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The Sadness (2021)

Regia e sceneggiatura: Rob Jabbaz

Taiwan si trova al centro di una terribile pandemia. Il virus Alvin attacca le cellule cerebrali che controllano l’aggressività e gli impulsi sessuali. Uomini e donne sono tramutati in bestie feroci e perverse. Kat e Jim sono una giovane coppia che si è salutata alla fermata della metro per recarsi ognuno al proprio posto di lavoro. Una volta accortosi di trovarsi nell’occhio del ciclone pandemico, i due ragazzi dovranno lottare per ritrovarsi. Ma non sarà facile: le strade sono piene di infetti dai quali è difficile scappare e anche il contagio risulta difficile da evitare!

Il regista Rob Jabbaz, canadese ma residente a Taipei (Taiwan), debutta nel 2021 con questo horror sanguinario classificato “zombi movie” ma in realtà più tendente al body horror. Ispirandosi al fumetto Crossed e sfruttando gli eventi di cronaca (Covid) che affliggono il mondo dal 2020 (vedere le mascherine indossate da alcuni personaggi e la parola lockdown pronunciata almeno una volta) il regista “reinventa” quella che è la figura dello zombi. Ormai presentatoci in qualsiasi salsa e sottogenere, spremuto fino al nocciolo (anzi pure quello è stato spremuto) il morto vivente è rappresentato da Jabbaz come un essere sì sanguinario e violento ma consapevole di ciò che fa. Infatti i non morti, in questo film, interagiscono a parole con le proprie vittime e addirittura annunciano loro di quale atroce morte moriranno. Il sangue scorre a fiumi e spruzza a fontane quasi da sembrare assurdo che in un corpo umano ce ne sia così tanto, ma al regista interessa dare al pubblico quello che vuole. The Sadness diventa così un festival splatter condito da perversioni sessuali delle quali alcune mai viste in nessun altro film. Il tutto è realizzato senza l’aiuto della CGI per quanto riguarda gli effetti speciali. Le interpretazioni sono più che convincenti: gli attori, tra cui alcuni debuttanti, sono ben calati nei personaggi e straordinarie risultano anche le comparse nei ruoli degli infetti. In tutto questo vortice di orrore, però, si nasconde un profondo messaggio di denuncia sociale rivolto al genere umano degenerato a seguito dei fatti reali citati prima. Lo stress da Covid, che ha alterato gli umori delle persone nella realtà, è rappresentato nel film come il virus che colpisce il cervello facendo commettere atti orribili. Tali azioni sono rappresentate nel film in chiave horror ma, alla fine, non si discostano tanto da ciò che ascoltiamo quasi tutti i giorni nei telegiornali.

Tra i migliori horror degli ultimi anni e gioiello che si aggiunge alla filmografia asiatica, The Sadness è un debutto stellare per il regista che ha usato tutti gli assi nella manica per poter soddisfare il pubblico e dare vita a un prodotto destinato a far parlare di sé per molto tempo. Insomma questa pellicola ha tutte le carte in regola per essere già un cult. Assolutamente da non perdere! Rimarrete a bocca aperta e, mi raccomando, non chiamateli “zombi”!

The Sadness di Rob Jabbaz
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