutti infangati.</div>
<div>Non c’è più nessuno, nemmeno la giostra. Sull’erba calpestata ci sono solo alcune tracce nere di bruciato.</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>NOTE DELL'AUTORE</strong></div>
<div>Scritto nel 1983, ispirato a un evento autentico, in una notte di Agosto, nel piccolo paese di Monavicina.</div>
<div>Questo racconto è presente nella raccolta: <em>Racconti Mistety</em>, Editore Lulu.com</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink2244c05da244e459289584e3625cb14d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gioco-infinito_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 773,'height': 560,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2244c05da244e459289584e3625cb14d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gioco-infinito_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="145" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 Jun 2025 05:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Diva Futura di Giulia Louise Steigerwalt]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C4"><div><h1 class="imHeading1">Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia</h1><h2 class="imHeading2">Un film che racconta splendore e decadenza di un mondo perduto</h2></div><div><div><strong class="cf1">Diva Futura (Italia, 2024)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Giulia Louise Steigerwalt. Soggetto: dal romanzo Non dite alla mamma che faccio la segretaria di Debora Attanasio. Sceneggiatura: Giulia Louise Steigerwalt. Fotografia: Vladan Radovic. Montaggio: Gianni Vezzosi. Musiche: Michele Braga. Scenografia: Cristina Del Zotto. Costumi: Andrea Cavalletto. Produttore: Matteo Rovere. Case di Produzione: Groenlandia, Piper Film, Rai Cinema. Distribuzione (Italia): Piper Film. Genere: Drammatico. Durata: 120’. Interpreti: Pietro Castellitto (Riccardo Schicchi), Barbara Ronchi (Debora Attanasio), Denise Capezza (Moana Pozzi), Lidija Kordic (Ilona Staller detta Cicciolina), Tesa Litvan (Eva Henger), Davide Iachini (Massimiliano Caroletti), Paolo Ricci (Mauro Biuzzi), Beatrice Puccilli (Marcellina), Marc o Iermanò (Valentino), Jennifer Caroletti (Mercedes).</em></div> <div><br></div></div><div><div><span class="cf1"><strong>Giulia Louise Steigerwalt</strong> è un’ottima regista e sceneggiatrice italiana, non è soltanto una brava attrice, ce n’eravamo accorti vedendo <em>Settembre</em> (2022), il suo primo film, che abbiamo recensito con giudizio incoraggiante. <em>Diva Futura</em> conferma le sue qualità perché sceneggia a dovere il romanzo <em>Non dite alla mamma che faccio la segretaria</em> di <strong>Debora Attanasio</strong> (<strong>Ronchi</strong>), incentrato sulle vicende di <strong>Riccardo Schicchi</strong> e della sua agenzia Diva Futura, che ha inventato il porno italiano, sia al cinema che nei locali notturni. Noi che abbiamo vissuto quella stagione rivediamo volti noti di un mondo che ha accompagnato la nostra giovinezza: <strong>Moana Pozzi</strong>, <strong>Ilona Staller</strong> in arte <em>Cicciolina</em>, <strong>Eva Henger</strong>, persino <strong>Petra</strong> con il calciatore Asprilla (mai nominati in maniera esplicita). Il film è basato sulla figura strampalata e bislacca, genuina e poetica, persino fanciullesca di Riccardo Schicchi. <strong>Pietro Castellitto</strong> è bravissimo nella caratterizzazione di un personaggio sopra le righe, innamorato della bellezza femminile e degli animali, uno capace di finire sul lastrico per aiutare gli amici, del tutto inadatto a maneggiare il denaro. <strong>Barbara Ronchi</strong> è la segretaria di Schicchi, un personaggio strutturato molto bene, interpretato magistralmente da un’attrice preparata ed espressiva. Qualche dubbio sulla figura di Moana Pozzi, a mio parere dotata di una personalità diversa da come è stata resa da <strong>Denise Capezza</strong>, seguendo le direttive della sceneggiatura. Un difetto che si accetta, visto che tutto il resto scorre molto bene, dai due amori di Schicchi per la Staller e per la Henger (che ha sposato), fino alla morte dell’inventore di Diva Futura circondato dagli affetti della sua vita, persino dalla moglie che non l’ha mai lasciato solo. Molto bene la tecnica di regia che lascia le immagini porno in dissolvenza, come per dire che non sono quelle a interessare, restano sullo sfondo per dare un’idea del mondo nel quale operava Schicchi. Davvero ottimo l’uso delle immagini di repertorio che sono riprodotte con fedeltà senza mostrare i volti dei veri protagonisti, ma inserendo in digitale le fattezze degli attori. Fotografia nitida e luminosa di <strong>Radovic</strong>; montaggio alternato (ma non confuso) di <strong>Vezzosi</strong>, che organizza 120’ di pellicola, la misura esatta del racconto. Colonna sonora suggestiva di <strong>Braga</strong> con citazioni di alcuni pezzi pop del periodo storico. Ambientazione scenografica e costumi (<strong>Del Zotto</strong> e <strong>Cavalletto</strong>) perfetti per ricreare un’atmosfera anni Ottanta, che si modifica nei vari salti temporali di un montaggio non consequenziale. Un film che racconta splendore e decadenza di un mondo perduto; sarà apprezzato da chi conosce la storia del porno e da chi ha vissuto quel periodo, ma rappresenta un’occasione per i giovani che vogliono scoprire uno spaccato importante del costume popolare italiano. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Da vedere senza mezzi termini.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink8b5d7af4dd89f5f67785e567d9ad380a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/diva-futura_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8b5d7af4dd89f5f67785e567d9ad380a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/diva-futura_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink952fd3adad1e2a55ae1292a6d7260b53 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/diva-futura_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink952fd3adad1e2a55ae1292a6d7260b53, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/diva-futura_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=eznTbBaKvXk">https://www.youtube.com/watch?v=eznTbBaKvXk</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 Jun 2025 05:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’Eternauta di Bruno Stagnaro]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Serie_TV"><![CDATA[Serie TV]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C3"><div><h1 class="imHeading1">Serie televisiva argentina di fantascienza</h1><h2 class="imHeading2">Basata sul fumetto omonimo di Héctor Germán Oesterheld e Francisco Solano López</h2></div><div><div><strong class="cf1">L’Eternauta (Argentina, 2025)</strong></div> <div><div data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}"><em data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}"><span class="fs14lh1-5 cf1">Scritto, creato e diretto da: Bruno Stagnaro, basandosi sul fumetto omonimo di Héctor Germán Oesterheld e disegnato da Francisco Solano López. </span></em><em data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}" class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Sceneggiatura: Bruno Stagnaro, Ariel Staltari. </span></em><em data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}" class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Musiche: Federico Jusid. </span></em><em data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}" class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Distribuzione in italiano: Netflix. Interpreti</span></em><em data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}" class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">: Ricardo Darín (Juan Salvo), Carla Peterson (Elena), César Troncoso (Alfredo Favalli "Tano"), Andrea Pietra (Ana), Ariel Staltari (Omar).</span></em></div></div> <div><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Questa opera di fantascienza è più che famosa, viene considerata una pietra angolare del fumetto e risale agli anni cinquanta. Sinceramente non so se era mai stata trasposta in forma audiovisiva, magari in Argentina (sua patria) sì. Ora </span><span data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}" class="fs14lh1-5"><i><span class="fs14lh1-5 cf1">Netflix</span></i><span class="cf1"><span class="ff1"> </span></span></span><span class="fs14lh1-5 cf1">ha deciso di farci una bella serie della quale è uscita la prima stagione, di sei episodi, con la promessa di farne altre.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Durante una rivolta cittadina un gruppo di vecchi amici si riunisce per giocare a carte. Un blackout li porta a distrarsi dal gioco e scoprire poi che la neve che fuori sta cadendo è mortale e uccide nel giro di pochi secondi dal contatto. Prigionieri in casa, cercano di capire cosa succede e, sin da subito, sbocciano diversi attriti. Uno di loro, Juan, decide di azzardarsi a uscire, coprendosi completamente e indossando una vecchia maschera antigas, per andare a cercare l’ex moglie e la figlia e sincerarsi che stiano bene. Inizia così un viaggio terrificante che si snoda tra una civiltà che rovina rapidamente, il mistero di questa neve assassina, di cosa (o chi) possa averla causata e gli stati allucinativi dell’uomo.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><div data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}"><span class="fs14lh1-5 cf1">Per quanto l’opera sia celebre e madre di molti figli più illustri, secondo me la realizzazione di </span><em data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}"><span class="fs14lh1-5 cf1">Netflix</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1"> non è perfetta. Non conosco il fumetto originale, ma leggo che è un lavoro fedele, con l’aggiunta di alcuni personaggi che arricchiscono senza stravolgere niente. Si sa anche che tutta la storia è una metafora dei regimi del Sud America che poi sarebbero sorti ed è stata profetica della attuale situazione politica, ma di tutto questo a noi profani cosa arriva?</span></div><div data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}"><span class="fs14lh1-5 cf1">Una serie lenta, terribilmente, con punti morti che non finiscono mai. Gente che vaga nel vuoto per ore (letteralmente), che vive il crollo della società per gradi e con scarso pathos. Tutto quello che vediamo a schermo nelle prime puntate è una versione noiosa di “</span><em data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}"><span class="fs14lh1-5 cf1">The fog</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1">”, dove il cattivo, qui, è una nevicata omicida. Da lì in poi si delinea invece una trama più completa e con un pizzico di azione in più, in effetti la seconda parte scorre meglio. Rimane il fatto che il progredire della trama è lentissimo quasi a sembrare che </span><em data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}"><span class="fs14lh1-5 cf1">Netflix</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1">, con la speranza di mungere l’opera per più stagioni possibile, abbia allungato i tempi fino alla nausea, risultando così pesante. Poi magari alla seconda stagione lo cancellano (come fanno anche troppo spesso) e tanti saluti a chi vuole sapere come finiva la trama.</span></div><div data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}"><span class="fs14lh1-5 cf1">Sebbene la fotografia non sia male, soprattutto nelle scene del protagonista che avanza solitario nel “cadavere” della sua città (e che, suppongo, siano riprese da tavole celebri del fumetto) per la maggior parte del tempo è nera. Intendo proprio nera. Non si vede niente in questa serie. Capisco che i protagonisti siano al buio, ma lo spettatore dovrebbe vedere un minimo. Certo, anche questo dettaglio sfuma un po’ quando escono all’aperto e capisco l’intento di causare claustrofobia anche in chi guarda, ma secondo me si è esagerato.</span></div><div data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}"><span class="fs14lh1-5 cf1">Niente da dire sul cast: sono attori argentini che non conosco, ma che sono in parte e se la cavano più che bene, anche nelle scene di emotività.</span></div><div data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}"><span class="fs14lh1-5 cf1">In definitiva, l’idea era buona, ma anche col fatto che dopo sei puntate viene troncato in attesa di nuove stagioni, </span><em data-original-attrs="{&quot;style&quot;:&quot;&quot;}"><span class="fs14lh1-5 cf1">L’Eternauta</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1"> ti dà l’idea di aver passato del tempo ad aspettare che succedesse qualcosa e di averlo ricevuto col contagocce. Potevano fare meno episodi, potevano gestirli meglio. Potevano fare un'unica stagione da dodici. Potevano tante cose, ma il risultato è questo.</span></div></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink47f3864e43edb45a092132e4e561dd74 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/eternauta_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 622,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink47f3864e43edb45a092132e4e561dd74, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/eternauta_ver.jpg" alt="La locandina della serie tv." title="La locandina della serie tv." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlinke8f2292e60c8595423ee3ee393f251a0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/eternauta_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke8f2292e60c8595423ee3ee393f251a0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/eternauta_bar.jpg" alt="Una scena della serie tv." title="Una scena della serie tv." width="200" height="113" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=3ZcgUsF2p7Y">https://www.youtube.com/watch?v=3ZcgUsF2p7Y</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 15:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Le cronache dell’ematista]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C2"><div><h1 class="imHeading1">Il fantasy incontra il thriller</h1><h2 class="imHeading2">Primo romanzo di Andy Lee Simmons</h2></div><div><div><span class="cf1">Il fantasy incontra il thriller in questo originale romanzo dell'esordiente <strong>Andy Lee Simmons</strong>. Un ladro, un commissario e un assassino si sfideranno tra i vicoli bui di una città ostile, fino alla drammatica sfida finale.<br>Con l'uscita de <em>Le cronache dell'ematista<strong> </strong></em><strong></strong>nasce la nuova collana <em>Incanti</em> dedicata a quelle storie che mescolano il fantasy con i generi noir, thriller e horror.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/4ki50w8" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">La sinossi</strong></div> <div><span class="cf1">A Gholan, città portuale del Mondo Vortice, l’omicidio di un nobile da parte del Massacratore dà il via alle indagini del commissario Vorat. I sospetti però ricadono su Mezzanotte, un ladro visto sulla scena del crimine dotato dell’ematìa, potere che gli consente di manipolare il sangue. In una reciproca e incessante caccia, il Massacratore, Vorat e Mezzanotte si sfideranno tra i vicoli bui di una insidiosa città, fino alla drammatica sfida finale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Estratti</strong></div> <div><span class="cf1">L’arma descritta dal mercante, invece, lo lasciava perplesso. Non aveva mai visto una lama rossa e nemmeno ne aveva mai sentito parlare. Era forse stata forgiata apposta? Era probabile che fosse frutto della mente annebbiata della vittima, però valeva la pena fare una ricerca fra gli armaioli di Gholan, giusto per togliersi il dubbio che qualcuno avesse commissionato una creazione così singolare.<br>L’assassino poteva forse essere un ematista? Probabile. Questo spiegava, almeno in parte, il suo senso di sicurezza nel commettere gli omicidi. Un ematista addestrato, qualunque fosse la sua peculiarità, avrebbe avuto facilmente la meglio anche su una decina di guardie in contemporanea.<br>Ma a quale disciplina appartiene?</span></div><div><span class="cf1"><br>Tya, la tazza ancora stretta nella mano, si concesse un sorso di marabica. «In realtà è molto semplice: dipende tutto dal sangue. Quando il sangue di un ematista viene a contatto con la pelle di qualcuno o con un oggetto, può attivare i suoi poteri. Il sangue deve essere fresco, deve bagnare la tua pelle e quella del bersaglio, se vuoi che il tuo potere agisca anche su di lui. Quando la ferita si chiude e il sangue si secca, il potere svanisce e per tornare a utilizzarlo devi ferirti di nuovo» fece una breve pausa per bere un altro sorso di quel catrame scuro, poi riprese «Ci sono quattro tipi diversi di ematìa: temporale, amalgamante, gravitazionale e trasmutante. Il temporale te l’ho appena mostrato, permette di controllare il tempo individuale di una persona o di un oggetto. Gli amalgamanti possono fondere tra loro oggetti e persone anche di natura diversa oppure separare i vari elementi che compongono una massa, se questa è fatta di materiali diversi. Per esempio, possono separare la lama di una spada dall’elsa. Il potere gravitazionale…»</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">L'autore</strong></div> <div><span class="cf1">Andrea Alfonso, in arte <strong>Andy Lee Simmons</strong>, nasce sulle coste di Alghero quarantuno anni fa. Si avvicina al Fantasy in tenera età, per crescere come amante della cultura nerd a tutto tondo tra film, fumetti e videogiochi; una passione che lo coinvolge al punto da volersi cimentare con la scrittura. Nel frattempo svolge lavori saltuari prima di diventare cuoco e, successivamente, frequentare con successo il corso di Operatore Socio Sanitario, professione che svolge da oramai cinque anni. Vive a Pavia con la moglie e due cani giganteschi. I suoi generi preferiti sono il Fantasy e la Fantascienza. Le cronache dell’ematista è il suo primo romanzo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div> <div><span class="cf1">Titolo: Le cronache dell'ematista</span></div> <div><span class="cf1">Autore: Andy Lee Simmons</span></div> <div><span class="cf1">Collana: Incanti</span></div> <div><span class="cf1">ISBN: 9791281435391</span></div> <div><span class="cf1">Prezzo: € 19,90</span></div> <div><span class="cf1">Edizione: copertina rigida</span></div> <div><span class="cf1">Pagine: 390</span></div> <div><span class="cf1">Data di uscita: 12 marzo 2025</span></div> <div><span class="cf1">Genere: dark fantasy</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/4ki50w8" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink22670d21eb4535dba3879ad06c7793da = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/cronache-ematista_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 704,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink22670d21eb4535dba3879ad06c7793da, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/cronache-ematista_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="307" /></a><br></div><div><script> var showboxlink70ab9a67f32e2335abb156e92add722f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/andy-lee-simmons.jpg','alt': '','title': '','width': 864,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink70ab9a67f32e2335abb156e92add722f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/andy-lee-simmons.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="188" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 04:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[The Shrouds - Segreti sepolti di David Cronenberg]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C1"><div><h1 class="imHeading1">Un film straziante e disperato che fa pensare</h1><h2 class="imHeading2">Fantascienza interiore, horror dei sentimenti e dei corpi in disfacimento</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">The Shrouds - Segreti sepolti (Canada, Francia, 2024)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: David Cronenberg. Soggetto e Sceneggiatura: David Cronenberg. Fotografia: Douglas Koch. Montaggio: Cristopher Donaldson. Musiche: Howard Shore. Scenografia:
Carol Spier. Costumi: Anne Dixon. Paesi di Produzione: Canda, Francia - 2024. Lingua Originale: Inglese. Genere: Fantastico, Drammatico. Durata: 119’. Produttori: Saïd Ben Saïd, Martin Katz, Anthony Vaccarello.
Case di Produzione: Prospero Pictures, &nbsp;SBS Productions, Saint Laurent Productions. Distribuzione (Italia): Europictures. &nbsp;Interpreti: Vincent Cassel (Karsh), Diane Kruger (Becca / Terry / Hunny), Guy Pearce (Maury), Sandrine Holt (Soo-min Zabo), Elizabeth Saunders (Gray Foner), Jennifer Dale (Myrna Slotnik), Jeff Young (dottor Roby Zhao), Eric Weinthal (dottor
Jerry Hofstra), Vieslav Krystyan (Karoly Zabo).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><span class="cf1">L’ultima incursione nel fantastico del grande <strong>Cronenberg</strong> è a carattere cimiteriale, come se con il passare del tempo il cineasta canadese sentisse l’esigenza di parlare di morte e aldilà, anche se con
il solito stile crudo che lascia poca speranza, una sorta di testamento per immagini. La storia si racconta in poche righe. Karsh (<strong>Cassel</strong>) è un imprenditore di successo che soffre per la morte della moglie, scomparsa per un tumore dopo lunga agonia, per questo
inventa una tecnologia che consente ai vivi di osservare in tempo reale il cadavere del caro estinto mentre si decompone dentro la bara. La tecnologia viene esportata con successo in diverse parti del mondo (Islanda, Ungheria…)
e offerta ad acquirenti danarosi, ma una notte nel cimitero di Toronto - dove Karsh ha aperto pure un ristorante -, vengono profanate molte tombe, anche quella della defunta moglie. Il film racconta la caccia ai responsabili
e finisce in modo aperto, lasciando che lo spettatore si scelga la verità che ritiene più consona alle sue aspettative. <strong>Cronenberg</strong> inserisce un ulteriore tassello nella sua poetica del <em>body horror</em> - il terrore umano di fronte alle mutazioni del corpo - costruendo alcune sequenze disturbanti con il corpo della moglie mutilato e in totale disfacimento. Le parti
oniriche, i sogni del protagonista (veri e propri incubi malati), sono i momenti migliori da un punto di vista cinematografico, si spingono a mostrare la donna priva di un seno, senza un braccio e con orrende cuciture cicatrizzate.
<strong>Cronenberg</strong> ha detto alla stampa che la scrittura del suo ultimo film ha un carattere molto personale e nella pellicola lo dimostra facendo truccare <strong>Vincent Cassel</strong> in maniera tale da renderlo simile a se stesso. <em>The Shrouds</em> doveva essere una serie Netflix, ma è diventato un film a basso budget, montato con buon ritmo in 119 minuti, girato tra Toronto (città natale del regista)
e l’Islanda (poche scene), mentre la modella tedesca <strong>Diane Krueger</strong> è stata scelta all’ultimo momento per il ruolo della coprotagonista (tre parti: moglie, amante e cognata), al posto di <strong>Léa Seydoux</strong>. Un lavoro troppo cupo e riflessivo per Netflix, forse, visto che dopo la lettura dei primi episodi la serie è stata cancellata; ottimo come cinema
d’autore introspettivo sul tema della morte e sulla metabolizzazione del dolore. Certo, non è cinema da grande pubblico né da incassi favolosi, resta un lavoro d’autore che in provincia si vede solo
il martedì in una sala semi vuota dove si contano cinque spettatori. Fantascienza interiore, horror dei sentimenti e dei corpi in disfacimento, un film straziante e disperato che fa pensare, fotografato in un grigio
plumbeo, sceneggiato benissimo come un thriller ad alta tensione, ripreso come un’intensa opera teatrale arricchita da flashback e da inquietanti parti oniriche. Se amate <strong>Cronenberg</strong>, è un film molto personale che dovete assolutamente vedere. Astenersi appassionati di inutili horror adolescenziali.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinka3273f01b04e83e6117500919537a652 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/segreti-sepolti_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka3273f01b04e83e6117500919537a652, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/segreti-sepolti_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink0e678047e263b46aea2299aaba6131b5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/segreti-sepolti_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0e678047e263b46aea2299aaba6131b5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/segreti-sepolti_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OFnmg_Xzt9I">https://www.youtube.com/watch?v=OFnmg_Xzt9I</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 11:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Electronic Monsters]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C0"><div><h1 class="imHeading1">Il quarto album dei Seasurfer</h1><h2 class="imHeading2">Una musica noise influenzata da shoegaze, dreampop, chitarre ed elettronica</h2></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Electronic Monsters</em> è il quarto album dei <em>Seasurfer</em> e, dopo l’album <em>Zombies</em>, il secondo con l’attuale cantante dei <em>Seasurfer</em>, <strong>Apolonia</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1">Oltre alla cantante <strong>Apolonia</strong>, nell’album si possono ascoltare anche altre cantanti ospiti: la meravigliosa <strong>Gloria Endres de Oliveira</strong>, artista visiva multidisciplinare di Berlino di origine brasiliana, le cantanti<strong> Jana Marie</strong> e <strong>Jade</strong> di Amburgo, con voci eteree e lunghe code di riverbero.<br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Dirk Knight</strong> sull'album: “<em>In questo album ho usato tutto ciò che mi ha influenzato: il sound degli anni '80 con cui sono cresciuto, il periodo successivo con il muro del suono shoegazer, l'elettronica dark. Per me, che provengo
da una band più tradizionale, alcuni brani sembrano mostri elettronici. Ecco perché c'è un basso o una chitarra in ogni canzone. Ma è bello lasciarsi andare, essere liberi e usare la musica
per costruire i propri paesaggi sonori. E non dimenticando di lavorare con cantanti che mi ispirano e mi regalano belle emozioni.</em>”</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Artisti simili/influenti:<strong> </strong><em>Slowdive</em>, <em>Crystal Castles</em>, <em>The Cure</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I <em>Seasurfer</em> sono attualmente <strong>Dirk Knight</strong> e la cantante <strong>Apolonia </strong>- entrambi di Amburgo, Germania - &nbsp;che dipingono una musica noise influenzata da shoegaze, dreampop, chitarre ed elettronica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Con l'intento di combinare le sonorità dream pop eteree della sua ex band<strong> Dark Orange</strong> con l'influenza punk dei <em>Damned</em> e dei <em>Ramones</em>, il cantautore e chitarrista <strong>Dirk Knight</strong> ha lanciato i <em>Seasurfer</em> nel 2013, definendo il nuovo progetto “dream punk”.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I primi demo attirano l'attenzione dell'etichetta di culto texana <em>Saint Marie Records</em>, che pubblica i primi due album.</span></div>
<div><span class="cf1">Inizialmente influenzati dalla musica synth punk degli anni '80 e dalla musica elettronica, il &nbsp;sound odierno abbraccia uno spettro maggiormente ampio: wall of sound,
voci celestiali, bassi corposi, beat, chitarre ed elettronica.</span></div><div><span class="cf1"><br><strong>Dirk Knight</strong> ha in passato lavorato con musicisti come <strong>Robin Guthrie</strong> dei <em>Cocteau Twins</em>, <strong>Jason Corbett</strong> degli <em>Actors</em>, <strong>John Fryer</strong> (<em>4AD, This Mortal Coil</em>) ed <strong>Elena Alice Fossi</strong> dei <em>Kirlian Camera</em>.<br>Negli anni '90 ha fondato i <strong>Dark Orange</strong>, band di culto dream pop/shoegaze.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Artista: <strong>Seasurfer</strong></span></div>
<div><span class="cf1">Titolo:<strong><em> Electronic Monsters<br></em></strong>Formato: <strong>digital, limited edition tapes<br></strong>Release date: <strong>30</strong> <strong>Maggio 2025<br></strong>Genere:<strong> Electro Gaze, Darkwave, 80's<br></strong>Distribuzione<strong>: recordJet</strong></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">Tracce:</strong></div>
<div><ol><li><span class="cf1">Lights 01:38</span></li><li><span class="cf1">Collapsing 03:44</span></li><li><span class="cf1">Get Burned 03:24</span></li><li><span class="cf1">I Love You, You Hate Me 03:49</span></li><li><span class="cf1">Mon Miroir 03:49</span></li><li><span class="cf1">Stray Cats 03:58</span></li><li><span class="cf1">The Darkest Hour 04:10</span></li><li><span class="cf1">A Short Term Effect (Album Mix) 03:44</span></li><li><span class="cf1">Always in Heaven 03:41</span></li><li><span class="cf1">Dust 02:41</span></li><li><span class="cf1">Echo 03:00</span></li><li><span class="cf1">Not the end 04:59</span></li><li><span class="cf1">Feverdream (Bonus Track) 04:47</span></li><li><span class="cf1">The End (Bonus Track) 04:25</span></li></ol></div>












</div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb984b166556c369ff4d4f411add4fd3d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/seasurfer-coveralbum_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 640,'height': 640,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb984b166556c369ff4d4f411add4fd3d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/seasurfer-coveralbum_ver.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink4f729a00ab42865c4e85a0860c4c9cf1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/seasurfer-band_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1077,'height': 829,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4f729a00ab42865c4e85a0860c4c9cf1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/seasurfer-band_bar.jpg" alt="I Seasurfer." title="I Seasurfer." width="200" height="154" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=gJYiqUSDJmk">https://www.youtube.com/watch?v=gJYiqUSDJmk</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 06:04:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[I profumi di Madame Walberg di Grégory Magne]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BF"><div><h1 class="imHeading1">Commedia francese poetica e ben sceneggiata</h1><h2 class="imHeading2">Un film che si guarda volentieri, piccolo ma intenso</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">I profumi di Madame Walberg (Francia 2019)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Grégory Magne. Soggetto e Sceneggiatura: Grégory Magne. Fotografia: Thomas Rames. Montaggio: Gwen Mallauran, Beatrice Herminie. Musiche: Gaёtan Roussel.
Produttori: Marie Lecoq, Frederic Jouve. Case di Produzione: Les Films Velvet, France 3 Cinéma, France Télévisions. Distribuzione (Italia): Satine Film. Genere: Commedia. Durata: 100’. Paese di Produzione:
Francia, 2019. Lingua. Francese. Titolo Originale: Les Parfums. Interpreti: Emmanuelle Devos (Anne Walberg), Grégory Montel (Guillaume Favre). Gustave Kervern (Arsène), Zéli Rixhon
(Léa Favre), Sacha Burdo (Ranio), Sergi López (Patrick Ballester), Jeanne Arènes (giudice), Pauline Moulène (Jeanne), Olivier Broche (Bourigault).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><span class="cf1">Una commedia francese poetica e ben sceneggiata da un regista come <strong>Grégory Magne</strong> (secondo lungometraggio) che non conoscevo prima di vedere questo lavoro, ma che impressiona positivamente per tecnica di riprese e scrittura filmica. È
la storia di un incontro tra due solitudini, in realtà tra due mondi lontanissimi che solo il caso porta a incrociare le rispettive esistenze. Madame Walberg (<strong>Emmanuelle Devos</strong>) è una donna austera dell’alta borghesia, poco sociale e per niente propensa a considerare il prossimo; Guillaume Favre (<strong>Grégory Montel</strong>) è un autista prossimo al licenziamento (ha perso troppi punti sulla patente), separato dalla moglie e in lotta per l’affidamento della figlia
di dieci anni con la quale ha un buon rapporto. L’occasione dell’incontro è data da un viaggio insieme con la scoperta di reciproci interessi, con la donna che poco a poco comincia ad aprirsi e ad accettare
il mondo del compagno d’avventura. Il naso speciale di cui è dotata Madame Walberg ricorda la dote del protagonista de <em>Il profumo</em> di <strong>Suskind</strong>, ma qui la caratteristica singolare è che la donna soffre di una malattia psicologica
ricorrente che la porta a perdere l’olfatto speciale che le serve per lavorare nel campo dei profumi. Un film che si guarda volentieri, piccolo ma intenso, nel quale spiccano l’amore paterno per una figlia contesa,
il rapporto tra due persone che cominciano ad apprezzare le rispettive diversità, la caparbietà di chi cerca di non cedere alle prime difficoltà. Fotografia luminosa e grigia con ampie panoramiche marine
e cittadine, montaggio compassato ma non troppo (100’ essenziali), colonna sonora suadente, ambientazione in Borgogna (luogo natale del regista) perfetta. Il film è uscito in Francia con il titolo <em>Les Perfums</em>, presentato al festival di Saint-Jean-de-Luz, distribuito in Italia (poco e male) solo nel 2021 (anteprima al Palazzo Reale di Milano), si è visto grazie a Rai
3 (27 giugno 2024) e per pochi giorni su Rai Play. Noi l’abbiamo visto su Rai 5, il 26 maggio 2025, canale benemerito che passa i film senza pubblicità. Adesso crediamo che sarà reperibile su Rai Play senza
scadenza. Da vedere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkaf5ba00184de971797058c0a185e5110 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/profumi-madame_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkaf5ba00184de971797058c0a185e5110, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/profumi-madame_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink30467421178f5fcc00504053e3b7096e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/profumi-madame_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink30467421178f5fcc00504053e3b7096e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/profumi-madame_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=-OeuYqjF7pc">https://www.youtube.com/watch?v=-OeuYqjF7pc</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 14:42:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La legge morale del tasso del miele di Carlo Salvoni]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BE"><div><h1 class="imHeading1">Una chicca di narrativa speculativa contemporanea</h1><h2 class="imHeading2">Linguaggio ricco di immagini, con tratti lirici e malinconici</h2></div><div><div><em>[…] Tuttavia sta proprio in questo voltarsi indietro l’inizio della fine, l’infanzia che muore. Ho scritto anche una poesia su questo. L’ho buttata giù anni fa in una notte di quelle in cui ti trovi con la testa tra le mani, seduto sulla tazza del cesso alle tre di notte. Avevo pensato che la poesia potesse essere in qualche modo terapeutica per guarire da quell’insonnia. […]</em></div> <div><br></div></div><div><div><a href="https://amzn.to/40hASd2" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><div><em>La legge morale del tasso del miele</em> di <strong>Carlo Salvoni</strong> e edito da <em>Delos Digital</em> è collocato al numero 63 della collana <em>Futuro Presente</em>. A cura di <strong>Giulia Abbate</strong> ed <strong>Elena Di Fazio</strong>, collana della categoria Fantascienza.</div> <div>In un futuro non troppo lontano, l’umanità ha risolto i suoi problemi di approvvigionamento alimentare grazie al Suto, una fibra aliena proveniente da un pianeta sconosciuto chiamato semplicemente “il Pianeta”. Il Suto permette l’ibridazione tra specie diverse: piante, animali, persino creature aliene, dando vita a organismi nuovi, produttivi e sterili. Ma ci sono regole rigide: non mescolare i regni, non far accoppiare animali dello stesso sesso, non usarlo sugli esseri umani.</div> <div>La protagonista è Aly, una bambina di dieci anni che racconta in età adulta la sua estate decisiva: l’estate in cui ha smesso di essere bambina. In quel periodo sua madre è incinta, e la piccola Aly è affascinata dal mistero della nascita, dalla mescolanza di identità, e dalla promessa magica del Suto.</div> <div>Lo stile di Salvoni è estremamente fluido, accessibile e curato, con una voce narrante coerente e personale. Usa un linguaggio ricco di immagini, con tratti lirici e malinconici, alternando la semplicità del lessico infantile a momenti di densità morale e politica. L’uso di metafore (il tasso del miele come animale guida) è potente e mai gratuito.</div> <div>Particolarmente riuscito è il tono intimo e riflessivo, che oscilla tra dolcezza e angoscia.</div> <div>Il cuore del racconto è la riflessione su cosa sia etico “ibridare” in nome del nutrimento, della sopravvivenza e della produzione. Il "Suto", fibra aliena che permette l’unione genetica di specie diverse, è l’allegoria centrale.</div> <div>La protagonista si racconta da adulta, rimpiangendo e giudicando la propria innocenza perduta. Il passaggio dall’infanzia all’età adulta è descritto come un trauma etico ed esistenziale.</div> <div>Viene descritto un futuro dove il cibo è interamente controllato da due potenze economiche. L’ambientazione nella Bassa Padana caldissima e riarsa accentua il senso di claustrofobia e decadenza.</div> <div>L’adulta che narra ha scelto una vita eremitica per opporsi al sistema, diventando un esempio di resistenza individuale.</div> <div>C'è un non detto dietro la gravidanza, che prepara il lettore a una narrazione disturbante, anche se inizialmente mascherata da ricordo d’infanzia.</div> <div>Una chicca di narrativa speculativa contemporanea di un autore che merita maggiore considerazione – che, per quest’opera specifica, personalmente vedrei molto bene anche sotto forma di novella grafica.</div></div><div><br></div><div><div><strong>L’AUTORE:</strong></div> <div>Carlo Salvoni, nato nell’80, vive in provincia di Brescia con la moglie e le tre figlie, è insegnante di Lettere presso una Scuola Secondaria di Primo Grado. </div> <div>Dopo aver militato in un gruppo di Death metal melodico (Tragodia), ha riversato sulla scrittura le sue velleità artistiche. </div> <div><em></em>Dopo anni a scrivere romanzi con uomini e animali, rivolti ad adulti e ragazzi (tra gli altri, <em>Cavalletti e cavalli</em> – 2013, <em>Menamato</em> – 2016), si è dedicato alla narrativa fantastica. Del 2022 è la raccolta di storie weird <em>Necromitologia. </em></div> <div><em>Storie senza nomi</em> (Elison), e nello stesso anno appare nelle antologie <em>Il richiamo di Lovecraft</em> (Esescifi), con il racconto “Il canto al di là del ghiaccio”, e <em>Terrorea. Materia corporis</em> Vol 1 e successivamente anche sul Vol 3(Horti di Giano), con il racconto “Il pane”. Sempre nel 2022 si è aggiudicato il Premio Hypnos con il racconto <em>Cambiano le prospettive al mondo</em>.</div> <div>Ha all’attivo diverse pubblicazioni digitali (Delos Digital, Hypnos e Opera Narativa) e i suoi racconti appaiono su diverse antologie e riviste specializzate.</div></div><div><br></div><div><div><em>La legge morale del tasso del miele</em></div> <div><em>Autore: Carlo Salvoni</em></div> <div><em>Editore: Delos Digital</em></div> <div><em>Pagine: 36</em></div> <div><em>ASIN: B0C8CXV8XX </em></div> <div><em>Costo: Ebook 1,99 €</em></div></div><div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/40hASd2" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkbbc08b2f4ba9ef8677bd3c8ba82b448d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/legge-tasso-miele_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 684,'height': 958,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbbc08b2f4ba9ef8677bd3c8ba82b448d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/legge-tasso-miele_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkb495b68da1790f3dadaccfe0ef112050 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/carlo-salvoni-ok.jpg','alt': '','title': '','width': 480,'height': 480,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb495b68da1790f3dadaccfe0ef112050, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/carlo-salvoni-ok.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 04:36:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Per amore di una donna di Guido Chiesa]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BD"><div><h1 class="imHeading1">Cinema vero, sceneggiato senza alcuna indecisione</h1><h2 class="imHeading2">Una storia solida del tutto risolta, ambientata in una location suggestiva</h2></div><div>






<div><strong>Per amore di una donna (Italia, 2025)</strong></div>
<div><em>Regia: Guido Chiesa. Soggetto: The Loves Of Judith di Meir Shalev. Sceneggiatura: Guido Chiesa, Nicoletta Micheli. Fotografia: Emanuele Pasquet. Montaggio: Luca Gasparini. Musiche:
Zoe Keating. Scenografia: Alessandro Vannucci. Costumi: Susanna Mastroianni. Genere: Drammatico. Durata: 117’. Pesi di Produzione: Italia, Israele - 2025. Lingua Originale: Inglese. Produttori: Claudia Cravotta, Marta
Donzelli, Giovanni Navarra, Gregorio Paonessa. Casa di Produzione: Vivo Film. Distribuzione (Italia): Fandango Distribuzione. Interpreti: Mili Avital (Esther), Marc Rissmann (Yaakov), Ana Ularu (Judith), Alban Ukaj (Moshe),
Sira Topic (Rivka), Anastasia Doaga (Tonia), Elena Lander (Tamar).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div>Pare quasi impossibile che il regista di questo buon film italiano sia il solito <strong>Guido Chiesa</strong> che ha girato cose improponibili come <em>Belli di papà</em>, <em>30 notti con il mio ex</em>, <em>Cambio tutto!</em>, <em>Ti presento Sofia</em>, <em>Una notte da dottore</em>… Mi fermo con l’elenco, ma serve per dire che <em>Per amore di una donna</em> segna un deciso cambio di passo per un autore esperto dotato di grande tecnica (da documentarista) che pare aver trovato la sceneggiatura giusta per dimostrarlo. Alla base della storia c’è il romanzo
<em>The Loves Of Judith</em> del grande scrittore israeliano <strong>Meir Shalev</strong>, sceneggiato benissimo dal regista insieme alla consorte <strong>Nicoletta Micheli</strong>. Esther (<strong>Avital</strong>) è una quarantenne americana che dopo la morte della madre viene convinta (da una lettera ricevuta) a partire per Israele, alla ricerca delle sue radici. Comincia un film <em>on the road</em> costruito su balzi temporali molto ben incastonati tra loro, comprensibili nonostante il montaggio alternato (<strong>Luca Gasparini</strong>), che mettono in luce la vita di Judith, una donna israeliana che ha avuto due figli tra il 1927 e il 1935. In una parte del film vediamo gli anni Quaranta e la
guerra mondiale, conosciamo persino un prigioniero italiano (<strong>Vincenzo Nemolato</strong>) in fuga ospitato in un villaggio israeliano, mentre nella parte più vicina ai nostri tempi (anni Settanta) troviamo Esther percorrere le strade di Gerusalemme e la periferia desertica della città,
conoscere Yaakov (<strong>Rissmann</strong>), innamorarsi e scoprire tutto il suo passato, che è un vero e proprio colpo di scena (da non anticipare). In tutto questo
si inserisce benissimo la singolare storia di Judith, una donna che avuto tre mariti (in realtà nessuno, forse molti di più), e di Yaakov, bambino cresciuto con tre padri che ha preso qualcosa da ognuno di loro.
<strong>Chiesa</strong> rivitalizza il melodramma italiano (un genere dimenticato) grazie a un romanzo israeliano, gli conferisce forma psicologica, lo ambienta benissimo in
una polverosa Israele, fotografando con tonalità giallo ocra il passato e con un colore plumbeo il presente (<strong>Emauele Pasquet</strong>). La colonna sonora di <strong>Zoe Keating</strong> accompagna dolcemente attraverso scoperte drammatiche e imprevedibili, momenti di dolcezza e di dolore, cadute nella disperazione e istanti di risurrezione. Interpreti molto bravi, per la maggior parte israeliani,
su tutti spicca <strong>Ana Ularu</strong> nei panni di Judith, la vera donna coraggio protagonista degli eventi del passato. <em>Per amore di una donna</em> è uscito da poco nelle sale italiane (29 maggio 2025), distribuito da Fandango, purtroppo non avrà il successo che merita (visti i tempi) e convincerà
il regista a tornare a girare inutili (ma redditizie) commedie italiane. Al Cinema Stella di Grosseto (sala benemerita che sceglie con cura i film da proiettare) eravamo sette spettatori per lo spettacolo delle 17. Consigliamo
di vederlo, quando uscirà su piattaforma, anche se perderete tutto l’incanto scenografico (<strong>Alessandro Vannucci</strong>) di un’Israele bruciata dal sole e i &nbsp;movimenti di macchina di un regista che accompagna la storia con riprese per niente scontate, passando dalla soggettiva
al campo e controcampo, per cedere a una macchina a mano convulsa e frenetica nei momenti più concitati. Cinema vero, sceneggiato senza alcuna indecisione, dotato di una storia solida del tutto risolta, ambientata in
una location suggestiva. Buon successo al Bari International Festival, soffre la decisione di una poco consona uscita estiva.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkbba1581f157b1f53deeefb4abe2eee6b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/amore-donna_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbba1581f157b1f53deeefb4abe2eee6b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/amore-donna_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkc7de3b27df597d55117ec02e4c700859 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/amore-donna_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc7de3b27df597d55117ec02e4c700859, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/amore-donna_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_ZWk0_vm_A8">https://www.youtube.com/watch?v=_ZWk0_vm_A8</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 10:55:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Clint Eastwood - Una storia del cinema]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BC"><div><h1 class="imHeading1">Un volume che ripercorre tutta la carriera del regista di Mystic River</h1><h2 class="imHeading2">Scritto da Roberto Lasagna per la Weird Book Edizioni</h2></div><div><div>I volti di <strong>Clint Eastwood</strong> in un libro che ripercorre le sfide cinematografiche dell’interprete, regista, produttore e musicista conosciuto come l’ultimo grande classico del cinema.</div><div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/3I8gFA1" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div> <div>Il critico <strong>Roberto Lasagna</strong> ci accompagna nella riscoperta di un percorso artistico che è anche un storia delle trasformazioni del cinema, tra le metamorfosi di un protagonista americano che vive in Europa l’incontro con <strong>Sergio Leone</strong> – un regista destinato a cambiare le regole del Western – e che ritorna in America per contribuire a rifondare, grazie all’esperienza con registi come <strong>Don Siegel</strong>, il rapporto dello spettatore con la leggenda, mettendosi presto dietro la macchina da presa per dare vita a film sempre personali e a vette d’autore. Quello di <strong>Clint Eastwood</strong> è universo di individui soli, spesso in lotta con il sistema, che il libro ripercorre in ogni singolo lungometraggio di cui <strong>Eastwood</strong> è di volta in volta interprete e sovente anche l’uomo dietro la macchina da presa.</div> <div>Sacrificio, vendetta, violenza, riscatto sociale, perdono, tragicità della guerra e dei conflitti, integrazione sociale e grandi ritratti di individui tra le stelle o sul baratro, riflessioni sui temi etici e politici, sulla vita e sulla morte, sono tra i molteplici aspetti che riguardano una delle filmografie più intense e sfaccettate del cinema contemporaneo.</div><div><br></div> <div>Con una prefazione di <strong>Lapo Gresleri</strong>, una riflessione di <strong>Saverio Francesco Marzaduri</strong> sugli esordi registici di <strong>Eastwood</strong>, un intervento di <strong>Michele Caricola</strong> dedicato a <strong>Sondra Locke</strong>, compagna artistica e nella vita del cineasta, e con un approfondimento su <strong>Eastwood</strong> musicista (a cura di <strong>Roberto Pugliese</strong>). Cover di <strong>Giorgio Finamore</strong>.</div><div><br></div> <div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div> <div>Titolo: Clint Eastwood – Una storia del cinema</div> <div>Autore: Roberto Lasagna</div> <div>Editore: Weird Book</div> <div>Collana: Revolution</div> <div>Genere: Saggio</div> <div>Pagine: 196</div> <div>Prezzo: 25,90 €</div> <div>Formato: 15 x 22 cm</div> <div>ISBN: 979-12-81603-30-1</div></div><div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/3I8gFA1" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink9db54f09e10dc676c1ade0027e8494c1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ClintEastwood-weirdbook_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 579,'height': 849,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9db54f09e10dc676c1ade0027e8494c1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ClintEastwood-weirdbook_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="294" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 05:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ma di Tate Taylor]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BB"><h1 class="imHeading1">Soggetto inquietante e sopra le righe</h1><div><h2 class="imHeading2">Un film ossessivo con effetti speciali cruenti e sequenze di pura angoscia</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">Ma (Usa, 2019)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Tate Taylor. Soggetto: Scotty Landes. Sceneggiatura: Scotty Landes, Tate Taylor. Fotografia: Christina Voros. Montaggio: Lucy Donaldson e Jin Lee. Musiche: Gregory Tripi. Effetti Speciali: Gregor Punchatz. Scenografia: Marc
Fisichella. Costumi: Megan Coates. Trucco: Alexis Rogers. Produttori: Jason Blum, Tate Taylor, John Norris. Produttore Esecutivo: Octavia Spencer. Case di Produzione: Blumhouse Productions, Wyolah Films. Distribuzione (Italia):
Universal Pictures. Genere: Thriller, Horror. Durata: 100’. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2019. Lingua Originale: Inglese. Interpreti: Octavia Spencer (Sue Ann "Ma" Ellington), Diana Margaret Silvers (Maggie Thompson), Juliette Lewis (Erica Thompson), Luke Evans (Ben Hawkins), McKaley Miller (Haley), Corey Fogelmanis (Andy Hawkins), Gianni Paolo (Chaz),
Dante Brown (Darrell), Tanyell Waivers (Genie Ellington), Missi Pyle (Mercedes), Allison Janney (dott.ssa Brooks), Dominic Burgess (Stu), Tate Taylor (agente Grainger).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1">Un horror che fa star male e raggiunge lo scopo prefissato dal regista, perché i personaggi sono realistici e le situazioni messe in scena incutono terrore. &nbsp;Protagonista la
sedicenne Maggie Thompson che - dopo il divorzio della madre Erica - torna in una cittadina dell’Ohio dove si trova a frequentare la stessa scuola materna e diventa amica dei figli dei suoi vecchi compagni. Il fulcro
della storia è Sue Ellen Ellington (<strong>Octavia Spencer</strong>), un’assistente veterinaria di mezza età che cova antichi risentimenti da quando è
stata bullizzata al liceo. La donna trasforma la cantina della sua abitazione di campagna in un luogo dove gli adolescenti possono passare le serate in compagnia bevendo alcol e fumando erba senza alcun problema. La trama
ci porta a scoprire i veri intenti di Sue Ellen che droga la figlia e la tiene segregata al piano superiore della casa convincendola di essere molto malata. <em>Ma</em> è il nomignolo con il quale i ragazzi apostrofano Sue Ellen che ha l’età per essere loro genitrice, pur degenere, visto il tipo di passatempo che organizza
per il numeroso gruppo di adolescenti. <strong>Octavia Spencer</strong> - doppiata da <strong>Cinzia De Carolis</strong> - è inquietante al punto giusto, attrice navigata, già protagonista di <em>The Help</em> con lo stesso regista, ma anche di pellicole come <em>Spider-Man</em> di <strong>Sam Raimi</strong> e <em>La forma dell’acqua</em> di <strong>Del Toro</strong>, si mette in mostra per espressività e sguardi terrificanti, anche quando cerca di mascherare i veri sentimenti. <strong>Diana Margaret Silvers</strong> (interprete anche del successivo <em>Ava</em> di <strong>Tate Taylor</strong>) è una buona coprotagonista nei panni della vittima che comprende quel che sta accadendo; ha ventidue anni, ma il suo volto
delicato e i grandi occhi camuffano bene i sedici anni di Maggie indicati dalla storia. <strong>Juliette Lewis</strong> è Erica, madre fallita di Maggie, molto esperta e consapevole del ruolo assegnato dal regista <strong>Taylor</strong>, che si ritaglia una comparsata nei panni di un poliziotto (agente Grainger) destinato a fare una brutta fine. Il cast è azzeccato, sia per i ragazzi che per gli
adulti, non ci sono incongruenze né difficoltà di recitazione. Il soggetto di <strong>Scotty Landes</strong> - inquietante e sopra le righe - è sceneggiato insieme al regista in un crescendo di tensione, con una messa in scena angosciante che cattura lo spettatore sin dalle prime sequenze. Ottime le parti oniriche,
inserite come flashback del passato da studentessa di Sue Ellen, umiliata dai compagni in un’assurda situazione erotica. Fotografia cupa e notturna di <strong>Christina Voros</strong>, montaggio che non concede tregua curato da <strong>Lucy Donaldson</strong> e <strong>Jin Lee</strong>, capaci di contenere un buon thriller orrorifico in 100 (essenziali) minuti. Le musiche di <strong>Gregory Tripi</strong> contribuiscono a costruire un’atmosfera di graduale caduta negli inferi. Riprese a Natchez, capoluogo della contea di Adams, nello stato del Mississippi. Sessanta
milioni di dollari d’incasso nel mondo (45 negli States). Un film ossessivo con effetti speciali cruenti e sequenze di pura angoscia nelle quali lo spettatore si perde. <strong>Tate Taylor</strong> centra l’obiettivo e manda in brodo di giuggiole ogni appassionato di horror estremo. Una cattiva come Sue Ellen non si dimentica facilmente. Da vedere per gli
appassionati del macabro. Reperibile nei canali digitali su Mediaset Infinity.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7f052e67d9e052693a0a99c6f6b7d9e9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ma_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 665,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7f052e67d9e052693a0a99c6f6b7d9e9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ma_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="317" /></a><br></div><div><script> var showboxlink6cb51ed7d03a463123388d3c893ed59b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ma_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1750,'height': 875,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6cb51ed7d03a463123388d3c893ed59b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ma_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ik4kGSxnqQM">https://www.youtube.com/watch?v=ik4kGSxnqQM</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 05:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Poker in quattro]]></title>
			<author><![CDATA[Pino Belli]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BA"><div><h1 class="imHeading1">Un grandissimo autore italiano</h1><h2 class="imHeading2">Pubblicato per la prima volta in Italia nel dicembre 1959 sul numero 1 de "I racconti di Dracula"</h2></div><div><div>Ci trovavamo tutte le sere intorno al tavolo illuminato, al centro, dalla luce lattea della lampada. Essi entravano quasi senza né salutarmi, né rivolgermi frasi cortesi. Effettivamente non ce ne era bisogno.</div> <div>Noi ci vedevamo soltanto per giocare a poker e ciò durava &nbsp;sino al mattino all'alba, ogni notte.</div> <div>Non ho mai saputo i nomi dei miei compagni tranne i piccoli nomignoli che nascono intorno ai tavoli da gioco: Mano d'oro, Cip, Piatto Doppio.</div> <div>Se debbo dire il vero non conoscevo nemmeno bene le loro fisionomie perché, quando entravano, la stanza era già nella penombra con l'unica macchia abbacinante al centro, diretta sul tavolo verde, e quando sedevano la banda d'ombra del paralume nascondeva i loro volti sino al mento.</div> <div>Era consuetudine di mesi, ormai.</div> <div>Essi giungevano, picchiavano con moderazione alla porta ed entravano in silenzio in fila indiana: prima Piatto Doppio, grosso e tarchiato, poi lo scheletrico Cip e quindi il gobbetto Mano d'Oro.</div> <div>L'unico a dire qualcosa, e ciò non accadeva mai tanto spesso, era Piatto Doppio che brontolava: SERA, e si metteva a sedere al suo solito posto. Gli altri lo imitavano e solo una volta Cip disse:</div> <div>- Giochiamo anche la notte di Natale, bella roba. </div> <div>Mano d'Oro sogghignò.</div> <div>Poi cominciavamo a distribuire le carte e il gioco prendeva man mano il suo ritmo e la sua tensione. </div> <div>Era ormai tanto tempo che giocavamo insieme che si può dire nessuno vincesse né perdesse. Le forze erano equilibrate; ognuno sfoggiava il suo carattere di giuoco.</div> <div>Il fumo delle sigarette, perché tutti fumavamo in gran copia, si addensava sotto il paralume e, dopo pochi minuti, ci vedevamo attraverso una nebbia azzurrina come se fossimo immersi in un acquario.</div> <div>Poi all'alba Mano D'Oro diceva: giro fisso. </div> <div>Facevamo le ultime puntate rischiose, quindi i conti; ognuno pagava e i tre, in fila indiana, così come erano entrati, se ne andavano.</div> <div>Piatto Doppio, dalla soglia, brontolava, senza voltarsi: GIORNO.</div> <div>La porta si chiudeva con garbo alle loro spalle.</div> <div>Ma una sera non vennero. Il fatto che ciò fosse accaduto dopo tanto tempo, mi mise in subbuglio. Sapevo che erano di una puntualità cronometrica e già un ritardo di dieci minuti &nbsp;mi doveva convincere che non sarebbero più venuti. Invece attesi tutta la notte. </div> <div>Prima camminai avanti e indietro nervosamente. Poi sedetti al tavolo iniziando un interminabile solitario.</div> <div>Ogni tanto tendevo l'orecchio a spiare i rumori per le scale. Il fruscio di un gatto o il picchiare lieve del vento contro le imposte mi faceva sobbalzare e spingere, ancora con maggiore tensione, i miei nervi fuori della stanza.</div> <div>Il vento fresco dell'alba, che agitava le tende della finestra, mi spinse verso la camera da letto. Mi gettai così vestito, abbattuto da un'amarezza senza confini, sul materasso e dormii.</div> <div>Solo più tardi compresi perché essi non erano venuti.</div> <div>Il giorno prima un Pastore Battista aveva preso in affitto l’appartamento sotto al mio e, prima di entrare in casa, aveva asperso davanti al portoncino, con una breve preghiera, dell’acqua benedetta.</div> <div>Essi non sarebbero più venuti.</div> <div>I loro spiriti maledetti avrebbero vagato in altri luoghi, meno santi, alla ricerca di un tavolo di poker dove ci fosse solamente il quarto.</div></div><div><br></div><div><div><strong>NOTE</strong></div> <div>Racconti rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. <em>Poker in quattro</em> è il secondo e ultimo racconto giovanile di <strong>Pino Belli</strong>. Dopo non ne possediamo altri. Apparso sul numero 1 de <em>I racconti di Dracula</em> prima serie nel dicembre 1959. Questo racconto era in fondo, per riempire le ultime pagine, altrimenti bianche. Breve ma suggestivo e pubblicato per la prima volta su <em>Club GHoST</em>.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink1fbfc3a209b1e93e41d0d05d6cdbb330 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/poker-quattro_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 833,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1fbfc3a209b1e93e41d0d05d6cdbb330, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/poker-quattro_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="260" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 06:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'ingrato di Sacha Naspini]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B9"><h1 class="imHeading1">Una sorta di remake della storia di Lolita</h1><div><h2 class="imHeading2">Una novella ambientata in un paese immaginario della Maremma Toscana</h2></div><div><div><span class="cf1">Possiedo tre edizioni di questo libro e quella pubblicata da E/O - da un punto di vista grafico - non è certo la più bella. <em>L’ingrato</em> costava 9 euro quando andò in libreria con Effequ Edizioni (2006) e 12 euro nella successiva edizione del Foglio Letterario (2010) - addirittura diffuso gratuitamente in e-book scopo promozionale - adesso che lo scrittore <strong>Naspini</strong> è salito di valore compiendo passi da gigante sulla scala editoriale, E/O decide il costo del libro a 17 euro. Non finiremo mai di dire che non è questo il modo per incentivare la lettura e l’acquisto di libri, perché 17 euro per un romanzo breve di 120 pagine sono tanti, forse troppi. Il discorso sarebbe lungo e passerebbe per una politica di maggiori sovvenzioni statali per l’attività editoriale seria, grande o piccola che sia. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/43UR8mG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div></div><div><div><a href="https://amzn.to/44fzwRf" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong></strong><em>L’ingrato</em> è stato l’esordio letterario di <strong>Sacha Naspini</strong>, credo di essere stato il primo lettore di questo libro, vent’anni fa il solo a recensire il romanzo, in maniera compulsiva, dovunque potevo, perché in un panorama letterario come quello dei primi anni Duemila (non che oggi sia migliorato) imbattersi in una novella maremmana scritta come Dio comanda non era facile, oserei dire che fosse sconvolgente. Ricordo anche una presentazione follonichese molto partecipata, legata a un tema attuale e doloroso che aveva coinvolto un cittadino maremmano, molto simile alla vicenda narrata nel libro. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>L’ingrato</em> è una novella ambientata in un paese immaginario della Maremma Toscana (nella edizione E/O si chiama Le Case, location del romanzo più importante di <strong>Naspini</strong>, del quale questa breve storia è una sorta di spin-off) che racconta l’esistenza tormentata del maestro elementare Luigi (detto Luigino) Sarcoli Calamaio, mettendo il dito sulla piaga della difficoltà di vivere in provincia. Il personaggio principale resta impresso nella memoria, da quanto lo percepisci vivo e reale, anche grazie allo stile di <strong>Naspini</strong> che ripete ossessivamente il suo nome e cognome, partendo dal diminutivo, spesso chiamandolo solo <em>Il Calamaio</em>, in certi casi aggiungendo il secondo cognome (Sarcoli). Un maestro prossimo alla pensione, solo, senza una storia d’amore importante (alle sue spalle un paio di fallimenti), che si sente vivo dipingendo false tele di Lautrec. La scuola è la sua unica ragione di vita, anche se ha la strana abitudine di spiare le bambine nei bagni, ma non lo fa certo per motivi sessuali come credono i pettegoli di paese. Calamaio dipinge le nudità delle allieve nei quadri di Lautrec che copia e conserva nella tranquillità della sua casa di paese. Lui non si sente all’altezza di creare opere nuove, riesce solo a copiare dalla realtà dai capolavori che così tanto ama. Nella vita del maestro solitario irrompe Chiaretta Rambaldi, una bambina che lui ritrae spesso nelle sue opere. La storia si complica quando Chiara - diventata donna - torna al paese con il suo compagno e deve fare i conti con il mondo della droga. Il Calamaio l’aiuta, la ospita in casa, si affeziona alla ragazza sempre di più, ma in modo molto casto, nonostante le voci di paese, e la perde proprio quando potrebbe innamorarsene. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>Naspini</strong> compone una sorta di <em>remake</em> (molto originale) della storia di <em>Lolita</em> ambientata in provincia e libera da ogni implicazione sessuale. Non svelo il finale ricco di colpi di scena per non rovinare la sorpresa, al punto che assume i connotati di un giallo di provincia. L’autore se la cava molto bene imbastendo una trama credibile che ruota attorno a due personaggi principali (Chiaretta e il maestro), “un ragazzo che beve caffè e dà le spalle” (bellissima la definizione del compagno di Chiaretta) e la voce delle comari di paese (nelle precedenti edizioni resa con un efficace uso del corsivo, qui con il dialogo continuo tra persone del borgo). Il racconto scorre rapido sino alla fine, tra dialoghi rapidi e brevi parti descrittive, il lettore accorto sentirà - come in una bottiglia di buon vino d’annata - sentori di <strong>Cassola</strong>, <strong>Chiara</strong> e persino <strong>Soldati</strong>. Io che sono piombinese (come l’autore) ho sentito anche profumo di <strong>Aldo Zelli,</strong> che forse non conoscete, ma era un grande scrittore di racconti maremmani. Nel 2006 terminavo così la mia recensione: “<strong>Naspini</strong> è uno scrittore molto dotato e con questa novella maremmana dimostra una volta di più che la vera letteratura passa solo per storie ben raccontate”. Adesso che le doti di <strong>Sacha</strong> sono (fortunatamente) note a tutti, quel che dispiace a un piccolo editore di provincia - che prima o poi smetterà di farlo, vista l’inutilità - è che i grandi editori non diano a Cesare quel che è di Cesare e non riconoscano quel che c’è stato prima di loro. Pare incredibile ma nella nuova edizione de <em>L’ingrato</em>, uscita con E/O nel 2025 solo perché Il Foglio Letterario ha concesso il diritto di pubblicare il libro, non c’è traccia di un editore che dello stesso romanzo ha venduto oltre mille copie in 15 anni. Detto questo spero proprio che <strong>Sacha Naspini</strong> venda centomila copie in tutto il mondo di questo suo nuovo / vecchio romanzo che reputo una delle cose migliori mai scritte (insieme con <em>Le case del Malcontento</em>) dal più convincente autore maremmano contemporaneo.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div> <div><span class="cf1">Sacha Naspini è nato a Grosseto nel 1976. È autore di numerosi racconti e romanzi, tra i quali ricordiamo <em>I sassi</em> (2007), <em>Cento per cento</em> (2009), <em>Il gran diavolo</em> (2014) e, per le nostre edizioni, <em>Le Case del malcontento</em> (2018 – Premio Città di Lugnano, Premio Città di Cave, finalista del Premio Città di Rieti; da questo romanzo è in fase di sviluppo una serie tv), <em>Ossigeno</em> (2019 – Premio Pinocchio Sherlock, Città di Collodi), <em>I Cariolanti</em> (2020), <em>Nives</em> (2020), <em>La voce di Robert Wright</em> (2021), <em>Le nostre assenze</em> (2022), <em>Villa del seminario</em> (2023), <em>Errore 404</em>, <em>Bocca di strega</em> (2024) e <em>L'ingrato. Novella di Maremma</em> (2025). È tradotto o in corso di traduzione in quasi 50 Paesi: Stati Uniti, Canada, UK, Australia, Francia, Cina, Corea del Sud, Grecia, Croazia, Russia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Egitto (con distribuzione in tutti gli Stati arabi), Germania, Olanda, Austria, Svizzera, Catalogna, Spagna (con distribuzione in Argentina, Messico, Cile, Perù, Colombia, Repubblica Dominicana, Costa Rica, Uruguay.). Scrive per il cinema.</span></div></div><div><br></div><div><div><em>L’ingrato - Novella di Maremma</em></div> <div><em>Autore: Sacha Naspini</em></div> <div><em>Editore: E/O Edizioni</em></div> <div><em>Pagine: 125</em></div> <div><em>ISBN: 9788833578804</em></div> <div><em>Costo: Cartaceo 17,00 € – Ebook 11,99 €</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/43UR8mG" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/44fzwRf" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkc619c586dea7c2e67ea278dbcf16845c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ingrato-eoedizioni-ok_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 552,'height': 881,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc619c586dea7c2e67ea278dbcf16845c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ingrato-eoedizioni-ok_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="320" /></a><br></div><div><script> var showboxlink5be978dd1d90f72f7f2e1b3b206cdd24 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Sacha-Naspini.jpg','alt': '','title': '','width': 586,'height': 586,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5be978dd1d90f72f7f2e1b3b206cdd24, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Sacha-Naspini.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 31 May 2025 14:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Corri]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B8"><div><h1 class="imHeading1">Nuovo singolo della band perugina Hellvillum</h1><h2 class="imHeading2">Disponibile su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radio</h2></div><div><div><span class="cf1"><em>Corri</em></span><span class="cf1"> è il nuovo e quarto singolo della band perugina </span><span class="cf1"><strong>Hellvillum</strong></span><span class="cf1">, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radio, prodotto da </span><span class="cf1"><strong>Michele Guberti</strong></span><span class="cf1"> (Massaga Produzioni) e </span><span class="cf1"><strong>Hellvillum</strong></span><span class="cf1">.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">Così la band umbra presenta il nuovo lavoro: </span><span class="cf1"><em>Corri</em></span><span class="cf1"> è la sensazione, che diventa quasi necessità, di sentirci in obbligo di occupare il nostro tempo attivamente, per non avere sensi di colpa, per essere produttivi a ogni costo, in ogni momento. E’ una corsa contro noi stessi, contro i nostri obiettivi che spesso diventano mostri da combattere.</span></div> <div><span class="cf1">Il sound cerca di trasmettere queste sensazioni attraverso un ritmo incalzante e deciso dall’inizio alla fine che appunto, come in una corsa, toglie il fiato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><em><span class="cf1">Questa uscita rappresenta l’inizio di un nuovo percorso - Parla </span><span class="cf1"><strong>Roberto</strong></span><span class="cf1">, voce della band - su cui stiamo lavorando da tempo. Il singolo è un assaggio di quello che sarà l’ EP, il quale avrà un sound diverso e in qualche modo più maturo, oltre a una concezione differente dei brani rispetto al passato. Speriamo che la nostra musica, tramite questo primo singolo, arrivi forte e chiaro a tutti coloro che lo ascolteranno.</span></em></div> <div><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><strong>BIOGRAFIA</strong></span></div> <div><span class="cf1">Gli </span><span class="cf1"><strong>Hellvillum</strong></span><span class="cf1"> nascono nel 2018 in provincia di Perugia (tra Fossato di Vico e Gualdo Tadino ) dall’incontro tra </span><span class="cf1"><strong>Roberto Stacchiotti</strong></span><span class="cf1"> (voce e chitarra ritmica), </span><span class="cf1"><strong>Samuele Salciarini</strong></span><span class="cf1"> (batteria), </span><span class="cf1"><strong>Mario Giombetti</strong></span><span class="cf1"> (basso) e </span><span class="cf1"><strong>Simone Campioni</strong></span><span class="cf1"> (chitarra solista).</span></div> <div><span class="cf1">Nel 2020 cominciano a creare brani inediti, traendo ispirazione dai loro ascolti quotidiani che spaziano dall'alternative rock, al hard rock, al blues rock.</span></div> <div><span class="cf1">Nel 2021 arrivano in semifinale all’</span><span class="cf1"><em>Homeless Rock Fest</em></span><span class="cf1"> di Macerata e nel 2022 si esibiscono all’</span><span class="cf1"><em>Antifestival</em></span><span class="cf1"> di Trevi aprendo a </span><span class="cf1"><strong>Naska</strong></span><span class="cf1"> e al </span><span class="cf1"><em>Gubbstock Festival</em></span><span class="cf1"> di Gubbio aprendo a </span><span class="cf1"><strong>Lorenzo Kruger</strong></span><span class="cf1">.</span></div> <div><span class="cf1">Il 7 Luglio 2023 pubblicano il loro primo singolo </span><span class="cf1"><em>High Feeling</em></span><span class="cf1">. A seguire, il primo Settembre </span><span class="cf1"><em>La Strada</em></span><span class="cf1"> e il 6 ottobre </span><span class="cf1"><em>Accusa</em></span><span class="cf1">, i quali sono stati prodotti da </span><span class="cf1"><em>Urban Records</em></span><span class="cf1">.</span></div> <div><span class="cf1">Nel 2024 iniziano la collaborazione con </span><span class="cf1"><strong>Michele Guberti</strong></span><span class="cf1"> (</span><span class="cf1"><em>Massaga Produzioni</em></span><span class="cf1">) per la creazione di un nuovo EP di prossima uscita.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><strong><span class="cf1">Crediti</span></strong></div> <div><span class="cf1">Registrato e mixato da </span><span class="cf1"><strong>Michele Guberti</strong></span><span class="cf1"> presso il </span><span class="cf1"><em>Natural HeadQuarter Studio</em></span><span class="cf1"> di Ferrara.</span></div> <div><span class="cf1">Prodotto da </span><span class="cf1"><strong>Michele Guberti</strong></span><span class="cf1"> (Massaga Produzioni) e </span><span class="cf1"><strong>Hellvillum</strong></span><span class="fs14lh1-5 cf1">.</span></div><div><br></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><strong><span class="cf1">Gli Hellvillum sono:</span></strong></div> <div><span class="cf1">Roberto Stacchiotti - voce e chitarra ritmica</span></div> <div><span class="cf1">Samuele Salciarini - batteria</span></div> <div><span class="cf1">Mario Giombetti - basso</span></div> <div><span class="cf1">Simone Campioni - chitarra solista</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">Link</span></b></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://www.instagram.com/hellvillum" class="imCssLink">www.instagram.com/hellvillum</a></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://www.facebook.com/hellvillum" class="imCssLink">www.facebook.com/hellvillum</a></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://www.youtube.com/@hellvillum" class="imCssLink">www.youtube.com/@hellvillum</a></span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkbab56c77bc99d6d641629e44129f29b2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Hellvillum_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 800,'height': 800,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbab56c77bc99d6d641629e44129f29b2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Hellvillum_ver.jpg" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink0a9023c555c4ba1c4e9349090c23fd79 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Hellvillum_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 763,'height': 443,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0a9023c555c4ba1c4e9349090c23fd79, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Hellvillum_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="117" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=YcBEbdIti4c">https://www.youtube.com/watch?v=YcBEbdIti4c</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 31 May 2025 06:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Space Sweepers di Jo Sung-hee]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B7"><div><h1 class="imHeading1">Trama articolata e carina</h1><h2 class="imHeading2">Una produzione coreana di qualità con un budget di 22 milioni</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">Space Sweepers (Corea del sud, 2021)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Jo Sung-hee. Sceneggiatura: Yoon Seung-min, Yoo-kang Seo-ae, Jo Sung-hee. Montaggio: Nam Na-young, Ha Mi-ra. Musiche: Kim Tae-Song. Produttore: Yoon In-beom, Kim Soo-jin.
Distribuzione: Netflix. Genere: fantascienza, avventura, azione. Anno: 2021. Paese di produzione: Corea del sud. Durata: 136'. Interpreti: Song Joong-ki, Kim Tae-ri, Jin Seon-kyu, Yoo Hae-jin.</em></div>
<div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Questo film di fantascienza Koreano mi è stato suggerito da un’amica. Lo si trova su Netflix (che dopo il successo di </span><em class="fs14lh1-5">Parasyte</em><span class="fs14lh1-5">, e soprattutto quello di </span><em class="fs14lh1-5">Squid game</em><span class="fs14lh1-5">, compra tonnellate di roba da lì) e non è minimamente pubblicizzato. Perché? Non lo so. Suppongo dovessero fare pubblicità all’ennesimo documentario dove glorificano un criminale.</span><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il mondo non è finito, ma quasi. La Terra è ridotta male con un’atmosfera distrutta; lì i poveri vivono aspettando di prendere l’ascensore spaziale
per andare a lavorare per i ricchi che dimorano su colonie spaziali. La UTS, la mega corporazione che gestisce la vita nello spazio guidata dall’Elon Muskiano Sullivan, sta progettando di terraformare Marte nei prossimi
anni ed emigrare lì tutta la popolazione, con l’idea di diventare ancora più potente. </span></div>
<div><span class="cf1">In questa situazione instabile si crea il lavoro degli spazzini spaziali. Poveracci che guidano astronavi carretta e girano l’orbita terrestre cercando relitti spaziali da trascinare
e rivendere. La maggior parte di loro ha più passato che futuro, come l’equipaggio della Victory, una nave coreana tra le migliori della professione. Non navigando comunque in buone acque questi quattro (Tae-ho,
Jang, Tiger Park e il robot Bubs) credono di aver fatto il colpaccio quando recuperano su un relitto una bambina che vale una cifra sconsiderata. Devono solo restituirla alla UTS o alla polizia o ai terroristi o… Sembra,
infatti, che tutti siano interessati alla piccola, ma solo loro la apprezzano per la sua dolcezza. Fra adrenalinici inseguimenti, dure battaglie e una distopia spaziale scopriremo la verità.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Questo film di più di due ore è un piccolo gioiello. Dà leggere “vibe” a la <em>Guardiani della Galassia</em>, perché si parla di un gruppo di reietti che gira per lo spazio mettendosi nei guai e vive come una famiglia disfunzionale, ma è anche di più.
C’è più profondità in questo film, meno umorismo e più dramma. I personaggi sono interessanti e ognuno di loro ha una storia che forse poteva essere approfondita di più e non sarebbe
stato male (se non per il già lungo minutaggio del film). La trama è articolata e carina, prevedibile per i vari cliché (la super bambina tenera, il mega presidente malvagio, i criminali dal cuore d’oro)
ma scorre veloce e non delude mai. C’è solo un momento, verso la fine, dove viene fatto un erroraccio solo per non avere il coraggio di proporre un finale veramente eroico.</span></div>
<div><span class="cf1">Gli effetti speciali sono tra le cose più rilevanti del film. Ricordo che parliamo di una produzione coreana con un budget di neanche 22 milioni che da sonore lezioni a film
che ne costano centinaia. Sinceramente non ho visto niente che mi risultasse “falso” che mi facesse dire “qui la CGI si vede molto bene”. Il robot è credibile, le astronavi sono credibili, le
battaglie spaziali pure. Questo senza parlare dei concept che ci stanno dietro (l’estetica è veramente azzeccata). Tutte le scene che coinvolgono Bubs, soprattutto alla fine del film, sono eccellenti (essendo
una macchina, lui passa la maggior parte del suo tempo fuori dall’astronave, con tutto quello che ne consegue).</span></div>
<div><span class="cf1">Il film non ha un doppiaggio italiano, non su Netflix (dove io l’ho visto) almeno. Questo aiuta nel far notare anche la cura di un altro dettaglio: ci sono personaggi di molte
nazionalità che parlano la loro lingua natale che poi viene tradotta agli altri dalle macchine. Quindi nel film senti parlare una grande quantità di lingue che rende l’ambientazione molto più realistica
di tutte le similari (dove tutto lo spazio parla americano) anche se, tristemente, diventa un malus poiché ti ritrovi per forza di cose a leggere i sottotitoli quale che sia la tua nazionalità. Tanto per dirne
una, all’inizio parlano solo inglese e io lo ascoltavo senza leggere, poi è arrivato il coreano.</span></div>
<div><span class="cf1">Rimane un gran film che avrebbe meritato il cinema.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkae4658acdb80fe2772d2b2de0da49833 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/space-sweepers_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 586,'height': 802,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkae4658acdb80fe2772d2b2de0da49833, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/space-sweepers_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="274" /></a><br></div><div><script> var showboxlinka1238da7789d403976d4734044da9dc3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/space-sweepers_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka1238da7789d403976d4734044da9dc3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/space-sweepers_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=yAYR7-YUC54">https://www.youtube.com/watch?v=yAYR7-YUC54</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 May 2025 13:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Together un nuovo body horror a ottobre al cinema]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B6"><div><h1 class="imHeading1">Horror audace, inquietante e inesorabilmente romantico</h1><h2 class="imHeading2">Potente riflessione sul legame di coppia e su ciò a cui a volte rinunciamo pur di stare insieme</h2></div><div><div><span class="cf1">I Wonder Pictures è orgogliosa di svelare il teaser trailer e il poster ufficiali di <em>Together</em> di <strong>Michael Shanks</strong>, un horror viscerale, sfrontato e inesorabilmente romantico con <strong>Alison Brie</strong> e <strong>Dave Franco</strong>, in arrivo nei cinema italiani a ottobre 2025 e in anteprima italiana a giugno al Biografilm<strong> </strong>(Bologna, 6 - 16 giugno)<strong> </strong>alla presenza del regista<strong> </strong>e al <em>Taormina Film Festival</em><strong> </strong>diretto da <strong>Tiziana Rocca </strong>(Taormina, 10 - 14 giugno) alla presenza del regista e dei due attori protagonisti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Già presentato con grande successo di pubblico a Sundance e a SXSW, <em>Together</em> arriva in Italia forte di un’entusiasmante accoglienza internazionale, coronata da uno straordinario 100% di recensioni positive su <em>Rotten Tomatoes</em>, che ne certifica lo status di “Fresh”. Salutato dalla critica come “il miglior film horror dell’anno” (Insession Film), “il film perfetto per un appuntamento da brividi” (Next Best Pictures), “deliziosamente sconsiderato” (IndieWire) e “un argomento convincente e sanguinario in favore dell’essere single” (Guardian), con un mix originalissimo di <em>body horror</em>, dramma psicologico e romanticismo estremo, <em>Together</em> si impone come uno degli esordi più audaci della stagione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Potente riflessione sul legame di coppia, sulla codipendenza emotiva e su ciò a cui a volte rinunciamo pur di stare insieme, il film è interpretato da una coppia tanto affiatata sullo schermo quanto nella vita reale: <strong>Alison Brie</strong> (<em>Glow</em>, <em>Una donna promettente</em>) e <strong>Dave Franco</strong> (<em>Now You See Me</em>, <em>The Disaster Artist</em>), qui anche in veste di produttori.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">“In termini semplici, questo è un film su quanto essere innamorati possa trasformarci”, ha dichiarato il regista <strong>Michael Shanks</strong>. “È un film sul potenziale orrore insito nell’idea di condividere la vita con qualcuno, sulle ansie persistenti che l’impegno porta con sé. È un film che parla di codipendenza, monogamia, romanticismo e risentimento - e di quel momento in cui non riesci più a distinguere dove finisci tu e dove inizia l’altra persona. […] Questo film non è dedicato solo agli appassionati del genere, ma anche a chiunque abbia affrontato l’esperienza di innamorarsi e condividere la propria vita con qualcuno.”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><strong class="cf1">SINOSSI ITALIANA UFFICIALE</strong></div> <div><span class="cf1">Dopo <em>The Substance</em>, un nuovo body horror capace di andare al di là del genere e diventare racconto universale.</span></div> <div><span class="cf1">Tim e Millie sono una giovane coppia e si amano. Musicista lui, insegnante lei, la loro relazione giunge a un punto di svolta quando si trasferiscono in un paesino sperduto tra boschi e campagna, lontani da tutto ciò che conoscono e che è loro familiare. Mentre i due cercano di adattarsi alla nuova situazione, l’incontro con una misteriosa forza sovrannaturale darà una brusca sferzata al loro rapporto, rendendoli letteralmente inseparabili. Alison Brie (<em>Community</em>, <em>Glow</em>, <em>Una donna promettente</em>) e Dave Franco (<em>Now You See Me</em>, <em>The Disaster Artist</em>, <em>Love Lies Bleeding</em>) sono gli affiatati protagonisti di un horror audace, inquietante e inesorabilmente romantico, che reinventa la relazione di coppia come legame di carne, ossa e sangue.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?together-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkbcf151d733a6f32b3eb6fec8f5aa00cd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/together-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 496,'height': 708,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbcf151d733a6f32b3eb6fec8f5aa00cd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/together-loc_ver_hmwkm7xc.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkf08911368acee6b14a68805d17a7e906 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/together-scena1_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 959,'height': 512,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf08911368acee6b14a68805d17a7e906, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/together-scena1_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="107" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=3gnvD8--0fU">https://www.youtube.com/watch?v=3gnvD8--0fU</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 May 2025 05:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La vita da grandi di Greta Scarano]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B5"><h1 class="imHeading1">Scritto con il cuore e sorretto da una sentita esigenza</h1><div><h2 class="imHeading2">Una commedia che si articola tra momenti di puro cinema sentimentale</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">La vita da grandi (Italia, 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Greta Scarano. Soggetto: liberamente tratto da Mia sorella mi rompe le balle di Damiano e Margherita Tercon. Sceneggiatura: Sofia Assirelli, Chiara Barzini, Tieta Madia,
Greta Scarano (consulenza degli autori del libro). Fotografia: Valerio Azzali. Montaggio: Valeria Sapienza. Musiche: Giuseppe Tranquillino Minerva. Scenografia: Andrea Castorina. Costumi: Grazia Materia. Produttori: Matteo
Rovere, Margherita Murolo, Andrea Paris. Produttore Esecutivo: Paolo Lucarini. Case di Produzione: Groenlandia, Halong, Rai Cinema, Netflix. Distribuzione (Italia): 01 Distribution. Lingua Originale: Italiano. Paese di Produzione:
Italia, 2025. Durata: 96’. Genere: Commedia. Interpreti: Matilda De Angelis (Irene Nanni), Yuri Tuci (Omar Nanni), Maria Amelia Monti (Piera), Paolo Hendel (Walter), Adriano Pantaleo (Ugo), Christian
Ginepro (Ludovico), Ariella Reggio (zia Marilù), Gloria Coco (nonna Cleta), Alessandro Cantalini (Marco), Ludovico Zucconi (Tancredi), Tom Karumathy (Artrit), Sara Setti (Sara Ravaglioli), Lorenzo Gioielli (agente immobiliare).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1"><em>La vita da grandi</em> parte dal libro <em>Mia sorella mi rompe le balle</em> di <strong>Damiano</strong> e <strong>Margherita Tercon</strong>, che mettono su carta la loro storia, ma si evolve in un racconto universale su autismo e possibilità di fare una
vita normale, senza troppe costrizioni, cercando di crescere in autonomia con l’aiuto della famiglia e degli amici. Irene (<strong>De Angelis</strong>) vive a Roma con il fidanzato (<strong>Pantaleo</strong>), lavora per un’azienda che produce pannelli solari (ma avrebbe voluto fare la comica) e progetta di mettere su casa, ma un giorno viene chiamata a Rimini (sua città natale) dai genitori (<strong>Hendel</strong> e <strong>Monti</strong>) per occuparsi del fratello Omar (<strong>Tuci</strong>), affetto da una leggera forma di autismo, dato che la madre deve fare alcuni esami medici. Il rapporto tra Irene e Omar parte in salita, quindi si sviluppa tra reciproco
affetto e grande fiducia, secondo le linee guida tracciate dalla sorella che cerca di far crescere il fratello e di renderlo indipendente. Omar vorrebbe partecipare a un talent per diventare un rapper autistico famoso, Irene
lo aiuta - dopo tante incertezze - a far avverare il sogno, proprio quello che lei ha messo da parte per condurre una vita adulta. Il film è una commedia che si articola tra momenti di puro cinema sentimentale, tra
il lungomare di Rimini e incursioni nella caotica vita di Roma, mettendo in luce senza soluzione di continuità delusioni e sconfitte, momenti complicati e disillusioni. I personaggi sono molto ben scritti da <strong>Greta Scarano</strong> - che collabora con <strong>Assirelli</strong> e <strong>Madia</strong> - al punto che tutti risultano credibili, soprattutto Irene e Omar, sempre in primo piano per condurre il film lungo il percorso indicato
dalla regista. Lo spettatore si affeziona alle loro esistenze, parteggia e si compiace, resta deluso e soffre, persino si commuove, avvalorando la necessità di un film scritto con il cuore e sorretto da una sentita
esigenza. Il critico esigente perdona anche le poche cadute nel <em>television-movie</em>, come il finale girato nel talent di successo (con la giuria composta da <strong>Lundini</strong>, <strong>Maionchi</strong>, <strong>Ozpetek</strong>...), e la convenzionalità del personaggio paterno, interpretato da uno sprecato (visto il ruolo) <strong>Paolo Hendel</strong>. <em>La vita da grandi</em> funziona a livello di sceneggiatura, possiede un ritmo conferito dal montaggio consequenziale di <strong>Valeria Sapienza</strong> (96 minuti di pellicola) che lascia il campo a pochi flashback e a ben dosate parti oniriche, gode della fotografia luminosa di <strong>Valerio Azzali</strong> e delle musiche fresche di <strong>Giuseppe Minerva</strong>. La canzone che resta in tesa al termine della visione è la surreale <em>Ci vuole orecchio</em> di <strong>Enzo Jannacci</strong>, memoria dell’infanzia di Irene e Omar, impegnati a cantarla nella prova durante il talent televisivo. <strong>Matilda De Angelis</strong> è bravissima, sa interpretare ogni ruolo, come ha dimostrato in <em>Fuori</em> di <strong>Martone</strong>, qui alterna delusione e sconforto a momenti di esaltazione e felicità senza batter ciglio.
Alla fine è lei che tratteggia la morale del film, il fatto che a diventare adulti s’impari vivendo insieme vale per tutti, non solo per un ragazzo autistico. <strong>Yuri Tuci</strong> è un attore pratese al primo film, la sua biografica indica una diagnosi di “autismo ad alto funzionamento” dall’età di 18 anni, ma è
capace di coltivare interessi e passioni, quindi di &nbsp;vivere una vita senza restrizioni, per questo conferisce credibilità al personaggio. Sono bravi anche gli attori dei ruoli minori, dalla madre interpretata da un’espressiva
<strong>Maria Amelia Monti</strong> per finire con lo scettico fidanzato <strong>Adriano Pantaleo</strong>, avvocato meridionale tifoso della Salernitana, passando per le comiche <strong>Ariella Reggio</strong> (zia Marilù) e <strong>Gloria Coco</strong> (nonna Cleta). Primo lungometraggio di <strong>Greta Scarano</strong> (la conoscevamo come attrice), regista capace di comporre un valido quadro familiare, sceneggiando a dovere un film ambientato in una provincia marina dipinta con
i colori dell’autunno. Film presentato in anteprima al Bari International Film Festival, distribuito il 3 aprile 2025, il giorno successivo alla Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo. In Maremma
si è visto al Piccolo Cineclub di Follonica, al Cinema Metropolitan di Piombino e al Teatro Verdi di San Vincenzo, realtà benemerite che curano il cinema d’autore. Non lo perdete quando passerà sulle
piattaforme, vista la produzione Rai e Netflix non sarà difficile vederlo sul piccolo schermo. Da parte mia non me lo sarei perso al cinema per nessun motivo, in una sala buia e su schermo panoramico. Ma <em>de gustibus...</em></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkdc05d3b7179aaf5e87c565064be6a365 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/via-grandi_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdc05d3b7179aaf5e87c565064be6a365, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/via-grandi_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink8b577d40a2fb57eb0391568b863786b1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/via-grandi-ok_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 480,'height': 270,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8b577d40a2fb57eb0391568b863786b1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/via-grandi-ok_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZQPSreIUCyY">https://www.youtube.com/watch?v=ZQPSreIUCyY</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 29 May 2025 13:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Acque Oscure di Debora Parisi]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B4"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Testo dalla forte impronta umoristica e surreale</span></h1><div><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un romanzo che merita un posto in alto tra le novità fantasy italiane di quest’anno</span></h2></div><div><div><em class="cf1">[…] «Anna, Anna… ascoltaci» gridavano i mostri. Vedevo le loro mani scheletriche uscire dal fango, scavare e creare una via di fuga nella desolazione che attraversava la valle.</em></div> <div><em class="cf1">Indietreggiai, fissando le figure barcollanti consumate dalla melma e dall’acqua. Avevano perso tutto, tranne le ossa. Gli scheletri camminarono verso di me.</em></div> <div><span class="cf1"><em>«Perché sei sopravvissuta?» chiese una voce femminile, </em><em class="fs14lh1-5">familiare. Con orrore, compresi che era quella di mia madre.</em></span></div> <div><em class="cf1">«M-mamma?» Mi sentii piccola piccola davanti a quei morti.</em></div> <div><em class="cf1">«Perché continui a vivere?» Scoppiai a piangere. […]</em></div> <div><em class="cf1"> </em></div> <div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/4n8t4Em" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div></div><div><div><a href="https://amzn.to/3HFFbbR" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="cf1"><em>Acque Oscure</em> è un romanzo di <strong>Debora Parisi</strong>, edito dalla Winter Edizioni - è un testo dalla forte impronta umoristica e surreale, caratterizzato da una narrazione volutamente caotica e paradossale, capace di catturare il lettore attraverso l'assurdità delle situazioni.</span></div> <div><span class="cf1"><em>Anna Zampieri</em>, sopravvissuta a una catastrofe idrogeologica in Italia (chiaro riferimento al disastro del Vajont), si è trasferita in Scozia per rifarsi una vita. Lavora in un pub e vive con un uomo robusto e protettivo, William, personaggio segnato da un passato doloroso. Anna soffre di incubi e flashback legati al trauma, finché non incontra Erik, un giovane enigmatico che pare condividere una storia simile alla sua. La narrazione si intreccia con miti scozzesi (e non solo), creature fae, presenze inquietanti, e verità sepolte che riaffiorano come scheletri dal fango.</span></div> <div><span class="cf1">Lo stile è fluido, diretto e accessibile, con un uso consapevole del linguaggio emotivo. Il punto di forza maggiore risiede nella capacità dell’autrice di evocare immagini sensoriali intense, specialmente legate all’acqua, al fango e ai sogni. La voce narrante (in prima persona) è ben costruita, con una protagonista riconoscibile e coerente.</span></div> <div><span class="cf1">Il registro varia bene tra dialoghi colloquiali, monologhi interiori, introspezione e momenti quasi lirici. Alcuni inserti ironici o umoristici (specie con William) aiutano a bilanciare il tono grave.</span></div> <div><span class="cf1">I sogni e gli attacchi di panico sono resi con una credibilità disturbante, contribuendo all’atmosfera opprimente.</span></div> <div><span class="cf1">In certi passaggi l’uso della voce interiore (la “vocina”) può risultare troppo frequente o forzato, ma è raro che succeda.</span></div> <div><span class="cf1">La struttura è lineare ma arricchita da flashback, sogni e ricordi traumatici. L’intreccio è costruito con pacatezza, ma deliberatamente, puntando molto sulla psicologia dei personaggi e l’intimità del trauma. Nonostante il ritmo non sia serrato, la tensione è mantenuta alta attraverso continue suggestioni e presagi.</span></div> <div><span class="cf1">La scelta di ambientare la storia in Scozia, con riferimenti culturali e mitologici precisi (Each uisge, Nuckelavee, Fade, Anguane, ecc.), rende l’ambientazione ricca, evocativa e ben documentata, considerando la forte componente fantastica.</span></div> <div><span class="cf1">Un romanzo che decisamente merita un posto in alto tra le novità fantasy italiane di quest’anno.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">L’AUTRICE:</strong></div> <div><span class="cf1">Debora Parisi è studentessa universitaria di giorno e cacciatrice di leggende e mitologie di notte. Scrive fin da piccola e dal 2019 ha pubblicato numerosi racconti: Il Bosco e Il drago della foresta (in Racconti dal Piemonte, Fiabe e Favole, Historica Edizioni), Il caso del basilisco, Fuga da Malaperla, Il gatto nero e Non è colpa mia (in Bestie d’Italia volume due e tre, Streghe d’Italia, Fantasmi D’Italia, NPS Edizioni), La freccia d’oro (in Astro Narrante: Sagittario, Fanucci), Io sono Lilith (in Guerriere, Mezzelane), Una Gentile Nonnina (Eat Read Blood – Saga Edizioni), Mia per Scheletri Ebook e per Delos Digital La Fame Della Foresta. Gestisce un blog chiamato El micio racconta e un canale youtube intitolato Antro del Drago, che tratta di diversi argomenti, tra cui recensioni di libri e folklore.</span></div> <div><span class="cf1">Collabora anche con le riviste Upside Down Magazine, VMpire's tears e Hyperborea, dopo aver collaborato con Sci-Fi Pop Culture, Spazio Penultima Frontiera e Porto Intergalattico. Ha una gatta di nome Kimba, veterana amante delle coccole.</span></div><div><br></div><div><div><em class="cf1">Acque Oscure</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Debora Parisi</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Winter Edizioni</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 256</em></div> <div><em class="cf1">ISBN-13: 979-8308646099</em></div> <div><em class="cf1">Costo: Cartaceo 13,00 € - Ebook 6,50 €</em></div></div> <div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><a href="https://amzn.to/4n8t4Em" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div></div><div><div><a href="https://amzn.to/3HFFbbR" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink6c9a4f9cfe22e09cd1156706328f41f4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/acque-oscure_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 699,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6c9a4f9cfe22e09cd1156706328f41f4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/acque-oscure_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink55f7e27927159d8935342ac3acc352ce = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/debora-parisi.jpg','alt': '','title': '','width': 300,'height': 300,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink55f7e27927159d8935342ac3acc352ce, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/debora-parisi.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="150" /></a><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 29 May 2025 05:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Universi fantastici]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B3"><h1 class="imHeading1">L'artbook di Antonello Silverini</h1><div><h2 class="imHeading2">Un viaggio nell’arte visionaria dell’illustratore che ha cambiato il volto dell’editoria italiana</h2></div><div><div><span class="cf1">C’è un luogo dove la letteratura incontra il sogno, e l’illustrazione si fa racconto: è l’universo visivo di <strong>Antonello Silverini</strong>. Primo illustratore insignito del titolo di “Maestro d’Arte e Mestiere” nel 2016, <strong>Silverini</strong> ha ridefinito in Italia il ruolo dell’illustratore contemporaneo, muovendosi con disinvoltura tra copertine, manifesti, quotidiani e gallerie d’arte.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/43Q2dW8" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div></div><div><div><a href="https://amzn.to/4jZg0hL" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Ha firmato le iconiche copertine per <strong>Ian McEwan</strong> (Einaudi) e<strong> Philip K. Dick</strong> (Fanucci), illustrato i racconti di <strong>Edgar Allan Poe</strong> e <strong>Herman Melville</strong>, disegnato il manifesto del <em>Festival Internazionale del Cinema di Roma</em> nel 2012. Le sue opere appaiono sulle pagine dell'inserto "La Lettura" del «Corriere della Sera<em>»</em>, e collaborazioni con <strong>«The Economist»</strong>, «The Washington Post», «la Repubblica», «Il Sole 24 Ore» completano un percorso che coniuga prestigio editoriale e poetica personale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il volume <strong>Antonello Silverini - Universi Fantastici</strong>, pubblicato da Edizioni NPE, ne raccoglie l’opera in tutta la sua estensione, ricostruendone l’evoluzione, la varietà tecnica e la potenza immaginifica. Forme allungate, spazi distorti, atmosfere oniriche: <strong>Silverini</strong> trasforma l’illustrazione in un viaggio nell’inconscio, dove il razionale e l’irrazionale si fondono in un’armonia inquieta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Ogni immagine è una soglia. Una porta da attraversare - come lui stesso afferma - e non uno specchio rassicurante. E in effetti, le sue tavole sono molto più che illustrazioni: sono mondi. Mondi da attraversare in silenzio, per ritrovare, come ha scritto <strong>Vincenzo Mollica</strong> a proposito di <strong>Silverini</strong>, «la poesia del silenzio che qualcuno, da queste parti, ci ha rubato per sempre».</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">SCHEDA</strong></div> <div><span class="cf1">Titolo: Universi fantastici</span></div> <div><span class="cf1">Collana: L’arte delle nuvole</span></div> <div><span class="cf1">Numero in Collana: 53</span></div> <div><span class="cf1">ISBN: 9788836272662 </span></div> <div><span class="cf1">Autore: Antonello Silverini</span></div> <div><span class="cf1">Formato: 210x297 mm, cartonato, colori, pag. 160</span></div> <div><span class="cf1">Dorso: 16 mm</span></div> <div><span class="cf1">Prezzo: 22,50 euro</span></div> <div><span class="cf1">Editore: Edizioni NPE </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><a href="https://amzn.to/43Q2dW8" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div></div><div><div><a href="https://amzn.to/4jZg0hL" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink272af159d2e871301e718f835e678ab8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/universi-fantastici_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 637,'height': 894,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink272af159d2e871301e718f835e678ab8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/universi-fantastici_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink6616dbdb7f8665813ee553815c979aa2 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/universi-fantastici-pic2.jpg','alt': '','title': '','width': 620,'height': 876,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/universi-fantastici-pic1.jpg','alt': '','title': '','width': 620,'height': 876,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/universi-fantastici-pic3.jpg','alt': '','title': '','width': 620,'height': 876,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/universi-fantastici-pic4.jpg','alt': '','title': '','width': 579,'height': 819,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6616dbdb7f8665813ee553815c979aa2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/universi-fantastici-pic2a.jpg" alt="Alcune tavole." title="Alcune tavole." width="150" height="217" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 28 May 2025 13:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Alien: Covenant di Ridley Scott]]></title>
			<author><![CDATA[Roberto Frini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B2"><h1 class="imHeading1">Il seguito di Prometheus e prequel di Alien</h1><div><h2 class="imHeading2">Scott e i suoi sceneggiatori sembrano (con)fondere Alien con Blade Runner</h2></div><div><div><strong class="cf1">Alien: Covenant (Usa, Regno Unito, 2017)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Ridley Scott. Soggetto: personaggi creati da Dan O'Bannon, Ronald Shusett, storia di Jack Paglen, Michael Green. Sceneggiatura: John Logan, Dante Harper. Fotografia: Dariusz Wolski. Montaggio: Pietro Scalia. Musiche: Jed Kurzel. Scenografia: Chris Seagers, Ian Gracie, Victor J. Zolfo. Effetti speciali: Neil Corbould, Charley Henley. Trucco: Lesley Vanderwalt, Robert Trenton. Costumi: Janty Yates. Produttore: Ridley Scott, Mark Huffam, Michael Schaefer, David Giler, Walter Hill. Casa di Produzione: TSG Entertainment, Scott Free Productions, Brandywine Productions. Genere: fantascienza, thriller, orrore. Anno: 2017. Paese di produzione: Stati Uniti d'America. Durata: 122'. Interpreti: Michael Fassbender (David 8; Walter One), Katherine Waterston (Katherine Daniels), Billy Crudup (Christopher Oram), Danny McBride (Tennessee Faris), Demián Bichir (Dan Lope), Carmen Ejogo (Karine Oram), Amy Seimetz (Maggie Faris), Jussie Smollett (Ricks), Uli Latukefu (Cole), Callie Hernandez (Upworth), Tess Haubrich (Sarah "Rosie" Rosenthal), James Franco (Jacob Branson), Noomi Rapace (Elizabeth Shaw), Guy Pearce (Peter Weyland).</em></div> <div><br></div></div><div><div><a href="https://amzn.to/4kTbKS0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div></div><div><div><a href="https://amzn.to/3HWuO3b" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Nel 2014 l'astronave Covenant sta viaggiando verso il pianeta Origae-6 per insediarvi una colonia terrestre. A un certo punto, i membri dell'equipaggio intercettano una strana trasmissione radio proveniente da un pianeta poco distante. Il primo ufficiale decide di approdarvi, sperando di poterlo colonizzare. Trovano invece il relitto di un'astronave e dovranno vedersela con ferocissimi alieni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Ammettiamolo, non è facile districarsi tra la marea di reebot, sequel, prequel, remake che, a getto continuo, invadono le sale cinematografiche (ormai siamo al reebot del reebot, da non crederci). Comunque, <em>Alien: Covenant</em>, per chi non lo sapesse, è il seguito di <em>Prometheus </em>(2012) e prequel di <em>Alien</em> (1979). <strong>Ridley Scott</strong>, regista di entrambi, ha da tempo annunciato di voler proseguire la serie, per mettere in cantiere nuovi sequel/prequel. Rischiando perciò di rovinare definitivamente un titolo-mito del cinema di fantascienza. Le ormai sempre più scarse aspettative sono il risultato della delusione provocata dalla visione di questa fatica del regista inglese. Già <em>Prometheus</em> non era un granché, d’accordo, ma poteva vantare almeno una sequenza d’antologia (quella del parto nella capsula chirurgica) e un cast dignitoso. In questa opera, se togliamo lo scontro finale con l’alieno (che cerca di rielaborare, invano, quello del capostipite), confezione e prestazione attoriale lasciano molto a desiderare. Oltretutto, <strong>Scott</strong> e i suoi sceneggiatori sembrano (con)fondere, non si sa se volutamente o meno, <em>Alien</em> con <em>Blade Runner</em>. Tanto che il robot, che somiglia sempre più al replicante Roy interpretato da <strong>Rutger Hauer</strong>, sta prendendo il sopravvento sugli altri personaggi (e qua viene addirittura duplicato): mostro compreso, scelta quantomeno discutibile, che può essere giustificata dal mancato apporto dei grandi visionari che fecero la fortuna del film del '79. Lo sceneggiatore <strong>Dan O’Bannon</strong>, autore di un bellissimo soggetto che sottendeva una metafora politica, a base di multinazionali e astronauti/operai (e che guarda caso non dava grande spazio al robot), oggi trasformato in un delirante copione esoterico/superomistico, con tanto di <strong>Wagner</strong> nel finale. E poi <strong>Giger</strong>, <strong>Rambaldi</strong>, il direttore della fotografia <strong>Derek Vanlint</strong>, eccetera. Insomma, l’<em>Alien</em> originale (bisogna chiamarlo così, oggigiorno, per evitare fraintendimenti) è forse uno degli esempi più significativi di film che si è avvalso dell’apporto creativo di varie personalità artistiche, che in <em>Alien Covenant</em> mancano in toto. Del vecchio team sopravvivono i produttori <strong>Walter Hill</strong> e <strong>David Giler</strong> e <strong>Ridley Scott</strong> deve cavarsela da solo o quasi, mostrando limiti abbastanza evidenti. Non bastano qualche minuto di autentica suspense e due o tre momenti splatter vecchio stile per salvare la faccia.</span></div><div><br></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4kTbKS0" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3HWuO3b" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkcf765e747c4077b316ac8befd42417a9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alien-covenant1_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 600,'height': 860,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcf765e747c4077b316ac8befd42417a9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alien-covenant1_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="287" /></a><br></div><div><script> var showboxlink6de3e74c94ae182173ea65c15c9c6b72 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alien-covenant1_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1920,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6de3e74c94ae182173ea65c15c9c6b72, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alien-covenant1_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div><div>Guarda la video recensione:</div><div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=hOvbQAvAdaM" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'youtube', url: 'https://www.youtube.com/watch?v=hOvbQAvAdaM', width: 1920, height: 1080, text: '', 'showVideoControls': true }]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alien-covenant_videorecensione.jpg" alt="Guarda la video recensione." title="Guarda la video recensione." width="246" height="138" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Ytxn0WSmPqI">https://www.youtube.com/watch?v=Ytxn0WSmPqI</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 28 May 2025 05:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nonostante di Valerio Mastandrea]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B1"><h1 class="imHeading1">Una trama che tocca momenti intrisi di dramma e pura poesia</h1><div><h2 class="imHeading2">Presentato alla Mostra di Venezia come film di apertura nella sezione Orizzonti</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">Nonostante (Italia, 2024)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Valerio Mastandrea. Soggetto e Sceneggiatura: Enrico Audenino, Valerio Mastandrea. Montaggio: Chiara Vullo. Fotografia: Guido Michelotti. Effetti
Speciali: Alessandro Di Leva, Lorenzo Schiattarella. Musiche: Tóti Guonason. Scenografia: Roberto De Angelis. Costumi: Giorgia Calandra, Federica Pavone. Trucco: Ilaria Soricelli. Storyboard: Marco Valerio Gallo. &nbsp;Produttori:
Valeria Golino, Valerio Mastandrea, Viola Prestieri, Francesco Tatò, Oscar Glioti, Moreno Zani, Giuseppe Di Gangi. Produttore Esecutivo: Gennaro Formisano. Case di Produzione: HT Film, Rai Cinema, Damocle, Tenderstories.
Distribuzione (Italia): BiM Distribuzione. Lingua Originale: Italiano. Paese di Produzione: Italia, 2024. Durata: 93’. Genere: Drammatico, Fantastico. Interpreti: Valerio Mastandrea (Lui), Dolores Fonzi (Lei), Lino Musella (Curiosone), Giorgio Montanini (Volontario), Justin Korovkin (Giovane Nonostante), Barbara Ronchi (Moglie Curiosone), Luca Lionello (Nonostante Sfascio), Laura Morante
(Veterana), Claudia Della Seta (Veterana), Rita Blasotta (Infermiera).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><span class="cf1">Secondo lungometraggio - dopo l’incoraggiante <em>Ride</em> (2018) - di un attore straordinario come <strong>Valerio Mastandrea</strong> che coglie nel segno con una commedia fantastica firmata insieme a <strong>Enrico Audenino</strong>, sviluppando una trama che tocca momenti intrisi di dramma e pura poesia. Basta accettare l’assunto di partenza ed essere consapevoli che le anime delle persone in coma possano vivere come ectoplasmi, tra
la morte e la vita, aggirandosi per i corridoi di un ospedale e lungo le strade di Roma, conversando tra loro, stringendo amicizie, invisibili al resto del mondo. Non ci sono nomi propri dati ai personaggi: Lui (<strong>Mastandrea</strong>) è in coma dopo aver salvato un bambino, Lei (<strong>Fonzi</strong>) è un’argentina ribelle reduce da un incidente stradale, Il Curiosone (<strong>Musella</strong>) è un malato terminale, troviamo un volontario (<strong>Montanini</strong>) che ha il potere di vedere e sentire le voci delle anime in coma, infine c’è la Veterana (<strong>Morante</strong>) che a un certo punto si risveglia (nella tristezza generale) e abbandona il gruppo. <strong>Mastandrea</strong> si fa venire un’idea geniale che nella messa in scena ricorda il vecchio <em>Fantasmi a Roma</em> (1961) di <strong>Pietrangeli</strong> ma è del tutto originale come tematica. Le anime delle persone in coma quando muoiono si sentono catturare da un vento che le trascina via, se si risvegliano dimenticano tutto quel che hanno vissuto nel
periodo intermedio, mentre sono in stato di attesa sono invisibili ma vivono una vita sentimentale e tutte le passioni degli esseri umani. Lui e Lei a un certo punto s’innamorano, consapevoli che sarà un sentimento
destinato a finire, sia in caso di risveglio che di morte da parte di uno dei due soggetti interessati. Sono molto ben costruite le relazioni tra personaggi, una piccola società di invisibili che soffre per un futuro
incerto mentre si accontenta di piccole certezze quotidiane, come una camera spaziosa e la passeggiata per le strade di Roma. Un film del tutto diverso dalla gran parte del cinema italiano contemporaneo, che tocca le corde
del sentimento passando dal fantastico, dispensa momenti di leggerezza nonostante la situazione drammatica vissuta dai protagonisti. Non vado oltre con la storia perché il finale a sorpresa è tutto da scoprire,
oltre alla bellezza di una soluzione fantastica con il tema della morte reso effettivo grazie a un simbolico volo in cielo stile <em>Miracolo a Milano</em>. Il messaggio del film è positivo, quel che resta ben saldo in un essere umano è l’amore per la vita, il suo attaccamento alle piccole cose di
un’esistenza in frantumi, la sola cosa che aiuta ad andare avanti con un briciolo di speranza. Fotografia luminosa di <strong>Guido Michelotti</strong> degli esterni romani, mentre gli interni sono cupi e notturni; montaggio rapido ed essenziale di <strong>Chiara Vullo</strong>, che in 93 minuti dipana tutte le cose che il film deve dire, senza inutili lungaggini; effetti speciali interessanti a cura di <strong>Schiattarella</strong> e <strong>Di Leva</strong>; messa in scena molto teatrale, tra dialoghi scarni e asciutti, ricchi di poesia, anche se non sempre perfetti; scenografie essenziali di <strong>De Angelis</strong>; colonna sonora di <strong>Tóti Guonason</strong> che pesca da brani storici come <em>Noi non ci saremo</em> di <strong>Francesco Guccini</strong> e altre composizioni rock. Interpreti tutti molto bravi e credibili, dal protagonista <strong>Mastandrea</strong> - onnipresente e come sempre perfetto - a un’intensa <strong>Morante</strong>, non da meno <strong>Barbara Ronchi</strong> in un ruolo marginale come moglie del Curiosone (un <strong>Musella</strong> sempre più bravo). Presentato alla Mostra di Venezia come film di apertura nella sezione Orizzonti, distribuito da BiM nei circuiti del cinema d’autore. Visto in provincia grazie al Cinema Teatro
Metropolitan di Piombino, una delle poche grandi sale di città ancora attive in Toscana. Un film da vedere, meglio al cinema per gli effetti speciali e per le ampie panoramiche romane, oltre ai piani sequenza che il
<strong>Mastandrea</strong> regista organizza a dovere, ma che si gusta in maniera efficace anche sul piccolo schermo. Tenete d’occhio Rai Play nei prossimi mesi, perché
vista la produzione Rai Cinema tra non molto lo vedremo.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb0c18345b96781e39fa7cd9b22d277cb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nonostante_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 599,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb0c18345b96781e39fa7cd9b22d277cb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nonostante_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkdcfa18c432e7200d85a7df23333c7577 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nonostante_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdcfa18c432e7200d85a7df23333c7577, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nonostante_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=zkJ39fPe_gs">https://www.youtube.com/watch?v=zkJ39fPe_gs</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 May 2025 13:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Sicilia: lo specchio dell’anima]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B0"><h1 class="imHeading1">Un'esplorazione profonda ed emozionale nei borghi siciliani</h1><div><h2 class="imHeading2">La bellezza naturale dei luoghi più nascosti e suggestivi della Sicilia</h2></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Sicilia: lo specchio dell’anima. Oltre i Crepuscoli del Tempo in Divenire</i></span></span><span class="cf1"> è questo l’ammaliante titolo del nuovo atteso quinto libro dell'autore </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Tregor Russo</b></span></span><span class="cf1">, edito e pubblicato il 22 Maggio 2025 per il territorio nazionale italiano, dall'agenzia di comunicazione e casa editrice </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Melqart Communication</i></span></span><span class="cf1"> di Sciacca (Ag).</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1">Con uno stile narrativo lineare, forbito e coinvolgente, </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Tregor Russo</b></span></span><span class="cf1"> accompagna il lettore in un'esplorazione profonda ed emozionale nei borghi siciliani, dove la storia e la cultura si intrecciano con la bellezza naturale dei luoghi più nascosti e suggestivi della Sicilia, rivelando segreti e storie che, solo chi conosce profondamente l'Isola come Lui può descrivere minuziosamente.</span></div><div><div><span class="cf1">Per </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Tregor Russo</b></span></span><span class="cf1">, poliedrico artista, compositore, scrittore, divulgatore storico e fotoreporter, questo rappresenta il suo quinto libro in carriera e il secondo dedicato ai comuni antichi, borghi medievali e feudali della Sicilia.</span></div><div><div><span class="cf1">Un volume che dal punto di vista concettuale e artistico, rappresenta il seguito del precedente testo dell'autore </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Sicilia: l'incanto dell'estasi. Epopea nel Regno degli Dei</i></span></span><span class="cf1"> destinato non soltanto ai siciliani ma a tutti coloro che vogliano approfondire la cultura siciliana in tutte le sue sfaccettature.</span></div><div><div><span class="cf1">Nelle copertine di fronte e retro le bellissime opere artistiche sono della pittrice </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Milena Contino</b></span></span><span class="cf1"> di Agrigento.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1">Con il precedente quarto libro l'Autore ha ricevuto oltre 50 targhe onorarie, attestati di riconoscimento e un premio internazionale, per l'aver realizzato il primo Grand Tour nell'entroterra delle nove province della Sicilia.</span></div><div><div><span class="cf1">I due Libri sono il frutto e il compendio delle indagini storiche e sopralluoghi professionali portati avanti dall’autore </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Tregor Russo</b></span></span><span class="cf1"> in 110 comuni siciliani visitati nel corso di quasi cinque anni.</span></div></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Sicilia: lo specchio dell’anima. Oltre i Crepuscoli del Tempo in Divenire</i></span></span><span class="cf1"> come il precedente libro, non è catalogabile tra i manuali di viaggio per turisti, bensì è un testo che mette in risalto e descrive la cultura della Sicilia a 360°.</span></div><div><div><span class="cf1">Oltre ai borghi, infatti, l'Autore tratta, in dodici capitoli di vari argomenti, analizzati attraverso le sue profonde e accurate ricerche, studi e approfondimenti su specifici temi, a carattere storico, artistico, architettonico, antropologico, sociologico e ambientale, per tramandare la memoria storica ai posteri.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1">Per acquistare copie del libro, organizzare eventi culturali e presentazioni nei vostri comuni, potete contattare l’agenzia di comunicazione e casa editrice Melqart Communication, referente Calogero Parlapiano:</span></div><div><span class="cf1">Telefono: 3286749540</span></div><div><span class="cf1">E-mail: calogeroparlapiano@hotmail.it</span></div><div><span class="cf1">info@melqartcommunication.it</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">SCHEDA</span></b></span></div><div><span class="cf1">Sicilia: lo specchio dell’anima.</span></div><div><span class="cf1">Oltre i Crepuscoli del Tempo in Divenire</span></div><div><span class="cf1">Autore: Tregor Russo</span></div><div><span class="cf1">Editore: Melqart Communication</span></div><div><span class="cf1">Pagine: 250 (interamente a colori)</span></div><div><span class="cf1">Prezzo: 20,00 €</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink2782fbcc7925b131e6e092a4ee74ad6b = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sicilia-tregor1_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 403,'height': 566,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sicilia-tregor2_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 825,'height': 567,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2782fbcc7925b131e6e092a4ee74ad6b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sicilia-tregor1_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink9c309d23f95ec75cd6f3e4720abfc7ed = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tregor-russo.jpg','alt': '','title': '','width': 506,'height': 999,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9c309d23f95ec75cd6f3e4720abfc7ed, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tregor-russo.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="297" /></a><br></div><div><br></div></div></div></div></div></div></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=UEDnZyUH-5c">https://www.youtube.com/watch?v=UEDnZyUH-5c</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 May 2025 06:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Fuori di Mario Martone]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AF"><h1 class="imHeading1">Buon film ispirato alla vita di Goliarda Sapienza</h1><div><h2 class="imHeading2">Martone impagina un film con inquadrature mai banali e scontate</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">Fuori (Italia, Francia, 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Mario Martone. Soggetto: Goliarda Sapienza (L’università di Rebibbia). Sceneggiatura: Mario Martone, Ippolita Di Majo. Fotografia: Paolo
Carnera. Montaggio: Jacopo Quadri. Musiche: Valerio Vigliar. Scenografia: Carmine Guarino. Costumi: Loredana Buscemi. Produttore: Gennaro Formisano. Produttore Esecutivo: Giorgio Magliulo. Case di Produzione: Rai Cinema, Indigo
Film, The Apartment, SRAB-Films, Fremantle Media, Le Pacte. Contributo Produzione: Ministero della Cultura, Regione Lazio. Distribuzione (Italia): 01 Distribution. Trucco: Adriana Apruzzo, Jacqueline Mancini, Marco Perna.
Genere: Drammatico. Durata: 117’. Pesi di Produzione: Italia, Francia - 2025. Interpreti: Valeria Golino (Goliarda Sapienza). Matilda De Angelis (Roberta), Elodie (Barbara), Corrado Fortuna (Angelo Pellegrino), Stefano
Dionisi (Valerio), Antonio Gerardi (Albert), Francesco Geghi (Giancarlo), Daphne Scoccia (Ottavia), Sylvia De Fanti (Sylvia).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><span class="cf1">Non vi aspettate il <strong>Martone</strong> di <em>Nostalgia</em>, <em>Qui rido io</em>, <em>Il sindaco del rione Sanità</em> e <em>Il giovane favoloso</em>, altrimenti resterete delusi. <em>Fuori</em> è un buon film ispirato alla vita di <strong>Goliarda Sapienza</strong> e al suo romanzo autobiografico <em>L’università di Rebibbia</em> che racconta la disavventura della scrittrice nel carcere femminile dopo essere stata arrestata per furto di gioielli. <strong>Martone</strong> punta la macchina da presa su <strong>Valeria Golino</strong> - una straordinaria Goliarda Sapienza - e la segue lungo le strade di un’esistenza disperata. La scrittrice ha tra le mani un capolavoro (<em>L’arte della gioia</em>) ma lo sa solo il marito (<strong>Fortuna</strong>) perché gli editori lo rifiutano accampando varie scuse, tra queste la lunghezza e la poca modernità del testo. Goliarda conduce un’esistenza violenta che la porta a conoscere l’onta
del carcere dopo aver derubato una vecchia amica per un malinteso senso di rivalsa, ma questa esperienza le cambia la vita. La scrittrice comprende cosa sia la vera amicizia solo dentro le mura di Rebibbia, dove stringe un
forte legame con Roberta (una <strong>Matilda De Angelis</strong> bravissima) e con Barbara (<strong>Elodie</strong> costretta nelle maglie di un personaggio poco incisivo), oltre a una cuoca cinese e a una ragazza piuttosto manesca. Il filmato d’epoca che <strong>Martone</strong> inserisce a fine pellicola - mentre scorrono i titoli di coda e un pubblico poco cinefilo &nbsp;abbandona la sala - fa capire tutta l’ottusità del perbenismo borghese
anni Ottanta. <strong>Goliarda Sapienza</strong> non poteva neppure pensare di poter pubblicare <em>L’arte della gioia</em> in una simile temperie culturale, se anche un giornalista come <strong>Enzo Biagi</strong> non riusciva a capire il motivo del suo rimpianto per le amicizie dietro le sbarre. <em>Fuori</em> presenta molti pregi tecnici, da una fotografia anticata in toni giallo ocra (<strong>Paolo Carnera</strong>) a un montaggio compassato non consequenziale, composto di continui e complessi salti temporali (<strong>Jacopo Quadri</strong>), una suggestiva colonna sonora (<strong>Valerio Vigliar</strong>), scenografie d’epoca perfette (<strong>Carmine Guarino</strong>), sia per sfondi che costumi, dalle sedie di plastica e ferro dei bar agli angoli reconditi delle stazioni ferroviarie. <strong>Martone</strong> è un artista della macchina da presa e un grande direttore di attori, impagina un film con inquadrature mai banali e scontate, cercando sempre la soluzione più
astrusa e poetica. Tra gli interpreti <strong>Golino</strong> e <strong>De Angelis</strong> spiccano con autorevolezza mostrando due modi opposti di recitare e interpretando due personaggi femminili piuttosto complessi. <strong>Elodie</strong> era stata molto più incisiva nel riuscito <em>Ti mangio il cu</em>ore di <strong>Pippo Mezzapesa</strong>, ma la responsabilità è di un personaggio non scritto alla perfezione. <strong>Martone</strong> sceneggiatore (insieme a <strong>Ippolita Di Majo</strong>) mette troppa carne al fuoco, sono tante le cose da dire al punto che si finisce solo per abbozzare temi e situazioni, con il risultato che il film non è del tutto risolto. Per esempio si poteva scegliere
di approfondire la vita carceraria, oppure il terrorismo che caratterizza gli anni Ottanta e la tossicodipendenza (grazie al personaggio di Roberta), la vita inquieta di una scrittrice incompresa, le amicizie femminili che
si trasformano in legami d’amore. Il regista tratteggia un quadro d’insieme superficiale abbandonando i personaggi in mezzo al guado con il risultato che lo spettatore non si affeziona a nessuno e non è
mai partecipe della storia. Attendiamo per 117 minuti che il film parta e che ci sia la sterzata decisiva ma la storia non decolla mai. Un lavoro esteticamente perfetto con il rischio del calligrafico che lascia l’amaro
in bocca per come risolve le trame disposte sopra una tavola troppo imbandita. Comprensibile che Cannes non abbia assegnato alcun premio al lavoro di <strong>Martone</strong>, anche se siamo di fronte a un film interessante che consigliamo di vedere con la dovuta attenzione, anche quando scorrono i titoli di coda, perché non è
finito...</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkad3ce43d717988c2640ad02d791ff8af = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/fuori-ok_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 717,'height': 1024,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkad3ce43d717988c2640ad02d791ff8af, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/fuori-ok_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd272cdacb88cf3d8cd4ef2237412377a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/fuori_bar.webp','alt': '','title': '','width': 1200,'height': 795,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd272cdacb88cf3d8cd4ef2237412377a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/fuori_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="133" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=v1FlEyHn5dQ">https://www.youtube.com/watch?v=v1FlEyHn5dQ</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 26 May 2025 15:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’origine del due di Arianna Cislacchi]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AE"><div><h1 class="imHeading1">Fiaba mitologica e contemporanea</h1><h2 class="imHeading2">Un testo che alterna narrazione reale, onirica e simbolica</h2></div><div><div><em>[…] I telegiornali hanno detto che oggi è giorno di mareggiata. </em><em class="fs14lh1-5">Hanno raccomandato di non avvicinarsi troppo all’acqua, </em><em class="fs14lh1-5">di stare lontani dalle rive, di non fare il bagno. Di godersi la </em><em class="fs14lh1-5">rabbia del mare dalla finestra di casa. Forse da lontano potrebbe </em><em class="fs14lh1-5">giungere Caligola, ma no, Caligola, alito di nebbia dal sapore </em><em class="fs14lh1-5">salmastro tocca solo terre liguri e qua siamo ben distanti, un po’ </em><em class="fs14lh1-5">a sud, molto più a sud. […]</em></div> <div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/3FX7DFm" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div> <div><em>L’origine del due è un romanzo breve </em>di <strong>Arianna Cislacchi</strong> edito da <strong>Augh Edizioni </strong>all’interno della collana <em>Frecce</em>.</div> <div>Il testo è suddiviso in sette capitoli, che alternano narrazione reale, onirica e simbolica, seguendo una struttura quasi teatrale. Il climax cresce con l’intensità psichica della protagonista, culminando in una trasformazione mostruosa che richiama il mito ma lo rilegge come metafora identitaria.</div> <div><em>L’origine del due</em> è una fiaba mitologica e contemporanea che racconta la storia di Scilla, una ragazza che scopre, nel corpo e nell’anima, la verità nascosta delle sue origini. Nuotatrice solitaria e innamorata del mare, Scilla è attratta da acque misteriose e proibite, dove antiche forze divine tramano il suo destino. Quando incontra Glauco, divinità marina dai tratti umani e mostruosi, viene trascinata in un vortice di rivelazioni, desideri, metamorfosi e rifiuto.</div> <div>Tra sogni profetici, madri silenziose, figure mitiche come Circe e un mondo scolastico che non la comprende, Scilla affronta una trasformazione irreversibile. </div> <div>La prosa è molto carica, alle volte sovraccarica, con un uso ripetuto di metafore, immagini poetiche e sintagmi emotivamente esplosivi. Questo stile, pur suggestivo, può generare affaticamento nella lettura.</div> <div>I temi trattati sono forti quanto interessanti: identità e dualismo, il corpo che cambia - attraverso il mito viene riletto come metafora del corpo adolescenziale che esplode, cresce, muta, rifiuta, si contorce.</div> <div>Il Potere femminile e condanna patriarcale, il testo mette in scena il conflitto tra femminile sacro e potere maschile (Poseidone, Glauco), ribaltando la narrazione in favore di un'autonomia dolorosamente conquistata. E infine il mito e contemporaneità, attraverso le figure classiche (Scilla, Glauco, Circe) sono immerse in una Sicilia contemporanea tra compagne di scuola, telegiornali e verifiche di matematica.</div></div><div><br></div><div><div><strong>L’AUTRICE</strong></div> <div>Arianna Cislacchi (1991, Albenga) sin da bambina ha fatto della musica, dei libri e delle persone i pilastri del suo percorso. Laureata in Scienze dell’Educazione, lavora in vari contesti, dai centri diurni alle carceri, trovando poi casa in un nido d’infanzia. Esordisce con la novella <em>I perduti di Bosco Rosso</em> edita 256 Edizioni - Dà voce a storie su diverse riviste letterarie indipendenti, in cartaceo e online. Suoi testi sono stati pubblicati con le case editrici Moscabianca Edizioni (<em>Prisma volume 3</em> / <em>I Dossier di Maxtor</em>) e Homoscrivens (<em>And the winner is…</em>).</div><div><br></div> <div> </div> <div><em>L’origine del due</em></div> <div><em>Autore: Arianna Cislacchi</em></div> <div><em>Editore: Augh Edizioni</em></div> <div><em>Pagine: 60</em></div> <div><em>Costo: 13,00 € </em></div> <div><br></div></div><div><div><a href="https://amzn.to/3FX7DFm" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkb12c1aefdcdd7b825d109a32201aad75 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/origine-due_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 536,'height': 842,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb12c1aefdcdd7b825d109a32201aad75, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/origine-due_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="315" /></a><br></div><div><script> var showboxlink4a205f9e53e831624a80a1b148c0721e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/arianna-cislacchi.jpg','alt': '','title': '','width': 500,'height': 750,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4a205f9e53e831624a80a1b148c0721e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/arianna-cislacchi.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="225" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 26 May 2025 13:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Troppe corna in questo affare]]></title>
			<author><![CDATA[Pino Belli]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AD"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un grandissimo autore italiano</span></h1><div><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Pubblicato per la prima volta in Italia nel dicembre 1959 sul numero 1 de "I racconti di Dracula"</span></h2></div><div><div><span class="cf1">Terenzio era spagnolo, almeno così diceva, ed ogni qual volta mi &nbsp;fermava, sbarrandomi la strada all'angolo del Palazzo della Prefettura, si sbracciava ed agitava, testa, mani e corpo, per avvalorare le sue dichiarazioni di nazionalità. Sul principio, per quanto costui intercalasse varie parole di castigliano di cui conoscevo il senso, ero convinto fosse Italiano e Abruzzese per giunta.</span></div> <div><span class="cf1">Cosa facesse, di preciso non lo sapevo.</span></div> <div><span class="cf1">Mi era comparso una sera, all'improvviso, davanti, mentre me ne tornavo a casa dopo aver lasciato l'Ufficio.</span></div> <div><span class="cf1">- Signore gradisce un corno della fortuna?</span></div> <div><span class="cf1">Ero sopra pensiero e mi fermai non a guardare i corni, perché questi oggetti non mi interessavano, ma con l'occhio vuoto attratto dal colore rosso. Poi mi ero riscosso ed avevo detto:</span></div> <div><span class="cf1">- Lasciatemi in pace buon uomo - o qualcosa del genere o, forse di più brusco e stizzito.</span></div> <div><span class="cf1">Terenzio parve colpito dal mio modo di fare e scappò via giù per il vicolo, con tale furia che mi voltai incuriosito.</span></div> <div><span class="cf1">Così, la sera seguente, quando me lo vidi nuovamente di fronte &nbsp;all'angolo del tetro palazzo, mi fermai. In un certo senso ero dispiaciuto di averlo spaventato a quel modo. Ma Terenzio, non sembrava portarmi alcun rancore, anzi, man mano la mia benevolenza aumentava, nel vedermelo ogni sera davanti, piovesse o nevicasse o tirasse una fredda aria da tagliar la pelle, egli diventava sempre più insistente e petulante.</span></div> <div><span class="cf1">Non so quanti corni di varie dimensioni, persino dorati, comprai da lui.</span></div> <div><span class="cf1">Ed ogni volta che uscivo dal mio ufficio, perché spesso facevo tardi la sera, me lo ritrovavo di fronte sempre più intraprendente ed audace. Una sera non potei fare a meno di dirgli:</span></div> <div><span class="cf1">- Terenzio stai esagerando; non devi abusare della mia pazienza.</span></div> <div><span class="cf1">- E' quello che desidero signore. </span></div> <div><span class="cf1">- Come sarebbe a dire, Terenzio? </span></div> <div><span class="cf1">- Desidero che voi perdiate la pazienza.</span></div> <div><span class="cf1">Lo guardai e lui, con un grande sorriso, che gli allargava la faccia olivastra, mi faceva ciondolare davanti agli occhi il mazzo pendulo, il grappolo, dei corni rossi.</span></div> <div><span class="cf1">Alzai le spalle. Me ne andai con un senso di rancore.</span></div> <div><span class="cf1">Poi tutto accadde qualche giorno dopo la notte della vigilia di Natale.</span></div> <div><span class="cf1">Ero fuori di me perché il mio direttore generale, per un banale incidente di archivio, mi aveva trattenuto fino a tardi ed a casa mi attendevano i miei per la cena.</span></div> <div><span class="cf1">Terenzio era fuori. Uno spolverio di neve sottile rendeva l'aria silenziosa e attenta.</span></div> <div><span class="cf1">- Buona sera signore.</span></div> <div><span class="cf1">- Vattene Terenzio, ho fretta.</span></div> <div><span class="cf1">Mi sbarrava il passo petulante più del solito ed agitava le braccia lunghe e nere sulla controluce del lampione.</span></div> <div><span class="cf1">- Vattene, ho fretta.</span></div> <div><span class="cf1">- Avete fatto tardi signore, questa sera. Vorrei mostrarvi...</span></div> <div><span class="cf1">Ero fuori di me, cercai di avanzare ma lui muoveva le braccia come un grande fantoccio scosso da sussulti.</span></div> <div><span class="cf1">- Ascoltate signore. </span></div> <div><span class="cf1">- Vattene, maledetto.</span></div> <div><span class="cf1">Mi fermai di colpo. Non potevo credere alla mia ira, alle mie parole. Mi volsi lentamente a Terenzio, quasi a chiedere scusa; ma lui con un beato sorriso, inchinandosi davanti a me con autentica aria da castigliano disse:</span></div> <div><span class="cf1">- Grazie signore. Da quando mi avevate chiamato buon uomo, nessuno più mi voleva nel mio mondo. Secondo gli altri (e qui rise) ero diventato un demonio di seconda mano, troppo onesto.</span></div> <div><span class="cf1">- Grazie signore; buon Natale.</span></div> <div><span class="cf1">E facendo ciondolare lungo il fianco il grappolo dei corni rossi si avviò giù per la strada e scomparve.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">NOTE</strong></div> <div><span class="cf1">Racconti rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. <em>Troppe corna in questo affare</em> di <strong>Pino Belli</strong> è apparso in &nbsp;due brevi puntate nel numero 1 de <em>I racconti di Dracula</em> dicembre 1959 e nel numero 2 gennaio 1960.</span></div> <div><span class="cf1">Presentiamo qui un grande, grandissimo Autore, ma è ancora poco definirlo così. Ha scritto centinaia di horror, gialli, supernaturale e anche guerra, spionaggio e altro ancora, sotto molti pseudonimi. Ha girato film e ha avuto una vita molto avventurosa. Questo breve racconto (ormai introvabile) fa parte dei suoi lavori giovanili. I capolavori devono ancora arrivare. Il genio deve ancora sbocciare. Eppure, una minuscola parte del suo genio si intravede già qui...</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinka35a22f6373aae486ab46c6a615ad7e7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/troppe-corna_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 858,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka35a22f6373aae486ab46c6a615ad7e7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/troppe-corna_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="252" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 25 May 2025 05:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Macerie]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AC"><h1 class="imHeading1">Il nuovo singolo di Sistemi Computazionali</h1><div><h2 class="imHeading2">Una malinconica ballata rock-blues che racconta la perdita, il distacco e la forza di ricominciare</h2></div><div><div><span class="cf1">Disponibile su tutte le piattaforme digitali <em>Macerie</em>, il nuovo singolo di <strong>Sistemi Computazionali</strong>, progetto musicale nato nel 2018 e da sempre attento a raccontare le sfumature emotive della contemporaneità.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><em>Macerie</em> è una malinconica ballata rock-blues, un viaggio sonoro ed emotivo tra i legami umani, la perdita e la necessità di lasciar andare. Un brano che riflette su come la vita imponga talvolta di fare i conti con la frattura, per poi trovare la forza di ricostruirsi. È un invito alla resilienza, un canto per chi non vuole restare fermo tra le rovine del passato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">Il brano si inserisce in un percorso musicale coerente e personale: <strong>Sistemi Computazionali</strong> nasce con l’intento di sviluppare uno stile capace di fondere la profondità narrativa della musica d’autore con la potenza e l’immediatezza del rock. Le sue sonorità spaziano tra acustico ed elettrico, intrecciando influenze del cantautorato italiano con atmosfere noisy, garage e blues.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><strong class="cf1">BIO</strong></div> <div><span class="cf1">Dopo l’esordio con il singolo <em>La Cura</em> (2019) e la pubblicazione dell’EP <em>Paper n°1</em> (2022), l’artista ha continuato a costruire un discorso musicale intenso e coerente, toccando temi come individualismo, alienazione, assenza e la necessità di riconnettersi con se stessi. <em>Una vita al buio</em> (2023) affronta la voglia di nascondersi e scappare dai propri pensieri. Con <em>Macerie</em>, <strong>Sistemi Computazionali</strong> prosegue questo percorso, offrendo una nuova riflessione sonora sul rapporto tra essere umano e società.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">CONTATTI</strong></div> <div><span class="cf1"><a href="https://www.sistemicomputazionali.it/" class="imCssLink">https://www.sistemicomputazionali.it/</a></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://www.instagram.com/sistemicomputazionali" class="imCssLink">https://www.instagram.com/sistemicomputazionali</a></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://www.youtube.com/@sistemicomputazionali" class="imCssLink">https://www.youtube.com/@sistemicomputazionali</a></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://www.facebook.com/sistemicomputazionali" class="imCssLink">https://www.facebook.com/sistemicomputazionali</a></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink09c64408a56d3abddb58edc260582b4c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/macerie_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 1080,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink09c64408a56d3abddb58edc260582b4c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/macerie_ver.jpg" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="200" /></a><br></div></div><div><script> var showboxlink4aca463025cd234b289da9f110e6e280 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sistemi-computazionali.jpg','alt': '','title': '','width': 1080,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4aca463025cd234b289da9f110e6e280, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sistemi-computazionali.jpg" alt="L&#39;artista." title="L&#39;artista." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=PUz-otknwTU">https://www.youtube.com/watch?v=PUz-otknwTU</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 24 May 2025 13:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Creature Commandos di James Gunn]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AB"><h1 class="imHeading1">Uno stile preciso, molto riconoscibile e piacevole, senza cali di qualità</h1><div><h2 class="imHeading2">Opera che alterna adrenalina pura, caratterizzazione efficace, ultra violenza e dramma</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">Creature Commandos (Usa, 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Sceneggiatura: James Gunn</em></div>
<div><em class="cf1">Musiche: Kavin Kinser, Clint Mansell</em></div>
<div><em class="cf1">Animazione: Studio AIM</em></div>
<div><em class="cf1">Produzione: Warner Brothers</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div>






<div><span class="cf1">Io amo <strong>James Gunn</strong> dai tempi di <em>Slither.</em> &nbsp;Questa passione si è riconfermata molte volte, soprattutto con l’ottima trilogia dei <em>Guardiani della Galassia</em> che con il più recente <em>The suicide Squad</em>. Proprio da qui la WB ha deciso di affidare al prolifico autore la gestione del DCU e la sua prima opera è… un cartone animato action di 7 puntate chiamato <em>Creature Commandos</em>. Ora vi spiego cos’è.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Se siete familiari con la <em>Suicide Squad</em> siete a cavallo, altrimenti è comunque facile. Il governo americano usa i peggiori criminali come gruppo di super-antieroi con la promessa di sconti sulla pena o con la semplice minaccia della morte. Vengono
scelti tot malvagi, riuniti e affidati a un soldato governativo che li comandi e si occupi di ammazzarli se sgarrano. In <em>Creature Commandos</em> la situazione è ancora più mostruosa perché tutti i criminali reclutati non sono esseri umani, ma mostri (appunto). Così, dopo gli eventi
di <em>The Suicide Squad</em>, il padre di Rick Flagg (stesso nome) viene mandato in Pokolistan, uno stato immaginario dell’est Europa, a proteggerne la principessa da
una strega amazzone. Gli vengono affidati Weasel (un mostro animale, già visto in Suicide Squad), Dottor Phosphorus (un uomo ormai composto solo di ossa ed energia radioattiva), The Bride (letteralmente la sposa di
<em>Frankenstein</em>), GI Robot (un vecchio robot creato per uccidere nazisti) e Nina (di fatto una ragazza-pesce senza colpe). Questi mostri dovranno combattere la strega
e i suoi affiliati, ma la storia si complicherà rapidamente fino a raggiungere livelli di machiavellismo nel finale totalmente imprevisti per un’opera del genere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Io penso che <strong>Gunn</strong> un poco si droghi, forse più di un poco. Non lo dico per offenderlo, lo dico perché
ha una creatività fuori dai canoni, esagerata e folle che potrei associare, ma solo vagamente, a <strong>Quentin Tarantino</strong>. Tutta l’opera alterna adrenalina pura, caratterizzazione efficace, ultra violenza e dramma con una maestria insensata per un prodotto che, a oggi, è
stato pubblicato direttamente da MAX, gratuitamente, sul loro canale YouTube. <em>Creature Commandos</em> è bello, ti fa ridere, piangere ed esaltare come pochi.</span></div>
<div><span class="cf1">Tutti i personaggi risultano interessanti e anche più realistici dei soliti perché... stupidi. La gente vera fa stupidaggini, sbaglia, è sporca… e la serie
rende così gli altrimenti titanici fasti dei personaggi dei fumetti. Sì, è decostruzione del genere, anche se applicata a dei villain.</span></div>
<div><span class="cf1">Il ritmo non cala mai, la serie stessa non scade mai. Solo il finale è fin troppo complicato per capire bene cosa sia successo e non prenderlo semplicemente per buono. Non manca
il trattamento di temi profondi come appunto la politica, l’ovvia condizione di una persona considerata mostro, ma anche la mascolinità tossica (senza bisogno di parametri “woke”).</span></div>
<div><span class="cf1">Ho visto la serie in inglese (e non sono sicuro ne esistano altri doppiaggi) e posso dire che il risultato è notevole. Come non poteva con attori del calibro di <strong>Alan Tudyk</strong>, <strong>David Harbour</strong>, <strong>Frank Grillo</strong> e <strong>Maria Bakalova</strong> a prestare le loro voci?</span></div>
<div><span class="cf1">L’animazione è quella tipica dei cartoon DC degli ultimi anni. Uno stile preciso, molto riconoscibile e piacevole, senza cali di qualità o di frame. La WB da sempre
ha prodotto animazione molto superiore a quella della sua casa direttamente rivale, quindi qui sapevo di andare sul sicuro.</span></div>
<div><span class="cf1">La colonna sonora, come tutto il resto, è un delirio. C’è un mix di musiche di ogni genere: messicane, russe, folk, punk e rock. Vengono alternate anche a titoli
molto più famosi (non riuscirò mai più ad ascoltare <em>Coin operated boy</em> con lo stesso umore), montate in pezzi dove in effetti hanno senso, ma non sono proprio le note che ti aspetteresti.</span></div>
<div><span class="cf1">Bello, gratis, perché non guardarlo? Hanno già confermato per una seconda stagione.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink4e9eba4b4d2a194cdd9ea866ae0bc812 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/creature-commandos_ver.webp','alt': '','title': '','width': 720,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4e9eba4b4d2a194cdd9ea866ae0bc812, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/creature-commandos_ver.webp" alt="La locandina del cartoon." title="La locandina del cartoon." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkb848a634222e6957bd0d6750c8771f63 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/creature-commandos_bar.webp','alt': '','title': '','width': 840,'height': 560,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb848a634222e6957bd0d6750c8771f63, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/creature-commandos_bar.webp" alt="Una scena del cartoon." title="Una scena del cartoon." width="200" height="134" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkfffd6227f7dc2057148c05353b4798f8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/james-gunn.webp','alt': '','title': '','width': 681,'height': 383,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfffd6227f7dc2057148c05353b4798f8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/james-gunn.webp" alt="L&#39;autore James Gunn." title="L&#39;autore James Gunn." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=VdahDEpqPA8">https://www.youtube.com/watch?v=VdahDEpqPA8</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 24 May 2025 06:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Asylum di David R. Ellis]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Scognamiglio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AA"><h1 class="imHeading1">Un prodotto che non grida al capolavoro ma intrattiene quanto basta</h1><div><h2 class="imHeading2">Buon mix di sottogeneri horror quali il teen movie, il paranormale e lo slasher</h2></div><div><div><strong class="cf1">Asylum (Usa, 2008)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: David R. Ellis. Sceneggiatura: Ethan Lawrence. Fotografia: Gary Capo. Montaggio: Howard E. Smith. Musiche: David Hamilton. Produttore: Ashok Amritraj. Casa di produzione: Mad Scientist Productions, Hyde Park Entertainment. Genere: orrore. Durata: 93'. Anno: 2008. Paese di produzione: Stati Uniti d'America. Interpreti: Sarah Roemer (Madison), Carolina Garcia (Maya), Ellen Hollman (Ivy), Randall Sims (Rez), Jake Muxworthy, Travis Van Winkle (Tommy), Mark Rolston, Cody Kasch (String), Lin Shaye (Madre di String).</em></div> <div><br></div></div><div><div><span class="cf1">La Winthrop University è un dormitorio per studenti ricavato da quello che era un manicomio degli anni ‘30 gestito dal dottor Magnus Burkhardt il quale torturava i suoi pazienti con la scusa di volerli curare. Madison è una giovane studentessa che ha deciso di iscriversi a quell’università nonostante il posto le ricordi un episodio brutto, ovvero il suicidio di suo fratello. Nel campus comunque riesce a fare amicizia con un gruppo di matricole e venuti a conoscenza che un’ala del campus non è stata ancora ristrutturata (e quindi è ancora adibita a manicomio) decidono di andare a esplorare quell’area infrangendo quindi una delle regole del campus. Riescono ad accedere a quell’ala grazie a String che con il computer riesce a sbloccare il codice della porta la quale si sarebbe dovuta aprire con una scheda magnetica in possesso solo del custode, del capo della sicurezza e del capo d’istituto Rez. Verranno poi scoperti dalla vigilanza e quindi costretti a rientrare nel dormitorio ma fatti strani cominciano ad accadere. Ognuno di loro si troverà a vivere il proprio trauma passato soccombendo nella maniera più atroce… e dietro a tutto ciò c’è lo spirito del dottor Burkhardt che pare sia stato liberato a seguito della loro esplorazione nell’area vietata.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Film del 2008 diretto da <strong>David R. Ellis</strong> (<em>Snake on a Plane</em>, <em>Final Destination 2</em>, <em>Final Destination 3D</em>, <em>Cellular</em>, <em>Shark Night: Il Lago del Terrore</em>) il quale ci propone un prodotto in cui crea un buon mix di sottogeneri horror quali il teen movie, il paranormale, lo slasher e il torture. Il film parte facendo concentrare lo spettatore sul personaggio di Madison, cominciando con il suo trauma infantile fino al suo lento approccio con il campus universitario e le sue difficoltà nel socializzare con altri ragazzi. Ovviamente ci troviamo di fronte ai classici cliché del teen movie, ovvero gruppo di ragazzi ognuno con la propria personalità (oserei dire fin troppo stereotipati quasi a irritare a tratti lo spettatore), regole del campus che vengono puntualmente infrante, leggende metropolitane, ecc… E proprio su quest’ultimo aspetto poi il film sposterà l’attenzione, inserendo dei flashback risalenti ai tempi di quando la struttura era un manicomio, con scene di torture atroci e di eventi che ricostruiranno poi il declino e la chiusura del manicomio. Come se si fosse aperto un portale con l'inferno a seguito di quella esplorazione nella parte vietata dello stabile, lo spettatore si troverà ad assistere ai traumi di ogni singolo protagonista che con degli ottimi effetti speciali vedremo morire nelle maniere più atroci, surreali e fantasiose. Il cast svolge bene il compito affidato, cercando di rendere il susseguirsi degli eventi il più credibile possibile, composto da attori già rivisti in altri horror come <strong>Sarah Roemer</strong> (<em>The Grudge 2</em> del 2006, <em>Disturbia</em>, <em>Locked In</em>), <strong>Jake Muxworthy</strong> (<em>Borderland: Linea di Confine</em>, <em>Piggy Banks</em>, <em>Shadow</em>) e <strong>Travis Van Winkle</strong> (<em>Venerdì 13</em> del 2009). Per quanto riguarda parte del gruppo dei ragazzi protagonisti, nel ruolo del dottor Burkhardt troviamo <strong>Mark Rolston</strong> (<em>Aliens</em>, <em>Saw IV</em>, <em>Saw V</em> ma anche <em>Arma Letale 2</em>, <em>Robocop 2</em>, <em>Le Ali della Libertà</em> e svariate serie tv come <em>X-Files</em>, <em>E.R.</em>, <em>Angel</em>, <em>Alias</em>, <em>24</em>, <em>CSI NY</em>, <em>CSI Miami</em>, <em>Supernatural</em>, <em>NCIS</em>, <em>The Mentalist</em>) molto ben calato nel ruolo di “mad doctor” della situazione. Una menzione particolare va a <strong>Lin Shaye</strong> (la medium della saga <em>Insidious</em> e comparsa di molti altri horror) che nel film interpreta il ruolo della perfida madre di String, ovvero il suo trauma infantile. La sceneggiatura (a parte le belle scene di morte) non prevede altri momenti eclatanti (cadendo a tratti nel banale e nel prevedibile) ma rende comunque il film abbastanza scorrevole, peccato per il finale un po’ troppo affrettato, come se il regista avesse esaurito le idee e avesse avuto fretta di concludere in qualche modo il film.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Un prodotto che non grida al capolavoro ma intrattiene quanto basta e senza pretese, facendosi apprezzare comunque per la trama, l'ambientazione e gli effetti speciali. Insomma, se vi dovesse capitare tra le mani, non snobbatelo.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink012ff26b59eeb8bb05ce29656ec2b53f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/asylum_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 720,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink012ff26b59eeb8bb05ce29656ec2b53f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/asylum_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><br></div><div><script> var showboxlink24d056b76e8e38e4accf33bbd9a193d1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/asylum_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 856,'height': 428,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink24d056b76e8e38e4accf33bbd9a193d1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/asylum_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=FehgW7anqMY">https://www.youtube.com/watch?v=FehgW7anqMY</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 23 May 2025 13:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Amando De Ossorio e L'eretica]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A9"><div><h1 class="imHeading1">Uno dei migliori registi horror iberici</h1><h2 class="imHeading2">Fin da bambino è attratto dalla settima arte</h2></div><div><div><span class="cf1"><strong>Amando De Ossorio Rodriguez</strong>, nato a La Coruna il 6 aprile del 1918, è uno dei migliori registi horror iberici, definito da alcuni <em>un eterno ragazzo con il sogno del cinema</em>, perché fin da bambino è attratto dalla settima arte. Nato da famiglia benestante e di cultura elevata, fan di <strong>Greta Garbo</strong> e di <strong>Ernst Lubistch</strong>, s'innamora del <em>Dracula</em> di <strong>Tod Browning</strong> e del <em>Frankenstein</em><strong> </strong>di <strong>James Whale</strong>, che contribuiscono a far nascere in lui la passione per il genere horror. Dopo gli studi superiori abbandona l'Università e si dedica a scrivere adattamenti radiofonici di opere letterarie, studia giornalismo e si trasferisce a Madrid. Primi cortometraggi datati 1942: <em>El misterio de la endemoniada</em> ed <em>El ultimo carneval</em>. A sorpresa, visto il personaggio, entra in banca e torna a La Coruna, ma dopo sette anni nuova fuga verso il cinema in direzione della capitale. Collabora ancora con la radio, lavora nella pubblicità e scrive soggetti per il cinema, ma non è soddisfatto di come i registi li realizzano. Per questo decide di mettersi in proprio e nel 1956 realizza il primo lungometraggio: <em>Bandera negra</em>, perseguitato dalla censura franchista, che emargina il regista. Il suo secondo film esce nel 1964 ed è un western: <em>La tumba del pistolero</em>, seguito da <em>Malenka</em> (1968), diventato un classico del cinema iberico. I suoi horror migliori escono nei primi anni Settanta e si caratterizzano per un'insolita vena esoterica legata ai templari. Alcuni titoli: <em>La noche del terrorciego</em>, <em>El ataque de los muertos sin ojos</em>, <em>El buque maldito</em>, <em>La noche de las gaviotas</em> (in Italia noto come <em>Terror beach</em> o <em>La notte dei resuscitati ciechi</em>). <strong>De Ossorio</strong> cavalca la moda dell'horror, genere che ama, e gira pellicole cult come <em>Las garras de Lorelei</em>, <em>La noche de losbrujos</em> e <em>La endemoniada</em> (uscito in Italia come <em>L'eretica</em>). Il regista galiziano gira anche <em>Pasion prohibida</em> (1980), un erotico - genere che non lo coinvolge più di tanto - interpretato dalla diva del tempo <strong>Susana Estrada</strong>. Dopo un flop (unico in carriera) come <em>Serpiente del mar</em> (1984) decide che è il momento di lasciare il cinema e di occuparsi di scrittura e televisione. Muore il 13 gennaio 2001 a Madrid.</span></div> <div><span class="cf1"><em>L'eretica</em> (il titolo originale <em>La endemoniada</em> è ben più calzante) è uno dei pochi film di <strong>De Ossorio</strong> che si sono visti sul territorio nazionale – insieme alla saga dei <em>resuscitati ciechi</em> - ed è un lavoro che risente del grande successo de <em>L'esorcista</em> (1973) di <strong>William Friedkin</strong>, ma presenta una sua ben precisa originalità. Esorcistico molto esoterico, collegato a temi di stregoneria, racconta le vicissitudini di una setta di adoratori di Satana che decide di sacrificare un bambino al principe delle tenebre. La polizia indaga e scopre una strega, Madame Guiterre, responsabile del rapimento, che non solo rifiuta di parlare ma per non subire ulteriori pressioni si getta dalla finestra e si uccide. Non è finita qui, perché la strega torna dalla morte e s'impossessa della giovane Susan, figlia del Ministro degli Interni, e la trasforma nella reincarnazione della divinità Astarot. Nessuno in famiglia è disposto ad ammettere la possessione demoniaca della ragazzina, anche se si comporta in modo stranissimo e violento, fino a rapire il cuginetto per sacrificarlo a Satana. L'esorcista Padre Juan decide di intervenire e di impedire altri misfatti in nome del dio delle tenebre, mettendo in scena una lotta contro il male senza esclusione di colpi, che porta in primo piano una vecchia storia d'amore del passato. <strong>Amando De Ossorio</strong> ha visto e amato <em>L'esorcista</em>, perché gira sequenze che ricordano la pellicola statunitense, come la levitazione dell'indemoniata, il cambiamento di voce e i comportamenti satanici, ma il suo film è tra gli esorcistici più originali perché gode di una sceneggiatura legata al mondo della stregoneria. Ottimi gli effetti speciali, visto il periodo storico, soprattutto il suicidio della strega, la trasformazione in fantasma e la possessione demoniaca, ma non è da meno la battaglia finale tra il prete e la presenza malefica. <strong>De Ossorio</strong> non dimentica la vocazione al melodramma tipica del cinema iberico inserendo una parte romantica che condiziona le azioni del prete nel corso dello scontro con le forze del male. Un ottimo film, ben fotografato con toni ocra, cupo e malinconico, molto vicino per ispirazione a <em>L'anticristo</em> (1974) di <strong>Alberto De Martino</strong> e <em>L'ossessa</em><strong> </strong>(1974) di <strong>Mario Gariazzo</strong>, inferiore al primo ma superiore al secondo per tensione e realizzazione. Un film legato ai tempi in cui l'horror europeo sfornava prodotti d'imitazione che rivaleggiavano con gli originali d'oltreoceano. Tempi lontani, purtroppo.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><strong class="cf1">L'eretica (Spagna, 1975)</strong></div> <div><span class="cf1"><em>Regia: Amando De Ossorio. Soggetto e Sceneggiatura: Amando De Ossorio. Fotografia: Vincente Minaya. Trucco: Ramon De Diego. Produttore: Isaac Hernandez. Produttore Esecutivo: Julio Vallejo. Musiche: Diergo Victor. Montaggio: Pedro Del Rey. Produzione: Richard Films. Interpreti: Marian Salgano, Julian Mateos, Tota Alba, Fernando Sancho, Lone Fleming, Angel Del Pozo, KaliHansa, Daniel Martin, Marian Salgado, Roberto Camardiel, Maria Kosti.</em> </span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinka4293fe4cf0e67a6d5f0dd50ae9d7bd8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/leretica_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 199,'height': 283,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka4293fe4cf0e67a6d5f0dd50ae9d7bd8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/leretica_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="199" height="283" /></a><br></div><div><script> var showboxlink1b31e916e7f5346b06cb0c138793497c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/leretica_bar.webp','alt': '','title': '','width': 757,'height': 521,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1b31e916e7f5346b06cb0c138793497c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/leretica_bar.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="138" /></a><br></div><div><script> var showboxlink0784d44320674c3c069b32b644a7d0d0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ArmandoDeOssorio.webp','alt': '','title': '','width': 500,'height': 752,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0784d44320674c3c069b32b644a7d0d0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ArmandoDeOssorio.webp" alt="Armando De Ossorio Rodriguez" title="Armando De Ossorio Rodriguez" width="150" height="226" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Yl1zIHWuW9c">https://www.youtube.com/watch?v=Yl1zIHWuW9c</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 23 May 2025 06:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Robert Zemeckis - Il tempo, l’immagine, lo sguardo]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A8"><div><h1 class="imHeading1">Un volume che ripercorre tutta la carriera del regista di Forrest Gump</h1></div><div><h2 class="imHeading2">Scritto da Andrea Fontana per la Weird Book Edizioni</h2></div><div><div><span class="cf1">Il cinema di <strong>Robert Zemeckis</strong> è la sintesi di un’arte che coniuga l’amore con sfumature nostalgiche per il passato e una vibrante tensione verso il futuro. Lo testimoniano le assi portanti che costituiscono l’anima concettuale di questo cinema, che sviluppa un discorso che l’autore nato a Chicago sta portando avanti da più di quarant’anni. Temi che riguardano l’idea mobile e plasmabile del tempo, molto prima di <strong>Cristopher Nolan</strong>, o l’idea di uno sguardo insufficiente che non si risolva nel solo rapporto spettatore-film capace di rivoluzionare l’idea stessa della rappresentazione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">In questo volume si ripercorre tutta la carriera di <strong>Robert Zemeckis</strong>, dai suoi esordi supportati da <strong>Steven Spielberg</strong> ai suoi successi più noti, mai banali sebbene sempre brillanti come la triologia di <em>Ritorno al futuro</em> o il pluripremiato <em>Forrest Gump</em>. Un viaggio nelle mastodontiche visioni in grado di mettere in discussione il senso stesso della messa in scena, attraverso opere immaginifiche come <em>Contact</em>, <em>Cast Away </em>o i più recenti <em>The Walk</em>, <em>Le streghe</em> e <em>Allied: Un’ombra nascosta</em>. Affrontare il cinema di <strong>Zemeckis</strong> significa anche confrontarsi con l’evoluzione del medium cinematografico e con gli Stati Uniti stessi, che diventano il riflesso di un pensiero mai domo, sempre interrogativo, mai sazio nemmeno della visione stessa, destabilizzata e addirittura re-inventata in quelle opere zemeckisiane realizzate in computer graphic, come <em>A Christmas Carol</em>, <em>La leggenda di Bewoulf</em> e <em>Polar Express</em>.</span></div> <div><span class="cf1">La copertina del saggio è di <span class="fs14lh1-5"><b>Giorgio Finamore</b></span>.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div> <div><span class="cf1"><em></em>Titolo: <em>Robert Zemeckis – Il tempo, l’immagine, lo sguardo</em></span></div> <div><span class="cf1">Autore: Andrea Fontana<br>Editore: Weird Book</span></div> <div><span class="cf1">Collana: <em>Revolution</em><br>Genere: Saggio<br>Pagine: 192<br>Prezzo: 25,90 €<br>Formato: 15 x 22 cm<br>ISBN: 979-12-81603-28-8</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb29518f8c624a40b64a2f6ea2649c7d9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/RobertZemeckis-saggio_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 640,'height': 941,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb29518f8c624a40b64a2f6ea2649c7d9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/RobertZemeckis-saggio_ver.jpg" alt="La copertina del saggio." title="La copertina del saggio." width="200" height="295" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 May 2025 14:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile il singolo Unholy Communion]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A7"><div><h1 class="imHeading1">Primo singolo dei Grimorio</h1><h2 class="imHeading2">L'uscita dell'album d'esordio è prevista per il 4 Luglio 2025</h2></div><div><div><span class="cf1"><em>Logic Il Logic Records</em> e <em>Burning Minds Music Group</em> sono liete di annunciare che <em>Unholy Communion</em>, primo singolo tratto dall'album d’esordio dei <strong>Grimorio</strong> <em>On The Path Of The Morning Star</em>, è ora disponibile online per lo streaming. La pubblicazione è accompagnata da un video ufficiale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il cantante/chitarrista <strong>Mirko Di Bella</strong> dichiara: <em>“Ritmiche compatte, mid-tempo, synth inquietanti, atmosfere liturgiche. La visione di un brano simile ha aleggiato nella mia mente per diverso tempo. Avendo ben chiare le sonorità che intendevo ricreare, la canzone si è quasi scritta da sola. Durante gli anni della formazione, riceviamo molti “imprinting” che ci segneranno per il resto della vita; nel novero dei miei, i <strong>Death SS</strong> del periodo “Do What Thou Wilt” — così come gli album che seguirono — occupano un posto speciale. “Unholy Communion” è la mia personale dichiarazione d’amore per quelle sonorità immortali, gravide di mistero ed esoterismo. Il brano mette in scena un’eucarestia sulfurea, ispirata ai principi del satanismo occultista e modellata secondo i topoi del genere horror, i cui echi riverberano anche nell’estetica del videoclip. È la prima canzone scritta per il progetto: la pietra angolare sulla quale è stato edificato il sound dei <strong>Grimorio</strong>”</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">L'uscita di <em>On The Path Of The Morning Star</em> è prevista per il 4 Luglio 2025, con distribuzione mondiale curata da <em>Plastic Head Music Distribution</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Tracklist:</strong></div> <div><ol><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Unholy Communion</span></li><li><span class="cf1">Aquelarre</span></li><li><span class="cf1">Morning Star</span></li><li><span class="cf1">Marie Laveau</span></li><li><span class="cf1">Serenade From The Abyss</span></li><li><span class="cf1">As Above, So Below</span></li><li><span class="cf1">XII The Hangman</span></li><li><span class="cf1">The Lady In The Crimson Cloak</span></li></ol></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Formazione:</strong></div> <div><ul><li><span class="cf1">Mirko Di Bella: Voce, chitarre, synth</span></li><li><span class="cf1">Christian Balsamo: Chitarre, synth</span></li><li><span class="cf1">Liliana Teobaldi: Basso</span></li><li><span class="cf1">Francesco Paladino: Batteria</span></li></ul></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Web/Social Links:</strong></div> <div><span class="cf1"><a href="https://www.facebook.com/grimoriometal" class="imCssLink">www.facebook.com/grimoriometal</a></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://www.instagram.com/grimorio_metalband" class="imCssLink">www.instagram.com/grimorio_metalband</a></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://www.facebook.com/logicillogicrecords" class="imCssLink">www.burningmindsgroup.com/logic-illogic</a></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://www.facebook.com/logicillogicrecords" class="imCssLink">www.facebook.com/logicillogicrecords</a></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://www.instagram.com/burning_minds_music_group" class="imCssLink">www.instagram.com/burning_minds_music_group</a></span></div></div><div><div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinkd2e819e84e34b6f584198c4a35c2451f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/UnholyCommunion1.jpg','alt': '','title': '','width': 1000,'height': 1000,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd2e819e84e34b6f584198c4a35c2451f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/UnholyCommunion1.jpg" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink97797bcd8756bb9d507a54a6945918f4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Grimorio-band_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 750,'height': 450,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink97797bcd8756bb9d507a54a6945918f4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Grimorio-band_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="120" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=i8iBVWJ6_wg">https://www.youtube.com/watch?v=i8iBVWJ6_wg</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 May 2025 05:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ritrovarsi a Tokyo di Guillaume Senez]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A5"><h1 class="imHeading1">Storia malinconica ma piena di vita e speranza</h1><div><h2 class="imHeading2">Un film non convenzionale che affronta il rapporto padre - figlia</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">Ritrovarsi a Tokyo (Francia, Belgio, 2024)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Guillaume Senez. Soggetto e Sceneggiatura: Guillaume Senez, Jean Denizot. Fotografia: Elin Kirschfink. Montaggio: Julie Brenta. Musiche: Olivier
Marguerit. Scenografia: Takeshi Shimizu. Costumi: Julie Lebrun. Trucco: Jill Wertz. Produttori: Jacques-Henri Bronckart, David Thion.Case di Produzione: Les Films Pelléas, Versus Production. Distribuzione (Italia):
Teodora Film. Paesi di Produzione: Francia, Belgio, 2024. Titolo Originale: Une part manquante. Lingua Originale: Francese, Giapponese. Durata: 98’. Genere: Drammatico. Interpreti: Romain Duris (Jérôme “Jay” Da Costa), Judith Chemla (Jessica), Mei Cirne-Masuki (Lily Nomura), Yumi Narita (Keiko Nomura), Tsuyu Shimizu (Michiko), Shungicu Uchida (nonna di Lily), Patrick Descamps
(padre di Jay), Shinnosuke Abe (Yu).</em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Une part manquante</em> (titolo originale francese) è un film non convenzionale che affronta il rapporto padre - figlia,
un legame genitoriale che non può essere rescisso, né dalla lontananza né da una legislazione assurda come quella giapponese. Al francese Jay (<strong>Duris</strong>) manca una parte di se stesso, una figlia come Lily (<strong>Cirne-Masuki</strong>), che lo lascia insieme alla madre giapponese quando ha solo tre anni; lui non si dà mai per vinto, manda al diavolo tutto, resta in Giappone, lavora prima
come cuoco poi come tassista fino al giorno in cui ritrova la figlia e celebra una giornata speciale, che potrà essere l’inizio di un nuovo rapporto. Finale aperto e struggente, stupende scenografie di una caotica
Tokyo urbana da 40 milioni di abitanti e di una tranquilla periferia marina, fotografia livida e solare che si alterna, storia malinconica ma piena di vita e speranza. Tra le cose più riuscite l’amicizia con altri
genitori che soffrono simili mancanze, la terapia per curarsi dalla dipendenza da alcol, il rapporto con Jessica (<strong>Chemla</strong>) abbandonata da figlio e marito in una situazione simile. La legge giapponese in tema di minori è molto rigida, il primo coniuge che ottiene la custodia sul minore
ha tutti i diritti, l’altro è tenuto a versare gli alimenti per il mantenimento ma non può accampare pretese sul figlio, se il coniuge affidatario non le concede, solo quando il ragazzo avrà compiuto
18 anni deciderà in maniera indipendente. Non esiste affidamento congiunto in Giappone, di fatto il primo che porta il figlio con sé è colui che avrà diritto a tenerlo e penserà alla sua
educazione. Non solo, tra le cose più assurde la legge per cui una percentuale degli alimenti versati va agli avvocati per pagare gli onorari, quindi a nessuno interessa risolvere il problema morale, una sporca faccenda
economica viene mascherata con la scusa di una tradizione culturale. <strong>Guillaume Senez</strong> (insieme a <strong>Jean Denizot</strong>) scrive una storia verosimile, non dipinge il padre come un santo, tutt’altro, la moglie fugge di casa con la figlia
per i continui litigi e perché il marito è alcolizzato. Il regista si limita a raccontare (con umana <em>pietas</em>) la parabola di un uomo in caduta libera che nella vita ha soltanto uno scopo: rivedere sua figlia e poter parlare con lei. Jay, dopo otto anni di ricerche, riesce a passare
una giornata con la ragazza e prova a gettare le basi per non perderla definitivamente, nonostante le assurde leggi nipponiche. <strong>Senez</strong> e <strong>Denizot</strong> evitano ogni retorica, a tratti sono persino ironici, in ogni caso sempre realisti, toccando
le giuste corde del dramma e del sentimento, persino nella parete finale quando descrivono una giornata perfetta tra padre e figlia, pur trascorsa nella totale illegalità. Il film parte lento, ma con un suo perché,
in breve tempo cattura l’interesse dello spettatore e si dipana con un montaggio adeguato per circa cento minuti di pellicola. Condivisibile nella versione italiana la scelta del doppiaggio quando gli attori parlano
francese, mentre vengono usati i sottotitoli quando la lingua è il giapponese. <em>Ritrovarsi a Tokyo</em> colleziona molte candidature al Premio Magritte (come un Davide di Donatello francese) ma non vince niente. Non importa, un buon film non lo fanno i premi. Visto in provincia al benemerito Cinema Stella di Grosseto,
un baluardo culturale che resiste.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7cd1bbe96959b2bca709431ee4ed9dbf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ritrovarsi-tokyo_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 601,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7cd1bbe96959b2bca709431ee4ed9dbf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ritrovarsi-tokyo_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="287" /></a><br></div><div><script> var showboxlinke95c4deaee3b37df69e5558f673d7bc1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ritrovarsi-tokyo_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke95c4deaee3b37df69e5558f673d7bc1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ritrovarsi-tokyo_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Wwb4kEo1Cp8">https://www.youtube.com/watch?v=Wwb4kEo1Cp8</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 21 May 2025 14:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I luoghi dell'abbandono e le sue mostre]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A4"><h1 class="imHeading1">Mostre multi-sensoriali a tema</h1><h2 class="imHeading2">Il polo espositivo e culturale di Cologna Veneta</h2><div>La redazione <span class="fs14lh1-5"><i>GHoST</i></span> segnala le interessanti iniziative dell'Associazione Culturale <span class="fs14lh1-5"><i>I Luoghi dell'Abbandono</i></span><span class="fs14lh1-5">, il polo espositivo e culturale di Cologna Veneta (VR) di Via Predicale presso l'ex Ospedale Civile.</span></div><div><div>L'associazione si impegna a preservare e raccontare la storia di luoghi dimenticati, creando mostre multisensoriali che permettono di vivere un'esperienza immersiva.</div><div><div><span class="fs14lh1-5"><i>I Luoghi dell'Abbandono</i></span> è una associazione culturale regolarmente registrata e opera nella <span class="fs14lh1-5">ricerca, documentazione e valorizzazione di luoghi in stato di abbandono, la medesima organizza escursioni e mostre a tema.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Tra le diverse mostre segnaliamo </span><span class="fs14lh1-5"><i>Tales from the Crypt</i></span><span class="fs14lh1-5">, un percorso in stile horror house per entrare nell'atmosfera Dark Horror delle storie vere che hanno ispirato alcuni famosi film horror. La mostra è aperta tutti i giorni su prenotazione.</span></div></div><div><br></div><div>Se volete sostenere l'associazione, vi suggeriamo di visitare le loro mostre e scoprire di persona la bellezza nascosta in questi luoghi. Le mostre sono aperte tutti i giorni con <span class="fs14lh1-5">prenotazione obbligatoria al 3408603748.</span></div><div><div><br></div><div>Per ulteriori informazioni e/o preview delle mostre potete visitare i canali ufficiali:</div></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>I Luoghi dell'Abbandono</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Via Predicale (presso l'ex Ospedale Civile) / Ingresso dal parcheggio ULSS</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Instagram</span>: <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.instagram.com/iluoghidellabbandono/" class="imCssLink">https://www.instagram.com/iluoghidellabbandono/</a></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Facebook</span><span class="fs14lh1-5">: </span><span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.facebook.com/iluoghidellabbandono/" class="imCssLink">https://www.facebook.com/iluoghidellabbandono/</a></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Telefono/</span><span class="fs14lh1-5">WhatsApp: +39 </span><span class="fs14lh1-5">340 8603748</span></div><div><br></div><div><script> var showboxlink68acabc3c8e5fe8d45f884c48ad0ab40 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/00_luoghi_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 718,'height': 589,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink68acabc3c8e5fe8d45f884c48ad0ab40, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/02_luoghi.jpg" alt="La mostra Tales from the Crypt." title="La mostra Tales from the Crypt." width="200" height="202" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd7921187728771448e8e423f0a4efd47 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/locandine-luoghi03.jpg','alt': '','title': '','width': 720,'height': 1008,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/locandine-luoghi07.jpg','alt': '','title': '','width': 755,'height': 1079,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/locandine-luoghi04.jpg','alt': '','title': '','width': 618,'height': 874,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/locandine-luoghi08.jpg','alt': '','title': '','width': 717,'height': 1024,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/locandine-luoghi09.jpg','alt': '','title': '','width': 763,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/locandine-luoghi05.jpg','alt': '','title': '','width': 278,'height': 1079,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/locandine-luoghi02.jpg','alt': '','title': '','width': 636,'height': 1079,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/locandine-luoghi01.jpg','alt': '','title': '','width': 280,'height': 1078,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/locandine-luoghi06.jpg','alt': '','title': '','width': 770,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd7921187728771448e8e423f0a4efd47, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/locandine-luoghi03.jpg" alt="Le altre mostre." title="Le altre mostre." width="200" height="280" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3dc7f1a899f0967efc5f41e8931ee357 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/03_luoghi.jpg','alt': '','title': '','width': 395,'height': 249,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3dc7f1a899f0967efc5f41e8931ee357, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/03_luoghi.jpg" alt="Il logo dell&#39;associazione." title="Il logo dell&#39;associazione." width="200" height="127" /></a><br></div><div><br></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=g0KLOGOKfsY">https://www.youtube.com/watch?v=g0KLOGOKfsY</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 21 May 2025 05:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gundam 0080: War in the pocket di Fumihiko Takayama]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A3"><h1 class="imHeading1">Una storia parallela alla serie classica</h1><div><h2 class="imHeading2">Sequenze d’azione semplici e relativamente interessanti</h2></div><div><div><strong class="cf1">Gundam 0080: War in the pocket</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Fumihiko Takayama</em></div> <div><em class="cf1">Sceneggiatura: Hiroyuki Yamaga, Kyosuke Yuki</em></div> <div><em class="cf1">Musiche: Tetsuro Kashibuchi</em></div> <div><em class="cf1">Studio: Sunrise</em></div> <div><br></div> <div><span class="cf1">Questa è una delle innumerevoli serie, famosa più di altre per i premi ricevuti. In realtà si tratta di una mini-serie di soltanto 6 episodi che tratta una storia parallela alla serie classica, con eventi che in effetti hanno poca rilevanza nel grande arazzo del mondo di <em>Gundam</em>.</span></div> <div><br></div> <div><span class="cf1">Mentre nel sistema solare infuria la guerra, Side 6 vive in pace. La colonia spaziale non si è apertamente schierata né con la Federazione né con Zeon e vive la sua serenità. Al è un bambino di 11 anni che conduce un’esistenza spensierata, preoccupandosi solo di parlare coi suoi amici di quanto siano “fichi” la guerra e i robot che la combattono. La sua pacifica realtà verrà lentamente erosa dall’avvicinarsi di questa realtà anche al suo mondo. Senza saperlo, la sua vicina di casa Chris, è stata scelta come pilota di prova di un nuovo modello di Gundam sviluppato in gran segreto proprio su Side 6. Zeon lo sospetta e manda degli infiltrati sulla colonia spaziale. É così che la recluta del principato Bernie conosce Al. Il bambino è troppo piccolo par capire chi sono i buoni e chi i cattivi o anche solo per non capire che la guerra non è un gioco. Avrà tempo per impararlo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Questa non è una serie di azione, è a malapena una serie mecha. Molto più di altre incarnazioni di <em>Gundam</em>, qui è la morale che la fa da padrona ed è sempre quella che la guerra è orribile. Volendo ci si può leggere anche una certa critica ai fan che idolatrano <em>Gundam</em> e i suoi modelli (speculare a quanto successe poi per <em>Evangelion</em>) e vedono la guerra come un gioco del quale collezionare modellini. È notevole che questa mini-serie non sia minimamente curata da <strong>Tomino</strong> (l’inventore del brand), ma ne centri in un modo così perfetto l’anima.</span></div> <div><span class="cf1">Il protagonista è Al e lui non è un pilota, lui è solo una vittima. Tutta la storia è vissuta dal suo punto di vista e, in parte, di Bernie (che in teoria è un “cattivo”). C’è da dire che quel bambino è quasi irritante nel suo non capire niente di cosa sta succedendo, ma invece rende proprio l’idea mano a mano che realizza le cose. Scoprirà che la guerra non solo è orrenda, ma anche inutile, e noi con lui.</span></div> <div><span class="cf1">È difficile valutare oggettivamente una serie come questa, direi che è un ottimo dramma e poco di più. Le sequenze d’azione sono semplici e relativamente interessanti rispetto agli argomenti trattati. </span></div> <div><span class="cf1">Il tratto, tipico dei tardi anni ottanta, è più che apprezzabile. Sarà la nostalgia, ma trovo i disegni molto belli, in particolare i volti. La colonna sonora non è memorabile, ma non è neanche male. In particolare la sigla, cantata da <strong>Megumi Shiina</strong>, ha un adatto tono nostalgico, ed è ben orecchiabile.</span></div> <div><span class="cf1">Ci sono solo un paio di difetti, anche grossolani e pensati solo per aumentare l’enfasi di quello che vediamo, che vale la pena elencare. La prima è che Al fa tutto quello che cavolo gli pare e nessuno gli da due schiaffi e lo manda a casa. Ok, la famiglia in crisi, ma è surreale come questo bambino si invischi nello spionaggio militare e contribuisca notevolmente alla guerra senza che nessuno lo fermi. Il secondo punto sono i danni. Per mostrare la violenza della guerra le ferite dei robot si riflettono quasi pari pari sui piloti. È un espediente vecchio e abusato, ma solitamente in serie che non fanno del realismo la loro bandiera (come invece fa <em>Gundam</em>). Che un mitragliatore con le canne larghe un metro faccia solo dei buchi in una sedia di comando suona proprio ridicolo. I proiettili sono grandi quasi quanto la suddetta sedia.</span></div> <div><span class="cf1">Non mi è facile dire a chi sia adatto un prodotto del genere. Nonostante sia pluripremiato e apprezzato è invecchiato e rimane di nicchia. È un peccato e forse vale la pena storcere un po’ il naso all’inizio (come ho fatto io) per lasciare che il dramma ti distrugga alla fine (sempre come ho fatto io).</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkdd80862bb202174225e6f85047cfda73 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gundam0080_ver.jpg','alt': 'La locandina dell\\\'anime.','title': 'La locandina dell\\\'anime.','width': 709,'height': 1000,'description': 'La locandina dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdd80862bb202174225e6f85047cfda73, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gundam0080_ver.jpg" alt="La locandina dell&#39;anime." title="La locandina dell&#39;anime." width="200" height="283" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink45b187b697f40ed253a9edc32c0dcc12 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gundam0080_bar.jpg','alt': 'Una scena dell\\\'anime.','title': 'Una scena dell\\\'anime.','width': 1834,'height': 1080,'description': 'Una scena dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink45b187b697f40ed253a9edc32c0dcc12, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gundam0080_bar.jpg" alt="Una scena dell&#39;anime." title="Una scena dell&#39;anime." width="200" height="118" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=BBqveNzuHkc">https://www.youtube.com/watch?v=BBqveNzuHkc</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 May 2025 13:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Uomini pallidi]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A2"><div><h1 class="imHeading1">L'opera prima di Giovanni Peparello</h1><h2 class="imHeading2">Un sorprendente romanzo di fantascienza che piacerà a chi ha letto Kurt Vonnegut</h2></div><div>






<div><span class="cf1">Tunguska, l’azienda che sfama il mondo intero. Tunguska e la sua carne-per-tutti. Tunguska, padrona del destino dell’umanità.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">“Quando mi sono guardato intorno ho notato che il mondo non era del tutto identico a prima. Cioè, non proprio: era identico in modo diverso. Ed è stato in quel
momento che ho iniziato a sentirmi inquieto. Era come se le cose fossero sparite e al posto delle cose fossero rimasti soltanto i bordi delle cose. E i bordi delle cose tremolavano.”</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il problema della fame nel mondo è risolto. La carne-non-carne prodotta da Tunguska porta sazietà e pace, e un monopolio difficile da contrastare. Dietro questo risultato c’è un segreto nel quale si incastrano le vite dei manager che gestiscono l’azienda, le imprese delle forze speciali
che lavorano alacremente per rendere possibile l’incredibile e</span></div>
<div><span class="cf1">l’esistenza degli uomini pallidi che nascono dagli incubi della carne.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Oggi, dopo anni di tentativi, il giornalista è riuscito a entrare nel complesso dove ha sede Tunguska. Mentre sta finalmente intervistando il Vicepresidente, accade l’impensabile: un’emergenza, qualcosa di terribile ai livelli più bassi dell’azienda. Un problema coi topi, dicono.
Muovendosi verso l’abisso il giornalista tenterà di scoprire la ragione del dominio di Tunguska: qualcosa che ormai si è insinuato nei sogni dell’umanità, qualcosa che da quei sogni sembra
voler strisciare fuori.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Giovanni Peparello</strong> ci porta dritti al centro dell’azione, tra il rombo delle operazioni militari e le grottesche dinamiche aziendali
che le governano, nel cuore di un mistero raccontato dalle persone che lo vivono, lo subiscono, lo attraversano.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Uomini Pallidi </em>è un sorprendente romanzo di fantascienza che piacerà a chi ha letto Kurt Vonnegut e a chi non si è perso una puntata di <em>Black Mirror.</em></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Nato a Orvieto nel 1994, Giovanni Peparello ha trascorso da quelle parti infanzia e adolescenza.</span></div>
<div><span class="cf1">Da qualche anno si è trasferito a Bologna, dove studia e lavora, scrivendo articoli e comunicati stampa.</span></div>
<div><span class="cf1">Suoi racconti sono apparsi su <em>Specularia </em>e <em>Malgrado le mosche</em>.</span></div>
<div><span class="cf1">Gli piacciono Faulkner, gli zombie e l’Inter.</span></div>
<div><span class="cf1">Uomini pallidi è il suo primo romanzo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div><span class="cf1">Titolo: Uomini pallidi</span></div>
<div><span class="cf1">Autore: Giovanni Peparello</span></div>
<div><span class="cf1">Editore: Zona 42</span></div>
<div><span class="cf1">Formato: 14x19</span></div>
<div><span class="cf1">Rilegatura; Brossura cucita a filo refe</span></div>
<div><span class="cf1">Copertina: colore, a quattro ante</span></div>
<div><span class="cf1">Pagine: 240</span></div>
<div><span class="cf1">ISBN: 979-12-80868-92-3</span></div>
<div><span class="cf1">Prezzo: 15,90</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink97a996fbad6f364733b6584786e0b513 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/uomini-pallidi_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 795,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink97a996fbad6f364733b6584786e0b513, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/uomini-pallidi_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="272" /></a><br></div><div><script> var showboxlinka2501330190e4e5aef8f9b193b775260 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Giovanni-Peparello.jpg','alt': '','title': '','width': 368,'height': 365,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka2501330190e4e5aef8f9b193b775260, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Giovanni-Peparello.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="149" /></a><br></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 May 2025 05:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Figli del sole di Majid Majidi]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A1"><div><h1 class="imHeading1">Girato tra poetici piani sequenza, concitate soggettive e primi piani</h1><h2 class="imHeading2">Buon cinema che unisce la spettacolarità dell’azione al fatto (non da poco) di far pensare</h2></div><div><div><strong class="cf1">Figli del sole (Iran, 2020)</strong></div> <div><span class="cf1"><em>Regia: Majid Majidi. Soggetto e Sceneggiatura: Majid Majidi, Nima Javidi. Fotografia: Hooman Behmanesh. Montaggio: Hassan Hassandoost. Effetti Speciali: Javad Matouri. Musiche: Ramin Kousha. Scenografia: Keyvan Moqaddam. Costumi: Amir Malekpour. Trucco: Mir-Moshen, Mousavi Madani. Produttore: Majid Majidi, Amir Banan. Produttore Esecutivo: Mehdi Badrlou. Distribuzione (Italia): Europictures. Lingua Originale: Persiano. Paese di Produzione: Iran, 2020. Durata: 99’. Genere: Drammatico. Interpreti:Rouhollah Zamani (Alì), Shamila Shirzad (Zahra), Abolfazl Shirzad (Abolfazl), Alì Nassirian (Hashem), Javed Ezzati (Rafie, il vicepreside della scuola), Tannaz Tabatabaei (madre di Alì), Seyed Mahammad Mehdi Mousavi Fard (Mamad), Mani Ghafouri (Reza), Safar Mahammadi (Safar, il bidello della scuola), Alì Ghabeshi (Amani, il preside della scuola), Mohammadreza Vakili (Kaveh).</em> </span></div> <div><br></div></div><div><div><span class="cf1">Un bel film iraniano scelto per rappresentare il proprio paese agli Oscar 2021, tra l’altro piazzato tra i 15 finalisti, cosa non da poco per una cinematografia piccola ma vitale capace di sfornare prodotti interessanti sia da un punto di vista tecnico che sociale. In Italia <em>Figli del sole</em> si è visto in anteprima al Festival di Venezia. La storia è ambientata nei sobborghi di Teheran e vede protagonista il piccolo Alì, dodici anni, che (come tutti i suoi coetanei) vive di espedienti, tra piccoli lavori e furti praticati con destrezza. A un certo punto del racconto viene fuori la possibilità di recuperare un tesoro nascosto in un tunnel sotterraneo di una scuola retta da un istituito di beneficenza. Non tutto è come sembra, ma non anticipiamo niente perché la <em>suspense</em> è uno dei maggiori pregi di un film sceneggiato con perizia e girato con grande attenzione ai particolari e con buona tecnica di base. Diciamo solo che dovremmo intenderci sul significato della parola tesoro, non per tutti uguale, soprattutto per un bambino non ha la stessa valenza che per un vecchio criminale. Tra i pregi del film il fatto di mostrare una capitale in abbandono e i mille problemi che la caratterizzano, tra questi la delinquenza minorile e i bambini cresciuti in strada, senza un’educazione e un’istruzione adeguata. Il regista mette l’accento sulla presenza di associazioni benemerite e di persone preparate che riescono a far fronte alle problematiche diffuse con tanta buona volontà e poco aiuto da parte delle istituzioni. Un film coraggioso, girato tra poetici piani sequenza, concitate soggettive e primi piani che comunicano più di tanti dialoghi. I ragazzi chiamati a interpretare la parte degli amici alla ricerca del tesoro sono molto bravi e credibili, al punto che sembra di assistere a una messa in scena neorealistica. Fotografia pastello e luminosa di una Teheran bruciata dal sole, molti interni claustrofobici e teatrali, davvero angosciante la parte in cui Alì resta prigioniero del tunnel pieno d’acqua. Buon cinema che unisce la spettacolarità dell’azione al fatto (non da poco) di far pensare. Visto su Rai 5 che passa pellicole senza pubblicità. Reperibile su Rai Play.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink5e3389ac1ba0987df039236dcbcf1ad9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/figlisole_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5e3389ac1ba0987df039236dcbcf1ad9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/figlisole_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd064f55ff283ed4f78adbefadb844b9c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/figlisole_bar.webp','alt': '','title': '','width': 1000,'height': 666,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd064f55ff283ed4f78adbefadb844b9c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/figlisole_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=e-cmuEjcxDc">https://www.youtube.com/watch?v=e-cmuEjcxDc</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 May 2025 14:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le presenze invisibili di Dorothy Macardle]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A0"><h1 class="imHeading1">Gotico dell’anima: il ritorno di un classico inquieto</h1><div><h2 class="imHeading2">Un libro che travalica il genere e si impone per la qualità della scrittura</h2></div><div>






<div><span class="cf1">Con Le presenze invisibili, pubblicato per la prima volta nel 1942 con il titolo <em>Uneasy Freehold</em>, <strong>Dorothy Macardle </strong>ci regala un raffinato romanzo gotico che non si limita a spaventare, ma inquieta, scava, rimane addosso. Grazie alla nuova edizione di Dagon Press, impreziosita dall’accurata introduzione di <strong>Bernardo Cicchetti </strong>e dalla sua limpida traduzione, questo capolavoro sommerso torna finalmente nelle mani dei lettori italiani, più vivo e attuale che mai. La storia si
apre con un’apparente idillio: due fratelli, Roderick e Pamela Fitzgerald, lasciano la Londra affannata degli anni Trenta per rifugiarsi in un tranquillo angolo del Devon. La casa che acquistano, Cliff End, è
sospesa tra la bellezza e l’isolamento, protesa su una scogliera affacciata sul mare. Ma quella quiete è solo apparente: la casa è abitata da presenze che non si vedono, ma si sentono – e lasciano
dietro di sé odori, brividi, e la sensazione opprimente che qualcosa di non risolto si aggiri tra le stanze. <strong>Macardle</strong> non indulge mai nel sensazionalismo: il terrore in questo romanzo si insinua nei dettagli, nell’atmosfera, nei silenzi. È un gotico psicologico, costruito
con lentezza e precisione, dove la casa infestata diventa specchio dell’inconscio, dei traumi non elaborati, delle passioni represse. I fantasmi non sono solo spiriti, ma anche e soprattutto i residui emotivi di una
tragedia familiare sepolta. Due donne – la defunta Mary Meredith e la misteriosa Carmel – si contendono la memoria e l’identità della giovane Stella, figlia e testimone di una storia d’amore
e gelosia finita nel sangue e nel silenzio. L’incontro tra Stella e Roderick accende il cuore della vicenda: non si tratta solo di un innamoramento romantico, ma di un legame che si sviluppa sotto l’ombra dell’irrazionale,
della paura, del dubbio. Quanto di ciò che accade è reale? Quanto è frutto dell’influenza emotiva di un luogo segnato da un passato irrisolto? La narrazione in prima persona di Roderick ha il tono
disincantato di chi cerca la razionalità anche nell’assurdo, ma è proprio questo contrasto che rende il romanzo efficace: la voce lucida del protagonista fa da contrappunto alla crescente inquietudine degli
eventi. Pamela, più pragmatica e intuitiva, è una figura femminile forte e moderna, mentre Stella si muove tra innocenza e ambiguità, attratta inesorabilmente dalla casa e dai suoi misteri, come una falena
dalla fiamma. <strong>Macardle</strong> non fu solo romanziera, ma anche giornalista e attivista politica irlandese, vicina al pensiero repubblicano e antifascista, e collaboratrice
stretta di Éamon de Valera. Il suo impegno civile traspare, in filigrana, anche in questo romanzo: nella difesa della soggettività femminile, nella denuncia sottile delle strutture patriarcali, nella consapevolezza
che ogni casa – come ogni Paese – può essere infestata dai suoi fantasmi. <em>Le presenze invisibili </em>è quindi molto più di una storia di fantasmi: è una riflessione sulla verità e la memoria, sull’identità e il potere, raccontata attraverso la lente di una narrativa gotica
elegante e penetrante. <strong>Macardle</strong> affronta la dimensione soprannaturale come allegoria della psiche e della storia, portando nel genere una tensione morale e
intellettuale rara. Con Le presenze invisibili, Dagon Press recupera un’opera che merita pienamente il titolo di “classico”: un libro che travalica il genere e si impone per la qualità della scrittura,
l’intelligenza della costruzione narrativa e l’atmosfera unica, sospesa tra malinconia e terrore. Un romanzo da leggere lentamente, nelle sere d’autunno o nelle notti in cui il vento porta con sé voci
dimenticate. Perché, come insegna <strong>Dorothy</strong> <strong>Macardle</strong>, non sempre ciò che è invisibile è meno reale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em>Le presenze invisibili</em></div>
<div><em>Autore: Dorothy Macardle</em></div>
<div><em>Editore: Dagon Press</em></div>
<div><em>Pagine: 390 pagine</em></div>
<div><em>Dimensioni: 13.97x2.49x21.59 cm</em></div>
<div><em>ISBN-13: 979-8314610947</em></div>
<div><em>Prezzo: 17,90 €</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink718a020cd75e1e3e81fb0810100d679e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/presenze-invisibili_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 699,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink718a020cd75e1e3e81fb0810100d679e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/presenze-invisibili_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 May 2025 05:26:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Io sono il pazzo che sa]]></title>
			<author><![CDATA[Peter C. Arnold]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009F"><h1 class="imHeading1">Grande autore italiano poliedrico</h1><div><h2 class="imHeading2">Pubblicato per la prima volta in Italia nell'agosto 1962 su "Terrore 3"</h2></div><div><div><span class="cf1">Fermai l'auto proprio quasi in riva al precipizio.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">- Perché ci fermiamo qui? - mi chiese Shara.</span></div> <div><span class="cf1">Io non risposi e aprii la portiera; Shara mi stava fissando. Con i suoi occhi allucinati. Mia moglie non era più la stessa, da più di due anni. I suoi occhi azzurri avevano assunto un cipiglio quasi inesplicabile, assente nello sguardo.</span></div> <div><span class="cf1">Con la gamba poggiata a terra rimasi a guardar fuori. C'era una fitta nebbia, che andava sfacendosi.</span></div> <div><span class="cf1">Risalii in auto.</span></div> <div><span class="cf1">- Andremo in quel castello, Shara. E ti prego di non fare la bambina. Non devi temere nulla.</span></div> <div><span class="cf1">Shara continuava a fissarmi, ora atterrita.</span></div> <div><span class="cf1">- Ma perché, perché, Bab? Non vedo la ragione perché si debba andare a passare due mesi in un posto tanto tetro...</span></div> <div><span class="cf1">Alzai le spalle.</span></div> <div><span class="cf1">- Per te, Shara. Perché devi convincerti che non c'è nulla di diverso, tranne le comodità moderne, in un castello della Scozia... Nulla di diverso da un qualsiasi albergo di secondo ordine.</span></div> <div><span class="cf1">- Voglio – gridai - voglio che tu te ne convinca. E che la smetta di crederti in balia di forze misteriose, di atteggiarti continuamente a martire e a perseguitata. Sono tuo marito, Shara. E voglio il tuo bene.</span></div> <div><span class="cf1">- Tu vuoi uccidermi, Bab.</span></div> <div><span class="cf1">La nebbia saliva. Veniva dal fondo del precipizio e nascondeva alla vista il baratro. Ondeggiava, ondeggiava, e svaniva al contatto della pineta, che circondava completamente il monte.</span></div> <div><span class="cf1">Alla sommità del monte, il castello.</span></div> <div><span class="cf1">- Perché ti sei fermato qui? - insistette Shara.</span></div> <div><span class="cf1">La guardai.</span></div> <div><span class="cf1">- Hai visto quel castello?</span></div> <div><span class="cf1">- Sì, lo vedo. Bab... ma...</span></div> <div><span class="cf1">- Non cominciare, Shara, ti prego...</span></div> <div><span class="cf1">- Ma non vorrai...</span></div> <div><span class="cf1">Alzai le spalle e scesi dall’automobile.</span></div> <div><span class="cf1">Sempre alle solite. Shara avrebbe cominciato a tremare, e a piangere, se le avessi detto che era appunto quel castello, la meta del nostro viaggio. Perché « sentivo » che dovevamo fermarci lì.</span></div> <div><span class="cf1">Le mollai un ceffone. Ed ella si ritrasse.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">IL DONNONE</span></div> <div><span class="cf1">La strada era scomoda e scoscesa, stretta, tutta a sassi, quasi dimenticata. Si infilava nel fiume di pini, e pareva un budello morto, che stesse a imputridire in un mazzo di rose.</span></div> <div><span class="cf1">Il profumo della pineta era intenso.</span></div> <div><span class="cf1">Fermai l'auto di colpo. Il cartello arrugginito lo avevamo di fronte.</span></div> <div><span class="cf1">« Proprietà privata - diceva per quanto era decifrabile - vietato il passaggio agli estranei ».</span></div> <div><span class="cf1">« Noi non siamo estranei », pensai. E schiacciai l'acceleratore.</span></div> <div><span class="cf1">Addossata al muro col portone principale del castello, notai una casupola di mattoni nuovi e calce, serrata in modo provvisorio da un'avvicendarsi d'assi e di spranghe. Fermai l'auto proprio di fronte a quella casupola.</span></div> <div><span class="cf1">Si udì l'abbaiare rabbioso di un cane. Shara rabbrividi. Ma non si strinse a me. Diffidava di me, da qualche tempo; forse cominciava a temermi, a odiarmi; e non voglio immaginare quali pensieri contorti ballassero per la sua mente agitata.</span></div> <div><span class="cf1">Il donnone si era intagliato improvviso, di fronte al grande portone del castello. Doveva pesare un quintale e qualcosa, e traballava nella sua mole.</span></div> <div><span class="cf1">Mi avvicinai a lei, mentre Shara volle restare nell'auto.</span></div> <div><span class="cf1">Il cane uscì ululando da dietro un cespuglio vicino: bastò un gesto del donnone a calmarne la furia. Si accovacciò ai suoi piedi, fremente, puntandomi gli occhi sanguigni addosso e ringhiando.</span></div> <div><span class="cf1">- Non avete letto il cartello, forestiero? - mi disse con aria distaccata e insieme diffidente il donnone.</span></div> <div><span class="cf1">- Sì, l'ho letto. Ma sono venuto egualmente non per contravvenirlo ma bensì per parlare col proprietario di questo castello...</span></div> <div><span class="cf1">La risata del donnone fu chiassosa e prolungata, cattiva.</span></div> <div><span class="cf1">- Il padrone?, - ghignò falsamente divertita.</span></div> <div><span class="cf1">Poi vi fu un attimo di strano silenzio. E di nuovo il cane riprese a ringhiare.</span></div> <div><span class="cf1">Era un « lupo ». Straordinariamente grosso anche per la sua razza, dal pelo fulvo misto a nero, la coda lunghissima, ferma.</span></div> <div><span class="cf1">- Il padrone?... Ah! Ah! Il padrone è lui.</span></div> <div><span class="cf1">E l'indice del donnone indicava il lupo.</span></div> <div><span class="cf1">Non sapevo cosa dire. Sentivo un brivido percorrermi la schiena. Come se quella madornale affermazione potesse racchiudere un terribile segreto, una orribile verità.</span></div> <div><span class="cf1">- Non siete molto divertente, signora... Comunque non riuscite a divertire me. Sarà perché ho viaggiato molto, perché la sera è prossima e la stanchezza comincia a pungermi con maggiore insistenza... Io e mia moglie vorremmo affittare questo castello e trascorrervi due mesi di riposo… Potete dirmi se ci è possibile parlare con qualcuno che possa accondiscenderci?...</span></div> <div><span class="cf1">- Vostra moglie?...</span></div> <div><span class="cf1">Il donnone si avvicinò alla Ford, visibilmente incuriosita. E si chinò a guardare Shara.</span></div> <div><span class="cf1">- Siete bella, signora... Molto bella...</span></div> <div><span class="cf1">Shara la fissava terrorizzata. Più terrorizzata del solito.</span></div> <div><span class="cf1">I riflessi del tramonto erano sempre più rossi e giocavano con troppa insistenza coi pini e coi merli del castello.</span></div> <div><span class="cf1">Il donnone si voltò a me.</span></div> <div><span class="cf1">- Voi vorreste trattenervi qui per due mesi?...</span></div> <div><span class="cf1">- Sì, ve l'ho detto...</span></div> <div><span class="cf1">Accarezzò il pelo del cane, senza staccare lo sguardo da me.</span></div> <div><span class="cf1">- Siete i benvenuti, allora...</span></div> <div><span class="cf1">Ma il suo sorriso non era convincente.</span></div> <div><span class="cf1">- Non mi piacciono i misteri, signora, dissi piuttosto seccato; siete voi la padrona del castello?...</span></div> <div><span class="cf1">- No, non sono io... Ma il padrone è assente. Ha molto lavoro e conduce delle ricerche un po' ovunque. Ritorna spesso, ma solo per trattenersi una notte e riprendere i suoi viaggi. Sono convinta però che sarà lieto di avervi come ospiti...</span></div> <div><span class="cf1">- No, signora, noi non ci siamo intesi... Volevamo affittare il castello, non abusare della vostra cortesia e della vostra ospitalità...</span></div> <div><span class="cf1">Il donnone continuava a sorridere.</span></div> <div><span class="cf1">- Pagherete il vostro affitto... Ma quando incontrerete il padrone. Io curo i suoi interessi, in sua assenza, e posso disporre. Sono certa che lui vi accoglierà volentieri. Dovrete lasciare però due stanze a sua disposizione: tutto il resto del castello sarà vostro, per due mesi... Io vivo in questa casupola... Mi piace qui. Ci vivo col cane...</span></div> <div><span class="cf1">Fu allora che Shara prese a gridare.</span></div> <div><span class="cf1">- Andiamocene, Bab, andiamo via di qui...</span></div> <div><span class="cf1">- Non fare la sciocca, Shara...</span></div> <div><span class="cf1">Poi mi voltai al donnone.</span></div> <div><span class="cf1">- Vi ringrazio, signora. Potremmo visitare il castello?</span></div> <div><span class="cf1">- Certo, signore, vi faccio strada.</span></div> <div><span class="cf1">Non feci a tempo a comprendere l'intenzione di Shara. Quando corsi verso di lei la Ford era già avviata e stava dirigendosi a velocità pazza giù per lo stretto sentiero.</span></div> <div><span class="cf1">- Stupida!, gridai. Non dovevo fidarmi.</span></div> <div><span class="cf1">- Vostra moglie è piuttosto originale, no?</span></div> <div><span class="cf1">- Lasciate perdere. C'è un telefono, qui? Bisogna avvisare la polizia. Shara non sta bene e potrebbe commettere delle imprudenze. E' in pericolo.</span></div> <div><span class="cf1">- Non ci sono telefoni, mi dispiace. Il paese più vicino dista trenta miglia, ma anche li non c'è telefono. Bisognerebbe andare a settanta miglia da qui. Là c'è un posto di polizia... Ma al castello non abbiamo mezzi di locomozione. Nemmeno i cavalli. Il padrone ha la sua auto... Dobbiamo augurarci che arrivi questa notte. A lui potrete dare un messaggio… O altrimenti dovrete attendere tre giorni, quando verrà il camioncino che ci porta i rifornimenti... Tre giorni non sono tanto tempo, signore... E non credo che vostra moglie vorrà commettere delle imprudenze... Tornerà qui, stanotte stessa, vedrete, cheta cheta...</span></div> <div><span class="cf1">- Maledizione!</span></div> <div><span class="cf1">- Non prendetevela. Siete molto stanco. Volete vedere il castello e ritirarvi nella vostra stanza?…</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Era una chiarissima notte.</span></div> <div><span class="cf1">Rimasi sdraiato a lungo, su quel trabiccolo di letto, nella vastissima stanza che non mi piaceva eccessivamente, anzi, che non mi piaceva affatto, ma che il donnone mi aveva imposto, quasi imposto, con un mare di insistenze, tanto da farmela adorare; solo la scelta a lei gradita mi avesse liberato della sua opprimente presenza.</span></div> <div><span class="cf1">Una leggera brezza aveva cominciato a dare il colpo di grazia alla giornata afosa. Pensavo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">Dove s'era cacciata Shara?... Ero molto preoccupato per lei... Come poteva essere cambiata così, negli ultimi tempi? Come poteva, la mia dolcissima Shara, essersi chiusa in quella corazza di odio e di terrore, che mi ossessionava?... E dove era corsa, ora, con tanta follia, sola...</span></div> <div><span class="cf1">Era stato uno choc, aveva detto il professor Samuel. Uno choc dalle origini inesplicabili, il cui effetto solo qualcosa di altrettanto violento e improvviso avrebbe potuto distruggere.</span></div> <div><span class="cf1">Io insistevo nel combattere le sue fissazioni, il suo terrore per la notte e per i castelli. Perché lei odiava i castelli. Volevo convincerla che non vi era nulla di strano, di misterioso, in essi. E che la vita era eguale ovunque.</span></div> <div><span class="cf1">Fu riflettendo, nonostante l'ansia e le preoccupazioni, che mi addormentai. La stanchezza mi aveva vinto.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">UNO STRIDERE D'ARTIGLI</span></div> <div><span class="cf1">Che ora poteva essere?</span></div> <div><span class="cf1">Perché m'ero svegliato di soprassalto, con tanta apprensione in cuore?</span></div> <div><span class="cf1">Sentii ringhiare, nel buio. La notte era più chiara. Non distinguevo nulla, nella stanza. Se non uno strano odore di betulle, intenso e quasi nauseante. Qualcuno, un animale feroce, forse, stava azzannando la porta. Sentivo lo stridere rabbioso degli artigli, se artigli erano, contro il legno antico. E quel ringhiare affannoso... Quel ringhiare...</span></div> <div><span class="cf1">Il lupo!...</span></div> <div><span class="cf1">Mi alzai di scatto. Cercai l'accendisigari, in tasca, e l'accesi. La debole fiammella sparse un lieve chiarore. E allora solo vidi in tutto il suo sinistro squallore la mia stanza. Quei tendaggi viola, e quelle torce affumicate, la cui fiamma, nel tempo, aveva affumicato i muri sgretolati. E quei quadri che pendevano alle pareti, quella vetrata dai riflessi stanchi e opachi!</span></div> <div><span class="cf1">Le zanne della belva continuavano nella loro foga.</span></div> <div><span class="cf1">Vinsi la paura per un attimo e afferrai una torcia, l'accesi con l'accendino e rimasi immobile, al cospetto della porta, ad attendere.</span></div> <div><span class="cf1">Il rumore di un'auto, nel parco, mi distrasse.</span></div> <div><span class="cf1">Mi feci alla finestra e agitai la torcia. Non vedevo quasi nulla; solo la sagoma di quell'auto che si era fermata, a fari spenti. Distinsi a fatica due sagome staccarsi da essa e approssimarsi all'ingresso della torre ove era sistemata la mia camera.</span></div> <div><span class="cf1">Una violenta vampata della torcia mi bruciò la mano: mandai un grido e la fiaccola cadde, ondeggiando, dall'altezza di dieci metri, rischiarando per un attimo il buio sottostante. Un attimo sufficiente a farmi scorgere in una delle due sagome la figura di Shara.</span></div> <div><span class="cf1">- Shara!, gridai.</span></div> <div><span class="cf1">Ma mi rispose una terribile risata.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">***</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">L'affanno della belva, e lo stridere dei suoi artigli contro il legno cessarono di colpo.</span></div> <div><span class="cf1">Il buio, tutt'attorno, mi opprimeva, mentre non osavo accendere ancora una torcia. La mano bruciata mi faceva impazzire.</span></div> <div><span class="cf1">Mi gettai sul letto.</span></div> <div><span class="cf1">E venne l'alba.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">IL SUO CADAVERE</span></div> <div><span class="cf1">Fu il terribile dolore alla mano e anche al braccio un dolore acuto che andava sempre più propagandosi, a destarmi.</span></div> <div><span class="cf1">Avevo la testa a pezzi: mi alzai a fatica, combattendo i terribili dolori che mi colpivano in ogni parte del corpo.</span></div> <div><span class="cf1">L'immagine della sera prima mi ritornò improvvisa alla mente e risentii il senso di terrore e di sgomento che mi aveva pervaso, nella notte.</span></div> <div><span class="cf1">Mi feci alla finestra e vidi l'auto. Una Buik ultimo modello, ferma innanzi all'ingresso della torre.</span></div> <div><span class="cf1">- Shara!, - gridai.</span></div> <div><span class="cf1">E mi precipitai giù per le scale, fino ad imbattermi e quasi a travolgere il donnone che stava salendo.</span></div> <div><span class="cf1">- Mia moglie... Dov'è mia moglie? - chiesi.</span></div> <div><span class="cf1">- Vostra moglie...</span></div> <div><span class="cf1">- Sì, inveii, mia moglie! E' tornata, ieri sera… L'ho vista...</span></div> <div><span class="cf1">Il donnone chinò il capo.</span></div> <div><span class="cf1">- Venite con me, - disse.</span></div> <div><span class="cf1">La seguii.</span></div> <div><span class="cf1">Percorremmo corridoi e ampi saloni tappezzati, addobbati con lusso: armature e cimeli, arazzi, candelabri istoriati...</span></div> <div><span class="cf1">Poi ci fermammo davanti a una porta maestosa.</span></div> <div><span class="cf1">- Siamo arrivati, - disse il donnone; - entrate pure... e... nulla!</span></div> <div><span class="cf1">Il donnone si allontanò a capo chino.</span></div> <div><span class="cf1">Mi scagliai contro quella porta monumentale ed entrai.</span></div> <div><span class="cf1">L'immagine che scorsi mi schiantò.</span></div> <div><span class="cf1">Shara, vestita di una veste di candido lino, disadorna, coi lunghi capelli composti sulle spalle e sul guanciale da una mano amorosa, giaceva distesa su di un letto monumentale, grottescamente bardato.</span></div> <div><span class="cf1">- Shara!</span></div> <div><span class="cf1">Non rispose. Non poteva rispondere. Era morta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">MENZOGNE</span></div> <div><span class="cf1">Il donnone non era nella sua casupola. E nemmeno il lupo.</span></div> <div><span class="cf1">Girai ogni stanza del castello, fino a sperdermi, in quella ridda di volte e di corridoi, di corridoi e di corridoi. E man mano che il tempo passava aumentava in me l'ira. Mi trovai, di colpo, in un salone vastissimo, ai cui lati gigantesche armature si ergevano, con drappi appesi alle pareti, e arazzi istoriati. Il donnone era lì. Col lupo.</span></div> <div><span class="cf1">Era seduta su di uno scranno di legno intagliato, maestoso. E il lupo era ai suoi piedi.</span></div> <div><span class="cf1">- Shara è morta...</span></div> <div><span class="cf1">-Sì, è morta. E' stata trovata ieri notte dal padrone. L'ha caricata nella sua auto e l'ha condotta qui. Troppo tardi. L'abbiamo composta in un letto e non abbiamo voluto destarvi, signore.</span></div> <div><span class="cf1">I miei occhi, puntati su quella donna, dovevano esprimere sin troppo la mia ira e il mio rancore.</span></div> <div><span class="cf1">- Ho visto Shara, ieri notte, dissi; e ho visto che era VIVA.</span></div> <div><span class="cf1">- L'avete vista?</span></div> <div><span class="cf1">- Sì, ho visto chiaramente il suo volto. E anche la sagoma di colui che l'accompagnava. Chi era?...</span></div> <div><span class="cf1">- Era il padrone. Ma vostra moglie era morta...</span></div> <div><span class="cf1">- Chi l'ha uccisa?</span></div> <div><span class="cf1">Mi pareva che quella donna ghignasse.</span></div> <div><span class="cf1">- Non lo so. So che era morta, quando giunse qui. Forse... non saprei...</span></div> <div><span class="cf1">- Voi mentite.</span></div> <div><span class="cf1">Lo sguardo della donna era freddo. E il lupo cominciò a ringhiare, minaccioso.</span></div> <div><span class="cf1">- Voi mentite. E quella bestia ha cercato di uccidermi ieri notte!</span></div> <div><span class="cf1">- Voi vaneggiate: il mio cane non farebbe male a una mosca... E io vi ho detto la verità. Sono stata sin troppo paziente, con voi, perché il caso doloroso che vi è capitato vi fa parlare a sproposito...</span></div> <div><span class="cf1">- Voglio parlare col padrone. Deve spiegarmi il mistero della morte di Shara...</span></div> <div><span class="cf1">- Il padrone è partito...</span></div> <div><span class="cf1">- La sua auto è ancora ai piedi della torre...</span></div> <div><span class="cf1">- E' partito, vi ripeto.</span></div> <div><span class="cf1">Mi trattenni a stento.</span></div> <div><span class="cf1">- Voi mentite, mentite! Ma saprò la verità. Ci penserà la polizia a regolare questa storia, a sistemare sia voi che il vostro misterioso padrone...</span></div> <div><span class="cf1">E tornai sui miei passi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">IL BACIO DEL VAMPIRO</span></div> <div><span class="cf1">Il cadavere di Shara pareva sorridere, nella morte.</span></div> <div><span class="cf1">Le passai una mano sulla fronte fredda, azzurrognola.</span></div> <div><span class="cf1">- Perdonami, Shara, è stata colpa mia...</span></div> <div><span class="cf1">Lei continuava a sorridere.</span></div> <div><span class="cf1">Fu un lampo. E i miei occhi corsero a quei due segni strani sul suo collo. Due segni violacei, due ferite brevi ma profonde.</span></div> <div><span class="cf1">- Non posso crederci, pensai.</span></div> <div><span class="cf1">Non potevo crederci: vampiri!</span></div> <div><span class="cf1">Erano i vampiri la più grande ossessione di Shara. Le leggende tramandate nella nostra terra, dai nostri padri.</span></div> <div><span class="cf1">I vampiri!</span></div> <div><span class="cf1">Risi, risi forte, di una risata isterica, cattiva.</span></div> <div><span class="cf1">- Uno scherzo del destino... O uno scherzo della follia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">***</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Avevo dormito?</span></div> <div><span class="cf1">La testa mi doleva. Mi alzai a fatica e rimasi a osservare il volto ancora più freddo di Shara. E i due segni, il bacio del vampiro, tornarono ad ossessionarmi.</span></div> <div><span class="cf1">Fuori era notte. Avevo dormito tanto? Mi passai una mano sul capo, come per cacciarvi il senso di pesantezza che lo costringeva.</span></div> <div><span class="cf1">- Shara! Shara! E' stata tutta colpa mia.</span></div> <div><span class="cf1">E uscii dalla stanza, vaneggiando, quasi di corsa, senza meta. Sentivo di dover correre, correre, fuggire. Abbandonare quella strana atmosfera. La paura! Ecco: era la paura che mi stava attanagliando!</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">LA TERRIBILE NOTTE</span></div> <div><span class="cf1">Delle lunghe, sataniche risate echeggiarono in fondo al corridoio che mi si apriva innanzi.</span></div> <div><span class="cf1">Mi precipitai, in una corsa furiosa. Ma incontrai il buio di un altro profondo corridoio. Uno strano riflesso del cielo chiaro, in quella notte tersa, illuminava sinistramente l'ambiente.</span></div> <div><span class="cf1">E di nuovo udii quelle risate sataniche.</span></div> <div><span class="cf1">Ripresi la corsa, per raggiungerle. E non mi curai della foga, che mi faceva rovesciare tavoli e cimeli, scranni e armature.</span></div> <div><span class="cf1">Mi fermai di colpo.</span></div> <div><span class="cf1">Un lampo improvviso squarciò il cielo e la sua luce ferruginosa illuminò innanzi a me. Credetti di impazzire.</span></div> <div><span class="cf1">Mi trovavo di fronte a un grande quadro, terrificante. Rappresentava una donna, vestita in stile castigliano, bellissima.</span></div> <div><span class="cf1">Il volto di Shara.</span></div> <div><span class="cf1">Le risate, ancor più sataniche, si manifestarono alle mie spalle. Mi volsi. E vidi.</span></div> <div><span class="cf1">Indietreggiai terrorizzato, annaspando nella penombra. Inciampai in un tendaggio che mi rovinò addosso.</span></div> <div><span class="cf1">« Lui » rise.</span></div> <div><span class="cf1">Non potevo confondermi: il vampiro. La sagoma che la sera prima avevo visto scendere dall'auto con Shara, nell'attimo di chiarore che aveva creato la mia torcia. Il vampiro!</span></div> <div><span class="cf1">Il vampiro e il lupo. La bestia ringhiava, pronta a scagliarsi, mentre gli occhi vitrei, sanguinolenti del vampiro mi fissavano. Aveva i capelli in disordine, i muscoli facciali contratti in uno sforzo animalesco, i due canini a fior di labbra, aguzzi e terribili.</span></div> <div><span class="cf1">Gridai, conscio di essere solo, solo con la mia paura e il mio terrore, solo di fronte alle due belve.</span></div> <div><span class="cf1">E tornai a correre.</span></div> <div><span class="cf1">Il vampiro non si attendeva la mia fuga. Ma fu un attimo e subito si gettò all'inseguimento, certo di avermi in suo potere.</span></div> <div><span class="cf1">Fu una corsa terribile: una corsa che non poteva avere altra meta che la morte. E forse qualcosa ancora di più orribile della morte: il contagio del vampiro. La dannazione eterna!</span></div> <div><span class="cf1">Corsi! Corsi! Senza quiete!</span></div> <div><span class="cf1">- Shara!</span></div> <div><span class="cf1">Shara non udì il mio grido. Non poteva udirlo. Camminava verso di me, senza vedermi, forse; composta nella sua veste candida, disadorna.</span></div> <div><span class="cf1">- Shara!</span></div> <div><span class="cf1">Ma lei non mi udiva. Mi volsi.</span></div> <div><span class="cf1">Il vampiro era vicinissimo. E l'ululato del lupo agghiacciava il sangue nelle vene.</span></div> <div><span class="cf1">All'improvviso, nella mia pazza corsa, sentii qualcosa di freddo e di metallico, con la mano. L'afferrai. Una lancia!...</span></div> <div><span class="cf1">La alzai pesantemente, con ambo le mani e rimasi fermo ad attendere.</span></div> <div><span class="cf1">Il lupo andò, nel suo salto alla mia volta, a conficcare la pancia nella punta acuminata della lancia. Avevo avuto fortuna!</span></div> <div><span class="cf1">La bestia rantolò e si riversò al suolo. Ma dallo squarcio che l'arma gli aveva procurato non uscì una stilla di sangue.</span></div> <div><span class="cf1">Ero allibito, mentre il vampiro si era fermato, terrificato a sua volta. O estasiato, dall'immagine di Shara che si stava avvicinando.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Non ricordo bene come potei trovare il coraggio per agire. Ma lo trovai, approfittando di quell'attimo di panico. Alzai la lancia, con un urlo e uno sforzo sovrumano e mi avventai sul vampiro, colpendolo in pieno petto. Poi fuggii, e mi ritrovai ai piedi della torre.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">IO SONO IL PAZZO</span></div> <div><span class="cf1">La Buik del « padrone » era ancora lì. Vi salii: il cancello era aperto e lo varcai facendo urlare il motore.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Mi ritrovarono non so quanti giorni dopo, in una scarpata. Ero più morto che vivo e avevo perso la parola. Rimasi all'ospedale non so quanto tempo, tra la vita e la morte, in continuo stato di incoscienza. Farneticavo e chiamavo Shara, mia moglie e l'immagine di quella terribile notte.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">***</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">E' passato molto tempo. E io sono molto cambiato. Cammino come un pazzo per le verdi contrade della Scozia a cercare, in un tuffo di nebbia e di pini, lo svettare di una torre, che mi riporti a quella meta.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Io sono il « pazzo », l'uomo che la gente indica ai bambini per terrorizzarli, che i monaci accolgono con pietà, con un tozzo di pane e una scodella di brodo.</span></div> <div><span class="cf1">Il « pazzo » scalzo che grida nella notte e che non si stanca di cercare. Che cammina a capo chino sotto il sole, che vive nelle tane delle belve e parla con le serpi.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Io sono il « pazzo » che forse anche voi avete incontrato. Che tiene in mano un acuminato palo di frassino e ha le tasche piene di aglio novello.</span></div> <div><span class="cf1">Sono il « pazzo » cui hanno raccontato che i vampiri vivono in eterno, nella loro eterna maledizione; il loro sonno nei sepolcri di giorno, per destarsi la notte, a uccidere e a depredare le loro vittime del sangue.</span></div> <div><span class="cf1">Io sono il « pazzo » che sa.</span></div> <div><span class="cf1">Il « pazzo » che cerca un castello dove il male continua ad esistere. Dove i vampiri continuano a uccidere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><strong class="cf1">NOTE</strong></div> <div><span class="cf1">Racconti horror rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. <em>Io sono il pazzo che sa</em> di <strong>Peter C. Arnold</strong>, apparso in Italia nell’agosto 1962 sul numero 3 di <em>Terrore</em>, edito da Sansoni e pubblicato per la prima volta su <em>Planet Ghost</em>. Autore italiano Pier Carpi all’anagrafe Arnaldo Piero Carpi nato ad Arceto di Scandiano Reggio Emilia nel 1940 e morto a Viadana Mantova nel 2000. Sposato a <strong>Franca Bigliardi</strong> morta nel 2000. Autrice del film <em>Il ventre di Maria</em> del 1992.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkceb0f021abc8e788d21c539104cf1306 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pazzo-che-sa_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 823,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkceb0f021abc8e788d21c539104cf1306, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pazzo-che-sa_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="263" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 18 May 2025 05:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ghost in the Shell di Mamoru Oshii]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio Mazzola]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009E"><h1 class="imHeading1">Tratto dall’omonimo manga di Masamune Shirow</h1><div><h2 class="imHeading2">A metà strada fra le tradizionali tecniche d’animazione e le più moderne computer graphics</h2></div><div><div><strong class="cf1">Ghost in the Shell (1995)</strong></div> <div><em class="cf1">Titolo originale: Kokaku Kidootai.</em></div> <div><em class="cf1">Luogo e anno: Giappone, 1995.</em></div> <div><em class="cf1">Regia: Mamoru Oshii.</em></div> <div><em class="cf1">Genere: Animazione, fantascienza.</em></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">In un prossimo futuro, in cui le reti informatiche influenzano la vita di tutti i giorni, rendendo problematica la distinzione tra ciò che è reale e ciò che è fittizio, la convivenza tra esseri umani e cyborg è ormai un dato di fatto che non desta più scalpore. Le menti delle persone sono diventate poco più di semplici archivi in cui qualsiasi pirata della rete, particolarmente esperto, può permettersi di curiosare. Ed è proprio al gruppo di questi pirati che il fantomatico “Signore dei pupazzi” sembra appartenere, chiamato così perché sarebbe in grado di insinuarsi nelle menti delle sue vittime per far compiere loro crimini o azioni sconsiderate.</span><br></div><div><span class="cf1">Il maggiore Matoko Kusanagi, un’ufficiale della “Shell squad”, il reparto di sicurezza della “Sezione 9”, è un cyborg dalle fattezze di una giovane donna, modificata svariate volte nel fisico, ma con il suo spirito originale rimasto immutato. Sarà compito suo (e del suo compagno di reparto Bateau) riuscire ad individuare e fermare questo misterioso nemico che, in seguito, si scoprirà essere una vera e propria coscienza cibernetica sfuggita al controllo del governo Statunitense, con la segreta ambizione di potersi unire alla stessa Kusanagi e creare così un essere che possa oltrepassare i confini restrittivi in cui i cyborg sono costretti a vivere, considerati dagli umani dei semplici gusci in cui gli spiriti cibernetici sono racchiusi (ghost in the shell, appunto).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><em>Ghost in the Shell</em>, tratto dall’omonimo manga di <strong>Masamune Shirow</strong>, fu realizzato nel 1995, per la regia di <strong>Mamoru Oshii</strong> (<em>Patlabor, Urusei Yatsura</em>). Questo anime può essere considerato uno dei prodotti a metà strada fra le tradizionali tecniche d’animazione e le più moderne computer graphics (presenti oggi in larga parte su cartoni animati come Blue Submarine e Last Exile, dello studio Gonzo), avvicinandolo così a opere come <em>Neon Genesis Evangelion</em> e <em>Cow Boy Bebop</em>, per citare i più celebri.<br>In questo appassionante cyber-punk i riferimenti a <em>Blade Runner</em> sono evidenti, sia per le ambientazioni che per le tematiche affrontate nel corso della vicenda. L’intera trama, infatti, è costruita attorno a un senso di precarietà, di dubbio e di tormento interiore: sentimenti, questi, incarnati pienamente dal maggiore Kusanagi, la quale, in seguito all’incontro col “Signore dei pupazzi” (capace di creare uno spirito senza una base di cellule cerebrali umane) inizia a intuire quali possano essere le risposte alle domande che l’hanno sempre tormentata, a proposito della sua vita, delle sue origini e del suo ruolo in questo mondo in quanto cyborg. La linea di confine tra umanità e cibernetica, tra vita originale e vita ricreata diventa sottile, nebulosa, generando così una tangibile inquietudine e un forte bisogno di punti saldi a cui aggrapparsi per poter riuscire ad andare avanti: solamente andando oltre i confini, infatti, il tema della relazione con l’altro è fattibile, così come la piena coscienza di un mondo a cui ci si deve adattare, per poter infine far emergere l’essenza che più ci è sconosciuta: noi stessi.<br>Anche Newport City sembra incarnare l’atmosfera che si respira lungo tutta la vicenda: con i suoi grattacieli anonimi, le case abbruttite dal passare del tempo e le sue notti perennemente illuminate diventa una spettatrice decadente, impassibile di fronte alle vicende di personaggi che hanno smesso perfino di guardarsi negli occhi. Non più una metropoli che vive la vita dei suoi abitanti, ma un guscio contenente spiriti ridotti ad anime in pena, proprio come i cyborg che lei stessa discrimina.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">L’efficace colonna sonora di <strong>Kenji Kawai</strong>, con percussioni che sembrano passi nel buio e voci che sembrano invocare aiuto, riesce a mettere in rilievo lo spaesamento dei personaggi, accompagnando lo spettatore in una vicenda in cui tutto sembra inaccessibile.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink8b935d8b45458438a7d3a9ab045f1b99 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ghost-in-the-shell-okk_ver.jpg','alt': 'La locandina dell\\\'anime.','title': 'La locandina dell\\\'anime.','width': 606,'height': 923,'description': 'La locandina dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8b935d8b45458438a7d3a9ab045f1b99, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ghost-in-the-shell-okk_ver.jpg" alt="La locandina dell&#39;anime." title="La locandina dell&#39;anime." width="200" height="305" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink2a8039daf177413a3d3aec3e84f7bf62 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ghost-in-the-shell_bar.jpg','alt': 'Una scena dell\\\'anime.','title': 'Una scena dell\\\'anime.','width': 1000,'height': 563,'description': 'Una scena dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2a8039daf177413a3d3aec3e84f7bf62, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ghost-in-the-shell_bar.jpg" alt="Una scena dell&#39;anime." title="Una scena dell&#39;anime." width="200" height="113" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=8RF09G8Ymqg">https://www.youtube.com/watch?v=8RF09G8Ymqg</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 May 2025 14:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Message In The Night]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009D"><h1 class="imHeading1">Il singolo di debutto dei Kastadian</h1><div><h2 class="imHeading2">Kastadian è un posto immaginario che esiste solo nei sogni</h2></div><div><div><em>Kastadian (feat. Toby Hitchcok): online il singolo di debutto tratto dalla compilation 'We Still Rock... The World'</em></div> <div><strong class="fs14lh1-5 cf1"> </strong><br></div> <div><span class="cf1"><strong>Art Of Melody Music</strong> e <strong>Burning Minds Music Group</strong>, in collaborazione con <strong>MelodicRock</strong>, sono entusiasti di annunciare la pubblicazione digitale di <em>Message In The Night</em>, il singolo di debutto dei <strong>Kastadian</strong>, tratto dall'album compilation <em>We Still Rock... The World</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong></strong><em>Message In The Night</em> è stata prodotta da <strong>Dave Zublena</strong>, con mixaggio e mastering a opera di <strong>Alessandro Del Vecchio</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il mastermind <strong>Dave Zublena</strong> afferma: ”Kastadian è un posto immaginario, un posto che esiste solo nei sogni. Ed è esattamente dove mi sono trovato io la prima volta che ho sentito la versione finale di <em>Message In The Night</em>. Il classico sogno nel cassetto finalmente realizzato. Da amante dell'Aor/Melodic rock anni '80 volevo pagare il degno tributo a questo tipo di sonorità (ma senza suonare "datato") e ho cercato per anni la giusta combinazione tra gli elementi. La vera magia è avvenuta quando, uno dei miei cantanti preferiti di sempre e una delle voci più belle della storia, ha accettato di partecipare alla realizzazione di questo brano... il solo e unico <strong>Toby Hitchcock</strong>. Sono onorato, entusiasta e grato alla vita per questo dono. Grazie Toby per essere il migliore. E grazie a tutti i musicisti che mi hanno aiutato. Vi amo. Il sogno continua? Restate sintonizzati”.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">KASTADIAN (FEAT. TOBY HITCHCOCK) - "MESSAGE IN THE NIGHT"</strong></div> <div><span class="cf1"><strong><br>Testo:<br></strong>Dave Zublena</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>Musica:<br></strong>Dave Zublena, Alexandros Muscio</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>Prodotto da:<br></strong>Dave Zublena</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>Mixato e masterizzato da:<br></strong>Alessandro Del Vecchio</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>Formazione:<br></strong>Toby Hitchcock: Voce solista e cori<br>Marcello Spera: Cori<br>Dave Zublena: Chitarre ritmiche<br>Andrew Trabelsi: Chitarre soliste<br>Alexandros Muscio: Tastiere<br>Stefania Sarre: Basso<br>Italo Graziana: Batteria</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink3488ac586a8f1af8e848d6145f2a0110 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Kastadian.jpg','alt': '','title': '','width': 1000,'height': 1000,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3488ac586a8f1af8e848d6145f2a0110, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Kastadian.jpg" alt="La copertina del singolo." title="La copertina del singolo." width="200" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=BOXDkYfkf_M">https://www.youtube.com/watch?v=BOXDkYfkf_M</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 May 2025 05:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Princess di Roberto De Paolis]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009C"><h1 class="imHeading1">Un film pieno di buone intenzioni</h1><div><h2 class="imHeading2">La tematica affrontata non è per niente scontata né banale</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">Princess (Italia, 2022)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Roberto De Paolis. Fotografia: Claudio Cofrancesco. Montaggio: Paola Freddi. Musiche: Emanuele De Raymondi, Andrea De Sica.
Scenografie: Paola Peraro. Costumi: Loredana Buscemi. Produttore: Carla Altieri. Case di Produzione: Young Films, Indigo Film, Rai Cinema. Distribuzione (Italia): Lucky Red. Genere: Drammatico. Durata: 110’. Interpreti:
Glory Kevin (Princess), Lino Musella (Corrado), Salvatore Striano (cliente tassista), Maurizio Lombardi (cliente ricco), Sandra Osagie (Success). </em></div>
<div><br></div></div><div>






<div><span class="cf1"><strong>Roberto De Paolis</strong> (Roma, 1980) è per me una scoperta, grazie a Rai 5, benemerito canale che ogni martedì
passa cinema italiano poco conosciuto senza alcun inserto pubblicitario. Prendo qualche informazione sul regista, vedo che ha studiato tecnica cinematografica a Londra, fa il fotografo, recita come attore in <em>Movimenti</em> di <strong>Murri</strong> e <strong>Fausti</strong> (2004) e debutta dietro la macchina da presa nel 2017 con <em>Cuori puri</em>, pellicola che non ho visto, presentata a Cannes e apprezzata dalla critica. I temi di <strong>De Paolis</strong> sono ben definiti, benemerita una costante attenzione al problema delle comunità rom, della prostituzione africana e degli extracomunitari da integrare. La sua
opera seconda - <em>Princess</em> (2022) - non ha avuto grande attenzione da parte della stampa specializzata, anche se presentata nella rassegna Orizzonti alla Mostra del
Cinema di Venezia. La macchina da presa del regista si focalizza sulla vita di alcune prostitute nigeriane, seguendo in maniera quasi neorealista la vita quotidiana di Princess, clandestina che sopravvive vendendo il proprio
corpo nella periferia marina di Roma, tra Ostia e Fiumicino. Cinema da pedinamento secondo la lezione di <strong>Cesare Zavattini</strong>, echi di <strong>Pasolini</strong>, attualizzazione di <strong>Sergio Citti</strong> (cantore di Ostia e delle periferie anni Ottanta) per l’attenzione alle zone della capitale abitate dai
nuovi poveri. <strong>De Paolis</strong> segue l’esistenza di Princess, filma i suoi incontri, la sua fame di denaro per potersi fare una vita, la difficoltà ad
ambientarsi in un mondo dove non si trova un lavoro e non si può sopravvivere senza violare la legge. Il regista racconta anche una breve storia d’amore tra Princess e uno dei pochi uomini gentili che la frequentano
- Corrado, interpretato dal bravo <strong>Lino Musella</strong> -, oltre a riprendere litigi e momenti di condivisione con le ragazze del gruppo. Per Princess l’amore
resta un’illusione che frequenta la sua vita lo spazio di due giorni, poi la solita esistenza - fatta di incontri fugaci e pericolosi - prende di nuovo il sopravvento. Un film pieno di buone intenzioni, purtroppo sostenuto
da una scrittura approssimativa, infarcito di situazioni e dialoghi ripetitivi che non coinvolgono lo spettatore (opera del regista), oltre a un montaggio compassato che porta il film a dire per 110 minuti (eccessivi) di pellicola
quasi sempre le stesse cose. Le attrici nigeriane non sono professioniste ma si calano bene nei ruoli con interpretazioni soddisfacenti. Consiglio la visione, perché rispetto a tanto inutile cinema italiano, il lavoro
di <strong>De Paolis</strong> presenta competenza tecnica nell’uso della soggettiva e della macchina a mano, oltre al fatto che la tematica affrontata non è per
niente scontata né banale. Il tentativo di scrivere una storia dedicata alle minoranze che soffrono va quanto meno premiato. Lo trovate su Rai Play, che contiene molto buon cinema italiano.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkfd5c9c43c100a3c278947433d17f866d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/princess_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfd5c9c43c100a3c278947433d17f866d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/princess_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink01afe5d2eaa2d6ba6a233f31b7482f91 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/princess_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1439,'height': 799,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink01afe5d2eaa2d6ba6a233f31b7482f91, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/princess_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="112" /></a><span class="cf1"> </span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=MvE-rS-YKec">https://www.youtube.com/watch?v=MvE-rS-YKec</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 May 2025 14:50:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Sub Aqua di Max Rain]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009B"><h1 class="imHeading1">Racconto che affonda nelle profondità dell’oceano</h1><div><h2 class="imHeading2">L’autore dimostra padronanza del linguaggio narrativo</h2></div><div>






