L’orrore a Red Hook di H. P. Lovecraft

L'orrore a Red Hook di H. P. LovecraftQuesto libro dell’Editoriale Jouvence, a cura e con traduzione di Daniele Corradi, propone due dei racconti più famosi di Howard Philips Lovecraft: L’orrore a Red Hook (The horror at Red Hook) del 1925 e La chiamata di Cthulhu (The call of Cthulhu) del 1926.
Lovecraft è presente in Italia ormai in varie traduzioni pubblicate da vari editori. Qual è il senso allora di questa riproposta?
Presto detto: una nuova traduzione condotta da Daniele Corradi secondo nuovi e precisi criteri filologici.
Corradi, infatti, si è servito, oltreché di dizionari di inglese e italiano moderni, proprio del dizionario di inglese del 1804, usato da Lovecraft per elaborare il suo linguaggio così particolare, da molti giudicato erroneamente antiquato, in realtà un linguaggio alieno adatto a raccontare gli orrori cosmici, un’originalissima fusione tra horror e fantascienza. Ne deriva così un testo che riproduce per la prima volta in Italia la ricchezza e l’originalità del linguaggio di Lovecraft.
Così Corradi definisce HPL nell’introduzione: “Un archeologo letterario che, sotto l’arcaismo settecentesco e latinista, pare aver scovato nei suoi racconti un magnum innominandum linguistico, una parlata cosmica che travalica il mondo del significato. In ultima analisi, un cosmo dove l’orrore, le parole di un ripugnante caos, danno un nuovo ordine disumano all’esperienza umana.”
Questi due racconti, che hanno molto in comune tra loro, sono stati scritti entrambi dopo il contatto traumatico con la vita nella metropoli di New York e con le sue popolazioni di immigrati stranieri e di meticci, la cui presenza suscitava repulsione al cittadino di Providence.
Le trame sono arcinote agli appassionati di Lovecraft. Le riassumerò, in breve, per i neofiti.
Protagonista de L’orrore a Red Hook è Tom Malone, poliziottto che ha un esaurimento nervoso dopo la perdita di molti suoi colleghi a causa del crollo di una palazzina. Questo crollo avviene durante l’inchiesta su traffici criminali di immigrati clandestini asiatici uniti a riti magici orrendi nel quartiere degradato di Red Hook. Leader dell’organizzazione sarebbe Robert Suydam, un vecchio ricco eccentrico studioso di folclore e antiche leggende medievali.
Luoghi di raduno di questi asiatici sono alcuni appartamenti di proprietà di Suydam e una vecchia chiesa da cui provengono strane musiche rituali.
Malone scopre che gli asiatici sono Yazidi, cioè discendenti degli antichi adoratori del Diavolo persiani.
La morte di Suydam e l’aver assistito a un rituale magico in un sotterraneo collegato con una rete di appartamenti di proprietà di Suydam rischiano di sprofondare Malone nella follia, soprattutto a causa della già citata morte dei poliziotti in seguito al crollo dei sotterranei.
Lovecraft in questo racconto davvero perturbante fa sfoggio di conoscenza di rituali magici, sebbene egli abbia sempre asserito di non credere nella magia e di sapere quello che sa solo attraverso i libri.
La narrazione trova infatti la sua forza drammatica nell’enorme affastellamento di elementi magici e nella ripetuta, nel corso del racconto, blasfema invocazione a Ecate, antica dea lunare dell’oscuro e del proibito.
Come dice HPL in un una lettera allo scrittore Clark Ashton Smith: “In realtà, io sono un materialista integrale, quanto al mio “credo” effettivo; non ho neppure una scheggia di fiducia in qualsiasi forma di supernaturalismo – religione, spiritualismo, trascendentalismo, metempsicosi o immortalità. È possibile, tuttavia, che io ricavi il germe di qualche buono spunto narrativo dalle stupidaggini correnti del ciarpame psicolunatico…L’idea che la Magia Nera esista ancor oggi in segreto, o che antichi riti infernali sopravvivano tuttora nell’oscurità, è stata da me già usata, e la userò ancora. Quando leggerai il mio nuovo racconto The Horror at Red Hook, potrai renderti conto di come io l’abbia impiegata in connessione con le bande di giovani sfaticati e le orde di stranieri dall’aspetto malefico che si incontrano dovunque a New York”.
La chiamata di Cthulhu è diviso in tre parti in cui Francis Wayland Thurston legge dei diari e documenti vari rinvenuti tra le carte di suo zio, il linguista George Gammell Angell, dopo la morte di questi in un apparente incidente.
Nella prima parte Thurston rinviene un bassorilievo raffigurante un mostro antropomorfo con ali da drago e la testa che sembra una piovra con l’aggiunta di strani geroglifici.
Autore del bassorilievo è lo scultore Wilcok che deriva la sua arte dai propri incubi e, quando sta quasi per impazzire, i sogni si interrompono. Nello stesso periodo di realizzazione del bassorilievo, altri artisti fanno incubi simili che li portano a ricoverarsi in istituti psichiatrici. Thurston deriva tutto ciò dagli articoli di quotidiani del periodo.
Nella seconda parte Thurston legge il rapporto dell’ispettore della polizia di New Orleans John Raymond Legrasse che rinviene una statuetta simile al bassorilievo durante la repressione di un culto sanguinario che prevedeva sacrifici umani nelle paludi della Lousiana. Dagli interrogatori emerge che la setta è dedita all’adorazione dei Grandi Antichi e aspetta il ritorno di Cthulhu.
Nella terza parte Thurston legge il diario del defunto marinaio norvegese, Gustaf Johansen, in cui racconta dell’incontro di lui e della sua ciurma di un mostro dalle dimensioni gigantesche in una città enorme costruita secondo una geometria non euclidea.
Qualcosa di sovrannaturale – si accorge Thurston – sta accadendo nel mondo senza che gli umani se ne accorgano.
Nel passaggio dagli orrori di Red Hook a Cthulhu assistiamo alla trasmutazione di antichi orrori sopravvissuti sotto forma di sotterranee credenze pagane all’introduzione di un orrore cosmico in cui l’uomo perde ulteriormente il senso della propria esistenza nell’universo. Prima della sua creazione altri esseri vivevano e continueranno a vivere dopo che dell’essere umano non resterà neanche il ricordo.
Sul piano magico linguistico all’invocazione a Ecate si sostituisce un’altra in un linguaggio inventato: “Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagan”.
Questo racconto è considerato il manifesto dell’horror di Lovecraft, quello in cui le sue idee, enunciate nel suo L’orrore sovrannaturale in letteratura, hanno trovato piena realizzazione.

