Il Conte Incubo di Franco Pezzini

Il Conte Incubo di Franco PezziniVampiro è il libro.
Cos’è il Corona Virus se non un vampiro delle nostre vite? Come Dracula il Corona Virus arriva dall’Oriente e porta il caos, ieri nella Londra vittoriana, oggi nell’Occidente social. Vampirizzati dal contagio, come non-morti succubi del Principe delle Tenebre, cerchiamo nuovo alimento-sangue, non nelle vene di innocenti, ma negli scaffali dei supermercati.
Il Conte Incubo è un volume di Franco Pezzini edito da Odoya, dedicato al romanzo di Bram Stoker Dracula. Un volume monumentale di 544 pagine, primo gigantesco tomo di un’opera critica, con un corredo di immagini formidabile, una bibliografia sterminata, con decine di riquadri di approfondimento che analizza minuziosamente la genesi del grande libro di Bram Stoker che sistematizzò in un romanzo verosimile ed appassionante, indimenticabile per chiunque l’abbia letto, miti, sogni, leggende e storie antichissimi.
Il Conte Incubo è un libro per il quale val la pena di spendere la parola straordinario, perché è al contempo un’accurata biografia di Bram Stoker, un testo di antropologia culturale, una raccolta di miti e leggende, un’analisi filologica del romanzo Dracula, quasi parola per parola, alla ricerca delle più nascoste risonanze, allusioni, influenze; il sesso, l’Oriente, l’epidemia…
Un libro di erudizione stupefacente, eppure di piacevolissima lettura; primo di un dittico che Franco Pezzini, studioso del fantastico, dedica al vampiro più famoso del mondo; il secondo è già uscito. Il libro si apre con un’amplissima biografia di Bram Stoker, raccontandone la storia fin dall’infanzia di bambino malato, nato negli anni della grande carestia che colpì l’Irlanda, a causa del fungo della peronospora che distrusse i raccolti di patate, provocando un milione di morti e un milione di emigrati in USA. Franco Pezzini rinviene le tracce del futuro romanzo, nelle storie che la madre raccontava al piccolo Bram e nei luoghi intorno alla casa paterna.

Come “Suicide Plot all’incrocio tra Ballybough Roads e l’odierna Clonliffe Road (antica Fortick’s Lane), un sito utilizzato – a detta della tradizione – anche per sepolture durante il colera, ma in generale di morti equivoci e soprattutto di suicidi, da cui il soprannome.”

E antiche norme giuridiche del 1200 prescrivevano che i suicidi fossero sepolti ai crocicchi, in terra sconsacrata e con un paletto di frassino inflitto nel cuore…
Come in un romanzo poliziesco con pazienza, Pezzini accumula indizi, note, tracce, scoperte di scritti inediti, per ricostruire il mosaico che porterà a Dracula e alle sue infinite trasposizioni cinematografiche, letterarie e teatrali.
Bram Stoker nacque in una facoltosa famiglia irlandese protestante, con una madre femminista, tratto curiosamente in comune con Mary Shelley, l’autrice di un altro capolavoro del romanzo gotico britannico: Frankenstein. Stoker si laureò in matematica al Trinity College e prese subito a scrivere su giornali e riviste, grazie all’amicizia con il grande scrittore Joseph Sheridan Le Fanu, maestro di cui però mai Stoker eguaglierà lo stile cristallino, ma dal cui perfetto racconto Carmilla (un perturbante capolavoro di ambiguità e stile), trarrà ispirazione per Dracula. Sposatosi e trasferitosi a Londra, Stoker vivrà una vita cosmopolita viaggiando tra Europa e USA conoscendo alcuni tra i più grandi talenti dell’epoca: Alfred Tennyson, Conan Doyle, Mark Twain, William B. Yeates, Oscar Wilde e soprattutto il grande attore inglese Henry Irving, di cui divenne amico per il quale diresse per anni come amministratore e organizzatore il teatro londinese Lyceum.
“Irving il dominatore vampiresco, pronto a cannibalizzare seduttivamente tutti quanti gli stanno intorno e ciò permette di ravvisare in fondo fin dalle radici del romanzo una connessione tra il Conte Dracula e la maschera dell’attore. Come il vampiro è attore (e Dracula mostrerà di esserlo al massimo grado), l’attore è vampiro verso personaggi via via “succhiati”, e verso le stesse emozioni del pubblico. Ma il vampirismo, ricorda Stoker con particolare insistenza, è infettivo: così l’attore stesso è vampirizzato dal proprio ruolo, da personaggi non-morti che attendono di possederlo, dalle attese degli spettatori.
E se Irving vampirizza le energie del devoto impresario, questi si mostrerà capace di risucchiarne l’immagine, trasferendolo non-morto nell’epopea di Dracula.”

