1917 di Sam Mendes

1917 di Sam Mendes1917 è un film di sconvolgente bellezza.

Nel canone dei film di guerra si colloca sul versante di Apocalypse Now di Francis Ford Coppola e di La Sottile Linea Rossa di Terrence Mallick ovvero accanto a quei film che scelgono, per raccontare la guerra, la via della stilizzazione drammaturgica e figurativa, più che quella del realismo.
La storia è semplicissima: durante la guerra di trincea della Prima Guerra Mondiale due soldati William Schofield e Tom Blake devono portare al battaglione Devon, in prima linea sul fronte occidentale, l’ordine di non attaccare, per non cadere in una trappola tesa dall’esercito tedesco.

frame 19171917 è girato completamente in piano sequenza ovvero senza stacchi nel passaggio da un piano di ripresa all’altro, usando più sistemi (steadycam, dolly) per muovere la camera, letteralmente all’inseguimento degli attori.
Come fece Alfred Hitchcock in Nodo alla gola (Rope).
Maestri del piano sequenza sono Orson Welles con la straordinaria sequenza iniziale di Touch Of Evil (L’infernale Quinlan), Andreij Tarkovskij, Brian De Palma, Alejandro González Iñárritu. La scelta di Sam Mendes e Roger Deakins direttore della fotografia, non deriva da mero virtuosismo, ma è una conseguenza logica. La Prima Guerra Mondiale fu guerra di trincea, stretti canali scavati nella terra, dove solo una camera mobile può seguire lo svolgersi dall’azione. Anche Stanley Kubrick in Orizzonti di gloria, altro film ambientato nella stessa guerra, per la scena in cui segue i generali francesi che ispezionano le trincee, usò camere mobili.
frame 1917 2Una scelta figurativa, stilistica e produttiva che ha conseguenze emotive ed estetiche fortissime. I paesaggi, che due soldati attraversano, sono allucinati e lunari, i dialoghi frammentari e privi di psicologia. Il film va oltre il genere, mescolando horror, guerra, dramma. La macchina segue ossessivamente i protagonisti, senza mai identificarsi col loro sguardo. Un narratore quindi esterno, oggettivo, non onnisciente, ma che vede ciò che i due soldati vedono.

Sam Mendes

Sam Mendes

1917 è stato prodotto da Dreamworks e Amblin, vale a dire Steven Spielberg, amico di Sam Mendes e ostinato ricercatore delle origini del mondo contemporaneo, nei grandi avvenimenti del Novecento. Con ragione poiché la democrazia in cui viviamo è fondata nel sangue delle trincee della Prima Guerra Mondiale e in quello di Omaha Beach, come Spielberg raccontò in Salvate il soldato Ryan e Band of Brother e The Pacific, serie tv prodotte dal regista di Lo Squalo, con Tom Hanks, che stabilirono un nuovo stile nel racconto cinematografico della guerra.
Sequenze di minuti e minuti in cui non c’era spazio per drammi, psicologia, ma solo per il ferro, il fuoco, il sangue e la morte.
Sam Mendes, con la sceneggiatrice Krysty Wilson-Cairns giovane autrice di Penny Dreadful, segue una strada diversa. Non l’accumulo di proiettili ed esplosioni, ma l’ingrandimento quasi surreale dei particolari, come l’aereo che precipita addosso a Schofield e Blake, il grande incendio, la diga dei morti, in un impasto unico di colori, movimenti di macchina, azioni, musica, pathos.

Sam Mendes 2

Sam Mendes

Un linguaggio simbolico che grazie alle magie di Roger Deakins, direttore della fotografia dei Fratelli Cohen e di Martin Scorsese, lascia stupefatti per come mescola visione e senso, in sequenze che segnano l’anima. Sam Mendes viene dal teatro come si vede dalla sua magnifica capacità di stilizzazione.
La qualità del film si scopre anche scorrendo i crediti.
Montaggio, musiche, scenografia sono di frequentatori abituali degli Oscar e dell’entourage di Steven Spielberg, dei Fratelli Cohen e di Christopher Nolan.
Non è difficile notare in 1917, la stessa struttura a “missioni” che caratterizza videogiochi famosi come Call of Duty e Medal of Honour, anch’essi figli del tentativo di Steven Spielberg di dare un senso alla nostra epoca, riscoprendone le radici.
Un lavoro lungo, non ancora finito.

1917
di Sam Mendes
Sceneggiatura di Sam Mendes e Krysty Wilson-Cairns

Fotografia di Roger Deakins Musiche di Thomas Newman Montaggio di Lee Smith
Interpreti
George MacKay
Dean-Charles Chapman

 

a cura di Gianni Solazzo

(gianni.solazzo@gmail.com)

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