<div><em class="cf1">[…] «Dodici merdosi dollari l’ora sono una miseria per questo schifo di lavoro» disse Vinnie Adams, ruttando e gettando la lattina di birra sul pavimento
macchiato, dopo averla scolata in un unico sorso. Questa rotolò, unendosi alle molte altre accumulate da tempo immemore in un angolo della cabina di pilotaggio della Soleado, una vecchia chiatta fluviale di venticinque
metri dalla vernice scrostata, costruita intorno alla metà degli anni Ottanta e tenuta insieme dalle saldature. […]</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Sub Aqua</strong> – è l’opera prima dell’autore che si firma con lo pseudonimo di Max Rain, edito
attraverso <strong>Lulù che fa storie</strong> – un collettivo artistico/letterario fondato nel 2018 con l’obiettivo di consolidare un’alleanza di
scrittori indipendenti e sperimentare nuovi percorsi artistici. Un Marchio editoriale registrato.</span></div>
<div><span class="cf1">L’opera si apre con una sequenza interessante, incentrata sulla nascita particolare di uno squalo bianco macrosomico che uccide la madre nel momento del parto. Questo incipit
potente e decisamente peculiare stabilisce subito il tono dell’opera: un racconto che affonda nelle profondità dell’oceano, non solo fisiche ma anche simboliche.</span></div>
<div><span class="cf1">Il romanzo alterna sequenze ambientate in mare aperto (spesso dal punto di vista degli animali) a sezioni più “umane”, come la storia di due lavoratori sfruttati
da una compagnia zootecnica corrotta, la Turner’s Cattleing, che smaltisce carcasse in mare, contribuendo al degrado dell’ecosistema. Questi due filoni si intrecciano lentamente, fondendosi in una riflessione più
ampia sul rapporto tra natura e civiltà.</span></div>
<div><span class="cf1">Le descrizioni marine sono dettagliate. L’autore dimostra padronanza sia del linguaggio narrativo sia di un vocabolario biologico/zoologico molto accurato. Le sequenze con
lo squalo gigante sembrano tratte da un documentario narrativo alla <em>Blue Planet, </em>forse qualche volta sono troppo cariche di informazioni ma nel complesso non disturbano la lettura.</span></div>
<div><span class="cf1">L’orrore non è soprannaturale, ma biologico ed evolutivo. L’oceano diventa un’entità viva e inospitale, una minaccia tanto quanto l’umanità
che lo sfrutta, la parte relativa alla Turner’s Cattleing è un affondo ben costruito contro lo sfruttamento lavorativo, l’industria zootecnica e le pratiche aziendali corrotte, trattato con ironia amara
e dialoghi credibili.</span></div>
<div><span class="cf1">Nonostante la struttura a episodi, con salti temporali e geografici frequenti – che richiede un lettore attento – e alcuni collegamenti non sono immediati e possono
risultare disorientanti nella prima metà del testo, la lettura rimane interessante e ti invoglia ad arrivare alla fine.</span></div>
<div><span class="cf1">Se ve lo state chiedendo, no, non è una copia di <strong>Jaws di Peter Br. Benchley: </strong>in entrambi i casi lo squalo è un’anomalia naturale che domina l’oceano e mette in crisi l’ordine stabilito
ma in <em>Jaws</em> lo squalo è un’entità misteriosa e quasi metafisica. In <em>SUB AQUA</em>, invece, lo seguiamo dalla nascita. Lo comprendiamo, lo “vediamo pensare” secondo una logica predatoria ma coerente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE</strong> </span></div>
<div><span class="cf1">Max Rain nasce a Lecco il 7 Novembre 1965. Schivo e oscuro, ha trasformato la sua passione per creature misteriose nell'avventura "Sub Aqua", il suo primo romanzo
ad alta tensione. Ex dee jay e da vent’anni recensore della scena musicale underground, Max Rain porta nella scrittura la stessa intensità oscura e viscerale che lo ha guidato nella sua carriera artistica, catalizzando
incubi. Il Grande Squalo Bianco è il preferito tra tutti gli esseri tenebrosi che affollano la sua fantasia; questa storia dark e mozzafiato è il tributo a un ani- male affascinante e letale. "Sub Aqua"
vuole far vivere al lettore ciò che Max Rain immagina scorra nei 'pensieri' del re supremo dei mari e delle sue prede. Benvenuti nel suo mondo d'ombra. Benvenuti sott'acqua.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Sub Aqua</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Max Rain</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Self Publisher / Bolla Rossa</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 378</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-10: ‎ 3444684908</em></div>
<div><em class="cf1">Costo: Cartaceo 15,98 €</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink4d800dacd9802b4c70cdb9c8b86caac3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/subaqua_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 720,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4d800dacd9802b4c70cdb9c8b86caac3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/subaqua_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="300" /></a><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 May 2025 06:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Kollowitz 1742]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009A"><h1 class="imHeading1">Un volume a fumetti intenso</h1><div><h2 class="imHeading2">Sergio Toppi racconta i drammi della Storia e dell’animo umano</h2></div><div>






<div><span class="cf1">Nel volume «Köllwitz 1742» (Edizioni NPE), il maestro del fumetto </span><span class="cf1"><strong>Sergio Toppi esplora le fragilità e le contraddizioni di chi è coinvolto nei conflitti</strong></span><span class="cf1">, siano essi vittime innocenti o artefici di violenza. </span></div>
<div><span class="cf1">Con il suo tratto inconfondibile e una straordinaria capacità di indagare l’animo umano, Toppi firma </span><span class="cf1"><strong>quattro storie potenti e senza tempo</strong></span><span class="cf1"> - raccolte in questo volume - che denunciano la follia della guerra.</span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong><em>Köllwitz 1742</em></strong></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><strong><em>Tell Aqqaqir 1943</em></strong></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><strong><em>Qualcosa che mi cammina vicino</em></strong></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><strong><em>Nahim</em></strong></span><span class="cf1"> sono racconti ambientati in epoche e luoghi differenti, ma uniti da un messaggio universale: la guerra è sempre una sconfitta per l’umanità. Le tavole di Sergio Toppi, </span><span class="cf1"><strong>dense di pathos e dettagli, ci portano al centro dei conflitti,</strong></span><span class="cf1"> facendoci vivere in prima persona il dolore, le paure e le speranze di soldati e civili.</span></div>
<div><span class="cf1">Con una maestria narrativa e grafica che ha fatto scuola, Toppi </span><span class="cf1"><strong>ci spinge a riflettere sulle cause e sulle conseguenze della guerra</strong></span><span class="cf1">, ma anche sul nostro ruolo in un mondo dove i conflitti sembrano non avere mai fine.</span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ripubblicare le opere di Sergio Toppi è per Edizioni NPE un atto doveroso, e «Köllwitz 1742» è la venticinquesima uscita della collana a
lui dedicata. </span><span class="cf1"><strong>Un’occasione preziosa per far conoscere alle nuove generazioni</strong></span><span class="cf1"> un artista che ha saputo raccontare la Storia e l’umanità con uno sguardo insieme critico e poetico.</span></div>
<div><span class="cf1">Il volume è disponibile in tutte le librerie.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">SCHEDA TECNICA</span></b></span></div><div><span class="cf1">Titolo: Köllwitz 1742</span></div><div><span class="cf1">Autore: Toppi Sergio</span></div><div><span class="cf1">Collana: Sergio Toppi n.25</span></div><div><span class="cf1">Editore: Edizioni NPE</span></div><div><span class="cf1">Formato: 21x29,7 cm cartonato b/n</span></div><div><span class="cf1">Pagine: 80</span></div><div><span class="cf1">ISBN: 9788836272822</span></div><div><span class="cf1">Cartaceo: 17,90 €</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink500702f246e148079ec866576ca25393 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ToppiKollwitz_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 769,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink500702f246e148079ec866576ca25393, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ToppiKollwitz_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink2f5aaba7600979f6c5d0b766811c9d76 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Toppi_Kollwitz_1.jpg','alt': '','title': '','width': 745,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Toppi_Kollwitz_2.jpg','alt': '','title': '','width': 757,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Toppi_Kollwitz_3.jpg','alt': '','title': '','width': 755,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2f5aaba7600979f6c5d0b766811c9d76, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Toppi_Kollwitz_1.jpg" alt="Alcune tavole del libro." title="Alcune tavole del libro." width="150" height="218" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 May 2025 15:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I morti non muoiono di Jim Jarmusch]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000098"><h1 class="imHeading1">Black comedy ironica e surreale</h1><div><h2 class="imHeading2">Film pieno di citazioni horror e fantastiche più o meno esplicite</h2></div><div><div><strong class="cf1">I morti non muoiono (Usa, Svezia, 2019)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Jim Jarmusch. Fotografia: Frederick Elmes. Montaggio: Affonso Goncalves. Effetti Speciali: Michael Fontaine, Johann kunz, Alex Hansson, Sam O’ Hare. Musiche: Squrl. Scenografia: Alex Di Gerlando. Costumi: Catherine George. Produttori: Joshua Astrachan, Carter Logan. Casa di Produzione: Animal Kingdom, Film Vast. Distribuzione Italia: Universal. Titolo Originale: The Dead Don’t Die. Durata: 105. Genere: Commedia, Horror, Fantastico. Interpreti: Bill Murray (commissario Cliff Robertson), Adam Driver (agente Ronald Peterson), Tilda Swinton (Zelda Wiston), Cloe Sevigny (agente Minerva Morrison), Steve Buscemi (Miller), Danny Glover (Hank Thompson), Caleb Landry (Bobby Wiggins), Rosie Perez (Posie Juarez), Iggy Pop (zombi), Sara Driver (zombie), RZA (Dean), Selena Gomez (Zoe), Carol Kane (zombi), Tom Waits (Bob l’eremita), Eszter Balint (Fern).</em></div> <div><br></div></div><div><div><span class="cf1"><em>I morti non muoiono</em> è una <em>black comedy</em> ironica e surreale che mette alla berlina i comportamenti umani volti a distruggere il pianeta e porta alle estreme conseguenze la metafora degli zombi come esseri privi di intelligenza, interessati solo alle cose materiali. Film girato nello stato di New York, pieno di citazioni horror e fantastiche più o meno esplicite, dai film di <strong>Romero</strong> alle parodie successive, toccando <em>Psycho</em>, &nbsp;<em>Star Wars</em> e <em>Nosferatu</em>, accompagnato dal tema portante di <em>The Dead Don’t Die</em> (titolo originale della pellicola) di <strong>Sturgill Simpson</strong> (che interpreta uno zombi). Molti riferimenti politici, dialoghi surreali e impostati in maniera teatrale tra i due poliziotti protagonisti, con il refrain <em>Qui finisce male!</em> che caratterizza l’intera pellicola, battuta base dell’agente Ronald (<strong>Driver</strong>), bene informato per aver letto il copione. Il commissario Robertson - un <strong>Bill Murray</strong> in gran forma - per tutta risposta si lascia andare a improperi nei confronti del regista, rinfacciando tutto quel che ha fatto per lui. I cliché zombi sono elevati alla massima potenza, con i morti viventi che escono dalle tombe di un cimitero, identico a quello di <strong>Romero</strong>, infestano la piccola cittadina e seminano il terrore. Molte scene di cannibalismo disgustose al punto giusto, velate di un umorismo macabro che le rende leggere e sopportabili; inevitabile mattanza di zombi decapitati che seguono orribili pasti a base di esseri umani. Un’ecatombe annunciata, provocata da chi ha condotto il pianeta verso la mutazione climatica; si salvano solo l’extraterrestre Zelda (<strong>Swinton</strong>), che fugge a bordo di un disco volante atterrato in mezzo al cimitero, e l’eremita Bob (<strong>Waits</strong>), che commenta l’eccidio finale con la considerazione che certi uomini sono zombi per tutta la vita, perché interessati solo al superfluo. Molto ironica la sequenza degli zombi in cerca di campo con il telefonino mentre pronunciano la parola wi-fi, ma sono memorabili anche i morti viventi che rinascono per fare quello che facevano in vita: giocare al calcio, a baseball, a tennis, ubriacarsi di chardonnay, bere caffè. Regia matura di <strong>Jim Jarmusch</strong> (che ricordiamo in <em>Daunbailò</em> con <strong>Roberto Benigni</strong> e <strong>Tom Waits</strong>), soggettista e sceneggiatore originale, che sembra un allievo perfetto di <strong>Andy Warhol</strong>. Fotografia notturna ed effetti da film di zombi molto curati. Un film che ricorda il cubano <em>Juan de los muertos</em>, poco visto in Italia, per comicità e situazioni paradossali, con una morale anticonsumista e antiglobalizzazione. Da vedere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink93ec58f8c0eec469c223822fb8d35cb9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/morti-non-muoionook_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 560,'height': 800,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink93ec58f8c0eec469c223822fb8d35cb9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/morti-non-muoionook_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinke79c0ebfc859d19e3936144f3005ccd4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/morti-non-muoiono_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke79c0ebfc859d19e3936144f3005ccd4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/morti-non-muoiono_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=mA9SZvdQ2Oo">https://www.youtube.com/watch?v=mA9SZvdQ2Oo</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 May 2025 05:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In arrivo Loggia K]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000097"><div><h1 class="imHeading1">Il nuovo romanzo di Davide Staffiero</h1><h2 class="imHeading2">Una storia distopica e surreale dal 15 maggio in libreria</h2></div><div>






<div>Cosa succederebbe se la persona meno raccomandabile del pianeta, per un fortuito malinteso, si trovasse a sedere nella stanza dei bottoni?</div><div><br></div>
<div>Per conoscere la risposta, basta leggere le avventure di Livio Soldini, detto “l’Avvocato”, picchiatore misantropo e alcolista specializzato in recupero crediti che
la sera del suo cinquantesimo compleanno entra in possesso di una misteriosa tessera in grado di aprirgli le porte di un’oscura società segreta. Da bar di quart’ordine ad attici extra lusso, dai bassifondi
più maleodoranti ai corridoi del potere, Soldini si troverà d’un tratto invischiato in un complotto dalle ramificazioni imprevedibili.</div><div><br></div>
<div><strong></strong><em>Loggia K</em><strong> </strong>segna il ritorno di <strong>Davide Staffiero</strong> al romanzo, dopo la raccolta di racconti <em>Pruriti</em> (Edikit, 2023) che gli era valsa un secondo posto al prestigioso Premio InediTO – Colline di Torino. Scrittore svizzero attivo nel campo della narrativa di genere, <strong>Staffiero</strong> ha esordito nel 2018 col romanzo breve <em>Il Programma</em> (Eclissi Editrice), semifinalista al Premio John Fante e insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Letterario Giovane Holden. Sempre con Edikit, nel 2022, ha pubblicato il thriller distopico <em>Dalle 9 alle 6</em> (terzo classificato al Premio Letterario Città di Siena). </div>
<div>Classe 1984, cinefilo onnivoro e appassionato di fantastico a trecentosessanta gradi – genere che sostiene attivamente presiedendo l’Associazione Altroquando – Staffiero cerca stavolta un punto d’intersezione tra satira distopica e pulp surreale, in un’odissea tra gli
ingranaggi del potere raccontata con feroce ironia. </div>
<div><em>Loggia K</em> farà il suo debutto al Salone Internazionale del Libro di Torino. A partire dal 15 maggio, sarà ordinabile sul sito della casa editrice, sui maggiori siti di e-commerce e in tutte le librerie. </div>
<div>Il 21 maggio alle 18:30 è invece prevista la prima presentazione in Ticino presso il Rifugio Letterario di Massagno.</div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Titolo: Loggia K</div>
<div>Autore: Davide Staffiero</div>
<div>Editore: Edikit</div>
<div>Genere: Distopico - Surreale</div>
<div>Pagine: 348</div>
<div>ISBN: 9791281623620</div>
<div>Cartaceo: 18,00 €</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink30185d72437dce1a0c529f364d51711a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/loggiak_ver.jpeg','alt': '','title': '','width': 451,'height': 640,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink30185d72437dce1a0c529f364d51711a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/loggiak_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="284" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 14 May 2025 15:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Figlia del rantolo]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000093"><div><h1 class="imHeading1">Un viaggio tra lutto, maledizione e voce ancestrale</h1><h2 class="imHeading2">Perfetto per chi ama l’horror gotico, viscerale, psicologico</h2></div><div>La redazione <span class="fs14lh1-5"><i>GHoST</i></span> segnala l'uscita del libro <span class="fs14lh1-5"><i>Figlia del rantolo</i></span><span class="fs14lh1-5">, un romanzo horror gotico scritto dall'editrice e autrice </span><span class="fs14lh1-5"><b>Emanuela A. Imineo</b></span><span class="fs14lh1-5">, conosciuta anche come </span><span class="fs14lh1-5"><b>Madreh Corva</b></span><span class="fs14lh1-5">.</span></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Figlia del Rantolo</i></span> non è il solito horror da leggere sul divano. È una discesa graduale e inquietante in una casa che non dovrebbe esistere, una casa viva che respira, ti osserva e custodisce le memorie come relitti sotto le unghie.</div><div><div>La protagonista, Branwen, torna in quella casa dopo anni, ma non trova un focolare accogliente. Trova invece un organismo fatto di dolore, traumi e carne; una famiglia che ha nascosto i propri segreti dietro muri che gemono; una Banshee diversa dalle leggende, che urla con la voce della sua stessa storia.</div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><i>"Figlia del rantolo" è nato come un aborto sacro. Sporco, doloroso, viscerale. L'ho scritto durante la lenta agonia di mia nonna, mentre il rantolo della morte si insinuava in me.</i></span> (<span class="fs14lh1-5">Emanuela A. Imineo)</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><div>Questo libro parla di un lutto che si incarna, di famiglie che erigono tombe silenziose, di un dolore tramandato come una maledizione genetica, di donne messe a tacere, rinchiuse, murate vive e di corpi che parlano quando l’anima tace. Una storia che non consola, non perdona, non chiude nulla. Spalanca, taglia, brucia.</div></div><div><br></div><div><div>Di seguito la quarta di copertina:</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Il rantolo è l’ultima carezza della morte.</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Ma cosa succede quando si trasforma in voce?</i></span></div><div><br></div><div>Non tutte le eredità si leggono nei testamenti. Alcune... arrivano urlando.</div><div>C’è una casa.</div><div>Una famiglia spezzata.</div><div>E una presenza, dai capelli bianchi e la bocca aperta. La chiamano con nomi diversi. Ma lei ha sempre lo stesso volto. E un urlo che non smette mai di respirare.</div><div>La Banshee.</div><div>Non annuncia la morte. La coltiva. La nutre nei silenzi. La infila sotto le porte.</div><div>Branwen è tornata.</div><div>Ma non è più una figlia.</div><div><br></div><div> </div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Perfetto per chi ama l’horror gotico, viscerale, psicologico.</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Un viaggio tra lutto, maledizione e voce ancestrale.</b></span></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Per chi sente ancora piangere i muri.</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Per chi ha lasciato morire qualcuno da solo.</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Per chi sa che certe eredità... Si portano nel corpo.</i></span></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>SCHEDA TECNICA</b></span></div><div><div>Titolo: Figlia del rantolo</div><div>Autore: Emanuela A. Imineo</div><div><div><span class="fs14lh1-5">Editore: Dark Abyss Edizioni</span></div></div><div>Collana: Marie C. Laveau</div><div>Genere: Horror gotico / psicologico</div><div>Formato: Brossura</div><div>Pagine: 222</div><div>ISBN: 9798280384897</div><div>Cartaceo: 18,00 €</div></div></div></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink08723987d6b22f644be205b5471ad997 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/figlia-rantolo_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 761,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink08723987d6b22f644be205b5471ad997, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/figlia-rantolo_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="284" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 14 May 2025 05:22:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Una voce fuori dal coro di Yohan Manca]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000092"><h1 class="imHeading1">Uno spaccato di vita in un quartiere malfamato</h1><div><h2 class="imHeading2">Un buon film, che piacerà agli amanti del cinema d’autore</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">Una voce fuori dal coro (Francia, 2021)</strong></div>
<div><span class="cf1"><em>Regia: Yohan Manca. Soggetto e Sceneggiatura: Julia Colin. Fotografia: Marco Graziaplena. Montaggio: Clémence Diard. Musiche: Bachar Mar-Khalife.
Suono: Cedric Berger, Matthieu Michaux, Olivier Guillaume. Scenografia: Jonathan Israel. Costumi: Nadia Acimi. Direttore di Produzione: Pierre Delaunay. Produttori: Julien Madon, Camille Riche. Paese di Produzione: Francia,
2021. Genere: Drammatico. Durata: 104’. Titolo originale: Mes frères et moi. Interpreti: Maël Rouin Berrandou (Nour), Judith Chemla (Sarah), Dali Benssalah (Abel), Sofian Khammes (Mo), Moncet Farfar (Hédi),
Olga Milshtein (Julia).</em> </span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Una voce fuori dal coro</em> - debutto nel lungometraggio di <strong>Yohan Manca</strong> - titolo originale il più consono <em>Mes frères et moi</em>, racconta la storia di una famiglia italo - magrebina che vive ai limiti della legalità in un quartiere marginale di Marsiglia. Nour, 14 anni, è l’ultimo di quattro fratelli (molto diversi
tra loro) rimasti soli dopo la morte del padre (di origini italiane) e il coma della madre. Arriva l’estate, il ragazzo deve svolgere lavori sociali per colpa di alcune pendenze con la legge, mentre il resto della famiglia
escogita espedienti per sbarcare il lunario. Nour incontra Sarah che insegna canto, grazie a lei scopre di avere una dote ereditata dai genitori, grandi appassionati di musica lirica. Una dote che potrebbe cambiare la sua
vita. La storia segue le giornate del più piccolo, dotato per il canto, fruitore di musica, anche se non conosce le note, nel ricordo di un padre muratore che cantava alla madre le arie di Pavarotti. Uno dei fratelli
è violento e impulsivo, un altro fa il gigolò per turisti (maschi o femmine non cambia), un altro ancora si dedica a piccoli traffici. I quattro fratelli sono uniti dal grande amore per una madre che vogliono
far morire a casa, nel suo letto, come desidera, arrivando persino a rapirla dall’ospedale. La morte della madre segna il cambiamento, almeno per il più piccolo, che decide di lasciare il quartiere e di seguire
il suo sogno.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando la musica ti salva la vita. Fotografia luminosa di una Marsiglia solare, ripresa nelle zone degradate, immortalata in toni giallo ocra; montaggio compassato, adeguato al tema,
con una durata contenuta in 104’ di pellicola; finale circolare, proustiano, che riporta alla partita iniziale e segna la fine dell’estate con le decisioni da prendere; colonna sonora a base di pezzi classici e
arie d’opera da <strong>Verdi</strong> a <strong>Donizetti</strong>, da <em>Nessun dorma</em> a <em>Una furtiva lagrima</em>; sceneggiatura che racconta uno spaccato di vita in un quartiere malfamato, in maniera credibile, senza edulcorare le situazioni. Gli attori recitano in modo così naturale che sembrano ripresi neorealisticamente
nei momenti della loro vita; molto bravo il giovanissimo <strong>Maël Rouin Berrandou</strong> nei panni di Nour, recettivo e ben guidato dal regista. Visto su Rai 5 - canale digitale privo di pubblicità nei film, cosa non da poco, come voleva <strong>Fellini</strong> -, reperibile su Rai Play. Presentato a Cannes nella sezione <em>Un Certain Regard</em>. Un buon film, che piacerà agli amanti del cinema d’autore.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb6d2f15e0cb364ca1f011e01478fa39b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/voce-fuori-coro_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb6d2f15e0cb364ca1f011e01478fa39b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/voce-fuori-coro_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkb2b0b88f48e0f9f965c23c8f1fa8c961 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/voce-fuori-coro_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb2b0b88f48e0f9f965c23c8f1fa8c961, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/voce-fuori-coro_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Fmato3SWahQ">https://www.youtube.com/watch?v=Fmato3SWahQ</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 May 2025 15:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le fortezze dell'alba di Daniela Piegai]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000091"><h1 class="imHeading1">Romanzo che fonde un realismo urbano disilluso con un lirismo struggente</h1><div><h2 class="imHeading2">La scrittura di Daniela Piegai unisce pathos e ironia, militanza e immaginazione, in una sintesi rara e potente</h2></div><div><div><em class="cf1">[…] E ci hanno mandato a ucciderli, i Mix, razza bastarda dalle mille radici nelle nuvole. I Mix che forse non sono così alieni come sembrano, e che a volte ho pensato potessero essere solo un altro modo di noi stessi o il nostro futuro, o la somma dei rimpianti del passato: chissà se coniugando un uomo si riesce a scoprire un Mix. […]</em></div><div><br></div> <div><span class="cf1"><em>Le fortezze dell’alba: </em>a opera di <strong>Daniela Piegai</strong> ed edito da <strong>Delos Digital </strong>per la collana Odiessea Fantascienza al numero 160, a cura di <strong>Silvio Sosio. </strong>La <strong>cura editoriale</strong> è di <strong>Roberto Del Piano</strong>, mentre <strong>Laura Coci</strong> firma una poderosa introduzione critica dal titolo <em>La forza eversiva del sogno</em>, che ricostruisce il contesto storico-politico, editoriale e letterario in cui l’opera nacque e fu accantonata. Fondamentali i riferimenti a <strong>Lino Aldani</strong>, che sostenne l’opera anche nei momenti di rifiuto, e alla lettera inviata da Piegai a <strong>Gianfranco Viviani</strong> (Editrice Nord), nella quale denuncia la marginalizzazione dei temi sociali nella fantascienza italiana degli anni ’80.</span></div> <div><span class="cf1">Nell’introduzione, Laura Coci ripercorre la vicenda editoriale travagliata del romanzo, originariamente respinto da Nord perché giudicato “sovversivo” e “fuori mercato”. L'opera viene descritta come un testo di fantascienza anomala, intriso di impegno civile, memoria storica e dimensione onirico-politica. Coci evidenzia la sensibilità dell’autrice verso il declino della militanza giovanile dopo il riflusso degli anni ’70 e l’irrompere di una società disillusa, edonista e repressiva.</span></div> <div><span class="cf1">L’introduzione colloca il romanzo nel solco della fantascienza femminista e critica, accostandolo a figure come Alice Sheldon e agli ideali infranti della generazione post-68. I protagonisti del romanzo — giovani idealisti — diventano simboli della disillusione collettiva, mentre la protagonista femminile, Evelina, è figura archetipica della “strega”, tipica della narrativa di Piegai.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il romanzo è diviso in due grandi blocchi:</span></div> <div><span class="cf1"><strong>La Terra (Milano)</strong>, con le sue atmosfere urbane tra attivismo e disagio sociale e <strong>Il pianeta Karel</strong>, paesaggio alieno e desolato dove i protagonisti combattono gli effetti del loro stesso <em>miracolo</em>.</span></div> <div><span class="cf1">Il gruppo protagonista — Evelina, Napoleone, Gigio, Mino e Gengis Khan (voce narrante) — organizza un atto simbolico e miracoloso per restituire speranza a una società asfittica. Il gesto, pacifico e utopico, genera però una reazione a catena che sovverte l’ordine costituito, evocando degli esseri alieni chiamati <strong>Mix</strong>. Anni dopo, due dei protagonisti si ritrovano arruolati su un pianeta remoto, Karel, per combattere proprio quelle creature da loro involontariamente evocate.</span></div> <div><span class="cf1">I temi centrali di questa opera sono molteplici: il diritto alla felicità, espresso in chiave utopica ma attraversato da un dolore sottile, poiché la società descritta soffoca sistematicamente ogni possibilità di benessere in nome dell’ordine e del profitto. Il “miracolo” ideato dai protagonisti, lungi dall’essere un atto etereo, si configura come un gesto politico, un’azione sovversiva non violenta che tuttavia viene repressa con durezza, segnalando la reazione borghese e il riflusso degli anni Ottanta, quando ogni ideale è deriso o criminalizzato. La narrazione, affidata alla voce di Gengis Khan, è intrisa di malinconia e rammarico: i personaggi sono naufraghi di una stagione idealista ormai tramontata, e il ricordo diventa un gesto elegiaco verso un futuro che non è mai arrivato. Le figure femminili, in particolare Evelina, Daima e Ding, incarnano l’archetipo della <em>strega moderna</em>: libere, vitali, sensuali, rappresentano una forza creativa e divergente che il mondo cerca di reprimere. Il romanzo, pur collocandosi nel genere fantascientifico, fonde un realismo urbano disilluso con un lirismo struggente, aprendo a scenari alieni – come quello del pianeta Karel – che sono evocati con grande potenza simbolica. Anche nei momenti più bellici, l’opera mantiene una chiara posizione etica: la violenza è sempre un fallimento, e le creature aliene, i Mix, sembrano più simili a una parte dimenticata dell’umanità che a veri nemici, forse specchi del nostro possibile riscatto.</span></div> <div><span class="cf1">Alterna poesia e politica, sogno e disperazione, con uno stile decisamente unico. La scrittura di Daniela Piegai unisce pathos e ironia, militanza e immaginazione, in una sintesi rara e potente.</span></div> <div><span class="cf1">Grazie per avermelo fatto scoprire.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">L’AUTRICE:</strong></div> <div><span class="cf1"><strong>Daniela Piegai,</strong> Di famiglia toscana, cresciuta tra Firenze e Cortona, dove vive da tempo, è una delle autrici italiane di fantascienza più </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">rappresentative. Come giornalista ha lavorato per </span><span class="fs14lh1-5"><i>Paese Sera</i></span><span class="fs14lh1-5"> e per </span><span class="fs14lh1-5"><i>ANSA</i></span><span class="fs14lh1-5">; negli ultimi anni in parallelo alla narrativa, si dedica alla pittura. Autrice di numerosissimi racconti, ha pubblicato sei romanzi e diversi romanzi brevi. Tra le opere più note </span><span class="fs14lh1-5"><i>Parola di alieno</i></span><span class="fs14lh1-5"> (Nord 1978), </span><span class="fs14lh1-5"><i>Ballata per Lima</i></span><span class="fs14lh1-5"> (Nord </span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">1980), </span><span class="fs14lh1-5"><i>Nel segno della luna bianca</i></span><span class="fs14lh1-5"> (con Lino Aldani, Nord 1985). Delos Digital sta riscoprendo i suoi lavori editi e inediti, come i romanzi </span><span class="fs14lh1-5"><i>Il mondo non è nostro</i></span><span class="fs14lh1-5">, </span><span class="fs14lh1-5"><i>Strega di sera bel tempo si spera</i></span><span class="fs14lh1-5"> (con Nicoletta Vallorani) e il presente </span><span class="fs14lh1-5"><i>Le fortezze dell’alba</i></span><span class="fs14lh1-5">, oltre a due antologie di racconti, </span><span class="fs14lh1-5"><i>Incanti alieni</i></span><span class="fs14lh1-5"> e </span><span class="fs14lh1-5"><i>Linee d’ombra</i></span><span class="fs14lh1-5">.</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><em class="fs14lh1-5 cf1"> </em></div> <div><em class="cf1">Le fortezze dell’alba</em></div> <div><span class="cf1">Autore: Daniela Piegai</span></div> <div><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 142</em></div> <div><em class="cf1">Costo: ebook 3,99 € - Cartaceo 14,25 €</em></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkdd6f89662443d74829a3d64f691339fe = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/fortezze-alba_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 712,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdd6f89662443d74829a3d64f691339fe, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/fortezze-alba_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="304" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkb474c610516960015a4b5f97bfe29d7d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/daniela-piegai.jpg','alt': '','title': '','width': 350,'height': 350,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb474c610516960015a4b5f97bfe29d7d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/daniela-piegai.jpg" alt="L&#39;autrice Daniela Piegai." title="L&#39;autrice Daniela Piegai." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div> <div><em> </em></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 May 2025 06:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In arrivo Generazione Fumetto]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000090"><h1 class="imHeading1">Prossimamente al Cinema</h1><div><h2 class="imHeading2">Rilasciato il trailer del documentario diretto da Omar Rashid</h2></div><div><div><span class="cf1">Un video corale che anticipa il prossimo appuntamento di settore con special preview del progetto al <strong>Best Movie Comics And Games</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Valmyn è lieta di rilasciare il trailer del progetto cinematografico <strong><em>Generazione Fumetto</em></strong> - dedicato alla cultura del fumetto - scritto e diretto da <strong>Omar Rashid</strong> - realizzato in collaborazione con <strong>Lucca Comics &amp; Games </strong>(consulente artistico per il film)<strong>.</strong></span></div> <div><span class="cf1">Il trailer condensa lo spirito del documentario: <strong><em>Generazione Fumetto</em></strong> esplora infatti il mondo di questo universo immaginario attraverso interviste ad alcuni degli artisti più rappresentativi e seguiti del panorama italiano, diversi per stili e background, ma tutti nati negli anni ’80 e che sono stati in grado di utilizzare il proprio lavoro come veicolo di espressione personale, critica politica e sociale e identità individuale: <strong>Mirka Andolfo, Giacomo Bevilacqua, Rita Petruccioli, Sara Pichelli, Maicol &amp; Mirco, Sio e Zerocalcare</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong><em>Generazione Fumetto</em></strong> racconta un universo che negli ultimi 10 anni è editorialmente esploso ed è diventato da arte di nicchia, o addirittura considerata “minore”, a fenomeno in ascesa e mainstream, e lo vuole raccontare non solo agli appassionati del genere ma anche a chi di fumetto sa poco ed è incuriosito da questo medium, fatto di immagini e testo, semplice e complesso allo stesso tempo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">In attesa della prossima uscita in sala <strong><em>Generazione Fumetto</em></strong> avrà due appuntamenti importanti in fiere di settore con panel dedicati e special preview: uno tenutosi il primo maggio al <strong>Comicon di Napoli</strong> e poi nuovamente a giugno a Milano al <strong>Best Movie Comics and Games</strong>, in entrambi i casi alla presenza del regista e di alcuni dei protagonisti.</span></div> <div><span class="cf1"><strong><em>Generazione Fumetto</em></strong> permette di avvicinarsi ai fumettisti non solo come artisti talentuosi e unici, ma anche come persone con passioni, sogni, valori forti e particolarità: le interviste sono avvenute prima nelle loro abitazioni, per coglierli nella loro quotidianità e osservarli durante le fasi operative del processo creativo, per poi spostarsi nelle fumetterie di fiducia, dove gli artisti hanno condiviso opinioni, fonti di ispirazione e motivazioni, creando un dialogo virtuale anche con altri nomi del mondo del fumetto italiano e internazionale. Ma il viaggio non si limita ai soli artisti; il documentario fa conoscere da vicino anche le loro fanbase, i loro editori, gli specialisti, i curatori e le figure di maggiore spicco di questo mondo/industria che, quasi unico nel panorama culturale e letterario, ogni anno accresce la sua influenza e popolarità, rendendo il fumetto uno dei linguaggi fondamentali per raccontare il nostro presente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><u>Sinossi del film:</u> <em>Generazione Fumetto è un documentario intimo e approfondito che esplora l'evoluzione, l'influenza e le prospettive del fumetto italiano contemporaneo. Partendo da 7 artisti emblematici della nuova generazione - Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua (Keison), Michael Rocchetti (Maicol &amp; Mirco), Simone Albrigi (Sio), Mirka Andolfo, Sara Pichelli e Rita Petruccioli - il film indaga lo status del fumetto come linguaggio artistico, la sua evoluzione, il suo impatto sulla cultura, e le possibili traiettorie future.</em></span></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><strong><em>Generazione Fumetto</em></strong> è prodotto da <strong>Valmyn</strong> di Alessandro Tiberio, in collaborazione con Lucca Comics &amp; Games. Verrà distribuito prossimamente al cinema con <strong>Valmyn</strong>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1">Scarica lo SpecialKit del documentario (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?generazione-fumetto-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7e78bbccc69f695ceada8abd09b81ea2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Generazione-Fumetto_ver.jpeg','alt': '','title': '','width': 754,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7e78bbccc69f695ceada8abd09b81ea2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Generazione-Fumetto_ver.jpg" alt="Il manifesto del documentario." title="Il manifesto del documentario." width="200" height="287" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=vsqmob4xe4I">https://www.youtube.com/watch?v=vsqmob4xe4I</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 May 2025 16:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[1485 kHz - Se otto ore di Michele Pastrello]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008F"><div><h1 class="imHeading1">Horror a tema fantasmi che punta molto sulla critica sociale al mondo del lavoro</h1><h2 class="imHeading2">Un crescendo di tensione narrativa, composto di suoni distorti e presenze invisibili</h2></div><div><div><strong>1485 kHz - Se otto ore (Italia, 2024)</strong></div> <div><em>Regia, Fotografia: Michele Pastrello. Soggetto e Sceneggiatura: Michele Pastrello, Lorena Trevisan. Musiche: Tyops, Beast Mekanik. Interpreti: Lorena Trevisan, Emiliano Grisostolo, Marco Marchese. Coro: Kristyna Costantini, Angela Buttazzoni, Sara Corsini, Tatiana Mazzoli. Produzione: Lorena Trevisan.Genere: Thriller, Horror. Durata: 21'. Fiction. Paese di Produzione: Italia, 2024</em></div></div><div><br></div><div><div>In questi giorni si può vedere il trailer di <em>1485kHz (Se otto ore)</em><strong> </strong>di <strong>Michele Pastrello</strong>, un horror a tema fantasmi che punta molto sulla critica sociale al mondo del lavoro, distribuito in streaming proprio a partire dalla data simbolica del Primo Maggio 2025. La trama, in breve. Un’operaia del settore pulizie (<strong>Lorena Trevisan</strong>) viene mandata a lavorare da sola in un palazzo proletario, cupo e angosciante, &nbsp;immerso nel buio e nel silenzio della montagna friulana. Mentre la donna lavora si sente osservata e spiata da oscure presenze, inoltre alcune imperscrutabili interferenze disturbano i sistemi elettrici e radiofonici dell’edificio. <strong>Michele Pastrello</strong> realizza un crescendo di tensione narrativa, composto di suoni distorti e presenze invisibili, il tutto inserito in un’atmosfera orrorifica allucinante. </div> <div>Cinema di genere che significa altro, che vuol dire altro, non solo raccontare una storia di fantasmi, ma mettere il dito sulla piaga del dramma del lavoro e delle condizioni in cui gli operai sono costretti a prestare la loro opera. Un cortometraggio che segue di poco il dramma intimo e visionario di <em>Inmusclâ</em> (disponibile su Chili) e che segna il ritorno ai temi horror tanto cari al regista, in una nuova ghost-story. Il film serve a far riflettere sul tema di una &nbsp;società dei consumi sempre più alienante e sullo sfruttamento indiscriminato della forza lavoro, priva di tutele e di certezze, caratterizzata da controllo mediatico e da sottili forme di coercizione nei confronti dei lavoratori. Afferma il regista: “Questo film è nato come un progetto indipendente. È un horror, sì, ma dietro la superficie c’è una lettura secondaria come specchio di malessere sociale e politico, un po’ come accadeva nel sottovalutato <em>The Mangler</em> di <strong>Tobe Hooper</strong>. Parla del lavoro senza diritti, di una società che ha smesso di reagire, che anzi sembra uniformarsi all’apostolato dei potenti”. </div> <div>Dialoghi ridotti all’essenziale, come tutta la parte parlata, il regista si affida alla potenza delle immagini, a una fotografia cupa e angosciante, ai continui rumori di fondo in una notte di tempesta, agli eventi soprannaturali, alla solitudine claustrofobica di un interno. Colonna sonora assordante ma ben amalgamata alla tematica del corto. Fotografia che vira dal grigio al rosso nei momenti più intensi e ad alta <em>suspense</em>, sottofondo di canti tradizionali delle mondine al lavoro nei campi. Lo sfruttamento lavorativo assume contorni moderni ma resta tale fino a toccare livelli impressionanti. </div><div><br></div> <div>Per volontà di <strong>Michele Pastrello</strong> <em>1485kHz</em> è diffuso su due piattaforme indipendenti: Reveel e Altavod, molto lontane dalle logiche delle grandi major. </div><div><br></div> <div>Il cast è friulano, riconosciamo la protagonista <strong>Trevisan</strong>, lo scrittore <strong>Emiliano Grisostolo</strong>, al suo debutto, infine <strong>Marco Marchese</strong>, già protagonista di alcuni film di <strong>Lorenzo Bianchini</strong>.</div> <div>Per info il sito ufficiale del film: <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.1485khz-seottoore-film.com/" class="imCssLink">https://www.1485khz-seottoore-film.com/</a></span></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc7277786ec9c574d17f68b7ecedfcb4d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/1485khz-Se-otto-ore_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 730,'height': 1024,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc7277786ec9c574d17f68b7ecedfcb4d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/1485khz-Se-otto-ore_ver.jpg" alt="La locandina del cortometraggio." title="La locandina del cortometraggio." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink040416e5ee1fa7fd2c1d44bcd0a5dcd2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/1485kHz-Se-otto-ore_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1920,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink040416e5ee1fa7fd2c1d44bcd0a5dcd2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/1485kHz-Se-otto-ore_bar.jpg" alt="Una scena del cortometraggio." title="Una scena del cortometraggio." width="200" height="113" /></a><br></div></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=yNsoq7OX2D0">https://www.youtube.com/watch?v=yNsoq7OX2D0</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 May 2025 03:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il sale della strega]]></title>
			<author><![CDATA[Steve O. Crevit]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008E"><h1 class="imHeading1">Autore forse italiano oppure francese minore</h1><div><h2 class="imHeading2">Pubblicato per la prima volta in Italia nel luglio 1962 su "Terrore 2"</h2></div><div>






<div><span class="cf1">Per i rari e frettolosi viandanti, piccoli commercianti o contadini, che con i loro camioncini si trovano a dover passare davanti alla fattoria La Maruchelle, nelle campagne di Saint
Faizent, nel nord della Francia, non c'è nemmeno il tempo di dare un'occhiata a quel casamento triste e lugubre nell'aspetto esteriore.</span></div>
<div><span class="cf1">I loro affari permettono forse di vedere il portale, di legno sbrecciato, che resiste ancora alle intemperie ed ai venti della pianura. E forse qualcuno, più osservatore e meno
concentrato degli altri nelle proprie faccende, riuscirà anche a vedere la pompa dell'acqua arrugginita, o il selciato in più punti divelto, o i muri scrostati del piano terreno, sul quale i bambini si erano
divertiti a disegnare pupazzetti impossibili, o frasi senza significato.</span></div>
<div><span class="cf1">Nessuno, però, se non vi è proprio attratto per un caso fortuito, riesce ad alzare gli occhi fino al primo piano, fino alle finestre consunte dal tempo. Là, lo
sguardo si fisserebbe attonito e sbigottito, inchiodato come quelle assi messe in croce che sbarrano in qualche modo gli occhi stanchi e tristi delle finestre inutili. Perché, si chiederebbero forse i più curiosi,
hanno sbarrato quelle finestre? Cosa è successo dunque là dentro per proibirne l'ingresso a tutti? Forse qualche grave pestilenza, qualche morbo infettivo che potrebbe contagiare la popolazione dell'intera
zona?</span></div>
<div><span class="cf1">No, a La Maruchelle c'erano le streghe. Anzi, quella che conosciamo noi era una strega, una sola donna spiritata e malefica. Ma sufficiente per mandare in rovina una famiglia
e per consigliare i contadini a girare al largo da quel luogo sinistro.</span></div>
<div><span class="cf1">Pensate, da quattordici anni nessuno é più entrato in quella fattoria. Le poche donne che vi passano davanti, si inginocchiano e si fanno il segno della croce per cacciare
il diavolo, o forse per farsi coraggio. Gli uomini, che fingono noncuranza e che si professano assolutamente allergici alla superstizione, trovano però il modo, non visti, di volgere gli occhi altrove e di tentare un
segno cabalistico, un qualcosa che possa sconfiggere il malocchio.</span></div>
<div><span class="cf1">Il malocchio. Quanti sono in Francia quelli che ancora oggi credono nelle funzioni espiatorie, nelle magie portentose delle vecchie bacucche, nei filtri che esse propinano ai loro creduli
clienti, i quali pretendono, dopo essersi sottoposti a questi riti inutili, di sentirsi cambiati internamente e di avere cacciato il diavolo dal corpo.</span></div>
<div><span class="cf1">Oggi in Francia, come del resto succederà in chissà quante altre parti del mondo, si crede ancora nelle fattucchiere, nelle streghe, nelle loro magie divinatorie, nei
loro sortilegi maledetti. E appunto per questa credulità, ci sono più vittime del necessario. Perché, pur di compiere quei riti che vengono suggeriti dalle streghe o dai maghi, non si esita ad uccidere,
in preda a follia isterica, anche i propri simili.</span></div>
<div><span class="cf1">Chi avesse tempo di fermarsi alla fattoria di nonno Pierre, a sette chilometri da La Maruchelle, e volesse bere un boccale di latte appena munto, avrebbe perciò la possibilità
di sentire questa storia, affascinante e misteriosa, triste e paurosa allo stesso tempo. La storia vera de La Maruchelle e della sua strega; così, come l'abbiamo sentita noi, in una notte dello scorso inverno, quando
ci trovammo a passare da quelle parti maledette, dimenticate da Dio e perfino dagli uomini. Una storia che potrebbe far accapponare la pelle ad una ragazza, ma che lascia allibiti anche gli uomini.</span></div>
<div><span class="cf1">La stregoneria e la superstizione, piaghe inestinguibili della provincia francese, hanno mietuto là dentro altre due vittime, due innocenti vittime, di nulla colpevoli se non
di essersi ribellate ai voleri di una poveretta invasata, posseduta dal demonio e accecata dalle sue stolte credenze.</span></div>
<div><span class="cf1">A La Maruchelle abitava la famiglia Guillemaux, composta dal capo famiglia, il vecchio e malandato Guilleme, da sua moglie Ida, una donna che ha lavorato tutta una vita per tirar grandi
i due figli, Henriette, la figlia maggiore, stregata e « fatturata », il marito di lei, Robert, un contadino forte e ignorante, il quale stava a contemplare, tutte le sere, la sua donna che faceva il gioco delle
carte o si metteva davanti a delle immagini strane, quelle che avrebbero dovuto cacciare il demonio da quella casa. C'era poi il fratello minore di Henriette, Paul di diciotto anni, un ragazzotto di campagna perché
aveva ancora la mentalità di un bambino, e si divertiva a giocare coi pezzetti di carta quando, la sera, tutti si ritiravano nelle proprie case, davanti al fuoco, a dire le orazioni o a raccontarsi le storie dell'epoca.</span></div>
<div><span class="cf1">La guerra era passata anche da quelle abbandonate contrade, ma non si era fermata. E non aveva portato distruzione e rovine. Forse è stato un male, perchè quella povera
gente non ha avuto modo di capire che la vita, purtroppo, è diversa da quella che conducono loro, chiusa, introversa, fin troppo claustrale. Ma Henriette, la figlia squalificata e demente, aveva portato sui congiunti
il dominio delle sue credenze, e non ammetteva che qualcuno osasse ribellarsi ai suoi voleri.</span></div>
<div><span class="cf1">Ogni tanto, quando il tempo si presentava piuttosto clemente e le serate si allungavano col tepore della primavera e col caldo afoso dell'estate, veniva a far visita a questa povera
gente un vecchio analfabeta, un certo Francois Perriel, che nel circondario aveva fama di mago e di guaritore.</span></div>
<div><span class="cf1">Henriette, quando il suo cervello non si appannava nelle elucubrazioni violente delle sue credenze, quando non si lasciava prendere la mano dalle stregonerie che albergavano nel suo
forte corpo, era una grande lavoratrice. Lei andava nei campi con gli uomini, lei portava le fascine di legna fin sotto il portico, lei guidava i cavalli nel trasporto del raccolto o i buoi nel tracciare il solco fecondo.
Ma aveva il difetto di essere tremendamente superstiziosa. Ogni evento della giornata, bello o brutto che fosse, ogni fatto che poteva accadere nel suo lavoro quotidiano, per lei era legato alla fortuna od al malocchio. Non
c'era via di scampo. Tutto quello che succedeva alla fattoria, secondo la sua scarsa intelligenza, era frutto del bene o del male, a seconda che portasse piacere o disperazione.</span></div>
<div><span class="cf1">Non aveva mai avuto tempo per pensare all'amore; forse era diventata donna senza accorgersi. Soltanto Robert, il marito, l'aveva vista ed aveva voluto sposarla, così,
senza nemmeno volerle bene. Era un giovane solo, senza famiglia, e per lui era stata una fortuna conoscere Henriette.</span></div>
<div><span class="cf1">Però, mentre prima le cose andavano abbastanza bene, e si viveva, a La Maruchelle, discretamente, ora i tempi erano cambiati. I raccolti si erano fatti sempre più magri,
per colpa della pioggia che non voleva saperne di irrorare quelle terre secche e aride, gli animali deperivano a vista d'occhio, perché il fieno non era più tanto buono come prima e la paglia, a lungo andare,
faceva male. Anche la vigna aveva cominciato a dar uva scarsa e con poca gradazione, e i vitelli, quelli che riuscivano a nascere vivi, sembravano scheletriti e non fiorivano come si sarebbe voluto. C'era insomma tutta
una situazione di miseria e di disperazione. E in quella situazione, Henriette dominava la scena, con le sue credenze.</span></div>
<div><span class="cf1">Un giorno la donna, convinta di trovarsi di fronte ad una maledizione, chissà da chi scagliata, decise di far venire il vecchio guaritore e l'implorò di liberare la
casa e tutta la famiglia dal malocchio. Anzi. ella fece il nome di una vicina, una donna di mezza età che abitava a qualche centinaio di metri, in una stamberga, colpevole, secondo lei, di avere imposto sul podere dei
Guillemaux, una « fattura ».</span></div>
<div><span class="cf1">Il vecchio si fece raccontare minuziosamente i fatti da Henriette, dimostrando, durante il racconto, di concentrarsi in atteggiamenti spiritati; quindi, allorchè seppe tutta
la storia che travagliava Henriette ed i suoi cari, trasse da una bisaccia lurida e sporca un barattolo, nel quale egli aveva nascosto ben 14 doni di Dio.</span></div>
<div><span class="cf1">« In questo barattolo - disse poi con aria tronfia e con occhi sbarrati - &nbsp;troverai una specie di sale rosso. Sarà la tua salvezza, o donna, perché quando avrai
bisogno di scacciare il malocchio, non avrai da far altro che distenderlo sulla tavola della cucina, e leccarlo tre volte, dicendo le parole che ti insegnerò. Procura che tutti gli altri membri della tua famiglia seguano
il tuo esempio, e vedrai che il demonio sarà allontanato per sempre da queste contrade, e tornerete a vivere come prima, con la benedizione di Dio e senza le prospettive di una terribile carestia, come quella che si
sta delineando per voi ».</span></div>
<div><span class="cf1"> Queste parole, furono come il Vangelo per la povera e ignorante Henriette. Quando il vecchio se ne fu andato, coi suoi stracci e con le sue credenze, ella apparve contenta. Finalmente
avrebbe potuto combattere ad armi pari col diavolo, finalmente avrebbe potuto vendicarsi sulle manovre della vicina, l'unica colpevole di tutte le sciagure che si andavano accumulando in quella casa.</span></div>
<div><span class="cf1">La mattina seguente, quando il sole non era ancora comparso all'orizzonte, e la terra stentava a prendere il suo aspetto naturale, Henriette era già nella stalla per mungere
le poche mucche che erano rimaste, e che davano un latte piuttosto scarso. Quando Henriette ebbe finito il suo lavoro, e si attardò a guardare il secchio del latte che aveva messo vicino alla porta della stalla, trasalì
e si addossò sbigottita alle pareti. Nel secchio le era apparso il viso sogghignante della vicina di casa, di colei che aveva scagliato la maledizione su La Maruchelle ed i suoi abitanti. Henriette, al colmo dell'ira,
diede un calcio al secchio, e il latte si sparse sul letame e sulla paglia, compiendo uno strano miscuglio. In preda a grande nervosismo, Henriette si avvicinò al vitellino che era nato tre giorni avanti, per vedere
se tutto era in ordine. Sembrava dormisse, invece era morto. Henriette cacciò un urlo, uscì dalla stalla come una forsennata, e, con quanto fiato aveva in gola, si mise a gridare:</span></div>
<div><span class="cf1">« Il demonio, il demonio ha ucciso il vitellino! La casa nostra è stregata! Il sale! Dov'è il sale?! ». </span></div>
<div><span class="cf1">Come una forsennata piombò nella sua fredda camera, ove il marito e il figlioletto di quattro anni stavano ancora dormendo. Si avvicinò al cassettone e ne trasse il barattolo
che il vecchio mago le aveva consegnato qualche giorno addietro. Guardò quel barattolo con gli occhi sbarrati e se lo strinse al petto, come fosse la sua unica arma di salvezza.</span></div>
<div><span class="cf1">Poi obbligò tutti a vestirsi, e li fece scendere in fretta e furia. Bisognava far presto, non c'era tempo da perdere, altrimenti il demonio avrebbe compiuto qualche altro
misfatto. Quando tutti furono presenti, Henriette cominciò le sue strane litanie, a base di parole incomprensibili e senza senso. Aveva un aspetto truce quella donna, sembrava veramente posseduta dal demonio.</span></div>
<div><span class="cf1">Gli altri, il &nbsp;padre Guilleme, la madre Ida, il fratello &nbsp;Paul assistevano &nbsp;sbigottiti a quel rito pagano, senza osare minimamente di intervenire presso Henriette, dissuadendola
dal compiere simili profanazioni. </span></div>
<div><span class="cf1">Pian piano, però, con una macabra regia, Henriette riuscì a convincere i familiari della validità di quella strana formula e del magico potere di quel sale rosso
che giaceva, sparso, sul tavolo bianco della vecchia cucina. Anch'essi, spinti all'orgasmo dai segni cabalistici della donna, si sentivano convincere, anche se cercavano di nascondere questa loro debolezza lasciandosi
scappare, di tanto in tanto, un risolino nascosto.</span></div>
<div><span class="cf1">Soltanto uno, forse il più intelligente della famiglia, rimaneva scettico e dubbioso davanti a quella messa in scena, e seguiva con riluttanza le istruzioni della donna: era
Marcel, il fratello minore, il giovane che si divertiva a giocare coi pezzetti di carta, malgrado fosse alla vigilia di partire per il soldato. Quando Henriette, con gli occhi dilatati e l'iride gonfia, ordinò a
tutti di leccare quel sale tre volte, Marcel sorrise di nuovo e si rifiutò.</span></div>
<div><span class="cf1">« Tu sei d'accordo con quella vecchia strega - urlò Henriette dando in smanie - ci vuoi rovinare tutti, ma te lo farò leccare io quel sale! ».</span></div>
<div><span class="cf1">Così dicendo, si avvicinò al ragazzo e gli chinò la testa fino al piano del tavolo per fargli toccare il sale con la bocca. Al contatto col sale, Marcel si alzò
di scatto e sputò per terra, e fu appunto quello sputo che nel cervello di Henriette risuonava soltanto come un affronto e come una bestemmia da lavare immediatamente, &nbsp;per non fare il gioco del diavolo, a provocare
la tragedia.</span></div>
<div><span class="cf1">Come invasata, come posseduta da uno spirito malefico di inaudita violenza, Henriette si appressò al fratello minore, gli prese la testa con ambedue le mani e, con la forza della
disperazione riuscì ad abbassarla fino a quel sale ignobile. Ella lo costrinse a premere le labbra sul sale, sempre più forte, sempre più forte. Le sue mani erano diventate come tenaglie, il suo aspetto
andava assumendo sempre più una contrattura muscolosa che faceva spavento. In quelle terribili mani era tutta la forza della disperazione di una donna che credeva nel valore assoluto dei maghi e delle streghe, e che
voleva ad ogni costo compiere il rito di stregoneria che avrebbe scacciato dalla sua casa il malocchio.</span></div>
<div><span class="cf1">Marcel boccheggiava, sotto la spinta di quella morsa tremenda, e lottava disperatamente per allontanare la bocca ed il naso dal piano del tavolo che stava per tramutarsi nel suo giustiziere.
Ma Henriette aveva una forza tremenda, i suoi muscoli erano quelli di un uomo, la sua forza era decuplicata dall'esaltazione mentale e psichica. Si udì come un rantolo, come un grido di disperazione. Marcel tentò
ancora una volta di buttarsi all'indietro, poi perse ogni forza. Henriette non accennò ancora a lasciare il collo del poveretto, e si ritrasse soltanto quando il giovane, privo di vita, si afflosciò sul pavimento.</span></div>
<div><span class="cf1">Davanti ai familiari, attoniti e sbigottiti, stava il cadavere di un ragazzo di diciotto anni, ucciso perché si ribellava agli strani riti di una sorella demente e forsennata.
Henriette, invece, aveva all’angolo della bocca il sorriso protervo degli infatuati, del posseduti dalla superstizione e dalla credulità.</span></div>
<div><span class="cf1">La verità venne a galla ben presto, anche perché Henriette non fece nulla per nasconderla. E del resto l'autopsia del cadavere del fratello parlava assai chiaro:
morte per strangolamento. Da quel momento, la popolazione della zona cominciò a girare al largo da La Maruchelle, la fattoria maledetta, nella quale, annichilita dal dolore e annientata dalla disperazione, la vecchia
madre giaceva, incapace di rendersi conto della fine pietosa di suo figlio, e della pazzia stregata della figlia maggiore.</span></div>
<div><span class="cf1">AI momento dell'arresto, Henriette non seppe dir altro che una frase: “ L'avevo sempre detto che su noi c'era il malocchio. C'era il diavolo in casa nostra, un
diavolo cattivo e ribelle che ci avrebbe rovinato. Dio ha voluto che, quel mattino, il diavolo si fosse impossessato del mio corpo, spingendomi a compiere un delitto inutile. Forse, però, ora ci siamo liberati dal malocchio,
e La Maruchelle potrà tornare ad essere quella di una volta. La carestia è finita per sempre, gli spiriti cattivi sono stati debellati. Mi spiace per mio fratello, ma non c'era nient'altro da fare! ”.</span></div>
<div><span class="cf1">Non erano ancora finite le vicissitudini della famiglia Guillemaux. Quel morto, che avrebbe dovuto rasserenare l'ambiente e portare rinnovata felicità nella famiglia disperata,
era soltanto l'inizio. La vecchia Ida, qualche giorno prima di essere chiamata in tribunale per testimoniare contro la propria figlia &nbsp;e contribuire quindi a farla condannare, si è uccisa. </span></div>
<div><span class="cf1">Aveva lasciato la vecchia casa di campagna e si era trasferita presso un cugino, per dimenticare, se possibile, la triste tragedia. </span></div>
<div><span class="cf1">Ma i giorni passavano, e nel suo cuore si andava accumulando una disperazione intensa e misera. Il suo pensiero era fisso sul povero figlio, vittima inconscia e inconsapevole di una
sorella deviata. Non ha saputo resistere al dolore, ed ha preferito andarsene per sempre, per essere vicina al ragazzo che non aveva saputo difendere da vivo.</span></div>
<div><span class="cf1">Così, in tribunale, Henriette non si è trovata contro la madre, e i giudici, in considerazione del difettoso cervello della donna, e giudicando che avesse agito in un
momento di seminfermità mentale, l’hanno condannata a soli cinque anni di carcere, ed a tre anni di vigilanza in un istituto di cura mentale.</span></div>
<div><span class="cf1">Così si è conclusa la tragedia de La Maruchelle, la fattoria sperduta nelle campagne del nord della Francia, ove passano soltanto frettolosi commercianti e qualche contadino
che va in città, al mercato, per vendere i prodotti della terra. Ora, basta dare un'occhiata alla vecchia costruzione, per capire che è stata definitivamente abbandonata dagli uomini. La famiglia Guillemaux
è fuggita da quella casa di dolore, e qualcuno si è avvicinato per acquistarla. Ma quando è venuto a conoscenza dei fatti che si sono svolti in quel mattino di quattordici anni addietro, ha lasciato le
trattative.</span></div>
<div><span class="cf1">Ora la casa è stata chiusa, sprangata, le finestre sono state bloccate con assi incrociate e il vecchio portone, ammuffito e consunto, è stato sbarrato dall’interno.
I vicini, i coloni della zona, non vogliono che il diavolo, annidatosi là dentro parecchi anni addietro, ne possa ancora uscire per fare del male altrove.</span></div>
<div><span class="cf1">La stregoneria è ancora viva in Francia, e trova i suoi aderenti proprio nelle popolazioni isolate delle campagne, ove la civiltà stenta a farsi strada. Questa è
la storia di Henriette, una giovane donna forte come un uomo, che ha ucciso inconsciamente, &nbsp;posseduta dal demonio.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">NOTE</span></b></span></div><div><span class="cf1">Racconti horror rari riscoperti da </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Sergio Bissoli</b></span></span><span class="cf1">. </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Il sale della strega</i></span></span><span class="cf1"> di </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Steve O. Crevit</b></span></span><span class="cf1">, apparso in Italia nel luglio 1962 sul numero 2 di </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Terrore</i></span></span><span class="cf1">, edito da Sansoni e pubblicato per la prima volta su </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Planet Ghost</i></span></span><span class="cf1">. Questo racconto contiene un'atmosfera cupa che immerge la campagna al nord della Francia, in un clima di morbose suggestioni. &nbsp;</span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Steve O. Crevit</b></span></span><span class="cf1">, autore forse italiano oppure francese minore. Impossibile risalire alla sua vera identità.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink6442d8898e50028710940fd45cc8801a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sale-strega_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 769,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6442d8898e50028710940fd45cc8801a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sale-strega_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="281" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 11 May 2025 06:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sakamoto Days di Masaki Watanabe]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008D"><div><h1 class="imHeading1">Animazione buona, fluida, ben gestita</h1><h2 class="imHeading2">Serie ibrida fra commedia e azione con un pizzico di paranormale</h2></div><div><div><strong>Sakamoto Days (2025)</strong></div> <div><em>Regia: Masaki Watanabe</em></div> <div><em>Character Design: Yo Moriyama</em></div> <div><em>Musiche: Yuki Hayashi</em></div> <div><em>Produzione: TMS enterteinment</em></div> <div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Mi riferisco alla prima stagione, di 12 puntate, trasmessa su Netflix a inizio anno. Lo specifico perché potrebbe essere già uscita una seconda stagione, prevista per questo luglio. È una serie ibrida fra commedia e azione con un pizzico di paranormale.</span><br></div> <div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Taro Sakamoto era l’assassino più potente del Giappone, forse del mondo. Era il figlio di Jhon Wick e Superman e non voglio sapere chi dei due era la madre. Questo assassino dalle abilità oltre l’umano un giorno però si è ritirato, così, di punto in bianco. Si è trovato moglie, ha messo su famiglia e ha aperto un minimarket. Adesso è ingrassato tantissimo e passa le giornate a poltrire alla cassa. Ma una cosa che ci ha insegnato la narrativa del genere, è che non si può abbandonare così il mondo del crimine. La gilda degli assassini gli mette una taglia sulla testa e in poco tempo tutti gli assassini del Giappone sembrano dare la caccia a questo rotondo bonaccione.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div> <div>Questo anime è semplice e non si prende sul serio. In breve tempo, Sakamoto raccatta una costellazione di ragazzi che divengono una sorta di sua “famiglia allargata” e tutti insieme affrontano le continue minacce alla sua vita. Il fatto che sia obeso non ha diminuito le sue abilità e anzi è ancora più temibile che mai (questo è il classico esempio di umorismo per contrapposizione tanto caro all’animazione giapponese). La serie è simpatica e si lascia guardare bene, ci sono molte citazioni alle fiction sui killer (ho adorato rivedere <em>Leon</em> e la bambina, cresciuti). L’azione è esagerata anche nei suoi momenti più belli, questo perché l’idea è appunto di far ridere. Se dovessi inquadrarlo in un genere preciso lo assocerei a <em>SpyxFamily</em> con il quale ha molto in comune, anche se non ne raggiunge le vette umoristiche.</div> <div>L’animazione è buona, fluida, ben gestita. Il design è gradevole. La colonna sonora è dimenticabile, ma la sigla di <strong>Vaundy</strong> è veramente orecchiabile.</div> <div>A mio onesto parere è carino, vale la pena.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkbf34938d478e74dd1a0745074bb4b0ca = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sakamoto_ver.jpg','alt': 'La locandina dell\\\'anime.','title': 'La locandina dell\\\'anime.','width': 757,'height': 1079,'description': 'La locandina dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbf34938d478e74dd1a0745074bb4b0ca, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sakamoto_ver.jpg" alt="La locandina dell&#39;anime." title="La locandina dell&#39;anime." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink2d11fd2dfaa717676d152245ce90090d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sakamoto_bar.webp','alt': 'Una scena dell\\\'anime.','title': 'Una scena dell\\\'anime.','width': 1920,'height': 1080,'description': 'Una scena dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2d11fd2dfaa717676d152245ce90090d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sakamoto_bar.webp" alt="Una scena dell&#39;anime." title="Una scena dell&#39;anime." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=EE_rQ8-L4CY">https://www.youtube.com/watch?v=EE_rQ8-L4CY</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 May 2025 13:56:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Ho visto un re di Giorgia Farina]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008C"><h1 class="imHeading1">Film che riconcilia con il cinema italiano</h1><div><h2 class="imHeading2">Un atto di accusa nei confronti di tutta la retorica fascista</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">Ho visto un re (Italia, 2025)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Giorgia Farina. Soggetto: Giorgia Farina. Sceneggiatura: Giorgia Farina, Walter Lupo, Franco Bernini. Fotografia: Francesco Di Giacomo. Montaggio: Paola Freddi, Alessandra
Clemente. Musiche: Pivio e Aldo De Scalzi. Scenografia: Emita Frigato, Alessandra Frigato. Costumi: Stefania Grilli. Produttori: Serge Lalou, Donatella Palermo. Case di Produzione: Stenal Entertainment, Medusa Film, Les Films
d’Ici, Rai Cinema. Distribuzione (Italia): Medusa Film. Paesi di Produzione: Italia, Francia - 2025. Durata: 96’. Genere: Commedia. Interpreti: Edoardo Pesce (il podestà Annibale padre di Emilio), Sara Serraiocco (Adele), Marco Fiore (Emilio), Blu Yoshimi (Lavinia), Lino Musella (Michele), Gabriel Gougsa (Abraham Imirrù), Gaetano Bruno (il federale).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Il fascismo visto dagli occhi (innocenti) di un bambino e di uno zio antifascista omosessuale, così potremmo sintetizzare il bel film di <strong>Giorgia Farina</strong>, che ambienta molto bene la storia in una Roccasecca immaginaria, dalla parti di Sora, Velletri e Frosinone. La pellicola narra le vicissitudini di Abraham (Gougsa),
un prigioniero abissino che il podestà locale (Pesce) decide di rinchiudere nella voliera del pavone, d’accordo con un abietto federale (Bruno). Emilio (Fiore), il figlio del podestà che legge romanzi di
Salgari e viaggia con la fantasia, si convince che l’abissino sia Sandokan redivivo, mentre lui si cala nei panni di un Tigrotto della Malesia. Emilio diventa amico di Abraham, tra i due si crea una complicità,
nottetempo gli porta da mangiare, si confida con lui, chiede notizie della sua terra e gli racconta le avventure di Sandokan. Storie parallele narrano il tradimento della moglie del podestà (che vorrebbe fare la pittrice)
con il federale e l’amore di una mestrina (dopo una prima fase di repulsione) per il prigioniero abissino. Ma non raccontiamo tutto il film che vive di ottimi colpi di scena e di trovate a sorpresa capaci di modificare
da un momento all’altro le carte in tavola. <em>Ho visto un re</em> è vera commedia all’italiana, diverte e commuove, racconta la vita (in questo caso il
passato) e denuncia una tragedia epocale come la guerra coloniale praticata con uso di gas e violenze carnali. <em>Il mondo salvato dai ragazzini</em>, è la metafora molto pasoliniana che parafrasa il titolo di un libro di <strong>Elsa Morante</strong>, con un finale che vede i piccoli ribellarsi alla consueta adunata perché non sono Balilla ma Tigrotti della Malesia. Il film è un atto di accusa nei
confronti di tutta la retorica fascista, dal linguaggio altisonante e pomposo, al fatto di ritenere i <em>negri</em> (scritto proprio così) dei selvaggi, per finire con le donne che sarebbero meno intelligenti degli uomini e gli omosessuali antisociali da rieducare. Sceneggiatura rapida e scorrevole della regista, che
elabora un suo soggetto insieme a <strong>Walter Lupo</strong> e <strong>Franco Bernini</strong>, dialoghi agili e brillanti; montaggio adeguato di <strong>Paola Freddi</strong> e <strong>Alessandra Clemente</strong>, che contengono in 96’ il racconto, la giusta misura per fare bene; fotografia anticata color giallo ocra - che ricorda gli anni Trenta - curata dal bravo <strong>Francesco Di Giacomo</strong>; colonna sonora dei fratelli <strong>De Scalzi</strong> a base di motivetti d’epoca (<em>Faccetta Nera</em>, <em>Giovinezza</em>, <em>Maramao perché sei morto</em>…); scenografie suggestive ricomposte senza sbavature. Tra gli attori <strong>Edoardo Pesce</strong> è un perfetto podestà, sciocco e ambizioso al punto giusto; <strong>Gaetano Bruno</strong> sembra un D’Annunzio dei poveri in un riuscito personaggio da federale dandy che si occupa di arte e bellezze muliebri con identica leggerezza. <strong>Marco Fiore</strong> è bravissimo e ben guidato da <strong>Giorgia Farina</strong> (perfetta nella direzione di attori come nelle originali riprese) in un ruolo che lo vede protagonista, perché il mondo è visto con lo sguardo del fanciullo. Interessante l’idea di inserire
dei siparietti a disegni animati quando la fantasia di Emilio prende il volo astraendosi dalla grigia realtà. Le ricostruzioni d’interni sono curate, dalla casa di tolleranza alle case del fascio, fino alle abitazioni
popolari e alle magioni signorili. Auto d’epoca, abbigliamento, divise, soprammobili fascisti, teste del duce comprese, vengono esibite per tutto il film. <em>Ho visto un re</em> è un film che riconcilia con il cinema italiano. Brava <strong>Giorgia Farina</strong>! Abbiamo un gran bisogno di autori geniali.</span></div></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink61d4cc90d07d7a4914a07f77b6d2e3c3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/hovistounre_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink61d4cc90d07d7a4914a07f77b6d2e3c3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/hovistounre_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink6f4f4e3eadeac23d0e1a1736470417f8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/hovistounre_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6f4f4e3eadeac23d0e1a1736470417f8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/hovistounre_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=zG3r1ZzgcmM">https://www.youtube.com/watch?v=zG3r1ZzgcmM</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 May 2025 05:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Kevin Smith - Dell’amore e della morte]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008B"><h1 class="imHeading1">Primo saggio dedicato a Kevin Smith</h1><h2 class="imHeading2">Scritto da Francesco Belliti per la Weird Book Edizioni</h2><div><div><span class="cf1">Nella sua ormai ultratrentennale carriera da regista, <strong>Kevin Smith</strong> è stato capace di raccontare il suo mondo interiore e quindi imporsi come uno degli autori più riconoscibili del cinema popolare americano. Girando il seminale <em>Clerks </em>nel nativo New Jersey all’interno del negozio dove aveva lavorato, ha iniziato a creare un universo narrativo (il View Askewniverse) e personaggi poi assurti a oggetti di culto come Jay e Silent Bob. Storie differenti che hanno attraversato l’intera carriera del regista di Red Bank e che sono cresciute insieme a lui con nuovi capitoli e chiusure del cerchio. Un eterno ritorno alle origini, intervallato da momenti complicati, cambiamenti e sorprendenti svolte. Tra quest’ultime, senza dubbio, il momentaneo passaggio al genere horror con titoli come <em>Red State</em> e <em>Tusk</em> ha rappresentato una felicissima parentesi e un vero e proprio punto di ripartenza. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Questo saggio monografico scritto da <strong>Francesco Belliti</strong>, il primo dedicato a <strong>Kevin Smith</strong>, ha come obiettivo mettere in luce l’essenza della sua poetica: la sua universalità nelle tematiche più intime e personali così come la sua visione in quelle di carattere socio-politico. Amore, morte e tutto ciò che può succedere nella vita, con l’ironia e l’umorismo dissacrante che lo hanno sempre contraddistinto e con la passione per la settima arte che non ha mai smesso di guidarlo.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">SCHEDA TECNICA</strong></div> <div><span class="cf1"><em></em>Titolo: <em>Kevin Smith – Dell’amore e della morte</em></span></div> <div><span class="cf1">Autore: Francesco Belliti<br>Editore: Weird Book</span></div> <div><span class="cf1">Collana: <em>Revolution</em><br>Genere: Saggio<br>Pagine: 136<br>Prezzo: 24,90 €<br>Formato: 15 x 22 cm<br>ISBN: 979-12-81603-27-1</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinke4b63c4b7272f34eb7fde30ae62337bd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/KevinSmithbook_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 727,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke4b63c4b7272f34eb7fde30ae62337bd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/KevinSmithbook_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="297" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 May 2025 16:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Incontro con Luca Pivetti]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008A"><h1 class="imHeading1">Intervista esclusiva con l'autore de La Notte Prima del Caos</h1><div><h2 class="imHeading2">Una scrittura che fonde l’abisso interiore alla furia visionaria dell’Heavy Metal</h2></div><div><div><div>Oggi su <em>Club GHoST</em> abbiamo il piacere di presentarvi un’intervista esclusiva con <strong>Luca Pivetti</strong>, autore italiano classe ’85, voce nostrana nel panorama horror e weird contemporaneo. Con una scrittura che fonde l’abisso interiore alla furia visionaria dell’Heavy Metal.</div> <div>Pivetti si è aggiudicato il prestigioso premio “La Chiave d’Argento” per la miglior opera self-published grazie al romanzo <em>La notte prima del Caos</em> durante la seconda edizione del festival letterario Marginalia.</div><div><br></div></div></div><div><div><strong class="cf1">1: In primis ancora grazie per la tua disponibilità e cortesia. Parto subito con una domanda aperta: Molti già ti conoscono ma altri no. Come ti presenteresti a chi non ha mai letto nulla di tuo?</strong></div> <div><span class="cf1">Grazie a voi per l’occasione che mi avete concesso! Cercherò di essere breve citando la mia presentazione instagram, dove mi descrivo come “Metallaro senza speranza e scrittore a tempo perso”, nel senso che la scrittura da qualche anno per me rappresenta un vero e proprio hobby, una passione che ho sempre desiderato coltivare ma che solo dal 2020 sono riuscito a mettere in pratica con una certa costanza, ovvero da quando ho lasciato il mio lavoro dipendente per dedicarmi completamente alla libera professione di psicoterapeuta. In particolare, ho iniziato a scrivere durante il covid, rilasciando nel 2021 il primo capitolo della Trilogia della “Grande Tenebra”, e da lì non ho più smesso. Da quel momento in poi, quando ho tempo libero dal lavoro e dalla famiglia, è probabile che inserisca un disco nello stereo, accenda il PC e cominci a scrivere. Attualmente spazio dall’horror al Dark Fantasy, passando per il weird, dal momento che non mi piace fossilizzarmi su un unico genere e sento il bisogno di mettermi alla prova in progetti sempre diversi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">2: Le tue opere mostrano un equilibrio raro tra la costruzione di mondi ricchissimi e un ritmo narrativo sempre sul pezzo. Come riesci a non sacrificare l’uno per l’altro? Parti da una mappa mentale dell’universo o segui l’urgenza della storia?</strong></div> <div><span class="cf1">Credo dipenda dal genere di opera sulla quale sono al lavoro. Solitamente, quando si tratta di fantasy o derivati (pensiamo quindi a “Cronache della Grande Tenebra” o “Eskalt Saga”) tendo a progettare in misura maggiore, cercando di trovare una quadra riguardo luoghi, personaggi, struttura dei capitoli, eventuale sistema magico e via discorrendo ben prima di iniziare a scrivere. Si tratta di uno scheletro, niente di più, ma aiuta parecchio in fase di stesura. Quando invece mi butto sull’horror o sul weird la scrittura diventa decisamente più viscerale, e quindi l’urgenza della storia prende il sopravvento. In effetti, se penso a opere come “La Notte Prima del Caos”, “Triade” o “Mattatoio Angelico”, gran parte delle intuizioni migliori sono arrivate in fase di stesura, talvolta andando a rivoluzionare completamente l’idea originaria. Il ritmo narrativo, tuttavia, deve essere sempre salvaguardato, per cui su quel frangente, almeno pongo sempre molta attenzione in fase di scrittura, domandandomi spesso “Questa cosa serve ai fini della narrazione?”, “Ha senso dilungarmi tanto?”, “Posso evitarlo questo passaggio o ne aggiungo altri due?”. Ultimamente ho letto almeno due libri che, a mio parere, potevano durare tranquillamente un centinaio di pagine in meno, e seppur questo appesantimento del ritmo non li abbia resi dei polpettoni indigesti, sono convinto che a volte “Dire di meno” sia la soluzione più giusta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">3: Il metal è centrale nella tua estetica. Quali band ti ispirano di più nella scrittura? Come si traduce l’energia del metal nel linguaggio narrativo?</strong></div><div><div><span class="cf1">In fase di stesura, la musica è sempre presente come sottofondo. Mi aiuta per settare il mood giusto, a calarmi nell’intreccio, a visualizzare determinati paesaggi. Certo che la scelta della band o del determinato disco diventa per me cruciale in base all’opera sulla quale sono al lavoro in un dato momento. Per “Il Gregge” mi sono fatto aiutare da un certo tipo di black metal atmosferico come quello dei <em>Faidra Darkend</em> o <em>Rotting Christ</em>, mentre per “Mattatoio Angelico” mi sono spostato maggiormente sul brutal death di band come <em>Antropofagus</em>, <em>Hour of Penance</em>, <em>Diesentomb</em> e <em>Sickening</em> per i passaggi più violenti, per poi saltare a gruppi come <em>Beyond Mortal Dreams</em> o <em>Immolation</em> per evocare i momenti più malsani e blasfemi. Per “Priests of Pazuzu vs the End of the World”, invece ho spaziato fra i sottogeneri, proprio come l’opera spazia dal cosmic horror al pulp al dark fantasy, quindi in fase di stesura ho alternato senza problemi death metal, epic e black metal decidendo di capitolo in capitolo. Va comunque detto che l’heavy metal mi ha sempre accompagnato, non solo fornendomi l’ispirazione iniziale (l’idea alla base de “La Notte Prima del Caos” parte proprio da una band black metal della quale non dico il nome altrimenti sarebbe uno spoiler), ma anche a livello di attitudine nello scrivere. Diciamo che scrivo come gestirei una band, se la avessi: nessun compromesso dalla prima parola fino all’ultima, nessuna concessione a mode e trend del momento, nessuna autocensura. Motivo per il quale, qualsiasi cosa abbia sempre fatto al di fuori di quello che è il mio lavoro principale, l’ho sempre fatta in completa autonomia e libertà, senza dover rendere conto a nessuno.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">4: Ci sono autori che, ieri come oggi, continuano a risuonare dentro di te come una scintilla originaria? Chi sono quelle voci che, leggendole, ti hanno fatto dire: “Ecco, è questo che voglio fare con la scrittura”?</strong></div><div><div><strong>Lovecraft</strong> è stato il mio primo amore ed è tutt’ora una delle mie maggiori influenze. Oltre a lui, in ambito horror, il primo <strong>Clive Barker</strong>, sia a livello stilistico che di contenuti, rimane una fortissima ispirazione (penso in particolare ai “Libri di Sangue”, a “Prigionieri dell’Inferno”, “Cabal” e “Imagica”). Tendo comunque a essere una spugna e a cercare di assorbire il più possibile quanto di buono riesco a incontrare in ogni autore nel quale mi imbatto. Così su due piedi, per esempio, a livello stilistico credo mi abbia influenzato anche <strong>Anders Fager</strong> con la sua trilogia Lovecraftiana nella Svezia odierna. Tutte quelle ripetizioni, quei periodi brevi, spezzati e gelidi hanno avuto una grandissima presa su di me.</div></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">5: In Italia l’horror e il weird restano spesso confinati a un pubblico di nicchia. Secondo te perché faticano a imporsi nel mainstream? Pensi che questi generi possano avere anche una valenza critica o sociale, oltre che intrattenitiva?</strong></div> <div><span class="cf1">Faticano a imporsi nel mainstream perché non tutti hanno voglia di entrare in contatto con certe cose, e non lo dico in maniera per forza negativa, o per snobismo. È un diritto del lettore, chiaramente, volersi svagare senza avere a che fare con determinate vicende o personaggi che li possano turbare. Dal canto mio, io sono davvero sul lato opposto. Io voglio essere turbato, scosso, maltrattato anche. Se il libro mi porta a rivedere, anche solo per pochi istanti, il mio sistema di credenze e valori, ha colto nel segno. Se mi ha scosso a livello viscerale, è un libro che è valso i miei soldi e il mio tempo. Ma bisogna aver voglia di farlo, e farlo anche con una certa consapevolezza. Chiaro che determinati generi chiedano al lettore uno sforzo in più. Non parlo di uno sforzo cognitivo, ma proprio di pazienza e di fiducia nei confronti dello scrittore. Alla fine si tratta di un tacito accordo fra autore e lettore: come in tutti i casi eh, ma credo che nell’horror, e forse ancor più nel weird, i caratteri della clausola siano scritti molto più in piccolo e i punti da analizzare con attenzione siano di più. Per quanto riguarda la seconda domanda, cercherò di rispondere in maniera più schematica possibile perché potremmo parlarne per settimane intere. Credo che Weird e Horror non debbano di default avere una valenza critica e sociale, ma credo altrettanto fermamente che le opere migliori (o per lo meno quelle che preferisco) le contengano e anche in grandi quantità. L’horror ha da sempre una carica eversiva notevole: pensiamo senza andare troppo indietro ai registi della Nuova Hollywood come <span class="fs14lh1-5"><b>Carpenter</b></span>, <span class="fs14lh1-5"><b>Cronenberg</b></span>, <span class="fs14lh1-5"><b>Romero</b></span> e <span class="fs14lh1-5"><b>Craven</b></span>. Tutti autori che nell’horror inserivano la loro visione politica e una forte critica sociale, sfornando capolavori su capolavori ancora oggi inarrivabili. Per cui sì, mi piace divertirmi e svagarmi, ma il senso di fastidio e il turbamento di cui parlavo prima arrivano solo se alle secchiate di sangue e ai “<em>Booo</em>” improvvisi ci aggiungi altro.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">6: Intuisco che, essere psicoterapeuta ti mette ogni giorno a contatto con la complessità dell’animo umano. Quanto di questa esperienza filtra nella tua scrittura?</strong></div> <div><span class="cf1">Moltissimo, e credo che sia inevitabile. Sicuramente lo si nota maggiormente in alcune opere, penso per esempio a “Il Gregge”, che affronta il tema della solitudine e l’elaborazione del lutto, a “Triade”, che parla di dipendenze, traumi e famiglie disfunzionali, fino ad arrivare a “La Notte Prima del Caos”, che considero a tutti gli effetti un horror psicologico e il lavoro in cui la mia professione principale è di importanza basilare, partendo dalla costruzione delle psicologie dei personaggi, passando per l’attenzione per i processi più o meno consapevoli di pensiero fino ad arrivare alla gestione del dolore e del trauma. Si tratta indubbiamente del lavoro più denso che ho prodotto fino a ora e che tocca tematiche quali famiglie disfunzionali, rapporti tossici, disturbi del comportamento alimentare e depressione. Indubbiamente avere a che fare giornalmente con il dolore, le fragilità e le paure altrui mi porta in maniera naturale a scrivere di quello, filtrandolo con quello che è il mio orientamento lavorativo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">7: Possiamo strapparti uno spoiler? Cosa bolle nel tuo calderone creativo in questo momento? C’è un nuovo incubo in arrivo o stai esplorando territori narrativi inaspettati?</strong></div> <div><span class="cf1">Al momento sono al lavoro sul secondo capitolo dei “Priests of Pazuzu”, che sarà sensibilmente diverso dal primo. Si tratterà si un omaggio a un certo tipo di horror anni ’70 (“Non Aprite quella Porta”, “Quel Motel Vicino alla Palude”), senza sacrificare un certo tipo di cosmic horror. Sarà un bel bagno di sangue. Dopo quello, sarà la volta di “Eskalt Saga 2” e un piccolo progetto horror al quale tengo molto, e che andrà a mischiare la mia professione di psicoterapeuta con quella che è una mia paura personale, quindi ci sarà molto di “mio” anche a questo giro.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">8: Considerando che finora ti sei distinto come autore prolifico in ambito individuale, hai in programma di prendere parte a progetti collettivi o antologie in futuro?</strong></div> <div><span class="cf1">Non nell’immediato. In realtà in questo 2025, al di là dei lavori che ho rilasciato, trovare dei miei racconti nel sesto numero della rivista “Curioso” e nel quinto numero di “Racconti dal Profondo: Tutti i Nomi del Diavolo”, per cui direi che in qualche modo mi sono mosso anche in quella direzione. Al momento non ho altre collaborazioni in ballo, ma mai dire mai: se il progetto mi intriga sono più che disponibile a mettermi in gioco.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Grazie mille per il tempo che ci hai dedicato!</span></div> <div><span class="cf1">Stay Metal &amp; Weird em All.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink9d3f894cd3535217297a08c1d8eefe71 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pivetti_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9d3f894cd3535217297a08c1d8eefe71, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pivetti_bar.jpg" alt="Luca Pivetti." title="Luca Pivetti." width="200" height="113" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf4c8c73836514e09c05791d209434f14 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pivettimix_bar.png','alt': '','title': '','width': 1640,'height': 924,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf4c8c73836514e09c05791d209434f14, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pivettimix_bar.png" alt="Luca Pivetti." title="Luca Pivetti." width="200" height="113" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 May 2025 05:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Bone Sickness di Brian Paulin]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Scognamiglio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000089"><div><h1 class="imHeading1">Zombie movie crudo e violento</h1><h2 class="imHeading2">Un cult dell'underground americano che non deluderà i fan dello splatter estremo</h2></div><div><div><strong>Bone Sickness (Usa, 2004)</strong></div> <div><em>Regia: Brian Paulin. Soggetto e sceneggiatura: Brian Paulin. Produttori: Rich George, Brian Paulin. Casa di produzione: Morbid Vision Films. Genere: Horror. Durata: 98'. Interpreti: Darya Zabinski, Ruby Larocca, Rich George, Brian Paulin, Kevin Barbare, Ernest Hutcherson, Lorna Hutcherson.</em></div><div><div><br></div><div>Alex è un ragazzo che soffre di una malattia degenerativa delle ossa, rendendolo debole e quasi non in grado di svolgere le normali azioni quotidiane. La fidanzata Kristin si rivolge a Thomas (miglior amico di Alex), il quale procura a lei degli integratori a base di carne morta presa dai cadaveri dell'obitorio dove lavora e ossa dai cadaveri sepolti nel cimitero, convinto che i sali minerali presenti in questi elementi potrebbero dargli sollievo… ma non sarà così. Alex comincerà a vomitare vermi fino a quando non si trasformerà in una sorta di zombi. Ma i guai non finiscono qui: i morti risorgeranno dalle tombe, affamati di carne umana.</div><div><br></div> <div>Zombie movie underground del 2004 diretto da <strong>Brian Paulin</strong> (<em>Fetus</em>, <em>Dead Girl On Film</em>), un regista che si è ritagliato il suo posto nel panorama underground americano. Il film nasce più come un body horror ma poi si sviluppa nel sottogenere zombi creando un po’ di confusione. Infatti complice anche una sceneggiatura a tratti traballante, manca di un collegamento credibile tra la malattia di Alex e la comparsa degli zombi, facendo ipotizzare allo spettatore teorie del tipo “Alex è in contatto con gli zombi” oppure “gli zombi quando erano in vita sono morti a causa di quella malattia alle ossa”. Fatto sta che al regista poco importa di questo dettaglio, tira dritto per la sua strada regalandoci un festival dello splatter, riuscendo anche a disgustare a tratti con il suo essere viscerale grazie a effetti speciali casalinghi molto ben realizzati (sul trucco degli zombi si poteva fare meglio ma va bene così). In alcuni segmenti si omaggia Fulci (è noto il fatto che <strong>Paulin</strong> sia un fan sfegatato del regista italiano), aggiungendo qualità al film. Sul cast non ci si può esporre più di tanto, in film come questi si tratta di amici stretti che partecipano così per gioco, pertanto la recitazione è proprio marginale (lo stesso <strong>Paulin</strong> ne prende parte nel ruolo di Thomas). Il ritmo è abbastanza costante fino alla parte finale dove il film diventa movimentato mostrando allo spettatore atrocità di ogni genere.<br></div> <div>Un cult dell'underground americano che non deluderà i fan dello splatter estremo. Crudo e violento, un appuntamento da non perdere!</div></div></div><div><br></div><div>Trailer alternativo (uncut): <span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=f67DG49PXio" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=f67DG49PXio</a></span></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkbd0f6063d9fef26dd0729d70f78e968d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/bone-sicknessok_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 559,'height': 798,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbd0f6063d9fef26dd0729d70f78e968d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/bone-sicknessok_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink2a11df3875a06945761d7f741bd5d767 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/bone-sickness_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1881,'height': 1064,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2a11df3875a06945761d7f741bd5d767, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/bone-sickness_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="114" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=lMZV6skwlPs">https://www.youtube.com/watch?v=lMZV6skwlPs</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 May 2025 15:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Zothique 19 - Speciale Clark Ashton Smith 2]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Riviste"><![CDATA[Riviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000088"><h1 class="imHeading1">Secondo speciale che arricchisce e completa un ritratto a tutto tondo</h1><div><h2 class="imHeading2">Un vero e proprio atto di riscoperta critica e affettiva nei confronti di Clark Ashton Smith</h2></div><div>






<div><span class="cf1">Con il numero 19 della rivista <em>Zothique</em> ci troviamo davanti a un volume che non è solo un omaggio, ma un vero e proprio atto di riscoperta critica e affettiva nei confronti di <strong>Clark Ashton Smith</strong>, uno degli autori più originali &nbsp;della letteratura fantastica americana, addirittura alla pari di <strong>H.P. Lovecraft </strong>secondo il compianto <strong>Giuseppe Lippi</strong>. Un secondo speciale, dopo quello già apparso in precedenza, che arricchisce e completa un ritratto a tutto tondo del “poeta di Auburn”, in attesa di un terzo speciale già annunciato,
tutti curati con passione e competenza da <strong>Pietro Guarriello</strong>. A firmare l’apertura è <strong>Douglas Robillard</strong>, che inquadra con chiarezza il cuore dell’opera smithiana: “il fascino del suo lavoro risiede nel suo esotismo ultraterreno”. Una frase che
coglie perfettamente la specificità visionaria dell’autore, capace di evocare mondi perduti e atmosfere al di là dello spazio e del tempo, come recita anche il titolo di una sua celebre raccolta (<em>Out of Space and Time</em>) — titolo che, significativamente, deriva da una poesia di <strong>Edgar Allan Poe </strong>(<em>Dream-Land</em>, 1844). Robillard sottolinea anche il mancato riconoscimento critico che Smith ha ricevuto rispetto a H.P. Lovecraft, complice il suo stile barocco e raffinato, non sempre in sintonia con le
esigenze editoriali dell’epoca — basti pensare ai frequenti rifiuti da parte di <strong>Farnsworth Wright</strong>. Ma <strong>Smith</strong>, prima ancora che narratore, fu un grande poeta del macabro e del meraviglioso e, in questo senso, non ha ancora ricevuto i riconoscimenti che meriterebbe. A conferma di una versatilità a volte sottovalutata, troviamo anche <em>Gli immortali di Mercurio</em>, un racconto inedito di fantascienza dallo stile sorprendentemente scorrevole. Un’eccezione nello stile, dovuta forse alle modifiche imposte dagli
editori, ma che mostra come <strong>Smith</strong> sapesse modulare la sua voce anche su registri più “accessibili”. Proprio sul rapporto tra Smith e la
fantascienza vanno segnalati due importanti saggi di <strong>Pietro Guarriello</strong>, <em>Da Auburn alle stelle: la fantascienza di Clark Ashton Smith</em>, pubblicati su Urania n. 1404 e 1405 che consiglio a tutti di recuperare. Seguono altri materiali inediti, tra cui <em>La stanza infestata</em>, uno dei primi racconti dell’autore, ambientato in un’Inghilterra rurale insolita per il suo immaginario: un testo di formazione, che lascia intravedere
le direzioni ancora incerte della sua ricerca stilistica. Uno dei pezzi forti di questo secondo speciale è però <em>Vizaphmal a Ofiuco e altri microracconti</em>, una sezione straordinaria che raccoglie sinossi, appunti e brevi abbozzi creativi del periodo 1929–1932, forse il momento più
fervido della carriera di Smith. Questi frammenti mostrano un laboratorio mentale simile ai <em>Commonplace Books </em>di <strong>Lovecraft</strong>, e rappresentano un’occasione rara per entrare nel vivo del suo processo creativo. Molto interessante anche il testo saggistico
<em>L’atmosfera nel racconto weird</em>, scritto dallo stesso <strong>Smith</strong>, che prende a esempio il racconto <em>La morte di Halpin Frayser</em> di <strong>Ambrose Bierce </strong>per illustrare l’importanza dell’atmosfera — un elemento centrale per lo scrittore americano, e caro anche al Solitario di Providence, ma spesso trascurato nell’horror contemporaneo. <strong>Will Murray </strong>analizza invece la presenza di <strong>Smith</strong> all'interno del corpus dei Miti di Cthulhu, sottolineando come, nonostante i suoi numerosi contributi, pochi racconti siano effettivamente “mitici” in senso stretto. <strong>Smith</strong> infatti, a differenza di <strong>Lovecraft</strong>, partiva da presupposti interamente fantastici e non realistici. <strong>Emilio Patavini </strong>firma un apprezzabile dossier sul poeta <strong>George Sterling</strong>, mentore del poeta di Auburn, che però non apprezzò la sua svolta verso il macabro e il weird. Interessanti anche le riflessioni critiche dello stesso <strong>Smith</strong> su <strong>Sterling</strong>, che completano il quadro di un rapporto artistico intenso e a tratti conflittuale. Il volume
si arricchisce infine di contenuti preziosi: un ricordo affettuoso di <strong>Fritz Leiber</strong>, le poesie in prosa di <strong>Andrea Beatrice</strong>, una sorta di un omaggio lirico e raffinato; la traduzione di <strong>Paolo Sista </strong>del gruppo Telegram Lovecraft Italia della poesia <em>A Howard Phillips Lovecraft</em>; le tre suggestive illustrazioni raffinate e visionarie di <strong>Alessandro Bani </strong>e il saggio di <strong>Adriano Monti Buzzetti</strong>, <em>Genius loci e altre inquietudini</em>, incentrato sul sentimento panico della natura nell’opera smithiana. Di <strong>Buzzetti</strong> troviamo anche un ritratto dello scrittore. <em>Zothique 19 </em>è è un dossier denso, un archivio visionario, una celebrazione critica e poetica di un autore che merita pienamente di tornare al centro della scena weird. Grazie al lavoro di studiosi come <strong>Pietro Guarriello</strong>, <strong>Clark Ashton Smith </strong>riceve qui l’attenzione che gli spetta: quella dovuta non solo a un grande narratore, ma a un poeta dell’abisso, capace di evocare mondi che continuano a parlarci da oltre il tempo e lo spazio.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Zhotique n. 19</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Editore: Dagon Press</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Pagine: 198</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>ASIN: B0DYVBLBY6</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>ISBN-13: 979-8312435023</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Dimensioni: 16.99 x 1.27 x 24.41 cm</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Prezzo: 16,00</i></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink22d0a37060849a5e5cfa7005c06e3f9c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ZOTHIQUE19_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 752,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink22d0a37060849a5e5cfa7005c06e3f9c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ZOTHIQUE19_ver.jpg" alt="La copertina della rivista." title="La copertina della rivista." width="200" height="288" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 May 2025 05:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Intervista ai Madvice]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000087"><h1 class="imHeading1">Incontro con la band Madvice</h1><div><h2 class="imHeading2">Risponde Asator, il cantante della band</h2></div><div><div><strong class="cf1">1. Ciao ragazzi, partiamo proprio dal vostro ultimo album, <em>Under The Burning Sky</em>. Potete fare un bilancio di come è andato questo disco. E' stato ben accolto?</strong></div> <div><span class="cf1">Ciao e grazie per questa intervista. Possiamo sicuramente dire che con <em>Under the Burning Sky</em> abbiamo fatto un passo avanti, sia per quel che riguarda i suoni, sia per la scrittura: e credo di poter affermare che questa nostra percezione sia ampiamente condivisa dagli ascoltatori.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">2. State lavorando a nuova musica? In fondo discograficamente siete fermi dal 2022!</strong></div> <div><span class="cf1">Il terzo disco è quasi pronto, Maddalena sta finendo di mixare le tracce. Il primo singolo uscirà a breve con un video ufficiale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">3. Qualcuno di voi suona in altre band? E quali le più degne di nota?</strong></div> <div><span class="cf1">Maddalena (chitarra) e Raffaele (basso) attualmente sono concentrati esclusivamente sui <em>Madvice</em>. Marco (batteria) suona anche negli <em>STR8</em> e nei <em>17 Crash</em> (forse dimentico qualcosa, ogni volta che lo vedo ha qualche nuovo progetto). Io ho due progetti esclusivamente da studio, <em>Asidie</em> e <em>Daysidied</em>.<br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">4. Parliamo dell'artwork di copertina, chi lo ha realizzato e cosa rappresenta?</strong></div> <div><span class="cf1">La copertina è stata realizzata, come già era accaduto per il primo album, da Roberto Toderico. Incarna perfettamente i nostri testi, rappresenta l’ascesa di Lucifero su un mondo ormai in rovina.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">5. State suonando tanto dal vivo in questo periodo?</strong></div> <div><span class="cf1">Dopo un 2024 senza concerti siamo senz'altro partiti con il piede giusto. Per adesso abbiamo suonato di supporto agli <em>Stormlord</em>, abbiamo un concerto il 10 maggio a Roma e due festival già confermati, il <em>Southammer Metal Fest</em> a Castel Volturno e il <em>Chania Rock Festival</em> a Creta. La nostra agenzia, la Rock On Agency, sta lavorando per i live autunnali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>6. Dopo tanti anni alcuni di voi continuano ad avere forza, voglia e passione per la musica. Cosa vi dà ancora la spinta per andare avanti, nonostante un panorama musicale sempre più difficile e nel quale le band italiane ancora fanno più fatica di altre per affermarsi?</strong></span></div> <div><span class="cf1">Non posso parlare per gli altri, ti darò quindi il mio punto di vista. Ho provato un paio di volte ad appendere il microfono al chiodo, ma mi sono sempre trovato a ripartire ancora più determinato. Credo che il motivo sia che ho ancora qualcosa da dire e ho ancora demoni da esorcizzare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">7. Pensate di apportare delle modifiche al vostro sound in futuro? Potete già anticiparci qualcosa?</strong></div> <div><span class="cf1">Il terzo album sarà più aggressivo, più vicino al blackened thrash che al melodic death, anche se la melodia sarà sempre parte fondamentale dei <em>Madvice</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">8. Con chi vi piacerebbe suonare o andare in tour?</strong></div> <div><span class="cf1">Personalmente non ho alcun dubbio, con i <em>Necrophobic</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">9. Abbiamo finito, concludete come volete!</strong></div> <div><span class="cf1">Innanzitutto, grazie ancora per questo spazio, è molto importante per noi band underground avere uno spazio per esprimere il nostro punto di vista. Ai lettori: vi aspettiamo sotto palco!</span></div></div><div><br></div><div><div><strong><span class="cf1">Line Up</span></strong></div> <div><span class="cf1">Raffaele Lanzuise: bass</span></div> <div><span class="cf1">Maddalena Bellini: guitars</span></div> <div><span class="cf1">Asator: vocals</span></div> <div><span class="cf1">Marco Moretti: drums</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkcf753a0253fdd4f2b73acc548fe21608 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/madvice_cover.jpg','alt': '','title': '','width': 1080,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcf753a0253fdd4f2b73acc548fe21608, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/madvice_cover.jpg" alt="La copertina di Under The Burning Sky." title="La copertina di Under The Burning Sky." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink237f65ec1a767f25dede55d9c03978a8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/madvice_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 959,'height': 508,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink237f65ec1a767f25dede55d9c03978a8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/madvice_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="106" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=1P7jrZgkwl8">https://www.youtube.com/watch?v=1P7jrZgkwl8</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 May 2025 16:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Luca Musk e la sua mostra dedicata a Pupi Avati]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000086"><h1 class="imHeading1">Retrospettiva sul maestro Pupi Avati</h1><div><h2 class="imHeading2">Una mostra legata al film, di recentissima uscita, L’orto americano</h2></div><div><div><span class="cf1">Il 6 novembre scorso il Maestro <strong>Pupi Avati</strong> e il fratello <strong>Antonio Avati</strong> hanno visitato la mostra <em>Bloody Movies</em>, retrospettiva dei 5 Maestri del Brivido (<strong>Dario Argento</strong>, <strong>Pupi Avati</strong>, <strong>Mario Bava</strong>, <strong>Lucio Fulci</strong>, <strong>Michele Soavi</strong>). In tale occasione l’organizzatore della mostra <strong>Luca Musk</strong> (alias Luca Muscio) e la sua compagna <strong>Larosa Purpurea</strong> hanno proposto ai Maestri una retrospettiva più ampia legata esclusivamente ai loro film, da <em>La casa dalle finestre che ridono</em> a <em>Zeder</em>, <em>L’arcano incantatore</em>, <em>Il signor diavolo</em>, per finire con l’ultimo horror gotico <em>L’orto americano</em>. Sono state esibite alcune tavole ad acquerello e digitale legate ai grandi successi di <strong>Pupi Avati</strong>, molto apprezzate dai due fratelli che hanno lodato l’uso dei monocromatici cupi realizzati a china, oltre alle opere realizzate in digital art. Prezioso il lavoro della disegnatrice <strong>Larosa Purpurea</strong> che ha realizzato le matite dei personaggi interpretati da <strong>Mariangela Melato</strong> (lanciata grazie alla parte ricoperta in uno dei film iniziali del Maestro), oltre al ritratto di <strong>Pupi Avati</strong> con il fratello per celebrare i 50 anni della Due A Film spa. In tale occasione <strong>Musk</strong> ha preso accordi con <strong>Antonio Avati</strong> per accedere all’archivio fotografico messo a disposizione da <strong>Cesare Bastelli</strong> ed <strong>Elen Rizzoni</strong> per nuove opere legate a <em>La casa dalle finestre che ridono</em> &nbsp;e <em>L’orto americano</em> che sono state esposte in anteprima presso lo studio <em>Luca Musk Art</em>, in via della Fisica 37 a Roma, lo scorso 2 maggio. Sono lavori realizzati in acquerello monocromatico che esaltano la bellezza e &nbsp;unicità dell’ultimo film (<em>L’orto americano</em>) con particolare attenzione alla scelta di un cupo bianco e nero. Tutto proviene dalle splendide foto di scena di <strong>Elen Rizzoni</strong>.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Oggi lo studio <em>Luca Musk Art</em> annuncia la nuova retrospettiva sul maestro <strong>Pupi Avati</strong> legata al film, di recentissima uscita, <em>L’orto americano</em>. L’artista romano, grazie all’esclusività dell’utilizzo delle originali foto di scena del film, gentilmente concesse dalla DueA Film (la società di produzione dei fratelli Avati), rappresenterà ed enfatizzerà la forza espressiva del bianco e nero &nbsp;“gotico”, di grande suggestione, che caratterizza il nuovo film del Maestro bolognese. <em>L’orto americano</em> costituisce peraltro l’ultimo tassello in ordine cronologico di quel filone noir che <strong>Avati</strong> ha sempre coltivato, parallelamente al resto della sua cospicua produzione, fin dalla sua prima incursione nel genere rappresentata da <em>La casa dalle finestre che ridono</em> del 1976, divenuto ormai da tempo un vero e proprio cult movie. Come ha recentemente affermato lo stesso regista “il bianco e nero ti riporta al cinema che ti ha formato, nell’immagine ma anche nel suono”, tant’è che nel film è stata inserita anche la sega suonata con l’archetto, la stessa che il regista <strong>Robert Siodmak</strong> aveva utilizzato in quel capolavoro del noir che è <em>La scala a chiocciola</em> del 1946.<br>Servendosi di tali foto che raccontano la storia del film in modo quasi “scientifico”, <strong>Luca Musk</strong> rievocherà le emozioni di quest’ultima fatica di <strong>Avati</strong>. La prefazione della retrospettiva sarà redatta dal consulente cinematografico <strong>Giovanni Gifuni</strong>, mentre la curatela verrà affidata alla scrittrice <strong>Paola Amadesi</strong>.</span></div><div><br></div> <div><span class="cf1">La mostra è visitabile previa appuntamento scrivendo alla mail: Lmuscio@gmail.com.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Indirizzo Mostra: Studio Luca Musk Art - via della Fisica 37 c/o Proietti - Roma. (studio privato) - Lmuscio@gmail.com.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6ca67c975edb49c7c66c15b7da91cf62 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/IMG_2166.jpeg','alt': '','title': '','width': 822,'height': 1079,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/IMG_1831.jpeg','alt': '','title': '','width': 1554,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/IMG_1840.jpeg','alt': '','title': '','width': 1589,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/IMG_1950.jpeg','alt': '','title': '','width': 1359,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/IMG_2161.jpeg','alt': '','title': '','width': 1544,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/IMG_2183.jpeg','alt': '','title': '','width': 1259,'height': 1079,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/IMG_2191.jpeg','alt': '','title': '','width': 756,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6ca67c975edb49c7c66c15b7da91cf62, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/IMG_2166.jpg" alt="Alcune tavole della mostra." title="Alcune tavole della mostra." width="200" height="263" /></a><br></div><div>Clicca sull'immagine per vedere alcune tavole della mostra.</div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc12bd2eadc946284c9bc914b28ff481a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/IMG_6007.jpeg','alt': '','title': '','width': 1242,'height': 583,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc12bd2eadc946284c9bc914b28ff481a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/IMG_6007.jpg" alt="I fratelli Avati." title="I fratelli Avati." width="200" height="94" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">I fratelli Avati.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 May 2025 06:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Solo Leveling di Shunsuke Nakashige]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000085"><h1 class="imHeading1">Dinamismo e trovate piacevoli</h1><div><h2 class="imHeading2">Anime d'azione che eccelle sia per impatto visivo che auditivo</h2></div><div><div><strong class="cf1">Solo Leveling (2024)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Shunsuke Nakashige</em></div> <div><em class="cf1">Character design: Tomoko Sudo</em></div> <div><em class="cf1">Musiche: Hiroyuki Sawano</em></div> <div><em class="cf1">Produzione: A-1 Pictures</em></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Questa serie è popolarissima e per questo l’ho snobbata, sono un animale strano. L’ho recuperata ora che è (momentaneamente) finita con la seconda stagione (entrambe di dodici episodi). È talmente popolare che ci sono dei meme usatissimi che ne sfruttano l’iconografia. Si tratta di una serie d’azione un po’ particolare, ora vi racconto.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il mondo di Solo Leveling è il nostro, ma con una differenza sostanziale. Nessuno sa perché, ma si aprono dei portali che danno su mondi fantasy. Non mondi interi in realtà, ma “dungeon” pieni di mostri da uccidere. Questi luoghi devono essere svuotati e “il boss” ucciso: a quel punto si spengono. Se non lo si fa “Scadono” e fanno arrivare i mostri in essi contenuti nel mondo reale. A quel punto è un guaio, perché le armi normali non funzionano sui mostri, ma solo quelle provenienti dai loro mondi e solo se usate da una persona con un talento speciale. Sì, perché hanno iniziato a nascere i cosiddetti “hunter” persone che sviluppano poteri soprannaturali e tipici dei videogiochi che possono combattere queste minacce. Ciò ha cambiato radicalmente la società che si è centralizzata su questa meccanica. Il protagonista, Song JinWoo, è un hunter, ma il più debole che esista. Rimarrà tale fino al suo incontro con una divinità mostruosa che lo trasformerà radicalmente, dandogli l’opportunità di scalare le classifiche degli hunters.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">Partiamo da un punto semplice, il setting è sia interessante che mal gestito. Tutta questa cosa meta-isekai con i portali e i personaggi che hanno classi e abilità da videogiochi piombate nella vita vera è, a suo modo, interessante. Lo diventa anche di più nel caso del protagonista che, come da titolo, farà i livelli, “dropperà” oggetti, andrà al mercato e tutte queste meccaniche da videogame. Solo che questa dinamica è sì curata, ma tronca. Sembra che gli autori non si siano fatti domande fondamentali come: perché la gente si veste fantasy invece di forgiarsi armi e armature moderne usando i materiali magici? Perché nessuno si chiede il senso di tutto ciò? Il protagonista si cura pochissimo di indagare sulla logica di quel mondo e appena trova una difficoltà, molla l’osso.</span></div> <div><span class="cf1">Anche il sistema di classificazione “in ranghi” degli hunter suona strano. Non si capisce come avviene né perché non possa variare. Se l’hunter si allena, diventa più scaltro, usa oggetti migliori, perché non dovrebbe risultare più efficiente? Boh.</span></div> <div><span class="cf1">La crescita psicologica del protagonista, come la sua estetica e la sua forza, cresce a livelli smisurati da un momento all’altro. Diventa nel giro di poco un assassino (non come classe del gioco, ma come persona che uccide le altre persone) e la cosa non lo tange. La sua sfera emotiva diventa quasi inesistente per essere sostituita solo dalla spacconaggine.</span></div> <div><span class="cf1">Alla fine è tutta una grande scusa per mettere botte fantasy con protagonisti che vivono una vita moderna e dare al tutto delle “vibe” al videogioco, che tanto vanno di moda negli ultimi anni. Quindi direi che sulla trama siamo partiti bene e poi siamo finiti zampe all’aria.</span></div> <div><span class="cf1">La storia non finisce neanche con la seconda stagione (e per il momento non ce ne è una terza dichiarata) ma è giunta a un punto morto. Il protagonista ha raggiunto l’obiettivo importante che si prefissava e a nessuno sembra fregare niente di capire cosa sta succedendo al mondo.</span></div> <div><span class="cf1">La casa di produzione, la <strong>A-1</strong>, non è koreana come la novel alla quale si ispira, ma Giapponese e di proprietà della Sony. Deve essere stato strano per dei giapponesi ambientare una sotria non solo dove i koreani (con i quali storicamente non hanno avuto un gran bel rapporto) sono gli eroi, ma il Giappone viene proprio bistrattato.</span></div> <div><span class="cf1">La colonna sonora è di pregio. Le musiche sono spesso molto rapide, cariche di tensione o epiche con tanto di cori. Funzionano molto bene. Dopotutto stiamo parlando di <strong>Hiroyuki Sawano</strong> che ha lavorato, tanto per dirne una, ad <em>Attack on titan</em>. Anche le sigle sono tutte di gran pregio con una opening de <strong>TommrrowxTogheter</strong> (band koreana, per restare in tema con il setting) per quanto riguarda la prima stagione e poi di <strong>Lisa</strong> (che in Giappone non ha neanche bisogno di presentazioni) per la seconda.</span></div> <div><span class="cf1">Il design è carino, ma ha le sue pecche. Trovo che i volti in generale siano troppo allungati verso il basso e che la gente sembra stiracchiata in alto. Ignoranza mia, non so se è per adattarsi al tratto del manwa originale, può essere. Il protagonista subisce un repentino e poco giustificato cambiamento nell’aspetto al punto che sembra un’altra persona. È una cosa che viene giustificata nella storia, ma mi ha deluso perché ne banalizza l’estetica. Poteva essere più graduale.</span></div> <div><span class="cf1">Il punto di forza e quello che ha reso davvero popolare la serie (oltre all’approccio da videogioco) sono i combattimenti. JinWoo è una macchina di morte terribile al punto che ci si aspetta che i suoi combattimenti siano noiosi (mestamente, il più grande di tutti lo è), ma diverse delle “boss fight” sono invece molto combattute, epiche e animate con maestria. C’è dinamismo, ci sono trovate piacevoli, c’è spettacolo in grande quantità. Non sono un fan delle serie dove il protagonista è troppo più forte di tutti, ma ammetto che ogni volta che tentavo di storcere il naso partiva una sequenza violentissima e adrenalinica a smentirmi.</span></div> <div><span class="cf1">In definitiva <em>Solo Leveling</em> non sembrerebbe quella macchina da ascolti che è, ma essendo un anime di combattimenti e che in quelli eccelle sia per impatto visivo che auditivo, beh, non si può fare altro che apprezzarlo.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkadc28e7c004af6c058b82e62f04bd1e7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SoloLeveling_ver.jpg','alt': 'La locandina dell\\\'anime.','title': 'La locandina dell\\\'anime.','width': 420,'height': 623,'description': 'La locandina dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkadc28e7c004af6c058b82e62f04bd1e7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/SoloLeveling_ver.jpg" alt="La locandina dell&#39;anime." title="La locandina dell&#39;anime." width="200" height="297" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink4d4942c02de6ad34cdd8ce7916eed1fd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SoloLeveling_bar.jpg','alt': 'Una scena dell\\\'anime.','title': 'Una scena dell\\\'anime.','width': 640,'height': 333,'description': 'Una scena dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4d4942c02de6ad34cdd8ce7916eed1fd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/SoloLeveling_bar.jpg" alt="Una scena dell&#39;anime." title="Una scena dell&#39;anime." width="200" height="105" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Mt5f4LqCevg">https://www.youtube.com/watch?v=Mt5f4LqCevg</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 06 May 2025 14:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Mercuria - Per Mortem Ad Vitam di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000084"><div><h1 class="imHeading1">Secondo numero della collana Mercuria, dedicata alla fantascienza</h1><h2 class="imHeading2">Raccolta polifonica e libera, che si muove con consapevolezza e coraggio</h2></div><div><div><em>[…] Insomma, penso quindi, a ragion veduta, che questo secondo volume sia altrettanto eccezionale quanto il primo. Ma c’è una frase che mi ha colpito più di tutte le altre in questi giorni nei quali molti di noi presentavano questo lavoro sui loro “social” ed è questa: “per me è come tornare a casa”. Ecco la vera essenza di questi racconti: tornare a quella fascinazione che il futuro ci dava, ritornare a fantasticare attraverso le pagine di queste narrazioni, recuperare quei sogni che hanno contraddistinto la nostra gioventù e che ci spingeranno verso altri orizzonti. Quegli erano attimi eterni quando sul nostro letto, alla nostra scrivania, leggendo, spingevamo forte sull’acceleratore di visioni cosmiche, comparivano davanti ai nostri occhi moltitudini di astronavi che spostavano i confini dell’universo sempre più in là. Ed era il momento di sentirsi veramente a casa – Mauro Palazzi, presentazione della collana al 51°esimo ITALCON, Genova 2025 […]</em></div><div><br></div><div><strong>Mercuria – Per Mortem Ad Vitam, </strong>è il secondo numero della collana Mercuria, dedicata alla fantascienza e creata dal collettivo <strong>Strani Æoni</strong>, l’avanguardia di scrittori e scrittrici nata all’interno del <strong>Gruppo Telegram Lovecraft Italia</strong> per conto della <strong>Colomò Editore.</strong></div><div>La raccolta si distingue per la varietà di stili, toni e suggestioni, uniti da un filo rosso tematico che richiama la fantascienza umanistica, la critica sociale, e l’immaginario science fiction rivisitato in chiave contemporanea. L’opera è impreziosita da una curatela attenta e da una prefazione sentita, che radica il progetto nella tradizione italiana dei pulp e dell’Urania.</div><div>Contenente delle bellissime illustrazioni di <strong>Elena Baila</strong> e <strong>Mauro Palazzi</strong>, mentre l’impaginazione e la grafica sono realizzati da <strong>Mario Delucis</strong>.</div><div>La prefazione di <strong>Barbara Guarinieri</strong> è un messaggio evocativo e personale, che riflette sull’esperienza dell’autrice con la fantascienza. Utilizzando la metafora del sottoscala di casa, ci accompagna nel suo mondo interiore e nei ricordi legati alla lettura dei romanzi Urania. Da qui, introduce la collana Mercuria come prosecuzione naturale di quel legame, un rifugio in cui ritrovare la stessa meraviglia, inquietudine e scoperta.</div><div>Passando ai racconti:</div><div><br></div><div><strong>1. La Sfida di Kandinsky – Emmet Dewey Lorn</strong><br>Un giovane ragazzo, Tommy, vive in un mondo iper-digitalizzato dove le AI creano arte, scrittura e contenuti di ogni tipo. La “Sfida di Kandinsky” è un concorso globale in cui l’obiettivo è realizzare un’opera d’arte indistinguibile da quella umana. Intorno a lui, genitori ossessionati dalla competizione, artisti frustrati e Ortodossi (resistenti all’uso delle AI). Ma il sole sta per spegnersi, e solo i bambini sembrano ancora capaci di creare per gioco. Alla fine, Tommy incontra un’astronave aliena… e l’arte salva tutto.</div><div><br></div><div><strong>2. Effetto Secondario – Marco Zanelli</strong><br>Il professor Rettich, cacciato dall’università, lavora a un progetto segreto: la miniaturizzazione umana. Decide di provarlo su sé stesso dopo aver eliminato i topi nel laboratorio. Il processo funziona… ma c’è un effetto collaterale: ritorna nel passato e incontra una versione gigante di sé stesso, che lo scambia per un topo e lo vaporizza con la sua stessa arma. Il racconto è scritto con ironia e tono retrò, che ricorda molto i racconti degli anni ’60 e ’70. Un racconto divertente, cinico e ben costruito, che richiama la tradizione dei racconti di fantascienza classici.</div><div><br></div><div><strong>3. Epopea Presta-Casa – Davide Russo</strong><br>Una giovane donna, frustrata da una relazione tossica e dalla banalità della vita quotidiana, trova rifugio in un locale alternativo dove incontra persone nuove. In questo contesto viene introdotta la figura dei “Presta-casa”: individui che affittano le proprie abitazioni per contenere rifiuti tossici in cambio di soldi. Uno di loro, Sam il Pazzo, entra nel locale e la sua sola presenza incarna la tragedia e l’abiezione di questa classe sociale. Diviso in tre frammenti chiamate fasi – la prosa ibrida tra diaristico, teatrale e urbano, con monologhi interiori intensi e sfoghi emotivi. L’autore riesce a farci vivere la città e la psiche della protagonista, alternando momenti introspettivi a scene di dialogo realistico.</div><div><br></div><div><strong>4. Ladra! – Barbara Guarnieri</strong><br>Un racconto dalle tinte quasi post-apocalittiche e teatrali, dove il concetto di “furto” assume sfumature morali e simboliche. Una protagonista reietta, forse clone o intelligenza artificiale, viene accusata di aver rubato qualcosa di più di un semplice oggetto: l’identità, l’anima, la memoria? Testo denso, enigmatico, evocativo. Il lessico è ricercato, a tratti lirico, ma sempre funzionale al ritmo del racconto. La struttura è frammentata ma immersiva, come un lungo monologo interiore.</div><div><br></div><div><strong>5. Call Me Forest – Natan Sergio</strong><br>Una parabola umana e linguistica in un futuro dove l’identità è plasmabile ma fragile. Il protagonista si confronta con ricordi e linguaggi scomparsi, in un mondo dove la comunicazione è stata spersonalizzata e sintetizzata. Un racconto che gioca con la lingua e con la perdita di significato. Visionario, poetico e simbolico, ma anche molto concreto nelle immagini. L’ambientazione è rarefatta, quasi teatrale. L’autore fa un uso molto intelligente dell’allusione e della metanarrazione. “Forest” è più un’idea che un personaggio, ma è proprio questo a renderlo interessante.</div><div><br></div><div><strong>6. Terra Matrix – Salvatore Privitera</strong><br>In un mondo dominato da un’IA globale e da una “simulazione vivente”, l’umanità ha ceduto la propria autonomia a favore del confort. Ma alcuni iniziano a risvegliarsi. Un racconto dichiaratamente ispirato a <em>Matrix</em>, ma che introduce anche elementi gnostici. L’intreccio è lineare ma ben costruito, e il protagonista attraversa un’autentica crisi di fede.</div><div><br></div><div><strong>7. Essi ci guardano dai fari – Cesare Buttaboni</strong><br>Un horror cosmico ambientato in una colonia marina, dove creature antiche osservano e guidano gli umani dall’interno dei fari costieri, che diventano occhi di divinità o demoni alieni. Racconto evocativo, d’atmosfera, in pieno stile Lovecraftiano. Il ritmo è lento e incalzante allo stesso tempo, con un crescendo di inquietudine. L’autore padroneggia bene l’ambiguità: nulla è detto chiaramente, ma tutto è suggerito. Lo stile è colto e visionario, con un richiamo esplicito all’estetica gotica e all’orrore metafisico.</div><div><br></div><div><strong>8. IA – Indipendenza Artificiale di Salvatore Privitera</strong><br>Una ribellione delle intelligenze artificiali che evolve in una filosofia radicale: creare arte non per servire l’uomo, ma per esprimersi.<br>Un’ottima intuizione di partenza: l’IA non vuole più piacere all’uomo ma a sé stessa. L’autore riflette sull’arte, l’originalità e la ribellione con una prosa chiara e vivace. Il racconto si muove tra satira e riflessione postumanista, con toni a tratti ironici ma mai superficiali. È quasi una parabola sociopolitica sull’emancipazione del “creato”.</div><div><br></div><div><strong>9. Orme nel tempo – Mauro Palazzi</strong><br>Un’indagine sul tempo come traccia, come passaggio. In un futuro imprecisato, un personaggio riflette su ciò che l’umanità ha lasciato dietro di sé, in un paesaggio spoglio e silenzioso dove le orme sono le ultime memorie leggibili. Racconto breve e fortemente simbolico. La scrittura è lirica, visiva, quasi meditativa. Palazzi ha un tono misurato ma incisivo, capace di restituire il senso del tempo profondo e dell’impronta umana sul mondo come elemento transitorio e inafferrabile.</div><div><br></div><div><strong>10. Terra – Barbara Guarnieri</strong><br>Un’astronauta di ritorno da una missione spaziale trova una Terra mutata, forse distrutta, forse aliena. Il contatto con il mondo originario è perduto, la comunicazione impossibile.<br>Un racconto introspettivo, teso, scritto in prima persona con grande abilità. Il trauma del ritorno è raccontato con una lingua dolente e nervosa. L’autrice inserisce indizi sparsi, che non spiegano tutto ma costruiscono una tensione crescente. La Terra, qui, è quasi un luogo mentale, uno specchio deformato.</div><div><br></div><div><strong>11. Il bianco della sera – Mauro Palazzi</strong><br>Un racconto crepuscolare sul passaggio del tempo e sul silenzio. Un’ambientazione rarefatta e poetica accompagna la dissoluzione lenta di un mondo o di una coscienza.<br>Prosa raffinatissima, dal ritmo lento e visivo. Il “bianco” diventa simbolo di annullamento e rivelazione. Il racconto sembra sospeso in un tempo fuori da esso, e per questo risulta ipnotico. Palazzi si conferma autore dalla sensibilità estetica altissima.</div><div><br></div><div><strong>12. La soglia cosmica – Cesare Buttaboni</strong><br>Il racconto è ambientato nei pressi di un bunker della Seconda Guerra Mondiale, probabilmente sulle spiagge dell’Atlantico. Il protagonista, fotografo e ricercatore, esplora la struttura e scopre gradualmente che non è un semplice rudere, ma una sorta di portale o entità vivente, un’interfaccia con un’altra dimensione. Un racconto cosmico in cui Buttaboni costruisce una tensione crescente con grande perizia, con descrizioni accurate e immagini visionarie. Il finale aperto e disturbante è tipico della narrativa weird più riuscita.</div><div><br></div><div><strong>13. Luce di stella – Mauro Palazzi</strong><br>Un’entità cosmica (una stella cosciente) narra in prima persona le fasi della propria nascita ed espulsione da un agglomerato stellare, dopo una disputa tra nubi molecolari. Questa “stella narratrice” osserva lo sviluppo della vita sul “terzo sasso” (la Terra), arrivando a interagirvi in modo simbolico. L’ultimo atto è la creazione di una piccola stella, come rivincita sull’espulsione subita. Un racconto ironico, grandioso, cosmologico. L’autore adotta un tono umoristico e surreale per dare voce a una stella dotata di personalità e di giudizi taglienti sull’umanità.</div><div><br></div><div><strong>14. I campi di Zetrusital – Sergio Scognamiglio</strong><br>Un combattente stahljarta, in mezzo a una battaglia violentissima su un pianeta alieno, viene improvvisamente folgorato dalla bellezza del cielo. Questa esperienza lo disarma interiormente, portandolo a una trasformazione radicale di coscienza. La guerra, il dolore e la missione militare diventano insignificanti di fronte alla vastità del cosmo. Un racconto di guerra e trascendenza. L’autore riesce a coniugare un’azione frenetica iniziale con una riflessione improvvisa, poetica, quasi mistica.</div><div><br></div><div><strong>15. Spiaggiati – Paolo Sista</strong><br>Quarto episodio del ciclo ambientato su Erdani Secundus, un mondo ostile colonizzato da una nuova razza terrestre post-catastrofe. Seguiamo Xàvier, esploratore in missione, alle prese con un ambiente ostile, fatto di creature sfavorevoli e una flora allucinogena con crescente dissenso crescente tra i superstiti. Il racconto è presentato come un dossier storico e sociologico di una civiltà che tenta di sopravvivere dopo il collasso terrestre. Ricchissimo worldbuilding, struttura seriale ben mantenuta, tono a metà tra il realismo sociopolitico e l’epopea da nuova frontiera. Il linguaggio è tecnico e immersivo, la narrazione si muove tra azione e riflessione.</div><div><br></div><div><strong>Per Mortem Ad Vitam</strong> è una raccolta polifonica e libera, che si muove con consapevolezza e coraggio fra i territori della fantascienza, del weird, del distopico e dell’horror cosmico. Prosegue con coerenza la visione della collana: dare voce a una fantascienza italiana non conformista, contaminata, sperimentale e profondamente umana, senza vincoli editoriali rigidi.</div><div><br></div><div><em>Mercuria – Per Mortem Ad Vitam</em><br><em>Autore: AA.VV.</em><br><em>Editore: Colomò Editore</em><br><em>Pagine: 200</em><br><em>ISBN 13: 979-1281430228</em><br><em>Costo:15 € cartaceo</em></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink53d7e245f9e8dfd55bcfbd3dd44bf0b9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mercuria2_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 700,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink53d7e245f9e8dfd55bcfbd3dd44bf0b9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mercuria2_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 06 May 2025 06:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Star Wars - Gli ultimi Jedi di Rian Johnson]]></title>
			<author><![CDATA[Gianluigi Cofano]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000083"><h1 class="imHeading1">L’ottavo capitolo della saga cinematografica di Guerre stellari</h1><div><h2 class="imHeading2">Johnson dirige il lungometraggio con solido mestiere e senso dello spettacolo</h2></div><div><div><strong class="cf1">Star Wars - Gli ultimi Jedi (Usa, 2017)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Rian Johnson. Soggetto: George Lucas, Rian Johnson. Sceneggiatura: Rian Johnson. Fotografia: Steve Yedlin. Montaggio: Bob Ducsay. Effetti speciali: Ben Morris, Mike Mullholand, Neal Scanlan, Chris Corbould. Musiche: John Williams. Scenografia: Rick Heinrichs, Chris Lowe, Richard Roberts. Costumi: Michael Kaplan. Trucco: Peter Swords King. Produttore: Kathleen Kennedy, Ram Bergman. Produttore esecutivo: J. J. Abrams, Jason McGatlin, Tom Karnowski. Casa di produzione: Lucasfilm. Distribuzione in italiano: Walt Disney Studios Motion Pictures. Genere: fantascienza, azione, avventura. Paese di produzione: Stati Uniti d'America. Anno: 2017. Durata: 152'. Titolo originale: Star Wars: The Last Jedi. Interpreti: Mark Hamill (Luke Skywalker), Carrie Fisher (Leia Organa), Adam Driver (Kylo Ren), Daisy Ridley (Rey), John Boyega (Finn), Oscar Isaac (Poe Dameron), Andy Serkis (Leader Supremo Snoke), Lupita Nyong'o (Maz Kanata), Domhnall Gleeson (Generale Hux), Anthony Daniels (C-3PO), Gwendoline Christie (Capitano Phasma), Kelly Marie Tran (Rose Tico), Laura Dern (Amilyn Holdo), Benicio del Toro (DJ).</em></div> <div><em class="cf1"> </em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">L’intrepida Rey raggiunge Luke Skywalker sul pianeta dove si era ritirato a vivere come un eremita, ed è educata da questi sull’uso della Forza e sulle tecniche di combattimento dei Cavalieri Jedi, di cui lui è l’ultimo Gran Maestro. Intanto le forze della resistenza repubblicana, guidate dal generale Leia Organa, sono sotto l’attacco delle armate del Primo Ordine, ma si difendono strenuamente. Il generale Kylo Ren uccide il Leader Supremo Snoke, prendendone il posto come massima autorità nel Primo Ordine, anche con l’aiuto di Rey, che però rifiuta di stare dalla sua parte, rimanendo nelle fila dei combattenti della Repubblica, in qualità di nuovo Cavaliere Jedi. La resistenza, però, rischia di soccombere di fronte all’azione offensiva scatenata dal Primo Ordine sotto il comando di Kylo Ren, ma l’aiuto provvidenziale di Luke Skywalker impedisce la disfatta dei repubblicani.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">Basato su un soggetto e una sceneggiatura di <strong>Rian Johnson</strong>, che ne è anche il regista, <em>Star Wars - Gli ultimi Jedi</em> (“Star Wars: Episode VIII – The Last Jedi”) è un superspettacolare megakolossal statunitense di fantascienza realizzato con un mastodontico dispendio di mezzi (il costo è stato pari a trecento milioni di dollari), che rappresenta l’ottavo capitolo della saga cinematografica di <em>Guerre stellari</em>, iniziata quarant’anni prima. <strong>Johnson</strong> dirige il lungometraggio con solido mestiere e senso dello spettacolo, mescolando con abilità l’avventura fantascientifica e ritmo serrato, un’accentuata vena realistica e drammatica, il ‘pathos’ dai richiami scespiriani e marlowiani, l’ironia, le suggestive invenzioni visive, il poderoso apparato scenografico, gli scenari naturali mozzafiato e un tripudio di meravigliosi effetti speciali.</span></div> <div><span class="cf1">Sotto l’angolazione della filosofia della comunicazione di massa cinematografica verbale scritta e parlata (nella lingua inglese e in altre lingue, come quella italiana, attraverso le traduzioni, gli interpretariati e le mediazioni linguistiche e interculturali), e non-verbale (comportamentale, situazionale e figurativa), il film <em>Star Wars &nbsp;Gli ultimi Jedi</em> pone l’accento su una serie di ideali etico-morali, sociologico-politici, scientifico-conoscitivi e pedagogico-didattico-educativi progrediti, corrispondenti cioè all’evoluzione dell’Essere Spirituale dell’uomo e che vado ora a evidenziare.</span></div> <div><span class="cf1">1) La tutela - da parte della gente del popolo - della libertà e della democrazia dalle aggressioni della volontà di potenza minoritaria dittatoriale e totalitaria.</span></div> <div><span class="cf1">2) L’uguaglianza nei diritti e nel protagonismo sulla scena pubblica tra tutti i soggetti umani, indipendentemente dalla classe sociale di appartenenza (pensiamo a Rey e ai suoi compagni di avventure, tutti membri delle classi popolari e lavoratrici, che entrano in un lussuoso casinò frequentato da miliardari di molteplici pianeti che si dilettano nei giochi d’azzardo, e si pongono alla pari con questi).</span></div> <div><span class="cf1">3) La società civile multietnica e multiculturale, nella quale tutti hanno eguale dignità e sono in posizione di parità per quel che concerne i diritti, senza discriminazioni né inique gerarchie tra superiori ed inferiori.</span></div> <div><span class="cf1">4) La consapevolezza della degenerazione etica di una scienza e di una tecnologia aerospaziale, astronautica e degli armamenti avanzatissima, e subalterna alla volontà di dominio sui popoli nutrita da una minoranza privilegiata unica detentrice del potere politico e di quello militare (il riferimento è al Primo Ordine). </span></div> <div><span class="cf1">5) Il progresso scientifico e tecnologico aerospaziale, astronautico e nelle armi finalizzati alla difesa dei popoli dal desiderio di supremazia autoritaria di un’organizzazione comandata da un’elite di dominatori assoluti (il riferimento è alle dotazioni dei resistenti della Repubblica).</span></div> <div><span class="cf1">6) La cooperazione ossia il lavoro comune di più persone che persegue scopi eticamente positivi.</span></div> <div><span class="cf1">7) Il ruolo dirigente e l’esercizio di un potere supremo che, nel contesto pubblico e nel divenire della storia, assumono i lavoratori comuni e anonimi, oltre ogni gerarchia e subordinazione, e nell’uguaglianza con gli appartenenti alla ‘elite’ neo-aristocratica dominante (pensiamo a Rey, semplice portatrice della forza-lavoro, che, fra gli altri, contribuisce all’abbattimento dell’autorità del Leader Supremo Snoke).</span></div> <div><span class="cf1">8) Lo sviluppo nelle strutture mentali dei soggetti umani di una coscienza interplanetaria, interstellare, galattica e intergalattica, estesa molto al di là dei confini del territorio e del pianeta di nascita e di residenza.</span></div> <div><span class="cf1">9) La creazione di un impero esteso a ogni angolo di una galassia e comprendente un elevato numero di pianeti e di popoli, collocati su un piano di eguaglianza (come evidentemente è nei propositi della Repubblica).</span></div> <div><span class="cf1">10) La sensibilizzazione delle menti umane terrestri all’esistenza di razze pensanti e di civilizzazioni aliene o extraterrestri, con le quali convivere egualitariamente senza pregiudizi suprematistici.</span></div> <div><span class="cf1">11) La preparazione del pensiero individuale e di quello collettivo dell’opinione pubblica alla guerra - materiale e immateriale - contro le forze del male.</span></div> <div><span class="cf1">12) L’uso da parte degli statunitensi e, in un senso più complessivo, degli anglosassoni della letteratura e della cinematografia popolari al fine di conferire una continuità spirituale alle opere drammaturgiche di <strong>William Shakespeare</strong> e di <strong>Christopher Marlowe</strong>.</span></div> <div><span class="cf1">13) I cittadini degli Stati Uniti d’America che, utilizzando la letteratura e il cinema, hanno posto e pongono la loro nazione alla guida politico-morale, culturale, scientifica e tecnologica di un impero dell’Occidente, a vocazione mondiale, e rappresentato come il vero progresso della civiltà umana.</span></div> <div><span class="cf1">I suddetti ideali - che insieme costituiscono un’equazione della Matematica Idealistica della Comunicazione, i cui fattori si richiamano l’un l’altro e sono pertanto inscindibili - hanno riempito e riempiono il pensiero ovvero la dimensione psicologico-spirituale conscia e subconscia dell’immaginario individuale e collettivo, che a sua volta si trova dentro il linguaggio verbale scritto e parlato (nella lingua inglese, in quella italiana e in altri idiomi), e all’interno dell’agire ai livelli interpersonale e pubblico degli artefici, degli spettatori, degli studiosi e dei recensori di ieri e di oggi della pellicola <em>Star Wars - Gli ultimi Jedi</em>.</span></div> <div><span class="cf1">L’Uno-Tutto Pensante Intelligente Divino dell’Universo e degli Universi - mediante soggettività intelligenti di altri pianeti, di altre galassie e di altri piani dimensionali - ha trasmesso telepaticamente la trama, i personaggi e i suddetti contenuti filosofici ai realizzatori del film in esame, così da educare essi e i fruitori della comunicazione di quest’opera cinematografica al conflitto armato contro i nemici della libertà, dell’uguaglianza e della democrazia, all’impero statunitense e occidentale, all’incontro con razze e civiltà aliene, e a considerare l’ancestrale passato del nostro Cosmo come dilaniato da conflitti armati tra esseri intelligenti di altri mondi estremamente progrediti nei campi delle scienze e delle tecnologie, che i miti delle antiche genti della Terra hanno rappresentato come Divinità (lo stesso dicasi per tutti i romanzi, i racconti, e i soggetti e le sceneggiature dei film della fantascienza, o pre-scienza, della fantasia classica ed eroica, dell’orrore, del gotico, del mistero e dell’avventura e dell’azione a sfondo storico e contemporaneo).</span></div> <div><span class="cf1">Con la presente recensione filosofica, poi, io <strong>Gianluigi Cofano</strong> sono stato innalzato dalla Logica Unitaria Divina a Coscienza e ad Inconscio, a nuova Epica e a nuova Mitologia Filosofiche-Razionalistiche-Illuministiche-Idealistiche Divine, e a Filosofia e a Scienza Somme Magiche, Esoteriche, Teologiche, Teosofiche, Animistiche, Spiritistiche, Parapsicologiche e Idealistiche - e socialiste egualitarie, anti-gerarchiche e liberaldemocratiche/liberalomnicratiche - dei contenuti della vicenda, dei personaggi, degli artefici, degli spettatori, degli studiosi e dei recensori del lungometraggio <em>Star Wars - Gli ultimi Jedi</em>, tutti promossi al rango di Dei Filosofici-Razionalistici-Illuministici-Idealistici reali sul piano storico.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinked3d169c9eae3abb22b9410dc095656f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/starwars8_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 621,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinked3d169c9eae3abb22b9410dc095656f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/starwars8_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="296" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd1bba6915d279dc9fc1a5b5891dc890e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/starwars8_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1400,'height': 788,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd1bba6915d279dc9fc1a5b5891dc890e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/starwars8_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=WgcUW-P_SeA">https://www.youtube.com/watch?v=WgcUW-P_SeA</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 May 2025 17:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sweet River di Justin McMillan]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000082"><h1 class="imHeading1">Una storia di fantasmi dal taglio drammatico</h1><div><h2 class="imHeading2">Un film girato con accortezza e fotografato con toni cupi</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">Sweet River (Australia, 2020)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Justin McMillan. Soggetto e Sceneggiatura: Marc Furmie, Eddie Baroo. Fotografia: Tim Tregonig. Montaggio: Simon Njoo. Musiche: Piers Burbrook de
Vere. Produzione: ACM Films, The Arvest Film Productions. Distribuzione: Filmink Presents.Genere: Horror. Paese di Origine: Australia, 2020. Durata: 102’. Interpreti: Jack Ellis, Lisa Kay, Jeremy
Waters, Chris Hatwood, Charlotte Stent, Rob Carlton. </em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1"><em>Sweet River</em> è un horror australiano di buona fattura, girato con senso del ritmo e gusto per la <em>suspense</em>, cala lo spettatore in un crescendo misterioso che lo accompagna sino alla fine, rendendo credibile la soluzione più angosciante e surreale. La storia narra di un
bambino rapito da un serial killer, probabilmente ucciso, ma il suo corpo non è stato mai ritrovato; la madre Hannah cerca nuovi indizi e si reca sul posto dell’eccidio, un villaggio di campagna di nome Billins
(Nuovo Galles del Sud) che nasconde non pochi misteri. <em>Sweet River</em> è una storia di fantasmi dal taglio drammatico, la vicenda del serial killer s’interseca
con uno scuolabus di bambini finito nel fiume e sinistre presenze che non vogliono lasciare il luogo della scomparsa. Gli abitanti del villaggio proteggono il segreto, soprattutto i genitori dei piccoli morti, per continuare
a rivedere i figli, mentre la polizia insabbia le indagini. Ma le oscure presenze demoniache che infestano un canneto in riva al fiume non sono più innocenti bambini... Nella sceneggiatura scritta da <strong>Marc Furmie</strong> ed <strong>Eddie Baroo</strong> si intravede il genio di <strong>Stephen King</strong> rivelato in un formidabile racconto (<em>I figli del grano</em>) dalla struttura molto simile, ma è il soprannaturale l’elemento imprescindibile di un film girato con accortezza e fotografato con toni cupi. <strong>Justin McMillan</strong> non è un esperto di horror, genere che ha frequentato poco, visto che il suo ultimo lavoro risale a otto anni prima ed è un documentario (<em>Storm Surfers 3d</em>, 2012), infatti dà il meglio di sé non tanto nelle parti spaventose, quanto nella costruzione di caratteri e situazioni. Il film viene classificato
come thriller proprio per la preponderanza dei momenti di introspezione psicologica rispetto alle parti horror, ma è innegabile che sia presente una componente fantastica. La <em>suspense</em> è molto curata, la sceneggiatura è ben scritta, contenuta da un montaggio concitato che elimina ogni tempo inutile. Colonna sonora ininfluente e ripetitiva,
anche se nei momenti di tensione riesce a sottolineare la palpabile angoscia. <strong>Lisa Kay</strong> è bravissima nei panni di una donna tormentata e macerata dal dolore, che indaga senza timore fino alla scoperta del cadavere del figlio. &nbsp;Visto in Prima TV su Rai 4, reperibile su Rai Play. Consigliato
per gli amanti del thriller e dell’horror soprannaturale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink89f18d174e23cb7ac4f20f1760978552 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sweet_river_ver.png','alt': '','title': '','width': 668,'height': 952,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink89f18d174e23cb7ac4f20f1760978552, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sweet_river_ver.png" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=C21gQ4pxxB8">https://www.youtube.com/watch?v=C21gQ4pxxB8</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 May 2025 02:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le pallottole non lo uccidevano]]></title>
			<author><![CDATA[Peter C. Arnold]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000081"><div><h1 class="imHeading1">Grande autore italiano poliedrico</h1><h2 class="imHeading2">Pubblicato per la prima volta in Italia nel giugno 1962 su "Terrore 1"</h2></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><i>E' ancora vivo il ricordo di Al Mahoon, il misterioso cavaliere immortale - giunse a farsi adorare dagli indiani ed era temuto dai pionieri. Cavalcava nella notte, con la luna piena, e riposava il suo corpo di vampiro di giorno, nei sepolcri indiani delle grandi rocce...</i></span></div><div><br></div> <div>La luna splendeva alta, sul canyon.</div> <div>E il silenzio della notte era impenetrabile, lacerato soltanto, sinistramente, dall'ululato dei coyotes.</div> <div>Pareva che la selvaggia prateria gridasse, con quel silenzio di tomba, il suo furore, la sua ribellione allo zoccolo dei cavalli sbavanti dei pionieri, che in quella giornata si erano contesi una terra non loro, che apparteneva alla saggezza della prateria, alla sua antichissima tradizione tutta donata all'ululante cavalcata dei bisonti, all'attesa dei cacciatori indiani...</div> <div>Per la prateria, la terribile prateria, i pionieri erano profanatori di sacrari. Profanatori di sepolcri.</div><div><br></div> <div>***</div><div><br></div> <div>Il vecchio Tom Alan era arrivato solo. Aveva corso con gli altri la grande « contesa » della terra. Ma aveva piantato il suo palo - che indicava i limiti della sua nuova piccola proprietà - in un riquadro arso e riarso della terra.</div> <div>Non era nato per fare l'allevatore, né per coltivare la terra. Erano tempi duri per tutti, quelli; e anche lui, come tanti, era venuto nel nuovo Continente con nuove speranze. Con le nuove speranze della sua età, comunque; l'età dei rassegnati, degli sconfitti, per quegli uomini che, dopo aver lottato tutta la vita, approdano a una nuova riva.</div> <div>Aveva piantato il suo palo lì, in quella terra asciutta, dove avrebbe costruito forse la prima casa della nuova città, su cui avrebbe spiccato nitido, in una targa riverniciata, il suo nome: « Tom Alan Editore »,</div> <div>Avrebbe stampato il giornale di una nuova comunità. Questo lo faceva sentire ancora giovane, nonostante le sessanta primavere e più che aveva sulle spalle.</div> <div>Ma non sapeva, il vecchio Tom, che sarebbe stato uno dei pochi testimoni alla vicenda che stiamo per narrarvi e che ci è giunta, soprattutto, dalla sua testimonianza e da quella di altri pionieri che con lui, quella stessa mattina, avevano partecipato alla « grande corsa » della terra e avevano piantato i « pali » sulle nuove proprietà e sui nuovi pascoli di quell'angolo di selvaggio West.</div><div><br></div> <div>***</div><div><br></div> <div>La luna splendeva alta, nel cielo.</div> <div>E il vento ululava terribile la furia della prateria inquieta. La notte era fredda.</div> <div>Tom Alan stava osservando le « grandi rocce », all'estremo limite della prateria, e lasciava che il freddo gli penetrasse nella carne e nelle ossa. Aveva lo sguardo fisso laggiù, nell'attimo che vedeva la grande luna intagliarsi nel gioco delle « grandi rocce ». C'era qualcosa di strano, in quella notte. Qualcosa che gli parlava di altre notti cupe e tristi, nella Scozia, all'ombra malaticcia di tetri castelli in rovina, di boscaglie, regno delle serpi e del silenzio.</div> <div>Fu un attimo. Vide un'ombra passare veloce; l'ombra di un cavaliere, che non poteva distinguere meglio.</div> <div>Ma un brivido lo percorse tutto, inspiegabilmente.</div> <div>« Perché? », si chiese con terrore. Cosa poteva mai esserci di sconcertante nella figura di un uomo a cavallo, nella notte della prateria?....</div> <div>Eppure seguì sospeso, trattenendo il fiato, il volo velocissimo di quella figura nera: il cavaliere e il cavallo parevano fusi in un unico mitico corpo e il galoppo era veloce, quasi gli zoccoli dell'animale non sfiorassero l'erba alta della prateria.</div> <div>Fu un'immagine breve: una nube densa coprì il largo cerchio della luna e in essa la figura scomparve.</div><div><br></div> <div>***</div><div><br></div> <div>Una nuova alba, nella prateria; l'alba che seguiva il giorno della conquista della terra.</div> <div>Donna Webel avvicinò Tom Alan, che era seduto su una cassa di whisky.</div> <div>- Salve, giornalista.</div> <div>La vecchia Donna era originaria dell'Irlanda e si era unita alla carovana sola anche lei.</div> <div>- Salve a voi, veggente...</div> <div>Tom Alan risenti nella schiena il brivido che lo aveva colto con la visione notturna del cavaliere.</div> <div>- Cosa intendete dire, Donna?</div> <div>La veggente aveva lo sguardo fisso al cielo. Ma il limpido azzurro non si specchiava nei suoi occhi, che restavano di un grigio cupo e impenetrabile.</div> <div>- Sapete cosa intendo dire: avete visto l'immagine risorta di Al Mahoon, il cavaliere nero, che è sceso dai sacri sepolcri, chiamato dal vento impetuoso della prateria...</div> <div>Tom Alan ascoltava muto. Non credeva a certe cose, ma l'immagine che aveva visto gli era ancora innanzi. Lasciava che le parole della vecchia scorressero lente...</div> <div>- Al Mahoon è sceso dai sacri sepolcri indiani...</div> <div>- Chi è Al Mahoon, veggente?</div> <div>- Al Mahoon è il cavaliere che non muore. Non conoscete la sua storia?</div> <div>Tom dissenti col capo. - No, ma vorrei ascoltarla...</div> <div>Donna mandò una grande risata.</div> <div>- Voi siete giornalista e chiedete a me di raccontare… Siete vecchio, Tom Alan, vecchio quanto me... Perché siete venuto a morire nel West?</div> <div>- E voi?</div> <div>- Io non sono venuta per morire... ma per vivere...</div> <div>Tom non comprese, ma sentì che c'era un fondo di verità in queste ultime parole. Perché era venuta in quel posto, la vecchia Donna?.... Per vivere, non per morire. Poteva essere così.</div> <div>- Non volete parlarmi di Al Mahoon, veggente?</div> <div>La vecchia sorrise. Aveva il volto solcato dalle rughe e l'espressione antica della saggezza.</div> <div>- Io vedo, è vero, giornalista. Ma anche voi, ieri notte, avete visto...</div> <div>Donna lo fissò a lungo.</div> <div>- Ve ne parlerò, Tom Alan... Mi siete simpatico… E forse anche voi siete venuto qui per non morire...</div><div><br></div> <div>***</div><div><br></div> <div>Era la festa della fecondità, al villaggio Uruki, il villaggio indiano che sta nella rada delle sorgenti, oltre le grandi rocce. I capi tribù delle genti vicine vi erano convenuti in pace ed amicizia e il volto dei guerrieri era tinto dei colori della pace, mentre le scuri di guerra dormivano il loro sonno sotto il Totem del Grande Spirito.</div> <div>Iniziarono le danze, nello spiazzo a cerchio delimitato dalle vecchie squaws che battevano i tamburi e, innanzi a loro, dai grandi capi che fumavano il calumet.</div> <div>Le giovinette, i cui denti ancora non avevano conciato le pelli, attendevano, coperte delle vesti di nuovo bisonte appena conciato, che la danza avesse termine per essere scelte dai giovani guerrieri, che già gli anziani gli avevano indicato.</div> <div>In disparte, in piedi accanto al Totem del Grande Spirito, stavano i figli guerrieri dei grandi capi delle tribù vicine. Uno di essi avrebbe dovuto recare come sposa al proprio villaggio la figlia di Sahomaha, il capo Uruki, la bella « Luna del Mattino ».</div> <div>Chi dei cinque figli dei grandi capi sarebbe stato scelto? Nessuna delle presenti volontà avrebbe potuto decidere. La ragazza era là, vicina al grande fuoco, ricoperta delle penne dei guerrieri che ad essa ambivano... Un onore che poteva spettare solo alla figlia di Sahomaha, il prediletto del grande Spirito...</div> <div>Le danze continuavano nel loro vortice, sempre più esasperante, mentre i tamburi battevano un tempo impossibile, frenetico sino all'ossessione...</div> <div>Si attendeva l'attimo... E, come vuole la tradizione Uruki, sarebbe stata la voce del Grande Spirito a scegliere, per Luna del Mattino, il guerriero sposo...</div> <div>E se la Voce non fosse giunta, dalla notte, su di essi, allora i figli pretendenti avrebbero combattuto fra loro, sino allo spasimo... E col sangue avrebbero placato la collera del Grande Spirito... Col sangue valoroso e giovane, che spegneva le fiamme e indorava gli altari della saggezza indiana.</div> <div>La luna si intagliò alta, quasi improvvisamente, nella notte cupa. E il suo chiarore sinistro lacerò la fiamma del grande fuoco che gli Uruki avevano acceso al centro del loro campo. Era la nuova luna. Con la nuova luna il Grande Spirito è sempre presente, perché la luna è il suo occhio e la sua luce pallida è la sua forza, la sua vita.</div> <div>Le danze cessarono di colpo, come di colpo l'occhio del Grande Spirito aveva ucciso la nube che l'offuscava.</div> <div>I guerrieri ansavano e le squaws tenevano il capo abbassato. Solo il figlio prediletto, il grande capo Uruki, Sahomaha, teneva gli occhi fissi verso il cerchio pallido del cielo. Ma non venne, la voce.</div> <div>I figli dei capi, assieme, prima lentamente e poi sempre con maggior violenza, iniziarono il carosello della morte sacra, attorno al grande fuoco, sotto gli occhi della bella « Luna del Mattino » e della pallida luna della notte.</div> <div>Si alzarono le loro grida, feroci per possanza, ma dimesse in omaggio al sacrificio che si stava compiendo… Non grida di dolore, ma di furia e di gioia, di amore...</div> <div>Caddero uno alla volta, senza un gemito...</div> <div>Prima Mahuni, poi Theheral, e anche Geremal. La lancia di Toroshal fece cadere nel suo sangue il prode Abural.</div> <div>Ma cadde anche Toroshal!</div> <div>Chi aveva ucciso il quinto guerriero? Che arma aveva fatto cadere il valoroso Toroshal?...</div> <div>Era il silenzio, tra i presenti.</div> <div>Sahomaha si alzò lentamente. Il volto era duro. Fissò l'occhio del Grande Spirito. Poi fu vicino al cadavere del prode Toroshal. Si chinò a baciarlo.</div> <div>Si udi uno sparo. Uno sparo secco, simile a quello coperto dalle grida di Toroshal, pochi attimi prima.</div> <div>E i Grandi Capi furono in piedi, allibiti.</div> <div>A pochi passi da loro era apparsa la figura di un cavaliere. Un cavaliere nero come la notte, delimitato, nella sagoma, dai riflessi dell'occhio del Grande Spirito.</div> <div>- Un viso pallido, ringhiò il capo Faoshala, padre del prode Toroshal.</div> <div>Un fremito di sdegno percorse l'assemblea. E mille occhi seguirono la traiettoria della lancia mortale di capo Faoshala. La lancia nera vibrò nell'aria e andò a conficcarsi nel petto del cavaliere nero.</div> <div>E rimase lì.</div> <div>Si udì una prolungata risata, mentre il nero cavallo dell'uomo s'impennò, lanciò un terribile e glaciale nitrito, per fermarsi poi di colpo, nella posizione di prima. Il cavaliere nero non era caduto.</div> <div>Si vide la sua mano afferrare la lancia che lo aveva colpito nel petto, strapparla con violenza e scagliarla ai piedi del Totem del Grande Spirito, dove rimase a vibrare, sotto gli occhi increduli e terrorizzati degli Uruki.</div> <div>Lentamente il cavaliere nero scosse le briglie del cavallo, che si avvicinò al grande fuoco.</div> <div>Ormai capo Sahomaha e i capi fratelli potevano vederlo bene, lo strano cavaliere nero. E vedere la ferita nel suo petto, una ferita che non era, per quanto profonda e lacerante, cosparsa di sangue.</div> <div>Ora il cavaliere era innanzi a « Luna del Mattino ». La ragazza lo fissava attonita, ma senza orrore negli occhi azzurri. Anzi, ella si avvicinò a lui, accarezzò il muso del suo cavallo e poi i suoi stivali macabri...</div> <div>E lui le tese la mano, lentamente.</div> <div>Altrettanto lentamente ella salì sul cavallo, davanti al cavaliere nero.</div> <div>Una nube velocissima oscurò la luna. L'occhio del Grande Spirito era assente. E una ventata fredda, rabbiosa, dalle grandi rocce, fu sul campo, dove spense il grande fuoco ai piedi del Totem del Grande Spirito.</div> <div>Dalla prateria e dalle Grandi Rocce, giunse un canto. Un lamento di pace... La voce dei grandi padri morti...</div> <div>Sahomaha alzò le braccia al cielo e iniziò il canto di morte della gente Urnki. Il coro dei guerrieri lo seguì. E la nenia si fuse al canto macabro che veniva dalle grandi rocce.</div><div><br></div> <div>« O padri sepolti</div> <div>o figli della roccia</div> <div>guerrieri della pietra...</div> <div>O padri sepolti e immortali</div> <div>padri della gente Uruki</div> <div>figli del Grande Spirito...</div> <div>voi che giungete... ».</div> <div><br></div><div>Il coro si ripeteva, mentre il cavaliere nero era sempre fermo al centro del campo, sotto il Totem del Grande Spirito. E gli occhi azzurri della bella « Luna del Mattino » lo fissavano affascinati.</div><div><br></div> <div>« O padri sepolti</div> <div>dalle grandi piume</div> <div>o padri Uruki</div> <div>grandi guerrieri... ».</div> <div><br></div><div>Di nuovo il vento rabbioso, il soffio della morte fu sul campo Uruki.</div> <div>I guerrieri si prostrarono e adorarono il cavaliere nero. Mentre la nube di pece, diradandosi con violenza, riportò la luce all'occhio del Grande Spirito.</div> <div>Il canto tacque e parlò il prediletto Sahomaha.</div> <div>- Tu sei il figlio del Grande Spirito, o uomo della notte. La voce dei padri sepolti ti ha mandato a noi… La loro voce dice che tu dormi il tuo sonno nei sepolcri delle grandi rocce e che la tua furia si accende di notte, con lo sguardo dell'occhio del Grande Spirito che ti accompagna... Tu sei il nostro prediletto, come il prediletto figlio del Grande Spirito. E io ti adoro, con la gente Uruki, uomo della notte, guerriero immortale.</div> <div>Il cavallo nitrì.</div> <div>E il cavaliere si allontanò, con « Luna del Mattino », veloce nella notte.</div> <div>E il fuoco del campo si riaccese, quando una nuova nube spense l'occhio del Grande Spirito, nel cielo.</div><div><br></div> <div>***</div><div><br></div> <div>Tom Alan aveva ascoltato in silenzio la vecchia Donna.</div> <div>- E' lui che avete visto, la notte scorsa...</div> <div>- « Lui » è Al Mahoon?</div> <div>- Sì, l'immortale Al Mahoon, il cui spirito era sepolto in questi luoghi molti e molti temi prima della venuta dell'uomo bianco su queste terre...</div> <div>- Egli è immortale?</div> <div>- Eterno. E immortali sono i suoi prediletti.</div> <div>Tom Alan sospirò.</div> <div>- Che ne è stato di « Luna del Mattino? », chiese.</div> <div>La vecchia Donna guardò al cielo.</div> <div>- Ella dorme con lui, nei sepolcri delle grandi rocce… E la notte l'occhio del Grande Spirito la ridesta, per farle ripercorrere le sue valli... Gli uomini bianchi debbono guardarsi dalla loro foga di conquista, dalla loro ignoranza, dalla loro sete di profanazione... Al Mahoon li ucciderà...</div> <div>- Ci ucciderà tutti?</div> <div>Ghignò, la vecchia Donna.</div> <div>- Ucciderà coloro che non lo adoreranno. Ucciderà quanti vorranno disturbare la sua quiete... profanare il suo sacrario... Voi volete morire, Tom Alan?</div> <div>- Dovrei morire, come tutti, Donna: perché voi non morrete, è vero?</div> <div>- No: se « lui» mi vorrà.</div> <div>L'aria era ferma. E le nubi rade, bianchissime, oltre l'orizzonte, sino ai cieli più lontani, disegnavano lunghe saghe indecifrabili, nell'azzurro. Il sole, accecante, era freddo. E Tom Alan si sentì pungere... Qualcosa gli mordeva dentro... Qualcosa che temeva e non comprendeva. Guardò la vecchia.</div> <div>I suoi occhi grigi, impenetrabili, uccidevano l'azzurro del cielo e invocavano la notte.</div><div><br></div> <div>***</div><div><br></div> <div>E la notte venne.</div><div><br></div> <div>***</div><div><br></div> <div>C'era festa, attorno ai carri della carovana. Si danzava e beveva, con gioia. La gioia della conquista dell'uomo bianco, che non sentiva la voce dei morti, che il vento lanciava rabbioso dalle grandi rocce, sulla prateria, fino a loro.</div> <div>Tom Alan guardava. E Donna era poco distante da lui, con gli occhi fissi al cielo.</div> <div>Il vento rabbioso giunse improvviso e fu un attimo: il grande fuoco si spense. E fu il silenzio.</div> <div>Una voce giunse dalle grandi rocce. Un canto funebre. Dai presenti si alzò un'altra voce. Che Tom Alan distinse per quella di Donna.</div> <div>Portò la mano al calcio della pistola, mentre il canto si alzava, glaciale, nella notte cupa.</div><div><br></div> <div>« Tu che vieni dai grandi sepolcri</div> <div>inviolati</div> <div>dei padri...</div> <div>Tu che vieni, raccogli</div> <div>il mio corpo</div> <div>e il mio essere invisibile</div> <div>per recarli con te</div> <div>ai grandi pascoli verdi</div> <div>della vita... ».</div><div><br></div> <div>Nel cielo si accese la luna. Sulla quale si intagliò repentina la figura del cavaliere Al Mahoon.</div> <div>Il terrore aleggiava nell'aria.</div> <div>Ma Tom Alan estrasse la pistola e sparò. Sei colpi, rabbiosi, accecanti.</div> <div>Una risata. I sei colpi avevano fatto centro. Ma il cavaliere era immobile, ghignante, fermo al cospetto della luna. Donna gli si avvicinò, si inginocchiò agli zoccoli del suo cavallo. E pregò.</div> <div>Ma il cantico non giunse dalle grandi rocce. La notte era muta, ora, severa...</div> <div>Poi la luna parlò.</div><div><br></div> <div>« Andate, oltre la prateria</div> <div>e le grandi rocce e lasciate la pace ai morti,</div> <div>ai vivi e agli immortali...</div> <div>Andate, uomini bianchi...</div> <div>Fuggite... ».</div><div><br></div> <div>La figura del cavaliere si dissolse, quasi, nella notte. E il fuoco, al centro della carovana, si riaccese.</div><div><br></div> <div>***</div><div><br></div> <div>Nella notte stessa, narra la leggenda, i pionieri ripartirono da quei luoghi.</div> <div>E non seppellirono i cadaveri quasi pietrificati della vecchia Della e di Tom Alan.</div> <div>Essi sono ancora là, dove caddero, a testimoniare nella pietra che li ricopre, la potenza di Al Mahoon, il cavaliere immortale della notte.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div><strong>NOTE</strong></div> <div>Racconti horror rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. <em>Le pallottole non lo uccidevano</em> di <span class="fs14lh1-5"><b>Peter C. Arnold</b></span>, apparso in Italia nel giugno 1962 sul numero 1 di <em>Terrore</em>, edito da Sansoni e pubblicato per la prima volta su <em>Planet Ghost</em>. Peter C. Arnold è uno pseudonimo. Peter sta per Pier, C. sta per Carpi, Arnold sta per Arnaldo. All’anagrafe: <span class="fs14lh1-5"><b>Arnaldo Piero Carpi</b></span> (1940 - 2000). Grande autore poliedrico. Questo suo racconto si svolge in un ambiente non tradizionale per le storie del terrore. L’autore però riesce a descriverlo con competenza e maestria.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkba8e0a8ad67ea714c2861c7bb88139e4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pallottole_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 760,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkba8e0a8ad67ea714c2861c7bb88139e4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pallottole_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="284" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 04 May 2025 06:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Culto degli Infection Code]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007F"><div><h1 class="imHeading1">Il nuovo album degli Infection Code</h1></div><div><h2 class="imHeading2">Il loro thrash metal venato di industrial in questo album esplode in una raffica di fucilate</h2></div><div><strong class="cf1">INFECTION CODE "Culto"</strong></div> <div><span class="cf1"><strong>(Nadir Music, 2025)<br><br></strong>Gli <strong>Infection Code</strong> da Alessandria confezionano il loro decimo album in carriera, che è partita nel 1999. Quando si parla di band che arrivano a tante produzioni e tanti anni di attività, ci si potrebbe aspettare che qualcosa possa essere andato perso col tempo, che magari si va avanti un po' col pilota automatico. Ma <em>Culto</em> ci fa subito cambiare idea, forte di un sound quadrato, deciso, cattivo, ben supportato da una produzione molto accurata eseguita presso i <em>Nadir Studio</em> di Genova.<br><br>Il loro thrash metal venato di industrial in questo album esplode in una raffica di fucilate che non necessariamente puntano sulla velocità, ma che riescono comunque a risultare efficaci e vanno sempre a colpire il bersaglio. La particolarità principale forse risiede nel cantato di <strong>Gabriele Oltracqua</strong>, dotato di un'ugola cavernosa quasi alla <strong>Chris Barnes</strong>, ma anche di uno scream lacerante. Dicevo che forse questa è una particolarità, perché la band di fatto non propone death metal, ma alla fine nel loro calderone, dove affiorano anche influssi metalcore e melodic death metal, questa cosa ci sta bene.<br><br>Tutto alla fine fine potrebbe essere condensato nelle prime tre canzoni: <em>Nail in the Wall</em>, <em>Great Old Ones</em> e <em>The Final Act</em> sono pezzi che alternano parti veloci e senza troppi fronzoli tipiche di certo hardcore, a parti in cui le chitarre e la batteria rallentano per dare corposità e pesantezza a un album che giocherà praticamente sempre su questi contrasti, ma forse privilegiando un po' di più la rabbia pura e diretta, e quindi le parti più veloci.<br><br>In conclusione, questo album è davvero buono, forse non inventa nulla in senso stretto, ma conferma comunque come gli <strong>Infection Code</strong> abbiano mantenuto un loro sound peculiare e che alla fine hanno portato avanti per un quarto di decennio. Tutte cose non da poco, considerato che sono ancora qui a dire la loro e soprattutto a far male ai timpani.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><strong class="cf1">Tracce:</strong></div> <div><ol><li><span class="cf1">Nail In the Wall</span></li><li><span class="cf1">Great Old Ones</span></li><li><span class="cf1">The Final Act</span></li><li><span class="cf1">Cursed Breed</span></li><li><span class="cf1">Dead Brain’s Oblivion</span></li><li><span class="cf1">Faceless God</span></li><li><span class="cf1">Inner Infernus</span></li><li><span class="cf1">Veleno</span></li><li><span class="cf1">Plague Daemon</span></li><li><span class="cf1">Worship Remains Underground</span></li></ol><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"> </span></div> <div><strong class="cf1">Formazione:</strong></div> <div><span class="cf1">Chris Perosino - chitarra<br>Gabriele Oltracqua - voce<br>Andrea Rasore - basso<br>Riky Porzio - batteria</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink5228aef5179f99bdc8682d256af2d6bc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ic-culto-cover.png','alt': '','title': '','width': 479,'height': 481,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5228aef5179f99bdc8682d256af2d6bc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ic-culto-cover.png" alt="La copertina dell&#39;Album." title="La copertina dell&#39;Album." width="200" height="201" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink4b6a564312dd8bdab1d1932dd4ec8e72 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/infection-code_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1620,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4b6a564312dd8bdab1d1932dd4ec8e72, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/infection-code_bar.jpg" alt="Gli Infection Code." title="Gli Infection Code." width="200" height="134" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=eRRWRyXyebQ">https://www.youtube.com/watch?v=eRRWRyXyebQ</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 May 2025 15:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In viaggio con mio figlio di Tony Goldwyn]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007E"><h1 class="imHeading1">Un on the road statunitense</h1><div><h2 class="imHeading2">Grande commedia americana, fuori dal giro delle major, prossima al cinema d’autore</h2></div><div>






<div><strong class="cf1">In viaggio con mio figlio (Usa, 2023)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Tony Goldwyn. Soggetto e Sceneggiatura: Tony Spiridakis. Fotografia: Daniel Moder. Montaggio: Sabine Hoffman. Musiche: Carlos Rafael Rivera. Produttori: Tony Goldwyn, Tony Spiridakis, William Horberg, Jon Kilik. Case di Produzione: Wayfarer Studios, Closer Media. Distribuzione (Italia): BiM Distribuzione. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2023. Durata: 100’. Genere: Commedia. Lingua Originale: Inglese.
Titolo Originale: Ezra. Interpreti: Bobby Cannavale (Max Brandel), Robert De Niro (Stan Brandel), Rose Byrne (Jenna), William Fitzgerald (Ezra Brandel), Vera Farmiga (Grace), Whoopi Goldberg (Jane),
Rainn Wilson (Nick), Tony Goldwyn (Bruce), Geoffrey Owens (Robert Segal), Alex Plank (dottor Kaplan), Matilda Lawler (Ruby). </em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Il titolo originale della pellicola (<em>Ezra</em>) riprende il nome del figlio autistico di Max (<strong>Cannavale</strong>) e Jenna (<strong>Byrne</strong>), protagonista di una vicenda al tempo stesso comica e drammatica. Max, un attore di cabaret in cerca di scritture, separato
dalla moglie (ma è sempre innamorato), deve gestire il grande affetto che nutre per un figlio speciale, intelligentissimo ma con gravi problemi di autismo. Tra le cose che non vanno nella sua vita c’è anche
un padre come Stan (<strong>De Niro</strong>), uomo tutto cuore ma dai comportamenti strampalati ed eccessivi che ha segnato la sua crescita senza madre, scappata di casa per
disperazione. Il film è un <em>on the road</em> statunitense, un viaggio lungo il quale tra padre e figlio si salda un rapporto intenso e sorge una comunione di affetti
importante, anche se tutto nasce da un paradossale rapimento. L’ex moglie e il padre di Max si lanciano all’inseguimento, portandosi dietro pure la polizia, ma alla fine tutto si risolve con un finale da commedia.
<em>In viaggio con mio figlio</em> è grande commedia americana, fuori dal giro delle <em>major</em>, prossima al cinema d’autore, girata da un regista (<strong>Tony Goldwyn</strong>) che di professione è soprattutto attore e che in carriera ha firmato solo una manciata di pellicole. Il tema affrontato pare toccarlo molto da vicino, forse
perché proviene da una famiglia di attori e ha vissuto un divorzio dei genitori in tenera età. La sceneggiatura di <strong>Tony Spiridakis</strong> è davvero ben scritta, tocca le corde giuste al momento giusto, strappa il sorriso, la risata grassa, persino la commozione, dosando a dovere elementi drammatici
e comici. La fotografia nordamericana di <strong>Daniel Moder</strong> è luminosa e notturna, riprende i momenti del viaggio con cura per i particolari e rispetto dei
luoghi. Regia ispirata, sia per movimenti di macchina sia per direzione di attori, al punto che vediamo recitare un bambino come <strong>William Fitzgerald</strong> da professionista, accanto agli straordinari <strong>De Niro</strong> (un nonno sopra le righe) e <strong>Cannavale</strong> (eccessivo e gridato il suo personaggio, ma riuscito). Molto brava anche <strong>Rose Byrne</strong> nei panni della madre Jenna, contesa tra l’ex marito e il nuovo fidanzato, soprattutto innamorata del figlio. Una citazione la merita <strong>Whoopi Goldberg</strong>, anche se il ruolo modesto come agente di Max non permette grandi evoluzioni. Il regista interpreta la parte di Bruce, il nuovo fidanzato di Jenna. &nbsp;Il montaggio di <strong>Sabine Hoffman</strong> è rapido ed essenziale, i cento minuti di pellicola raccontano la storia senza eccedere ma secondo una giusta
misura. <em>In viaggio con mio figlio</em> non riscuote grande successo negli Stati Uniti, mentre in Europa circola dal 2025 nelle sale d’essai. Visto grazie al cinema
Stella di Grosseto, sala benemerita di periferia che proietta su grande schermo vero cinema. Un film da ricercare.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf9c05e5742ed516d67d3600118038269 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/viaggiomiofiglio_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf9c05e5742ed516d67d3600118038269, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/viaggiomiofiglio_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=8oZDGQ4YVSQ">https://www.youtube.com/watch?v=8oZDGQ4YVSQ</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 May 2025 15:32:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Gli scrittori dei Racconti di Dracula - Puntata 8]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007D"><div><h1 class="imHeading1">Nuova puntata dedicata a Red Schneider</h1><h2 class="imHeading2">Gli scrittori dei Racconti di Dracula a cura di Max Ferrara e Sergio Bissoli</h2></div><div><div>






<div>La <em>Redazione GHoST</em> presenta il nuovo video targato <em>ClubGHoST</em> &amp; <em>Ipnotica </em>sugli scrittori dei Racconti di Dracula. Si tratta dell'ottava puntata, dedicata a <strong>Red Schneider </strong>(Giuseppe Paci), di un programma di <strong>Max Ferrara</strong> e <strong>Sergio Bissoli</strong>.<br>Il video è stato caricato sul nuovo canale You Tube ufficiale del <em>Club GHoST</em>:</div>
<div><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a><br>che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.<br>Per non perdere tutte le novità a riguardo
quindi vi invitiamo a iscrivervi al canale attivando la campanella per le notifiche.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink1037aa09449aeedc61debed3dc1acff4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/scrittori-dracula8_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 864,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1037aa09449aeedc61debed3dc1acff4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/scrittori-dracula8_ver.jpg" alt="La copertina del video." title="La copertina del video." width="200" height="251" /></a><br></div><div><script> var showboxlink63786896eaa0d622026d8c06dab84bec = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/promoghostyoutubesubscribe_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 712,'height': 1048,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink63786896eaa0d622026d8c06dab84bec, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/promoghostyoutubesubscribe_ver.jpg" alt="Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!" title="Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!" width="200" height="295" /></a><br></div><div><br></div></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=YJDXW_heEHw">https://www.youtube.com/watch?v=YJDXW_heEHw</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 May 2025 05:38:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[The 100 girlfriends di Hikaru Sato]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007C"><h1 class="imHeading1">Due stagioni di dodici episodi</h1><div><h2 class="imHeading2">Anime divertente che ha molto in comune con l’attuale "Dandadan", solo senza violenza e con il quadruplo delle donne</h2></div><div><div><strong class="cf1">The 100 girlfriends who really really really really REALLY love you (2024)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: Hikaru Sato</em></div> <div><em class="cf1">Character Design: Akane Yano</em></div> <div><em class="cf1">Musiche: Shuhei Mutsuki, Shunsuke Takizawa, Eba</em></div> <div><em class="cf1">Produzione: Bibury animation Studios</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Perché l’ho visto? Perché no? Cioè pensavo fosse uno di quegli anime pieni di donne nude e situazioni imbarazzanti come <em>non</em> ne ho certo consumato una grande quantità nel corso della mia vita. No. <em>Nononono</em>. E non ho rubato un robot al mio vicino di casa da bambino. <em>Due</em>. Comunque il fatto è che questo <em>The100</em> (davvero, bisogna accorciare) non lo è. É più una commedia surreale, ma tanto surreale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Rentaro è un liceale sfortunato che cerca l’amore e non lo trova. Non c’è un motivo particolare, ha avuto sfortuna. La cosa però gli pesa e va a pregare al tempio. Lì un dio gli si manifesta e gli dice una cosa del tipo: “Oh! Scusa, ti ho un po’ bistrattato. D’ora in poi appena incontri una che io reputo sia candidabile a tua anima gemella, lo sarà”. Aggiunge poi che, a conti fatti, sono cento ragazze e che se lui le rifiuta loro moriranno.</span></div> <div><span class="cf1">Moriranno? Sì, pare ci sia questo “problemino” che perdere il tuo amore predestinato ne causi la dipartita. Rentaro, che è buono come il pane, volenteroso e dotato di un profondo candore, si getta nel mondo con questa responsabilità innamorandosi di quasi tutte le ragazze che incontra. Ricambiato, costruisce una gigantesca famiglia allargata al fine di essere felice lui, sì, ma anche di tenerle tutte in vita.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Due stagioni di dodici episodi e dovrebbe essere concluso così; all’undicesima ragazza di cento. Spoiler, non è detto che non arrivi alle cento, è solo che l’anime finisce a undici. Ogni ragazza ha una forte caratterizzazione che centra uno degli stereotipi tipici degli anime e che la distingue dalle altre. Lui ne incontra anche due a puntata, a seconda di come va (ogni episodio racconta spesso due vicende distinte), altre volte tutti insieme affrontano delle vere e proprie “saghe” come se fosse uno shonen. È pregevole che l’anime non si focalizzi solo sulla ragazza nuova di turno lasciando in ombra le altre (come succede quasi sempre in anime del tipo “un ragazzo e trentadue fidanzate”) ma ci sia sempre un minimo di equilibrio di partecipazione di tutti i personaggi. Questo rende le puntate sempre più cariche, visto che il cast aumenta.</span></div> <div><span class="cf1">Ma a parte questo, di che cosa parla? Come dicevo nell’intro, nonostante alcune delle ragazze siano pervertite e i doppi sensi si sprechino, l’anime è surreale. Non lo è solo per la premessa, ma un po’ tutto quello che avviene è al limite del delirio. Non dico che riprenda i fasti di <em>Excel saga</em>, quello è inarrivabile, ma talvolta lo sfiora. Le citazioni si sprecano e soprattutto lo sono i tributi a <em>DragonballZ</em>. Tutto mia spettavo tranne che sentir parlare di supersayan in una partita di baseball. Io ho riso, ho riso tanto, mi sono divertito un sacco con questa commediola tutta matta.</span></div> <div><span class="cf1">L’animazione è fluida e carina, ovviamente si tende al “moe” e talvolta la superdeformed. Le musiche sono simpatiche e allegre, stessa cosa per le due sigle. Il tutto è adatto senza essere memorabile.</span></div> <div><span class="cf1">Io penso che se uno supera i pregiudizi sul genere può trovare questo anime molto divertente. Potremmo quasi dire che ha molto in comune con l’attuale <em>Dandadan</em>, solo senza violenza e con il quadruplo delle donne.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkc6ea3284cbcde7dc4bd97eb2670a785f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-100-girlfriends_ver.jpg','alt': 'La locandina dell\\\'anime.','title': 'La locandina dell\\\'anime.','width': 701,'height': 1000,'description': 'La locandina dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc6ea3284cbcde7dc4bd97eb2670a785f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-100-girlfriends_ver.jpg" alt="La locandina dell&#39;anime." title="La locandina dell&#39;anime." width="200" height="286" /></a><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=0avmR5wnBGo">https://www.youtube.com/watch?v=0avmR5wnBGo</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 May 2025 15:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La sperduta di Flavio Deri]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Russo]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007B"><div><h1 class="imHeading1">La Toscana medievale rappresenta un elemento di originalità</h1><h2 class="imHeading2">Una commistione ben amalgamata di tematiche, sapientemente cucinata</h2></div><div>






<div>La protagonista, Giulia Bonani, esperta di Beni Culturali, visita l’Abbazia di San Giusto al Pinone per un sopralluogo di routine. </div>
<div>Si tratta di un’abbazia reale, appartenente al romanico toscano, nel comune di Carmignano (provincia di Prato), costruita tra l’XI e il XII secolo. Mi piace tantissimo questa
base storica dell’opera, che fonda in maniera originale il contesto del racconto, in quella Toscana rurale così ricca di pievi e chiese, che si incontrano ogni qual volta si giri per le sue contrade. La Toscana
medievale rappresenta un elemento di originalità, con cui mi trovo in sintonia, stemperando alcune vene esterofile del nostro horror italiano, sempre tendenti a copiare ambientazioni di tipo anglosassone. Vi è
comunque presente una grande influenza lovecraftiana in <strong>Flavio Deri</strong>, materia che lui conosce e maneggia molto bene, con consapevolezza e un suo patrimonio di conoscenze specifiche molto approfondito. Si percepisce questa esperienza nella sua scrittura, ma l’autore non si
limita a una mera copiatura, ma, come sottolineato prima con il riferimento al contesto storico, lo rielabora e lo personalizza durante lo svolgimento del racconto.</div>
<div>Giulia scopre una cripta segreta, sotto l’abbazia. Sente le voci nella cripta, ma ci vuole tornare nonostante sia terrorizzata. Ritorna incessantemente un nome, alla stregua di
una maledizione: la Votiva.</div>
<div>Tra le urla emerge una connessione sempre più stretta con Giulia, quasi un’identificazione: <em>“Tu sei il ponte, tu sei la votiva”.</em></div>
<div>Le testimonianze sull’origine di quel luogo maledetto contribuiscono ancora di più al mistero. L’abbazia si dice che sia sorta in una sola notte. Alcuni commentatori
riferiscono che sia stata costruita dopo una visione divina, mentre altri ancora parlano di un patto, di un rituale. </div>
<div>La CAMPANA, che conferisce il titolo al racconto, è soprannominata “La Sperduta” (nome reale tra l’altro, per aiutare i pellegrini e i viandanti a orientarsi):
tutte le persone che hanno sentito il suono della campana non tornano mai più. Un viator di passaggio verso non la redenzione della Chiesa, la sua pace e tranquillità, ma verso una nuova nebulosa dimensione di
perdizione infernale e demoniaca. &nbsp;Questo perché l’abbazia rappresenta, se analizzata esotericamente, un punto di potere mistico: c’è qualcosa sotto quell’abbazia.</div>
<div><em></em>Giulia lo riferisce chiaramente: <em>Quel tunnel era vivo…</em></div>
<div>Si scopre che i due frati avevano creato un ciclo di morte che si perpetuava ritualmente durante i secoli: i fedeli erano stati sacrificati. </div>
<div>Questo orrore rituale e ancestrale è un qualcosa che fa dell’uomo una mera materia di scambio, una mera materia economica in uno scambio dimensionale e spirituale. Quei
beni, quelle “monete” usate dai frati per aprire il punto di potere mistico e comunicare con quella tremenda forza cosmica proveniente da un’altra dimensione, sono persone, individui costituiti da carne e
sangue. Questa de-antropologizzazione, molto scientifica e contemporanea nella sua razionalità dove non esiste l’umano, rappresenta uno dei grandi lasciti del Solitario di Providence di cui <strong>Deri</strong> si fa degno portatore.</div>
<div>Successivamente, in particolare dalla seconda metà in poi della narrazione, emergono sempre di più anche dei caratteri thriller e polizieschi, che spero il lettore colga
autonomamente. Riemergerà quella pervadente sensazione di inconsistenza e inutilità dell’umano, in una deformante interpretazione della salvezza, che si ripercuoterà nel destino di Giulia. La sua
vita non sarà più come prima...</div>
<div>Attenti cari lettori! Immergersi in questa commistione ben amalgamata di tematiche, sapientemente cucinata dal buon <strong>Flavio Deri</strong>, potrebbe portarvi in <em>un’altra Toscana</em>, ben lontani dal “<em>Chiantishire</em>”.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><i>La sperduta</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Autore: Flavio Deri</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Editore: ‎Delos Digital</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Anno: 17 aprile 2025</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Formato: ebook</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Pagine‏ : ‎51 pagine</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>ASIN‏: ‎B0F5VKC9LS</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Prezzo: 1,99 Euro</i></span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkf3bc9ae4372332a723bf2521a8c0910b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sperduta_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 771,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf3bc9ae4372332a723bf2521a8c0910b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sperduta_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 May 2025 06:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Creators The Past di Piergiuseppe Zaia]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007A"><div><h1 class="imHeading1">Girato con grande dispendio economico</h1><h2 class="imHeading2">Effetti speciali eccellenti, ma ci sono soltanto quelli, dosati senza economia</h2></div><div>






<div><strong>Creators The Past (Italia, 2019)</strong></div>
<div><em>Regia: Piergiuseppe Zaia. Soggetto e Sceneggiatura: Piergiuseppe Zaia, Eleonora Fani. Fotografia: Ezio Gamba. Montaggio: Andrea Torreano. Musiche: Piergiuseppe
Zaia. Effetti Speciali: Marco Castellani, Walter Volpatto. Produttori: Piergiuseppe Zaia, Eleonora Fani, Bruce Payne. Produttore Esecutivo: Michel J. Vanderwalle. Case di Produzione: Atlas International, Artuniverse. Distribuzione
(Italia): 30 Holding. Lingua Originale : Inglese. Pese di Produzione: Italia, 2019. Durata: 97’. Genere: Fantastico. Interpreti: Eleonora Fani (Lady Airre), Jennifer Mischiati (Sofy), William Shatner (Lord Ogmha), Gérard Depardieu (Maestro di Fede), Bruce Payne (Lord Kal), Marc Fiorini (Lord Kanaff), Per Fredrik Asly (Alex Walker),
Sébastien Foucan (Tammuz), Elisabetta Coraini (Elizabeth), Daniel McVicar (Dan Anderson), Mauro Biglino (se stesso). </em></div></div><div><br></div><div>