Pezzini ricorda che anche Il Vampiro di John Polidori è in fondo il racconto del rapporto vampiresco tra Lord Byron e il suo giovane medico. Dopo il capolavoro di Mary Shelley un’altra assonanza per Stoker con la famosa scommessa letteraria di villa Diodati. Nel labirinto di fatti, note, riscontri che Pezzini, vero indagatore dell’incubo, ricorda al lettore, l’episodio riguardante il famoso pittore Dante Gabriel Rossetti e di un certo lugubre episodio dell’autunno 1869. “L’artista desiderava recuperare il libro di poesie scritto per la moglie Elisabeth Siddal – suicida col laudano sette anni prima – e tumulato assieme a lei nel
cimitero di Highgate, per cui un gruppo di amici aveva violato la tomba, trovando il corpo perfettamente conservato e i capelli ramati della morta che (così si dice) invadevano la bara. L’episodio certamente ispirò le scene di Dracula ambientate nel cimitero di Londra.”
Del resto in La bella addormentata, non si dice come e in che punto il Principe (Azzurro o della notte?) baciò Rosaspina per svegliarla e riportarla in vita o almeno una sua parvenza…
Il Conte Incubo e il romanzo di Stoker sono accomunati dall’incredibile lavoro preparatorio che ha svolto da un lato Franco Pezzini per il suo studio e che, come dimostrò l’incredibile massa di appunti e scritti preparatori ritrovati nel 1970, Bram Stoker per il suo romanzo. Due libri vampiri nei confronti dei loro autori, per la mole e l’impegno. E non si può dubitare a che a Stoker e Pezzini essi siano costati lacrime e sangue, parecchio sangue. In fondo Dracula è di sangue che si occupa…

Franco PezziniL’AUTORE
Franco Pezzini (Torino, 1962), laureato in Diritto Canonico con la tesi Esorcismo e magia nel Diritto della Chiesa, è studioso dei rapporti tra letteratura, cinema e antropologia, con particolare attenzione agli aspetti mitico-religiosi e al Fantastico. Tra i fondatori negli anni Ottanta della rivista L’Opera al Rosso, è ora membro del Coordinamento di Redazione de L’Indice dei libri del mese, della Redazione di Carmillaonline. Letteratura, immaginario e cultura di opposizione, e suoi articoli sono apparsi su varie testate (Poesia, pagine culturali di Avvenire, Tuttolibri, LN │ librinuovi.net). Ha pubblicato i saggi Cercando Carmilla. La leggenda della donna vampira (Ananke, 2000); Le vampire. Crimini e misfatti delle succhiasangue da Carmilla a Van Helsing (con Arianna Conti, Castelvecchi, 2005); The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo (con Angelica Tintori, Gargoyle Books, 2008); Peter & Chris. I Dioscuri della notte (con Angelica Tintori, Gargoyle Books, 2010); Victoriana. Maschere e miti, demoni e dèi del mondo vittoriano (Odoya, 2016); L’importanza di essere Lucio. Eros, magia & mistero ne L’asino d’oro di Apuleio (Odoya, 2017); L’odissea di Encolpio. Sesso, licantropi & labirinti nel Satyricon di Petronio (Odoya, 2017); Fuoco e carne di Prometeo. Incubi, galvanisti e Paradisi perduti nel Frankenstein di Mary Shelley (Odoya, 2017); l’antologia saggistica di AA.VV., Jolanda & CO. Le donne pericolose (curata con Fabrizio Foni, Cut-Up, 2017); Edgar Allan Poe. La camera pentagonale. Tutto Poe, vol. 1, primo di una trilogia (Odoya, 2018; vol. 2 di prossima pubblicazione, 2020); il dittico Tutto Dracula (entrambi i volumi Odoya, 2019); Profugus. Misteri, migrazioni e Popoli del mare nell’Eneide di Virgilio (Odoya, 2019); la lezione recitabile Enea profugo portata in scena dalla Compagnia Marco Gobetti a partire dal 2018; oltre a contributi in antologie e riviste accademiche e non. Ha curato l’edizione Bram Stoker, Dracula! (Mondadori, Oscar Draghi, 2019). Alcuni dei suoi testi sono stati adottati nel tempo in corsi universitari. È lettore del Premio Calvino. È animatore della Libera Università dell’Immaginario, con cui tiene da anni corsi monografici; Vicepresidente del Comitato Scientifico di Autunnonero, Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror; membro del Comitato scientifico del MUFANT – MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza di Torino (area Gotico).
FB: https://www.facebook.com/liberauniversita.dellimmaginario.3?fref=ts
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Il Conte Incubo
Autore: Franco Pezzini Editore: Odoya Editore
Brossurato, pag 544
Collana: OL – I classici pop
Codice ISBN: 9788862885010
Prezzo di copertina: € 25,00

a cura di Gianni Solazzo

(gianni.solazzo@gmail.com)

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