Il letto rosso di Nicola Lombardi

Il letto rosso di Nicola LombardiEd eccomi di nuovo qui a parlarvi di horror, in particolare di horror italiano, il mio preferito ultimamente.
Questa volta tocca nientemeno che a Nicola Lombardi, autore piuttosto conosciuto nell’ambiente editoriale di genere, del quale oggi recensisco la novella Il letto rosso: opera pubblicata dalla casa editrice Independent Legions e finalista al Premio Laymon 2017.
La trama è abbastanza semplice. Alberto Gozzi, giornalista specializzato in cronaca nera, nonché individuo tormentato che ha qualche problema con l’alcol, decide che è giunto il momento di dare una svolta alla sua carriera. Sceglie di farlo progettando una monografia sul famoso Orco di Borgone, don Marzio Corsini: prete folle che sequestrò e uccise alcuni giovani adolescenti durante la fine degli anni ‘70.
Gozzi comincia la sua ricerca contattando Luigi Consalvi, figlio del complice del prete (Guido Consalvi era colui che procurava le vittime) e che all’epoca degli assassinii denunciò il padre e don Marzio.
Gozzi, grazie all’aiuto dell’ormai quarantenne Consalvi e della sgradevole madre (il personaggio migliore del libro, per me) finisce per scivolare dentro a un baratro di orrori e follia che, naturalmente, finirà per inghiottirlo.

Il concept più che un classico è un insieme di classici. Abbiamo quello molto usato dello scrittore/giornalista che ficca il naso dove non deve (tanto per citare un film abbastanza recente direi Sinister) ma c’è anche quello della stanza maledetta (e qui si apre l’impossibile, da La camera Rossa di H. G. Wells a una vecchia indagine di Carnacki di William Hope Hodgson al più moderno 1408 di Stephen King e chissà quanti altri) sino ad arrivare a un materasso insanguinato, utilizzato come porta dell’Inferno, che mi ha riportato alla mente il secondo capitolo della famosa saga di Clive Barker: Hellraiser II Hellbound.
Come sempre rimango assolutamente favorevole alle piste già battute, a patto che se ne offra una ghiotta variante. E Nicola Lombardi, classe 1965, che pubblica storie da quando io avevo sei anni, non ci delude. L’atmosfera iniziale, dove il nostro tormentato Gozzi s’incontra con Consalvi, ci cattura subito. Mi ha ricordato con una certa prepotenza i film di Pupi Avati, con qualche pennellata di Dario Argento qua e là.
Sentiamo tutto il torbido della situazione, agitarsi appena sotto la superficie della quotidianità. Pochissimi autori, in Italia, sanno rendere questo effetto come Lombardi. Nelle sue storie il lezzo della corruzione aleggia nell’aria come una nebbia infetta. Personalmente lo trovo opprimente e ammaliante al contempo e si esita un poco ad accettare il suo invito, quando ci chiede di scendere di sotto, con lui, nel buio. Ma lo fai, anche se sai benissimo come andrà a finire. È il gioco morboso del racconto dell’orrore ed è esattamente quello che s’innesca in questo breve romanzo, in cui si avverte tutta l’esperienza e la conoscenza dell’autore emiliano per il terrore e la scrittura.
Atmosfere malsane e un continuo rimbalzo tra reale e sovrannaturale ci assillano pagina dopo pagina. Le figure lombardiane sembrano tante facce sussurranti che affiorano lentamente dalle tenebre, dove poi spariscono all’improvviso, talvolta portandoci via con loro. La scrittura è leggera, elegante al punto giusto.
Tuttavia non posso esimermi dal sottolineare alcuni aspetti meno eccitanti de Il letto rosso. L’opera, dopo un meraviglioso inizio, comincia a perdere qualche colpetto. Alcune sequenze divengono un po’ lente, le descrizioni eccedono e i personaggi, talvolta forse un po’ troppo simili tra loro, non ci riservano alcuna sorpresa. Insomma, anziché continuare a crescere la tensione e la storia si stabilizzano e procedono verso un finale non proprio inatteso.
E lo stesso vale per i temi trattati.
Ho letto diverse cose di questo autore e nel tempo mi sono fatto un’idea personale della filosofia alla base del suo lavoro. Ho l’impressione che la narrativa di Nicola Lombardi ruoti attorno a un unico concetto: l’accettazione del male come forza incontrastabile. I suoi personaggi appaiono sempre come persone tormentate che, per traumi (orribili traumi) subiti, si ritrovano imprigionati nelle gabbie nere della loro anima. Il dolore di queste creature è tale che alla fine, pur di arrestare la sofferenza, scelgono immancabilmente di lasciarsi andare allo stesso male che li ha irreversibilmente condizionati, trasformandosi in complici o in vittime compiaciute. Anche i romanzi Madre Nera (2013) e La Cisterna (2015), a mio avviso, trovano edificazione e culmine in questo unico concetto: fare della sofferenza e del male una virtù, una forza.
E anche in Il letto rosso questa equazione stoica fa il suo ritorno. Lo si evince con particolare chiarezza dalla lettura dei diari di don Marzio, dove il timore/fascino per l’Inferno, il male supremo, induce il prete a desiderare di sperimentarlo dentro di sé, nella dubbia speranza, o scusa, di potersi assuefare a esso. Vi cito alcuni brevi esempi:

