La distruzione di Dante Virgili

La distruzione di Dante VirgiliCurioso notare come la figura di Dante Virgili continui a suscitare, seppur in modo sotterraneo, un interesse morboso. Di sicuro ci troviamo di fronte ad un caso letterario di quelli oscuri. Virgili è noto a qualche appassionato di letteratura per aver scritto La distruzione (1970), un romanzo apocalittico e “nazista” – probabilmente il primo romanzo nazista italiano – in cui si prefigurava l’11 settembre. Per la verità è stata proprio questa sua capacità visionaria a far riapparire il suo nome alle cronache letterarie. Il protagonista era un personaggio, alter ego dello stesso Virgili, nostalgico del Nazionalsocialismo e di Hitler che, durante la crisi di Suez del 1956 auspicava la distruzione imminente del pianeta. Si tratta di un romanzo di avanguardia – la punteggiatura è quasi assente – di non facile lettura che rivela il carattere patologico di chi l’ha scritto. Virgili usa lo “stream of consciouness” come tecnica narrativa: il suo è un flusso di coscienza – nella tradizione della letteratura del ‘900 – ininterrotto pieno di deliri, volontà di potenza e voglia di distruzione. Si potrebbe fare un parallelo con il finale apocalittico di La coscienza di Zeno di Italo Svevo. Il personaggio – indistinguibile dallo stesso Virgili – è appassionato, oltre che di narrazione nazista, anche di pratiche sadomasochistiche. È un ex interprete delle SS che si trova, durante la torrida estate milanese del 1956, a rimpiangere l’epopea del Nazismo e a sperare in una guerra nucleare come igiene del mondo. In realtà la sua vita è grigia e mediocre: lavora come correttore di bozze negli uffici di un giornale e ha fantasie sessuali con cameriere e garzoni. Si riduce squallidamente a pagare delle donne per soddisfare le sue pulsioni sessuali perverse. Rimpiange una donna di nome Bianca che ha conosciuto in passato. I suoi accessi di superomismo sono il ritratto di un uomo fondamentalmente alienato dalla realtà. È difficile trovare una trama in questo libro: spesso i pensieri malati del protagonista prendono il sopravvento sugli eventi narrati: il delirio fagocita la realtà creando delle “visioni” da incubo. È come se ci fosse un sovrapporsi di diversi piani della realtà in cui è difficile perdersi e smarrire il filo della narrazione. È un romanzo Nichilista – e in questo senso “nietzschiano” – apocalittico e decadente. Forse è mediocre ma nondimeno contiene degli slanci visionari assenti in molta letteratura italiana del periodo ma anche odierna. Questo passaggio, in particolare, sembra prevedere il crollo delle Torri Gemelle: “Ma la prossima volta. Non saranno eterni santuari le città yankees combuste dilaniate. VEDO i grattacieli di acciaio sotto un diluvio di fiamme.”. Se non ricordo male ho sentito parlare di Virgili per la prima volta su un numero della rivista Pulp. Di recente nel blog Il filo a piombo delle scienze curato da Marco Moretti, “virgiliano” anch’egli suo malgrado, l’autore argomenta come, a suo avviso, Dante Virgili, in realtà, non è mai esistito. In questo articolo – https://perpendiculum.blogspot.com/search?q=dante+virgili – sono anche sono citato come “l’amico C.”. In effetti è stato il sottoscritto a consigliare a Marco Moretti la lettura del libro di Antonio Franchini Cronaca della fine in cui si ripercorreva la vicenda editoriale di La distruzione. Pensavo di fugare i suoi dubbi ma così non è stato. Secondo Moretti, Virgili sarebbe una creatura letteraria fittizia del noto scrittore Ferruccio Parazzoli. In realtà dello stesso avviso è anche Gerardo De Stefano il quale cura con Andrea Lombardi la pagina Facebook Salviamo la Distruzione. Le ossa inquiete di Dante Virgili (https://www.facebook.com/salviamoladistruzione). Il merito principale dei due curatori è stato quello di aver ristampato per le edizioni Off Topic – http://offtopiclibri.blogspot.com/ – sia La distruzione – le quotazioni nel mercato da collezione della copia originale viaggiano sui 250 Euro mentre ormai rara è anche la ristampa della Pequod – sia il suo secondo romanzo Metodo della sopravvivenza. De Stefano non nutre però dubbi sull’esistenza di Virgili avendo egli effettivamente trovato sia il certificato di nascita sia quello di sepoltura (è andato perduto invece quello di morte nel passaggio fra analogico e digitale). De Stefano ha avuto anche il nobile scrupolo di fare ripristinare la tomba di Virgili – che ora è a suo nome – e di aver impedito che le sue ossa finissero nell’ossario comune. In effetti le lettere di Virgili citate da Franchini in Cronaca della fine pare siano andate perdute negli archivi della Mondadori e c’è chi sostiene che il libro di Franchini sia soltanto fiction. Insomma potremmo essere di fronte ad una beffa letteraria cosa che – forse ingenuamente – continuo a non credere. Io non penso che i libri di Virgili li abbia scritti Parazzoli. Quest’ultimo è uno scrittore cattolico – basta leggere i suoi libri per farsi un’idea della sua “visione” della realtà – con una sensibilità lontana dagli eccessi sadici di un libro come La distruzione ma posso sempre sbagliarmi. La distruzione è stato anche ristampato di recente da Il Saggiatore con una prefazione di Roberto Saviano per la verità alquanto fuori luogo. Ma, alla fine, importa davvero se i libri di Dante Virgili siano stati effettivamente scritti da lui? Tutta la letteratura è maschera e quel che rimane alla fine è l’arte.

L’AUTORE
Dante Virgili (Bologna, 21 marzo 1928 – Milano, 20 maggio 1992), giovane balilla e giovanissimo campione di dama, fu autore di libri per ragazzi usciti sotto vari pseudonimi.
Era nemico dichiarato del mondo creatosi dopo la Seconda guerra mondiale, a suo avviso dominato dalla cultura e dal potere ebraici, nonché nostalgico del Nazionalsocialismo, di cui fornisce una lettura fortemente improntata a un nichilismo radicale e impregnato di sadismo. Incontrò grandi difficoltà nel pubblicare i suoi libri: La distruzione e Metodo della sopravvivenza. Il primo uscì nel 1970 per Arnoldo Mondadori Editore, ma rimase virtualmente sconosciuto fino al 2003, anno della ristampa per i tipi di Pequod Edizioni. Il secondo è stato edito sempre da Pequod nel febbraio 2008, in contemporanea con il film Appunti per la distruzione, di Simone Scafidi (ancora edizioni Pequod), che ricostruisce la vita dello scrittore.
All’epoca della riedizione de La distruzione, pubblicizzata come la riscoperta di un grande autore emarginato per ragioni ideologiche, fu sollevato il dubbio che Dante Virgili non esistesse nemmeno.
A Marzo 2016, per i tipi de Il Saggiatore, è stata pubblicata una nuova edizione di La distruzione, con prefazione di Roberto Saviano.

La distruzione
Autore Dante Virgili
Editore: Off Topic
Pag. 210
Prezzo di copertina: € 20,00

 

                                                          a cura di Cesare Buttaboni

                                                            (caesar1471@gmail.com)

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