Uironda di Luigi Musolino

Uironda di Luigi MusolinoLuigi Musolino, nato e cresciuto in provincia di Torino,
è tuttavia in parte di origine Campana, ed è forse
questo mix tra ombrosità nebbiosa e solarità
mediterranea a rendere così vivide e angoscianti le
visioni che emergono dai suoi racconti. Dopo i due
volumi di Oscure Regioni, in cui emerge non solo
l’interesse di Luigi per il variegato patrimonio
folcloristico e mitologico della penisola italiana ma
anche il suo percorso di formazione stilistica, la
raccolta Uironda propone otto racconti di media
lunghezza e due opere di più ampio respiro che si
possono considerare romanzi brevi. Nelle storie
raccolte si evidenzia la maturazione stilistica e
contenutistica raggiunta da Musolino rispetto alle prime
opere, proponendo qui una forma di horror che da un lato
si stacca dal patrimonio folkloristico e mitologico
regionale proponendo in molti casi rielaborazioni e
attualizzazioni di figure archetipe e atmosfere in
qualche modo vicine a grandi autori internazionali di
genere, dall’altro resta comunque radicato nella
sensibilità italiana, indagando temi spesso di scottante
attualità e a noi molto vicini, quali il problema degli
sbarchi migratori sulle coste e la crisi della società
moderna, negli aspetti sociali, familiari, affettivi e
lavorativi.
Un perfetto esempio dello stile vivido e descrittivo
prediletto da Luigi ci viene dato dal primo racconto,
L’isola e l’abisso, il cui incipit è la cruenta e
scioccante descrizione di un disastro aereo. Ma se lo
sparuto ed eterogeneo gruppo di superstiti a mollo
nell’Oceano crede di essersi lasciato il peggio alle
spalle dovrà ricredersi quando approderanno su una
misteriosa e stranissima isola. Questo primo racconto è
l’unico della raccolta che attinge dichiaratamente a un
topos tradizionale dell’immaginario e delle leggende (lo
zaratan o isola vivente), mentre per il resto le storie
contenute pur rielaborando in sostanza archetipi
dell’horror si abbandonano a suggestioni perturbanti che
hanno la loro radice nella modernità.
Nel successivo Acido lattico, infatti, Musolino ci fa
immergere nella quotidianità di un trentenne torinese
nel giorno del suo compleanno. Impegolato nella sua
routine giornaliere fatta di tabelle di marcia
scrupolosamente rispettate, che fungono per lui da
sicurezze cui ancorare lo scorrere della sua vita,
Sergio, il protagonista di questa storia, si ritroverà,
complice una banale deviazione dal suo solito percorso
durante il suo jogging pomeridiano, catapultato in un
incubo fatto di senso di smarrimento e perdita dei
riferimenti topografici. Mentre una minaccia senza nome
alle sue spalle prende corpo via via che calano le ombre
della sera e la sua corsetta serale si trasforma in una
fuga dall’ignoto. Una storia che se da un lato ammicca
alla “coazione a ripetere” di Freud dall’altro ricorda
nelle atmosfere i racconti pregni di paranoia e minaccia
soverchiante tipiche del grande Richard Matheson.
Il successivo La notte nella notte è un racconto che
analizza con potenza descrittiva e introspezione il tema
dell’elaborazione del lutto, in cui l’elemento
soprannaturale finisce per essere più uno sfondo, la
cornice funzionale in cui indagare con lucidità
chirurgica questo leitmotiv.
Con Njambi (Traversate) Musolino ci catapulta invece
nella drammatica realtà di un centro d’accoglienza di
Lampedusa, in un racconto che oltre a mischiare
l’elemento soprannaturale con la scottante attualità
della cronaca, dice la sua senza retorica sulla realtà
dei problemi migratori e sulle questioni e le scelte
etiche ad essi legate.
Nere colline del supplizio, racconto giustamente
premiato al Premio Hypnos e già in precedenza pubblicato
su rivista e in antologia, innesta l’orrore
soprannaturale in un quadro di famiglia disfunzionale e
il parallelo isolamento sociale di una piccola comunità,
in una storia di colpe segrete e desiderio di vendetta
in cui la sofferenza di un’anima isolata e tormentata si
incarna in un fenomeno inspiegabile di portata
colossale. Le nere colline sorte dal nulla in una notte
che circondano il paese di Orlasco sono la nemesi
dell’ipocrisia e della meschinità dei suoi abitanti, e
non lasceranno scampo nel presentare il loro conto.
Uironda, la storia che dà il titolo alla raccolta,
appartiene a un sottogenere tra i miei preferiti,
l’horror “on the road”. Il protagonista, un tormentato
autista di rimorchi di nome Ermes, durante una notte in
viaggio sull’autostrada si imbatte in una sorta di
leggenda urbana per camionisti, l’uscita per il
fantomatico paese di Uironda, sorta di non luogo
immaginario in cui gli incubi e i fantasmi personali
dei malcapitati visitatori prendono vita e corpo.
Lo stile utilizzato da Musolino, qui nettamente maturato
rispetto ai primi, pur molto ben scritti racconti, è
scorrevole e privo di orpelli, riuscendo tuttavia a
essere, quando necessario, fortemente visuale e
accordato al crescendo drammatico e delirante che segna
il momento clou di molte sue storie. Ne è un esempio
Formiche, altra impietosa analisi di famiglia
disfunzionale e delle soverchianti paure che assalgono
l’uomo moderno all’avvicinarsi della mezza età, in cui
le paure del protagonista Mirko si incarnano in un
delirio persecutorio e allucinatorio che soggioga
irrimediabilmente il lettore.
In bilico, che chiude il gruppo delle storie brevi, è un
altro racconto che mischia horror e tematiche sociali,
in questo caso l’incubo della disoccupazione e la faccia
sporca del capitalismo aziendale moderno. Mi ha
ricordato a tratti, nelle atmosfere, quel Fantasma di
fumo di Fritz Leiber di cui si può considerare per certi
versi quasi una versione aggiornata alle angosce del
terzo millennio.
Chiudono la raccolta due opere di respiro più ampio e di
ambientazione suburbana, in cui a mio parere Gigi
raggiunge i momenti migliori di un libro comunque
pregevolissimo in ciascuna storia. Il terzo piano e
mezzo della scala D è la storia di un’amicizia in quella
difficile età che è il confine tra infanzia e
adolescenza, in cui sopravvive ancora il senso di magico
e la voglia di scoperta tipici dei bambini ma si fanno
avanti nuove e diverse paure, legate alla scoperta
dell’amore e del proprio corpo che cambia. Talvolta si
rischia di restare eternamente sospesi tra due mondi,
quello magico, meraviglioso e spaventoso dei bambini e
quello solido e rassicurante, ma grigio, dell’età
adulta, questo sembra dirci Musolino.
Nelle crepe è invece una potente storia visionaria che
fonde degrado suburbano e paganesimo metropolitano, in
cui un fatiscente quartiere di Torino più che fare da
sfondo è il vero protagonista del resoconto di
emarginazione e psicosi delirante che affligge gli
ultimi giorni dell’anziano Giaco. Anche in questo caso,
Musolino partendo da un dettaglio apparentemente
trascurabile come le sottili crepe che si allargano
sugli edifici di un’area degradata della città,
costruisce un potente affresco di orrore, misticismo
arcano e delirio.
In conclusione, una raccolta che considero essenziale
per il lettore italiano che ami l’horror e il
perturbante e voglia conoscere un autore che esprime
appieno il potenziale di questo tipo di letteratura
colorandolo con una sensibilità tutta italica.