Il letto rosso (diario di don Marzio Corsini)
Ma perché mai dovrei provare una cosa simile? Semplice: per abituarmi. 
Sembra folle, ma non posso evitare di pensare a Mitridate, quel terribile sovrano che per scongiurare il rischio di essere avvelenato aveva assuefatto il proprio organismo assumendo con costanza dosi di veleno non letali. Ecco quello di cui ho bisogno: mi voglio mitridizzare. Con dosi d’Inferno. Costanti. Magari via via più intense. Così da rendermi più forte, da corazzarmi l’anima.

La cisterna (sul finale)
Quella che stava guardando dritta negli occhi era la sua paura più grande. Quella che non gli avrebbe mai permesso di continuare a vivere, se non l’avesse assecondata, se non l’avesse amata.

Mi duole ammetterlo ma, come accade anche con altri autori che ho letto per una vita, più mi trovo ad analizzare certe loro visioni e meno le trovo convincenti e attuali. Più che una rivelazione, la verità in fondo al buio mi appare come una località ormai nota, o una promessa non mantenuta: un limite oltre al quale l’autore sembra non riesca a vedere o a immaginare altro. Per farla breve, ho la sensazione che le storie tendano a ripetersi, offrendo lo stesso nocciolo, ma incastrato in circostanze differenti.
E se da un lato questo offre una coerenza all’opera di Lombardi, come in quella di H.P. Lovecraft, Thomas Ligotti e altre personalità dalla visione fortemente circoscritta a date visioni della vita e della realtà, dall’altro lato, questo insistere rischia di stancare un po’.
Forse questo non accadrebbe se ai personaggi di Lombardi fosse concesso un pizzico di umanità in più: qualcosa che permettesse loro di variare, anche leggermente, dalla loro condizione di marionette stregate dalla sofferenza, e segnate sin dall’inizio a lasciarsi possedere dal male (umano o sovrannaturale) senza che essi vi oppongano la minima resistenza. Forse l’aggiunta di emozioni e condizioni nuove, potrebbe generare percorsi alternativi, più emozionanti e incisivi sia nel bene che nel male, poiché sono convinto che, superato un certo livello di oscurità e orrore, sotto non ci sia più assolutamente nulla. Solo il vuoto oscuro.
Quando il nostro attaccamento alla vita s’indebolisce, la sua possibile fine e ogni sua spaventosa deformazione hanno su di noi sempre meno effetto e questa è una lezione che Stephen King ha spiegato molto bene, quando illustrò il modo in cui aveva progettato la straziante morte del piccolo Gage, nel suo romanzo Pet Sematary. Laddove si avverte l’amore, il giungere del male e della sofferenza è qualcosa di ben più distruttivo. Quando la paura invece si trasforma in spossatezza, finisce per cancellare quel brivido tipico che rappresenta la naturale attrazione verso il racconto dell’orrore e da cui dipende anche il suo potenziale d’intrattenimento. Dopotutto si scrive per i lettori e i lettori vogliono essere intrattenuti.
Concludo con poche note sul racconto bonus alla fine del volume, Vengono per te, storia molto piacevole (per quanto possa esserlo una storia dell’orrore) che potrebbe essere intesa come un mix della famosa Innsmouth di H.P. Lovecraft, per via dell’orrore che giunge dal mare, ma anche del film Ragazzi Perduti e infine un pizzico di Macelleria mobile di mezzanotte, dell’ormai sempre presente Clive Barker, che sono sicuro saprete riconoscere.
Mi piacerebbe leggerne una versione più lunga.
Naturalmente, note negative a parte, considero Nicola Lombardi un pilastro della cultura horror italiana, al pari di Dario Argento e Pupi Avati. Un autore d’obbligo per chiunque voglia addentrarsi in questo mondo.

