Marco Germani parla di Fractal, del prossimo album e di tanto altro…

Parlami della genesi di Fractal. Che strumentazione hai usato per l’elettronica? Ci parli anche del video?

Il brano è stato composto e realizzato utilizzando librerie di suoni digitali della Native Instrument lievemente modificate in fase di mix con dei plug in che simulano un preamp analogico, in seguito ho aggiunto la parte di basso suonandola a plettro con un basso a quattro corde droppato in D che ripete sempre la nota fondamentale per dare una sensazione ipnotica, alla fine ho aggiunto delle chitarre distorte passandole attraverso una Helix (pedaliera ammiraglia della Line 6 ) ma utilizzando delle distorsioni ed un wha settati in modo anticonvenzionale. La voce di Sofia Bonardi invece è stata registrata con un bel microfono: un Neumann U87ai che ho da molti anni e un pre Focusrite, nella parte rauca ho applicato un plug in della Fabfilter (il Saturn) per darle una bella distorsione simile a una simulazione megafonica. Il video nasce dall’esperienza della mia compagna come videomaker matrimonialista, mi è venuta proprio osservando alcune clip della vestizione delle spose, l’idea era quella di rendere Sofia una ragazza innocente che si trasforma un po’ per volta in una leader distopica cattivissima, è anche un richiamo al fatto che una rock star o un leader politico mostra al pubblico un’immagine totalmente diversa da quella che ha nella sua intimità; è forse anche una metafora della falsità dello show business.

Video di Fractal

Una domanda per Sofia Bonardi. Il testo della canzone è abbastanza ermetico. Ci parli delle opposizioni spirale-frattale e sapiente-occupato? Ci parli anche del discorso finale e del riferimento al velo di Maya?

Il frattale è una figura geometrica che ripete uno stesso schema nel tempo in scala sempre più piccola, la spirale invece diventa sempre più grande. Entrambi non intaccano il percorso precedente, quindi sembra che apprendano dal passato, ma il frattale nella sua ripetitività, ricorda ma non impara mai. La storia umana è fatta di errori e azioni ripetute periodicamente, nonostante questi errori siano più che conosciuti e visti come tali. Sapiente e occupato sono concetti di Seneca legati al rapporto che l’uomo ha con il tempo: noi tutti siamo gli occupati, perché non abbiamo mai tempo e desideriamo sempre più tempo; il sapiente sa che abbiamo tempo, ma lo usiamo male, per tanto lui lo usa bene, ma il sapiente non esiste. Non esiste una persona che consapevole di questo errore lo gestisce perfettamente e non lo usa semplicemente per gratificazione, per un applauso. Con il velo di Maya e il discorso finale l’approccio completamente sbagliato sul tempo si proietta nel nostro stesso modo di fare. Non imparando non vediamo il mondo così com’è realmente, ma vediamo appunto un’illusione piacevole, il velo di Maya, ma tale illusione è un percorso senza fine verso la distopia più totale. E chi lo nota ne parla per farsi notare, punto. È un po’ come il secondo episodio della prima stagione di Black Mirror, quando il protagonista rivela quando quel sistema sia falso e distopico e come risultato ottiene semplicemente fama, ma le cose non cambiano.

Marco tu proponi sempre musica non conforme che mira a “svegliare”, a stimolare l’ascoltatore contemporaneo. Puoi commentare queste mie parole?

Mi piacerebbe poterlo fare ma non è così semplice, in primo luogo tutto ciò che produco è già sentito o già visto, essendo il pubblico ormai abituato più a criticare che ad apprezzare, in secondo luogo è veramente complesso attirare l’attenzione per più di trenta secondi attraverso i social che sono diventati luogo di cazzeggio e rissa verbale più che di novità e contenuto. Purtroppo la tendenza è quella di metterti un bel pollice in su più per dovere che per interesse, anche se qualcuno alla fine è attento e poi mi pone anche delle domande intelligenti.

Quali sono le analogie e le differenze fra Fractal e Storing the past?