Luigi MusolinoL’AUTORE
Luigi Musolino nasce nel 1982 in provincia di Torino.
All’attività di scrittore affianca quella di editor e
traduttore. Nel 2008 inizia a collaborare con la Dagon
Press per cui cura e si occupa delle traduzioni delle
raccolte Rivelazioni in nero (2010) e Ritratti al chiaro
di luna (2010) di Carl Richard Jacobi. Tra le sue altre
traduzioni più importanti, i romanzi I vermi
conquistatori di Brian Keene (Edizioni XII, 2011;
Mondadori, 2014) e Torture sottili di Lisa Mannetti
(Kipple, 2016).
Come scrittore si impone all’attenzione del pubblico
come vincitore di molti concorsi letterari, tra cui il
trofeo RiLL, due volte, nel 2010 e nel 2012 e il premio
Hypnos nel 2016, Nel 2014 e nel 2015 vengono pubblicati
due volumi dal titolo Oscure Regioni, antologia di venti
racconti edita da Wild Boar Edizioni, che si configura
come un disturbante viaggio regionale alla scoperta
delle leggende e delle creature dell’immaginario
folcloristico italiano.
Suoi racconti sono stati pubblicati in America, Irlanda
e Sudafrica.

Uironda
Autore: Luigi Musolino
Editore: Kipple Officina Libraria
Prezzo di copertina: versione cartacea € 15,00; ebook €
3,95

                                      A cura di Vincenzo Barone Lumaga

                                                     (vinxblack@hotmail.it)

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*