Culti Svedesi di Anders Fager

Culti Svedesi di Anders FagerNella sala da ballo di Underryd, nel punto del bosco in cui tre cittadine della Svezia meridionale confinano, si balla dalla notte dei tempi. E le sensuali e giovanissime danzatrici provenienti da Borås praticano agghiaccianti rituali. La Nonna deve intraprendere un lungo viaggio per riunirsi alla sua famiglia. Ma chi o che cos’è la Nonna, e chi sono veramente i due prescelti per accompagnarla? Nella Norvegia del 1700 un contadino assiste impotente al massacro della sua famiglia da parte degli invasori svedesi. Nell’alienante lusso del quartiere – bomboniera Östermalm a Stoccolma, Nadine scopre con terrore che il suo rampante fidanzato non è più lo stesso di prima dopo il viaggio in cui ha contratto una strana influenza. L’affascinante e trasgressiva modella e artista fotografica My Witt si trova di fronte alla sfida di superare per l’ennesima volta il limite della morale con la sua prossima opera d’arte. Tutto ciò, ma anche altro, trovate in questo volume, che contiene cinque racconti di media lunghezza apparentemente slegati tra loro, e quattro brevi “frammenti”, sorta di incipit auto-conclusivi che hanno il compito di fare da raccordo e amalgama tra le storie principali.
Molte cose si possono dire di questo libro, la prima raccolta di racconti di Anders Fager, e comincio dicendo che l’Autore approccia all’eredità lovecraftiana con quello che, per mia personale opinione, è il modo più indovinato per rivitalizzarla: spogliare le divinità del ciclo di Ctulhu, create dal Maestro di Providence e dai suoi seguaci, di tutti gli orpelli filosofico – cosmogonici e degli stilemi da letteratura vittoriana che già erano datati all’epoca di Howard Philliphs Lovecraft, ed estrapolare la loro cruda valenza di spauracchi archetipi ma attuali. Fager non si perde in puntigliosità mitologica o sindrome da spiegone, che nulla aggiungerebbero alla storia se non lungaggini; semplicemente getta i Grandi Antichi nella Svezia contemporanea, con la sua provincia desolante e le sue metropoli asetticamente efficienti ma alienanti; li fa viaggiare nella nuova Europa multiculturale in cui le frontiere interne sono scomparse ma non gli attriti culturali, li getta tra gli incrociatori militari del freddo mare del Nord. In Le Furie di Borås la sua versione della progenie di Shub Nigurrath si spoglia delle sue valenze trascendenti e cosmiche per incarnarsi in una soverchiante, ciclopica entità boschiva, aliena e trans-umana nel suo essere atavica, e tuttavia accomunata alle sue giovani adepte nella brama di possesso erotico e carnale. In Il viaggio della Nonna, Yogh-Sothoth si mostra nella sua entità di spauracchio soverchiante e sovvertitore della fenomenologia fisica, al punto da estraniare il prescelto per il viaggio dalla percezione della normale realtà fisica. In Il desiderio di un uomo distrutto sovrappone all’Ithaqua di derlettiana memoria una immaginaria divinità dell’inverno lappone, probabilmente allo scopo di caratterizzare meglio l’unico racconto di ambientazione non contemporanea della raccolta: la cruda descrizione delle atrocità compiute dall’esercito svedese durante l’invasione della Norvegia nel 1718. Sarebbe tuttavia riduttivo e ingeneroso considerare Fager solo come un emulo di Lovecraft: l’Autore sfrutta tutta la duttilità degli spauracchi cosmici partoriti dalla fantasia del Maestro di Providence per raccontare un luogo e un tempo lontanissimi da quest’ultimo, rifuggendo il politically correct e senza disdegnare l’impietosa satira sociale alla moderna Svezia multiculturale; non manca di descriverne l’omologazione ai modelli culturali statunitensi in atto nelle nuove generazioni, mostrandoci dei giovani arrivisti che, nelle loro lussuose residenze della zona bene di Stoccolma trascorrono le loro alienate serate post lavorative guardando Friends e giocando con la X-box. In molte storie ricorrono figure femminili forti e carismatiche, spesso però vittime del loro stesso arrivismo e volontà di potere: Saga, Sophie e le altre danzatrici in Le furie di Borås, le quali sono disposte a rischiare la loro incolumità venerando una entità mostruosa e imprevedibile pur di emergere dalla squallida vita del proletariato di provincia; Nadine, che nel suo sogno di ascesa sociale si accorge troppo tardi di essersi invischiata senza possibilità di uscita con le forze oscure che hanno già concupito il suo ambizioso amante nel racconto Per sempre felici a Östermalm; My Witt, che paga con la follia la sua ambizione artistica priva di compromessi e scrupoli morali (Il capolavoro della Signorina Witt).
Per quanto riguarda gli aspetti stilistici della sua narrazione, la scrittura di Fager, veloce, dinamica e gradevolmente pulp, si caratterizza soprattutto per una “misurata indeterminatezza”. Tenendo fede al sempre valido precetto per cui un mostro solo intuito è molto più terrificante della sua chiara e totale visione, egli fa un sapiente uso dell’elisione di dettagli e descrizioni, soprattutto nei momenti più drammatici, nonché di veri e propri stacchi d’inquadratura nelle sequenze più perturbanti del racconto. Il risultato è una narrazione straniante, che quanto meno te l’aspetti sa però colpire come un vero e proprio morso alle viscere, proprio per gli interrogativi che restano senza univoca risposta nella mente del lettore.
In conclusione, un autore sicuramente di talento e rilievo, tra i più originali rielaboratori della poetica lovecraftiana, nonché portatore di una personale e notevole cifra tematica e stilistica. Bravo Fager, per il quale auspichiamo la traduzione di ulteriori opere, e brava Hypnos, che ancora una volta si conferma tra le case editrici nostrane più attente alle nuove tendenze del weird.

Anders FagerL’AUTORE
Anders Fager (nato a Stoccolma nel 1964) è uno scrittore horror svedese. Dopo una carriera come ufficiale dell’esercito e game designer, ha debuttato nel 2009 con la raccolta di racconti Svenska kulter (Culti svedesi) recensita molto favorevolmente sul quotidiano svedese Dagens Nyheter, cui hanno fatto seguito Artöverskridande Förbindelser (Interspecies Liaisons) e Du kan inte leva (You cannot live) a formare la trilogia lovecraftiana dei Collected Swedish Cults. Fager scrive un moderno horror urbano in uno stile che ha ripetutamente descritto come “cosa succederebbe se James Ellroy incontrasse H.P. Lovecraft.”

Culti Svedesi
Autore: Anders Fager
Editore: Edizioni Hypnos
Pag. 272
Codice ISBN: 9788896952823
Prezzo di copertina: € 16,90

A cura di Vincenzo Barone Lumaga
(vinxblack@hotmail.it)

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