Nicola LombardiL’AUTORE
Nicola Lombardi ha pubblicato la prima raccolta di racconti del terrore, Ombre, nel 1989. Si è stabilito per alcuni anni a Roma, dove ha fatto parte del movimento letterario Neo Noir. Ha scritto per la casa editrice Newton & Compton le novelisation dei film di Dario Argento Profondo rosso e Suspiria.
Ha collaborato col mensile di cultura fantastica Mystero, diretto da Luigi Cozzi. Per le edizioni romane Profondo Rosso traduce testi di saggistica e di narrativa. Nel 2010 per Edizioni XII ha pubblicato il romanzo I Ragni Zingari(con il quale nel 2013 ha vinto il Premio Polidori) e in seguito ha scritto Madre nera (Crac 2013), ristampato nel 2019 da Dunwich Edizioni, La notte chiama (Delos 2015, con Luigi Boccia) e La Cisterna per Dunwich Edizioni nel 2015.
Nel 2016 Per la collana Horror Story della Delos Digital pubblica Myrna e Il libro delle ombre insieme a Luigi Boccia.
Traduce diversi romanzi per la Independent Legions Publishing e pubblica numerosi racconti in varie antologie sia in lingua italiana sia in lingua straniera.
Cura la rubrica di recensioni letterarie La libreria d’annata per il sito Letteratura Horror. Dal 2012 è membro dell’Horror Writers Association.
Nel 2017 l’edizione inglese di La Cisterna (The Tank) è stata selezionata tra i Preliminary Ballot del Premio Bram Stoker ossia la lista delle dieci opere segnalate dai membri della Horror Writers Association che sono eleggibili per le nomination finali.
Nel 2018 per le edizioni Independent Legions Publishing esce la novella Il letto rosso finalista al concorso Laymon 2017.
Per le edizioni Delos Digital pubblica il manuale umoristicoNon aprite quelle porte.  Nel 2019 per le edizioni Iperborea esce Oscuri Canti, una raccolta di sette racconti.

Il letto rosso (novella con racconto bonus Vengono per te)
Autore: Nicola Lombardi
Editore: Independent Legions Publishing
Pag. 150
Codice ISBN: 8831959131
Prezzo di copertina: edizione cartacea € 11,50; ebook 2,99

                                                       a cura di Christian Sartirana

                                                         (christian_sartirana@libero.it)

 

 

 

Il letto rosso (novella con racconto bonus Vengono per te)

Autore: Nicola Lombardi

Editore: Independent Legions Publishing

Pag. 150

Codice ISBN: 8831959131

Prezzo di copertina: edizione cartacea € 11,50; ebook 2,99

a cura di Christian Sartirana

(christian_sartirana@libero.it)

 

 

 

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