La rivista Zothique arriva al terzo numero

La rivista Zothique arriva al terzo numeroParliamo della rivista Zothique approdata al terzo numero. Il magazine, diretto da Pietro Guarriello e pubblicato da Dagon Press, è dedicato alla cultura fantastica e weird. Infatti prende il nome dal celebre ciclo fantasy di Clark Ashton Smith.
La parte del leone, in questo numero, spetta allo scrittore inglese Algernon Blackwood, cui è dedicato un dossier di centodiciannove pagine.
Iniziamo con Algernon Blackwood: il profeta del dio Pan, un articolo di settantaquattro pagine a firma del bravo e poliedrico scrittore Matteo Mancini che racconta la vita (piena di eventi ordinari e straordinari) dell’autore anglosassone e ne analizza criticamente le opere. Mancini evidenzia come Blackwood, membro della setta esoterica Golden Dawn, fosse non solo un geniale e originale autore di ghost stories e racconti weird e fantastici oltreché inventore di John Silence, il più famoso detective dell’occulto della letteratura, ma anche un mistico e un filosofo.
Avvicinatosi alla cultura orientale e all’esoterismo fin dalla più giovane età, come reazione al rigido calvinismo del padre, prima di affermarsi, ormai più che trentenne, come scrittore, Blackwood studiò la vita e gli esseri umani oltre ai libri, pur rimanendo un solitario, fino a diventare un profondo e sensibile conoscitore della psicologia umana.
Con la sua opera puntava non solo a creare opere letterarie ma a diffondere una nuova religione, basata sull’amore universale, sulla tolleranza, la sintonia con la Natura e sulla consapevolezza del sovrannaturale come qualcosa di realmente esistente e immanente nella vita reale.
Questa religione non è per tutti ma solo per chi è capace di andare oltre quello che ci mostrano i cinque sensi e di rifiutare i dogmi delle religioni istituzionali.
Blackwood, dopo l’adolescenza, ebbe una vita ricca di viaggi, lavori e tentativi di affermazione economica, prima di tornare in Inghilterra e dedicarsi pienamente all’attività letteraria.
Giustamente Mancini, all’interno di un articolo complesso ma di facile lettura, esaustivo al massimo, lamenta come di Blackwood sia stato pubblicato in Italia solo circa un quarto della sua produzione di racconti, all’incirca una cinquantina, peraltro disperso in antologie ormai disponibili solo sul mercato dell’usato, e nessuno dei suoi romanzi. Un autore quindi tutto da scoprire, specie per chi legge solo in italiano.
Il dossier prosegue con una bibliografia delle opere in italiano compilata da Pietro Guarriello e da due racconti inediti in Italia di Blackwood: Il corpo di fuoco (The fire Body), un racconto dalla forte valenza esoterica e Il fantasma nella soffitta (The Attic), una commovente e originale ghost story. Entrambi molto belli, i testi sono esemplificativi dell’opera di Blackwood.
Conclude il dossier Algernon Blackwood e i licantropi di Mariano D’anza. Sottotitolo significativo dell’interessante articolo è Tra corpo astrale, sciamanesimo e weird. D’anza infatti, analizzando i racconti dedicati al personaggio del lupo mannaro dallo scrittore inglese, evidenzia come questi abbia affrontato l’argomento con originalità, forte della sua cultura esoterica, pur in un contesto di narrativa weird.
Da segnalare ancora, in questo ricco numero, E. Hoffmann Price tra pulp e orientalismo, un esaustivo ritratto, scritto da Pietro Guarriello, di un altro autore, questo americano, di cui in Italia è stato pubblicato quasi niente, ancor meno di Blackwood, nonostante la sua lunga carriera. E. Hoffmann Price è conosciuto in Italia solo come amico, corrispondente e collaboratore di Lovecraft, mentre la sua numerosa produzione, che attraversa tutti i generi letterari, dall’action al fantasy, dall’horror alla fantascienza, fortemente influenzata dalla cultura orientale e da una vita ricca di eventi, resta inedita.
Dell’autore vengono proposti due racconti: I nipoti del profeta e La dimora del monocero, quest’ultimo scritto insieme a Clark Ashton Smith. Nessuno dei due ha catturato la mia attenzione. A Smith è dedicato anche Un mito del fantastico: Clark Ashton Smith di Bruno Gargano.
Segnalo inoltre il racconto weird di Alessandro Forlani Pasto d’ombre, alquanto piacevole e memore dei racconti inquietanti di Ramsey Campbell.
La rivista contiene inoltre una breve storia della narrativa horror Dal gotico al weird del celebre critico S. T. Joshi e la seconda parte del viaggio, iniziato nel numero precedente, nella poesia di Robert Howard, più celebre per la sua narrativa sword and sorcery, Robert E. Howard, il cantore delle nebbie, firmato da Mariano D’anza.
Molto ben scritto, è interessante il modo in cui D’anza collega gli aspetti della poesia dell’autore texano con la sua narrativa, concentrandosi sulla visione eroica della vita di Howard e dell’influenza avuta su di lui dalla cultura romantica e decadente europea.
Vengono proposte inoltre alcune esemplificative poesie con testo originale a fronte.
Gli articoli sono tutti corredati da foto d’epoca e/o illustrazioni. C’è anche l’illustratore italiano Gino Andrea Carosini.
Insomma duecento trentatré pagine ricche di materiale per una rivista davvero ben fatta.

Zothique 3
A cura di Pietro Guarriello
Ordinabile direttamente alla redazione (studilovecraft@yahoo.it) o presso Amazon.
Prezzo di copertina: € 16,95, in offerta Amazon €14,44

                                                             A cura di Luca Bonatesta
                                                      (lucabonatesta71@gmail.com)

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