L’ultima menzogna di Giovanni Pannacci

L'ultima menzogna di Giovanni PannacciIl romanzo inizia con il ritrovamento su una scogliera di uno dei tre protagonisti, Lyubim l’uzbeko, morto ammazzato. Si prosegue con il secondo, Nikel che si masturba immaginando di fare sesso con Olga, la terza protagonista.
Da qui Nikel, straniero dell’Est ma che vive in Italia fin da bambino, inizia a raccontare. Comincia con il suo primo incontro con Olga Kersten, scrittrice e straniera est-europea anche lei, quando Attilio, il bibliotecario omosessuale che dà lezioni di italiano a Nikel, gli presta La magra indole, romanzo scritto da Olga.
Nikel legge il libro e gli piace così tanto che decide di andare all’incontro con la scrittrice presso la biblioteca. Qui Attilio, al termine della discussione sul libro, gli presenta Olga che già prima gli aveva firmato con dedica il romanzo.
Nikel va a cena insieme a Olga, Attilio e altra gente che ruota intorno alla scrittrice. Ma si sente a disagio e allora con la scusa di andare a fumare una sigaretta esce dal ristorante con l’intenzione segreta di non tornarci.
Ma, una volta fuori dal ristorante, prende il libro di Olga Kersten e legge la dedica: “A Nikel che di sicuro troverà in questo romanzo emozioni anche sue.”
Quindi il fuoco che si stava spegnendo si riaccende. Rinasce l’interesse per Olga. Nikel si chiede come fa la donna a sapere che anche lui è uno straniero e che in effetti si è ritrovato raccontato nel romanzo.
Quindi Nikel abbandona il proposito iniziale e ritorna alla cena. Comunque non si fa aspettative su Olga. Sa che lascerà la città dove è venuta solo per la presentazione del libro.
Nikel è consapevole di non avere speranze con la donna.
Invece il giorno dopo Olga lo va a trovare al benzinaio presso cui lavora e gli dice che si tratterà in città. Da qui segue un appuntamento a casa di Olga che culmina in un rapporto sessuale e nell’inizio di una relazione tra i due.
Ma dura poco perché Olga sparisce dalla vita di Nikel.
Poi Olga ritorna e racconta che ha lasciato il suo compagno, Lyubim. Inizia così una relazione sentimentale tra la scrittrice e Nikel. Una relazione tra due solitari. Due persone che hanno conosciuto la solitudine da bambini e adolescenti e perciò continuano a sentirsi soli. Perché la solitudine e la sofferenza che ne deriva non sono sensazioni di cui ci si possa liberare così facilmente. Neanche frequentando gente. Neanche diventando una scrittrice famosa. I due vanno a vivere insieme nella casa di lei. La relazione procede con la gelosia di Nikel e si complica ulteriormente con il ritorno di Lyubim che si installa nella casa di Olga e pretende che la donna ritorni con lei. La conseguenza è la nascita di un triangolo erotico.
Pannacci racconta anche, attraverso il confronto tra Nikel e Lyubim il diverso modo di vivere in una terra straniera. Nikel si chiude nei confronti dell’esterno mentre Lyubim approfitta di tutte le occasioni che gli si presentano.
Giovanni Pannacci ha scritto un libro sull’importanza delle parole. Del linguaggio e della scrittura. Nikel deve imparare l’italiano per non vivere il disagio di sentirsi straniero in Italia. Quel disagio che nasce dall’essere stato prima “adottato”, quando era un bambino, da un uomo e poi, alla morte di questi, allontanato dalle sue sorelle. Olga invece racconta di aver trascorso l’infanzia senza parlare finché non ha iniziato da adolescente a esprimersi e successivamente a scrivere racconti parzialmente autobiografici in cui narra tutte le sue sofferenze di straniera e di essere umano.
Il romanzo contiene anche riflessioni importanti sulla letteratura che, come dice Olga Kersten: “…non è tenuta a dire la verità. Quando leggi un romanzo non vai in cerca della verità, nessuno lo fa. In un libro cerchi conferme a idee che hai già pensato o similitudini con esperienze che hai già vissuto. Un romanzo ti colpisce quando fa risuonare da qualche parte sensazioni che sono già dentro di te, risvegliandole, in qualche strano modo.”
E poi in un altro punto del libro aggiunge: “Quindi ecco cos’è la letteratura, una menzogna credibile.”
Lo stile di Pannacci è, come sempre, semplice ma non banale e si concede ogni tanto delle analogie originali come questa: “Tentò di dissimulare la delusione con un abbozzo di sorriso, che però s’incagliò come impaurito all’angolo tremante della sua bocca.”
Questo è anche un libro sulla solitudine perché Nikel preferisce stare da solo piuttosto che sentirsi a disagio in mezzo alla gente e vive la relazione con Olga come qualcosa di completamente nuovo per lui. Da qui derivano la sua gelosia e la sua diffidenza.
Ma la solitudine non riguarda certo solo gli stranieri.
Giovanni Pannacci attraverso la storia di immigrati in Italia, parla della condizione generale degli esseri umani.

Giovanni PannacciL’AUTORE
Giovanni Pannacci vive fra Rimini e Città di Castello, insegna lingua italiana agli stranieri e si occupa di certificazioni linguistiche. Per l’editore Giulio Perrone ha pubblicato Siamo tutte delle gran bugiarde – Conversazione con Paolo Poli (2009) e il romanzo La canzone del bambino scomparso (2012). Per Fernandel ha pubblicato il romanzo L’ultima menzogna (2016) e La donna che vedi (2018).

L’ultima menzogna
Autore: Giovanni Pannacci
Editore: Fernandel
Pag.162
Codice ISBN: 8898605315
Prezzo di copertina: € 13,00
Prezzo ebook: 6,49

                                                                 A cura di Luca Bonatesta
                                                         (lucabonatesta71@gmail.com)

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