Domenica 12 maggio leggerete tutti L’occhio sinistro di Horus

Domenica 12 leggerete tutti L'occhio di sinistro di Horus

Howard Carter, archeologo, scopritore della tomba di Tutankhamon

Il cielo del 6 marzo del 1939 aveva il colore dell’acqua sporca.
Nel piccolo cimitero di Putney Vale il gruppetto di persone, una decina in tutto, che aveva seguito il funerale andava lentamente disperdendosi. Soltanto una donna indugiava ancora accanto al tumulo, come affascinata dal colore della terra smossa.
Una parte della sua vita se ne era andata per sempre, strappata via da lei come la pagina di un libro; una pagina miniata con i rossi e gli azzurri della giovinezza… e oro, soprattutto oro!
“Lady Beauchamp… scusatemi.” Una voce femminile, bassa e garbata.
Lady Evelyn Beauchamp alzò gli occhi e guardò la donna che l’aveva interpellata.
Poteva avere circa la sua età, quarant’anni o poco più, e stringeva tra le braccia, come se si fosse trattato di un neonato o di un oggetto molto fragile, una cartellina di cuoio bruno.
“Mi chiamo Phyllis Walker. Sono… ero…”
“Sì, lo so.”
Le due donne restarono a guardarsi per qualche attimo, in silenzio. Gli occhi scuri di Phyllis avevano uno sguardo così familiare che era come un coltello nella piaga. Lady Evelyn provò un istintivo sollievo quando quello sguardo si abbassò sulla cartellina di cuoio.
“L’ho trovata riordinando le cose di mio zio” disse Phyllis. “Non so se lui approverebbe, ma io credo che dobbiate sapere.” E porse la cartella all’altra donna. “Apritela.”
Lady Beauchamp, soggiogata da quello sguardo troppo familiare, obbedì. La cartella era piena di fogli manoscritti; e la calligrafia minuta, con i suoi spigoli e i lacci che chiudevano le aste delle “d”, e le “f” acute come piccole lance, le diedero un’altra scossa di dolore.
“Non spetta agli esecutori testamentari occuparsi degli scritti scientifici di vostro zio?”
“Non si tratta di scritti scientifici. Questo è…” La voce di Phyllis ebbe un’esitazione: “Una confessione. O forse soltanto i vaneggiamenti di un uomo prossimo alla fine. Non lo so. Ma pur se queste pagine non contenessero che un’unica parola di verità, è giusto che voi le leggiate.”
Bruscamente, come spaventata da quello che aveva appena detto, la donna girò sui tacchi e si allontanò in fretta.
Lady Beauchamp non cercò di trattenerla. Fissava la prima pagina del manoscritto. Gli spigoli della ben nota grafia erano schegge di vetro nei ricordi.
“Per gli antichi egizi” così iniziava il manoscritto “la morte era simile al tramonto del sole. Morire significava entrare nella caverna della notte, e solo attraverso mille insidie l’anima poteva accedere ai Campi di Luce e rinascere all’eternità. Ma alcuni, che gli dèi hanno scelto come pedine nella loro infinita partita a senet(1), sono chiamati a compiere questo viaggio quando ancora respirano nel mondo degli uomini”.
Lady Beauchamp sospirò, ma il nodo di lacrime che le stringeva il cuore non si sciolse. Avevo sempre sospettato che fosse così. “L’avevo capito!”
“Io, mio malgrado” lesse in un sussurro, rivelando quella fatale verità al silenzio del cimitero “sono stato uno di quei prescelti. E questa è la cronaca del mio viaggio attraverso le dodici ore della notte”“.

Note:
1) Gioco che nell’antico Egitto veniva giocato con pedine su una scacchiera rettangolare, e aveva scopo divinatorio oltreché ludico

 

Inizia così questo meraviglioso romanzo che vi farà attendere la domenica con gioia ansiosa e un felice senso di aspettativa. La sua autrice è Gloria Barberi e presto sapremo qualcosa di più di lei e della sua opera. Intanto potete andare alla pagina di Facebook dedicata al romanzo:

 https://www.facebook.com/Locchio-sinistro-di-Horus-1802636523324210/

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