La región salvaje di Amat Escalante

La región salvaje di Amat Escalante

La región salvaje di Amat Escalante, opera affascinante e suggestiva.

La región salvaje di Amat Escalante, dove il connubio fra natura selvaggia e pulsioni primordiali umane è una gioia per gli occhi.

La región salvaje di Amat Escalante, sicuramente uno dei migliori film in assoluto del 2016, trova l’ispirazione in un vero fatto di cronaca nera accaduto in quel del Messico: un ragazzo che lavorava in ospedale e che secondo le chiacchiere locali si dava da fare con tutti gli abitanti, viene trovato morto affogato. Sul giornale cittadino venne ricordato come “L’annegamento di un frocetto”. Da qui l’idea di Escalante di una bestia misteriosa nascosta nel buio, o meglio rifugiata, lontano da tutto e da tutti. Facile intuire quanto gli argomenti trattati siano molteplici e intriganti.
La región salvaje di Amat EscalanteAngel è sposato con Ale, ma ha una relazione con il cognato Fabien. L’equilibrio (per modo di dire) del triangolo viene frantumato dall’arrivo di Veronica, una ragazza sessualmente insaziabile quanto distaccata, che ha un segreto non convenzionale e in cui trascinerà prima Fabien e poi Ale.
Scena iniziale: in una regione del Messico si schianta un meteorite (con una creatura aliena al suo interno a quanto pare). Scena successiva: una ragazza seminuda e gemente si intrattiene sessualmente con un tentacolo che si ritrae dall’inquadratura. Già qui gli elementi per incuriosire ci sono! Eccome se ci sono! Si sa, il non dire attira molto di più… il vedere alcune cose e non altre è ancora più intrigante. A questo punto la storia fra la ragazza nuda (Veronica appunto) e la famiglia di Angel si intrecciano in maniera quasi casuale, in una storia che è un mix fra fantascienza, horror e soft-porno! E Ale piano piano diventerà schiava del piacere emozionale e paradisiaco, liberando il suo essere e le sembrerà quasi di scoppiare: finalmente non deve più fingere, ma solamente godere come non ha mai fatto in vita sua. Ma è un godere molto più elevato del semplice piacere sessuale, un’apertura del suo chakra più nascosto. In tutto questo, lo spettatore è portato a interrogarsi su chi sia la creatura tentacolata, qual è il suo significato e il suo ruolo nella vicenda. Quindi piano piano seguiamo i personaggi in un escalation di follia personale e di estasi sessuale. I temi trattati sono tantissimi, a partire dall’omosessualità per finire alla disparità economica tipica del contesto messicano, passando per la violenza domestica e una creatura misteriosa.

Questo “mostro” alieno è un enorme polipo (richiama le stampe di Hokusai e da lì molti altri capolavori di ispirazione un po’ lovecraftiana) sorvegliato da due “guardiani” che cercano amorevolmente di dargli quello di cui ha bisogno. E di cosa ha bisogno? Ha bisogno di nutrirsi dell’essere umano, sessualmente ed emotivamente, fino al tragico epilogo di ucciderlo. Ma il passaggio intermedio è cruciale, in quanto le persone che hanno a che fare con questo alieno sono estasiate e si sentono bene, felici a dir poco. In un dialogo, uno dei guardiani definisce la creatura “la rappresentazione dei nostri istinti primordiali”… frase non da poco! Perciò questa creatura cosa sta a significare? La dipendenza sessuale in un paese in cui non c’è tutta questa libertà? Le pulsioni nascoste dell’animo umano? La dipendenza da droga?
La región salvaje di Amat EscalanteE il bello è che la presenza di questa creatura fa quasi da cornice alla vera storia… oppure ne è il filo conduttore? In realtà non si sa, il regista in questo non ci aiuta… le tematiche di cui parlavo prima non hanno soluzione, sono solo accennate, illustrano l’insoddisfazione umana paragonata (quasi a cliché) all’insoddisfazione sessuale… E chi porta soddisfazione? Una creatura di un altro mondo. E con la complicità dell’uomo. È arduo riuscire a trovare in questo film tutte le connotazioni e i significati nascosti sono veramente molti. Come se non bastasse l’intrigo mentale a cui porta la storia, devo fare i complimenti al regista: il connubio fra la natura selvaggia e le pulsioni primordiali umane sono una gioia per gli occhi! L’ambientazione è sicuramente affascinante, suggestiva, senza bisogno di strafare. Il rifugio isolato nel bosco, in cui vive la creatura, è assolutamente perfetto, distaccato dal paese e immerso nel silenzio più totale, ma sembra produrre un ticchettio per attirare, quasi fosse un cuore pulsante. Quindi rendete felici i vostri occhi e guardatevi questo piccolo capolavoro.

Il trailer originale:

 

LA REGIÓN SALVAJE
Regia di Amat Escalante.
Con Ruth Ramos, Simone Bucio, Jesús Meza, Edén Villavicencio.
Titolo originale: La región salvaje.
Drammatico, Fantastico, durata 100 min. – Messico 2016

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