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Abigail (2024)
Regia: Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett. Soggetto e Sceneggiatura: Stephen Shields, Guy Busick. Fotografia: Aaron Morton. Montaggio: Michael Shawver. Musiche: Bryan Tyler. Produttori: Chad Villela, William Sherak, Paul Neinstein, James Vanderbilt, Tripp Vinson. Case di Produzione: Project X Entertainment, Vinson Films, Radio Silence Productions. Lingua: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2024. Durata: 109’. Genere: Horror. Interpreti: Melissa Barrera (Joey /Ana Lucía Crux), Dan Stevens (Frank /Adam Barrett), Alisha Weir (Abigail), Will Catlett (Rickles), Kathryn Newton (Sammy / Jessica Hurney), Kevin Durand (Peter / Terence Lacroix), Angus Cloud (Dean), Giancarlo Esposito (Lambert), Matthew Goode (Padre di Abigail / Kristof Lazaar).

Una sorta di remake attualizzato de La figlia di Dracula che cita un sacco di pellicole horror del passato, da L’esorcista al puro cinema splatter, passando per Dieci piccoli indiani, con una sceneggiatura che rasenta il grottesco, persino il comico (involontario?) visti i truculenti effetti. Tutto comincia dal rapimento di una bambina che sembra la figlia di un miliardario dedita alla danza, ma sarebbe troppo semplice, in realtà è una vampira e il gruppo di maldestri rapitori ne subirà le conseguenze. Non aggiungo altro sulla trama perché alcuni colpi di scena, dotati di buona suspense, faranno capire quanto di poco casuale ci sia nell’esser finiti in un luogo tetro e spettrale dove attendere il riscatto. Abigail (il nome della piccola vampira) è un horror vampirico, a tratti pare un giallo claustrofobico, in certe sequenze ricorda il thriller ansiogeno e il cinema d’azione. Girato in una sola unità di tempo e di luogo, sceneggiato secondo la sfruttata tecnica del mostro che uccide una dopo l’altra le sue vittime, non si sa quando, non si sa come, non si sa dove. Effetti speciali perfetti, anche se la vampira grida come un’ossessa e sembra più uno zombi, visto che addenta e sbrana la carne umana, ma sono modernità che dobbiamo accettare. Un tripudio di corpi squartati, decapitati, macellati, schizzi di sangue e frattaglie che inondano la casa, persino l’obiettivo della macchina da presa, in certi casi. Fotografia cupa, colonna sonora angosciante, montaggio eccessivamente diluito – son troppi 109’ per le cose da dire -, interpretazioni poco giudicabili visto il fumettone grottesco messo in scena, soggetto ai minimi termini e sceneggiatura prevedibile. Melissa Barrera resta la protagonista più credibile del cast, ma il suo personaggio è molto convenzionale. Risultato: un horror grottesco che fa più ridere di quanto spaventi. Girato a Dublino tra giugno e dicembre, distribuito il 19 aprile negli Stati Uniti e il 16 maggio in Italia. Ultima apparizione sullo schermo di Angus Clou, che interpreta un personaggio molto vicino alle sue condizioni di salute, morto durante le riprese, per questo motivo il film è a lui dedicato. Solo per appassionati.

Abigail Locandina
Abigail Frame 1
Abigail Frame 2
Abigail frame 3

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