Sul sentiero del tramonto di Tisselli e Corteggiani

Il sangue non è acqua, il suo è un richiamo antico, persistente che può resistere a conflitti e al tempo.
È questo uno dei motivi di Sul sentiero del tramonto dipinto da Sergio Tisselli e sceneggiato dall’ottimo François Torreggiani autore Disney che qui si destreggia in una storia, violenta, cruda, ma col senso dell’amicizia virile alla Sam PeckinpahSergio Tissellicollaboratore e amico del grande Magnus (Roberto Raviola), bolognese come lui, sembra riproporre nei suoi clamorosi acquerelli, l’accuratezza che il disegnatore di Kriminal, Satanik e Alan Ford, mise nel disegnare La valle della paura, il Tex Speciale che lo impegnò negli ultimi anni della sua vita. E così come le foglie egli alberi e i rami del Texone ricordavano più l’Appennino emiliano che il West, anche i colori di Sergio Tissellisembrano ricordare colori dell’autunno dei colli bolognesi. La vicenda si svolge in Canada, nel Saskatchewan e s’ispira ad una vicenda storica: il conflitto tra il governo di sua Maestà e il popolo Metis, frutto dell’unione tra francofoni e indiani che rivendicava un’utopica indipendenza. Dopo l’ultima battaglia di Batoche, i capi Metis della rivolta furono imprigionati ed impiccati.

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