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Ascoltiamo Luke Vincent cosa ha da dirci del suo progetto musicale Quiet River.

01. Ciao Luke Vincent, presentati ai nostri lettori!

Ciao e grazie per lo spazio concessomi! Ho iniziato il mio percorso come appassionato di Heavy Metal nel lontano 1995: son partito, come tanti, con gli Iron Maiden, anche per via delle loro vecchie grafiche in grado di solleticare un horror nerd come me nel profondo, fin da tenera età! Poi son passato al Death Metal, usando come trampolino di lancio i primi Sepultura, e poi sono stato assorbito dal Black Metal, dalla sua estetica e teatralità, al di là dei meriti stilistici musicali! Ho passato una vita, davvero tanti anni, a cercare di miscelare la mia devozione per la band di Steve Harris con la mia tendenza a estremizzare tutto, e che ha trovato presto asilo e bandiera sotto il segno del Black Metal! Quindi, insomma, eccoci qui a raccontare la storia!

02. Parlaci di come avviene il processo compositivo di solito.

Suddivido le fasi di composizione in due macro-aree: da un lato, l’ispirazione, che è imprevedibile ed emerge direttamente dal mio subconscio: mi arrivano dei riff, delle melodie, già tutte belle che pronte, e poi io mi metto lì, forte di una solida (abbastanza, forse nemmeno troppo!) conoscenza di teoria musicale, a fare ingegneria inversa di quel che il mio cervello ha già concepito in tutta autonomia! Ho studiato musica per molto anni, e mi sono sempre affidato ad una Digital Audio Workstation per sperimentare e consolidare quel che apprendevo! Quindi una volta affiorata l’idea, mi devo sedere tranquillo alla mia postazione e cercare di capire come trasporre in uno spartito, o meglio, in un midi esportato da un Piano Roll, quello che mi è balzato in mente! Conosco in modo abbastanza approfondito le regole sottostanti alla ritmica, all’armonia e alla melodia, e quindi mi occupo di rendere, con un linguaggio condiviso da tutti i musicisti, le varie partiture per tutti gli strumenti. Poi, come potete immaginare, devo trasmettere i miei spartiti ai vari musicisti in grado di eseguirli: tutte personalità di spicco della scena musicale non solo Metal, e che mi danno una grande mano a concretizzare le mie idee! Ovviamente, mi occupo anche delle screaming vocals di stampo prettamente Black Metal!

03. “Echo Chamber” è il tuo primo album, ma secondo alcuni siti si tratta del tuo secondo, o sbaglio? Spiega un po’ questa cosa curiosa…

Oh, è un qui pro quo abbastanza semplice da spiegare: avevo composto tutta la mia musica per il debut album nel 2022, e sono entrato in Studio, i prestigiosi Attitude di Milano, per incidere il tutto. Ero da solo, senza alcun tipo di etichetta alle spalle, e senza pressioni di sorta, e nel tempo finii col modificare così tante volte tracklist e struttura dei brani, da rendere la prima versione dell’album, chiamata “Mirage”, irriconoscibile! A ottobre 2023 sono ritornato dai miei amici dello studio di registrazione per riaprire il progetto e sistemare definitivamente tutte quel che non andava nella prima release. Alla fine, decisi proprio di rilasciare ex novo tutto l’album, con un titolo e un artwork diverso, a nome di “Echo Chamber”! Di lì a poco, tra l’altro, sono entrato in contatto con Sergio “Kosmos Reversum” Vinci che con la sua agenzia promozionale, la Broken Bones di Torino, mi ha dato una mano per rendere visibile la mia proposta. Di fatto, quindi, “Mirage”, pur inteso inizialmente come debut album, è da considerarsi una versione beta, preliminare, un demo, per quel che poi sarebbe stato “Echo Chamber”! Tutto sommato, una questione presto dipanata, non fosse che alcuni siti proprio non si sognano nemmeno di rettificare la cosa, lasciando tutto così come alcuni utenti hanno recepito la mia prima produzione! Per carità, ho fatto tanti rimaneggiamenti a “Mirage” nel corso del 2023, ma credo sia abbastanza facile pensare a qualcosa concepita in un modo, poi afflitta da vari problemi e ripensamenti, quindi ribattezzata in altro modo e rilasciata perfino con canali ufficiali!

Eppure sembra che io voglia fare chissà quale revisionismo storico, e vengo perfino bacchettato per questo! Qui si entra nell’annosa questione del rapporto che gli appassionati hanno con gli artisti al giorno d’oggi. Ho proprio subito questo volersi sentire non tanto alla pari, che sarebbe anche giusto, ora che i contatti fra artista e fruitore dell’arte sono più diretti, ma addirittura superiori, per cui si è al paradosso di un utente qualsiasi del tal sito che nemmeno mi conosce, supporta o ascolta, che mi mette a catalogo per ottenere punti e quindi privilegi dati dal “ranking”, e poi, se l’artista vuole intervenire su quanto riportato, perché magari sbagliato, o solo obsoleto perché qualcosa è cambiato, non lo può fare, anzi: non si deve proprio permettere di segnalare la cosa, anzi, dovrebbe evitare di gestire la sua produzione artistica come desidera! Quod factum est, infectum fieri non potest! Ma pensate se alla mia epoca, e non sono proprio giovanissimo, mi fossi permesso di riprendere in malo modo gli artisti che seguivo per via delle loro scelte o ripensamenti! L’artista sarà pure primus inter pares, ma ci vuole un minimo di rispetto per le sue scelte! Bastava rietichettare “Mirage” come demo e specificare che nasceva come debut album, ma poi l’artista, a seguito di numerose modifiche, lo ha ritirato dal mercato e lo considera come un demo! Accidenti, che oltraggio ai poveri appassionati di Heavy Metal, no?

