La civetta cieca di Sadeq Hedayat

La civetta cieca di Sadeq HedayatLa Redazione Ghost segnala La civetta cieca di Sadeq Hedayat, pubblicato da Carbonio Editore.

In quegli istanti tutti gli avvenimenti della mia dolorosa esistenza sfilarono all’interno di quei due grandi occhi, immensi, scuri e luminosi, occhi come diamanti neri allagati dalle lacrime. In quegli occhi, nei suoi occhi velati d’ombra, trovai la notte eterna e buia che bramavo, e sprofondai in quella spaventosa oscurità fatata.

Presentato per la prima volta nella traduzione italiana direttamente dal persiano di Anna Vanzan, finalmente sottratto alle superfetazioni delle varie traduzioni da altre lingue e reso nella sua pienezza più autentica, torna in libreria il più importante romanzo della letteratura persiana moderna.
Un’opera che appartiene a buon diritto ai capolavori del Novecento, e il cui autore merita di essere strappato al silenzio che ancora lo circonda.

Viaggio negli abissi della coscienza, La civetta cieca è una sorta di Cuore di tenebra orientale, in cui il tema universale del male di vivere si dispiega in una ricchezza di immagini capace di trasfigurare la realtà in una visione poetica personalissima. Nel 1953 La civetta cieca viene pubblicato in francese ottenendo un straordinario successo e il plauso di Henry Miller e André Breton, che lo definì “un classico del surrealismo”. Malgrado l’influenza di autori come Poe, Rilke, Cechov, Maupassant e soprattutto Kafka (si arriva a definirlo il Kafka persiano), Hedayat crea però un’opera del tutto nuova, che non trova precedenti nella letteratura sia d’Occidente che d’Oriente.

Romanzo d’amore, perdizione, struggimento, La civetta cieca avvolge il lettore in una spirale ipnotica, trascinandolo in un rapinoso viaggio-incubo negli abissi della coscienza. È la storia di un miniaturista di portapenne, voce narrante del libro, che sul letto di morte, sotto gli effetti dell’oppio, ripercorre la sua vita. Si susseguono visioni allucinate, vivide e sontuose: il combattimento con il serpente Naga tra il padre e lo zio per la conquista della madre, il matrimonio con la donna amata, che si concede a tutti tranne che a lui, un macellaio che tutti i giorni squarta pecore davanti alla sua finestra, un paesaggio misterioso fatto di strani edifici conici, la bottega di un rigattiere che custodisce oggetti dal valore inestimabile, gli occhi scuri di un cadavere che non smettono di fissarlo. Oppio, alcol, una cultura sconfinata e un profondo tormento esistenziale concorrono a comporre un’opera difficile da classificare: un testo di estrema raffinatezza che unisce gli stilemi immaginifici della cultura persiana classica alla sofisticata introspezione dell’esistenzialismo francese. Hedayat indaga i meandri vertiginosi dello spirito umano per guardare in faccia l’orrore della morte e catturare l’essenza del dolore, sublimandolo nella sua scrittura.
Insofferente al tradizionalismo religioso e ai dogmi morali, nel libro Hedayat critica la società iraniana nelle sue manifestazioni più grette, causa di una sistematica mortificazione del pensiero. Una condanna assoluta e senza appello, contrapposta però al recupero della spiritualità e della religiosità orientali e del folklore persiano, di cui l’autore è profondo conoscitore e fine studioso.

Scritto nel 1930, ma pubblicato in patria solo nel 1941, La civetta cieca è stato oggetto di costanti censure, che permangono ancora oggi. In Iran, il romanzo è stato bandito dalla XVIII Fiera internazionale del libro di Teheran nel 2005 e l’anno successivo ne è stata vietata la ripubblicazione in forma integrale.

«Con La civetta cieca Sadeq Hedayat infrange numerosi tabù sociali, culturali e letterari, creando un prototipo che diviene pietra miliare nella storia della letteratura persiana, al punto che numerosi critici fanno
coincidere l’inizio della storia della letteratura contemporanea proprio con questo romanzo.»
Anna Vanzan

«Sadeq Hedayat unifica e dissolve realtà esterna e personalità individuale in un’ombra angosciosa.»
Claudio Magris

«Nell’opera di Sadeq Hedayat v’è tutta la magia dell’Oriente, con le sue meravigliose leggende e la sua fantasmagoria. Il sogno abolisce tempo e spazio, la realtà si confonde con la finzione, il fascino si accomuna al terrore, mentre lo spirito ne resta prigioniero.»
Pasteur Vallery-Radot

«Hedayat ci lascia un’opera affascinante, visionaria, vivida di inquietudini e burrascose sortite nei meandri dello spirito umano, con le sue psicosi e le contraddizioni determinate dalla drammaticità della vita. Per tutti i critici, per le sue tecniche di scrittura e la profondità dei messaggi, il romanzo persiano è finalmente proiettato a pieno titolo tra le opere più influenti della letteratura internazionale solo grazie a lui.»
Francisco Soriano – Argo

«Come tutti i capolavori spietati, La civetta cieca non chiede di essere compreso, ma di poter affondare la sua ascia sul “mare di ghiaccio che è dentro di noi”».
Mauro Maraschi – Mangialibri

Sadeq HedayatL’AUTORE
Tra i padri della letteratura persiana moderna, Sadeq Hedayat nacque a Teheran nel 1903 da una famiglia nobile. Dopo aver frequentato ottime scuole francesi in patria, si trasferì a Parigi, dove iniziò a studiare con poca convinzione Architettura senza mai laurearsi, leggendo incessantemente letteratura europea e appassionandosi di critica letteraria. Tornato in Iran, si dedicò alla storia e al folklore locali, traducendo numerose opere in persiano. Scrisse racconti, divagazioni, parodie e un’opera teatrale, così come saggi di filologia, di cultura iraniana preislamica e di folklore persiano. Tradusse anche testi religiosi dal medio-persiano. Dal 1936 al 1939 visse in India, dove entrò in contatto con i parsi locali, seguaci di Zoroastro. Lì, oltre a imparare l’antico Pahlavi, riuscì a pubblicare il suo unico romanzo e suo capolavoro: Būf-e kūr, La civetta cieca, in forma ciclostilata, con la nota finale “Non in vendita in Iran”, per il timore di ritorsioni in patria da parte dello Shah. Rientrato in Iran, proseguì i suoi studi sulla storia e il folklore lavorando al Ministero della Cultura.
Nel 1950 tornò a Parigi, dove l’anno dopo morì suicida. È sepolto al cimitero di Père- Lachaise.

La civetta cieca
Autore: Sadeq Hedayat
Editore: Carbonio Editore
Collana: Orgine
Pag. 135
Codice ISBN:  9788832278019
Prezzo di copertina: edizione cartacea € 14,50

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