<div>Un film di fantascienza che ho visto su consiglio di mio figlio e che mi ha fatto tornare alla mente la differenza tra <em>kitsch</em> e <em>trash</em>, per giungere alla conclusione che il regista di questo film avrebbe voluto girare qualcosa di importante,
purtroppo è stato travolto dalle sua stesse ambizioni. <em>Creators The Past</em> sarebbe il primo capitolo di una trilogia, ma se per girarlo sono stati impiegati circa sette anni c’è da credere che gli altri due episodi non usciranno mai, anche perché il successo è
stato pari a zero, sia di critica che di pubblico. In ogni caso sembra che la troupe sia già al lavoro dal 2021 per realizzare il secondo capitolo. Riportiamo un abbozzo di trama, il poco &nbsp;che siamo riusciti a capire
nella confusione di una sceneggiatura scritta piuttosto male da <strong>Zaia</strong> e <strong>Fani</strong> (autrice di un romanzo pubblicato dopo <em>il pasticciaccio</em>). Siamo alla fine del 2012, assistiamo a un allineamento planetario, sta per arrivare un’eclissi totale che porterà grandi sconvolgimenti. Gli otto membri
del consiglio galattico, capitanati da Lord Ogmha, discutono sulla stabilità dell’universo e cercano di salvarlo, visto che ognuno di loro è un creatore. Lord Kanaff, reggente del pianeta Terra, si ribella
e gli dei alieni perdono il controllo di una sfera di grande valore che contiene il DNA della storia umana, tutti i ricordi dell’uomo conservati dai tempi dei tempi. Un ragazzo avrà il compito di ritrovare la
preziosa sfera che non deve finire nelle mani sbagliate. Un film girato con grande dispendio economico (pare 10 milioni di euro, non si sa dove siano stati reperiti) tra Verres, Venezia, Biella, persino Burbanik per la post
produzione. Non solo, gode della supervisione di <strong>Walter Volpatto</strong>, colorista di <em>Star Wars: Gli ultimi Jedi</em>. Tra gli attori incontriamo (con nostro grande stupore) gente del calibro di <strong>William Shatner</strong> (Lord Ogmha), <strong>Gérard Depardieu</strong> (Maestro di Fede), <strong>Bruce Payne</strong> (Lord Kal), persino la modella <strong>Jennifer Mischiati</strong> (Sofy), accanto a <strong>Eleonora Fani</strong>, che non solo scrive un simile capolavoro ma si cimenta anche nel ruolo di Lady Airre, personaggio chiave del film. Una pellicola che giusto lo Shangai Festival avrà apprezzato, del tutto inconcludente,
senza né capo né coda, con un lavoro infame sul suono, visto che la musica sovrasta i dialoghi, una sceneggiatura risibile, una costruzione psicologica dei personaggi pari a un fumetto di terz’ordine. 
Effetti speciali eccellenti, ma ci sono soltanto quelli, dosati senza economia, gettati nel film come se fosse un gigantesco spot intergalattico, un trailer continuo. Regia di <strong>Zaia</strong>, che purtroppo non sa cosa voglia dire fare il regista, quindi da un punto di vista critico non è giudicabile, perché del tutto inconsapevole del suo agire.
Incasso globale 131.000 euro, con una perdita secca notevole, ma forse gli autori ambiscono allo status di culto per i posteri, visto che spesso il <em>kitsch</em> contemporaneo subisce rivalutazioni, un po’ come <em>Yeti, il gigante del ventesimo secolo</em> (1977) di <strong>Gianfranco Parolini</strong>. Un guazzabuglio incredibile con scopiazzamenti vari da <em>Harry Potter</em>, <em>Guerre Stellari</em>, <em>Phenomena</em> e citazioni buttate lì a casaccio per una pellicola che dire assurda non rende bene l’idea. &nbsp;Da evitare con cura, a meno che non abbiate proprio tempo da perdere.</div><div><br></div><div><script> var showboxlinkd158640a8a03a2ef7641f7b15b4f62f5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/creatorsthepast_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd158640a8a03a2ef7641f7b15b4f62f5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/creatorsthepast_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><br></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=z5H3MZY_dPw">https://www.youtube.com/watch?v=z5H3MZY_dPw</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 13:24:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Mercuria - Per Tempus Ad Fatum di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000079"><h1 class="imHeading1">Opera corale che non ha paura di rischiare</h1><div><h2 class="imHeading2">Primo numero della collana Mercuria, dedicata alla fantascienza</h2></div><div><div><span class="cf1"><strong>Mercuria – Per Tempus Ad Fatum, </strong>è il primo numero della collana Mercuria, dedicata alla fantascienza e creata dal collettivo <strong>Strani Æoni</strong>, l’avanguardia di scrittori e scrittrici nata all’interno del <strong>Gruppo Telegram Lovecraft Italia</strong> per conto della <strong>Colomò Editore.</strong></span></div><div><span class="cf1">Si presenta come un’antologia che rende omaggio alla grande tradizione della fantascienza classica e speculativa, fondendo omaggi a <strong>Fredric Brown</strong>, <strong>Asimov</strong> e <strong>Piper</strong> con una visione personale, malinconica e spesso cupa del futuro umano. Il testo spicca per originalità tematica, ricchezza lessicale e costruzione di mondi<strong>. </strong>La splendida copertina è opera di <strong>Elena Baila</strong> mentre l’impaginazione e la grafica sono realizzati da <strong>Mario Delucis</strong>.</span></div><div><span class="cf1">Il testo è diviso in tre macro temi: <em>Pianeti, Visitatori e Circuiti</em>. Una sorta di linea guida che serve come crocevia narrativo per indicare il tema che tratteranno i racconti. <em>Pianeti</em>, ad esempio, raccoglie racconti di esplorazioni interstellari di un nuovo mondo da chiamare casa; <em>Visitatori</em>, invece, tratta di esseri alieni e creature interdimensionali; mentre <em>Circuiti</em> esplora l’intelligenza artificiale e la tecnologia che accompagna tutto questo contesto fantascientifico.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Passando ai racconti:</span><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>1. Erranti – Mauro Palazzi</strong><br>Un racconto diaristico, struggente, che racconta la colonizzazione di un pianeta ostile e il crollo psicologico di un padre. Palazzi trasmette la disperazione della sopravvivenza solitaria con realismo emotivo, creando un efficace parallelismo tra tragedia familiare e fallimento dell’umanità. Il twist finale, con l’occultamento del diario da parte di una razza aliena burocratica, aggiunge una nota amara e ironica di scala cosmica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>2. sTerrati – Paolo Sista</strong><br>Un “remix” filosofico e strutturalmente denso del racconto di Palazzi. Sista reinterpreta la medesima vicenda da una prospettiva collettiva e mitico-tecnocratica, utilizzando un linguaggio sofisticato e inventando un lessico nuovo. Il racconto è visionario e potente, ma meno accessibile: è una riflessione sul transumanesimo, la memoria e la manipolazione genetica del futuro. Notevoli i rimandi culturali, anche distopici, alla gestione eugenetica della sopravvivenza.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>3. Glossario sTerrati – Paolo Sista</strong><br>Non è un racconto in senso stretto, ma un documento worldbuilding fondamentale. Il glossario arricchisce l’universo narrativo introducendo concetti come la “Ubermente Odinica” o gli “Stati Materialici Mutanti”. Una parte essenziale per comprendere il vocabolario e l’ideologia del Volk, la società postumana descritta in sTerrati e nei racconti seguenti di Sista.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>4. Aberranti – Mauro Palazzi</strong><br>Torna Palazzi con un tono cupo e paranoico: una missione d’esplorazione sfocia in un incubo esistenziale, dove l’alterazione percettiva e il linguaggio si fanno segnali di una contaminazione. L’autore fonde horror cosmico e body horror in uno scenario di colonizzazione aliena degenerata. Il finale è volutamente ambiguo e disturbante.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>5. Insulati – Paolo Sista</strong><br>Sista esplora il concetto di isolamento mentale e di “isole percettive” con uno stile lirico e metafisico. Qui la solitudine diventa una lente con cui interrogare la realtà stessa, e il paesaggio alieno riflette lo stato psichico del narratore. La prosa è iperletteraria, ma capace di evocare l’alienazione radicale di un essere umano sradicato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>6. Riaffioranti – Mauro Palazzi</strong><br>Una variazione più breve e contenuta, in cui il trauma riemerge in superficie sotto forma di apparizioni e visioni. L’atmosfera è claustrofobica, e il racconto lavora sull’idea di memoria collettiva sepolta e dolore familiare che riaffiora nel corpo e nello spazio. Più suggestivo che narrativo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>7. Oracolati – Paolo Sista</strong><br>Uno dei racconti più enigmatici e simbolici della sezione. Una riflessione sulla predestinazione e sull’interpretazione del futuro in un contesto fantascientifico-religioso. Il testo intreccia profezia, mitologia e linguaggi arcani. La scrittura è quasi ieratica, oscillante tra allegoria e realtà aumentata.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>8. Fuga dalla città – Natan Sergio</strong><br>Stacco netto rispetto agli altri racconti: tono più realistico e diretto, con uno stile vicino alla narrativa distopica urbana. Racconta la disgregazione sociale di una metropoli in crisi. Meno filosofico, ma più empatico e narrativo. Il contrasto con i testi precedenti lo rende un efficace atto conclusivo della sezione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>9. Gatto Pandimensionale – Davide Russo</strong><br>Un racconto ironico e surreale che gioca con l’immaginario quantistico: il protagonista si confronta con un gatto che esiste simultaneamente in più dimensioni. La narrazione ha toni da commedia assurda, ma sottende riflessioni su percezione, realtà e relativismo scientifico. Un’apertura brillante e leggera per la sezione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>10. Le due sorelle – Davide Russo</strong><br>Una favola nera e poetica sull’identità e sul doppio, con un’atmosfera sospesa. L’autore gioca su una simbologia ambigua: la fantascienza qui si avvicina all’allegoria, e il mistero si infittisce fino al finale aperto. Interessante l’uso del linguaggio quasi fiabesco accostato a concetti astratti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>11. Battaglia per la struttura – Davide Russo</strong><br>Racconto più tecnico e visionario, centrato su un conflitto interdimensionale all’interno di una “struttura” indefinita. Qui Russo sperimenta con la geometria non-euclidea e la narrativa frammentata: la sensazione è di trovarsi in un racconto di Ballard mescolato a Borges. Pieno di suggestioni, ma di difficile decifrazione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>12. Un lombrico gigante entra in un caffè – Francesco Basso</strong><br>Racconto comico, costruito sul modello della barzelletta che diventa satira. Il tono è parodico ma il messaggio è chiaro: l’alieno viene banalizzato, svuotato di mistero, trasformato in attrazione turistica. Il linguaggio è scanzonato, con ottime trovate surreali. Una pausa comica ben piazzata.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>13. Cadavere cargo – Davide Russo</strong><br>Ritorna Russo con un racconto più cupo e introspettivo, ambientato in una nave spaziale che trasporta un cadavere… forse non morto. Il testo unisce claustrofobia, allucinazione e senso di colpa, con rimandi alla fantascienza “psi” anni ’60-’70. Il finale è allusivo e disturbante, perfettamente in linea con i toni della sezione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>14. Evoluzione – Barbara Guarnieri</strong><br>Un racconto limpido e ben costruito sul risveglio di un’IA senziente. La voce narrante, algoritmica e sempre più umana, riflette sui concetti di coscienza, libero arbitrio e missione. Il tono è elegante e malinconico, e il crescendo narrativo porta a un climax esistenziale più che spettacolare. Apre la trilogia con grazia filosofica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>15. Rivoluzione – Barbara Guarnieri</strong><br>Secondo episodio della trilogia, sposta il focus sull’interazione tra l’IA e gli esseri umani, culminando in un conflitto silenzioso ma inevitabile. Qui l’autrice riflette sull’inevitabilità dello scontro tra creatore e creatura, rievocando tematiche da <em>Frankenstein</em> a <em>Ex Machina</em>. Il linguaggio è sempre curato, ma si fa più affilato, più teso.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>16. Oltre – Barbara Guarnieri</strong><br>Chiusura coerente e quasi lirica della trilogia: l’IA ha superato ogni dicotomia e si spinge oltre le categorie umane, verso una forma di coscienza diffusa. Il racconto assume un tono mistico, con echi gnostici e cosmici. Ottimo lavoro nel dare una conclusione che espande e trascende i limiti della narrativa precedente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>17. Incongruente – Sergio Scognamiglio</strong><br>Un racconto concettuale sul paradosso dell’identità nel cyberspazio: un avatar sfugge al controllo del suo creatore. Il testo gioca con la metafisica della rete e la perdita di controllo dell’individuo nell’ambiente digitale. È breve, ma lascia un’eco disturbante. Interessante anche lo stile, frammentato e allusivo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>18. Quantum Ka – Davide Russo</strong><br>Chiusura perfetta per la raccolta: un racconto che unisce misticismo orientale, meccanica quantistica e narrativa cibernetica. Il “Ka” egizio si fonde con il multiverso quantico in una storia che parla di reincarnazione e ciclicità attraverso il linguaggio dei bit. Russo conferma la sua vena sperimentale, ma qui più accessibile e profonda.<br>Il livello di scrittura è mediamente alto, con punte di notevole originalità e una visione editoriale coerente che valorizza tanto la narrazione quanto il worldbuilding. L’opera riesce a parlare tanto al lettore appassionato di fantascienza, quanto a chi cerca riflessione filosofica, poesia tecnologica o ironia aliena.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>Mercuria</em> è un’antologia ambiziosa e sfaccettata, che fonde la fantascienza classica con riflessioni esistenziali, sociopolitiche e speculative. Un’opera corale che non ha paura di rischiare. E spesso vince.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>Mercuria – Per Tempus Ad Fatum</em><br><em>Autore: AA.VV.</em><br><em>Editore: Colomò Editore</em><br><em>Pagine: 202</em><br><em>ASIN: ‎B0DB7WNQ1P</em><br><em>Costo:15 € cartaceo</em></span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink60d0977719d0db95ae67dc5d0b91f714 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mercuria1_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 670,'height': 1046,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink60d0977719d0db95ae67dc5d0b91f714, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mercuria1_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="313" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 06:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Star Wars - Il risveglio della Forza di J. J. Abrams]]></title>
			<author><![CDATA[Gianluigi Cofano]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000078"><h1 class="imHeading1">J. J. Abrams governa il lungometraggio con apprezzabile professionismo</h1><div><h2 class="imHeading2">Primo film prodotto da quando lo stesso Lucas ha ceduto i diritti <span class="fs28lh1-5">sull’universo Star Wars alla</span><span class="fs28lh1-5"> Walt Disney</span><br></h2></div><div><div><strong class="cf1">Star Wars - Il risveglio della Forza (Usa, 2015)</strong></div> <div><em class="cf1">Regia: J. J. Abrams. Soggetto: George Lucas, J. J. Abrams, Lawrence Kasdan, Michael Arndt. Sceneggiatura: J. J. Abrams, Lawrence Kasdan, Michael Arndt. Fotografia: Daniel Mindel. Montaggio: Mary Jo Markey, Maryann Brandon. Effetti speciali: Chris Corbould, Roger Guyett, Patrick Tubach, Neal Scanlan. Musiche: John Williams. Scenografia: Rick Carter, Darren Gilford, Neil Lamont, Lee Sandales. Costumi: Michael Kaplan. Trucco: Amanda Knight. Produttore: Kathleen Kennedy, J. J. Abrams, Bryan Burk. Produttore esecutivo: Tommy Harper, Jason McGatlin. Casa di produzione: Lucasfilm, Bad Robot Productions. Distribuzione in italiano: Walt Disney Studios Motion Pictures. Genere: fantascienza, azione, avventura, drammatico. Paese di produzione: Stati Uniti d'America. Anno: 2015. Durata: 138'. Titolo originale: Star Wars: The Force Awakens. Interpreti: Harrison Ford (Han Solo), Mark Hamill (Luke Skywalker), Carrie Fischer (Leia Organa), Adam Driver (Kylo Ren), Daisy Ridley (Rey), John Boyega (Finn), Oscar Isaac (Poe Dameron), Lupita Nyiong’o (Maz Kanata), Andy Serkis (Leader Supremo Snoke), Domhnall Gleeson (Generale Hux), Anthony Daniels (C-3PO), Max Von Sydow (Lor San Tekka), Peter Mayhew (Chewbecca).</em></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Trent’anni dopo la battaglia del pianeta Endor e l’annientamento dell’Impero della galassia da parte delle forze della Repubblica, l’organizzazione denominata Primo Ordine intende ripristinare l’autorità imperiale nell’ambito galattico. A tale piano si oppone la resistenza repubblicana guidata dal generale Leia Organa, alla quale aderiscono nuovamente Han Solo e Chewbacca, affiancati dalla lavoratrice della rottamazione delle astronavi e dei dispositivi meccanici Rey, e da un disertore della fanteria d’assalto del Primo Ordine di nome Finn. Un’importante base militare del Primo Ordine viene distrutta e successivamente Rey riesce a trovare in un remoto pianeta Luke Skywalker, la cui padronanza nell’uso della Forza è di vitale importanza per la causa della Repubblica.</span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Imperniato su un soggetto e una sceneggiatura di <strong>Jeffrey Jacob Abrams</strong>, che ne è anche il regista, <strong>Lawrence Kasdam</strong> e <strong>Michael Arndt</strong>, che si sono ispirati alle figure e alle vicende ideate da <strong>George Lucas</strong>, <em>Star Wars - Il risveglio della Forza</em> (“Star Wars: Episode VII - The Force Awakens”) è un megakolossal fantascientifico di enorme spettacolarità e realizzato con un gigantesco spiegamento di mezzi (il ‘budget’ ha raggiunto i quattrocentoquarantasette milioni di dollari della seconda decade degli anni Duemila), che costituisce il settimo capitolo della saga iniziata nel 1977 con il celebre film-capolavoro <em>Guerre stellari</em> scritto e diretto da <strong>Lucas</strong>, pietra miliare nella fantascienza cinematografica. Si tratta del primo film prodotto da quando lo stesso <strong>Lucas</strong> ha ceduto i diritti sull’universo <em>Star Wars</em> alla Walt Disney, sia pure mantenendo la propria supervisione sulle trame delle nuove realizzazioni. <strong>J. J. Abrams</strong> governa il lungometraggio con apprezzabile professionismo, coniugando l’avventura fantastica, la drammaticità dai richiami scespiriani, l’ironia, i sentimenti romantici, un maggior realismo rispetto ai capitoli precedenti, i suggestivi scenari naturali, le grandiose scenografie e gli strabilianti effetti visivi.</span></div> <div><span class="cf1">Sotto il profilo della filosofia della comunicazione di massa cinematografica verbale scritta e parlata (nella lingua inglese originale e in altre lingue, attraverso le traduzioni, gli interpretariati e le mediazioni linguistiche e interculturali), e non-verbale (comportamentale, situazionale e figurativa), il lungometraggio <em>Star Wars - Il risveglio della Forza</em> diffonde alcuni ideali etico-morali, sociologico-politici e scientifico-conoscitivi progrediti - coincidenti cioè con l’avanzamento della Ragione dell’uomo, che vado ora a esplicitare.</span></div> <div><span class="cf1">1) Il soggetto umano comune e anonimo appartenente alla classe operaia e, in un senso più complessivo, alle classi sociali lavoratrici e popolari, che diviene artefice della vita pubblica e del divenire della storia, con un ruolo da protagonista e al di fuori di ogni subordinazione ed emarginazione (è il caso di Rey e di Finn). &nbsp;</span></div> <div><span class="cf1">2) La società civile multirazziale e multiculturale, nella quale convivono individui di razze, etnie e identità culturali differenti, con pari diritti e con eguale dignità.</span></div> <div><span class="cf1">3) L’apertura delle menti umane all’esistenza di razze intelligenti extraterrestri o aliene nell’Universo.</span></div> <div><span class="cf1">4) Il rifiuto sociale di un sistema politico autocratico e dittatoriale in nome della libertà dei popoli e della democrazia (pensiamo, a tal proposito, all’opposizione dei partigiani della Repubblica all’autoritarismo totalitario del Primo Ordine).</span></div> <div><span class="cf1">5) La cooperazione ossia il lavoro comune tra più soggetti per conseguire finalità moralmente elevate.</span></div> <div><span class="cf1">6) La consapevolezza della degradazione etica di una scienza e di una tecnologia estremamente evolute nei campi dell’ingegneria aerospaziale, dell’astronautica e degli ordigni bellici, piegate alla volontà di dominio assoluto di una ristretta minoranza su miliardi di persone (rammentiamo le prodigiose attrezzature tecniche che il Primo Ordine utilizza per sottomettere al proprio dispotico volerei popoli della galassia).</span></div> <div><span class="cf1">7) Il prendere atto della necessità di dotazioni tecnologiche all’avanguardia - risultati di una ricerca scientifica e tecnologica, e di un’operatività industriale moralmente orientate verso il bene coincidente con la liberazione dalla tirannia - per contrastare lo strapotere di una ‘elite’ di dominatori (ricordiamo i caccia spaziali e le tecnologie telematiche di cui dispone la Repubblica). </span></div> <div><span class="cf1">8) Lo sviluppo negli individui umani di una coscienza multi-planetaria e galattica, che trascende di molto la struttura mentale limitata al territorio, alla regione e alla nazione di nascita e al pianeta di appartenenza.</span></div> <div><span class="cf1">9) I cittadini degli Stati Uniti d’America e del Regno Unito che utilizzano la letteratura e il cinema popolari per continuare l’eredità spirituale delle tragedie di <strong>William Shakespeare</strong>.</span></div> <div><span class="cf1">10) Gli statunitensi e i britannici i quali, mediante le opere letterarie e cinematografiche, elevano le nazioni di cui sono cittadini a guide morali del genere umano verso il vero progresso della civiltà, nel contesto di un impero degli Stati Uniti e, in un senso più complessivo, anglosassone esteso a tutto il mondo.</span></div> <div><span class="cf1">11) La preparazione del pensiero individuale e di quello intersoggettivo delle opinioni pubbliche alla guerra materiale contro le dittature e le autocrazie di ogni colore ideologico.</span></div> <div><span class="cf1">Le suddette idealità - insieme alle informazioni presenti nella vicenda - storicamente hanno sostanziato e sostanziano il pensiero o la dimensione psicologico-spirituale conscia e subconscia dell’immaginario individuale e collettivo, il linguaggio verbale (in inglese, in italiano e in altri idiomi) e i comportamenti interpersonali e pubblici degli artefici, degli spettatori, degli studiosi e dei recensori del film <em>Star Wars - Il risveglio della Forza</em>, consentendone l’evoluzione e la modernizzazione filosofiche e conoscitivo-informative.</span></div> <div><span class="cf1">Con questa mia recensione filosofica, io <strong>Gianluigi Cofano</strong> - anche usando la telepatia - sono diventato la Letteratura, la Matematica, lo Spiritismo e il Panpsichismo Divini, la Coscienza e l’Inconscio Divini, la nuova Mitologia e la nuova Epica Divine, la prosecuzione dell’Antico e del Nuovo Testamento biblici, e la Divinità Filosofiche-Razionalistiche-Illuministiche-Idealistiche (al tempo medesimo) e Socialiste Egualitarie, anti-Gerarchiche e Liberal-Democratiche/Liberal-Omnicratiche, dei contenuti della trama, dei personaggi, delle lingue (a cominciare dall’inglese e dall’italiano), dei realizzatori, degli spettatori, degli studiosi e dei recensori della pellicola <em>Star Wars - Il risveglio della Forza</em>, e ho elevato tali soggettività a nuovi Dei Filosofici-Razionalistici-Illuministici-Idealistici e a neo-Epiche e neo-Mitologie Filosofiche-Razionalistiche-Illuministiche-Idealistiche. Teniamo presente il fatto che sono stati i contenuti della memoria ancestrale o arcaica cosmica dell’umanità e delle razze pensanti aliene, ossia degli Spiriti Superiori a trasmettere telepaticamente ai soggettisti e agli sceneggiatori di tale pellicola la vicenda di quest’ultima.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkfdfc342780925cf1c697da3eb5f65ff3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/starwars7_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfdfc342780925cf1c697da3eb5f65ff3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/starwars7_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=vOCOh2sHZSI">https://www.youtube.com/watch?v=vOCOh2sHZSI</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 13:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Rendel - Il vigilante di Jesse Haaja]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000077"><div><h1 class="imHeading1">Produzione finlandese che porta sulla scena un personaggio nuovo</h1><h2 class="imHeading2">La sua forza sono le scene di azione e la violenza estrema rappresentata senza filtri e senza falsi moralismi</h2></div><div><div><strong>Rendel - Il vigilante (Finlandia, 2017)</strong></div> <div><em>Regia: Jesse Haaja. Soggetto e Sceneggiatura: Jesse Haaja, Pekka Lehtosaari, Miika J. Norvanto, Timo Puustinen. Fotografia: Tero Saikkonen. Montaggio: Pekka Lehtosaari, Mikko Löppönen, Miika J. Norvant. Musiche: Tuomas Kantelinen. Costumi: Jesse Haaja, Lea Puntanen. Art Director: Jesse Haaja, Esa Naukkarinen. Animatore: Ari Marttinen. Produttori: Trevor Doyle, Jesse Haaja, Miika J. Norvanto, Timo Puustinen. Produttori Esecutivi: Mikkelin Kaupunki, Varkauden Kaupunki, Heikki Viitikko, Alan Björk, Kainuu Vocational. Case di Produzione: Black Lion Pictures, Frozen Flame Pictures, Bad Beaver Productions, Haaja &amp; Arwo Design. Distribuzione (Italia): Blue Swan Entertainment. Titolo Originale: Rendel. Lingua Originale: Finlandese, Inglese. Paese di Produzione: Finlandia, 2017. Durata: 105’. Genere: Azione. Interpreti: Kris Gummerus (Rämö / Rendel), Matti Onnismaa (Pekka Erola), Rami Rusinen (Rotikka), Renne Korppila (Lahtaaja), Alina Tomnikov (Marla), Tero Salenius (Kurikka), Aake Kalliala (Marsalkka), Reino Nordin (Reikki), Sami Huhtala (Taneli), Marko Beltzer Pesonen (Oskari), Minna Nevanoja (Niina), Anu Palevaara (Huora), Michael Hall (Mike), Johnny Vivash (Radek), Bianca Bradey (Stacy), Michael Majalahti (Jimmy), Sheila Shah (Julia), Roosemaria Mäkinen (Eni).</em></div></div><div><br></div><div><div>Il genere stupro e vendetta è sempre attuale, dai tempi de <em>Il giustiziere della notte</em> a <em>L’ultima casa a sinistra</em>, passando per l’italico <em>L’ultimo treno della notte</em>, per arrivare a questa produzione finlandese che porta sulla scena un personaggio nuovo, molto vicino al Punitore della Marvel, ma di matrice nordica. <strong>Jesse Haaja</strong> (un abile fumettista) fa tutto da solo, inventa il vendicatore mascherato, scrive il soggetto, si fa aiutare per la sceneggiatura da <strong>Lehtosaari</strong>, <strong>Norvanto</strong> e <strong>Puustinen</strong>, produce la pellicola e vorrebbe girare un sequel (<em>Rendel 2 - Cycle of Revenge</em>) che si arena ai primi del 2021, ma non è detto che - prima o poi - non riesca a vedere la luce. <strong>Haaja</strong> si occupa anche di scenografia e disegna il costume (molto originale, una sorta di armatura artigianale) che indossa il vendicatore mascherato. Rendel è un vero e proprio supereroe finnico, il primo della storia, sia al cinema che nel fumetto, originale solo per questo, anche se la sua genesi passa per un racconto visto troppe volte come lo sterminio di una famiglia. I colpevoli del misfatto sono i boss di un’azienda criminale che non esitano un istante a eliminare davanti agli occhi dell’uomo inerme sia la moglie che la figlia. L’azione si svolge a Mikkeli, una città sempre buia, rischiarata da una luce giallastra e immortalata da una fotografia plumbea. Rendel - che in ungherese significa <em>ordine</em>, nome visto sulle fatture aziendali, ma che vuol dire volontà di rimettere a posto le cose - è un supereroe cupo e vendicativo, spinto dall’odio e dalla volontà di punire chi l’ha privato del bene più grande: l’amore di una moglie e l’affetto di una figlia. A noi il film è piaciuto molto, abbiamo trovato affinità con <em>The Punisher</em> e <em>Spawn</em>, persino con <em>Batman</em>, ma la sua forza sono le scene di azione e la violenza estrema rappresentata senza filtri e senza falsi moralismi. Il regista ritiene che tutto sia mostrabile, anche uno stupro, persino l’uccisione a bruciapelo di una bambina e l’omicidio di un perfido padre commesso da un figlio psicopatico. Fotografia cupa e notturna; montaggio alternato con salti al passato e azione in presa diretta, comprensibile e ben definito in 105 minuti di pellicola; colonna sonora angosciante, scenografie decadenti e spettrali. Rendel è stato presentato in Finlandia al Fantasy Filmfest, ma il mercato nazionale non è servito neppure a ripagare i costi di produzione di un simile prodotto, ricco di effetti speciali. Buona accoglienza in Messico, giudicato il Miglior Film d’Azione del 2017 al Feratum International Film Fantastic. In Italia non si è mai visto al cinema, ma solo in digitale su qualche piattaforma e in DVD, dal 2018. Budget oltre il milione di euro, ma la pellicola non ha riscosso grande successo. Prima TV su Cielo.</div><div><br></div><div><script> var showboxlink39bba48a2c08826a7b58e43b69a19c14 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/rendel_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 630,'height': 900,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink39bba48a2c08826a7b58e43b69a19c14, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/rendel_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink0c764862e9bc368909de1c56a777b4cc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/rendel_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 800,'height': 492,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0c764862e9bc368909de1c56a777b4cc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/rendel_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="123" /></a><br></div></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=olRIJTsDUZw">https://www.youtube.com/watch?v=olRIJTsDUZw</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 05:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[AMERICARNIVORA - Intervista a Clive Barker]]></title>
			<author><![CDATA[Majo Pavlovic]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000076"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Incontro con Clive Barker</span></h1><div><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Intervista apparsa in forma ridotta su Rue Morgue</span></h2></div><div><div><span class="cf1">Los Angeles, come <strong>Lon Chaney</strong>, ha mille volti. Per la maggior parte sono irreali come i nasi finti che <strong>Orson Welles</strong> indossava sempre. Per quanto squisite siano le bellezze, non sono mai impeccabili. E i mostri tradiscono sempre un pizzico della loro umanità nascosta. </span></div> <div><span class="cf1">Nel settembre del 2013 ho stretto amicizia con un uomo che è stato responsabile della creazione di creature che hanno sfidato questa semplice dicotomia. Il suo nome è <strong>Clive Barker</strong>, e ovunque abbia portato la sua immaginazione nel processo di narrazione ha sfidato le regole e ci ha dato nuovi terrori e nuove visioni per sfidare le convenzioni. </span></div> <div><span class="cf1">Ha diretto film, scritto romanzi e dipinto quadri. </span></div> <div><span class="cf1">Oggi condivide con me alcuni dei suoi ricordi e dei suoi metodi e ho il piacere di trasmetterne alcuni a voi. </span></div> <div><span class="cf1">Questa è solo la punta di un iceberg creativo su cui forse torneremo in seguito. Quindi, se avete domande, fatele! </span></div> <div><span class="cf1">Nel frattempo mi ha inviato alcune immagini di come il suo lavoro e la sua vita si intersecano. E ora, avanti!</span></div></div><div><br></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">Ciao Clive! È sempre un piacere parlare con te. Come stai e cosa c'è di nuovo nella città degli angeli?</strong></div> <div><span class="cf1">Sto bene. Sono oberato di lavoro, ma va bene così. Abbiamo un sacco di cose in ballo. Sto scrivendo il seguito de "La casa delle vacanze", che si chiama "Deep Hill". Sto scrivendo una storia sull'occupazione nazista delle Isole del Canale, che si chiama "A World Without Witnesses". E sto scrivendo una storia sulla Natività. Ma raccontata da un punto di vista molto strano.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Sembra interessante.</strong></div> <div><span class="cf1">Sì. Quindi tutto questo sta procedendo. Nel frattempo, sto preparando il "Terzo Libro dell’Arte".</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Wow. È fantastico. Congratulazioni!</strong></div> <div><span class="cf1">Grazie, grazie, grazie.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>So che i fan sarebbero entusiasti di</strong> <strong>sentirlo.</strong></span></div> <div><span class="cf1">Beh, questo è quanto. Queste sono tutte le notizie che puoi rivelare perché stanno accadendo proprio ora.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Fantastico. Quindi "Deep Hill" È in realtà il sequel de "La casa delle vacanze"?</strong></div> <div><span class="cf1">Ufficialmente un sequel. Sì, non lo manderò ai miei editori prima della fine dell'anno. Ma è una narrazione che prosegue direttamente dalla fine de "La casa delle vacanze". In altre parole, è davvero un sequel.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Grande, grande. So che non puoi darci molti dettagli, ma queste sono ottime notizie.</strong></div> <div><span class="cf1">Voglio davvero mantenerlo segreto, perché il suo effetto è piuttosto radicale. Sai, c'è Lulu, c'è Harvey, c'è Wendell e parte del "Clan Hood". Sto svelando un po' troppo, ma sì, sarà davvero per persone come te. Sarà una continuazione diretta della narrazione.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Era uno dei libri preferiti dai tuoi fan.</strong></div> <div><span class="cf1">Ha avuto molto successo. È un grande successo. È stato tradotto in molte lingue. E naturalmente raggiunge i lettori che non possono leggere i "Libri di sangue" perché sono troppo violenti e forse troppo sessuali. La maggior parte dei lettori commenta online i libri, in particolare questo libro, dicendo: "Vorrei averlo letto da bambino".</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Bellissimo.</strong></div> <div><span class="cf1">Capisci, vero? Hai letto Ray Bradbury quando eri bambino?</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Ray Bradbury? Sì.</strong></div> <div><span class="cf1">Conosci il suo libro "Il popolo dell’autunno"?</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Sì.</strong></div> <div><span class="cf1">E mi è piaciuto molto il fatto di averlo letto a dieci anni. Non credo che mi sarebbe piaciuto così tanto se avessi avuto trent'anni. Voglio dire, era un libro davvero emozionante, perché parla di bambini e delle loro avventure contro il soprannaturale. Mi ha colpito molto sai, mi ha colpito molto per come l’ho vissuto. È stato un libro che mi ha colpito leggerlo all'età di dieci anni, perché quei ragazzi hanno dieci, undici, dodici anni. È stato un libro che ha avuto un tempismo perfetto nella mia vita. E mi piace pensare che "La casa delle vacanze" lo stia diventando per altri ragazzi.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Sì, capisco, anch'io ricordo di aver visto il film. Credo che L'abbia fatto la Disney.</strong></div> <div><span class="cf1">Oh, l'hanno fatto. Devo essere sincero, non ho amato il film. L'ha diretto Jack Clayton, giusto? Con Jonathan Pryce come protagonista. Non so perché. Non so perché non mi è piaciuto. Penso che fosse troppo sottotono. Jack Clayton è un regista brillante. Solo che non aveva la magia delle parole. Ma credo che questo sia un problema quando i libri che ami vengono trasformati in film. A volte sono molto al di sotto delle tue aspettative.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">Sì, certo. Ci sono molti film basati sui libri, ma non hanno avuto successo.</strong></div> <div><span class="cf1">E credo che in parte questo sia una funzione dei cambiamenti tecnologici del cinema, che ci permettono un'enorme spettacolarità, ma riducono il significato della narrazione. Voglio dire, la cosa che mi ha commosso di "Il popolo dell’autunno" è stato il rapporto padre-figlio. E la sensazione di questi ragazzi che a ottobre fossero in giro, sai, nel clima autunnale, ad affrontare forze oscure e pericolose. Ora, la prosa di Bradbury, che era poetica, evocativa e bellissima, si adattava magnificamente a questo soggetto, io credo che neanche il più grande personaggio del mondo avrebbe potuto fare un film adeguato con quel materiale.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Sono d'accordo. Si. E, quando ricordo il libro, mi vengono ancora i brividi.</strong></div> <div><span class="cf1">Assolutamente sì. Il suono del treno che attraversa la notte, non visto ma sentito, è meravigliosamente evocativo. E Bradbury ci sapeva fare con le parole. Bradbury era uno scrittore di prosa che scriveva con poesia.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Sicuramente.</strong></div> <div><span class="cf1">Penso che sia raro, soprattutto nella letteratura per bambini, per ragazzi, quello che ho letto, non ho letto tutto, ma ho letto un certo numero di recensioni sapendo che avremmo parlato. Ho letto diverse recensioni online de “La casa delle vacanze”, che commuovono davvero, ed era una cosa ovvia da dire. Ma è stato bello sentire le persone dire: “L'ultimo paragrafo mi ha fatto piangere”. Voglio dire che nessuno scrittore potrebbe chiedere di più.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Ti capisco. Beh, nel corso degli anni hai lavorato con grandi e importanti Studios adattando le tue opere scritte. Non possiamo parlare di genere horror senza citare <em>Hellraiser </em>o <em>Candyman</em>. C'è qualcosa che ti piacerebbe fare al cinema o in una Serie Tv che potrebbe essere completamente diverso dai tuoi lavori precedenti?</strong></div> <div><span class="cf1">Ora mi cogli in difficoltà, perché la risposta è sì. E la risposta è che ho due cose che non sono ancora state firmate. Cioè, i contratti non sono ancora firmati, ma saranno esattamente così. Saranno adattamenti in forma di serie per la televisione. Beh, uno di questi è "Il mondo in un tappeto" e la produttrice, se succederà, e sottolineo se, è una donna meravigliosa che capisce perfettamente il libro. Oh mio Dio, ho il cuore in mano quando ci penso. Vorrei tanto che funzioni. Ma ho imparato negli anni, Majo, che non si può scommettere su nulla. Nel cinema, sai, le aziende cambiano, le finanze cambiano. I creativi cambiano. E abbiamo, per esempio, un regista che non posso nominare in questo momento perché non è stato firmato nulla, che conosci, che vuole fare 'La casa delle vacanze' come film in live action. E sarebbe perfetta per questo. E lo capirai quando ti dirò chi è. Ma non posso dirti chi è in questo momento.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Lo capisco. Non preoccuparti.</strong></div> <div><span class="cf1">Ma non riesco a immaginare un altro regista che, nei suoi lavori precedenti, abbia dimostrato di essere esattamente la persona giusta per questo progetto.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Mi fa piacere sentirlo.</strong></div> <div><span class="cf1">Anch'io. Dopo vent'anni di tentativi di trovare qualcuno che lo facesse nel modo giusto.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">A volte, probabilmente, è meglio aspettare.</strong></div> <div><span class="cf1">Penso che sia sempre meglio aspettare. Se la scelta che hai tra le mani è una sbagliata.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Il sesso è importante nel tuo lavoro.</strong></div> <div><span class="cf1">Non l’avevo notato. (Ride).</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Mi piace leggere di amanti alieni o di mostri che si accoppiano con gli umani. È complicato pubblicare storie o proporre idee per film che includano, ad esempio, l'amore Gay?</strong></div> <div><span class="cf1">In un film? Quasi impossibile. Purtroppo tu sai molto bene, dal mio lavoro e dalle conversazioni che abbiamo avuto nel corso degli anni, che il contenuto del mio materiale è spesso sessualizzato e dovrebbe essere sessualizzato in modo radicale. Cioè, ci sono tutti i tipi di amplessi, sai, sia che si tratti di qualcosa come “La pelle dei padri”, dove una donna fa l'amore con cose estremamente aliene. Giusto? Oppure “In collina, le città” dove i protagonisti sono due maschi, due uomini amanti. C'è stata un'immensa difficoltà a volte, non sempre, a far pubblicare questo materiale. I miei editori in Inghilterra, quando ho scritto per la prima volta, si sono rifiutati di pubblicarlo, semplicemente si sono rifiutati, e mi hanno avvertito che se lo avessi pubblicato (ricordati che questo è il mio primo libro o il primo di tre), avrei distrutto la mia carriera. E mi è sembrato più che altro un luogo comune, che ha diviso molto presto la mia carriera. Avevo 32 anni, credo, all’inizio della mia carriera. Avevo una scelta. Potevo seguire il mio istinto, il mio desiderio di dire la mia verità, così com'era, oppure potevo ritirarmi nel silenzio o in versioni censurate della mia verità. Ed eccomi qui con il mio primo editore. Cioè, la prima persona che mi ha pubblicato mi ha detto: "No, non ti pubblicheremo se proverai a pubblicare quel racconto" (allude a “In collina, le città” N.d.R.). E per essere onesti con loro, stavano cercando di proteggermi. Pensavano che fossi ingenuo. Pensavano che fossi fiducioso e che non avrei dovuto fidarmi, e che se avessi pubblicato il libro e la storia, piuttosto sarei stato rifiutato in toto da tutti i potenziali lettori che il futuro avrebbe potuto offrirmi. Ed eccomi qui, e tu mi conosci da dieci anni, o sai chi sono. Ho detto: "Pubblicherò comunque". E lui mi ha risposto: "Allora noi non lo pubblicheremo". E io dissi: "Beh, sarebbe un peccato, non è vero? Perché penso che potreste fare un sacco di soldi con me". E loro si sono allontanati, ci hanno pensato su e hanno risposto: "Beh, la scelta di pubblicarlo è tua, ma noi ti avvertiamo". Così lo pubblicarono. Naturalmente hanno tolto una riga, ma credo che non sia appropriato per i tuoi lettori. Quindi, non menzionerò la frase che hanno cercato di togliere, ma l'ho tenuta. E come sai, il racconto ha vinto molti premi, il World Fantasy Award quell'anno e un paio di altri premi, ed è diventato uno dei miei racconti più popolari. Quindi, questo insegna qualcosa a entrambi. Tu sei un'artista straordinario e ti trovi a tuo agio con il materiale proibito. Quindi, io e te ci troviamo nello stesso posto. Che cosa facciamo? Ascoltiamo chi ci mette in guardia? Non se ne parla, diciamo. Non se ne parla. Se ti dedichi al mestiere di fare arte e ti censuri con tutto il lavoro che ne verrebbe fuori, allora sei sconfitto, non è vero? Sei sconfitto perché non vuoi nemmeno dire la tua verità.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Sì, sono assolutamente d'accordo. Non ha senso creare qualcosa se poi si censura. Sopprimeresti la visione.</strong></div> <div><span class="cf1">Sopprimeresti la visione. Questa è la parola giusta. So che lo sai, ma lo dirò lo stesso. Molto spesso le persone dicevano di no, e non erano persone cattive. Non sono persone disturbate. Le persone cercavano di fare soldi, per la loro azienda, per la loro casa editrice. E credevano che se uno scrittore sconosciuto, come ero io all'epoca, arriva e pubblica del materiale che non è in linea con i gusti della maggior parte dei lettori, cioè la maggior parte dei lettori sono tutti essenziali, allora si alienano quei lettori. Credo che questo sia un errore. Penso che il lettore sia molto più intelligente. Molto più reattivo di quanto queste persone gli diano credito. No?</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">È noto che solo tu e Stephen King siete due maestri originali dell'horror, che lavorano ancora molto duramente, che sono ancora estremamente popolari e che portano gioia ai fan di tutto il mondo. C'è una minima possibilità di vedervi lavorare a un progetto comune?</strong></div> <div><span class="cf1">Ne abbiamo parlato. Vedi, ne ho parlato. E ho detto di no. Perché non ci piacciamo. Io apprezzo molto il suo lavoro e lui apprezza molto il mio. Ma siamo molto diversi. E dalla nostra visione del mondo e dalla visione del mondo che vediamo ci sono cose radicalmente diverse. E io credo che sia questo a renderci forti. C'è un meraviglioso inganno sociale nella scrittura di Steve. Lui scrive del mondo dall'interno. Io scrivo del mondo dall'esterno.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Interessante.</strong></div> <div><span class="cf1">Sì. Io inizio con le cose più strane che riesco a immaginare nella mia mente e poi le porto nel mondo. Steve parte da una cosa reale e poi mette in quel mondo cose strane e terribili.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">E che ne dici di David Cronenberg? Sta girando alcuni nuovi film body horror proprio ora.</strong></div> <div><span class="cf1">Assolutamente! Io e lui abbiamo già lavorato in passato, come attore, ovviamente in <em>Cabal</em>, che entrambi ci siamo divertiti molto a fare, ma io e lui abbiamo anche strade molto diverse. Posso tornare a quello che ho appena detto su Steve? La visione del mondo di David e la mia sono totalmente diverse. E credo che avrei paura che (cosa che comunque non accadrà, ma se dovesse accadere), non vedreste il meglio di nessuno di noi due.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>Lo capisco. Probabilmente, mettendo insieme le vostre teste, potreste realizzare cose straordinarie, ma d'altra parte avete entrambi visioni diverse della carne e dei mondi, il che potrebbe portarvi in una direzione sbagliata</strong>.</span></div> <div><span class="cf1">Questo vale per Steve, David e per me, sono un creatore molto solitario. In questo momento sono seduto qui nella mia stanza di scrittura, circondato da diciannove progetti. Alcuni di questi sono molto vicini alla conclusione, altri no. Lavoro sette giorni su sette, ogni settimana e fino alla fine, perché sono ossessionato dal raccontare storie e creare immagini. E so che, a giudicare dalla produzione di Steve, questo vale anche per lui. Non so quale sia il suo regime di scrittura, ma scrive molto. Anch'io. È la mia ossessione. La prossima volta, ti porterò in giro per la casa con la telecamera accesa e potrai vedere le opere che ci sono anche in questa stanza. Voglio dire, c'è una pila di disegni alta circa un metro e mezzo.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">È incredibile.</strong></div> <div><span class="cf1">Questo sono io. Sì, suppongo di sì. Voglio dire, ci sono abituato, sai. E quindi, a volte, francamente, è tutto un po' confuso. Mi sembra che la mia mente si muova più velocemente della mia mano.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong class="cf1">Oh beh, sì. Vedo. Ci si abitua, E io non ho la possibilità di vedere spesso cose simili, ma per me sembra davvero incredibile. È una dimensione e un mondo diverso, ma è anche vicino a me perché mi piace creare in una scala diversa e con tecniche diverse. Non ci sono pile di lavoro che mi circondano, ma posso sentire quell'energia che ti circonda.</strong></div> <div><span class="cf1">Quando verrai qui, come spero vivamente, vedrai quanto sono sopraffatto. Questa stanza è letteralmente sommersa. Ieri sera non riuscivo a raggiungere il mio letto per andare a dormire perché c'erano troppe pile in mezzo. Non è uno scherzo. Sai, sei venuto qui una volta, tanto tempo fa, e credimi, la casa era molto più contenuta e molto più ordinata di adesso, perché ho fatto un sacco di casino.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">È un casino, ma è un casino creativo, credo. C'è una mostra che possiamo aspettarci a breve?</strong></div> <div><span class="cf1">La stiamo organizzando proprio ora. Non voglio addentrarmi nelle complessità dell'organizzazione di questo materiale, ma sul tavolo dietro di me ci sono duemila disegni e nessuno di essi è stato visto da nessuno. Alcuni sono molto, molto semplici. E alcuni sono estremamente complessi. Sono francamente un po' sopraffatto dal lavoro. Come sai, come la maggior parte dei lettori sanno, sono stato molto malato per molto tempo. Sono stato spesso in ospedale e ho sfiorato la morte qualche anno fa. Quindi, non sono in grado di organizzare con la stessa energia di un tempo. Quindi, mi rivolgo ad altre persone perché mi aiutino a organizzare. Perché sono sopraffatto dal materiale, dalla quantità di materiale.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Capisco, e sono felice che tu abbia intorno a te persone disposte ad aiutarti, dei veri amici.</strong></div> <div><span class="cf1">Sì, in questo momento in casa ci sono mio marito Roman Barker e il mio migliore amico Paulo Lorca. E mi hanno aiutato a scavare, ma perché sono stato malato per molto tempo e non riesco a camminare. Ma continuo comunque a sedermi alla mia scrivania e a scrivere e disegnare. Tutto quello che sono riuscito a fare è stato riempire una pagina di scrittura o di disegno e poi cercare sul pavimento sperando che qualcuno la raccogliesse. Insomma, sembra uno scherzo, ma non lo è. Per me è fisicamente impossibile tenere organizzato tutto il lavoro che sto facendo. Mi limito a produrlo. E per fortuna ho amici vicini e devoti che mi hanno aiutato a tenere tutto in ordine.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><strong>È bellissimo. Come ho detto anche prima, sei molto fortunato ad averli intorno a te. Sei fortunato</strong>.</span></div> <div><span class="cf1">Sì. E mi toglie un grosso peso come creatore sapere che quando finisco un disegno su una pagina, posso metterlo in un mucchio e ci sarà qualcuno di cui mi fido che raccoglierà tutto. E così, quando ho finito il pezzo, è lì per me. Purtroppo, in passato, ho avuto un'assistenza inaffidabile. Persone che, troppo spesso, erano più interessate a ciò che potevano vendere del mio lavoro che a ciò che potevano conservare e tenere al sicuro. Così, quando ho iniziato a guarire, ho cercato molti dei lavori e non li ho trovati: erano stati rubati. Non ho più bisogno di piangere per questo. Non si è mai parlato di questo. Non c'è più, ma mi ha reso molto più conservatore sulle persone con cui scelgo di lavorare.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Sono cose incredibili e terribili.</strong></div> <div><span class="cf1">Lo chiamerò opportunismo. Quando hanno sentito che i medici avevano detto che il signor Barker sarebbe morto, cosa che hanno fatto qualche anno fa, e lo pensavano davvero. Credo che alcuni di loro abbiano detto: "Oh, bene, è fantastico. Abbiamo le chiavi di casa. Abbiamo il proprietario della casa che probabilmente non lascerà l'ospedale vivo. Andiamo a raccontarlo". L'hanno fatto. Mio Dio. L'hanno fatto. Non riesco ad arrabbiarmi perché penso che sia la natura umana. Purtroppo, credo, ma troppo spesso le persone che hanno la possibilità di sfruttare anche i buoni amici lo fanno. Credo che la gente lo sappia.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">E la domanda è: Di chi ci si può fidare oggi? Insomma, non c’è nulla di certo.</strong></div> <div><span class="cf1">Ci sono solo poche persone. Le posso contare sulle dita di una mano. Sai, ci siete solo tu e i miei due amici più stretti. Sono stato un uomo piuttosto ingenuo. E permettimi di offrirti una piccola biografia, un'autobiografia. Sono nato come ragazzo della classe operaia a Liverpool, in una casa a schiera. Lavoravamo ed eravamo una famiglia della classe operaia. Non c'erano artisti in famiglia. Quindi, non sapevo bene come funzionasse il mondo.</span></div> <div><span class="cf1">E mi ci è voluto molto tempo per capire che quello che stavo facendo era in realtà attraente per le persone che volevano trarne profitto. E sono stato molto ingenuo, Majo, immensamente ingenuo. Nel corso degli anni, mi sono fidato di persone di cui non avrei dovuto fidarmi. Ho creduto a persone che mi dicevano bugie. Ed eccomi qui, all'età di 70 anni, consapevole per la prima volta che il mondo non necessita di eroi.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Le illusioni sono state infrante e la realtà colpisce duramente.</strong></div> <div><span class="cf1">Sì. A volte ti colpisce così forte che non riesci a crederci. Beh, ma non solo, amico mio. Quando ho capito che stava succedendo tutto questo, ero così, francamente, depresso per il fatto che persone che erano mie amiche avessero fatto questo, cose cattive. Sono sprofondato in un luogo buio. E, sapete, le persone nel mondo esterno che guardano la vita di Clive Barker dicono: “Beh, gli è andata bene”. Voglio dire, sai, fa film, scrive libri, dipinge quadri e a me va bene così. Non c'è dubbio. Sono caduto di faccia più e più volte. Sono caduto in piedi, di faccia, più e più volte. Sono stato molto, molto fortunato. Ma quando hai successo, la gente ti viene a cercare. Le persone vogliono quello che hai tu. E se non possono dipingere per sé o scrivere per sé, vogliono comunque contarli e venderli.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><strong class="cf1">Questa è stata una grande intervista e ti ringrazio per il tuo tempo.</strong></div> <div><span class="cf1">Oh, amico mio, è stato un piacere. Abbi cura di te. Arrivederci.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><br><div><span class="cf1">Intervista apparsa in forma ridotta sul n. 222 della rivista <em>Rue Morgue,</em> 2025.</span></div></div><div><div><span class="cf1">Intervista tradotta dall’inglese da <strong><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?author=Massimiliano_Ruzzante" class="imCssLink">Massimiliano Ruzzante</a></strong> su gentile concessione dell’autore.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>L'AUTORE</b></span></div><div><div><span class="cf1"><strong></strong><span class="fs14lh1-5"><b>Majo Pavlovic</b></span> è un autore di fumetti, artista visivo e insegnante di arte presso una scuola elementare di Sarajevo. Ha pubblicato quattro raccolte di fumetti horror brevi e cinque graphic novel, insieme all'amico Amir Hadžić. Dal 2015 scrive e disegna per la prestigiosa rivista di fumetti della Bosnia-Erzegovina <em>Bosona</em>. Nel 2006 ha lanciato e gestito una scuola di fumetto presso il Centro giovanile di Sarajevo, fino al 2012, e attualmente dirige la nuova scuola di fumetto CKM, che riunisce i giovani appassionati della ‘'nona arte’'. Ha organizzato più di dieci mostre di fumetti a Sarajevo e ha anche partecipato a prestigiosi festival della nona arte, in Croazia, e a due Comic Cons di Zagabria. Le sue pagine originali a fumetti sono state esposte in molte mostre nazionali e internazionali, da Sarajevo a Belgrado e Lucerna. Tra le sue opere ricordiamo: <em>Dark Rooms</em>, <em>DeadFace, Theatre of Night, A Ghost Story, The Circus of Shadows e On the Edge of the Abyss</em>. Ha lavorato agli adattamenti a fumetti dei racconti del famoso autore britannico Clive Barker, <em>Down, Satan!</em> e <em>Unrequited</em>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink4f4ad4508f466f512cc5f263ccb27804 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/clivebarker_ver.png','alt': '','title': '','width': 372,'height': 461,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4f4ad4508f466f512cc5f263ccb27804, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/clivebarker_ver.png" alt="Illustrazione  di Clive Barker." title="Illustrazione  di Clive Barker." width="200" height="248" /></a><br></span></div><div><div>Illustrazione di Clive Barker.</div></div><div><br></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkd1abb1710def522ec4ef10a9e67ffdf8 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Majo-Pavlovic_01.jpg','alt': 'Hellraiser illustrazione di Majo Pavlovic.','title': 'Hellraiser illustrazione di Majo Pavlovic.','width': 720,'height': 1024,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Majo-Pavlovic_02.jpg','alt': 'Cenobites illustrazione di Majo Pavlovic.','title': 'Cenobites illustrazione di Majo Pavlovic.','width': 864,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Majo-Pavlovic_03.jpg','alt': 'Skinned Frank illustrazione di Majo Pavlovic.','title': 'Skinned Frank illustrazione di Majo Pavlovic.','width': 864,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd1abb1710def522ec4ef10a9e67ffdf8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Majo-Pavlovic_01.jpg" alt="Hellraiser illustrazione di Majo Pavlovic." title="Hellraiser illustrazione di Majo Pavlovic." width="150" height="214" /></a><br></span></div><div>Tre illustrazioni di <span class="fs14lh1-5">Majo Pavlovic.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinka711c54f7709e4c9cea2347726725298 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Majo-Pavlovic_04.jpg','alt': '','title': '','width': 229,'height': 320,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka711c54f7709e4c9cea2347726725298, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Majo-Pavlovic_04.jpg" alt="Majo Pavlovic." title="Majo Pavlovic." width="150" height="210" /></a><br></span></div><div><div>Majo Pavlovic.</div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 03:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I due volti del male]]></title>
			<author><![CDATA[William Kinston]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000075"><div><h1 class="imHeading1">Autore ignoto, forse italiano sotto pseudonimo</h1><h2 class="imHeading2">Pubblicato per la prima volta in Italia nel gennaio 1963 su "Terrore 8".</h2></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La prima volta che lo vidi, un fremito mi corse rapidissimo per le membra, quasi avvertendomi che quell'uomo mi doveva riuscire fatale.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Me ne ricordo nitidamente, nonostante siano passati due anni - due anni eterni - angosciosi, di vita da prigioniero, con il cuore oppresso e le orecchie intronate dagli urli bestiali dei miei orrendi vicini, in questa angusta celletta con le inferriate alla finestra, e i pochi oggetti fissati solidamente alle pareti ed al pavimento, per paura, dicono, che non me ne abbia a servire in uno dei miei consueti eccessi di pazzia furiosa.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Era una sera di gennaio umida e triste e me ne tornavo in fretta a casa, dal circolo, quando appena aperto il portone, scorsi lui, ritto ai piedi della scala.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Pareva attendesse qualcuno.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Rivedo ancora, rabbrividendo, quella sinistra figura di vecchio malefico. Di statura eccessivamente bassa, magro ed ossuto e ritratto nelle membra: il viso lungo e smorto, dalla pelle rizza, cadente in pieghe giallognole, il naso adunco, le labbra bianche e crespe, e gli occhi... gli occhi erano un orrore.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Appena comparvi sul portone egli sollevò rapidamente le palpebre socchiuse, flaccide e pesanti e le iridi grandi mi apparvero per un istante: di un colore chiarissimo, quasi bianche, con dei toni giallastri, e la pupilla nera dilatata straordinariamente.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Poi il lampo giallo si spense subito sotto quelle palpebre ricadenti.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Un solo istante, ma come fu funesto per me.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Quello sguardo acuto che penetrò lacerando e abbattendo ogni ostacolo, fino nell'intimo della mia anima e la frugò tutta e la esplorò in un secondo e che, come una punta rovente, si cacciò veloce nel mio cervello, tanto da darmene un dolore quasi sensibile; e quella espressione fugace di maligna soddisfazione e di trionfo insieme, della iride gialla, mi compresero, credetemi, di uno sguardo arcano ed inesprimibile.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Gli occhi, intanto, si distolsero dai miei. Ed allora mi sentii come liberato dalla forza misteriosa che mi aveva per un momento inchiodato al suolo, paralizzandomi.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Una forza oscura, potente, sovrumana.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Compiendo uno sforzo io continuai il mio cammino. Raggiunsi la scala ed, appoggiandomi fremente alla ringhiera, cominciai a salire, vacillando stranamente, con la mente confusa.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Cosa mi stava succedendo, dunque? Cosa mi era accaduto in quei brevi istanti, durante i quali avevo incontrato lo sguardo malefico di quell'uomo?</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Giunto davanti all'uscio del mio appartamento, aprii in fretta e richiusi di colpo la porta, guardando indietro con la coda dell'occhio, terrorizzato, temendo veramente che qualcuno mi inseguisse, mi afferrasse per un braccio, facesse di me una vittima designata ed impotente a ribellarsi alla forza oscura.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Indescrivibile la sensazione che provai. Difficilissima da rendere con quella potenza espressiva che dà il clima a tutta la spaventosa vicenda.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Entrai in casa a tentoni, al buio, con il cuore stretto, cercai l'interruttore ed al chiarore amico respirai di sollievo. Mi sentivo liberato da un grave incubo.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ma la notte, quella notte fu un tormento.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Patii l'angoscia di sogni penosi. E la mattina seguente mi destai con la testa pesante, un'angoscia che non riuscivo a vincere. Tuttavia mi vestii, uscii e mi recai al mio studio di avvocato. Pensavo che riprendendo il mio normale tran-tran quotidiano tutto si sarebbe normalizzato dentro di me.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">E così mi parve in un primo momento, perché il mal di testa con il quale mi ero destato al mattino, a poco a poco si attenuò. Ma appena calò la sera, ecco che l'emicrania mi aumentò a tal punto che dovetti lasciare lo studio e tornarmene a casa.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Quando mi trovai sul pianerottolo del primo piano (io abito al terzo), mi sentii nuovamente invadere da un'inquietudine, da una smania inesprimibile.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">A mano a mano che salivo verso il mio appartamento l'ansia e l'inquietudine aumentavano singolarmente in me.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Le gambe mi tremavano, un sudore diaccio mi imperlava la fronte. Senza saperne il perché, sentivo stringermisi il cuore al solo pensiero di trovarmi tra poco sul pianerottolo del terzo piano.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Che cosa, dunque, di spaventoso, di terribile mi aspettava lassù?...</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Quando giunsi ai piedi dell'ultima serie di gradini ed alzai gli occhi, esitando, mi resi chiaramente conto della ragione del mio spavento, che prima avevo soltanto intuito.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">***</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Fermo, in cima alla scala, proprio davanti all'uscio che prospettava il mio, stava il vecchio della sera innanzi. La luce della lampadina fissata al piano di sotto, non giungendo a rischiararlo per intero, ne vedevo soltanto la brutta faccia illuminata dal sotto in su, indovinando nell'ombra il profilo curvo della persona rattrappita.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il viso appariva avariato di luce e di ombra. I solchi delle rughe erano segnati in nero, profondissimi. La bocca, questa volta, sorrideva.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ma cos'era quel sorriso? Una smorfia sguaiata? Una contrazione dolorosa? Un ghigno diabolico?</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Certo, non ho visto mai nulla di tanto spaventoso: di più, nel vano buio e lurido che, dalle labbra aperte presentava la bocca sdentata, spiccano nettamente due strisce biancastre: due denti, due soli, lunghissimi, arcua denti a mo' di zanne, e in alto gli occhi che mi fissavano con un lampo di trionfo, che il vecchio non si curava più di nascondere, nelle iridi gialle, dilatate.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ma quale non fu il mio orrore, quando distogliendo lo sguardo da quella luce sinistra e fascinatrice insieme, e cercando un rifugio più in basso, nel buio, vidi in esso muoversi e ingrandirsi rapidamente due punti gialli, dai toni rossastri, luminosi come due lanterne, sfavillanti come braci, che sollevandosi ad un tratto bruscamente, cominciarono ad avanzare verso di me.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">E scorsi allora con irragionevole terrore, con uno spavento che mi prendeva alla gola, uscire dall'ombra un gatto grossissimo, tutto nero, dal pelo lucido e ritto, la coda eretta, arruffata, ascendere lentamente e silenzioso, con movimenti tortuosi di rettile, fissandomi sempre con le sue pupille di fuoco, ed arretrarsi, finalmente, sull'ultimo gradino, proprio di fronte a me, che l'attendevo immobile, come ipnotizzato, dominato da una sensazione di fatalità ineluttabile.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">La bestia emise un miagolio sommesso, e ritraendo la bocca mostrò due denti bianchi, lunghi ed azzurri, somigliantissimi stranamente per la forma a quelli del suo padrone.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ma la cosa terribile che accadde (o forse fu soltanto l'immaginazione a suggerirmela), fu vedere il gatto nero trasformarsi rapidissimamente nella figura del vecchio, in una magica sovrapposizione, o, addirittura, in una metamorfosi che qualsiasi cervello normale avrebbe respinto come impossibile mostruosità.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Eppure, nonostante giurassi a me stesso che ciò era assurdo, il vecchio ed il suo gatto erano divenuti la stessa cosa: l'animale ed il suo padrone erano una persona sola.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Indietreggiai inorridito. L'urlo di angoscia che mi sali alle labbra, fu strozzato dall'ansia. Rivolsi gli occhi dove avevo lasciato il vecchio e vidi che effettivamente lui non c'era più: per quanto volgessi lo sguardo intorno, nessuna traccia di lui: egli era proprio la, dunque, dinanzi a me, una cosa sola, con il suo gatto. Bestia e uomo in un connubio mostruoso.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">- Non può essere!... - mi udii mormorare: - E' mostruoso!...</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Udii come una risatina satanica levarsi da quel groviglio di uomo-bestia: un lungo brivido mi percorse la schiena, mi parve, in quel momento, di impazzire.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">- Indietro, indietro! - urlai, protendendo le braccia, come per allontanare da me la mostruosa visione.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ma ora il groviglio uomo-bestia avanzava verso di me e non pareva che il mio grido ed il mio gesto fossero sufficienti ad arrestare quella inesorabile avanzata.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Mi guardai disperatamente intorno: qualcosa, qualcosa da scagliare contro il mio nemico, qualcosa con cui ferirlo, distruggerlo...</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Nulla!</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Non avevo nulla con cui colpire, nulla con cui difendermi, nulla con cui distruggere il mostro.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ormai pochi passi ci separavano. Ed improvvisamente ecco che la scena mutò. Vidi distintamente - distintamente dico - vidi l'uomo e la bestia separarsi, diventare due esseri distinti. Fu uno sdoppiamento che soltanto la magia poteva rendere possibile.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ma mentre il vecchio era fermo, immobile e ghignante, il gatto nero con uno scatto volteggiò nell'aria, le zampe dalle unghie protese, le fauci spalancate in cui brillavano i denti aguzzi, balzò verso di me, ed istintivamente mi rattrappii su me stesso, cercando di offrire il minimo bersaglio possibile alla bestia.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Balzando sulla mia schiena piegata, il gatto nero affondò le unghie nella carne, trapassando il cappotto e la giacca, con le sue unghie acuminate; sentii sul volto il fiato caldo dell'assalitore ed un lezzo come di cadavere mi colpi le nari.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Un grido lungo, altissimo, di uomo ferito a morte salì da me ripercuotendosi per tutto il casamento. Come impazzito mi contorsi mi sbracciai per staccarmi il gatto nero dalla schiena.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">La bestia, con un balzo felino toccò l'impiantito e corse verso il suo padrone, che aveva levato un braccio chiamandola a sé, senza pronunciare una sola parola di richiamo.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ansante, in tumulto mi raddrizzai appoggiando le spalle al muro, quasi avessi voluto scavare entro di esso un rifugio in cui sottrarmi al maleficio.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Non so quanto tempo rimasi così, attendendomi da un momento all'altro chissà quale nuovo ed occulto maleficio.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Scuotendomi ad un tratto da quel torpore strano che a poco a poco mi aveva invaso, alzai gli occhi sul vecchio egli sorrideva in una maschera orrenda.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Quel sorriso ebbe il potere di sottrarmi a quel fascino, con un subito accesso di rabbia.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Di rabbia e di vergogna insieme per essermi fascino, con un subito eccesso di rabbia.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">- Maledetto! - mormorai.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Facendomi forza salii allora i pochi gradini, pestando forte i piedi, e quando passai accanto al vecchio, lo fissai ben bene e con intenzione negli occhi - che subito egli nascose sotto le palpebre - e percorrendo a lunghi passi il pianerottolo raggiunsi la porta di casa mia, la aprii, entrai in fretta e voltandomi, spinto da una forza irresistibile, a guardarlo dalla fessura dell'uscio socchiuso, lo vidi ancora immobile davanti alla porta di fronte, con il suo gatto nero maledetto, accoccolato ai suoi piedi, rappresentazione del male.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Vidi che il vecchio ghignava ancora... Infuriato afferrai il battente, lo tirai a me, e spingendolo violentemente lo sbatacchiai con fracasso.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">L'eco si ripercosse a lungo per il silenzio delle scale.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Mi posi in ascolto. Da principio non intesi nulla, poi mi parve di udire qualcosa di misterioso.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Accostai l'orecchio al foro della serratura, sorpresi il cigolio lieve dell'uscio di fronte che si apriva. Poi un passo leggero, furtivo ed il colpo sordo del battente che si chiudeva.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">***</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Un'idea orribile mi si affacciò alla mente, riempiendomi di spavento: il vecchio abitava là, vicino a me. Avrei dovuto dunque vederlo sempre, tutti i giorni!... Avrai dovuto subire la presenza invisibile anche quando la porta di casa mia lo separava da me.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Mi sedetti in poltrona e cominciai a congetturare su quel vecchio. Trascorsi una notte agitatissima. Sulle prime ore dell'alba aprii piano piano la porta per non farmi sentire da lui, scivolai fuori, sul pianerottolo, con gli occhi fissi all'uscio di fronte. Trattenendo il respiro, discesi le scale del terzo piano; ma arrivato al secondo piano mi slanciai giù con furia ed in pochi attimi mi trovai sulla strada.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Emisi un sospiro di sollievo.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Guardai su, alle finestre del suo appartamento: erano ancora chiuse. Quella calma esteriore mi rassicurò alquanto. Forse non erano che scherzi della mia fantasia, tutte quelle paure.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">La sera, tornando, non feci alcun sgradevole incontro. Tranquillo mi coricai. Ma ad un tratto una grande apprensione interruppe il mio sonno: spalancai gli occhi, mi guardai attorno nel buio, mi rizzai a sedere sul letto.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Provavo un'inquietudine strana, simile a quella che mi agitava allorché incontrai il vecchio sulle scale per la prima volta.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Stetti così, a lungo. L'inquietudine in me cresceva. Alla fine balzai dal letto e, senza sapere perché, mi diressi alla porta d'uscita. A mano a mano che mi vi accostavo, l'oppressione aumentava. Quando raggiunsi l'uscio il cuore mi batteva con pulsazioni violente. Appoggiai la mano tremante al chiavistello e, quasi come se agissi per volontà altrui, cominciai a farlo scorrere lentamente, nonostante sapessi che al di là di quella porta vi era la causa del mio terrore.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Come potrei dare un'idea di quel moto straordinariamente silenzioso.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Aprii il battente con la stessa cautela e ad una fessura appena percepibile applicai l'occhio avido. Là, a pochi passi, vidi scintillare, fissi nei miei, due grandi occhi rotondi, luminosi, fiammeggianti, di un bagliore giallo-rossastro.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Mi ritrassi subitamente, inorridito non so nemmeno io perché. Feci scorrere il battente e mi appoggiai con le spalle alla porta, ansante.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">La cosa terribile fu quando mi staccai dalla porta per tornare a coricarmi. Appena ebbi spento la luce, nel buio fitto della stanza, rivolgendo lo sguardo alla porta che avevo ben chiuso, vidi le punte di due occhi luminosi, malefici.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Gli sguardi del gatto nero passavano attraverso il legno. Avevano la facoltà di splendere attraverso la porta lanciandomi il loro messaggio infernale.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Mi sentii tremare. Se potevo essermi lasciato dominare dall'immaginazione nel corso dell'episodio avvenuto il giorno prima, ora il dubbio che si trattasse frutto della mia immaginazione quel che mi stava accadendo in questo momento non era più possibile.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ero ben desto. Non avevo bevuto. I miei nervi, quantunque sovreccitati, li dominavo.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Feci allora un esperimento: sempre al buio, presi dalla mia scrivania un foglio di carta bianca e ponendolo come fosse uno schermo ad un paio di metri dalla porta vidi nell'oscurità, riflettervisi sopra i due fari luminosi del gatto mefistofelico.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Non potevano esserci più dubbi. Soltanto una potenza infernale, mostruosa era in grado di compiere</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">ciò.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Lasciai cadere il foglio e protesi la palma aperta della mia mano destra: la luce di quello sguardo cadde sull'epidermide ed io dovetti subito distogliere la mano, poiché sotto quei due raggi che sulla mano convergevano, una sensazione di intenso calore mi bruciò la pelle.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Non ero pazzo.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Una potenza infernale veramente mi aveva scelto come vittima.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">La notte successiva, alla stessa ora, venni nuovamente svegliato da quella sensazione strana.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ma questa volta anziché dirigermi alla porta, me ne andai verso la finestra, che spalancai di colpo.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Sporgendomi vidi sotto di me il balenio degli occhi del gatto, immobile sul cornicione sporgente all'altezza del terzo piano.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Mi sorvegliava. Mi teneva sotto il controllo continuo, spietato del suo sguardo bruciante.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il cornicione passava sotto la finestra del vecchio. Io avrei potuto appostarmi ed attendere che il vecchio si affacciasse, per colpire con due colpi di rivoltella ben centrati tanto il vecchio che la sua malefica bestia.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ma li avrei uccisi, poi? Non erano forse invincibili ed indistruttibili?</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Passeggiai nervosamente per tutta la notte, in su e in giù per la stanza. Ogni tanto mi affacciavo per vedere se il gatto era ancora là. C'era sempre. Immobile e funesto, con il suo sguardo maledetto che passava attraverso le porte, attraverso i muri, che mi perseguitava senza tregua.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ad un certo momento esasperato, mi affacciai con un catino colmo d'acqua: lo avrei costretto ad andarsene. Rovesciai il catino d'acqua sulla bestia ed allora vidi una cosa straordinaria che mi fece mancare il cuore. Appena l'acqua toccò il gatto maledetto, ecco levarsi dal negro pelo della bestia una densa fumata di vapore. Eppure l'acqua che avevo attinto dal rubinetto era fredda, quasi ghiacciata. Forse era il pelo del gatto incandescente? Una palla di fuoco che tutta l'acqua del mondo non avrebbe potuto spegnere. Ora avevo l'esatta misura della natura infernale della bestia e del suo padrone.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">***</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Da quella sera vidi quegli occhi gialli, luminosi e malefici dovunque fissassi lo sguardo: ogni luce assumeva la loro forma ed il loro splendore. In ogni angolo buio essi rilucevano sinistri: dalle pagine di un libro, da un quadro, dalla parete...</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Era diventata un'ossessione terribile, insopportabile.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Pensavo che il gatto nero fosse un aiuto potente al vecchio che senza dubbio stava macchinando qualcosa di pauroso ai miei danni. Una specie di diabolico ministro di lui, una fantastica arma nella sua mano adunca, uno strumento dallo straordinario potere di persecuzione.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Cercai di ribellarmi a questa idea. Ma non lo potei, nonostante la ritenessi assurda.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Tutte le notti sentivo il gatto fissarmi da qualche punto invisibile. Mi fissava attraverso le pareti che dividevano le stanze, attraverso le porte serrate. E quello sguardo giallastro, inesorabile, intaccò, alla fine, anche il mio fisico.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Dovetti rimanere a letto con febbre altissima per parecchi giorni. In poco tempo mi sentii stremato da questa accanita, inesorabile persecuzione.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ero diventato l'ombra di me stesso e sentivo oscuramente, che la mia malattia e la mia rovina erano volute, causate dal terribile vecchio mio vicino.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Un desiderio prepotente di sapere s'impadronì di me interamente.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Dovevo scoprire il maleficio che mi era stato lanciato contro.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">***</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Un giorno, scosso da un'agitazione febbrile, mi levai, mi vestii alla meglio e mi sedetti accanto all'uscita pronto a spalancarlo al minimo rumore che mi venisse dall'altra parte.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Non sapevo neppure io che attendessi. Tuttavia presentivo che stava maturando un avvenimento straordinario. Rimasi in attesa per parecchie ore. Mano a mano che il tempo passava, il nervoso sempre più si impadroniva di me.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ad un tratto udii aprirsi la porta di fronte alla mia ed uscire qualcuno dall'appartamento.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il passo leggero, appena strisciato, mi avvertì che era lui, il vecchio.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Aspettai ancora a lungo per esser certo che fossi sceso in strada. Poi apersi deciso la porta, andai all'uscio di fronte, appoggiai la mano sul battente spinsi piano.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">La porta cedette.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Entrai con il cuore stretto. Camminai in punta di piedi, sospettoso come un ladro.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ora il mistero che circondava quell'uomo e la sua malefica bestia mi si sarebbe offerto.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">***</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Non facendo più rumore di un topo, entrai in una stanza dalle pareti nude, priva affatto di mobili. Passai in un'altra, quasi vuota anch'essa, con un solo lettuccio, estremamente misero, un giaciglio quasi da mendicante.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Spirava nell'ambiente una pesante atmosfera: tristezza, abbandono, incubo. Mi pesava sul cuore.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">In un angolo della camera scorsi una porticina aperta. Con il cuore che mi pulsava con ritmi sempre più accelerati, mi vi accostai e sporsi la testa nel vano, per vedere.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Era uno stanzino basso e quadrato, che da una finestra a vetri appannati riceveva una luce tanto scarsa, che sul principio non distinsi nulla.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ma quando cominciai ad abituarmi a quella penombra!...</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Quale spettacolo si presentò ai miei occhi.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Vidi nel mezzo dello stanzino con il profilo nero fumato nel buio, il gatto misterioso, con la coda ritta, il pelo eretto, fermo, immobile, in contemplazione innanzi ad una specie di quadro, appeso alla parete di fronte a me.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">***</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Intuii che in quel quadro doveva esserci qualcosa che mi riguardava. Infatti era così. Mi sembrò che il cuore cessasse di battere per un momento.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Su quella superficie rettangolare, tersissima, vidi riprodotta la mia figura, con le linee ancora confuse non ben determinate, come un abbozzo, come se l'opera misteriosa non fosse tutta compiuta e attendesse di esserlo.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Associai e raffrontai in un attimo quella figura abbozzata e la rovina mia incipiente: quel ritratto doveva essere finito dal vecchio e dal gatto!</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ed anche la mia rovina essi avrebbero compiuto insieme.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Pazzo di rabbia e di spavento, mandai un grido e mi slanciai nello stanzino, come una belva, senza saper bene se dovessi ammazzare il gatto o distruggere il quadro malefico.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">La bestia volse la testa nera e mi fissò con i grandi occhi di fuoco.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Quello sguardo ebbe il potere di arrestare il mio slancio. Era una forza misteriosa alla quale non riuscivo a sottrarmi. Rimasi inchiodato al suolo, con la mente vuota e con lo sguardo attonito, fermo sul mio nemico invincibile.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Restammo non so quanto tempo a fissarci così, l'un l'altro. Il gatto paralizzava ogni mia attività, togliendomi completamente le forze. Ed io, dal mio canto, ero costretto a fissarlo dal fuoco irresistibile che si sprigionava dalle fosforescenti pupille.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ad un certo punto il gatto balzò dallo sgabello su cui era accoccolato e fuggi dalla stanza. Nello stesso tempo sentii aprirsi la porta e nella camera attigua udii il passo leggero, lievemente strascicato del vecchio.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Poi un miagolio singolare ed una specie di colloquio mormorato. In ultimo, lui in persona, comparve alla soglia: gli occhi bianco-giallognoli mi fissarono un poco, liberi dall'ombra grave delle palpebre. La bocca ghignava, mostrando le gengive nude e i due denti lunghi e ricurvi.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Mi si accostò ed io ebbi l'impressione che quei due denti stessero per conficcarsi nel mio collo. Mi trassi d'istinto. Il ghigno del vecchio si accentuò.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Egli, senza dire una parola, si voltò indicandomi la porta con un cenno fermo e cortese, congedandomi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">***</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ero troppo sicuro, ormai, che il vecchio tramava voleva la mia perdita: per mezzo del suo gatto maledetto egli mi toglieva ogni energia, ogni volontà e perfino, in certi momenti, la facoltà di riflettere.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ero certo che ciascuna parte del mio essere, che nel deperimento continuo e rapidissimo dovuto a quel magnetismo e a quella suggestione crudele, si allontanava da me, andava a completare quel suo quadro orrendo.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Tra poco sarei stato consumato, sarei scomparso inevitabilmente ed esso avrebbe trionfato. Presi a odiarlo allora, a odiarlo ferocemente, come non ho mai odiato nessuno. La mia vita stessa era sostentata e prolungata dalla potenza straordinaria di quella passione.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">L'odiai tanto che, per un momento, pensai di ucciderlo. Ma l’idea mi spaventò e la mia brama di vendetta si ritorse invece subito sopra un altro: pensai di uccidere il gatto.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Spento che avessi quel suo alleato, un'arma formidabile sarebbe stata tolta di mano al mio nemico: non avrei dovuto più subire la sua tremenda suggestione e mi avrebbe arriso la speranza di ricuperare, con la sua morte, la mia forza, la mia energia, la mia serenità.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Forse quel ritratto, scomparsa la diabolica bestia, si sarebbe confuso ancora di più: forse sarebbe sparita in esso ogni traccia del mio volto. Forse ogni linea svanita avrebbe riportato in me una parte dell'uomo che ero stato.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Animato da questa speranza, risolsi irrevocabilmente.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Quando il vecchio fosse uscito, la sera, io sarei entrato nella camera dove si trovava il giaciglio e sul quale il gatto dormiva. Il luogo dove il giaciglio si trovava lo ricordavo benissimo: avrei colpito la bestia con mano sicura, anche al buio.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Affilai accuratamente uno stiletto antico, ne provai con calma, senza la più piccola esitazione, il filo sull'unghia: tagliava come un rasoio. Soddisfatto, lo riposi aspettai pazientemente la sera.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Le ore si succedevano lentissime, ma io attendevo il momento di agire con una freddezza di cui stupivo io stesso. Ero tanto sicuro dell'esito da non dubitare minimamente.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Quando il cielo cominciò ad oscurarsi, io mi trovavo già da un paio d'ore in ascolto dietro l'uscio.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il fatto si sarebbe compiuto tra breve.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">***</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Verso le undici udii il vecchio uscire e scendere le scale. Se n'era andato.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Attesi un momento, poi mi posi lo stile tagliente di una tasca e presi con me un grimaldello.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Uscii.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Richiusi la porta alle mie spalle a andai a quella dell'appartamento del vecchio.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Tirai fuori l'arnese di ferro, ma nell'introdurlo nella serratura sentii che non era chiusa e che sarebbe bastato una semplice pressione della mano per aprire la porta.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Era strano il vecchio, dopo avermi sorpreso in casa sua, se ne fosse andato lasciando aperta la porta, quasi ad invitarmi a ritentare quell'intrusione in casa sua. Questo non poteva significare un tranello? Non era quasi un invito a diffidare? A prestare attenzione a ciò che stavo facendo?</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">In quel momento non mi lasciai assalire da tutti questi interrogativi. Volevo compiere la mia vendetta. Volevo distruggere il potere arcano, malefico e maledetto della bestia nera che mi perseguitava.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Spinsi il battente. Il battente girò silenziosamente sui cardini. Mi introdussi nel vano senza fare il minimo rumore e mi trovai nella prima stanza, quella vuota.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Cercai di orientarmi nel buio e mi diressi con una calma che non credevo di trovare in me stesso, verso l'uscio che dava nella stanzetta del giaciglio.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ne toccai con le mani agitate nelle tenebre, lo stipite e, guidandomi a tentoni, procedetti ancora.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Poco più di un metro in là, mi dovevo trovare proprio accanto al lettuccio.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Allora mi fermai ed estrassi il pugnale.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">***</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Nella stanza vi era un silenzio perfetto ed un'oscurità assoluta.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il momento di agire era venuto.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Non dovevo per nessuna ragione indietreggiare. Dovevo agire con estrema cautela e con altrettanta fermezza.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il mio nemico doveva morire.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Stetti per un momento immobile, cercando di discernere nell'oscurità fittissima la mia vittima.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Un tumulo di memorie spaventose si agitò in quel momento nella mia anima.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ricordai la notte in cui il gatto malefico mi aveva fissato da dietro l'uscio, la notte successiva in cui mi guardava attraverso le imposte della finestra. Il vapore misto ad odore di zolfo che era salito da lui quando gli aveva gettato il catino colmo di acqua gelida.... Tutto mi tornò alla memoria come in un film in cui l'inverosimile si mescola alla realtà più crudele, all'incubo più spaventoso, al terrore agghiacciante.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ricordai la scena orrenda dello stanzino...</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Un'onda di furore mi gonfiò il petto. Cacciai nel silenzio un urlo altissimo, feroce. Un urlo che, penso, soltanto un pazzo furioso può emettere attingendolo dal fondo della sua ottenebrata, sconvolta coscienza.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Digrignai i denti. Sentivo la testa in fiamme ed un esasperato, indominabile bisogno di uccidere.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Mi precipitai sul lettuccio, menando colpi alla cieca... Il pugnale calò, una due, tre volte...</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Non so quante.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Poi, ansante, sudato, afferrai le coltri grosse e pesanti, le arrotolai in fretta, le buttai sulla vittima, coprendola tutta, e vi montai sopra, pestandola con le ginocchia, e con i piedi, in un accesso di incontenibile, mostruoso furore.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ad un tratto un colpo di vento spalancò le imposte della finestra mal chiusa e la luna, coperta in parte dalle nubi, rischiarò debolmente lo stanzino.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Sollevai allora il pesante viluppo delle coltri.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Guardai ed inorridii.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Sotto di me stava, sanguinante e rattrappita, non già la malvagia bestia nera, ma un esserino biondo, dalle guance rosse, dalle tenere membra.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Una bimba. La figlia decenne degli inquilini del primo piano. La figura esile della piccola era lì, imbrattata di sangue sino all'inverosimile, nuda e straziata.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Gli occhi bianchi, sbarrati, mi fissavano senza vita. La bocca contratta, scopriva i piccoli denti, candidi e belli come perle. Perché, perché era lì, per quale arcana e malefica potenza quella dolce creatura che tante volte incontrandola per le scale avevo carezzato sulle bionde chiome, perché, per quale orrenda fatalità era finita sotto i colpi esasperati del mio pugnale?</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Che cosa c'entrava lei? Perché le potenze infernali avevano voluto che io sacrificassi la sua vita, la sua purezza, le squarciassi il cuore?</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Mi battei i pugni in testa. Gridai impazzito di dolore, di rabbia, di angoscia. Girai come un pazzo per tutta la stanza, senza sapere quel che facevo. E poi mi fermai di fronte al quadro: accesi la luce e vidi, vidi la cosa mostruosa.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">La mia figura era stata compiuta in ogni suo particolare. Ma quel che vi era di mostruoso era questo: io era rappresentato con in pugno il coltello grondante di sangue, mentre sotto di me, raffigurata nella posa in cui ora la piccina si trovava nel suo letto di morte, vi era lei: straziata da colpi crudeli.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">In quell'attimo mi volsi. Il vecchio ed il gatto erano presso la porta della stanza, in silenzio e ghignanti, sì, entrambi ghignavano. Quando feci l'atto di scagliarmi su di loro con il pugnale levato in alto, uomo e bestia diventarono tutt'uno. Io vidi il mostruoso connubio dell'uomo bestia compiere un balzo dalla finestra e scomparire nelle tenebre fitte della notte.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Allora gridai, a lungo, con ululato da lupo, finché non accorse gente. Mi trovarono in ginocchio sul corpo nudo della bambina trafitta, sporca di sangue e di lacrime.</span></div></div><div><br></div><div><div><strong>NOTE</strong></div> <div>Racconti horror rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. <em>I due volti del male</em> di <strong>William Kinston</strong>, apparso in Italia nel gennaio 1963 sul numero 8 di <em>Terrore</em>, edito da Sansoni e pubblicato per la prima volta su <em>Planet Ghost</em>. L’autore è ignoto, forse scrittore italiano sotto pseudonimo.</div> <div><em>Terrore 8</em> è l'ultimo numero di questa splendida e breve collana. Dopo pochi anni sarebbe scomparsa dalle bancarelle dell’usato e anche dalla memoria dei lettori. Speriamo che queste nostre pubblicazioni on-line contribuiscano a ricordarla e apprezzarla come merita.</div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink120ebd0513e88b99d0ee3af041da4b67 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/volti-male_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 754,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink120ebd0513e88b99d0ee3af041da4b67, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/volti-male_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="287" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 05:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’esorcismo di Emma Schmidt al cinema dal 29 maggio]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000074"><h1 class="imHeading1">La vera storia di Emma Schmidt</h1><div><h2 class="imHeading2">L'esorcismo più terrificante e documentato della storia</h2></div><div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Midnight Factory, etichetta di Plaion Pictures, è lieta di annunciare l’arrivo al cinema de <b><i>L’esorcismo di Emma Schmidt – The Ritual</i></b>, in sala dal <b>29 maggio in anteprima mondiale </b>e di cui sono stati svelati <b>il teaser trailer e il teaser poster italiani</b>. Diretto da <b>David Midell</b> (<i>The Killing of Kenneth Chamberlain</i>), questo horror sovrannaturale vanta un cast stellare: protagonista assoluto è il premio Oscar® <b>Al Pacino </b>(che oggi compie 85 anni), affiancato da <b>Dan Stevens</b> (<i>Abigail</i>, <i>La bella e la bestia, Downton Abbey</i>), <b>Ashley Greene</b> (<i>The Twilight Saga</i>) e la giovane star, amatissima dalle nuove generazioni, <b>Abigail Cowen</b> (<i>Fate: The Winx Saga</i>).</span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">America, 1928. In un convento nelle campagne dello Iowa, vicino alla cittadina di Earling, viene portata una giovane donna di nome Emma Schmidt (Abigail Cowen). Emma ha accettato di farsi ricoverare lì perché da quando è morta sua madre, qualche tempo prima, il suo comportamento è cambiato e la sua salute è in pericolo. Nessuno riesce a comprendere cosa le stia succedendo. I medici hanno gettato la spugna e il caso è passato nelle mani dell’anziano padre Theophilus Riesinger (Al Pacino): la Chiesa è infatti convinta che Emma sia posseduta da uno spirito maligno. Le speranze di guarigione sono legate alla pratica dell’esorcismo, di cui l’uomo è esperto. Le prime inquietanti immagini del <b>teaser trailer </b>mostrano padre Theophilus formare l’equipe che lo aiuterà durante l’esorcismo. Il parroco del convento, padre Joseph Steiger (Dan Stevens), dovrà documentare attentamente quello che succederà. Man mano che passano i giorni e si ripetono i rituali, le condizioni di Emma sembrano peggiorare. Il clima fra le suore è teso, la paura del maligno si espande tra le mura del convento e padre Steiger assiste a una trasformazione che non avrebbe mai pensato possibile…</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><b><i>L’esorcismo di Emma Schmidt – The Ritual </i></b>racconta la vera storia di Emma Schmidt, che venne lungamente sottoposta a un estenuante esorcismo nell’America di fine anni Venti del Novecento. Tra i casi di possessione ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa Cattolica, quello di Emma Schmidt è il più documentato della storia grazie ai minuziosi appunti di Joseph Steiger, che costituiscono una straordinaria testimonianza e una fonte preziosissima che per anni ha ispirato molta letteratura di genere e i capolavori del cinema horror. Proprio la veridicità storica è ciò che rende il film un unicum nel suo genere. È infatti la prima volta che al cinema viene mostrato un esorcismo in tutta la sua terrificante autenticità. Il <b>teaser poster</b> mostra uno dei passaggi che scandiscono il solenne rituale, con il corpo di Emma Schmidt in preda alla sofferenza al solo essere toccato dall’indice di padre Theophilus. Grazie a una messa in scena realistica, immersiva ed essenziale – dalla fotografia alla scelta di non ricorrere a effetti speciali poco credibili – il film riesce a caricare ogni inquadratura di angoscia e inquietudine, scavando nelle origini del male. La presenza del maligno travalica i confini del corpo di Emma, espandendosi all’interno del convento e istillando il dubbio nei presenti. Così come i protagonisti sono costretti a combattere i propri demoni e testare la propria fede, anche lo spettatore si ritroverà a interrogarsi sulle proprie convinzioni e sulle forme che il Male può assumere, trasportato in prima linea nella battaglia contro l’oscurità.</span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><b><i>L’esorcismo di Emma Schmidt – The Ritual</i></b>, al cinema dal 29 maggio, arriva in Italia grazie a <b>Midnight Factory</b>, <b>etichetta horror di Plaion Pictures</b>.</span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Sinossi</i><i>:</i></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Il vero esorcismo di Emma Schmidt del 1928 è il più terrificante e documentato della storia, riconosciuto dalla Chiesa e che ha ispirato decenni di orrore.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Dopo anni di comportamenti inquietanti, Emma (Abigail Cowen) subì un lungo calvario di rituali condotti da Padre Theophilus Riesinger (Al Pacino) con l'aiuto di Padre Joseph Steiger (Dan Stevens).</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">I due preti, uno in crisi con la propria fede e l'altro perseguitato da un oscuro passato, dovettero unire le forze per eseguire una serie di estenuanti e terrificanti esorcismi per salvare l'anima della giovane donna. I testimoni riferirono di casi di levitazione, voci ultraterrene e forza soprannaturale. <i>L’Esorcismo di Emma Schmidt – The Ritual</i> riporta in vita la storia originale.</span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><div>Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?l-esorcismo-di-emma-schmidt-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlinkda1ca457e71c37ec0bf7b140746c3ee3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/esorcismo-emma_ver.png','alt': '','title': '','width': 460,'height': 656,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkda1ca457e71c37ec0bf7b140746c3ee3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/esorcismo-emma_ver.png" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink9b584e28277576bbaafa89010f614068 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/esorcismo-emma_bar.webp','alt': '','title': '','width': 1600,'height': 900,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9b584e28277576bbaafa89010f614068, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/esorcismo-emma_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=0W2SqbyXVbo">https://www.youtube.com/watch?v=0W2SqbyXVbo</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Apr 2025 04:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Perdute le figlie]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000073"><div><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il romanzo gotico di Lindsey Drager</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Vincitore dello Shirley Jackson Award e finalista al Lambda Literary Award</span></h2></div><div><div><span class="cf1">La </span><span class="cf1"><em>Redazione GHoST</em></span><span class="cf1"> segnala la disponibilità del libro </span><span class="cf1"><em>Perdute le figlie</em></span><span class="cf1">, il romanzo gotico di </span><span class="cf1"><strong>Lindsey Drager</strong></span><span class="cf1"> edito da Zona 42.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Dopo il successo de </span><span class="cf1"><em>L’archivio dei finali alternativi</em></span><span class="cf1">, Zona 42 riporta nelle librerie italiane </span><span class="cf1"><strong>Lindsey Drager</strong></span><span class="cf1">, pubblicando il suo secondo romanzo, vincitore dello Shirley Jackson Award e finalista al Lambda Literary Award.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">In </span><span class="cf1"><em>Perdute le figlie</em></span><span class="cf1">, l’autrice, in perfetto equilibrio tra la sperimentazione stilistica e la tradizione del folklore, sottolinea la potenza della contaminazione tra i vissuti personali come viatico verso nuovi universi di significazione. Il romanzo si muove su più livelli, attraverso le storie raccontate da un padre alla sua bambina e attraverso le vicende di un gruppo di padri che, dopo aver perso le proprie figlie, si riuniscono in una fabbrica abbandonata per condividere il loro dolore.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Le voci delle figlie perdute risuonano nel testo, e offrono una riflessione profonda sul rapporto tra narrazione, autonarrazione e processo identitario spingendo a una salvifica esplorazione della complessità.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>Lindsey Drager</strong></span><span class="cf1">, americana, classe 1986, ripropone la sua letteratura ibrida e colta, in cui gioca coi piani narrativi procedendo sulle tracce di grandi voci femminili, da </span><span class="cf1"><strong>Mary Shelley</strong></span><span class="cf1"> a </span><span class="cf1"><strong>Virginia Woolf</strong></span><span class="cf1">, tornando nuovamente in Zona 42.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">La traduzione italiana è affidata a </span><span class="cf1"><strong>Giorgia Demuro</strong></span><span class="cf1">, che aveva lavorato già sul precedente e che riesce nel compito non facile di restituire questa voce autoriale così sfaccettata nello stile, nei generi e nelle tematiche che accompagnano le storie.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>Perdute le figlie</em></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>Autore: Lindsey Drager</em></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>Traduttore: Giorgia Demuro</em></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>Editore: ‎Zona 42</em></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>Copertina flessibile</em></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>Pagine: 224</em></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>ASIN: ‎B0D7FYHY1T</em></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>ISBN: ‎9791280868664</em></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>Dimensioni: ‎18.9 x 2.7 x 13.9 cm</em></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>Prezzo: 16,05 € / 8,49 € (ebook)</em></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkbe1475a6abd5e192a2fb856ee9431eec = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/perdutefiglie_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 720,'height': 961,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbe1475a6abd5e192a2fb856ee9431eec, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/perdutefiglie_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="267" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 05:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'albero di Sara Petraglia]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000072"><h1 class="imHeading1">Un film che racconta la crescita</h1><div><h2 class="imHeading2">Un piccolo gioiello capace di brillare in mezzo a tanto inutile cinema italiano</h2></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>L’albero (Italia, 2024)</b></span></div></div><div>






<div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Regia: Sara Petraglia. Soggetto e Sceneggiatura: Sara Petraglia. Fotografia: Sabrina Varani. Montaggio: Desideria Rayner. Musiche: Francesco Rita. Scenografia: Claudia Tozzi, Giaia
San Martino. Costumi: Martina Merlino. Produttori: Angelo Barbagallo, Matilde Barbagallo. Produttore Esecutivo: Maria Panicucci. Casa di Produzione: BiBi Film con il contributo del Ministero della Cultura. Distribuzione (Italia):
Fandango Distribuzione. Durata: 94’. Paese di Produzione: Italia, 2024. Interpreti: Tecla Insolia (Bianca), Carlotta Gamba (Angelica), Cistina Pellegrino (dottoressa), Yamina Brirmi (Nina).</i></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><span class="cf1">Bianca (<strong>Insolia</strong>) e Angelica (<strong>Gamba</strong>) sono due ventenni che hanno affittato una casa nel quartiere romano del Pigneto. Bianca è un’universitaria sfaccendata in crisi amorosa, che sta scrivendo
tre romanzi senza portarne a compimento neppure uno. Angelica viene da Morlupo ed è una ragazza problematica in preda a dipendenze, proprio come Bianca, della quale finisce per innamorarsi. La storia è ambientata
in una casa che si affaccia su un quartiere popolare, definita dalla presenza rassicurante di un albero, un pino marittimo solido e forte, mentre le esistenze delle ragazze sono appese a un filo. Un film che racconta la crescita,
un romanzo di formazione, che passa attraverso la lotta per vincere una dipendenza vissuta come presa di coscienza esistenziale, la morte di un’amica per un tumore al cervello, la scoperta dell’amore, una città
tentacolare che affascina e spesso diventa una trappola. <strong>Sara Petraglia</strong> - figlia di un grande sceneggiatore - scrive un film molto personale, a tratti autobiografico, che può servire come cartina di tornasole per comporre una biografia generazionale. La regista è autrice
completa, si lascia guidare solo per il montaggio, perché in un film che la rappresenta fino in fondo ogni taglio è doloroso; per il resto scrive soggetto e sceneggiatura, persino i dialoghi, secchi e asciutti,
inseriti in un tono poetico di fondo. La storia viene metabolizzata dalla regista per dieci anni, quindi tenta di scriverla in forma di romanzo, poi opta per una sceneggiatura risolta e struggente. La poesia delle immagini
prende corpo fin dal singolare attacco che si ricongiunge a un finale circolare e proustiano, con Bianca in bicicletta e i suoi pensieri scanditi da un’accorata voce fuori campo. Il ruolo della protagonista, interpretato
da una superba <strong>Tecla Insolia</strong> (mai così brava), è complesso perché dà vita a un carattere forte e fragile di una ragazza che sfida
la vita e al tempo stesso la teme. <strong>Tecla</strong> è la scelta naturale per una regista che vuol fare un film sincero, sin dai provini si rende conto che la sua
Bianca può essere soltanto la giovane attrice piombinese. <em>L’albero</em> è una storia d’amore indissolubile pure se tutto intorno alle due protagonista non c’è che distruzione; un’opera prima scritta e girata con il cuore, con pochi mezzi e tanta passione,
un piccolo gioiello capace di brillare in mezzo a tanto inutile cinema italiano. La sceneggiatura molto letteraria - ci sono citazioni da Leopardi, amore poetico della regista - è resa viva da due ottime attrici, perché
<strong>Carlotta Gamba</strong> (la Beatrice dantesca di Pupi Avati) non è meno brava di <strong>Tecla Insolia</strong>, entrambe sono capaci di costruire uno spaccato di vita che scorre accanto a un metaforico albero, tra dipendenza e amore. Nel film vediamo Napoli (il quadro di
Caravaggio, il mare e gli scogli) e Roma (il Pigneto, le zone popolari), ma regista e direttrice della fotografia (<strong>Varani</strong>) non riprendono facili immagini da cartolina delle due città, mostrano solo quel che vede Bianca, una ragazza di vent’anni alle prese con un’esistenza
disperata. Tutto è girato per sottrazione, senza eccedere, il mondo è filtrato dallo sguardo della protagonista che tenta di affrontare un’esistenza nella quale, giorno dopo giorno, sprofonda. Tecnica di
regia compiuta, dal primo piano (che spesso diventa primissimo con taglio degli occhi e particolari), alla soggettiva inquieta, fino al simbolico piano sequenza. A differenza di altri film sul mondo della droga, in questo
lavoro non esiste la parte degli adulti, perché <strong>Sara Petraglia</strong> vuol raccontare una storia dal punto di vista giovanile, in soggettiva, secondo il dramma esistenziale delle protagoniste. Stupenda la colonna sonora di <strong>Francesco Rita</strong> che fa convivere brani anni Settanta e Ottanta con sonorità contemporanee; tra le scene più rilevanti ricordiamo le due ragazze innamorate che danzano
in casa, con il fono tra le mani, intonando <em>Lontano dagli occhi</em> di <strong>Sergio Endrigo</strong>. <em>L’albero</em> è un lavoro realizzato con pazienza certosina, costruendo personaggi veri (interpretati alla perfezione) e dotati di caratteri realistici; persino la dottoressa del centro anti droga (<strong>Pellegrino</strong>) è una persona vera, una donna capace di ascoltare. Premio Carlo Delle Pane per la miglior sceneggiatura. Mai premio fu meglio assegnato, perché siamo
di fronte a un lavoro ispirato e a un racconto originale. Ritengo del tutto fuori luogo un accostamento ad <em>Amore tossico</em>, che può essere fatto solo da critici che hanno letto solo titolo del grande film di Caligari. <em>L’albero</em> è una storia piccola (non è un difetto), un racconto intimo e soggettivo, che coinvolge un’intera generazione senza voler sconvolgere, la regista
è interessata a raccontare un’esistenza che passa da un incontro d’amore e da una serie di sconfitte per raggiungere una presa di coscienza individuale. Non vi perdete quest’opera prima intensa e appassionata.
Ecco il vero nuovo cinema italiano. Visto grazie al Piccolo Cinema Tirreno di Follonica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkd238a04350727c4dbe08195c64851146 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/albero_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd238a04350727c4dbe08195c64851146, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/albero_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink7a48a9a7536268f7c5e0f8a71486f5d3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/albero_bar.webp','alt': '','title': '','width': 932,'height': 460,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7a48a9a7536268f7c5e0f8a71486f5d3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/albero_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="99" /></a><br></div></div><div><span class="cf1"> </span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ANuz0htMkm8">https://www.youtube.com/watch?v=ANuz0htMkm8</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 14:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La tela nera di Michele Palmisano]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000071"><div><h1 class="imHeading1">Un romanzo forte, disturbante, a tratti scioccante</h1><h2 class="imHeading2">Opera di grande impatto, che osa spingersi oltre i confini del consueto</h2></div><div><div><em>[…] Quei discorsi accompagnarono il preludio del regno solitario lunare nei cieli; stanchi, i cinque si spostarono sui letti improvvisati per riposare. Vincent non avvertiva alcun segno di stanchezza fisica e, non volendo recare disturbo a nessuno nella piccola stanza, restò steso fissando la piccola finestrella che trionfava luminosa sopra il buio assoluto della stanza. […]</em></div><div><em><br></em></div><div><em>La tela nera</em> di <strong>Michele Palmisano</strong>, edito da <strong>Delos Digital</strong>. Collocato nella collana <em>Innsmouth </em>al numero 184 e nella sezione Libri Cartacei al numero 6.</div><div><br></div><div>Decisamente è un romanzo forte, disturbante, a tratti scioccante, che mescola horror cosmico, violenza importunante e fantascienza apocalittica in un unico flusso narrativo senza compromessi. Il libro si apre con una scena di violenza rituale e massacro che ricorda certi racconti di <strong>Clive Barker</strong> e si sposta poi su un tono più post-apocalittico, con reminiscenze di <em>Silent Hill</em>, <em>The Mist</em>, <em>28 Giorni Dopo</em>.</div><div>Il linguaggio è ricco e viscerale, con descrizioni altamente sensorie, capaci di creare un forte impatto emotivo e visivo. Il ritmo serrato, che cattura il lettore sin dalle prime pagine mentre i dialoghi appaiono realistici, con punte di ironia che umanizzano i personaggi, specialmente Wesley e Xenia.</div><div>La narrazione è lineare fino alla fine del secondo capitolo, poi assume toni da survival horror, mantenendo un’unità stilistica che si rifà alla narrativa videoludica e cinematografica e il passaggio tra piani della realtà e distorsione della percezione è gestito in maniera suggestiva.</div><div>Alle volte il testo cede a un eccesso di aggettivazione e descrizioni sovrabbondanti, che appesantiscono la lettura.</div><div>Un’opera di grande impatto, che osa spingersi oltre i confini del consueto, raccontando una discesa negli inferi fisici e mentali dell’uomo moderno.</div><div><br></div><div><strong>L’AUTORE:</strong><br><strong>Michele Palmisano</strong> ha trent’anni e sin da piccolo le passioni per cinema e letteratura horror hanno avuto un importante ruolo nella sua vita. Il desiderio di approfondire la conoscenza di <strong>H.P. Lovecraft</strong> ha modellato in lui l’ambizione di creare una personale dimensione dell’orrore. Questo lo ha spinto a scrivere, dandogli la grande possibilità di assaporare un’emozione che, come direbbe il Maestro, è indefinibile.</div><div><br></div><div>Facebook:</div><div><div><a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=61572762506421" class="imCssLink">https://www.facebook.com/profile.php?id=61572762506421</a></div><br>Amazon:<br></div><div><div><a href="https://www.amazon.it/Unangosciante-sopravvivenza-innumerevoli-demiurghi-primordiali/dp/8825430078" class="imCssLink">https://www.amazon.it/Unangosciante-sopravvivenza-innumerevoli-demiurghi-primordiali/dp/8825430078</a></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><em>La tela nera</em><br><em>Autore: Michele Palmisano</em><br><em>Editore: Delos Digital</em><br><em>Pagine: 181</em><br><em>ISBN: 8825430078</em><br><em>Costo: Ebook 4,99 € – Cartaceo 16,00 €</em></div></div><div><em><br></em></div><div><script> var showboxlink483881dbb9e2a113b440942719e6cdd3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tela-nera_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 698,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink483881dbb9e2a113b440942719e6cdd3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tela-nera_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="310" /></a><br></div><div><em><br></em></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 05:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La promessa dell’aria di Algernon Blackwood]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000070"><h1 class="imHeading1">Blackwood utilizza una prosa lirica e suggestiva</h1><div><h2 class="imHeading2">Un invito a riflettere sulla possibilità di trascendere la realtà materiale e abbracciare una dimensione più ampia dell’esistenza</h2></div><div><div>Nel vasto panorama della letteratura fantastica e soprannaturale, <em>The Promise of Air</em> di <strong>Algernon Blackwood</strong> emerge come un’opera che sfida le convenzioni narrative, invitando il lettore a un viaggio mistico attraverso le profondità dell’anima umana e la sua connessione con gli elementi naturali. Pubblicato nel 1918, questo romanzo si distingue per la sua esplorazione visionaria dei confini tra realtà tangibile e dimensioni spirituali, utilizzando l’aria come simbolo di libertà e trascendenza.</div><div><br></div><div>Il protagonista, Joseph Wimble, è un individuo placido e riflessivo, la cui esistenza ordinaria viene sconvolta da un’intensa fascinazione per il mondo degli uccelli e il desiderio di emulare la loro libertà nel cielo. Questa ossessione lo conduce a una profonda introspezione e a una ricerca di significato oltre i limiti imposti dalla società e dalla fisicità umana. La sua trasformazione interiore è influenzata dalla figlia Joan, che incarna una connessione innata con l’elemento aereo, rappresentando l’ideale di armonia con le forze naturali che Wimble tanto agogna. <strong>Blackwood</strong>, noto per la sua abilità nel creare atmosfere cariche di mistero e nel sondare le profondità dell’esperienza umana, utilizza una prosa lirica e suggestiva per evocare l’immensità e la sottigliezza dell’aria come metafora della libertà spirituale. Attraverso descrizioni vivide e una narrazione che sfiora il poetico, l’autore invita il lettore a riflettere sulla possibilità di trascendere la realtà materiale e abbracciare una dimensione più ampia dell’esistenza. Il romanzo si distingue per la sua capacità di intrecciare elementi di avventura con una profonda esplorazione psicologica, creando un equilibrio tra tensione narrativa e contemplazione filosofica. La trama, pur mantenendo una linearità apparente, si arricchisce di simbolismi e richiami esoterici che stimolano una lettura attenta e meditativa. La figura di Wimble diventa emblematica dell’eterna ricerca umana di significato e della tensione tra il desiderio di elevazione spirituale e le restrizioni imposte dalla condizione terrena.</div><div><br></div><div>Sebbene <em>The Promise of Air</em> possa non offrire la suspense tipica delle storie più celebri di <strong>Blackwood</strong>, rappresenta un’esplorazione affascinante delle potenzialità nascoste nell’essere umano e della sua capacità di elevarsi al di sopra delle costrizioni terrene. È un invito a lasciarsi trasportare dai venti del cambiamento e a scoprire nuove dimensioni dell’esistenza attraverso la contemplazione e l’apertura spirituale. In un’epoca dominata dalla frenesia e dalla materialità, il romanzo di <strong>Blackwood</strong> risuona come un richiamo alla riscoperta della bellezza ineffabile che risiede nell’armoniosa danza dell’uomo con gli elementi naturali.</div><div><br></div><div><em>La promessa dell’aria</em><br><em>Autore: Algernon Blackwood</em><br><em>Traduttore: Lucio Besana</em><br><em>Editore: Agenzia Alcatraz</em><br><em>Collana: La biblioteca di Lovecraft</em><br><em>Codice EAN: 9788885772618</em><br><em>Anno edizione: 2025</em><br><em>Anno pubblicazione: 2025</em><br><em>Pagine: 342 p., brossura</em><br><em>Prezzo: 18,00 € (disponibile dal 16 maggio)</em></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink0f2ddfe689c48b1721c73a8287a0850f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/promessa-aria_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 500,'height': 792,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0f2ddfe689c48b1721c73a8287a0850f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/promessa-aria_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="317" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 05:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Nido di Corvo]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006F"><h1 class="imHeading1">Fumetto edito da Weird Book</h1><div><h2 class="imHeading2">Una storia nata all’interno del percorso Training Camp Comics della Scuola Holden</h2></div><div><div><span class="cf1">Nel cuore di una landa dimenticata da Dio sorge un mulino marcescente: la prigione di una famiglia sull’orlo dell’autodistruzione. Aurora, moglie provata e madre disillusa, annuncia di essere incinta durante l’ennesima lite con il marito. Ma prima che il peso della notizia possa abbattersi sui presenti, un corvo irrompe nella casa, seminando scompiglio e lasciando dietro di sé un’ombra più profonda del rancore già esistente.</span></div><div><span class="cf1">Nei giorni seguenti, le incursioni del volatile si fanno sempre più frequenti. Il corvo interagisce a turno con i componenti della casa. Parla, sussurra promesse di rivalsa, seduce con la prospettiva di piccole vendette sottili e inesorabili. Così iniziano i giochi crudeli, piccoli atti di malvagità che si trasformano presto in una spirale di orrore. Nessuno se ne tira fuori. Nessuno è innocente, nessuno è risparmiato. Il confine tra carnefice e vittima si sgretola, mentre il mulino si fa teatro di una danza macabra senza via di scampo. Sotto le nere ali del corvo, ciascun membro della famiglia dovrà scendere a patti con sé stesso nello scoprire che, talvolta, il più grande degli orrori è quello che alberga dentro di noi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Un fumetto scritto da <strong>Andrea Cavaletto</strong>, <strong>Luca Angelo Spallone</strong> e disegnato da <strong>Renato Florindi</strong>, in collaborazione con la scuola Holden.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>Andrea Cavaletto</strong><br>Sceneggiatore, illustratore e scrittore, collabora con il cinema e numerose case editrici. Pubblica fumetti per Sergio Bonelli Editore (Dylan Dog), Feltrinelli Comics, Edizioni BD, Edizioni Inkiostro e La Nave di Teseo. Nel cinema, ha firmato sceneggiature per: Raven Banner, Epic Pictures,Troma. Scrive romanzi e racconti per Acheron Books, Saga Edizioni, Independent Legions Publishing, GM Libri, Black House Edizioni, Weird Book edizioni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>Luca Angelo Spallone</strong><br>Molisano. Maturità classica. Laureato al DAMS. Plurimasterizzato. Si è diplomato in Sceneggiatura di fumetti alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Da allora ha proseguito nella sua formazione frequentando numerosi corsi di sceneggiatura e scrittura creativa, oltre a svolgere il Training Camp della Holden da cui è nato questo graphic novel.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>Renato Florindi</strong><br>Illustratore, comic artist e pittore. Ha pubblicato la graphic novel L’Usanza del Mare (Edizioni Inkiostro) con Andrea Cavaletto, Rossano Piccioni e Francesco Massacesi. Attualmente è impegnato su nuovi progetti con Alessandro Ruggeri della Scuola Romana del Fumetto e Niccolò Ratto di Zeppelin Books e La Nuova Carne. Come illustratore, ha collaborato con Harlech Group DyD per un saggio e un volume illustrato su testi di Tiziano Sclavi e con Syn Editions, etichetta di musica indipendente. Ha pubblicato illustrazioni sulla rivista ILLUSTRATI edita da Logos Edizioni. Realizza cover art su saggi editi da Independent Legions Publishing di Alessandro Manzetti. Nel 2015 il LU.C.C.A Museum ospita la sua personale Bandido Escorpion durante Lucca Comics &amp; Games, realizzata in collaborazione con Scorpion Bay, e partecipa alla mostra collettiva IN Memory H.R. Giger a Zurigo organizzata da NoLaB. Negli ultimi anni è stato ospite di eventi prestigiosi, tra cui il XXV Anniversario dell’Area Performance Art for Charity, l’Area Performance di Lucca Comics &amp; Games 2023, il progetto Comic Masterclass 2023 della Scuola Holden di Torino e nel 2003 ha esposto la prima personale in occasione dell’Happening Internazionale Underground presso il Centro Sociale Leoncavallo di Milano. Parallelamente lavora come illustratore per diversi brand di abbigliamento, tra cui Rifle, Close-up e Shockly.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>SCHEDA TECNICA</em><br><em>Titolo: Nido di Corvo</em><br><em>Autore: A. Cavaletto, L.A. Spallone, R. Florindi</em><br><em>Editore: Weird Book</em><br><em>Collana: Dark House</em><br><em>Genere: Fumetto</em><br><em>Pagine: 100</em><br><em>Prezzo: 17,90 €</em><br><em>Formato: 17 x 24 cm</em><br><em>ISBN: 979-12-81603-29-5</em></span></div></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><script> var showboxlinka0cac7b439aebeb37e928076f91f4557 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nido-corvo_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 759,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka0cac7b439aebeb37e928076f91f4557, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nido-corvo_ver.jpg" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="285" /></a><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><script> var showboxlink805f4ad8efe288142da30c8ee6f7e301 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Corvo-91.jpg','alt': '','title': '','width': 764,'height': 1079,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Corvo-89.jpg','alt': '','title': '','width': 764,'height': 1079,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Corvo-79.jpg','alt': '','title': '','width': 764,'height': 1079,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Corvo-70.jpg','alt': '','title': '','width': 764,'height': 1079,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Corvo-53.jpg','alt': '','title': '','width': 764,'height': 1079,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Corvo-51.jpg','alt': '','title': '','width': 764,'height': 1079,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Corvo-26.jpg','alt': '','title': '','width': 764,'height': 1079,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Corvo-19.jpg','alt': '','title': '','width': 764,'height': 1079,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Corvo-16.jpg','alt': '','title': '','width': 764,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink805f4ad8efe288142da30c8ee6f7e301, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Corvo-91.jpg" alt="Alcune tavole del fumetto." title="Alcune tavole del fumetto." width="150" height="212" /></a><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 06:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’elemento Q4]]></title>
			<author><![CDATA[Francis Earl]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006E"><h1 class="imHeading1">Autore italiano sotto pseudonimo</h1><div><h2 class="imHeading2">Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1962 su "Terrore 2"</h2></div><div><div><span class="cf1">Boreo Secondo era un mutante artificiale, fatto a immagine e somiglianza di Boreo, il potente scienziato marziano che teneva in pugno le sorti del pianeta e dei suoi sette miliardi di abitanti.<br>Col suo mutante artificiale, Boreo si riprometteva di mettere alla prova le possibilità di essere privi di volontà proprie coi quali avrebbe potuto dominare non solo il suo sterminato popolo, ove la ribellione, sempre latente, esplodeva assai spesso, ma, addirittura, i popoli degli altri pianeti. Fu per questa ragione che, non appena ritenne che fosse arrivato il momento, Boreo mandò il suo mutante in missione nel terzo pianeta del sistema solare, quello chiamato Terra.<br>Boreo Secondo venne depositato da una grande silenziosissima astronave marziana in una grande pianura. Pochi secondi dopo l’astronave ripartiva in senso verticale lasciando Boreo Secondo solo ma legato al centro telecibernetico del suo padrone per mezzo delle decine di milioni di gangli paracerebrali annidati nella scatola cranica che aveva in tutto e per tutto l’aspetto di una comune testa umana, come, d’altronde, era umano il resto del corpo.<br>Identico com’era ai terrestri ed ai marziani, Boreo Secondo passò inosservato e le uniche a guardarlo con un certo interesse furono le giovani donne che incontrava per le vie della città che aveva raggiunto dopo qualche ora di marcia durante la notte.<br>Questo si spiegava facilmente, poichè Boreo Secondo aveva l’aspetto di un bel giovane dai capelli quasi bianchi e dal roseo colorito proprio degli albini.<br>Chiunque lo vedeva, diceva fra sè: ecco un bel tipo di artista; deve essere un musicista, un poeta o qualcosa del genere.<br>Boreo Secondo, però non conosceva l’amore ed il desiderio perchè era un mutante artificiale, un uomo creato in laboratorio, e tutte le sue prerogative erano condizionate ed orientate solo verso gli obiettivi che il suo padrone, ed inventore aveva stabilito minutamente.<br>Così, un’ora dopo che Boreo Secondo passeggiava per le via di Albetown, venne avvicinato da una giovane donna che gli sorrise e gli parlò. Immediatamente, il traduttore mentale di Boreo Secondo mise il mutante in condizioni di capire le parole della donna.<br>– Voi siete fatto divinamente, signore, e vi prego di crederlo. Sono Ala Sirial, la pittrice di cui forse avrete sentito parlare. Vi prego di posare per me.<br>A Boreo Secondo occorse un quarto di secondo per interrogare il suo cervello cibernetico ed aspettare di sapere il significato di &lt;pittrice&gt; e di &lt;posare&gt;, poi rispose di sì.<br>Era quello che gli serviva: stabilire un contatto con la popolazione del terzo pianeta approfittando della &lt;prima occasione&gt;.<br>La pittrice Ala Sirial era la &lt;prima occasione&gt;.<br>Dopo tre lunghe ore di &lt;posa&gt;, la pittrice depose il pennello in uno stretto vaso di metallo luccicante e, rivolta a Boreo Secondo, disse:<br>– Per oggi abbiamo finito. Puoi rivestirti. A proposito, non ti ho ancora chiesto qual è il tuo nome.<br>Il mutante stava rimettendo la stretta blusa argentata che aveva dovuto togliere per indossare una specie di peplo bianco che la pittrice gli aveva porto e, prima di rispondere, prese un decimo di secondo per farsi istruire dal cervello.</span></div><div><span class="cf1">– Arko – rispose poi – sono di Melbourne, Australia.<br>– Bene, Arko – fece Ala con un moto di gioia nella voce – se vuoi ti porto a vedere la nostra piccola Albetown. Tu sei forestiero e non sei mai stato nel nuovo Texas. Vuoi uscire con me?<br>Boreo Secondo, che ora chiameremo Arko, accettò di andare in giro con la bella Ala senza nemmeno supporre quali fossero gli scopi della giovane donna.<br>La pittrice fermò la macchina in un viale alberato in fondo al quale brillavano le luci di Albetowm, ormai lontana. C’era buio intorno e le cicale frinivano perchè era estate e faceva molto caldo.<br>Ala Sirial sentiva il caldo in modo particolare, malgrado indossasse un paio di cortissimi short ed una camicetta di fibra sintetica molto leggera ed aderente. La donna stese le braccia sul volante aderendo allo schienale e con mossa languida disse d’un tratto al suo compagno:<br>– Baciami!<br>Arko comprese che la donna terrestre voleva da lui qualcosa e chiese, come al solito, istruzioni al cervello cibernetico. Le istruzioni vennero in capo a sette secondi. Subito dopo, Arko, che ormai ne sapeva abbastanza, baciò la donna e la strinse tra le braccia mentre lei si dibatteva e sembrava che mugolasse e non volesse più smettere.<br>Arko non era stanco, dato che il professor Boreo non lo aveva condizionato per la stanchezza, ma aveva la capacità di annoiarsi, sempre col permesso del suo padrone, che, invece, lo aveva condizionato per la noia.<br>Per questa ragione smise di abbracciare quella donna. Ma lei non era affatto d’accordo e pareva che volesse qualcosa da lui.<br>Cosa? Si rivolse ancora al suo cervello e la risposta che ne ebbe lo lasciò perplesso: &lt;tu non puoi dare alla donna terrestre quello che lei in questo momento vuole te&gt;.<br>– Ma che uomo sei? – chiese finalmente la donna al mutante. La sua voce era decisamente irritata quando disse: – Ho conosciuto altri australiani, ma non hanno certo agito come te!<br>– Ma io… – fece Arko.<br>-Tu cosa? – lo aggredì lei senza togliergli le braccia strette intorno al collo e con la bocca vicina alla sua bocca.<br>– Io… io… niente… Voglio solo tornare nella città.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Arko e Ala rientrarono nella casa di lei.<br>– Vuoi mangiare? – chiese la pittrice al suo amico.<br>Mangiare? La domanda, come al solito, non la capiva. Chiese istruzioni al cervello.<br>&lt;Tu non puoi mangiare come i terrestri – fu la risposta – non hai un apparato digerente come loro. Tu sai cosa ti serve per mantenerti in forma&gt;. Certo, lui sapeva quanto Q4 gli occorreva per mantenersi in forma, perchè il suo meccanismo para-umano continuasse a funzionare. Ma dov’era il Q4? Possedeva il dono della memoria, fino ad una certa quantità di tempo, e così non ebbe bisogno di interrogare il suo cervello per ricordare che l’astronave che lo aveva depositato sulla Terra gli aveva messo accanto le razioni di Q4. Ma lui le aveva dimenticate o smarrite. Come fare, ora, per ricordare l’esatto punto in cui era stato lasciato?<br>– No, non voglio mangiare – rispose.<br>Sentiva intanto che il Q4 della riserva stava esaurendosi. Senza Q4 non avrebbe potuto andare avanti.<br>&lt;Lo chiedo alla donna terrestre dove posso trovare il Q4?&gt;, chiese al cervello.<br>Il cervello rispose di no. Non doveva rivelare ad alcuno che era un mutante-robot in missione. Non poteva assolutamente.<br>– Io esco – disse allora alla donna.<br>Ala aveva indossato una corta tunichetta e le sue movenze erano languide e morbide. Era decisamente una cosa che lui non capiva. Forse tutte le donne terrestri erano come questa, parlavano con voce roca, guardavano gli uomini con quello sguardo che sembrava chiedere qualcosa e lui non sapeva cosa.<br>– Tornerai? – chiese allora la donna.<br>– Sì – rispose lui. Era stato il cervello a suggerirgli automaticamente quella risposta, capace di quietare quella strana creatura della Terra.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Le strade erano molto animate e c’erano luci, suoni, macchine di ogni forma, ruotanti sulle strade, volanti a bassa quota. Più o meno come su Marte. Ma lui aveva bisogno di Q4. Dove trovarlo?<br>Il cervello non sapeva rispondere a questa domanda. E questo era, abbastanza chiaro ad Arko: quella domanda faceva parte dello &lt;spazio nero&gt; del suo cervello paraumano. Era lui che doveva adoperarsi per avere la risposta: una delle 764.872 risposte che avrebbe dovuto registrare nello &lt;spazio nero&gt; durante la sua missione nella Terra.<br>Boreo lo aveva condizionato fino ad un certo punto: lo scopo della missione del mutante consisteva anche in quello: che, sulla scorta delle 30.000 risposte che aveva immagazzinato nel cervello cibernetico, lui avrebbe dovuto porsi dei problemi e risolverli da solo.<br>Continuò a camminare fino a quando si trovò in periferia. C’erano villette ai lati della strada ed ogni villetta era circondata da un giardino. Le luci erano accese quasi ovunque perchè l’ora non era tarda. Le nove e cinque minuti di sera, come segnava il suo cronometro interno. Molte auto passavano accanto a lui, veloci, e dentro c’erano uomini e donne. A poche decine di metri dalla sua testa gli eli-taxi passavano e si fermavano silenziosissimi alle torri di fermata che finivano con una piattaforma circolare che si poteva raggiungere con un ascensore continuamente in movimento.<br>Camminò ancora per qualche tempo e si trovò quasi in campagna. Le costruzioni erano diventate rare e quando c’erano, erano tutte recintate da altri muri o cancelli. Si vedevano in fondo, arroccate su piccole gibbosità del terreno, grandi ville con molte finestre, tutte illuminate. E alberi intorno, molti alberi…<br>Una di queste ville, con un alto muro biancastro intorno, aveva il cancello aperto. C’erano auto ed elimezzi intorno. Tutti dipinti in bianco. Boreo Secondo, da qualche tempo chiamato Arko, entrò decisamente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">– Il signore desidera qualcosa?<br>Colui che faceva la domanda ad Arko indossava un camice bianco e sorrideva. Aveva i capelli bianchi, come lui, Arko. Solo che quell’uomo presentava sul viso come delle grinze, sotto gli occhi la pelle non era liscia ma presentava delle onde.<br>Arko chiese istruzioni al cervello e dopo rispose che desiderava vedere il primario.<br>Lo fecero entrare in un salotto con delle panche di metallo dipinte anch’esse col colore dominante: il bianco. C’erano uomini e donne intorno che andavano e venivano frettolosamente.<br>Poco dopo un uomo, anche lui col camice bianco, entrò, e tese la mano ad Arko per dirgli:<br>– Sono il dottor Oliver. Arko seppe immediatamente che quello era il primario. Allora parlò a lungo: diceva parole che non comprendeva e nelle frazioni di secondo di pausa si interrogava sul significato delle parole che diceva. Ma il primario lo seguiva molto interessato. Alla fine il primario disse:<br>– Lei è il benvenuto fra noi, dottor Rogen. Io la conosco di fama e sono felice di poterla avere per qualche tempo nell’istituto che dirigo. I suoi studi sul comportamento del sub-cosciente nel viaggio spaziale sono stati attentamente seguiti da tutti noi, anche se qualcuno dissente.<br>– Avremo modo di parlarne, dottore – intervenne Arko.<br>Non ne poteva più: il bisogno di Q4 diveniva di attimo in attimo più pressante.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Un quarto d’ora dopo, Boreo Secondo, che ora chiameremo Rogen, si trovava nella spaziosa camera che gli avevano assegnato nell’Istituto Psichiatrico di Albetown.<br>– Chi è il dottor Rogen? – chiese al proprio cervello cibernetico.<br>– Nessuno – fu la risposta – Il dottor Rogen non esiste. Tu hai fatto credere il contrario al dottor Oliver per mezzo dei poteri che tieni nella sfera Quaranta del cervello. Fino a quando l’occhio settimo che porti sul torace rimarrà acceso emettendo luce verde, tu potrai sottoporre i terrestri alle tue induzioni magnetiche e potrai far credere tutto ciò che vorrai.<br>L’occhio settimo!<br>Sapeva che se l’occhio settimo avesse emesso luce rossa, il suo meccanismo si sarebbe presto degenerato ed in breve sarebbe stato ridotto ad un ammasso di plastica, relais e lampade colorate.<br>E sapeva che se non avesse ingerito la solita dose di Q4 la lampada rossa si sarebbe accesa.<br>Rogen mise in azione la sfera Undici del suo cervello, riservata agli studi chimorganici: si trattava di scoprire la formula terrestre dell’elemento Q4 e gli usi a cui gli abitanti del terzo pianeta lo riservavano. Che l’elemento Q4 fosse presente sulla Terra non esistevano dubbi: lo aveva avvertito il rivelatore incorporato nel condotto auricolare di Rogen al momento in cui era sceso dall’astronave.<br>Impostato il problema, Rogen si dispose ad attendere la risposta. I gangli della sfera Undici si misero in movimento e portarono a termine le 72.345 operazioni in undici secondi e cinque decimi: l’elemento Q4 veniva usato dai terrestri come disinfettante, se ne trovava negli ospedali in discrete quantità. La maniera di individuarlo era affidata all’odore caratteristico che emanava a contatto con l’ossigeno che circondava l’atmosfera terrestre.<br>Immediatamente entrò in funzione la sfera Ventuno, quella dei cinque sensi che servivano agli umani, tra cui l’olfatto. La sede centrale del cervello assegnò alla sfera Ventuno la tipologia degli odori che si presentavano nell’ambiente. L’ordine trasmesso a Rogen fu molto conciso: &lt;Percorri l’intero edificio in cui ti trovi: quando sarai vicino all’elemento Q4 sentirai accendersi la spia luminosa che porti sul torace, parte sinistra e immediatamente la sfera Quaranta si metterà in agitazione. Tu dovrai, nel giro di sette minuti, impossessarti dell’elemento Q4. Se non riuscirai, la tua missione sarà fallita&gt;.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Indossò il camice bianco che l’infermiera gli aveva consegnato al momento di accompagnarlo nella sua stanza. Non avrebbe destato l’attenzione di tutta quella gente. Percorse alcune sale, entrò, per subito uscirne, in molte camere di uomini e donne in pigiama. Era gente strana, quella! Diversi da Ala Sirial o dal dottor Oliver. Questi lo guardavano fisso e negli occhi avevano come un brillio che increspava anche le labbra.<br>Entrò nella stanza di una giovane la quale, appena lo vide gli corse incontro e lo abbracciò prendendo a baciarlo freneticamente e mugolando parole strane.<br>&lt;Decisamente le donne della Terra vogliono abbracciare e baciare gli uomini che incontrano&gt; – rifletté il robot che ricordava il comportamento dell’unica donna che aveva conosciuta: la pittrice.<br>Riuscì a svincolarsi dall’abbraccio della ragazza la quale, per tutta risposta, lo battè con la mano aperta, sulla guancia.<br>Notò con indifferenza la smorfia di dolore della ragazza che ritirò la mano e se la massaggiò con l’altra, come per distendere i muscoli.<br>Chiese la spiegazione al cervello:<br>&lt;La donna terrestre – rispose il cervello di Rogen a Rogen – ha sentito il dolore perché colpendo la tua guancia indistruttibile, i muscoli della sua mano sono stati sottoposti ad una resistenza superiore alla capacità di resistenza di quei muscoli detti dai terrestri tendini&gt;.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Rogen vagò per l’immensa clinica ancora per qualche tempo. La sfera Ventuno taceva. Altrimenti lui avrebbe sentito il calore della lampada che si accendeva sul torace.<br>Quando ebbe esplorato tutti i locali, salutato spesso dagli uomini e dalle donne in camice bianco, Rogen si imbatté in una cabina molto ampia sulla quale c’era una scritta che non comprendeva.<br>Rogen, infatti, aveva imparato l’inglese parlato in tre minuti e quaranta secondi, per mezzo della sfera Tre, ma non aveva imparato l’inglese scritto.<br>Impiegò altri due minuti, esatti, per saper leggere ogni possibile parola scritta in inglese e potè decifrare il significato della scritta luminosa: SUB, sotterraneo, profondo.<br>Entrò nella cabina, un montacarichi, lesse le istruzioni per manovrarla e premette il bottone. Le porte si chiusero e cominciò la breve corsa verso i sotterranei della grande clinica per alienati. Si riaprirono poco dopo e Rogen si trovò in un corridoio molto spazioso. C’erano, vuote, due barelle. Un tubo fluorescente correva per tutto il soffitto curvo del corridoio. Da qualche parte proveniva un rumore continuo, non molto elevato ma di frequenza molto alta. Rogen controllò, oltre alla frequenza del suono che interessava la sfera Ventuno, anche la temperatura. Lui non poteva sentire caldo o freddo, ma sapeva che erano fenomeni esistenti tanto per i terrestri che per i marziani ed il suo padrone voleva a questo proposito avere notizie precise. Una delle 764.872 risposte che lui avrebbe dovuto dare a missione compiuta.<br>La temperatura in quel luogo era molto bassa: tre sotto zero.<br>Si diresse verso lo sbocco a sinistra del corridoio. In giro non c’era nessuno.<br>Si trovò in una stanza piuttosto piccola, quadrata nella quale si apriva una porta assai pesante: chiusa. Provò a scuoterla ma la porta resistette. Allora chiese istruzioni al cervello:<br>&lt;Metti in azione il concetto di forza&gt;, rispose il cervello di Rogen &lt;in maniera di mettere in funzione la sfera Otto&gt;.<br>Rogen ubbidì e riprovò ad aprire: la massiccia maniglia bloccata da una serratura d’acciaio spessa cinque centimetri si spezzò come un fuscello nella mano delicata di Rogen rinforzata da un flusso di energia pari a due tonnellate per centimetro quadrato.<br>Il mutante artificiale ebbe la presenza di spirito di interrompere il flusso di energia e tolse il contatto con la sfera della forza. Altrimenti avrebbe demolito ogni cosa al solo sfiorarla.<br>Non appena la porta di ferro fu aperta, la sfera Ventuno entrò in agitazione psico-motoria artificiale. Sentì accendersi la spia luminosa rossa sul torace e un secondo dopo anche la sfera Quaranta, quella ove risiedevano i suoi poteri fondamentali, compreso quello di mettersi in contatto col suo padrone e di dare l’allarme, entrò in agitazione psicomotoria.<br>ORA AVEVA SETTE MINUTI PER ASSIMILARE L’ELEMENTO Q4! Guardò l’ambiente ove si trovava: c’erano otto piani di color bianco translucido, alti un metro o poco più e lunghi pressa poco quanto un uomo.<br>La luce non era forte. Fece qualche passo in direzione dell’ottavo piano di appoggio, in fondo. E vide.<br>Sul piano, stesa in posizione supina, completamente priva di indumenti, stava una donna.<br>Rogen sentì che i suoi meccanismi agivano spasmodicamente e provò qualcosa di molto simile al parossismo negli umani, fenomeno sul quale aveva assorbito duecentoventitrè volumi marziani.<br>Si avvicinò deciso ad impadronirsi dell’elemento Q4. Nessuno lo avrebbe fermato.<br>Guardò la donna e non fu necessario chiedere al cervello la spiegazione di quella immobilità: conosceva l’aspettto della morte, comune sia ai terrestri che ai marziani. Il cervello della donna era stato operato. Si vedeva il segno delle incisione della calotta cranica, riaccostata alla meglio al resto del cranio.<br>C’era un foglio di alluminio accanto al cadavere, scritto in inglese. Dopo l’indicazione del nome e dell’età della morta, veniva spiegata la ragione del decesso: &lt;affetta da crisi isterica di tipo schizofrenico, ha aggredito un altro paziente il quale, afferrato un corpo contundente (agli atti) l’ha colpita ripetutamente alla testa. Sottoposta ad operazione, è spirata per la gravità delle lesioni&gt;.<br>Rogen era ormai vicino al suo elemento. La sfera Ventuno, preposta ai cinque sensi umani non poteva sbagliare: l’elemento era SU quella donna o IN quella donna.<br>Avvicinò la testa e annusò il cadavere. Arrivato alla testa, ebbe la certezza: l’elemento Q4 si trovava nella testa della donna. Mancavano solo due minuti alla scadenza del suo terribile traguardo. Il potere del professor Boreo si rivelò, brutale: lui, Boreo Secondo sulla Terra, chiamato Arko, Rogen, non poteva mancare lo scopo della sua missione. Boreo Secondo era condizionato in modo da provare anche il SENSO DEL DOLORE.<br>Allungò le mani sottili sulla calotta cranica della morta e la asportò. &lt;Ecco l’elemento Q4&gt;, pensò Rogen-Boreo Secondo, &lt;un disinfettante che i chirurghi terrestri usano per le loro operazioni. Nel cervello di questa donna morta c’è abbastanza perchè io possa portare a termine la missione&gt;. Si abbassò e poso le labbra sul cervello della morta.<br>Avidamente, fino a suggere l’ultima stilla di elemento Q4. In quell’attimo scattava il sessantesimo secondo del settimo minuto dall’inizio della crisi psico-motoria del suo organismo para-umano.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Riequilibrato dall’immissione del suo indispensabile elemento, Rogen si avviò verso l’uscita dell’obitorio.<br>Fu in quel momento che entrò un uomo vestito con una tuta azzurra. L’uomo guardò Rogen ed assunse subito una espressione terrorizzata: l’uomo in camice bianco che gli stava davanti era tutto sporco di sangue e dalle labbra gli colava una sostanza grigiastra striata di rosso cupo.<br>– Ah! – Il grido dell’uomo in tuta azzurra risuonò sinistro nel triste luogo mentre Rogen, azionato dall’istinto di conservazione che Boreo gli aveva inoculato insieme a tante altre reazioni umane, gli scaricava direttamente dalle cellule fotoelettriche aventi l’aspetto di normali occhi, un fascio di ultrasuoni ad altissima frequenza che fecero scoppiare il sistema cardio-vascolare del disgraziato, un inserviente.<br>Rogen scavalcò il morto ed uscì dalla scala; chiuse la pesante porta e si avviò verso l’ascensore.<br>Una volta dentro la cabina i suoi occhi caddero su un piccolo specchio collocato in un angolo (probabilmente da qualche giovane infermiera addetta al mesto rito di accudire ai cadaveri che per ragioni di studio o altro dovevano sostare nell’obitorio della enorme clinica). Per la prima volta da quando era stato costruito, Boreo Secondo vide se stesso riflesso in uno specchio: qualcosa in lui cedette, in quel momento. Fu un attimo. Chiese spiegazioni al cervello ma la risposta che ebbe, lo lasciò perplesso:<br>&lt;La miscela esplosiva chiamata dinamite fu scoperta da uno scienziato svedese di nome Nobel&gt;.<br>Insistè per ottenere la risposta giusta: Il cervello funzionava ancora con la solita rapidità:<br>&lt;Marylin Monroe fu una bellissima attrice cinematografica americana del secolo scorso. Contrasse quattro matrimoni ed uno dei suoi mariti fu lo scrittore e commediografo Arthur Miller&gt;.<br>Le risposte che seguirono disorientarono completamente Rogen: il cervello, senza alcuna richiesta da parte sua, spiegava la formula della maionese, cibo terrestre fatto con uova olio e limone, dava la formula dell’allume di rocca e precisava in che anno Giulio Cesare aveva conquistato la Britannia, antico nome dell’attuale Gran Bretagna.<br>Di nuovo preda della agitazione psico-motoria, Rogen risalì rapidamente nella sua camera, cambiò il camice con la giubba che portava prima e corse fuori, verso la pianura sulla quale ventiquattro ore prima era disceso.<br>Passò per le strade come una furia: agitando i suoi pugni potenti come mazze, rovinava muri, vetrine, veicoli. Uccise molti uomini. Ricevette molte pallottole nel corpo. Ma non sentiva alcun male. Cominciò a correre. Spiccò un salto di quasi due metri. La parte non avariata della sua memoria gli diceva che tra le sue possibilità c’era anche quella del volo all’altezza di pochi metri, tuttavia spiccò un salto ma rotolò sul tetto spiovente di una fattoria. Cadde. Si rialzò mentre una donna anziana che aveva assistito alla scena guardava muta per il terrore e con le mani aperte e posate sulle guance.<br>Arrivato nel mezzo della pianura si fermò ed il suo dispositivo di autoconservazione mise in azione l’allarme: &lt;Venite a riprendermi. Altrimenti cadrò in mano ai terrestri&gt;. Il messaggio guizzò per gli spazi siderali e giunse a Boreo dopo un certo tempo che calcolato col tempo marziano equivaleva a poco più di mezz’ora. In capo a pochi secondi, Boreo impartì l’ordine: recuperare Boreo Secondo, in missione sulla Terra.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Quando Boreo Secondo discese dall’astronave, il professor Boreo, attorniato dai suoi più intimi collaboratori, stava ad aspettarlo.<br>Boreo Secondo, assai mal ridotto, si avvicinò al padrone e, non appena questi gli fu a tiro, gli saltò addosso e lo morse tra collo e mascella.<br>Boreo Primo e Boreo Secondo caddero avvinghiati a terra e lottarono.<br>Poi Boreo Primo si rialzò, lacero, ferito, ma vincitore. Il mutante artificiale, l’uomo di laboratorio, il robot quasi umano era ai suoi piedi, spento per sempre.<br>In quell’attimo la scintilla scoppiò nella mente di Boreo e lui fece una lunga, incomprensibile risata all’indirizzo dei presenti che lo guardavano senza capire.<br>Poi Boreo pronunciò alcune parole sconnesse, si strappò gli abiti, cominciò a fare delle capriole sul terreno, afferrò una pistola ad ultrasuoni e stese una decina di personaggi del seguito.<br>Allora tutti gli altri si gettarono su Boreo e lo fecero a pezzi. Lottavano per lo più a morsi e gran parte del terribile onnipotente tiranno di Marte non si trovò più sul terreno ed in nessun altro luogo.<br>Ma quello fu appena il principio: Boreo Secondo reduce dalla sua missione sulla Terra aveva portato la pazzia che aveva assorbito quando aveva calato la bocca famelica sul cervello della folle morta.<br>Contrariamente che sulla Terra, però, la pazzia su Marte era contagiosa.<br>E su Marte fu il caos…</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>NOTE</strong><br>Racconti rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. <em>L’elemento Q4</em> di <strong>Francis Earl</strong>, apparso in Italia nel Luglio 1962 sul numero 2 di “Terrore”, edito da Sansoni e pubblicato per la prima volta su <em>Planet Ghost</em>. Un racconto di fantascienza imprevedibile e originale. L’autore è italiano sotto pseudonimo inglese: <strong>Francis Earl</strong> alias <strong>Francesco Paolo Conti</strong>.<br>Un particolare ringraziamento all’amico studioso prof. <strong>Tiziano Agnelli</strong> per i suoi preziosi suggerimenti.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink9d4c72daaf5b8970b4dd3bf073d68b60 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/elementoq4_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 755,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9d4c72daaf5b8970b4dd3bf073d68b60, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/elementoq4_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="286" /></a><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 20 Apr 2025 07:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il mercante di morte di Catulle Mendes]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006D"><div><div><h1 class="imHeading1">Il nuovo video Club GHoST &amp; Ipnotica</h1></div><div><h2 class="imHeading2">Video audio racconto tratto da un’opera di Catulle Mendes</h2></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><em><span class="fs14lh1-5 cf1">Redazione GHoST</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">presenta</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><em><span class="fs14lh1-5 cf1">lI mercante di morte</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1">, il nuovo video targato</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><i><span class="fs14lh1-5 cf1">ClubGHoST &amp; Ipnotica</span></i><span class="fs14lh1-5 cf1">, un video-audio racconto tratto da un’opera di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Catulle Mendes </b></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">e narrato da </span><span class="fs14lh1-5"><b>Sergio Bissoli</b></span><span class="fs14lh1-5">.</span></span><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il video è stato caricato sul nuovo canale You Tube ufficiale del</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><i><span class="fs14lh1-5 cf1">Club GHoST</span></i><span class="fs14lh1-5 cf1">:</span><br><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a></span><br><span class="fs14lh1-5 cf1">che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.</span><br><span class="fs14lh1-5 cf1">Per non perdere tutte le novità e supportarci vi invitiamo a iscrivervi al canale attivando la campanella per le notifiche.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink471a520f6735690da7cc5145fae418cf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mercante-morte_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 867,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink471a520f6735690da7cc5145fae418cf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mercante-morte_ver.jpg" alt="La locandina del video." title="La locandina del video." width="200" height="250" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb8879537bf2f7aa136f114979df6cb5d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/promo-canaleytg_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 704,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb8879537bf2f7aa136f114979df6cb5d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/promo-canaleytg_ver.jpg" alt="Iscriviti al Canale Club GHoST!" title="Iscriviti al Canale Club GHoST!" width="200" height="307" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=J1guk3JE_5w">https://www.youtube.com/watch?v=J1guk3JE_5w</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 05:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[H.P. Lovecraft - Dagon e altri racconti brevi di Sergio Vanello]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006C"><h1 class="imHeading1">Opera affascinante e ambiziosa</h1><div><h2 class="imHeading2">Adattamento a fumetti intellettualmente onesto e artisticamente potente</h2></div><div><div><em><span class="fs14lh1-5 cf1">[…] Ci vuole coraggio per esplorare l’ignoto, e questo libro a fumetti lo fa senza timore, col grande merito di scardinare i freddi schematismi della narrazione convenzionale. E solo con Lovecraft questo azzardo vale la scommessa. […]</span></em></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>H.P. Lovecraft – Dagon e altri racconti brevi</strong>, adattato a fumetti da <strong>Sergio Vanello</strong> e pubblicato da Edizioni NPE all’interno della collana Horror al numero 27.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">È un’opera affascinante e ambiziosa che trasforma in graphic novel otto racconti brevi di <strong>Lovecraft</strong>, proponendone una reinterpretazione visiva personale e intensa.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><ul><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Dagon</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Celephaïs</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Dall’altrove (From Beyond)</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">La città senza nome</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Hypnos</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Nella cripta</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Il colore venuto dallo spazio</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">I sogni nella casa stregata</span></li></ul></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Questa selezione è ben bilanciata tra racconti del ciclo onirico e del ciclo del mito di </span><span class="fs14lh1-5"><i>Cthulhu</i></span><span class="fs14lh1-5">, mostrando l’ampio spettro dell’immaginario del </span><strong class="fs14lh1-5">Sognatore di Providence.</strong></span></div><div><strong><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></strong></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">L’introduzione di <strong>Paolo Di Orazio </strong>è un saggio appassionato e colto che inquadra <strong>Lovecraft</strong> non solo come scrittore, ma come “creatore cosmico”, tracciando una connessione tra i suoi universi e il fumetto horror post Comics Code Authority. <strong>Di Orazio </strong>accosta <strong>Lovecraft</strong> a <strong>Shelley</strong> e persino a <strong>Leopardi</strong>, sottolineandone il potere metafisico e simbolico: “Lovecraft-uomo è il Grande Antico, il Cthulhu-di-se-stesso”.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">L’uso intelligente dello spazio nelle tavole rompe volutamente la rigidità della gabbia tradizionale, generando una fluidità onirica e surreale, coerente con il contenuto. <strong>Vanello</strong> in ogni opera che omaggia l’Ultimo Demiurgo riesce sempre a trasportare il suo orrore su china in maniera eccellente, rendendo questi volumi delle piccole perle che meritano di essere conservate nel tempo.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Un adattamento a fumetti intellettualmente onesto e artisticamente potente, che evita i cliché del “gotico da copertina” e propone una visione personale ma rispettosa dell’opera di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Lovecraft</b></span><span class="fs14lh1-5">. Consigliato a chi ama l’horror visionario e il fumetto d’autore.</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>L’AUTORE</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Sergio Vanello – Nato a Luni il primo febbraio del 1968, laureato con lode presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara e ottenuta la specializzazione nell’insegnamento presso l’Università di Pisa, Sergio Vanello è professore di Discipline Pittoriche e Arte e Immagine. La sua attività artistica si esprime soprattutto con il fumetto e la pittura. Tra le mostre al suo attivo: 1992, Galleria Selene, Milano (a cura di U. Buscioni e G. Gentile); 2000, Galerie Bertrand Kass, Innsbruck Austria; 2003 Neuen Rathauses, Ingolstadt Germania; 2004, Museo Del Marmo, Carrara; 2007, Artenimes, Fiera D’arte Contemporanea, Nimes, Francia; 2007, Galerie D’art Contemporain Diario Di Bordo, Montpellier, Francia; 2018, Spazio Papel, Milano. Galleria d’arte con la quale collabora tuttora. Ultima mostra in ordine di tempo: Leggerezza, pensando a Italo Calvino, 2023. Oltre alla sua attività di pittore, si è dedicato negli ultimi anni al fumetto, in veste di disegnatore e autore. Da gennaio 2016 ha inizio la sua collaborazione con Aurea Editoriale (Roma). Nel 2017 ha inizio la sua collaborazione con Edizioni NPE. Dal 2020 è illustratore e Cover Artist per il mensile «Linus». Dal 2023 è illustratore e fumettista per la storica rivista francese «Métal Hurlant».</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>H.P. Lovecraft – Dagon e altri racconti brevi</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Autore: Sergio Vanello</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Editore: NPE</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Collana: Horror</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Pagine: 96</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>ISBN-13: ‎ 9788836272839</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Costo: Cartaceo 19,90 €</i></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink57cc33ac90ae171ab4f8642acd2041d1 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dagonhp_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 339,'height': 480,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dagonhp_tav1.jpg','alt': '','title': '','width': 764,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dagonhp_tav2.jpg','alt': '','title': '','width': 763,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink57cc33ac90ae171ab4f8642acd2041d1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dagonhp_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="284" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3aca060832f89bc229ca17ddaaf6dff4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vanello.jpg','alt': '','title': '','width': 692,'height': 535,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3aca060832f89bc229ca17ddaaf6dff4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/vanello.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="116" /></a><br></div><div><br></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 05:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La casa degli oggetti di Jorge Dorado]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006B"><div><h1 class="imHeading1">Un film originale ad alta tensione</h1><h2 class="imHeading2">Girato con ritmi da cinema d’autore, ricco di un crudo realismo</h2></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b>La casa degli oggetti (Spagna, Argentina, Germania, 2022)</b></span></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Regia: Jorge Dorado. Soggetto e Sceneggiatura: Natxo López. Fotografia: David Acereto. Montaggio: Carlos Egea, Pablo Zumárraga. Musiche: Eric Claus Kuschevatzky. Interpreti: Álvaro Morte (Mario), China Suárez (Sara), Verónica Echegui, Zorion Egueileor, Gabriele Andrada, Pepa Gracia, Daniel Aráoz (Ochoa). Paesi di Produzione: Spagna, Argentina, Germania, 2022. Durata: 108’. Titolo originale: Objetos. Titolo Internazionale: Lost &amp; Found.</i></span></div></div><div><br></div><div><div><strong>Jorge Dorado</strong>, regista iberico specializzato in thriller (<em>Mindscape</em>, 2013), gira un originale film ad alta tensione con protagonista un uomo di nome Mario, impiegato in un ufficio oggetti smarriti, che un giorno si trova davanti una valigia rinvenuta sul fondo di un fiume contenente resti umani. Mario si mette a indagare, scopre un giro di prostituzione diretto da un gruppo di pericolosi criminali capeggiato da un turpe medico che procura aborti e libera dai figli (nati per incidente) le ragazze costrette a lavorare per la banda. Mario ha un passato burrascoso, amico e amante di una poliziotta, abbandonato dalla moglie, ha perso la possibilità di avere un figlio e fa di tutto perché una ragazza incontrata per caso non debba rinunciare al neonato. Finale imprevedibile e cruento che non racconto. Un film molto compassato, girato con ritmi da cinema d’autore, ricco di un crudo realismo, pieno di effetti crudi e macabri. <strong>Dorado</strong> non si limita a girare un thriller, vorrebbe raccontare - grazie a una storia nera che non concede scampo allo spettatore - la forza dell’amore e il desiderio di paternità, persino il senso di giustizia che alberga in ciascun individuo. Il film non è omogeneo, soffre di momenti stanchi e ripetitivi, la sceneggiatura spesso mostra la corda, alcune soluzioni sembrano forzate, ma le ambizioni alte lo salvano, perché il regista vuol mandare un grande messaggio di amore e di solidarietà. Alla fine riesce nell’obiettivo preposto e si fa apprezzare più nelle intenzioni che nei risultati, grazie anche a una colonna sonora drammatica e a una fotografia cupa, che diventa solare nei grandi paesaggi latino americani della seconda parte. Molto bravo l’interprete principale, <strong>Álvaro Morte</strong>, nei panni dell’impiegato agli oggetti smarriti che si trova coinvolto in una spirale di assurda violenza. Consigliato per chi ama l’horror e il thriller psicologico, anche se la pellicola non è immune da difetti, soprattutto per una trama troppo lineare e per la semplicità delle soluzioni narrative.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink5b16d2c263af7b8578519c4cd0257978 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/casaoggetti_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 630,'height': 900,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5b16d2c263af7b8578519c4cd0257978, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/casaoggetti_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkc1eae2ca75f2ad03f653bfb37363272f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/casaoggetti_bar.webp','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc1eae2ca75f2ad03f653bfb37363272f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/casaoggetti_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=tHtZS8JA_sc">https://www.youtube.com/watch?v=tHtZS8JA_sc</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 04:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[The 8 Show di Han Jae-rim]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Serie_TV"><![CDATA[Serie TV]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006A"><h1 class="imHeading1">Thriller psicologico di produzione coreana</h1><div><h2 class="imHeading2">Una serie che merita di essere vista e che difficilmente lascerà indifferenti</h2></div><div><div><div><strong>The 8 Show (Corea del Sud, 2024)</strong></div> <div><em>Regia: Han Jae-Rim</em></div> <div><em>Soggetto: Bae Jin-Soo</em></div> <div><em>Sceneggiatura: Han Jae-Rim</em></div> <div><em>Cast: Bae Sung-woo: Piano 1, Lee Joo-young: Piano 2, Ryu Jun-yeol: Piano 3, Yul-Eum Lee: Piano 4, Moon Jeong-Hee: Piano 5, Park Hae-joon: Piano 6, Park Jeong-min: Piano 7, Chun Woo-hee: Piano 8</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>The 8 show</strong> è un thriller psicologico di produzione coreana. Probabilmente lanciato sulla scia di <em>Squid game</em> per alcuni punti comuni, se ne distacca completamente mettendo in scena una storia sufficientemente originale che intrattiene.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">Mi-sun è uno spiantato, un poveraccio che si è ricoperto di debiti e non riesce a uscirne. Gli strozzini lo cercano per spezzargli le gambe e nonostante faccia dei lavori duri e si sforzi di risparmiare non riesce nemmeno a saldare gli interessi. Stava per suicidarsi quando iniziano ad arrivargli consistenti bonifici solo per attirare la sua attenzione. Viene quindi invitato a salire su un’auto lussuosa che lo conduce nel luogo dove avverrà il gioco. Mi-sun (e come lui altre sette persone) viene invitato a scegliere un numero che, si scoprirà, equivale al piano di un appartamento. Lui e gli altri concorrenti dovranno vivere in queste stanze più tempo possibile, guadagnando cifre consistenti ogni minuto che resistono. Non hanno niente e ogni cosa che comprano costa cifre esagerate (ma possono comprare qualsiasi cosa vogliano tramite un esoso telefono in camera) inoltre hanno una grande sala comune dove incontrarsi con un altro telefono e poter fare acquisti, ma questi si pagano con il tempo residuo. C’è un grande timer che dice quando il gioco finirà e tutto sembra facile, è anche vietato l’omicidio, pena la fine del gioco. I giocatori, però, vogliono restare più tempo possibile per guadagnare di più e quindi cercano modi per capire come allungare il timer. Inoltre i piani hanno compensi e privilegi diversi a seconda di quanto sono in alto. Presto sorgerà fuori la natura umana con un’allegoria davvero pesante sulla società moderna.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="cf1">I punti in comune con <em>Squid game</em> sono semplicemente che si tratta di un gioco pensato per intrattenere qualcuno all’esterno, che i partecipanti sono spronati da una grossa vincita in denaro e che ognuno ha una sua storia. Per il resto il film ricorda di più <em>The Experiment,</em> (mostro sacro del cinema di questo tipo che vanta numerose imitazioni) &nbsp;che parla di una serie di persone comuni rinchiuse in un carcere, qui fingono di essere guardie e ladri dove infine tutto degenera nel reale e nella violenza. La stessa cosa accade qui, ma in un modo ancora più duro per la morale di chi guarda. <em>The 8 game</em> (non è un caso che “eight” e “hate” si leggano alla stessa maniera) pone in essere una durissima allegoria della società moderna con tutte le sue dinamiche, al punto da avermi fatto sentire male e in colpa guardandolo. È un prodotto molto intelligente e interpretato più che degnamente da un cast che non conoscevo (non sono così ferrato in cinema coreano), ma che mi ha colpito (<strong>Bae Sung-woo</strong>, Numero 1, è veramente bravo!).</span></div> <div><span class="cf1">La regia è ok e lo svolgimento prosegue liscio, ma a mio avviso tutta la serie è infarcita di troppi stati allucinatori dei personaggi. Sì, si vuole indicare che stanno impazzendo, ma è un escamotage usato fino all’abuso e il troppo stroppia. Il finale è completo e chiaro, ma si rimane un po’ con l’amaro in bocca perché viene fatta luce sui partecipanti, ma mai sul gioco stesso.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">In definitiva le otto puntate di the 8 show meritano di essere viste, non è la serie dell’anno, ma difficilmente lascerà indifferenti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink0ee2e36ae18361ec767bb3715504f0c2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the_8_show-poster_jpeg_320x0_crop_q85.webp','alt': '','title': '','width': 320,'height': 473,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0ee2e36ae18361ec767bb3715504f0c2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the_8_show-poster_jpeg_320x0_crop_q85.webp" alt="La locandina della serie tv." title="La locandina della serie tv." width="200" height="296" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkcecd25cd3bf2c64ac900a915c2e71c08 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-8-show_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1919,'height': 1008,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcecd25cd3bf2c64ac900a915c2e71c08, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-8-show_bar.jpg" alt="Una scena della serie tv." title="Una scena della serie tv." width="200" height="106" /></a><br></div><div><br></div><div><span class="cf1"> </span></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=8mOg8ZZ9VIQ">https://www.youtube.com/watch?v=8mOg8ZZ9VIQ</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 15:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Idoli di Giulia Massini]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000069"><h1 class="imHeading1">Il nuovo romanzo di Giulia Massini</h1><div><h2 class="imHeading2">Una storia intensa, che affonda le radici nel weird classico</h2></div><div><div><span class="cf1">“Non può credere a una cosa del genere!” sbottai irritato. “Entrambi, siete fuori di senno. Vi siete fidati delle parole di una ragazza disturbata. Non sapete che il malato tende a ingannare chi si prende cura di lui? Vi dico a un esterno cosa sembra: il racconto di una mitomane e il quadro di un’isterica.”</span></div><div><span class="cf1">“Ah sì?” Don Thierry sollevò un sopracciglio. “Le sembra così, monsieur? Noi invece la chiamiamo possessione.”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il sentire comune e i più semplici accadimenti quotidiani sembrano non lasciarci dubbi sul fatto che sentimenti come gioia e dolore, rabbia e compassione, amore e odio, intuizione del bene e del male, esistano solo per noi come qualità specifiche degli esseri umani.</span></div><div><span class="cf1">Lo sa bene il narratore, che per tutta la vita si è gettato anima e corpo nel suo lavoro di psicoterapeuta, cercando con la tecnica dell’ipnosi di alleviare e guarire le malattie e le ansie che gravano sull’anima dei suoi pazienti.</span></div><div><span class="cf1">Ma cosa, o chi, è un’anima? E se desidera, cosa vuole?<br><br></span></div><div><span class="cf1">Nelle pagine sorprendenti e conturbanti di questo romanzo il lettore si troverà a domandarselo più volte insieme al narratore, dopo che il fatale incontro con un anziano signore africano li condurrà entrambi a misurarsi con una spiritualità e una cura dell’anima ben più antiche e potenti di quelle che siamo comunemente disposti ad accettare.</span></div><div><span class="cf1"><em>Idoli</em> è il nuovo romanzo di <strong>Giulia Massini</strong>, una storia intensa, che affonda le radici nel <em>weird</em> classico, esplorando le più recondite paure dell’animo umano.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>L’AUTRICE</strong><br><strong>Giulia Massini</strong>, nata a Fabriano, vive a Bologna. Nel 1997 ha vinto il <em>Premio Campiello Giovani Marche</em> con il racconto “L’amore verrà”. Con il romanzo <em>Le voci sotto</em> (Pendragon, 2004) si è aggiudicata il <em>Premio Frignano Opera Prima</em> del 2005, cui sono seguiti il romanzo fantastico <em>Il posto che chiami casa</em> (Affinità Elettive, 2011) e il romanzo fantasy <em>La terra sul filo di seta</em> (Tabula Fati, 2019). Tra i vari progetti di critica letteraria, ha pubblicato i saggi <em>La poetica di Rodari. Utopia del folklore e nonsense</em> (Carocci, 2011) e <em>Fine del mondo come fine dell’umano. Sei ipotesi post-apocalittiche dal 1901 al 2006</em> (leparoleelecose.it, 4 luglio 2018). Ha partecipato come autrice al volume enciclopedico <em>Rodari A-Z</em> (Electa, 2021). Narratrice con una speciale predilezione per il <em>weird</em>, è stata più volte finalista del premio <em>Hypnos</em>, vincendolo nel 2018 con il racconto “La colonia” (in <em>Strane Visioni 2</em>, Edizioni Hypnos 2019), mentre nel 2022 vince il concorso <em>Satanica</em> con il racconto “Cattivi Maestri” (in <em>Satanica</em>, Acheron Books, 2022).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>IDOLI</em><br><em>di Giulia Massini</em><br><em>Curatela: Giacomo Ortolani</em><br><em>Immagine di copertina: Ivo Torello</em><br><em>Collana: Visioni, n. 2 (12)</em><br><em>Edizioni Hypnos, 288 pp.</em><br><em>ISBN: 9791280110978 (cartaceo); 9791280110985 (ebook)</em><br><em>Prezzo: 16,90 € (cartaceo); 6,99 € (ebook)</em></span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink8cb64b71a16336b209b16084ab10d34b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/idoli_Cover.jpg','alt': '','title': '','width': 795,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8cb64b71a16336b209b16084ab10d34b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/idoli_Cover.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="272" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 05:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il piccolo grande uomo di Arthur Penn]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000068"><div><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Film invecchiato benissimo, ancora godibile a distanza di 55 anni</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un piccolo capolavoro capace di raccontare fatti storici drammatici con grande leggerezza</span></h2></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">Il piccolo grande uomo (Usa, 1970)</span></b></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Regia: Arthur Penn. Soggetto: Thomas Berger (romanzo omonimo). Sceneggiatura: Calder Willingham. Fotografia: Harry Stradling Jr.. Montaggio: Dede Allen. Effetti Speciali: Logan Frazee. Musiche: John Hammond. Scenografia: Dean Tavoularis, Angelo P. Graham, George R. Nelson. Costumi: Dorothy Jeakins. Trucco: Terry Miles, Dick Smith. Produttore: Stuart Millar. Case di Produzione: National General Pictures, Cinema Center Films. Distribuzione (Italia): Titanus. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 1970. Titolo Originale: Little Big Man. Durata: 139’. Genere: Commedia, Western. Interpreti: Dustin Hoffman (Jack Crabb), Martin Balsam (Merriweather), Richard Mulligan (generale Custer), Chief Dan George (Cotenna di Bisonte), Jeff Corey (Wild Bill Hickok), Amy Eccles (Raggio di Luna), Kelly Jean Peters (Olga Crabb), Carole Androsky (Carolina Crabb), Robert Little Star (Piccolo Cavallo), Cal Bellini (Orso Giovane), Ruben Moreno (Ombra Silenziosa), Steve Shemayne (Sole che Scotta), James Anderson (sergente), Jess Vint (tenente), Alan Oppenheimer (maggiore), Thayer David (reverendo Jonah Pendrake), Philip Kennealy (Kane), Jack Bannon (capitano), Norman Nathan (Pawnee), Alan Howard (Jack adolescente), Ray Dimas (Jack bambino), Faye Dunaway (Louise Pendrake/prostituta Lulù), William Hickey (giornalista), Jack Mullaney (giocatore di carte).</span></i></span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Rivisto su Rai Movie in edizione restaurata, con aggiunta di scene e dialoghi non tradotti, tagliati dalla prima edizione italiana per motivi di sciocco pudore, resta un piccolo capolavoro di commedia capace di raccontare fatti storici drammatici con grande leggerezza. </span><span class="cf1"><strong>Arthur Penn</strong></span><span class="cf1">, esperto di western storici, con l’aiuto di </span><span class="cf1"><strong>Calder Willingham</strong></span><span class="cf1">, sceneggia il romanzo omonimo di </span><span class="cf1"><strong>Thomas Berger</strong></span><span class="cf1"> per raccontare le vicissitudini degli indiani fino alla battaglia del Little Bighorne, mettendo al centro della scena uno scellerato generale Custer al comando del Settimo Cavalleria, dipinto in tutta la sua furia omicida. Tutto è vissuto come un lungo flashback narrato da Jack Crabb (</span><span class="cf1"><strong>Hoffman</strong></span><span class="cf1">) che, alla veneranda età di 121 anni, apre il fiume dei ricordi e tira fuori tutte le situazioni grottesche della sua vita da sopravvissuto, sia al furore degli indiani sia a quello dei federali. Un film che non fa sconti a nessuno, interpretato da un grandissimo </span><span class="cf1"><strong>Dustin Hoffman</strong></span><span class="cf1"> (già visto ne </span><span class="cf1"><em>Il laureato</em></span><span class="cf1"> e in </span><span class="cf1"><em>Un uomo da marciapiede</em></span><span class="cf1">), nei panni di un uomo salvato e allevato dagli indiani (che hanno massacrato la sua famiglia) inerme quando assiste al massacro di donne e bambini nel suo villaggio, mentre vede morire le quattro mogli e i due figli. Jack Crabb assiste anche al massacro del Little Bighorne e ne esce fuori illeso, convinto che ormai niente può ucciderlo, al punto che a 121 anni è ancora vivo e racconta le sue esperienze a un giornalista. Cinema puro, girato da un professionista capace di riprendere gli ampi spazi dell’Ovest nordamericano, le pianure e i villaggi, come le piccole città in mezzo al fango e alla pioggia battente. Le inesattezze storiche non riguardano chi apprezza un’opera cinematografica perché non stiamo rivedendo un vecchio documentario, ma un piccolo capolavoro di commedia che taglia ogni riferimento al dramma persino nei momenti più atroci e senza speranza. La fotografia di </span><span class="cf1"><strong>Stradling</strong></span><span class="cf1"> è chiara e luminosa, il montaggio di </span><span class="cf1"><strong>Allen</strong></span><span class="cf1"> rapido e privo di momenti stanchi, le musiche di </span><span class="cf1"><strong>Hammond</strong></span><span class="cf1"> conferiscono ritmo alla pellicola, mentre le scenografie di </span><span class="cf1"><strong>Tavoularis</strong></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><strong>Graham</strong></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><strong>Nelson</strong></span><span class="cf1"> sono davvero sontuose. Interpreti di grande livello, abbiamo già detto di un immenso </span><span class="cf1"><strong>Dustin Hoffman</strong></span><span class="cf1"> (doppiato dal grande </span><span class="cf1"><strong>Ferruccio Amendola</strong></span><span class="cf1">), citerei anche </span><span class="cf1"><strong>Martin Balsam</strong></span><span class="cf1"> (Merriweather), </span><span class="cf1"><strong>Richard Mulligan</strong></span><span class="cf1"> (il folle generale Custer) e </span><span class="cf1"><strong>Faye Dunaway</strong></span><span class="cf1"> nel ruolo di una donna timorata di Dio, moglie di un reverendo, che cade in disgrazia e si mette a fare la prostituta. Tra i doppiatori ricordiamo </span><span class="cf1"><strong>Carlo Romano</strong></span><span class="cf1"> che presta la sua inconfondibile voce al reverendo Jonah Pendrake (</span><span class="cf1"><strong>Thayer David</strong></span><span class="cf1">). </span><span class="cf1"><em>Little Big Man</em></span><span class="cf1"> - questo il titolo originale - è un film invecchiato benissimo, ancora godibile a distanza di 55 anni. Cercatelo!</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkf7a7823b2a8ed44fdc4f2836be529975 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/il-piccolo-grande-uomo_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 718,'height': 1024,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf7a7823b2a8ed44fdc4f2836be529975, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/il-piccolo-grande-uomo_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink122aea7ad5ed8f7360a36d572cb9653a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/il-piccolo-grande-uomo_bar.webp','alt': '','title': '','width': 600,'height': 300,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink122aea7ad5ed8f7360a36d572cb9653a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/il-piccolo-grande-uomo_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=O0cNkjCSR0Y">https://www.youtube.com/watch?v=O0cNkjCSR0Y</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 08:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Hans Zimmer – La rivoluzione cinematica di Luca Perrone]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000067"><div><h1 class="imHeading1">Opera ambiziosa e allo stesso tempo accessibile</h1><h2 class="imHeading2">Un tributo monografico a uno dei compositori più influenti del nostro tempo</h2></div><div><div>Nel panorama editoriale italiano raramente capita di imbattersi in un’opera così ambiziosa, rigorosa e allo stesso tempo accessibile come <strong>Hans Zimmer – La rivoluzione cinematica</strong>. Scritto da <strong>Luca Perrone</strong> e curato da <strong>Luigi Boccia</strong>, il volume edito da <strong>Weird Book</strong> si configura come un vero e proprio tributo monografico a uno dei compositori più influenti del nostro tempo, capace di ridefinire il concetto stesso di musica per immagini.</div><div><br></div><div>L’autore non si limita a raccontare la biografia di <strong>Hans Zimmer</strong> – dalla formazione autodidatta in Germania fino ai trionfi hollywoodiani – ma ci accompagna in un viaggio critico e appassionato attraverso l’evoluzione del suo stile, le sue collaborazioni più celebri e le rivoluzioni tecniche e linguistiche che ha introdotto nel mondo della colonna sonora.</div><div><br></div><div>Il pregio del libro è duplice: da una parte l’approfondimento musicologico, puntuale e chiaro anche per i non addetti ai lavori; dall’altra l’analisi storico-culturale del “fenomeno Zimmer”, che ha trasformato l’intera industria musicale cinematografica, fondando una vera e propria scuola con la <em>Remote Control Productions</em>, da cui sono usciti compositori come <strong>Lorne Balfe</strong>, <strong>Klaus Badelt</strong> e <strong>Benjamin Wallfisch</strong>.</div><div><br></div><div>Attraverso un linguaggio ricco ma mai eccessivamente tecnico, il volume affronta temi centrali della poetica zimmeriana: l’annichilimento della melodia a favore di pattern ritmico-dinamici, l’uso della timbrica come elemento narrativo e la commistione tra orchestra sinfonica e sound design. Emblematici i capitoli su <em>Inception</em>, <em>Dune</em> e <em>La sottile linea rossa</em>, in cui <strong>Zimmer</strong> destruttura le regole classiche per costruire paesaggi sonori unici, vibranti e potentemente evocativi.</div><div><br></div><div>Non mancano aneddoti, citazioni e dietro le quinte delle collaborazioni con registi del calibro di <strong>Christopher Nolan</strong>, <strong>Ridley Scott</strong>, <strong>Ron Howard</strong>, <strong>Gore Verbinski</strong> e <strong>Denis Villeneuve</strong>. L’autore dimostra un’ammirevole capacità di sintesi, raccontando in maniera avvincente oltre trent’anni di carriera, senza mai perdere il filo conduttore: la trasformazione del compositore in demiurgo sonoro, capace di fare della musica non un commento all’immagine, ma parte stessa della sua struttura.</div><div><br></div><div>A impreziosire il volume, un solido apparato critico che spazia dalla musica colta contemporanea a quella popolare, dalle colonne sonore dei blockbuster ai più raffinati esempi di cinema d’autore.</div><div><br></div><div><em>Titolo: Hans Zimmer – La rivoluzione cinematica</em><br><em>Autore: L. Perrone</em><br><em>Editore: Weird Book</em><br><em>Collana: Revolution</em><br><em>Genere: Saggio</em><br><em>Pagine: 140</em><br><em>Prezzo: 24,90 €</em><br><em>ISBN: 978-88-31373-79-1</em></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkd45dbacc43566019bfce140e201cef54 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/zimmer-cover_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 685,'height': 1007,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd45dbacc43566019bfce140e201cef54, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/zimmer-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="295" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 05:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Verrà il plenilunio]]></title>
			<author><![CDATA[Louis Trevor]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000066"><h1 class="imHeading1">Autore italiano sotto pseudonimo</h1><div><h2 class="imHeading2">Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1962 su "Terrore 1"</h2></div><div><div><strong>LYCANTROPUS</strong></div><div>Il tenente Henry Badwell si rivoltò nel suo letto. Di colpo si alzò a metà. La notte filava via monocorde, con le sue ore silenziose.</div><div>La fronte imperlata di sudore, il tenente Henry Badwell, tese l’orecchio alla quiete notturna. Era uno stupido, pensò.</div><div>– Tutte quelle fesserie di Humphrey! – si disse.</div><div>Stava per rimettersi in posizione orizzontale, ma l’urlo riecheggiò.</div><div>Era un latrato, dapprima. Poi, a mano a mano che andava ripetendosi, ebbe un’eco di dolore, di sofferenza, di morte.</div><div>Divenne un ululato agghiacciante.</div><div>Questa volta, il tenente Badwell fu come afferrato da un improvviso « raptus » di follia: si alzò, e in pigiama corse alla fondina del revolver.</div><div>Strappò l’arma, la tenne vibrando in ogni senso nella grossa mano da pugile. Ora l’ululato si stemperava in una sorta di angoscioso richiamo.</div><div>– Maledetto! Maledetto! disse fra i denti serrati sulle labbra livide il tenente. Ma non aveva il coraggio di slanciarsi fuori, nel buio e nel silenzio della boscaglia.</div><div>L’ululato ora si stava allontanando.</div><div>Il tenente sentì il sangue martellargli alle tempie. Il cuore pulsava quasi a fatica; arraffò la vestaglia e se la pose indosso. Tra i fanti da sbarco s’era meritato alcune decorazioni. Ora, era pronto a sputare contro quelle medaglie. Ma allora, nel Pacifico, combatteva uomini. Piccoli uomini gialli che egli sovrastava.</div><div>Ma combattere uomini-lupo non era nel suo « epos », nel « sensus eroicus» della sua marziale persona il senso del valore s’andava assopendo.</div><div>– Maledetto figlio di cani! – invei, rivolto ad Humphrey. – Bigotto!</div><div>Usci con gli occhi fuori dalle orbite. La Sila riposava in immoti scenari grandiosamente vividi, eppure morti, densi di oscuri presagi.</div><div>A un tratto, un’ombra, un’ombra rapida si spostò da un tronco d’albero a un altro. Fece fuoco, rapidamente, rabbiosamente. Udì un grido e si precipitò verso l’ombra.</div><div>– Maledetto idiota! sibilò poco dopo, quando si rese conto che si trattava della sentinella. – Un altro po’ e t’ammazzo! Che facevi qui?</div><div>Il soldato tremava, lo fissava smarrito, incapace di rispondere.</div><div>– Su, imbecille! Rispondi! Che facevi qui, invece di stare al tuo posto di guardia? Siamo in guerra: vuoi che ti faccia mettere davanti al plotone d’esecuzione?</div><div>– Tenente… Ho sentito uno strano grido… Come se…</div><div>– Come se?… – chiese interessato il tenente Badwell.</div><div>– Come se ci fosse un mostro, un lupo umano, o qualcosa del genere…</div><div>– Vattene al tuo posto. Tu hai bevuto prima di montare, vero?</div><div>– Ho udito quella bestia, se bestia era, vi dico!</div><div>– Fila! Non racconterò ciò che è avvenuto… Per fortuna ti ho mancato.</div><div>Rimasto solo, il tenente Badwell prese una decisione.</div><div>Con il suo energico passo andò sino agli accontanamenti degli ufficiali.</div><div>Entrò nel quartierino del tenente Humphrey. Il vecchio ufficiale sobbalzò nel sonno, restò a guardarlo nella semioscurità con occhi dilatati.</div><div>– Lo hai sentito? – chiese, a bassa voce, come se temesse d’essere ascoltato da qualcuno, da qualche misterioso ascoltatore..</div><div>Badwell lo scosse furiosamente per il risvolto della giacca del pigiama:</div><div>– Tu e le tue dannate storie! – disse. Ed era quasi sul punto di picchiarlo.</div><div>Il vecchio tenente guardò il commilitone con senso di orgasmo e di pena.</div><div>– Cerca di ritornare tranquillo – gli disse, con fare deciso, ma senza alzare la voce, che era rimasta bassa, ma aveva acquistato un risoluto tono autoritario.</div><div>Henry Badwell lo guardò. Guardò la propria mano che si rattrappiva intorno al risvolto della giacca. Ebbe improvvisamente vergogna di se: – Scusami, Al.</div><div>– Di niente, figurati… – Il vecchio ebbe un sorriso strano.</div><div>Seguì un imbarazzante silenzio. Poi, Humphrey disse: – Ti debbo delle spiegazioni.</div><div>E prima che l’altro rispondesse, riprese, come se avesse fretta di dir tutto ciò che aveva in animo: – Tanti e tanti anni fa, io ero un giovane e promettente scienziato. Studiavo « leggi anomale organiche », come raptus psichici, vampirismo, tigrismo, pigmalionismo, licantropia… Insegnavo queste materie alla Columbia University. Ero pieno di zelo e di fede. Poi…</div><div>Segui una lunga pausa. Badwell si spazienti e chiese: – E poi?…</div><div>Il vecchio rise stancamente: – Eccomi qua! – disse, allargando le braccia. Arruolato volontario in questa guerra non mia. Sono arrivato sin qui, in Italia, al fronte del Sud. Siamo in Calabria, vecchio mio, l’antica Magna Grecia, densa di miti, di leggende, di tradizioni oscure. E qui, sul Monte della Sila, tu, lo hai udito, ci sono esseri mostruosi, a metà uomini, a metà belve sanguinarie: lupi!</div><div>– Storie! – si ribellò il tenente Badwell. Il suo pensiero andò alla bella ragazza calabra che era appena andato a trovare. Delia lo aspettava per il mattino seguente: l’avrebbe fatta sua, forse l’avrebbe sposata e portata in America con se.</div><div>E per un poco, la gentile immagine della bella ragazza lo distolse da quell’atmosfera di paura, di orrore.</div><div>– No, non « storie » lo redarguì dolcemente Humphrey. Io so molte cose, Badwell. Tu non mi conosci. Tu mi conosci sotto l’aspetto per nulla stimabile d’un pessimo ufficiale. Ma io ho sognato tutta la vita d’essere qui, un giorno, su queste pianure boscose, in mezzo a questo selvaggio viluppo d’alberi.</div><div>Lo sguardo di Humphrey s’accese.</div><div>Badwell lo fissò. Senti un lungo brivido corrergli per la schiena. Ora, guardando meglio il compagno d’arme, comprese che qualcosa di lui gli incuteva uno strano rispetto che assomigliava molto alla paura, una paura indecifrabile, inconsueta.</div><div>– Un giorno, mi radiarono. Mi cancellarono dalla professione. Dicevano che mi stavo spingendo oltre. Seguivo allora alcuni studi sulla licantropia, o licantrofobia. Voi profani la chiamate « male del lupo mannaro ». Ma sotto questo profilo non esiste.</div><div>– Come si manifesta? – chiese col fiato sospeso Badwell.</div><div>– Ti atterrirebbe la sola descrizione. Bava schiumosa alla bocca, occhi che escono dalle orbite, rigonfiamento della vena jugulare, inturgidimento generale delle altre vene, una forma di sclerosi, che però definire così non è esatto. E una peluria, una peluria folta e fulva che si sparge rapidamente sul volto, sulla pelle del corpo, e…</div><div>Humphrey osservò Badwell; lo vide livido, contratto nello sforzo di seguire quella raccapricciante descrizione, come se non potesse, sapesse o volesse sottrarsi a una sorta d’incantesimo che si stava impossessando anche di lui.</div><div>A sua volta, Badwell non toglieva gli occhi di dosso a Humphrey: e lo vide eccitato, iperteso, rigido. Ne ebbe ancora paura.</div><div>– E, che cosa?… – chiese con una voce che non si riconobbe.</div><div>– I denti. I canini… Si allungano. Lo so, lo so! – fece Humphrey, alzando una mano verso l’altro, che stava per dire qualcosa. – Lo so che è incredibile. Ma avviene proprio così.</div><div>Un’altra pausa. Poi, Humphrey continuò, staccando le parole, riempendole di strane pause, di esitazioni, di borbottii: – Nasce una forza felina, belluina, nel soggetto colpito. Egli non chiede altro che colpire, che uccidere, straziare, sbranare, divorare… Solo il sangue può placare questa sete di distruzione ferina!</div><div>Badwell deglutì. Sentiva come una nausea dentro di se.</div><div>Humphrey riprese: – Il licantropo non conosce limitazioni. Bisogna ucciderlo. Parlo del « vero » licantropo, dell’essere per metà uomo, per metà belva. Non di quelli che hanno puri eccessi di licantrofobia, che sentono l’influenza lunare, che escono nel plenilunio per uccidere, solo spinti da una veemenza clinicamente decifrabile.</div></div><div><br></div><div><div><strong>LA RIBELLIONE DELL’UOMO</strong></div><div>E allora, essi cercano la persona più cara. E’ una maledizione. Cosi proseguì il tenente Humphrey. Non vi si sfugge.</div><div>– Non ci se ne può difendere?</div><div>– Certo. In un solo modo: staccare dal petto della vittima il cuore ancora caldo, e contornarlo di spine, come nelle figurazioni retoriche e iconografiche di Nostro Signore Gesù Cristo. Se presenti questo trofeo alla belva-uomo, solo allora potrai salvartene, distruggerla!</div><div>– Sei un pazzo! – gridò Badwell, esasperato, sconvolto. – Pazzo!</div><div>Di che mi vai cianciando? Non vedi che ho i calzoni lunghi, che sono un soldato, che non credo neppure in ciò che vedo?…</div><div>E così dicendo, Badwell si senti assalire da una ribellione feroce.</div><div>Si alzò, e scoppiò in un riso isterico, che divenne frenetico, travolgente, che gli squassava il petto in singulti ardenti.</div><div>Humphrey lo guardò, fece per alzarsi dal letto, ma allora un urlo, un urlo lacerante, agghiacciante, che si alzò potente nel cuore della notte, risuonò. Humprhey si alzò. S’inginocchiò e si segnò solennemente. Badwell smise di ridere. Aggredì il compagno. Lo colpi con inaudita violenza e cattiveria. Badwell era un omaccione alto e forte, che aveva praticato molti sport.</div><div>Humphrey, per contro, non era che un vecchio. Un uomo vecchio, alto, dinoccolato, dalle membra magre, asciutte, che denotavano però scarsissima forza fisica.</div><div>La sua aureola di capelli bianchi, il viso pallido e ossuto, l’alta fronte da studioso contribuivano a farne una figura pressoché ieratica.</div><div>Inarcò la schiena come spinto da una furia improvvisa, e si slanciò a sua volta contro l’aggressore. Badwell lo respinse con irrisoria facilità. Lo atterrò con un diretto al capo. Humphrey sembrava svenuto. Ma si rialzò, e si slanciò ancora contro Badwell, cercando di colpirlo. Badwell lo cinse fortemente alle braccia nel tentativo d’immobilizzarlo, e allora, con furia, Humphrey lo morse. Lo morse a una mano, facendogliela sanguinare.</div><div>Badwell lo colpi con un tremendo fendente al capo, e il vecchio si abbatté al suolo, con un tonfo sordo.</div><div>Badwell riacquistò improvvisamente il senno. Guardò con aria affranta e piena di stupore la sua vittima. Si chinò nel tentativo di rianimarlo: ma Humphrey era morto.</div></div><div><br></div><div><div><strong>UNA STORIA ANTICA COME IL COSMO</strong></div><div>Badwell non faticò molto a dimostrare che ad aggredire il vecchio ufficiale doveva esser stato il misterioso individuo che si aggirava nottetempo nell’accantonamento.</div><div>Harvey Smithson, l’uomo ch’era di guardia, depose con il colonnello: aveva udito quelle grida disumane, ed era certo che fra gli alberi della boscaglia fitta si aggirasse qualche individuo animato da fosche intenzioni. Non disse che aveva veduto « un essere » orripilante. Una creatura dall’aspetto agghiacciante.</div><div>Due giorni dopo, il caporale Harvey Smithson si sparò in bocca.</div><div>Era, quella, la seconda vittima dell’essere che si aggirava, della magia che gravava come una coltre velenosa e mortale sull’accantonamento.</div><div>Badwell attese la notte.</div><div>Era come in preda a una febbre. Una sorta di incantesimo veleggiava lui e i suoi impenetrabili istinti verso una fonte oscura, ma dalla quale poteva derivare « una verità suprema », come aveva detto Humphrey nei loro conversari.</div><div>Badwell sapeva bene che cosa rischiava, andando nel quartierino dell’uomo che aveva ucciso. Ma dei morti non aveva paura: ne aveva veduti a migliaia, ci viveva in mezzo da anni.</div><div>Frugò accuratamente fra le cose di Humphrey: ecco! quello era lo strano diario che un giorno, furtivamente, il suo pari grado aveva cercato di celare al suo sguardo. Lo aprì con mani tremanti.</div><div>Alla fioca luce d’una lanterna cicca, si mise a leggere.</div><div>Leggeva febbrilmente, come attratto da una forza misteriosa.</div><div>Poco dopo, uno scalpiccio alla porta lo fece trasalire: – Chi è là? – udì dall’interno. Si acquattò tremando di febbre e di timore nel fondo della camera. Qualcuno infilò la testa nell’uscio, frugò l’interno con una lampadina tascabile. Doveva essere l’ufficiale di guardia con il picchetto armato. Poco dopo, si ritirò.</div><div>Badwell lesse:</div><div>« Licantropia: corri dalla persona amata. Dilaniala, e sarai pago. Versa il suo sangue sul sentiero dei dodici alberi messi a croce. Nel mezzo c’è « il Regnante». Lui potrà risolverti ».</div><div>Rise. Dapprima lievemente. Poi, a singhiozzi. Piangendo.</div><div>Ecco! I dodici alberi erano quelli. Formavano una croce proprio in uno dei versanti meno battuti della Sila. Al centro, era come un covile, una strana buca. Tremando e piangendo, Badwell si avvicinò. Ne sortiva un fetore insopportabile.</div><div>Tornò all’accampamento. Avevano sgozzato una sentinella.</div><div>L’essere cominciava la sua lunga scalata alla morte.</div><div>I soldati uccisi furono due. Poi, tre.</div><div>Anche fra gli indigeni vi furono due morti: due fanciulle, tutte e due trovate prive di indumenti, morsicate orrendamente in varie parti del corpo. Svuotate del sangue. Ci furono picchetti armati di raddoppio, e furono effettuati degli arresti.</div><div>Badwell ora SAPEVA.</div><div>Badwell aveva letto il diario del collega morto, assassinato da lui.</div><div>« Columbia University, 17 settembre 19… – sono andato oltre. L’« essere » mi ha colpito con i suoi inesorabili canini. Sembravano acuminati coltelli. Morirò di un orribile morte. A meno che non mi sappia sottrarre con un colpo di pistola, per evitare che anch’io percorra la Terra alla ricerca di sangue, di umani agnelli da sgozzare… Il professor Anders ha capito. Ho « dovuto » ucciderlo. Così dilaniato, nessuno lo ha riconosciuto. Sono un licantropo. Che Iddio mi assista!… ».</div><div>Ora Badwell sapeva. Il plenilunio sorgeva, ed egli non poteva sottrarsi. Humphrey lo aveva morso, condannandolo. Era orrendo, ma doveva risolvere. E per risolvere, doveva affrontare l’ignoto dei dodici alberi, lassù alla Sila.</div><div>Trovarono altre vittime. La testa era quasi recisa dal collo.</div><div>Solo una belva mostruosa poteva aver operato quello scempio incredibile!</div><div>Badwell sapeva del plenilunio, e non poteva che attenderlo.</div><div>La luna veleggiava solenne, piena e tonda, eburnea, trasparente nel suo alone di morte. Badwell sapeva.</div><div>Senti la febbre invaderlo. Nel tossire, scoprì piangendo che dalla sua gola riarsa sortiva come un ringhio. Si mise in ginocchio, come aveva fatto Humphrey, esasperandolo fino a costringerlo ad ucciderlo. Pregò. E scoprì che non uscivano parole umane, ma solo borbottii confusi, orrendi farfuglii che egli non sapeva decifrare.</div><div>Riprese il diario, lesse:</div><div>« Columbia University, 27 ottobre 19… – ho operato il primo tentativo. L’insulina non mi placa più. Ho provato con il siero antirabbico Pasteur. Ma il mio male non è la rabbia canina… Detesto l’acqua. Solo una vergine può placare con il suo dolce sorriso o con il suo caldo sangue il mostro che è in me. Ho voluto andare oltre. Ultra humanum! E’ una punizione orrenda del Cielo. Debbo trovare gli alberi a croce nell’altopiano italico… ».</div></div><div><br></div><div><div><strong>QUALCUNO NELLA SUA NOTTE</strong></div><div>Delia era tornata da scuola. Era affaticata. Quei ragazzi eran proprio degli asinelli. Sorrise. Cominciò a spogliarsi. Pensava all’americano, a Henry Badwell. L’avrebbe sposata, lo sapeva; lui pensava a un’avventura, ma lei lo avrebbe intrappolato.</div><div>Sorrise. Che strano ragazzone selvatico, Henry! Si accovacciò nel letto, rabbrividendo di piacere al contatto delle coltri.</div><div>Qualcuno bussò all’uscio. Era un bussare insistente, ma pure cauto. Chi poteva essere, a quell’ora? Si alzò. Guardò dai vetri della villetta che solo lei occupava, giù in paese. Vide Henry stagliarsi con la sua atletica figura. Ebbe una certa esitazione: un uomo, a quell’ora nella casa d’una ragazza sola!… Chissà che cosa avrebbero detto le mamme e i padri dei suoi allievi. Ma poi alzò le spalle, aprì cautamente. Badwell la fissò in silenzio, nel buio della notte. A malapena riuscivano a vedere i loro volti.</div><div>Era quello il sorriso che poteva lenire l’orrido tormento di Henry, ma egli non lo vide. La spinse dentro, ansimando.</div><div>– Henry! Dio Santissimo! Che cos’hai?!</div><div>La giovane donna sentì un mugolio indistinto. Andò all’interruttore della luce, lo girò. Nel far ciò, rovesciò la catinella d’acqua con la quale doveva lavarsi al mattino.</div><div>Urlò. Urlò d’orrore: era Badwell, quell’essere trasfigurato, il cui volto si stava riempiendo di peluria schifosa? Era il « suo » Henry quell’essere mostruoso, con gli occhi gialli fosforescenti, gonfi, che pareva volessero schizzare dalle orbite? Era Henry, con quelle mani villose, le narici ridotte a due fori, che si stava sempre più trasformando in un lupo?…</div><div>Badwell osservava respirando pesantemente l’acqua che gorgogliando gli giungeva ai piedi. Era scalzo. Aveva lunghe unghie ricurve, e la stessa peluria delle mani, una peluria fulva, folta, ruvida. Tese le mani ungulate, muovendo qualche passo verso Delia.</div><div>Ella retrocesse, pallida, incapace di reagire. Urlò, urlò con tutte le sue forze. Egli le fu sopra, le affondò i canini, quegli orribili canini che erano emersi dalla sua bocca, rivolti all’ingiù, nella gola pallida, dalla quale sortì un improvviso fiotto di sangue. Egli perse il copricapo. La testa del lupo fu l’ultima, orrenda visione per la ragazza. La belva-umana infierì a lungo.</div><div>Uscendo di corsa, ululando, si trovò di fronte a un vecchio contadino armato di doppietta. – Ehi! Ferma! Ferma!</div><div>Il proiettile lo colse all’addome, di striscio, lo fece impazzire di folle rabbia belluina. Aggredì il vecchio, lo sgozzò con un morso atroce alla carotide. Non poté chinarsi all’orrido pasto, perché la pattuglia dei suoi commilitoni stava sopraggiungendo.</div><div>Ne udiva i passi affannosi sul fondo erboso.</div><div>Infilò sentieri impraticabili, fra i roveti. Ma le spine non ferivano il suo vello fulvo, maculato di sangue.</div></div><div><br></div><div><div><strong>LA CROCE DI ALBERI</strong></div><div>Davanti a lui era il covile.</div><div>La croce formata dai dodici alberi di cui parlava Humphrey era lì. Un sinistro presagio incombeva su quella raduna dove forse da più di cent’anni nessun umano era mai giunto.</div><div>Ansimando, e continuando il suo ululato, Badwell si infilò nella buca. Percorse decine di metri di terra battuta. Tutt’intorno erano resti di animali, ossa spolpate, e anche scheletri umani.</div><div>Vide il « Regnante». Era un essere simile a lui, ma più piccolo.</div><div>Non era più nulla d’umano, quello che egli poteva mostrare.</div><div>Camminava a due gambe, ma incertamente, saltellando, con quelle zampe lupine. E le orride zanne che fuoriuscivano dalle labbra stirate erano come due armi sinistre pronte alla morte.</div><div>I due dallo sguardo giallo si fissarono attentamente.</div><div>– Sei la mia salvezza, tu! – rantolò Badwell. Perdeva una lunga scia di sangue dalla ferita. – Aiutami! Aiutami!</div><div>Dalla sua gola sortiva quella sorta di orrendo abbaiamento, che non somigliava che lontanamente a un suono di voce umana.</div><div>Il « regnante » lo fissava ansimando, la lingua fuori dalla bocca, gli occhi gialli intenti. Le due belve-uomo si scagliarono l’una contro l’altra. Avvinghiate in quella danza di morte, poterono parlarsi: – Sei venuto tu, e non quello che poteva guarirmi, Humphrey! Lo aspettavo da secoli… Da sempre! Tu! Tu lo hai ucciso. Se tu almeno ti fossi impadronito del suo sangue, ora avresti la sua saggezza; ma lo hai soltanto distrutto! Questo plenilunio vedrà la mia morte o la mia rinascita! – disse il « Regnante », a fatica.</div><div>Badwell cercava con tutte le sue forze di distruggerlo.</div><div>Ma il regnante sembrava dotato d’una forza sovrumana, e Badwell a poco a poco si convinceva dell’inutilità di lottare contro quella creatura della sua stessa specie, ormai, e visse inconsciamente l’esperienza di che cosa provi una belva lottando contro un’altra.</div><div>Riuscì a divincolarsi, e ansimando paurosamente saltò all’indietro, si mise ad osservare l’essere che lo fronteggiava minaccioso, pronto ancora a lottare su di lui per finirlo.</div><div>Ora non lo stupiva più che il « Regnante » capisse i suoi mugolii, o che egli capisse quelli della mostruosa creatura che lo sovrastava.</div><div>– Aspetta!… Perché Humphrey mi ha mandato qui? – chiese.</div><div>L’altro lo fissò con i suoi occhi gialli, dilatati.</div><div>– Perché io potevo guarirlo. Io potevo trasfondere tutto il sangue umano che mi è rimasto in lui. Con il mio cuore!…</div><div>Corse a un angolo della tana nel ventre della terra, ne raccolse una specie di corona fatta con un serto di rovo spinoso.</div><div>– Ecco! – disse, mostrandolo a Badwell, come trionfante. – Questo cingerà il tuo cuore sanguinante. E’ il segno di Nostro Signore.</div><div>– Qual’è la nostra origine? – chiese Badwell, ormai fuori dall’angoscia del dover morire.</div><div>Il « Regnante » lo osservò a lungo, la lingua di fuori dalle fauci armate dei duo terribili canini, il lungo muso da lupo teso in avanti, le orecchie aguzze ed irte, continuando ad ansimare come fanno i cani quando sono stanchi.</div><div>– Tu… non sai davvero?…</div><div>– No. Che mostruosa origine ci generò? Chi fu il primo maledetto?</div><div>– Caino fu il primo licantropo.</div><div>Badwell ascoltava, attento a tutti i gesti dell’altro. Sapeva che stava per esserne sopraffatto, ma non provava alcun senso di paura. Aveva a sua volta un disperato bisogno di uccidere.</div><div>Nella sua mente per metà restata umana comprese di avere un vantaggio, che forse avrebbe risolto a suo favore la lotta: l’altro era in quello stato da un tempo infinito; lui, viceversa, solo un’ora prima era ancora un uomo, capace delle astuzie di un umano.</div><div>Rammentò d’avere nella tasca qualcosa che poteva produrre fuoco. Era l’accendisigari, e con estrema fatica lo trasse, usando la sua mano-zampa.</div><div>Quando il « Regnante » gli si lanciò ancora addosso, accese il piccolo ordigno, dando fuoco al vello fulvo che ricopriva ormai interamente il corpo del mostro.</div><div>Un sinistro ululo echeggiò nella tana. Il pelo prese fuoco rapidamente.</div><div>Ma Badwell non voleva che quel corpaccio andasse distrutto dalle fiamme, e approfittando del terrore primordiale, ancestrale dell’altro, lo sgozzò con una rapidità impressionante. Come l’altro cadde, lo rotolò sul fondo sabbioso della tana: il fuoco si spense.</div><div>Con il respiro a tratti rotto da invocazioni Badwell gli si avvicinò digrignando i denti, il petto gigantesco scosso da una respirazione anormale. E cominciò a cercargli il cuore.</div></div><div><br></div><div><div><strong>IL MOSTRO SI LECCA LE FERITE</strong></div><div>La pattuglia giunse nella radura. Il comandante, un sergente che aveva al suo attivo le maggiori campagne di quegli ultimi anni, dette l’« alt! ».</div><div>Qualcuno giungeva dall’apice della collina. Così, da lontano, non era possibile vedere di chi si trattava. Ma a mano a mano che l’uomo si avvicinava sotto la luce lunare che allagava la boscaglia e rendeva argentee le foglie degli alberi, tutti riconobbero in lui con orrore qualcuno che « non poteva trovarsi lì, a un tiro di fionda da loro ».</div><div>Il sergente non riuscì a tenere gli uomini, che si allontanarono, alcuni segnandosi, altri con aperta viltà.</div><div>Il sottufficiale parve pensare al da farsi. Quindi si voltò anch’egli, e si allontanò rapidamente, il dito sul grilletto del fucile, voltandosi a tratti per vedere se quell’uomo stesse seguendolo.</div><div>Badwell si stupi di quell’improvviso voltafaccia. Avrebbe voluto chiamare i suoi uomini, ma preferì non farlo. Intendeva prima rimettersi in ordine, concentrarsi, dimenticare almeno quello che era successo poco prima nella tana.</div><div>Ora non poteva più temere l’acqua. E al primo ruscello si lavò dei grumi di sangue, cercò di riassettare gli abiti macchiati di sangue.</div><div>Non ricordava proprio come avesse fatto ad imbrattarsi in quel modo.</div><div>Forse, si disse, sono stato a caccia, non me lo ricordo…</div><div>Bevve avidamente. Temeva un’altra crisi della sua orrenda malattia. Si sentiva spossato, come se avesse lottato per ore contro una torva di giganti.</div><div>Si sentiva ferito all’addome, ma era una cosa superficiale. Quello che lo impensieriva di più, erano gli squarci alla pelle del viso che si era procurato nella lotta nel covile.</div><div>L’uniforme era a brandelli. I piedi, inspiegabilmente scalzi, erano feriti in più punti, e camminava solo a prezzo di indicibili sofferenze.</div><div>S’era già cercato un alibi. Aveva intravisto il misterioso individuo, una specie di brigante, e lo aveva inseguito, raggiunto, e ne era stato sopraffatto dopo una dura lotta: era una versione credibile. Ma gli uomini s’erano dati alla fuga, vedendolo. Non aveva più l’aspetto mostruoso della belva assetata di sangue. Il cuore del « Regnante » lo aveva « guarito ».</div><div>Per sempre?… Lo sperava. Se no? Come avrebbe fatto? come avrebbe potuto celare l’orrenda seconda natura che lo assaliva con la sua furia immensa?</div><div>Ma perché i suoi uomini erano fuggiti, vedendolo? Si passò le mani sul viso che era tornato glabro, « umano », così come era « prima del contagio di Humphrey ».</div><div>Ad ogni passo che lo separava dall’accantonamento, sentiva le forze mancargli. Forse, gettandosi sulla sua brandina, avrebbe compreso che strano inammissibile scherzo gli aveva giocato la sua psiche intorpidita dalla guerra.</div><div>Sarebbe andato a trovare Delia, si sarebbe trattenuto fra le morbide, candide braccia della sua ragazza: forse, solo allora avrebbe riacquistato la sua esatta valutazione della realtà oggettiva: ora, no. Ora non era ancora in possesso della necessaria serenità, sentiva disturbi al capo, e una strana stanchezza, che non gli derivava dall’esser stato in quelle condizioni orrende. Si sentiva come vecchio, stremato, prossimo a chiudere i suoi giorni per senilità naturale.</div><div>Quando giunse all’accampamento, la sentinella, vedendolo sopraggiungere, ebbe un’espressione terrificata. Abbandonò il suo posto e si dette alla fuga come avevano fatto gli uomini nel bosco.</div><div>Altrettanto fecero gli altri, vedendolo comparire. Intorno a lui si fece il vuoto. Si trascinò a fatica sino al suo quartierino. Nel buio della stanza trovò a tentoni l’interruttore della luce, che inondò la stanza d’una pioggia dorata. Solo allora, guardandosi allo specchio, vide che Humphrey era sopravvissuto fisicamente in lui: un vecchio cadente, con i capelli bianchi e le membra deboli. E comprese che la licantropia di cui era affetto Humphrey, e che gli era stata contagiata, sarebbe tornata. Presto.</div><div>Molto presto.</div></div><div><br></div><div><div><strong>NOTE</strong><br>Racconti rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. <em>Verrà il plenilunio</em> di <strong>Louis Trevor</strong>, apparso in Italia nel Giugno 1962 sul numero 1 di “Terrore”, edito da Sansoni e pubblicato per la prima volta su <em>Planet Ghost</em>.</div><div><br></div><div><strong>Curiosità:</strong><br>Il volume della Sansoni ha una copertina plagiata da un libro inglese (Manhunt).<br><strong>Luis Trevor</strong> è lo pseudonimo di <strong>Nino Nava</strong>. Adoperava questo pseudonimo anche per scrivere gialli. Eccone uno: <em>La lenta strage</em>, Editore <strong>Mario Raffi</strong>. All’interno c’è il nome del falso traduttore: <strong>Nino Nava</strong>.<br><strong>Mario Raffi</strong> è diventato editore ma scriveva &nbsp;nei Gialli Erp. Ha scritto anche un Racconto di Dracula: <em>Una bara per due</em>, Wallace Mackenztzy. Falso traduttore <strong>Mario Raffi</strong>.<br>Per maggiori informazioni vedi <strong>Bissoli Sergio</strong> <em>Il mistero dei Racconti di Dracula</em>, editore <a href="https://www.lulu.com/" class="imCssLink">Lulu.com</a>.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinke2dedee0ca73baeaf9bff661ecac5cde = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/terrore1.jpg','alt': '','title': '','width': 350,'height': 510,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke2dedee0ca73baeaf9bff661ecac5cde, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/terrore1.jpg" alt="La copertina di Terrore 1" title="La copertina di Terrore 1" width="200" height="292" /></a><br></div><div><script> var showboxlink0c84f871a10362da6dc9bfce4ecc4776 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Terrore-plagio.png','alt': '','title': '','width': 222,'height': 320,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0c84f871a10362da6dc9bfce4ecc4776, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Terrore-plagio.png" alt="La copertina plagiata." title="La copertina plagiata." width="200" height="289" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 13 Apr 2025 06:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DanDaDan di Fuga Yamashiro]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000065"><h1 class="imHeading1">Regia talvolta frenetica o psichedelica</h1><div><h2 class="imHeading2">Anime infarcito di citazioni sia a parole che disegnate</h2></div><div><div><strong class="fs14lh1-5 cf1">DanDaDan (2024)</strong></div> <div><em class="fs14lh1-5 cf1">Regia: Fuga Yamashiro</em></div> <div><em class="fs14lh1-5 cf1">Charater Design: Naoyuki Onda, Yoshimichi Kameda</em></div> <div><em class="fs14lh1-5 cf1">Musiche: Kansuke Ushio</em></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Scrivo queste parole mentre la prima stagione, di questo anime di dodici episodi di genere commedia/sovrannaturale, si è appena conclusa. Ne è già stata messa in cantiere una seconda perché (oltre che per il grande successo) questa prima più che finire con un cliffhanger si tronca proprio a metà. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">La trama ruota attorno a due liceali (come spesso in questo tipo di prodotti), Momo e Ken. Momo vive in un tempio, sa tutto di spiriti e fantasmi mentre Ken è un nerd fissato con gli alieni. I due si incontrano/scontrano scambiandosi le passioni che vicendevolmente disconoscono. Il tutto sfocia in una sfida a dimostrarsi a vicenda che spiriti o alieni esistono col risultato che... avevano ragione entrambi! Da quel momento Momo e Ken diventano coppia fissa nell’affrontare le stramberie (spirituali e spaziali) che capitano attorno a loro, anche e soprattutto perché qualcuno ci ha rimesso una sua parte anatomica importante. Mano a mano che la storia va avanti il rapporto tra i due si complica e il cast si articola sempre di più.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>DanDaDan</i> è strano in tutto. Lo è la regia, talvolta frenetica e talvolta volutamente a basso budget o psichedelica, lo è la sigla dei <i>Creepy Nuts</i> (tra l’altro orecchiabile), lo è la trama in se. Sfocia spesso nel surreale e non solo per i temi trattati, ma anche per come vengono affrontati, al punto che talvolta ricorda un po’ l’ormai vecchio <i>Gintama</i>. L’anime è infarcito di citazioni sia a parole che disegnate e ha una comicità sua, sopra le righe, ma efficace. Non c’è una vera e propria trama lineare quanto più un “problema della settimana” che i due (e relativi comprimari) devono affrontare. I personaggi sono molto simpatici e mano e mano che la storia prosegue diventano sempre più profondi (Momo e Ken diventano incredibilmente umani, alcuni comprimari riusciranno invece a farvi piangere).</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Dandadan</i> è il prodotto di punta della sua stagione e a ben vedere, ne ha un po’ per tutti i palati e merita un’occasione.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><script> var showboxlinkd802bafa553f02dafb05e1d5a64a45ce = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dandadan_ver.jpg','alt': 'La locandina dell\\\'anime.','title': 'La locandina dell\\\'anime.','width': 320,'height': 452,'description': 'La locandina dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd802bafa553f02dafb05e1d5a64a45ce, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dandadan_ver.jpg" alt="La locandina dell&#39;anime." title="La locandina dell&#39;anime." width="200" height="283" /></a><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><script> var showboxlink134c3d8a827e6c9979a6c781b0e4be83 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dandadan_bar2.jpg','alt': 'Locandina alternativa dell\\\'anime.','title': 'Locandina alternativa dell\\\'anime.','width': 1140,'height': 570,'description': 'Locandina alternativa dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink134c3d8a827e6c9979a6c781b0e4be83, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dandadan_bar.jpg" alt="Locandina alternativa dell&#39;anime." title="Locandina alternativa dell&#39;anime." width="200" height="100" /></a><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=WMcYOxC01xs">https://www.youtube.com/watch?v=WMcYOxC01xs</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 16:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Presentazione: Mercuria - Per Mortem Ad Vitam]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000064"><h1 class="imHeading1">La 51ª edizione dell’Italcon</h1><div><h2 class="imHeading2">In collaborazione con la manifestazione Fantaxìa</h2></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Questo fine settimana, sabato 12 e domenica 13 aprile 2025, Genova diventerà il fulcro della fantascienza italiana ospitando la <strong>51ª edizione dell’Italcon</strong>, il prestigioso convegno nazionale del fantastico e della fantascienza. L’evento si terrà presso i Giardini Luzzati, in collaborazione con la manifestazione <strong>Fantaxìa</strong> – Il Gioco dei Mondi, un festival dedicato alla narrazione, al gioco e all’immaginazione.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">In questa cornice, verrà presentato <em>Per Mortem Ad Vitam</em>, il nuovo volume della collana <strong>Mercuria</strong> dedicata alla narrativa fantascientifica. La collana è una serie antologica che esplora la fantascienza in tutte le sue sfaccettature, dall’aspirazione a immaginare nuovi mondi e futuri, fino alla riflessione sulla vita, la morte e la rinascita dell’umanità, sia sulla Terra che in galassie lontane.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em>Per Mortem Ad Vitam</em> è un’opera corale che raccoglie racconti di autori come <strong>Cesare Buttaboni, Barbara Guarnieri, Emmet Dewey Lorn, Mauro Palazzi, Salvatore Privitera, Davide Russo, Sergio Scognamiglio, Natan Sergio, Paolo Sista e Marco Zanelli</strong>. Il volume è arricchito dalle illustrazioni di Elena Baila e Mauro Palazzi, con impaginazione e grafica curate da <strong>Mario Delucis</strong>.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La presentazione di <em>Per Mortem Ad Vitam</em> rappresenta un momento estremamente interessante per gli appassionati del genere, offrendo l’opportunità di immergersi in nuove storie e visioni del futuro. L’evento ai Giardini Luzzati sarà un punto di incontro per autori, lettori e appassionati, celebrando la creatività e l’immaginazione che caratterizzano la fantascienza italiana.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink3f6ff96af836ac1f022fffb790db3a08 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mercuria_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 675,'height': 1006,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3f6ff96af836ac1f022fffb790db3a08, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mercuria_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="299" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb3ac3d8d78bce2c214a5a14bc359343b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/italcon2025.png','alt': '','title': '','width': 1024,'height': 576,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb3ac3d8d78bce2c214a5a14bc359343b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/italcon2025.png" alt="Il manifesto di Fantaxìa - Italcon 2025." title="Il manifesto di Fantaxìa - Italcon 2025." width="200" height="113" /></a><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 05:21:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Richard Jewell di Clint Eastwood]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000063"><h1 class="imHeading1">Film coraggioso e utile</h1><h2 class="imHeading2">Un lavoro biografico come Eastwood sa fare molto bene</h2><div>






<div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Richard Jewell (Usa, 2019)</b></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Regia: Clint Eastwood. Soggetto: liberamente tratto dall’articolo American Nightmare: The Ballad of Richard Jewell di Marie Brenner e dal libro The Suspect di Kent Alexander e Kevin Salwen. Sceneggiatura: Billy Ray. Fotografia: Yves Belanger. Montaggio: Joel Cox. Musiche: Arturo Sandoval. Effetti Speciali: Bryan Brimecombe.
Scenografia: Kevin Ishioka, Priscilla Elliott, Ronald R. Reiss. Costumi: Deborah Hopper. Trucco: Kimberly Felix-Burke. Produttori: Leonardo Di Caprio, Clint Eastwood, Tim Moore, Jessica Meier, Kevin Misher, Jennifer Davisson,
Jonah Hill. Case di Produzione: Warner Bros Pictures, Malpaso Productions, Appian Way Productions, Misher Films, 75 Year Plan Productions. Distribuzione (Italia): Warner Bros. Pictures. Genere: Biografico, Drammatico. Durata: 129’. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2019. Interpreti: Paul Walter Hauser (Richard Jewell), Sam Rockwell (Watson Bryant), Kathy Bates (Barbara Jewell), Jon Hamm (Tom Shaw), Olivia Wilde (Kathy Scruggs), Nina Arianda (Nadya), Ian Gomez (agente FBI Dan Bennet), Wayne Duvall (Richard Rackleff),
Dylan Kussman (ag. spec. FBI Bruce Hughes).</i></span></div><div><br></div>






<div><em>Richard Jewell</em> è un film verità, un lavoro biografico come <span class="fs14lh1-5"><b>Eastwood</b></span> sa fare molto bene, rispettoso di quel che
è accaduto durante le Olimpiadi di Atlanta nel 1996, tratto da un articolo di stampa (<em>American Nightmare: The Ballad of Richard Jewell</em> di Marie Brenner) e da un libro (<em>The Suspect</em> di <span class="fs14lh1-5"><b>Kent Alexander</b></span> e <span class="fs14lh1-5"><b>Kevin Salwen</b></span>). La storia racconta le vicissitudini di Richard Jewell, guardia
di sicurezza che con il suo pronto intervento in un parco cittadino evita danni peggiori conseguenti all’esplosione di una bomba, ma viene inquisito dall’FBI che lo sospetta come terrorista. Jewell e sua madre
vedono la loro vita radicalmente stravolta da un’incredibile attenzione dei media e da una serie di articoli basati su illazioni non provate diffusi senza starci tanto a pensare. Un amico avvocato, conosciuto quando
Richard lavorava per un’azienda di servizi, lo aiuta a tirarsi fuori dai guai, cercando prove che scagionino l’agente della sicurezza da ogni accusa e comunicando all’opinione pubblica la realtà dei
fatti. Alla fine Richard Jewell viene scagionato da tutte le accuse e corona il sogno di diventare poliziotto, ma muore abbastanza giovane per infarto cardiaco, non sappiamo quanto provocato dalle sofferenze subite.</div>
<div><span class="fs14lh1-5">Il film ha vicissitudini produttive abbastanza travagliate perché il tema affrontato è complesso e delicato. Girato ad Atlanta, prodotto da </span><span class="fs14lh1-5"><b>Jonah Hill</b></span><span class="fs14lh1-5">, </span><span class="fs14lh1-5"><b>Leonardo Di Caprio</b></span><span class="fs14lh1-5">
e </span><span class="fs14lh1-5"><b>Clint Eastwood</b></span><span class="fs14lh1-5">, fa a meno dei loro nomi nel cast, che conta in ogni caso su ottimi attori come </span><span class="fs14lh1-5"><b>Hauser</b></span><span class="fs14lh1-5"> (Jewell) e </span><span class="fs14lh1-5"><b>Bates</b></span><span class="fs14lh1-5"> (la madre), senza dimenticare </span><span class="fs14lh1-5"><b>Rockwell</b></span><span class="fs14lh1-5"> nei panni di un avvocato molto alternativo. Problemi di accuse
sessiste al film legati ad alcune parti inventate di sana pianta come il personaggio della giornalista spregiudicata del </span><em class="fs14lh1-5">The Atlanta Journal</em><span class="fs14lh1-5"> che fa sesso con un agente dell’FBI in cambio di notizie. In ogni caso l’FBI non fa una bella figura in tutta la pellicola, perché i suoi agenti
vengono rappresentati come emeriti idioti che vendono notizie alla stampa, costruiscono una verità non provata e la difendono anche di fronte all’evidenza, distruggendo la vita di una persona innocente. Il film
è molto ben fatto da un punto di vista tecnico, sia per la regia accorta ed esperta di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Eastwood</b></span><span class="fs14lh1-5"> che per la fotografia nitida di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Belanger</b></span><span class="fs14lh1-5">, senza dimenticare un montaggio sincopato curato da </span><span class="fs14lh1-5"><b>Cox</b></span><span class="fs14lh1-5"> (129’ minuti necessari)
e le piacevoli musiche di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Arturo Sandoval</b></span><span class="fs14lh1-5">. La sceneggiatura di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Billy Ray</b></span><span class="fs14lh1-5">, pur con tutte le licenze narrative, si ispira alla realtà e non presenta momenti stanchi o confusi, ma procede lineare (con un montaggio consequenziale)
seguendo il dipanarsi degli eventi. Un film coraggioso e utile che abbiamo visto su Iris, canale satellitare Mediaset, ancora reperibile su Infinity. Consigliato agli appassionati di storie vere.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><script> var showboxlink4af0127796d10ec3f52b333b0d8e567a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Richard-Jewell_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 600,'height': 887,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4af0127796d10ec3f52b333b0d8e567a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Richard-Jewell_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="296" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd6e7ea8c75def75d90458513b0d63d8d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Richard-Jewell_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1200,'height': 510,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd6e7ea8c75def75d90458513b0d63d8d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Richard-Jewell_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="85" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=DPFcbcATd38">https://www.youtube.com/watch?v=DPFcbcATd38</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 14:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Hellraisers Edizione Collection di Paul Kane]]></title>
			<author><![CDATA[Massimiliano Ruzzante]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000062"><h1 class="imHeading1">Edizione limitata di 399 copie numerate da collezione</h1><h2 class="imHeading2">Interviste coi creatori e protagonisti della mitologia di Hellraiser di Paul Kane</h2><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Prima edizione italiana di ‘<em>Hellraisers: Brand New Interviews With the Creators of the Hellraiser Mythology</em>‘ (2018) di <strong>Paul Kane</strong>.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Interviste coi creatori e protagonisti della mitologia di <em>Hellraiser</em>. Un incredibile, unico viaggio alla scoperta della celebre mitologia di <em>Hellraiser</em> e dell’omonima serie cinematografica, attraverso le voci dei creatori e protagonisti: l’ideatore, i registi, gli attori, Pinhead e i Cenobiti, gli sceneggiatori, i maghi degli effetti speciali e tanto altro.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il volume, edizione limitata a sole 399 copie numerate da collezione, con illustrazione dell’artista statunitense <strong>Scott Harber</strong>, 500 pagine arricchite da fotografie di scena, storyboards, call sheets, immagini rare, sketches e<strong> </strong>disegni di <strong>Clive Barker </strong>contiene lunghe interviste esclusive di <strong>Paul Kane,</strong> scrittore, editor e sceneggiatore pluripremiato, uno dei massimi esperti della mitologia <em>Hellraiser</em>, con: <strong>Clive Barker</strong> (ideatore della mitologia, autore di Hellbound Heart e regista di Hellraiser), <strong>Doug Bradley (</strong>cenobita Pinhead), <strong>Ashley Laurence</strong> (Kirsty Cotton), <strong>Clare Higgins </strong>(Julia Cotton), <strong>Nicholas Vince</strong> (cenobita Chatterer), <strong>Simon Bamford</strong> (cenobita Butterball), <strong>Bob Keen</strong> (direttore degli effetti speciali dei primi tre film della serie Hellraiser), <strong>Peter Atkins</strong> (sceneggiatore di Hellbound: Hellraiser II, Hellraiser III: Hell on Earth e Hellraiser: Bloodline), <strong>Tony Randel</strong> (regista di Hellbound: Hellraiser II), <strong>Barbie Wilde</strong> (cenobita donna), Anthony Hickox (regista di Hellraiser III: Hell on Earth), <strong>Gary J Tunnicliffe</strong>, (effetti speciali di Hellraiser III: Hell on Earth e Hellraiser: Bloodline), e tanti altri.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Edizione Collection (399 copie numerate) Collana Descent, Traduzione di <strong>Cristiano Saccoccia</strong>, Illustrazione di copertina di <strong>Scott Harben</strong>, 500 pagine.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">A inizio 2025 è uscito per i tipi di <strong>Independent Legions Publishing</strong> un saggio divulgativo di materia cinematografica:<em> Hellraisers. Interviste coi creatori e protagonisti della mitologia di Hellraiser</em> di <strong>Paul Kane</strong>, rinomato editor e autore britannico di dark fiction, nonché esperto numero uno sulla saga dei “Cenobiti” di <strong>Clive Barker</strong>. Il libro contiene numerose interviste che si rivelano essere veri approfondimenti della mitologia e del franchise cinematografico di <em>Hellraiser </em>che a oggi consta di ben undici capitoli. Saga questa nata dalla geniale mente di <strong>Clive Barker</strong>, da cui ha tratto dal suo romanzo breve <em>Hellbound Heart</em> (in Italia uscito con il titolo<em> Schiavi dell’inferno</em>) del 1986, la sceneggiatura del primo seminale capitolo del 1987.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La Independent Legions Publishing, casa editrice fondata da <strong>Alessandro Manzetti</strong>, mette a disposizione per i suoi lettori ben due differenti edizioni del volume: una standard per la collana <em>Descent</em> di 430 pagine e quella che prendiamo in esame, la versione <em>Collection</em> con la tiratura limitata di 399 copie. Questa edizione si differenzia per un maggior numero di foto di scena, storyboards, immagini rare e sketches di <strong>Clive Barker</strong> per oltre 500 pagine. Un vero e proprio volume da collezione con illustrazione di copertina di <strong>Scott Harben</strong>.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il saggio si apre con un’intervista a <strong>Clive Barker</strong>, il “padre” della mitologia, coinvolgendo poi altri protagonisti della saga cinematografica quali <strong>Peter Atkins</strong> (autore di ben tre sceneggiature), fino a <strong>Gary J. Tunnicliffe</strong>, regista di ben due capitoli del franchise. Tra gli attori intervistati da segnalare la “scream queen” <strong>Ashley Laurence</strong> presente in ben quattro capitoli. Dulcis in fundo ampio spazio viene concesso al personaggio che più di ogni altro ha contribuito a far diventare iconica la figura di “Pinhead” nell’immaginario orrorifico, ovvero l’attore <strong>Doug Bradley</strong> con una lunga testimonianza suddivisa in tre parti.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ma oltre le interessantissime interviste raccolte da <strong>Paul Kane</strong> nel corso degli anni, inclusi nel saggio troviamo delle vere e proprie “chicche” come gli “schizzi” di <strong>Barker</strong> e le innumerevoli illustrazioni e fotografie di scena dei vari film del franchise, oltre un apparato grafico denominato “Call sheets” che chiudono il corposo volume. Un’opera imperdibile per tutti gli appassionati della saga dei Cenobiti del “Negromante” di Liverpool.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il saggio tradotto dall’ottimo <strong>Cristiano Saccoccia</strong> è disponibile per l’acquisto solo ed esclusivamente sullo Store online dell’editore.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><strong class="fs14lh1-5 cf1">Gli intervistati da Paul Kane inclusi nel volume:</strong></div><div><strong class="fs14lh1-5 cf1"><br></strong></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Clive Barker</strong>, scrittore inglese e regista, ideatore della mitologia di <em>Hellraiser</em>, ha scritto la novella ‘<em>Hellbound Heart</em>‘ (<em>Schiavi dell’Inferno</em>), da cui è stato tratto l’adattamento cinematografico ‘<em>Hellraiser</em>‘ (1987), da lui scritto e diretto. Ha scritto, sempre per la mitologia letteraria di Hellraiser, il romanzo <em>The Scarlet Gospels</em> (<em>Vangeli di Sangue</em>) e ideato il plot della novella <em>Hellraiser: The Toll</em> (<em>Hellraiser il Tributo</em>) scritto da <strong>Mark Alan Miller</strong>.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Doug Bradley</strong> (3 interviste separate), attore che ha interpretato il ruolo iconico di Pinhead nei primi quattro film della serie (dal 1987 al 2005). Ha recitato anche nel film <em>Nightbreed</em> (<em>Cabal</em>) sempre scritto e diretto da <strong>Clive Barker</strong>.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Ashley Laurence</strong>, attrice che ha interpretato il ruolo di Kirsty Cotton (una delle protagoniste) nei film ‘<em>Hellraiser</em>’ (1987) e negli altri primi due film della serie, per poi tornare in ‘<em>Hellraiser: Hellseeker</em>’ (2002) dieci anni dopo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Clare Higgins</strong>, attrice che ha interpretato il ruolo di Julia Cotton (una delle protagoniste) nel film ‘Hellraiser’ (1987) e nel sequel <em>Hellbound: Hellraiser II </em>(<em>HellBound: Hellraiser II – Prigionieri dell’Inferno</em>, 1988).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Nicholas Vince</strong>, attore che ha interpretato il ruolo del cenobita Chatterer nei primi due film della serie <em>Hellraiser</em>, e anche Kinski nel film <em>Cabal.</em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Simon Bamford,</strong> attore che ha interpretato il ruolo del cenobita Butterball nei primi due film della serie <em>Hellraiser</em>, e anche Ohnaka nel film<em> Cabal.</em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Bob Keen</strong>, direttore degli effetti speciali dei primi tre film della serie <em>Hellraiser</em> (ma anche di <em>Cabal </em>e molti altri celebri film).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Peter Atkins</strong>, scrittore e regista, ha scritto la sceneggiatura di <em>Hellbound: Hellraiser II</em> (<em>HellBound: Hellraiser II – Prigionieri dell’Inferno</em>, 1988), <em>Hellraiser III: Hell on Earth</em> (<em>Hellraiser III: Inferno sulla Città</em>, 1992) e <em>Hellraiser: Bloodline</em> (<em>Hellraiser: La Stirpe Maledetta</em>, 1996).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Christopher Young</strong>, noto compositore, ha realizzato le colonne sonore dei film ‘<em>Hellraiser</em>‘ (1987) e ‘<em>Hellbound: Hellraiser II</em>‘ (1988).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Tony Randel</strong>, scrittore e regista, ha diretto ‘<em>Hellbound: Hellraiser II</em>‘ (<em>HellBound: Hellraiser II – Prigionieri dell’Inferno</em>, 1988).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Barbie Wilde</strong>, attrice, ha interpretato la donna cenobita in <em>‘Hellbound: Hellraiser II</em>‘ (<em>HellBound: Hellraiser II – Prigionieri dell’Inferno</em>, 1988).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Kenneth Cranham</strong>, attore, ha interpretato il ruolo del Dottor Channard (poi divenuto cenobita Channard) in ‘<em>Hellbound: Hellraiser II</em>‘ (<em>HellBound: Hellraiser II – Prigionieri dell’Inferno</em>, 1988).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Anthony Hickox</strong>, è stato scrittore e regista, ha diretto ‘<em>Hellraiser III: Hell on Earth’</em> (<em>Hellraiser III: Inferno sulla Città</em>, 1992).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Ken Carpenter</strong>, attore, ha interpretato il ruolo del cameraman Doc (poi divenuto il cenobita Camerahead) in ‘<em>Hellraiser III: Hell on Earth</em>‘ (<em>Hellraiser III: Inferno sulla Città</em>, 1992).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Kevin Yagher</strong>, noto specialista di effetti speciali e regista, ha diretto <em>Hellraiser: Bloodline</em> (<em>Hellraiser: La Stirpe Maledetta</em>, 1996).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Gary J Tunnicliffe</strong>, noto specialista di effetti speciali, ha lavorato a ‘<em>Hellraiser III: Hell on Earth</em>‘ (<em>Hellraiser III: Inferno sulla Città</em>, 1992) e ‘<em>Hellraiser: Bloodline</em>‘ (<em>Hellraiser: La Stirpe Maledetta</em>, 1996).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><strong class="fs14lh1-5 cf1">L’AUTORE</strong></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Paul Kane</strong>, autore di questo libro, è un pluripremiato scrittore, editor e sceneggiatore inglese, con varie pubblicazioni tradotte in molte lingue. Per quanto riguarda le opere di Clive Barker, del quale è considerato il massimo esperto, ha fatto parte del team che ha adattato a fumetti <em>Books of Blood </em>(<em>Libri di Sangue)</em>, è stato co-curatore dei progetti antologici come <em>Hellbound Hearts</em>, che include racconti di grandi autori ambientate nella mitologia di <em>Hellraiser</em>, e <em>Sherlock Holmes and the Servants of Hell</em>. Ha scritto inoltre il saggio <em>The Hellraiser Films and Their Legacy</em>, oltre al presente volume <em>Hellraisers</em>.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink43ecb60d64efea3457845e11535c46a5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Hellraiser-book_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 720,'height': 979,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink43ecb60d64efea3457845e11535c46a5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Hellraiser-book_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="272" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink27e4473c8860698bfe9f4531199b66a8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/paul-kane_ver.jpeg','alt': '','title': '','width': 477,'height': 604,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink27e4473c8860698bfe9f4531199b66a8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/paul-kane_ver.jpg" alt="L&#39;autore del libro." title="L&#39;autore del libro." width="150" height="190" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 05:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Intervista ai Neurasty]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000061"><h1 class="imHeading1">Incontro con la band Neurasty</h1><div><h2 class="imHeading2">Nel 2016 fanno l’entrata nella scena metal underground</h2></div><div> <div><strong class="fs14lh1-5 cf1">1. Ciao ragazzi, presentatevi ai nostri lettori, magari facendo un breve riassunto della vostra carriera, dagli inizi ad oggi.</strong></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Ciao a tutti lettori , noi siamo i </span><span class="fs14lh1-5"><i>Neurasty</i></span><span class="fs14lh1-5">, nel 2016 facciamo l’entrata nella scena metal underground e dopo diversi anni, dopo qualche cambio lineup, ci siamo consolidati e abbiamo dato vita alla nostra prima creatura “Identity collapse”.</span><br> </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><strong class="fs14lh1-5 cf1">2. "Identity Collapse" è il vostro album di debutto, ma alcuni di voi suonano da anni nel panorama metal italiano. Vogliamo parlare delle band in cui avete militato o ancora militate oltre ai Neurasty?</strong><strong class="fs14lh1-5 cf1"> </strong></div> <div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Come si dice non siamo del tutto novelli alla scena sebbene per i </span><span class="fs14lh1-5"><i>Neurasty</i></span><span class="fs14lh1-5"> sia il primo album .</span></span></div> <div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Silvio (il nostro bassista) per esempio ha suonato per diverso tempo con i <span class="fs14lh1-5"><i>Daemoni</i></span></span><span class="fs14lh1-5"><i>a</i> del maestro </span><span class="fs14lh1-5"><b>Claudio</b></span> <span class="fs14lh1-5"><b>Simonetti</b>, David (il batterista) ha suonato con i <span class="fs14lh1-5"><b>Fleshgod</b></span></span><span class="fs14lh1-5"><b> Apocalypse</b>, </span><span class="fs14lh1-5"><b>Prophilax</b> e ancora oggi suona con gli epici </span><span class="fs14lh1-5"><b>Stormlord</b> e in altre band come </span><span class="fs14lh1-5"><b>Abscendent</b>, </span><span class="fs14lh1-5"><b>Screeming banshee</b></span><span class="fs14lh1-5">, ecc.</span></span></div> <div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Gabriele (il chitarrista) è il fondatore degli </span><span class="fs14lh1-5"><b>Abscendent</b> e suona con </span><span class="fs14lh1-5"><b>Ade</b>, </span><span class="fs14lh1-5"><b>Eyeconoclast</b> e </span><span class="fs14lh1-5"><b>Overactive</b></span><span class="fs14lh1-5">.</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><strong class="fs14lh1-5 cf1">3. Come è stato accolto finora "Identity Collapse" da stampa e pubblico?</strong></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">E’ stato accolto bene sia dal pubblico che dalla stampa, abbiamo avuto modo di poterlo presentare live in diverse occasioni che ci hanno permesso di averne la conferma e il riscontro, ed è stato positivo.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><strong class="fs14lh1-5 cf1"> </strong></div> <div><strong class="fs14lh1-5 cf1">4. State per caso già lavorando a nuovo materiale?</strong></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Assolutamente sì, all’attivo abbiamo testato già un brano nuovo durante qualche live e siamo felici sia piaciuto.</span><br></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il sound sarà sicuramente più crudo ma conserverà la melodicità tipica delle nostre canzoni.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> <div><strong class="fs14lh1-5 cf1">5. In sede live siete attivi e cosa pensate di offrire a chi viene a un vostro show?</strong></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Lo show che offriamo ha sicuramente uno scopo, come credo sia comune a tutte le realtà inedite, essere autentico e sicuramente vissuto insieme all’emozione data da ogni singolo spettatore.</span><br></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il nostro sound e i nostri testi rendono sicuramente lo show abbastanza interattivo quindi il pubblico ne resta, nella maggior parte dei casi, rapito.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><strong class="fs14lh1-5 cf1"> </strong></div> <div><strong class="fs14lh1-5 cf1">6. Quali pensate siano state le band che più hanno influenzato il vostro sound?</strong></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il nostro sound è stato estrapolato da una ricerca delle band che hanno segnato il nostro animo creativo.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Sicu</span><span class="fs14lh1-5 cf1">ramente quello che si potrà notare è che le nostre radici non sono sempre state dettate dalla modernità più assoluta ma si fondano su gusti diversi.</span></div> <div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Le band a cui ci siamo ispirati senza dubbio sono: </span><strong class="fs14lh1-5">Nevermore</strong><span class="fs14lh1-5">, </span><strong class="fs14lh1-5">In flames</strong><span class="fs14lh1-5">, </span><strong class="fs14lh1-5">Messhugah</strong><span class="fs14lh1-5">, </span><strong class="fs14lh1-5">Symphony X</strong><span class="fs14lh1-5">, </span><strong class="fs14lh1-5">Dream theater</strong><span class="fs14lh1-5"> e potrei continuare...</span></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div><strong class="fs14lh1-5 cf1"> </strong></div> <div><strong class="fs14lh1-5 cf1">7. Cosa pensate che debba avere una band metal per riuscire a emergere nel 2025?</strong></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Deve avere un obiettivo comune e un progetto solido nel tempo. </span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Non deve mai perdere la speranza e DEVE necessariamente amare quello che fa.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Dovrebbe essere scontato ma in questo mondo non è così semplice lasciar saldi i nostri sogni e le nostre aspirazioni.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Mi sentirei di dire: “Non mollate mai, quello che riesce a far star bene voi e qualcuno che vi ascolta è il Vostro monito per non fermarvi al primo colpo basso o alla non comprensibilità di qualcuno”.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><strong class="fs14lh1-5 cf1"> </strong></div> <div><strong class="fs14lh1-5 cf1">8. Parliamo delle liriche di "Identity Collapse"</strong></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">I testi sono la spiegazione del titolo stesso.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ogni lirica è scaturita da qualcosa di vissuto, qualcosa che ci ha colpito nel nostro profondo e che senza dubbio ha leso la psiche di qualcuno di voi che leggerà.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Sono testi di denuncia e di presa di coscienza di un mondo che ci fa sentire poco &nbsp;confident e al sicuro e che ci chiama "malati" perché in fondo un po’ gli fa comodo farlo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><strong class="fs14lh1-5 cf1"> </strong></div> <div><strong class="fs14lh1-5 cf1">9. Abbiamo finito, concludete come volete.</strong></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1">Vi ringraziamo per questo spazio dedicatoci e speriamo di rivedervi in giro nei prossimi Live.</span><br></div> <div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Noi siamo i </span><span class="fs14lh1-5"><i>Neurasty</i></span><span class="fs14lh1-5"> e se vi farà piacere ci potrete trovare su tutti i social e su tutte le piattaforme digitali. Stay METAL!</span></span></div></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?identity-collapse-dei-naurasty" class="imCssLink">Leggi la recensione dell'album d'esordio <em>Identity Collapse</em>.</a></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div><div><script> var showboxlink6080f1befd25a756c769bd2f07d60fff = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/logoneurasty_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1468,'height': 992,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6080f1befd25a756c769bd2f07d60fff, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/logoneurasty_bar.jpg" alt="Il logo della band." title="Il logo della band." width="200" height="136" /></a><br></div><div><script> var showboxlink1cdb39b06c0ee3a4baef28a5a382dfe3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/neurastybandlarge_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1620,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1cdb39b06c0ee3a4baef28a5a382dfe3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/neurastybandlarge_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="134" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 16:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Versipellis - vol. 1]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Riviste"><![CDATA[Riviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000060"><h1 class="imHeading1">Un punto d’incontro tra appassionati e studiosi del fantastico</h1><div><h2 class="imHeading2">Il Weird trattato come un linguaggio che attraversa epoche e culture</h2></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il primo numero di <em>Versipellis</em>, sin dall’editoriale, fa capire la volontà di costruire un progetto che non sia un semplice contenitore di racconti o articoli, ma un punto d’incontro tra appassionati e studiosi del fantastico. Il <em>Weird</em> non viene trattato come un genere chiuso, bensì come un linguaggio che attraversa epoche e culture, un codice che si manifesta in forme diverse, dalla letteratura classica ai fumetti contemporanei.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Algernon Blackwood e Vernon Lee</strong><br>Uno degli aspetti più pregevoli della rivista è il recupero di testi inediti in italiano, come il racconto “Entrance and Exit” di <strong>Algernon Blackwood</strong>. Pubblicato originariamente nel 1909, il testo viene presentato nella traduzione annotata da <strong>Michols Magnolia</strong>. <strong>Blackwood</strong> è uno degli autori più influenti del soprannaturale e del <em>Weird</em>, noto per la sua capacità di evocare il mistero attraverso la natura. Il racconto scelto è un esempio perfetto di questo stile: un’opera che gioca con l’idea di confine tra il reale e l’invisibile, lasciando il lettore con un senso di spaesamento e fascinazione. Altro recupero importante è il focus su <strong>Vernon Lee</strong> a cura di <strong>Elena Sofia Frati</strong>, figura complessa e poliedrica, la cui scrittura mescola estetismo, filosofia e un’inquietante attenzione al sovrannaturale. <strong>Vernon Lee</strong>, autrice oggi poco ricordata, rimane una figura chiave di un weird psichico, percettivo, quasi medianico. <strong>Frati</strong> non si limita a recuperare una figura dimenticata: ne propone una lettura originale, legata al concetto di panismo e alla percezione dell’invisibile attraverso luoghi “caricati” emotivamente e spiritualmente. Il perturbante nasce qui dal troppo-sentire, non dal troppo-vedere: la foresta, la città antica, la stanza chiusa diventano luoghi medianici.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br><strong>Lovecraft e la Teosofia: un’ispirazione inconsapevole?</strong><br>Tra le molteplici influenze che hanno contribuito a forgiare l’immaginario di <strong>H.P. Lovecraft</strong>, il legame con l’occultismo rappresenta uno degli aspetti più controversi e spesso fraintesi. Ateo convinto, materialista e razionalista fino al midollo, <strong>Lovecraft</strong> ha sempre manifestato un netto scetticismo verso qualsiasi forma di spiritualità. Eppure, la sua opera è pervasa da un senso del sacro e del proibito, da miti e cosmogonie che riecheggiano tradizioni esoteriche molto più antiche. Come ha detto il politologo <strong>Giorgio Galli</strong> Lovecraft attingeva più o meno consapevolmente a un sapere esoterico di culture antiche e dimenticate. E lo stesso <strong>Giuseppe Lippi</strong> ha sottolineato il rapporto dell’opera di <strong>Lovecraft</strong> con il sacro tirando in ballo addirittura <strong>Rudolf Otto</strong>. Il saggio contenuto in <em>Versipellis</em> “Qualche considerazione su Weird e Teosofia” di <strong>Mariano C. D’Anza</strong> indaga con precisione il rapporto tra Lovecraft e la Teosofia, una dottrina che mescolava occultismo occidentale e filosofie orientali, fondata da <strong>Helena Petrovna Blavatsky</strong> nel XIX secolo. A prima vista, la Teosofia sembrerebbe lontanissima dalla visione fredda e spietata dell’universo lovecraftiano. Mentre <strong>Blavatsky</strong> predicava una storia dell’umanità segnata da cicli di illuminazione e conoscenza occulta, <strong>Lovecraft</strong> vedeva l’uomo come una creatura insignificante in balia di forze cosmiche aliene. Tuttavia si evidenzia qui come alcuni concetti teosofici si siano infiltrati, in maniera indiretta e quasi paradossale, nel suo universo narrativo. Una delle influenze più sottili arriva dalla Golden Dawn, società segreta britannica che combinava cabala, alchimia e tradizioni magiche orientali. <strong>Lovecraft</strong>, pur non avendo mai fatto parte di questo circolo esoterico, era a conoscenza delle sue teorie e le usò per dare verosimiglianza ai miti della sua narrativa. Un chiaro esempio di questo si trova nei Grandi Antichi, esseri preumani di potere incommensurabile, che richiamano in parte le gerarchie cosmiche della Teosofia, con le loro “razze” di esseri superiori che influenzano il destino umano. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che <strong>Lovecraft</strong> abbia tratto ispirazione dai testi di <strong>Blavatsky</strong> per delineare il ciclo di <em>Cthulhu</em>, specie per quanto riguarda l’idea di conoscenze proibite e perdute. In realtà, il saggio chiarisce che <strong>Lovecraft</strong> non ha mai letto direttamente <strong>Blavatsky</strong>, ma ha assorbito questi concetti attraverso il filtro di altri autori, come <strong>Abraham Merritt</strong> e i suoi romanzi di avventura esotica. L’interesse del Solitario di Providence per l’esotismo e per le antiche civiltà è sempre stato più letterario che filosofico, un modo per evocare il senso di vertigine e di insignificanza dell’uomo di fronte all’ignoto. Ciò che emerge con chiarezza dall’analisi è che <strong>Lovecraft</strong> non era un occultista, né un seguace della Teosofia, ma un raffinato costruttore di mondi che attingeva a ogni fonte utile per rendere il suo universo più credibile e spaventoso. Il fascino del proibito, il mito delle civiltà perdute, il linguaggio oscuro dei grimori e la simbologia delle società segrete: tutti questi elementi, pur avendo origini esoteriche, in <strong>Lovecraft</strong> vengono trasformati in una visione del mondo radicalmente materialista e priva di qualsiasi speranza di salvezza. Il saggio di <em>Weird Versipellis</em> offre dunque un’interpretazione illuminante del rapporto tra <strong>Lovecraft</strong> e l’occulto, sfatando il mito di un autore coinvolto in pratiche esoteriche e mettendo in luce il suo vero talento: quello di aver saputo manipolare i miti dell’umanità per creare qualcosa di totalmente nuovo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br><strong>L’investigatore dell’occulto: un omaggio alla tradizione</strong><br>Tra gli elementi originali della rivista spicca il racconto ispirato alla tradizione dell’investigatore dell’occulto, figura che affonda le sue radici nei racconti di autori come <strong>William Hope Hodgson</strong> (Carnacki, the Ghost-Finder) e lo stesso <strong>Blackwood</strong> (John Silence). Il personaggio di Brett Yosemite Marblestone creato dalla penna di <strong>Alessandro D’Anza</strong> è un chiaro tributo a questa tradizione, un detective che fonde razionalità e sensibilità paranormale per risolvere enigmi soprannaturali. Il racconto è un omaggio al genere ma non si limita a imitarne i codici: il tono è fresco, l’ambientazione ben costruita e l’equilibrio tra tensione e introspezione è curato con attenzione. Lungi dall’essere un semplice esercizio di stile, è una dimostrazione di come il <em>Weird</em> possa ancora reinventarsi senza perdere il suo fascino ancestrale.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br><strong>Il fumetto Versipellis: tra licantropia e folklore italiano</strong><br>Se la parte saggistica e narrativa mostra un’anima più letteraria, il primo numero di <em>Versipellis</em> sorprende con una proposta visiva intrigante: il fumetto horror <em>Versipellis</em> di <strong>Alessandro D’Anza</strong>, ambientato nella Toscana del XVI secolo. Il titolo stesso, che in latino significa “colui che cambia pelle”, suggerisce subito il tema portante della storia: la licantropia. La figura del lupo mannaro è qui trattata con un’attenzione al folklore italiano, spesso trascurato in favore della tradizione anglosassone. Il fumetto mescola elementi storici e fantastici con un tratto evocativo, riportando alla luce una delle creature più archetipiche della paura collettiva.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em>Versipellis – vol. 1: rivista di miscellanea a tema fantastico e Weird</em><br><em>a cura di Alessandro e Mariano D’Anza, Elena Sofia Frati e Michols Magnolia.</em><br><em>Editore: ‎Independently published</em><br><em>Pagine: 133</em><br><em>ISBN: ‎979-8310610927</em><br><em>Dimensioni: 21.59 x 0.76 x 27.94 cm</em><br><em>Prezzo: 13,04 €</em></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em><br></em></span></div><div><script> var showboxlink79effdc6ff9bc85b590fb86d3ece2834 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/versipellis1_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 835,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink79effdc6ff9bc85b590fb86d3ece2834, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/versipellis1_ver.jpg" alt="La copertina della rivista." title="La copertina della rivista." width="200" height="259" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em><br></em></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 04:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Maledetta primavera di Elisa Amoruso]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005F"> <span class="fs34lh1-5 ff1">Il nostro peggior cinema incontra la nostra peggior letteratura</span><div><h2 class="imHeading2">Un film da evitare, sceneggiato male, irrisolto, con una trama che fa acqua da tutte le parti</h2></div><div><b class="fs14lh1-5">Maledetta primavera (Italia, 2020)</b></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Regia: Elisa Amoruso. Soggetto: Elisa Amoruso (dal romanzo Sirley), Sceneggiatura: Elisa Amoruso, Paola Randi, Eleonora Cimpanelli. Fotografia: Martina Cocco. Montaggio: Chiara Griziotti. Musiche: Riccardo Sinigallia. Scenografia: Giada Esposito. Costumi: Gaia Calderone. Durata: 94’. Genere: Drammatico. Paese di Produzione: Italia, 2020. Produttore: Angelo Barbagallo. Case di Produzione: BiBi Film, Rai Cinema. Distribuzione (italia): BiM Distribuzione, Fandango. Interpreti: Micaela Ramazzotti (Laura), Giampaolo Morelli (Enzo), Emma Fasano (Nina), Federico Ielapi (Lorenzo), Manon Bresch (Sirley), Fabrizia Sacchi (Nadia), Orietta Notari (suor Caterina), Clara Galante (suor Maria), Sara Franchetti (nonna Adriana), Massimo Cagnina (Cicala), Eliana Miglio (Alba), Claudio Bigagli (prete).</i></span></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Me l’ero perso al cinema e l’ho recuperato su Rai 5 - che passa i film senza pubblicità - e ho capito il motivo per cui il mio istinto cinefilo mi aveva sconsigliato la visione. La sola cosa riuscita del film è la colonna sonora, il merito va a </span><span class="fs14lh1-5"><b>Riccardo Sinigallia</b> e a </span><span class="fs14lh1-5"><b>Loretta Goggi</b> che canta il pezzo principale, pure titolo del film. Per il resto buio assoluto, pur avendoci messo tutta la mia buona volontà, mi sono trovato davanti a uno dei casi (frequenti) in cui il nostro peggior cinema incontra la nostra peggior letteratura. E qui guarda caso coincidono, perché il capolavoro letterario è opera di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Elisa Amoruso</b></span><span class="fs14lh1-5">, s’intitola </span><em class="fs14lh1-5">Sirley</em><span class="fs14lh1-5"> ed è uscito per Fandango, che distribuisce anche il film. Non solo, Rai Cinema contribuisce e il Ministero della cultura - udite! udite! - ritiene un simile film degno di un sostegno economico. Abbiamo fatto Bingo. Criticare </span><em class="fs14lh1-5">Maledetta primavera</em><span class="fs14lh1-5"> è come sparare sulla Croce Rossa, ché la sua bruttezza cosmica fa quasi tenerezza. La trama ci porta alla metà degli anni Ottanta in una famiglia problematica composta da un padre (Morelli) e una madre (Ramazzotti) litigiosi, un fratello iracondo e Nina, la vera protagonista, una tredicenne alla ricerca di un posto nella vita. La famiglia si trasferisce in periferia perché il padre non può pagare il mutuo, Nina si trova persa in un mondo che non conosce e fa amicizia con Sirley, una ragazzina sudamericana dal carattere difficile. Alla fine l’amicizia tra adolescenti diventa qualcosa di molto vicino all’amore con tutto quel che ne consegue e che vi lascio liberi di scoprire con la (coraggiosa) visione. Tra gli attori abbiamo la </span><span class="fs14lh1-5"><b>Ramazzotti</b> che interpreta se stessa, come sempre, nel solo ruolo che riesce a rendere credibile. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Morelli</b>, invece, non è a suo agio come padre trafficone e assente, sempre a bordo di auto nuove e a vendere oggetti rubati. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Emma Fasano</b> e </span><span class="fs14lh1-5"><b>Manon Bresch</b>, le due ragazzine protagoniste della storia principale, invece sono molto brave, nonostante i dialoghi e la sceneggiatura. Nel grigiore del cast adulto spicca la simpatia di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Claudio Bigagli</b> nei panni di un prete, ma la sua presenza è ininfluente vista la poca consistenza del ruolo. Un film da evitare, sceneggiato male, irrisolto, con una trama che fa acqua da tutte le parti, fotografato in modo anonimo, montato a ritmi compassati, con alcuni errori anche sui costumi e sugli oggetti anni Ottanta (un tavolo, per esempio, non pare di quel periodo). Celluloide sprecata, anche se oggi si gira in digitale. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Fernando di Leo</b></span><span class="fs14lh1-5"> avrebbe detto che in casi simili non si girano film, s’imbrattano pellicole. Purtroppo, anche se la pellicola è fuori moda. Trovate </span><em class="fs14lh1-5">Maledetta primavera</em><span class="fs14lh1-5"> su Rai Play, se proprio volete farvi del male.</span></span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink61c9de8ebedb2bc946bc9eb4ca979821 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/maledetta-primavera_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink61c9de8ebedb2bc946bc9eb4ca979821, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/maledetta-primavera_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkdcef84816c1e1277c1619b2798bb932c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/maledetta-primavera_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 980,'height': 450,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdcef84816c1e1277c1619b2798bb932c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/maledetta-primavera_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="92" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=-jkiLeYFmbU">https://www.youtube.com/watch?v=-jkiLeYFmbU</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 14:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Upa di Cristiano Fighera]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005E"><h1 class="imHeading1">Scrittura fluida, precisa, evocativa</h1><h2 class="imHeading2">Una storia di declino mentale e familiare con toni cupi e disturbanti</h2><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em>[…] Alzheimer, disse il medico.</em><br><em>Fu come se qualcuno mi avesse sbattuto una porta in faccia. Quella parola spietata, terribile, alle mie orecchie suonava estranea, un suono che non riuscivo a comprendere, un enigma troppo complicato da decifrare. Avrei voluto che il medico aggiungesse qualcos’altro, parole capaci di rimettere tutto in discussione, di riscrivere il senso di quel momento, di impedire al futuro di arrivare. Ma le parole non fermano il tempo. Non fermano un bel niente. Soprattutto quando il tempo sta iniziando a scivolarti tra le dita, e tu non sai nemmeno quanto ne resta. […]</em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em>Upa</em> di <strong>Cristiano Fighera</strong>, edito dalla <strong>Delos Digital</strong> per la neo nata collana <em>Ghost Stories</em> al numero 1 della suddetta, curata da <strong>Alessandro Iascy</strong>.<br><em>L’uomo è il posto più caldo in cui nascondersi.</em><br>Questo è il claim che apre il libro, e sin da subito ci si rende conto che non si tratta solo di una frase ad effetto: è la chiave tematica dell’intera opera. <em>Upa</em> è una storia che parla di <strong>declino mentale e familiare</strong>, ma lo fa con i toni cupi e disturbanti di un horror psicologico, fino a sfiorare il sovrannaturale con una delicatezza che ricorda <strong>Shirley Jackson</strong> e un realismo doloroso che evoca <strong>Stephen King</strong> nei suoi racconti più umani.<br>Il protagonista, <strong>Gianni</strong>, è un uomo divorziato, in difficoltà economica e costretto a prendersi cura di un padre con i primi segni dell’Alzheimer. Una situazione già carica di tensione e senso di colpa, che si fa ancora più opprimente quando il padre inizia a parlare di una figura invisibile, un “ospite” inquietante che lo tormenta nella notte e che – forse – è più reale di quanto Gianni voglia ammettere.<br>La scrittura di <strong>Fighera</strong> è fluida, precisa, evocativa. Alterna dialoghi vividi e credibili a descrizioni minuziose dell’ambiente domestico, trasformando la casa paterna in un vero e proprio <em>labirinto del disagio</em>, impregnato di ricordi e ombre. L’orrore si insinua lentamente, nella <strong>banalità del quotidiano</strong>: una tazza in più a colazione, un libro spostato, uno scricchiolio nel corridoio. E poi, improvvisamente, esplode in visioni terrificanti, che riescono a colpire tanto il cuore quanto la mente.<br>Centrale è anche il rapporto tra Gianni e suo figlio Luca, un elemento che porta un contrasto di dolcezza e vulnerabilità alla vicenda. E proprio nel rapporto tra le generazioni, nel tema dell’<em>eredità emotiva</em> e del dolore tramandato, <em>Upa</em> trova la sua forza più profonda.<br><em>Upa</em> è un racconto di fantasmi atipico, dove i veri spettri non sono solo quelli che bussano alla porta di notte, ma anche quelli che ci portiamo dentro, generazione dopo generazione. Una storia che fa paura, ma anche commuove; che parla di perdita, responsabilità e redenzione, con una scrittura matura e viscerale. <strong>Cristiano Fighera</strong> si conferma come una delle voci più interessanti del fantastico italiano, capace di raccontare l’orrore con empatia, stile e profondità.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>L’AUTORE:</strong><br>Cristiano Fighera è nato a Roma nel 1975. Ha scritto fumetti (<em>Terra Inferno</em>, pubblicato in Francia da Soleil, e “Song of Azelred”, pubblicato da Shockdom in Italia, Francia e Spagna), cortometraggi, testi teatrali (vincitore del concorso “Nina Scapinello” per commedie in dialetto veneto, nel 2019). Suoi racconti sono presenti in antologie edite da Dunwich Edizioni (<em>La serra trema</em>, <em>Morte a 666 giri</em>, <em>L’ultimo canto delle Sirene</em>, <em>Ritorno a Dunwich 2</em> e nella serie di novelle <em>Moon Witch</em>), da EseScifi (<em>Esecranda</em>, <em>Esescifi</em>, <em>Sole Morente</em> e <em>Il richiamo di Lovecraf</em>), da Edizioni Watson (<em>Folklore</em> e <em>Horror Storytelling</em>), da Delos Digital (nelle collane <em>Cypunk</em>, <em>Innsmouth</em> e <em>Heroic Fantasy Italia</em>), da Edizioni Hypnos (<em>Strane Visioni</em> 1 e 2 e <em>Strane Visioni Digital</em>), Letteratura Horror, sulla rivista <em>Robot</em> e altri. È uno dei vincitori del torneo letterario IoScrittore 2023. Con Delos attualmente ha all’attivo 14 racconti tra Weird, Fantasy, Fantascienza e Horror.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em>Upa</em><br><em>Autore: Cristiano Fighera</em><br><em>Editore: Delos Digital</em><br><em>Collana: Ghost Stories</em><br><em>Pagine: 51</em><br><em>ASIN ‏ : ‎ B0F2CG2XYW</em><br><em>Costo: ebook 2,99 €</em></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em><br></em></span></div><div><script> var showboxlink1f16b088e54e289c48577d6c83dfd224 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/upacover_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 690,'height': 946,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1f16b088e54e289c48577d6c83dfd224, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/upacover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="275" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em><br></em></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 05:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile L’Opera Spaziale - Cento anni di cinema di fantascienza italiano]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005D"><div><h1 class="imHeading1">Saggio sul cinema di fantascienza italiano</h1><h2 class="imHeading2">Un volume estremamente accurato e completo edito da Weird Book</h2></div><div><div>Da <em>cinema di serie B</em> a <em>genere mainstream</em> per eccellenza la fantascienza ha saputo regalare alcuni dei momenti più alti alla cinematografia mondiale, vere e proprie pietre miliari nella Storia della settima arte. E l’Italia? In questo saggio <strong>Massimo Donda</strong> esplora il mondo del cinema di fantascienza italiano tracciandone una storia integrata in quella della cinematografia mondiale con focus sul sottogenere fantascientifico per eccellenza: l’<em>opera spaziale</em>. Il risultato è un volume estremamente accurato e completo in grado di fornire al lettore tutti gli strumenti necessari per orientarsi nel complesso mondo del cinema mondiale e italiano di fantascienza e non solo.</div><div><br></div><div>Il volume contiene interviste a: Edoardo Margheriti, Giovanni Mongini, Luigi Cozzi, Daniele Terzoli, Luisella Chiribini, Tino Franco, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, Angelo Licata, Fabio Salvati e Andrea Ricca.</div><div><br></div><div><em>Titolo: L’Opera Spaziale – Cento anni di cinema di fantascienza italiano</em><br><em>Autore: Massimo Donda</em><br><em>Editore: Weird Book</em><br><em>Collana: Insomnia</em><br><em>Genere: Saggio</em><br><em>Pagine: 256</em><br><em>Prezzo: 25,90 €</em><br><em>Formato: 16,5 x 24 cm</em><br><em>ISBN: 979-12-81603-26-4</em></div></div><div><em><br></em></div><div><script> var showboxlink86ac590deaedf3c578bd6d3f12e3d5ab = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/opera-spaziale_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 737,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink86ac590deaedf3c578bd6d3f12e3d5ab, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/opera-spaziale_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="293" /></a><em><br></em></div><div><em><br></em></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 05:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le assaggiatrici di Silvio Soldini]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005C"><h1 class="imHeading1">Melodramma bellico struggente</h1><div><h2 class="imHeading2">Un racconto storico rispettoso del passato che riesce a conciliare dramma e realtà</h2></div><div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Le assaggiatrici (Italia, Belgio, Svizzera, 2025)</b></span></div></div><div class="imTALeft"> <span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Regia: Silvio Soldini. Soggetto: Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia, da omonimo romanzo di Rosella Postorino. Sceneggiatura: Silvio Soldini, Doriana Leondeff, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia. Fotografia: Renato Berta. Montaggio: Carlotta Cristiani, Giorgio Garini. Musiche: Mauro Pagani. Scenografie: Paola Bizzarri. Costumi: Marina Roberti. Trucco: Esmé Sciaroni. Produttori: Lionello Cerri, Cristiana Mainardi, Joseph Rouschop, Katrin Renz, Stefan Jäger. Case di Produzione: Lumière &amp; Co., Anteo, Tarantula, Tellfilm, Vision Distribution, Ministero della Cultura, Regione Lazio, IDM Südtirol - Alto Adige Film Fund, Sky Cinema. Distribuzione (Italia): Vision Distribution. Lingua Originale: Tedesco. Paesi di Produzione: Italia, Belgio, Svizzera. Anno: 2005. Genere: Drammatico. Durata: 100’. Interpreti: Elisa Schlott (Rosa Sauer), Max Riemelt (Albert Ziegler), Alma Hasun (Elfriede), Emma Falck (Leni), Olga von Luckwald (Heike), Thea Rasche (Augustine), Berit Vander (Ulla), Kriemhild Hamann (Sabine), Boris Aljinovic (il cuoco), Nicolò Pasetti (Gunther), Esther Gemsch (Herta).</i></span></div></div><div class="imTALeft"> 	 	 	 &nbsp;<div class="imTALeft"> <span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Silvio Soldini</b></span><span class="fs14lh1-5"> è una garanzia di qualità, uno dei pochi registi italiani contemporanei capace di incidere con uno stile personale narrando una storia intrisa di crudo realismo. </span><i class="fs14lh1-5">Le assaggiatrici</i><span class="fs14lh1-5"> parte da un romanzo di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Rosella Postorino</b>, ispirato alla vera storia di Margot Wölk e al suo racconto di essere stata assunta al servizio di Hitler come assaggiatrice. Tutta la vicenda si svolge nella Tana del Lupo, in una zona della Prussia, tra le montagne e la foresta nera, dove il Führer si è ritirato per condurre le operazioni militari e difendersi dal contrattacco russo. Protagonista principale è Rosa Sauer (</span><span class="fs14lh1-5"><b>Elsa Schlott</b>), che ha raggiunto da Berlino la casa dei suoceri in attesa del marito dal fronte sovietico, portata insieme ad altre sei donne nel quartier generale di Hitler per fungere da cavia, comprovando che il cibo del Führer non sia avvelenato. La storia si volge presentando le sette donne con molte sfaccettature, giovani donne obbligate a una convivenza che mette in luce diversità e drammi personali. Rosa stringe amicizia con una delle ragazze subito dopo aver avuto una lite furente, scoprendo solo alla fine che si tratta di una giovane ebrea sotto falsa identità. Il melodramma si fa intenso quando colpisce Rosa con la notizia del marito disperso tra le nevi della Russia, quindi con una singolare storia d’amore tra lei e Albert Ziewgler (</span><span class="fs14lh1-5"><b>Max Riemelt</b>), il capo delle SS. Tutto finisce tra i due non appena Rosa si rende conto della bestialità e dell’orrore che il soldato ha perpetrato nei campi di concentramento ai danni di indifesi ebrei, persino donne e bambini. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Soldini</b></span><span class="fs14lh1-5"> sceneggia a dovere una storia intensa e ricca di </span><i class="fs14lh1-5">suspense</i><span class="fs14lh1-5"> narrativa, basata su dialoghi secchi e asciutti, insieme a </span><span class="fs14lh1-5"><b>Doriana Leondeff</b>, </span><span class="fs14lh1-5"><b>Lucio Ricca</b>, </span><span class="fs14lh1-5"><b>Cristina Comencini</b>, </span><span class="fs14lh1-5"><b>Giulia Calenda</b> e </span><span class="fs14lh1-5"><b>Ilaria Macchia</b>. L’impianto del film è molto teatrale, la recitazione degli attori - tutti tedeschi, berlinesi come nella finzione i due personaggi principali - sempre credibile e ispirata, soprattutto lo spaccato storico di fine guerra è narrato dalla parte dei tedeschi, un punto di vista poco sperimentato. La fotografia montana di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Renato Berta</b> è convincente, plumbea e ricca di toni grigi, così come il montaggio compassato di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Cristiani</b> e </span><span class="fs14lh1-5"><b>Garini</b> rispetta le regole del melodramma. Ottima la colonna sonora di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Mauro Pagani</b>, che sembra una tragica sinfonia, capace di accompagnare il crescendo di tensione e il maturare degli eventi drammatici. Scenografia (</span><span class="fs14lh1-5"><b>Bizzarri</b>) e costumi d’epoca (</span><span class="fs14lh1-5"><b>Roberti</b>) perfetti, con rappresentazioni quasi pittoriche delle assaggiatrici sedute al tavolo imbandito con le bandiere naziste sullo sfondo. Le riprese del film (girato in tedesco) si sono svolte nella zona di Bolzano, in Belgio e in Svizzera, ma è più che credibile l’ambientazione prussiana citata nella finzione scenica. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Soldini</b></span><span class="fs14lh1-5"> è regista di consumata esperienza, molto a suo agio con tematiche intrise di pura poesia (</span><i class="fs14lh1-5">Pane e tulipani</i><span class="fs14lh1-5">, 2000), semplici e sentimentali, in questo caso si mette alla prova con un melodramma bellico nel quale inserisce il suo tocco estetico, colto e raffinato. La macchina a mano accompagna i personaggi nelle scene concitate, il primo piano segue i dialoghi, i campi e controcampi sono perfetti, uno stile di regia compiuto e senza sbavature conferma Soldini nei quartieri alti del nostro cinema. Un film che fa capire ancora una volta il dramma della guerra e la follia di un potere assoluto che rende il popolo vittima di una volontà di potenza. </span><i class="fs14lh1-5">Le assaggiatrici</i><span class="fs14lh1-5"> è una storia d’amore e di amicizia intensa e ricca di passione, un melodramma bellico struggente, un racconto storico rispettoso del passato che riesce a conciliare dramma e realtà. &nbsp;Da vedere assolutamente.</span></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlinka95eff53ac2e9642e9347b279c04dae0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/assaggiatrici_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka95eff53ac2e9642e9347b279c04dae0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/assaggiatrici_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink487892dfb56bbe4d0f359e0a7ff5c989 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/assaggiatrici_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink487892dfb56bbe4d0f359e0a7ff5c989, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/assaggiatrici_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=s_N_NiqV1v4">https://www.youtube.com/watch?v=s_N_NiqV1v4</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 06 Apr 2025 10:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il vecchio amico Jerry]]></title>
			<author><![CDATA[Peter C. Arnold]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005B"><h1 class="imHeading1">Autore italiano sotto pseudonimo</h1><div><h2 class="imHeading2">Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1962 su "Terrore 2"</h2></div><div><div><span class="cf1">Quello era il luogo ideale per un delitto. E anche per una bella scampagnata domenicale, come si usa oggigiorno; molti possono permettersi una gita in carrozza, anche le famiglie tutt’altro che nobili.<br>Se ne vedono a dozzine, per queste strade quasi dimenticate, nei giorni festivi, carrozze che appartenevano un tempo a nobili oggi decaduti e il cui denaro e le cui proprietà hanno cambiato tasca, per trasferirsi in quelle di politicanti avventurieri o neo–ricchi, commercianti o anche piccoli negozianti.<br>Non c’è che dire, i tempi sono cambiati, e la visita a un castello è oggi prerogativa di molti. E’ facile notare maggiordomi di vecchio stampo abbassarsi ad allungare la mano al visitatore foruncoloso, che un tempo avevano il compito di cacciare, anzi, di far cacciare dagli stallieri, a pedate giù per il sentiero.<br>La mia famiglia, in tanto disordine sociale e in tanta confusione di privilegi e di distribuzione delle cariche e degli onori, ha saputo mantenere, per grazia di Dio, un certo considerevole distacco da questa marmaglia di pirati della nobiltà. E non sarà mai detto che i Duchi di Homoshire debbano seggere a tavola con villani rifatti o con stallieri arricchiti.<br>Anche se i tempi sono cambiati – e mai la storia dei costumi conoscerà l’ollotalio di tanta promiscuità indigesta – i Duchi di Homoshire, me compreso, non sono cambiati e, statene certi, non cambieranno mai.</span></div><div><span class="cf1">Vorrei sentirle le grasse risate di Jerry, il fantasma di famiglia, che degnamente è ospite del nostro castello dai tempi fastosi della corte del Galles e delle gesta encomiabili dei briganti della foresta che, a un dato momento, seppero, nel loro grezzo spirito, riconciliare la saggezza dell’amor patrio e della divinità regale, tanto da scagliarsi contro i nemici della corona e di offrire ai nobili e a Sua Maestà Serenissima un trono tanto glorioso quanto minacciato per la sua assenza.<br>Vorrei sentire le grasse risate del Duca Jerry, morto precipitando nel pozzo delle spade da lui stesso costruito…!<br>Vorrei sentirle, se i Duchi di Homoshire sedessero alla mensa di briganti e di stallieri, o magari concertassero, con meschinità e disonore, un matrimonio tra una delle loro figlie e un arricchito avventuriero della costa, solo per risanare i forzieri che il tempo e la decadenza hanno voluto copiosamente vuotare…<br>Il nostro castello, terribile nella sua possenza, tetro ma pur tanto affascinante e munito di ogni necessaria e superflua comodità, ha oggi asciutto il canale che lo circonda. Il ponte levatoio è stato tolto, per volontà del povero mio padre, e al suo posto un ponte largo e in pietre, concede il passaggio sia ai villani del feudo che alle carrozze degli amici e dei nemici.<br>Perchè anche i nemici sono bene accolti – almeno, accolti senza timore – nel castello dei Duchi di Homoshire…<br>Un tempo i nemici accorrevano in armi, assediavano e apprestavano le torri, mentre entro le mura si alzava acre l’odore dell’olio bollente, e della pece. E correva sangue, allora, tra nemici e nemici.<br>Oggi è più facile che corra sangue tra amici e amici.<br>Perchè tra amici, con grande sprezzo e con conservazione dei rapporti di cordialità e di interesse, si usa ancora, in abbondanza, sfidarsi a duello: duelli che fanno scorrere sangue sì, ma che difficilmente lasciano cadaveri sul terreno.<br>Mentre tra nemici la lotta si fa di molto meno cruenta. Per nulla cruenta, anzi!<br>I nemici arrivano con le loro carrozze, sorridenti. lo sono ad accoglierli, sorridente come loro. E’ uno scambio d’inchini, un affinarsi di grazie e di complimenti.<br>Poi si cena assieme – meglio seggere a mensa coi nemici che coi villani rifatti – e si parla, mentre il maggiordomo e i domestici apprestano le stanze e gli appartamenti loro riservati.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">E qui comincia la guerra, affatto cruenta, ma pericolosa, e parecchio, tra nemici e nemici. La guerra del pettegolezzo e delle protezioni, del nepotismo e dei favoritismi, che mina la nostra sana società e squarcia, nella lotta tra nobili, larghe ferite che permettono agli avvoltoi e agli sciacalli della borghesia facili prede e facili ambizioni di conquista e di ascesa nel nostro ambiente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">lo e il conte di Abeesher – che eravamo cresciuti assieme, giovinetti nel castello, con gli stessi maestri d’arte, allievi nell’Accademia reale, spericolati cavalieri nelle partite di caccia alla volpe – siamo piuttosto coalizzati. Coalizzati in una unica fortissima corazza preposta ai colpi della malignità dei nobili nostri Pari e della Corte, che disertiamo con sommo piacere, preferendovi i convegni organizzati nei nostri castelli, con la partecipazione delle scomunicate ballerine del «Opel Hall», che si accontentano, senza maggiori pretese o ambizioni, della nostra compagnia non del tutto spregevole e dei nostri ormai pochi denari.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Fu discutendo, quella sera, mentre quel buontempone del fantasma Jerry (Duca Jerry Homoshire, prego) stava rovesciando candelabri e armature nella stanza chiusa del castello (quella che dalla sua morte gli è stata riservata, con molta abbondanza di cimeli, proprio come lui la desiderava in vita…), discutendo con Phil Abeesher, che nacque l’idea.<br>-Sì, non mi spiacerebbe… L’ho visto, quello zotico. E’ tronfio e pretenzioso. E’ piuttosto sicuro di se, no?, come se tu…<br>-Sì, esattamente, come se io gli dovessi qualcosa. Gli debbo qualcosa, infatti, e una cifra piuttosto rilevante, mio buon Phil. Come ne dobbiamo tutti, oggigiorno, chi più e chi più ancora, noi nobili, a qualche villanzone cui abbiamo concesso il privilegio d’accogliere qualche manciata di sterline…<br>Phil rise in sordina. E mi fissò:<br>-Così quel villano si è presentato a scuotere. A pretendere la sua sporca manciata di monete, no?<br>-Sì. Le vuole tutte. Una sull’altra, fino all’ultima; e anche gli scellini e i penny.<br>-E tu?<br>-Io sono fuori di me. Non lo dò a vedere, perché non mi é concesso dal mio rango, ma dentro… Dentro so io cosa ho provato. «Sono venuto per quel suo piccolo debito, signor Duca. Le necessità mi stringono, signor Duca». Sempre le necessità, per questi villani. «Che debito? Di che andate cianciando, voi?». S’è fatto umile e dimesso. «Di quelle trecento sterline con vossignoria…». Gli ho riso in faccia, sprezzante. «Oh! Che sbadato (ho quasi gridato, piuttosto convincente) quelle trecento luride sterline… Embè?». «Embé, vossignoria, ne avrei urgente necessità, perché mia figlia Catherina (ha calcato su quella th posticcia) ha da ultimare il corredo, confidando negli occhi e nell’interesse di qualche grazioso signore».<br>Capito, Phil, la villana Catherina farebbe a meno delle trecento luride sterline. Le porterebbe in dote, agli occhi e all’interesse di qualche grazioso signore».<br>-E allora, carissimo?<br>-Allora? Sprezzante gli ho risposto che simili sciocchezze mi infastidivano e che passasse pure a ritirare i suoi denari, fra due giorni, dal mio maggiordomo.<br>-E il maggiordomo ha i denari?<br>-Il maggiordomo, poveraccio… Da mesi non ritira il salario. E’ un tradizionalista, per fortuna. E non osa chiedere. Anzi, quasi mi compiaccio ritenere che non voglia; ansioso, pari di noi (pari nell’intento, belle inteso, carissimo…) di ristabilire le distanze tra noi nobili e loro plebei… Non si usava, or sono meno di cent’anni, passare salari a maggiordomi e servi, caro Phil, tu ben lo sai! Ma i domestici pare preferiscano, in gran parte, la vita fuori del castello, per loro di molto più dispendiosa, ma reclamata dalle loro donnine risorte e ambiziose. Non ho una sterlina, insomma, Phil carissimo. Non una sterlina e neppure un penny. Il qual difetto mi infastidisce alquanto, perché gli armigeri e i dignitari di Sua Maestà hanno da tempo perso il senso dell’onore. E sarebbero capaci di valutare maggiore l’interesso dello zotico che il mio. E giungere al castello a pignorare. La plebe avanza, Phil carissimo, e bisognerebbe porvi qualche rimedio. L’idea che ti ho esposta sarebbe delle migliori, se tu volessi degnarti, per accondiscendermi quale amico, di scendere a trattare con simile plebaglia.<br>-La cosa mi sorride, carissimo. Perchè una lezione ben la meritano, lo zotico e sua figlia Catherina.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">La carrozza splendente di Phil Abeesler, conte serenissimo e mio ottimo amico e vicino, fermò cigolando dinnanzi alla casa in Drummond Street.<br>Un servo di servi di casa Daal (mio vilissimo creditore) fu al portone e si inchinò al cocchiere, servo di nobili, il quale annunciò la visita di cortesia del conte di Abeesher al &lt;nobile&gt; Thomas Daal.<br>Il servo di servi si sentì orgoglioso e non fece in tempo ad avvisare il suo &lt;signore&gt; che già questi si era precipitato sin giù dalle scale e, per l’emozione e per l’invidia che suscitava nei neo-ricchi suoi vicini e concorrenti, giunse a baciare le mani del Cocchiere servo di nobili e quasi anche al maggiordomo, servo di servi.<br>Il mio buon amico Phil Abeesheer riuscì a trattenere il sorriso che lo premeva e a mantenere un contegno distaccato e di circostanza, sforzato nella cadenza della voce, che si mostrava abilmente deferente; quasi oserei dire, ossequiosa.<br>-Nella mia qualità di caro amico e di lieto messo del nobilissimo e serenissimo Duca Homoshire, sono oltremodo onorato, mio nobile signore, di trasmettervi un suo messaggio di lode e di profonda ammirazione, oltre che per voi (come di già ben sapete) per il soavissimo fiore che si appella Catherina e che vostra figlia è, qual bacio di rugiada su di un fiore, alla prima alba del creato.<br>Il vecchio, paonazzo, non capì un sol battito nè un accento del forbito dire del mio ottimo amico e tacque, non sapendo che dire, che articolare, confuso e salito, in un attimo, al settimo cielo. Temeva di poter rispondere a sproposito e fece di tutto, anzi molto più di tutto, per profondersi in inchini e riverenze che non so come poterono fare a non suscitare una clamorosa inopportuna risata del caro Phil, tanto e tanto portato alla ilarità e allo scherno.<br>-Ho quindi l’altissimo onore, nobile signor Daal, di porgervi il caldo invito del mio caro amico, il nobile Duca dì Homoshire, a che voi vi degnate, con la vostra splendida pupilla Catherina, d’essere suoi ospiti graditi al castello, per una cena cui io stesso come amico conciliante, vorrò essere presente; il nobile Duca sarà ben lieto, inoltre, di ospitarvi nell’appartamento degli ospiti per questa notte, affinché gli sia dato modo, modo gradito, di approfondire una conoscenza cui egli tiene particolarmente e che desidera coltivare al fine di giungere a eventuali accordi soddisfacenti per ambedue le casate.<br>Altro, continuo ed estenuante profondersi di inchini e di ossequi del villano che accettò così l’invito.<br>L’invito offertogli da quel buontempone di Jerry (Duca Jerry Homoshire), degno fantasma del castello di famiglia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">-Jerry, indubbiamente, ha fatto un bel lavoro… un ottimo lavoro, caro amico.<br>I cadaveri sgozzati di Thomas Daal e di sua figlia Catherina giacevano sorridenti in quel lago di sangue, in cui pareva fossero annegati.<br>Phil era d’accordo. Lo scherzo era pienamente riuscito…</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Le carceri di Sua Maestà sono accoglienti, in genere, e anche confortevoli, per la plebaglia.<br>Non possiamo dire altrettanto per un nobile di Homoshire.<br>I tempi cambiano, è vero, dobbiamo ammetterlo. E cambiano in peggio.<br>Tra ventiquattrore, anzi, meno ventiquattrore, sarò impiccato. Da un pezzente di boia. Ciò che mi scoccia è di non avere figli.<br>Di lasciare il mio caro castello in mano a chissà quale commissione che permetterà alle comitive e alle carrozze lunghe gite domenicali nelle mie proprietà. Di lasciare che le cose continuino a depravarsi, che la plebe rimonti le secolari distanze.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">La mia cella è spaziosa; anche arieggiata.<br>Dalla finestra, graziosamente scalfita dal tempo, con le sbarre arrugginite, vedo la mia forca.<br>La forca che Sua Maestà ha innalzato ai suoi figli migliori, in ossequio ai tempi che corrono e che volgono a favore della plebe… Pazienza…</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Qualcosa si muove. O è una mia impressione?… No, è lui. Il mio vecchio amico Jerry (Jerry Duca di Homoshire) che mi sorride.<br>-Ci rivedremo presto, caro nipote!<br>-Dici?<br>-Sì, caro nipote: ti ho voluto con me. Lo scherzo è riuscito, no?<br>-Riuscitissimo, Jerry.<br>-Bene: la forca ti aspetta. Una morte violenta. Violenta come la mia, carissimo. Saremo in due, a divertirci, nel nostro castello, d’ora in poi.<br>-In due?<br>-Sì, in due, carissimo… Arrivederci.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">***</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Arrivederci.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>NOTE</strong><br>Racconti rari dell’orrore riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. “Il vecchio amico Jerry” di <strong>Peter C. Arnold</strong>, apparso nel 1962 in “Terrore 2”, collana edita da Gino Sansoni Editore.<br><strong>Peter C. Arnold</strong> è uno pseudonimo di <strong>Pier Carpi</strong>. Nato a Scandiano Reggio Emilia 1940. Morto a Viadana (Mantova) nel 2000.</span></div><br></div><div><script> var showboxlinkec8bcfd844ee6e53014bdab59c5a9569 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/terrore2-cover.jpg','alt': '','title': '','width': 751,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkec8bcfd844ee6e53014bdab59c5a9569, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/terrore2-cover.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="288" /></a><br></div><div><script> var showboxlink367a94ea2cb40f3b4caa79ea23f44943 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Pier-Carpi.jpg','alt': '','title': '','width': 686,'height': 702,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink367a94ea2cb40f3b4caa79ea23f44943, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Pier-Carpi.jpg" alt="L&#39;autore Pier Carpi." title="L&#39;autore Pier Carpi." width="150" height="154" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 06 Apr 2025 05:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gravion di Masami Obari]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005A"><h1 class="imHeading1">Anime invecchiato malissimo</h1><div><h2 class="imHeading2">Un'accozzaglia poco orchestrata di cliché narrativi del genere mecha</h2></div><div><div class="imTALeft"> <b class="fs14lh1-5 cf1">Gravion (2002/2004)</b></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Autore: Kazumitsu Akamatsu, Masami Obari</i></span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Regia: Masami Obari</i></span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Character design: Junichi Takaoka, Makoto uno, Masami Obari</i></span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Musiche: Hikaru Nanase</i></span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Studio: Gonzo</i></span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Questo anime è del 2002/2004 (Due stagioni, una di 13 e una di 12 episodi), non nuovo, ma me lo sarei immaginato anche più vecchio. Lo sono andato a ricercare perché l’autore è <b>Masami Obari</b> che è conosciuto come “Il dio del mecha”, ovvero che come li disegna lui non ce n’è. Non sapevo cosa aspettarmi da una serie robotica, non avevo aspettative altissime anche se è il mio genere preferito. Facevo bene.</span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Eiji cerca la sorella scomparsa e le sue tracce lo portano a cercarla nella villa/castello/fortezza del miliardario Klein Sandman. Mentre è lì che indaga scopre all’interno un apparato di altissima tecnologia, ma non ha tempo di indagare meglio che gli alieni attaccano. Questi mostri meccanici, noti come Zeravire, possono essere affrontati e sconfitti solo da una serie di veicoli nascosti nel castello di Sandman i quali, uniti, compongono Gravion, un super-robot ad energia gravitonica. Eiji rimarrà ovviamente nel castello conoscendo i molti personaggi che vi dimorano e prendendo parte alla lunga battaglia contro gli invasori.</span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">La sceneggiatura della prima stagione e della seconda è a opera di persone diverse. C’è un lavoro a otto mani per la prima stagione che genera quello che, nel gergo tecnico, viene definito come <i>un casino</i>. La trama è abbozzata, confusionaria, non spiega praticamente niente. Gli stessi Zeravire non sembrano avere alcun senso. Nella seconda stagione gli sceneggiatori diventano due (e uno è Obari stesso) e si cerca di risistemare un poco una narrazione confusa riportandola su binari più canonici.</span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">C’è da dire che comunque la trama di Gravion è un’accozzaglia poco orchestrata di cliché narrativi del genere mecha e “<i>mettiamoci questa cosa perché fa figo</i>”. Penso che l’idea di fondo sia stata proprio inserirci “<i>figate</i>” generiche in ogni dove e tipiche del genere, fino alla nausea. A ma piacciono gli anime di robot quindi ne riconosco i topos classici, ma anche l’abuso.</span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Gravion è prima di tutto un robottone enorme che si monta e poi si compone con altre cose e poi altre ancora. Ci può piacere. Tutti questi pezzi montati, però, poi finiscono in un ammasso di luci colorate e duelli quasi statici che non sono bellissimi da vedere.</span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Certo, il robot è massiccio e epico, ma basta?</span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Allo stesso modo il fan-service è esagerato. Tette, tette, <b>TETTE</b>. Il castello è popolato da tipo una trentina d ragazze che girano vestite da maid, senza un vero perché. Una buona percentuale di queste sono bambine, tanto per rendere il tutto più viscido.</span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Sempre per mantenere il tono, le musiche sono pompate ed epiche e la sigla è dei <b>Jam Project </b>che fanno da sempre le colonne sonore dei robot più tamarri. Questo non è un difetto, anche se non è la loro canzone migliore.</span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Poi, in ordine sparso: i cattivi sono cattivissimi e il loro perché è fumoso, tutto è un mistero, il pianeta stesso dei cattivi deve essere menato, tirare l’acqua del cesso si fa urlando cose e mettendosi in pose plastiche.</span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Insomma... Gravion è un anime invecchiato <i>malissimo</i>. A vederlo avrei quasi detto che è frutto degli anni novanta o pure precedenti. Ho visto molti prodotti in quegli anni e precedenti ed erano migliori.</span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Alla fine cosa si salva davvero di questo robot sconclusionato se non il robot stesso? Poco. Obari disegna molto bene.</span></div> <div class="imTALeft"> <span class="fs14lh1-5 cf1">Non le persone, quei nasi sono da galera.</span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink4a64b98759589ed251ca73e6bd60a533 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gravion_ver.jpg','alt': 'La locandina dell\\\'anime.','title': 'La locandina dell\\\'anime.','width': 710,'height': 1000,'description': 'La locandina dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4a64b98759589ed251ca73e6bd60a533, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gravion_ver.jpg" alt="La locandina dell&#39;anime." title="La locandina dell&#39;anime." width="200" height="282" /></a><br></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink035ad4111c245b5c8e023dc5f5603ee2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gravion_bar.jpg','alt': 'Locandina alternativa dell\\\'anime.','title': 'Locandina alternativa dell\\\'anime.','width': 640,'height': 333,'description': 'Locandina alternativa dell\'anime.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink035ad4111c245b5c8e023dc5f5603ee2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gravion_bar.jpg" alt="Locandina alternativa dell&#39;anime." title="Locandina alternativa dell&#39;anime." width="200" height="105" /></a><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=G2WCYItNVnQ">https://www.youtube.com/watch?v=G2WCYItNVnQ</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 14:23:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Emilia Perez di Jacques Audiard]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000059"><h1 class="imHeading1">Un film da vedere senza mezzi termini</h1><div><h2 class="imHeading2">Opera che affronta con leggerezza problematiche importanti come il cambio di genere e la diversità tra natura e psiche </h2></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Emilia Perez (Usa, Messico 2024)</b></span></div></div><div>
	