04. Parliamo del disco, partendo dal significato del titolo!

Bene: il nome “Echo Chamber” in realtà è un bias cognitivo studiato in psicologia, specie nelle moderne situazioni in cui un individuo, magari sui forum o sui social network, si trova a discutere e tenersi in contatto solo con chi la pensa come lui, sfuggendo da ogni confronto con tesi opposte. Questo crea, appunto, una “camera dell’eco”, per cui il soggetto si radicalizza nelle sue posizioni, senza mai porle al vaglio della critica avversa. Questo genera solo pensieri deboli, spesso autentiche ideologie claudicanti, che pensano di camminare a passo svelto e con la schiena dritta solo perché attorno ci si circonda solo da chi procede con lo stesso passo incerto. Tutto l’album, proprio come l’effetto eco, più in generale, per cui ad un suono ne corrisponde uno uguale, ma in verso opposto, è basato sulla simmetria, e questo proprio per via di un lavoro molto meticoloso operato fra il rilascio di “Mirage” e la sua successiva rinascita come “Echo Chamber”: il logo del progetto, Quiet River, è simmetrico, così come il tema della copertina, che presenta un disegno assai anomalo per il genere, che è pressoché suddivisibile in due metà speculari. La tracklist è strutturata in una breve intro strumentale, 3 brani per un ipotetico lato A e poi altri 3 brani per il lato B e una outro in chiusura: anche qui, una configurazione simmetrica. Ma ci sono numerosi dettagli che rimandano a questa fissazione per l’ordine, per l’omogeneità, per la specularità, alcuni davvero sottili e percepibili solo da un orecchio o un occhio particolarmente attento. Non svelo altro: se siete a corto di giochi da Settimana Enigmistica, allora avrete qualcosa da fare oltre ad ascoltare il mio album! Potete mettervi lì a scovare le easter egg nascoste!

05. Come descriveresti lo stile musicale a chi ancora non ti conosce?

Semplicissimo: Heavy Metal perfettamente derivato dalla NWOBHM, in particolare dagli Iron Maiden, con screaming vocals Black Metal, prese pari pari dal primo Quorthon dei leggendari Bathory, e qualche influenza Speed Metal, forse al limite col Power Metal, e perfino folk irlandese!

06. Con chi ti piacerebbe collaborare in studio almeno una volta?

Non saprei proprio! Ho già il mio gruppo di lavoro che mi supporta nella realizzazione delle mie idee: io consegno spartiti, file midi e file audio di pre-produzione, realizzati con una Digital Audio Workstation, ai miei collaboratori, che poi si occupano di imparare tutte le partiture ed eseguirle con precisione chirurgica, al sedicesimo, senza alcuna alterazione o semplificazione! Una vera fortuna avere a che fare con gli Attitude Studio di Milano: sono gestiti da professionisti del calibro di Andrea “Rock” Toselli e Gianluca Veronal, e i musicisti ospite che mi hanno proposto per il mio progetto sono A.T. Merico al basso e R.R. Littorio alle chitarre: tutta gente con um background musicale vastissimo, che spazia del Pop al Punk Rock! Sono stati tutti entusiasti di prender parte ad un album Metal, perché è un genere che conoscono e apprezzano, fra i tanti! Vista la resa finale, come esecuzione e produzione, posso dire di aver già avuto a che fare con il meglio disponibile sulla scena musicale, italiana e non solo!

07. Obiettivi che vuoi raggiungere con Quiet River?

Un altro album, già praticamente pronto, molto, molto ambizioso, e poi basta, il progetto avrà detto tutto quello che mi prefiggevo, e il suo ciclo sarà concluso! Preferisco chiudere il sipario in gloria, piuttosto che rilasciare dischi su dischi tutti uguali oppure troppo diversi dai presupposti iniziali: sarebbe un tradimento! Se vorrò proporre altro, fonderò un altro progetto solista, e la cosa potrebbe anche non tardare a venire! Poi, non so, potrei stampare qualcosa di fisico, giusto per celebrare il completamento del percorso di Quiet River, dalla fonte alla foce!

08. Come vedi la scena metal italiana dei giorni nostri?

Non sono in contatto con nessuna scena nazionale, e non frequento nessun ambiente legato alla musica Metal. Sono un tipo riservato e ho le mie abitudini, che non gravitano per forza attorno a questo genere musicale. Vivo la mia passione, la mia fede, direi, nella mia intimità, in tutta riservatezza! Vedo molte band, italiane e non, ormai allineate ad un Pop Metal, o Power Pop, che alla fine producono singoli e album di successo, ma sono solo canzonette! Vanno benissimo per il loro scopo, ovvero intrattenere e, perché no?, mettere sul palco anche della bella presenza, ma non è quello che io associo con la corrente contro-culturale Heavy Metal propriamente detta! Se poi questi brani hanno melodie accattivanti, anche un po’ ruffiane, radiofoniche, per me vanno pure bene, solo chiamiamo questi prodotti per quel che sono: musica popolare e commerciale!

09. Programmi immediati?

Secondo album per Quiet River, diciamo entro e non oltre il 2025. Poi forse qualcosa di diverso, ma un discorso del tutto a parte e auto-estinguente. Devo giusto togliermi una voglia che mi è rimasta insoddisfatta da tanto tempo!

10. Ultime parole a te!

Grazie per l’intervista e supportate non solo Quiet River, ma tutto l’underground, italiano e non, perché è la vera forza propulsiva del Metal, quello vero! Grazie ancora!

Echo Camber dei Quiet River
Luke Vincent, Quiet River

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