Opera23 ci propone Internal with figures, light. And shadows

Opera23 (al secolo Vincenzo Germano), ci propone l’ascolto del suo nuovo lavoro dal titolo Internal with figures, light. And shadows, un album dai colori synth pop, con ambienti elettronici in stile anni 90.

A schiudere le porte di quest’opera, è l’ipnotica Blob Tragedy, che cresce sulle armonie di un loop incessante di synth magnetici ed incantati. Stessa forma, viene riproposta in Contractions 4.4, questa volta con atmosfere più aperte che sembrano fondere le sperimentazioni degli Who (in particolare la parte centrale di Won’t get fooled again) e l’elettronica alla Aphex Twin.

Norway apre le porte a quella che sembrerebbe un elettronica tribale, con un suono costante di didgeeridoo, costruito con un synth, che ci lascia poi continuare il viaggio nella astraente Lapse 94, con il suo coinvolgente gioco di synth.

Room 1 (prima traccia di una trilogia) si apre con un arpeggiatore sinonimico ai suoni di On the run dei Pink Floyd, in questo loop minimale trascendentale. Si passa, poi, a Room 2, nella quale il gioco è il medesimo, questa volta in atmosfera da videogioco. Qui i suoni si sintetizzano maggiormente in una minimalizzazione sonora. A chiudere la trilogia c’è Room 3, anch’essa caratterizzata dalle medesime componenti delle altre due, in un giro armonico più leggero.

Il disco si chiude con la viaggiante Sleep of knowledge, una lunga suite di quasi 10 minuti, nella quale si può assaporare un’ammaliante, mutante e cinematografica apertura nel finale, che lascia finire l’album in maniera estremamente poetica.

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