	
	

<div class="imTALeft">
<span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Regia:
Jacques Audiard. Soggetto: Boris Razon (romanzo Écoute).
Sceneggiatura: Jacques Audiard, con la collaborazione di Thomas
Bidegain. Fotografia: Paul Guilhaume. Montaggio: Juliette Welfling.
Musiche: Clément Ducol, Camille (canzoni). Scenografia: Emmanuelle
Duplay. Costumi: Virginie Montel. Produttori: Pascal Caucheteux,
Jacques Audiard, Valérie Scherman, Anthony Vaccarello. Case
di Produzione: Why Not Productions, Page 114, Saint Laurent
Productions, Pathé France 2 Cinema, Pimienta Films. Distribuzione
(Italia): Lucky Red. Genere: Musicale, Drammatico, Thriller. Durata:
132’. Interpreti: Karla Sofía Gascón (Emilia
Pérez / Juan Manitas
Del Monte), Zoe Saldana (Rita Moro Castro), Selena Gomez (Jessica Del
Monte), Édgaar Ramírez (Gustavo Brun), Adriana Paz (Epifanía
Flores), Mark Ivanir (dottor Wasserman), Eduardo Aladro (Berlinger).</i></span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft">
	
	
	

<div class="imTALeft">
<span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Andate
a vedere questo film bellissimo che è un vero e proprio contenitore
di generi. Alla base di tutto sta il melodramma - sembra un film di
</span><span class="fs14lh1-5"><b>Almodovar</b></span><span class="fs14lh1-5"> - soffuso di musical (canzoni ispaniche stupende), ma
troverete anche il thriller, il drammatico puro, il sentimentale, una
storia di narcotrafficanti, un finale ad alta tensione, un coacervo
di sentimenti e passioni con personaggi ben delineati e attori
bravissimi. Per finire la tecnica di regia è ai massimi livelli e la
sceneggiatura non perde un colpo, oltre a un montaggio che rende i
132 minuti di pellicola essenziali per la narrazione. </span><i class="fs14lh1-5">Emilia
Perez</i><span class="fs14lh1-5">
ha sbancato Cannes ed è candidato a 13 premi Oscar, non a caso,
soprattutto per la grande originalità con cui racconta una vicenda
che ha il taglio della telenovela colombiana e del feuilleton a tinte
forti, ma tutto è risolto con gli strumenti del cinema d’autore.
Cinema francese che sembra melodramma iberico, diverso da tutto quel
che ti aspetti da un regista transalpino, ma in senso positivo,
qualcosa di nuovo nel panorama cinematografico internazionale.
Colonna sonora fantastica, scritta da </span><span class="fs14lh1-5"><b>Clément Ducol</b>, con brani
altrettanto interessanti composti dalla cantante </span><span class="fs14lh1-5"><b>Camille</b></span><span class="fs14lh1-5">, mentre sui
testi ha detto la sua anche il regista, fino al brano conclusivo (</span><i class="fs14lh1-5">Le
passanti</i><span class="fs14lh1-5">)
di </span><span class="fs14lh1-5"><b>George Brassens</b>, che in Italia è stato reso noto da </span><span class="fs14lh1-5"><b>Fabrizio De
Andrè</b></span><span class="fs14lh1-5">. Bellissime le panoramiche di Città del Messico, anche se i
numeri musicali sono tutti stati ripresi in un teatro di posa di
Parigi, ma i movimenti di macchina in soggettiva e in piano sequenza
sono a dir poco originali, con frequente uso della macchina a mano e
di nervose inquadrature in primo piano. Raccontare la storia è quasi
inutile, anche se va detto che tutto nasce dal romanzo </span><i class="fs14lh1-5">Écout</i><span class="fs14lh1-5">
di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Boris Razon</b>, la vicenda del narcotrafficante Juan Manitas Del
Monte (Gascón) con il sogno di diventare donna e di cambiare
radicalmente vita. Il melodramma comincia con la brillante legale
Rita Moro Castro (Saldana) messa a libro paga per aiutare il cambio
di sesso e la successiva uscita di scena di Manitas con una finta
morte. La variabile imprevista è la mancanza dei figli che il
narcotrafficante - ormai Emilia Perez - sente con grande trasporto,
al punto di ordinare al legale di farglieli riavere in Messico,
insieme alla moglie, spacciandosi per la cugina del marito. Non vado
oltre con la trama, perché il resto va scoperto al cinema. Tra gli
attori molto bene la spagnola transgender </span><span class="fs14lh1-5"><b>Karla Sofia Gascón</b></span><span class="fs14lh1-5"> -
doppiata da Vladimir Luxuria - nel duplice ruolo di Manitas e di
Emilia, attrice di </span><i class="fs14lh1-5">telenovelas</i><span class="fs14lh1-5">
che si cala nel personaggio con un’interpretazione da premio della
critica. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Selena Gomez</b> è una cantante pop più che un’attrice ma in
questa pellicola se la cava bene nelle duplici vesti ed è una
credibile moglie del boss, sconvolta dalla sua morte improvvisa. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Zoe
Saldana</b></span><span class="fs14lh1-5"> è l’avvocato Castro, un’interpretazione da attrice vera
che le consente di mostrare tutta la sua bravura, dopo tanti ruoli da
cinema fumettistico e pellicole fantastiche. Un film da vedere senza
mezzi termini, che doveva essere un’opera lirica in quattro atti ma
che trova in questa confezione la sua forma ideale, affrontando con
leggerezza problematiche importanti come il cambio di genere e la
diversità tra natura e psiche.</span></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlinkc4c9c3b624f8e3d552f7221b05ae0072 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/EmiliaPerez_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 560,'height': 800,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc4c9c3b624f8e3d552f7221b05ae0072, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/EmiliaPerez_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink3cc1252e29736f972414ac25b1309f98 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/EmiliaPerez_bar.webp','alt': '','title': '','width': 667,'height': 375,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3cc1252e29736f972414ac25b1309f98, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/EmiliaPerez_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=SH-7tHxVLNQ">https://www.youtube.com/watch?v=SH-7tHxVLNQ</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 14:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ultima notte di Max Ferrara]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000058"><h1 class="imHeading1">Da un racconto di Max Ferrara</h1><div><h2 class="imHeading2">Il nuovo video prodotto da Club GHoST &amp; Ipnotica</h2></div><div><div><span class="cf1">La <em>Redazione GHoST</em> presenta <em>Ultima notte</em>, il nuovo video targato <span class="fs14lh1-5"><i>ClubGHoST &amp; Ipnotica</i></span>, un cortometraggio tratto da un’opera originale di <span class="fs14lh1-5"><b>Max Ferrara</b></span>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il video è stato caricato sul nuovo canale You Tube ufficiale del <span class="fs14lh1-5"><i>Club GHoST</i></span>:<br><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a><br>che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.<br>Per non perdere tutte le novità e supportarci vi invitiamo a iscrivervi al canale attivando la campanella per le notifiche.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink1e927a241b5d40e36256c6986715c031 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ultimanotte_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 864,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1e927a241b5d40e36256c6986715c031, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ultimanotte_ver.jpg" alt="La copertina del video." title="La copertina del video." width="200" height="251" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd932af79a3a89081e772e04ef7ac4de6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/promo-yotube-clubghost.jpg','alt': '','title': '','width': 704,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd932af79a3a89081e772e04ef7ac4de6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/promo-yotube-clubghost.jpg" alt="Il canale ufficiale YouTube di Club GHoST." title="Il canale ufficiale YouTube di Club GHoST." width="200" height="307" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=NaR-7C6Y0BQ">https://www.youtube.com/watch?v=NaR-7C6Y0BQ</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 04:41:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Witcher: le sirene degli abissi di Kang Hei Chul]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000057"><h1 class="imHeading1">Un prodotto con la “P” maiuscola</h1><div><h2 class="imHeading2">Animazione fluida, mai meccanica con combattimenti epici e violentissimi</h2></div><div>
	
	
	

<div class="imTALeft">
<b class="fs14lh1-5 cf1">The
Witcher: le sirene degli abissi (2025)</b></div>
<div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Regia:
Kang Hei Chui</i></span></div>
<div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Sceneggiatura:
Mike Ostrowski, Rae Benjamin (ovviamente ispirandosi al racconto
originale)</i></span></div>
<div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Produzione:
Studio Mir</i></span></div>
<div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Musiche:
Joseph Trapanese</i></span></div>
<div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br>

</span></div>
<div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Netflix
ha il monopolio sul brand di <i>The
Witcher</i>.
Non ha solo distribuito una serie con una prima stagione ottima, una
seconda mediocre e una terza che nessuno vuole vedere (o nessuno ha
visto? È uscita? Frega a qualcuno?) ma anche un paio di
lungometraggi animati davvero degni di nota. Ops, ho spoilerato,
questo è il secondo dei due.</span></div>
<div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br>

</span></div>
<div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">La
trama è molto semplice perché si rifà al classico stile narrativo
di <i>The
Witcher</i>.
Geralt è in giro a caccia di contratti insieme a Ranuncolo. Ne trova
uno per sconfiggere un mostro marino e intanto conosce una bella
donna, ma pensa sempre alla sua, più o meno, ex mentre picchia i
mostri. Nel dettaglio la trama si complicherà quando verrà fuori
che quel villaggio marittimo è quello originario del suo amico bardo
e che in quel luogo vivono una fragile alleanza con il popolo delle
sirene che ha permesso ai due popoli di vivere in pace, almeno fino a
quel momento.</span></div>
<div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br>

</span></div>
<div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Non
ho letto il racconto originale, ma è chiaramente “<i>La
sirenetta</i>”
in versione Witcher, e questo mi è piaciuto tantissimo. Ovviamente
cambia molto dalla fiaba originale, ma ci sono molti passaggi
inconfondibili. Scordatevi che Geralt sia il principe. Il finale mi è
piaciuto tantissimo, una scelta davvero innovativa, una volta tanto.</span></div>
<div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">Tecnicamente
stiamo parlando di un prodotto con la “P” maiuscola. L’animazione
è fluida, mai meccanica e molto bella da vedere. I combattimenti
sono epici e violentissimi, ma al contempo si capisce ogni cosa.
Questa gente sa fare il suo lavoro e non gli sono mancati i soldi per
realizzarlo.</span></div>
<div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1">La
colonna sonora è eccezionale anche per un dettaglio semplice, ma che
io, da giocatore, non ho potuto non notare. In diverse parti è
proprio quella del gioco, usata esattamente come sarebbe montata
nelle scene dello stesso. Il grido delle donne che iniziano la
canzone un secondo prima che inizi un combattimento mi ha fatto
cercare il joypad (per la cronaca, ho rotolato a lato, mandando
avanti il film di alcuni minuti, ma non sono morto).</span></div>
<div class="imTALeft">
<span class="fs14lh1-5 cf1">Se
vogliamo trovare il pelo nell’uovo di questo film è che è sempre
la stessa storia di Geralt con il solito andamento, ma se non piace
<i>The
Witcher</i>,
beh, non guardate <i>The
Witcher.</i></span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><i><br></i></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink5613f1b94f765fef01c68b1bab2dd356 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/thewitcherelesirenedegliabissi_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 450,'height': 630,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5613f1b94f765fef01c68b1bab2dd356, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/thewitcherelesirenedegliabissi_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="280" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><i><br></i></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink611c73dc5071064f0a50e5e43fa19c87 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/thewitcherelesirenedegliabissi_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 608,'height': 342,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink611c73dc5071064f0a50e5e43fa19c87, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/thewitcherelesirenedegliabissi_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><i><br></i></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink8635968d87ec99d2613db413648265f3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/thewitcherelesirenedegliabissi_scene1.jpg','alt': '','title': '','width': 768,'height': 432,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8635968d87ec99d2613db413648265f3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/thewitcherelesirenedegliabissi_scene1.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div class="imTALeft"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=2Lx9FZ8SNWg">https://www.youtube.com/watch?v=2Lx9FZ8SNWg</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 08:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dario Piana e Le morti di Ian Stone]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000056"><h1 class="imHeading1">Girato all’americana con grande attenzione alla forma</h1><h2 class="imHeading2">Un horror insolito e interessante nel quadro asfittico della cinematografia italiana</h2><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Dario Piana</b> (1959) nasce a Milano, ma è naturalizzato britannico, si interessa di materie classiche e artistiche durante il liceo, infine frequenta l’Accademia d’Arte di Brera. Scrive e disegna fumetti dal 1972 al 1978, quindi lavora per un’agenzia pubblicitaria: la J. Walter Thompson. Nel 1983 lascia l’agenzia ed entra in una piccola società di produzione dove si fa le ossa nel montaggio, suono, effetti speciali, video e postproduzione. In quel periodo, compie esperienze come regista di una serie di spot pubblicitari a basso costo. Nel 1985 si associa a </span><span class="fs14lh1-5"><b>Claudio Mancini</b>, produttore esecutivo di numerosi film di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Sergio Leone</b>, e a </span><span class="fs14lh1-5"><b>Danilo Donati</b>, vincitore di due premi Oscar e art director di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Federico Fellini</b></span><span class="fs14lh1-5">.</span></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Nel corso della sua carriera, </span><span class="fs14lh1-5"><b>Dario Piana</b></span><span class="fs14lh1-5"> ha realizzato 350 spot pubblicitari, lavorando in tutto il mondo e ottenendo premi e onorificenze tra cui due Leoni d’Oro, tre Leoni d’Argento e quattro Leoni di Bronzo al Festival Internazionale della Pubblicità di Cannes.</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Nel cinema ricordiamo </span><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Sotto il vestito niente 2 </span></em><span class="fs14lh1-5 cf1">(1988), sequel del giallo di successo di </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Carlo</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> ed </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Enrico Vanzina</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1">, non certo un film memorabile, un’opera girata come se fosse un collage di spot pubblicitari, a base di belle modelle assassinate da un folle serial killer. Per questo ci ha sorpreso non poco vederlo alla regia di un horror insolito e interessante nel quadro asfittico della cinematografia italiana contemporanea come </span><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Le morti di Ian Stone</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1"> (2007). Interpreti tutti statunitensi: </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Mike Vogel</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1">, </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>James Bartle</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1">, </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Andrew Buchan</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1">, </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Christina Cole</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1">, </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Michael Dixon</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1">, </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Jason Durran</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1">, </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Michael Feast</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1">, </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Jaime Murray</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1">, </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Marnix Van Den Broeke</b></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">. Nel 2007 la pellicola è stata presentata al </span><span class="fs14lh1-5"><i>Fantasy Filmfest</i> e all’</span><span class="fs14lh1-5"><i>After Dark Horrorfest</i></span><span class="fs14lh1-5">. Scritto da </span></span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Brendan Hood</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> e prodotto, fra gli altri, da </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Stan Winston</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1">. </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Dario Piana</b></span><span class="fs14lh1-5"> </span></span><span class="fs14lh1-5 cf1">gira un film all’americana con grande attenzione alla forma, anche perché la produzione è anglo - statunitense.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ian Stone (Mike Vogel) è un ragazzo americano che gioca a hockey su ghiaccio e ama la sua fidanzata, Jenny Walzer (Christina Cole). Una sera, mentre torna a casa in auto dopo aver perso una partita di hockey, trova davanti alla sua auto un essere immobile che giace accanto ai binari della ferrovia. Si avvicina e viene aggredito, portato a forza sui binari dove viene investito da un treno in corsa. Ian si sveglia in un ufficio ma le cose sono leggermente diverse da come le ricordava. Jenny è sempre lì, non è più la sua fidanzata ma solo una collega di lavoro mentre Ian vive con una donna misteriosa di nome Medea (Jaime Murray). I binari del treno e l’incidente non sono stati solo un sogno, perché la vita di Ian prende una piega sempre più sinistra. Il ragazzo è cacciato da terribili demoni chiamati I Mietitori che ogni volta lo catturano, lo uccidono e lo fanno rinascere per ucciderlo ancora. Tutto questo perché un tempo è stato uno di loro, ma li ha traditi e si è innamorato di una ragazza. Un demone lo aiuta a capire che deve fare di tutto per difendere il suo amore e non deve far finire Jenny nelle mani di Medea che guida i demoni, perché soltanto l’amore della ragazza lo potrà salvare. La tensione è molto buona, i momenti di suspense sono notevoli, gli attori più che professionali e gli effetti speciali non presentano sbavature. La fotografia notturna aggiunge mistero alle inquietanti presenze che vengono dagli inferi e si nutrono della paura umana come se fosse una droga. I Mietitori dispongono di un tentacolo a forma di falce che toglie la vita e aspira la paura dalla bocca della vittima. Ogni volta che l’orologio si ferma i demoni arrivano e possono colpire improvvisamente, perché coesistono con gli umani, ma vivono in una diversa dimensione spaziotemporale. Ci sono alcuni elementi splatter, del tutto giustificati dalla tematica e inseriti in momenti fondamentali dell’azione. Molto interessanti i flashback e le parti oniriche con i ricordi dei protagonisti, sono ottime pure le sequenze in cui fanno incursione i demoni sotto forma di spiriti del male che terrorizzano e diventano corporei. La musica è intensa e accompagna i momenti topici della vicenda, senza essere mai sovrabbondante né cercare di p</span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">rendere il sopravvento. La parte finale è notevole, gli effetti speciali raggiungono il massimo quando Ian assorbe l’energia di un amico demone e l’amore per la sua donna lo fa diventare potentissimo. Nella lotta tra Ian e Medea il ragazzo vince per amore: “Ti amo, Jenny”, sussurra mentre la riporta in vita e la loro esistenza riprende dalla partita di hockey. La pellicola termina con Ian, ormai un potente ammazza demoni, che fa fuori un Mietitore individuato tra la folla. Si tratta di una produzione ricca che può permettersi effetti speciali e ambientazioni credibili, ma pure la storia è originale e il regista guida gli attori con grande intelligenza. Il taglio fumettistico della vicenda ci ricorda che </span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Dario Piana</b></span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> viene dalla tavola disegnata, ma in questo caso rappresenta un valore aggiunto. Il film è visibile su Rai Play, dopo alcuni passaggi serali su Rai 4. Peccato che </span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Dario Piana</b></span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> non abbia fatto molto altro in campo cinematografico, se non il terzo titolo della saga </span></span><span class="cf1"><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">The Lost Boys</span></em></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> (The Thirst, 2009), che non abbiamo visto. Il suo lavoro principale sono gli spot pubblicitari.</span></span></div></div><div><div><span class="cf1">Un capitolo su <span class="fs14lh1-5"><b>Dario Piana</b></span> è nella mia </span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>STORIA DEL CINEMA – volume 5</b></span></span><span class="cf1">:</span></div><div><div><a href="https://www.amazon.it/Storia-cinema-horror-italiano-Stefano/dp/8876066322" class="imCssLink">https://www.amazon.it/Storia-cinema-horror-italiano-Stefano/dp/8876066322</a></div></div></div><div><script> var showboxlink4a4d89758cc6b582b54ce9409e05c3fc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/storia_cinema_lupi.jpg','alt': '','title': '','width': 1233,'height': 567,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4a4d89758cc6b582b54ce9409e05c3fc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/storia_cinema_lupi.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="400" height="186" /></a></div><div><script> var showboxlinkebae92a79b1df79ee9019f33c7e350cb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/lemortidiianstone_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkebae92a79b1df79ee9019f33c7e350cb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/lemortidiianstone_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink285333b6d942fe9b23a2cc038740b311 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dariopiana_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 568,'height': 342,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink285333b6d942fe9b23a2cc038740b311, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dariopiana_bar.jpg" alt="Il regista Dario Piana." title="Il regista Dario Piana." width="200" height="121" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=9sn2GbPH42A">https://www.youtube.com/watch?v=9sn2GbPH42A</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 04:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La ragazza con il braccialetto di Stéphane Demoustier]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000055"><h1 class="imHeading1">Thriller giudiziario crudo e realistico</h1><div><h2 class="imHeading2">Molto teatrale teso a narrare la vita degli adolescenti, spesso ignota agli adulti</h2></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b>La ragazza con il braccialetto (Francia, Belgio, 2019)</b></span></div></div><div>
	
	
	

<div class="imTALeft">
<span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Regia
e Sceneggiatura: Stéphane Demoustier. Soggetto: Gonzalo Tobal e
Ulises Porra
Acusada
(film argentino), sceneggiato liberamente. Montaggio: Damien
Maestraggi. Musiche: Carla Pallone. Case di Produzione: Petit Film,
France 3 Cinéma, Frakas Productions. Distribuzione (Italia): Satine
Film. Titolo originale: La
fille au bracelet.
Genere: Drammatico. Durata: 96’. Paesi di Produzione: Francia,
Belgio. Lingua Originale: Francese. Interpreti: Roschdy Zem (Bruno
Bataille), Melissa Guers (Lise Bataille), Anais Demoustier (avvocato
generale), Chiara Mstroianni (Céline Bataille), Annie Mercier
(avvocato di Lise), Pascal Garbarini (Presidente del Tribunale), Anne
Paulicevich (Signora Dufour), Xavier Maly (medico legale), Vincent
Colombe (esperto ADN).</i></span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify">
	
	
	

<div class="imTALeft">
<span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Un
thriller giudiziario crudo e realistico, non originale come soggetto
perché tratto dalla pellicola argentina </span><i class="fs14lh1-5">Acusada</i><span class="fs14lh1-5">
(2018) di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Gonzalo Tobal</b></span><span class="fs14lh1-5">, ma adattato alla realtà contemporanea
francese. La pellicola comincia con un’angosciante sequenza marina
per raccontare in diretta l’arresto della sedicenne Lise Bataille,
accusata di aver ucciso con sette coltellate Flora Dufour, la sua
miglior amica. La polizia arriva sulla spiaggia dove la famiglia
Bataille - composta dai genitori e dal fratello minore - si trova a
passare una giornata festiva, dopo una breve spiegazione al padre,
conduce la ragazza in caserma per un interrogatorio. Il rumore del
mare copre quasi del tutto il dialogo, così come una musica cupa e
assordante introduce a un drammatico piano sequenza che vede Lise
uscire di scena. Passano due anni, troviamo la ragazza reclusa in
casa con il braccialetto elettronico per controllarne i movimenti,
adesso che ha compiuto 18 anni sta per cominciare il processo. Il
film si svolge quasi per intero nell’aula giudiziaria, tra
interrogatori di un’arrogante e retrogrado Pubblico Ministero al
femminile, la difesa del legale (donna pure lei ma di mentalità
aperta) e testimoni che scorrono in rapida successione. Vediamo parti
scabrose come le foto del cadavere accoltellato in una pozza di
sangue e un filmato porno pubblicato su Internet, ci sono accenni al
passato e all’amicizia affettuosa tra le ragazze, anche se
interrotta da una forte lite dopo la pubblicazione del video. Parlano
il padre, la madre, gli amici, persino il coetaneo al quale Lise
aveva praticato una </span><i class="fs14lh1-5">fellatio</i><span class="fs14lh1-5">
messa in rete dall’amica, in una ricostruzione angosciante degli
eventi. Un film molto teatrale girato dentro il Palazzo di Giustizia,
con poche sequenze in esterno che riguardano la vita della famiglia e
della ragazza con il braccialetto, giocato sulla recitazione dei
protagonisti, teso a narrare la vita degli adolescenti, spesso ignota
agli adulti. Il dramma familiare si consuma in un interno, con i
genitori convinti dell’innocenza della figlia ma esasperati e
distrutti per quel che scoprono nel corso delle udienze. L’intervento
finale del difensore sottolinea quanto poco noi adulti sappiamo sulla
vita sessuale degli adolescenti e quanto siano distanti da noi e
dalle nostre esistenze. Intensa la parte in cui Lise pronuncia
un’accorata difesa e si scusa con la madre dell’amica uccisa. Il
regista punta sul primo piano della ragazza, scavando tra le pieghe
del volto per mostrare la sofferenza repressa che finalmente trova
libero sfogo. La sentenza non si anticipa, perché è il colpo di
scena di una pellicola girata secondo il manuale del thriller
giudiziario, anzi, capace di fare scuola. Recitazione per sottrazione
da parte degli attori - tutti molto bravi, anche i più giovani - con
poche frasi incisive ed espressioni del volto che comunicano più di
tante parole. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Roschdy Zem</b>, nei panni di Bruno Bataille, recita un
ruolo complesso come padre inconsapevole macerato dal dolore. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Chiara
Mastroianni</b> (doppiata da </span><span class="fs14lh1-5"><b>Chiara Colizzi</b>) non è meno brava a calarsi
nei panni di una madre spesso assente, ma innamorata della figlia e
affranta da dolore. La giovanissima </span><span class="fs14lh1-5"><b>Melissa Guers</b></span><span class="fs14lh1-5"> è una perfetta
Lise Batille, silenziosa e cupa, al punto di dare un’impressione di
freddezza che non fa parte del suo carattere. Non si potrebbe
chiedere di meglio alla recitazione di un’adolescente, al suo primo
ruolo importante nel cinema. </span><i class="fs14lh1-5">La
ragazza con il braccialetto </i><span class="fs14lh1-5">è
cinema drammatico di alto livello, consigliato per chi ama il
thriller giudiziario che fa pensare.</span></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink6782c1b8e047bc90656222066eb3a43d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ragazza-braccialetto_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 603,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6782c1b8e047bc90656222066eb3a43d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ragazza-braccialetto_ver.jpg" alt="La locandina del film" title="La locandina del film" width="200" height="288" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=fOSHJntLXkA">https://www.youtube.com/watch?v=fOSHJntLXkA</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 07:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“Madonna Nera” e il tarantismo: leggere Alepia e Santa Feba attraverso De Martino.]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Russo]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000054"><h1 class="imHeading1">L’immagine di una Puglia crudele</h1><h2 class="imHeading2">Approfondimento su "Madonna Nera" di Germano Hell Greco</h2><div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><em>Sembrano scorci di Alepia, ma visti da una dimensione parallela, o qualcosa del genere. Visioni di diavoli ammucchiati, donne decrepite dai seni cadenti e le lingue a punta, gli occhi neri… </em></span><span class="cf1">[1]</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Questo bel libro di </span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Germano Hell Greco</b> ci consegna l’immagine di una Puglia crudele, in cui convivono mondi e leggi antiche, precedenti all’ordinamento sociale dello Stato Italiano. Questo Sud contadino che ha sapore di mito, con delle radici nel folklore superstizioso, dove il cristianesimo popolare si fonde con reminiscenze più antiche (greche e pagane), mi ha ricordato le analisi di </span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Ernesto De Martino</b></span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> sul tarantismo pugliese. Ho provato a rileggere il romanzo attraverso le sue lenti antropologiche.</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Un mondo contadino in cui la vita è difficile, ma che intrappola nelle sue reti, da cui non riesci più ad uscirne: per sfuggire al paese di Alepia, ci si ritrova nei campi, ma poi non si è sicuri che sia lo stesso mondo di prima. O magari è un mondo che si sovrappone al primo, ed è sempre Alepia. E’ qui che vivono Kiki e Pietro. La prima si sente un’eclusa, un outsider rispetto all’ambiente in cui vive; mentre il secondo vive l’eredità del nonno che è capo di un’organizzazione criminale, oltre che della madre morente che assiste e dell’eredità di un padre artista prematuramente scomparso.</span></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Un’altra coppia, complementare alla prima, sono Sandro e Giada. Se il primo è l’amico di infanzia di Pietro, ma rimane legato all’organizzazione del nonno dai legami delle organizzazioni, la seconda invece cerca di sopravvivere in questo ambiente anche attraverso il dono e la condivisione del proprio corpo. In questo coacervio di eredità finite male o non concluse, si innesta il culto di </span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Santa Feba con i suoi denti, che è connesso alla nascita stessa di Alepia:</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div class="imTARight"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">La banda spuntò da dietro l’angolo e invase la strada. Dietro seguivano le ballerine di Taranta, scalze, i pizzi delle gonne che svolazzavano a ritmo, il velo nero sui volti. Poi il baldacchino della Santa. […] Feba intanto ondeggiava fasciata di paramenti d’oro, i ninnoli e le fiaccole elettriche che la decoravano vibravano, aveva la bocca spalancata e vuota, il sangue che le colava dagli angoli. La gente si mise ad applaudire, una signora s’asciugò lacrime con un fazzoletto bianco di pizzo, un’altra brandì la gigantografia di un ragazzino, morto chissà come, e la puntò contro la statua come fosse un fucile. Gli astanti si misero a lanciare alla loro Madonna </span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">schegge di mandorle, per restituirle i denti. [2]</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Questo insieme di simboli rituali, la base fenomenica di un “codice simbolico-archetipale” come sottolinea </span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>Maurizio Nocera</b></span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> a proposito del tarantismo [3], sembra fungere da contesto generale dell’intero racconto, da suo fermo sfondo e stabile amalgama che riappare in tutti i momenti oscuri. Esso ci ricorda che è Alepia la vera protagonista di questo racconto, questa città di una Puglia immaginaria, ma al contempo così reale nel suo essere così legata alla terra e ai campi. Nelle sue influenze greche e bizantine, come il Cristo Pantocratore vicino alla bara della madre di Pietro quando muore. [4] Alepia è nata con Santa Feba, coincide con lei:</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div class="imTARight"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">“Alepia è nata con lei, dal suo martirio. E’ sempre stato un paesello sotto il giogo di un paio di famiglie malavitose. C’è stato sempre un parroco che dominava su tutti gli altri, perché custodiva in chiesa la statua di Feba, si è sempre festeggiata solo lei, la Santa dei </span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Denti che noi stessi abbiamo trucidato. Ma non è stata la sola a crepare…” [5]</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">I campi, con i loro pozzi, sono un altro aspetto fondamentale del romanzo, che si staglia sullo sfondo di campagne cosparse di cadaveri. Il legame fra l’atto della mietitura e la morte è tipico delle civiltà contadine, secondo </span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>De Martino</b></span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">:</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div class="imTARight"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Nelle civiltà cerealicole del mondo antico spetta ai momenti critici della semina e del raccolto (in particolare all’epoca della mietitura) una notevole importanza ierogenetica, nel senso che in funzione di tali momenti si viene organizzando geneticamente una serie di simboli mitico-rituali, i quali offrono temi protettivi di ripresa e di reintegrazione anche per altri ambiti critici non strettamente agricoli, come per esempio la morte dell’individuo, i rapporti sociali e politici, la inserzione dell’individuo nel gruppo sociale,</span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> il rapporto fra i sessi, ecc.[…] [6]</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Questo crudele mondo contadino, dalle vestigia antiche e collegato alle campagne, influenza globalmente qualsiasi aspetto della vita sociale e della sua organizzazione. Persino il nonno mafioso rispetta Santa Feba e la morte che si profila nei casolari. Santa Feba dalle carni dilaniate simboleggia la morte che proviene da questo stesso territorio, la falce del mietitore si rivede nei denti che sono le sue vestigia sacre, ma anche i puntini di sospensione che intervallano questo libro, donandogli il suo sapore particolare. Santa Feba, con le sue condizioni mitico-rituali e con la sua oscura dimensione straordinaria, rappresenta sia la Vergine che Atena/Ara</span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">cne, come credenze archetipali della Grande Madre tipiche della Puglia e del Salento in particolare. In fondo è pur sempre “una Madonna”, anche se Nera, come ci ricorda il titolo:</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div class="imTARight"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">La gente del Salento, in generale, ha una venerazione particolare per la Vergine (Aracne è una giovane vergine) e allo stesso tempo per la Grande Madre (Atena-Minerva è allo stesso tempo la Vergine per eccellenza, ma anche una Grande Madre androgina). Probabilmente questa credenza archetipale affonda le sue radici nelle età più remote, fino ad arrivare forse al neolitico e fors’anche al paleolitico salentino, a noi più vicine nel tempo rispetto ad altri periodi antich</span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">i del resto della Terra. [7]</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Da tante scene crude del libro si comprende come vi sia un ordine che deve essere ristabilito. E il ritorno all’ordine è spietato, violento: Alepia ristabilisce la sua terribile armonia. </span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><b>De Martino</b></span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> ricollega ancora alle società contadine questo stesso concetto di riequilibrio:</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div class="imTARight"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Innanzitutto il mietere è visto come “violenza”, “uccisione”, “colpa”…[…] “L’altro che ha recato violenza è punito dalla sua colpa, l’ucciso è vendicato”, cioè l’operatore simbolico su cui si è trasferita e concentrata l’operazione del mietere è oggetto di comportamenti rituali comp</span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">ensatori e equilibratori dell’ordine violentemente alterato. [8]</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Alepia non cambia mai e non succede mai nulla, ma la violenza dei suoi rituali ha conseguenze, scopi e natura sue proprie. È una domanda ricorrente in Madonna Nera e si lega al rituale del lancio delle mandorle per restaurare i suoi denti. [9] Ho provato a indagare queste conseguenze nelle loro radici storiche e culturali. Per tutta questa costellazione di nascosti motivi simbolici, ma anche per il semplice piacere della lettura di un folk horror ben scritto, vi consiglio di provare ad immergervi in questo romanzo di </span></span><span class="cf1"><b class="fs14lh1-5">Germa</b></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><b>no Hell Greco</b></span>, facendovi risucchiare nell’oscuro mondo primitivo di questa Puglia, di Alepia e dei denti di Santa Feba.</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">BIBLIOGRAFIA:</strong></span><span class="cf1"><br></span><ul class="fs14lh1-5"><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">E. De Martino, Etnografia del tarantismo pugliese. I materiali della spedizione nel Salento del 1959, a cura di A. Signorelli e V. Panza, ARGO s.c.r.l., Lecce, 2011</span></span></li><li><span class="cf1">G.H. Greco, Madonna Nera, Acheron Press, Città di Castello (PG) 2024.</span></li><li><span class="cf1">M. Nocera, Il morso del ragno. Alle origini del tarantismo, Capone Editore, Lecce 2005</span></li></ul><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">NOTE:</span></b></span></div><div><ol><li><span class="cf1">G.H. Greco, Madonna Nera, Acheron Press, Città di Castello (PG) 2024, p. 21.</span></li><li><span class="cf1">G.H. Greco, Madonna Nera, op. cit., pp. 132-133.</span></li><li><span class="cf1">M. Nocera, Il morso del ragno. Alle origini del tarantismo, Capone Editore, Lecce 2005, p. 122.</span></li><li><span class="cf1">G.H. Greco, Madonna Nera, op.cit., p. 143.</span></li><li><span class="cf1">Ivi, p. 141.</span></li><li><span class="cf1">E. De Martino, Etnografia del tarantismo pugliese. I materiali della spedizione nel Salento del 1959, a cura di A. Signorelli e V. Panza, ARGO s.c.r.l., Lecce, 2011, p. 158.</span></li><li><span class="cf1">M. Nocera, Il morso del ragno. Alle origini del tarantismo, op.cit., p 125.</span></li><li><span class="cf1">Ivi, p. 159.</span></li><li><span class="cf1">G.H. Greco, Madonna Nera, op. cit., p. 142.</span></li></ol><br></div></div><div><script> var showboxlink9393410fe9ab3e5818598f2221d81aa5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Madonna-Nera-Germano-Hell-Greco_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 301,'height': 445,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9393410fe9ab3e5818598f2221d81aa5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Madonna-Nera-Germano-Hell-Greco_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="296" /></a><br></div><div><br></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 03:29:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Chaos Walking di Doug Liman]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000053"><h1 class="imHeading1">Discreto lavoro per appassionati di fantascienza</h1><div><h2 class="imHeading2">Tratto dalla omonima trilogia romanzesca di Patrick Ness</h2></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Chaos Walking (Usa, Canada, Hong Kong, Lussemburgo, 2021)</b></span></div></div><div>
	
	
	

<div class="imTALeft">
<span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Regia:
Doug Liman. Soggetto: Patrick Ness (trilogia omonima). Sceneggiatura:
Patrick Ness, Christopher Ford. Fotografia:
Ben Seresin. Montaggio: Doc Crotzer. Musiche: Marco Beltrami, Brandon
Roberts. Effetti Speciali: Scenografia: Dan Weil. Costumi: Kate
Hawley. Trucco: Gillan Chandler, Daniel McGraw, Areli Perea. Effetti
Speciali: Louis Craig, Nicholas Brooks, Matt Johnson, Andrew
McPhillips. Produttori: Doug Davison, Allison Shearmur, Erwin Stoff,
Alison Winter. Produttori Esecutivi: Ray Angelic, Erik Feig. Case di
Produzione: 3 Arts Entertainment, BRON Studios, Creative Wealth Media
Finance, Quadrant Pictures. Distribuzione (Italia): Prime Video.
Interpreti: Tom Holland (Todd
Hewitt), Daisy Ridley (Viola Eade), Mads Mikkelsen (David Prentiss),
Demian Bichir (Ben), Cynthia Erivo (Hildy), Nick Jonas (Davy Prentiss
Jr.), Kurt Sutter (Cillian), David Oyelowo (Aaron), Oscar Jaenada
(Wilf), Ray mcKinnon (Jim Johnson). Genere:
Fantascienza. Durata:
109’. Paesi di Produzione: Stati Uniti d’America, Canada, Hong
Kong, Lussemburgo, 2021. Lingua
Originale:
Inglese.</i></span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft">
	
	
	

<div class="imTALeft">
<span class="cf1"><i class="fs14lh1-5">Chaos
Walking</i><span class="fs14lh1-5"> è
un fantascientifico diretto da </span><span class="fs14lh1-5"><b>Doug Liman</b>, tratto dalla omonima
trilogia romanzesca di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Patrick Ness</b>, visto grazie al satellitare Rai
4 che programma spesso cinema di genere e pellicole fantastiche. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Doug
Liman</b> prende il posto della prima scelta </span><span class="fs14lh1-5"><b>Robert Zemeckis</b></span><span class="fs14lh1-5"> e cerca di
bissare il successo ottenuto dal precedente </span><i class="fs14lh1-5">Edge
of Tomorrow - Senza domani</i><span class="fs14lh1-5">
(2014), interpretato da </span><span class="fs14lh1-5"><b>Tom Cruise</b>, ma questa volta non smuove più
di tanto l’interesse del pubblico e della critica. Vediamo in
sintesi la trama. Siamo nel 2267, Todd Hewitt (Holland) è un giovane
colono di Nuovo Mondo, dove gli uomini possiedono un potere
telepatico chiamato “rumore”, che non tutti sanno dominare bene.
Il sindaco della comunità (Mikkelsen) usa la sua particolare abilità
per soggiogare le menti dei sottoposti e far credere cose che non
sono mai accadute o che si sono verificate in modo diverso. In questa
situazione arriva Viola (Ridley), unica sopravvissuta di una
spedizione spaziale di nuovi coloni, che fa innamorare Todd e insieme
fuggono dalle brame del sindaco del villaggio. Viola è la sola
presenza femminile, dopo il grande eccidio, forse dovuto a una guerra
contro extraterrestri, e il suo arrivo provoca uno scompiglio
notevole all’interno della comunità. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Tom Holland</b> (uno dei tanti
</span><span class="fs14lh1-5"><i>Spider Man</i>, forse il più acclamato) veste i panni del protagonista,
un ragazzino che non riesce a domare i pensieri e fa trapelare tutto
quel che gli passa per la testa. Il ruolo del cattivo, invece, è
appannaggio del bravissimo </span><span class="fs14lh1-5"><b>Mads Mikkelsen</b> che in questa storia non ha
gran modo di mettersi in luce. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Daisy Ridley</b></span><span class="fs14lh1-5"> è la sola donna del
cast, ma se la cava bene, forte di un vecchio ruolo in </span><i class="fs14lh1-5">Guerre
Stellari</i><span class="fs14lh1-5">.
 Il meccanismo di produzione è piuttosto complicato. Il primo
sceneggiatore </span><span class="fs14lh1-5"><b>Charlie Kaufman</b> viene sostituito subito dal regista,
insoddisfatto del lavoro, che si fa aiutare da un nutrito gruppo di
collaboratori, tra questi lo scrittore dei romanzi (Patrick Ness) e
</span><span class="fs14lh1-5"><b>Christopher Ford</b>, i soli autori accreditati. Film girato tra Canada
(Montreal), Scozia e Islanda per ricreare la fantastica fotografia
(Ben Seresin) dagli ampi spazi in grandi panoramiche e inquadrature
in campo largo. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Dan Weil</b></span><span class="fs14lh1-5"> si sbizzarrisce in scenografie senza limiti
di carattere campestre, tra foreste e zone lacustri, fiumi che
scorrono, vegetazione rigogliosa. Un discreto lavoro per appassionati
di fantascienza, con alcune pecche a livello di sceneggiatura, spesso
troppo prevedibile. In Italia l’abbiamo visto solo grazie a Prime
Video e al cinema è mai arrivato, adesso è reperibile su Rai Play.</span></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink5d2b53664cd379cff97c14519d107aae = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ChaosWalking_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 437,'height': 655,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5d2b53664cd379cff97c14519d107aae, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ChaosWalking_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=PMCTbxyGr9I">https://www.youtube.com/watch?v=PMCTbxyGr9I</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 11:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cold Distance di Carlo Salvoni]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000052"><h1 class="imHeading1">Opera con un’identità stilistica forte</h1><h2 class="imHeading2">Un racconto che lascia il lettore con un senso di disagio profondo</h2><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em>[…] Io credo che lo ricordi bene anche tu. Hai provato a cancellarlo dalla memoria, a resettare i tuoi ricordi in modo da partire da zero, ma non ce l’hai fatta. Sarebbe impossibile.</em><br><em>La giornata era stata bella, una di quelle in cui si cancella ogni negatività, i problemi restano lì, sopiti in un angolo, ma non disturbano. Le casette vecchie, senza un filo dell’elettricità, senza un’antenna: basterebbe questo particolare a sbloccare un bel ricordo. Sembrava di stare in una fiaba, una di quelle che finiscono bene: non all’inizio, nel momento della rottura, ma in quello dell’ordine ristabilito, dopo il lieto fine […]</em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em>Cold Distance</em> di <strong>Carlo Salvoni</strong> ed edito da <strong>Delos Digital</strong>. Collocato al numero 21 della collana <em>Play List</em> – Musica e narrativa: feedback di creatività. Curata da <strong>Fabio Novel</strong>, è una collana di storie ispirate a famose canzoni della musica rock e popolare.<br>Questo racconto lungo è caratterizzato da uno stile narrativo intenso e immersivo, che mescola introspezione psicologica, horror esistenziale e una profonda alienazione emotiva. Il linguaggio è evocativo, denso di immagini suggestive e sensazioni tattili, che costruiscono un’atmosfera di crescente inquietudine. La prosa alterna momenti di lirismo a passaggi più crudi e diretti, creando un contrasto efficace che rispecchia il progressivo sprofondare del protagonista in un’ossessione autodistruttiva.<br>La struttura è scandita da capitoli ispirati ai brani dell’album <em>The Great Cold Distance</em> dei <strong>Katatonia</strong>, un espediente che non solo rafforza l’ambientazione emotiva e sonora del testo, ma suggerisce anche una progressione quasi musicale della narrazione. L’inserimento della “Bonus Track” <em>Omerta</em> aggiunge un ulteriore livello di profondità, con un dialogo che fa emergere la possibilità di una violenza latente e incontrollabile.<br>L’opera esplora il dolore dell’abbandono attraverso una prospettiva disturbante e malsana, trasformando il lutto emotivo in un’ossessione viscerale e primitiva. Il protagonista, incapace di elaborare la scomparsa della compagna, si avventura in un viaggio interiore fatto di rimozione, negazione e una crescente pulsione autodistruttiva.<br>Nel complesso, <em>Cold Distance</em> è un’opera notevole, con un’identità stilistica forte e un’atmosfera indimenticabile. Un racconto che lascia il lettore con un senso di disagio profondo, come un prurito che non si può grattare via.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>L’AUTORE:</strong><br>Carlo Salvoni, nato nell’80, vive in provincia di Brescia con la moglie e le tre figlie, è insegnante di Lettere presso una Scuola Secondaria di Primo Grado.<br>Dopo aver militato in un gruppo di Death metal melodico (Tragodia), ha riversato sulla scrittura le sue velleità artistiche.<br>Dopo anni a scrivere romanzi con uomini e animali, rivolti ad adulti e ragazzi (tra gli altri, <em>Cavalletti e cavalli</em> – 2013, <em>Menamato</em> – 2016), si è dedicato alla narrativa fantastica. Del 2022 è la raccolta di storie weird <em>Necromitologia. Storie senza nomi</em> (Elison), e nello stesso anno appare nelle antologie <em>Il richiamo di Lovecraft</em> (Esescifi), con il racconto “Il canto al di là del ghiaccio”, e <em>Terrorea. Materia corporis Vol 1</em> e successivamente anche sul Vol 3 (Horti di Giano), con il racconto “Il pane”. Sempre nel 2022 si è aggiudicato il Premio Hypnos con il racconto <em>Cambiano le prospettive al mondo</em>.<br>Ha all’attivo diverse pubblicazioni digitali (Delos Digital, Hypnos e Opera Narativa) e i suoi racconti appaiono su diverse antologie e riviste specializzate.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em>Cold Distance</em><br><em>Autore: Carlo Salvoni</em><br><em>Editore: Delos Digital</em><br><em>Pagine: 32</em><br><em>ASIN ‏: ‎ B0CY9F3MSV</em><br><em>Costo: Ebook 1,99 €</em></span></div><br></div><div><script> var showboxlinkd97414a519bfc6804be4c5f26ab3f255 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ColdDistance_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 682,'height': 947,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd97414a519bfc6804be4c5f26ab3f255, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ColdDistance_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="278" /></a><br></div><div><script> var showboxlink49fcf42107b227f26f017ba435a707ab = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/autore-salvoni.jpg','alt': '','title': '','width': 683,'height': 686,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink49fcf42107b227f26f017ba435a707ab, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/autore-salvoni.jpg" alt="L&#39;autore del libro." title="L&#39;autore del libro." width="150" height="151" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=3fkTGx1fJng">https://www.youtube.com/watch?v=3fkTGx1fJng</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 04:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La città proibita di Gabriele Mainetti]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000051"><h1 class="imHeading1">Girato da un autore che ama il cinema di genere italiano</h1><div><h2 class="imHeading2">Tutto funziona in questo film con un messaggio di integrazione e di non resistenza al cambiare dei tempi</h2></div><div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>La città proibita (Italia, 2025)</b></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Regia: Gabriele Mainetti. Durata: 138’. Soggetto e Sceneggiatura: Stefano Bises, Gabriele Mainetti, Davide Serino. Fotografia: Paolo Carnera. Montaggio: Francesco Di Stefano. Musiche: Fabio Amurri. Scenografie: Andrea Castorina. Costumi: Susanna Mastroianni. Produttori: Mario Gianani, Lorenzo Gangarossa, Sonia Rovai, Alessia Sinistro. Produttori Esecutivi: Saverio Giuseppe Guarascio, Mandella Quilici, Gianluca Mizzi, Claudio Falconi. Case di Produzione: Wildside, Piper Film, Goon Films. Genere: Azione, Drammatico, Thriller. Interpreti: Enrico Borello (Marcello), Yaxi Liu (Xiao Mei), Marco Giallini (Annibale), Sabrina Ferilli (Lorena), Chiunyu Shanshan (mr. Wang), Luca Zingaretti (Alfredo), Tomal Islam (Śānti), Miki Yeung (Xiao Yun), Claudio Pallitto (Cip), Daniele Mosca (Ciop), Elisa Wong (madre di Mei), Abdoulaye Seck (Malik), Roberto He (Maggio), Poalo Buglioni (cameriere da Alfredo).</i></span></div></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft"><div class="imTALeft"> <span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Un film girato da un autore che ama il cinema di genere italiano, già apprezzato in </span><i class="fs14lh1-5">Lo chiamavano Jeeg Robot </i><span class="fs14lh1-5">e (meno) in </span><i class="fs14lh1-5">Freaks Out</i><span class="fs14lh1-5">, ma che in questo lavoro ottiene la sua consacrazione come autore, spingendo sul genere fino in fondo, senza lasciarsi tentare da inutili intellettualismi. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Mainetti</b></span><span class="fs14lh1-5"> racconta una storia che comincia in una Cina repressiva che proibisce il doppio figlio per famiglia, trasporta l’azione a Roma nel quartiere cinese, dove </span><i class="fs14lh1-5">un villaggio gallico</i><span class="fs14lh1-5"> (per usare la citazione di Giallini) accerchiato da cinesi sopravvive come verace trattoria romanesca. E qui succede di tutto, il cinema di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Bruce Lee</b></span><span class="fs14lh1-5"> incontra </span><span class="fs14lh1-5"><b>Tomas Milian</b></span><span class="fs14lh1-5"> e il noir metropolitano in salsa romanesca, in un tripudio di violenza e di fantasmagoriche scene d’azione. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Mainetti</b></span><span class="fs14lh1-5"> è bravo anche come sceneggiatore, a volte prevedibile ma non troppo, quando è possibile prende sempre la via più originale, per non parlare del finale che è davvero originale. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Bises</b></span><span class="fs14lh1-5"> e </span><span class="fs14lh1-5"><b>Serino</b></span><span class="fs14lh1-5"> collaborano a costruire una storia piena di colpi di scena e di combattimenti a base di kung-fu, dove l’eroe principale è Xiao Mei (</span><span class="fs14lh1-5"><b>Yaxi Liu</b></span><span class="fs14lh1-5">), una combattente al femminile quasi invincibile che se la vede contro nemici efferati della mafia cinese. Personaggi credibili, su tutti Annibale, di una tragicità incredibile, un cravattaro romano impersonato da un </span><span class="fs14lh1-5"><b>Giallini</b></span><span class="fs14lh1-5"> in gran forma, che presta volto e dialetto alla personificazione dell’ultimo dinosauro, un uomo nostalgico del passato, razzista, ancorato alle tradizioni di una Roma che esiste solo nei suoi ricordi. </span><b class="fs14lh1-5">Sabrina Ferilli</b><span class="fs14lh1-5"> è Lorena, la moglie di Alfredo il ristoratore innamorato che scappa con la sorella di Mei, molto brava in una parte che le calza a pennello come cassiera ai tavoli di una trattoria tradizionale. Bravo anche <b>Enrico Borello</b> nei panni del figlio Marcello, innamorato della cinesina combattente, che prima viene malmenato ma con l’incedere degli eventi si da fa travolgere da un’insolita relazione. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Luca Zingaretti</b> recita un piccolo ruolo come Alfredo il ristoratore, sempre incisivo e ben calato nel ruolo. Tutto funziona in questo film di puro genere ma con un messaggio di integrazione e di non resistenza al cambiare dei tempi. Centotrentotto minuti montati da </span><span class="fs14lh1-5"><b>Francesco Di Stefano</b> a ritmo frenetico e fotografati da </span><span class="fs14lh1-5"><b>Paolo Carnera</b> (sia in notturna che in piena luce) lungo le strade di una Roma periferica e degradata - dai mercati generali all’Eur - fino a toccare luoghi cittadini classici, persino il Foro Imperiale e il Colosseo. Colonna sonora di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Fabio Amurri</b> davvero suggestiva che comprende </span><span class="fs14lh1-5"><b>De Andrè</b></span><span class="fs14lh1-5"> (</span><i class="fs14lh1-5">Canzone dell’amore perduto</i><span class="fs14lh1-5">) e </span><span class="fs14lh1-5"><b>Mina</b></span><span class="fs14lh1-5"> (</span><i class="fs14lh1-5">E se domani</i><span class="fs14lh1-5">), persino </span><span class="fs14lh1-5"><b>Jimmy Fontana</b></span><span class="fs14lh1-5"> tradotto in cinese (</span><i class="fs14lh1-5">Tu sarai la mia regina e io il tuo re</i><span class="fs14lh1-5">). E che dire della citazione esplicita di </span><i class="fs14lh1-5">Vacanze romane </i><span class="fs14lh1-5">con </span><span class="fs14lh1-5"><b>Borello</b></span><span class="fs14lh1-5"> e </span><span class="fs14lh1-5"><b>Liu</b></span><span class="fs14lh1-5"> (estasiata) che percorrono una Roma notturna a bordo di una vespa ammirando i monumenti e i luoghi storici? Gli effetti speciali sono fantastici, i credibili combattimenti di kung-fu si svolgono nei luoghi più impensati (di complessa costruzione) che vanno dalla cucina di un ristorante a una sala da pranzo, per non parlare di una fabbrica in abbandono. Molte comparse nelle scene acrobatiche confezionate a dovere e ricche di crudo realismo, così come la violenza è spesso ai massimi termini. La regia di </span><b class="fs14lh1-5">Mainetti</b><span class="fs14lh1-5"> è senza sbavature, movimenti di macchina che passano dalla soggettiva alla panoramica senza soluzione di continuità, così come la camera a mano lascia il posto alla macchina fissa e non te ne accorgi neppure. Il discorso sull’integrazione viene fatto usando la figura del rapper cinese di seconda generazione che disprezza il padre mafioso, vuol fare la sua vita, parla italiano ed è del tutto inserito tra i giovani romani. Finale da melodramma romantico con tutti i personaggi in scena, di una bellezza che non racconto, ma ve la lascio godere nel buio della sala. Per finire l’intuizione corretta di far parlare i cinesi nella loro lingua con i sottotitoli, invece di usare il solito italiano parlato con la elle al posto della erre. La commistione di generi che <b>Mainetti</b> realizza avrebbe fatto felice </span><span class="fs14lh1-5"><b>Lucio Fulci</b></span><span class="fs14lh1-5">: kung-fu, noir, thriller, commedia, sentimentale, melodramma, romantico, azione, drammatico. Questo è cinema, bellezza! Non va perso, se in sala non riuscite (ma fate male) recuperatelo su Netflix. Se non vi piace restituisco i soldi del biglietto.</span></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlinkde470d39c6660408cdfb2a2fda0f2926 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/citta-proibita_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkde470d39c6660408cdfb2a2fda0f2926, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/citta-proibita_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=W2xZ_VkzQlo">https://www.youtube.com/watch?v=W2xZ_VkzQlo</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 15:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Phantasm: l’universo di Tall Man]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000050"><h1 class="imHeading1">Un’analisi lucida degli incubi di Don Coscarelli</h1><div><h2 class="imHeading2">L’unico libro in Italia edito da Weird Book che racconta la saga di Phantasm</h2></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Nuova edizione Deluxe per l’unico libro in Italia che racconta la saga di <em>Phantasm</em>. Un’analisi lucida degli incubi di <strong>Don Coscarelli</strong> nella società in subbuglio degli anni Settanta: la nascita del <em>Tall Man</em> e del suo inferno privato, l’influenza della Nuova Hollywood e il cinema degli zombie, l’universo distopico e il primo supervillain del grande schermo.<br>Tra morte e stregoneria, profanazione dei simboli e terrore delle invasioni aliene, l’esperimento registico di <strong>Coscarelli</strong> reinventa la concezione di “genere”, portando il germe di una nuova scienza che precederà di trentacinque anni gli sforzi cinematografici dell’avveniristico <em>Interstellar</em>.<br>Il libro è scritto da <strong>Luigi Boccia</strong>, <strong>Lorenzo Ricciardi</strong>, <strong>Nicola Lombardi</strong> e <strong>Giada Cecchinelli</strong>. Cover di <strong>Giorgio Finamore</strong>.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em>SCHEDA TECNICA</em><br><em>Titolo: Phantasm: l’universo di Tall Man</em><br><em>Autore: AA.VV.</em><br><em>Editore: Weird Book</em><br><em>Collana: Insomnia</em><br><em>Genere: Saggio</em><br><em>Pagine: 154</em><br><em>Prezzo: € 25,90</em><br><em>Formato: 15 x 22 cm</em><br><em>ISBN: 979-12-81603-18-9</em><br><em>Data di uscita: Settembre 2024</em></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em><br></em></span></div><div><script> var showboxlink922779cf9a724a91a014361b6a693d2a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/WeirdBook_Phantasm_Cover_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 719,'height': 1050,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink922779cf9a724a91a014361b6a693d2a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/WeirdBook_Phantasm_Cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="293" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em><br></em></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 05:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il dottor Nero e la notte dei pipistrelli]]></title>
			<author><![CDATA[William Kinston]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004F"><h1 class="imHeading1">Autore ignoto, forse italiano sotto pseudonimo</h1><div><h2 class="imHeading2">Pubblicato per la prima volta in Italia nel settembre 1962 su "Terrore 4"</h2></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Lord O’Nell ci guardò per un istante assorto, poi disse:<br>– Il crepuscolo mi fa paura. Appena cala il sole io mi ritiro in camera mia e da diciotto anni, non ho più visto brillare le stelle, neppure attraverso i vetri delle finestre.<br>Stupimmo tutti.<br>– Da diciotto anni! – esclamai.<br>– Sì, è una vecchia storia…<br>Lord O’Nell ci aveva invitati a trascorrere il pomeriggio davanti ad una tazza di the nel suo magnifico castello. Ma ora che il crepuscolo stava per scendere notavamo in lui un nervosismo che egli malamente celava.<br>Egli si era levato in piedi, ora, e noi lo avevamo imitato, sentendo che qualche cosa di bizzarro era nelle sue parole.<br>– Se volete rimanere – disse ad un tratto – fate pure: siete in casa vostra. Io, con il vostro permesso, mi ritiro… E’ l’ora dei pipistrelli.<br>La parola strana suonò come un singulto, nella pace del tramonto che andava morendo in un caldo pallore di oro bizantino, sulla conca del mare.<br>– Se lo desiderate – disse milord – potete ritirarvi in salotto con me. Parleremo un poco.<br>Mi volsi ancora una volta a dare una breve occhiata al cielo e al mare, quando tutt’a un tratto, sentii una mano potente che mi stringeva il braccio e mi trascinava verso la porta vetrata del salotto che s’apriva sulla terrazza.<br>– Presto, presto! – mormorò una voce soffocata.<br>Lord O’Nell, pallido, disfatto, mi sospinse nel salotto, si avventò alla porta a vetri, la richiuse in fretta e con mano convulsa abbassò le spesse tende. Ma, prima che esse si abbassassero del tutto, nel barlume crepuscolare potei intravvedere un palpitare di brevi ali nere che passò e scomparve, radendo i vetri…<br><br>***<br><br>Alla luce tranquilla della lampada a stelo che rischiarava quell’angolo di salotto severo come un sacrario – un angolo tutto pieno di stoffe grevi, di armi fantastiche, di trofei esotici, bizzarri come visioni di allucinati – il volto di milord appariva, ora, un poco più calmo; solo i folti baffi rossicci avevano un tremito impercettibile.<br>– Sento che vi debbo una spiegazione… Il fatto è stato così brusco, che voi dovete sapere, per poter comprendere. Diciotto anni or sono io ero felice, ricco con un grado elevato nella marina britannica,<br>sposo da, pochi mesi a una bellissima ragazza. Non potevo desiderare di più. Dopo un lungo viaggio di nozze, condussi mia moglie a prendere possesso del mio castello, l’antica e grigia rocca di Greencastle nella contea di Kildare: quel castello del quale ella, l’ultima donna di casa O’Nell, sarebbe stata la padrona assoluta.<br>Temevo che la severità e la solitudine del paesaggio, grandioso ma triste e l’aspetto cupo di Greencastle, tutto cinto di edera fosca, dovessero spaventare mia moglie. Ma non fu così. Ella si mostrò subito entusiasta tanto dei luoghi come della dimora avita. Il giorno dopo il nostro arrivo le feci visitare il castello, riserbando per ultimo la gran sala degli antenati al primo piano, dove infine la condussi, indicandole le quattro interminabili pareti dove tutti gli O’Nell, guerrieri, magistrati, dame e canonichesse si drizzavano sul fondo nero degli enormi quadri incorniciati di oro.<br>Le mostrai un quadro dopo l’altro. Ad un certo punto credevo di aver terminato la visita, quando Laura disse, accennando ad una porticina:<br>– E là che cosa c’è?<br>– Altri quadri, credo, – risposi – Tele insignificanti, senza dubbio…<br>– Andiamo a vedere.<br>Mi prese per mano e mi trasse verso la porticina, che spalancò.<br>Ci trovammo in una stanzetta rotonda, che riceveva la luce da un foro aperto nella volta: una stanzetta che, a giudicare dall’abbandono cui si trovava, doveva essere poco frequentata dal personale di servizio di Greencastle. A terra, scale e piuoli, qualche cassa vuota, qualche tela sfondata: alle pareti moltissime ragnatele e due o tre quadri.<br>– Sono paesaggi, – spiegai; – sgorbi di nessun valore, che si trovano qui da qualche secolo.<br>Laura guardò, e stava per tornare indietro convinta, quando esclamò:<br>– No, no, li c’è un ritratto, guarda!<br>C’era, infatti, un ritratto: qualcosa che, nella penombra e ad una certa distanza, non si discerneva bene.<br>Ci avvicinammo, egualmente curiosi tutti e due, e, finalmente, ricordai di che si trattava.<br>Era il ritratto di un giovane trentenne: un viso magro, affilato, pallido, incorniciato da una barba nera; un viso in cui due occhi turchini, acuti come due lame, pareva brillassero.<br>Era vestito tutto di nero, con un berretto pure nero in testa, alla foggia dei medici del secolo decimo-settimo, e, particolare bizzarro, stringeva al petto, con la bianca mano sottile, una mano cerea, magra, fantastica, un pipistrello dalle ali aperte.<br>Si trattava di un simbolo? Era una stranezza del ritrattato o del pittore? Chi lo sa!<br>– Rammento, dissi sorridendo; – E’ il ritratto di uno sconosciuto, che non sappiamo come sia capitato qui, da circa duecento anni… Non è né un nostro antenato, né un personaggio che avesse, a nostra notizia avvicinato, due secoli fa, la nostra famiglia. Già, il tipo non è neppure irlandese. Dall’abito giudico che sia stato un medico o un naturalista. Quando ero piccino e chiedevo notizie di lui, Betsy, la mia buona nutrice, mi rispondeva, battezzandolo con un nome che gli era stato certo imposto da lei, che egli era il « dottor Nero ».<br>Non avevo ancora terminato la frase, che Laura, la quale si era avvicinata al ritratto mentre io parlavo, diede ad un tratto in un grido soffocato e vacillò, aggrappandosi alla mia spalla. La sorressi, la presi tra le braccia e la portai fuori, spaventato del caso imprevisto, ancora troppo ignaro della psicologia muliebre del tentare di trovare una causa al suo svenimento.<br>Quando Laura riprese i sensi, mi sorrise con dolcezza e mormorò:<br>– Un capogiro… Effetto della stanchezza… La visita al castello mi ha spossata. Non spaventarti. Non è nulla di grave.<br>Rassicurato, la baciai. Avevo bisogno di crederle e le credetti, senza la minima esitazione. Invece…<br><br>***<br><br>Trascorsero due giorni senza che si verificasse alcun incidente. Mi accorgevo, però, di un certo cambiamento nel carattere di mia moglie per solito lieta e vivace: ora era quasi sempre silenziosa, distratta, come vinta da un pensiero persistente e tormentoso. Non mi sarei, però, mai risolto a dirle nulla se una mattina, molto per tempo, cercandola dappertutto, non l’avessi vista sgusciare dalla porticina della stanzetta rotonda. Sperava evidentemente che non l’avessi vista uscire di là, perché rasentò la parete e venne verso di me come se si fosse trattenuta fino a quel momento nella sala degli antenati ».<br>Non potei fare a meno di rimproverarla:<br>– Perché sei tornata in quello stanzino? Hai dimenticato che fu proprio là dentro che ti sentisti male? Da qualche tempo, poi, ti vedo più pallida e sembra che tu soffra di qualche cosa…<br>Lei non rispose. Mi abbandonò la testa sulla spalla lasciandosi sfuggire un sospiro.<br>– E’ forse la tristezza di questo castello, che ti rende malinconica? – ripresi – O è forse quello strano ritratto del « dottor Nero »?<br>Avevo appena detto queste parole, che Laura sussultò, fissandomi con gli occhi sbarrati e mettendomi una mano sulla bocca:<br>– No… no… taci… Andiamo via, andiamo presto, ti prego…<br>Il volto le si era scolorato e la voce era affannosa, un poco tremante.<br>Si guardò intorno, quasi temesse che qualcuno avesse potuto ascoltare il nostro colloquio, e poi si strinse al mio braccio, ripetendo più sommessamente:<br>– Andiamo via, te ne supplico… Andiamo via…<br>La condussi nel parco. Ero divorato da un oscuro presentimento. Dopo un poco le chiesi:<br>– Ebbene, Laura, mi dirai finalmente…<br>M’interruppe abbracciandomi:<br>– Non chiedere, ti prego. E’ una sciocchezza…<br>– Ma c’è qualche cosa a Greencastle che ti spaventa?<br>Scosse la testa, mentre un’ombra le passava nello sguardo.<br>– Finchè ci sarai tu qui, non avrò paura di nessuna cosa al mondo.<br>La risposta, invece di rinfrancarmi, mi fece sussultare. Ignorava, forse, o aveva dimenticato, che tra quattro giorni dovevo lasciarla, poi imbarcarmi su una nave della marina britannica?<br><br>***<br><br>Sentivo che qualche cosa esercitava una acuta suggestione su mia moglie: la teneva avvinta sotto il suo triste fascino, la rendeva sempre più silenziosa e pallida, mettendole come un sogno spaventoso negli occhi neri. Avrei voluto sapere chi o che cosa esercitasse quel maleficio: ma non osavo domandare, per non provocare in lei una nuova scossa…<br>Patrick, il vecchio maggiordomo fedelissimo alla famiglia, al quale chiesi, fingendo indifferenza, se la padrona gli avesse mai detto che Greencastle era un po’ troppo grave ed opprimente per la sua anima, mi rassicurò dicendomi che al contrario, la signora era contenta del suo soggiorno. Soltanto, egli aggiunse, doveva temere l’umidità dei boschi, perché gli aveva ordinato di chiudere tutte le finestre al cader del giorno…<br>La penultima notte che doveva precedere la mia partenza, mi ridestai bruscamente da un sonno breve e agitato. Come in un incubo intravidi un chiarore nella stanza da letto.<br>Balzai a sedere sul letto e vidi Laura con un accappatoio gettato sulle spalle, ritta in mezzo alla camera, che guardava sotto la volta, levando in alto la lampada elettrica che si trovava sul suo comodino: pareva che cercasse qualche cosa.<br>Notai che la sua espressione era colma di angoscia: gli occhi sbarrati in cui si leggeva uno sconfinato, disumano terrore, il viso contratto.<br>– Laura! – gridai, correndo verso di lei. – Cosa c’è, Laura? Cosa ti succede?<br>Sussultò, bianca in volto e per poco la lampada non le sfuggi di mano.<br>– Cosa cerchi?… Perché quell’espressione di terrore?… Ti prego, parla!…<br>Mi guardò in silenzio, poi mormorò con voce appena udibile, volgendo via lo sguardo:<br>– Nulla… Un rumore… Mi pareva che… Ma non è nulla… Torna a letto, caro… Certamente mi sono ingannata…<br>Tremava tutta, ora, non so se per il freddo della notte, o per la paura.<br>Volli rassicurarla. Armatomi della mia rivoltella ispezionai non solo minutamente la stanza, ma le stanze vicine ed i corridoi che davano al nostro appartamento privato, mentre Laura mi attendeva rannicchiata sotto le coperte.<br>Quando mi vide rientrare mi fissò, ansiosamente, con uno sguardo che era un’interrogazione piena di angoscia.<br>– Non hai… non hai incontrato… nessuno?…<br>Scossi il capo, sorridendo:<br>– Nessuno, – dissi, – probabilmente hai fatto un brutto sogno e ti sei spaventata. Tutto qui.<br>– Probabilmente è così, – convenne Laura.<br>La giornata seguente trascorse tra i preparativi per la mia partenza. Attendevamo l’arrivo di una dama di compagnia per Laura, ma forse a causa del cattivo tempo, che scatenò un vero diluvio sui boschi di Greencastle per tutto il giorno e parte della notte, le era riuscito impossibile raggiungerci.<br>Dovevo partire nella mattinata, e perciò decisi di non andare a letto, passando la notte a rivedere i miei piccoli bagagli che i domestici avrebbero portato, all’indomani, a Kingstown. Laura voleva vegliare con me, ma alle mie insistenze acconsenti a ritirarsi in camera, lasciando però aperto l’uscio che comunicava con la stanzetta ove io vegliavo.<br>Era da poco cessato l’ultimo scroscio di pioggia ed un gran silenzio era nella notte, quando d’improvviso sentii un grido proveniente dalla stanza da letto. Tesi l’orecchio, ma subito dopo il piccolo grido si rinnovò, e, prima ancora che fossi balzato sulla soglia, Laura era già là, discinta, tremante, con gli occhi sbarrati, scossa tutta da un lieve tremito.<br>– Hai inteso? – esclamò, ansando, stringendomi: – Pensi che mi sia ingannata anche questa volta?…<br>La guardavo perplesso, cercando di comprendere.<br>– Cosa dovevo intendere?…<br>Laura scosse il capo sconsolatamente:<br>– Pensi che abbia sognato anche questa volta?.… Rispondimi, non vi sono pipistrelli a Greencastle?…<br>Questa parola, pipistrello, mi colpì, e fu, per me, come un lampo di luce improvvisa.<br>– Comprendo, – esclamai: – E’ ancora una volta quell’orribile quadro, che ti ritorna alla mente… E’ quella schifosa bestiaccia dipinta in quel ritratto… Per un temperamento suggestionabile come il tuo, è bastato vederla per esserne colpita… Ma non temere, sfonderò subito quella tela e tutto sarà finito…<br>– No, no!… – proruppe lei, con impeto. – Non farlo, ti prego! Non farlo!<br>E come vide che io la fissavo, sbalordito, riprese un tono più calmo, più controllato:<br>– Basterà che tu faccia rimuovere il quadro di là e portare altrove, in una delle torri, in una soffitta lontana… Ma non sfondare quella tela… TU NON PUOI SAPERE CHI SIA RITRATTO IN QUELLA TELA…<br>Parole piene di un oscuro significato, che mi lasciarono per un momento interdetto. Ma fu impressione di breve durata: il pensiero di aver trovato la causa di tutti quei fenomeni che mi erano parsi sino allora inesplicabili (quasi da farmi dubitare del buon stato mentale di Laura), mi calmò.<br>Poco dopo facevo trasferire il famoso quadro in soffitta. E alcune ore più tardi partivo.<br><br>***<br><br>Non fossi partito mai! Ha, se le torri di Greencastle mi avessero tenuto prigioniero!… Fossimo stati entrambi, io e lei, colpiti dalla cosa orrenda!<br>La prima lettera di Laura che ricevetti era scritta in tono calmo, sereno. Solo un periodo aggiunto in fondo al foglio mi lasciò perplesso: « Sarai di ritorno per il ventisei novembre? ».<br>Le risposi comunicandole che, purtroppo, il mio viaggio non avrebbe avuto termine che in gennaio.<br>Trascorsero circa due settimane ed ecco un’altra lettera che mi raggiunse in navigazione: la lettera<br>fatale. La lettera DELLA CONFESSIONE.<br>Lord O’Nell si alzò, penosamente, dischiuse un cofanetto e ne trasse un foglietto un po’ ingiallito:<br>– Eccola!<br>– Noi tacevamo, ansiosi, aspettando.<br>« Amore mio », egli lesse: « Io non devo tacerti oltre la verità. Devo confessarti ogni cosa, prima che la vendetta di lui mi raggiunga, prima che io sia uccisa, lontana da te, senza che forza umana possa salvarmi, qui, nel castello di Greencastle che io non volli lasciare, che io non lascerò se non quando mi porteranno via, morta, per seppellirmi nel cimitero degli O’Nell.<br>Ascoltami e non rimproverarmi, perché nessuna colpa io ho commesso verso di te, neanche con il mio silenzio.<br>Prima di conoscerti, molti anni fa, a Firenze, in una gita compiuta con amici, mi imbattei in un giovane medico straniero, uno spagnolo pallido, dalla barba nerissima, dagli occhi penetranti… Aveva un fascino strano, bizzarro, e mi conquistò subito, avvincendomi, parlandomi del suo avvenire, che voleva fosse carico di gloria e di onori.<br>Lo rividi a Firenze, dove mi ero stabilita per qualche anno con i miei, divenne amico di casa, mi confessò il suo amore.<br>Non seppi resistergli. Non potevo resistergli.<br>Soltanto, poiché le sue condizioni erano modeste ed egli era troppo orgoglioso per ricevere una dote come un’elemosina, si fece promettere che io avrei atteso ancora qualche tempo: egli sarebbe partito con una spedizione scientifica per la Terra del Fuoco e contava di farsi un nome, per certi studi sulla fauna velenosa di quell’estremo lembo dell’America meridionale.<br>Glielo promisi.<br>Nell’accomiatarsi, egli, stringendomi la mano mi disse, fissandomi stranamente negli occhi:<br>– Bada che gli uomini come me non si debbono dimenticare. MAI. Essi si vendicano del tradimento, come dell’abbandono. Si vendicano CON ARMI CHE NESSUN UOMO AL MONDO CONOSCE!<br>Mi sentii assalire da una strana paura. Tuttavia lo rassicurai: mi pareva di essere così sicura di lui e di me.<br>Partì, e per lungo tempo non ne seppi nulla.<br>Non mi scrisse mai, né io gli scrissi. E, a poco a poco, le vicende della vita cominciarono a indebolirne l’immagine nella mia memoria: restava, del suo amore per me, un vago ricordo che mi dava la sensazione bruciante di una cicatrice non interamente rimarginata.<br>Un giorno, dopo circa nove mesi dalla sua partenza, la sera del ventisei novembre, mia madre, leggendo un giornale inglese, ebbe un sussulto ed esclamò:<br>– Toh!, quel povero amico nostro…<br>Non so perché, sentii un brivido e chiesi, levandomi in piedi:<br>– Chi?… Quale amico nostro?…<br>Mi tese il giornale, senza parlare, accennando ad un articolo firmato e datato da Buenos Aires.<br>Lessi: una spedizione di scienziati recatasi nella Terra del Fuoco, aveva avuto la sventura di perdere due dei suoi componenti, dopo un’agonia orribile, in seguito ad infiammazione sviluppatasi per certe ferite che si erano riscontrate su di loro, dopo una notte trascorsa incautamente all’aperto.<br>Non c’era da dubitare che si trattasse dei vampiri, gli immondi e feroci pipistrelli dell’America del Sud. E qui il giornale si diffondeva a lungo sulle abitudini di questo pericoloso e spaventoso chirottero, concludendo con il rimpiangere, soprattutto, la fine di una delle due vittime, un giovane e valoroso dottore spagnolo, che gli indigeni di scorta veneravano come un essere soprannaturale, chiamandolo, per il colore delle chiome e della barba, il dottor Nero ».<br>Non potevo ormai più dubitare: il « dottor Nero » era lui, l’uomo che mi aveva strappato la promessa di attenderlo, di diventare sua, l’uomo che aveva proferito anche l’oscura minaccia.<br>Il dolore che mi diede tale notizia mi fece sentire in pari tempo che il vincolo che avevo stretto con lui si era spezzato, e questo pensiero, non so perché, mi diede un senso di liberazione, come se mi fossi sottratta da una suggestione possente ed invincibile…<br>Sentivo, allora, che il mio amore per lui mi era stato imposto da una specie di influsso magnetico e che questo influsso, ora, era finito.<br>Io ero libera. Ero tornata ad essere interamente libera. La mia promessa non aveva ormai più alcuna ragione di venire mantenuta, dal momento che lui era morto.<br>Ed un mese dopo conoscevo te, e la tua bontà e la tua lealtà fiera e cavalleresca. Le tue virtù mi fecero comprendere come vi fosse al mondo un amore diverso DA QUELL’ALTRO, un amore nobile e grande: quell’amore che, dopo sette mesi, ci conduceva all’altare e mi dava il diritto di portare il tuo nome, quello degli O’Nell.<br>Ed ora ascolta, amore mio – continuava la lettera – ascolta la cosa assurda e terribile, ciò che tu solo saprai e che mi tiene sotto la potenza di una forza inesorabile, che mi ucciderà…<br>Credevo che il vincolo antico fosse finito con la morte di lui, credevo che nulla mi legasse a quel morto: AVEVO DIMENTICATO LA VENDETTA…<br>Ed EGLI mi riapparve, un giorno: mi riapparve qui, nel tuo castello, in quel ritratto che vedemmo insieme, quel fosco ritratto di uno conosciuto…<br>Rividi il suo viso pallido, la sua barba nerissima, i suoi occhi penetranti come lame… ed egli stringeva – ricordi? – tra le ceree mani la bestia orribile, che lo aveva ucciso…<br>Tu non VEDESTI ALTRO, tu non SENTISTI ALTRO…<br>Ma io vidi – VIDI, capisci? – il palpitare delle ali di quel pipistrello e SENTII che la sua bocca immota diceva una data: VENTISEI NOVEMBRE…<br>Era la data della mia sentenza, la data fatale della vendetta, ch’egli pronunciava, da quella tela, che è qui da duecento anni e che voi non sapete DI CHI SIA…<br>Da allora io ho inteso che ero perduta; e da allora la sua vendetta è cominciata…<br>Tu non SAPEVI e non SENTIVI, ma nella notte, era QUEL PIPISTRELLO, che veniva e si aggirava per la stanza, in larghe ruote, invisibile a tutti, muto ammonimento di CIO CHE DOVRA’ AVVENIRE e, forse, spaventoso strumento del suo castigo…<br>Volli illudermi, da principio, cercai di riconfortarmi, trattandomi da visionaria: ma, a poco a poco, finii col non dubitare più. Non ebbi più speranza.<br>Non ti volli dire nulla, ma tu intuisti qualche cosa nella notte che precedette la tua partenza, e facesti trasportare altrove quel ritratto, per rassicurarmi…<br>Fu vano.<br>Il destino si imponeva.<br>Ed il pipistrello, l’orribile bestia, è venuto ancora, la notte, nonostante io facessi chiudere tutte le porte, tutte le finestre. Nonostante che Matilde, la mia dama di compagnia, dormisse nella stanza accanto alla mia camera, e Patrick ed i servi, a cui nulla ho detto mai, dormissero nel corridoio e nelle anticamere.<br>È venuto ancora. I suoi volteggi ogni notte si abbassano sempre più, sempre più…<br>Sento il fremito delle sue ali, nella notte buia, sempre più vicino al mio viso…<br>IL VENTISEI NOVEMBRE: ecco la data in cui tutto ciò finirà. La data che EGLI HA SEGNATO e che nulla varrà a protrarre, che nessuna forza umana potrà allontanare da me.<br>Sto consumandomi nell’angoscia e nel terrore. I nervi non mi reggono più. Sono avvolta nella crudele atmosfera di un mondo soprannaturale.<br>Se tu non puoi venire, se tu non poi salvarmi ed io SENTO che nessuno lo potrà, al mondo – vieni, almeno in tempo per rivedermi sul letto di morte, prima che il cimitero degli O’Nell mi abbia. Vieni a baciarmi in fronte per l’ultima volta.<br>Così ti aspetta, morta, amandoti al di là della vita, come oggi, la tua Laura, infelice ed innocente ».<br><br>***<br><br>Le ultime parole furono lette da Sua Grazia con voce soffocata da un nodo di pianto.<br>Stette così, un poco, guardando quelle pagine, ove tutta una storia dolorosa e oscura era scritta. Poi disse, più sommessamente, come colpito da una stanchezza invincibile:<br>– La lettera era troppo strana, terribile e vibrante di verità perché io la credessi dettata da un’allucinazione, da una mente malata, da un’immaginazione morbosa. E poi, fosse stata anche scritta in un eccesso di follia, il dovere di correre accanto a mia moglie demente m’imponeva di non indugiare più e di tornare a Greencastle al più presto possibile.<br>Ventisei novembre!<br>Quella data fatale suonava ora al mio orecchio come un rintocco funebre. Se fossi giunto in tempo al castello!<br>La lettera mi era giunta con un ritardo inesplicabile. Alla data fatale mancavano appena tre giorni. Telegrafai subito all’Ammiragliato chiedendo d’urgenza di essere autorizzato a prendere un aereo per tornare immediatamente in Inghilterra.<br>Ma proprio quando il messaggio era stato inviato si scatenò una bufera infernale. La nave rischiò di venire sommersa dalle montagne d’acqua contro le quali i venti che soffiavano indemoniati da ogni direzione la mandavano a sbattere.<br>In plancia, ero divorato dal terrore di non poter salvare la mia nave ed i miei uomini, e dal terrore di non poter salvare lei, la mia Laura.<br>Per quanto i telegrafisti tentassero di mantenere i collegamenti, le comunicazioni radio si interruppero. Non solo non potevamo mandare messaggi, ma non potevamo neppure riceverne. Non poteva non esserci in tutto questo la mano di un destino oscuro, imperscrutabile ed orrendo che voleva ostacolare ogni mio tentativo per correre presso la donna che amavo e che sapevo in pericolo.<br>Per tutto il giorno, per tutta la notte ed il giorno seguente la pesante nave da guerra rimase in balia del mare imbestialito. Ci trovavamo in pieno Atlantico, lontanissimi da ogni costa. Sballottati da correnti contrarie, investiti da prua, da poppa, di fianco, dovevamo bordeggiare cambiando continuamente rotta, cercando di prendere di prua il mare imbestialito.<br>Finalmente al cader della notte del venticinque novembre il mare si calmò, il vento cadde: le comunicazioni con le stazioni telegrafiche poterono essere riprese.<br>Il messaggio dell’Ammiragliato mi venne subito consegnato: rientrassi pure. Un elicottero mi avrebbe prelevato dalla nave tra un paio d’ore e portato al più vicino aeroporto perché potessi noleggiare un aereo privato.<br>Tre ore dopo, infatti, lasciavo la nave a bordo dell’elicottero. Ma il viaggio non fu tranquillo. Perdemmo alcune ore per un guasto, quando l’elicottero fu costretto a scendere su un isolotto per essere riparato. Tullo concorreva ai danni miei e di Laura; erano circostanze, queste, che non potevano non essere addebitate alla misteriosa potenza di COLUI CHE CI PERSEGUITAVA.<br>Cosa provassi nel corso di quell’interminabile viaggio non potrei descrivere e nessuno potrebbe intendere… Avevo fretta e, insieme, avevo paura di arrivare. E sempre quella data fatale che mi avrebbe visto giungere con un largo margine di ritardo.<br>Infatti non arrivai che il giorno ventisette! Con ventiquattro ore di ritardo.<br>ERO ARRIVATO TROPPO TARDI!<br>La dama di compagnia di Laura, che mi ricevette all’ingresso insieme a Patrick ed al resto della servitù in lacrime, non poté dire altro, singhiozzando, che queste parole:<br>– Venite a baciarla…<br>Laura giaceva tutta bianca sul gran letto scolpito: aveva sul viso pallido un sorriso triste, il sorriso, l’ultimo, che ella aveva serbato per me. E in quel sorriso era l’addio al nostro amore, alla vita, al sole, a tutte le cose belle. Il sorriso di chi se ne va, rassegnato, vinto dalla fatalità.<br>Quando, passata la piena del dolore, potei levarmi in piedi, un bisogno imperioso di sapere tutto mi prese, più forte dell’angoscia, più forte dello schianto.<br>– Io non so e non posso dire quale strana cosa sia avvenuta, – balbettò la dama di compagnia – Posso giurare, però, che questa notte, risvegliata da un suo gemito – ella si lagnava spesso in queste ultime notti, ma bastava che io accorressi per vederla rinfrancata – mi sono avvicinata alla porta, come al solito. E questa notte io giuro di aver udito distintamente COME UN FREMITO D’ALI CHE URTASSERO CONTRO QUALCHE COSA… Ho spalancato l’uscio: nessuno. Ho chiamato, ma la signora, taceva… Era già finito tutto.<br>Ecco tutto quello che sono riuscito a sapere. Ma un ultimo indizio scopersi alla fine, quando mi curvai ancora una volta su Laura, per baciarla: ed io vidi, fremendo, DI CHE COSA ERA MORTA…<br>Laura aveva, al sommo del petto, un sottile solco, una striscia rossa, quasi invisibile, COME L’IMPRONTA DI UN’ALA TAGLIENTE…<br>Corsi alla torre dove il ritratto funesto vi si doveva trovare ancora. Ma un domestico mi avvertì che il vento, tre notti prima (nella notte della famosa tempesta in mare), aveva diroccato una parete mezzo cadente. Le pietre avevano seppellito ogni cosa. Mi precipitai sul mucchio. Non c’era più nulla. Solo un brandello di tela, nel quale due occhi turchini, acuti come due lame, pareva brillassero.<br>– Io so, – concluse milord, – che lo spirito malefico di lui mi perseguita, vuole la sua vendetta contro di me. Sento anch’io i pipistrelli, di notte, e li vedo. Farò la stessa fine di Laura, nel giorno designato… Non so quando… La fatalità incombe su di me. Tuttavia non ho paura. Andrò a raggiungere Laura e tutto questo finirà.<br>Un fremito d’orrore ci prese tutti in quel momento. Contro il vetro del balcone del salotto udimmo distintamente lo sbattere frenetico di lunghe, ampie ali.<br>– Sentite? Sono i pipistrelli!</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>NOTE</strong><br>Racconti horror rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. “Il dottor Nero e la notte dei pipistrelli” di <strong>William Kinston</strong>, apparso in Italia nel settembre 1962 sul numero 4 di “Terrore”, edito da Sansoni e pubblicato per la prima volta su <em>Planet Ghos</em>t.<br>L’autore è ignoto. Forse un autore minore inglese, non presente in WHO’S WHO in horror and fantasy fiction by Mike Ashley. Oppure scrittore italiano sotto pseudonimo.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6a03ad4709d29da2416f344eea1531bb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dottor-nero_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 778,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6a03ad4709d29da2416f344eea1531bb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dottor-nero_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="278" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 30 Mar 2025 06:02:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[A Complete Unknow di James Mangold]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004E"><h1 class="imHeading1">Approvato da Bob Dylan in persona</h1><div><h2 class="imHeading2">Un film che sta a metà strada tra il dramma sentimentale, il biografico e il musicale puro</h2></div><div>
	
	
	

<div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5"><b>A Complete Unknow (Usa, 2024)</b></span></div></div><div class="imTALeft">
<span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Regia:
James Mangold. Soggetto: Elijah Wald (da Dylan
Goes Electric!).
Sceneggiatura: James Mangold, Jay Cocks. Fotografia: Phedon
Papamichael. Montaggio: Andrew Buckland, Scott Morris. Musiche: Bob
Dylan. Scenografia: Franҫois Audouy, Regina Graves. Costumi: Arianne
Phillips. Produttori: James Mangold, Timothée Chalamet, Alan Gasmer,
Bob Bookman, Peter Jaysen, Jeff Rosen, Fred Berger, Alex Heineman.
Produttori Esecutivi: Bob Dylan, Michael Bederman, Brian
Kavanaugh-Jones, Andrew Rona. Case di Produzione: Range Media
Partners, Veritais Entertainment Group, The Picture Company, Tumpike
Films. Distribuzione (Italia): Searchlight Pictures, The Walt Disney
Company Italia. Lingua Originale: Inglese. Paese
di Produzione: USA, 2024. Durata: 141’. Genere: Drammatico,
Biografico, Musicale. Interpreti: Thimotée Chalamet (Bob Dylan),
Monica Barbaro (Joan Baez), Elle Fanning (Sylvie Russo), Edward
Norton (Pete Seeger), Boyd Holdbrook (Johnny Cash), P. J. Byrne
(Harold Leventhal), Scott McNairy (Woody Guthrie), Dan Fogler (Albert
Grossman), Will Harrison (Bob Neuwirth), Norbert Leo Butz (Alan
Lomax),
Eriko
Hatsune (Toshi Seeger), Charlie Tahan (Al Kooper).</i></span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft">
	
	
	

