La casa delle conchiglie di Ivo Torello

La casa delle conchiglie di Ivo Torello“Ogni libro contiene in sé le conoscenze di altri mille libri” si legge nel primo capitolo dell’ultima fatica dell’esperto genovese Ivo Torello. Una giusta considerazione che calza a pennello proprio per questo La Casa delle Conchiglie, probabilmente l’opera più complessa, per l’innegabile retaggio esoterico che sottende il romanzo, dello scrittore nato nel 1974. Presentato, apparentemente, come un erotico estremo che sconfina spesso oltre la stessa definizione di erotico, il romanzo contiene in sé il seme della classica letteratura weird di fine ottocento e inizio novecento. Torello (plurivincitore del Premio Lovecraft) è uno studioso di lungo corso del genere weird , nonché storico collaboratore di Andrea Vaccaro e delle Edizioni Hypnos, e questo si respira a pieni polmoni nella lettura del testo che snocciola tributi in ogni pagina e crea un’atmosfera che ricorda i vari Il Gran Dio Pan (1890) di Arthur Machen (per l’esistenza di un altrove cui accedere col ricorso di sostanze capaci di sublimare l’estasi) e Alraune – La Mandragora  di Hanns Heinz Ewers per l’atmosfera corrotta e gli espliciti riferimenti sessuali, ma soprattutto sembra giocare sui temi toccati dal saggio di magia sessuale Magick (1913), opera in cui Aleister Crowley cerca di rendere pubblici i suoi studi legati al rapporto sesso-magia come via per entrare in contatto con entità superiori che si celano alla vista dei comuni mortali e che sono veicoli di un potere capace di sconvolgere l’ordine naturale delle cose.
La Casa delle Conchiglie narra le vicende legate alle sorti del maggior bordello di lusso parigino di metà ottocento, un luogo meta di artisti, scienziati, alte cariche di Stato e borghesi danarosi. Ma racconta soprattutto le vicende della maitresse, Madame Sabatiere, una vera e propria esperta di arti magiche che vive all’interno di una stanza contornata di libri di ogni natura da cui attinge il suo sapere tutto orientato a conseguire vantaggi materiali da spendere nella concretezza della vita di tutti i giorni (dunque aspirazioni non trascendenti): “assorbì le capacità diplomatiche dello zio, la sua propensione al complotto e alla menzogna, nonché l’abnegazione al guadagno completamente spogliata da qualsiasi dubbio o pentimento o carità cristiana.”
Il romanzo, strutturato in sette capitoli per circa quattrocento pagine, ha valenza catartica ed esorcizzante. Simboleggia la perenne lotta tra la visione epicurea (ben incarnata dagli artisti) e quella stoica (più vicina al mondo politico-istituzionale ovvero i presunti esperti “che prendono per mano la produzione artistica per usarla per i loro fetidi scopi: profitto o spalancare le porte dell’inferno”), conflitto che viene sintetizzato dalla rappresentazione teatrale de Le Nozze Folli tra Marte e Venere messa in scena all’interno del bordello con l’intento, non riuscito, di ribaltare il trionfo dell’amore sulla guerra. Leggiamo infatti dello scontro tra una sedicente organizzazione segreta a sfondo iniziatico (con tanto di Grande Maestro), chiamata l’Ordine del Dio dormiente (la “setta più potente e pericolosa d’Inghilterra. E forse anche dell’intero continente”), e un gruppo di prostitute di alto bordo. I primi hanno il fine di scatenare il grande olocausto richiamando sulla terra, attraverso un rituale di sangue a sfondo esoterico, gli Dei dormienti che esistevano prima della nascita di ogni altro Dio. “La crudeltà è il solo linguaggio universale” affermano gli aderenti all’Ordine. “Ogni speranza è vana, ogni amore è vacuo. Dobbiamo forgiare noi stessi come lo sono stati i mondi e le galassie: con la violenza! Questo baraccone di carne che chiamiamo vita è fondato sul dolore e sull’afflizione, sulla lotta a ogni costo contro l’inevitabile morte! Questa è l’essenza di ogni cosa: la lotta! Per sopravvivere, per evolvere, per esser degni di sfidare l’abisso, questo dobbiamo essere: guerrieri! Guerrieri della disciplina! dell’ordine! del dolore e della sopraffazione! Cos’è la bellezza di una giovane donna se paragonata alla bellezza della guerra e della vittoria?”
