Leucosya e altri racconti di autori vari

Leucosya e altri racconti di autori variDell’antologia di racconti dal titolo Leucosya e altri racconti dal trofeo RILL e dintorni alcune storie mi hanno colpito particolarmente. Come non partire da Leucosya di Laura Silvestri, racconto vincitore del XXV trofeo RILL. Questo racconto ci parla di un rapporto madre-figlia “immaginario”, un racconto che trasmette malinconia, sofferenza e tanto pathos, un racconto che si svolge nella cornice di un viaggio interstellare. La copertina dell’antologia ci offre una rappresentazione visiva di un passo del racconto dove madre e figlia giocano a scacchi nella loro astronave: un’immagine visionaria e sci-fi che sembra mostrarci queste due protagoniste come sospese nel vuoto. È l’intera storia che trasmette questo “senso di sospensione nel vuoto”. Perché? Perché il viaggio interstellare per alcuni può essere particolarmente attrattivo ed affascinante perché offre una sorta di viaggio in un vuoto immenso. “Il viaggio in un vuoto immenso” è anche la sensazione che prova chi vive in una grande metropoli postmoderna come Los Angeles…

Spiriti d’estate di Fabio Galli, invece, è una storia di spiriti, di fantasmi. Qui invece proviamo un senso di vuoto alla fine della storia, una storia che a tratti toglie il fiato, una storia che sfocia nell’esoterico, nell’enigmatico. Non io di Alessandro Izzi è una storia quantomeno raccapricciante e cruda allo stesso tempo. È la storia di un serial killer che ha dimenticato la sua vera identità. Come è possibile? La sua identità è stata letteralmente cancellata…

Poi c’è il racconto per me “capolavoro” di questa antologia ossia Paradiso SpA. Una storia di fantascienza estrema, incredibile, assurda, una storia nella quale domina l’eccesso, l’iperbole. È una storia di “delirio di onnipotenza”, ben rappresentato quest’ultimo “visivamente” dal nuovo quartier generale della Paradiso Spa, una mega-corporazione che ha l’intento di vendere il paradiso in terra. Il nuovo quartier generale della Paradiso Spa “era un colosso di dimensioni geologiche: un mega grattacielo alto mille e cinquecento metri e con quattrocento piani”, come viene descritto nel racconto. E quando parliamo di delirio di onnipotenza come non pensare alla società odierna che con i suoi “supereroi” o “testimonial” di prodotti commerciali ci offre l’onnipotenza o la perfezione che porta all’onnipotenza….

Infine, mi ha colpito il racconto Il vecchio blaterone di Nicola Catellani con questi discendenti di abitanti terrestri che abitano su un altro pianeta dal nome Aurora. Su questo pianeta sono stati fondati alcuni villaggi e in uno di questi c’è il vecchio blaterone che è una sorta di congegno, una macchina che parla e straparla ininterrottamente raccontando sempre le stesse storie. Un giorno questo congegno smette di parlare e un gruppo di ragazze inventa una storia senza capo né coda, ma comunque una storia diversa da quelle raccontate dal vecchio blaterone. E le ragazze si divertono pure ad inventarla. Il vecchio blaterone può essere inteso come metafora del discorso mediatico incessante che ci colpisce ogni giorno. Le ragazze che inventano la storia senza capo né coda rappresentano ognuno di noi che può col suo pensiero inventare delle storie personali “originali”, autentiche, diverse dal discorso mediatico che ci affligge tutti i giorni nel cyberspazio o fuori, discorso mediatico che ci costringe tutti a parlare delle stesse cose, un po’ come fa il vecchio blaterone della storia in questione. Insomma una storia che parla di libertà contro oppressione, di individualità contro il condizionamento.

Leucosya e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni
Autori vari
Editore: Quality Games
Collana: Mondi Incantati
Prezzo di copertina: € 10,00

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