L’ora degli spettri – AA. VV.

L'ora degli spettri - AA. VV.Uscita un po’ di tempo fa, merita senza dubbio recupero e attenzione questa antologia pubblicata nella collana “Mirabilia” delle Edizioni Hypnos, casa editrice da sempre attenta, oltre che a proporre ai lettori italiani i nuovi nomi emergenti della letteratura fantastica in lingua anglosassone e non solo, anche a riscoprire autori e opere di rilievo tra Ottocento e Novecento. Questa corposa antologia raccoglie appunto ventinove ghost stories scritte a cavallo dei due secoli, a opera di autori più o meno noti, alcuni dei quali (come Algernon Blackwood, Oliver Onions e W. W. Jacobs) sono di certo nomi blasonati del genere, altri pressoché sconosciuti al pubblico italiano. Si tratta, in tutti i casi, di racconti finora inediti nel nostro paese, anche quelli degli autori precedentemente già tradotti e conosciuti. Si tratta di una raccolta molto interessante soprattutto perché, in ragione del periodo storico in cui sono stati scritti, a cavallo tra due secoli, documentano un fondamentale passaggio di questo genere, il racconto di fantasmi di tradizione tipicamente inglese, che in questo periodo subisce una fondamentale evoluzione che prefigura il racconto dell’orrore di stampo più moderno, e al contempo mostra la grande duttilità del genere. Infatti vediamo che alla tradizionale ambientazione di queste storie, tipicamente la brughiera inglese e le sue abitazioni, che vanno dal castello abbandonato alla casa di campagna, si affianca e sovrappone spesso il contesto urbano della grande città industriali e anche ambientazioni più inusuali come la cittadina di Rouen in Francia (come in Uno che vide di A. M. Burrage), il Circolo Polare Artico (Il settimo uomo di Arthur Quiller-Couch) e persino le isole Hawai (Lo Spirito del Dio Squalo di Newel Douglas). Anche per quanto riguarda gli aspetti sia stilistici che contenutistici i racconti presentati sono di notevole interesse. Vi sono storie che si riavvolgono su sé stesse come un nastro di Moebius o un incubo ciclico. Vi sono infestazioni che, rifuggendo dal classico armamentario scenico dei fantasmi gotici, preferiscono invece instillare impalpabili disagi o pensieri maligni nel protagonista del racconto e nel lettore. Altre ancora in cui i fantasmi che appaiono sono in realtà gli spettri di antiche faide rurali che si trascinano come una alienante coazione a ripetere freudiana anche nell’era moderna, turbando il malcapitato viaggiatore sceso per errore in una desolata stazione della brughiera inglese. Vi sono strumenti musicali posseduti, le cui manifestazioni inquietanti sono l’ultimo grido d’aiuto di un’anima vissuta e morta in emarginazione e solitudine. Algernon Blackwood, vero e proprio nome tutelare del weird vittoriano, mostra la sua tipica zampata da maestro del genere con “Presenza che sussurrano”, storia di una infestazione misteriosa in una stanza chiusa, la cui sorprendente natura sarà svelata solo nelle righe finali del racconto. In generale comunque la qualità media è altissima, e spesso i più sorprendenti sono proprio i nomi finora sconosciuti al lettore italiano.

I CURATORI

PIETRO GUARRIELLO, fondatore della casa editrice Dagon Press e curatore della rivista “Studi Lovecraftiani”, ha pubblicato articoli e saggi su un gran numero di riviste specializzate, in Italia e all’estero, ed è tra i principali esperti di letteratura fantastica in Italia.

GIUSEPPE LO BIONDO è il fondatore della casa editrice Count Magnus Press, con la quale ha pubblicato diversi volumi di classici del fantastico.

L’ora degli spettri – 29 storie di fantasmi
Autore: AA. VV. – a cura di Pietro Guarriello e Giuseppe Lo Biondo
Editore: Edizioni Hypnos
Pag. 246
Prezzo di copertina: Edizione cartacea € 18,00 (16,20 se acquistato sul sito di Hypnos Edizioni); ebook € 5,99 (5,39 se acquistato sul sito di Hypnos Edizioni)

a cura di Vincenzo Barone Lumaga
(vinxblack@hotmail.it)

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