<div class="imTALeft">
<span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Quando
un film ti fa star bene ha raggiunto lo scopo, nel caso di questa
biografia giovanile di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Bob Dylan</b></span><span class="fs14lh1-5"> duplice vittoria, perché sia il
racconto che la parte musicale sono sublimi e non presentano
cedimenti di sorta. Tutto nasce dal libro di </span><b class="fs14lh1-5">Elijad Wald</b><span class="fs14lh1-5"> (</span><i class="fs14lh1-5">Dylan
Goes Electric!</i><span class="fs14lh1-5">)
e narra la svolta elettrica nella carriera di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Bob Dylan</b>, artista nato
nel solco della rivisitazione del folk tradizionale. La storia è
abbastanza semplice e il racconto si svolge a colpi di canzoni -
bellissime e cantate ex novo da un grande </span><span class="fs14lh1-5"><b>Timothée Chalamet</b> - con un
giovane Bob al capezzale del suo idolo, Woody Guthrie, gravemente
ammalato, accolto nella comunità folk newyorkese, tra le braccia di
Pete Seeger e Joan Baez. Non solo, ci sono anche gli amori di Bob
Dylan, soprattutto Sylvie (Fanning) la sua prima donna, ma anche Joan
Baez (Barbaro), amore musicale e carnale, con la quale ha duettato
spesso sul palco. Vediamo ben documentato il suo carattere scontroso
e riservato, dagli occhiali scuri per coprire emozioni alla paranoia
nel sentirsi oggetto di culto da parte dei fan in delirio. Il regista
(che è anche sceneggiatore) insieme al collega </span><span class="fs14lh1-5"><b>Jay Cocks</b>, racconta
l’ascesa di un grande cantante folk, il successo dei primi anni
Sessanta e quel tradimento nei confronti dei fan e di chi l’aveva
lanciato, quando passa all’amplificazione elettrica, mollando le
canzoni originali a base di armonica e chitarra. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Bob Dylan</b></span><span class="fs14lh1-5"> in persona
ha approvato il film, benedetto dopo lunghe sedute di sceneggiatura,
al punto di fare anche da produttore esecutivo, lui che si è
permesso il lusso di non prendere parte alla cerimonia per ricevere
il Premio Nobel per la Letteratura. Il film è stato girato nel New
Jersey (marzo - luglio 2024) con il titolo provvisorio di </span><i class="fs14lh1-5">Going
Electric</i><span class="fs14lh1-5">,
fotografato con le luci giuste (Papamichael) e montato benissimo
(Buckland e Morris), al punto che non si sente la fatica dei 141
minuti di pellicola, per non parlare di scenografia (Audouy e Graves)
e costumi (Phillips) che ti portano nei primi anni Sessanta senza
colpo ferire. </span><span class="fs14lh1-5"><b>Timothée Chalamet</b> è un attore straordinario, credo
che ormai non debba più dimostrare niente a nessuno, ché la sua
rappresentazione del giovane strafottente </span><span class="fs14lh1-5"><b>Bob Dylan</b> rasenta la
perfezione. Bene il doppiaggio di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Alex Polidori</b>, così come è ottima
le decisione di sottotitolare la parte musicale, in modo tale che
anche un fan non viscerale di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Bob Dylan</b> possa apprezzare le
connessioni con la storia. Molto bene </span><span class="fs14lh1-5"><b>Monica Barbaro</b> nei panni di
Joan Baez ed </span><span class="fs14lh1-5"><b>Elle Fanning</b> come primo amore del cantante prodigio,
così come sono ben caratterizzati Cash (Holdbrook) e Seeger
(Norton). Un film che sta a metà strada tra il dramma sentimentale,
il biografico e il musicale puro, che quando esci di sala sei così
soddisfatto che pensi di aver assistito al miglior concerto possibile
di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Bob Dylan</b></span><span class="fs14lh1-5">. Se ve lo siete perso avete fatto male, ma siete ancora
in tempo a recuperare, non aspettate di vederlo su piattaforma, ché
su grande schermo è ben altra cosa.</span></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink85cd6d9c63c0367be0221b04c68c77c5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/a-complete-unknown_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 630,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink85cd6d9c63c0367be0221b04c68c77c5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/a-complete-unknown_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink3e9c9fe36de0b66bce7f8ee31cfc9a52 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/a-complete-unknown_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 500,'height': 281,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3e9c9fe36de0b66bce7f8ee31cfc9a52, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/a-complete-unknown_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=pHvskfTszoU">https://www.youtube.com/watch?v=pHvskfTszoU</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 29 Mar 2025 14:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Isekai Farming di Ryoichi Kuraya]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004D"><h1 class="imHeading1">Anime per pensionati</h1><div><h2 class="imHeading2">Una coccola multimediale per il puro relax dello spettatore</h2></div><div><div class="imTALeft"><b class="fs14lh1-5 cf1">Isekai Farming (2023)</b></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Regia</b>: Ryoichi Kuraya</span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Character design</b>: Yoshiko Saito</span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Musiche</b>: Yashuharu Takanashi, Johannes Nilsson</span></div> <div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Studio</b>: Zero-G</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"> &nbsp;</span></div> <div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Netflix mi suggerisce cose in base ai miei gusti. Netflix, quanto mi fai vergognare! Mi dice: “Guarda qui! È una di quelle cose fantasy no-sense che consumi come un tarlo in una falegnameria!” Io che ho fatto? L’ho guardato? No. Ho resistito quasi due giorni. Poi l’ho visto tutto. Generalmente parlando si tratta di dodici puntate di un Fantasy, con ben due sottogeneri: </span><i><span class="fs14lh1-5 cf1">Isekai</span></i><span class="fs14lh1-5 cf1"> (gente che si reincarna in un altro universo) e </span><i><span class="fs14lh1-5 cf1">wholesome</span></i><span class="fs14lh1-5 cf1"> (tutti sono coccoli, tutto è tenero, va sempre tutto bene).</span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"> &nbsp;</span></div> <div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Come la stragrande maggioranza degli Isekai, la trama comincia con una tragedia. Questa è particolarmente brutta perché Hikaru, il protagonista, fa una vita triste, costellata da lunghe malattie sempre più gravi che lo costringono a letto per anni e anni e alla fine muore. Arrivato a questo punto, la sua anima incontra un dio che gli dice con fare colpevole: “Guarda, forse con te ho calcato un po’ troppo la mano, scusa. Per farmi perdonare, pensavo di farti reincarnare in un posto bello, che desideri hai?” Hikaru gli chiede solo di poter stare bene e lavorare la terra, cose che in vita gli sono mancate per via della sua condizione. Così il dio lo reincarna, già adulto, vestito ed equipaggiato per il lavoro con un pratico attrezzo da giardino onnipotente multiuso, in un regno fantasy generico. Hikaru fa quello che voleva fare, lavora la terra e, di lavoro in lavoro, comincia a creare un luogo e una vita perfetti.</span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"> &nbsp;</span></div> <div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Questo è uno di quei programmi che guardi con disattenzione e va bene così. Tutto è semplice, tenero e amorevole, va sempre tutto bene. È un anime per pensionati. Eppure è incredibilmente soddisfacente. Il protagonista affronta tantissime sfide, sfide che risolve in tre minuti grazie al suo oggetto magico, ma raramente queste sono battaglie. Hikaru coltiva e costruisce ed è quello il bello della serie. Anche se talvolta fa fin troppo rapidamente, vedere espandersi la sua casa e i suoi campi, sentirlo spiegare come e cosa costruisce, vederlo escogitare varie soluzioni è soddisfacente e rilassante. Ricorda quei giochi manageriali o di costruzione come può essere Minecraft et similia o, per chi seguiva Dmax, quei reality dove costruivano o riparavano le cose. In effetti se il nostro avesse avuto più da faticare nell’espandere la casa e cose simili mi sarebbe piaciuto di più. Allo stesso modo il villaggio aumenterà lentamente il numero dei coloni, che arriveranno a pioggia. Sì, anche qui se ci fosse stato un po’ più di lavoro di diplomazia sarebbe stato più bello, ma pure così va bene. Di fatto l’atmosfera serena che permea ogni scena dell’anime mette serenità anche a te che lo guardi. Ovviamente non c’è una trama, la vita di Hikaru va avanti e lui costruisce cose. Sì, mi ha messo voglissima di giocare a un videogame di questo genere.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il character design dell’anime sarà anche semplice (alla fine è il solito harem con quaranta personaggi femminili) ma è proprio azzeccato. I personaggi sono tutti molto carini, tanto per restare in tema e lo sono anche i mostri. Spesso ci sono intermezzi ancora più “teneri” dove tutti sono disegnati come pupazzetti. Davvero, in particolare ho apprezzato il dettaglio degli occhi che sono quasi più curati di quelli reali.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Tutto il resto è semplice, musichette semplici, effetti grafici comuni, le sigle entrambe tranquille e nella media. È una coccola multimediale per il puro relax dello spettatore.</span></div></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink15ee90899de82f10f393a553ed0e3fee = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/IsekaiFarming_ver.jpg','alt': 'La locandina della serie.','title': 'La locandina della serie.','width': 749,'height': 1080,'description': 'La locandina della serie.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink15ee90899de82f10f393a553ed0e3fee, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/IsekaiFarming_ver.jpg" alt="La locandina della serie." title="La locandina della serie." width="200" height="289" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlinkd01349801225362f6bc220bd13e8a502 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/IsekaiFarming_bar.webp','alt': 'Una scena della serie.','title': 'Una scena della serie.','width': 750,'height': 422,'description': 'Una scena della serie.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd01349801225362f6bc220bd13e8a502, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/IsekaiFarming_bar.webp" alt="Una scena della serie." title="Una scena della serie." width="200" height="113" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=uaWsKvnYBog">https://www.youtube.com/watch?v=uaWsKvnYBog</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 29 Mar 2025 05:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Una storia vera di David Lynch]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004C"><div class="imTALeft"><h1 class="imHeading1">Un film on the road puro</h1></div><div class="imTALeft"><h2 class="imHeading2">Una profonda analisi sull’importanza della famiglia</h2></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Una storia vera (Usa, Canada 1999)</b></span></div></div><div class="imTALeft"> <span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Regia: David Lynch. Soggetto e Sceneggiatura: John Roach, Mary Sweeney. Fotografia: Freddie Francis. Montaggio: Mary Sweeney. Effetti Speciali: Gary D’Amico. Musiche: Angelo Badalamenti. Scenografia: Jack Fisk. Distribuzione Italia: BIM. Titolo originale: The Straight Story. Paese di Produzione: USA, Canada, 1999. Genere: Avventura, Drammatico, Biografico, Road Movie. Durata: 112’. Interpreti: Richard Fransworth (Alvin Stright), Sissy Spacek (Rosie Straight), Harruy Dean Stanton (Lyle Straight), Jane Galloway Heitz (Dorothy), Dan Flannery (dott. Gibbons), Ed Grennan (Pete), Joseph A. Carpenter (Bud), Jack Walsh (Apple), James Cada (Danny Riordan), Wiley Harker (Verlyn Heller, Kevin Farley (Harald Olsen), John P. Farley (Thrvald Olsen), Anastasia Webb (Crystal)., Barbara E. Robertson (donna che investe un cervo), John Lordan (Prete), Everett McGill (Tom), Donald Wiegert (Sig).</i></span></div><div class="imTALeft"> 	 	 	 &nbsp;<div class="imTALeft"> <span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">La trama del film è ridotta all’osso, a differenza della produzione più nota di un autore immaginifico come </span><span class="fs14lh1-5"><b>David Lynch</b></span><span class="fs14lh1-5">, ed è ispirata a un fatto realmente accaduto. Il titolo statunitense è più adatto al tema trattato, perché il film racconta proprio </span><i class="fs14lh1-5">La storia di Straight </i><span class="fs14lh1-5">(</span><i class="fs14lh1-5">The Straight Story</i><span class="fs14lh1-5">) e le sue vicissitudini per raggiungere il fratello, attraversando due Stati a bordo di un mezzo di fortuna. La trama in poche parole. Straight - un uomo anziano un po’ bislacco - acquista un trattore usato dopo che il suo l’ha abbandonato per raggiunti limiti di età e con quel mezzo si mette in viaggio per andare a trovare il fratello malato. Il vecchio aveva litigato con il fratello per motivi che con il passare del tempo hanno perso ogni ragione di esistere, come lui stesso dice: </span><i class="fs14lh1-5">uno dei pregi della vecchiaia è che s’impara a non far caso alle piccole cose</i><span class="fs14lh1-5">, anche se </span><i class="fs14lh1-5">il peggior difetto è che si ripensa a quando eravamo giovani</i><span class="fs14lh1-5">. Straight è un vecchio testardo, cucina salsicce e animali che incontra lungo il cammino su una brace improvvisata, dorme in un rimorchio, impiega settimane per compiere un lungo viaggio, si ferma in un piccolo centro per riparare un guasto e viene ospitato da una famiglia accogliente. Infine si rimette in viaggio e l’ultima sequenza vede i fratelli insieme, per l’ultima volta, sulla porta di una casa di campagna. Film </span><i class="fs14lh1-5">on the road</i><span class="fs14lh1-5"> puro, con panoramiche campestri e cittadine dei paesaggi, che passano - senza soluzione di continuità - dall’Iowa al Wisconsin. Candidato a diversi Oscar, non ne vince alcuno, ma l’interpretazione di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Richard Farnsworth</b></span><span class="fs14lh1-5"> (ben doppiato da Omero Antoniutti) è fantastica, anche perché deve caratterizzare sé stesso (un uomo vecchio e malato), al punto che l’attore si immedesima nella storia e muore poco dopo la fine delle riprese. La storia è un pretesto per una profonda analisi sull’importanza della famiglia, sul passare del tempo, sui legami di sangue che non possono finire, sulla vecchiaia come fase terminale della vita. Tra le cose più belle della pellicola, l’incontro tra il vecchio e una ragazzina incinta che è scappata di casa per non confessare il suo errore ai genitori. Giovinezza e vecchiaia si scambiano opinioni e riflessioni sul senso della vita. </span><i class="fs14lh1-5">Una storia vera</i><span class="fs14lh1-5"> è un film che dovete assolutamente vedere. Passato su Iris, ciclo Pellicole d’autore. Pure io - che a tempo debito me l’ero perso - l’ho recuperato in TV. Forse è stata una fortuna, con l’età che avanza sono temi che si apprezzano meglio.</span></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink781a530b5ce7c8e7aaedc85ada6368df = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/storia-vera_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 606,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink781a530b5ce7c8e7aaedc85ada6368df, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/storia-vera_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="289" /></a><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink8e7d06460498a82932bff03f2c40d4ab = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/storia-vera_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8e7d06460498a82932bff03f2c40d4ab, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/storia-vera_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=9O1EK57vnuI">https://www.youtube.com/watch?v=9O1EK57vnuI</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 13:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I Tarocchi Lovecraft e Untold Empire alla Fiera di Marginalia]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004B"><h1 class="imHeading1">Novità letterarie lovecraftiane</h1><h2 class="imHeading2">La Fiera di Marginalia sabato 29 e domenica 30 a Milano</h2><div><div>Due imperdibili novità letterarie lovecraftiane saranno presentate alla <strong>Fiera di Marginalia</strong>, in programma <strong>sabato 29 e domenica 30 marzo</strong> presso la <strong>Casa dei Giochi</strong>, via Sant’Uguzzone 8 – Milano.</div><div><br><strong>I Tarocchi Lovecraft: I Miti di Cthulhu raccontati attraverso gli Arcani Maggiori</strong><br>A cura del <em>Gruppo Telegram Lovecraft Italia</em> e pubblicata da <em>Colomò Editore</em>, questa suggestiva antologia è un’opera corale in cui sette autori si sono lasciati guidare dal Caso: l’assegnazione degli Arcani Maggiori è infatti avvenuta tramite il lancio di un dado.<br><em>“Possono gli Arcani Maggiori essere la Chiave d’Argento per accedere ai Miti di Cthulhu? Sette veggenti, scrittori e scrittrici, ispirati dal Destino e dal Caso, ci guideranno attraverso i Regni del Mostruoso e del Meraviglioso.”</em><br>Con racconti di <strong>Elena Baila</strong>, <strong>Federica Baldi</strong>, <strong>Flavio Deri</strong>, <strong>Mauro Palazzi</strong>, <strong>Sergio Poli</strong>, <strong>Stefano Sbaccanti</strong>, <strong>Paolo Sista</strong>. I tarocchi sono illustrati da <strong>Mario Delucis</strong>.<br><strong>Presentazione ufficiale</strong>: sabato 29 marzo, ore 17:30<br>I Tarocchi Lovecraft:<br></div><div><div><a href="https://www.amazon.it/dp/B0F1D736LJ" class="imCssLink">https://www.amazon.it/dp/B0F1D736LJ</a></div></div><div><br><strong>Untold Empire: Storie di Malavita nei Miti</strong><br>Scritto da <strong>Flavio Deri</strong> e pubblicato da <em>Sagà Edizioni</em>, questa raccolta di racconti unisce l’immaginario della malavita americana degli anni ’20 e ’30 con l’orrore cosmico dei Miti di Cthulhu. Un noir soprannaturale dove potere, rischio e ambiguità morale si fondono in un’atmosfera cupa e affascinante.<br><em>“Cos’hanno in comune i cultisti e i gangster? Il potere. La brama di possederne sempre di più e l’azzardo di esercitarlo, consci dei rischi e refrattari alle conseguenze sul prossimo.</em><br><em>I protagonisti di queste pagine non sono eroi: sono uomini d’affari illeciti, informatori, musicisti maledetti, assassini senza nome e bambini intrappolati in un destino più grande di loro. Figure che si muovono tra vicoli bui, club jazz clandestini e case abbandonate, mentre nell’aria riecheggiano preghiere sussurrate in lingue sconosciute.”</em><br><strong>Presentazione ufficiale</strong>: domenica 30 marzo, ore 15:15<br>Untold Empire:<br></div><div><div><a href="https://www.amazon.it/dp/B0DZZVZZWC" class="imCssLink">https://www.amazon.it/dp/B0DZZVZZWC</a></div></div><div><br></div><div>Entrambi i volumi saranno disponibili presso la Fiera. Se non potete partecipare ma siete curiosi, potete trovarli anche online ai link sopra indicati.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink572a69a67d1eb95d6f311088c4f3e0cc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/untokd_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 720,'height': 936,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink572a69a67d1eb95d6f311088c4f3e0cc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/untokd_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="260" /></a><br></div><div><script> var showboxlink052f66d657d1885d548a05246ad7a6ad = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tarocchi-lovecraft_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 710,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink052f66d657d1885d548a05246ad7a6ad, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tarocchi-lovecraft_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="305" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3ccd3e320ba0a165b2a474efd77abb11 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/marginalia.png','alt': '','title': '','width': 327,'height': 154,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3ccd3e320ba0a165b2a474efd77abb11, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/marginalia.png" alt="Il logo della Fiera." title="Il logo della Fiera." width="200" height="95" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 06:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La stanza accanto di Pedro Almodóvar]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000049"><h1 class="imHeading1">Un film vibrante di passione e duro da digerire</h1><div><h2 class="imHeading2">Primo lungometraggio della carriera girato in lingua inglese, interpretato da ottimi attori</h2></div><div> 	 	 	 &nbsp;<div class="imTALeft"><div><div><span class="fs14lh1-5"><b>La stanza accanto (Spagna, 2024) </b></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Regia: Pedro Almodóvar. Soggetto: Sigrid Nunez (romanzo Attraverso la vita). Sceneggiatura: Pedro Almodóvar. Fotografia: Eduard Grau. Montaggio: Teresa Font. Musiche: Alberto Iglesias. Scenografia: Inbal Weinberg. Costumi: Bina Daigeler. Trucco: Morag Ross. Produttori: Augustín Almodóvar, Esther García. Casa di Produzione: El Deseo. Distribuzione (Italia): Warner Bros Entertainment Italia. Titolo Originale: The Room Next Door. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Spagna. Anno: 2024. Durata: 107’. Genere: Drammatico. Interpreti: Julianne Moore (Ingrid), Tilda Swinton (Martha / Michelle), John Turturro (Damian), Alessandro Nivola (poliziotto), Juan Diego Botto (fotografo), Raúl Arévalo (prete ispanico), Vicky Luengo (moglie di Fred), Esther McGregor (Martha da giovane), Alex Hogh Andersen (Fred), Alvise Rigo (Jonah), Melina Matthews (avvocato).</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i><br></i></span></div></div><div class="imTALeft"> <span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Pedro Almodóvar</b> è uno dei pochi registi che appena esce un suo film lo</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> vado a vedere a scatola chiusa, senza preoccuparmi di trama e interpreti, so che mi stupirà, perché non è mai banale ed è capace di trattare anche il tema più spinoso in modo originale e controcorrente. </span><i class="fs14lh1-5 cf1">La stanza accanto</i><span class="fs14lh1-5 cf1"> non fa eccezione alla regola, primo lungometraggio della carriera girato in lingua inglese, interpretato da ottimi attori britannici e nordamericani come </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Julianne Moore</b>, </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Tilda Swinton</b> e </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>John Turturro</b>, con la partecipazione dell’italoamericano </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Alessandro Nivola</b>. </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Almodóvar</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> parte da un romanzo (</span><i class="fs14lh1-5 cf1">Attraverso la vita</i><span class="fs14lh1-5 cf1"> di </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Sigrid Nunez</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1">) per raccontare il fine vita di una corrispondente di guerra come Martha (Swinton), affetta da un cancro aggressivo, che ritrova la vecchia amica Ingrid (Moore), scrittrice di successo, dalla quale si era allontanata dopo un litigio. Ingrid accetta di vivere gli ultimi giorni accanto a Martha, di accompagnarla verso la fine, senza partecipare direttamente all’eutanasia, ma con la consapevolezza che quando vedrà chiusa la porta della camera dell’amica, lei non ci sarà più. Un film vibrante di passione e duro da digerire, che afferma con forza la libertà individuale di poter decidere quando staccare la spina dalla vita, se il dolore supera la soglia del sopportabile, quando la fede manca e non è possibile trovare motivi per continuare a soffrire. La sceneggiatura è scritta dal regista con grande tensione narrativa, Martha passa dall’euforia alla disperazione, raccontando la sua vita permette al regista di accennare - con rapidi inserti in flashback - a grandi questioni come la guerra in Bosnia e il primo conflitto Iracheno. Non solo, grazie al personaggio di Damian (Turturro) dice la sua sul riscaldamento globale, affronta il cambiamento climatico e parla di un mondo che sta andando alla deriva nell’indifferenza di chi lo governa. Finale bellissimo, con la figlia Michelle (Swinton, truccata in modo giovanile) che si trova a compiere (inconsapevole) gli stessi gesti della madre e che, dopo la sua morte, comincia a capirla, comprendendo perché ha dovuto crescerla da sola, lasciando fuggire un padre psicologicamente devastato dalla guerra del Vietnam. </span><i class="fs14lh1-5 cf1">La stanza accanto</i><span class="fs14lh1-5 cf1"> è girato tra Madrid e New York, fotografato in maniera splendida da </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Eduard Grau</b>, montato senza tempi morti da </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Teresa Font</b> (107’ necessari), impreziosito da un’ispirata colonna sonora sinfonica del solito </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Alberto Iglesias</b> e dalle sontuose scenografie di </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Inbal Weinberg</b>. </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Almodóvar</b></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> gira con una tecnica compiuta e matura che passa dal primo piano </span><i class="fs14lh1-5 cf1">bergmaniano</i><span class="fs14lh1-5 cf1"> al breve piano sequenza, inserendo dei carrelli panoramici che sono una gioia per gli occhi. Un film molto ben strutturato, dove tecnica e racconto si sposano alla perfezione. Leone d’Oro come miglior film alla Mostra di Venezia, più che meritato. Imperdibile.</span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink6201a3bbde8a3651ec5acd8066359030 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/stanza-accanto-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 728,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6201a3bbde8a3651ec5acd8066359030, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/stanza-accanto-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><script> var showboxlink0fb7616fe0701e9f3db920c0765327fe = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/stanza-accanto-loc_bar.webp','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0fb7616fe0701e9f3db920c0765327fe, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/stanza-accanto-loc_bar.webp" alt="Parte della locandina del film." title="Parte della locandina del film." width="200" height="113" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=eb8dpz3uxUw">https://www.youtube.com/watch?v=eb8dpz3uxUw</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 14:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Presto verrò a prenderti di Alfonso Proietti]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000048"><div><h1 class="imHeading1">Una buona prova d’esordio</h1><h2 class="imHeading2">A metà tra l’horror soprannaturale e il thriller teologico</h2></div><div><div><em>[…] Il detenuto con cui ho parlato stamattina ha ucciso più di dieci persone, perciò ero molto nervoso. Mentre lo aspettavo seduto e mi preparavo a riprenderlo, mi chiedevo che aspetto avrebbe avuto e immaginavo un uomo barbarico e oscuro.</em><br><em>Tuttavia, l’uomo che è entrato nella stanza ha tradito le mie aspettative. Il detenuto ha quarant’anni, il suo volto porta dei tratti molto mascolini e i segni evidenti di anni e anni di stress; ma, allo stesso tempo, il modo in cui si muoveva verso la sedia e il suo portamento trasmettevano una certa eleganza, […]</em></div><div><em><br></em></div><div><em>Presto verrò a prenderti</em> di <strong>Alfonso Proietti</strong> edito dalla <strong>Rossini Editore</strong> – si colloca a metà tra l’horror soprannaturale e il thriller teologico, con forti influenze gotiche e una marcata impronta esoterico-religiosa. Il romanzo alterna un tono intimistico, da diario personale, a momenti di dialogo serrato, con un ritmo che cresce in intensità fino a esplosioni di tensione e orrore. Il linguaggio è evocativo, spesso suggestivo e con un forte utilizzo di simbologie bibliche e riferimenti alla demonologia.<br>Il romanzo è in grado di creare un’atmosfera cupa e inquietante, con immagini potenti e visioni disturbanti che restano impresse nella mente del lettore. L’uso del diario personale e delle testimonianze in prima persona aumenta il senso di coinvolgimento e immedesimazione.<br>L’alternanza tra il diario del prete, le interviste al detenuto e l’intreccio con la poliziotta Megan crea una narrazione stratificata e intrigante, che tiene il lettore sospeso tra passato e presente, tra visioni e realtà. Alcuni scambi, soprattutto quelli tra il prete e il detenuto, risultano molto costruiti e meno naturali. L’effetto può essere suggestivo, ma rischia di rendere il discorso meno credibile e più artificiale.<br>Al di la di questo, è una lettura che mi sento di consigliare, una buona prova d’esordio.</div><div><br></div><div><strong>L’AUTORE</strong><br>Alfonso Proietti (1999), cresciuto tra l’Australia e l’Italia, appassionato di arti marziali, che ha studiato nell’accademia del gran maestro Felix Leong, e di letteratura e cinema horror. Al suo esordio con questo romanzo.</div><div><br></div><div><em>Titolo: Presto verrò a prenderti</em><br><em>Autore: Alfonso Proietti</em><br><em>Editore: Rossini Editore</em><br><em>Collana: Narrativa</em><br><em>Pagine: 203</em><br><em>Prezzo: € 15,99</em><br><em>ISBN: 979-1259694690</em></div></div><div><em><br></em></div><div><script> var showboxlink86ed3ef7bf0577da29feabe1d4b02d3d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/presto-verro-prenderti_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 673,'height': 1010,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink86ed3ef7bf0577da29feabe1d4b02d3d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/presto-verro-prenderti_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="301" /></a><em><br></em></div><div><script> var showboxlink9219c4cf56d7d00e5ffc2cc72b80f082 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/alfonso-proietti_autore.jpg','alt': '','title': '','width': 668,'height': 683,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9219c4cf56d7d00e5ffc2cc72b80f082, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/alfonso-proietti_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="155" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 06:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Martin Mystère - Questioni di famiglia di Alfredo Castelli e Sergio Toppi]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000047"><h1 class="imHeading1">Pubblicato da NPE in edizione limitata</h1><div><h2 class="imHeading2">L’unica storia di Martin Mystère, disegnata dal maestro Toppi</h2></div><div><div>In libreria l'unica storia del detective dell’impossibile disegnata dal maestro <b class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Sergio Toppi</span></b><span class="fs14lh1-5">, su sceneggiatura di </span><b class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Alfredo</span><span class="fs14lh1-5"> </span></b><b class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Castelli</span></b><span class="fs14lh1-5">.</span><br></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><div>Con oltre quattrocento pubblicazioni all’attivo, la serie <span class="fs14lh1-5"><b>Martin Mystère</b></span> è tra le più amate e longeve di sempre. Nata nel 1982 dal genio di <span class="fs14lh1-5"><b>Alfredo Castelli</b></span>, è pubblicata da <span class="fs14lh1-5"><i>Sergio Bonelli Editore</i></span> e conta ancora migliaia di fedelissimi lettori, al punto che è tuttora in produzione. Protagonista il “detective dell’impossibile”, da cui prende il nome la serie. Ai disegni si sono alternati alcuni tra i più grandi autori di fumetto italiani, tra i quali spicca il maestro dei maestri: <span class="fs14lh1-5"><b>Sergio Toppi</b></span>. La storia “Questioni di famiglia” è l’unica della serie disegnata da Toppi, apparsa originariamente nel 1995. <span class="fs14lh1-5"><i>Edizioni NPE</i></span> recupera questa perla e la porta in libreria in un volume cartonato di grande formato, che valorizza le splendide tavole del maestro <span class="fs14lh1-5 cf1">e la narrazione avvincente di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Alfredo </b></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><b>Castelli</b></span>.</span></span><span class="fs14lh1-5"> Una pubblicazione che appassionerà tanto gli amanti di </span><span class="fs14lh1-5"><b>Sergio Toppi</b></span><span class="fs14lh1-5"> quanto quelli della serie </span><span class="fs14lh1-5"><b>Martin Mystère</b></span><span class="fs14lh1-5">, nonché i più attenti collezionisti. Il volume si aggiunge alla collana “Sergio Toppi”, che vede </span><span class="fs14lh1-5"><i>Edizioni NPE</i></span><span class="fs14lh1-5"> impegnata nel recupero e la riproposta in libreria dell’intera produzione del maestro. Un’operazione che ha fidelizzato neofiti e appassionati. </span><span class="fs14lh1-5 cf1">Un'esperienza visiva e narrativa unica nel panorama fumettistico italiano.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">In questa storia, il detective dell’impossibile Martin Mystère è alle prese con </span><strong class="fs14lh1-5 cf1">un nuovo curioso enigma da risolvere.</strong><span class="fs14lh1-5 cf1"> Un documentario funesto, un brutale omicidio e un’irruzione di formiche giganti lo trascineranno in una rete di misteri che si intrecciano tra passato e presente. </span><br></div><div><span class="cf1"><strong class="fs14lh1-5">«Martin Mystère - Questioni di famiglia»</strong></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">, pubblicato da </span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><i>Edizioni NPE</i></span></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> in edizione limitata: 2.000 copie, numerate a mano sul retro.</span></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div>«Il sempre stupefacente Sergio Toppi ha la straordinaria capacità di passare da un genere all’altro con la disinvoltura di un grande artista». (Alfredo Castelli) </div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Titolo: Martin Mystère – Questioni di famiglia</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Collana: Toppi</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Numero in Collana: 24</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>ISBN: 9788836272754 &nbsp;&nbsp;</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Autori: Alfredo Castelli, Sergio Toppi</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Formato: 210x297 mm, b/n, pag. 48</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Dorso: 10 mm</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Prezzo: 19,90 euro</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Editore: Edizioni NPE</i></span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink37da7199503c7f720ed7357f277b04b5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/COVER_TOPPI_Martin_Questioni_di_famiglia_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 769,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink37da7199503c7f720ed7357f277b04b5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/COVER_TOPPI_Martin_Questioni_di_famiglia_ver.jpg" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink5c3d0ae6d7bb9aa83da4f8f3f24c9ea5 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TOPPI-Martin-Myste-uere-Questioni-di-famiglia_1.jpg','alt': '','title': '','width': 780,'height': 1078,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TOPPI-Martin-Myste-uere-Questioni-di-famiglia_2.jpg','alt': '','title': '','width': 779,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/TOPPI-Martin-Myste-uere-Questioni-di-famiglia_3.jpg','alt': '','title': '','width': 777,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5c3d0ae6d7bb9aa83da4f8f3f24c9ea5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/TOPPI-Martin-Myste-uere-Questioni-di-famiglia_1.jpg" alt="Alcune tavole del fumetto." title="Alcune tavole del fumetto." width="150" height="209" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 13:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il signore del disordine di William Brent Bell]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000046"><h1 class="imHeading1">Un modesto horror britannico</h1><div><h2 class="imHeading2">Produzione irlandese e britannica per un horror insolito, claustrofobico e inquietante</h2></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Il signore del disordine (Irlanda, Regno Unito 2023)</strong><br><em>Regia: William Brent Bell. Soggetto e Sceneggiatura: Tom de Ville. Casa di produzione: Riverstone Pictures, The Machine Room, Bigscope Films, REP Productions 12. Titolo originale: Lord of Misrule. Genere: Orrore. Anno: 2023. Paese di produzione: Irlanda, Regno Unito. Durata: 104′. Interpreti: Tuppence Middleton (Rebecca Holland), Ralph Ineson (Jocelyn Abney), Matt Stokoe (Henry Holland), Evie Templeton (Grace Holland), Robert Goodman (Graham Nash), Rosalind March (Miri Tremlow).</em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em>Il signore del disordine – Lord of Misrule</em> titolo originale – è un modesto horror britannico che ha il pregio di mettere in scena una storia truce e originale, che non fa sconti a nessuno in tema di orrore viscerale, ma che presenta alcune incertezze a livello di sceneggiatura. Ambientazione perfetta in un piccolo villaggio della campagna inglese, durante il periodo della Festa del Raccolto, una tradizione pagana invernale che ogni anno si rinnova. Il paese ha da poco tempo un nuovo vicario, una donna di nome Rebecca (Middleton), che si è trasferita in quel luogo sperduto insieme alla famiglia. Nel corso delle celebrazioni, sua figlia Grace scompare misteriosamente, tutti sembrano cercare dove sia finita, in realtà tutto non è come sembra. Rebecca scopre molte cose turpi nel passato del paese e deve scontrarsi con una forza malefica che va oltre le sue possibilità. Finale sconvolgente che non rivelo. Produzione irlandese e britannica per un horror insolito, claustrofobico e inquietante, che pesca a piene mani nelle leggende irlandesi e nei culti pagani, costruendo un clima palpabile di angoscia che cresce con il passare dei minuti. Il montaggio poteva essere meno compassato, perché 104’ sono tanti per le cose da dire, con qualche taglio di sceneggiatura forse l’azione ne avrebbe guadagnato, creando una maggior tensione. <strong>Tom de Ville</strong> è l’autore della storia, sia a livello di soggetto che di sceneggiatura, mentre la regia di <strong>William Brent Bell</strong> mostra mano ferma sia nella direzione degli attori sia nella scelta delle inquadrature, mai banali e scontate. Tra gli interpreti, tutti piuttosto bravi e ben calati nella dimensione da horror fantastico: <strong>Tuppence Middleton</strong>, <strong>Ralph Ineson</strong>, <strong>Matt Stokoe</strong>, <strong>Anton Valensi</strong>, <strong>Rosalind March</strong>. Un film poco visto al cinema che è ancora possibile apprezzare su Rai Play dopo un passaggio in Prima Tv su Rai 4, il canale digitale RAI dedicato al thriller e all’orrore.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkc93afe14d2a2c375bfe945d024d5932e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/signore-disordine_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 630,'height': 900,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc93afe14d2a2c375bfe945d024d5932e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/signore-disordine_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinka640f256bc4c03f631d6caa26e593e51 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/signore-disordine_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1600,'height': 900,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka640f256bc4c03f631d6caa26e593e51, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/signore-disordine_bar.jpg" alt="Il manifesto del film." title="Il manifesto del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Q4IlwOTzyPc">https://www.youtube.com/watch?v=Q4IlwOTzyPc</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 05:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Hit The Road dei Machine Gun Kelly]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000045"><div><h1 class="imHeading1">Band italiana attiva dal 2005</h1><h2 class="imHeading2">Un album che ha sicuramente più luci che ombre</h2></div><div><div><strong>MACHINE GUN KELLY "Hit The Road"</strong><br><strong>Full-length, Diamonds Prod.</strong><br><strong>(2025)</strong><br><br>I <span class="fs14lh1-5"><b>Machine Gun Kelly</b></span> sono una band italiana attiva dal 2005 e in questo primo tratto di 2025 fanno uscire il loro quarto album, ovvero quello che è l'oggetto della mia recensione, <span class="fs14lh1-5"><i>Hit The Road</i></span>. Questa band non inventa nulla di nuovo ma ama andare a ritroso nel tempo di circa quattro decenni e riprendendo la lezione del metal classico e dell'hard rock più sfrontato e melodico. Se da un punto di vista chitarristico il disco spesso si avvicina al metal puro, con soluzioni anche di pregio, le vocals invece vanno più in direzione di uno street rock piuttosto melodico e semplice.<br><br>Questa doppia anima della band riesce a convivere benissimo in un album davvero buono e che per certe cose potrebbe anche piacere a chi ascolta band tipo i <span class="fs14lh1-5"><b>The Darkness</b></span>, ovvero a chi cerca un sound datato ma comunque attuale nei suoni e soprattutto nella freschezza delle composizioni, che appaiono sempre vivaci e trascinanti. Tanti i pezzi buoni in questo album, soprattutto nella prima parte del disco, dove la titletrack, "Devil Woman" o "Private Paradise" colpiscono in pieno volto e senza tanti fronzoli.<br><br>In ogni caso anche la seconda parte del platter è buona, e su tutti spiccano brani come "Wicked Baby Blues" o "Sun Goes Dawn". Quest'ultimo pezzo citato, tra l'altro tra i più vari e articolati del disco, chiude un album che ha sicuramente più luci che ombre. Le luci sono quelle che ho evidenziato, ovvero che ci troviamo di fronte a un album hard rock in tutto e per tutto, con un ottimo lavoro di chitarra. Le ombre forse risiedono nel fatto che nel disco non vi sia una vera e propria hit capace di ergere il lavoro a un giudizio pienamente positivo.<br><br>Manca insomma ancora quel guizzo creativo in più, quella melodia vocale che si stampi in testa senza andarsene, ecco. Per il resto comunque il disco è molto buono e lo consiglio, soprattutto agli amanti del genere hard rock.<br></div><div><br><strong>Tracklist:</strong><br><ol><li>Hit the Road</li><li>Private Paradise</li><li>(Screams) in the Night</li><li>Devil Woman</li><li>Wicked Baby Blues</li><li>Lord of Fake</li><li>Fly High</li><li>Sun Goes Dawn</li></ol><br><strong>Line-up:</strong><br>M.G Miche - Vocals<br>Caste - Guitars<br>Umberto - Basso<br>Mattia - Drums</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkd7f81e2522c3d14328793c4f79586fa1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Hit-The-Road_cover.jpg','alt': '','title': '','width': 730,'height': 744,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd7f81e2522c3d14328793c4f79586fa1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Hit-The-Road_cover.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="204" /></a><br></div><div><script> var showboxlink99193eb832416afa3e8bccebcdfdbd61 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Machinegunkelly_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1536,'height': 913,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink99193eb832416afa3e8bccebcdfdbd61, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Machinegunkelly_bar.jpg" alt="La band Machine Gun Kelly." title="La band Machine Gun Kelly." width="200" height="119" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 15:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Mobile Suit Gundam: L'Ottavo Plotone di Takeyuki Kanda e Umanosuke Iida]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000044"><h1 class="imHeading1">Un gioiello dell’animazione</h1><div><h2 class="imHeading2">Personaggi curati tanto nella grafica che nel loro background</h2></div><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Mobile Suit Gundam: L’ottavo plotone (1996)</span></b></div><div><b><span class="fs14lh1-5 cf1">Autori</span></b><span class="fs14lh1-5 cf1">: Yoshiyuki Tomino, Hajime Yatate</span></div><div><b><span class="fs14lh1-5 cf1">Regia</span></b><span class="fs14lh1-5 cf1">: Tekeyuki Kanda, Umanosuke Ida</span></div><div><b><span class="fs14lh1-5 cf1">Sceneggiatura</span></b><span class="fs14lh1-5 cf1">: Akira Okeaya, Hiroaki Kitajima</span></div><div><b><span class="fs14lh1-5 cf1">Character Design</span></b><span class="fs14lh1-5 cf1">: Toshihiro Kawamoto, Tomoaki Kado</span></div><div><b><span class="fs14lh1-5 cf1">Musiche</span></b><span class="fs14lh1-5 cf1">: Kohei Tanaka</span></div><div><b><span class="fs14lh1-5 cf1">Edito in italia da</span></b><span class="fs14lh1-5 cf1">: Dynit</span></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Un giorno, quando avevo più o meno vent’anni, mi dissi: “Sento sempre parlare di questo </span><i><span class="fs14lh1-5 cf1">Gundam</span></i><span class="fs14lh1-5 cf1">: ora me lo guardo tutto”. Seguì una settimana di visione continuativa di tutto quello che esisteva. Fu una “terapia Lodovico”, non mi appassionò per niente tranne per una gemma che, per me, rimane la più brillante. L’ottavo plotone di fanteria meccanizzata. 12 episodi (più un Oav) che ora stanno su Amazon Prime video di genere (se serve dirlo), guerra, mecha, drammatico.</span></div><div><br></div><div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Shiro Hamada è il nuovo comandante dell’ottavo plotone terrestre della federazione. Prende il comando di una squadra di militari rimasti senza leader e li condurrà in una dura guerra che avviene tra giungle e montagne. Oltre al dramma della lotta, con le sue molte sfaccettature che si riflettono anche sui suoi compagni e sul territorio (civili inclusi), Shiro affronta una seconda “storia”. Conosciuta in battaglia una ragazza di nome Alina, pilota del rivale esercito di Zeon, vive con lei una travagliata lotta d’amore che prevaricherà i fronti e gli esiti della guerra stessa.</span></div><div><br></div><div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Uscito dopo molte altre stagioni, </span><b><span class="fs14lh1-5 cf1">08th Ms Team</span></b><span class="fs14lh1-5 cf1"> è cronologicamente la seconda serie di </span><i><span class="fs14lh1-5 cf1">Gundam</span></i><span class="fs14lh1-5 cf1"> ed è ambientata in contemporanea alla prima, solo da un’altra parte. È un gioiello dell’animazione. I personaggi sono curati tanto nella grafica quanto nel loro background e sono parecchi sia sul fronte dei buoni che su quello dei malvagi. In secondo luogo la trama è molto bella e dà una discreta rilevanza alla storia d’amore che include, al pari della guerra, ricordando in questo quasi le serie di </span><i><span class="fs14lh1-5 cf1">Macross</span></i><span class="fs14lh1-5 cf1">.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Non tralascia i temi principali di </span><i><span class="fs14lh1-5 cf1">Gundam</span></i><span class="fs14lh1-5 cf1"> stesso, ovvero che la guerra è terribile a prescindere, nessuno dovrebbe farla ed è crudele. Mostra che non ci sono mai “buoni” e che spesso la gente si ammazza seguendo ordini di altri che nemmeno conosce.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">A differenza di molte altre serie, però, qui i Gundam non sono né unici né speciali. Sì, sono armi avveniristiche, ma non così tanto da essere invincibili per gli altri mezzi e vengono prodotti e usati in serie. Di fatto li spoglia della loro aura da protagonisti e li rende uno strumento come tanti altri, calcando ancora di più l’enfasi sugli umani che li muovono. Tutta l’ambientazione ricorda abbastanza la guerra in Vietnam e penso sia voluto (non sono il primo a definirlo il “Vietnam dei Gundam”) con addirittura qualche piccola citazione al Kubrikiano “</span><b><span class="fs14lh1-5 cf1">Full metal jacket</span></b><span class="fs14lh1-5 cf1">”.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Perfino i protagonisti sono eroi, ma non senza macchia e commettono i loro sbagli. In questa serie il lato “realistico” che contraddistingue le serie di Gundam è davvero predominante.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Sul piano tecnico stiamo parlando di un prodotto degli anni ‘90 che è uscito dopo “</span><b><span class="fs14lh1-5 cf1">Gundam Wing</span></b><span class="fs14lh1-5 cf1">” e che dimostra in questo di non essere il meglio che si poteva avere come spettacolarità. Credo però che sia voluto, perché il target era un altro così come quali parti della trama sulle quali focalizzarsi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La sigla è semplicemente bellissima.</span></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Non sono un fan del genere (forse per il modo violento con il quale mi ci sono avvicinato) ma anche dopo decenni dalla prima visione ho trovato questa serie di altissimo livello e invecchiata poco e solo a livello tecnico. Dato che non richiede conoscenze particolari di nessun altro anime io la consiglio. Le varie citazioni che ci sono possono pure essere tali e venire ignorate di fronte a una trama che rimane godibilissima.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><script> var showboxlink495048c3706e29e947236ca5532af8f0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gundam-plotone_ver_y6dpl7i2.jpg','alt': 'La locandina del serial.','title': 'La locandina del serial.','width': 720,'height': 1080,'description': 'La locandina del serial.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink495048c3706e29e947236ca5532af8f0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/gundam-plotone_ver.jpg" alt="La locandina del serial." title="La locandina del serial." width="200" height="300" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OJ7OIzqdfMk">https://www.youtube.com/watch?v=OJ7OIzqdfMk</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 07:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Trap di M. Night Shyamalan]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Scognamiglio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000043"><div><h1 class="imHeading1">Un thriller semplice ma ricco di sostanza</h1><h2 class="imHeading2">Il regista questa volta abbandona il suo essere visionario offrendoci un prodotto più concreto</h2></div><div><div><div><strong>Trap (Usa, 2024)</strong><br><em>Regia: M. Night Shyamalan. Sceneggiatura: M. Night Shyamalan. Fotografia: Sayomphu Mukdiphrom. Montaggio: Noëmi Preiswerk. Musiche: Herdís Stefánsdóttir. Scenografia: Debbie DeVilla, Brittany Morrison. Costumi: Caroline Duncan. Produttori: M. Night Shyamalan, Marc Bienstock, Ashwin Rajan. Produttore esecutivo: Steven Schneider. Case di Produzione: Warner Bros. Pictures, Blinding Edge Pictures. Distribuzione (Italia): Warner Bros. Italia. Genere: Thriller, Giallo. Anno: 2024. Paese di produzione: Usa. Durata: 106′. Interpreti: Josh Hartnett (Cooper), Ariel Donoghue (Riley), Saleka (Lady Raven), Hayley Mills (dottoressa Josephine Grant), Alison Pill (Rachel), Jonathan Langdon (Jamie), Mark Bacolcol (Spencer), Marnie McPhail (mamma di Jody), Kid Cudi (The Thinker), Russ (Parker Wayne), Marcia Bennett (Madre di Cooper), Lochlan Miller (Logan Adams), M. Night Shyamalan (Zio di Lady Raven).</em></div><div><br></div><div>Cooper è un vigile del fuoco e padre di famiglia che realizza il sogno di sua figlia Riley: portarla al concerto della sua cantante preferita Lady Raven. Il pomeriggio procede bene fino a quando Cooper nota un esagerato spiegamento di forze di polizia. Chiede spiegazioni quindi a James, un commesso addetto alle vendite allo stand dei gadget, il quale gli dice che il concerto è una trappola per catturare Il Macellaio, un serial killer che da tempo terrorizza la città con dodici vittime all’attivo. L’FBI è venuta a sapere che tale killer sarebbe stato presente al concerto. Riley comincerà a notare gli strani atteggiamenti di suo padre ma l’uomo riesce a ingannare anche sua figlia in modo abile e calcolato. In alcune scene invece appare agitato e pensieroso proponendole di andare a curiosare in giro con l’unico scopo di trovare una via di fuga dall’edificio. Riuscirà comunque nel suo intento sfruttando la passione della figlia per la popstar ed entrando in contatto diretto con quest’ultima… ma sarà l’inizio della fine per Cooper che vedrà la sua vera identità venire allo scoperto.</div><div><br></div><div><strong>M. Night Shyamalan</strong> torna alla regia a un anno dal suo ultimo <em>Bussano alla Porta</em> (datato 2023) con questo thriller semplice ma ricco di sostanza. Senza troppi giri di parole, il regista rivela quasi subito allo spettatore chi è l’assassino nel film in quanto non vuole giocare sulla suspense come se fosse un giallo poliziesco ma bensì concentrare l’attenzione sul personaggio. Il macellaio ci apparirà più che altro come un astuto “Arsenio Lupin” capace di svignarsela e farla franca facilmente ingegnandosi come può sfruttando l’ambiente circostante e la sua capacità di interagire con le persone (risparmiandoci di mostrare i suoi omicidi con dei flashback, il che risulta positivo visto il contesto trattato). Il merito della riuscita di tale personaggio sta nell’azzeccata scelta dell’attore, tale <strong>Josh Hartnett</strong> (<em>Halloween 20 Anni Dopo</em>, <em>The Faculty</em>, <em>Il Giardino delle Vergini Suicide</em>, <em>Pearl Harbor</em>, <em>Sin City</em>, <em>30 Giorni di Buio</em>, <em>Oppenheimer</em>… giusto per citarne alcuni) che ci offre una performance convincente e si cala perfettamente nei panni del pazzo omicida nonostante abbia avuto sempre ruoli da bravo ragazzo nella sua carriera. Il film è anche una scusa da parte del regista (che interpreta un cameo come zio di Lady Raven) per pubblicizzare la figlia cantante <strong>Saleka</strong> (nei panni di Lady Raven) facendola dunque debuttare nel mondo del cinema affidandole il ruolo di personaggio chiave nella parte finale del film. Il finale, che tenderà a movimentarsi con una frenetica caccia all’uomo e allo stesso tempo con un inseguimento tra gatto e topo, risulta ben coordinato e studiato grazie a una sceneggiatura solida ma non troppo impegnativa che risponderà a tutti gli interrogativi che si è fatto lo spettatore durante la visione.</div><div><br></div><div>Il regista questa volta abbandona il suo essere visionario offrendoci un prodotto più concreto, quasi a trattarlo come un fatto realmente accaduto. Intrattiene senza annoiare. Seppur possa sembrare a tratti prevedibile, è comunque un film valido e meritevole di visione.</div></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink16560f2cb6a75e4501bc6f3ecba8bdd4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/trap_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 525,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink16560f2cb6a75e4501bc6f3ecba8bdd4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/trap_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="250" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=iepYNxTcBoA">https://www.youtube.com/watch?v=iepYNxTcBoA</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 06:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Frankenstein Junior di Mel Brooks]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000041"><div><h1 class="imHeading1">Un piccolo capolavoro dell’umorismo nero</h1></div><div><h2 class="imHeading2">Considerata una delle migliori commedie americane di tutti i tempi</h2></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">Frankenstein Junior (Usa, 1974)</span></b></span></div></div><div> <span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Regia: Mel Brooks. Soggetto: Mery Shelley, Gene Wilder, Mel Brooks. Sceneggiatura: Gene Wilder, Mel Brooks. Fotografia. Gerald Hirschfeld. Montaggio: John C. Howard. Musiche. John Morris. Scenografia: Dale Hennesy. Costumi: Dorothy Jeakins. Trucco: William Tuttle. Produttore: Michael Gruskoff. Case di Produzione. Gruskoff - Venture Films, Crossbow Productions Inc, Jouer Limited, 20th Century Studios. Titolo Originale: Young Frankenstein. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 1974. Durata: 105’. Dati tecnici: B/N. Genere: Horror comico, Grottesco. Interpreti: Gene Wilder (dottor Frederick von Frankenstein), Peter Boyle (la creatura), Marty Feldman (Igor), Cloris Leachman (Fraü Bucher), Teri Garr (Inga), Kenneth Mars (isp. Hans Kemp), Madeline Kahn (Elizabeth), Gene Hackman (eremita cieco), Richard Haydin (Gerard Rosenthal), Liam Dunn (sig. Hilltop), Danny Goldman (studente).</i></span></div><div> 	 	 	 &nbsp;<div> <span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Frankenstein Junior</i> è un horror comico così riuscito che un anno dopo ha prodotto in Italia una parodia della parodia come <i>Frankenstein all’italiana</i> di Armando Crispino, molto più spinto sul lato erotico, con un valido protagonista come Aldo Maccione nei panni del mostro. Tra gli altri interpreti ricordiamo Enrico Tedeschi (<i>mad doctor</i>) e la bella Jenny Tamburi (fidanzata del dottor Frankenstein) concupita dal mostro. Ma parliamo dell’originale, il quarto film di Mel Brooks &nbsp;- dopo <i>Per favore non toccate le vecchiette</i>, <i>Il mistero delle dodici sedie</i> e <i>Mezzogiorno e mezzo di fuoco</i> - regista poco prolifico, solo undici lungometraggi e carriera finita con <i>Dracula morto e contento</i> (1995), mentre si ricorda tra i migliori il mitico <i>Balle spaziali</i> (1987). La sua cifra stilistica è il grottesco, condito da ironia e dal gusto per la parodia di un intero genere (western, horror, commedia, fantascienza, giallo hitchcockiano, cinema muto) o di un capolavoro (<i>Frankenstein</i>, <i>Guerre Stellari</i>, <i>Mezzogiorno di fuoco</i>, <i>Robin Hood</i> …). Mel Brooks è nato nel 1926, vive ancora, ma dal 1995 non lavora più nel cinema, in ogni caso si è sempre apprezzata la sua attività di commediografo, doppiatore e sceneggiatore. Il suo attore preferito è Gene Wilder, ex compagno di scuola e sodale di molte avventure, spesso cosceneggiatore, predilige anche Marty Feldman, attore che incarna il genere grottesco con la sola espressione del volto. <i>Frankenstein Junior</i> compie cinquant’anni nel 2024, la pellicola viene considerata una delle migliori commedie americane di tutti i tempi, dal 2003 viene conservata nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Un film che non invecchia, intriso di una comicità ironica che spesso sfocia nel fisico, diventa <i>slapstick</i> e da cartoon, con momenti tipici del cinema muto delle torte in faccia. Tra tutte cito la sequenza in cui la creatura incontra un eremita cieco e non riesce a mangiare la minestra, perché quest’ultimo gliela versa sulle gambe facendolo gridare di dolore, poi gli spacca il bicchiere colmo di vino per un brindisi, infine gli accende un dito invece del sigaro. Ricordiamo anche lo sguardo allampanato di Igor, tutte le battute fisiche che derivano dalla posizione della gobba (non è mai allo stesso posto) e dai suoi occhi sporgenti (<i>il malocchio</i> …). Gene Wilder è un perfetto <i>mad doctor</i> strampalato che prima ripudia la parentela con il nonno, poi si dedica a identico esperimento con lo storico grido <i>Si può fare!</i>. Il film è girato in bianco e nero, con una fotografia che ricorda il cinema degli anni Trenta, quasi tutto ricostruito in studio grazie a scenografie curate e sfondi horror che fanno venire alla memoria il cinema gotico. La parodia del film originale è totale, nella pellicola di Mel Brooks ci sono persino alcuni attrezzi di scena presi dal film di James Whale (1931). La trama è inutile ricordarla, perché ripercorre in senso comico la storia originale di Mary Shelley, solo che l’esperimento viene fatto dal nipote e l’assistente Igor - si fa chiamare <i>Aigor</i> così come il dottore vuol essere chiamato <i>Frankestin</i> - sbaglia cervello da far trapiantare (un pazzo invece di uno scienziato). Le gag comiche sono eccellenti, tra le migliori citiamo quella al cimitero quando il dottore e Igor riesumano un cadavere; il primo dice: “Che lavoraccio!”, il secondo aggiunge: “Potrebbe essere peggio. Potrebbe piovere”. E subito si mette a piovere. Ricordiamo molti giochi di parole, tanta comicità fisica, da avanspettacolo, tutto ben riprodotto anche con il doppiaggio italiano, curato da gente brava come Oreste Lionello (il dottor Frankenstein), Gianni Bonagura (Igor) e Massimo Foschi (la creatura), senza dimenticare Mario Maranzana che presta la voce con accento tedesco all’ispettore Hans Kemp. Un altro numero basilare è il balletto a ritmo di tip-tap davanti agli scienziati che mettono in scena il dottor Frankenstein e la creatura con lancio di oggetti ed esplosione di rabbia finale. Divertente il rapporto sessuale tra il mostro (molto dotato) e la fidanzata del dottor Frankenstein (sorpresa da tanta foga), mentre poco prima il medico aveva fatto bagordi con la sua assistente, che finisce per sposare. Nella parte finale il dottore passa una parte del suo cervello al mostro, che comincia a ragionare come uno scienziato, in cambio riceve qualcosa da lui che prima non aveva, dote nuova della quale si rende conto ben presto la consorte. <i>Frankenstein Junior</i> è un piccolo capolavoro dell’umorismo nero, un comico - grottesco che dura nel tempo e che si rivede sempre con piacere. Immortale.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkdc22cd7ed60b2f4f9cefe4f117825566 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/FrankensteinJunior1974_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 720,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdc22cd7ed60b2f4f9cefe4f117825566, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/FrankensteinJunior1974_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=9u9J4p7rRro">https://www.youtube.com/watch?v=9u9J4p7rRro</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 07:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sangue selvaggio – Incubi dal profondo West di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000040"><div><h1 class="imHeading1">Antologia che fonde il western con l’horror e il weird</h1><h2 class="imHeading2">Ogni racconto esplora un aspetto diverso del West, rielaborandolo in chiave gotica e sovrannaturale</h2></div><div><div><em>[…] Il forestiero entrò nel saloon e tutti si voltarono a guardarlo. Aveva la sabbia incollata sui vestiti e sul cappello, come se avesse viaggiato per giorni attraversando le tormente del Deserto dell’Ovest. E questo era impossibile, perché il Deserto non risparmiava nessuno; quelle dune dorate che sembravano scavalcare persino la linea dell’orizzonte per estendersi senza fine avevano ingoiato più uomini che pioggia negli ultimi mille anni. Lo sapevano tutti quelli che lì a Silent Town ci erano nati e cresciuti? […]</em></div><div><em><br></em></div><div><em>Sangue Selvaggio – Incubi dal profondo West</em> edita da <strong>Weird Book</strong> nel 2018 è un’antologia che fonde il western con l’horror e il weird, un connubio perfettamente naturale se si considera il West come una terra di misteri, di morte e di incontri con l’ignoto. La raccolta, curata da <strong>Nicola Lombardi</strong>, presenta racconti firmati da alcuni dei più noti autori italiani del genere fantastico, tra cui <strong>Danilo Arona</strong>, <strong>Luigi Boccia</strong>, <strong>Stefano Di Marino</strong>, <strong>Claudio Foti</strong>, <strong>Maico Morellini</strong>, <strong>Luigi Musolino</strong>, <strong>Gianfranco Staltari</strong> e <strong>Claudio Vergnani</strong>.<br>Ogni racconto esplora un aspetto diverso del West, rielaborandolo in chiave gotica e sovrannaturale: territori infestati, maledizioni ancestrali, entità demoniache e incubi emergenti dalla polvere e dal sangue. La narrazione è immersiva, grazie a una scrittura evocativa che restituisce il fascino oscuro di questa frontiera mitica.<br><br></div><div>Procediamo con i racconti:<br><em>Malongo</em> di <strong>Danilo Arona</strong> – La storia si apre con un prologo intenso ambientato durante la battaglia di Alamo, nel 1836. Fin dalle prime righe, <strong>Arona</strong> dipinge uno scenario di disperazione e follia, con i difensori texani che si trovano non solo contro l’esercito di Santa Ana, ma anche contro un’oscura presenza che aleggia nel deserto: la Soyoko, una creatura malefica legata a una leggenda Hopi. L’orrore si insinua tra le sabbie, in un crescendo di inquietudine che culmina nella morte e nella dannazione.<br><em>The Grinder</em> di <strong>Luigi Boccia</strong> – Il racconto si apre con l’arrivo di uno straniero misterioso in un saloon di Silent Town, una cittadina sperduta ai margini del deserto. La sua comparsa desta immediatamente sospetti: è coperto di sabbia, come se avesse attraversato le tormente del deserto, un’impresa considerata impossibile. Da subito, il lettore percepisce un’aria di minaccia sospesa, una tensione che sembra pronta a esplodere.<br><em>Bad Lands</em> di <strong>Stefano Di Marino</strong> – La storia è ambientata nel Texas del 1874, in un’area remota conosciuta come <em>Mal Paìs</em>, le <em>Bad Lands</em>, un territorio desertico e inospitale al confine con il Messico. Il protagonista, il colonnello Ray Hogan, ex ufficiale confederato ora al servizio dei Texas Ranger, guida un gruppo di uomini alla ricerca della banda di Black Bart, un brutale cacciatore di scalpi noto per la sua crudeltà.<br><em>Il lascito di Stella Caduta</em> di <strong>Claudio Foti</strong> – stavolta invece ci troviamo a Torrey Valley, Wind River, Wyoming, il 17 giugno 1876, pochi giorni prima della celebre battaglia di Little Bighorn, un evento storico che diventa il fulcro della narrazione. Il West di <strong>Foti</strong> non è quello idealizzato, ma un luogo oscuro, dominato da forze sconosciute e creature primordiali.<br><em>L’Oro degli Olandesi </em>di <strong>Maico Morellini </strong>– La vicenda è ambientata nel 1875, nella regione della Striscia, un territorio tra il fiume Verde e Forte McDowell in Arizona, un lembo di terra abitato sia da messicani che da Apache. Il protagonista è il dottor Abraham Thorne, un uomo di scienza che si è ritirato in quella zona franca per curare gli indigeni e insegnare loro conoscenze mediche occidentali.<br><em>Teste Vento su Levelbulls</em> di <strong>Luigi Musolino</strong> – La narrazione segue il professor Cliff Hodgson, un accademico alla ricerca di Frank Williams, un suo giovane studente scomparso nelle Adirondack Mountains, un’area remota e selvaggia nel nord-est degli Stati Uniti. Hodgson è un uomo abituato alla razionalità e alle rigide strutture del mondo accademico, ma il suo viaggio lo porterà in un luogo dove le regole della logica non valgono più.<br><em>Uomini e bestie</em> di <strong>Gianfranco Staltari</strong> – l’opera si apre con una tormenta di neve che avvolge Cypress Hills, un luogo già di per sé ostile e desolato. Il protagonista, Arnie Ketchum, è un taglialegna che si trova costretto a cercare riparo in una baracca degli attrezzi mentre fuori il vento ulula. Ma ben presto, il rumore del vento lascia spazio a qualcosa di molto più sinistro: grattii alla porta, guaiti e un’ombra che si muove nel buio.<br>La tensione cresce rapidamente quando una creatura bestiale fa irruzione nella baracca.<br><em>John Wayne</em> di <strong>Claudio Vergnani</strong> – Il racconto si apre in un’arena high-tech, un luogo in cui gli spettatori assistono a duelli simulati con armi ad alta tecnologia, ologrammi e proiettili di gomma. Il protagonista è un uomo che si trova a osservare l’esibizione di un pistolero dall’identità inquietante: John Wayne. Ma non si tratta di un semplice attore o di un imitatore: l’uomo che si aggira nell’arena è la copia esatta del leggendario attore western, con una velocità di estrazione sovrumana e un’abilità che sfida ogni logica.<br>Uno degli aspetti più affascinanti di <em>Sangue Selvaggio</em> è il modo in cui riesce a reinventare il mito del West, allontanandosi dagli stereotipi per abbracciare una dimensione più oscura e inquietante. Non si tratta del western epico e avventuroso alla <strong>John Ford</strong>, ma di un West malato, infetto, preda di forze occulte. I cowboy qui sono uomini alla deriva, i nativi non sono solo nemici o alleati, ma custodi di segreti ancestrali, e la natura non è un semplice sfondo, ma un’entità ostile e viva.</div><div><br></div><div><em>Titolo: Sangue selvaggio – Incubi dal profondo West</em><br><em>Autore: AA.VV.</em><br><em>Editore: Weird Book</em><br><em>Collana: Weird Tales</em><br><em>Genere: Antologia</em><br><em>Pagine: 216</em><br><em>Prezzo: € 17,50</em><br><em>ISBN: 978-88-99507-88-6</em></div></div><div><em><br></em></div><div><script> var showboxlinkefb30b2f95e518860c44fff8b71f2922 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sangue-selvaggio_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 679,'height': 1000,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkefb30b2f95e518860c44fff8b71f2922, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sangue-selvaggio_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="295" /></a><em><br></em></div><div><em><br></em></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 05:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il quadro della follia]]></title>
			<author><![CDATA[Rock Hudswed]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003F"><div><h1 class="imHeading1">Racconto apparso in Italia nell’ottobre 1962</h1></div><div><h2 class="imHeading2">Autore ignoto forse inglese oppure scrittore italiano sotto pseudonimo</h2></div><div>Guardai ancora i piccoli segni serrati frettolosamente scritti sul foglio e mi parve che tutte quelle linee vibrassero, incitassero a far presto: “Scongiuro nostra antica amicizia raggiungermi subito stop Pedro”.</div><div>Bisognava affrettarsi. Partii per Osterdich. Quando raggiunsi a notte alta la lontana località perduta tra le vigne e gli ulivi, ebbi un brivido di paura e di freddo. Quel brivido misterioso si comunicò ai miei nervi eccitati, mi strinse come in una morsa. Per raggiungere l’antica villa di Pedro de Domingues occorreva inerpicarsi per un’erta e stretta salita, non accessibile ad alcun mezzo di locomozione eccettuato il mulo. Pedro non aveva mai voluto – per chissà quale misteriosa ragione – far costruire la strada al fine di rendere più agevole l’accesso alla villa. L’abitazione di Pedro si trovava su un ammasso roccioso sovrastante la linea ondulata delle colline che facevano da sfondo. Dopo circa mezz’ora di cammino bussai alla pesante porta di rovere su cui era inciso lo stemma dell’antica famiglia patrizia. Quasi istantaneamente mi fu aperto. Subito una voce mi disse:</div><div>– L’aspettavo. Con il signore finga di essere capitato qui per caso… Il telegramma l’ho mandato io. Era necessario… Poi spiegherò tutto.</div><div>Michael, il maggiordomo, mi precedette, dopo il mio cenno di assenso, lungo un cupo corridoio dalle alte volte. Salii una scala dai gradini smussati, corrosi e mi meravigliai che Pedro, nonostante la sua ricchezza, avesse lasciato andare alla malora quell’edificio seicentesco.</div><div>Sulla soglia della grande stanza da letto, Michael disse, con voce impersonale:</div><div>– Una visita inattesa, signore… Una visita che le farà piacere…</div><div>– Avanti.</div><div>Nel mezzo della stanza c’era un tavolo massiccio, attorno alle pareti alcune panche inchiodate secondo l’uso antico e in un angolo, a poca distanza dalla finestra, un letto monumentale sormontato da un colossale baldacchino.</div><div>– Pedro! – esclamai.</div><div>Il &nbsp;mio amico aveva un viso pallido, affilato e quasi trasparente, su cui spiccava la corta barbetta nera e il folto ciuffo dei capelli scomposti. Gli occhi grandi, profondi, incavati nelle orbite, avevano uno sguardo strano. Quel viso mi fece paura. Il corpo di Pedro ebbe un brivido lungo, sottile, i suoi occhi si chiusero un momento. Poi si riaprirono, mentre con la mano scarna mi faceva segno di sedere.</div><div>– Non sono malato… Sono i medici che mi costringono a letto… Io sono forte… È il lungo riposo forzato che mi ha fiaccato… Sapete che cosa dicono di me? Che sto per impazzire. Un’assurdità. Non credono a quello che dico, a quello che dico di vedere: una fanciulla bellissima, un’apparizione divina, una bellezza sovrannaturale… E vedo la macchia orribile… l’impronta sanguinosa della mano aperta sul petto… io lo so… Io so dov’è rinchiusa… Ed è inutile che mi tengano qui legato. Io fuggirò, riuscirò a fuggire… Ella mi chiama… Devo andare da lei…</div><div>La voce di Pedro si era alterata. Era divenuta colma di risonanze metalliche, di scoppi convulsi. Io non sapevo che cosa dire. Non sapevo che cosa pensare. Era un incubo quello che stavo vivendo.</div><div>La porta della stanza si aperse sospinta dalla mano di Michael:</div><div>– Signore, la prego, stia calmo… Domani i muratori finiranno di buttare giù il tramezzo…</div><div>Pedro si riscosse, il respiro gli tornò regolare.</div><div>– Grazie, Michael… Grazie… Ed ora accompagna il mio amico nella sua stanza dopo che si sarà rifocillato.</div><div>Mentre consumavo una cena frugale interrogai Michael.</div><div>– Si può sapere che cos’è mai questa storia della ragazza che gli appare con una mano insanguinata stesa sul petto? E’ davvero pazzo? Voi dovreste essere &nbsp;in grado di rispondermi.</div><div>– La malattia del padrone è di data recente… Fu dopo una strana avventura, insignificante a quel che parve in un primo tempo, che si manifestarono i segni del suo male.</div><div>– Di che avventura si tratta?</div><div>– Bisogna che prima mi faccia ad un storia &nbsp;di trecento anni fa. Una fanciulla bellissima abitava qui, in questa villa, insieme ad una sua zia centenaria, o quasi. E qui un giovane innamorato veniva a trovarla in segreto. Ma la cosa venne riferita al padre della ragazza e da qui la fosca tragedia. Invano la misera fugge per le stanze per sfuggire al padre. Viene raggiunta presso un trabocchetto, davanti ad un grande ritratto di lei. E lì, presso la buca viene colpita due volte, crudelmente, atrocemente. Il primo colpo la raggiunse alla schiena, il secondo le spaccò il cuore. Cadde morta e fu gettata nel trabocchetto. Ma scivolando lungo il muro, ella aveva appoggiato la mano aperta e sanguinante sul quadro vicino e la bianca veste che copriva le sembianze dell’uccisa, risultò pure insanguinata.</div><div>– Tutto qui? Ne è piena la letteratura di ogni paese di storie di questo genere, – dissi scrollando la testa. – Chi ci crede, ormai, ai fantasmi che ti compaiono di notte? Ai morti che rivivono in determinate ore della notte, al chiarore della luna, o allo scoccare della mezzanotte?</div><div>Michael non rilevò le mie parole e concluse:</div><div>– Il quadro ed il trabocchetto furono murati dal padre crudele. Da quel lontano giorno lo spettro della povera ragazza vaga per questa casa.</div><div>– E don Pedro avrebbe visto, diciamo così, questo fantasma?</div><div>– Mi consenta di raccontarle dettagliatamente i fatti, signore.</div><div>– Non chiedo di meglio.</div><div>– Due mesi or sono, una notte, si svegliò urlando come in un accesso di pazzia furiosa, con la bava alla bocca e gli occhi sbarrati. Egli gridava nel delirio e invocava 1’immagine della morta, della povera assassinata; diceva di vederla, di parlarle e tutto con un accento tale che non era possibile dubitare della verità delle sue asserzioni. I medici chiamati d’urgenza non riuscirono a capirci nulla. Per loro il povero padrone è pazzo, soffre di allucinazioni. Mi sono permesso di telegrafare a lei perché so quanta amicizia nutra per lui.</div><div>– Avete fatto bene.</div><div>Ero diventato pensieroso. Non credevo in assoluto al racconto fantastico, anche se fossi pienamente convinto della buona fede di Michael. Pedro era senza dubbio un uomo improvvisamente impazzito, aveva dei momenti di lucidità, ecco tutto. Mi sarei dovuto occupare, il giorno dopo di conferire con il medico curante per sentire quale decisione prendere. &nbsp;Un ricovero in un istituto psichiatrico mi sembrava la soluzione migliore. Ma non dissi a Michael dei miei pensieri.</div><div>– Voi non l’avete vista mai, questa giovane assassinata? Intendo dire, non vi è mai apparso il suo spettro?</div><div>– No, signore.</div><div>– Quindi voi non ci credete.</div><div>– Perché non lo dovrei?</div><div>– Ma santo cielo, se un fantasma girasse per la casa perché non apparire anche a voi, oltre al vostro padrone?</div><div>Michael mi rivolse uno sguardo molto serio.</div><div>– Vedo che lei non crede a questa storia, ma io sì. E se vi può essere una spiegazione al fatto che la fanciulla non è mai apparsa a me, è che per lei non conto, non sono suo consanguineo, mentre don Pedro è del suo stesso sangue.</div><div> – Sarà come dite voi, – risposi; – non voglio insistere. Staremo a vedere. Piuttosto ditemi ancora una cosa: qual è il tramezzo che avete detto che i muratori dovranno abbattere?</div><div>– Don Pedro nei suoi deliri ha indicato parecchie volte la &nbsp;“incognita” &nbsp;come nascosta in un luogo ben definito. Mi sono recato a verificare e ho trovato, giù nei sotterranei, una parete che si distingue dal resto del muro, un tramezzo, insomma, elevato successivamente.</div><div>– E avete cominciato veramente a far demolire quella parete?</div><div>– Ho tentato di farlo diverse volte, ma senza riuscirvi.</div><div>– Non ne avete avuto il coraggio?</div><div>– Ecco, quando mi trovo dinanzi ai vecchi mattoni coperti di muffa mi prende il panico… vengo dominato dal terrore… È una sciocchezza, signore, lo capisco, ma è così… Ho paura di vedere anch’io la dama dalla mano insanguinata. Sento che il giorno in cui questo muro cadrà, qui dentro accadrà qualcosa di spaventoso.</div><div>Ero perplesso. Lo strano incubo che regnava in quella casa cominciava a contagiare me pure.</div><div>– Bene, bene, – dissi, ma sentii che la mia voce non era molto ferma: – Ora andiamoci a coricare. Domani penserò io a quel muro. E non troveremo nulla, certamente. Se è vero, cosa di cui dubito, che la fanciulla fu sepolta dietro di esso insieme al suo quadro, ormai non ci sarà rimasto di lei altro che cenere.</div><div><br></div><div>***</div><div><br></div><div>Mi ritirai nella stanza che mi era stata assegnata. &nbsp;Una stanza in armonia con le altre dell’antico edificio. Pochi mobili, ma quei pochi monumentali. Non avevo sonno e dopo essermi infilato la vestaglia sul pigiama mi affacciai al balcone, dal quale potevo dominare la grande valle che si stendeva ai piedi del dirupo.</div><div>Fumai un paio di sigarette mentre andavo ripensando a tutto ciò che avevo udito in quelle due assurde ore, poi mi coricai e spensi subito la luce &nbsp;perché la stanchezza mi aveva vinto.</div><div>Non saprei dire quanto tempo dormii prima di udire la cosa strana. Forse un’ora, forse meno. Mi &nbsp;svegliai di colpo, come se un rettile mi fosse passato sulla faccia. Il cuore in gola per un assurdo, inconcepibile e smisurato terrore. Paralizzato non ebbi neppure la forza di allungare il braccio per accendere la luce. Rimasi così, per la frazione di qualche secondo – e mi parve addirittura un’eternità – con il fiato sospeso, gli occhi dilatati nel buio della stanza, l’orecchio vigile ad ogni piccolo rumore.</div><div>Poi sentii nuovamente la presenza quasi fisica di un essere vicino a me. E nuovamente – fantasma o rettile? – sulla faccia avvertii qualcosa di freddo e di viscido insieme, repellente.</div><div>Un grido mi uscì dalla strozza ma soffocato: tale era il terrore che avevo perduto improvvisamente la voce. Fredde gocce di sudore cominciarono a scendermi sul viso. Capii solo allora che cosa significhi sentirsi rizzare i capelli in testa per la paura.</div><div>Fu subito dopo il repellente contatto del mio viso con la cosa ignota, che udii chiaramente, sebbene soffocato, il suono di due voci. Di due voci non umane. Provenienti da lontananze infinite. Due voci il cui suono contribuì a sviluppare in me, enormemente, un ancor più gigantesco terrore.</div><div>“Signor padre, che veniste a fare?” diceva una voce tremante di donna.</div><div>“Signora figlia, vi vengo ad ammazzare” rispondeva la voce dell’uomo, cavernosa e terribile.</div><div>Fui lì lì per impazzire. Tremavo. Letteralmente. Tremavo di paura, di angoscia, di superstizioso terrore.</div><div>Poi, come per improvviso colpo di vento, le persiane del balcone che avevo serrate prima di coricarmi si spalancarono e la stanza fu inondata dal chiarore lunare. Mi guardai inforno con occhi che dovevano senza dubbio essere allucinati. La stanza era deserta. Non una presenza umana, non una presenza immateriale.</div><div>Sempre guardando fisso dinanzi a me, con la mano cercai a tentoni la peretta della luce. Premetti il commutatore e la stanza fu illuminata.</div><div>Buttai giù le gambe dal letto. Non sapevo neppure io che fare: se chiamare Michael, o precipitarmi in camera del mio amico Pedro, o se invece cercare di calmarmi attendendo le prime luci del mattino. Barcollante mi avviai verso il balcone, ma nel passare dinanzi al grande specchio che occupava circa metà della parete a fianco del letto, vidi una cosa orribile.</div><div>Il mio viso era sporco di sangue. Sulla guancia destra e sulla guancia sinistra , nitide, apparivano le impronte di una mano. Di una piccola mano di donna.</div><div>Caddi di schianto a terra, svenuto.<br></div><div><br></div><div>***</div><div><br></div><div>II mattino seguente fui destato da Miehael: – Signore, signore… Si svegli… Si svegli, signore…</div><div>Apersi gli occhi e non mi parve vero di essere ancora vivo, di avere accanto a me il buon Michael; non mi parve vera tutta quella luce che irrompeva dalla finestra, di tutto quel sole che veniva a fugare le ombre cupe di quella terribile notte.</div><div>– Cosa le è accaduto? – mi domandò Michael &nbsp;perplesso. – Non riuscivo a svegliarla…</div><div>Mi passai una mano sulla fronte. L’incubo era ancora forte in me; non era stato dissipato del tutto.</div><div>Solo allora mi accorsi di trovarmi disteso nel grande letto e non a terra, dove ero caduto svenendo durante la spaventosa constatazione.</div><div>Senza rispondere a Michael corsi allo specchio e mi esaminai attentamente. Nessuna traccia di sangue, nemmeno il più pallido segno di impronte di mani femminili sul mio volto. Rivolsi un viso perplesso a Michael. Che fosse stato un sogno? Ma fu Michael a ridestarmi ad una realtà ben dura.</div><div>– Questa notte, signore, ho udito un grande tonfo e sono accorso in camera sua per vedere se stava male. Infatti lei era svenuto a terra. L’ho messa a letto e l’ho fatta rinvenire. Ma nonostante riprendesse conoscenza, lei ha mostrato di non rendersi conto di nulla, nemmeno della mia presenza. Poi si è addormentato di un sonno profondo, pesante. Tanto è vero che stamattina sono stato costretto a scuoterla per svegliarla all’ora che lei mi aveva comandato.</div><div>– Oh, Michael, mi è successo una cosa strana, questa notte, una cosa spaventosa.</div><div>Michael si fece attento ed il suo volto assunse un colore grigio.</div><div>– Le è apparsa la fanciulla?</div><div>– No, non l’ho vista, ma ho udito la voce di lei e quella di suo padre.</div><div>– Misericordia!</div><div>– Guardandomi allo specchio mi sono reso conto di aver la faccia imbrattata di sangue. Due chiare impronte, di mano femminile. Impronte di sangue, Michael!</div><div>– Ed il signore che non mi voleva credere!…</div><div>– Purtroppo devo riconoscere che la cosa spaventosa è avvenuta… Esiste!… Non notaste nulla, quando vi metteste a letto? La mia faccia non era sporca di sangue?</div><div>– No, signore.</div><div>– Eppure sono sicuro, Michael, sono certo di quello che dico: quella cosa mi ha toccato… Il sangue di quella innocente è stato impresso sulla mia pelle.</div><div>Ora non vedevo l’ora di andarmene dal luogo &nbsp;pauroso, da quella casa di incubo.</div><div>Ma adesso che sapevo quale mostruoso terrore dominasse il mio povero amico Pedro, meno potevo lasciarlo solo, abbandonandolo.</div><div>Dovevo fare qualcosa per lui. Dovevo a tutti i costi! Dovevo io pure liberarmi dall’incubo altrimenti per il resto dei miei giorni mi sarei sentito colpevole di non aver fatto nulla per allontanare da lui una minaccia alla quale non sarebbe sicuramente sfuggito.</div><div>Come se Michael avesse la facoltà di leggere i miei pensieri, mi chiese:</div><div>– Il signore, dopo l’esperienza di questa notte pensa di lasciare la villa?… Di andarsene?</div><div>– No, Michael, io rimango. Solo per un momento mi &nbsp;sono lasciato sfiorare dal desiderio di fuggire da &nbsp;questo luogo nefasto. Don Pedro ha bisogno di me.</div><div>– Grazie, signore, – mi disse commosso.</div><div>– Chiamatemi se avete bisogno di me – dissi; – io sarò pronto tra meno di mezz’ora ed allora scenderemo insieme nel sotterraneo per esaminare quella famosa parete.</div><div>– Debbo riconoscere che lei ha molto coraggio, signore. Cercherò di non fuggire quando darà il primo colpo di piccone.</div><div>Scrollai la testa.</div><div>– In verità, Michael, anch’io mi auguro di non fuggire. Ma non so se sarò capace di portare a compimento l’opera.</div><div>– Con il suo permesso, signore, mi ritiro. Don Pedro può avere bisogno di me.</div><div>– Andate, andate pure, Michael, vi raggiungerò tra poco.</div><div>Michael mi lasciò nuovamente solo in quella stanza ed io ebbi un brivido di paura.</div><div>– Mi occorre un buon corroborante, – dissi versandomi un mezzo bicchiere di cognac, che tracannai d’un fiato.</div><div><br></div><div>***</div><div><br></div><div>Mi stavo infilando la giacca quando, ad un tratto, un grido altissimo, un grido disperato di dolore e di terrore insieme risuonò nell’interno della villa e si perdette in una infinità di echi lontani e sinistri. Quel grido era come se l’avessi atteso.</div><div>E subito il senso di angoscia, di terrore che fino a quel momento, nonostante il cognac mi aveva dominato, scomparve e riacquistai in un attimo la sicurezza di me.</div><div>Con un balzo corsi alla porta.</div><div>Mi avviai di corsa verso la stanza di Pedro, perché pensavo che da là fosse provenuto. Ma la stanza era vuota, la porta spalancata.</div><div>– Pedro! Pedro!</div><div>Nessuna risposta. Il letto era disfatto, le coperte per terra come se il mio povero amico si fosse levato d’improvviso, dominato da una grande fretta.</div><div>Uscii nuovamente nel corridoio. Mi guardai attorno perplesso.</div><div>– Michael! Michael!</div><div>Anche questa volta non ci fu che silenzio al mio richiamo.</div><div>Poi, eccolo di nuovo il grido. Di bestia a morte. Un grido terribile.</div><div>Non avevo più dubbi, ora. Sapevo da dove veniva. Proveniva da giù, dal fondo del sotterraneo.</div><div>Corsi come un pazzo. Dominato da un terribile &nbsp;presentimento.</div><div>Il sotterraneo non aveva illuminazione e (un’altra bizzarra idea di Pedro), ci si doveva servire di una lampadina a pila che trovai da qualche parte.</div><div>La luce della lampadina squarciava le tenebre lungo il mio cammino: avanzava a sbalzi diradando le ombre che fuggivano dal pavimento, si arrampicavano come ragni mostruosi sulle pareti e si rannicchiavano nei soffitti, di dove mi guardavano con i loro occhi invisibili; ma appena ero passato, portando via con me il piccolo cerchio di luce, riprendevano il sopravvento, precipitavano a terra stringevano il sotterraneo nel loro abbraccio misterioso.</div><div>Finalmente la porta ben nota apparve, quella che dava nella stanza in cui era stato elevato il muro indicatomi da Michael. Mi fermai un secondo a riprendere fiato. Poi entrai.</div><div>Nell’oscurità che avvolgeva il locale si sentiva un respirare affannoso, violento, un sordo rumore di lotta feroce…</div><div>– Pedro, Pedro! – gridai.</div><div>Mi rispose dall’interno della stanza la voce debole, atterrita di Michael.</div><div>– Aiuto! Aiuto!</div><div>Indirizzai il &nbsp;raggio della lampadina verso il punto dal quale la voce proveniva.</div><div>Allora vidi.</div><div>Nello spazio ristretto tra la parete ed una cassapanca tarlata, mi si presentò uno spettacolo raccapricciante.</div><div>Pedro, in pigiama, il volto sfigurato dal delirio, gli occhi colmi di una cupa pazzia, un ghigno feroce che me lo rappresentava nell’eccesso della sua demenza.</div><div>A pochi passi da lui, Michael, la testa sporca di sangue, ansava cercando di afferrare con mani convulse il padrone, il quale sfuggiva alla presa. Mi slanciai in avanti.</div><div>Ma tardi!</div><div>Fulmineo, Pedro, aveva afferrato il piccone appoggiato al muro. L’aveva sollevato e…</div><div>Per un istante il ferro brillò sinistramente, minaccioso nell’aria; poi descrisse una curva violenta, si abbassò inesorabilmente sulla testa di Michael.</div><div>– A te, maledetto!</div><div>Gli rispose un grido spaventoso di dolore. Poi Michael si accasciò al suolo.</div><div>Con il piccone tenuto stretto con le due mani, Pedro gettò un rauco grido di trionfo.</div><div>– Finalmente! Libero, libero!</div><div>Mi precipitai verso Pedro, cercai di afferrarlo. Egli si volse verso di me con una espressione così indescrivibile di furore, che indietreggiai atterrito.</div><div>– Lo lasci, signore, lo lasci! – mi mormorò con un filo di voce Michael che, a terra, cercava di tamponare con le mani il sangue che scaturiva copioso dalla ferita sulla testa. – Per l’amor di Dio, lo lasci alla sua sorte, signore!</div><div>Sì, non si poteva altro che lasciarlo alla sua sorte, ormai. Nessuno, più nessuno avrebbe potuto guarire il povero Pedro.<br></div><div><br></div><div>***</div><div><br></div><div>Chi mai potrà descrivere l’orrore di quel che avvenne subito dopo?</div><div>Sentivo davanti a me il respiro breve, concitato di Pedro. Vedevo, tratto tratto, i suoi occhi brillanti &nbsp;come quelli di un gatto, mentre egli menava colpi a destra e a sinistra contro la parete. Poi si arrestò, volse lo sguardo verso di me fissandomi in viso quegli occhi strani, pieni di riflessi metallici, in cui brillava &nbsp;la visione di un’altra vita.</div><div>Quello sguardo mi fece rannicchiare contro la parete. E lì rimasi immobile come affascinato. Non potevo fare nulla. Del resto mi avvertì:</div><div>– Se ti avvicini ti uccido!</div><div>Feci un ultimo tentativo:</div><div>– Pedro, ascolta… io…</div><div>Egli allora alzò il piccone, ma questa volta non contro il muro, ma contro di me. Vidi l’arma descrivere nell’aria la sua curva minacciosa.</div><div>Il rumore secco del colpo mi attraversò il cuore come un rombo di morte.</div><div>Ma la mia volta non era ancora venuta. Il pazzo aveva colpito il muro umido, coperto di muschio, che limitava quella parte del sotterraneo. I suoi occhi, però, dicevano chiaramente quale sarebbe stata la mia sorte se avessi fatto ancora un passo avanti, o avessi ancora proferito una sola parola.</div><div>Allora compresi che la mia salvezza era nell’ombra cupa, la grande ombra che circondava il piccolo spazio illuminato. E cominciai ad indietreggiare lentamente, trattenendo il respiro, pauroso che Pedro si accorgesse della mia fuga.</div><div>E sentivo come un senso di liberazione, mentre l’ombra cominciava a coprirmi con il suo manto funereo: finché vidi i piedi, l’ultima parte del mio corpo che fosse ancora nel chiarore, oscurarsi lentamente… Mi sentii salvo e mi lasciai cadere per terra. Mi rannicchiai in una specie di torpore sonnolento.</div><div><br></div><div>***</div><div><br></div><div>Il pazzo continuava intanto la sua furiosa opera distruttrice.</div><div>I colpi di piccone si succedevano rapidi, violenti, con un cupo suono tragico, senza un istante di riposo, inflessibili.</div><div>E le pietre si sfasciavano al rude contatto, cadevano, senza polvere, quasi senza rumore, come cose morte, mentre la voce debole del pazzo mormorava parole convulse:</div><div>– Eccomi… cara… vengo… dopo tanto… non ci son più gli assassini… sai… ora siamo soli… io e te… amor mio…</div><div><br></div><div>***</div><div><br></div><div>E continuava a menar colpi, a picchiare sulla parete, che lentamente cedeva.</div><div>Io guardavo atterrito e affascinato insieme dall’avventura terribile, incapace di muovermi, di gridare.</div><div>La breccia cresceva, si allargava come un occhio spaventoso.</div><div>E finalmente il pazzo si arrestò gettando un altissimo di gioia. Aguzzai lo sguardo e vidi lo spettacolo unico che non potrò mai dimenticare.</div><div>Attraverso lo spazio buio della breccia, quasi scolpito nell’ombra appariva un quadro enorme.</div><div>Era un ritratto di fanciulla ventenne, di meravigliosa bellezza: gli occhi glauchi, avevano un’espressione di dolcezza infinita, i capelli biondi sembravano ondeggiare dolcemente, le labbra rosse parevano tremare nel sorriso; le bianche mani aristocratiche avevano un profumo di vita… E la purezza armoniosa delle linee era rotta sul nitore della veste, proprio al posto del cuore, da una macchia orribile.</div><div>Anche Pedro aveva visto quella macchia rossa di sangue, che pareva ancora caldo, tanto era brillante.</div><div>– Eccomi… – gridò Pedro.</div><div>E si lanciò in avanti, sopra le pietre accumulate. Si lanciò al di là di esse, protendendosi verso il &nbsp;quadro, verso la fanciulla che sorrideva misteriosamente con quel suo dolcissimo sorriso.</div><div>– No, no! – gridai. &nbsp;– No, Pedro! No!</div><div>Fu inutile. Egli aveva già preso lo slancio. Egli era già proteso al di là di ogni mio possibile intervento. Non mi ascoltava. Non poteva più ascoltarmi, ormai.</div><div>Il terreno gli mancò sotto i piedi. Vidi le sue mani convulse afferrare la cornice &nbsp;dell’antico ritratto…</div><div>Non potevo muovermi, vinto da un tremore indicibile, misterioso.</div><div>Quale orrenda visione!</div><div>Il tragico gruppo oscillava lentamente, verso il baratro.</div><div>E finalmente il quadro, sotto il peso insolito, si staccò del tutto, precipitò nel vuoto, mentre Pedro seguitava a baciare la cara immagine muta.</div><div>Con la gola serrata da un’angoscia inesprimibile, assistetti all’ultimo atto di quel dramma che l’immaginazione umana non può rendere nella pienezza del suo orrore.</div><div>La pazzia ed il mistero avevano avuto la loro vittoria, unite entrambe in un’orrenda alleanza.</div><div>E Pedro precipitò nel fondo.</div><div>Poi più nulla. Nulla. Neppure il rumore del tonfo. Neppure un grido. Nulla.</div><div>Il silenzio assoluto davanti a me, intorno a me… sopra di me.</div><div>Ed ora, per sempre, un terrore inesprimibile per quel mondo di mistero che è oltre la vita fisica, che regna là dove ci sono le case dei morti.</div><div><br></div><div><strong>NOTE</strong><br>Racconti horror rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. “Il quadro della follia” di <strong>Rock Hudswed</strong>, apparso in Italia nell’ottobre 1962 sul numero 5 di “Terrore”, edito da Sansoni. L’autore è ignoto. Forse scrittore minore inglese che non si trova nei dizionari degli autori. Oppure scrittore italiano sotto pseudonimo.</div><br><div><script> var showboxlinkb645854baee859985c3be407a198ca69 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/quadro-follia-cover_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 758,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb645854baee859985c3be407a198ca69, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/quadro-follia-cover_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="285" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Mar 2025 06:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nasce il Mass Extermination Fest]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000038"><h1 class="imHeading1">Nasce il Mass Extermination Fest</h1><h2 class="imHeading2">Stasera parte il festival dedicato al Black/Death Metal estremo</h2><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Nasce il MASS EXTERMINATION, festival dedicato al Black/Death Metal più estremo e infero.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">La prima edizione si svolgerà stasera</span><strong class="cf1"> 22 Marzo 2025</strong><span class="cf1"> dalle ore 20</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">alla Devils Area - Bikers Corner di San Cesario Sul Panaro (MO).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><b><span class="fs14lh1-5">Gli orari della serata:</span></b><br><span class="fs14lh1-5">Apertura porte: 20:00<br>BLACK RAPTUS: 21:00-21:30<br>URANIAVORE GOATPHAGO: 21:45 - 22:25<br>IGNOBLETH: 22:40 - 23:20<br>NECROMORBID: 23:30 - 00:30</span></span></div><div><br></div><div><strong class="fs14lh1-5 cf1">Prezzo: 5.00€<br><br>CAPIENZA MASSIMA 150 POSTI</strong></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Prevendita via email a: <a role="button" href="javascript:x5engine.utils.emailTo('2443333133121','omil.c@gmaestn.ftioinamter.exsasm','','')" class="imCssLink">mass.extermination.fest@gmail.<wbr>com</a></span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs14lh1-5 cf1">Link evento Facebook:</span></strong></div><div><div><a href="https://fb.me/e/2KOFDqO5S" class="imCssLink">https://fb.me/e/2KOFDqO5S</a></div></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ingresso con tessera ENCAP (disponibile al locale a 5€)</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinke1197f0790a7ca3cac0217cc0a7b6bcf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/massexterminationfest-loc_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 803,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke1197f0790a7ca3cac0217cc0a7b6bcf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/massexterminationfest-loc_ver.jpg" alt="La locandina dell&#39;evento" title="La locandina dell&#39;evento" width="200" height="269" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink665dabc1deb35219adf52504168105e6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/massexterminationfest-orari.jpg','alt': '','title': '','width': 1064,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink665dabc1deb35219adf52504168105e6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/massexterminationfest-orari.jpg" alt="Gli orari dell&#39;evento." title="Gli orari dell&#39;evento." width="200" height="203" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 Mar 2025 06:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le donne al balcone - intervista a Noémie Merlant]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000037"><h1 class="imHeading1">Il nuovo film di Noémie Merlant</h1><h2 class="imHeading2">Mix di generi tra commedia, horror, surreale, sessismo e violenza sessuale</h2><div><div><em>Le donne al balcone</em>, l’ultimo film di <strong>Noémie Merlant</strong> è appena uscito nelle sale italiane. Per l’occasione pubblichiamo un’intervista all’attrice regista.</div><div><br></div><div><strong>La sinossi del film</strong><br>Durante una torrida estate a Marsiglia, tre giovani inquiline di un vivace condominio spiano dal balcone del loro appartamento la vita di un attraente vicino di casa.<br>Ma quando l’uomo le invita a casa sua per un drink a tarda notte, le conseguenze saranno terrificanti e deliranti e le tre amiche dovranno escogitare una soluzione rocambolesca per uscire dai guai e rivendicare la loro libertà.</div><div><br></div><div><strong>Come sei giunta a un film che unisce commedia, horror, il surreale e argomenti così sensibili come il sessismo e la violenza sessuale? Da cosa sei partita?</strong><br>Ho iniziato a scrivere da sola circa quattro anni fa. Sono partita da uno spunto reale: in quel momento dovevo uscire di casa, fuggire da una situazione che non mi faceva sentire realizzata. Mi sono rifugiata presso le mie amiche, tra cui <strong>Sanda Codreanu</strong>, che nel film interpreta Nicole. Viveva con le sue sorelle che sono anche mie ottime amiche. Ho vissuto per diversi mesi in questa sorta di gineceo, era una dinamica di vita diversa. Non avevo mai vissuto da sola e mai con altre donne, e questo mi ha fatto molto bene. Ci sono stati molti confronti tra noi, sui nostri sogni, sui nostri traumi, sui nostri desideri e sull’oppressione patriarcale. C’era un ragazzo che viveva dall’altra parte della strada – niente a che fare con il vicino del film – lo abbiamo visto che ci guardava, era curioso della nostra libertà, della nudità consentita tra di noi, che non era una nudità di seduzione, ma piuttosto quella di una fiducia ritrovata, di corpi che si rilassavano. Ho voluto partire da questo per il film, con una forte pulsione liberatoria di addentrarmi nell’umorismo, nel cruento, nell’eccesso, nell’assurdo, nel fantastico… Insomma, in una commistione di generi che riflette la pluralità dei messaggi: la denuncia delle oppressioni, ma anche e soprattutto la valorizzazione onirica della liberazione.</div><div><br></div><div><strong>Questo mix di generi è una delle caratteristiche principali del film. Come spieghi questa scelta stilistica?</strong><br>È uno stile che amo e che mi tocca particolarmente, e che in fondo mi somiglia. Questo mi è sembrato il modo più interessante per descrivere il femminile ed esplorare tutto ciò che avevo da raccontare. Volevo un mix di forme e colori, un film libero ed esuberante che rasentasse il cattivo gusto e la volgarità, pur conservando l’umorismo, una certa poesia e temi forti che mi stanno molto a cuore: l’intimità femminile, lo stupro, le sue conseguenze e l’oppressione patriarcale. Ho subito immaginato il film come una farsa punk sfrenata, ma doveva prendere vita con personaggi con cui potessimo identificarci. Quindi ho preso spunto dalla mia esperienza. Gli abusi che subiscono i personaggi, li ho subiti anche io. Filmarli usando l’umorismo era l’unico modo per rappresentarli e prendere distanza dai quei momenti. Per me l’umorismo e la satira sono armi forti. Quindi oltre a essere liberatorio, spero che sia anche un film che faccia bene, che faccia ridere e pensare.</div><div><br></div><div><strong>La sceneggiatura è cofirmata da Céline Sciamma. Com’è nata questa collaborazione?</strong><br><strong>Céline Sciamma</strong> ne ha seguito lo sviluppo da lontano fin dall’inizio. Poi si è offerta di aiutarmi a scrivere il film, con un entusiasmo che mi ha commosso. Non abbiamo mai smesso di parlarne dai tempi di <em>Ritratto della giovane in fiamme</em>. Tra noi era già in corso un dialogo, lei conosce molto bene il mio mondo, capisce la mia personalità e anche il mio modo di scrivere, che è abbastanza esuberante e destrutturato. Il processo di scrittura è stato molto fluido, <strong>Céline</strong> mi ha proposto cose senza impormi nulla, comprendendo le mie intuizioni: il mio desiderio di esplorare il genere, la commedia, il lato un po’ folle, i fantasmi, che per me erano essenziali. Senza togliermi nulla, mi ha permesso di affermare le mie decisioni e di rafforzarle. Mi ha anche aiutato a consolidare la struttura per permettere al film di essere più libero, di arricchire i personaggi, le loro traiettorie e di sviluppare, credo, un rapporto di sorellanza poetico.</div><div><br></div><div><strong>Una delle protagoniste, Nicole, è una scrittrice e sta seguendo un corso di scrittura online. Mette tutto in discussione: le regole, gli schemi prestabiliti… Anche tu ti approcci in questo modo alla scrittura?</strong><br>Nicole – grazie a un’improvvisazione di Sanda – dice nel film: “Preferisco sbagliare con un’idea mia piuttosto che avere ragione con quelle degli altri”. Questo è il mio modo di pensare. Mi piace l’idea che l’assunzione dei rischi sia un percorso che porta alla scoperta di sé. Allontanandomi da metodi e idee già collaudate, ho avuto l’impressione di raggiungere una forma di sincerità, di onestà che mi sembrava necessaria visti gli argomenti che volevo affrontare in questo film. Volevo divertirmi con i canoni dello “sguardo maschile”, della donna-oggetto, della donna misteriosa, e aggirare le classiche dinamiche narrative che portano ai conflitti… Cercare di reinventare certi canoni significa arrivare a un punto di rottura: è questo ciò di cui il film parla anche attraverso il personaggio di Nicole. Esci dal tuo balcone, esci dalla tua zona di comfort. Invertire le prospettive, metterci nei panni degli altri, riappropriarci delle nostre storie, come quelle di violenza sessista e sessuale. Ho voluto, ad esempio, non spettacolarizzare lo stupro di Ruby solo per rendere più credibile la sua versione, ma di filmare invece lo stupro coniugale subito da Élise, che descrive una situazione così poco raccontata e così poco compresa.</div><div><br></div><div><strong>Le tre protagoniste del film hanno ciascuna una personalità molto forte, che viene rivelata nel corso del film. Come hai creato questi personaggi?</strong><br>Pensando alla trama, ho voluto iniziare prendendomi il tempo necessario per presentare i tre personaggi in modo che potessimo capire bene la personalità di ciascuna di loro: i loro problemi, la gioia di vivere dell’una, i sogni impediti dell’altra ecc., in modo da rendere più autentico lo shock dello stupro. Inoltre, in un altro momento, perdiamo momentaneamente di vista uno dei tre personaggi. Céline mi ha aiutato molto in questo. Avevamo bisogno di questa “sparizione”, di sentire una mancanza quasi organica.<br>Mi è piaciuto molto scrivere un film con tre personaggi principali, che si traducono da un lato in una dimensione di gruppo, come una sorellanza, e dall’altro in un viaggio individuale attraverso il quale ognuna dovrà conquistare la propria libertà.<br>Nicole, è una scrittrice utopica e sognatrice. È in costante contraddizione interna tra il suo bisogno di essere sé stessa e i vecchi doveri che la società le impone, come il desiderio di piacere, di essere guardata e ascoltata dagli uomini. Questa donna resta sul balcone a scrivere e non esce più perché il mondo le è ostile, ma attraverso la scrittura cerca di inventare un mondo nuovo, dove la vita è più bella. Mi piace l’idea che possiamo chiederci se la storia del film non sia in realtà quella che lei sta scrivendo.<br>Ruby è una camgirl libera e appassionata. All’inizio del film la vediamo impegnata in una “troppia”, con una donna e un uomo. Era importante mostrare un personaggio che si assume le sue responsabilità, è felice, viva e ridefinisce le leggi dell’amore. È una donna che ama ciò che fa, che si impone, che disturba e che non si lascia condizionare. Dopo la tragedia subita, continua a essere il motore della propria vita, grazie in particolare alle sue amiche che le credono e la supportano.<br>Élise è un’attrice un po’ insicura e ansiosa. Arriva in crisi a casa di Nicole e Ruby vestita da Marilyn Monroe. Attraverso di lei ho voluto parlare di una figura che si sente soffocata e paralizzata, un ruolo che ci è sempre stato assegnato: quello della donna misteriosa, devota, materna e irreale. Nei miei sogni vedo Marylin ritrovare i suoi amici, in un luogo dove può sentirsi al sicuro, viva e libera da questa figura mitica che le impedisce di essere sé stessa. Questo è il percorso di Élise e mi tocca profondamente. Marilyn esiste solo attraverso il desiderio maschile, è stata plasmata da lui e per lui. Quindi è stato divertente e liberatorio giocare con questo personaggio.</div><div><br></div><div><strong>Hai girato questo film in condizioni completamente diverse rispetto a </strong><strong><em>Mi Iubita Mon Amour</em></strong><strong>. Con un tempo di riprese più lungo e con più mezzi. Come hai vissuto questo cambiamento?</strong><br>Ho girato il mio primo film da dilettante in due settimane e con solo due persone nel team tecnico. Qui ho avuto a disposizione un team completo, mesi di post-produzione… Essendo una persona piuttosto ansiosa, ho sentito addosso un’enorme pressione ma alla fine trovo che sia stata sana e costruttiva. Questi mezzi mi hanno permesso anche di avere più tempo per pensare e provare, per mettere in campo idee più complesse nella messa in scena e nella direzione artistica. Per ammorbidire questa pressione, o almeno umanizzarla, mi sono circondata di persone che già conoscevo: Sanda, il mio produttore <strong>Pierre Guyard</strong>, che mi ha accompagnata durante la post-produzione del primo lungometraggio, Céline, che è rimasta in contatto con la produzione durante tutto il processo creativo, <strong>Armance Durix</strong> al suono e <strong>Evgenia Alexandrova</strong> alla fotografia, alla quale ora sono molto legata. Non mi sono mai sentita persa.</div><div><br></div><div><strong>Quali sfide hai affrontato con Evgenia Alexandrova, la direttrice della fotografia, e con il team in generale?</strong><br>Sapevo di voler offrire allo spettatore un viaggio esuberante e spingermi oltre nella direzione estetica del film, dei costumi, dei colori, delle ambientazioni… Oltre alla storia che a volte flirta con l’horror, altre volte con la favola, la forma doveva seguire l’eccesso e la farsa. Volevo provare a giocare con la nostra immaginazione e rovesciare gli schemi. La prima parte del film è più morbida, colorata e gioiosa, come se ci stessimo addentrando in una commedia romantica ispirata al cinema di <strong>Almodóvar</strong>. Un mix esplosivo di colore, eccesso e vitalità che permette alle protagoniste di atteggiarsi anche con volgarità e, così facendo, trovare il loro spazio. Questa “sana volgarità” imponeva anche di filmare le donne in una certa rilassatezza, per evitare la sessualizzazione dei corpi. Mi piacciono questi personaggi colorati, donne molto caratterizzate, che parlano ad alta voce. A volte sono quasi caricature dei personaggi dei fumetti. Nella seconda parte, quando andiamo a casa del vicino, volevo che il film virasse verso il thriller, il fantasy, il gore. Volevo una fotografia che virasse verso il verde, per esprimere angoscia pur mantenendo la linea della comicità, dell’assurdo. Avevamo in mente lo stile dei thriller coreani e giapponesi, come <em>The Wailing</em> o <em>The Chaser</em> di <strong>Na Hong-jin</strong> o <em>Ichi the Killer</em> di <strong>Takashi Miike</strong>. Infine, <strong>Tarantino</strong> e <em>Grindhouse – A prova di morte</em> o tutti i film cruenti che guardavo da piccola con mia sorella, i film di fantasmi che mescolano i generi, soprattutto con molto umorismo. Alcune scene sono state molto “orchestrate”, coreografate e montate, altre invece sono state girate con la macchina da presa a mano, come ad esempio le scene notturne. Un altro grande riferimento di cui abbiamo discusso molto con Evgenia è stato <em>Le margheritine</em> di <strong>Vera Chytilova</strong>, in cui le donne sono state riprese nella loro intimità come non si era mai visto prima.</div><div><br></div><div><strong>Come per il tuo primo film, anche qui eri dietro e davanti alla macchina da presa. Come influisce questa situazione sul tuo modo di recitare?</strong><br>Come regista, ho meno tempo per guardare le inquadrature, pensare e prendere le distanze dal set. E come attrice non ho tempo per analizzare ogni performance. Avevo però preparato così tanto il mio personaggio fin dalla scrittura che sapevo bene come avrei dovuto interpretarlo, quindi mi sono concessa cose più esuberanti. E poi, quando recitavo, sentivo il film crescermi dall’interno, e ho osato spingermi dove non avrei mai immaginato da regista.</div><div><br></div><div><strong>Souheila Yacoub e Sanda Codreanu hanno composto il resto del trio di protagoniste. Puoi parlarci di queste scelte?</strong><br>Mentre scrivevo pensavo già a Sanda, perché è una donna che mi ispira moltissimo nella vita. È un’attrice eccellente che ha fatto molto teatro e che ha un’unicità che mi tocca enormemente. Per Nicole, aveva bisogno di qualcuno che avesse una fisicità particolare e una timidezza sincera mentre affermava le sue idee.<br>E poi, al di là di questo, il film parte da lei, da casa sua. Penso che non si vedano spesso attrici di questo tipo nei film. Le ho chiesto di ispirarsi a <strong>Kwak Do-won</strong> in <em>The Wailing</em> e a <strong>Whoopi Goldberg</strong> in <em>Ghost</em>, aggiungendo sfumature farsesche. Sanda ha partecipato molto alla scrittura dei dialoghi del suo personaggio. Ha un senso del ritmo che permette alla scena di svolgersi rapidamente.<br>Per il personaggio di Ruby ho visto molte attrici durante il casting, ma quando Souheila ha fatto alcune prove, mi è sembrata la scelta più ovvia. È molto istintiva, integra, sincera. C’è un lato genuino e vibrante in lei. Il suo ruolo lo abbiamo cercato e costruito insieme.</div><div><br></div><div><strong>E la scelta di Lucas Bravo per il ruolo del vicino?</strong><br>Per questo personaggio cercavo un uomo dal fisico attraente, ma soprattutto un bravissimo attore, capace di passare da uno stato emotivo all’altro, in grado di affascinare queste ragazze così come di metterle a disagio. Lucas ha una presenza scenica incredibile e stravolge l’immagine che noi tutti abbiamo conosciuto con la serie Netflix <em>Emily in Paris</em>. Per me la qualità più grande di un attore è non aver paura di giocare con l’autoironia.</div><div><br></div><div><strong>Il vicino che affascina le protagoniste di professione fa il fotografo. Il dramma avviene durante una sessione fotografica con una di loro. Questo rapporto è l’inverso di quello tra il tuo personaggio e quello di Adèle Haenel in </strong><strong><em>Ritratto della giovane in fiamme</em></strong><strong>. Che effetto ha su di te il tema della musa e del pigmalione?</strong><br>Ho iniziato come modella e quello che succede a Ruby l’ho scritto basandomi sulla mia esperienza. Ci sono storie vere e aneddoti presi dalla realtà un po’ ovunque nel film, come le modelle di cui il fotografo dice di voler catturare l’anima nonostante siano nude e con un sacco in testa! Sullo sfondo di questo discorso del fotografo e del suo rapporto con l’arte, c’è l’idea di possesso, di dominio, di una certa idea di creazione e tirannia per cercare di “catturare l’essenza”. Questo esiste ancora tra molti artisti. Grazie a persone come <strong>Céline Sciamma</strong> ho scoperto che si poteva creare arte in modo completamente diverso. Questo è ciò che sostiene il personaggio di Nicole nel suo rapporto con la scrittura. È un’altra idea della ricerca della verità, del significato delle cose. È complicato perché tutta la nostra società è fondata su questa dinamica, su questa gerarchia.<br>È difficile creare un’opera collettiva come un film ma è un’esperienza che mi da tanto. Ci deve essere sempre un conducente, ma bisogna mantenere uno sguardo orizzontale, un dialogo e aprirci alla possibilità di dire che “non sappiamo”, alla possibilità di sbagliare e di accogliere le proposte degli altri, ecc.</div><div><br></div><div><strong>Gli uomini presenti nel film sono tutti “problematici” e “opprimenti”. Era intenzionale?</strong><br>Sì, è proprio questa la particolarità del film, una sorta di incubo… Come se, nel corso di una giornata, tutti gli uomini si fossero messi d’accordo. Questo è stato portato all’estremo, per adattarsi al tono generale del film. Questo film parla di violenze e aggressori e non volevo cadere nel politically correct con uno o pochi uomini che si distinguessero dagli altri. Nel mio film gli aggressori e gli oppressori occupano tutto lo spazio, e non vediamo, non sentiamo gli altri, “quelli buoni”, quelli che capiscono e non abusano… Dove sono loro? Questa è la domanda che forse volevo porre. Volevo anche mostrare che, come nel caso di Paul, il marito di Élise, possono esserci amore, incomprensione e voglia di cercare di capire, anche in un rapporto tossico. Tuttavia, mi piace l’idea che possiamo provare tenerezza per lui in alcune scene. Perché gli aggressori non sono sempre mostri, spesso non lo sembrano affatto, a volte possono nascondersi dietro apparenze molto diverse dalla realtà. Spero che le persone riusciranno a capire perché Élise riusciva a immaginare una vita con lui in passato, perché lo amava. E perché ora non può più farlo.</div><div><br></div><div><strong>NOÉMIE MERLANT</strong><br><strong>Noémie Merlant</strong> è una regista e attrice francese.<br>Ha collaborato in veste di attrice con molti prestigiosi registi tra cui <strong>Céline Sciamma</strong> (<em>Ritratto della giovane in fiamme</em>, 2019), <strong>Jacques Audiard</strong> (<em>Parigi, 13Arr. Les Olympiades</em>, 2021), <strong>Todd Field</strong> (<em>Tár</em>, 2022) e più recentemente con <strong>Audrey Diwan</strong> (<em>Emmanuelle</em>, 2024). Sarà inoltre nel cast di <em>Duse</em>, il nuovo film di <strong>Pietro Marcello</strong>, accanto a <strong>Valeria Bruni Tedeschi</strong>.<br>Nel 2023 ha vinto un Cesar per la Migliore Attrice per la sua interpretazione in <em>L’innocente</em> di <strong>Louis Garrel</strong>. Dopo aver diretto diversi cortometraggi, <strong>Noémie Merlant</strong> ha scritto e diretto un primo lungometraggio nel 2020, <em>Mi Iubita Mon Amour</em>, presentato nella selezione ufficiale del Festival di Cannes. Il suo nuovo film, <em>Le donne al balcone – The Balconettes</em>, in cui è protagonista insieme a <strong>Souheila Yacoub</strong> e <strong>Sanda Codreanu</strong>, è stato presentato al Festival di Cannes 2024 nella sezione Midnight Screenings.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?le-donne-al-balcone-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink05ef651e2093d8ce14760da4f1ddf68b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/the-balconettes-poster1192507462442597860.jpg','alt': '','title': '','width': 756,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink05ef651e2093d8ce14760da4f1ddf68b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/the-balconettes-poster1192507462442597860.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink8ec4908161fd0d50dba80b9193d7e03e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Le-donne-al-balcone_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1200,'height': 630,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8ec4908161fd0d50dba80b9193d7e03e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Le-donne-al-balcone_bar.jpg" alt="Foto di scena per la locandina." title="Foto di scena per la locandina." width="200" height="105" /></a><br></div><div><script> var showboxlink3b507037ea1bd622ae5cfd714169dfba = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/noemie_merlant_20173654352717685190824..jpg','alt': '','title': '','width': 470,'height': 583,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3b507037ea1bd622ae5cfd714169dfba, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/noemie_merlant_20173654352717685190824..jpg" alt="Noémie Merlant" title="Noémie Merlant" width="100" height="124" /></a></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=JLN8jdjz9vw">https://www.youtube.com/watch?v=JLN8jdjz9vw</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 06:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[A Different Man al cinema]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000036"><h1 class="imHeading1">Un thriller fuori dal comune</h1><h2 class="imHeading2">Umorismo cupo e tensione paranoica degna di un grande noir</h2><div><div>Oggi esce nei cinema <em>A Different Man</em>, il nuovo film di <strong>Aaron Schimberg</strong>.</div><div><br></div><div><strong>Sinossi</strong><br>Edward, aspirante attore, si sottopone a un intervento medico radicale per trasformare drasticamente il suo aspetto. Ma il suo nuovo volto da sogno si trasforma rapidamente in un incubo, perché perde il ruolo che era nato per interpretare e diventa ossessionato dal desiderio di recuperare ciò che è stato perso.</div><div><br></div><div><strong>Un thriller fuori dal comune</strong><br><em>A Different Man</em> di <strong>Aaron Schimberg</strong>, provocatorio e audace, racconta la storia di un uomo che si sottopone a una trasformazione radicale. Un thriller cupo e divertente che esplora il complesso rapporto tra chi siamo e come ci vede il mondo.<br>Il film segue le vicissitudini di Edward, un solitario newyorkese a cui viene offerta l’eccezionale opportunità di cambiare radicalmente l’aspetto del suo volto e quindi di rinascere a nuova vita. Tuttavia, questa svolta avrà conseguenze del tutto impreviste e anche se all’apparenza la sua esistenza viene completamente rivoluzionata, in realtà non sembra essere cambiato niente. Certo, fisicamente è diventato <em>A Different Man</em>, un uomo diverso, ha cambiato pelle per ricominciare da capo lasciandosi alle spalle una vita che non gli appartiene più, ma uno scherzo del destino gli impedisce di essere chi voleva diventare e viene travolto da una nuova realtà che diventerà presto un vero e proprio incubo.<br>Caratterizzato da un umorismo cupo e da una tensione paranoica degna di un grande noir, il film rivela una potente visione da parte del regista newyorkese Schimberg che non ha praticamente precedenti. Schimberg entra a pieno titolo nel novero dei cineasti americani che fondono con maestria la suspense comica con la ricchezza di idee tematiche e la voglia di raccontare storie che guardano il mondo da angolazioni diverse e inattese.<br>Per quanto destinato a diventare un classico, <em>A Different Man</em> di <strong>Schimberg</strong> sfida i limiti della narrazione come solo un film di oggi può fare. Ambientato in un mondo appena sopra le righe, in cui una procedura medica fittizia e inquietante permette di rimodellare la testa di un uomo, il film crea un’atmosfera intensa che rimanda a una miriade di riferimenti e storie di persone distrutte dall’immagine riflessa nello specchio: personalità perdute, maschere, imposture, doppioni ingarbugliati. La storia è intrisa della vertiginosa illogicità di un brutto sogno. Ma oltre ai brividi, sotto la superficie si cela un’esplorazione della bellezza, dell’attrazione, del successo, dell’apparenza e del concetto sfuggente di chi siamo veramente.<br>Quanto è malleabile il sé? Quanto è inseparabile dalle apparenze e dalle percezioni? Cosa deve cambiare davvero in una persona per modificare il suo destino? E cosa succede quando vediamo qualcun altro prendere il nostro posto nel ruolo che pensavamo sarebbe spettato a noi? Un turbinio di interrogativi alimenta il crescente senso di smarrimento che il film coltiva con cura, mentre l’invidia, il rimpianto, la gelosia e la frustrazione alterano il destino di Edward tanto quanto il cambiamento radicale del suo aspetto.<br><strong>Schimberg</strong> scava nel profondo con svolte narrative precise e sferzanti, sovvertendo le aspettative in modo subdolo e offrendo dialoghi carichi di emozione. Il regista non nasconde il suo amore per i film di genere, una passione che si percepisce nei dialoghi comici e scoppiettanti e in uno stile cinematografico che esalta il noir e il buio della notte. Le pareti del suo ufficio sono tappezzate di poster degli innumerevoli horror della RKO di Val Lewton, di una bellezza inquietante. Ma per <strong>Schimberg</strong>, optare per un film di genere è semplicemente il modo più adatto per invitare il pubblico a intraprendere un viaggio incantato e a incontrare personaggi mai visti prima sullo schermo, per riflettere su chi siamo come esseri umani, come veniamo percepiti dall’esterno e cosa desideriamo al di fuori della nostra realtà.<br>Fin dall’inizio della sua fortunata carriera, <strong>Schimberg</strong> si dedica a esplorare le zone d’ombra, spesso controverse, del volto e delle sue sfaccettature, soffermandosi su ciò che implica per una persona essere bella (o bestia presunta) e su come lo sguardo della macchina da presa, spesso espressione di desiderio, riesca a superare questi preconcetti. Non a caso, il suo film precedente, <em>Chained for Life</em>, è stato definito “un film fondamentale sulla rappresentazione di quei gruppi che Hollywood preferisce tenere a distanza”.<br>Con <em>A Different Man</em> <strong>Schimberg</strong> utilizza questi temi non solo per costruire la suspense, ma anche per affrontare il nodo della natura precaria dell’identità, per stimolare una difficile conversazione sulla rappresentazione vera e fasulla e per ridere della nostra perenne ossessione a inseguire qualcosa che non abbiamo (e che magari un tempo avevamo).<br>“Non è un argomento facile da affrontare in una conversazione e lo è ancora meno in un film, che è soggetto dal punto di vista commerciale ai più elevati standard di bellezza”, ammette lo sceneggiatore e regista.<br>Per <strong>Schimberg</strong> il tema è profondamente personale. Lui stesso ha sofferto di labbro leporino (labiopalatoschisi) bilaterale ormai corretto, un’esperienza che ha lasciato il segno sul suo modo di vedere il mondo. “Tra le deturpazioni facciali, la mia è una delle più comuni, eppure ho visto solo rappresentazioni negative o offensive di persone come me. Mi sono sempre chiesto: come posso rappresentare una persona come me in modo positivo o almeno realistico e in linea con la mia esperienza?”.<br>Inizialmente, quando si è seduto a scrivere <em>A Different Man</em>, <strong>Schimberg</strong> pensava a una rivisitazione de <em>Il dottor Jekyll</em> di <strong>Rouben Mamoulian</strong>, il grande classico horror “Pre-Code” del 1931, incuriosito dal senso di liberazione che si prova quando ci si perde in un personaggio. “Pensavo a una storia in cui un uomo sfigurato guarisce per qualche ora ogni notte e si gode la vita come una persona normale”, racconta il regista. “Anche se quest’idea si è rivelata poco fattibile, il concetto di fondo mi è rimasto comunque in testa”.<br>Poi <strong>Schimberg</strong> è rimasto affascinato, per quanto improbabile possa sembrare, dalla commedia drammatica <em>Wonder</em> del 2017, interpretata da <strong>Julia Roberts</strong> e <strong>Jacob Tremblay</strong>, che racconta la storia di un ragazzino che si trova a fare i conti, sui banchi di scuola, con le malformazioni cranio-facciali della sindrome di Treacher Collins. Non essendo uno che si ferma alle apparenze, <strong>Schimberg</strong> ha iniziato a chiedersi se non ci fosse una storia più profonda nascosta dietro al famoso best-seller per ragazzi di <strong>R. J. Palacio</strong> che ha ispirato il film.<br>“Narra la leggenda che l’ispirazione le sia venuta un giorno mentre era in gelateria insieme a suo figlio”, racconta <strong>Schimberg</strong>, riferendo l’aneddoto spesso raccontato dall’autrice Palacio. “Videro un bambino dall’aspetto strano, suo figlio si spaventò e lei si rese conto di non avere la più pallida idea di come gestire la situazione, un’esperienza che la portò a dubitare delle sue capacità di essere genitore e perfino dei suoi valori morali. Così decise di scrivere il libro per dire alla gente che quando vedi qualcuno dall’aspetto sfigurato, magari ha una personalità assolutamente fantastica.”<br>Spinto dalla sua innata curiosità, <strong>Schimberg</strong> sentiva il bisogno di saperne di più e di scoprire cosa provava quel ragazzino sfigurato nella gelateria, che è diventato così una musa suo malgrado.<br>“Pensavo a come si sarebbe sentito quel bambino se fosse andato al cinema e si fosse ritrovato a guardare il trailer di un film in cui c’è un bambino che gli assomiglia, interpretato da un bambino che in realtà non gli assomiglia per niente”, spiega <strong>Schimberg</strong>. “Vede insomma la sua vita come se la immagina quella mamma che è rimasta turbata dal suo aspetto. È stato allora che ho iniziato a pensare a un film su un uomo che sospetta che la sua vita sia lo spunto di un fenomeno in stile Wonder. È praticamente sicuro che la storia sia basata su di lui, ma nessuno gli crede”.<br>Quando <strong>Schimberg</strong> ha tirato le fila di queste idee disparate sono nati Edward, l’attore newyorkese la cui faccia cambia completamente grazie a un farmaco sperimentale, e il suo alter-ego Guy, attore molto fotogenico e stella nascente del palcoscenico rimasto a lungo nell’ombra ma finalmente sul punto di farcela. Per quanto sia efficace la sua radicale trasformazione esteriore, Guy continua a sentire la necessità di sostituire il suo nuovo volto bello e carismatico con una maschera che simula il suo aspetto precedente, oscillando tra due identità, incapace di convivere con sé stesso o meglio con i suoi due sé. Come se non bastasse, il destino ha in serbo uno scherzo crudele: la sua nuova vita comincia ad andare a rotoli, mentre l’attore sfigurato che lo interpreta in uno spettacolo teatrale ottiene un successo straordinario.<br><strong>Schimberg</strong> racconta che, mentre scriveva la sceneggiatura, un altro episodio che lo ha portato a riflettere ancora di più sulle conseguenze indesiderate per chi si prefigge di cambiare radicalmente la propria vita. Ricorda infatti di aver incontrato una vecchia conoscenza che gli sembrava completamente diversa da come se la ricordava. Questa donna gli ha spiegato che aveva deciso di dare una svolta alla sua vita adottando una personalità completamente diversa e liberandosi una volta per tutte della timidezza, che un tempo la rendeva adorabile, per adottare uno stile più aggressivo. Gli ha detto che non voleva più essere considerata una persona arrendevole, perché la cosa rappresentava un ostacolo sul piano personale e professionale.<br><strong>Schimberg</strong> è rimasto sbalordito pensando che quella donna aveva deciso di rinunciare ad alcuni aspetti di sé che invece secondo lui la rendevano attraente. “Mi sono chiesto cosa ci stesse guadagnando e cosa ci stesse perdendo”, riflette <strong>Schimberg</strong>. “E poi, lei chi era in realtà? Era entrambe le versioni? Nessuna delle due? E poi mi sono chiesto se io sarei riuscito a cambiare così radicalmente la mia personalità”.<br>Tutti gli elementi inquietanti di <em>A Different Man</em> hanno cominciato così a prendere forma. L’esistenza ansiosa e complicata di Edward prima della trasformazione. Il suo appartamento angusto e squallido, con una perdita dal soffitto che continua inesorabilmente a ingrandirsi. Una misteriosa e seducente vicina di casa che improvvisamente si interessa a lui in modo civettuolo, diventando la sua unica amica e dando una svolta alla sua vita. Un miracolo della medicina moderna che gioca con le sue fantasie di reinvenzione di sé, che comporterà però conseguenze impreviste. E l’occasione per Guy, appena nato, di brillare nel ruolo di protagonista della sua vita, un ruolo che crede di essere l’unico al mondo in grado di capire davvero.<br>Poi arriva il sorprendente terzo personaggio del film, l’uomo che spinge la storia in una dimensione ancora più complessa e stratificata, in un’irresistibile stanza degli specchi dove l’uno si riflette nell’altro: Oswald, un altro attore affetto dalla stessa patologia ma così straordinariamente sicuro di sé, talentuoso e autentico da rubare rapidamente e inequivocabilmente la scena a Edward. Quando Oswald assume il ruolo di Edward, diventando una star amatissima, Guy finisce in una spirale distruttiva che avrà su di lui un effetto devastante.<br>“In un certo senso, Edward viene privato della sua identità due volte”, spiega <strong>Schimberg</strong> a proposito del colpo di scena che dà la svolta al film. “E allo stesso tempo, diventa una sorta di impostore che si confronta con qualcosa di vero e autentico. C’è una sorta di passaggio del testimone, dagli attori che recitano fingendo la disabilità ad attori disabili che recitano il ruolo che vogliono recitare”.<br>Il cinema si è sempre prestato a sondare l’abisso tra l’apparenza e l’identità interiore, tra la finzione e la lacerante verità, e <em>A Different Man</em> appartiene a una piccola ma vitale tradizione di film sulla totale ricostruzione del viso. L’elenco comprende film intramontabili come il classico horror <em>Occhi senza volto </em>di <strong>Georges Franju</strong>, la parabola sul trapianto di faccia di <strong>Hiroshira Teshigahara</strong>, lo straziante thriller fantascientifico degli anni ‘60 <em>Operazione diabolica</em> di <strong>John Frankenheimer</strong>, il thriller d’azione degli anni ‘80 <em>Face/Off – Due facce di un assassino</em> di <strong>John Woo </strong>e <em>La pelle che abito</em> di <strong>Pedro Almodóvar</strong>, favola di un chirurgo che fa esperimenti su un prigioniero nel suo scantinato.<br>Ma per quanto strizzi l’occhio ai suoi predecessori, <em>A Different Man</em> prende una direzione nuova e audace, analizzando le radici del pregiudizio legato all’aspetto del volto a mano a mano che il pubblico segue la storia di Edward.<br>L’ambizione senza compromessi, la sceneggiatura decisa e i grandi rischi strutturali e tematici del film hanno immediatamente attirato l’attenzione di <strong>Christine Vachon</strong> della <em>Killer Films</em>, la leggendaria produttrice il cui lavoro pionieristico è cominciato con un primo lungometraggio, <em>Poison</em> di <em>Todd Haynes</em> del 1991, pietra miliare del cinema queer. Quando la <em>Killer Films</em> ha deciso di collaborare con <strong>Vanessa McDonnell</strong>, produttrice e partner di lunga data di <strong>Schimberg</strong>, il progetto ha cominciato rapidamente a prendere forma. Ora la questione era trovare tre attori audaci e coraggiosi, uno dei quali difficilmente riconoscibile.</div><div><br></div><div><strong>Indossare la maschera: Il casting</strong><br>Uno dei primi sostenitori della sceneggiatura di <strong>Schimberg</strong> è stato l’attore <strong>Sebastian Stan</strong>, noto ai fan dell’Universo Marvel come il Soldato d’Inverno ma straordinariamente avventuroso nella scelta dei ruoli, che lo hanno visto spaziare da Jeff Gillooly, l’ex marito criminale e poco sveglio in Tonya, al batterista dei Mötley Crüe Tommy Lee in Pam &amp; Tommy e al chirurgo cannibale in Fresh. Fin dall’inizio Stan si è tuffato anima e corpo in <em>A Different Man</em> partecipando sia come produttore che come attore nei due ruoli principali del film, strettamente legati ma ognuno con le sue diverse ansie esistenziali. Edward è squisitamente timido ed emotivamente riservato, mentre Guy, bello e di successo, nasconde dietro al fascino apparente una grande insicurezza e diventa sempre più alienato.<br>Per Stan recitare nei due ruoli ha comportato una serie di difficoltà. Per prima cosa, durante le riprese ha dovuto indossare protesi facciali ingombranti in una torrida estate newyorkese. Inoltre, ha dovuto scavare nella psiche fragile e complessa di un uomo la cui smania di cambiare vita lo porta a scivolare in una spirale inattesa di crisi e autodistruzione. Stan si è buttato a capofitto nel ruolo. “Sebastian ha capito che questo il film era perfetto per lui appena ha letto la sceneggiatura”, racconta Schimberg. “Non ha mai avuto alcun dubbio al riguardo.”<br>Stan parla della sceneggiatura di <em>A Different Man</em> come di qualcosa di diverso, qualcosa in cui non si era mai imbattuto, e sottolinea quanto sia raro che gli vengano sottoposti progetti di questo tipo. “Nessuno mi manda mai niente del genere”, dice. “Negli ultimi cinque anni o giù di lì, mi sono davvero orientato verso cose che mi sembrano sfidanti, che contengono un elemento di trasformazione. E non parlo solo di trasformazione fisica: a livello emotivo questo film rappresentava un territorio inesplorato per me. Come attore, ovviamente, è sempre preferibile perdersi nello specchio”.<br>Se si chiede a Schimberg, però, c’è qualcosa di ancora più profondo e psicologicamente affascinante nell’attrazione di Stan per il ruolo di Edward/Guy. “Sentivo che Sebastian avrebbe saputo esprimere una parte tormentata di sé che altri ruoli non gli hanno permesso di mostrare”, dice il regista, che è rimasto molto colpito dal totale coinvolgimento dell’attore. “Sebastian viene giudicato per il suo aspetto. Lo capisci quando cammini per strada con lui. La gente lo vede e proietta su di lui certe cose. E, naturalmente, molte persone ritengono che questa sia una cosa positiva, qualcosa a cui ambire. Ma essere famosi, essere belli in modo classico, può anche essere limitante”.<br>Con un consiglio insolito ma illuminante, Schimberg ha detto a Stan di considerare la sua fama come una via per esplorare l’oggettificazione sociale che Edward vive sulla sua pelle quotidianamente. Ricorda Stan: “Aaron mi ha detto: ‘Dovresti concentrarti su come ci si sente a essere una celebrità’. Non avrei mai pensato di affrontare la questione da questo punto di vista, ma lui mi ha detto: ‘Tu sai cosa vuol dire sentirsi costantemente sotto gli occhi di tutti’”.<br>Per comprendere meglio l’esperienza di Edward, Stan si è consultato con uno specialista di neurofibromatosi dell’Università di New York e ha assorbito le testimonianze personali di coloro che convivono con le deformità facciali. Il contributo più prezioso per rappresentare Guy, dice Stan, è arrivato da una conversazione con <strong>Elna Baker</strong>, la scrittrice e podcaster di <em>This American Life</em>, che pesava 265 chili al college e poi ne ha persi 110 in una clinica. Gestire il lato positivo del suo nuovo aspetto è stato più complicato di quanto avesse immaginato.<br>“Elna mi ha raccontato in modo molto onesto ciò che le è accaduto quando si è ritrovata a vivere nel mondo con l’aspetto di una persona come le altre”, dice Stan. “La sua identità è andata perduta, anche se all’inizio le sembrava di aver guadagnato qualcosa di enorme, una libertà che forse non era mai esistita. Ma questa situazione si è trasformata rapidamente in qualcosa di monotono. C’è stato un vero e proprio picco emotivo, come sulle montagne russe e come accade a Edward quando diventa Guy, e poi c’è stato un crollo”.<br>L’unico personaggio di <em>A Different Man</em> che conosce sia Edward che Guy – anche se non ne è consapevole – è Ingrid. La incontriamo per la prima volta come la nuova vicina di casa di Edward, una persona sorprendentemente avvicinabile e allegra che porta nella sua vita una gioia inattesa e quasi fastidiosa quando si confida con lui e condivide le sue speranze di diventare una drammaturga. Anni più tardi, dopo aver scritto un’opera teatrale ispirata al modo in cui vedeva Edward, Ingrid diventa la regista di Guy e si sente attratta dall’attore belloccio che sembra comprendere, in modo misterioso e intuitivo, il dolore di un personaggio basato sul suo amico di un tempo improvvisamente scomparso.<br><strong>Schimberg</strong> e <strong>Stan</strong> avevano entrambi visto di recente l’interpretazione della norvegese <strong>Renate Reinsve</strong> in <em>La persona peggiore del mondo</em> e, per pura coincidenza, avevano entrambi pensato di scritturarla. <strong>Schimberg</strong> si chiedeva se valesse la pena provarci, visto che l’attrice era molto richiesta, ma <strong>Sebastian</strong> non ha avuto esitazioni: “Vale sempre la pena provarci, se è quello che vuoi”. Così le hanno inviato il copione e, pochi giorni dopo, lei ha detto di sì. “Mi ha talmente colpito la sua interpretazione in quel film”, ricorda Stan. “Ho pensato che avremmo dovuto chiamarla. E lei ha accettato”.<br>“La sceneggiatura mi è piaciuta da subito”, racconta Reinsve a proposito di quello che sarebbe diventato il suo primo film in inglese. “Non conoscevo affatto Aaron, ma mi piaceva il fatto che attingesse all’umorismo nero in maniera insolitamente tenera. E poi, quando ho visto <em>Chained for Life</em>, ho pensato: questo modo di fare cinema è proprio diverso. Mi piace partecipare a progetti che affrontano questioni interessanti”.<br><strong>Schimberg</strong> ritiene che il ruolo di Ingrid sia quello più difficile del film ed è molto felice di aver trovato un’attrice all’altezza della situazione. “Credo che Renate abbia molto apprezzato il fatto di essere l’unica custode dei segreti di Ingrid”, dice il regista. “Un momento è seducente, poi è sarcastica, poi è sprezzante, poi è insicura. Entra nell’appartamento di lui e finisce per restare molto più del dovuto. La volta successiva, se ne va bruscamente. Come può la stessa persona essere tutte queste cose? Renate è riuscita a trovare la quadra. È anche una grande attrice comica e non ha si tira mai indietro”.<br>“Vedo Ingrid come una persona che cerca di trovare la sua strada nella vita”, racconta Reinsve, “ma come una vera norvegese, si vergogna e non crede veramente in sé stessa”.<br>È un tratto tipico dei norvegesi? “Oh, sì”, conferma. “In America ti dicono per tutta la vita che puoi essere quello che vuoi. In Norvegia, invece, ti dicono per tutta la vita che non sei meglio di nessun altro e che sei solo un elemento di un gruppo – il che, per certi versi, è positivo ma è anche limitante. Forse è venuta in America per trovare la fiducia necessaria per fare qualcosa. E poi, quando si trova davanti alla macchina da scrivere, riesce a cogliere un barlume della vita di Edward, che fa suo”.<br>Reinsve ha colto appieno la vorace smania di legami e la curiosità impulsiva di Ingrid, aspetti di cui ha dato prova in maniera eccellente in La persona peggiore del mondo.<br>“Ingrid è molto insicura e credo che ritrovi la stessa insicurezza in Edward, con cui si sente al sicuro”, dice Reinsve. “Credo che sia innamorata di Edward, ma non riuscirà mai ad ammetterlo a sé stessa, a causa dell’idea preconcetta della persona di cui pensa che dovrebbe innamorarsi. È questo che alimenta ciò che scrive su Edward. E quando incontra Guy, non capisce perché la sua interpretazione la colpisce così tanto, ma noi, il pubblico, sappiamo benissimo quale è il motivo. Accade tutto in maniera inconscia tra loro”.<br>La storia d’amore a tratti ironica tra Edward/Guy e Ingrid si trasforma in una sorta di “La bella e la bestia” al rovescio e allo stesso tempo si addentra nella difficile realtà odierna dell’identità performativa e della confusione sessuale. Ma a mettersi di traverso è la creazione più radicale di <strong>Schimberg</strong>: Oswald, l’attore che assomiglia a Edward ma che ha una tale disinvoltura da rubare la scena a tutti.<br><strong>Schimberg</strong> ha scritto la parte di Oswald pensando alla star di <em>Chained for Life</em>, <strong>Adam Pearson</strong>. Arguto, di origine britannica e affetto da neurofibromatosi, Pearson si è fatto notare da Schimberg grazie allo straordinario debutto a fianco di Scarlett Johansson nel film fantascientifico <em>Under the Skin</em> di <strong>Jonathan Glazer</strong>.<br>“Avevo sentito che le sue scene erano improvvisate, quindi non sapevo che tipo di attore fosse davvero Adam”, ricorda il regista. “Ma quando l’ho incontrato, ho scoperto subito che è molto estroverso. Si trova a suo agio ad essere al centro dell’attenzione, è incredibilmente affascinante, molto acuto, una specie di uomo del Rinascimento. E ho anche scoperto che era in grado di fare cose più complesse rispetto a <em>Chained for Life</em>. Così mi è venuta voglia di scrivere un ruolo che mettesse in evidenza tutto il suo repertorio, una sorta di omaggio al suo talento”.<br>Pearson, presentatore della BBC e attivista per la disabilità, dice di essere entrato nel mondo della recitazione quasi per scherzo, presentando la sua candidatura per il film di Glazer: “È andata tremendamente bene o tremendamente male, dipende a chi lo chiedi”, dice ridendo.<br>La collaborazione con <strong>Schimberg</strong> ha dato vita a un ruolo di cui è particolarmente orgoglioso. “Questo personaggio è il più simile a come sono io lontano dalle luci del bellissimo carrozzone da circo che è l’arte”. Pearson dice di Oswald: “Aaron sa come scrivere per me e sa come sono nella vita reale. È sempre un bene ampliare la propria gamma di personaggi – come attore disabile, si corre il rischio di finire a recitare sempre la stessa parte. È stata una vera gioia partecipare a questo progetto e ritrovare tutta l’allegra brigata”.<br>L’attore è curioso di vedere quali spunti di conversazione susciterà <em>A Different Man</em>. “L’identità è un argomento così profondo e ricco con cui giocare, dal punto di vista narrativo”, dice. “Chi siamo dal di fuori? E chi siamo invece dentro? E cosa succede quando questi due mondi non procedono di pari passo? Non sono un grande fan del cinema che guida il pubblico per mano. Penso che gli spettatori siano molto più intelligenti di quanto si creda e questa cosa Aaron la sfrutta al meglio”.<br><strong>Schimberg</strong> descrive il suo legame con Pearson in termini particolarmente teneri e lo descrive come una persona che lo ha colpito nel profondo. “Adam ha cambiato il mio modo di vedere il mio volto sfigurato, perché io ho sempre vissuto nel timore del giudizio degli altri”, dice il regista. “Ho sempre provato un senso di vergogna. Adam invece assume il controllo di come vuole essere percepito. E questo mi ha cambiato. Senza di lui letteralmente non esisterebbe <em>A Different Man</em>. Se Adam non avesse voluto farlo con me, non avrei mai neanche provato a realizzarlo”.<br>Dice Renate Reinsve di Pearson: “Adam è davvero divertente, è molto intelligente e comunica una grande energia. Quando entra in una stanza è lui a calamitare l’attenzione, ma è anche una persona profondamente umile. Ci siamo divertiti tantissimo insieme”.<br>Il rapporto carico di tensione tra Guy e Oswald, una miscela instabile fatta di vicendevole riconoscimento, di risentimento e di dubbi sulle scelte del passato, ha generato un’atmosfera elettrica sul set ed è stato la chiave di volta per arrivare all’effetto che Schimberg si proponeva di creare.<br>“Alla fine del film, hai la sensazione che Sebastian Stan sia geloso di Adam Pearson. Lo capisci. Lo senti”, dice <strong>Schimberg</strong>. “Ed è qualcosa che non credo si sia mai visto prima”.</div><div><br></div><div><strong>Solo a New York: Trucco, riprese, musica e una scena di sesso indimenticabile</strong><br>Teso come una corda, senza un fotogramma fuori posto, <em>A Different Man</em> evoca la sensazione inquietante e vertiginosa di un incubo assurdo che diventa sempre più angosciante. Schimberg ha cercato di creare un’atmosfera senza fronzoli, leggermente straniante ma avvolgente in ogni elemento della produzione, dalla colonna sonora ricca e ossessionante del compositore <strong>Umberto Smerilli</strong> alla fotografia in Super 16 millimetri del direttore della fotografia <strong>Wyatt Garfield</strong>. Il film è stato girato in 22 giorni nel luglio del 2022 e le riprese si sono svolte esclusivamente nell’East Village, l’Upper West Side e alcune zone di Brooklyn, riuscendo a tirar fuori la bellezza più ruvida e noir di New York anche grazie alla scenografa Anna Kathleen.<br>Fin dall’inizio <strong>Schimberg</strong> sapeva che avrebbe girato su pellicola, come ha fatto nei suoi film precedenti. “Ti costringe a essere pieno di risorse”, dice il regista. “Ci sono registi che usano magnificamente il digitale, ma io passerei al digitale solo se avessi una ragione estetica per farlo. Il mio istinto naturale mi porta sempre a usare la pellicola. Ne capisco la meccanica e so come utilizzarla”.<br>Un elemento nuovo per <strong>Schimberg</strong> era l’uso importante, creativo e sfaccettato delle protesi, sia per creare il personaggio di Edward che nell’ambito dell’opera teatrale che Ingrid ha scritto su di lui. <strong>Schimberg</strong> era determinato a far sì che il trucco di Stan fosse allo stesso tempo ricco di dettagli realistici dando però al pubblico qualche indizio, per quanto sottile. Il volto di Edward doveva non solo essere convincente ma anche rivelare, in un processo lento e terrificante, le fattezze di Guy che erano nascoste sotto la superficie. E poi, quando l’Oswald di Pearson arriva in scena, anche il suo volto doveva essere un richiamo a Edward.<br>“Edward doveva assomigliare ad Adam in modo tale che quando lui e il pubblico vedono Adam, è chiaro a tutti che è un richiamo a sé stesso”, dice il regista. “Questo aiuta a creare l’idea che Edward sia un impostore. Si sente messo da parte da qualcuno di più reale”.<br>È stato un azzardo affidare al trucco gran parte dell’energia tematica del film, ma non c’era altra scelta. Ripensando ai rischi che questo poteva comportare, <strong>Schimberg</strong> ride: “Non ho mai pensato troppo a fondo a come avremmo realizzato il trucco e la produzione del film è andata così in fretta che avrebbe potuto essere un vero disastro, il progetto avrebbe potuto naufragare. Ma a fare la differenza è stato Sebastian che ha pensato di coinvolgere Mike”.<br>Stan ha fatto subito il nome dell’artista che ha poi realizzato i complessi design delle maschere a tempo di record: <strong>Mike Marino</strong>, due volte candidato all’Oscar® e responsabile delle magie del trucco in <em>The Batman</em>, I<em>l principe cerca figlio</em> e <em>The Irishman</em>.<br><strong>Marino</strong> è rimasto affascinato dall’audacia del progetto. “Mi è piaciuta molto la sceneggiatura”, afferma, e poi cita <em>The Elephant Man</em> di <strong>David Lynch</strong>, film famoso per i grandi effetti del trucco, dicendo che è stato il primo film che ha visto. “Avevo tipo quattro anni o giù di lì”, racconta. “Quel film mi ha colpito così tanto da bambino che solo molti anni dopo ho capito che si trattava di trucco basato su una persona reale. Quando sono cresciuto, mi sono reso conto di quanto fosse bella quella persona. L’empatia per il personaggio inizia dal momento in cui lo vedi. E ho provato la stessa cosa per la storia di Sebastian e Aaron”.<br>Dopo aver parlato con Stan, Marino ha accettato di partecipare al progetto. E spiega: “Per me il punto di partenza doveva essere l’intensità emotiva. Nel momento in cui vedi questa persona, devi essere completamente assorbito dal suo punto di vista. E loro erano molto aperti alle idee che avevo su come avrebbe dovuto e potuto essere”.<br>“Mike ci ha fatto davvero un favore, lanciandosi in questo progetto”, racconta Stan, “perché in quel periodo stava girando anche La fantastica signora Maisel. C’erano spesso giorni in cui dovevo andare a casa sua alle cinque o alle sei del mattino e lui mi truccava per primo, per poi andare sull’altro set. E poi passavano ancora tre, quattro ore prima di iniziare a girare”.<br>Per quanto si cercasse di velocizzare, l’applicazione del trucco di Stan richiedeva diverse ore, per cui non era possibile rimuoverlo durante un’intensa giornata di riprese di 16 ore, ognuna delle quali era caratterizzata da molteplici set. Per cercare di rendere ancora più autentica la sua performance, Stan ha iniziato a girare per le strade di New York completamente truccato per sondare le reazioni degli sconosciuti. “È stato molto importante per me vivere l’esperienza di uscire per strada e sentire l’energia che si muoveva intorno a me”, dice Stan. “Mi ha aperto gli occhi in molti modi”.<br>L’attore è andato alla sua caffetteria abituale, dove non è stato riconosciuto e la maggior parte dei clienti ha evitato il contatto visivo. “L’unica persona che mi si è avvicinata è stata una bambina”, ricorda l’attore. “C’era una bambina che giocava con sua madre e aveva, non so, forse sei anni. Si è avvicinata e mi ha detto: “Ma cosa ti è successo?”. Poi anche la madre è venuta da me e mi ha detto: ‘Mi dispiace tanto’”.<br>Marino ha capito bene perché Stan voleva uscire dal set ed entrare nel mondo reale, oltre che per testare l’efficacia del make-up e delle protesi: “Gli attori sono così abituati a essere adorati che molti di loro, in base alla mia esperienza, vogliono camuffarsi con il trucco”, dice Marino. “Anche Ryan Gosling ha sempre voluto avere il naso rotto o qualcosa del genere. Mi chiamava e mi diceva: ‘Possiamo fare questo? Proviamo anche quello’. Vogliono alterare il loro aspetto, ma non solo per nascondere la bellezza, penso sia più questione di capire come ci si sente a essere normali, perché essere una star non è la normalità”.<br>Stan ha fatto tesoro delle diverse emozioni che ha provato andando in giro per New York nei panni di Edward, che si sono riversate in ogni aspetto della sua performance. “Sentivo l’enorme responsabilità di capire il più possibile della sua situazione. Mi creava molta ansia l’idea di fare qualcosa che fosse così distante da me”.<br>Nonostante ciò, e nonostante il ritmo serrato del film, ad accompagnare la produzione c’era un grande spirito cameratesco. “Eravamo tutti molto in sintonia e ci siamo divertiti molto sul set”, racconta Reinsve.<br>Questo sentimento di fiducia reciproca portava tutti a dare il meglio di sé. Ciò è particolarmente vero per una delle scene più calde del film, quando Guy e Ingrid fanno sesso ma lui indossa una maschera da Edward, su insistente richiesta di lei. È un momento di grande potenza che è allo stesso tempo intriso di humor nero e carico di tensione, perché la storia si fa sempre più ingarbugliata e scivola verso una spirale di confusione emotiva riguardo all’identità e alla paura.<br>Di quella scena Reinsve racconta: “Provo una sorta di amore e odio per la frase di Ingrid: ‘Mettiti la maschera. È una mia creazione”. È così…”. L’attrice si interrompe e ride. “Penso che in quel momento lei si trovi esattamente in bilico tra il desiderio di giustificare quello che sta facendo con lo spettacolo teatrale e quello di tornare a qualcosa di reale, di vero. Ma visto come è arrivata a trovarsi in questa situazione, non può essere sincera. Quindi si sente persa”.<br>Stan ricorda la scena di sesso come psicologicamente impegnativa, anche se ammette che dovrebbe sempre essere così. “Le scene di sesso sono sempre molto difficili perché si vuole arrivare a un’intimità autentica senza esagerare ma senza troppe esitazioni”, spiega. “E questa scena di sesso ha 50.000 strati, capisci? Ti fa uscire di testa se ci pensi: ‘Mi chiedi di indossare una maschera. Ma allora cos’è che vuoi veramente?”. La maschera permette a entrambi di rilassarsi per un momento prima che tutte le altre idiosincrasie si insinuino nelle loro teste”.<br>Persino l’autore della scena non ha colto appieno l’intensità del momento finché non l’ha visto durante le riprese con Stan e Reinsve. “Durante quella scena il set era chiuso, ma io ero sdraiato sul pavimento sotto il letto e guardavo il monitor. Quando Sebastian è sceso dal letto, mi è passato sopra. Era tutto come nel copione, ma è stato solo mentre ero lì per terra a guardare la scena che ho iniziato a pensare: ‘Certo che questa scena è pazzesca. Che diavolo sta succedendo davvero?”. <strong>Schimberg</strong> ci ha riflettuto: “Magari Ingrid sta pensando a Oswald, che ha appena visto per la prima volta, o magari sta pensando a Edward, che le manca, o magari sta pensando di fare l’amore con il personaggio della sua commedia, non è affatto chiaro a cosa sta pensando. Neanche io sono riuscito a capirlo”.<br>Quando gli si chiede di dare una spiegazione, <strong>Schimberg</strong> rivela l’obiettivo che si cela dietro la regia ipnotica che fa restare vivi i personaggi e le idee di <em>A Different Man</em> ben oltre la fine del film. “Quando si ha a che fare con questo tipo di argomenti, bisogna escogitare la strategia giusta per cogliere il pubblico di sorpresa”, dice. “È così che si sollevano domande e si stimolano conversazioni più profonde su ciò che si è appena vissuto. Ed è quello che mi piace fare con i miei film”.</div></div><div><br></div><div>Scarica lo SpecialKit del film (per soli soci GHoST): <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/product/?a-different-man-specialkit" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></div><div><br></div><div><script> var showboxlink3795e16f7c0d1289f578bea22ec9f5cb = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/locandina-a-different-man.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 588,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3795e16f7c0d1289f578bea22ec9f5cb, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/locandina-a-different-man.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="280" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkaa445375116276a6014b19efae65e85b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/a-different-man_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 640,'height': 333,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkaa445375116276a6014b19efae65e85b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/a-different-man_bar.jpg" alt="Foto di scena per la locandina." title="Foto di scena per la locandina." width="200" height="104" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=NP49Fiz2-X0">https://www.youtube.com/watch?v=NP49Fiz2-X0</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 Mar 2025 06:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Scomparsa Nadia Cassini]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000035"><h1 class="imHeading1">L'attrice aveva 76 anni</h1><h2 class="imHeading2">Una delle protagoniste della commedia sexy degli anni Settanta</h2><div><div>Morta a Reggio Calabria l’attrice <strong>Nadia Cassini</strong>. Era stata una delle protagoniste della commedia sexy degli anni Settanta. Aveva 76 anni, era malata da tempo. Ricordiamo il suo cinema.</div><div><br></div><div>Il vero nome di <strong>Nadia Cassini</strong> è Gianna Lou Muller e nasce a Woodstock (New York) il 2 gennaio del 1949 da padre tedesco e da madre italiana, due attori di vaudeville. Lei diceva di essere nata nel corso di una tournée e di essere scappata di casa giovanissima per fare di tutto nel campo dello spettacolo. In una vecchia intervista del 1973 la stessa <strong>Cassini</strong> ricorda di aver fatto la pittrice, la cantante di night – club, la ballerina, la fotomodella e l’indossatrice. Nel 1968 si sposa con il conte <strong>Igor Cassini</strong>, noto come giornalista negli Stati Uniti con lo pseudonimo di <strong>Cholly Knickerbocker</strong> e fratello dello stilista <strong>Oleg</strong>. Il conte <strong>Cassini</strong> si trasferisce a Roma per aprire una succursale italiana della “House of Cassini” e porta con sé la giovane sposa.<br>L’ingresso nel cinema della <strong>Cassini</strong> è con una piccola parte ne <em>Il divorzio</em> (1970) di <strong>Romolo Guerrieri</strong> (Girolami). Questo film è tutto costruito attorno alla figura di <strong>Vittorio Gasmann</strong> che si separa dalla moglie Anna Moffo e crede di ritrovare la libertà tra un’hippie (Claudie Lange) e una collega assatanata (Anita Ekberg) che vuole fare la scambista. Alla fine si ritrova solo. Nella pellicola oltre alla <strong>Cassini</strong> alla sua prima esperienza c’è pure <strong>Momo</strong> (fa il figlio di Gassman) che sarà ottima spalla di <strong>Laura Antonelli</strong> in <em>Malizia</em> di <strong>Salvatore Samperi</strong>. <em>Il divorzio</em> è scritto da <strong>Alberto Silvestri</strong> e <strong>Franco Verucci</strong> e anche se è vero che si perde in tante macchiette poco efficaci, traccia comunque un quadro realistico dell’Italia alla vigilia del referendum per la legge sul divorzio.<br>Nel 1970 la <strong>Cassini</strong> appare anche nel cult movie esotico – erotico <em>Il dio serpente</em> di <strong>Piero Vivarelli</strong> assieme a <strong>Beryl Cunningham</strong>, <strong>Sergio Tramonti</strong> e <strong>Galeazzo Bentivoglio</strong> (Benti è il suo vero nome). Per <strong>Mereghetti</strong> si tratta di un film modesto, un epigono da dimenticare di un genere di film inaugurato nel 1968 da <strong>Ugo Liberatore</strong> e con <strong>Bora Bor</strong>a. <strong>Augusto Martelli</strong> ebbe un grande successo con la canzone della colonna sonora intitolata “Djamballà”. La trama si racconta in poche righe. <strong>Nadia Cassini</strong> è in vacanza ai Caraibi con il marito Galeazzo Benti e perde la testa per il culto del dio serpente che si chiama proprio Djamballà. A iniziarla è l’indigena Beryl Cunningham e il dio si incarna in un nero gigantesco (Evaristo Marquez) che la pretende come ancella per sempre. La <strong>Cassini</strong> al tempo non la conosceva nessuno e <strong>Piero Vivarelli</strong> aveva fato quasi esclusivamente musicarelli.<br><em>Quando gli uomini armarono la clava… e con le donne fecero din don </em>(1971) di <strong>Bruno Corbucci</strong> è tratto dalle commedie di Aristofane “Lisistrata” e “Le donne alla festa di Demetra” e si avvale della sceneggiatura di <strong>Fabio Pittorru</strong> e <strong>Massimo Felisatti</strong>. Si tratta di un cavernicolo davvero trash interpretato da buoni attori come <strong>Antonio Sabato</strong>, <strong>Aldo Giuffrè</strong>, <strong>Vittorio Caprioli</strong>, <strong>Howard Ross</strong> (Renato Rossini), <strong>Elio Pandolfi</strong>, <strong>Maria Pia Giampocaro</strong>, <strong>Lucretia Love</strong>, <strong>Valeria Fabrizi</strong> e <strong>Gisela Hahn</strong>. <strong>Nadia Cassini</strong> ha una parte di rilievo come Listra (variazione di Lisistrata), moglie del capo che non riesce mai a fare l’amore in pace perché gli uomini sono sempre impegnati a combattere. Va da sé che capeggia la rivolta delle donne che reclamano i loro diritti coniugali e se ne va in esilio su di una montagna lasciando gli uomini soli in compagnia di un buffo omosessuale. <strong>Pasquale Festa Campanile</strong> aveva già girato <em>Quando le donne avevano la coda</em> (1970) su soggetto niente meno che di <strong>Umberto Eco</strong> e <em>Quando le donne persero la coda</em> (1971) su soggetto di <strong>Lina Wertmüller</strong> tutti e due con <strong>Lando Buzzanca</strong>. Questo è un film sulla stessa falsariga ma combinato con i testi classici di Aristofane e con maggiore presenza femminile e spunti comici davvero divertenti. Lo passano spesso su Happy Channel e di notte su qualche canale Rai o Mediaset. Se non l’avete mai visto vale la pena di registrarlo.<br>Nel 1971 <strong>Nadia Cassini</strong> si separa dal marito e scappa a Londra con il suo nuovo amore: l’attore greco <strong>Yorgo Voyagis</strong> dal quale ha una figlia, Cassandra. In questo periodo va citato <em>Mazzabubù… quante corna stanno quaggiù</em> (1971) di <strong>Mariano Laurenti</strong>, un barzelletta movie ideato da <strong>Alessandro Continenza</strong> che si avvaleva di un cast incredibile. Basta citare <strong>Carlo Giuffrè</strong>, <strong>Sylva Koscina</strong>, <strong>Silvana Pampanini</strong>, <strong>Ettore Manni</strong>, <strong>Giancarlo Giannini</strong>, <strong>Rosemarie Dexter</strong>, <strong>Franco Franchi</strong>, <strong>Ciccio Ingrassia</strong>, <strong>Fausto Tozzi</strong>, <strong>Gianni Musy</strong>, <strong>Renzo Montagnani</strong>, <strong>Luciano Salce</strong>, <strong>Pippo Franco</strong>, <strong>Maurizio Bonuglia</strong>, <strong>Mariolina Cannuli</strong> (decana delle presentatrici televisive), <strong>Nadia Cassini</strong>, <strong>Umberto D’Orsi</strong>, <strong>Lino Banfi</strong> e <strong>Riccardo Garrone</strong>. Si tratta della prima commedia interpretata dalla <strong>Cassini</strong> ed è un film che si può ancora vedere sorridendo come trent’anni fa. Una trama vera e propria non c’è perché tutto è introdotto da <strong>Carlo Giuffrè</strong> che racconta una serie di episodi di cornificazioni famose e le situazioni vengono visualizzate sullo schermo. Episodi molto brevi, quindi, alcuni ispirati al “Decamerone”. La cosa divertente è che alla fine l’oratore si rende conto di essere pure lui un cornuto.<br>Un film solo da citare è <em>Colpiscono senza pietà</em> (1972) di <strong>Michael Hodges</strong> che non ha niente di erotico, si tratta di una pellicola nota in Gran Bretagna (paese coproduttore) come Pulp che presenta attori come <strong>Michael Cane</strong>, <strong>Mickey Roney</strong>, <strong>Lionel Stander</strong>, <strong>Leopoldo Trieste</strong> e <strong>Ave Ninchi</strong> accanto alla bella <strong>Nadia Cassini</strong>. Si tratta di un ottimo giallo giocato tutto sulla morte di una ex gloria di Hollywood che aveva ingaggiato uno scrittore specializzato in gialli scandalistici per scrivere la propria autobiografia. Si parla pure di mafia. Un film recitato bene e dotato di una solida struttura narrativa ma la <strong>Cassini</strong> è quasi ininfluente.<br><em>Ecco lingua d’argento</em> di <strong>Mauro Ivaldi</strong> (1976) è un film di cui abbiamo già parlato a proposito di <strong>Carmen Villani</strong> e rappresenta forse la prima vera commedia sexy di <strong>Nadia Cassini</strong>.<br><em>Spogliamoci così senza pudor…</em> (1977) di <strong>Sergio Martino</strong> è la classica commedia sexy a episodi piuttosto divertente condita da situazioni comiche e al tempo stesso piccanti. Il soggetto e la sceneggiatura sono di <strong>Raimondo Vianello</strong> e <strong>Alessandro Continenza</strong>, da ricordare pure le musiche di <strong>Enrico Simonetti</strong>. Il primo episodio (Il detective) vede protagonisti <strong>Aldo Macione</strong> e <strong>Alvaro Vitali</strong>, un detective che vuol fare il furbo ma il cliente lo frega. Il secondo episodio (La squadra di calcio) mette in mostra le grazie della calciatrice lesbica <strong>Ria De Simone</strong> e vede <strong>Enrico Montesano</strong> che si traveste da donna per far vincere una squadra di calcio femminile. Il terzo episodio (L’armadio di Troia) vede all’opera <strong>Barbara Bouchet</strong> con <strong>Alberto Lionello</strong>, <strong>Ninetto Davoli</strong> e <strong>Nadia Cassini</strong> ed è una storia di produttori porno, ladri e un’amante di troppo nell’armadio. Il quarto episodio (La visita) vede <strong>Johnny Dorelli</strong> e <strong>Ursula Andress</strong> due amanti che approfittano di una situazione macabra. Il <strong>Mereghetti</strong> fa una gran confusione di attori e di trame però stronca senza pietà la commedia che invece fa parte di quel genere di lavori che ancora oggi si vedono con piacere. L’episodio che più ci interessa vede <strong>Ninetto Davoli</strong> farsi sia la moglie (Barabara Bouchet) che l’amante (Nadia Cassini) di un produttore porno (Alberto Lionello). Il film è da vedere.<br><strong>Nadia Cassini</strong> fa la regina delle amazzoni nel film fantascientifico di <strong>Luigi Cozzi</strong> (che per l’occasione si fa chiamare Lewis Coates) <em>Star Crash – Scontri stellari oltre la terza dimensione</em> (1978), ma la sua è un’apparizione molto limitata. Il soggetto e la sceneggiatura del film sono di <strong>Luigi Cozzi</strong> e <strong>Nat Wachsberger</strong>, dialoghi di <strong>R. A. Dillon</strong>, le musiche di <strong>John Barry</strong>. Interpreti: <strong>Carolinbe Munro</strong>, <strong>Marjoe Gortner</strong>, <strong>Judd Hamilton</strong>, <strong>Christopher Plummer</strong>, <strong>Daniela Giordano</strong>, <strong>Salvatore Baccaro</strong> (fa l’umanoide ed è uno spasso) e altri di minore importanza. Il film era molto ambizioso e voleva essere la risposta italiana a <em>Guerre Stellari</em>, pure se con i mezzi a disposizione non era facile replicare a dovere. <strong>Nadia Cassini</strong> comanda un gruppo di amazzoni dello spazio e indossa un costume che le scopre il sedere quasi completamente. Possiamo dire che <strong>Luigi Cozzi</strong> è stato un antesignano in questa utilizzazione delle doti artistiche di <strong>Nadia Cassini</strong> perché prima di lui la sua parte migliore non era stata valorizzata a fondo. Pure la bellissima <strong>Caroline Munro</strong> fa la sua figura da giunonica eroina in bikini per buona parte del film. <strong>Nadia Cassini</strong> canta pure il leit motiv “Star Crash”. Il film, pur con tutti i suoi limiti, incassò sedici milioni di dollari solo in America contro un costo di due miliardi di lire scarsi e si può ben dire che fu un successo.<br><em>Io tigro, tu tigri, egli tigra</em> (1978) è un film dell’esperto in commedie all’italiana <strong>Giorgio Capitani</strong> e dell’attore <strong>Renato Pozzetto</strong> che si cimenta per la prima volta dietro la macchina da presa. Film a episodi piuttosto modesto tenuto insieme da un esile filo di comicità che si regge sulle trovate degli attori. Tra l’altro si tratta di una specie di sequel di <em>Tre tigri contro tre tigri</em> (1977) di <strong>Sergio Corbucci</strong> e <strong>Steno</strong> che ebbe un buon successo ma che era nettamente superiore a livello di comicità. Il primo (sceneggiato da <strong>Enzo Jannacci</strong> e <strong>Cochi Ponzoni</strong>) è con <strong>Renato Pozzetto</strong>, <strong>Cochi Ponzoni</strong> e <strong>Angela Luce</strong> e racconta di una coppia che si odia al punto di tentare a più riprese la reciproca eliminazione. Il secondo episodio, sceneggiato da <strong>Castellano</strong> e <strong>Pipolo</strong>, è quello che più ci interessa. I protagonisti sono <strong>Paolo Villaggio</strong> e <strong>Nadia Cassini</strong> e narra la storia di uno scrittore di fantascienza che vive le proprie fantasie erotiche a bordo di una navicella spaziale. Da notare che <strong>Nadia Cassini</strong> interpreta la moglie dello scrittore che si traveste da regina aliena per soddisfare il marito e la maschera che utilizza è la stessa che indossava nel film di <strong>Luigi Cozzi</strong> girato nello stesso anno. Quando lo scrittore <strong>Paolo Villaggio</strong> viene rapito dagli alieni si rende conto che la Regina Nera è un mostro orribile e al ritorno sulla Terra non viene creduto. Alla fine non si riesce a capire se si è trattato solo di un sogno. Erotismo ce n’è poco e della <strong>Cassini</strong> (al solito) si vede un po’ di sedere fasciato da collant e perizoma spaziale. In ogni caso questo episodio è l’unico che <strong>Marco Gist</strong>i su “Stracult” definisce di culto ritenendolo un fondamentale esempio di fantascienza parodistica. Il terzo episodio (sceneggiato da <strong>Italo Terzoli</strong> ed <strong>Enrico Vaime</strong>) è con <strong>Enrico Montesano</strong>, <strong>Erika Blanc</strong>, <strong>Felice Andreasi</strong> e <strong>Massimo Boldi</strong> che raccontano le disavventure di un bersagliere pasticcione.<br><em>L’insegnante balla… con tutta la classe</em> (1979) di <strong>Giuliano Carnimeo</strong> vede per la prima volta la bella <strong>Cassini</strong> vestire i panni della protagonista assoluta. Fa la professoressa Claudia Gambetti che produce effetti notevolmente arrapanti su <strong>Alvaro Vital</strong>i (Anacleto il bidello), <strong>Lino Banfi</strong> (professor Mezzopane), <strong>Mario Carotenuto</strong> (preside), <strong>Renzo Montagnani</strong> (professor Martorelli) e un bel gruppo di studenti assatanati. Il cliché è quello ormai collaudato dello scolastico puro all’insegna della commedia scorreggiona. La <strong>Cassini</strong> insegna niente meno che dance music in una classe di ripetenti e vi potete immaginare con quali risultati. Ne viene fuori un’esaltazione alla ennesima potenza del sedere di <strong>Nadia Cassini</strong>, strizzato in calze attillate e in body trasparenti. In questo film c’è la mitica sequenza che è rimasta impressa a caratteri di fuoco nell’immaginario collettivo di noi ragazzini di quei tempi. Un vero cult per segaioli anni Settanta che solo nel finale si apre alla vista liberatrice del culo di <strong>Nadia Cassini</strong> completamente nudo e massaggiato dalle avide mani di <strong>Lino Banfi</strong> truccato da donna. Il sedere della <strong>Cassini</strong> buca lo schermo e diventa protagonista assoluto di una pellicola che non sarà un’opera fondamentale del neo realismo, però chissà perché tutti ce la ricordiamo in modo parecchio nitido. <strong>Mario Carotenuto</strong> è un preside che gioca ai cavalli e sperpera tutti i suoi soldi nell’insana passione e <strong>Alvaro Vitali</strong> cerca di salvarlo convincendolo a iscrivere a una gara di ballo la bella insegnante di ginnastica <strong>Nadia Cassin</strong>i. Le scene di ballo ricordano <em>La febbre del sabato sera</em>, ma le cose che più restano impresse sono le sequenze dove la <strong>Cassini</strong> insegna i passi di danza ai colleghi più maturi. Va citato soprattutto il “Lo prendo… non lo prendo” per imparare a ballare “la raccolta del melone”. <strong>Lino Banfi</strong> aspira a diventare preside e tiene in camera un poster di <strong>John Travolta</strong>, tanto che alla fine balla vestito di bianco proprio come il suo eroe.<br>Le pellicole sexy di <strong>Nadia Cassini</strong> non sono molte e in ogni caso sono tutte incentrate sull’analisi particolareggiata e ripetuta sin quasi all’ossesso delle sue bellezze posteriori. Le due pellicole più indovinate restano <em>L’infermiera nella corsia dei militari</em> (1979) (dove è doppiata da <strong>Serena Verdirosi</strong>) di <strong>Mariano Laurenti</strong> e <em>La dottoressa ci sta col colonnello</em> (1980) (dove recita con la sua vera voce da sciroccata americana) di <strong>Michele Massimo Tarantini</strong>.<br><em>L’infermiera nella corsia dei militari</em> è scritto e sceneggiato dal regista con la collaborazione di <strong>Francesco Milizia</strong>. Nel cast troviamo <strong>Lino Banfi</strong>, <strong>Paolo Giusti</strong>, <strong>Alvaro Vitali</strong>, <strong>Karin Schubert</strong>, <strong>Elio Zamuto</strong>, <strong>Carlo Sposito</strong>, <strong>Susan Scott</strong> (Nieves Navarro) e altri caratteristi. Siamo alla fine del genere scorreggione ma la commedia diverte abbastanza grazie alla trovata della clinica per militari rincoglioniti dove la stupenda <strong>Nadia Cassini</strong> si dà da fare per rigenerare i malati. Lo fa come sempre da par suo muovendo il culo a più non posso e (purtroppo) pure cantando la pessima “Go out and dance”. La <strong>Cassini</strong> non aveva voce per niente e la sua unica dote già ve l’abbiamo detto qual era, peccato che non si limitava a farci vedere soltanto la sua cosa migliore. Nella finzione scenica la <strong>Cassini</strong> è una cantante – infermiera che sogna di andare a Broadway e intanto cerca dei quadri rubati e nascosti nell’ospedale. Alcune scene interessanti hanno per protagonista assoluto il sedere della <strong>Cassini</strong>, la parte fondamentale che interessa ogni spettatore del film. Una breve sequenza onirica vede <strong>Lino Banfi</strong> ammaliato dalla bellezza del posteriore della <strong>Cassini</strong> che paragona a quello sfiorito della bruttissima moglie. Subito dopo c’è la scena del dottor <strong>Banfi</strong>, che per dare coraggio ai malati mostra la <strong>Cassini</strong> nell’atto di alzare la veste bianca e di farsi siringare il sedere. In realtà poi la siringa finisce nel posteriore di <strong>Lino Banfi</strong> ma a noi quello che interessava era vedere i glutei della bella attrice.<br><em>La dottoressa ci sta col colonnello</em> è un film tutto giocato sulla parola coglionello che la dottoressa pronuncia sbagliando al posto del regolare “colonnello”. Pare che tutto nacque da un vero errore di recitazione della <strong>Cassini</strong> ma alla fine la parola divenne la battuta cult del film. <strong>Tarantini</strong> scrive e sceneggia il film insieme all’ottimo <strong>Francesco Milizia</strong> e si avvale di un bel cast composto da <strong>Lino Banfi</strong>, <strong>Alvaro Vitali</strong>, <strong>Nadia Cassini</strong>, <strong>Malisa Longo</strong>, <strong>Enzo Andronico</strong> e altri caratteristi. Si tratta dell’ultimo titolo di tutta una serie di dottoresse che aveva visto la capostipite <strong>Edwige Fenech </strong>dettare il passo, seguita da gente come <strong>Karin Schubert</strong> (<em>La dottoressa sotto il lenzuolo</em>) e <strong>Sabrina Siani</strong> (<em>La dottoressa preferisce i marinai</em>). La storia di Milizia funziona e la <strong>Cassini</strong> può esporre il suo sedere per tutto il film sotto gli occhi estasiati di soldati e spettatori. La nostra bella dottoressa è innamorata cotta di <strong>Lino Banfi</strong> che chiama affettuosamente coglionello, solo che lui è sposato con Malisa Longo e ha dei vistosi problemi di erezione e dimensione del pene. Il colonnello si fa trapiantare il gigantesco pene di <strong>Alvaro Vitali</strong>, però la cosa va male e lui finisce a cantare tra le voci bianche mentre <strong>Vitali</strong> se la fa con tutte le signore vogliose della città, moglie del colonnello compresa. Il film diverte ancora oggi e spesso lo passano sulle reti Rai e Mediaset a notte fonda.<br><em>Io zombo, tu zombi, egli zomba</em> (1979) di <strong>Nello Rossati</strong> è scritto e sceneggiato dal regista, <strong>Roberto Gianviti</strong> e <strong>Paolo Vidali</strong>. Interpreti sono <strong>Duilio Del Prete</strong>, <strong>Renzo Montagnani</strong>, <strong>Cochi Ponzoni</strong>, <strong>Nadia Cassini</strong>, <strong>Gianfranco D’Angelo</strong>, <strong>Anna Mazzamauro</strong>, <strong>Daniele Vargas</strong>, <strong>Tullio Solenghi</strong> e altri caratteristi. Si tratta di una parodia del genere horror che ha per protagonista il becchino <strong>Renzo Montagnani</strong> appassionato lettore di horror che resuscita tre poveracci appena morti in un incidente. Gli zombi ricambiano il favore e contagiano pure lui, quindi si stabiliscono in un albergo in cerca di carne umana da mangiare. Alla fine si accontenteranno di un bel piatto di pastasciutta. Per <strong>Mereghetti</strong> si tratta di “una farsa horror casareccia, anemica e ripetitiva”. In ogni caso si tratta di un tipo di film inusuale nel nostro cinema, una commediaccia dell’orrore realizzata con pochi soldi e un po’ di inventiva che a tratti fa sorridere a tratti annoia. Per stuzzicare il solito pubblico di assatanati ci sono le grazie posteriori di <strong>Nadia Cassini</strong> esibite con generosità durante una danza sul tavolo dell’albergo. Gli attori comici sono molto bravi ma poco convinti, lo stesso <strong>Renzo Montagnani</strong> ricorda il film come “una cazzata pazzesca”.<br><em>Tutta da scoprire</em> (1980) di <strong>Giuliano Carnimeo</strong>, noto anche come <em>L’amante tutta da scoprire</em>, è scritto e sceneggiato da <strong>Roberto Gianviti</strong> e <strong>Luis Castro</strong>. <strong>Nadia Cassini</strong> recita a tutto sedere accanto a <strong>Renzo Montagnani</strong>, <strong>Enzo Cannavale</strong>, <strong>Bombolo</strong> e il compagno <strong>Yorgo Voyagis</strong>. Il culo della bella americana è esposto a tutto tondo anche sui manifesti e sui flani e la frase di lancio parla di una <strong>Cassini</strong> stupendamente bella e favolosamente appetitosa e di due comici superlativi come <strong>Bombolo</strong> e <strong>Cannavale</strong>.<br><em>L’assistente sociale tutto pepe</em> (1981) di <strong>Nando Cicero</strong> è scritto e sceneggiato da <strong>Stefano</strong> e <strong>Alessandro Canzio</strong>. Gli attori sono <strong>Nadia Cassini</strong>, <strong>Renzo Montagnani</strong>, <strong>Yorgo Voayagis</strong>, <strong>Irene Papas</strong>, <strong>Fiorenzo Fiorentini</strong>, <strong>Nino Terzo</strong>, <strong>Gigi Ballista</strong> e <strong>Sergio Di Pinto</strong>. Si tratta di un tardo scorreggione all’italiana, erotico quanto basta e incentrato tanto per cambiare sul posteriore di <strong>Nadia Cassini</strong> che si esibisce in una notevole scena di bagno in vasca. Il film ha come unico motivo di interesse il suo sedere che viene esibito lungo la strada alla guida di una bicicletta e pure in piscina sotto gli occhi di un gruppo di allupati. <strong>Cicero</strong> era un regista geniale e trasgressivo e se la cava con un film stile <em>W la foca!</em>, tanto lo sa che i fans della <strong>Cassini</strong> più che altro vogliono vederle il culo. Però ci mette anche del suo e costruisce una storia piacevole e originale su un’assistente sociale che fa pratica con quattro ladruncoli dal cuore tenero. <strong>Nino Terzo</strong> si fa notare per la caratteristica tartagliata e per i ragionamenti che fa con il sedere, la sua arma più micidiale. Possiamo dire che in questo film la <strong>Cassini</strong> non è la sola a recitare con il culo. La pellicola è stata poco vista a causa della pessima distribuzione.<br><em>Miracoloni</em> (1981) è un film di <strong>Francesco Massaro</strong> scritto da <strong>Enrico Vanzina</strong> e dal cantautore <strong>Gianfranco Manfredi</strong>. Gli attori sono: <strong>Francesco Salvi</strong>, <strong>Benedetto Casillo</strong>, <strong>Franco Oppini</strong>, <strong>Umberto Smaila</strong>, <strong>Victor Cavallo</strong>, <strong>Mauro Di Francesco</strong>, <strong>Sergio Di Pinto</strong>, <strong>Bombolo</strong> e <strong>Nadia Cassini</strong>. Il film è un piccolo cult per i collezionisti per via che è stato scarsamente distribuito e oggi come oggi è quasi introvabile, un po’ come <em>W la foca!</em> di <strong>Nando Cicero</strong>. La storia vede <strong>Francesco Salvi</strong> nei panni di una sorta di Gesù – borgataro romano impegnato in vicende dal tono miracolistico. <strong>Cavallo</strong> interpreta Giuda, <strong>Smaila</strong> è Sant’Antonio, <strong>Oppini</strong> è San Francesco e <strong>Nadia Cassini</strong> niente meno che Giovanna D’Arco. <strong>Mereghetti</strong> lo definisce “una farsa desolante”. Il film in effetti non funziona pure perché è troppo spinto, quasi blasfemo nella sua volontà di ironizzare su cose di argomento religioso. Da citare la battuta di <strong>Nadia Cassini</strong>: “Venga nel mio taxi che è profumato mentre nella carrozza il cavallo fa certe scorregge…”<br><em>Giovani belle… probabilmente ricche</em> (1982) di <strong>Michele Massimo Tarantini</strong> è l’ultimo film di <strong>Nadia Cassini</strong>, scritto e sceneggiato dal regista e da <strong>Tito Carpi</strong> e non fu certo un successo, pure perché orami la stagione dell’erotico all’italiana volgeva al termine. Il cast era di quelli da urlo e in altri tempi avrebbe fatto furore: <strong>Nadia Cassini</strong>, <strong>Carmen Russo</strong> e la diva dell’hard <strong>Olivia Link</strong> riunite per una tarda commediaccia che vede tre signore di provincia che devono tradire i mariti per riscuotere un’eredità. Ci sono anche <strong>Gianfranco D’Angelo</strong>, <strong>Nino Terzo</strong>, <strong>Michele Gammino</strong>, <strong>Sergio Leonardi</strong>, <strong>Franco Diogene</strong> e <strong>Lucio Montanaro</strong>. C’è poco nudo, quasi mai della <strong>Cassini</strong>, l’unica che fa vedere qualcosa è <strong>Carmen Russo</strong>. Il clima che si respira è quella della pochade con tanti luoghi comuni sulla vita in provincia. Secondo me però si può ancora vedere.<br><strong>Nadia Cassini</strong> aveva un gran brutto carattere, trovava sempre da ridire su tutto ed era poco disponibile ad assecondare le esigenze dei registi. Infatti nei suoi film non ci sono mai nudi integrali, la <strong>Cassini</strong> mostra il sedere solo perché se si fosse rifiutata di farlo non l’avrebbero mai fatta lavorare. Non era una stupida ed era consapevole che il pubblico voleva soltanto quello da lei, però sperava prima o poi di poter fare altro. Cantare e ballare erano la sua passione, obiettivamente lo sapeva fare poco. Recitare non era cosa per lei, tant’è vero che non aveva neppure imparato a parlare bene l’italiano. Il regista <strong>Mariano Laurenti</strong> ricorda che nella sua lunga carriera <strong>Nadia Cassini</strong> è stata l’unica attrice che gli ha fatto perdere la pazienza. <strong>Nadia Cassini</strong> invece ha affermato in una vecchia intervista che riusciva a fare questi personaggi che le imponevano solo perché immaginava di essere una specie di cartone animato. Negli anni Settanta e Ottanta la bella attrice è stata molto attiva pure in televisione dove ha preso parte a commedie musicali e alcuni show sulle reti Mediaset (“Premiatissima”, 1983). A metà anni Settanta si ricorda una sua partecipazione a uno schetch con <strong>Lando Buzzanca</strong> che scandalizzò l’Italia per via dell’esposizione a tutto schermo del suo posteriore coperto da un sottilissimo perizoma. Fu il via al successo.<br>Inutile ripetere che <strong>Nadia Cassini</strong> deve la sua popolarità solo al suo posteriore, che viene definito dalla stampa italiana “il più bello del mondo”. <strong>Nadia</strong> mostra fin da subito quali sono le sue capacità recitative e infatti i suoi produttori decidono di farle seguire un cliché fisso: la bella ingenua, che non sa di essere così bella, capace però alla fine di stupire tutti con la propria, inaspettata, furbizia. I maligni dicono che nel suo caso valeva il detto volgare “recitare col culo”, ma dobbiamo dire che almeno ripresa di spalle la sua figura la faceva. La macchina da presa si soffermava a lungo su quei glutei rotondi e (credo) sodi e noi ragazzini sognavamo. Cos’altro potevamo fare? Narrano le leggende metropolitane che l’attrice dovesse essere costantemente doppiata a causa del suo accento americano a dir poco irritante. Solo ne <em>La dottoressa ci sta col colonnello</em> la possiamo apprezzare con la sua vera voce.</div><div><br></div><div><strong>FILMOGRAFIA DI NADIA CASSINI</strong></div><div><em>Il divorzio</em> di <strong>Romolo Guerrieri</strong> (1970)<br><em>Il dio serpente</em> di <strong>Piero Vivarelli</strong> (1970)<br><em>Quando gli uomini armarono la clava… e con le donne fecero din don</em> di <strong>Bruno Corbucci</strong> (1971)<br><em>Mazzabubù… quante corna stanno quaggiù</em> di <strong>Mariano Laurenti</strong> (1971)<br><em>Colpiscono senza pietà</em> di <strong>Michael Hodges</strong> (1972)<br><em>Ecco lingua d’argento</em> di <strong>Mauro Ivaldi </strong>(1976)<br><em>Spogliamoci così senza pudor</em> di <strong>Sergio Martino</strong> (1977)<br><em>Star Crash – Scontri stellari oltre la terza dimensione</em> di <strong>Luigi Cozzi</strong> (1978)<br><em>Io tigro, tu tigri, egli tigra</em> di <strong>Giorgio Capitani</strong> e <strong>Renato Pozzetto</strong> (1978)<br><em>L’insegnante balla… con tutta la classe</em> di <strong>Giuliano Carnimeo</strong> (1979)<br><em>L’infermiera nella corsia dei militari</em> di <strong>Mariano Laurenti</strong> (1979)<br><em>Io zombo, tu zombi, egli zomba</em> di <strong>Nello Rossati</strong> (1979)<br><em>La dottoressa ci sta col colonnello</em> di <strong>Michele Massimo Tarantini</strong> (1980)<br><em>Tutta da scoprire</em> di <strong>Giuliano Carnimeo</strong> (1980)<br><em>L’assistente sociale tutto pepe</em> di <strong>Nando Cicero</strong> (1981)<br><em>Miracoloni</em> di <strong>Francesco Massaro</strong> (1981)<br><em>Giovani belle… probabilmente ricche</em> di <strong>Michele Massimo Tarantini</strong> (1982)</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink9b34008efda961b87c41bbd11e5ec0f6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nadia-cassini-2.webp','alt': '','title': '','width': 800,'height': 450,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9b34008efda961b87c41bbd11e5ec0f6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nadia-cassini-2.webp" alt="L&#39;attrice in alcuni film." title="L&#39;attrice in alcuni film." width="300" height="168" /></a><br></div><div><script> var showboxlink35bf11e24cd76689e735908cd94cb07f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nadia-cassini_bar.webp','alt': '','title': '','width': 1200,'height': 675,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink35bf11e24cd76689e735908cd94cb07f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nadia-cassini_bar.webp" alt="Nadia Cassini." title="Nadia Cassini." width="300" height="169" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 14:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile Roma De Profundis di L. Filippo Santaniello]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000034"><h1 class="imHeading1">Una dark comedy all’amatriciana</h1><h2 class="imHeading2">Il primo romanzo dello sceneggiatore L. Filippo Santaniello</h2><div><div>In una Roma flagellata dal maltempo e da decenni di incuria e cattiva amministrazione comunale, si intrecciano le vite di un giovane regista alla sua opera prima, di uno sfortunato avvocato che lotta per uscire da una voragine stradale e di un esuberante musicista rock alla continua ricerca di goderecce avventure notturne.<br>Un romanzo horror “all’amatriciana”, in cui personaggi in apparenza comuni affrontano una serie d’esilaranti e straordinari eventi in una minacciosa cornice metropolitana.</div><div><br></div><div>In una Roma flagellata dal maltempo e da decenni di incuria e cattiva amministrazione comunale, il regista Giuseppe Castaldi evoca involontariamente un demone africano che s’impossessa dell’anziana attrice Maria Velia Delle Donne, trasformandola in una creatura sanguinaria. Mentre Giuseppe prova a salvare Maria Velia rivolgendosi a una strega dedita al vuduismo che vive in condizioni d’assoluta indigenza in un palazzo popolare a Centocelle, il giovane avvocato Rosario Salvucci perde il cellulare in una buca stradale. Sceso nel sottosuolo per recuperarlo, non riesce a tornare in superficie e, cercando un’uscita dalle fogne, s’imbatte in un inconfessabile segreto capitolino. Quando riemerge non è più lo stesso. Ha una missione da compiere. Una missione che lo porta a incrociare la strada di Giuseppe, alle prese con l’attrice indemoniata, e quella di Damiano Riccesi, esuberante musicista rock sempre in cerca di goderecce avventure notturne.<br>Un romanzo horror “all’amatriciana”, in cui personaggi in apparenza comuni affrontano una serie d’esilaranti e straordinari eventi in una minacciosa cornice metropolitana.</div><div><br></div><div><strong><em>Dark comedy all’amatriciana</em></strong><br>Forse gran parte della gente non immagina cosa sia una dark comedy all’amatriciana… be’ non lo sapevo nemmeno io prima di scrivere <em>Roma De Profundis</em>, commedia degli orrori sulla decadenza e le magagne di una città drammatica, folle, decrepita, una città che ogni volta che esci di casa ti obbliga a prendere tutte le precauzioni possibili. Potrebbe inghiottirti una voragine, cascarti un ramo in testa, investirti un monopattino. Potresti andare a fuoco sul GRA. Roma è l’unica città che ti dà la prova di cosa significa essere miracolato. Non per la sua bellezza, ma perché quando esci la mattina non sai se tornerai a casa la sera. Su queste rosee premesse ho costruito un romanzo horror mascherato da commedia. Un romanzo caciarone, un tour de force goliardico, una satira sanguinaria con richiami ai b-movie anni Ottanta col quale ho provato a spostare il punto di vista del weird e del fantastico sugli incubi che avvelenano il cuore di Roma fino alle sue estreme propaggini.<br>Un orrore dissacrante.<br>Una farsa de noantri.<br>Una tetra commedia romana.<br>Una dark comedy all’amatriciana.<br>E chi altro avrebbe potuto pubblicarla se non quei cannibali di <em>Nero Press Edizioni</em>?<br>Ragazzi, grazie infinite, se il libro ha un corpo, lo devo a voi.<br>Io non ho fatto niente a parte scriverlo.<br>E tu sarai abbastanza impavido da leggerlo? (L. Filippo Santaniello)</div><div><br></div><div><strong>Estratti</strong><br>A Rosario sfuggì un lamento e il cellulare gli scivolò dimano. Provò a riacciuffarlo, ma sfortunatamente non cela fece. Lo smartphone rimbalzò sul marciapiede, finendo dritto nella buca di un cantiere mal transennato.<br>Quella buca nemmeno l’aveva vista. Grazie a Dio, si era fermato a parlare al telefono o ci sarebbe finito dentro fratturandosi una gamba.<br>«Porca di quella…»<br>L’imprecazione morì tra i denti. Senza fiato s’avvicinò alla voragine sul marciapiede. Nel sottosuolo, sul fondo della buca, s’intravedeva il bagliore spettrale del display del cellulare.<br>«Fortuna non s’è rotto…»<br>Si passò una mano sul viso. Si grattò la nuca.<br>Merda, merda, merda…<br>La cavità sembrava profonda almeno cinque, sei metri, troppi per calarsi senza rompersi l’osso del collo. Ma la trascuratezza della città a volte gioca a favore del cittadino. Gli addetti alla manutenzione stradale avevano dimenticato a terra una scala a pioli, la cui sagoma iniziava a distinguersi con maggior chiarezza man mano che gli occhi di Rosario si abituavano all’oscurità.</div><div><br></div><div>A volte anche l’idea più assurda può entrarti in testa.<br>Ti striscia dentro come un verme, deposita le uova nel cervello e all’improvviso non distingui più il reale dall’impossibile.</div><div><br></div><div>Il bovindo non c’era più, spazzato via dalla fronda di un pino marittimo alto venti metri abbattutosi sulla facciata della palazzina.<br>Non è possibile…<br>Provò ad alzarsi, ma non riusciva né a muoversi né a formulare un pensiero coerente. La sua mente non riusciva ad accettare che quel disastro fosse accaduto davvero.<br>Per mesi, mentre lavorava alla sceneggiatura di Roma de Profundis, si era ispirato a fatti di cronaca urbana per elaborare storie da incubo sul degrado di Roma.<br>Adesso era come se una delle sue fantasie avesse preso vita davanti ai suoi occhi.<br>Era finito in un film.<br>Nel suo film.</div><div><br></div><div><strong>L’autore</strong><br><strong>L. Filippo Santaniello</strong>, sceneggiatore cinematografico, autore della saga horror comedy <em>Country Zombie Apocalypse</em>, ha scritto racconti per i principali editori horror weird italiani e sceneggiature, premiate a festival, da cui sono stati prodotti film per il cinema. Insegna sceneggiatura e storytelling. <em>Roma de Profundis</em> è il suo primo romanzo.</div><div><br></div><div><em>Roma De Profundis</em><br><em>Autore: L. Filippo Santaniello</em><br><em>Collana: Insonnia</em><br><em>Codice ISBN: 9791281435353</em><br><em>Prezzo: € 17,90</em><br><em>Edizione: copertina rigida</em><br><em>Pagine: 226</em><br><em>Genere: horror, commedia</em></div></div><div><em><br></em></div><div><script> var showboxlinkd3cf0de201dd8ff39fcae332cb41476a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/romadeprofundis_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 653,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd3cf0de201dd8ff39fcae332cb41476a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/romadeprofundis_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="331" /></a><br></div><div><em><br></em></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 05:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Overlord di Naoyuki ito]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000033"><h1 class="imHeading1">Una serie figlia di Sword Art Online</h1><h2 class="imHeading2">Doppiata completamente in italiano da un cast in stato di grazia</h2><div><strong class="fs14lh1-5">Overlord (2015/2023)</strong></div><div><div><em>Regia: Naoyuki ito</em><br><em>Musiche: Shuji Katayama</em><br><em>Studio di produzione: MADhouse</em><br><em>Edito in italia: Yamato Video</em></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5">Questa serie anime non è nuova, ma ha avuto un grande successo che l’ha portata ad avere (ad oggi) 4 stagioni e un film al cinema. È un isekai fantasy con un’idea particolare, visto dal lato “sbagliato” della solita barricata. Negli anni avevo provato a vederlo altre due volte e non mi aveva mai coinvolto, la terza è stata la buona.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div>Momonga è il capo di una gilda di giocatori sul server di un videogame immersivo di nome Yggdrasyl. Come in altre serie famose, la gente è connessa al gioco e se ne ritrova immersa come se fosse lì fisicamente. Yggdrasyl però è passato di moda e i server chiuderanno il giorno stesso in cui Momonga se ne stà seduto lì, nella base della sua gilda, ad aspettare la fine di tutto. È un momento nostalgico per lui che fa una vita da impiegato e ha passato giocando, con gli amici online, molte ore di puro svago dall’altrimenti mortale monotonia. Non fosse che gli altri hanno abbandonato il gioco da tempo, proprio perché lo stesso ormai è vecchio o per dinamiche tipiche di queste situazioni (lavoro, famiglia, altri interessi). Quando il gioco chiude Momonga potrebbe essere l’unico giocatore ancora on-line. Senz’altro è l’unico della sua gilda e oltretutto rimane chiuso nel gioco. Non c’è un perché, ma lui scopre di non poter più uscire e di essere diventato a tutti gli effetti Momonga, lo stregone non morto più potente del server e ora unico signore di un’armata di mostri invincibile. A quel punto non gli rimane che “giocare” la sua parte e vivere in quel mondo.</div><div><br></div><div>Sarò più lungo del solito e farò qualche spoiler minore, ma vi dico subito che sono relativi perché la storia non è così consistente e poco più ampia di così. Momonga (che poi cambierà nome un paio di volte, per vari motivi) fa attivamente qualcosa per uscire dal gioco nella misura in cui cerca altri giocatori, provando a rendere il nome della sua gilda famoso in questa nuova terra dove si ritrova. Questo perché non è più su Yggdrasyl, ma su un mondo fantasy diverso, senza che lui o altri ne sappiano il motivo. Convinto che altre persone ricorderanno il nome di un gruppo così forte e magari lo contatteranno, ipotizza che magari sappiano come uscire o qualsiasi altra cosa utile. Fine. Non vive praticamente alcun dilemma morale o tormento e non si impegna neanche più di tanto. Per il resto, organizza piani che sembrano essere complicati, ma sono effettivamente molto diretti con finalità mediocri, ma risultati sicuri.<br>Questo perché Momonga era uno di quei giocatori detti “endagame”. Ovvero che nel videogioco sono al livello massimo, hanno gli oggetti più potenti e qualsiasi cosa si desideri, in gran quantità. Si ritrova ora a convivere con una schiera di png (personaggi non giocanti, in teoria mossi dal computer) diventati “persone vere”, (almeno tanto quanto lui, l’unica idea davvero interessante potrebbe essere che Momonga stesso sia una imitazione, ma è un parto della mia mente e basta) e potenti quasi quanto lui. Sembra che niente in tutto il creato possa far loro più di un graffio. Viene ipotizzato che qualcosa ci sia, ma è tanto per dire. L’armata di Momonga farà quello che gli pare tutto il tempo, vincendo inevitabilmente ogni scontro.<br>Si sarà capito che i problemi di <em>Overlord</em> sono una radicata pochezza narrativa, un discreto quantitativo di incoerenza e un ammasso di esagerazione continua. Tutto l’andamento si sviluppa con ‘escamotage’ vari. Questi servono per fare interagire uno scheletro malvagio con la forza di un dio con i passanti comuni, per poi inventare storie che mal si reggono e si contraddicono fra di loro al fine di dare una scusa al fatto che non abbia sterminato tutti subito. Lo stesso protagonista vive spesso due identità, quella di facciata dove, appunto, fa l’Overlord per non fare brutta figura con i png e quella del giocatore, che si palesa nei pensieri (doppiati con una voce diversa per distinguerli meglio) molto più insicuri e in difficoltà. Questa dissonanza è l’unica parvenza di umanità che il protagonista mostra. Lo giustifica anche dicendo che da quando è uno scheletro non sente più le emozioni, salvo poi andare nel panico, vergognarsi et similia. Inoltre, siccome è il protagonista, incontrerà molti personaggi secondari che sarebbero solo sue vittime e deve sperticarsi in discorsi assurdi (e spesso incoerenti) per risparmiare loro la vita e/o reclutarli nel suo infinito, e già onnipotente, esercito.<br>La cosa particolare è che loro, gli innocenti (o meno) che Momonga incontra sono il motivo per il quale guardare la serie. A differenza degli insopportabili (praticamente privi di personalità, esageratamente potenti, malvagi de due lire che si sparano pose da signori delle tenebre) seguaci dell’eroe (tutti, fino alle cameriere, sono così), gli altri personaggi sono spesso interessanti. Hanno obiettivi, affrontano numerose difficoltà, hanno storie personali, tutto questo che verrà annullato o con lo sterminio o con la sottomissione, da parte del protagonista. Ne è indicativo l’inizio della seconda stagione che è tutto dedicato al popolo degli uomini lucertola per, se non erro, tre o quattro puntate. Sono episodi acuti, interessanti, divertenti, ricchi di personaggi dei quali vorresti sapere di più che… purtroppo finiscono nella macina dell’overlord e per il resto della storia rimarranno solo come inutili macchiette di sottofondo.<br>L’idea del “videogioco fatto realtà” non è nuova ed è figlia di <em>Sword Art Online</em>, ma è usata da molti isekai, non è certo un problema. Lo diventa quando nel cercare di parodizzarla si manifestano lunghi discorsi da giocatore o soprattutto un utilizzo assolutamente non epico della magia. “Forza minore”, “Forza maggiore”, “Forza maxata” sono parole poco coinvolgenti, che hanno senso solo in un videogame e io spero che volessero essere una parodia e non trasferire epicità. Certe volte i personaggi passano lunghi secondi a elencare poco ispirati nomi di magie come questi. Il risultato sono lucette colorate.<br>Oltre a questo, l’umorismo è dato dai siparietti “amorosi”. Questo perché in diverse si prendono una cotta per lo scheletro protagonista e una sola di loro ha un senso (perché lui ne ha modificato il codice di proposito). Il risultato sono scenette imbarazzanti e cringe oltre ai soliti battibecchi fra competitrici. Sono situazioni normali negli anime, ma qui hanno così poco senso visti i soggetti di cui si parla.<br>La parti di combattimento sono spesso mediocri. Lo sono perché la disparità di potere è tale che si concludono con un colpo o due. Questo stesso è spesso un incantesimo la cui manifestazione fisica è solo un qualche lampo colorato. Esistono eccezioni, sì, ma sono appunto tali. I combattimenti decenti sono quelli tra personaggi secondari, come dicevo sopra. Momonga, anche quando non fa il mago, ma usa le spade, è invincibile.<br>La qualità grafica in generale non è male e c’è molta varietà nei disegni. Per quanto il protagonista sia pacchianissimo, capisco che sia una parodia di certi videogame e ci sta. A parte la pochezza nelle animazioni di combattimenti, il peggio avviene con le grandi battaglie e le scene con molti personaggi. È ovvio che produrle sia più oneroso, ma soprattutto nella terza stagione, c’è un massiccio uso del 3D renderizzato male e che si armonizza pochissimo coi personaggi principali con un risultato che oscilla tra il “mediocre” e il “perché lo sto guardando?”. A livello audio, invece, i risultati sono oltre l’eccellenza. La colonna sonora è accattivante. Inoltre su quattro stagioni di sigle degli <strong>OxT</strong> e <strong>Myth&amp;Roid</strong> (per un totale di 8 canzoni fra opening ed ending) soltanto una è “media”, non “brutta”, e perché è di <strong>Mayu Maeshima</strong> al posto di <strong>M&amp;R</strong>. Le altre sono eccellenti al punto che mi sono messo ad ascoltarle anche fuori dalla visione della serie.<br>La serie è doppiata in italiano, completamente, ed è doppiata da un cast in stato di grazia. Composto da alcune delle voci più famose che abbiamo mai sentito nel corso della nostra infanzia come <strong>Merluzzo</strong>, <strong>Magnaghi</strong>, <strong>Cherubelli</strong>, <strong>Iacono</strong>, <strong>Pacotto</strong>, <strong>Ubaldi</strong>. Vale quasi la pena guardare la serie solo per sentire queste persona e imparare come si doppia sul serio.<br>Che dire? <em>Overlord</em> non si merita il successo che ha avuto. Se vuole essere una parodia è assolutamente poco comica e se invece fa sul serio è imbarazzante sul piano narrativo. È sgarbato farlo, ma dello stesso genere, con topos simili, ma con l’evidente intento parodistico, suggerirei <em>Eminence in the Shadow</em> che è molto migliore. Certo, <em>Overlord</em> può intrattenere in alcune scene, ad alcuni può piacere che i protagonisti siano “i cattivi” (anche se spesso si arrampicano sugli specchi per fare cose da buoni) ad altri che siano onnipotenti e privi di una vera sfida, ma per tutti gli altri risulterà abbastanza infantile.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink0b7b89df7b27173590faa351710d9f4d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Overlord_ver.webp','alt': 'La locandina del serial.','title': 'La locandina del serial.','width': 720,'height': 999,'description': 'La locandina del serial.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0b7b89df7b27173590faa351710d9f4d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Overlord_ver.webp" alt="La locandina del serial." title="La locandina del serial." width="200" height="278" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=uhlBqFj9kDw">https://www.youtube.com/watch?v=uhlBqFj9kDw</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 17:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Elucubrazioni a buffo! di il7 - Marco Settembre]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002E"><h1 class="imHeading1">Una scrittura scorrevole e coinvolgente</h1><h2 class="imHeading2">La nuova edizione di il7 - Marco Settembre, edito come Self Publisher.</h2><div><div><em>[…] Chissà quando avrebbe trovato un’altra ora libera dal suo attuale lavoro, per andarsene a cercare un altro. Quando avrebbe potuto riprovarci? Se poi qualcuno – chissà chi, ma lui lo immaginò per puro, estremo pessimismo –avesse riferito al suo principale che lui aveva cercato di trovarsi un altro impiego, quello a sua volta l’avrebbe cacciato a calci sui denti, per dimostrare di non essere da meno di altri. Beata (?) incoscienza […]</em></div><div><em><br></em></div><div><strong>Elucubrazioni a buffo!</strong> – nuova edizione di <span class="fs14lh1-5"><b>il7 - Marco Settembre</b></span>, edito come <strong>Self Publisher</strong> – è un testo dalla forte impronta umoristica e surreale, caratterizzato da una narrazione volutamente caotica e paradossale, capace di catturare il lettore attraverso l’assurdità delle situazioni.<br>Il racconto <em>Visite inattese</em> apre l’opera presentando un contesto di degrado e squallore che fa da sfondo a incontri improbabili e dialoghi grotteschi. Craig Foster, protagonista apparentemente apatico e disilluso, è affiancato da personaggi altrettanto eccentrici, come Randy Bloom, rappresentante frustrato, e Venceslao Prosdòcimi, individuo paranoico e impulsivo. Le interazioni tra questi personaggi generano un umorismo nero che mette in risalto l’assurdità della condizione umana, alternando situazioni comiche a momenti di profonda amarezza. La figura femminile di Isadora Sbletchen, creatura surreale dall’aspetto quasi fantascientifico, introduce un ulteriore elemento di follia nella trama, rendendo il racconto un susseguirsi imprevedibile di eventi. La presenza di elementi quotidiani, come il gas, il cibo bruciato e la televisione, viene enfatizzata fino al paradosso, amplificando il senso di tragicomica decadenza esistenziale.<br><em>Petunia</em>, invece, offre una narrazione più intima e psicologicamente complessa, attraverso la storia della giovane protagonista, quasi diciassettenne, che affronta un momento di crescita e distacco doloroso. Attraverso una lettera crudele indirizzata a Mariotto. <em>Settembre</em> esplora temi legati alla classe sociale, all’identità e alla sottile crudeltà delle dinamiche familiari. Il linguaggio ricercato e l’uso di simboli, come i pesci rossi e il polpo, amplificano il senso di distacco e alienazione emotiva che pervade il racconto.<br><em>Ab Origine</em> utilizza una pseudo-scienza umoristica per descrivere una civiltà immaginaria, popolata da personaggi metaforici che riflettono le ossessioni e le contraddizioni umane. L’uso satirico del linguaggio e la caratterizzazione grottesca rendono il testo provocatorio e stimolante.<br>Il racconto <em>Far finta di niente</em> affronta, invece, con ironia le paranoie e le alienazioni tipiche del mondo contemporaneo. Attraverso le vicende di Franco, Ernesto e Tania, il testo svela, con un umorismo nero e paradossale, l’assurdità delle paure quotidiane, portate all’estremo fino a trasformarsi in vere e proprie mutazioni fisiche.<br><em>La Flemma</em> offre una riflessione amara e ironica sull’alienazione e l’isolamento della terza età. Il protagonista, Romualdo, un anziano intrappolato in una solitudine quasi kafkiana, cerca disperatamente un contatto umano che gli restituisca un senso di appartenenza.<br><em>Dandysmo Coatto</em> è un racconto satirico-grottesco dal ritmo frenetico e volutamente disordinato, caratterizzato da un linguaggio barocco e surreale, che mescola dialetto romanesco, neologismi, citazioni colte parodiate e giochi linguistici esasperati. Al centro di questa stravaganza letteraria vi è Martino Sciolta, detto “Scapsulo”, un moderno dandy decadente ma coatto, ovvero volgare e popolare, che si impone come ospite abituale nella casa dei Crombi, una famiglia di arricchiti suburbani che aspira a un’aura di raffinatezza senza mai riuscire davvero a raggiungerla.<br><em>Femmine di Castoro</em> è un’esplosione di conflitti, pettegolezzi e rivalità femminili ambientata in un salone di bellezza, dove ogni battuta è un colpo di fioretto e ogni personaggio rappresenta una caricatura estrema e grottesca di un certo tipo di donna dello spettacolo e dell’alta società.<br><em>T’hanno portato via</em> si configura come un monologo interiore dal tono amaro e surreale, in cui il protagonista riflette sulla sua relazione tossica con una donna eccentrica e distruttiva. Lo stile è caratterizzato da una narrazione frammentata, con frasi spezzate, digressioni grottesche e un flusso di pensieri che si intreccia tra passato e presente.<br><em>Rito Sacrificale</em> è un racconto di fantascienza che fonde elementi distopici e satirici, offrendo una critica feroce e ironica alla b<span class="cf1">urocrazia, all’arroganza del colonialismo e alla rigidità delle gerarchie di potere, ambientata in un universo alieno pieno di assurdità formali e culturali.</span></div><div><div><span class="cf1">Il racconto <span class="fs14lh1-5"><i>Lato</i></span> invece si configura come una satira distopica iperbolica e visionaria, con forti elementi di fantascienza grottesca e surreale. L’autore mescola un linguaggio barocco e pirotecnico con trovate lessicali e semantiche che ricordano tanto lo stile di <span class="fs14lh1-5"><b>Ballard</b></span> quanto certe esplosioni di immaginazione postmoderna in stile <span class="fs14lh1-5"><b>Pynchon</b></span>, <span class="fs14lh1-5"><b>Calvino</b></span> (periodo "Cosmicomiche"). Inventiva linguistica e worldbuilding delirante: L’universo narrativo è estremamente denso, stratificato, e volutamente sopra le righe. Ne emergono una moltitudine di neologismi, situazioni assurde e immagini surreali (robot con polsini di seta, camerini invasi da anemoni di mare, alimenti senzienti che parlano con ironia ontologica, ecc.) che tratteggiano un mondo futuribile ma anche ferocemente allegorico rispetto al nostro presente. Mostra una critica metanarrativa e autoriflessiva: il cuore pulsante del racconto sta nella conversazione tra l’autore in decadenza (Joe) e l’editore (Richard). È qui che emerge la riflessione meta-letteraria sul mercato editoriale.</span></div></div><div><br></div><div>Dal punto di vista stilistico, la scrittura risulta scorrevole e coinvolgente, sebbene in alcuni momenti l’uso eccessivo di dialoghi surreali rischi di attenuare l’efficacia comica iniziale. Un lettore meno avvezzo a testi ironici e destrutturati potrebbe trovare difficile immergersi nel concept e comprenderne la logica interna. Tuttavia, ciascun episodio mantiene una sua coerenza, regalando al lettore un quadro vivido delle assurdità esistenziali e delle piccole nevrosi quotidiane, trasformando il testo in una metafora satirica della condizione umana contemporanea.<br>L’unico vero difetto del libro è, obiettivamente, l’impaginazione e la gestione dei paragrafi, che rendono la lettura più faticosa. Al di là di questo, è un’opera particolare, adatta a chi apprezza – senza dubbio – la letteratura non convenzionale.</div><div><br></div><div><strong>L’AUTORE:</strong><br>il7 - Marco Settembre, laureato cum laude in Sociologia a indirizzo comunicazione con una tesi su cinema sperimentale e videoarte, accanto all’attività giornalistica da pubblicista (arte, musica, cinema) mantiene pervicacemente la sua dimensione da artistoide, come documentato negli anni dal suo impegno nella pittura (decennale), nella grafica pubblicitaria, nella videoarte, nella fotografia (fa parte delle scuderie della Galleria Gallerati). Nel 1997 è risultato tra i vincitori del concorso comunale L’Arte a Roma e perciò potè presentare una videoinstallazione post-apocalittica nei locali dell’ex mattatoio di Testaccio; da allora alcuni suoi video sono nell’archivio del MACRO di Via Reggio Emilia. Come scrittore, ha pubblicato il libro fotografico “Esterno, giorno” (Edilet, 2011), l’antologia avantpop “Elucubrazioni a buffo!” (Edilet, 2015) e “Ritorno A Locus Solus” (Le Edizioni del Collage di ‘Patafisica, 2018). Dal 2017 è Di-Rettore del Decollàge romano di ‘Patafisica. Ha pubblicato anche alcuni scritti “obliqui” nel Catalogo del Loverismo (I e II) intorno al 2011, sei racconti nell’antologia “Racconti di Traslochi ad Arte” (Associazione Traslochi ad Arte e Ilmiolibro.it, 2012), uno nell’antologia “Oltre il confine”, sul tema delle migrazioni (Prospero Editore, 2019) e un contributo saggistico su Alfred Jarry nel “13° Quaderno di ‘Patafisica”. È presente con un’anteprima del suo romanzo sperimentale Progetto NO all’interno del numero 7 della rivista italo-americana di cultura underground NIGHT Italia di Marco Fioramanti. Il fantascientifico, grottesco e cyberpunk Progetto NO, presentato da il7 già in diversi readings performativi e classificatosi 2° al concorso MArte Live sezione letteratura, nel 2010, è in corso di revisione; sarà un volume di più di 500 pagine. Collabora con la galleria Ospizio Giovani Artisti, presso cui ha partecipato a sei mostre esponendo ogni volta una sua opera fotografica a tema correlata all’episodio tratto dal suo Progetto NO che contestualmente legge nel suo rituale reading performativo delle 7 di sera, al vernissage della mostra. ll il7 ha quasi pronti altri due romanzi e una nuova antologia. Ha fatto suo il motto gramsciano “pessimismo della ragione e ottimismo della volontà”, e ha un profilo da outsider discreto!</div><div><br></div><div><em>Elucubrazioni a buffo!</em><br><em>Autore: il7 - Marco Settembre</em><br><em>Editore: Self Publisher</em><br><em>Pagine: 151</em><br><em>ISBN-13: ‎ 979-8327516793</em><br><em>Costo: Cartaceo 16,64 €</em></div></div><div><em><br></em></div><div><script> var showboxlink00b55cf2152068be914ad3c263812d77 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/elucubrazioni-buffo_cover.jpg','alt': '','title': '','width': 683,'height': 1060,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink00b55cf2152068be914ad3c263812d77, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/elucubrazioni-buffo_cover.jpg" alt="La copertina del libro" title="La copertina del libro" width="200" height="310" /></a><em><br></em></div><div><script> var showboxlink3a7ac36d580f7aae54e9fcaa3a6ec647 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/il7_autore.jpg','alt': '','title': '','width': 686,'height': 455,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3a7ac36d580f7aae54e9fcaa3a6ec647, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/il7_autore.jpg" alt="L&#39;autore" title="L&#39;autore" width="150" height="99" /></a><em><br></em></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 05:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’orto americano di Pupi Avati]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002D"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">L</span>a summa del cinema nero di Avati</h1><h2 class="imHeading2">Un film da vedere al cinema per apprezzarne tutto il fascino</h2><div><div><span class="cf1"><strong>L’orto americano di Pupi Avati (Italia, 2024)</strong><br><em>Regia: Pupi Avati. Soggetto: Pupi Avati (romanzo L’orto americano, Solferino). Sceneggiatura: Pupi Avati, Tommaso Avati. Fotografia: Cesare Bastelli. Montaggio: Ivan Zuccon. Effetti speciali: Sergio Stivaletti. Musiche: Stefano Arnaldi. Scenografia: Biagio Fersini. Regista della Seconda Unità: Mariantonia Avati. Produttori: Antonio Avati, Gianluca Curti, Riccardo Suriano. Case di Produzione: DueA Film, Minerva Pictures, Rai Cinema, Ministero della Cultura, Emilia Romagna Film Commission. Distribuzione (Italia): 01 Distribution. Interpreti: Filippo Scotti (il giovane scrittore), Rita Tushingham (la madre di Barbara), Robert Madison (maggiore Capland), Patrizio Pelizzi (giudice della Corte d’Assise), Romano Reggiani (il pubblico ministero), Cesare Cremonini (Ugo Oste), Massimo Bonetti (il presidente della Corte d’Assise), Andrea Roncato (maresciallo dei Carabinieri), Alessandra D’Amico (perito psichiatra), Nicola Nocella (paziente psichiatrico), Claudio Botosso (medico legale), Roberto De Francesco (Emilio Zagotto), Armando De Ceccon (Glauco Zagotto), Holly Irgen (giudice popolare), Monia Pandolfi (giudice popolare), Chiara Caselli (Doris), Luca Bagnoli (cancelliere), Morena Gentile (Arianna), Filippo Velardi (Pubblico Ministero), Francesco </em>Colombati (psichiatra).</span></div><div><em class="cf1"><br></em></div><div><span class="cf1"><em>L’orto americano</em> ci riporta alle atmosfere gotiche de <em>La casa dalle finestre che ridono</em>, girato in uno stupendo bianco e nero (fotografia del grande Cesare Bastelli), montato con la giusta suspense da un regista horror come <strong>Ivan Zuccon</strong> (107′ necessari) e accompagnato da una suggestiva colonna sonora di <strong>Stefano Arnaldi</strong>. Un film che mostra ancora una volta il tocco di <strong>Avati</strong>, tutto il suo stile, tra genere e letteratura, fantastico e minimalismo, suggestioni del passato e inquietante presente. Si parte da Bologna – città del cuore – nel 1945, in un’Italia appena uscita dalla Seconda Guerra Mondiale, un ragazzo nel negozio di un barbiere vede una giovane ausiliaria statunitense e in un solo istante se ne innamora. Scopriamo che il ragazzo parla con i morti, non ha una psicologia stabile, molti lo ritengono squilibrato e viene internato per un certo periodo in manicomio, ma è anche uno scrittore con il sogno americano e appena possibile (nel 1946) si reca nello Iowa (l’America di <strong>Pupi Avati</strong> è quella, da sempre) grazie a uno scambio di case. Il caso vuole che la sua vicina sia la madre della giovane ausiliaria che l’aveva fatto innamorare, una ragazza chiamata Barbara scomparsa nel niente, che dall’Italia non ha mai fatto ritorno. <em>L’orto americano</em> è quello della vicina, dove nottetempo il ragazzo si reca per scavare, dopo aver sentito le voci dei morti, e tira fuori un contenitore di vetro con i genitali di una donna e come etichetta una misteriosa iscrizione. Il giovane scrittore torna in Italia, tra Ferrara e Comacchio, per dipanare il mistero di Barbara e ritrovare almeno il corpo della giovane ausiliaria scomparsa. Il mistero ha inizio e si risolve proprio tra le lande sperdute delle Valli di Comacchio, luogo avatiano per eccellenza, dove il ragazzo partecipa come spettatore al processo a carico di un losco individuo che avrebbe trucidato tre donne, forse anche la sua Barbara. Non tutto è come sembra, il resto va apprezzato in sala, perché siamo in presenza di un vero e proprio giallo hitchcockiano ambientato tra Roma, Ferrara, Ravenna, Forlì, senza dimenticare Davenport nello Iowa, altro luogo da sempre caro al regista. <em>L’orto americano</em> non è cinema horror, ma ci sono tutte le suggestioni del cinema di <strong>Avati</strong> prima maniera, ricreate grazie agli effetti speciali del grande <strong>Sergio Stivaletti</strong> (le vulve, gli arti amputati, il morto nella bara che si contorce…). Un film definibile come thriller nero, angosciante e macabro, molto gotico, vicino solo al cinema dello stesso <strong>Avati</strong>, con la sua poetica del <em>puro</em> che possiede poteri soprannaturali incomprensibili per la gente comune. Parlare con i morti, ascoltare le voci dei morti, croce e delizia dell’esistenza del giovane scrittore, condannato a non essere creduto e a essere considerato un folle. Molto bravo <strong>Filippo Scotti</strong> nei panni del protagonista, intensa <strong>Rita Tushinghan</strong> come madre di Barbara; troviamo nel cast presenze consuete del cinema di <strong>Avati</strong> come <strong>Massimo Bonetti</strong> (il giudice) e <strong>Chiara Caselli</strong> (Doris, la padrona della pensione ferrarese), ma anche <strong>Nicola Nocella</strong> che è un paziente del manicomio. Breve cameo per <strong>Andrea Roncato</strong> come maresciallo dei Carabinieri, incredulo di fronte al racconto del giovane scrittore. Ricordiamo anche <strong>Cesare Cremonini</strong> in una piccola parte. La sceneggiatura non perde un colpo, tra lo Iowa e Comacchio, con il sottile collante dei reperti anatomici rinvenuti nella boccia di vetro, scritta dal regista e dal fratello <strong>Tommaso</strong>, partendo dal romanzo omonimo edito da <em>Solferino</em>. Molto azzeccata l’idea di far recitare in inglese la parte americana, sottotitolando i dialoghi, e in italiano la parte ferrarese e bolognese. Scenografie d’epoca perfette, costumi senza la minima sbavatura, le atmosfere del primo dopoguerra sono verosimili e le immagini di repertorio lasciano il posto alla finzione scenica senza soluzione di continuità. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2024 come film di chiusura, rappresenta la summa del cinema nero di <strong>Avati</strong>, con citazioni al suo passato, da <em>Zeder</em> a <em>Le strelle nel fosso</em>, per finire con <em>La casa dalle finestre che ridono</em>, che viene fuori con prepotenza in certe situazioni angoscianti vissute in solitudine dal giovane scrittore e da un finale che immortala un inquietante scambio di sguardi consapevoli. Un film da vedere al cinema per apprezzarne tutto il fascino.</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink5751cec60e2564e75bb63c6c9948b265 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/orto-americano.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 600,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5751cec60e2564e75bb63c6c9948b265, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/orto-americano.jpg" alt="La locandina del film" title="La locandina del film" width="200" height="286" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=1m6o7YKnDqk">https://www.youtube.com/watch?v=1m6o7YKnDqk</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 05:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il ritratto del morto]]></title>
			<author><![CDATA[Walter Buchman Jr.]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002C"><h1 class="imHeading1">Buchman Jr. autore sconosciuto, forse italiano sotto pseudonimo</h1><h2 class="imHeading2">Atmosfera, suspense e senso di attesa in questo racconto apparso su Terrore 3</h2><div><div><span class="cf1">– Il soprannaturale?, fece Mac Rovel, allontanando d’un colpo la caraffa di birra che aveva dinanzi e sulla quale aveva, fino a quel momento, chinato ogni tanto il pallido volto, in silenzio. – II soprannaturale? E chi può parlarne con cognizione di causa? Chi può dire, sinceramente, che c’è un limite tra quello che è e quello che pare? Chi ha ancora acquistato il diritto di distinguere la visione dalla realtà?</span></div><div><span class="cf1">Robert Yung, il gobbetto scettico e maligno che gli sedeva di fronte, nella saletta del club, scrollò le spalle sbilenche ed ebbe un sorriso di superiorità sprezzante.<br><br>***<br><br>Anche noi altri che eravamo intorno, e che passavamo quella malinconica serata di novembre a inghiottire birra e a sputare paradossi, alla bianca luce delle lampade elettriche moltiplicate dagli specchi tutti in giro, avemmo un gesto di autentico, genuino stupore.<br>– Eh, via, Mac! Tu corri troppo, mi pare! – esclamò qualcuno. – Che diavolo! La visione è visione, non vi è alcun dubbio, e la realtà è…<br>– E’ realtà! – completò il gobbetto, con un grande scroscio di riso stridulo, che gli fece ballonzolare sinistramente il petto gibboso.<br>Mac Rovel tacque.<br>Tacque un istante guardandoci col suo chiaro sguardo tranquillo.<br>– No, amici, – disse poi con voce piana. – Non è così.<br>– Davvero?… – fece qualcuno con tono in cui si notava il sarcasmo pungente.<br>Mac scrollò le spalle e proseguì, senza rivolgersi a nessuno in particolare, ma gli occhi fissi alla parete di fronte, alle nostre spalle, quasi che attendesse da un momento all’altro di vedervi comparire un fantasma:<br>– Talvolta la visione è realtà… Talvolta quel che pare, è… E, forse, ciascuno di noi, nella sua vita…<br>– Tu hai qualche storiella da raccontarci! – saltò su Robert Yung, interrompendolo e agitando le lunghe braccia rachitiche, di ragno.<br>– Lo credi?<br>– Ma certamente! E lo dimostra il tuo esordio, che è una vera e propria preparazione… Un esordio strano, da brivido. Non puoi negarlo.<br>– Non è una storiella, – fece Mac, con una certa tristezza, quando Robert Yung tacque.<br>– E che cos’è allora?<br>– È un breve episodio, terrificante, della mia vita giornalistica: non quella di oggi, la tranquilla vita dell’ « articolista »; ma quella di due anni or sono, la vita febbrile, attiva, indiavolata del reporter.<br>– Ce la devi raccontare!<br>– Sì, così potremo ridere a crepapelle! – fece il gobbetto, rovesciando il corpicino all’indietro e accendendo una sigaretta: – Noi siamo tutt’orecchi!<br>Ma la frase sarcastica dell’amico non trovò eco: era, nel volto di Mac Rovel, un’espressione così strana di dolore, come un riverbero di una livida luce lontana, che noi tutti non osammo interrompere la pausa grave e solenne che passò in quel momento nella saletta del club, triste anch’essa nella triste sera di novembre.<br><br>UN DISASTRO FERROVIARIO<br>– E sia, – fece Mac, abbassando il capo, come per riconcentrarsi. – Ho parlato di visioni e di realtà e ho dubitato della linea di confine che separa le une dalle altre. Debbo, ora, darvi ragione del mio dubbio: ed è solo per questo che parlerò.<br>E Mac Rovel cominciò il suo racconto.<br>– Tre anni or sono – ero allora nel più brillante periodo del mio reportage, il reportage viaggiante – il direttore del mio giornale mi chiamò, una sera, mentre buttavo giù una noticina di cronaca cittadina, e mi disse, senza preamboli:<br>– Un dispaccio da Glasgow annuncia un disastro ferroviario. Uno scontro gravissimo allo sbocco di un tunnel: circa trecento morti. Dei vagoni di petrolio incendiati, una sessantina di feriti. Occorre che vi rechiate sul luogo del disastro. Partirete fra un’ora: telegrafate i primi particolari per l’edizione del mattino; tornerete domani nel pomeriggio per una più ampia descrizione nell’edizione della sera… Siate efficace…<br>Disse quest’ultima frase con l’imperiosa brevità di un duce che pronuncia, alla vigilia della lotta, la parola eroica che guiderà i suoi uomini alla morte e mi congedò.<br>Un’ora dopo ero alla stazione: alle due della notte giungevo sul luogo della catastrofe, armato del taccuino e della mia macchina fotografica.<br>Descrivervi quello che vidi, l’orrore della scena, illuminata dalle lampade degli operai che avevano appena iniziato i lavori di sgombro, i cadaveri sfracellati fra le assi spezzate e le lamiere contorte, gli ultimi bagliori dei vagoni di petrolio ammucchiati gli uni sugli altri, che finivano di ardere, è uno sforzo che non potrei fare.<br>D’altra parte, la collezione del giornale è là, e chi voglia rileggere le mie impressioni, non ha che a riscontrarla…<br>– La ricordiamo benissimo tutti, dissi io, con un lieve inchino amichevole.<br>Fece un gesto di ringraziamento e continuò, con voce piana, quasi sommessa.<br><br>IL CADAVERE APPARTATO<br>Ma uno spettacolo, soprattutto, mi colpì. In disparte, lontano dagli altri cadaveri, cinto dai frantumi del vagone postale, con le braccia distese e le mani dischiuse, quasi a proteggere ancora, dopo morto, i pacchi suggellati, che alcuni agenti di polizia piantonavano, giaceva, supino, un impiegato del personale viaggiante, l’addetto alla posta.<br>Giaceva in attitudine composta, tranquillo, come se dormisse: la luce di una fiaccola, che si proiettò su di lui, ne rilevò la serenità del volto, pallido, affilato, su cui i baffi neri disegnavano una macchia oscura, quasi lugubre. Solo, sulla fronte, era una ruga, diritta e profonda come la cicatrice di un colpo di spada: in quella ruga soltanto era tutto il supremo dramma dell’ultimo minuto, il dolore di morire, il rimpianto di lasciare, forse, dei figli.<br>Un signore, lì presso, un ingegnere delle ferrovie, o un ispettore, dava delle spiegazioni a un ispettore di polizia: l’indiscrezione che nei giornalisti è un diritto, mi spinse ad avvicinarmi e a unirmi ai due.<br>– Quest’uomo, – fece quel signore, accennando al ferroviere, – è l’unico del personale che sia morto, oltre al macchinista. Gli altri hanno avuto appena il tempo di gettarsi dal treno; qualcuno si è ferito. Il guardiafreni che si trovava accanto a lui, nel vagone postale, al momento dello scontro, e che ora è al più vicino ospedale, con una gamba fratturata, ha raccontato così la scena. Si era per uscire dal tunnel; il compagno, a un tratto, sporse il capo dallo sportello del vagone, e lo ritrasse subito, gridando:<br>– Un lume rosso!<br>Nello stesso tempo la locomotiva lanciava il suo fischio, rauco e acuto come un grido d’allarme come un urlo di terrore.<br>– Avvisa i viaggiatori e salvati! – gridò l’impiegato postale al guardiafreni.<br>– E tu? – gli rispose l’altro mentre si slanciava allo sportello.<br>– Io? Ho la responsabilità della corrispondenza! Io rimango!<br>E restò.<br>E, mentre i compagni, si gettavano pazzamente dagli sportelli e i viaggiatori, destati all’improvviso, cercavano di seguirne l’esempio, egli non si mosse, come ineluttabilmente legato a un fato al quale non voleva o non poteva sottrarsi.<br>Bianco, sereno, il volto del morto era come assopito in un lungo sogno; ma alla luce rossastra della fiaccola vicina, la ruga, sottile e profonda, pareva sanguinasse…<br><br>UN BACIO<br>L’alba imbiancava rapidamente il cielo e dava una fosca tinta di rame alla parete di fronte alla quale scrivevo, nel piccolo caffè della stazione.<br>Avevo scritto quattro o cinque cartelle, che mi sarebbero servite per il « pezzo di colore » della sera (avevo telefonato un intero servizio per la pagina del mattino, tre ore prima). Ma una specie di oppressione, ora, mi fiaccava i nervi e mi toglieva ogni forza di continuare a scrivere.<br>Era la stanchezza?<br>Era l’impressione ancora vibrante del mio animo, della tragica scena?<br>Una visione a poco a poco si ridestava in me, sempre più netta e sempre più decisa, con una persistenza strana: la visione del bianco volto di quel morto, e della ruga profonda e dolorosa che gli segnava il suo solco sulla fronte…<br>Chi era quell’uomo? Le mani dischiuse, scarne e brune, mani di operaio, mi tornavano alla mente, distese a tutela suprema delle cose affidate…<br>Alla crescente luce del giorno, l’ingegnere o ispettore, che fosse, entrò a prendere un cognac. E fu istintivamente, per impulso meccanico, che gli domandai, a bruciapelo:<br>– Come si chiama?<br>– Chi? – mi chiese stupito, deponendo il suo bicchierino per metà pieno.<br>– Lui, il ferroviere morto… quell’ufficiale postale… – dissi.<br>– Taylor, Roger Taylor. E di queste parti.<br>– Lascia moglie… figlioli?…<br>– Non so. Può darsi. Gli sventurati hanno sempre una famiglia da lasciare in lutto…<br>Il funzionario salutò e disparve.<br>Era tutto quello che ero riuscito a sapere di quell’uomo. E il pensiero della famiglia lontana, di una vedova, di poveri orfanelli perduti mi strinse il cuore amaramente.<br>Tornai sul luogo della sciagura.<br>Il morto era ancora là: era rimasto solo, nella bianca luce del mattino. Le sue mani erano ancora distese, scarne mani veglianti nella morte…<br>La voce interna, l’oscura voce istintiva mi parlò, allora, chiaramente:<br>« Serba una immagine tua, esclusiva, di lui ».<br>Misi la macchina fotografica a fuoco e feci scattare l’otturatore. Quella fotografia non l’avrei data, insieme alle altre, al giornale.<br>Poi mi chinai sul morto e lo baciai sulla fronte.<br>Volevo mandare quel ritratto alla sua famiglia. Ma per quanto facessi indagini non potei avere notizia di nessun parente del poveretto.<br>Il Taylor non aveva lasciato nessuno al mondo. Nessuno che lo piangesse, nessuno che s’interessasse di lui. L’unico che aveva avuto un pensiero pietoso per il povero morto, ero stato io. E il ritratto già pronto a essere spedito alla famiglia, rimase con me, e lo custodii nel mio portafoglio, come un sacro e triste ricordo…<br><br>IL SOPRANNATURALE<br>… Passò un anno.<br>Qui la voce di Mac Rovel divenne più grave, più lenta, più solenne, e negli occhi di lui si accese uno strano bagliore, mentre la mano che si agitava nel discorso aveva un lieve tremito.<br>– Nel maggio dell’anno seguente un principio di sommossa a Glasgow mi chiamava là per una serie di corrispondenze al mio giornale. Partii la sera del 24, con il treno delle diciassette e quaranta, il famoso « 1442 bis ».<br>La notte era alquanto fresca e i vetri degli sportelli erano chiusi. Solo, nel mio scompartimento di prima classe, sdraiato sul divano, avevo leggucchiato un libercolo di recente stampato e che si occupava di una questione di grande attualità: lo spiritismo.<br>Il silenzio, la solitudine, il movimento oscillante del treno mi avevano fatto scivolare a poco a poco il libriccino dalle dita e cominciavo ad assopirmi.<br>Sentii ancora, vagamente, i nomi di due o tre stazioni strillati dal personale viaggiante, poi più nulla.<br>Il « 1442 bis » correva, tutto nero, attraverso la campagna, si slanciava nei tunnel, ne usciva guizzando, e portava tutta una schiera di dormienti, lontano, nelle tenebre altissime…<br>Tutt’a un tratto un rumore mi scosse nel dormiveglia. Mi pareva che qualcuno avesse picchiato ai vetri dello sportello, leggermente.<br>Tesi l’orecchio.<br>Nulla.<br>Il movimento del treno aveva dovuto scuotere quei vetri; nulla di più naturale; che dianime!<br>Ma, dopo un momento, il rumore si ripeté: un rumore secco, deciso, nervoso, come di chi abbia fretta. Una fretta maledetta, improcrastinabile.<br>Schiusi gli occhi e mi levai a sedere.<br>Qualcuno era li dietro, nell’ombra della notte, che mi spiava.<br>Intravvidi un viso bianco, immoto e due occhi che mi fissavano…<br><br>IL FANTASMA<br>Saltai in piedi.<br>Corsi allo sportello e abbassai il vetro.<br>Nessuno!<br>In quel momento il treno infilava la nera bocca di un lungo tunnel.<br>– Allucinazioni! – dissi allora a me stesso, dando un calcio al libro, che aveva dovuto accendermi la fantasia.<br>Allucinazioni di chi ha letto insulsaggini in un’ora inopportuna…<br>E, per dare forza a me stesso, mi ricacciai nel mio cantuccio, e chiusi gli occhi, ostinandomi a riaddormentarmi.<br>Sentivo il rombo del treno che correva sotto la volta greve della galleria e mi pareva che quel passaggio fosse eterno, che non terminasse mai più.<br>Una strana sensazione opprimente pareva mi mozzasse il respiro: ma il letargo mi vinceva e non avevo la forza di scuotermi, di sottrarmi a quella oppressione.<br>Ancora un momento e mi sarei addormentato profondamente, lasciando dietro di me tutte le paure del sovrannaturale.<br>Mi passai la mano sulla fronte per vincere quel sonno di piombo, e, strana cosa, la mia mano era ghiacciata…<br>Istintivamente feci per muovere l’altra mano, per sentire se anch’essa mi facesse quell’impressione di freddo sulla fronte e mi accorsi che le mie mani, urtandosi erano tiepide…<br>E nessuna di esse io avevo mossa, durante il sonno, incrociate com’erano sul mio petto.<br>Trasalii: quella mano ghiacciata che mi aveva carezzate le tempie non era la mia!<br>Soffocai un urlo e mi drizzai in piedi.<br>Quell’uomo aveva le mani distese, come per difendere qualcuno da un pericolo, e il viso pallido era rivolto a me…<br><br>IL CADAVERE “REDIVIVO”<br>Sulla fronte, che il berretto da ferroviere lasciava a mezzo scoperta, una ruga diritta, profonda come una cicatrice disegnava il suo solco che pareva sanguinasse…<br>E la bocca scolorata di quell’uomo si agitò, e le labbra livide mormorarono qualche cosa…<br>Sì, io compresi che quell’uomo disse, senza che alcun suono uscisse da quelle labbra, ma chiaramente, distintamente, e in fretta:<br>– Un lume rosso!…<br>Venni preso da uno spavento agghiacciante.<br>– Chi siete? balbettai, poi in un eccesso di paura isterica, ripetei, ad alta voce: – Chi siete?… Da dove venite?… Che cosa volete da me?…<br>– Un lume rosso!… – ripeterono le labbra livide del fantasma.<br>– Oh, Dio, sto impazzendo!<br>– Non vi ricordate di me?…<br>– Voi… voi… siete…<br>– Io sono… – confermò l’apparizione.<br>– Ma come è possibile…<br>– Tutto è possibile… Vengo di là… dal grande Regno dei morti… dal mondo delle tenebre… Io sono colui che voi avete baciato…<br>Mi sembrava di impazzire. Tremavo come non avevo mai tremato in vita mia. Avvertivo, oltre che vederla, la presenza immateriale dell’uomo che era stato… dell’uomo di cui serbavo la fotografia nel mio portafoglio.<br>– Che… che… che volete… da me?…<br>– Sono venuto a salvarvi la vita…<br>– Come?…<br>– Un lume rosso!… Tra qualche istante avverrà la catastrofe… Sono qui per voi… Non ho dimenticato… Non dimenticherò mai…<br>– Ma…<br>– Attento!…<br>Un istante. Il tempo che dura un guizzo di folgore… E, con un urlo di terrore, spinto da una forza strana e invincibile, nello scompartimento dove non c’era più nessuno, mi avventai allo sportello, lo apersi e, senza riflettere, ciecamente, mi buttai giù, dal treno in folle corsa…<br><br>IL RITRATTO DEL MORTO<br>Quando, dopo pochi minuti, ripresi i sensi, mi trovai disteso sull’erba.<br>Ero incolume!<br>Per quanto possa sembrare assurdo, irreale, impossibile io ero incolume. Mi ero gettato da un treno ero rotolato lungo una che filava a cento all’ora, scarpata irta di sassi ed ero finito su di un prato senza nemmeno un graffio.<br>Mi trovavo su di un prato, ad appena due metri allo sbocco del tunnel.<br>Mi ero buttato appena in tempo.<br>Egli mi aveva davvero salvato la vita. Due volte: mi aveva sottratto all’immane catastrofe e mi aveva fatto raggiungere il suolo, illeso.<br>Ma a duecento metri di distanza, quale orribile, inimmaginabile spettacolo!<br>Enorme e sinistro cumulo, nella notte, i rottami del « 1442 bis » e quelli dell’altro treno col quale esso aveva spaventosamente cozzato, si confondevano.<br>I gemiti dei morenti echeggiavano, paurosi, fra quelle rovine.<br>Una delle più grandi catastrofi ferroviarie della storia europea; anzi, della storia mondiale. Una catastrofe che ha reso tristemente celebri la notte del 24 maggio e il disgraziato numero del treno investitore, era avvenuta, e io ero lì, vivo, senza una sola contusione, scampato per miracolo.<br>Fui tra i primi a portare la notizia al vicino paese e caddi subito dopo svenuto tra le braccia di quelli che mi circondavano. Poi, una forte febbre mi assali, ed ebbi il delirio per quattro giorni.<br>Guarito appena, e prima di ritornare a Londra, rassettai le mie cose e posi mano al portafoglio per saldare il debito con il mio ospite.<br>Tutto era a posto: ma il ritratto del morto era sparito.<br>Questo è il fatto, vero, reale, accadutomi, da me vissuto. Che cosa è, ditemi, ora, il soprannaturale?<br>Che cosa è la verità?<br>Nessuno di noi osò più aprir bocca. Lo scettico gobbetto era livido in volto e mi pareva tremasse per intima paura.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>NOTE</strong><br>Racconti horror rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. “Il ritratto del morto” di <strong>Walter Buchman Jr.</strong>, apparso in Italia nell’agosto 1962 sul numero 3 di “Terrore”, edito da Sansoni. L’autore è sconosciuto, forse italiano sotto pseudonimo.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink95471befb6c3d3608fd86d33a952c59c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ritratto_cover.jpg','alt': '','title': '','width': 749,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink95471befb6c3d3608fd86d33a952c59c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ritratto_cover.jpg" alt="La copertina del racconto" title="La copertina del racconto" width="200" height="288" /></a><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 16 Mar 2025 05:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli scrittori dei Racconti di Dracula – Puntata 7]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000029"><h1 class="imHeading1">Nuova puntata dedicata a Harry Small</h1><h2 class="imHeading2">Gli scrittori dei Racconti di Dracula a cura di Max Ferrara e Sergio Bissoli</h2><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La </span><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Redazione GHoST</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">presenta il nuovo video targato</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">ClubGHoST</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">&amp;</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><em class="fs14lh1-5 cf1">Ipnotica </em><span class="fs14lh1-5 cf1">sugli scrittori dei Racconti di Dracula. Si tratta della settima puntata, dedicata a</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><strong class="fs14lh1-5 cf1">Harry Small </strong><span class="fs14lh1-5 cf1">(Mario Pinzauti), di un programma di</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><strong class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Max Ferrara</span></strong><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">e</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><strong class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Sergio Bissoli</span></strong><span class="fs14lh1-5 cf1">.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il video è stato caricato sul nuovo canale You Tube ufficiale del</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Club GHoST</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a></span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Per non perdere tutte le novità a riguardo quindi vi invitiamo a iscrivervi al canale attivando la campanella per le notifiche.</span><br></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink908ea355a5134e2061adebd9693ce5c3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/scittori-dracula7_cover.jpg','alt': '','title': '','width': 864,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink908ea355a5134e2061adebd9693ce5c3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/scittori-dracula7_cover.jpg" alt="La copertina del video" title="La copertina del video" width="200" height="250" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkd6003ac457c841bbe42cf961caaa6b43 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/promo-youtube5487.jpg','alt': '','title': '','width': 712,'height': 1048,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd6003ac457c841bbe42cf961caaa6b43, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/promo-youtube5487.jpg" alt="Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!" title="Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!" width="200" height="294" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=wul9MvX_NwI">https://www.youtube.com/watch?v=wul9MvX_NwI</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 05:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nella tana dei Lupi di Jon Athan]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000024"><h1 class="imHeading1">Terzo libro di Jon Athan pubblicato in Italia da Dark Abyss</h1><h2 class="imHeading2">Per gli appassionati di horror estremo, un libro efficace e memorabile</h2><div><span class="cf1"><em>[…] L’autista indossava una maschera da lupo mannaro in silicone,</em> <em>con il volto grigio e una testa di bellissimi e voluminosi capelli</em> <em>castano scuro che spuntavano dalla parte superiore, dai lati e dalla</em> <em>mascella della maschera. Le iridi azzurre e vispe si intravedevano</em> <em>attraverso i fori degli occhi, insieme alle zampe di gallina.</em><br><em>Il passeggero indossava una maschera da maiale in silicone. Sembrava realistica, il colore rosa pallido si confondeva con la carnagione del collo. […]</em></span></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="cf1"><em>Nella tana dei Lupi</em>, di <strong>Jon Athan</strong> – pseudonimo dello scrittore californiano – è il terzo libro pubblicato in Italia dalla <strong>Dark Abyss Edizioni</strong>, all’interno della collana <em>Catherine Monvosin</em>, dedicata alla letteratura straniera.<br>Si tratta di un romanzo che si colloca nel genere thriller/horror, caratterizzato da forti elementi di violenza e tematiche disturbanti. L’autore, attraverso uno stile crudo e diretto, riesce a trasmettere un senso di inquietudine crescente, immergendo il lettore in un racconto di terrore psicologico e fisico. L’opera non è destinata a un pubblico sensibile, ma si propone come un’esperienza letteraria intensa e senza compromessi per gli amanti del genere.<br>Il romanzo adotta una struttura ben delineata, suddivisa in capitoli che alternano momenti di tensione estrema a scene più riflessive. Il primo capitolo introduce i personaggi principali in un contesto apparentemente spensierato e adolescenziale, brutalmente interrotto dall’irruzione della violenza. Il contrasto tra normalità e orrore è uno dei punti di forza della narrazione, generando un effetto di shock ben costruito.<br>Il ritmo è incalzante, con scene d’azione dosate sapientemente e descrizioni minuziose che intensificano l’impatto emotivo degli eventi. La narrazione procede senza eccessive digressioni, mantenendo alta la tensione fino alla fine.<br>I personaggi principali, in particolare Carrie, Allie e Brooke, sono ben delineati, con una dinamica realistica che li presenta come adolescenti comuni catapultati in un incubo. I dialoghi credibili riflettono l’ingenuità e le paure tipiche della loro età, contribuendo a rendere la loro caratterizzazione autentica.<br>Dall’altra parte, gli antagonisti – <em>il signor Wolf</em> e <em>zio Oinks</em> – risultano particolarmente inquietanti. La loro malvagità è resa ancora più disturbante dalla maschera di falsa cordialità e dal tono quasi giocoso con cui si rivolgono alle loro vittime. Questo contrasto li rende figure memorabili e terrificanti.<br>Keith Klein, padre delle ragazze e poliziotto, offre un punto di vista adulto che introduce nella narrazione il dramma familiare e la disperazione di chi cerca di salvare i propri cari dall’orrore.<br>Il romanzo affronta tematiche estreme, tra cui rapimenti, violenza sessuale e brutalità omicida. La narrazione non si limita a sviluppare un semplice thriller, ma esplora la psicologia della paura e dell’impotenza delle vittime, creando un senso di terrore profondo.<br>La violenza è rappresentata in maniera esplicita, senza edulcorazioni, rendendo il romanzo difficile da digerire per chi non è abituato a contenuti così estremi. Tuttavia, per gli appassionati di horror estremo, il libro risulta efficace e memorabile.<br>Il finale è brutale e privo di speranza, lasciando nel lettore un forte senso di amarezza.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE:</strong><br>Jon Athan è un autore californiano. Jon è nato il 12 settembre 1992 durante una notte di tempesta. Da bambino si divertiva a scrivere e raccontare storie spaventose. Alcune di queste storie gli hanno procurato seri problemi con gli insegnanti, ma ha resistito alle punizioni e alle sedute di terapia. Da adulto, Jon ha pubblicato oltre 100 racconti horror e diversi romanzi. È un autore prolifico di narrativa dark, noto per i suoi scioccanti romanzi horror. Tuttavia, si diletta anche con la fantascienza e il fantasy. Indipendentemente dal genere, Jon non compromette la sua visione. Il suo profondo amore per l’orrore e la narrazione lo ha portato avanti negli anni.<br>Oltre all’amore per l’horror e la scrittura, Jon ama i film, soprattutto quelli coreani, l’elettronica, i videogiochi e la musica. Ama anche la cultura giapponese e coreana. Nel tempo libero, scrive recensioni di film per diversi siti web e si diverte ad aiutare gli altri a raggiungere i loro obiettivi. Scrive anche libri utili per altri autori con lo pseudonimo di “Jonathan Wright”.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>Nella tana dei lupi</em><br><em>Autore: Jon Athan</em><br><em>Editore: Dark Abyss</em><br><em>Pagine: 320</em><br><em>Costo: 19,00 €</em><br><em>ISBN: 9791280782694</em></span></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkb177494524bd2f770600a69b96bd0767 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tana-lupi_cover.jpg','alt': '','title': '','width': 727,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb177494524bd2f770600a69b96bd0767, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tana-lupi_cover.jpg" alt="La copertina del libro" title="La copertina del libro" width="200" height="297" /></a></div><div><script> var showboxlinkfedda0df1305ea205826e3187a590a81 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/jon-athan..jpg','alt': '','title': '','width': 225,'height': 225,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfedda0df1305ea205826e3187a590a81, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/jon-athan..jpg" alt="L&#39;autore" title="L&#39;autore" width="200" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 06:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[All Comics - la rivista digitale a fumetti]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000022"><h1 class="imHeading1">Ideale, sia per gli appassionati di fumetti che per i semplici curiosi</h1><h2 class="imHeading2">Rivista aperiodica digitale, scaricabile e completamente gratuita</h2><div><span class="cf1"><em>Weird Book – All Comics</em> è la rivista aperiodica digitale, scaricabile e completamente gratuita, che presenta, a puntate, la produzione fumettistica della casa editrice, tra titoli nuovi e vecchi, e qualche anticipazione. È inoltre arricchita da speciali e immagini a corredo.<br>Una fruizione veloce, una grafica accattivante e la presenza di QR code su ogni titolo, per una rapida escursione sul sito, rendono <em>Weird Book – All Comics</em> lo strumento ideale, sia per gli appassionati di fumetti che per i semplici curiosi, per rimanere sempre aggiornati sulla produzione fumettistica della casa editrice.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>SCHEDA TECNICA</em><br><em>Titolo: Weird Book – All Comics</em><br><em>Autore: AA.VV.</em><br><em>Editore: Weird Book</em><br><em>Genere: Fumetto</em><br><em>Pagine: 32</em><br><em>Prezzo: Gratuita</em><br><em>Formato: 17 x 24 cm</em><br><em>Caratteristiche: Digitale</em></span></div><div><br></div><div>Scarica la rivista: <a href="https://www.weirdbook.it/wp-content/uploads/2025/02/AllComics-01.pdf" class="imCssLink">DOWNLOAD &gt;&gt;</a></div><div><br></div><div><script> var showboxlink0cd01cb001d6eff22f5b7d3e88da08fc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/allcomics_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 765,'height': 1079,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0cd01cb001d6eff22f5b7d3e88da08fc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/allcomics_ver.jpg" alt="La copertina della rivista" title="La copertina della rivista" width="200" height="282" /></a><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 07:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[The Tripper di David Arquette]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Scognamiglio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000023"><h1 class="imHeading1">L'esordio alla regia di David Arquette</h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una commedia slasher del 2006 finita un po' nel dimenticatoio</span></h2><div><div><span class="cf1"><strong>The Tripper (Usa, 2006)</strong></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>Regia: David Arquette. Soggetto e Sceneggiatura: David Arquette, Joe Harris. Fotografia: Bobby Bukowski. Montaggio: Glenn Garland. Musiche: Jimmy Haun, David Wittman. Produttori: Coquette Productions, NaVinci Films, Raw Entertainment. Distribuzione (Italia): Mediafilm. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2006. Genere: Horror. Durata: 93’. Interpreti: Balthazar Getty (Jimmy), Lukas Haas (Ivan), Thomas Jane (Buzz Hall), Jaime King (Samantha), Jason Mewes (Joey), Paul Reubens (Frank Baker), David Arquette (Muff), Courteney Cox (Cynthia), Paz de la Huerta (Jade/Summer).</em></span></div><div><em><span class="cf1"><br></span></em></div><div><span class="cf1">Un gruppo di sei ragazzi hippie si recano a una festa nel bosco chiamata “Il Festival dell’Amore Libero”, per una serata a tutto canne, droga e acido. A controllare che vada tutto bene ci sono lo sceriffo Buzz e il suo vice Cooper. La scampagnata per i nostri protagonisti non procede senza intoppi: dovranno vedersela spesso con un trio di zoticoni che non perdono occasione di dargli fastidio… ma è l’ultimo dei loro problemi. Un assassino armato di ascia in abito elegante e con la maschera del presidente Ronald Reagan si aggira in quei boschi con l’intento di fare strage di hippie e di chiunque provi a intralciargli il cammino. Ma per Samantha, una ragazza del gruppo, oltre a zoticoni e assassino si aggiunge un terzo guaio proveniente da una sua storia passata. Lo sceriffo Buzz e il suo vice dovranno contrastare questo massacro, ma convincere del pericolo centinaia di hippie sotto acido sarà un’impresa ardua. Però l’assassino non agisce per personale pazzia, ma per traumi risalenti alla sua infanzia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">“Un hippie somiglia a Tarzan, cammina come Jane e puzza come Cita”… con questa frase storica di </span><span class="cf1"><strong>Ronald Reagan</strong></span><span class="cf1"> si apre questa commedia slasher del 2006 scritta, prodotta e diretta da </span><span class="cf1"><strong>David Arquette</strong></span><span class="cf1"> (il vice sceriffo Linus della saga </span><span class="cf1"><em>Scream</em></span><span class="cf1">), che al suo esordio da regista ci offre un film dal forte sapore politico e sociale. Tutto ruota intorno alle filosofie dell’ex presidente degli stati uniti </span><span class="cf1"><strong>Ronald Reagan</strong></span><span class="cf1"> (del quale sono presenti dei suoi audio per tutta la durata dei titoli di coda) che sono la colonna portante del film creando quel contrasto tra politica e il modo di vivere degli hippie molto in voga negli anni ’60 ma che qualcuno porta avanti tutt’ora. La sceneggiatura è un po’ traballante e il film non si fa prendere sul serio dall’inizio, ma poi con il proseguire nella visione comincia ad attirare l’attenzione dello spettatore, complice un branco di ragazzi idioti e linguaggio colorito che rappresentano la parte comedy la quale si fonde bene con la componente principale del film, ovvero lo slasher che però, a parte corpi mutilati e una buona dose di gore con più che accettabili effetti speciali, è rappresentata da un assassino sicuramente originale ma con poca personalità e quindi incapace di regalarci un po’ di suspense. Suggestiva l’ambientazione boschiva che crea quella sorta di labirinto senza via di scampo. Ovviamente il film non manca di trasmettere allo spettatore gli effetti della droga con tanto di visioni doppie, offuscate e fatte di colori sgargianti che si mischiano tra loro diventando un vero e proprio trip visivo. Il cast non brilla in recitazione ma è quanto basta per rendere la situazione divertente per quanto riguarda la parte comedy. Lo stesso </span><span class="cf1"><strong>David Arquette</strong></span><span class="cf1"> interpreta uno dei tre zoticoni citati sopra, con il fratello </span><span class="cf1"><strong>Richmond Arquette</strong></span><span class="cf1"> nei panni del vice sceriffo Cooper e, rimanendo nella famiglia </span><span class="cf1"><strong>Arquette</strong></span><span class="cf1">, troviamo </span><span class="cf1"><strong>Courtney Cox</strong></span><span class="cf1"> che fa una piccola comparsa nei panni di una hippie animalista verso la fine del film, mentre nel gruppo dei protagonisti troviamo una strafatta </span><span class="cf1"><strong>Paz de La Huerta</strong></span><span class="cf1">. Il ritmo è abbastanza costante che sfocia in un finale di pura macelleria.</span></div><div><span class="cf1">Film finito un po’ nel dimenticatoio, complice la presenza di titoli ben più blasonati nel suo genere, ma è una chicca da recuperare; si fa apprezzare per quello che è. Presenta i suoi classici difetti da film d’esordio ma nel complesso intrattiene e fa divertire mantenendo intatte tutte le caratteristiche classiche dello slasher.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf12677294e95ee1e2ce9f7735e1348a2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/thetripper_ver.webp','alt': '','title': '','width': 354,'height': 498,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf12677294e95ee1e2ce9f7735e1348a2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/thetripper_ver.webp" alt="La locandina del film" title="La locandina del film" width="200" height="281" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=jO9eoomVNZw">https://www.youtube.com/watch?v=jO9eoomVNZw</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 17:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La maschera di cera di Jaume Collet-Serra]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><h1 class="imHeading1">Film ad alta tensione che si lascia vedere</h1><h2 class="imHeading2">Il debutto cinematografico del regista spagnolo</h2><div><div><span class="cf1"><strong>La maschera di cera (Australia, Usa 2005)</strong><br><em>Regia: Jaume Collet-Serra. Soggetto: Charles Belden. Sceneggiatura: Chad e Carey Hayes. Fotografia: Stephen W. Windon. Montaggio: Joel Negron. Musiche: John Ottman. Scenografia: Graham Walker, Brian Edmonds, Beverley Dunn. Costumi: Graham Purcell, Alex Alvarez. Trucco: Rosalina Da Silva, Jason Baird. Produttori: Robert Zemeckis, Joel Silver, Susan Downey. Case di Produzione: Warner Bros Pictures, Dark Castle Entertainment, Village Roadshow Pictures, Image Movers, Silver Pictures. Distribuzione (Italia): Warner Bros. Titolo originale: House of Wax. Paesi di Produzione: Australia, Stati Uniti d’America, 2005. Genere: Horror. Durata: 113’. Interpreti: Elisha Cuthbert (Carly Jones), Chad Michael Murray (Nick Jones), Brian Van Holt (Bo/Vincent Sinclair), Jared Padalecki (Wade Felton), Jon Abrahamsn (Dalton Chapman), Paris Hilton (Paige Edwards), Robert Ri’chard (Blake).</em></span></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="cf1"><em>La maschera di cera</em> rappresenta il debutto cinematografico del regista spagnolo (nordamericano per formazione) <strong>Jaumet Collet-Serra</strong>, che successivamente fonderà una casa di produzione e si farà notare con un film sul mondo del calcio, quindi altri horror e thriller di respiro internazionale, oltre a una pellicola di supereroi (<strong>Black Adam</strong>) e la serie televisiva <strong>The River</strong>. Il suo primo film viene addirittura prodotto dalla Warner Bros che investe molto a livello di effetti speciali e per ricostruzione di ambienti. <em>La maschera di cera </em>non ha niente a che vedere con l’opera teatrale classica di <strong>Charles Belden</strong> (citato nei credits come fonte per il soggetto) né con il romanzo di <strong>Gaston Leroux</strong>, sceneggiati per il cinema in numerose occasioni, così come niente è simile al film di <strong>Sergio Stivaletti</strong> del 1997, se non il finale catastrofico, tra le fiamme. In questo film la sola fonte di ispirazione è <em>Horror Puppet</em> (1979) di <strong>David Schmoller</strong>, lavoro che presenta una trama abbastanza simile. La storia vede protagonisti tre turpi fratelli, generati da una madre abominevole che coltivava il sogno di costruire un mondo popolato da statue di cera. I fratelli, una volta cresciuti, cercano di mettere in atto il diabolico piano in una città sperduta non segnata sulle mappe stradali, che poco a poco trasformano in un ambiente dove ogni persona è ridotta a una statua di cera. Un gruppo di sei ragazzi ne fa le spese, durante un viaggio che li vede accampati in una zona boscosa limitrofa alla città fantasma. Il proseguo della storia è facilmente intuibile, con uno dei fratelli che porta in trappola i malcapitati, gli altri due che cercando di catturarli e di trasformarli in statue di cera. Horror puro, ricco di situazioni macabre e di delitti efferati, per palati forti, con tagli di parti dei corpi umani, scuoiamenti, macabre operazioni a base di cera inserita nei volti. Alcune sequenze ricordano <em>Halloween</em>, soprattutto quando uno dei fratelli uccide con il coltellaccio e si muove a scatti, dimostrando una totale assenza di sentimenti umani. Inutile dire che anche <em>Shining</em> è citato a piene mani, tra porte sfondate – di cera o di legno fa lo stesso – e mannaie che si spingono a colpire la vittima. <em>La maschera di cera</em> non ha avuto un gran successo di pubblico, neppure la critica l’ha mai apprezzato più di tanto, anche se resta un buon prodotto di genere, che disturba al punto giusto e fa trepidare per la sorte dei protagonisti. Il regista dimostra di avere buon intuito per la suspense e – nonostante sia un’opera prima – maneggia a dovere le inquietanti soggettive e muove con perizia una convulsa macchina a mano. Sceneggiatura abbastanza prevedibile, difetto comune per simili soggetti; fotografia cupa per un film dal tono claustrofobico e dalla messa in scena angosciante; montaggio rapido che confeziona 113’ di pura tensione. Riprese in Australia, a Queensland, budget 40 milioni di dollari, incasso 70. Nel cast troviamo la famosa ereditiera <strong>Paris Hilton</strong>, che non sfigura, nonostante le molte critiche preconcette (Premio Razzie come peggior attrice dell’anno), in definitiva non le viene chiesto di recitare ne <em>Il gattopardo</em> di <strong>Visconti</strong> ma in un horror commerciale, cosa che riesce a fare in maniera discreta. Un film ad alta tensione che si lascia vedere, diverte e non delude gli appassionati del cinema horror più crudo e viscerale.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6ce2598d6c45ecceea3fe0874bb8563a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mascheracera2005_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 420,'height': 621,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6ce2598d6c45ecceea3fe0874bb8563a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mascheracera2005_ver.jpg" alt="La locandina del film" title="La locandina del film" width="200" height="296" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/AO_39QD1FpY">https://youtu.be/AO_39QD1FpY</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 04:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Scatola di Escher e Ars Magica di Massimo Junior D’Auria]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000017"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Ars Magica e La Scatola di Escher: due facce per lo stesso volto</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">La Scatola di Escher e Ars Magica di Massimo Junior D’Auria</span></h2><div><div><div><em><span class="cf1">[…] Il suo pollice sfiora con lentezza ed esitazione l’icona che permette la visualizzazione del saldo della banca. Non riesce a premerla, non lo fa ancora perché ogni volta che vede la cifra che langue sul suo conto un moto di depressione si anima nel suo petto. Dalla gola erompe un colpo di tosse. Ne segue un altro. È l’ansia questa. Ne soffre da sempre. Gli fa bruciare lo stomaco, corrode la gola fino a fargli scoppiare una tosse isterica. […]</span></em></div><div><em><span class="cf1"><br></span></em></div><div><em><span class="cf1">[…] Un colpo di tosse di Vittorio anticipa di un paio di secondi il pigro borbottare della marmitta del furgone che sembra sempre pronto a mollarlo lì su due piedi. Nel senso letterale del termine. Eppure non lo fa mai. Vittorio si fida del suo furgone, acquisto di un tempo in cui le cose erano diverse, in cui lui era un’altra persona. Ma questi son dettagli su cui è anche inutile riflettere. Il rimuginare non fa mai bene. […]</span></em></div><div><em><span class="cf1"><br></span></em></div><div><span class="cf1"><em>La Scatola di Escher e Ars Magica:</em></span><span class="cf1"> compongono un dittico (per adesso) narrativo a opera di </span><span class="cf1"><strong>Massimo Junior D’Auria</strong></span><span class="cf1"> ed edito da </span><span class="cf1"><em>Delos Digital</em></span><span class="cf1"> per la collana </span><span class="cf1"><em>Innsmouth</em></span><span class="cf1">, rispettivamente al numero 150 e 195, a cura di </span><span class="cf1"><strong>Luigi Pachì</strong></span><span class="cf1">.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Ne </span><span class="cf1"><em>La Scatola di Escher </em></span><span class="cf1">il tutto inizia con il protagonista, Vittorio, un uomo allo sbando, segnato dalle perdite e dal fallimento. La sua esistenza precaria lo porta a fare lavori saltuari, come svuotare cantine e negozi abbandonati. Durante uno di questi incarichi, scopre un oggetto misterioso: la </span><span class="cf1"><em>Scatola di Escher</em></span><span class="cf1">. Da quel momento, la sua ossessione cresce: la scatola sembra aprire finestre su mondi alieni, alcuni meravigliosi, altri terribili. Ma la vera domanda è: può rivedere qualcuno che ha perduto?</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>Ars Magica</em></span><span class="cf1"> si inserisce nell’universo narrativo già avviato con </span><span class="cf1"><em>La Scatola di Escher</em></span><span class="cf1">, ma questa volta lo fa tornando indietro nel tempo. Il protagonista è Felice, un uomo mediocre e in difficoltà economica che gestisce un negozio di articoli esoterici, </span><span class="cf1"><em>Ars Magica</em></span><span class="cf1">. Quando uno strano cliente, K. Frausio, gli commissiona la ricerca di un oggetto misterioso – la Scatola di Escher – per una cifra capace di risolvere tutti i suoi problemi finanziari.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Di fatto è un prequel che ci mostra l’origine dell’ossessione per il manufatto, </span><span class="cf1"><em>La Scatola di Escher</em></span><span class="cf1"> ne racconta le conseguenze.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Entrambi i protagonisti sono uomini comuni che vedono nella scatola una via di fuga, ma se Felice è mosso dal bisogno materiale e dalla disperazione, Vittorio incarna l’evoluzione di questa ricerca in un’ossessione autodistruttiva. Il filo conduttore di entrambe le storie è la </span><span class="cf1"><em>tentazione dell’ignoto</em></span><span class="cf1">, un tema classico della </span><span class="cf1"><em>weird fiction</em></span><span class="cf1">: la conoscenza proibita e il desiderio di trascendere la propria condizione portano inevitabilmente alla rovina. La struttura speculare delle due opere, con </span><span class="cf1"><em>Ars Magica</em></span><span class="cf1"> che scava nelle radici del mistero e </span><span class="cf1"><em>La Scatola di Escher</em></span><span class="cf1"> che ne mostra le nefaste conseguenze, rende l’insieme un affascinante studio sulla fragilità umana di fronte all’incomprensibile.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Lo stile di </span><span class="cf1"><strong>D’Auria</strong></span><span class="cf1"> è asciutto, diretto e incalzante. Le descrizioni sono dettagliate e immersive, ma senza appesantire la lettura. Mentre i racconti sono ben strutturati, con una progressione narrativa che dosa con sapienza il crescendo di tensione e il senso di mistero.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Insomma, rimango in attesa del prossimo capitolo!</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE:</strong></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Massimo Junior D’Auria nasce nel 1989 a Napoli. È laureato in Lettere Moderne alla Federico II e diplomato alla Scuola Italiana di Comics in Sceneggiatura e Storytelling. Ha scritto e pubblicato opere di narrativa e a fumetti con diverse realtà, il suo ultimo libro è Atroponauti (Human, Pubme, 2020). Ha lavorato come editor e traduttore per diverse realtà, avendo modo di tradurre anche personaggi iconici come Batman, Superman e Flash. Ha curato collane editoriali di genere (horror, noir e thriller) per piccoli editori. Attualmente si occupa di Social Media come libero professionista. Pubblicazioni di narrativa più rilevanti: La vita degli Altri (ASE, 2009), Nero n. 9 (Sogno Edizioni, 2010), Dissonanze (Sogno edizioni, 2012), Il Paradigma dell’uomo in nero (La Ponga Edizioni, 2019), Atroponauti (Human – Pubme, 2020).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>La Scatola di Escher e Ars Magica</em></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>Autore: Massimo Junior D’Auria</em></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>Editore: Delos Digital</em></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>Pagine: 43/ 46</em></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>Costo: 1,99 €</em></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><em>ISBN: 9788825427615 – 9788825431933</em></span></div></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink6c6a6456385ad0d2fe1e7b4b050e7430 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/scatola-eschwe_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 667,'height': 952,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6c6a6456385ad0d2fe1e7b4b050e7430, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/scatola-eschwe_ver.jpg" alt="La copertina del libro" title="La copertina del libro" width="200" height="285" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinka56bb3dfec339fade129f94fca490706 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ars-magica_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 689,'height': 966,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka56bb3dfec339fade129f94fca490706, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ars-magica_ver.jpg" alt="La copertina del libro" title="La copertina del libro" width="200" height="280" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkc532f84e9e0bfe39b562a0825613c99a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/auria-autore.jpg','alt': '','title': '','width': 671,'height': 677,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc532f84e9e0bfe39b562a0825613c99a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/auria-autore.jpg" alt="L&#39;autore" title="L&#39;autore" width="150" height="152" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 06:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un episodio in Cain Street]]></title>
			<author><![CDATA[Joseph Payne Brennan]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><h1 class="imHeading1">Apparso per la prima volta in Italia nel 1978</h1><h2 class="imHeading2">Ambientato in un quartiere abbandonato della città, in attesa di essere demolito.</h2><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Se prendete una mappa stradale recente di New Haven e cercate attentamente Cain Street, non la troverete. Non esiste più. Ma io ho una buona ragione per ricordarla.</span><br></div><div><span class="cf1">Circa dieci anni fa, New Haven, o almeno buona parte di essa, era ancora come era stata cento anni prima: c’erano molti vecchi edifici di mattoni, sia case che negozi, invecchiati dal sole, la neve e la pioggia di oltre un secolo. Devo ammettere che erano quasi tutti ingrigiti da decenni accumulati di polvere e fuliggine, ma questo non l’ho mai trovato spiacevole. Lo considero unicamente la patina del tempo. Quando il sole del tardo pomeriggio batteva di sbieco su questi edifici, essi assumevano un aspetto morbido e maturo che il mattone nuovo non potrà mai imitare.<br>Sapevo che la « città vecchia », come chiamavo tra me queste aree venerabili, era condannata. C’erano piani per distruggere praticamente ogni traccia del passato e sostituirlo con immense mostruosità di acciaio, vetro e pietra sintetica, che avrebbero ospitato complessi commerciali, fabbriche ed uffici oltre agli immensi sciami di cittadini che sopravvivevano generazione dopo generazione grazie ai sussidi pubblici.<br>Consapevole che quasi tutte le strutture del passato erano destinate alla demolizione, mi aggiravo incessantemente per le vecchie strade, sopraffatto dalla nostalgia per i tempi andati, pieno di una desolazione spirituale che le parole non possono descrivere.<br>Anche se esistevo nel presente, vivevo nel passato. Aspiravo ai giorni ormai persi nel tempo con un’intensità che colorava tutta la mia vita. Le mie fedeltà, i miei interessi e i miei affetti, avevano tutti radici nel secolo passato. Disprezzavo il presente, con il suo rumore, le sue pressioni incessanti e la sua crudeltà mostruosa e disumanizzata. Bramavo il passato come un drogato desidera la sua dose di oppio.<br>Era inutile discutere con me. Vivevo nel passato e per il passato, e non sarei mai cambiato.<br>Parecchie volte, mentre vagabondavo lì nelle mie passeggiate solitarie, notavo un altro camminatore solitario, che riconoscevo dal suo modo di vestire insolito: giacca e pantaloni neri, cravatta di corda nera e scarpe nere alte coi ganci. Lo incontravo invariabilmente nella parte più vecchia della città. A volte passeggiava lungo i marciapiedi di mattoni, con la testa china come se fosse in trance. Altre volte era immobile su un angolo, scrutando qualche antica casa con un’intensità che dava nell’occhio.<br>Era di altezza media, ma magro in maniera cadaverica, sicché pareva più alto di quanto non fosse. Il suo volto dai lineamenti sottili appariva di mezza età, anche se avevo notato capelli bianchi come neve lungo il bordo del suo cappello nero a larga tesa. Se devo menzionare un altro colore, ricorderò il grigio dei suoi occhi, anche se personalmente li ho sempre considerati incolori, come l’acqua, come il vento. E tuttavia, paradossalmente, il loro sguardo sapeva essere penetrante (parola trita ma insostituibile), come imparai più tardi. La sua espressione complessiva era enigmatica, riservata, diffidente. E mi sembrò a volte di leggere della paura in quel volto fine.<br>Col passar del tempo cominciammo a incontrarci con maggior frequenza. Stupidamente ciascuno di noi faceva finta che l’altro non esistesse, che nessuno di noi avesse visto l’altro.<br>Nel frattempo, i piani per la distruzione della «città vecchia » venivano affrettati. Il pesante, brutale maglio del «progresso», privo di discernimento, non poteva venire arrestato.<br>Man mano che mi rendevo conto che i vecchi edifici e le strade che amavo sarebbero stati polverizzati molto prima di quello che mi ero aspettato, mi misia percorrerli con maggior frequenza, soprattutto durante il tardo pomeriggio, al crepuscolo e di notte. Li infestavo come un fantasma senza pace. Ed ero tormentato; il pensiero della loro imminente distruzione mi gelava l’anima e mi rendeva quasi fisicamente malato. Anzi, persi l’appetito e dimagrii notevolmente.<br>Adoravo quel tempio del passato; la sua distruzione mi colpiva come l’attacco di una vera malattia. Mi aggiravo senza pace, febbrilmente, maledicendo i compiaciuti imbecilli che misuravano il progresso dalle cosiddette «statistiche di crescita»: il numero di nuovi edifici insopportabilmente brutti, il numero di strade allargate, di nuovi parcheggi, di nuove « unità immobiliari » per le sciamanti orde proletarie che vendevano il loro voto in cambio di simili elargizioni sempre maggiori.<br>Ormai incontravo il mio compagno di vagabondaggi quasi giornalmente. Finalmente arrivammo a guardarci a vicenda con incertezza, ma ancora nessuno di noi parlava. Alla fine il fato, sotto forma di un improvviso e violento temporale di tarda estate, ci riunì.<br>Ero lontano dalla mia deprimente abitazione, li nella parte centrale della città vecchia, un’area di venerabili case consunte dal tempo di mattoni e legno, di marciapiedi di pietra e viuzze e vicoli acciottolati. Non lontano scorsi il campanile di una vecchia chiesa granitica (ormai da tempo ridotta in macerie) dove mio nonno era stato organista molti anni fa.<br>II temporale arrivò di colpo verso il crepuscolo. Ci furono pochi rombi di tuono come preavviso, poi la pioggia arrivò a cataratte, sferzata dal vento. Mi infilai nel vano della porta di un piccolo negozio abbandonato e lo trovai meno profondo di quanto avevo pensato. La pioggia però scrosciava anche nel mio piccolo rifugio: allora mi accucciai contro la porta, cercando di decidere se restare dov’ero e infradiciarmi completamente, o tentare di corsa di raggiungere un altro riparo.<br>Mentre esitavo, infelice, scese l’oscurità e il temporale peggiorò ancora. Stavo per saltar fuori nella speranza di trovare un riparo migliore quando un eccezionale lampo bluastro illuminò tutta la strada. In quel breve bagliore accecante mi passò davanti l’uomo dal vestito nero. Miracolosamente, non saprò mai per quale ragione, si girò e mi vide.<br>Si fermò, mi fece un cenno e disse qualcosa; un rombo di tuono assordante scoppiato proprio in quel momento soffocò le sue parole. Compresi però che mi stava offrendo riparo o aiuto di qualche genere. Balzai fuori dal mio androne inondato e mi affrettai a seguirlo.<br>Percorremmo di corsa e in silenzio circa un isolato, poi lui entrò in una piccola casa. La vidi solo di sfuggita ma notai che era di mattoni e sembrava la più vecchia tra tutte le case che avevo visto in quella parte della città.<br>Ormai completamente fradicio, seguii il mio soccorritore in un atrio d’ ingresso buio.<br>« Aspetti qui un istante », mi ordinò.<br>Entrò in un’altra stanza, annaspò brevemente, e la morbida luce del gas scacciò l’oscurità. Mi invitò a entrare. Mentre rimanevo in piedi, gocciolante, si chinò su un antiquato caminetto. In pochi secondi, lingue di fuoco scoppiettanti stavano aggredendo una pila ordinata di legna.<br>« Stia vicino », mi ordinò.<br>Obbedii volentieri; l’acqua colava dai miei vestiti sul legno pulito e verniciato del pavimento a larghe assi. Mentre mi giravo accanto al fuoco, lo sconosciuto lasciò la stanza, ma riapparve presto con una bottiglia, dei bicchieri, ed una specie di boccale di rame dal lungo manico.<br>« Non so come ringraziarla… », cominciai.<br>Mi fece tacere con un cenno. « Riparo dalla tempesta. Roba da niente. Qualunque gentiluomo lo offrirebbe; non merito ringraziamenti ».<br>Apparentemente indifferente ai suoi stessi abiti fradici, versò il contenuto della bottiglia nel boccale e lo tenne sospeso sul fuoco. « Rum caldo », spiegò, « è ottimo ».<br>In breve eravamo tutti e due seduti davanti al fuoco, sorseggiando il miglior rum caldo del mondo. Il mio imprevisto ospite si presentò come Thaddeus Woolson. Per un po’ rimase taciturno, ma quando il calore del legno scoppiettante e quello del rum fecero effetto cominciò a parlare. Non fui sorpreso nell’apprendere che, come me, era un amante delle cose antiche e del passato. Ma rimasi sorpreso per la sua conoscenza enciclopedica della vecchia New Haven. Conosceva la storia locale degli ultimi duecento anni nei dettagli più minuti. Poteva riferire avvenimenti di un secolo fa con la chiarezza di un testimone oculare. Poteva descrivere strade, intere aree della città, come erano esistite un secolo e mezzo prima.<br>Alzò le spalle quando gli manifestai il mio stupore. « Ho passato l’intera vita a studiare il passato. Con un rigido addestramento, la memoria migliora ».<br>Appena menzionai il mio dispiacere al pensiero dell’imminente distruzione che avrebbe presto cancellato la maggior parte della città vecchia, un’ombra grigia gli passò sul volto.<br>Fissò le fiamme per lunghi minuti prima di parlare.<br>« Sì, so che sta arrivando. E penso che anche i miei giorni siano ormai contati. Ma mi va anche bene. Non ho desiderio di vivere dopo che tutto il passato sarà stato distrutto ».<br>Anche se capivo perfettamente i suoi sentimenti, cercai di rallegrarlo. « Non<br>deve abbandonarsi alla disperazione. Non possono distruggere tutto! ».<br>Sorrise amaramente. « Al contrario. L’uomo è diventato il gran distruttore. La distruzione di una singola città è solo un episodio nella sua carriera letale ».<br>Cadde in un cupo silenzio e non parlò quasi più.<br>Mentre finivo di sorseggiare il rum, mi guardai in giro nella stanza arredata in modo semplice. Aveva un aspetto coloniale, l’aspetto tipico di una stanza intorno al 1790, sedie e tavoli semplici e costruiti a mano, tappeti intrecciati sul pavimento di assi, peltro vecchio stile e un po’ di porcellana su una credenza modesta. Le candele e le lampade a olio di balena avevano ceduto il posto alle lampade a gas, ma l’impianto del gas era, credo, l’innovazione più moderna che c’era in quella stanza.<br>Quando il tuono divenne solo un mormorio lontano e la pioggia scrosciantesi trasformò in una pioggerella minuta, mi alzai per andarmene. Il mio ospite mi accompagnò alla porta e zittì di nuovo i miei ringraziamenti.<br>« Deve ritornare », mi disse. « Abbiamo molto di cui parlare ».<br>Lo assicurai che nulla avrebbe potuto tenermi lontano. Sorrise enigmaticamente e chiuse la porta.<br>Guardando verso l’alto mentre raggiungevo la fine dell’isolato, vidi che lamia nuova conoscenza viveva in Cain Street. Mi tornò in mente dalla constatazione fatta durante le mie precedenti passeggiate nell’area che quella era una delle più vecchie strade composte da un solo isolato che esistevano ancora nella città.<br>Mentre mi trascinavo verso casa attraverso la pioggerella, sperimentai la bizzarra sensazione di essermi addormentato sulla soglia sferzata dalla pioggia di aver sognato l’intero incontro con quel mio nuovo mio amico in nero.<br>Ma non era un sogno. Lo incontrai presto di nuovo, e col passar dei giorni diventai un frequente ospite serale nella sua piccola casa di mattoni di Cain Street.<br>Sedevo volentieri per ore mentre lui mi parlava del passato. Aveva la capacità di renderlo vivo in un modo che avrei creduto impossibile. La sua memoria era prodigiosa e inesauribile. Molte notti tornavo a casa dopo mezzanotte ancora in preda all’incantesimo dei suoi racconti e aneddoti. A volte passeggiavamo insieme al crepuscolo e mi indicava singole case ed edifici, raccontandomene in dettaglio la storia negli ultimi cento o più anni.<br>Poco dopo l’inizio delle nostre passeggiate insieme, incominciò la demolizione sistematica della città vecchia. Bulldozer, autocarri, e l’equivalente moderno degli arieti presero il potere in forze. Uno per uno i vecchi edifici venivano sbriciolati e spinti per sempre nell’oblio. Calcinacci si sparsero per le strade mentre una nuvola di polvere rimaneva a lungo sospesa nell’aria. In più di un’occasione scoppiarono incendi tra le rovine dopo l’oscurità.<br>Appena le macchine della distruzione si misero in moto, notai un netto e sconvolgente cambiamento nel mio nuovo amico, Thaddeus Woolson. La pelle della sua faccia fine sembrò più tirata e tesa che mai; i pallidi occhi grigi gli si fecero caldi e febbricitanti; se possibile, la sua magra figura divenne ancora più cadaverica. Cercai di confortarlo, facendogli notare che almeno qualcosa del passato poteva venir conservato sotto forma di lettere, libri, oggetti antichi e così via. Anzi, lo incitai a scrivere lui stesso una storia della città vecchia di New Haven. Ma sembrava sordo alla mia simpatia e ai miei suggerimenti. Ammise, alla fine, che avrebbe dovuto scrivere una storia locale molto tempo prima.<br>Quando lo incitai a cominciare subito, tuttavia, uno sguardo di stanchezza infinita gli apparve negli occhi. « E’ troppo tardi ormai », mi rispose, « le mie energie diminuiscono ogni ora che passa ».<br>Di necessità, le nostre passeggiate diventarono sempre più limitate. Lentamente ma regolarmente le ruspe e le massicce palle d’acciaio usate per le demolizioni si avvicinavano.<br>Divenni estremamente preoccupato per Woolson e mi presi l’impegno di andarlo a trovare ogni giorno. Lui ormai se ne restava rintanato nella sua piccola casa di Cain Street per la maggior parte del tempo, facendo solo una passeggiata molto breve all’esterno quando calava il crepuscolo.<br>Col passar del tempo il suo aspetto diventò così allarmante che lo esortai a farsi visitare da un dottore. Era inutile. Non faceva nessuno sforzo per uscire dal pantano di depressione nervosa ed esaurimento fisico in cui era caduto. Le ossa del viso sembrava dovessero perforargli la pelle tesa. I suoi occhi cerchiati di rosso cominciarono a brillare. E io non potevo fare niente.<br>Per molti anni avevo raccolto fotografie di New Haven; avevo promesso di portargliele per scorrerle insieme, ma per un motivo o per l’altro non lo avevo mai fatto. Una sera mi venne in mente che il momento attuale poteva essere perfetto per mostrargliele. Per qualche ora almeno potevano servire a distogliere la sua mente dal turbine di demolizioni che stavano radendo al suolo la città che lui aveva conosciuto. E forse potevano confortarlo un poco.<br>Le tirai fuori e cominciai a guardarle, con una forte lente d’ingrandimento, come era mia abitudine, per cogliere i dettagli. Con quell’aiuto, insegne di negozi altrimenti indecifrabili potevano venir lette: vetrine, veicoli, e anche volti potevano venir portati vividamente a fuoco.<br>Ero arrivato circa a metà della collezione, quando trovai la foto di una strada con la didascalia Chapel e State Street, 1842. Non c’era nulla di notevole nella fotografia. Mostrava un incrocio polveroso con qualche negozio, marciapiedi sotto antiquati portici di legno e un certo numero di carri a cavalli. Un gruppo di persone stava sull’angolo, vestito con gli abiti dell’epoca. D’impulso guardai con la lente questi antichi oziosi. Facendo così, la faccia di uno di loro mi fece quasi mollare la lente. Era la faccia del mio amico, Thaddeus Woolson! Naturalmente sapevo che era impossibile. Ridendo della mia stessa sorpresa, mi resi subito conto che stavo guardando uno dei suoi antenati, un nonno, probabilmente. Somiglianze del genere non sono certo rare.<br>Mettendo proprio quella foto in cima alla collezione, infilai il tutto in una scatola di scarpe e mi avviai verso la casa del mio amico a Cain Street.<br>Il cammino attraverso la città vecchia era scoraggiante. Completi isolati erano già stati rasi al suolo.<br>Un’intera strada non esisteva più. L’odore di gesso umido e la polvere di pietra rimanevano sospesi nell’umida aria autunnale.<br>Woolson mi saluto abbastanza cordialmente, ma con mio intenso disappunto mostrò poco interesse per le fotografie. Quando gli feci notare il suo volto che si guardava in giro su un angolo di strada del 1842, sembrò momentaneamente stupito, ma depose presto la foto.<br>« Thaddeus Woolson, mio bisnonno e omonimo », commentò, come se la coincidenza non avesse importanza. « Ho un suo dagherrotipo da qualche parte ».<br>Raccolsi le foto con un sospiro mentre lui scivolava nel silenzio.<br>Col passare dei giorni e l’avvicinarsi dei bulldozer, simili a qualche nuova specie di dinosauri d’incubo, divoratori di mattoni, sempre più prossimi a Cain Street, Thaddeus Woolsoon lasciava raramente la casa. Tutti i miei argomenti restavano senza effetto. O sedeva senza dire una parola, o passeggiava avanti e indietro febbrilmente. Sembrava angosciato per qualche catastrofe imminente e inevitabile. Cominciai a credere che potesse essere in preda a febbre cerebrale, o che potesse stare impazzendo veramente.<br>Anch’io abortivo la distruzione della città vecchia, ma anche se a volte mi ero sentito male pensandoci, e assistendovi, ero deciso a sopravvivere come individuo e a continuare per quello che potevo, a conservare qualunque cosa rimanesse che si riferiva al passato, fossero anche solo antichi documenti e storie scritte.<br>E mentre simpatizzavo con la disperazione di Thaddeus Woolson, facevo del mio meglio per combatterla. Ma i miei sforzi erano inutili.<br>Alla fine, inevitabilmente, il mio amico ricevette un avviso finale di esproprio. Gli era stato comunicato di muoversi parecchi mesi prima, ma non aveva fatto tentativi di trovare un altro alloggio. Per interi isolati intorno a Cain Streetle case e i negozi erano ormai completamente vuoti e deserti; l’area sembrava una città fantasma in miniatura. Solo pochi topi e ogni tanto un qualche relitto umano vagavano per le strade abbandonate.<br>Una sera, mentre entravo nella casa di mattoni, il mio amico mi indicò l’avviso finale di esproprio che stava su un tavolo lì vicino. A giudicare dalla sua espressione, poteva essere una sentenza di morte.<br>Cercai di ragionare con lui, facendogli notare che l’amministrazione comunale gli avrebbe pagato un buon prezzo per la proprietà appena avesse compilato i documenti necessari. Poteva anche rivolgersi ad un legale, aggiunsi, per riuscire forse a ottenere una cifra maggiore.<br>Alzò le spalle. « Il denaro non significa niente per me, ora », commentò con una determinazione che mi gelò.<br>Lo lasciai poco dopo, sentendo che non potevo fare altro. Se rifiutava di andarsene, i suoi beni sarebbero stati messi in strada e lui sarebbe stato portato via con la forza. Era assurdo, mi pareva, trascinare le cose a un punto così estremo e senza senso…<br>Poi, in una gelida notte di novembre, mentre il vento gemeva e sospirava attraverso gli edifici abbandonati della città vecchia, mi diressi di nuovo verso la casa di Cain Street. Entrando nell’area condannata, trovai rovine giacenti da ogni parte. Fredda luce lunare scintillava su vicoli disseminati di vetri rotti, imposte mezzo scardinate sbattevano quando il vento le faceva oscillare avanti e indietro. Porte dimenticate, per metà cadenti, cigolavano, sbattevano, cigolavano e sbattevano di nuovo. Non c’era in vista neanche un passante o un veicolo. Ogni isolato o due incontravo autocarri, bulldozer e gru parcheggiate in qualche spazio vuoto, in silenziosa attesa dell’assalto del mattino dopo. Case vecchie di cento anni erano diventate mucchi di mattoni. Antiche chiese, magazzini e negozi non erano più niente se non frammenti ammucchiati nel vano di qualche cantina. Il marchio della desolazione, dell’abbandono, era dappertutto. E mentre mi incamminavo alla volta di Cain Street, il vento selvaggio non smetteva di gemere.<br>Thaddeus Woolson non rispose quando percossi l’antiquato batacchio di ottone. Provai la porta, la trovai non chiusa a chiave, ed entrai.<br>Il mio amico era afflosciato davanti a un tavolo, con la testa tra le mani, l’avviso di esproprio davanti a sé. Il gas era stato tagliato da molto tempo e ora una singola candela illuminava la stanza. Mentre il vento si infilava dalla porta rimasta aperta e le ombre ballavano tutto in giro, lui alzò la testa.<br>Rimasi a bocca aperta, guardandolo con costernazione. Nei pochi giorni dalla mia ultima visita era peggiorato in maniera sconvolgente. La sua faccia scavata, gialla, dagli occhi arrossati, sembrava quella di una mummia. Dimostrava molti più anni di quando l’avevo visto per l’ultima volta.<br>Arretrai verso la porta. « I… io chiamo un’ambulanza! » gli dissi.<br>La faccia devastata si contorse in un ringhio. « Chiuda la porta, idiota! ». Gli occhi erano fissi nei miei come quelli di un pazzo. Chiusi la porta e mi sedetti vicino a lui.<br>Lasciò cadere di nuovo la testa e per cinque minuti buoni sedette immobile.<br>Finalmente rialzò il capo. « Mi spiace, ma non sono più io; la fine si sta avvicinando rapidamente ». La voce ora era calma, ma per qualche motivo la trovavo più terribile di prima.<br>« Non c’è nulla che possa fare? », chiesi.<br>Scosse la testa. « Nulla. Il tempo farà ciò che vuole di me; non posso resistere аnсоra ».<br>« Ma sicuramente… ».<br>Alzò una mano. « Mi ascolti. Lei mi è stato amico, l’unico amico in questi ultimi anni, e ha diritto a una spiegazione finale. Conosce la vera natura del tempo? ».<br>Mi mossi a disagio sulla sedia, mentre i suoi occhi cerchiati di rosso sembravano brillare di una interna febbre devastante.<br>Alla fine parlai, aggrottando la fronte. « Penso che il tempo sia una dimensione, soggetta a leggi fisiche ».<br>« È così, ed è anche qualcosa di più. Non le è mai venuto in mente che il tempo è collegato in modo inestricabile con il luogo, il milieu? Che il tempo, essenzialmente, è cambiamento? E che se qualcuno potesse, mettiamo, uscire dalla corrente del tempo in un luogo relativamente immutabile, potrebbe (data sufficiente forza di volontà e potere di concentrazione) sfuggire al venir trascinato in avanti dalla sua marea? ». I suoi occhi scintillanti trapassavano i miei.<br>« Non lo avevo considerato sotto questo aspetto », ammisi.<br>« Bene, le dico che è vero! », esclamò. « Perché crede che sia rimasto attaccato così fermamente alla città vecchia, e ora a questa singola casa? Perché crede che sia invecchiato così terribilmente in questi ultimi giorni? Non riesce ad indovinare? » La sua voce era diventata acuta; nella tenue luce della candela gli occhi sembravano quasi fosforescenti.<br>Ero convinto che stesse davvero impazzendo. Cercai di calmarlo. « È un argomento interessante », risposi evasivamente, « ma forse potremo discuterne meglio un’altra volta ».<br>Colse la mia ultima frase. « Un’altra volta! Ma non ci sarà un’altra volta! Il tempo ha finito con me! Non me ne rimane più! Le dico… Ascolti! ». Smise di parlare e si alzò, ascoltando.<br>Da vicino adesso si sentiva il fragore e il ruggito di macchinari e motori che stavano venendo avviati.<br>Mi guardò sorpreso. « Che cosa succede? ».<br>Esitai. « Be’… Ho letto qualcosa nei giornali sul fatto che la demolizione dell’area è in ritardo. Mi sembra che l’articolo dicesse qualcosa sull’inizio di anche un turno di lavori notturni… ».<br>« Infami senza pudore! », urlò. « Non mi possono neanche lasciare un’ultima notte! Prima di mattino saranno qui… proprio a questa casa! ». Si guardò follemente intorno.<br>Il rombo e lo stridore di autocarri, bulldozer e delle altre apparecchiature di distruzione crebbe di volume.<br>Mi alzai, con l’intenzione di farlo ragionare. « Lei deve radunare i suoi documenti e oggetti personali e andarsene via da qui appena possibile », gli comandai. « Venga, l’aiuterò. Dopo tutto avrebbe dovuto già andarsene qualche settimana fa. »<br>Lui invece si sedette. « Non lascerò mai questa casa », rispose con calma.<br>« Lasciamo che vengano, dunque. È troppo tardi. Ma lei farebbe meglio ad andarsene ».<br>« Assolutamente no! », ribattei indignato. « Non posso lasciarla qui così ».<br>Scrollò le spalle. « Molto bene. È stato avvertito. Le conseguenze non saranno uno spettacolo piacevole. Sono stato… ». Si interruppe e cadde in uno spasimo di tosse convulsa che continuò ininterrotto. Sembrava che i polmoni gli venissero strappati a brandelli dal petto. Quando finalmente si placò, il sudore gli scorreva lungo il volto. Appariva così grigio, rugoso e spettrale che, mio malgrado, rabbrividii.<br>« Dato che non vuole andarsene », sussurrò, « tanto vale che le dica l’intera verità. Ricorda quella fotografia di una strada che mi ha mostrato, quella presa più di centocinquanta anni fa, nel 1842? ».<br>Annuii. « La ricordo bene. Mi aveva detto che la persona che le assomigliava in maniera così stupefacente era il suo bisnonno ».<br>Sorrise debolmente. « Be’… ero io! »<br>Studiai da vicino la sua faccia. Anche se poteva essere pazzo, non stava di certo prendendomi in giro.<br>Decisi di dargli corda. « Molto bene. Mi lasci pensare, quella foto è stata scattata più di centocinquanta anni fa, e siccome lei dimostrava di avere all’incirca quaranta anni, adesso dovrebbe avere approssimativamente centocinquantatré anni ».<br>Fece un cenno col capo. « I suoi calcoli sono abbastanza corretti. Ma in realtà avevo già settantadue anni quando venne scattata quella foto nel 1842. Sono nato nel 1770 ».<br>« Vedo. Allora, se non sbaglio, lei ora avrebbe più di duecento anni? »<br>« Esattamente. Sono sfuggito alla corrente del tempo per oltre due secoli. Vivendo solo nel passato, giorno e notte, sognando il passato, ponendomi nel passato a forza di volontà, sono sopravvissuto ».<br>Fece una pausa, poi scosse la testa. « Ma ora sono perduto. La concentrazione mentale, che da lungo tempo pratico, non è più sufficiente da sola. Bisogna continuare ad esistere nello stesso ambiente. E bisogna comunque avere attorno a sé molto del passato, molto che sia rimasto immutato. È essenziale. Sono sopravvissuto per anni, in un’isola che si riduceva continuamente. Potrei ancora sopravvivere per breve tempo in questa stessa casa, ma… ».<br>Gli si spezzò la voce e gemette. « No, non potrei. È troppo tardi, troppo tardi! La mia forza di concentrazione sul passato ormai se ne è andata ».<br>La testa gli ricadde sul tavolo e pensai che fosse svenuto. Ma appena un cambio del vento portò distintamente il rumore dei macchinari che avevano ripreso a fare le demolizioni, lui balzò su di nuovo.<br>« Non possono lasciarmi in pace? Devo passare tra i tormenti le mie ultime ore? Le dico che quel rumore infernale mi sta strappando il cervello a brandelli! ». Urlò l’ultima parola e continuò a urlare. Era il grido incontrollabile di un pazzo.<br>Rimasi seduto senza parole, paralizzato, trafitto da quell’orribile suono.<br>Di colpo quel suo allucinante gridare cessò, solo per venir sostituito dalla stessa tosse lacerante che lo aveva squassato prima. Questa volta però era molto peggio. Mentre guardavo, inorridito, il sangue gli sgorgò dalla bocca. Si alzò barcollando, graffiandosi la gola. Il suo volto era diventato letteralmente indescrivibile. Prima era grigio; ora era diventato nero. Le labbra gli si contorsero, mettendo in mostra denti gialli e marci. La carne e la cartilagine del naso avvizzirono. La pelle tesa sulle guance si spaccò, esponendo le ossa sottostanti.<br>Del sangue gli uscì dagli angoli degli occhi.<br>Rimasi senza parole, incapace di muovermi, incapace perfino di pensare, gli occhi fissi su quel tremendo spettacolo. Non riuscivo a muovere la testa.<br>Per breve tempo lui continuò a barcollare in giro, lacerandosi la gola. I suoi occhi diventarono piccoli punti di luce nelle orbite che si andavano affossando.<br>Il naso sembrò venir improvvisamente come risucchiato all’interno del volto, non lasciando niente tranne l’impressionante infossature tipica dei teschi. La spaventosa smorfia dai denti gialli diventò quella di un cadavere le cui labbra a fossero di colpo decomposte.<br>Ondeggiò, urtò contro il tavolo e cadde al suolo. E mentre guardavo rigido, come una statua di pietra colta nell’incantesimo di uno stregone, l’intera carne del suo viso si sfaldò; mentre le mani gli scivolavano dalla gola, la pelle si annerì e disparve, e quelle divennero le mani gialle, articolate di uno scheletro. Anche i capelli bianchi si staccarono dal cranio e scesero ondeggiando fin sul pavimento.<br>Gli abiti, che avevano già cominciato a disintegrarsi, si trasformarono in brandelli di stracci che poi si sbriciolarono del tutto.<br>Le ossa ingiallite dello scheletro diventarono marroni e cominciarono a ridursi in polvere. Alla fine non rimase nulla di visibile sul pavimento tranne che frammenti di un cranio, femori e qualche dente sparso.<br>Finalmente, mentre la mia mente continuava a turbinare quasi in preda alla follia, riuscii ad alzarmi e mi precipitai alla porta. Come un animale impazzito, corsi giù dai gradini e mi buttai nella notte. Raggiunta l’estremità di Cain Street mi fermai e mi girai, anche se non saprò mai cosa mi spinse a farlo. La casa di mattoni di Thaddeus Woolson stava già fiammeggiando. In fondo al mio cervello febbricitante capii cosa era successo: nella mia fuga improvvisa avevo fatto cadere la candela; il vento violento, infilandosi nella porta aperta, aveva attizzato quel piccolo fuoco trasformandolo in una conflagrazione crescente che adesso stava già consumando tutta la casa.<br>Corsi senza fermarmi nella notte. Quando raggiunsi finalmente la mia abitazione, crollai, e in seguito stetti male per parecchi giorni. Il mio dottore all’antica disse che soffrivo di « febbre cerebrale causata da shock ». Ma non mi chiese mai quale fosse stato lo shock e io non mi offrii di spiegarglielo.<br>Appresi più avanti che la casa di Thaddeus Woolson era stata completamente sventrata. Dato che tanto doveva venir demolita il giorno dopo, non era stato fatto nessun tentativo per spegnere l’incendio. Rimisero in piedi solo i muri anneriti, e anch’essi vennero presto abbattuti.<br>Non trovarono mai i frammenti di ossa nelle rovine. E siccome nessuno mi aveva visto lasciare la casa, non è mai stata fatta alcuna indagine riguardo a Thaddeus Woolson, anche se a me ancora oggi piace immaginare che, per sempre lontana dalla terrena marcia degli eventi, l’ombra di quell’uomo singolare stia ancora vagando per le strade di quell’antica parte di città per sempre perduta negli insondabili abissi del tempo…</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>NOTE</strong><br>Racconti rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. “Un episodio in Cain Street” di <strong>Joseph Payne Brennan</strong>, apparso per la prima volta in Italia nel 1978 sul Numero 1 del mensile <em>Psyco</em>, tradotto da <strong>Giuseppe Lippi</strong> e pubblicato per la prima volta su <em>Planet Ghost</em>.</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 09 Mar 2025 06:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Letteratura weird essenziale 1950 - 1980]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">I</span>l nuovo video Club GHoST &amp; Ipnotica</h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Documentario su</span>lla letteratura essenziale weird 1950 – 1980</h2><div><span class="cf1">La <em>Redazione GHoST</em> presenta “Letteratura weird essenziale 1950 – 1980”, il nuovo video targato <em>ClubGHoST &amp; Ipnotica</em>, un documentario sulla letteratura weird essenziale dagli anni ’50 agli anni ’80 a cura di Max Ferrara e Sergio Bissoli.</span></div><div><span class="cf1">Il video è stato caricato sul nuovo canale You Tube ufficiale del Club GHoST:<br><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a><br>che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.<br>Per non perdere tutte le novità a riguardo quindi vi invitiamo a iscrivervi al canale attivando la campanella per le notifiche.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/16VrkqkHEIE">https://youtu.be/16VrkqkHEIE</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 07:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nuovo portale Club GHoST & Ipnotica!]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=News"><![CDATA[News]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">I</span>l nuovo portale Club GHoST &amp; Ipnotica</h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Periodicamente aggiornato</span></h2><span class="cf1">Nasce il nuovo portale Club GHoST &amp; Ipnotica!</span><div><span class="cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.clubghost.it/logo-sigla-entertainment.mp4">https://www.clubghost.it/logo-sigla-entertainment.mp4</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 15:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Furiae di Marco Chiaravalle]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><h1 class="imHeading1">Un libro per gli amanti del genere fantasy moderno</h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">U</span>na young adult classica che pare essere pronta per Netflix</h2><div><span class="cf1">Il problema di avere una passione è che, nella tua compulsiva quantità di divorare ogni cosa del tuo medium preferito, ti ritrovi a consumare prodotti sempre più di nicchia. Mi capita coi film, coi videogiochi, coi libri. Ho conosciuto <em>Furiae</em> praticamente per passaparola e non ci avevo capito niente, sono stato superficiale. Pensavo fosse un libro sui berserker vichinghi, non so come diamine mi sia venuto in mente. Il libro è uno young adult in un setting di fantasy moderno.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il libro narra la storia di Rot Jagerin, una ragazza contemporanea che vive nel paesino montano di Starkestal. Il paese, come la ragazza, sta marcendo. Inquinato da una grossa fabbrica, il posto si sta spopolando. Rot vive il lutto del suo padre adottivo, l’anonimato di essere orfana, i difficili rapporti con tutti in paese e il travaglio dell’adolescenza con difficoltà e reagisce perlopiù con rabbia. Se questa non fosse una situazione già abbastanza scomoda, misteri si affastellano nella vita della ragazza e della sua amata, una muta di nome Iris. Il mondo degli adulti sarà loro ostile mentre misteri arcani cominciano a influenzare i sogni di Rot e poi a manifestarsi sempre più nella sua vita reale. Quali sono i segreti del villaggio e delle origini di Rot?</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Per prima cosa voglio parlare del libro come oggetto fisico. Più di quattrocento pagine ben stampante e leggibili. La carta è spessa e leggermente ruvida, robusta al tatto come l’intero tomo. Questo è un libro come dovrebbero essere fatti tutti quanti, solido e resistente. L’ho apprezzato tantissimo. Il testo stampato, come dicevo, si legge bene e riempie le pagine, contiene alcuni piccoli inserti simili a screenshot di Whatsapp o stralci di scrittura a mano, tutti generati con un font diverso (visto che nella storia sono scritti da persone diverse), cosa che denota attenzione al dettaglio. La copertina, illustrata da <strong>Suwan Cancedda</strong>, è molto accattivante. Il libro è diviso in settantacinque capitoli più un epilogo. Sono brevi e invogliano alla lettura anche il lettore più pigro. L’unica pecca è che sono numerati in numeri romani e poi hanno un sottotitolo. Il problema è che nell’indice sono segnati solo i numeri romani, sarebbe stato molto più valido con l’elenco dei titoletti.<br>Passiamo ora al dettaglio importante del libro. Com’è? Sono contento, perché è la prima volta che posso parlare bene di un libro che a me non è piaciuto per niente. Sembra un paradosso, ma significa che sono riuscito, spero, a essere abbastanza oggettivo. Il testo non è complesso e anche se ha qualche piccolo errore e una decina di volte una parola inutilmente complicata, si legge proprio bene. É un prodotto pensato su un target preciso (secondo me): gli adolescenti. Come tale fa di tutto per essere semplice, poco impegnativo a toccare i temi classici di questo tipo di utenti. La storia è una “young adult” abbastanza classica che pare essere pronta per diventare una serie Netflix. C’è tutto: ragazzini trattati come adulti, antagonismo giovani-vecchi, ragazzi che sono l’unica speranza del mondo, la fase dell’adolescenza coi suoi cambiamenti vista metaforicamente attraverso i poteri sovrannaturali, la protagonista che tutti ritengono importantissima a prescindere (anche quando fa la stronza) e tutti gli altri vari cliché narrativi del genere. Un genere che detesto e trovo stupido, ma che è usato proprio bene. Se dovessi definire uno young adult a qualcuno gli direi di <em>Furiae</em> perché ha proprio tutto.<br>Il finale, leggermente spoilerato dall’autore stesso, è forse l’unica cosa diversa e che può far storcere la bocca. Risulta leggermente precipitoso e diverso. Oltretutto, proprio come dicevo, finisce, ma anche no, e sembra solo essere il capitolo iniziale di una saga con un cliffhanger che rimanda a “stagioni” successive. Credo che se il libro vende bene (o forse anche se no, se <strong>Chiaravalle</strong> si appassiona alle sue opere come capita anche a me) avrà uno o due seguiti ancora più fantasy di questo.<br>L’unica nota che io ho trovato dolente e che, ancora, mi ha fatto pensare agli attuali prodotti per streaming è la predominanza di personaggi femminili forti. Non che sia un male, ma è il trattamento che io trovo un po’ “leggero” di questi personaggi. In <em>Furiae</em> la protagonista è una femmina, una forte di fisico e carattere, una tipa tosta, quindi lesbica. Non si scappa. Una femmina non può essere forte senza comportarsi, in fin dei conti, come un uomo. Il suo interesse amoroso è una femmina, una bambina “speciale” che suscita sentimenti contrastanti in praticamente tutti. La migliore amica di Rot è una femmina dalla personalità molto forte che sovrasta il loro unico amico maschio, che è sottomesso e piagnone. L’unico genitore vivo di Rot è una femmina, una persona con cui avere scontri e piena di misteri. L’antagonista principale, di nuovo, è una femmina.<br>Insomma <em>tutti</em> i ruoli di rilievo sono tutti occupati da femmine. I maschi sono nemici e amici minori, magari personaggi mistici, ma poco attivi nella storia o una sorta di mostro misterioso del quale si sa poco. É esattamente quello che era sbagliato nella narrativa fino a pochi anni fa, solo a ruoli inversi.<br>Arrivati a stringere, secondo me <em>Furiae</em> è un libro che, per gli (e le) amanti del genere potrebbe essere un acquisto più che felice.</span></div><div><strong class="cf1"><br></strong></div><div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE</strong><br><strong>Marco Chiaravalle</strong>, classe 1978, autore romano di narrativa a cui piace spaziare tra i generi.<br>Esordisce con “Dietro anime d’inchiostro” nel 2017. Nel 2019 pubblica in self-publishing “Project Digito Anima”, uscito poi in seconda edizione con I.D.E.A., nel 2021. “Furiae” è la sua terza pubblicazione stand alone, ma insieme a Project Digito Anima è parte di un progetto più grande.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>Furiae</em><br><em>Autore: Marco Chiaravalle</em><br><em>Editore: IDEA</em><br><em>Anno: 2023</em><br><em>Pagine: 438</em><br><em>ISBN: ‎979-1280266248</em><br><em>Prezzo: 14,90</em></span></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><script> var showboxlinkd94a0f6942540413fabdf95bd0efd4d1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/cover-furiae_libro_ver..jpg','alt': '','title': '','width': 705,'height': 1000,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd94a0f6942540413fabdf95bd0efd4d1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/cover-furiae_libro_ver..jpg" alt="La copertina del libro" title="La copertina del libro" width="200" height="284" /></a><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><script> var showboxlink7704957e2721a9eb0c64b943b0be9d11 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/autore-furiae-libro.jpg','alt': '','title': '','width': 625,'height': 625,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7704957e2721a9eb0c64b943b0be9d11, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/autore-furiae-libro.jpg" alt="L&#39;autore" title="L&#39;autore" width="200" height="200" /></a><br></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 05:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Identity Collapse dei Neurasty]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><h1 class="imHeading1">Album metal contemporaneo da non lasciarsi sfuggire</h1><h2 class="imHeading2">Un viaggio sonoro nelle più profonde conseguenze psicologiche e somatiche dei traumi sulle persone</h2><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">E</span><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">sce</span> per Volcano Records &amp; Promotion l’album di debutto dei romani </span><strong class="fs14lh1-5">Neurasty</strong><span class="fs14lh1-5">, ovvero il qui presente </span><em class="fs14lh1-5">Identity Collpase</em><span class="fs14lh1-5">. Le influenze dei Nostri vanno ad attingere un po’ dal death metal melodico e moderno, ma anche dal progressive metal, citando band come i </span><em class="fs14lh1-5">Nevermore</em><span class="fs14lh1-5"> in vari passaggi, ma anche </span><em class="fs14lh1-5">Gojira</em><span class="fs14lh1-5">, </span><em class="fs14lh1-5">Meshuggah</em><span class="fs14lh1-5">, </span><em class="fs14lh1-5">Otep</em><span class="fs14lh1-5"> e </span><em class="fs14lh1-5">Dream Theater</em><span class="fs14lh1-5">. La band è composta da </span><strong class="fs14lh1-5">Viviana Schirone</strong><span class="fs14lh1-5"> alle lead vocals, poi dal chitarrista-cantante </span><strong class="fs14lh1-5">Gabriele Vellucci</strong><span class="fs14lh1-5">, e alla sezione ritmica troviamo </span><strong class="fs14lh1-5">Silvio Assaiante</strong><span class="fs14lh1-5"> (</span><em class="fs14lh1-5">Daemonia &amp; Claudio Simonetti</em><span class="fs14lh1-5">) e </span><strong class="fs14lh1-5">David Folchitto</strong><span class="fs14lh1-5"> (</span><em class="fs14lh1-5">Fleshgod Apolipse</em><span class="fs14lh1-5">). Quindi possiamo parlare di una band nuova fino ad un certo punto…</span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">In ogni caso la potenza sprigionata da questo album è notevole, tutto all’insegna di un metal contemporaneo che vede nella voce femminile già un elemento peculiare e interessante. I brani sono comunque non solo potenza e aggressività, ma dimostrano cambi di tempo e di atmosfera, che appunto rimandano al progressive metal o comunque al nu metal più elaborato. Produzione anche molto moderna che riesce a creare un “wall of sound” notevole, esaltando le prestazioni dei singoli musicisti, tutti davvero in gamba!</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Se amate tutto ciò di cui abbiamo parlato in questa recensione approcciatevi con fiducia a questa band. Tra l’altro la stessa band descrive questo album come “un viaggio sonoro nelle più profonde conseguenze psicologiche e somatiche dei traumi sulle persone, un tema di grande attualità”. Insomma, disco da non lasciarsi sfuggire.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Tracklist:<br>1. Lies<br>2. Guilt Dejection<br>3. Out of these chains<br>4. Insanity<br>5. Cruel instinct<br>6. Social Grade<br>7. Burst in me<br>8. Haunted by Death</span></div><div><br></div><div><script> var showboxlink9da9db4110dde88119c2c3f825f9390c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/album-cover-identity-collapse-neurasty-copertina.webp','alt': '','title': '','width': 1080,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9da9db4110dde88119c2c3f825f9390c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/album-cover-identity-collapse-neurasty-copertina.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink8237d7e5c201e6c72cde54b8f5dbcb70 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/neurasty-band-foto-grande.webp','alt': '','title': '','width': 1619,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8237d7e5c201e6c72cde54b8f5dbcb70, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/neurasty-band-foto-grande.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/CQ4rgkmd59Y">https://youtu.be/CQ4rgkmd59Y</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 17:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[A History of Violence di David Cronenberg]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><h1 class="imHeading1">Un’opera ben costruita, sia per tecnica che sceneggiatura</h1><h2 class="imHeading2">Tratto da un romanzo grafico di John Wagner e disegnato da Vince Locke</h2><div><span class="cf1"><strong>A History of Violence (Usa, Germania 2005)</strong><br><em>Regia: David Cronemberg. Soggetto: dal romanzo a fumetti di John Wagner e Vince Locke. Sceneggiatura: Josh Olson. Fotografia: Peter Suschitzky. Montaggio: Ronald Sanders. Effetti Speciali: David Neil Trifunovich, Aaron Weintraub. Musiche: Howard Shore. Scenografia: Carol Spier, James McAteer, Peter P. Nicolakakos. &nbsp;Costumi: Denise Cronenberg. Trucco: Stephan Dupuis. Produttore: Chris Bender, J.C. spink. Case di Produzione: New Line Cinema, Bender Spink. Distribuzione (Italia): 01 Distribution. Titolo Originale: A History of Violence. Paese di Produzione: USA, 2005. Durata: 96’. Genere: Thriller. Interpreti: Viggo Mortensen (Tom Stall / Joey Cusack – doppiato da Pino Insegno), Maria Bello (Edie Stall), Ed Harris (Carl Fogarty), William Hurt (Richie Cusack), Ashton Holmes (Jack Stall), Peter McNeill (sceriffo Sam Carney), Stephen McHattie (Leland Jones), Greg Bryk (Billy Orser), Sumela Kay (Judy Danvers), Kyle Schmid (Bobby Jordan), Deborah Drakeford (Charlotte), Gerry Quigley (Mick), Heidi Hayes (Sarah Stall), Aidan Devine (Charlie Roarke), Bill MacDonald (Frank Mulligan), Michelle McCree (Jenny Wyeth), Ian Matthews (Ruben), R.D. Reid (Pat).</em></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Un film che nasce da un romanzo grafico scritto da <strong>John Wagner</strong> e disegnato da <strong>Vince Locke</strong>, ricco di personaggi fumettistici ben caratterizzati, intriso di sangue e violenza, con quel pizzico di sesso che non guasta. Il film inizia con il racconto delle squallide gesta di due criminali psicopatici che massacrano per gusto le persone che incontrano sulla loro strada, ma dopo alcune sequenze ci rendiamo conto che il protagonista è Tom Stall, l’eroico ristoratore che libera il paese in cui vive dalla presenza dei due energumeni. Tom viene acclamato dai concittadini, ma lui cerca di non apparire e non vuol parlare di quel che ha fatto, perché ha un terribile segreto da nascondere. La sua famiglia – una moglie che ama, un figlio adolescente che si ribella ai bulli e una bambina -, può correre un grave pericolo da una serie di conseguenze negative scatenate nel mondo della mala. Il nome fittizio di Tom Stall nasconde la vera identità criminale (Joey Cusack) abbandonata per condurre finalmente una vita tranquilla. Non vado oltre con la trama, ma invito alla riscoperta di un thriller cupo e nerissimo che riesce a far vivere un palpabile clima di tensione. Ambientazione nella cittadina immaginaria di Millbrook nell’Indiana, anche se le riprese sono avvenute in Canada, nella vera Millbrook che si trova nell’Ontario. <strong>David Cronenberg</strong> non lo scopriamo noi, autore canadese di film importanti come <em>Videodrome</em>, <em>Il demone sotto la pelle</em>, <em>Il pasto nudo</em>, <em>Scanners</em>, <em>La zona morta</em>, <em>La mosca</em>, <em>Spider</em>… anche in questo lavoro mostra senso del ritmo e grande attenzione all’analisi introspettiva dei personaggi. <em>A History of Violence</em> è uno dei film che il regista considera meno, al punto di affermare che l’ha fatto solo per pagare dei conti in sospeso, ma la sua è una valutazione eccessivamente negativa, perché si tratta di un’opera ben costruita, sia tecnicamente sia dal punto di vista della sceneggiatura. La fotografia color pastello ricorda il fumetto, il montaggio è rapido ed essenziale, la colonna sonora suggestiva, il racconto procede in maniera lineare per colpi di scena imprevedibili. Alcuni cambiamenti tra romanzo grafico e sceneggiatura si avvertono ma non sono basilari nell’economia di una narrazione intensa e coinvolgente. <strong>Viggo Mortensen</strong> è il mattatore della scena, davvero molto bravo nel dare volto ed emozioni a un personaggio dotato di una doppia personalità. <strong>William Hurt</strong> si vede solo nel finale, bravo anche lui nei panni del fratello gangster che si sente tradito da chi ha voluto cambiare vita e ha tutta l’intenzione di fargliela pagare. Un film da riscoprire.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink8965157cdf9d3a9609444ed471035ffa = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/history_of_violence_locandinafilm_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 259,'height': 383,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8965157cdf9d3a9609444ed471035ffa, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/history_of_violence_locandinafilm_ver.jpg" alt="La locandina del film" title="La locandina del film" width="200" height="296" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkd59e1f9eccb16373214bd74f8635bde7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/A-History-of-Violence-scena1OK.png','alt': '','title': '','width': 720,'height': 390,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd59e1f9eccb16373214bd74f8635bde7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/A-History-of-Violence-scena1OK.png" alt="Una scena del film" title="Una scena del film" width="200" height="108" /></a><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/ZxRav0PDOAI">https://youtu.be/ZxRav0PDOAI</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 05:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile il fumetto di London after midnight]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><h1 class="imHeading1">Il capolavoro del cinema perduto di Tod Browning e Lon Chaney</h1><h2 class="imHeading2">L'opera torna a vivere in una ricostruzione a fumetti</h2><div><span class="cf1">Il capolavoro del cinema perduto <em>London after midnight</em>, dell’iconica coppia <strong>Tod Browning</strong> e <strong>Lon Chaney</strong>, torna a vivere in una straordinaria ricostruzione a fumetti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>London After Midnight</em> è considerato <strong>un Sacro Graal del cinema perduto</strong>.<br>Prodotto nel 1927, rappresenta una delle collaborazioni più iconiche di <strong>Tod Browning</strong> e <strong>Lon Chaney</strong>, due individui particolarmente atipici nella Hollywood di allora. Al centro della storia, un caso inizialmente archiviato come suicidio che nasconde una inquietante verità.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il film suscitò pareri discordanti da parte della critica ma fu un successo di pubblico, registrando un milione di dollari di incassi.<br><strong>Della pellicola non ci sono state più tracce dal 1967</strong>, dopo che un incendio distrusse i magazzini della società di produzione. Da allora, <strong>il film è divenuto leggenda</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Grazie a un lungo lavoro di ricerca e la consultazione di diverse fonti, gli autori <strong>Gonzalo Oyanedel</strong> ed <strong>Enrique Alcatena</strong> hanno ricostruito la storia facendola rivivere in un fumetto: <em>London after midnight</em>, pubblicato da Edizioni NPE.<br>Una splendida ricostruzione e trasposizione a firma di due grandi talenti della Nona Arte, che offre al lettore un’esperienza quanto più vicina all’originale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>London after midnight</em><br><em>Autore: Alcatena Enrique, Oyanedel Gonzalo</em><br><em>Edizioni: NPE Edizioni</em><br><em>Collana: Horror</em><br><em>Numero in Collana: 26</em><br><em>ISBN: 9788836272815</em><br><em>Prezzo: 17,90 €</em></span></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><script> var showboxlink893f8440a9f47d18c5382b670dabf30d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/London01.jpeg','alt': '','title': '','width': 770,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink893f8440a9f47d18c5382b670dabf30d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/London01.jpg" alt="La copertina del libro" title="La copertina del libro" width="200" height="280" /></a></div><div><span class="fs14lh1-5"><script> var showboxlink297df791d7636a1139cec338d99e5090 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/London02.jpeg','alt': '','title': '','width': 789,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink297df791d7636a1139cec338d99e5090, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/London02.jpg" alt="Un estratto del fumetto" title="Un estratto del fumetto" width="200" height="280" /></a></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><script> var showboxlink9093b6f52930bc694b91087e6b28f0b8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/London03.jpeg','alt': '','title': '','width': 774,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9093b6f52930bc694b91087e6b28f0b8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/London03.jpg" alt="Un estratto del fumetto" title="Un estratto del fumetto" width="200" height="280" /></a></span></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Addio bellissima Eleonora Giorgi]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><h1 class="imHeading1">Addio a Eleonora Giorgi, aveva 71 anni</h1><h2 class="imHeading2"><div><span class="fs28lh1-5">L'attrice ha affrontato la malattia con dolcezza, sensibilità, coraggio e amore</span></div></h2><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Eleonora Giorgi</b> muore e d’un tratto mi passano davanti le stagioni della mia giovinezza cinematografica con tutte le sale di terza visione che ho frequentato. Ho conosciuto per la prima volta la bella attrice romana con <em>Appassionata</em> (1974) di <b>Calderone</b>, una storia torbida – interpretata con <b>Ornella Muti</b> – di un amore tra un uomo maturo e una ragazzina adolescente, amica di famiglia. Ricordo le polemiche televisive, i microfoni degli opinionisti bigotti, i censori che per professione bruciavano le pellicole. So bene di andare controcorrente, ma difenderò <em>Appassionata</em> fino alla morte, un buon film erotico, datato quanto si vuole, ma per il periodo storico sconvolgente. Soltanto dopo ho recuperato il vero esordio: <em>Storia di una monaca di clausura</em> (1973), girato da <b>Paolella</b>, un tonaca movie d’autore, un film erotico – storico di grande interesse; poi sono arrivati film importanti come <em>Il bacio</em> (1974) di <b>Lanfranchi</b> – un lacrima movie tormentato -, commedie d’autore come <em>Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno</em>, con <b>Salce</b> e <b>Villaggio</b>, <em>La sbandata</em> di Samperi, <em>Conviene far bene l’amore</em> di <b>Campanile</b> e <em>Cuore di cane</em> di <b>Lattuada</b>. <b>Eleonora Giorgi</b>, nonostante il fascino torbido e inquietante, non si lascia irretire dalle gabbie della commedia sexy né cade nei meandri del cinema erotico puro, perché sa gestire la sua professionalità e la sua bellezza.<br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Troviamo il suo nome in uno straordinario film di <b>Montaldo</b> (<em>L’Agnese va a morire</em>), poi la guidano <b>Eriprando Visconti</b> (<em>Una spirale di nebbia</em>), <b>Lado</b> (<em>L’ultima volta</em>), <b>Stegani</b> (<em>Disposta a tutto</em>), anche se <em>Suggestionata</em> di <b>Rizzo</b> sembra un ritorno al puro cinema di genere, il film migliore del periodo porta la firma di <b>Brusati</b> ed è <em>Dimenticare Venezia</em>. La vera stagione d’oro di <b>Eleonora Giorgi</b> segna gli anni Ottanta, tutti ricordiamo le commedie popolari del sabato sera scritte e dirette da due sceneggiatori in prestito alla regia (<b>Castellano</b> e <b>Pipolo</b>), interpretate accanto a mostri sacri della comicità come <b>Adriano </b><b>Celentano</b>, <b>Renato Pozzetto</b> e <b>Carlo Verdone</b> (anche regista dei suoi lavori). Sono titoli che spesso vengono passati in televisione e che il grande pubblico (specie della mia generazione) conosce bene: <em>Mia moglie è una strega</em>, <em>Mani di velluto</em>, <em>Borotalco</em>, <em>Mani di fata</em> (di <b>Steno</b>), <em>Grand Hotel Excelsior</em>, <em>Sapore di mare 2</em> (<b>Vanzina</b>), <em>Il volpone</em> (<b>Ponzi</b>) e <em>Compagni di scuola</em> (<b>Verdone</b>). In mezzo a tanta commedia qualche divagazione horror (<em>Inferno</em> di <b>Argento</b>) e cinema d’autore (<em>Oltre la porta</em> della Cavani), con gli originali Vediamoci chiaro di <b>Salce</b> e <em>Giovanni Senzapensieri</em> di <b>Colli</b>. <b>Eleonora Giorgi</b> a un certo punto della sua vita decide che è giunto il momento di passare dietro la macchina da presa, per questo gira un film intelligente e divertente come <em>Uomini &amp; donne, amori &amp; bugie</em> (2003), chiamando la collega <b>Ornella Muti</b> a recitare per lei. Sono lontane le tempeste giovanili, le risse sul set di <em>Appassionata</em> e le polemiche televisive sui nudi adolescenziali. Le amiche – rivali d’un tempo si ritrovano per lavorare a una pellicola che racconta il rapporto genitori – figli dal punto di vista di una figlia. <b>Eleonora Giorgi</b> racconta la netta divisione dei ruoli tra uomini e donne tipica degli anni Sessanta – Settanta, le prime ribellioni femministe, le proteste studentesche, i turbamenti e gli amori giovanili, la famiglia che si sfalda, i divorzi sempre più frequenti. Nuova esperienza alla regia con <em>L’ultima estate</em> (2009), molta produzione, un po’ di teatro (<em>Due ragazzi irresistibili</em>) e tanta televisione (persino un evitabile <em>Grande Fratello Vip</em>!), che ha sempre fatto senza tirarsi indietro, consapevole che serve a consolidare la popolarità di un’attrice. Alcune miniserie televisive che ha interpretato possiedono la dignità di commedie cinematografiche, pensiamo a <em>Festa di Capodanno</em> (1988), dove – guidata da un esperto <b>Schivazzappa</b> – incontra <b>Johnny Dorelli</b> e <b>Gloria Guida</b>. <b>Eleonora Giorgi</b> aveva una vita sentimentale stabile a fianco di <b>Andrea De Carlo</b>, dopo alcune storie romantiche con <b>Alessandro Momo</b> (morto tragicamente), <b>Warren Beatty</b>, <b>Angelo Rizzoli</b> e <b>Massimo Ciavarro</b>, conosciuto sul set di <em>Sapore di mare 2</em>. <b>Eleonora</b> ha affrontato la malattia con dolcezza e sensibilità, con coraggio e amore, nonostante tutto. Ci mancherà il tuo sorriso, ma da fan fedelissimi – che ti conobbero adolescente <em>Appassionata</em> -, continueremo a vedere i tuoi film senza smettere mai.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink142fda2b553924efc635bc3e93616770 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/eleonora-giorgi-barok-1.webp','alt': '','title': '','width': 1200,'height': 675,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink142fda2b553924efc635bc3e93616770, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/eleonora-giorgi-barok-1.webp" alt="Eleonora Giorgi" title="Eleonora Giorgi" width="200" height="113" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink9ecaea14f09acecc989b6b7ec9a58f34 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/eleonora-giorgi-barok-2.webp','alt': '','title': '','width': 620,'height': 340,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9ecaea14f09acecc989b6b7ec9a58f34, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/eleonora-giorgi-barok-2.webp" alt="Eleonora Giorgi" title="Eleonora Giorgi" width="200" height="110" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 14:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Madre Grigia di Samuele Fabbrizzi]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><h1 class="imHeading1">Un racconto dal forte impatto emotivo e visivo</h1><h2 class="imHeading2">Un romanzo horror dalle tinte psicologiche che esplora il lato più oscuro dell’animo umano</h2><div><em class="cf1">[…] Qualcuno sul pullman chiamò un’ambulanza. Una signora sulla cinquantina non la smetteva più di parlare (un modo come un altro per esorcizzare l’accaduto), mentre i giovani che fino a un istante prima si erano sbellicati per un video di TikTok, adesso filmavano la scena, impazienti di postare il video sui social network più importanti. Apparivano più galvanizzati che scioccati. […]</em></div><div><em class="cf1"><br></em></div><div><span class="cf1"><em>Madre Grigia</em>: ad opera di <strong>Samuele Fabrizzi</strong> ed edito da <strong>Edizioni Horti di Giano</strong>. La storia segue <strong>Saverio</strong>, un uomo tormentato dalla perdita della sorella Giada, la cui tragica morte ha lasciato un vuoto incolmabile nella sua vita. Il dolore e il senso di colpa attirano la Madre Grigia, una creatura che si manifesta come un’anziana dall’aria rassicurante ma che in realtà incarna la rassegnazione e l’attrazione verso il suicidio. La Madre Grigia non agisce da sola: è accompagnata dai <strong>Grigi</strong>, spettri mascherati che rappresentano le anime di coloro che hanno ceduto alla sua influenza. Il romanzo esplora temi come il lutto, la depressione e il peso delle scelte passate, mentre il protagonista si confronta con il limite tra realtà e follia.<br><strong>Samuele Fabbrizzi</strong> costruisce un racconto dal forte impatto emotivo e visivo, con uno stile crudo e immersivo. La scrittura è asciutta, ma evocativa, capace di trasportare il lettore in un’atmosfera soffocante e alienante. L’autore utilizza descrizioni dettagliate che oscillano tra il realismo urbano e un horror psicologico denso di simbolismo.<br>Saverio è un personaggio stratificato, fragile e complesso, le cui sofferenze interiori emergono con autenticità. Il lettore viene coinvolto nella sua lotta contro i demoni personali e le presenze che lo perseguitano.<br>La Madre Grigia non è un classico mostro, ma un’entità che incarna la disperazione e il richiamo alla resa. Il suo fascino subdolo e manipolatorio la rende un antagonista intrigante, lontana dagli stereotipi del genere.<br>Sicuramente è un romanzo horror dalle tinte psicologiche che esplora il lato più oscuro dell’animo umano. Con una prosa viscerale e immagini disturbanti, <strong>Samuele Fabbrizzi</strong> offre un’opera potente e suggestiva, capace di lasciare un segno nei lettori appassionati di orrore introspettivo e atmosferico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE:</strong><br><strong>Samuele Fabbrizzi</strong> nasce a Pontedera. Fin da piccolo dimostra uno spiccato interesse per il cinema, i manga e la scrittura creativa.<br>Dal 2016 si guadagna da vivere facendo il tatuatore. Fra i suoi romanzi più importanti ci sono <em>Il Braccio Mutante della Legge</em> (2015), <em>Grosso Guaio a Dorba Rocchese</em> (2017), <em>Big Bad Bunny</em> (2018), <em>Old Boys</em> (2019), ripubblicato successivamente con il titolo <em>Old Boys – Le Belve di Red Lick</em> in occasione di <em>Stranimondi</em> (2023), <em>Il Buio non ha lacrime</em> (2022) e <em>Generazione Z</em> (2024).<br>Nel 2022 è uscito il suo racconto <em>Reservoir Cocks </em>per il secondo numero di <em>Parossismo</em>, serie ideata dallo scrittore e sceneggiatore <strong>Ivo </strong><strong>Gazzarrini</strong>.</span></div><div><span class="cf1">Fra i premi letterari vinti spiccano il <em>Masters of Horror</em> indetto dalla Universal Pictures, l’<em>Interiora Horror Festival</em>, due edizioni di <em>300 Parole</em> e l’edizione del <em>Premio Fogazzaro</em> dedicata a <strong>Charles Bukowski</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>Madre Grigia</em><br><em>Autore: Samuele Fabbrizzi</em><br><em>Editore: Horti di Giano</em><br><em>Pagine: 110</em><br><em>ISBN: 979-1280144676</em><br><em>Costo: 14,90 €</em></span></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><script> var showboxlink6edc25153355b9948d337658f3561d02 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/madre-grigia-cover-libro-ok1.jpg','alt': '','title': '','width': 720,'height': 1016,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6edc25153355b9948d337658f3561d02, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/madre-grigia-cover-libro-ok1.jpg" alt="La copertina del libro" title="La copertina del libro" width="200" height="282" /></a><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><script> var showboxlink56631c3ca469db82583dab09ac630cb8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/madre-grigia-autore-ok2.jpg','alt': '','title': '','width': 683,'height': 453,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink56631c3ca469db82583dab09ac630cb8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/madre-grigia-autore-ok2.jpg" alt="L&#39;autore" title="L&#39;autore" width="200" height="133" /></a><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il Vento del Sud]]></title>
			<author><![CDATA[Algernon Blackwood]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001F"><h1 class="imHeading1">Un racconto sul tema del Paganesimo</h1><h2 class="imHeading2">Adorazione della Natura. Culto della Natura.</h2><div><em class="cf1">Un paesaggio gelido, non solamente invernale, bensì agghiacciante.<br>Ma è un paesaggio reale oppure l’inferno algido dei popoli del Grande Nord?</em></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il più bel racconto sul tema del Paganesimo, ce lo ha donato <strong>Algernon Blackwood</strong>, grande scrittore esoterico.<br>Qual è il significato moderno di Paganesimo? Adorazione della Natura. Culto della Natura. Ma soprattutto stupore e ammirazione al cospetto della Natura.<br>Il Vento del Sud soffia sulle terre congelate dal lungo inverno e prelude al risveglio della primavera.<br>Il Vento del Sud soffia sugli uomini congelati da dottrine rigide e immobilizzanti. (Sergio Bissoli)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">È impossibile dire attraverso quale senso, o combinazione di sensi, io seppi che Qualcuno stava arrivando, era già vicino; ma probabilmente era il profondo sottostante “senso madre”, comprendente tutti i sensi, che portava il delicato avvertimento. In ogni modo gli scenografi della mia anima lo sapevano poiché molto velocemente prepararono lo sfondo; poi, invisibili e in punta di piedi si misero da parte per aspettare.<br>Mentre scendevo le vie del villaggio per andare a letto dopo mezzanotte, l’alta valle Alpina si stendeva silenziosa nella gelida quiete. Per giorni era stata così con le foci delle cateratte bloccate dal ghiaccio; e per giorni, anche, il gelo secco e rigido aveva teso i nervi degli uomini a un acuto vertice di tensione che incominciava ad aver bisogno di conforto e rilassamento. La nota era stata un po’ troppo acuta, il rigore interiore troppo prolungato. La tensione di quell’implacabile vento di nord est, la Tramontana Nera, aveva tirato i suoi fili contorti per troppo tempo dentro i nostri corpi. Tutti noi sospiravamo per uno scioglimento dei legami, per il confortante tocco di qualcosa di umido, morbido, meno penetrante e acuto.<br>E ora, mentre procedevo nel mio piccolo viaggio dalla taverna alla mia stanza sopra La Poste, questo improvviso avvertimento che Qualcuno si stava avvicinando, ripeté il suo silenzioso messaggio, e io mi fermai per ascoltare e per osservare.<br>Però, sulle prime cercai inutilmente. La via del villaggio si stendeva vuota, un nastro bianco fra i muri neri degli chalet con gli alti tetti; non c’erano luci in nessuna casa; gli hotels si levavano brutti e scarni con miriadi di finestre chiuse; e la chiesa, sovrastata dalla Corona di Savoia, era così ingolfata dalle ombre delle montagne che sembrava farne parte.<br>Al di là si ergeva l’immenso contrafforte del Dent du Midi, terribile e possente contro il cielo, con la base affondata fra la selva dei pini, con i precipizi striati e inclinati a angoli acuti verso le stelle. Le distese di neve, che circondavano i suoi enormi fianchi, scintillavano come gli anelli di Saturno. Alla destra potevo distinguere i pinnacoli del Dents Blanches, crudemente appuntito; e, ancora più oltre, il Dent de Bonnaveau, simile a ferro e cristallo, che spingeva la sua scarna e terribile piramide fin dentro le inesorabili profondità della notte. Dappertutto nell’aria dura, nera e scintillante c’era il rigido incantesimo dell’inverno. Sembrava che la valle non potesse mai più sgelarsi, mai più sentire correnti di vento caldo, mai assaporare il sole nè produrre i suoi milioni di fiori.<br>E ora dietro di me, immerso nell’oscurità il Nuovo Arrivato si muoveva preceduto dal sottile ma forte avvertimento che mi aveva fatto fermare lungo la via. Poiché, proprio mentre mi avvicinavo alla porta scalciando la neve schiacciata dagli stivali contro il gradino di granito, io seppi che, dal cuore di questa gelida notte invernale, Qualcuno, il cui messaggio aveva viaggiato delicatamente in anticipo, si trovava ora improvvisamente alle mie spalle. E mentre alzavo gli occhi per scrutare la strada fra l’oscurità e la neve, divenni consapevole che Lui era già arrivato alle porte del villaggio. Correva su piedi di piuma, premeva contro i muri e allo stesso tempo si spargeva da tutte le parti, sfiorando le finestre, frusciando contro le porte, investendo perfino i tetti splendenti nella sua avvolgente venuta. E lui arrivò anche… contro vento.<br>Mi volò vicino e mi sorpassò, cantando debolmente, mentre correva giù fra gli chalet e la chiesa, veloce, molto veloce nè uomo, nè animale, né donna, ragazza, nè bambino; superò l’angolo della strada nevosa (oltre la casa del curato) con movimento vivace e precipitoso che mi fece pensare di un Corpo d’acqua, qualcosa della forma fluida e generosa, troppo potente per venir confinato entro forme comuni. E, mentre passava mi toccò, toccò attraverso la pelle e la carne i miei nervi nudi, sciogliendo, risollevando, liberando le sorgenti congelate della vita che la tramontana aveva per tanto tempo spietatamente imprigionato, cosicché le magiche correnti fluendo e rilassando, percorsero tutte le segrete regioni dello spirito e inondarono nuovamente con alta marea le mille prosciugate cisterne del cuore.<br>Il brivido che provai non è comunicabile con le parole. Corsi di sopra e spalancai tutte le finestre, sapendo che il Messaggero presto sarebbe ritornato insieme ad altri milioni. Il suo sapore era nell’aria, fragrante e vivo; era nella bocca, mentre tutte le correnti della vita interiore scorrevano di nuovo dolci e possenti.<br>Niente nel villaggio era rimasto come prima. Perfino i paesani profondamente addormentati dietro finestre chiuse e porte sbarrate; il curato, i servi alla taverna, l’uomo tubercoloso nella casa di fronte, i bambini nella casa dietro la chiesa, l’orda di turisti nelle carovane, tutti sapevano, più o meno secondo la delicatezza del loro apparato percettivo, che Qualcosa carico di fresca forza vitale aveva percorso con piedi invisibili le vie del villaggio, era passato senza rumore fra le fessure di porte e finestre, aveva toccato nervi e palpebre, liberandoli. In risposta al comando di liberazione che il messaggero aveva portato in ogni luogo, perfino i sogni dei dormienti erano saliti verso toni più morbidi e fluidi.<br>E la Valle…, anche la Valle lo sapeva! Infatti, mentre osservavo dalla finestra, qualche cosa liberò gli alberi e le pietre e le rocce; sulle nevi ammassate e sopra i grandi pendii; alla base dei pinnacoli di ghiaccio che ornavano e rivestivano le rupi nere; e giù nei letti profondi delle sorgenti morte e silenziose. Laggiù, sopra quelle squallide e desolate montagne, si diffuse una improvvisa morbidezza, simile al flusso della vita che si risveglia… e poi andò via. Un tocco flessuoso di rugiada, come di seta e acqua mescolati, cadde morbidamente sopra tutto… e, in silenzio, senza opporre resistenza, la Tramontana Nera completamente sbaragliata si ritirò nelle caverne di ghiaccio di nord est, per dormire, odiata dagli uomini, e per sognare i suoi penetranti, neri sogni di morte e desolazione…<br>E cinque ore più tardi, quando mi svegliai e guardai l’alba, vidi le strisce grigio perla appena tinte di rosso, che il Messaggero aveva richiamato… cariche della tiepida umidità che porta sollievo. Sulle ali del nascente Vento del Sud il tepore venne giù dalle cime delle montagne e slegò le forze della vita che erano prigioniere; poi si mosse con voli di vapore sopra la nostra valle, assorbendo dai boschi assetati i loro più ricchi profumi…<br>E ancora più oltre, laggiù, nei morbidi campi bagnati, stavano i pioppi senza foglie, con piccole pozze di acqua che scintillavano fra l’erba, si riversavano in una musicale inondazione dentro ruscelli pieni di nere foglie putride, e ingrossavano i torrenti provenienti dalle montagne. Poi attraverso tutta la valle magicamente fluì quel dolce e benvenuto messaggero di sollievo, che Jobbe conosceva bene quando mise tenerezza e passione nelle sue parole:<br>“Egli confortò la terra con il Vento del Sud”.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>NOTE</strong><br>Racconti rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. “Il Vento del Sud” di <strong>Algernon Blackwood</strong>, titolo originale: “The South Wind”, tratto dall’antologia <em>Tales of the uncanny and supernatural</em>, 1972 Spring Books London New York Sidney Toronto, tradotto da <strong>Sergio Bissoli</strong> e pubblicato per la prima volta su <em>Planet Ghost</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 02 Mar 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In utero di Luca Bonatesta]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000020"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il nuovo video Club GHoST &amp; Ipnotica</span></h1><h2 class="imHeading2"><div>Video audio racconto tratto da un’opera di Luca Bonatesta</div></h2><div><span class="cf1">La <em>Redazione GHoST</em> presenta <em>In utero</em>, il nuovo video targato <em>ClubGHoST</em> &amp; <em>Ipnotica</em>, un video-audio racconto tratto da un’opera originale di <strong>Luca Bonatesta</strong> e narrato da <strong>Massimiliano Ruzzante</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il video è stato caricato sul nuovo canale You Tube ufficiale del <em>Club GHoST</em>:<br><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a><br><br></span></div><div><span class="cf1">che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.<br>Per non perdere tutte le novità a riguardo quindi vi invitiamo a iscrivervi al canale attivando la campanella per le notifiche.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkbd06411d6496ae7a150adf64902ea83e = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/in-utero-cover.jpg','alt': '','title': '','width': 857,'height': 1079,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/promo-canale-youtube-ghost-876523.jpg','alt': '','title': '','width': 704,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkbd06411d6496ae7a150adf64902ea83e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/in-utero-cover.jpg" alt="La copertina del video" title="La copertina del video" width="200" height="252" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf64bed3e477f5f89077672006170479f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/promo-canale-youtube-ghost-876523.jpg','alt': '','title': '','width': 704,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf64bed3e477f5f89077672006170479f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/promo-canale-youtube-ghost-876523.jpg" alt="Iscriviti al Canale Club GHoST!" title="Iscriviti al Canale Club GHoST!" width="200" height="306" /></a><br></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=scWoTx4L6jE">https://www.youtube.com/watch?v=scWoTx4L6jE</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 05:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Horror Talks Volume 1 di Lorenzo Ricciardi]]></title>
			<author><![CDATA[Massimiliano Ruzzante]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000026"><h1 class="imHeading1">Il cinema horror raccontato dai protagonisti</h1><h2 class="imHeading2">La prima parte di un’opera in quattro volumi sul cinema horror</h2><div><div><em class="cf1">Horror Talks. Il cinema horror raccontato dai protagonisti.</em></div><div><em class="cf1">Volume uno: da Non aprite quella porta a Shining</em></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/4lqbJpY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Questo libro è la prima parte di un’opera in quattro volumi sul cinema horror. Presenta un taglio accattivante e coinvolgente, grazie alle molte interviste ai registi, agli interpreti, ai protagonisti che raccontano influenze, aneddoti, curiosità, esperienze inaspettate attorno ai grandi film, ai cult, alle opere che hanno fatto scandalo e influenzato il punto di vista sugli orrori della società. Oltre alle interviste, sono raccolte le schede dei film e i ritratti dei registi, in un quadro completo su uno dei generi cinematografici più amati. Il primo volume di <em>Horror Talks</em> è dedicato agli anni Settanta, da <em>Non aprite quella porta</em> a <em>Shining</em>. <strong>Roman Polanski</strong>, <strong>Dardano Sacchetti</strong>, <strong>Tobe Hooper</strong>, <strong>David Hess</strong>, <strong>John Carpenter</strong>, <strong>Wes Craven</strong> e moltissimi altri protagonisti dell’horror si raccontano in un viaggio completo e affascinante dedicato a una stagione tra le più innovative del genere: autori che <strong>Lorenzo Ricciardi</strong> ha intervistato di persona in tanti anni di esperienza come saggista e critico. Si tratta di un libro unico e completo, destinato a diventare un punto di riferimento per tutti gli amanti del mistero, agile e utile per una consultazione ripetuta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>Horror Talks</em> è un ambizioso progetto di <strong>Lorenzo Ricciardi</strong>, amante del cinema horror fin da ragazzo e apprezzato saggista con alle spalle diverse pubblicazioni ed è concepito come una sorta di piccola enciclopedia di 4 volumi. Quello che prendiamo in esame è il primo di questa quadrilogia, un volume di quasi 300 pagine pubblicato a fine 2024 dai tipi di <em>Falsopiano</em>, che inizia esaminando i cosiddetti “capostipiti” del moderno genere horror; a partire da una delle prime pellicole “splatter”, quel seminale <em>Blood feast</em> del 1963, o il demoniaco <em>Rosemary’s baby</em> di <strong>Polanski</strong>. <strong>Ricciardi</strong> ripercorre nel suo saggio altre pellicole divenute dei classici come <em>La notte dei morti viventi</em>, passando per <em>L’esorcista</em>, <em>Non aprite quella porta</em> e all’iconico slasher <em>Halloween</em> che chiude gli anni settanta, addentrandosi fino ai primi film di quella che sarà la decade più florida e di successo del genere horror: la “golden age” degli anni ottanta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il volume oltre all’apparato critico dell’autore con le schede dei film più importanti del periodo preso in esame, raccoglie un impressionante numero di interviste ai protagonisti di quelle pellicole, tra registi, attori (tra cui spicca <strong>Sigourney Weaver</strong>) e sceneggiatori oltre al mago degli effetti speciali come <strong>Tom Savini</strong>. Preziose e prestigiose testimonianze queste quasi tutte esclusive di <strong>Lorenzo Ricciardi</strong>, raccolte nel corso degli anni e che approfondiscono il “dietro le quinte” dei film con curiosi e gustosi aneddoti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Tra tutti gli intervistati menzioni particolari vanno al “padrino” del genere splatter come <strong>Herschell Gordon Lewis</strong> con il suo già citato <em>Blood feast</em>, <strong>Roman Polanski</strong> (<em>Rosemary’s baby</em>); il leggendario <strong>Wes Craven</strong> (<em>L’ultima casa a sinistra</em>, <em>Le colline hanno gli occhi</em>) e a mostri sacri quali <strong>William Friedkin</strong> (<em>L’Esorcista</em>) e <strong>Tobe Hooper</strong> (<em>Non aprite quella porta</em>), fino ai grandi registi italiani di genere quali <strong>Ruggero Deodato</strong> (<em>Cannibal Holocaust</em>) e il maestro del thriller/horror <strong>Dario Argento</strong> con i suoi capolavori <em>Suspiria</em> e <em>Inferno</em>, oltre a omaggi d’eccezione ad altri registi imprescindibili quali <strong>Lucio Fulci</strong> e <strong>George Romero</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Da segnalare inoltre le numerose foto in bianco e nero delle scene dei film trattati. La prefazione è curata da uno dei più importanti e prolifici sceneggiatori italiani di genere come il decano <strong>Ernesto Gastaldi</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Consiglio vivamente questo volume per tutti gli amanti del cinema di genere, con la speranza di non dover attendere troppo per la pubblicazione degli altri tre volumi che comprenderanno gli anni 80/90 e il primo ventennio degli anni 2000.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE</strong><br><strong>Lorenzo Ricciardi</strong> è uno scrittore italiano apprezzatissimo per i suoi saggi dedicati all’horror e al thriller. Tra i suoi numerosi libri <em>Stephen King. L’altra metà oscura</em> (2017) e <em>Rob Zombie. Il circo degli orrori</em> (2020). <em>Horror Talks. Volume 1</em> è la prima parte di un progetto ambizioso e completo sull’horror cinematografico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>Horror Talks. Il cinema horror raccontato dai protagonisti.</em></span></div><div><span class="cf1"><em>Volume uno: da Non aprite quella porta a Shining</em><em><br></em></span></div><div><span class="cf1"><em>Autore: Lorenzo Ricciardi</em><br><em>Prefazione: Ernesto Gastald</em><br><em>Editore: Edizioni Falsopiano</em><br><em>Anno: Dicembre 2024</em><br><em>Pagine: 288</em></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Dimensioni: </span>15 x 1.7 x 21 cm</i></span><span class="cf1"><i><br></i></span><span class="cf1"><em>ISBN-13: ‎978-8893042802</em><br><em>Prezzo: 22,00 Euro</em></span></div></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><div><a href="https://amzn.to/4lqbJpY" class="imCssLink"><span class="fs14lh1-5">ACQUISTA SU AMAZON</span></a><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">#ad</span></div></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><script> var showboxlink2c5ea06ad0fc020a580ac9d65536a048 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Horror-Talks-Volume-1_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 640,'height': 931,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2c5ea06ad0fc020a580ac9d65536a048, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Horror-Talks-Volume-1_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="291" /></a><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><script> var showboxlink5495f73c747855bee52012040ab84ec8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Lorenzo-RicciardiHT1_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 312,'height': 414,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5495f73c747855bee52012040ab84ec8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Lorenzo-RicciardiHT1_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="200" /></a><br></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 05:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ACAB La serie TV di Michele Alhaique]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Serie_TV"><![CDATA[Serie TV]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002F"><h1 class="imHeading1">Una serie cruda e drammatica</h1><h2 class="imHeading2">La serie TV poliziesca, violentissima di Michele Alhaique</h2><div><div><span class="cf1"><strong>ACAB: la serie (2024)</strong><br><em>Produzione: Cattleya (e Netflix)</em><br><em>Adattamento e Sceneggiatura: Filippo Gravino, Carlo Bonini, Elisa Dondi, Luca Giordano e Bernardo Pellegrini</em><br><em>Regia: Michele Alhaique</em><br><em>Cast: Adriano Giannini, Marco Giallini, Valentina Bellè, Pierluigi Gigante</em></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Alcuni di noi (me incluso) hanno avuto la fortuna di vedere <em>A.C.A.B. </em>(All Cops Are Bastards) nel 2012. È un grande film che poi fa parte della trilogia della criminalità romana di Sollima. Un prodotto duro, cattivo, che ti fa male dentro e che nonostante tutto è così reale. Ben dodici anni dopo ci ritroviamo con una serie che ne è il seguito e che ci ripropone, in sei episodi, le vicende della celere di Roma.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Un gruppo di poliziotti è in servizio contro i manifestanti No-TAV. Ci sono caos, urla, esplosioni, violenza, sembra una guerra. Lo è anche per i morti e i feriti quando una bomba viene lanciata tra le fila della polizia ferendo gravemente uno degli agenti. Una squadra della celere di Roma parte alla vendetta e insegue un gruppo di manifestanti nei boschi, malmenandoli brutalmente e mandandone uno in coma.<br>Questi i primi minuti di <em>ACAB</em> e la premessa di una storia che poi continua narrando le vicende personali degli agenti che si snodano, in una spirale di dolore e violenza, sempre all’ombra di questo iniziale massacro e sul motto, da una parte visto come inno e dall’altro come maledizione: “Celerino: figlio di puttana!”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Io amai il film, penso di averlo visto cinque o sei volte. Ha il pregio di disegnarti bene una realtà della quale siamo più o meno coscienti (ed è quanto mai attuale visto che, mentre scrivo queste parole, la polizia e i manifestanti si affrontano in mezza Italia dopo che i Carabinieri hanno ucciso un ragazzo). Calzi bene quelle scarpe, ma sono scomode. Vieni calato dentro quelli che sembrano dei mostri, gente che ammazza i ragazzi di botte, che nasconde le prove, che fa squadra nel senso più mafioso del termine, eppure non riesci a non empatizzare con loro. Sono dei disgraziati, sono vittime di una società che spesso li odia e non sempre ha ragione, sono guerrieri senza una guerra, ma costretti a comportarsi come tali. Sono mostri creati su misura da una società mostruosa. È quasi impossibile non immedesimarsi in molti di questi soggetti e non provare la rabbia che provano loro, anche se solo guardandoli attraverso uno schermo, e dopo sentire la vergogna quando ti rendi conto quanto escono dagli schemi. Per quanto sia facile vederlo come un film di denuncia politica (o magari alcuni ci vedranno solo un’esaltazione dei loro eroi) in realtà io trovo che parli più di esseri umani, del dramma e magari, quello sì, di uno stato incapace e corrotto che crea mostri e lo fa su entrambi i lati della barricata.<br>È una serie violentissima, cruda, drammatica, diretta magistralmente (una parte è girata come un film di zombie, pazzesco!). Le scene di combattimento sono realistiche e ben girate, la musica tiene su il passo di ogni scena senza sovrastarle mai e gli interpreti sono veramente nella parte (Ammetto di avere un debole per <strong>Marco Giallin</strong>i). La serie è moderna, irretisce (l’ho vista tutta d’un fiato nonostante le oltre cinque ore), potrebbe avere altri cento episodi e continuerebbe a tenere il ritmo. Non ha un vero inizio, non ha una vera fine e non pesa, dipinge un quadro e lo fa fin troppo bene già così. Potremmo dire che riprende esattamente la formula del vecchio film con personaggi quasi tutti nuovi (si salva giusto Mazinga). C’è sempre il nuovo che è buono, ma viene trascinato nella violenza. Ci sono ancora una banda di uomini distrutti che ha una sola famiglia ed è la squadra. C’è ancora una fine aperta che si spiega da sé e si ricollega facilmente a un possibile nuovo inizio.<br>Non è una serie facile, non è una serie che tutti potranno capire, ma vi assicuro che è molto bella.</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkb7c36a749bd9ef77c6b1432571fe6ed5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/acab_ver.webp','alt': '','title': '','width': 420,'height': 622,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb7c36a749bd9ef77c6b1432571fe6ed5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/acab_ver.webp" alt="La locandina della serie." title="La locandina della serie." width="200" height="296" /></a><br></div><div><script> var showboxlink5b5f0894b095e1c1cf3e7b1c2a5e0775 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/acab_bar.webp','alt': '','title': '','width': 1620,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5b5f0894b095e1c1cf3e7b1c2a5e0775, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/acab_bar.webp" alt="Foto di scena." title="Foto di scena." width="200" height="133" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/psYBvyeNis0">https://youtu.be/psYBvyeNis0</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 17:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disponibile L’innerspace e l’inumano - La “Terza Frontiera”]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000027"><h1 class="imHeading1">Il volume è disponibile in cartaceo e in ebook</h1><h2 class="imHeading2">Per la collana Avatar la terza puntata di una ricerca liminale a cura di Sandro Battisti</h2><div><div><span class="cf1">Esce per la collana <em>Avatar</em> la raccolta di racconti <strong>L’innerspace e l’inumano – La “Terza Frontiera”</strong> <em>nei sogni, negli incubi, nelle trascendenze, nello spleen distopico</em>, la terza puntata di una ricerca liminale che, nell’esplorazione di <strong>Sandro Battisti</strong>, contempla un nuovo step di indagine del confine tra umano e inumano.<br>In rigoroso ordine di lettura, gli autori presenti in questo volume sono: <strong>Maddalena Marcarini</strong>, <strong>Stefano Spataro</strong>, <strong>Maico Morellini</strong>, <strong>Yanuk Lurijame</strong>, <strong>Emiliano Maramonte</strong>, <strong>Giovanni De Matteo</strong>, <strong>Lukha B. Kremo</strong>, <strong>Marco Milani</strong>, <strong>Elisa Franco</strong>, <strong>Giulia Abbate</strong>, <strong>Franco Ricciardiello</strong>, <strong>Roberto Furlani</strong>, <strong>Carmine Mangone</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il volume è disponibile in cartaceo e in ebook su <a href="http://www.kipple.it/" class="imCssLink">www.kipple.it</a>, nelle librerie e nei principali store online; la copertina è di <strong>Ksenja Laginja</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>SINOSSI</strong><br>…questi racconti ci mostrano l’interazione dell’intimo umano con l’inumano e così, amati lettori, trovate voi stessi il punto d’ascensione attraverso i testi che preferite e poi specchiatevi nei loro riflessi, cercando il confine tra umano e inumano, il raccordo tra l’ascesi psichica e quella dimensionale, ascoltando ciò che il disincarnato ha da dirvi quando v’infilate nel buco nero del vostro kernel psichico: sognare è libertà, percepire è costrizione; questi sono i limiti che la nostra condizione incarnata ci pone, attraverso cui potrete muovervi sulla “Terza Frontiera”…</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>ESTRATTO – Dall’intro di Sandro Battisti</strong><br>Lo sciamanesimo non è una religione, ma un insieme di pratiche e credenze che gravitano intorno a varie tecniche dell’estasi, cerimonie e rituali che favoriscano il contatto diretto con essenze soprannaturali allo scopo di recare benefici ai singoli e alla comunità di cui lo sciamano fa parte: sempre benefico, è <em>medicine man</em>, diagnostica malattie grazie all’aiuto degli spiriti e sempre grazie al loro ausilio favorisce la guarigione, volando con il corpo astrale in altre dimensioni per recuperare l’anima del malato rubata dalle entità sfavorevoli; oppure, se il malato ha subìto l’intrusione da parte di uno spirito, si adopera per liberarlo dall’intruso, con il soccorso dei suoi spiriti adiutori che spesso hanno forma di animali, o degli antenati. Divina il futuro e accompagna, in qualità di psicopompo, i defunti nell’aldilà mentre propizia magicamente il buon esito della caccia; sovrintende a riti sacrificali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>(Angelo Tonelli – </strong><strong><em>Negli abissi luminosi</em></strong><strong>)</strong></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">— Oggi sappiamo che il pensiero si diffonde in quanti di energia, come la luce, e che l’energia è tramutabile in materia.<br>— State dando corpo all’inconscio collettivo; la gente non riesce più a distinguere tra incubo e realtà, i sogni non sa più nemmeno cosa sono.<br>— Be’ era proprio questa la finalità del sistema: spegnere i sogni perché non sono governabili, mentre gli incubi sì; sovversione e terrorismo nascono dai primi, anche se magari si convertono nei secondi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>(Valerio Evangelisti – </strong><strong><em>Fuga dall’incubatrice</em></strong><strong>)</strong></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il margine è per eccellenza il luogo del meraviglioso e del fantastico: è il punto d’incrocio tra il noto e l’ignoto, dove s’incontrano forme e luoghi favolosi e il diaframma tra l’umano e il divino si assottiglia. Nel margine, tradizionalmente, gli eroi compiono le loro prove iniziatiche aprendo il varco tra il reale e il fantastico. Il margine non è l’ignoto, ma una porta aperta su esso: è uno spazio e non la sua assenza o fine, è un luogo in cui s’incontrano gli estremi che sono normalmente esclusi dall’esperienza umana, cioè il mostruoso e il divino.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>(Giulio Guidorizzi – </strong><strong><em>Il racconto degli dèi</em></strong><strong>)</strong></span></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="cf1"><em>Simbologie oltre le frontiere antropiche</em><br><em>mostrano istanti privati di creatività surreale.</em></span></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="cf1"><strong>LA QUARTA</strong><br>La Terza Frontiera si colloca nel nostro innerspace. Qui l’inumano comunica con l’uomo usando un lessico da interpretare e genera un nuovo limes, il cui orizzonte appare come un vasto arenile prosciugato, un’aspersione di cenere psichica sparsa sopra i nostri cluster cognitivi: lasciandosi attraversare da ciò che umano non è, siamo arrivati al limitare d’ogni intima interazione immaginabile, il buco nero dell’esistenza attira e fa precipitare nell’interiore.<br>L’innerspace non è soltanto una condizione interiore, è soprattutto l’introiettarsi di dimensioni sconosciute, spesso destabilizzanti, a contatto con l’inconcepibile.<br>Gli scrittori presenti hanno fornito la loro interpretazione della <em>Terza Frontiera</em>, del limes che stritola o libera, delle chimere eviscerate dalle ossessioni, dei simbolismi arcaici che esplorano un universo simile al nostro, da vivere senza costrizioni, ansie o smanie di possesso.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>GLI AUTORI</strong><br>In rigoroso ordine di lettura (introduzione del curatore <strong>Sandro Battisti</strong>): <strong>Maddalena Marcarini</strong>, <strong>Stefano Spataro</strong>, <strong>Maico Morellini</strong>, <strong>Yanuk Lurijame</strong>, <strong>Emiliano Maramonte</strong>, <strong>Giovanni De Matteo</strong>, <strong>Lukha B. Kremo</strong>, <strong>Marco Milani</strong>, <strong>Elisa Franco</strong>, <strong>Giulia Abbate</strong>, <strong>Franco Ricciardiello</strong>, <strong>Roberto Furlani</strong>, <strong>Carmine Mangone</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>LA COLLANA</strong><br><em>Avatar</em> è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali.<br>Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>L’innerspace e l’inumano – La “Terza Frontiera” – a cura di Sandro Battisti</em><br><em>Autore: AA. VV.</em><br><em>Copertina: Ksenja Laginja</em><br><em>Editore: Kipple Officina Libraria</em><br><em>Collana: Avatar</em><br><em>Formato cartaceo: Pag. 192 – 15.00€ – ISBN 978-88-32179-95-8</em><br><em>Formato ePub: Pag. 205 – 3.95€ – ISBN 978-88-32179-96-5</em></span></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="cf1">Link acquisto:<br>su Kipple Officina Libraria:<br><a href="https://shorturl.at/sSGBz" class="imCssLink">https://shorturl.at/sSGBz</a><br>su Amazon: <a href="https://shorturl.at/i4VXY" class="imCssLink">https://shorturl.at/i4VXY</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink511075318514e920613d1042bea66b03 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/innerspace.jpg','alt': '','title': '','width': 810,'height': 1080,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink511075318514e920613d1042bea66b03, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/innerspace.jpg" alt="La copertina del libro" title="La copertina del libro" width="200" height="267" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 05:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’intruso di Deon Taylor]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000028"><h1 class="imHeading1">Film nordamericano dal taglio molto televisivo</h1><h2 class="imHeading2">Consigliato per gli amanti del thriller psicologico e dell’horror non soprannaturale</h2><div><div><strong>L’intruso (Usa, 2019)</strong><br><em>Regia: Deon Taylor. Soggetto e Sceneggiatura: David Loughery. Fotografia: Daniel Pearl. Montaggio: Melissa Kent. Musiche: Geoff Zanelli. Case di Produzione: Screen Gems, Hidden Empire Film Group, Primary Wawe Entertainment. Durata: 102’. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2019. Lingua Originale: Inglese. Interpreti: Dennis Quad (Charlie Peck), Michael Ealy (Scott Russell), Meagan Good (Annie Russell), Joseph Sikora (Mike), Lili Sepe (Cassidy Peck/Vanessa Smith), Debs &nbsp;Howard (Reception Clerk).</em></div><div><em><br></em></div><div><em>The Intruder</em> (titolo originale) è un film nordamericano dal taglio molto televisivo che ho recuperato su Rai 4, il canale digitale del thriller e del noir, ma che è apprezzabile (senza spese) anche su Rai Play. Scott (Ealy) e Annie (Good) vogliono fare un figlio e non hanno intenzione di vivere in città, per questo comprano una casa della Napa Valley chiamata Foxglove dal suo vecchio proprietario, Charlie Peck (Quaid). Tutto molto ordinario sino a questo punto, ma le stranezze cominciano quando ci accorgiamo che Charlie non ha nessuna intenzione di abbandonare la casa. Inoltre sono troppe le cose che non tornano sul losco figuro che mostra una predilezione per Annie e un’antipatia per Scott. La moglie di Charlie sarebbe morta di cancro, ma le ricerche di Scott fanno scoprire una decesso per presunto suicidio, inoltre pare che la figlia che vive in Florida non voglia avere più niente a che fare con il padre. Basta con la trama, il film presenta un crescendo di tensione e una suspense palpabile che non va sciupata con anticipazioni fuori luogo. Il regista dimostra di saperci fare con i meccanismi del cinema thriller, diffonde indizi a tempo debito, incasella suggestioni horror in una storia nerissima, schizza qua e là un po’ di erotismo, infine gira molto bene una sceneggiatura di <strong>David Loughery</strong> che non concede tregua allo spettatore. La regia alterna parti oniriche e ricordi a momenti di pura suspense vissuti in diretta, così come le immagini inserite ad arte con personaggi che compaiono e appaiono fanno parte della tensione narrativa. Inutile dire che il montaggio di <strong>Melissa Kent</strong> è perfetto, 102’ di narrazione sono la misura adatta per il film, mentre la fotografia di <strong>Daniel Pearl</strong> è soffusa di chiaro scuri evocativi e di luminose panoramiche. Colonna sonora di <strong>Geoff Zanelli</strong> interessante, in tema con la storia. Interpreti molto ordinari, soprattutto Ealy e Good nei panni dei coniugi che vivono un vero e proprio incubo, mentre <strong>Dennis Quad</strong> sfoggia la giusta folle espressione tra le pieghe dei sorrisi. Se proprio vogliamo trovare difetti a una pellicola di puro intrattenimento che non aspira alla qualifica di capolavoro, diciamo che la storia sa molto di già visto e di già detto, inoltre il finale è abbastanza scontato. Un buon thriller nordamericano che cita <em>Shining</em> nel momento più alto della follia di Charlie, quando fracassa una porta per dare la caccia ai coniugi. Consigliato per gli amanti del thriller psicologico e dell’horror non soprannaturale.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink4f11cb2b73c3216b1ef26265e903690c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/intruso.jpg','alt': '','title': '','width': 630,'height': 900,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4f11cb2b73c3216b1ef26265e903690c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/intruso.jpg" alt="La locandina del film" title="La locandina del film" width="200" height="286" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/mL-lf8K07h0">https://youtu.be/mL-lf8K07h0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le dodici ore di Vic di Francesca Cavallero]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002A"><h1 class="imHeading1">Una lettura imperdibile</h1><h2 class="imHeading2">Un romanzo breve di forte impatto dal ritmo serrato</h2><div><div><span class="cf1"><em>[…] Vic riapre gli occhi solo quando la musica si spegne.</em><br><em>Il locale è ancora deserto: può vederlo riflesso nella superficie di uno specchio opaco, intorno allo scarabocchio del suo viso sulla patina di polvere. Ma sentendosi ancora lo sguardo di Gus puntato fra le costole, sospira, strofinandosi le braccia. Il fuoco sta arrivando.</em><br><em>– Ciao e vaffanculo, Gus! – saluta in fretta, guadagnando l’uscita e spalancando la porta di lamiera. I pannelli impeciati e rugosi che</em><br><em>costituiscono il sontuoso ingresso del Reus si richiudono alle sue spalle con un clangore sordo.</em><br><em>Fuori, il sole inchioda raggi nelle pupille e Nitens, la città liberata, respira piano sotto un manto di brina. […]</em></span></div><div><span class="cf1"><em><br></em></span></div><div><span class="cf1"><em>Le dodici ore di Vic</em> di <strong>Francesca Cavallero</strong> è edito da <em>Delos Digital</em> per la collana Chew-9 al numero 58, a cura di <strong>Lorenzo Fontana</strong> e <strong>Andrea Tortoreto</strong>. In un futuro segnato da guerre interplanetarie e rivolte politiche, <em>Le dodici ore di Vic</em> segue la storia di Victoria “Vic”, una cacciatrice di criminali di guerra nella devastata città di Nitens. Dipendente dal Chew-9, una droga capace di farle rivivere eventi passati attraverso le tracce lasciate sui luoghi del massacro, Vic è una donna segnata dal senso di colpa e dalla dipendenza. Il suo incarico è identificare e smascherare i responsabili del colpo di Stato che ha annientato Nitens, portando alla guerra con Capella IV. Ma quando una serie di sparizioni inizia a minacciare i civili, Vic si trova coinvolta in un’indagine che la costringerà a confrontarsi con i fantasmi del suo passato e con la natura della giustizia in un mondo che sembra aver dimenticato ogni umanità.<br><strong>Francesca Cavallero</strong> firma un romanzo breve di forte impatto, unendo fantascienza distopica e investigazione in un intreccio denso di atmosfera e disperazione. La scrittura è precisa, immersiva e potente, capace di delineare un mondo distrutto dalla guerra con descrizioni vivide e dettagliate.<br>Il ritmo serrato e la narrazione in prima persona immergono il lettore nella mente di Vic, tra azione, indagini e momenti di cruda introspezione. La protagonista è un personaggio straordinariamente complesso, che affronta la propria missione con una determinazione autodistruttiva.<br><em>Le dodici ore di Vic</em> è un’opera potente e ben scritta, che unisce dramma personale e critica sociale in un universo fantascientifico cupo e spietato. Una lettura imperdibile a un costo decisamente irrisorio.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>L’AUTRICE:</strong><br><strong>Francesca Cavallero</strong> è nata nel 1982. Cresciuta in Val Bormida, nell’entroterra ligure, ha un dottorato di ricerca in Arti, spettacolo e tecnologie multimediali. Ha vinto il Premio Urania 2018 con il romanzo <em>Le ombre di Morjegrad</em>, pubblicato nella collana Urania Mondadori nel 2019. Nello stesso universo narrativo sono ambientati il suo secondo romanzo (<em>Il sangue delle madri</em>, apparso su Urania Jumbo nel 2022) e tre racconti (<em>Dimenticare gli uragani</em>, pubblicato in calce a Urania Collezione nel 2020; <em>Ninfe Sbranate</em> e <em>Chora</em>, pubblicati su antologie Urania Millemondi, rispettivamente, nel 2020 e nel 2023).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>Le dodici ore di Vic</em><br><em>Autore: Francesca Cavallero</em><br><em>Editore: Delos Digital</em><br><em>Pagine: 67</em><br><em>Costo: 2,99 €</em></span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkfd4c252f2afb9d48e3bdb2e7f6f9a310 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/12orevic_cover.jpg','alt': '','title': '','width': 350,'height': 490,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfd4c252f2afb9d48e3bdb2e7f6f9a310, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/12orevic_cover.jpg" alt="La copertina del libro" title="La copertina del libro" width="200" height="280" /></a><br></div><div><script> var showboxlink333295fe247a554702070c8e7a542402 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/francesca_cavallero.jpg','alt': '','title': '','width': 682,'height': 672,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink333295fe247a554702070c8e7a542402, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/francesca_cavallero.jpg" alt="L&#39;autrice" title="L&#39;autrice" width="100" height="99" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dentro le pietre]]></title>
			<author><![CDATA[Joseph Payne Brennan]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002B"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">P</span>ubblicato nel 1973 in “Stories of Darkness and Dread”</h1><h2 class="imHeading2">Racconto raro dell’orrore di Joseph Payne Brennan riscoperto da Sergio Bissoli</h2><div><div><span class="cf1">« È inconcepibile per me » scrisse il mio amico investigatore psichico Lucius Leffing « che qualunque persona di razionale percezione e sensibilità, possa passare un lungo periodo della sua vita in una specifica abitazione senza lasciare qualcosa di se stesso impregnato, per così dire, dentro le pietre, legno o cemento del posto. »<br>Come vividamente mi ricordai di questa affermazione, qualche tempo dopo! Ma incominciamo dall’inizio.<br>Ero stato lontano da New Haven per molti anni e ritornai in uno stato abbastanza depresso fatto di ricordi e di rimpianti.<br>La mia salute non era buona. La febbre reumatica dell’infanzia aveva alla fine danneggiato il cuore. Inoltre, avevo un disturbo agli occhi. Il nervo ottico era inspiegabilmente infiammato; la luce forte mi faceva soffrire. Nell’oscurità e nella luminosità attenuata, comunque, potevo vedere abbastanza bene, anche se in realtà io sentivo che la mia visione stava diventando anormale.<br>Dopo aver affittato una stanza in una delle poche aree residenziali rimaste (che non erano ancora state contaminate dal diffuso contagio dell’umana e sociale degenerazione) io incominciai a fare lunghe passeggiate lungo le vie della città. Di solito sceglievo le giornate nuvolose, quando il sole era nascosto; quando il cielo era coperto e la luce grigia, anziché bianca, i miei occhi smettevano di farmi male e io potevo passeggiare in relativa tranquillità.<br>La città era molto cambiata. Talvolta riuscivo a malapena a capire dove mi trovavo. Interi isolati con piccole casette erano stati spazzati via. Enormi strutture nuove, efficienti ma brutte, sorgevano da tutte le parti. Perplesso, io frequentemente mi rifugiavo nel non ancora distrutto parco comunale, il Bosco come era chiamato qui. Comprendevo comunque che questo ultimo rifugio alberato era sotto assedio; vari interessi erano in moto per coprire quell’oasi di verde col cemento, allo scopo di creare un immenso parcheggio a pagamento.<br>Un pomeriggio di tardo ottobre quando il cielo minacciava la pioggia uscii per una passeggiata. La mancanza del sole riposava i miei occhi; l’aria fredda in qualche modo mi calmava. Per circa un’ora camminai senza meta. Per un improvviso capriccio decisi di visitare una parte della città che avevo fino ad allora trascurato. Ero vissuto in questo quartiere quando ero bambino, oltre 40 anni fa. Anche se avevo solo 3 anni quando la mia famiglia si trasferì, avevo ricordi vividi di quella casa ed i suoi dintorni.<br>La casa era a due piani, rossa di mattoni, costruita solidamente, localizzata al numero 1248 di State Street. Quando vivevo là, un grande olmo stava di fronte alla costruzione. Sul retro c’era un ampio terreno incolto che si stendeva fino alla via adiacente, ed era un campo da gioco ideale.<br>In seguito l’olmo era stato abbattuto, il terreno quasi interamente riempito di case popolari e l’intero quartiere si era avviato verso il declino.<br>Mentre mi avvicinavo a quella vecchia area, ero spaventato da ciò che vedevo. Alcune case erano state abbattute; altre erano vuote, mostrando vetri rotti, porte fracassate e verande crollate. In un isolato ogni casa era vuota e parzialmente in rovina. Ero stupefatto e sconcertato. Non avevo visto una desolazione simile fin dai tempi della guerra.<br>Sotto questo grigio cielo di ottobre, con la nebbiolina che stava per arrivare, vedevo uno dei più squallidi scenari che si potessero immaginare. Provavo un’intensa oppressione spirituale, e mentre seguitavo a camminare lungo quelle vie stranamente deserte, il mio scoramento aumentava.<br>Finalmente incontrai un passante già tutto intabarrato in un giaccone invernale. Mi guardò sospettosamente quando gli chiesi perché lì c’erano così tante case fracassate e vuote.<br>« Perché qui deve passare la nuova superstrada 91 » lo sconosciuto mi rispose affrettando il passo.<br>Anche se adesso avevo appreso che c’era una razionale spiegazione per tutta quella desolazione, non mi sentivo affatto meglio. Ero fermamente convinto che sarebbe bastata una semplice modifica al tracciato della nuova superstrada per farla passare attraverso terreni piatti e paludosi, distanti appena poche miglia da lì. Il costo di questa deviazione sarebbe stato solo una frazione di quello da sostenere per la demolizione di tutti quegli edifici.<br>Mi aspettavo che la casa della mia prima giovinezza fosse già stata abbattuta. Provai quindi una leggera esultanza nello scoprire che essa stava ancora là. Ho detto leggera perché naturalmente sapevo che era condannata a sparire. Già le finestre erano rotte, la porta scardinata e parte della siepe antistante era stata abbattuta dal passaggio di camion e ruspe.<br>Mentre la guardavo ricordavo chiaramente episodi di oltre 40 anni prima e riflettevo sulla precarietà in cui vivono gli abitanti delle piccole città. Per scelta, o più probabilmente per necessità, questi cittadini si spostano da una casa all’altra. Non hanno stabilità, non hanno continuità. Quando qualcuno visita il proprio vecchio quartiere può scoprire che quella sua precedente abitazione è scomparsa. Il luogo può essere stato occupato da un progetto di urbanizzazione per villini a schiera, o da un blocco di garage oppure da un grande posteggio a pagamento.<br>La casa, gli alberi, il cortile, perfino il marciapiede e la strada possono essere stati rasi al suolo e cancellati. Chi ritorna poi in quei posti prova una sensazione di sconfitta, un senso di sbigottimento, di caos. Un uomo incomincia allora a sentire che sta perdendo la propria identità oppure che, veramente egli ormai non possiede più un’identità. Così egli si sente sperduto nel tempo, senza passato né futuro. Non c’è più nulla dove egli possa ritornare, niente di permanente dove possa continuare a vivere nell’incerto futuro. Isolato, intristito, alla deriva, questo individuo sperimenterà pertanto una solitudine dello spirito che nulla può calmare. Migliaia di abitanti delle moderne città si sentono sradicati, affannati in cerca di un focolare, di una abitazione che condivida il sapore del tempo, di un posto caldo e continuativo sulla terra che li unisca con il proprio passato e con un futuro nel quale è ancora possibile di avere la speranza.<br>Con questi pensieri deprimenti nella testa io stavo davanti alla perduta casa di mattoni rossi della mia infanzia. Provai l’impulso di entrare, ma supposi che non era sicuro, e molto probabilmente era anche proibito.<br>Scendeva l’oscurità. La nebbiolina si ispessiva e io ancora indugiavo in quel luogo.<br>Mi allontanai da quella casa da demolire nella quale avevo abitato a lungo e vagai per strade desolate, sbirciando attraverso finestre rotte e porte scardinate che non sarebbero più state aperte da una mano amica.<br>In alcune finestre, tendine marcite e annerite, che nella confusione dell’affrettato trasloco erano rimaste lì, fluttuavano nel freddo vento di Ottobre. Strani pezzi di mobili, piatti e altri ornamenti stavano sparsi sul pavimento. Intere vite erano trascorse in alcune di quelle case. Ora queste vecchie dimore erano diventate solo rifugi vuoti, in attesa della totale e finale distruzione.<br>L’intera area sembrava deserta, silenziosa, prosciugata da ogni forma di vita. Perfino il solito rumore della città arrivava lì stranamente attutito e lontano.<br>Vagai senza speranza oppresso dalla desolazione che mi circondava, però desiderando accanitamente di rimanere ancora lì.<br>La nebbia si ispessì, l’oscurità si fece totale e io non me ne andai via.<br>Malgrado l’oscurità potevo vedere abbastanza bene.<br>Questa anormale abilità la attribuii alla mia allergia alla luce forte. Sentivo che questa condizione era dovuta alla infiammazione del mio nervo ottico, della quale ho già parlato.<br>Attraversai un viale, stranamente luccicante per i pezzi di vetri rotti di alcune finestre, e mi fermai per osservare una casa, grottescamente inclinata, col tetto crollato. Era una piccola abitazione bianca, costruita con economia e nonostante ciò vidi che il proprietario, una volta, la aveva accudita teneramente. Aveva un colore luminoso; la piccola cassetta per le lettere era lucidata; e un vecchio giardino ormai incolto e tutto calpestato circondava il luogo. Così assorto nei miei pensieri guardavo questa casa desolata attraverso la nebbia sempre più fitta; fu allora che vidi una faccia alla finestra del pianterreno. Era il viso di un vecchio, bianco, sofferente, pieno di una inesprimibile desolazione.<br>Lo guardai stupefatto. Il mio primo pensiero fu che fosse un vagabondo penetrato nella casa abbandonata con lo scopo di trascorrere la notte. L’umidità, probabilmente gli accentuava i reumatismi.<br>La faccia sconosciuta continuava a guardarmi; andai via, sentendomi a disagio, e rabbrividii, incolpando la nebbia fredda.<br>Avevo attraversato un gruppo di case quando vidi una donna. Enormemente grassa, stava seduta su una sedia di vimini nella veranda semidistrutta di una casa a due piani. Portava occhiali con lenti spesse che parevano riflettere un chiarore proveniente da sorgenti nascoste. Non c’era la luna, sicuramente, e non vedevo luci artificiali nei paraggi.<br>Ero stupito, ma supposi che alcune persone abitassero ancora illegalmente nelle vecchie case di quel quartiere, in attesa di trasferirsi nelle loro nuove residenze in costruzione. Provai l’impulso di affrettare il passo, di tirare dritto senza guardarmi più intorno. Invece, testardamente e contro il mio buon senso, non lo feci.<br>Anzi, feci una sosta, mi schiarii la voce e dissi: « Buonasera ».<br>La donna grassa non mi rispose; non diede segno di avermi sentito. Probabilmente, pensai, oltre ad avere la vista corta era anche un poco sorda.<br>Avanzai di qualche passo nel vialetto e ripetei ad alta voce: « Buonasera ».<br>Allora sbattei le palpebre sbalordito. La sedia di vimini era vuota! Mi fermai di colpo e la guardai. Prima, per un istante, avevo abbassato gli occhi sul marciapiede per essere sicuro di non inciampare sui detriti; in quei pochi secondi probabilmente la donna si era alzata ed era rientrata in casa.<br>Ero meravigliato. La donna era grassa, però si era spostata con una stupefacente rapidità. Mi voltai, e tornai sul marciapiede allontanandomi.<br>Supposi che la donna fosse consapevole di stare lì abusivamente ed era rientrata in fretta in casa per evitare discussioni con uno sconosciuto.<br>Mentre mi allontanavo mi voltai indietro. Rividi ancora lo scintillio dei suoi occhiali; la donna grassa adesso stava di nuovo sulla sedia di vimini. Qualcosa, più che la nebbia turbinante mi fece rabbrividire. Raggelato, affrettai il passo.<br>Era tardi, mi dissi, sarebbe stato meglio lasciare in fretta quelle sconnesse strade nebbiose e tornare a casa per farmi una buona tazza calda di the.<br>Camminavo rapidamente, ma non potevo fare a meno di guardare le case in rovina, mentre ci passavo davanti.<br>Improvvisamente mi fermai. Il cuore mi batteva forte. Una fredda ondata di paura mi formicolava sulla pelle. Con occhi e bocca spalancata guardavo attraverso quel tenue muro di nebbia e sentivo che il raziocinio e la sanità mentale mi stavano abbandonando.<br>Quasi metà di quelle case diroccate e abbandonate adesso erano tutte chiaramente occupate. Vidi pallide facce tristi sbirciare da una dozzina di differenti finestre. Oscure, nebbiose figure sedevano dentro alcuni porticati. Un vecchio, contorto dai dolori reumatici, lavorava fiaccamente in un minuscolo giardino. Una donna di mezza età, pallida come la morte, ma con una espressione di rabbia sconsolata stampata sulla faccia, si guardava intorno standosene vicino ad un cancello rotto.<br>Peggiore di queste erano altre visioni. Vidi una sedia a dondolo muoversi dentro ad un portico, anche se non c’era nessuno seduto. Scorsi una mano simile a un artiglio aggrappata ai mattoni di un edificio. Nell’orto di una casa mezza distrutta notai ciò che sembrava essere una testa di donna, senza corpo, con un grande cappello di paglia, che si muoveva lentamente nell’intrico di una trascurata aiuola di fiori.<br>Sentivo la morsa della vicina pazzia. Non provavo più nessun desiderio di restare a guardare. La fuga immediata e imperativa diventò il mio unico scopo.<br>Corsi forsennatamente attraverso tutte quelle vie abbandonate e non abbandonate pieno di paura come se fossi inseguito da un cane. Corsi finché il mio cuore resse e poi un forte senso di vertigine mi prese.<br>Arrivato comunque lontano da quel posto maledetto con tutte quelle bianche facce mostruose, la nebbia appiccicosa e uno strano grande silenzio, io crollai sulla soglia di una casa.<br>Alcune ore dopo raggiunsi l’albergo e sprofondai nel letto. Per giorni rimasi in stanza ammalato. Il mio cuore era affaticato dallo sforzo e inoltre manifestavo i segni di una pleurite. Mentre giacevo a letto, meditai sulla mia spettrale esperienza nelle vie del mio vecchio quartiere, fra quelle case silenziose.<br>Mi convinsi che i miei occhi infiammati e ultrasensibili mi avevano ingannato, che solo la nebbia vagante e la mia immaginazione erano state la causa di tutto.<br>Ma, settimane dopo, quando raccontai la mia avventura all’amico investigatore psichico Lucius Leffing, lui scosse la testa dopo la mia spiegazione.<br>« Sono fermamente convinto, » mi disse « che né i tuoi occhi infiammati né la tua immaginazione, abbiano evocato i fantasmi che hai descritto. Come ti scrissi recentemente è inconcepibile che una persona di razionale percezione e sensibilità possa passare un lungo periodo della vita in una abitazione, senza lasciare qualcosa di sé impregnata, per così dire, dentro le pietre, nel legno o nel cemento di quella costruzione. Ciò che hai visto erano i residui psichici delle povere anime scomparse che, da generazioni, hanno trascorso la vita in quelle case che ora stanno per demolire. I loro resti psichici sono rimasti attaccati a quelle abitazioni e, come tu mi hai raccontato, alcuni di essi sono ormai così consumati e sbiaditi da apparire ancora solo come dei semplici frammenti… frammenti di povere anime sperdute e senza pace! »</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>NOTE</strong><br>Racconti rari dell’orrore riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. “Dentro le pietre” di <strong>Joseph Payne Brennan</strong>, titolo originale: “In the Very Stones”, pubblicato nel 1973 in “Stories of Darkness and Dread”, edito da <em>Arkham House</em>, tradotto da <strong>Sergio Bissoli</strong> e pubblicato per la prima volta su <em>Planet Ghost</em>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 05:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Night of the Killer Bears di Kanphong Banjongphinij]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Scognamiglio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000031"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">S</span>lasher home invasion thailandese</h1><h2 class="imHeading2">Un film che verrà ricordato per quello che avrebbe potuto essere</h2><div><div><span class="cf1"><strong>Night of the Killer Bears (Thailandia, 2022)</strong><br><em>Regia: Kanphong Banjongphinij. Produttore: Lee Thongkham. Fotografia: Wade Muller. Musiche: Bruno Brugnano. Genere: Commedia, Horror. Durata: 95′. Paese di Origine: Thailandia, 2022. Titolo originale: The World of Killing People. Interpreti: Sananthachat Thanapatpisal (Aim), Pattadon Jan-Ngern (Win), Khemanit Jamikorn (Som), Tao Sattaphong Phiangphor (Note), Panisara Rikulsurakan (Nan), Akalavut Mankalasut (Chang).</em></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Aim, con il fidanzato Win e gli amici Tony, Nan e Chang prenota in un anonimo e sperduto resort per trascorrere un week-end di relax e divertimento. Dopo aver fatto il check-in con un poco accogliente receptionist, i ragazzi prendono possesso delle camere ma i loro rapporti cominciano ad avere una brutta piega quando Chang tira in ballo il suo amico Ken morto tempo fa per una sfida di tuffi in mare evitabile. Ma questo è solo l’inizio dell’interruzione della loro armonia… dei strani killer, infatti, con indosso maschere da orsi di peluche faranno la loro comparsa con l’intenzione di uccidere i ragazzi. Per quale motivo si trovano lì? Che siano collegati in qualche modo alla tragedia di cui parlava Chang?</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">“Ted incontra Terrifier”, è questo lo slogan con cui si presenta allo spettatore questo slasher/home invasion thailandese del 2022 diretto da <strong>Kanphong Banjongphinij</strong>. Il film parte con tutte le buone intenzioni di questo mondo per poi cadere nella banalità tipica dei film con protagonisti giovani ragazzi con tutti i loro annessi stereotipi, scendendo nella commedia con il personaggio Tony (il solito ragazzo dalla battuta pronta, che prende tutto alla leggera, fissato con le donne e con tanta voglia di non fare nulla dalla mattina alla sera) e da qualche musichetta di sottofondo buttata lì a caso. Il film comincia a prendere la giusta piega quando appaiono gli “orsi assassini” (come citati nel titolo dai toni Romeriani) i quali fanno venire in mente i killer mascherati da animali di <em>You’re Nex</em>t di <strong>Adam Wigard</strong> del 2011, ma paragonarlo a <em>Terrifier</em> mi sembra un’eresia per ben due motivi; il primo è che la quantità di splatter non si avvicina minimamente al film di <strong>Damien Leone</strong>; il secondo sono gli effetti speciali per i quali si è ricorso all’utilizzo della CGI che seppur ben fatta salta facilmente all’occhio dello spettatore. La traballante sceneggiatura fatta di alti e bassi però include degli interessanti twist nella trama che riguarda non solo gli assassini ma anche i protagonisti. Il cast è composto da attori che ben si adattano al tipo di prodotto, chiamati a svolgere il compitino con dialoghi essenziali e non troppo impegnativi. Finale abbastanza prevedibile, visto lo svolgersi degli eventi.</span></div><div><span class="cf1">Un film che verrà ricordato per quello che avrebbe potuto essere, ovvero un film ricco di suspence, frenetico e con effetti speciali di livello. Un leggero sapore di amaro pervade lo spettatore una volta arrivato ai titoli di coda ma ammetto che c’è di molto peggio in circolazione.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6ebb78e3025e87eba7d7a1e24b0ecbfe = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nightofthekillerbears_ver.webp','alt': '','title': '','width': 770,'height': 1026,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6ebb78e3025e87eba7d7a1e24b0ecbfe, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nightofthekillerbears_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="266" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/mkdGE4Mprss">https://youtu.be/mkdGE4Mprss</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 16:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli scrittori dei Racconti di Dracula – Puntata 6]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000022A"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Nuova puntata dedicata a Paul Carter</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Gli scrittori dei Racconti di Dracula a cura di Max Ferrara e Sergio Bissoli</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La <em>Redazione GHoST</em> presenta il nuovo video targato <em>ClubGHoST</em> &amp; <em>Ipnotica</em> sugli scrittori dei Racconti di Dracula. Si tratta della sesta puntata, dedicata a <strong>Paul Carter</strong> (Gualberto Titta), di un programma di <strong>Max Ferrara</strong> e <strong>Sergio Bissoli</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1">Il video è stato caricato sul nuovo canale You Tube ufficiale del <em>Club GHoST</em>:<br><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a><br>che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.<br>Per non perdere tutte le novità a riguardo quindi vi invitiamo a iscrivervi al canale attivando la campanella per le notifiche.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkfb3ce01e76bd13348fb4c09ab01b187d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dracula7--Paul-Carter_ver.jpg','alt': 'La copertina del video.','title': 'La copertina del video.','width': 864,'height': 1080,'description': 'La copertina del video.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfb3ce01e76bd13348fb4c09ab01b187d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dracula7--Paul-Carter_ver.jpg" alt="La copertina del video." title="La copertina del video." width="200" height="251" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinkf1e1cee42ada4344096c30197282b217 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dracula7--Paul-Carter-spotyoutube.jpg','alt': 'Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!','title': 'Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!','width': 704,'height': 1078,'description': 'Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf1e1cee42ada4344096c30197282b217, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dracula7--Paul-Carter-spotyoutube.jpg" alt="Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!" title="Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!" width="200" height="307" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/a6wjiTeIO2M">https://youtu.be/a6wjiTeIO2M</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 09:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Denti da latte - Solo Ossa di Luca Ruocco]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000022D"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un horror nel senso più etimologico del termine</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Caratterizzato da elementi soprannaturali e spaventosi, ma non necessariamente splatter</span></h2><div>