Il rituale prosegue sotto l’effetto di formule magiche, elisir afrodisiaci e allucinogeni capaci di aprire porte dimensionali connesse all’azione di potenze ultraterrene pronte a irrompere sulla terra, riti di sangue, larve (in senso spiritico) e magia rossa. Torello condanna la castrazione degli istinti naturali legati all’accoppiamento, il tutto sbilanciato a favore di una visione libertina ed edonistica vista come chiave esorcizzante della violenza e di ogni altro istinto di sopraffazione che sta alla base dei disastri bellici. “Se i filosofi e i moralisti scopassero ogni tanto l’Umanità si eviterebbe un bel po’ di coglionate e di cacce alle streghe e di roghi. Se chiavassero per il gusto di farlo.”
Spirito guerresco da una parte contrapposto alla grazia e bellezza dei corpi dall’altra finalizzata a sé stessa, senza alcun desiderio ulteriore al semplice richiamo della carne. Torello si schiera senza filtri e compromessi dalla parte dell’amore libero e sfrenato, in una visione più legata al materialismo che a una visione trascendente, e lo fa anche nella scelta del registro linguistico. Laddove risulta essere elegante e ricercato nella parte dedicata al substrato esoterico, (nulla da invidiare ai grandi maestri del weird), cambia del tutto nella parte erotica, aspetto questo a mio avviso discutibile (pur essendo una scelta voluta e anche provocatoria). Torello affronta questa parte, senz’altro la preminente, con piglio pulp, senza pudori e senza censure, pur con una certa ironia grottesca, sfruttando un campionario di soluzioni che suggeriscono una visione tinto brassiana. Torello non lascia niente all’immaginazione del lettore. Nella Casa delle Conchiglie viene infatti descritto tutto nei minimi dettagli, determinando anche un “involgarimento” del lessico e delle situazioni narrate nella descrizione delle scene hot, momenti che qualcuno non tergiverserebbe a definire squisitamente pornografici.
Un romanzo coraggioso che si traduce in una vera e propria unione tra la narrativa weird, e un erotismo estremo più vicino a un Restif de la Bretonne che alla narrativa del marchese De Sade ovvero un erotismo che cerca le gioie del sesso senza pudori, senza crudeltà e senza il timore della condanna del peccato. Ecco appunto emergere lo spirito libertino ed esorcizzante del romanzo, con una dissolutezza che Torello immagina quale via e ideale medicina per raggiungere la felicità e sconfiggere ogni forma di violenza.
Eccezionale la ricostruzione storica e lo studio di fondo (con tanto di esempi di racconto nel racconto, facendo leva su una lunga serie di passaggi narrativi di volumi citati) che ha impegnato, credo per anni, Ivo Torello. L’autore genovese dà sfoggio di un’invidiabile eleganza sia nella costruzione dei personaggi (molti dei quali reali artisti e reali personaggi dell’epoca, tra essi anche Alexandre Dumas) che delle scenografie tratteggiate con gusto, oserei dire, pittorico, ma soprattutto dimostra di essere un grande autore weird con una passione esoterica e citazionista che trasuda da ogni pagina (non si contano gli omaggi ai vari Chambers, Lovecraft, Colin Wilson, Ewers, Grabinski etc etc). A trovare dei difetti, a mio modesto avviso, c’è il barkeriano atteggiamento (qua eterosessuale) di indugiare sulle situazioni sessuali. Ciò detto si tratta comunque di un romanzo di alto valore e da suggerire agli amanti del genere.
Bellissima la cura grafica (formato tascabile), la copertina e la galleria finale. Da questo punto di vista un ulteriore passo in avanti delle Edizioni Hypnos, sempre più qualitative.

Ivo TorelloL’AUTORE
Ivo Torello, nato a Genova nel 1974, è artista poliedrico: illustratore, scrittore, musicista e autore di diversi racconti e del romanzo Predatori dall’abisso, avventura di matrice lovecraftiana in cui si uniscono magistralmente meraviglia, scienza, orrore e i cui protagonisti hanno ispirato l’album Winged Divers, realizzato dallo stesso Torello come Kozai Resonance. Dal 2012 è art director presso le edizioni Hypnos, per cui è autore delle copertine dell’omonima rivista. Del 2015 sono invece le Astounding Lovecraftian Creatures, galleria di oltre cinquanta mostri lovecraftiani.

La casa delle conchiglie
Autore: Ivo Torello
Editore: Edizioni Hypnos
Pag. 420
Codice ISBN: 9788896952702
Prezzo di copertina: 16,90 – 15,21 se acquistato sul sito di Edizioni Hypnos  (http://www.edizionihypnos.com)

                                                                 A cura di Matteo Mancini
                                                                 (goldenmancho@libero.it)

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