In Storing the past il protagonista è un uomo, in Fractal una donna, ma entrambi sono completamente soli, inoltre sembrano essere parte di un’altra dimensione o un’altra linea temporale, forse appartengono a un universo parallelo o se vogliamo riferirci all’album di prossima pubblicazione potrebbero semplicemente essere dei personaggi “da incubo” che il protagonista inventa duranti l’ipnosi regressiva.
Mi piace pensare che siano parte di un mondo distopico dove tutto è differente perché non si è evoluto come il nostro ed esiste un regime totalitario in cui il personaggio di Sofia è un leader, mentre il mio personaggio è uno schiavo del sistema.

C’è un nuovo album di imminente uscita?

Sì, si intitolerà Regression: Sofia è presente in quasi tutto l’album e ci saranno anche un brano scritto insieme a Diego Consiglio e cantato a due voci, più due brani suonati con la band di Limbo Neutrale e da Riccardo Ferraresi che ha arrangiato e suonato le parti di batteria, un’ospitata di Ivano Bonizzoni al basso nell’intro e molta elettronica. L’album sarà piuttosto breve e collegato a N.D.E., che è il mio lavoro precedente, sarà presente su tutti i portali digitali e in formato fisico su CD con un bell’art work. Chi comprerà il mio romanzo Limbo Neutrale su Amazon lo avrà in omaggio, basterà contattarmi e glielo farà avere, volendo anche in digital download con tanto di photo book della band, realizzato all’ex manicomio di Mombello. Successivamente vorrei creare un corto unendo tutti i videoclip di Elisa e creare una specie di viaggio onirico. Mi piace molto collegare vari progetti tra loro e sfruttare la tecnologia per renderli più affascinanti.

Nell’epoca contemporanea quali sono le sfide che si pongono per un musicista o pure per una label indipendente dato che tu ne hai una (After Life Music Dimension)?

Per assurdo non è più un grosso problema produrre musica, video e foto o acquistare una strumentazione degna di essere chiamata tale, il grande problema oggi è la visibilità. Per quanto i social siano un ottimo mezzo di promozione e siano gratuiti, il loro utilizzo da parte dell’utente medio è completamente sbagliato e non orientato artisticamente, tutto ciò che pubblichi spesso passa inosservato perché la gente è attratta solo dalle polemiche e dai fatti di cronaca o peggio ancora da stupidate, questo fa diventare la tua arte spazzatura non differenziata, e restringe la capacità delle persone di comprendere un’opera. Lo stesso problema ormai è palese che si manifesti anche durante i live: il tuo pubblico è distratto, sempre con in mano lo smartphone, oppure ti chiede canzoni a caso che non hanno nulla a che fare col tuo repertorio. Regression è dedicato proprio a questo atteggiamento che da me viene visto come un virus che sta uccidendo la parte nobile di ogni essere umano, stiamo pian piano sprofondando in un baratro che tra un po’ di anni credo causerà grandi problemi alle nuove generazioni, con la mia produzione voglio che se ne rendano conto.

Marco tu hai scritto Limbo Neutrale, un romanzo tra fantascienza e distopia. Secondo te quanto dei libri Philip K. Dick si è realizzato nella nostra società?

Philip K. Dick difatti è uno dei miei autori preferiti, purtroppo moltissime cose: lo strapotere delle multinazionali, l’impoverimento globale della classe media, la comunicazione di massa, la dipendenza da droghe (o farmaci) e alcool, ma soprattutto l’essere schiavi della tecnologia che è anche moda, i talent show e i comportamenti violenti, il distacco della politica dalla realtà, l’odio razziale e il sovrappopolamento, i cambiamenti climatici, tutto sembra coincidere tranne la terza guerra mondiale nucleare e la creazione di cloni, replicanti e mutanti. Sono tutti argomenti presenti nel mio romanzo e in un sacco di film e serie tv che abbiamo visto, purtroppo non siamo capaci di porvi rimedio e, secondo me, fino a quando non ci avventureremo nello spazio questo pianeta diventerà sempre più inospitale, essendo martoriato da migliaia di anni dalla nostra presenza. Siamo una specie eccezionale, ma purtroppo anche molto cattiva e poco rispettosa del prossimo e della natura, non a caso gli Dei ci hanno abbandonato o punito in tutta la mitologia. Non ci resta che tirare il freno a mano e riflettere, credo che cinema e musica ci permettano di farlo molto bene, io vorrei solo dare un piccolo contributo…

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