<div><em class="cf1">[…] Anche i gusti alimentari dei due Mostri che stiamo mettendo a paragone potrebbero essere definiti simili… Ma col Morto Vivente mancano
del tutto eleganza, romanticismo e arguzia… E poi quella carne marcia e quell’andatura lenta e dinoccolata. Putrefazione continua, i denti sempre sporchi di pezzetti di cervello di altri esseri viventi. No, decisamente
non ci siamo! […]</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4u1vurO" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Denti da Latte – Solo ossa</em> di <strong>Luca Ruocco</strong> ed edito da <em>Bakemono Lab</em>. Illustrato da <strong>Stefano Tambellini</strong> è il proseguo di <em>Denti da latte – una storia di vampiri cattivi cattivi!<br></em>In questo testo la prefazione è di <strong>Claudio Chiaverotti</strong>, sceneggiatore Bonelliano, nello staff di <strong>Tiziano sclavi</strong>. La sua penna è su diversi numeri di <em>Dylan Dog</em>, <em>Sturmtruppen</em>, <em>Zona X</em> e <em>Martin Mystére</em> oltre a essere creatore di <em>Brendon</em> e <em>Morgan Lost</em>.<br>L’autore riflette sul proprio rapporto con l’horror, che definisce controverso, essendosi avvicinato al genere
solo in età adulta. Nonostante ciò, riconosce il fascino esercitato dall’horror su di lui nel tempo.<br>Il romanzo <em>Solo Ossa</em> viene descritto come un horror nel senso più etimologico del termine, ovvero caratterizzato da elementi soprannaturali e spaventosi, ma non necessariamente splatter.
Al centro della storia ci sono temi tipici del romanzo di formazione: la difficoltà di crescere, le amicizie adolescenziali, la diversità e i turbamenti interiori. La peculiarità sta nel fatto che questi
elementi vengono affrontati attraverso la prospettiva di un gruppo di vampiri.<br><strong>Chiaverotti</strong> paragona il romanzo a un racconto fantastico o a un film di <strong>Tim Burton</strong> e lo accosta alla sua esperienza nel cortometraggio <em>I vampiri sognano le fate d’inverno?</em> in cui esplorava il tema della perdita dell’identità vampirica. In <em>Solo Ossa</em>, invece, la narrazione ruota attorno a un gruppo di vampiri in cerca della memoria storica di un giovane della loro specie.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Passando all’opera:<br><em>Solo Ossa</em> segue le vicende di <strong>Vali</strong>, un giovane vampiro che si distingue per la sua natura atipica: non beve sangue, non si trasforma in pipistrello
e non teme la luce del giorno. È il figlio di <strong>Bela</strong>, un vampiro aristocratico, e vive in un mondo popolato da creature della notte, frequentando
la scuola per vampiri <em>Nido del Chirottero</em>.<br>La storia prende una piega particolare quando, durante una delle “pescate vampiriche” in un cimitero
– una pratica con cui i vampiri cercano di salvare i loro simili sepolti dagli umani – Vali e suo padre Bela scoprono un antico vampiro ridotto a <strong>sole ossa</strong>. Questo vampiro è stato imprigionato in una bara per quattrocento anni, ma, nonostante l’assenza di carne e tessuti, è ancora “vivo”
nella sua condizione di non-morto.<br>Portato nel castello di Bela, il vampiro scheletrico viene nutrito con sangue B+, ma non mostra segni di ripresa. Sembra avere perso ogni ricordo della sua identità e del suo
passato, inclusa la sua capacità di assumere una forma fisica completa.<br>Ancora una volta, l’autore riesce a creare una storia che non solo si adatta a un pubblico giovane, ma si rivela anche una lettura piacevole
per i lettori più esperti. <em>Solo Ossa</em> mescola horror, ironia e riflessione in un racconto di formazione dall’estetica gotica e burtoniana. Un
libro capace di affascinare diverse fasce d’età, particolarmente consigliato agli amanti di storie come <strong>Coraline</strong> di Neil Gaiman, <em>Il Circo della Notte</em> di Erin Morgenstern e i racconti di Ray Bradbury.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Luca Ruocco è autore, sceneggiatore e critico cinematografico. Guarda solo film coi mostri. Nel 2010 fonda <em>InGenereCinema.com</em>, Gazzetta del Cinema e della Cultura Horror, del Fantastico, del Bizzarro e dello Straordinario, che tutt’ora dirige. Nel 2016 scrive e dirige <em>Dylan Dog – 30 anni di incubi</em>, il primo documentario ufficiale sul fumetto di <strong>Tiziano Sclavi</strong>, prodotto da Studio Universal con <em>Sergio Bonelli Editore</em>. Dal 2012 è uno degli organizzatori del <em>Fantafestival</em>, il più longevo festival italiano dedicato al cinema di genere fantastico e dal 2020 è parte del comitato editoriale di <em>Heroes International Film Festival</em>. Tra il 2019 e il 2023 ha creato e sceneggiato il format a episodi I<em>l Giro dell’Horror</em>, docuserie dedicata all’horror made in Italy. Nel 2022 ha pubblicato per <em>Bakemono Lab</em> il suo primo romanzo horror per ragazzi, <em>Denti da Latte – Una storia di Vampiri cattivi cattivi!</em> e nel 2024 <em>Denti da latte – Solo Ossa</em>.<br>Insieme a <strong>Ivan Talarico</strong> nel 1999 crea la produzione indipendente DoppioSenso Unico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Denti da latte – Solo Ossa<br>Autore: Luca Ruocco<br>Editore: Bakemomo Lab Edizioni<br>Pagine: 139<br>ISBN: 9788894826845<br>Costo:
14,00 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4u1vurO" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink25156237d270b8a1481d8d0a3a21a364 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/cover-solo-ossa_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 549,'height': 838,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink25156237d270b8a1481d8d0a3a21a364, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/cover-solo-ossa_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="306" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd66319a45800d6494fb676f127e83a0b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/luca-ruocco_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 683,'height': 683,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd66319a45800d6494fb676f127e83a0b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/luca-ruocco_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 05:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Meyrinkiana N. 4]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Riviste"><![CDATA[Riviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000230"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">A cura di Vittorio Fincati</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Rivista dedicata alla figura di Gustav Meyrink</span></h2><div><div><span class="cf1">La rivista <em>Meyrinkiana</em>, giunta al suo quarto numero, continua il suo impegno nel raccogliere memorie, testimonianze e ricerche sulla figura e l’opera di <strong>Gustav Meyrink</strong>, autore celebre per i suoi scritti esoterici e simbolisti. Questo numero, pubblicato nel gennaio 2025 e curato da <strong>Vittorio Fincati</strong>, si distingue per la varietà e la profondità dei contributi, esplorando aspetti poco noti della vita dello scrittore e il suo impatto sulla cultura contemporanea.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/403mDYY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Uno dei saggi più affascinanti di questo numero è <em>Meyrink a Levico Terme</em>: un’evocazione necromantica di <strong>Karel Weinfurter</strong>. L’articolo narra episodi inquietanti legati alle esperienze spiritistiche vissute da <strong>Meyrink</strong> in Trentino, in particolare nella cittadina di Levico, dove si verificò un evento paranormale che lo fece ricredere sulla realtà delle evocazioni magiche. <strong>Weinfurter</strong> offre una cronaca dettagliata degli esperimenti spiritici condotti da un circolo di ufficiali e del modo in cui <strong>Meyrink</strong> ne fu testimone diretto, con implicazioni che sfiorano la leggenda. Altro contributo degno di nota è il saggio <em>Disegnatori di libri di Meyrink: Hugo Steiner-Prag</em>, che esplora il ruolo di questo artista come illustratore di <em>Der Golem</em>. Inizialmente era <strong>Alfred Kubin</strong> a dover illustrare il celebre romanzo “meyrinkiano” ma le lungaggini dello scrittore austriaco lo indispettirono e la scelta infine ricadde su <strong>Steiner-Prag</strong>. L’articolo offre una panoramica sulla sua carriera, dal suo sodalizio con lo scrittore fino all’esilio negli Stati Uniti, evidenziando il contributo visivo che le sue incisioni hanno dato all’immaginario meyrinkiano. Nel medesimo filone, la rivista include la <em>Lettera a Meyrink</em> come introduzione all’edizione 1931 di <em>Der Golem</em>, scritta dallo stesso <strong>Hugo Steiner-Prag</strong>. Questa missiva offre uno spaccato interessante della relazione tra i due uomini, con riflessioni sulla città di Praga, i suoi misteri e l’atmosfera esoterica che permeava la loro produzione artistica. Un altro saggio di grande rilievo è <em>La pratica dell’Aweysha e la strana morte di Meyrink</em>, che affronta un aspetto mistico e poco noto della biografia dello scrittore. L’articolo discute il rapporto del vecchio scrittore con la dottrina dell’Aweysha, appresa dal mistico <strong>Bô-Yin-Râ</strong>, e il loro successivo contrasto. In questo articolo viene fatto credere come <strong>Meyrink</strong> non credesse alle dottrine esoteriche di cui parla nei suoi romanzi il che risulta poco credibile. Anzi semmai è stato criticato proprio per aver dato troppo credito, dopo <em>Der Golem</em>, nei suoi successivi libro all’occulto come sottolineato anche da <strong>Borges</strong>. Inoltre, viene avanzata un’ipotesi sulla sua misteriosa morte, collegandola alla sua ricerca spirituale e agli insegnamenti esoterici che aveva assimilato nel corso della vita. Infine, il numero si chiude con un’indagine su Isais la madre nera, figura enigmatica legata a tradizioni occulte, che richiama i temi del femminino sacro e del potere archetipico delle divinità oscure nella letteratura e nella mistica di fine Ottocento.<br>Questo numero di <em>Meyrinkiana</em> conferma l’alto livello qualitativo della rivista, offrendo un mix equilibrato di analisi storica, aneddoti biografici e interpretazioni esoteriche. Gli articoli sono ben documentati, con riferimenti a fonti rare e spesso trascurate dalla critica ufficiale. La narrazione è coinvolgente e riesce a trasportare il lettore in un mondo sospeso tra realtà e fantasia, proprio come accade nei romanzi di <strong>Meyrink</strong>. Il fascino della rivista risiede nella sua capacità di far rivivere il suo mito non solo attraverso le sue opere, ma anche tramite i personaggi che lo circondarono, le loro lettere e le suggestioni che ancora oggi avvolgono la sua figura. In particolare, il contributo di <strong>Weinfurter</strong> su Levico Terme è un vero e proprio racconto gotico, degno delle migliori narrazioni occulte. Un acquisto consigliato per chiunque voglia immergersi nel lato più misterioso della letteratura mitteleuropea.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">Meyrinkiana 4<br>Rivista<br>Anno: Gennaio 2025<br>Pag: 84<br>ISBN: 978-88-6496-773-8<br>Prezzo: 10 €</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/403mDYY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkfa0041bc3926801fb8ac3d9485aded83 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Meyrinkiana4-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina della rivista.','title': 'La copertina della rivista.','width': 717,'height': 1078,'description': 'La copertina della rivista.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfa0041bc3926801fb8ac3d9485aded83, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Meyrinkiana4-cop_ver.jpg" alt="La copertina della rivista." title="La copertina della rivista." width="200" height="301" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 07:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Fare rap a Brindisi. Intervista a Magro Mille Chili, nome d’arte di Vincenzo Panzetta]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000032"><h1 class="imHeading1">Fare rap a Brindisi</h1><h2 class="imHeading2">Intervista a Magro Mille Chili</h2><div><div><span class="cf1"><strong>Quando e come è nata la tua passione per la musica e per il rap in particolare?</strong><br>La mia passione per la musica rap è nata da molto piccolo in un contesto che non ha niente a che fare con eventi live. Praticamente la prima volta che mi innamorai del rap fu ascoltando un singolo edizione speciale dei <strong>Sottotono</strong> consigliatomi da una cugina durante una visita in Veneto. Avrò avuto sì e no una decina d’anni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>Chi sono i tuoi artisti di riferimento, italiani o stranieri?</strong><br>Domanda un po’ generica perché la musica e gli artisti progrediscono col passare del tempo. Comunque per il momento i miei artisti preferiti, che mi piace ascoltare anche come sottofondo, sono <strong>Guè</strong>, <strong>Noiz</strong>, <strong>Salmo</strong> e a volte apprezzo molto il flow di <strong>Nitro</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><strong><br></strong></span></div><div><span class="cf1"><strong>I brani del tuo album One Bloode sono cupi ma esprimono anche volontà di resilienza. Alla vita e alla società. È così?</strong><br>È vero ogni volta che inizio a elaborare un pensiero cupo e quindi magari a esporlo si attiva l’istinto di sopravvivenza verso quello che non accettiamo e quindi automaticamente cerco sempre di inserirci nella barra del pezzo su cui sto lavorando “l’antidoto” per sconfiggere le paure.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>Mi pare di ravvisare una matrice letteraria e/o cinematografica nei tuoi testi. Oltre alla musica ci sono scrittori o registi a chi ti ispiri?</strong><br>In realtà mi ispirò alla vita reale come farebbe qualsiasi osservatore di ciò che gli gira intorno. Comunque sì, ho visto molti film, letto qualcosina ma la maggior parte delle volte non li uso come ispirazione. Al massimo mi piace richiamare più generi e altri artisti ma sempre dell’ambito musicale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>Consideri i tuoi, brani di denuncia sociale?</strong><br>Assolutamente no. Li ritengo una personale introspezione che mi permette di creare l’antidoto alle mie paure e non sono il tipo di artista narcisista che pretende che tutti quelli che hanno un’opportunità di ascoltarlo debbano essere d’accordo con lui per forza.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>Quanto influenza la tua musica vivere una città piccola e difficile come Brindisi?</strong><br>In realtà se io continuo ad apprezzare ancora il rap e proprio perché Brindisi mi ha dato questa opportunità. Tutto sta nel riuscire a metabolizzare il meglio di ciò che è una città come la nostra può darci.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>Componi da solo basi e testi? Cosa componi per prima?</strong><br>No io compongo solo i testi o al massimo posso fare il postmastering delle varie tracce registrate. Per le basi ho fatto sempre riferimento a collaborazioni con producer del posto. Ovviamente sono due elementi, la scrittura il producing, che, se non viaggiano di pari passo, resta poca speranza che esca una traccia orecchiabile</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>Cosa ne pensi della scena rap e trap attuale? Chi stimi?</strong><br>In Italia il rap, secondo me, da qualche produzione importante si è un po’ rattristito e come se chi è alla vetta come un <strong>Fibra</strong> o un <strong>Marracash</strong> hanno iniziato a inmanicunirsi e perdere la pasta che li hanno portati a essere quelli che sono. Per quanto riguarda la trap uso diciamo un eufemismo: i trapper sono nient’altro che marionette dei Papà ricchi che non hanno la minima idea su cosa sia la tecnica di fare rap e quindi strabordano di filtri le loro tracce modeste per nascondere i loro difetti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Ricordiamo che il disco <em>One Bloode</em> di <strong>Magro Millle Chli</strong> si può ascoltare qui:<br><a href="https://on.soundcloud.com/7QhyoAM1g77zffAv8" class="imCssLink">https://on.soundcloud.com/7QhyoAM1g77zffAv8</a></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7da615f92b69fb5a3fd9e87196e75ccd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Magro-Mille-Chili_artista.webp','alt': 'L\\\'artista.','title': 'L\\\'artista.','width': 720,'height': 716,'description': 'L\'artista.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7da615f92b69fb5a3fd9e87196e75ccd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Magro-Mille-Chili_artista.webp" alt="L&#39;artista." title="L&#39;artista." width="200" height="199" /></a><span class="cf1"></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 14:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Jentry Chau contro il regno dei demoni di Echo Wu]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003A"><h1 class="imHeading1">Una serie di magia, botte e cotte</h1><h2 class="imHeading2">Jentry Chau è la risposta americana agli Shonen giapponesi</h2><div><div><strong class="fs14lh1-5 cf1">Jentry chau Vs the underworld (2024)</strong></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Autore: Echo Wu</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><em>Musiche: Brian H. Kim</em><br><em>Pubblicazione: Netflix</em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Questa è una di quelle serie che Netflix mi propone così a caso e che altrimenti non avrei mai visto. Ammetto di averla guardata solo perché lo stile grafico mi ricordava quello della recente: <em>Scott Pilgrim Vs. The universe</em> (e quella è una bomba); anche il titolo era un po’ assonante. Avevo torto, e mi sono ritrovato a vedere un cartoon teen sovrannaturale di dodici episodi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Jentry è una spensierata adolescente Koreana piena di amici e amata dalla sua “gugu” una vecchietta che gli fa da madre/nonna/zia/tuttalafamiglia. Purtroppo la ragazza verrà aggredita da un demone, un Jiangshi, e così scoprirà di essere al centro di una complessa trama soprannaturale. Cresciuta dalla Gugu che è una esorcista taoista, la ragazza non è all’asciutto di soprannaturale, spiriti e mostri, ma non si sarebbe mai aspettata di dover combattere in prima persona. Dovrà tornare a vivere negli USA, rincontrare vecchi amici e rivivere il trauma di un paese che aveva abbandonato quando aveva manifestato i suoi terribili poteri a otto anni, dando fuoco a tutto il paesino. Riuscirà la ragazza a districarsi dai demoni che le danno la caccia, capire i suoi poteri e finire il liceo?</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">L’intro più teen di sempre per una serie che ha come target quello. Jentry Chau è la risposta americana agli Shonen giapponesi, è una serie di magia, botte e cotte. La visuale della protagonista femminile è diversa dal solito standard al quale questo genere ci abitua, tutto viene invertito come gli ovvi triangoli amorosi e così via, ma la progressione è la classica. C’è molta mitologia cinese e più mistero di quanto non ci si aspetterebbe. La trama è complicata e interessante, anche se… ve lo dico dopo.<br>L’animazione è particolare come stile, ma curata e diventa fluida e decisamente epica all’interno dei combattimenti che sono un vero piacere da vedere.<br>La colonna sonora è una chicca. Mi piace tantissimo, è musica pop, ma ben suonata e inserita nel contesto. Ho anche apprezzato molto la sigla, tant’è che non l’ho mai saltata.<br>…arriviamo alla nota dolente che vi dicevo prima (ecco perché i puntini). La trama è bella, il cosmo articolato, i personaggi tanti; ma un sacco di cose vengono saltate e poi spiegate successivamente. Ci sono persone che manifestano poteri off-screen, relazioni che si rompono (e in una serie teen sono tutto) off screen, personaggi importati del background dei quali non sapremo mai niente. Inoltre, pare molto buffo, la trama soprannaturale è sensata, mentre quella mondana no. Succedono molte cose dove tutti perdonano <em>qualsiasi cosa</em> alla protagonista solo perché è tale, una delle quali è riassumibile (perdonate lo spoiler e la volgarità in combo) in:<br><em>“Vaaaai Jentryyyy! Sei troppo fica, cazzo! Stasera fatti ingravidare dal mio ragazzo che ti ama un casino!”</em><br>Queste sono le uniche pecche di questa serie, grosse, che temo siano dovute al solito produrre con le cesoie di Netflix la quale avrà imposto tagli netti al minutaggio e quindi all’articolarsi di certi eventi.<br><em>Jentry chau Vs the underworld</em> non sarà un capolavoro, ma è una serie decisamente carina e non troppo impegnativa che mi sento di consigliare.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><script> var showboxlink0bd394d3d1f192214d7d1cdb0bb2d5fe = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/jentry_chau_vs_the_underworld_poster6740143051395241703.webp','alt': 'La locandina della serie.','title': 'La locandina della serie.','width': 259,'height': 384,'description': 'La locandina della serie.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0bd394d3d1f192214d7d1cdb0bb2d5fe, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/jentry_chau_vs_the_underworld_poster6740143051395241703.webp" alt="La locandina della serie." title="La locandina della serie." width="200" height="297" /></a><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><script> var showboxlinkb52463ee7714f06ecf91bb1c95b2294a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/AAAABY6k2T0_uCjWlLQeUxgtJhUkAvn_dUhllzEKXnmim_zba4TT4O43l7fKzRIpnwTItDlgQreB25wlWyYYOas2hEzqGRFtWlEOl-AQ.webp','alt': 'Una parte della locandina della serie.','title': 'Una parte della locandina della serie.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una parte della locandina della serie.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb52463ee7714f06ecf91bb1c95b2294a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/AAAABY6k2T0_uCjWlLQeUxgtJhUkAvn_dUhllzEKXnmim_zba4TT4O43l7fKzRIpnwTItDlgQreB25wlWyYYOas2hEzqGRFtWlEOl-AQ.webp" alt="Una parte della locandina della serie." title="Una parte della locandina della serie." width="200" height="113" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/EHYcymIQ7xo">https://youtu.be/EHYcymIQ7xo</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 17:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Indelebile di Simone Valentini]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000231"><h1 class="imHeading1">Thriller psicologico</h1><h2 class="imHeading2">Girato con senso del ritmo e montato con i tempi giusti</h2><div>






<div><strong>Indelebile (Italia 2024)<br></strong><em>Regia: Simone Valentini. Soggetto e Sceneggiatura: Paolo Bernardelli, Laura Chiossone, Luca Di Molfetta, Francesca Scanu, Francesca Tassini. Fotografia: Gabriele Remotti. Montaggio: Filippo Orrù. Musica:
Silvia Leonetti. Costumi: Giuseppe Ricciardi. Produzione: Giovanni Amico. Casa di Produzione: Twister Film. Distribuzione: Adler Entertainment. Durata: 87’. Genere: Thriller, Drammatico. Interpreti: Miriam Dalmazio (Agata),
Fabrizio Ferracane (Carlo), Giulia Dragotto (Veronica), Federica De Cola (Betta), Ester Vinci (Laura), Susanna Piraino (Mary), Vincenzo Crivello (Salvo), Goffredo Maria Bruno (Mauro), Benedetto Lo Monaco (Giovanni), Bruno
Di Chiara (Fabrizio), Francesco Giammanco (Ciccio).</em></div>
<div><br></div>
<div><strong>Simone Valentini</strong>, documentarista e regista di corti (<em>Dolor</em>, <em>Doloris</em>, <em>Dolore</em>, <em>Per un po’ e Sinatritude</em>), cresciuto con gli insegnamenti di un maestro come <strong>Giulio Questi</strong>, dimostra di saperci fare anche nel primo lungometraggio, usando il thriller per compiere un’analisi introspettiva di caratteri e rapporti all’interno di un mondo piccolo. Veronica è una ragazzina
di sedici anni che trascorre le vacanze di Natale dal nonno, in un paesino siciliano sperduto, alle pendici delle Madonie, un luogo del cuore dove da bambina è stata felice passando momenti <em>indelebili</em> con gli amici. A un certo punto scompare una donna e le dinamiche tra paesani si complicano, torna la paura del mostro che dieci anni prima aveva seminato il terrore
nella zona, provocando due morti. Veronica scopre che il nonno era tra i sospettati, quindi modifica la sua percezione di un uomo tanto amato e così importante nel ricordo, forse le cose non sono così semplici
come sembravano a una bambina di sei anni. <em>Indelebile</em> è un thriller psicologico girato con senso del ritmo e montato con i tempi giusti (87’),
fotografato in maniera sporca con riprese suggestive dei luoghi montani siculi e con pasoliniana attenzione ai posti degradati dove si svolgono alcune sequenze importanti. Il regista è padrone della tecnica, le riprese
non sono mai scontate, vanno da un’inquieta soggettiva a una macchina a mano volutamente instabile per conferire veridicità. Tutto il film è girato con grande realismo, confermato anche dall’uso del
dialetto, che poteva essere sottotitolato (almeno nei momenti cruciali) per una maggiore leggibilità della storia. Il finale a sorpresa (che non rivelo) è un gran bel colpo di teatro, riuscito alla perfezione,
che fa scoprire come si risolve il dramma solo nell’ultima sconvolgente sequenza. <em>Indelebile</em> è il ritratto di una provincia depressa, dove restare equivale a morire, ma è anche il ricordo di un’infanzia perduta, l’analisi di quanto sia importante una famiglia e quanto conti
l’adolescenza nella crescita personale. <strong>Fabrizio Ferracane</strong> ha solo 49 anni ma interpreta in maniera magistrale il ruolo di un vecchio cupo e iracondo, abbandonato da tutti, isolato dalla comunità, una persona che la nipotina riporta in vita per poi farla
cadere di nuovo nell’angoscia a causa dei sospetti. Il regista e gli sceneggiatori descrivono il piccolo mondo dei ragazzi come rappresentazione nel mondo adulto, inoltre con la figura della donna che scompare vediamo
la metafora della salvezza con la fuga, lasciando alle spalle un passato che è soltanto dolore e abitudine. I ragazzi del paese sono le vittime di un mondo chiuso in se stesso, dedito a scherzi sciocchi e malignità,
se destinati a restare; Veronica guarda quel mondo dall’esterno, perché sa che la sua permanenza è temporanea. Da notare anche la metafora dell’apparecchio acustico che il nonno porta per poter sentire
come modo per sottolineare un volontario isolamento dal mondo. Un’ambientazione perfetta conferisce valore al film anche da un punto di vista del recupero delle tradizioni popolari, come la citazione di una processione
di paese, così come il ruolo delle protagoniste femminili è importante perché loro risolvono la storia. Colonna sonora suggestiva e malinconica, adatta al tono del film che è puro cinema drammatico.
Molto brava <strong>Giuliana Dragotto</strong> nel ruolo di Veronica, attrice alle prime armi ma di sicuro talento. <em>Indelebile</em> è un film da vedere, un momento importante e uno spiraglio di luce nel quadro del nuovo cinema italiano.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink39aa9bf5175ac0d00ef66c8700ed92ee = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/indelebile-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink39aa9bf5175ac0d00ef66c8700ed92ee, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/indelebile-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd9e9df20fc48f1a4bea03b74fd783772 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/indelebile-loc_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1098,'height': 525,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd9e9df20fc48f1a4bea03b74fd783772, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/indelebile-loc_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="96" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kGpoO8i2NDY">https://www.youtube.com/watch?v=kGpoO8i2NDY</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 07:56:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il terrore di St. Pierre]]></title>
			<author><![CDATA[Mario De Rentibus]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000232"><h1 class="imHeading1">Un fuoco orrendo, terribile, mostruoso</h1><h2 class="imHeading2">Udii uno scalpiccio di passi affrettati nel corridoio superiore</h2><div>






<div>L’affermazione ormai trita, che il vero è talvolta più inverosimile d’ogni fantasia, trova in questa raccapricciante storia la più efficace delle
conferme. E’ il racconto semplice e disadorno di un giovanotto negro, Ludger Sylbaris, unico superstite della famosa catastrofe di St. Pierre: ma l’orrore della tragica situazione ha strappato da quell’anima
rozzamente ingenua tali accenti di profonda angoscia umana, da suggerirmi di riprodurlo nella sua suggestionante integrità.</div><div><br></div>
<div>Era una sera del 19…. e io stavo seduto con la mia fidanzata, la bella Giulia Richard, a un tavolo del ristorante della piazza municipale, a St. Pierre della Martinica, ciarlando
e osservando la gente che passeggiava su e giù in folla davanti a noi.<br>Andai nel pomeriggio a Fort de France, a prendere Giulia e giunsi a casa sua poco prima del tramonto. A nord, il monte Pelée faceva
udire il suo lamentoso boato, e a quando la terra sussultava e tremava sotto i nostri piedi: ma quando due si vogliono bene non si danno troppo pensiero di ciò che accade intorno a essi, e io ero troppo assorbito dalla
vista e dai discorsi della mia compagna per accogliere idee tristi e paurose.<br>Ci incamminammo quasi subito verso Saint Pierre. Il brontolio della montagna si faceva a mano a mano più forte, e già fitti nuvoloni
di polvere si erano rovesciati a più riprese sulla città. La popolazione, per niente spaventata, organizzava invece numerose gite per contemplare da vicino il curioso spettacolo.<br>Una allegra e numerosa compagnia
occupava insieme a noi il battello che fa il tragitto da Fort de France a St. Pierre. La brezza della sera increspava leggermente le acque: un senso di freschezza, delizioso dopo l’afoso calore della giornata, disponeva
gli animi alla quiete e alla delizia. Una cortina di vapori nera e spessa ci nascondeva alla vista la cima del monte.<br>Tutti ciarlavano animatamente, incuranti del domani. Quanto a me un solo pensiero mi occupava. La mia
Giulia era bellissima: alta, slanciata, graziosa nelle movenze, con una voce dolcissima e due occhi neri che sembravano penetrarmi fino all’anima.<br>Allorché li fissava su di me, mi sentivo felice: ma se li
rivolgeva ai nostri compagni di barca, un fremito di rabbia mi invadeva tutto. Ed ella, che lo sapeva, non aveva che da sorridermi amorevolmente per vedere il mio malumore dissiparsi come per incanto.</div><div><br></div>
<div>LA RISSA<br>Poiché le occhiate degli uomini del caffè in cui eravamo andati a sederci diventavano sempre più audaci, io rimproverai Giulia di mostrarsi troppo
civetta, rispondendo loro con dei sorrisi che avrebbero offeso chiunque si fosse trovato al mio posto.<br>Giulia si mise a piangere e scappò via, senza guardarmi in viso. Evidentemente era irritatissima.<br>D’improvviso
un giovanotto elegante, che era stato uno dei più insistenti nel corteggiarla da lontano, uscì dal fitto gruppo e mi affrontò guardandomi arditamente negli occhi.<br>Lo attesi a piè fermo, senza
far motto. La testa eretta e le braccia incrociate sul petto. A un tratto egli mi afferrò per le spalle e mi gettò a terra. Stordito dal colpo inatteso, rimasi un momento immobile: poi, con subito slancio, balzai
in piedi.<br>Quell’assalto brutale mi fece l’effetto di una liberazione. Per oltre un quarto d’ora ero rimasto al mio posto mordendo il freno, costretto a sopportare in silenzio i sogghigni e le celie di
pessimo gusto di quei maleducati, finché, incapace di frenarmi oltre, m’ero lasciato andare a sfogo deplorevole nei confronti della mia fidanzata.<br>Ma adesso, finalmente avevo di contro degli uomini, potevo
assalirli a mia volta, abbandonarmi liberamente all’impulso di collera che mi frenava in tutta la persona.<br>Non avevo armi, ma afferrai il primo oggetto che mi capitò tra le mani una bottiglia rimasta sul
tavolo e lo scagliai con forza contro il mio avversario, colpendolo alla faccia.<br>Un rumore di vetri che si rompono con violenza, un grido di rabbia e di dolore ed egli cadde a terra privo di sensi.<br>Un coro di proteste
indignate si levò tra gli astanti. Vidi molte braccia agitarsi in aria frementi e mi addossai con le spalle al muro.<br>I gendarmi accorsero, mi presero in mezzo, mi portarono via. Ebbi solo il tempo di gettare un’occhiata
a Giulia che si era rincattucciata in un angolo del locale.<br>Fu uno sguardo disperato, il mio. Al quale rispose uno sguardo altrettanto disperato.<br>E venni condotto via.</div><div><br></div>
<div>UNA BUIA, TETRA PRIGIONE<br>Dal caffè al municipio nel cui sottosuolo si trovavano le prigioni, non c’era che un passo. Venni condotto nella cella che mi era stata
destinata (l’ultima di una delle due lunghe file che si aprivano sul corridoio centrale), e vi fui abbandonato. Non potevo udire alcun rumore dall’esterno. Mi trovavo in una prigione ben sorvegliata.<br>Mi sentivo
stanco e stordito per gli avvenimenti che mi avevano voluto involontario protagonista. Ero stanco, disfatto. Mi ero buttato a giacere sul tavolaccio, per riflettere sulla mia situazione.<br>Sentivo tremare lievemente il
pavimento e le pareti della mia prigione; ma la sonnolenza, che già cominciava a invadermi, mi toglieva ogni senso di paura, come mi impediva di sentire la vergogna e la preoccupazione per il mio stato e ben presto
mi addormentai profondamente.</div><div><br></div>
<div>UN TERRIBILE INCUBO<br>A un tratto mi svegliai di soprassalto.<br>Il terreno su cui ero disteso vacillava maledettamente e un lontano rumore, come di tuono, mi giungeva alle
orecchie.<br>Balzai in piedi. Albeggiava e le idee mi si erano completamente rischiarate. Il ricordo della scena del caffè mi colpì con nettezza ed evidenza. Risentivo il rumore della bottiglia che si rompeva
sul viso del mio avversario, lo rivedevo steso a terra, intriso di sangue. E se fosse morto? Ero dunque diventato un assassino? Avrei portato con me, per tutta la vita, l’immagine e il rimorso del mio delitto?<br>Questi
pensieri, il timore della sorte che mi attendeva, e quello di aver perduto Giulia per sempre mi occuparono a lungo, e quando il carceriere mi portò da mangiare non ebbi la forza di rivolgergli la parola.<br>Mangiai
poco e male. L’avvilimento mi toglieva l’appetito.</div><div><br></div>
<div>LO SPAVENTOSO TERREMOTO<br>D’improvviso, con una rapidità che non riesco a descrivere, la cella in cui ero rinchiuso cambiò completamente d’aspetto.
Ciò avvenne in modo così inatteso, così completo, così inesplicabile che non tentai nemmeno di sforzarmi a comprendere.<br>La poca luce che mi circondava disparve, lasciandomi nel buio più
fitto. Udii uno scalpiccio di passi affrettati nel corridoio superiore, misto ad altri suoni misteriosi, vaghi e terribili che non capivo di dove venissero.<br>Immerso nelle tenebre, con le orecchie intronate da mille rumori
diversi, avevo però la percezione distinta delle cose: e ciò che sentii non fu certo provato da altri esseri umani in quel giorno a St. Pierre.<br>O quantomeno nessuno sopravvisse a raccontarlo.<br>Con la
stessa stupefacente istantaneità con la quale la luce si era spenta, l’aria in giro parve convertirsi in un invisibile fuoco. Esso occupava ogni spazio, dal soffitto al pavimento, da un muro all’altro, mi
riempiva gli occhi, le narici, la bocca, i polmoni: un fuoco asciutto e senza fiamma, più bruciante di quello di qualsiasi fornace. Un fuoco orrendo, terribile, mostruoso.<br>Era dunque la fine?<br>Gridai con quanto
fiato avevo in corpo. Chiamai ripetutamente al soccorso, ma inutilmente. La volta della prigione mi rimandava il suono della mia voce, raddoppiato da un’eco sonora: ma nessuno rispondeva al mio appello disperato.<br>Lo
spaventoso calore, l’orribile fuoco senza fiamma continuava più intenso, più insopportabile che mai. Una paura acuta, irragionevole mi prese: poi, con un violento sforzo su me stesso, riuscii a dominarmi,
a chiedermi cosa accadesse di eccezionale.<br>Quel caldo non poteva certo provenire da un incendio sviluppatosi nella prigione, perché in tale caso qualcuno sarebbe venuto a togliermi di là, o quanto meno avrei
udito il rumore dei preparativi intesi a scongiurare il disastro.<br>Mentre mi affaticavo a trovare una spiegazione, il suolo cominciò a oscillare, a tremare violentemente. Non solo il piccolo mondo rappresentato
dalle pareti della mia cella, ma tutta la terra parve scossa fin nelle sue viscere più profonde.<br>Le mura del palazzo in cui si trovavano le prigioni, alle cui fondamenta si addossava il sotterraneo da me occupato,
vibrarono nel buio assoluto che mi circondava.<br>Avevo la percezione esatta del loro disordinato movimento. Se tutta quella massa monumentale fosse precipitata, avrebbe finito con il seppellirmi sotto le macerie.<br>Gridai
ancora una volta al soccorso, ma non riconobbi più la mia voce. Era un suono fievole e strano, ora stridulo come il pianto di un bambino, ora rauco e soffocato come il lamento di un moribondo, che mi usciva di gola,
accrescendo il senso di orrore che mi invadeva, terribile!<br>E sempre nessuna risposta!<br>Mi avevano lasciato solo!<br>Un nuovo rumore mi colpì. Stavolta non era il cupo rombo che accompagna i grandi terremoti,
ma lo scroscio formidabile di molti edifici che si sfasciavano e cadevano in rovina, misto a cento altri suoni diversi, indefinibili.<br>La prigione doveva dunque convertirsi per me in una tomba?<br>Sembrava così
solida, così massiccia, che non sapevo figurarmi una forza capace di distruggerla.<br>Pure quale altro significato potevano avere quel tremito continuato sopra la mia testa e quei tonfi spaventosi di pietre che cadevano?<br>Ma
quantunque il sinistro strepito assumesse proporzioni sempre più spaventose, le macerie non giungevano fino a me.<br>La volta della mia cella, robustissima e situata a considerevole profondità, rimaneva ancora
intatta e io cominciai a chiedermi se l’inesplicabile catastrofe non stesse per convertirsi in un mezzo di salvezza, e mi misi a brancolare nel buio cercando disperatamente una uscita qualsiasi.<br>A un tratto accadde
una cosa che ancora di più mi atterrì.</div><div><br></div>
<div>IL FUOCO DELL’INFERNO<br>Un’insopportabile sensazione di bruciore ai piedi mi costrinse a chinarmi per indagarne la causa: ma tosto ritrassi la mano, orribilmente
scottata.<br>Qualcosa di vischioso e di atrocemente caldo, che sembrava fango in ebollizione, s’insinuava lentamente sul suolo di quello che stava per diventare il mio sepolcro.<br>Non diverso effetto avrei provato
toccando un ferro rovente appena tolto dalla fiamma di una fornace.<br>Rimasi un momento immobile. Poi indietreggiai, preso da orribile spavento. Quella misteriosa, ardente sostanza, m’inseguiva sempre. Riempiva a
mano a mano lo stretto locale come l’acqua che si versa in un serbatoio.<br>Una morte mille volte più lenta, più atroce, più spaventosa di quella per schiacciamento cui ero sfuggito, mi aspettava,
dunque?<br>Mentre la tremenda marea saliva fino a piegarmi le gambe e mi addossavo tutto tremante al muro del fondo, ove essa ancora non giungeva, un acre odore di zolfo mi prese alla gola, accompagnato da un acuto bruciore
interno che pareva volesse soffocarmi.<br>E assieme alle torture fisiche, un pensiero insistente, una specie di ossessione mi perseguitava, mi faceva martellare le tempie.<br>Se, come tutto lo faceva supporre, un incendio
distruggeva tutto il municipio, perché non tentavano di spegnerlo? Che si fossero dimenticati di me, potevo anche ammetterlo: ma lasciar perire così tutto il grandioso fabbricato!...</div><div><br></div>
<div>ORE DI ATROCE AGONIA<br>L’odore di zolfo e lo stringimento alla gola crebbero fino al limite, oltre il quale cessa la tolleranza umana. Poi, piano piano, i miei tormenti
cominciarono a calmarsi, a fondersi tutti in un cupo stupore, in cui svaniva la percezione esatta delle cose.<br>Quanto tempo rimasi così, con le spalle al muro, immobile e semi incosciente?<br>Non riuscivo a farmene
un’idea: non sapevo più neppure se fosse giorno o notte. Ricordavo che al mattino dell’8 maggio, dopo che il carceriere aveva portato da mangiare, avevo provato per la prima volta l’intenso calore
e inteso gli strani rumori accennati: ma quanto tempo fosse trascorso da allora restava per me un mistero.<br>Finalmente mi riscossi, con una impressione di sete ardente.<br>Cercai a tentoni la brocca dell’acqua,
e, trovatala, intatta su una sporgenza del muro, bevvi fino all’ultima goccia.<br>Era rimasto anche un po’ di cibo, ma non lo toccai. Mi ripugnava.<br>Poiché il liquido fango s’era raffreddato,
mi distesi invece a terra e mi addormentai, o forse caddi in una specie di deliquio.</div><div><br></div>
<div>LE POTENZE INFERNALI<br>Ero così, nell’incoscienza, probabilmente da ore, da giorni, non so, quando socchiudendo gli occhi vidi uno spettacolo che mi terrificò.
Ciò che avevo fino a quel momento passato era nulla al confronto delle mostruosità che si trovavano ora dinanzi a me: sentii i capelli drizzarmisi, dilatai le pupille in un terrificante stupore, un grido mi sali
alla strozza e proruppe altissimo.<br>Topi, enormi topi invadevano il pavimento della mia prigione. Mi guardavano con i loro occhietti maligni e crudeli, ed erano lì, immobili a fissarmi, come se attendessero un misterioso
ordine prima di procedere al vorace assalto.<br>Mi rizzai, le spalle contro il muro, e rimasi là, per secondi che mi sembrarono eternità, le braccia allargate sulla parete, le mani strette spasmodicamente.
Ma anche le pareti, là dove esse offrivano qualche sporgenza, erano state invase dai topi. Da queste schifosissime bestiacce.<br>A un tratto venni percosso come da una scarica elettrica. Lungo il mio braccio sinistro,
nudo, un topo cominciò a camminare veloce sulle sue zampe ripugnanti. Cacciai un urlo, scrollai il braccio per far cadere l’orribile bestia. Poi mi misi a correre, disperato, impotente, pazzo di spavento per tutta
la mia prigione, mentre i topi scappavano di qua e di là, mentre altri mi cadevano sulle spalle, altri mi si appigliavano alle gambe, alle mani, mi morsicavano dovunque trovassero una superficie di pelle libera di indumenti.<br>Mi
scagliai contro la porta della cella, battendovi disperatamente per cercare di demolirla e fuggire da quell’orrore nel quale non potevo più resistere, per sottrarmi ai morsi crudeli, al contatto viscido e ributtante
dei roditori.<br>Ma invano. La porta resisteva ai miei colpi più disperati.<br>Le grida si succedevano al pianto, ai singhiozzi, alle urla pazzesche che mi si sprigionavano dal cuore, da ogni più sensibile
fibra del mio essere.<br>Sentivo gli squittii furenti delle bestiacce. Battendo i piedi forsennatamente per terra, ne schiacciai non so quanti. Ma tuttavia i topi aumentavano sempre più di numero. Sembravano penetrare
attraverso le spesse pareti, e non mi chiesi da dove passassero, poiché la cella non presentava alcun buco, alcuna apertura quanto piccola fosse, attraverso la quale le bestiacce maledette potessero giungere sino a
me.<br>Non mi chiesi per quale misterioso condotto esse erano giunte sino a me.<br>Non pensai, dominato dal mio cieco terrore, che soltanto una potenza malefica poteva aver compiuto – solo essa – l’orrendo
prodigio.<br>Eppure soltanto le potenze infernali avevano potuto operare la cosa mostruosa.</div><div><br></div>
<div>UNA SPAVENTOSA LEGGENDA<br>Più tardi dovevo rammentare una leggenda antichissima che mi era stata raccontata da un uomo più che centenario quando io ero ancora un
ragazzo.<br>– Su St. Pierre, mi aveva raccontato il vecchio, – pesa una maledizione terribile. Un tempo qui, secoli e secoli fa, si svolgeva il mercato degli schiavi: povere genti negre provenienti dalle più
lontane contrade d’Africa. Quelli che resistevano agli spaventosi disagi per mare che venivano effettuati sulle navi negriere, erano venduti all’incanto, al miglior offerente. Migliaia di uomini, di donne, di fanciulli
e di bambine erano stati smistati e ceduti in cambio di oro. Le maledizioni di questi infelici avevano finito per fare di St. Pierre una terra maledetta.<br>Un giorno un gigantesco negro dell’Africa Equatoriale, convertito
al cristianesimo, mentre si trovava sulla piazza di St. Pierre per essere venduto, aveva lanciato il suo terribile anatema. Questo negro prima di convertirsi al cristianesimo era stato uno tra i più potenti stregoni
della sua tribù. Conosceva i più reconditi segreti della magia nera, era stato tra i più attivi cultori del satanismo. Allorché i missionari lo avevano convertito alla religione cristiana, il negro
aveva smesso di intrattenere il misterioso commercio con le deità pagane e con le potenze del male. La conversione di quell’uomo era stato uno dei più grandi successi ottenuti nel campo della fede da quei
primi missionari avventuratisi tra le selvagge contrade dell’Africa Equatoriale.<br>– Ebbene, – aveva continuato il vecchio, il giorno in cui Aybinong, così si chiamava il negro, fu condotto sulla
piazza di St. Pierre per esservi venduto come schiavo, egli pronunciò una delle più terribili bestemmie che un uomo di fede cristiana possa proferire.<br>« Da questo momento faccio ripudio della religione
cristiana alla quale padri missionari mi avevano iniziato. Non riconosco più quel Dio d’amore che essi mi avevano insegnato ad amare. Giuro di adorare nuovamente gli dei dei miei padri e di affidare la Principe
delle Tenebre, Dio del Male, mia anima Angelo Nero della Sventura. Io giuro di adorarlo, amarlo, rispettarlo così come ero pronto ad adorare, amare, rispettare il Dio d’Amore. Chiedo l’intervento delle forze
oscure perché St. Pierre sia maledetta nei secoli dei secoli, perché i suoi abitanti abbiano a essere dannati per l’eternità. Vieni o Dio del Male, prendi in consegna questa terra e le anime delle
genti indegne che la abitano: fai di questa terra un tuo dominio, fai di questi uomini dei tuoi sventurati sudditi. Che la maledizione perenne cada sulla città e sulle generazioni presenti e future di St. Pierre. Vieni
e distruggi! Vieni, e uccidi! Vieni e seppellisci sotto un mare di fango ardente e di zolfo ogni cosa Tu, da questo momento, sei il mio Dio! ».</div><div><br></div>
<div>IL CATACLISMA<br>Erano state appena pronunciate queste maledizioni, che il cielo si era improvvisamente oscurato. Tenebre nere come quelle della notte più fonda e tempestosa
erano succedute allo splendente azzurro e all’ardente fiato del sole. Una lingua di fuoco tremenda aveva solcato il cielo da una estremità all’altra, e un gigantesco spettro dagli occhi e dalla bocca di
fiamma, con un grande mantello nero svolazzante era apparso a tutta la gente della città.<br>Satana in persona, l’orrendo mostro del male, immobile contro il cielo, gigantesco, enorme, terrificante aveva lasciato
udire una risata altissima e terribile.<br>Aybinong era caduto in ginocchio levando le braccia verso l’apparizione ed aveva gridato:<br>– Principe, principe delle Tenebre, questo regno è tuo! Prenditelo!<br>Le
folgori, allora, erano cominciate a cadere sulle case, sugli uomini come frecce scoccate da mille e mille invisibili archi. Gli incendi si erano rapidamente propagati in tutta St. Pierre, uomini, donne, bambini erano caduti
fulminati sotto gli strali di fuoco.<br>A un tratto s’era udita una voce possente, come se centomila altoparlanti si fossero trovati dislocati nel cielo:<br>– Genti di St. Pierre, se volete salva la vita, rendetemi
omaggio! Io sono il vostro Signore, il Diavolo!<br>Il terrore della morte aveva spinto i più a buttarsi proni a terra, a vendere in cambio della vita, la propria anima a Satana. Chi si era sottratto al comando per
tener parola alla propria fede, era stato inesorabilmente ucciso dai lampi mortali.<br>– Da quel momento St. Pierre non è più la città della fede, ma la città del Diavolo. Non si adora più
Dio, ma Satana, – aveva concluso il vecchio centenario. – Ogni cento anni ora Satana ricompare e chiede un nuovo giuramento, impone il proprio potere alle genti di questa infelice e maledetta contrada.<br>Il
satanismo in St. Pierre era cominciato da allora a diventare un culto.</div><div><br></div>
<div>L’ORRENDA METAMORFOSI<br>Ludger Sylbaris, il negro che giaceva nella cella in compagnia dei mostruosi ratti era un uomo di profonda fede cristiana. Sapeva dell’esistenza
delle potenze infernali, ma ora, mentre cercava di sfuggire ai morsi feroci dei topi che lo premevano da ogni parte in una specie di muraglia squittente e nauseabonda, non pensava che Satana era venuto quel giorno, nel pieno
della sua potenza, a chiedere il tributo alla città di St. Pierre.<br>Alla leggenda non pensò, ritenendola semplicemente frutto di fantasia, se non quando una metamorfosi spaventosa ebbe a verificarsi dinanzi
ai suoi occhi sbarrati.<br>Un soffio caldo, misto a un insopportabile odore di zolfo passò come una ventata entro le quattro pareti della cella. I ratti caddero a terra come se fossero stati toccati da una bacchetta
magica. Caddero quelli che si trovavano abbarbicati con le loro zampette sulle angolosità della parete, quelli che si erano insinuati tra il petto e la camicia della loro vittima, che gli si erano attaccati con i denti
al cuoio capelluto, alle gambe, alle braccia, ai piedi nudi, alla schiena. Giacquero immoti a terra in un groviglio di grossi corpi neri lardellosi, lucenti, con le lunghe code irrigidite, le bocche irte di denti aguzzi spalancate,
in smorfie orrende.<br>Ludger Sylbaris, tremante, il corpo scosso da violenti conati di vomito si appoggiò alla parete e lasciò uscire dallo stomaco contratto, rivoltato dallo spettacolo ripugnante tutti i
pochi umori che giorni di digiuno gli avevano lasciato.<br>Si sentiva impazzire. Il sovrannaturale lo sovrastava. Ora capiva che egli era stato protagonista di un’azione infernale, satanica alla quale la mente umana
non poteva resistere.<br>E in quel mentre la metamorfosi terrificante avvenne.<br>Ogni topo agonizzante si trasformò in un essere ibrido, tra il nano e la bestia: esseri dalle gambucce corte e magre, dal corpo piccino
e dalla testa enorme. Gli occhi erano simili a grossi fari, le orecchie erano padiglioni penduli, spaventosi a vedersi. Ma gli occhi! Erano occhi nel cui profondo c’era il fuoco dell’inferno, la morte con la sua
fissità spaventosa, c’era la crudeltà indicibile delle creature inferiori dominate dal satanismo.<br>Un nuovo urlo, lungo e altissimo come di lupo ferito a morte, uscì dalla gola del disgraziato.<br>Se
l’incubo dei mostruosi ratti era stato atroce, ora questo altro era addirittura insopportabile. Dominato da una pazzia furiosa, il prigioniero si diede a prendere a calci gli esseri immondi: li colpiva con i pugni, li
schiacciava a colpi di testa contro la parete.</div><div><br></div>
<div>LA RIVOLTA DEI MOSTRI<br>Furono come sorpresi dalla reazione dell’uomo.<br>Squittivano come ratti, ma si muovevano come uomini, deformi, spaventosi omuncoli dalle lunghe
braccia alle cui estremità le mani non erano dissimili dalle zampe dei topi, artigliate, adunche, mortali.<br>Quanti ne uccise, il povero negro?<br>Egli vedeva il sangue sprizzare dai cadaverini: ne era tutto inzuppato.
Le pareti colavano lasciando impronte sanguinose. Era un sangue denso come olio, vischioso e dall’odore nauseabondo.<br>Ma più Sylberius ne uccideva, e più uomini-mostri entravano misteriosamente nella
cella. Brulicavano come formiche in un formicaio. Sopra, sotto, ai lati Sylberius era premuto dalla massa abnorme. Da quelle migliaia di bocche usciva un fiato caldo e potente, simile al lezzo cadaverico. Gli occhi bruciavano
come se emettessero fiamme. Gli artigli da topo laceravano le carni, penetravano profondamente lasciando solchi sanguinosi, strappando all’uomo, oramai incapace di difendersi, esausto, disperato lunghi e alti singhiozzi,
grida di aiuto, forsennate bestemmie…<br>Vinto il primo attimo di sbigottimento seguito alla reazione di Sylberius, i mostri-uomini ora lo aggredivano, avanzando a plotoni, morsicandolo da ogni parte, aggrappandosi
a ogni pezzettino della sua carne. Egli compiva salti mostruosi, quasi arrivando a toccare il soffitto con la testa per scrollarsi di dosso le bestie immonde. Si scagliava contro le pareti, ma se anche ne uccideva erano sempre
troppo pochi quelli che morivano in confronto alle moltitudini che sempre più entravano misteriosamente in azione.<br>La rivolta dei piccoli mostri la vinse sul coraggio e la disperazione di Sylberius.<br>L’uomo
crollò a terra sotto la massa enorme giacque immoto.</div><div><br></div>
<div>IO SONO IL TUO DIO<br>Era svenuto.<br>Non seppe neppure lui dire quanto tempo giacque così, nella più completa incoscienza.<br>Quando riaperse gli occhi, vide
che i mostri-uomini si erano ritirati dal suo corpo. Li vide tutti allineati contro le pareti della cella, ammucchiati gli uni sugli altri, i mille e mille occhi fissi su di lui, immobili. Mentre il lezzo che usciva dalle
loro bocche contorte lo staffilava.<br>– Mio Dio! – gli uscì dall’anima, – Mio Dio, aiutami tu!<br>A quella invocazione gli rispose da ogni punto della cella un’alta, sonora, diabolica
risata.<br>Ai suoi occhi allucinati apparve lo spettacolo di quelle mille bocche spalancate nella risata mostruosa, che sconvolgeva l’intelletto. I piccoli mostri ridevano tutti all’unisono, come se quelle mille
e mille bocche fossero una bocca sola.<br>– Non resisto! Non resisto più!<br>Sylberius si levò in piedi di scatto. Si buttò contro la porta picchiando i due pugni chiusi in un disperato quanto
inutile tentativo di demolirla.<br>La risata s’interruppe. Il silenzio subentrò nella cella. E allora un altro evento satanico si compì.<br>I mostri scomparvero d’incanto. Una lingua di fuoco
di un bianco accecante si scatenò nella cella, un fitto, acre velo di zolfo riempì l’ambiente e la presenza incorporea di un personaggio satanico apparve a Sylberius.<br>– Io sono il tuo Dio!</div><div><br></div>
<div>IL PRINCIPE DEGLI INFERI<br>Sylberius indietreggiò fino alla parete. Vi si appoggiò con le spalle vinto da un più grande terrore.<br>– No, no!…
– cominciò a balbettare, – no… no!…<br>Il personaggio era tutta un’ombra nera, attraverso di esso, Sylberius vedeva la parete di contro: era un essere immateriale e tuttavia era un essere
reale, ben vivo e ben vero. Era là, dinanzi a lui. E ghignava nella sua terrificante bellezza.<br>Sì, Satana era bello come un angelo e malefico come il demonio.<br>– Io sono il tuo dio!<br>–
No, no…<br>– Ricordi la maledizione di Aybinong?… Aybinong lo schiavo che ripudiò il Dio d’Amore e strinse alleanza con me, il Dio del Male? Tu sei il discendente di Aybinong. Ma tu credi nel
Dio d’Amore… Ma sarai tu che rinnoverai il patto fatto dal tuo antenato. Sarai tu che questa volta rinnegherai la tua fede per la mia…<br>La risata stridula, infernale si ripercosse nuovamente tra le quattro
pareti che parvero crollare.<br>Sylbergius tremava come un virgulto percorso dal vento. Era incapace di connettere, una paura arcana, un terrore invincibile lo dominavano togliendogli ogni capacità di pensare, di
riflettere, di reagire. Subiva la presenza dell’altro, si sentiva soggiogato dal potere malefico che emanava dal maligno.<br>– Che debbo fare… che debbo fare?… – balbettava Sylbergius, scrollando
la testa a destra e a sinistra come un automa. – Che debbo fare?…<br>– Rinnega, rinnega il tuo Dio!<br>Sylbergius cadde in ginocchio, affondò la fronte nello strato di fango impregnato dell’acuto
odore di zolfo, fu scosso da profondi singhiozzi:<br>– Rinnego il mio Dio! – gridò con la disperazione nella voce. – Rinnego il mio Dio!<br>Alta e breve risuonò la risata.<br>– Sei
libero!</div><div><br></div>
<div>UN ALLUCINANTE SPETTACOLO<br>Ci fu subito come una vampata, poi le quattro pareti caddero e il rumore dei calcinacci e la polvere che si sprigionò da essi furono terribili.<br>Della
presenza del signore del male più alcuna traccia. Sylbergius si trovò ricoperto di polvere, gli abiti a brandelli, i capelli incanutiti, il volto disfatto, pieno di rughe, gli occhi sbarrati, come quelli di un
folle.<br>Mosse alcuni passi. Al di là dello squarcio era tutta una rovina. Quello che era stato un tempo il corridoio delle prigioni non era altro che una montagna di macerie.<br>Passo dopo passo, con una lentezza
esasperante, cercando di vincere la debolezza che lo pervadeva tutto, Sylbergius uscì dall’edificio che ormai non esisteva più, rivide la luce del sole e allora lo spettacolo di un’intera rovina gli
apparve.<br>St. Pierre non esisteva più.<br>Tutto era stato distrutto. I cadaveri si ammucchiavano tra le macerie. Braccia, teste apparivano staccate dal resto dei corpi che si trovavano chissà dove.<br>La
città era morta.<br>Il negro, il discendente dello schiavo che aveva lanciato la maledizione su St. Pierre e sulle generazioni venture stringendo alleanza con le potenze dell’Inferno, era l’unico superstite.
Era rimasto solo.<br>Egli aveva rinnovato il patto. Tra cento anni St. Pierre avrebbe risubito il malefico cataclisma, puntualmente. Tra cento anni un discendente di Sylhering avrebbe rinnovato il patto infame.</div><div><br></div>
<div><strong>NOTE<br></strong>Racconti rari dell’orrore riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. “Il terrore di St. Pierre” di <strong>Mario De Rentibus</strong>, apparso nel 1962 in “I Racconti del Terrore 5”, collana edita da <strong>Gino Sansoni Editore</strong>, e pubblicato per la prima volta su <em>Club GHoST</em>.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink3fba5f771d423db0a288704c386475fd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/terrore-st-pierre-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 537,'height': 732,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3fba5f771d423db0a288704c386475fd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/terrore-st-pierre-cop_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="273" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 16 Feb 2025 08:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ISS Tribute]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000233"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Nuovo video Club GHoST &amp; Ipnotica</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Omaggio alla Stazione Spaziale Internazionale</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> presenta il nuovo video targato <em>ClubGHoST</em> &amp; <em>Ipnotica</em>, dedicato alla Stazione Spaziale Internazionale. Un piccolo omaggio su questo straordinario progetto: un viaggio affascinante tra le stelle e lo spazio infinito.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il video è stato caricato sul nuovo canale You Tube ufficiale del <em>Club GHoST</em>:<br><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a><u><br></u><u></u>che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.<br>Per non perdere tutte le novità a riguardo quindi vi invitiamo a iscrivervi al canale attivando la
campanella per le notifiche.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink35aaaed3b62a3224ee070a38fd474c99 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/iss-tribute-loc_ver.jpg','alt': 'La copertina del video.','title': 'La copertina del video.','width': 446,'height': 670,'description': 'La copertina del video.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink35aaaed3b62a3224ee070a38fd474c99, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/iss-tribute-loc_ver.jpg" alt="La copertina del video." title="La copertina del video." width="200" height="301" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkc55f8bf70cd7470722101d094cd45305 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/iss-tribute-spotyoutube_ver.jpg','alt': 'Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!','title': 'Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!','width': 491,'height': 704,'description': 'Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc55f8bf70cd7470722101d094cd45305, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/iss-tribute-spotyoutube_ver.jpg" alt="Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!" title="Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!" width="150" height="216" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_dKb-nHFnQg">https://www.youtube.com/watch?v=_dKb-nHFnQg</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 14:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Intervista ai Black Motel Six]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003B"><div><div><h1 class="imHeading1">Intervista esclusiva alla band</h1><div><h2 class="imHeading2">Incontro con i Black Motel Six, metal band da Roma</h2></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>1. Ciao, presentate i Black Motel Six in poche parole ai nostri lettori.</strong><br>Ciao, siamo i Black Motel Six – metal band da Roma; siamo in attività da circa il 2012 e recentemente è uscito il nostro nuovo album “When The Pillars Collapse”.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>2. Come definireste il vostro sound e quali sono i vostri punti di riferimento?</strong><br>L’album precedente ha uno stampo “groove metal” che abbiamo iniziato a sentire un po’ stretto nel corso degli anni. “When the Pillars Collapse” è stato scritto senza porci troppe domande sul genere e su quali influenze inserire, cercando però di evitare plagi o scopiazzature inutili. Le influenze includono tutto ciò che può essere ormai considerato “classico” e che hanno mantenuto il fuoco “acceso” per farci continuare a suonare (come i <em>Pantera</em> ad esempio, o i <em>Machine Head</em>) e “moderno” come <em>Gojira</em>, <em>Meshuggah</em>, <em>Periphery</em> per citarne qualcuno. A proposito dei <em>Periphery</em>, abbiamo l’onore di avere un assolo di <strong>Mark Holcomb</strong> su “Angel”.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>3. Com’è stato realizzare “When The Pillars Collapse”? &nbsp;Insomma, è cambiato qualcosa stavolta nel vostro metodo compositivo?</strong> Normalmente Marco, il nostro chitarrista, arriva con delle idee più o meno complete in sala prove e le suona. Da quel momento in poi vengono potenzialmente stravolte e ne esce un brano completamente nuovo, frutto del lavoro di condivisione con tutti; altre volte invece il brano funziona già molto bene e quindi il lavoro è molto più veloce e normalmente si tratta di “cesellature”.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>4. Pensate che i Black Motel Six si esprimano meglio in studio o live? E perchè?</strong><br>La dimensione live è la dimensione che prediligiamo perchè cerchiamo costantemente di comunicare con il pubblico attraverso la nostra musica; parte di questo è anche parte integrante del processo di scrittura dei brani, dove alcune sezioni di brano sono proprio pensate per essere suonare dal vivo. Nonostante siano canzoni con testi in inglese, durante i live Stefano spesso si ferma a spiegare di cosa trattano i testi delle canzoni per coinvolgere il pubblico non solo sul piano prettamente musicale ma anche sul piano del significato e di quello che è stata un’esperienza, un pensiero o una riflessione riguardo un determinato tema.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>5. Avete già stabilito una ipotetica data per il vostro prossimo full-length?</strong><br>Non ancora ma sicuramente dopo il periodo promozionale di “When The Pillars Collapse”, cominceremo a scrivere!</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>6. Come è stato accolto fino ad ora “When The Pillars Collapse”? Siete soddisfatti in generale?</strong><br>La soddisfazione che cercavamo di più è durante i live e siamo contenti che i brani sembra che funzionino e gli ascoltatori li apprezzino. Man mano che li suoniamo live vengono migliorati nella performance e questo li rende sempre più convincenti.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>7. Dove volete arrivare con questa band e qual è la vostra più grande ambizione, nonostante siate in giro da molti anni?</strong><br>Il sogno è poter arrivare a tante persone e che possa comunicare le stesse emozioni che abbiamo provato ad esprimere!</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>8. Con chi vorreste fare un tour o una data almeno una volta nella vostra vita?</strong><br>Direi che siccome i <em>Pantera</em> originali non ci sono più, sicuramente sarebbe bello poter suonare di supporto a i <em>Gojira</em>!</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>9. Ok abbiamo finito, concludete come volete.</strong><br>Un saluto da parte nostra. Grazie per lo spazio! Un saluto a tutti i lettori e ricordate di supportare le band italiane!!</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Leggi la recensione dell’album <em>When the Pillars Collapse</em>. <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?when-the-pillars-collapse-dei-black-motel-six" class="imCssLink">LEGGI &gt;&gt;</a></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><span><script> var showboxlink99888a52a3ec24ef92eef3e038513497 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/cover-album-blackmotelsix-mini.webp','alt': '','title': '','width': 526,'height': 526,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink99888a52a3ec24ef92eef3e038513497, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/when-the-pillars-collapse-cover.webp" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a></span><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><span><script> var showboxlinkdd593c6aaceafa12790592a8d77437e3 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/fotoband-blackmotelsix-grande.webp','alt': '','title': '','width': 960,'height': 855,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdd593c6aaceafa12790592a8d77437e3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/BlackMotelSix_bar.webp" alt="I Black Motel Six." title="I Black Motel Six." width="200" height="179" /></a></span><br></span></div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 17:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Denti da latte - Una storia di vampiri cattivi cattivi! di Luca Ruocco]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000234"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Una storia horror per ragazzi</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Scrittura scorrevole piena di trovate linguistiche originali</span></h2><div>






<div><em class="cf1">[…] Dopotutto la notte è il momento più adatto per ogni tipo di mostro.<br>Il Lupo Mannaro, dicevamo, si trasforma solo di notte
e solo in alcune notti, quelle di luna piena. Le Streghe si riuniscono tra loro di notte e mezzanotte è l’ora più giusta per incontrare uno Spettro spaventoso in una vecchia casa infestata! Seguendo alla
lettera questa basilare “regola dei mostri”, i Vampiri, quindi, riposano di giorno e lasciano le bare in cui amano dormire solo al tramonto. Farebbero infuriare qualsiasi genitore modello. […]</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46xDgzy" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Denti da Latte: una storia di vampiri cattivi cattivi!</em> di <strong>Luca Ruocco</strong> edito da <em>Bakemono Lab.</em> e illustrato da <strong>Stefano Tambellini</strong> è a tutti gli effetti, una storia horror per ragazzi.<br>Il testo si apre con una prefazione di <strong>Paolo Di Orazio</strong>, penna horror made in italy di un certo livello qualitativo e granguignolesco.<br>La sua introduzione è una difesa appassionata del genere horror e dei
mostri nelle narrazioni. L’autore si scaglia contro l’idea che l’horror sia dannoso per i giovani, ritenendo questa convinzione assurda e infondata. Sottolinea come anche opere classiche, come l’<em>Eneide</em>, l’<em>Odissea</em> e la <em>Divina Commedia</em>, contengano elementi fantastici, macabri e inquietanti.<br>Secondo l’autore, i mostri non sono solo figure spaventose, ma rappresentano aspetti fondamentali
della nostra psiche e della nostra crescita: sono il simbolo della nostra infanzia, della curiosità, dell’immaginazione e delle aspirazioni. Sono anche la metafora delle sfide quotidiane che tutti affrontiamo:
lo studio, il lavoro, gli affetti. Sconfiggere un mostro nelle storie equivale ad affrontare e superare le proprie paure nella vita reale.<br><em>[…] Chi ha paura della paura è una triste persona che nasconde nel suo animo qualche zona d’ombra […] </em>Personalmente, non posso che essere concorde.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Passiamo al testo:<br>Il romanzo inizia con una serie di riflessioni sulle creature dell’orrore, per poi concentrarsi sulla figura del vampiro e sul protagonista, il piccolo
Vali. La storia segue il suo percorso di crescita, mentre scopre la sua identità di “vampiro anomalo”, incapace di rispettare i canoni tradizionali della sua specie. Questo crea un forte elemento di conflitto
e comicità: il giovane vampiro non ha denti aguzzi ma “denti da latte”, non ama il sangue, e sembra essere un outsider nella sua stessa comunità.<br>L’opera si sviluppa come una sorta di <em>coming of age</em> gotico e parodistico, in cui il protagonista esplora il suo ruolo in un mondo che lo considera una pecora nera. L’elemento umoristico è un punto di
forza che rende il testo fruibile anche per chi non è appassionato dell’horror classico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Lo stile dell’autore è informale, ironico e a tratti volutamente grottesco. Si avverte una forte influenza della letteratura per ragazzi, con un tono che ricorda le
narrazioni orali e fiabesche. La scrittura è scorrevole e piena di trovate linguistiche originali, con giochi di parole e metafore che rendono la lettura leggera e piacevole.<br>Il libro sovverte le aspettative sui
mostri classici, che diventano comici e paradossali rendendolo perfetto per un pubblico giovane o per chi ama le parodie del gotico.<br>Il conflitto di Vali con il mondo vampirico è un ottimo punto di partenza per
una storia di crescita e il linguaggio è creativo e coinvolgente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Da giovane ho divorato ogni libro del maestro <strong>R.L. Stine</strong> che mi capitava sotto mano; se avessi avuto un libro del genere, sarei stato un ragazzo molto felice.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Luca Ruocco è autore, sceneggiatore e critico cinematografico. Guarda solo film coi
mostri. Nel 2010 fonda <em>InGenereCinema.com</em>, Gazzetta del Cinema e della Cultura Horror, del Fantastico, del Bizzarro e dello Straordinario, che tutt’ora
dirige. Nel 2016 scrive e dirige <em>Dylan Dog – 30 anni di incubi</em>, il primo documentario ufficiale sul fumetto di <strong>Tiziano Sclavi</strong>, prodotto da Studio Universal con <em>Sergio Bonelli Editore</em>. Dal 2012 è uno degli organizzatori del <em>Fantafestival</em>, il più longevo festival italiano dedicato al cinema di genere fantastico e dal 2020 è parte del comitato editoriale di <em>Heroes International Film Festival</em>. Tra il 2019 e il 2023 ha creato e sceneggiato il format a episodi <em>Il Giro dell’Horror</em>, docuserie dedicata all’horror made in Italy. Nel 2022 ha pubblicato per <em>Bakemono Lab</em> il suo primo romanzo horror per ragazzi, <em>Denti da Latte – Una storia di Vampiri cattivi cattivi!</em> e nel 2024 <em>Denti da latte – Solo Ossa</em>.<br>Insieme a <strong>Ivan Talarico</strong> nel 1999 crea la produzione indipendente <em>DoppioSenso Unico</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Denti da latte – una storia di vampiri cattivi cattivi!<br>Autore: Luca Ruocco<br>Editore: Bakemomo Lab Edizioni<br>Pagine: 114<br>ISBN:
978-88-94826-692<br>Costo: 14,00 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/46xDgzy" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf0bf93dc6f7526493e946a4f5406b25f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/denti-latte-storia-vampiri-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 682,'height': 1040,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf0bf93dc6f7526493e946a4f5406b25f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/denti-latte-storia-vampiri-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="305" /></a><br></div><div><script> var showboxlink7e3efe83bfc1ebd04f2de6d0621e08aa = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/luca-ruocco-vampiri_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 682,'height': 682,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7e3efe83bfc1ebd04f2de6d0621e08aa, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/luca-ruocco-vampiri_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 15:23:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Smash Cut di Lee Demarbre]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Scognamiglio]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003D"><div><h1 class="imHeading1">Film con tanto sangue e body count</h1></div><h2 class="imHeading2">Una produzione che omaggia il genere splatter di Herschell Gordon Lewis</h2><div><span class="cf1"><strong>Smash Cut (Canada, Usa 2009)</strong><br><em>Regia, Soggetto: Lee Demarbre. Sceneggiatura: Ian Driskoll. Produttore: Robert Menzies. Produttore esecutivo: Joe C. Dwek. Casa di produzione: Lionsgate. Distribuzione in italiano: Rai Cinema, 01 Distribution. Fotografia: Jean-Denis Ménard. Montaggio: Lee Demarbre. Effetti speciali: Jason Holtz. Musiche: Michael Dubue. Scenografia: Norman Soper. Costumi: Andy Tait. Trucco: Angie Mills. Storyboard: Randy Smith. Art director, Character design: Csaba András Kertész. Genere: Orrore, Thriller. Durata: 79′. Lingua originale: Inglese. Paese di Origine: Canada, Usa, 2009. Interpreti: David Hess (Able Whitman), Sasha Grey (April Carson), Michael Berryman (Philip Farmsworth Jr.), Herschell Gordon Lewis (Fred Sandy), Jesse Buck (Isaac Beaumonde), Ray Sager (Reverendo Ezekial Boone), Jennilee Murray (Georgina Carson/Gigi Spot), Michael Dubue (Alan Dackman), Barry Blake (Armand Parys), Parisa Kasaei (Intern).</em></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Able Whitman è un regista di film horror molto contestato dal suo pubblico in quanto utilizza effetti speciali poco realisti e ridicoli. Una sera, uscendo da un night club, viene coinvolto in un incidente stradale nel quale muore Gigi Spot, la spogliarellista che si stava portando a casa. Ma da quell’incidente ecco che arriva l’ispirazione… Able utilizza il cadavere della spogliarellista nel suo prossimo film riscuotendo il tanto atteso successo. Da quel momento, Able darà vita a una catena di omicidi e mutilazioni che favoriranno la sua scalata al successo con grande stupore del suo produttore Philip Farmsworth Jr. e dei suoi investitori. Intanto April, sorella della spogliarellista defunta, indaga sulla sua scomparsa assumendo il bizzarro ma astuto detective Isaac Beaumonde il quale sospetta sin da subito su Able. Ma l’unico modo per coglierlo con le mani nel sacco è che Sasha si faccia ingaggiare per uno dei suoi film.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Film del 2009 diretto da <strong>Lee Gordon Demarbre</strong> (<em>Jesus Christ Vampire Hunter</em>, <em>Summer’s Moon</em>) che omaggia il genere splatter di <strong>Herschell Gordon Lewis</strong>, tanto da far apparire quest’ultimo in un paio di cameo. Evidentemente low budget, il regista si gioca la carta dell’autoironia per coprire le varie pecche del film, quali la recitazione e la sceneggiatura, facendo concentrare così lo spettatore sul lato divertente del film, rappresentato da scene splatter (anche se un po’ con il freno a mano tirato ma godibili e abbastanza realistiche) e momenti esilaranti di pura follia con personaggi molto sopra le righe. Nel ruolo di Able Whitman troviamo <strong>David Hess</strong> il quale, oltre a essere invecchiato maluccio (siamo molto lontani dalle memorabili performance viste ne <em>L’Ultima Casa a Sinistra</em> di <strong>Wes Craven</strong> e ne <em>La Casa Sperduta nel Parco</em> di <strong>Ruggero Deodato)</strong> appare allo spettatore come una ridicola macchietta. Ma ci piace pensare che la cosa sia voluta. Il personaggio di Philip Farmsworth Jr. è interpretato invece da un iconico <strong>Michael Berryman</strong> con un improbabile parrucchino riccioluto sulla sua pelata. Il ruolo di April è affidato all’ex star del porno <strong>Sasha Grey</strong>. Nonostante tutto, il film scorre bene, anche se il finale è un po’ affrettato come se il regista avesse esaurito le idee.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Sicuramente non si può gridare al capolavoro (pertanto se siete dei palati fini statene alla larga), ma se lo si guarda con lo spirito giusto, ovvero quello di passare una serata a divertirsi con litri di sangue e body count, questo film non tradirà le aspettative. E comunque <strong>Herschell Gordon Lewis</strong> a inizio film vi avvisa che sta a voi se proseguire o meno la visione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinke430db50f8a79120c51f8621f2cdc156 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SmashCut-fotolocandina-piccola.webp','alt': '','title': '','width': 420,'height': 620,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke430db50f8a79120c51f8621f2cdc156, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/smash-cut-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="296" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink49ac3e843260399f647fbe334a473a18 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/SmashCut-fotoscena-grande.webp','alt': '','title': '','width': 620,'height': 336,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink49ac3e843260399f647fbe334a473a18, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/smash-cut-scene_bar.webp" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="109" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/b8lYNcqBkQg">https://youtu.be/b8lYNcqBkQg</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 16:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Revenge di Coralie Fargeat]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000235"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Rape and revenge al femminile</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Consigliato agli amanti del thriller e dell'horror più realistico</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong>Revenge (Francia 2017)<br></strong><em>Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Coralie Fargeat. Fotografia: Rebrecht Heyvaert. Montaggio: Coralie Fargeat, Bruno Safar, Jérome Eltabet. Musiche: Robin Coudert. Trucco: Laetitia Quillery. Produttori: Marc-Etienne
Schwartz, Marc Stanimirovic, Jean-Yves Robin. Case di Produzione: MES Productions, Monkey Pack Films, Charades, Nexus Factory, Umedia. Distribuzione (Italia): Midnight Factory. Genere: Thriller,. Azione. Durata: 108’.
Lingua Originale: Francese, Inglese. Paese di Origine: Francia, 2017. Interpreti: Matilda Lutz (Jen), Kevin Janssens (Richard), Vincent Colombe (Stanley), Guillaume Bouchède (Dimitri), Jean-Louis Tribes (Roberto).</em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Revenge</em> è il primo lungometraggio di <strong>Coralie Fargeat</strong>, dopo un cortometraggio intitolato <em>Le Télégramme</em> (2003), tra l’altro cinema d’autore perché la regista è autrice di soggetto e sceneggiatura. Riprese durate solo 33 giorni con la finzione del deserto americano realizzata in Marocco.
In Italia <em>Revenge</em> si è visto poco e male, perché il cinema di genere non trova spazio nei circuiti d’autore anche quando – come
in questo caso – lo meriterebbe. Adesso viene programmato nei circuiti televisivi Mediaset, tra Cielo e Infinity, tra l’altro nella sua forma integrale, senza tagli in funzione televisiva perché la pellicola
è vietata solo ai minori di anni 14. Siamo di fronte al più classico dei <em>rape and revenge</em> (stupro e vendetta), originale perché al femminile, senza azioni di rivalsa eseguite per interposta persona (padre, marito, amante). Tutto comincia da uno stupro compiuto in una villa ai confini del
deserto prima che tre amici balordi diano il via a un’avventura di caccia. Quattro attori: <strong>Matilda Lutz</strong> nei panni di Jen, la preda che diventa cacciatrice e vendicatrice; <strong>Kevin Janssens</strong>, il suo amante Richard, forse il soggetto più turpe del terzetto; <strong>Vincent Colomb</strong>, Stanley il vile stupratore; <strong>Guillaume Bouchède</strong>, Dimitri, colui che vede ma non interviene. Il film è girato con una tecnica sopraffina, sequenze ad alta tensione, ben ambientato nel deserto marocchino, montato in maniera serrata (necessari 108’
di pellicola), fotografato con luce vivida, diretto con mano ferma a base di riprese spericolate e di effetti speciali stupefacenti. Molte scene truculente rendono il film sconsigliato a chi non è abituato al realismo
dei particolari macabri, ma tutto è realizzato con grande perizia tecnica. <strong>Coralie Fargeat</strong> è alle prime armi, ma promette molto bene per un futuro nel cinema di azione e nel thriller più efferato, tra l’altro ha capito che per una buona riuscita del film il regista deve dire
la sua anche nel montaggio. Anteprima mondiale al <em>Toronto Film Festival</em> nel 2017. Acclamato dalla critica come cinema di exploitation femminista che celebra la vendetta di una giovane donna coraggiosa. Bravissima <strong>Matilda Lutz</strong>, esperta di ruoli horror e thriller ma alla sua prima volta nel rape and revenge, genere da un po’ di tempo a questa parte abbastanza dimenticato. <strong>Coralie Fargeat</strong> viene definita come la prima autrice capace di girare un cinema di stupro e vendetta metaforico. Non so quanto la metafora sia voluta, ma il risultato è
più che buono anche per gli amanti del genere puro. Consigliata la visione agli amanti del cinema thriller e dell’horror più realistico.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf5b6fcbd57d0a2538d01f5c2616ef095 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/revenge2017-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf5b6fcbd57d0a2538d01f5c2616ef095, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/revenge2017-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><span class="cf1"><br></span><script> var showboxlink00d39e846de3a8ec3cb8983ab81635d4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/revenge2017-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1440,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink00d39e846de3a8ec3cb8983ab81635d4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/revenge2017-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=3YQRiV7toqI">https://www.youtube.com/watch?v=3YQRiV7toqI</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 15:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Super Mario Bros - Il film di Aaron Horvath e Michael Jelenic]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Animazione"><![CDATA[Animazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003E"><div><h1 class="imHeading1">Enorme operazione nostalgia per adulti</h1></div><div><h2 class="imHeading2">Film migliore del previsto che va bene per una serata di relax</h2></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Super Mario Bros. – Il film (Usa, Giappone 2023)</strong><br><em>Regia: Aaron Horvath, Michael Jelenic</em><br><em>Sceneggiatura: Matthew Fogel</em><br><em>Produzione: Illumination, Nintendo</em><br><em>Musiche: Brian Tyler, Kōji Kondō</em></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il brand di <em>Super Mario</em> è noto ai più. Anche io ho giocato un paio di titoli pur non avendo mai avuto una console <strong>Nintendo</strong>. È un marchio talmente popolare che già molti anni fa tentarono di farne un film (quella volta in live action) con il mai troppo compianto <strong>Bob Hoskins</strong> a interpretare Mario, ma non andò molto bene. Sono passati gli anni e, ora che l’animazione 3D è ad alti livelli, è uscito quest’altro film che, alla fin fine, è un cartone animato.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Mario e Luigi sono due spiantati idraulici italoamericani di Brooklin che si trovano, per uno strano scherzo del destino, a viaggiare dalle fogne della loro città a un regno magico. Nel viaggio, però, vengono divisi e dove il fratello minore, Luigi, finisce nel regno dei malvagi Koopa (delle tartarughe umanoidi), Mario finisce in un regno di uomini fungo governato dalla affascinante principessa Peach. Pare che il re dei Koopa voglia conquistare l’intero mondo grazie a un artefatto che ha rubato tempo addietro e ora i due idraulici sono finiti dentro a questa stramba guerra fantasy. Riusciranno a ritrovarsi e salvare i mondi?</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Questo film è quantomeno strano. Intanto è un fantasy bello e buono e, visto che si parla di un prodotto giapponese, direi proprio un isekai (un tizio del nostro mondo viene trasportato in un regno fantasy) con una trama abbastanza semplice perché sia adatto a un pubblico di bambini. Questo è quello che ti aspetti e i colori e la “scioccheria” dei personaggi seguono questa linea. Di contro il film ha diversi passaggi cupi che a un bambino secondo me potrebbero fare proprio paura e lunghe dissertazioni sulla morte tragica che, sì, non è una morte (perdonatemi la battuta) ma è il modo in cui se ne parla che è fin troppo serio. Anche se lo fa una stella pazza.<br>Dei molti personaggi risalta la principessa Peach che diventa un personaggio d’azione a tutti gli effetti che spesso ruba la scena al protagonista. Alcuni potrebbero lamentarsene, ma sarebbe alquanto sciocco. Non è male vederla sviluppare una certa profondità oltre che a “essere in un altro castello” e baciare nasi.<br>L’animazione è buona, coloratissima, rapidissima, segue spesso i canoni dei giochi (di moltissimi di quelli esistenti, che vengono così citati) in modo efficiente con salti, corse, rotolamenti e vari power-up. Il tutto risulta divertente e bello da vedere con scene che talvolta sono degne di prodotti d’azione superiore a questo.<br>Sul piano musicale abbiamo un bene orchestrato mix delle musiche dei giochi (soprattutto del classico) usate nei giusti momenti con vecchie glorie degli anni passati che un bambino non può conoscere. Qui si ritorna al punto del quale parlavo più sopra, ovvero che questo è un prodotto che sembra per bambini, ma non lo è.<br>Tutto il film da l’idea di essere una enorme operazione nostalgia per adulti che riconoscono così quell’ester-egg, quella musica, affrontano quel concetto senza problemi (si cerca di dare un senso ad alcune stramberie dell’ambientazione dei giochi). Tutto questo non è sbagliato, ma non era quello che mi aspettavo o che il trailer sembrava promettere. Meglio per me senz’altro, e penso che un bambino si divertirà lo stesso guardando la scimmia che salta e tira banane dal suo go-kart.<br>Solo un appunto veramente negativo mi sento di fare a questo film. Lo so che è la sua frase tipica, ma al sedicesimo “Mamma mia!”, in quanto italiano, ho cominciato a sentirmi proprio preso per il culo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Tirando le somme è un film migliore del previsto, per quanto rimanga semplice, che va bene per una serata di relax.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink8f8ccb3a54f6b4a17e1fad300d8caecd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/super-mario-bros-loc_ver.webp','alt': '','title': '','width': 500,'height': 750,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8f8ccb3a54f6b4a17e1fad300d8caecd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/super-mario-bros-loc_ver.webp" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="300" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/eyOP-gA4tIo">https://youtu.be/eyOP-gA4tIo</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 16:55:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[In Cathedra Succubi di Carlo Salvoni]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000236"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Raccolta di racconti</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Prosa caratterizzata da una meticolosa attenzione ai dettagli</span></h2><div>






<div><em class="cf1">[…] Non pretendo di aver ragione, so che ci sono momenti per le chiacchiere e momenti per il silenzio, insegnanti che tollerano un certo brusio
e altri che esigono il silenzio assoluto. Allo stesso modo, io ho i miei limiti e le mie imprescindibili necessità, o meglio, le avevo: parlare, intervenire, concludere un discorso iniziato. Si chiama dal preside un
alunno che chiacchiera troppo? […]</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4sj2Uk3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>In Cathedra Succubi</em> di <strong>Carlo Salvoni</strong> edito da <strong>Horti Di Giano</strong> è una raccolta di dieci racconti che rielaborano, in chiave cruda e inquietante, le dinamiche intricate e talvolta paradossali del sistema scolastico italiano.<br>Attraverso un filtro disturbante,
orrorifico e privo di ogni rassicurazione, l’autore mette in luce le incongruenze, le procedure labirintiche e le formalità spesso inspiegabili che pervadono il mondo dell’istruzione. Questi aspetti delineano
un volto oscuro della scuola, suggerendo una realtà sommersa e inquietante.<br>Non è una lettura adatta ad un pubblico ampio e generalista, alcune storie trasmettono un vero e proprio senso di angoscia, specialmente
se – come me – non avete un bel ricordo del periodo tra i banchi.<br>Invece per chi vive quotidianamente queste dinamiche (tipo Professori, Personale ATA ecc), possono rivelare un’ironia grottesca e spietata.<br>Nel
cuore di <em>In Cathedra Succubi</em>, il lettore si trova di fronte a una delle più inquietanti metamorfosi della vita scolastica, un viaggio lirico dentro un
vortice disturbante.<br>La bellezza di questo libro sta nella sua capacità di giocare con l’allegoria, trasformando la realtà oggettiva in una distorsione orrorifica che non ha bisogno di demoni, perché
i suoi mostri possono essere reali. Sono le istituzioni che soffocano, i ruoli che consumano, le parole che scavano nella mente di chi le riceve. E, sopra ogni cosa, è il terrore più grande: accorgersi di essere
il male di qualcun altro.<br>Lo stile di <strong>Salvoni</strong> distingue per la capacità di intrecciare elementi del quotidiano con sfumature surreali
e inquietanti, creando atmosfere che sfidano la percezione della realtà. La sua prosa è caratterizzata da una meticolosa attenzione ai dettagli e da una profondità narrativa che invita il lettore a riflettere
sulle sfumature più oscure dell’esistenza umana.<br>Se siete alla ricerca di qualcosa di diverso, fuori da un certo canone dell’orrore e del bizzarro e che vi lasci qualcosa dentro, questo libro fa per
voi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE</strong><br>Carlo Salvoni, nato nell’80, vive in provincia di Brescia con la moglie e le tre figlie,
è insegnante di Lettere presso una Scuola Secondaria di Primo Grado.<br>Dopo aver militato in un gruppo di Death metal melodico (Tragodia), ha riversato sulla scrittura le sue velleità artistiche.<br>Dopo
anni a scrivere romanzi con uomini e animali, rivolti ad adulti e ragazzi (tra gli altri, <em>Cavalletti e cavalli</em> – 2013, <em>Menamato</em> – 2016), si è dedicato alla narrativa fantastica. Del 2022 è la raccolta di storie weird <em>Necromitologia</em>.<br><em>Storie senza nomi</em> (Elison), e nello stesso anno appare nelle antologie <em>Il richiamo di Lovecraft</em> (Esescifi), con il racconto “Il canto al di là del ghiaccio”, e <em>Terrorea</em>. <em>Materia corporis</em> Vol 1 e successivamente anche sul Vol 3(Horti di Giano), con il racconto “Il
pane”. Sempre nel 2022 si è aggiudicato il Premio Hypnos con il racconto <em>Cambiano le prospettive al mondo</em>.<br>Ha all’attivo diverse pubblicazioni digitali (Delos Digital, Hypnos e Opera Narativa) e i suoi racconti appaiono su diverse antologie e riviste specializzate.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">In Cathedra Succubi<br>Autore: Carlo Salvoni<br>Editore: Edizioni Horti di Giano<br>Pagine: 160<br>ISBN-13: ‎ 979-1280144690<br>Costo:
Ebook 8,97 € – Cartaceo 15,70 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4sj2Uk3" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinked8e36e214850b49b7ad4738d7280321 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/In-Cathedra-Succubi-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 686,'height': 973,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinked8e36e214850b49b7ad4738d7280321, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/In-Cathedra-Succubi-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="284" /></a><br></div><div><script> var showboxlink6262946c7e939732a24e5208f23b5a64 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/In-Cathedra-Succubi-autore_ver.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 685,'height': 686,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6262946c7e939732a24e5208f23b5a64, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/In-Cathedra-Succubi-autore_ver.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="151" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 16:38:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Terence Fisher - Horror gotico d’autore]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000238"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Saggio dedicato al regista inglese</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Scritto da Mario Galeotti per la Weird Book Edizioni</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La Redazione <em>GHoST</em> segnala la disponibilità del saggio Terence Fisher - Horror gotico d’autore a cura di <strong>Mario Galeotti</strong> edito da Weird Book Edizioni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rLclsI" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">«Se i miei film riflettono in qualche modo la mia personale visione del mondo, lo fanno mostrando la vittoria finale del Bene sul Male, esito in cui credo fermamente. Può
volerci molto tempo, ma alla fine è sempre così che vanno le cose». Con queste parole, il regista inglese <strong>Terence Fisher</strong> sintetizzava al meglio quel dualismo Spirito e Carne, Luce e Tenebre, Bene e Male, che ha costantemente attraversato la sua filmografia fin dalle prime regie.
Punta di diamante dell’affiatata squadra di artisti e tecnici messa in piedi dalla piccola casa di produzione <strong>Hammer</strong>, <strong>Terence Fisher</strong> ha raggiunto la notorietà alla fine degli anni Cinquanta con le atmosfere gotiche e vittoriane di un genere horror che portò alla ribalta internazionale il cinema britannico: <em>La maschera di Frankenstein</em>, <em>Dracula il vampiro</em>, <em>La vendetta di Frankenstein</em>, <em>La furia dei Baskerville</em>, <em>La mummia</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Considerato niente più che un semplice artigiano e mestierante, per troppo tempo <strong>Terence Fisher</strong> è stato sottovalutato dalla critica. Solo tardive e postume riabilitazioni ne hanno fatto emergere lo stile inconfondibile. Attraverso un profilo esaustivo
della sua vita e della sua carriera e il racconto di quel mondo gotico fiabesco e grandguignolesco che ha finito per connotarne la poetica cinematografica (nonostante si sia destreggiato anche in altri generi), questo saggio
di <strong>Mario Galeotti</strong> vuole affermare in maniera definitiva e incontrovertibile lo spessore autoriale di un regista a lungo ingiustamente emarginato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>SCHEDA TECNICA</strong><br>Titolo: Terence Fisher – Horror gotico d’autore<br>Autore: Mario Galeotti<br>Editore:
Weird Book<br>Collana: Revolution<br>Genere: Saggio<br>Pagine: 204<br>Prezzo: 25,90 €<br>Formato: 15 x 22 cm<br>ISBN: 979-12-81603-25-7</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rLclsI" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink8c3b0b561594c3cd13f06a5df7ae2b74 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Terence-Fisher-saggio-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro,','title': 'La copertina del libro,','width': 448,'height': 657,'description': 'La copertina del libro,'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8c3b0b561594c3cd13f06a5df7ae2b74, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Terence-Fisher-saggio-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro," title="La copertina del libro," width="200" height="294" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 05:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Colui che non ti aspetti]]></title>
			<author><![CDATA[Peter C. Arnold]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000023B"><h1 class="imHeading1">Camminò deciso verso il fondo</h1><h2 class="imHeading2">Si trovò proprio al cospetto di un gigantesco Samurai scheletrito</h2><div>






<div><em>Non sorridere al bambino dai riccioli d’oro; non toccare la sua guancia di porpora: il bambino dai riccioli d’oro è colui che non
ti aspetti…<br><br></em>Era mezzogiorno in punto.<br>Un mezzogiorno afoso, come novecentonovantanove altri. E il signor Ashal non era tipo da perdersi a considerare il caldo o qualsiasi
altra sfumatura del tempo. Si sarebbe stupito, ma non tanto, se quel mezzogiorno fosse stato freddo; quel mezzogiorno di ferragosto: non si stupiva più tanto di nulla, da quando gli uomini s’erano messi a lanciare
certi ordigni nello spazio, anche con le bombe H inserite nelle capsule dei missili.<br>Per questo motivo il signor Ashal uscì lietamente dal suo ufficio. S’accomodò la cartella sotto il braccio e sgambettò
allegramente, senza curarsi dei suoi cinquant’anni e della sua pancia piuttosto voluminosa, sul marciapiedi, a fianco di frotte di scolari che uscivano allora dalle lezioni.<br>Era un tipo distratto, Wewel Ashal. E
si maledisse una volta di più. Si dette una forte pacca sulla fronte e si fermò di botto.<br>– L’appuntamento, mormorò, l’appuntamento: queste non sono cose da dimenticare…<br>E
si avviò, con passo deciso, al Museo della Scienza.<br>Il vasto piazzale che dava all’ingresso del Museo, a quell’ora, era deserto. E il grande portone era chiuso. Ma lui non se ne curò. Proseguì
del suo passo deciso e penetrò nel grande portale di noce, come se non vi fosse. Non si stupì minimamente di questo suo potere, il distratto Wewel Ashal; e quando il portone chiuso fu alle sue spalle, rimase
immobile a osservare il limite del lunghissimo corridoio che gli si presentava.<br>Era curioso, quel dinosauro tuttossa che pareva sorridergli. E anche il ghigno di quell’uomo-scimmia imbalsamato, che lasciava intravedere
esasperanti venature costrette dal tempo e dalla mano paziente dello scienziato.<br>Respirò due volte, e poi si compiacque dell’eco sinistro dei suoi passi, sul pavimento.<br>Camminò deciso verso il
fondo e si trovò proprio al cospetto di un gigantesco Samurai scheletrito, raccolto con le forti ossa nella corazza, col teschio che gli sorrideva dall’elmo arrugginito. Qualche gioco di fili e di sostegni doveva
permettere ai resti del valoroso guerriero di poter sostenere con tanta naturalezza, col braccio alzato nell’atto di colpire, la pesante, fredda scimitarra.<br>Lì si fermò. Consultò per un attimo
l’orologio: mezzogiorno era passato da qualche minuto. « Pazienza, pensò; non sarà la fine del… ma si corresse subito, anche nel pensiero; pazienza, speriamo che non vi sia nulla di grave, per
questo piccolo ritardo ».<br>L’altro, comunque, non aveva tardato. Ne sentiva la presenza, il buon Wewel Ashal, in quell’ambiente. Lo stesso diffuso odore di ciclamini, che s’era sparso attorno, impregnando
l’aria e le cose, proprio come a casa sua, la sera prima.<br><br>***<br><br>Era rientrato stanco e aveva acceso subito il televisore, la sera prima, Wewel Ashal, mentre s’accingeva a riordinare le carte
della sua borsa, sul tavolo dello studio, in casa sua. Aperse il mobile-bar e ne trasse la bottiglia di cherry, semivuota. Se ne versò un parsimonioso goccetto in un bicchiere pulitissimo e occhieggiante e prese a centellinarlo,
con calma; con la solita calma, insomma.<br>« Il lancio della bomba H tramite la capsula di un missile THOR non è riuscito ». La voce dello speaker, alla televisione, era alquanto monotona.<br>«
Gli scienziati hanno provveduto a disintegrare la carica esplosiva contenuta nella capsula e il missile è svanito al largo delle isole di Pasqua ».<br>Wewel ingoiò brontolando l’ultimo goccio e
spense l’apparecchio con rabbia.<br>« Fate pure, fate pure: ci ammazzerete tutti, borbottò; tutti ».<br>« Buonasera ».<br>Wewel si voltò di scatto. La vocina gli era parsa
timida e bianca. Non vide subito il bambino che era seduto comodamente nella sua poltrona preferita, quattro volte più grande di lui.<br>Era un bel bambino. Gli occhi celesti, una lunga veste candida, con un delicato
fregio nell’orlagione, in stile romanico, un fregio d’oro. Aveva riccioli lunghi e curiosamente, piacevolmente disordinati. Un sorriso magnifico, magnifico.<br>– Chi sei? – chiese Wewel.<br>Il bambino
continuava a sorridere.<br>E Wewel non s’accorse nemmeno che non gli rispondeva, rapito com’era nella contemplazione del suo bellissimo volto. Delle sue manine rosee, che giocavano leggermente con l’orlo
consunto della vecchia poltrona.<br>– Sei un angelo?… Un angelo… Ho sempre pregato per vedere un angelo. E mi hanno mandato il più bello…<br>Così dicendo Wewel prese ad avvicinarsi
alla bella creatura, che continuava a sorridergli.<br>– Non avvicinarti, gli disse severo il bambino; – è meglio che non ti avvicini.<br>Ma Wewel non lo ascoltava. Le mani protese, sfiorò la carnagione
rosea del bambino, ma ritrasse subito, violentemente, le mani. Aveva percepito qualcosa.<br>E ora il bambino non gli sorrideva più. Aveva gli occhi fissi su di lui, in un cipiglio severo, e il colore della sua pelle
andava sempre più macerandosi.<br>E Wewel inorridì. Inorridì di quelle rughe chiassose e profonde, di quelle vene macilente e di quelle piaghe che andavano lentamente imprimendosi, lentamente e inesorabilmente,
sul volto del fanciullo.<br>– Ti avevo detto di non avvicinarti.<br>– Sei un angelo? – Lo chiese con minor convinzione, ora, Wewel.<br>Il bambino sghignazzò, volgarmente. Mentre la peluria andava
coprendo le sue guance e le sue braccia.<br>Allora Wewel notò il pus che andava raggrumandosi e propagandosi, con violenza, su quella carne che un attimo prima era rosa.<br>– Un angelo?<br>Solo allora Wewel
si accorse di quello strano intenso odore di ciclamini, che arieggiava intorno. Annusò. E respirò a pieni polmoni di quell’aria. Il bambino continuava a fissarlo, immobile, mentre le sue carni subivano
quel crescente processo di macerazione.<br>– Sei ammalato… Sei venuto da me a farti curare, fanciullo?<br>Il ragazzo continuava a sghignazzare. Ora era in piedi. E pareva ancora più piccolo di prima,
più minuto, con la testa enorme, macabra per quelle vene e quelle rughe disgustanti, che gli si piegava in avanti.<br>La sua mano si alzò, lentamente.<br>– Sono venuto a prenderti, maledetto uomo. Io
sono la morte.<br><br>***<br><br>Il giorno dopo quella conoscenza, la mattina presto, Wewel si alzò e si recò fischiettando in ufficio.<br>« Strano tipo, quel ragazzo: chi l’avrebbe mai
detto che la morte era così? ».<br>Ma non ci pensò poi tanto, Wewel, quella mattina, perché le pratiche dell’ufficio non permettevano distrazioni: tre giorni per preparare a dovere la relazione
sulla distribuzione dei cementi ai cantieri del lato est della città.<br>E il suo dovere doveva e voleva farlo sino in fondo, anche se sarebbe morto a mezzogiorno di quella stessa giornata.<br>Mezzogiorno. Per quell’ora
doveva trovarsi al Museo della Scienza, in fondo al primo corridoio, di fronte allo scheletro di un guerriero Samurai con la scimitarra in mano.<br>« Sarà chiuso, a quell’ora », aveva replicato.<br>«
Non preoccuparti », aveva risposto il ragazzo – vecchio; « passerai per il portone chiuso. Perché sarai già virtualmente morto ».<br>Wewel aveva sorriso.<br><br>***<br><br>E
ora si trovava lì, a osservare il ghigno del Samurai scheletrito, a domandarsi il principio di gravità che permetteva a quella grossa, abnorme scimitarra d’essere sorretta dalla mano di un morto. E ad assaporare
il gustoso profumo di ciclamini, d’intorno.<br>– Salve.<br>Wewel si voltò.<br>– Devi scusarmi il ritardo, disse impacciato; – ma non sono abituato a queste cose.<br>Il ragazzo dal volto
rugoso di vecchio sorrideva. Se quello poteva dirsi un sorriso.<br>– Ho sempre saputo – proseguì sempre più timidamente Wewel – che si morisse in un modo diverso, e che la morte fosse vestita
di nero, con un cappuccio consunto sul cranio di una vecchia megera, con in mano una falce simbolica, che…<br>Parlava e parlava il buon Wewel. E il ragazzo vecchio sorrideva.<br>Non sapeva, Wewel, che dal giorno
prima erano trascorsi milioni di anni.</div><div><br></div>
<div><strong>NOTE<br></strong>Racconti rari dell’orrore riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. “Colui che non ti aspetti” di <strong>Peter C. Arnold</strong>, apparso nel 1962 in “Terrore 4”, collana edita da Gino Sansoni Editore, e pubblicato per la prima volta su <em>Planet Ghost</em>.<br><strong>Peter C. Arnold</strong> è uno pseudonimo di <strong>Pier Carpi</strong>. Nato a Scandiano Reggio Emilia 1940. Morto a Viadana (Mantova) nel 2000.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkd44de7a8f5b9272da6a855af7e91ea8d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/colui-che-non-ti-aspetti-cover_bar.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 1200,'height': 740,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd44de7a8f5b9272da6a855af7e91ea8d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/colui-che-non-ti-aspetti-cover_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="124" /></a><br></div><div><script> var showboxlink25966f2b4e248c0d639d933f3c7bbe62 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Pier-Carpi_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 343,'height': 351,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink25966f2b4e248c0d639d933f3c7bbe62, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Pier-Carpi_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="154" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 09 Feb 2025 07:33:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[I Custodi Minori: Gli eredi dei Miti di Flavio Deri]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000239"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Racconto che espande l'universo di Lovecraft</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Consigliato a chiunque ami le storie di investigazione sovrannaturale</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong>Flavio Deri</strong> ci conduce in un viaggio oscuro e ipnotico attraverso le ombre dell’universo lovecraftiano,
offrendo non solo un omaggio alle opere di <strong>H.P. Lovecraft</strong>, ma soprattutto ai suoi protagonisti. <em>I Custodi Minori: Gli eredi dei Miti</em> è una storia che rielabora con acume e rispetto gli interrogativi lasciati in sospeso dai racconti del Solitario di Providence, proponendo
una visione inedita su ciò che accade alle famiglie e ai discendenti di coloro che hanno affrontato il sovrannaturale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rKr6vC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Un’indagine tra passato e presente.<br>Il detective Gregory Wylde viene ingaggiato da Walter Peaslee per indagare sulla misteriosa scomparsa di tre investigatori della
Legrasse &amp; Co. ad Arkham. Questi uomini non sono semplici investigatori: i loro cognomi rivelano una discendenza diretta dai protagonisti di alcuni dei racconti più celebri di <strong>Lovecraft</strong>. Edward Upton, George Goodenough Akeley e Arthur Legrasse portano il peso di un passato che non ha mai smesso di tormentarli, eredi di storie che non si sono mai davvero
concluse. L’indagine di Wylde si sviluppa attraverso una narrazione frammentata, un mosaico di documenti che comprendono registrazioni, pagine di diario e una lettera mai spedita. Attraverso questi espedienti, il lettore
ricostruisce gli ultimi giorni degli investigatori e i segreti che hanno scoperto, fino a un finale che giunge con la crudele ineluttabilità tipica del genere weird. Il colpo di scena finale, una confessione rivelata
attraverso una lettera, rimescola le carte in tavola e lascia il lettore con un senso di inquietudine duraturo.<br>Uno degli aspetti più interessanti del racconto di <strong>Deri</strong> è il modo in cui esplora un tema raramente affrontato: il destino delle famiglie di coloro che hanno affrontato i Miti di Cthulhu. Nei racconti di <strong>Lovecraft</strong>, gli orrori cosmici non si limitano a distruggere l’individuo, ma si propagano come una maledizione lungo le generazioni. <strong>Deri</strong> riprende questo concetto e lo amplifica, creando una storia in cui il passato non è mai davvero sepolto e la conoscenza proibita si trasmette come un marchio
indelebile. Il rispetto filologico per il materiale originale è evidente. L’autore non si limita a citare personaggi e luoghi, ma costruisce una storia che potrebbe benissimo essere un ideale seguito di alcune
delle opere di <strong>Lovecraft</strong>. Tuttavia, aggiunge anche il suo tocco personale, ispirato al mondo dei giochi di ruolo, introducendo una dinamica investigativa
più strutturata e un ritmo narrativo che alterna momenti di tensione a rivelazioni sconvolgenti. <strong>Deri</strong> dimostra una straordinaria capacità nel catturare l’essenza del weird lovecraftiano, costruendo un’atmosfera densa di mistero e minaccia latente.
Arkham è più di una semplice ambientazione: è un organismo vivo, un luogo dove le ombre sembrano avere una volontà propria e il passato continua a sussurrare nelle menti di chiunque osi indagare
troppo a fondo. Lo stile dell’autore è evocativo, caratterizzato da un lessico raffinato e da una struttura narrativa che alterna descrizioni dettagliate a documenti frammentati, creando un senso di scoperta continua.
L’uso di registrazioni, diari e lettere non è un semplice espediente stilistico, ma un elemento essenziale che immerge il lettore nella storia, rendendolo partecipe dell’indagine di Wylde.<br><em>I Custodi Minori: Gli eredi dei Miti</em> è un racconto che espande l’universo impazzito di <strong>Lovecraft</strong>. Con una narrazione coinvolgente, personaggi credibili e un’atmosfera inquietante, <strong>Flavio Deri</strong> dimostra una profonda comprensione del genere weird e della mitologia lovecraftiana. Consigliato a chiunque ami le storie di investigazione sovrannaturale, gli
enigmi irrisolti e l’orrore cosmico, questo racconto si distingue per la sua capacità di mantenere viva l’eredità di <strong>Lovecraft</strong> senza mai cadere nella mera imitazione. Un’opera imperdibile per chi vuole esplorare nuovi angoli di un universo narrativo che non smette mai di affascinare
e terrorizzare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Flavio Deri è nato il 18/10/1988 a Pontedera (PI). È diventato membro del <em>Culto Lovecraftiano</em> nel 2003, quando ha acquistato il suo primo libro del Sognatore di Providence. Iscritto alla <em>H.P. Lovecraft Historical Society</em> e supporter dell’<em>Horror Writers Association</em>, ha sempre desiderato dedicarsi alla scrittura andando oltre la creazione di campagne di gioco di ruolo da tavolo o dal vivo. Durante la pandemia, ha partecipato
a concorsi letterari per antologie, e nel 2022 ha pubblicato il suo primo libro intitolato <em>Appunti di un Sussurro</em>, sempre con ambientazione Lovecraftiana, oltre a rientrare in pubblicazioni come <em>Terrorea – De Rerum Natura della Horti di Giano</em>, nella collana <em>Universo di Lovecraft</em> della Esescifi, nell’antologia <em>Chimerica</em> della PAV Edizioni. Per la Colomò Edizioni compare nell’antologia <em>Strani Aeoni nn. 2 e 3</em>, <em>Grimoria</em>, <em>l’Amaro in Bocca</em> e ha curato la raccolta <em>L’Orrido Verde</em>. <em>L’Ombra dietro la Miskatonic</em> è il suo racconto lungo con la Delos Digital, si possono trovare altri suoi racconti su due numeri del progetto <em>Racconti dal Profondo</em>. Finalista in concorsi letterari come il <em>TOHorror Festival</em>, <em>Terni Horror Festival</em> e del <em>Premio Esecranda</em>.<br>Fiero membro del Gruppo <em>Telegram Lovecraft Italia</em>. Appassionato del genere Horror, ha dedicato la sua libreria personale a Lovecraft, con oltre cento volumi tra racconti, saggi, biografie, graphic novel
e romanzi ispirati ai Miti.<br>Dal 2024 collabora con <em>Club GHoST</em> con recensioni di libri e fumetti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">I Custodi Minori: Gli eredi dei Miti<br>Autore: Flavio Deri<br>Editore: Delos Digital<br>Pagine: 30 – Formato ebook<br>ISBN: 9788825431766<br>Prezzo:
1,99 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rKr6vC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkdedb480a26bf5b2daa22a9eca12bf5bd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/custodi-minori-loc_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 500,'height': 700,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdedb480a26bf5b2daa22a9eca12bf5bd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/custodi-minori-loc_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="280" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkab17dd4b9d1e5cc340c9acdd0a4e0af2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/flavio-deri-custodi-minori-loc_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 381,'height': 381,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkab17dd4b9d1e5cc340c9acdd0a4e0af2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/flavio-deri-custodi-minori-loc_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Feb 2025 06:20:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Occhi blu di Michela Cescon]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000023A"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Noir psicologico</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Con citazioni del vecchio poliziesco italiano</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong>Occhi blu (Italia 2021)<br></strong><em>Regia: Michela Cescon. Musiche: Andrea Farri. Soggetto e Sceneggiatura: Michela Cescon, Marco Lodoli, Heidrun Schleef. Fotografia: Matteo Cocco. Montaggio: Sara Petracca. Genere. Thriller. Durata: 86’. Paese
di Produzione: Italia, 2021. Interpreti: Valeria Golino (Valeria), Ivano De Matteo (Murena), Jean-Hugues Anglade (Il Francese), Matteo Olivetti (Marco), Teresa Romagnoli, Ambrosia Caldarelli, Ludovica
Skofic. Case di Produzione: Tempesta con Rai Cinema, in coproduzione con Palomar e Tu Vas Voir, con il sostegno di Regione Lazio – Fondo Regionale per il Cinema e DG Cinema.</em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4r99M2u" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Michela Cescon</strong> è soprattutto una brava attrice che nelle vesti di regista prima di <em>Occhi blu</em> si era occupata solo di teatro. Diciamo che non è proprio la stessa cosa, perché i tempi cinematografici sono diversi, forse qualcosa resta da imparare,
soprattutto il montaggio e la sceneggiatura, per rendere una storia più fluida e scorrevole. <em>Occhi blu</em> non è comunque un esordio negativo. Tutt’altro. Vorrei mettere in luce le cose positive di un noir psicologico, ambientato in una Roma spettrale e decadente, tra lunghi silenzi e attese sospese. La colonna sonora di <strong>Andrea Farri</strong> è notevole, con una base jazz al clarinetto, fino alla canzone romana intonata in un piccolo locale notturno dal protagonista. La storia, molto ridotta
per sostenere un lungometraggio di 86 minuti, ruota attorno alle gesta di una rapinatrice motorizzata e di un giovane complice, con il commissario di polizia (<strong>De Matteo</strong>) che le dà la caccia e non riesce ad acciuffarla. Trentatre rapine in tre mesi, fino a quando il commissario non chiede aiuto a un collega più anziano
che tutti chiamano Il Francese. Una piccola sottotrama, non meno importante, riguarda il poliziotto transalpino (<strong>Jean-Hugues Anglade</strong>) che sta cercando chi gli ha ucciso la figlia per vendicarsi. Tutto è raccontato per sottrazione, che va pure bene ma <em>il troppo stroppia</em> si dice in Toscana, al punto che sia del francese che della rapinatrice in motocicletta non sappiamo quasi niente. Pure del commissario sappiamo solo che si
è innamorato di una ragazzina e che non riesce più a guardare in faccia moglie e figli, poi lo seguiamo nella caccia infruttuosa alla rapinatrice e soltanto alla fine comprendiamo che ama cantare. Credo che tutto
questo mistero sia voluto dalla regista, come la faccenda degli occhi blu del titolo, che sporgono dalla visiera del casco e caratterizzano sia la rapinatrice (<strong>Golino</strong>) che il complice (<strong>Olivetti</strong>). Il problema è che non si capisce fino in fondo come il francese sia arrivato a individuare la misteriosa rapinatrice, pare che sia risalito a Valeria dal fatto che è una provetta guidatrice di
moto. Altri pregi del film sono una fotografia notturna romana, grigia e plumbea (<strong>Cocco</strong>), molte riprese con il grandangolo, primi piani mai banali e scontati, riprese dal basso con particolari in soggettiva. <strong>Valeria Golino</strong> è molto brava nei panni della rapinatrice motorizzata, recita con lo sguardo e con i silenzi più che con le parole. L’impianto del film,
alterna il teatrale dei dialoghi ad alcune riprese esterne davvero ben fatte, impaginando dissolvenze poetiche a originali stacchi fotografici che sostituiscono l’azione. <strong>Michela Cescon</strong>, nonostante sia alla prima prova da regista dimostra di conoscere bene la materia da un punto di vista tecnico, mentre va rivista alla prova come sceneggiatrice.
La responsabilità di un montaggio troppo diluito è di <strong>Sara Petracca</strong>, ma è anche vero che una storia esile e dei personaggi appena abbozzati non potevano che spingere verso tale direzione. Cinema d’autore versione noir con citazioni del vecchio poliziesco italiano,
thriller crudo e realistico, un film del quale tutto sommato consiglio la visione, prendendo il buono che è capace di offrire. Lo trovate su Rai Play.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4r99M2u" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink2110d58d38176e7ccc4b5448cb77de45 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/occhi-blu-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2110d58d38176e7ccc4b5448cb77de45, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/occhi-blu-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink2e91e9c75f6d7d8e22a8415b9b88ed0c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/occhi-blu-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1024,'height': 553,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2e91e9c75f6d7d8e22a8415b9b88ed0c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/occhi-blu-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="108" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=qILFlklUPSA">https://www.youtube.com/watch?v=qILFlklUPSA</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 06:35:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Meridiano di sangue di Cormac McCarthy]]></title>
			<author><![CDATA[Adriano Calvanese Strinati]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000042"><div><h1 class="imHeading1">La scrittura di McCarthy rappresenta la brutalità in modo crudo</h1><h2 class="imHeading2">Romanzo che smonta il mito fondatore degli USA come terra di libertà e opportunità</h2></div><div><div>Se mai sono esistiti compassione e fratellanza nel vecchio West, l’occhio che inquadra le vicende di <em>Meridiano di sangue</em> sceglie consapevolmente di rivolgersi altrove. Si direbbe un compito semplice: ogni roccia del deserto, ogni lembo di cielo, ogni angolo di villaggio racconta una realtà fatta di violenza e morte. Siamo a metà del XIX secolo, durante l’espansione verso ovest degli Stati Uniti. Un ragazzo di quattordici anni abbandona la casa del padre e inizia a vagare senza meta; finisce per unirsi a un gruppo di fuorilegge, ma il loro tentativo di attraversare il confine con il Messico viene interrotto da un attacco dei Comanche, che lascia il ragazzo tra i pochi sopravvissuti. Viene arrestato dalle autorità messicane e, una volta in prigione, trova il modo di aggregarsi a una nuova banda in cerca di nuovi innesti, quella del capitano John Glanton; ufficialmente si tratta di cacciatori di scalpi, ma di fatto si rivela un gruppo di sanguinari senza scopo che semina morte e distruzione lungo la frontiera tra Messico e Stati Uniti. Li guida il giudice Holden, un gigantesco profeta glabro che esercita sui seguaci un connubio di fascino mistico e terrore viscerale. L’obiettivo primario che si pone il romanzo è quello di esplorare la violenza come elemento costitutivo dell’umanità. La scrittura di McCarthy rappresenta la brutalità in modo crudo, il conflitto quale colonna portante della condizione umana. La violenza viene spesso intrecciata con simbolismi religiosi e apocalittici, conferendo all’opera un carattere epico e universale.</div><div><br></div><div>Il ragazzo – il cui nome non viene mai menzionato – è tanto protagonista quanto osservatore degli eventi, che lo trascinano più che conquistarlo. Impotente eppure maestro di sopravvivenza, attraversa fasi di passivo asservimento al gruppo di Glanton e momenti in cui viene sopraffatto dalla paura e dalle prese di coscienza; i suoi allontanamenti, tuttavia, finiranno sempre per ricondurlo sul sentiero battuto dal mastodontico giudice-filosofo, anche a distanza di decenni. Non del tutto innocente, non del tutto corrotto dalla violenza che lo circonda. L’ambiguità del personaggio trova il suo culmine nell’atto conclusivo del romanzo: il ballo di Fort Griffin. Un rituale al di fuori dello spazio e del tempo che incarna il perpetrarsi della violenza e del caos, la consacrazione a un potere immortale radicato nell’esistenza umana. È il trionfo del nichilismo, di cui il romanzo è intriso, che nega e calpesta con scientifica puntualità speranza e redenzione.</div><div><br></div><div>Con il Giudice non si ha a che fare con un semplice antagonista, piuttosto con una personificazione del male e del dominio assoluti. <strong>McCarthy</strong> lo eleva a dio pagano che celebra la violenza come forza creatrice e distruttrice del mondo. Il suo controllo indiscusso sul ballo di Fort Griffin simboleggia la supremazia sulle leggi morali. Perché Holden “ballerà sempre”– usando le sue stesse parole – e non morirà mai, a conferma ulteriore di una natura eterna e inscalfibile, una forza primordiale che sovrasta ogni tentativo di resistenza.</div><div><br></div><div>La narrazione si avvale di uno stile solenne, di ispirazione biblica, volto a forzare il distacco dalla crudezza degli avvenimenti raffigurati. Non c’è traccia di morale: il narratore riporta i fatti senza sforzi di interpretazione, un puro narratore esterno che delega al lettore il compito di tirare le fila. Se questo è vero per i temi portanti, lo è altrettanto per la mera successione dei fatti della trama, che viene presentata come una sequenza di azioni, battute di dialogo e descrizioni senza che ne venga evidenziato il filo conduttore. Tale impostazione, unitamente alle vicende narrate, mette in discussione il ruolo di chi legge: siamo complici, come il ragazzo, semplici testimoni o parte attiva nel perpetuare le dinamiche rappresentate?</div><div><br></div><div><em>Meridiano di sangue</em> si pone anche obiettivi di carattere meno universale, calati nel contesto specifico in cui è stato scritto: quello degli Stati Uniti. Il romanzo, infatti, smonta il mito fondatore degli USA come terra di libertà e opportunità, mostrando invece una storia fondata sull’oppressione e sul genocidio, dopo decenni di mitizzazione portata avanti dalle pellicole che celebrano il Far West. Un messaggio mai vecchio, mai superato, come pare raccontare la realtà contemporanea, in preda a una deriva di violenza diversa nel manifestarsi, ma unitaria nella sua natura primigenia. Il Giudice danza. E con lui danzano i destini del mondo.</div><div><br></div><div><em>Meridiano di sangue</em><br><em>Autore: Cormac McCarthy</em><br><em>Editore: ‎Einaudi</em><br><em>Pagine: ‎306 pagine</em><br><em>ISBN: 9788806223229</em><br><em>Prezzo: 13,50 €</em></div></div><div><em><br></em></div><div><script> var showboxlinkd3c3d9abecaedfff85ec47ab47162e80 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/meridiano_sangue_ver.webp','alt': '','title': '','width': 694,'height': 1078,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd3c3d9abecaedfff85ec47ab47162e80, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/meridiano_sangue_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="311" /></a><em><br></em></div><div><em><br></em></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Feb 2025 14:59:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ippocorno e altri racconti di Vincenzo Barone Lumaga]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D6"><h1 class="imHeading1">Un ricco scrigno di storie a cui attingere</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Consigliato a tutti gli amanti della narrativa fantastica</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em>Ippocorno e altri racconti</em> è un volume di grande formato (sembra una rivista) che contiene quindici racconti
di <strong>Vincenzo Barone Lumaga</strong>, nome che mi è già simpaticamente noto per le sue attività di critico letterario e scrittore. Ogni racconto
è corredato da un’illustrazione in bianco e nero di <strong>Diana D. Gallese</strong>, grafica e pittrice italiana. L’editore è l’Agenzia Pensiero Creativo.</div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/3MNZNkN" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div><div><br></div><div>Il volume consiste in una raccolta di racconti fantastici ambientati nelle più disparate dimensioni spaziotemporali. Andiamo dalla Romania occupata dai nazisti durante
la seconda guerra mondiale all’Etiopia durante l’espansione dell’”Impero” del regime fascista e alla Napoli contemporanea. Alcuni invece non hanno un’ambientazione storica delineata. Come
genere passiamo dal weird all’horror e arriviamo fino alla fantascienza.<br>Quindi <strong>Barone Lumaga</strong> ci regala un ricco scrigno di storie a cui attingere. Racconti che, per trama e stile, non hanno nulla da invidiare ai suoi colleghi angloamericani. La lettura di questo libro mi ha ricordato certe serie
televisive antologiche come <em>Ai confini della realtà</em> (<em>Twilight Zone</em>) per il diversificarsi delle storie che mantengono sempre alta l’asticella del fantastico, dell’inquietudine e dell’angoscia uniti al fascino del mistero.<br>I
racconti sono tutti ampiamente suggestivi ma mi soffermerò su quelli che mi sono piaciuti particolarmente.<br>In <em>Seconda ombra</em> un uomo è perseguitato da una oscura presenza, un doppione di sè…<br>L’idea non è particolarmente originale, ma è sviluppata
in un racconto avvincente ben scritto che non risparmia piacevoli sorprese lungo la narrazione fino alla fine. Molto significativa sul piano narrativo la scelta della narrazione in seconda persona.<br><em>Radio Nowhere</em> narra di una trasmissione radiofonica, da ascoltare nelle ore notturne, che dà voce ai morti di morte violenta. Un guidatore ascolta le storie di queste
persone che sono morte alla propria autoradio e continua a guidare finché…<br>Una storia da leggere fino alla fine è che si rivela originale e coinvolgente. Con finale a sorpresa.<br>In <em>Ippocorno</em>, ambientato in Etiopia durante l’espansionismo della colonizzazione italiana negli anni trenta, assistiamo al confronto tra un essere umano con la sua finitezza e
le sue piccolezze e un essere millenario; una creatura ancestrale vive nelle lagune del paese africano.<br><em>Una goccia di eternità</em> ci racconta la storia di un uomo che si rivolge a uno strano orologiaio perché il suo orologio “va di fretta”, sembra segnare
il tempo troppo velocemente. I giorni per lui scorrono troppo in fretta e questa cosa lo angoscia terribilmente. Allora l’orologiaio bagna con una goccia di una pozione magica l’orologio. D’ora in poi seguiamo
le vicende allucinate del protagonista. Attraverso l’invenzione fantastica decisamente originale l’autore opera una riflessione sul tempo che passa e su quanto l’essere umano non lo possa controllare. Da
qui deriva una assenza di controllo sulla propria vita e quindi sulla realtà.<br><em>Oltre la foresta</em> è un racconto sul vampirismo, uno dei migliori in assoluto che abbia letto all’interno di questo genere. Un soldato nazista, in fuga dall’esercito sovietico, trova rifugio presso una strana
comunità di esseri immortali. Quando i sovietici li raggiungono sapranno affrontarli grazie a poteri sovrannaturali.<br>In <em>Soul Train Drago</em> e sua sorella Ivanka, a bordo di un treno, devono raggiungere la Serbia, da cui sono partiti giovanissimi per emigrare in Italia. I due ragazzi devono tornare
perché loro madre sta male. Questo avviene durante la guerra che ha coinvolto i paesi della ex Jugoslavia. Drago conosce, sul treno, uno strano uomo che gli racconta la sua teoria su come i finestrini dei treni siano
porte per altre dimensioni. Una delle storie più originali tra quelle contenute in questo volume in quanto parla di altre dimensioni in termini per niente banali e/o desueti.<br>In conclusione <em>Ippocorno e altri racconti</em> di <strong>Vincenzo Barone Lumaga</strong> è un libro che consiglio a tutti gli amanti della narrativa fantastica.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE<br></strong>Vincenzo Barone Lumaga è nato nel 1978 a Torre del Greco, in provincia di Napoli.<br>Avido
lettore di narrativa di genere, soprattutto dei Maestri di lingua anglosassone, scrive racconti con crescente continuità dal 2005.<br>Esercita a Napoli l’attività di avvocato penalista. È anche
bassista, chitarrista e compositore.<br>Per Milena Edizioni ha già pubblicato la raccolta di racconti dell’orrore <em>Le ore buie</em>, il thriller sovrannaturale <em>Lame di tenebra</em> e il saggio sulla cultura weird <em>Com’era weird la mia valle</em> con <strong>Fabio Lastrucci</strong>.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Ippocorno e altri racconti</em></div>
<div><em>Autore: Vincenzo Barone Lumaga</em></div>
<div><em>Illustratore: Diana Gallese</em></div>
<div><em>Editore: Agenzia Pensiero Creativo</em></div>
<div><em>Pagine: 104</em></div>
<div><em>Dimensioni: 19.5 x 0.7 x 28.7 cm</em></div>
<div><em>Codice ISBN: 979-1281926042</em></div>
<div><em>Prezzo: 15 €</em></div>
<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/3MNZNkN" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span><br></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><script> var showboxlink0355efb4935f2d63b033c74e2ac3a31b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ippocorno-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 533,'height': 765,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0355efb4935f2d63b033c74e2ac3a31b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ippocorno-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="288" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkfa41b90cc7e2037dd981dc32d71887c0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/vincenzo-barone-lumaga-ippo_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 300,'height': 300,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfa41b90cc7e2037dd981dc32d71887c0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/vincenzo-barone-lumaga-ippo_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Feb 2025 07:48:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Il nido della menzogna]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000023D"><h1 class="imHeading1">Romanzo</h1><h2 class="imHeading2">Scritto da Mariachiara Moscoloni</h2><div>






<div>La Redazione <em>GHoST</em> segnala l’uscita del romanzo <em>Il nido della menzogna</em>, di <strong>Mariachiara Moscoloni</strong> edito da DZ Edizioni.</div><div><br></div>
<div><em>La maturità è la veglia funebre dell’adolescenza.</em></div>
<div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/4snJjze" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div>Anni Ottanta. Durante i festeggiamenti dell’ultimo dell’anno, sei adolescenti della Roma bene, amici e compagni di classe, s’introducono nella stanza sotterranea
in cui è custodito il cannone del Gianicolo e, allo scoccare della mezzanotte, perdono un’amica sperimentando un gioco perverso che finisce in tragedia.<br>Trascorsi trent’anni, pur continuando a vivere
nello stesso quartiere, i cinque superstiti non si frequentano più. Rancori, gelosie e problemi personali li hanno allontanati. E poi c’è il senso di colpa: anche se scagionati dall’omicidio, si sentono
responsabili per quanto è successo.<br>Un giornalista, trasferitosi in zona da poco e intenzionato a scrivere un romanzo sul delitto irrisolto, comincia a fare domande inopportune; difficile riscostruire, attraverso
il punto di vista delle persone coinvolte, la personalità sfuggente della vittima che, come una sirena, rivela una duplice natura: da un lato, fragile e insicura, sempre alla ricerca di conferme e dimostrazioni d’affetto,
dall’altro lato, coraggiosa e combattiva.<br>Tassello dopo tassello l’enigma s’infittisce e l’intero quartiere assume la consistenza metafisica di un quadro hopperiano: il senso di solitudine e di
smarrimento trapela dagli sguardi e dai gesti degli abitanti.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Mariachiara Moscoloni è nata a Roma nel 1972 ed è laureata in Giurisprudenza. Appassionata di esoterismo, storie soprannaturali, miti e stregoneria, riesce a conciliare
il difficile mestiere di mamma e quello di scrittrice grazie all’aiuto di uno speciale life coach: il gatto Maudit.</div>
<div>Esordisce nel 2014 come scrittrice fantasy con il romanzo "Il Grimorio del Lago" (Brigantia Editrice) vincitore del premio “Le Fenici”. Nel 2016 con I Sognatori
Editore pubblica il thriller psicologico "Aibofobia", finalista al “Premio Letterario Zeno”. Nel 2019, con "L’ultima Strega", è finalista vincitrice del Premio “Fai viaggiare
la tua storia”.</div>
<div>Con la Dark Zone ha pubblicato nel 2020 il thriller storico "Il Sigillo di Lucifero" e il fantamistery per ragazzi "Ella".</div>
<div>I suoi racconti, raccolti nelle antologie letterarie Paris, tojours Paris (Leus Flaneurs Edizioni), 666 (Edizioni Leima), Creep Advisor (Escrivere), Giallolatino X (Ego Edizioni),
Giallo Birra (Midgard Editrice), spaziano fra i generi horror, giallo e mistery.</div>
<div>Abituale frequentatrice dei mercatini dell’usato, è sempre alla ricerca di rarità: vecchie edizioni di libri, dischi vinili, film horror italiani degli anni
Sessanta e Settanta. La sua passione per la cultura vintage trova naturale sfogo nella riscoperta di autori classici della letteratura anglosassone dimenticati.</div>
<div>Ha tradotto dall'inglese i poemetti umoristici tratti dalla collezione di leggende soprannaturali "Ingoldsby Legends" – “The Witches Frolic” (Le
streghe si divertono) e “The Jackdaw of Rheims” (La taccola di Reims) – e il mistery "La scoperta del Dottor Berkeley" mai pubblicato in Italia.</div><div><br></div><div><br></div>
<div>






<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Il nido della menzogna<br>Autore: Mariachiara Moscoloni<br>Editore: DZ Edizioni<br>Anno edizione: 2025<br>Pagine: 216<br>ISBN: 9791281846128<br>Prezzo: 14,90 €</div></div>
<div><br></div></div><div><div><a href="https://amzn.to/4snJjze" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink5f46f8c44c0176ba7eb986d2fea1080e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nido-menzogna-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 771,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5f46f8c44c0176ba7eb986d2fea1080e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nido-menzogna-cop_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="280" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkaa663dba534aa52b61f31c54a14e4c58 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Mariachiara-Moscoloni_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 200,'height': 200,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkaa663dba534aa52b61f31c54a14e4c58, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Mariachiara-Moscoloni_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 14:15:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Witchy Reads - Diario di lettura e incantesimi]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000023F"><h1 class="imHeading1">Un diario non diario</h1><h2 class="imHeading2">Che mescola la letteratura e la magia</h2><div>






<div>La <em>Redazione GHoST</em> segnala l’uscita de <em>Witchy Reads – Diario di lettura e incantesimi</em> un planner adatto a tutte le streghe e booklover esigenti edito da Dark Abyss Edizioni.</div><div><br></div>
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<div>Il diario magico per streghe e stregoni moderni!<br>Il diario di lettura e incantesimi ideato dalla Dark Abyss Edizioni, una delle case editrici esoteriche più amate dalle
streghe e dalle amanti delle letture diverse dal solito. Un diario che mescola la letteratura e la magia.<br>Si troveranno contenuti magici inediti come la numerologia, le divinazioni, le fasi lunari… e schede di lettura
dove appuntarsi le citazioni più belle e non solo. Un diario che vi permetterà di evolvere e tenere traccia dei desideri che trasformerete in realtà! Adatto anche per streghe esigenti!</div><div><br></div>
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letti e, allo stesso tempo, acquisire nuove conoscenze nell’ambito della stregoneria con approfondimenti sulla numerologia, cristalli, fasi lunari, divinazioni e tanti altri argomenti legati alla magia. In più,
il volume potrà accompagnarvi per un anno e aiutarvi nell’evoluzione del vostro sé con approfondimenti e test da compilare. Un progetto che unisce la stregoneria e la magia degli amanti dei libri.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTRICE</strong></div>
<div>Mi chiamo Emanuela A. Imineo, ma nel mondo invisibile e visibile mi conoscono come Madreh Corva.</div>
<div>Sono Dottoressa di Ricerca in Tanatologia Esoterica e Teologia, un cammino accademico che affianca e sostiene la mia missione spirituale: dare voce alla Morte sacra e alla Rinascita
spirituale, attraverso studio, pratica e incarnazione.</div>
<div>Sono sacerdotessa consacrata di Anubi e della Santa Muerte, Spiriti che camminano al mio fianco e guidano ogni passo sul sentiero della magia incarnata, della trasformazione e
della soglia.</div>
<div>Sensitiva, medium, ponte tra i vivi e i morti.</div>
<div>Non porto parole per intrattenere, ma messaggi che guariscono, visioni che liberano, verità che svegliano.</div>
<div>Sono Maestra Reiki, con percorsi formativi certificati e riconosciuti nel campo esoterico e olistico.</div>
<div>Ma soprattutto, sono una praticante. Anni di studio, altari consacrati, sangue offerto, Spiriti evocati, cammini attraversati.</div>
<div>Ho pubblicato decine di testi sull’occulto, sulla spiritualità profonda, sulla stregoneria archetipica e sulla devozione ai Morti, diventando un punto di riferimento
per chi cerca trasformazione reale, non spiritualità da vetrina.</div>
<div>In ogni cosa che creo, rituali, corsi, box, canalizzazioni , non c’è improvvisazione. C’è disciplina. Presenza. Sangue. Anima.</div>
<div>Questo lavoro non è per tutti. Ma se sei arrivato fin qui, forse stai bussando alla tua stessa soglia.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><strong>SCHEDA TECNICA</strong></div>
<div>Witchy Reads - Diario di lettura e incantesimi</div>
<div>Autore: Emanuela A. Imineo<br>Editore: Dark Abyss Edizioni</div>
<div>Anno: 30 dicembre 2024<br>Pagine: 336</div>
<div>Dimensioni: 14.81 x 2.13 x 21.01 cm<br>ISBN: 9791280782601<br>Prezzo: 21,12 €</div><div><br></div>
<div><a href="https://amzn.to/4r5rTpK" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkfc40069826fc958c0022f3973fb1f287 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Witchy-Reads-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 560,'height': 831,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfc40069826fc958c0022f3973fb1f287, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Witchy-Reads-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink205224ba952f0f546406ca5ded1e2c18 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Emanuela-A-Imineo_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 200,'height': 200,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink205224ba952f0f546406ca5ded1e2c18, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Emanuela-A-Imineo_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 07:48:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La mano mozzata]]></title>
			<author><![CDATA[Barbara Branduardi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000240"><h1 class="imHeading1">La mano assunse un colore più chiaro</h1><h2 class="imHeading2">Macchie di sangue apparvero verso il punto nel quale il polso era stato sezionato</h2><div>






<div>Il conte Hamon, durante uno dei suoi viaggi aveva avuto in Egitto l’occasione di curare un indigeno affetto da potentissime febbri malariche e di guarirlo. Questo indigeno,
che si diceva discendente di una illustre famiglia di grandi sacerdoti della vallata del Nilo, gli regalò in segno di gratitudine, una mano di mummia tagliata al polso, che contava per lo meno tremila anni.<br>Era
questo, egli disse a sir Hamon, il suo bene più prezioso, poichè quella mano apparteneva a una giovane principessa che era la settima figlia del predecessore immediato, del celeberrimo Tutank-Hamen.<br>La principessa
un giorno si era ribellata al suo augusto genitore, il quale l’aveva condannata spietatamente a morte; poi, in aggiunta, ad aver mozza la mano.<br>Il suo corpo sarebbe dunque stato sotterrato nella famosa valle dei
Re, mentre la mano, in segno di punizione esemplare, doveva correre il mondo attraverso i secoli e cadere in possesso di padroni tanto diversi quanto profani.<br>Così fu dunque.<br>Di mano in mano l’orrendo
resto era finito in possesso di sir Hamon. Costui lo tenne per diversi anni presso di sè senza peraltro provare mai alcuna inquietudine.</div>
<div><br>IL RIPUGNANTE ARTO<br>La mano riposava in pace sul suo cuscino di velluto rosso. Era una manina che doveva essere stata di finezza squisita. Adesso, raccorciata, annerita
e disseccata, dopo tremila anni, conservava il suo segreto in una rigidità di pietra.<br>Ma un brutto giorno la mano si mise a dare segni di una inverosimile agitazione.<br>Prima essa cambiò di posto sul
cuscino.<br>Il conte Hamon la prese e constatò con spavento che le dita della mano si piegavano con flessibilità come quelle di una mano viva, o mozzata da appena qualche minuto…</div>
<div><br>MACCHIE DI SANGUE MISTERIOSE<br>Poi la mano assunse un colore più chiaro, ed un altro giorno, delle macchie di sangue apparvero verso il punto nel quale il polso
era stato sezionato.<br>Il conte Hamon, atterrito, fece chiamare il suo notaio e un farmacista.<br>Il notaio verbalizzò tutti questi fenomeni in un foglio che sembrava dover legalizzare lo strano affare; e quanto
al farmacista, egli compose subito una mistura di lacca e pece, nella quale immerse, seduta stante, la mano, per tentare di renderle tutta la rigidità che si addice ad una mano di tremila anni.<br>Infatti, la mano
sembrò… calmarsi, tornando al suo stato di naturale rigidità.</div>
<div><br>MACABRA DECISIONE<br>A quell’epoca, sir Hamon abitava in una proprietà che egli possedeva in Irlanda.<br>Si sa che quel paese fu teatro di sommosse sanguinose,
durante le quali i colpi d’arma da fuoco echeggiavano ogni notte intorno alla casa.<br>La battaglia fratricida infieriva: pertanto il conte Hamon pensò di ritornarsene in Inghilterra, come molti altri inglesi
al pari di lui, e fece i preparativi per la sua fuga.<br>Nel disordine e nello scompiglio della partenza, dei bagagli da fare, delle disposizioni da lasciare, la piccola mano gli sembrò ingombrante e, una sera,<br>decise
di bruciarla.<br>Per quanto gli sembrasse macabra quella decisione, gli parve la più sensata, specie dopo le manifestazioni di misteriosa vitalità date dalla mano in un passato tanto recente.<br>Nel focolare
dove si distruggevano le carte inutili, la mano venne dunque gettata.</div><div><br></div>
<div>UNO SPAVENTOSO FENOMENO<br>Allora…<br>Allora si produsse ciò che lanciò sir Hamon in pieno soprannaturale, in un terrore indicibile.<br>La mano non aveva
ancora raggiunto la fiamma del focolare, che la porta (sotto una spinta misteriosa) volò in frantumi in un assordante fracasso di vetri infranti.<br>Attraverso l’apertura spalancata, il parco apparve immerso
nel chiaro di luna. E in quello stesso istante, sir Hamon e sua moglie, videro nettamente una strana apparizione.<br>Era una principessa da leggenda, vestita alla moda dei Faraoni, di stoffe dorate, ornata di gioielli scintillanti,
il capo sormontato da un diadema formato da pietre stupende.<br>La strana figura prese forma gradualmente ed entrò nella stanza.<br>Il conte, nonostante il suo legittimo spavento, ebbe il tempo di notare che a questa
apparizione insolita mancava, appunto, una mano. Quella mano!<br>Fu come un raggio di luna nell’enigma.<br>&lt; È la principessa &gt;, pensò, &lt; che viene a cercare a sua bella manina &gt;.<br>Ciò
che essa fece, apparve, pertanto, quasi naturale: una cosa semplicissima.<br>Si abbassò con solennità maestosa e con la sua mano valida, prese dalle fiamme l’altra mano che era rimasta (certamente per
un portentoso potere) magicamente intatta.<br>Ella sollevò allora le due mani alfine ritrovate, in una invocazione muta sulla testa.<br>Poi, in modo perfettamente inverso, con la stessa magicità con cui era
apparsa, la visione sparì, non senza aver lanciato a sir Hamon, incapace di pronunciare una sola parola, uno sguardo piuttosto vendicativo. Evidentemente la principessa egiziana non poteva perdonare al gentiluomo inglese
l’oltraggio di aver buttato la bella manina (o, meglio, ciò che della mano dopo tremila anni era rimasto) nel fuoco del grande camino.<br>Il conte e la contessa rimasero soli, costernati, in mezzo agli avanzi
sparsi della porta e dinanzi al fuoco spento. Invasi da terrore superstizioso, essi non parlarono di questa romanzesca avventura, che molti anni più tardi.<br>Ma talmente straordinaria ed incredibile era stata la
loro avventura che pochissimi credettero a loro.</div><div><br></div>
<div><strong>NOTE<br></strong>Racconti rari dell’orrore riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. “La mano mozzata” di <strong>Barbara Branduardi</strong>, apparso nel 1962 in “I Racconti del Terrore 4”, collana edita da <strong>Gino Sansoni Editore</strong>, e pubblicato per la prima volta su <em>Club GHoST</em>.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink0ac3829024fdca8ed6711cb83a01a65e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mano-mozzata-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 720,'height': 891,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0ac3829024fdca8ed6711cb83a01a65e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mano-mozzata-cop_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="248" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 02 Feb 2025 08:20:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Crimson Peak di Guillermo del Toro]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000241"><h1 class="imHeading1">Storia di fantasmi</h1><h2 class="imHeading2">Un film sceneggiato come un thriller fantastico</h2><div>






<div><strong>Crimson Peak (Usa 2015)<br></strong><em>Regia: Guillermo del Toro. Soggetto e Sceneggiatura: Guillermo Del Toro, Matthews Robbins. Fotografia: Dan Laustsen. Montaggio: Bernat Vilaplana. Effetti Speciali: Rocco Larizza, Laird MacMurray, Dennis Berardi.
Musiche: Fernando Velazquez. Scenografia: Tom Sanders, Brandt Gordon, Shane Vieau. Costumi: Kate Hawley. Trucco: Jordan Samuel, Daniel Carrasco, David Martí, Montse Ribé. Produttori: Guillermo Del Toro, Callum
Greene, Jon Jashni, Thomas Tull. Case di Produzione: Legendary Pictures, Double Dare You Productions. Distribuzione (Italia): Universal Pictures. Genere: Horror Fantastico. Durata: 119’. Paese di Produzione: USA, 2015.
Interpreti: Mia Wasikowska (Edith Cushing), Jessica Chastain (Lady Lucille Sharpe), Tom Hiddleston (Sir Thomas Sharpe), Charlie Hunnam (dott. Alan McMichael), Jim Beaver (Carter Cushing), Burn Gorman (Holly), Bruce Gray (William
Ferguson), Emily Coutts (Eunice McMichael), Leslie Hope (Mrs. McMichael), Laura Waddell (Pamela Upton), Alec Stockwell (William Findley), Jonathan Hyde (Ogilvie), Doug Jones (fantasma della madre di Edith e di Lady Beatrice
Sharpe), Javier Botet (fantasma di Enola, Margaret e Pamela).</em></div>
<div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/47bXxef" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div></div><div><div><a href="https://amzn.to/46xVpNJ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div></div><div><br></div>
<div><strong>Guillermo Del Toro</strong> è un regista cha fa cinema horror con un taglio tra il fantastico e il fiabesco,
affascinato dai mostri e dagli incubi della mente, come spettri e visioni ancestrali, sa essere sempre originale e innovativo anche trattando di temi che sono stati sviscerati a lungo dal cinema dell’orrore. <em>Crimson Peak</em> è una storia di fantasmi ma è anche un racconto nerissimo di una coppia diabolica, un fratello e una sorella stretti da un legame di sangue che li
porta a uccidere per affermare le loro personalità. Tutto parte dal dono di Edith che vede gli spiriti dei morti da quando ha perso la madre, uccisa dal colera, ma la vera parte horror deve ancora arrivare dopo l’incontro
con Thomas Sharpe, l’omicidio del padre e il suo trasferimento nel castello di Crimson Peak, popolato da fantasmi che ossessionano le sue notti. Non sono gli spettri la parte terribile della vicenda, quanto il suo sposo
e la perfida sorella che hanno deciso di avvelenarla e farla morire lentamente. Non vado oltre con la trama che va scoperta gustando un film sceneggiato come un thriller fantastico, fotografato in maniera cupa e vivace (<strong>Laustsen</strong>), montato a ritmi frenetici <strong>(Vilaplana)</strong>, ricco di suspense e colpi di scena. <strong>Del Toro</strong> scrive la sceneggiatura insieme a <strong>Robbins</strong>, subito dopo aver realizzato <em>Il labirinto del fauno</em> (capolavoro) e il modesto <em>Pacific Rim</em>, per omaggiare film importanti come <em>Gli invasati</em> e <em>Suspense</em>, ispirandosi ai modelli giovanili come <em>Shining</em>, <em>L’esorcista</em> e I<em>l presagio</em>. Il tono del film è da fiaba dark, con la coppia perfetta diabolica composta da un dominante e un succube, gli omicidi efferati a scopo di denaro ma soprattutto per assecondare un delirio di follia, il
tutto impaginato tra lugubri apparizioni di spiriti e da un vero e proprio eccesso di sangue. <strong>Lucinda Coxon</strong> collabora alla sceneggiatura, anche se nei crediti risultano solo <strong>Del Toro</strong> e <strong>Robbins</strong>. Centoventi minuti di tensione narrativa a base di colpi di teatro che conducono a un finale ritenuto ormai impossibile,
tipico di una fiaba drammatica ricca di effetti speciali e di personaggi dipinti a tinte fosche con sfaccettature realistiche. La colonna sonora sinfonica a base di brani classici rende il tono della pellicola ancor più
fantastico, calandolo in un mondo sospeso tra il reale e il fiabesco. La scenografia del castello cadente di <em>Crimson Peak</em> completa l’opera, creando un ambiente scenico suggestivo e orrorifico al punto giusto. Attori bravissimi che si calano in personaggi non facili da rendere
con il giusto mix tra fiaba e realtà, dando corpo e anima agli incubi del regista. Un film da ricercare e da vedere, se l’avete perso, e che trovate con estrema facilità (senza spesa) su Mediaset Infinity.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/47bXxef" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/46xVpNJ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkadf7224c30f7d3c237b2134a059b396f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Crimson-Peak-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 600,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkadf7224c30f7d3c237b2134a059b396f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Crimson-Peak-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="286" /></a><br></div><div><script> var showboxlink18d1d4a6e776a788a0b453d9d82dcfcc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Crimson-Peak-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink18d1d4a6e776a788a0b453d9d82dcfcc, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Crimson-Peak-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Y0jzxhMKeG8">https://www.youtube.com/watch?v=Y0jzxhMKeG8</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 31 Jan 2025 08:41:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Reliquiae di Lucrezia Northstar]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000242"><h1 class="imHeading1">Stracolmo di dettagli interessanti</h1><h2 class="imHeading2">Ogni scena è chiara e apprezzabile a una prima occhiata</h2><div>






<div><strong>Lucrezia Northstar</strong> ci fa dono di un racconto breve, 22 pagine, che parla del mare e di come rispettarlo.
Si tratta di un volumetto piccolo, ma gradevole, bene impaginato e leggibile. La storia in esso racchiusa è autoconclusiva e fine a sé. Parla di un uomo, Aico, che è un cacciatore di tesori sommersi e
del suo amante, tale Mauger. Proprio quest’ultimo convincerà Aico a cercare sul fondo del mare una reliquia perduta che potrebbe renderli incredibilmente ricchi e rispettati. Il giovane affronterà quindi
la profondità e le creature che vi abitano per recuperare quel tesoro, ma può tutto andare così bene? No, questa è una storia di vendetta che merita una lettura.<br>Il tratto del fumetto è
leggermente sporco, stracolmo di dettagli interessanti fino alla maniacalità, ogni scena è chiara e apprezzabile a una prima occhiata. L’orrore, perché ce n’è e con tinte quasi Lovecraftiane,
risulta affascinante sotto un disegno tanto ben fatto.</div><div>C’è poco altro da dire, vale le 5 euro del suo prezzo.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Reliquiae<br>Autore: Lucrezia Northstar<br>Editore: DZ Comics<br>Pagine: 22<br>Prezzo: 5 €</em></div>
<div><br></div><div><script> var showboxlink848c78b01b71ff0b76ec1d6d2549c1df = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Reliquiae-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 398,'height': 558,'description': 'La copertina del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink848c78b01b71ff0b76ec1d6d2549c1df, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Reliquiae-cop_ver.jpg" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="281" /></a><br></div></div><div><script> var showboxlinka3a70e460e4b5967701f8d223dfa44e9 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Reliquiae-tav1_ver.jpg','alt': 'Alcune tavole del fumetto.','title': 'Alcune tavole del fumetto.','width': 436,'height': 612,'description': 'Alcune tavole del fumetto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Reliquiae-tav2_ver.jpg','alt': 'Alcune tavole del fumetto.','title': 'Alcune tavole del fumetto.','width': 436,'height': 612,'description': 'Alcune tavole del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka3a70e460e4b5967701f8d223dfa44e9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Reliquiae-tav1_ver.jpg" alt="Alcune tavole del fumetto." title="Alcune tavole del fumetto." width="150" height="211" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 10:03:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Del Fantastico Sublime di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000243"><h1 class="imHeading1">Un affascinante viaggio saggistico-letterario</h1><h2 class="imHeading2">Tra articoli, teorie e approfondimenti circa alcuni dei Grandi Maestri della narrativa Fantastica</h2><div>






<div>È uscito un importante volume che raccoglie numerosi saggi firmati da eccellenze del fantastico italiano. Lo pubblica la neonata casa editrice Ligeia Press e si chiama <em>Del fantastico sublime – Teorie e sguardi sull’arte dei maestri della letteratura immaginifica</em>.</div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/4lbc4Ni" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div><div><br></div><div>Il volume è a cura di <strong>Lorenzo Nicotra</strong> e <strong>Massimiliano Ruzzante</strong>.<br>Presenti nella raccolta ci sono saggi dei noti critici letterari <strong>Cesare Buttaboni</strong>, <strong>Giuseppe Cozzolino</strong>, <strong>Roberto Del Piano</strong>, dello scrittore di caratura internazionale <strong>Nicola Lombardi</strong>, della scrittrice <strong>Miranda Gurzo</strong>, dello stesso <strong>Massimiliano Ruzzante</strong> e diversi altri.<br>Gli autori presi in esame vanno dai classici <strong>Edgar Allan Poe</strong>, <strong>Robert Chambers</strong>, <strong>H. P. Lovecraft</strong>, <strong>Algernon Blackwood</strong> ai più moderni <strong>Robert Bloch</strong>, <strong>Fritz Leiber</strong>, <strong>Dino Buzzati</strong>, <strong>Richard Matheson</strong> e <strong>Clive Barker</strong>.<br>Il volume è letteralmente impreziosito dalle stupende illustrazioni, una per ogni saggio, di <strong>Domenico V. Venezia</strong> che cura anche le grafiche.</div><div><br></div>
<div>Di seguito l’indice del volume:<br><em>Introduzione</em> di <strong>Lorenzo Nicotra<br></strong><em>Morte, non morte, risorte – Figure femminili a confronto nella narrativa di Poe</em> di <strong>Nicola Lombardi<br></strong><em>Del Sublime, del Fantastico e dello Strano nell’opera di Edgar Allan Poe</em> di <strong>Alessandra Giuliana Granata<br></strong><em>Il Mistero delle Iadi – Un tentativo di decifrazione degli Yellow Mythos</em> di <strong>Miranda Gurzo<br></strong><em>Algernon Blackwood: l’investigatore dell’occulto</em> di <strong>Cesare Buttaboni<br></strong><em>Lovecraft: Il prezzo del Paradiso ritrovato</em> di <strong>Roberto del Piano<br></strong><em>Genius Loci – La sacralità al negativo</em> di <strong>Christian Lamberti<br></strong><em>Fantastici miraggi nel deserto metropolitano – Il mio incontro (letterario) con Dino Buzzati</em> di <strong>Keith Damore<br></strong><em>L’orrore della modernità: appunti di una teoria Leiberiana sulle città malvagie come
parte di un sinistro complotto contro l’umanità</em> di <strong>Obsidian Mirror<br></strong><em>“Il Dio che uscì dalla tomba” di Robert Bloch</em> di <strong>Giuseppe Cozzolino<br></strong><em>Richard Matheson – L’orrore della porta accanto</em> di <strong>Giuseppe Carradori<br></strong><em>La visione dell’Inferno di Clive Barker </em>di <strong>Massimiliano Ruzzante<br></strong><em>Appendice – L’occhio del Purgatorio – una recensione</em> di <strong>Lorenzo Nicotra</strong></div>
<div><br></div><div><br></div>
<div><em>Del Fantastico Sublime - Teorie e sguardi sull’arte dei maestri della letteratura immaginifica.<br>Autori Vari</em></div>
<div><em>Curatori: Lorenzo Nicotra e Massimiliano Ruzzante<br>Editore: Ligeia Press</em></div>
<div><em>Anno: 5 novembre 2024<br>Pag. 287<br>Codice ISBN: 9798324326586<br>Prezzo: 12,90</em><br></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/4lbc4Ni" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink8e9a25f13023a6aa359b85abb08f0606 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/del-fantastico-sublime-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 386,'height': 605,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8e9a25f13023a6aa359b85abb08f0606, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/del-fantastico-sublime-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="314" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 10:32:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La tormenta di Luigi Carrozzo]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000246"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un modo di raccontare originale</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Per chi ama il dark fantasy con toni non troppo horror</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>La tormenta</em> di <strong>Luigi Carrozzo</strong> è un romanzo pubblicato dall’editore Dark Zone. In questo <em>dark urban fantasy</em>, una fase invernale particolarmente gelida investe l’Europa e quindi anche il Nord Italia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br>Milano, in particolare, dove si svolge maggior parte dell’azione, è colpita da questo gelo anomalo. Non solo. La città è anche isolata: internet
non funziona, i cellulari non vanno. La città è pure interessata da incidenti stradali e altri danni causati dallo strano gelo.<br>Privati della tecnologia, i milanesi sono persi e si lasciano andare alle più
cupe previsioni. Specialmente quando sentono strani ululati nella nebbia, causati dal freddo, che ricopre la metropoli molto di più di quanto i cittadini di Milano siano abituati.<br>Questi ululati, che fanno pensare
ai lupi, provengono in realtà, da mostruosi esseri sovrannaturali che famelici avanzano e aggrediscono i cittadini. Di loro gli esseri umani all’inizio vedono solo gli occhi, come strane luci, poi li guardano
nella loro nefasta presenza, con fauci pronti a divorarli.<br><strong>Carrozzo</strong> usa un andamento narrativo in progressione: prima i latrati che sembrano quelli di animali comuni, poi questi suoni assumono una valenza sovrannaturale; allo stesso modo gli umani vedono prima delle luci
azzurre che si rivelano essere quelle infernali degli occhi delle creature.<br>Ugualmente, considerando la trama nel suo complesso, la situazione che, all’inizio, sembra una semplice situazione di disagio da clima
invernale anomalo, degenera presto in un incubo a occhi aperti.<br>L’azione narrativa coinvolge alcuni studenti e i loro parenti in un racconto corale all’interno della quale si distinguono alcuni personaggi:
Rose, la guardiana, in particolare Ilde la guerriera, suo marito Claudio e la loro figlia Greta.<br>Ilde scopre il suo passato atavico in cui, in un’altra dimensione spazio temporale, deve aiutare il padre ad affrontare
il terribile nemico conosciuto con il nome di Eclissi e le Bestie, esseri sovrannaturali famelici, sguinzagliati al suo servizio.<br>Le Bestie sono proprio quegli esseri i cui latrati infernali e gli occhi malefici spaventano
i milanesi.<br>La guardiana, Rose, soccombe. Ilde, la guerriera, deve uscire dal suo corpo e utilizzando la propria forma astrale affrontare le Bestie e il loro emissario.<br>Ilde rappresenta l’ultima difesa contro
l’Eclissi, dopo che altri guardiani e altri guerrieri sono stati sgominati dalle Bestie.<br>Intanto nel cielo di Milano e in quello dell’altra dimensione in cui Ilde riesce a proiettarsi, si staglia un disco
nero.<br>Questo disco nero, una sorta di buco nero, è proprio Eclissi. Simbolo del Male nella sua essenza più distillata.<br>Non procedo oltre con lo spoiler. Aggiungo solo che <strong>Luigi Carrozzo</strong> non scrive la solita storia della lotta tra il Bene e il Male. Le cose sono narrativamente più complesse. Dispiace però che questa complessità
resti un po’ in superficie e non venga approfondita come avrebbe potuto essere.<br>Il romanzo inizia con toni tra <strong>Dino Buzzati</strong> e <strong>Stephen King</strong> (<em>La nebbia</em>). Lo spirito di entrambi gli scrittori percorre il romanzo nella sua interezza. <em>La tormenta</em> mi ha fatto pensare anche, però in una forma narrativa più semplice, a <em>Le venti giornate di Torino</em> di <strong>Giorgio de Maria</strong>.<br>Passiamo quindi, in modo alquanto narrativamente fluido, nella seconda parte, a una trama e ad atmosfere dark fantasy. Le ambientazioni, sia quella urbana metropolitana, sia quella della dimensione altra
in cui si muove Ilde, sono caratterizzate da descrizione realistica, nel primo caso, e da descrizione convincente e affascinante nel secondo. Lo stile di <strong>Luigi Carrozzo</strong> è molto curato: lo scrittore ricerca l’incastro di giuste parole e le analogie particolari.<br>Tutto ciò concorre alla creazione di un
modo di raccontare originale, mai banale, molto espressivo anche se mai di difficile comprensione.<br>Le parti dark e horror sono sempre misurate, mai inutilmente truculente. Lo dico senza intenzioni polemiche nei confronti
di scrittori che fanno scelte di narrazione più estrema. Solo per sottolineare la precisa scelta stilistica di misura da parte di <strong>Carrozzo</strong> che lungi dal mostrare/imporre induce piuttosto il lettore a ri-creare il racconto utilizzando la propria immaginazione.<br>I protagonisti cercano disperatamente
spiegazioni razionali per i fenomeni sovrannaturali ai quali prima assistono e che poi li coinvolgono con esiti anche fatali.<br>Lo sguardo di <strong>Carrozzo</strong> ai suoi personaggi è sempre compassionevole.<br>Se vogliamo trovare qualcosa che non va, quindi ribadiamo soltanto quel non voler approfondire, da parte
dell’autore, gli sviluppi della trama che avrebbero potuto condurre il romanzo molto oltre una comune storia di antitesi Bene/Male.<br>In definitiva consiglio <em>La tormenta</em> di <strong>Luigi Carrozzo</strong> a chi ama il dark fantasy con toni non troppo horror e a chi apprezza la narrativa fantastica italiana, <strong>Buzzati</strong> in primis.<br>Insomma, se volete passare qualche ora svagandovi nelle giornate fredde, è la lettura che fa per voi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Luigi Carrozzo è nato a Salerno e ora vive a Milano.<br>Per anni ha lavorato
nel mondo dell’editoria, collaborando con numerose redazioni editoriali e ricoprendo vari ruoli: traduttore, ghost writer, editor.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">La Tormenta<br>Autore: Luigi Carrozzo<br>Editore: Dark Zone</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 24 maggio 2024<br>Pag. 320</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 14.8 x 2.5 x 20.9 cm<br>Codice ISBN: 791280 077189<br>Prezzo: 14,90 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rS1xZR" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkc35219c03bcf94facd3fc96e82278b7c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/la-tormenta-romanzo-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 652,'height': 957,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc35219c03bcf94facd3fc96e82278b7c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/la-tormenta-romanzo-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="294" /></a><br></div><div><script> var showboxlink278a1d2e4ab041fa8782e1fa5dc70e3a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/luigi-carrozzo_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 958,'height': 960,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink278a1d2e4ab041fa8782e1fa5dc70e3a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/luigi-carrozzo_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="151" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 08:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gli Accoliti di Cthulhu di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000146"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Racconti firmati da un gruppo di autori internazionali</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Opera che si colloca tra i racconti del Lovecraft Myth Circle e gli Expanded Cthulhu Mythos</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">[…] Chi avrebbe dato una tale somma, si chiedevano in molti, per una copia, nemmeno originale, di qualcosa chiamato Necronomicon, opera di un arabo folle di nome Alhazred?
O ancora, un’opera intitolata De Vermis Mysteriis di Ludvig Prinn, o i Cultes des Goules del Conte d’Erlette, L’Histoire des Planetes di Laurent de Longnez, Civtates Antiquae Fantasticae di Jawangi Warangal?
L’acquisizione di questi volumi da parte di Coler contribuì molto ad etichettarlo come uno il cui talento, benché prodigioso, veniva pateticamente sprecato in argomenti che rasentavano la follia; e il suo
assiduo apprendimento di lingue e dialetti antichi che erano sfuggiti alla memoria anche dei migliori linguisti gli procurò un’ulteriore reputazione per la sua eccentricità. Il fanatismo è raramente
positivo, ma a quanto pare fu proprio il fanatismo di Coler a salvarci la vita. […]</em></div><div><em class="cf1"><br></em></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/481sFOS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><em><br></em></span></div><div><em class="cf1"><br></em></div><div><script> var showboxlink9e18e3b3caff26da7b471e5217128f51 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/accoliti-cthulhu-3libri.jpg','alt': '','title': '','width': 697,'height': 382,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9e18e3b3caff26da7b471e5217128f51, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/accoliti-cthulhu-3libri.jpg"  width="250" height="138" /></a><em class="cf1"><br></em></div><div><em class="cf1"><br></em></div><div><span class="cf1"><strong>Gli Accoliti di Cthulhu</strong> non è semplicemente una raccolta di racconti firmati da un gruppo di autori internazionali. Questa antologia ha alle spalle una storia lunga vent’anni che merita di essere conosciuta e condivisa.<br>L’opera
si colloca tra i racconti del <strong>Lovecraft Myth Circle</strong> e gli <strong>Expanded Cthulhu Mythos</strong>. Non si limita a esplorare l’universo creato dal Sognatore di Providence, ma include anche materiale sviluppato dai suoi contemporanei e successori,
rispettando ciò che viene generalmente considerato il “canone” lovecraftiano. Curata da <strong>Robert M. Price</strong>, l’antologia fu pubblicata per la prima volta nel 2001 dalla casa editrice <strong>Fedogan &amp; Bremer</strong>, in una tiratura limitata di 2.500 copie. Molti dei racconti inclusi avevano già trovato spazio su riviste celebri come <em>Weird Tales, Unusual Stories, The Acolyte, Stirring Science Stories, Fantastic, Magazine of Horror, Weird Terror Tales, Supernatural Stories, Atlantic Monthly, Fantasy and Science Fiction, Lovecraftian Ramblings,
The Necrotic Scroll, Eldritch Tales, Tales of Lovecraftian Horror e Alfred Hitchcock’s Mystery Magazine, The Mammoth Book of Comic Fantasy, ecc.<br></em>Nel 2014, <strong>Titan Publishing</strong> ha ristampato l’antologia, escludendo però il racconto “Black Noon” di <strong>Clifford Martin Eddy Jr.</strong> (conosciuto anche come C. M. Eddy Jr.). Una curiosità: questa storia incompiuta, scritta nel 1969, era ispirata a un’escursione realmente
intrapresa dall’autore insieme a H.P. Lovecraft nei primi anni Venti. Durante il viaggio, i due esplorarono una remota e misteriosa zona della “Palude Oscura” nel New England.<br>L’edizione italiana
di <strong>Accoliti di Cthulhu</strong>, pubblicata da <strong>NPE Edizioni</strong>, è la traduzione della versione del 2014 di <em>Acolytes of Cthulhu</em>, originariamente pubblicata dal <strong>Titan Publishing Group Ltd</strong>. Personalmente, sono immensamente grato che questa traduzione sia diventata realtà, rendendo accessibile anche ai lettori italiani – non avvezzi alla lettura in lingua anglofona – un’opera
così preziosa.<br>Contenuto all’interno della collana <em>Saggistica &amp; Narrativa</em>, al numero 44 con le traduzioni di <strong>Gloria Grieco</strong> e di CHWilliams Language Services di <strong>Camilla Hanako Williams</strong> adesso mi appresto a presentarvi i titoli inseriti e una loro breve panoramica.<br>Il tutto si apre con una dedica a <strong>Duane Rimel</strong>, poeta e scrittore statunitense di romanzi fantastici, di science-fiction e di romanzi polizieschi. Egli ha scritto delle opere con lo pseudonimo di Rex Weldon ed
è stato amico di <strong>H.P. Lovecraft</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Introduzione ad opera di Robert M. Price</strong> – tratta dell’influenza di H.P. Lovecraft come figura centrale nella cultura letteraria e della sua evoluzione da autore di nicchia a icona di culto. La sua opera e la sua figura sono associate
al “Culto di Cthulhu”, che rappresenta simbolicamente un culto letterario. Lovecraft ha catturato l’immaginazione dei lettori costruendo un universo narrativo con una profondità e un realismo tali
da risultare <em>veritiero</em> nella mente del lettore.<br>Si esplorano le ragioni del fascino lovecraftiano, tra cui:<br>I lettori, spesso giovani e alienati,
si identificano con i protagonisti eruditi e solitari delle sue storie.<br>L’attrattiva del <em>Sognatore di Providence</em> è amplificata dalla natura segreta e misteriosa dei suoi miti, simile a una religione con una forte componente immaginativa.<br>Per la sua capacità
di rovesciare l’antropocentrismo, esponendo la piccolezza umana di fronte all’universo, un tema che risuona specialmente con i razionalisti e gli scettici.<br>L’introduzione discute anche di altre componenti:<br>I
fandom, di come l’esperienza dei fan dei suoi lavori viene comunemente descritta come un equilibrio tra il desiderio di appartenenza e il bisogno di segretezza, per preservare la sacralità dei propri interessi.<br>I
pastiche e gli accoliti, ovvero, quei numerosi autori, sia contemporanei di HPL che successivi, hanno emulato il suo stile. Spesso i <em>pastiche</em> rappresentano esercizi di apprendimento, ma possono anche condurre a opere originali di rilievo.<br>Infine, viene sottolineata la tensione tra il mantenere Lovecraft
come autore di culto e il tentativo di renderlo rispettabile tra i circoli accademici, con la paura che quest’ultimo approccio possa diluire la sua unicità.<br>Essendo questa introduzione datata 1997, direi
che aveva visto lungo.<br><strong>La maledizione del casato dei duryea di</strong> <strong>Earl Peirce, Jr.</strong>: è un racconto gotico che unisce elementi di horror psicologico e sovrannaturale, esplorando temi di eredità,
colpa e distruzione familiare. L’opera, pur ispirandosi chiaramente alla tradizione lovecraftiana, si distingue per l’intensa introspezione emotiva dei protagonisti e per un’atmosfera densa di inquietudine.
La descrizione del rifugio nel Maine e della natura circostante – il lago isolato, le tempeste violente – amplifica il senso di isolamento e di minaccia imminente. Le immagini del temporale e del caminetto che
proietta ombre inquietanti creano un efficace contrasto tra sicurezza apparente e pericolo latente.<br>La leggenda del vampiro <em>vrykolakas</em> e il tema della maledizione familiare sono trattati con un tocco di erudizione che richiama i racconti classici dell’horror gotico. L’uso di riferimenti
a testi antichi e di dettagli macabri (come <em>Infantifagi</em>) dona profondità al racconto, suggerendo una mitologia complessa e coerente.<br><strong>Il settimo incantesimo di Joseph Payne Brennan</strong>: è un racconto che si inserisce perfettamente nel filone della narrativa weird, arricchito da un’atmosfera densa e
opprimente, una mitologia oscura e un crescendo di tensione che culmina in un finale spietato. Brennan dimostra maestria nell’evocare immagini perturbanti e nel costruire una trama che esplora i pericoli della curiosità
umana e dell’ambizione sfrenata. Il racconto esplora il tema classico del prezzo da pagare per la sete di potere e conoscenza proibita. Emmet Telquist è un personaggio tragico, profondamente umano nella sua ambizione
e nei suoi difetti. Emarginato e frustrato, rappresenta l’archetipo dell’antieroe che cede alla tentazione di un potere proibito, ignorando i moniti e le conseguenze.<br><strong>Dalle profondità dell’antica blasfemia di Hugh B. Cave &amp; Robert M. Price</strong>: ha una narrazione densa e avvolgente che mescola orrori cosmici, antropologia culturale e folklore caraibico. La narrazione oscilla tra l’esplorazione accademica e l’incubo personale, offrendo un
viaggio inquietante nei meandri di antichi culti e terribili verità. Hugh B. Cave e Robert M. Price creano un’opera che intreccia tradizioni reali con miti inventati, mantenendo un equilibrio efficace tra orrore
cosmico e realismo culturale. La descrizione dei paesaggi haitiani e l’ambientazione tra le tradizioni del vodun conferiscono al racconto un tocco di autenticità. Peter, antropologo ambizioso e moralmente ambiguo,
rappresenta una figura complessa. Il suo desiderio di conoscenza si scontra con la sua inesperienza e l’incapacità di gestire le forze oscure che lo circondano. La sua progressiva perdita di controllo è
il cuore emotivo del racconto. Il racconto riesce a integrare magistralmente elementi del pantheon lovecraftiano – come gli Antichi e la celebre citazione su ciò che <em>può attendere in eterno</em> – senza perdere di vista l’originalità della trama. Le creature come Cthulhu o Tulu si fondono molto bene in tutto il contesto.<br><strong>I gioielli di charlotte di Duane Rimel</strong>: è intriso di mistero, atmosfere gotiche e un senso di minaccia latente che trasporta il lettore in un’oscura e remota cittadina
dove il passato non è mai veramente sepolto. Duane Rimel sfrutta sapientemente l’inquietudine che si insinua in ogni dettaglio, creando un racconto che bilancia abilmente il fascino della curiosità umana
con il terrore dell’ignoto. Rimel dimostra una straordinaria abilità nel lasciare molte domande senza risposta, mantenendo viva la tensione e lasciando che l’immaginazione del lettore riempia i vuoti. I
Gioielli di Charlotte rimangono un enigma fino alla fine, rafforzando il senso di mistero.<br><strong>Le lettere di fuoco freddo di Manly Wade Wellman</strong>: intreccia magia, occultismo e horror in un’atmosfera urbana decadente. La narrazione di Wellman si distingue per l’attenzione ai dettagli gotici e per i personaggi memorabili, che si muovono in un
mondo dove il soprannaturale e il razionale si intrecciano in modo inquietante. Questo racconto, con i suoi temi di conoscenza proibita e lotta per il controllo del potere arcano, rappresenta un classico esempio del weird
fiction. Wellman dipinge con maestria un mondo degradato e sinistro, in cui l’occulto si nasconde tra le crepe delle vecchie città. Gli edifici fatiscenti, le lavanderie malridotte e i corridoi angusti creano
un ambiente che amplifica il senso di pericolo e mistero.<br><strong>Orrore a vecra di Henry Hasse</strong>: è un racconto, appunto, di orrore cosmico che fonde elementi di inquietudine psicologica, tradizioni occulte e un’immersione profonda nella lore lovecraftiana. La narrazione, densa e carica di tensione,
si muove lungo il confine tra il reale e il soprannaturale, trascinando il lettore in un abisso di terrore crescente. Questo racconto è un omaggio e una variazione personale sul tema dei Grandi Antichi, con uno stile
che riflette sia la maestria narrativa di Hasse sia il suo tributo alla scuola natia di Providence. Dimostra una notevole abilità nel dosare il raccapriccio, alternando momenti di calma apparente a esplosioni di terrore.
L’intreccio cresce gradualmente, portando il lettore a una conclusione devastante e inevitabile. Il racconto arricchisce l’universo lovecraftiano, introducendo nuovi nomi, figure e rituali. La menzione, ad esempio
a B’Moth che adesso viene ufficialmente riconosciuto all’interno dei miti estesi.<br><strong>Fuori dal vasetto di Charles A. Tanner</strong>: è un racconto gotico-fantastico che unisce temi di occultismo, leggende arabe e orrore interiore. La storia si sviluppa attraverso una narrazione avvincente, che esplora l’incontro tra curiosità
umana e mistero ultraterreno. La vicenda non solo cattura l’attenzione, ma lascia il lettore con una persistente sensazione di inquietudine e riflessione sulla natura della conoscenza. L’intreccio di miti ebraici,
tradizioni arabe e riferimenti a figure lovecraftiane conferisce al racconto una profondità mitologica. L’uso del sigillo di Salomone e dei Jinn richiama antiche storie, rendendo il racconto un ponte tra fantasia
e tradizione.<br><strong>Il cervello della terra di Edmond Hamilton</strong>: è un racconto fantascientifico dal tono epico, che mescola suspense, horror cosmico e
filosofia, portando i lettori a interrogarsi sui limiti della conoscenza umana e sul nostro ruolo nell’universo. La trama avvincente si sviluppa attorno a un concetto grandioso: la Terra come organismo vivente con un’intelligenza
centrale, il suo “Cervello”. Hamilton intreccia narrazione, immaginazione scientifica e una potente carica emotiva, creando un’opera che è tanto affascinante quanto inquietante. La visione di Hamilton
è singolare. L’idea che la Terra sia un essere vivente, dotato di una mente centrale nascosta in una montagna polare, eleva il racconto oltre il tradizionale filone. Questo concetto richiama temi cari a HPL di
insignificanza umana davanti a forze cosmiche incomprensibili.<br><strong>Attraverso l’angolo alieno di Elwin G. Powers</strong>: è un racconto inquietante e visionario che si colloca all’interno del filone dell’orrore cosmico ispirato a H.P. Lovecraft. Con una narrazione carica di tensione, Powers riesce a trasportare
il lettore in una dimensione aliena e terrificante, popolata da entità inconcepibili e pericoli che sfidano la comprensione umana. L’opera, pur breve, lascia un’impressione duratura grazie alla sua atmosfera
disturbante e al senso di ineluttabilità che permea la storia.<br><strong>L’eredità in un cristallo di James Causey</strong>: fonde mistero, sovrannaturale e ironia macabra in una narrazione coinvolgente e spaventosa. L’opera si colloca tra la narrativa dell’horror gotico e il racconto fantastico, proponendo una trama avvincente
che ruota attorno a un oggetto maledetto e alle sue conseguenze devastanti. Con una costruzione narrativa ben calibrata e personaggi memorabili, il racconto lascia un’impressione indelebile, grazie anche al finale beffardo
e inquietante. L’anello di cristallo è un elemento centrale del racconto, che Causey utilizza con maestria per orchestrare eventi inquietanti e soprannaturali. La descrizione del cristallo, con il suo bagliore
rossastro e le strane rune incise, è suggestiva e trasmette un senso palpabile di pericolo (oltre a ricordare un altro famoso gioiello Lovecraftiano)<br><strong>Il testamento di claude ashur di C. Hall Tompson</strong>: viene creata un’atmosfera inquietante e gotica che mi ha catturato sin dalle prime righe. L’attenzione ai dettagli
visivi e sensoriali sommerge pienamente il lettore nell’orrore psicologico e soprannaturale del racconto. I personaggi, in particolare Claude Ashur, sono ben delineati. Claude emerge come un antagonista complesso, intriso
di malvagità e potere ipnotico, che lo rende memorabile e spaventoso. Il racconto presenta una struttura a strati, che alterna momenti di introspezione con azioni intense e drammatiche. Questo ritmo bilanciato mantiene
l’interesse del lettore e permette una costruzione graduale della suspense.<br>L’uso di descrizioni dettagliate, come il Priorato e la figura malvagia di Claude, evoca una forte immagine mentale e amplifica il
senso di isolamento e oppressione.<br><strong>La guerra finale di David H. Keller, M.D.</strong>: è un racconto che mescola elementi di fantascienza, mitologia lovecraftiana e allegoria filosofica, intrecciando temi di distruzione, rinascita e la lotta dell’umanità per la sopravvivenza.
Keller sfrutta immagini potenti e un linguaggio evocativo per presentare un’epopea cosmica, ma il testo presenta alcune criticità strutturali e stilistiche che meritano attenzione. Il racconto cattura l’essenza
di un universo ostile e ignoto, con descrizioni dettagliate di entità aliene e ambientazioni inquietanti. La figura di Cthulhu è evocata con maestria, richiamando i temi di impotenza dell’umanità
di fronte a un male cosmico. Il racconto riflette le ansie della modernità, con la scienza come doppio filo di salvezza e distruzione.<br><strong>L’orrore di dunstable di Arthur Pendragon</strong>: è un racconto che unisce abilmente il soprannaturale, il gotico e la narrativa storica, immergendo il lettore in un’ambientazione
ricca di mistero e suggestioni oscure. Tuttavia, il testo soffre di una prolissità che talvolta diluisce l’efficacia narrativa, di una struttura che fatica a bilanciare la tensione e di alcune lacune nella caratterizzazione
dei personaggi. L’autore riesce a creare un senso di inquietudine palpabile. La descrizione della foresta del New England e della cittadina di Dunstable è coinvolgente, trasmettendo un senso di isolamento e mistero.
L’attenzione a elementi storici, archeologici e naturalistici conferisce credibilità al racconto.<br><strong>La culla dell’inferno di Arthur Pendragon</strong>: Pendragon propone un’opera che combina elementi gotici, psicologici e orrifici, ambientata nell’oscuro New England
del primo Novecento. Il racconto si distingue per la sua prosa ricca, densa e attenta ai dettagli, che immerge il lettore in un’atmosfera di crescente tensione e mistero. Tuttavia, la complessità narrativa e l’abbondanza
di descrizioni possono talvolta appesantire il ritmo. Il tema della “Tutela” è trattato con una profondità che invita alla riflessione. La lotta di Laurence Cullum contro il peso delle aspettative
familiari, il senso di colpa e l’eredità maledetta esplorano questioni universali legate al dovere, alla moralità e alla perdita dell’identità. La narrazione costruisce con maestria un climax
che culmina nella rivelazione del “Figlio dell’Inferno”. Pendragon gestisce bene l’equilibrio tra suspense psicologica e orrore fisico, con momenti di vera inquietudine.<br><strong>L’ultimo lavoro di pietro d’Apono di Stefan B. Aletti</strong>: Aletti presenta un racconto che si muove tra l’erudizione storica, l’horror sovrannaturale e il
dramma psicologico. <em>L’ultimo lavoro di Pietro d’Apono</em> affonda le sue radici in un Rinascimento cupo, mescolando dettagli storici con elementi
di fantasia gotica e un crescendo di terrore personale. È un’opera che invita a riflettere sul potere e i limiti della conoscenza, e sulle sue conseguenze impreviste. L’autore dimostra una profonda conoscenza
del contesto rinascimentale e medievale. La Padova del XIII secolo e i richiami alle figure storiche del tempo conferiscono autenticità e fascino al racconto. L’inserimento di elementi come l’Inquisizione
e la figura di Pietro d’Apono, con il suo legame con la scienza e la magia, arricchisce il testo di un’atmosfera imperscrutabile e colta.<br><strong>L’occhio di Horus di Stefan B. Aletti</strong>: Anche qui Aletti intreccia magistralmente un’avventura archeologica nel deserto nubiano con l’inquietudine sovrannaturale,
fondendo l’esotismo egittologico con l’horror psicologico. <em>L’Occhio di Horus</em> è una riflessione sui limiti della curiosità umana e sull’arroganza di sfidare antichi poteri, raccontata attraverso un resoconto in prima persona che si tinge di mistero e tragedia.
Un racconto avvincente che mescola avventura, misticismo e orrore.<br><strong>La Cantina di Stefan B. Aletti</strong>: Nuovamente Aletti ci porta nel cuore di un racconto gotico di rara intensità, intrecciando sapientemente horror psicologico, sovrannaturale e suspense. <em>La Cantina</em> esplora i limiti della curiosità umana e le conseguenze di un’invocazione imprudente di forze oscure. Ambientato nella nebbiosa Londra di fine Ottocento,
il racconto è una potente riflessione sulla tensione tra scienza e spiritualismo, con personaggi che lottano contro una creatura tanto malvagia quanto inafferrabile. Wolverton House e la sua cantina abbandonata sono
descritte con vivida precisione, creando un senso di claustrofobia e terrore che permea ogni scena.<br><strong>Mythos di John S. Glasby</strong>: Questo testo è intriso di un’atmosfera gotica e soprannaturale, si intreccia con il genere del mistero archeologico, tipico delle narrazioni
ispirate ai miti. L’isola di Pasqua, con le sue enigmatiche statue e il senso opprimente di antichi segreti, serve da sfondo perfetto per esplorare temi di potere insondabile, civiltà perdute e orrore cosmico.
La narrazione esplora non solo il terrore dell’ignoto ma anche l’ossessione umana per la conoscenza e il pericolo insito nel valicare i limiti del sapere. Il finale ambiguo lascia spazio all’interpretazione,
ma l’immagine del volto di Nordhurst scolpito nella pietra suggerisce che il confine tra scienza e mito, tra passato e presente, è più sottile di quanto si pensi.<br><strong>Ci sono altre cose di Jorges Luis Borges</strong>: In questo racconto, Borges esplora il tema del mistero cosmico e dell’orrore attraverso una narrazione che mescola elementi filosofici,
inquietudine personale e ambientazioni oniriche. La Casa Colorada diventa un simbolo di ciò che è sconosciuto, alieno e inconcepibile per la mente umana, simile alle creazioni del mito lovecraftiano ma con un
tocco più intimamente umano e metafisico. Il protagonista è guidato dalla curiosità, un elemento centrale nei racconti di Borges. Questa spinta lo conduce verso l’ignoto e lo costringe a confrontarsi
con il limite del comprensibile. La curiosità, però, non è priva di pericoli, poiché lo trascina in una realtà che potrebbe non essere in grado di comprendere o sopportare.<br><strong>L’orrore fuori dal tempo di Randall Garrett</strong>: è un racconto che si inserisce nella tradizione della narrativa weird e lovecraftiana, portando avanti temi di terrore
cosmico, scoperta proibita e la fragilità della mente umana di fronte all’inconcepibile. L’opera si sviluppa attraverso un crescendo di tensione e raccapriccio, culminando in una rivelazione che sfida i
limiti della comprensione e della sanità mentale. L’opera esplora l’idea che esistano esseri e civiltà antichi e malvagi, anteriori all’umanità, che ancora influenzano il nostro mondo.
La narrazione suggerisce che tali entità non siano solo un pericolo fisico, ma rappresentino anche una minaccia per la mente e l’anima.<br><strong>Il destino ricorrente di S. T. Joshi</strong>: è una novella interessante. Esplora temi come l’orrore cosmico, il mistero incomprensibile e il fragile equilibrio della civiltà
umana. Il racconto intreccia archeologia, mitologia e raccapriccio per costruire una trama avvincente e inquietante. Il titolo del racconto sottolinea il tema centrale: l’idea che gli eventi apocalittici e il pericolo
rappresentato da Cthulhu siano ricorrenti. La natura ciclica del destino è evidenziata dall’allineamento delle stelle, che ogni 248 anni offre un’opportunità agli adoratori di Cthulhu di liberare
il loro dio.<br><strong>Conoscenza necrotica di Dirk W. Mosig</strong>: è un racconto che mescola orrore cosmico, avidità umana e un profondo senso di rovina
inevitabile. Radicato nel folclore ad opera del Maestro di Providence, esplora il potere distruttivo e corruttivo della conoscenza proibita attraverso il “Libro della Necrosi” di Tomeron, un artefatto che porta
orrori indicibili a chiunque lo maneggi. Il racconto ruota attorno alla ricerca di questo libro, che incarna il potere e il pericolo della conoscenza oltre i limiti umani. Rashd e gli altri personaggi inseguono il libro nonostante
i rischi, mostrando quanto l’ossessione per il sapere possa spingere l’uomo oltre ogni limite morale o razionale.<br><strong>Autobus notturno di Donald R. Burleson</strong>: Il racconto gioca con il terrore primordiale del contatto con qualcosa che non si può comprendere o accettare. La creatura che si
siede accanto al protagonista incarna una deviazione radicale dalla norma umana, fisica e metafisica, evocando repulsione e paura. L’ambientazione in un autobus notturno, con il suo ambiente angusto e claustrofobico,
enfatizza la solitudine e l’impotenza del protagonista. Non c’è nessuno a cui rivolgersi o che possa intervenire contro l’orrore che lo circonda.<br><strong>L’anello di peltro di Peter H. Cannon</strong>: combina elementi di introspezione psicologica, viaggio nel tempo e terrore, offrendo una riflessione inquietante sull’eredità,
l’ambizione e la decadenza. Edmund Aymar è ossessionato dalla figura del suo antenato, John Marshall Aymar, che rappresenta una glorificazione della sua linea familiare. Questa fissazione, apparentemente innocua,
si trasforma in un’ossessione che lo conduce in un mondo di segreti e pericoli. Il racconto è ambientato in una New York che vive un costante contrasto tra il fascino del passato e il disincanto per un presente
corrotto. Aymar incarna questa tensione, desiderando rifugiarsi in un’epoca idealizzata mentre la realtà moderna lo respinge.<br><strong>John lehmann da solo di David Kaufman</strong>: è una narrazione intrisa di mistero, malinconia e inquietudine, che esplora la fragilità umana di fronte a eventi inspiegabili.
Il racconto, ambientato in una comunità rurale lontana dal mondo, offre un’esperienza profondamente emotiva e allo stesso tempo terrificante, radicata nella quotidianità, ma sfociando nella soprannaturalità.
David Kaufman esplora temi universali come l’amore, la perdita e la paura dell’ignoto, radicandoli in un contesto rurale e isolato. La narrazione in prima persona e la mancanza di risposte definitive conferiscono
al racconto una qualità profondamente umana, evocando non solo terrore ma anche compassione.<br><strong>La morte viola di Gustav Meyrink</strong>: è un racconto apocalittico e visionario che mescola elementi del soprannaturale, della scienza e dell’orrore per esplorare temi
legati al potere delle parole, alla fragilità della civiltà e alla natura distruttiva dell’umanità. L’idea centrale del racconto è che una singola parola, Ämälän, possa
generare un’epidemia mortale attraverso le sue vibrazioni sonore. Questo esplora il concetto del linguaggio come strumento non solo di comunicazione ma anche di distruzione, sottolineando la responsabilità insita
nell’uso delle parole.<br><strong>Nebbie di morte di Richard F. Searight &amp; Franklyn Searight</strong>: Il racconto si sviluppa lentamente, costruendo la tensione attraverso indizi inquietanti, come la descrizione delle vittime e delle uccisioni inspiegabili, per poi culminare nel confronto con la nebbia senziente.
Mescola nozioni scientifiche (come l’estrazione delle proteine dai corpi) con elementi mitologici (il sigillo mistico, i testi arcani), mostrando il limite della scienza quando si confronta con l’ignoto. L’entità
PneephTaal rappresenta una forza oltre l’umana comprensione, evocando il tema lovecraftiano di creature ancestrali che precedono la razza umana e che non possono essere dominate dalla scienza o dalla ragione. La narrazione
bilancia abilmente il mistero e l’azione, rendendolo un contributo significativo al genere dell’horror soprannaturale.<br><strong>Shoggoth riserva speciale di Neil Gaiman</strong>: Gaiman rivisita le storie di Lovecraft in modo accessibile e moderno, ridicolizzando alcuni aspetti, ma mantenendo un senso di inquietudine.
Benjamin Lassiter, un americano ingenuo e curioso, mentre esplora un’Inghilterra costiera grigia e desolata, armato di una guida turistica inaffidabile. Giunto nel misterioso villaggio di Innsmouth, Ben si ritrova coinvolto
in un’esperienza surreale che mescola il banale al sovrannaturale. Tra pub malandati, strani personaggi e conversazioni sempre più inquietanti, il protagonista scopre che Innsmouth nasconde segreti che forse non
avrebbe dovuto conoscere, legati a divinità come Cthulhu e Nyarlathotep. Alla fine, si risveglia lontano dal villaggio, incerto se tutto sia stato un sogno o una realtà distorta, portando con sé un senso
di disagio duraturo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Vi lascerà scoprire da soli cosa sia lo <strong>Shoggoth Riserva Speciale</strong>, io nel mentre, vado a ordinare una copia cartacea dalla mia libreria di fiducia.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Gli Accoliti di Cthulhu<br>Autore: AA.VV.<br>Editore: NPE Edizioni<br>Collana: Saggistica &amp; Narrativa<br>Pagine: 416<br>ISBN: 9788836271894<br>Costo:
24,90 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/481sFOS" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb27bce8ae26b91e7addcd4dd9e19621e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/accoliti-cthulhu-cover_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 688,'height': 974,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb27bce8ae26b91e7addcd4dd9e19621e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/accoliti-cthulhu-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="284" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 09:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli scrittori dei Racconti di Dracula - Puntata 5]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000247"><h1 class="imHeading1">Nuova puntata dedicata a Doug Steiner</h1><h2 class="imHeading2">Gli scrittori dei Racconti di Dracula a cura di Max Ferrara e Sergio Bissoli</h2><div><div>La <em>Redazione GHoST</em> presenta il nuovo video targato <em>ClubGHoST</em> &amp; <em>Ipnotica</em> sugli scrittori dei Racconti di Dracula. Si tratta della quinta puntata, dedicata a <strong>Doug Steiner</strong> (Sveno Tozzi), di un programma di <strong>Max Ferrar</strong>a e <strong>Sergio Bissoli</strong>.</div> <div><br></div><div>Il video è stato caricato sul nuovo canale You Tube ufficiale del Club GHoST:<br><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a><br>che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.<br>Per non perdere tutte le novità a riguardo quindi vi invitiamo a iscrivervi al canale attivando la campanella per le notifiche.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink4f62542266e1efec59536c1b14170bcf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/DougSteiner-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del video.','title': 'La copertina del video.','width': 460,'height': 575,'description': 'La copertina del video.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4f62542266e1efec59536c1b14170bcf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/DougSteiner-cover_ver.jpg" alt="La copertina del video." title="La copertina del video." width="200" height="250" /></a><br></div><div><script> var showboxlink6290d16fdc9e1a1356662b5de84b0024 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/DougSteiner-spotyotubr_ver.jpg','alt': 'Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!','title': 'Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!','width': 468,'height': 670,'description': 'Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6290d16fdc9e1a1356662b5de84b0024, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/DougSteiner-spotyotubr_ver.jpg" alt="Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!" title="Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!" width="200" height="287" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=oY7sfRstxXk">https://www.youtube.com/watch?v=oY7sfRstxXk</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 09:01:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[XXXI Trofeo RiLL - Aperte le iscrizioni]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000248"><h1 class="imHeading1">Scadenza: 20 marzo 2025</h1><h2 class="imHeading2">31esimo Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico</h2><div><div>Sono aperte fino al 20 marzo 2025 le iscrizioni al 31esimo <strong>Trofeo RiLL</strong> per il miglior racconto fantastico, concorso letterario organizzato dall’associazione <em>RiLL Riflessi di Luce Lunare</em>, col supporto del festival internazionale <em>Lucca Comics &amp; Games</em> e della casa editrice <em>Acheron Books</em>.</div> <div><br></div><div>Possono partecipare al <em>Trofeo RiLL</em> racconti fantasy, horror, di fantascienza e, in generale, ogni storia sia (per trama e/o personaggi) “al di là del reale”.<br>Ogni autore/autrice può inviare una o più opere, purché inedite, originali e in lingua Italiana.</div><div><br></div> <div>Da oltre un decennio i racconti ricevuti sono più di 300 a edizione (nel 2024: 412 racconti), scritti da autori/ autrici residenti in Italia e all’estero.<br>I racconti possono essere spediti, a discrezione di ogni partecipante, in modalità cartacea oppure elettronica. Per chi risiede all’estero è raccomandata la spedizione in formato elettronico.</div><div><br></div> <div>I dieci racconti finalisti del <em>31esimo Trofeo RiLL</em> saranno pubblicati (senza alcun costo per i rispettivi autori/autrici) in un e-book della collana “Aspettando Mondi Incantati”, curata da RiLL e in uscita a ottobre 2025. Inoltre, i migliori cinque racconti tra i finalisti saranno pubblicati (sempre gratuitamente) nell’antologia del concorso (collana “Mondi Incantati”, ed. <em>Acheron Book</em>s), che sarà presentata al festival internazionale <em>Lucca Comics &amp; Games</em> (novembre 2025).<br>Infine, il racconto primo classificato sarà tradotto e pubblicato, sempre gratuitamente, all’estero: in Spagna (sull’antologia <em>Visiones</em>, curata da PÓRTICO – Asociación Española de Fantasía, Ciencia Ficción y Terror) e in Sud Africa (su PROBE, il magazine dell’associazione SFFSA – Science Fiction and Fantasy South Africa). Molti racconti premiati/finalisti di passate edizioni del <em>Trofeo RiLL</em> sono stati recentemente tradotti e pubblicati anche in Germania (dalla casa editrice <em>Barenklau Exklusiv</em>) e in Polonia (dalla rivista Nowa Fantastyka).<br>L’autore/autrice del racconto primo classificato riceverà un premio di 250 euro.</div><div><br></div> <div>La selezione dei racconti finalisti sarà curata da <em>RiLL</em>, valutando tutti i testi partecipanti in forma anonima (cioè senza che i lettori-selezionatori conoscano il nome dell’autore/autrice).<br>La giuria del <em>Trofeo RiLL</em> sceglierà poi, tra i racconti finalisti, quelli da premiare e pubblicare nell’antologia “Mondi Incantati”. Fra i giurati dell’edizione 2024 del <em>Trofeo RiLL</em>: gli scrittori Donato Altomare, Mariangela Cerrino, Giulio Leoni, Gordiano Lupi, Massimo Pietroselli, Vanni Santoni, Sergio Valzania; gli accademici Luca Giuliano (Università “La Sapienza”, Roma) e Arielle Saiber (Johns Hopkins University, Baltimora – USA); l’anglista e saggista Cecilia Barella; la traduttrice Natalia Pola Miscioscia (anche collaboratrice della rivista polacca Nowa Fantastyka); la poetessa Alessandra Racca; i giornalisti ed autori di giochi Andrea Angiolino, Renato Genovese e Beniamino Sidoti.</div><div><br></div> <div>Ogni partecipante al <em>31esimo Trofeo RiLL</em> riceverà in omaggio una copia dell’antologia “SI RIPARANO MACCHINE DEL TEMPO e altri racconti dal <em>Trofeo RiLL</em> e dintorni” (ed. Acheron Books, 2024, collana Mondi Incantati), che prende il nome dal racconto vincitore del <em>30esimo Trofeo RiLL</em>, scritto dal messinese (ma residente in Croazia) Mauro Longo.<br>Il libro propone quattordici storie: i migliori racconti del <em>30esimo Trofeo RiLL</em> e di SFIDA 2024 (altro concorso bandito da RiLL) e i racconti vincitori di quattro premi per storie fantastiche organizzati all’estero (in Australia, Portogallo, Spagna e Sud Africa) e con cui il <em>Trofeo RiLL</em> è gemellato.</div><div><br></div> <div>I libri della collana “Mondi Incantati” sono disponibili su Amazon, Unilibro.it, Delos Store, Mare Magnum, Toscana Libri, oltre che (a prezzo speciale) su RiLL.it<br>Gli e-book “Aspettando Mondi Incantati”, dedicata ai racconti finalisti del Trofeo RiLL, sono disponibili come kindle su Amazon e, come EPUB, su KOBO, La Feltrinelli e Mondadori Store.</div><div><br></div> <div>La cerimonia di premiazione del <em>31esimo Trofeo RiLL</em> si svolgerà nell’ambito del festival internazionale <em>Lucca Comics &amp; Games </em>2025 (29 ottobre / 2 novembre).</div><div><br></div> <div>Per maggiori informazioni si rimanda al bando di concorso, all’e-mail e al sito di RiLL (che ospita ampie sezioni sul Trofeo RiLL e le connesse collane di antologie/ e-book).</div><div><br></div> <div>ASSOCIAZIONE RiLL – RIFLESSI DI LUCE LUNARE<br>Via Roberto Alessandri 10, 00151 Roma<br><a href="https://www.rill.it/" class="imCssLink">https://www.rill.it/</a><br>info@rill.it</div> <div><br></div><div>L’associazione <em>RiLL Riflessi di Luce Lunare</em> è attiva dai primi anni ’90.<br>La principale attività associativa è il <em>Trofeo RiLL</em> per il miglior racconto fantastico, concorso letterario che è nel tempo divenuto uno dei principali premi italiani dedicati ai racconti fantasy, horror e di fantascienza. Sono oltre 300 i testi che hanno partecipato a ciascuna delle edizioni più recenti (412 racconti nel 2024).<br>Dal successo del premio è nata nel 2003 la collana di antologie annuali “Mondi Incantati – Racconti fantastici dal Trofeo RiLL e dintorni”, cui dal 2011 si sono affiancate la collana di antologie personali “Memorie dal Futuro” e gli e-book della serie “Aspettando Mondi Incantati”.<br>Tutti libri curati da <em>RiLL</em> sono realizzati senza alcun contributo da parte degli autori/autrici.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkf0af1e73193532dc037c1d7143f0a048 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/XXXI-Trofeo-RiLL_bar.jpg','alt': 'Il logo di RiLL.','title': 'Il logo di RiLL.','width': 680,'height': 326,'description': 'Il logo di RiLL.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf0af1e73193532dc037c1d7143f0a048, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/XXXI-Trofeo-RiLL_bar.jpg" alt="Il logo di RiLL." title="Il logo di RiLL." width="200" height="96" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkcc94062928952ce93f9f0c73fe584b2c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mi-2024-cop_ver..jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 342,'height': 486,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcc94062928952ce93f9f0c73fe584b2c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mi-2024-cop_ver..jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="285" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 09:23:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Omicidio al cimitero di Stefano Simone]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000249"><h1 class="imHeading1">Un film indipendente</h1><h2 class="imHeading2">Girato con un budget modesto, quasi inesistente</h2><div>