H. P. LovecraftL’AUTORE
Howard Philips Lovecrat è nato il 1890 a Providence, negli USA. Oggi considerato uno dei più grandi scrittori horror, in vita non ebbe successo. Tanto che dovette mantenersi con revisioni di lavori altrui (racconti che spesso riscriveva completamente) e denaro di famiglia. I genitori soffrivano entrambi di malattia mentale e sono morti precocemente.
HPL si sposò con Sonia Greene, ma il matrimonio durò circa un anno. Dopo avere tentato la fortuna a New York, divorziò dalla moglie e ritornò per sempre alla sua amata Providence, dove vivevano le zie materne. In vita ha pubblicato principalmente sulla rivista Weird Tales, per quanto disprezzasse, con poche eccezioni, gli autori delle riviste pulp.
È morto a 46 anni per un tumore intestinale. Dopo pochi anni i suoi racconti furono editi dalla Arkham House, casa editrice fondata dall’amico August Derleth proprio per pubblicare il lavoro di HPL. Sono seguite numerose edizioni in tutto il mondo. Dai suoi racconti sono stati tratti videogiochi, giochi di ruolo, film, fumetti e dischi musicali.

L’orrore a Red Hook
Autore: H. P. Lovecraft
Editore: Editoriale Jouvence
Collana: Finzioni
Codice ISBN: 9788878016934
Prezzo di copertina: € 10,00

a cura di Luca Bonatesta
(lucabonatesta71@gmail.com)

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