Operazione paura di Mario Bava

  1. Operazione paura di Mario BavaOperazione paura di Mario Bava, un film con immagini in perfetto equilibrio tra incubo e arte pittorica.

Operazione paura di Mario Bava, opera cult dove il Maestro riesce a dare una dimensione magica e sinistra alla pellicola.

Operazione Paura di Mario Bava, il film in Italia che meglio ha saputo fondere gli elementi del gotico con quelli del soprannaturale, prodotto che ormai è divenuto oggetto di culto e che quasi tutti conosciamo o abbiamo sentito nominare; ma vediamo insieme perché questo lavoro diretto dal grande Mario Bava nel lontano 1966 meriti un posto di assoluto rilievo nel panorama del cinema horror gotico di sempre. Partiamo dalla trama: il medico Paul Esway (Giacomo Rossi Stuart) si reca in un paese sperduto (Karmingam) per eseguire l’autopsia sul corpo di una donna morta in seguito a un misterioso incidente, ma di lì a poco si scontrerà contro un muro di omertà e scoprirà che sul posto incombe una maledizione per cui gli abitanti muoiono suicidi dopo la comparsa di una sinistra bambina. Lo scritto potrebbe ricordare un classico del genere di quel periodo, ma l’approccio stilistico del regista lo rende unico a tutti gli effetti. Infatti già mentre scorrono i titoli di testa vediamo l’inquadratura dei piedi di una bambina che scende le scale dopo aver assistito ad un suicidio e questo “salto” innesca già una tensione iniziale che aumenta quando il protagonista varcherà le mura diroccate di un paese mai così azzeccato nella sua dimensione spettrale (i bastioni e porta di Falerii Novi e locanda di Faleria, v. Foto qui sotto da me scattate).

Ma la capacità del regista è quella di riuscire a dare una dimensione magica e sinistra alla pellicola grazie a immagini in perfetto equilibrio tra incubo e arte pittorica come il “quadro vivente” all’interno della locanda, il cadavere di Irina nell’obitorio (riferimento al Cristo Morto del Mantegna) o la pseudo Escheriana scala a chiocciola ripresa dal basso che sembra infinita, così come non mancano i segnali inquietanti che spesso non hanno seguito: l’altalena con la bambina che oscilla nel cimitero di notte, le mani della stessa dietro al vetro della porta o la palla che rimbalza per i corridoi.

Il cinema di Bava è un sogno senza interruzione dove la narrazione non ha più una parvenza reale: i luoghi si materializzano dal nulla come cimiteri e ville, interno ed esterno si fondono (Esway si appoggia a un quadro raffigurante villa Graps e si ritrova all’esterno davanti alla villa), giorno e notte si sovrappongono scardinando la comprensione della durata della vicenda, le teste di bambola cadono prima di Profondo Rosso e il protagonista insegue il suo doppio in una serie di stanze tutte uguali, quindi un mondo meraviglioso senza regole ricco di una tensione raffinata che riscrive il cinema gotico dell’epoca.

Da ricordare le belle deformazioni ottiche che conferiscono suggestione agli incubi così come la fotografia di Antonio Rinaldi, brunastra e pastosa negli esterni diurni, verdognola negli interni e bluastra negli esterni notturni.

Il trailer italiano:

 

OPERAZIONE PAURA
Regia di Mario Bava.
Con Giacomo Rossi Stuart, Erika Blanc, Fabienne Dali, Piero Lulli, Max Lawrence, Giana Vivaldi, Micaela Esdra, Franca Dominici.
Titolo originale: Operazione paura aka Kill Baby Kill.
Horror, durata 85 min. – Italia 1966

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