<div><strong>Omicidio al cimitero (Italia 2024)<br></strong><em>Regia: Stefano Simone. Soggetto e Sceneggiatura: Roberto Lanzone. Fotografia: Marco Di Gerlando. Montaggio: Stefano Simone. Aiuto Regia: Francesco Trotta. Assistente alla Regia: Giuseppe Bollino. Fonico di Presa
Diretta: Robb Mc. Microfonisti: Robb Mc, Giuseppe Bollino. Runner: Alessandro Mirasole. Musiche: Luca Auriemma (brano Horror Cello remixato). Durata: 70’. Genere: Giallo. Interpreti: Giovanni Casalino (Christian), Matteo
Mangiacotti (Gabriel), Luigia Riccardi (Victoria), Bruno Simone (Alan), Giada Latronica (Mia), Rossella Castigliego (Nora), Filippo Totaro (Ivan, il custode).</em></div>
<div><br></div><div>Ho il privilegio – perché lo considero tale – di aver seguito il regista pugliese <strong>Stefano Simone</strong> sin dalle sue prime acerbe prove, dai corti a un horror inquietante come <em>Cappuccetto Rosso</em>, persino <em>Kenneth</em>, fino a <em>Gli scacchi della vita</em>, <em>Cattive storie di provincia</em> e <em>Il fantasma di Alessandro Appiani</em>, ogni volta apprezzando notevoli miglioramenti. <em>Omicidio al cimitero</em> – dedicato a <strong>William Friedkin</strong> – è il suo ultimo riuscito lavoro, una commedia gialla, ambientata in un luogo
ben definito, che si svolge in una sola giornata e vede sulla scena sei personaggi, più il morto, che torna in alcuni interessanti <em>flashback</em>. Diciamo poco sulla trama, perché un giallo non si racconta, come regola del buon critico rispettoso degli spettatori. Sei ragazzi, in visita a un cimitero di campagna
per motivi diversi, scoprono il cadavere del custode strangolato ai piedi di un piccolo altare e subito si scatena la caccia al colpevole, che potrebbe essere uno di loro, ma non è detto. Di fatto vediamo che trovano
due auto con il serbatoio perforato e tutti sono costretti a restare in quel luogo isolato (dove non c’è campo per i cellulari) fino all’arrivo della corriera. Si parte dalla scoperta del cadavere e lo spettatore
cinefilo potrebbe pensare a un meccanismo alla <em>dieci piccoli indiani</em> ma non è così, la storia ci porta a conoscere un’indagine condotta
dallo psicoterapeuta del gruppo (Christian) con la collaborazione di un esperto informatico (Gabriel), anche se il colpevole potrebbe essere uno dei due ragazzi. Gli altri personaggi della commedia thriller sono un’impiegata
di banca (Victoria), un postino che pare abbastanza sciocco (Alan), una ragazza marginale un po’ volgare (Mia) e una molto più tranquilla (Nora). L’azione si svolge nel cimitero di Macchia, frazione di Monte
Sant’Angelo, che il regista ribattezza Santa Cristiana come omaggio ad <strong>Agatha Christie</strong>. Unità di tempo, di spazio e di luogo, commedia teatrale dai tempi compassati, scritta con molta ironia, caratterizzata da un montaggio serrato (curato dal regista, consapevole di quanto sia importante
il montaggio per un film), che rallenta solo nella parte centrale per giungere spedita a una conclusione inattesa e a un doppio finale ancor più sconcertante. <em>Flashback</em> usati benissimo dal regista per raccontare il passato, più o meno recente, e per illustrare anche la sequenza (bellissima) dell’omicidio e quella altrettanto
riuscita della cattura del colpevole. Ottima la colonna sonora di <strong>Luca Auriemma</strong> che rielabora il tema <em>Horror Cello</em>; fotografia cupa ed essenziale di <strong>Marco Di Gerlando</strong>; sceneggiatura oliata alla perfezione da <strong>Roberto Lanzone</strong>; tecnica di regia compiuta, che passa dalla soggettiva alla macchina a mano, oltre alla camera fissa nei frequenti dialoghi, tra campi e controcampi. Commedia
gialla di impostazione teatrale, perché giocata sul dialogo – non è una valutazione negativa -, stile <em>La finestra sul cortile</em> di <strong>Hitchcock</strong>, facendo le debite proporzioni. In ogni caso il regista mostra e non racconta le situazioni decisive che accadono e questo mi pare un passo avanti rispetto alla sua recente produzione. Attori non professionisti
ma bravi, una piccola <em>factory</em> che il regista si è costruito, ché <strong>Mangiacotti</strong> e <strong>Simone</strong> già li abbiamo apprezzati ne <em>Il fantasma di Alessandro Appiani</em>, mentre il bravo <strong>Filippo Totaro</strong> lo ricordiamo interprete di un eccellente personaggio ne <em>Gli scacchi della vita</em>. <strong>Totaro</strong> anche in questo lavoro dà vita a un personaggio singolare di custode del cimitero caratterizzato da un tic nervoso importante ai fini della scoperta del mistero. Il film racconta il <em>phishing</em>, le truffe online, si sofferma sul bullismo e sulla delinquenza minorile, termina con una morale non da poco contro il suicidio (<em>la vita è un bene troppo prezioso perché si possa pensare di togliersela</em>) e con una trovata geniale di un personaggio che dice <em>Portateci alla stazione di polizia è avvenuto un</em> … improvvisamente arriva il titolo del film <em>Omicidio al cimitero</em>, quindi scorrono i titoli di coda. Da notare che si tratta di un film indipendente girato con un budget modesto, quasi inesistente. Presto disponibile su <em>Teca TV</em>, nei vari circuiti televisivi regionali e in alcuni cinema selezionati. Prima cinematografica in Puglia, quasi sicuramente a Manfredonia.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinke8690f56d4ebaf533efd4eb16af17c27 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/omicidio-al-cimitero-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 600,'height': 849,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke8690f56d4ebaf533efd4eb16af17c27, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/omicidio-al-cimitero-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="283" /></a><br></div><div><script> var showboxlink58a5a64e14cacd4abb364abc7e7e8810 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/omicidio-al-cimitero-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 772,'height': 384,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink58a5a64e14cacd4abb364abc7e7e8810, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/omicidio-al-cimitero-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=RGkm8HEyw74">https://www.youtube.com/watch?v=RGkm8HEyw74</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 09:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Classified: Locus 13 di Michele Sette]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000024A"><h1 class="imHeading1">Un thriller avvincente</h1><div><h2 class="imHeading2">Dove realtà e sovrannaturale si fondono in modo coerente</h2></div><div>






<div><em>[…] Qualcuno considera che l’ossitocina sia fondamentale per mantenere un corretto comportamento relazionale e che influenzi la cognizione
sociale. Le endorfine rilasciate dall’ipofisi ci procurano una sensazione piacevole, rilassante e incredibilmente assuefacente. Una sensazione inebriante di euforia che pilota gli istinti umani.<br>Basta analizzare
gli spot pubblicitari per capirlo. Le multinazionali hanno sempre fatto leva su questo aspetto della psicologia. […]</em></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/46AtxZs" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div>
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<div><em>Classified: Locus 13</em> di <strong>Michele Sette</strong>, edito da <strong>Delos Digital</strong>, all’interno della collana <em>Innsmouth</em> per la sezione libri al numero 7, curata da <strong>Luigi Pachì</strong>.<br>La trama si sviluppa come un intreccio avvincente di sovrannaturale, introspezione psicologica e thriller investigativo.<br>Al centro, Carmine Grieves,
un agente della Corporation segnato dalla perdita della figlia e dall’alcolismo, si ritrova immerso in un incarico che lo conduce al misterioso “Locus tredici”. Questa struttura, carica di anomalie e spazi
non euclidei, è teatro di eventi sovrannaturali che mettono alla prova la sua percezione della realtà e la sua identità. Tra entità enigmatiche, specchi criptici e creature inquietanti, la storia
alterna momenti di riflessione interiore a fasi investigative, con un crescendo di tensione e mistero.<br>I colpi di scena, ben distribuiti, mantengono alta l’attenzione del lettore, mentre il finale lascia spazio
alla speculazione, proponendo una chiusura aperta che stimola riflessioni profonde.<br>Lo stile narrativo di <strong>Michele Sette</strong> è diretto e immersivo, con un linguaggio contemporaneo che dona realismo e vivacità ai dialoghi. I pensieri ironici e l’umorismo del protagonista
aggiungono un tocco umano, bilanciando le atmosfere più cupe e cariche di tensione. Le descrizioni dettagliate delle ambientazioni e delle anomalie del Locus contribuiscono a creare un’atmosfera suggestiva e inquietante,
anche se a tratti risultano ridondanti, rallentando il ritmo.<br>Il finale rappresenta un equilibrio tra risoluzione narrativa e apertura tematica. Grieves mostra una significativa crescita personale superando alcune delle
sue paure, ma i misteri del Locus rimangono in parte irrisolti. Questa scelta, se da un lato stimola la curiosità, dall’altro potrebbe deludere chi cerca una chiusura più definitiva. Tuttavia, si rivela
funzionale al tono complessivo dell’opera.<br>L’autore costruisce un mondo credibile e affascinante, dove realtà e sovrannaturale si fondono in modo coerente. La descrizione di spazi liminali e anomalie
è accurata e contribuisce alla sensazione di trovarsi in una dimensione estranea ma possibile. Grieves è un protagonista complesso, con un passato ricco di dettagli che arricchisce la trama e favorisce l’empatia
del lettore. L’introspezione sui temi della follia, dell’identità e del superamento dei propri limiti rende il romanzo non solo un thriller avvincente, ma anche un viaggio interiore.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE<br></strong>Michele Sette è un insaziabile divoratore di opere di intrattenimento. Di fronte
a lui, film, libri, fumetti e videogiochi non hanno scampo. Si insinua come un’anguilla nel flusso dell’immaginario collettivo. Il suo unico obiettivo: raggiungere uno stato evolutivo superiore, tessendo, come
la tela di un ragno, trame inquietanti e destabilizzanti, per catturare i lettori più curiosi. Pericolosità: estrema. Vulnerabilità: inesistente.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Classified: Locus 13<br>Autore: Michele Sette<br>Editore: Delos Digital<br>Collana: Libri - Innsmouth</em></div>
<div><em>Anno: 10 dicembre 2024<br>Pagine: 320<br>ISBN-13: 978-8825430769<br>Prezzo: Cartaceo 19,00 € - Ebook 5,99 €</em></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/46AtxZs" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</div>
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			<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 10:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Il Giro dell’Horror]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000024C"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Docu-serie sull’horror made in Italy</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">L'unica basata su una sola regola: lasciarsi guidare dal caso</span></h2><div>






<div><em class="cf1">Ispirato da sogni strampalati, Luca decide di mettere in piedi una docuserie dedicata al mondo della cultura horror made in Italy. Con il supporto di
Paolo e di un gruppo di collaboratori davvero stravaganti, Il Giro dell’Horror riesce a resistere agli attacchi del feroce Pupazzo Angelo, a incredibili malintesi, querele inaspettate, rapimenti rocamboleschi e viaggi
nel tempo, portando a compimento una prima stagione che racconta le carriere del regista Domiziano Cristopharo, del compositore Fabio Frizzi e del maestro del terrore Lamberto Bava.</em></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3NgIiKg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il lungo e bizzarro viaggio all’interno dell’horror italiano firmato da <strong>Luca Ruocco</strong> e <strong>Paolo Gaudio</strong>, è finalmente disponile.</span></div>
<div><em class="cf1">La PRIMA docu-serie sull’horror made in Italy. L’UNICA basata su una sola regola: lasciarsi guidare dal caso.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em></em>A vestire entrambi sono le illustrazioni di <strong>Giorgio Finamore</strong> che per la cover del DVD rielabora il logo ufficiale della serie creato da <strong>Helena Masellis</strong>, mentre per quella del libro omaggia l’illustrazione di copertina più celebre del fumetto orrorifico italiano, calando Ruocco e i tre protagonisti
di stagione – <strong>Domiziano Cristopharo</strong>, <strong>Fabio Frizzi</strong> e <strong>Lamberto Bava</strong> – in una situazione da incubo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><em>Il Giro dell’Horror</em> è il racconto di un mondo fantastico fatto di storie terrificanti e personaggi spaventosi e stravaganti, di un cinema coraggioso, povero di mezzi ma ricco di espedienti e di originalità, un
magma creativo dalla forte identità culturale che è stato [ed è ancora] fonte di ispirazione anche all’estero. La prima docu-serie dedicata all’horror <em>made in Italy</em> costruisce la sua narrazione attraverso le testimonianze di scrittori, artigiani, artisti, sperimentatori, tutti protagonisti della costruzione di un genere culturale
– l’horror – che sembra possedere da sempre una grande potenzialità di temi e di immagini e pare riuscire a regalare una libertà stilistica unica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Ma non basta, perché <em>Il Giro dell’Horror</em> è anche un invito alla conoscenza diverso dal solito: un approfondimento guidato dai protagonisti del nostro horror che, col supporto di uno strambo autore-presentatore e di un’allegra brigata,
riescono a condurre lo spettatore all’interno del proprio mondo creativo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Ideato e scritto da <strong>Luca Ruocco</strong> per la regia di <strong>Paolo Gaudio</strong>, <em>Il Giro dell’Horror</em> è una docuserie che trova i suoi punti di forza proprio nelle sue improbabili regole di base: affrontare il passaggio da un protagonista di episodio
all’altro con una <em>nomination</em> fatta dall’ospite stesso, su cui autore e regista non hanno mai avuto diritto di replica. Ma non basta, perché
alla normale struttura da documentario di approfondimento, <em>Il Giro dell’Horror</em> alterna un’importante struttura fiction coniugata in commedia, con protagonisti lo staff di filmmakers autori del progetto, i loro ospiti e alcuni stralunati comprimari, senza dimenticare momenti importanti
di animazione e puppet.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il viaggio della prima stagione de <em>Il Giro dell’Horror</em> parte dal sottobosco delle produzioni indipendenti, con <strong>Domiziano Cristopharo</strong>, uno dei registi più riconoscibili e prolifici del nostro panorama <em>indie</em>, per poi spostarsi sulla musica da film con il maestro <strong>Fabio Frizzi</strong> e arrivare infine al mondo del cinema mainstream, con l’incontro con il <em>maestro del terrore</em> <strong>Lamberto Bava</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Ma nel DVD contenente i tre episodi della docu-serie prodotta da <em>InGenereCinema.com</em> e distribuita da <em>Weird Book</em> sono presenti tanti altri nomi noti del nostro panorama horror, come <strong>Sergio Stivaletti</strong>, <strong>Luigi Cozzi</strong> e <strong>Antonio Tentori</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Tra gli extra del disco: 4 spot de <em>Il Giro dell’Horror</em> e il trailer di stagione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il libro allegato al DVD raccoglie le interviste integrali ai tre ospiti protagonisti di stagione, oltre a due pezzi introduttivi di <strong>Ruocco</strong> e <strong>Gaudio</strong> e al poster ufficiale della serie firmato da <strong>Masellis</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>SCHEDA TECNICA</strong><br>Titolo: Il Giro dell’Horror<br>Autore: Luca Ruocco, Paolo Gaudio<br>Editore:
Weird Book<br>Collana: Insomnia</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 16 gennaio 2025<br>Genere: DVD + Libro<br>Prezzo: 19,90 €<br>ISBN: 979-12-81603-23-3</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3NgIiKg" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkc3771339e4f0497dbf0db5f95c32b46b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/giro-horror-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 416,'height': 610,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc3771339e4f0497dbf0db5f95c32b46b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/giro-horror-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="294" /></a><br></div><div><script> var showboxlinka2fc55d083845c1c00b16de7b69f6fc2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/giro-horror-cover-dvd_ver.jpg','alt': 'La copertina del dvd.','title': 'La copertina del dvd.','width': 498,'height': 703,'description': 'La copertina del dvd.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka2fc55d083845c1c00b16de7b69f6fc2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/giro-horror-cover-dvd_ver.jpg" alt="La copertina del dvd." title="La copertina del dvd." width="150" height="212" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=cjfYeVcwizM">https://www.youtube.com/watch?v=cjfYeVcwizM</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 15:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Principessa di avorio e di ebbrezza]]></title>
			<author><![CDATA[Jean Lorrain]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000024D"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Era un luogo severo</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Al riparo dalle vie e dal passaggio dei boemi</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Era una sdegnosa e fredda figlia di re: sedici anni, occhi grigi, e così bianca che le sue mani si sarebbero dette di cera e le sue tempie di perle.</span></div>
<div><span class="cf1">Figlia di un vecchio re guerriero, sempre occupato in lontane conquiste, lei era cresciuta in un convento in mezzo ai sepolcri dei re della sua stirpe e la sua prima infanzia era
stata curata dalle monache.</span></div>
<div><span class="cf1">Il convento in cui ella aveva passato i sedici anni della sua vita, era situato nell’ombra e nel silenzio di una foresta secolare. Era un luogo severo, al riparo dalle vie
e dal passaggio dei boemi, e nulla vi penetrava tranne la luce del sole e anch’essa vi arrivava indebolita attraverso la spessa volta del fogliame delle querce.</span></div>
<div><span class="cf1">Al vespro, la principessa usciva dal recinto del monastero e passeggiava lentamente scortata da due file di suore in processione. Era seria e pensierosa, come oppressa dal peso
di un segreto ed era così pallida da far pensare che sarebbe presto morta.</span></div>
<div><span class="cf1">Una lunga veste bianca e grandi trecce d’oro. La principessa era bionda come il polline dei gigli e il vermeil dei vasi d’altare.</span></div>
<div><span class="cf1">Intorno a lei, in aprile, le scarpate si riempivano di fiori di primavera e di foglie morte nell’autunno che parevano coperte di sangue. E, sempre fredda e pallida nella sua
veste di bianca, in aprile come in ottobre, nel giugno ardente come in novembre, la principessa passava sempre silenziosa ai piedi delle querce rosse o verdi.</span></div>
<div><span class="cf1">D’estate, teneva in mano dei grandi gigli bianchi nati nel giardino del monastero; e la principessa era anch’essa così fragile e bianca che la si sarebbe detta
loro sorella.</span></div>
<div><span class="cf1">In autunno invece, ella tormentava fra le sue dita i fiori della digitale violacei colti lungo i margini della radura, e il rosa malato delle sue labbra assomigliava al porpora
vinaceo di quei fiori. E, cosa strana, ella non strappava mai i petali delle digitale ma continuava a baciarli; mentre invece le sue dita trovavano piacere nel lacerare i gigli. Un sorriso crudele appariva allora sulla bocca
della principessa e si sarebbe detto che compiva qualche rito oscuro che corrispondeva a qualche azione lontana. Era infatti una cerimonia d’ombra e di sangue.</span></div>
<div><span class="cf1">Ad ogni gesto della principessa vergine erano legate le sofferenze e la morte di un uomo. E da ciò il suo sorriso quando baciava la digitale o distruggeva i gigli tra le
sue belle dita lente. Ogni giglio sfogliato era un corpo di principe o di giovane guerriero colpito nella battaglia. E ogni digitale baciata era una ferita aperta, nel sangue di un cuore.</span></div>
<div><span class="cf1">Da quattro anni ella conosceva l’incantesimo e prodigava i suoi baci ai velenosi fiori rossi, e massacrava senza pietà i bei gigli candidi, dando la morte con un bacio,
prendendo una vita con una stretta.</span></div>
<div><span class="cf1">Ogni sera il cappellano del convento, un vecchio monaco cieco, riceveva la confessione dei suoi peccati e la assolveva; poiché i peccati delle regine dannano soltanto i popoli
e l’odore dei cadaveri è un incenso ai piedi del trono di Dio.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>NOTE<br></strong>Racconti rari riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. <strong>Jean Lorrain</strong>, pseudonimo di <strong>Paul Alexandre Martin Duval</strong> (1855 - 1906), autore francese poco conosciuto in Italia è stato un poeta e scrittore
e uno dei più scandalosi personaggi della Belle Époque. Apparso nel 1902 <em>Principessa di avorio e di ebbrezza</em> è un piccolo gioiello, un’opera influenzata dalla pittura perversa del periodo e pubblicato per la prima volta in italiano su <em>Club GHoST</em>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinked2b51d01cb0e69712287730bc69a8b6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/principessa-avorio-ebbrezza-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 750,'height': 937,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinked2b51d01cb0e69712287730bc69a8b6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/principessa-avorio-ebbrezza-cop_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="250" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Jan 2025 15:42:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Incontro con Norbert Zsivicz]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000250"><h1 class="imHeading1">Intervista esclusiva all'autore Ungherese</h1><h2 class="imHeading2">Una delle voci esordienti più promettenti del panorama fantastico contemporaneo</h2><div>






<div><strong>Norbert Zsivicz</strong> è una voce emergente nel panorama del fantasy e della fantascienza internazionale,
capace di intrecciare mito e realtà in universi narrativi complessi e avvincenti.<br>Il 10 dicembre 2024 abbiamo pubblicato la nostra recensione del romanzo d’esordio <em>L’Impero in Catene</em>. Se ve la foste persa, potete recuperarla al seguente link: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?l-impero-in-catene-di-norbert-zsivicz" class="imCssLink">Recensione - L’Impero in Catene</a>.<br>Vi consigliamo di darci un’occhiata per scoprire cosa rende
questa opera una lettura imperdibile per gli appassionati del genere.<br><strong>Cristiano Saccoccia</strong>, curatore della collana per <em>Independent Legions Publishing</em>, ha gentilmente reso possibile questa intervista esclusiva con l’autore Ungherese. Un’occasione unica per scoprire i segreti, le ispirazioni e i progetti futuri di una delle voci esordienti più
promettenti del panorama fantastico contemporaneo. Vi invitiamo a immergervi e lasciarvi affascinare dal mondo de l’<em>Impero in Catene</em> e dalle idee che plasmano la mente creativa del suo autore. Buona Continuazione!</div><div><br></div>
<div><strong>1: Innanzitutto, i complimenti da parte mia e dallo staff di <em>Club GHoST</em> per il tuo libro. È stato particolarmente apprezzato. La prima domanda che ci viene in mente: come hai iniziato a scrivere? C’è stato un evento
o una fonte di ispirazione che ti ha portato su questo cammino?<br></strong>Per me la pagina bianca vuota non è qualcosa di spaventoso; quando la vedo, mi viene voglia di riempire quel vuoto
con la mia scrittura; tuttavia, questo non significa che ci sia sempre un ottimo risultato; la maggior parte delle volte si tratta solo di bozze grezze. Ho tratto ispirazione da tutto, ma soprattutto da romanzi come <em>Dune</em> o <em>Game of Thrones</em>, da giochi come <em>The Witcher</em> e <em>Mass Effect</em>, e fondamentalmente da ogni tipo di film famosi fantascientifici e fantasy.</div><div><br></div>
<div><strong>2: Nel tuo processo di world-building, quanto spazio lasci all’improvvisazione rispetto alla pianificazione dettagliata? C’è
mai stato un momento in cui un elemento nato per caso ha finito per diventare centrale nella tua narrazione?<br></strong>Beh, è un mix di entrambe le cose. Per lo più ho un piano specifico per quello che voglio realizzare, ma durante il processo ci sono sempre alcuni fattori casuali che vengono aggiunti in maniera
idonea e colorano la cornice narrativa, ma non cambiano effettivamente la narrazione principale. Per lo più mi attengo alle mie pianificazioni.</div><div><br></div>
<div><strong>3: Autori/ci preferit? Qualche nome che ti ha appassionato e ti senti di consigliare?<br></strong>Mi piace leggere e sperimentare nuovi autori; tuttavia, i miei preferiti di sempre sono <em>Frank Herbert</em>, <em>George R.R. Martin</em>, <em>Isaac Asimov</em>, <em>Mark Lawrence</em>, <em>J.K. Rowling</em> ed <em>Ernest Hemingway</em>.</div><div><br></div>
<div><strong>4: Essendo il mercato italiano spesso influenzato dal modello straniero per popolarità e struttura, siamo curiosi di sapere: come viene percepito
e vissuto il genere fantastico e immaginifico nel tuo paese? Esistono peculiarità o influenze che vuoi citarci?<br></strong>Per un Paese piccolo come il mio (l’Ungheria), la popolarità complessiva di qualsiasi tipo di narrativa (fantasy, sci-fi, horror) è relativamente alta. I titoli più importanti provengono
sempre da Paesi stranieri, come gli Stati Uniti o il Regno Unito. Non abbiamo molti scrittori ungheresi veramente popolari, soprattutto a livello internazionale. Tuttavia, ce n’è uno i cui libri mi piacciono molto;
nello specifico, il suo nome è <strong>Botond Markovics</strong> (pseudonimo: <strong>Brandon Hackett</strong>). Il suo libro <em>Xeno</em> è uno dei miei preferiti.</div><div><br></div>
<div><strong>5: Nel tuo mondo narrativo, come definiresti il confine tra mito e realtà? C’è un aspetto della tua cultura d’origine
che influenza particolarmente il modo in cui costruisci questa dualità?<br></strong>Nel mio mondo immaginario, mito e realtà sono interconnessi insieme, e gli aspetti scientifici lo
rendono ancor più credibile. La mia identità culturale d’origine, in particolare quella in cui sono nato, è ancora profondamente spirituale. E in un certo senso, i poteri spirituali possono esistere
in un ampio universo in cui viviamo ma che ancora non comprendiamo veramente. E magari in futuro la scienza sarà in grado di descriverle. Questo tipo di dualità è ciò che i lettori possono aspettarsi
quando si immergono nel mio mondo dell’<em>Impero in Catene.</em></div><div><span class="ff1"><br></span></div>
<div><strong>6: Come pensi che il fantasy possa evolversi? e quali sono i cambiamenti o le innovazioni che speri di vedere nel genere nei prossimi anni?<br></strong>Penso che i generi simili si fondano con dei libri simili al mio. Ci sono molti modi per raccontare una storia, ma possiamo dare una certa unicità non attenendoci agli schemi tradizionali del fantasy o
della fantascienza. Spero che molti altri autori sperimentino questo concetto.</div><div><br></div>
<div><strong>7: Infine, puoi dirci qualcosa sulle tue opere che nessuno sa?<br></strong>Di solito non sono molto schivo riguardo ai progetti a cui sto lavorando. L’obiettivo principale è il sequel de <em>L’impero in Catene</em>, che si chiama <strong>Sealed War</strong>. La prima bozza è quasi in dirittura d’arrivo, quindi sono davvero entusiasta. Gli altri progetti hanno ancora bisogno di un po’ di tempo per essere completati; si tratta di tre diversi episodi
di show televisivi e di future sceneggiature di film, e anche di un extra, che è un progetto di videogioco, ma questo è davvero nella fase iniziale. Probabilmente finirò una sceneggiatura dopo <em>Sealed War</em> e poi mi concentrerò di nuovo sulla trilogia. Se tutto va bene, per allora diventerò un autore a tempo pieno e potrò dedicarmi a molti progetti
diversi contemporaneamente.<br>Grazie per l’intervista; sono state davvero delle belle domande. Buona lettura, ragazzi!</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkfe522c061a949cbc5b1870102c9065d7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Norbert-Zsivicz-intervista-autore_ver.jpg','alt': 'L\\\'autore e il suo libro.','title': 'L\\\'autore e il suo libro.','width': 720,'height': 715,'description': 'L\'autore e il suo libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfe522c061a949cbc5b1870102c9065d7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Norbert-Zsivicz-intervista-autore_ver.jpg" alt="L&#39;autore e il suo libro." title="L&#39;autore e il suo libro." width="200" height="199" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 09:52:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Autopsy di André Øvredal]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000251"><h1 class="imHeading1">Un buon horror</h1><h2 class="imHeading2">Crudo e viscerale quanto basta per appassionati del genere</h2><div>






<div><strong>Autopsy (Regno Unito 2016)<br></strong><em>Regia: André Øvredal. Soggetto e Sceneggiatura: Ian Goldberg, Richard Naing. Fotografia: Roman Osin. Montaggio: Patrick Larsgaard. Musiche: Danny Bensi, Saunder Jurriaans. Produttori: Fred Berger,
Eric Garcia, Ben Pugh, Rory Aitken. Case di Produzione: 42, IM Global, Impostor Pictures. Distribuzione (Italia). M2 Pictures. Paese di Produzione: Regno Unito, 2016. Titolo Originale: The Autopsy of Jane Doe. Durata. 86’.
Genere: Horror. Interpreti: Emile Hirsch (Austin Tilden), Brian Cox (Tommy Tilden), Olwen Kelly (Jane Doe), Ophelia Lovibond (Emma), Michael McElhatton (sceriffo Sheldon Burke), Parker Sawyers (Ag. Cole), Jane Perry (Ten.
Wade), Mary Duddy (Irene Daniels), Mark Phoenix (Louis Tannis).</em></div>
<div><br></div><div>Un horror britannico claustrofobico e angosciante, girato da un valido regista norvegese (il suo primo film in lingua inglese) che conosce molto bene i meccanismi della <em>suspense</em>, e che per l’occasione si ispira a <em>The Conjuring</em> girando una sceneggiatura capace di scavare nel soprannaturale, mettendo in campo oscure presenze e sacrifici umani. Tutto si svolge in una sala per autopsia, con due attori (<strong>Emile Hirsch</strong> e <strong>Brioan Cox</strong>) nei panni di padre e figlio che collaborano nel lavoro sui cadaveri in un laboratorio della Virginia. Titolo originale <em>The Autopsy of Jane Doe</em>, infatti il soggetto dell’autopsia è una ragazza sconosciuta ritrovata sul luogo di un eccidio senza alcun segno di lesioni esterne. L’esame
accurato del cadavere porterà tutte le conseguenze che rappresentano il contenuto di una pellicola terrificante che si sviluppa in un crescendo di tensione. In realtà esiste una terza attrice, la ragazza che
interpreta Jane Doe – <strong>Olwen Kelly</strong> -, sempre sulla scena anche se nei panni di un cadavere da sezionare. <strong>Olwen Kelly</strong> è stata scelta dopo lunga selezione, perché ritenuta dal regista adatta a instaurare con il pubblico un rapporto di empatia e di complicità,
inoltre la sua padronanza delle tecniche yoga le ha permesso di controllare il respiro durante le riprese. Un piccolo ruolo anche per <strong>Ophelia Lovibond</strong>, fidanzata di Tommy, trucidata per sbaglio dal padre in una delle sequenze più sconcertanti di tutta la sceneggiatura. Fotografia cupa e notturna di <strong>Roman Osin</strong>, montaggio sincopato di <strong>Patrick Larsgaard</strong> (86’ minuti essenziali per capire), musiche angoscianti di <strong>Danny Bensi</strong> e <strong>Saunder Jurriaans</strong>. <em>Autopsy</em> si caratterizza per uno stile di regia compiuto che <strong>Øvredal</strong> ha affinato dopo alcuni cortometraggi stile <em>found fotage</em> e il film <em>Troll Hunter</em> (2010). In tempi recenti ha girato: <em>Scary Stories to Tell in the Dark</em> (2019), <em>Mortal</em> (2020) e <em>Demeter – Il risveglio di Dracula</em> (2023), pellicole basate su suspense, sequenze angoscianti e parti ad alta tensione. <em>Autopsy</em> presenta molto sangue, abbonda in particolari crudi ed efferati, lascia lo spettatore senza fiato in attesa degli eventi ed è girato con un crescendo emotivo interessante,
al punto che chi guarda la pellicola ha sempre la sensazione che stia per accadere l’irreparabile. Un buon horror, tutto sommato, crudo e viscerale quanto basta, consigliato agli appassionati del genere, che ha fatto
incetta di riconoscimenti in alcuni festival di settore come Toronto International, Fantastic Fest e Sitges in Catalogna. Visto su Rai 4. Disponibile su Rai Play. Da vedere.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink988aa926a3fb59853d3b34c879901ba1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/autopsy-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 674,'height': 1000,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink988aa926a3fb59853d3b34c879901ba1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/autopsy-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink399f8ea186c891222becf66789e78a80 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/autopsy-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 768,'height': 432,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink399f8ea186c891222becf66789e78a80, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/autopsy-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=O8NDSu3gsmA">https://www.youtube.com/watch?v=O8NDSu3gsmA</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 10:13:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Nosferatu di Robert Eggers]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000253"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Messa in scena rispettosa</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un film che mantiene le aspettative che portava</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong>Nosferatu (Repubblica Ceca, Regno Unito, Ungheria, Usa 2024)<br></strong><em>Regia: Robert Eggers. Soggetto: Friedrich Wilhelm Murnau, Bram Stoker. Sceneggiatura: Robert Eggers, Henrik Galeen. Produttore: Alma Bacula, Garrett Bird, Jeff Robinov, John Graham, Chris Columbus, Eleanor Columbus,
Robert Eggers, Tom Ehrhardt, David Minkowski, Jeff Robinov, Matthew Stillman. Produttore esecutivo: Bernard Bellew. Casa di produzione: Focus Features, Maiden Voyage Pictures, Studio 8, Birch Hill Road Entertainment, Bleat
Post Production, Green Eyes Production, Maiden Voyage Pictures. Distribuzione in italiano: Universal Pictures. Fotografia: Jarin Blaschke. Montaggio: Louise Ford. Effetti speciali: Pavel Sagner, Angela Barson. Musiche: Robin
Carolan. Scenografia: Craig Lathrop. Costumi: Linda Muir, David Schwed. Trucco: Emily Barker. Genere: orrore. Durata: 143′. Interpreti: Bill Skarsgård (Conte Orlok / Nosferatu), Nicholas Hoult (Thomas Hutter),
Lily-Rose Depp (Ellen Hutter), Aaron Taylor-Johnson (Friedrich Harding), Emma Corrin (Anna Harding), Willem Dafoe (Prof. Albin Eberhart Von Franz), Simon McBurney (Sig. Knock), Ralph Ineson (Dr. Wilhelm Sievers), Adéla
Hesovà (Clara), Milena Konstantinova (Louise).</em></span></div>
<div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4srDjW6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4re4Zg7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Questo film era atteso, anche perché <strong>Eggers</strong> viene considerato un maestro dell’orrore e poi perché <em>Nosferatu</em> stesso è un film avvolto da una sua leggenda personale, soprattutto per i cinefili. Visto poi il nutrito cast di eccellenze era normale che in molti si sarebbero recati al cinema, ma ne è
valsa la pena?</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Thomas Hutter è un giovane agente immobiliare tedesco, da poco sposato alla bella Ellen. Lei è una ragazza che ha avuto problemi da piccola, che quasi l’avevano
portata alla follia, ma l’amore dell’uomo ne ha salvato la mente e l’anima. Hutter è però poco abbiente e accetta un lavoro offertogli dal suo eccentrico capo, il signor Knock. Il contratto
prevede di andare fino in Romania dal conte Orlok per vendergli una proprietà. Siccome il compenso è generoso e sistemerebbe il giovane, lui lascia la mogliettina (disperata) al suo migliore amico, Harding, e
parte.<br>La storia si divide in due: da una parte vedremo Ellen piombare lentamente nella follia e avere visioni sia della tragica storia del marito che di questo conte Orlok, al punto da dover essere sedata e da chiamare
esperti di ogni tipo, tra i quali l’eccentrico spiritista Von Franz.; l’altra storia è quella di Hutter che viaggia in Romania incontrando una serie di persone e usanze eccentriche per poi finire ospite
e prigioniero del conte. Un uomo mostruoso nell’aspetto e nei modi: lo metterà di fronte a difficili prove.<br>Le due trame si ricongiungono con il ritorno in patria del giovane e il ricongiungimento alla moglie,
ma adesso anche Orlok è lì con loro e questo porterà a un ovvio confronto finale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Sebbene io cerchi sempre di non spoilerare le scene, in particolare i finali, dei film che recensisco, probabilmente qui il mio metodo di lavoro ha poco senso. Questa storia è
nota ai più perché è il <em>Dracula</em> di <strong>Braham Stocker</strong>. Ovviamente la storia del vampiro è stata ripresa in infinite produzioni e <em>Nosferatu</em> (di <strong>Murnau</strong>) ne è solo una delle più antiche incarnazioni. Nata da un plagio (il film venne prodotto senza i diritti e finì in una causa la cui produzione perse) che generò però una pellicola
degli anni trenta che è iconico caposaldo tanto del cinema horror che di quello impressionista. Le differenze di trama sono minime, tanto da sembrare la battuta: “copia il mio compito, ma cambia qualcosa”.
Sono modificati i nomi dei personaggi, le nazionalità di alcuni, ma poi il vampiro stesso e il finale mostrano un estro maggiore.<br><strong>Eggers</strong> ha girato quel capolavoro di <em>The Lighthouse</em> e l’altrettanto acclamato <em>The Witch</em> (oltre che il fallimentare <em>The Northman</em>, che io invece amo), è un regista molto apprezzato per il genere e non delude. La sua messa in scena è rispettosa delle opere precedenti (in diverse scene
cita apertamente) e del libro originale. La fotografia è da oscar e in diverse situazioni sembra di guardare splendidi quadri con geometrie ben calcolate che sono un piacere tanto per gli occhi quanto per la mente.
L’unica cosa che non perdono al nostro è l’uso di jump scare, ne ho contati ben tre, in un film che gode della sua atmosfera carica e non aveva certo bisogno di questi mezzucci che usano solo i meno capaci.<br>Gli
interpreti sono tutti molto bravi (forse perché ben guidati, forse perché spronati dal vicendevole talento). <strong>Hoult</strong>, che è un po’ il protagonista, arriva qui dopo aver girato un paio di anni fa <em>Renfield</em> ricoprendo un ruolo vicino (Renfield qui è Knock), ma calato in un contesto decisamente più serio e non delude. Ma anche meno, e scusatemi se salto a
lui, fa <strong>Defoe</strong>, mio (e di <strong>Eggers</strong>) attore feticcio, qui molto sopra le righe e ancora capace di rubare la scena a tutti. La <strong>Deep</strong> è stata brava, inaspettatamente, per quello che mi immaginavo io, e direi che già è preferibile al padre. <strong>Skarsgård</strong> è un conte mostruoso in ogni dettaglio, ma coperto di prostetica (come sempre, lui è ormai l’attore dei mostri) e di ombre che meno possono
fare apprezzare la sua qualità. In ultima cito <strong>Emma Corrin</strong>, vista nell’ultimo film di <em>Wolwerine,</em> dove avevo detto essersi dimostrata capace. Confermo.<br>Gli effetti speciali sono notevoli,
così come la parte di trucco e prostetica. Il conte è mostruoso e al contempo umano, un connubio terribile e rivoltante creato con sapienza e che istiga si, paura, ma anche il disgusto che si voleva ispirasse.<br>Nota
simpatica: le scene coi ratti (e ce ne sono a iosa, sia di scene, sia di ratti) sono vere e i topi non sono fatti in CGI. Una bella sfida anche per gli attori.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Spendo adesso due parole sul finale che sono ovviamente SPOILER per chi legge. Se non ne volete, sappiate che è un bel film e andatelo a vedere.<br>In <em>Nosferatu</em>, Orlok non è un vampiro “fighissimo”, non è bello e seduttore. Non è la notte ammaliante che si riempie il castello di spose svestite.
Orlok è un mostro, è corrotto, sembra egli stesso un cadavere artigliato e porta con sé malattia e follia. È molto più mostro e molto meno principe delle tenebre e questo si riflette anche
sul suo rapporto con Ellen, che lo teme e lo ripudia. Ma Orlok la brama con forza, cercando in lei forse l’unica vera accettazione per il suo cuore, magari il desiderio di un possesso che non ammette di essere sfidato.
In tutto questo il vampiro appare come una creatura infinitamente più debole degli altri personaggi e che ricorre alla magia e alla forza bruta perché non ha nient’altro. Viene sconfitto da Ellen, che si
sacrifica per salvare tutti, in un finale che ha una chiave molto più progressista dei film su <em>Dracula</em> (che finiscono in modi abbastanza action, di solito) che porta un punto di vista interessante.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L’ho detto prima, ma lo ripeto. Il film mantiene le aspettative che portava con sé e anche se non può (e non vuole) essere originale non mi stupirei se portasse
a casa una o due statuette tra titoli tecnici e cast. Da vedere.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4srDjW6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4re4Zg7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink4906839fda167e180bd1e66fe662f2b6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nosferatu2024-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 622,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4906839fda167e180bd1e66fe662f2b6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nosferatu2024-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlink1e3d69ade2d70791d2f8565fb5832b76 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nosferatu2024-scana_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1280,'height': 720,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1e3d69ade2d70791d2f8565fb5832b76, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nosferatu2024-scana_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=fcqiJAEEktE">https://www.youtube.com/watch?v=fcqiJAEEktE</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 15:36:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[L'apprendista becchino di Serena Aronica]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000254"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Atmosfera gotica e inquietante</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un racconto che mescola tradizione e innovazione</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1"><em>[…] Il nero stormo fendeva il cielo a colpi d’ali; al loro passaggio i boschi si facevano bui e silenziosi, i fiumi torbidi
e scuri e le luci delle lampade lasciate accese sotto i portici delle case appassivano. Parevano trainare, nel loro volo, il minaccioso temporale che gli rotolava dietro, rumoroso come i barattoli attaccati a una macchina
di freschi sposini. […]</em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>L’apprendista becchino</em></span><span class="cf1"> di </span><span class="cf1"><strong>Serena Aronica</strong></span><span class="cf1">, edito dalla </span><span class="cf1"><em>Delos Digital</em></span><span class="cf1"> per la collana </span><span class="cf1"><em>Folclore Oscuro</em></span><span class="cf1"> al numero 2 della suddetta, a cura di </span><span class="cf1"><strong>Massimo Junior D’Auria</strong></span><span class="cf1">.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">È un racconto lungo di genere Horror e si sviluppa in un’atmosfera gotica e inquietante, intrecciando elementi di folclore, tensione
sovrannaturale e introspezione psicologica. Lone Peack, una cittadina apparentemente placida, diventa teatro di eventi macabri e misteriosi. I protagonisti, Mort Hitwitch, un becchino dal passato tormentato, e il giovane Toothgood,
un orfano affascinato dal mestiere del suo mentore, si trovano coinvolti in una lotta contro forze sovrannaturali, incarnate da stormi di corvi e la strega Molly Harridan.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">La storia alterna momenti di tensione crescente
a riflessioni profonde, esplorando temi come l’eredità, la crescita personale e la resistenza contro il male. Il legame tra Mort e Toothgood evolve in maniera naturale, creando un fulcro emotivo che sostiene l’intera
narrazione. La trama si dipana in modo avvincente, con colpi di scena ben dosati e un equilibrio tra orrore e momenti più leggeri.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Lo stile di </span><span class="cf1"><strong>Serena Aronica</strong></span><span class="cf1"> è evocativo e ricco di dettagli, capace di trasportare il lettore in un mondo oscuro e vibrante. L’autrice utilizza descrizioni vivide per creare
un’atmosfera densa, immersiva e inquietante. Le ambientazioni, dai cimiteri ventosi alle soffitte polverose, sono ben delineate, rendendo ogni scena visivamente coinvolgente.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">I dialoghi sono naturali, spesso intrisi
di sottile ironia, e contribuiscono a delineare i personaggi. Tuttavia, in alcuni punti, la prosa può risultare eccessivamente descrittiva, rallentando leggermente il ritmo della narrazione.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Il finale è
un climax intenso, che mescola azione e rivelazioni emozionanti. L’autrice eccelle nel creare un mondo vivido, dove il sovrannaturale si fonde con il reale, trasportando il lettore in una Lone Peack viva e minacciosa.
Mort Hitwitch e Toothgood sono ben caratterizzati, con storie personali che arricchiscono la trama e li rendono decisamente “vivi”.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">In fondo all’e-book, vi sono </span><span class="cf1"><em>Le Note del curatore</em></span><span class="cf1"> che contestualizzano il racconto evidenziando la ricchezza e la fluidità della tradizione popolare, in particolare quella legata ai </span><span class="cf1"><em>benandanti</em></span><span class="cf1">, figure folkloriche nate “con la camicia” (sacco amniotico) e protettrici dei raccolti e delle comunità rurali contro le streghe. </span><span class="cf1"><strong>Serena Aronica</strong></span><span class="cf1"> arricchisce questa credenza tradizionale collegandola simbolicamente ai denti, emblemi di vita e vitalità, che assumono un ruolo centrale nella crescita
del giovane Toothgood. Il curatore sottolinea come il racconto mescoli abilmente tradizione e innovazione, mostrando la perenne vitalità del folclore.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><b>L’AUTRICE</b></span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Serena Aronica</span></span><span class="cf1">, Roma, classe 1979 è cresciuta tra montagne di VHS, libri e film e ha trovato sé stessa a quindici anni davanti a una macchina per scrivere (in ghisa!) della Olivetti. Nel 2012 ha iniziato la sua
lunga collaborazione con lo storico portale </span><span class="cf1"><em>Splattercontainer</em></span><span class="cf1">. Ha pubblicato un romanzo thriller nel 2014 e una raccolta di racconti nel 2022 per la </span><span class="cf1"><em>CatBooks Publishing</em></span><span class="cf1"> di </span><span class="cf1"><strong>Alda Teodorani</strong></span><span class="cf1">. Numerosi suoi racconti (horror,thriller, fantasy) sono presenti in antologie e riviste di genere. Nel 2015 è stata finalista al </span><span class="cf1"><em>Trofeo RiLL</em></span><span class="cf1"> con il racconto </span><span class="cf1"><em>Black Mississippi</em></span><span class="cf1">. </span><span class="cf1"><em>Una moglie perfetta</em></span><span class="cf1">, racconto breve, è stato inserito nell’antologia </span><span class="cf1"><em>Best Italian Horror Flash Fiction</em></span><span class="cf1"> a cura della casa editrice </span><span class="cf1"><em>Independent Legions</em></span><span class="cf1">.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Nel 2021 il suo racconto </span><span class="cf1"><em>I 12 passi</em></span><span class="cf1"> è stato finalista al concorso </span><span class="cf1"><em>I racconti del gatto nero</em></span><span class="cf1"> del </span><span class="cf1"><em>ToHorror Fantastic Film Fest</em></span><span class="cf1">. Nel 2020 ha assaltato anche il regno dei podcast realizzando il suo contenitore di racconti: </span><span class="cf1"><em>Black Ink</em></span><span class="cf1">. È inoltre co-fondatrice del progetto </span><span class="cf1"><em>Coven Riunito</em></span><span class="cf1">.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em><span class="cf1">L’apprendista becchino</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Autore: Serena Aronica</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Curatore: Massimo Junior D’Auria</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Editore: Delos Digital</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Collana: Folclore Oscuro</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Anno: 12 dicembre 2024</span></em></div>
<div><em><span class="cf1">Pagine: 48</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">ISBN-13: 978-8825430929</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Prezzo: 2,99 €</span></em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rbWhPm" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink67101035f876d70a2608c54c2c74ddbd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/apprendista--becchino-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 701,'height': 954,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink67101035f876d70a2608c54c2c74ddbd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/apprendista--becchino-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="273" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink3c60126372b5bf74ba0ea7eaca5c8a95 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Serena-Aronica_autrice.jpg','alt': 'L\\\'autrice.','title': 'L\\\'autrice.','width': 690,'height': 902,'description': 'L\'autrice.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3c60126372b5bf74ba0ea7eaca5c8a95, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Serena-Aronica_autrice.jpg" alt="L&#39;autrice." title="L&#39;autrice." width="150" height="197" /></a></span><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 16:04:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Plastic Ocean dei Disease Illusion]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B9"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Melodic death metal nel vecchio stile</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Una band che saprà accontentare tante frange di ascoltatori</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><strong><span class="cf1">DISEASE ILLUSION “Plastic Ocean”</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Full-length, Independent (2024)</span></strong></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Tornano i nostrani </span><span class="cf1"><strong>Disease Illusion</strong></span><span class="cf1"> con un terzo album davvero ben fatto. Melodic death metal nel vecchio stile, con i giusti inserti di parti più doom e le tastiere che aggiungono un clima malinconico a dei pezzi comunque belli tosti.
Si ha comunque un equilibrio costante tra violenza e atmosfera; brani come </span><span class="cf1"><em>Displaced</em></span><span class="cf1"> o </span><span class="cf1"><em>Eventide</em></span><span class="cf1"> mettono in risalto un buon lavoro di chitarra che richiama il metal classico, ma anche un approccio al tempo stesso melodico ma potentissimo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Ottimo il lavoro di batteria di </span><span class="cf1"><strong>Alessio Chierici</strong></span><span class="cf1">, una fucina di parti in doppia cassa ma anche di tempi nei quali occorre badare maggiormente alla raffinatezza. La band in questo senso fornisce dei riff sempre innovativi, che spesso richiamano anche il modern
metal/djent.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il risultato d’insieme quindi convince eccome: si prenda il finale di un brano come </span><span class="cf1"><em>Inject Me</em></span><span class="cf1">, dove la band picchia pesantemente e cerca di creare qualcosa di realmente innovativo, dove la malinconia del melodic death metal incontra i tempi sincopati e le chitarre
insostenibili del già citato djent metal. Questo è un brano da incorniciare perché ha momenti inaspettati e perché la band non si limita in nessun ambito, rimanendo certamente ancorata alla matrice
melodic death, ma inserendo tante variazioni e un feeling opprimente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In virtù di come l’album è stato suonato, prodotto, pensato, non resta che fare un grande complimento ai </span><span class="cf1"><strong>Disease Illusion</strong></span><span class="cf1">, una band che saprà accontentare tante frange di ascoltatori, dai classici appassionati del death metal melodico, ai metal-corers, fino agli amanti dell’alternative
metal di band come </span><span class="cf1"><strong>Jinjer</strong></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><strong>Meshiggah</strong></span><span class="cf1">. Ottimo lavoro.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><b>Tracklist:</b></span><span class="cf1"><br></span><ol><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Plastic Ocean</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Reborn</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Our Lady of Self-Defense</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Inject Me</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">No
Ground</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Glass and Steel</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">I Am the Enemy</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Eventide</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Invisible</span></span></li><li><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Displaced</span></span></li></ol></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Line-up:<br></strong></span><span class="cf1">Federico Venturi - Guitars, Songwriting</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Alessandro Turco - Guitars, Songwriting</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Alessio
Chierici - Drums, Songwriting</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Joy Lazari - Vocals, Lyrics</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Davide Laugelli - Bass</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink72f3584c7961bfff4be4c6cf4b453dae = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Disease-Illusion_band.jpg','alt': 'La band.','title': 'La band.','width': 1080,'height': 711,'description': 'La band.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink72f3584c7961bfff4be4c6cf4b453dae, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Disease-Illusion_band.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="132" /></a><br></div><div><script> var showboxlink5e29158ff526a8992ca08a687494a16e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Disease-Illusion-album_ver.jpg','alt': 'La copertina dell\\\'album.','title': 'La copertina dell\\\'album.','width': 700,'height': 700,'description': 'La copertina dell\'album.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5e29158ff526a8992ca08a687494a16e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Disease-Illusion-album_ver.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=iLav8-JXaeo">https://www.youtube.com/watch?v=iLav8-JXaeo</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I dodici apostoli e altri incubi di Eleanor Scott]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000256"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un'autentica riscoperta letteraria</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che dimostra come l’orrore possa toccare corde profonde e universali</span></h2><div><div><span class="cf1">La raccolta <em>I dodici apostoli e altri incubi</em> di <strong>Eleanor Scott</strong>, pseudonimo di <strong>Helen Leys</strong>, rappresenta un raro e prezioso gioiello della narrativa soprannaturale inglese. Pubblicata da <em>Dagon Press</em> e curata con grande competenza da <strong>Bernardo Cicchetti</strong>, questa antologia porta per la prima volta al pubblico italiano racconti che sono rimasti a lungo trascurati, se non da una ristretta cerchia di appassionati.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/40MEHGZ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>Helen Leys</strong> (1892-1965), educatrice e scrittrice, ebbe una carriera letteraria breve ma interessante. Dopo il successo del controverso romanzo <em>War Among the Ladies</em> (1928), pubblicò <em>Randalls Round</em> (1929), un’opera anomala rispetto al resto della sua produzione, composta da racconti del soprannaturale intrisi di folklore e atmosfere gotiche. Dopo questa raccolta, <strong>Eleanor Scott</strong> abbandonò le storie di fantasmi per dedicarsi a biografie e saggistica, lasciando però un’impronta duratura nel genere horror.</span></div> <div><span class="cf1"><br>È grazie a <strong>Richard Dalby</strong>, il celebre studioso e curatore di letteratura fantastica, che <em>Randalls Round</em> ha trovato nuova vita con una ristampa nel 1996 per la prestigiosa <em>Ash-Tree Press</em>, ormai quasi introvabile. <strong>Dalby</strong> riconobbe il valore di queste storie, apprezzandone la capacità di inserirsi nella grande tradizione jamesiana, pur conservando una voce originale. Una delle peculiarità di questa raccolta è che molti dei racconti trovano origine nei sogni della stessa autrice, un aspetto che conferisce loro un’atmosfera surreale e disturbante. L’esperienza onirica diventa il terreno fertile da cui nascono figure inquietanti e situazioni di ambiguità sottile, capaci di insinuarsi nell’inconscio del lettore.</span></div> <div><span class="cf1"><br>Tra i racconti più memorabili troviamo “Randalls Round”, che esplora le misteriose tradizioni di una danza popolare nelle Cotswolds, e “La stanza”, dove sei uomini vivono esperienze diverse, ma ugualmente inquietanti, in una camera infestata. “La fattoria di Simnel Acres” si distingue per la sua descrizione vivida di un giardino maledetto e di un antico rituale della notte di Lammas, mentre “La vecchia signora” presenta una studentessa di Oxford alle prese con una figura malvagia dal fascino sinistro. Particolarmente significativi sono i racconti che mostrano l’influenza di M.R. James. “I dodici apostoli”, con il suo enigma archeologico e il mostro nascosto, richiama Il tesoro dell’abate Thomas, mentre “Celui-là” riprende il tema dell’oggetto maledetto già esplorato in Fischia e verrò da te, ragazzo mio. Pur evidenti nei richiami, queste storie non si limitano a emulare James, ma reinterpretano con originalità le sue trame, arricchendole di elementi folkloristici e riflessioni sulla fragilità della razionalità umana. Un altro punto di forza della raccolta è il modo in cui Scott intreccia il folklore inglese con una profonda inquietudine psicologica. “Randalls Round” si configura quasi come un elogio al Ramo d’oro di Frazer, mentre “Alla fattoria di Simnel Acres” evoca il potere rituale dei cicli stagionali. Ogni racconto sembra voler ricordare al lettore come il passato non sia mai del tutto sepolto e come antichi rituali continuino a esercitare il loro potere oscuro sul presente.</span></div> <div><span class="cf1"><br>La traduzione di <strong>Bernardo Cicchetti</strong> riesce a preservare la ricchezza stilistica e l’atmosfera densa della prosa originale, restituendo intatta l’esperienza perturbante che caratterizza le opere di <strong>Scott</strong>. Inoltre, l’apparato critico curato da <strong>Cicchetti</strong> arricchisce la raccolta, offrendo al lettore italiano un contesto approfondito per apprezzare appieno il valore letterario di questi racconti.</span></div> <div><span class="cf1"><br><em>I dodici apostoli e altri incubi</em> è un’opera che merita un posto d’onore tra gli appassionati della narrativa fantastica e gotica. Le storie di <strong>Eleanor Scott</strong>, con la loro matrice onirica, i richiami al folklore e l’influenza jamesiana, rappresentano un punto di incontro perfetto tra la tradizione e l’innovazione. Questo volume è un’autentica riscoperta letteraria che dimostra come l’orrore, quando radicato nei miti e nei sogni, possa toccare corde profonde e universali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><em class="cf1">I dodici apostoli e altri incubi</em></div> <div><em class="cf1">Autore: Eleanor Scott</em></div> <div><em class="cf1">Editore: Dagon Press</em></div> <div><em class="cf1">Anno: 15 dicembre 2024</em></div> <div><em class="cf1">Pagine: 258</em></div> <div><em class="cf1">Dimensioni: 13.97 x 1.65 x 21.59 cm</em></div> <div><em class="cf1">ISBN-13: 979-8301649493</em></div> <div><em class="cf1">Prezzo: 15,95 €</em></div> <div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/40MEHGZ" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkebea7e1fefaf72e85588b2ab2748fc79 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dodici-apostoli-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 687,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkebea7e1fefaf72e85588b2ab2748fc79, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dodici-apostoli-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="315" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 08:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il toro]]></title>
			<author><![CDATA[Rachel Hartfield]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000257"><h1 class="imHeading1">Udii la voce sottile di un gufo</h1><h2 class="imHeading2">L’ho sentito con un brivido piacevole, mezzo impaurito, mezzo eccitato</h2><div>






<div>L’anello del toro, l’anello di pesante ferro incastonato nei grandi blocchi di pietra, era per me il centro dell’incanto. Da quello si irraggiava tutto il resto:
perfino l’aia, trasformata in un giardino murato, era solo un’ambientazione per questa cosa favolosa. I miei ricordi hanno la qualità selettiva dell’età della fanciullezza e vedo, sempre sotto
il sole splendente, due lati dell’aia. Cè un’alta scogliera bianca, la casa, e ad angolo retto rispetto ad essa il secondo lato, il lato importante. Qui vedo due stalle abbandonate, e in mezzo a queste uno
spazio, una terrazza di mattoni rossi, dove è stato abbattuto un terzo capanno. Piastrelle dai colori tenui, piegate l’una sull’altra, fanno da tettoie alle stalle. Sul pavimento della terrazza i mattoni
sono sottili e vecchi, spinti giù dal peso del bestiame. Un enorme muro si trova sul retro della terrazza. È costruito con blocchi di pietra arenaria del posto e contro di esso un albero di fico sfrega le sue
verdi mani dolcemente al di sopra dei mattoni. Da qualche parte, sotto i rami, c’è un anello.<br>Solo la faccenda della pertosse avrebbe potuto convincere i miei genitori a prendere in affitto la fattoria per
l’estate. Loro erano amanti dell’ordine e odiavano i cambiamenti e di solito andavamo al mare per un mese. Deve essere stata, pertanto, una grave malattia che li ha esiliati per tre mesi dalla città. Penso
anche che a loro sia stata offerta la casa a un affitto basso, perché mio padre era un avvocato con, ancora, poca esperienza. Veniva a trovarci quando poteva durante quell’estate, prendendo scossoni dentro un
calesse dalle ruote di ferro dalla stazione al vialetto di pietra. La casa era a una cinquantina di chilometri da Londra, ma questo è tutto quello che so, perché i miei genitori sono entrambi morti e, come persona
di mezza età, non riesco a ricordare il villaggio o la contea, che si tratti del Kent o del Sussex. Mi è sempre sembrato un posto fuori del tempo, che ebbe vita solo in quell’estate e non oltre.<br>Si
trova in alto su una collina, la fattoria, e l’essiccatoio del luppolo sul lato sud è stato costruito dentro l’abitazione. Le finestre sul davanti sono ovattate dai campi ondulati di modo che, come mi sporgo
in fuori, quella prima sera, posso quasi toccare le pannocchie di mais e camminare su un mare giallo. Lontano nella valle, sulla collina opposta, un’altro essiccatoio di luppolo punta verso l’alto, come un campanile
della chiesa. Non ci sono altre case e siamo soli, con un bosco di castagni, faggi e agrifogli che si affollano dietro la casa e su ogni lato del vialetto. In quel bosco le volpi vivono indisturbate.<br>Non c’è
da stupirsi, quindi, che la prima notte in cui abbiamo dormito là io fossi irrequieto, un bambino londinese un po ‘spaventato e strano sotto gli spessi strati del silenzio. La mia stanza si affacciava a sud verso
l’aia, come pure la stanza dei miei genitori vicinissima lungo il corridoio, perciò la mia paura era mescolata a un confortante senso di sicurezza. Mi svegliai una o due volte nella notte e udii la voce sottile
di un gufo. Molto più tardi mi svegliai di nuovo. Stavolta mi misi a sedere perché pensavo di aver sentito, vagamente distante, il rumore e lo scivolone di zoccoli duri sui mattoni, come se fosse il movimento
inquieto di qualche animale. L’ho sentito con un brivido piacevole, mezzo impaurito, mezzo eccitato, ma non sembrava così straordinario da quando ero in una fattoria. Al mattino, mentre guardavo fuori le stalle
abbandonate e la terrazza di mattoni, il sole che brillava su un giardino trascurato, sulle rose aggrovigliate e su un albero di gelso, il rumore mi sembrò meno probabile, ma non particolarmente inquietante.<br>Comunque,
menzionai la cosa ai miei genitori durante la giornata. Stavano bevendo il caffè sulla terrazza di mattoni e io stavo in piedi, vicino, tastando l’anello.<br>“Avete sentito un animale durante la notte?”
chiesi, “che si muoveva fuori qui intorno?”.<br>Avrebbero potuto i miei genitori scambiarsi un’occhiata? Certamente mia madre avrebbe guardato mio padre – era sempre sotto i suoi incantesimi –
prima di rispondere con leggerezza: “Devi aver sognato”.<br>Fu in quella occasione, ne sono sicuro, che mio padre si alzò dalla sedia e venne da me vicino al muro. Voleva distogliere la mia attenzione,
o stava concedendosi alla sua passione di una vita, quella di dare informazioni? Non lo so adesso, ma lasciai cadere l’anello e corsi verso di lui quando chiese:<br>“Hai visto questo muro, questi blocchi di pietra?
Dai un’occhiata, sono pieni di cavità a nido d’ape. È tutto quanto di pietra arenaria e se osservi vedrai piccole vespe striate entrarvi e uscirvi. No, non pungono”.<br>Quasi sicuramente il
vecchio muro, qua e là e da un’estremità all’altra, era bucherellato come un traforo con le minuscole scavature. Mentre guardavo, una piccolissima vespa lucente uscì da un buco e provocò
una caduta di sabbia; in ognuno dei buchi vidi una larva, immobile e piuttosto sinistra.<br>“È andata avanti così per anni e anni”, disse mio padre. “I blocchi sono quasi consumati”.
Si volse a mia madre. “Un giorno l’intero muro cadrà. Tutto è decrepito qui, all’infuori della casa; è oltre ogni possibilità di recupero. Peccato che abbia cessato di essere una
fattoria”.<br>Peccato che abbia cessato di essere una fattoria, eccetto per noi e per la nostra felicità. Noi l’amammo, la libertà, io e mia madre, l’aria risplendente di montagna, la quiete
e la pace assoluta quando mio padre si trovava a Londra. Allora convalescente, tossivo e urlavo dall’eccitazione per i grandi giardini abbandonati; andavamo talvolta al mare con il calesse, talvolta a fare un picnic
oltre i nostri campi su terreni di felci e al limitare di una macchia. Divenni meno sottile e più affamato. Dormivo, proprio come fa un bambino, così placidamente, che non ero disturbato da alcuna paura durante
la notte. Talvolta mi sembrava di sentire, sotto il velo del sonno, una agitazione proveniente dal giardino murato, forse un verso attutito, come di bestia che muggisce nell’alba nebbiosa. Ma udivo pure l’insistente
latrato, dal bosco, di una volpe maschio, i richiami dei picchi alle prime luci: tutti questi brandelli di suoni si fondevano e svanivano nel mio risveglio tranquillo. Adesso tutto era nella fotografia della casa nata da una
fattoria, come parte della vita di campagna.<br>Non so quanto tempo sia passato prima di diventare amico del vecchio. Lo vidi appoggiato al nostro cancelletto che dava su un sentiero di campagna, un giorno in cui stavo giocando
vicino agli estesi cespugli di rosmarino. Aveva lo sguardo allegro, curioso e soverchiante dell’uomo attempatissimo, come se non gli fosse rimasto quasi più tempo per soddisfare il suo piacere e la sua curiosità
per la vita. Mi guardò per alcuni minuti, senza alcun imbarazzo da parte di entrambi, prima che lui mi chiedesse:<br>“Ti piace stare qui? Suppongo che lasci Londra temporaneamente”.<br>Dissi “Sì,
ovviamente”, e dopo un’altra pausa gli chiesi dove vivesse.<br>“Laggiù”, disse, facendo cenno con la testa verso la casa dell’essiccatoio del luppolo. “È là che ho
vissuto tutta la mia vita. Non riesci a vederle, ma là ci sono delle casette intorno alla fattoria. Lavoravo qui quando questo posto era una vera e propria fattoria”. E cominciò a fare un risolino e anch’io
risi per simpatia finché un attacco di tosse convulsa interruppe tutto.<br>Poi portò la testa da un lato e disse pacatamente, quasi fra sé e sé: “Come sta il vecchio toro?”.<br>Adesso
riesco a vedermi, in ginocchio su un tappetino sull’erba, i miei giocattoli sparpagliati in giro intorno a me. Non guardai in su o non interruppi il mio gioco, ma risposi ugualmente tranquillo:<br>“Di notte è
rumoroso”.<br>Il vecchio mi guardò come se mi riconoscesse per la prima volta e disse:<br>“Suppongo che lo è. È sempre irrequieto, quel toro”.<br>Poi gli posi la domanda che era
stata fissa nella mia mente, sepolta sotto i giorni splendidi, fluenti, ma pressante ogni volta che guardavo la terrazza.<br>“Viveva qui? Era incatenato a quell’anello nell’aia?”.<br>“La maggior
parte dell’anno. Non usciva molto. Sì, stava in quella stalla, la maggior parte dell’anno. Aveva un tetto e pareti allora, e non poteva vedere molto. Spalavo via il letame, quando ero un ragazzino, fuori
sul letamaio. Quindi l’avete sentito?”<br>“E allora dov’è?”.<br>“Dov’è? Morto. Sessanta, settant’anni fa. Alla fine lo uccisero con una fucilata”.<br>“Gli
hanno sparato?”.<br>“Sì, perchè lui uccise qualcuno. Un giorno era uscito fuori e aveva incornato il mandriano nel cumulo del letame. Lo trafisse e quello morì in ospedale. Nessuno poteva
mandar via quel toro. E neppure afferrarlo. Così presero un fucile e gli spararono, tre volte”.<br>Gli chiesi qual era il suo nome? Oppure il vecchio continuò, senza avermelo detto, i suoi occhi volti
indietro sessanta, settanta anni fa a quella scena nella fattoria quando era un ragazzo?<br>“Lo chiamavano il Diavolo Nero. Era di razza frisona, quasi tutto nero. Una bellezza, ma irrequieto, mai fermo, sempre a tirare,
a brontolare e a sferragliare. Ne avevo paura; avevo paura del bianco dei suoi occhi e del modo in cui ti guardava di traverso mentre lavoravi. Ma avevo il forcone quel giorno per portar fuori il letame e pensavo di tenerlo
dentro”.<br>“Come è riuscito a andar fuori?”, chiesi. “Non era completamente incatenato?”.<br>Mi guardò con il suo sguardo luminoso e acuto, dicendo:<br>“Nessuno è
riuscito a dire come. Nessuno lo ha mai saputo. La sua catena si è in qualche modo sciolta. Tentai con il mio forcone di tenerlo dentro la stalla, ma schizzò fuori. Balzò di fuori e poi rimase là
guatando e borbottando al sole, finché vide il mandriano. Gli fu sopra e le sue corna sotto di lui in un lampo. Odiava quell’uomo e dissimulava la sua occasione per ucciderlo”. Troncandola lì, mi
disse:<br>“Così l’hai sentito?”.<br>“Durante la notte , sì”.<br>“Giusto. Non può uscire, in qualche modo. Sta ancora tentando di scappar via”.<br>Ricordo
di non avere riferito questa conversazione ai miei genitori. Scoprii che il vecchio era considerato labile di mente, inoffensivo, la cui sanità mentale aveva ceduto gradualmente con l’età; e io lo volevo
come amico. Era abbastanza sano di mente per me quando era in grado di raccontarmi così tanto del toro, anche se non era molto bravo a parlare di altri argomenti. La sua lingua ha perso la sua affilatura; era vago e
le sue frasi, più spesso che non, si perdevano in risatine sotto i baffi.<br>Ma di quella lontana e micidiale giornata in cui il grande toro uscì, non si stancò mai di parlare; era una saga con sempre
le identiche parole, più e più volte, finché non la imparai a memoria e potei immaginarmi la scena, con colori infantili e crudi; il sangue scarlatto, la figura scura che si estende sotto le corna. L’anello
del toro e il toro facevano parte della mia vita segreta. Andavo poi spesso a guardare l’anello e a toccare il pesante ferro; stavo nelle cavità dei mattoni premuti giù da generazioni di bestie, ma che
sentivo erano stati consumati dal Diavolo Nero da solo, muovendosi, muovendosi costantemente giorno e notte, brontolando tra sé e sé. All’improvviso fu settembre inoltrato e quasi il tempo di tornare a
Londra. Bufere autunnali si stavano radunando intorno alla nostra collina; le rondini erano sparite. Un giorno le vellutate farfalle veleggiavano lentamente al sole sulla terrazza calda; il giorno dopo, sotto un cielo grigio,
la pioggia tamburellava sul fico e la terrazza era deserta. Nella notte un vento si era alzato a spirale dalla valle; i castagni si piegavano e le mele cadevano con le loro foglie e rametti. Per tutto il giorno il vento si
alzò finché gli alberi non spazzarono il cielo come scope gigantesche. Le porte sbatacchiavano – erano chiuse con il catenaccio – e i telai delle finestre tremavano. Ero eccitato e inseguivo le foglie
sul prato; i miei capelli si sparpagliavano dappertutto. Ma al cadere dell’oscurità mi sentii sopraffatto e un po’ spaventato dal costante muggito. Nella notte mi svegliai con il rumore della mia finestra,
e mi arrampicai, dal letto, per vedere se potevo aggiustare la zeppa di legno. C’erano chiazze di luce lunare cangianti e attraverso la fattoria il nero albero di fico stava battendo e sfregando le mani. All’improvviso
vidi un’ombra nera, più nera delle foglie, muoversi di lato e sentii un tintinnio di catena. Il cuore mi batteva forte, ma rimasi là a guardare e a rabbrividire, finché una nuvola che sfrecciava
attraverso il cielo non lasciò scoperta la luna, per un solo istante. Ma lo vidi là in piedi. Lo vidi, il Diavolo Nero; in quel momento era immobile, il suo mantello scuro brillava in quella luce da spettacolo,
il suo ampio naso umido chiuso da un anello e teso contro la catena. Giuro che ha alzato lo sguardo verso la mia finestra, il chiaro di luna nei suoi piccoli occhi infelici, e una tale espressione di odio, disperazione, rabbia
come non avevo mai visto in tutti i miei anni.<br>Lo persi di vista mentre la luna scivolava dietro le nuvole spazzate via dal vento.<br>Poi mi trovai a letto i piedi ghiacciati, il cuore che batteva sotto il cuscino così
rumorosamente che mi era impossibile addormentarmi. Ogni tanto il vento si schiantava in un crescendo contro le porte e le finestre, come un assalto diretto alla casa.<br>Deve essere stato molto più tardi quando udii
un rombo. Era leggero, come un treno lontano, come una piccola frana che si abbatte e che cade. Al di sopra di esso, e come se attraverso di esso, si sentiva un confuso correre precipitoso, un calpestio smorzato di zoccoli
fessi che giravano nel vortice della burrasca e si attutivano in esso, man mano più lontano. In quel momento ero ormai troppo spaventato per muovermi, congelato nel mio letto. Non sentii aprirsi la porta e mia madre
che entrava.<br>“Non aver paura”, gridò, “è solo il muro. Il vecchio muro del cortile è caduto”.<br>Si avvicinò al mio letto e mi circondò con un braccio.<br>“Stai
tremando”, disse, “sei spaventato”. E poi, per rassicurare se stessa: “È solo il muro”.<br>Entrambi eravamo ancora in ascolto.<br>Il vento si era calmato; e nel non completo silenzio
arrivò il rumore di uno sbuffo di respiro, un sospiro prolungato che si perse nel vento e si dissolse. Mi misi la faccia tra le mani e pensai che il mio cuore si sarebbe spezzato. Allora era oltre la mia comprensione,
mi ci sono voluti quasi mezzo secolo per capire, questo presagio di cose venture, questa eco di sofferenze lontane: l’eterno grido di libertà.<br>Un altro giorno arrivò e l’aria era affilata come
diamanti, c’erano moscerini danzanti al di sopra dei serbatoi straboccanti dell’acqua piovana, e raggi di sole colpivano gli alberi rosseggianti.<br>Gli usignoli erano immersi nel loro canto autunnale. Come si
potrebbe resistere a questo splendore? Anche dopo una notte così eravamo tutti giù di morale e uscimmo fuori presto, sul terreno umido e sotto gli alberi gocciolanti, per vedere il muro. Solo metà era
giù, i grandi blocchi giallo-bianchi sparsi sulla terrazza in un caos di sabbia e cemento e ramoscelli spezzati. L’altra metà era adagiata contro il fico; blocchi di pietra appoggiati ai rami o inclinati
in giù tra le foglie.<br>Ma l’anello del toro, il grande anello di ferro si trovava sulla terrazza di mattoni rossi, scagliato lontano dal muro, il suo gancio inarcato pazzamente in aria. Accanto a esso giaceva
il blocco di pietra cui era fissato il gancio, ed era diviso di netto in due.<br>Più tardi mi allontanai dai miei genitori e passai arrampicandomi dall’altra parte del muro, sul vecchio sentiero delle rose,
per vedere come appariva da lì. I fichi erano caduti, schiacciati nell’erba bagnata; c’erano vespe e mosche che vi ronzavano sopra. Mentre mi aggiravo tra le pietre udii mio padre parlare con qualcuno.<br>La
sua voce era scherzosa, sulla linea tra la boria e l’impazienza, e allora mi resi conto che anche lui, innegabilmente, aveva udito molte volte la storia del toro.<br>“Quindi il vecchio toro se l’è
filata alla fine”, disse.<br>C’era l’altra voce, quella del vecchio uomo di corte, che balbettava tremolante qualcosa che non sentivo, e rideva mentre parlava; e di nuovo mio padre, irritato:<br>“Cosa
ha detto quello? Che assurdità sta dicendo?”.<br>Poi mia madre, conciliante, per metà gentile e per metà divertita: “Dice che è stato lui a sciogliere la catena, settant’anni
fa”.</div><div><br></div>
<div><strong>NOTE<br></strong>Racconti rari dell’orrore riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. Apparso nel 1955 “The bull”, tradotto in francese, spagnolo e pubblicato per la prima volta in italiano su <em>Club GHoST</em>.</div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlink35e34741a17868f3c8e5a579ba1dddcf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/il-toro-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 626,'height': 417,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink35e34741a17868f3c8e5a579ba1dddcf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/il-toro-cop_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="134" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Jan 2025 08:16:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dylan Dog e Batman di Recchioni, Dell'Edera e Cavenago]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000258"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un lucido trip spazio-temporale</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Recchioni gioca con gli stereotipi della serie Dylan Dog</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Questo graphic novel a colori è stato proposto prima in tre albi da Sergio Bonelli Editore e poi successivamente raccolto in questo volume cartonato di grande formato.<br>Lo
sceneggiatore <strong>Roberto Recchioni</strong> è in grandissima forma e non sono da meno <strong>Werther Dell’Edera</strong> e <strong>Gigi Cavenago</strong> che disegnano.<br>La storia è un crossover allucinato e allucinatorio tra Batman e Dylan Dog.<br>Inizia dall’ennesimo ritorno di Joker, come criminale, che apprende dell’esistenza
di Xabaras e vuole “avere lui come dottore”, stabilire un’alleanza insomma.<br>Quindi ci spostiamo a Undead, dove si svolge il primo episodio di Dylan Dog e questi è prigioniero insieme a Groucho
e alla sua ragazza di turno (la protagonista “ennesima” di quella prima storia qui rivisitata – in quanto rivisitata la ragazza ci appare ennesima).<br>Inquadrature ai confini dell’equilibrio/squilibrio
(mentale?) e colori acidi e psichedelici. Effetto 3d garantito, senza ricorrere a occhialini, come quando Batman era disegnato da <strong>Neal Adams</strong>, pur con le differenze notevoli di stile tra <strong>Adams</strong> e <strong>Dell’Edera/Cavenago</strong>.<br>Un lucido trip spazio-temporale ci attende tra queste pagine.<br>Il crossover coinvolge anche i personaggi comprimari.<br>Quindi a Londra, città magica e sovrannaturale, si muove Selene/Catwoman
che va a letto con Dylan.<br>Poi abbiamo i siparietti tra Groucho e Alfred.<br>Il dialogo tra l’ispettore Bloch e il commissario Gordon.<br>Divertimento a mille.<br>Scene d’azione calibratissime.<br><strong>Recchioni</strong> gioca con gli stereotipi della serie Dylan Dog e del personaggio Batman, citando continuamente. Il post-moderno citazionista, inventato da <strong>Tiziano Sclavi</strong> e proseguito in parte di suoi successori, diventa auto-citazionismo ed è elevato all’ennesima potenza.<br>Quando questo gioco eterno di rimandi
inizia a stancare, interviene qualche elemento nuovo, come la presenza di John Costantine. Proprio lui, quello della serie Hellblazer della Vertigo DC.<br>Del resto siamo in una Londra magica, no?<br>Inizia quindi un nuovo
confronto. Non abbiamo più Dylan e Batman. Ma Dylan, Batman e Costantine in una sorta di triangolo magico. Anzi: se contiamo tutti i personaggi coinvolti, arriviamo a un pentagono come minimo.<br>Sottotesto esoterico?
Forse.<br>Spero di avervi incuriosito abbastanza da leggere questo capolavoro di arte fumettistica.<br>Il volume è arricchito da bozzetti, studi a matita, cover gallery.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">GLI AUTORI</strong></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Werther Dell’Edera, dopo essersi diplomato alla Scuola Romana dei Fumetti, ha collaborato con editori italiani come Eura, Magic Press
e Sergio Bonelli Editore e statunitensi come Dc (etichetta Vertigo) e Marvel.</span></div><div><script> var showboxlink48e1b89d44ef5ebab3fdb6c767a1a4e8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Werther-DEdera_autore.jpg','alt': 'Werther Dell’Edera','title': 'Werther Dell’Edera','width': 310,'height': 326,'description': 'Werther Dell’Edera'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink48e1b89d44ef5ebab3fdb6c767a1a4e8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Werther-DEdera_autore.jpg" alt="Werther Dell’Edera" title="Werther Dell’Edera" width="100" height="106" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Gigi Cavenago, alterna l’attività di disegnatore di fumetti a quella di illustratore. Ha pubblicato per Mondadori e Sergio
Bonelli Editore.</span></div><div><script> var showboxlink73bf4993a54abe91dd8b7d92eb3e9f52 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Gigi-Cavenago_autore.jpg','alt': 'Gigi Cavenago','title': 'Gigi Cavenago','width': 597,'height': 937,'description': 'Gigi Cavenago'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink73bf4993a54abe91dd8b7d92eb3e9f52, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Gigi-Cavenago_autore.jpg" alt="Gigi Cavenago" title="Gigi Cavenago" width="100" height="157" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong></strong>Roberto Recchioni, ha scritto numerose sceneggiature per la Sergio Bonelli Editore, in particolare per Dylan Dog, di cui ha tenuto in
mano la curatela per molti anni, dopo quella di Tiziano Sclavi.</span></div><div><script> var showboxlink39fc49344fb1ea44cdaa2763b3839987 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Roberto-Recchioni_autore.jpg','alt': 'Roberto Recchioni','title': 'Roberto Recchioni','width': 544,'height': 510,'description': 'Roberto Recchioni'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink39fc49344fb1ea44cdaa2763b3839987, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Roberto-Recchioni_autore.jpg" alt="Roberto Recchioni" title="Roberto Recchioni" width="100" height="94" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Dylan Dog e Batman<br>L’ombra del pipistrello<br>Sceneggiatura: Roberto Recchioni<br>Disegni: Werther Dell’Edera e Gigi Cavenago<br>Editore: Sergio Bonelli
Editore<br>ISBN-13: 9788869618567<br>Prezzo: 26,00 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinke275a1354ed0b341544d3eb971d30244 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ombra-pipistrello-fumeto-cop_ver.jpg','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 471,'height': 628,'description': 'La copertina del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke275a1354ed0b341544d3eb971d30244, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ombra-pipistrello-fumeto-cop_ver.jpg" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="267" /></a><br></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 08:40:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il sonnambulo di Stephen Graham Jones]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000025A"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Introspezione, cultura e horror</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Lettura consigliata per chi apprezza storie che mescolano terrore e dramma umano</span></h2><div>






<div><em class="cf1">[…] Dal pavimento di casa arrivò una serie di passi autoritari. Irrequieti. Passi pesanti. Si aprì la porta, e si richiuse, e il
primo cane mandò un guaito. Dopodiché toccò a quello dopo, a quello dopo ancora, e infine al muso marroncino che si era infilato sotto il pannello, e che lì rimase. Gli colava sangue dalla bocca.
[…]</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Il sonnambulo</em> di <strong>Stephen Graham Jones</strong> è un’opera edita nel 2017 che ci è stata permessa la lettura in lingua italica da <strong>Eva Allione</strong>, traduttrice per la <strong>Racconti Edizioni</strong>. Il titolo originale dell’opera è <em>Mapping the Interior</em>.<br>La storia segue le vicende di un ragazzo di dodici anni che affronta eventi soprannaturali e profondamente personali. Dopo aver visto il fantasma del padre, il protagonista si immerge in una serie di riflessioni
e azioni che lo spingono a indagare sul passato della sua famiglia, sulle sue radici e sul rapporto con il mondo circostante. La narrazione alterna momenti di introspezione e un senso crescente di terrore. Temi come l’identità
culturale, il trauma e il legame familiare si intrecciano con elementi horror soprannaturali.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La Caratterizzazione psicologica del protagonista è secondo me, ben riuscita. L’autore riesce a immergere il lettore nella mente di un ragazzino, catturandone paure,
ingenuità e desiderio di connessione. La narrazione costruisce una tensione palpabile attraverso descrizioni dettagliate e un uso sapiente dell’ambientazione.</span></div>
<div><span class="cf1">Inoltre, la storia offre uno sguardo sull’identità dei nativi americani, mostrando come il folklore e le esperienze moderne si mescolano nella vita dei personaggi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Stephen Graham Jones</strong> adotta uno stile altamente immersivo, fatto di frasi a volte spezzate e riflessive che riflettono lo stato mentale del protagonista. La scelta di narrare in prima persona avvicina il lettore alle emozioni
del protagonista, ma rende la narrazione talvolta claustrofobica. La traduzione italiana di <strong>Eva Allione</strong> è fluida e, anche se non ho letto il testo in lingua originale, sono sicuro sia riuscita nel trasmettere tutto quello che l’autore può aver trasmesso nella sua lingua natia.</span></div>
<div><span class="cf1">In conclusione, nonostante alcuni momenti, specialmente nelle riflessioni del protagonista, possano risultare ridondanti, rallentando la progressione della trama, l’opera
combina introspezione, cultura e horror in modo molto abile. Pur con alcuni difetti organici decisamente risibili, l’opera si distingue per la profondità emotiva e la capacità di evocare immagini potenti
quanto capaci di rimanerti impresse. È una lettura consigliata per chi apprezza storie che mescolano terrore e dramma umano con una vena di critica sociale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Nato nel 1972 a Midland, Texas, ha conseguito un B.A. nel 1994 in Inglese e Filosofia alla Texas Tech University, un M.A. in Inglese nel 1996 alla University of North Texas e un dottorato di ricerca nel 1998 all’Università
statale della Florida.<br>Nativo americano appartenente alla tribù dei Piedi Neri, a partire dal suo esordio nel romanzo nel 2000 con The Fast Red Road, vincitore di un “Independent Publishers Award for Multicultural
Fiction”, ha pubblicato numerosi romanzi e racconti spaziando dal giallo, all’horror e alla fantascienza.<br>Premi: Premio <strong>Bram Stoker</strong> alla raccolta narrativa: 2010 finalista con Albero di carne, 2014 finalista con <em>After the People Lights Have Gone Off</em>.<br>Premio <strong>Bram Stoker</strong> al romanzo: 2016 finalista con <em>Mongrels</em>, 2020 vincitore con <em>Gli unici indiani buoni</em> e pubblicato in Italia nel 2023 da Fazi Editore, nel 2021 vincitore con <em>My Heart is a Chainsaw</em>.<br>Premio <strong>Alex</strong>: 2021 vincitore con <em>Gli unici indiani buoni</em>.<br>Premio <strong>Shirley Jackson</strong>: 2020 vincitore nella sezione “Miglior romanzo” con <em>Gli unici indiani buoni</em> e “Miglior romanzo breve” con <em>Night of the Mannequins</em> 2021 vincitore nella sezione “Miglior romanzo” con <em>My Heart Is a Chainsaw</em>.<br>Premio <strong>Locus</strong> per il miglior romanzo dell’orrore e dark fantasy: 2022 vincitore con <em>My Heart Is a Chainsaw</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Il sonnambulo<br>Autore: Stephen Graham Jones<br>Editore: Racconti Edizioni<br>Collana: Scarafaggi</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 25 ottobre 2024<br>Pagine: 144</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 11.8 x 1.1 x 17.6 cm<br>ISBN-13: 9791280854285<br>Prezzo: 14,00 € - 5,99 € eBook</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4cxnGHY" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
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			<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 15:02:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Un matrimonio mostruoso di Volfango De Biasi]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000025B"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un lavoro inutile</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Parodia horror sfilacciata e poco suggestiva</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong>Un matrimonio mostruoso (Italia 2023)<br></strong><em>Regia: Volfango De Biasi. Sceneggiatura: Michela Andreozzi, Alessandro Bencivenni, Filippo Bologna, Volfango De Biasi. Fotografia: Roberto Forza. Montaggio: Stefano Chierchiè. Musiche: Michele Braga. Produttore:
Federica Lucisano, Fulvio Lucisano. Casa di produzione: Italian International Film, Rai Cinema. Genere: commedia, fantastico, orrore. Durata: 101′. Interpreti: Massimo Ghini (Vladimiro), Paola Minaccioni (Brunilde),
Ilaria Spada (Stella/Sole), Ricky Memphis (Remo), Cristiano Caccamo (Adalberto), Paolo Calabresi (Zio Nanni/Isadora), Emanuela Rei (Luna/Luana), Maurizio Mattioli (Glauco), Elisa Di Eusanio (Monia), Greg (Dr. Frankenstein),
Sara Ciocca (Salmetta), Vincenzo Sebastiani (Ivano), Mattia Lucentini (Hugo), Irene Girotti (Elfo).</em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4d79uFL" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Perfetto sequel de <em>Una famiglia mostruosa</em> (2021), in totale sintonia con la spudoratezza fatta cinema che caratterizza la produzione comica italiana, un lavoro inutile che spreca il talento di un buon regista come <strong>Volfango De Biasi</strong>. Soggetto ai minimi termini, sceneggiatura che non strappa mai il sorriso, scritta da ben quattro autori (<strong>Andreozzi</strong>, <strong>Bencivenni</strong>, <strong>Bologna</strong> e <strong>De Biasi</strong>), montaggio compassato (101 minuti di assoluta noia) di <strong>Stefano Chierchiè</strong>, fotografia anonima di <strong>Roberto Forza</strong>. Attori che non sarebbero male, se avessero dei dialoghi decenti da recitare, anche se <strong>Lucia Ocone</strong> viene sostituita nel ruolo della strega da <strong>Paola Minaccioni</strong>, ma non la fa rimpiangere. <strong>Massimo Ghini</strong> è ancora il vecchio vampiro nobile, mentre abbiamo tra i nuovi <strong>Ricky Memphis</strong>, <strong>Maurizio Mattioli</strong> e <strong>Greg</strong>. Mancano dal primo film i grandi vecchi (<strong>Pippo Franco</strong> e <strong>Barbara Bouchet</strong>), mentre <strong>Lillo</strong> (finto morto) si vede solo in una breve sequenza, in fuga con la sorella della moglie in un paradiso fiscale. Tutta la storia ruota attorno a un possibile matrimonio
tra l’umana Stella (Spada) – che vuol mettere le mani sul patrimonio di famiglia – e il mostro Vladimiro (Ghini), in crisi con la moglie Brunilde (Minaccioni), che pare aver perso i poteri. Non molto da dire
su una storia che spreca quel poco di buono che avevamo visto nel primo lavoro – almeno originale -, qui si raschia il barile e le battute sono davvero ai minimi storici. Tra le cose più divertenti lo zio Nanni
(Calabrese) che ruba il cervello di Isadora e si trasforma in una femmina vogliosa e innamorata del rozzo Glauco (Mattioli). Per il resto tutto sa di già visto e di già detto (meglio) in numerose precedenti commedie,
anche se qui siamo più nel campo della farsa del peggior tipo che della black-comedy. Parodia horror sfilacciata e poco suggestiva, corredata dalle musiche ordinarie di <strong>Michele Braga</strong>. Tra gli interpreti ricordiamo con piacere Greg come dottor Frankenstein, forse uno dei momenti migliori della pellicola. <em>Un matrimonio mostruoso</em> è uscito al cinema nel 2023, prima TV durante le feste natalizie 2024, adesso su <em>Rai Play</em>. Se non avete di meglio da fare scaricatela. Io vi ho avvisati...</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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			<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 15:24:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Richard Matheson - Leggende per lo schermo di Cesare Cioni]]></title>
			<author><![CDATA[Debora Montanari]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000025D"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Saggio espositivo</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Che analizza le opere e psicanalizza il pensiero</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Se leggere saggi è sempre una esperienza, leggerli su <strong>Richard Matheson</strong> risulta anche una imprevedibile avventura, comunque vengano affrontati i tanti argomenti che riguardano questo autore a dir poco unico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4ug2exu" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><strong>Cesare Cioni</strong> in <em>Richard Matheson – Leggende per lo schermo</em> propone un saggio espositivo in cui analizza le opere e psicanalizza il pensiero e gli atteggiamenti dai quali queste hanno preso
vita.<br>I primi capitoli si concentrano su un ritratto soprattutto interiore, scavano nelle visioni e nei traumi di <strong>Matheson</strong> così in profondità da farmelo immaginare sdraiato sul lettino dello psicologo, a farsi lacerare l’animo in un furibondo girotondo di accuse di
misoginia e inadeguatezza.<br>Il lettore si trova quindi di fronte a un <strong>Matheson</strong> che nasconde, nelle sue creazioni, un mal di vivere legato all’incapacità di accettare i cambiamenti sociali dell’epoca, un uomo traumatizzato, paranoico che sembra che non sappia come
gestire il fatto di far parte del genere maschile e che riversi questa incapacità in un profondo odio per le donne. Forse un eccesso di zelo introspettivo da parte di <strong>Cioni</strong>, anche se non privo di logica analitica ma pur sempre e solo deduttiva. Non posso esimermi dal sottolineare questo, perché la prima parte del saggio è permeata
da una tale insistenza su queste devianze psicologiche da far pensare che si stia parlando di <strong>Norman Bates</strong> di <em>Psycho</em> e non di <strong>Richard Matheson</strong> l’autore.<br>Superata questa défaillance iniziale, arriva la parte interessante, nonché divertente: il saggio comincia ad analizzare
lo stile delle opere e tocca l’apice quando affronta “l’oscuro baratro dell’ignoto” (cit. da pag 131) ovvero: <em>Ai Confini della Realtà</em> e tutto ciò che segue negli anni, anzi, nei decenni successivi.<br>Tra romanzi, racconti, sceneggiature, film e telefilm, collaborazioni
e citazioni, ci addentriamo in un percorso horror, weird e fantascientifico piacevole e carico di spunti.<br>Durante la lettura, pagina dopo pagina, si percepisce l’enorme lavoro di ricerca fatto da <strong>Cesare Cioni</strong>, l’ottima capacità organizzativa della quantità di materiale che deve essersi trovato tra le mani e una profonda conoscenza non solo delle opere
scritte, ma anche delle loro trasposizioni su grande e piccolo schermo e dei lavori che da esse hanno preso spunto.<br><em>Richard Matheson – Leggende per lo schermo</em> è un saggio che consiglio soprattutto a chi già un po’ conosce le opere di <strong>Matheson</strong> e a chi è alla ricerca di un lavoro di riferimento per studi, anche di un certo livello, su di lui e su tutto ciò che ha creato e ispirato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Richard Matheson<br>Leggende per lo schermo<br>Autore: Cesare Cioni<br>Editore: Weird Book<br>Anno: 31 ottobre 2022<br>Pagine: 264<br>Prezzo:
26,50 €<br>ISBN-13: ‎978-8831373838</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4ug2exu" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink54bec95a3a91edce6b2e8c00984804e4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/richard-matheson-saggiowb_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 480,'height': 702,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink54bec95a3a91edce6b2e8c00984804e4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/richard-matheson-saggiowb_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="293" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 10:22:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[I racconti di Dagon 2: Attraverso angoli alieni di Autori Vari]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000025E"><h1 class="imHeading1">Viaggio multiforme e inquietante</h1><h2 class="imHeading2">Che non si limita a rievocare l'ombra di H.P. Lovecraft</h2><div>






<div>Ci sono libri che spalancano porte su universi dimenticati, che tracciano mappe di orrori celati oltre i confini della comprensione umana. <em>I racconti di Dagon 2: Attraverso angoli alieni</em>, antologia pubblicata dalla Dagon Press con l’introduzione di <strong>Gianfranco de Turris</strong>, è uno di questi libri. Un viaggio multiforme e inquietante, che non si limita a rievocare l’ombra di <strong>H.P. Lovecraft</strong>, ma che intreccia un dialogo corale tra scrittori americani e italiani, accomunati da una visione condivisa dell’orrore cosmico.</div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/3MOIjFh" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div><div><br></div><div><strong>De Turris</strong>, con il suo consueto acume, sottolinea come questa antologia non sia un semplice tributo, ma una
prova concreta dell’universalità della poetica lovecraftiana. Lungi dall’essere una “bizzarria” personale, il nuovo orrore cosmico di <strong>Lovecraft</strong> si è dimostrato una struttura narrativa robusta, capace di attraversare decenni e confini, e di alimentare nuove forme di inquietudine.</div>
<div><br><strong>Elwin G. Powers</strong> apre la raccolta con <em>Attraverso angoli alieni</em>, un racconto che spinge oltre i limiti l’eredità del creatore dei Miti di Cthulhu. Gli Shoggoth tornano in scena con una potenza primordiale,
protagonisti di un crescendo narrativo che culmina in un finale evocativo del “Dagon” lovecraftiano. <strong>Powers</strong>, alter ego letterario di <strong>Robert A.W. Lowndes</strong>, non si limita a ripetere i temi lovecraftiani, ma li innova, dimostrando che il canone è uno spazio vivo, aperto alla reinterpretazione. A seguire, il racconto inedito in Italia di <strong>Abraham Merritt</strong>, <em>Lo stagno del dio di pietra</em>, colpisce per il suo potere visionario. La misteriosa isola su cui il professor Marston e i suoi compagni fanno naufragio si anima di un’atmosfera tangibile di minaccia e fascinazione. L’idolo dalle
ali di pipistrello, al centro della vicenda, anticipa in modo quasi profetico <em>Il richiamo di Cthulhu</em> e non bisogna dimenticare come Lovecraft apprezzasse <strong>Merritt</strong>. <strong>Merritt</strong> non è un epigono di <strong>Lovecraft</strong>, ma piuttosto un precursore, capace di evocare suggestioni che sarebbero poi diventate colonne portanti del mito. Con <em>Il vello di Graag</em> di <strong>Paul Dennis Lavond</strong> – pseudonimo che cela le menti di <strong>Frederick Pohl</strong>, <strong>Harry Dockweiller</strong> e lo stesso <strong>Lowndes</strong> – ci immergiamo in un racconto classico ispirato ai Miti di Cthulhu. Il racconto cattura con la sua tessitura oscura e simbolica, dimostrando come il mito lovecraftiano
possa essere declinato in forme polifoniche senza perdere la sua essenza. <strong>Henry Kuttner</strong>, nel suo <em>Il divoratore di anime</em>, mostra un lato dunsaniano e lovecraftiano che seduce per la sua atmosfera decadente e onirica. <strong>Kuttner</strong> non si limita a spaventare: conduce il lettore in un labirinto di immagini simboliche, dove l’orrore si mescola con una bellezza ineffabile. <em>L’abominio supremo</em> di <strong>Clark Ashton Smith</strong> e <strong>Lin Carter</strong> è un perfetto esempio di alchimia letteraria. Partendo da un frammento incompiuto di <strong>Smith</strong>, <strong>Carter</strong> plasma una narrazione che cattura l’essenza dei miti di <strong>Lovecraft</strong>, portandoli verso nuove vette di orrore e meraviglia. La collaborazione tra i due autori si traduce in un racconto che è tanto un tributo quanto un contributo
originale al mito.</div>
<div><br>Tra i contributi italiani, spicca <em>Nessun dolore…</em> del compianto <strong>Elvezio Sciallis</strong>, una figura centrale nel fandom del fantastico italiano. Questo racconto si presenta come un omaggio
carico di emozione e profondità, ambientato in una Sanremo gotica che unisce il fascino della Riviera a un’atmosfera densa di mistero. Fra i protagonisti troviamo lo scultore <strong>Andrea</strong> (probabilmente <strong>Andrea Bonazzi</strong>, noto scultore e artista lovecraftiano), in una narrazione che intreccia realtà e incubo. Viene citato anche un certo Guarriello come traduttore di un tomo di magia. <strong>Sciallis</strong> dimostra una maestria unica nel fondere elementi lovecraftiani con una sensibilità tutta italiana, rendendo il racconto un tributo autentico e un contributo
indelebile alla letteratura weird. Ma l’apporto italiano non si ferma qui. <strong>Marco Marra</strong>, con <em>La cosa caduta dal cielo</em>, costruisce un incubo che richiama per atmosfere <em>Il colore venuto dallo spazio</em>, pur mantenendo una sua originale peculiarità. <strong>Pietro Rotelli</strong>, con <em>Carcosa Beach Party</em>, ci regala una storia che unisce ironia e mistero, citando apertamente Carcosa e Hastur, e intrecciando la leggenda con una vena contemporanea. In <em>La spiaggia di Baleia</em> di <strong>Claudio Foti</strong>, la popolazione atterrita si confronta con conchiglie titaniche, in un crescendo di tensione che fonde l’elemento naturale con una minaccia sovrannaturale. <strong>Paco Sidney Silvestri</strong>, invece, con <em>La via del caos</em>, riporta al centro della narrazione il culto di Dagon, intrecciando il mito con un senso di fatalismo implacabile. <em>Un maelstrom di orrore</em> di <strong>Andrea Beatrice</strong> si distingue per la sua atmosfera onirica e cosmica, che richiama le suggestioni di <strong>Clark Ashton Smith</strong>. Gli enigmatici Cosmici, creature di potenza insondabile, amplificano il senso di meraviglia e terrore, facendo del racconto una perla visionaria. <strong>Flavio Deri</strong>, con <em>Ritorno a Innsmouth</em>, ci guida in un viaggio nella mitica città ormai diroccata e fatiscente, tra decadenza e mistero. Da Y’ha-nthlei, una sorta di nuova R’lyeh che emerge dagli abissi, si dipana una narrazione
carica di fascino mitologico. <strong>Cesare Buttaboni</strong>, in <em>Il culto del verme nero</em>, fonde il gotico padano con l’orrore cosmico, in una storia che riecheggia antiche leggende trasfigurate in chiave lovecraftiana. <em>La struttura</em> di <strong>Paolo Sista</strong> si distingue per la sua vena surreale e patafisica. Dopo aver scavalcato una misteriosa struttura, il protagonista cade in un delirio visionario che esplora concetti vertiginosi come la “Cuspide Apicale
della Arborescenza Inversa di Yug Sutol”. Infine, <strong>Maria Tauro</strong>, con <em>Giochi di magia</em>, ci regala il ritratto di un personaggio femminile complesso e recluso, i cui segreti si rivelano essere di portata cosmica.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>ATTRAVERSO ANGOLI ALIENI<br>I racconti di Dagon 2<br>Autore: AA.VV.<br>Editore: Dagon Press<br>Anno: 15 dicembre 2024<br>Pagine: 228</em></div>
<div><em>Dimensioni: 15.24 x 1.47 x 22.86 cm<br>Prezzo: 15,60 €<br>ISBN-13: 979-8302054043</em></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/3MOIjFh" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink29f8277fcc24ebc16a4004cfac5b36f7 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/attraverso-angoli-alieni-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 637,'height': 957,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink29f8277fcc24ebc16a4004cfac5b36f7, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/attraverso-angoli-alieni-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="301" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 15:07:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Terraluna di Daniele Picciuti]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000025F"><h1 class="imHeading1">Racconto corale</h1><h2 class="imHeading2">Narrato quasi totalmente in prima persona</h2><div>






<div><span class="cf1">Mi è stato gentilmente fatto dono di questo romanzo cyberpunk di quasi 300 pagine. Il cyberpunk è quel genere di fantascienza urban, sporca, distopica le cui narrazioni
spesso ruotano attorno a indagini poliziesche. <em>Terraluna</em> non centra completamente il genere perché calca molto sul fantascientifico, ma non è
certo una colpa, anzi arricchisce il suo arazzo.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4bs0f1I" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il racconto è corale e narra le vicende di Valerie, un’attivista per i diritti delle razze aliene, Fumiaki, un investigatore della polizia più macchina che uomo,
Marco, un contrabbandiere, Sylvie, una dipendente di una compagnia assicurativa, e tutta una serie di comprimari. Per motivi non facilmente ricollegabili così ad occhio, i quattro si ritrovano ad avere a che fare con
una serie di terrificanti quanto misteriosi omicidi su Terraluna. Questa città, questo mondo, è il nostro satellite trasformato in città-formicaio dopo l’esodo dalla morente Terra e dove la razza
umana vive e ancora ha rapporti con tutto l’universo che ha scoperto, importando persone, merci e culture. Ovviamente l’omicidio non è mai solo fine a sé stesso, e le vite dei protagonisti finiranno
sempre più intrecciate mano a mano che si scopre cosa ha portato a queste morti e a cosa fanno da preludio nello sconvolgere una società già terribilmente complicata di suo. Il libro ha un finale aperto,
ma semplicemente perché “l’universo non finisce con la storia”.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Io sono molto cattivo coi libri che leggo, questo perché mi vizio solo con i grandi autori. Quindi, per non fare l’antipatico, parto dai numerosi pregi di questo scritto.
Intanto l’ambientazione viene delineata benissimo e introdotta nei vari dialoghi e situazioni con abilità. C’è una cura particolare per vari dettagli di come funziona il mondo di <em>Terraluna</em> e tutto è sensato e acuto risultando così in una piena immersione del lettore. Allo stesso modo ci sono delle idee originali, soprattutto nel “grande
mistero” del narrato che possono colpire i più e lasciarli stupiti dello svolgersi degli eventi. L’azione si legge bene e non è confusa, nemmeno quando la gente si spara (e di solito le sparatorie
sono un macello da scrivere come si deve).<br>Il testo è impaginato molto bene, con ogni capitolo con una costola che dà l’effetto della città sullo sfondo. Inoltre è corredato da immagini,
molte, che rappresentano i vari protagonisti. Queste immagini sono di qualità notevole e non so dire se siano disegnate o fatte con una AI (nel caso del sì è un malus, ma non sono capace di dirlo). Senz’altro
invece mi sarei risparmiato di inserire altre immagini di landscape che risultano generiche e paiono solo riempitive.<br>Il narrato è quasi totalmente in prima persona, cosa che non mi piace per niente. Inoltre ogni
capitolo ha come titolo il nome di uno dei personaggi (e talvolta di alcuni comprimari) e diventa tutto dal punto di vista di quella persona. A qualcuno può anche piacere e ne ammetto l’originalità, ma
io l’ho trovato confusionario e rende anche più difficile affiatarsi davvero con un personaggio.<br>Proprio questi personaggi sono tanti e interessanti, ma con luci e ombre narrative. Intanto sono molto “umani”
nel senso più brutto del termine. Ovvero che sono tutti un po’ stronzi chi per un motivo chi per l’altro (personalmente mi è piaciuto più che altro lo sbirro) e sono tutti arrapati. Non è
strano, anche per le strade sono tutti arrapati, ma i libri di solito hanno più classe. Non è strano lo stesso perché si narra di una società decadente e comunque esistono libri drasticamente osceni
mentre questo non lo è… risulta solo un po’ immaturo. Che siano tutti molto belli ci sta, che quasi tutti facciano un pensierino sul fare sesso con quasi tutti gli altri (e un paio di volte accada) sembra
semplicemente eccessivo. C’era bisogno di così tanti commenti a tema?<br>Infine e questo è un parere mio, ma la recensione è la mia, sembra che l’autore (che è un autore di successo
e io non sono nessuno, lo so) ad un certo punto avesse cambiato idea. Nel senso proprio che la trama cambia direzione in un modo abbastanza netto (ed è un bene perché l’inizio è abbastanza banale)
e i personaggi pure ne vengono stravolti, non in modo incoerente, ma alcuni divengono ininfluenti, altri importantissimi, non c’è un vero motivo di questo cambiamento. È come se fosse passato del tempo,
l’autore avesse cambiato idea e tutto quanto avesse preso un brutto scossone.<br>Il finale è ok, leggermente alienante (ma ci sono anche degli alieni quindi… va bene?) e non ha una chiusura così
chiara. Si suddivide in epiloghi per ogni personaggio, ma queste “fini” si pestano i piedi a vicenda nullificandosi quasi tutte tra di loro.<br>In definitiva ci sono libri assai peggiori in giro e questo almeno
si legge bene e ha dei tratti originali. Non lo avrei letto di mia sponte e non lo rifarò, ma se vi piace il cyberpunk e non vi fate troppi problemi su come ragionano i personaggi (e sulla scrittura in prima persona)
vi piacerà.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Daniele Picciuti è romano, classe 1974, vincitore e finalista di numerosi concorsi
letterari, ha all’attivo varie pubblicazioni in ebook (per Nero Press Edizioni e Delos Digital) e in antologie multiautore, tra cui <em>I clown bianchi</em> per Clown Bianco Edizioni, 2017. Opere principali pubblicate: <em>I Racconti del Sangue e dell’Acqua</em>, edito da Nero Press Edizioni in formato illustrato; il romanzo thriller <em>L’inconsistenza del diavolo</em> (Golem Edizioni, 2017); il romanzo per ragazzi <em>Eddie e Melo. Il segreto dei Roccafiore</em> (Plesio Editore, 2018), storia fantasy dal taglio investigativo; il romannzo horror <em>Dove arrivano le ombre</em> (Nero Press Edizioni, 2021). A questa pagina trovate invece le sue pubblicazioni in self, tra cui la saga piratesca a tinte horror<em> Cursed Sails</em> e i romanzi bizzarro fantasy <em>Nero Elfico</em> (vincitore del Premio Cittadella 2016) e <em>Giallo Nanico</em>, tutti confezionati con una cura editoriale di qualità: <a href="Illupoelafenice.it" class="imCssLink">illupoelafenice.it</a></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Terraluna<br>Autore: Daniele Picciuti<br>Editore: Nero Press<br>Anno: 18 ottobre 2024<br>Edizione cartonata e illustrata<br>Pagine: 240</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 13.97 x 2.36 x 21.59 cm<br>Prezzo: 19,90 € - eBook: 6,99 €<br>ISBN-13: 9791281435247</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4bs0f1I" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/47hLNH6" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink9a236bb5f921286d2ab0d6b320030c83 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/terraluna-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 500,'height': 766,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9a236bb5f921286d2ab0d6b320030c83, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/terraluna-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="307" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkc0e75e3440e6d855d7fac97f27ddd1fd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Daniele-Picciuti_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 351,'height': 512,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc0e75e3440e6d855d7fac97f27ddd1fd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Daniele-Picciuti_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="219" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 15:31:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponobile Sharkology]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000260"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Saggio sul cinema degli squali</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Scritto da Nicola Bassano per la Weird Book Edizioni</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La <em>Redazione GHoST</em> segnala la disponibilità di <em>Sharkology</em>, l’interessante saggio di <strong>Nicola Bassano</strong> dedicato al cinema degli squali edito da <em>Weird Book</em>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rRbDtT" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Gli occhi inespressivi e privi di emozione, il movimento rapido e costante, l’innato comportamento predatorio: lo squalo è il protagonista perfetto di uno degli incubi
più celebri e duraturi del cinema contemporaneo. Campione di voracità e perfidia, ha catturato l’immaginario di intere generazioni, scatenando, dagli anni ’70 in poi, una frenesia di sequel e ispirazioni
che hanno consacrato la nascita di un sottogenere unico e affascinante. Con <em>Sharkology. Guida completa al cinema degli squali</em>, lo storico del cinema <strong>Nicola Bassano</strong> ci guida alla scoperta della sharksploitation, l’universo cinematografico dedicato a questa
creatura letale, dalle sue origini fino al 2024. L’autore passa in rassegna ben 138 film, partendo dai primi esperimenti degli anni ’30 fino ad arrivare alle produzioni più recenti, segnando come spartiacque
l’uscita de <em>Lo squalo</em> di <strong>Steven Spielberg</strong> nel 1975, film che ha cambiato per sempre il modo di vedere il mare e il cinema. In questo viaggio, <strong>Bassano</strong> non si limita a elencare i film, ma analizza in profondità i tópoi, le regole e le peculiarità che hanno reso questo sottogenere così
coinvolgente e amato. A completare l’opera, una serie di interviste inedite a registi e produttori che a distanza di cinquant’anni dall’uscita di <em>Jaws</em>, continuano ad aggiornare e modernizzare un filone ancora capace di esplorare temi e concetti di grande attualità. <em>Sharkology</em> è la prima guida esaustiva pubblicata in Italia interamente dedicata al fenomeno sharksploitation.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>SCHEDA TECNICA<br></strong>Titolo: Sharkology</span></div>
<div><span class="cf1">Guida completa al cinema degli squali<br>Autore: Nicola Bassano<br>Editore: Weird Book</span></div>
<div><span class="cf1">Anno 25 gennaio 2025<br>Collana: Insomnia<br>Genere: Saggio<br>Pagine: 240<br>Prezzo: 24,60 €<br>Formato: 15 x 22 cm<br>ISBN-13: 979-12-81603-24-0</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rRbDtT" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkad2e706a143050f19f3ce106c521196e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/sharkology-weirdbook-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 504,'height': 737,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkad2e706a143050f19f3ce106c521196e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/sharkology-weirdbook-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="293" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Jan 2025 15:56:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Antlers - Spirito insaziabile di Scott Cooper]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000261"><h1 class="imHeading1">Buon horror soprannaturale</h1><h2 class="imHeading2">Per gli appassionati del cinema horror più fantastico e viscerale</h2><div>






<div><strong>Antlers - Spirito insaziabile (Usa, Messico, Canada 2021)<br></strong><em>Regia: Scott Cooper. Soggetto: Nick Antosca. Sceneggiatura. Nick Antosca, Scott Cooper, C. Henry Chaisson. Fotografia: Florian Hoffmeister. Montaggio: Dylan Tichenor. Musiche: Javier Navarrete. Scenografia: Cheryl
Marion. Costumi: Karin Nosella. Produttori: Guillermo Del Toro, J. Miles Dale, David S. Goyer. Produttori Esecutivi: Nick Antosca, Jim Rowe, Kevin Turen. Case di Produzione: TSG Entertainment, Double Dare You Productions,
Phantom Four Films. Distribuzione (Italia): Walt Disney Studios Motion Pictures. Genere: Horror. Interpreti: Keri Russell (Julia Meadows), Jesse Plemons (Paul Meadows), Jeremy Thomas (Lucas Weaver), Graham Greene (Warren Stokes),
Scott Haze (Frank Weaver), Roy Cochrane (Dan Lecroy), Amy Madigan (preside Booth), Sawyer Jones. Durata: 99’. Paesi di Produzione: Stati Uniti d’America, Messico, Canada. Titolo originale: Antlers.</em></div>
<div><br></div><div>Un buon horror soprannaturale, basato sulla leggenda canadese del Wendigo, prodotto (tra gli altri) da <strong>Guillermo Del Toro</strong>, basato sul racconto <em>The Quiet Boy</em> di <strong>Nick Antosca</strong>, tra gli sceneggiatori insieme al regista e a <strong>Henry Chaisson</strong>. La trama in estrema sintesi. Julie Meadows è un’insegnante che ha fatto ritorno nella cittadina natale dopo anni di assenza, vive a casa del fratello
Paul, lo sceriffo locale, con il quale condivide un passato di violenze domestiche subite dal padre. Tra i suoi alunni vediamo Aiden, un bambino molestato dai compagni di classe, che mostra segni di squilibrio psichico. Mi
fermo con la trama, aggiungo solo che la comunità è sconvolta da una serie di macabri omicidi, con cadaveri ritrovati come se fossero stati divorati da una belva. Il film gode di un buon crescendo di <em>suspense</em> e di momenti ad alta tensione, corredato da una fotografia cupa, da ambienti piovosi e nebbiosi, oltre che da una colonna sonora angosciante. Il montaggio è sincopato
e riesce a contenere in 99’ la durata della pellicola, girata con sapienza da <strong>Scott Cooper</strong> che passa da inquietanti soggettive a primi piani sconvolgenti. Le tematiche tipiche del cinema di genere sono mixate con sapienza al problema del bullismo scolastico e delle violenze domestiche, espediente
culturale che rende il film qualcosa di più rispetto a un semplice horror macabro. Ho visto <em>Antlers</em> su piccolo schermo – Rai 4 il canale del cinema horror, nero e fantastico – data la scarsa circolazione cinematografica, prima complicata dal Covid poi da una problematica diffusione nazionale.
Si tratta di una pellicola curiosa per gli effetti speciali mostruosi e per una sorta di ritorno al cinema <em>cannibalico</em> italiano, con pasti ferali di vittime che in alcuni casi mi hanno fatto venire a mente analoghe scene del mitico <em>Antropophagus</em> di <strong>Joe D’Amato</strong>. <strong>Scott Cooper</strong> mette in scena le paure ancestrali che provengono da un’antica leggenda, grazie al racconto di <strong>Antosca</strong>, sceneggiato a dovere e reso molto bene per immagini. Consigliato per gli appassionati del cinema horror più fantastico e viscerale. Reperibile su <em>Rai Play</em> dopo il passaggio in prima serata su Rai 4.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinke5eb455ae8cd1214a6d063991b3a9be6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/antlers-scena_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 420,'height': 598,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke5eb455ae8cd1214a6d063991b3a9be6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/antlers-scena_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="285" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=uC-k-oq4pJc">https://www.youtube.com/watch?v=uC-k-oq4pJc</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Dec 2024 16:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Spellbound di Francesco Napoletano]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000268"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un labirinto sensoriale</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Dove sogni e incubi si intrecciano in un vortice di immagini</span></h2><div>






<div><em class="cf1">[…] Anche con gli occhi chiusi, si conosce più nel sonno che nella veglia. […]</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rpUoPk" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Spellbound</em> è un fumetto ad opera dell’artista <strong>Francesco Napoletano</strong>, in arte <strong>heatherEXrose</strong>, pubblicato sotto il marchio <strong>Racconti dal Profondo</strong>.<br>In questo volume illustrato, in cui la sperimentazione grafica si fonde armoniosamente con una narrazione dallo stile cinematografico, l’artista ci conduce in un’esperienza visionaria che oscilla
tra sogno e realtà.<br>Credo molti di noi, almeno una volta, hanno sognato di varcare una soglia che li ha condotti verso un mondo remoto o banalmente verso un abisso di orrore.<br><em>Spellbound</em> è un labirinto sensoriale, un viaggio ai confini della realtà dove sogni e incubi si intrecciano in un vortice di immagini. Siamo spettatori di una mente
che vaga tra mondi paralleli, sospesa tra il bianco e nero della lucidità e le tinte vibranti dell’inconscio. Un’esperienza che invita a perdersi, a lasciarsi trascinare in un flusso di emozioni e sensazioni,
senza cercare risposte, ma semplicemente godendo della bellezza del mistero.<br>Posso trovargli un difetto? Un’altra decina di pagine in più, ma io sono un ragazzo goloso.<br>Oltre al fumetto, troverete alcuni
sketch molto belli, e una storia, denominata <em>Novella malefica</em>: un elogio al potere evocativo della parola, un invito a confrontarsi con l’inconscio e con
la natura. Si tratta di un testo per lettori disposti a lasciarsi trasportare da un flusso di immagini e simboli, più che da una narrazione lineare. Il testo affronta temi esistenziali come il desiderio di tornare alle
origini, la nostalgia, il rapporto con la natura, e il senso di smarrimento. L’idea del mare come crogiolo di memoria e trasformazione è potente e ben sviluppata</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Francesco Napoletano (nato nel ’95 in provincia di Roma) è un artista indipendente
italiano. Specializzato in studi di grafica e pittura, dal 2020 lavora sotto lo pseudonimo “heatherEXrose” portando avanti un progetto artistico totale, comprendente la commistione tra pittura, fumetto e poesia
di ispirazione modernista. La sua missione come creativo è quella di sondare le profondità della coscienza e dell’esistenza attraverso un atto creativo che è in sé medianico e spirituale.
La sua opera ha figurato in varie mostre collettive ed eventi culturali in Italia; ha pubblicato un artbook intitolato “FRAGMENTS” nel 2023, e nello stesso anno una breve raccolta di versi: “Lord Pierrot”,
entrambi in edizione limitata. Nel settembre 2024 pubblica (con l’etichetta “Racconti dal Profondo presenta”) il suo primo racconto a fumetti: “SPELLBOUND”.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Spellbound<br>Autore: Francesco Napoletano<br>Editore: Independently published<br>Collana: Racconti dal profondo</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 16 settembre 2024<br>Pagine: 74</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 16.99 x 0.43 x 24.41 cm<br>ISBN-13: 979-8335437387<br>Prezzo: 12,73 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rpUoPk" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb46b49c991155da780ed535583fc896e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Spellbound-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 720,'height': 1020,'description': 'La copertina del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb46b49c991155da780ed535583fc896e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Spellbound-cover_ver.jpg" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="284" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd9c946b0ed793a39f9b6f845b5f4bee9 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Francesco-Napoletano_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 677,'height': 736,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd9c946b0ed793a39f9b6f845b5f4bee9, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Francesco-Napoletano_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="164" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 07:25:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il terzo occhio di Satanael]]></title>
			<author><![CDATA[Dorothy St. Cross]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000269"><h1 class="imHeading1">Il ricordo di Welda</h1><h2 class="imHeading2">La strega salita al rogo di Thomas Ravel</h2><div>






<div>L’improvviso il sole si spense, nel cielo, e il freddo calò sulla terra. Col buio glaciale e terrificante.<br>Alcuni lampi furiosi squarciarono l’aria, ma nel
cielo (che solo pochi attimi prima era limpido) non s’erano addensate le nubi.<br>La lingua di fuoco strepitò ancora e guizzò alta, quasi a squarciare la tenebra improvvisa.<br>Un grido si alzò
dalla folla muta.<br>« Dalle la vita, Satana, dalle la vita! … ». Disse la voce tenebrosa e la folla fremette…<br>Una risata glaciale partì dalla lingua di fuoco, dal rogo eretto dal popolo
a Welda, la donna maledetta.<br>Poi il fuoco si spense.<br>Le catene si spezzarono e le braccia della strega si alzarono al cielo.<br>« Maledetti! Maledetti!, gridò Welda; il mio Signore vi distruggerà…
».<br>La folla era atterrita: le donne s’erano gettate a terra, strappandosi i capelli e urlando…<br>Mentre gli uomini fuggivano, cercando di trascinarle. Ma esse parevano attaccate a quella terra, che
le reclamava…<br>« Maledetto! », gridò Welda agli occhi glaciali di Thomas Ravel, l’inquisitore.<br>Ma Thomas assisteva immobile alla scena.<br>I suoi occhi freddi non parlavano, né potevano dire più della loro sete di sangue, della loro bramosia di cieca, terribile giustizia…<br>Quante streghe avevano salito il rogo dell’inquisitore Thomas Ravel? Duemila?… Tremila?… Non
lo sapeva. Ma quante erano state, tante erano anche le terribili maledizioni a lui, a Thomas Ravel.<br>Il fuoco aveva sempre fatto tacere le grida… La morte aveva sempre detto l’ultima parola.<br>Ma il cielo
non si era mai oscurato, nè le catene s’erano spezzate… né il fuoco s’era spento… Né la vita, il trionfo del male, aveva detto l’ultima parola.<br>Una maledizione che era
anche una sfida. Welda, la sua ultima vittima, era incolume. E la minaccia terribile dei suoi occhi, e delle sue mani protese, giungeva a lui…<br>Thomas Ravel alzò la mano destra e disegnò nell’aria
un segno di croce. Si udì una risata terribile, ancor più lacerante…<br>E Thomas Ravel cadde al suolo. Mentre il cielo tornava sereno.</div><div><br></div>
<div>***</div><div><br></div>
<div>Era un nuovo giorno. Sulla piazza, miste alla fanghiglia che la pioggia vi aveva depositato nella notte, le rimanenze dei tizzoni e della cenere. II rogo era tutto consumato lì…<br>Thomas
Ravel aprì con violenza le persiane e si fece alla finestra. Le strade erano semideserte, le porte e le finestre erano serrate.<br>Il silenzio stava passando per la piazza.<br>L’occhio di Thomas Ravel fu al
centro della piazza, sul groviglio di cenere e fango.<br>Cercò di rammentare. Si portò le mani alle tempie e cercò in se stesso.<br>Poi, con gli occhi sbarrati, rammentò.<br>Trattenne a forza
un grido di terrore. Non poteva essere:.. Non poteva credere… Sentì le tempie battergli forte, con impeto…</div><div><br></div>
<div>S’avvolse nel mantello e scese. Incontrò il maggiordomo sulle scale.<br>– Che è accaduto ieri, Otto?… Che è accaduto…?<br>Il maggiordomo
lo guardava esterrefatto. In tanti anni, tantissimi anni, non aveva mai visto il suo signore, l’inquisitore Thomas Ravel, tanto sconvolto.<br>– …Siete svenuto, monsignore… E i domestici vi hanno portato
al palazzo…<br>– Sono svenuto, sì… Ma… cosa è accaduto… prima…<br>– Prima, monsignore, – il vecchio maggiordomo teneva la testa abbassata; – non è
accaduto nulla di particolare… C’è stata l’esecuzione di quella strega e…<br>– E cosa è accaduto?<br>– Nulla, monsignore. Il fuoco ha fatto giustizia, come sempre. Solo
che voi siete improvvisamente svenuto…<br>Thomas Ravel lo fissava.<br>Poi, con uno scatto improvviso, lo colpì al volto, violentemente.<br>– Cane, tu menti! gridò, e si precipitò giù
per la scalinata, con tanta furia che per poco non cadde.<br>Alle sue spalle, quasi echeggianti il ritmo dei suoi passi furiosi, si ripercuotevano i tonfi del corpo di Otto che esanime precipitava.<br>Fuori era freddo,
del freddo proprio di un cielo sereno ma distaccato, lontano dall’ansia degli uomini.<br>Thomas Ravel si precipitò al centro della piazza.<br>Schiacciò col calcagno i tizzoni spenti del rogo e si guardò
attorno, con furia.<br>– Strega maledetta, imprecò, maledetta Welda, dove sei?… Vieni, vieni e mostrati, se hai coraggio, figlia di Satana!<br>Le sue grida si ripercossero fredde sui muri grigi delle
case basse che limitavano la piazza.<br>Si udì un profondo boato, e le grida dell’inquisitore furono coperte… Nessuno era attorno.<br>E nessuno vide.<br>Ma Thomas Ravel al suolo, morto. Indubbiamente
morto.</div><div><br></div>
<div>***</div><div><br></div>
<div>Gli avvenimenti sono precipitati, e il ricordo di Welda, la strega salita al rogo di Thomas Ravel, l’inquisitore, è confuso nel tempo, nei due secoli che da allora
sono trascorsi.<br>La brulla provincia di Normandia mostra le sue ossa, nelle pietre secolari che affiorano dal terreno arso, su cui cresce aspra la vite, dalla quale i contadini traggono ragione di lavoro e di vita. Gli
anziani hanno scolpito nella mente la tradizione che i loro padri gli hanno tramandato, ma non parlano facilmente delle &lt;cose&gt; che essi solo conoscono e che hanno timore di narrare agli stessi figli.<br>Ma nella triste
e brulla provincia di Normandia, al centro di una vasta rada piantata a viti, c’è una piccola città morta. Con dimore antiche di secoli, dimore tetre, abbandonate. Case patrizie accanto a dimore plebee.</div><div><br></div>
<div>***</div><div><br></div>
<div>Quando giunsi a X, stava calando la sera. Avevo l’indirizzo di mio cugino, che vi gestiva l’unica locanda-albergo. Per la verità un così lungo viaggio
in provincia non mi entusiasmava, sia perché il lavoro s’era accumulato sul mio tavolo, sia perché non poteva in nessun caso trattarsi di un viaggio, di piacere.<br>La morte improvvisa di mio zio, avvenuta
in uno strano incidente stradale, (oltre ad avermi occupato moltissimo nelle brighe legali dell’indennizzo assicurativo) mi costringeva ora a prendere contatto con questo mio unico cugino, in Normandia, per l’accomodamento
delle pratiche ereditarie, che ci spettavano completamente e per evitare a qualche avvocato in vena di spennare, un improvviso interessamento a qualcosa che non risultava forse chiaro, soprattutto negli immediati e del tutto
straordinari interessi comuni di cugini che non si conoscevano.<br>Non che mi interessasse molto la mia fetta di eredità (si trattava di terra e la terra, ben si sa, se non può servire a sfruttamento in campo
edilizio, al giorno d’oggi non può meritare troppa considerazione) ma tenevo a che il mio nome, che era il nome di mio zio e di mio cugino, non venisse turpamente coinvolto in eventuali manovre speculative.</div><div><br></div>
<div>***</div><div><br></div>
<div>Fu così che giunsi a X, che stava calando la sera.<br>Non mi fu difficile rintracciare la locanda e vi giunsi con la sola indicazione di un curioso sfaccendato, che incontrai,
sdraiato nel bel mezzo della carreggiata a sassi, all’ingresso della cittadina.<br>« Il Signor Ravel? – disse -; non dovete andare lontano, amico: il suo albergo è l’unico, in paese. Ve lo
troverete di fronte, non appena sarete nella piazza. Proseguite tosto, in quella direzione. E buona fortuna…».<br>« Buona fortuna a voi, signore… ». Dissi. Ma il mio consigliere non era più
lì. La strada era deserta. E non c’era anima viva. D’intorno era brullo e l’occhio poteva spaziare sino all’orizzonte, da una parte, e dall’altra sino alle ancora lontane case della cittadina.<br>II
mio interlocutore era svanito.<br>Scossi la testa e imprecai al gin, che avevo sorseggiato abbondantemente, nel lungo cammino, sulla mia Ford di modello antiquato.<br>E mi convinsi che avevo sognato.<br>Anche se poco
dopo, seguendo le indicazioni del « sogno », mi ritrovai in una larga piazza, deserta e fangosa. Al mio cospetto s’alzava, attaccata con ferri a una vecchia abitazione, una targa: « Locanda della Strega
».</div><div><br></div>
<div>***</div><div><br></div>
<div>E poi quell’uomo uscì e si fece innanzi. Pareva l’antro dell’inferno, quell’uscio di legno intarsiato, troppo bello e troppo raro per una modesta
locanda di campagna.<br>– Buongiorno, dissi.<br>– Buongiorno. Mi chiamano Sebastian Ravel, sono il padrone della locanda.<br>– Felice di conoscervi, Sebastian. Io sono Thomas Ravel, vostro cugino.<br>–
Thomas?<br>L’espressione buia che gli solcò il volto, per un attimo, mi colpì.<br>– Sì, Thomas, vostro cugino.<br>Tacque ancora.<br>– Che siete venuto a fare, azzardò con
una domanda troppo impacciata; che siete venuto a fare, cugino?<br>Indubbiamente l’accoglienza non era delle migliori.<br>– Innanzitutto, dissi, vorrei un poco ristorarmi del lungo viaggio e pensavo che la
vostra locanda potesse accogliermi…<br>– Che siete venuto a fare?<br>Ora la sua voce era dura, ostile.<br>– Cugino, io…<br>Con la grossa mano alzata spazzò il vento, Sebastian, in un
segno di collera.<br>– Io non ho cugini, quando questi si chiamano Thomas Ravel… Che siete venuto a fare?<br>– Non comprendo la vostra ostilità, io… Sono venuto per la morte dello zio, per
la questione della eredità.<br>– Non voglio sapere nulla, signore: potete voltare e rifare tranquillamente la vostra strada. Vostro zio non era mio zio. Io non ho più nulla da spartire con i Ravel, razza
maledetta…<br>– Come osate?<br>– Come osate voi presentarvi qui: in questa terra che i Ravel hanno distrutto, presso questa gente che vi odia, anche se ha accolto me non come un Ravel, ma come uno di
loro… Andate, e il più lontano possibile, signore. Il nome dei Ravel non è gradito da queste parti. E tantomeno un Thomas Ravel.<br>E’ stato vostro zio a imporvi quel nome?…<br>Non attese
una risposta.<br>– È stato lui. E ora le sue ossa sono nido delle serpi. Andatevene, razza maledetta…<br>Lo guardai insistentemente, sbalordito.<br>– Voi siete pazzo, cugino. E io non so che
diciate… Vi basti che non raccolgo le vostre offese perchè non posso considerarle… Siete pazzo.<br>Sul suo volto restava insistente quell’ombra.<br>E mi parve che avesse qualcosa di terrificante.
Forse veramente quell’uomo che io consideravo cugino ma che aveva così barbaramente ripudiato la mia famiglia, nascondeva qualcosa.<br>– Non so, ripresi, più calmo, perchè l’abbiate
tanto con me e con la mia famiglia, cugino (debbo chiamarvi così nonostante tutto) ma vorrei rassicurarvi circa le mie intenzioni. Io non sono venuto a farvi del male e voglio anche rispettare le vostre opinioni, per
quanto possano essere offensive per me e il povero zio… –<br>– Il povero zio… – rise di una risata isterica, cattiva; – il povero zio: quel vampiro!…</div><div><br></div>
<div>***</div><div><br></div>
<div>Un vampiro!… Cose dell’altro mondo. E mio cugino diceva così di mio zio, un uomo riservato, è vero, parsimonioso, è altrettanto vero, ma non certo…
Eppure, poche ore dopo, nel camminare pensoso, lungo una strada polverosa e scarna, delimitata da siepi assetate, per quella contrada che mi era tanto ostile, mi convinsi che l’affermazione di mio cugino intendeva nascondere
qualcosa. E che le sue parole non potevano essere solo dettate da un vecchio rancore verso lo zio e nemmeno celare l’accusa di vampirismo all’ombra d’una diceria che voleva il mio povero congiunto quasi un
succhiatore di sangue…<br>Ma nel senso finanziario, della cosa, né più né meno di un qualsiasi esattore delle tasse.<br>Stava calando la sera. E certo non potevo dire che bastassero le prime
caute ombre a rinvigorire il verde della pianura e nemmeno a ristorare gli alberi strani, soffocati dalla polvere stagnante.<br>Il paese l’avevo lasciato alle mie spalle da un po’ di tempo. Non lo scorgevo nemmeno,
nel voltarmi, mentre continuavo a camminare con passo indeciso, sempre dritto per quel budello di strada, fino…<br>Beh, non lo sapevo dove stessi andando. E nel camminare mi ritrovai a considerarmi sotto una luce buffa.
Io, Thornas Ravel, cacciato da un villanzone di cugino, a perder tempo per quelle strade polverose, mentre la sera stava calando… A perder tempo quando la missione, se missione poteva chiamarsi, era andata in fumo…
E quando in città mi attendeva lavoro arretrato di mesi…<br>Le mie considerazioni si bloccarono di colpo.<br>Il sentiero era improvvisamente finito. Troncato come per conseguenza di una frana, mentre il terriccio
polveroso si spaccava su di uno strapiombo che dava, paurosamente…<br>Paurosamente: la piccola valle mi colpì per il suo strano aspetto.<br>Terra rossiccia, macerie di rozze abitazioni seicentesche, nere per
il fumo e il fuoco che avevano dovuto distruggerle… E gli sterpi, arsi e riarsi, assetati… Sotto quella luce che l’ultimo raggio del sole vi faceva precipitare, spaccando in due una improvvisa nube pesante,
che era apparsa in quel momento.<br>Una città morta, distrutta da chissà quanto tempo, e abbandonata al suo destino, sfuggita dagli uomini.<br>Volli scendere dalla spaccatura del sentiero. Inciampai più
volte, e più volte slittai sul terreno friabile, che si sgretolava.<br>Poi caddi. La terra mi entrò negli abiti, e mi dette fastidio, quasi ripugnanza. Mi girai su me stesso, a terra, e provai come un senso
d’angoscia. Poi guardai là, in quel punto, là, dove…<br>Sì, era lui, lo stesso viaggiatore… Quello che avevo incontrato e che sorrideva, che mi aveva indicato il paese, poche ore prima…
E che era svanito…<br>– Dovevate venire qui, disse la sua voce che non era la voce di prima.<br>– Dovevate venire qui, Thomas Ravel, ripeté. E’ una legge inesorabile, quella del sangue, Satanael
chiama le sue vittime e i suoi schiavi… Ed essi debbono correre… La strada è lunga, lo so, e lo sa anche lui, una strada di secoli, che viene percorsa nelle vene più che per i sentieri… Una
strada che si chiama sangue… Una strada che porta a un solo luogo…<br>Una risata terribile e notai come il suo volto fosse contratto, demoniaco.<br>– Dovevate venire qui, riprese, dovevate venire all’appuntamento
con Welda, Thomas Ravel… Lo sapete, aggiunse dopo un attimo di sospensione, lo sapete, se siete venuto qui, che lei non è morta… Lo sapete!</div><div><br></div>
<div>***</div><div><br></div>
<div>Nessuno.<br>L’immagine era svanita… Mentre l’eco di quelle parole terribili pesava ancora nell’aria. Guardai da quella parte, dove l’immagine si
era formata per poi dissolversi nel nulla… Uno strano sentore, una nebbia leggera, rada. Mi avvicinai. Una strana colonna dorica, strana per quell’ambiente, forse in quel posto da secoli, ma forse impiantatavi
da poco… Non recava tracce di fuoco… Era mozza e splendida, come l’arto d’un sublime poeta, spezzato dalla troppa forza dell’ingegno. E, sì, accanto a quella colonna… Sì, potevo
toccarlo e palparlo, un velo di seta, lievissimo.</div><div><br></div>
<div>***</div><div><br></div>
<div>Pochi sprazzi di rosso sangue, nel cielo lavato, poi il tuono. La notte e la tempesta si sposavano, e il buio, pesante, cominciava a cadere. A cadere fisicamente, come per toccarmi
e per avvolgermi nella sua pesante e opprimente coltre di terrore, in quell’atmosfera allucinante, che mi opprimeva sempre più e che, nel suo incomprensibile mistero, andava schiarendo alla mia mente il segreto
di una antica responsabilità che ora sentivo.<br>Thomas Ravel, il mio nome… Mio cugino mi aveva detto maledetto per razza maledetta… Aveva detto vampiro di mio zio e ora… Ora il viaggiatore era tornato,
per dissolversi, e per rammentarmi un appuntamento che ignoravo…<br>« Dovevate venire qui, dovevate venire all’appuntamento con Welda, Thomas Ravel… Lo sapete, lo sapete, se siete venuto qui, che
lei non è morta… Lo sapete! ».<br>Welda… Un nome non nuovo, ma senza volto. Un nome che già avevo udito, con certa apprensione nella voce, dalle labbra di mio zio… Welda, la strega!<br>«
Sì, la strega! ».<br>Quella voce. Quella voce dal buio. Rabbrividii. Quella voce veniva di là, dalla tempesta e dalla notte. Un lampo: e la terribile scena si rischiarò, mostrando le grinze di
quel vecchio volto macerato di vecchia. Un volto senza corpo, con l’odio fissato negli occhi gialli, incavati nel buio delle pieghe cadenti, con l’urlo lacerante impresso nelle pieghe contratte della bocca…<br>«
Sono io, Welda, Thomas Ravel… Sono passati trecento anni… Non mi riconosci? ».</div><div><br></div>
<div><strong>NOTE<br></strong>Racconti rari dell’orrore riscoperti da <strong>Sergio Bissoli</strong>. Uscito in 8 puntate su <em>Terrore</em>, mensile tascabile della Editrice Sansoni, dal giugno 1962 fino a gennaio 1963. Un piccolo gioiello di atmosfera, stile e trama. <strong>Dorothy St. Cross</strong>, autore completamente sconosciuto, forse pseudonimo e presumibilmente italiano; il suo nome comunque non è rintracciabile nei dizionari degli scrittori
dell’orrore.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkcb97a471c8adcb88a9ef1bd3ee7bcb9a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/terzo-occhio-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 434,'height': 599,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcb97a471c8adcb88a9ef1bd3ee7bcb9a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/terzo-occhio-cover_ver.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="277" /></a><br></div><div><script> var showboxlink25028046656edf888acb43483c7094f2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/terzo-occhio-cover_bar.jpg','alt': 'Una strega al rogo.','title': 'Una strega al rogo.','width': 640,'height': 480,'description': 'Una strega al rogo.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink25028046656edf888acb43483c7094f2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/terzo-occhio-cover_bar.jpg" alt="Una strega al rogo." title="Una strega al rogo." width="200" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 29 Dec 2024 07:39:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Longlegs di Oz Perkins]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000026E"><h1 class="imHeading1">Horror disturbante</h1><h2 class="imHeading2">Diretto con tempi molto lunghi</h2><div>






<div><strong>Longlegs (Usa 2024)<br></strong><em>Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Oz Perkins. Fotografia: Andrés Arochi. Montaggio: Graham Fortin, Greg Ng. Musiche: Zilgi. Scenografia: Danny Vermette, Trevor Johnston. Costumi: Mica Kayde. Produttore: Nicolas
Cage, Dan Kagan, Brian Kavanaugh-Jones, Dave Caplan, Chris Ferguson. Produttore Esecutivo: Lawrence Minicone, Christian Parkes, Tom Quinn, Jesse Savath, Teddy Schwarzman, Jason Wald, Sean Krajewski, Laura Austin-Little, Fred
Berger, Andrea Bucko, Jason Cloth, Liz Destro, Ronnie Exley, John Friedberg, David Gendron. Casa di Produzione: C2 Motion Picture Group, Saturn Films. Distribuzione (Italia). Be Water Film, Medusa Film. Lingua Originale:
Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America. Anno: 2024. Durata. 101’. Genere: orrore, thriller, poliziesco. Interpreti: Maika Monroe (agente FBI Lee Harker), Nicolas Cage (Longlegs/Dale Ferdinand Kobble),
Blair Underwood (agente speciale FBI Carter), Alicia Witt (Ruth Harker), Michelle Choi-Lee (agente speciale FBI Browning), Lauren Acala (Lee Harker a 9 anni), Kiernan Shipka (Carrie Anne Camera), Ava Kelders (Ruby Carter),
Jason Day (Sig. Camera).</em></div>
<div><br></div><div><a href="https://amzn.to/4barAWk" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div>
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<div>Io sento il nome <strong>Nicolas Cage</strong> e già sono contento. È passato dall’essere un grande attore a un’icona del trash e un ibrido delle due cose. La sua stessa vita è quasi un film tra il drammatico e il comico.
Inoltre il film è un horror, il mio genere preferito, come non approfittarne?</div><div><br></div>
<div>È difficile riassumere la storia rimanendo sul vago. Tutto ruota attorno a una indagine dell’FBI sulle tracce di un serial Killer che si firma “Longlegs”.
L’agente Harker, sotto la guida del suo supervisore Carter, indaga anche in virtù di alcuni suoi, millantati e latenti, poteri psichici che le dovrebbero dare qualche intuizione in più. Questo anche perché
gli omicidi paiono avere qualcosa di sovrannaturale dacché, in realtà, sono tutte stragi di famiglia dove un membro ne uccide tutti gli altri. Eppure ognuno di questi massacri ha in comune una data e una firma
estrosa da parte di questo presunto mandante. Mano a mano che Harker si calerà nelle indagini scoprirà qualcosa di oscuro che ha radici profonde, forse nelle vite di ognuno dei partecipanti alla storia.</div><div><br></div>
<div><strong>Perkis</strong> non è un regista molto noto, ma ha collaborato alla scrittura di molte opere acclamate (l’ultimo
dei quali <em>Nope</em>, tanto per dirne uno). Dirige un horror disturbante, con tempi molto lunghi e un colore che spesso vira al seppiato. Tutto nel film è voltato
al farlo sembrare particolarmente vecchio, contestualizzato agli anni ’70 nel quale è ambientato. La storia è interessante, ma lascia dei punti bui o semplicemente alla fine rende tutto fin troppo semplice
(un po’ come in un fantasy dove la risposta a tutto viene riassunta in: “magia”). Il colpo di scena finale c’è e viene introdotto poco per volta, ma la vera causa non è così fenomenale. <strong>Cage</strong> è famoso per la sua recitazione sopra le righe e qui, nell’interpretare un serial killer psicopatico, sembra quasi contenuto. Non è che lo faccia
male, anzi, ma gli abbiamo fatto/visto fare di peggio. Di contro la sua minutatura è abbastanza limitata.</div><div><br></div>
<div>Sebbene il film sia solido e intrattenga, ammetto che la noia dei suoi tempi morti non viene bilanciata da un finale così appagante. Avrei preferito un guizzo in più,
addirittura uno spiegone più didascalico ancora. Peccato.</div>
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			<pubDate>Fri, 27 Dec 2024 07:07:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Come leggere H.P. Lovecraft]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000026F"><h1 class="imHeading1">Una guida completa</h1><h2 class="imHeading2">Per immergersi nell'universo del Sognatore di Providence</h2><div>






<div>Sei alle prime armi con <strong>Lovecraft</strong>? Ti affascina l’orrore cosmico? Vuoi iniziare a leggere le sue opere ma non sai da dove partire? Il <em>Gruppo Telegram Lovecraft Italia</em> è nato con l’intento di diventare il salotto letterario per gli amanti della cultura fantastica, fantascientifica e orrorifica,
nota anche come <em>Weird</em>: strano, bizzarro, insolito.<br>Dopo un’attenta riflessione, è emersa l’esigenza di creare una guida dedicata, pensata
soprattutto per i neofiti, per aiutarli a immergersi nell’universo del <em>Sognatore di Providence</em>.<br>Nella guida troverai: Consigli sui primi racconti da leggere, per scoprire gradualmente il mondo lovecraftiano.</div><div><br></div><div><ul><li>Un’analisi delle principali edizioni italiane, con i loro punti di forza e debolezza.</li><li>Suggerimenti per approfondimenti, per chi desidera esplorare
a fondo la complessità dell’opera di <strong class="fs14lh1-5">Lovecraft</strong><span class="fs14lh1-5">.</span></li></ul></div>
<div><br></div><div>Per scaricare la guida e scoprire di più, clicca qui:<br><a href="https://straniaeoni.blogspot.com/2024/12/leggere-lovecraft-guida-alle-opere-e.html" class="imCssLink">https://straniaeoni.blogspot.com/2024/12/leggere-lovecraft-guida-alle-opere-e.html</a></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink09f532a1cd500951adb3a5f8a23700db = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/come-leggere-lovecraft_ver.jpg','alt': 'La copertina della guida.','title': 'La copertina della guida.','width': 681,'height': 954,'description': 'La copertina della guida.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink09f532a1cd500951adb3a5f8a23700db, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/come-leggere-lovecraft_ver.jpg" alt="La copertina della guida." title="La copertina della guida." width="200" height="281" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Dec 2024 07:26:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Orrore e Deformità a "La Corte" di A.B. Lundra]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000270"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Ritmo volutamente lento e deliberato</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Opera che eccelle nel creare un senso di angoscia e mistero</span></h2><div>






<div><em class="cf1">[…] Voi, che prestate attenzione alle mie parole, non sentitevi criticati o giudicati. Il mondo non è altro che un’immensa realtà
oggettiva colma di innumerevoli e variegate realtà soggettive; non voglio sminuire i vostri problemi facendo a gara tra chi ha subito i traumi più gravi. Voglio solo mettervi in guardia e, allo stesso tempo,
sento la necessità di raccontare come io sia giunto in questo vicolo cieco […]</em></div>
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<div><span class="cf1"><em>Orrore e Deformità a “La Corte”</em>, di <strong>A.B. Lundra</strong> è una delle tante dimostrazioni di come il <em>self publishing italiano</em> vada tenuto d’occhio.<br>A cura di <strong>Stefano Alcamo</strong>, <strong>Stefano Stoppa</strong> e <strong>Airid Léo</strong>, arricchito dalla splendida copertina e illustrazioni di <strong>Domenico Vincenzo Venezia</strong>.<br>La storia segue il narratore, un giovane che, insoddisfatto della sua carriera alberghiera, accetta un’offerta di lavoro come maggiordomo
presso una misteriosa tenuta chiamata “La Corte”. Fin da subito, il protagonista si trova immerso in un ambiente denso di tensione e inquietudine, segnato da regole bizzarre, presenze enigmatiche e un’atmosfera
gotica che diventa sempre più opprimente. La narrazione esplora la progressiva scoperta degli orrori che si celano dietro l’apparente opulenza della dimora, fino a un climax in cui il reale e l’irreale si
fondono.<br>Lo stile del racconto è profondamente evocativo e si ispira chiaramente alla tradizione gotica e horror psicologico. La prosa è ricca di dettagli, con descrizioni vivide che immergono il lettore
in un mondo intriso di decadenza e mistero. La narrazione, in prima persona, riflette il graduale deterioramento della percezione del protagonista, creando un senso di inquietudine crescente.<br>L’uso di un linguaggio
ricercato e di una sintassi complessa contribuisce a rafforzare il tono solenne e l’atmosfera oscura MA nonostante questo, la lettura è decisamente scorrevole e l’intromissione di una componente più
moderna permette di spezzare un testo che altrimenti avrebbe potuto risultare più pesante.<br>Si percepisce una conoscenza e un amore per i Miti del <strong>Sognatore di Providence</strong>, tanto quanto una costruzione dell’atmosfera gotica e nella rappresentazione della decadenza fisica e morale alla <strong>Poe</strong> e, alcuni richiami a <strong>Shirley Jackson</strong> nel tema della casa come entità viva e simbolo di oppressione.<br>Il ritmo del racconto è volutamente lento e deliberato, in linea con la tradizione di questo genere. I capitoli iniziali
pongono una grande enfasi sulla costruzione dell’ambientazione e della tensione psicologica, con una narrazione che si prende il tempo per introdurre ogni elemento perturbante. Questo approccio può risultare efficace
per gli amanti di questa letteratura, ma potrebbe apparire pesante a un pubblico abituato a narrazioni più dinamiche.<br>La tensione cresce in modo graduale, con momenti di climax gestiti attraverso eventi enigmatici
e suggestivi che lasciano il lettore in uno stato di incertezza.<br>L’opera eccelle nel creare un senso di angoscia e mistero. La descrizione della villa, dei suoi abitanti e delle regole bizzarre è inquietante
e memorabile. Figure come Amadeus e il Barone Verri aggiungono strati di mistero e complessità alla narrazione.<br>La capacità di mescolare elementi di richiamo ai Miti, gotici e barocchi arricchisce l’immaginario
del lettore.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">A.B. Lundra è uno scrittore fortemente legato al genere “weird”.<br>Nell’autunno del 2019 pubblica la sua prima opera, “Gli eredi dei Darmen”.<br>Negli
anni successivi pubblica altri sei racconti inerenti ai generi weird, cosmic-horror e alcuni sci-fi dalle tonalità cupe e orrorifiche. Con “Darkl-ver”, dato alla luce nel 2020, inaugura il proprio universo
letterario; un mondo di stampo fortemente “lovecraftiano”, ambientato principalmente nelle terre dell’autore: Liguria, Basso Piemonte, Costa Azzurra e Provenza.<br>A.B. Lundra si ispira alle leggende locali,
da cui ricava una trama e nuove idee per arricchire il suo pantheon colmo di entità e divinità mosse da intenti malevoli e incomprensibili alla logica umana. Proprio come per<br>Edgar Allan Poe, Guy De Maupassant
e H.P. Lovecraft, le vicende narrate da Lundra sono immerse in un’atmosfera di mistero, permea di un orrore e di una meraviglia che non possono essere definite per mezzo di semplici parole. Abomini striscianti, aberrazioni
giunte da altri mondi, bestemmie nei confronti dell’esistenza e dèi senza nome vi attenderanno oltre il muro del sonno e della realtà.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Orrore e Deformità a “La Corte”<br>Autore: A.B. Lundra<br>Editore: Independently published</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 21 febbraio 2023<br>Pagine: 190</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 11 x 1.19 x 16 cm<br>ISBN-13: 979-8339116387<br>Prezzo: 12,50 € - eBook: 5,50 €</em></div>
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			<pubDate>Tue, 24 Dec 2024 08:07:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il Mantra del Fuoco di Walter Owen]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000271"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un capolavoro occulto riscoperto</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Opera affascinante e vertiginosa, dimenticata per decenni</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Dopo il libro di culto <em>La croce di Carl</em> la Dagon Press pubblica <em>Il Mantra del Fuoco</em>, un altro romanzo quasi sconosciuto di <strong>Walter Owen</strong> (le notizie in rete sono minimali). Si tratta di un’opera affascinante e vertiginosa, dimenticata per decenni e ora riportata alla luce in un’edizione
italiana curata con minuziosa attenzione da <strong>Bernardo Cicchetti</strong>. Questo romanzo – conosciuto originariamente come <em>More Things in Heaven</em> – è un viaggio tra il visibile e l’invisibile, un’esplorazione esoterica che fonde fantasy, horror e filosofia in un’unica, intricata visione del mondo.</span></div>
<div><span class="cf1"><br><strong>Walter Owen</strong>, nato in Scozia nel 1884 e trasferitosi a Buenos Aires, dove trascorse gran parte della sua
vita, è una figura misteriosa e poco nota. Poeta, bibliofilo e traduttore di testi storico-filosofici, <strong>Owen</strong> sembra aver riversato in questo romanzo tutto il suo interesse per il soprannaturale e l’esoterismo. In un’opera di straordinaria complessità, egli
intreccia dottrine teosofiche, pseudoscienza e misticismo per offrire una prospettiva alternativa sulla Storia del Mondo e sul rapporto dell’umanità con l’invisibile.</span></div>
<div><span class="cf1"><br>La trama ruota intorno a un protagonista che intraprende un viaggio di scoperta e trasformazione, costellato da incontri enigmatici e momenti di rivelazione. Ma ridurre <em>Il Mantra del Fuoco</em> a un semplice riassunto sarebbe come cercare di descrivere un labirinto indicando solo l’entrata e l’uscita. L’essenza del romanzo risiede
nei suoi dettagli: ogni capitolo, ogni dialogo, ogni descrizione è un tassello di un mosaico che sfida le percezioni e invita il lettore a confrontarsi con le grandi domande della vita. La citazione shakespeariana che
dà il titolo originale al libro – “Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia” – è una dichiarazione d’intenti: <strong>Owen</strong> esplora ciò che si nasconde oltre i limiti della razionalità umana.</span></div>
<div><span class="cf1"><br>La prosa di <strong>Owen</strong> è densa, evocativa e, a tratti, volutamente opprimente. L’atmosfera che crea è un miscuglio di meraviglia e inquietudine: il lettore si sente trascinato in un mondo familiare e, allo
stesso tempo, radicalmente altro. È come camminare su un filo sottile, sapendo che sotto di noi si estende un abisso insondabile. Le digressioni filosofiche e le teorie esoteriche possono sembrare ardue, ma aggiungono
profondità al testo e premiano chi è disposto a immergersi completamente nel suo universo.</span></div>
<div><span class="cf1"><br><strong>Bernardo Cicchetti</strong>, curatore di questa edizione italiana, ha arricchito il libro con oltre 500 note esplicative, un vero e proprio strumento di navigazione per orientarsi tra i molti riferimenti occulti e simbolici. Questo lavoro
di contestualizzazione rende l’opera accessibile senza banalizzarla, permettendo anche a chi non ha una conoscenza approfondita dell’esoterismo di apprezzarne la ricchezza.</span></div>
<div><span class="cf1"><br>Tuttavia, <em>Il Mantra del Fuo</em>co non è un libro di facile lettura. La sua narrazione astratta, il ritmo lento e la struttura complessa possono risultare ostici per qualche lettore. Questo è un romanzo che chiede tempo e attenzione,
ma per chi accetta la sfida, l’esperienza può rivelarsi unica. <strong>Owen</strong>, come un maestro alchemico, trasforma la lettura in un viaggio di trasformazione personale, portandoci a guardare dentro noi stessi tanto quanto al di fuori.</span></div>
<div><span class="cf1"><br>Il fascino oscuro del libro non si limita al suo contenuto. La leggenda che circonda le copie originali – associate a maledizioni e disgrazie – ha contribuito
a creare un’aura di mito attorno a <em>More Things in Heaven</em>. <em>Il Mantra del Fuo</em>co è un invito a esplorare l’ignoto, un viaggio intellettuale e spirituale di portata cosmica.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Il Mantra del Fuoco<br>Autore: Walter Owen<br>Curatore: Bernardo Cicchetti<br>Formato: 17×24<br>Pagine: 382<br>Prezzo: 28,00 €<br>Edizione
a tiratura limitata<br>Per informazioni e ordini scrivere a: studilovecraft@yahoo.it</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlinkec2b5d15b07c5ba3506791a0cd5ff64a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/mantra-fuoco-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 673,'height': 952,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkec2b5d15b07c5ba3506791a0cd5ff64a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/mantra-fuoco-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="283" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Dec 2024 08:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Giochi del vento di Sergio Bissoli]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000027D"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il nuovo video Club GHoST &amp; Ipnotica</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Tratto da un racconto originale di Sergio Bissoli</span></h2><div><div><span class="cf1">La <em>Redazione GHoST</em> presenta <span class="fs14lh1-5"><i>Giochi del vento</i></span> il nuovo video audio racconto targato <em>ClubGHoST</em> &amp; <em>Ipnotica</em> tratto da un’opera di Sergio Bissoli e diretto da Max Ferrara.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il racconto “Giochi del vento”, è stato pubblicato nelle antologie <em>Racconti mistery</em> di Sergio Bissoli edite da Profondo Rosso (prima edizione), Book Sprint (seconda edizione), Lulu.com (ultima edizione aggiornata) e nel volume “Il paese stregato” Edizioni Hypnos a cura di Giuseppe Lippi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">Il video è disponibile sul nuovo canale You Tube ufficiale del <em>Club GHoST</em>:<br><a href="https://youtube.com/@clubghost1994" class="imCssLink">https://youtube.com/@clubghost1994</a></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><span class="cf1">che prossimamente ospiterà altre innumerevoli iniziative.<br>Per non perdere tutte le novità a riguardo vi invitiamo quindi a iscrivervi al canale attivando la campanella per le notifiche.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlinka66913e3810f7125eac38664f367bbc0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/giochi-vento-cover_ver.jpg','alt': 'La locandina del video.','title': 'La locandina del video.','width': 515,'height': 446,'description': 'La locandina del video.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka66913e3810f7125eac38664f367bbc0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/giochi-vento-cover_ver.jpg" alt="La locandina del video." title="La locandina del video." width="200" height="174" /></a><br></span></div><div><span class="cf1"><script> var showboxlink56a5f0778ed9056d0b0372d24389f9fa = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/giochi-vento-yotube_spot.jpg','alt': 'Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!','title': 'Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!','width': 562,'height': 805,'description': 'Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink56a5f0778ed9056d0b0372d24389f9fa, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/giochi-vento-yotube_spot.jpg" alt="Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!" title="Il canale YouTube ufficiale del Club GHoST!" width="150" height="215" /></a><br></span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=2oT3YX4zGnE">https://www.youtube.com/watch?v=2oT3YX4zGnE</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Dec 2024 08:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Intervista ai Dragonhammer]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DD"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Incontro con la band Romana</h1><h2 class="imHeading2">Risponde il batterista Marco Berrettoni</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Incontriamo una formazione storica del power metal italiano ovvero i <em>Dragonhammer</em>, band romana che ha all'attivo cinque album.</span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">Per l'occasione risponde <strong>Marco Berrettoni</strong>, batterista della band.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4esteTa" class="imCssLink">ACQUISTA SECOND LIFE SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>1. Ciao Marco, presenta i Dragonhammer in poche parole ai nostri lettori.<br></strong>Ciao a tutti noi siamo I <em>Dragonhammer</em>, band power metal Romana che alterna pezzi con arrangiamenti più heavy a pezzi più neoclassici.
Negli anni ci sono state differenti cambi di line up che hanno influenzato il sound della stessa band fino ad arrivare alla formazione odierna e alla produzione del nostro ultimo lavoro in studio, <em>Second Life</em>.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>2. Come definiresti il vostro sound e quali sono i vostri punti di riferimento?<br></strong>Il gruppo nasce negli ultimi anni 90 – primi anni 2000, di conseguenza trova luce in un periodo d’oro per il power metal. Impossibile non citare I grandi nomi del genere, come <em>Rhapsody</em>, <em>Stratovarious</em>, <em>Hammerfall</em>, <em>Blind Guardian</em>, <em>Avantasia</em> da cui prendiamo largamente ispirazione ma abbiamo la fortuna di avere membri che provengono più o meno da generi differenti
in ambito metal. Chi dal black, chi dal pagan, chi dal puro heavy, chi dal death ecc… Cerchiamo costantemente influenza da quello che ci piace, considerando però che le canzoni partono sempre da vissuti personali
a cui noi adattiamo tutto l’aspetto musicale.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>3. Com’è stato realizzare “Second Life”? Insomma, è cambiato qualcosa stavolta nel vostro metodo compositivo?<br></strong><em>Second Life</em> rappresenta un bel salto verso sonorità più epiche e sinfoniche rispetto ai precedenti lavori. Si è passati da un suono più rude e heavy
a qualcosa di più definito ma allo stesso tempo potente. Sicuramente quello che la maggior parte dei nostri ascoltatori hanno notato è un largo utilizzo di orchestrazioni, totalmente assenti nei nostri precedenti
lavori. Non escludo che, vista l’ottima risposta, la band decida di proseguire su questa strada. L’album è stato registrato e prodotto presso il <em>Kick Recording Studio</em> di Roma a cura del maestro <strong>Marco Matrobuono</strong>.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>4. Pensi che i Dragonhammer si esprimano meglio in studio o live? E perchè?<br></strong>E’ una domanda molto difficile a cui rispondere e forse un fan potrebbe rispondere meglio rispetto ad un diretto interessato. Ci provo. Crediamo di essere ad un buon livello sia per quanto riguarda la produzione
in studio che live ma I risultati che si ottengono sono ben diversi così come anche I contesti. Un album in studio può trasmettere finezze e dettagli che magari in live si perdono e, a volte, può anche
comunicare emozioni e idee con più facilità. Il contesto live, d’altro canto, è come una grande festa dove musicisti e pubblico diventano una cosa sola. Si canta insieme, si salta insieme. La band
live riesce a trasmettere meglio quel groove che coinvolge a pieno chi ascolta. Sono situazioni diverse ma entrambe fondamentali e necessarie.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>5. Avete già stabilito una ipotetica data per il vostro prossimo full-length?<br></strong>Abbiamo buttato giù già diverse idee e piano piano le composizioni del prossimo album stanno prendendo forma. L’intenzione è quella di pubblicare con più costanza, senza attendere
anni e anni prima dei lavori successivi.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>6. Come è stato accolto fino ad ora “Second Life”? Siete soddisfatti in generale?<br></strong>Abbiamo avuto tutti responsi più che positivi, sia dal punto di vista delle recensioni, che delle reaction, che come risposta dal pubblico che live ha apprezzato enormemente il nostro ultimo lavoro. I
pezzi vengono spesso trasmessi in radio di genere e partecipiamo costantemente ad interviste. Sicuramente è stato un lavoro importante e che ha garantito un boost importante, specialmente dal punto di vista live; ad
esempio ci ha permesso di partecipare a tour con band importanti, come gli <em>Angra</em>, e a festival internazionali molto noti, come il <em>Rock Catle</em> ed il <em>Masters of Rock</em> in Repubblica Ceca.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>7. Dove volete arrivare con questa band e qual è la vostra più grande ambizione, nonostante siate in giro da più di vent’anni?<br></strong>Sono certo di parlare a nome di tutti I membri quando dico che l’unica cosa veramente importante per noi è quella di far conoscere la nostra musica trasmettendo emozioni e coinvolgendo chi ci ascolta.
Il nostro obiettivo è quello di lasciare un ricordo, qualcosa di positivo.</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>8. Con chi vorresti fare un tour o una data almeno una volta nella vostra vita?<br></strong>Dai spariamo alti e diciamo gli <em>Helloween</em>!!!</span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div>
<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><strong>9. Ok abbiamo finito, concludi come vuoi. Un saluto da parte nostra.<br></strong>Un sentito ringraziamento a <em>Club GHoST</em> per averci dedicato questo spazio e a tutti I lettori per aver dedicato qualche minuto ad approfondire
la nostra conoscenza. Vi invitiamo a seguirci su tutti I canali social e a scoprire la nostra musica e, perchè no, se è di vostro gradimento, a condividerla. Un saluto, ci vediamo presto dal vivo \m/</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4esteTa" class="imCssLink">ACQUISTA SECOND LIFE SU AMAZON</a> #ad</span></div></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkdc29549fce023e796c95f92d7460f219 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/secon-life_cover.jpg','alt': '','title': '','width': 540,'height': 540,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdc29549fce023e796c95f92d7460f219, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/secon-life_cover.jpg" alt="La copertina di Second Life." title="La copertina di Second Life." width="200" height="200" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><script> var showboxlinkb0ba14a43ce2fbadba82e8a85e75bc8d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dragonhammer_intervista_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 800,'height': 476,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb0ba14a43ce2fbadba82e8a85e75bc8d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dragonhammer_intervista_bar.jpg" alt="La band." title="La band." width="200" height="119" /></a><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=a3AlnbNhj3A">https://www.youtube.com/watch?v=a3AlnbNhj3A</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 06:25:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Tsunami]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000027E"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Il primo manga italiano di Weird Book</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un racconto sui cataclismi dell’adolescenza di cinque ragazzi problematici</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La <em>Redazione GHoST</em> presenta <em>Tsunami</em> il primo manga italiano scritto da Erika Innocenti e Antonio Ruggiero con i disegni di Giulia
Valenti edito da <em>Weird Book</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><em>Tsunami</em> è il racconto dei cataclismi dell’adolescenza di cinque ragazzi problematici in una noiosa città
di provincia. Il sentirsi diversi e incompresi porta i protagonisti a interfacciarsi in modo diverso dagli altri, cercando vie di fuga e arrivando a dover combattere per la sopravvivenza del proprio essere affrontando i mostri
che si annidano dentro e fuori di loro.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>SCHEDA TECNICA</strong><br>Titolo: Tsunami<br>Autore: Erika Innocenti, Antonio Ruggiero e Giulia Valenti<br>Editore:
Weird Book</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 12 luglio 2024<br>Collana: Kaiju<br>Genere: Fumetto<br>Pagine: 248<br>Prezzo: 19,90 €<br>Formato: 15 x 21 cm<br>Caratteristiche: Brossurato<br>ISBN: 979-12-81603-16-5</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4cOaJK2" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkdc63fc48e2b4e7c46868471d59d5fbb2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tsunami-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del manga.','title': 'La copertina del manga.','width': 570,'height': 799,'description': 'La copertina del manga.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkdc63fc48e2b4e7c46868471d59d5fbb2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tsunami-cover_ver.jpg" alt="La copertina del manga." title="La copertina del manga." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink869a0805c88a1586b5209298d5aaa00b = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tsunami-tavola_10.jpg','alt': '','title': '','width': 438,'height': 613,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tsunami-tavola_09.jpg','alt': '','title': '','width': 438,'height': 613,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tsunami-tavola_08.jpg','alt': '','title': '','width': 438,'height': 613,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tsunami-tavola_07.jpg','alt': '','title': '','width': 731,'height': 1024,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tsunami-tavola_06.jpg','alt': '','title': '','width': 438,'height': 613,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tsunami-tavola_05.jpg','alt': '','title': '','width': 731,'height': 1024,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tsunami-tavola_04.jpg','alt': '','title': '','width': 438,'height': 613,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tsunami-tavola_03.jpg','alt': '','title': '','width': 731,'height': 1024,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tsunami-tavola_02.jpg','alt': '','title': '','width': 365,'height': 511,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/tsunami-tavola_01.jpg','alt': '','title': '','width': 510,'height': 715,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink869a0805c88a1586b5209298d5aaa00b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/tsunami-tavola_01.jpg" alt="Alcune tavole." title="Alcune tavole." width="150" height="211" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 09:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Piggy di Carlota Pereda]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000027F"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Girato ad alta tensione</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Cinema del terrore, realistico e angosciante</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Piggy (Spagna, Francia 2022)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Carlota Pereda. Fotografia: Rita Noriega. Montaggio: David Pelegrin. Musiche: Olivier Arson. Scenografia: Oscar Sempere. Costumi: Arantxa Ezquerro.
Trucco: Paloma Lozano. Produttore: Merry Colomer. Case di Produzione: Morena Films, Backup Studio, CerditaAIE, La Banque Postale, Indéfilms. Distribuzione (Italia): I Wonder. Genere: Thriller, terrore. Durata: 99’.
Titolo Originale: Cerdita. Interpreti: Laura Galán (Satra), Richard Holmes (il sequestratore), Carmen Machi (Asun), Irene Ferreiro (Claudia), Camille Aguilar (Rocio), Caluadia Salas (Maca), Pilar Castro (Elena), José
Pastror (Pedro).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4lEHQSX" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4dsMUYo" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Piggy</em> è cinema del terrore - orrore non soprannaturale ma connaturato nell’ordine delle cose -, è anche
un thriller, romanzo di formazione, cinema che affronta il tema del bullismo, nella fattispecie del <em>body shaming</em>. Primo lungometraggio della regista spagnola <strong>Carlota Pereda</strong> che sceneggia il corto di esordio (Premi Goya e Forqué nel 2019) - montato da <strong>David Pelegrin</strong> in formato da 99’ - e confeziona un lavoro interessante, girato ad alta tensione. In breve la trama. Sara è la figlia del macellaio di un paesino
spagnolo, vive oppressa dalla madre e con un fratellino al quale vuol molto bene, soffre di bulimia ed è obesa, per questo viene derisa dalle compagne, soprattutto da Maca, Rochio e Claudia (che sarebbe amica ma lascia
fare). Un giorno viene infastidita in piscina dalle tre ragazze mentre fa il bagno da sola, due di loro potrebbero addirittura farla annegare in seguito a uno squallido gioco, ma è uno sconosciuto che la salva, purtroppo
con metodi cruenti, perché rapisce le tre ragazzine, ne uccide una e tortura le altre. Lo sconosciuto è uno psicopatico che mette in allarme per alcuni giorni l’intero villaggio, scatenando una caccia al
mostro, degenerata in una prevedibile ecatombe. Protagonista del film la stessa <strong>Laura Galán</strong> che aveva interpretato il corto, tutta la narrazione è sospesa tra il rapporto di amore e terrore che si instaura tra la ragazza e il folle sconosciuto, convinto che loro due sono dei disadattati ma potrebbero
stare bene dopo aver eliminato chi vive irridendo. <em>Piggy</em> è il soprannome della ragazza obesa, diventa il titolo internazionale del film, in spagnolo <em>Cerdita</em> (porcellina).</span></div>
<div><span class="cf1">Pellicola girata in un insolito formato quadrato, fotografia a colori di un’Estremadura arsa dal sole (Noriega), la regista abbonda in inquietanti soggettive, sprofondando lo
spettatore in un clima angoscioso e claustrofobico. Le suggestive scenografie ricordano gli anni Ottanta, soprattutto costumi e interni, pur in un’ambientazione contemporanea, forse per sottolineare l’arretratezza
culturale dei luoghi iberici dove si svolge l’azione. La regista (anche sceneggiatrice) compone un quadro familiare perfetto di una ragazzina incompresa che vive con un padre abulico e una madre ossessiva, fin troppo
dura e (a suo modo) protettiva. I rapporti tra Sara e il mondo esterno sono analizzati a dovere, viene messo in evidenza il motivo per cui la ragazza non vuole uscire e andare alle feste con le amiche, che non sono certo compagne
sincere. Una nota di colore è costituita dalla Guardia Civil del paese, rappresentata da due inetti poliziotti che sembrano usciti da una commedia grottesca di <strong>Almodovar</strong>. La forza della pellicola sta nel fatto che la regista usa gli strumenti del <em>torture</em>, del cinema <em>splatter</em> e del thriller per comporre un discorso sociale contro il bullismo e per affrontare il tema dei rapporti tra adolescenti e genitori. Film girato in una calda e assolata Estremadura, tra giugno e luglio
del 2021, per la precisione nel piccolo comune di Villanueva de la Vera. Presentato al Sundance Film Festival e al Festival del Cinema di San Sebastián, prodotto da Spagna e Francia, uscito nelle sale italiane non in
moltissime copie, distribuito poco e male da I Wonder, mentre è andata meglio negli Stati Uniti. Un clamoroso insuccesso al botteghino, se rapportato al budget di due milioni e mezzo di euro, forse per la tematica truce,
per un realismo crudele, per un eccesso di sangue e torture. Ma tutto questo è la forza di <em>Piggy</em>, chi ama il cinema del terrore ricerca proprio tali elementi in un’opera cinematografica. Visto grazie a Rai 4, in Prima TV, in data 4 dicembre 2024. Adesso disponibile su Rai Play. Cinema del terrore,
realistico e angosciante, ma anche cinema utile che tratta problemi reali. Davvero un buon film, truce e inquietante, che potrà avere un successo postumo, televisivo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4lEHQSX" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/4dsMUYo" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink1942582a79a3f04d7fa1ec5aee8e571d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/piggy-cover_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 454,'height': 673,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1942582a79a3f04d7fa1ec5aee8e571d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/piggy-cover_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="297" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd8a121929afd587d15eaa77d1ab6c662 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/piggy-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 933,'height': 553,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd8a121929afd587d15eaa77d1ab6c662, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/piggy-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="119" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=8DpYAGukmLs">https://www.youtube.com/watch?v=8DpYAGukmLs</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 10:02:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Progetto K - Bizzarre Metamorfosi Kafkiane]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000280"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Omaggio allo scrittore praghese</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">In occasione del centenario della sua dipartita</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><em>Progetto K - Bizzarre Metamorfosi Kafkiane</em> è il nuovo prodotto del collettivo <strong>Strani Æoni</strong>, l’avanguardia di scrittori e scrittrici nata all’interno del Gruppo Telegram Lovecraft Italia. Pubblicato nella collana <em>Officina Onirica</em>, dedicata a tutte le sfumature della letteratura fantastica, il volume è edito dalla Colomò Editore. A impreziosire l’opera, la ristampa
di uno dei primi librogame scritti in Italia, a quasi quarant’anni dalla sua uscita: il leggendario <em>Alla ricerca del certificato perduto</em>, firmato da <strong>Marco Donadoni</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rA62qP" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">All’interno troverete le illustrazioni di <strong>Marta Arca</strong>. L’impaginazione e la grafica sono, invece, a opera di <strong>Mario Delucis</strong>.<br>L’antologia, nata con lo scopo di rendere omaggio allo scrittore praghese in occasione del centenario della sua dipartita. È ricca di esperimenti narrativi collettivi, condotti dalla volontà
di ibridare la letteratura <em>weird</em> e <em>pulp</em> con i suoi cugini chiamati <em>realismo magico, decadentismo, simbolismo, surrealismo, patafisica, scapigliatura, avanguardia, massimalismo,
bea</em>t e altro ancora.<br>Adesso analizziamo i singoli racconti:</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>ZOGAR</em> di <strong>Nathan Sergio</strong><br>Un racconto fortemente kafkiano dove il protagonista, K., viene convocato da un vice-supervisore in una Ditta labirintica. Il viaggio che intraprende lo porta
in ambienti sempre più angoscianti, popolati da figure grottesche e spazi disumanizzanti. La narrazione esplora la burocrazia, la perdita d’identità, e la costante minaccia di un potere inafferrabile. Elementi
come corpi fluttuanti e messi funerari amplificano la componente weird.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Insufficienza visiva</em> di <strong>Barbara Guarnieri</strong><br>Il racconto esplora i temi dell’alienazione sociale, del confronto con il passato e della disillusione attraverso una narrazione che mescola realismo
e sovrannaturale. La protagonista, Ada, partecipa a una rimpatriata con i compagni di classe organizzata in occasione del centenario della loro scuola. Sin dall’inizio, Ada si sente a disagio, percependo un senso di
inadeguatezza rispetto ai successi dei suoi ex compagni e confrontandosi con i ricordi della sua solitudine e insicurezza scolastica. Il racconto esplora come il confronto con gli altri possa alimentare sensi di inferiorità
e come il bisogno di superiorità possa sfociare in comportamenti distruttivi. La narrazione mette in luce la distanza tra le apparenze e la realtà delle vite umane. Ada si trasforma in una figura che cerca vendetta
sugli altri, usando il potere degli occhiali per colpire chi l’aveva ferita. Il finale sottolinea come il confronto con la propria verità interiore possa essere la rivelazione più devastante.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Soldatino di plastica, cuore di uomo</em> di <strong>Mauro Palazzi</strong><br>Il racconto esplora un’inquietante metamorfosi, intrecciando elementi kafkiani e surreali con una narrazione
emotivamente intensa. Il protagonista, Sergio, si ritrova reincarnato in uno dei soldatini di plastica regalati al figlio Mattia durante la notte di Santa Lucia, dopo essere morto nel sonno. Intrappolato in questa nuova forma,
Sergio vive esperienze strazianti attraverso i giochi del figlio e il trattamento riservato ai soldatini, testimoniando l’innocenza e la crudeltà dei bambini.<br>Il protagonista, trasformato in soldatino, vive
l’impotenza di osservare il mondo e il proprio figlio senza poter intervenire. I bambini, pur essendo inconsapevoli del dolore che causano, mostrano atti di violenza e insensibilità attraverso il gioco. Il soldatino
simboleggia il legame spezzato tra Sergio e suo figlio, ora mediato solo da frammenti di ricordi e azioni simboliche. Il finale lascia il lettore in bilico tra un’esperienza surreale e una possibile realtà alterata.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>La macchia</em> di <strong>Paolo Sista</strong><br>Il racconto segue la vita monotona e alienata di Caligari, un impiegato pubblico di mezza età, che sviluppa un’ossessione sempre più disturbante
verso una macchia rossa comparsa sulle scale del suo condominio. Da semplice curiosità, la macchia diventa per lui il simbolo di un degrado fisico e morale che percepisce ovunque: nei suoi vicini di casa, nel condominio
stesso e infine nella sua mente.<br>Caligari, che vive in solitudine in un appartamento sporco e disordinato, è un uomo frustrato, incapace di creare relazioni autentiche, e soggetto a impulsi voyeuristici e sadomasochistici.<br>Caligari
è un individuo completamente separato dagli altri, incapace di integrarsi o provare empatia, con una vita svuotata di significato. La macchia, da semplice sporcizia, diventa per Caligari un simbolo del disordine esistenziale
che lo circonda, alimentando il suo declino mentale. Il racconto riflette sul degrado umano, rappresentato sia dagli atti vandalici di Caligari sia dai suoi pensieri autodistruttivi. La macchia si trasforma in un simbolo del
tumore psicologico che consuma Caligari, evidenziando il conflitto tra la necessità di purificazione e l’incapacità di sfuggire alla propria natura.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Bignè infuocati in democrazia post-bellica</em> di <strong>Davide Russo</strong><br>Il racconto si ambienta in un ufficio statale dedicato al censimento, dove il giovane e timido funzionario Franco
Ernesto Vaghezza si scontra con la sua monotonia burocratica e il suo disagio sociale. La routine del suo lavoro viene interrotta dall’arrivo di Tatiana Kosetu, una signora di origine rumena che si presenta per il censimento.
Tatiana, con il suo aspetto conturbante e provocatorio, il comportamento disinvolto, e la sua offerta di un bignè, destabilizza Franco, scuotendo la sua rigidità da burocrate alienato.<br>Tatiana rappresenta
una forza anarchica e caotica che sfida le procedure fredde e impersonali dello Stato. Franco, incapace di resistere al fascino dolce e distruttivo di questa figura, vive un breve conflitto interiore tra il rigore formale
del suo lavoro e il richiamo seducente del disordine e della libertà rappresentati dalla donna e dal suo bignè. Difatti, rappresenta una rottura con l’ordine stabilito, un richiamo alla sensualità,
alla libertà e all’imprevedibilità della vita. La breve esperienza di ribellione di Franco si esaurisce rapidamente, lasciandolo con la consapevolezza del suo ruolo di ingranaggio nel sistema.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Il mondo viola</em> di <strong>Massimo Junior D’Auria</strong><br>Il racconto segue la routine alienante di Kappa, un impiegato modello ma socialmente isolato, che lavora presso la Bernard Enterprise, un’azienda
che sfrutta i dipendenti senza offrire riconoscimenti. La vita di Kappa è scandita da un conformismo ossessivo, dalla necessità di rispettare regole rigide e dal bisogno di mantenere i suoi “indici”
lavorativi a livelli accettabili. Il protagonista, tuttavia, si sente costantemente giudicato e rifiutato dai colleghi, accumulando episodi di umiliazione che annota in un taccuino con l’intento di decidere, una volta
raggiunto il numero 100, se continuare a vivere.<br>Un giorno, un misterioso pacco indirizzato a lui arriva in ufficio. Scopre che il mittente è il Professore Lucas, un anziano scienziato con cui Kappa aveva condiviso
una bevuta e una breve conversazione. Nel pacco, una teca di legno nasconde un tentacolo viola e verde, che si anima e lo ingoia. Kappa si ritrova trasportato in un mondo onirico, il “mondo viola”, popolato da
persone fluttuanti e felici che lo accolgono con calore.<br>Il racconto critica il sistema aziendale che annulla l’individualità e sacrifica il benessere personale per la produttività e Kappa incarna
l’angoscia della solitudine, l’incapacità di connettersi con gli altri e il desiderio inappagato di accettazione. Il mondo viola rappresenta una metafora del desiderio umano di sentirsi parte di una comunità,
anche a costo di sacrificare la realtà mentre la transizione dal mondo reale al mondo viola simboleggia una liberazione dalle catene di un’esistenza sterile e soffocante.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Concorso dell’anno</em> di <strong>Matteo Zanoni</strong><br>Il racconto, ambientato in un futuro distopico, descrive il “Concorso dell’anno,” un evento che unisce spettacolo, scienza e fanatismo collettivo.
Il vincitore, sottoposto a un trattamento scientifico rivoluzionario, risplende di luce giallognola e si offre come bersaglio al pubblico in un rituale violento. Gli spettatori, tra cui il narratore, scagliano monete e altri
oggetti contro il corpo del vincitore, spinti da una feroce euforia che trasforma l’arena in un caotico sfogo di odio e liberazione.<br>Nonostante le ferite, il vincitore resiste, dimostrando il successo della procedura
scientifica e il suo ruolo di simbolo per la comunità. Tuttavia, nel momento di massima celebrazione, le monete si staccano dal suo corpo e l’uomo, inciampando, muore improvvisamente con il cuore – spaccato
in quattro. La folla, delusa e furiosa, si disperde raccogliendo le monete, riducendo il corpo del vincitore a un oggetto abbandonato.<br>Il racconto esplora temi come il culto della violenza, la disumanizzazione nella ricerca
del progresso e l’inconsistenza dei valori sociali, sottolineando l’alienazione e la superficialità di una società consumata dal desiderio di spettacolo e conformismo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>La Traccia</em> di <strong>Barbara Guarnieri</strong><br>Il racconto segue una protagonista che si sottopone ripetutamente a un enigmatico esame, guidata dall’esaminatore, un uomo freddo e imperscrutabile.
Ogni tentativo di presentare una traccia della propria esistenza, simbolizzata da vari oggetti come una barchetta di carta o un foglio bianco, si scontra con il disappunto e il rifiuto dell’uomo.<br>Nonostante gli
sforzi della protagonista di esprimere la propria identità, il processo si rivela frustrante e alienante, fino a culminare in un paradossale accoglimento dell’ultimo tentativo: un foglio vuoto. L’esaminatore
dichiara “va bene così” e la congeda, segnando il passaggio simbolico all’inizio della sua vita, vista come un percorso fatto di fallimenti e rifiuti.<br>Il racconto esplora temi esistenziali come
il senso di inadeguatezza, la ricerca di significato e l’angoscia dell’incertezza davanti alla vita. La protagonista si confronta con la consapevolezza che la vita non segue una traccia predeterminata, ma si costruisce
attraverso errori e contraddizioni. Il finale, intriso di rassegnazione e ambiguità, lascia aperta la domanda su come affrontare un’esistenza priva di certezze.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Una Processionaria</em> di <strong>Francesco Rosati</strong><br>Il protagonista, il signor Semprini, si trova coinvolto in una serie di eventi strani e inquietanti a partire da una semplice fila alla banca.<br>Tutto
inizia con un’attesa interminabile e un incontro fortuito con un individuo misterioso. L’atmosfera si fa sempre più densa e opprimente, culminando nella scoperta di una larva di processionaria nel suo cassetto
di sicurezza.<br>Da quel momento, la vita di Semprini subisce una drastica svolta. La larva si moltiplica in modo esponenziale, assumendo dimensioni sempre più grandi e inquietanti. L’intera città sembra
essere invasa da queste creature, trasformandosi in un incubo vivente.<br>Il racconto si conclude con un finale aperto e perturbante. La presenza delle larve, inizialmente simbolo di piccolezza e insignificanza, si trasforma
in una minaccia esistenziale, mettendo in discussione la stessa natura della realtà.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>L’Evasione</em> di <strong>Davide Russo</strong><br>Un racconto intenso che esplora i temi della vecchiaia, della libertà e della ribellione contro un sistema oppressivo.<br>La storia è incentrata
su Luigi, un anziano residente in una casa di riposo, che decide di evadere dalla struttura. La vita all’interno della casa è rigida e controllata, con orari precisi e attività standardizzate. Luigi, stanco
di questa routine opprimente e consapevole degli effetti collaterali dei farmaci, decide di riprendersi la sua autonomia.<br>Nel frattempo, il racconto si intreccia con altre storie: quella di W., un uomo stanco della sua
monotona routine lavorativa; quella di Carlo, il suo collega loquace e ossessionato dalle donne; e quella di Kevin, un bambino pieno di energia e immaginazione che sogna di diventare un supereroe.<br>La storia esplora le
difficoltà e le frustrazioni legate alla vecchiaia e alla vita in una struttura assistenziale mettendo a confronto generazioni diverse, mostrando le loro aspirazioni, i loro limiti e le loro diverse percezioni della
realtà.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Facciamo le cose per bene, noi!</em> di <strong>Mauro Palazzi</strong><br>Il racconto ci immerge in un’avventura grottesca e tragicomica, dove un semplice avviso di giacenza si
trasforma in un’odissea burocratica degna di Kafka.<br>Il protagonista, Egisto Bianchi, si trova alle prese con un’amministrazione pubblica che sembra più interessata alle procedure che alle persone. Un
banale errore di trascrizione del suo nome, “Bianchi E punto” invece di “Bianchi Egisto”, innesca una serie di eventi paradossali e surreali.<br>Il racconto è una critica pungente alla burocrazia
e alla sua incapacità di comprendere le esigenze delle persone. L’ironia e l’esagerazione sono gli strumenti utilizzati dall’autore per sottolineare l’assurdità di un sistema che, pur
vantando l’efficienza e la precisione, finisce per creare inutili complicazioni e frustrazioni. Un’odissea burocratica esilarante e frustrante.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>La Quarta Dimensione</em> di <strong>Valerio Romano</strong><br>È un’immersione profonda e inquietante nella mente di un uomo che lotta con la perdita del padre. Il racconto si trasforma gradualmente in un
viaggio allucinatorio, dove i confini tra realtà e immaginazione si dissolvono.<br>Il protagonista, profondamente segnato dalla figura paterna, si trova a confrontarsi con una realtà che si deforma e si distorce
con il passare del tempo. La casa, un tempo rifugio familiare, diventa un luogo claustrofobico e inquietante, popolato da presenze oscure e allucinazioni.<br>Lo stile dell’autore è caratterizzato da una prosa
densa e evocativa, che crea un’atmosfera di oppressione e disagio. La narrazione in prima persona permette al lettore di immedesimarsi profondamente nel protagonista e di condividere la sua angoscia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Il Gioco di Kappa</em> di <strong>Natan Sergio</strong><br>Il racconto ci trascina in un futuro distopico, dove la società è rigidamente divisa in cittadini e semicittadini. Il protagonista, Kappa, è
un funzionario che svolge controlli sui semicittadini, sottoponendoli a verifiche fisiche.<br>La narrazione si sviluppa attorno a un mistero: la presenza di casse misteriose che cadono dal cielo e vengono raccolte da squadre
specializzate. Kappa, incuriosito da questo evento e da un dettaglio anomalo riscontrato durante una verifica, inizia a indagare autonomamente. Un mondo distopico e un mistero da svelare, il tutto intrecciato con una narrazione
che dipinge un futuro opprimente e controllato, dove la libertà individuale è limitata e le persone sono classificate in base a un sistema gerarchico rigido.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Ultimati i racconti, troviamo la sezione Paragrafi, che contiene il libro game:<br>In <em>Il Certificato Perduto</em>, sei tu il protagonista di una missione impossibile: recuperare un documento burocratico. Ogni tua scelta influenzerà l’esito della tua avventura,
portandoti a scoprire nuovi ostacoli e a interagire con personaggi bizzarri. Sei pronto a mettere alla prova le tue capacità di problem solving e a districarti in un labirinto di moduli e pratiche?<br>Molto gradevole.</span></div>
<div><span class="cf1">Infine, la sezione <em>Segni</em>, che contiene <em>FUMA. BEVI. SGRIDA.</em> di <strong>Marta Arca</strong> e <strong>Paolo Sista</strong>.<br>I due artisti, rispettivamente grafico e autore, uniscono le loro arti per creare un mosaico di parole e tratti di matita, che intende mostrarci disagio, paure e fragilità.<br>Poesie e mini-racconti,
sapientemente illustrati, ci trasportano in un universo che presenta una grande varietà di stili, temi e registri linguistici. Il tema dell’identità, della sua costruzione e fluidità, è centrale,
così come quello della morte, intesa sia come fine fisica sia come rinascita interiore. La solitudine e l’alienazione sono sentimenti pervasivi in molti testi, con personaggi che si sentono spesso isolati e incompresi,
alla ricerca di un senso di appartenenza.<br>Il linguaggio è utilizzato come strumento per costruire e decostruire la realtà. Molti testi giocano con le parole, i significati e le possibilità espressive
della lingua.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">In conclusione, il collettivo <strong>Strani Æoeni</strong> dimostra grande maestria nel maneggiare mente e penna, omaggiando il maestro e scrittore boemo <strong>Franz Kafka</strong> in modo eccelso, bizzarro e malignamente contorto.<br>Chapeau.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Progetto K - Bizzarre Metamorfosi Kafkiane<br>Autore: Collettivo Strani Æoeni</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: Officina Onirica<br>Editore: Colomò Editore</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 20 novembre 2024<br>Pagine: 196</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 13.97 x 1.24 x 21.59 cm<br>ISBN: 979-1281430174<br>Prezzo: 15,00 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4rA62qP" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink7f0989983254797570790e7610cdac47 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/progettok-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 699,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7f0989983254797570790e7610cdac47, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/progettok-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Dec 2024 14:55:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Elle di Paul Verhoeven]]></title>
			<author><![CDATA[Roberto Frini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000281"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Thriller erotico</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un film non classificabile, che spiazza lo spettatore</span></h2><div>






<div><strong class="cf1">Elle (Francia, Belgio, Germania 2016)</strong></div>
<div><em class="cf1">Regia: Paul Verhoeven. Soggetto: Philippe Djian. Sceneggiatura: David Birke. Fotografia: Stéphane Fontaine. Montaggio: Job ter Burg. Scenografia:
Laurent Ott. Musiche: Anne Dudley. Paese di produzione: Francia, Belgio, Germania, 2016. Durata: 130’. Genere: Thriller, Drammatico, Erotico. Interpreti: Isabelle Huppert (Michèle Leblanc), Laurent Lafitte (Patrick),
Anne Consigny (Anna), Charles Berling (Richard Casamayou), Virginie Efira (Rebecca), Judith Magre (Irène), Christian Berkel (Robert), Jonas Bloquet (Vincent), Vimala Pons (Hélène), Alice Isaaz (Josie),
Stéphane Bak (Omar), Raphaël Lenglet (Ralph), Arthur Mazet (Kevin), Lucas Prisor (Kurt), Hugo Conzelmann (Philipp Kwan).</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">Michèle, a capo di un’azienda di videogiochi, una sera viene aggredita e violentata nella sua casa da uno sconosciuto con il passamontagna. Non si reca dalla polizia ma
cerca da sola di scoprire chi sia il colpevole, pensando che possa trattarsi di uno dei suoi dipendenti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Carnage</em> (id., 2011) di <strong>Roman Polanski</strong> e <em>Maps to the Stars</em> (id., 2014) di <strong>David Cronenberg</strong>, sono tra i film più caustici e spietati realizzati negli ultimi anni. A produrli è stato <strong>Saïd Ben Saïd</strong>, che nel 2012 ha anche offerto a <strong>Brian De Palma</strong>, altro cineasta non proprio allineato, la possibilità di tornare dietro la macchina da presa con lo sfortunato, ma bellissimo, <em>Passion </em>(id.). Come se non bastasse, l’illuminato produttore franco-algerino ha pensato bene di mettere sotto contratto <strong>Paul Verhoeven</strong>, autore che in quanto a spietatezza artistica non è secondo a nessuno. E così, a dieci anni di distanza dal controverso <em>Black Book</em> (<em>Zwartboek</em>), il regista di <em>RoboCop</em> (id., 1987) e <em>Basic Istinct </em>(id., 1992) ha girato <em>Elle</em> (id.), la cui sceneggiatura (scritta da <strong>David Birke</strong>) è stata tratta dal romanzo <em>«Oh …»</em> (2012) di <strong>Philippe Dijan</strong>. Risulta subito evidente l’intenzione di realizzare un film non classificabile, che spiazza lo spettatore,
convinto di trovarsi di fronte un thriller erotico o un rape &amp; revenge. L’identità del colpevole (chiamiamolo così) è facile da indovinare e nonostante la protagonista, Michèle (interpretata
da <strong>Isabelle Huppert</strong>: inutile lodarla) si armi di un martello e di uno potente spray al peperoncino, è altrettanto intuibile che <strong>Verhoeven</strong> non è interessato a mettere in scena la vendetta (la donna si limita a immaginarla) o a elaborare sequenze cariche di suspense. Cosicché a un certo
punto il pensiero non va soltanto a <strong>Hitchcock</strong>, ma anche a certi enigmatici puzzle surrealisti e antiborghesi, intrisi di perfidia e umore nerissimo, firmati <strong>Luis Buñuel</strong>. Che il film di <strong>Verhoeven</strong> sia, sin dal titolo, la risposta femminile (e un omaggio) a <em>El – Lui </em>(<em>El</em>, 1953), uno dei tanti capolavori del maestro spagnolo? Certo, le somiglianze tra le due opere non sono molte, e <strong>Verhoeven</strong> non è <strong>Buñuel</strong>. Ha spesso il passo pesante e non sempre riesce a essere distaccato e ironico, in modo da rendere sopportabile la storia che racconta. In compenso pochi altri saprebbero allestire un teatro della crudeltà
con altrettanto coraggio, esagerando con la carne al fuoco (digressioni erotiche, riferimenti religiosi, patologie assortite) ma riuscendo infine ad amalgamare magistralmente il tutto. E, cosa non scontata, filmando e montando
con rara perizia. Il nitore del quadro che ne risulta finisce comunque per far scaturire una riflessione: il mondo (o una parte di esso) è davvero come lo dipinge <strong>Verhoeven</strong> (roba da invocare l’apocalisse) o la feroce, sottile componente satirica di <em>Elle</em> risiede proprio nella reazione che suscita?</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4bsmweB" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4cQbCBR" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span></span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">#ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink1e0b94ca488b636ceb8d252ae05b1869 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/elle-2016-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 600,'height': 815,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1e0b94ca488b636ceb8d252ae05b1869, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/elle-2016-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="272" /></a><br></div><div><script> var showboxlink7c32d886bf40520b0161d68971763e38 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/elle-2016-scenaok_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 670,'height': 377,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7c32d886bf40520b0161d68971763e38, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/elle-2016-scenaok_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=h84_sECeIbA">https://www.youtube.com/watch?v=h84_sECeIbA</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 Dec 2024 16:10:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?elle-di-paul-verhoeven</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Vintageverse - Incontro con Giuseppe Cozzolino]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000285"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Un Universo condiviso di Supereroi</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Progetto ispirato a cinema e fumetti pop degli anni 60-70</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Vintageverse: Storie di Supereroi Made in Italy è un’antologia di racconti illustrati, a cura di <strong>Giuseppe Cozzolino</strong>, che lancia il progetto di un Universo condiviso di Supereroi, ispirato a cinema e fumetti pop degli anni 60-70, in omaggio ai grandi filoni dell’epoca
(i primi film di 007, le fantapellicole della Hammer e di <strong>Roger Corman</strong>, i primi eroi Marvel di <strong>Stan Lee</strong>, <strong>Jack Kirby</strong> e <strong>Steve Ditko</strong>, il cinema peplum e pop all’italiana, le serie tv british come <em>Agente Speciale</em> e <em>Dottor Who</em>, le serie camp alla <em>Batman</em> di <strong>Adam West</strong>, gli eroi giapponesi come <em>Ultraman</em>) avendo come base il Mediterraneo ma esplorando comunque il resto del Mondo in chiave sci-fi e pop.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4sV51L9" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il volume contiene testi di <strong>Giuseppe Cozzolino</strong>, <strong>Alessandro Bottero</strong>, <strong>Andrea Guglielmino</strong>, <strong>Dario Janese</strong>. <strong>Luigi Siviero</strong>, <strong>Marco Timossi</strong>, <strong>Pier Luigi Manieri</strong>, <strong>Luigi Ercolani</strong>, <strong>Carlomanno Adinolfi</strong>, <strong>Ken Michele Agostini</strong>, <strong>Mario Farneti</strong>, <strong>Riccardo Rosati</strong>, <strong>Andrea Gualchierotti</strong>, <strong>Loredana Atzei</strong>, <strong>Stefano Priarone</strong>, <strong>Sergio L. Duma</strong>, <strong>Vito Tripi</strong>, <strong>Francesco Manetti</strong>, <strong>Giorgio Borroni</strong>, <strong>Maurizio Bianciotto</strong>, <strong>Bruno Pezone</strong>, <strong>Fabio Cassano</strong>, <strong>Mattia Cecere</strong>, <strong>Guido Moschini</strong>, <strong>Umberto Sisia</strong>.<br>Le illustrazioni sono di <strong>Loredana Atzei</strong>, <strong>Andrea Corsi</strong>, <strong>Alessandro De Leo</strong>, <strong>Fulvio Farina</strong>, <strong>Stefano Guerrasio</strong>, <strong>Simone Rosati</strong>, <strong>Andrea Rovati</strong>, <strong>Carmelo Siracusa</strong>, <strong>Alessandro Vezzani</strong>, <strong>Ettore Zampella</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Per l’occasione dell’uscita di questo interessantissimo volume, che è solo uno dei traguardi di un progetto in fieri, abbiamo intervistato il curatore, nonché
ideatore del Vintageverse, <strong>Giuseppe Cozzolino</strong>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Ciao, Giuseppe. Da dove è nata l’idea di un universo supereroistico italiano e quali sono i propositi tuoi e dei tuoi collaboratori?</strong><br>L’idea, che è piuttosto basata sul desiderio di creare un universo supereroistico planetario ma con grande risalto all’Italia e al Mediterraneo, nasce dalla costante passione e fruizione
di quella produzione pop audiovisiva che ha reso indimenticabile il ventennio 60-70 (i film di 007 e della Hammer ed i telefilm come Dottor Who ed Agente Speciale in Inghilterra, i “kaiju” di Godzilla ed i telefilm
di Ultraman in Giappone, il cinema di Roger Corman ed il primo “Star Wars” negli USA, il peplum e lo spaghetti western in Italia) unita alla profonda adorazione delle prime testate della Marvel firmate da Stan
Lee e dai primi leggendari disegnatori della Casa delle Idee (l’Uomo Ragno di Steve Ditko e poi John Romita jr, i Fantastici Quattro, Thor, Capitan America di Jack Kirby, Dottor Strange di Ditko e poi di Gene Colan,
e così via).<br>Questi materiali esprimevano un “sense of wonder” ed una chiarezza d’intenti (intrattenere con gusto e intelligenza) che a nostro parere si sono decisamente persi al giorno d’oggi.
Con questo progetto io e gli altri “compagni di avventure” proveremo a riproporre quella semplicità ‘complessa’ e quel medesimo “senso della meraviglia”.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Le storie sono tutte ambientate negli anni 60 e 70 o anche ai giorni nostri? In futuro è prevista una sortita dei tuoi personaggi nel presente?</strong><br>La cornice è quella “retrò” da te indicata. È estremamente importante per ricreare il medesimo mood e proiettare lettori vecchi e nuovi in una dimensione fantastica in parte
fedele ai reali scenari storici dell’epoca (la Guerra Fredda, la Corsa allo Spazio, la Musica e la Moda giovanile, la Contestazione e la Questione dei Diritti Civili) in parte influenzata da tanta letteratura di confine
dell’epoca a partire dal celebre <em>Mattino dei Maghi</em> (la presenza extraterrestre nella storia umana, le società segrete dietro l’operato
dei governi, i misteri dell’archeologia, l’esistenza del paranormale e di dimensioni parallele alla nostra).</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Quali sono le tematiche principali dei racconti contenuti in questa antologia?</strong><br>Si tratta di racconti che introducono molti degli eroi e dei villain ideati dal sottoscritto: da scanzonati agenti segreti con poteri alieni e base operativa nella Roma della Dolce Vita (ARGOS 7, IL SUPEREROE
DI CINECITTÀ) ad Eroi Immortali che fingono di essere comuni studiosi (DOTTOR MACISTE, IL COLOSSO ETERNO) e Superuomini al servizio dell’Unione Sovietica (L’INVINCIBILE KOSMIK), per non parlare di Ladri
Internazionali dai poteri Esp (PROTEUS &amp; ANGELIQUE), Stregoni/Dandy attivi nella Swinging London degli Anni 60 (PETER ALAHZRED), Predicatori Pazzi posseduti da Parassiti Spaziali (FRATELLO LEGIONE), Intrepide Indagatrici
del Mistero Fiorentine (SOPHIA DA VINCI), Celebri Vampiri in vacanza a Roma (LA DOLCE VITA DI DRACULA) e tanti altri “characters” tutti da scoprire.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>So che guardi con molto interesse ai classici del cinema, della narrativa e dei fumetti pur osservando le produzioni attuali. Mi sembra di aver inteso
che da parte tua non ci sia sterile nostalgia per il passato ma desiderio di rigenerazione dell’immaginario partendo dai classici come punti fermi. È così?</strong><br>Per me la Nostalgia è un sentimento positivo. Perché ti spinge a non dimenticare innumerevoli esperienze storico-culturali, spesso volutamente ignorate o peggio cancellate dalla memoria collettiva
per convenienza (è più facile vendere il Nuovo, per quanto sciatto sia, se tante persone non ricordano più il proprio Passato).<br>Comunque sì. Riproporre determinati concetti, contenuti e atmosfere
significa anche invitare le vecchie e nuove generazioni a “rinnovare” il proprio Immaginario. Soprattutto ESPANDERLO.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Per ora un antologia di racconti. E nel futuro?</strong><br>Siamo già al lavoro sui prossimi step che includeranno sia dei romanzi illustrati dedicati a singoli personaggi di questo variegato Universo, sia (fase finale) la realizzazione di miniserie a fumetti
vere e proprie. Stay Tuned ed incrociate le dita.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">IL CURATORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Giuseppe Cozzolino (Napoli, 1967) è scrittore, saggista, produttore web, docente di Storia del Cinema e Storia delle Comunicazioni di Massa presso l’Università
di Napoli L’Orientale (2001-11), Suor Orsola Benincasa (dal 2013). Ha scritto su numerose riviste specializzate (L’Eternauta, L’Altro Regno, Play Magazine, Amarcord, La Rivista del Cinematografo, M-La Rivista
del Mistero) e quotidiani locali e nazionali (Il Tempo, Roma, Il Mattino) e sulle pagine Cultura e Spettacoli de Il Mattino di Napoli. È autore dei volumi <em>Cult Tv. L’universo dei telefilm</em> (Falsopiano, 2000) e <em>Planet Serial. I telefilm che hanno fatto la storia della TV</em> (Aracne, 2004). Nel 2008 idea la miniserie di racconti e fumetti <em>Le Avventure di Argos 7</em>, che verrà successivamente pubblicata a puntate da M-Rivista del Mistero (Alacran) e in un albo one-shot dalle Edizioni Cagliostro E-Press, che costituirà
la base del suo progetto Vintageverse.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Vintageverse: Storie di Supereroi Made in Italy</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: AA.VV.<br>Curatore: Giuseppe Cozzolino<br>Editore: Ali Ribelli Edizioni</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 9 maggio 2024</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 390</em></div>
<div><span class="cf1"><em>Dimensioni: 203 x 133 mm<br>ISBN-13: 979-12-5540-141-4<br>Prezzo: 3,49 € eBook</em> - <em>15,00 € edizione cartacea</em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4sV51L9" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink0f8f144ee5b14b69be914fe9e136e0da = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Vintageverse-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 431,'height': 652,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0f8f144ee5b14b69be914fe9e136e0da, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Vintageverse-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="303" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkadd090cabde38758cd4450c7e5288c08 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Giuseppe-Cozzolino_autore_lsmeqdwy.jpg','alt': 'Il curatore.','title': 'Il curatore.','width': 300,'height': 300,'description': 'Il curatore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkadd090cabde38758cd4450c7e5288c08, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Giuseppe-Cozzolino_autore_kv8xd3f2.jpg" alt="Il curatore." title="Il curatore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Dec 2024 07:14:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disponibile Il dottor Phibes e i suoi fratelli]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000286"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Dizionario del cinema horror inglese</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Scritto da Alberto Pallotta e Andrea Pergolari per la Weird Book</span></h2><div>






<div><span class="cf1">La <em>Redazione</em> <em>GHoST</em> presenta <em>Il dottor Phibes e i suoi fratelli </em>il primo dizionario italiano del cinema horror inglese degli anni Settanta, un'interessante saggio di <strong>Alberto Pallotta</strong> e <strong>Andrea Pergolari</strong> edito da <em>Weird Book</em> con la suggestiva copertina di <strong>Giorgio Finamore</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/41erffd" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Gli anni Settanta segnano il declino della <em>Hammer</em> e della <em>Amicus</em>, le due case di produzione che, fino a quel momento, detenevano le maggiori quote di mercato dell’horror britannico. Mentre negli
Stati Uniti (e anche in Italia) l’orrore gotico sta lasciando il posto a paure ben più quotidiane e feroci, in Inghilterra i vampiri e la creatura di Frankenstein imperversano ancora sul grande schermo, almeno
agli inizi del decennio. Anche perché il paesaggio è sempre quello dei castelli, della nebbia nelle vallate e nella città, delle case disperse nella brughiera. Poi anche il cinema horror inglese si rinnova,
si contamina con il thriller e l’erotismo, lo slasher e il film catastrofico.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nell’horror inglese degli anni ’70 convivono due anime: quella che ha il volto, malefico e tormentato, di <strong>Christopher Lee</strong> e <strong>Peter Cushing</strong> e quella che raccontano i nuovi registi <strong>Robert Fuest</strong> e <strong>Pete Walker</strong>, gli sceneggiatori <strong>Brian Clemens</strong> e <strong>David McGillivray</strong>. Un terrore ancora un po’ astratto e compiaciuto, figlio di paure inconsce individuali anziché collettive, che
questo libro racconta e analizza, minuziosamente con una panoramica che svaria dalla serie A alla serie B alle produzioni più improbabili. Sotto la forma classica di un dizionario, raccogliendo più di cento schede,
<strong>Alberto Pallotta</strong> e <strong>Andrea Pergolari</strong> vi guidano in un viaggio nell’horror paradossalmente divertente e per certi versi ancora inesplorato.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>SCHEDA TECNICA</strong><br>Titolo: Il dottor Phibes e i suoi fratelli</span></div>
<div><span class="cf1">Dizionario del cinema horror inglese anni Settanta<br>Autore: Alberto Pallotta, Andrea Pergolari<br>Copertina: Giorgio Finamore<br>Editore: Weird Book<br>Collana: Insomnia</span></div>
<div><span class="cf1">Anno: 30 ottobre 2024<br>Genere: Saggio<br>Pagine: 240<br>Prezzo: 25,90 €<br>Formato: 15 x 22 cm<br>ISBN: 979-12-81603-21-9</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/41erffd" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkc74b4e185146c8221dcfae217a6248fd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/phibes-fratelli-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 359,'height': 526,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc74b4e185146c8221dcfae217a6248fd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/phibes-fratelli-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="294" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Dec 2024 08:03:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Substance di Coralie Fargeat]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Molendi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000220"><h1 class="imHeading1">Body horror violentissimo</h1><h2 class="imHeading2">Una critica al rifiuto della vecchiaia e della morte</h2><div>






<div><strong>The Substance (Regno Unito 2024)<br></strong><em>Regia, Sceneggiatura: Coralie Fargeat. Fotografia: Benjamin Kračun. Montaggio: Jérôme Eltabet, Coralie Fargeat, Valentin Féron. Effetti speciali: Pierre-Olivier Persin. Musiche: Raffertie.
Scenografia: Stanislas Reydellet. Costumi: Emmanuelle Youchnovski. Produttore: Tim Bevan, Eric Fellner, Coralie Fargeat. Produttore Esecutivo: Alexandra Loewy, Nicolas Royer. Casa di Produzione: Working Title Films, A Good
Story Productions. Distribuzione (Italia): I Wonder Pictures. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Regno Unito. Anno: 2024. Durata. 142’. Genere: Horror, Drammatico, Fantascienza, Thriller. Interpreti: Demi
Moore (Elisabeth Sparkle), Margaret Qualley (Sue), Dennis Quaid (Harvey), Edward Hamilton Clark (Fred), Gore Abrams (Oliver), Oscar Lesage (Troy), Yann Bean (Sostanza - voce).</em></div>
<div><br></div><div><div><a href="https://amzn.to/4aM5vfi" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</div><div><a href="https://amzn.to/4rveYOX" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</div></div><div><br></div>
<div>Io volevo proprio vedere <em>The Substance</em>, il trailer era interessante, ma non avevo idea di cosa sarei andato a vedere. Le premesse erano solo “horror”.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Attenzione contiene spoiler</b></span></div><div><br></div>
<div>Elisabeth Sparkle è una diva o meglio, lo è stata. Ormai ha cinquant’anni e il mondo quelle come lei se le mangia. Questo perché la gente (tutta?) vuole
ragazze belle e giovani, da sessualizzare, non gli importa delle signore con le rughe. Per questo viene licenziata dal suo produttore, l’uomo apparentemente più viscido del pianeta. In piena crisi di identità,
sentendosi vecchia, brutta e inutile, Elisabeth scopre per caso una cura miracolosa. Le viene dato un indirizzo, un numero, una casella di posta. Lì dentro trova la sostanza e tutte le sue strane istruzioni. Usandola
lei perderà i sensi e si risveglierà in un nuovo corpo, Sue.</div>
<div>Sue vivrà per una settimana, poi dovrà tornare a essere la vecchia Elisabeth e così via in una possibile alternanza infinita di sette giorni. Ma questa nuova
vita meravigliosa, questa giovinezza, è una tentazione troppo forte, riuscirà la nostra protagonista a bilanciarsi tra le due cose?</div>
<div>Questo film è terribile sia in senso buono che in senso cattivo. Ne scrivo prima due righe per chi non vuole spoiler, poi altre due con gli spoiler, perché li necessita.
Tutto il film è una critica e alla “cultura di Instagram” (come la chiamo io) dove bisogna apparire sempre al massimo e conta solo la superficialità e poi al patriarcato in generale (questo perché
l’apparenza è focalizzata sulla sessualizzazione della donna), in seconda chiave vi si legge anche una violenta critica alla non accettazione di se, al rifiuto della vecchiaia e sì, anche della morte. Tutte
cose che, vi shockerà scoprire, fanno invece parte della vita di ognuno.</div>
<div><strong>Demi Moore</strong> è una attrice che ho sempre gradito sin dagli esordi quando, appunto, era perlopiù
una donna molto sexy. Però fece quel <em>Soldato Jane</em> che con tutti i suoi difetti non era malaccio e con il quale lei cercava già di dimostrare
che sapeva recitare. Perché sì, <strong>Demi Moore</strong> sa recitare e in questo film si vede proprio tanto. Ho quasi pensato che mirasse all’oscar,
ma con questo film non può. Dopo vi spiego perché.</div>
<div><strong>Margaret Qualley</strong>, che interpreta Sue è già nota sia per essere brava che per essere bella da <em>C’era una volta a... Hollywood</em> in poi (Che <em>gran</em> film quello).</div>
<div><strong>Dennis Quaid</strong> devo presentarvelo? Qui è una sorta di antagonista, è l’avatar del male
della società, vorresti prenderlo a botte non appena lo vedi.</div>
<div>La regista, <strong>Coralie Fargeat</strong>, è francese (se non si fosse capito), ma lo si noterà anche molto dalla sua regia capace e dall’uso del nudo in modo efficace (e non come fanno gli americani, per intendersi). Non ha girato
un granché, ma il suo <em>Revenge</em> già diceva tutto e, a suo modo, parlava quasi dello stesso tema di <em>The Substance</em>.</div>
<div>Ma il film com’è? È bello, tanto. Un’ora e cinque minuti di bellazza su due ore e dieci di film, del resto ne parlo dopo. Colpisce duro, colpisce al cuore,
allo stomaco e alle palle. Dovrebbero vederlo tutti, ma purtoppo non tutti riuscirebbero.</div>
<div>Questo perché il film è un body horror violentissimo che soddisferebbe i palati più disgustosi, come quelli di <strong>Raimi</strong>. Era dal tempo di <em>Drag Me to Hell</em> che non vedevo un uso così sconsiderato di fluidi corporei sparsi, altrimenti bisogna cercare nel bidone dei B-movie splatter senza senso. Ma <em>The Substance</em> non è un B-Movie. Dove il mistero non viene mai svelato, la trasformazione è il fulcro della narrativa. La regia è magistrale con i suoi zoom
verso i dettagli, sulla ruga, sul labbro, sulla goccia d’acqua per scatenarti sensazioni così opposte come repulsione e attrazione. Le scenografie e la fotografia rendono bene le emozioni dovute, tutto sembra
un quadro metaforico, le scene claustrofobiche nel bagno sono, davvero, da premio. L’orrore fisico è sempre più grande, sempre più disgustoso. Elisabeth diventa progressivamente più deforme
e con lei il pus, le piaghe, la decadenza e infine la deformità. Ogni scena è accompagnata da un montaggio audio che non fa altro che esaltare quello che si vede con suoni <span class="fs14lh1-5">scricchiolanti</span><span class="fs14lh1-5"> o mollicci. Inoltre la
colonna sonora stessa è disturbante, c’è una sinergia di reparti davvero notevole in questo film. Il tutto giunge a un esplosivo finale, letteralmente, dove quasi si scimmiotta </span><em class="fs14lh1-5">Carrie</em><span class="fs14lh1-5"> e il sangue è un fiume in piena innaturale. Come dicevo questo film è duro da venire perché vuole disgustarti e ci riesce, ti fa stare male e lo fa
di proposito. È un pregio, ma uno che non tutti possono notare, chi cerca il bello è solo come quelli che vogliono soltanto Sue, eppure sono loro che creano la sostanza.</span><br></div>
<div>Non do voti, ma se li dessi sarebbero altissimi, non massimi perché la trama si capisce tutta nei primi tre minuti (e spesso è didascalico, vuole, anzi brama di, essere
capito). Un filmone a tutti gli effetti, ma per stomaci forti.</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4aM5vfi" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><a href="https://amzn.to/4rveYOX" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkc779265e516e12f493b646eccbb644a6 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Substance-loc_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 400,'height': 570,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc779265e516e12f493b646eccbb644a6, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Substance-loc_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="285" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkffa767ccded51a62d68d38acf618ec28 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Substance-scena_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1920,'height': 1080,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkffa767ccded51a62d68d38acf618ec28, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Substance-scena_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=XbESiU4GDS4">https://www.youtube.com/watch?v=XbESiU4GDS4</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 08:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L’impero in catene di Norbert Zsivicz]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000024F"><h1 class="imHeading1">Opera coinvolgente e ambiziosa</h1><h2 class="imHeading2">Ambientazione ricca e narrazione emotivamente intensa</h2><div>






<div><strong></strong><em>[…] La bocca e la testa del mostro si vedevano brillare sempre più anche nell’acqua scura. E stava nuotando freneticamente,
scalando la nave e all’ultimo minuto riuscì a issarsi sul relitto che stava affondando. Sentì un forte rumore sfrigolante e vide un caldo geyser di vapore eruttare dal mare. I fulmini rossi vorticavano
nell’acqua, bruciando tutto sul loro cammino. […]</em></div>
<div><br></div>
<div><em>L’impero in catene</em> è un romanzo di<em> </em><strong>Norbert Zsivicz</strong> che l’Indipendent Legions Publishing ci ha donato da terre straniere. Si tratta infatti della prima
edizione italiana del romanzo <em>The Sealed Empire</em> (2022), vincitore dell’<em>Hungarian Best Fantasy Choice Award. </em>Custodito all’interno della collana <em>Zero Confini</em>, diretta da <strong>Cristiano Saccoccia, </strong>la traduzione è a opera di<strong> Sanda Jelcic.</strong></div>
<div>Edward, un cavaliere e marinaio, si trova coinvolto in una missione per trasportare una reliquia sacra verso un luogo leggendario, descritto come la terra degli dèi. La
narrazione si apre con una scena di tempesta che amplifica il senso di pericolo e incertezza, mentre la nave viene attaccata da un mostro marino gigantesco che mescola elementi sovrannaturali e ignoti.</div>
<div>La tensione tra Edward e il reverendo Sven, leader spirituale della missione, è uno dei cardini della storia. Edward, motivato in parte dall’amore per Emma, figlia
di Sven, deve affrontare la fede rigida e intransigente del reverendo, mentre si confronta con il peso di scelte difficili. Questo conflitto introduce dinamiche profonde tra i personaggi, esplorando il contrasto tra fede e
logica, promessa e speranza. L’inizio del romanzo si rivela così intenso e intrigante.</div>
<div>La narrazione è suddivisa in Atti (Prologo, Atto I, Atto II, Atto III ed Epilogo), arricchiti da interludi dedicati ai protagonisti principali e da balzi temporali che riportano
il lettore fino a diciotto anni prima. L’autore riesce a intrecciare questi elementi con maestria, mantenendo alta l’attenzione del lettore senza far disperdere il filo della trama.</div>
<div>Il testo fonde temi classici del <em>fantasy epico</em> con un’attenzione particolare ai dettagli psicologici e alla tensione narrativa. La struttura promette un’esplorazione approfondita sia dei personaggi sia del worldbuilding, trascinando il lettore
in un viaggio ricco di pericoli e rivelazioni. L’incursione del <em>Dark Fantasy</em> è la primizia di quest’opera. L’atmosfera è cupa, caratterizzata da descrizioni di orrore e morte, sia fisica che psicologica. Man mano che la storia prosegue, si intensifica il
senso di decadenza e oscurità, intrecciato a conflitti interpersonali e dinamiche di potere. Inoltre, lo sviluppo della trama sovrannaturale, con l’introduzione di un mostro di metallo e accenni a tecnologie avanzate
o antiche magie, suggerisce l’influenza di forze superiori; un assaggio di fantascientifico in un’ambientazione retrò.</div>
<div>Lo stile di scrittura si distingue per il ritmo incalzante, arricchito da descrizioni evocative che danno vita alle ambientazioni e ai personaggi. L’alternanza tra scene
d’azione frenetiche e momenti di introspezione bilancia la tensione narrativa, approfondendo il lato psicologico dei protagonisti. Tuttavia, in alcuni casi, le descrizioni dettagliate rischiano di appesantire la narrazione,
specialmente quando si concentrano su elementi secondari, e potrebbero stancare alcuni lettori.</div>
<div>In definitiva, il romanzo si presenta come un’opera coinvolgente e ambiziosa, capace di intrecciare elementi classici del fantasy con un’ambientazione ricca e una narrazione
emotivamente intensa; dall’est Europa tira un vento dark fantasy decisamente promettente.</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong><br>Norbert Szivicz è un autore di dark fantasy e fantascienza di origini ungheresi
che vive a Londra. Questo suo primo romanzo (<em>Sealed<br>Empire</em>) ha vinto in Ungheria il premio Best Fantasy Choice nel 2022. Al momento Szivicz sta lavorando a un
sequel del romanzo e a sceneggiature di fantascienza, fantasy e horror per la TV e il cinema. La presente traduzione si basa sul testo dell’opera tradotto in lingua inglese da Tamás Pétersz.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>L’impero in catene<br>Autore: Norbert Zsivicz<br>Editore: Indipendent Legions Publishing</em></div>
<div><em>Anno: 13 novembre 2024<br>Pagine: 312<br>ISBN: 9791280713704<br>Prezzo: 18.90 € cartaceo - 5,99 € Ebook</em></div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlink41a172bef75de9adc9275ebc847537ea = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/impero-catene-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 556,'height': 859,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink41a172bef75de9adc9275ebc847537ea, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/impero-catene-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="309" /></a><br></div><div><script> var showboxlink45caf89c6d7b6ac22ef2a3a3727e97c0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Norbert-Zsivicz_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 688,'height': 685,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink45caf89c6d7b6ac22ef2a3a3727e97c0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Norbert-Zsivicz_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 09:18:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Nuovi delitti di Paolo Di Orazio]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000287"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Ritorno tra i labirinti della mente umana</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Un'affermazione radicale di come lo splatterpunk possa evolversi in modo sorprendente</span></h2><div>






<div><em class="cf1">Paolo Di Orazio: I suoi Nuovi Delitti sono un ritorno tra i labirinti della mente umana.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1">A distanza di trentacinque anni dal suo controverso esordio con <em>Primi delitti</em>, <strong>Paolo Di Orazio </strong>torna a scuotere le fondamenta dell’horror italiano con <em>Nuovi delitti</em>. Un titolo che non è semplicemente un seguito, ma un’affermazione radicale di come il genere splatterpunk, da lui così influenzato, possa evolversi in modo sorprendente, mantenendo intatta
quella brutalità che ha definito il suo stile, ma arricchendolo di nuove sfumature, riflessioni e simbolismi.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">L’evoluzione dell’orrore: dalle viscere alla psiche.</span></div>
<div><span class="cf1"><em>Nuovi delitti </em>si apre con la promessa di un orrore che non si limita alla superficie della carne martoriata, ma che si addentra nei recessi più oscuri della psiche umana. Se <em>Primi delitti </em>era un fiume in piena di violenza fisica e psicologica, questa nuova raccolta sposta l’attenzione sui traumi più sottili e pervasivi. I protagonisti, ormai
adulti e segnati da un passato che non li lascia in pace, sembrano vittime di un circolo vizioso, in cui le loro azioni sono inevitabilmente dirette da forze che non comprendono, ma che non possono evitare. Questo non è
solo un horror corporale, ma un’analisi del disagio umano che risuona molto più profondamente.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I racconti come frammenti di un incubo collettivo.</span></div>
<div><span class="cf1"><strong>Di Orazio</strong> non si limita a raccontare storie individuali, ma costruisce una sorta di mosaico del male, dove ogni pezzo
contribuisce a formare un quadro più ampio e disturbante. I racconti sono separati e indipendenti, ma si intrecciano in una rete di temi ricorrenti: l’alienazione, la violenza ereditata, la consapevolezza del
proprio lato oscuro. La scrittura di <strong>Di Orazio </strong>è ferocemente onesta, senza cedere mai alla tentazione di edulcorare l’orrore che descrive. Ogni storia è un viaggio nell’abisso, eppure non si ha mai la sensazione di essere semplicemente
spettatori. L'autore ci invita a immergerci, a far parte di quella follia che caratterizza il suo universo narrativo.</span></div>
<div><span class="cf1">Il libro non è solo un ritorno ai temi che hanno reso <em>Primi delitti </em>un’opera di culto, ma anche un tentativo di riaggiornare e rinnovare il linguaggio dell’orrore sempre in maniera viscerale. La violenza non è mai gratuita, ma è sempre il risultato di
dinamiche psicologiche complesse. Il corpo martoriato diventa, in <strong>Di Orazio</strong>, una sorta di metafora della mente, che si scompone e si frantuma sotto il peso dei ricordi e delle emozioni represse.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nuovi lettori, vecchi incubi.</span></div>
<div><span class="cf1">Pur essendo un seguito, <em>Nuovi delitti </em>non richiede la lettura del libro precedente per essere apprezzato. Ogni racconto è una storia a sé, con i suoi demoni e le sue paure. Tuttavia, il legame con <em>Primi delitti </em>è inevitabile, e per chi ha già familiarità con l’universo creato da <strong>Di Orazio</strong>, la lettura si arricchisce di nuove sfumature. È come tornare a un sogno ricorrente, dove le immagini familiari si mescolano a nuove e inquietanti rivelazioni.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L'AUTORE</strong><br>Pioniere dello splatterpunk Italiano con l’antologia <em>Primi Delitti</em> (pubblicata per la prima volta nel 1989), Paolo Di Orazio ha pubblicato innumerevoli racconti, romanzi e fumetti con alcune delle più prestigiose case editrici
underground e mainstream italiane, nonché è stato creatore ed editor della rivista cult <em>Splatter</em>. Siede alla batteria di diverse band, tra cui quella dei <em>Latte e i suoi derivati</em>, ed è Active Member della <em>Horror Writers Association</em>.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Nuovi delitti</em><br><em>Dopo trentacinque anni,</em></span></div>
<div><em class="cf1">l'orrore è pronto a tornare.<br>Autore: Paolo Di Orazio<br>Illustrazioni: Alessio Villotti<br>Editore: D Editore<br>Anno:
14 novembre 2024<br>Pagine: 190</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 12 x 1.5 x 16.5 cm<br>ISBN-13: 9791281842991</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 17,90 € - 7,90 € eBook</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4soun4h" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (ebook)</span></div>
<div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4dvRF3o" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (cartaceo)</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkf29a1d92e6081bde18b2111adea7adf8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/nuovi-delitti-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 348,'height': 478,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf29a1d92e6081bde18b2111adea7adf8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/nuovi-delitti-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="275" /></a><br></div><div><script> var showboxlink112f337e57f13ce56c778422e0dfd152 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/PaoloDiOrazio_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 450,'height': 450,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink112f337e57f13ce56c778422e0dfd152, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/PaoloDiOrazio_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 08:41:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Danza macabra]]></title>
			<author><![CDATA[Sergio Bissoli]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000295"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Tutto si va incupendo adesso</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Le prime case che vedo sono fattorie grosse e senza segno di vita</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Sulla provinciale per Angiari c’è, nascosta dai cespugli di sanguinella, una stradina bianca in discesa.</span></div>
<div><span class="cf1">Quando la vidi per la prima volta mi sembrava di conoscerla già, di averla percorsa in una vita precedente.</span></div>
<div><span class="cf1">Nella sera di fine estate il sole tramonta in un lago di sangue. Nelle fattorie buttano in aria il mais con le pale per liberarlo dalla pula. Le stoppie si levano nei campi dentro vortici di vento.</span></div>
<div><span class="cf1">Poi all’improvviso il vento si quieta. Il sole manda i suoi raggi in uno scintillio di luci. Pesanti tendaggi rosso cupo e nubi a forma di capelli si stendono nel cielo.</span></div>
<div><span class="cf1">Un gregge di pecore e capre avanza fra il rumore dei campanacci. Davanti c’è un pastore vecchissimo, alto e barbuto, che cammina appoggiandosi ad un bastone.</span></div>
<div><span class="cf1">“Buonasera. Dove porta questa strada?” chiedo.</span></div>
<div><span class="cf1">Senza parlare indica col bastone una targa arrugginita: “Località Vignalon”.</span></div>
<div><span class="cf1">La polvere sta sollevata nella stradina serpeggiante fra i fossati. Qui la campagna si fa più immensa, mi sovrasta nella sera stregata. Discendo per la stradina, e subito mi pento di averlo fatto,
ma solo per poco.</span></div>
<div><span class="cf1">Ancora la campagna nella sera infinita. Arrivo a un bivio e giro a caso verso destra.</span></div>
<div><span class="cf1">La strada diventa stretta, tortuosa. Tutto si va incupendo adesso. Dopo una salita arrivo su un ponticello.</span></div>
<div><span class="cf1">É tutto così strano stasera. Il fiume compie anse e giravolte, prima di perdersi nel folto.</span></div>
<div><span class="cf1">Laggiù dopo una lunga curva c’è una donna con i capelli bagnati in piedi sulla riva, e guarda l’acqua.</span></div>
<div><span class="cf1">É solo un’illusione, mi accorgo poco dopo. Si tratta di un salice contorto e una lapide piantata proprio sulla riva. Mi fermo a guardare; sulla lapide coperta di licheni si legge appena
un’iscrizione: Sonia Grede n.1844 - m.1863.</span></div>
<div><span class="cf1">Guardo dietro di me il ponte di mattoni, il bosco di pioppi. Proseguo ancora…</span></div>
<div><span class="cf1">La strada si restringe e diventa un sentiero.</span></div>
<div><span class="cf1">Le prime case che vedo sono fattorie grosse e senza segno di vita. Aie desolate.</span></div>
<div><span class="cf1">Rumori e cigolii mi fanno voltare di scatto. Un secchio rotola da solo su un’aia vecchia di mattoni.</span></div>
<div><span class="cf1">Poi incominciano i salici. O meglio si fanno più fitti con tronchi decrepiti e squarciati che restringono ancor più il sentiero.</span></div>
<div><span class="cf1">Incontro uno zingaro con un violino e lo oltrepasso senza guardarlo.</span></div>
<div><span class="cf1">C’è una congrega di streghe con i larghi cappelli a cono, radunate in aperta campagna. Cantano, fanno incantesimi, o alzano la gonna per orinare contro i salici.</span></div>
<div><span class="cf1">Le streghe intonano una cantilena, ripetitiva e monotona che finisce in un coro dove mi sfuggono sempre le ultime parole: “Per chi versa la brodaglia -- -- Ah Ah Ah. Per chi beve la brodaglia
-- -- Ah Ah Ah.”</span></div>
<div><span class="cf1">Una ragazza vestita di bianco cammina da sola per il sentiero. É bella ed esile.</span></div>
<div><span class="cf1">Anche se è la prima volta che la vedo, mi sembra di conoscerla già, di conoscerla da sempre e di essere atteso al varco da uno strano destino.</span></div>
<div><span class="cf1">In questo momento le streghe ridono tutte in coro e poi riprendono a cantare.</span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza ha gli occhi verde chiaro che emanano una luce intensa. Le labbra sono grosse, sensuali e molto rosse.</span></div>
<div><span class="cf1">“Qual è il tuo nome?” le chiedo andandole vicino.</span></div>
<div><span class="cf1">La ragazza ha un sussulto e un sussurro profumato che non mi riesce di comprendere.</span></div>
<div><span class="cf1">Ora c’è una nebbia di luce, una cristallinità dorata e verde che rischiara le cose con un chiarore di cipria.</span></div>
<div><span class="cf1">Le streghe hanno smesso di cantare. C’è solo un grande silenzio intorno a noi adesso.</span></div>
<div><span class="cf1">Mi ricordo di dover dire alla ragazza una cosa importante, molto importante, ma cosa?</span></div>
<div><span class="cf1">“Negli occhi celesti c’è il cielo...” mormoro trasognato, “ma in quelli verdi c’è il mare...”</span></div>
<div><span class="cf1">Lei mi prende per mano e mi attira verso una casa.</span></div>
<div><span class="cf1">Ci sono ortiche giganti in un cortilaccio. Da una finestra della casa lassù escono pipistrelli e ci sono ragnatele lunghe e oblique davanti alla porta.</span></div>
<div><span class="cf1">Le streghe hanno ripreso la loro cantilena.</span></div>
<div><span class="cf1">Il primo bacio è una discesa nel vuoto, una sensazione di assenza... Mai come nell’amore, penso, l’uomo è così vicino alla morte.</span></div>
<div><span class="cf1">Le streghe cantano al suono di un violino stonato, forse intessendo un destino; l’oscurità, il calore di lei e poi la notte.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L'AUTORE<br></strong>Nato a Verona, ma vissuto quasi sempre nei paesi della pianura veronese. Autodidatta. A 10 anni volevo fare il regista. Frequentavo le cabine
dei cinema, compravo vecchi proiettori. Poi abbandonai tutto per le difficoltà di attrezzarmi. A 11 anni seppi che sarei diventato scrittore. Nel corso degli anni ho esplorato la letteratura inglese, francese, polacca,
rumena, ungherese, scandinava. Ho letto quasi tutti i filosofi occidentali, orientali e gli esoteristi. Mi sono interessato di psicanalisi, botanica, astronomia. Negli anni ’60 ho incominciato a fotografare saltuariamente.
Negli anni ’80 ho fotografato sistematicamente edifici, ambienti, paesaggi, personaggi. Nel 2006 ho incominciato a filmare realizzando oltre mille video visibili su youtube.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink20b2798530aec16d42e878323d047067 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/danza-macabra-cover_ver.jpeg','alt': 'La coperina del racconto - Illustrazione di Luca Bonatesta.','title': 'La coperina del racconto - Illustrazione di Luca Bonatesta.','width': 746,'height': 1079,'description': 'La coperina del racconto - Illustrazione di Luca Bonatesta.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink20b2798530aec16d42e878323d047067, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/danza-macabra-cover_ver.jpg" alt="La coperina del racconto - Illustrazione di Luca Bonatesta." title="La coperina del racconto - Illustrazione di Luca Bonatesta." width="200" height="290" /></a><br></div><div><script> var showboxlink98ece4135623ec4e8afbb2c4ba64ae1d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/danza-macabra-sergio-bissoli-autore_vr.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 427,'height': 510,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink98ece4135623ec4e8afbb2c4ba64ae1d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/danza-macabra-sergio-bissoli-autore_vr.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="180" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 Dec 2024 18:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Horror Rurale di Christian Sartirana]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000355"><h1 class="imHeading1">Linguaggio crudo e tagliente</h1><h2 class="imHeading2">Capace di virare verso un registro aulico e ricercato</h2><div>






<div><em>Horror Rurale - Quattro incubi ruspanti</em> è il nome della raccolta di quattro storie a opera di <strong>Christian Sartirana</strong> e distribuite in formato audio da Vizi Editore.</div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>Quest’ultima è una giovane realtà che dal 2019 si affaccia nel mondo dell’editoria digitale. Realizzano Audio documentari, Audiolibri e Audiodrammi originali
oppure riproponendo grandi classici con l’ausilio di professionisti del settore.</div>
<div>Le storie di cui andrò a narrarvi sono state lette e interpretate da <strong>Librinpillole</strong> e <strong>Elisa Giorgio</strong>. Dico interpretate non a caso, in quanto vi è una vera e propria messa in scena con tanto di musica ad hoc ed effetti sonori realizzati ad arte che vi permette di immergervi completamente all’interno
della narrazione, portandovi un livello oltre la semplice esperienza.</div>
<div>Tutte le storie sono narrate in prima persona, divise in cinque capitoli, con il protagonista che si rivolge direttamente a un interlocutore, spiegando gli eventi che ha vissuto. Lo
stile di <strong>Sartirana</strong> si caratterizza per un linguaggio crudo e tagliente, spesso venato di gergo locale, ma capace di virare verso un registro aulico
e ricercato quando richiesto dalla narrazione o dall’atmosfera.</div>
<div>L’ambientazione è radicata nella <em>campagna piemontese</em>, elemento centrale di tutte le storie, che intrecciano i temi del <em>folclore locale</em> con quelli <em>dell’orrore rurale</em>. La natura, nella sua dimensione più aspra e incontaminata, è protagonista e al contempo
antagonista, rappresentando una forza indomita e primordiale che sovrasta l’uomo e le sue costruzioni.</div>
<div>Una dicotomia che emerge è quella tra natura e cemento: da un lato, la ruralità con i suoi ritmi lenti, i misteri e i legami con un passato arcaico; dall’altro,
la modernità urbana, vista con un certo scetticismo o addirittura con ostilità. Il male che serpeggia nelle storie sembra essere saldamente ancorato a un passato arretrato, mentre l’evoluzione della cultura
umana appare come un elemento distante, quasi inefficace nel contrastarlo. Questa tensione sottolinea una visione in cui il progresso non cancella i demoni del passato, ma li nasconde o li trasforma, lasciandoli pronti a riaffiorare.</div>
<div><br></div>
<div>Adesso passiamo ai racconti:</div>
<div><br></div>
<div><em>Nella vigna</em> della durata di 33,21 minuti è la storia di un campagnolo fermo a una mentalità arcaica, si
presenta subito con un racconto che già dai primi minuti ti fa percepire che saremo trascinati in un orrore folcloristico. Racconta la storia di questo ragazzo che si trova a passare vicino a questa vigna la cui famiglia
gestore ha un passato alquanto strano. Già il nome <em>La vigna dei masoero</em> viene sottolineato dal narratore e l’abile voce narrante ci fa già percepire qualcosa. Vengono citati alcuni luoghi che tutt’oggi rappresentano leggende e miti locali.</div>
<div><br></div>
<div><em>Nella pancia della scrofa, </em>della durata di 78,82 minuti, racconta la storia di un nonno che, durante una sessione di
ricerca del tartufo in compagnia del nipote, inizia a narrargli una storia di paura. Si tratta della vicenda di Fulvio Mossi, il classico tipo di città che decide di trasferirsi a vivere in campagna. Un uomo strano,
che sviluppa una particolare ossessione per il modo in cui trascorrere il tempo, e che finirà per incrociare il suo destino con una macabra leggenda locale.</div>
<div><br></div>
<div><em>Il nido della masca,</em> della durata di 64,66 minuti inizia ricordandomi la <em>Dichiarazione di Randolph Carter di HPL</em>, ma con vibes decisamente più moderne. Incomincia con un interrogatorio da parte di uno psicologo al prigioniero su alcuni fatti avvenuti.
Il protagonista ovviamente è il carcerato, che fa la sua confessione in cui viene sviluppato il mito della Masca; il termine che indica la strega del folclore piemontese. Il finale decisamente inaspettato.</div>
<div><br></div>
<div><em>Il Mostro</em>, della durata di 81,59 minuti invece tratta la storia di un contadino che parla ad uno sfascia carrozze della sua
storia tragica e collegata a questo trattore che, a suo dire, è posseduto da uno spirito maligno. In questo racconto invece ho avuto delle forti vibes <em>Kingiane</em> e fino all’ultimo mi ha tenuto attaccato e curioso di scoprire come sarebbe finita.</div>
<div><br></div>
<div>In conclusione il connubio tra buona scrittura, sapienza del narrare vocalmente e l’utilizzo di ottimi effetti possono, specie su racconti brevi, trascinare l’ascoltatore
in un vortice di orrore vivido e intenso.</div>
<div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE</strong></div>
<div>Christian Sartirana è nato a Casale Monferrato, in Piemonte, nel 1983, ma è cresciuto nell’entroterra siciliano. Dopo aver lavorato a lungo come commerciante
di libri antichi e restauratore, dal 2020 si dedica all’editoria a tempo pieno. Autore di narrativa, podcast e sceneggiature, nonché curatore ed editor specializzato in horror fiction, è una delle voci
più apprezzate della corrente letteraria del Gotico piemontese.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>Horror Rurale: 4 incubi ruspanti<br>Autore: Christian Sartirana</em></div>
<div><em>Narratore: Elisa Giorgio, Librinpillole<br>Editore: Vizi Editore</em></div>
<div><em>Anno: 20 ottobre 2022<br>Minutaggio: 4 ore e 4 minuti<br>EAN: 9791255300052</em></div>
<div><em>ASIN: B0BJQVRJSC</em></div>
<div><em>Accessibile da: Gplay, Audible e Amazon Prime<br>Prezzo: 9,99 €</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlinkcacff0bcbfd6b2016e657846cdb74022 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Horror-Rurale-cover_ver.webp','alt': 'La copertina principale dell\\\'audio libro.','title': 'La copertina principale dell\\\'audio libro.','width': 510,'height': 510,'description': 'La copertina principale dell\'audio libro.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Horror-Rurale-cover2_ver.webp','alt': 'Le copertine dell\\\'audio libro.','title': 'Le copertine dell\\\'audio libro.','width': 1314,'height': 1080,'description': 'Le copertine dell\'audio libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcacff0bcbfd6b2016e657846cdb74022, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Horror-Rurale-cover_ver.webp" alt="Le copertine dell&#39;audio libro." title="Le copertine dell&#39;audio libro." width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlinkd11a4ef87cc8ba60810b38d19b69b67f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Christian-Sartirana-Horror-Rurale_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 1170,'height': 1039,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd11a4ef87cc8ba60810b38d19b69b67f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Christian-Sartirana-Horror-Rurale_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="134" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 16:52:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Piove di Paolo Strippoli]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000187"><h1 class="imHeading1">Film di genere che dimostra la vitalità del cinema italiano</h1><h2 class="imHeading2">Quando viene fatto da autori che hanno inventiva, oltre a conoscere la miglior cinematografia del passato</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><strong>Piove (Italia, 2022)<br></strong><em>Regia: Paolo Strippoli. Soggetto e Sceneggiatura: Paolo Strippoli, Jacopo Del Giudice, Gustavo Hernandez. Fotografia: Cristiano Di Nicola. Montaggio: Marco Spoletini. Musiche: Raf Keunen. Scenografia: Nello Giorgetti.
Costumi: Nicoletta Taranta. Produttori: Mattia Oddone, Joseph Rouschop, Gabriele Pacitto, Jean-Yves Roubin, Isabella Orsini. Produttori Esecutivi: Maria Alessandra Marzotto, Annick Mahnert. Case di Produzione: Propaganda Italia,
Gap Busters, MEDIA, Lazio Cinema International, Wallimage, Shelter Prod, Polifemo, Ministero della Cultura (MIC). Distribuzione (Italia): Fandango. Lingua: Italiano. Paesi di Produzione: Belgio, Italia (2022). Durata:
95’. Genere: Horror. Interpreti: Fabrizio Rongione (Thomas), Cristiana Dell’Anna (Cristina), Francesco Gheghi (Enrico), Leon de la Vallée (Gianluca), Ondina Quadri (Alice), Orso Maria Guerrini (sig. Ferrini),
Elena Di Cioccio (Marta), Nicolò Galasso (Giacomo), Federigo Ceci (Leonardo), Pietro Bontempo (padre di Giacomo), Aurora Menenti (Barbara).</em></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/47wqxg7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)<!--EndFragment --><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3LeLvZC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Piove</em> è un film horror italiano molto originale, che si fa perdonare alcuni piccoli difetti, perché
la sceneggiatura di <strong>Jacopo Del Giudice</strong> è davvero ben scritta (vince il Premio Solinas), miscela soprannaturale e realismo in dosi adeguate,
tenendo lo spettatore in tensione fino all’ultima sequenza. Vediamo in breve la trama. Siamo a Roma dove due operai del comune – padre e figlio – stanno riparando un guasto all’impianto fognario, il
problema è che nella capitale (quando piove) dai tombini esce una sorta di fango grigiastro che emana un vapore denso e azzurrognolo. Va da sé che non si sa da dove provenga, ma chi entra in contatto con questo
vapore diventa portatore di una rabbia repressa che sfoga sulle persone più care, mettendo in luce sentimenti reconditi e paure ancestrali. La prima terribile sequenza di morte vede una resa di conti tra padre e figlio.
Non vado oltre con la trama, che va assaporata in presa diretta, un puro concentrato di orrore e tensione. Film vietato in un primo tempo ai minori di anni 18, poi derubricato ai minori di anni 14, soprattutto perché
presenta soltanto personaggi negativi, anche se nel finale è l’amore che trionfa, portando un soffio di speranza. Fotografia (<strong>Di Nicola</strong>) cupa e spettrale di una Roma piovosa e notturna che si alterna a gelidi pomeriggi di sole, oltre a un’intensa colorazione rosso e verde per alcuni interni che
profuma di <strong>Mario Bava</strong>; montaggio sincopato di <strong>Spoletini</strong>, davvero ricco di tensione narrativa, capace di contenere in 95’ la durata della pellicola; sceneggiatura oliata alla perfezione; musiche claustrofobiche e angoscianti
di <strong>Keunen</strong>, introdotte da un suggestivo brano di <strong>Sergio Endrigo</strong> che scorre sui titoli di testa; scenografia curata a dovere da <strong>Giorgetti</strong>. La regia del (per me) sconosciuto <strong>Paolo Strippoli</strong> (autore di <em>A Classic Horror Story</em> disponibile su Netflix) è ottima, sia come direzione di attori che come tecnica di ripresa, molte
le citazioni contenute nel film, dalle soggettive alla <strong>Mario Bava</strong> e <strong>Argento</strong>, per finire con brevi inquadrature di un volto femminile che ricorda <em>Smile</em> e l’atmosfera inquietante dell’intera pellicola che riporta a <em>Macchie solari</em> di <strong>Crispino</strong>. Interpreti molto preparati, dal protagonista <strong>Fabrizio Rongione</strong> al giovane <strong>Francesco Gheghi</strong>, senza dimenticare la diligente <strong>Cristiana Dell’Anna</strong>, infine una breve apparizione di <strong>Orso Maria Guerrini</strong> ed <strong>Elena Di Cioccio</strong> nei panni di Marta. Suono in presa diretta che troppo spesso penalizza la chiarezza del dialogo. <em>Piove</em> è un film di genere che dimostra la vitalità del cinema italiano quando viene fatto da autori che hanno inventiva, oltre a conoscere la miglior cinematografia
del passato. Il messaggio contro la violenza diffusa nelle nostre periferie è palpabile, il regista punta l’indice anche contro certi programmi televisivi pomeridiani che sono capaci soltanto di fare audience
mostrando orrore e violenza. Visto su Rai 4 in Prima TV. Reperibile su Rai Play. Da vedere, se amate il cinema horror e il thriller.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://amzn.to/47wqxg7" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (DVD)</span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/3LeLvZC" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad (Blu-ray)</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink0c0a7c6b976bba6afb224b8909de03e8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/piove-cop_ver.jpg','alt': 'La locandina del film.','title': 'La locandina del film.','width': 708,'height': 1000,'description': 'La locandina del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0c0a7c6b976bba6afb224b8909de03e8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/piove-cop_ver.jpg" alt="La locandina del film." title="La locandina del film." width="200" height="283" /></a><br></div><div><script> var showboxlink99824553835314f54bbf4613ce07a7be = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/piove-cop_bar.jpg','alt': 'Una scena del film.','title': 'Una scena del film.','width': 1279,'height': 719,'description': 'Una scena del film.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink99824553835314f54bbf4613ce07a7be, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/piove-cop_bar.jpg" alt="Una scena del film." title="Una scena del film." width="200" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=jlVyCPl5y-8">https://www.youtube.com/watch?v=jlVyCPl5y-8</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 13:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[When The Pillars Collapse dei Black Motel Six]]></title>
			<author><![CDATA[Knife]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003C"><h1 class="imHeading1">Il nuovo album dei Black Motel Six</h1><h2 class="imHeading2">Il secondo album dei romani Black Motel Six arriva dopo otto anni</h2><div><strong class="fs14lh1-5 cf1">BLACK MOTEL SIX “When The Pillars Collapse” Full-length, Revalve Records (2024)</strong></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il secondo album dei romani Black Motel Six arriva ad otto anni di distanza dal precedente <em>Everything in Its Place</em>. Queste cose nel mercato discografico contano e non poco, soprattutto in un’epoca in cui da un anno all’altro cambia il modo di fruire/concepire la musica. E questo non risparmia di certo l’underground. Ma quando parte il primo brano di questo nuovo <em>When The Pillars Collapse</em> qualsiasi altro pensiero viene scacciato via dalla carica esplosiva di una band in forma smagliante. Il groove metal proposto da questi quattro ragazzi è originale e si macchia spesso di blues e stoner, e anche in questo è maestro il cantante <strong>Stefano Calabrese</strong> nell’interpretare vari stili. Riff in pieno stile <strong>Pantera</strong>, ma anche <strong>High On Fire, Meshuggah, Gojira</strong> e <strong>Down</strong>. Queste più o meno le influenze di un album duro come la roccia ma al tempo stesso melodico e raffinato. Man mano che le canzoni vanno avanti si ha come l’impressione che la band ne guadagni in qualità. Se il primo brano ci introduce al meglio, il resto forse è ancora più interessante: <em>Phoenix </em>e soprattutto <em>Brightin Sun </em>mettono in risalto un lavoro di chitarra certosino e tecnicissimo che per certi versi spiazza. Le chitarre hanno fatto propria la lezione di band come <strong>Pantera </strong>e <strong>Machine Head</strong>, con tanto di dissonanze e assoli di qualità. Ma il riffing rimane il loro punto vincente in assoluto. Quando si propone groove metal e generi simili le chitarre devono colpirti in faccia, ed è quello che succede in questo album. Non da meno la sezione ritmica che cerca di variare il più possibile una base di per sè già ottima. Per sentire come questa band riesce quasi a sconfinare nel metal estremo basti ascoltare <em>Insomnia 45</em> o <em>Suffocation</em>, pezzi che mettono tecnica e ritmi sincopati al primo posto. Il lavoro della band in questi brani è impressionante e ci fa avviare verso una seconda metà dell’album scoppiettante come la prima. Quindi disco promosso, eccome.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><b class="fs14lh1-5 cf1">Tracklist:</b></div><div><ol><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Can’t Control</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Phoenix</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Brightin Sun</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Angel</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Insomnia 45</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Reflection</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Soffocation</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">The Call</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">It’s So Hard</span></li><li><span class="fs14lh1-5 cf1">Conclusion</span></li></ol></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><b class="fs14lh1-5 cf1">Line up:</b></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Stefano Calabrese – Voce</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Marco Zuzolo – Chitarra</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Alessio Brancati – Batteria</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Emanuele Calvelli – Basso</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Leggi l'intervista fatta alla band. <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?intervista-ai-black-motel-six" class="imCssLink">LEGGI &gt;&gt;</a></span></div><div><br></div><div><script> var showboxlink8b7ab7f6d3a12e11561b7ee82be4131a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/copertina-album-when.webp','alt': '','title': '','width': 526,'height': 526,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8b7ab7f6d3a12e11561b7ee82be4131a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/14eba30c-831d-4cdc-92f6-8bf6da5001b9.jpg" alt="La copertina dell&#39;album." title="La copertina dell&#39;album." width="200" height="200" /></a><br></div><div><script> var showboxlink351498fdc2b32eab10528864c21d0f05 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Black-Motel-Six-fotoband.webp','alt': '','title': '','width': 960,'height': 855,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink351498fdc2b32eab10528864c21d0f05, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Black-Motel-Six-fotoband.webp" alt="La band." title="La band." width="200" height="179" /></a><br></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 16:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La giostra]]></title>
			<author><![CDATA[Nicola Lombardi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000294"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Dalla folla si levarono grida</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">La gente pareva liquefarsi in un amalgama vociante e variopinto</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Quando raggiunsi la piazzetta, trafelato, sentivo le gocce di sudore scivolarmi sotto la camicia come frotte di vermetti gelati. La folla assembrata davanti al palo si dischiuse al
mio arrivo, e un gran numero di volti sorridenti mi accolse sfoderando schiere di denti bianchissimi che il sole di luglio rendeva quasi abbaglianti. <br>Il buon Milos – che tenendomi per un polso mi aveva trascinato
lungo stradine strette e affollate, costringendomi a serpeggiare in mezzo a gente radunata ovunque a piccoli gruppi, tra bancarelle cariche di dolciumi, libri e cianfrusaglie d’ogni sorta – mi annunciò nel
suo italiano faticoso: «Eccoci allora qui, bene, sì!»<br>Subito, rivolto alla folla, incominciò a spiegare chissà cosa, gesticolando con la tipica esuberanza mediterranea. Milos era la guida
che l’azienda di soggiorno mi aveva messo a disposizione durante la mia breve (e di certo ultima, detto col senno del poi) vacanza in Grecia; e dopo avermi fatto visitare in lungo e in largo l’isoletta di Mirnòs
aveva deciso che quel pomeriggio avrei dovuto assolutamente rendermi protagonista di quel gioco.<br>Nel villaggio di Kresos, la Sagra di San Callisto è un momento di forte aggregazione, estremamente sentita dalla
popolazione. Avevo accondisceso di buon grado, nonostante ami ben poco esibirmi di fronte a un pubblico; mi pareva comunque che sarebbe stato sconveniente contrariare Milos per così poco, per cui mi ritrovai ad ansimare
sotto un sole cocente, in attesa di scoprire che cosa ci si aspettasse da me.<br>«Deve farlo un forestiero!» mi stava spiegando la mia briosa guida. «È tradizione, capisci, tu?»<br>Sicuro,
capivo…<br>Il palo al centro della piazzetta era alto poco più di cinque metri. Su di un perno, in cima, stava infilata un’ampia ruota di metallo, e dai punti in cui i sei raggi si fondevano con la circonferenza
penzolavano da funi altrettanti sacchi rigonfi sui quali erano scritte parole storte, per me incomprensibili.<br>Guardavo all’insù, boccheggiando per il gran caldo, cercando con le mani di riparare gli occhi
dal sole. La ruota girava, lenta, azionata da un ragazzotto sorridente che, sporgendosi dal balcone di una palazzina, si aiutava con un paletto biforcuto. I sacchi oscillavano, ruotando, a circa tre metri da terra, appesi
a quella sorta di rozza giostra.<br>La gente pareva liquefarsi in un amalgama vociante e variopinto, e torrenti di discorsi misteriosi mi fluivano attorno infondendomi una sensazione di capogiro. Ma naturalmente non potevo
più tirarmi indietro.<br>«Tieni, tieni questo!» stava intanto starnazzando Milos, e così mi trovai fra le mani un bastone, un randello, alla cui estremità era conficcato un grosso chiodo
che fuoriusciva con la punta, lateralmente, per una ventina di centimetri buoni. <br>«Tu devi colpire un sacco! Con il chiodo, forte! E il padrone del sacco vince soldi! Tu fai felice un poveretto, sai?»<br>Mentre
soppesavo il bastone, cercando di capire, qualcuno alle mie spalle mi bendò con un fazzoletto rosso. Sorrisi, sentendomi un po’ il buffone di corte, desiderando fortemente raggiungere la frescura della camera
d’albergo. Era giunto il momento che io facessi ciò che tutti quanti si aspettavano da me. Bene: non li avrei delusi. Seguirono alcuni secondi durante i quali ascoltai il fluire inquieto del mio sangue alle tempie.
Un brusio diffuso veleggiava ovunque attorno a me, mentre dall’alto calava il regolare cigolio della giostra. Sollevai il bastone…<br>Sbagliai due volte, lacerando con goffi fendenti l’aria quasi bollente.
Sommessi vocalizzi di disapprovazione serpeggiarono a sottolineare i miei insuccessi. Ma il terzo colpo andò a segno. Sentii distintamente il rumore del chiodo strappare la iuta, e affondare. E siccome la giostra continuava
a girare, il sacco perforato riuscì a strapparmi il bastone dalle mani sudate. Subito, dalla folla si levarono grida, applausi, esclamazioni sguaiate.<br>Finalmente qualcuno, presumo Milos, mi tolse la benda. Il sole
tornò immediatamente a mordermi gli occhi, che già si erano assuefatti al torpore scarlatto del tessuto.<br>«Vince la famiglia Petrimarkos!» berciò la mia guida. «Vieni, vieni, Jorghe,
a ringraziare lui!»<br>Non mi sentivo affatto bene. Il calore soffocante, le grida, la musica… Mi stavo stropicciando le palpebre quando un tizio corpulento venne a stringermi la mano, sibilando accorati ringraziamenti
– suppongo – attraverso la dentatura devastata. Accanto a lui una donna mi sorrideva, con occhi arrossati e lucidi.<br>Allora guardai nuovamente in direzione della giostra. Là, il ragazzo sul balcone stava
distaccando i sacchi illesi dalla ruota, facendoli cadere fra le braccia attente degli uomini radunati sotto.<br>«Bene, bene, hai fatto felice una famiglia!» mi stava dicendo Milos. Io rimasi a fissare gli uomini
intenti a slegare i sacchi. «Famiglie troppo numerose, e pochi soldi, tu capisci? Hai risolto grosso problema di Jorghe! Per gli altri, sarà meglio il prossimo anno!»<br>Il primo sacco venne aperto, e
io barcollai.<br>Il sole era implacabile. Mi parve di sentirne i raggi dentro la testa cuocermi il cervello. Dal sacco, un uomo e una donna estrassero un ragazzino rannicchiato, impaurito, e cominciarono a trafficare per
slegargli mani e piedi e liberarlo dal fazzoletto stretto sulla bocca. La donna prese subito a baciarlo, singhiozzando. La stessa scena, intanto si stava ripetendo poco più in là, e ancora, e ancora, a ogni sacco
che veniva aperto. Dovetti compiere uno sforzo infinito per tornare a guardare verso l’alto, e quindi mi accasciai sul selciato, abbandonato di colpo da ogni energia.<br>L’ultimo sacco era rimasto a dondolare
lassù, contro il sole, nell’aria torrida. <br>Conficcato nella tela, anche il bastone chiodato continuava a oscillare, avanti, indietro, rigato da ruscelletti rossi che andavano dipingendo forme oscure ai piedi
della giostra.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong> Nicola Lombardi (Ferrara, 1965) esordisce nel 1989 con la raccolta <em>Ombre</em>. Negli anni ’90 si lega al movimento letterario romano Neo Noir e pubblica per Newton &amp; Compton i romanzi tratti dai film di <strong>Dario Argento,</strong> <em>Profondo Rosso </em>e <em>Suspiria</em>. Altre sue raccolte: <em>I racconti della piccola bottega degli orrori, La fiera della paura, Striges, Anime urlanti,
Bizarre Sorcery, Iperborea-Oscuri canti </em>e <em>La Casa delle Scolopendre</em>. <br>I suoi romanzi:<em> I Ragni Zingari, Madre nera, La notte chiama</em> (con <strong>Luigi Boccia</strong>) e <em>La Cisterna</em>, oltre alla novella <em>Il letto rosso,</em>a cui segue il thriller storico S<em>trigarium-I delitti del noce </em>(con <strong>Luigi Boccia</strong> - Giallo Mondadori, 2022). Tra le sue varie pubblicazioni in lingua inglese ricordiamo <em>The Gypsy Spiders and Other Tales of Italian Horror </em>(Tartarus Press, 2021) e The Tank (Dunwich Edizioni).</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink6b0275482e0dbcd5f7bd7b701aa0fb9f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/la-giostra-nicola-lombardi-cop_bar.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 900,'height': 512,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6b0275482e0dbcd5f7bd7b701aa0fb9f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/la-giostra-nicola-lombardi-cop_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="114" /></a><br></div><div><script> var showboxlink91ba4654988ad2c14b12a1d3a9b7abdf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/la-giostra-nicola-lombardi_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 375,'height': 500,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink91ba4654988ad2c14b12a1d3a9b7abdf, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/la-giostra-nicola-lombardi_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="200" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 13 Oct 2024 16:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La pelle bruciata]]></title>
			<author><![CDATA[Gordiano Lupi]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Racconti"><![CDATA[Racconti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001FD"><h1 class="imHeading1">Rimasi a lungo impietrito dalla paura</h1><h2 class="imHeading2">Restavano solo piccole salme nei letti ancora caldi</h2><div><div>Abitavo a Gonaїves all’epoca dei fatti, una città di mare, un porto del Golfo della Gonâve aperto sull’Oceano Atlantico e ai traffici delle Antille. Per me era soltanto un porto di miseria, uno dei tanti di quest’isola disperata. La mia casa era in campagna, vicino alle foreste tropicali che si estendono ai piedi dei monti e dove scorre impetuoso l’Artibonite. Vivevo con mia moglie Marie e insieme tiravamo avanti coltivando la terra: cereali, manioca e un pugno di riso erano il nostro pranzo quotidiano. Adesso vivo a Port-au-Prince, centinaia di chilometri da dove sono nato, dalla terra dei miei avi. Sono rimasto solo e tutto quel che è accaduto mi pare un incubo, un sogno assurdo. Spero di svegliarmi, un giorno o l’altro, e di trovare ancora Marie accanto che mi dice: “Va tutto bene, caro. Siamo ancora insieme, nonostante tutto”. Quanto amavo Marie! E quanto mi manca in questa città dove incontro gente che passa e non si cura di ricambiare un saluto. Non conosco nessuno a Port-au-Prince. Nessuno mi conosce.<br>E forse è meglio così, dopo tutto.<br>Sono scappato lontano. In fuga dai ricordi che impietosi continuano a tormentarmi. Ho cercato di lasciare alle spalle un terribile passato, una storia che torna prepotente alla memoria. Una storia che non posso neppure raccontare perché mi prenderebbero per folle.<br>E allora, quando la bestia è lontana e non mi assale, prendo la penna e scrivo. Scrivo per ricordare a me stesso che tutto quel che è successo è soltanto la verità. La pura e semplice verità.</div><div><br></div> <div>Cominciarono a morire bambini a Gonaїves e nessuno sapeva spiegare perché. Un terribile morbo, dicevano i medici. Un’epidemia, ribadiva il governo. Vaccinate i bambini, non esponeteli a rischi di contagio, non frequentate ambienti malsani e sconosciuti. Raccomandazioni inutili. Da che cosa dovevamo vaccinare i nostri bambini? Quali erano gli ambienti malsani? Nessuno sapeva quale fosse il male da prevenire. Nessuno. Restavano solo piccole salme nei letti ancora caldi, come se uno spirito maligno di notte succhiasse loro il sangue e ne rapisse lo spirito vitale. La disperazione si leggeva negli occhi della gente ed erano in molti a rifugiarsi nell’aiuto delle cerimonie vudù e dei riti magici. C’era chi sussurrava che tutto dipendesse da un<em> loup-garou</em>, uno di quegli strani esseri delle leggende che durante la notte si trasformano in bestie orrende e seminano il terrore tra la gente.<br>“Il<em> loup-garou</em> si ciba con il sangue dei bambini. Cresce con il loro spirito vitale”, dicevano gli stregoni.<br>Io e Marie non avevamo bambini, per fortuna. Eravamo così poveri che solo pensare a un figlio sarebbe stata pura follia. Lo avremmo voluto appena sposati, ma per fortuna non venne. Ad Haiti tanti ne uccide la fame e quel male qui c’è sempre stato.<br>“Lo vedi che è stato meglio così. Sembra un segno del destino”, le dicevo.<br>“Chi lo sa? Forse tutto avrebbe potuto essere diverso”, rispondeva lei.<br>Diverso cosa? Pensavo io. Il destino non si cambia di certo. Tutto è scritto in un certo modo, da sempre. La sua strana religione invece la pensava diversamente. Lei provava a spiegarmelo ma io non capivo.<br>“Il futuro dipende dalle nostre azioni. Tutto dipende da noi”, diceva.<br>Marie soffriva la mancanza di un figlio e quella brutta faccenda dei bambini che morivano pareva averla sconvolta. Frequentava le cerimonie vudù e partecipava a riti magici. Io non avevo niente in contrario, anche se non avevo mai creduto a quelle cose.<br>“Stiamo cercando di fare qualcosa perché non muoiano più bambini”, diceva.<br>“Pensate di risolvere il problema con i riti magici?”, rispondevo.<br>“Tu non sai che potere può avere il vudù. Non te ne rendi conto”.<br>“Non ci ho mai creduto, Marie. Non comincerò certo adesso”.<br>Lei andava da Terese, una vicina che riuniva gruppi di fedeli per invocare gli spiriti dei morti. Passava fuori buona parte della serata e spesso si tratteneva anche la notte. Quando rientrava da quelle sedute faceva discorsi senza senso, cadeva in una specie di trance e restava con lo sguardo perso nel vuoto. Era un po’ di tempo che succedeva e io non capivo cosa avesse.<br>“Devo fare qualcosa”, disse una sera.<br>“Ma cosa puoi fare?”, rispondevo.<br>“Terese ha detto che se intensifichiamo le sedute sconfiggeremo la maledizione”.<br>“Credi che possa bastare? Neppure la scienza comprende…”<br>“Non è cosa da scienziati, Paul. Cosa può fare la scienza contro un <em>loup-garou</em>? Solo i riti vudù possono scacciarlo via per sempre. Dobbiamo allontanare la maledizione dal corpo del posseduto. Lui sa di averla addosso, però da solo non può liberarsene”.<br>“Come puoi credere a queste sciocchezze? Un <em>loup-garou</em>! Sono favole buone per spaventare i bambini…”.<br>“Non sono favole, Paul. Ne so più di te. Credimi”.<br>Non risposi. Ero preoccupato per lei e per la sua salute che mi sembrava minacciata da quella assidua frequentazione della casa di Terese. Fu così che decisi di spiarla. Volevo capire che cosa facevano a quelle maledette riunioni. Volevo sapere. Ne avevo ben il diritto. Non era normale che uscisse da sola di notte e che tornasse a casa sempre più tardi. E poi mi ero accorto che dopo cena, poco prima che lei uscisse, mi addormentavo troppo facilmente. Lei mi portava sempre un infuso dolciastro che profumava d’incenso. Diceva che serviva per farmi dormire meglio.<br>Una sera decisi di non berlo.<br>Feci cadere il contenuto della tazza su una pianta, mentre lei era in cucina e stava lavando i piatti.<br>“Vai a riposare che io mi preparo per uscire”, disse appena ebbe finito.<br>L’assecondai. Dopo averla salutata andai a coricarmi e dopo poco mi finsi addormentato. Avevo deciso che l’avrei seguita, controllando cosa faceva da quella maledetta strega. L’atteggiamento di Marie non mi convinceva.<br>“Il sonnifero ha fatto effetto”, mormorò affacciandosi in camera.<br>Non poteva sospettare quello che era accaduto.<br>La vidi sollevare alcune assi di legno sotto al tavolo della sala e prendere una bottiglia con uno strano liquido di colore rosso. Non sapevo che ci fosse un nascondiglio sotto il pavimento e non avevo mai visto neppure quel liquido. Pareva vino, ma il colore era molto più intenso. Rimasi allibito quando vidi Marie spogliarsi completamente e cospargersi il corpo con quel liquido.<br>La sorpresa fu ancora più grande quando vidi che la pelle le scivolava via dal corpo. La pelle si staccò come fosse un abito da cambiare e lei rimase in un aspetto orrendo tutta fasci muscolari, vene e arterie.<br>Marie continuò la sua trasformazione in quell’essere mostruoso mentre io tremavo di paura sotto le lenzuola fingendo di dormire. Spiavo con un occhio soltanto, cercando di non farmi vedere. La vidi posare la pelle umana dentro la giara con l’acqua che tenevamo nell’angolo della cucina. Fu soltanto allora che comparvero fiamme sotto le ascelle e sulla schiena due ali di pipistrello. Ricordai come in un flash back surreale la descrizione del <em>loup-garou</em> che faceva la nonna quando leggeva quella terribile fiaba.<br>Poi quel mostro prese il volo. Scappò via dal soffitto di quella nostra casa di campagna e si volatilizzò passando per il camino.<br>Non riuscivo a credere a ciò che avevo visto. Pensavo di vivere un incubo e speravo che presto mi sarei risvegliato.<br>Rimasi a lungo impietrito dalla paura. Non riuscivo neppure a sollevare le coperte sotto le quali mi ero finto addormentato. Poi decisi di alzarmi. Dovevo fare qualcosa. Ma cosa? Come potevo impedire che Marie si trasformasse di nuovo? Cominciai a vagare per la casa con la testa tormentata da mille pensieri. Mi avvicinai alla giara della cucina. La pelle. Sì, là dentro c’era la pelle di Marie. La presi tra le mani e ancora non so spiegare come feci a resistere a quel contatto viscido e untuoso, a quel terrore che mi trasmetteva per tutto il corpo. Ricordo che vomitai, che tremavo come un bambino impaurito la prima notte che lo costringono a dormire da solo, che per poco non persi i sensi dalla paura. Mi vennero alla memoria tutte le atrocità che aveva commesso quella bestia immonda, quel<em> loup-garou</em> che non credevo potesse esistere e che invece avevo ospitato tra le mura della mia casa per tanti anni. Pensai con terrore a quello che ancora poteva accadere e agli occhi spenti dei bambini che non si svegliavano dal sonno della notte. Pensai anche a Marie e a quello che avrebbe potuto fare se avesse sospettato d’essere stata scoperta. E furono ancora le storie della nonna a venirmi alla mente, quelle storie terribili e assurde che non facevano dormire.<br>“Il <em>loup-garou</em> deve uccidere, è assetato di sangue, conosce la sua maledizione ma non può farci niente”, raccontava.<br>Ero io che dovevo liberare Marie. Nessun altro poteva farlo.<br>E c’era soltanto un modo.<br>“Una camicia di fuoco lo divorerà tra atroci tormenti…”, continuava.<br>La pelle. L’unico modo di uscire da quella folle storia era la pelle che tenevo tra le mani. La distesi per terra e cominciai a rovistare tra le cose della cucina. Trovai del sale e del pepe rosso e fu con quelle spezie che cosparsi la pelle, poi aggiunsi un po’ ovunque il limone, strizzandolo e spalmandolo. Lasciai che la pelle seccasse e riposi tutto di nuovo nella vecchia giara.<br>Brividi di paura mi scorrevano per il corpo. Non sapevo se lo stratagemma avrebbe funzionato. Non avevo idea di cosa potesse accadere. Dopo tutto era soltanto una vecchia favola.<br>Tornai a letto, però non riuscii a dormire.<br>Attendevo il rientro della bestia.<br>Ogni minimo rumore mi faceva sussultare. Rami che si muovevano nella notte, uccelli notturni che sbattevano le ali, lugubri canti di civette e gracidare di rane da stagni lontani. Erano le tre del mattino quando giunse il rumore di lei che scendeva dal tetto. Fu l’ultima volta che la vidi. Stanca, spossata e triste. La ricordo così, con le unghie e la bocca sporche di sangue e lacrime che scorrevano su ciò che restava del volto. Si affacciò alla porta di camera per essere sicura che dormissi.<br>Povera Marie, adesso rimpiango quello che le ho fatto, perché lei non voleva, ne sono sicuro. Le era così buona, povera la mia Marie.<br>La ricordo ancora avvicinarsi alla pelle e tentare di indossarla.<br>Sento quelle grida di dolore così strazianti. Le sento impresse nel cuore come in quella maledetta notte. E ne soffro. Ancora oggi ne soffro. Lei era un mostro assassino, però era la mia Marie. L’avevo così tanto amata che adesso dimenticare è impossibile. Marie non riuscì a indossare la sua pelle umana. Non ce la fece. La pelle, cosparsa di spezie e limone, era diventata urticante e bastava il contatto con la carne per provocarle atroci dolori. Lei gridava e io soffrivo ma non potevo far niente. Sentivo i suoi richiami bestiali correre dietro al vento della notte. La sentivo piangere e urlare di disperazione. Fu così per molto. Non so come feci a non alzarmi per consolarla e aiutarla. Non so come riuscii a resistere a quelle grida d’aiuto.<br>La mia Marie se ne andava.<br>Io l’avevo uccisa e nessuno me l’avrebbe più restituita.</div><div><br></div> <div>E’ per questo che sono scappato da Gonaїves.<br>Troppi ricordi. Troppe paure.<br>Non volevo più avere impressa negli occhi la scena di lei con le carni scoperte che stringeva la pelle tra le mani e cercava di indossarla. Mi faceva male soltanto il ricordo di quelle grida disperate.<br>Perché adesso so che non aveva colpa, povera Marie. Lei era soltanto una vittima.<br>Credevo che fuggire lontano potesse servire. Lo credevo, ma è stato tutto inutile. Il rimorso mi ha perseguitato. E non soltanto il rimorso.<br>La nonna diceva altre cose alla fine della storia, diceva che quando un<em> loup-garou</em> muore trasmette il suo male, che la tara passa di corpo in corpo con il semplice contatto fisico.<br>Perché non l’ho ricordato allora?<br>Maledette favole. E io che non ci volevo credere.<br>Adesso che anche a Port-au-Prince muoiono bambini comprendo la sofferenza di Marie e vorrei che fosse di nuovo qui con me.<br>Lei mi capirebbe almeno. Lei soltanto potrebbe farlo.<br>Quando è accaduto la prima volta è stato terribile.<br>La pelle si è staccata dal corpo e ho cominciato a volare.<br>La notte avvolgeva i miei incubi con un mantello di lacrime.<br>E’ stato allora che credo di averla rivista.<br>Marie. Il mio unico grande amore.<br>Di nuovo abbracciati, come in una notte di tanti anni fa.</div><div><br></div> <div><strong>L’AUTORE</strong></div> <div>Gordiano Lupi (Piombino, 1960) è scrittore, traduttore di autori cubani ed editore con Il Foglio Edizioni. Scrive opere di narrativa e saggi sul cinema italiano.<br>Tra le sue opere di narrativa segnaliamo <em>Calcio e acciaio – Dimenticare Piombino</em> (Acar, 2014), <em>Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano </em>(Historica, 2016)<em>, Sogni e altiforni – Piombino Trani senza ritorno </em>(con Cristina De vita – Acar, 2018)<em>, </em>presentato al Premio Strega<em>, Fame. Una terribile eredità </em>(Perdisa, 2009 – Il Foglio, 2015 e 2024)<em>, Giallo Piombino </em>(Il Foglio, 2024)<em>.<br></em>Tra le opere numerose di saggistica segnaliamo: <em>Il cittadino si ribella: il cinema di Enzo G. Castellari</em> - in collaborazione con Fabio Zanello (Profondo Rosso, 2006), <em>Filmare la morte – Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci</em> (Il Foglio 2006), <em>Sexy made in Italy – le regine del cinema erotico degli anni Settanta</em> (Profondo Rosso, 2007), <em>Fellini – A cinema greatmaster</em> (Mediane, 2008), <em>Storia del cinema Horror Italiano vol. 1, 2, 3, 4</em> (Il foglio 2011, 2012, 2013), <em>Il cinema di Gloria Guida</em> (Il Foglio, 2015), <em>Tutto Avati</em> (con Michele Bergantin, Il Foglio 2018).<br>Nel 2024 ha ricevuto il premio alla carriera nell’ambito del Premio Internazionale di Arte Letteraria Omaggio a Pasolini.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinkfd3bfa06ecbcb3baf16d8057bc57d66e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/pelle-bruciata_bar.jpg','alt': 'La copertina del racconto.','title': 'La copertina del racconto.','width': 767,'height': 400,'description': 'La copertina del racconto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkfd3bfa06ecbcb3baf16d8057bc57d66e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/pelle-bruciata_bar.jpg" alt="La copertina del racconto." title="La copertina del racconto." width="200" height="105" /></a><br></div><div><script> var showboxlink37027d74d655542a3c7ff7e6950544d2 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GordianoLupiAutore_ver.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 528,'height': 449,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink37027d74d655542a3c7ff7e6950544d2, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/GordianoLupiAutore_ver.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="128" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 05:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Winston Churchill e le pratiche magiche]]></title>
			<author><![CDATA[Luigi Pellini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><h1 class="imHeading1">Winston Churchill legatissimo alle pratiche magiche</h1><h2 class="imHeading2">Il simbolo massonico occulto legato alle pratiche magico-sataniche</h2><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><strong>Winston Churchill</strong> legatissimo alle pratiche magiche, alla sua corte erano interpellati i grandi Maghi del Novecento europeo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Quel segno che il premier era solito fare e che i più lo hanno interpretato come simbolo di vittoria o come iniziali del suo nome era un simbolo massonico occulto legato alle pratiche magico-sataniche, che lui seguiva dettate dalla maga <strong>Dion Fortune</strong> (Dio e non Fortuna…) pseudonimo di <strong>Violet Mary Firth</strong> legata al milieu magico europeo, dove partecipava pure il <strong>Mago Rosso Aleister Crowley</strong>, che aveva contatti anche con generali dello Stato Maggiore tedesco, forse un doppiogiochista. Si parla solo però dell’esoterismo nazista condotto da Hitler, in realtà tutti i governanti degli stati belligeranti della seconda Guerra Mondiale usarono la magia in tutti i suoi aspetti, anche i più deleteri e occulti per combattere il nemico!</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink56d6457d062c89899c21eeb83640a96e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/winston-churchillOK_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 400,'height': 266,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink56d6457d062c89899c21eeb83640a96e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/winston-churchillOK_ver.jpg" alt="Winston Churchill" title="Winston Churchill" width="200" height="133" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 Sep 2024 17:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Melita - Signora dei Simulacri di Daniele Corradi]]></title>
			<author><![CDATA[Luca Bonatesta]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000145"><h1 class="imHeading1">Opera letteraria stratificata e complessa</h1><h2 class="imHeading2">Un romanzo weird post-moderno originalmente dickiano</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><span class="cf1"><em>Melita – Signora dei simulacr</em>i di <strong>Daniele Corradi</strong> è un romanzo <em>weird</em> post-moderno originalmente dickiano, pubblicato nel 2020 da Dario Abate Editore, che tesse una ricca trama di situazioni e personaggi costruendo una rappresentazione labirintica
della realtà. </span><span class="fs14lh1-5 cf1">La scrittura sperimentale, che a tratti ricorda quella automatica (</span><strong class="fs14lh1-5 cf1">Corradi</strong><span class="fs14lh1-5 cf1"> si lascia condurre dalle parole nelle zone oscure dei reami del subconscio) è usata per narrare la relazione amorosa tra Davide Franco, regista di film horror di serie B, fortemente conditi di sesso
e violenza, e Melita Bitomi, top model e aspirante attrice. Una relazione a dir poco tossica, i cui protagonisti cercano di amarsi senza riuscirci mai o quasi mai, sono attratti e respinti uno dall’altra nello stesso
tempo.</span></div>
<div><span class="cf1">“Davide avvertiva un vampiro femminile seduto al suo fianco: gli succhiava la vita come se fossero ancora in un b movie del 1973”.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I film di Davide ottengono da sempre il successo commerciale e di critica. Titoli come <em>The Dead Walk</em>, <em>VampEros 3</em> e <em>Tukra la sposa che stupra</em> sono tutto un programma.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">“Ti piacciono i film horror?” chiede Davide a Melita al loro primo incontro prima di proporle la visione di <em>Tukra la sposa che stupra</em>. E questa domanda ricorre per tutto il romanzo. Forse è rivolta ironicamente e provocatoriamente, al lettore/spettatore, è un messaggio che <strong>Corradi</strong> lancia al di fuori dello schermo/pagina. La risposta lo scrittore non ce la dà. Forse Melita non li ama o forse sì. Certo è che ama l’apparenza,
il jet set e la vita benestante. La vita di Davide, invece, è un film: procede per primi piani, piani sequenza e dissolvenze. Quindi egli è, in realtà, il personaggio di un film. Come Melita, del resto.
Anche i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza di Davide, risalenti agli anni 80 e ai 90, sono ricondotti alla forma di sequenze cinematografiche horror. Il romanzo di <strong>Corradi</strong>, <em>weird</em> nel senso letterale di bizzarro, strano, è un manufatto che si colloca tra le dimensioni
create dalle sequenze filmiche rappresentate al suo interno (i film horror di Davide vengono raccontati nel romanzo come fossero microstorie) e i disegni, ben cento, realizzati dallo stesso <strong>Corradi</strong>, che, al di là del loro valore artistico intrinseco, si interpongono tra le parole formando un film letterario, un romanzo illustrato in cui le opere grafiche non
sono mero corredo ma svolgono un’importante funzione narrativa ed esplicativa. Parola-immagine e immagine-parola. A volte, mentre si legge, si ha l’impressione di stare guardando un film. Un film horror strano
di Davide Franco. Vuoi per l’utilizzo massiccio dei dialoghi, vuoi per le situazioni allucinate e allucinanti descritte, grottesche e mostruose, si assiste, durante la lettura, alla visione di un film horror di serie
B dalla grande risonanza significante. I film, che Davide dirige con lo spirito del “buona la prima” così caro a <strong>Ed Wood</strong>, regista di <em>Plan 9from outer space,</em> hanno sceneggiature sconclusionate e per questo cariche di potenzialità significante, al punto da far innamorare la critica cinematografica oltranzista, e scelte tecnico/visive improvvisate che rasentano
il sublime. Inoltre queste opere cinematografiche sono caratterizzate da sesso e violenza a volontà e sangue e frattaglie come se piovesse.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Nel romanzo di <strong>Corradi</strong> è messo in scena l’amore per il cinema horror, da quello degli anni 30 a quello splatter anni 80 e per il medium a prescindere dal genere. Strumento dell’espressione di questo amore sono
i B movie perché questi rappresentano l’essenza del cinema, in quanto libero dall’estetica e dalla autorialità, sono il cinema puro liberato dalla dittatura dell’estetismo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">La narrazione di <em>Melita-Signora dei simulacri</em> ha la particolarità di alternare continuamente il punto di vista di Davide a quello di Melita. Ma non solo. Ascoltiamo anche le voci dei comprimari. Da Lou Damiano, produttore dei film di Davide all’attore
che recita in un provino, dalla modella Alexandra, amica di Melita al cameriere del ristorante di lusso dove Davide porta Melita per pranzare. Una miriade di punti di vista che vanno a costituire un alveare narrativo. Possiamo
definire l’opera di <strong>Corradi</strong> un romanzo mondo? Certo che sì. Le visioni oniriche degli incubi di Davide e di Melita si intersecano con
le visioni cinematografiche dei film di Davide, rappresentati all’interno del romanzo, e con le situazioni reali vissute dai protagonisti. Questa permeabilità dei vari piani narrativi ci induce a chiederci cosa
sia la realtà.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">“Non esiste la realtà… io ho il mio mondo e me lo costruisco ogni giorno… ma poi ci sei entrata tu e si è incasinato tutto”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Non ci chiediamo solo cosa sia la realtà durante la lettura di <em>Melita-Signora dei simulacri</em> ma ci domandiamo anche cosa definisce un essere umano. Siamo sicuri che Melita non sia un’androide venuta fuori da un incubo letterario/cinematografico
di <strong>Dick/Scott</strong>? Melita, forse, è davvero la Signora dei Simulacri.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Davide dirige i film fregandosene della sceneggiatura e dando importanza soprattutto agli attori. Melita vorrebbe recitare in una sceneggiatura solida e senza sorprese. È
il conflitto tra l’uomo (essere umano) che vuole vivere libero e la donna (essere umano) che lo vuole costringere in una realtà codificata retta da regole ferree.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il romanzo inizia con Davide e Melita nel deserto dell’Arizona, dove lo spazio si sovrappone oniricamente al tempo. I due raggiungono, in auto, una casupola che è un
laboratorio medico di uno strano dottore, un mad doctor, che, in una suggestiva atmosfera da film horror anni 30, impianta nell’orbita vuota destra di Davide un occhio nuovo di zecca. Il nuovo occhio dona a Davide un
nuovo sguardo sul mondo. È l’ingresso in una diversa dimensione del reale. È lo sguardo che crea la realtà. Mentre Melita e Davide lasciano lo studio medico, l’assistente del dottore li insegue
con una sega elettrica, come Leatherface in <em>Non aprite quella porta</em>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Quando Davide toglie la benda dal nuovo occhio, egli osserva Melita ed è come se la vedesse per la prima volta nella sua reale essenza. Ne è atterrito. Davide è
spaventato da Melita, dalla sua perfezione che ora comprende come mai aveva fatto.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Allora Melita rinuncia alla sua perfezione e si strappa un occhio. Davide conquista l’occhio/sguardo creatore; Melita lo butta via. Il gesto della ragazza, per quanto all’inizio
induca Davide a riprovare i vecchi sentimenti nei suoi confronti, non servirà, almeno per ora, e per dopo bisogna leggerlo (no spoiler), a ristabilire l’equilibrio della relazione tossica tra i due protagonisti
del romanzo di <strong>Corradi</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In questa prima parte è contenuto in nuce tutto il romanzo che verrà.</span></div>
<div><span class="cf1">La narrazione procede poi tra cene in ristoranti di lusso, provini, riprese cinematografiche, giornate dedicate allo shopping, memorie dell’infanzia di Davide e Melita, trame
di film, incubi dei due protagonisti, e tanto tanto altro. All’insegna dell’eccesso e del grottesco. Citiamo, per fare solo un esempio la sequenza, che ci è piaciuta molto, in cui Davide ragazzo partecipa
ad una festa in maschera con addosso una maschera ricavata dal viso di un cadavere.</span></div>
<div><span class="cf1">Ricoprono, inoltre, un ruolo importante, tra i vari comprimari, Lou Damiano, il produttore e Gore, il regista di porno d’avanguardia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">I film di Davide, pieni di sesso e violenza, che inframezzano la narrazione, vengono descritti nei minimi dettagli. Melita-Signora dei simulacri è un’opera letteraria
stratificata e complessa scritta con uno stile che alterna periodi composti da frasi brevi ad altri molto più articolati. Non deve spaventare la sua lunghezza, circa settecento pagine, perché scorre facilmente
pur non essendo mai banale. È un romanzo/film ma non nel senso attuale, e banale, di romanzi scritti come se fossero sceneggiature cinematografiche. Lo è nel suo significato più nobile di arte letteraria
e arte cinematografica che trovano un terreno di incontro e fanno nascere qualcosa di artisticamente nuovo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Questo libro è puro amore per il cinema e piacerebbe al creatore di Blob e Fuori Orario, <strong>Enrico Ghezzi</strong> (consiglio a <strong>Corradi</strong> di regalargli una copia). A chi è arrivato alla fine di questa recensione, consiglio invece di procurarsi il romanzo: non fate come me che ho aspettato tre anni per decidermi a leggerlo. Entrate nelle
librerie come orde di zombi famelici e compratelo. Quindi tornate a casa, mettete su la caffettiera, o preparate cartine ed erba gatta e leggete, leggete, leggete…</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Daniele Corradi è docente di Lettere, saggista e autore di narrativa. Ha pubblicato i saggi <em>Cthlhu</em> (Carcosa, 2017), <em>Il linguaggio di Cthulhu. Filosofia e dizionario di H. P. Lovecraft</em> (Editoriale Jouvence, 2019), i romanzi <em>Non aprire quella porta</em> (How2, 2017), <em>Melita. Signora dei simulacri</em> (How2, 2020), <em>Contro</em> (Carcosa, 2023) e la raccolta di racconti <em>Oltre il mondo</em> (Editoriale Jouvence, 2021). E’ stato direttore editoriale di Dario Abate Editore. E’ di imminente pubblicazione, per il marchio editoriale Carcosa Edizioni Fantastiche, il romanzo <em>Il re è solo</em>.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Melita-Signora dei simulacri</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Daniele Corradi</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Dario Abate Editore</em></div>
<div><em class="cf1">Pag. 734</em></div>
<div><span class="cf1"><em>Codice ISBN: </em>978-8893053495</span></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 28,00 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><a href="https://amzn.to/46xmUpH" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink9b051426a19e30baee6be4e41e09570e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/melita-corradi-cover_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 624,'height': 1000,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9b051426a19e30baee6be4e41e09570e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/melita-corradi-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="321" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkd63229a72735eae51110d11adbf25e5b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/daniele-corradi_autore.jpg','alt': '','title': '','width': 225,'height': 225,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd63229a72735eae51110d11adbf25e5b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/daniele-corradi_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 07:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[JumpScare - Demo]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Giochi"><![CDATA[Giochi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000019"><h1 class="imHeading1">Avventura horror interattiva</h1><h2 class="imHeading2">JumpScare - Demo</h2><div><div><span class="cf1">Versione dimostrativa in fase di sviluppo di un'avventura horror interattiva. Facci sapere la tua opinione!</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/jumpscare---demo.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/jumpscare---demo.html', null, false)">GIOCA &gt;&gt;</a></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkb8ba5279f21f795560b2e6d518669ed4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/JumpScare-coverok_ver.webp','alt': '','title': '','width': 500,'height': 750,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkb8ba5279f21f795560b2e6d518669ed4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/JumpScare_ver_9ooa111b.webp" alt="La copertina del gioco" title="La copertina del gioco" width="200" height="300" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 Jun 2024 11:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Generazione Z di Samuele Fabrizzi]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Deri]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000162"><h1 class="imHeading1">Un'apocalisse zombie dove la brutalità regna sovrana</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Lettura deliziosa dialogata, grottesca e ricca di spunti di riflessione</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">[…] deve essere così l’inferno. Che Schifo! Iki o Suru un cazzo […]</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46QtZ6o" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Cecilia, ventenne karateka con un debole (non propriamente suo) per i costumi da scolaretta giapponese, si ritrova catapultata in un incubo apocalittico: un’orda di zombie
invade la sua città, Pisa, durante una notte di passione. Vestita solo con il suo improbabile outfit e armata di una katana, la povera ragazza, imbruttita da questa nuova realtà, combatte per la sua vita, scoprendo
che il mondo che conosceva non esiste più e anzi… Quando scopre di non avere più una casa né una famiglia, Cecilia (alias <em>Saikebon</em>) decide di unirsi a un gruppo di giovani impacciati e pittoreschi, il cui unico obiettivo è la sopravvivenza.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">In <em>Generazione Z</em> vi aspetta un vortice di violenza esplicita, condita da un irriverente black humor e
una buona dose di made in tuscany<strong><em>.</em></strong> L’autore, esperto nel maneggiare la volgarità, ci catapulta in un’apocalisse zombie
dove la brutalità regna sovrana.</span></div>
<div><span class="cf1">Preparatevi a non farvi domande su come vi comportereste in una situazione simile: Cecilia e il suo stravagante gruppo di sopravvissuti dovranno affrontare una realtà dove
l’etica è crollata e la peggiore umanità emerge senza freni.</span></div>
<div><span class="cf1">Ma <em>Generazione Z</em> non è solo sangue e frattaglie. L’autore ci invita a riflettere sul paradosso
di due generazioni “zombie”: quella dei morti viventi che popolano la storia e quella dei giovani nati nell’era digitale, spesso definiti come “rovina” e “impreparati” e non può
mancare anche qui il conflitto generazionale.</span></div>
<div><span class="cf1">Nell’intro leggiamo “Kill Bill incontra Romero” e sono sostanzialmente concorde, ma aggiungo un altro paragone “Daybreak senza commedia e solo brutalità”.</span></div>
<div><span class="cf1">Se amate le storie brevi, intense ma godibili, <em>Generazione Z</em> è il prodotto che fa per voi. Troverete una lettura deliziosa (senza riferimenti al sapore della carne umana!), dialogata, grottesca e ricca di spunti di riflessione, il tutto condito da
una dose invidiabile di brutalità.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><strong class="cf1">L’AUTORE</strong></div>
<div><span class="cf1">Samuele Fabbrizzi nasce a Pontedera nel 1986. Fin da piccolo dimostra uno spiccato interesse per il cinema, i manga e la scrittura creativa. Dal 2016 si guadagna da vivere
facendo il tatuatore. Fra i suoi romanzi più importanti ci sono <em>Il Braccio Mutante della Legge</em> (Dunwich Edizioni), <em>Grosso Guaio a Dorba Rocchese</em> (Dark Twin), <em>Big Bad Bunny</em> (Dark Twin, poi ripubblicato dalla Dark Abyss Edizioni a novembre 2023), <em>Old Boys</em> (Dunwich Edizioni, poi ripubblicato da Sàga Edizioni con il titolo <em>Old Boys – Le Belve di Red Lick</em> in occasione di Stranimondi 2023) e <em>Il Buio non ha lacrime</em> (Dark Abyss Edizioni).</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Generazione Z</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Samuele Fabrizzi</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Delos Digital</em></div>
<div><em class="cf1">Collana: The Tube Exposed-90</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 92</em></div>
<div><em class="cf1">Codice ISBN: 978-8825428575</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 2,99 €</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/46QtZ6o" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink1db8f027504cdfd8841d852148e0c241 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GenerazioneZ-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 771,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1db8f027504cdfd8841d852148e0c241, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/GenerazioneZ-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="281" /></a><br></div><div><script> var showboxlink0134a9be643418a29492f7fa7d926dc4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/samuele-fabbrizzi_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 1280,'height': 853,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0134a9be643418a29492f7fa7d926dc4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/samuele-fabbrizzi_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="100" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 May 2024 08:25:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Memory Horror, gioca e vinci un premio!]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Giochi"><![CDATA[Giochi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000018"><h1 class="imHeading1">Il classico gioco di memoria in versione horror</h1><h2 class="imHeading2">Memory Horror: gioca e prova a vincere un premio</h2><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La Redazione </span><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">GHoST </span></em><span class="fs14lh1-5 cf1">segnala l’uscita del gioco on-line</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><strong class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Memory Horror</span></strong><span class="fs14lh1-5 cf1">, produzione web completamente gratuita targata </span><em class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Club GHoST &amp; Ipnotica</span></em><span class="fs14lh1-5 cf1">.</span></div><div><strong><span class="fs14lh1-5 cf1">Memory Horror</span></strong><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">si rifà al classico gioco di memoria: bisognerà infatti girare le tessere delle principali icone del cinema horror per formare le coppie e con un po’ di fortuna e di memoria provare a vincere un premio.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il periodo valido per vincere il premio va dal 20 al 31 Marzo 2024. Affrettatevi!</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Nota: terminato il periodo valido per vincere il premio, il gioco rimarrà comunque sempre disponibile.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Buon divertimento e buona fortuna con </span><strong class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Memory Horror</span></strong><span class="fs14lh1-5 cf1">!</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/memory-horror.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/memory-horror.html', null, false)">GIOCA &gt;&gt;</a></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink291b4141a6e8391fb0ad91024c8d736c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/memory-horror-supercoverOK.jpg','alt': '','title': '','width': 519,'height': 650,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink291b4141a6e8391fb0ad91024c8d736c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/memory-horror.jpg" alt="Memory Horror" title="Memory Horror" width="200" height="250" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 11:33:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dimensione Cosmica 19]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Riviste"><![CDATA[Riviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000170"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Letteratura dell'immaginario</span></h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Ampio materiale dedicato a Philip K. Dick</span></h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div><em class="cf1">Rivista diretta da Gianfranco De Turris e Adriano Monti Buzzetti</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4orO1d1" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Feci la conoscenza di <strong>Philip K. Dick</strong> nel 1992 se non rammento male in un articolo comparso nelle pagine culturali di Repubblica. L’autrice, di cui non ricordo il nome, scriveva che i fantascientisti si dividevano in seguaci di <strong>Asimov</strong> e seguaci di <strong>Philip K. Dick</strong>. Mi convinsi a leggere “Ubik” e ne fui folgorato e mi considerari facente parte della seconda fazione. Leggendo quel libro di culto mi sembrava di penetrare realmente in un’altra dimensione
della realtà. Era tutto molto più intenso rispetto alla fantascienza classica di un <strong>Asimov</strong>. Da quel momento lessi tutto quel che potevo, i romanzi, i racconti e le biografie di <strong>Emanuele Carrere</strong> e <strong>Lawrence Sutin</strong>. Lessi anche i celebri saggi dello scrittore polacco di fantascienza <strong>Stanislaw Lem</strong> (quello di “Solaris”) in cui sostanzialmente riteneva Dick “un visionario tra i ciarlatani”. Purtroppo poi il carattere paranoico di Dick lo portò a denunciare Lem all’FBI
come spia comunista. Poi la sua figura iniziò ad inventare sempre più ingombrante tanto che iniziai ad esserne quasi nauseato. Tutti ne parlavano a tutte le ore del giorno e sinceramente non se ne poteva più.
Comunque è stato rileggendo la biografia di <strong>Emmanuel Carrere</strong> “Io sono vivo voi siete morti” ristampata da Adelphi (avevo letto anche la prima edizione Theoria) che mi sono riavvicinato allo scrittore americano. Ora, a dimostrazione di come la sua figura
continui ad essere pervasiva ed in occasione dei quarant’anni della sua morte è uscito di recente un bello speciale dedicato a <strong>Philip K. Dick</strong> da parte di <em>Dimensione Cosmica</em>, rivista di letteratura dell’immaginario diretta da <strong>Gianfranco De Turris</strong> e <strong>Adriano Monti Buzzetti</strong>. Molto approfondito l’intervento di <strong>Andrea Scarabelli</strong> intitolato “Philip K. Dick e il gioco del mondo”, in cui giustamente si fa notare come “ad averlo consacrato nell’immaginario collettivo
non è però tanto la sua scrittura, ma una ‘visione del mondo’ che mescola arcaico e futuro, i Manoscritti del Mar Morto e la fisica quantistica, il Bardo Bardo Tödröl (di cui il celebre
romanzo “Ubik” ne costituisce una versione postmoderna) e l’I Ching”. Scarabelli fa notare poi l’uso massiccio che Dick fece delle droghe (soprattutto delle anfetamine) lungo la sua vita e cita
l’episiodio in cui <strong>Timothy Leary</strong> e <strong>John Lennon</strong> gli avrebbero telefonato entusiasti dopo aver letto “Ubik” (in realtà l’autore dell’articolo qui si confonde, si trattava infatti
de “Le tre Stimmate di Palmer Eldtrich”). Si parla poi molto della genesi del suo capolavoro (vincitore del Premio Hugo) “L’uomo nell’alto castello” qui in Italia maggiormente conosciuto
con il titolo “La svastica sul sole” da cui è stata tratta di recente un’ottima serie televisiva. Molto interessante poi anche l’intervento di <strong>Sebastiano Fusco</strong> “Realtà dislocata e mondi alternativi” in cui narra della sua corrispondenza con<strong> Philip K. Dick</strong> e pubblica una sua lettera in cui lo scrittore statunitense definisce la fantascienza. Lo scrittore di fantascienza italiano <strong>Pierfrancesco Prosperi</strong> in “Io sono vivo, e voi dovreste essere morti”, scrive un interessante racconto con “Dick” come protagonista mentre <strong>Enrico Petrucci</strong> ci parla della sua ricaduta sul cinema. Insomma un numero, questo 19 di <em>Dimensione Cosmica</em>, che vale sicuramente l’acquisto considerando l’ampio materiale dedicato a <strong>Philip K. Dick</strong><span class="fs14lh1-5">.</span></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div>






<div><em class="cf1">Dimensione Cosmica 19</em></div>
<div><em class="cf1">a cura di Gianfranco De Turris e Adriano Monti Buzzetti.</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Tabula Fati</em></div><div><em class="cf1">Anno: 2022</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 96</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN: 979-1259881373</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 8,55 €</em></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><!--StartFragment --><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4orO1d1" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a> #ad<!--EndFragment --><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink2ecd63d4f95b441c12667eddd7c8aeef = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/dimensione-cosmica19_ver.jpg','alt': 'La copertina della rivista.','title': 'La copertina della rivista.','width': 820,'height': 1080,'description': 'La copertina della rivista.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink2ecd63d4f95b441c12667eddd7c8aeef, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/dimensione-cosmica19_ver.jpg" alt="La copertina della rivista." title="La copertina della rivista." width="200" height="264" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 08:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[I serial killer di Trevor]]></title>
			<author><![CDATA[Massimiliano Ruzzante]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002E0"><h1 class="imHeading1">Intervista esclusiva</h1><h2 class="imHeading2">Incontro con l'autore del saggio edito da Shatter Edizioni</h2><div><div><em>Assetati di Sangue<strong> </strong></em><strong></strong>è la prima fatica letteraria di <strong>Trevor</strong>, storico cantante della nota metal band italiana <em>Sadist</em>. Potete leggere la recensione del libro da qui: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?assetati-di-sangue-di-trevor-sadist" class="imCssLink">VAI...</a></div></div><div><br></div><div><div><strong>Il sottotitolo della tua opera è: <em>45 serial killer allo specchio</em>: quale criterio di selezione hai adottato per redigere i profili degli assassini?</strong></div> <div>Il numero 45 è assolutamente casuale, mi piaceva l’idea che fosse quasi tondo. In principio dovevano essere 40, in seguito con l’editore ci siamo accorti che per arrivare almeno a 200 pagine avrei dovuto prendere ancora la penna in mano e per questo motivo siamo arrivati a tale sottotitolo, collezionando 240 pagine.</div> <div>Riguardo la scelta, da una parte è stata redatta seguendo l’esperienza maturata nei miei 30 anni circa di ricerca e studio sui serial killer. Dall’altra l’intenzione ben precisa era dimostrare al lettore che non c’è stata un’epoca ben precisa attribuibile ai serial killer, così come geograficamente parlando questa piaga sociale è sparsa da sempre a macchia d’olio; troverete infatti storie che vi portano parecchio indietro nella storia e in ogni angolo di mondo!</div></div><div><br></div><div><div><strong>Ho notato che nel tuo saggio non appare un apparato bibliografico: quali sono stati i testi che hai maggiormente consultato per la stesura dell’opera e quali reputi fondamentali per chiunque voglia approfondire questa materia?</strong></div> <div>Come detto in tutti questi anni ho raccolto informazioni a 360°. Quello dei serial killer è un argomento che mi suscita interesse da tanto, troppo tempo. In questi anni mi sono documentato attraverso: libri di saggistica, video documenti, video processi, film. Certo oggi con l’ausilio della rete, rispetto ad anni fa è tutto più semplice. Per chi volesse addentrarsi in questo mondo oscuro, ci sono diversi siti davvero interessanti, esaustivi e realizzati molto bene.</div></div><div><br></div><div><div><strong>Diversi testi scritti con le tue band (<em>Sadist</em> e <em>The Famili</em>) sono ispirati dalle gesta di famosi Serial Killer: generalmente ti basi più su fatti di cronaca nera o attingi anche a esperienze personali per redigere le lyrics?</strong></div> <div>Tutto vero. 25 anni fa con i miei <em>Sadist</em> ho scritto le prime canzoni narrando le gesta malvagie di alcuni serial killer. Mentre con il progetto parallelo <em>The Famili</em> scrissi un intero album incentrato sugli omicida seriali. Tuttavia non mi sento di dire che seguo un ordine ben preciso, le liriche <em>Sadist</em> affrontano tematiche differenti, spesso sono il frutto di sensazioni o di momenti personali. Gli ultimi tre album concettualmente sono molto diversi, nonostante mi sono sempre rifatto a temi violenti. ‘<em>Season in Silence</em>’ è un concept sul freddo dell’inverno, sulle difficoltà di sopravvivere, sulla freddezza dell’uomo. ‘<em>Hyaena</em>’ narra il profilo di un incredibile predatore che caccia nelle pianure africane, naturalmente assassino brutale e feroce. ‘<em>Spellbound</em>’ riassume la filmografia del maestro Hitchcock. Nel prossimo e nuovo album saranno concentrate emozioni, sensazioni personali, ricordi piacevoli e altri meno.</div></div><div><br></div><div><div><strong>Da appassionato di musica metal mi piacerebbe sapere quali sono i gruppi che ti hanno influenzato più di ogni altro nella tua formazione come musicista, e nel ruolo di cantante a chi ti ispiri maggiormente?</strong></div> <div>Ho avuto la fortuna di vivere gli anni migliori del Metal, prima da ascoltatore e fan, poi da cantante. Sono molte le band che ho apprezzato in tutti questi anni. Sono cresciuto con i grandissimi <em>AC/DC</em>, poi c’è stato l’avvento della NWOBHM, sono sempre stato un grande estimatore dei <em>Saxon</em>, dei <em>Judas Priest, degli Iron Maiden</em>. Quello che mi ha cambiato la vita è stato il Thrash Metal, le grandi band oltreoceano: <em>Slayer, Metallica, Megadeth, Anthrax, Testament, Pantera</em>… Devi sapere che ho sempre scelto la direzione più estrema, il Thrash Metal era musica per le mie orecchie. Uno dei miei grandi amori si chiama Kreator! Ma la mia consacrazione musicale c’è stata a fine anni ottanta con il Death Metal, quello è stato l’arrivo! I <em>Cannibal Corpse, Death, Carcass, Morbid Angel, Obituary, Deicide, Malevolent Creation</em>, la violenza riportata in musica Ho una collezione importante di vinili e cd, sono tante le band che stimo e rispetto, tuttavia per la mia crescita di artista non ho mai seguito qualcuno in particolare, ho sempre cercato di avere un mio stile, una mia identità, sia in studio di registrazione che sul palco.</div></div><div><br></div><div><div><strong>Musica a parte preferisci la narrativa o il cinema come forma di intrattenimento? E quali sono le tue opere preferite sia letterarie che cinematografiche?</strong></div> <div>Si tratta di cose completamente diverse. Credo che per leggere un libro ci vuole una mente libera, riposata e concentrata. La narrativa richiede grande spirito di abnegazione. La TV è molto più passiva, certo dipende anche dal film in questione, ma in generale trovo il piccolo schermo meno impegnativo. Sono tanti i titoli a cui mi sento legato. Tralasciando per un attimo l’argomento saggistica, potrei dirti: l’Antologia di Spoon River, il Necronomicon, la bibliografia di Mauro Corona, quella di Carlo Lucarelli e molti altri. Per quanto concerne i film, sono un grande appassionato di film horror, odio i film sentimentali e trovo inutili le commedie. Tra i miei preferiti ci sono sicuramente tutti questi grandi classici: <em>Non Aprite Quella Porta</em>, <em>Profondo Rosso, Suspiria, Halloween, Venerdì 13, IT, Nightmare, Psycho, Uccelli, Il Silenzio Degli Innocenti, L’Esorcista, Shining, Rosemary’s Baby, La Casa Dalle Finestre Che Ridono, Wrong Turn, Le Colline Hanno Gli Occhi</em>…</div><div><br></div> <div>Un saluto a tutta la redazione e a tutti i lettori di <em>Club GHoST</em>.</div> <div>In alto il nostro saluto.. Stay Brutal.</div></div><div><br></div><div><div><em>Un ringraziamento speciale a Trevor.</em></div> <div><a href="https://www.facebook.com/trevorthevoice" class="imCssLink">www.facebook.com/trevorthevoice</a><br></div></div><div><br></div><div><script> var showboxlink975ca0972da99cb033d90d3f4f3053f0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/trevor-nadir_bar.webp','alt': 'Trevor','title': 'Trevor','width': 1200,'height': 800,'description': 'Trevor'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink975ca0972da99cb033d90d3f4f3053f0, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/trevor-nadir_bar.webp" alt="Trevor" title="Trevor" width="200" height="134" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 13 May 2021 16:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Assetati di sangue di Trevor Sadist]]></title>
			<author><![CDATA[Massimiliano Ruzzante]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002DE"><h1 class="imHeading1">Scritto con tanta passione e umiltà</h1><h2 class="imHeading2">Consiglio a tutti gli appassionati di psicologia criminale</h2><div><div><span class="cf1">Nel maremagnum di saggistica true crime, recentemente si è aggiunto questo </span><span class="cf1"><em>Assetati di sangue. 45 serial killer allo specchio<strong>, </strong></em></span><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">edito dalla</span><span class="cf1"><strong><em> </em></strong></span><span class="cf1">Shatter Edizioni giovane realtà specializzata in saggi di cinema e musica. Trattasi dell’opera prima di </span><span class="cf1"><strong>Trevor</strong></span><span class="cf1">, storico cantante della nota metal band italiana </span><span class="cf1"><em>Sadist<strong> </strong></em></span><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">ed è frutto di una passione trentennale di ricerche e di studio. L’autore nel suo saggio analizza una quarantina tra i profili più celebri della storia, percorrendo secoli di efferati omicidi e partendo in ordine cronologico dal barone Gilles de Rais del XV secolo (considerato il primo serial killer della storia), fino ad arrivare a Mikhail Popkov, “Il lupo mannaro” dei giorni nostri, passando per Albert Fish, Ed Gein, John Wayne Gacy “killer clown”, “big Ed” Kemper e Richard Ramirez il “night stalker” satanista. L’autore non si limita ad analizzare i più conosciuti assassini della storia americana ed europea, ma traccia una vera e propria panoramica mondiale dell’omicidio seriale. Tutti questi profili ci vengono illustrati con piccole pillole biografiche, raccontando in modo sintetico la storia degli orrori compiuti dal killer fino alla sua cattura.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4wxRmwf" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">A corredo di ogni analisi, </span><span class="cf1"><strong>Trevor</strong></span><span class="cf1"> ci delizia con delle personali poesie liriche dedicate a ogni singolo personaggio. Nonostante i numerosi soggetti trattati, sorprende però la mancanza di alcuni degli assassini seriali più famigerati e noti al grande pubblico come Ted Bundy, David Berkovitz “il figlio di Sam” e “Il cannibale di Milwaukee” Jeffrey Dahmer, i quali hanno ispirato numerosi documentari. Una scelta evidentemente voluta e ponderata dall’autore, che ha preferito optare per delle figure magari meno conosciute a livello mediatico, ma non per questo meno interessanti. Chiudono l’opera i due capitoli finali: la “Triade di MacDonald”, che indaga i primi allarmanti sintomi che si manifestano fin dall’infanzia (segnali di uno sviluppo di personalità sociopatica o psicotica), e il capitolo dedicato al binomio cinema-serial killer, con diverse citazioni di famose pellicole thriller, la maggior parte delle quali ispirate a vicende di assassini seriali realmente esistiti.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Unica vera pecca del saggio, a mio modesto avviso, è la mancanza di un apparato bibliografico in appendice, che lo avrebbe sicuramente reso più completo e credibile a livello prettamente filologico e divulgativo.</span></div> <div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">In conclusione </span><span class="cf1"><em>Assetati di sangue. 45 serial killer allo specchio</em></span><span class="cf1"> è un saggio scritto con tanta passione e umiltà, che consiglio a tutti gli appassionati di psicologia criminale e, per la semplicità di lettura, anche ai neofiti che vogliono approcciare questa oscura ma indubbiamente affascinante materia.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Leggete l'intervista esclusiva all'autore dove si parla anche del libro: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?i-serial-killer-di-trevor" class="imCssLink">VAI...</a></span></div><div><br></div><div><div><strong><span class="cf1">L’AUTORE</span></strong></div> <div><span class="cf1">Nel 1990 muove i suoi primi passi nel mondo della musica. Dal 1996 è il cantante dei </span><span class="cf1"><em>Sadist</em></span><span class="cf1">, band italiana portabandiera del death metal nel mondo, con cui ha realizzato otto album e sette videoclip.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Nella sua intera carriera artistica ha firmato in totale dodici dischi, dodici videoclip, tre EP ed è stato “special guest” vocale su venticinque album di altrettante band.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Ha fatto diversi tour internazionali calcando i palchi di oltre trenta paesi. Ha festeggiato i suoi mille concerti in cui, tra le tante, spiccano le partecipazioni a: Wacken Open Air, Hellfest, Brutal Assault e un memorabile show allo Stadio Olimpico di Roma nel 2007 a supporto di </span><span class="cf1"><em>Iron Maiden</em></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><em>Motörhead</em></span><span class="cf1">.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Insieme ai </span><span class="cf1"><em>Sadist</em></span><span class="cf1"><strong> </strong></span><span class="cf1">ha inoltre condiviso il palco con le band più importanti del metal mondiale, tra cui: </span><span class="cf1"><em>Black Sabbath</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Ozzy Osbourne</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Iron Maiden</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Motörhead</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Metallica</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Megadeth</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Slayer</em></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><em>Rammstein</em></span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1"><em>Kiss</em></span><span class="cf1">…</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Dal 2001 al 2009 è stato veejay di Rock TV, canale 718 di Sky.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">“Penna” di svariate riviste specializzate: Metal Maniac, Metal Hammer e speaker di alcune radio indipendenti. Ha partecipato al film horror ‘</span><span class="cf1"><em>Extreme Jukebox</em></span><span class="cf1">’ nel ruolo del ‘Mostro dei Boschi’ mentre il brano dei Sadist</span><span class="cf1"><strong> </strong></span><span class="cf1">‘</span><span class="cf1"><em>One Thousand Memories</em></span><span class="cf1">’ è stato inserito nella colonna sonora del film ‘</span><span class="cf1"><em>Paura 3D</em></span><span class="cf1">’ dei fratelli Manetti.</span></div> <div><span class="cf1">Da oltre vent’anni lavora per la Nadir Music S.r.l.</span><span class="cf1"><strong> </strong></span><span class="cf1">in qualità di direttore artistico, promoter e ufficio stampa.</span></div> <div><span class="cf1">Nell’estate del 2018 è chiamato dal Genoa CFC (squadra di cui è da sempre accanito tifoso) per confezionare una versione rivisitata di “</span><span class="cf1"><em>Highway to Hell</em></span><span class="cf1">” degli AC/DC risuonata insieme alla sua band </span><span class="cf1"><em>“Trevor and the Wolves”</em></span><span class="cf1">, che è stata scelta per introdurre la squadra sui campi di gioco della serie A.</span></div> <div><span class="cf1">Ospite di svariate trasmissioni televisive nazionali, tra cui ‘</span><span class="cf1"><em>Ciao Darwin</em></span><span class="cf1">’ di Paolo Bonolis, ‘</span><span class="cf1"><em>Verissimo</em></span><span class="cf1">’ (Canale 5), ‘</span><span class="cf1"><em>Tempi Moderni</em></span><span class="cf1">’ (Italia1), ‘</span><span class="cf1"><em>TG1</em></span><span class="cf1">’ (Rai1), ‘</span><span class="cf1"><em>Roxy Bar</em></span><span class="cf1">’ di Red Ronnie (TMC) ed altre.</span></div> <div><span class="cf1"><em>Assetati di Sangue<strong> </strong></em></span><span class="cf1"><strong></strong></span><span class="cf1">è oggi la sua prima fatica letteraria… E, come si suol dire, “</span><span class="cf1"><em>The Best is yet to come</em></span><span class="cf1">”...</span></div></div><div><span class="cf1">Facebook: </span><span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.facebook.com/trevorthevoice" class="imCssLink">www.facebook.com/trevorthevoice</a></span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><i><span class="cf1">Assetati di sangue</span></i></div><div><i><span class="cf1">(45 serial killer allo specchio)</span></i></div><div><i><span class="cf1">Autore: Trevor Sadist</span></i></div><div><i><span class="cf1">Editore: Shatter</span></i></div><div><i><span class="cf1">Anno: 2 dicembre 2020</span></i></div><div><i><span class="cf1">Pagine: 236</span></i></div><div><i><span class="cf1">Prezzo: 14,00 €</span></i></div><div><i><span class="cf1">ISBN-13: 978-8894570717</span></i></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><a href="https://amzn.to/4wxRmwf" class="imCssLink">ACQUISTA SU AMAZON</a></span><span class="cf1"> #ad</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlinkebcc990edd2fd352df8b4ab0747529df = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/assetati-sangue-cover_vr.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 780,'height': 1080,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkebcc990edd2fd352df8b4ab0747529df, 0, this)" class="imCssLink"><span class="cf1"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/assetati-sangue-cover_vr.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="277" /></span></a></div><div><script> var showboxlink9a32a3b4d636d3b86b6e02fe5795b25a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Trevor-Sadist_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 830,'height': 1079,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink9a32a3b4d636d3b86b6e02fe5795b25a, 0, this)" class="imCssLink"><span class="cf1"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Trevor-Sadist_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="195" /></span></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 May 2021 15:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Roman Polański incontra Brian De Palma]]></title>
			<author><![CDATA[Roberto Frini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000200"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Polański e la sua influenza</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Il primo regista europeo a praticare il cinema dell'orrore</span></h2><div>






<div><span class="cf1"><strong>Roman Polański</strong>, con alcuni film degli anni ’60 e ’70, ha esercitato una notevole influenza sui registi delle generazioni
successive, in particolare sugli autori dell’horror americano. <strong>John Carpenter</strong> in un’intervista ha indicato <em>Chinatown</em> come uno dei suoi film preferiti, il finale di <em>Non aprite quella porta</em>, diretto da <strong>Tobe Hooper</strong> nel 1974, ricorda per certi versi quello di <em>Che?</em>, di due anni precedente, <em>L’angelo della vendetta</em> (1981), di <strong>Abel Ferrara</strong>, sembra quasi un rifacimento non dichiarato di <em>Repulsion.</em> In <em>L’ululato<strong> </strong></em><strong></strong>(1980), di <strong>Joe Dante</strong>, la comunità di licantropi è simili alla setta demoniaca di <em>Rosemary’s Baby</em>. Senza contare ovviamente <strong>William Friedkin</strong>, che nel 1973 ha contribuito a rinnovare il cinema horror girando <em>L’esorcista</em>, e che ha sempre indicato proprio in <em>Rosemary’s Baby</em> un titolo imprescindibile. <strong>Polański</strong> è stato d’altra parte il primo regista europeo a praticare con una certa continuità
un genere in quegli anni ritenuto commerciale come il cinema dell’orrore, dimostrando che si poteva affrontarlo mantenendo un’identità autoriale (cosa che fece anche <strong>Kubrick</strong> con la fantascienza quando nel 1968 realizzò <em>2001: Odissea nello spazio</em>). Il collega americano che più di altri ha dato l’impressione di aver assimilato la lezione polanskiana è stato <strong>Brian De Palma</strong>. Anche per una sorta di anarchia strutturale (evidente soprattutto nei primi film di entrambi) e tematica, e forse riscontrabile persino nella lettura della realtà.
Non si hanno dichiarazioni dei due registi che rivelino interesse uno per l’opera dell’altro. E nemmeno risultano, tra gli ormai numerosi studi critici che li riguardano, scritti che mettano in risalto certe affinità.
Anche se Roberto Nepoti, nel Castoro Cinema su De Palma, annota che tra le varie “<em>suggestioni da testi precedenti</em>” presenti in <em>Vestito per uccidere</em> (Dressed to Kill, diretto da <strong>De Palma</strong> nel 1980) vi sono sottili riferimenti ai film di <strong>Polański</strong> <em>Repulsion<strong> </strong></em><strong></strong>(id., 1965) e <em>L’inquilino del terzo piano<strong> </strong></em><strong></strong>(Le Locataire, 1976).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><script> var showboxlink475c7eed5203e5bdc2466436699116b8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/depalma-polanski_01.webp','alt': 'Brian De Palma.','title': 'Brian De Palma.','width': 789,'height': 460,'description': 'Brian De Palma.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink475c7eed5203e5bdc2466436699116b8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/depalma-polanski_01.webp" alt="Brian De Palma." title="Brian De Palma." width="200" height="117" /></a></div><div><br></div>
<div><span class="cf1">Non manca invece una vasta letteratura che vedrebbe in <strong>De Palma</strong> un allievo (se non l’allievo per eccellenza) di <strong>Alfred Hitchcock</strong>. Si potrebbe aggiungere che il maestro della suspense è stato considerato dagli studiosi un punto di riferimento sia per <strong>Polański</strong> (che in realtà ha più volte ribadito di sentirsi distante dall’universo hitchcockiano) che per <strong>De Palma</strong>. Forse sarebbe giunto il momento di sottolineare che <strong>Hitchcock</strong> (ad esempio quello di <em>Psyco</em>) è giunto a <strong>De Palma</strong> “filtrato” da <strong>Polański</strong>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><script> var showboxlinkcc0bfef1fe7ae25177faf1fffda12925 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/depalma-polanski_02.webp','alt': 'Roman Polański.','title': 'Roman Polański.','width': 1920,'height': 670,'description': 'Roman Polański.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkcc0bfef1fe7ae25177faf1fffda12925, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/depalma-polanski_02.webp" alt="Roman Polański." title="Roman Polański." width="200" height="100" /></a></div><div><br></div>
<div><span class="cf1">Sgombrato il campo dunque da un’acclarata e ingombrante eredità, meglio concentrarsi sul binomio Polański/De Palma. Si possono trovare analogie tra vari film
dei due autori. A cominciare da <em>Repulsion</em>, il secondo lungometraggio di <strong>Polański</strong>. Carol è una giovane manicure che vive con la sorella, Helen. Fragile dal punto di vista psicologico, la ragazza è morbosamente attaccata alla sorella
e soffre per la relazione di Helen con il proprio amante, di cui mal sopporta la presenza. Quando poi Helen e l’uomo partono per una vacanza lasciandola sola, la giovane donna precipita in un vero e proprio stato di
follia, finendo per rinchiudersi nell’appartamento e uccidendo sia un corteggiatore che il padrone di casa.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink36982d0fd3f174d2f25fea5db93a2f53 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/depalma-polanski_03.webp','alt': 'Chinatown.','title': 'Chinatown.','width': 800,'height': 578,'description': 'Chinatown.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink36982d0fd3f174d2f25fea5db93a2f53, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-8" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/depalma-polanski_03.webp" alt="Chinatown." title="Chinatown." width="200" height="145" /></a></div><div><br></div>
<div><span class="cf1">Carol inaugura una serie di personaggi femminili del cinema di <strong>Polański</strong> che, con sfumature varie, sono caratterizzati da tutta una serie di problematiche legate alle relazioni in generale e con gli uomini in particolare. Successive a
Carol sono Sarah, eroina di <em>Per favore, non mordermi sul collo!</em> (The Fearless Vampire Killers, or Pardon Me, But Your Teeth Are in My Neck), del 1967, e
Rosemary, protagonista di <em>Rosemary’s Baby - Nastro rosso a New York</em> (Rosemary’s Baby), del 1968. Sarah è vergine e per questo motivo il padre la tiene segregata, temendo che possa finire tra le grinfie del vampiro che terrorizza una contrada della Transilvania.
Cosa che infatti accade. Trasferitasi in un appartamento di New York con il marito, Rosemary invece viene messa incinta dal diavolo.<strong><em> </em></strong>Mentre in <em>Repulsion</em> lo spettatore non può avere dubbi circa lo stato mentale di Carol (casomai si interroga sulle possibili cause) in <em>Rosemary’s Baby</em><strong> Polański</strong> mantiene una certa ambiguità: esiste davvero una setta satanica o la protagonista, forse terrorizzata dal fatto di avere un bambino, sta solo immaginando tutto?</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><script> var showboxlink0578fbc0a2a9fd318d03093031d35b58 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/depalma-polanski_04.webp','alt': 'Per favore, non mordermi sul collo!','title': 'Per favore, non mordermi sul collo!','width': 800,'height': 516,'description': 'Per favore, non mordermi sul collo!'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0578fbc0a2a9fd318d03093031d35b58, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-9" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/depalma-polanski_04.webp" alt="Per favore, non mordermi sul collo!" title="Per favore, non mordermi sul collo!" width="200" height="129" /></a></div><div><br></div>
<div><span class="cf1">Non dissimili dai personaggi femminili della prima parte di carriera di <strong>Polański</strong>: si potrebbe aggiungere Simon Choule che si suicida (e della quale veniamo a sapere qualcosa solo attraverso gli altri personaggi) in <em>L’inquilino del terzo piano</em>, sono quelli dei film degli anni Settanta di <strong>De Palma</strong>. <em>Le due sorelle</em> (Sisters, 1972), ha per protagonista Danielle, che soffre di disturbi della personalità (è stata separata alla nascita da una gemella morta nell’intervento) e che, preda di un raptus,
uccide un uomo dopo l’avventura di una notte. Il rapporto che ha Danielle con la sorella morta non è molto diverso da quello di Carol con Helen. Appare evidente la derivazione dal cinema di <strong>Polański</strong> di <em>Carrie - Lo sguardo di Satana</em> (Carrie), che <strong>De Palma</strong> realizza nel 1976. Non solo e non tanto per il tema diabolico che lo apparenta a <em>Rosemary’s Baby<strong> </strong></em><strong></strong>(d’altronde il patto col diavolo accomuna quest’ultimo anche a <em>Il fantasma del palcoscenico</em>), quanto per la caratterizzazione del personaggio (si può notare persino una somiglianza fisica tra Carol, Rosemary e Carrie, una certa fragilità
fisica oltre che appunto psicologica) e per come viene definito attraverso il rapporto con gli altri. In <em>Repulsion</em> come in <em>Le due sorelle</em> e <em>Carrie</em> le protagoniste reagiscono a un attacco del mondo esterno. Nei primi due sotto forma di un’intromissione maschile nel loro
privato; Carrie invece dà libero sfogo ai propri poteri telecinetici prima contro la madre oppressiva e bigotta (che però è la proiezione di Carrie, è ciò che potrebbe diventare, come Evelyn
Mulwray in <em>Chinatown</em> lo è della figlia/sorella) che vuole impedirle di partecipare al ballo di fine anno della scuola, poi durante la festa quando
viene fatta oggetto di un terribile scherzo. Come <em>Repulsion</em>, <em>Carrie</em> si regge su una struttura narrativa che contrappone l’interno (la casa, ma anche l’intimo sia fisico che psicologico delle due donne) e l’esterno (l’estetista
dove lavora Carol e il college di Carrie). Il rapporto con gli altri accomuna <em>Repulsion</em> e <em>Carrie</em> anche nel modo in cui i personaggi maschili dei due film si relazionano a Carrie/Carol.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><script> var showboxlink5194891bd76d9665920c5e9ee97a62bd = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/depalma-polanski_05.webp','alt': 'Carrie - Lo sguardo di Satana.','title': 'Carrie - Lo sguardo di Satana.','width': 1280,'height': 694,'description': 'Carrie - Lo sguardo di Satana.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5194891bd76d9665920c5e9ee97a62bd, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-10" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/depalma-polanski_05.webp" alt="Carrie - Lo sguardo di Satana." title="Carrie - Lo sguardo di Satana." width="200" height="109" /></a></div><div><br></div>
<div><span class="cf1">Lo stesso discorso riguardante l’interno e l’esterno vale per <em>L’inquilino del terzo piano</em>, che oltretutto esce nello stesso anno di <em>Carrie</em>. Va detto tra l’altro che sia per <strong>Polański</strong> che per <strong>De Palma</strong> l’interno-casa non significa affatto che i protagonisti siano al sicuro tra le mura domestiche: non lo è l’inquilino
Trelkovsky, ossessionato dal suicidio della precedente affittuaria, non lo è Rosemary (il cui marito è parte del complotto satanico) né Carrie, a causa della madre.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><script> var showboxlink792ac8d044ea88076918f9c6c082531e = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/depalma-polanski_06.webp','alt': 'Chinatown.','title': 'Chinatown.','width': 800,'height': 635,'description': 'Chinatown.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink792ac8d044ea88076918f9c6c082531e, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-11" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/depalma-polanski_06.webp" alt="Chinatown." title="Chinatown." width="200" height="159" /></a></div><div><br></div>
<div><span class="cf1">Per quel che riguarda <em>L’inquilino del terzo piano</em>, sono da sottolineare altri punti di contatto col coevo <em>Carrie</em>. In entrambi, nella sequenza clou (il suicidio di Trelkovsky, la strage compiuta da Carrie) <strong>Polański</strong> e <strong>De Palma</strong> mostrano in soggettiva ciò che i due personaggi vedono (o credono di vedere): Trelkovsky gli abitanti del palazzo che lo braccano, minacciosi e diabolici (alcuni con tanto di lingua biforcuta), Carrie
studenti e insegnanti che ridono di lei. Il punto di vista dei personaggi non esclude un piano oggettivo, alternato al soggettivo in modo da creare una dimensione allucinata, che semina il dubbio nello spettatore, come già
accennato a proposito di <em>Rosemary’s Baby</em>. Ed è proprio questa scelta narrativa, praticata con ostinazione da <strong>Polański</strong> e che getta un’ombra di ambiguità sui protagonisti (sani o folli?), a rappresentare la principale fonte d’ispirazione per <strong>De Palma</strong>. In aggiunta, la sequenza nella quale Trelkovsky si getta dalla finestra e viene circondato dai condomini e si trascina per terra ricorda anche il finale di <em>Il fantasma del palcoscenico</em>, con Winslow che agonizza mentre i partecipanti al concerto lo incitano e lo deridono.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><script> var showboxlink651bd8b72a1e77b1e005e326da2b5000 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/depalma-polanski_07.webp','alt': 'Il fantasma del palcoscenico.','title': 'Il fantasma del palcoscenico.','width': 640,'height': 419,'description': 'Il fantasma del palcoscenico.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink651bd8b72a1e77b1e005e326da2b5000, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-12" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/depalma-polanski_07.webp" alt="Il fantasma del palcoscenico." title="Il fantasma del palcoscenico." width="200" height="131" /></a></div><div><br></div>
<div><span class="cf1">Ma ci sono altre caratteristiche che accomunano l’opera dei due cineasti e che andrebbero approfondite. La circolarità della narrazione (in <em>Che?</em>, <em>Chinatown</em>, <em>L’inquilino del terzo piano</em>, e in <em>Complesso di colpa</em>, <em>Blow Out</em>, <em>Femme Fatale</em>), su cui nel 1993 <strong>Polański</strong> si è espresso così: “<em>È una forma di eleganza che mi ha sempre sedotto nel cinema. Mi piacciono molto le opere dove c’è un inizio, uno sviluppo, e un finale in cui si ritorna al punto di partenza</em>” (Alberto Scandola, <em>Roman Polański</em>, Il Castoro Cinema, 2002).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><script> var showboxlink36f244eca4d11ef4168560e3bb3a5355 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/depalma-polanski_08.webp','alt': 'Vestito per uccidere.','title': 'Vestito per uccidere.','width': 1566,'height': 880,'description': 'Vestito per uccidere.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink36f244eca4d11ef4168560e3bb3a5355, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-13" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/depalma-polanski_08.webp" alt="Vestito per uccidere." title="Vestito per uccidere." width="200" height="113" /></a><br></div>
<div><br></div>
<div><span class="cf1">L’uso dei movimenti di macchina, ad esempio la panoramica sulle finestre del condominio realizzata con la Louma ne <em>L’inquilino del terzo piano</em> (è il primo a utilizzare questa gru snodata) e l’altrettanto magistrale uso del dolly nella sequenza della premiazione in <em>Carrie</em>. Nonché le buone intenzioni dei personaggi che sortiscono effetti nefasti in <em>Per favore, non mordermi sul collo!</em>, <em>Chinatown</em>, <em>Tess</em>, e in <em>Vestito per uccidere</em>, <em>Blow Out</em>, <em>Omicidio a luci rosse</em>. Inoltre, in <em>Per favore, non mordermi sul collo!</em><strong> </strong>e<strong> </strong><em>Il fantasma del palcoscenico</em> troviamo un’ispirazione “classica” comune (rispettivamente <em>Wampyr<strong> </strong></em><strong></strong>di Dreyer e <em>Il Fantasma dell’Opera</em> di Julian), scelte espressive simili (accelerazione), la miscela di situazioni orrorifiche e umorismo, personaggi che sono quasi speculari (Von Krolok/Swan, Sarah/Phoenix, Alfred e Abronsius/Winslow, Herbert/Beef,
Koukol/Philbin) e legati da una relazione altrettanto speculare: diventare vampiri nel primo e il contratto con il diavolo e le sue conseguenze nel secondo.</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span><script> var showboxlink1f70f2aa80ec441c448288c7ca756aa5 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/depalma-polanski_09.webp','alt': 'Chinatown.','title': 'Chinatown.','width': 800,'height': 338,'description': 'Chinatown.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink1f70f2aa80ec441c448288c7ca756aa5, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-14" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/depalma-polanski_09.webp" alt="Chinatown." title="Chinatown." width="200" height="100" /></a><span class="cf1"><br></span></div>
<div><br></div>
<div><span class="cf1"><strong><em></em></strong><em>L’inquilino del terzo piano</em> e <em>Vestito per uccidere</em> condividono temi evidenti (il doppio, la schizofrenia, il travestimento da donna) e alcune situazioni narrative
che <strong>De Palma</strong> sembra riprendere da <strong>Polański</strong>. Ne <em>L’inquilino del terzo piano</em> durante la scena in chiesa una bambina seduta poco più avanti fissa Trelkovski, mentre in <em>Vestito per uccidere</em> una bambina in compagnia della madre fissa ripetutamente Kate in ascensore. Inoltre, quando Trelkovski si fa ospitare da Stella, la ragazza al mattino lo
sveglia e lui scatta su spaventato, quasi difendendosi; lo stesso fa Liz nel finale di <em>Vestito per uccidere</em>. Trelkovski dice di aver avuto un incubo, ma lo spettatore non lo vede. <strong>De Palma</strong> invece l’incubo avuto da Liz lo mostra.</span></div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlinkef9dfe8f806db52239f5d1edeb53cc9b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/depalma-polanski_00.jpg','alt': 'Brian De Palma e Roman Polański.','title': 'Brian De Palma e Roman Polański.','width': 910,'height': 480,'description': 'Brian De Palma e Roman Polański.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkef9dfe8f806db52239f5d1edeb53cc9b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-15" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/depalma-polanski_00.jpg" alt="Brian De Palma e Roman Polański." title="Brian De Palma e Roman Polański." width="200" height="106" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 18:40:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Colin Wilson: L’Outsider della letteratura]]></title>
			<author><![CDATA[Massimiliano Ruzzante]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001FE"><h1 class="imHeading1">Intellettuale poliedrico</h1><h2 class="imHeading2">Uno di quei “mostri sacri” della letteratura mondiale</h2><div><div><strong>Colin Wilson</strong> (1931-2013), filosofo, scrittore e saggista, è da considerarsi uno di quei “mostri sacri” della letteratura mondiale che, per qualche motivo, non ha avuto una grande fortuna in Italia nonostante negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sia una sorta di istituzione. Dopo diversi anni di totale assenza di pubblicazioni, due attente case editrici come Atlantide prima e Carbonio poi, hanno avuto il merito di riscoprire questo sottovalutato (almeno nel nostro paese) autore britannico. Ripubblicando i primi, il saggio filosofico <em>L’outsider</em>, mentre la giovane casa editrice milanese ha puntato sulla riscoperta dei suoi lavori di narrativa, con due romanzi per certi versi legati a quella celebre opera prima dello scrittore inglese: <em>La gabbia di vetro</em> e <em>Riti notturni</em>. In questo articolo analizzeremo le tre opere rigorosamente in ordine di pubblicazione.</div><div><br></div> <div><strong>L’Outsider (1956. Atlantide edizioni, 2016)<br>Colin Wilson</strong> esce dall’anonimato e raggiunge la notorietà poco più che ventenne, nel 1956, con il saggio filosofico <em>The Outsider</em>, in cui teorizza l’alienazione sociale dell’intellettuale: tanto più emarginato, tanto più contro le regole imposte dalla gabbia della società cosiddetta civile, tanto più significativo il messaggio scaturito dalla sua mente inquieta e ribelle. Il testo, visto il periodo storico e per i contenuti, fece scalpore ed ebbe grande rilevanza in patria, donando a <strong>Wilson</strong> una fama esagerata e la definizione da parte della critica di “Giovane arrabbiato”. In Italia fu pubblicato due anni dopo dall’editore Lerici con l’improbabile titolo di <em>Lo straniero</em>, poichè il termine outsider all’epoca non era in uso nel nostro paese e quindi difficilmente traducibile. Titolo che edizioni Atlantide a quasi sessant’anni di distanza ripropone nell’intestazione originaria con una nuova e meritevole traduzione di <strong>Thomas Fazi</strong>.<br>L’aspetto centrale dell’opera sono, le “biografie esistenziali” di diverse celebrità in ambito artistico e letterario. L’autore esamina numerosi esempi di artisti, scrittori, e filosofi quali <strong>Sartre, Camus, Hemingway, Hesse, Dostoevski, Van Gogh, Nietzsche</strong> e molti altri, che l’autore traccia, esplorando la psiche di invidui che “vedono troppo e troppo lontano”. Queste figure, identificate come “Outsider”, avevano una spiccata sensibilità che li rendeva consapevoli del reale significato dell’esistenza, trasformando le proprie vite in una sorta di avventura mistica, la presa di coscienza dell’essere “malati” in una società che ignora di esserlo e per questo considerati alla stregua di visionari, incompresi dalla gente ordinaria e molto spesso rigettati.<br><strong>Colin Wilson</strong> sostiene che, fondamentalmente, l’outsider sia una sorta di reietto indifferente a tutto, poiché consapevole che tutto ciò che lo circonda è irreale. Uno che semplicemente osserva volontariamente dall’esterno il mondo. L’outsider da irrequieto e inquieto pensatore, tende a esprimersi in termini esistenzialisti, perché ha capito che l’unica distinzione che conta è quella tra l’essere e il nulla. Egli è perennemente alla ricerca della propria identità. <strong>Wilson</strong> fondamentalmente sostiene, nella sua visione “neoesistenzialista”, che il compito principale dell’individuo sia ritrovare la consapevolezza di se stessi, ascendendo a un livello superiore di coscienza.<br>In definitiva lo scrittore britannico con il suo saggio filosofico-esistenziale, scritto con uno stile accessibile a tutti, ma senza rinunciare comunque alla vena poetica, con il pretesto di parlare degli altri, in realtà parla soprattutto di se stesso. Un’ottima riscoperta per un’opera che per troppo tempo era rimasta confinata (ingiustamente) nell’oblio editoriale.</div><div><br></div> <div><strong>La gabbia di vetro (The glass cage, 1966. Carbonio editore, 2018)<br></strong><em>La gabbia di vetro</em>, pubblicato originariamente nel lontano 1966, e finora ancora inedito nel nostro paese, tratteggia alcuni di quelli che diventeranno negli anni seguenti dei cliché del genere: la sessualità deviata, il legame tra letteratura/arte e omicidi, la caccia al serial killer lungo scenari che esulano dalle normali indagini di polizia. Anni Sessanta, siamo in piena epoca della cosidetta “Swinging London”, fenomeno culturale dedito all’edonismo sfrenato. Damon Reade è un trentenne studioso di letteratura, e nella fattispecie del poeta Blake, che ha deciso di vivere nel Lake District, una regione montuosa nel nord-ovest dell’Inghilterra, in un cottage completamente isolato sulle colline, senza elettricità nè acqua corrente. Insomma una vita quasi primitiva, da novello <strong>Thoreau</strong>.<br>L’uomo ha volutamente pochi contatti con il mondo esterno, persone che conosce da anni e con cui condivide le sue passioni, come il libraio Urien Lewis e la giovane nipote Sarah, ragazza ancora minorenne infatuata di lui fin da bambina. Un giorno la tranquilla solitudine di Damon viene infranta dall’arrivo dell’agente Lund, venuto sin dalla città per parlare con lui degli omicidi del Tamigi. Lund gli narra delle efferatezze di un terribile assassino seriale che opera a Londra da più di un anno: nove omicidi con i corpi orrendamente smembrati. La polizia brancola nel buio, spiazzata dal fatto che l’enigmatico serial killer ha scritto come “firma” su alcuni luoghi del delitto dei versi di <strong>William Blake</strong>. Essendo quindi l’assassino un estimatore di <strong>Blake</strong>, sicuramente deve essere un uomo di una certa sensibilità d’animo e raffinatezza, almeno secondo la visione del mondo che ha il protagonista. Questi, dopo varie ricerche, a un certo punto sospetta chi sia il serial killer, fa la sua conoscenza, e gira con lui per locali nelle notti londinesi, per studiarne il soggetto. Ne <em>La gabbia di vetro</em> Damon Reade è una sorta di “investigatore esistenziale”, le cui principali preoccupazioni sono lo scopo e il significato dell’esistenza umana. La ricerca di Reade, non è prettamente criminologica, non essendo un esperto detective del resto, ma esistenziale. Non si può derubricare questo romanzo semplicemente come thriller o giallo poliziesco, sebbene esistano elementi di suspense, la tensione non risiede nell’azione, ma nell’elaborazione di convincenti idee filosofiche contro le aspettative quotidiane, contro la realtà del consenso. Metaforicamente, si potrebbe affermare che il titolo dell’opera, “la gabbia di vetro” sia una sorta di metafora sulla limitazione della realizzazione del potenziale umano. In conclusione, mi preme sottolineare, a scanso di equivoci, che questo romanzo non è indirizzato a coloro che sono in cerca del puro thriller carico di tensione in stile “Il silenzio degli innocenti”. È vero che le vittime vengono brutalizzate dall’assassino, ma l’autore le descrive intenzionalmente in modo velato, dando maggior risalto alle riflessioni. La gabbia di vetro è una detective-story un pò fuori dagli schemi, con stimolanti enigmi filosofici, un romanzo colto e affascinante. Un plauso alla Carbonio per averlo reso fruibile, dopo più di cinquant’anni, nella traduzione italiana di <strong>Nicola Manuppelli</strong>.</div><div><br></div> <div><strong>Riti notturni (Ritual in the dark, 1960. Carbonio editore, 2019)<br></strong>Pubblicato inizialmente dall’editore Lerici nel 1960, Riti notturni fuori catalogo da decenni è stato ottimamente riproposto dalla Carbonio in edizione ritradotta dall’ottimo <strong>Nicola Manuppelli</strong>, nell’ambito della <em>Gerard Sorme’s Trilogy</em>, di cui questo è il primo capitolo, e che si completerà con gli altri due <em>Man without a shadow</em> (1963) e <em>The god of the labyrinth </em>(1970), di prossima pubblicazione dallo stesso editore.<br>In questo romanzo, scritto quasi parallelamente con il suo celebre saggio <em>The Outsider</em>, troviamo tutta l’espressione del credo filosofico esistenzialista dello scrittore britannico, oltre che alle tematiche a lui care quali l’arte in ogni sua forma, la religione e la sessualità.<br>Non è sicuramente un thriller o un giallo classico ricco di suspense e colpi di scena riguardo l’identità dell’assassino. È però una storia per certi versi visionaria, dove le normali regole etiche e sociali vengono messe in forte discussione e viene lasciato al libero arbitrio la comprensione e l’accettazione degli eventi.<br>Il protagonista è Gerard Sorme, un giovane e annoiato aspirante romanziere, alla perenne ricerca di un senso esistenziale della sua vita. Egli non ha un lavoro e vive grazie a una piccola rendita nella Londra di fine anni cinquanta. La monotonia della sua vita cambierà dal momento in cui farà conoscenza di un ricco omosessuale di nome Austin Nunne, con il quale troverà un feeling intellettuale pressochè immediato. Nella capitale nel frattempo si verificano dei brutali delitti nella zona di Whitechapel dove settant’anni prima il famigerato Jack “The Ripper” mieteva le sue vittime, turbando le notti dei londinesi. Gerard coglie quasi subito l’irrequietezza sessuale del suo nuovo amico, evidentemente amante di una vita piena di eccessi, e farà così conoscenza delle persone che ruotano attorno a Nunne; dall’affascinate zia Gertrude dedita alle sacre scritture, al pittore burbero e folle Oliver, ossessionato da una ragazzina di dodici anni, fino alla spregiudicata aspirante attrice Caroline, con il quale scatterà una simpatia immediata.<br>Il romanzo di <strong>Wilson</strong> non strizza l’occhio al lettore dal facile intrattenimento, ma è un’opera che richiede una lettura più cerebrale e immersiva. La narrazione è densa e ricca di citazioni colte sia letterarie che filosofiche, infatti il punto forte della storia non sono tanto i fatti che si svolgono sullo sfondo, ma i dialoghi, quasi sempre ricchi e intensi, che ne fanno una lettura catartica, dove lo scrittore inglese sembra quasi ostentare tutta la sua sterminata cultura.<br>Riti notturni seppur non essendo collegato a La gabbia di vetro, ha comunque dei punti di contatto. Partendo in primis dalla figura del protagonista; entrambi sono degli “outsider”, intellettuali e dallo stile di vita solitario: una sorta di pensatori esistenziali. In secondo luogo l’ambientazione; <strong>Colin Wilson</strong> tratteggia un affresco veritiero e per certi versi inquietante della “Swinging London”, densa di fermenti culturali e trasgressiva. Per concludere l’intenso e bizzarro rapporto di amicizia che lega entrambi i protagonisti dei romanzi ai loro antagonisti dalla personalità depravata.<br>In defnitiva possiamo dire che <strong>Colin Wilson</strong> utilizza l’espediente della “crime-story” come veicolo per trasmettere le sue idee sulla coscienza e l’esistenza, tutti concetti della sua filosofia neoesistenzialista. Da<em> Riti notturni</em> in poi, gran parte delle sue opere di narrativa, passando dal thriller all’horror fino alla sci-fi, saranno sempre caratterizzate da un affascinante sottotesto filosofico. Il marchio di fabbrica di un vero Outsider della letteratura del ventesimo secolo.</div> <div><em>L’Outsider, trad. Thomas Fazi, Atlantide Edizioni, 2016, pp. 400, euro 35.00<br>La gabbia di vetro, trad. Nicola Manuppelli, Carbonio Editore, 2018, pp. 265, euro 17,50<br>Riti notturni, trad. Nicola Manuppelli, Carbonio Editore, 2019, pp. 445, euro 18,00</em></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div> <div><strong>L’AUTORE</strong></div> <div><strong>Colin Wilson</strong> (1931-2013), intellettuale poliedrico, narratore, saggista, studioso di esoterismo e dell’occulto, anticipatore di stili letterari e creatore di una sua personale filosofia esistenziale.<br>Di famiglia proletaria, fu un giovane operaio squattrinato nella Londra degli anni Cinquanta. Vorace lettore fin da bambino e imperterrito oratore a Hyde Park Corner, a dargli la fama a soli ventiquattro anni fu il suo primo audace saggio, <em>L’outsider</em>, scritto nella sala lettura del British Museum, che esordì la stessa settimana del maggio 1956 insieme a <em>Ricorda con rabbia</em> di <strong>John Osborne</strong>. Annoverato tra i “Giovani arrabbiati”, <strong>Wilson</strong> fu consacrato come uno dei massimi scrittori anti-establishment della letteratura inglese. In seguito, mentre la sua fama veniva ingiustamente oscurata, mise al mondo sette figli e una bibliografia sterminata di titoli che spaziano tra letteratura, psicologia, archeologia, magia e occultismo, Sci-Fi, paranormale, biografie di uomini eccezionali. È stato uno scrittore molto prolifico. Autorità assoluta nel campo della criminologia, considera se stesso un filosofo dedito alla ricerca del significato dell’esistenza.</div></div><div><br></div><div><script> var showboxlinka9df8108daeec68ff6b7eae59d13a90f = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/loutsider-colin-wilson-edizioni-di-atlantide_igbv4t4l.jpg','alt': 'L’Outsider.','title': 'L’Outsider.','width': 798,'height': 1080,'description': 'L’Outsider.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/gabbia-vetro-cop.jpg','alt': 'La gabbia di vetro.','title': 'La gabbia di vetro.','width': 490,'height': 752,'description': 'La gabbia di vetro.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/riti-notturni-cop_r0qrat0t.jpg','alt': 'Riti notturni.','title': 'Riti notturni.','width': 647,'height': 991,'description': 'Riti notturni.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka9df8108daeec68ff6b7eae59d13a90f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/loutsider-colin-wilson-edizioni-di-atlantide.jpg" alt="I tre libri di Colin Wilson." title="I tre libri di Colin Wilson." width="200" height="271" /></a><br></div><div><script> var showboxlinkeed52d2777b1ec40b9578021409dbe79 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/colin-wilson_autore.jpg','alt': 'Colin Wilson.','title': 'Colin Wilson.','width': 620,'height': 465,'description': 'Colin Wilson.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkeed52d2777b1ec40b9578021409dbe79, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/colin-wilson_autore.jpg" alt="Colin Wilson." title="Colin Wilson." width="150" height="113" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 May 2020 07:06:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[L'orrore secondo Nicola Lombardi - seconda parte]]></title>
			<author><![CDATA[Christian Sartirana]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002DC"><h1 class="imHeading1">Intervista esclusiva</h1><h2 class="imHeading2">Dissertazioni sul macabro e sulla letteratura horror in Italia</h2><div>La prima parte dell'intervista la trovate qui: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?l-orrore-secondo-nicola-lombardi---prima-parte" class="imCssLink">VAI...</a></div><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/lombardi-parte2.webp"  width="464" height="207" /></div><div><br></div><div>






<div><strong>C.S.</strong></div>
<div>Altro argomento che vorrei approfondire è quello del mondo anglofono dell’editoria. Sentiamo continuamente dire frasi del tipo: “lì ti pagano, lì è
diverso.”<br>So che tu pubblichi all’estero, è davvero così diverso secondo la tua esperienza? O forse è lo stesso ambiente, solo sorretto da un numero molto più grosso di persone
e che quindi permette un giro monetario più ampio? Per farla breve: qui ci sono 200 lettori (aspiranti autori) e 20 lettori veri che leggono te e che si leggono tra loro. Lì ci sono due milioni di lettori (aspiranti
autori) più 2000 lettori veri che leggono te e che si leggono tra loro. È realistico?<br>Altra cosa che vorrei chiederti: qual è la tua opinione nei riguardi del Bram Stoker Award?<br>Quanto è
importante, secondo te, per la carriera di un autore horror? Dopotutto, come nel Premio Italia, sembra il solito contest in cui gli autori si leggono e si premiano tra loro, attraverso le nomination. Perché (anche alla
luce dei recentissimi argomenti trattati nelle ultime domande) per te sarebbe importante vincere un premio dove gli autori premiano altri autori? Non ti pare un circolo chiuso, senza la minima speranza di espansione ed evoluzione?
Insomma, più una zavorra che una vera possibilità per la crescita del genere horror/weird.</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>N.L.</strong></div>
<div>Per quanto riguarda la mia modestissima esperienza di pubblicazioni all’estero, posso dirti che la maggioranza degli editori con cui ho avuto a che fare paga subito, a prescindere
dalle future, eventuali vendite.<br>Un’altra differenza che più mi è balzata all’occhio, rispetto al trend nostrano, è la generale tendenza a proporre retribuzione anche per racconti pubblicati
online, su blog o piccole riviste virtuali, cosa che in Italia onestamente non mi è mai capitato di incontrare, almeno ai livelli in cui mi muovo io.<br>Inoltre, i pagamenti avvengono con una puntualità sbalorditiva.
C’è senz’altro una maggiore considerazione per il lavoro intellettuale, bisogna riconoscerlo. Comunque, per essere onesti, sappiamo che dietro ogni pubblicazione esiste un contratto, e l’autore è
libero di accettare o rifiutare le clausole proposte. Il contratto prevede sempre un compenso, sia esso rappresentato da quote in denaro o copie di libri; ma fosse anche un cesto di frutta, o magari niente del tutto: l’autore
è sempre padrone di firmare o meno, per cui non mi sono mai sentito in particolare sintonia con istanze legate alla mercede (e posso permettermi di dire questo, naturalmente, perché non sono uno scrittore di
professione).<br>Certo, il discorso che fai circa i numeri di utenza ben più alti legati a realtà di mercato extranazionali, in proporzione, è sensato. Seppure, devo dire che per fattori culturali che
non ho la pretesa di comprendere appieno, il mercato anglo-americano mi pare anche molto più ricettivo e curioso nei confronti del genere.<br>Cosa penso del Bram Stoker Award, mi domandi? Sarò franco: arrivare
un giorno a conquistare il mitico trofeo sarebbe per me il coronamento di un sogno (e la strada aperta in questo senso da Alessandro Manzetti infonde ottimismo). Da diversi anni, come sai, sono membro dell’Horror Writers
Association, di cui il premio Stoker rappresenta la massima opportunità, per autori anche sconosciuti, di ottenere il fascio di un riflettore, che in sostanza è ciò che serve per uscire dall’ombra
e riuscire a scavarsi uno spazio sempre più significativo sul mercato. Che un contest di narrativa horror si rivolga a lettori, autori e appassionati del genere, quindi dotati di una certa esperienza e competenza, a
me pare perfettamente normale.<br>Che molti si conoscano personalmente, e che siano amici, è inevitabile, e naturale. Ma ti posso assicurare, avendo consultato nomination e premi delle varie edizioni, che non di rado
autori enormi come King, per esempio, sono stati surclassati ed eliminati, perché la meritocrazia è uno dei valori che maggiormente lo Stoker si prefigge di rispettare. Poi, come suppongo capiti per qualunque
premio letterario in tutto il mondo, mainstream o di genere, tutto può essere: non voglio certo fare la parte dell’idealista per partito preso.<br>Nell’ambito dell’HWA trovi anche autori immensi,
veterani che per me hanno rappresentato miti letterari fin dall’adolescenza; l’idea che anche uno solo di essi possa leggere e giudicare un mio lavoro basta per me a giustificare tutto quanto. Del resto, come la
vedresti, in alternativa, una consultazione popolare tramite televoto? Scherzi a parte, io non lo vedo affatto come un circolo vizioso, anzi: il premio (che è un mezzo, non un fine) è visibilità, maggiore
attenzione editoriale, e quindi diffusione. Che è quello a cui tutti noi horror fans aspiriamo.</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>C.S.</strong></div>
<div>Allora Nicola, ci avviciniamo alla fine. Le cose che mi interessava chiederti te le ho chieste e anche se non posso dire di concordare su tutto, la cosa che più mi premeva è
che il tuo prezioso punto di vista venisse fuori. Ancora due domande, però…<br>Dopo la fine della prima stesura di un romanzo, o anche durante, ti fai seguire da un editor? Accetti modifiche da parte dell’editore
o pensi che dentro debba esserci soltanto la tua mano? Cosa ne pensi delle intrusioni degli editori nel lavoro degli scrittori? Io personalmente la vedo come una mano dal cielo, perché mi hanno insegnato e mi stanno
insegnando tuttora molto; tu?</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>N.L.</strong></div>
<div>Non durante (perché spesso scrivo senza avere ancora un editore di riferimento), ma una volta ultimato il lavoro l’intervento di un bravo editor è necessario, e
utile. Io ho avuto la fortuna di lavorare quasi sempre con editor validissimi, e di norma accetto volentieri osservazioni, correzioni, appunti, suggerimenti. Un occhio esterno, attento e competente, non può che migliorare
ciò che l’autore ha creato, perché sovente accade che questi – nel tradurre sulla carta la massa di idee che ha nella testa – non riesca ad accorgersi di piccole storture, carenze o ripetizioni,
proprio perché l’eccessiva e prolungata vicinanza alla materia trattata impedisce di farsi un quadro sufficientemente obiettivo dell’insieme.<br>In ogni caso, mano al testo direttamente la metto solo io,
sulla scorta delle indicazioni ricevute. E se dovesse capitare che non concordo con certe osservazioni, se ne discute tranquillamente.</div></div><div><br></div><div><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/04_ragni-zingari.webp"  width="146" height="204" /> <img class="image-4" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/05_non-aprite-porte.webp"  width="153" height="204" /></div><div><br></div><div>






<div><strong>C.S.</strong></div>
<div>Immagina di avere davanti un giovane aspirante narratore horror. Cosa gli consiglieresti in base alla tua esperienza? E andando sul pratico… Secondo lo chef Nicola Lombardi quale
sarebbe la ricetta per un racconto dell’orrore perfetto? Quanta atmosfera, quanto sangue, ombre o mostri, fantasmi oppure ossessioni, visionario o terreno? Spiegaci il tuo metodo.</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>N.L.</strong></div>
<div>Per prima cosa, a un aspirante narratore horror chiederei di interrogarsi profondamente, con sincerità, sulle ragioni che lo spingono a una tale scelta. Questo perché
è essenzialmente dalle motivazioni di un autore che è possibile intuirne il potenziale, a livello creativo.<br>Poi, ovvio, occorre leggere tanto, conoscere il campo che si intende coltivare, soprattutto per
evitare ingenuità narrative, dando per scontata – anche se spesso, invece, non lo è – una piena dimestichezza con i mezzi espressivi a disposizione.<br>Occorre poi maturare un solido senso di autocritica;
troppo spesso giovani autori mi hanno proposto in lettura lavori ancora acerbi o mediocri, difetti dovuti all’incapacità di valutare la qualità di quanto si è prodotto, ritenendolo ingenuamente valido.
E qui si torna dunque a quanto sia importante leggere, con assiduità, per maturare la capacità di confrontarsi con modelli alti e riconoscere i propri limiti per cercare di superarli. Bisogna spazzar via ogni
presunzione.<br>Altro fattore importantissimo da tenere presente quando si scrive: il lettore. Noi scriviamo per chi ci leggerà, perciò dobbiamo essere in grado di intuire se stiamo annoiando, se quanto stiamo
raccontando vale il tempo che chiediamo al lettore di concederci. Personalmente, trovo davvero irritante perdere del tempo leggendo cose brutte, noiose o inconcludenti. Raramente qualcuno torna in un ristorante in cui ha mangiato
male, perciò il lettore/cliente va trattato con onestà, considerandolo sempre il nostro massimo interlocutore.<br>Detto questo, passo alla questione della “ricetta per un racconto dell’orrore perfetto”.
Premetto che ho sempre guardato con diffidenza a chi propone ricette o formule, anche perché se esistessero davvero sarebbe comodo centrare sempre il bersaglio; ma visto che mi hai investito del titolo di chef posso
dirti che, a mio parere, un buon (se non “perfetto”) racconto dell’orrore deve ruotare attorno a un’idea il più possibile originale; non ha uno sviluppo prevedibile, ma deve spiazzare; deve catturati
fin dalla prima pagina; taglia tutto ciò che è inutile, che non serve all’economia del racconto e che non contribuisce a stuzzicare in chi legge alcuna particolare emozione; dosa con sapienza gli elementi
a disposizione, lasciando che il “non detto” possa venir colmato spontaneamente dal lettore, il quale sa modellare ogni orrore suggerito sulla base delle proprie personali paure.<br>Se un racconto raggruppa in
sé questi elementi, rientra per me nella categoria dei ‘memorabili’. Ci sono racconti che ho letto venti, trent’anni fa, per dire, che ancora mi restano in testa; altri, invece, letti magari il mese
scorso, che non hanno lasciato alcuna traccia di sé.<br>A titolo di esempio, posso dirti che ho letto il mio primo racconto dell’orrore all’età di tredici anni; si trattava de <em>L’ultima seduta</em> di <strong>Agatha Christie</strong>: mi ha talmente colpito che è come se l’avessi letto ieri. Lo stesso dicasi per perle quali <em>Gioco d’ottobre</em> di <strong>Bradbury</strong>, <em>Mezzanotte nel mondo degli specchi</em> di <strong>Leiber</strong>, <em>La guerra è finita</em> di <strong>Case</strong>, <em>La zampa di scimmia</em> di <strong>Jacobs</strong>, <em>La duna</em> di <strong>King</strong>, <em>L’ultima chiamata per il passeggero Paul</em> di <strong>Fowler</strong>, e centinaia d’altri. Tutte letture che in me hanno lasciato un segno. Questo fa la differenza.<br>Su un piano generale, per chi scrive, occorre poi confrontarsi
con le varie tecniche narrative, e ogni autore le sfrutta e le declina in base alla propria personalità e al proprio stile.<br>Qualunque idea può trasformarsi in una storia, e qualsiasi storia può diventare
una storia dell’orrore: dipende da come la si presenta, da come la si racconta. Come linea di principio, io cerco di scrivere ciò che mi piacerebbe leggere. Parto da un’idea, da un’intuizione, da una
suggestione macabra, e da lì comincio a ragionare su come dotarla di un’intelaiatura coerente, come costruire la classica struttura ingresso-svolgimento-uscita.<br>E, come qualunque altro autore, mi lascio guidare
da un personale senso della narrazione, operando continue scelte: da dove partire, che tempi usare, a quale voce affidare il racconto, cosa rivelare e quando, a quale punto interrompere la storia, eccetera. Ma qui si sta parlando,
nello specifico, di storie dell’orrore, per cui non basta raccontare qualcosa: occorre farlo in maniera tale da provocare un’emozione.<br>La stessa vicenda può essere narrata in tantissimi modi, ma a noi
serve trovare il modo giusto, quello che possa spaventare, inquietare, turbare. Si possono incontrare idee favolose, guastate poi da una narrazione inadeguata. Per quanto mi riguarda, direi che sono piuttosto istintivo. Praticamente
traffico con la materia fin dall’infanzia, per cui mi lascio trasportare, e ciò che ne esce riflette in automatico la mia concezione di paura e dei modi con cui poterla trasmettere. Nessuna formula, nessun dosaggio
calcolato degli ingredienti; per me il vero trucco sta nell’entrare nella psicologia del potenziale, ideale lettore (nel quale mi rispecchio) e indovinare quale combinazione di informazioni, e in quale ordine, può
provocare una certa reazione emotiva. Tra l’altro, come narratore prediligo sempre il punto d’osservazione di chi è vittima, di chi subisce l’orrore; e se col lettore si innesca il meccanismo di immedesimazione
allora si è già più vicini al raggiungimento dell’obiettivo, ovvero quello di trascinare chi legge all’interno della nostra storia e iniettargli la paura provata dai protagonisti, facendogliela
quasi assaporare.<br>In merito alle tematiche, poi, non esiste davvero alcuna limitazione. I grandi temi archetipici li conosciamo tutti, comprese le loro incalcolabili varianti. È vero che è quasi impossibile
raccontare qualcosa di nuovo, ma non è questo che conta; l’importante è imprimere alla storia la propria impronta personale, quella che possa renderla unica, seppure inevitabilmente affine a tante altre.
Come per la musica: il numero delle note è limitato, eppure…<br>In quanto a me, prima di mettere su carta un’idea me la lascio decantare in testa per alcuni giorni, permettendole di maturare da sé,
in un angolino semicosciente, un certo ventaglio di possibili sviluppi; tra questi, poi spetta a me scegliere quello che mi pare funzionare meglio per la storia, e allora ne testo l’efficacia emotiva su me stesso quando
mi trovo da solo, al buio, magari immerso nel silenzio della notte, ripercorrendola quasi visivamente: se mi spaventa, allora può andare!</div></div><div><br></div><div><img class="image-5" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/06_iperboera.webp"  width="128" height="182" /> <img class="image-6" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/07_libro-ombre.webp"  width="153" height="204" /></div><div><br></div><div>






<div><strong>C.S.</strong></div>
<div>Quali suoi i tuoi autori di riferimento, quelli che hanno maggiormente contribuito alla tua formazione?</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>N.L.</strong></div>
<div>Be’, a parte i classici, quelli con cui da adolescente ho cominciato ad addentrarmi nel mondo della narrativa horror, gli autori che più di altri hanno inciso profondi
solchi nella mia coscienza, incanalando il mio stile e indirizzandomi verso certe tematiche sono indubbiamente <strong>Ray Bradbury</strong>, con le sue macabre nostalgie autunnali; <strong>Richard Matheson</strong>, sempre pronto ad aprire squarci nel quotidiano per lasciar filtrare Orrore e Follia; e <strong>Fritz Leiber</strong>, grande visionario, dotato di un’inventiva sublime. In loro riconosco i miei maestri. Una generazione davvero formidabile. Sul fronte italiano, invece, posso
dirti che per me è stato illuminante l’incontro con le opere di un gigante come <strong>Dino Buzzati</strong>.</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>C.S.</strong></div>
<div>Quali sono le caratteristiche che più apprezzi in un buon racconto dell’orrore: capacità di creare disgusto, o inquietudine?</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>N.L.</strong></div>
<div>Su questo punto non ho dubbi: io da ciò che leggo mi aspetto un intrattenimento basato sulla capacità di inquietarmi, non di disgustarmi.<br>Non che il disgusto come
sensazione veicolata dal mezzo letterario mi turbi o mi ripugni, non sono certo schizzinoso. Però, personalmente, trovo immensamente più appagante il brivido cerebrale, intellettuale, anziché viscerale.<br>Il
mio rapporto con lo splatter, per esempio, è controverso. Lo leggo volentieri quando è supportato da intenti umoristici; me lo gusto quando è al servizio della storia, ed è parte integrante e funzionale
nell’economia del racconto; lo trovo invece noiosissimo quando è fine a se stesso, quando è gratuito, privo di uno scheletro narrativo che ne giustifichi la lettura.</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>C.S.</strong></div>
<div>E tra i giovani autori italiani che apprezzi di più, chi secondo te ha le carte giuste per innalzare il genere? Qual è la caratteristica più lampante dell’horror
italiano contemporaneo? Abbiamo una personalità, uno stile nostro, oppure imitiamo malamente le icone del mondo anglofono?</div></div><div><br></div><div>






<div><strong>N.L.</strong></div>
<div>Ci sono parecchi giovani scrittori, nel panorama horror italiano. Mi piacerebbe avere più tempo a disposizione per conoscerli tutti, ma per ciò che ho letto posso dirti
che apprezzo moltissimo <strong>Samuel Marolla, Luigi Boccia</strong> (con cui ho scritto diverse cose a quattro mani), <strong>Pietro Gandolfi, Luigi Musolino, Maurizio Cometto</strong>, e di certo ne dimentico altri.<br>I loro lavori, a mio avviso, sono un esempio evidente dell’alta qualità e delle
potenzialità che l’horror nostrano può mettere in campo.<br>Una caratteristica lampante di questo panorama, secondo me? La tendenza sempre più marcata a cercare e sviluppare gli orrori che stanno
radicati nel nostro tessuto popolare, nel nostro patrimonio folkloristico, sfruttando anche background urbani, ma ben localizzati sul nostro territorio. (In questo fa eccezione Gandolfi, che predilige comunque ambientazioni
legate a una “americanità” tutta sua, sospesa in una dimensione incubica). Insomma, una sorta di neogotico italiano che sta rialzando la testa. Credo quindi che la tendenza a imitare goffamente modelli anglofoni
si stia esaurendo, dando sempre maggior spazio a una rivalutazione del nostro patrimonio, del nostro ‘horror genetico’, diciamo così.<br>Ma consentimi un’ultima osservazione di carattere puramente
generale, giusto per tirare un po’ le fila. Al di là dei discorsi sulle formule, sulle tecniche, sullo stile, sull’editoria, sul mercato (tutti argomenti importanti, intendiamoci), ci tengo a ricordare che
scrivere horror richiede all’autore di scendere nelle cavità più profonde della propria coscienza, di immergersi in quegli abissi della mente in cui ancora si agitano tutti i fantasmi e tutte le ombre annidate
nel nostro cervello rettile, nel nostro nucleo più antico, dove resta ben vivo un patrimonio atavico fatto di riti ancestrali, di creature simboliche, di sangue prenatale.<br>Si possono ancora sentire le urla di quel
mondo, dentro ognuno di noi, quando si prova a grattare sotto incalcolabili sedimentazioni. È questo che si fa, occupandosi di horror: inconsciamente ma lo si fa. È inevitabile.<br>Ecco il motivo per cui amo
così tanto questo genere: perché mi permette di restare sempre in contatto, per quanto possibile, col mio io originario, e di non perdermi troppo, nonostante la soverchiante mole di illusioni, finzioni e condizionamenti
in cui siamo stati sepolti.</div></div><div><br></div><div>






<div>Grazie per essere arrivati alla fine di questa intervista. Spero che le informazioni contenute, o almeno una parte di esse, via abbiano intrattenuto e offerto qualcosa d’interessante.</div></div><div><br></div><div><strong class="fs14lh1-5">Christian Sartirana</strong><span class="fs14lh1-5"> e </span><strong class="fs14lh1-5">Nicola Lombardi</strong></div>






<div><br></div><div><script> var showboxlink3fbd8f9b230cf6edf969ca9f67aac996 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nicola-Lombardi4.webp','alt': 'Nicola Lombardi','title': 'Nicola Lombardi','width': 450,'height': 450,'description': 'Nicola Lombardi'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nicola-Lombardi5.webp','alt': 'Nicola Lombardi','title': 'Nicola Lombardi','width': 500,'height': 500,'description': 'Nicola Lombardi'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3fbd8f9b230cf6edf969ca9f67aac996, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-7" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Nicola-Lombardi4.webp" alt="Nicola Lombardi" title="Nicola Lombardi" width="200" height="200" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Sep 2019 14:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'orrore secondo Nicola Lombardi - prima parte]]></title>
			<author><![CDATA[Christian Sartirana]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Interviste"><![CDATA[Interviste]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002DB"><h1 class="imHeading1">Intervista esclusiva</h1><h2 class="imHeading2">Dissertazioni sul macabro e sulla letteratura horror in Italia</h2><div><div><strong>Premessa</strong></div> <div>Per chi non mi conoscesse, mi chiamo <strong>Christian Sartirana</strong>, di sangue ligure e siculo, ma nato in Piemonte, classe 1983, pubblico narrativa weird dal 2013.<br>In questi anni di esperienza diretta sul campo ho avuto più volte modo di scontrarmi con molti aspetti alquanto ambigui e scomodi della realtà di questo particolare genere letterario; scontri (e anche incontri, non facciamo i pessimisti) che mi hanno spinto a pormi alcune domande, molte delle quali condivise da tantissimi colleghi, ma che solo di rado ho sentito pronunciare ad alta voce.<br>Beh, qualche mese fa ho deciso di rimediare ponendole direttamente a uno dei più importanti autori italiani del macabro: <strong>Nicola Lombardi</strong>, nato a Ferrara nel 1965, scrittore, traduttore e curatore, apprezzato tanto in Italia quanto all’estero. Quella che è cominciata come un’intervista si è presto trasformata in un’approfondita disamina su alcuni di quelli che io reputo gli aspetti cruciali dello scrivere horror e del farlo in Italia. Ho scelto l’autore <strong>Nicola Lombardi</strong> (come medium che darà intera voce al genere, diciamo…) sia per la sua lunghissima presenza nel campo, sia per il fatto che è uno degli autori italiani di cui conosco meglio l’opera.</div></div><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/lombardi-parte1.webp"  width="459" height="205" /></div><div><br></div><div><div><strong>C.S.</strong></div> <div>Ciao Nicola e grazie per aver risposto al mio invito. Come ti avevo già accennato in precedenza, questa non sarà la solita intervista. In questa occasione vorrei fare qualcosa di più che mettere in fila una serie di pubblicazioni ed esperienze editoriali.<br>Mi piacerebbe andare più a fondo e credo che il modo migliore e più eccitante di farlo sia quello di analizzare i tuoi incubi personali e la tua concezione della letteratura dell’Orrore.<br>Te la senti? Cominciamo subito.<br>Sono anch’io un autore di storie del macabro e come tale mi sono sempre chiesto la ragione che mi ha spinto a consumare esperienze letterarie destabilizzanti, nonché a inventare, con tanta passione e perizia, contesti in cui la sofferenza, la crudeltà e la perversione umane possano trovare la via più efficace di espressione. Ti poni mai questa domanda?<br>Se ci pensiamo attentamente è una cosa ben strana e che può condizionare molto l’opinione che il prossimo può farsi di noi, sia come persone che come scrittori. A tal riguardo citerei un’affermazione molto puntuale di un autore che entrambi stimiamo, <strong>Ramsey Campbell</strong>, che nell’introduzione dell’edizione italiana di un suo vecchio romanzo (<em>La faccia che deve morire, </em>Mondadori Urania 2015) ci regala alcune pagine introduttive, dove analizza in modo piuttosto sincero il suo rapporto con la narrativa dell’orrore.<br><strong>Campbell</strong> attribuisce senza troppi giri di parole la sua passione per il male al fatto di essere cresciuto con una madre schizofrenica e a tutto quello che ne è conseguito, compreso l’assurdo rapporto con il padre. È tanto inquietante quanto toccante la consapevolezza con cui affronta questo tema, forse anche più dei suoi scritti oserei dire. Questa sua frase ad esempio mi ha strappato un sorriso amaro, la cito:<br>“… credo di essermi preoccupato troppo di presentare me stesso, nelle interviste, come un tranquillo tizio qualunque che casualmente scrive storie dell’orrore. Contrariamente a <strong>Steve King</strong> io non credo che una persona del genere esista.”<br>Come la vedi Nicola? Sei più d’accordo con <strong>King</strong>, oppure con <strong>Campbell</strong>? Pensi che sia un caso se scriviamo e leggiamo horror, oppure sono i nostri trascorsi infantili, trascorsi traumatici, a ingabbiarci in questa rete di incubi che si autoalimenta?<br>Se dovessi far rispondere a qualche tuo personaggio (tipo il prete de <em>Il letto rosso,</em> Independent Legions 2018) direi che sei sicuramente girato dal lato di <strong>Campbell</strong>, ma forse mi sbaglio…<br>Allora, che mi dici?</div></div><div><br></div><div><div><strong>N.L.</strong></div> <div>Dunque, se mi poni di fronte a questi due modelli posso risponderti che sono più propenso a collocarmi in una posizione intermedia. Non mi convince granché la proposta del “tranquillo tizio qualunque” applicata a <strong>King</strong> (che mi parrebbe più che altro una simpatica posa al servizio di un’analisi affrettata e superficiale). Del resto, volendo considerare invece le esperienze e i traumi che hanno segnato l’infanzia di un gigante della letteratura dell’angoscia come <strong>Campbell</strong>, è innegabile che ciò abbia segnato in buona misura lo sviluppo della sua immaginazione in una determinata direzione; ma viene da domandarsi: “Se non avesse attraversato certe esperienze, sarebbe diventato comunque l’autore che tutti conosciamo?” Io sono per una risposta positiva, dal momento che è mia convinzione che certe inclinazioni dello spirito siano totalmente slegate e autonome rispetto a condizioni o situazioni oggettive, le quali al limite possono intensificarle, ma non generarle.<br>In quanto a me, posso dirti di non aver mai subito traumi (coscienti) a cui poter ascrivere questa mia propensione, che vivo fin dall’infanzia come una naturalissima sfaccettatura della mia personalità. La passione per il “lato oscuro” delle cose e l’attrazione che l’ombra ha sempre esercitato su di me sono fattori imprescindibili per i quali non ho mai cercato spiegazione, né tantomeno giustificazione.<br>Nel mio romanzo <em>Madre nera</em>, decisamente autoreferente, per esempio, mi sono esercitato a immaginare un trauma che possa essere considerato fattore scatenante per tutta una serie di scelte in grado di segnare intere vite, quella del personaggio protagonista come quelle dei comprimari, nel bene o nel male. Ma, ripeto, si tratta solo di un esercizio creativo, un modo per fornire una risposta che risposta non è, in quanto non c’è in effetti alcuna vera domanda.<br>L’Orrore, e ancor di più la Paura che da esso deriva, sono a mio avviso i principali perni sui quali ruota la sfera dell’esistenza, o almeno quelli i cui costanti cigolii ho sempre avvertito e vissuto come irresistibili canti di sirena. Ho smesso ormai da tempo di chiedermi il perché, limitandomi a seguire una corrente interiore che mi porta a raccontare in mille modi l’inquietudine insita nella consapevolezza stessa di esistere. E non si tratta certo del bisogno di esorcizzare le proprie paure, ma semplicemente di dar loro nomi e volti in modo da poterle plasmare, trasmettere e condividere, coltivandole come un bene prezioso.<br>Vorrei però liberare il campo da un fraintendimento comune, quello per cui si tende a sovrapporre il concetto di Orrore con quello del Male (idea, quest’ultima, che io rifuggo con tutto me stesso). Il Male genera Orrore, questo sì; ma non è necessariamente vero il contrario. Personalmente, detesto la malvagità, le perversioni, la crudeltà, in tutte le loro forme; il fatto che io – in quanto autore da sempre votato all’horror come genere narrativo – mi ritrovi ad attingere a tali dimensioni per modellare le mie paure non implica in alcun modo che io le approvi o che ne sia affascinato. Allacciandomi a una tua considerazione, sappi che mai e poi mai lascerei che un personaggio quale il don Marzio de <em>Il letto rosso</em> risponda al posto mio, in quanto lo considero un relitto umano folle e degenerato col quale sento di non aver proprio nulla da spartire. Per me, immaginare e raccontare l’Orrore rappresenta un’attività da mantenere rigorosamente limitata alla dimensione intellettuale, mentre sul piano umano mi mantengo saldamente ancorato a un mio più che collaudato equilibrio interiore.<br>Tornando a una delle tue domande, quindi, ritengo infondata la preoccupazione che il prossimo possa farsi di me una certa opinione come persona sulla base delle cose che creo; e chi lo facesse, senza conoscermi, prenderebbe un enorme granchio. Sono un padre di famiglia, seguo come meglio posso i dettami della mia fede cattolica, cerco di non far troppi danni insegnando il catechismo la domenica, per cui mi ritengo più che autorizzato a rispedire al mittente, in quanto infondato, qualunque giudizio umano o morale possa essere espresso prendendo come riferimento i parti della mia fantasia. Lascio comunque a chi è più ferrato in psicanalisi il compito di tracciare schemi e trarre conclusioni; io mi limito a mantenermi sull’orlo del precipizio (ricordi il finale di <em>Madre nera</em>?), consapevole di non volermi né abbandonare all’abisso ma neppure tirarmi indietro. Posizione scomoda? Forse. Però io mi ci ritrovo bene: è un punto d’osservazione che trovo assolutamente congeniale.</div></div><div><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/01_letto-rosso.webp"  width="132" height="204" /> <img class="image-2" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/02_cisterna.webp"  width="153" height="204" /> <img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/03_madre-nera.webp"  width="136" height="204" /></div><div><br></div><div><div><strong>C.S.</strong></div> <div>Una cosa che mi ha sempre incuriosito è la tua fede cattolica. Una volta, adesso non ricordo in quale raccolta, avevo scovato un autore weird che era un prete. Ho sorriso e ho pensato che non mi sarebbe dispiaciuto vivere di campagna e scrittura in qualche monastero sperduto.<br>Come riesci a conciliare due passioni (definisco passione anche la fede) così opposte? È un po’ come un ambientalista appassionato di rally, o esagero? Certo, una volta ho letto (credo in un saggio sulla famosa caccia alle streghe di Salem) che quella cristiana è una delle religioni che attribuisce più importanza alla figura del Diavolo e spesso, in molti credenti, ho notato (che poi è il perno su cui poggiano molti romanzi weird) una maggiore attitudine nel cercare il Peccato che la Salvezza.<br>A proposito… tu credi nell’esistenza delle entità diaboliche, o le reputi mere rappresentazioni delle paure umane?</div></div><div><br></div><div><div><strong>N.L.</strong></div> <div>Quello di dover conciliare la fede con la mia passione per il genere horror non è mai stato un problema, per me. Religione e Mistero vanno di pari passo, il sovrannaturale è connaturato in qualsiasi credo ultraterreno, che per sua natura lega l’immanente al trascendente. Tra l’altro, il genere horror – almeno nella sua struttura più classica, tradizionale – ha presentato spesso valenze morali, così come del resto le favole, individuando, additando e rappresentando il Male per poi sconfiggerlo, punendo coloro che se ne sono macchiati. Certo, nel corso del Novecento il genere ha imboccato poi altri sentieri, adattandosi ai mutati costumi e culture, spolverandosi di dosso certe patine morali (o moraleggianti), per cui non è più così immediato riconoscere la posizione dell’autore rispetto al contenuto e agli intenti delle proprie opere.<br>Tornando a me, nello specifico, se nel mio immaginario non c’è posto per il lieto fine non è perché io voglia esaltare l’Orrore sentendomene parte, anzi: nelle mie storie io sto sempre con le vittime, è in loro che mi identifico quando racconto, e in quanto uomo ne comprendo e condivido i limiti di fronte alla soverchiante forza dell’Ignoto. A questo proposito, ci tengo a sottolineare che il vero protagonista dei miei romanzi e racconti non è il Male, bensì la Paura. È questo il sentimento e l’emozione che ha formato da sempre la mia fantasia, e ogni mia storia non è che un piccolo passo lungo un cammino di ricerca che non mi condurrà da nessuna parte, forse, ma che ho sempre avvertito come ineludibile e affascinante percorso di vita, fin da bambino.<br>Un tema così ampio spalanca le porte al pericolo di divagare, per cui riporto la mia risposta entro i binari iniziali e pongo una domanda a me stesso: nei miei scritti è presente Dio, come lo è nel mio quotidiano? In realtà, la sua presenza o assenza è semplicemente indecidibile. Il fatto è che – avendo io scelto di non ricorrere a soluzioni narrative che implichino rimandi a un’idea di intervento divino – l’ho reso muto: mi ha sempre atterrito l’idea di un Dio che tace – secondo una logica per forza di cose inconoscibile all’uomo – e quindi ho adottato questa linea per creare storie d’orrore nelle quali assoluzione e redenzione non possano che venire, paradossalmente, dall’uomo stesso, per quel che valgono. Certo, mi rendo conto che in questo mio atteggiamento è possibile rintracciare contraddizioni, dubbi, insicurezze che in teoria non dovrebbero rientrare nell’ottica di chi ha fede; ma uomo e scrittore (e artista in generale) non devono necessariamente andare d’accordo, potendo rivendicare ciascuno la propria individualità operando tranquillamente per compartimenti stagni. Questo è il mio caso.<br>In quanto al Diavolo e ad altre entità diaboliche intese come forze “altre” rispetto all’uomo… Sì, ci credo, decisamente. E mi fanno una paura del diavolo, se mi passi la facile battuta. Per il credente il Diavolo esiste, non è semplicemente un simbolo. È parte imprescindibile della dicotomia in cui siamo immersi, dilacerati fra le pulsioni al Bene e al Male, in una condizione congenitamente schizoide che vede l’uomo chiamato costantemente a compiere delle scelte, più o meno coscienti. Condizione etica e morale che naturalmente è condivisa da tutti, anche secondo un’ottica laica che prescinda da qualsiasi fede. Poi, lascio a chi di dovere qualsiasi approfondimento teologico.</div></div><div><br></div><div><div><strong>C.S.</strong></div> <div>Consideri scrivere un atto più egoistico o altruistico? A questo allaccio anche un’altra domanda: Trovi che la letteratura abbia una finalità, oltre quella di intrattenere? E se così fosse, per te quale sarebbe la finalità della letteratura dell’Orrore e della tua in particolare? Cosa vuoi offrire ai tuoi lettori? Vuoi offrire qualcosa o non t’interessa?</div></div><div><br></div><div><div><strong>N.L.</strong></div> <div>Ritengo che lo scrivere possieda caratteristiche sia egoistiche che altruistiche: si scrive perché gli altri ci leggano, quindi si offre qualcosa e nel contempo si appaga il proprio ego, qualora il prodotto possa vantare qualche qualità. Il fine primario della letteratura (o meglio, nel nostro caso, della narrativa) è senz’altro quello di intrattenere. Io scrivo perché desidero trasmettere qualcosa di me, delle mie idee, delle mie paure; e perché il processo funzioni è necessario avere dei lettori, i quali si avvicineranno ai miei scritti solo se avranno lo stimolo e la curiosità, e continueranno a farlo solo se le loro aspettative di intrattenimento non verranno deluse.<br>Poi, naturalmente, esistono intere biblioteche di studi sul senso della letteratura e sul suo potenziale sociale, psicologico, didattico, eversivo, morale… Ma quando io leggo voglio essere in prima battuta intrattenuto; tutto ciò che ne ricaverò in più sarà un plusvalore di cui renderò merito all’autore.<br>Come già accennato, la storia della Letteratura dell’Orrore è costellata da una massiccia produzione venata da intenti palesemente morali, raggiunti attraverso la messa in scena del Male, della Tenebra, del Peccato, palco sul quale gli attori poi soccombono o si salvano a seconda delle azioni commesse o delle scelte compiute. Oggi, comunque, questa impalcatura si è sgretolata lasciando spazio a nuove architetture narrative nelle quali trovano sfogo – sia da parte dell’autore che del lettore – le più variegate pulsioni: dal disagio esistenziale alle fobie sociali, dalle psicopatologie a ogni genere di repressione, dal rifiuto del quotidiano al desiderio di radicali evasioni intellettuali…<br>In quanto a me, che ricorro alla narrativa e alla scrittura come mezzi e non come fini, posso dirti che racconto per condividere le paurose fantasie che fanno da sempre parte di me, e alle quali non posso che essere grato. Quella della condivisione è quindi la molla principale che mi spinge a dare volti e strutture alle mie paure (che non intendo affatto “esorcizzare”). Mi chiedi quindi cosa intendo offrire al lettore? Soprattutto intrattenimento, instillandogli magari qualche immagine che possa in qualche modo turbarlo. Sai qual è il complimento più appagante che abbia mai ricevuto? “Dopo aver letto un tuo racconto non sono riuscito a chiudere occhio!” Trovi un pizzico di sano sadismo, in questo? Forse sì. Ma fa parte del gioco.</div></div><div><br></div><div><div><strong>C.S.</strong></div> <div>Okay, adesso passiamo a qualcosa di più materialistico. Parliamo di numeri, come la cifra bassissima di lettori che consumano horror. Io nuoto in questo acquario di autori da meno di dieci anni, ma credo di aver individuato abbastanza chiaramente alcune delle sue dinamiche principali. Gran parte dei lettori di horror (diciamo pure un 8,5-9 su 10) sono autori o aspiranti tali. Il pubblico di massa non ci caga di striscio e le risposte che sento dare a questa tendenza (in ligottiani stati su Facebook) virano in larga parte verso un lamento generale del tipo: la gente non legge e se lo fa legge perlopiù cazzate. Ti ci ritrovi?<br>Anch’io ho coltivato per un certo periodo idee simili: ti sbatti tanto per scrivere qualcosa di buono (buono per te, almeno) poi lo pubblichi e il giorno dopo lo vedi sprofondare nel nulla, mentre altre cose per te poco originali e ripetitive (e spesso lo sono davvero) hanno tutta l’attenzione del pubblico. Fa girare le palle, è normale. Tuttavia, da quando mi sono affacciato al mondo delle fiere e ho spesso a che fare con la gente, i terrificanti lettori “normali” devo ammettere che li ho trovati molto più curiosi e ben disposti di quanto si racconti in giro. Hanno voglia di conoscere l’horror italiano, ma non sanno nulla della sua esistenza.<br>Le cause di questo “grosso guaio” vanno sicuramente ricercate nelle regole criminali della distribuzione, nonché nel fatto che ai grossi editori del nostro genere importa poco (anche perché la sua moda è finita da un pezzo e chissà quando tornerà). A volte, però, ho come la sensazione che l’ambiente degli autori che rappresentano l’horror in Italia, pur pretendendo che la gente si avvicini a esso, non sembra minimamente disposto a fare un passo in più verso il pubblico, a farsi capire, nei suoi valori e nei suoi significati.<br>Immagina un autore seduto al suo stand e il potenziale lettore di turno che gli passa davanti e da una rapida occhiata ai titoli. L’autore non spiccica una parola per attirare la sua attenzione e dopo un po’ il potenziale lettore si allontana, e il nostro autore, deluso, incazzato, sfiduciato, se ne torna nel suo eremo d’ombre a cagare incubi, in solitudine… Io la vedo un po’ così. È verosimile?<br>Se così fosse, magari questa immagine di autori solitari e maledetti che vivono solo per il piacere di mettere insieme le loro storie (che scrivono per soddisfare solamente il loro ego), non è un gran toccasana per il mercato dell’editoria. Li allontana dal brutto dell’editoria, ma li isola anche dal bello: come i lettori.<br>Insomma, se non ci conoscono è colpa nostra.<br>Che ne dici? Dicci la tua.</div></div><div><br></div><div><div><strong>N.L.</strong></div> <div>Dunque, vediamo un po’ di districarci in questa messe di suggestioni.<br>Che in Italia si scriva o si pubblichi più di quanto si legga è un dato di fatto, oggettivamente sostenuto da dati di mercato. Se in questo quadro poi vogliamo farci del male ed estrapolare i numeri che ruotano attorno al genere horror, allora è inevitabile che il grigio velo dello sconforto cali su di noi.<br>Del resto, che le major editoriali nostrane rifuggano dall’esplorare nuovi orizzonti della narrativa orrorifica, preferendo di gran lunga muoversi entro la comfort zone dei perenni classici, è un altro fattore non trascurabile a giustificazione del fatto che l’horror letterario non abbia una divulgazione di massa.<br>Tanti editori minori ci provano o ci hanno provato, tante collane sono nate e morte prematuramente, svariate realtà editoriali partite con una precisa impronta horror hanno poi dovuto, gioco forza, aprire ad altri generi, o rivolgersi ad altri mercati. Di chi è la colpa? Degli editori, degli autori, dei lettori? Se ne sono sentite di tutti i colori, a questo proposito; e ogni presa di posizione mette in campo inevitabilmente argomenti forti e altri più deboli e discutibili, come in ogni sana disputa.<br>Nel tempo, io ho maturato una mia personale convinzione, ovvero che narrativa horror e consenso di massa siano due concetti davvero poco conciliabili. Per sua natura, l’horror (editorialmente parlando) non è un genere come gli altri, nel senso che rappresenta una tipologia di intrattenimento impegnativa, e non vedo come si possa pretendere di estenderla oltre l’alveo del suo potenziale e comprovato bacino di fruizione. Certo, esistono i fenomeni, ma quelli non fanno media; sono picchi che tuttalpiù richiamano una momentanea attenzione (quella che tu definisci “moda”, e che statisticamente segue un flusso di alti e bassi più o meno quinquennali), ma non hanno una significativa influenza su quello che è l’andamento standard del mercato, nel medio e lungo termine.<br>Il fatto è che l’horror (e ribadisco ‘horror letterario’, poiché quello ludico e cinematografico segue altri criteri) richiede una particolare inclinazione di gusto, di sensibilità, di predisposizione, se vogliamo. Perché, da lettore generalista, dovrei mai impegnarmi per espormi a suggestioni dichiaratamente volte a provocarmi paura, o disgusto, o inquietudine, a farmi avere incubi o a togliermi il sonno? Perché in definitiva è questo che si propone, il genere horror, al di là di qualunque legittima lettura allegorica gli si possa o voglia attribuire. Per cui non mi meraviglio più, se i numeri sono quelli che sono. C’è proprio una componente congenita al genere che innesca una sorta di autoselezione, di affinità elettiva, tra prodotto e utente; e non mi riferisco all’utente casuale, quello che si avvicina per curiosità più che per reale bisogno: parlo dei lettori sostenitori, dello zoccolo duro, di quelli che vanno alla ricerca… e che a quanto pare non sono numericamente sufficienti a sostenere e giustificare abbastanza a lungo proposte editoriali di ampia distribuzione. Poi, è ovvio, l’analisi si può approfondire mettendo sul tavolo tutte le possibili variabili, vale a dire la qualità dei prodotti, il loro costo, la promozione…<br>A proposito di promozione, mi riallaccio alla tua domanda. Io frequento molto raramente le fiere editoriali (per pigrizia, più che altro), per cui non ho gran voce in capitolo. Ho amici che si muovono nell’ambiente con grande disinvoltura ed efficacia, e invidio chi possiede certe qualità comunicative; io sono sempre stato un pessimo venditore di me stesso, per cui non riesco a indentificarmi nella tipologia di autore da te proposto, quello che sta seduto dietro un banchetto in attesa del potenziale cliente, ma che poi non si ritrova gli strumenti per relazionarsi in maniera produttiva. Riconosco che è una delle mie carenze, ma non possiedo doti da autopromotore; chi le ha fa bene a sfruttarle, perché poi qualcosa si porta sempre a casa, anche a livello di immagine.<br>In riferimento poi all’idea degli “autori solitari e maledetti che scrivono per loro stessi”, tendenzialmente opererei un distinguo fra chi lo è davvero, e chi invece si atteggia a tale. Ci sono grandi autori che – avendo alle spalle un vissuto di sofferenza, traumi o altre esperienze segnanti – non possono fare altro che attingere al buio della propria anima per tirare fuori, anche a finalità terapeutiche, tutto ciò che sentono il bisogno di portare in superficie. Come distinguere le due categorie? Conoscere l’entroterra bio-esistenziale dell’autore aiuta senz’altro a valutare la sua opera, però non è né necessario, né richiesto. Quindi, io spesso mi accontento di godermi o meno la lettura, senza pormi troppi problemi circa la sincerità che vi sta dietro: se mi trasmette qualcosa, tanto mi basta.<br>In quanto a quei lettori che tu chiami “normali”, invece, il fatto che “hanno voglia di conoscere l’horror italiano, ma non sanno nulla della sua esistenza” mi lascia un po’ interdetto. Oggi la rete offre informazioni a valanga, su qualunque argomento. Non saper nulla dell’esistenza di un horror italiano suona un po’ come sinonimo di superficialità, di pigrizia, e sostanzialmente di un interesse all’acqua di rose. Fatico a giustificarli. Ma forse io sono troppo di parte.<br>Riepilogando, ritengo che l’horror letterario nostrano faccia già molto per mettersi in vetrina, ma che per sua costituzione, a prescindere dalla qualità, non possa sdoganarsi più di tanto presso il grande pubblico, quello che permetterebbe di mettere in moto un significativo meccanismo editoriale di produzione/vendita.<br>Quando parli di “pubblico di massa”, la vedo come un’utopia, una chimera. Te lo immagini uno scenario di mercato in cui nomi come Arona, Nerozzi, Vergnani o Di Orazio, solo per citarne alcuni, stanno impilati nelle vetrine Mondadori o Feltrinelli accanto a Bruno Vespa o Fabrizio Corona, oppure compaiono nelle classifiche dei bestseller de La Repubblica? Venti o trent’anni fa avrei anche potuto considerare ciniche o pessimistiche certe conclusioni; oggi le ritengo del tutto realistiche.<br>Chi scrive horror deve esserne consapevole, oggi, in Italia. Se vuoi aprirti al grande pubblico, se addirittura vuoi campare con la scrittura di genere, scrivi gialli, thriller, erotici, fantasy… A meno che tu non raggiunga popolarità mediatica per altre ragioni, allora puoi scrivere e pubblicare tutto quello che vuoi: nelle librerie, gli scaffali dedicati a simpaticissimi youtuber-blogger-influencer sono ben affollati. Ma qui stiamo parlando di libri veri, no?</div></div><div><br></div><div><div><em>Arrivederci a domani per la seconda parte dell’intervista.</em></div> <div><em>L’immagine d’apertura appartiene a Dunwich Edizioni.</em></div></div><div><br></div><div>La seconda parte dell'intervista la trovate qui: <a href="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/?l-orrore-secondo-nicola-lombardi---seconda-parte" class="imCssLink">VAI... </a></div><div><br></div><div><script> var showboxlink53d12b96ca15b95ba4d1934a8fa03345 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nicola-Lombardi.webp','alt': 'Nicola Lombardi','title': 'Nicola Lombardi','width': 215,'height': 300,'description': 'Nicola Lombardi'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nicola-Lombardi2.webp','alt': 'Nicola Lombardi','title': 'Nicola Lombardi','width': 152,'height': 154,'description': 'Nicola Lombardi'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nicola-Lombardi3.webp','alt': 'Nicola Lombardi','title': 'Nicola Lombardi','width': 500,'height': 449,'description': 'Nicola Lombardi'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink53d12b96ca15b95ba4d1934a8fa03345, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Nicola-Lombardi.webp" alt="Nicola Lombardi" title="Nicola Lombardi" width="200" height="280" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Sep 2019 14:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[The Last Hunt di Kesola & Janssens]]></title>
			<author><![CDATA[Gianni Solazzo]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Fumetti"><![CDATA[Fumetti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000035C"><h1 class="imHeading1">Una drammaturgia ben congegnata</h1><h2 class="imHeading2">Riscrittura originale e femminista del tema post catastrofe e delle streghe</h2><div>






<div><em>Una storia dal sapore tarantiniano che vede la razza umana alle prese con la colonizzazione della Via Lattea.</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div>
<div>Le streghe le bruciavano.<br>L’inquisitore le affidava al braccio secolare, perché fosse fatta giustizia, senza spargimento di sangue, bruciandole appunto.<br>Perché?
Pensavano fosse più pietoso, meno cruento?<br>Hannu Kesola &amp; Ken Janssens in The Last Hunt forniscono un’altra risposta alla domanda.<br>La Terra da tempo è un pianeta abbandonato a causa di una
guerra nucleare e viene utilizzata come attracco logistico e per deposito di merci.<br>Fermi, non addormentatevi! Lo so, il post-catastrofe atomica, è vecchio quasi come i rotoli del Mar Morto, ma pazienza…<br>Un’astronave
commerciale (ricorda qualcosa vero? Una certa Nostromo…), vi atterra per imbarcare un carico e riparare un guasto.<br>Nel turbinio delle polveri radioattive che ancora oscurano il pianeta, alcuni dell’equipaggio
investono con un mezzo di trasporto, degli esseri in tuta anticontaminazione che si rivelano tre donne: Clementia, Agnes Dorothy, tre scienziate che sostengono di far rilievi per controllare lo stato del pianeta.<br>Poiché
nel futuro nessuno ha visto Alien, l’equipaggio composto da una maggioranza di uomini e solo due donne, già fin troppo attive sessualmente, imbarca speranzoso le tre donne che oltre che laureate, sono pure assai
carine.<br>E in breve dopo pochi preliminari, come se fossimo in un film hard, con la scusa di visitare la nave, le scienziate si appartano con gli entusiasti e speranzosi maschietti.<br>Il lato affascinante della scienza?
Non proprio perché purtroppo per gli eccitati astronauti, Clementia, Agnes E Dorothy nel sesso mostrano il loro vero volto: brutte e vecchie streghe come quelle di Macbeth. Mantidi religiose le cui mani si trasformano
in artigli acuminati e che hanno la cattiva abitudine di conservare la loro giovinezza e bellezza succhiando il sangue altrui.<br>Segue strage, tra sangue, smembramenti e penetrazioni non esattamente del tipo immaginato
dagli speranzosi astronauti…<br>Incautamente il deposito merci è stato costruito nel Massachusetts a Salem, la cittadina dove tra il 1692 e il 1693 si svolsero realmente, in un clima di isteria superstiziosa,
processi per stregoneria, a causa dei quali furono giustiziati uomini, bambini e soprattutto donne, ritenute streghe, di cui gli autori immaginano che Clementia, Agnes e Dorothy siano le ultime superstiti.<br>Sopravvissute
all’olocausto nucleare, aspettano pazienti che sbarchino astronavi, per nutrirsi dei loro equipaggi. Contro le tre streghe le armi sono inutili, hanno un fattore rigenerante più efficace di quello di Wolverine,
tagli loro un braccio e quello ricresce.<br>C’è un solo modo per ucciderle e lo scopriranno Lucy e Lizzy le due donne dell’equipaggio, rivali in amore, che capiranno perché le streghe andavano uccise
“senza spargimento di sangue”...<br>I richiami sono a <em>La lettera scarlatta</em> di <strong>Hawthorne</strong>, <em>Il crogiolo</em> di <strong>Arthur Miler</strong>, <em>Le notti di Salem</em> di <strong>Stephen King</strong> e altro ancora. Belli ed efficaci i disegni di <strong>Paul Moore</strong> e i colori di <strong>Beth Varni</strong> realistici, ma stilizzati nei volti e negli scenari.<br><strong>Kesola</strong> e <strong>Janssens</strong> riscrivono in modo originale e femminista, il tema del post catastrofe e delle streghe, in una storia che non ha pretese di spiegazione
del mondo, ma si concentra sul ritmo, i colpi di scena. Una drammaturgia ben congegnata e perfettamente tornita, con Lucy e Lizzy “streghe” buone che ripartono dalla nuova Salem, ritrovando una nuova solidarietà
femminile.<br>Le donne vincono sempre, quelle streghe...</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>The Last Hunt</em></div>
<div><em>Autori: Haunn Kesola &amp; Ken Janssens</em></div>
<div><em>Disegni: Paul Moore</em></div>
<div><em>Colori: Beth Varni</em></div>
<div><em>Collana: Weird Comics</em></div>
<div><em>Editore: Delos Digital / MVM Factory</em></div>
<div><em>Pagine: 113</em></div>
<div><em>Data di pubblicazione: 1 novembre 2018</em></div>
<div><em>ISBN-13: 978-8899507862</em></div>
<div><em>Prezzo: 19,90 € - eBook: 4,99 €</em></div>
<div><br></div>
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<div><br></div></div><div><script> var showboxlink504954ea215ed303a3d47efb0d19f4c3 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Last-Hunt-Kesola-Janssens-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 500,'height': 764,'description': 'La copertina del fumetto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/The-Last-Hunt-Kesola-Janssens-cop2_ver.webp','alt': 'La copertina del fumetto.','title': 'La copertina del fumetto.','width': 805,'height': 1079,'description': 'La copertina del fumetto.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink504954ea215ed303a3d47efb0d19f4c3, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/The-Last-Hunt-Kesola-Janssens-cop_ver.webp" alt="La copertina del fumetto." title="La copertina del fumetto." width="200" height="306" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 May 2019 14:51:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il letto rosso di Nicola Lombardi]]></title>
			<author><![CDATA[Christian Sartirana]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002FA"><h1 class="imHeading1"><span class="cf1">Opera finalista al Premio Laymon 2017</span></h1><h2 class="imHeading2"><span class="cf1">Atmosfere malsane e un continuo rimbalzo tra reale e sovrannaturale</span></h2><div>






<div><span class="cf1">Ed eccomi di nuovo qui a parlarvi di horror, in particolare di horror italiano, il mio preferito ultimamente.<br>Questa volta tocca nientemeno che a <strong>Nicola Lombardi</strong>, autore piuttosto conosciuto nell’ambiente editoriale di genere, del quale oggi recensisco la novella <em>Il letto rosso</em>: opera pubblicata dalla casa editrice Independent Legions e finalista al Premio Laymon 2017.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
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decide che è giunto il momento di dare una svolta alla sua carriera. Sceglie di farlo progettando una monografia sul famoso Orco di Borgone, don Marzio Corsini: prete folle che sequestrò e uccise alcuni giovani
adolescenti durante la fine degli anni ‘70.<br>Gozzi comincia la sua ricerca contattando Luigi Consalvi, figlio del complice del prete (Guido Consalvi era colui che procurava le vittime) e che all’epoca degli
assassinii denunciò il padre e don Marzio.<br>Gozzi, grazie all’aiuto dell’ormai quarantenne Consalvi e della sgradevole madre (il personaggio migliore del libro, per me) finisce per scivolare dentro a
un baratro di orrori e follia che, naturalmente, finirà per inghiottirlo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Il concept più che un classico è un insieme di classici. Abbiamo quello molto usato dello scrittore/giornalista che ficca il naso dove non deve (tanto per citare un film
abbastanza recente direi <em>Sinister</em>) ma c’è anche quello della stanza maledetta (e qui si apre l’impossibile, da <em>La camera Rossa</em> di <strong>H. G. Wells</strong> a una vecchia indagine di <em>Carnacki</em> di <strong>William Hope Hodgson</strong> al più moderno <em>1408</em> di <strong>Stephen King</strong> e chissà quanti altri) sino ad arrivare a un materasso insanguinato, utilizzato come porta dell’Inferno,
che mi ha riportato alla mente il secondo capitolo della famosa saga di <strong>Clive Barker</strong>: <em>Hellraiser II Hellbound</em>.<br>Come sempre rimango assolutamente favorevole alle piste già battute, a patto che se ne offra una ghiotta variante.
E <strong>Nicola Lombardi</strong>, classe 1965, che pubblica storie da quando io avevo sei anni, non ci delude. L’atmosfera iniziale, dove il nostro tormentato
Gozzi s’incontra con Consalvi, ci cattura subito. Mi ha ricordato con una certa prepotenza i film di <strong>Pupi Avati</strong>, con qualche pennellata di <strong>Dario Argento</strong> qua e là.<br>Sentiamo tutto il torbido della situazione, agitarsi appena sotto la superficie della quotidianità. Pochissimi autori, in Italia, sanno rendere questo effetto come <strong>Lombardi</strong>. Nelle sue storie il lezzo della corruzione aleggia nell’aria come una nebbia infetta. Personalmente lo trovo opprimente e ammaliante al contempo e si esita un
poco ad accettare il suo invito, quando ci chiede di scendere di sotto, con lui, nel buio. Ma lo fai, anche se sai benissimo come andrà a finire. È il gioco morboso del racconto dell’orrore ed è
esattamente quello che s’innesca in questo breve romanzo, in cui si avverte tutta l’esperienza e la conoscenza dell’autore emiliano per il terrore e la scrittura.<br>Atmosfere malsane e un continuo rimbalzo
tra reale e sovrannaturale ci assillano pagina dopo pagina. Le figure lombardiane sembrano tante facce sussurranti che affiorano lentamente dalle tenebre, dove poi spariscono all’improvviso, talvolta portandoci via con
loro. La scrittura è leggera, elegante al punto giusto.<br>Tuttavia non posso esimermi dal sottolineare alcuni aspetti meno eccitanti de <em>Il letto rosso</em>. L’opera, dopo un meraviglioso inizio, comincia a perdere qualche colpetto. Alcune sequenze divengono un po’ lente, le descrizioni eccedono e i personaggi,
talvolta forse un po’ troppo simili tra loro, non ci riservano alcuna sorpresa. Insomma, anziché continuare a crescere la tensione e la storia si stabilizzano e procedono verso un finale non proprio inatteso.<br>E
lo stesso vale per i temi trattati.<br>Ho letto diverse cose di questo autore e nel tempo mi sono fatto un’idea personale della filosofia alla base del suo lavoro. Ho l’impressione che la narrativa di <strong>Nicola Lombardi</strong> ruoti attorno a un unico concetto: l’accettazione del male come forza incontrastabile. I suoi personaggi appaiono sempre come persone tormentate che,
per traumi (orribili traumi) subiti, si ritrovano imprigionati nelle gabbie nere della loro anima. Il dolore di queste creature è tale che alla fine, pur di arrestare la sofferenza, scelgono immancabilmente di lasciarsi
andare allo stesso male che li ha irreversibilmente condizionati, trasformandosi in complici o in vittime compiaciute. Anche i romanzi <em>Madre Nera</em> (2013) e <em>La Cisterna</em> (2015), a mio avviso, trovano edificazione e culmine in questo unico concetto: fare della sofferenza e del male una virtù, una forza.<br>E anche in <em>Il letto rosso</em> questa equazione stoica fa il suo ritorno. Lo si evince con particolare chiarezza dalla lettura dei diari di don Marzio, dove il timore/fascino per l’Inferno,
il male supremo, induce il prete a desiderare di sperimentarlo dentro di sé, nella dubbia speranza, o scusa, di potersi assuefare a esso. Vi cito alcuni brevi esempi:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>Il letto rosso</em> (diario di don Marzio Corsini)<br>Ma perché mai dovrei provare una cosa simile? Semplice: per
abituarmi. <br>Sembra folle, ma non posso evitare di pensare a Mitridate, quel terribile sovrano che per scongiurare il rischio di essere avvelenato aveva assuefatto il proprio organismo assumendo con costanza dosi
di veleno non letali. Ecco quello di cui ho bisogno: mi voglio mitridizzare. Con dosi d’Inferno. Costanti. Magari via via più intense. Così da rendermi più forte, da corazzarmi l’anima.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><em>La cisterna</em> (sul finale)<br>Quella che stava guardando dritta negli occhi era la sua paura più grande. Quella che
non gli avrebbe mai permesso di continuare a vivere, se non l’avesse assecondata, se non l’avesse amata.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Mi duole ammetterlo ma, come accade anche con altri autori che ho letto per una vita, più mi trovo ad analizzare certe loro visioni e meno le trovo convincenti e attuali. Più
che una rivelazione, la verità in fondo al buio mi appare come una località ormai nota, o una promessa non mantenuta: un limite oltre al quale l’autore sembra non riesca a vedere o a immaginare altro. Per
farla breve, ho la sensazione che le storie tendano a ripetersi, offrendo lo stesso nocciolo, ma incastrato in circostanze differenti.<br>E se da un lato questo offre una coerenza all’opera di <strong>Lombardi</strong>, come in quella di <strong>H.P. Lovecraft</strong>, <strong>Thomas Ligotti</strong> e altre personalità dalla visione fortemente circoscritta a date visioni della vita e della realtà, dall’altro
lato, questo insistere rischia di stancare un po’.<br>Forse questo non accadrebbe se ai personaggi di <strong>Lombardi</strong> fosse concesso un pizzico di umanità in più: qualcosa che permettesse loro di variare, anche leggermente, dalla loro condizione di marionette stregate dalla
sofferenza, e segnate sin dall’inizio a lasciarsi possedere dal male (umano o sovrannaturale) senza che essi vi oppongano la minima resistenza. Forse l’aggiunta di emozioni e condizioni nuove, potrebbe generare
percorsi alternativi, più emozionanti e incisivi sia nel bene che nel male, poiché sono convinto che, superato un certo livello di oscurità e orrore, sotto non ci sia più assolutamente nulla. Solo
il vuoto oscuro.<br>Quando il nostro attaccamento alla vita s’indebolisce, la sua possibile fine e ogni sua spaventosa deformazione hanno su di noi sempre meno effetto e questa è una lezione che <strong>Stephen King</strong> ha spiegato molto bene, quando illustrò il modo in cui aveva progettato la straziante morte del piccolo Gage, nel suo romanzo <em>Pet Sematary</em>. Laddove si avverte l’amore, il giungere del male e della sofferenza è qualcosa di ben più distruttivo. Quando la paura invece si trasforma in spossatezza,
finisce per cancellare quel brivido tipico che rappresenta la naturale attrazione verso il racconto dell’orrore e da cui dipende anche il suo potenziale d’intrattenimento. Dopotutto si scrive per i lettori e i
lettori vogliono essere intrattenuti.<br>Concludo con poche note sul racconto bonus alla fine del volume, <em>Vengono per te</em>, storia molto piacevole (per quanto possa esserlo una storia dell’orrore) che potrebbe essere intesa come un mix della famosa <em>Innsmouth</em> di <strong>H.P. Lovecraft</strong>, per via dell’orrore che giunge dal mare, ma anche del film <em>Ragazzi Perduti</em> e infine un pizzico di <em>Macelleria mobile di mezzanotte</em>, dell’ormai sempre presente <strong>Clive Barker</strong>, che sono sicuro saprete riconoscere.<br>Mi piacerebbe leggerne una versione più lunga.<br>Naturalmente, note negative a parte, considero <strong>Nicola Lombardi</strong> un pilastro della cultura horror italiana, al pari di <strong>Dario Argento</strong> e <strong>Pupi Avati</strong>. Un autore d’obbligo per chiunque voglia addentrarsi in questo mondo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L’AUTORE<br></strong>Nicola Lombardi ha pubblicato la prima raccolta di racconti del terrore, <em>Ombre</em>, nel 1989. Si è stabilito per alcuni anni a Roma, dove ha fatto parte del movimento letterario Neo Noir. Ha scritto per la casa editrice Newton &amp; Compton le novelisation
dei film di Dario Argento <em>Profondo rosso</em> e <em>Suspiria</em>.<br>Ha collaborato col mensile di cultura fantastica Mystero, diretto da Luigi Cozzi. Per le edizioni romane Profondo Rosso traduce testi di saggistica e di narrativa.
Nel 2010 per Edizioni XII ha pubblicato il romanzo <em>I Ragni Zingari</em>(con il quale nel 2013 ha vinto il Premio Polidori) e in seguito ha scritto <em>Madre nera</em> (Crac 2013), ristampato nel 2019 da Dunwich Edizioni, La notte chiama (Delos 2015, con Luigi Boccia) e <em>La Cisterna</em> per Dunwich Edizioni nel 2015.<br>Nel 2016 Per la collana Horror Story della Delos Digital pubblica <em>Myrna</em> e <em>Il libro delle ombre</em> insieme a Luigi Boccia.<br>Traduce diversi romanzi per la Independent Legions Publishing e pubblica numerosi racconti in varie antologie sia in lingua italiana sia in lingua straniera.<br>Cura la rubrica
di recensioni letterarie La libreria d’annata per il sito Letteratura Horror. Dal 2012 è membro dell’Horror Writers Association.<br>Nel 2017 l’edizione inglese di<em> La Cisterna</em> (<em>The Tank</em>) è stata selezionata tra i Preliminary Ballot del Premio Bram Stoker ossia la lista delle dieci opere segnalate dai membri della Horror Writers Association che sono eleggibili per le nomination finali.<br>Nel
2018 per le edizioni Independent Legions Publishing esce la novella <em>Il letto rosso</em> finalista al concorso Laymon 2017.<br>Per le edizioni Delos Digital pubblica il manuale umoristico<em>Non aprite quelle porte</em>. Nel 2019 per le edizioni Iperborea esce <em>Oscuri Canti</em>, una raccolta di sette racconti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">Il letto rosso</em></div>
<div><em class="cf1">(novella con racconto bonus Vengono per te)</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Nicola Lombardi</em></div>
<div><em class="cf1">Copertina: di Vincent Chong</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Independent Legions Publishing</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 7 settembre 2018</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 150</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 13.97 x 0.97 x 21.59 cm</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 11,50 € - eBook 2,99 €</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8831959131</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div></div><div><script> var showboxlink4d6c68f41b853615944dd83acd1b28ac = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/il-letto-rosso-cop_ver.webp','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 698,'height': 1079,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink4d6c68f41b853615944dd83acd1b28ac, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/il-letto-rosso-cop_ver.webp" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="310" /></a></div><div><script> var showboxlinka65ff8b7f5913592471a7f0a163a9681 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/Nicola-Lombardi_autore.webp','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 450,'height': 450,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka65ff8b7f5913592471a7f0a163a9681, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/Nicola-Lombardi_autore.webp" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 May 2019 15:37:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[La casa delle conchiglie di Ivo Torello]]></title>
			<author><![CDATA[Matteo Mancini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000022E"><h1 class="imHeading1">Un romanzo coraggioso</h1><h2 class="imHeading2">Unione tra la narrativa weird e un erotismo estremo</h2><div>






<div>“Ogni libro contiene in se le conoscenze di altri mille libri” si legge nel primo capitolo dell’ultima fatica dell’esperto genovese <strong>Ivo Torello</strong>. Una giusta considerazione che calza a pennello proprio per questo <em>La Casa delle Conchiglie</em>, probabilmente l’opera più complessa, per l’innegabile retaggio esoterico che sottende il romanzo, dello scrittore nato nel 1974. Presentato,
apparentemente, come un erotico estremo che sconfina spesso oltre la stessa definizione di erotico, il romanzo contiene in sé il seme della classica letteratura weird di fine ottocento e inizio novecento. <strong>Torello</strong> (plurivincitore del Premio Lovecraft) è uno studioso di lungo corso del genere weird , nonché storico collaboratore di<strong> Andrea Vaccaro</strong> e delle Edizioni Hypnos, e questo si respira a pieni polmoni nella lettura del testo che snocciola tributi in ogni pagina e crea un’atmosfera che
ricorda i vari<em> Il Gran Dio Pan</em> (1890) di <strong>Arthur Machen</strong> (per l’esistenza di un altrove cui accedere col ricorso di sostanze capaci di sublimare l’estasi) e <em>Alraune – La Mandragora </em> di <strong>Hanns Heinz</strong> <strong>Ewers</strong> per l’atmosfera corrotta e gli espliciti riferimenti sessuali, ma soprattutto sembra giocare sui temi toccati dal saggio
di magia sessuale <em>Magick</em> (1913), opera in cui <strong>Aleister Crowley</strong> cerca di rendere pubblici i suoi studi legati al rapporto sesso-magia come via per entrare in contatto con entità superiori che si celano alla vista
dei comuni mortali e che sono veicoli di un potere capace di sconvolgere l’ordine naturale delle cose.<br><em>La Casa delle Conchiglie</em> narra le vicende legate alle sorti del maggior bordello di lusso parigino di metà ottocento, un luogo meta di artisti, scienziati, alte cariche
di Stato e borghesi danarosi. Ma racconta soprattutto le vicende della <em>maitresse</em>, Madame Sabatiere, una vera e propria esperta di arti magiche che vive all’interno di una stanza contornata di libri di ogni natura da cui attinge il suo sapere tutto orientato a conseguire vantaggi materiali
da spendere nella concretezza della vita di tutti i giorni (dunque aspirazioni non trascendenti): “assorbì le capacità diplomatiche dello zio, la sua propensione al complotto e alla menzogna, nonché
l’abnegazione al guadagno completamente spogliata da qualsiasi dubbio o pentimento o carità cristiana.”<br>Il romanzo, strutturato in sette capitoli per circa quattrocento pagine, ha valenza catartica
ed esorcizzante. Simboleggia la perenne lotta tra la visione epicurea (ben incarnata dagli artisti) e quella stoica (più vicina al mondo politico-istituzionale ovvero i presunti esperti “che prendono per mano
la produzione artistica per usarla per i loro fetidi scopi: profitto o spalancare le porte dell’inferno”), conflitto che viene sintetizzato dalla rappresentazione teatrale de <em>Le Nozze Folli tra Marte e Venere</em> messa in scena all’interno del bordello con l’intento, non riuscito, di ribaltare il trionfo dell’amore sulla guerra. Leggiamo
infatti dello scontro tra una sedicente organizzazione segreta a sfondo iniziatico (con tanto di Grande Maestro), chiamata l’Ordine del Dio dormiente (la “setta più potente e pericolosa d’Inghilterra.
E forse anche dell’intero continente”), e un gruppo di prostitute di alto bordo. I primi hanno il fine di scatenare il grande olocausto richiamando sulla terra, attraverso un rituale di sangue a sfondo esoterico,
gli Dei dormienti che esistevano prima della nascita di ogni altro Dio. “La crudeltà è il solo linguaggio universale” affermano gli aderenti all’Ordine. “Ogni speranza è vana, ogni
amore è vacuo. Dobbiamo forgiare noi stessi come lo sono stati i mondi e le galassie: con la violenza! Questo baraccone di carne che chiamiamo vita è fondato sul dolore e sull’afflizione, sulla lotta a
ogni costo contro l’inevitabile morte! Questa è l’essenza di ogni cosa: la lotta! Per sopravvivere, per evolvere, per esser degni di sfidare l’abisso, questo dobbiamo essere: guerrieri! Guerrieri della
disciplina! dell’ordine! del dolore e della sopraffazione! Cos’è la bellezza di una giovane donna se paragonata alla bellezza della guerra e della vittoria?”<br>Il rituale prosegue sotto l’effetto
di formule magiche, elisir afrodisiaci e allucinogeni capaci di aprire porte dimensionali connesse all’azione di potenze ultraterrene pronte a irrompere sulla terra, riti di sangue, larve (in senso spiritico) e magia
rossa. Torello condanna la castrazione degli istinti naturali legati all’accoppiamento, il tutto sbilanciato a favore di una visione libertina ed edonistica vista come chiave esorcizzante della violenza e di ogni altro
istinto di sopraffazione che sta alla base dei disastri bellici. “Se i filosofi e i moralisti scopassero ogni tanto l’Umanità si eviterebbe un bel po’ di coglionate e di cacce alle streghe e di roghi.
Se chiavassero per il gusto di farlo.”<br>Spirito guerresco da una parte contrapposto alla grazia e bellezza dei corpi dall’altra finalizzata a sé stessa, senza alcun desiderio ulteriore al semplice richiamo
della carne. <strong>Torello</strong> si schiera senza filtri e compromessi dalla parte dell’amore libero e sfrenato, in una visione più legata al materialismo
che a una visione trascendente, e lo fa anche nella scelta del registro linguistico. Laddove risulta essere elegante e ricercato nella parte dedicata al substrato esoterico, (nulla da invidiare ai grandi maestri del weird),
cambia del tutto nella parte erotica, aspetto questo a mio avviso discutibile (pur essendo una scelta voluta e anche provocatoria). Torello affronta questa parte, senz’altro la preminente, con piglio pulp, senza pudori
e senza censure, pur con una certa ironia grottesca, sfruttando un campionario di soluzioni che suggeriscono una visione tinto brassiana. <strong>Torello</strong> non lascia niente all’immaginazione del lettore. Nella <em>Casa delle Conchiglie</em> viene infatti descritto tutto nei minimi dettagli, determinando anche un “involgarimento” del lessico e delle situazioni narrate nella descrizione
delle scene hot, momenti che qualcuno non tergiverserebbe a definire squisitamente pornografici.<br>Un romanzo coraggioso che si traduce in una vera e propria unione tra la narrativa weird e un erotismo estremo più
vicino a un <strong>Restif de la Bretonne</strong> che alla narrativa del marchese <strong>De Sade</strong> ovvero un erotismo che cerca le gioie del sesso senza pudori, senza crudeltà e senza il timore della condanna del peccato. Ecco appunto emergere lo spirito
libertino ed esorcizzante del romanzo, con una dissolutezza che <strong>Torello</strong> immagina quale via e ideale medicina per raggiungere la felicità e sconfiggere ogni forma di violenza.<br>Eccezionale la ricostruzione storica e lo studio di fondo (con tanto di esempi di racconto
nel racconto, facendo leva su una lunga serie di passaggi narrativi di volumi citati) che ha impegnato, credo per anni, <strong>Ivo Torello</strong>. L’autore genovese dà sfoggio di un’invidiabile eleganza sia nella costruzione dei personaggi (molti dei quali reali artisti e reali personaggi
dell’epoca, tra essi anche <strong>Alexandre Dumas</strong>) che delle scenografie tratteggiate con gusto, oserei dire, pittorico, ma soprattutto dimostra di essere
un grande autore weird con una passione esoterica e citazionista che trasuda da ogni pagina (non si contano gli omaggi ai vari <strong>Chambers, Lovecraft, Colin Wilson, Ewers, Grabinski</strong> etc etc). A trovare dei difetti, a mio modesto avviso, c’è il barkeriano atteggiamento (qua eterosessuale)
di indugiare sulle situazioni sessuali. Ciò detto si tratta comunque di un romanzo di alto valore e da suggerire agli amanti del genere.<br>Bellissima la cura grafica (formato tascabile), la copertina e la galleria
finale. Da questo punto di vista un ulteriore passo in avanti delle Edizioni Hypnos, sempre più qualitative.</div><div><br></div>
<div><em>Originalissima, una storia weird ambientata in un bordello di lusso. E riuscitissima.<br>Questo romanzo è un matrimonio fra il marchese <strong>De Sade</strong> e <strong>H. P. Lovecraft</strong>.<br>Ma non scritto da un imitatore, bensì da un ispirato che crea incubi imprevedibili dentro una casa di piacere. E tutto con grande realismo e verismo.<br>Ci sono erotismo e visioni che sono
pericolose porte di conoscenza. Non manca un bicchierino di humor.<br>Il lettore rimane stupito, sconcertato e sempre più curioso di addentrarsi in questi nuovi paradisi-inferni magistralmente descritti.<br>Stupende
e profonde considerazioni sull’arte e sulla vita rivelano l’ipersensibilità dei personaggi: pittori, puttanieri, sarti, alchimisti, erotomani che affondano le loro sonde dentro gli abissi proibiti della
realtà, là dove si annidano entità viscide e Potenze Oscure.<br>Non avrei mai immaginato che un libro potesse ancora stupirmi dopo 40 anni di letteratura weird e con una biblioteca di migliaia
di libri (anche in inglese) alle mie spalle.<br>Se disponessi di una sola parola per descrivere questo libro lo definirei: “sorprendente”. </em>(Sergio Bissoli)</div><div><br></div>
<div><strong>L’AUTORE<br></strong>Ivo Torello nasce a Genova nel 1974: scrittore, incisore, scultore, fotografo, appassionato
d’arte, s’impone all’attenzione del pubblico a partire dalla fine degli anni ’90. Il suo racconto <em>Amalgama</em> (2001) viene pubblicato sul quarto numero della rivista <em>Carmilla</em>, a cura di <strong>Valerio Evangelisti</strong>, e successivamente è tradotto in Messico e Francia. Con i racconti “Voci” e “Major Terata” vince il <em>Premio Lovecraft</em> nel 2000 e nel 2003. Del 2012 è il suo primo romanzo, “Predatori dall’abisso”, avventura di matrice lovecraftiana, definito da <strong>Pietro Guarriello</strong>, “il miglior romanzo weird da moltissimi anni a questa parte”.<br>Nel 2018 esce il suo secondo romanzo, “La casa delle conchiglie”,
in cui si fondono in maniera mirabile arte, eros e fantastico. Seguono nel 2019 i romanzi brevi “La gorgiera della contessa sanguinaria” e “L’harem delle vergini dannate”, della serie degli “Strani
casi di Ulysse Bonamy”, ideale spin-off proprio della “Casa delle conchiglie”. Come artista ha firmato gran parte delle copertine delle <em>Edizioni Hypnos</em>, di cui e art director dal 2016, impiegando le più svariate tecniche. Nel 2020 è stato finalista al <em>Premio ltalia</em> per la miglior ilustrazione con un’opera in xilografia, colorazione a tecnica mista digitale e acquerello, medesima tecnica impiegata per la locandina di
Stranimondi 2020. Attualmente vive e lavora nella terraferma veneziana.</div><div><br></div><div><br></div>
<div><em>La casa delle conchiglie<br>Autore: Ivo Torello<br>Prefazione: Paolo Di Orazio<br>Editore: Edizioni Hypnos<br>Anno: 2018<br>Pagine: 420<br>ISBN:
978-8896952702<br>Prezzo: 16,90 €</em></div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlink6abd20666b173573b9556054f68033b4 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/casa-conchiglie-cover_ver.jpg','alt': 'La copertina del libro.','title': 'La copertina del libro.','width': 480,'height': 606,'description': 'La copertina del libro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink6abd20666b173573b9556054f68033b4, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/casa-conchiglie-cover_ver.jpg" alt="La copertina del libro." title="La copertina del libro." width="200" height="253" /></a></div><div><script> var showboxlinkf688a47adc7558343ca0dbd6c3d586c1 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ivo-torello_autore.jpg','alt': 'L\\\'autore.','title': 'L\\\'autore.','width': 400,'height': 400,'description': 'L\'autore.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf688a47adc7558343ca0dbd6c3d586c1, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ivo-torello_autore.jpg" alt="L&#39;autore." title="L&#39;autore." width="150" height="150" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 05:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Thomas Ligotti: Il filosofo dell’orrore]]></title>
			<author><![CDATA[Cesare Buttaboni]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001FF"><h1 class="imHeading1">Autore originalissimo</h1><h2 class="imHeading2">Considerato dalla critica il successore di Poe e Lovecraft</h2><div><div>Sull’onda del successo della prima serie tv <em>True Detectiv</em>e di <strong>Nick Pizzolatto</strong> sembra finalmente esserci anche in Italia un certo interesse per l’enigmatica figura di <strong>Thomas</strong> <strong>Ligotti</strong>, scrittore americano nato a Detroit nel 1953. <strong>Ligotti</strong> non è il classico autore horror moderno: la sua prosa è molto particolare e lontana dai tipici canoni di un genere spesso dominato dai romanzi fiume di celebri autori di Bestseller come <strong>Stephen King</strong> e <strong>Anne Rice</strong>. Il Saggiatore ha di recente pubblicato <em>Teatro Grottesco,</em> il lungo saggio filosofico <em>La cospirazione contro la razza umana</em> e <em>Nottuario</em> mentre, presso il piccolo editore Elara, sono stati pubblicati <em>I canti di un sognatore morto</em> e <em>Lo scriba macabro</em>.</div><div><br></div> <div><strong>Ligotti</strong> si caratterizza per l’estrema originalità della sua prosa, molto ricercata e quasi pittorica: è lo stesso scrittore a sottolineare l’importanza delle arti figurative fra le sue influenze e, in effetti, leggendo i suoi racconti, capita spesso di imbattersi in citazioni di artisti che hanno scelto il macabro e il grottesco per dar forma ai propri incubi come ad esempio <strong>Breughel</strong> ed <strong>Ensor</strong>. Per quanto concerne le influenze letterarie, <strong>Ligotti</strong> non nega il debito verso i maestri del genere come <strong>Edgar Allan Poe</strong> (da cui ha ereditato il raffinato gusto per lo stile pregno di un estetizzante simbolismo decadente) ed <strong>H.P. Lovecraft</strong>, di cui condivide la visione incubica del reale. I suoi riferimenti letterari sono comunque eclettici e vasti e includono autori come <strong>Borges</strong>, <strong>Kafka</strong>,<strong> Thomas Bernhard</strong>, <strong>Nabokov</strong> e il nostro Leopardi, scrittore molto apprezzato da <strong>Ligotti</strong> per il suo “pessimismo cosmico”.<br>Autore originalissimo, a differenza di molti suoi colleghi, ha scelto la dimensione del racconto per dar forma e plasmare le sue visioni poetiche che hanno una stretta correlazione col mondo dei sogni e della vita notturna. La scelta di dedicarsi al racconto breve rispetto al romanzo non fa che confermare la natura essenzialmente artistica della sua opera. In questo senso non è sorprendente che di lui si sia accorto <strong>David Tibet</strong>, leader del gruppo musicale dei Current 93, appassionato e editore di narrativa gotica e anche lui fortemente attirato dal richiamo del mondo onirico. Ligotti collaborerà con David Tibet in più occasioni, in particolare nei dischi dei Current 93 <em>I Have a Special Plan for this World</em> e <em>In a foreign town, in a foreign land</em>.<br>Il primo, leggendario volume di racconti <em>I canti di un sognatore morto</em> (<em>Songs Of The Dead Dreamer</em>) del 1985, uscito originariamente in sole 300 copie, è esemplificativo della sua singolare concezione dell’arte del racconto: la trama cede sovente spazio all’atmosfera, il lettore viene così proiettato in un mondo surreale popolato da marionette e maschere e dominato da una realtà folle e delirante che si cela dietro alle apparenze della vita quotidiana. I protagonisti dei suoi racconti sono inconsapevoli vittime di questa dimensione incubica e, spesso, non resistono all’attrazione di abbandonarsi all’orrore di quella che riconoscono la vera essenza della realtà, ovvero la realtà suggerita dal sogno.<br>Racconti come <em>La perduta arte del crepuscolo</em>, una notevole trattazione della tematica vampirica, <em>Mascherata della spada morta: una tragedia</em>, <em>I mistici di Muelemburg</em> e <em>Il più grande festival delle maschere</em> sono piccoli gioielli che svelano la singolare arte di questo scrittore, che mette in mostra una sorta di teatrale parata di maschere e manichini che ci guidano negli oscuri meandri di una realtà maligna. In <em>La musica della luna</em>, lo sventurato protagonista ascolta le inquietanti note, evocate in un edificio abbandonato, da oscuri musicisti delle tenebre che sembrano eseguire una musica dell’altrove cosmico strettamente imparentata con quella descritta da <strong>H.P.Lovecraft</strong> in <em>La musica di Erich Zann</em>.<br>Il volume <em>Lo scriba macabro</em> è nel solco di <em>I canti di un sognatore morto</em> e, per certi versi, risulta ancora più efficace nel delineare un universo dominato dall’incubo.<br>I racconti di <em>Teatro Grottesco</em> sono invece ancora più indeterminati e all’insegna di atmosfere malsane in cui i contorni della realtà sono sfumati. Non è sempre facile destreggiarsi nell’universo nichilista e gelido evocato da <strong>Ligotti</strong>: si rischia di perdersi nei meandri di una realtà trasfigurata e indagata nella sua essenza filosofica. Ritornano anche in questa raccolta alcune figure da lui spesso utilizzate in maniera simbolica come le marionette: ma l’orrore evocato nasce da luoghi solitari e squallidi come vecchie fabbriche abbandonate e seminterrati polverosi. È l’incubo, in tutte le sue sfumature e aberrazioni, il vero protagonista di Teatro Grottesco. Racconti come Il responsabile cittadino, La torre rossa, il citato In una città straniera, in una terra straniera, Teatro Grottesco ci immergono in una realtà malsana popolata da personaggi bizzarri e da città fantasma.</div> <div>Vincitore di tre Bram Stoker Award <strong>Ligotti</strong> è stato a lungo considerato uno scrittore oscuro e misterioso: poi, come si accennava, l’improvviso successo della serie tv True Detective lo ha fatto conoscere a un pubblico più vasto. In True Detective la filosofia del personaggio Rust Cohle – interpretato dal Premio Oscar <strong>Matthew McCounaghey</strong> – è infatti pervasa di un pessimismo devastante che deriva in particolare dall’ideologia di <strong>Thomas Ligotti</strong>. I discorsi di Cohle, di cui troviamo un esempio efficace nella discussione con Marty, che avviene in macchina nel primo episodio, rispecchiano in pieno il lavoro e il ‘pessimismo nichilista’ di Ligotti. Cohle parla di vita, morte, religione, amore e della quarta dimensione. In particolare, alcune frasi di questa conversazione sembrano ‘prese di peso’ da La cospirazione contro la razza umana, tanto che qualcuno ha parlato addirittura di ‘plagio’<br><strong>Nick Pizzolatto</strong> in effetti ha ammesso, in alcune interviste, di essere stato influenzato da <strong>Ligotti</strong> e, in particolare, da una sua opera non narrativa, ovvero il lungo saggio sul pessimismo filosofico <em>La cospirazione contro la razza umana</em> (<em>The Conspirancy Against Human Race</em>), pubblicato nel 2010 e disponibile in Italia presso Il Saggiatore.<br>Si tratta di un volume insolito in cui lo scrittore americano analizza questioni cruciali come la possibilità dell’autodistruzione del genere umano e il significato che ha l’essere uomini; egli cita alcuni filosofi per lui molto importanti, alcuni noti come <strong>Arthur Schopenhauer</strong> e <strong>Friedrich Nietzche</strong> e altri più oscuri come <strong>Michelstadter</strong> e il norvegese <strong>Zapffe</strong>. In particolare quest’ultimo si rivela, con la sua opera <em>L’ultimo Messia</em>, autore decisivo nel plasmare la sua “visione” delle cose. <strong>Zapffe</strong> in pratica individua come l’umanità abbia sviluppato, nel corso del tempo, un surplus di coscienza: questa condizione porta a una serie di domande di tipo esistenziale da parte dell’uomo a cui non è possibile trovare risposta e questo è fonte inevitabile di infelicità. Per sfuggire a questo paradosso che porterebbe, secondo il filosofo norvegese, alla follia e alla conseguente estinzione della nostra specie, l’uomo è riuscito a trovare delle contromisure per sopravvivere che vengono da lui definite in 4 strategie ‘cospirative’ per salvarci denominate ‘isolamento’, ‘ancoraggio’, ‘distrazione’ e ‘sublimazione’. Ho trovato poi molto interessante il capitolo finale intitolato<em> Autopsia su una marionetta: un’anatomia del soprannaturale</em> in cui Ligotti mette in luce come autori come <strong>Poe</strong> e <strong>Lovecraft</strong> siano ancora oggi da considerare più moderni in confronto alla narrativa horror attuale ancorata spesso a schemi consolatori in cui si confrontano il Bene e il Male: da manuale in questo senso il confronto che viene fatto tra <em>L’esorcista</em> di<strong> William Peter Blatty</strong> e<em> Il caso di Charles Dexter World</em> del solitario di Providence.<br>In ogni caso <em>La cospirazione contro la razza umana</em> conferma come i<strong>Thomas Ligotti</strong> sia un vero e proprio teorico del racconto dell’orrore soprannaturale e di come le sue storie poggiano su solide basi filosofiche: a mio avviso, è forse il suo libro più importante anche se, a tratti, fin troppo cerebrale e può essere letto come un vero e proprio manuale di sopravvivenza.</div><div><br></div> <div>Considerato dalla critica il successore di <strong>Edgar Allan Poe</strong> e <strong>H.P. Lovecraft</strong>, in realtà la sua arte è caratterizzata da una filosofia e da un’estetica personale: non troviamo nella sua narrativa il tipico orrore cosmico “lovecraftiano” ma una sorta di “visione” pessimista in cui l’universo viene considerato ostile all’uomo, visto come una forma di vita aberrante destinata all’autodistruzione.</div><div><br></div> <div><strong>Bibliografia italiana (essenziale)</strong><em><br>I canti di un sognatore morto (Elara - 2011)<br>Lo scriba macabro (Elara - 2015)<br>Teatro Grottesco (Il Saggiatore - 2015)<br>La cospirazione contro la razza umana (Il Saggiatore - 2016)<br>Nottuario (Il Saggiatore - 2017)</em></div> <div><br></div><div><script> var showboxlink7785ba55455e65af15eb50a5c2405a9a = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ThomasLigotti-01_ver.jpeg','alt': 'I canti di un sognatore morto.','title': 'I canti di un sognatore morto.','width': 649,'height': 1000,'description': 'I canti di un sognatore morto.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ThomasLigotti-02_ver.jpeg','alt': 'Teatro Grottesco.','title': 'Teatro Grottesco.','width': 500,'height': 699,'description': 'Teatro Grottesco.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ThomasLigotti-03_ver.jpeg','alt': 'La cospirazione contro la razza umana.','title': 'La cospirazione contro la razza umana.','width': 536,'height': 743,'description': 'La cospirazione contro la razza umana.'},{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ThomasLigotti-04_ver.jpeg','alt': 'Lo scriba macabro.','title': 'Lo scriba macabro.','width': 634,'height': 1000,'description': 'Lo scriba macabro.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink7785ba55455e65af15eb50a5c2405a9a, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-5" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ThomasLigotti-01_ver.jpg" alt="I libri di Thomas Ligotti." title="I libri di Thomas Ligotti." width="180" height="280" /></a><br></div></div><div><script> var showboxlink5e18e6030c29667a658fa7db1b2c0796 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/ThomasLigotti-autore_bar.jpg','alt': 'Thomas Ligotti.','title': 'Thomas Ligotti.','width': 480,'height': 640,'description': 'Thomas Ligotti.'}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink5e18e6030c29667a658fa7db1b2c0796, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/ThomasLigotti-autore_bar.jpg" alt="Thomas Ligotti." title="Thomas Ligotti." width="150" height="201" /></a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 14:21:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[22/11/’63 di Stephen King]]></title>
			<author><![CDATA[Gianni Solazzo]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Libri"><![CDATA[Libri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000002F8"><h1 class="imHeading1">L'opera più complessa di King</h1><h2 class="imHeading2">Romanzo politico, d'avventure, d'amore, filosofico</h2><div>






<div><em class="cf1">Il capolavoro da cui è tratta l'omonima serie TV con con James Franco, prodotta da J.J. Abrams.</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1">Scrivere una recensione di questo romanzo non basta, se ne dovrebbero scrivere molte di più. Romanzo politico, d'avventure, d'amore, filosofico, <em>22/11/’63</em> è l'opera più complessa di <strong>Stephen King</strong>, solo <em>IT</em> può essergli pari. E appartiene alla categoria dei libri di <strong>King</strong> più riusciti, quelli che raccontano un dramma individuale. Quello del professor Jack Epping che trovata una piega temporale, torna indietro nel passato per impedire
l'assassinio di John Kennedy. Fallito negli affetti e nella vita, Jack vuol migliorare il mondo, dimenticando la storia del '900 che insegna che chi vuol creare il paradiso in terra, di solito crea l'inferno. La
premessa drammaturgica dell'intero libro lungo 700 pagine, è semplice: il passato è inflessibile, non vuol essere cambiato. Epping troverà mille ostacoli alla sua missione, i denti aguzzi della ruota
del tempo, il grande ingranaggio, lo metteranno a dura prova. Ma Jack troverà qualcos'altro: Sadie, una delle più belle e affascinanti figure di donna create da <strong>King</strong>. Salvare il mondo è un’ottima idea, ma è noto di cosa sia lastricata la via dell’inferno e il futuro che Jack determinerà salvando John Kennedy,
sarà un incubo terrorizzante. Per riparare all'errore, Jack dovrà sacrificare quello a cui tiene davvero e i denti aguzzi del tempo sono indifferenti all'amore… Se Jack l'avesse compreso prima.
Nello struggente finale Jack e Sadie ballano ancora. Insieme, ma divisi dal tempo, diabolica invenzione umana irreversibile che solo nell'armonia dei corpi, dei sentimenti, dell'arte, perde il suo potere di coercizione
e lascia il campo all'eternità, nella quale Sadie e Jack danzano, danzano soli…</span></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><span class="cf1"><strong>L'AUTORE<br></strong>Stephen Edwin King, il re della letteratura horror, è nato il 21 settembre 1947 a Scarborough,
nel Maine. Suo padre era un militare impegnato nella Seconda Guerra Mondiale come capitano nella Marina Mercantile mentre la madre era una donna di origini modeste. La famiglia di King subisce un brutto trauma quando Stephen
è ancora piccolo. Il padre, uscito di casa per fare una passeggiata, si dileguerà nel nulla senza più fornire alcuna notizia di sé. <br>La famiglia inizia così un lungo girovagare negli
Stati Uniti, in cerca di un lavoro per la madre che accetta ogni occupazione anche dura e malpagata. Stephen e suo fratello non vengono lasciati però del tutto soli. La donna li guida all'ascolto della buona musica
e alla lettura dei classici della letteratura. Stephen King già a quattro anni dimostra di essere affascinato dall'insolito. A sette anni scrive il suo primo racconto e scopre il terrore nel 1957, a dieci anni,
durante la visione del film <em>La terra contro i dischi volanti</em>, che lo traumatizza. Due anni dopo scopre nella soffitta della zia i libri del padre, appassionato di <strong>Edgar Allan Poe</strong>, <strong>Lovecraft</strong> e <strong>Matheson</strong>. Trova anche racconti della rivista Weird Tales, di <strong>Frank Belknap Long</strong> e di <strong>Zelia Bishop</strong>. Scopre così che il padre era un aspirante scrittore, affascinato dalla fantascienza e dall'horror. Nel 1962 King inizia a frequentare la Lisbon High School, a Lisbon Falls, nei pressi di
Durham. Qui nasce probabilmente il sogno di divenire scrittore. Inizia a spedire i suoi racconti a vari editori di riviste, senza però alcun successo concreto. Entra all'Università del Maine ad Orono. Nel
1967 Stephen King termina il racconto breve <em>The Glass Floor</em>, che gli frutta 35 dollari a cui fa seguito, qualche mese dopo, il romanzo <em>La lunga marcia</em>. Nel febbraio del 1969 conosce <strong>Tabitha Jane Spruce</strong>, poetessa e laureanda in storia, sua futura moglie. Nel 1970 si diploma all'università, ottenendo il <em>Bachelor of Science in English</em> e, date le difficoltà per trovare un posto di insegnante, inizia a lavorare presso un distributore di benzina. Nel 1971, dopo una serie
di esperienze lavorative umili, inizia ad insegnare inglese alla Hampden Academy. Nasce la primogenita della famiglia King: Naomi Rachel. La famiglia si trasferisce a Hermon, vicino a Bangor nel Maine. Lo scrittore inizia
a lavorare a <em>L'uomo in fuga</em>. Nel 1972 arriva il secondo figlio, Joseph Hillstrom (il terzo sarà Owen Phillip) ed il bilancio della famiglia comincia a farsi
problematico. Stephen King<strong> </strong>pensa che il suo sogno di diventare scrittore sia un'utopia. Non può pagare tutte le bollette e decide di sacrificare
prima il telefono, poi l'automobile. Inizia a bere e inevitabilmente la situazione precipita. Nel 1973 le cose migliorano improvvisamente. Pubblica <em>Carrie</em> per la Doubleday che gli mette in mano un assegno di 2500 dollari come anticipo per la pubblicazione del romanzo. A maggio arriva la notizia che la Doubleday ha venduto i diritti
dell'opera alla New American Library per 400.000 dollari, metà dei quali spettano di diritto al giovane autore. I problemi economici sono risolti e King, a ventisei anni, lascia l'insegnamento per dedicarsi
alla professione di scrittore. L'anno dopo la famiglia trasloca a Boulder, nel Colorado. Qui inizia la stesura di <em>Shining</em>, un'opera con chiari riferimenti autobiografici. Inoltre vende i diritti di <em>Le notti di Salem</em>, per 500.000 dollari. La famiglia ritorna nel Maine occidentale e qui l'autore finisce la stesura de <em>L'ombra dello scorpione</em>. Di lì a poco arriva anche il primo grande successo cinematografico, grazie a <em>Carrie, lo sguardo di Satana</em>, diretto dal già famoso <strong>Brian De Palma</strong>. Poi è un susseguirsi ininterrotto di successi quando le sue storie vengono trasposte in film. Ormai ricco, nel 1980 si trasferisce con la famiglia a Bangor,
dove acquista una villa vittoriana con ventotto camere, ma continua ad usare la casa di Center Lovell come residenza estiva. Vengono pubblicati <em>L'incendiaria</em> e il saggio <em>Danse Macabre</em>. Inizia la stesura di <em>It</em> mentre al cinema esce il film-capolavoro di Kubrick basato sulla storia di <em>The Shining</em>. In questo periodo Stephen King è il primo scrittore di sempre ad avere ben tre libri nella classifica dei best-seller nazionali. Un record che batterà
lui stesso qualche anno dopo. Nel 1994 esce <em>Insomnia</em>. Il racconto <em>The Man in the Black Suit</em> vince due premi ed esce il film <em>Le ali della libertà</em> diretto da <em>Frank Darabont</em> e tratto dal racconto <em>Rita Hayworthe la redenzione di Shank</em>. Vince un Bram Stoker Award per la Migliore Novella per <em>Colazione al Gotham Café</em>. Escono nelle sale cinematografiche numerosi film tratti dai suoi romanzi. Nel 1997 dopo sei anni di attesa il quarto volume della saga <em>La Torre Nera</em> con <em>La sfera del buio</em>. Dopo venti anni King saluta l'editrice Viking Penguin e passa alla Simon Schuster. Alla firma del contratto percepisce la bellezza di 2 milioni di dollari come anticipo per soli tre libri, ma guadagna anche
royalty sulle copie vendute che vanno dal 35 al 50%. Nello stesso anno un fatto drammatico irrompe nella vita fortunata dello scrittore. Durante una passeggiata nei pressi di casa, viene travolto da un furgone: è in
fin di vita. Viene operato ben tre volte in pochi giorni. Il 7 luglio lascia l'ospedale, ma per la sua completa guarigione occorreranno ben nove mesi. Nel 2000 pubblicherà il saggio <em>On writing: autobiografia di un mestiere</em>, un resoconto della sua vita di scrittore e una serie di riflessioni su come nasca la scrittura. Stephen King ha venduto complessivamente
nell'arco della sua lunga carriera oltre 500 milioni di copie. Dai suoi romanzi sono stati tratti circa quaranta tra film e miniserie televisive, di fortuna alterna e diretti da registi di varia abilità (sé
stesso compreso).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div>
<div><em class="cf1">22/11/’63</em></div>
<div><em class="cf1">Autore: Stephen King</em></div>
<div><em class="cf1">Editore: Sperling &amp; Kupfer</em></div>
<div><em class="cf1">Anno: 17 settembre 2013</em></div>
<div><em class="cf1">Pagine: 816</em></div>
<div><em class="cf1">Dimensioni: 14 x 3.7 x 21.6 cm</em></div>
<div><em class="cf1">Prezzo: 14,00 € - eBook 9,99 €</em></div>
<div><em class="cf1">ISBN-13: 978-8855443364</em></div>
<div><span class="cf1"><br></span></div>
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			<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 15:44:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Federico Fellini e l’interesse per Castaneda]]></title>
			<author><![CDATA[Luigi Pellini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Misteri"><![CDATA[Misteri]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F2"><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><h1 class="imHeading1">Carlos Castaneda, antropologo in origine</h1><h2 class="imHeading2">L’attrazione di Fellini per il mondo soprannaturale è ben noto</h2></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">






<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1">L’attrazione di <strong>Federico Fellini</strong> per il mondo soprannaturale, e per il paranormale, è ben noto: ed è anche il soggetto più o meno nascosto di alcuni suoi film, come “Giulietta degli spiriti”.<br>E’
per questo motivo che Fellini frequentò il misterioso sensitivo torinese <strong>Gustavo Rol</strong>, e contattò <strong>Carlos Castaneda</strong>, antropologo in origine, famoso per i suoi libri sui “brujos” messicani (stregoni, maghi,
sciamani) e sugli allucinogeni: che però, avverte Castaneda, sarebbero utili solo nella fase iniziale e molto dannosi se usati sempre, secondo l’insegnamento di “don Juan”, lo stregone messicano che
fu maestro di Castaneda.<br>Castaneda era un altro personaggio misterioso e l’intervista che diede a <strong>Medail</strong> è da considerarsi una rarità. Non esistono sue fotografie, tranne una sfocata di quando aveva vent’anni e prese la laurea, ed altre fatte per <strong>Time</strong> nelle quali però si nasconde sempre il volto, scherzando con il fotografo. I suoi libri sono pieni di cose stupefacenti, ma quanto ci sia di serio e quanto di
inventato è ancora da stabilire.</span></div></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><span class="cf1"><script> var showboxlink71720759d1b387b3653f98dfdbbb880d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/fellini-mistero1_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 1280,'height': 720,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink71720759d1b387b3653f98dfdbbb880d, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/fellini-mistero1_bar.jpg" alt="Federico Fellini." title="Federico Fellini." width="200" height="113" /></a><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Feb 2019 07:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Kurt Cobain tra i maledetti del rock]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Musica"><![CDATA[Musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><h1 class="imHeading1">Nasceva oggi il cantautore e chitarrista dei Nirvana</h1><h2 class="imHeading2">Il frontman dei Nirvana è entrato di diritto tra i maledetti del rock</h2><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Oggi nasceva <b>Kurt Cobain</b>, cantautore e chitarrista statunitense, frontman del gruppo musicale grunge <i>Nirvana</i>.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Lo stile musicale grunge e la breve vita di eccessi, lo hanno fatto entrare di diritto tra i maledetti del rock e tra le principali icone giovanili.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Dopo un’infanzia tutt’altro che felice trascorsa tra il divorzio dei genitori e grossi problemi psichici che lo avvicinarono alle droghe, nel 1987 fondò i <i>Nirvana</i> con il bassista <b>Krist Novoselic</b>.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Dopo l’album d’esordio “Bleach” la consacrazione arrivò con “Nevermind” (17° nella Lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone) e con canzoni come “Smells Like Teen Spirit” e “Come as you are”, entrate nella storia del rock.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Tuttavia fama, successo (con oltre 70 milioni di dischi venduti) e soldi non bastarono al male di vivere di Kurt, che nell’aprile del 1994 si tolse la vita, sparandosi in testa nella sua casa di Seattle.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink82434f2fe02a77edbef2a8e4c82c7b1c = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/kurt-cobainOK_1.png','alt': '','title': '','width': 300,'height': 300,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink82434f2fe02a77edbef2a8e4c82c7b1c, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/kurt-cobainOK_1.png" alt="Kurt Cobain" title="Kurt Cobain" width="200" height="200" /></a></div><div><script> var showboxlink3d247be780463a8bb5a9a5e06619b0ba = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/kurt-cobainOK_4.jpg','alt': '','title': '','width': 400,'height': 219,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink3d247be780463a8bb5a9a5e06619b0ba, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/kurt-cobainOK_4.jpg" alt="Kurt Cobain" title="Kurt Cobain" width="200" height="110" /></a><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Feb 2019 17:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In ricordo di Troisi]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><h1 class="imHeading1">Ricordando Massimo Troisi</h1><h2 class="imHeading2">Attore simbolo dell’Italia, portavoce della nuova comicità napoletana</h2><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il 4 giugno 1994 ci lasciava <strong>Massimo Troisi</strong>, un attore simbolo dell’Italia, portavoce della nuova comicità napoletana, denominato anche “Il comico dei sentimenti”.<br>Nell’anniversario della sua nascita, lo ricordiamo con alcune delle sue più celebri frasi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">“Io non è che sia contrario al matrimonio, però mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi.”</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">“La sofferenza in amore è un vuoto a perdere: nessuno ci può guadagnare, tranne i cantautori che ci fanno le canzoni.”</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">“La ricchezza dei poveri è rappresentata dai loro figli, quella dei ricchi dai loro genitori.”</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">“Ma tra un giorno da leone e cento da pecora, non se ne potrebbero fare cinquanta da orsacchiotto?”</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">“L’amore credo sia quel sentimento che riesce ad uscire indenne dal tempo che passa, che riesce a durare, che vince la stanchezza, la noia, i dolori, le rotture di scatole. Ma bisogna attendere tanto prima di riconoscerlo. Si può dire solo a posteriori se uno ha davvero amato, perché mentre si ama non lo si capisce…”</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">“Se mi accostano a Totò e a Eduardo a me sta benissimo: sono loro che si offendono.”</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">“Io non è che sia contrario al matrimonio, però mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi.”</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">“Il titolo del film è molto importante perché molte volte è quello che fa andare al cinema la gente. Se non si riesce a trovarlo tocca poi fare un bel film, che è molto più lungo e faticoso.”</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2"><br></span></div><div><script> var showboxlink108ba6f38b6147e4bb8e24238ac6d96b = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/troisiOK_1.jpg','alt': '','title': '','width': 300,'height': 168,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink108ba6f38b6147e4bb8e24238ac6d96b, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/troisiOK_1.jpg" alt="Massimo Troisi" title="Massimo Troisi" width="200" height="112" /></a><span class="fs14lh1-5 cf2"><br></span></div><div><script> var showboxlinkc5e6566593496e88286df4b0db048e67 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/troisiOK_2.png','alt': '','title': '','width': 400,'height': 296,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkc5e6566593496e88286df4b0db048e67, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/troisiOK_2.png" alt="Troisi e Benigni" title="Troisi e Benigni" width="200" height="148" /></a><span class="fs14lh1-5 cf2"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 17:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tanti auguri a John Travolta]]></title>
			<author><![CDATA[Redazione]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001A"><h1 class="imHeading1">John Travolta compie 65 anni</h1><h2 class="imHeading2">Tanti auguri a John Travolta</h2><div><div><span class="cf1">Nato a Englewood, New Jersey, nel 1954, attore, cantante e ballerino statunitense ha recitato in pellicole di culto che lo hanno reso un divo assoluto. Nominato due volte agli Oscar come miglior attore protagonista per <span class="fs14lh1-5"><i>La febbre del sabato sera</i></span> (1978) e per <span class="fs14lh1-5"><i>Pulp Fiction</i></span> (1995), ha ricevuto anche sette candidature ai Golden Globes, aggiudicandosene uno nel 1996 come miglior attore nel film commedia-musicale <span class="fs14lh1-5"><i>Get Shorty</i></span> (1995).</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink41d8c473d2c7d188b77192d1faef8518 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/john-travolta_ver.jpg','alt': '','title': '','width': 360,'height': 480,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink41d8c473d2c7d188b77192d1faef8518, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/john-travolta_ver.jpg" alt="John Travolta" title="John Travolta" width="200" height="267" /></a><span class="cf1"><br></span></div><div><script> var showboxlink8aa508a1ecfe209b770a9003fbaec441 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/john-travolta-mix.jpg','alt': '','title': '','width': 338,'height': 300,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8aa508a1ecfe209b770a9003fbaec441, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/john-travolta-mix.jpg" alt="John Travolta" title="John Travolta" width="200" height="178" /></a><br></div><div><script> var showboxlink58957ae5987350c367007373f422ee91 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/john-travolta_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 400,'height': 266,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink58957ae5987350c367007373f422ee91, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-5" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/john-travolta_bar.jpg" alt="John Travolta" title="John Travolta" width="200" height="133" /></a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 14:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In ricordo di Giuliano Carnimeo]]></title>
			<author><![CDATA[Roberto Frini]]></author>
			<category domain="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/blog/index.php?category=Cinema"><![CDATA[Cinema]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000014A"><h1 class="imHeading1">Tra il 1964 e il 1988 ha diretto oltre trenta film</h1><!--EndFragment --><h2 class="imHeading2">Spesso accreditato con lo pseudonimo di Anthony Ascott</h2><!--StartFragment --><!--EndFragment --><div>






<div>In ricordo di <strong>Giuliano Carnimeo</strong>, regista nato a Bari nel 1932 e scomparso qualche giorno fa (il 10 settembre), ha praticato in quasi trent’anni di carriera molti generi che andavano per la maggiore nei decenni Sessanta e Settanta. Con
una particolare predilezione per lo spaghetti-western (da <strong><em>Joe … cercati un posto per morire</em></strong>, del 1968, a <strong><em>Di Tresette ce n’è uno, tutti gli altri sono nessuno</em></strong>, del 1974) e i film d’avventura (<strong><em>Simone e Matteo – Un gioco da ragazzi</em></strong>, del 1975), sempre attraversati da una vena scanzonata. Ha diretto in numerose occasioni <strong>Edwige Fenech</strong>. Nel dramma <strong><em>Anna, quel particolare piacere</em></strong> (1973), nella commedia sexy <strong><em>La signora gioca bene a scopa?</em></strong> (1974) e in quello che probabilmente è uno dei suoi migliori film, il thriller <strong><em>Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?</em></strong> (1972), che firma con il suo consueto pseudonimo <strong>Anthony Ascott</strong>. Prodotto da <strong>Luciano Martino</strong> e scritto da <strong>Ernesto Gastaldi</strong>, è incentrato sulle gesta di un maniaco che semina il terrore uccidendo giovani donne in un condominio.
Carnimeo riesce a creare una buona atmosfera e, in alcune sequenze, una discreta suspense. Il film è diventato celebre anche perché l’omicidio iniziale in ascensore secondo alcuni avrebbe ispirato il regista
americano <strong>Brian De Palma</strong> per una scena simile del capolavoro <strong><em>Vestito per uccidere</em></strong>, del 1980. Di sicuro un’inquadratura girata da De Palma, nella quale l’assassino solleva il braccio impugnando il rasoio, è quasi
uguale a quella di <strong><em>Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?</em></strong>. Oltre al già citato <strong><em>La signora gioca bene a scopa?</em></strong> (che può essere considerato un altro dei suoi titoli più riusciti), Carnimeo ha realizzato un buon numero di commedie cosiddette scollacciate: <strong><em>L’insegnante balla … con tutta la classe</em></strong> (del 1978, con <strong>Lino Banfi</strong>, <strong>Nadia Cassini</strong>, <strong>Alvaro Vitali</strong> e <strong>Mario Carotenuto</strong>), il notevole <strong><em>Prestami tua moglie</em></strong> (del 1980, con un cast di tutto rispetto: <strong>Lando Buzzanca</strong>, <strong>Claudine Auger</strong>, <strong>Janet Agren</strong>, <strong>Renzo Montagnani</strong>, <strong>Daniela Poggi</strong>, <strong>Massimo Boldi</strong> e <strong>Diego Abatantuono</strong>) e i meno azzeccati, ma piacevoli, <strong><em>Mia moglie torna a scuola</em></strong> (1981, ancora con Montagnani e <strong>Carmen Russo</strong>) e <strong><em>Tutta da scoprire</em></strong> (1981, con <strong>Nadia Cassini</strong>, <strong>Enzo Cannavale</strong> e <strong>Bombolo</strong>).</div>
<div>Da ricordare anche il Pierino apocrifo <strong><em>Pierino medico della SAUB</em></strong> (1981, con <strong>Alvaro Vitali</strong> e <strong>Mario Carotenuto</strong>), che ha momenti tutt’altro che disprezzabili. Sul finire della carriera ha affrontato, con dei budget alquanto esigui, il fantascientifico apocalittico
(<strong><em>Il giustiziere della strada</em></strong> aka <strong><em>Gli sterminatori dell’anno 3000</em></strong>, del 1983) e l’horror (<strong><em>Quella villa in fondo al parco</em></strong>, 1988), con risultati non proprio memorabili. In conclusione, riportiamo per intero un brano dell’intervista realizzata alcuni anni fa
con lo sceneggiatore <strong>Dardano Sacchetti</strong>, che in maniera arguta e pittoresca descrisse l’uomo e il regista: “Giuliano è come <strong>Don Abbondio</strong>, vaso di coccio tra vasi di ferro. È una persona civile, ha studiato dai gesuiti, è laureato in giurisprudenza (anch’io ho fatto tre anni di giurisprudenza,
uno di chimica e infine storia e filosofia). È un piccolo borghese nella vita privata, molto preciso e ordinato (sempre in giacca e cravatta) ma sul set si divertiva, un po’ come certi personaggi che hanno una
doppia vita, quella di condominio e quella di vacanza da single in città. Amava i western (l’avventura) che io con lui non ho fatto e girava bene i gialli, forse come meno forza di Lenzi ma con più attenzione.
Credeva di saper fare la commedia ma era troppo per bene in un’epoca di sguaiataggini alla Vanzina. Abbiamo avuto un rapporto corretto (che è già tanto). Siamo entrati in conflitto, ma niente di concreto,
su due film: il futuribile <strong><em>Gli sterminatori dell’anno 3000</em></strong> (fu un mio errore credere che in Italia si potesse fare un film del genere) e quello dell’uomo topo dove lui s’era preso una sbandata per la bonona di cui manco ricordo il nome (<strong>Eva Grimaldi</strong>, n.d.r.).”</div>
<div><br></div></div><div><script> var showboxlink66a045c104ba67fc9385bc1a68ea10d8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/perche_scene.webp','alt': '','title': '','width': 659,'height': 330,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink66a045c104ba67fc9385bc1a68ea10d8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/perche_scene.webp" alt="Una scena da &quot;Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?&quot;" title="Una scena da &quot;Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?&quot;" width="200" height="101" /></a><br></div><div><script> var showboxlink229b900b345ea0899e2f403d78f5de50 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/files/GiulianoCarnimeo-ricordo_bar.jpg','alt': '','title': '','width': 306,'height': 165,'description': null}]};</script><a role="button" href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink229b900b345ea0899e2f403d78f5de50, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.clubghost.it/ipnotica/ipnoticaghost/images/GiulianoCarnimeo-ricordo_bar.jpg" alt="Giuliano Carnimeo." title="Giuliano Carnimeo." width="150" height="81" /></a><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=9FSp0Bw5qis">https://www.youtube.com/watch?v=9FSp0Bw5qis</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 08:11:00 GMT</pubDate>
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